Presidenza del vicepresidente FLERES
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
ACIERNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sollevare un problema che ritengo prioritario ancorchè si parli
di dignità dello svolgimento delle funzioni di deputato in questa
Assemblea.
In data 13 novembre tre deputati sono transitati al Gruppo
Misto dell'Assemblea regionale. Gli uffici dell'Assemblea
regionale sono stati più volte sollecitati a trovare i locali
idonei a fare svolgere in maniera decente il proprio lavoro ai
tre deputati, ancorchè il Gruppo Misto, con i pochi uffici che
aveva avuto assegnati ad inizio legislatura, non riesce ad
ospitare queste ulteriori presenze. Ritengo, pertanto,
importantissimo che gli uffici preposti si facciano carico di
risolvere in tempi brevissimi il problema perchè da quasi un mese
tre deputati non hanno un posto dove potere lavorare.
Dopo questo primo richiamo al Regolamento, ne aggiungo un
altro, sempre con il massimo rispetto.
L'Assemblea, all'inizio della legislatura, ha ritenuto
opportuno, e questo, secondo me, nel rispetto degli equilibri tra
maggioranza e opposizione, prima nella riforma degli uffici di
Presidenza in seno alle commissioni legislative, poi ha operato
una seconda riforma in seno all'articolo 4, sulla
regolamentazione dell'Ufficio di Presidenza, nella quale credo
che abbiamo avuto la capacità di far passare, per la prima volta
in questa Aula, un principio secondo il quale l'Ufficio di
Presidenza non è un organo politico e, quindi, non può essere
determinato nella sua composizione da un equilibrio tra forze di
maggioranza e forze di opposizione, ma, essendo uno strumento
amministrativo, deve vedere la rappresentanza di tutti i Gruppi
che erano costituiti, così come cita il Regolamento riformato.
Io credo che, ancora oggi, ci sia da definire il
completamento di questo Ufficio di Presidenza in quanto ho la
sensazione che ci siano dei Gruppi, regolarmente costituiti alla
data della prima elezione del Consiglio di Presidenza, i quali
ancora oggi non sono rappresentati in seno a quell'organismo e mi
riferisco al gruppo di Alleanza nazionale e al Gruppo Misto.
Quindi, anche su questo, io vi sollecito a volere controllare la
composizione dell'Ufficio di Presidenza rispetto al mutato
articolo del nostro Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, volevo tranquillizzarla
relativamente alle due questioni; la prima: il Collegio dei
Deputati Questori, che ha competenza - come lei sa -
circa la individuazione delle sedi dei Gruppi parlamentari, è
stato convocato per oggi, alle ore 18,00 e credo che discuterà,
tra gli altri, anche questo tema.
Per quanto riguarda la vicenda della composizione
dell'Ufficio di Presidenza, è intendimento del Presidente
dell'Assemblea porre la questione alla Conferenza dei Presidenti
del Gruppi parlamentari, di cui parleremo a breve.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Acierno mi risparmia di ritornare sul richiamo al Regolamento, ma
io pongo qui una questione, che è anche una questione di
moralità. E mi rivolgo a lei, signor Presidente, come mi rivolgo
al Segretario generale di questa Assemblea: da ormai circa un
mese, o poco meno, tre parlamentari non sono nelle condizioni di
operare secondo il mandato elettorale che hanno ricevuto. Il
fatto che ci si dica che oggi il Collegio dei Deputati Questori
si riunirà più tardi, alle ore 18.00, è una canzone che ci viene
suonata ormai esattamente da circa un mese.
Ora, io vorrei che finissimo in quest'Assemblea di fare
concerti - la musica si fa nelle sedi adeguate - e si facessero
qui, invece, azioni concrete per mettere i parlamentari in
condizione di lavorare.
Avevamo individuato, con il presidente Lo Porto, una
soluzione, che poteva essere anche temporanea, ma che avrebbe
permesso comunque ai deputati di svolgere il loro lavoro. Tale
soluzione, non si capisce bene per quale ragione e secondo quale
scienza, non si è adottata. Questa o un'altra, comunque sia, va
in ogni caso bene. L'importante è che si tratti di luoghi in cui
si possa lavorare dignitosamente, ma non fra un mese, perchè da
questo momento noi, ogni qualvolta si terrà seduta d'Aula,
riproporremo le stesse questioni. Non vorremmo passare ad atti
ancora più duri
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ferro. Anche per lei vale quanto
ho già detto all'onorevole Acierno: più tardi, alle ore 18,00, è
già stato convocato il Collegio dei Deputati Questori per
affrontare, al primo punto, il tema che lei ha posto.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
l'occasione della discussione appena iniziata da coloro i quali
mi hanno preceduto per denunciare con forza le difficoltà con le
quali questa minoranza o i gruppi politici di questa minoranza
sono purtroppo costretti ad operare - se è possibile operare - in
questo contesto. Io, nonostante la mia grande pazienza, sono
arrivato al punto che non posso più tollerare la situazione nella
quale ci troviamo a vivere nelle circostanze date, che dal 13
novembre non ci sia stato assegnato alcun locale ...
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, mi costringe a dare per la terza
volta la stessa risposta; poi, probabilmente, vorrà chiedere di
parlare pure l'onorevole Morinello. Ho già dato la risposta
rispetto a questo tema: alle ore 18,00 è convocato il Collegio
dei Deputati Questori. Altrimenti ripetiamo sempre le stesse
cose; mi sembra molto strumentale.
RAITI. Questo era solo un inciso. Devo continuare la mia
discussione, se mi consente. So che questa Presidenza vorrebbe
camminare speditamente, così come ha fatto altre volte senza dare
nemmeno la possibilità di discutere, ma almeno questo me lo
consenta.
Quindi, dal 13 novembre siamo costretti a vagare per
l'Assemblea, ad andare a trovare gli amici per poterci sedere,
quando il Collegio dei Deputati Questori, opportunamente
sollecitato dal Questore onorevole Zangara, non si riunisce da un
mese. Io non capisco che cosa vengono a fare i Questori o quale
compito svolgono o dovrebbero svolgere e quale compito hanno
svolto in questo mese. Non è possibile tollerare questa
situazione
Se accanto a questo, che è un inciso, colleghiamo il fatto
che io ho subìto il furto del mio computer portatile, all'interno
della stanza del Gruppo del quale facevo parte, con i dischetti e
tutto il resto, è un'altra azione che mi fa assolutamente
preoccupare circa l'andamento dei lavori di quest'Assemblea. Un
parlamentare ha subìto il furto di un portatile all'interno del
proprio Gruppo. E' un fatto che è successo e che deve
preoccupare non solo me, ma tutti noi.
Se colleghiamo tutti questi attivi messi insieme, ecco che
ci rendiamo conto che qualche cosa non funziona ed io inviterei
tutti noi - perché non credo che ci siano responsabilità singole
di qualcuno di noi - a riflettere, perché non è possibile andare
avanti con questo andazzo; se 'il buongiorno si vede dal
mattino', questo non è un buongiorno per la democrazia nella
Regione siciliana
Quindi, nonostante la disponibilità manifestata, a volte, a
parole, i fatti non vi corrispondono. Mi riferisco anche ad
altra richiesta che ho avanzato nell'esercizio della mia attività
parlamentare: ho richiesto alla Presidenza di avere copia di
tutti gli atti inerenti il trattamento e lo status giuridico dei
deputati; ad oggi non ho avuto alcuna risposta su questo, se non
che il Segretario Generale, dottor Giuffrida, mi ha messo a
disposizione una copia della delibera con la quale mi si dice che
io posso prendere visione di quegli atti.
Io ritengo che ciò non sia assolutamente possibile. Un
parlamentare ha uno status che, in ogni caso, gli consente, gli
deve consentire di disporre di tutta la documentazione che è
necessaria per l'esercizio del proprio mandato o per rendersi
conto di quello che sta a fare.
Così non si può andare avanti, perché non è possibile
lottare tutti i giorni con un muro che ti respinge costantemente,
anche se a parole c'è la buona volontà Tutte queste cose messe
insieme fanno riflettere fortemente sulla possibilità di
esercitare autonomamente, in libertà, il proprio mandato
parlamentare.
Io spero che siano stati degli incidenti di percorso e che,
a partire da questa sera, qualche cosa cambi in quest'Assemblea,
per evitare che si giunga ad atti eclatanti che tutti noi
vorremmo evitare, perché ci dobbiamo occupare di altre cose ben
più serie, nel rispetto del popolo siciliano che aspetta risposte
serie da noi.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, soltanto per un richiamo alla
Presidenza, perché si adoperi a tutela del Parlamento siciliano.
Troppe volte registriamo l'assenza del Governo Questo
impedisce di fatto la possibilità che nel Parlamento siciliano si
eserciti fino in fondo il ruolo del Parlamento stesso, che si
possano dibattere questioni che sono al centro degli interessi
della Sicilia e troppe volte assistiamo anche - mi si consenta -
ad avalli, che vengono dati dalla Presidenza dell'Assemblea, di
copertura nei confronti di questo comportamento.
Voglio citare una questione specifica: la presentazione
della mozione del Gruppo dei DS sulla finanziaria nazionale.
Noi presentammo quella mozione dopo che il Presidente
dell'Assemblea regionale, in modo opportuno secondo me, incontrò
tutti i parlamentari regionali e nazionali ed in quella sede
sollecitò i parlamentari nazionali ad apportare delle modifiche
al taglio della finanziaria nazionale, preoccupato - come molti
di noi - del carattere antimeridionale di quella finanziaria.
Sulla base di quel ragionamento, noi, come Partito, ci siamo
proposti di dare il nostro contributo.
Signor Presidente, come lei sa, l'unico strumento
regolamentare a nostra disposizione era quello della mozione per
impegnare il Governo. Abbiamo presentato la mozione il 13
ottobre; nel corso delle sedute del 15 e 16 ottobre venne
stabilito che la discussione sulla mozione dovesse svolgersi il
23 ottobre, quindi molto prima che venisse esaminato dalla
Commissione Bilancio al Senato e prima ancora che il Senato
esaminasse il testo della finanziaria e lo esitasse, addirittura;
invece, con diversi marchingegni, si è impedito all'Aula di
affrontare un argomento così delicato.
Capisco che la stampa, in questo caso, tace, ma mi consenta,
signor Presidente, di gridare allo scandalo per questo
comportamento. Il disegno di legge relativo alla finanziaria è
già all'esame del Parlamento nazionale, che chiuderà i battenti
il 20 dicembre. In quella sede, allo stesso non arriverà alcun
orientamento del Parlamento regionale ed in quella legge
finanziaria, come lei sa, sono contenuti provvedimenti che si
muovono fortemente contro la Sicilia.
Signor Presidente, non so se ormai siamo fuori tempo
massimo, ma le posso assicurare che sarebbe opportuno effettuare
una discussione approfondita per svelare quello che ormai tutti
sanno, che si è registrato a proposito del Banco di Sicilia e che
si sta registrando anche con il disegno di legge concernente la
finanziaria: noi ci troviamo di fronte ad un Governo che qui
grida ma che in realtà esercita una funzione ascaristica nei
confronti del Governo nazionale, che non ha la forza di
modificare orientamenti e proposte, che subisce orientamenti, a
partire dalla legge 'Tremonti bis', per finire con l'eliminazione
del credito d'imposta, al fatto che gli strumenti fondamentali
per lo sviluppo della nostra economia rischiano di essere
cancellati; mi riferisco ai patti territoriali, ai contratti
d'aria ed a quelli di programma.
Tutto ciò viene approvato con il silenzio assoluto del
dibattito parlamentare. Noi non possiamo tollerarlo Non
possiamo tollerare il comportamento del Governo, il comportamento
di avallo che la Presidenza dell'Assemblea dà al Governo, che non
solo mortifica il ruolo e la funzione del Parlamento, ma
impedisce alla Sicilia ed a questo Parlamento di esercitare una
funzione nazionale nel dibattito sulla legge finanziaria per
modificarne gli orientamenti e gli indirizzi.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, come lei sa, più volte la
Presidenza ha sollecitato il Governo ad essere presente ed a
seguire con maggiore puntualità i lavori dell'Aula; lo farà
ulteriormente, anche in considerazione della richiesta espressa
che lei ha voluto formulare.
MORINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
tediare la Presidenza, nè l'Aula, per ribadire le cose che sono
state dette dai colleghi che mi hanno preceduto. So che alle ore
18.00 ci sarà una convocazione, non so se il Deputato Questore
arriverà a Palermo in tempo, perchè per l'ennesima volta c'è il
pericolo, da me paventato, che decisioni da ratificare, anche
sulla base di una ricognizione che è stata fatta insieme al
Presidente dell'Assemblea ed al Segretario generale, sono poi
state disattese per la mancata funzionalità del Collegio o per
aspettative diverse sui locali che sono stati individuati da
parte di chicchessia, a questo punto.
Quindi, l'invito che rivolgo alla Presidenza è quello di
verificare se entro stasera, finalmente, questo fatto grave, che
può essere pernicioso per i rapporti istituzionali che ci devono
essere all'interno di questa Assemblea e per l'opera di garanzia,
per le guarentigie che devono essere assicurate ai deputati,
questa ferita, appunto, possa essere sanata.
Al Segretario Generale reiteriamo, appunto, l'invito ad una
maggiore vigilanza perché gli uffici, eventualmente, possano
permettere ai deputati di espletare il loro mandato. Io non
voglio fare petizioni di principio, perché prima vengono i
deputati e poi vengono i funzionari, i dirigenti e coloro che
lavorano in questa Palazzo, facendo il loro dovere tra l'altro,
però io ritengo che vi sia una priorità.
C'è stata una sottovalutazione, da parte della Presidenza
dell'Assemblea e da parte della Segreteria Generale, del tema di
cui stiamo parlando. Io non voglio assolutamente tediare con
divagazioni di varia natura, però ritengo che da parte della
Presidenza ci debba essere data un'assicurazione, e non solo
l'informazione, la comunicazione, di cui noi eravamo già in
possesso, relativa alla riunione del Collegio dei Deputati
Questori per le ore 18,00 (non sappiamo se sono in riunione o
meno), che in ogni caso possa essere sanata questa ferita che è
stata inferta al funzionamento delle istituzioni.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Morinello. Immagino che lei non
pretenda che la Presidenza svolga attività di Segretariato del
suo Gruppo parlamentare. La Presidenza ha già comunicato che il
Collegio dei Deputati Questori si riunirà alle ore 18,00 e che ha
all'ordine del giorno il tema che sta a cuore a lei ed agli altri
deputati del suo Gruppo e che è stato posto dal presidente del
Gruppo Misto. Credo che il resto non sia compito di questa
Presidenza.
Presidenza del vicepresidente FLERES
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il turismo:
- N. 4 "Delucidazioni in ordine al Piano regionale di
propaganda turistica", degli onorevoli Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe;
- N. 7 "Interventi per la realizzazione di aree attrezzate
per le roulottes ed i campers nella città di Catania",
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
- N. 9 "Contributi a favore di enti di promozione
sportiva", degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge.
- "Contributo straordinario ai produttori di ficodindia per
la stagione agricola 2001" (n. 280)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Tricoli, Virzì in data 29 novembre 2001.
- "Istituzione delle strade del vino, dell'olio e dei
prodotti tipici agroalimentari" (n. 281)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Borzacchelli, Ardizzone,
Savona, Cintola, Lo Monte, Pistorio, Crisafulli, Leanza
Edoardo, Mancuso, Savarino in data 3 dicembre 2001.
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico i seguenti disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria
delle basi eliportuali nelle isole Egadi, Eolie e Ustica e
altre isole minori" (n. 278)
- iniziativa parlamentare
- PARERE VI COMMISSIONE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Interventi di sostegno al comparto zootecnico siciliano
colpito dai provvedimenti sanitari di tutela nei confronti
della BSE e conseguenti anche all'epidemia di blue tongue"
(n. 277)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Recepimento della legge 6 dicembre 1991, n. 394 in
materia di organizzazione, potenziamento e salvaguardia
degli enti parco della Regione siciliana" (n. 279)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 30 NOVEMBRE 2001
COMUNICAZIONE DEL GOVERNO SULLA SPESA
PRESIDENTE. Comunico che l'Assessore regionale per il bilancio
e le finanze, ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 30
dicembre 1986, n. 36, modificato dall'articolo 13 della legge
regionale 26 maggio 1988, n. 5, ha trasmesso copia dello Stato
di attuazione della spesa al 30/09/2001.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 343 - Interventi urgenti nei confronti del Governo
nazionale per il decollo in Sicilia degli strumenti di
programmazione concertata.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario:
Borzacchelli Antonio
- con richiesta di risposta scritta:
N. 340 - Iniziative per bloccare il processo di
incorporazione del Banco di Sicilia in Banca di Roma.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Firmatario:
Forgione Francesco
N. 341 - Avvio di un'ispezione presso il Consorzio
Autostrade Siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario:
Raiti Salvatore
N. 342 - Notizie sull'organizzazione degli uffici speciali
previsti dalla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
- Presidente Regione
Firmatario:
Forgione Francesco
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 13 - Erogazione dei contributi per l'annata agraria
1997/1998, ai sensi del regolamento comunitario 2078/92.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario:
Raiti Salvatore
N. 14 - Iniziative per porre fine alle inefficienze nella
gestione delle acque del Consorzio di Bonifica Gela 5.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario:
Raiti Salvatore
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che, in data 4 dicembre 2001, è stata
presentata la seguente mozione:
- n. 73 "Iniziative per scongiurare la condanna a morte di
Safya Husseini Tungar-Tudu", degli onorevoli Spampinato
Giuseppe; Lo Curto Eleonora; Raiti Salvatore; Savarino
Giuseppa; Barbagallo Giovanni.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI ELEZIONE DI SEGRETARIO REGIONALE DEI
'DEMOCRATICI DI SINISTRA'
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 29 novembre 2001
l'onorevole Antonino Cracolici ha reso noto che, in data 11
novembre 2001, è stato eletto Segretario regionale dei
'Democratici di Sinistra'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPAMPINATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, per prendere atto che, anche in
questa occasione, una delle occasioni importanti per svolgere un
ruolo, l'Assemblea regionale, purtroppo, non è al completo, ma la
cosa più grave è, ancora una volta, che non registriamo la
presenza del Governo.
Più volte da questo scanno e in diversi momenti ho fatto
richiamo, ho chiesto, a nome mio e a nome del mio Gruppo, che la
Presidenza tutelasse la dignità del Parlamento siciliano e,
ancora una volta, purtroppo, dobbiamo verificare come questo non
avvenga.
Stasera era una delle occasioni per cui l'Assemblea
regionale avrebbe potuto svolgere una propria funzione;
probabilmente, così come diceva l'onorevole Speziale, stasera era
troppo tardi, ma nella discussione della mozione sugli indirizzi
finanziari del Governo nazionale l'Assemblea regionale avrebbe
dovuto, avrebbe potuto svolgere la propria funzione e, al di là
delle diversificazioni di natura politica, in maniera unitaria.
Noi possiamo verificare che il disegno di legge relativo
alla finanziaria, approdato alla Camera e chiusi anche i termini
per la presentazione degli emendamenti, purtroppo non ha la
possibilità di avere un connotato di sicilianità, anzi dobbiamo
necessariamente notare che tutto l'opposto si è verificato. Un
esempio soltanto: in occasione della discussione del disegno di
legge sull'emersione del lavoro nero, c'era stato un ordine del
giorno del centrodestra che aveva rimandato alla finanziaria la
possibilità del rispetto del nostro Statuto ovvero la possibilità
di spendere in Sicilia tutti gli emolumenti derivanti da questa
legge. E' stato proposto un emendamento dal centrosinistra, non
è stato accettato, è stato votato all'unanimità da tutti i
deputati siciliani alla Camera un ordine del giorno di cui
purtroppo oggi non c'è nessuna traccia all'interno della legge
finanziaria.
In tempo noi avremmo potuto evidenziare queste
contraddizioni, avremmo potuto svolgere un nostro ruolo, non c'è
data ancora una volta la possibilità di svolgere la nostra
funzione politica, spesso non c'è data la possibilità di svolgere
la nostra funzione legislativa. Non vogliamo vedere, ancora una
volta, la tutela della dignità messa in discussione, così come
proponeva - mi dispiace che non è presente - l'onorevole Acierno
quando si parla ancora di allargare ulteriormente il Consiglio di
Presidenza. Su questo è chiaro, lo abbiamo già detto più volte,
saremo pronti a fare barricate in tutti i modi e in tutte le
forme. Vorremmo svolgere la nostra funzione politica, non ce ne è
data la possibilità, il Governo non è nemmeno presente con un suo
elemento in questo momento in Aula, probabilmente l'interesse
della Sicilia non è un interesse di questo Governo siciliano, me
ne dispiace e concludo.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, il Governo è talmente
presente che sta conversando col Parlamento. Come lei vede, è
assolutamente attento a quelle che sono le osservazioni che lei
ha formulato, tanto attento che ha ritenuto di doversi trasferire
presso i banchi del Parlamento, piuttosto che presso quelli del
Governo.
Onorevole Granata, la prego di volere raggiungere i banchi
del Governo.
Onorevoli colleghi, la discussione della mozione di cui al
II punto dell'ordine del giorno siamo costretti a rinviarla,
essendo la mozione stessa rivolta al Presidente della Regione, il
quale è assente.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
'BENI CULTURALI E AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE'
PRESIDENTE. Si passa al punto III punto dell'ordine del
giorno: Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica 'Beni culturali e ambientali e pubblica istruzione'
Si passa alla interrogazione n. 127: "Interventi circa il
parziale trasferimento dei fondi alle Opere universitarie
dell'Isola", degli onorevoli Villari, Cracolici e Panarello.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
'All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione, premesso che la Sicilia non ha
ancora una sua legge per tutelare il diritto allo studio
(unica regione in ambito nazionale) e che, nel panorama
universitario nazionale, pur non mancando di punti di
eccellenza, le università siciliane soffrono di un basso
livello d'efficienza di sistema che si risolve in alti
costi per gli studenti e le loro famiglie;
assunto che le Opere universitarie hanno il compito
precipuo di garantire l'esercizio del diritto allo
studio a quanti più giovani possibile, con particolare
riferimento a quelli meritevoli e in condizioni
economiche disagiate;
ricordato che la Regione siciliana eroga alle Opere
universitarie oltre ai contributi necessari per il loro
funzionamento gestionale, fondi finalizzati a borse di
studio;
osservato che i fondi finalizzati a borse di studio
discendono da contributo dello Stato (fondo perequativo
per il diritto allo studio) e dalla tassa regionale per
il diritto allo studio (£ 120.000 a studente);
rilevato che tali fondi ammontano per l'anno 2000 a
circa 33 miliardi di lire (11 miliardi per ogni Opera
universitaria) e che la Regione ne è in possesso dalla
fine del 2000;
visto che dei fondi ordinari di gestione le Opere
suddette hanno avuto accreditato, fino ad oggi, solo
2/12 trovandosi in serie difficoltà e a rischio di
contenziosi con fornitori di beni e servizi;
verificato che migliaia di studenti (circa 10.000)
che avrebbero dovuto ottenere le borse entro il
31.12.2000 sono ancora in attesa;
per sapere:
- i motivi per i quali i fondi di gestione sono stati
trasferiti ad oggi solo nella misura di circa 2/12 e se
tale criterio sia valso per tutti gli Enti dipendenti
dalla Regione;
- perché non sono state accreditate fino ad oggi le
somme relative alle borse di studio, tenuto conto che le
medesime sono una partita di giro e finalizzate
rigorosamente al pagamento delle borse di studio;
- se le somme relative alle borse di studio non siano
state distratte per altri fini, in violazione delle
norme vigenti in materia di contabilità e denegando un
diritto fondamentale come il diritto allo studio;
- quali misure intenda adottare per monitorare la
situazione e ricercare le soluzioni più adeguate e
immediate, senza escludere, eventualmente, l'avvio di
un'indagine amministrativa volta a fare luce su quanto
sopra detto.'
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con
urgenza).
(1 agosto 2001)
VILLARI - CRACOLICI - PANARELLO
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per fornire la
risposta.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
opportunamente l'onorevole Villari ha sollevato il problema
attraverso questa interrogazione, la numero 127, relativa al
trasferimento dei fondi alle Opere universitarie che, come tutti
sappiamo, hanno sofferto e soffrono dei ritardi nell'erogazione
di questo contributo. Diciamo subito che dei fondi relativi alle
spese gestionali delle Opere universitarie in Sicilia, stanziati
nella misura di 34 miliardi, l'Assessorato ha erogato ad oggi la
prima semestralità, pari a 17 miliardi. Di conseguenza,
l'ammontare dei fondi trasferiti alle Opere universitarie, ad
oggi, è di gran lunga superiore ai due dodicesimi dello
stanziamento e coincide con oltre il 50 per cento dello stesso,
precisandosi che l'erogazione della seconda semestralità è
subordinata, ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale
numero 6/97, all'approvazione del conto consuntivo relativo
all'esercizio finanziario 2000, tenuto conto dell'avanzo di
amministrazione.
Per quanto riguarda, invece, le somme relative agli
interventi per borse di studio, che sono stanziate sul capitolo
di bilancio 373310 cioé il fondo di intervento integrativo
statale, per 16 miliardi, le somme sono state quasi integralmente
già erogate con decreto del 24 luglio 2001, vistato il 10
settembre: all'Opera universitaria di Catania 6 miliardi e 667
milioni circa, all'Opera universitaria di Messina 3 miliardi e
150 milioni, all'Opera universitaria di Palermo 4 miliardi e 127
milioni, su un totale di 6 miliardi e 217 milioni, a causa di
carenza del plafond di cassa.
Non è stata esercitata - questo è il punto essenziale della
sua interrogazione - alcuna distrazione di fondi da parte del
Dipartimento regionale Pubblica istruzione dell'Assessorato, per
altre finalità ovviamente di bilancio, precisandosi che le
difficoltà relative alla materiale erogazione delle somme in
argomento sono derivanti solo dall'insufficiente capienza del
plafond di cassa relativa alla categoria di spesa in argomento,
in relazione alla quale si è provveduto tempestivamente a
richiedere le necessarie variazioni in aumento all'assessorato al
Bilancio e quindi si è provveduto all'emissione dei relativi
titoli di spesa.
Tra l'altro, sull'argomento, ma in chiave di normativa
generale, è in corso di approvazione, da parte della Commissione
competente, di cui l'onorevole Villari è un autorevolissimo
componente, l'approvazione del disegno di legge sul diritto allo
studio, dove meglio e in modo più razionale saranno regolamentati
i rapporti tra la Regione siciliana e le Opere universitarie.
Quindi, di fatto, si tratta di uno stanziamento che, per
quanto riguarda le Opere universitarie, cioè le borse di studio,
è stato sostanzialmente integrale il versamento e
l'accreditamento delle somme, mentre c'è ancora un ritardo, ma
che riguarda la prima parte dell'interrogazione, cioè i fondi
relativi alle spese gestionali, e questo è dovuto al fatto che
bisogna aspettare il deposito del conto consuntivo complessivo
dell'esercizio 2000 per chiudere il successivo 50 per cento che
ancora non è stato erogato, cioé dei 34 miliardi già 17 miliardi
sono stati erogati alle Opere universitarie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VILLARI. Signor Presidente, onorevole Assessore, io desidero
precisare alcune cose, poichè mi ritengo parzialmente
soddisfatto, dal momento che quando è stata presentata
l'interrogazione è passato qualche tempo; l'interrogazione risale
al 1 agosto 2001, siamo a fine anno, da allora ad oggi
effettivamente sono state erogate, come dice l'assessore, le
somme alle Opere universitarie, sia a valere sui fondi che
riguardano i fondi di perequazione alle Opere universitarie, sia
quelle che riguardano le borse di studio.
Non mi risulta però, onorevole assessore, almeno dalle
informazioni che ho avuto, che sia stato erogato completamente
quanto spetta agli studenti in materia di borse di studio, nel
senso che ancora vi è un saldo da corrispondere alle Opere
universitarie per coprire, credo, la terza rata. Quindi, io
chiedo - e richiamo l'attenzione del Governo e del Parlamento -
che il disegno di legge cui faceva riferimento l'onorevole
Assessore presentato in V Commissione sul diritto allo studio e
altri testi di iniziativa parlamentare che giacciono in quella
Commissione, vengano esaminati al più presto, che ci si assuma
questo impegno perché la questione che riguarda la legge per il
diritto allo studio ha assunto negli anni passati, nella
precedente legislatura ma ancora oggi e lo sarà, io spero di no,
se dovesse continuare così nei mesi e negli anni futuri, elemento
di polemica nei confronti del Parlamento siciliano, di critica e
non solo di incomprensione rispetto al fatto che la Sicilia
continua ad essere l'unica regione italiana senza una legge sul
diritto allo studio, né in generale, né in particolare su uno
stralcio di legge che attenga al diritto allo studio
universitario.
Io chiedo pertanto la massima accelerazione al Governo e
quindi all'assessore Granata perché su questo punto si apprende,
da notizie di stampa, che il Governo ha predisposto, credo
all'interno della finanziaria, delle norme, che hanno suscitato
delle critiche, tese ad incentivare attraverso buoni-libro lo
studio presso soggetti non statali, presso altri enti privati.
Proprio questo, a mio giudizio, richiama l'esigenza di
accelerare una legge per il diritto allo studio perchè si mettano
nelle condizioni gli studenti siciliani attraverso i servizi che
erogano le Opere universitarie e più in generale la scuola
pubblica siciliana di poter svolgere pienamente i propri compiti,
dopo si può discutere se potranno eventualmente coesistere...
Questo è un dibattito che ha aperto forme di integrazione.
Io ricordo che nella legge che facemmo, la legge 6/2000
sull'autonomia scolastica, sicuramente l'Assessore di allora
l'onorevole Granata ricorderà perfettamente, all'articolo 1 si
prevede che in alcune aree particolari della Regione siciliana
possono coesistere forme di integrazione laddove l'indice di
alfabetismo fosse eventualmente basso.
Valutiamo ipotesi di questa natura, ma non si riproponga un
tema che, a nostro giudizio, rimane fondamentalmente fuori luogo:
la privatizzazione dello studio in Sicilia.
Quindi, acceleriamo questi percorsi e mettiamo soprattutto
gli uffici delle Opere universitarie nelle condizioni di erogare
rapidissimamente i fondi già esistenti, eventualmente
impinguandoli nei successivi provvedimenti finanziari che noi
saremo da qui a breve chiamati a realizzare sia per quanto
riguarda i trasferimenti ordinari dello Stato, i cosiddetti fondi
perequativi, sia quelli finalizzati ai servizi e alle borse di
studio per gli studenti più bisognosi.
Pertanto, mi dichiaro parzialmente soddisfatto anche in
ragione del fatto che sono passati sei mesi, quindi, è stato
recuperato del tempo. E poi si esercitano dei rapporti informali
da parte dei deputati nei confronti del Governo, dell'Assessorato
per cui si sollecita.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
soltanto per dichiararmi soddisfatto della parziale soddisfazione
dell'onorevole Villari anche perché è un tema che è stato
sollecitato opportunamente e il cuore della questione è
l'approvazione del disegno di legge sul diritto allo studio
universitario, laddove all'interno in modo irrazionale sono già
previste - e comunque sarà poi il Parlamento a decidere,
evidentemente - modifiche, un adeguamento legislativo perchè
quello che scaturirà come testo coinciderà con la volontà del
Parlamento.
Quello che è certo è che quel testo il Governo con
grandissima rapidità lo ha esitato anche attraverso una forma di
concertazione continua con i vertici delle Opere universitarie e
con i tre rettori. Quindi, è un testo che comunque ha già un
ampio consenso, non è cosa di poco conto, delle Università
siciliane.
Quindi, il Parlamento, ovviamente, prima la quinta
Commissione bene farebbe - e bene fa l'onorevole Villari a
ricordarlo - a porlo in corsia preferenziale perchè è un testo
che consente di evitare il prossimo anno i soliti ritardi
dell'erogazione di queste somme che garantiscono il diritto allo
studio a molte fasce non abbienti della popolazione studentesca
siciliana.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interrogazione n.
322 'Attivazione dei corsi di specializzazione per insegnanti di
sostegno', a firma Villari, Giannopolo, Panarello.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. L'interrogazione n. 322 riguarda un tema
particolarmente delicato: l'attivazione dei corsi di
specializzazione per insegnanti di sostegno. Con riferimento alla
stessa, occorre rilevare che il titolo di specializzazione
polivalente per insegnanti di sostegno è rivolto al personale
direttivo e docente delle istituzioni scolastiche statali di ogni
ordine e grado e si consegue previo esame selettivo al termine di
un corso teorico-pratico che dura due anni, tenuto presso scuole
o istituti riconosciuti dal Ministero della pubblica istruzione.
La Regione siciliana, fino al mese di marzo 1997, ha
autorizzato i corsi in argomento, quindi fino al 1997 li ha
autorizzati la Regione stessa ed erano tenuti da enti o da
associazioni in possesso dei necessari requisiti previsti dalla
legge.
Successivamente, con una nota del 23 ottobre 1997, il
Ministero della pubblica istruzione ha negato indirettamente alla
Regione siciliana la competenza ad autorizzare i corsi di
specializzazione per le attività di sostegno.
La Regione siciliana pertanto promuoveva ricorso dinanzi la
Corte Costituzionale avverso la nota del Ministero riguardante
proprio la competenza ad autorizzare i corsi di specializzazione.
La Corte Costituzionale, con sentenza n. 363, si è espressa
dichiarando inammissibile il conflitto di attribuzione e quindi
lasciando insoluto il problema.
Ulteriori indicazioni sono contenute nella nota del 24
aprile 2001 con il quale il Ministero invitava in primo luogo le
università degli studi italiane a non indire nuovi corsi biennali
di specializzazione per le attività di sostegno d'argomento,
bloccando di fatto anche l'Università di Catania che aveva in
programma di indire questi nuovi corsi.
Alla luce di quanto sopra esposto, l'unica strada possibile
è quella di un raccordo peraltro già avviato con il Ministero
della pubblica istruzione, ma in margine a questo argomento, che
è molto importante nella sostanza, devo aggiungere qualcos'altro
che è meno formale.
Ci troviamo di fronte ad una curiosissima situazione che ha
anche dei risvolti legati alla trasparenza degli atti
amministrativi, cioè da, una parte, abbiamo in Sicilia degli
insegnanti che hanno non un'abilitazione ma più abilitazioni, i
quali però non possono esercitare il ruolo legittimamente di
insegnanti di sostegno perchè nessuno li pone in condizione di
poter fare un corso che attribuisce loro questa specializzazione
e, dall'altra, abbiamo dei soggetti che non hanno mai messo piede
in una scuola pubblica o privata che sia e che attraverso un
corso biennale - sulla conduzione dei quali e sulla trasparenza
degli stessi io, come dire, avanzo qualche perplessità abbastanza
accentuata - ottengono questo titolo di specializzazione e spesso
si trovano a sostituire insegnanti di sostegno pienamente
abilitati e laureati che esercitano quel ruolo, ricordiamolo, nei
confronti di soggetti deboli, perchè si tratta di insegnanti di
sostegno a bambini portatori di handicap che si vedono privati
del loro insegnante che per anni li ha seguiti e sostituiti con
insegnanti che escono da corsi di sostegno che danno la
specializzazione.
In questo senso so che alcune centrali sindacali si stanno
opportunamente attivando ed è nostra intenzione, parallelamente,
avviare un confronto - che è già aperto - con il Ministero per
verificare se è possibile, ed è questo l'intendimento
dell'Assessorato, avviare una possibilità di accesso ai corsi di
insegnanti di sostegno gestiti direttamente dalla Regione
attraverso l'Università da parte di quei soggetti abilitati, che
hanno già un'abilitazione e che allo stesso tempo hanno
esercitato per un termine minimo di tempo, noi abbiamo pensato
almeno centottanta giorni, e comunque dell'ultimo anno
scolastico, la funzione di insegnante di sostegno.
Così facendo da una parte razionalizzeremo l'intervento che
avviene attraverso i corsi di specializzazione, dall'altro
potremmo fornire un'indicazione utile per coprire una serie di
posti che restano vacanti e dare la possibilità agli insegnanti
abilitati di esercitare questo ruolo molto delicato che è
importantissimo per la pluralità e la completezza dell'offerta
didattica della scuola pubblica siciliana.
Questo è l'intendimento del Governo. Stiamo aspettando che
il Ministero ci dia via libera per potere attivare questa
ulteriore fase. Quello che è certo è che l'interrogazione accende
un riflettore su un tema delicatissimo.
Perché la questione è delicata? Per due ordini di motivi.
Primo, perché investe la possibilità ed il diritto d'accesso e
di diritto allo studio dei soggetti più deboli del mondo della
scuola, questo è evidentissimo; secondo, perché spesso
attraverso il meccanismo del corso di specializzazione sono stati
privilegiati soggetti che sono riusciti, voglio usare questo tipo
di immagine, che sono riusciti ad iscriversi, ad entrare nei
corsi di specializzazione che hanno dei metodi di selezione dei
soggetti poco oggettivi e molto discrezionali e attraverso il
pagamento di una retta nei due anni ottengono il titolo di
specializzazione, con il risultato che centinaia di insegnanti
abilitati non possono fare gli insegnanti di sostegno perché la
Regione tramite l'università non li può mettere in condizioni di
fare insegnamento di sostegno ed invece pochi eletti paganti
corsi di specializzazione gestiti spesso da enti privati possono
fare gli insegnanti di sostegno perché con quei meccanismi sono
entrati nei corsi di specializzazione.
L'argomento è questo. Io credo che il Parlamento una volta
che chiariremo con il Ministero la nostra possibilità di
intervento attraverso una indicazione autonoma, non so se
legislativa o direttamente attraverso un decreto assessoriale il
Parlamento dovrà supportare, io auspico che supporti questo
intervento che è anche un intervento di merorizzazione in un
settore molto delicato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VILLARI. Signor Presidente, onorevole Assessore, intervengo
rapidamente per dire quanto segue. Intanto, devo prendere atto
perché io sono per dire sempre le cose esattamente come stanno:
che la risposta a questa interrogazione arriva in breve tempo
rispetto alla data in cui è stata presentata l'interrogazione che
è quella dell'11 novembre.
Se questi fossero i tempi di risposta alle interrogazioni in
generale anche nel futuro non sarebbe male perché ricordo che la
precedente legislatura, mi permetta Presidente di sollevare
questo problema di metodo per la risposta ad alcune
interrogazioni molti parlamentari, credo un po' tutti abbiamo
dovuto attendere anni. Invece prendo atto intanto di questo dato
positivamente.
Nel merito vorrei dire solo questo. Io ho avuto l'occasione
ed anche l'onore di avere un contatto, un abboccamento col
magnifico rettore dell'università di Catania, con il magnifico
rettore Prof. Latteri, il quale sostanzialmente mi ha detto che
naturalmente lui era in attesa, e questo è confermato anche dalle
cose che venivano dette dall'assessore Granata, di disposizioni
perché le cose stanno in realtà nei termini in cui sono esposte
nell'interrogazione che ha ripreso opportunamente l'onorevole
Granata.
Vorrei però ricordare che c'è una sollecitazione da parte
dei provveditori agli studi delle province siciliane e per quanto
mi riguarda il provveditore agli studi di Catania, il prof.
Agunì, che risale a parecchio tempo fa con una lettera il
professore sollecitava l'università perchè si attivassero le
convenzioni con i soggetti privati e specializzati, che abbiano,
a norma della legge 104 del 92, una esperienza nel settore della
formazione finalizzata appunto agli insegnanti di sostegno; vale
a dire la richiesta era di accelerare tutte le procedure perché
si attivassero. appunto, i corsi per gli insegnanti di sostegno.
Dal momento che il Provveditorato ha rilevato che vi sono
dei vuoti d'organico in tutte le scuole di ogni ordine e grado,
onorevole Granata, vorrei ricordare che sarebbe oltremodo
opportuno che si accelerassero i tempi e che l'università
avviasse la convenzione con gli istituti specializzati al fine di
avviare rapidamente i corsi in questione. A tal proposito, mi
risulta che gli istituti specializzati facciano pagare agli
insegnanti di sostegno una quota, anche se in regime di
convenzione con l'università; cioè una parte degli oneri vengono
a gravare su coloro i quali vengono ammessi a questi corsi
secondo i requisiti previsti dalla legge numero 104 del 1992.
La mia richiesta quindi è di intervenire con molta energia,
onorevole assessore ed onorevoli colleghi, ma lo chiedo in
particolare al Governo, anche alla luce di una notizia che è
apparsa sulla stampa, secondo la quale l'Assessore Granata
avrebbe aperto una polemica con il ministro Moratti, così mi
risulta da notizie di stampa, una polemica nel senso che
l'Assessore, se non ho capito male, rileva che nel caso della
Sicilia è dubbio l'intervento di sospensione operato dal
Ministero rispetto a questa fattispecie, fattispecie rispetto a
cui prima la Sicilia operava attraverso l'Istituto regionale
ortofrenico di Catania che tempo fa fu soppresso, come i colleghi
certamente ricorderanno.
Quindi, si tratta ora di accelerare e di intervenire sul
Ministero, di rivendicare come Regione l'autonomia a che noi
possiamo esercitare questa nostra attività perchè ci viene
garantita dall'autonomia dello Statuto della Regione che, seppur
dopo la riforma ancora vige, in modo tale che si possa sopperire
a queste esigenze che credo siano riconosciute universalmente.
In questo senso, mi ritengo soddisfatto delle cose che
diceva l'Assessore ma la vorrei pregare di intervenire con molta
energia e molta autorevolezza nei confronti del Ministro, di
intervenire come Governo complessivamente perchè su questa
questione dei corsi di sostegno si faccia presto e si risponda
alle esigenze intanto dei soggetti interessati che sono i ragazzi
portatori di handicap che frequentano le scuole di ogni ordine e
grado, prima di tutto, secondo coloro che aspirano a frequentare
i corsi e terzo, localizzazione del sistema scolastico pubblico
che richiede queste figure proprio per le finalità previste dalla
legge.
Pertanto, mi dichiaro soddisfatto della risposta data
dall'Assessore.
PRESIDENTE. Si passa allo svolgimento dell'interrogazione n.
331 "Provvedimenti volti a conservare a Pachino la nave del '700
recentemente scoperta nel suo territorio", a firma De Benedictis.
GRANATA, Assessore regionale per i beni culturali e
ambientali. Questa è una delle interrogazioni sulle quali
opportunamente sollevate dall'onorevole De Benedictis che da
sempre segue, non da ora, i fatti legati all'organizzazione del
sistema dei beni culturali, ma è una risposta che non tiene conto
da parte mia di alcuni aspetti legittimamente geopolitici che mi
potrebbero riguardare.
Infatti, con riferimento a questa interrogazione appare
chiaro rilevare quanto segue.
Nel 1964 venne rinvenuto un prezioso relitto di una nave da
cargo del '700 nel sito del Pantano Longarini nel territorio
amministrativo di Pachino. Dopo moltissimi anni di abbandono nei
quali nessuno si è interessato di questo ritrovamento, il relitto
è stato sottoposto all'attenzione della Soprintendenza di
Siracusa, sezione archeologica. La sezione ha esaminato il
relitto e la località ove originariamente venne rinvenuto e ne ha
tecnicamente valutato, con una relazione che mi è stata
depositata, l'appartenenza, sia sotto il profilo geomorfologico,
sia sotto il profilo culturale al territorio di Ispica.
La nave infatti, secondo quanto espressamente indicato dalla
sezione, è affondata all'interno dell'insenatura che oggi
interrata costituiva nell'antichità un recesso interno e un
insediamento i cui resti sono stati identificati a punto
Castellazzo, il promontorio che chiude ad ovest l'area del
Pantano Longarini e che anch'esso ricade integralmente nel comune
di Ispica.
La nave è affondata, dopo essere stata portata all'interno
del porto forse per essere sottoposta ad interventi di ripristino
e manutenzione.
Esiste, quindi, al di là della mera appartenenza
amministrativa, una contestualità culturale che non può essere
ignorata: sottrarre il relitto al porto e alla città antica, cui
apparteneva, significherebbe smembrare un complesso unitario che
solo può trovare la sua valorizzazione in una ricostituita unità
di luogo e di intervento.
Per esaminare interventi di conservazione restano necessari,
nonchè la relativa valorizzazione dell'importante reperto, è
stata convocata una conferenza di servizi e in un capannone
appositamente allestito si è previsto un secondo intervento per
circa 250 milioni di lire per il lavaggio completo del reperto.
E' stato, inoltre, stabilito, alla luce unicamente delle forti
motivazioni tecniche, di individuare un'idonea sede espositiva in
Ispica per la massima fruizione della nave rinvenuta.
L'innegabile valore della scoperta scientifica impone il
rigoroso rispetto dei contenuti culturali e tecnici che non
possiamo disconoscere.
E' intenzione, quindi, valorizzare il patrimonio culturale
dell'intera Regione certi che, attraverso di essi, possiamo
innescare processi di crescita sociale ed economica dell'Isola,
soprattutto dinanzi ad episodi come quello del ritrovamento della
nave bizantina, gravemente abbandonata per lunghissimi anni e
solo adesso oggetto della valorizzazione che merita.
Ci guidano, quindi, anche nelle scelte della localizzazione
di strutture museali, unicamente fatti scientifici e tecnici, non
mancando certamente, peraltro, al comune di Pachino fondi
culturali propri da valorizzare, anche attraverso mirati progetti
da concordare con la Soprintendenza competente.
Questo è l'aspetto - come dire - formale e anche
tecnicamente fondato della risposta.
C'è un altro aspetto che mi permetto di sottolineare a
margine, in modo telegrafico.
Nel completo silenzio e nel completo abbandono da parte di
ogni interesse per questo relitto da parte della città di
Pachino, dove la nave era stata trovata, c'è stata una forte
mobilitazione da parte della provincia di Ragusa e della città di
Ispica, che ha già un luogo dove allocare il relitto restaurato,
un'idea di progetto di esposizione museale. Cioè, ha predisposto
tutti quei fatti che, legati ovviamente a non voler
decontestualizzare il ritrovamento del relitto dalla propria zona
di appartenenza - e questo non lo posso stabilire io, ma lo ha
stabilito la Sezione archeologica, perchè, per quanto più o meno
bravo possa essere come assessore ai beni culturali, non sono
diventato archeologo anch'io - hanno depositato questo tipo di
relazione, ma soprattutto sottolineo come oggi conta moltissimo
l'idea di fruizione e di valorizzazione del bene ritrovato. E,
siccome il progetto complessivo che usciva dall'amministrazione
di Ispica era molto convincente e supportato anche da una
relazione tecnica, l'Assessorato - a malincuore personalmente
devo dire -, ha deciso ovviamente e doverosamente (la mia è una
battuta dire a malincuore perchè faccio l'assessore regionale e
non quello provinciale, altrimenti avrei deciso diversamente) di
accedere all'indicazione data, da un punto di vista tecnico e
scientifico da parte della Sezione archeologica della
Sovrintendenza di Siracusa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Benedictis
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
dichiaro parzialmente soddisfatto della sua risposta dal momento
che mi sembra di dissentire dal criterio secondo cui la
valorizzazione debba essere basata su una scala di promozione
regionale e mi sembrano altrettanto ragionevoli le considerazioni
in ordine alla disponibilità dell'amministrazione o della
comunità ispicese nell'approntare strutture idonee alla
valorizzazione e all'esposizione del bene suddetto.
Tuttavia, dirimente mi pare l'osservazione secondo la quale,
a giudizio dell'organo tecnico, la nave appartiene al territorio
di Ispica, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di
vista della contestualità culturale, così come è stato detto
dall'Assessore stesso.
Allora, da questo punto di vista, mi riservo eventuali,
ulteriori valutazioni non appena queste valutazioni stesse
dell'Assessorato saranno rese note perchè è questo il punto
chiave della questione: l'appartenenza geografica al territorio
comunale di Pachino piuttosto che a quello ispicese, sui cui
purtroppo la determinazione non è univoca e chiara e che,
comunque, è l'oggetto della questione, pur concordando sul fatto
che la questione può apparire secondaria rispetto alla promozione
e valorizzazione dei beni su scala di godimento regionale.
Tuttavia, la comunità richiede che un determinato bene venga
ad essere ospitato nel proprio territorio e questo mi sembra un
principio sacrosanto per cui questa eventuale questione deve
essere attenzionata e - ripeto - chiedo di conoscere e di avere
la relazione da potere esaminare attentamente nel merito.
RAITI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, l'intervento che sto per fare
riguarda complessivamente e si allaccia all'intervento che ho
fatto precedentemente.
Io, nel corso della mia esperienza parlamentare, anzi nella
mia decennale esperienza parlamentare, mi sono permesso di fare
una lettera aperta al Presidente di questa Assemblea con la quale
sottoponevo non solo alla sua attenzione, ma all'attenzione di
tutti i deputati colleghi, la necessità di prendere atto che ci
troviamo di fronte ad una svolta epocale nella gestione dei
lavori dell'Assemblea.
Noi siamo di fronte ad un'elezione diretta del Presidente
della Regione che ha la propria legittimità attraverso il voto
popolare. Siamo di fronte alla necessità di tutelare le
prerogative di quest'Assemblea e dell'attività parlamentare in
generale ed in particolare dell'attività delle minoranze o delle
opposizioni.
Il mio disagio l'ho potuto constatare e riscontrare in
moltissimi dei colleghi nell'esercizio della loro attività
parlamentare. Pur avendo ricevuto rassicurazioni da parte della
Presidenza che questo problema sarebbe stato attenzionato perché
ne va della prerogativa, del prestigio e della dignità di
quest'Assemblea che sempre noi richiamiamo ma che sempre viene
mortificata, ad oggi non ho avuto modo di apprezzarne alcun
riscontro.
A questo proposito, per essere assolutamente propositivi,
perché la mia attività di parlamentare siciliano, così come ho
dichiarato nel corso delle campagne elettorali così come mi
propongo di fare da qui fino alla scadenza del mandato, vuole
essere non soltanto di segnalazione, di denuncia e di opposizione
in senso lato (non un'opposizione da Bastian contrario), ma vuole
essere una posizione di stimolo ed anche di proposizione, ove
necessario, per dare il mio modesto contributo alla risoluzione
delle problematiche che affliggono le nostre comunità.
Mi permetto di sollecitare questa Presidenza affinchè ponga
in essere una disciplina dell'attività parlamentare che ci
consenta, quantomeno, di fare opposizione, che ci consenta di
avere il Governo presente in Aula per rispondere ai nostri atti
ispettivi.
Il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole
Lo Porto, con gli Uffici di Segreteria, ha predisposto una
modifica regolamentare che dovrà essere discussa prossimamente.
Quella modifica è chiaramente improntata alla impossibilità di
dare voce alle minoranze; è volta ad agevolare il percorso
parlamentare del Governo.
Credo che il Governo non abbia necessità di un'agevolazione
di tal genere, ma, anzi, coloro che hanno necessità di essere
tutelati sono le minoranze e le opposizioni; infatti, se non
saremo messi nelle condizioni di esercitare questo diritto,
certamente potremo fare ben poco.
A proposito della possibilità di dare il nostro
contributo, chiedo che la Presidenza, applicando l'articolo 144
bis del Regolamento, inviti il Governo a rispondere ad inizio di
ogni settimana, così come avviene alla Camera ed al Senato
attraverso il question time, alle interpellanze ed alle
interrogazioni che settimanalmente vengono presentate ad esso.
Il nostro Regolamento prevede, infatti, che per ogni seduta
almeno sei atti ispettivi debbano essere posti all'ordine del
giorno, in maniera tale che a tutti noi possa essere consentito
di esercitare il nostro potere di controllo sull'operato del
Governo.
Con la diretta, inoltre, che dovrebbe essere trasmessa in
tutte le province siciliane, potremmo porre il popolo siciliano
in condizione di giudicare sull'attività parlamentare.
Questa è una questione fondamentale che credo debba essere
sostenuta dall'Assemblea regionale siciliana nell'interesse di
tutti i parlamentari, perchè così non possiamo andare avanti.
Fino ad oggi ho presentato decine di interrogazioni, di
interpellanze ma ho avuto soltanto due risposte.
Se attuassimo quelli che già sono gli strumenti previsti dal
nostro Regolamento e che devono essere obbligatoriamente attuati,
in considerazione della fase storico-politico-istituzionale che
stiamo attraversando per dare voce a questo Parlamento,
certamente alcune risposte potremmo averle e potremmo darle.
Pertanto, invito la Presidenza a provvedere in tal senso a
partire dalle prossime sedute e chiedo che vengano indicate le
interrogazioni e le interpellanze alle quali il Governo,
settimanalmente, dovrà rispondere in Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, lei si è posta una domanda e lei
si è data la risposta. L'argomento opportuno che lei solleva
verrà sicuramente affrontato nel corso della Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari che si terrà a conclusione
della seduta d'Aula di giovedì 13 dicembre prossimo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a giovedì 13
dicembre 2001, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 73 - Iniziative per scongiurare la condanna a morte di
Safya Husseini Tungar-Tudu.
Spampinato - Lo Curto - Raiti -
Savarino - Barbagallo - Fleres
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
seguiti dal Governo nazionale.
Speziale - Capodicasa -
Crisafulli - Cracolici -
De Benedictis - Giannopolo -
Oddo - Panarello - Villari -
Zago
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA "Bilancio e finanze". (V. Allegato)
La seduta è tolta alle ore 18.35.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.00)