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Resoconto d'Aula della Seduta n. 275 di mercoledì 09 marzo 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Genovese  ha   chiesto
  congedo per la presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

      -N. 2124 - Interventi riguardanti la nomina del medico di base
        nel comune di San Mauro Castelverde.
  -- Assessore Sanità
  -Firmatario: Vicari Simona

      -N.  2125  -  Iniziative urgenti in favore  dei  lavoratori
        dell'indotto della Sicilfiat di Termini Imerese.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavoro
  -Firmatario: Vicari Simona

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico che è stata presentata in  data  2  marzo
  2005  la mozione n. 383  Definizione di un organico programma  di
  risorse  economiche volto a migliorare il settore della  pubblica
  istruzione  in  Sicilia ,  degli  onorevoli  Speziale   Calogero;
  Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Sanzeri Salvatore.

   Ne do lettura:

                                            «L'ASSEMBLEA  REGIONALE
  SICILIANA

   VISTA    la    drammatica    situazione   dell'insegnamento    e
  dell'istruzione in Sicilia dove, dall'anno scolastico 2001-  2002
  all'anno  scolastico  2004-2005, si  sono  persi  2239  posti  di
  docente  e  1103  posti di assistente amministrativo,  tecnico  e
  ausiliario (basti pensare che nel solo anno scolastico  2004-2005
  sono  venuti  meno  658  posti di docente  e  393  di  assistente
  amministrativo, tecnico e ausiliario);

   CONSIDERATO   che,   a  fronte  di  16.500   posti   utili   per
  l'immissione   in  ruolo  del  personale  docente,   sono   state
  effettuate  solo  1296 nomine in ruolo e che, a  fronte  di  5163
  posti   utili   per   l'immissione   in   ruolo   del   personale
  amministrativo, tecnico e ausiliario, sono state effettuate  solo
  225 nomine in ruolo;

   PRESO  atto che per il 2005-2006 si prevede un altro  taglio  di
  797  posti  di  docente  (489 nella scuola  primaria,  149  nella
  secondaria  di I grado e 159 nella secondaria di II grado)  e  di
  altri   350   posti  di  personale  amministrativo,   tecnico   e
  ausiliario;

   VISTO,  inoltre,  che  nell'edilizia  il  54  per  cento   degli
  istituti  siciliani non sono a norma dal punto di vista  igienico
  sanitario, il 53 per cento dal punto di vista statico  ed  il  65
  per cento per la normativa antincendio;

   RICORDATA   l'emergenza  freddo,  che  in   questi   giorni   di
  particolare maltempo ha messo in ginocchio la scuola siciliana, e
  l'emergenza violenza verso le scuole ed il personale;

   RICORDATA  la  cronica insufficienza delle scuole materne  e  le
  insufficienti strutture di supporto all'handicap;

   CONSIDERATO  che  gli  istituti  professionali  non  riescono  a
  garantire agli alunni l'attività formativa obbligatoria  inerente
  all'area professionalizzante per l'insufficienza delle risorse, e
  considerato,  inoltre, che le somme di competenza  della  Regione
  non sono state accreditate alle scuole;

   PREMESSO  che il piano formativo 2005 a tutt'oggi  non  è  stato
  pubblicato   nella  sua  veste  definitiva  ed   il   nucleo   di
  valutazione,  costituito ai sensi della legge n. 15  del  2004  e
  insediatosi nell'ultimo scorcio dell'anno appena trascorso,  fino
  ad  oggi non ha dato riscontro alle osservazioni presentate dagli
  enti gestori al piano provvisorio;

   OSSERVATO  che il procedere per parti separate sembra denunciare
  l'assenza di un disegno organico per il settore;

   VISTO   che   permangono  forti  elementi   d'incertezza   sulla
  copertura  finanziaria  del  piano, anche  a  causa  della  norma
  contenuta  nella finanziaria regionale (l.r. n. 17 del 2004)  che
  indica   tra  le  risorse  da  cui  attingere  anche   il   fondo
  sull'occupazione  oltre  a  quelle afferenti  al  bilancia  della
  Regione, a quelle dello Stato e del Fondo sociale europeo,  senza
  chiarire però in quale misura;

   OSSERVATO  che tali ritardi sull'avvio dell'attività  formativa,
  oltre ad alimentare sensibilmente il disagio dell'utenza, avranno
  conseguenze negative sulle erogazioni agli enti gestori,  con  un
  effetto  a  cascata  che si scaricherà sulle  retribuzioni  degli
  operatori  che, pur in costanza di servizio, non potranno  essere
  pagati,

                                             IMPEGNA   IL   GOVERNO
  DELLA REGIONE

   ad  utilizzare  i fondi ex art. 38, in modo prioritario,  in  un
  vasto  ed  articolato  programma teso  a  potenziare  il  settore
  dell'edilizia  scolastica, soprattutto  per  l'adeguamento  delle
  strutture  esistenti  alle  norme  sulla  sicurezza,   a   quelle
  igieniche  (compresa  la coibentazione ed il riscaldamento  delle
  aule)   ed   a   quelle   per   l'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche;

   ad  avviare un piano di trasferimento di fondi ai comuni ed alle
  province appositamente destinati al potenziamento della  rete  di
  tutela nei confronti dell'infanzia, in particolare attraverso gli
  asili nido e le scuole materne;

   ad  accreditare le somme necessarie ad assicurare alle scuole lo
  svolgimento   delle   attività  obbligatorie  inerenti   all'area
  professionalizzante;

   ad  intervenire presso il Governo nazionale per attribuire  alle
  scuole  della  Sicilia  un  organico  sufficiente  ad  assicurare
  un'offerta formativa qualitativamente e quantitativamente  idonea
  a rispondere alle esigenze del territorio;

   a  sostenere la formazione di corsi di specializzazione  per  la
  professionalizzazione dei giovani;

   ad  accelerare l'iter per il saldo degli arretrati  contrattuali
  con le risorse già individuate nell'intesa del 19 maggio u.s.;

   all'immediata      riconvocazione del  tavolo  contrattuale  sul
  Contratto collettivo nazionale di lavoro 1998/2003 per concludere
  la trattativa, prevedendo le opportune risorse economiche;

   a  procedere  alla pubblicazione immediata del  piano  formativo
  2005.» (383).

   Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozioni

      PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
  lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

  n.  384  Interventi al fine di procedere alla liquidazione  delle
  richieste di risarcimento avanzate dai produttori agrumicoli  del
  Catanese ,  degli  onorevoli Fleres, Catania  Giuseppe,  Maurici,
  Baldari;
  n. 385  Istituzione della Unità di terapia intensiva respiratoria
  (UTIR) presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania , degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
  n. 386  Interventi per intensificare i controlli e per ridurre la
  dispersione   scolastica ,   degli  onorevoli   Fleres,   Catania
  Giuseppe, Maurici, Baldari;
  n. 387  Iniziative per risolvere la situazione degli artigiani in
  Sicilia ,  degli  onorevoli  Fleres, Catania  Giuseppe,  Maurici,
  Baldari;
  n. 388  Misure contro lo sfruttamento del lavoro minorile , degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
  n.  389   Interventi per la sistemazione della via  Sgroppillo  a
  Catania ,  degli  onorevoli  Fleres, Catania  Giuseppe,  Maurici,
  Baldari;
  n.  390   Interventi per il ripristino dello stato delle  riserve
  'Oasi  del  Simeto'  e  di quella del fiume  Fiumefreddo ,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
  n.  391   Iniziative  per la realizzazione di  asili  nido  negli
  uffici   e  nelle  aziende ,  degli  onorevoli  Fleres,   Catania
  Giuseppe, Maurici, Baldari;
  n. 392  Interventi circa la sicurezza nelle scuole della Sicilia
  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
  n.  393   Interventi  per fronteggiare la  crisi  che  investe  i
  produttori agrumicoli , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
  Maurici e Baldari;
  n.  394   Interventi  per  l'esatta  determinazione dell'attività
  cantieristica  navale e di rimessaggio , degli onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe, Maurici e Baldari.

  Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

     PREMESSO che:

           -    i    produttori   agrumicoli    sono    stati
            particolarmente  danneggiati dal  susseguirsi  di
            diverse   calamità  naturali  che   hanno   fatto
            registrare danni anche agli impianti;

           -  con  provvedimento ministeriale del 28 febbraio
            2003  sono  stati  riconosciuti i  danni  causati
            dalle  gelate dei mesi di dicembre 2001 e gennaio
            2002  ed  i  relativi indennizzi per  le  imprese
            costrette     a    procedere    alla     potatura
            straordinaria degli agrumeti;

           -  presso  l'Ispettorato  provinciale  agrario  di
            Catania,  a seguito dell'emanazione del  predetto
            decreto,   sono  state  depositate  circa   7.000
            istanze non ancora esitate;

           -   a   distanza  ormai  di  quattro   anni,   gli
            agrumicoltori  non  hanno ancora  beneficiato  di
            alcun   indennizzo  e,  malgrado   tutto,   hanno
            continuato ad esercitare la propria attività  con
            conseguenti aggravi sui bilanci delle imprese;

           -  è  ormai  divenuto necessario porre  in  essere
            iniziative   per   un  sostegno   e   conseguente
            rilancio del settore,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
                l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

            a  porre  in  essere  ogni utile  iniziativa  per
            procedere al risarcimento dei danni subiti  dagli
            agrumicoltori a causa delle gelate  dei  mesi  di
            dicembre  2001  e  gennaio 2002,  giusta  decreto
            ministeriale del 28 marzo 2003 (pubblicato  nella
            Gazzetta  ufficiale della Repubblica italiana  n.
            60 del 13 marzo 2003).»  (384)

                     «L'Assemblea regionale siciliana

         PREMESSO che:

              -  le  Unità  di terapia intensiva respiratoria
              (UTIR) sono strutture sanitarie deputate a  far
              fronte  all'emergenza respiratoria di  pazienti
              affetti      da     grave         insufficienza
              respiratoria,      mediante  l'utilizzo   della
              ventilazione meccanica non invasiva;

              -  esse,  ben rappresentate al Nord  Italia  e,
              invece,    del   tutto   assenti   in   Sicilia
              orientale,   consentono  il   trattamento   del
              paziente con enormi vantaggi sia in termini  di
              risparmio di spesa che assistenziali,  evitando
              il  ricovero nelle divisioni di rianimazione  e
              lo   svezzamento   rapido  dalla   ventilazione
              meccanica invasiva in pazienti già intubati;

         CONSIDERATO che:

              -la città di Catania, sede di aeroporto a rilevante traffico
                nazionale ed internazionale, e quindi ad alto rischio nella
                diffusione di malattie infettive, è fornita di un'Azienda
                ospedaliera di riferimento regionale di III livello per
                l'emergenza (Ospedale Cannizzaro), presso la quale è operante un
                divisione di malattie infettive;

              -con delibera n. 28 del 17 giugno 2002 del Direttore generale
                dell'Azienda Cannizzaro, è stata individuata una Unità operativa
                per l'assistenza ventilatoria nei pazienti critici ricoverati
                presso le divisioni di chirurgia toracica, chirurgia vascolare e
                rianimazione;

              -con delibera n. 38 del 6 agosto 2003 del Direttore generale, è
                stata istituita l'Unità operativa a struttura semplice di terapi
                respiratoria mirata all'assistenza ventilatoria per i pazienti
                critici affetti da grave insufficienza respiratoria;

              - presso l'Azienda ospedaliera 'Cannizzaro' di Catania operano
                divisioni di alta specialità, quali la chirurgia toracica, la
                chirurgia vascolare, neurochirurgia, rianimazione e U.T.I.C. che
                accolgono pazienti che necessitano, oltre che di una terapia
                intensiva cardiologica, anche e soprattutto di una U.T.I.R. per
                l'assistenza ventilatoria, sempre più richiesta ed urgente per i
                trattamento di pazienti critici;

              -RITENUTO che con l'istituzione dell'U.T.I.R. presso l'Azienda
                ospedaliera Cannizzaro di Catania, si ridurrebbero i tempi di
                ricovero dei pazienti in rianimazione, per veloce svezzamento
                dalla respirazione di tipo invasiva, nonché il numero dei posti
                letto occupati, ed il rischio, non infrequente, di infezioni
                tipiche delle divisioni di rianimazione cui si aggiungerebbe il
                notevole risparmio della spesa sanitaria, in coerenza con gli
                obiettivi programmati dal Governo della Regione in materia;

              -RILEVATO che pur tenendo conto di quanto disposto con delibera
                di Giunta regionale n. 153 del 7 maggio 2003 all. A e dal Piano
                sanitario circa la competenza della programmazione regionale
                nell'individuazione dei posti letto di terapia intensiva e di
                alta specialità, l'istituzione dell'U.T.I.R. presso l'Azienda
                ospedaliera 'Cannizzaro' di Catania riveste carattere d'urgenza,
                in considerazione delle esigenze di ordine sanitario ed economic
                sopra esposte, e, pertanto, è rispondente a ragioni di interesse
                pubblico,

                  impegna il Governo della Regione

                ad  adottare tempestivamente, per i motivi in
                premessa,  le  opportune iniziative  anche  a
                carattere  straordinario e  ad  impartire  le
                conseguenti   disposizioni   alla   Direzione
                generale       dell'Azienda       ospedaliera
                'Cannizzaro'  di  Catania  perché  proceda  a
                dare    corso    agli    adempimenti    volti
                all'istituzione   dell'UTIR   ed    al    suo
                funzionamento.» (385).

                        «L'Assemblea regionale siciliana

          PREMESSO che:

                  nella   nostra   regione,  a   seguito   di
                  controlli     effettuati    dalle     forze
                  dell'ordine,  sono emersi dati sconfortanti
                  relativamente alla dispersione scolastica;

                  le  misure ad oggi poste in essere  per  la
                  prevenzione  di  tale fenomeno,  alla  luce
                  degli   ultimi   dati  raccolti,   sembrano
                  insufficienti;

                  è  logico che i giovani che non frequentano
                  le   scuole  vengono  distratti  da  altre,
                  purtroppo poco edificanti, attività e  quel
                  che  più impressiona è che sono proprio  le
                  città  più  grandi a registrare il  maggior
                  numero di assenze scolastiche;

                  la  fascia più coinvolta, invece,  riguarda
                  la  scuola  media, ciò significa anche  che
                  le  nostre  scuole  non sono  in  grado  di
                  offrire  ai giovani i supporti fondamentali
                  per la loro crescita,

                         impegna il Governo della Regione

                  a   valutare  l'entità  del  problema   con
                  controlli   più  intensi  ed   a   studiare
                  ipotesi  per  la risoluzione del  problema,
                  dotando  le  scuole di ulteriori  strutture
                  in  grado  di  soddisfare le esigenze,  non
                  soltanto   prettamente   scolastiche,   dei
                  giovani.» (386)

                     «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          PREMESSO che:

              in   Sicilia   operano  circa  87.000   imprese
              artigiane   che   contribuiscono   in   maniera
              incisiva  alla  creazione  di  nuovi  posti  di
              lavoro;

              gli  interventi a sostegno del settore però non
              sono  erogati alle scadenze previste  e  spesso
              gli stanziamenti non sono sufficienti;

              stessa  problematica  esiste  per  l'erogazione
              dei   contributi  agli  apprendisti   ed   agli
              operai;

              inoltre,    la   lungaggine   delle   procedure
              burocratiche  peggiora  la  situazione   appena
              esposta,

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad   intervenire   affinchè   si   provveda   a
              sbloccare   l'erogazione  dei   contributi   in
              premessa citati.» (387)

                          «L'Assemblea regionale siciliana

             PREMESSO che:

              da  statistiche  effettuate il lavoro  minorile
              registra   percentuali  particolarmente   alte,
              concentrate   soprattutto   in   alcune   città
              d'Italia;

              l'età   media  oscilla  tra  i   sette   ed   i
              quattordici  anni e la maggiore  concentrazione
              si   ha  nei  settori  dell'artigianato  e  del
              commercio;

              gli  orari di lavoro variano dalle quattro alle
              otto  ore giornaliere, ed ovviamente si  tratta
              di mano d'opera a basso costo;

              anche  in Sicilia questo fenomeno è, purtroppo,
              presente:  giornalmente le nostre  strade  sono
              piene   di   ragazzi,  in  età   scolare,   che
              improvvisano  un mestiere, ed  anche  in  molti
              negozi e botteghe lavorano dei bambini,

                         IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  prevedere misure contro lo sfruttamento  del
              lavoro   minorile,  ponendo  in  essere  quanto
              necessario affinchè vengano attivate  tutte  le
              procedure    utili   contro   la    dispersione
              scolastica;

              a   porre  in  essere  quanto  necessario   per
              l'attivazione  di  una  più  organica  politica
              giovanile,  con  particolare  riferimento  alle
              attività  culturali ed alle attività  sportive,
              anche in raccordo con gli enti locali;

              ad  avviare,  di  concerto con gli  Ispettorati
              del  lavoro,  un'accurata  indagine  mirante  a
              bloccare  il  fenomeno dello  sfruttamento  del
              lavoro minorile.» (388)

                  «L'Asemblea regionale siciliana

         PREMESSO che:

           la  via  Sgroppillo  è  una strada  che  congiunge
           diversi  comuni  del  catanese,  per  l'esattezza,
           Catania, San Gregorio e Tremestieri Etneo;

           in   considerazione   di  ciò,   il   traffico   è
           particolarmente intenso;

           inoltre,  la  via  in questione in  alcuni  tratti
           risulta   ridotta  a  causa  della   presenza   di
           discariche   abusive  ed  in  più   è   necessario
           procedere  ad una manutenzione del manto stradale,
           anche  per  eliminare  le  numerose  e  pericolose
           buche  che costringono i conducenti di autoveicoli
           ad invadere la corsia opposta;

           è  dunque necessario procedere ad una sistemazione
           della   via   Sgroppillo  nel  più   breve   tempo
           possibile,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

           ad  intervenire per risolvere quanto  in  premessa
           indicato,  convocando  una conferenza  di  servizi
           con le amministrazioni locali interessate.» (389)

                       «L'Assemblea regionale siciliana

          PREMESSO che:

              tutti  i divieti imposti dalle norme in  vigore
              non  sono  mai stati rispettati né  all'interno
              dell'Oasi  del  Simeto  né  all'interno   della
              riserva naturale del fiume Fiumefreddo;

              relativamente alla riserva 'Oasi  del  Simeto',
              la  stessa, completamente prosciugata, è  ormai
              ridotta a discarica abusiva e, infine,  al  suo
              interno   sono  state  anche  edificate   case,
              ovviamente, abusive;

              nella  riserva di Fiumefreddo sono stati invece
              effettuati   degli   sbancamenti   che    hanno
              completamente distrutto la vegetazione;

              è    divenuto   ormai   improcrastinabile    un
              intervento che consenta alle riserve  di  poter
              ritornare al loro stato iniziale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  attivare  ogni  azione  utile  affinché  si
              possa ripristinare lo stato delle riserve  Oasi
              del    Simeto'   e   del   fiume   Fiumefreddo,
              prevedendo  anche l'istituzione  di  un  tavolo
              tecnico  che  veda coinvolti  gli  enti  locali
              interessati.» (390)

                    «L'Assemblea regionale siciliana

       PREMESSO che:

             l'attuale  società  vede la  donna  maggiormente
             impegnata  nel  mondo  del  lavoro  e   da   ciò
             scaturiscono  maggiori richieste di  accoglienza
             da parte degli asili nido;

             è  infatti la fascia d'età che va dai 3 mesi  ai
             3   anni   quella  che  necessita  di   maggiore
             interesse;

             gli  asili nido pubblici sono affollati e spesso
             non si conciliano con le esigenze delle madri  -
             lavoratrici, mentre quelli privati  sono  spesso
             troppo   costosi  e  dunque  riservati  ad   una
             clientela ristretta;

             proprio  l'assenza di strutture  ha  determinato
             un  allontanamento  delle donne  dal  mondo  del
             lavoro subito dopo la nascita di un figlio,  con
             ciò   contravvenendo  ai  principi  delle   pari
             opportunità;

             da  studi  effettuati il Sud Italia e  le  Isole
             sono  i  territori dove si registrano i maggiori
             disagi;

             la   finanziaria  del  2002  ha  previsto  degli
             stanziamenti per la realizzazione di asili  nido
             nelle   aziende   e   negli   uffici   pubblici,
             stanziamenti maggiorati negli anni successivi;

             inoltre,   anche  le  regioni  possono  ricevere
             analoghi  storni per la realizzazione di  quanto
             sopra,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             ad   attivare   ogni   utile   azione   per   la
             realizzazione   degli  asili   nido,   come   in
             premessa  citato,  con  particolare  riferimento
             agli    uffici  dell'Amministrazione regionale.»
             (391)

                         «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          PREMESSO che:

            da  una  serie  di  stime effettuate  nell'intero
            territorio  nazionale  è  emerso  che   tra   gli
            edifici   maggiormente  a  rischio  figurano   le
            scuole;

            molte   di  esse  non  hanno  neanche  i   minimi
            requisiti   in   materia   di   sicurezza,   come
            l'agibilità  statica o quella  sanitaria,  mentre
            molte  altre non hanno attivato le procedure  per
            la prevenzione degli incendi;

            la situazione in Sicilia rispecchia quello che  è
            l'andamento  nazionale ed infatti, anche  durante
            i   recenti  terremoti,  gli  edifici  che  hanno
            riportato   il  maggior  numero  di  danni   sono
            proprio le scuole;

            annualmente   presidi,  insegnanti   e   genitori
            lamentano  il mancato adeguamento delle strutture
            ma, con scarsi risultati;

            è   opportuno   ed   urgente  procedere   ad   un
            monitoraggio  completo degli  edifici  scolastici
            della Sicilia,

                        IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            ad    attivare   ogni   procedura    utile    per
            l'effettuazione  dei  controlli  e   dei   lavori
            necessari   affinchè   gli   edifici   scolastici
            possano  avere  tutti  i requisiti  di  sicurezza
            previsti dalla normativa in vigore;

            ad   intensificare,  anche  in  raccordo  con  le
            associazioni   di   volontariato   operanti   nel
            territorio,  le  attività  di  prevenzione  e  le
            diverse   esercitazioni  per  gli  alunni   delle
            nostre scuole.» (392)

                         «L'Assemblea regionale siciliana

        PREMESSO che:

              la  grande e giustificata preoccupazione  degli
              agrumicoltori che, dopo un incoraggiante  avvio
              dell'attuale  campagna, registrano,  nonostante
              la   buona   qualità  della   produzione,   una
              frustrante assenza di domanda;

              detto  calo  di  interesse,  che  coinvolge   e
              penalizza il mondo della produzione, non è  per
              nulla   giustificato   da  un'ipotizzabile   ed
              altrettanto grave flessione dei consumi;

              con  la  liberalizzazione dei mercati e per  la
              più   volte  denunciata  assenza  di   adeguati
              controlli,   non  si  può  escludere   che   il
              fenomeno  in  premessa possa  essere    causato
              dall'immissione      nei   mercatinazionali  di
              agrumi   ed   in  particolare  di   arance   di
              produzione  estera proveniente  soprattutto  da
              Paesi extracomunitari;

              per  gli  agrumi importati non si  ha  certezza
              circa   il  pieno  e  corretto  rispetto  delle
              disposizioni  fitosanitarie e delle  norme  che
              regolano  i  trattamenti per  la  conservazione
              delle produzioni;

              ai  produttori italiani, invece, a  tutela  dei
              consumatori,  vengono imposte regole  sanitarie
              molto  drastiche e più restrittive rispetto  ai
              parametri fissati dall'Unione Europea;

              l'attuale crisi di commercializzazione  rischia
              di  compromettere l'intera campagna  con  tutte
              le intuibili conseguente sul piano economico  e
              sociale;

              al  di  là  dei  proclami e delle  affermazioni
              propagandistiche,  nulla di realmente  concreto
              viene  fatto per la salvaguardia del  'made  in
              Italy'      nel      delicatissimo      settore
              agroalimentare;

              è   necessario   intervenire  in   favore   dei
              produttori  e dei consumatori, anche attraverso
              la difesa della produzioni di qualità,

                        IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  attivare ogni azione utile per agevolare il
              superamento  dell'attuale crisi che  investe  i
              produttori agrumicoli;

              ad   intensificare  i  controlli  su  tutte  le
              partite   di  agrumi  importati,  e/o  comunque
              lavorati  nei magazzini locali, per la verifica
              dell'effettiva  provenienza  e   del   rispetto
              delle  norme  sanitarie in vigore  al  fine  di
              evitare  che  siano violati i termini  previsti
              dagli      accordi     euromediterranei      ed
              internazionali in genere.» (393)

                          «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

             PREMESSO che:

              numerose  aziende  siciliane svolgono  attività
              di  cantieristica navale, relativo  rimessaggio
              natanti, ormeggio e sosta a secco e/o in  acqua
              di  imbarcazioni per l'attività da diporto, con
              varo ed alaggio delle imbarcazioni medesime;

              come  già detto, le due attività sono connesse,
              anche  perché è nota l'esigenza di  provvedere,
              molto  frequentemente, alla manutenzione  delle
              imbarcazioni;

              talune   autorità  portuali,  come  quella   di
              Catania,  (almeno     per      il      passato)
              formulano  un'interpretazione  restrittiva  del
              concetto    di    cantieristica         navale,
              limitandolo      alla costruzione e  non  anche
              alla  manutenzione ed al rimessaggio,  attività
              inscindibili,   per  ovvie   ragioni   che   si
              omettono di argomentare;

              è   necessario,  affinchè  l'equivoco  abbia  a
              cessare,  anche per non nuocere  dal  punto  di
              vista  delle relative concessioni alle  imprese
              interessate ed ai loro utenti, chiarire che  il
              concetto  di cantieristica navale è  assorbente
              e   talvolta   coincidente  con  quello   della
              manutenzione    e    del   rimessaggio    delle
              imbarcazioni,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad     emanare,     entro     trenta     giorni
              dall'approvazione   della   presente   mozione,
              apposite  direttive miranti a  determinare  con
              chiarezza   l'attività  di  cui  in   premessa,
              regolando  la  stessa in maniera  analoga,  sia
              che  si  tratti  di  costruzione,  sia  che  si
              tratti   di   manutenzione  o  di   rimessaggio
              imbarcazioni,  come  precisato  in  premessa  e
              specificato  nell'articolo 2  del  decreto  del
              Presidente  della Repubblica 2  dicembre  1997,
              n. 509.» (394).

   Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, dispongo  che  la
  determinazione  della data di discussione della predette  mozioni
  venga   demandata  alla  Conferenza  dei  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge  «Schema  di
  progetto   di   legge  costituzionale  da  proporre,   ai   sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
   Modifiche allo Statuto della Regione» (580 - 472 - 578 -  602  -
  652/A).

    PRESIDENTE   Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
  numeri   580-472-578-602-652/A   Schema  di  progetto  di   legge
  costituzionale  da  proporre,  ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo Statuto
  della Regione' , iscritto al numero 1.
   Onorevoli  colleghi, ricordo che la discussione del  disegno  di
  legge  si è interrotta nella seduta numero 274 dell'8 marzo 2005,
  e  che sono stati già approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8,
  9, 10, 12, 13, 15, 16, 20, 21, 22, 23, 24 (soppresso), 29, 30, 32
  (soppresso), 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40.
      Preciso,  inoltre,  che  nella  seduta  numero  271  è  stata
  approvata una rettifica della formulazione dell'articolo 3, comma
  2.
  Onorevoli   colleghi,  comunico  che  restano   accantonati   gli
  emendamenti 29 R, aggiuntivo dopo l'articolo 29, e 9.4.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14

   1.  All'articolo 10, comma 1, sostituire le parole 'dopo  almeno
  tre  giorni  dalla sua presentazione' con le parole 'dopo  almeno
  tre   giorni  e  non  oltre  il  quindicesimo  giorno  dalla  sua
  presentazione'.

   2.  All'articolo  10, comma 2, sostituire le parole  'tre  mesi'
  con le parole 'novanta giorni'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dagli  onorevoli  Forgione  e  Liotta:  14.6,  interamente
        sostitutivo dell'articolo; 14.1; 14.2;
  -dall'onorevole Ortisi: 14.12; 14.7;
  -dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 14.10; 14.11;
  -dall'onorevole Moschetto: 14.5;
  -dall'onorevole Spampinato: 14.9.

   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  14.20, interamente soppressivo dell'articolo.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, in realtà, sopprimendo l'articolo
  14  che modifica l'articolo 10 dello Statuto vigente, non abbiamo
  intacchiamo  la  sostanza  di ciò  che  c'è  già  e  ciò  non  ci
  impedisce,  nel corso della trattazione e prima del voto  finale,
  di  tornare sull'articolo 10, perché abroghiamo l'articolo 14  di
  questo disegno di legge, non del vecchio articolo.

    PRESIDENTE  Questo facilita.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo necessaria una  premessa:
  gli   emendamenti   presentati  all'attuale  articolo   14,   che
  interessano  anche  l'articolo  11,  in  seguito  all'abrogazione
  dell'articolo 14,  potrebbero confluire all'articolo 11.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, preciso, pertanto,  che,  come
  richiesto dalla Commissione, la soppressione dell'articolo 14 non
  fa  decadere  gli  emendamenti a questo  presentati  che  saranno
  esaminati insieme all'articolo 11.
   Pongo  in votazione l'emendamento 14.20.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                            «Articolo 17

   1. Dopo l'articolo 11 dello Statuto aggiungere il seguente:

                          'Articolo 11 bis

   1. Sono fonti dell'ordinamento regionale siciliano:

   - lo Statuto;

   -  le leggi statutarie di cui agli articoli 3, 8 bis, 9, 13  bis
  e 41 bis;

   -  i regolamenti relativi all'organizzazione ed al funzionamento
  dell'Assemblea regionale di cui all'articolo 4;

   -   le   leggi   regionali  ordinarie;  i  decreti   legislativi
  regionali, di cui all'articolo 12 ter;

   - i regolamenti regionali di cui all'articolo 12 bis.

   La   suddetta  elencazione  è  tassativa.  Gli  atti   normativi
  regionali  devono  essere interpretati in modo  coerente  con  la
  Costituzione ed il diritto comunitario.

   2.  Gli  atti normativi predetti sono pubblicati sulla  Gazzetta
  Ufficiale della Regione Siciliana. Quando comportino modifiche  o
  abrogazioni di norme previgenti è pubblicato il testo  risultante
  dalle variazioni apportate.

   3.  La  legge  regionale  indica espressamente  le  disposizioni
  previgenti abrogate o modificate».

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti emendamenti:

   dall'onorevole   Spampinato:   17.4,   interamente   sostitutivo
  dell'articolo;
   dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 17.1;
   dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 17.2; 17.3;
   dagli  onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici ed altri: 17.5;
  17.6; 17.7; 17.8;

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ritiro
  l'emendamento 17.4.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
     L'emendamento  17.1  è  dichiarato decaduto  per  assenza  dei
  firmatari.
   Si passa all'emendamento 17.2.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, nell'illustrare
  l'emendamento  17.2,  che  vorrebbe inserire  tra  le  fonti  del
  diritto  i  referendum, non posso non esprimere il mio  rammarico
  per  l'assenza  del Governo, che tra l'altro avevo  già  espresso
  nelle sedute precedenti.
   Discutere  di  un argomento importante come l'articolo  17,  che
  riguarda  le fonti dell'ordinamento regionale italiano, senza  la
  presenza del Governo in Aula e con pochi deputati, credo che  non
  sia  entusiasmante  per  ciascuno  di  noi.  Soprassedendo  sulla
  presenza  dei deputati, credo che lei, signor Presidente dovrebbe
  in  qualche modo garantire la presenza del Governo perché  non  è
  possibile andare avanti di questo passo.
   Così  come  tutti sappiamo è in corso l'iter per  il  referendum
  confermativo alla legge elettorale, il primo referendum regionale
  che  si  svolgerà in Sicilia su un argomento così  importante,  e
  proprio   il  decorso  dell'iter  referendario  sostiene   quanto
  proposto, insieme ad altri colleghi, con l'emendamento 17.2.
   La  delibera che approva la legge elettorale siciliana, che  ora
  sarà  sottoposta  a  referendum, potrà essere  considerata  legge
  soltanto  dopo questo passaggio istituzionale - così definito  da
  alcuni  costituzionalisti della Seconda  Camera,  la  Camera  del
  popolo  -  e  quindi  a  condizione che i cittadini  che  saranno
  chiamati a pronunciarsi su questo argomento approvino il  quesito
  referendario.
   Ritengo  che  questo  passaggio, già  analizzato  formalmente  e
  giuridicamente, conferma il fatto che il referendum, anche quello
  consultivo come questo, è una fonte del diritto; e questo perché,
  se  la  delibera fosse comunque entrata in vigore,avrebbe assunto
  già  l'essenza  di  norma giuridica. Essendo,  invece,  la  norma
  sottoposta,  nel  corso  di questi mesi,  ad  un  iter  giuridico
  popolare che è condizione necessaria e indispensabile perché essa
  possa  entrare  in  vigore nell'ordinamento  giuridico  regionale
  attraverso  il  referendum,  questo,  a  mio  avviso,   pone   il
  referendum  - ribadisco, anche quello confermativo  -  nel  rango
  costituzionale di fonte normativa.
   Per   tale   motivo,  prendendo  atto  di  questi   ragionamenti
  giuridici, ritengo che l'emendamento da me proposto debba  essere
  approvato.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione, con l'assistenza
  dei  costituzionalisti - perché parliamo di  fonti  del  diritto,
  quindi  la  politica  c'entra  fino  a  un  certo  punto  -,   ha
  ritenuto  .

    IOPPOLO   Sono  fonti  positive  del  diritto,  mentre   quella
  proposta  dall'onorevole  Raiti  sarebbe  una  fonte  di  diritto
  negativa.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   L'onorevole
  Ioppolo,  sicuramente,  ne sa più di me in  materia  di  diritto;
  vorrei  però  chiarire  ciò  che la  Commissione  -  ripeto,  con
  l'assistenza dei costituzionalisti - ha elaborato in proposito.
   L'emendamento   proposto   dall'onorevole   Raiti    parla    di
   referendum , includendo in questa parola tutte le  tipologie  di
  referendum, consultivi, confermativi e abrogativi.
   In  realtà, un referendum consultivo non può essere definito una
  fonte  del  diritto  in  quanto con  lo  stesso  si  consulta  il
  cittadino  su  una  determinata materia ma poi,  l'Assemblea  può
  decidere  di non tenere conto di quella consultazione, cosi  come
  può  decidere  di  modificare qualcosa prendendo parzialmente  in
  considerazione l'esito del referendum.
   La  stessa  cosa  vale anche per il referendum confermativo,  la
  cui    approvazione   conferma   una   volontà    già    espressa
  dall'Assemblea;  quindi  non  è il  referendum  confermativo  che
  istituisce  la  fonte del diritto, ma la legge che il  referendum
  conferma. Tanto è vero che la procedura prevede che non si  possa
  pubblicare  la  legge  se la stessa non ha ricevuto  la  conferma
  tramite referendum, e questo perché é con la pubblicazione  della
  legge  che  nasce la fonte del diritto e non con  il  referendum.
  Questo almeno è quanto pensano i nostri consulenti in materia, ed
  io ritengo che sia corretto.
   Altra  cosa  è,  invece,  il  referendum  abrogativo  in  quanto
  l'abrogazione  attraverso il referendum  cancella  una  legge,  o
  parte  di  essa, e quindi - mi suggerisce l'onorevole Forgione  -
  legifera.
   A  tal  proposito abbiamo presentato un emendamento, consigliati
  dai nostri consulenti di parte, non da quelli dell'Assemblea, che
  hanno   ritenuto   fosse   più  opportuno  scrivere    referendum
  abrogativi   perché sono solo questi che incidono nella  sostanza
  di una norma, che poi diventa fonte del diritto.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   come   il
  referendum  abrogativo,  in effetti, è fonte  di  diritto  perché
  abrogando  una  legge ripristina lo status ante  quem,  anche  il
  referendum  confermativo,  nel  momento  in  cui  l'esito   fosse
  negativo  sulla  legge già approvata, ripristinerebbe  lo  status
  ante  quem. Basterebbe questo per poter parlare di referendum  in
  generale.
   Ma  esistono  anche  materia sulle  quali  noi  non  abbiamo  né
  potestà legislativa esclusiva né concorrente, e sono settori  sui
  quali intervengono i referendum nazionali, che difendono de  jure
  e  diventano fonti di diritto anche nella nostra Regione:questo è
  il motivo che mi spinge ad appoggiare l'emendamento 17.2.
   Signor   Presidente,  intervengo  anche  su  un  altro  aspetto,
  invitando i colleghi e la Presidenza a leggere la pagina  14  del
  resoconto  stenografico della seduta di ieri, quando ho  proposto
  di  sostituire  la  parola  regionale  con la parola   ordinaria
  giustificando  la  differenza fra il tessuto straordinario  dello
  Statuto e le leggi ordinarie.
   Il   Presidente  Fleres  così  rispondeva:   Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, la Commissione, pur comprendendo le  ragioni
  dell'onorevole Ortisi, non ravvisa la necessità di precisare  che
  si  tratti  di  legge ordinaria, anche perché la Regione  non  ha
  leggi speciali .
   In effetti, però, io parlavo del tessuto dello Statuto; e poi  a
  seguito della mia domanda:  Che significa regionale?', aggiungeva
   Le nostre leggi si chiamano leggi regionali, non si dividono  in
  ordinarie e speciali  .
   Nel  quinto  capoverso dell'articolo 17 - che ci  apprestiamo  a
  votare  - c'è scritto che fra le fonti dell'ordinamento regionale
  siciliano ci sono anche le leggi regionali ordinarie.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare per una replica.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, all'onorevole Ortisi  è  sfuggito
  che fra le fonti dell'ordinamento regionale elencate all'articolo
  17,  dopo lo Statuto, che non è legge ordinaria, vi sono le leggi
  statutarie che sono leggi speciali; quindi, noi, oltre alle leggi
  ordinarie  - che normalmente chiamiamo leggi regionali -  abbiamo
  le   leggi  statutarie,  che  sono  leggi  non  ordinarie  e  che
  richiedono anche uno speciale quorum.
   Ecco il motivo per cui, in questa circostanza, è stata fatto  la
  specificazione.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condivido
  le  osservazioni dell'onorevole Capodicasa sull'emendamento 17.2,
  in  quanto  non  penso  che tutti i tipi  di  referendum  possano
  annoverarsi fra le fonti del diritto.
   Condivido anche il contenuto dell'emendamento 17.5, che mira  ad
  inserire  fra  le  fonti  dell'ordinamento  regionale   il   solo
  referendum  abrogativo. Invito, però, il presidente Capodicasa  a
  modificare  l'emendamento  al  singolare  perché  la  dizione   i
  referendum  abrogativi , quindi al plurale,  potrebbe  ingenerare
  alcune considerazioni che abbiamo escluso.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  condivido  l'osservazione  sollevata  dall'onorevole
  Spampinato.

    PRESIDENTE   Onorevole colleghi, allora l'emendamento  17.5  si
  intende cambiato con il singolare  il referendum abrogativo .
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  17.2.  Il  parere   della
  Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'emendamento 17.5,  con
  la precisazione che va corretto nel senso di concordare le parole
  al singolare:  il referendum abrogativo .

   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.6. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 17.7,  17.8  e  17.3,  di  identico
  contenuto.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  proporre  alla  Commissione di valutare un mantenimento  parziale
  del  comma  3  perché,  a mio avviso, l'indicazione  delle  leggi
  abrogate  semplificherebbe una eventuale ricerca  legislativa  di
  una determinata materia.
   Quindi  specificare  esclusivamente le  norme  abrogate,  e  non
  anche  le  norme  modificate, nei testi di legge potrebbe  essere
  semplificativo per eventuali ricerche legislative.

    PRESIDENTE    Il  parere  della  Commissione   sulla   proposta
  dell'onorevole Spampinato?

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, a questo  proposito,  nei  vari
  incontri  che  si sono svolti, abbiamo avuto rilievi  critici  da
  parte  di  alcuni  esponenti  della scienza  giuridica  siciliana
  perché  appariva macchinosa la strumentazione che  conseguiva  al
  comma 3 dell'articolo 17.
   Tuttavia,  l'osservazione dell'onorevole Spampinato  ha  un  suo
  fondamento:  la  macchinosità, se riferita alle  modifiche  delle
  norme,  appare  più  enfatica; se riferita  solo  all'abrogazione
  delle  disposizioni previgenti, probabilmente appare più semplice
  e,  comunque,  riduce  la  macchinosità  indicata  dai  giuristi.
  Ritengo,  quindi,  che  la Commissione possa  condividere  quanto
  proposto  dall'onorevole Spampanato; al  comma  3  si  potrebbero
  abrogare soltanto le parole  o modificate .
      Pertanto,  in  accoglimento  della  richiesta  dell'onorevole
  Spampinato,  propongo  di  mantenere il terzo  comma,  eliminando
  soltanto le parole finali  o modificate .

    PRESIDENTE   Pongo il votazione la predetta modifica  al  terzo
  comma.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pertanto, gli emendamenti 17.7, 17.8 e 17.3 sono assorbiti.
   Pongo  in votazione l'articolo 17, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                            «Articolo 18

   1. All'articolo 12 dello Statuto sostituire il comma 3 con:

   '3.  I  progetti  di  legge  sono  esaminati  dalle  Commissioni
  dell'Assemblea  regionale,  prima  della  discussione   e   della
  votazione da parte dell'Assemblea medesima.

   3  bis.  Le Commissioni possono operare anche in sede redigente.
  In  questo  caso, l'Assemblea vota, senza discussione,  il  testo
  approvato  in  Commissione  o anche i singoli  articoli,  secondo
  quanto  stabilito  dal  suo Regolamento. Il Regolamento  medesimo
  stabilisce altresì, i limiti di utilizzo del procedimento  nonché
  le  garanzie di rappresentatività proporzionale dei gruppi  e  di
  remissione al procedimento ordinario.

   3  ter. Il Regolamento dell'Assemblea disciplina le modalità  di
  consultazione delle rappresentanze degli interessi professionali,
  delle   categorie  sociali  interessate,  degli  organi   tecnici
  regionali, delle autonomie funzionali, delle Università  e  degli
  organismi della società civile alle sedute delle Commissioni'.

   2. Il comma 4 dell'articolo 12 dello Statuto è abrogato».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -    dagli    onorevoli   Capodicasa,   Panarello   ed    altri:
  emendamenti18.4 e 18.5;
   - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento18.1;
   - dall'onorevole Ortisi: emendamento 18.2;
   - dall'onorevole Spampinato: emendamento 18.3.

   Si passa all'emendamento 18.4. Il parere della  Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  agli emendamenti 18.1, 18.2, 18.3 e 18.5, di identico
  contenuto. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   Pongo  in votazione l'articolo 18, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.48, è ripresa alle ore 12.00)

                Presidenza del vicepresidente Fleres

   La seduta è ripresa.

    Si passa all'articolo 19. Ne do lettura.

                            «Articolo 19

   1. Dopo l'articolo 12 aggiungere il seguente:

   'Articolo 12 bis

   1.  Con  decreto  del Presidente della Regione, previa  delibera
  della Giunta regionale e con il parere dell'Ufficio legislativo e
  legale della Presidenza della Regione, sono emanati i regolamenti
  regionali.

   2. I regolamenti regionali disciplinano:

   a)  l'attuazione,  l'esecuzione  e  l'integrazione  delle  leggi
  regionali;

   b)  le  materie in cui manchi la disciplina legislativa,  sempre
  che non si tratti di materie riservate alla legge;

   c)  l'organizzazione  ed  il funzionamento  dell'amministrazione
  regionale  secondo  le  disposizioni di principio  dettate  dalla
  legge;

   d) i procedimenti amministrativi.

   3.  I regolamenti regionali hanno carattere sussidiario rispetto
  all'autonomia regolamentare degli enti locali, nelle  materie  di
  loro competenza.

   4.  Nelle  materie  non coperte da riserva di  legge,  la  legge
  regionale   può  autorizzare,  determinando  le  norme   generali
  regolatrici  delle  materie,  l'emanazione  di  regolamenti   con
  efficacia abrogativa delle norme vigenti, all'atto della  entrata
  in  vigore delle norme regolamentari. Il regolamento individua in
  modo  espresso  le  norme  di legge che vengono  abrogate.  Prima
  dell'emanazione  i  testi di tali regolamenti sono  inviati  alla
  competente  commissione  dell'Assemblea  che  deve  esprimere  un
  parere   entro  trenta  giorni  dalla  richiesta  da  parte   del
  Governo'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli  onorevoli  Capodicasa, Panarello ed  altri:  19.6;  19.4;
  19.5; 19.7;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 19.1; 19.2;
   dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 19.8; 19.3;
   dalla Commissione: subemendamento 19.1.1, all'emendamento 19.1.

   Pongo in votazione l'emendamento 19.6.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento 19.1.1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 19.1, nel  testo  risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 19.8.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.  Contrario   a
  maggioranza.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 19.3.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 19.2.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.  Contrario   a
  maggioranza.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  19.2.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 19.4.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.  Contrario   a
  maggioranza.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Comunico  che è stato presentato il subemendamento  19.5.1,  che
  sopprime il comma 3 dell'emendamento 19.5.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che
  l'emendamento 19.5 affronti un aspetto qualificante, mi  permetto
  di  dire  uno  degli  aspetti  centrali  di  questo  Statuto.  La
  questione  riguarda,  in  buona  sostanza,  il  determinare   una
  funzione di questa Regione di predisporre con legge gli strumenti
  e  le procedure idonei ad operare il controllo sulla legittimità,
  sull'efficienza e l'efficacia dell'attività amministrativa  della
  Regione, degli Enti e delle Aziende da essa dipendenti,  e  sulla
  gestione del bilancio e del patrimonio.
     Penso  sia  sbagliato  abolire questo comma  dell'emendamento.
  Viviamo  nella  situazione attuale in una  condizione  di  totale
  mancanza di controllo, di verifiche.

    PRESIDENTE    L'emendamento  che  propone  la   Commissione   è
  relativo  alla soppressione del solo comma 3 e per questioni  che
  riguardano anche l'ordinamento dell'Assemblea.

    GIANNOPOLO  Si era fatto riferimento ai commi 2 e 3

    PRESIDENTE  Riguarda soltanto il 3.

    GIANNOPOLO    Ci  sarà  tempo  e  modo  di  riprendere   questa
  problematica. Se rimane il comma 2, va bene.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento 19.5.1.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 19.5, nel  testo  risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 19.7.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  la  pregherei  di  procedere  più
  lentamente  perché  il  problema è  accelerare  i  tempi  non  la
  velocità di parola.

    PRESIDENTE  Prima mi sollecitava

    ORTISI   Il problema è legato ad accelerare i tempi dei  nostri
  lavori che non si risolve attraverso l'accelerazione delle  poche
  ore  in  cui lavoriamo. La prego, anche per far fare a noi  buona
  memoria, leggendo materialmente quello che andiamo a votare.
     Per esempio, su questo emendamento, il 19.7, vorrei far notare
  che  si  è  aperta una discussione sul territorio  rispetto  alla
  quale   personalmente   ho  preso  una  posizione   anomala   nel
  centrosinistra.  Tuttavia, invece, occorrerebbe   una  congruità,
  una  logicità,   una  coerenza interna in  quanto   se  noi,  nel
  cosiddetto  preambolo, il quale poi non ha in genere, soprattutto
  per ciò che attiene ai due argomenti fondamentali di discussione:
  le  radici  cristiane  e  la  lotta alla  mafia,  nell'articolato
  conseguenze  di ordine pratico, legislativo proprio perché non vi
  sono  nei titoli riferimenti specifici a quanto si premette  come
  linea  di  principio. Se a ciò si aggiunge il  fatto  che  quando
  abbiamo  l'occasione di confermare quanto in  genere  si  afferma
  sulla  linea generale e non lo facciamo, chiaramente non facciamo
  una gran bella figura.
   L'emendamento   19.7  intende  aggiungere  all'articolo:     .1.
  L'Amministrazione   della   Regione   è   organizzata,    secondo
  disposizioni  di legge, in modo da assicurare l'imparzialità,  il
  buon   andamento,  la  trasparenza  e  la  prevenzione,  in  ogni
  procedimento, da interferenze ed inquinamenti di origine mafiosa'
  . Allora delle due l'una. O noi nel preambolo riconosciamo che lo
   status'  di  lotta alla mafia è contingente e non strutturale  e
  quindi lo eliminiamo perché gli diamo dimensione costituzionale -
  e  non  sarebbe  opportuno, oppure, -  come  pare  la  stragrande
  maggioranza del Parlamento voglia - lo inseriamo, ed è ovvio  che
  a   quel  punto  nell'articolato  bisogna  fare  dei  riferimenti
  consequenziali, altrimenti è una petizione di principio  che  non
  ha senso.
   Pertanto,  chiedo che questo emendamento, soprattutto nel  primo
  capoverso, debba essere votato dall'Assemblea.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, propongo il ritiro dell'emendamento 19.7, di cui sono
  primo  firmatario.  Non perché pentito di averlo  presentato,  ma
  perché,  così come l'onorevole Ortisi giustamente faceva  notare,
  abbiamo  ancora  in  sospeso,  come Commissione,  la  trattazione
  dell'argomento  mafia'.
   Abbiamo  deciso  di accantonare l'articolo 2,  che  contiene  il
  preambolo,   alla  luce  dell'audizione  svolta  dai   professori
  universitari e a seguito del convegno tenutosi alla presenza  del
  procuratore distrettuale dottor Vigna, altri docenti  di  diritto
  penale e intellettuali vari. Costoro ci hanno proposto una  nuova
  formulazione che la Commissione dovrà ancora valutare.
   Pertanto,  considerato che la materia verrà trattata  in  quella
  circostanza  e ove dovesse essere trattata positivamente  avrebbe
  delle   refluenze  su  tutta  la  legislazione   regionale.   Ciò
  risulterebbe  ultroneo, nel senso che se noi dovessimo  approvare
  tale   emendamento,  andremmo  ad  incidere  sul   nitore   della
  formulazione   che   ci  è  stata  proposta.  Pertanto,   proprio
  sull'abbrivio  che  ci ha dato l'onorevole  Ortisi,  propongo  di
  ritirare  l'emendamento con l'impegno che la Commissione cercherà
  di  dirimere tale questione insieme ad altre, e di andare  avanti
  con i nostri lavori.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, l'intervento  dell'onorevole
  Capodicasa  mi  consente  di  precisare  che  all'interno   della
  Commissione  è  ormai  conclamata  l'esigenza  di  affrontare  in
  maniera  chiara  e netta il riferimento che lo Statuto  ha  posto
  relativamente al fenomeno mafioso.
   E'  emersa  però con altrettanta chiarezza l'esigenza che questa
  terminologia non diventi un marchio per la Sicilia
     Quello  che  si sta tentando di fare non è nascondere  che  il
  fenomeno  mafioso  sia  particolarmente  incidente  nella  realtà
  sociale  della nostra Regione, ma, purtroppo,  neanche nascondere
  che  tale  fenomeno   ormai attraversa trasversalmente  tutto  il
  Paese e, vorrei dire, tutto il mondo.
     Il  problema  è  di esprimersi con chiarezza, in  maniera  che
  emerga  forte  la  volontà di contrasto che il Parlamento   e  la
  Regione  siciliana intendono svolgere contro la  criminalità,  la
  mafia,  il  terrorismo  e  tante altre  forme  di  violenza   che
  insanguinano  ed  ostacolano lo sviluppo  della  nostra  Regione,
  senza  che però tutto ciò diventi per la stessa un marchio  unico
  ed  indelebile  nel momento in cui tale principio trova  ingresso
  nello Statuto stesso.
   Pertanto,   onorevoli   colleghi,   accogliendo   la    proposta
  dell'onorevole Capodicasa di trattare nuovamente la questione  in
  un   unico  contesto,  così  come  peraltro  è  stato  deciso  in
  Commissione, l'emendamento 19.7 è ritirato.

    SBONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SBONA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome  del  mio
  Gruppo,  abbiamo  avvertito la necessità , al  fine  di  dare  un
  ulteriore contributo a uno strumento importantissimo quale quello
  dello  Statuto che stiamo discutendo, di chiedere a  lei,  signor
  Presidente, di  poter approntare un gruppo di studio che abbia lo
  scopo di formulare  degli emendamenti che potrebbero far superare
  alcune  incertezze ed imprecisioni che ci siamo resi  conto  sono
  emerse  man  mano  che si è proceduto nella  disamina  di  questo
  provvedimento.
   Questo,    non    sottovalutando   l'egregio    lavoro    svolto
  dall'onorevole    Capodicasa,   artefice   principale,    insieme
  all'intera  Commissione. Purtuttavia -  ripeto  -  avvertiamo  la
  necessità  di  un  ulteriore contributo,  non  vogliamo  con  ciò
  fermare i lavori d'Aula, non è questo il nostro scopo.
     Signor  Presidente,  già  un anno fa,  io,  insieme  ad  altri
  colleghi,  ho  ravvisato  la necessità che non  vi  fosse  alcuna
  fretta;  già allora si discuteva se doveva essere prima approvato
  lo  Statuto o la riforma elettorale. In un primo momento si disse
  che la precedenza doveva essere data allo Statuto, poi si ritenne
  opportuno, forse giustamente, di dare la precedenza alla  riforma
  elettorale.  Tant'è che l'abbiamo approvata. Bene o male  abbiamo
  assolto al compito.
     A  mio  avviso,  si tratta di una buona  legge,  forse  poteva
  essere migliorata.
   Pertanto,  ritengo necessario da parte nostra, al  di  là  delle
  procedure  che devono essere rispettate da quest'Aula,  avere  la
  considerazione di un maggiore apporto da parte del nostro  Gruppo
  presentando  dei  subemendamenti,  in  quanto  non  possiamo  più
  ritornare sugli emendamenti già approvati.
     Non  c'è  nulla  di  male, lo spirito  è  quello  di  dare  un
  contributo  migliorativo, senza presunzione,  vogliamo  avere  la
  coscienza  a  posto  per  avere  interpretato,  attraverso  anche
  nostri  consulenti, la necessità di migliorare,  di  approfondire
  alcune cose.
   Pertanto, l'emendamento che riguardava l'articolo 19,  al  comma
  1  dell'articolo  12,  avevamo previsto di sostituire  le  parole
   dell'ufficio  legislativo  e  legale   con   il   consiglio   di
  giustizia  amministrativo . Mi pare che è passato un  emendamento
  che prevede questo, per cui ci sta bene.
   Noi  riteniamo ed ho avuto una discussione in tal senso  con  il
  Presidente  della Commissione, che sarebbe opportuno,  al  di  là
  dell'inserimento del CGA, inserire anche un termine temporale  in
  cui tale organo debba pronunciarsi.
   In   tal  senso,  onorevole  Capodicasa,  credo  che  a  livello
  nazionale tale termine sia indicato nei 45 giorni.
   Per   quanto   riguarda   la  mancata  emanazione,   non   viene
  esplicitato chi la deve controllare e sanzionare. Un termine però
  sarebbe bene specificarlo in quanto la sua mancanza comporterebbe
  l'impedimento   della    procedibilità   della   nostra    azione
  legislativa.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA     vicepresidente   della   Commissione.    Signor
  presidente,  onorevoli colleghi, la Commisione ritiene  di  dover
  accogliere  la  richiesta dell'onorevole Sbona,  nel  senso  che,
  nonostante siamo fuori termini regolamentari per la presentazione
  degli  emendamenti,  essendo quella dei colleghi  una  meritevole
  azione,  sia  pure arrivata tardivamente, volta a  migliorare  il
  testo  o  a  proporre soluzioni migliorative  che  devono  essere
  esaminate  sia  dalla  Commissione  che  dall'Aula,  noi  saremmo
  propensi, in questo scorcio finale dei  lavori della mattina, per
  venire  incontro  da  un  lato alla loro  esigenza  e  dall'altra
  all'esigenza dell'Aula, a selezionare alcuni articoli  su  cui  i
  colleghi del Gruppo parlamentare di Sicilia Democratica non hanno
  presentato emendamenti:
   Pertanto,  avendo  fatto  una  rapida  scorsa  del  testo,   gli
  articoli  in  questione sono  il 26, 27, 28, 31,  41,  48  e  50.
  Questi  ultimi  non  presentano emendamenti e  pertanto  potremmo
  procedere  con la loro approvazione. L'articolo 20,  presenta  un
  solo emendamento degli onorevoli Guerrieri e Barbagallo

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, l'articolo 20  è  stato  già
  approvato.

    CAPODICASA   vicepresidente della  Commissione.  Allora,  nulla
  quaestio,  signor  Presidente, possiamo  andare  avanti  dal  26,
  considerato che non ci sono emendamenti dei colleghi  del  gruppo
  parlamentare Sicilia Democratica.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo
  che l'attenzione rispetto allo Statuto non è mai troppa e che ben
  vengano sollecitazioni ulteriori e faccio ammenda a me stesso per
  essermi distratto o non avere posto abbastanza  attenzione  sullo
  Statuto.
      L'articolo  19  probabilmente  era  passato  sotto   parziale
  osservazione ad un primo esame. Avevo immaginato di fare  mio  un
  emendamento  degli onorevoli Forgione e Liotta che,  giustamente,
  hanno eliminato tra le potestà regolamentari, quella di integrare
  leggi  regionali,  sarebbe stato un obbrobrio giuridico.  Rimango
  particolarmente perplesso rispetto al comma 4, chiedo  un  minimo
  di attenzione alla Commissione e ai colleghi, non ne comprendo la
  ratio.   Noi  stiamo  sostanzialmente  dicendo  che   con   legge
  autorizziamo il Governo a modificare delle altre leggi  regionali
  con dei regolamenti, quindi attribuendo il potere legislativo  al
  Governo; e questa autorizzazione avviene con legge.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.  ...ma  nelle
  materie dove non c'è riserva di legge.

    SPAMPINATO ..ma dove non c'è riserva di legge non è  detto  che
  non   si   possa   legiferare,  ma  in  ogni  caso   l'intervento
  dell'Assemblea è sempre necessario per autorizzare il Governo  ad
  emanare  il  regolamento  indicando i principi,  quindi  entrando
  sostanzialmente nel merito dell'eventuale intervento governativo.
     L'Assemblea  deve  intervenire perché noi stiamo  dicendo  che
  indicando i principi può autorizzare il Governo ad emanare, nelle
  materie  dove  non  vi  è  una riserva  di  legge,  l'emanazione,
  appunto, dei regolamenti.
   Credo   sia  un'ulteriore  perdita  di  attribuzione  da   parte
  dell'Assemblea  a favore del Governo; avrei presentato  piuttosto
  ad  un emendamento soppressivo se avessi avuto la possibilità  di
  cogliere  tale  aspetto in prima lettura,  lo  colgo  adesso,  ma
  chiedo  su questo una riflessione alla Commissione e agli  stessi
  colleghi condizionando anche il mio voto sull'articolo stesso.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente, credo  che  le  argomentazioni
  svolte   dall'onorevole   Spampinato  siano   in   qualche   modo
  pertinenti.
     Se  si  vuole  semplificare, però dobbiamo  prevedere  che  il
  parere  della Commissione legislativa, poiché stiamo parlando  di
  leggi  che vengono fatte da questo Parlamento e la loro  modifica
  comunque o, attraverso regolamento o attraverso un pronunciamento
  di una istanza parlamentare, deve essere vincolante
   Almeno  specificare  che il parere della Commissione legislativa
  è   vincolante   sul  regolamento  perché  altrimenti   spostiamo
  sovranità dal Parlamento al Governo.
   Questo non è possibile

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, soltanto per  richiamare  anche
  qui  un principio di coerenza tra il terzo e il quarto comma. Nel
  terzo  comma si dice che i regolamenti regionali hanno  carattere
  sussidiario  rispetto  all'autonomia  regolamentare  degli   enti
  locali  nelle  materie di loro competenza. Poi  si  aggiunge  che
  nelle  materie  non coperte da riserva di legge  l'Assemblea  può
  autorizzare,  determinando  le norme generali  regolatrici  delle
  materie,  l'emanazione  di regolamenti con  efficacia  abrogativa
  delle norme vigenti, e via di seguito.
   Da  questo  punto  di  vista,  mi  chiedo,  fermo  restando  che
  condivido   le   riflessioni  offerte   all'Aula   dall'onorevole
  Spampanato, in che modo si possa dire che i regolamenti regionali
  hanno  carattere sussidiario quando vengono autorizzati per legge
  e  vanno a normare ambiti legislativi che di fatto hanno la  loro
  vigenza  su  tutto il territorio regionale e quindi  anche  sugli
  enti  locali  che  sono  chiamati ad  applicare  le  leggi  della
  Regione.
   Questo  volevo  saperlo  direttamente  da  chi  rappresenta   la
  Commissione

    IOPPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    IOPPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sulla  materia per riconoscere che certamente lo sforzo  compiuto
  dalla Commissione nel raggiungere l'equilibrio di questo testo  è
  un  sforzo encomiabile perché credo che il fine ultimo sia quello
  della  semplificazione normativa, soprattutto  alla  luce  di  un
  ordinamento regionale che molto spesso sovrappone norme a norme e
  leggi a leggi.
   Tuttavia,  mi pare di potere anticipare più che una  perplessità
  fondata,  un  dubbio fondato, sulla possibilità che in  forza  di
  principi  generali dell'ordinamento giuridico una legge  comunque
  possa  essere abrogata o derogata da un altro atto che non  abbia
  pari forza normativa.

     CAPODICASA   Non si parla di abrogazione di legge ma di  norme
  previgenti.

    IOPPOLO  Sì, di norme previgenti, onorevole Capodicasa. Ma  nel
  momento  in  cui anche nelle materie non coperte  da  riserva  di
  legge,  su  cui  tuttavia vi è una legge che  ne  regolamenta  la
  disciplina  pur  in  presenza di una norma di carattere  generale
  regolatrice della materia si delega sostanzialmente  ad  un  atto
  normativo di fonte inferiore come il regolamento di modificare  o
  abrogare la legge previgente.  Io credo che questo meccanismo non
  possa funzionare
     Cosa  diversa  è  se  riusciamo nel  volgere  di  breve  tempo
  attraverso  l'accantonamento o il ritorno  in  Commissione  della
  materia  prevedendo un meccanismo diverso, cioè un meccanismo  di
  abrogazione delle norme di legge in materie che non siano coperte
  da  riserva  di  legge,  e  poi  successivamente  con  una  norma
  regolatrice  di  carattere generale demandare la regolamentazione
  di quella materia alla fonte secondaria, cioè al regolamento.
   In  buona sostanza, si tratterebbe di ripulire dal troppo e  dal
  vano  che  pur c'è abrogando le norme di legge in queste  materie
  per  poi  regolamentarle successivamente. E se poi riuscissimo  a
  regolamentarle,   come  ha  anticipato  il  collega   Sammartino,
  intervenendo  prima  con  dei  testi  unici  anche  di  carattere
  regolamentare,  credo che avremmo fatto una  meritoria  opera  in
  tema di semplificazione della normazione siciliana.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  desidero  ricordare  che  un
  procedimento  molto  simile lo abbiamo già  adottato   su  alcune
  materie rinviando poi al regolamento la disciplina di dettaglio
   Con  la  legge  che  abrogava le singole norme,  noi  indicavamo
  espressamente,  così  come peraltro prevede  lo  stesso  comma  4
  dell'articolo 19 che stiamo discutendo, le norme vigenti che sono
  abrogate  e che diventano poi oggetto di regolamentazione  e  non
  più  di  legge. Tutto sommato, quindi, la preoccupazione che  lei
  opportunamente  sollevava, onorevole Ioppolo, credo  non  ci  sia
  proprio  perché  stiamo  sostituendo  regolamenti  a  leggi,   ma
  dicendo quali sono le leggi che vanno abrogate e abrogandole  non
  lasciamo che l'abrogazione sia affidata al regolamento, nel  qual
  caso  avrebbe ragione lei. Non è possibile per la gerarchia delle
  fonti che ben conosciamo.
     Onorevoli  colleghi,  mi rendo conto  che  il  testo  potrebbe
  essere  frainteso,  anche se era questo  il  significato  che  la
  Commissione aveva dato.
   Pertanto,  sospendo brevemente la seduta al fine  di  consentire
  una   riformulazione   in  maniera  più  chiara   del   comma   4
  dell'articolo 19.

   (La seduta,  sospesa alle ore 12.30, è ripresa alle ore 12.40)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato  dalla
  Commissione  l'emendamento 19.9. Tuttavia,  mi  sembra  opportuno
  dare   lettura  di  una  disposizione  dello  Stato,   la   legge
  sull'ordinamento  della  Presidenza del Consiglio,   inerente  la
  materia  al  nostro  esame,  che così recita:  «Con  decreto  del
  Presidente  della Repubblica, previa deliberazione del  Consiglio
  dei  Ministri,  sentito  il Consiglio di Stato,  sono  emanati  i
  regolamenti  per  la  disciplina delle  materie  non  coperte  da
  riserva  assoluta  di legge prevista dalla Costituzione,  per  le
  quali  le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio  della
  potestà  regolamentare del Governo, determinano le norme generali
  regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle  norme
  vigenti,   con  effetto  dall'entrata  in  vigore   delle   norme
  regolamentari».
   E'  una  procedura diversa rispetto al nostro ordinamento perché
  prevede che ci sia un decreto del Presidente della Repubblica, ci
  sia  una  delibera del Consiglio dei Ministri e venga sentito  il
  Consiglio  di  Stato; quindi, una procedura assolutamente  nuova,
  diversa.
   Dunque,   o  seguiamo  l'impostazione  tradizionale  e,  quindi,
  l'emendamento  19.9 della Commissione che così recita:  «Dopo  le
  parole    regolatrici   della  materia   aggiungere   le   parole
   disponendo  espressamente l'abrogazione delle  norme  vigenti »,
  saltando  la  parte riguardante il regolamento che  individua  in
  modo  espresso  le  norme di legge che vengono  abrogate,  oppure
  approfondiamo meglio l'emendamento dell'onorevole Sbona  che  può
  darsi  tenga conto sia di questa procedura innovativa sia   della
  nostra esigenza.
   La  Presidenza, propone di sospendere brevemente  la  seduta  al
  fine  di procedere ad una verifica di questa materia in modo tale
  da  tenere  conto sia degli aspetti innovativi che la Commissione
  Statuto   voleva   introdurre  anche   in   virtù   della   legge
  sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia
  delle  metodologie  tradizionali di  natura  legislativa  di  cui
  abbiamo  parlato e di cui hanno parlato anche l'onorevole Ioppolo
  e l'onorevole Sammartino.
   Pertanto, non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.44, è ripresa alle ore 12.50)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  alla  luce  della  riconsiderazione  degli
  argomenti che sono stati poc'anzi espressi, comunico che è  stato
  presentato  dalla Commissione l'emendamento 19.10 di  riscrittura
  del comma 4.
   Pertanto, l'emendamento 19.9 della Commissione è ritirato.
   Pongo  in votazione l'emendamento 19.10. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 19, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,  mercoledì  9
  marzo 2005, alle ore 18.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I   - Comunicazioni.
     II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
       lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

         n. 383 - Definizione   di  un  organico   programma   di
                  risorse   economiche  volto  a  migliorare   il
                  settore della pubblica istruzione in Sicilia..

                                 SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI -
                                                          SANZERI

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

          1)  ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'' (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito);
          2)    Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
              trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
              finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
              867/A)  (Seguito).

       IV   - Votazione finale del disegno di legge:

         -   Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento nazionale,
             ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche
             all'articolo 116 della Costituzione'  (n. 968/A).

       V   - Discussione della mozione:

         n. 377 -  Continuità     produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                          FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

       VI   - Discussione unificata delle mozioni:
         n. 291 -  Valutazione      dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                              GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
                                                             ZAGO
         n. 304 -    ''Affidamento del  Servizio idrico integrato
                 nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

              ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE - GIANNOPOLO

       VII   -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione Europea.

       VIII   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 12.53.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO:

   EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

    -All'articolo 14:

   Emendamento 14.20:

  L'articolo 14 è soppresso.

    -All'articolo 17:

   Emendamento  17.5:

  Al  comma  1,  dopo  le  parole  le leggi regionali  ordinarie'
  inserire le parole  il referendum abrogativo'.

   Emendamento  17.6:

  Al comma 1 sopprimere l 'intero capoverso.

   Emendamenti  17.7, 17.8 e 17.3:

  Al comma 3 sopprimere le parole   o modificate .

    - All'articolo 18:

   Emendamenti 18.1, 18.2, 18.3 e 18.5:

  Al  comma 3 ter, dopo la parola  rappresentanze  aggiungere  le
  parole  dell'associazionismo femminile .

    -All'articolo 19:

   Emendamenti 19.6:

  Al  comma  1  sostituire le parole  dell'Ufficio legislativo  e
  legale  della  Presidenza della Regione' con  le  parole    del
  Consiglio di giustizia amministrativa'.

   Emendamenti 19.1:

  All'articolo 12 bis, comma 2, apportare le seguenti  modifiche:
  alla  lettera a) sopprimere le parole   e l'integrazione  delle
  leggi regionali ;

  sopprimere la lettera b)'.

   Subemendamento 19.1.1 all'emendamento 19.1:

  Sopprimere le parole  sopprimere la lettera b)'.

   Emendamento 19.3:

  Al  comma 4 sostituire dalle parole  deve esprimere' fino  alla
  parola   Governo'  con  le parole  esprime  il  proprio  parere
  vincolante'.

   Emendamento  19.5.:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - Principi dell'attività amministrativa regionale. - 1.
  l'Attività amministrativa della Regione è informata ai principi
  del  buon andamento e dell'imparzialità, della semplificazione,
  della partecipazione degli interessati alle fasi istruttorie  e
  derisorie   del   procedimento,  nonché   della   consensualità
  dell'azione amministrativa, nel rispetto dei principi stabiliti
  dalle leggi dello Stato e dalla normativa comunitaria.

  2. La Regione predispone con legge gli strumenti e le procedure
  idonei    ad    operare   il   controllo   sulla   legittimità,
  sull'efficienza  e  l'efficacia  dell'attività   amministrativa
  della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti  e
  sulla gestione del bilancio e del patrimonio.

  3.  La  legge  regionale  stabilisce in  modo  da  assicurarne,
  funzionalità     efficienza,    efficacia    ed     economicità
  nell'acquisizione ed utilizzazione delle risorse, nel  rispetto
  dei   principi   di  professionalità,  anche  ai   fini   della
  determinazione  della dotazione organica nei  ruoli,  distinti,
  dell'Assemblea regionale siciliana e della Giunta regionale.'.

   Subemendamento 19.5.1:

  Sopprimere il comma 3 dell'emendamento 19.5

   Emendamento 19.10:

  Sostituire il comma 4 dell'articolo 12 bis con il seguente:

   4.  Nelle  materie non coperte da riserva di  legge  la  legge
  regionale   può   autorizzare  l'emanazione   di   regolamenti,
  determinando  le  norme  generali  regolatrici  della  materia,
  disponendo espressamente l'abrogazione delle norme vigenti, con
  effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. Prima
  dell'emanazione i testi di tali regolamenti sono  inviati  alla
  competente  Commissione dell'Assemblea regionale siciliana  che
  deve  esprimere  parere vincolante entro  trenta  giorni  dalla
  richiesta da parte del Governo'.