Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Incardona è in missione,
per ragioni del suo ufficio, il 24 febbraio 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Nuova disciplina del difensore civico (n. 970)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Virzì, Sbona in data 24 febbraio 2005
- Norme per la valorizzazione ed il sostegno alla funzione
sociale ed educativa degli oratori (n. 971)
- di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Dina, Franchina, Savarino, Scalici,
Acanto, Savona, Fratello, Leanza Nicola, Paffumi, Antinoro in
data 23 febbraio 2005.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 23 febbraio 2005, alle competenti Commissioni
legislative:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Istituzione di un marchio etico di certificazione dei prodotti
ottenuti senza impiego di lavoro minorile e lavoro nero (n. 969)
d'iniziativa parlamentare
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO
REGIONALE
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento nazionale
ai sensi dell'art. 18 dello Statuto della Regione siciliana
Modifiche all'art. 116 della Costituzione (n. 968)
d'iniziativa parlamentare.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sbona in data 23 febbraio
2005, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 956 Disposizioni urgenti per l'istituzione in Sicilia di un
Centro euromediterraneo per la protezione dai maremoti .
Annunzio di interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta la seguente interrogazione
con richiesta di risposta orale:
n. 2103 - Iniziative per aumentare la disponibilità
economica per i Centri di assistenza tecnica (CAT) e per
ammettere il riconoscimento economico i CAT riconosciuti
soltanto giuridicamente.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Assessore Bilancio
-Firmatario: Villari Giovanni
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 23
febbraio 2005, la seguente mozione:
n. 380 Iniziative al fine di verificare, prevenire ed
arginare l'inquinamento luminoso , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici e Baldari.
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge numeri 580 - 472 -
578 - 602 - 652/A «Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento
nazionale, recante Modifiche allo Statuto della Regione'»
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
numeri 580 - 472 - 578 - 602 - 652/A «Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo Statuto
della Regione'», iscritto al numero 1.
Invito i componenti la Commissione speciale per la revisione
dello Statuto regionale a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ricordo che la discussione del disegno di legge si è interrotta
nella seduta n. 270 del 23 febbraio 2005, e che sono stati già
approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 15, 16, 20, 21, 22, 23,
24 (soppresso) e 30. Resta accantonato l'articolo 2.
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
1. Dopo l'articolo 19 dello Statuto aggiungere la seguente
sezione:
'Sezione II
Rapporti internazionali e con l'Unione europea'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Articolo 35
1. Dopo l'articolo 19 aggiungere il seguente:
'Articolo 19 bis
1. La Regione, tranne che nelle materie di competenza esclusiva
dello Stato, partecipa alle decisioni dirette alla formazione
degli atti normativi comunitari e provvede all'attuazione di
essi. La legge dello Stato disciplina le modalità di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempimento.
2. La Regione, nell'ambito delle materie di sua competenza e
per le questioni di diretto interesse, partecipa come componente
alle delegazioni del Governo dello Stato presso gli organi della
Unione europea.
3. La Regione partecipa altresì all'elaborazione ed alla
formazione dei trattati che il Governo statale, anche su
iniziativa della Regione stessa, intenda stipulare con Stati
esteri, in quanto riguardino materie di competenza regionale o
incidano sugli interessi socio-economici della Sicilia. Detti
trattati sono stipulati congiuntamente dallo Stato e dalla
Regione.
4. Nelle materie di propria competenza la Regione, nel rispetto
dei principi di diritto internazionale e comunitario, può
concludere accordi ed intese con Stati ed enti territoriali
interni ad altro Stato, con esclusione dei trattati
internazionali di natura politica.
5. Indipendentemente dal potere di concludere accordi ed intese
ai sensi del comma 4, la Regione può svolgere, previa intesa con
lo Stato, attività di rilievo internazionale e promozionali
all'estero, non comportanti impegni.
6. Quando le attività di cui al comma 5 siano espletate con
Stati o articolazioni territoriali interne ad altri Stati facenti
parte della Unione europea, la Regione ne dà semplice
comunicazione preventiva al Governo nazionale.
7. Delle attività di cui al presente articolo incluse la
sottoscrizione di accordi, intese, protocolli d'intesa,
dichiarazioni d'intenti o altri atti ad essi equiparabili e
l'assunzione unilaterale di impegni, il Governo regionale informa
previamente l'Assemblea regionale siciliana.
8. La Regione promuove la cooperazione tra i Paesi del
Mediterraneo'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Ardizzone, Franchina e Lo Monte: 35.1 e
35.2.
Per assenza dei firmatari dall'Aula, li dichiaro decaduti.
Pongo in votazione l'articolo 35. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Articolo 36
1. Dopo l'articolo 19 bis aggiungere il seguente:
'Articolo 19 ter
1. Nei casi in cui il Parlamento nazionale abbia facoltà di
inviare ai competenti organi comunitari pareri sulle proposte
legislative della Unione europea, l'Assemblea regionale siciliana
viene consultata quando si tratti di materie nelle quali la
Regione ha competenza esclusiva e concorrente'».
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento:
- dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 36.1.
Per assenza dei firmatari dall'Aula, lo dichiaro decaduto.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. La Commissione
fa proprio l'emendamento 36.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 36.1, fatto proprio dalla
Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 36, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
1. Dopo l'articolo 19 ter aggiungere il seguente:
'Articolo 19 quater
1. Il Governo nazionale propone ricorso, dinanzi alla Corte di
Giustizia delle Comunità europee, avverso gli atti normativi
comunitari ritenuti illegittimi, che riguardino materie di
competenza regionale, su richiesta o su conforme avviso del
Presidente della Regione.
2. La Regione può proporre ricorso dinanzi il Tribunale di
primo grado avverso gli atti comunitari che la riguardino
individualmente e direttamente.
3. La Regione può impugnare le sentenze e le ordinanze del
Tribunale di primo grado davanti alla Corte di Giustizia delle
Comunità europee'».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Spampinato
l'emendamento 37.1.
ORTISI Lo faccio mio.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera ho
chiesto all'onorevole Spampinato quale fosse il significato
dell'emendamento perché sembrerebbe non avere motivazioni.
L'articolo recita che il Governo nazionale propone ricorso
dinanzi alla Corte di Giustizia della Comunità europea verso gli
atti normativi comunitari ritenuti illegittimi che riguardino
materie di competenza regionale su richiesta, o su conforme
avviso del Presidente della Regione.
La Commissione ha scelto questa doppia indicazione perché con
le parole su richiesta' si intende quando l'iniziativa è della
Regione, mentre con le parole su conforme avviso' si intende
quando l'iniziativa è dello Stato.
Ciò sembrerebbe escludere che lo Stato possa accorgersi
autonomamente di dovere avanzare ricorso presso la Corte di
Giustizia, ma così non è. Per queste ragioni, la Commissione è
contraria all'emendamento dell'onorevole Spampinato. Forse lo
stesso onorevole Spampinato, ieri sera, ci stava ripensando
perché preclude un'ipotesi.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro di
ritirare l'emendamento perché ho riflettuto ed alla luce delle
considerazioni fatte dal vicepresidente Fleres, l'aspetto per cui
era stato presentato è superato, sostanzialmente, dalle
motivazioni della derivazione dell'eccezione che potrebbe
nascere, pertanto, ho ritenuto opportuno ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 37. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Articolo 38
1. La sezione II intitolata 'Funzioni del Presidente della
Regione e della Giunta regionale' è rinumerata in Sezione III».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Articolo 39
1. Sostituire gli articoli 20 e 21 dello Statuto con il
seguente:
'Articolo 20
1. Il Presidente della Regione è Capo del Governo regionale,
rappresenta la Regione, dirige la politica generale del Governo e
ne risponde di fronte all'Assemblea. Egli rappresenta, altresì,
nella Regione il Governo dello Stato.
2. Al Presidente della Regione, alla Giunta regionale ed agli
Assessori sono attribuite le funzioni esecutive ed amministrative
regionali secondo le disposizioni dello Statuto, della legge
regionale e dei regolamenti.
3. Il Presidente della Regione partecipa, col rango di
Ministro, al Consiglio dei Ministri, con voto deliberativo, nelle
materie che interessano la Regione'».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Spampinato
l'emendamento 39.1.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia è
una considerazione giuridica, non politica. Sarei ben felice se
il Presidente della Regione potesse, durante le sedute del
Consiglio dei Ministri, esercitare il proprio voto deliberativo.
Faccio una riflessione di natura politica e mi pongo, e pongo
all'Assemblea, questo quesito. Considerato che il Governo
nazionale è collegato al Parlamento nazionale da un rapporto di
fiducia che si instaura nel momento in cui, dopo la presentazione
del programma, il Parlamento esprime un voto di fiducia e che, da
quel momento, esiste una responsabilità politica del Governo nel
suo complesso e dei singoli ministri nei confronti del
Parlamento, nel rispettare il programma che si estrinseca,
chiaramente, attraverso l'attività del Consiglio dei Ministri, mi
chiedo come sia possibile immaginare un Consiglio dei Ministri
dove un componente, il Presidente della Regione siciliana, sia
svincolato da questo tipo di responsabilità politica, a
differenza di tutti gli altri componenti del Consiglio dei
Ministri.
Credo che non sia possibile immaginare che tutti i singoli
Ministri rispondano politicamente al Parlamento per gli atti
compiuti durante il loro esercizio all'interno del Consiglio dei
Ministri e che nello stesso organismo esista un componente che
sia sostanzialmente svincolato da questa responsabilità politica.
Ritengo che questo articolo sia frutto del mancato
coordinamento esistente nel 1946 rispetto ad una Costituzione che
ancora non esisteva. Non ritengo che sia stato mai esercitato il
potere di voto deliberativo da parte del Presidente della
Regione; lo considero, quindi, oltre che giuridicamente non
corretto, politicamente inutile in considerazione di quanto ho
appena detto.
E' chiaro che sarebbe auspicabile tale potere, ma credo che
strida fortemente con le considerazioni, non di natura politica,
ma di natura giuridica che sintetizzo ancora una volta, ovvero
immaginare un componente del Consiglio dei Ministri che, a
differenza di tutti gli altri Ministri, sia svincolato dalla
responsabilità politica nei confronti del Parlamento e
sicuramente nei confronti dell'Assemblea regionale.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho compreso la
ratio dell'emendamento presentato dall'onorevole Spampinato e,
tuttavia, vorrei invitare l'Aula a fare una riflessione un po'
più articolata sull'articolo 39, alla luce delle considerazioni
che facevamo ieri sera, sulla opportunità di modificare il meno
possibile il vecchio Statuto.
La proposta del nuovo articolo 39 unifica i concetti contenuti
nei vecchi articoli 20 e 21.
A mio avviso, con la nuova formulazione, non stiamo
introducendo alcunché di particolare, nulla che sostanzialmente
incida sulle prerogative del Presidente della Regione e degli
Assessori. A questo punto mi chiedo se sia opportuno offrire, ad
una valutazione dei nostri interlocutori nazionali che sappiamo
essere attualmente molto discrezionale, un ulteriore elemento.
Propongo, quindi, di tornare alla vigente formulazione, evitando
di cambiare gli articoli 20 e 21 ed, in alternativa, se l'Aula
necessita di una riflessione aggiuntiva, di accantonare
l'articolo 39 ed affrontare l'esame dell'articolo 32, per
abrogarlo, dato che, anche in quel caso, si tratterebbe di un
aggiustamento di natura formale, e nel caso specifico, si
vorrebbe sostituire la parola emettere' con la parola
esprimere'. Lo avvertiamo come un'eccessiva raffinatezza che
potremmo anche evitare.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, concordo
con quanto esplicitato nell'emendamento dell'onorevole
Spampinato, anche perché ho avuto modo di riflettere.
Probabilmente, i nostri predecessori, i padri costituenti dello
Statuto siciliano, pensando a questa norma, credevano in una
perfetta compartecipazione del Governo del Paese, tra un
autonomismo, quello siciliano e il decisionismo del Governo
nazionale. Ma le cose non sono andate come auspicato.
Quindi, a mio avviso la ragione d'essere di questa norma, che
proviene dallo Statuto vigente, quello del 1946, avrebbe senso se
il nostro Statuto venisse perfettamente adeguato a quella norma
autonomista con la specificità che si è voluta nel 1946, ed a
maggior ragione, in considerazione del fatto che la riforma dello
Statuto, oggi in discussione, sta perdendo la specificità
autonomistica, cioè quella peculiarità della nostra Regione,
della nostra storia e della nostra dimensione sociale e
politica che si è data alla fine della seconda guerra mondiale,
prima ancora della nascita dello Stato repubblicano.
Per queste ragioni ho già, più volte, manifestato il mio
dissenso alla modifica dello Statuto - pensato in questi termini
-, in quanto si sta perdendo la specificità. Infatti, ha poco
valore che il Presidente della Regione rappresenti la Sicilia
con la sola opzione del voto, è un contentino di poco interesse.
Non ha alcuna validità dal momento che viene svilito lo specifico
contenuto dello Statuto siciliano, fino a rimanerne guastato;
questa la mia opinione sulla riforma che si sta attuando.
Ribadisco che sono d'accordo con l'emendamento presentato
dall'onorevole Spampinato; forse sarebbe opportuno
accantonarlo, così come ha suggerito poc'anzi l'onorevole Fleres,
in qualità di componente della Commissione Statuto.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che l'obiezione avanzata
dall'onorevole Spampinato non sia pertinente perché il voto
deliberativo al Presidente della Regione in seno al Consiglio dei
Ministri è stato sempre dato.
In un certo periodo è stato contestato dallo Stato, ma in
realtà, alla fine, è entrato nella prassi oltre che essere
contenuto nella lettera dello Statuto.
Non capisco la ragione per la quale dovremmo essere noi a
sopprimere una prerogativa del Presidente della Regione, il quale
non si esprime sulla materia concernente norme legislative ed
anche decreti legislativi che interessano la Regione attraverso
un parere, ma dovrebbe farlo anche attraverso un voto.
Le motivazioni di natura tecnico-giuridica che l'onorevole
Spampinato ha sollevato, sono argomenti da sempre presenti,
essendo il Consiglio dei Ministri un collegio perfetto che
verrebbe alterato con la presenza di un componente che non ha
avuto la fiducia dal Parlamento nazionale. Questo è stato sempre
superato con la motivazione che è già prevista nell'articolo 21,
cioè che il Presidente della Regione partecipa col rango di
Ministro. Con le parole col rango di Ministro' non si vuole
attribuire al Presidente della Regione una medaglietta per
potersi fregiare di un titolo, è un equiparare, con norma
costituzionale, il Presidente della Regione agli altri Ministri
che partecipano alla seduta.
Quindi, in quel caso e per quelle materie, il Presidente della
Regione fa parte di quel collegio che va a decidere, che è,
appunto, il Consiglio dei Ministri.
Mi sembrerebbe veramente curioso che a riaprire il dibattito su
questo argomento debba essere l'Assemblea regionale siciliana,
tanto più che questa materia, che mancava di una norma di
attuazione, recentemente è andata all'esame della Commissione
paritetica ed è stata disciplinata; inoltre, nella nuova
disciplina (con l'accordo della Regione e dello Stato) si è
convenuto che la presenza del Presidente della Regione debba
sostanziarsi in un'espressione di volontà attraverso un voto.
C'è un accordo tra le parti e dunque non vedo la ragione per
cui dovremmo andare a rimettere tutto in discussione.
Capisco l'obiezione dell'onorevole Spampinato dal punto di
vista del nitore della norma, però, la norma nel corso degli anni
ha trovato finalmente un suo assetto condiviso da Stato e
Regione.
Quindi, suggerirei all'onorevole Spampinato di non insistere
sul suo emendamento perché andremmo ad incidere su una materia
già deliberata e che proprio oggi è a vantaggio della Regione,
per cui sarebbe sbagliato privarsene.
Per quanto riguarda l'obiezione sollevata dall'onorevole
Micciché, quest'ultimo ha già per la seconda volta sostenuto che,
con l'approvazione di questo Statuto, stiamo riducendo le
competenze statutarie ed autonomistiche della Regione.
Sarei interessato a discutere con l'onorevole Miccichè nel
merito per capire dove tutto questo sta avvenendo. In realtà, la
critica, la riserva o la preoccupazione che ci viene da parte di
alcuni attori' del dibattito politico statutario - l'onorevole
Fleres poc'anzi lo ha richiamato - sono nella direzione opposta,
cioè che stiamo esagerando nel pretendere ulteriori competenze e
poteri, vuoi in materia finanziaria, vuoi in materia di politica
estera. Quindi, non mi pare che l'obiezione dell'onorevole
Miccichè, a questo proposito, sia fondata.
Non vorrei che questo ritornare da parte dell'onorevole
Miccichè sull'argomento preluda a volere esprimere un voto
contrario allo Statuto. Vorrei raccomandare all'onorevole
Miccichè di riflettere sulla sua posizione con molta
ponderatezza. Noi stiamo approvando la Costituzione della Sicilia
- lasciatemi passare questa analogia con la Costituzione
italiana, che naturalmente è forzata, ma per dare il senso di che
cosa stiamo facendo - e quando si discute di questa materia non
dobbiamo badare alle maggioranze ed alle minoranze o alle
posizioni politiche contingenti. Noi discutiamo di qualche cosa
che ha un fondamento costituzionale, è materia che non si presta
ai posizionamenti ordinari che ogni forza politica, ogni singolo
parlamentare può avere. Se ci sono le ragioni forti per esprimere
un punto di vista purché siano argomentati tecnicamente e
giuridicamente, allora va bene, se questo non c'è, inviterei i
colleghi a tenere una posizione che è più consona alla materia.
Naturalmente, tutto è discutibile, tutto è perfettibile, ma
credo che siamo qui per fare il nostro dovere, lo sforzo
maggiore che stiamo compiendo è quello di esitare una buona legge
voto a tutela e a valorizzazione degli interessi della nostra
Regione.
L'onorevole Fleres avanzava una proposta che rientra nella
filosofia che già, lo stesso onorevole Fleres ricordava, ci è
stata raccomandata, per esempio, dall'Associazione ex
parlamentari della Regione, i quali ritengono che la nostra
proposta di revisione stia andando troppo in profondità, è troppo
invasiva e bisognerebbe ridurla.
In realtà, da quando siamo tornati a discutere lo Statuto in
Commissione abbiamo voluto verificare meglio questa
raccomandazione e abbiamo già ripulitoalcune norme riconducendole
all'essenziale.
In questo caso, signor Presidente, la riformulazione degli
articoli 20 e 21 è intervenuta allo scopo di sopprimere qualche
parte già desueta. Per esempio, al secondo comma dell'articolo
21, laddove recita Egli rappresenta altresì nella Regione il
Governo dello Stato - parliamo del Capo del Governo regionale -
che può tuttavia inviare temporaneamente propri commissari per
la esplicazione di singole funzioni statali . Questa prerogativa
messa in capo al Governo dello Stato è più una prerogativa legata
al particolare periodo storico in cui lo Statuto nacque, cioè
volto a tutelare lo Stato in alcune materie.
Pertanto, se salvaguardiamo la volontà della Commissione, sia
pure modificando le procedure, a mio giudizio nulla quaestio,
così come abbiamo fatto per l'articolo 23 in relazione
all'articolo 14 dello Statuto relativo alle competenze.
Naturalmente, per fare ciò occorre una breve sospensione della
seduta per riformularlo, se siamo interessati a farlo,
diversamente proporrei di procedere così come l'articolo 39 ci
suggerisce.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, siamo in una Assemblea
politica e dobbiamo discutere anche in termini politici.
Insorgono questioni di natura politica ed è bene affrontarle, ma
le ricordo che l'articolo 4 del decreto legislativo 2004, n. 35
Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione
Siciliana relative alla partecipazione del Presidente della
Regione alle riunioni del Consiglio dei Ministri , così recita:
In conformità a quanto prescritto dall'articolo 21, terzo comma,
dello Statuto della Regione Siciliana, in tema di preventiva
informazione sugli argomenti iscritti all'ordine del giorno delle
sedute del Consiglio dei Ministri cui è chiamato a partecipare,
do espressione di opinioni e manifestazioni di voto, al
Presidente della Regione Siciliana spettano i medesimi diritti e
doveri attribuiti ai Ministri .
Mi sembra dottrinariamente ineccepibile la sua osservazione
relativamente all'aspetto della mancata fiducia che il Presidente
della Regione, di qualunque regione sia, non ha percepito e
goduto durante i lavori di formazione del Governo, ma sul piano
giuridico e costituzionale la prerogativa del valore deliberativo
della sua presenza è una prerogativa che dobbiamo difendere e non
annullare. Per cui, mi pare che, alla fine, possiamo concludere
con la pace di tutti riconoscendo che, in effetti, il principio
va salvaguardato.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi stiamo
riformulando gli articoli 20 e 21 facendo salvo il terzo comma
dell'articolo 21, incidendo in tal modo il meno possibile sulle
questioni che abbiamo affrontato nel rispetto della nuova
filosofia che ci siamo dati relativamente alla trattazione di
questo argomento.
Poiché il testo non è ancora pronto, se la Presidenza è
d'accordo, potremmo esaminare l'articolo 32 al quale è stato
presentato un emendamento soppressivo della Commissione, e poi
tornare all'articolo 39.
PRESIDENTE Vorrei invitare l'onorevole Sammartino a ritirare
l'emendamento.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per sottolineare una questione, cioè il fatto che
questo tipo di emendamenti potrebbe avere una ratio qualora fosse
inserito in un contesto in cui oggetto della discussione è lo
Statuto del consiglio comunale o di un consiglio provinciale, ma
non lo Statuto della Regione Siciliana, onorevole Spampinato.
Questo tipo di emendamenti ha una ratio totalmente opposta a
quella che ha ispirato l'approvazione dello Statuto regionale
siciliano che è pattizia, non bisogna dimenticarlo, come è
pattizia la natura di una Carta statutaria, di una Carta
costituzionale, e alla loro approvazione hanno concorso
rispettivamente la volontà del popolo siciliano e la volontà del
popolo italiano. E' questa la natura pattizia.
Ecco il perchè del riconoscimento del voto deliberativo al
Presidente della Regione in sede di Consiglio dei Ministri, in
quanto, pur non avendo avuto la fiducia del Parlamento, risponde
a quella originaria natura pattizia che vede nel Presidente della
Regione esprimersi la volontà del popolo siciliano per le
questioni attinenti la Sicilia.
Per cui, signor Presidente, io sono per accogliere il suo
invito, rinunciando - così come per altro, credo, abbia espresso
anche l'onorevole Capodicasa - alla riscrittura di questo
articolo, così come proposto dalla Commissione.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
apprezzato in maniera particolare le considerazioni fatte prima
dall'onorevole Capodicasa e poi da lei, ricordandomi anche un
ulteriore passaggio normativo. Devo dire che non ho apprezzato
troppo la lezione dell'onorevole Sammartino, ma devo, altresì,
dichiararmi soddisfatto perchè cerco di pormi anche un po' con
uno spirito critico, in considerazione del fatto che non siamo i
soli a dover decidere su questo testo. Io credo, infatti, che
bisogna che qualcuno svolga anche le funzioni dell'avvocato del
diavolo rispetto alle contestazioni che a livello statale
potrebbero nascere.
Devo dire che mi ritengo soddisfatto, per la stessa dignità
dello Statuto, che su qualche tema ci sia un minimo di dibattito,
ci sia un confronto. Io posso dire le cose più stupide di questo
mondo che, però, nel dibattito possono determinare da parte dei
colleghi una criticità positiva o negativa. E' questo lo scopo
dell'emendamento, non quello a cui faceva riferimento l'onorevole
Sammartino e cioè di avere un sentimento diverso da quello che
ha guidato i padri costituenti siciliani nel 1946, ma uno spirito
critico che possa dare un contributo affinchè eventuali eccezioni
che potrebbero nascere con il nostro interlocutore, cioè il
Parlamento nazionale, siano dibattute. Credo, infatti, che il
dibattito dia maggiore dignità a ciò che in questi giorni stiamo
facendo.
In ultimo, esprimendo soddisfazione per il dibattito svoltosi,
dichiaro di ritirare l'emendamento.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi
riservavo di intervenire nel merito, ma credo che dopo le
considerazioni dell'onorevole Capodicasa e anche l'intervento
dell'onorevole Spampinato non mi posso esimere dal ritornare sul
merito, anche se vorrei dire all'onorevole Spampinato - nel cui
intervento ho colto la volontà a rendere tale discussione
effettivamente partecipata - che ci sono, però, aspetti sui
quali bisogna avere un'attenzione in più e questo è uno di
quelli. Stiamo parlando di uno dei punti più significativi della
specialità della nostra autonomia, che noi tutti - ho sentito e
ascoltato più volte gli interventi dell'onorevole Spampinato -
consideriamo un patrimonio da salvaguardare.
Intervengo, invece, rapidamente sulla riscrittura e sulle
considerazioni che faceva l'onorevole Capodicasa, richiamando una
raccomandazione dell'Associazione degli ex parlamentari.
Credo che in questo caso la riscrittura dello Statuto sia più
che motivata, anche perchè la vecchia dizione non tiene conto
delle novità intervenute nel rapporto tra il Presidente della
Regione e gli assessori, i quali adesso - come è noto - possono
essere nominati e revocati dal Presidente della Regione e,
quindi, hanno una collocazione dal punto di vista delle
prerogative diversa da quando si fece lo Statuto nel '47. Per
quanto riguarda le prerogative dello Stato, l'onorevole
Capodicasa ha citato la norma che segnalava la possibilità per lo
Stato di mandare dei commissari per funzioni specifiche.
Personalmente, la considero non solo obsoleta, ma la considero,
anche dal punto di vista della filosofia che ha ispirato questa
revisione dello Statuto, coerente con il fatto che noi nel nostro
Statuto non dobbiamo indicare quelle che sono le prerogative
dello Stato e descriverle, ma dobbiamo sottolineare - come
abbiamo cercato di fare per esempio sulle materie di pertinenza
della Regione - le prerogative della Regione siciliana sapendo
che il rapporto con lo Stato si risolve a partire dalla
sottolineatura delle prerogative, delle funzioni e dei poteri
della Regione siciliana.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SAMMARTINO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Presidente, una breve considerazione sul fatto che
tutti noi ci sentiamo rappresentati dai presenti componenti della
Commissione Statuto, ma visto e considerato che non credo che ci
sia il tempo materiale né tanto meno la unanimità riguardo alla
riscrittura di questo articolo, penso che sia più opportuno
approvarlo così com'è oppure accantonarlo, in considerazione del
fatto che, forse, la riscrittura, se si vuole salvare il
principio di salvare la gran parte della precedente versione
dello Statuto, richiede un approfondimento maggiore, semprechè
il tempo che abbiamo dedicato ai lavori di preparazione di questa
riscrittura non sia stato sufficiente.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, sul contenuto dell'articolo c'è un accordo unanime.
Stiamo discutendo, ma ovviamente potremmo farlo meglio in altra
sede; pertanto, chiedo che l'articolo venga accantonato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, io devo ricordarmi delle cose
che accadono, possono pure non avere grande significato, ma ho
chiesto ed ottenuto il ritiro di un emendamento e non posso
averlo chiesto ed ottenuto soltanto per un accantonamento
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo una breve
sospensione della seduta.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.18, è ripresa alle ore
12.30)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 580-472-578-602-
652/A
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 39 R, interamente sostitutivo dell'articolo 39.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, continuo a votare contro, non
per la questione specifica - ho lanciato una provocazione
nell'appoggiare l'emendamento presentato dall'onorevole
Spampinato - quanto perché non condivido assolutamente
l'impostazione.
Quando poc'anzi ho detto che questa modifica agli articoli 20 e
21 è un annacquamento', volevo sottolinearlo e continuo a farlo,
per metterla in perfetta contraddizione con quanto è già stato
fatto in quest'Aula nella modifica dello Statuto.
Mi riferisco, naturalmente, alla modifica dell'art. 1,
approvata con l'emendamento all'art. 3, uno dei primi articoli
approvati che, sostanzialmente, annulla la nostra specificità
autonomistica.
Da ciò, signor Presidente, caro collega Capodicasa, devo
rilevare che la nostra Regione non è più a statuto autonomo. Vero
è che ci sono le prerogative del titolo V della Costituzione, la
modifica all'art. 177 della Costituzione, ma proprio per questo,
la nostra specificità si è notevolmente ridotta, si è
annacquata', appunto.
Quanto all'art. 1, quest'ultimo recita che la Sicilia, con le
isole Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria è costituita
una Regione autonoma ma noi abbiamo perso ora la specificità
dell'autonomia siciliana, perché non mi basta citare il fatto che
i comuni e le province costituiscono le istituzioni territoriali
autonome, perché i comuni sono stati sempre autonomi nella storia
della nostra Regione, probabilmente ancora prima dei comuni
d'Italia, nel periodo del Medioevo
Poi le province sono realtà nuove , venute successivamente,
dall'800 in poi: però, se andiamo a vedere la specificità della
Regione siciliana, con la modifica dell'articolo 3, non c'è più.
Di questo ne dobbiamo prendere atto e me ne rammarico, in modo
profondo, e voglio che emerga, nella presente discussione, da
qui alla votazione finale di questa riforma che si sta portando
avanti.
Su questo articolo mi astengo, per una semplice ragione, ma
vorrei mettere in evidenza la contraddizione tra il fatto che il
Presidente della Regione vada a rappresentare la Sicilia e il
fatto che, la Sicilia stessa, non è più a Statuto autonomo
Questa è la verità e questa previsione, certamente, non consente
alcun tipo di miglioramento dell'attuale norma statutaria.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, provo
imbarazzo a dover intervenire, però non è possibile che non
vengano sottolineate alcune palesi inesattezze dell'intervento
dell'onorevole Micciché, perché altrimenti rischiamo di fare
passare l'Aula come se fosse ancora più sorda di quanto non lo
sia: ciò lo dico per le ragioni a cui facevo riferimento prima,
perché tutto si può dire, onorevole Micciché, ma non quello che
lei ha sostenuto
Come abbiamo più volte spiegato durante i lavori della
Commissione, durante i lavori del Parlamento, ieri, la scorsa
settimana, il tentativo che sta facendo questa Commissione,
innanzitutto, come proponente, e l'Aula come massimo organo
deliberativo della Regione, è quello proprio di riconfermare del
tutto le specificità autonomistiche siciliane, evitando che le
stesse possano correre il rischio che io stesso ieri, e tutta la
Commissione, abbiamo sottolineato di poter riaprire discussioni
relative a singoli aspetti delle nostre specificità
autonomistiche.
Proprio per questo, abbiamo modificato - in corso d'opera -
persino il taglio, l'impostazione degli emendamenti, come è
accaduto proprio su questo emendamento, al fine di evitare di
dover offrire ai nostri interlocutori, ieri addirittura li ho
definiti le nostre controparti (perché di questo si tratta nel
momento in cui difendiamo un'autonomia speciale qual è la nostra)
un testo privo di garanzia e di paracadute , soprattutto fino a
quando noi non approveremo, cosa che mi auguro faremo molto
presto (poi con il Presidente Capodicasa concorderemo le
modalità) la legge voto che abbiamo proposto e che prevede la
ricostituzione della Commissione paritetica, che si inserisce
nell'intesa che la Costituzione prevede allorquando il Parlamento
nazionale debba discutere le modifiche statutarie delle Regioni
autonome.
Allora, onorevole Micciché, lei insiste su una questione che
non esiste
Se andiamo alla ricerca di un titolo sulla stampa, io sono
giornalista e, da questo punto di vista, sono il più bravo di
tutti, senza modestia
MICCICHE' Non ho dubbi
FLERES Io riesco a strappare un titolo sulla stampa parlando
persino dei banchi di scuola o di un qualunque fiore, di un
qualunque animale
Se, invece, dobbiamo lavorare con equilibrio, razionalità,
senso di responsabilità al fine di scrivere ciò che è più
opportuno e che è possibile prevedere in queste modifiche dello
Statuto, allora io la prego, e prego tutti i colleghi - l'ho già
fatto ieri - mettiamoci in un'altra disposizione d'animo.
Qui non stiamo discutendo la legge sulle carcasse degli animali
e neppure la legge su argomenti di minore rilevanza, per carità
tutti gli argomenti sono importanti, ma insomma di minore
rilevanza: stiamo discutendo lo Statuto della regione
Allora, se non ci disponiamo, se non disponiamo il nostro animo
ad un modello diverso e di confronto politico e di esame delle
questioni che stiamo esaminando, rischiamo, onorevole Micciché,
l'irrisione e la rischia tutto il Parlamento, non le singole sue
componenti.
Se la rischiassero le singole sue componenti, sa onorevole
Micciché, non avrei fatto questo intervento. Ma il paradosso è
che tutto il Parlamento rischia l'irrisione e questo non me lo
posso permettere, né come singolo membro del Parlamento, né per
la funzione istituzionale che ricopro.
Dunque la prego, ancora una volta. Poniamoci in una condizione
costruttiva e di comprensione di chi sono i nostri veri
avversari. Non andiamo a cercare gli avversari dove non ci sono.
Cerchiamo piuttosto di capire dove realmente sono per cercare di
ridurre la loro capacità di impatto rispetto a quelle che sono le
nostre prerogative.
Dopo di che, signor Presidente, dichiaro il mio voto a favore
dell'emendamento 39 R.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, condividendo quanto detto
dall'onorevole Fleres, desidero limitarmi a fornire delle
precisazioni.
L'onorevole Micciché obietta che, nella riformulazione, la
frase contenuta nel vecchio Statuto che la Sicilia, con le sue
isole, è costituita in regione autonoma, non presente nel nuovo,
determina, dal suo punto di vista, che rinunciamo alla nostra
autonomia.
La nostra autonomia è però sancita dalla Costituzione della
Repubblica. Il fatto che noi lo scriviamo per esteso o meno, non
muta nulla
Naturalmente, ove questo dovesse costituire un problema, signor
Presidente, utilizzando l'articolo 117, alla fine potremmo anche
inserire questa precisazione, è un fatto direi superfluo,
ultroneo, ma comunque se serve lo inseriremo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, si procederà alle
correzioni formali del testo ove se ne ravvisi l'opportunità.
MICCICHE' Desidero replicare all'intervento
PRESIDENTE Basta onorevole Micciché, ha già preso la parola.
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Se lei proprio ha deciso di bloccare i lavori...
Onorevole Miccichè, lei ha avuto qualificatissime risposte. Ha
avuto un riconoscimento di una posizione molto onorevole e
politicamente apprezzata. Lei però non deve esagerare...
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo deciso
in Commissione di continuare i lavori direttamente in Aula perché
abbiamo pensato che il dibattito che si poteva dipanare in
Commissione era meglio che lo svolgessimo in Aula, anche per
accelerare i tempi dei lavori.
Questo significa che, man mano che andiamo avanti
nell'articolato, ogni collega interviene per il singolo articolo,
per l'emendamento. Magari qualcuno di noi, io faccio il mio caso,
l'articolo 35, avrei potuto intervenire per illustrare le nostre
idee, richiamando anche argomenti nuovi come lo Statuto di
Israele, che è un fatto nuovo. Non lo faccio, perché essendo
d'accordo con l'andazzo generale, lo evito di proposito. Poi,
magari in sede di dichiarazione finale di voto, intervengo e mi
districo anch'io
Però, per ogni articolo, non possiamo riconsiderare
argomentazioni di carattere generale che ognuno di noi ha già
svolto ad aprile. Personalmente ad aprile ho svolto sei pagine di
intervento e anche lei, onorevole Miccichè, ne ha scritte
molte
Man mano che l'articolato si dipana, può darsi che ognuno di
noi abbia un ripensamento in positivo, in negativo. Quando avremo
finito l'articolato, magari, faremo due giorni di pausa e se
possiamo, reinterveniamo, in base al secondo comma dell'articolo
117 del Regolamento - lo dicevo al collega Scalici poco fa - per
chiarire qualche aggettivo che meglio ci soddisfa.
Ma non possiamo ridiscutere in ordine a principi per ogni
articolo, per ogni emendamento. Altrimenti non ne usciamo più
Ormai siamo fuori tempo massimo Io credo che stiamo lavorando un
po' per lasciare qualche traccia del nostro impegno Secondo me,
non ci riusciamo più. Ma se abbiamo una possibilità su mille,
pratichiamola
Quindi invito i colleghi, onorevoli Miccichè, Capodicasa e
Fleres, a non intervenire per riproporre le nostre
argomentazioni, ancorché lapalissiane, perché perdiamo tempo
anche noi che la pensiamo in una certa maniera.
CAPODICASA E se c'è l'obiezione?
ORTISI No, onorevole Capodicasa, perché altrimenti
l'onorevole Miccichè vuole intervenire ulteriormente. Qui diventa
un'Aula causidica, un Parlamento che non tende a recuperare il
tempo perduto Del resto, se si procede in questo modo, mi
iscriverò a parlare su ogni emendamento.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 58-472-578-602-
652/A
PRESIDENTE Mi sembra molto opportuna la posizione
dell'onorevole Ortisi.
Pongo quindi in votazione l'emendamento 39 R della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si ritorna all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
1. All'articolo 18 dello Statuto sostituire la parola
'emettere' con la parola 'esprimere'».
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo
richiamare la sua attenzione, anche se non è il termine giusto né
corretto, sull'intervento dell'onorevole Capodicasa. Posso dire
che l'intervento che avrei voluto fare era un riconoscimento allo
stesso per avere politicamente e correttamente inteso quanto
volevo esprimere nei miei precedenti interventi.
PRESIDENTE Ma lo ha già fatto, onorevole Micciché, non una ma
due volte
MICCICHE' Volevo darne atto, signor Presidente. Volevo
riconoscere la sensibilità dell'onorevole Capodicasa per avere
inteso il mio ragionamento.
Non era assolutamente di ostacolo alla modifica migliorativa
dello Statuto. Non vuole essere assolutamente fine a se stesso,
né voglio apparire sui giornali
Caro onorevole Fleres, è chiaro che lei ha più titolo di me per
intervenire, sia come esperienza politica, sia per l'esperienza
giornalistica, considerato che lei è un giornalista.
Spero di avere raggiunto l'obiettivo, poiché volevo affermare
che togliere dal nostro Statuto le parole Regione autonoma
sarebbe per me un grave nocumento alla nostra specificità.
Credo che ciò sia stato inteso nel modo giusto e devo
nuovamente ringraziare l'onorevole Capodicasa per avermi dato
questo riconoscimento. E lui conosce la mia testardaggine Quando
mi intesto una battaglia, voglio portarla a termine, perché ne
sono convinto, e non perché voglio farne un discorso partitico e
ideologico.
Mi rendo perfettamente conto che stiamo trattando una materia
di enorme importanza per la storia della nostra Sicilia. Non
stiamo parlando della legge sulle carcasse degli animali, ma di
un argomento importante per il futuro della nostra Sicilia.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 32 R, interamente soppressivo dell'articolo 32.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 32. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si procede con l'esame dell'articolo 40. Ne do
lettura:
«Articolo 40
1. All'articolo 22 dello Statuto cassare le parole 'alla
formazione delle tariffe ferroviarie dello Stato ed'».
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Capodicasa, Speziale ed altri l'emendamento 40.1, soppressivo
dell'articolo.
L'emendamento 40.1. è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 40. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno, è stato presentato dalla Commissione l'emendamento 3
R, riferito al secondo comma dell'articolo 3, approvato nella
seduta n. 263 del 2 febbraio 2005.
Pongo in votazione l'emendamento 3 R. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, per i lavori della prossima
settimana, c'è l'esigenza di svolgere i lavori in orari
antimeridiani e, quindi, le se è possibile spostare i lavori
delle Commissioni al pomeriggio.
PRESIDENTE Nulla quaestio, onorevole Ortisi. Però alcune
leggi devono essere esaminate dalle Commissioni e martedì mattina
sono già previste alcune riunioni.
La seduta è rinviata a martedì, 1 marzo 2005, alle ore 11.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 380- Iniziative al fine di verificare, prevenire ed
arginare l'inquinamento luminoso.
FLERES - CATANIA GIUSEPPE - MAURICI - BALDARI
III - Discussione dei disegni di legge:
1) ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
IV - Discussione della mozione:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
V - Discussione unificata delle mozioni:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico integrato
nell'A.T.O. 1 Palermo e provvedimenti
consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico
integrato nell'Ambito territoriale ottimale 1
Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
GIANNOPOLO
VI - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea.
VII - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 12.53
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
-All'articolo 36.:
Emendamento 36.1:
Al comma 1 dell'art. 19 ter dopo le parole viene consultata'
aggiungere la parola preventivamente'.
-All'articolo 39:
Emendamento 39 R (riscrittura dell'articolo 39):
Dopo il comma 1 dell'articolo 21 dello Statuto è aggiunto il
seguente comma:
1 bis. Egli dirige la politica generale del Governo e ne
risponde di fronte all'Assemblea. Egli
rappresenta, altresì, nella Regione il Governo dello Stato. .
E' abrogato il comma 2 dell'articolo 21 dello Statuto.
Dopo il comma 3 dell'articolo 21 è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Al Presidente della Regione, alla Giunta regionale ed
agli Assessori sono attribuite le funzioni esecutive ed
amministrative secondo le disposizioni dello Statuto, della
legge regionale e dei regolamenti.
E' abrogato l'articolo 20 dello Statuto.
-All'articolo 32:
Emendamento 32R:
L'articolo 32 è soppresso.
Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
-All'articolo 3:
Emendamento 3R:
Il comma 2 dell'articolo 3 è sostituito dal seguente:
2. La Sicilia è costituita in Regione autonoma. Essa è fornita
di personalità giuridica, entro l'unità politica della
Repubblica, sulla base dei principi democratici che ispirano la
vita della Nazione. .