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Resoconto d'Aula della Seduta n. 276 di mercoledì 09 marzo 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


   BURGARETTA  APARO,  segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole D'Aquino   ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che per ragioni del  loro  ufficio,  gli
  onorevoli:   Brandara,  Garofalo,  Sanzeri,   Ortisi,   Genovese,
  Ardizzone,  Gurrieri, Papania, Manzullo, Vitrano  dal  10  all'11
  marzo 2005; l'onorevole Barbagallo, l'11 marzo 2005.

           Comunicazione di invio di disegni di legge alle
                       competenti Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data  8  marzo 2005, alla  Commissione  legislativa
   Affari istituzionali  (I):

      Modifica dell'articolo 19 della legge regionale 6 marzo 1986,
  n.   9   relativa  alla  definizione  dei  caratteri  delle  aree
  metropolitane  (978)
   di iniziativa parlamentare

      Norme per l'effettuazione delle consultazioni referendarie ed
  elettorali  (979)
   di iniziativa governativa.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

   N.  2126  -  Interventi per l'erogazione di incentivi  economici
  agli operatori sanitari che svolgono la loro attività nei piccoli
  arcipelaghi siciliani.
   Assessore Sanità
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2127  -  Interventi per la messa in sicurezza e  l'ulteriore
  miglioramento del porto di Marettimo (TP).
   Presidente Regione
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.      2128   -   Notizie   sui  motivi  che   hanno   impedito
  l'erogazione di eventi culturali alternativi presso il Museo  del
  Satiro  di Mazara del Vallo (TP) dopo il trasferimento temporaneo
  del famoso reperto.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Ferro Giovanni.

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  interpellanza presentata in data 9 marzo 2005.

   BURGARETTA APARO, segretario:

   n.   236    Notizie   circa   l'utilizzazione   del   patrimonio
  immobiliare di priorità dell'IPBAQ Opera pia Pignatelli-Gulì
   Presidente Regione
   Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate in data 8 marzo 2005.

   BURGARETA APARO,  segretario:

   N.  395   Iniziative  volte  alla  valorizzazione  dell'attività
  svolta  dal  canale RAI MED , degli onorevoli   Fleres,   Catania
  Giuseppe, Maurici e  Baldari;

   N.   396     Interventi   presso  le   Aziende   forestali   per
  incrementare la promozione turistica con la fruizione del demanio
  forestale   e   per  favorire  il  superamento   del   precariato
  nell'utilizzo  del personale impegnato in tale  attività ,  degli
  onorevoli Tumino, Genovese,  Gurrieri, Barbagallo e  Zangara;

   N.  397   Defiscalizzazione degli oneri sociali nei rapporti  di
  lavoro   da   instaurare  con  contratto   di   diritto   privato
  quinquennale   tra  i  Comuni  della  Sicilia  ed  i   lavoratori
  destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili ,
  degli   onorevoli  Brandara,   Fratello,   Franchina,    Papania,
  Manzullo,   Miccichè,  Capodicasa,  Savona,    Fleres,    Turano,
  Ardizzone e  Di Mauro.

   PRESIDENTE.  Informo  che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  383
   Definizione di un organico programma di risorse economiche volto
  a  migliorare  il settore della pubblica istruzione in  Sicilia ,
  degli  onorevoli  Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni;  Ortisi
  Egidio; Sanzeri Salvatore.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Vista    la    drammatica    situazione   dell'insegnamento    e
  dell'istruzione in Sicilia dove, dall'anno scolastico 2001-  2002
  all'anno  scolastico  2004-2005, si  sono  persi  2239  posti  di
  docente  e  1103  posti di assistente amministrativo,  tecnico  e
  ausiliario (basti pensare che nel solo anno scolastico  2004-2005
  sono  venuti  meno  658  posti di docente  e  393  di  assistente
  amministrativo, tecnico e ausiliario);

   Considerato   che,   a  fronte  di  16.500   posti   utili   per
  l'immissione   in  ruolo  del  personale  docente,   sono   state
  effettuate  solo  1296 nomine in ruolo e che, a  fronte  di  5163
  posti   utili   per   l'immissione   in   ruolo   del   personale
  amministrativo, tecnico e ausiliario, sono state effettuate  solo
  225 nomine in ruolo;

   Preso  atto che per il 2005-2006 si prevede un altro  taglio  di
  797  posti  di  docente  (489 nella scuola  primaria,  149  nella
  secondaria  di I grado e 159 nella secondaria di II grado)  e  di
  altri   350   posti  di  personale  amministrativo,   tecnico   e
  ausiliario;

   visto,  inoltre,  che  nell'edilizia  il  54  per  cento   degli
  istituti  siciliani non sono a norma dal punto di vista  igienico
  sanitario, il 53 per cento dal punto di vista statico  ed  il  65
  per cento per la normativa antincendio;

   Ricordata   l'emergenza  freddo,  che  in   questi   giorni   di
  particolare maltempo ha messo in ginocchio la scuola siciliana, e
  l'emergenza violenza verso le scuole ed il personale;

   Ricordata  la  cronica insufficienza delle scuole materne  e  le
  insufficienti strutture di supporto all'handicap;

   Considerato  che  gli  istituti  professionali  non  riescono  a
  garantire agli alunni l'attività formativa obbligatoria  inerente
  all'area professionalizzante per l'insufficienza delle risorse, e
  considerato,  inoltre, che le somme di competenza  della  Regione
  non sono state accreditate alle scuole;

   Premesso  che il piano formativo 2005 a tutt'oggi  non  è  stato
  pubblicato   nella  sua  veste  definitiva  ed   il   nucleo   di
  valutazione,  costituito ai sensi della legge n. 15  del  2004  e
  insediatosi nell'ultimo scorcio dell'anno appena trascorso,  fino
  ad  oggi non ha dato riscontro alle osservazioni presentate dagli
  enti gestori al piano provvisorio;

   Osservato  che il procedere per parti separate sembra denunciare
  l'assenza di un disegno organico per il settore;

   Visto   che   permangono  forti  elementi   d'incertezza   sulla
  copertura  finanziaria  del  piano, anche  a  causa  della  norma
  contenuta  nella finanziaria regionale (l.r. n. 17 del 2004)  che
  indica   tra  le  risorse  da  cui  attingere  anche   il   fondo
  sull'occupazione  oltre  a  quelle afferenti  al  bilancia  della
  Regione, a quelle dello Stato e del Fondo sociale europeo,  senza
  chiarire però in quale misura;

   Osservato  che tali ritardi sull'avvio dell'attività  formativa,
  oltre ad alimentare sensibilmente il disagio dell'utenza, avranno
  conseguenze negative sulle erogazioni agli enti gestori,  con  un
  effetto  a  cascata  che si scaricherà sulle  retribuzioni  degli
  operatori  che, pur in costanza di servizio, non potranno  essere
  pagati,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  utilizzare  i fondi ex art. 38, in modo prioritario,  in  un
  vasto  ed  articolato  programma teso  a  potenziare  il  settore
  dell'edilizia  scolastica, soprattutto  per  l'adeguamento  delle
  strutture  esistenti  alle  norme  sulla  sicurezza,   a   quelle
  igieniche  (compresa  la coibentazione ed il riscaldamento  delle
  aule)   ed   a   quelle   per   l'abbattimento   delle   barriere
  architettoniche;

   ad  avviare un piano di trasferimento di fondi ai comuni ed alle
  province appositamente destinati al potenziamento della  rete  di
  tutela nei confronti dell'infanzia, in particolare attraverso gli
  asili nido e le scuole materne;

   ad  accreditare le somme necessarie ad assicurare alle scuole lo
  svolgimento   delle   attività  obbligatorie  inerenti   all'area
  professionalizzante;

   ad  intervenire presso il Governo nazionale per attribuire  alle
  scuole  della  Sicilia  un  organico  sufficiente  ad  assicurare
  un'offerta formativa qualitativamente e quantitativamente  idonea
  a rispondere alle esigenze del territorio;

   a  sostenere la formazione di corsi di specializzazione  per  la
  professionalizzazione dei giovani;

   ad  accelerare l'iter per il saldo degli arretrati  contrattuali
  con le risorse già individuate nell'intesa del 19 maggio u.s.;

   all'immediata         riconvocazione         del          tavolo
  contrattuale  sul  Contratto  collettivo  nazionale   di   lavoro
  1998/2003  per concludere la trattativa, prevedendo le  opportune
  risorse economiche;

   a  procedere  alla pubblicazione immediata del  piano  formativo
  2005.» (383)

                                   SPEZIALE-BARBAGALLO-ORTISI
                                   SANZERI

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
  data  di discussione della predetta mozione venga demandata  alla
  Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.

       Seguito della discussione del disegno di legge «Schema
      di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
      dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
     recante  Modifiche allo Statuto della Regione'» (nn. 580 -
                      472 - 578 - 602 - 652/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
  nn.  580  - 472 - 578 - 602 - 652/A  Schema di progetto di  legge
  costituzionale  da  proporre,  ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo Statuto
  della Regione' , iscritto al numero 1.

   Ricordo  che la discussione del disegno di legge si è interrotta
  nella  seduta  n.  275 del 9 marzo 2005, e  che  sono  stati  già
  approvati  gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10,  12,  13,  14
  (soppresso),  15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 (soppresso),
  29,  30, 32 (soppresso), 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40. Precisa,
  inoltre,  che nella seduta n. 271 è stata approvata una rettifica
  della formulazione dell'articolo 3, comma 2.
   Restano  accantonati  gli  emendamenti  29  R,  aggiuntivo  dopo
  l'articolo   29,   e   9.4.  Gli  emendamenti  prima   presentati
  all'articolo 14 saranno esaminati insieme all'articolo 11.

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                            «Articolo 26

   1. L'articolo 16 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 16

   1.  La  Regione e gli enti locali, sulla base del  principio  di
  sussidiarietà,  favoriscono l'autonoma iniziativa dei  cittadini,
  singoli  e associati, per lo svolgimento di attività di interesse
  generale e per il buon funzionamento dei mercati'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dagli  onorevoli  Forgione  e  Liotta:  26.1,  soppressivo
        dell'articolo;
  -dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 26.3;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 26.2.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

      -dagli onorevoli Villari, Zago ed altri: 25.4;
  -dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 25.6;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 25.11;
  -dall'onorevole Spampinato: 25.17;
  -dall'onorevole Incardona: 25.26.

   Pongo in votazione l'emendamento 26.1
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Comunico   che   è   stato  presentato  dalla   Commissione   il
  subemendamento   26.3.1,   soppressivo   dei   commi   3   e    4
  dell'emendamento 26.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 26.3, come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro  assorbiti  gli emendamenti 25.4, 25.6,  25.11,  25.17,
  25.26 e 26.2.

   Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                            «Articolo 27

   1. Dopo l'articolo 16 dello Statuto aggiungere il seguente:

                          'Articolo 16 bis

   1.  E'  istituito il Consiglio regionale delle autonomie  locali
  quale  organo  rappresentativo degli enti  locali,  con  funzioni
  consultive e di cooperazione nei confronti della Regione.

   2.  Con  legge  regionale  è disciplinata  la  composizione  del
  Consiglio   regionale  delle  autonomie  locali,  garantendo   la
  rappresentanza dei diversi livelli istituzionali.

   3.  Il Consiglio regionale delle autonomie locali esprime pareri
  sugli  atti  normativi concernenti la ripartizione di  competenze
  tra  la  Regione  e gli enti locali, sui documenti  regionali  di
  programmazione  economica  e  finanziaria  e  su   quanto   altro
  stabilito dalla legge regionale'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dagli  onorevoli  Capodicasa, Panarello  ed  altri:  27.8,
        interamente sostitutivo dell'articolo;
  -dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 27.1; 27.2;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 27.7; 27.6;
  -dall'onorevole Ortisi: 27.4; 27.5;
  -dall'onorevole Sammartino: 27.3;
  -dalla Commissione: subemendamento 27.3.1 all'emendamento 27.3.

   Onorevole Capodicasa, vuole ritirare l'emendamento 27.8?

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.  L'emendamento
  mira  a disciplinare in modo cogente; tuttavia,  se decidiamo  di
  rinviare  alla disciplina della legge ordinaria, nulla  quaestio.
  Lo possiamo ritirare.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  27.1 e 27.7, di identico  contenuto,  decadono
  per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 27.6. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 27.4.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, mi permetto di  reiterare  il  mio
  invito  a  riunirci più spesso e più a lungo ma  a  decelerare  i
  tempi  che  presuppongono la conoscenza da  parte  di  tutti  gli
  attori,  presenti in Aula, anche di accordi che  si  fanno  negli
  intervalli fra una seduta e l'altra.
   Se  lei  me lo consente, vorrei intervenire su entrambi  i  miei
  emendamenti,  per  guadagnare tempo. Si tratta degli  emendamenti
  27.4 e il 27.5.
   Il  27.4  è  solo  una  scrittura che  possiamo  anche  bocciare
  affidando...

    PRESIDENTE  Sì, è uguale. Sull'emendamento 27.5 c'è  il  parere
  favorevole della Commissione.

    ORTISI   Per quanto riguarda il 27.4 si dovrebbe affidare  agli
  Uffici  una riscrittura sintatticamente più corretta; mentre  per
  il  27.5,  c'è il parere favorevole della Commissione,  però  non
  vorrei far passare sotto silenzio il fatto generale.
   Questo   articolo   istituisce  un  Consiglio  regionale   delle
  Autonomie  locali che per importanza, parallelamente a quella  de
  CREL,  è  un  passaggio importantissimo per la  vita  sussidiaria
  della nostra Regione, quindi l'attenzione che poco fa l'onorevole
  Spampinato  reiterava, in nome del principio di sussidiarietà,  a
  tutto  quello  che si muove in ordine alla fase ascendente  delle
  decisioni  sul territorio, va valorizzato anche con dichiarazioni
  ufficiali.  La  mia impressione, infatti, è che  lo  Statuto,  se
  continuiamo  così, rischia di diventare contraddittorio:  da  una
  parte,  afferma princìpi che si rifanno al trattato di Maastricht
  ma  anche a leggi ordinarie nostre, che privilegiano il principio
  di sussidiarietà; ma, in alcuni passaggi, ripristina o propone un
  centralismo che fa a pugni con il principio di sussidiarietà, per
  cui  dovremmo  stare  un  po' attenti - nell'articolato  e  nella
  proposizione  degli emendamenti - a valutare la coerenza  interna
  perchè  rischiamo  l'eterogenesi  dei  fini,  cioè  di  avere  un
  obiettivo  e  di  raggiungerne un altro,  qualche  volta  opposto
  rispetto a quello che ci proponiamo.
   Anche per questo, sul piano del metodo, chiedo al Presidente  di
  fare  più  sedute  e  più lunghe, ma di andare  più  piano  nella
  formulazione  e nella interlocuzione.
   Il   concetto  di sussidiarietà deve privilegiare il  cittadino,
  le  associazioni, l'ente locale, la Regione, lo  Stato,  l'Unione
  europea;   tutto  quello  che  può  rafforzare  questo   concetto
  nell'articolato  va  privilegiato.  Magari  poi,   in   sede   di
  coordinamento finale, stiamo attenti perché il rischio  è  quello
  non  solo di avere fatto delle sedute prive di effetti, perché  i
  tempi  sono  scaduti,  ma anche che restino  agli  atti  come  un
  esercizio vuoto e contraddittorio.

    PRESIDENTE   Allora, onorevole Ortisi, lei ritira l'emendamento
  27.4 e si affida al coordinamento per gli aspetti di forma.
   L'Assemblea ne prende atto.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, inviterei il  Parlamento  e  la
  Commissione a riconsiderare le questioni legate alla formulazione
  dell'emendamento 27.8.
   L'emendamento, in verità, non interviene a disciplinare  già  da
  subito la composizione o il funzionamento del Consiglio regionale
  delle  autonomie  locali,  perchè  comunque  contiene  lo  stesso
  emendamento, il rimando a legge successiva; tuttavia,  su  alcune
  questioni  di  principio e su alcune questioni che riguardano  la
  funzione  generale e le competenze del Consiglio regionale  delle
  autonomie  locali,  credo  che  faccia  delle  scelte  che  vanno
  assolutamente considerate.
     Posso  comprendere che, per esempio, i commi  5  e  6  possono
  benissimo stralciarsi dall'emendamento 27.8.
   Signor  Presidente, la invito ed invito anche la  Commissione  a
  riflettere   sulla  formulazione  o,  meglio,   a   valutare   la
  possibilità    della   riformulazione   dell'emendamento    27.8,
  togliendo, eventualmente, i commi 5 e 6 - che sono pleonastici o,
  comunque, si possono benissimo eliminare -, ma lasciando  intatto
  tutto  il  resto,  in  quanto stabilire i  principi  a  cui  deve
  ispirarsi  la legge nel determinare la composizione del Consiglio
  regionale  delle  autonomie locali - che, vorrei  ricordare,  nel
  resto  d'Italia,  ma  anche  qui da noi,  dovrebbe  svolgere  una
  funzione importante, è una istanza regionale di grande dignità  e
  di  grande autorevolezza -, quindi fissare i principi a cui  deve
  ispirarsi la legge credo sia fondamentale stabilirlo adesso nello
  Statuto. E poi, intervenire sulle competenze non solo laddove  si
  parla di leggi che determinano la distribuzione di competenze tra
  la  Regione e gli enti locali, ma anche,  per esempio, in  ordine
  alla istituzione e alla distribuzione di ulteriori competenze  ad
  altri   enti  regionali  o  sulla  istituzione  di  altri    enti
  strumentali  della Regione; il tema delle risorse finanziarie,  a
  parte  il  fatto  che  comunque  il documento  di  programmazione
  economico-finanziaria del bilancio era già inserito nel testo.
   Vorrei  ricordare  pure  che il comma 4  di  questo  emendamento
  introduce  un  principio rilevante: il Consiglio delle  autonomie
  locali esprime il proprio parere su ogni altra  questione ad esso
  demandata  dal presente statuto e dalle leggi regionali;  poi  il
  comma 7,  in cui il Consiglio delle autonomie locali può proporre
  alla   Giunta   regionale  la  promozione  della   questione   di
  legittimità costituzionale.
   Stiamo  parlando di una funzione  rilevante nell'equilibrio  dei
  poteri;  ed  è  una cosa che non possiamo prevedere  nella  legge
  specifica,  proprio questa qui. Come anche l'ultimo  periodo  del
  comma 7, laddove si dice che il Consiglio delle autonomie locali,
  a  maggioranza  assoluta  dei componenti,  esercita  l'iniziativa
  delle leggi regionali.
   Attribuire  al  Consiglio regionale delle autonomie   locali  la
  competenza  in  materia di iniziativa di  legge  regionale  è  di
  grande  rilievo perché può essere  la sede compensativa...

     PRESIDENTE   Onorevole Giannopolo, desidero soltanto  aiutarla
  nell'intervento  che  sta svolgendo perché,   come  lei  sa,   la
  Commissione  e  l'Aula  hanno  fatto  la  scelta  di    ripensare
  l'assetto  del  disegno  di  legge  di  revisione  dello  Statuto
  alleggerendolo  non soltanto  delle questioni  di  dettaglio,  ma
  anche  delle  questioni che, di fatto, aggiungevano competenze  o
  problematiche  a  quelle  che  sono attualmente  le  disposizioni
  statutarie vigenti.
   Allora,  la  filosofia  complessiva  attraverso  la  quale  deve
  leggere  i  comportamenti  della Commissione  e  dell'Aula   deve
  tenere  conto   di  questa mutata condizione di   contorno  e  di
  contesto.
     Per questo  si è addivenuti alla conclusione di aggiungere,  o
  comunque  di  emendare   in  maniera  leggera,  complessivamente,
  quella  che  è  la formulazione senza entrare eccessivamente  nel
  merito  delle questioni e rinviando le stesse ad apposita  legge.
  Lo faremo per questo e per altro.

     GIANNOPOLO     Me  ne  rendo  conto.  Però   stiamo   parlando
  dell'introduzione ex novo  di una istanza istituzionale che è  il
  Consiglio  regionale delle autonomie locali che, essendo  appunto
  di nuova istituzione, va  inquadrato - condivido l'alleggerimento
  e il  rimando ad una legge o regolamento poi per il funzionamento
  -;   ma  alcuni  principi  e  alcuni  tratti  identificativi  del
  Consiglio  regionale delle autonomie locali li  dobbiamo  fissare
  adesso.
   Nella  formulazione  dell'articolo  27  rilevo  una  carenza  da
  questo  punto  di  vista che non potremo successivamente  colmare
  successivamente  con  legge  ordinaria  perché,  in  materia   di
  competenza,  avremo  già  stabilito di chi  è  la  competenza  in
  materia  di  iniziativa  di  legge regionale  e  non  la  potremo
  attribuire successivamente con legge ordinaria.
   Il  parere  sulla  distribuzione delle risorse  è  la  questione
  anche  del  parere   sulla istituzione di nuovi enti  strumentali
  della  Regione,  di nuovi enti regionali e la potremo  attribuire
  successivamente   per legge. Forse potremmo stabilire  per  legge
  che  ci  devono stare i comuni per legge ordinaria, che ci devono
  stare i comuni minori, i comuni  montani e via di seguito.
   Questo  forse  sì. Ma tutto il resto va ricompreso adesso  nello
  Statuto  se  vogliamo poi fare una legge ordinaria di  attuazione
  che  renda   ragione  dell'importanza  e attribuire  peso,   come
  merita,   a  questa  istanza che è il Consiglio  regionale  delle
  autonomie locali.
   Pertanto,  signor Presidente, reitero la proposta di  riscrivere
  o di subemendare questo emendamento, rivedendolo in alcune parti,
  ma  sulle  questioni  che  ho inteso richiamare,  penso  che  noi
  dovremmo farne assolutamente cenno nello Statuto.

   CAPODICASA,   vicepresidente  della   Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA,    vicepresidente    della    Commissione.    Signor
  Presidente,    onorevoli   colleghi,   essendo   il    firmatario
  dell'emendamento,  ovviamente  non  posso  non  condividere   gli
  argomenti dell'onorevole Giannopolo.
   Tuttavia,  secondo  la  procedura che ci siamo  dati  e  dovendo
  tenere conto dei punti di vista che, per così dire, albergano nei
  Gruppi parlamentari, abbiamo dovuto prendere atto  del fatto  che
  il  testo, così descrittivo e disciplinante dell'emendamento, non
  era  molto condiviso, non tanto per il contenuto, quanto  per  la
  forma, perché si ritiene di non dovere caricare nel dettaglio.
   Però,  l'onorevole  Giannopolo ha ragione su  un  punto,  signor
  Presidente. Mentre tutto il resto può essere demandato alla legge
  ordinaria, sul punto relativo al comma 7, cioè quello che prevede
  la  facoltà  per  il Consiglio delle autonomie di  proporre  alla
  Giunta  regionale  la promozione della questione  di  legittimità
  costituzionale,  ebbene, credo che questo  diritto  -  che  è  un
  diritto forte del Consiglio delle autonomie locali - vada sancito
  in Statuto piuttosto che demandato alla legge ordinaria; e non so
  neanche,   peraltro,  se  con  legge  ordinaria   la   previsione
  acquisterebbe la rilevanza necessaria.
   Pertanto,  forse si potrebbe riproporre alla fine almeno  questo
  punto,  inserendo,  dopo  il terzo comma  (dove  si  spiegano  le
  competenze), il comma 7 dell'emendamento e questo,  a mio avviso,
  conclude in gloria il processo
   Il  resto poi si vedrà con legge ordinaria, anche se l'obiezione
  e   la   preoccupazione  dell'onorevole  Giannopolo  è  che   nel
  descrivere  la composizione del Consiglio ci sia una  equilibrata
  rappresentanza di comuni montani, comuni piccoli, comuni  grossi:
  noi  sappiamo  l'importanza  di tutto  questo,  sperando  che  la
  prossima  Assemblea  eletta ne terrà conto  con  apposita  legge,
  viceversa  il rischio è che questo Consiglio sarà poi appannaggio
  solo  dei  grandi  comuni,  mentre i  piccoli  comuni,  i  comuni
  montani,  i  comuni marginali -  che in Sicilia non  sono  pochi,
  oltre  200  piccoli  comuni, addirittura 180 sotto  i  cinquemila
  abitanti  -  resterebbero fuori. L'onorevole  Giannopolo  precisa
  addirittura  che sono i due terzi,  è chiaro che  devono  trovare
  l'adeguata rappresentanza.
   Mi  chiedo però come possano trovare rappresentanza se la  legge
  non la prescrive  attraverso una quota obbligatoria.
   Quindi,  dal momento che non possiamo decidere in questo  senso,
  signor  Presidente,  intendo  proporre un emendamento  aggiuntivo
  solo del comma 7.

   SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  la
  filosofia adottata, di voler incidere solo superficialmente sullo
  Statuto,  non può essere un alibi per non avere anche il coraggio
  rispetto  all'esercizio  della  nostra  potestà  primaria,  della
  nostra  specialità  e ritengo che  proprio su  questo  punto  sia
  necessario  un  po'  più  di coraggio  e  anche   delle  proposte
  innovative   rispetto  a  quello  che  è   un   mutato   scenario
  dell'attualità rispetto a quanto si poteva immaginare nel 1948.
   Per  esasperare  il  concetto,  mi  sarebbe  piaciuto  prevedere
  un'Assemblea  regionale  a composizione diversificata  quando  si
  parlava  anche di autonomie locali. Immaginare, cioè, che potesse
  esserci un'integrazione dell'Assemblea regionale con esponenti di
  questi organismi, perché non è possibile parlare di decentramento
  e, successivamente, procedere ad un nuovo centralismo
   Ecco  perché  sono d'accordo sulla proposta fatta dall'onorevole
  Giannopolo,  di rivedere cioè l'emendamento 27.8 che contiene  la
  seconda parte del  comma 7 con il quale  si chiede il reingresso,
  una   previsione   che   ha   una  valenza   fortissima   perché,
  sostanzialmente, si modifica anche la composizione  di  coloro  i
  quali  esercitano l'iniziativa legislativa. E' chiaro che  è  una
  novità sostanziale che può essere sicuramente apprezzata.
   Ecco  perché credo che si sia superficialmente trattato il comma
  previsto dai colleghi Lo Monte, Basile, Sbona e Acanto, oltre che
  Barbagallo  e  Gurrieri: una partecipazione  diretta  cioè,  come
  principio,  per  poi immaginare forme concrete,  dando  realmente
  vita  al decentramento nei confronti delle autonomie locali,  era
  una previsione auspicabile.
   Posso  concludere facendo mio l'appello dell'onorevole Ortisi  e
  cioè  di  fare  su determinati punti un po' più di riflessione  e
  decelerare rispetto al complessivo ritardo in cui stiamo  vivendo
  l'approvazione di questo Statuto.

   PRESIDENTE.  Comunico che, da parte della Commissione,  è  stato
  presentato  l'emendamento 27.9, aggiuntivo, alla fine  del  terzo
  comma.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare sull'emendamento 27.3.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    la
  Presidenza  ha già riferito sulla disponibilità della Commissione
  Statuto   a  valutare  positivamente  l'emendamento  che  precisa
  l'ambito  e  la  consultazione  dei  pareri  cui  è  chiamato  il
  Consiglio  Regionale delle Autonomie Locali e  lo  estende  anche
  alla  richiesta  diretta del Presidente della Regione,  non  solo
  alla   richiesta  del  Presidente  dell'Assemblea  come  il   mio
  emendamento voleva suggerire.
   Voglio  però aggiungere due parole sulla proposta dell'onorevole
  Giannopolo,  sostenuta anche dal Presidente Capodicasa,  riguardo
  al comma 7 dell'emendamento 27.8.
   Da  questo  punto  di vista, ritengo che sia rischioso,  adesso,
  stabilire  nello  Statuto  quali  debbano  essere  i  poteri  del
  Consiglio  regionale  delle Autonomie  locali,  attribuendo  allo
  stesso   una   serie  di  competenze.  Ciò  infatti   merita   un
  approfondimento ulteriore in quanto dobbiamo ricordare, al di  là
  del  concetto  esasperato  che ha voluto  utilizzare  l'onorevole
  Spampinato,  riguardo a una possibile composizione  diversificata
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  che  è   già   l'Assemblea
  l'organo  deputato a valutare -  secondo un proprio  indirizzo  e
  autodeterminazione -  i criteri ai quali ispirare  le  norme  che
  vengono applicate.
   Questo  dovrebbe  essere un principio che  guida  un  po'  tutta
  quanta   l'attività   di  riscrittura  dello   Statuto   e   sono
  assolutamente  convinto che, quanto più leggera  sia  l'opera  di
  riformulazione  e  di  riscrittura  dello  Statuto,  tanto   meno
  sbaglieremo  e  tanto meno metteremo sul tavolo della  trattativa
  previsioni  in  cui il Parlamento dovrà entrare  nel  merito  del
  lavoro da noi svolto.
   Su  questo  tipo  di  raccomandazione vorrei che  ci  trovassimo
  insieme,  anche  e  soprattutto per  il  fatto  che  l'attenzione
  dell'Aula è un'attenzione molto ristretta - è presente  un numero
  sparuto  di  deputati -,  e questo, purtroppo, se  per  un  verso
  evidenzia il merito di chi preferisce seguire i lavori dell'Aula,
  al   contempo,  evidenzia  il  demerito  di  chi  invece   ignora
  l'importanza  del tema che stiamo trattando per il  futuro  della
  Sicilia e dei siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che, sempre  da  parte
  della   Commissione,  è  stato  presentato  l'emendamento  27.10,
  riferito al primo comma.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   ORTISI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  avere  un'opinione  diversa  del  collega  Sammartino  al  quale,
  durante  la  discussione  della legge sullo  Statuto,  mi  legano
  posizioni  comuni,  però se passa questo emendamento  si  ribalta
  totalmente  l'assetto  precedente.  Questo  é  un  esempio  della
  contraddizione della quale parlavo nel precedente intervento.
   C'é una filosofia di fondo che sembra ispirarsi al principio  di
  sussidiarietà; in seguito, alla fine dell'articolato, cadiamo  in
  contraddizione,   come  sta  avvenendo  con  questo   emendamento
  presentato  dal  collega. Se deleghiamo  infatti  la  possibilità
  dell'intervento del Consiglio che stiamo creando  alla  richiesta
  del  Presidente  della Regione, ancorché su casi particolari,  su
  una  casistica  limitata, tradiamo il principio di sussidiarietà,
  principio per il quale stiamo creando questo organismo
   Ma che cosa é, una richiesta di volta in volta...

   SAMMARTINO. Si tratta di un organo consultivo

   ORTISI.  D'accordo,  però  proprio  perché  è  consultivo,  così
  facendo,  credo che lo impicchiamo alla richiesta,  di  volta  in
  volta, decisa dal Presidente della Regione.
   Diamogli   la   dignità   anche  di   organo   consultivo,   non
  decisionale,  non  leghiamo però la proposizione  alla  richiesta
  dell'interlocutore  principale rispetto  al  quale  il  Consiglio
  regionale  delle  Autonomie locali  rappresenta una  limitazione,
  nel senso del potere duale sul quale lo Statuto sta lavorando.
   Personalmente so che lei, onorevole Sammartino, ha  una  visione
  un  po' diversa rispetto al potere duale, quindi, il discorso che
  lei fa mi sembra coerente.  Dobbiamo deciderci, però, una volta e
  per  tutte,  quale  impostazione  di  fondo  vogliamo  dare  alla
  revisione dello Statuto.
   Chiedo   una  forma  di  compromesso,  quella  per   la   quale,
  ritirando l'emendamento, si lasci spazio a questa potestà,  molto
  relativa, del Consiglio che stiamo creando che non dipenderà  più
  dall'input del Presidente della Regione, che é altro.
   In   questo   senso,  vorrei  fare  un'osservazione   preventiva
  sull'emendamento  aggiuntivo, in relazione  a  quanto  detto  dal
  collega,  onorevole Giannopolo, perché  riconducibile al discorso
  generale.
   All'ultimo capoverso del comma 7, dell'emendamento 27.8,  quando
  si  decide di affidare  l'iniziativa delle leggi regionali ad  un
  organismo, non facciamo altro che ripetere quanto esiste con  una
  legge  ordinaria, anche se non riferita all'organismo  specifico,
  ma  ai rappresentati,  perché con la legge 1 del 2004, in tema di
  partecipazione    democratica,   permettiamo    ciò,    ma    non
  anchilosandoci,  blindandoci,  diventando  arteriosclerotici,  ma
  affidando  al territorio -  ad un numero di Comuni, ad un  numero
  di Province o di cittadini -  l'iniziativa legislativa.

   GIANNOPOLO. Può essere una giusta camera di compensazione

   SAMMARTINO. Un organismo consultivo...

   ORTISI.  Però  va nel senso opposto, anche questo,  rispetto  al
  principio di sussidiarietà  Perché fa capo ad un organismo sempre
  più piramidalmente elevato rispetto all'iniziativa  dal basso   a
  cui  si  sta  ispirando la revisione dello Statuto e sulla  quale
  siamo già intervenuti con leggi ordinarie.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare per una breve precisazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi,  così  come
  ci  tiene  a  precisare l'onorevole Virzì, un  organo  consultivo
  presuppone che ci sia qualcuno che lo consulti.
   Il   Consiglio  regionale  delle  Autonomie  locali  nasce  come
  organismo  consultivo  perché sia disponibile  ad  informare,  ad
  ispirare l'attività dei centri decisionali; o meglio, perchè  sia
  un organo consultivo e di cooperazione.
      Ma  qual  è  il  principio  al  quale  fa  riferimento  anche
  l'onorevole  Ortisi, quando sottolinea ciò che  ispira  i  nostri
  interventi  e gli emendamenti da noi presentati? E' un  principio
  semplice,  presidente Capodicasa, e cioè quello di non scardinare
  una  gerarchia normativa che pur deve essere tutelata, nel  senso
  che,  da questo punto di vista, il Presidente della Regione e  il
  Presidente  dell'Assemblea  hanno  il  dovere  di  consultare  il
  Consiglio  regionale delle Autonomie locali ma per ispirare,  per
  meglio  orientare il potere normativo di cui dispongono, non  per
  delegarlo. Ecco perché, da questo punto di vista, il principio di
  sussidiarietà non viene meno.

    ORTISI   E'  la  gerarchia che fa venir meno  il  principio  di
  sussidiarietà

    SAMMARTINO   E  non  viene meno neppure  la  possibilità  della
  iniziativa  legislativa  qualora fosse  normata  in  altra  sede.
  Questo  è  già possibile per tutta una serie di soggetti  che  la
  legge  prevede, non capisco per quale motivo non dovrebbe  essere
  esteso anche al Consiglio regionale delle Autonomie locali.
   E'  chiaro  l'intento nell'emendamento, cioè di non  far  venire
  meno  il  principio di sussidiarietà, limitandosi a ribadire  una
  gerarchia  dei poteri decisionali che, da questo punto di  vista,
  l'articolo non deve far venir meno.

    PRESIDENTE   Comunico che, da parte dell'onorevole  Giannopolo,
  è   stato   presentato  l'emendamento  27.11,   che   costituisce
  un'integrazione dell'emendamento 27.9 della Commissione.

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO    Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  dire
  che  le  preoccupazioni dell'onorevole Ortisi  io  le  condivido,
  perché l'idea che abbiamo avuto noi -  e condiviso ovviamente  in
  Commissione  ma anche con l'ANCI, dopo le intercorse audizioni  -
  era  quella  di istituire un Consiglio regionale delle  Autonomie
  che  avesse  non  solo  una  funzione  consultiva,  ma  anche  di
  cooperazione rispetto all'organo assembleare.
   Ovviamente,  come  tutti  i consigli che  sono  rappresentativi,
  hanno   un'organizzazione  interna  con  un  Presidente  che   li
  coordina, che decide quali sono i momenti, i tempi delle riunioni
  e  anche  le  esigenze, quindi l'ordine del giorno del  consiglio
  stesso.
   Ritengo   che  questa  debba  essere  una  scelta   autonoma   e
  democratica dello stesso consiglio che, eventualmente,  anche  su
  richiesta del Presidente dell'Assemblea si possa riunire  ma  non
  esclusivamente  su  input esterno del Presidente  dell'Assemblea.
  Altrimenti,  arriveremmo  ad assurdi  come  i  consigli  comunali
  convocati  solo  su richiesta del sindaco o come  tutte  le  sedi
  assembleari

    SAMMARTINO  Ma non è la stessa cosa

    SAVARINO   Nelle  nostre intenzioni, io  ritengo  anche  quelle
  della  Commissione,  c'era quella di voler dare  un  ruolo  molto
  democratico  ed autonomo al Consiglio regionale delle  Autonomie,
  che   avesse  appunto  la  valenza  non  semplicemente   di   una
  commissione da consultare, ma proprio sede delle istanze dei vari
  enti  locali e riferimento certo di un'Assemblea, anche  luogo  -
  però  -  dove  potessero trovare opportuna  soluzione,  opportuna
  sintesi,  eventualmente tramite proposte legislative, le esigenze
  degli enti locali stessi.
   Questo  lo  si  può  avere  se  gli  si  riconosce  un'autonomia
  gestionale:  vincolare  le loro riunioni all'esclusiva  richiesta
  dell'Assemblea,  secondo  me, e ritengo secondo  la  Commissione,
  priverebbe   lo   stesso   istituto  di  particolare   pregio   e
  significato.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vediamo di fare il  punto  del
  dibattito  ad  ora. Le posizioni sono delineate in maniera  molto
  chiara.
   C'è  una  parte  dell'Assemblea che  ritiene  che  il  Consiglio
  regionale  delle autonomie debba autodisciplinarsi e, all'interno
  di  quelle  che  sono  le  sue competenze,  debba   stabilire  un
  rapporto  di  collaborazione  o di consultazione  sulla  base  di
  quelle  che  sono  le attività che esso stesso determina,  nonché
  sulla  base delle iniziative legislative che vengono di volta  in
  volta presentate.
   C'è  un'altra parte dell'Assemblea che ritiene invece che  debba
  prevalere   l'aspetto  consultivo  e,  pertanto,  debba   esserci
  qualcuno che promuove la consultazione del consiglio stesso.
   Io  credo  che  queste due filosofie siano piuttosto  verticali,
  nel  senso che difficilmente potranno trovare una  convergenza  e
  una  mediazione; avevamo tentato con la Commissione, in un  primo
  momento,    di   prevedere   anche   l'impulso   del   Presidente
  dell'Assemblea  e  del  Presidente  della  Regione,  e  non  solo
  l'impulso  del  Presidente dell'Assemblea e del Presidente  della
  Regione,  ma  mi  sembra che questo tentativo di  mediazione  non
  abbia trovato alcuno sbocco.
   Pertanto,  dopo  aver  dato la parola all'onorevole  Virzì,  non
  posso  fare  altro  che porre in votazione l'emendamento  e  poi,
  sulla   base   che   è   quella   la  configurazione   dell'Aula,
  l'emendamento verrà approvato o bocciato.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    VIRZI'    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  molto   brevemente  per  dire  che  trovo  arduo   pensare   alla
  edificazione   giuridica  di  un  organismo   in   qualche   modo
  convergente  e,  in  taluni  casi, addirittura  sovrapposto  alle
  competenze  delle sovranità legislative dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana.  D'altro  canto, se si esce  dal  terreno  dell'organo
  consultivo,  penso  che  sia ragionevole  presupporre  le  figure
  giuridiche  di  coloro che commissionano l'atto  della  consulta;
  penso  cioè  che  in  questo novero, al  di  là  del  dato,  come
  sottolineava il collega Sammartino, gerarchico e piramidale,  sia
  pensabile   addirittura  che  su  richiesta   della   maggioranza
  dell'Assemblea,   o   con  una  unanimità  di   una   commissione
  parlamentare  competente  per materia,  si  possa  richiedere  il
  parere di un organismo così concepito.
   Penso  che  la cosa più saggia da fare - è la linea  alla  quale
  personalmente  mi  atterrò - sia quella di  lasciare  quanto  più
  scarno  ed  essenziale  il  testo  di  partenza,  per  fare   poi
  riferimento ad una legge quadro che ci permetterà di  entrare  in
  corpore vivi successivamente.
   Io  credo  cioè  che  non dobbiamo sviscerare  adesso  tutta  la
  materia.  A  me sembra anche inelegante in uno Statuto  andare  a
  scrivere il paragrafo, il comma, l'articolo della Costituzione in
  base  al  quale quel tale organismo entrerà o meno in funzione  e
  con  quali  poteri. Credo che tutto, con grande  saggezza,  possa
  essere  lasciato così com'é, perché si tratta di  un  contenitore
  abbastanza  aperto  che  permetterà ulteriormente  specificazioni
  approfondite:  non vorrei, infatti, che pur di  fare  in  fretta,
  facessimo male, perché nonostante tutte le obiezioni politiche di
  fondo  che  sono state mosse, e che io condivido, penso  tuttavia
  che  nulla di ciò che facciamo sia inutile, per cui quel poco che
  facciamo,   che   non  sappiamo  francamente  se   arriveremo   a
  concludere, vorrei che fosse riferibile con dignità ai  cittadini
  e perfino in famiglia
   Non  vorrei,  in  altri termini, che pur  di  dire  che  abbiamo
  approvato qualche articolo in più e che abbiamo fatto i  paladini
  di  questa o di quella causa, andassimo a creare un golem di  cui
  poi domani dovremmo andare a vergognarci.
   A  me  sembra un'ottima anfora in cui poi potremmo decidere   se
  mettere  aceto  o  champagne e demanderei tutto  ad  un  atto  di
  legislazione  ordinaria  da riferire al  futuro;  d'altro  canto,
  anche  la  nostra  Costituzione é molto larga, é  un  contenitore
  molto  largo in cui, come abbiamo visto, si può mettere  tutto  e
  di più, come fa la Rai

    PRESIDENTE   Siccome  non  ci  sono  elementi  tali  da   farci
  pensare  ad  una  ipotesi di mediazione, devo  procedere  secondo
  quanto il  Regolamento mi  impone.
   Pongo  pertanto  in  votazione  l'emendamento   27.10.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     VIRZI'  Dichiaro di aver votato contro.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico che il subemendamento
  27.3.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  pertanto in votazione l'emendamento 27.3. Il parere della
  Commissione?

     CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 27.2. Il parere della Commissione?

     CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 27.5. Il parere della Commissione?

     CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti aggiuntivi 27.9 e 27.11.
   Preciso  che  l'emendamento 27.9 va riformulato nel  senso  che,
  alla   fine,   occorre   scrivere   nei   casi   previsti   dalla
  Costituzione'.  Il parere della Commissione?

     CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 27.11.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  reitero  ed
  approfondisco, non dal punto di vista del tempo, il concetto  che
  ho già espresso: questo è un altro passo indietro
   E'  un altro passo indietro perché la legge ordinaria, la numero
  1 del 2004, già stabilisce a chi, oltre che al Parlamento, spetta
  l'iniziativa legislativa.
   E statisticamente elenca...

     PRESIDENTE  Comunico che l'emendamento 27.11 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.

    ORTISI  Signor Presidente, rinuncio allora ad intervenire.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  27,  nel   testo
  risultante.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, impegni istituzionali, come  avevamo  detto
  in  apertura della seduta, ci impediscono di poter andare avanti,
  pertanto  proseguiremo con i successivi articoli  nella  prossima
  seduta che si terrà martedì 15 marzo 2005, alle ore 17.30, con il
  seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   - Comunicazioni

  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

         N. 395  -     Iniziative   volte   alla valorizzazione
                  dell'attività svolta dal canale RAI-MED.

                         FLERES - CATANIA G. - MAURICI -  BALDARI

         N. 396  -    Interventi presso le Aziende forestali  per
                  incrementare  la  promozione turistica  con  la
                  fruizione   del   demanio  forestale    e   per
                  favorire    il   superamento   del   precariato
                  nell'utilizzo del personale impegnato  in  tale
                  attività .

                      TUMINO - GENOVESE - GURRIERI - BARBAGALLO
                      - ZANGARA

         N. 397  -   Defiscalizzazione degli  oneri  sociali  nei
                  rapporti  di lavoro da instaurare con contratto
                  di  diritto privato quinquennale tra  i  comuni
                  della  Sicilia ed i lavoratori destinatari  del
                  regime   transitorio  dei  lavori   socialmente
                  utili .

               BRANDARA-FRATELLO-FRANCHINA-PAPANIA MANZULLO-
               MICCICHE'-CAPODICASA-SAVONA FLERES-TURANO-
               ARDIZZONE-DI MAURO

       III   -  Discussione di disegni di legge:

         1)   ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'''  (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito)
         2)  Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
             867/A) (Seguito)

       IV   - Votazione finale del disegno di legge:

         -   Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento nazionale,
             ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante 'Modifiche
             all'articolo 116 della Costituzione'   (n. 968/A)

       V   - Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

       VI   - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 291 -  Valutazione      dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                              GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
                                                             ZAGO

         N. 304  -      ''Affidamento   del    Servizio    idrico
                 integrato  nell'Ambito territoriale  ottimale  1
                 Palermo.

                      ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE   -
                      GIANNOPOLO

       VII   -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione Europea.

       VIII   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 20.00
        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

    -All'articolo 26:

   Emendamento 26.3:

  L'articolo 26 è sostituito dal seguente:

   Art.  26.  -  1. La Regione promuove e favorisce  le  autonome
  iniziative  e  le attività dei cittadini, singoli o  associati,
  dirette alla realizzazione dell'interesse generale, in base  al
  principio di sussidiarietà.

  2.  La  Regione  e gli altri enti locali assolvono  le  proprie
  funzioni  anche  attraverso le attività  di  rilevanza  sociale
  svolte  da  parte  delle  famiglie, delle  associazioni,  delle
  comunità e delle altre formazioni sociali.

  3.  E' costituita con legge una Commissione paritetica che veda
  rappresentate   la  Giunta  regionale,  l'Assemblea   regionale
  siciliana, il Consiglio regionale delle autonomie locali  e  le
  organizzazioni di rappresentanza delle formazioni sociali,  che
  valuterà l'applicazione del principio di sussidiarietà.

  4.  La Commissione, entro il 30 giugno di ogni anno, presenterà
  all'Assemblea  regionale siciliana una relazione sullo  Statuto
  di attuazione del principio di sussidiarietà.

   Subemendamento 26.3.1. all'emendamento 26.3:

  Sono soppressi i commi 3 e 4.

    -All'articolo 27:

   Emendamento 27.6:

  All'articolo  16 bis dello Statuto, al comma 1,  sostituire  le
  parole    nei confronti della Regione  con le parole   tra  gli
  stessi e gli organi della Regione

   Emendamento 27.10:

  Al  comma  1  dopo  E' istituito  inserire   presso l'Assemblea
  regionale siciliana .

   Emendamento 27.5:

  Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:

   4.   Esso  contribuisce,  altresì,  alla  elaborazione   della
  legislazione  di competenza degli enti locali,  secondo  quanto
  stabilito dalla legge regionale ordinaria .

   Emendamento 27.9:

  Alla  fine  del  comma  3 aggiungere il seguente  periodo:   Il
  Consiglio  delle  autonomie locali  può  proporre  alla  Giunta
  regionale   la   promozione  della  questione  di   legittimità
  costituzionale nei casi previsti dalla Costituzione .