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Resoconto d'Aula della Seduta n. 277 di martedì 15 marzo 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PAFFUMI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                              Missioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono in missione per ragioni del  loro
  ufficio,  gli onorevoli Galletti dall'11 al 15 marzo; Zangara  il
  15 marzo 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Intervento  straordinario a favore degli esercenti nel  settore
  del commercio e dell'artigianato del comune di Naro  (n. 980)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Miccichè in data 10 marzo 2005

    Disposizioni  regionali in materia di  Protezione  civile   (n.
  981)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli Fratello, Dina,  Di  Mauro,  Leanza
  Nicola, Franchina, Brandara, Burgaretta.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.  2129 - Interventi al fine di garantire il regolare avvio  al
  lavoro dei forestali di Isnello (PA).
   Presidente Regione
   Assessore Agricoltura
   Firmatari: Forgione Francesco; Cracolici Antonino

   N.  2130 - Verifica sul comportamento di alcuni insegnanti della
  scuola  media  della sezione '4 anni di scuola  dell'infanzia  S.
  Pertini' di Mazzarrone (CT).
    Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe.

   Comunico che le stesse saranno inviate al Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate,  in  data  9
  marzo 2005, le seguenti mozioni:

   n.  398   Dichiarazione dello stato di calamità naturale per  il
  comparto   agricolo  e  zootecnico  di  Sciacca  e   dei   comuni
  limitrofi ,  degli  onorevoli  Segreto,  Amendolia,   Nicotra   e
  Franchina;

   n.  399  Interventi per la pubblicazione del contratto di lavoro
  del   comparto   non   dirigenziale  della   Regione  siciliana ,
  degli onorevoli Vitrano, Ortisi,  Galletti, Manzullo,  Papania  e
  Spampinato;

   n.  400   Interventi per il settore agricolo ,  degli  onorevoli
  Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e  Baldari.
   Ne do lettura:

                  «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO   che   quest'inverno  si  è  rivelato  particolarmente
  rigido, piovoso e spesso accompagnato a fenomeni di grandine e di
  neve,  che  hanno messo a dura prova gli operatori  del  comparto
  agricolo  (con particolare riferimento al settore degli agrumeti)
  e zootecnico;

   RITENUTO che:

   il  disagio  è  stato  ulteriormente aggravato  dall'eccezionale
  persistenza  delle condizioni climatiche e che,  a  tutt'oggi,  a
  detta  degli  esperti, non si prevede soluzione di continuità  al
  maltempo, che aggraverà ulteriormente i danni alle colture  della
  zona ed a tutto il settore zootecnico;

   i  comuni  di  Sciacca, Ribera, Calamonaci, Burgio,  Villafranca
  Sicula,  Lucca,  Santo  Stefano di Quisquina,  Alessandria  Della
  Rocca,  Cianciana,  Bivona  e paesi limitrofi  hanno  manifestato
  preoccupazione per le sorti delle produzioni, in particolare  per
  gli agrumeti, vero pilastro per l'economia di questi comuni e del
  comparto della zootecnia;

   la  già  accertata  perdita  dei  raccolti  e  dei  danni  della
  zootecnia  fa  sfumare il ricavato di una stagione di  sacrifici,
  con  grave  pregiudizio  per l'economia e  l'occupazione,  in  un
  territorio  che, oltre agli annosi problemi di sempre,  si  trova
  oggi   costretto   a  fronteggiare  l'aggressione   di   fenomeni
  meteorologici naturali, quest'anno particolarmente  devastanti  e
  tali da assumere la connotazione di calamità naturali;

   PRESO   ATTO  che  la  problematica  in  questione  ha  di   già
  registrato   l'avvio  di  un'opera  di  sensibilizzazione   delle
  rappresentanze di categoria e degli enti ed istituzioni che hanno
  a cuore le sorti e l'economia di queste zone,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  che  venga dichiarato, per il comparto agricolo e  zootecnico
  dei  comuni  di Sciacca, Ribera, Calamonaci, Burgio, Villafranca,
  Sicula,  Lucca,  S.  Stefano Quisquina,  Alessandria,  Cianciana,
  Bivona  e  paesi limitrofi, lo stato di area colpita da  calamità
  naturale, a seguito dei recenti fenomeni meteorologici che  hanno
  compromesso   irrimediabilmente   la   stagione   agricola   (con
  particolare  riferimento al settore degli  agrumeti),  provocando
  ingenti danni a tutto il comparto zootecnico, e ad assumere tutte
  le  concrete  iniziative  atte a far fronte  alle  più  immediate
  esigenze dei comparti interessati dalla calamità.» (398);

                  «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   CONSIDERATO che:

   il  contratto  di  lavoro  del comparto non  dirigenziale  della
  Regione siciliana, firmato il 22 dicembre 2004 tra l'ARAN e tutte
  le  organizzazioni  sindacali, rappresenta un passaggio  cruciale
  che  ha  messo  fine  a  36 mesi di attese da  parte  dei  15.000
  lavoratori  interessati, il cui ultimo contratto  di  lavoro  era
  scaduto il 31 dicembre 2001;

   con   l'applicazione  di  questo  contratto  di  lavoro  si   dà
  finalmente  seguito  alla  previsione  legislativa  della   legge
  regionale  n.  10  del  2000, relativa alla delegificazione'  del
  rapporto di lavoro, così come avvenuto in campo nazionale;

   i contenuti del contratto giuridico 2002-2005 ed economico 2002-
  2003  sono assolutamente legittimi perché perfettamente in  linea
  con  le direttive emanate dalla Giunta di Governo all'Agenzia  di
  rappresentanza negoziale per la Regione siciliana in relazione al
  contratto stesso;

   è  improcrastinabile ogni ulteriore rinvio, anche alla  luce  di
  quanto  deliberato dalla Giunta di Governo regionale, in  data  4
  febbraio 2005, in relazione alla deliberazione assunta di coprire
  eventuali oneri discendenti dall'applicazione presso gli enti  di
  cui all'art. 1 della l. r. n. 10 del 2000;

   gli  accordi  sottoscritti sono il frutto di un lungo  ed  aspro
  confronto sindacale protrattosi per diversi mesi, che ha  portato
  persino  all'occupazione  per  circa  dieci  giorni  della   sede
  dell'ARAN   Sicilia   da   parte   dei   sindacati   maggiormente
  rappresentativi   dei  dipendenti  regionali   e   che,   quindi,
  l'esecuzione degli accordi sindacali in questione rappresenta  la
  chiusura  di  una  fase  conflittuale non più  sostenibile  dalla
  pubblica Amministrazione;

   i  sindacati di categoria hanno preannunciato una nuova stagione
  di  lotte  sindacali  nel caso in cui il  Governo  regionale  non
  proceda immediatamente all'esecuzione del contratto in questione,
  con  grave  nocumento  per  la funzionalità  dell'Amministrazione
  regionale e degli enti non economici e gravi danni agli utenti;

   ulteriori  ritardi contribuirebbero a provocare gravi danni  per
  la stessa immagine della Sicilia;

   più  volte il Governo regionale ha manifestato apprezzamento per
  il  contratto in questione e ciò, tanto nelle sedi istituzionali,
  quanto in sede di conferenza stampa tenuta nel dicembre 2004  dal
  governatore della Regione e dall'Assessore alla Presidenza,  come
  ripreso da tutti i maggiori organi di stampa;

   ulteriori   ritardi  o  ipotesi  di  revisioni   del   contratto
  avrebbero   il   sapore   di   un  raggiro   che   incrinerebbero
  irrimediabilmente  il rapporto di fiducia tra  Amministrazione  e
  lavoratori  del comparto non dirigenziale, che hanno  già  subito
  gravi  danni  dalla mancata applicazione di una parte consistente
  del  precedente contratto di lavoro (DP n. 9 e n. 10 del 2001)  e
  dal blocco dell'articolo 39 della legge regionale n. 10 del 2000;

   sotto    il   profilo   del   rilancio   produttivo,   l'accordo
  contrattuale in questione crea nuove condizioni per i  lavoratori
  del  comparto non dirigenziale, con refluenze senz'altro positive
  per  il  rilancio  della  macchina  amministrativa,  grazie  alla
  crescita del livello motivazionale di tutti i dipendenti;

   la  macchina amministrativa regionale rappresenta una realtà che
  influenza  l'economia di tutta la Regione e  l'ulteriore  empasse
  comporterà un'inevitabile crisi del sistema;

   CONSIDERATO altresì che:

   la  lunga vertenza ha comportato un fortissimo impegno da  parte
  delle   organizzazioni  sindacali  di  categoria,  che  si   sono
  impegnate  nel recupero del rapporto di fiducia nelle istituzioni
  da  parte dei lavoratori del comparto non dirigenziale e da parte
  di  tutti i cittadini che hanno diritto ad un'amministrazione più
  efficiente ed efficace;

   l'impegno  del Governo regionale nel portare avanti le tematiche
  di sviluppo connesso al rilancio della macchina amministrativa  e
  nel  sostegno  del rilancio di una seria politica  del  personale
  deve manifestarsi con forza e con immediatezza,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  intervenire immediatamente per procedere alla  pubblicazione
  del  contratto  di  lavoro del comparto  non  dirigenziale  della
  Regione  siciliana  relativo al biennio  giuridico  2002-2005  ed
  economico  2002-2003, prendendo atto del grave ritardo accumulato
  che non può essere ulteriormente tollerato;

   ad  emanare  le necessarie direttive affinché gli  stipendi  dei
  dipendenti  regionali e degli enti, di cui all'articolo  1  della
  legge  regionale  n. 10 del 2000, siano adeguati,  sin  da  marzo
  2005,  in  base  alle  previsioni  del  contratto  di  lavoro  in
  questione;

   ad  aprire  immediatamente la stagione contrattuale relativa  al
  biennio economico 2004-2005, in linea con quanto sta avvenendo  a
  livello nazionale in tutto il comparto delle regioni.» (399);

                  «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   con  decreto  ministeriale  del  28  febbraio  2003  sono  stati
  delimitati i territori delle province di Catania e Siracusa i cui
  agrumeti sono stati danneggiati dalle gelate del dicembre 2001  -
  gennaio  2002,  e  per  gli  stessi  sono  stati  previsti  degli
  indennizzi;

   a  distanza  di tre anni dagli eventi, le somme non sono  ancora
  state erogate e gli stanziamenti previsti coprono circa il 3  per
  cento di quanto richiesto;

   con  decreto legge n. 138 del 2002, convertito in legge  n.  178
  del  2002,  è stato disposto l'esonero dei canoni irrigui  per  i
  territori colpiti dalla siccità degli anni 2001 e 2002;

   benché   la   provincia  di  Catania  abbia  sofferto  l'assenza
  dell'acqua,  la  stessa  è stata esclusa dalle  previsioni  della
  predetta legge n. 178 del 2002 per l'anno 2001;

   gli  amministratori dei Consorzi di bonifica hanno  chiesto  una
  sospensione nell'emissione dei ruoli ma, in mancanza di ulteriori
  chiarimenti, negli ultimi giorni sono state recapitate  le  prime
  cartelle esattoriali maggiorate degli interessi e delle spese per
  ritardato pagamento;

   infine,  non sono state previste misure di indennizzo a  seguito
  delle  ceneri vulcaniche del novembre 2002 che hanno praticamente
  distrutto i raccolti,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

   ad  attivare ogni utile iniziativa affinchè le imprese  agricole
  possano  accedere a congrue misure di indennizzo per  la  perdita
  dei raccolti dovuta ad eventi calamitosi;

   ad  intervenire anche presso il Governo nazionale per  prevedere
  un   ulteriore  stanziamento  di  fondi  sui  capitoli  di  spesa
  appositamente  accesi  con l'entrata in  vigore  delle  leggi  in
  premessa citate.» (400).

   Informo  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   n.  395  «Iniziative  volte  alla  valorizzazione  dell'attività
  svolta  dal  canale  RAI  MED», degli onorevoli  Fleres,  Catania
  Giuseppe, Maurici e Baldari;

   n.  396 «Interventi presso le Aziende forestali per incrementare
  la promozione turistica con la fruizione del demanio forestale  e
  per  favorire  il  superamento del precariato  nell'utilizzo  del
  personale  impegnato in tale attività», degli  onorevoli  Tumino,
  Genovese, Gurrieri, Barbagallo e Zangara;

   n.  397  «Defiscalizzazione degli oneri sociali nei rapporti  di
  lavoro   da   instaurare  con  contratto   di   diritto   privato
  quinquennale   tra  i  comuni  della  Sicilia  ed  i   lavoratori
  destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili»,
  degli onorevoli Brandara, Fratello, Franchina e Papania.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   RAI  MED è il canale satellitare bilingue arabo - italiano della
  RAI, realizzato da RAINEWS24, che rappresenta il punto d'incontro
  tra  la  cultura occidentale, vicino/medio Oriente e quella  nord
  africana,  ed  ha lo scopo di incentivare la cooperazione  tra  i
  popoli;

   il  canale,  infatti,  si rivolge prevalentemente  agli  opinion
  leaders  di cultura araba ed a tutti gli operatori economici  che
  hanno interessi nel bacino del Mediterraneo;

   l'esperienza fin qui maturata ha dimostrato che RAI  MED  assume
  oggi  un  ruolo  ancor  più  rilevante, considerate  le  tensioni
  internazionali  e la necessità di un più intenso  dialogo  tra  i
  popoli interessati;

   è  dunque  necessario  potenziare  tale  canale  dotandolo,  non
  soltanto di ulteriori strumenti finanziari, ma anche di  mezzi  e
  personale,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  valutare  quanto in premessa indicato ed a  procedere  ad  un
  incontro  con il consiglio di amministrazione della RAI  affinchè
  si possa potenziare, dotandolo di ulteriori strumenti finanziari,
  il  canale  RAI  MED  e  si  possa anche procedere  all'eventuale
  stabilizzazione del personale attualmente in servizio». (395)

                                  FLERES-CATANIA G.-MAURICI-BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   lo  sviluppo è anche il frutto di interventi diversi  e  di  una
  pluralità di soggetti che, in modo non sempre ben consapevole, si
  collegano o vengono collegati fra loro in una logica di  progetto
  così da fare sistema' ed esaltare l'apporto di ognuno di essi;

   il  settore del turismo è considerato quello più promettente  in
  una  prospettiva di sviluppo economico della Sicilia e su di esso
  vale  la  pena di investire e di sviluppare il massimo di impegno
  politico ed amministrativo;

   è  opinione  condivisa  che  l'idea forza  sia  quella  di  fare
  sintesi fra offerta turistica di beni culturali, fruizione  delle
  bellezze   ambientali  e  paesaggistiche  e  valorizzazione   dei
  prodotti tipici locali;

   considerato che funzione principale delle Aziende delle  foreste
  operanti   in   Sicilia   è   quella   della   conservazione    e
  dell'ampliamento  del  patrimonio  boschivo  dell'Isola.  In  una
  politica  della forestazione più vicina e più integrata  rispetto
  alle esigenze dei  territori,     tuttavia, un'interpretazione di
  tale  ruolo  più  legato alla fruizione del  bene  potrebbe  dare
  quella  spinta  decisiva al processo di sviluppo  di  cui  tutti,
  singoli soggetti ed istituzioni, avvertono l'esigenza;

   ritenuto che:

   le  Aziende delle foreste, anche nell'ambito delle loro  attuali
  competenze,  possono  operare in modo da poter  aggiungere,  alle
  tante  cose belle da proporre ai turisti che vengono a  trovarci,
  l'opportunità  di  godere di particolari e straordinari  ambienti
  del  demanio  forestale, con iniziative volte alla fruizione  del
  patrimonio: parchi attrezzati, percorsi turistici guidati, ecc.;

   un  impegno più forte delle Aziende in questa direzione, gestito
  con  personale interno, e/o con affidamento a privati o ad  altri
  enti,   potrebbe   dare   significative   risposte   in   termini
  occupazionali  e, comunque, nel senso del superamento  di  taluni
  aspetti assistenzialistici del ruolo delle Aziende stesse,

                  impegna il Governo della Regione

   a fare in modo che le Aziende delle foreste:

   1)   rendano  aperti  al  pubblico,  sulla  base  di   opportuna
  regolamentazione, i parchi attrezzati esistenti e si impegnino ad
  istituirne di nuovi;

   2)  organizzino, all'interno del demanio forestale,  particolari
  percorsi  turistico - ambientali, anche proponendo  al  personale
  corsi di aggiornamento finalizzati all'acquisizione di competenze
  e professionalità adeguate,

   a  predisporre  un adeguato piano di superamento del  precariato
  che,  in  tempi relativamente brevi, permetta alle Aziende  delle
  foreste di avere solo personale a tempo indeterminato, fortemente
  professionalizzato  per  le  varie attività  che  afferiscono  al
  demanio  forestale  ed  in particolare per quella  relativa  alla
  promozione turistica». (396)

                        TUMINO-GENOVESE-GURRIERI-BARBAGALLO-ZANGARA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'art.  25, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2003,  n.
  21,  estende a tutte le misure di fuoriuscita dal bacino  LSU  il
  contributo  regionale  di euro 30.9857,41  previsto  dall'art.  2
  della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24;

   il  contributo regionale predetto viene erogato anche ai  Comuni
  siciliani  che  provvedano alla stabilizzazione  (e  quindi  alla
  fuoriuscita dal bacino LSU) dei soggetti destinatari  del  regime
  transitorio dei lavori socialmente utili;

   una  delle  principali  misure di fuoriuscita  dal  bacino  LSU,
  previste dalla legislazione regionale, è quella dei contratti  di
  diritto  privato  quinquennali, da  stipularsi  anche  part-time,
  purché  venga  garantita  al lavoratore  la  retribuzione  minima
  mensile di euro 671,39 (seicentosettantuno/39);

   il   contributo  regionale,  di  cui  all'art.  2  della   legge
  regionale  26  novembre 2000, n. 24, viene erogato ai  Comuni  in
  cinque  annualità ed in quote di pari importo per ogni lavoratore
  stabilizzato;

   per   una   stabilizzazione  dignitosa  di  ciascun   lavoratore
  interessato  occorre un impegno finanziario annuo  corrispondente
  ad  almeno  il  triplo della quota annuale su cui è ripartito  il
  contributo quinquennale regionale;

   i  Comuni della Sicilia dovrebbero dunque impegnare e pagare,  a
  carico dei propri bilanci, una somma annuale pari a circa l2 mila
  euro annui per ciascun lavoratore stabilizzato;

   ogni  Comune della Sicilia utilizza decine - alcuni Comuni anche
  centinaia  -  di  lavoratori socialmente utili,  (con  risorse  a
  carico del bilancio regionale) che aspirano alla stabilizzazione;

   gli  oneri finanziari a carico dei Comuni della Sicilia, ai fini
  di  una  stabilizzazione  effettiva e  dignitosa  dei  lavoratori
  socialmente  utili  con risorse a carico del bilancio  regionale,
  risultano  eccessivamente  onerosi  a  fronte  delle  risorse  di
  bilancio  già  esigue  per  fronteggiare  le  competenze  vieppiù
  numerose e per erogare maggiori e migliori servizi pubblici;

   considerato che:

   gran  parte  dei Comuni siciliani incontrano notevoli difficoltà
  ad assicurare la stabilizzazione, nei modi e nei termini previsti
  dalla  normativa regionale, previa presentazione di  istanza  per
  ottenere il contributo regionale previsto dall'art. 25, comma  1,
  della legge regionale 29 dicembre 2001, n. 21;

   i  Comuni  che  hanno presentato o presenteranno  l'istanza  per
  ottenere  il  contributo de quo, in buona parte dei  casi,  hanno
  previsto  una  stabilizzazione che contempla per ogni  lavoratore
  una  retribuzione pari al minimo di legge, ovvero pari ad  appena
  671,39 euro;

   i    Comuni   che   otterranno   il   contributo   difficilmente
  riusciranno, a causa della gravosa entità dell'onere  finanziario
  a   loro   carico,   a   rendere  effettive  le   previsioni   di
  stabilizzazione ed in ogni caso dovranno sostenere  degli  enormi
  sforzi finanziari per mantenere le previsioni delineate;

   sarebbe   opportuno   che   lo   Stato   intervenisse   con   la
  defiscalizzazione degli oneri sociali anche nel caso  di  stipula
  di  contratto di diritto privato per i lavoratori destinatari del
  regime transitorio dei lavori socialmente utili,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  compiere  tutti gli atti ed interventi necessari affinché  lo
  Stato  proceda alla defiscalizzazione degli oneri sociali  per  i
  rapporti di lavoro da instaurare a mezzo di contratto di  diritto
  privato,  stipulato  tra  i  Comuni  siciliani  ed  i  lavoratori
  destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili».
  (397)

            BRANDARA-FRATELLO-FRANCHINA-PAPANIA-MANZULLO-MICCICHE'-
                                        ARDIZZONE-CAPODICASA-SAVONA

   Comunico  che l'onorevole Fleres, con nota  del 14  marzo  2005,
  ha  dichiarato  di  ritirare la mozione n. 395  Iniziative  volte
  alla valorizzazione del canale RAI MED , a firma sua e di altri.
   Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea ne prende atto.

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
  data di discussione delle mozioni n. 396 e n. 397 venga demandata
  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge  «Schema  di
  progetto   di   legge  costituzionale  da  proporre,   ai   sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
   Modifiche allo Statuto della Regione» (580 - 472 - 578 -  602  -
  652/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si  procede  con  il  seguito
  della  discussione  del disegno di legge numeri  580-472-578-602-
  652/A «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
  sensi  dell'articolo  18 dello Statuto, al Parlamento  nazionale,
  recante   Modifiche  allo Statuto della  Regione'»,  iscritto  al
  numero 1).

   Ricordo  che la discussione del disegno di legge si è interrotta
  nella  seduta  n.  275 del 9 marzo 2005, e  che  sono  stati  già
  approvati  gli articoli 1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10,  12,  13,  14
  (soppresso),  15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 (soppresso),
  26,  27, 29, 30, 32 (soppresso), 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39,  40.
  Precisa,  inoltre, che nella seduta n. 271 è stata approvata  una
  rettifica della formulazione dell'articolo 3, comma 2.
   Restano  accantonati  gli  emendamenti  29  R,  aggiuntivo  dopo
  l'articolo   29,   e   9.4.  Gli  emendamenti  prima   presentati
  all'articolo 14 saranno esaminati insieme all'articolo 11.

   Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente, la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.07)

   La seduta è ripresa.

   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                            «Articolo 28

   1. Dopo l'articolo 16 bis dello Statuto aggiungere il seguente:

                          'Articolo 16 ter

   1.   Il  Consiglio  regionale  dell'economia  e  del  lavoro   è
  composto,  secondo  quanto stabilito dalla  legge  regionale,  di
  esperti e di rappresentanti delle categorie produttive.

   2.   E'  organo  di  consulenza  dell'Assemblea  e  del  Governo
  regionale  per  la  materia e secondo le funzioni  che  gli  sono
  attribuite dalla legge regionale.

   3.   Ha   l'iniziativa  legislativa  e  può   contribuire   alla
  elaborazione  della  legislazione  economica  e  sociale  secondo
  quanto stabilito dalla legge regionale'».

   Onorevoli   colleghi,   ricordo  che  nella   sua   formulazione
  originaria, non sono stati presentati emendamenti.

    SPAMPINATO     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  all'articolo  28 sono stati presentati, però, alcuni  emendamenti
  aggiuntivi. Come intende procedere la Presidenza?

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  propone   di
  votare   prima  il  mantenimento  dell'articolo  28,  nel   testo
  originario e, successivamente, gli emendamenti aggiuntivi.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Pongo  in  votazione  il mantenimento dell'articolo  28.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  sono  stati presentati i  seguenti  emendamenti
   aggiuntivi:

   -   dalla   Commissione:  subemendamenti   28.2.1   e   28.2.2
   all'emendamento 28.2;
   -  dagli  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed  altri:  28.1;
  28.2;
   -  dagli  onorevoli  Sammartino, Ioppolo,  Formica  ed  altri:
  28.4; 28.4 R;
   - dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 28.5;
   - dagli onorevoli Miccichè, Morinello ed altri: 28.6;
   - dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 31.27;
   - dall'onorevole Spampinato: 31.24;
   - dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 31.22;
   - dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 31.19;
   - dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 28.7.;

   Comunico,  altresì,  che  è stato presentato  dalla  Commissione
  l'emendamento 28R.
   L'emendamento  28R tiene conto degli emendamenti  presentati  da
  diversi  Gruppi  parlamentari concernenti il tema  del  difensore
  civico e del diritto di petizione.

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

      SAVARINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà mi
  trovo in disaccordo rispetto all'articolazione che ha individuato
  e proposto la Commissione.
   Ciò  perché nel merito non condivido l'istituzione del difensore
  civico regionale, al di là della logica e della trasparenza  che,
  ovviamente, non posso non condividere.
   Vedo  di  difficile  individuazione un organo  composto  da  una
  persona  che sia responsabile dei compiti che normalmente vengono
  affidati al difensore civico nelle realtà degli enti locali, dove
  c'è  la  vicinanza  con  il cittadino e quindi,  certamente,  una
  rispondenza maggiore a quelle che sono le istanze della gente, un
  contatto  diretto che fa diventare il difensore civico  non  solo
  l'alter  ego  rispetto all'amministrazione, ma il depositario  di
  una serie di esigenze del territorio.
   E'  difficile che questo compito sia espletato su un così  largo
  raggio  di  azione come può essere quello di un difensore  civico
  regionale.

    PRESIDENTE   Onorevole  Savarino, per la  verità  l'emendamento
  non  parla di organo monocratico, lascia l'opzione monocratico  o
  collegiale   sulla  base  di  quella  che  sarà   la   previsione
  legislativa.

    SAVARINO  Parla al singolare di un difensore civico.

    PRESIDENTE   Sì,  un ufficio del difensore civico,  ovviamente;
  infatti precisa come organo monocratico o collegiale, per cui  si
  rinvia,  sostanzialmente, alla parte attuativa del  principio  di
  una legge.

    SAVARINO   Sarebbe  comunque  soltanto  un  unico  ufficio,   è
  chiaro.  Neanche negli enti locali il difensore civico lavora  da
  solo,   ma   lavora  organicamente  insieme  a   dipendenti   che
  collaborano nella sua funzione; ci mancherebbe altro,  altrimenti
  impazzirebbe   Chi  è quell'uomo che da solo può  recepire  tutte
  queste istanze
   Il  mio  timore, lo confesso senza remore, è che  questa  figura
  possa  diventare  una  specie di grande untore  e  non  riesco  a
  pensare  ad  alcuna  persona che possa  essere  all'altezza   del
  ruolo,  al  di  là delle positive esperienze di  uomini  di  alto
  livello  morale.  Difficilmente ognuno di loro può,  secondo  me,
  essere depositario di questo ruolo in maniera ottimale, senza  il
  rischio,  per altro, che chiunque si lasci prendere dalla  voglia
  di  fare  soltanto contrapposizione a chi in quel  momento  è  al
  Governo, di qualunque colore esso sia.
   Questa  è  la  mia  preoccupazione  e  per  questo  motivo  sono
  contraria all'emendamento 28 R.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  personalmente,   invece,   mi   dichiaro   favorevole    all'idea
  dell'istituzione del difensore civico regionale, l'ombudsman,  di
  antichi ricordi; credo ci sia bisogno, anche a livello regionale,
  di   un'interfaccia  per  riequilibrare,  in  qualche  modo,   lo
  strapotere  del  Governo della Regione, alla  luce  del  nuovo  e
  diverso  sistema istituzionale, ma ritengo che ci sia bisogno  di
  una figura vera di difensore civico.
   Noi,  purtroppo,  viviamo un'esperienza  assolutamente  negativa
  riferita  agli enti locali; purtroppo il difensore  civico  degli
  enti  locali è diventato un posto di sotto governo gestito  dalle
  maggioranze  a prescindere dalle maggioranze, sia di centrodestra
  sia di centrosinistra.
   Immaginare  che  comunque sia eletto un difensore  civico  dalla
  maggioranza fa venire meno il senso stesso, la ratio della figura
  istituzionale  del  difensore civico. Infatti,  la  mia  proposta
  nell'emendamento prefigurava una sola ipotesi di elezione, ovvero
  il  voto  favorevole  dei tre quarti dei deputati;  diversamente,
  ritengo sia meglio non eleggere un difensore civico.
   Se   effettivamente,  come  diceva  d'altra  parte   l'onorevole
  Savarino, non si riesce ad individuare all'interno del Parlamento
  siciliano  una figura che abbia questi requisiti di garanzia  per
  tutti,  ritengo  dannoso, al contrario,  che  venga  nominato  un
  difensore civico della maggioranza, verrebbe meno il senso stesso
  della  figura  istituzionale, lo stesso perché della costituzione
  del difensore civico.
   Credo   che   su   questo   punto  sia   necessario   riflettere
  ulteriormente.
   Ritengo  quindi  che, sulla base di queste considerazioni,  dopo
  un  dibattito tra i deputati presenti, si possa procedere  ad  un
  confronto reale.

    PRESIDENTE   Nell'emendamento,  l'elezione  è  ancorata  a  due
  terzi  dei  componenti  dell'Assemblea. Soltanto  dopo  il  terzo
  scrutinio  si  perverrebbe  all'abbassamento  del  livello   alla
  maggioranza   assoluta,   proprio   per   consentire   l'elezione
  dell'organismo.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzi
  tutto  un appunto sulla riscrittura dell'articolo 28 che, se  non
  sbaglio, dovrebbe essere quella dell'emendamento aggiuntivo  28.1
  e non la riscrittura dell'articolo 28 che abbiamo già votato.

    PRESIDENTE  E' una riscrittura degli emendamenti sul  difensore
  civico,   ovviamente  non  dell'articolo  28,  ma   dei   diversi
  emendamenti.  Tiene conto, infatti, di alcuni  aspetti  contenuti
  negli emendamenti presentati dalle varie forze politiche.

    SAMMARTINO  Poi, signor Presidente faccio presente che  c'è  un
  subemendamento a firma dell'onorevole Ioppolo e del  sottoscritto
  che  recepiva anche le indicazioni pervenuteci dalla  Commissione
  riguardo  alla  semplificazione  della  stessa  istituzione   del
  difensore  civico che, in qualche modo, cercavano  di  rispondere
  all'esigenza di calare il principio nello Statuto, rinunciando ad
  articolarlo  nella sua complessità, ma demandando la  materia  ad
  una   successiva  regolamentazione  per  legge  o,  appunto,  per
  regolamento.
   Da  questo  punto di vista ritengo, invece, che  la  riscrittura
  dei  vari  emendamenti aggiuntivi  non risponde  ad  esigenze  di
  sintesi,  al rispetto di quel principio - che abbiamo  più  volte
  richiamato - di semplificare la riformulazione della bozza  dello
  Statuto, calando soltanto i principi di ordine generale e  poi  -
  come  dicevo  prima  - demandando a successivo  regolamento  o  a
  disegno di legge la regolamentazione della materia.
   Vorrei  esprimere alcuni dubbi anche in merito alla  riscrittura
  dei  vari emendamenti, quando si definisce il campo di azione del
  difensore  civico  anche  rispetto alla  possibilità  di  ricorso
  riconosciuto  alle persone giuridiche, alle associazioni  o  agli
  enti   locali  che  si  trovano  nel  territorio  della   Regione
  siciliana.

    PRESIDENTE   Onorevole  Sammartino,  questo  non  riguarda   il
  difensore  civico, ma il diritto di petizione, che è un argomento
  a parte.

    SAMMARTINO  Infatti, stavo dicendo proprio questo.  Ho  proprio
  parlato  del diritto di ricorrere al difensore civico, quindi  il
  diritto di petizione.

    PRESIDENTE   No, non solo al difensore civico.  Il  diritto  di
  petizione  è  riconosciuto non per ricorrere, ma per  sollecitare
  interventi  che  possono riguardare attività dell'Assemblea,  del
  Governo o anche del difensore civico.

    SAMMARTINO  Io pensavo che, in quanto emendamento che  riscrive
  l'intera materia attinente al difensore civico, riguardasse anche
  il ricorso...

    PRESIDENTE  E' la fattispecie prevista dal Parlamento  europeo,
  per intenderci.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, io penso  che  se  parliamo  di
  difensore  civico dobbiamo assolutamente circoscrivere  anche  il
  campo  d'azione. Quando nasce la figura dell'ombudsman, si dà  la
  possibilità   di   un  ricorso  diretto  dei  cittadini   avverso
  provvedimenti  lesivi dei loro interessi, dei  loro  diritti  nei
  confronti della Pubblica Amministrazione.
   Riconoscere  questo  diritto  di petizione,  anche  ai  soggetti
  richiamati  dal  comma 4, mi sembra come appesantire,  di  fatto,
  tutto  il  lavoro  che  dovrà svolgere il  difensore  civico  nei
  confronti  della  difesa dei diritti e degli interessi  legittimi
  dei cittadini.
   E'  una  mia  osservazione  che ritengo pertinente,  soprattutto
  nella  misura in cui penso sia opportuno rispettare il  principio
  dell'estrema  sintesi anche della formulazione dei  principi  che
  andiamo a calare nello Statuto.
   Su  questo  ritengo  sia opportuno riprendere in  considerazione
  l'emendamento insieme al subemendamento presentato dall'onorevole
  Ioppolo e dal sottoscritto, che mantiene il 28.4 e cassa i  commi
  2  e  3,  lasciando  soltanto il riferimento all'istituzione  del
  difensore  civico  nella Regione siciliana  e  stabilendo  che  i
  requisiti professionali saranno poi demandati a successiva legge.

    IOPPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    IOPPOLO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sono
  assolutamente favorevole alla previsione, invece, nell'ambito del
  nostro nuovo Statuto speciale, della figura del difensore civico.
   Sono  talmente  convinto della bontà della previsione  da  avere
  recentemente presentato un disegno di legge riferito  soprattutto
  agli  Enti  locali,  immaginando  anche  delle  funzioni  diverse
  rispetto  alla  semplice, mera segnalazione di problematiche  che
  possano interessare le singole amministrazioni, le singole  città
  e  affidando, anzi, ad un organismo che immagino collegiale e non
  più  monocratico,  delle  funzioni che, se  non  possono  proprio
  essere    di   controllo   di   alcuni   atti   della    pubblica
  Amministrazione,  siano almeno di riesame  di  quegli  atti,  con
  possibilità  di raccomandazione agli autori degli  atti  formali,
  degli  atti  amministrativi; quindi, Sindaco,  Giunta,  Consiglio
  comunale. Ma questo ci porterebbe un po' fuori dall'ambito  della
  discussione che, invece, oggi dobbiamo affrontare.
   Nel  momento  in  cui  il sottoscritto e gli onorevoli  Formica,
  Virzì  e  Sammartino presentavamo l'emendamento 28.4,  pensavamo,
  più o meno, alla disciplina che ci viene proposta  da lei, signor
  Presidente, con  la riscrittura degli emendamenti.
   Desidero  soltanto  ricordare all'Aula che la  Sicilia  non  può
  sottrarsi  in  questa  fase, in questo momento,  alla  previsione
  dell'istituzione  di  tale figura, perché lo vuole  l'indicazione
  del  Congresso  dei poteri locali del Consiglio d'Europa  che  ha
  emanato  due direttive, la prima nel 1999, esattamente la  numero
  80  e  la  seconda del 2 luglio 2004 che raccomanda a  tutti  gli
  Stati  membri  ed  a  tutte  le Regioni,  intese  tali  in  senso
  amministrativo e non soltanto in senso geografico, di  istituire,
  di prevedere, la figura del difensore civico.
   Desidero,   in   ultimo,  ricordare  che   tutti   gli   Statuti
  rivisitati,  aggiornati, riscritti, delle Regioni  italiane,  per
  ultima  la Calabria - notizia di oggi o di ieri - hanno  previsto
  l'istituzione del difensore civico anche per le Regioni.
   Mi  pare, pertanto, che la nostra anticipatrice, molte volte, di
  nuovi  istituti  e di nuove frontiere politiche ed amministrative
  non possa certamente tirarsi indietro proprio oggi che è un tempo
  nel quale la coscienza sociale e civile pretende, invece, che  la
  cittadinanza attiva, che la difesa dei diritti e degli  interessi
  legittimi sia affidata anche a soggetti terzi rispetto  a  quelli
  voluti  e  previsti dalla rappresentanza politica vera e propria.
  Il   terzo   comma,   signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  dell'emendamento, come proposto nella sua riscrittura, mi  lascia
  un po' perplesso...

    PRESIDENTE   Onorevole  Ioppolo,  devo  spiegarle  il   motivo:
  all'articolo  31,  che discuteremo in seguito, i  diversi  Gruppi
  parlamentari   hanno   presentato   emendamenti   che   prevedono
  l'istituzione di organismi che riguardano - vado per sintesi - le
  pari  opportunità,  la  biodiversità, gli emigrati,  lo  sport  e
  l'handicap.
   Pertanto,  piuttosto che affrontarli singolarmente  all'articolo
  31    con   una   previsione   statutaria   di   organismi    che
  appesantirebbero  complessivamente  lo  Statuto  -  cosa  che  la
  Commissione,  nel caso in cui si voglia scegliere questa  strada,
  ha  previsto  formulando delle riscritture -, è stata  ipotizzata
  una formulazione più generica, più astratta che tiene conto della
  possibilità  di  procedere a livello di  principio,  ma  non  nel
  dettaglio.

    IOPPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  sono  in
  linea  di  principio  contrario,  anzi  apprezzo  lo  sforzo   di
  semplificazione,  però  mi pare che come  Assemblea  non  abbiamo
  ancora  sciolto il problema del preambolo e questa è una  materia
  che  abbiamo  già  cominciato ad affrontare, che abbiamo  qualche
  volta  accantonato,  rinviato nella discussione  e  che  potrebbe
  trovare, in sede di preambolo, la sua più corretta collocazione e
  definizione, a meno che non prevalga la teoria, la tesi  - ancora
  oggetto,  per  quel che mi risulta, di dibattito  -,  secondo  la
  quale  abbandoneremo la strada del preambolo ed  inseriremo  tali
  principi  -  che potremmo definire di carattere fondamentale,  di
  carattere   ordinamentale,  ma  vorrei  enfatizzare  un   tantino
  facendoli  somigliare  ai primi 12 articoli  della  Costituzione,
  cioè ai principi fondamentali -, in altrettanti articoli e quindi
  norme specifiche dello Statuto.
   Io,  pertanto, mantengo queste perplessità sul comma 3. Potremmo
  trovare anche la soluzione o di votare per parti separate  questa
  riscrittura ovvero di accantonare il terzo comma e verificare  se
  non   sia   più  utile  affrontarlo  nell'ambito  del  cosiddetto
  preambolo.

       PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, per la verità, la  questione
  presenta  due aspetti: uno di principio, ed è giusto che  la  sua
  collocazione   sia  nel  preambolo  e  l'altro  nell'ipotesi   di
  istituzione  di autorità indipendenti o, comunque, di Commissioni
  -  per  usare  un  termine più generico -  che  va  disciplinato,
  invece,  nell'articolato, quindi non è in  contraddizione  l'iter
  che è stato seguito.

    FORGIONE  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   relatore di minoranza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  sostengo più o meno la riscrittura così come  è  stata
  fatta  dalla  Commissione, intanto partendo  da  una  esigenza  -
  vorrei  dirlo all'onorevole Savarino - che è quella di  affermare
  nello  Statuto  la  presenza  del difensore  civico  con  le  due
  opzioni,  sia come organo monocratico che come organo collegiale,
  perché  noi  abbiamo  bisogno di più  funzioni  di  controllo  in
  Sicilia  e  non  dobbiamo  aver  paura  di  queste  funzioni   di
  controllo,  perché esse in genere non sono funzioni  delegate  ad
  untori  o  untorelli; se si ha paura della peste  c'è  sempre  un
  untorello,  se  non  si  ha  paura della  peste  la  funzione  di
  controllo viene ricondotta a quella che è.
   Semmai,   signor   Presidente,   dobbiamo   evitare   -   questo
  giustamente la riscrittura dell'emendamento lo demanda alla legge
  istitutiva   che  ne  definisce  gli  ambiti  -  una   sorta   di
  sconfinamento  anche  con  l'attività della  Commissione  per  la
  trasparenza e l'imparzialità della pubblica Amministrazione,  che
  riguarda il personale, però l'uso che il personale, i consiglieri
  comunali,  hanno  fatto  di  questa  Commissione  -  lo   possono
  confermare anche i colleghi deputati che ne fanno parte - perché,
  come   sapete,  la  Commissione  mista,  deputati,   Governo   ed
  Università,   conferma  l'esigenza  di  avere  questi  organi  di
  controllo.
     Quindi,  difendo la riscrittura, semmai per  dare  forza  alla
  terzietà  dell'organo, cosa che veniva citata anche dai  colleghi
  di   Alleanza  Nazionale,  ho  proposto  un  subemendamento   che
  riconduce  l'elezione alla formula che il Parlamento usa  per  la
  Corte  Costituzionale, cioè noi aboliamo che dopo  tre  votazioni
  basta  la  maggioranza semplice, in modo da  dare  forza  ad  una
  ricerca  di  condivisione,  qualunque  sia  la  maggioranza   che
  esprimerà al momento della decisione questo Parlamento,  in  ogni
  caso va cercata una maggioranza larghissima che va al di là degli
  schieramenti, questo a garanzia.
   Io  credo che con l'abrogazione del secondo comma, ricondotta  a
  questa  forza  anche la ricerca del consenso e della condivisione
  di un organo che comunque deve essere super partes,  noi potremmo
  procedere  all'approvazione dell'emendamento  così  come  lei  ha
  proposto.

    PRESIDENTE    Onorevole Forgione, volevo soltanto  invitarla  a
  riflette su una ipotesi: il suo emendamento raggiunge l'obiettivo
  inverso  cioè  quello  di consentire ad una  maggioranza  di  non
  eleggere  mai un Difensore civico, perché nel momento in  cui  si
  irrigidisce eccessivamente il quorum necessario di fatto,  poiché
  c'é  sempre  un  partito  di maggioranza  ed  una  coalizione  di
  maggioranza,   se  si  eccede  nell'irrigidimento  si   determina
  l'effetto di non eleggere l'organismo e, pertanto, di liberare la
  maggioranza   stessa  da  ogni  ipotesi  di  controllo.   Quindi,
  paradossalmente,  il problema che lei pone determina  un  effetto
  esattamente   inverso  rispetto  a  quello   che   lei   vorrebbe
  determinare.

    FORGIONE   relatore di minoranza. Signor Presidente,  così  noi
  stabiliamo  un  principio  che  la  maggioranza  non  può  essere
  autosufficiente nella scelta del Difensore civico.

    PRESIDENTE   Con due terzi sicuramente sì, però  alla  fine  un
  nome  viene  fuori.  Nel  caso contrario  la  maggioranza  non  è
  autosufficiente, ma il Difensore civico non si fa.

    FORGIONE   relatore di minoranza.  No, il difensore  civico  si
  fa  a  condizione che si cerchi una maggioranza.  Non  si  stanno
  nominando  i  giudici per la Corte Costituzionale  in  Parlamento
  perché  non c'è una maggioranza condivisa, quando si arriverà  si
  farà;  ma credo che un organismo così delicato ha bisogno di  una
  maggioranza, anche correndo il rischio che per due  anni  non  si
  fa,  ma quando si fa deve avere almeno il carattere di essere  un
  organo super partes.  Quindi, in questo caso lo sottrarrei  anche
  alle  ragioni  del  Parlamento che non raggiunge  mai  il  quorum
  richiesto, del Parlamento che non ha mai una maggioranza,  perché
  stiamo  parlando di un organismo di garanzia. In questo  caso  la
  manterrei, correndo anche il rischio che per due anni non  si  fa
  finché  non c'è una ricerca che punti ad una condivisione  e  non
  superi i veti incrociati.

    VIRZI'   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  alla
  fine  in  democrazia ci siano sempre degli organismi,  a  partire
  dalla  Presidenza  della  Repubblica, che  dovrebbero  essere  di
  garanzia  per  tutti  e che vengono qualificati  sulla  base  del
  quorum necessario.
     Trattandosi però, diciamoci la verità finalmente,  in  qualche
  modo  della  reintroduzione sia pure  in  forma  attenuata  della
  restaurazione  del  principio  del  controllo  sugli   atti   che
  provengono  da enti istituzionali, io credo che si  debba  mirare
  alla  sostanza del risultato, cioè al fatto che in fin dei  conti
  la maggioranza, alla fine, dopo il nobile tentativo di mettere il
  nome  al  di  sopra  delle parti abbia il diritto  di  dare  vita
  all'istituzione; a meno che non vogliamo scrivere  nello  Statuto
  che  è  una  figura  riservata all'elezione da parte  della  sola
  minoranza,  con   la qualcosa costringete la maggioranza  a  fare
  polemica  dentro  se  stessa, io mi travesto  da  minoranza,   lo
  eleggo  in  mezzo a voi e mettiamo ufficialmente  il  Governo  in
  minoranza
   Pur  tuttavia,  volevo eccepire alcune cose.  Credo  che  questa
  riscrittura  non  sia  stata  di  sintesi  ma  abbia  operato  un
  importante esclusione. Nell'emendamento di Alleanza Nazionale era
  esplicitato  il  principio, questo sì, di  ordine  generale,  che
  questa   figura   veniva  insediata  anche  negli   enti   locali
  decentrati, cioè nelle province e nei comuni.

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Ma già esistono

      VIRZI'  Non è introdotto il principio. Noi dobbiamo dire  che
  nello  Statuto della Regione siciliana è previsto  che  comuni  e
  province   adottino  questo  istituto  senza  abbandonarlo   alla
  discrezionalità   del  momento  politico  e   delle   maggioranze
  istantanee.
   Ancora  un  ritorno  sull'indeterminatezza  di  questo  comma  3
  dell'emendamento che dovrebbe essere di sintesi. Se  all'articolo
  31  ci  sono  delle cose che specificano meglio  di  cosa  stiamo
  parlando,  credo sia arduo affidarci all'indeterminatezza  di  un
  indirizzo  che  non  si  comprende in realtà,  almeno  in  questo
  articolo, verso  cosa ci porti.
     In ultimo, una piccola nota di forma, di eleganza formale:  io
  casserei    per  via  scritta  o  telematica   perché  altrimenti
  dovremmo  scrivere   via fax ,  con bollo del notaio . Mi  sembra
  una  precisazione eccessiva e troppo pedestre per essere inserita
  in   uno  Statuto.  Potremmo  dire  che  la  normativa  ordinaria
  successiva specificherà le forme attraverso le quali queste  cose
  verranno  formalizzate. Non mi pare il caso di  scrivere  che  si
  fanno  le  cose per fax, per via telematica, previo indirizzo  e-
  mail della Regione e quant'altro.
     Mi  sembra materia di ordinaria amministrazione da delegare  a
  legislazione  successiva senza i caratteri della  straordinarietà
  dello Statuto.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare  due
  brevi  osservazioni:  la prima, come al  solito,  è  di  coerenza
  interna  di quanto stiamo costruendo, perché non possiamo  andare
  secondo impulsi fra lo loro diversi.
      All'articolo  10,  nell'ultima  seduta,  abbiamo  votato   un
  emendamento che prevedeva che per modifiche, per interventi in un
  contesto maggioritario era necessaria la quantità dei due  terzi,
  perché  in  un contesto maggioritario una maggioranza  già  fatta
  potrebbe fare  ciò che vuole e sarebbe una forma involutiva delle
  istituzioni  democratiche. Alla stessa maniera noi  non  possiamo
  adesso, su un argomento specifico, modificare il comportamento in
  quanto sarebbe un fatto di contraddizione interna.
   Seconda   osservazione.  Nel  merito  il  difensore   civico   è
   defensor civis communis ,  ma rispetto a chi? Da chi si  difende
  il  cittadino  comune? Nel caso specifico, essendo  il  Difensore
  civico regionale, nei confronti di chi governa e degli uffici che
  eseguono  gli input di tipo generale con la gestione  quotidiana.
  E'  mai  possibile  che  lo scelga, pur dopo  due  votazioni,  la
  maggioranza  che sostiene il Governo del momento? E'  un  errore.
  Quindi, è non solo una forma di incongruità  interna rispetto  al
  percorso  precedente dell'articolato approvato, ma nel  merito  è
  pure contraddittorio.
     Terza  osservazione appendicolare. Sono d'accordo sul discorso
  di  limitare,  comunque di determinare i paletti  entro  i  quali
  l'azione  del difensore civico va indirizzata, perché  altrimenti
  rischiamo  di  formare  doppioni  anche  istituzionali  con   una
  confusione che sicuramente non abbiamo bisogno.
     Propongo,  pertanto,  di  far passare  gli  articoli,  ma  sul
  discorso  della terza votazione di maggioranza sarebbe  opportuno
  riflettere, come alcuni colleghi hanno già suggerito,  così  come
  anche  in  ordine  al  discorso  dei  paletti.  Riformuliamo   un
  subemendamento,  raccogliendo così gli input di tutta l'Aula.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   propongo    una    breve
  sospensione della seduta al fine di individuare, se è  possibile,
  una  soluzione che, complessivamente, tenga conto del  dibattito.
  Comunico che l'onorevole Ioppolo, proprio orientandosi in  questa
  direzione,  propone  di  considerare l'emendamento  28.4,  a  sua
  firma,  non un emendamento di riscrittura bensì un subemendamento
  all'emendamento della Commissione; ciò, ovviamente,  facilita  il
  nostro lavoro.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.40, è ripresa alle ore 18.55)

  La seduta è ripresa


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Saluto agli studenti della Scuola media   Vann'Antò  di Ragusa

    PRESIDENTE   Do il benvenuto agli studenti della  seconda  I  e
  della  seconda  C della Scuola media  Vann'Antò   di  Ragusa  che
  questa  sera sono in visita al Palazzo dei Normanni ed  assistono
  alla  seduta  del  Parlamento siciliano che sta discutendo  delle
  riforme dello Statuto.
   Come  sicuramente  i  vostri insegnanti  vi  avranno  detto,  la
  Regione siciliana è una Regione a Statuto autonomo e, proprio  in
  questi giorni, per fare fronte alle modifiche costituzionali  che
  nel  frattempo sono intervenute, sta provvedendo a modificare  il
  proprio  Statuto autonomo introducendo alcuni elementi  di  forte
  novità.  In  particolare, in questo momento si sta discutendo  un
  articolo   importantissimo  che  riguarda   l'istituzione   nella
  Regione, nelle Province e nei Comuni  del difensore civico.
   Grazie  per  essere presenti e speriamo che la  vostra  presenza
  possa rafforzare il legame tra questo Parlamento e le scolaresche
  della Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Riprende  il seguito della discussione del disegno  di  legge  «
  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai  sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
   Modifiche allo Statuto della Regione» (580-472-578-602-652/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  riprende  il  seguito  della
  discussione  del  disegno  di legge numeri  580-472-578-602-652/A
  «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
   Modifiche allo Statuto della Regione».
   Comunico  che  la  Commissione ha presentato  il  subemendamento
  28R.3, sostitutivo dei primi due commi dell'emendamento 28 R.

    MICCICHE'   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  dichiarare  di  ritirare l'emendamento 28.6.  Vorrei,  però,
  aggiungere  che l'emendamento a mia firma definiva il termine  di
  120  giorni  dall'entrata in vigore della legge per l'istituzione
  dell'ufficio del difensore civico.

    PRESIDENTE     L'Assemblea    prende    atto     del     ritiro
  dell'emendamento 28.6.
   Onorevole   Miccichè,  l'ultimo  comma  dell'emendamento   28R.3
  collega  la durata delle funzioni di difensore civico ai  diversi
  livelli comunale, provinciale o regionale a quella dell'organismo
  che  lo  elegge,  quindi  il  Consiglio  comunale,  il  Consiglio
  provinciale  o  L'Assemblea regionale. Dunque, di  fatto  vengono
  meno  le ragioni per la previsione del termine di 120 giorni  per
  l'istituzione dell'ufficio del difensore civico perché lo stesso,
  sostanzialmente, viene eletto ad ogni inizio di legislatura o  di
  consiliatura.

    MICCICHE' questo   difensore   civico   dovrà   essere   eletto
  probabilmente nella prossima legislatura.

    PRESIDENTE  Certo, ormai è così.

    MICCICHE'   Invece  la mia proposta è di eleggerlo  subito,  va
  bene lo stesso così.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  innanzi  tutto per dichiararmi pienamente soddisfatto  di  questa
  riscrittura, perché sancisce il principio secondo cui  non  è  la
  maggioranza del Parlamento che può eleggere il difensore civico.
   In   secondo  luogo  per  fare  un'osservazione.  Io  credo  sia
  opportuno aggiungere alla previsione delle incompatibilità, anche
  ipotesi di ineleggibilità alla carica di difensore civico.
   Può  essere,  infatti, opportuno dimettersi da  qualsiasi  altro
  incarico, poi sono ipotesi che la legge dovrà prevedere, prima di
  poter essere eventualmente eletto.
   Io credo che per sicurezza .

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, la funzione viene  esercitata
  da quel momento in avanti e non ha assolutamente poi collegamenti
  con  quelle precedenti, proprio per il tipo di funzione,  quindi,
  mentre   è  giustificata,  anzi  necessaria  l'  incompatibilità,
  l'ineleggibilità lo è  un po' meno, perché non è che   un sindaco
  va a fare il deputato o un deputato  va a fare il sindaco per cui
  c'è una connessione.

    SPAMPINATO   No,  io penso al futuro, un difensore  civico  che
  vada a fare il

    PRESIDENTE   A  maggior ragione, onorevole  Spampinato,  semmai
  può  accadere  che un presidente della regione  vada  a  fare  il
  difensore  civico,  allora  non difende  più  gli  interessi  dei
  cittadini.

    ORTISI   Un difensore civico che poi si presenta a  sindaco  di
  una città potrebbe con il suo ruolo .

    SPAMPINATO  O cambiamo tutte le leggi riguardanti  il  sindaco.
  Però   ritengo  opportuno  inserire  anche   il  principio  dell'
  ineleggibilità   nello Statuto e poi chiedo se  il subemendamento
  28R.3 sia la riscrittura dell'intero 28R.

    PRESIDENTE  No, solo dei primi due commi.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che  l'obiezione  avanzata
  dall'onorevole  Spampanato  non riguardi  tanto  la  funzione  di
  provenienza  del difensore civico prima di ricoprire tale  carica
  (il caso di incompatibilità sarebbe questo), ma riguardi le nuove
  funzioni  elettive  che  il difensore civico  potrebbe  ricoprire
  quando lascia la carica stessa.
   Allora,  onorevole  Spampinato, l'ineleggibilità  e  l'eventuale
  incompatibilità della nuova carica del  difensore civico,   nella
  funzione  di sindaco, di presidente della regione o di presidente
  della  provincia,  va  definita  nella  legge  che  sancisce   le
  incompatibilità e le ineleggibilità di quelle nuove cariche,  non
  di  questa,  perché credo che in tal  caso noi dovremmo  definire
  l'incompatibilità  con le cariche di provenienza non  con  quelle
  ulteriori  che dovesse andare a ricoprire, quindi  dobbiamo  fare
  mente   locale  nel  momento  in  cui  andremo  a  discutere   le
  incompatibilità  generali che riguardano le cariche  di  sindaco,
  presidente della provincia o presidente della regione, di  tenere
  a  mente il fatto che dobbiamo prevedere poi l'incompatibilità  o
  l'ineleggibilità  con  chi ha ricoperto la  carica  di  difensore
  civico.
   In  questa  sede, credo che non possa dirsi altro,  ci  dovremmo
  fermare  all'incompatibilità, perché  già ne  intravedo qualcuna,
  naturalmente poi si andranno a definire con legge ordinaria.

    IOPPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    IOPPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  solo  per pochi minuti per dichiarare la soddisfazione del Gruppo
  Alleanza  Nazionale, in questo momento nella  parte  presente  in
  Aula,    per    la    riscrittura   bilanciata   ed   equilibrata
  dell'emendamento 28 R.
   Ritengo  che sia un momento importante quello nel quale  poniamo
  intanto sullo stesso piano, in modo analoga a quanto fatto  anche
  dalla Costituzione italiana con la riscrittura del Titolo V della
  Costituzione.
   La  Regione,  le  province  ed  i comuni,  finalmente  vedono  -
  vedranno,  se  saremo fortunati -  previsto  nel  nuovo   Statuto
  della Sicilia questo importante istituto del difensore civico

    PRESIDENTE   Onorevole  Ioppolo,  per  favorire  anche  il  suo
  intervento, preciso che al primo comma del subemendamento 28 R 3,
  dopo  le  parole  province regionali , vanno inserite  le  parole
   nelle città metropolitane , dato che abbiamo fatto la scelta  di
  contemperare  tra  gli  organismi pari ordinati  anche  le  città
  metropolitane. Sarà la Presidenza ad integrarlo.

    IOPPOLO   Così  come per il coordinamento del testo  sarà  bene
  usare  la  dizione  al plurale  province regionali ,  in  quanto,
  sbadatamente,  riscrivendolo lo abbiamo previsto al singolare.

    SAMMARTINO  Anche il problema della composizione.

    IOPPOLO   Sì,  in  sede di coordinamento nel secondo  comma  va
  descritta meglio la composizione del difensore civico.
   Volevo  affrontare  anch'io il problema delle incompatibilità  e
  delle ineleggibilità. E' sin troppo ovvio, onorevole Spampinato -
  lei  me  lo  insegna  -  che nel momento  in  cui  prevediamo  le
  incompatibilità   prevediamo  quelle  di  questo   ufficio,   dei
  rappresentanti  di  questo  ufficio  in  relazione  allo   stesso
  ufficio, quindi alla situazione quale oggettivamente essa è.
   L'  ineleggibilità  ad  altre  cariche,  ad  altre  funzioni   è
  qualcosa,  invece, di eventuale che va previsto  -  come,  credo,
  giustamente sosteneva il presidente Capodicasa -  nel corpo delle
  norme  sulla  elezione  a  sindaco, a consigliere  comunale,  per
  assurgere   alla  carica  di  assessore  comunale,  di  assessore
  provinciale, di presidente provinciale.
   Formulo  l'auspicio  che  in seguito  ciò  si  possa  prevedere,
  allorquando  alla legge si demanderà l'esplicitazione  di  questi
  postulati,  di questi principi, lo Statuto non può che  contenere
  principi di ordine generale, che - ci si rammenti - si coordinino
  anche  i  testi normativi, prevedendo le eventuali ineleggibilità
  oltre che le incompatibilità.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   per   non
  apparire  causidico,  premetto  che  in  ogni  caso  votiamo   il
  subemendamento anche così com'è formulato.
   Però,  l'osservazione  dell'onorevole  Spampinato  ha  un  senso
  perché,  prima  di  tutto,  niente  e  nessuno  esclude  che   se
  prevediamo casi di ineleggibilità nella legge ordinaria  cassiamo
  questa eventualità nella casistica,  casistica  che può essere ex
  post  anche.  Cioè  si possono determinare,  da  qui  alla  legge
  ordinaria, casi di ineleggibilità che oggi non esistono.
   Siccome  la  storia  ormai non galoppa, corre,  se  ci  fermiano
  all'ineleggibilità escludiamo a priori.
   Considerate  un'altra  osservazione: che  può  succedere,  ed  è
  quello  che  vogliamo evitare? Può succedere che  il  consigliere
  comunale,  il  consigliere provinciale in un quadro  generale  di
  equilibri

    SPAMPINATO  Il deputato regionale.

    ORTISI   ...può  barattare  anche  il  suo  ruolo  al  fine  di
  diventare   anche  difensore  civico  l'indomani.  E   questa   è
  incompatibilità,  nel  senso  che: sono  eletto,  partecipo  alla
  votazione  o  mi astengo, sono eletto difensore civico,  non  ero
  ineleggibile, ero solo incompatibile, domani faccio il  difensore
  civico e qualcuno prende il mio posto.
   Per   evitare   questi   incastri  in  negativo   non   dobbiamo
  escluderlo;  se  poi nella legge ordinaria ci accorgiamo,  in  un
  approfondimento,  che non ricorrono tali paure,   non  prevediamo
  casi di ineleggibilità. Non facciamo un discorso nominalistico in
  quanto si determina  una situazione per la quale c'è un intreccio
  fra  due cariche e due uffici assolutamente diversi tra di  loro,
  che  non  possono avere neppure punti di contatto  per  tangente,
  nessuno   può  diventare  da  eleggente  eletto  da  un   momento
  all'altro:  è  un errore che facciamo. E comunque,  se  la  legge
  ordinaria  poi nell'approfondimento lo escluderà, lo escluderemo,
  ma intanto inseriamolo.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, il ragionamento dell'onorevole Ortisi ha un senso  se
  lo  traguardiamo  in un'ottica ipotetica molto rara come caso che
  si  possa  verificare, perché si può anche fare  un  ragionamento
  all'incontrario:  richiedendosi  per  l'elezione  del   difensore
  civico  i  due terzi dell'Assemblea (difficile da ottenere  e  da
  raggiungere perché parliamo di un quorum molto alto), non si  può
  chiedere  ad  una  personalità che ricopra  un  incarico,  non  è
  necessariamente  quella  di sindaco o  di  deputato;  perché,  se
  prevediamo  delle  ineleggibilità, lo si può  anche  riferire  ad
  ineleggibilità di altre Istituzioni: magistrati della  Corte  dei
  conti.  Noi  non  possiamo chiedere a figure di  questo  tipo  di
  dimettersi  dal  loro incarico prima che vengano  eletti,  da  un
  incarico  di una certa qualità senza la garanzia che vengano  poi
  eletti...

    ORTISI  Possono anche non farlo, la discrezionalità è piena.

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Onorevole  Ortisi
  questo è nella discrezionalità dell'Assemblea regionale la  quale
  può  trovare l'accordo su una figura, perché poi c'è un  problema
  di accordo.
   In  Sicilia ce ne saranno tantissimi all'altezza di ricoprire un
  simile incarico, ma l'accordo di tutti può ricadere magari su una
  figura   che   è   più  nota  perché  svolge  già  una   funzione
  istituzionale e questo potrebbe essere impedimento.
   Ad  ogni  modo,  nulla  vieta che nella  legge  ordinaria,  poi,
  riflettendoci meglio, si possa arrivare. Queste sono le cose  che
  obbligatoriamente la legge ordinaria deve prevedere,  quelle  che
  scriviamo...

    ORTISI  E' il più che contiene il meno e non viceversa...

    CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Questo  non  è  il
  più,  la  questione del più o del meno, questo non è il  massimo,
  perché  questi  sono  i  requisiti minimi previsti  dalla  legge.
  Quando si stabiliscono alcuni requisiti, come abbiamo fatto,  per
  esempio,  per le incompatibilità, all'articolo 8 dello Statuto  -
  se  non ricordo male - prevediamo che c'è incompatibilità con  la
  carica  di  parlamentare regionale, con la carica di parlamentare
  europeo,  ma  le altre incompatibilità si aggiungeranno  poi  con
  legge ordinaria. Lo Statuto prevede quelle che ritiene essenziali
  in  quel  momento;  il  resto, poi,  si  potrà  farlo  con  legge
  ordinaria, almeno io così intendo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento  28R
  della  Commissione,  come  subemendato,  viene  sottoscritto  dai
  deputati  presenti dei gruppi parlamentari della  Margherita,  di
  Alleanza  Nazionale, di Rifondazione Comunista e dei  Democratici
  di  Sinistra. A questi si associano gli altri deputati  presenti,
  di tutti gli schieramenti.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 28.R.3,  sostitutivo  dei
  commi  1  e  2  dell'emendamento  28.R  di  riscrittura,  con  la
  precisazione  che  al  primo  comma,  dopo  le  parole   province
  regionali , vanno inserite le parole  nelle città metropolitane .
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                                                  (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 28.R, nel  testo  risultante.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                                                   (E' approvato)

   Tutti  gli  altri  emendamenti  all'articolo  28  sono  pertanto
  superati.
   Si passa all'esame dell'articolo 31. Ne do lettura:

                            «Articolo 31

   1. Dopo l'articolo 17 bis aggiungere il seguente:

                          'Articolo 17 ter

   La    Regione   riconosce   le   minoranze   storiche   etniche,
  linguistiche  e  religiose presenti in Sicilia,  con  particolare
  riguardo alla popolazione di lingua albanese e galloitalica e  ne
  promuove, tutela e valorizza le attività e le tradizioni'».

  Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

   dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: 31.1;
   dall'onorevole Spampinato: 31.13; 31.14; 31.25; 31.16; 31.17;
   dagli  onorevoli  Capodicasa, Speziale ed altri:  31.31;  31.15,
  31.30; 31.26;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 31.11; 31.10;
   dall'onorevole Ferro: 31.5; 31.4;
   dall'onorevole Lo Curto: 31.7; 31.8;
   dall'onorevole Ortisi: 31.12;
   dagli onorevoli Ferro, Raiti e Morinello: 31.2; 31.3; 31.23;
   dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 31.18; 31.21; 31.20;
   dagli onorevoli Zago, Villari ed altri: 31.6;
   dall'onorevole Sammartino: 31.9;
   dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: 31.28; 31.29;
   dalla Commissione: 31.32; 31.33; 31.34.

   Onorevoli  colleghi, poiché abbiamo scelto  la  linea  contenuta
  nel  terzo  comma  dell'articolo  28  R,  tutti  gli  emendamenti
  riguardanti  organismi  di  settore li consideriamo  superati  e,
  pertanto,  affrontiamo esclusivamente quelli  che  riguardano  le
  pari opportunità.
   Sugli emendamenti all'articolo 31 la Commissione aveva fatto  un
  lavoro di sintesi, in particolare, le tematiche affrontate  erano
  cinque:  pari  opportunità,  biodiversità,  emigrati,  sport   ed
  handicap. Cinque argomenti sui alcuni dei quali la Commissione si
  era   espressa  favorevolmente;  in  particolare  su  quelli  che
  riguardano  le  pari  opportunità  (il  31.1  e  il   31.8),   le
  biodiversità  (il  31.6)  e  gli altri  li  aveva  riscritti,  in
  particolare  quelli  che  riguardano gli  emigrati,  lo  sport  e
  l'handicap,  mettendo  insieme  le  parti  più  significative  ed
  essenziali   dei   diversi  emendamenti  che  riguardavano   tali
  materie.
   Si  tratta  di  uno  sforzo  che la  Commissione  ha  fatto  nel
  tentativo di trovare una sintesi.
   Sospendo  la  seduta  per  cinque  minuti  per  stabilire   come
  procedere  e  come  eventualmente apportare degli  aggiustamenti.
  Così, seguendo la stessa metodologia adottata per l'articolo  28,
  tentiamo di risolvere le problematiche legate all'articolo 31.

   (La seduta,  sospesa alle ore 19.16, è ripresa alle ore 19.30)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  preciso  che  l'orientamento  condiviso  è
  quello   di  ammettere  alla  discussione  soltanto  i   seguenti
  emendamenti  aggiuntivi:  31.1;  31.12,  che  assorbe  quelli  di
  analogo contenuto; 31.6; 31.32; 31.17; 31.34; 31.29.
   Preciso,   altresì,  che  l'emendamento  31.12,   in   sede   di
  coordinamento  formale, deve essere coordinato con  l'articolo  4
  bis già approvato.
   Pongo in votazione l'emendamento 31.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.12.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Preciso  che  l'approvazione dell'emendamento 31.1 comporta  che
  sono   assorbiti  gli  emendamenti  che  riguardano  il  medesimo
  principio   delle   pari   opportunità:   31.13,   dell'onorevole
  Spampinato;  31.31,  degli  onorevoli Speziale  ed  altri;  31.5,
  dell'onorevole Ferro; 31.7, dell'onorevole Lo Curto.
   Preciso,  altresì,  che  l'approvazione  dell'emendamento  31.12
  comporta  che  sono assorbiti gli emendamenti che  riguardano  il
  medesimo argomento dell'istituzione del consiglio, o comitato, di
  genere:  31.8,  dell'onorevole Lo Curto; 31.10,  degli  onorevoli
  Forgione  ed  altri;  31.15, degli onorevoli Speziale  ed  altri;
  31.30, degli onorevoli Capodicasa ed altri; 31.25, dell'onorevole
  Spampinato e  31.4,  dell'onorevole Ferro.
   Preciso,  infine,   che  l'approvazione  dell'emendamento   31.6
  comporta  che  sono  superati gli emendamenti che  riguardano  il
  medesimo  argomento  della  tutela  dell'ambiente  e  delle  bio-
  diversità:   31.2,   degli onorevoli Ferro,  Raiti  e  Morinello;
  31.18,  degli onorevoli Barbagallo ed altri.
   Si passa all'emendamento 31.17 che assorbe il 31.33.
   Comunico   che   è   stato  presentato  dalla   Commissione   il
  subemendamento 31.17.1.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.17, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.34.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Sammartino,
  Ortisi   ed   altri,  e  fatto  proprio  dalla  Commissione,   il
  subemendamento 31.32.1, sostitutivo del primo comma dell'articolo
  31.32.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 31.32.1. Il parere  della
  Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.32, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  31.29,  relativo   alla   Consulta
  statutaria.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, su questo emendamento,  come  lei
  sa,  perché  è  stato  anche  lei  partecipe  del  dibattito   in
  Commissione  e  anche  fuori, c'è stato un ampio  consenso  anche
  delle  parti  tecnico-giuridiche o le competenze scientifiche  in
  materia. Perché nel nostro Statuto mancherebbe un organo  a  cui,
  in  prima  istanza,  ci si possa risolvere qualora  si  dovessero
  verificare ipotesi di violazione della Carta statutaria.
   Trattandosi  di  una  Consulta, ancorché composta  da  altissime
  professionalità come è scritto nell'emendamento, i pareri  emessi
  da  questa  Consulta non possono essere sostitutivi di  eventuali
  ricorsi  alla  Corte costituzionale, che come si sa,  essendo  il
  nostro   Statuto   una   legge   costituzionale,   competente   a
  pronunciarsi sarebbe appunto la Corte costituzionale.
   In  questo  caso, la Consulta avrebbe un valore,  come  dice  la
  stessa  parola,  consultivo  e  dovrebbe  servire  ad  un  pronto
  pronunciamento  in  tempi  rapidi  su  materia  che  le  verrebbe
  sottoposta.
   Preciso   che  questo  istituto  l'ho  ricavato  dalle   ipotesi
  contenute in tutti gli altri statuti già elaborati - ci metto  un
   quasi',  signor Presidente, per non essere tacciato  -  ma  sono
  quasi  certo  che si tratta di  tutti gli statuti  elaborati  che
  prevedono,  chiamandolo  organo di garanzia,  o  in  altro  modo,
  dottore  Pecoraro, tutti, gli uffici mi confermano che tutti  gli
  statuti  l'hanno contenuto e credo che in effetti abbia un  senso
  inserirla  nel   nostro  Statuto  e  ad  esso  potrebbero  essere
  affidate competenze che al momento non sappiamo immaginare.
   Per  esempio,  una  che  mi  viene  in  mente  è  nei  casi  del
  referendum  la  competenza  a  decidere  l'ammissibilità  di   un
  referendum  perché  ad  oggi se viene  richiesto  un  emendamento
  abrogativo,  Presidente,  non  confermativo,.  come  quello   che
  abbiamo in corso che è un'altra cosa, ma abrogativa di una  parte
  di  una  legge,  chi  è  abilitata, qual è l'organo  abilitato  a
  decidere  sull'ammissibilità del referendum.  Questo  sarebbe  un
  organo a cui la legge potrebbe demandare la decisione, oltre  che
  a tutte le procedure conseguenti per l'indizione del referendum.
   Credo  che  si  raccomandi da sé, del  resto  basta  una  rapida
  scorsa  agli statuti già approvati per rendersi conto che  appare
  uno strumento a cui le regioni non stanno rinunciando

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  c'è  forse  l'esigenza   di
  integrare, tra i possibili componenti della Consulta,  anche  gli
  ex  deputati  che sicuramente hanno una competenza  specifica  in
  materia  di  statuto  o  di  leggi  regionali  e  quindi  tra  le
  personalità   eleggibili,  io  penso  sia  il  caso  aggiungerli.
  Pertanto, sono venuto a conoscenza che è stato presentato un  sub
  emendamento.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   sono
  favorevole a questo emendamento perché noi abbiamo bisogno di  un
  organo  che benché consultivo, però, esprima con forza un  parere
  sulla nostra  costituzionalità  delle leggi e del nostro operato.
   Credo  che  questa  Consulta rafforzi l'autonomia  della  nostra
  Regione  e rafforzi anche lo Statuto stesso. Tra l'altro  accolgo
  anche il suggerimento che faceva dalla Presidenza.
   Il  primo pronunciamento, quindi, è su questo emendamento. Però,
  signor  Presidente, ho preso anche la parola  per  dire  che  non
  ritengo assorbito, per quanto riguarda le pari opportunità  e  la
  differenza  di  genere,  l'emendamento  31.11  a  firma   mia   e
  dell'onorevole  Liotta  perché ha altre caratteristiche  rispetto
  sia  alla Consulta di genere che abbiamo votato (quella  a  firma
  dell'onorevole Ortisi che poi assorbiva altri emendamenti a firma
  di  altri  deputati) sia all'emendamento 31.1 che  porta  la  sua
  firma.
   L'emendamento 31.11 intervenendo concretamente come  indicazione
  alle  leggi elettorali, alla composizione del Governo, non  credo
  che possa considerarsi assorbito dai due articoli che noi abbiamo
  votato riguardanti le pari opportunità.
   Quindi,   ho  chiesto  la  parola  per  dare  il  mio   consenso
  all'emendamento   dell'onorevole   Capodicasa   ed   altri    con
  l'integrazione che lei proponeva e però poi proporre la questione
  del mio emendamento 31.11.

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato dalla  Commissione
  il subemendamento 31.29.1, all'emendamento 31.29.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                              Missione

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Turano è in missione  per
  ragioni del suo ufficio per la giornata odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Riprende  il  Seguito  della discussione del  disegno  di  legge
   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
   Modifiche allo Statuto della Regione'  (580-472-578-602-652/A)

    PRESIDENTE    Si  passa  all'emendamento  31.11  dell'onorevole
  Forgione. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                         (Non è  approvato)

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  preliminarmente   per   chiedere  di   apporre   la   mia   firma
  all'emendamento.
   Sottopongo  a quest'Aula un dubbio interpretativo rispetto  alla
  parola  conflitto' prevista alle lettere a) e d). Ritengo che  si
  dovrebbe   specificare   tecnicamente   cosa   si   intende   per
   conflitto'.
   Nel  nostro  ordinamento, per esempio,  conflitto' tra  Stato  e
  Regione ha un significato preciso soprattutto laddove si parla di
  conflitto di competenze, di conflitto di attribuzione.
   Mi  chiedo  che  cosa  si deve, in questo  caso,  intendere  per
  conflitto?  Il  solo fatto che non la si pensi  così  come  viene
  interpretata  una legge o solo perché c'è stato un  provvedimento
  della  regione  nei  confronti  di  alcuni  comuni  si  parla  di
  conflitto?
   Probabilmente  va  bene lo stesso, però chiedo alla  Commissione
  se non è il caso di specificare ancor meglio cosa deve intendersi
  tecnicamente  per  conflitto' tra regione e enti locali.
   La  seconda  considerazione che faccio, riguarda  la  previsione
  della lettera d),  è che sono d'accordo che bisogna attribuire la
  competenza  a  questo organismo rispetto alla regolarità  e  alla
  ammissibilità delle richieste di referendum, ma ritengo  che  sia
  necessario  sganciare  questo aspetto dalla  proposta  così  come
  prevista  dal comma 5. Sostanzialmente questo organismo inizia  a
  svolgere la propria funzione su iniziativa di qualcuno, è  chiaro
  che  in questo caso non credo che la richiesta sull'ammissibilità
  possa  essere  fatta,  per esempio, il presidente  del  consiglio
  delle autonomie locali etc.
   Sicuramente  non  può  essere  il Presidente  della  Regione  o,
  alternativamente, il Presidente dell'Assemblea a chiedere che  la
  consulta  si pronunci su quanto previsto dalla lettera d)  quindi
  probabilmente bisognerebbe fare una ipotesi a se stante.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, gli uffici rappresentano  delle
  perplessità  su  due  aspetti:  il  primo  riguarda  il   termine
   interpretazione   perché rischierebbe di  determinare  conflitti
  con  analoga  funzione della Corte costituzionale,  probabilmente
  dovremmo  individuare un termine più consono; il secondo  aspetto
  riguarda   il  punto  d)   nella  parte  dell'ammissibilità   del
  referendum  perché la nostra legge stabilisce che cosa  si  fa  e
  quali sono gli organi abilitati ad esprimersi sulla ammissibilità
  della richiesta di referendum.
      Ritengo,   pertanto,  che  si  debba  pervenire   ad   alcuni
  aggiustamenti al testo, fermo restando che mi sembra che  ci  sia
  una complessiva convergenza su questa ipotesi.

    SPAMPINATO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   sono
  d'accordo  sul  fatto  che   può essere  modificato  l'organo  di
  controllo che decide l'ammissibilità del referendum, ma è  chiaro
  che  questa ipotesi bisogna sganciarla  in ogni caso dalle  altre
  perché l'organismo esercita la propria funzione su iniziativa  di
  una delle autorità previste dal comma 5.
   Chiaramente  non sarebbe più prevedibile, perché è contrario  in
  questo caso alla legge, che  l'iniziativa sull'ammissibilità  del
  referendum per esempio  parta dal presidente dell'assemblea.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi,  questo emendamento ha  superato
  il  vaglio di docenti di diritto costituzionale, le altre regioni
  italiane hanno inserito un organismo con queste funzioni.
     Pertanto,  ritengo che non viola alcuna norma. Trattandosi  di
  consulta  questa esprime parere, se sento violato un diritto  dal
  parere   della  Consulta,  nulla  osta  che  adisca  alla   Corte
  costituzionale. Quindi non siamo in presenza di una  duplicazione
  di  giurisdizione in materia costituzionale, perché  non  sarebbe
  possibile introdurla, perché  l'ordinamento non lo prevede.
   Siamo  di  fronte ad un organo che è consultivo, chi ritiene  di
  essere  leso dal parere che la Consulta dà segue le altre strade,
  anche  quelle del tribunale ordinario, non è che per  forza  deve
  essere   la   Corte  costituzionale,  perché  può  trattarsi   di
  interpretazione di legge ordinaria.
   Io   comune  di   Vattelapesca'   che  non  mi  riconosco  nella
  decisione,  nel  parere  assunto dalla Consulta,  dico  grazie  e
  proseguo  la  mia  strada, se però è fondato  il  parere  che  la
  Consulta esprime è chiaro che devo pensarci due volte, tanto  più
  che  noi parliamo di una composizione di alte personalità  che  a
  mio  giudizio  avrebbero perfino i titoli per  essere  componenti
  della   Corte   costituzionale,   quindi   parliamo   di   figure
  qualificate.

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa, a maggior  ragione,  allora
  forse    è    opportuno    che   noi    cassiamo    il    termine
   sull'interpretazione ,   perché  è   quello   che   fa   nascere
  l'equivoco,  perché altrimenti va benissimo, nel senso  che  dice
  che  la  Consulta è organo di consulenza e garanzia della Regione
  chiamata  ad esprimersi sull'applicazione delle norme Statutarie,
  è   il  termine  interpretazione  che  potrebbe  determinare   il
  conflitto a cui facevamo riferimento prima.

    CAPODICASA   Ma  siccome  non  è vincolante  per  nessuno  quel
  parere  perché è una consulta e badi che questa è la dizione  che
  c'è  per  esempio n ella norma della regione Calabria, in  quella
  della  Regione Puglia, in quella della Regione Lazio. Io  diciamo
  che...

    PRESIDENTE  Però, onorevole Capodicasa, quelle regioni  sono  a
  statuto ordinario

    CAPODICASA  E che cosa cambia?

    PRESIDENTE   Nel nostro caso diventa una legge  costituzionale,
  questa, il nostro Statuto. Quelle non vengono approvate con leggi
  costituzionali.

    CAPODICASA    Ma  sempre  parere  consultivo,   mai   decisione
  sentenza,  per cui la Corte costituzionale può, ove  attivata  in
  altre  sedi esprimersi in maniera difforme, perché non è  che  il
  parere  della  Consulta la vincola, quindi  la  via  della  Corte
  costituzionale.
   Signor   Presidente   l'applicazione,  se   la   Consulta   deve
  esprimersi sull'applicazione, ma sull'applicazione c'è il TAR. Il
  problema   è   di   superare   eventuali   ostacoli   di   natura
  interpretativa  che  nella vita ordinaria si possono  presentare,
  tanto  è  vero che abilitati ad attivare la Consulta sono  organi
  che  hanno  una  qualificazione  giuridica  forte:  il  Consiglio
  regionale  delle autonomie locali, gli enti locali, il Presidente
  della  Regione,  il  Presidente  dell'Assemblea,  c'è  anche  una
  percentuale dei parlamentari.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.56, è ripresa alle ore 20.07)

        La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che la Commissione  ha
  presentato i seguenti subemendamenti:

   - 31.29.2, soppressivo del comma 7 dell'emendamento 31.29;
   -  31.29.3, che così recita: dopo il comma 5, aggiunge il  comma
  5   bis:    La  Consulta  decide  altresì  sull'ammissibilità   e
  regolarità dei referendum ;
   - 31.29.4, soppressivo della lettera d) al comma 5.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI     Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    pur
  riconoscendo  che  chi  propone  avrà  le  sue  motivazioni  -  e
  chiaramente non lo fa per migliorare la qualità della Consulta -,
  io  sono  del  parere  opposto rispetto al Presidente;  e  questo
  perché   ritengo  che  la  Consulta,  che  deve  dare  consulenza
  all'organo   politico  e  amministrativo,   debba   avere   anche
  caratteristiche tecniche indiscutibili che nessuna militanza  nel
  Parlamento  può sostituire. Una persona può essere  deputato  per
  sette  legislature  e  non avere le basi per essere  legislatore:
  purtroppo è così.
   Siccome qui prendiamo decisioni politiche e la democrazia  è  il
  Governo  del  popolo è giusto che tutti siano  rappresentati  per
  cui,  dal punto di vista delle istituzioni democratiche, è giusto
  che  il  Parlamento sia composto in maniera variegata, ma non  si
  può chiedere ad un Consiglio di amministrazione di una squadra di
  calcio di prendere come allenatore un ex componente del Consiglio
  di  amministrazione della squadra di calcio, perché  l'allenatore
  così come il calciatore ha competenze anche tecniche.

    FORGIONE  Viceversa però è possibile.

    ORTISI   Sì,  viceversa è possibile  Da questo punto  di  vista
  siamo  compagni, onorevole Forgione. Il calciatore può  diventare
  Presidente, ma che il Presidente possa diventare calciatore è  un
  po'  più  difficile, ci vuole un certo tempo per la  preparazione
  tecnica, e questo non permette la coerenza del ragionamento.
   Allora,  chi  esprime  consulenza deve  avere  una  preparazione
  tecnico-giuridica  che nessuna esperienza di  legislatore  eletto
  dal popolo può dare.
   Per  cui  ritengo che far diventare una istituzione estremamente
  importante una specie di  cimitero di elefanti  perché  tale  può
  diventare,  il  solito  carrozzone  che, al  di  là  della  buona
  volontà  e  dell'idea del proponente, nella  pratica  può  essere
  formato   anche   da  cinque  componenti  che  esprimano   l'arco
  costituzionale presente in Parlamento, non raggiunge  l'obiettivo
  che il proponente esprime.
   Se  stabiliamo  una  quota possibile, nel  complesso  tutto  può
  essere  equilibrato, anzi si può apportare una certa  esperienza,
  ma  non stabiliamo che, teoricamente, tutti e cinque i componenti
  della Consulta possono essere ex deputati o ex senatori.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  capisco  la  ratio   del   suo
  intervento,  però per la stessa ragione dovremmo  individuare  la
  quota per le altre funzioni.
   Peraltro,   giova   ricordare  che  una  analoga   norma   venne
  introdotta  nella  legge  sui CORECO  e  devo  dire  che,  su  99
  componenti,  soltanto  due  erano  ex  deputati,  quindi  è   una
  disposizione  che  in buona sostanza non ha  mai  determinato  un
  abuso, se questa è la sua preoccupazione.

    ORTISI    Questo  è  il  fatto,  signor  Presidente,   ma   noi
  ragioniamo sempre in punta di diritto. I tempi cambiano, cambiano
  tante cose ...

    PRESIDENTE   ... E i pensionati aumentano

    ORTISI   ...  I  pensionati aumentano, gli elefanti  che  hanno
  bisogno di un cimitero aumentano ancora di più.
   Signor  Presidente,  noi  chiediamo a professionisti  che  hanno
  vent'anni di esperienza di smettere di esercitare le funzione  di
  avvocato per far parte della Consulta, cioè chiediamo un  impegno
  forte, non possiamo affiancarvi un deputato ..

    PRESIDENTE  Dobbiamo avere un po' di fiducia nella  politica  e
  nella  sua capacità di autoequilibrio. Come ha visto anche questa
  sera noi abbiamo dato una grande dimostrazione di autoequilibrio,
  onorevole Ortisi.

    ORTISI  No, signor Presidente non si tratta di questo.
   Se  noi dicessimo che un componente può essere anche eletto  fra
  ex deputati, potremmo trovare un accordo, altrimenti non ha senso
  prevedere  una  Consulta tecnica: è quello che dicevamo  con  gli
  onorevoli  Ioppolo  e  Sammartino poco fa mentre,  informalmente,
  discutevamo della questione.
   Affido all'equilibrio dei novanta deputati la soluzione.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare per una replica.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPODICASA,   vicepresidente    della    Commissione.    Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   la   mediazione    proposta
  dall'onorevole  Ortisi  mi convince. Su cinque  componenti  della
  Consulta,  se non accettiamo la limitazione che un componente  su
  cinque  possa essere un ex parlamentare prevediamo chela Consulta
  possa essere composta quasi a maggioranza da ex parlamentari.
   Io  non  discuto  la qualità del parlamentare, sappiamo  che  ci
  sono qualità differenti tra i parlamentari ...

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa questo principio se ne  porta
  dietro uno che io non posso assolutamente condividere, che questa
  Aula  non  può  condividere,  che è quello  della  stupidità  del
  Parlamento.

    CAPODICASA   vicepresidente della  Commissione.  Non  ho  detto
  questo, signor Presidente.

    PRESIDENTE  Io so che né nell'intervento dell'onorevole  Ortisi
  nè  nel  suo  c'è questa intenzione. Vogliamo però avere  fiducia
  nella  capacità  che  la  politica ha, nonostante  tutti  i  suoi
  difetti,  nonostante tutti i suoi vizi, nonostante tutte  le  sue
  virtù,  di autodisciplinarsi e di comprendere quali sono i limiti
  entro i quali operare? Diversamente diventa un modo attraverso il
  quale abdicare sempre, e questo è un principio che io francamente
  non mi sento di potere condividere, poi l'Aula si pronunzierà nel
  merito.

    CAPODICASA,    vicepresidente    della    Commissione.    Signor
  Presidente,  a mio avviso il Parlamento, in quanto  tale,  non  è
  stupido:  come diceva qualcuno senatori boni viri,  senatus  mala
  bestia.
   Non  penso che l'organismo, in quanto tale, è peggiore dei  suoi
  componenti, anzi sono esattamente convinto del contrario.
   Il  problema che pongo è che stiamo parlando di un organismo con
  cinque componenti.
   Pertanto,  se  non accettiamo la proposta dell'onorevole  Ortisi
  significa  che  pensiamo  che, di questi  cinque  componenti,  la
  maggioranza  o  anche la totalità, possa essere  composta  da  ex
  parlamentari; perché non dobbiamo dimenticare che ci  sono  anche
  le esigenze della politica e che, per comporre i quadri che fanno
  parte  delle varie mediazioni che intercorrono tra i partiti,  la
  Consulta può diventare la sede dove fare svernare ex parlamentari
  di buona o di cattiva qualità - io mi augurerei buona.
   Noi  lediamo così l'autorevolezza dell'organismo, quando non  ne
  fanno parte, in maggioranza, docenti di diritto costituzionale.

    PRESIDENTE   Si passa al subemendamento 31.29.1,  che  aggiunge
  al comma 1 le parole  ex deputati nazionali, regionali, o europei
  e ex senatori .

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  in  buona
  parte  condivido le argomentazioni del Presidente  Capodicasa  e,
  anche  in  qualche  modo,  anche quelle  espresse  dall'onorevole
  Ortisi.
   Probabilmente  una  sintesi  può  trovarsi  nella  proposta   di
  inserire  il  riferimento alla partecipazione degli  ex  deputati
  regionali, nazionali, i senatori, i deputati europei, nel  numero
  non  superiore  alle  due  unità.  Però  tenevo  a  sottolineare,
  presidente  Capodicasa - ce lo siamo detti prima,  personalmente,
  ma  ci  tengo  a  puntualizzarlo - che è  giusto  definire  anche
  l'ambito  di  azione della Consulta, è giusto  sottolineare  che,
  comunque,  istituendo  la Consulta in nulla  si  ridimensiona  la
  possibilità  di  normare  successivamente  il  ripristino   delle
  funzioni delle competenze dell'Alta Corte nel caso in cui  l'Aula
  dovesse   determinarsi   in  favore  del   ripristino,   appunto,
  dell'istituto dell'Alta Corte.

    PRESIDENTE    Sicuramente  le  due  questioni   non   sono   in
  contrasto,   onorevole  Sammartino,  perché  la  Consulta   opera
  all'interno delle funzioni della Regione, l'Alta Corte funzionava
  nei rapporti tra Stato e Regione.

    SAMMARTINO  Sì, signor Presidente, però è anche vero che  negli
  anni  in  cui  l'Alta Corte ha svolto le sue  funzioni  ha  anche
  espresso  pareri e svolto una funzione consultiva  nei  confronti
  dell'Assemblea  regionale siciliana. Volevo sottolineare  appunto
  che  non  si  deve sovrapporre il tema della Consulta con  quello
  delle funzioni e dei poteri dell'Alta Corte.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  è  una
  provocazione  ma  un suggerimento. Con tutta  questa  pletora  di
  figure,  di soggetti che arricchiscono questa Consulta -  viviamo
  un'epoca molto controversa, molto contraddittoria e con  i  tempi
  che  corrono  non sarebbe male introdurre un'altra figura  -,  la
  butto in modo provocatorio, potremmo inserire uno psicologo o uno
  psichiatra.
   La  mia  non è una provocazione fine a se stessa, ma in un'epoca
  in cui stiamo attraversando avvenimenti che sconvolgono il mondo,
  in  tutti  i  sensi,  si  potrebbe  anche  prevedere  una  figura
  alternativa.   Una  volta  erano  i  filosofi   che   tracciavano
  l'avvenire dell'umanità, poi le religioni, ma in questo caso  una
  figura  laica come potrebbe essere uno psichiatra o uno psicologo
  o  un  sociologo, secondo me, potrebbe entrare in questo tipo  di
  ragionamento.
   E'  una  provocazione, non so se qualcuno la può accettare  come
  tale.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,   sull'interrogativo  che   si   poneva   l'onorevole
  Sammartino  credo che risulti abbastanza chiaro - e comunque  sia
  va  ribadito  - che l'organo consultivo, la Consulta  statutaria,
  differisce  dall'Alta Corte - che ancora è  prevista  dal  nostro
  Statuto,  fino  a  quando non verrà abrogata -,  non  solo  nella
  composizione, ma soprattutto nelle funzioni, perché  la  funzione
  dell'Alta  Corte  era  quella  di  giudicare  sui  conflitti   di
  attribuzione  e  di costituzionalità delle leggi  dello  Stato  e
  della  Regione, non era, quindi, una Consulta, nel senso  che  in
  questa materia decideva, emetteva sentenze ed ordinanze.

    SAMMARTINO  Ma ha svolto anche funzioni consultive

    CAPODICASA   Veniva utilizzata, all'epoca, su richiesta,  anche
  per esprimere pareri di ordine consultivo, cosa che oggi la Corte
  costituzionale, come si sa, non fa più.
   Se,  ipoteticamente,  dovesse essere ripristinata  l'Alta  Corte
  questa  continuerebbe ad avere la funzione di decidere, cosa  del
  tutto  ipotetica che affronteremo quando tratteremo la  questione
  dell'Alta Corte. So che parecchi colleghi intendono lasciare  nel
  corpo  dello Statuto l'Alta Corte per ragioni di natura  storica,
  di  rivendicazioni, di pariteticità nel giudizio, ma - come si sa
  -  è  un  organo  che va attivato congiuntamente  con  lo  Stato,
  quindi,  si  tratta di un organo paritetico tra la Regione  e  lo
  Stato.

    IOPPOLO  E' una testimonianza.

    CAPODICASA   Esattamente  In questo caso, però, la  Consulta  è
  un  organo interno alla Regione, perché decide ed esprime  pareri
  su  materie che riguardano le norme di materia statutaria o anche
  di  carattere legislativo. Quindi, non c'entra niente lo Stato né
  la   Corte   costituzionale   che,  come   sappiamo,   ha   unica
  giurisdizione in materia costituzionale.
   Credo,  quindi,  che  questo  possa tranquillizzare  l'onorevole
  Sammartino, anche perché questo aspetto è stato approfondito  con
  i  costituzionalisti che abbiamo interpellato. Non c'è contrasto,
  non c'è sovrapposizione di ruoli.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è   stato
  presentato  dalla  Commissione  il  subemendamento  31.29.1   bis
  all'emendamento 31.29.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 31.29 è, pertanto, assorbito.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa al subemendamento 31.29.2. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 31.29.3. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 31.29.4. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il 31.29 così come emendato.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Intervento ai sensi dell'articolo 83, secondo comma del
                         Regolamento interno

    FRANCHINA   Chiedo  di  parlare  ai  sensi  dell'articolo   83,
  secondo comma del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FRANCHINA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  sollecitare  l'esame del disegno di legge 953,  già  esitato
  dalla competente Commissione legislativa.

    PRESIDENTE  Onorevole Franchina, la sua richiesta viene  intesa
  come   atto   politico,  nel  senso  di  iscriverla   rapidamente
  all'ordine del giorno dell'Assemblea.
   Mi  farò  carico  personalmente con il Presidente dell'Assemblea
  di  sottoporre la sua proposta alla Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari affinché il disegno di legge venga  trattato
  in  maniera rapida. Conosco la materia, so quanto le sta a cuore,
  ma  soprattutto so quanto sia importante affrontare il  tema  del
  precariato nella scuola.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  16
  marzo 2005, alle ore 10,30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - Comunicazioni

  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
         N. 398  -   Dichiarazione   dello  stato   di   calamità
                 naturale  per il comparto agricolo e  zootecnico
                 di Sciacca e dei comuni limitrofi.

                    SEGRETO - AMENDOLIA - NICOTRA - FRANCHINA

         N. 399 -   Interventi per la pubblicazione del contratto
                 di  lavoro  del comparto non dirigenziale  della
                 Regione siciliana.

                           VITRANO - ORTISI - GALLETTI - MANZULLO
                                             PAPANIA - SPAMPINATO

         N. 400  -  Interventi per il settore agricolo.

                    FLERES - CATANIA G. - MAURICI -  BALDARI

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

        1)   ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito)
             2)    Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
             867/A) (Seguito)

       IV   - Votazione finale del disegno di legge:

         3)     Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento
             nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
             'Modifiche all'articolo 116 della Costituzione'  (n. 968/A)

       V      - Discussione della mozione:

              N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                                 FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -
                                                           VIRZI'

       VI   - Discussione unificata delle mozioni:
         N. 291 - Valutazione       dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                   GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -    Affidamento del  Servizio idrico  integrato
                 nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

       VII   -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione Europea

       VIII   - Elezione di deputati segretari

                    La seduta è tolta alle 20.30

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

    -All'articolo 28:

   Emendamento 28.R:

    1. L'Assemblea  regionale  siciliana,  per  la  durata  della
       legislatura, elegge a maggioranza dei due terzi  dei  suoi
       componenti il difensore civico regionale, come organo monocratico
       o collegiale, che esercita le sue funzioni in piena indipendenza,
       secondo la disciplina fissata con legge regionale, al fine di
       assicurare la legalità, l'imparzialità ed il buon andamento
       dell'attività amministrativa della Regione, degli enti da essa
       dipendenti o controllati e delle aziende sanitarie.
  2. Dopo il terzo scrutinio, per l'elezione del difensore civico è
  sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea
  regionale siciliana.
  3. Possono, altresì, essere istituite altre autorità indipendenti
  di garanzia regionali nel settore dell'informazione, della
  comunicazione, dei diritti umani con le modalità e le funzioni
  stabilite dalla legge.
  4. La Regione siciliana riconosce ai propri cittadini, alle
  persone giuridiche, alle associazioni che abbiano sede sociale
  nel proprio territorio ed agli enti locali il diritto di
  presentare petizioni all'Assemblea regionale siciliana ed al
  Governo regionale. Le modalità di presentazione per via scritta o
  telematica sono stabilite dal regolamento interno dell'Assemblea
  regionale siciliana.

   Subemendamento 28.R3:

       I  commi  1 e 2 dell'emendamento 28.R sono sostituiti  dai
       seguenti:

    1. E' istituito nella Regione, nelle Province regionali, nelle
       città metropolitane e nei comuni il difensore civico.
  2. La legge regionale ne definisce la composizione, le funzioni,
  le incompatibilità, i requisiti e le modalità di elezione che
  dovrà, comunque, avvenire con maggioranza qualificata.
  3. La durata in carica del difensore civico coincide con quella
  dell'organismo che lo elegge.

    -Aggiuntivi dopo l'articolo 31:

   Emendamento 31.1:

       Aggiungere il seguente articolo:

        Art.     - 1. La Regione siciliana rimuove ogni  ostacolo
       che  impedisce la piena parità degli uomini e delle  donne
       nella  vita sociale, culturale ed economica e promuove  la
       parità di accesso e di adeguata rappresentanza tra donne e
       uomini nei diversi organismi istituzionali. .

   Emendamento 31.12:

       Aggiungere il seguente articolo:

        Art.    - 1. Il Consiglio regionale di genere è composto,
       secondo  quanto stabilito dalla legge regionale, in  egual
       misura da esperte ed esperti di politiche di genere.

       2.  E'  organo di consulenza dell'Assemblea e del  Governo
       regionale per le politiche di genere ed esercita  funzioni
       di  controllo  sull'attività parlamentare e di  governo  e
       tutti  gli  altri  compiti che gli sono  attribuiti  dalla
       legge regionale.

       3.  Contribuisce  all'elaborazione della  legislazione  di
       genere  ed  è  titolare di iniziative legislative,  svolge
       inchieste  conoscitive, trasmette all'Assemblea  regionale
       relazioni periodiche circa l'attuazione delle politiche di
       genere e presenta proposte sulle misure da adottare.

   Emendamento 31.6:

       Aggiungere il seguente articolo:

        Art.  ...  -  1.  La Regione protegge   l'ambiente  e  le
       biodiversità come patrimonio della comunità e favorisce lo
       sviluppo  ecocompatibile nell'interesse delle  generazioni
       future.

       2.  La Regione tutela il patrimonio faunistico, floristico
       e   naturale promuovendo l'equilibrata presenza  d'animali
       nel   proprio   territorio,   vigilando   sulla   corretta
       convivenza  tra  uomo  e animale,  tra  uomo  e  ambiente;
       promuove la cura degli animali e
       stimola  l'educazione al loro rispetto,  condannando  ogni
       forma di maltrattamenti e gli atti di crudeltà.

   Emendamento 31.17:

       Aggiungere il seguente articolo:

        Art     - 1. Con legge regionale è costituita la Consulta
       per i problemi della disabilità ed handicap.

       2.  La  Consulta è l'organismo di consultazione permanente
       in  relazione  alle  politiche  regionali  in  favore  dei
       disabili.

       3.  La  Consulta  opera per promuovere  la  partecipazione
       attiva   delle   persone   disabili   alla   vita    della
       collettività.

   Subemendamento 31.17.1:

       Ai  commi 2 e 3 sostituire la parola   disabili    con  le
       parole    diversamente abili .

   Emendamento 31.32:

       Aggiungere il seguente articolo:

       1.   La  Regione  siciliana  promuove  e  sviluppa  legami
       culturali,  sociali ed economici con i siciliani  emigrati
       all'estero  e  ne  favorisce la partecipazione  alla  vita
       della comunità regionale.

       2.  La  legge  stabilisce procedure e criteri  idonei  per
       renderne effettiva la partecipazione, assicurando  servizi
       e  strutture,  prevedendo la consultazione  e  ipotesi  di
       intervento di organismi rappresentativi di istanze sociali
       diffuse.

   Subemendamento 31.32.1:

       Il comma  1 è sostituito dal seguente:

       1. La Regione riconosce, intrattiene e sviluppa i rapporti
       di   fratellanza   con   i  siciliani   nel   mondo,   che
       costituiscono una fondamentale risorsa morale,  culturale,
       politica  ed  economico-sociale,  legata  da  uno   stesso
       destino  ai  siciliani  di Sicilia,  anche  attraverso  la
       costituzione   di   appositi  organi  rappresentativi   di
       raccordo e partecipazione comune.

   Emendamento 31.34:

       Aggiungere il seguente articolo:

       1.   La  Regione  contribuisce  alla  formazione  ed  alla
       diffusione   dello   sport  quale  elemento   fondamentale
       dell'integrità  psico-fisica e morale dei  cittadini,  dei
       giovani  e  dell'infanzia e quale elemento di integrazione
       etnica  e  ne  esalta la funzione sociale e formativa,  di
       leale  competizione ed i valori d'amicizia, d'imparzialità
       e di cooperazione e ne facilita la pratica con particolare
       attenzione ai soggetti svantaggiati e diversamente abili.

   Emendamento 31.29:

       Aggiungere il seguente articolo:

        Art.    - Consulta statutaria - 1. La Consulta statutaria
       è   l'organo  di  consulenza  e  garanzia  della  Regione,
       chiamato     ad     esprimersi     sull'applicazione     e
       sull'interpretazione delle norme statutarie. Si compone di
       cinque  membri  eletti con la maggioranza dei  due  terzi,
       dall'Assemblea regionale siciliana. Essi sono scelti tra i
       magistrati delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa e
       contabile;  tra  i  professori  universitari  ordinari  in
       materie  giuridiche con almeno quindici anni di  carriera;
       tra  avvocati con almeno venti anni di esercizio effettivo
       della professione.

       2. I membri della Consulta durano in carica sei anni e non
       sono  immediatamente rieleggibili, la carica di componente
       della   Consulta   è  incompatibile  con   altre   cariche
       pubbliche,    con   l'esercizio   delle   professioni    o
       dell'impresa  e  con  lo status di dipendente  pubblico  o
       privato.

       3.  La  Consulta elegge il suo Presidente,  che  resta  in
       carica  per  la durata del mandato. Il voto del Presidente
       prevale in caso di parità.

       4.  La  Consulta  ha  sede  presso  l'Assemblea  regionale
       siciliana;   è   dotata  di  autonomia   organizzativa   e
       amministrativa;   svolge  le  sue  funzioni   secondo   le
       disposizioni   del   proprio  regolamento   deliberato   a
       maggioranza  assoluta dei componenti  e  pubblicato  nella
       Gazzetta Ufficiale della Regione.

       5.  La Consulta, su richiesta del Presidente della Regione
       ,  del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,  del
       Presidente del Consiglio delle Autonomie locali,  di  Enti
       locali  in rappresentanza di una popolazione non inferiore
       a  100  mila  abitanti, nonché di un terzo dei  componenti
       dell'Assemblea  regionale siciliana,  esprime  il  proprio
       parere, in particolare, riguardo a:

       a)  l'interpretazione dello Statuto nei conflitti tra  gli
       organi della Regione;

       b)  l'interpretazione dello Statuto nei conflitti tra  gli
       organi della Regione e gli enti locali;

       c)  la compatibilità di proposte di legge o di regolamento
       con lo Statuto;

       d)  la  regolarità  e l'ammissibilità delle  richieste  di
       referendum;

       e) gli altri casi previsti dallo Statuto.

       6.  La legge regionale assicura l'autonomia della Consulta
       e  disciplina le modalità di accesso e le altre norme  che
       ne  regolano  l'attività, nonché il trattamento  economico
       dei componenti.

       7.  Gli  organi  regionali si attengono  alle  valutazioni
       della   Consulta.  L'Assemblea  regionale  siciliana   può
       comunque   deliberare   in  senso  contrario   a   singole
       valutazioni, con motivata decisione adottata a maggioranza
       assoluta. .

   Subemendamento 31.29.1 bis:

       Al comma 1 aggiungere il seguente periodo:  Della Consulta
       statutaria possono, altresì, far parte non più di  due  ex
       deputati regionali .

   Subemendamento 31.29.2:

       Il comma  7 è soppresso.

   Subemendamento 31.29.4:

       Al comma 5 sopprimere la lettera d).

   Subemendamento 31.29.3:

       Dopo il comma 5 aggiungere il seguente comma:

        5 bis. La Consulta decide, altresì, sull'ammissibilità  e
       regolarità dei referendum .