Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
-N. 2124 - Interventi riguardanti la nomina del medico di base
nel comune di San Mauro Castelverde.
-- Assessore Sanità
-Firmatario: Vicari Simona
-N. 2125 - Iniziative urgenti in favore dei lavoratori
dell'indotto della Sicilfiat di Termini Imerese.
-Presidente Regione
-Assessore Lavoro
-Firmatario: Vicari Simona
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata in data 2 marzo
2005 la mozione n. 383 Definizione di un organico programma di
risorse economiche volto a migliorare il settore della pubblica
istruzione in Sicilia , degli onorevoli Speziale Calogero;
Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Sanzeri Salvatore.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA
VISTA la drammatica situazione dell'insegnamento e
dell'istruzione in Sicilia dove, dall'anno scolastico 2001- 2002
all'anno scolastico 2004-2005, si sono persi 2239 posti di
docente e 1103 posti di assistente amministrativo, tecnico e
ausiliario (basti pensare che nel solo anno scolastico 2004-2005
sono venuti meno 658 posti di docente e 393 di assistente
amministrativo, tecnico e ausiliario);
CONSIDERATO che, a fronte di 16.500 posti utili per
l'immissione in ruolo del personale docente, sono state
effettuate solo 1296 nomine in ruolo e che, a fronte di 5163
posti utili per l'immissione in ruolo del personale
amministrativo, tecnico e ausiliario, sono state effettuate solo
225 nomine in ruolo;
PRESO atto che per il 2005-2006 si prevede un altro taglio di
797 posti di docente (489 nella scuola primaria, 149 nella
secondaria di I grado e 159 nella secondaria di II grado) e di
altri 350 posti di personale amministrativo, tecnico e
ausiliario;
VISTO, inoltre, che nell'edilizia il 54 per cento degli
istituti siciliani non sono a norma dal punto di vista igienico
sanitario, il 53 per cento dal punto di vista statico ed il 65
per cento per la normativa antincendio;
RICORDATA l'emergenza freddo, che in questi giorni di
particolare maltempo ha messo in ginocchio la scuola siciliana, e
l'emergenza violenza verso le scuole ed il personale;
RICORDATA la cronica insufficienza delle scuole materne e le
insufficienti strutture di supporto all'handicap;
CONSIDERATO che gli istituti professionali non riescono a
garantire agli alunni l'attività formativa obbligatoria inerente
all'area professionalizzante per l'insufficienza delle risorse, e
considerato, inoltre, che le somme di competenza della Regione
non sono state accreditate alle scuole;
PREMESSO che il piano formativo 2005 a tutt'oggi non è stato
pubblicato nella sua veste definitiva ed il nucleo di
valutazione, costituito ai sensi della legge n. 15 del 2004 e
insediatosi nell'ultimo scorcio dell'anno appena trascorso, fino
ad oggi non ha dato riscontro alle osservazioni presentate dagli
enti gestori al piano provvisorio;
OSSERVATO che il procedere per parti separate sembra denunciare
l'assenza di un disegno organico per il settore;
VISTO che permangono forti elementi d'incertezza sulla
copertura finanziaria del piano, anche a causa della norma
contenuta nella finanziaria regionale (l.r. n. 17 del 2004) che
indica tra le risorse da cui attingere anche il fondo
sull'occupazione oltre a quelle afferenti al bilancia della
Regione, a quelle dello Stato e del Fondo sociale europeo, senza
chiarire però in quale misura;
OSSERVATO che tali ritardi sull'avvio dell'attività formativa,
oltre ad alimentare sensibilmente il disagio dell'utenza, avranno
conseguenze negative sulle erogazioni agli enti gestori, con un
effetto a cascata che si scaricherà sulle retribuzioni degli
operatori che, pur in costanza di servizio, non potranno essere
pagati,
IMPEGNA IL GOVERNO
DELLA REGIONE
ad utilizzare i fondi ex art. 38, in modo prioritario, in un
vasto ed articolato programma teso a potenziare il settore
dell'edilizia scolastica, soprattutto per l'adeguamento delle
strutture esistenti alle norme sulla sicurezza, a quelle
igieniche (compresa la coibentazione ed il riscaldamento delle
aule) ed a quelle per l'abbattimento delle barriere
architettoniche;
ad avviare un piano di trasferimento di fondi ai comuni ed alle
province appositamente destinati al potenziamento della rete di
tutela nei confronti dell'infanzia, in particolare attraverso gli
asili nido e le scuole materne;
ad accreditare le somme necessarie ad assicurare alle scuole lo
svolgimento delle attività obbligatorie inerenti all'area
professionalizzante;
ad intervenire presso il Governo nazionale per attribuire alle
scuole della Sicilia un organico sufficiente ad assicurare
un'offerta formativa qualitativamente e quantitativamente idonea
a rispondere alle esigenze del territorio;
a sostenere la formazione di corsi di specializzazione per la
professionalizzazione dei giovani;
ad accelerare l'iter per il saldo degli arretrati contrattuali
con le risorse già individuate nell'intesa del 19 maggio u.s.;
all'immediata riconvocazione del tavolo contrattuale sul
Contratto collettivo nazionale di lavoro 1998/2003 per concludere
la trattativa, prevedendo le opportune risorse economiche;
a procedere alla pubblicazione immediata del piano formativo
2005.» (383).
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
n. 384 Interventi al fine di procedere alla liquidazione delle
richieste di risarcimento avanzate dai produttori agrumicoli del
Catanese , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari;
n. 385 Istituzione della Unità di terapia intensiva respiratoria
(UTIR) presso l'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
n. 386 Interventi per intensificare i controlli e per ridurre la
dispersione scolastica , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Baldari;
n. 387 Iniziative per risolvere la situazione degli artigiani in
Sicilia , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari;
n. 388 Misure contro lo sfruttamento del lavoro minorile , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
n. 389 Interventi per la sistemazione della via Sgroppillo a
Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari;
n. 390 Interventi per il ripristino dello stato delle riserve
'Oasi del Simeto' e di quella del fiume Fiumefreddo , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
n. 391 Iniziative per la realizzazione di asili nido negli
uffici e nelle aziende , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Baldari;
n. 392 Interventi circa la sicurezza nelle scuole della Sicilia
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
n. 393 Interventi per fronteggiare la crisi che investe i
produttori agrumicoli , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici e Baldari;
n. 394 Interventi per l'esatta determinazione dell'attività
cantieristica navale e di rimessaggio , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici e Baldari.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
- i produttori agrumicoli sono stati
particolarmente danneggiati dal susseguirsi di
diverse calamità naturali che hanno fatto
registrare danni anche agli impianti;
- con provvedimento ministeriale del 28 febbraio
2003 sono stati riconosciuti i danni causati
dalle gelate dei mesi di dicembre 2001 e gennaio
2002 ed i relativi indennizzi per le imprese
costrette a procedere alla potatura
straordinaria degli agrumeti;
- presso l'Ispettorato provinciale agrario di
Catania, a seguito dell'emanazione del predetto
decreto, sono state depositate circa 7.000
istanze non ancora esitate;
- a distanza ormai di quattro anni, gli
agrumicoltori non hanno ancora beneficiato di
alcun indennizzo e, malgrado tutto, hanno
continuato ad esercitare la propria attività con
conseguenti aggravi sui bilanci delle imprese;
- è ormai divenuto necessario porre in essere
iniziative per un sostegno e conseguente
rilancio del settore,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a porre in essere ogni utile iniziativa per
procedere al risarcimento dei danni subiti dagli
agrumicoltori a causa delle gelate dei mesi di
dicembre 2001 e gennaio 2002, giusta decreto
ministeriale del 28 marzo 2003 (pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n.
60 del 13 marzo 2003).» (384)
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
- le Unità di terapia intensiva respiratoria
(UTIR) sono strutture sanitarie deputate a far
fronte all'emergenza respiratoria di pazienti
affetti da grave insufficienza
respiratoria, mediante l'utilizzo della
ventilazione meccanica non invasiva;
- esse, ben rappresentate al Nord Italia e,
invece, del tutto assenti in Sicilia
orientale, consentono il trattamento del
paziente con enormi vantaggi sia in termini di
risparmio di spesa che assistenziali, evitando
il ricovero nelle divisioni di rianimazione e
lo svezzamento rapido dalla ventilazione
meccanica invasiva in pazienti già intubati;
CONSIDERATO che:
-la città di Catania, sede di aeroporto a rilevante traffico
nazionale ed internazionale, e quindi ad alto rischio nella
diffusione di malattie infettive, è fornita di un'Azienda
ospedaliera di riferimento regionale di III livello per
l'emergenza (Ospedale Cannizzaro), presso la quale è operante un
divisione di malattie infettive;
-con delibera n. 28 del 17 giugno 2002 del Direttore generale
dell'Azienda Cannizzaro, è stata individuata una Unità operativa
per l'assistenza ventilatoria nei pazienti critici ricoverati
presso le divisioni di chirurgia toracica, chirurgia vascolare e
rianimazione;
-con delibera n. 38 del 6 agosto 2003 del Direttore generale, è
stata istituita l'Unità operativa a struttura semplice di terapi
respiratoria mirata all'assistenza ventilatoria per i pazienti
critici affetti da grave insufficienza respiratoria;
- presso l'Azienda ospedaliera 'Cannizzaro' di Catania operano
divisioni di alta specialità, quali la chirurgia toracica, la
chirurgia vascolare, neurochirurgia, rianimazione e U.T.I.C. che
accolgono pazienti che necessitano, oltre che di una terapia
intensiva cardiologica, anche e soprattutto di una U.T.I.R. per
l'assistenza ventilatoria, sempre più richiesta ed urgente per i
trattamento di pazienti critici;
-RITENUTO che con l'istituzione dell'U.T.I.R. presso l'Azienda
ospedaliera Cannizzaro di Catania, si ridurrebbero i tempi di
ricovero dei pazienti in rianimazione, per veloce svezzamento
dalla respirazione di tipo invasiva, nonché il numero dei posti
letto occupati, ed il rischio, non infrequente, di infezioni
tipiche delle divisioni di rianimazione cui si aggiungerebbe il
notevole risparmio della spesa sanitaria, in coerenza con gli
obiettivi programmati dal Governo della Regione in materia;
-RILEVATO che pur tenendo conto di quanto disposto con delibera
di Giunta regionale n. 153 del 7 maggio 2003 all. A e dal Piano
sanitario circa la competenza della programmazione regionale
nell'individuazione dei posti letto di terapia intensiva e di
alta specialità, l'istituzione dell'U.T.I.R. presso l'Azienda
ospedaliera 'Cannizzaro' di Catania riveste carattere d'urgenza,
in considerazione delle esigenze di ordine sanitario ed economic
sopra esposte, e, pertanto, è rispondente a ragioni di interesse
pubblico,
impegna il Governo della Regione
ad adottare tempestivamente, per i motivi in
premessa, le opportune iniziative anche a
carattere straordinario e ad impartire le
conseguenti disposizioni alla Direzione
generale dell'Azienda ospedaliera
'Cannizzaro' di Catania perché proceda a
dare corso agli adempimenti volti
all'istituzione dell'UTIR ed al suo
funzionamento.» (385).
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
nella nostra regione, a seguito di
controlli effettuati dalle forze
dell'ordine, sono emersi dati sconfortanti
relativamente alla dispersione scolastica;
le misure ad oggi poste in essere per la
prevenzione di tale fenomeno, alla luce
degli ultimi dati raccolti, sembrano
insufficienti;
è logico che i giovani che non frequentano
le scuole vengono distratti da altre,
purtroppo poco edificanti, attività e quel
che più impressiona è che sono proprio le
città più grandi a registrare il maggior
numero di assenze scolastiche;
la fascia più coinvolta, invece, riguarda
la scuola media, ciò significa anche che
le nostre scuole non sono in grado di
offrire ai giovani i supporti fondamentali
per la loro crescita,
impegna il Governo della Regione
a valutare l'entità del problema con
controlli più intensi ed a studiare
ipotesi per la risoluzione del problema,
dotando le scuole di ulteriori strutture
in grado di soddisfare le esigenze, non
soltanto prettamente scolastiche, dei
giovani.» (386)
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
in Sicilia operano circa 87.000 imprese
artigiane che contribuiscono in maniera
incisiva alla creazione di nuovi posti di
lavoro;
gli interventi a sostegno del settore però non
sono erogati alle scadenze previste e spesso
gli stanziamenti non sono sufficienti;
stessa problematica esiste per l'erogazione
dei contributi agli apprendisti ed agli
operai;
inoltre, la lungaggine delle procedure
burocratiche peggiora la situazione appena
esposta,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire affinchè si provveda a
sbloccare l'erogazione dei contributi in
premessa citati.» (387)
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
da statistiche effettuate il lavoro minorile
registra percentuali particolarmente alte,
concentrate soprattutto in alcune città
d'Italia;
l'età media oscilla tra i sette ed i
quattordici anni e la maggiore concentrazione
si ha nei settori dell'artigianato e del
commercio;
gli orari di lavoro variano dalle quattro alle
otto ore giornaliere, ed ovviamente si tratta
di mano d'opera a basso costo;
anche in Sicilia questo fenomeno è, purtroppo,
presente: giornalmente le nostre strade sono
piene di ragazzi, in età scolare, che
improvvisano un mestiere, ed anche in molti
negozi e botteghe lavorano dei bambini,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a prevedere misure contro lo sfruttamento del
lavoro minorile, ponendo in essere quanto
necessario affinchè vengano attivate tutte le
procedure utili contro la dispersione
scolastica;
a porre in essere quanto necessario per
l'attivazione di una più organica politica
giovanile, con particolare riferimento alle
attività culturali ed alle attività sportive,
anche in raccordo con gli enti locali;
ad avviare, di concerto con gli Ispettorati
del lavoro, un'accurata indagine mirante a
bloccare il fenomeno dello sfruttamento del
lavoro minorile.» (388)
«L'Asemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la via Sgroppillo è una strada che congiunge
diversi comuni del catanese, per l'esattezza,
Catania, San Gregorio e Tremestieri Etneo;
in considerazione di ciò, il traffico è
particolarmente intenso;
inoltre, la via in questione in alcuni tratti
risulta ridotta a causa della presenza di
discariche abusive ed in più è necessario
procedere ad una manutenzione del manto stradale,
anche per eliminare le numerose e pericolose
buche che costringono i conducenti di autoveicoli
ad invadere la corsia opposta;
è dunque necessario procedere ad una sistemazione
della via Sgroppillo nel più breve tempo
possibile,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire per risolvere quanto in premessa
indicato, convocando una conferenza di servizi
con le amministrazioni locali interessate.» (389)
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
tutti i divieti imposti dalle norme in vigore
non sono mai stati rispettati né all'interno
dell'Oasi del Simeto né all'interno della
riserva naturale del fiume Fiumefreddo;
relativamente alla riserva 'Oasi del Simeto',
la stessa, completamente prosciugata, è ormai
ridotta a discarica abusiva e, infine, al suo
interno sono state anche edificate case,
ovviamente, abusive;
nella riserva di Fiumefreddo sono stati invece
effettuati degli sbancamenti che hanno
completamente distrutto la vegetazione;
è divenuto ormai improcrastinabile un
intervento che consenta alle riserve di poter
ritornare al loro stato iniziale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare ogni azione utile affinché si
possa ripristinare lo stato delle riserve Oasi
del Simeto' e del fiume Fiumefreddo,
prevedendo anche l'istituzione di un tavolo
tecnico che veda coinvolti gli enti locali
interessati.» (390)
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
l'attuale società vede la donna maggiormente
impegnata nel mondo del lavoro e da ciò
scaturiscono maggiori richieste di accoglienza
da parte degli asili nido;
è infatti la fascia d'età che va dai 3 mesi ai
3 anni quella che necessita di maggiore
interesse;
gli asili nido pubblici sono affollati e spesso
non si conciliano con le esigenze delle madri -
lavoratrici, mentre quelli privati sono spesso
troppo costosi e dunque riservati ad una
clientela ristretta;
proprio l'assenza di strutture ha determinato
un allontanamento delle donne dal mondo del
lavoro subito dopo la nascita di un figlio, con
ciò contravvenendo ai principi delle pari
opportunità;
da studi effettuati il Sud Italia e le Isole
sono i territori dove si registrano i maggiori
disagi;
la finanziaria del 2002 ha previsto degli
stanziamenti per la realizzazione di asili nido
nelle aziende e negli uffici pubblici,
stanziamenti maggiorati negli anni successivi;
inoltre, anche le regioni possono ricevere
analoghi storni per la realizzazione di quanto
sopra,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare ogni utile azione per la
realizzazione degli asili nido, come in
premessa citato, con particolare riferimento
agli uffici dell'Amministrazione regionale.»
(391)
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
da una serie di stime effettuate nell'intero
territorio nazionale è emerso che tra gli
edifici maggiormente a rischio figurano le
scuole;
molte di esse non hanno neanche i minimi
requisiti in materia di sicurezza, come
l'agibilità statica o quella sanitaria, mentre
molte altre non hanno attivato le procedure per
la prevenzione degli incendi;
la situazione in Sicilia rispecchia quello che è
l'andamento nazionale ed infatti, anche durante
i recenti terremoti, gli edifici che hanno
riportato il maggior numero di danni sono
proprio le scuole;
annualmente presidi, insegnanti e genitori
lamentano il mancato adeguamento delle strutture
ma, con scarsi risultati;
è opportuno ed urgente procedere ad un
monitoraggio completo degli edifici scolastici
della Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare ogni procedura utile per
l'effettuazione dei controlli e dei lavori
necessari affinchè gli edifici scolastici
possano avere tutti i requisiti di sicurezza
previsti dalla normativa in vigore;
ad intensificare, anche in raccordo con le
associazioni di volontariato operanti nel
territorio, le attività di prevenzione e le
diverse esercitazioni per gli alunni delle
nostre scuole.» (392)
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la grande e giustificata preoccupazione degli
agrumicoltori che, dopo un incoraggiante avvio
dell'attuale campagna, registrano, nonostante
la buona qualità della produzione, una
frustrante assenza di domanda;
detto calo di interesse, che coinvolge e
penalizza il mondo della produzione, non è per
nulla giustificato da un'ipotizzabile ed
altrettanto grave flessione dei consumi;
con la liberalizzazione dei mercati e per la
più volte denunciata assenza di adeguati
controlli, non si può escludere che il
fenomeno in premessa possa essere causato
dall'immissione nei mercatinazionali di
agrumi ed in particolare di arance di
produzione estera proveniente soprattutto da
Paesi extracomunitari;
per gli agrumi importati non si ha certezza
circa il pieno e corretto rispetto delle
disposizioni fitosanitarie e delle norme che
regolano i trattamenti per la conservazione
delle produzioni;
ai produttori italiani, invece, a tutela dei
consumatori, vengono imposte regole sanitarie
molto drastiche e più restrittive rispetto ai
parametri fissati dall'Unione Europea;
l'attuale crisi di commercializzazione rischia
di compromettere l'intera campagna con tutte
le intuibili conseguente sul piano economico e
sociale;
al di là dei proclami e delle affermazioni
propagandistiche, nulla di realmente concreto
viene fatto per la salvaguardia del 'made in
Italy' nel delicatissimo settore
agroalimentare;
è necessario intervenire in favore dei
produttori e dei consumatori, anche attraverso
la difesa della produzioni di qualità,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivare ogni azione utile per agevolare il
superamento dell'attuale crisi che investe i
produttori agrumicoli;
ad intensificare i controlli su tutte le
partite di agrumi importati, e/o comunque
lavorati nei magazzini locali, per la verifica
dell'effettiva provenienza e del rispetto
delle norme sanitarie in vigore al fine di
evitare che siano violati i termini previsti
dagli accordi euromediterranei ed
internazionali in genere.» (393)
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
numerose aziende siciliane svolgono attività
di cantieristica navale, relativo rimessaggio
natanti, ormeggio e sosta a secco e/o in acqua
di imbarcazioni per l'attività da diporto, con
varo ed alaggio delle imbarcazioni medesime;
come già detto, le due attività sono connesse,
anche perché è nota l'esigenza di provvedere,
molto frequentemente, alla manutenzione delle
imbarcazioni;
talune autorità portuali, come quella di
Catania, (almeno per il passato)
formulano un'interpretazione restrittiva del
concetto di cantieristica navale,
limitandolo alla costruzione e non anche
alla manutenzione ed al rimessaggio, attività
inscindibili, per ovvie ragioni che si
omettono di argomentare;
è necessario, affinchè l'equivoco abbia a
cessare, anche per non nuocere dal punto di
vista delle relative concessioni alle imprese
interessate ed ai loro utenti, chiarire che il
concetto di cantieristica navale è assorbente
e talvolta coincidente con quello della
manutenzione e del rimessaggio delle
imbarcazioni,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad emanare, entro trenta giorni
dall'approvazione della presente mozione,
apposite direttive miranti a determinare con
chiarezza l'attività di cui in premessa,
regolando la stessa in maniera analoga, sia
che si tratti di costruzione, sia che si
tratti di manutenzione o di rimessaggio
imbarcazioni, come precisato in premessa e
specificato nell'articolo 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997,
n. 509.» (394).
Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni, dispongo che la
determinazione della data di discussione della predette mozioni
venga demandata alla Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
Modifiche allo Statuto della Regione» (580 - 472 - 578 - 602 -
652/A).
PRESIDENTE Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
numeri 580-472-578-602-652/A Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo Statuto
della Regione' , iscritto al numero 1.
Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione del disegno di
legge si è interrotta nella seduta numero 274 dell'8 marzo 2005,
e che sono stati già approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8,
9, 10, 12, 13, 15, 16, 20, 21, 22, 23, 24 (soppresso), 29, 30, 32
(soppresso), 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40.
Preciso, inoltre, che nella seduta numero 271 è stata
approvata una rettifica della formulazione dell'articolo 3, comma
2.
Onorevoli colleghi, comunico che restano accantonati gli
emendamenti 29 R, aggiuntivo dopo l'articolo 29, e 9.4.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
1. All'articolo 10, comma 1, sostituire le parole 'dopo almeno
tre giorni dalla sua presentazione' con le parole 'dopo almeno
tre giorni e non oltre il quindicesimo giorno dalla sua
presentazione'.
2. All'articolo 10, comma 2, sostituire le parole 'tre mesi'
con le parole 'novanta giorni'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 14.6, interamente
sostitutivo dell'articolo; 14.1; 14.2;
-dall'onorevole Ortisi: 14.12; 14.7;
-dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 14.10; 14.11;
-dall'onorevole Moschetto: 14.5;
-dall'onorevole Spampinato: 14.9.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
14.20, interamente soppressivo dell'articolo.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in realtà, sopprimendo l'articolo
14 che modifica l'articolo 10 dello Statuto vigente, non abbiamo
intacchiamo la sostanza di ciò che c'è già e ciò non ci
impedisce, nel corso della trattazione e prima del voto finale,
di tornare sull'articolo 10, perché abroghiamo l'articolo 14 di
questo disegno di legge, non del vecchio articolo.
PRESIDENTE Questo facilita.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo necessaria una premessa:
gli emendamenti presentati all'attuale articolo 14, che
interessano anche l'articolo 11, in seguito all'abrogazione
dell'articolo 14, potrebbero confluire all'articolo 11.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso, pertanto, che, come
richiesto dalla Commissione, la soppressione dell'articolo 14 non
fa decadere gli emendamenti a questo presentati che saranno
esaminati insieme all'articolo 11.
Pongo in votazione l'emendamento 14.20. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
1. Dopo l'articolo 11 dello Statuto aggiungere il seguente:
'Articolo 11 bis
1. Sono fonti dell'ordinamento regionale siciliano:
- lo Statuto;
- le leggi statutarie di cui agli articoli 3, 8 bis, 9, 13 bis
e 41 bis;
- i regolamenti relativi all'organizzazione ed al funzionamento
dell'Assemblea regionale di cui all'articolo 4;
- le leggi regionali ordinarie; i decreti legislativi
regionali, di cui all'articolo 12 ter;
- i regolamenti regionali di cui all'articolo 12 bis.
La suddetta elencazione è tassativa. Gli atti normativi
regionali devono essere interpretati in modo coerente con la
Costituzione ed il diritto comunitario.
2. Gli atti normativi predetti sono pubblicati sulla Gazzetta
Ufficiale della Regione Siciliana. Quando comportino modifiche o
abrogazioni di norme previgenti è pubblicato il testo risultante
dalle variazioni apportate.
3. La legge regionale indica espressamente le disposizioni
previgenti abrogate o modificate».
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dall'onorevole Spampinato: 17.4, interamente sostitutivo
dell'articolo;
dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 17.1;
dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 17.2; 17.3;
dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici ed altri: 17.5;
17.6; 17.7; 17.8;
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritiro
l'emendamento 17.4.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 17.1 è dichiarato decaduto per assenza dei
firmatari.
Si passa all'emendamento 17.2.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'illustrare
l'emendamento 17.2, che vorrebbe inserire tra le fonti del
diritto i referendum, non posso non esprimere il mio rammarico
per l'assenza del Governo, che tra l'altro avevo già espresso
nelle sedute precedenti.
Discutere di un argomento importante come l'articolo 17, che
riguarda le fonti dell'ordinamento regionale italiano, senza la
presenza del Governo in Aula e con pochi deputati, credo che non
sia entusiasmante per ciascuno di noi. Soprassedendo sulla
presenza dei deputati, credo che lei, signor Presidente dovrebbe
in qualche modo garantire la presenza del Governo perché non è
possibile andare avanti di questo passo.
Così come tutti sappiamo è in corso l'iter per il referendum
confermativo alla legge elettorale, il primo referendum regionale
che si svolgerà in Sicilia su un argomento così importante, e
proprio il decorso dell'iter referendario sostiene quanto
proposto, insieme ad altri colleghi, con l'emendamento 17.2.
La delibera che approva la legge elettorale siciliana, che ora
sarà sottoposta a referendum, potrà essere considerata legge
soltanto dopo questo passaggio istituzionale - così definito da
alcuni costituzionalisti della Seconda Camera, la Camera del
popolo - e quindi a condizione che i cittadini che saranno
chiamati a pronunciarsi su questo argomento approvino il quesito
referendario.
Ritengo che questo passaggio, già analizzato formalmente e
giuridicamente, conferma il fatto che il referendum, anche quello
consultivo come questo, è una fonte del diritto; e questo perché,
se la delibera fosse comunque entrata in vigore,avrebbe assunto
già l'essenza di norma giuridica. Essendo, invece, la norma
sottoposta, nel corso di questi mesi, ad un iter giuridico
popolare che è condizione necessaria e indispensabile perché essa
possa entrare in vigore nell'ordinamento giuridico regionale
attraverso il referendum, questo, a mio avviso, pone il
referendum - ribadisco, anche quello confermativo - nel rango
costituzionale di fonte normativa.
Per tale motivo, prendendo atto di questi ragionamenti
giuridici, ritengo che l'emendamento da me proposto debba essere
approvato.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione, con l'assistenza
dei costituzionalisti - perché parliamo di fonti del diritto,
quindi la politica c'entra fino a un certo punto -, ha
ritenuto .
IOPPOLO Sono fonti positive del diritto, mentre quella
proposta dall'onorevole Raiti sarebbe una fonte di diritto
negativa.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. L'onorevole
Ioppolo, sicuramente, ne sa più di me in materia di diritto;
vorrei però chiarire ciò che la Commissione - ripeto, con
l'assistenza dei costituzionalisti - ha elaborato in proposito.
L'emendamento proposto dall'onorevole Raiti parla di
referendum , includendo in questa parola tutte le tipologie di
referendum, consultivi, confermativi e abrogativi.
In realtà, un referendum consultivo non può essere definito una
fonte del diritto in quanto con lo stesso si consulta il
cittadino su una determinata materia ma poi, l'Assemblea può
decidere di non tenere conto di quella consultazione, cosi come
può decidere di modificare qualcosa prendendo parzialmente in
considerazione l'esito del referendum.
La stessa cosa vale anche per il referendum confermativo, la
cui approvazione conferma una volontà già espressa
dall'Assemblea; quindi non è il referendum confermativo che
istituisce la fonte del diritto, ma la legge che il referendum
conferma. Tanto è vero che la procedura prevede che non si possa
pubblicare la legge se la stessa non ha ricevuto la conferma
tramite referendum, e questo perché é con la pubblicazione della
legge che nasce la fonte del diritto e non con il referendum.
Questo almeno è quanto pensano i nostri consulenti in materia, ed
io ritengo che sia corretto.
Altra cosa è, invece, il referendum abrogativo in quanto
l'abrogazione attraverso il referendum cancella una legge, o
parte di essa, e quindi - mi suggerisce l'onorevole Forgione -
legifera.
A tal proposito abbiamo presentato un emendamento, consigliati
dai nostri consulenti di parte, non da quelli dell'Assemblea, che
hanno ritenuto fosse più opportuno scrivere referendum
abrogativi perché sono solo questi che incidono nella sostanza
di una norma, che poi diventa fonte del diritto.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, come il
referendum abrogativo, in effetti, è fonte di diritto perché
abrogando una legge ripristina lo status ante quem, anche il
referendum confermativo, nel momento in cui l'esito fosse
negativo sulla legge già approvata, ripristinerebbe lo status
ante quem. Basterebbe questo per poter parlare di referendum in
generale.
Ma esistono anche materia sulle quali noi non abbiamo né
potestà legislativa esclusiva né concorrente, e sono settori sui
quali intervengono i referendum nazionali, che difendono de jure
e diventano fonti di diritto anche nella nostra Regione:questo è
il motivo che mi spinge ad appoggiare l'emendamento 17.2.
Signor Presidente, intervengo anche su un altro aspetto,
invitando i colleghi e la Presidenza a leggere la pagina 14 del
resoconto stenografico della seduta di ieri, quando ho proposto
di sostituire la parola regionale con la parola ordinaria
giustificando la differenza fra il tessuto straordinario dello
Statuto e le leggi ordinarie.
Il Presidente Fleres così rispondeva: Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la Commissione, pur comprendendo le ragioni
dell'onorevole Ortisi, non ravvisa la necessità di precisare che
si tratti di legge ordinaria, anche perché la Regione non ha
leggi speciali .
In effetti, però, io parlavo del tessuto dello Statuto; e poi a
seguito della mia domanda: Che significa regionale?', aggiungeva
Le nostre leggi si chiamano leggi regionali, non si dividono in
ordinarie e speciali .
Nel quinto capoverso dell'articolo 17 - che ci apprestiamo a
votare - c'è scritto che fra le fonti dell'ordinamento regionale
siciliano ci sono anche le leggi regionali ordinarie.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare per una replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, all'onorevole Ortisi è sfuggito
che fra le fonti dell'ordinamento regionale elencate all'articolo
17, dopo lo Statuto, che non è legge ordinaria, vi sono le leggi
statutarie che sono leggi speciali; quindi, noi, oltre alle leggi
ordinarie - che normalmente chiamiamo leggi regionali - abbiamo
le leggi statutarie, che sono leggi non ordinarie e che
richiedono anche uno speciale quorum.
Ecco il motivo per cui, in questa circostanza, è stata fatto la
specificazione.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
le osservazioni dell'onorevole Capodicasa sull'emendamento 17.2,
in quanto non penso che tutti i tipi di referendum possano
annoverarsi fra le fonti del diritto.
Condivido anche il contenuto dell'emendamento 17.5, che mira ad
inserire fra le fonti dell'ordinamento regionale il solo
referendum abrogativo. Invito, però, il presidente Capodicasa a
modificare l'emendamento al singolare perché la dizione i
referendum abrogativi , quindi al plurale, potrebbe ingenerare
alcune considerazioni che abbiamo escluso.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, condivido l'osservazione sollevata dall'onorevole
Spampinato.
PRESIDENTE Onorevole colleghi, allora l'emendamento 17.5 si
intende cambiato con il singolare il referendum abrogativo .
Pongo in votazione l'emendamento 17.2. Il parere della
Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 17.5, con
la precisazione che va corretto nel senso di concordare le parole
al singolare: il referendum abrogativo .
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.6. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 17.7, 17.8 e 17.3, di identico
contenuto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
proporre alla Commissione di valutare un mantenimento parziale
del comma 3 perché, a mio avviso, l'indicazione delle leggi
abrogate semplificherebbe una eventuale ricerca legislativa di
una determinata materia.
Quindi specificare esclusivamente le norme abrogate, e non
anche le norme modificate, nei testi di legge potrebbe essere
semplificativo per eventuali ricerche legislative.
PRESIDENTE Il parere della Commissione sulla proposta
dell'onorevole Spampinato?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, a questo proposito, nei vari
incontri che si sono svolti, abbiamo avuto rilievi critici da
parte di alcuni esponenti della scienza giuridica siciliana
perché appariva macchinosa la strumentazione che conseguiva al
comma 3 dell'articolo 17.
Tuttavia, l'osservazione dell'onorevole Spampinato ha un suo
fondamento: la macchinosità, se riferita alle modifiche delle
norme, appare più enfatica; se riferita solo all'abrogazione
delle disposizioni previgenti, probabilmente appare più semplice
e, comunque, riduce la macchinosità indicata dai giuristi.
Ritengo, quindi, che la Commissione possa condividere quanto
proposto dall'onorevole Spampanato; al comma 3 si potrebbero
abrogare soltanto le parole o modificate .
Pertanto, in accoglimento della richiesta dell'onorevole
Spampinato, propongo di mantenere il terzo comma, eliminando
soltanto le parole finali o modificate .
PRESIDENTE Pongo il votazione la predetta modifica al terzo
comma.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pertanto, gli emendamenti 17.7, 17.8 e 17.3 sono assorbiti.
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
1. All'articolo 12 dello Statuto sostituire il comma 3 con:
'3. I progetti di legge sono esaminati dalle Commissioni
dell'Assemblea regionale, prima della discussione e della
votazione da parte dell'Assemblea medesima.
3 bis. Le Commissioni possono operare anche in sede redigente.
In questo caso, l'Assemblea vota, senza discussione, il testo
approvato in Commissione o anche i singoli articoli, secondo
quanto stabilito dal suo Regolamento. Il Regolamento medesimo
stabilisce altresì, i limiti di utilizzo del procedimento nonché
le garanzie di rappresentatività proporzionale dei gruppi e di
remissione al procedimento ordinario.
3 ter. Il Regolamento dell'Assemblea disciplina le modalità di
consultazione delle rappresentanze degli interessi professionali,
delle categorie sociali interessate, degli organi tecnici
regionali, delle autonomie funzionali, delle Università e degli
organismi della società civile alle sedute delle Commissioni'.
2. Il comma 4 dell'articolo 12 dello Statuto è abrogato».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri:
emendamenti18.4 e 18.5;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento18.1;
- dall'onorevole Ortisi: emendamento 18.2;
- dall'onorevole Spampinato: emendamento 18.3.
Si passa all'emendamento 18.4. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 18.1, 18.2, 18.3 e 18.5, di identico
contenuto. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.48, è ripresa alle ore 12.00)
Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura.
«Articolo 19
1. Dopo l'articolo 12 aggiungere il seguente:
'Articolo 12 bis
1. Con decreto del Presidente della Regione, previa delibera
della Giunta regionale e con il parere dell'Ufficio legislativo e
legale della Presidenza della Regione, sono emanati i regolamenti
regionali.
2. I regolamenti regionali disciplinano:
a) l'attuazione, l'esecuzione e l'integrazione delle leggi
regionali;
b) le materie in cui manchi la disciplina legislativa, sempre
che non si tratti di materie riservate alla legge;
c) l'organizzazione ed il funzionamento dell'amministrazione
regionale secondo le disposizioni di principio dettate dalla
legge;
d) i procedimenti amministrativi.
3. I regolamenti regionali hanno carattere sussidiario rispetto
all'autonomia regolamentare degli enti locali, nelle materie di
loro competenza.
4. Nelle materie non coperte da riserva di legge, la legge
regionale può autorizzare, determinando le norme generali
regolatrici delle materie, l'emanazione di regolamenti con
efficacia abrogativa delle norme vigenti, all'atto della entrata
in vigore delle norme regolamentari. Il regolamento individua in
modo espresso le norme di legge che vengono abrogate. Prima
dell'emanazione i testi di tali regolamenti sono inviati alla
competente commissione dell'Assemblea che deve esprimere un
parere entro trenta giorni dalla richiesta da parte del
Governo'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 19.6; 19.4;
19.5; 19.7;
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 19.1; 19.2;
dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 19.8; 19.3;
dalla Commissione: subemendamento 19.1.1, all'emendamento 19.1.
Pongo in votazione l'emendamento 19.6.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 19.1.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 19.1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.8.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.3.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.2.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 19.2. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.4.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato il subemendamento 19.5.1, che
sopprime il comma 3 dell'emendamento 19.5.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'emendamento 19.5 affronti un aspetto qualificante, mi permetto
di dire uno degli aspetti centrali di questo Statuto. La
questione riguarda, in buona sostanza, il determinare una
funzione di questa Regione di predisporre con legge gli strumenti
e le procedure idonei ad operare il controllo sulla legittimità,
sull'efficienza e l'efficacia dell'attività amministrativa della
Regione, degli Enti e delle Aziende da essa dipendenti, e sulla
gestione del bilancio e del patrimonio.
Penso sia sbagliato abolire questo comma dell'emendamento.
Viviamo nella situazione attuale in una condizione di totale
mancanza di controllo, di verifiche.
PRESIDENTE L'emendamento che propone la Commissione è
relativo alla soppressione del solo comma 3 e per questioni che
riguardano anche l'ordinamento dell'Assemblea.
GIANNOPOLO Si era fatto riferimento ai commi 2 e 3
PRESIDENTE Riguarda soltanto il 3.
GIANNOPOLO Ci sarà tempo e modo di riprendere questa
problematica. Se rimane il comma 2, va bene.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 19.5.1.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 19.5, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 19.7.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, la pregherei di procedere più
lentamente perché il problema è accelerare i tempi non la
velocità di parola.
PRESIDENTE Prima mi sollecitava
ORTISI Il problema è legato ad accelerare i tempi dei nostri
lavori che non si risolve attraverso l'accelerazione delle poche
ore in cui lavoriamo. La prego, anche per far fare a noi buona
memoria, leggendo materialmente quello che andiamo a votare.
Per esempio, su questo emendamento, il 19.7, vorrei far notare
che si è aperta una discussione sul territorio rispetto alla
quale personalmente ho preso una posizione anomala nel
centrosinistra. Tuttavia, invece, occorrerebbe una congruità,
una logicità, una coerenza interna in quanto se noi, nel
cosiddetto preambolo, il quale poi non ha in genere, soprattutto
per ciò che attiene ai due argomenti fondamentali di discussione:
le radici cristiane e la lotta alla mafia, nell'articolato
conseguenze di ordine pratico, legislativo proprio perché non vi
sono nei titoli riferimenti specifici a quanto si premette come
linea di principio. Se a ciò si aggiunge il fatto che quando
abbiamo l'occasione di confermare quanto in genere si afferma
sulla linea generale e non lo facciamo, chiaramente non facciamo
una gran bella figura.
L'emendamento 19.7 intende aggiungere all'articolo: .1.
L'Amministrazione della Regione è organizzata, secondo
disposizioni di legge, in modo da assicurare l'imparzialità, il
buon andamento, la trasparenza e la prevenzione, in ogni
procedimento, da interferenze ed inquinamenti di origine mafiosa'
. Allora delle due l'una. O noi nel preambolo riconosciamo che lo
status' di lotta alla mafia è contingente e non strutturale e
quindi lo eliminiamo perché gli diamo dimensione costituzionale -
e non sarebbe opportuno, oppure, - come pare la stragrande
maggioranza del Parlamento voglia - lo inseriamo, ed è ovvio che
a quel punto nell'articolato bisogna fare dei riferimenti
consequenziali, altrimenti è una petizione di principio che non
ha senso.
Pertanto, chiedo che questo emendamento, soprattutto nel primo
capoverso, debba essere votato dall'Assemblea.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, propongo il ritiro dell'emendamento 19.7, di cui sono
primo firmatario. Non perché pentito di averlo presentato, ma
perché, così come l'onorevole Ortisi giustamente faceva notare,
abbiamo ancora in sospeso, come Commissione, la trattazione
dell'argomento mafia'.
Abbiamo deciso di accantonare l'articolo 2, che contiene il
preambolo, alla luce dell'audizione svolta dai professori
universitari e a seguito del convegno tenutosi alla presenza del
procuratore distrettuale dottor Vigna, altri docenti di diritto
penale e intellettuali vari. Costoro ci hanno proposto una nuova
formulazione che la Commissione dovrà ancora valutare.
Pertanto, considerato che la materia verrà trattata in quella
circostanza e ove dovesse essere trattata positivamente avrebbe
delle refluenze su tutta la legislazione regionale. Ciò
risulterebbe ultroneo, nel senso che se noi dovessimo approvare
tale emendamento, andremmo ad incidere sul nitore della
formulazione che ci è stata proposta. Pertanto, proprio
sull'abbrivio che ci ha dato l'onorevole Ortisi, propongo di
ritirare l'emendamento con l'impegno che la Commissione cercherà
di dirimere tale questione insieme ad altre, e di andare avanti
con i nostri lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
Capodicasa mi consente di precisare che all'interno della
Commissione è ormai conclamata l'esigenza di affrontare in
maniera chiara e netta il riferimento che lo Statuto ha posto
relativamente al fenomeno mafioso.
E' emersa però con altrettanta chiarezza l'esigenza che questa
terminologia non diventi un marchio per la Sicilia
Quello che si sta tentando di fare non è nascondere che il
fenomeno mafioso sia particolarmente incidente nella realtà
sociale della nostra Regione, ma, purtroppo, neanche nascondere
che tale fenomeno ormai attraversa trasversalmente tutto il
Paese e, vorrei dire, tutto il mondo.
Il problema è di esprimersi con chiarezza, in maniera che
emerga forte la volontà di contrasto che il Parlamento e la
Regione siciliana intendono svolgere contro la criminalità, la
mafia, il terrorismo e tante altre forme di violenza che
insanguinano ed ostacolano lo sviluppo della nostra Regione,
senza che però tutto ciò diventi per la stessa un marchio unico
ed indelebile nel momento in cui tale principio trova ingresso
nello Statuto stesso.
Pertanto, onorevoli colleghi, accogliendo la proposta
dell'onorevole Capodicasa di trattare nuovamente la questione in
un unico contesto, così come peraltro è stato deciso in
Commissione, l'emendamento 19.7 è ritirato.
SBONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SBONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del mio
Gruppo, abbiamo avvertito la necessità , al fine di dare un
ulteriore contributo a uno strumento importantissimo quale quello
dello Statuto che stiamo discutendo, di chiedere a lei, signor
Presidente, di poter approntare un gruppo di studio che abbia lo
scopo di formulare degli emendamenti che potrebbero far superare
alcune incertezze ed imprecisioni che ci siamo resi conto sono
emerse man mano che si è proceduto nella disamina di questo
provvedimento.
Questo, non sottovalutando l'egregio lavoro svolto
dall'onorevole Capodicasa, artefice principale, insieme
all'intera Commissione. Purtuttavia - ripeto - avvertiamo la
necessità di un ulteriore contributo, non vogliamo con ciò
fermare i lavori d'Aula, non è questo il nostro scopo.
Signor Presidente, già un anno fa, io, insieme ad altri
colleghi, ho ravvisato la necessità che non vi fosse alcuna
fretta; già allora si discuteva se doveva essere prima approvato
lo Statuto o la riforma elettorale. In un primo momento si disse
che la precedenza doveva essere data allo Statuto, poi si ritenne
opportuno, forse giustamente, di dare la precedenza alla riforma
elettorale. Tant'è che l'abbiamo approvata. Bene o male abbiamo
assolto al compito.
A mio avviso, si tratta di una buona legge, forse poteva
essere migliorata.
Pertanto, ritengo necessario da parte nostra, al di là delle
procedure che devono essere rispettate da quest'Aula, avere la
considerazione di un maggiore apporto da parte del nostro Gruppo
presentando dei subemendamenti, in quanto non possiamo più
ritornare sugli emendamenti già approvati.
Non c'è nulla di male, lo spirito è quello di dare un
contributo migliorativo, senza presunzione, vogliamo avere la
coscienza a posto per avere interpretato, attraverso anche
nostri consulenti, la necessità di migliorare, di approfondire
alcune cose.
Pertanto, l'emendamento che riguardava l'articolo 19, al comma
1 dell'articolo 12, avevamo previsto di sostituire le parole
dell'ufficio legislativo e legale con il consiglio di
giustizia amministrativo . Mi pare che è passato un emendamento
che prevede questo, per cui ci sta bene.
Noi riteniamo ed ho avuto una discussione in tal senso con il
Presidente della Commissione, che sarebbe opportuno, al di là
dell'inserimento del CGA, inserire anche un termine temporale in
cui tale organo debba pronunciarsi.
In tal senso, onorevole Capodicasa, credo che a livello
nazionale tale termine sia indicato nei 45 giorni.
Per quanto riguarda la mancata emanazione, non viene
esplicitato chi la deve controllare e sanzionare. Un termine però
sarebbe bene specificarlo in quanto la sua mancanza comporterebbe
l'impedimento della procedibilità della nostra azione
legislativa.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
presidente, onorevoli colleghi, la Commisione ritiene di dover
accogliere la richiesta dell'onorevole Sbona, nel senso che,
nonostante siamo fuori termini regolamentari per la presentazione
degli emendamenti, essendo quella dei colleghi una meritevole
azione, sia pure arrivata tardivamente, volta a migliorare il
testo o a proporre soluzioni migliorative che devono essere
esaminate sia dalla Commissione che dall'Aula, noi saremmo
propensi, in questo scorcio finale dei lavori della mattina, per
venire incontro da un lato alla loro esigenza e dall'altra
all'esigenza dell'Aula, a selezionare alcuni articoli su cui i
colleghi del Gruppo parlamentare di Sicilia Democratica non hanno
presentato emendamenti:
Pertanto, avendo fatto una rapida scorsa del testo, gli
articoli in questione sono il 26, 27, 28, 31, 41, 48 e 50.
Questi ultimi non presentano emendamenti e pertanto potremmo
procedere con la loro approvazione. L'articolo 20, presenta un
solo emendamento degli onorevoli Guerrieri e Barbagallo
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, l'articolo 20 è stato già
approvato.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Allora, nulla
quaestio, signor Presidente, possiamo andare avanti dal 26,
considerato che non ci sono emendamenti dei colleghi del gruppo
parlamentare Sicilia Democratica.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
che l'attenzione rispetto allo Statuto non è mai troppa e che ben
vengano sollecitazioni ulteriori e faccio ammenda a me stesso per
essermi distratto o non avere posto abbastanza attenzione sullo
Statuto.
L'articolo 19 probabilmente era passato sotto parziale
osservazione ad un primo esame. Avevo immaginato di fare mio un
emendamento degli onorevoli Forgione e Liotta che, giustamente,
hanno eliminato tra le potestà regolamentari, quella di integrare
leggi regionali, sarebbe stato un obbrobrio giuridico. Rimango
particolarmente perplesso rispetto al comma 4, chiedo un minimo
di attenzione alla Commissione e ai colleghi, non ne comprendo la
ratio. Noi stiamo sostanzialmente dicendo che con legge
autorizziamo il Governo a modificare delle altre leggi regionali
con dei regolamenti, quindi attribuendo il potere legislativo al
Governo; e questa autorizzazione avviene con legge.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. ...ma nelle
materie dove non c'è riserva di legge.
SPAMPINATO ..ma dove non c'è riserva di legge non è detto che
non si possa legiferare, ma in ogni caso l'intervento
dell'Assemblea è sempre necessario per autorizzare il Governo ad
emanare il regolamento indicando i principi, quindi entrando
sostanzialmente nel merito dell'eventuale intervento governativo.
L'Assemblea deve intervenire perché noi stiamo dicendo che
indicando i principi può autorizzare il Governo ad emanare, nelle
materie dove non vi è una riserva di legge, l'emanazione,
appunto, dei regolamenti.
Credo sia un'ulteriore perdita di attribuzione da parte
dell'Assemblea a favore del Governo; avrei presentato piuttosto
ad un emendamento soppressivo se avessi avuto la possibilità di
cogliere tale aspetto in prima lettura, lo colgo adesso, ma
chiedo su questo una riflessione alla Commissione e agli stessi
colleghi condizionando anche il mio voto sull'articolo stesso.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, credo che le argomentazioni
svolte dall'onorevole Spampinato siano in qualche modo
pertinenti.
Se si vuole semplificare, però dobbiamo prevedere che il
parere della Commissione legislativa, poiché stiamo parlando di
leggi che vengono fatte da questo Parlamento e la loro modifica
comunque o, attraverso regolamento o attraverso un pronunciamento
di una istanza parlamentare, deve essere vincolante
Almeno specificare che il parere della Commissione legislativa
è vincolante sul regolamento perché altrimenti spostiamo
sovranità dal Parlamento al Governo.
Questo non è possibile
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, soltanto per richiamare anche
qui un principio di coerenza tra il terzo e il quarto comma. Nel
terzo comma si dice che i regolamenti regionali hanno carattere
sussidiario rispetto all'autonomia regolamentare degli enti
locali nelle materie di loro competenza. Poi si aggiunge che
nelle materie non coperte da riserva di legge l'Assemblea può
autorizzare, determinando le norme generali regolatrici delle
materie, l'emanazione di regolamenti con efficacia abrogativa
delle norme vigenti, e via di seguito.
Da questo punto di vista, mi chiedo, fermo restando che
condivido le riflessioni offerte all'Aula dall'onorevole
Spampanato, in che modo si possa dire che i regolamenti regionali
hanno carattere sussidiario quando vengono autorizzati per legge
e vanno a normare ambiti legislativi che di fatto hanno la loro
vigenza su tutto il territorio regionale e quindi anche sugli
enti locali che sono chiamati ad applicare le leggi della
Regione.
Questo volevo saperlo direttamente da chi rappresenta la
Commissione
IOPPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sulla materia per riconoscere che certamente lo sforzo compiuto
dalla Commissione nel raggiungere l'equilibrio di questo testo è
un sforzo encomiabile perché credo che il fine ultimo sia quello
della semplificazione normativa, soprattutto alla luce di un
ordinamento regionale che molto spesso sovrappone norme a norme e
leggi a leggi.
Tuttavia, mi pare di potere anticipare più che una perplessità
fondata, un dubbio fondato, sulla possibilità che in forza di
principi generali dell'ordinamento giuridico una legge comunque
possa essere abrogata o derogata da un altro atto che non abbia
pari forza normativa.
CAPODICASA Non si parla di abrogazione di legge ma di norme
previgenti.
IOPPOLO Sì, di norme previgenti, onorevole Capodicasa. Ma nel
momento in cui anche nelle materie non coperte da riserva di
legge, su cui tuttavia vi è una legge che ne regolamenta la
disciplina pur in presenza di una norma di carattere generale
regolatrice della materia si delega sostanzialmente ad un atto
normativo di fonte inferiore come il regolamento di modificare o
abrogare la legge previgente. Io credo che questo meccanismo non
possa funzionare
Cosa diversa è se riusciamo nel volgere di breve tempo
attraverso l'accantonamento o il ritorno in Commissione della
materia prevedendo un meccanismo diverso, cioè un meccanismo di
abrogazione delle norme di legge in materie che non siano coperte
da riserva di legge, e poi successivamente con una norma
regolatrice di carattere generale demandare la regolamentazione
di quella materia alla fonte secondaria, cioè al regolamento.
In buona sostanza, si tratterebbe di ripulire dal troppo e dal
vano che pur c'è abrogando le norme di legge in queste materie
per poi regolamentarle successivamente. E se poi riuscissimo a
regolamentarle, come ha anticipato il collega Sammartino,
intervenendo prima con dei testi unici anche di carattere
regolamentare, credo che avremmo fatto una meritoria opera in
tema di semplificazione della normazione siciliana.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, desidero ricordare che un
procedimento molto simile lo abbiamo già adottato su alcune
materie rinviando poi al regolamento la disciplina di dettaglio
Con la legge che abrogava le singole norme, noi indicavamo
espressamente, così come peraltro prevede lo stesso comma 4
dell'articolo 19 che stiamo discutendo, le norme vigenti che sono
abrogate e che diventano poi oggetto di regolamentazione e non
più di legge. Tutto sommato, quindi, la preoccupazione che lei
opportunamente sollevava, onorevole Ioppolo, credo non ci sia
proprio perché stiamo sostituendo regolamenti a leggi, ma
dicendo quali sono le leggi che vanno abrogate e abrogandole non
lasciamo che l'abrogazione sia affidata al regolamento, nel qual
caso avrebbe ragione lei. Non è possibile per la gerarchia delle
fonti che ben conosciamo.
Onorevoli colleghi, mi rendo conto che il testo potrebbe
essere frainteso, anche se era questo il significato che la
Commissione aveva dato.
Pertanto, sospendo brevemente la seduta al fine di consentire
una riformulazione in maniera più chiara del comma 4
dell'articolo 19.
(La seduta, sospesa alle ore 12.30, è ripresa alle ore 12.40)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dalla
Commissione l'emendamento 19.9. Tuttavia, mi sembra opportuno
dare lettura di una disposizione dello Stato, la legge
sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio, inerente la
materia al nostro esame, che così recita: «Con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio
dei Ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i
regolamenti per la disciplina delle materie non coperte da
riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le
quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della
potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme
vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme
regolamentari».
E' una procedura diversa rispetto al nostro ordinamento perché
prevede che ci sia un decreto del Presidente della Repubblica, ci
sia una delibera del Consiglio dei Ministri e venga sentito il
Consiglio di Stato; quindi, una procedura assolutamente nuova,
diversa.
Dunque, o seguiamo l'impostazione tradizionale e, quindi,
l'emendamento 19.9 della Commissione che così recita: «Dopo le
parole regolatrici della materia aggiungere le parole
disponendo espressamente l'abrogazione delle norme vigenti »,
saltando la parte riguardante il regolamento che individua in
modo espresso le norme di legge che vengono abrogate, oppure
approfondiamo meglio l'emendamento dell'onorevole Sbona che può
darsi tenga conto sia di questa procedura innovativa sia della
nostra esigenza.
La Presidenza, propone di sospendere brevemente la seduta al
fine di procedere ad una verifica di questa materia in modo tale
da tenere conto sia degli aspetti innovativi che la Commissione
Statuto voleva introdurre anche in virtù della legge
sull'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sia
delle metodologie tradizionali di natura legislativa di cui
abbiamo parlato e di cui hanno parlato anche l'onorevole Ioppolo
e l'onorevole Sammartino.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.44, è ripresa alle ore 12.50)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, alla luce della riconsiderazione degli
argomenti che sono stati poc'anzi espressi, comunico che è stato
presentato dalla Commissione l'emendamento 19.10 di riscrittura
del comma 4.
Pertanto, l'emendamento 19.9 della Commissione è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 19.10. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 19, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 9
marzo 2005, alle ore 18.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
n. 383 - Definizione di un organico programma di
risorse economiche volto a migliorare il
settore della pubblica istruzione in Sicilia..
SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI -
SANZERI
III - Discussione dei disegni di legge:
1) ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito);
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito).
IV - Votazione finale del disegno di legge:
- Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento nazionale,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche
all'articolo 116 della Costituzione' (n. 968/A).
V - Discussione della mozione:
n. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
VI - Discussione unificata delle mozioni:
n. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico integrato
nell'A.T.O. 1 Palermo e provvedimenti
consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
ZAGO
n. 304 - ''Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE - GIANNOPOLO
VII - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione Europea.
VIII - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 12.53.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
-All'articolo 14:
Emendamento 14.20:
L'articolo 14 è soppresso.
-All'articolo 17:
Emendamento 17.5:
Al comma 1, dopo le parole le leggi regionali ordinarie'
inserire le parole il referendum abrogativo'.
Emendamento 17.6:
Al comma 1 sopprimere l 'intero capoverso.
Emendamenti 17.7, 17.8 e 17.3:
Al comma 3 sopprimere le parole o modificate .
- All'articolo 18:
Emendamenti 18.1, 18.2, 18.3 e 18.5:
Al comma 3 ter, dopo la parola rappresentanze aggiungere le
parole dell'associazionismo femminile .
-All'articolo 19:
Emendamenti 19.6:
Al comma 1 sostituire le parole dell'Ufficio legislativo e
legale della Presidenza della Regione' con le parole del
Consiglio di giustizia amministrativa'.
Emendamenti 19.1:
All'articolo 12 bis, comma 2, apportare le seguenti modifiche:
alla lettera a) sopprimere le parole e l'integrazione delle
leggi regionali ;
sopprimere la lettera b)'.
Subemendamento 19.1.1 all'emendamento 19.1:
Sopprimere le parole sopprimere la lettera b)'.
Emendamento 19.3:
Al comma 4 sostituire dalle parole deve esprimere' fino alla
parola Governo' con le parole esprime il proprio parere
vincolante'.
Emendamento 19.5.:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Principi dell'attività amministrativa regionale. - 1.
l'Attività amministrativa della Regione è informata ai principi
del buon andamento e dell'imparzialità, della semplificazione,
della partecipazione degli interessati alle fasi istruttorie e
derisorie del procedimento, nonché della consensualità
dell'azione amministrativa, nel rispetto dei principi stabiliti
dalle leggi dello Stato e dalla normativa comunitaria.
2. La Regione predispone con legge gli strumenti e le procedure
idonei ad operare il controllo sulla legittimità,
sull'efficienza e l'efficacia dell'attività amministrativa
della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti e
sulla gestione del bilancio e del patrimonio.
3. La legge regionale stabilisce in modo da assicurarne,
funzionalità efficienza, efficacia ed economicità
nell'acquisizione ed utilizzazione delle risorse, nel rispetto
dei principi di professionalità, anche ai fini della
determinazione della dotazione organica nei ruoli, distinti,
dell'Assemblea regionale siciliana e della Giunta regionale.'.
Subemendamento 19.5.1:
Sopprimere il comma 3 dell'emendamento 19.5
Emendamento 19.10:
Sostituire il comma 4 dell'articolo 12 bis con il seguente:
4. Nelle materie non coperte da riserva di legge la legge
regionale può autorizzare l'emanazione di regolamenti,
determinando le norme generali regolatrici della materia,
disponendo espressamente l'abrogazione delle norme vigenti, con
effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari. Prima
dell'emanazione i testi di tali regolamenti sono inviati alla
competente Commissione dell'Assemblea regionale siciliana che
deve esprimere parere vincolante entro trenta giorni dalla
richiesta da parte del Governo'.