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Resoconto d'Aula della Seduta n. 271 di giovedì 24 febbraio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Genovese   ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Incardona è  in  missione,
  per ragioni del suo ufficio, il  24  febbraio 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   -   Nuova disciplina del difensore civico  (n. 970)
   -  di iniziativa parlamentare
   -    presentato  dall'onorevole  Ioppolo,  Formica,   Incardona,
  Infurna, Virzì, Sbona  in data             24 febbraio 2005

   -    Norme  per  la valorizzazione ed il sostegno alla  funzione
  sociale ed educativa degli oratori  (n. 971)
   -   di iniziativa parlamentare
   presentato  dall'onorevole Dina, Franchina,  Savarino,  Scalici,
  Acanto,  Savona,  Fratello, Leanza Nicola, Paffumi,  Antinoro  in
  data 23 febbraio 2005.

          Comunicazione di invio di  disegni di legge alle
                       competenti commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data 23 febbraio 2005, alle competenti  Commissioni
  legislative:

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Istituzione di un marchio etico di certificazione dei  prodotti
  ottenuti senza impiego di lavoro minorile e lavoro nero  (n. 969)
   d'iniziativa parlamentare

         COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO
                              REGIONALE

   -   Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento  nazionale
  ai  sensi  dell'art.  18  dello Statuto della  Regione  siciliana
   Modifiche all'art. 116 della Costituzione  (n. 968)
   d'iniziativa parlamentare.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Sbona in data 23  febbraio
  2005,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  n.  956  Disposizioni urgenti per l'istituzione in Sicilia di  un
  Centro euromediterraneo per la protezione dai maremoti .

                     Annunzio di interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta la seguente interrogazione
  con richiesta di risposta orale:

        n.  2103  -  Iniziative  per aumentare  la  disponibilità
      economica  per i Centri di assistenza tecnica (CAT)  e  per
      ammettere  il  riconoscimento economico i CAT  riconosciuti
      soltanto  giuridicamente.
      - Presidente Regione
      - Assessore Cooperazione
      - Assessore Bilancio
    -Firmatario: Villari Giovanni

                         Annunzio di mozione

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è stata  presentata,  in  data  23
  febbraio 2005, la seguente mozione:

   n.  380     Iniziative  al  fine  di  verificare,  prevenire  ed
  arginare   l'inquinamento  luminoso ,  degli  onorevoli   Fleres,
  Catania Giuseppe,  Maurici e Baldari.

   Informo   che  la  stessa  sarà iscritta all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Seguito della discussione del disegno di legge numeri 580 - 472 -
  578 - 602 - 652/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
  proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento
     nazionale, recante  Modifiche allo Statuto della Regione'»

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
  numeri 580 - 472 - 578 - 602 - 652/A «Schema di progetto di legge
  costituzionale  da  proporre,  ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo Statuto
  della Regione'», iscritto al numero 1.
   Invito  i  componenti la Commissione speciale per  la  revisione
  dello   Statuto  regionale  a  prendere  posto  al  banco   delle
  Commissioni.
   Ricordo  che la discussione del disegno di legge si è interrotta
  nella  seduta n. 270 del 23 febbraio 2005, e che sono  stati  già
  approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 15, 16, 20, 21, 22,  23,
  24 (soppresso) e 30.  Resta accantonato l'articolo 2.
   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                            «Articolo 34

   1.  Dopo  l'articolo  19  dello Statuto aggiungere  la  seguente
  sezione:

                             'Sezione II
          Rapporti internazionali e con l'Unione europea'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                            «Articolo 35

   1. Dopo l'articolo 19 aggiungere il seguente:

                          'Articolo 19 bis

   1.  La Regione, tranne che nelle materie di competenza esclusiva
  dello  Stato,  partecipa alle decisioni dirette  alla  formazione
  degli  atti  normativi  comunitari e provvede  all'attuazione  di
  essi.  La  legge dello Stato disciplina le modalità di  esercizio
  del potere sostitutivo in caso di inadempimento.

   2.  La  Regione, nell'ambito delle materie di sua  competenza  e
  per  le questioni di diretto interesse, partecipa come componente
  alle  delegazioni del Governo dello Stato presso gli organi della
  Unione europea.

   3.   La  Regione  partecipa  altresì  all'elaborazione  ed  alla
  formazione  dei  trattati  che  il  Governo  statale,  anche   su
  iniziativa  della  Regione stessa, intenda  stipulare  con  Stati
  esteri,  in  quanto riguardino materie di competenza regionale  o
  incidano  sugli  interessi socio-economici della  Sicilia.  Detti
  trattati  sono  stipulati  congiuntamente  dallo  Stato  e  dalla
  Regione.

   4.  Nelle materie di propria competenza la Regione, nel rispetto
  dei   principi  di  diritto  internazionale  e  comunitario,  può
  concludere  accordi  ed  intese con Stati  ed  enti  territoriali
  interni   ad   altro   Stato,   con   esclusione   dei   trattati
  internazionali di natura politica.

   5.  Indipendentemente dal potere di concludere accordi ed intese
  ai  sensi del comma 4, la Regione può svolgere, previa intesa con
  lo  Stato,  attività  di  rilievo internazionale  e  promozionali
  all'estero, non comportanti impegni.

   6.  Quando  le  attività di cui al comma 5 siano  espletate  con
  Stati o articolazioni territoriali interne ad altri Stati facenti
  parte   della   Unione  europea,  la  Regione  ne   dà   semplice
  comunicazione preventiva al Governo nazionale.

   7.  Delle  attività  di  cui  al presente  articolo  incluse  la
  sottoscrizione   di   accordi,   intese,   protocolli   d'intesa,
  dichiarazioni  d'intenti  o altri atti  ad  essi  equiparabili  e
  l'assunzione unilaterale di impegni, il Governo regionale informa
  previamente l'Assemblea regionale siciliana.

   8.   La  Regione  promuove  la  cooperazione  tra  i  Paesi  del
  Mediterraneo'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli  onorevoli  Ardizzone, Franchina e  Lo  Monte:  35.1  e
  35.2.

   Per assenza dei firmatari dall'Aula, li dichiaro decaduti.
   Pongo  in  votazione  l'articolo  35.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                            «Articolo 36

   1. Dopo l'articolo 19 bis aggiungere il seguente:

                          'Articolo 19 ter

   1.  Nei  casi  in cui il Parlamento nazionale abbia  facoltà  di
  inviare  ai  competenti organi comunitari pareri  sulle  proposte
  legislative della Unione europea, l'Assemblea regionale siciliana
  viene  consultata  quando si tratti di  materie  nelle  quali  la
  Regione ha competenza esclusiva e concorrente'».

   Comunico che è stato presentato il seguente emendamento:

   -  dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 36.1.

   Per assenza dei firmatari dall'Aula, lo dichiaro decaduto.

    CAPODICASA   vicepresidente della Commissione.  La  Commissione
  fa proprio l'emendamento 36.1.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 36.1, fatto proprio dalla
  Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 36, nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'art. 37. Ne do lettura:

                            «Articolo 37

   1. Dopo l'articolo 19 ter aggiungere il seguente:

                         'Articolo 19 quater

   1.  Il Governo nazionale propone ricorso, dinanzi alla Corte  di
  Giustizia  delle  Comunità europee, avverso  gli  atti  normativi
  comunitari  ritenuti  illegittimi,  che  riguardino  materie   di
  competenza  regionale,  su richiesta o  su  conforme  avviso  del
  Presidente della Regione.

   2.  La  Regione  può proporre ricorso dinanzi  il  Tribunale  di
  primo  grado  avverso  gli  atti  comunitari  che  la  riguardino
  individualmente e direttamente.

   3.  La  Regione  può impugnare le sentenze e  le  ordinanze  del
  Tribunale  di  primo grado davanti alla Corte di Giustizia  delle
  Comunità europee'».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Spampinato
  l'emendamento 37.1.

    ORTISI  Lo faccio mio.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ieri  sera  ho
  chiesto  all'onorevole  Spampinato  quale  fosse  il  significato
  dell'emendamento   perché  sembrerebbe  non  avere   motivazioni.
  L'articolo  recita  che  il  Governo  nazionale  propone  ricorso
  dinanzi alla Corte di Giustizia della Comunità europea verso  gli
  atti  normativi  comunitari ritenuti illegittimi  che  riguardino
  materie  di  competenza  regionale su richiesta,  o  su  conforme
  avviso del Presidente della Regione.
   La  Commissione ha scelto questa doppia indicazione  perché  con
  le  parole  su richiesta' si intende quando l'iniziativa è  della
  Regione,  mentre  con le parole  su conforme avviso'  si  intende
  quando l'iniziativa è dello Stato.
   Ciò   sembrerebbe  escludere  che  lo  Stato  possa   accorgersi
  autonomamente  di  dovere avanzare ricorso  presso  la  Corte  di
  Giustizia,  ma  così non è. Per queste ragioni, la Commissione  è
  contraria  all'emendamento dell'onorevole  Spampinato.  Forse  lo
  stesso  onorevole  Spampinato, ieri  sera,  ci  stava  ripensando
  perché preclude un'ipotesi.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro  di
  ritirare  l'emendamento perché ho riflettuto ed alla  luce  delle
  considerazioni fatte dal vicepresidente Fleres, l'aspetto per cui
  era   stato   presentato   è  superato,  sostanzialmente,   dalle
  motivazioni   della  derivazione  dell'eccezione   che   potrebbe
  nascere, pertanto, ho ritenuto opportuno ritirarlo.

    PRESIDENTE   L'Assemblea  ne prende atto.  Pongo  in  votazione
  l'articolo 37. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                            «Articolo 38

   1.  La  sezione  II  intitolata 'Funzioni del  Presidente  della
  Regione e della Giunta regionale' è rinumerata in Sezione III».

     Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
                         contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:

                            «Articolo 39

   1.  Sostituire  gli  articoli 20  e  21  dello  Statuto  con  il
  seguente:

                            'Articolo 20

   1.  Il  Presidente  della Regione è Capo del Governo  regionale,
  rappresenta la Regione, dirige la politica generale del Governo e
  ne  risponde di fronte all'Assemblea. Egli rappresenta,  altresì,
  nella Regione il Governo dello Stato.

   2.  Al  Presidente della Regione, alla Giunta regionale ed  agli
  Assessori sono attribuite le funzioni esecutive ed amministrative
  regionali  secondo  le  disposizioni dello Statuto,  della  legge
  regionale e dei regolamenti.

   3.   Il  Presidente  della  Regione  partecipa,  col  rango   di
  Ministro, al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo, nelle
  materie che interessano la Regione'».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Spampinato
  l'emendamento 39.1.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  mia  è
  una  considerazione giuridica, non politica. Sarei ben felice  se
  il  Presidente  della  Regione potesse,  durante  le  sedute  del
  Consiglio dei Ministri, esercitare il proprio voto deliberativo.
   Faccio  una riflessione di natura politica e mi pongo,  e  pongo
  all'Assemblea,  questo  quesito.  Considerato  che   il   Governo
  nazionale  è collegato al Parlamento nazionale da un rapporto  di
  fiducia che si instaura nel momento in cui, dopo la presentazione
  del programma, il Parlamento esprime un voto di fiducia e che, da
  quel momento, esiste una responsabilità politica del Governo  nel
  suo   complesso   e  dei  singoli  ministri  nei  confronti   del
  Parlamento,  nel  rispettare  il  programma  che  si  estrinseca,
  chiaramente, attraverso l'attività del Consiglio dei Ministri, mi
  chiedo  come  sia possibile immaginare un Consiglio dei  Ministri
  dove  un  componente, il Presidente della Regione siciliana,  sia
  svincolato   da  questo  tipo  di  responsabilità   politica,   a
  differenza  di  tutti  gli  altri componenti  del  Consiglio  dei
  Ministri.
   Credo  che  non  sia possibile immaginare che  tutti  i  singoli
  Ministri  rispondano  politicamente al Parlamento  per  gli  atti
  compiuti durante il loro esercizio all'interno del Consiglio  dei
  Ministri  e  che nello stesso organismo esista un componente  che
  sia sostanzialmente svincolato da questa responsabilità politica.
   Ritengo   che   questo   articolo   sia   frutto   del   mancato
  coordinamento esistente nel 1946 rispetto ad una Costituzione che
  ancora non esisteva. Non ritengo che sia stato mai esercitato  il
  potere  di  voto  deliberativo  da  parte  del  Presidente  della
  Regione;  lo  considero,  quindi, oltre  che  giuridicamente  non
  corretto,  politicamente inutile in considerazione di  quanto  ho
  appena detto.
   E'  chiaro  che sarebbe auspicabile tale potere,  ma  credo  che
  strida  fortemente con le considerazioni, non di natura politica,
  ma  di  natura giuridica che sintetizzo ancora una volta,  ovvero
  immaginare  un  componente  del Consiglio  dei  Ministri  che,  a
  differenza  di  tutti  gli altri Ministri, sia  svincolato  dalla
  responsabilità   politica   nei  confronti   del   Parlamento   e
  sicuramente nei confronti dell'Assemblea regionale.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho compreso  la
  ratio  dell'emendamento presentato dall'onorevole  Spampinato  e,
  tuttavia,  vorrei invitare l'Aula a fare una riflessione  un  po'
  più  articolata  sull'articolo 39, alla luce delle considerazioni
  che  facevamo ieri sera, sulla opportunità di  modificare il meno
  possibile il vecchio Statuto.
   La  proposta del nuovo articolo 39 unifica i concetti  contenuti
  nei vecchi articoli 20 e 21.
   A   mio   avviso,   con  la  nuova  formulazione,   non   stiamo
  introducendo  alcunché  di particolare, nulla che sostanzialmente
  incida  sulle  prerogative del Presidente della Regione  e  degli
  Assessori. A questo punto mi chiedo se sia opportuno offrire,  ad
  una  valutazione dei nostri interlocutori nazionali che  sappiamo
  essere  attualmente  molto discrezionale, un ulteriore  elemento.
  Propongo, quindi, di tornare alla vigente  formulazione, evitando
  di  cambiare  gli articoli 20 e 21 ed, in alternativa, se  l'Aula
  necessita   di   una  riflessione  aggiuntiva,   di   accantonare
  l'articolo  39  ed   affrontare  l'esame  dell'articolo  32,  per
  abrogarlo,  dato che,  anche in quel caso, si tratterebbe  di  un
  aggiustamento  di  natura  formale,  e  nel  caso  specifico,  si
  vorrebbe   sostituire  la  parola   emettere'   con   la   parola
   esprimere'.  Lo  avvertiamo come un'eccessiva raffinatezza   che
  potremmo anche evitare.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  concordo
  con    quanto    esplicitato   nell'emendamento    dell'onorevole
  Spampinato,   anche   perché  ho  avuto  modo   di    riflettere.
  Probabilmente, i nostri predecessori,  i padri costituenti  dello
  Statuto  siciliano, pensando a  questa norma,  credevano  in  una
  perfetta   compartecipazione del Governo   del   Paese,   tra  un
  autonomismo,  quello  siciliano e  il  decisionismo  del  Governo
  nazionale.  Ma le cose non sono andate come  auspicato.
   Quindi,  a  mio avviso la ragione d'essere di questa norma,  che
  proviene dallo Statuto vigente, quello del 1946, avrebbe senso se
  il  nostro Statuto venisse perfettamente adeguato a quella  norma
  autonomista con la specificità che si è voluta  nel 1946,   ed  a
  maggior ragione, in considerazione del fatto che la riforma dello
  Statuto,  oggi  in   discussione,  sta  perdendo  la  specificità
  autonomistica,  cioè  quella peculiarità  della  nostra  Regione,
  della  nostra  storia  e  della   nostra  dimensione  sociale   e
  politica  che si è data alla fine della seconda guerra  mondiale,
  prima ancora della nascita dello  Stato repubblicano.
   Per  queste  ragioni  ho  già, più  volte,  manifestato  il  mio
  dissenso alla modifica dello Statuto - pensato in questi  termini
  -,  in  quanto si sta perdendo la specificità. Infatti,  ha  poco
  valore  che  il Presidente della Regione  rappresenti la  Sicilia
  con  la sola opzione del voto, è un contentino di poco interesse.
  Non ha alcuna validità dal momento che viene svilito lo specifico
  contenuto  dello  Statuto siciliano, fino a  rimanerne  guastato;
  questa la mia opinione sulla riforma che si sta  attuando.
   Ribadisco  che   sono  d'accordo  con  l'emendamento  presentato
  dall'onorevole     Spampinato;     forse    sarebbe     opportuno
  accantonarlo, così come ha suggerito poc'anzi l'onorevole Fleres,
  in qualità di componente della Commissione Statuto.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che  l'obiezione  avanzata
  dall'onorevole  Spampinato  non sia  pertinente  perché  il  voto
  deliberativo al Presidente della Regione in seno al Consiglio dei
  Ministri è stato sempre dato.
   In  un  certo  periodo è stato contestato  dallo  Stato,  ma  in
  realtà,  alla  fine,  è  entrato nella prassi  oltre  che  essere
  contenuto nella lettera dello Statuto.
   Non  capisco  la  ragione per la quale  dovremmo  essere  noi  a
  sopprimere una prerogativa del Presidente della Regione, il quale
  non  si  esprime  sulla materia concernente norme legislative  ed
  anche  decreti legislativi che interessano la Regione  attraverso
  un parere, ma dovrebbe farlo anche attraverso un voto.
   Le  motivazioni  di  natura  tecnico-giuridica  che  l'onorevole
  Spampinato  ha  sollevato,  sono argomenti  da  sempre  presenti,
  essendo  il  Consiglio  dei  Ministri un  collegio  perfetto  che
  verrebbe  alterato con la presenza di un componente  che  non  ha
  avuto  la fiducia dal Parlamento nazionale. Questo è stato sempre
  superato con la motivazione che è già prevista nell'articolo  21,
  cioè  che  il  Presidente della Regione partecipa  col  rango  di
  Ministro.  Con  le parole  col rango di Ministro'  non  si  vuole
  attribuire  al  Presidente  della  Regione  una  medaglietta  per
  potersi  fregiare  di  un  titolo, è  un  equiparare,  con  norma
  costituzionale, il Presidente della Regione agli  altri  Ministri
  che partecipano alla seduta.
   Quindi,  in quel caso e per quelle materie, il Presidente  della
  Regione  fa  parte  di quel collegio che va a  decidere,  che  è,
  appunto, il Consiglio dei Ministri.
   Mi  sembrerebbe veramente curioso che a riaprire il dibattito su
  questo  argomento  debba essere l'Assemblea regionale  siciliana,
  tanto  più  che  questa  materia, che mancava  di  una  norma  di
  attuazione,  recentemente  è andata all'esame  della  Commissione
  paritetica   ed  è  stata  disciplinata;  inoltre,  nella   nuova
  disciplina  (con  l'accordo della Regione e  dello  Stato)  si  è
  convenuto  che  la  presenza del Presidente della  Regione  debba
  sostanziarsi in un'espressione di volontà attraverso un voto.
   C'è  un  accordo tra le parti e dunque non vedo la  ragione  per
  cui dovremmo andare a rimettere tutto in discussione.
   Capisco  l'obiezione  dell'onorevole  Spampinato  dal  punto  di
  vista del nitore della norma, però, la norma nel corso degli anni
  ha  trovato  finalmente  un  suo assetto  condiviso  da  Stato  e
  Regione.
   Quindi,  suggerirei all'onorevole Spampinato  di  non  insistere
  sul  suo  emendamento perché andremmo ad incidere su una  materia
  già  deliberata  e che proprio oggi è a vantaggio della  Regione,
  per cui sarebbe sbagliato privarsene.
   Per   quanto   riguarda  l'obiezione  sollevata   dall'onorevole
  Micciché, quest'ultimo ha già per la seconda volta sostenuto che,
  con  l'approvazione  di  questo  Statuto,  stiamo  riducendo   le
  competenze statutarie ed autonomistiche della Regione.
   Sarei  interessato  a  discutere con  l'onorevole  Miccichè  nel
  merito per capire dove tutto questo sta avvenendo. In realtà,  la
  critica,  la riserva o la preoccupazione che ci viene da parte di
  alcuni   attori' del dibattito politico statutario -  l'onorevole
  Fleres poc'anzi  lo ha richiamato - sono nella direzione opposta,
  cioè che stiamo esagerando nel pretendere ulteriori competenze  e
  poteri,  vuoi in materia finanziaria, vuoi in materia di politica
  estera.  Quindi,  non  mi  pare  che  l'obiezione  dell'onorevole
  Miccichè, a questo proposito, sia fondata.
   Non   vorrei   che  questo  ritornare  da  parte  dell'onorevole
  Miccichè  sull'argomento  preluda  a  volere  esprimere  un  voto
  contrario   allo   Statuto.  Vorrei  raccomandare   all'onorevole
  Miccichè   di   riflettere   sulla  sua   posizione   con   molta
  ponderatezza. Noi stiamo approvando la Costituzione della Sicilia
  -   lasciatemi   passare  questa  analogia  con  la  Costituzione
  italiana, che naturalmente è forzata, ma per dare il senso di che
  cosa  stiamo facendo - e quando si discute di questa materia  non
  dobbiamo  badare  alle  maggioranze  ed  alle  minoranze  o  alle
  posizioni  politiche contingenti. Noi discutiamo di qualche  cosa
  che ha un fondamento costituzionale, è materia  che non si presta
  ai  posizionamenti ordinari che ogni forza politica, ogni singolo
  parlamentare può avere. Se ci sono le ragioni forti per esprimere
  un  punto  di  vista  purché  siano  argomentati  tecnicamente  e
  giuridicamente,  allora va bene, se questo non c'è,  inviterei  i
  colleghi a tenere una posizione che è più consona alla materia.
   Naturalmente,  tutto  è discutibile, tutto  è  perfettibile,  ma
  credo  che  siamo   qui  per  fare il nostro  dovere,  lo  sforzo
  maggiore che stiamo compiendo è quello di esitare una buona legge
  voto  a  tutela e a valorizzazione degli interessi  della  nostra
  Regione.
   L'onorevole  Fleres  avanzava una  proposta  che  rientra  nella
  filosofia  che  già, lo stesso onorevole Fleres ricordava,  ci  è
  stata   raccomandata,   per   esempio,    dall'Associazione    ex
  parlamentari  della  Regione, i quali  ritengono  che  la  nostra
  proposta di revisione stia andando troppo in profondità, è troppo
  invasiva e bisognerebbe ridurla.
   In  realtà,  da quando siamo tornati a discutere lo  Statuto  in
  Commissione    abbiamo    voluto   verificare    meglio    questa
  raccomandazione e abbiamo già ripulitoalcune norme riconducendole
  all'essenziale.
   In  questo  caso,  signor  Presidente, la  riformulazione  degli
  articoli  20 e 21 è intervenuta allo scopo di sopprimere  qualche
  parte  già  desueta. Per esempio, al secondo comma  dell'articolo
  21,  laddove  recita  Egli rappresenta altresì nella  Regione  il
  Governo dello Stato   - parliamo del Capo del Governo regionale -
    che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari  per
  la  esplicazione di singole funzioni statali . Questa prerogativa
  messa in capo al Governo dello Stato è più una prerogativa legata
  al  particolare  periodo storico in cui lo Statuto  nacque,  cioè
  volto a tutelare lo Stato in alcune materie.
   Pertanto,   se salvaguardiamo la volontà della Commissione,  sia
  pure  modificando  le procedure, a mio giudizio  nulla  quaestio,
  così   come   abbiamo  fatto  per  l'articolo  23  in   relazione
  all'articolo   14   dello  Statuto   relativo  alle   competenze.
  Naturalmente,  per  fare ciò occorre una breve sospensione  della
  seduta    per  riformularlo,  se  siamo  interessati   a   farlo,
  diversamente  proporrei di procedere così come l'articolo  39  ci
  suggerisce.

    PRESIDENTE   Onorevole  Spampinato,  siamo  in  una   Assemblea
  politica   e  dobbiamo  discutere  anche  in  termini   politici.
  Insorgono questioni di natura politica ed è bene affrontarle,  ma
  le  ricordo che  l'articolo 4 del decreto legislativo 2004, n. 35
   Norme   di  attuazione  dello  Statuto  speciale  della  Regione
  Siciliana  relative  alla  partecipazione  del  Presidente  della
  Regione  alle riunioni del Consiglio dei Ministri , così  recita:
   In conformità a quanto prescritto dall'articolo 21, terzo comma,
  dello  Statuto  della Regione Siciliana, in  tema  di  preventiva
  informazione sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno delle
  sedute  del  Consiglio dei Ministri cui è chiamato a partecipare,
  do  espressione  di  opinioni  e  manifestazioni  di  voto,    al
  Presidente della Regione Siciliana spettano i medesimi diritti  e
  doveri  attribuiti ai Ministri .
   Mi  sembra  dottrinariamente  ineccepibile  la sua  osservazione
  relativamente all'aspetto della mancata fiducia che il Presidente
  della  Regione,  di  qualunque regione sia, non  ha  percepito  e
  goduto durante i lavori di formazione  del Governo, ma sul  piano
  giuridico e costituzionale la prerogativa del valore deliberativo
  della sua presenza è una prerogativa che dobbiamo difendere e non
  annullare.  Per cui,  mi pare che, alla fine, possiamo concludere
  con  la  pace di tutti riconoscendo che, in effetti, il principio
  va salvaguardato.

    FLERES  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà

     FLERES    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  stiamo
  riformulando  gli articoli 20 e 21 facendo salvo il  terzo  comma
  dell'articolo  21, incidendo in tal modo il meno possibile  sulle
  questioni  che  abbiamo  affrontato  nel  rispetto  della   nuova
  filosofia  che  ci siamo dati relativamente alla  trattazione  di
  questo argomento.
     Poiché  il  testo  non è ancora pronto, se  la  Presidenza   è
  d'accordo,  potremmo esaminare l'articolo 32  al  quale  è  stato
  presentato  un emendamento soppressivo della Commissione,  e  poi
  tornare all'articolo  39.

    PRESIDENTE   Vorrei invitare l'onorevole Sammartino a  ritirare
  l'emendamento.

    SAMMARTINO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente  per  sottolineare una questione, cioè  il  fatto  che
  questo tipo di emendamenti potrebbe avere una ratio qualora fosse
  inserito  in un contesto in cui oggetto della discussione  è   lo
  Statuto del consiglio comunale  o di un consiglio provinciale, ma
  non  lo  Statuto  della Regione Siciliana, onorevole  Spampinato.
  Questo  tipo  di  emendamenti ha una ratio totalmente  opposta  a
  quella  che  ha  ispirato l'approvazione dello Statuto  regionale
  siciliano  che  è  pattizia,  non bisogna  dimenticarlo,  come  è
  pattizia  la  natura   di  una Carta  statutaria,  di  una  Carta
  costituzionale,   e  alla  loro  approvazione   hanno    concorso
  rispettivamente la volontà del popolo siciliano e la volontà  del
  popolo italiano. E' questa la natura pattizia.
   Ecco  il  perchè  del  riconoscimento del voto  deliberativo  al
  Presidente  della Regione in sede di Consiglio dei  Ministri,  in
  quanto,  pur non avendo avuto la fiducia del Parlamento, risponde
  a quella originaria natura pattizia che vede nel Presidente della
  Regione  esprimersi  la  volontà  del  popolo  siciliano  per  le
  questioni attinenti la Sicilia.
   Per  cui,  signor  Presidente, io sono  per  accogliere  il  suo
  invito,  rinunciando - così come per altro, credo, abbia espresso
  anche   l'onorevole  Capodicasa  -  alla  riscrittura  di  questo
  articolo, così come proposto dalla Commissione.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   ho
  apprezzato  in maniera particolare le considerazioni fatte  prima
  dall'onorevole  Capodicasa e poi da lei,  ricordandomi  anche  un
  ulteriore  passaggio normativo. Devo dire che non  ho  apprezzato
  troppo  la  lezione dell'onorevole Sammartino, ma devo,  altresì,
  dichiararmi soddisfatto perchè cerco di pormi anche  un  po'  con
  uno spirito critico, in considerazione del fatto che non siamo  i
  soli  a dover decidere su questo testo.   Io credo, infatti,  che
  bisogna  che qualcuno svolga anche le funzioni dell'avvocato  del
  diavolo  rispetto   alle  contestazioni  che  a  livello  statale
  potrebbero nascere.
   Devo  dire  che  mi ritengo soddisfatto, per la  stessa  dignità
  dello Statuto, che su qualche tema ci sia un minimo di dibattito,
  ci  sia un confronto. Io posso dire le cose più stupide di questo
  mondo che, però,   nel dibattito possono determinare da parte dei
  colleghi  una criticità positiva o  negativa. E' questo lo  scopo
  dell'emendamento, non quello a cui faceva riferimento l'onorevole
  Sammartino  e cioè  di avere un sentimento diverso da quello  che
  ha guidato i padri costituenti siciliani nel 1946, ma uno spirito
  critico che possa dare un contributo affinchè eventuali eccezioni
  che  potrebbero  nascere  con il nostro  interlocutore,  cioè  il
  Parlamento  nazionale, siano dibattute. Credo,  infatti,  che  il
  dibattito dia maggiore dignità a ciò che in questi giorni  stiamo
  facendo.
   In  ultimo, esprimendo soddisfazione per il dibattito  svoltosi,
  dichiaro di ritirare l'emendamento.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   mi
  riservavo  di  intervenire  nel merito,  ma  credo  che  dopo  le
  considerazioni  dell'onorevole Capodicasa  e  anche  l'intervento
  dell'onorevole Spampinato non mi posso esimere dal ritornare  sul
  merito,  anche se vorrei dire all'onorevole Spampinato - nel  cui
  intervento  ho  colto  la   volontà a  rendere  tale  discussione
  effettivamente   partecipata - che ci  sono,  però,  aspetti  sui
  quali  bisogna  avere un'attenzione in più  e  questo  è  uno  di
  quelli. Stiamo parlando di uno dei punti più significativi  della
  specialità della nostra autonomia, che noi  tutti - ho sentito  e
  ascoltato  più volte gli interventi dell'onorevole  Spampinato  -
  consideriamo un patrimonio da salvaguardare.
     Intervengo,  invece,  rapidamente sulla  riscrittura  e  sulle
  considerazioni che faceva l'onorevole Capodicasa, richiamando una
  raccomandazione dell'Associazione degli ex parlamentari.
   Credo  che in questo caso la riscrittura dello Statuto  sia  più
  che  motivata, anche perchè   la vecchia dizione non tiene  conto
  delle  novità  intervenute  nel rapporto tra il Presidente  della
  Regione  e gli assessori, i quali adesso - come è noto -  possono
  essere  nominati  e  revocati  dal Presidente  della  Regione  e,
  quindi,   hanno  una  collocazione  dal  punto  di  vista   delle
  prerogative  diversa da quando si fece lo Statuto  nel  '47.  Per
  quanto   riguarda   le   prerogative  dello  Stato,   l'onorevole
  Capodicasa ha citato la norma che segnalava la possibilità per lo
  Stato   di   mandare  dei  commissari  per  funzioni  specifiche.
  Personalmente,  la considero non solo obsoleta, ma la  considero,
  anche  dal punto di vista della filosofia che ha ispirato  questa
  revisione dello Statuto, coerente con il fatto che noi nel nostro
  Statuto  non  dobbiamo indicare quelle che  sono  le  prerogative
  dello  Stato  e  descriverle,  ma dobbiamo  sottolineare  -  come
  abbiamo  cercato di fare per esempio sulle materie di  pertinenza
  della  Regione  - le prerogative della Regione siciliana  sapendo
  che  il  rapporto  con  lo  Stato  si  risolve  a  partire  dalla
  sottolineatura  delle prerogative, delle funzioni  e  dei  poteri
  della Regione siciliana.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO  Presidente, una breve considerazione sul fatto  che
  tutti noi ci sentiamo rappresentati dai presenti componenti della
  Commissione Statuto, ma visto e considerato che non credo che  ci
  sia  il tempo materiale né tanto meno la unanimità riguardo  alla
  riscrittura  di  questo  articolo, penso che  sia  più  opportuno
  approvarlo così com'è oppure accantonarlo, in considerazione  del
  fatto  che,  forse,  la  riscrittura,  se  si  vuole  salvare  il
  principio  di  salvare  la gran parte della  precedente  versione
  dello  Statuto, richiede un approfondimento maggiore,   semprechè
  il tempo che abbiamo dedicato ai lavori di preparazione di questa
  riscrittura non sia stato sufficiente.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  sul contenuto dell'articolo c'è un  accordo unanime.
  Stiamo discutendo, ma ovviamente potremmo farlo  meglio in  altra
  sede;  pertanto,  chiedo che l'articolo venga accantonato.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, io devo ricordarmi delle  cose
  che  accadono, possono pure non avere grande significato,  ma  ho
  chiesto  ed  ottenuto  il ritiro di un emendamento  e  non  posso
  averlo chiesto ed ottenuto soltanto per un accantonamento

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Chiedo una  breve
  sospensione della seduta.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 12.18, è ripresa alle ore
                               12.30)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Riprende la discussione del disegno di legge nn. 580-472-578-602-
                                652/A

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato dalla  Commissione
  l'emendamento 39 R, interamente sostitutivo dell'articolo 39.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, continuo a votare  contro,  non
  per  la  questione  specifica  -  ho  lanciato  una  provocazione
  nell'appoggiare    l'emendamento    presentato     dall'onorevole
  Spampinato   -    quanto   perché  non  condivido   assolutamente
  l'impostazione.
   Quando poc'anzi ho detto che questa modifica agli articoli 20  e
  21 è un  annacquamento', volevo sottolinearlo e continuo a farlo,
  per  metterla in perfetta contraddizione con quanto è  già  stato
  fatto in quest'Aula nella modifica dello Statuto.
   Mi   riferisco,   naturalmente,  alla  modifica   dell'art.   1,
  approvata  con  l'emendamento all'art. 3, uno dei primi  articoli
  approvati  che,  sostanzialmente, annulla la  nostra  specificità
  autonomistica.
   Da   ciò,  signor  Presidente,  caro  collega  Capodicasa,  devo
  rilevare che la nostra Regione non è più a statuto autonomo. Vero
  è  che ci sono le prerogative del titolo V della Costituzione, la
  modifica all'art. 177 della Costituzione, ma proprio per  questo,
  la   nostra   specificità  si  è  notevolmente  ridotta,   si   è
   annacquata', appunto.
   Quanto  all'art. 1, quest'ultimo recita che  la Sicilia, con  le
  isole  Eolie,  Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria è  costituita
  una  Regione  autonoma  ma noi abbiamo perso ora  la  specificità
  dell'autonomia siciliana, perché non mi basta citare il fatto che
  i  comuni e le province costituiscono le istituzioni territoriali
  autonome, perché i comuni sono stati sempre autonomi nella storia
  della  nostra  Regione,  probabilmente ancora  prima  dei  comuni
  d'Italia, nel periodo del Medioevo
   Poi  le  province  sono realtà  nuove , venute  successivamente,
  dall'800  in poi: però, se andiamo a vedere la specificità  della
  Regione siciliana, con la modifica dell'articolo 3, non c'è più.
   Di  questo ne dobbiamo prendere atto e me ne rammarico, in  modo
  profondo,  e  voglio che  emerga, nella presente discussione,  da
  qui  alla  votazione finale di questa riforma che si sta portando
  avanti.
   Su  questo  articolo  mi astengo, per una semplice  ragione,  ma
  vorrei mettere in evidenza la contraddizione tra il fatto che  il
  Presidente  della Regione vada a rappresentare la  Sicilia  e  il
  fatto  che,  la  Sicilia stessa, non è più  a  Statuto  autonomo
  Questa  è la verità e questa previsione, certamente, non consente
  alcun tipo di miglioramento dell'attuale norma statutaria.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    provo
  imbarazzo  a  dover  intervenire, però non è  possibile  che  non
  vengano  sottolineate  alcune palesi inesattezze  dell'intervento
  dell'onorevole  Micciché,  perché altrimenti  rischiamo  di  fare
  passare  l'Aula come se fosse ancora più sorda di quanto  non  lo
  sia:  ciò lo dico per le ragioni a cui facevo riferimento  prima,
  perché  tutto si può dire, onorevole Micciché, ma non quello  che
  lei ha sostenuto
   Come   abbiamo  più  volte  spiegato  durante  i  lavori   della
  Commissione,  durante i lavori del Parlamento,  ieri,  la  scorsa
  settimana,  il  tentativo  che  sta facendo  questa  Commissione,
  innanzitutto,  come  proponente, e  l'Aula  come  massimo  organo
  deliberativo della Regione, è quello proprio di riconfermare  del
  tutto  le specificità autonomistiche siciliane, evitando  che  le
  stesse possano correre il rischio che io stesso ieri, e tutta  la
  Commissione,  abbiamo sottolineato di poter riaprire  discussioni
  relative    a    singoli   aspetti   delle   nostre   specificità
  autonomistiche.
   Proprio  per  questo, abbiamo modificato - in  corso  d'opera  -
  persino  il  taglio,  l'impostazione degli  emendamenti,  come  è
  accaduto  proprio su questo emendamento, al fine  di  evitare  di
  dover  offrire  ai nostri interlocutori, ieri addirittura  li  ho
  definiti  le nostre controparti (perché di questo si  tratta  nel
  momento in cui difendiamo un'autonomia speciale qual è la nostra)
  un testo privo di garanzia e di  paracadute , soprattutto fino  a
  quando  noi   non  approveremo, cosa che mi auguro  faremo  molto
  presto   (poi  con  il  Presidente  Capodicasa  concorderemo   le
  modalità)  la  legge voto che abbiamo proposto e che  prevede  la
  ricostituzione  della Commissione paritetica,  che  si  inserisce
  nell'intesa che la Costituzione prevede allorquando il Parlamento
  nazionale  debba discutere le modifiche statutarie delle  Regioni
  autonome.
   Allora,  onorevole  Micciché, lei insiste su una  questione  che
  non esiste
   Se  andiamo  alla  ricerca di un titolo sulla  stampa,  io  sono
  giornalista  e, da questo punto di vista, sono il  più  bravo  di
  tutti, senza modestia

    MICCICHE'  Non ho dubbi

      FLERES  Io riesco a strappare un titolo sulla stampa parlando
  persino  dei  banchi  di scuola o di un qualunque  fiore,  di  un
  qualunque animale
   Se,  invece,  dobbiamo  lavorare  con  equilibrio,  razionalità,
  senso  di  responsabilità  al fine di  scrivere  ciò  che  è  più
  opportuno  e che è possibile prevedere in queste modifiche  dello
  Statuto, allora io la prego, e prego tutti i colleghi - l'ho  già
  fatto ieri - mettiamoci in un'altra disposizione d'animo.
   Qui  non stiamo discutendo la legge sulle carcasse degli animali
  e  neppure la legge su argomenti di minore rilevanza, per  carità
  tutti  gli  argomenti  sono  importanti,  ma  insomma  di  minore
  rilevanza: stiamo discutendo lo Statuto della regione
   Allora, se non ci disponiamo, se non disponiamo il nostro  animo
  ad  un  modello diverso e di confronto politico e di esame  delle
  questioni  che stiamo esaminando, rischiamo, onorevole  Micciché,
  l'irrisione e la rischia tutto il Parlamento, non le singole  sue
  componenti.
   Se  la  rischiassero  le  singole sue componenti,  sa  onorevole
  Micciché,  non avrei fatto questo intervento. Ma il  paradosso  è
  che  tutto il Parlamento rischia l'irrisione e questo non  me  lo
  posso  permettere, né come singolo membro del Parlamento, né  per
  la funzione istituzionale che ricopro.
   Dunque  la  prego, ancora una volta. Poniamoci in una condizione
  costruttiva  e  di  comprensione  di  chi  sono  i  nostri   veri
  avversari. Non andiamo a cercare gli avversari dove non ci  sono.
  Cerchiamo piuttosto di capire dove realmente sono per cercare  di
  ridurre la loro capacità di impatto rispetto a quelle che sono le
  nostre prerogative.
   Dopo  di  che, signor Presidente, dichiaro il mio voto a  favore
  dell'emendamento 39 R.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  condividendo   quanto   detto
  dall'onorevole  Fleres,  desidero  limitarmi  a   fornire   delle
  precisazioni.
   L'onorevole  Micciché  obietta  che,  nella  riformulazione,  la
  frase  contenuta nel vecchio Statuto che la Sicilia, con  le  sue
  isole,  è costituita in regione autonoma, non presente nel nuovo,
  determina,  dal  suo punto di vista, che rinunciamo  alla  nostra
  autonomia.
   La  nostra  autonomia  è però sancita dalla  Costituzione  della
  Repubblica. Il fatto che noi lo scriviamo per esteso o meno,  non
  muta nulla
   Naturalmente, ove questo dovesse costituire un problema,  signor
  Presidente, utilizzando l'articolo 117, alla fine potremmo  anche
  inserire   questa  precisazione,  è  un  fatto  direi  superfluo,
  ultroneo, ma comunque se serve lo inseriremo.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  ricordo   che,   ai   sensi
  dell'articolo  117  del Regolamento interno,  si  procederà  alle
  correzioni formali del testo ove se ne ravvisi l'opportunità.

    MICCICHE'  Desidero replicare all'intervento

    PRESIDENTE  Basta onorevole Micciché, ha già preso la parola.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Se lei proprio ha deciso di  bloccare  i  lavori...
  Onorevole  Miccichè, lei ha avuto qualificatissime  risposte.  Ha
  avuto  un  riconoscimento  di  una posizione  molto  onorevole  e
  politicamente apprezzata. Lei però non deve esagerare...


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  deciso
  in Commissione di continuare i lavori direttamente in Aula perché
  abbiamo  pensato  che  il dibattito che  si  poteva  dipanare  in
  Commissione  era  meglio che lo svolgessimo in  Aula,  anche  per
  accelerare i tempi dei lavori.
   Questo    significa   che,   man   mano   che   andiamo   avanti
  nell'articolato, ogni collega interviene per il singolo articolo,
  per l'emendamento. Magari qualcuno di noi, io faccio il mio caso,
  l'articolo 35, avrei potuto intervenire per illustrare le  nostre
  idee,  richiamando  anche  argomenti nuovi  come  lo  Statuto  di
  Israele,  che  è  un fatto nuovo. Non lo faccio,  perché  essendo
  d'accordo  con  l'andazzo generale, lo evito di  proposito.  Poi,
  magari in sede di dichiarazione finale di voto, intervengo  e  mi
  districo anch'io
   Però,   per   ogni   articolo,    non   possiamo   riconsiderare
  argomentazioni di carattere generale che ognuno  di  noi  ha  già
  svolto ad aprile. Personalmente ad aprile ho svolto sei pagine di
  intervento  e  anche  lei, onorevole Miccichè,   ne   ha  scritte
  molte
   Man  mano  che l'articolato si dipana, può darsi che  ognuno  di
  noi abbia un ripensamento in positivo, in negativo. Quando avremo
  finito  l'articolato, magari, faremo due giorni  di  pausa  e  se
  possiamo,  reinterveniamo, in base al secondo comma dell'articolo
  117 del  Regolamento - lo dicevo al collega Scalici poco fa - per
  chiarire qualche aggettivo che meglio ci soddisfa.
   Ma  non  possiamo  ridiscutere in ordine  a  principi  per  ogni
  articolo,  per ogni emendamento. Altrimenti non ne  usciamo  più
  Ormai siamo fuori tempo massimo  Io credo che stiamo lavorando un
  po'  per lasciare qualche traccia del nostro impegno  Secondo me,
  non  ci  riusciamo più. Ma se abbiamo una possibilità  su  mille,
  pratichiamola
   Quindi  invito  i  colleghi, onorevoli  Miccichè,  Capodicasa  e
  Fleres,   a   non   intervenire   per   riproporre   le    nostre
  argomentazioni,  ancorché  lapalissiane,  perché  perdiamo  tempo
  anche noi che la pensiamo in una certa maniera.

    CAPODICASA  E se c'è l'obiezione?

    ORTISI     No,   onorevole   Capodicasa,   perché    altrimenti
  l'onorevole Miccichè vuole intervenire ulteriormente. Qui diventa
  un'Aula  causidica, un Parlamento che non tende a  recuperare  il
  tempo  perduto   Del  resto, se si procede  in  questo  modo,  mi
  iscriverò a parlare su ogni emendamento.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Riprende la discussione del disegno di legge nn. 58-472-578-602-
                                652/A

    PRESIDENTE    Mi   sembra   molto   opportuna   la    posizione
  dell'onorevole Ortisi.
   Pongo  quindi in votazione l'emendamento 39 R della Commissione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si ritorna all'articolo 32. Ne do lettura:

                            «Articolo 32

   1.   All'articolo   18  dello  Statuto  sostituire   la   parola
  'emettere' con la parola 'esprimere'».

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   devo
  richiamare la sua attenzione, anche se non è il termine giusto né
  corretto, sull'intervento dell'onorevole Capodicasa.  Posso  dire
  che l'intervento che avrei voluto fare era un riconoscimento allo
  stesso  per  avere  politicamente e correttamente  inteso  quanto
  volevo esprimere nei miei precedenti interventi.

    PRESIDENTE  Ma lo ha già fatto, onorevole Micciché, non una  ma
  due volte

    MICCICHE'    Volevo  darne  atto,  signor  Presidente.   Volevo
  riconoscere  la sensibilità dell'onorevole Capodicasa  per  avere
  inteso il mio ragionamento.
   Non  era  assolutamente  di ostacolo alla modifica  migliorativa
  dello  Statuto. Non vuole essere assolutamente fine a se  stesso,
  né voglio apparire sui giornali
   Caro onorevole Fleres, è chiaro che lei ha più titolo di me  per
  intervenire,  sia come esperienza politica,  sia per l'esperienza
  giornalistica, considerato che lei è un giornalista.
   Spero  di  avere raggiunto l'obiettivo, poiché volevo  affermare
  che  togliere  dal  nostro Statuto le parole   Regione  autonoma
  sarebbe per me un grave nocumento alla nostra specificità.
   Credo  che  ciò  sia  stato  inteso  nel  modo  giusto  e   devo
  nuovamente  ringraziare l'onorevole Capodicasa  per  avermi  dato
  questo riconoscimento. E lui conosce la mia testardaggine  Quando
  mi  intesto una battaglia, voglio portarla a termine,  perché  ne
  sono convinto, e non perché voglio farne un discorso partitico  e
  ideologico.
   Mi  rendo  perfettamente conto che stiamo trattando una  materia
  di  enorme  importanza per la storia della  nostra  Sicilia.  Non
  stiamo parlando della legge sulle carcasse degli animali,  ma  di
  un argomento importante per il futuro della nostra Sicilia.

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato dalla  Commissione
  l'emendamento  32  R, interamente soppressivo  dell'articolo  32.
  Pongo  in  votazione  il  mantenimento dell'articolo  32.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  procede con l'esame dell'articolo  40.  Ne  do
  lettura:

                            «Articolo 40

   1.  All'articolo  22  dello  Statuto  cassare  le  parole  'alla
  formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed'».

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato   dagli  onorevoli
  Capodicasa,  Speziale ed altri l'emendamento   40.1,  soppressivo
  dell'articolo.
   L'emendamento 40.1. è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  pertanto  in votazione l'articolo 40.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico   che,  ai  sensi  dell'articolo  117  del  Regolamento
  interno, è stato presentato  dalla Commissione  l'emendamento   3
  R,  riferito  al secondo comma  dell'articolo 3, approvato  nella
  seduta n. 263 del 2 febbraio 2005.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 3 R. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  per  i  lavori  della   prossima
  settimana,  c'è  l'esigenza  di  svolgere  i  lavori   in   orari
  antimeridiani  e,  quindi, le se è possibile  spostare  i  lavori
  delle Commissioni al pomeriggio.

    PRESIDENTE   Nulla  quaestio,  onorevole  Ortisi.  Però  alcune
  leggi devono essere esaminate dalle Commissioni e martedì mattina
  sono già previste alcune riunioni.
   La  seduta  è rinviata a martedì, 1 marzo 2005, alle ore  11.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.

       II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
         lettera d), e 153 del Regolamento  interno,  della mozione:
         N. 380- Iniziative  al fine di verificare, prevenire  ed
                  arginare l'inquinamento luminoso.

                 FLERES - CATANIA GIUSEPPE - MAURICI - BALDARI

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1)    ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
             ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito)
         2)     Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
             867/A) (Seguito)

       IV   - Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                        FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -  VIRZI'

       V   - Discussione unificata delle mozioni:
         N. 291 -  Valutazione      dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                  GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO

         N. 304  -      Affidamento    del    Servizio     idrico
                  integrato  nell'Ambito territoriale ottimale  1
                  Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

       VI   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
         Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
         dell'Unione europea.

      VII   -  Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 12.53

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO:

   EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

    -All'articolo 36.:

   Emendamento 36.1:

  Al comma 1 dell'art. 19 ter dopo le parole    viene consultata'
  aggiungere la parola  preventivamente'.

    -All'articolo 39:

   Emendamento 39 R  (riscrittura dell'articolo 39):

  Dopo  il  comma 1 dell'articolo 21 dello Statuto è aggiunto  il
  seguente comma:

   1  bis.  Egli  dirige la politica generale del  Governo  e  ne
  risponde    di    fronte    all'Assemblea.                 Egli
  rappresenta, altresì, nella Regione il Governo dello Stato. .

  E' abrogato il comma 2 dell'articolo 21 dello Statuto.

  Dopo il comma 3 dell'articolo 21 è aggiunto il seguente comma:

   3  bis. Al Presidente della Regione, alla Giunta regionale  ed
  agli  Assessori  sono  attribuite  le  funzioni  esecutive   ed
  amministrative  secondo le disposizioni  dello  Statuto,  della
  legge regionale e dei regolamenti.

  E' abrogato l'articolo 20 dello Statuto.

    -All'articolo 32:

   Emendamento 32R:

  L'articolo 32 è soppresso.

   Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno

    -All'articolo 3:

   Emendamento 3R:

  Il comma 2 dell'articolo 3 è sostituito dal seguente:

   2. La Sicilia è costituita in Regione autonoma. Essa è fornita
  di   personalità   giuridica,  entro  l'unità  politica   della
  Repubblica, sulla base dei principi democratici che ispirano la
  vita della Nazione. .