Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vitrano ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, l'onorevole Crisafulli dal 24 al 25 febbraio 2005;
gli onorevoli Cracolici, Formica e Morinello dal 5 al 10 marzo
2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per la Cooperazione:
N. 1912 - Delucidazioni in ordine ad uno studio che sarebbe
stato condotto sulla portualità peschereccia siciliana.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
-da parte dell'Assessore per l'Industria
N. 1796 - Notizie in merito agli studi sulla consistenza
produttiva della miniera di Pasquasia (EN) effettuati dalla
società francese 'BRGM - Direction de la recherche' e da
altri enti eventualmente incaricati.
Firmatari: Tumino Carmelo
N. 1913 - Revoca dell'autorizzazione alla Panther Oil ad
avviare operazioni di ricerca di idrocarburi nel territorio
della provincia di Siracusa.
Firmatari: Miccichè Calogero.
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente interrogazione
con richiesta di risposta orale:
N. 2102 - Provvedimenti per accelerare le procedure
relative all'emissione dei decreti di finanziamento per i
comuni convenzionati con l'ATO n. 3 di Messina, i cui
progetti sono immediatamente cantierabili.
- Presidente Regione
Firmatario: Ardizzone Giovanni
L'interrogazione testè annunziata sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al proprio turno.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente interpellanza:
N. 234 - Interventi del Governo della Regione presso
Capitalia S.p.A. a tutela del Banco di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Firmatario: Virzi' Gioacchino.
Comunicazione di trasmissione di deliberazione della
Commissione Europea
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della deliberazione n. 23 del 26 gennaio 2005
P.O.R.- Sicilia 2000/2006 - Adozione definitiva delle modifiche
approvate dalla Commissione Europea con decisione C
(2004/5184/CE) del 15 dicembre 2004 .
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 580 -
472 - 578 - 602 - 652/A Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo
Statuto della Regione'
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
nn. 580 - 472 - 578 - 602 - 652/A Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo Statuto
della Regione' , iscritto al numero 1.
Ricordo che la discussione del disegno di legge è stata
interrotta nella seduta n. 264 del 9 febbraio 2005, e che sono
stati approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 15, 16, 20, 21, 22
e 30. Resta accantonato l'articolo 2.
A questo punto, dobbiamo decidere se riprendere dagli
accantonati o andare avanti.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ritiene di dover
modificare il metodo di lavoro; finora, infatti, abbiamo
lavorato in sintonia con i passaggi d'Aula, decidendo di volta in
volta gli articoli da affrontare e da trattare quindi in Aula.
Nell'ultimo incontro che abbiamo avuto ci è sembrato che tale
metodo sia eccessivamente dispendioso dal punto di vista
temporale. La Commissione ritiene, pertanto, che sia il caso di
accelerare, anche perchè questo importante appuntamento,
l'approvazione dello Statuto, rischia di perdere la sua
solennità se la relativa trattazione viene spezzettata in decine
di sedute.
La Commissione ritiene, dunque, di dover chiedere alla
Presidenza dell'Assemblea di fissare con certezza alcune sedute
in cui concentrare l'argomento, in modo tale che si possa esitare
al più presto il testo, tenuto conto che i tempi di approvazione
cominciano ad entrare in una fase a rischio.
Giorni fa la Regione Friuli Venezia Giulia ha pubblicato il
testo di proposta della legge- voto per il Parlamento nazionale.
Abbiamo seguito il dibattito del Consiglio regionale, che ha
approvato il testo ai primi di gennaio, ma si consideravano
già in ritardo, per quanto concerne il proseguo dell'iter
parlamentare (la doppia lettura al Parlamento nazionale).
Noi siamo perfino un paio di mesi più avanti rispetto al
Friuli, quindi dovremmo avere altrettanta preoccupazione. La
Commissione, signor Presidente, le chiede, pertanto, di
concentrare i lavori, in quanto ciò forse favorirebbe anche la
concentrazione del Parlamento, dei deputati dell'Assemblea
regionale e potremmo esitare il testo.
Noi lavoreremo in Commissione solo per un paio di sedute
ancora, per i casi più spinosi, uno di questi riguarda gli
articoli finanziari, sui quali abbiamo audito ancora una volta
alcuni docenti universitari, che avevamo già consultato
precedentemente e che torneremo a sentire non appena avranno
approfondito gli argomenti che abbiamo loro sottoposto ed anche
la Commissione avrà fatto mente locale.
Però, per il resto riteniamo di dover andare avanti in Aula,
con un lavoro informale, da parte della Commissione, che si può
svolgere anche in concomitanza con i lavori d'Aula, chiedendole
se si dovesse rendere necessario, qualche breve sospensione, di
tanto in tanto, per trovare eventuali soluzioni condivise.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, non ho capito se c'è
necessità di trattare i casi spinosi' - come lei li ha
giustamente definiti - insieme con gli articoli accantonati:
stiamo attenti perchè possono diventare molti.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Man mano le
chiederemo eventuali altri accantonamenti, quelli per cui si può
procedere ....
PRESIDENTE Comunque aderisco alla sua richiesta di destinare
perlomeno due, tre sedute, unicamente all' esame del disegno di
legge di revisione dello Statuto, come del resto abbiamo tentato
di fare, se non fossero state inserite, con la finestra
legislativa, altre leggine.
Purtroppo, ce le porteremo appresso ancora per qualche seduta;
speravo, infatti, che la Commissione sesta Servizi sociali e
sanitari' evadesse per questa sera il disegno di legge sui
trapianti, ma ciò non è avvenuto, come del resto anche l'altro
provvedimento non è stato ancora esitato dalla Commissione.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento è stato in parte vanificato dalle indicazioni fornite
dall'onorevole Capodicasa rispetto al procedimento da adottare
per quanto riguarda il percorso di approvazione della legge sulla
revisione dello Statuto.
Signor Presidente, onorevole Capodicasa, farei un'altra
richiesta, se è possibile, anche in considerazione del fatto che
confesso di essermi trovato spiazzato nelle scorse sedute sul
mio stesso emendamento, in quanto non riuscivo nemmeno a capirne
la ratio .
Considerato, però, che si è trattato lo Statuto a spizzichi e
bocconi , facendo dei salti ed il lavoro fatto risale ormai a
mesi, effettivamente quell'emendamento era collegato con altra
parte del testo, con materia similare.
Considerato, dunque, che potremmo dare meglio il nostro
modesto contributo, la mia richiesta è quella di poter sapere
preventivamente - quando sono fissate le sedute per trattare il
disegno di legge - l'argomento, la materia che verrà discussa in
quella determinata seduta. Per esempio: si decide di fare seduta
domani mattina, si sappia con un po' di anticipo che domani
mattina trattiamo l'iniziativa legislativa della Regione.
PRESIDENTE Non è possibile prescindere da quanto contenuto
nell'ordine del giorno. C'è un ordine del giorno che procede
secondo l'ordine delle sedute.
SPAMPINATO ... quando parliamo di Statuto, vorremmo sapere
quale parte dello Statuto trattiamo.
PRESIDENTE No, questo non è possibile. Onorevole Spampinato,
può chiedere che si proceda organicamente, senza scivolamenti,
per esempio, con gli articoli senza emendamenti; accantonando -
come abbiamo fatto - gli emendamenti controversi; può chiedere
di non farlo, ma bloccheremo sicuramente la procedura per lo
Statuto.
SPAMPINATO ... una certa flessibilità per avere la
possibilità di approfondire le letture che abbiamo fatto
rispetto a quel determinato tema e poter...
PRESIDENTE Voglio sentire una proposta concreta...
SPAMPINATO La proposta concreta sarebbe sapere
preventivamente, quando le sedute hanno ad oggetto lo Statuto,
e quale parte dello Statuto.
PRESIDENTE Questo non è possibile, almeno a me.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
intervento diviso in due parti: la prima di contesto, la seconda
di merito.
Francamente - lo dicevo poc'anzi all'onorevole Raiti - la
Commissione sta svolgendo un lavoro eccellente. Si è posta una
serie di problemi, ripensando anche alle soluzioni che in un
primo momento aveva individuato alla luce di quella che è
l'evoluzione del dibattito parlamentare nazionale in materia di
riforma costituzionale.
Con le audizioni realizzate ha pure rimeditato alcuni aspetti
della bozza originaria dello Statuto. Ma, signor Presidente -
dicevo, appunto, all'onorevole Raiti poc'anzi - ci stiamo
assumendo una responsabilità enorme rispetto al documento che
stiamo discutendo. Ce la stiamo assumendo a fronte di
un'oggettiva scarsa partecipazione politica ed anche parlamentare
al dibattito che si sta svolgendo.
Ciò, se da una parte può significare una condivisione di
massimo rispetto al lavoro della Commissione, e considero ciò
il bicchiere mezzo pieno , è certamente positivo, dimostra
fiducia nelle modalità che sono state scelte per discutere la
riforma dello Statuto.
D'altra parte il bicchiere mezzo vuoto è rappresentato dal
fatto che certamente la discussione sullo Statuto non può
avvenire in una condizione politica e parlamentare non del tutto
definita, come per altro dimostra la scarsa partecipazione cui
poc'anzi facevo riferimento. Nel condividere l'ipotesi di lavoro
espressa già dall'onorevole Capodicasa, non posso che sollevare
un problema di partecipazione che è anche un problema di
condivisione delle soluzioni che vengono adottate, condivisione e
partecipazione che non possono non essere presenti a fronte della
delicatezza delle questioni che stiamo discutendo.
Con l'onorevole Capodicasa, ad esempio, abbiamo prima parlato
dell'opportunità di sopprimere, all'articolo 24, l'ipotesi
originaria del testo che prevede la doppia numerazione,
sostanzialmente non solo i compiti attribuiti alla Regione come
individuati in quello che sarà l'articolo 23, ma anche quelli
attribuiti allo Stato.
La Commissione, rispetto a questo tema, ritiene opportuno che
l'articolo 24 non venga inserito. Dobbiamo renderci conto che si
tratta di una filosofia non in linea con lo Statuto, una
filosofia che può essere condivisa o non condivisa più o meno da
una dozzina di deputati in Aula o dalla Commissione, peraltro non
sempre nel proprio plenum.
Faccio appello quindi non tanto e non solo alla Presidenza
dell'Assemblea che fa quello che può, quanto invece ai gruppi
parlamentari perché, attorno a queste materie, vi sia
l'attenzione necessaria; infatti, se saremo talmente bravi da
varare un'ipotesi di Statuto vantaggiosa per la Sicilia - uso
questo termine che sintetizza diversi concetti - saremo stati
bravi, ma saremo stati quelli capaci di interpretare le
intenzioni e gli interessi dei siciliani; diversamente, la
responsabilità piena ricadrebbe su di noi e, paradossalmente,
ancora di più su coloro i quali, con senso di responsabilità,
sono stati presenti, hanno partecipato, hanno tentato di incidere
sulle dinamiche e sui meccanismi statutari che si sceglieranno.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di formulare
questo sommesso ma accorato appello ai gruppi parlamentari ed
alle forze politiche.
Vorrei sottoporre, inoltre, alla sua attenzione ed a quella
dell'Aula un altro tema: nei giorni scorsi, assieme agli
onorevoli Savarino, Ortisi e ad altri deputati firmatari di cui
non ricordo il nome - spero non me ne vorranno - abbiamo
presentato un disegno di legge-voto che tenta di stabilire con
chiarezza il tipo di iter istruttorio che il nostro Statuto
seguirà una volta approvato dall'Assemblea regionale siciliana.
E' un disegno di legge che si colloca all'interno della
previsione costituzionale, laddove essa indica nell'intesa la
strada che permette di pervenire alle modifiche statutarie che
riterremo di adottare.
Ma in che modo disciplina l'intesa?
La disciplina riproducendo un organismo che ben conosciamo e
che, nel 1945-'46, predispose il testo dell'attuale Statuto, cioè
una Commissione paritetica composta da membri dell'Assemblea
regionale siciliana e da membri del Parlamento nazionale scelti
in seno alla Commissione bicamerale, proprio per assicurare la
presenza contestuale sia di senatori che di deputati. Un disegno
di legge-voto attribuisce a questa nuova Commissione paritetica
il compito di negoziare l'intesa.
Questo percorso è da noi considerato assolutamente necessario
per fissare dei paletti e dei principi rispetto ad un testo che,
una volta uscito dall'Assemblea regionale siciliana, giunge al
Parlamento nazionale privo di paracadute, di qualsiasi strumento
in grado di assicurare che le decisioni che assumeremo in questa
sede, sia pure nelle condizioni che ho descritto in premessa,
vengano accettate, condivise, ovvero vengano, giustamente in
alcuni casi, probabilmente modificate ma senza il consenso e la
partecipazione dell'Assemblea regionale siciliana.
Credo che renderemmo un pessimo servizio alla Sicilia se
rinunziassimo, nei fatti, a tentare una via negoziata per l'iter
istruttorio di approvazione alla Camera e al Senato del nostro
Statuto.
Onorevole Capodicasa, ritengo che, senza sospendere il
dibattito sullo Statuto - io stesso, in premessa, ho dichiarato
di condividere il percorso da lei tracciato anche per le parti
informali - con l'autorizzazione della Presidenza e con la
condivisione dell'Aula, se liquidassimo il disegno di legge voto
che stabilisce il percorso istruttorio che il nuovo testo dovrà
seguire nella sede del Parlamento nazionale, metteremmo una
pietra e formuleremmo una ipotesi solida che dovrebbe limitare il
più possibile il rischio di una caduta senza paracadute, di una
discussione senza paracadute in sede nazionale.
Signor Presidente, nel condividere l'ipotesi di lavoro
illustrata dall'onorevole Capodicasa ritengo che potremmo
cominciare stasera da un articolo apparentemente complesso ma
che, come abbiamo visto, é contemporaneamente estremamente
significativo ma anche semplice, più semplice di quanto non possa
apparire nella sua trattazione. Si tratta di un articolo che
riguarda le competenze esclusive della Regione. Ho notato che più
della metà degli emendamenti sono identici o simili. Nel
condividere l'impostazione dell'onorevole Capodicasa e nel
chiederle di iniziare proprio con l'articolo 23 che presenta
elementi di grande prestigio e di grande importanza per le
questioni che affronta e, nello stesso tempo, di relativa
semplicità per il quadro degli emendamenti sottoposto, volevo
chiederle di interrogare l'Aula per sapere se non ritenga
opportuno che già domani la Commissione Statuto possa esaminare
ed esitare il disegno di legge voto da me citato prima affinché,
domani stesso o la settimana prossima, l'Aula possa approvarlo
per fissare alcuni paletti.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, la informo che il disegno di
legge voto di cui lei parla è già stato trasmesso e si trova già
in Commissione Statuto. La Presidenza non può più intervenire
perché, a questo punto, è di pertinenza della Commissione
Statuto.
FLERES No, signor Presidente, non è incardinato perchè la
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari non lo ha
stabilito.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, sull'ordine del giorno delle
singole Commissioni ci può essere un orientamento di massima ma,
nella fattispecie, essendo stato prodotto, trasmesso e posto a
disposizione della Commissione il testo che lei predilige,
condivido l'opportunità di andare oltre. Colgo l'occasione per
dichiarare che condivido la tesi di trattarlo ma ricordo che è
già sottoposto alla Commissione Statuto. Prego quindi il
Presidente di tenerne conto.
FLERES Signor Presidente, posso chiederle un passaggio
ulteriore?
Dico ciò per essere assolutamente sereni per quanto riguarda le
nostre procedure.
Potrebbe chiedere all'Aula se condivide la possibilità, una
volta che la Commissione lo ha esaminato, di iscriverlo
all'ordine del giorno anche senza il passaggio formale alla
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari? Se l'Aula
fosse d'accordo...
PRESIDENTE Onorevole Fleres, non ho nessuna difficoltà a
chiedere ciò all'Aula, ma non è previsto dal Regolamento. Siamo
sempre in un campo in cui bisogna affidarsi all'opinabilità.
Condivido la richiesta. Auspico di poterlo dire anche a nome
dell'Aula ma, in questa fase non dispongo dello strumento formale
e regolamentare adatto.
Naturalmente, se altri deputati non intervengono e non si
oppongono, rimane implicito il consenso dell'Aula.
Poichè nessuno chiede di parlare, andiamo avanti con
l'articolo 23 secondo la richiesta formulata dall'onorevole
Fleres.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò
concretamente di farmi comprendere meglio, signor Presidente.
Vorrei che si evitasse questo perchè credo di essere stato uno
di quelli che la vicenda dello Statuto l'ha seguita e ritengo
che, ad esempio, l'articolo 23 che, secondo me, non può essere
trattato se non in parallelo con l'articolo 17 e con altri
articoli che, in qualche modo, fanno riferimento a potestà
legislative regionali, non riguarda un tema così semplice e mi
avrebbe fatto piacere sapere anticipatamente che stasera sarebbe
stato trattato questo argomento. E non si tratta dell'articolo
23, ma si parla di potestà legislativa delle regioni, esclusiva,
concorrente. Si potrebbe aprire un dibattito sulla potestà
attuativa e integrativa perchè, ad esempio, non abbiamo previsto
i regolamenti attuativi.
Considero questo tema centrale e vitale rispetto allo Statuto.
E' un tema fondamentale, essenziale, perché il Parlamento
legifera. Qual è l'aspetto più importante se non quello
legislativo all'interno di uno Statuto?
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, lei è tornato sullo stesso
tema, se mi permette senza fornirmi ulteriori elementi di
valutazioni. Ho compreso ciò che intende dire ma lo voglio
tradurre in concreto nella prassi parlamentare. Quello che lei
chiede non è altro che eliminare il metodo che abbiamo sino ad
ora seguito, dettato dall'urgenza di andare avanti secondo la
valutazione del Presidente della Commissione Statuto sui tempi
che stanno correndo troppo rapidamente e quindi affrontare i
temi della riforma secondo l'ordine prestabilito dal suo
articolato.
Io non posso enucleare un articolo e dirle nell'ordine del
giorno che, domani, in occasione della discussione sull'articolo
23, parleremo anche di questo aspetto.
Ciò che lei chiede è improponibile. Sta dicendo,
legittimamente, che non le piace questo metodo.
Sull'ordine dei lavori, chiedo che l'Aula si pronunci. Accolgo
questo richiamo ma ho bisogno di un pronunciamento dell'Aula. Io
non posso dire preventivamente di enucleare dai numerosi
articoli della legge il tema che devo annunciare. Ogni volta lei
ne ha conoscenza.
Non ritengo praticabile il metodo; cominciamo dal primo e
proseguamo sino all'ultimo articolo, così tutti sappiamo di cosa
si parla. Ciò significa vulnerare e non si era capito francamente
perché. E non si era capito ma lo abbiamo capito tutti adesso.
L'ho voluto dire, l'ho voluto precisare perchè, posto così,
veniva esercitato un diritto di intervento sul metodo che ci
siamo dati. E' il metodo di andare avanti sulle cose che possono
essere affrontate senza spinosità e poi affrontare i dati
spinosi o addirittura gli emendamenti e tutto il resto.
Chiederò dunque all'onorevole Capodicasa di esprimere la sua
opinione ma, alla fine, dovrete esprimervi voi.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, credo che con un po' di sano pragmatismo si possano
risolvere tutti i problemi.
La Commissione ritiene di dovere fare un ulteriore
approfondimento su alcuni nodi e certo non perchè vi siano nella
proposta, nella bozza di Statuto argomenti che non sono già stati
sufficientemente sviscerati e dibattuti in Commissione. Tutto ciò
che è stato portato in Aula, in Commissione ha avuto circa cento
sedute di approfondimento. (Oltre cento sedute: con esse credo si
è battuto ogni record nella prassi parlamentare mondiale, non
solo italiana )
Il problema sta nel fatto che rimangono due o tre argomenti, ad
esempio la materia finanziaria, che hanno bisogno di un
perfezionamento fin d'ora condiviso e previsto dalla Commissione.
Essendo un perfezionamento che non può essere direttamente
operato in Aula, avremmo bisogno di farlo con l'ausilio delle
competenze tecniche e scientifiche delle quali la Commissione ha
deciso di avvalersi.
Per tutto il resto, anche se si tratta di articoli che hanno il
loro spessore - ivi compreso l'articolo 23 che riguarda la
materia relativa alle competenze statutarie di legislazione
primaria della Regione - lo affrontiamo direttamente in Aula
perchè è materia abbastanza delicata che, pur rappresentando uno
dei capisaldi dello Statuto, è uno dei capisaldi che non può
essere molto manipolato, considerato che non possiamo superare i
limiti costituzionali sui quali abbiamo ampiamente dibattuto.
Se i colleghi prestano attenzione agli emendamenti presentati,
si accorgeranno come si assomigliano tutti. Sono volti ad
inserire la cooperazione o l'ambiente, cose che in qualche misura
trovano già una condivisione.
Signor Presidente, consigliamo di andare avanti secondo
l'ordine da lei predisposto.
PRESIDENTE Se è sufficiente la spiegazione dell'onorevole
Capodicasa, chiuderei la questione sollevata dall'onorevole
Spampinato e procederei.
Dobbiamo essere pragmatici, onorevole Spampinato. Se lei pone
un problema di fondo, sostanziale, ho il dovere di consultare
l'Assemblea e dire che, da questo momento, si procede secondo
l'articolo. Se così si procedesse, l'evoluzione della legge
subirebbe un rallentamento.
FLERES Tra le questioni approfondite in Commissione, con le
successive audizioni, ce n'è una che è fortemente connessa con
l'articolo che stiamo discutendo e cioè quella dell'opportunità -
che ci veniva suggerita sia dai tecnici, sia dall'associazione
degli ex Deputati, sia dalle associazioni di costituzionalisti
che abbiamo incontrato - di operare, come in questo caso, non con
una riscrittura dell'articolo 14 ma con una integrazione
dell'articolo 14.
Il mio è un intervento tecnico sull'ordine dei lavori perchè,
se riscriviamo l'articolo, offriamo alla nostra controparte la
possibilità di affrontare globalmente le materie che inseriremo
in questo articolo. Se invece integriamo l'attuale articolo 14
con le materie che riteniamo di dovere aggiungere - tra le quali
la cooperazione e l'ambiente - ma con una disposizione
aggiuntiva, affideremmo alla nostra controparte soltanto le
aggiunzioni e non anche le parti contenute nello Statuto.
La proposta che faccio, condivisa anche dall'onorevole
Capodicasa, è quella di sintetizzare gli oggetti aggiuntivi in un
unico emendamento - che adesso predisporremo a firma della
Commissione - e che diventa aggiuntivo all'articolo 14 attuale
dello Statuto, così da non esporci eventualmente ad una ulteriore
negoziazione globale.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che, avendo condiviso la
procedura da adottare, mentre gli Uffici lo trascrivono nella
forma, potremmo continuare il dibattito sugli emendamenti per
predisporre, alla fine, un unico emendamento della Commissione.
Andiamo avanti quindi con gli emendamenti
PRESIDENTE Di quale articolo?
CAPODICASA Sempre dell'articolo 23.
PRESIDENTE Do lettura dell'articolo 23:
«Articolo 23
1. L'articolo 14 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 14
1. L'Assemblea, nell'ambito della Regione, nel rispetto della
Costituzione, dello Statuto, del principio di prevalenza del
diritto comunitario, nonché dei vincoli derivanti dagli obblighi
internazionali, ha legislazione esclusiva sulle seguenti materie:
a) agricoltura e foreste;
b) bonifica;
c) usi civici;
d) industria e commercio, artigianato;
e) incremento della produzione agricola ed industriale;
valorizzazione, distribuzione, difesa dei prodotti agricoli ed
industriali e delle attività commerciali;
f) governo del territorio, urbanistica;
g) lavori pubblici, eccettuate le grandi opere pubbliche di
interesse prevalentemente nazionale;
h) miniere, cave, torbiere, giacimenti di idrocarburi liquidi o
gassosi, saline;
i) acque pubbliche, in quanto non siano oggetto di opere
pubbliche d'interesse nazionale;
l) pesca e caccia;
m) pubblica beneficenza ed opere pie;
n) turismo, vigilanza alberghiera;
o) regime degli enti locali e delle circoscrizioni relative;
p) ordinamento degli uffici e degli enti regionali;
q) stato giuridico ed economico degli impiegati e funzionari
della Regione;
r) accademie;
s) espropriazione per pubblica utilità;
t) tutela e valorizzazione dei beni culturali, promozione ed
organizzazione di attività artistiche e culturali; cultura
regionale; musei e biblioteche;
u) formazione professionale ed organizzazione del mercato del
lavoro;
v) tutela e valorizzazione dell'ambiente e degli ecosistemi;
tutela del paesaggio' ».
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dall'onorevole Spampinato: 23.19;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri:
23.2; 23.1;
- dagli onorevoli Villari, Zago ed altri: 23.3; 23.4;
- dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 23.8; 23.7;
- dall'onorevole Leontini: 23.9;
- dall'onorevole Ortisi: 23.10; 23.11;
- dall'onorevole Incardona: 23.23; 23.24;
- dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 23.12; 23.13;
- dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 23.20;
- dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 23.14; 23.15;
23.16;
- dall'onorevole Pistorio: 23.6;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 23.5;
- dagli onorevoli Beninati, Acierno, Raiti ed altri:
23.17;
- dagli onorevoli Segreto e Nicotra: 23.18;
- dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 23.21;
- dagli onorevoli Panarello, Capodicasa ed altri: 23.22.
Si passa all'emendamento 23.19, dell'onorevole Spampinato.
SPAMPINATO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo
l'occasione per fare una brevissima considerazione su quanto ha
detto l'onorevole Fleres circa la scarsa tensione politico-
istituzionale che si registra attorno alla materia della riforma
dello Statuto.
E' una constatazione amara e tuttavia è una considerazione che
richiama fatti anche più complessi che riguardano la società
siciliana, il sistema politico, il modo di essere delle
istituzioni.
Credo che non ne veniamo a capo subito di questa discussione.
Ciò che bisogna fare, in questo preciso momento, a mio avviso, è
utilizzare il tempo che abbiamo a disposizione per fare qualcosa
di utile e di produttivo anche per dare spessore, autorevolezza,
per continuare a garantire dignità a questo nostro Parlamento
regionale, per cui penso che dobbiamo andare avanti fino a
chiudere la discussione sullo Statuto.
Sull'articolo 23, faccio ammenda perché non ho svolto un
approfondimento tale che mi abbia potuto consentire di presentare
ciò che sto per dire in termini di emendamento, però lo assegno
alla Commissione, perchè lo possa valutare in sede di redazione
di quell'emendamento unico di cui parlava l'onorevole Fleres. Mi
riferisco, in particolar modo, alla tematica del mercato del
lavoro, della sanità e della pubblica istruzione. Per quanto
riguarda la sanità e la pubblica istruzione, è materia di grande
discussione, in questo preciso momento di riforma costituzionale,
la cosiddetta devolution. Non so quale sarà l'esito finale di
questa discussione ma per quanto riguarda la pubblica istruzione,
l'istruzione elementare, in qualche modo noi già prefiguriamo una
cessione di competenza perché avevamo già nello Statuto vigente
l'istruzione elementare oltre che i musei, le biblioteche e le
accademie.
Penso che dobbiamo recuperare l'aspetto che riguarda
l'organizzazione, la parte organizzativa, ordinamentale del
sistema della pubblica istruzione, evidentemente, lasciando in
capo alle prerogative dello Stato quelle che attengono alla
fissazione dei programmi didattici, cioè a tutta la materia
didattica e formativa in senso stretto.
Inoltre, inseriamo di nuovo come materia di competenza
esclusiva la formazione professionale e l'organizzazione del
mercato del lavoro. Credo che non sfugga a nessuno quanto, in
questo preciso momento, stiamo registrando, non tanto in tema di
organizzazione, quanto in tema di regolamentazione del mercato
del lavoro, il fatto cioè che la cosiddetta - la chiamo così
senza tema di smentita e senza alcuna preoccupazione -
controriforma del mercato del lavoro sta producendo nel Paese
effetti assolutamente differenziati nelle regioni del centro e
del nord, all'effetto che invece sta producendo nelle regioni del
meridione e, segnatamente, nella nostra Sicilia.
In questo caso, è evidente che la prerogativa della Regione
siciliana in materia di regolamentazione del mercato del lavoro
debba caratterizzare un aspetto positivo, interessante, cogente
del problema sociale che metterebbe la nostra Regione al riparo
da effetti indiscriminati prodotti dalla riforma nazionale.
Ritengo, pertanto, che dobbiamo parlare, oltre che della
formazione professionale e dell'organizzazione, anche di
regolamentazione del mercato del lavoro.
La stessa considerazione riguarda l'organizzazione sanitaria.
Il processo di aziendalizzazione della sanità produce infatti
effetti differenziati sul territorio nazionale. Penso che, fatti
salvi alcuni principi di carattere generale, che pure erano
insiti nella legge n. 833 del 1978 concernente la riforma
sanitaria, dovremmo prevedere per la Regione siciliana la facoltà
esclusiva di organizzare il proprio sistema sanitario.
Rimetto, pertanto, le predette questioni alla riflessione
dell'intera Assemblea e della Commissione affinché se ne tenga
conto in sede di elaborazione del maxiemendamento all'articolo
23.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sulla discussione dell'articolo 23 ma farò anche alcune
considerazioni necessarie sugli articoli 29 e 30, poiché ritengo
accomunabili le norme contenute nei predetti articoli.
Intervengo in merito alla enumerazione delle competenze
regionali e premetto che non ho fatto parte della Commissione e
che le osservazioni che sto per fare le ho esposte anche in altra
sede. Come sappiamo, con la modifica del Titolo V della
Costituzione, con riferimento alle regioni a statuto ordinario,
il nuovo Costituente ha fatto una scelta diametralmente opposta
sia rispetto a quella fatta oggi dalla Commissione Statuto che
con riferimento a quella fatta dalla Costituente nel 1948;
infatti, il vecchio articolo 117 enunciava le materie di
competenza regionale e tutto ciò che era residuale rientrava
nella materia di competenza dello Stato.
Le regioni ordinarie, quindi, oggi hanno un illimitato potere
legislativo rispetto anche alla nuova competenza esclusiva ad
esse attribuita, contrariamente a quanto proposto oggi per la
nostra Regione.
A mio avviso, infatti, enumerare le materie di competenza della
Regione significa porre una limitazione delle competenze poiché,
per quanto possa essere una puntuale e attenta enumerazione, può
lasciare fuori qualcosa.
In dottrina è sempre stato considerato - vedi l'impostazione
del vecchio articolo 117 - come un limite alla potestà
legislativa regionale. Ora c'è l'assurdo che le regioni ordinarie
non hanno più questo limite delle materie, hanno le potestà
esclusive e non hanno il limite delle materie perché tutto ciò
che non è di competenza statale è di competenza regionale. A mio
avviso ci troveremo in una condizione di retroguardia
autonomistica rispetto alle stesse regioni ordinarie.
Non credo che l'articolo 17, comma 1, possa essere sufficiente
ad evitare equivoci. E'un articolo di chiusura che comunque
prevede la possibilità che tutto ciò che non è previsto non è di
competenza, perché credo che sia questa la contro osservazione
che mi sarà fatta. Infatti, se da una parte enumeriamo le materie
di nostra competenza - e torno a ripetere: l'enumerazione per
quanto vasta non può essere omnicomprensiva- l'aver previsto una
norma di chiusura che dice che tutto ciò che non è previsto nella
competenza statale è di competenza regionale, secondo me, non fa
altro che creare confusione.
Se fosse solo questo articolo così, allora credo che la nostra
autonomia forse sarebbe più estesa rispetto a quella delle
regioni ordinarie che vedo, invece, in una condizione di
retroguardia rispetto a quella delle stesse regioni ordinarie,
con un pericolo grave di conflitto costituzionale nei confronti
dello Stato, laddove noi andremmo a riconoscere nostre competenze
al di là delle materie espressamente previste e facendo leva
esclusivamente sull'articolo 17, comma 1. Ritengo che la
soluzione della Commissione poteva essere quella di immaginare
soltanto quello che invece è oggi l'articolo di chiusura,
evitando l'enumerazione delle materie.
Aveva ragione l'onorevole Fleres quando diceva che è difficile
trattare questo tema in questa condizione, dove i pochi deputati
presenti sono, in effetti, particolarmente distratti ed anche gli
sforzi tesi a dare un minimo contributo vengono vanificati da
questo atteggiamento.
Il secondo appunto che faccio rispetto a questo tipo di
impostazione è anche l'enumerazione degli articoli.
Mi chiedo, Presidente Capodicasa e componenti della
Commissione, perché prevedere la potestà legislativa concorrente
all'articolo 14 e prevedere, invece, la potestà legislativa
primaria dopo tre articoli, quando si tratta di altre materie che
non hanno nulla a che vedere con le potestà delle regioni. Credo
che sarebbe stato più opportuno, ferme restando le scelte da fare
rispetto a queste due potestà legislative, che fossero una
conseguente all'altra.
La stessa considerazione fatta per l'articolo 14 vale anche
per l'articolo 17, comma 1. A tal riguardo, mi domando,
Presidente Capodicasa, come va interpretato. A quale potestà
legislativa fa riferimento?
L'articolo 17, comma 1, non specifica a quale potestà
legislativa si fa riferimento; se teniamo conto della fisicità
del posizionamento dell'articolo, ovvero successivo all'articolo
che prevede la potestà legislativa esclusiva, sembrerebbe che sia
riferibile a questa, fermo restando, però, che i limiti che
vengono contenuti in quel riferimento alla potestà legislativa
sono gli stessi contenuti in riferimento alla potestà
concorrente.
Ultima osservazione, che spero venga raccolta, é il chiedermi
perché la Commissione ha fatto la scelta di non inserire, anche
all'interno della nostra potestà, complessivamente intesa, la
previsione dei regolamenti delegati, così come il nuovo
costituente ha fatto con il sesto comma del nuovo articolo 117.
Tale potestà ci consentirebbe di dare attuazione anche alle
materie di competenza esclusiva dello Stato, potestà che ancora
una volta, oggi, hanno le Regioni ordinarie e che noi, invece,
rinunciamo sostanzialmente ad avere.
L'alternativa che, a mio avviso, andrebbe privilegiata rispetto
ai regolamenti delegati, perché in questo caso la competenza
sarebbe del Governo, sarebbe quella di introdurre anche una
potestà legislativa ulteriore che é la potestà legislativa
attuativa.
Se parliamo di riequilibrio di poteri tra Parlamento e
Governo, introdurre un meccanismo che dà la possibilità di
attuare le potestà legislative di competenza statale, attribuire
questa possibilità attraverso, eventualmente, non come avviene a
livello di Regioni ordinarie, la potestà regolamentare che - come
sappiamo - é di competenza governativa, ma introducendo una nuova
potestà legislativa sarebbe un passo in avanti rispetto a quello
che è l'auspicato e tanto richiesto riequilibrio di poteri tra
Parlamento e Governo.
Sono queste le considerazioni che ritenevo fare rispetto al
complesso tema. Come ha potuto constatare, signor Presidente, non
ho voglia di creare ostacoli, anzi, sono tra coloro i quali
auspicano che si arrivi in tempi brevi all'approvazione dello
Statuto perché abbiamo lavorato e ci farebbe piacere che i
nostri lavori non vengano vanificati.
CAPODICASA Vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'argomento che l'onorevole
Spampinato ha introdotto é stato ampiamente dibattuto in
Commissione. Se si dovesse procedere attraverso una norma
residuale, stante che lo Stato nella Costituzione ha previsto
quali sono le proprie attribuzioni esclusive, demandando, poi,
con l'articolo 17, avendo poi previsto nell'articolo 117 anche la
cosiddetta materia di potestà concorrente e poi tutta la materia
residuale la trasferisce alla diretta competenza delle regioni,
se noi non dovessimo procedere in difformità da come hanno fatto
i nostri padri consultori che hanno redatto lo Statuto
attualmente vigente, i quali all'articolo 14 hanno, invece,
previsto la materia di diretta competenza esclusiva della
Regione, fissandola ed enumerandola, e poi con l'articolo 17
avendo, poi, previsto le competenze legislative concorrenti.
Noi abbiamo ritenuto di mantenere questa formulazione perché ci
sembra la più garantista per i poteri della Regione, perché oggi
lo Stato si attribuisce, attraverso le norme costituzionali,
delle materie su cui ha esclusiva competenza e lascia alle
regioni tutto ciò che non ha previsto esplicitamente nella prima
parte dell'articolo 117 le competenze cosiddette in modo
residuale; tutto ciò che non è previsto va poi come competenza
esclusiva alle regioni.
Però, nulla vieta che lo Stato da qui a qualche anno modifichi
nuovamente la Costituzione e si riattribuisca alcune competenze
che oggi ha lasciato, invece, alle competenze delle regioni.
Pertanto, se noi dovessimo usare quella dizione, non fissando
in modo chiaro in un articolo dello Statuto quali sono le nostre
competenze. che in modo pattizio poi verranno riconosciute dal
Parlamento nazionale approvando il nostro Statuto, rischieremmo
di vederci revocate, di fatto, automaticamente qualora dovesse
essere modificato l'articolo 117 della Costituzione per atto
unilaterale dello Stato, poteri e competenze che invece noi
riteniamo debbano essere mantenuti alla Regione. Per cui è
necessario un atto esplicito dello Stato, in modo pattizio con
la Regione, che alla fine modifichi l'eventuale ripartizione
delle competenze di legislazione primaria.
Se questo non avviene, lo Stato non può farlo implicitamente in
modo automatico modificando le proprie competenze. E' questa la
ragione per la quale abbiamo ritenuto di dovere mantenere
l'articolo 14.
Altra cosa è quanto, invece, pone l'onorevole Spampinato
relativamente alla enumerazione delle materie che noi facciamo
nell'articolo successivo - mi sembra sia il 24 - in capo allo
Stato. Questo è stato un suggerimento che è venuto dai nostri
consulenti, i quali hanno ritenuto che ciò costituisse un
ulteriore elemento di garanzia per la Regione.
Nel dibattito successivo, non solo in Commissione ma in tutte
le sedi di natura politica, culturale, scientifica, come quelle
organizzate dalle università siciliane, questa scelta è stata
criticata, tant'è vero che adesso la Commissione ritiene di
dover proporre la soppressione di questo articolo, proprio perché
sembra ultroneo, sembra ridondante e, forse, anche provocatorio.
La doppia numerazione esiste nelle Costituzioni, però nel caso
nostro, avendo noi già l'articolo 14 che ci garantisce e avendo
poi in aggiunta un articolo che acquisisce alla Regione tutte le
materie che eventualmente in futuro dovessero residuare da una
scelta dello Stato di rimettere alle regioni, quindi
automaticamente, in modo dinamico, noi acquisiremmo le ulteriori
competenze dismesse dallo Stato, a noi sembra che siamo
sufficientemente, abbondantemente coperti. Pertanto, alla fine,
siamo orientati a proporre la soppressione dell'articolo che
prevede la doppia numerazione
Per quanto riguarda, invece, l'articolo 23, che altro non è
che l'articolo 14 del vecchio Statuto, non riteniamo di doverlo
mantenere in questa forma.
L'onorevole Spampinato mi faceva notare che non ho risposto ad
un altro quesito da lui posto, cioè quello relativo alla sequenza
degli articoli. Perché l'articolo 17 non è stato inserito subito
dopo l'articolo 14? Perché abbiamo deciso di seguire
pedissequamente il modello del vecchio Statuto, dove in effetti
l'articolo 14 conteneva le materie di competenza esclusiva della
Regione; se modifichiamo quel modello nulla osta a trasferire
l'articolo 17 all'articolo 15, ma la scelta della Commissione non
è stata questa.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
questo articolo risenta di alcune contraddizioni di fondo, perché
rileggendolo, facendo una comparazione tra l'articolo 23 e l'ex
articolo 14 ci sono delle contraddizioni che mettono in evidenza
una serie di critiche.
Nella precedente formulazione dell'articolo 14, per esempio, si
faceva riferimento all'istruzione elementare. Nella nuova
formulazione questa competenza scompare totalmente perché -
come diceva poc'anzi l'onorevole Capodicasa - non è un elemento
residuale per cui è di stretta competenza dello Stato.
Stessa cosa vale anche per la sanità. E' vero che nella
precedente lettura non era prevista alcuna competenza in campo
sanitario, però se rivediamo tutte le leggi che sono state
approvate recentemente anche da questa Assemblea, ci accorgiamo
che c'è una contraddizione di fondo tenuto conto che le norme
approvate da questa Assemblea vanno, addirittura, fuori dalla
competenza statutaria nazionale.
Dunque, ci sono delle contraddizioni di fondo. Contraddizioni
che bisogna sciogliere.
Tali contraddizioni si evincono andando a rivedere i
riferimenti che sono stati carcerati , addirittura annullati o
aggiunti. Quelli aggiunti, per esempio, nella lettura precedente,
riferendosi ad attività industriali: miniere, cave, torbiere e
saline, viene aggiunto giacimenti di idrocarburi e liquidi . E'
vero che abbiamo dei giacimenti di petrolio nella nostra regione,
però non mi pare che questa sia una competenza esclusiva della
Regione. Per alcune competenze siamo noi ad avere la potestà.
Onorevole Capodicasa, la competenza degli idrocarburi è una
competenza residuale? Non credo, perché l'ENI ci insegna che non
è così.
La stessa cosa vale per l'attività industriale. Materie
quali acque, miniere, rifiuti, prima erano materie di competenza
esclusiva regionale. La Regione era una regione imprenditrice ,
aveva miniere, industrie, porti, cantieri navali e così via.
Lo Stato, attraverso una serie di provvedimenti, ha demandato
alla Regione di privatizzare tutto; dunque questa competenza non
mi pare ci sia, è puramente nominale. Stiamo alienando tutta una
serie di beni di carattere patrimoniale e produttivo; ormai è una
competenza fine a se stessa
Ciò che emerge in questo nuovo articolo è una competenza
effimera; in esso, per esempio, vengono inserite tutta una serie
di attività promozionali, artistiche e culturali. Si ingigantisce
un aspetto che, sostanzialmente, serve soltanto a giustificare
una serie di attività, come quelle che l'assessore Cascio ci ha
proposto la settimana scorsa allorquando addirittura si voleva
trasformare la Regione in una specie di Cinecittà , per la
produzione di fiction, di film televisivi. La Regione si
ridurrebbe ad avere una sorta di attività imprenditoriale
effimera.
La contraddizione di fondo consiste nel fatto che questo
Statuto sta diventando uno Statuto fine a se stesso, nel senso
che stiamo svendendo la nostra autonomia e specificità. Lo si
vede anche nella parte dell'articolo 14 laddove recita: la
competenza dello stato giuridico ed economico degli impiegati e
funzionari della Regione nella nuova formulazione viene cassata
la parte che recita: in ogni caso non inferiore a quello del
personale dello Stato .
Questo dimostra che il personale regionale non ha una
specificità regionale e viene equiparato a quello nazionale;
questa è la dimostrazione che si perde ogni riferimento
autonomistico anche per quanto riguarda i dipendenti regionali.
Si va verso un appiattimento, un'uniformità della vita politica e
sociale di questa Regione e lo Statuto diventa uno specchio che
ha perso la sua autonomia e la sua specificità.
La Regione Sicilia nel corso dei suoi millenni ha avuto una sua
specificità. Voglio ricordare che quando si parla del nostro
Parlamento parliamo deil primo d'Europa ma è solo un riferimento
storico che non ha più quella importanza storica che dovrebbe
avere.
Questo per dire che stiamo diventando una regione a Statuto
ordinario con un'aggravante: mentre le altre regioni a Statuto
ordinario hanno altre prerogative perché hanno una storia
economica e sociale che si è sviluppata dopo l'Unità d'Italia,
noi, invece, con la nostra arretratezza sociale, politica e,
ahimè, anche culturale, la pagheremo a caro prezzo
CAPODICASA Vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA Vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, qualche altro collega aveva già sollevato il problema
dell'istruzione elementare che, in effetti, è una delle
competenze a potestà legislativa primaria inserita nel vecchio
Statuto che la Commissione ha ritenuto adesso di non dovere
riproporre.
Ha deciso di farlo perché, nonostante fosse inserita questa
competenza nel vecchio Statuto, in oltre cinquant'anni di vita la
Regione siciliana non ha esercitato tale competenza, dando luogo
ad un contenzioso molto lungo con lo Stato. Tra l'altro, ogni
qualvolta la Regione ha aperto un conflitto con lo Stato in
materia finanziaria lo Stato ha sempre replicato dicendoci che
esso provvede all'istruzione elementare, la paga mentre invece
dovremmo pagarla noi. Quindi, se dovessimo fare un calcolo del
dare e dell'avere tra Stato e Regione, lo Stato avrebbe molto da
vantare nei confronti della Regione in rapporto a due competenze
fondamentalmente: in rapporto all'istruzione elementare e, per
esempio, al pagamento della indennità agli invalidi civili;
queste dovrebbero essere di competenza della Regione a norma
dell'articolo 14, ma la Regione non le ha mai esercitate fino ad
oggi.
Pertanto, essendo questa una competenza pesante dal punto di
vista finanziario, e la Regione ove volesse realmente
esercitarla, non avrebbe la capacità organizzativa ma,
soprattutto, non avrebbe i mezzi finanziari per farlo, perchè
parliamo di otto mila miliardi delle vecchie lire all'anno, è
chiaro che una competenza che è scritta sulla carta mai noi
potremmo esercitarla ove lo Stato non decidesse parallelamente di
trasferirci i relativi mezzi.
Pertanto, su questo argomento la Commissione ha ritenuto di
dovere sancire uno stato di fatto che dura da mezzo secolo, di
doverne prendere atto, tanto più che per le altre regioni la
materia è stata disciplinata come si sa nella modifica del Titolo
V della Costituzione.
Dunque, su questa materia abbiamo ritenuto di doverci
riservare solo quella parte di competenze che noi riteniamo di
potere esercitare.
La stessa cosa vale per la sanità che non ci compete in quanto
non è materia prevista nel vecchio Statuto, è materia
concorrente, anche se la modifica del Titolo V della Costituzione
e la successiva modifica ancora in corso di approvazione hanno
rimesso mano a questa materia. Qualora, però, lo Stato dovesse
addivenire ad altra conclusione, noi abbiamo l'articolo,
successivamente, che in via automatica ci trasferisce la
competenza con relative risorse ove dovesse intervenire qualche
modifica in questo senso. Quindi, non ci preoccupa il problema.
Riguardo alla competenza sul mercato del lavoro, questione
sollevata dall'onorevole Giannopolo, noi abbiamo ritenuto di
dovere inserire e riservare alla nostra competenza solo
l'organizzazione del mercato del lavoro, in quanto il mercato del
lavoro in quanto tale consta, si compone anche di diritti
soggettivi perchè riguarda materia relativa anche ai diritti
individuali e relativa anche ad una disciplina che avviene su
base nazionale.
Pertanto, si può discutere se serva o non serva - l'onorevole
Giannopolo mi pare che dica questo sostanzialmente - riservarsi
solo la materia relativa all'organizzazione del mercato del
lavoro senza interferire, riservarsi anche quella relativa alla
disciplina del mercato del lavoro equivale ad attribuirsi una
competenza che è residuale in questo caso, perchè la competenza
madre è la disciplina del mercato del lavoro, l'organizzazione
del mercato del lavoro è qualcosa che consegue alla prima. Questo
è vero, però, abbiamo anche in questo caso ritenuto di
attribuircene la competenza visto che, peraltro, questo già di
fatto avviene. Quindi, in sostanza, l'articolo 14 lo abbiamo
rivisto alla luce della nuova Costituzione inserendo alcune
materie che oggi sono molto più chiaramente descritte nella Carta
costituzionale, attraverso l'abrogazione di quelle materie ormai
desuete, - dato che è cambiato il mondo in questi 50 anni -
prevedendo modifiche per quelle parti che sono inapplicate da
un cinquantennio e che oggi la Regione non ha interesse a
rivendicare.
Alla fine riteniamo che l'articolo, così come si definisce in
via ultimativa, più le integrazioni, insieme agli emendamenti
proposti dai colleghi, alcuni dei quali riteniamo meritevoli di
accoglimento, possa essere una conclusione apprezzata e
apprezzabile, dato che questa parte è stata quella più condivisa
anche negli incontri e nei dibattiti che si sono avuti.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, ritira l'emendamento?
SPAMPINATO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, pongo congiuntamente in votazione gli
emendamenti, di identico contenuto, 23.2, 23.3, 23.8, 23.9,
23.10, 23.23, 23.12, 23.20 (per la parte relativa alla lettera
d').
Il parere della Commissione?
CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
L'emendamento 23.13 è assorbito.
Gli emendamenti, di identico contenuto, 23.4, 23.7, 23.11,
23.13, 23.14, 23.24, 23.30 (per la parte relativa alla lettera
e') sono dichiarati assorbiti. Stessa sorte seguono gli
emendamenti 23.9 23.6.
Pongo in votazione l'emendamento 23.15. Il parere della
Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Gli emendamenti 23.5 e 23.18, decadono per assenza
dei firmatari.
Si passa all'emendamento 23.17. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE L'emendamento 23.16 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 23.1. Il parere della
Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.21. Il parere della
Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 23.22 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, considerato che si vota per
alzata e seduta, per rimarcare il mio dissenso a questa
modifica dello Statuto dichiaro il mio voto contrario
all'articolo 23.
SPAMPINATO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, dichiaro la mia astensione su
questo articolo, anche se avrei piacere di essere tra coloro i
quali, alla fine, voteranno il progetto di riforma dello Statuto
siciliano perchè lo considero particolarmente importante, forse
l'atto legislativo più importante di questa legislatura, ed anche
di una parte cospicua della storia del Parlamento siciliano.
Mi hanno convinto, solo parzialmente, le considerazioni svolte
dal Presidente Capodicasa rispetto all'impostazione di base che
continuo a contestare.
Questo è il motivo per cui dichiaro la mia astensione dal voto.
La mia preoccupazione, onorevole Capodicasa, è che, come
testimoniano anche i tanti emendamenti approvati su proposta dei
colleghi che integrano questa enumerazione di materie, altro non
si fa che determinare un'ulteriore limitazione al potere
legislativo della Regione; infatti la preoccupazione principale
è che lo Stato, facendo leva su questa enumerazione, possa
contestare la Regione laddove questa intervenga legislativamente
su materie non espressamente previste e che comunque potrebbero
teoricamente rientrare nella competenza statale.
Presidente Capodicasa, poco fa le ho rivolto una domanda alla
quale non ha dato risposta; era comunque una domanda retorica che
si riferiva al comma 1 dell'articolo 17. E' chiaro che la
previsione dell'articolo 17, comma 1, deve necessariamente fare
riferimento alla potestà esclusiva, quindi senza infrangere
nessun tabù, perchè non si tratta di questo. Se si potesse dare
una razionalità, anche numerica, alla composizione dello Statuto
e prevedere la potestà legislativa esclusiva, norma di
salvaguardia onnicomprensiva, ed inserire subito dopo la potestà
concorrente, a mio avviso ciò darebbe una maggiore logica al
nostro Statuto.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire prima che il vicepresidente della Commissione,
onorevole Capodicasa, risponda alle osservazioni dei colleghi
Miccichè e Spampinato.
Anche in sede di discussione generale, ho espresso moltissime
perplessità sull'articolato e tuttavia ho detto, a nome del
nostro Gruppo parlamentare, che l'interlocutore non è in
quest'Aula e che è opportuno che noi ci si presenti con una forza
contrattuale che deriva in proporzione dalla capacità di essere
il più possibile compatti quando andremo a discutere con il
Parlamento nazionale.
Mi permetto di chiedere all'onorevole Spampinato, che
appartiene al mio stesso Gruppo, e all'onorevole Miccichè - con
il quale molte volte ho avuto accese discussioni di merito e che
si è dimostrato, molto spesso, molto più sensibile ed attento di
quanto non appaia nella forma - di lasciare agli atti le loro
osservazioni, come farò anch'io, su molti articoli e molti
emendamenti che andremo a discutere; e tuttavia di riconsiderare
la loro dichiarazione di voto perché, alla fine, è molto
probabile che voteremo tutti, spero tutti, a favore della
revisione dello Statuto perché - come dicevo in premessa - questo
ci darà molta più forza contrattuale.
Chiederei, pertanto, ai colleghi di lasciare traccia del loro
intervento e delle loro perplessità, dato che in fondo i
colleghi dicono di stare attenti a non irritare l'interlocutore.
E invece l'onorevole Capodicasa ha chiarito che, accanto al
potere residuale che ci deriva, e che è quello di forza vera, noi
virtualmente prevediamo che, nel corso del tempo, potrebbe
succedere che su alcune materie non previste lo Stato si arroghi
il diritto di intervenire. Se, invece, contrattiamo e otteniamo
che passi questo articolo, fra vent'anni nessuno potrà
intervenire se non con una contrattazione con la Regione Sicilia,
regione a Statuto speciale.
Questo, onorevole Miccichè, rafforza il senso dei suoi
interventi che è quello di dare più potenza alla specialità del
nostro statuto dato che lei si preoccupa di evitare che si scenda
al livello di regione a statuto ordinario, se non addirittura
indietro rispetto alle regioni ordinarie.
Invece, il senso e lo spirito di quello che propone il collega
Capodicasa è quello di prospettare, non solo oggi ma anche per il
futuro, una esigenza di contrattazione fra le due dimensioni,
nazionale e regionale, che rafforzi la specialità del nostro
Statuto.
Pertanto inviterei i colleghi Spampinato e Miccichè a lasciare
traccia delle loro perplessità, e tuttavia di non votare né
contro l'articolo né di astenersi e ciò in nome di quel discorso
di carattere generale a favore della specialità dello Statuto.
Sciascia diceva: Solo gli stupidi non cambiano mai idea ; io
chiedo soltanto di modificare, se è possibile, e a favore dei
ragionamenti sin qui esposti.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione.Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, credo che sulla parte relativa all'obiezione che
l'onorevole Spampinato ha avanzato, quella relativa alla
sistematica legislativa, cioè alla numerazione degli articoli,
essendo una decisione della Commissione, a meno che l'Aula
sovrana non decida, alla fine, dando ampio mandato di
coordinamento agli uffici, reputo opportuno di segnalare che
tale delega viene avvertita come un eccesso.
La scelta che ha fatto la Commissione è di seguire l'andamento
del vecchio Statuto. Quindi, c'è una ratio nella scelta della
Commissione, e non credo che si sia in grado, in Aula, di poterla
sovvertire.
Relativamente all'articolo 30, il cosiddetto emendamento 17.1
fa riferimento alla famosa norma residuale posta come ulteriore
garanzia per le competenze della Regione, introdotta nel caso in
cui lo Stato autonomamente decida di dismettere alcune
competenze, e noi non avremmo bisogno di modificare lo Statuto
per incamerarle.
PRESIDENTE Pongo ai voti l'articolo 23, nel testo risultante.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, possiamo anche votarlo perché si tratta di un aspetto
puramente formale. Abbiamo detto di non sostituire l'intero
articolo 14, che lo integra; infatti gli uffici lo hanno già
predisposto.
Ricordo ai colleghi che abbiamo approvato l'emendamento che
introduce regolamentazioni sull'artigianato, le case da gioco, la
cooperazione e il credito. Il fatto di averle introdotte non
significa che abbiamo dimenticato qualcosa, perché il credito,
prima soppresso, nel dibattito successivo si è ritenuto di
doverlo mantenere, quindi è una reintroduzione; l'artigianato era
già di competenza della Regione, e si è voluto solo dargli uno
stato giuridico di valenza costituzionale con una rilevanza che
prima non aveva, quindi non è una dimenticanza. Abbiamo approvato
una legge-voto, proprio ieri, che chiede al Parlamento nazionale
l'introduzione delle case da gioco in Sicilia. Non si capisce il
motivo per cui non dovremmo chiedere tutto questo. Ritengo che
nell'enumerazione non si sia dimenticato nulla.
Signor Presidente, ritengo che lei debba porre in votazione
l'integrazione all'articolo 14 dell'attuale Statuto.
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta per consentire la
scrittura di un emendamento tecnico da parte della Commissione.
(La seduta, sospesa alle ore 19.44, è ripresa alle ore 19.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato dalla Commissione l'emendamento sostitutivo 23.R .
Fatti salvi gli emendamenti approvati precedentemente, preciso
che questo emendamento è sostitutivo dell'art. 23 e modificativo
dell'art. 14.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
chiesto che la Commissione valutasse le questioni che avevo
posto, ma così non è stato Mi rendo conto che forse
abbisognavano di più tempo di riflessione.
Annuncio, comunque, il mio voto favorevole anche se non voglio
nascondere un certo senso critico, anche nella definizione di
queste competenze, in quanto non si sta parlando di un'Italia
uniforme, ma di un'Italia articolata sia sul piano sociale,
culturale, che economico. Ed è una articolazione che giustifica,
che è posta a fondamento delle ragioni storiche che hanno
motivato l'autonomia speciale.
Io credo che avremmo dovuto spingere più in là il ragionamento.
Mi riferisco, in particolare, alle problematiche del mondo del
lavoro, perché ho coscienza di quanto arretramento si stia
determinando nella nostra Regione, nel Meridione, in materia di
diritti dei lavoratori, dei disoccupati, di disciplina e di
regolamentazione del mercato del lavoro, molto ma molto di più di
quanto si stia determinando in altre Regioni del nostro Paese.
Questo avrebbe dovuto e dovrebbe spingerci a svolgere un
ragionamento per cercare di porre rimedio e riparo a
provvedimenti, a politiche nazionali pensate in un dato momento
storico secondo punti di vista che appartengono a ragioni
economiche di regioni particolarmente forti, quali quelle del
Nord.
E, allora, in questo senso ho detto che questa discussione
dovrebbe cogliere la particolarità storica in cui noi ci
ritroviamo con un ritorno di appesantimento della questione
meridionale, alla luce del fatto che abbiamo trascorso questi
ultimi dieci anni intenti a discutere di una questione
settentrionale che ha trovato sbocco - e sta trovando sbocco -
anche per responsabilità e per particolari determinazioni
dell'attuale classe dirigente nazionale che sta disegnando
un'organizzazione del Paese secondo il punto di vista delle parti
più forti della società e del Paese intero.
Avremmo, oggi, dovuto cogliere l'occasione per capovolgere
anche i termini di tale questione. In questo senso non voglio
negare la possibilità che su tutto il territorio ci possano
essere uguali diritti, ma non esistono uguali diritti, ed
opportunità, come non esistono uguali chance per tutte le fasce
sociali del Paese. Quindi, andrebbe ripensato il ragionamento
sullo Statuto speciale, sulla condizione storica attuale e
riconsiderato alla luce dei nuovi bisogni e del modo in cui si
contestualizzano. Fermo restando i diritti fondamentali,
occorrerebbe verificare la specialità'.
E' un tema, questo, su cui dovremmo trovare il modo di
discutere, anche successivamente.
Per questo motivo annuncio il mio voto favorevole con questa
distinzione.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, a proposito della questione sollevata dall'onorevole
Spampinato, il quale ha presentato un emendamento relativo alla
legislazione di attuazione di norme demandate alla Regione da
parte dello Stato, informo che abbiamo ritenuto di doverlo
esaminare all'art. 29 e non su questo articolo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 23.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi..
(E' approvato)
MICCICHE' Signor Presidente, desidero che resti agli atti che
mi astengo dalla votazione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dato che si è preso l'impegno
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di tenere in
questa settimana tre sedute, propongo di dedicare interamente
la seduta di domani alla riforma dello Statuto, con un rinvio a
domani mattina e con la riserva di chiudere nella stessa mattina.
Si passa all'esame dell'art. 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
1. Dopo l'articolo 14 aggiungere il seguente:
'Articolo 14 bis
1. Lo Stato ha legislazione esclusiva sulle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato;
rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto di asilo e
condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti
all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le Confessioni religiose;
d) difesa e forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta; tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela
della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e
contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum
statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento ed organizzazione amministrativa dello Stato e
degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia
amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile ed anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e
penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali della prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali che devono essere
garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi
internazionale;
p) pesi, misure, determinazione del tempo; coordinamento
informativo statistico ed informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno'».
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, come dicevo
poc'anzi intervenendo sull'articolo 23, la Commissione ritiene,
accogliendo i suggerimenti sia di natura politica che di natura
tecnica provenienti da più parti, di dovere accogliere
l'emendamento soppressivo dell'articolo 24 per le ragioni che
abbiamo già argomentato sia io che l'onorevole Capodicasa.
Anche per non intervenire successivamente, signor Presidente,
la proposta che mi permetto di formulare, dato che tra l'altro
stasera abbiamo fatto un grosso passo avanti con l'articolo 23,
potrebbe essere la seguente. Dopo la votazione dell'articolo 24
sospendiamo e rinviamo la seduta a domani per affrontare gli
articoli 34, 35, 36 e 37 che riguardano complessivamente la
materia comunitaria ed internazionale che presenta pochi
emendamenti ed è di grande valore innovativo per il nostro
Statuto. In tal modo verremmo anche incontro alle osservazioni
che poc'anzi informalmente h fatto l'onorevole Ortisi, il quale
auspicava che i lavori dell'Aula venissero preventivamente
concordati per potere consentire a lui ed a tutti noi di poterci
preparare adeguatamente per la seduta, potremmo studiare il
compitino a casa e venire preparati.
PRESIDENTE Come ha chiesto anche l'onorevole Spampinato.
Non sporgendo osservazioni, resta così stabilito. Pongo in
votazione l'emendamento 24.1. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'articolo 24 è soppresso.
Sull'ordine dei lavori
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Siccome non ci sono emendamenti in nessuno di
questi articoli la discussione si chiuderebbe in mezz'ora, allora
propongo di aggiungere anche la parte che riguarda la materia
degli enti locali.
PRESIDENTE Questo mi sembra un discorso abbastanza utile,
onorevole Fleres, perchè se in effetti domani dobbiamo
convocarci solo per mezz'ora...
FLERES Se dobbiamo fare seduta domani su altre materie non
siamo pronti.
PRESIDENTE Io amplierei, perchè mi sembrano pochi tre
articoli senza emendamenti, si tratta di mezz'ora di lavoro, la
potremmo esaurire stasera stesso. Alla fine qual è, onorevole
Giannopolo, la sua proposta?
GIANNOPOLO La ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 24 febbraio 2005, alle
ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:
* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
IV - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico integrato
nell'A.T.O. 1 Palermo e provvedimenti
consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico
integrato nell'Ambito territoriale ottimale 1
Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI -FERRO-FORGIONE- GIANNOPOLO
V - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VI - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 20.05
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
TUMINO.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per l'industria, premesso
che:
l'Italia importa milioni di tonnellate di sali potassici;
da notizie di stampa si è appreso che l'ITALKALI ha presentato
un progetto per riaprire la miniera di sali potassici di
Realmonte (Agrigento);
Pasquasia è ancora ricca di Kainite, considerata tra le
migliori d'Europa;
la Kainite di Pasquasia risulta ricca non solo di potassio e
cloruro di sodio, ma anche di magnesio, utilissimo per produrre
leghe leggere;
considerato che varie associazioni dell'Ennese, quali
Legambiente, Movienbas, Acli, etc., hanno sollevato il delicato
problema della situazione della miniera di Pasquasia, in
territorio di Enna, non tanto a proposito della discussa e, per
la verità, mai abbastanza chiarita questione della sua presunta
destinazione quale deposito di scorie radioattive e di rifiuti
tossici, quanto sulla possibilità della sua riattivazione ai fini
produttivi;
per sapere:
se è vero che nel 1997 la società francese 'BRGM - direction de
la recherche', fosse stata incaricata di svolgere un'indagine per
verificare la consistenza produttiva di Pasquasia;
quali siano i risultati degli studi della società francese BRGM
o di altri enti eventualmente incaricati di effettuare indagini
sulla consistenza produttiva della miniera di Paquasia;
se il Governo regionale non ritenga di approfondire gli aspetti
produttivistici del sito e, più in generale, di rivedere la
politica della ricerca mineraria nel territorio siciliano, al
fine di recuperare, in forme nuove, un'attività che oggi è del
tutto inesistente». (1796)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «In merito alla possibilità di ripresa produttiva
della miniera "Pasquasia", ed in esito, anche, ad analoga
richiesta sia da parte del Presidente della Regione che del
Comitato dei Quartieri di Enna Bassa, Legambiente, Comitato
Promotore per i Diritti dei Cittadini, ACLI Enna, AGESCI Erma,
nel sottolineare che tale problematica è connessa ad un
farraginoso contenzioso, meglio specificato più avanti, aperto su
più fronti, intrapreso dalla società Italkali S.p.A. contro:
Ministero dell'Industria, Assessorato regionale dell'industria
etc., si rappresenta quanto segue.
L'attività di coltivazione di Kainite, minerale di I categoria
ritenuto di interesse strategico, oggetto della concessione
mineraria "Pasquasia", conferita in capo ad Italkali S.p.A., è
stata dichiarata decaduta con DA. n. 61/95, a causa dell'omessa
presentazione del programma annuale dei lavori per il 1994 e
dell'elenco delle pertinenze per il 1993 da parte del
concessionario, cause entrambe di decadenza ai sensi dell'art. 31
della l.r. n. 54/1956. In merito, l'Amministrazione si è
conformata ad un parere espresso dall'Avvocatura Distrettuale
dello Stato, che non ha riconosciuto sussistere la fattispecie
più cautelativa della rinuncia all'attività di coltivazione
mineraria, prospettata dagli Uffici al fine di preservare la
disponibilità del plesso produttivo dall'instaurazione di
probabile contenzioso che avrebbe paralizzato la futura
assegnazione ad altri istanti.
Pronunciata la decadenza, la miniera è stata consegnata
all'EMS, ai sensi dell'allora vigente l.r. n. 2/63, il quale ha
provveduto a diramare un avviso pubblico internazionale per il
successivo conferimento della concessione, senza conseguire alcun
esito per mancata presentazione di richieste.
Antecedentemente alla pronuncia di decadenza il ramo di
Amministrazione competente (CO.RE.MI - Distretto Minerario di
Caltanissetta) ha eseguito uno studio per accertare le occorrenti
risorse finanziarie per il ripristino dell'intero compendio
industriale ai fini di una ipotizzata ripresa produttiva, nonché
uno studio sulle potenzialità residue della miniera.
Successivamente, è stato commissionato dall'EMS uno studio al
BRGM, società di consulenza individuata su consiglio del
Ministero Industria, per accertare la consistenza del minerale.
La società incaricata ha rassegnato un rapporto nel marzo 1998,
con cui ha concordato quasi integralmente con le stime espresse
dal Distretto Minerario di Caltanissetta, secondo cui la vita
media della miniera oscillerebbe tra un minimo di tre anni ad un
massimo di sette anni e che l'eventuale esito positivo di
ulteriore esplorazione di altre parti del giacimento e/o
l'adozione di nuove tecnologie estrattive, potrebbe allungare la
vita della miniera (vedi in particolare la pag. 23 del rapporto
BRGM - all. 1).
A prescindere dalle potenzialità della miniera e dalla
situazione del mercato dei sali potassici, la cui ripresa
produttiva è stata auspicata da studiosi del settore nel corso di
un convegno organizzato dall'Assindustria in Agrigento in data
25/03/2002, non si può sottacere che l'eventuale ripresa
produttiva di Pasquasia presuppone la definitiva risoluzione del
pesante contenzioso in atto pendente con Italkali S.p.A. La
predetta società, infatti, come facilmente intuibile, ha
impugnato dinanzi il TAR il provvedimento di decadenza, giudizio
questo in atto pendente; ha proposto opposizione ex lege n.
689/81 avverso le ordinanze-ingiunzioni emesse dal Distretto
Minerario di Caltanissetta, mediante le quali sono state irrogate
le sanzioni accessorie ex l.r. n. 54/1956, a causa delle citate
inadempienze agli obblighi prescritti dalla legge mineraria
dinanzi la Pretura di Enna, che non ha ritenuto sussistente alcun
inadempimento da parte del concessionario decaduto.
L'Amministrazione ha proposto, conseguentemente, ricorso per
Cassazione, in atto pendente. Poco prima della pronuncia di
decadenza, Italkali ha, altresì, instaurato giudizio risarcitorio
nei confronti dell'Assessorato Industria dinanzi il Tribunale
Civile di Palermo, per richiedere ed ottenere la condanna del
medesimo per tutti i danni causati dalla mancata realizzazione
delle opere occorrenti al funzionamento del settore dei sali
alcalini ai sensi della l.r. n.8/91, che avrebbe impedito alla
concludente l'esercizio dell'attività produttiva, vanificando
l'acquisto in proprietà degli impianti industriali di
Casteltermini e Pasquasia, già condotti in affitto da ISPEA.
A fronte della citazione predetta l'Amministrazione regionale
si è costituita in giudizio, eccependo quanto ritenuto
dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato, secondo cui la
disposizione contenuta nella l.r. n. 8/91 non obbliga
l'Assessorato dell'Industria ad eseguire il salinodotto a
servizio dei siti di Pasquasia e Casteltermini, bensì attribuisce
una facoltà di realizzazione delle stesse.
In ogni caso, ai fini della descrizione delle problematiche
connesse alla realizzazione delle citate infrastrutture, si
rimanda al contenuto del rapporto redatto nel dicembre 1999 (all.
2).
Nel frattempo, l'Italkali ha convenuto in giudizio dinanzi il
Tribunale Civile di Roma sia il Ministero Industria che
l'Assessorato Industria della Regione Siciliana per ottenere il
risarcimento dei danni subiti a causa ed in conseguenza della
revoca dei contributi ministeriali riconosciuti per l'attività di
ricerca mineraria. La Società ha argomentato tale domanda
giustificando ancora una volta l'interruzione dell'attività di
coltivazione e di ricerca di Kainite a causa dell'omessa
esecuzione delle infrastrutture da parte della Regione.
Sul contenzioso instaurato da Italkali, compreso quello contro
ISEA ed EMS, deciso dalla Corte Suprema di Cassazione con
sentenza 23/5-9/10/2003 n. 3563, recentemente trasmessa dal
liquidatore EMS, si rimanda al rapporto di servizio n. 467
dell'8/02/1997 (all. 3).
E' evidente che ad un eventuale confronto nella ripresa
produttiva di Pasquasia debba partecipare l'Avvocatura dello
Stato, difensore della Regione anche nel processo Italkali, nel
cui ambito costituisce, tra l'altro, oggetto di esame l'abbandono
della attività di coltivazione della miniera Pasquasia, nonché le
altre Amministrazioni competenti per l'esecuzione delle
infrastrutture previste dalla l.r. n.8/91: Assessorato Territorio
e Ambiente, Assessorato Lavori Pubblici, Genio Civile di Enna,
per una decisione definitiva in ordine alla attuale necessità di
realizzazione del salinodotto per l'esercizio dell'attività di
coltivazione e, in caso di risposta positiva per aggiornamento
dei costi, il reperimento delle occorrenti risorse finanziarie
eventuali ovvero per l'individuazione di opere alternative.
In riferimento all'istanza di accesso a contratto di programma
ai sensi della l.r. n. 6/2001formulata da Italkali S.pA. per la
ripresa produttiva della Kainite oggetto della concessione di
Realmonte, la cui istruttoria è stata già avviata mediante
richiesta di parere in linea tecnica sulla fattibilità del
progetto ai competenti Uffici del Corpo Regionale delle Miniere,
occorre evidenziare che, anche riguardo ad una eventuale
espressione di giudizio positivo di riconoscimento del contributo
per la realizzazione del progetto presentato, si pone come
presupposto necessario la decisione in ordine alla individuazione
delle infrastrutture di collegamento connesse alla realizzazione
dell'opera.
Tale individuazione, unitamente ad eventuali ulteriori
richieste di chiarimento all'istante, attesa la delicatezza delle
conseguenze, dovrebbero precedere la convocazione della
conferenza di servizi disciplinata dalla l.r. n. 6/2001.
E' evidente che lo scrivente, vista la rilevanza pubblica del
progetto, che prevede l'assorbimento di 300 unità lavorative, e
considerato che lo stesso, se tecnicamente fattibile, potrebbe
costituire idoneo mezzo di riqualificazione di personale in
precedenza occupato nel settore della chimica pesante,
notoriamente in crisi, che potrebbe essere riutilizzato m
attività affini, pone la propria continua attenzione sulle azioni
che sono e/o saranno intraprese al riguardo dall'Assessorato
Industria.
Si fa presente, infine, che non risulta che altri Enti esterni
siano stati incaricati di svolgere analoghi studi, a meno che ciò
non sia stato realizzato all'insaputa di questo Assessorato e
degli altri Uffici interessati, senza avere, peraltro, preso in
esame la relativa documentazione depositata agli atti d'ufficio».
L'Assessore D'AQUINO
MICCICHE'.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
il nostro territorio è probabilmente l'unica vera risorsa
economica della nostra isola e come tale va salvaguardato;
la sua salvaguardia, tuttavia, viene messa a rischio
dall'autorizzazione, concessa alla Eureka ed alla Panther Oil da
parte della Regione Sicilia ad effettuare trivellazioni per la
ricerca e coltivazione di idrocarburi (e quindi raffinazione)
in tutto il territorio siciliano;
dato che:
si è data praticamente CARTA BIANCA per effettuare
trivellazioni anche nelle zone sottoposte a vincoli
naturalistici, archeologici, paesaggistici, idrogeologici;
infatti, la concessione rilasciata costituisce una grave
aggressione al territorio del Val di Noto, alla sua identità ed
alla sua unicità ambientale e culturale;
la stragrande maggioranza dei consiglieri ed assessori comunali
e provinciali della zona sud del siracusano di tutti gli
schieramenti sono contrari a tale concessione, e così anche la
deputazione regionale e nazionale che rappresenta la provincia;
visto che:
risulterebbe folle ogni tentativo di cambiare il modello di
sviluppo che da trent'anni a questa parte la zona sud di Siracusa
ha individuato e realizzato, da quando, cioè, fu ostacolato con
successo il tentativo di industrializzazione;
questo fatto è stato considerato da tutti lungimirante;
con quella giusta scelta il modello di sviluppo sostenibile ha
puntato sull'agricoltura (anche quella biologica), sul turismo
ecocompatibile e sui beni naturalistici, archeologici e
architettonici;
ritenuto che accettare oggi il falso modernismo di
un'industrializzazione sarebbe economicamente disastroso poiché
non porterebbe nuova occupazione, ma soprattutto determinerebbe
effetti negativi nelle comunità, maggiori costi per i servizi,
per l'ambiente e per la capacità di carico degli ecosistemi;
per sapere se intendano, visto e appurato quanto scritto sopra,
attivarsi per revocare immediatamente le autorizzazioni alla
Panther Oil ad avviare operazioni di ricerca e coltivazione di
idrocarburi nel territorio della provincia di Siracusa». (1913)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. « In esito alle problematiche insorte a seguito del
rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e
gassosi denominato "Fiume Tellaro" in favore della Panther
Resources Corporation, occorre, in linea generale, premettere
quali siano le interferenze tra ricerca petrolifera ed ambiente
alla stregua delle migliori tecnologie oggi seguite dalle
compagnie petrolifere.
Tutte le compagnie petrolifere associate in Assomineraria (la
Panther, così come tutte le società che attualmente operano in
Sicilia, è fra queste) si sono obbligate a osservare tutte le
clausole del protocollo di intesa stilato tra Ministero Ambiente
e la succitata associazione di categoria nell'aprile del 1999,
volte a promuovere una serie di iniziative finalizzate alla
riduzione dell'impatto ambientale delle operazioni di ricerca e
produzione di idrocarburi tra le quali:
1) la drastica riduzione delle emissioni di gas in atmosfera;
2) la riduzione, il recupero, lo smaltimento e, ove possibile,
il riutilizzo dei rifiuti prodotti
dalla perforazione;
3) il censimento dello stato di qualità ambientale dei siti
petroliferi a terra;
4) la creazione di un sistema informativo di riferimento per
tutta l'attività esplorativa e di produzione.
Al fine di soddisfare la fondamentale esigenza di salvaguardia
dell'ambiente e della salute umana, le compagnie si sono dotate
di un nuovo strumento di gestione, il "Bilancio Ambientale", che
misura l'impatto delle attività sul territorio, da un lato, e lo
sforzo economico impiegato, dall'altro, al fine di pervenire ad
un operato che sia compatibile con l'ambiente. Tale compatibilità
ambientale viene attestata da un'apposita Certificazione
Ambientale, che terrà anche conto dell'annuale Rapporto Salute,
Sicurezza, eventuali programmi di formazione, best practices,
ecc. che individuano, tra gli altri, strumenti di verifica dei
risultati raggiunti e, in caso contrario, l'individuazione di
responsabilità.
Le società, in atto, prevedono nei programmi di lavoro che
presentano all'Amministrazione concedente, il ricorso alle più
moderne tecnologie in materia di monitoraggio ambientale e del
ripristino dei luoghi; sono state sviluppate soluzioni innovative
per il confezionamento e la gestione dei fluidi di perforazione
ed è stata messa a punto una nuova metodologia di perforazione -
casing drilling - che riduce l'impatto ambientale e favorisce la
sicurezza delle condizioni di lavoro, ecc.
Presupponendo l'esistenza delle suddette tecnologie di
miglioramento ambientale, la Regione Siciliana ha approvato un
disciplinare tipo per le attività di ricerca e coltivazione che
tiene in massima considerazione la tutela dell'ambiente, della
sicurezza del lavoro e della salute umana, imponendo
espressamente alle società titolari di permessi di ricerca e
concessioni di coltivazione il ricorso alle migliori tecnologie,
che assicurano il rispetto di tali valori.
Le società, a loro volta, sono obbligate a relazionare
periodicamente all'Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la
Geotermia in merito all'attività svolta ed alle misure adottate
per la mitigazione dell'impatto ambientale; esse sono altresì
soggette ad ispezioni dell'URIG volte all'accertamento del
rispetto di tutte le precauzioni a salvaguardia dei principi e
beni più volte citati.
In caso di accertate inadempienze, può essere anche avviata la
procedura di decadenza dal titolo minerario.
Ciò posto, in riferimento all'interrogazione in oggetto, si
rassegna quanto segue.
Notizie in ordine alle procedure istruttorie seguite
II permesso di ricerca per idrocarburi "Fiume Tellaro" è stato
rilasciato con D. A. Industria n. 16 del 22/03/2004 alla Società
Panther Resources Corporation con sede legale ad Houston.
L'istanza della società è stata preventivamente pubblicata il
22/02/2002 nella Gazzetta della Regione, nella Gazzetta della
Comunità Europea nonché all'Albo Pretorio di tutti i Comuni
interessati, affinchè potessero essere presentate opposizioni
(così come previsto dalla legge mineraria).
Nel caso in specie, non è stata presentata alcuna opposizione
da parte di eventuali controinteressati, ne da parte dei Comuni
inclusi nell'area del permesso.
L'emissione del decreto è stata preceduta dal procedimento di
verifica di compatibilità ambientale di competenza
dell'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, conclusosi
positivamente e con l'imposizione di particolari prescrizioni,
quali :
-particolare cura andrà riposta circa l'inserimento
paesaggistico degli impianti in progetto;
per il transito dei mezzi pesanti si dovrà individuare un
percorso che eviti l'attraversamento dei centri abitati;
-i ripristini ambientali andranno eseguiti a breve termine dai
lavori di scavo, avendo cura di riportare la morfologia nella
situazione originaria e di integrare la vegetazione eventualmente
distrutta.
Contestualmente al rilascio del decreto di conferimento del
titolo minerario, la società si è obbligata nei confronti
dell'Assessore dell'Industria ad indicare le misure che intende
adottare per evitare incidenti con effetti dannosi sull'ambiente
e le eventuali opere di ripristino a proprio carico che si
rendessero necessario in conseguenza dell'attività programmata e
a prestare fìdejussione a garanzia della regolare esecuzione dei
lavori di perforazione.
I lavori sono eseguiti sotto il controllo dell'Ufficio
Idrocarburi del Corpo regionale delle Miniere - organo di polizia
mineraria e giudiziaria - ed in ogni tempo l'Assessore
dell'Industria potrà imporre obblighi a salvaguardia del
giacimento minerario, dell'ambiente e della salute umana, pena,
in caso di inosservanza, la decadenza dal permesso di ricerca.
Le attività di ricerca del minerale (tecnicamente: sismica)
sono condotte con mezzi satellitari, non comportanti impatto
ambientale.
Le attività di perforazione dei pozzi, in caso di rinvenimento
di minerale, riguarderanno una superfice minima del permesso
concesso e, soltanto qualcuno dei Comuni coinvolti.
II
In relazione alle possibili guarentigie per i Comuni sede di
ricerca ed estrazione, si svolgono le seguenti considerazioni:
Ai Comuni sede di pozzi di estrazione di minerale, una volta
rinvenuto, spetteranno i 2/3 delle royalties versate dalla
società, pari al 7% della produzione estratta, monetizzate con
riferimento al costo del petrolio (oggi un barile di petrolio è
stimato circa 50 dollari). Le royalties hanno cadenza annuale.
Il concessionario dovrà altresì versare un contributo per la
realizzazione di investimenti per i progetti di carattere
infrastrutturale, ambientale e/o indirizzati alla ricerca di
acque dolci sotterranee, quantificato in percentuale
all'ammontare del programma dei lavori.
L'Assessore dell'Industria individuerà il progetto da
finanziare tenendo in debito conto le esigenze del territorio
oggetto dell'eventuale concessione di sfruttamento delle risorse.
Al momento del conferimento della concessione, qualora venga
rinvenuto minerale in quantità economicamente sfruttabile, sarà
opportuna una concertazione tra Regione ed Enti Locali.
Si precisa, infine, che la Regione Siciliana si è impegnata in
seno all'APQ per la riqualificazione e reindustrializzazione del
Polo petrolchimico di Priolo (Prov. di SR) a versare le royalties
di propria attribuzione in favore di progetti di miglioramento
ambientale insistenti su quel territorio.
L'attività di ricerca ed estrazione è atta a sviluppare
rilevanti attività di mercato nell'indotto attraverso lo sviluppo
dei servizi locali e attraverso l'affidamento di appalti di opere
ad imprese locali.
Già alcune compagnie petrolifere presenti nelle province di
Ragusa e Siracusa si avvalgono di imprese del luogo per
l'edificazione di strade, muretti divisori, pozzi ecc, affidando
appalti anche per milioni di euro.
Nel caso in specie, la società americana ha già costituito una
società con sede legale nel territorio della Regione cui verrà
intestato il permesso di ricerca, con possibilità di assunzione
di personale locale.
I Comuni sede di estrazione potranno concludere autonomamente
accordi con le compagnie per ottenere sponsorizzazioni di
attività culturali, sportive, turistiche ecc, o l'esecuzione di
interventi di recupero ambientale, di restauro, ecc.
III
Incidenza del permesso di ricerca de quo nella zona della
Provincia di Siracusa
Non risponde a verità che sia stata data autorizzazione alla
trivellazione in zone sottoposte a vincoli paesaggistici,
naturalistici, ecc.
In atto, il programma dei lavori prevede la perforazione di due
pozzi, già oggetto di ricerca di un precedente titolo rilasciato
ad AGIP, ubicati in provincia di Ragusa e, precisamente, in
territorio del Comune di Ragusa che, peraltro, ha già rilasciato
la concessione edilizia di competenza.
Soltanto dopo il terzo anno dell'attività di ricerca, come ha
precisato la stessa Società nel corso di un recente incontro,
verrà presa in considerazione l'eventualità di estendere la
stessa attività sugli altri territori comunali interessati
dall'area del permesso.
Future richieste di autorizzazione all'URIG di trivellazione di
pozzi seguiranno i normali iter autorizzativi, che prevedono il
rilascio di nulla osta della locale Soprintendenza,
dell'Ispettorato delle Foreste, concessione edilizia comunale,
ecc. In ogni caso, il programma dei lavori cui si è obbligata la
Società esclude la "perforazione di pozzi vicino le case, vicino
ai paesi, od in zone di interesse pubblico o di zone forestali
protette" ed a tali espresse condizioni è stato rilasciato il
titolo minerario in questione.
Occorre rilevare, peraltro, che l'area conferita in permesso
rappresenta l'estensione massima entro cui si può esercitare
l'attività di ricerca che, nel caso in specie, oggetto certo
della fase iniziale dell'attività stessa è costituita dai
territori comunali di Ragusa, Chiaramente Gulfi e Monterosso
Almo, entrambi in Provincia di Ragusa. In sede di eventuale
rilascio della concessione di coltivazione, alcuni territori
comunali verrebbero certamente esclusi dal titolo minerario,
conseguentemente alla riduzione dell'area oggetto del titolo
medesimo.
IV
Iniziative della Regione a tutela degli interessi locali
A seguito di richiesta dei Comuni interessati al permesso
"Fiume Tellaro", si è svolta una prima riunione presieduta
dall'onorevole Presidente della Regione, alla presenza
dell'onorevole Assessore dell'Industria, nel corso della quale si
è convenuto di istituire un tavolo tecnico presso l'Assessorato
dell'Industria, all'interno del quale trattare e risolvere
eventuali problematiche che possano insorgere nello svolgimento
del rapporto intercorrente tra ditta permissionaria,
amministrazione concedente, comuni interessati, al fine di
tutelare le esigenze del territorio.
Si sono svolte due riunioni, nel corso delle quali l'impresa ha
illustrato i propri programmi di ricerca; l'Amministrazione
Regionale ha illustrato le procedure che dovranno essere seguite
nel corso del rapporto a garanzia degli interessi paesaggistici e
ambientali, già oggetto del disciplinare.
L'onorevole Assessore dell'Industria ha manifestato la propria
volontà di decentrare i tavoli tecnici presso i comuni sede di
ricerca petrolifera a maggiore garanzia degli interessi
ambientali locali.
Nel corso dell'ultima riunione i Comuni di Modica, Noto,
Caltagirone hanno ribadito la richiesta di modificare il
disciplinare stipulato tra Assessorato Industria e Società,
limitando l'oggetto della ricerca al solo gas e non al greggio e,
più in generale, di modificare la L.r. 14/2000, mediante
l'introduzione di una previsione di un parere vincolante dei
comuni già in fase di istanza di permesso di ricerca, non
necessariamente condizionato da particolari motivazioni di tutela
paesaggistica o ambientale.
A prescindere dal fatto che sussistono perplessità di ordine
tecnico (da verificare, eventualmente, attraverso l'URIG) circa
la possibilità di separare nettamente l'attività di ricerca del
gas da quella del liquido, e che già la vigente normativa
regionale, introdotta dalla l.r. 6/2001 in materia di
procedimento di valutazione di impatto ambientale, richiamata
dall'art. 43 della l.r. 14/2000 in riferimento alla procedura di
rilascio di concessione di coltivazione di idrocarburi, prevede
l'espressione di un parere vincolante da parte dei comuni
interessati, occorre osservare che, qualora si volesse rimettere
ad una volontà decisionale degli enti locali un settore
sicuramente strategico qual è quello degli idrocarburi - sia
sotto il profilo della sicurezza dell'approvvigionamento
energetico, sia sotto il profilo economico - la Regione
abdicherebbe, di fatto, dalle proprie precipue funzioni
attribuitele ai sensi dell'art. 14 dello Statuto Speciale.
Si sottolinea, peraltro, che gli idrocarburi liquidi o gassosi
comunque rientranti nel territorio dell'Isola fanno parte del
demanio regionale. Pertanto, la Regione deve assumersi in proprio
la responsabilità delle scelte attinenti lo sfruttamento o meno
degli stessi.
Ne, d'altronde, appare plausibile, nella fattispecie in esame,
modificare il disciplinare nei termini di una limitazione della
ricerca al solo gas poiché, così facendo, si darebbe luogo a
squilibri del mercato delle ricerche petrolifere in un momento
nel quale, viceversa, lo stesso mercato sta aprendo a nuovi
investitori e tutti gli studi effettuati in materia, tra cui
quello consegnato all'Assessorato Industria per l'approvazione
del PER Sicilia, dimostrano che la produzione di energia da fonti
fossili, quali il greggio, costituirà sempre la maggiore quota
per i prossimi cinquanta anni.
È il caso di ricordare, a tal proposito, che lo Stato Italiano,
proprio in materia di ricerca e coltivazione mineraria degli
idrocarburi, non ha trasferito le proprie funzioni alle regioni a
statuto ordinario, mantenendo la potestà in materia, senza che
peraltro sia stato previsto un potere decisionale in capo agli
enti locali, anche in ossequio alle direttive comunitarie che
impongono la liberalizzazione del mercato della ricerca
petrolifera. Basti ricordare, a tal proposito, la Direttiva UE
94/22, del 30 maggio 1994, relativa alle condizioni di rilascio e
di esercizio delle autorizzazioni alla prospezione, ricerca e
coltivazione di idrocarburi. Tra i principi informatori cui la
direttiva trae origine, vi è quello di favorire nel miglior modo
possibile la prospezione, la ricerca e la coltivazione delle
risorse che si trovano nella Comunità e che occorre garantire
l'accesso non discriminatorio alle attività di prospezione, di
ricerca e di coltivazione degli idrocarburi e al loro esercizio,
secondo modalità che favoriscano una maggiore concorrenza nel
settore, mediante l'introduzione di norme comuni affinchè ai
procedimenti di concessione delle autorizzazioni per la
prospezione, ricerca e coltivazione degli idrocarburi possano
partecipare tutti gli enti provvisti dei necessari requisiti.
Ad un contesto di disincentivazione degli operatori del
settore, infine, va riferito l'allarme dell'UNMIG che, come si
può evincere dall'allegato rapporto redatto dallo stesso
organismo relativo all'anno 2002, evidenzia un declino delle
attività operative nel campo degli idrocarburi in Italia e di
alcuni dei motivi che lo hanno determinato.
In conclusione, si ritiene che la Regione debba comunque
sostenere un ruolo centrale, favorendo e coordinando iniziative,
quali quelle dei tavoli tecnici a livello locale ed assumere una
posizione di arbitro nella conclusione di tutti gli accordi
volontari che verranno conclusi tra enti locali e società
concessionarie.
A dimostrazione che l'Amministrazione regionale tiene in debito
conto la volontà degli enti locali, si rappresenta che, in data
26/01 u.s., l'Ufficio competente - Servizio 2 - ha ricevuto
l'Assessore per la Tutela del Territorio e dell'Ambiente del
Comune di Ragusa, il quale ha dichiarato che il Comune di
appartenenza ha dato il proprio assenso agli investimenti della
Panther e che nessun nocumento agli interessi ambientali deriva
dalla ricerca del gas e del greggio. Il medesimo, ha, altresì,
espresso parere favorevole al decentramento dei tavoli tecnici in
sede locale proposto dall'onorevole Assessore per l'industria,
riconoscendo alla Regione il ruolo di garante degli interessi
locali.
Più incisivamente, l'impegno politico in favore degli interessi
locali direttamente coinvolti potrebbe essere profuso, in sede
nazionale, al fine di ottenere la defiscalizzazione dei prodotti
petroliferi».
L' Assessore D'AQUINO
Allegato
Idrocarburi - Assomineraria org.
Idrocarburi
Ministero delle Attività Produttive
Attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in Italia
II Rapporto Annuale UNMIG 2002
Il declino delle attività idrocarburi nel Rapporto UNMIG 2002
(da Assomin. Notizie agosto 2003)
La produzione di gas naturale in Italia è in declino, come
tutte le attività operative riguardanti il settore degli
idrocarburi, come risulta dal Rapporto 2002 dell'UNMIG, Direzione
Generale per l'Energia e le Risorse Minerarie del Ministero delle
Attività Produttive.
La produzione di gas è stata nel 2002 di 14,9 miliardi di metri
cubi (meno 4 rispetto al 2001), lontana dai 20,6 miliardi di
metri cubi che è stato il picco raggiunto nel 1994, confermando
la flessione in atto a partire da quell'anno. E' la conseguenza
del progressivo declino dei campi «maturi», sia terrestri che
offshore (fra questi Porto Garibaldi, Agostino e Luna) e della
mancata messa in produzione delle nuove risorse già individuate.
La produzione di petrolio è stata nel 2002 di 5,5 milioni di
tonnellate, con un aumento rispettò al 2001 del 35% dovuto
all'entrata in funzione dell'oleodotto che porta l'olio dai
giacimenti della Val d'Aqri alla raffineria di Taranto.
Tuttavia, superato l'impatto positivo dell'entrata in
produzione di questi campi, rischia di riprendere il declino a
causa della fase di stallo autorizzativo che frena lo sviluppo
dell'altro interessante giacimento petrolifero della Basilicata,
denominato Tempa Rossa.
Per quanto riguarda le riserve recuperabili, si conferma la
diminuzione di quelle di gas naturale che al 31 dicembre 2002
erano pari a 217 miliardi di metri cubi, con una riduzione del
34% in 14 anni.
Per l'olio le riserve recuperabili al 31 dicembre 2002 erano di
106 milioni di tonnellate, delle quali la maggior parte ricade in
terra ferma.
La crisi del settore è ulteriormente evidenziata dai dati delle
attività di esplorazione e produzione. Nel 2002 la prospezione
sismica si è concretizzata nell'esecuzione di poche campagne 3D
(52 kmq) per complessivi 78 giorni/squadra; la perforazione ha
segnato un minimo storico con soli 34 pozzi perforati da
raffrontare con un massimo di 225 pozzi registrato nel 1986.
Nel dettaglio, l'attività di perforazione ha dato luogo
all'esecuzione di soli 8 pozzi esplorativi per un totale di circa
14.200 metri perforati, facendo registrare, rispetto ai dati del
2001, una flessione del 27% del numero di pozzi e del 41% dei
metri perforati.
Sono stati inoltre perforati 22 pozzi di sviluppo (meno 24%)
per complessivi 43.000 metri (meno 53%) e 4 pozzi per altri
scopi. Ciò conferma che l'attività di sviluppo di campi già
scoperti ha subito un ulteriore rallentamento.
Nonostante questa forte riduzione delle attività, ci sono stati
numerosi ritrovamenti (19, dei quali 4 a olio) a conferma che le
potenzialità di idrocarburi in Italia sono ancora significative.
La percentuale di successi è stata quindi, secondo il Rapporto
UNMIG, del 56%, valore massimo registrato nell'ultimo decennio.
Di questi ritrovamenti, 13 sono in terraferma e 9 in mare. Fra
questi ultimi interessante appare il ritrovamento di gas
effettuato in offshore 35 km davanti ad Agrigento, con il pozzo
Panda.
Nei prossimi anni dovrebbe entrare in produzione il giacimento
ad olio a terra di Miglianico (Chieti), con riserve recuperabili
che sono stimate in 31 milioni di barili di olio equivalente.
Nella relazione che accompagna il Rapporto, Domenico Martino,
Direttore dell'UNMIG evidenzia che gli operatori del settore - da
tempo fortemente disincentivati per la confusione esistente tra
competenze statali e regionali e per gli eccessivi vincoli di
natura ambientale che gravano sull'upstream degli idrocarburi -
attendono, per l'eventuale rilancio degli investimenti
nell'esplorazione e nello sviluppo, gli esiti del riassetto
normativo dell'intera materia energetica, oggetto del relativo
disegno di legge all'esame parlamentare.
FLERES-CATANIA G.-MAURICI.- «All'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:
pare sia stato condotto uno studio sulle strutture portuali e
mercantili della Sicilia;
scopo di tale indagine era quello di fornire i dati necessari
per la predisposizione di un piano organico sulla portualità
peschereccia;
la predisposizione del piano era necessaria per
l'individuazione di criteri utili per porre in essere misure
concrete a sostegno della pesca;
in atto non si conoscono le risultanze del predetto studio né i
criteri con cui è stato conferito l'incarico per l'effettuazione
delle indagini;
per sapere:
come intenda verificare quanto in premessa indicato;
se l'affidamento di un incarico esterno fosse necessario,
considerato che le capitanerie di porto sono in grado di fornire
tutti i dati necessari per la predisposizione di qualunque piano
e che comunque l'Assessorato dispone già di quanto necessario;
a chi sia stato conferito l'incarico esterno, secondo quali
criteri ed il costo del più volte richiamato studio». (1912)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1912 con
la quale si chiedevano delucidazioni in merito ad uno studio sul
sistema della portualità peschereccia siciliana, si comunica che
con l.r. 23/02, articolo 52, è stata autorizzata per l'esercizio
finanziario 2002 la spesa di euro 200.000,00 per la realizzazione
di uno studio sulla portualità e sulle strutture a terra connesse
alla commercializzazione di prodotti ittici, ad una ottimale
utilizzazione degli investimenti delle pertinenti misure del POR
Sicilia 2000-2006, nonché alla realizzazione degli interventi per
la sicurezza della portualità siciliana.
Con DDG 118/Pesca del 30 dicembre 2002 è stato affidato al
Gruppo Esperia, con sede in Palermo, Via Re Federico 115, lo
studio di cui sopra impegnandosi contestualmente la somma di euro
200.000,00.
In data 2 agosto 2004, perdurando la necessità che lo studio
fosse portato a compimento in attuazione del DDG 118 sopra
citato, è stata stipulata apposita convenzione con il predetto
Gruppo Esperia da parte del Dipartimento regionale della pesca,
affidandosi allo stesso:
a) la descrizione del quadro normativo in vigore;
b) l'analisi puntuale delle infrastrutture inerenti la marineria
nonché del sistema connesso alla commercializzazione del pescato;
c) la mappatura dell'intero sistema costiero funzionale alla
pesca e determinazione dell'esistenza e consistenza di mercati
ittici;
d) l'analisi delle strutture mercatali già individuate dalla
legislazione regionale e degli impianti pubblici e privati
realizzati da imprese singole ed associate, operanti nel settore
della pesca;
e) la schedatura e classificazione delle infrastrutture portuali
e pescherecce;
f) la verifica della conformità delle strutture mercatali
esistenti;
g) la verifica dell'eventuale interconnessione fra strutture
portuali e mercati ittici;
h) l'analisi a scala urbana e comparazione su scale regionale
delle strutture portuali e di commercializzazione;
i) la verifica ed individuazione del rapporto fra le
infrastrutture specifiche e quelle legate al sistema dei
trasporti ed ai servizi intermodali di distribuzione;
j) la redazione di uno specifico piano programmatico proteso al
mantenimento delle strutture esistenti ed alla realizzazione di
nuove;
k) la raccolta dei dati relativi alle flotte esistenti nei
rispettivi porti siciliani, funzionali all'adeguamento e/o
ampliamento dei sistemi portuali;
l) l'individuazione di una corretta strategia di sviluppo dei
sistemi portuali e di quelli mercatali rispetto ai quali la
Regione possa intervenire economicamente per la creazione di
nuovi investimenti produttivi. E' opportuno precisare che, così
come previsto dall'art. 2 della convenzione, il contraente ha
presentato una relazione di medio termine al Dipartimento nel
rispetto delle scadenze previste contrattualmente, e che
l'incarico conferito allo studio deriva da un preciso disposto di
legge ».
L'Assessore LO MONTE
ALLEGATO:
Emendamenti approvati nel corso della seduta
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
-All'articolo 23:
Emendamenti 23.2, 23.3, 23.8, 23.9, 23.10, 23.23, 23.12,
23.20 (per la parte relativa alla lettera d):
Alla lettera d), dopo la parola artigianato sono aggiunte le
parole e cooperazione .
Emendamento 23.17:
Alla lettera o) aggiungere le parole e apertura delle case da
gioco; .
Emendamento 23.1:
Aggiungere la seguente lettera:
zz) porti con esclusione di quelli di interesse nazionale .
Emendamento 23.21:
Al comma 1 è aggiunto il punto 2 bis) credito.
Emendamento 23 R:
All'articolo 14 dello Statuto della Regione sono apportate le
seguenti modifiche:
Nel primo periodo del comma 1 sostituire le parole da e nei
limiti fino a popolo italiano con le parole nel rispetto
della Costituzione, dello Statuto, del principio di prevalenza
del diritto comunitario nonché dei vincoli derivanti dagli
obblighi internazionali ;
alla lettera d) cassare le parole salva la disciplina dei
rapporti privati ed aggiungere la parola artigianato ;
alla lettera f) aggiungere le parole governo del territorio ;
alla lettera h) aggiungere le parole giacimenti di
idrocarburi liquidi o gassosi ;
alla lettera n) sostituire le parole conservazione delle
antichità e delle opere artistiche con le parole tutela e
valorizzazione dei beni culturali, promozione ed organizzazione
di attività artistiche e culturali, cultura regionale ;
aggiungere le seguenti lettere:
t) solidarietà sociale e promozione del volontariato;
u) formazione professionale ed organizzazione del mercato del
lavoro;
v) tutela e valorizzazione dell'ambiente e degli ecosistemi.
-All'articolo 24:
Emendamento 24.1:
L'articolo 24 è soppresso.