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Resoconto d'Aula della Seduta n. 270 di mercoledì 23 febbraio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vitrano ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missione

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono  in missione,  per  ragioni  del
  loro  ufficio, l'onorevole Crisafulli dal 24 al 25 febbraio 2005;
  gli  onorevoli  Cracolici, Formica e Morinello  dal 5 al 10 marzo
  2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

        -da parte dell'Assessore per la Cooperazione:

      N. 1912 - Delucidazioni in ordine ad uno studio che sarebbe
      stato  condotto  sulla  portualità  peschereccia siciliana.
      Firmatari: Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe

        -da parte dell'Assessore per l'Industria

      N.  1796  -  Notizie in merito agli studi sulla consistenza
      produttiva della miniera di Pasquasia (EN) effettuati dalla
      società  francese 'BRGM - Direction de la recherche'  e  da
      altri enti eventualmente incaricati.
      Firmatari: Tumino Carmelo

      N.  1913 - Revoca dell'autorizzazione alla Panther  Oil  ad
      avviare operazioni di ricerca di idrocarburi nel territorio
      della provincia di Siracusa.
      Firmatari: Miccichè Calogero.

                     Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta la seguente interrogazione
  con richiesta di risposta orale:

      N.   2102  -  Provvedimenti  per  accelerare  le  procedure
      relative all'emissione dei decreti di finanziamento  per  i
      comuni  convenzionati con l'ATO n.  3  di  Messina,  i  cui
      progetti sono immediatamente cantierabili.
      - Presidente Regione
      Firmatario: Ardizzone Giovanni
   L'interrogazione testè annunziata sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al proprio turno.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente interpellanza:

      N.  234  -  Interventi  del Governo  della  Regione  presso
      Capitalia S.p.A. a tutela del Banco di Sicilia.
      - Presidente Regione
      - Assessore Bilancio
      Firmatario: Virzi' Gioacchino.

        Comunicazione di trasmissione di deliberazione della
                         Commissione Europea

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della   Regione   ha
  trasmesso  copia  della deliberazione n. 23 del 26  gennaio  2005
   P.O.R.-  Sicilia 2000/2006 - Adozione definitiva delle modifiche
  approvate    dalla   Commissione   Europea   con   decisione    C
  (2004/5184/CE) del 15 dicembre 2004 .

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

      Seguito della discussione del disegno di legge nn. 580 -
        472 - 578 - 602 - 652/A  Schema di progetto di legge
     costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
      Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo
                       Statuto della Regione'


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE.  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
  nn.  580  - 472 - 578 - 602 - 652/A  Schema di progetto di  legge
  costituzionale  da  proporre,  ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo Statuto
  della Regione' , iscritto al numero 1.
   Ricordo  che  la  discussione del  disegno  di  legge   è  stata
  interrotta  nella seduta n. 264 del 9 febbraio 2005, e  che  sono
  stati approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 15, 16, 20, 21, 22
  e 30. Resta accantonato l'articolo 2.
   A   questo   punto,   dobbiamo  decidere  se  riprendere   dagli
  accantonati o andare avanti.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ritiene  di  dover
  modificare  il  metodo  di  lavoro;  finora,  infatti,    abbiamo
  lavorato in sintonia con i passaggi d'Aula, decidendo di volta in
  volta gli articoli da affrontare e da trattare quindi  in Aula.
   Nell'ultimo  incontro che abbiamo avuto ci è sembrato  che  tale
  metodo   sia  eccessivamente  dispendioso  dal  punto  di   vista
  temporale. La Commissione ritiene, pertanto,  che sia il caso  di
  accelerare,   anche   perchè  questo  importante    appuntamento,
  l'approvazione  dello  Statuto,   rischia  di  perdere   la   sua
  solennità se la relativa trattazione viene spezzettata in  decine
  di sedute.
   La   Commissione  ritiene,  dunque,   di  dover   chiedere  alla
  Presidenza  dell'Assemblea di fissare con certezza alcune  sedute
  in cui concentrare l'argomento, in modo tale che si possa esitare
  al  più presto il testo, tenuto conto che i tempi di approvazione
  cominciano ad entrare in una fase a rischio.
   Giorni  fa  la  Regione Friuli Venezia Giulia ha  pubblicato  il
  testo  di proposta della legge- voto per il Parlamento nazionale.
  Abbiamo  seguito  il dibattito del Consiglio regionale,   che  ha
  approvato  il  testo ai primi di gennaio,  ma  si   consideravano
  già  in  ritardo,  per  quanto  concerne  il  proseguo  dell'iter
  parlamentare (la doppia lettura al Parlamento nazionale).
   Noi  siamo  perfino  un  paio di mesi più   avanti  rispetto  al
  Friuli,  quindi  dovremmo  avere altrettanta  preoccupazione.  La
  Commissione,   signor  Presidente,  le  chiede,   pertanto,    di
  concentrare i lavori, in quanto ciò  forse favorirebbe  anche  la
  concentrazione   del  Parlamento,  dei  deputati   dell'Assemblea
  regionale e potremmo esitare il testo.
   Noi  lavoreremo  in  Commissione solo  per  un  paio  di  sedute
  ancora,   per  i  casi più spinosi, uno di questi   riguarda  gli
  articoli  finanziari, sui quali abbiamo audito ancora  una  volta
  alcuni   docenti   universitari,   che  avevamo  già   consultato
  precedentemente  e  che  torneremo a sentire non  appena  avranno
  approfondito gli argomenti che  abbiamo loro  sottoposto ed anche
  la Commissione avrà fatto mente locale.
   Però,  per  il resto riteniamo di dover andare avanti  in  Aula,
  con un lavoro informale,  da parte della Commissione,  che si può
  svolgere  anche in concomitanza con i  lavori d'Aula, chiedendole
  se  si dovesse rendere necessario,  qualche breve sospensione, di
  tanto in tanto, per trovare eventuali soluzioni condivise.

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,   non  ho  capito  se   c'è
  necessità  di  trattare  i  casi  spinosi'  -   come  lei  li  ha
  giustamente  definiti  -  insieme  con gli articoli  accantonati:
  stiamo attenti perchè possono diventare molti.

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.  Man  mano  le
  chiederemo eventuali altri accantonamenti, quelli per cui si  può
  procedere ....

    PRESIDENTE   Comunque aderisco alla sua richiesta di  destinare
  perlomeno  due, tre sedute, unicamente all' esame del disegno  di
  legge  di revisione dello Statuto, come del resto abbiamo tentato
  di  fare,   se  non  fossero  state inserite,   con  la  finestra
  legislativa, altre  leggine.
   Purtroppo,  ce le porteremo appresso ancora per qualche  seduta;
  speravo, infatti,   che la Commissione  sesta   Servizi sociali e
  sanitari'   evadesse per questa sera  il disegno  di  legge   sui
  trapianti,  ma  ciò non è avvenuto, come del resto anche  l'altro
  provvedimento non è stato ancora esitato dalla Commissione.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  mio
  intervento è stato in parte vanificato dalle indicazioni  fornite
  dall'onorevole  Capodicasa rispetto al procedimento  da  adottare
  per quanto riguarda il percorso di approvazione della legge sulla
  revisione dello  Statuto.
      Signor   Presidente,  onorevole  Capodicasa,  farei  un'altra
  richiesta, se è possibile, anche in considerazione del fatto  che
  confesso  di essermi trovato spiazzato nelle scorse   sedute  sul
  mio  stesso emendamento, in quanto non riuscivo nemmeno a capirne
  la  ratio .
   Considerato, però,  che si è trattato lo Statuto  a spizzichi  e
  bocconi ,   facendo dei salti ed il lavoro fatto risale  ormai  a
  mesi,  effettivamente quell'emendamento era collegato  con  altra
  parte del testo,  con materia similare.
     Considerato,  dunque,   che potremmo dare   meglio  il  nostro
  modesto  contributo, la mia  richiesta è quella di  poter  sapere
  preventivamente -  quando sono fissate le sedute per trattare  il
  disegno di legge -  l'argomento, la materia che verrà discussa in
  quella  determinata seduta. Per esempio: si decide di fare seduta
  domani  mattina,  si  sappia con un po' di  anticipo  che  domani
  mattina trattiamo l'iniziativa legislativa della Regione.

    PRESIDENTE   Non  è possibile prescindere da  quanto  contenuto
  nell'ordine  del  giorno. C'è un ordine del  giorno  che  procede
  secondo l'ordine delle sedute.

    SPAMPINATO   ... quando parliamo di Statuto,  vorremmo   sapere
  quale parte dello Statuto trattiamo.

    PRESIDENTE   No, questo non è possibile. Onorevole  Spampinato,
  può  chiedere  che si proceda organicamente,  senza scivolamenti,
  per esempio,  con gli  articoli senza emendamenti; accantonando -
  come  abbiamo fatto -  gli emendamenti controversi; può  chiedere
  di  non  farlo,  ma bloccheremo sicuramente la procedura  per  lo
  Statuto.

     SPAMPINATO    ...  una  certa  flessibilità   per   avere   la
  possibilità   di  approfondire  le  letture  che  abbiamo   fatto
  rispetto a quel determinato tema e poter...

    PRESIDENTE  Voglio sentire una proposta concreta...

    SPAMPINATO     La    proposta    concreta    sarebbe     sapere
  preventivamente,  quando le sedute hanno ad oggetto  lo  Statuto,
  e quale parte dello Statuto.

    PRESIDENTE  Questo non è possibile, almeno a me.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  un
  intervento diviso in due parti: la prima di contesto, la  seconda
  di merito.
   Francamente  -   lo dicevo poc'anzi all'onorevole  Raiti  -   la
  Commissione  sta svolgendo un lavoro eccellente. Si è  posta  una
  serie  di  problemi,  ripensando anche alle soluzioni che  in  un
  primo  momento  aveva  individuato alla  luce  di  quella  che  è
  l'evoluzione del dibattito parlamentare nazionale in  materia  di
  riforma costituzionale.
   Con  le  audizioni realizzate ha pure rimeditato alcuni  aspetti
  della  bozza  originaria dello Statuto. Ma, signor  Presidente  -
  dicevo,   appunto,   all'onorevole Raiti poc'anzi  -   ci  stiamo
  assumendo  una  responsabilità enorme rispetto al  documento  che
  stiamo   discutendo.  Ce  la  stiamo  assumendo   a   fronte   di
  un'oggettiva scarsa partecipazione politica ed anche parlamentare
  al dibattito che si sta svolgendo.
   Ciò,   se  da  una  parte può significare  una  condivisione  di
  massimo rispetto al lavoro della Commissione,   e  considero  ciò
   il  bicchiere  mezzo  pieno ,  è certamente  positivo,  dimostra
  fiducia  nelle  modalità che sono state scelte per  discutere  la
  riforma dello Statuto.
   D'altra  parte   il  bicchiere mezzo vuoto  è rappresentato  dal
  fatto   che  certamente  la discussione  sullo  Statuto  non  può
  avvenire in una condizione politica e parlamentare non del  tutto
  definita,  come  per altro dimostra la scarsa partecipazione  cui
  poc'anzi facevo riferimento. Nel condividere l'ipotesi di  lavoro
  espressa  già dall'onorevole Capodicasa, non posso che  sollevare
  un  problema  di  partecipazione  che  è  anche  un  problema  di
  condivisione delle soluzioni che vengono adottate, condivisione e
  partecipazione che non possono non essere presenti a fronte della
  delicatezza delle questioni che stiamo discutendo.
   Con  l'onorevole Capodicasa, ad esempio, abbiamo  prima  parlato
  dell'opportunità  di  sopprimere,  all'articolo   24,   l'ipotesi
  originaria   del   testo  che  prevede  la  doppia   numerazione,
  sostanzialmente non solo i compiti attribuiti alla  Regione  come
  individuati  in  quello che sarà l'articolo 23, ma  anche  quelli
  attribuiti allo Stato.
   La  Commissione, rispetto a questo tema, ritiene  opportuno  che
  l'articolo 24 non venga inserito. Dobbiamo renderci conto che  si
  tratta  di  una  filosofia  non in  linea  con  lo  Statuto,  una
  filosofia che  può essere condivisa o non condivisa più o meno da
  una dozzina di deputati in Aula o dalla Commissione, peraltro non
  sempre nel proprio plenum.
   Faccio  appello  quindi  non tanto e non  solo  alla  Presidenza
  dell'Assemblea  che fa quello che può, quanto  invece  ai  gruppi
  parlamentari   perché,   attorno  a  queste   materie,   vi   sia
  l'attenzione  necessaria; infatti,  se saremo talmente  bravi  da
  varare  un'ipotesi di Statuto vantaggiosa per la  Sicilia  -  uso
  questo  termine  che sintetizza diversi concetti -  saremo  stati
  bravi,   ma  saremo  stati  quelli  capaci  di  interpretare   le
  intenzioni  e  gli  interessi  dei  siciliani;  diversamente,  la
  responsabilità  piena  ricadrebbe su di noi  e,  paradossalmente,
  ancora  di  più  su coloro i quali, con senso di  responsabilità,
  sono stati presenti, hanno partecipato, hanno tentato di incidere
  sulle dinamiche e sui meccanismi statutari che si sceglieranno.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di formulare
  questo  sommesso  ma accorato appello ai gruppi  parlamentari  ed
  alle forze politiche.
   Vorrei  sottoporre,  inoltre, alla sua attenzione  ed  a  quella
  dell'Aula  un  altro  tema:  nei  giorni  scorsi,  assieme   agli
  onorevoli Savarino, Ortisi e ad altri deputati firmatari  di  cui
  non  ricordo  il  nome  -  spero non me  ne  vorranno  -  abbiamo
  presentato  un  disegno di legge-voto che tenta di stabilire  con
  chiarezza  il  tipo  di iter istruttorio che  il  nostro  Statuto
  seguirà una volta approvato dall'Assemblea regionale siciliana.
   E'  un  disegno  di  legge  che  si  colloca  all'interno  della
  previsione  costituzionale, laddove essa  indica  nell'intesa  la
  strada  che  permette di pervenire alle modifiche statutarie  che
  riterremo di  adottare.
   Ma in che modo disciplina l'intesa?
   La  disciplina  riproducendo un organismo che ben  conosciamo  e
  che, nel 1945-'46, predispose il testo dell'attuale Statuto, cioè
  una  Commissione  paritetica composta  da  membri  dell'Assemblea
  regionale  siciliana e da membri del Parlamento nazionale  scelti
  in  seno  alla Commissione bicamerale, proprio per assicurare  la
  presenza contestuale sia di senatori che di deputati. Un  disegno
  di  legge-voto attribuisce a questa nuova Commissione  paritetica
  il compito di negoziare l'intesa.
   Questo  percorso  è da noi considerato assolutamente  necessario
  per  fissare dei paletti e dei principi rispetto ad un testo che,
  una  volta  uscito dall'Assemblea regionale siciliana, giunge  al
  Parlamento nazionale privo di paracadute, di qualsiasi  strumento
  in  grado di assicurare che le decisioni che assumeremo in questa
  sede,  sia  pure nelle condizioni che ho descritto  in  premessa,
  vengano  accettate,  condivise, ovvero  vengano,  giustamente  in
  alcuni casi, probabilmente modificate ma senza il consenso  e  la
  partecipazione dell'Assemblea regionale siciliana.
   Credo  che  renderemmo  un  pessimo  servizio  alla  Sicilia  se
  rinunziassimo, nei fatti, a tentare una via negoziata per  l'iter
  istruttorio  di approvazione alla Camera e al Senato  del  nostro
  Statuto.
   Onorevole   Capodicasa,  ritengo  che,   senza   sospendere   il
  dibattito  sullo Statuto - io stesso, in premessa, ho  dichiarato
  di  condividere il percorso da lei tracciato anche per  le  parti
  informali  -  con  l'autorizzazione della  Presidenza  e  con  la
  condivisione dell'Aula, se liquidassimo il disegno di legge  voto
  che  stabilisce il percorso istruttorio che il nuovo testo  dovrà
  seguire  nella  sede  del  Parlamento nazionale,  metteremmo  una
  pietra e formuleremmo una ipotesi solida che dovrebbe limitare il
  più  possibile il rischio di una caduta senza paracadute, di  una
  discussione senza paracadute in sede nazionale.
   Signor   Presidente,   nel  condividere  l'ipotesi   di   lavoro
  illustrata dall'onorevole   Capodicasa     ritengo  che  potremmo
  cominciare  stasera  da un articolo apparentemente  complesso  ma
  che,   come  abbiamo  visto,  é  contemporaneamente  estremamente
  significativo ma anche semplice, più semplice di quanto non possa
  apparire  nella  sua trattazione. Si tratta di  un  articolo  che
  riguarda le competenze esclusive della Regione. Ho notato che più
  della  metà  degli  emendamenti  sono  identici  o  simili.   Nel
  condividere  l'impostazione  dell'onorevole  Capodicasa   e   nel
  chiederle  di  iniziare  proprio con l'articolo 23  che  presenta
  elementi  di  grande  prestigio e di  grande  importanza  per  le
  questioni  che  affronta  e,  nello  stesso  tempo,  di  relativa
  semplicità  per  il quadro degli emendamenti  sottoposto,  volevo
  chiederle  di  interrogare  l'Aula  per  sapere  se  non  ritenga
  opportuno  che già domani la Commissione Statuto possa  esaminare
  ed  esitare il disegno di legge voto da me citato prima affinché,
  domani  stesso  o la settimana prossima, l'Aula possa  approvarlo
  per fissare alcuni paletti.

    PRESIDENTE   Onorevole Fleres, la  informo che  il  disegno  di
  legge voto di cui lei parla è già stato trasmesso e si trova  già
  in  Commissione  Statuto. La Presidenza non può  più  intervenire
  perché,  a  questo  punto,  è  di  pertinenza  della  Commissione
  Statuto.

    FLERES   No,  signor  Presidente, non è incardinato  perchè  la
  Conferenza  dei  presidenti dei  gruppi parlamentari  non  lo  ha
  stabilito.

     PRESIDENTE   Onorevole Fleres, sull'ordine  del  giorno  delle
  singole Commissioni ci può essere un orientamento di massima  ma,
  nella  fattispecie, essendo stato prodotto, trasmesso e  posto  a
  disposizione  della  Commissione  il  testo  che  lei  predilige,
  condivido  l'opportunità di andare oltre. Colgo  l'occasione  per
  dichiarare  che condivido la tesi di trattarlo ma ricordo  che  è
  già   sottoposto  alla  Commissione  Statuto.  Prego  quindi   il
  Presidente di tenerne conto.

    FLERES    Signor  Presidente,  posso  chiederle  un   passaggio
  ulteriore?
   Dico ciò per essere assolutamente sereni per quanto riguarda  le
  nostre procedure.
   Potrebbe  chiedere  all'Aula se condivide  la  possibilità,  una
  volta   che   la  Commissione  lo  ha  esaminato,  di  iscriverlo
  all'ordine  del  giorno  anche senza il  passaggio  formale  alla
  Conferenza  dei  presidenti dei gruppi  parlamentari?  Se  l'Aula
  fosse d'accordo...

    PRESIDENTE   Onorevole  Fleres, non  ho  nessuna  difficoltà  a
  chiedere  ciò all'Aula, ma non è previsto dal Regolamento.  Siamo
  sempre in un campo in  cui  bisogna affidarsi  all'opinabilità.
   Condivido  la  richiesta. Auspico di poterlo dire anche  a  nome
  dell'Aula ma, in questa fase non dispongo dello strumento formale
  e regolamentare adatto.
   Naturalmente,  se  altri  deputati non  intervengono  e  non  si
  oppongono, rimane implicito il consenso dell'Aula.
   Poichè   nessuno   chiede  di  parlare,   andiamo   avanti   con
  l'articolo  23  secondo  la  richiesta formulata   dall'onorevole
  Fleres.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO    Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cercherò
  concretamente di farmi comprendere meglio, signor Presidente.
   Vorrei  che si evitasse questo perchè credo di essere stato  uno
  di  quelli  che la vicenda dello Statuto l'ha seguita e   ritengo
  che,  ad esempio, l'articolo  23 che, secondo me, non può  essere
  trattato  se  non  in parallelo con l'articolo  17  e  con  altri
  articoli  che,  in  qualche  modo, fanno  riferimento  a  potestà
  legislative  regionali, non riguarda un tema così semplice  e  mi
  avrebbe  fatto piacere sapere anticipatamente che stasera sarebbe
  stato  trattato  questo argomento. E non si tratta  dell'articolo
  23,  ma si parla di potestà legislativa delle regioni, esclusiva,
  concorrente.  Si  potrebbe  aprire  un  dibattito  sulla  potestà
  attuativa e integrativa perchè, ad esempio, non abbiamo  previsto
  i regolamenti attuativi.
   Considero  questo tema centrale e vitale rispetto allo  Statuto.
  E'  un  tema  fondamentale,  essenziale,  perché   il  Parlamento
  legifera.   Qual  è  l'aspetto  più  importante  se  non   quello
  legislativo  all'interno di uno Statuto?

     PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, lei è tornato  sullo  stesso
  tema,  se  mi  permette  senza fornirmi   ulteriori  elementi  di
  valutazioni.  Ho  compreso  ciò che intende  dire  ma  lo  voglio
  tradurre  in concreto nella prassi parlamentare. Quello  che  lei
  chiede  non è altro che eliminare il metodo che abbiamo  sino  ad
  ora  seguito,  dettato dall'urgenza di andare avanti  secondo  la
  valutazione  del Presidente della Commissione Statuto  sui  tempi
  che  stanno  correndo troppo rapidamente e quindi  affrontare   i
  temi  della  riforma   secondo  l'ordine  prestabilito  dal   suo
  articolato.
   Io  non  posso   enucleare un articolo e dirle  nell'ordine  del
  giorno  che, domani, in occasione della discussione sull'articolo
  23, parleremo  anche di questo aspetto.
   Ciò    che    lei   chiede   è   improponibile.   Sta   dicendo,
  legittimamente, che non le piace questo metodo.
   Sull'ordine  dei lavori, chiedo che l'Aula si pronunci.  Accolgo
  questo richiamo ma ho bisogno di un pronunciamento dell'Aula.  Io
  non   posso  dire   preventivamente  di  enucleare  dai  numerosi
  articoli della legge  il tema che devo annunciare. Ogni volta lei
  ne ha conoscenza.
   Non  ritengo  praticabile  il metodo;  cominciamo  dal  primo  e
  proseguamo sino all'ultimo articolo,  così tutti sappiamo di cosa
  si parla. Ciò significa vulnerare e non si era capito francamente
  perché.  E  non si era capito ma lo abbiamo capito tutti  adesso.
  L'ho  voluto  dire,   l'ho voluto precisare perchè,  posto  così,
  veniva  esercitato un diritto di  intervento sul  metodo  che  ci
  siamo  dati. E' il metodo di andare avanti sulle cose che possono
  essere  affrontate   senza  spinosità e  poi  affrontare  i  dati
  spinosi  o addirittura gli emendamenti  e tutto il resto.
   Chiederò  dunque  all'onorevole Capodicasa di esprimere  la  sua
  opinione ma, alla fine, dovrete  esprimervi voi.

     CAPODICASA     vicepresidente   della   Commissione.    Signor
  Presidente, credo che con un po' di sano pragmatismo  si  possano
  risolvere tutti i  problemi.
   La   Commissione   ritiene   di   dovere   fare   un   ulteriore
  approfondimento su alcuni nodi e certo non  perchè vi siano nella
  proposta, nella bozza di Statuto argomenti che non sono già stati
  sufficientemente sviscerati e dibattuti in Commissione. Tutto ciò
  che  è stato portato in Aula, in Commissione ha avuto circa cento
  sedute di approfondimento. (Oltre cento sedute: con esse credo si
  è  battuto  ogni record nella prassi parlamentare mondiale,   non
  solo italiana )
   Il  problema sta nel fatto che rimangono due o tre argomenti, ad
  esempio  la  materia  finanziaria,  che  hanno  bisogno   di   un
  perfezionamento fin d'ora condiviso e previsto dalla Commissione.
  Essendo  un  perfezionamento  che  non  può  essere  direttamente
  operato  in  Aula, avremmo bisogno di farlo con  l'ausilio  delle
  competenze tecniche e scientifiche delle quali la Commissione  ha
  deciso di avvalersi.
   Per tutto il resto, anche se si tratta di articoli che hanno  il
  loro  spessore  -  ivi compreso l'articolo  23  che  riguarda  la
  materia  relativa  alle  competenze  statutarie  di  legislazione
  primaria  della  Regione - lo affrontiamo  direttamente  in  Aula
  perchè è materia abbastanza delicata che, pur rappresentando  uno
  dei  capisaldi  dello Statuto, è uno dei capisaldi  che  non  può
  essere molto manipolato,  considerato che non possiamo superare i
  limiti costituzionali sui quali abbiamo ampiamente dibattuto.
   Se  i  colleghi prestano attenzione agli emendamenti presentati,
  si  accorgeranno  come  si  assomigliano  tutti.  Sono  volti  ad
  inserire la cooperazione o l'ambiente, cose che in qualche misura
  trovano già una condivisione.
   Signor   Presidente,  consigliamo  di  andare   avanti   secondo
  l'ordine da lei predisposto.

    PRESIDENTE   Se  è  sufficiente la  spiegazione  dell'onorevole
  Capodicasa,   chiuderei  la  questione  sollevata  dall'onorevole
  Spampinato e procederei.
   Dobbiamo  essere pragmatici, onorevole Spampinato. Se  lei  pone
  un  problema  di fondo, sostanziale,  ho il dovere di  consultare
  l'Assemblea  e  dire che, da questo momento, si  procede  secondo
  l'articolo.  Se  così  si  procedesse, l'evoluzione  della  legge
  subirebbe un rallentamento.

    FLERES   Tra le questioni approfondite in Commissione,  con  le
  successive  audizioni, ce n'è una che è fortemente  connessa  con
  l'articolo che stiamo discutendo e cioè quella dell'opportunità -
  che  ci  veniva  suggerita sia dai tecnici, sia dall'associazione
  degli  ex  Deputati, sia dalle associazioni di  costituzionalisti
  che abbiamo incontrato - di operare, come in questo caso, non con
  una   riscrittura  dell'articolo  14  ma  con  una   integrazione
  dell'articolo 14.
   Il  mio  è un intervento tecnico sull'ordine dei lavori  perchè,
  se  riscriviamo  l'articolo, offriamo alla nostra controparte  la
  possibilità  di affrontare globalmente le materie che  inseriremo
  in  questo  articolo. Se invece integriamo l'attuale articolo  14
  con  le materie che riteniamo di dovere aggiungere - tra le quali
  la   cooperazione   e  l'ambiente  -  ma  con  una   disposizione
  aggiuntiva,  affideremmo  alla  nostra  controparte  soltanto  le
  aggiunzioni e non anche le parti contenute nello Statuto.
   La   proposta   che   faccio,  condivisa  anche   dall'onorevole
  Capodicasa, è quella di sintetizzare gli oggetti aggiuntivi in un
  unico  emendamento  -  che  adesso predisporremo  a  firma  della
  Commissione  - e che diventa aggiuntivo all'articolo  14  attuale
  dello Statuto, così da non esporci eventualmente ad una ulteriore
  negoziazione globale.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che, avendo condiviso  la
  procedura  da  adottare, mentre gli Uffici lo  trascrivono  nella
  forma,  potremmo  continuare il dibattito sugli  emendamenti  per
  predisporre,  alla fine, un unico emendamento della  Commissione.
  Andiamo avanti quindi con gli emendamenti

    PRESIDENTE  Di quale articolo?

    CAPODICASA Sempre dell'articolo 23.

    PRESIDENTE  Do lettura dell'articolo 23:

                            «Articolo 23

   1. L'articolo 14 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 14

   1.  L'Assemblea, nell'ambito della Regione, nel  rispetto  della
  Costituzione,  dello  Statuto, del principio  di  prevalenza  del
  diritto  comunitario, nonché dei vincoli derivanti dagli obblighi
  internazionali, ha legislazione esclusiva sulle seguenti materie:

   a) agricoltura e foreste;

   b) bonifica;

   c) usi civici;

   d) industria e commercio, artigianato;

   e)   incremento   della  produzione  agricola  ed   industriale;
  valorizzazione,  distribuzione, difesa dei prodotti  agricoli  ed
  industriali e delle attività commerciali;

   f) governo del territorio, urbanistica;

   g)  lavori  pubblici, eccettuate le grandi  opere  pubbliche  di
  interesse prevalentemente nazionale;

   h) miniere, cave, torbiere, giacimenti di idrocarburi liquidi  o
  gassosi, saline;

   i)  acque  pubbliche,  in  quanto non  siano  oggetto  di  opere
  pubbliche d'interesse nazionale;

   l) pesca e caccia;

   m) pubblica beneficenza ed opere pie;

   n) turismo, vigilanza alberghiera;

   o) regime degli enti locali e delle circoscrizioni relative;

   p) ordinamento degli uffici e degli enti regionali;

   q)  stato  giuridico ed economico degli impiegati  e  funzionari
  della Regione;

   r) accademie;

   s) espropriazione per pubblica utilità;

   t)  tutela  e  valorizzazione dei beni culturali, promozione  ed
  organizzazione  di  attività  artistiche  e  culturali;   cultura
  regionale; musei e biblioteche;

   u)  formazione professionale ed organizzazione del  mercato  del
  lavoro;

   v)  tutela  e  valorizzazione dell'ambiente e degli  ecosistemi;
  tutela del paesaggio' ».
        Comunico   che   sono   stati   presentati   i   seguenti
      emendamenti:

       -  dall'onorevole Spampinato: 23.19;
        -   dagli  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe  ed  altri:
      23.2; 23.1;
       -  dagli onorevoli Villari, Zago ed altri: 23.3; 23.4;
      -  dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 23.8; 23.7;
      -  dall'onorevole Leontini: 23.9;
      -  dall'onorevole Ortisi: 23.10; 23.11;
      -  dall'onorevole Incardona: 23.23; 23.24;
      -  dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 23.12; 23.13;
      -  dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 23.20;
      -   dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 23.14; 23.15;
      23.16;
      -  dall'onorevole Pistorio: 23.6;
      -  dagli onorevoli Forgione e Liotta: 23.5;
      -   dagli  onorevoli  Beninati, Acierno,  Raiti  ed  altri:
      23.17;
      -  dagli onorevoli Segreto e Nicotra: 23.18;
      -  dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 23.21;
      -  dagli onorevoli Panarello, Capodicasa ed altri: 23.22.

   Si passa all'emendamento 23.19, dell'onorevole Spampinato.

    SPAMPINATO  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   colgo
  l'occasione per fare una brevissima considerazione su  quanto  ha
  detto  l'onorevole  Fleres  circa la  scarsa  tensione  politico-
  istituzionale  che si registra attorno alla materia della riforma
  dello Statuto.
   E'  una constatazione amara e tuttavia è una considerazione  che
  richiama  fatti  anche  più complessi che riguardano  la  società
  siciliana,   il  sistema  politico,  il  modo  di  essere   delle
  istituzioni.
   Credo  che  non ne veniamo a capo subito di questa  discussione.
  Ciò che bisogna fare, in questo preciso momento, a mio avviso,  è
  utilizzare il tempo che abbiamo a disposizione per fare  qualcosa
  di  utile e di produttivo anche per dare spessore, autorevolezza,
  per  continuare  a  garantire dignità a questo nostro  Parlamento
  regionale,  per  cui  penso che dobbiamo  andare  avanti  fino  a
  chiudere la discussione sullo Statuto.
   Sull'articolo  23,  faccio  ammenda  perché  non  ho  svolto  un
  approfondimento tale che mi abbia potuto consentire di presentare
  ciò  che  sto per dire in termini di emendamento, però lo assegno
  alla  Commissione, perchè lo possa valutare in sede di  redazione
  di  quell'emendamento unico di cui parlava l'onorevole Fleres. Mi
  riferisco,  in  particolar modo, alla tematica  del  mercato  del
  lavoro,  della  sanità  e della pubblica istruzione.  Per  quanto
  riguarda la sanità e la pubblica  istruzione, è materia di grande
  discussione, in questo preciso momento di riforma costituzionale,
  la  cosiddetta  devolution. Non so quale sarà l'esito  finale  di
  questa discussione ma per quanto riguarda la pubblica istruzione,
  l'istruzione elementare, in qualche modo noi già prefiguriamo una
  cessione  di competenza perché avevamo già nello Statuto  vigente
  l'istruzione  elementare oltre che i musei, le biblioteche  e  le
  accademie.
   Penso   che   dobbiamo   recuperare   l'aspetto   che   riguarda
  l'organizzazione,  la  parte  organizzativa,  ordinamentale   del
  sistema  della pubblica istruzione, evidentemente,  lasciando  in
  capo  alle  prerogative  dello Stato quelle  che  attengono  alla
  fissazione  dei  programmi didattici, cioè  a  tutta  la  materia
  didattica e formativa in senso stretto.
   Inoltre,   inseriamo  di  nuovo  come  materia   di   competenza
  esclusiva  la  formazione professionale  e  l'organizzazione  del
  mercato  del  lavoro. Credo che non sfugga a nessuno  quanto,  in
  questo preciso momento, stiamo  registrando, non tanto in tema di
  organizzazione,  quanto in tema di regolamentazione  del  mercato
  del  lavoro,  il  fatto cioè che la cosiddetta - la  chiamo  così
  senza   tema   di  smentita  e  senza  alcuna  preoccupazione   -
  controriforma  del  mercato del lavoro sta producendo  nel  Paese
  effetti  assolutamente differenziati nelle regioni del  centro  e
  del nord, all'effetto che invece sta producendo nelle regioni del
  meridione e, segnatamente, nella nostra Sicilia.
   In  questo  caso,  è evidente che la prerogativa  della  Regione
  siciliana  in materia di regolamentazione del mercato del  lavoro
  debba  caratterizzare un aspetto positivo, interessante,  cogente
  del  problema sociale che metterebbe la nostra Regione al  riparo
  da effetti indiscriminati prodotti dalla riforma nazionale.
   Ritengo,  pertanto,  che  dobbiamo  parlare,  oltre  che   della
  formazione   professionale  e  dell'organizzazione,    anche   di
  regolamentazione del mercato del lavoro.
   La  stessa  considerazione riguarda l'organizzazione  sanitaria.
  Il  processo  di  aziendalizzazione della sanità produce  infatti
  effetti differenziati sul territorio nazionale. Penso che,  fatti
  salvi  alcuni  principi  di carattere generale,  che  pure  erano
  insiti  nella  legge  n.  833  del 1978  concernente  la  riforma
  sanitaria, dovremmo prevedere per la Regione siciliana la facoltà
  esclusiva di organizzare il proprio sistema sanitario.
   Rimetto,   pertanto,  le  predette  questioni  alla  riflessione
  dell'intera  Assemblea e della Commissione affinché se  ne  tenga
  conto  in  sede di elaborazione del maxiemendamento  all'articolo
  23.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sulla   discussione  dell'articolo  23  ma  farò  anche    alcune
  considerazioni necessarie sugli articoli 29 e 30, poiché  ritengo
  accomunabili le norme contenute nei predetti articoli.
   Intervengo   in   merito  alla  enumerazione  delle   competenze
  regionali  e premetto che non ho fatto parte della Commissione  e
  che le osservazioni che sto per fare le ho esposte anche in altra
  sede.  Come  sappiamo,  con   la  modifica  del  Titolo  V  della
  Costituzione,  con riferimento alle regioni a statuto  ordinario,
  il  nuovo Costituente ha fatto una scelta diametralmente  opposta
  sia   rispetto a quella fatta oggi dalla Commissione Statuto  che
  con  riferimento  a  quella  fatta dalla  Costituente  nel  1948;
  infatti,   il  vecchio  articolo  117  enunciava  le  materie  di
  competenza  regionale  e  tutto ciò che era  residuale  rientrava
  nella materia di competenza dello Stato.
   Le  regioni  ordinarie, quindi, oggi hanno un illimitato  potere
  legislativo  rispetto  anche alla nuova competenza  esclusiva  ad
  esse  attribuita, contrariamente a quanto proposto  oggi  per  la
  nostra Regione.
   A  mio avviso, infatti, enumerare le materie di competenza della
  Regione  significa porre una limitazione delle competenze poiché,
  per  quanto possa essere una puntuale e attenta enumerazione, può
  lasciare fuori qualcosa.
   In  dottrina   è  sempre stato considerato - vedi l'impostazione
  del  vecchio  articolo   117  -   come  un  limite  alla  potestà
  legislativa regionale. Ora c'è l'assurdo che le regioni ordinarie
  non  hanno  più  questo limite delle materie,  hanno  le  potestà
  esclusive  e non hanno il limite delle materie perché  tutto  ciò
  che  non è di competenza statale è di competenza regionale. A mio
  avviso   ci   troveremo   in  una  condizione   di   retroguardia
  autonomistica rispetto alle stesse regioni ordinarie.
   Non  credo  che l'articolo 17, comma 1, possa essere sufficiente
  ad  evitare  equivoci.  E'un articolo di  chiusura  che  comunque
  prevede la  possibilità che tutto ciò che non è previsto non è di
  competenza,  perché  credo che sia questa la contro  osservazione
  che mi sarà fatta. Infatti, se da una parte enumeriamo le materie
  di  nostra  competenza - e torno a ripetere:  l'enumerazione  per
  quanto vasta non può essere omnicomprensiva-  l'aver previsto una
  norma di chiusura che dice che tutto ciò che non è previsto nella
  competenza statale è di competenza regionale, secondo me, non  fa
  altro che creare confusione.
   Se  fosse solo questo articolo così,  allora credo che la nostra
  autonomia  forse  sarebbe  più estesa  rispetto  a  quella  delle
  regioni  ordinarie  che  vedo,  invece,  in  una  condizione   di
  retroguardia  rispetto a quella delle stesse  regioni  ordinarie,
  con  un  pericolo grave di conflitto costituzionale nei confronti
  dello Stato, laddove noi andremmo a riconoscere nostre competenze
  al  di  là  delle materie espressamente previste e  facendo  leva
  esclusivamente  sull'articolo  17,  comma  1.  Ritengo   che   la
  soluzione  della Commissione poteva essere quella  di  immaginare
  soltanto  quello  che  invece  è  oggi  l'articolo  di  chiusura,
  evitando l'enumerazione delle materie.
   Aveva  ragione l'onorevole Fleres quando diceva che è  difficile
  trattare questo tema in questa condizione, dove i pochi  deputati
  presenti sono, in effetti, particolarmente distratti ed anche gli
  sforzi  tesi  a dare un minimo contributo  vengono vanificati  da
  questo atteggiamento.
   Il  secondo  appunto  che  faccio  rispetto  a  questo  tipo  di
  impostazione è anche l'enumerazione degli articoli.
   Mi    chiedo,   Presidente   Capodicasa   e   componenti   della
  Commissione, perché prevedere la potestà legislativa  concorrente
  all'articolo  14  e  prevedere, invece,  la  potestà  legislativa
  primaria dopo tre articoli, quando si tratta di altre materie che
  non  hanno nulla a che vedere con le potestà delle regioni. Credo
  che sarebbe stato più opportuno, ferme restando le scelte da fare
  rispetto  a  queste  due  potestà legislative,  che  fossero  una
  conseguente all'altra.
   La  stessa  considerazione fatta per l'articolo  14  vale  anche
  per   l'articolo  17,  comma  1.  A  tal  riguardo,  mi  domando,
  Presidente  Capodicasa,  come va interpretato.  A  quale  potestà
  legislativa fa riferimento?
   L'articolo    17,  comma  1,  non  specifica  a  quale   potestà
  legislativa  si  fa riferimento; se teniamo conto della  fisicità
  del  posizionamento dell'articolo, ovvero successivo all'articolo
  che prevede la potestà legislativa esclusiva, sembrerebbe che sia
  riferibile  a  questa, fermo restando, però,  che  i  limiti  che
  vengono  contenuti  in quel riferimento alla potestà  legislativa
  sono   gli   stessi   contenuti  in  riferimento   alla   potestà
  concorrente.
   Ultima  osservazione, che spero venga raccolta, é  il  chiedermi
  perché  la Commissione ha fatto la scelta di non inserire,  anche
  all'interno  della  nostra potestà, complessivamente  intesa,  la
  previsione   dei  regolamenti  delegati,  così  come   il   nuovo
  costituente  ha fatto con il sesto comma del nuovo articolo  117.
  Tale  potestà  ci  consentirebbe di dare  attuazione  anche  alle
  materie  di competenza esclusiva dello Stato, potestà che  ancora
  una  volta,  oggi, hanno le Regioni ordinarie e che noi,  invece,
  rinunciamo sostanzialmente ad avere.
   L'alternativa che, a mio avviso, andrebbe privilegiata  rispetto
  ai  regolamenti  delegati, perché in questo  caso  la  competenza
  sarebbe  del  Governo,  sarebbe quella di  introdurre  anche  una
  potestà  legislativa  ulteriore  che  é  la  potestà  legislativa
  attuativa.
     Se  parliamo  di  riequilibrio  di  poteri  tra  Parlamento  e
  Governo,  introdurre  un  meccanismo che  dà  la  possibilità  di
  attuare  le potestà legislative di competenza statale, attribuire
  questa possibilità attraverso, eventualmente, non come avviene  a
  livello di Regioni ordinarie, la potestà regolamentare che - come
  sappiamo - é di competenza governativa, ma introducendo una nuova
  potestà legislativa sarebbe un passo in avanti rispetto a  quello
  che  è  l'auspicato e tanto richiesto riequilibrio di poteri  tra
  Parlamento e Governo.
   Sono  queste  le  considerazioni che ritenevo fare  rispetto  al
  complesso tema. Come ha potuto constatare, signor Presidente, non
  ho  voglia  di  creare ostacoli, anzi, sono tra  coloro  i  quali
  auspicano  che  si  arrivi in tempi brevi all'approvazione  dello
  Statuto  perché   abbiamo lavorato e ci  farebbe  piacere  che  i
  nostri lavori non vengano vanificati.

    CAPODICASA    Vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA      Vicepresidente   della   Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'argomento  che  l'onorevole
  Spampinato   ha  introdotto  é  stato  ampiamente  dibattuto   in
  Commissione.  Se  si  dovesse  procedere  attraverso  una   norma
  residuale,  stante  che lo Stato nella Costituzione  ha  previsto
  quali  sono  le proprie attribuzioni esclusive, demandando,  poi,
  con l'articolo 17, avendo poi previsto nell'articolo 117 anche la
  cosiddetta materia di potestà concorrente e poi tutta la  materia
  residuale  la trasferisce alla diretta competenza delle  regioni,
  se  noi non dovessimo procedere in difformità da come hanno fatto
  i   nostri   padri  consultori  che  hanno  redatto  lo   Statuto
  attualmente  vigente,  i  quali all'articolo  14  hanno,  invece,
  previsto  la  materia  di  diretta  competenza  esclusiva   della
  Regione,  fissandola  ed enumerandola, e poi  con  l'articolo  17
  avendo, poi, previsto le competenze legislative concorrenti.
   Noi abbiamo ritenuto di mantenere questa formulazione perché  ci
  sembra la più garantista per i poteri della Regione, perché  oggi
  lo  Stato  si  attribuisce, attraverso le  norme  costituzionali,
  delle  materie  su  cui  ha esclusiva competenza  e  lascia  alle
  regioni tutto ciò che non ha previsto esplicitamente nella  prima
  parte   dell'articolo  117  le  competenze  cosiddette  in   modo
  residuale;  tutto ciò che non è previsto va poi  come  competenza
  esclusiva alle regioni.
   Però,  nulla vieta che lo Stato da qui a qualche anno  modifichi
  nuovamente  la Costituzione e si riattribuisca  alcune competenze
  che oggi ha lasciato, invece, alle competenze delle regioni.
   Pertanto,  se  noi dovessimo usare quella dizione, non  fissando
  in  modo chiaro in un articolo dello Statuto quali sono le nostre
  competenze.  che  in modo pattizio poi verranno riconosciute  dal
  Parlamento   nazionale approvando il nostro Statuto, rischieremmo
  di  vederci  revocate, di fatto, automaticamente qualora  dovesse
  essere  modificato  l'articolo 117 della  Costituzione  per  atto
  unilaterale  dello  Stato,  poteri e competenze  che  invece  noi
  riteniamo  debbano  essere mantenuti  alla  Regione.  Per  cui  è
  necessario  un atto esplicito dello Stato, in modo pattizio   con
  la  Regione,  che  alla  fine modifichi l'eventuale  ripartizione
  delle competenze di legislazione primaria.
   Se  questo non avviene, lo Stato non può farlo implicitamente in
  modo  automatico modificando le proprie competenze. E' questa  la
  ragione  per  la  quale  abbiamo  ritenuto  di  dovere  mantenere
  l'articolo 14.
   Altra   cosa  è  quanto,  invece,  pone  l'onorevole  Spampinato
  relativamente  alla enumerazione delle materie che  noi  facciamo
  nell'articolo  successivo - mi sembra sia il 24 -  in  capo  allo
  Stato.  Questo  è stato un suggerimento che è venuto  dai  nostri
  consulenti,  i  quali  hanno  ritenuto  che  ciò  costituisse  un
  ulteriore elemento di garanzia per la Regione.
   Nel  dibattito successivo, non solo in Commissione ma  in  tutte
  le  sedi di natura politica, culturale, scientifica, come  quelle
  organizzate  dalle università siciliane, questa  scelta  è  stata
  criticata,   tant'è  vero  che adesso la Commissione  ritiene  di
  dover proporre la soppressione di questo articolo, proprio perché
  sembra  ultroneo, sembra ridondante e, forse, anche provocatorio.
  La  doppia numerazione esiste nelle Costituzioni,  però nel  caso
  nostro,  avendo noi già l'articolo 14 che ci garantisce e  avendo
  poi in aggiunta un articolo che acquisisce alla Regione tutte  le
  materie  che eventualmente in futuro dovessero residuare  da  una
  scelta   dello   Stato   di  rimettere   alle   regioni,   quindi
  automaticamente, in modo dinamico, noi acquisiremmo le  ulteriori
  competenze  dismesse  dallo  Stato,  a  noi  sembra   che   siamo
  sufficientemente, abbondantemente coperti. Pertanto,  alla  fine,
  siamo  orientati  a  proporre la soppressione  dell'articolo  che
  prevede la doppia numerazione
   Per  quanto  riguarda, invece, l'articolo 23,  che altro  non  è
  che   l'articolo 14 del vecchio Statuto, non riteniamo di doverlo
  mantenere in questa forma.
     L'onorevole Spampinato mi faceva notare che non ho risposto ad
  un altro quesito da lui posto, cioè quello relativo alla sequenza
  degli  articoli. Perché l'articolo 17 non è stato inserito subito
  dopo   l'articolo   14?   Perché  abbiamo   deciso   di   seguire
  pedissequamente il modello del vecchio Statuto, dove  in  effetti
  l'articolo 14 conteneva le materie di competenza esclusiva  della
  Regione;  se  modifichiamo quel modello nulla osta  a  trasferire
  l'articolo 17 all'articolo 15, ma la scelta della Commissione non
  è stata questa.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che
  questo articolo risenta di alcune contraddizioni di fondo, perché
  rileggendolo, facendo una comparazione tra l'articolo 23  e  l'ex
  articolo  14 ci sono delle contraddizioni che mettono in evidenza
  una serie di critiche.
   Nella precedente formulazione dell'articolo 14, per esempio,  si
  faceva   riferimento  all'istruzione  elementare.   Nella   nuova
  formulazione   questa  competenza scompare totalmente   perché  -
  come diceva poc'anzi  l'onorevole Capodicasa -  non è un elemento
  residuale per cui è di stretta competenza dello Stato.
   Stessa  cosa  vale  anche  per la sanità.  E'   vero  che  nella
  precedente lettura  non era prevista alcuna  competenza in  campo
  sanitario,  però  se  rivediamo tutte le  leggi  che  sono  state
  approvate  recentemente anche da questa Assemblea, ci  accorgiamo
  che  c'è  una contraddizione di fondo tenuto conto che  le  norme
  approvate  da  questa Assemblea vanno, addirittura,  fuori  dalla
  competenza statutaria nazionale.
   Dunque,  ci  sono delle contraddizioni di fondo.  Contraddizioni
  che bisogna sciogliere.
   Tali   contraddizioni   si  evincono  andando   a   rivedere   i
  riferimenti  che sono stati  carcerati , addirittura annullati  o
  aggiunti. Quelli aggiunti, per esempio, nella lettura precedente,
  riferendosi  ad attività industriali: miniere, cave,  torbiere  e
  saline, viene aggiunto  giacimenti di idrocarburi e liquidi .  E'
  vero che abbiamo dei giacimenti di petrolio nella nostra regione,
  però  non  mi pare che questa sia una competenza esclusiva  della
  Regione.  Per  alcune competenze siamo noi ad avere  la  potestà.
  Onorevole  Capodicasa,  la competenza  degli  idrocarburi  è  una
  competenza residuale? Non credo, perché l'ENI ci insegna che  non
  è così.
     La  stessa  cosa  vale  per  l'attività  industriale.  Materie
  quali  acque, miniere, rifiuti, prima erano materie di competenza
  esclusiva  regionale. La Regione era una  regione imprenditrice ,
  aveva miniere, industrie, porti, cantieri navali e così via.
   Lo  Stato,  attraverso una serie di provvedimenti, ha  demandato
  alla Regione di privatizzare tutto;  dunque questa competenza non
  mi  pare ci sia, è puramente nominale. Stiamo alienando tutta una
  serie di beni di carattere patrimoniale e produttivo; ormai è una
  competenza fine a se stessa
   Ciò  che  emerge  in  questo nuovo articolo  è  una   competenza
  effimera; in esso, per esempio, vengono inserite tutta una  serie
  di attività promozionali, artistiche e culturali. Si ingigantisce
  un  aspetto  che, sostanzialmente, serve soltanto a  giustificare
  una  serie di attività, come quelle che l'assessore Cascio ci  ha
  proposto  la settimana scorsa allorquando addirittura  si  voleva
  trasformare  la  Regione  in una specie di   Cinecittà ,  per  la
  produzione  di  fiction,  di  film  televisivi.  La  Regione   si
  ridurrebbe   ad  avere  una  sorta  di  attività  imprenditoriale
  effimera.
     La  contraddizione  di fondo consiste  nel  fatto  che  questo
  Statuto   sta diventando uno Statuto fine a se stesso, nel  senso
  che  stiamo  svendendo la nostra autonomia e specificità.  Lo  si
  vede  anche  nella  parte dell'articolo 14  laddove  recita:   la
  competenza  dello stato giuridico ed economico degli impiegati  e
  funzionari della Regione   nella nuova formulazione viene cassata
  la  parte  che recita:  in ogni caso non inferiore a  quello  del
  personale dello Stato .
   Questo   dimostra  che  il  personale  regionale  non   ha   una
  specificità  regionale  e viene equiparato  a  quello  nazionale;
  questa   è   la  dimostrazione  che  si  perde  ogni  riferimento
  autonomistico  anche per quanto riguarda i dipendenti  regionali.
  Si va verso un appiattimento, un'uniformità della vita politica e
  sociale  di questa Regione e lo Statuto diventa uno specchio  che
  ha perso la sua autonomia e la sua specificità.
   La  Regione Sicilia nel corso dei suoi millenni ha avuto una sua
  specificità.  Voglio  ricordare che quando si  parla  del  nostro
  Parlamento  parliamo deil primo d'Europa ma è solo un riferimento
  storico  che   non ha più quella importanza storica che  dovrebbe
  avere.
   Questo  per  dire  che stiamo diventando una regione  a  Statuto
  ordinario  con un'aggravante: mentre le altre regioni  a  Statuto
  ordinario  hanno  altre  prerogative  perché  hanno  una   storia
  economica  e  sociale che si è sviluppata dopo l'Unità  d'Italia,
  noi,  invece,  con  la nostra arretratezza sociale,  politica  e,
  ahimè, anche culturale, la pagheremo a caro prezzo

    CAPODICASA   Vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Vicepresidente   della   Commissione.     Signor
  Presidente, qualche altro collega aveva già sollevato il problema
  dell'istruzione  elementare  che,  in  effetti,   è   una   delle
  competenze  a potestà legislativa primaria inserita  nel  vecchio
  Statuto  che  la  Commissione ha ritenuto adesso  di  non  dovere
  riproporre.
   Ha  deciso  di  farlo perché,  nonostante fosse inserita  questa
  competenza nel vecchio Statuto, in oltre cinquant'anni di vita la
  Regione siciliana non  ha esercitato tale competenza, dando luogo
  ad  un  contenzioso molto lungo con lo Stato. Tra  l'altro,  ogni
  qualvolta  la  Regione ha aperto un conflitto  con  lo  Stato  in
  materia  finanziaria lo Stato ha sempre replicato  dicendoci  che
  esso  provvede all'istruzione elementare,   la paga mentre invece
  dovremmo  pagarla noi. Quindi,  se dovessimo fare un calcolo  del
  dare e dell'avere tra Stato e Regione, lo Stato avrebbe molto  da
  vantare  nei confronti della Regione in rapporto a due competenze
  fondamentalmente:  in rapporto all'istruzione elementare  e,  per
  esempio,  al  pagamento  della  indennità agli  invalidi  civili;
  queste   dovrebbero essere di competenza della  Regione  a  norma
  dell'articolo 14, ma  la Regione non le ha mai esercitate fino ad
  oggi.
   Pertanto,   essendo questa una competenza pesante dal  punto  di
  vista   finanziario,   e   la  Regione  ove   volesse   realmente
  esercitarla,   non   avrebbe   la  capacità   organizzativa   ma,
  soprattutto,  non  avrebbe i mezzi finanziari per  farlo,  perchè
  parliamo  di  otto mila miliardi delle vecchie lire  all'anno,  è
  chiaro  che  una competenza che è scritta sulla  carta   mai  noi
  potremmo esercitarla ove lo Stato non decidesse parallelamente di
  trasferirci i relativi mezzi.
   Pertanto,  su  questo argomento la Commissione  ha  ritenuto  di
  dovere  sancire uno stato di fatto che dura da mezzo  secolo,  di
  doverne   prendere  atto, tanto più che per le altre  regioni  la
  materia è stata disciplinata come si sa nella modifica del Titolo
  V della Costituzione.
      Dunque,   su  questa  materia  abbiamo  ritenuto  di  doverci
  riservare  solo quella parte di competenze che noi  riteniamo  di
  potere esercitare.
   La  stessa cosa vale per la sanità che non ci compete in  quanto
  non   è   materia  prevista  nel  vecchio  Statuto,   è   materia
  concorrente, anche se la modifica del Titolo V della Costituzione
  e  la  successiva modifica ancora in corso di approvazione  hanno
  rimesso  mano a questa materia. Qualora, però,  lo Stato  dovesse
  addivenire   ad   altra  conclusione,  noi  abbiamo   l'articolo,
  successivamente,  che  in  via  automatica  ci   trasferisce   la
  competenza  con relative risorse ove dovesse intervenire  qualche
  modifica in questo senso. Quindi,  non ci preoccupa il problema.
     Riguardo  alla  competenza sul  mercato del lavoro,  questione
  sollevata  dall'onorevole Giannopolo,  noi  abbiamo  ritenuto  di
  dovere   inserire   e  riservare  alla  nostra  competenza   solo
  l'organizzazione del mercato del lavoro, in quanto il mercato del
  lavoro  in  quanto  tale  consta, si  compone  anche  di  diritti
  soggettivi  perchè  riguarda materia relativa  anche  ai  diritti
  individuali  e  relativa anche ad una disciplina che  avviene  su
  base nazionale.
   Pertanto,  si può discutere se serva o non serva  -  l'onorevole
  Giannopolo  mi pare che dica questo sostanzialmente -  riservarsi
  solo  la  materia  relativa all'organizzazione  del  mercato  del
  lavoro  senza interferire, riservarsi anche quella relativa  alla
  disciplina  del  mercato del lavoro equivale ad  attribuirsi  una
  competenza  che è residuale in questo caso, perchè la  competenza
  madre  è  la  disciplina del mercato del lavoro, l'organizzazione
  del mercato del lavoro è qualcosa che consegue alla prima. Questo
  è   vero,  però,  abbiamo  anche  in  questo  caso  ritenuto   di
  attribuircene  la competenza visto che, peraltro, questo già   di
  fatto  avviene. Quindi,  in sostanza,  l'articolo 14  lo  abbiamo
  rivisto  alla  luce  della  nuova Costituzione  inserendo  alcune
  materie che oggi sono molto più chiaramente descritte nella Carta
  costituzionale, attraverso l'abrogazione di quelle materie  ormai
  desuete,   - dato che  è cambiato il mondo in questi  50  anni  -
  prevedendo  modifiche per quelle parti  che sono  inapplicate  da
  un  cinquantennio  e  che oggi la Regione  non  ha  interesse   a
  rivendicare.
   Alla  fine  riteniamo che l'articolo, così come si definisce  in
  via  ultimativa,  più le integrazioni, insieme  agli  emendamenti
  proposti  dai colleghi, alcuni dei quali riteniamo meritevoli  di
  accoglimento,   possa   essere  una  conclusione   apprezzata   e
  apprezzabile, dato che questa parte  è stata quella più condivisa
  anche  negli incontri e nei dibattiti che si sono avuti.

     PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, ritira l'emendamento?

     SPAMPINATO  Dichiaro di  ritirarlo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
     Onorevoli  colleghi,  pongo congiuntamente  in  votazione  gli
  emendamenti,  di  identico contenuto,  23.2,  23.3,  23.8,  23.9,
  23.10,  23.23, 23.12, 23.20 (per la parte relativa  alla  lettera
   d').
   Il parere della Commissione?

   CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   L'emendamento  23.13  è assorbito.
   Gli   emendamenti,  di identico contenuto,  23.4,  23.7,  23.11,
  23.13,  23.14, 23.24, 23.30  (per la parte relativa alla  lettera
   e')   sono  dichiarati  assorbiti.  Stessa  sorte  seguono   gli
  emendamenti 23.9 23.6.
    Pongo  in  votazione  l'emendamento   23.15.  Il  parere  della
  Commissione?

    CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto, chi è   favorevole
  si  alzi.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE  Gli emendamenti 23.5 e 23.18, decadono  per  assenza
  dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 23.17. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE L'emendamento 23.16 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
      Pongo  in  votazione  l'emendamento  23.1.  Il  parere  della
  Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  23.21.   Il  parere  della
  Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)
   L'emendamento 23.22 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, considerato  che  si  vota  per
  alzata  e  seduta,   per  rimarcare  il  mio  dissenso  a  questa
  modifica   dello   Statuto  dichiaro  il   mio   voto   contrario
  all'articolo 23.

   SPAMPINATO . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor Presidente, dichiaro la mia astensione  su
  questo  articolo, anche se avrei piacere di essere tra coloro   i
  quali,  alla fine, voteranno il progetto di riforma dello Statuto
  siciliano  perchè lo considero particolarmente importante,  forse
  l'atto legislativo più importante di questa legislatura, ed anche
  di una parte cospicua della storia del Parlamento siciliano.
   Mi  hanno convinto, solo parzialmente, le considerazioni  svolte
  dal  Presidente Capodicasa rispetto all'impostazione di base  che
  continuo a contestare.
   Questo è il motivo per cui dichiaro la mia astensione dal voto.
   La   mia  preoccupazione,  onorevole  Capodicasa,  è  che,  come
  testimoniano anche i tanti emendamenti approvati su proposta  dei
  colleghi che integrano questa enumerazione di materie, altro  non
  si   fa   che  determinare  un'ulteriore  limitazione  al  potere
  legislativo della Regione; infatti  la preoccupazione  principale
  è  che  lo  Stato,  facendo  leva su questa  enumerazione,  possa
  contestare  la Regione laddove questa intervenga legislativamente
  su  materie  non espressamente previste e che comunque potrebbero
  teoricamente rientrare nella competenza statale.
   Presidente  Capodicasa, poco fa le ho rivolto una  domanda  alla
  quale non ha dato risposta; era comunque una domanda retorica che
  si  riferiva  al  comma  1 dell'articolo 17.  E'  chiaro  che  la
  previsione  dell'articolo 17, comma 1, deve necessariamente  fare
  riferimento  alla  potestà  esclusiva,  quindi  senza  infrangere
  nessun  tabù, perchè non si tratta di questo. Se si potesse  dare
  una  razionalità, anche numerica, alla composizione dello Statuto
  e   prevedere   la  potestà  legislativa  esclusiva,   norma   di
  salvaguardia onnicomprensiva, ed inserire subito dopo la  potestà
  concorrente,  a  mio  avviso ciò darebbe una maggiore  logica  al
  nostro Statuto.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  intervenire   prima  che  il  vicepresidente  della  Commissione,
  onorevole  Capodicasa,  risponda alle osservazioni  dei  colleghi
  Miccichè e Spampinato.
     Anche  in sede di discussione generale, ho espresso moltissime
  perplessità  sull'articolato e tuttavia  ho  detto,  a  nome  del
  nostro  Gruppo  parlamentare,  che  l'interlocutore  non   è   in
  quest'Aula e che è opportuno che noi ci si presenti con una forza
  contrattuale che deriva in proporzione dalla capacità  di  essere
  il  più  possibile  compatti quando andremo a  discutere  con  il
  Parlamento nazionale.
   Mi   permetto   di   chiedere  all'onorevole   Spampinato,   che
  appartiene al mio stesso Gruppo, e all'onorevole Miccichè  -  con
  il  quale molte volte ho avuto accese discussioni di merito e che
  si  è dimostrato, molto spesso, molto più sensibile ed attento di
  quanto  non  appaia nella forma - di lasciare agli atti  le  loro
  osservazioni,  come  farò  anch'io, su  molti  articoli  e  molti
  emendamenti  che andremo a discutere; e tuttavia di riconsiderare
  la  loro  dichiarazione  di  voto  perché,  alla  fine,  è  molto
  probabile  che  voteremo  tutti,  spero  tutti,  a  favore  della
  revisione dello Statuto perché - come dicevo in premessa - questo
  ci darà molta più forza contrattuale.
   Chiederei,  pertanto, ai colleghi di lasciare traccia  del  loro
  intervento  e  delle  loro perplessità,  dato  che   in  fondo  i
  colleghi dicono di stare attenti a non irritare l'interlocutore.
   E  invece  l'onorevole Capodicasa ha chiarito  che,  accanto  al
  potere residuale che ci deriva, e che è quello di forza vera, noi
  virtualmente  prevediamo  che,  nel  corso  del  tempo,  potrebbe
  succedere che su alcune materie non previste lo Stato si  arroghi
  il  diritto di intervenire. Se, invece, contrattiamo e  otteniamo
  che   passi   questo  articolo,  fra  vent'anni   nessuno   potrà
  intervenire se non con una contrattazione con la Regione Sicilia,
  regione a Statuto speciale.
   Questo,   onorevole  Miccichè,  rafforza  il  senso   dei   suoi
  interventi  che è quello di dare più potenza alla specialità  del
  nostro statuto dato che lei si preoccupa di evitare che si scenda
  al  livello  di  regione a statuto ordinario, se non  addirittura
  indietro rispetto alle regioni ordinarie.
   Invece,  il senso e lo spirito di quello che propone il  collega
  Capodicasa è quello di prospettare, non solo oggi ma anche per il
  futuro,  una  esigenza di contrattazione fra le  due  dimensioni,
  nazionale  e  regionale, che rafforzi la  specialità  del  nostro
  Statuto.
   Pertanto  inviterei i colleghi Spampinato e Miccichè a  lasciare
  traccia  delle  loro perplessità, e tuttavia  di  non  votare  né
  contro  l'articolo né di astenersi e ciò in nome di quel discorso
  di  carattere  generale a favore della specialità dello  Statuto.
  Sciascia diceva:   Solo gli stupidi non cambiano mai idea ;    io
  chiedo  soltanto di modificare, se è possibile, e  a  favore  dei
  ragionamenti sin qui esposti.

    CAPODICASA    vicepresidente   della   Commissione.Chiedo    di
  parlare.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  credo  che  sulla parte relativa  all'obiezione  che
  l'onorevole   Spampinato  ha  avanzato,  quella   relativa   alla
  sistematica  legislativa, cioè alla numerazione  degli  articoli,
  essendo  una  decisione  della Commissione,  a  meno  che  l'Aula
  sovrana   non   decida,  alla  fine,  dando  ampio   mandato   di
  coordinamento  agli uffici, reputo opportuno   di  segnalare  che
  tale delega  viene avvertita come un eccesso.
   La  scelta  che ha fatto la Commissione è di seguire l'andamento
  del  vecchio  Statuto. Quindi, c'è una ratio nella  scelta  della
  Commissione, e non credo che si sia in grado, in Aula, di poterla
  sovvertire.
   Relativamente  all'articolo 30, il cosiddetto  emendamento  17.1
  fa  riferimento alla famosa norma residuale posta  come ulteriore
  garanzia per le competenze della Regione, introdotta nel caso  in
  cui   lo   Stato   autonomamente  decida  di  dismettere   alcune
  competenze,  e noi non avremmo bisogno di modificare  lo  Statuto
  per incamerarle.

    PRESIDENTE  Pongo ai voti l'articolo 23, nel testo risultante.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, possiamo anche votarlo perché si tratta di un aspetto
  puramente  formale.  Abbiamo  detto di  non  sostituire  l'intero
  articolo  14,  che lo integra; infatti  gli uffici lo  hanno  già
  predisposto.
   Ricordo  ai  colleghi  che abbiamo approvato  l'emendamento  che
  introduce regolamentazioni sull'artigianato, le case da gioco, la
  cooperazione  e  il  credito. Il fatto di averle  introdotte  non
  significa  che abbiamo dimenticato qualcosa, perché  il  credito,
  prima  soppresso,  nel  dibattito successivo  si  è  ritenuto  di
  doverlo mantenere, quindi è una reintroduzione; l'artigianato era
  già  di  competenza della Regione, e si è voluto solo dargli  uno
  stato  giuridico di valenza costituzionale con una rilevanza  che
  prima non aveva, quindi non è una dimenticanza. Abbiamo approvato
  una  legge-voto, proprio ieri, che chiede al Parlamento nazionale
  l'introduzione delle case da gioco in Sicilia. Non si capisce  il
  motivo  per  cui non dovremmo chiedere tutto questo. Ritengo  che
  nell'enumerazione non si sia dimenticato nulla.
   Signor  Presidente,  ritengo che lei debba  porre  in  votazione
  l'integrazione all'articolo 14 dell'attuale Statuto.

    PRESIDENTE   Sospendo brevemente la seduta  per  consentire  la
  scrittura di un emendamento tecnico da parte della Commissione.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.44, è ripresa alle ore 19.50)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è   stato
  presentato dalla Commissione  l'emendamento sostitutivo 23.R .
   Fatti  salvi gli emendamenti approvati precedentemente,  preciso
  che questo emendamento è sostitutivo dell'art. 23  e modificativo
  dell'art. 14.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   avevo
  chiesto  che  la  Commissione valutasse le  questioni  che  avevo
  posto,   ma  così  non  è  stato    Mi  rendo  conto  che   forse
  abbisognavano di più tempo di riflessione.
     Annuncio, comunque, il mio voto favorevole anche se non voglio
  nascondere  un  certo senso critico, anche nella  definizione  di
  queste  competenze,  in quanto non si sta parlando  di  un'Italia
  uniforme,  ma  di  un'Italia articolata sia  sul  piano  sociale,
  culturale, che economico.  Ed è una articolazione che giustifica,
  che  è  posta  a  fondamento  delle ragioni  storiche  che  hanno
  motivato l'autonomia speciale.
   Io  credo che avremmo dovuto spingere più in là il ragionamento.
  Mi  riferisco, in particolare, alle problematiche del  mondo  del
  lavoro,  perché  ho  coscienza  di quanto  arretramento  si  stia
  determinando nella nostra Regione, nel Meridione, in  materia  di
  diritti  dei  lavoratori, dei disoccupati,  di  disciplina  e  di
  regolamentazione del mercato del lavoro, molto ma molto di più di
  quanto si stia determinando in altre Regioni del nostro Paese.
     Questo  avrebbe  dovuto  e dovrebbe spingerci  a  svolgere  un
  ragionamento   per   cercare  di  porre  rimedio   e   riparo   a
  provvedimenti, a politiche nazionali pensate in un  dato  momento
  storico  secondo  punti  di  vista  che  appartengono  a  ragioni
  economiche  di  regioni particolarmente forti, quali  quelle  del
  Nord.
   E,  allora,  in  questo  senso ho detto che  questa  discussione
  dovrebbe  cogliere  la  particolarità  storica  in  cui  noi   ci
  ritroviamo  con  un  ritorno  di appesantimento  della  questione
  meridionale,  alla  luce del fatto che abbiamo  trascorso  questi
  ultimi   dieci   anni  intenti  a  discutere  di  una   questione
  settentrionale  che ha trovato sbocco - e sta trovando  sbocco  -
  anche   per   responsabilità  e  per  particolari  determinazioni
  dell'attuale  classe  dirigente  nazionale  che  sta   disegnando
  un'organizzazione del Paese secondo il punto di vista delle parti
  più forti della società e del Paese intero.
   Avremmo,  oggi,  dovuto  cogliere  l'occasione  per  capovolgere
  anche  i  termini di tale questione. In questo senso  non  voglio
  negare  la  possibilità  che su tutto il  territorio  ci  possano
  essere  uguali  diritti,  ma  non  esistono  uguali  diritti,  ed
  opportunità, come non esistono uguali chance per tutte  le  fasce
  sociali  del  Paese. Quindi, andrebbe ripensato  il  ragionamento
  sullo  Statuto  speciale,  sulla  condizione  storica  attuale  e
  riconsiderato alla luce dei nuovi bisogni e del modo  in  cui  si
  contestualizzano.   Fermo   restando  i   diritti   fondamentali,
  occorrerebbe verificare la  specialità'.
   E'  un  tema,  questo,  su  cui  dovremmo  trovare  il  modo  di
  discutere, anche successivamente.
   Per  questo  motivo annuncio il mio voto favorevole  con  questa
  distinzione.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  a proposito della questione sollevata dall'onorevole
  Spampinato,  il quale ha presentato un emendamento relativo  alla
  legislazione  di  attuazione di norme demandate alla  Regione  da
  parte  dello  Stato,  informo  che abbiamo  ritenuto  di  doverlo
  esaminare all'art. 29 e non su questo articolo.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  23.R.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi..

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Signor Presidente, desidero che resti agli atti  che
  mi astengo dalla votazione.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, dato che si è preso  l'impegno
  in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari di tenere in
  questa  settimana  tre sedute,  propongo di dedicare  interamente
  la  seduta di domani alla riforma dello Statuto, con un rinvio  a
  domani mattina e con la riserva di chiudere nella stessa mattina.
   Si passa all'esame dell'art. 24. Ne do lettura:

                            «Articolo 24

   1. Dopo l'articolo 14 aggiungere il seguente:

                          'Articolo 14 bis

   1. Lo Stato ha legislazione esclusiva sulle seguenti materie:

   a)  politica  estera  e  rapporti  internazionali  dello  Stato;
  rapporti  dello Stato con l'Unione europea; diritto  di  asilo  e
  condizione  giuridica  dei cittadini di  Stati  non  appartenenti
  all'Unione europea;

   b) immigrazione;

   c) rapporti tra la Repubblica e le Confessioni religiose;

   d)   difesa  e  forze  armate;  sicurezza  dello  Stato;   armi,
  munizioni ed esplosivi;

   e)  moneta;  tutela  del risparmio e mercati finanziari;  tutela
  della  concorrenza;  sistema  valutario;  sistema  tributario   e
  contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;

   f)  organi  dello Stato e relative leggi elettorali;  referendum
  statali; elezione del Parlamento europeo;

   g)  ordinamento ed organizzazione amministrativa dello  Stato  e
  degli enti pubblici nazionali;

   h)  ordine  pubblico  e sicurezza, ad esclusione  della  polizia
  amministrativa locale;

   i) cittadinanza, stato civile ed anagrafi;

   l)  giurisdizione  e  norme processuali;  ordinamento  civile  e
  penale; giustizia amministrativa;

   m)  determinazione  dei  livelli  essenziali  della  prestazioni
  concernenti  i  diritti  civili  e  sociali  che  devono   essere
  garantiti su tutto il territorio nazionale;

   n) norme generali sull'istruzione;

   o)   dogane,  protezione  dei  confini  nazionali  e  profilassi
  internazionale;

   p)   pesi,   misure,  determinazione  del  tempo;  coordinamento
  informativo     statistico    ed     informatico     dei     dati
  dell'amministrazione   statale,   regionale   e   locale;   opere
  dell'ingegno'».

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  come  dicevo
  poc'anzi  intervenendo sull'articolo 23, la Commissione  ritiene,
  accogliendo i suggerimenti sia di natura politica che  di  natura
  tecnica   provenienti   da  più  parti,  di   dovere   accogliere
  l'emendamento  soppressivo dell'articolo 24 per  le  ragioni  che
  abbiamo già argomentato sia io che l'onorevole Capodicasa.
   Anche  per  non intervenire successivamente, signor  Presidente,
  la  proposta  che mi permetto di formulare, dato che tra  l'altro
  stasera  abbiamo fatto un grosso passo avanti con l'articolo  23,
  potrebbe  essere la seguente. Dopo la votazione dell'articolo  24
  sospendiamo  e  rinviamo la seduta a domani  per  affrontare  gli
  articoli  34,  35,  36  e 37 che riguardano  complessivamente  la
  materia   comunitaria  ed  internazionale  che   presenta   pochi
  emendamenti  ed  è  di  grande valore innovativo  per  il  nostro
  Statuto.  In  tal modo verremmo  anche incontro alle osservazioni
  che  poc'anzi informalmente h fatto l'onorevole Ortisi, il  quale
  auspicava   che  i  lavori  dell'Aula  venissero  preventivamente
  concordati per potere consentire a lui ed a tutti noi di  poterci
  preparare  adeguatamente  per  la seduta,  potremmo  studiare  il
  compitino a casa e venire preparati.

    PRESIDENTE  Come ha chiesto anche l'onorevole Spampinato.
   Non  sporgendo  osservazioni, resta  così  stabilito.  Pongo  in
  votazione l'emendamento 24.1. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'articolo 24 è soppresso.

                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Siccome  non  ci sono emendamenti  in  nessuno  di
  questi articoli la discussione si chiuderebbe in mezz'ora, allora
  propongo  di  aggiungere anche la parte che riguarda  la  materia
  degli enti locali.

    PRESIDENTE   Questo  mi  sembra un discorso  abbastanza  utile,
  onorevole   Fleres,  perchè  se  in  effetti    domani   dobbiamo
  convocarci solo per mezz'ora...

    FLERES   Se  dobbiamo fare seduta domani su altre  materie  non
  siamo pronti.

    PRESIDENTE   Io  amplierei,  perchè  mi  sembrano   pochi   tre
  articoli  senza emendamenti, si tratta di mezz'ora di lavoro,  la
  potremmo  esaurire  stasera stesso. Alla fine qual  è,  onorevole
  Giannopolo, la sua proposta?

    GIANNOPOLO  La ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   La  seduta è  rinviata a domani,  giovedì 24 febbraio 2005, alle
  ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:

   * ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   -  COMUNICAZIONI

       II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)    ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
             ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'''  (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito)
  2)     Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
  trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
  finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
  867/A)  (Seguito)

       III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                         FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

       IV   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 291 -  Valutazione      dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                  GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -      Affidamento    del    Servizio     idrico
                  integrato  nell'Ambito territoriale ottimale  1
                  Palermo.

                  ORLANDO - CRACOLICI -FERRO-FORGIONE- GIANNOPOLO

       V   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  VI   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 20.05

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.10

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   TUMINO.-  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente e all'Assessore per l'industria, premesso
  che:

   l'Italia importa milioni di tonnellate di sali potassici;

   da  notizie  di stampa si è appreso che l'ITALKALI ha presentato
  un  progetto  per  riaprire  la  miniera  di  sali  potassici  di
  Realmonte (Agrigento);

   Pasquasia  è  ancora  ricca  di  Kainite,  considerata  tra   le
  migliori d'Europa;

   la  Kainite  di Pasquasia risulta ricca non solo di  potassio  e
  cloruro  di sodio, ma anche di magnesio, utilissimo per  produrre
  leghe leggere;

   considerato   che   varie   associazioni   dell'Ennese,    quali
  Legambiente, Movienbas, Acli, etc., hanno sollevato  il  delicato
  problema   della  situazione  della  miniera  di  Pasquasia,   in
  territorio di Enna, non tanto a proposito della discussa  e,  per
  la  verità, mai abbastanza chiarita questione della sua  presunta
  destinazione  quale deposito di scorie radioattive e  di  rifiuti
  tossici, quanto sulla possibilità della sua riattivazione ai fini
  produttivi;

   per sapere:

   se  è vero che nel 1997 la società francese 'BRGM - direction de
  la recherche', fosse stata incaricata di svolgere un'indagine per
  verificare la consistenza produttiva di Pasquasia;

   quali siano i risultati degli studi della società francese  BRGM
  o  di  altri enti eventualmente incaricati di effettuare indagini
  sulla consistenza produttiva della miniera di Paquasia;

   se  il Governo regionale non ritenga di approfondire gli aspetti
  produttivistici  del  sito  e, più in generale,  di  rivedere  la
  politica  della  ricerca mineraria nel territorio  siciliano,  al
  fine  di recuperare, in forme nuove, un'attività che oggi  è  del
  tutto inesistente». (1796)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «In  merito  alla possibilità di  ripresa  produttiva
  della  miniera  "Pasquasia",  ed  in  esito,  anche,  ad  analoga
  richiesta  sia  da  parte del Presidente della  Regione  che  del
  Comitato  dei  Quartieri  di  Enna Bassa,  Legambiente,  Comitato
  Promotore  per i Diritti dei Cittadini, ACLI Enna,  AGESCI  Erma,
  nel   sottolineare  che  tale  problematica  è  connessa  ad   un
  farraginoso contenzioso, meglio specificato più avanti, aperto su
  più  fronti,  intrapreso  dalla società Italkali  S.p.A.  contro:
  Ministero  dell'Industria, Assessorato  regionale  dell'industria
  etc., si rappresenta quanto segue.
   L'attività  di coltivazione di Kainite, minerale di I  categoria
  ritenuto  di  interesse  strategico,  oggetto  della  concessione
  mineraria  "Pasquasia", conferita in capo ad Italkali  S.p.A.,  è
  stata  dichiarata decaduta con DA. n. 61/95, a causa  dell'omessa
  presentazione  del programma annuale dei lavori  per  il  1994  e
  dell'elenco   delle  pertinenze  per  il  1993   da   parte   del
  concessionario, cause entrambe di decadenza ai sensi dell'art. 31
  della  l.r.  n.  54/1956.  In  merito,  l'Amministrazione  si   è
  conformata  ad  un  parere espresso dall'Avvocatura  Distrettuale
  dello  Stato,  che non ha riconosciuto sussistere la  fattispecie
  più  cautelativa  della  rinuncia  all'attività  di  coltivazione
  mineraria,  prospettata dagli Uffici al  fine  di  preservare  la
  disponibilità   del   plesso  produttivo  dall'instaurazione   di
  probabile   contenzioso   che  avrebbe  paralizzato   la   futura
  assegnazione ad altri istanti.
     Pronunciata  la  decadenza,  la  miniera  è  stata  consegnata
  all'EMS,  ai sensi dell'allora vigente l.r. n. 2/63, il quale  ha
  provveduto  a diramare un avviso pubblico internazionale  per  il
  successivo conferimento della concessione, senza conseguire alcun
  esito per mancata presentazione di richieste.
   Antecedentemente  alla  pronuncia  di  decadenza  il   ramo   di
  Amministrazione  competente (CO.RE.MI -  Distretto  Minerario  di
  Caltanissetta) ha eseguito uno studio per accertare le occorrenti
  risorse  finanziarie  per  il  ripristino  dell'intero  compendio
  industriale ai fini di una ipotizzata ripresa produttiva,  nonché
  uno studio sulle potenzialità residue della miniera.
     Successivamente, è stato commissionato dall'EMS uno studio  al
  BRGM,   società  di  consulenza  individuata  su  consiglio   del
  Ministero  Industria, per accertare la consistenza del  minerale.
  La  società incaricata ha rassegnato un rapporto nel marzo  1998,
  con  cui  ha concordato quasi integralmente con le stime espresse
  dal  Distretto Minerario di Caltanissetta, secondo  cui  la  vita
  media della miniera oscillerebbe tra un minimo di tre anni ad  un
  massimo  di  sette  anni  e  che l'eventuale  esito  positivo  di
  ulteriore   esplorazione  di  altre  parti  del  giacimento   e/o
  l'adozione di nuove tecnologie estrattive, potrebbe allungare  la
  vita  della miniera (vedi in particolare la pag. 23 del  rapporto
  BRGM - all. 1).
   A   prescindere  dalle  potenzialità  della  miniera   e   dalla
  situazione  del  mercato  dei  sali  potassici,  la  cui  ripresa
  produttiva è stata auspicata da studiosi del settore nel corso di
  un  convegno organizzato dall'Assindustria in Agrigento  in  data
  25/03/2002,   non  si  può  sottacere  che  l'eventuale   ripresa
  produttiva di Pasquasia presuppone la definitiva risoluzione  del
  pesante  contenzioso  in  atto pendente con  Italkali  S.p.A.  La
  predetta   società,  infatti,  come  facilmente   intuibile,   ha
  impugnato dinanzi il TAR il provvedimento di decadenza,  giudizio
  questo  in  atto  pendente; ha proposto opposizione  ex  lege  n.
  689/81  avverso  le  ordinanze-ingiunzioni emesse  dal  Distretto
  Minerario di Caltanissetta, mediante le quali sono state irrogate
  le  sanzioni accessorie ex l.r. n. 54/1956, a causa delle  citate
  inadempienze  agli  obblighi  prescritti  dalla  legge  mineraria
  dinanzi la Pretura di Enna, che non ha ritenuto sussistente alcun
  inadempimento da parte del concessionario decaduto.
   L'Amministrazione  ha  proposto, conseguentemente,  ricorso  per
  Cassazione,  in  atto  pendente. Poco prima  della  pronuncia  di
  decadenza, Italkali ha, altresì, instaurato giudizio risarcitorio
  nei  confronti  dell'Assessorato Industria dinanzi  il  Tribunale
  Civile  di  Palermo, per richiedere ed ottenere la  condanna  del
  medesimo  per  tutti i danni causati dalla mancata  realizzazione
  delle  opere  occorrenti al funzionamento del  settore  dei  sali
  alcalini  ai  sensi della l.r. n.8/91, che avrebbe impedito  alla
  concludente  l'esercizio  dell'attività  produttiva,  vanificando
  l'acquisto   in   proprietà   degli   impianti   industriali   di
  Casteltermini e Pasquasia, già condotti in affitto da ISPEA.
   A  fronte  della citazione predetta l'Amministrazione  regionale
  si   è   costituita   in  giudizio,  eccependo  quanto   ritenuto
  dall'Avvocatura  Distrettuale  dello  Stato,   secondo   cui   la
  disposizione   contenuta  nella  l.r.   n.   8/91   non   obbliga
  l'Assessorato   dell'Industria  ad  eseguire  il  salinodotto   a
  servizio dei siti di Pasquasia e Casteltermini, bensì attribuisce
  una facoltà di realizzazione delle stesse.
   In  ogni  caso,  ai  fini della descrizione delle  problematiche
  connesse  alla  realizzazione  delle  citate  infrastrutture,  si
  rimanda al contenuto del rapporto redatto nel dicembre 1999 (all.
  2).
   Nel  frattempo, l'Italkali ha convenuto in giudizio  dinanzi  il
  Tribunale   Civile  di  Roma  sia  il  Ministero  Industria   che
  l'Assessorato Industria della Regione Siciliana per  ottenere  il
  risarcimento  dei  danni subiti a causa ed in  conseguenza  della
  revoca dei contributi ministeriali riconosciuti per l'attività di
  ricerca   mineraria.  La  Società  ha  argomentato  tale  domanda
  giustificando  ancora una volta l'interruzione  dell'attività  di
  coltivazione  e  di  ricerca  di  Kainite  a  causa   dell'omessa
  esecuzione delle infrastrutture da parte della Regione.
   Sul  contenzioso instaurato da Italkali, compreso quello  contro
  ISEA  ed  EMS,  deciso  dalla  Corte Suprema  di  Cassazione  con
  sentenza  23/5-9/10/2003  n.  3563,  recentemente  trasmessa  dal
  liquidatore  EMS,  si  rimanda al rapporto  di  servizio  n.  467
  dell'8/02/1997 (all. 3).
   E'   evidente  che  ad  un  eventuale  confronto  nella  ripresa
  produttiva  di  Pasquasia  debba partecipare  l'Avvocatura  dello
  Stato,  difensore della Regione anche nel processo Italkali,  nel
  cui ambito costituisce, tra l'altro, oggetto di esame l'abbandono
  della attività di coltivazione della miniera Pasquasia, nonché le
  altre   Amministrazioni   competenti   per   l'esecuzione   delle
  infrastrutture previste dalla l.r. n.8/91: Assessorato Territorio
  e  Ambiente, Assessorato Lavori Pubblici, Genio Civile  di  Enna,
  per una decisione definitiva in ordine alla attuale necessità  di
  realizzazione  del salinodotto per l'esercizio  dell'attività  di
  coltivazione  e,  in caso di risposta positiva per  aggiornamento
  dei  costi,  il reperimento delle occorrenti risorse  finanziarie
  eventuali ovvero per l'individuazione di opere alternative.
   In  riferimento all'istanza di accesso a contratto di  programma
  ai  sensi della l.r. n. 6/2001formulata da Italkali S.pA. per  la
  ripresa  produttiva  della Kainite oggetto della  concessione  di
  Realmonte,  la  cui  istruttoria è  stata  già  avviata  mediante
  richiesta  di  parere  in  linea tecnica  sulla  fattibilità  del
  progetto  ai competenti Uffici del Corpo Regionale delle Miniere,
  occorre   evidenziare  che,  anche  riguardo  ad  una   eventuale
  espressione di giudizio positivo di riconoscimento del contributo
  per  la  realizzazione  del  progetto presentato,  si  pone  come
  presupposto necessario la decisione in ordine alla individuazione
  delle  infrastrutture di collegamento connesse alla realizzazione
  dell'opera.
   Tale   individuazione,   unitamente   ad   eventuali   ulteriori
  richieste di chiarimento all'istante, attesa la delicatezza delle
  conseguenze,   dovrebbero   precedere   la   convocazione   della
  conferenza di servizi disciplinata dalla l.r. n. 6/2001.
   E'  evidente  che lo scrivente, vista la rilevanza pubblica  del
  progetto,  che prevede l'assorbimento di 300 unità lavorative,  e
  considerato  che  lo stesso, se tecnicamente fattibile,  potrebbe
  costituire  idoneo  mezzo  di riqualificazione  di  personale  in
  precedenza   occupato   nel  settore   della   chimica   pesante,
  notoriamente  in  crisi,  che  potrebbe  essere  riutilizzato   m
  attività affini, pone la propria continua attenzione sulle azioni
  che  sono  e/o  saranno  intraprese al riguardo  dall'Assessorato
  Industria.
   Si  fa  presente, infine, che non risulta che altri Enti esterni
  siano stati incaricati di svolgere analoghi studi, a meno che ciò
  non  sia  stato  realizzato all'insaputa di questo Assessorato  e
  degli  altri Uffici interessati, senza avere, peraltro, preso  in
  esame la relativa documentazione depositata agli atti d'ufficio».

                                               L'Assessore D'AQUINO

   MICCICHE'.-«Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   il  nostro  territorio  è  probabilmente  l'unica  vera  risorsa
  economica della nostra isola e come tale va salvaguardato;

   la   sua   salvaguardia,  tuttavia,  viene   messa   a   rischio
  dall'autorizzazione, concessa alla Eureka ed alla Panther Oil  da
  parte  della Regione Sicilia ad effettuare trivellazioni  per  la
  ricerca  e  coltivazione  di idrocarburi (e  quindi raffinazione)
  in tutto il territorio siciliano;

   dato che:

   si   è   data   praticamente   CARTA   BIANCA   per   effettuare
  trivellazioni   anche   nelle   zone   sottoposte    a    vincoli
  naturalistici,    archeologici,   paesaggistici,   idrogeologici;
  infatti,   la  concessione  rilasciata  costituisce   una   grave
  aggressione  al territorio del Val di Noto, alla sua identità  ed
  alla sua unicità ambientale e culturale;

   la  stragrande maggioranza dei consiglieri ed assessori comunali
  e  provinciali  della  zona  sud  del  siracusano  di  tutti  gli
  schieramenti  sono contrari a tale concessione, e così  anche  la
  deputazione regionale e nazionale che rappresenta la provincia;

   visto che:

   risulterebbe  folle  ogni tentativo di cambiare  il  modello  di
  sviluppo che da trent'anni a questa parte la zona sud di Siracusa
  ha  individuato e realizzato, da quando, cioè, fu ostacolato  con
  successo il tentativo di industrializzazione;

   questo fatto è stato considerato da tutti lungimirante;

   con  quella giusta scelta il modello di sviluppo sostenibile  ha
  puntato  sull'agricoltura (anche quella biologica),  sul  turismo
  ecocompatibile   e   sui  beni  naturalistici,   archeologici   e
  architettonici;

   ritenuto   che   accettare   oggi   il   falso   modernismo   di
  un'industrializzazione sarebbe economicamente  disastroso  poiché
  non  porterebbe  nuova occupazione, ma soprattutto determinerebbe
  effetti  negativi nelle comunità, maggiori costi per  i  servizi,
  per l'ambiente e per la capacità di carico degli ecosistemi;

   per  sapere se intendano, visto e appurato quanto scritto sopra,
  attivarsi  per  revocare  immediatamente le  autorizzazioni  alla
  Panther  Oil  ad avviare operazioni di ricerca e coltivazione  di
  idrocarburi nel territorio della provincia di Siracusa». (1913)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «  In esito alle problematiche insorte a seguito  del
  rilascio  del  permesso  di  ricerca per  idrocarburi  liquidi  e
  gassosi  denominato  "Fiume  Tellaro"  in  favore  della  Panther
  Resources  Corporation,  occorre, in linea  generale,  premettere
  quali  siano le interferenze tra ricerca petrolifera ed  ambiente
  alla   stregua  delle  migliori  tecnologie  oggi  seguite  dalle
  compagnie petrolifere.
   Tutte  le  compagnie petrolifere associate in Assomineraria  (la
  Panther,  così come tutte le società che attualmente  operano  in
  Sicilia,  è  fra queste) si sono obbligate a osservare  tutte  le
  clausole  del protocollo di intesa stilato tra Ministero Ambiente
  e  la  succitata associazione di categoria nell'aprile del  1999,
  volte  a  promuovere  una  serie di iniziative  finalizzate  alla
  riduzione  dell'impatto ambientale delle operazioni di ricerca  e
  produzione di idrocarburi tra le quali:
   1) la drastica riduzione delle emissioni di gas in atmosfera;
   2)  la  riduzione, il recupero, lo smaltimento e, ove possibile,
  il riutilizzo dei rifiuti prodotti
   dalla perforazione;
   3)  il  censimento  dello stato di qualità ambientale  dei  siti
  petroliferi a terra;
   4)  la  creazione  di un sistema informativo di riferimento  per
  tutta l'attività esplorativa e di produzione.
   Al  fine  di soddisfare la fondamentale esigenza di salvaguardia
  dell'ambiente e della salute umana, le compagnie si  sono  dotate
  di  un nuovo strumento di gestione, il "Bilancio Ambientale", che
  misura l'impatto delle attività sul territorio, da un lato, e  lo
  sforzo  economico impiegato, dall'altro, al fine di pervenire  ad
  un operato che sia compatibile con l'ambiente. Tale compatibilità
  ambientale   viene   attestata   da  un'apposita   Certificazione
  Ambientale,  che terrà anche conto dell'annuale Rapporto  Salute,
  Sicurezza,  eventuali  programmi di formazione,  best  practices,
  ecc.  che  individuano, tra gli altri, strumenti di verifica  dei
  risultati  raggiunti  e, in caso contrario,  l'individuazione  di
  responsabilità.
   Le  società,  in  atto, prevedono nei programmi  di  lavoro  che
  presentano  all'Amministrazione concedente, il ricorso  alle  più
  moderne  tecnologie in materia di monitoraggio ambientale  e  del
  ripristino dei luoghi; sono state sviluppate soluzioni innovative
  per  il  confezionamento e la gestione dei fluidi di perforazione
  ed è stata messa a punto una nuova metodologia di perforazione  -
  casing drilling - che riduce l'impatto ambientale e favorisce  la
  sicurezza delle condizioni di lavoro, ecc.
   Presupponendo   l'esistenza   delle   suddette   tecnologie   di
  miglioramento  ambientale, la Regione Siciliana ha  approvato  un
  disciplinare  tipo per le attività di ricerca e coltivazione  che
  tiene  in  massima considerazione la tutela dell'ambiente,  della
  sicurezza   del   lavoro   e   della  salute   umana,   imponendo
  espressamente  alle  società titolari di permessi  di  ricerca  e
  concessioni  di coltivazione il ricorso alle migliori tecnologie,
  che assicurano il rispetto di tali valori.
   Le   società,   a  loro  volta,  sono  obbligate  a  relazionare
  periodicamente  all'Ufficio Regionale per gli  Idrocarburi  e  la
  Geotermia  in merito all'attività svolta ed alle misure  adottate
  per  la  mitigazione dell'impatto ambientale; esse  sono  altresì
  soggette  ad  ispezioni  dell'URIG  volte  all'accertamento   del
  rispetto  di tutte le precauzioni a salvaguardia dei  principi  e
  beni più volte citati.
   In  caso di accertate inadempienze, può essere anche avviata  la
  procedura di decadenza dal titolo minerario.
   Ciò  posto,  in  riferimento all'interrogazione in  oggetto,  si
  rassegna quanto segue.

        Notizie in ordine alle procedure istruttorie seguite

   II  permesso di ricerca per idrocarburi "Fiume Tellaro" è  stato
  rilasciato con D. A. Industria n. 16 del 22/03/2004 alla  Società
  Panther Resources Corporation con sede legale ad Houston.
   L'istanza  della società è stata preventivamente  pubblicata  il
  22/02/2002  nella  Gazzetta della Regione, nella  Gazzetta  della
  Comunità  Europea  nonché all'Albo Pretorio  di  tutti  i  Comuni
  interessati,  affinchè  potessero essere  presentate  opposizioni
  (così come previsto dalla legge mineraria).
   Nel  caso  in  specie, non è stata presentata alcuna opposizione
  da  parte di eventuali controinteressati, ne da parte dei  Comuni
  inclusi nell'area del permesso.
   L'emissione  del  decreto è stata preceduta dal procedimento  di
  verifica    di    compatibilità    ambientale    di    competenza
  dell'Assessorato  Regionale Territorio  ed  Ambiente,  conclusosi
  positivamente  e  con l'imposizione di particolari  prescrizioni,
  quali :
      -particolare   cura   andrà   riposta   circa   l'inserimento
  paesaggistico degli impianti in progetto;
   per  il  transito  dei  mezzi pesanti si  dovrà  individuare  un
  percorso che eviti l'attraversamento dei centri abitati;
   -i  ripristini ambientali andranno eseguiti a breve termine  dai
  lavori  di  scavo,  avendo cura di riportare la morfologia  nella
  situazione originaria e di integrare la vegetazione eventualmente
  distrutta.
   Contestualmente  al  rilascio del decreto  di  conferimento  del
  titolo  minerario,  la  società  si  è  obbligata  nei  confronti
  dell'Assessore dell'Industria ad indicare le misure  che  intende
  adottare  per evitare incidenti con effetti dannosi sull'ambiente
  e  le  eventuali  opere  di ripristino a proprio  carico  che  si
  rendessero necessario in conseguenza dell'attività programmata  e
  a  prestare fìdejussione a garanzia della regolare esecuzione dei
  lavori di perforazione.
   I   lavori   sono  eseguiti  sotto  il  controllo   dell'Ufficio
  Idrocarburi del Corpo regionale delle Miniere - organo di polizia
  mineraria   e   giudiziaria  -  ed  in  ogni  tempo   l'Assessore
  dell'Industria   potrà  imporre  obblighi  a   salvaguardia   del
  giacimento  minerario, dell'ambiente e della salute umana,  pena,
  in caso di inosservanza, la decadenza dal permesso di ricerca.
   Le  attività  di  ricerca  del minerale (tecnicamente:  sismica)
  sono  condotte  con  mezzi satellitari, non  comportanti  impatto
  ambientale.
   Le  attività  di perforazione dei pozzi, in caso di rinvenimento
  di  minerale,  riguarderanno una superfice  minima  del  permesso
  concesso e, soltanto qualcuno dei Comuni coinvolti.

                                 II
    In relazione alle possibili guarentigie per i Comuni sede di
   ricerca ed estrazione, si svolgono le seguenti considerazioni:

   Ai  Comuni  sede di pozzi di estrazione di minerale,  una  volta
  rinvenuto,  spetteranno  i  2/3  delle  royalties  versate  dalla
  società,  pari  al 7% della produzione estratta, monetizzate  con
  riferimento al costo del petrolio (oggi un barile di  petrolio  è
  stimato circa 50 dollari). Le royalties hanno cadenza annuale.
   Il  concessionario  dovrà altresì versare un contributo  per  la
  realizzazione  di  investimenti  per  i  progetti  di   carattere
  infrastrutturale,  ambientale e/o  indirizzati  alla  ricerca  di
  acque    dolci    sotterranee,   quantificato   in    percentuale
  all'ammontare del programma dei lavori.
   L'Assessore   dell'Industria   individuerà   il   progetto    da
  finanziare  tenendo  in debito conto le esigenze  del  territorio
  oggetto dell'eventuale concessione di sfruttamento delle risorse.
  Al  momento  del  conferimento della concessione,  qualora  venga
  rinvenuto  minerale in quantità economicamente sfruttabile,  sarà
  opportuna una concertazione tra Regione ed Enti Locali.
   Si  precisa, infine, che la Regione Siciliana si è impegnata  in
  seno all'APQ per la riqualificazione e reindustrializzazione  del
  Polo petrolchimico di Priolo (Prov. di SR) a versare le royalties
  di  propria  attribuzione in favore di progetti di  miglioramento
  ambientale insistenti su quel territorio.
   L'attività   di  ricerca  ed  estrazione  è  atta  a  sviluppare
  rilevanti attività di mercato nell'indotto attraverso lo sviluppo
  dei servizi locali e attraverso l'affidamento di appalti di opere
  ad imprese locali.
   Già  alcune  compagnie petrolifere presenti  nelle  province  di
  Ragusa  e  Siracusa  si  avvalgono  di  imprese  del  luogo   per
  l'edificazione di strade, muretti divisori, pozzi ecc,  affidando
  appalti anche per milioni di euro.
   Nel  caso in specie, la società americana ha già costituito  una
  società  con sede legale nel territorio della Regione  cui  verrà
  intestato  il permesso di ricerca, con possibilità di  assunzione
  di personale locale.
   I  Comuni  sede  di estrazione potranno concludere autonomamente
  accordi  con  le  compagnie  per  ottenere  sponsorizzazioni   di
  attività  culturali, sportive, turistiche ecc, o l'esecuzione  di
  interventi di recupero ambientale, di restauro, ecc.

                                 III
      Incidenza del permesso di ricerca de quo nella zona della
                        Provincia di Siracusa

   Non  risponde  a  verità che sia stata data autorizzazione  alla
  trivellazione   in  zone  sottoposte  a  vincoli   paesaggistici,
  naturalistici, ecc.
   In  atto, il programma dei lavori prevede la perforazione di due
  pozzi,  già oggetto di ricerca di un precedente titolo rilasciato
  ad  AGIP,  ubicati  in  provincia di Ragusa e,  precisamente,  in
  territorio  del Comune di Ragusa che, peraltro, ha già rilasciato
  la concessione edilizia di competenza.
   Soltanto  dopo il terzo anno dell'attività di ricerca,  come  ha
  precisato  la  stessa Società nel corso di un  recente  incontro,
  verrà  presa  in  considerazione l'eventualità  di  estendere  la
  stessa   attività  sugli  altri  territori  comunali  interessati
  dall'area del permesso.
   Future richieste di autorizzazione all'URIG di trivellazione  di
  pozzi  seguiranno i normali iter autorizzativi, che prevedono  il
  rilascio    di    nulla   osta   della   locale   Soprintendenza,
  dell'Ispettorato  delle Foreste, concessione  edilizia  comunale,
  ecc. In ogni caso, il programma dei lavori cui si è obbligata  la
  Società esclude la "perforazione di pozzi vicino le case,  vicino
  ai  paesi,  od in zone di interesse pubblico o di zone  forestali
  protette"  ed  a tali espresse condizioni è stato  rilasciato  il
  titolo minerario in questione.
   Occorre  rilevare,  peraltro, che l'area conferita  in  permesso
  rappresenta  l'estensione massima entro  cui  si  può  esercitare
  l'attività  di  ricerca  che, nel caso in specie,  oggetto  certo
  della  fase  iniziale  dell'attività  stessa  è  costituita   dai
  territori  comunali  di Ragusa, Chiaramente  Gulfi  e  Monterosso
  Almo,  entrambi  in  Provincia di Ragusa. In  sede  di  eventuale
  rilascio  della  concessione  di coltivazione,  alcuni  territori
  comunali  verrebbero  certamente esclusi  dal  titolo  minerario,
  conseguentemente  alla  riduzione dell'area  oggetto  del  titolo
  medesimo.

                                 IV
      Iniziative della Regione a tutela degli interessi locali

   A  seguito  di  richiesta  dei Comuni  interessati  al  permesso
  "Fiume  Tellaro",  si  è  svolta una  prima  riunione  presieduta
  dall'onorevole   Presidente   della   Regione,   alla    presenza
  dell'onorevole Assessore dell'Industria, nel corso della quale si
  è  convenuto  di istituire un tavolo tecnico presso l'Assessorato
  dell'Industria,  all'interno  del  quale  trattare  e   risolvere
  eventuali  problematiche che possano insorgere nello  svolgimento
  del    rapporto    intercorrente   tra   ditta    permissionaria,
  amministrazione  concedente,  comuni  interessati,  al  fine   di
  tutelare le esigenze del territorio.
   Si  sono svolte due riunioni, nel corso delle quali l'impresa ha
  illustrato  i  propri  programmi  di  ricerca;  l'Amministrazione
  Regionale ha illustrato le procedure che dovranno essere  seguite
  nel corso del rapporto a garanzia degli interessi paesaggistici e
  ambientali, già oggetto del disciplinare.
   L'onorevole Assessore dell'Industria ha manifestato  la  propria
  volontà  di decentrare i tavoli tecnici presso i comuni  sede  di
  ricerca   petrolifera   a  maggiore  garanzia   degli   interessi
  ambientali locali.
   Nel  corso  dell'ultima  riunione  i  Comuni  di  Modica,  Noto,
  Caltagirone   hanno  ribadito  la  richiesta  di  modificare   il
  disciplinare  stipulato  tra  Assessorato  Industria  e  Società,
  limitando l'oggetto della ricerca al solo gas e non al greggio e,
  più   in  generale,  di  modificare  la  L.r.  14/2000,  mediante
  l'introduzione  di  una  previsione di un parere  vincolante  dei
  comuni  già  in  fase  di  istanza di permesso  di  ricerca,  non
  necessariamente condizionato da particolari motivazioni di tutela
  paesaggistica o ambientale.
   A  prescindere  dal fatto che sussistono perplessità  di  ordine
  tecnico  (da verificare, eventualmente, attraverso l'URIG)  circa
  la  possibilità di separare nettamente l'attività di ricerca  del
  gas  da  quella  del  liquido, e che  già  la  vigente  normativa
  regionale,   introdotta  dalla  l.r.   6/2001   in   materia   di
  procedimento  di  valutazione di impatto  ambientale,  richiamata
  dall'art. 43 della l.r. 14/2000 in riferimento alla procedura  di
  rilascio  di concessione di coltivazione di idrocarburi,  prevede
  l'espressione  di  un  parere  vincolante  da  parte  dei  comuni
  interessati, occorre osservare che, qualora si volesse  rimettere
  ad   una   volontà  decisionale  degli  enti  locali  un  settore
  sicuramente  strategico  qual è quello degli  idrocarburi  -  sia
  sotto   il   profilo   della   sicurezza  dell'approvvigionamento
  energetico,  sia  sotto  il  profilo  economico  -   la   Regione
  abdicherebbe,   di   fatto,  dalle  proprie   precipue   funzioni
  attribuitele ai sensi dell'art. 14 dello Statuto Speciale.
   Si  sottolinea, peraltro, che gli idrocarburi liquidi o  gassosi
  comunque  rientranti nel territorio dell'Isola  fanno  parte  del
  demanio regionale. Pertanto, la Regione deve assumersi in proprio
  la  responsabilità delle scelte attinenti lo sfruttamento o  meno
  degli stessi.
   Ne,  d'altronde, appare plausibile, nella fattispecie in  esame,
  modificare  il disciplinare nei termini di una limitazione  della
  ricerca  al  solo  gas poiché, così facendo, si darebbe  luogo  a
  squilibri  del mercato delle ricerche petrolifere in  un  momento
  nel  quale,  viceversa, lo stesso mercato  sta  aprendo  a  nuovi
  investitori  e  tutti gli studi effettuati in  materia,  tra  cui
  quello  consegnato  all'Assessorato Industria per  l'approvazione
  del PER Sicilia, dimostrano che la produzione di energia da fonti
  fossili,  quali  il greggio, costituirà sempre la maggiore  quota
  per  i prossimi cinquanta anni.
   È  il caso di ricordare, a tal proposito, che lo Stato Italiano,
  proprio  in  materia  di ricerca e coltivazione  mineraria  degli
  idrocarburi, non ha trasferito le proprie funzioni alle regioni a
  statuto  ordinario, mantenendo la potestà in materia,  senza  che
  peraltro  sia stato previsto un potere decisionale in  capo  agli
  enti  locali,  anche in ossequio alle direttive  comunitarie  che
  impongono   la   liberalizzazione  del  mercato   della   ricerca
  petrolifera.  Basti ricordare, a tal proposito, la  Direttiva  UE
  94/22, del 30 maggio 1994, relativa alle condizioni di rilascio e
  di  esercizio  delle autorizzazioni alla prospezione,  ricerca  e
  coltivazione  di idrocarburi. Tra i principi informatori  cui  la
  direttiva trae origine, vi è quello di favorire nel miglior  modo
  possibile  la  prospezione, la ricerca e  la  coltivazione  delle
  risorse  che  si  trovano nella Comunità e che occorre  garantire
  l'accesso  non  discriminatorio alle attività di prospezione,  di
  ricerca  e di coltivazione degli idrocarburi e al loro esercizio,
  secondo  modalità  che favoriscano una maggiore  concorrenza  nel
  settore,  mediante  l'introduzione di norme  comuni  affinchè  ai
  procedimenti   di   concessione  delle  autorizzazioni   per   la
  prospezione,  ricerca  e coltivazione degli  idrocarburi  possano
  partecipare tutti gli enti provvisti dei necessari requisiti.
   Ad   un  contesto  di  disincentivazione  degli  operatori   del
  settore,  infine, va riferito l'allarme dell'UNMIG che,  come  si
  può   evincere   dall'allegato  rapporto  redatto  dallo   stesso
  organismo  relativo  all'anno 2002, evidenzia  un  declino  delle
  attività  operative nel campo degli idrocarburi in  Italia  e  di
  alcuni dei motivi che lo hanno determinato.
   In  conclusione,  si  ritiene  che  la  Regione  debba  comunque
  sostenere  un ruolo centrale, favorendo e coordinando iniziative,
  quali quelle dei tavoli tecnici a livello locale ed assumere  una
  posizione  di  arbitro  nella conclusione di  tutti  gli  accordi
  volontari  che  verranno  conclusi  tra  enti  locali  e  società
  concessionarie.
   A  dimostrazione che l'Amministrazione regionale tiene in debito
  conto  la volontà degli enti locali, si rappresenta che, in  data
  26/01  u.s.,  l'Ufficio  competente - Servizio  2 -  ha  ricevuto
  l'Assessore  per  la  Tutela del Territorio e  dell'Ambiente  del
  Comune  di  Ragusa,  il  quale ha dichiarato  che  il  Comune  di
  appartenenza  ha dato il proprio assenso agli investimenti  della
  Panther  e che nessun nocumento agli interessi ambientali  deriva
  dalla  ricerca del gas e del greggio. Il medesimo,  ha,  altresì,
  espresso parere favorevole al decentramento dei tavoli tecnici in
  sede  locale  proposto dall'onorevole Assessore per  l'industria,
  riconoscendo  alla  Regione il ruolo di garante  degli  interessi
  locali.
   Più  incisivamente, l'impegno politico in favore degli interessi
  locali  direttamente coinvolti potrebbe essere profuso,  in  sede
  nazionale, al fine di ottenere la defiscalizzazione dei  prodotti
  petroliferi».

                                              L' Assessore D'AQUINO

                              Allegato

   Idrocarburi - Assomineraria org.
   Idrocarburi
   Ministero delle Attività Produttive
   Attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in Italia
   II Rapporto Annuale UNMIG 2002
   Il declino delle attività idrocarburi nel Rapporto UNMIG 2002
   (da Assomin. Notizie agosto 2003)

   La  produzione  di  gas naturale in Italia è  in  declino,  come
  tutte   le  attività  operative  riguardanti  il  settore   degli
  idrocarburi, come risulta dal Rapporto 2002 dell'UNMIG, Direzione
  Generale per l'Energia e le Risorse Minerarie del Ministero delle
  Attività Produttive.
   La  produzione di gas è stata nel 2002 di 14,9 miliardi di metri
  cubi  (meno  4  rispetto al 2001), lontana dai 20,6  miliardi  di
  metri  cubi  che è stato il picco raggiunto nel 1994, confermando
  la  flessione in atto a partire da quell'anno. E' la  conseguenza
  del  progressivo  declino dei campi «maturi», sia  terrestri  che
  offshore  (fra questi Porto Garibaldi, Agostino e Luna)  e  della
  mancata messa in produzione delle nuove risorse già individuate.
   La  produzione  di petrolio è stata nel 2002 di 5,5  milioni  di
  tonnellate,  con  un  aumento rispettò al  2001  del  35%  dovuto
  all'entrata  in  funzione dell'oleodotto  che  porta  l'olio  dai
  giacimenti della Val d'Aqri alla raffineria di Taranto.
   Tuttavia,   superato   l'impatto   positivo   dell'entrata    in
  produzione  di questi campi, rischia di riprendere il  declino  a
  causa  della  fase di stallo autorizzativo che frena lo  sviluppo
  dell'altro  interessante giacimento petrolifero della Basilicata,
  denominato Tempa Rossa.
   Per  quanto  riguarda le riserve recuperabili,  si  conferma  la
  diminuzione  di  quelle di gas naturale che al 31  dicembre  2002
  erano  pari  a 217 miliardi di metri cubi, con una riduzione  del
  34% in 14 anni.
   Per l'olio le riserve recuperabili al 31 dicembre 2002 erano  di
  106 milioni di tonnellate, delle quali la maggior parte ricade in
  terra ferma.
   La  crisi del settore è ulteriormente evidenziata dai dati delle
  attività  di  esplorazione e produzione. Nel 2002 la  prospezione
  sismica  si è concretizzata nell'esecuzione di poche campagne  3D
  (52  kmq)  per complessivi 78 giorni/squadra; la perforazione  ha
  segnato  un  minimo  storico  con  soli  34  pozzi  perforati  da
  raffrontare con un massimo di 225 pozzi registrato nel 1986.
   Nel   dettaglio,  l'attività  di  perforazione  ha  dato   luogo
  all'esecuzione di soli 8 pozzi esplorativi per un totale di circa
  14.200 metri perforati, facendo registrare, rispetto ai dati  del
  2001,  una  flessione del 27% del numero di pozzi e del  41%  dei
  metri perforati.
   Sono  stati  inoltre perforati 22 pozzi di sviluppo  (meno  24%)
  per  complessivi  43.000 metri (meno 53%) e  4  pozzi  per  altri
  scopi.  Ciò  conferma  che l'attività di sviluppo  di  campi  già
  scoperti ha subito un ulteriore rallentamento.
   Nonostante questa forte riduzione delle attività, ci sono  stati
  numerosi ritrovamenti (19, dei quali 4 a olio) a conferma che  le
  potenzialità di idrocarburi in Italia sono ancora significative.
   La  percentuale di successi è stata quindi, secondo il  Rapporto
  UNMIG,  del 56%, valore massimo registrato nell'ultimo  decennio.
  Di  questi  ritrovamenti, 13 sono in terraferma e 9 in mare.  Fra
  questi   ultimi  interessante  appare  il  ritrovamento  di   gas
  effettuato in offshore 35 km davanti ad Agrigento, con  il  pozzo
  Panda.
   Nei  prossimi anni dovrebbe entrare in produzione il  giacimento
  ad  olio a terra di Miglianico (Chieti), con riserve recuperabili
  che sono stimate in 31 milioni di barili di olio equivalente.
   Nella  relazione  che accompagna il Rapporto, Domenico  Martino,
  Direttore dell'UNMIG evidenzia che gli operatori del settore - da
  tempo  fortemente disincentivati per la confusione esistente  tra
  competenze  statali  e regionali e per gli eccessivi  vincoli  di
  natura  ambientale che gravano sull'upstream degli idrocarburi  -
  attendono,    per   l'eventuale   rilancio   degli   investimenti
  nell'esplorazione  e  nello sviluppo,  gli  esiti  del  riassetto
  normativo  dell'intera materia energetica, oggetto  del  relativo
  disegno di legge all'esame parlamentare.

   FLERES-CATANIA G.-MAURICI.- «All'Assessore per la  cooperazione,
  il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

   pare  sia  stato condotto uno studio sulle strutture portuali  e
  mercantili della Sicilia;

   scopo  di  tale indagine era quello di fornire i dati  necessari
  per  la  predisposizione  di un piano organico  sulla  portualità
  peschereccia;

   la    predisposizione    del   piano    era    necessaria    per
  l'individuazione  di  criteri utili per porre  in  essere  misure
  concrete a sostegno della pesca;

   in atto non si conoscono le risultanze del predetto studio né  i
  criteri  con cui è stato conferito l'incarico per l'effettuazione
  delle indagini;

   per sapere:

   come intenda verificare quanto in premessa indicato;

   se  l'affidamento  di  un  incarico  esterno  fosse  necessario,
  considerato che le capitanerie di porto sono in grado di  fornire
  tutti  i dati necessari per la predisposizione di qualunque piano
  e che comunque l'Assessorato dispone già di quanto necessario;

   a  chi  sia  stato conferito l'incarico esterno,  secondo  quali
  criteri ed il costo del più volte richiamato studio». (1912)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1912  con
  la  quale si chiedevano delucidazioni in merito ad uno studio sul
  sistema della portualità peschereccia siciliana, si comunica  che
  con  l.r. 23/02, articolo 52, è stata autorizzata per l'esercizio
  finanziario 2002 la spesa di euro 200.000,00 per la realizzazione
  di uno studio sulla portualità e sulle strutture a terra connesse
  alla  commercializzazione di prodotti  ittici,  ad  una  ottimale
  utilizzazione degli investimenti delle pertinenti misure del  POR
  Sicilia 2000-2006, nonché alla realizzazione degli interventi per
  la sicurezza della portualità siciliana.
   Con  DDG  118/Pesca  del 30 dicembre 2002 è  stato  affidato  al
  Gruppo  Esperia,  con sede in Palermo, Via Re  Federico  115,  lo
  studio di cui sopra impegnandosi contestualmente la somma di euro
  200.000,00.
   In  data  2  agosto 2004, perdurando la necessità che lo  studio
  fosse  portato  a  compimento in attuazione  del  DDG  118  sopra
  citato,  è  stata stipulata apposita convenzione con il  predetto
  Gruppo  Esperia da parte del Dipartimento regionale della  pesca,
  affidandosi allo stesso:
   a) la descrizione del quadro normativo in vigore;
  b)  l'analisi puntuale delle infrastrutture inerenti la marineria
  nonché del sistema connesso alla commercializzazione del pescato;
  c) la mappatura dell'intero sistema costiero funzionale alla
  pesca e determinazione dell'esistenza e consistenza di mercati
  ittici;
  d) l'analisi delle strutture mercatali già individuate dalla
  legislazione regionale e degli impianti pubblici e privati
  realizzati da imprese singole ed associate, operanti nel settore
  della pesca;
  e) la schedatura e classificazione delle infrastrutture portuali
  e pescherecce;
  f) la verifica della conformità delle strutture mercatali
  esistenti;
  g) la verifica dell'eventuale interconnessione fra strutture
  portuali e mercati ittici;
  h) l'analisi a scala urbana e comparazione su scale regionale
  delle strutture portuali e di commercializzazione;
  i) la verifica ed individuazione del rapporto fra le
  infrastrutture specifiche e quelle legate al sistema dei
  trasporti ed ai servizi intermodali di distribuzione;
  j) la redazione di uno specifico piano programmatico proteso al
  mantenimento delle strutture esistenti ed alla realizzazione di
  nuove;
  k) la raccolta dei dati relativi alle flotte esistenti nei
  rispettivi porti siciliani, funzionali all'adeguamento e/o
  ampliamento dei sistemi portuali;
  l) l'individuazione di una corretta strategia di sviluppo dei
  sistemi portuali e di quelli mercatali rispetto ai quali la
  Regione possa intervenire economicamente per la creazione di
  nuovi investimenti produttivi. E' opportuno precisare che, così
  come previsto dall'art. 2 della convenzione, il contraente ha
  presentato una relazione di medio termine al Dipartimento nel
  rispetto delle scadenze previste contrattualmente, e che
  l'incarico conferito allo studio deriva da un preciso disposto di
  legge ».

                                               L'Assessore LO MONTE

   ALLEGATO:

   Emendamenti approvati nel corso della seduta

   DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
   DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
   DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
                      STATUTO DELLA REGIONE'''

    -All'articolo 23:

   Emendamenti 23.2, 23.3, 23.8, 23.9, 23.10, 23.23, 23.12,
   23.20 (per la parte relativa alla lettera d):

  Alla lettera d), dopo la parola   artigianato  sono aggiunte le
  parole   e cooperazione .

   Emendamento 23.17:

  Alla lettera o) aggiungere le parole   e apertura delle case da
  gioco; .

   Emendamento 23.1:

  Aggiungere la seguente lettera:

   zz) porti con esclusione di quelli di interesse nazionale .

   Emendamento 23.21:

  Al comma 1 è aggiunto il punto 2 bis) credito.

   Emendamento 23 R:

  All'articolo  14 dello Statuto della Regione sono apportate  le
  seguenti modifiche:

  Nel  primo periodo del comma 1 sostituire le parole da   e  nei
  limiti   fino  a  popolo italiano  con le parole  nel  rispetto
  della  Costituzione, dello Statuto, del principio di prevalenza
  del  diritto  comunitario  nonché dei vincoli  derivanti  dagli
  obblighi internazionali ;

  alla  lettera  d) cassare le parole   salva la  disciplina  dei
  rapporti privati  ed aggiungere la parola  artigianato ;

  alla lettera f) aggiungere le parole   governo del territorio ;

  alla   lettera  h)  aggiungere   le  parole    giacimenti    di
  idrocarburi liquidi o gassosi ;

  alla  lettera  n)  sostituire le parole    conservazione  delle
  antichità  e  delle opere artistiche  con le parole   tutela  e
  valorizzazione dei beni culturali, promozione ed organizzazione
  di attività artistiche e culturali, cultura regionale ;

  aggiungere le seguenti lettere:

  t) solidarietà sociale e promozione del volontariato;

  u)  formazione professionale ed organizzazione del mercato  del
  lavoro;

  v) tutela e valorizzazione dell'ambiente e degli ecosistemi.

    -All'articolo 24:

   Emendamento 24.1:

  L'articolo 24 è soppresso.