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Resoconto d'Aula della Seduta n. 27 di mercoledì 05 dicembre 2001
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   Presidenza del vicepresidente FLERES


                      PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     ACIERNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  vorrei
  sollevare un problema  che  ritengo prioritario ancorchè si parli
  di dignità dello svolgimento delle funzioni di deputato in questa
  Assemblea.
       In  data  13 novembre tre deputati sono transitati al Gruppo
  Misto   dell'Assemblea   regionale.   Gli  uffici  dell'Assemblea
  regionale sono stati  più  volte  sollecitati  a trovare i locali
  idonei a fare svolgere  in  maniera  decente il proprio lavoro ai
  tre deputati, ancorchè il  Gruppo  Misto,  con i pochi uffici che
  aveva  avuto assegnati  ad  inizio  legislatura,  non  riesce  ad
  ospitare    queste   ulteriori   presenze.   Ritengo,   pertanto,
  importantissimo che gli  uffici  preposti  si  facciano carico di
  risolvere in tempi brevissimi il problema perchè da quasi un mese
  tre deputati non hanno un posto dove potere lavorare.
       Dopo questo primo  richiamo  al  Regolamento, ne aggiungo un
  altro, sempre con il massimo rispetto.
       L'Assemblea,   all'inizio  della  legislatura,  ha  ritenuto
  opportuno, e questo, secondo me, nel rispetto degli equilibri tra
  maggioranza e  opposizione,  prima  nella riforma degli uffici di
  Presidenza in  seno  alle commissioni legislative, poi ha operato
  una    seconda    riforma   in   seno   all'articolo   4,   sulla
  regolamentazione  dell'Ufficio  di  Presidenza, nella quale credo
  che abbiamo avuto  la capacità di far passare, per la prima volta
  in questa  Aula,  un  principio  secondo  il  quale  l'Ufficio di
  Presidenza non  è  un  organo  politico e, quindi, non può essere
  determinato nella  sua composizione da un equilibrio tra forze di
  maggioranza e  forze  di  opposizione,  ma, essendo uno strumento
  amministrativo, deve  vedere  la rappresentanza di tutti i Gruppi
  che erano costituiti, così come cita il Regolamento riformato.
       Io  credo  che,  ancora   oggi,  ci   sia   da  definire  il
  completamento di questo  Ufficio  di  Presidenza  in quanto ho la
  sensazione che  ci siano dei Gruppi, regolarmente costituiti alla
  data della  prima  elezione  del Consiglio di Presidenza, i quali
  ancora oggi non sono rappresentati in seno a quell'organismo e mi
  riferisco al  gruppo  di  Alleanza  nazionale  e al Gruppo Misto.
  Quindi, anche  su questo, io vi sollecito a volere controllare la
  composizione   dell'Ufficio  di  Presidenza  rispetto  al  mutato
  articolo del nostro Regolamento.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Acierno,   volevo   tranquillizzarla
  relativamente alle due  questioni;  la  prima:  il  Collegio  dei
  Deputati  Questori,  che  ha   competenza   -   come   lei  sa  -
  circa la  individuazione  delle  sedi  dei Gruppi parlamentari, è
  stato convocato  per  oggi, alle ore 18,00 e credo che discuterà,
  tra gli altri, anche questo tema.
       Per  quanto   riguarda   la   vicenda   della   composizione
  dell'Ufficio   di   Presidenza,  è  intendimento  del  Presidente
  dell'Assemblea  porre la questione alla Conferenza dei Presidenti
  del Gruppi parlamentari, di cui parleremo a breve.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Acierno mi risparmia di ritornare sul richiamo al Regolamento, ma
  io  pongo  qui  una questione,  che  è  anche  una  questione  di
  moralità. E mi rivolgo a  lei, signor Presidente, come mi rivolgo
  al Segretario generale di  questa  Assemblea:  da  ormai circa un
  mese, o poco meno, tre  parlamentari non sono nelle condizioni di
  operare secondo il  mandato  elettorale  che  hanno  ricevuto. Il
  fatto che ci si dica  che  oggi il Collegio dei Deputati Questori
  si riunirà più tardi, alle ore  18.00, è una canzone che ci viene
  suonata ormai esattamente da circa un mese.
       Ora, io vorrei  che  finissimo  in  quest'Assemblea  di fare
  concerti - la  musica  si fa nelle sedi adeguate - e si facessero
  qui, invece,  azioni  concrete  per  mettere  i  parlamentari  in
  condizione di lavorare.
       Avevamo   individuato,  con  il  presidente  Lo  Porto,  una
  soluzione, che  poteva  essere  anche  temporanea, ma che avrebbe
  permesso comunque  ai  deputati di svolgere il loro lavoro.  Tale
  soluzione, non  si capisce bene per quale ragione e secondo quale
  scienza, non  si è adottata.  Questa o un'altra, comunque sia, va
  in ogni caso  bene. L'importante è che si tratti di luoghi in cui
  si possa  lavorare  dignitosamente, ma non fra un mese, perchè da
  questo momento  noi,  ogni  qualvolta  si  terrà  seduta  d'Aula,
  riproporremo le  stesse  questioni.  Non vorremmo passare ad atti
  ancora più duri

     PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ferro. Anche per lei vale quanto
  ho già detto all'onorevole Acierno:  più tardi, alle ore 18,00, è
  già  stato  convocato  il  Collegio  dei  Deputati  Questori  per
  affrontare, al primo punto, il tema che lei ha posto.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   colgo
  l'occasione della  discussione  appena iniziata da coloro i quali
  mi hanno preceduto  per denunciare con forza le difficoltà con le
  quali questa minoranza  o  i  gruppi politici di questa minoranza
  sono purtroppo costretti ad operare - se è possibile operare - in
  questo contesto.  Io,  nonostante  la  mia  grande pazienza, sono
  arrivato al punto che non posso più tollerare la situazione nella
  quale ci troviamo a vivere  nelle  circostanze  date,  che dal 13
  novembre non ci sia stato assegnato alcun locale ...

     PRESIDENTE. Onorevole Raiti, mi  costringe a dare per la terza
  volta la stessa  risposta;  poi, probabilmente, vorrà chiedere di
  parlare pure l'onorevole  Morinello.  Ho  già  dato  la  risposta
  rispetto a questo tema:  alle  ore  18,00 è convocato il Collegio
  dei Deputati Questori.  Altrimenti  ripetiamo  sempre  le  stesse
  cose; mi sembra molto strumentale.

     RAITI. Questo era  solo  un  inciso.  Devo  continuare  la mia
  discussione, se mi  consente.  So  che questa Presidenza vorrebbe
  camminare speditamente, così come ha fatto altre volte senza dare
  nemmeno la possibilità di  discutere,  ma  almeno  questo  me  lo
  consenta.
       Quindi,  dal  13  novembre  siamo  costretti  a  vagare  per
  l'Assemblea, ad  andare  a  trovare gli amici per poterci sedere,
  quando   il   Collegio   dei  Deputati  Questori,  opportunamente
  sollecitato dal Questore onorevole Zangara, non si riunisce da un
  mese. Io non  capisco  che cosa vengono a fare i Questori o quale
  compito svolgono  o  dovrebbero  svolgere  e  quale compito hanno
  svolto  in   questo   mese.  Non  è  possibile  tollerare  questa
  situazione
       Se accanto a  questo,  che è un inciso, colleghiamo il fatto
  che io ho subìto il furto del mio computer portatile, all'interno
  della stanza del Gruppo del quale facevo parte, con i dischetti e
  tutto il  resto,  è  un'altra  azione  che  mi  fa  assolutamente
  preoccupare  circa l'andamento dei lavori di quest'Assemblea.  Un
  parlamentare ha  subìto  il furto di un portatile all'interno del
  proprio  Gruppo.   E'   un  fatto  che  è  successo  e  che  deve
  preoccupare non solo me, ma tutti noi.
       Se colleghiamo  tutti  questi attivi messi insieme, ecco che
  ci rendiamo  conto  che qualche cosa non funziona ed io inviterei
  tutti noi - perché  non credo che ci siano responsabilità singole
  di qualcuno di noi - a riflettere, perché  non è possibile andare
  avanti  con  questo  andazzo;  se  'il  buongiorno  si  vede  dal
  mattino', questo  non  è  un  buongiorno  per la democrazia nella
  Regione siciliana
       Quindi, nonostante la  disponibilità manifestata, a volte, a
  parole, i fatti non  vi  corrispondono.  Mi  riferisco  anche  ad
  altra richiesta che ho avanzato nell'esercizio della mia attività
  parlamentare:  ho  richiesto  alla  Presidenza  di avere copia di
  tutti gli  atti inerenti il trattamento e lo status giuridico dei
  deputati;  ad oggi non ho avuto alcuna risposta su questo, se non
  che il  Segretario  Generale,  dottor  Giuffrida,  mi  ha messo a
  disposizione una copia della delibera con la quale mi si dice che
  io posso prendere visione di quegli atti.
       Io ritengo  che  ciò  non  sia  assolutamente  possibile. Un
  parlamentare ha uno status che,  in  ogni caso, gli consente, gli
  deve consentire  di  disporre  di  tutta  la documentazione che è
  necessaria per  l'esercizio  del  proprio  mandato o per rendersi
  conto di quello che sta a fare.
       Così  non si può  andare  avanti,  perché  non  è  possibile
  lottare tutti i giorni con un muro che ti respinge costantemente,
  anche se a parole c'è  la  buona volontà  Tutte queste cose messe
  insieme  fanno   riflettere   fortemente   sulla  possibilità  di
  esercitare  autonomamente,   in   libertà,   il  proprio  mandato
  parlamentare.
       Io spero che siano stati  degli incidenti di percorso e che,
  a partire da questa  sera, qualche cosa cambi in quest'Assemblea,
  per  evitare  che si giunga  ad  atti  eclatanti  che  tutti  noi
  vorremmo evitare, perché  ci  dobbiamo occupare di altre cose ben
  più serie, nel rispetto del popolo siciliano che aspetta risposte
  serie da noi.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  soltanto  per  un  richiamo alla
  Presidenza, perché si adoperi a tutela del Parlamento siciliano.
       Troppe  volte  registriamo  l'assenza  del  Governo   Questo
  impedisce di fatto la possibilità che nel Parlamento siciliano si
  eserciti fino  in  fondo  il  ruolo del Parlamento stesso, che si
  possano dibattere  questioni  che  sono al centro degli interessi
  della Sicilia e  troppe volte assistiamo anche - mi si consenta -
  ad avalli,  che  vengono dati dalla Presidenza dell'Assemblea, di
  copertura nei confronti di questo comportamento.
       Voglio  citare  una  questione  specifica:  la presentazione
  della mozione del Gruppo dei DS sulla finanziaria nazionale.
       Noi  presentammo  quella  mozione  dopo  che  il  Presidente
  dell'Assemblea regionale, in  modo opportuno secondo me, incontrò
  tutti i parlamentari regionali  e  nazionali  ed  in  quella sede
  sollecitò i parlamentari  nazionali  ad apportare delle modifiche
  al taglio della  finanziaria  nazionale, preoccupato - come molti
  di noi -  del  carattere  antimeridionale  di quella finanziaria.
  Sulla base di quel  ragionamento, noi,  come  Partito,  ci  siamo
  proposti di dare il nostro contributo.
       Signor  Presidente,   come   lei   sa,   l'unico   strumento
  regolamentare a nostra  disposizione era quello della mozione per
  impegnare  il  Governo.  Abbiamo  presentato  la  mozione  il  13
  ottobre;  nel corso delle  sedute  del  15  e  16  ottobre  venne
  stabilito che la  discussione  sulla mozione dovesse svolgersi il
  23  ottobre, quindi  molto  prima  che  venisse  esaminato  dalla
  Commissione Bilancio al  Senato  e  prima  ancora  che  il Senato
  esaminasse il testo della finanziaria e lo esitasse, addirittura;
  invece, con  diversi  marchingegni,  si  è  impedito  all'Aula di
  affrontare un argomento così delicato.
       Capisco che la stampa, in questo caso, tace, ma mi consenta,
  signor   Presidente,   di   gridare   allo  scandalo  per  questo
  comportamento. Il  disegno  di  legge relativo alla finanziaria è
  già all'esame  del  Parlamento nazionale, che chiuderà i battenti
  il 20  dicembre.  In  quella sede, allo stesso non arriverà alcun
  orientamento   del   Parlamento  regionale  ed  in  quella  legge
  finanziaria, come  lei  sa,  sono  contenuti provvedimenti che si
  muovono fortemente contro la Sicilia.
       Signor  Presidente,  non  so  se  ormai  siamo  fuori  tempo
  massimo, ma le  posso assicurare che sarebbe opportuno effettuare
  una discussione approfondita  per  svelare quello che ormai tutti
  sanno, che si è registrato a proposito del Banco di Sicilia e che
  si sta registrando anche con  il  disegno di legge concernente la
  finanziaria: noi ci troviamo di  fronte  ad  un  Governo  che qui
  grida ma che in  realtà  esercita  una  funzione  ascaristica nei
  confronti  del  Governo  nazionale,   che  non  ha  la  forza  di
  modificare orientamenti e  proposte,  che subisce orientamenti, a
  partire dalla legge 'Tremonti bis', per finire con l'eliminazione
  del credito d'imposta,  al  fatto  che gli strumenti fondamentali
  per  lo  sviluppo  della  nostra  economia  rischiano  di  essere
  cancellati; mi riferisco  ai  patti  territoriali,  ai  contratti
  d'aria ed a quelli di programma.
       Tutto ciò viene  approvato  con  il  silenzio  assoluto  del
  dibattito  parlamentare.   Noi   non   possiamo  tollerarlo   Non
  possiamo tollerare il comportamento del Governo, il comportamento
  di avallo che la Presidenza dell'Assemblea dà al Governo, che non
  solo  mortifica  il  ruolo  e  la  funzione  del  Parlamento,  ma
  impedisce alla Sicilia ed  a  questo Parlamento di esercitare una
  funzione nazionale nel  dibattito  sulla  legge  finanziaria  per
  modificarne gli orientamenti e gli indirizzi.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  come  lei  sa,  più  volte la
  Presidenza ha sollecitato  il  Governo  ad  essere  presente ed a
  seguire con maggiore  puntualità  i  lavori  dell'Aula;  lo  farà
  ulteriormente, anche  in  considerazione della richiesta espressa
  che lei ha voluto formulare.

     MORINELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non volevo
  tediare la Presidenza, nè l'Aula,  per  ribadire le cose che sono
  state dette dai colleghi che  mi hanno preceduto. So che alle ore
  18.00 ci sarà una convocazione,  non  so  se il Deputato Questore
  arriverà a Palermo in tempo,  perchè  per l'ennesima volta c'è il
  pericolo, da me  paventato,  che  decisioni  da ratificare, anche
  sulla base di una ricognizione  che  è  stata  fatta  insieme  al
  Presidente dell'Assemblea ed  al  Segretario  generale,  sono poi
  state disattese per la  mancata  funzionalità  del Collegio o per
  aspettative diverse sui  locali  che  sono  stati  individuati da
  parte di chicchessia, a questo punto.
       Quindi, l'invito  che  rivolgo  alla  Presidenza è quello di
  verificare se  entro stasera, finalmente, questo fatto grave, che
  può essere  pernicioso per i rapporti istituzionali che ci devono
  essere all'interno di questa Assemblea e per l'opera di garanzia,
  per le  guarentigie  che  devono  essere  assicurate ai deputati,
  questa ferita, appunto, possa essere sanata.
       Al Segretario Generale  reiteriamo, appunto, l'invito ad una
  maggiore vigilanza  perché  gli  uffici,  eventualmente,  possano
  permettere ai  deputati  di  espletare  il  loro  mandato. Io non
  voglio fare  petizioni  di  principio,  perché  prima  vengono  i
  deputati e  poi  vengono  i  funzionari, i dirigenti e coloro che
  lavorano in  questa  Palazzo, facendo il loro dovere tra l'altro,
  però io ritengo che vi sia una priorità.
       C'è stata una  sottovalutazione, da  parte  della Presidenza
  dell'Assemblea e  da parte della Segreteria Generale, del tema di
  cui stiamo  parlando.  Io  non  voglio  assolutamente tediare con
  divagazioni di  varia  natura,  però  ritengo  che da parte della
  Presidenza ci  debba  essere  data  un'assicurazione,  e non solo
  l'informazione, la  comunicazione,  di  cui  noi  eravamo  già in
  possesso,  relativa  alla  riunione  del  Collegio  dei  Deputati
  Questori per le  ore  18,00  (non  sappiamo se sono in riunione o
  meno), che in  ogni  caso possa essere sanata questa ferita che è
  stata inferta al funzionamento delle istituzioni.

     PRESIDENTE. Grazie, onorevole  Morinello. Immagino che lei non
  pretenda che la Presidenza  svolga  attività  di Segretariato del
  suo Gruppo  parlamentare.  La Presidenza ha già comunicato che il
  Collegio dei Deputati Questori si riunirà alle ore 18,00 e che ha
  all'ordine del giorno il tema che sta a cuore a lei ed agli altri
  deputati del suo  Gruppo  e  che è stato posto dal presidente del
  Gruppo Misto.  Credo  che  il  resto  non  sia  compito di questa
  Presidenza.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


            ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono pervenute le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

           - da parte dell'Assessore per il turismo:

           - N. 4  "Delucidazioni  in  ordine  al  Piano  regionale di
           propaganda  turistica",  degli  onorevoli Fleres Salvatore;
           Catania Giuseppe;

           - N. 7  "Interventi per la realizzazione di aree attrezzate
           per le roulottes  ed  i  campers  nella  città di Catania",
           degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;

           -  N.   9  "Contributi  a  favore  di  enti  di  promozione
           sportiva",   degli   onorevoli  Fleres  Salvatore;  Catania
           Giuseppe.

       Avverto che  le  stesse  saranno  pubblicate  in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

        PRESIDENTE. Comunico  che  sono stati presentati i seguenti
  disegni di legge.

           - "Contributo straordinario ai produttori di ficodindia per
           la stagione agricola 2001" (n.  280)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
           Infurna, Tricoli, Virzì in data 29 novembre 2001.

           - "Istituzione delle  strade  del  vino,  dell'olio  e  dei
           prodotti tipici agroalimentari" (n. 281)
           - iniziativa parlamentare
           -   presentato  dagli  onorevoli  Borzacchelli,  Ardizzone,
           Savona, Cintola,  Lo  Monte,  Pistorio,  Crisafulli, Leanza
           Edoardo, Mancuso, Savarino in data 3 dicembre 2001.

    COMUNICAZIONE DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico  i seguenti disegni di legge inviati alle
  competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           - "Realizzazione  e  manutenzione ordinaria e straordinaria
           delle basi eliportuali  nelle isole Egadi, Eolie e Ustica e
           altre isole minori" (n. 278)
           - iniziativa parlamentare
           - PARERE VI COMMISSIONE

                            ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

           - "Interventi  di sostegno al comparto zootecnico siciliano
           colpito dai  provvedimenti sanitari di tutela nei confronti
           della BSE e  conseguenti anche all'epidemia di blue tongue"
           (n. 277)
           - iniziativa parlamentare

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           - "Recepimento della  legge  6  dicembre  1991,  n.  394 in
           materia  di  organizzazione,  potenziamento  e salvaguardia
           degli enti parco della Regione siciliana" (n. 279)
           - iniziativa parlamentare

                         INVIATI IN DATA 30 NOVEMBRE 2001

                 COMUNICAZIONE DEL GOVERNO SULLA SPESA

     PRESIDENTE. Comunico che l'Assessore regionale per il bilancio
  e le finanze,  ai sensi dell'articolo 13 della legge regionale 30
  dicembre 1986,  n.  36,  modificato  dall'articolo 13 della legge
  regionale 26 maggio  1988,  n.  5, ha trasmesso copia dello Stato
  di attuazione della spesa al 30/09/2001.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni:

               - con richiesta di risposta orale:

            N. 343 - Interventi  urgenti  nei  confronti  del  Governo
          nazionale per il  decollo  in  Sicilia  degli  strumenti  di
          programmazione concertata.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
            Firmatario:
          Borzacchelli Antonio

               - con richiesta di risposta scritta:

            N.     340  -  Iniziative  per  bloccare  il  processo  di
          incorporazione del Banco di Sicilia in Banca di Roma.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            Firmatario:
          Forgione Francesco

            N.  341  -  Avvio  di  un'ispezione  presso  il  Consorzio
          Autostrade Siciliane.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            Firmatario:
          Raiti Salvatore

            N. 342 - Notizie sull'organizzazione degli uffici speciali
          previsti dalla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10.
            - Presidente Regione
            Firmatario:
          Forgione Francesco

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

        PRESIDENTE. Comunico  che sono state presentate le seguenti
  interpellanze:

            N. 13 - Erogazione dei  contributi  per  l'annata  agraria
          1997/1998, ai sensi del regolamento comunitario 2078/92.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            Firmatario:
          Raiti Salvatore

            N. 14 - Iniziative per porre fine alle inefficienze  nella
          gestione delle acque del Consorzio di Bonifica Gela 5.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Lavori Pubblici
            Firmatario:
          Raiti Salvatore

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

        PRESIDENTE. Comunico che,  in data 4 dicembre 2001, è stata
  presentata la seguente mozione:

    - n. 73  "Iniziative  per  scongiurare  la  condanna a morte di
    Safya   Husseini   Tungar-Tudu",   degli  onorevoli  Spampinato
    Giuseppe;   Lo   Curto   Eleonora;  Raiti  Salvatore;  Savarino
    Giuseppa; Barbagallo Giovanni.

       Avverto che  la  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno
  della  seduta successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

    COMUNICAZIONE  DI   ELEZIONE   DI   SEGRETARIO   REGIONALE  DEI
    'DEMOCRATICI DI SINISTRA'

     PRESIDENTE.  Comunico  che  con  nota  del  29  novembre  2001
  l'onorevole Antonino Cracolici  ha  reso  noto  che,  in  data 11
  novembre  2001,   è   stato   eletto   Segretario  regionale  dei
  'Democratici di Sinistra'.

       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto,   ai   sensi   dell'articolo   127,  comma  9,  del
  Regolamento  interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                              SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor Presidente, per prendere atto che, anche in
  questa occasione,  una delle occasioni importanti per svolgere un
  ruolo, l'Assemblea regionale, purtroppo, non è al completo, ma la
  cosa più  grave  è,  ancora  una  volta,  che  non registriamo la
  presenza del Governo.
       Più volte  da  questo  scanno  e in diversi momenti ho fatto
  richiamo, ho chiesto,  a nome mio e a nome del mio Gruppo, che la
  Presidenza  tutelasse  la  dignità  del  Parlamento  siciliano e,
  ancora una  volta, purtroppo, dobbiamo verificare come questo non
  avvenga.
       Stasera  era  una   delle   occasioni  per  cui  l'Assemblea
  regionale  avrebbe   potuto   svolgere   una   propria  funzione;
  probabilmente, così come diceva l'onorevole Speziale, stasera era
  troppo tardi, ma  nella discussione della mozione sugli indirizzi
  finanziari del  Governo  nazionale  l'Assemblea regionale avrebbe
  dovuto, avrebbe potuto svolgere la  propria  funzione e, al di là
  delle diversificazioni di  natura  politica, in maniera unitaria.
       Noi possiamo verificare  che  il  disegno  di legge relativo
  alla finanziaria, approdato alla  Camera e chiusi anche i termini
  per la presentazione  degli  emendamenti,  purtroppo  non  ha  la
  possibilità di avere  un  connotato di sicilianità, anzi dobbiamo
  necessariamente notare che  tutto  l'opposto si è verificato.  Un
  esempio soltanto:  in  occasione della discussione del disegno di
  legge sull'emersione del lavoro  nero,  c'era stato un ordine del
  giorno del centrodestra  che  aveva rimandato alla finanziaria la
  possibilità del rispetto del nostro Statuto ovvero la possibilità
  di spendere in Sicilia  tutti  gli emolumenti derivanti da questa
  legge.  E' stato  proposto un emendamento dal centrosinistra, non
  è  stato accettato, è  stato  votato  all'unanimità  da  tutti  i
  deputati  siciliani alla Camera  un  ordine  del  giorno  di  cui
  purtroppo oggi non  c'è  nessuna  traccia all'interno della legge
  finanziaria.
       In   tempo    noi    avremmo   potuto   evidenziare   queste
  contraddizioni, avremmo potuto  svolgere un nostro ruolo, non c'è
  data  ancora una volta  la  possibilità  di  svolgere  la  nostra
  funzione politica, spesso non c'è data la possibilità di svolgere
  la nostra funzione  legislativa.  Non vogliamo vedere, ancora una
  volta, la tutela della  dignità  messa  in discussione, così come
  proponeva - mi dispiace che  non è presente - l'onorevole Acierno
  quando si parla ancora di allargare ulteriormente il Consiglio di
  Presidenza. Su questo è chiaro,  lo  abbiamo già detto più volte,
  saremo pronti a fare barricate in  tutti  i  modi  e  in tutte le
  forme. Vorremmo svolgere la nostra funzione politica, non ce ne è
  data la possibilità, il Governo non è nemmeno presente con un suo
  elemento in questo  momento  in  Aula,  probabilmente l'interesse
  della Sicilia non è un  interesse di questo Governo siciliano, me
  ne dispiace e concludo.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Spampinato,  il  Governo  è  talmente
  presente che sta conversando  col  Parlamento.  Come  lei vede, è
  assolutamente attento a quelle  che  sono le osservazioni che lei
  ha formulato, tanto attento che ha ritenuto di doversi trasferire
  presso i banchi del  Parlamento,  piuttosto che presso quelli del
  Governo.
       Onorevole Granata, la  prego  di volere raggiungere i banchi
  del Governo.
       Onorevoli colleghi, la  discussione  della mozione di cui al
  II punto dell'ordine  del  giorno  siamo  costretti  a rinviarla,
  essendo la mozione stessa rivolta al Presidente della Regione, il
  quale è assente.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


    SVOLGIMENTO DI  INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
    'BENI CULTURALI E AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE'

     PRESIDENTE.  Si passa  al  punto  III  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze della
  rubrica 'Beni culturali e ambientali e pubblica istruzione'
       Si passa alla  interrogazione  n.  127: "Interventi circa il
  parziale  trasferimento   dei   fondi  alle  Opere  universitarie
  dell'Isola", degli  onorevoli  Villari,  Cracolici  e  Panarello.
  Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

            'All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
          pubblica  istruzione,  premesso  che  la  Sicilia non ha
          ancora una sua legge per tutelare il diritto allo studio
          (unica regione  in ambito nazionale) e che, nel panorama
          universitario nazionale, pur  non  mancando  di punti di
          eccellenza, le università siciliane soffrono di un basso
          livello d'efficienza di  sistema  che si risolve in alti
          costi per gli studenti e le loro famiglie;

             assunto che  le  Opere universitarie hanno il compito
          precipuo  di  garantire  l'esercizio  del  diritto  allo
          studio a  quanti  più giovani possibile, con particolare
          riferimento  a   quelli   meritevoli   e  in  condizioni
          economiche disagiate;

             ricordato  che  la Regione siciliana eroga alle Opere
          universitarie oltre ai  contributi necessari per il loro
          funzionamento gestionale, fondi  finalizzati  a borse di
          studio;

             osservato che  i  fondi finalizzati a borse di studio
          discendono  da contributo dello Stato (fondo perequativo
          per il  diritto allo studio) e dalla tassa regionale per
          il diritto allo studio (£ 120.000 a studente);

             rilevato che  tali  fondi ammontano per l'anno 2000 a
          circa 33 miliardi  di  lire  (11 miliardi per ogni Opera
          universitaria) e che  la  Regione ne è in possesso dalla
          fine del 2000;

             visto che dei  fondi  ordinari  di gestione  le Opere
          suddette hanno avuto  accreditato,  fino  ad  oggi, solo
          2/12 trovandosi in  serie  difficoltà  e  a  rischio  di
          contenziosi con fornitori di beni e servizi;

             verificato  che  migliaia  di studenti (circa 10.000)
          che  avrebbero   dovuto   ottenere  le  borse  entro  il
          31.12.2000 sono ancora in attesa;

             per sapere:

             - i motivi per i quali i fondi di gestione sono stati
          trasferiti ad  oggi solo nella misura di circa 2/12 e se
          tale criterio sia  valso  per  tutti gli Enti dipendenti
          dalla Regione;

             - perché non sono  state  accreditate fino ad oggi le
          somme relative alle borse di studio, tenuto conto che le
          medesime  sono  una   partita   di  giro  e  finalizzate
          rigorosamente al pagamento delle borse di studio;

             - se le somme relative alle borse di studio non siano
          state distratte  per  altri  fini,  in  violazione delle
          norme vigenti in  materia  di contabilità e denegando un
          diritto fondamentale come il diritto allo studio;

             - quali  misure  intenda  adottare  per monitorare la
          situazione e  ricercare  le  soluzioni  più  adeguate  e
          immediate,  senza  escludere,  eventualmente, l'avvio di
          un'indagine amministrativa volta  a  fare luce su quanto
          sopra detto.'

             (Gli  interroganti   chiedono   lo   svolgimento  con
          urgenza).

             (1 agosto 2001)
                               VILLARI - CRACOLICI - PANARELLO

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole assessore per fornire la
  risposta.

     GRANATA, assessore per i  beni  culturali, ambientali e per la
  pubblica  istruzione.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  opportunamente  l'onorevole  Villari  ha  sollevato  il  problema
  attraverso questa interrogazione,  la  numero  127,  relativa  al
  trasferimento dei fondi  alle Opere universitarie che, come tutti
  sappiamo, hanno sofferto  e  soffrono dei ritardi nell'erogazione
  di questo contributo. Diciamo  subito che dei fondi relativi alle
  spese gestionali delle  Opere universitarie in Sicilia, stanziati
  nella misura di 34 miliardi,  l'Assessorato ha erogato ad oggi la
  prima  semestralità,  pari   a   17   miliardi.  Di  conseguenza,
  l'ammontare dei fondi  trasferiti  alle  Opere  universitarie, ad
  oggi,  è  di  gran   lunga  superiore  ai  due  dodicesimi  dello
  stanziamento e coincide con oltre  il  50 per cento dello stesso,
  precisandosi  che   l'erogazione  della  seconda  semestralità  è
  subordinata, ai sensi  dell'articolo  32  della  legge  regionale
  numero  6/97,  all'approvazione  del  conto  consuntivo  relativo
  all'esercizio  finanziario  2000,  tenuto  conto  dell'avanzo  di
  amministrazione.
       Per  quanto  riguarda,   invece,   le  somme  relative  agli
  interventi per borse di  studio,  che sono stanziate sul capitolo
  di  bilancio 373310  cioé  il  fondo  di  intervento  integrativo
  statale, per 16 miliardi, le somme sono state quasi integralmente
  già  erogate  con decreto del  24  luglio  2001,  vistato  il  10
  settembre: all'Opera universitaria  di  Catania  6 miliardi e 667
  milioni circa, all'Opera  universitaria  di  Messina 3 miliardi e
  150 milioni, all'Opera universitaria  di Palermo 4 miliardi e 127
  milioni, su un totale di 6  miliardi  e  217  milioni, a causa di
  carenza del plafond di cassa.
       Non è stata esercitata -  questo è il punto essenziale della
  sua interrogazione - alcuna  distrazione  di  fondi  da parte del
  Dipartimento regionale  Pubblica istruzione dell'Assessorato, per
  altre  finalità  ovviamente  di  bilancio,  precisandosi  che  le
  difficoltà relative alla  materiale  erogazione  delle  somme  in
  argomento sono  derivanti  solo  dall'insufficiente  capienza del
  plafond di cassa relativa  alla  categoria di spesa in argomento,
  in  relazione  alla  quale  si  è  provveduto  tempestivamente  a
  richiedere le necessarie variazioni in aumento all'assessorato al
  Bilancio e quindi  si  è  provveduto  all'emissione  dei relativi
  titoli di spesa.
       Tra  l'altro, sull'argomento,  ma  in  chiave  di  normativa
  generale, è in corso  di approvazione, da parte della Commissione
  competente,  di cui  l'onorevole  Villari  è  un  autorevolissimo
  componente, l'approvazione del  disegno di legge sul diritto allo
  studio, dove meglio e in modo più razionale saranno regolamentati
  i rapporti tra la Regione siciliana e le Opere universitarie.
       Quindi, di fatto, si  tratta  di  uno  stanziamento che, per
  quanto riguarda le Opere  universitarie, cioè le borse di studio,
  è   stato    sostanzialmente    integrale    il    versamento   e
  l'accreditamento delle somme,  mentre  c'è  ancora un ritardo, ma
  che riguarda la  prima  parte  dell'interrogazione,  cioè i fondi
  relativi alle spese gestionali, e  questo  è  dovuto al fatto che
  bisogna aspettare il  deposito  del  conto consuntivo complessivo
  dell'esercizio 2000 per chiudere  il  successivo 50 per cento che
  ancora non è stato erogato,  cioé dei 34 miliardi già 17 miliardi
  sono stati erogati alle Opere universitarie.

     PRESIDENTE.  Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     VILLARI. Signor  Presidente,  onorevole Assessore, io desidero
  precisare   alcune   cose,   poichè   mi   ritengo   parzialmente
  soddisfatto,  dal  momento   che   quando   è   stata  presentata
  l'interrogazione è passato qualche tempo; l'interrogazione risale
  al  1   agosto  2001, siamo  a  fine  anno,  da  allora  ad  oggi
  effettivamente sono state  erogate,  come  dice  l'assessore,  le
  somme  alle Opere universitarie,  sia  a  valere  sui  fondi  che
  riguardano i fondi  di perequazione alle Opere universitarie, sia
  quelle che riguardano le borse di studio.
       Non  mi risulta  però,  onorevole  assessore,  almeno  dalle
  informazioni che ho  avuto,  che  sia stato erogato completamente
  quanto spetta agli  studenti  in  materia di borse di studio, nel
  senso che ancora  vi  è  un  saldo  da  corrispondere  alle Opere
  universitarie per  coprire,  credo,  la  terza  rata.  Quindi, io
  chiedo - e  richiamo  l'attenzione del Governo e del Parlamento -
  che il  disegno  di  legge  cui  faceva  riferimento  l'onorevole
  Assessore presentato  in  V Commissione sul diritto allo studio e
  altri testi  di  iniziativa  parlamentare che giacciono in quella
  Commissione, vengano  esaminati  al  più presto, che ci si assuma
  questo impegno perché  la  questione che riguarda la legge per il
  diritto  allo   studio  ha  assunto  negli  anni  passati,  nella
  precedente legislatura ma  ancora oggi e lo sarà, io spero di no,
  se dovesse continuare così nei mesi e negli anni futuri, elemento
  di polemica  nei confronti del Parlamento siciliano, di critica e
  non solo  di  incomprensione  rispetto  al  fatto  che la Sicilia
  continua ad  essere  l'unica regione italiana senza una legge sul
  diritto allo studio,  né  in  generale, né  in particolare su uno
  stralcio  di   legge   che   attenga   al   diritto  allo  studio
  universitario.
       Io chiedo pertanto la  massima  accelerazione  al  Governo e
  quindi all'assessore Granata perché  su questo punto si apprende,
  da  notizie  di stampa, che  il  Governo  ha  predisposto,  credo
  all'interno della finanziaria,  delle  norme, che hanno suscitato
  delle  critiche,  tese  ad  incentivare attraverso buoni-libro lo
  studio presso soggetti non statali, presso altri enti privati.
       Proprio  questo, a  mio  giudizio,  richiama  l'esigenza  di
  accelerare una legge per il diritto allo studio perchè si mettano
  nelle condizioni gli studenti  siciliani attraverso i servizi che
  erogano  le  Opere universitarie e  più  in  generale  la  scuola
  pubblica siciliana di poter svolgere pienamente i propri compiti,
  dopo si può discutere se potranno eventualmente coesistere...
       Questo è un dibattito che  ha  aperto forme di integrazione.
  Io  ricordo  che  nella  legge  che   facemmo,  la  legge  6/2000
  sull'autonomia  scolastica,  sicuramente  l'Assessore  di  allora
  l'onorevole Granata ricorderà perfettamente,  all'articolo  1  si
  prevede che in alcune aree  particolari  della  Regione siciliana
  possono  coesistere  forme di integrazione  laddove  l'indice  di
  alfabetismo fosse eventualmente basso.
       Valutiamo ipotesi di questa natura, ma  non si riproponga un
  tema che, a nostro giudizio, rimane fondamentalmente fuori luogo:
  la privatizzazione dello studio in Sicilia.
       Quindi, acceleriamo questi  percorsi  e mettiamo soprattutto
  gli uffici delle Opere  universitarie nelle condizioni di erogare
  rapidissimamente   i    fondi    già    esistenti,  eventualmente
  impinguandoli nei successivi  provvedimenti  finanziari  che  noi
  saremo  da qui a breve  chiamati  a  realizzare  sia  per  quanto
  riguarda i trasferimenti ordinari dello Stato, i cosiddetti fondi
  perequativi, sia quelli finalizzati ai  servizi  e  alle borse di
  studio per gli studenti più bisognosi.
       Pertanto,  mi dichiaro  parzialmente  soddisfatto  anche  in
  ragione del fatto che  sono  passati  sei  mesi,  quindi, è stato
  recuperato del tempo. E  poi si esercitano dei rapporti informali
  da parte dei deputati nei confronti del Governo, dell'Assessorato
  per cui si sollecita.

     GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica  istruzione.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  soltanto per dichiararmi soddisfatto della parziale soddisfazione
  dell'onorevole  Villari  anche  perché è  un  tema  che  è  stato
  sollecitato  opportunamente  e   il   cuore   della  questione  è
  l'approvazione  del disegno di  legge  sul  diritto  allo  studio
  universitario, laddove all'interno  in  modo irrazionale sono già
  previste  -  e  comunque  sarà  poi  il  Parlamento  a  decidere,
  evidentemente  -  modifiche, un  adeguamento  legislativo  perchè
  quello che scaturirà come testo coinciderà  con  la  volontà  del
  Parlamento.
       Quello  che  è  certo  è  che  quel  testo  il  Governo  con
  grandissima rapidità lo ha esitato anche attraverso  una forma di
  concertazione continua con i vertici delle  Opere universitarie e
  con i tre rettori.  Quindi,  è  un  testo  che comunque ha già un
  ampio consenso, non  è  cosa  di  poco  conto,  delle  Università
  siciliane.
       Quindi,  il   Parlamento,   ovviamente,  prima   la   quinta
  Commissione  bene  farebbe  -  e bene fa  l'onorevole  Villari  a
  ricordarlo - a porlo in corsia preferenziale perchè  è  un  testo
  che  consente  di  evitare  il  prossimo anno  i  soliti  ritardi
  dell'erogazione di queste somme che garantiscono  il diritto allo
  studio a molte fasce non abbienti  della  popolazione studentesca
  siciliana.

     PRESIDENTE.  Si  passa allo svolgimento dell'interrogazione n.
  322 'Attivazione dei  corsi di specializzazione per insegnanti di
  sostegno', a firma Villari, Giannopolo, Panarello.

     GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali  e  per la
  pubblica  istruzione.  L'interrogazione n. 322  riguarda  un tema
  particolarmente   delicato:   l'attivazione    dei    corsi    di
  specializzazione per insegnanti di sostegno. Con riferimento alla
  stessa,  occorre  rilevare  che  il  titolo  di  specializzazione
  polivalente per insegnanti di sostegno  è  rivolto  al  personale
  direttivo e docente delle istituzioni scolastiche statali di ogni
  ordine e grado e si consegue previo esame selettivo al termine di
  un corso teorico-pratico che dura due  anni, tenuto presso scuole
  o istituti riconosciuti dal Ministero della pubblica istruzione.
       La  Regione  siciliana,  fino  al  mese  di  marzo  1997, ha
  autorizzato i corsi in  argomento,  quindi  fino  al  1997  li ha
  autorizzati la Regione stessa  ed  erano  tenuti  da  enti  o  da
  associazioni in  possesso  dei necessari requisiti previsti dalla
  legge.
       Successivamente, con  una  nota  del  23   ottobre  1997, il
  Ministero della pubblica istruzione ha negato indirettamente alla
  Regione  siciliana  la  competenza  ad  autorizzare  i  corsi  di
  specializzazione  per  le  attività  di   sostegno.
       La Regione siciliana pertanto promuoveva  ricorso dinanzi la
  Corte Costituzionale avverso la nota  del  Ministero  riguardante
  proprio la competenza ad autorizzare i corsi di specializzazione.
       La Corte Costituzionale, con sentenza n.  363, si è espressa
  dichiarando inammissibile il conflitto di  attribuzione  e quindi
  lasciando insoluto il problema.
       Ulteriori  indicazioni  sono  contenute nella  nota  del  24
  aprile 2001 con il quale il Ministero invitava in  primo luogo le
  università degli studi italiane a non indire nuovi corsi biennali
  di  specializzazione  per le attività  di  sostegno  d'argomento,
  bloccando  di fatto anche l'Università di Catania  che  aveva  in
  programma di indire questi nuovi corsi.
       Alla luce di  quanto sopra esposto, l'unica strada possibile
  è quella di un  raccordo  peraltro  già  avviato con il Ministero
  della pubblica istruzione,  ma in margine a questo argomento, che
  è molto  importante nella sostanza, devo aggiungere qualcos'altro
  che è meno formale.
       Ci troviamo di fronte ad una curiosissima  situazione che ha
  anche   dei   risvolti  legati  alla   trasparenza   degli   atti
  amministrativi, cioè da,  una  parte,  abbiamo  in  Sicilia degli
  insegnanti che hanno  non  un'abilitazione ma più abilitazioni, i
  quali però non  possono  esercitare  il  ruolo  legittimamente di
  insegnanti di sostegno  perchè  nessuno  li pone in condizione di
  poter fare un  corso che attribuisce loro questa specializzazione
  e, dall'altra, abbiamo dei soggetti che non hanno mai messo piede
  in una scuola pubblica  o  privata  che  sia  e che attraverso un
  corso biennale -  sulla  conduzione dei quali e sulla trasparenza
  degli stessi io, come dire, avanzo qualche perplessità abbastanza
  accentuata - ottengono questo titolo di specializzazione e spesso
  si  trovano   a  sostituire  insegnanti  di  sostegno  pienamente
  abilitati e laureati che esercitano quel ruolo, ricordiamolo, nei
  confronti di soggetti  deboli,  perchè si tratta di insegnanti di
  sostegno a bambini  portatori  di  handicap che si vedono privati
  del loro insegnante che  per  anni li ha seguiti e sostituiti con
  insegnanti  che  escono   da  corsi  di  sostegno  che  danno  la
  specializzazione.
       In questo senso so che alcune centrali  sindacali  si stanno
  opportunamente attivando ed è nostra  intenzione, parallelamente,
  avviare un confronto - che è già aperto - con  il  Ministero  per
  verificare   se   è  possibile,  ed   è   questo   l'intendimento
  dell'Assessorato, avviare una possibilità di accesso  ai corsi di
  insegnanti  di  sostegno  gestiti  direttamente   dalla   Regione
  attraverso l'Università da parte di quei  soggetti abilitati, che
  hanno  già  un'abilitazione  e  che  allo   stesso   tempo  hanno
  esercitato  per  un  termine minimo di tempo, noi abbiamo pensato
  almeno   centottanta   giorni,   e  comunque   dell'ultimo   anno
  scolastico, la funzione di insegnante di sostegno.
       Così  facendo da una parte razionalizzeremo l'intervento che
  avviene   attraverso  i  corsi  di  specializzazione,  dall'altro
  potremmo  fornire  un'indicazione  utile per coprire una serie di
  posti  che  restano vacanti e dare la possibilità agli insegnanti
  abilitati  di  esercitare  questo  ruolo  molto  delicato  che  è
  importantissimo  per  la  pluralità e la completezza dell'offerta
  didattica della scuola pubblica siciliana.
       Questo è  l'intendimento del Governo.  Stiamo aspettando che
  il  Ministero ci  dia  via  libera  per  potere  attivare  questa
  ulteriore fase. Quello che è certo è che l'interrogazione accende
  un riflettore su  un  tema delicatissimo.
       Perché  la questione  è  delicata? Per due ordini di motivi.
  Primo, perché  investe la possibilità ed  il  diritto d'accesso e
  di diritto allo studio dei soggetti più  deboli  del  mondo della
  scuola,   questo   è  evidentissimo;   secondo,   perché   spesso
  attraverso il meccanismo del corso di specializzazione sono stati
  privilegiati soggetti che sono riusciti, voglio usare questo tipo
  di  immagine, che sono riusciti ad  iscriversi,  ad  entrare  nei
  corsi di specializzazione che hanno dei  metodi  di selezione dei
  soggetti poco oggettivi e molto  discrezionali  e  attraverso  il
  pagamento  di  una  retta nei due anni  ottengono  il  titolo  di
  specializzazione, con il risultato che  centinaia  di  insegnanti
  abilitati non possono fare gli insegnanti  di  sostegno perché la
  Regione tramite l'università non li può  mettere in condizioni di
  fare  insegnamento di sostegno ed  invece  pochi  eletti  paganti
  corsi di specializzazione gestiti spesso  da enti privati possono
  fare gli insegnanti di sostegno perché  con  quei meccanismi sono
  entrati nei corsi di specializzazione.
       L'argomento  è  questo. Io credo che il Parlamento una volta
  che   chiariremo  con  il  Ministero  la  nostra  possibilità  di
  intervento   attraverso  una  indicazione  autonoma,  non  so  se
  legislativa  o direttamente attraverso un decreto assessoriale il
  Parlamento  dovrà  supportare,  io  auspico  che  supporti questo
  intervento  che  è  anche  un  intervento di merorizzazione in un
  settore molto delicato.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Villari per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     VILLARI.  Signor  Presidente,  onorevole Assessore, intervengo
  rapidamente per dire  quanto  segue.  Intanto, devo prendere atto
  perché  io sono per  dire sempre le cose esattamente come stanno:
  che la risposta  a  questa  interrogazione  arriva in breve tempo
  rispetto alla data in cui è stata presentata l'interrogazione che
  è quella dell'11 novembre.
       Se questi fossero i tempi di risposta alle interrogazioni in
  generale anche nel futuro non sarebbe male perché  ricordo che la
  precedente  legislatura,  mi  permetta  Presidente  di  sollevare
  questo  problema  di   metodo   per   la   risposta   ad   alcune
  interrogazioni molti  parlamentari,  credo  un  po' tutti abbiamo
  dovuto attendere anni.  Invece prendo atto intanto di questo dato
  positivamente.
       Nel merito vorrei  dire solo questo. Io ho avuto l'occasione
  ed anche l'onore  di  avere  un  contatto,  un  abboccamento  col
  magnifico rettore  dell'università  di  Catania, con il magnifico
  rettore Prof. Latteri,  il  quale sostanzialmente mi ha detto che
  naturalmente lui era in attesa, e questo è confermato anche dalle
  cose che  venivano  dette dall'assessore Granata, di disposizioni
  perché  le cose stanno  in realtà nei termini in cui sono esposte
  nell'interrogazione  che  ha  ripreso  opportunamente l'onorevole
  Granata.
       Vorrei però ricordare  che  c'è  una sollecitazione da parte
  dei provveditori agli studi delle province siciliane e per quanto
  mi riguarda il  provveditore  agli  studi  di  Catania,  il prof.
  Agunì,  che risale a  parecchio  tempo  fa  con  una  lettera  il
  professore sollecitava  l'università  perchè  si  attivassero  le
  convenzioni con i  soggetti privati e specializzati, che abbiano,
  a norma della legge  104 del 92, una esperienza nel settore della
  formazione finalizzata  appunto agli insegnanti di sostegno; vale
  a dire la richiesta  era  di accelerare tutte le procedure perché
  si attivassero. appunto, i corsi per gli insegnanti di sostegno.
       Dal momento che  il  Provveditorato  ha rilevato che vi sono
  dei vuoti d'organico in  tutte  le scuole di ogni ordine e grado,
  onorevole  Granata,   vorrei   ricordare  che  sarebbe  oltremodo
  opportuno  che  si  accelerassero  i  tempi  e  che  l'università
  avviasse la convenzione con gli istituti specializzati al fine di
  avviare rapidamente i  corsi  in  questione.  A tal proposito, mi
  risulta che  gli  istituti  specializzati  facciano  pagare  agli
  insegnanti  di  sostegno   una  quota,  anche  se  in  regime  di
  convenzione con l'università;  cioè una parte degli oneri vengono
  a gravare su coloro  i  quali  vengono  ammessi  a  questi  corsi
  secondo i requisiti previsti dalla legge numero 104 del 1992.
       La mia richiesta  quindi è di intervenire con molta energia,
  onorevole  assessore ed  onorevoli  colleghi,  ma  lo  chiedo  in
  particolare al Governo, anche  alla  luce  di  una  notizia che è
  apparsa  sulla  stampa,  secondo  la  quale  l'Assessore  Granata
  avrebbe aperto una  polemica  con  il  ministro  Moratti, così mi
  risulta  da  notizie  di  stampa,  una  polemica  nel  senso  che
  l'Assessore, se non ho  capito  male,  rileva  che nel caso della
  Sicilia  è   dubbio   l'intervento  di  sospensione  operato  dal
  Ministero rispetto  a  questa fattispecie, fattispecie rispetto a
  cui prima  la  Sicilia  operava  attraverso  l'Istituto regionale
  ortofrenico di Catania che tempo fa fu soppresso, come i colleghi
  certamente ricorderanno.
       Quindi,  si  tratta  ora  di accelerare e di intervenire sul
  Ministero,  di  rivendicare  come   Regione l'autonomia a che noi
  possiamo  esercitare  questa  nostra  attività  perchè  ci  viene
  garantita  dall'autonomia dello Statuto della Regione che, seppur
  dopo la  riforma ancora vige, in modo tale che si possa sopperire
  a queste esigenze che credo siano riconosciute universalmente.
       In questo senso,  mi  ritengo  soddisfatto  delle  cose  che
  diceva l'Assessore ma  la vorrei pregare di intervenire con molta
  energia e molta  autorevolezza  nei  confronti  del  Ministro, di
  intervenire  come   Governo  complessivamente  perchè  su  questa
  questione dei corsi di  sostegno  si  faccia presto e si risponda
  alle esigenze intanto dei soggetti interessati che sono i ragazzi
  portatori di handicap che  frequentano le scuole di ogni ordine e
  grado, prima di  tutto, secondo coloro che aspirano a frequentare
  i corsi e  terzo,  localizzazione del sistema scolastico pubblico
  che richiede queste figure proprio per le finalità previste dalla
  legge.
       Pertanto,  mi   dichiaro  soddisfatto  della  risposta  data
  dall'Assessore.

     PRESIDENTE. Si  passa  allo svolgimento dell'interrogazione n.
  331 "Provvedimenti volti a  conservare a Pachino la nave del '700
  recentemente scoperta nel suo territorio", a firma De Benedictis.

     GRANATA,   Assessore   regionale   per   i  beni  culturali  e
  ambientali.   Questa  è  una  delle  interrogazioni  sulle  quali
  opportunamente  sollevate  dall'onorevole  De  Benedictis  che da
  sempre  segue,  non da ora, i fatti legati all'organizzazione del
  sistema dei beni culturali, ma è una risposta che non tiene conto
  da parte mia  di alcuni aspetti legittimamente geopolitici che mi
  potrebbero riguardare.
       Infatti, con  riferimento  a  questa  interrogazione  appare
  chiaro  rilevare  quanto  segue.
       Nel 1964 venne rinvenuto  un prezioso relitto di una nave da
  cargo del '700  nel  sito  del  Pantano  Longarini nel territorio
  amministrativo di Pachino.  Dopo moltissimi anni di abbandono nei
  quali nessuno si è interessato di questo ritrovamento, il relitto
  è  stato   sottoposto   all'attenzione  della  Soprintendenza  di
  Siracusa,  sezione  archeologica.  La  sezione  ha  esaminato  il
  relitto e la località ove originariamente venne rinvenuto e ne ha
  tecnicamente  valutato,  con   una   relazione  che  mi  è  stata
  depositata, l'appartenenza,  sia sotto il profilo geomorfologico,
  sia sotto il profilo culturale al territorio di Ispica.
       La nave infatti, secondo quanto espressamente indicato dalla
  sezione,   è   affondata  all'interno  dell'insenatura  che  oggi
  interrata  costituiva  nell'antichità  un  recesso  interno  e un
  insediamento   i  cui  resti  sono  stati  identificati  a  punto
  Castellazzo,  il  promontorio  che  chiude  ad  ovest  l'area del
  Pantano Longarini e che anch'esso ricade integralmente nel comune
  di Ispica.
       La  nave  è affondata, dopo essere stata portata all'interno
  del porto forse per essere sottoposta ad interventi di ripristino
  e manutenzione.
       Esiste,   quindi,   al   di   là   della  mera  appartenenza
  amministrativa,  una  contestualità  culturale che non può essere
  ignorata:  sottrarre il relitto al porto e alla città antica, cui
  apparteneva,  significherebbe smembrare un complesso unitario che
  solo  può trovare la sua valorizzazione in una ricostituita unità
  di  luogo  e  di  intervento.
       Per esaminare interventi di conservazione restano necessari,
  nonchè  la  relativa  valorizzazione  dell'importante  reperto, è
  stata  convocata  una  conferenza  di  servizi  e in un capannone
  appositamente  allestito  si è previsto un secondo intervento per
  circa  250  milioni di lire per il lavaggio completo del reperto.
  E'  stato,  inoltre,  stabilito, alla luce unicamente delle forti
  motivazioni tecniche, di individuare un'idonea sede espositiva in
  Ispica per la massima fruizione della nave rinvenuta.
       L'innegabile  valore  della  scoperta  scientifica impone il
  rigoroso  rispetto  dei  contenuti  culturali  e  tecnici che non
  possiamo  disconoscere.
       E'  intenzione,  quindi, valorizzare il patrimonio culturale
  dell'intera  Regione  certi  che,  attraverso  di  essi, possiamo
  innescare  processi  di crescita sociale ed economica dell'Isola,
  soprattutto dinanzi ad episodi come quello del ritrovamento della
  nave  bizantina,  gravemente  abbandonata  per lunghissimi anni e
  solo  adesso oggetto della valorizzazione che merita.
       Ci  guidano, quindi, anche nelle scelte della localizzazione
  di strutture museali, unicamente fatti scientifici e tecnici, non
  mancando   certamente,  peraltro,  al  comune  di  Pachino  fondi
  culturali propri da valorizzare, anche attraverso mirati progetti
  da   concordare   con  la  Soprintendenza  competente.
       Questo   è   l'aspetto   -  come  dire  -  formale  e  anche
  tecnicamente fondato della risposta.
       C'è  un  altro  aspetto  che  mi  permetto di sottolineare a
  margine,  in  modo  telegrafico.
       Nel  completo  silenzio e nel completo abbandono da parte di
  ogni  interesse  per  questo  relitto  da  parte  della  città di
  Pachino,  dove  la  nave  era  stata trovata, c'è stata una forte
  mobilitazione da parte della provincia di Ragusa e della città di
  Ispica,  che ha già un luogo dove allocare il relitto restaurato,
  un'idea di progetto di esposizione museale.  Cioè, ha predisposto
  tutti   quei   fatti   che,   legati   ovviamente   a  non  voler
  decontestualizzare il ritrovamento del relitto dalla propria zona
  di appartenenza - e  questo  non  lo posso stabilire io, ma lo ha
  stabilito  la Sezione archeologica, perchè, per quanto più o meno
  bravo  possa  essere  come  assessore ai beni culturali, non sono
  diventato  archeologo  anch'io - hanno  depositato questo tipo di
  relazione,  ma  soprattutto sottolineo come oggi conta moltissimo
  l'idea  di  fruizione e di valorizzazione del bene ritrovato.  E,
  siccome  il  progetto complessivo che usciva dall'amministrazione
  di  Ispica  era  molto  convincente  e  supportato  anche  da una
  relazione tecnica,  l'Assessorato  -  a  malincuore personalmente
  devo dire -, ha  deciso  ovviamente e doverosamente (la mia è una
  battuta dire a  malincuore  perchè faccio l'assessore regionale e
  non quello  provinciale, altrimenti avrei deciso diversamente) di
  accedere all'indicazione data,  da  un  punto  di vista tecnico e
  scientifico   da   parte   della   Sezione   archeologica   della
  Sovrintendenza di Siracusa.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole De Benedictis
  per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     DE BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi
  dichiaro  parzialmente soddisfatto della sua risposta dal momento
  che   mi  sembra  di  dissentire  dal  criterio  secondo  cui  la
  valorizzazione  debba  essere  basata  su una scala di promozione
  regionale e mi sembrano altrettanto ragionevoli le considerazioni
  in   ordine   alla  disponibilità  dell'amministrazione  o  della
  comunità   ispicese   nell'approntare   strutture   idonee   alla
  valorizzazione e all'esposizione del bene suddetto.
       Tuttavia, dirimente mi pare l'osservazione secondo la quale,
  a  giudizio dell'organo tecnico, la nave appartiene al territorio
  di Ispica, sia dal punto di vista amministrativo che dal punto di
  vista  della  contestualità  culturale,  così  come è stato detto
  dall'Assessore stesso.
       Allora,  da  questo  punto  di  vista, mi riservo eventuali,
  ulteriori   valutazioni  non  appena  queste  valutazioni  stesse
  dell'Assessorato  saranno  rese  note  perchè  è  questo il punto
  chiave  della  questione: l'appartenenza geografica al territorio
  comunale  di  Pachino  piuttosto  che  a quello ispicese, sui cui
  purtroppo  la  determinazione  non  è  univoca  e  chiara  e che,
  comunque,  è l'oggetto della questione, pur concordando sul fatto
  che la questione può apparire secondaria rispetto alla promozione
  e valorizzazione dei beni su scala di godimento regionale.
       Tuttavia, la comunità richiede che un determinato bene venga
  ad  essere  ospitato nel proprio territorio e questo mi sembra un
  principio  sacrosanto  per  cui  questa  eventuale questione deve
  essere attenzionata  e  - ripeto - chiedo di conoscere e di avere
  la relazione da potere esaminare attentamente nel merito.

     RAITI. Chiedo  di  parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  l'intervento  che  sto  per  fare
  riguarda complessivamente  e  si  allaccia  all'intervento che ho
  fatto precedentemente.
       Io, nel  corso della mia esperienza parlamentare, anzi nella
  mia decennale esperienza  parlamentare,  mi sono permesso di fare
  una lettera aperta al Presidente di questa Assemblea con la quale
  sottoponevo non solo  alla  sua  attenzione, ma all'attenzione di
  tutti i deputati colleghi,  la  necessità di prendere atto che ci
  troviamo di fronte  ad  una  svolta  epocale  nella  gestione dei
  lavori dell'Assemblea.
       Noi siamo  di  fronte  ad un'elezione diretta del Presidente
  della Regione  che  ha  la propria legittimità attraverso il voto
  popolare.  Siamo   di   fronte  alla  necessità  di  tutelare  le
  prerogative  di  quest'Assemblea  e dell'attività parlamentare in
  generale ed  in particolare dell'attività delle minoranze o delle
  opposizioni.
       Il mio disagio  l'ho  potuto  constatare  e  riscontrare  in
  moltissimi  dei   colleghi  nell'esercizio  della  loro  attività
  parlamentare. Pur  avendo  ricevuto rassicurazioni da parte della
  Presidenza che  questo problema sarebbe stato attenzionato perché
  ne  va della  prerogativa,  del  prestigio  e  della  dignità  di
  quest'Assemblea che sempre  noi  richiamiamo  ma che sempre viene
  mortificata, ad oggi  non  ho  avuto  modo  di  apprezzarne alcun
  riscontro.
       A  questo  proposito,  per essere assolutamente propositivi,
  perché la  mia  attività  di parlamentare siciliano, così come ho
  dichiarato nel  corso  delle  campagne  elettorali  così come mi
  propongo di fare  da  qui  fino  alla scadenza del mandato, vuole
  essere non soltanto di segnalazione, di denuncia e di opposizione
  in senso lato (non un'opposizione da Bastian contrario), ma vuole
  essere una  posizione  di  stimolo  ed anche di proposizione, ove
  necessario, per  dare  il mio modesto contributo alla risoluzione
  delle problematiche che affliggono le nostre comunità.
       Mi  permetto di sollecitare questa Presidenza affinchè ponga
  in  essere  una  disciplina  dell'attività  parlamentare  che  ci
  consenta,  quantomeno,  di  fare  opposizione, che ci consenta di
  avere  il  Governo presente in Aula per rispondere ai nostri atti
  ispettivi.
       Il  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole
  Lo Porto,  con  gli  Uffici  di  Segreteria,  ha  predisposto una
  modifica  regolamentare  che dovrà essere discussa prossimamente.
  Quella modifica è  chiaramente  improntata  alla impossibilità di
  dare  voce alle minoranze;  è  volta  ad  agevolare  il  percorso
  parlamentare del Governo.
       Credo  che il Governo non abbia necessità di un'agevolazione
  di  tal  genere,  ma,  anzi, coloro che hanno necessità di essere
  tutelati  sono  le  minoranze  e  le opposizioni; infatti, se non
  saremo  messi  nelle  condizioni  di  esercitare  questo diritto,
  certamente potremo fare ben poco.
       A   proposito   della   possibilità   di   dare   il  nostro
  contributo,  chiedo  che la Presidenza, applicando l'articolo 144
  bis  del Regolamento, inviti il Governo a rispondere ad inizio di
  ogni  settimana,  così  come  avviene  alla  Camera  ed al Senato
  attraverso   il   question   time,  alle  interpellanze  ed  alle
  interrogazioni che settimanalmente vengono presentate ad esso.
       Il nostro Regolamento  prevede, infatti, che per ogni seduta
  almeno sei atti  ispettivi  debbano  essere  posti all'ordine del
  giorno, in maniera tale  che  a tutti noi possa essere consentito
  di esercitare il  nostro  potere  di  controllo  sull'operato del
  Governo.
       Con  la  diretta,  inoltre, che dovrebbe essere trasmessa in
  tutte  le  province siciliane, potremmo porre il popolo siciliano
  in condizione di giudicare sull'attività parlamentare.
       Questa  è  una questione fondamentale che credo debba essere
  sostenuta dall'Assemblea  regionale  siciliana  nell'interesse di
  tutti i parlamentari, perchè  così  non  possiamo  andare avanti.
       Fino ad oggi  ho  presentato  decine  di  interrogazioni, di
  interpellanze ma ho avuto soltanto due risposte.
       Se attuassimo quelli che già sono gli strumenti previsti dal
  nostro Regolamento e che devono essere obbligatoriamente attuati,
  in  considerazione  della fase storico-politico-istituzionale che
  stiamo  attraversando  per   dare   voce   a  questo  Parlamento,
  certamente alcune risposte potremmo averle e potremmo darle.
       Pertanto, invito la Presidenza  a  provvedere in tal senso a
  partire dalle prossime  sedute e chiedo  che  vengano indicate le
  interrogazioni  e  le   interpellanze   alle  quali  il  Governo,
  settimanalmente, dovrà rispondere in Aula.

     PRESIDENTE. Onorevole Raiti, lei si  è posta una domanda e lei
  si è data la risposta.  L'argomento  opportuno  che  lei  solleva
  verrà  sicuramente affrontato  nel  corso  della  Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari  che  si  terrà  a conclusione
  della seduta d'Aula di giovedì 13 dicembre prossimo.
       Onorevoli  colleghi, la  seduta  è  rinviata  a  giovedì  13
  dicembre 2001, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente FLERES


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA  AI  SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N.  73  -  Iniziative  per  scongiurare la condanna a morte di
          Safya Husseini Tungar-Tudu.

                                     Spampinato  - Lo Curto - Raiti -
                                     Savarino - Barbagallo -  Fleres

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
              seguiti dal Governo nazionale.

                                       Speziale -   Capodicasa -
                                       Crisafulli - Cracolici -
                                       De Benedictis - Giannopolo -
                                       Oddo - Panarello - Villari -
                                       Zago

     IV - SVOLGIMENTO   DI  INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA "Bilancio e finanze". (V. Allegato)

    La seduta è tolta alle ore 18.35.

   (Licenziato  dal Servizio Resoconti alle ore 21.00)