Presidenza del vicepresidente Fleres
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole D'Aquino ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che per ragioni del loro ufficio, gli
onorevoli: Brandara, Garofalo, Sanzeri, Ortisi, Genovese,
Ardizzone, Gurrieri, Papania, Manzullo, Vitrano dal 10 all'11
marzo 2005; l'onorevole Barbagallo, l'11 marzo 2005.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle
competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 8 marzo 2005, alla Commissione legislativa
Affari istituzionali (I):
Modifica dell'articolo 19 della legge regionale 6 marzo 1986,
n. 9 relativa alla definizione dei caratteri delle aree
metropolitane (978)
di iniziativa parlamentare
Norme per l'effettuazione delle consultazioni referendarie ed
elettorali (979)
di iniziativa governativa.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
N. 2126 - Interventi per l'erogazione di incentivi economici
agli operatori sanitari che svolgono la loro attività nei piccoli
arcipelaghi siciliani.
Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2127 - Interventi per la messa in sicurezza e l'ulteriore
miglioramento del porto di Marettimo (TP).
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2128 - Notizie sui motivi che hanno impedito
l'erogazione di eventi culturali alternativi presso il Museo del
Satiro di Mazara del Vallo (TP) dopo il trasferimento temporaneo
del famoso reperto.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Ferro Giovanni.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata in data 9 marzo 2005.
BURGARETTA APARO, segretario:
n. 236 Notizie circa l'utilizzazione del patrimonio
immobiliare di priorità dell'IPBAQ Opera pia Pignatelli-Gulì
Presidente Regione
Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate in data 8 marzo 2005.
BURGARETA APARO, segretario:
N. 395 Iniziative volte alla valorizzazione dell'attività
svolta dal canale RAI MED , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici e Baldari;
N. 396 Interventi presso le Aziende forestali per
incrementare la promozione turistica con la fruizione del demanio
forestale e per favorire il superamento del precariato
nell'utilizzo del personale impegnato in tale attività , degli
onorevoli Tumino, Genovese, Gurrieri, Barbagallo e Zangara;
N. 397 Defiscalizzazione degli oneri sociali nei rapporti di
lavoro da instaurare con contratto di diritto privato
quinquennale tra i Comuni della Sicilia ed i lavoratori
destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili ,
degli onorevoli Brandara, Fratello, Franchina, Papania,
Manzullo, Miccichè, Capodicasa, Savona, Fleres, Turano,
Ardizzone e Di Mauro.
PRESIDENTE. Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 383
Definizione di un organico programma di risorse economiche volto
a migliorare il settore della pubblica istruzione in Sicilia ,
degli onorevoli Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni; Ortisi
Egidio; Sanzeri Salvatore.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Vista la drammatica situazione dell'insegnamento e
dell'istruzione in Sicilia dove, dall'anno scolastico 2001- 2002
all'anno scolastico 2004-2005, si sono persi 2239 posti di
docente e 1103 posti di assistente amministrativo, tecnico e
ausiliario (basti pensare che nel solo anno scolastico 2004-2005
sono venuti meno 658 posti di docente e 393 di assistente
amministrativo, tecnico e ausiliario);
Considerato che, a fronte di 16.500 posti utili per
l'immissione in ruolo del personale docente, sono state
effettuate solo 1296 nomine in ruolo e che, a fronte di 5163
posti utili per l'immissione in ruolo del personale
amministrativo, tecnico e ausiliario, sono state effettuate solo
225 nomine in ruolo;
Preso atto che per il 2005-2006 si prevede un altro taglio di
797 posti di docente (489 nella scuola primaria, 149 nella
secondaria di I grado e 159 nella secondaria di II grado) e di
altri 350 posti di personale amministrativo, tecnico e
ausiliario;
visto, inoltre, che nell'edilizia il 54 per cento degli
istituti siciliani non sono a norma dal punto di vista igienico
sanitario, il 53 per cento dal punto di vista statico ed il 65
per cento per la normativa antincendio;
Ricordata l'emergenza freddo, che in questi giorni di
particolare maltempo ha messo in ginocchio la scuola siciliana, e
l'emergenza violenza verso le scuole ed il personale;
Ricordata la cronica insufficienza delle scuole materne e le
insufficienti strutture di supporto all'handicap;
Considerato che gli istituti professionali non riescono a
garantire agli alunni l'attività formativa obbligatoria inerente
all'area professionalizzante per l'insufficienza delle risorse, e
considerato, inoltre, che le somme di competenza della Regione
non sono state accreditate alle scuole;
Premesso che il piano formativo 2005 a tutt'oggi non è stato
pubblicato nella sua veste definitiva ed il nucleo di
valutazione, costituito ai sensi della legge n. 15 del 2004 e
insediatosi nell'ultimo scorcio dell'anno appena trascorso, fino
ad oggi non ha dato riscontro alle osservazioni presentate dagli
enti gestori al piano provvisorio;
Osservato che il procedere per parti separate sembra denunciare
l'assenza di un disegno organico per il settore;
Visto che permangono forti elementi d'incertezza sulla
copertura finanziaria del piano, anche a causa della norma
contenuta nella finanziaria regionale (l.r. n. 17 del 2004) che
indica tra le risorse da cui attingere anche il fondo
sull'occupazione oltre a quelle afferenti al bilancia della
Regione, a quelle dello Stato e del Fondo sociale europeo, senza
chiarire però in quale misura;
Osservato che tali ritardi sull'avvio dell'attività formativa,
oltre ad alimentare sensibilmente il disagio dell'utenza, avranno
conseguenze negative sulle erogazioni agli enti gestori, con un
effetto a cascata che si scaricherà sulle retribuzioni degli
operatori che, pur in costanza di servizio, non potranno essere
pagati,
impegna il Governo della Regione
ad utilizzare i fondi ex art. 38, in modo prioritario, in un
vasto ed articolato programma teso a potenziare il settore
dell'edilizia scolastica, soprattutto per l'adeguamento delle
strutture esistenti alle norme sulla sicurezza, a quelle
igieniche (compresa la coibentazione ed il riscaldamento delle
aule) ed a quelle per l'abbattimento delle barriere
architettoniche;
ad avviare un piano di trasferimento di fondi ai comuni ed alle
province appositamente destinati al potenziamento della rete di
tutela nei confronti dell'infanzia, in particolare attraverso gli
asili nido e le scuole materne;
ad accreditare le somme necessarie ad assicurare alle scuole lo
svolgimento delle attività obbligatorie inerenti all'area
professionalizzante;
ad intervenire presso il Governo nazionale per attribuire alle
scuole della Sicilia un organico sufficiente ad assicurare
un'offerta formativa qualitativamente e quantitativamente idonea
a rispondere alle esigenze del territorio;
a sostenere la formazione di corsi di specializzazione per la
professionalizzazione dei giovani;
ad accelerare l'iter per il saldo degli arretrati contrattuali
con le risorse già individuate nell'intesa del 19 maggio u.s.;
all'immediata riconvocazione del tavolo
contrattuale sul Contratto collettivo nazionale di lavoro
1998/2003 per concludere la trattativa, prevedendo le opportune
risorse economiche;
a procedere alla pubblicazione immediata del piano formativo
2005.» (383)
SPEZIALE-BARBAGALLO-ORTISI
SANZERI
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
data di discussione della predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.
Seguito della discussione del disegno di legge «Schema
di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante Modifiche allo Statuto della Regione'» (nn. 580 -
472 - 578 - 602 - 652/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
nn. 580 - 472 - 578 - 602 - 652/A Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo Statuto
della Regione' , iscritto al numero 1.
Ricordo che la discussione del disegno di legge si è interrotta
nella seduta n. 275 del 9 marzo 2005, e che sono stati già
approvati gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12, 13, 14
(soppresso), 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 (soppresso),
29, 30, 32 (soppresso), 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40. Precisa,
inoltre, che nella seduta n. 271 è stata approvata una rettifica
della formulazione dell'articolo 3, comma 2.
Restano accantonati gli emendamenti 29 R, aggiuntivo dopo
l'articolo 29, e 9.4. Gli emendamenti prima presentati
all'articolo 14 saranno esaminati insieme all'articolo 11.
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
1. L'articolo 16 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 16
1. La Regione e gli enti locali, sulla base del principio di
sussidiarietà, favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini,
singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse
generale e per il buon funzionamento dei mercati'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 26.1, soppressivo
dell'articolo;
-dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 26.3;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 26.2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
-dagli onorevoli Villari, Zago ed altri: 25.4;
-dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 25.6;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 25.11;
-dall'onorevole Spampinato: 25.17;
-dall'onorevole Incardona: 25.26.
Pongo in votazione l'emendamento 26.1
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 26.3.1, soppressivo dei commi 3 e 4
dell'emendamento 26.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.3, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro assorbiti gli emendamenti 25.4, 25.6, 25.11, 25.17,
25.26 e 26.2.
Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Articolo 27
1. Dopo l'articolo 16 dello Statuto aggiungere il seguente:
'Articolo 16 bis
1. E' istituito il Consiglio regionale delle autonomie locali
quale organo rappresentativo degli enti locali, con funzioni
consultive e di cooperazione nei confronti della Regione.
2. Con legge regionale è disciplinata la composizione del
Consiglio regionale delle autonomie locali, garantendo la
rappresentanza dei diversi livelli istituzionali.
3. Il Consiglio regionale delle autonomie locali esprime pareri
sugli atti normativi concernenti la ripartizione di competenze
tra la Regione e gli enti locali, sui documenti regionali di
programmazione economica e finanziaria e su quanto altro
stabilito dalla legge regionale'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 27.8,
interamente sostitutivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 27.1; 27.2;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 27.7; 27.6;
-dall'onorevole Ortisi: 27.4; 27.5;
-dall'onorevole Sammartino: 27.3;
-dalla Commissione: subemendamento 27.3.1 all'emendamento 27.3.
Onorevole Capodicasa, vuole ritirare l'emendamento 27.8?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. L'emendamento
mira a disciplinare in modo cogente; tuttavia, se decidiamo di
rinviare alla disciplina della legge ordinaria, nulla quaestio.
Lo possiamo ritirare.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 27.1 e 27.7, di identico contenuto, decadono
per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento 27.6. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.4.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, mi permetto di reiterare il mio
invito a riunirci più spesso e più a lungo ma a decelerare i
tempi che presuppongono la conoscenza da parte di tutti gli
attori, presenti in Aula, anche di accordi che si fanno negli
intervalli fra una seduta e l'altra.
Se lei me lo consente, vorrei intervenire su entrambi i miei
emendamenti, per guadagnare tempo. Si tratta degli emendamenti
27.4 e il 27.5.
Il 27.4 è solo una scrittura che possiamo anche bocciare
affidando...
PRESIDENTE Sì, è uguale. Sull'emendamento 27.5 c'è il parere
favorevole della Commissione.
ORTISI Per quanto riguarda il 27.4 si dovrebbe affidare agli
Uffici una riscrittura sintatticamente più corretta; mentre per
il 27.5, c'è il parere favorevole della Commissione, però non
vorrei far passare sotto silenzio il fatto generale.
Questo articolo istituisce un Consiglio regionale delle
Autonomie locali che per importanza, parallelamente a quella de
CREL, è un passaggio importantissimo per la vita sussidiaria
della nostra Regione, quindi l'attenzione che poco fa l'onorevole
Spampinato reiterava, in nome del principio di sussidiarietà, a
tutto quello che si muove in ordine alla fase ascendente delle
decisioni sul territorio, va valorizzato anche con dichiarazioni
ufficiali. La mia impressione, infatti, è che lo Statuto, se
continuiamo così, rischia di diventare contraddittorio: da una
parte, afferma princìpi che si rifanno al trattato di Maastricht
ma anche a leggi ordinarie nostre, che privilegiano il principio
di sussidiarietà; ma, in alcuni passaggi, ripristina o propone un
centralismo che fa a pugni con il principio di sussidiarietà, per
cui dovremmo stare un po' attenti - nell'articolato e nella
proposizione degli emendamenti - a valutare la coerenza interna
perchè rischiamo l'eterogenesi dei fini, cioè di avere un
obiettivo e di raggiungerne un altro, qualche volta opposto
rispetto a quello che ci proponiamo.
Anche per questo, sul piano del metodo, chiedo al Presidente di
fare più sedute e più lunghe, ma di andare più piano nella
formulazione e nella interlocuzione.
Il concetto di sussidiarietà deve privilegiare il cittadino,
le associazioni, l'ente locale, la Regione, lo Stato, l'Unione
europea; tutto quello che può rafforzare questo concetto
nell'articolato va privilegiato. Magari poi, in sede di
coordinamento finale, stiamo attenti perché il rischio è quello
non solo di avere fatto delle sedute prive di effetti, perché i
tempi sono scaduti, ma anche che restino agli atti come un
esercizio vuoto e contraddittorio.
PRESIDENTE Allora, onorevole Ortisi, lei ritira l'emendamento
27.4 e si affida al coordinamento per gli aspetti di forma.
L'Assemblea ne prende atto.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, inviterei il Parlamento e la
Commissione a riconsiderare le questioni legate alla formulazione
dell'emendamento 27.8.
L'emendamento, in verità, non interviene a disciplinare già da
subito la composizione o il funzionamento del Consiglio regionale
delle autonomie locali, perchè comunque contiene lo stesso
emendamento, il rimando a legge successiva; tuttavia, su alcune
questioni di principio e su alcune questioni che riguardano la
funzione generale e le competenze del Consiglio regionale delle
autonomie locali, credo che faccia delle scelte che vanno
assolutamente considerate.
Posso comprendere che, per esempio, i commi 5 e 6 possono
benissimo stralciarsi dall'emendamento 27.8.
Signor Presidente, la invito ed invito anche la Commissione a
riflettere sulla formulazione o, meglio, a valutare la
possibilità della riformulazione dell'emendamento 27.8,
togliendo, eventualmente, i commi 5 e 6 - che sono pleonastici o,
comunque, si possono benissimo eliminare -, ma lasciando intatto
tutto il resto, in quanto stabilire i principi a cui deve
ispirarsi la legge nel determinare la composizione del Consiglio
regionale delle autonomie locali - che, vorrei ricordare, nel
resto d'Italia, ma anche qui da noi, dovrebbe svolgere una
funzione importante, è una istanza regionale di grande dignità e
di grande autorevolezza -, quindi fissare i principi a cui deve
ispirarsi la legge credo sia fondamentale stabilirlo adesso nello
Statuto. E poi, intervenire sulle competenze non solo laddove si
parla di leggi che determinano la distribuzione di competenze tra
la Regione e gli enti locali, ma anche, per esempio, in ordine
alla istituzione e alla distribuzione di ulteriori competenze ad
altri enti regionali o sulla istituzione di altri enti
strumentali della Regione; il tema delle risorse finanziarie, a
parte il fatto che comunque il documento di programmazione
economico-finanziaria del bilancio era già inserito nel testo.
Vorrei ricordare pure che il comma 4 di questo emendamento
introduce un principio rilevante: il Consiglio delle autonomie
locali esprime il proprio parere su ogni altra questione ad esso
demandata dal presente statuto e dalle leggi regionali; poi il
comma 7, in cui il Consiglio delle autonomie locali può proporre
alla Giunta regionale la promozione della questione di
legittimità costituzionale.
Stiamo parlando di una funzione rilevante nell'equilibrio dei
poteri; ed è una cosa che non possiamo prevedere nella legge
specifica, proprio questa qui. Come anche l'ultimo periodo del
comma 7, laddove si dice che il Consiglio delle autonomie locali,
a maggioranza assoluta dei componenti, esercita l'iniziativa
delle leggi regionali.
Attribuire al Consiglio regionale delle autonomie locali la
competenza in materia di iniziativa di legge regionale è di
grande rilievo perché può essere la sede compensativa...
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, desidero soltanto aiutarla
nell'intervento che sta svolgendo perché, come lei sa, la
Commissione e l'Aula hanno fatto la scelta di ripensare
l'assetto del disegno di legge di revisione dello Statuto
alleggerendolo non soltanto delle questioni di dettaglio, ma
anche delle questioni che, di fatto, aggiungevano competenze o
problematiche a quelle che sono attualmente le disposizioni
statutarie vigenti.
Allora, la filosofia complessiva attraverso la quale deve
leggere i comportamenti della Commissione e dell'Aula deve
tenere conto di questa mutata condizione di contorno e di
contesto.
Per questo si è addivenuti alla conclusione di aggiungere, o
comunque di emendare in maniera leggera, complessivamente,
quella che è la formulazione senza entrare eccessivamente nel
merito delle questioni e rinviando le stesse ad apposita legge.
Lo faremo per questo e per altro.
GIANNOPOLO Me ne rendo conto. Però stiamo parlando
dell'introduzione ex novo di una istanza istituzionale che è il
Consiglio regionale delle autonomie locali che, essendo appunto
di nuova istituzione, va inquadrato - condivido l'alleggerimento
e il rimando ad una legge o regolamento poi per il funzionamento
-; ma alcuni principi e alcuni tratti identificativi del
Consiglio regionale delle autonomie locali li dobbiamo fissare
adesso.
Nella formulazione dell'articolo 27 rilevo una carenza da
questo punto di vista che non potremo successivamente colmare
successivamente con legge ordinaria perché, in materia di
competenza, avremo già stabilito di chi è la competenza in
materia di iniziativa di legge regionale e non la potremo
attribuire successivamente con legge ordinaria.
Il parere sulla distribuzione delle risorse è la questione
anche del parere sulla istituzione di nuovi enti strumentali
della Regione, di nuovi enti regionali e la potremo attribuire
successivamente per legge. Forse potremmo stabilire per legge
che ci devono stare i comuni per legge ordinaria, che ci devono
stare i comuni minori, i comuni montani e via di seguito.
Questo forse sì. Ma tutto il resto va ricompreso adesso nello
Statuto se vogliamo poi fare una legge ordinaria di attuazione
che renda ragione dell'importanza e attribuire peso, come
merita, a questa istanza che è il Consiglio regionale delle
autonomie locali.
Pertanto, signor Presidente, reitero la proposta di riscrivere
o di subemendare questo emendamento, rivedendolo in alcune parti,
ma sulle questioni che ho inteso richiamare, penso che noi
dovremmo farne assolutamente cenno nello Statuto.
CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, essendo il firmatario
dell'emendamento, ovviamente non posso non condividere gli
argomenti dell'onorevole Giannopolo.
Tuttavia, secondo la procedura che ci siamo dati e dovendo
tenere conto dei punti di vista che, per così dire, albergano nei
Gruppi parlamentari, abbiamo dovuto prendere atto del fatto che
il testo, così descrittivo e disciplinante dell'emendamento, non
era molto condiviso, non tanto per il contenuto, quanto per la
forma, perché si ritiene di non dovere caricare nel dettaglio.
Però, l'onorevole Giannopolo ha ragione su un punto, signor
Presidente. Mentre tutto il resto può essere demandato alla legge
ordinaria, sul punto relativo al comma 7, cioè quello che prevede
la facoltà per il Consiglio delle autonomie di proporre alla
Giunta regionale la promozione della questione di legittimità
costituzionale, ebbene, credo che questo diritto - che è un
diritto forte del Consiglio delle autonomie locali - vada sancito
in Statuto piuttosto che demandato alla legge ordinaria; e non so
neanche, peraltro, se con legge ordinaria la previsione
acquisterebbe la rilevanza necessaria.
Pertanto, forse si potrebbe riproporre alla fine almeno questo
punto, inserendo, dopo il terzo comma (dove si spiegano le
competenze), il comma 7 dell'emendamento e questo, a mio avviso,
conclude in gloria il processo
Il resto poi si vedrà con legge ordinaria, anche se l'obiezione
e la preoccupazione dell'onorevole Giannopolo è che nel
descrivere la composizione del Consiglio ci sia una equilibrata
rappresentanza di comuni montani, comuni piccoli, comuni grossi:
noi sappiamo l'importanza di tutto questo, sperando che la
prossima Assemblea eletta ne terrà conto con apposita legge,
viceversa il rischio è che questo Consiglio sarà poi appannaggio
solo dei grandi comuni, mentre i piccoli comuni, i comuni
montani, i comuni marginali - che in Sicilia non sono pochi,
oltre 200 piccoli comuni, addirittura 180 sotto i cinquemila
abitanti - resterebbero fuori. L'onorevole Giannopolo precisa
addirittura che sono i due terzi, è chiaro che devono trovare
l'adeguata rappresentanza.
Mi chiedo però come possano trovare rappresentanza se la legge
non la prescrive attraverso una quota obbligatoria.
Quindi, dal momento che non possiamo decidere in questo senso,
signor Presidente, intendo proporre un emendamento aggiuntivo
solo del comma 7.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
filosofia adottata, di voler incidere solo superficialmente sullo
Statuto, non può essere un alibi per non avere anche il coraggio
rispetto all'esercizio della nostra potestà primaria, della
nostra specialità e ritengo che proprio su questo punto sia
necessario un po' più di coraggio e anche delle proposte
innovative rispetto a quello che è un mutato scenario
dell'attualità rispetto a quanto si poteva immaginare nel 1948.
Per esasperare il concetto, mi sarebbe piaciuto prevedere
un'Assemblea regionale a composizione diversificata quando si
parlava anche di autonomie locali. Immaginare, cioè, che potesse
esserci un'integrazione dell'Assemblea regionale con esponenti di
questi organismi, perché non è possibile parlare di decentramento
e, successivamente, procedere ad un nuovo centralismo
Ecco perché sono d'accordo sulla proposta fatta dall'onorevole
Giannopolo, di rivedere cioè l'emendamento 27.8 che contiene la
seconda parte del comma 7 con il quale si chiede il reingresso,
una previsione che ha una valenza fortissima perché,
sostanzialmente, si modifica anche la composizione di coloro i
quali esercitano l'iniziativa legislativa. E' chiaro che è una
novità sostanziale che può essere sicuramente apprezzata.
Ecco perché credo che si sia superficialmente trattato il comma
previsto dai colleghi Lo Monte, Basile, Sbona e Acanto, oltre che
Barbagallo e Gurrieri: una partecipazione diretta cioè, come
principio, per poi immaginare forme concrete, dando realmente
vita al decentramento nei confronti delle autonomie locali, era
una previsione auspicabile.
Posso concludere facendo mio l'appello dell'onorevole Ortisi e
cioè di fare su determinati punti un po' più di riflessione e
decelerare rispetto al complessivo ritardo in cui stiamo vivendo
l'approvazione di questo Statuto.
PRESIDENTE. Comunico che, da parte della Commissione, è stato
presentato l'emendamento 27.9, aggiuntivo, alla fine del terzo
comma.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare sull'emendamento 27.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Presidenza ha già riferito sulla disponibilità della Commissione
Statuto a valutare positivamente l'emendamento che precisa
l'ambito e la consultazione dei pareri cui è chiamato il
Consiglio Regionale delle Autonomie Locali e lo estende anche
alla richiesta diretta del Presidente della Regione, non solo
alla richiesta del Presidente dell'Assemblea come il mio
emendamento voleva suggerire.
Voglio però aggiungere due parole sulla proposta dell'onorevole
Giannopolo, sostenuta anche dal Presidente Capodicasa, riguardo
al comma 7 dell'emendamento 27.8.
Da questo punto di vista, ritengo che sia rischioso, adesso,
stabilire nello Statuto quali debbano essere i poteri del
Consiglio regionale delle Autonomie locali, attribuendo allo
stesso una serie di competenze. Ciò infatti merita un
approfondimento ulteriore in quanto dobbiamo ricordare, al di là
del concetto esasperato che ha voluto utilizzare l'onorevole
Spampinato, riguardo a una possibile composizione diversificata
dell'Assemblea regionale siciliana, che è già l'Assemblea
l'organo deputato a valutare - secondo un proprio indirizzo e
autodeterminazione - i criteri ai quali ispirare le norme che
vengono applicate.
Questo dovrebbe essere un principio che guida un po' tutta
quanta l'attività di riscrittura dello Statuto e sono
assolutamente convinto che, quanto più leggera sia l'opera di
riformulazione e di riscrittura dello Statuto, tanto meno
sbaglieremo e tanto meno metteremo sul tavolo della trattativa
previsioni in cui il Parlamento dovrà entrare nel merito del
lavoro da noi svolto.
Su questo tipo di raccomandazione vorrei che ci trovassimo
insieme, anche e soprattutto per il fatto che l'attenzione
dell'Aula è un'attenzione molto ristretta - è presente un numero
sparuto di deputati -, e questo, purtroppo, se per un verso
evidenzia il merito di chi preferisce seguire i lavori dell'Aula,
al contempo, evidenzia il demerito di chi invece ignora
l'importanza del tema che stiamo trattando per il futuro della
Sicilia e dei siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, sempre da parte
della Commissione, è stato presentato l'emendamento 27.10,
riferito al primo comma.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
avere un'opinione diversa del collega Sammartino al quale,
durante la discussione della legge sullo Statuto, mi legano
posizioni comuni, però se passa questo emendamento si ribalta
totalmente l'assetto precedente. Questo é un esempio della
contraddizione della quale parlavo nel precedente intervento.
C'é una filosofia di fondo che sembra ispirarsi al principio di
sussidiarietà; in seguito, alla fine dell'articolato, cadiamo in
contraddizione, come sta avvenendo con questo emendamento
presentato dal collega. Se deleghiamo infatti la possibilità
dell'intervento del Consiglio che stiamo creando alla richiesta
del Presidente della Regione, ancorché su casi particolari, su
una casistica limitata, tradiamo il principio di sussidiarietà,
principio per il quale stiamo creando questo organismo
Ma che cosa é, una richiesta di volta in volta...
SAMMARTINO. Si tratta di un organo consultivo
ORTISI. D'accordo, però proprio perché è consultivo, così
facendo, credo che lo impicchiamo alla richiesta, di volta in
volta, decisa dal Presidente della Regione.
Diamogli la dignità anche di organo consultivo, non
decisionale, non leghiamo però la proposizione alla richiesta
dell'interlocutore principale rispetto al quale il Consiglio
regionale delle Autonomie locali rappresenta una limitazione,
nel senso del potere duale sul quale lo Statuto sta lavorando.
Personalmente so che lei, onorevole Sammartino, ha una visione
un po' diversa rispetto al potere duale, quindi, il discorso che
lei fa mi sembra coerente. Dobbiamo deciderci, però, una volta e
per tutte, quale impostazione di fondo vogliamo dare alla
revisione dello Statuto.
Chiedo una forma di compromesso, quella per la quale,
ritirando l'emendamento, si lasci spazio a questa potestà, molto
relativa, del Consiglio che stiamo creando che non dipenderà più
dall'input del Presidente della Regione, che é altro.
In questo senso, vorrei fare un'osservazione preventiva
sull'emendamento aggiuntivo, in relazione a quanto detto dal
collega, onorevole Giannopolo, perché riconducibile al discorso
generale.
All'ultimo capoverso del comma 7, dell'emendamento 27.8, quando
si decide di affidare l'iniziativa delle leggi regionali ad un
organismo, non facciamo altro che ripetere quanto esiste con una
legge ordinaria, anche se non riferita all'organismo specifico,
ma ai rappresentati, perché con la legge 1 del 2004, in tema di
partecipazione democratica, permettiamo ciò, ma non
anchilosandoci, blindandoci, diventando arteriosclerotici, ma
affidando al territorio - ad un numero di Comuni, ad un numero
di Province o di cittadini - l'iniziativa legislativa.
GIANNOPOLO. Può essere una giusta camera di compensazione
SAMMARTINO. Un organismo consultivo...
ORTISI. Però va nel senso opposto, anche questo, rispetto al
principio di sussidiarietà Perché fa capo ad un organismo sempre
più piramidalmente elevato rispetto all'iniziativa dal basso a
cui si sta ispirando la revisione dello Statuto e sulla quale
siamo già intervenuti con leggi ordinarie.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare per una breve precisazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, così come
ci tiene a precisare l'onorevole Virzì, un organo consultivo
presuppone che ci sia qualcuno che lo consulti.
Il Consiglio regionale delle Autonomie locali nasce come
organismo consultivo perché sia disponibile ad informare, ad
ispirare l'attività dei centri decisionali; o meglio, perchè sia
un organo consultivo e di cooperazione.
Ma qual è il principio al quale fa riferimento anche
l'onorevole Ortisi, quando sottolinea ciò che ispira i nostri
interventi e gli emendamenti da noi presentati? E' un principio
semplice, presidente Capodicasa, e cioè quello di non scardinare
una gerarchia normativa che pur deve essere tutelata, nel senso
che, da questo punto di vista, il Presidente della Regione e il
Presidente dell'Assemblea hanno il dovere di consultare il
Consiglio regionale delle Autonomie locali ma per ispirare, per
meglio orientare il potere normativo di cui dispongono, non per
delegarlo. Ecco perché, da questo punto di vista, il principio di
sussidiarietà non viene meno.
ORTISI E' la gerarchia che fa venir meno il principio di
sussidiarietà
SAMMARTINO E non viene meno neppure la possibilità della
iniziativa legislativa qualora fosse normata in altra sede.
Questo è già possibile per tutta una serie di soggetti che la
legge prevede, non capisco per quale motivo non dovrebbe essere
esteso anche al Consiglio regionale delle Autonomie locali.
E' chiaro l'intento nell'emendamento, cioè di non far venire
meno il principio di sussidiarietà, limitandosi a ribadire una
gerarchia dei poteri decisionali che, da questo punto di vista,
l'articolo non deve far venir meno.
PRESIDENTE Comunico che, da parte dell'onorevole Giannopolo,
è stato presentato l'emendamento 27.11, che costituisce
un'integrazione dell'emendamento 27.9 della Commissione.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dire
che le preoccupazioni dell'onorevole Ortisi io le condivido,
perché l'idea che abbiamo avuto noi - e condiviso ovviamente in
Commissione ma anche con l'ANCI, dopo le intercorse audizioni -
era quella di istituire un Consiglio regionale delle Autonomie
che avesse non solo una funzione consultiva, ma anche di
cooperazione rispetto all'organo assembleare.
Ovviamente, come tutti i consigli che sono rappresentativi,
hanno un'organizzazione interna con un Presidente che li
coordina, che decide quali sono i momenti, i tempi delle riunioni
e anche le esigenze, quindi l'ordine del giorno del consiglio
stesso.
Ritengo che questa debba essere una scelta autonoma e
democratica dello stesso consiglio che, eventualmente, anche su
richiesta del Presidente dell'Assemblea si possa riunire ma non
esclusivamente su input esterno del Presidente dell'Assemblea.
Altrimenti, arriveremmo ad assurdi come i consigli comunali
convocati solo su richiesta del sindaco o come tutte le sedi
assembleari
SAMMARTINO Ma non è la stessa cosa
SAVARINO Nelle nostre intenzioni, io ritengo anche quelle
della Commissione, c'era quella di voler dare un ruolo molto
democratico ed autonomo al Consiglio regionale delle Autonomie,
che avesse appunto la valenza non semplicemente di una
commissione da consultare, ma proprio sede delle istanze dei vari
enti locali e riferimento certo di un'Assemblea, anche luogo -
però - dove potessero trovare opportuna soluzione, opportuna
sintesi, eventualmente tramite proposte legislative, le esigenze
degli enti locali stessi.
Questo lo si può avere se gli si riconosce un'autonomia
gestionale: vincolare le loro riunioni all'esclusiva richiesta
dell'Assemblea, secondo me, e ritengo secondo la Commissione,
priverebbe lo stesso istituto di particolare pregio e
significato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vediamo di fare il punto del
dibattito ad ora. Le posizioni sono delineate in maniera molto
chiara.
C'è una parte dell'Assemblea che ritiene che il Consiglio
regionale delle autonomie debba autodisciplinarsi e, all'interno
di quelle che sono le sue competenze, debba stabilire un
rapporto di collaborazione o di consultazione sulla base di
quelle che sono le attività che esso stesso determina, nonché
sulla base delle iniziative legislative che vengono di volta in
volta presentate.
C'è un'altra parte dell'Assemblea che ritiene invece che debba
prevalere l'aspetto consultivo e, pertanto, debba esserci
qualcuno che promuove la consultazione del consiglio stesso.
Io credo che queste due filosofie siano piuttosto verticali,
nel senso che difficilmente potranno trovare una convergenza e
una mediazione; avevamo tentato con la Commissione, in un primo
momento, di prevedere anche l'impulso del Presidente
dell'Assemblea e del Presidente della Regione, e non solo
l'impulso del Presidente dell'Assemblea e del Presidente della
Regione, ma mi sembra che questo tentativo di mediazione non
abbia trovato alcuno sbocco.
Pertanto, dopo aver dato la parola all'onorevole Virzì, non
posso fare altro che porre in votazione l'emendamento e poi,
sulla base che è quella la configurazione dell'Aula,
l'emendamento verrà approvato o bocciato.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
molto brevemente per dire che trovo arduo pensare alla
edificazione giuridica di un organismo in qualche modo
convergente e, in taluni casi, addirittura sovrapposto alle
competenze delle sovranità legislative dell'Assemblea Regionale
Siciliana. D'altro canto, se si esce dal terreno dell'organo
consultivo, penso che sia ragionevole presupporre le figure
giuridiche di coloro che commissionano l'atto della consulta;
penso cioè che in questo novero, al di là del dato, come
sottolineava il collega Sammartino, gerarchico e piramidale, sia
pensabile addirittura che su richiesta della maggioranza
dell'Assemblea, o con una unanimità di una commissione
parlamentare competente per materia, si possa richiedere il
parere di un organismo così concepito.
Penso che la cosa più saggia da fare - è la linea alla quale
personalmente mi atterrò - sia quella di lasciare quanto più
scarno ed essenziale il testo di partenza, per fare poi
riferimento ad una legge quadro che ci permetterà di entrare in
corpore vivi successivamente.
Io credo cioè che non dobbiamo sviscerare adesso tutta la
materia. A me sembra anche inelegante in uno Statuto andare a
scrivere il paragrafo, il comma, l'articolo della Costituzione in
base al quale quel tale organismo entrerà o meno in funzione e
con quali poteri. Credo che tutto, con grande saggezza, possa
essere lasciato così com'é, perché si tratta di un contenitore
abbastanza aperto che permetterà ulteriormente specificazioni
approfondite: non vorrei, infatti, che pur di fare in fretta,
facessimo male, perché nonostante tutte le obiezioni politiche di
fondo che sono state mosse, e che io condivido, penso tuttavia
che nulla di ciò che facciamo sia inutile, per cui quel poco che
facciamo, che non sappiamo francamente se arriveremo a
concludere, vorrei che fosse riferibile con dignità ai cittadini
e perfino in famiglia
Non vorrei, in altri termini, che pur di dire che abbiamo
approvato qualche articolo in più e che abbiamo fatto i paladini
di questa o di quella causa, andassimo a creare un golem di cui
poi domani dovremmo andare a vergognarci.
A me sembra un'ottima anfora in cui poi potremmo decidere se
mettere aceto o champagne e demanderei tutto ad un atto di
legislazione ordinaria da riferire al futuro; d'altro canto,
anche la nostra Costituzione é molto larga, é un contenitore
molto largo in cui, come abbiamo visto, si può mettere tutto e
di più, come fa la Rai
PRESIDENTE Siccome non ci sono elementi tali da farci
pensare ad una ipotesi di mediazione, devo procedere secondo
quanto il Regolamento mi impone.
Pongo pertanto in votazione l'emendamento 27.10. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VIRZI' Dichiaro di aver votato contro.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che il subemendamento
27.3.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo pertanto in votazione l'emendamento 27.3. Il parere della
Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.2. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.5. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti aggiuntivi 27.9 e 27.11.
Preciso che l'emendamento 27.9 va riformulato nel senso che,
alla fine, occorre scrivere nei casi previsti dalla
Costituzione'. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.11.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, reitero ed
approfondisco, non dal punto di vista del tempo, il concetto che
ho già espresso: questo è un altro passo indietro
E' un altro passo indietro perché la legge ordinaria, la numero
1 del 2004, già stabilisce a chi, oltre che al Parlamento, spetta
l'iniziativa legislativa.
E statisticamente elenca...
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento 27.11 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
ORTISI Signor Presidente, rinuncio allora ad intervenire.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, impegni istituzionali, come avevamo detto
in apertura della seduta, ci impediscono di poter andare avanti,
pertanto proseguiremo con i successivi articoli nella prossima
seduta che si terrà martedì 15 marzo 2005, alle ore 17.30, con il
seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 395 - Iniziative volte alla valorizzazione
dell'attività svolta dal canale RAI-MED.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
N. 396 - Interventi presso le Aziende forestali per
incrementare la promozione turistica con la
fruizione del demanio forestale e per
favorire il superamento del precariato
nell'utilizzo del personale impegnato in tale
attività .
TUMINO - GENOVESE - GURRIERI - BARBAGALLO
- ZANGARA
N. 397 - Defiscalizzazione degli oneri sociali nei
rapporti di lavoro da instaurare con contratto
di diritto privato quinquennale tra i comuni
della Sicilia ed i lavoratori destinatari del
regime transitorio dei lavori socialmente
utili .
BRANDARA-FRATELLO-FRANCHINA-PAPANIA MANZULLO-
MICCICHE'-CAPODICASA-SAVONA FLERES-TURANO-
ARDIZZONE-DI MAURO
III - Discussione di disegni di legge:
1) ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
IV - Votazione finale del disegno di legge:
- Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento nazionale,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche
all'articolo 116 della Costituzione' (n. 968/A)
V - Discussione della mozione:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
VI - Discussione unificata delle mozioni:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico integrato
nell'A.T.O. 1 Palermo e provvedimenti
consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
ZAGO
N. 304 - ''Affidamento del Servizio idrico
integrato nell'Ambito territoriale ottimale 1
Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE -
GIANNOPOLO
VII - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione Europea.
VIII - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 20.00
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
-All'articolo 26:
Emendamento 26.3:
L'articolo 26 è sostituito dal seguente:
Art. 26. - 1. La Regione promuove e favorisce le autonome
iniziative e le attività dei cittadini, singoli o associati,
dirette alla realizzazione dell'interesse generale, in base al
principio di sussidiarietà.
2. La Regione e gli altri enti locali assolvono le proprie
funzioni anche attraverso le attività di rilevanza sociale
svolte da parte delle famiglie, delle associazioni, delle
comunità e delle altre formazioni sociali.
3. E' costituita con legge una Commissione paritetica che veda
rappresentate la Giunta regionale, l'Assemblea regionale
siciliana, il Consiglio regionale delle autonomie locali e le
organizzazioni di rappresentanza delle formazioni sociali, che
valuterà l'applicazione del principio di sussidiarietà.
4. La Commissione, entro il 30 giugno di ogni anno, presenterà
all'Assemblea regionale siciliana una relazione sullo Statuto
di attuazione del principio di sussidiarietà.
Subemendamento 26.3.1. all'emendamento 26.3:
Sono soppressi i commi 3 e 4.
-All'articolo 27:
Emendamento 27.6:
All'articolo 16 bis dello Statuto, al comma 1, sostituire le
parole nei confronti della Regione con le parole tra gli
stessi e gli organi della Regione
Emendamento 27.10:
Al comma 1 dopo E' istituito inserire presso l'Assemblea
regionale siciliana .
Emendamento 27.5:
Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
4. Esso contribuisce, altresì, alla elaborazione della
legislazione di competenza degli enti locali, secondo quanto
stabilito dalla legge regionale ordinaria .
Emendamento 27.9:
Alla fine del comma 3 aggiungere il seguente periodo: Il
Consiglio delle autonomie locali può proporre alla Giunta
regionale la promozione della questione di legittimità
costituzionale nei casi previsti dalla Costituzione .