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Resoconto d'Aula della Seduta n. 279 di mercoledì 23 marzo 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Crisafulli è in  missione,
  per ragioni del suo ufficio, dal 23 al 30 marzo 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico  che è pervenuta, da parte  dell'Assessore
  per   la   cooperazione,   la  risposta  scritta  alla   seguente
  interrogazione:

   N.  1842  -  Misure per accelerare l'assegnazione dei padiglioni
  della zona artigianale di Trepunti nel comune di Giarre (CT).
   Firmatari: Fleres,  Catania  Giuseppe e  Maurici.

   Avverto  che  la  stessa è pubblicata in allegato  al  resoconto
  stenografico della presente seduta.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico   che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

    Istituzione   del  fascicolo  del  fabbricato    (983),   dagli
  onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona, Infurna, Virzì in data  18
  marzo 2005.

   Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
                                invio
                     alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di  legge
   Modifica  dell'articolo  90 della legge  regionale  28  dicembre
  2004  n. 17 recante    misure per il riconoscimento del debito  e
  la  liquidazione  dei contributi alle imprese artigiane    (982),
  dagli onorevoli Oddo, Panarello, Speziale, Capodicasa, Cracolici,
  Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Villari, Zago  in data  17
  marzo  2005,  e che è stato inviato alla Commissione  legislativa
   Attività Produttive'(III).

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data  16  marzo 2005, alle  competenti  Commissioni
  legislative:

                      AFFARI  ISTITUZIONALI (I)

    Disposizioni  regionali in materia di  protezione  civile   (n.
  981)
   di iniziativa parlamentare

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      Intervento straordinario a favore degli esercenti nel settore
  del commercio e dell'artigianato del comune di Naro  (n. 980)
   di iniziativa parlamentare.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Fleres, in data  16  marzo
  2005,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  n. 953  Disegno di legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai
  sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante  Norme
  per   l'assunzione  con  contratto  a  tempo  indeterminato   del
  personale  docente, educativo ed ATA, inserito nelle  graduatorie
  dei  concorsi  per esami e titoli e nelle graduatorie  permanenti
  provinciali della Regione siciliana' .
   L'Assemblea ne prende atto.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico  che le seguenti richieste di parere  sono
  pervenute  dal Governo ed assegnate, in data 21 marzo 2005,  alla
  competente Commissione legislativa:

    Stretto  di  Messina  S.p.a.  -  Designazione  componente   del
  consiglio di  amministrazione  (n. 358/I)
   pervenuto in data 18 marzo 2005

    Consorzio  ASI  di  Agrigento  -  Designazione  componenti  del
  consiglio  generale  e  componenti del  comitato  direttivo   (n.
  359/I)
   pervenuto in data 18 marzo 2005

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

   N.  2140  -  Interventi per il ripristino  del  capitolo  846401
  concernente contributo al Comune di Agrigento per il recupero del
  centro storico.
   Presidente Regione
   Firmatario: Miccichè Calogero;

   N.  2141  -  Notizie  su presunte irregolarità nell'approvazione
  del piano commerciale del comune di Raffadali (AG).
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Miccichè Calogero;

   N.  2143 - Notizie in ordine all'incarico di consulenza affidato
  al prof. Antonino Zichichi.
   Presidente Regione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   N.  2144 - Immediati interventi ispettivi e di controllo  presso
  l'Amministrazione comunale di Paternò (CT) al fine di  verificare
  l'eventuale  sussistenza  di condizioni gravemente  perturbatrici
  della  normale  dialettica  politica  e democratica.
   Assessore Famiglia
   Firmatari:  Lo  Curto  Eleonora;  Cristaudo  Giovanni;   Acierno
  Alberto;

   N.  2145  -  Interventi urgenti per l'erogazione degli arretrati
  contrattuali  e  per  il  puntuale pagamento  degli  stipendi  ai
  lavoratori della formazione professionale ed iniziative  volte  a
  pervenire  in  tempi  rapidi  alla  riforma  del  sistema   della
  formazione professionale.
   Assessore Lavoro
   Firmatario: Oddo Camillo.

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

   N.  2139  - Interventi urgenti per sopperire alle gravi  carenze
  organizzative  dell'Unità  operativa di  patologia  neonatale  ed
  assistenza   al  parto  dell'Azienda  ospedaliera  'Papardo'   di
  Messina.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Genovese Francantonio;

   N.  2142  -  Notizie  circa  alcune determinazioni  sindacali  e
  delibere  della  Giunta municipale del Comune di San  Michele  di
  Ganzaria (CT).
   Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2146  - Notizie in ordine alla legittimità della riscossione
  del  'canone  di depurazione' da parte del Comune di  Acicastello
  (CT) in assenza di impianto idoneo a tale scopo.
   Presidente Regione
   Firmatario: Amendolia Antonino.

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate sono  state  già
  inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

   N.  237  -  Notizie  circa  il mancato finanziamento  del  Fondo
  regionale   per   il   commercio  e  interventi   per   agevolare
  l'imprenditoria locale e favorire lo sviluppo locale.
   Presidente Regione
   Assessore Bilancio
   Assessore Cooperazione
   Firmatari:   Ferro   Giovanni;  Miccichè   Calogero;   Morinello
  Salvatore; Raiti Salvatore

   N.  238 - Provvedimenti per revocare la decisione di chiudere il
  laboratorio di analisi del poliambulatorio di Lampedusa ed  avvio
  di un'indagine amministrativa.
   Presidente Regione
   Firmatari: Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.
                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

      -N. 408  Interventi presso il Governo nazionale per la riduzione
        della tariffa di igiene ambientale (T.I.A.) e attribuzione di un
        congruo finanziamento per sostenere le fasce più deboli di cui
        all'art. 11 della legge regionale n. 17 del 2004 ,  degli
        onorevoli Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni; Manzullo Giovanni;
        Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio
  -Presentata il 15/03/05

      -N.  409   Revoca  del commissario straordinario  dell'ESA,
        emanazione del decreto relativo alle tabelle di equiparazione e
        riconoscimento dei diritti dei lavoratori , degli onorevoli
        Cracolici Antonino; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
        Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo Domenico;
        Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore
  -Presentata il 18/03/05

      -N. 410  Sfiducia al Presidente della Regione , degli onorevoli
        Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Forgione
        Francesco; Ferro Giovanni; Sanzeri Salvatore; Capodicasa Angelo;
        Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De       Benedictis
        Roberto;  Galletti  Giuseppe;  Genovese Francantonio; Giannopolo
        Domenico; Gurrieri Sebastiano; Liotta      Santo;  Manzullo
        Giovanni;  Miccichè  Calogero; Morinello      Salvatore;  Oddo
        Camillo;  Orlando  Leoluca; Panarello Filippo; Raiti Salvatore;
        Tumino  Carmelo; Villari Giovanni; Vitrano Gaspare;  Zago
        Salvatore; Zangara Andrea.
  -Presentata il 18/03/05

      -N.  411  Iniziative per l'immediata erogazione di tutte le
        provvidenze economiche spettanti agli operatori degli enti di
        formazione professionale e per una rapida riforma del settore ,
        degli onorevoli Oddo Camillo; Speziale Calogero; Capodicasa
        Angelo; Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
        Roberto; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo;  Villari
        Giovanni; Zago Salvatore.
  -Presentata il 18/03/05.

    PRESIDENTE   Avverto  che le mozioni testé  annunziate  saranno
  iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.

         Comunicazione relativa all'ordine del giorno n. 232

    PRESIDENTE  Comunico che, in riferimento all'ordine del  giorno
  n.  232 «Notizie sugli accordi tra Capitalia S.p.A. ed il Governo
  circa  il  futuro del Banco di Sicilia», approvato dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta n. 134 del 3-4 aprile  2003,  il
  Presidente della Regione, con nota del 7 marzo 2005 (assunta  con
  prot.  n.  4436/Aula del 15 marzo 2005), ha rinviato, in  merito,
  alla nota dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
  del  2  settembre  2003 (pervenuta via fax il 15  marzo  2005  ed
  assunta con prot. 4608/Aula del 17 marzo 2005).
   Nella   nota   presidenziale  si  precisa  che  il   regolamento
  attuativo,  predisposto  dallo  stesso  Assessorato  Bilancio   e
  finanze,  citato al punto b) della predetta nota  assessorale,  è
  già  stato  adottato e pubblicato nella G.U.R.S.  n.  51  del  26
  novembre 2004.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto  che il testo integrale della nota del Presidente  della
  Regione  e  della  documentazione ivi  annessa  è  pubblicato  in
  allegato al resoconto stenografico della presente seduta.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   n.  401  -  Iniziative  perchè  venga  dichiarato  lo  stato  di
  calamità  naturale nei comuni della provincia di Catania  colpiti
  dal  nubifragio del mese di giugno 2004, degli onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;

   n.  402  -  Iniziative per l'eliminazione dei casi di  abbandono
  degli   animali  domestici  e  prevenzione  del randagismo, degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;

   n.  403  -  Iniziative  per  la  soluzione  dei  disservizi  nel
  recapito  della posta nel comune di Giarre (CT), degli  onorevoli
  Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;

   n.  404  - Iniziative a sostegno dell'attività delle AVIS  della
  Sicilia,  degli  onorevoli Fleres, Catania  Giuseppe,  Maurici  e
  Baldari;

   n  405  -  Misure  per la concessione dello  stato  di  calamità
  naturale per i territori del calatino colpiti dal nubifragio  del
  28 luglio 2004, degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
  e Baldari;

   n  406  -  Iniziative al fine di monitorare  i  risultati  delle
  indagini  svolte  all'interno  delle  scuole  in  Sicilia,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;

   n.  407  - Iniziative per la valorizzazione dell'attività svolta
  dal  canale  RAI  MED, degli onorevoli Fleres, Catania  Giuseppe,
  Maurici e Baldari.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  17  giugno  2004 un violento nubifragio si  è  abbattuto  su
  alcuni  comuni  della  provincia di Catania,  provocando  ingenti
  danni alle colture ed alle strutture;

   per  procedere  alle  opere di ristrutturazione  e  comunque  dì
  ripristino delle strutture sono necessari interventi i cui  costi
  sono  particolarmente elevati e pertanto è necessario  dichiarare
  lo  stato  di calamità naturale per quei comuni sui  quali  si  è
  abbattuto il nubifragio;

   inoltre,  sempre  a  causa del nubifragio,  anche  l'agricoltura
  locale  ha  subito danni e sarebbe utile prevedere un  indennizzo
  per quanti hanno perso il raccolto,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  porre  in  essere quanto necessario perchè  si  proceda  alla
  dichiarazione  dello  stato  di calamità  naturale  per  le  zone
  colpite  dal  nubifragio  del  17 giugno  2004,  con  particolare
  riferimento   allo   stanziamento   di   somme   sia    per    le
  ristrutturazioni sia per indennizzare gli agricoltori  che  hanno
  perso il raccolto.» (401)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  l'approssimarsi dell'estate si ripresenta il problema della
  sistemazione   degli   animali   domestici,   spesso    purtroppo
  abbandonati per le strade delle nostre città;

   malgrado esistano delle strutture che offrono ospitalità  estiva
  agli animali, sono pochi i fruitori di tali servizi;

   la legge regionale non ha ridotto tale fenomeno;

   dal  3  luglio  2003  è in vigore la normativa  che  prevede  il
  rilascio,  da  parte  dei veterinari, del  'passaporto'  per  gli
  animali domestici, contenente tutte le generalità dell'animale;

   si  tratta  di  un  documento necessario  per  l'ingresso  degli
  animali in molti Paesi dell'Europa;

   sicuramente  questo  ulteriore strumento ha  contribuito  a  far
  diminuire  il  numero degli abbandoni ma, se non accompagnato  da
  altre iniziative, rischia di non essere particolarmente efficace,

                  impegna il Governo della Regione

   a  verificare  che  la  normativa che prevede  il  rilascio  del
  'passaporto'  trovi  puntuale e corretta applicazione  anche  nel
  territorio regionale;

   a   prendere   contatti   con  le  strutture   alberghiere   per
  sensibilizzare i gestori ad ospitare animali, considerato che  in
  Sicilia il numero è particolarmente esiguo.» (402)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  recapito  della posta presso il comune di Giarre  (CT)  pare
  avvenga   con  notevole  ritardo,  anche  per  la  posta  spedita
  all'interno dello stesso comune;

   i  disagi  sono  tali  che molto spesso le  cartelle  fiscali  o
  semplici  bollette vengono recapitate oltre la data  di  scadenza
  con l'ulteriore aggravio degli oneri per ritardato pagamento;

   la  causa di questo stato di cose è determinato dal fatto che il
  personale  impiegato per il recapito della posta viene  rinnovato
  trimestralmente,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  ogni procedura utile affinchè possa risolversi  la
  problematica   in   premessa  evidenziata,  anche   mediante   un
  intervento presso il Ministero competente.» (403)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   nel luglio del 2003 la Conferenza Stato - Regioni ha fissato  le
  nuove  tariffe  di  rimborso  dei costi  di  raccolta  sangue  ed
  emocomponenti;

   le  Regioni hanno sottoscritto per accettazione le nuove tariffe
  ed hanno provveduto alla loro applicazione;

   nell'ambito  della Regione siciliana però le nuove  tariffe  non
  hanno  ancora  trovato applicazione, creando così  una  disparità
  anche nei confronti delle associazioni dei donatori di sangue;

   la  Sicilia,  ancora  carente di sangue,  importa  emocomponenti
  dalle Regioni eccedentarie;

   il  perdurare di tale situazione comporta un aumento  dei  costi
  tale  da  compromettere la sopravvivenza di  molte  strutture  di
  raccolta sangue,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  ogni utile procedura per l'immediata  applicazione
  in  Sicilia delle nuove tariffe per non creare disparità  tra  le
  associazioni operanti in Sicilia e quelle operanti nel resto  del
  territorio nazionale. (404)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  data  28  luglio 2004 un violento nubifragio si è  abbattuto
  nell'area  del calatino colpendo, con forte intensità,  un  vasto
  territorio compreso nei comuni di Caltagirone, S. M. Di Ganzaria,
  Licodia Eubea, Vizzini e Grammichele;

   i   danni  subiti  dalle  strutture  pubbliche  e  private  sono
  consistenti;

   in  particolare è stato pregiudicato l'uso di parte  della  rete
  viaria dei comuni in oggetto;

   considerevoli  sono,  altresì,  i  danni  subiti  dal   comparto
  agrumicolo,   ai  quali  bisogna  aggiungere  le  conseguenti   e
  inevitabili  ripercussioni economiche  patite  dai  privati,  che
  rischiano  di  aggravare ulteriormente la già  precaria  economia
  locale;

   è  assolutamente  urgente provvedere al pronto ripristino  delle
  infrastrutture   danneggiate   affinché   possano   essere   rese
  tempestivamente fruibili;

   è  indispensabile  intervenire in favore  delle  aziende  e  dei
  privati che hanno subìto considerevoli danni alle colture;

   i   comuni  colpiti  non  dispongono  delle  risorse  economiche
  necessarie per provvedere al ripristino delle numerose  strutture
  e  infrastrutture danneggiate ed è indispensabile che il  Governo
  nazionale  dichiari lo stato di calamità naturale,  affinché  gli
  stessi   comuni   possano  accedere  alle  misure   di   supporto
  straordinarie previste dalle normative nazionali e regionali,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attuare  tutti gli interventi necessari per  far  fronte  ai
  danni  provocati dal nubifragio che si è abbattuto  su  un  ampio
  comprensorio del calatino, arrecando danni alle strutture ed alle
  infrastrutture pubbliche, legate alla viabiltà, alle strutture ed
  alle  aziende  private,  in particolare nel  settore  agrumicolo,
  disponendo  non  solo  il ripristino ed  il  rimborso,  ma  anche
  quant'altro possa essere utile perchè i disagi provocati da  tali
  eventi non abbiano a protrarsi;

   ad   attivarsi  per  la  dichiarazione,  da  parte  del  Governo
  nazionale, dello stato di calamità naturale.» (405)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   pare  che  in molte scuole italiane, sulla scorta di quanto  già
  accaduto  negli  USA,  vengano  compilati  questionari  e  svolte
  indagini  varie, dalle quali sarebbe emerso che circa il  10  per
  cento dei bambini italiani sono classificati come malati mentali;

   i  questionari vengono compilati dagli alunni o dai  genitori  e
  sono   diretti   a  rilevare  il  disturbo  dell'iperattività   e
  dell'attenzione, disturbi questi difficilmente rilevabili, ancora
  meno  mediante  la  compilazione di questionari,  soprattutto  se
  distribuiti senza le necessarie spiegazioni;

   infatti   è   stata  così  empiricamente  stabilita   un'elevata
  percentuale di bambini affetti da disturbi psichici che rischiano
  di essere sottoposti a trattamenti a base di psicofarmaci;

   com'è  noto, gli psicofarmaci vanno somministrati solo per  casi
  particolari,  poiché presentano una serie di effetti  collaterali
  ed  è  comunque  necessario che tutto ciò avvenga  sotto  stretto
  controllo medico;

   non  è pensabile che la semplice compilazione di un questionario
  possa essere motivo di tale terapia,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intraprendere  ogni  utile azione  al  fine  di  verificare,
  presso  le scuole di ogni ordine e grado della Sicilia, se  siano
  state  intraprese  le  attività di cui in premessa  ed,  in  caso
  affermativo,  gli  esiti delle stesse, e ad  intervenire  laddove
  siano state effettuate diagnosi affrettate.» (406)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   RAI  MED è il canale satellitare bilingue arabo - italiano della
  RAI,   che  rappresenta  il  punto  d'incontro  tra  la   cultura
  occidentale, vicino/medio oriente e quella nord africana,  ed  ha
  lo scopo di incentivare la cooperazione tra i popoli;

   il  canale,  infatti,  si rivolge prevalentemente  agli  opinion
  leader  di  cultura araba ed a tutti gli operatori economici  che
  hanno interessi nel bacino del Mediterraneo;

   l'esperienza fin qui maturata ha dimostrato che RAI  MED  assume
  oggi  un  ruolo  ancor  più  rilevante  considerate  le  tensioni
  internazionali  e la necessità di un più intenso  dialogo  tra  i
  popoli interessati;

   è  dunque  necessario  potenziare questo  canale  dotandolo  non
  soltanto di ulteriori strumenti finanziari, ma anche di  mezzi  e
  di personale,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  valutare  quanto in premessa indicato ed a  procedere  ad  un
  incontro  con il consiglio di amministrazione della RAI  affinché
  si  possa  anche  procedere  alla stabilizzazione  del  personale
  attualmente in servizio. (407)

                            FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
  data  di discussione delle predette mozioni venga demandata  alla
  Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di
       progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
    Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  numeri 580-472-578-602-652/A «Schema di progetto di  legge
  costituzionale  da  proporre,  ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo Statuto
  della Regione'», posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la Commissione speciale per  la  revisione
  dello   Statuto  regionale  a  prendere  posto  al  banco   delle
  Commissioni.
   Ricordo  che, ad oggi, restano da esaminare i seguenti  articoli
  ed emendamenti:

   - articolo 2  Preambolo ;
   -   articolo  4  bis;  emendamento  4.1  relativo  all'autonomia
  organizzativa e finanziaria dell'ARS;
   -  emendamento  9.4  relativo alla posizione del  vicepresidente
  della   Regione,   che  va  discusso  insieme   all'articolo   11
  concernente la forma di Governo;
   -  articolo  11,  nomina e revoca assessori, forma  di  governo,
  rapporti governo ARS e relativi emendamenti;
   -  emendamenti  all'articolo  14 (soppresso)  sulla  mozione  di
  sfiducia;
   -   articolo  25,  Rapporti  Regione  Enti  locali  e   relativi
  emendamenti;
   -    emendamento    29.R   (ex   emendamento   24.2)    relativo
  all'applicabilità alla Regione delle norme statali di sistema;
   -  articoli  da  41  a  47, Organi giurisdizionali  in  Sicilia.
  Commissario dello Stato: giudizio di costituzionalità delle leggi
  e relative procedure;
   -  articoli  49,  50 e 51, Rapporti finanziari con  lo  Stato  e
  regime tributario;
   -  emendamento  53.1  aggiuntivo riferito  all'articolo  41  bis
  dello  Statuto  vigente  concernente l'eventuale  modifica  della
  procedura per una nuova disciplina della forma di governo;
      -articolo 54, procedimento di revisione dello Statuto.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione speciale  per  la
  riforma  dello  Statuto  nella seduta di  ieri  ha  lavorato  per
  sciogliere  alcuni dei nodi rimasti. Con l'ausilio dei funzionari
  della  Commissione  Bilancio e Finanze  e la consulenza di alcuni
  docenti  universitari  che  già in altre  occasioni  erano  stati
  auditi   sull'argomento,  sono  stati  affrontati  gli   articoli
  finanziari 49, 50 e 51, che corrispondono agli articoli 36, 37  e
  38 del vigente Statuto.
   Pertanto, potremmo procedere con l'esame di questi tre  articoli
  ed  anche di un quarto articolo aggiuntivo che - come mi  ricorda
  l'onorevole  Fleres  -  é stato concordato ieri  in  Commissione.
  Esaminati  questi tre articoli si potrebbe ripartire con  l'esame
  degli  articoli  accantonati, fatta eccezione  per  l'articolo  2
  relativo  al preambolo, sul quale vi sono  ulteriori elaborazioni
  che  la  Commissione affronterà nel corso dei lavori  ricorrendo,
  ove si ritenesse opportuno, a brevi sospensioni.

    PRESIDENTE     Si    passa   all'emendamento    4.1    relativo
  all'autonomia organizzativa e finanziaria dell'ARS.
   Lo   pongo   in  votazione  con  l'avvertenza  che   la   parola
   professionale   è  da  intendersi come se  fosse   processuale ,
  trattandosi di errore materiale. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                            «Articolo 49

   1. L'articolo 36 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 36

   1. Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede:

   a)  mediante  le  entrate derivanti dai suoi  beni  demaniali  e
  patrimoniali e quelle connesse all'attività amministrativa di sua
  competenza;

   b) mediante tributi propri deliberati dalla Regione medesima;

   c) mediante le entrate tributarie erariali ad essa spettanti.

   d) mediante indebitamento per finanziare spese d'investimento.

   e)  mediante  contributi  e trasferimenti  concessi  dall'Unione
  europea, dallo Stato e da ogni altro soggetto.

   f)  mediante ogni altra entrata, di qualsivoglia natura, ad essa
  spettante.

   2.  Sono  entrate  tributarie erariali  spettanti  alla  Regione
  tutte quelle riferibili al suo territorio, nonché comunque quelle
  ivi riscosse, compresi gli interessi e le sanzioni.

   3.  Sono  però  interamente  riservate  allo  Stato  le  entrate
  derivanti  dai tabacchi, dal lotto e dalle lotterie  a  carattere
  nazionale.

   4.  La Regione può adottare misure fiscali generali ovvero aiuti
  di  stato  di carattere fiscale nell'ambito dei tributi propri  e
  dei tributi erariali di spettanza regionale.

   5.  Nei  limiti  della normativa della Unione europea,  d'intesa
  fra il Governo dello Stato e quello della Regione, possono essere
  istituite zone franche e depositi franchi doganali nel territorio
  della Regione».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dal  Governo:  emendamenti 49.2, 49.8 e 49.6,  interamente
        soppressivo dell'articolo;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: emendamento
  49.3;
  -dall'onorevole Ortisi: emendamento 49.4;
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 49.1;
  -dagli onorevoli Scalici, Sbona, Acanto e Basile: emendamento
  49.7;
  -dalla Commissione: emendamento 49.5.

   Si   passa   all'emendamento   49.6,   interamente   soppressivo
  dell'articolo.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pertanto tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo  49
  si intendono decaduti.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione ha ritenuto,  per
  motivi  di  opportunità pratica,  di abrogare l'articolo  49  con
  l'obiettivo di mantenere l'articolo 36 del testo originale  dello
  Statuto,   riservandosi,  però,  di  presentare  un   emendamento
  aggiuntivo  che  salvi alcune  parti dell'articolo  abrogato;  lo
  stesso anche per quanto riguarda il contenuto degli articoli 37 e
  38, corrispondenti agli articoli 50 e 51 del disegno di legge  in
  discussione.

    PRESIDENTE  Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.26, è ripresa alle ore 11.28)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                            «Articolo 50

   L'articolo 37 dello Statuto è abrogato».

   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  50.1, interamente soppressivo dell'articolo.
   Pongo  pertanto  in votazione il mantenimento dell'articolo  50.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                            «Articolo 51

   1. L'articolo 38 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 38

   1.  Lo  Stato  verserà  annualmente alla Regione,  a  titolo  di
  solidarietà  nazionale, una somma da impiegarsi, in  base  ad  un
  piano economico.

   2.  Le  risorse assegnate a questo titolo alla Regione  sono  da
  considerare aggiuntive rispetto alla ripartizione ordinaria della
  spesa  statale e sono destinate a compensare la minore  dotazione
  infrastrutturale  economica  e civile  del  territorio  regionale
  rispetto  alla  media nazionale e sono pari ad  un  decimo  della
  spesa  pubblica  per  la  realizzazione  di  infrastrutture   nel
  territorio nazionale.

   3.  La  Regione siciliana partecipa alla ripartizione del  fondo
  perequativo   di   cui  al  comma  3  dell'articolo   119   della
  Costituzione'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dal  Governo:  emendamenti 51.2, 51.6 e 51.7,  interamente
        soppressivo dell'articolo;
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 51.1;
  -dall'onorevole Sammartino: emendamento 51.3;
  -dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: emendamento
  51.5;
  -dall'onorevole Miccichè: emendamento 51.4;
  -dagli onorevoli Scalici, Sbona, Acanto e Basile: emendamento
  51.8.

   Si   passa   all'emendamento   51.7,   interamente   soppressivo
  dell'articolo.
   Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pertanto tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo  51
  si intendono decaduti.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  un
  breve riepilogo.
   Con  l'approvazione degli emendamenti soppressivi agli  articoli
  49,  50  e 51 l'Aula ha confermato gli articoli 36, 37 e  38  del
  vigente  Statuto.  La  Commissione vuole adesso  sottoporre  alla
  valutazione  dell'Aula due emendamenti che mirano  a  salvare  le
  parti  ritenute compatibili con la filosofia dell'intero Statuto,
  ma  ha ritenuto opportuno non modificare gli articoli 36, 37 e 38
  aggiungendo  invece un nuovo articolo. In tal in modo,  il  testo
  che  sarà  esitato,  non  determinerà  da  parte  del  Parlamento
  nazionale la possibilità di una interazione con il testo vigente,
  che  si  limiterà  ad  esprimere  un  parere  relativamente  alle
  innovazioni  che  eventualmente  saranno  introdotte  con  questi
  emendamenti.
   Ci  stiamo  mantenendo nel solco già tracciato nelle  precedenti
  sedute,  ossia quello di intervenire il meno possibile sul  testo
  in vigore, utilizzando la formula dell'articolo aggiuntivo per le
  parti  innovative che la Commissione e l'Aula riterranno di dover
  approvare.
   Per  arrivare  alla formulazione di questi due  emendamenti,  la
  Commissione  ha  preso in considerazione non  soltanto  il  testo
  vigente  degli  articoli 36, 37 e 38, ma ha  anche  le  norme  di
  attuazione  dei medesimi articoli e la consuetudine  instauratasi
  relativamente  alla valutazione che la Commissione paritetica  ha
  dato  di  questi  tre  articoli, nonché dell'articolo  119  della
  Costituzione e, relativamente  al contenuto dell'attuale articolo
  38, si è voluta attribuire una  natura perequativa all'intervento
  aggiuntivo  previsto nell'articolo 119, e in un certo  senso  già
  stabilito al primo comma dell'articolo 38.
   Abbiamo  pensato  di  aggiungere  questi  due  articoli,   nella
  formulazione   che  verrà  tra  poco  illustrata,  integrando   e
  innovando anche rispetto al significato stesso che si è dato  nel
  tempo  agli articoli 36, 37 e 38, soprattutto al primo  comma  di
  quest'ultimo articolo.
   Ci  auguriamo  -  e  devo dire che, da questo  punto  di  vista,
  abbiamo  avuto il conforto dei tecnici e dei docenti universitari
  a  cui  ci  siamo  rivolti - che la formulazione individuata  sia
  rispondente  incontro  alle esigenze della Regione,  collocandola
  nell'alveo    della    innovazione    costituzionale     prevista
  dall'articolo  119,  senza  far  correre  il  rischio   che   una
  applicazione tout court del medesimo articolo possa farci perdere
  competenze rispetto a quelle che già abbiamo e che peraltro  sono
  state  confermate ripetutamente con l'interpretazione  che  si  è
  data  a  questi articoli, anche con le norme di attuazione  dello
  Statuto.
   Se,  nel  frattempo,  sono  arrivati gli  emendamenti,  potremmo
  distribuirli e poi esprimerci di conseguenza.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

   (La seduta, sospesa alle ore 11.31,  è ripresa alle ore 11.35)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 51.9, riguardante  norme
  aggiuntive  all'articolo  36. Lo pongo in  votazione.  Il  parere
  della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'emendamento aggiuntivo 53.1  a  firma
  dell'onorevole Ortisi, accantonato nella precedente seduta e  che
  sostituisce l'articolo 41 bis dello Statuto.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente,  ne  chiedo  l'accantonamento   in
  quanto  tratta  una materia, la forma di Governo,  affrontata  in
  altri articoli.

    PRESIDENTE   Se  riguarda la forma di governo,  in  effetti,  è
  meglio valutarlo in occasione dell'esame degli atri articoli  che
  trattano lo stesso argomento.

    FLERES   Infatti, signor Presidente, proprio ieri,  durante  la
  riunione della Commissione, pur condividendo alcune delle  scelte
  fatte   e   alcuni  emendamenti  proposti  dai  deputati,   anche
  dell'opposizione,  ho  chiesto - e credo sia  opportuno  farlo  -
  relativamente a questi aspetti sentire l'opinione della Giunta.
   Il  Governo  fino  a  questo momento ha lasciato  libera  l'Aula
  sulle  modifiche dello Statuto e ritengo che questo sia stato  un
  comportamento estremamente corretto; non c'è stata una linea  del
  Governo   relativamente  alle  scelte,  agli  emendamenti,   alle
  soluzioni  adottate,  l'Aula si è liberamente  determinata  anche
  perché  lo Statuto rappresenta la carta fondamentale dei diritti,
  dei  doveri, delle funzioni della Regione e, dunque, deve  essere
  predisposta  tenendo  conto  soprattutto  delle  volontà  che  si
  formano   in  questo  Parlamento,   anche  a  prescindere   dalle
  ispirazioni politiche che sottendono alla scelta di una soluzione
  piuttosto che un'altra.
   Ma,  relativamente  a questi aspetti, per conoscere  quelli  che
  possono  essere  gli  ostacoli,  quelle  che  possono  essere  le
  difficoltà  che si vengono ad incontrare, proprio nella  riunione
  di ieri, personalmente ho chiesto che potesse essere ascoltato il
  Governo,  anche  informalmente, in maniera piuttosto  accelerata,
  non per ottenerne una linea - rivendico la assoluta paternità del
  Parlamento  relativamente allo Statuto e la  confermo  -  ma  per
  ascoltare  quelle  che  possono essere  le  ragioni  del  Governo
  relativamente  alle  soluzioni, ripeto non alla  linea,  ma  alle
  soluzione che andiamo individuando e a quello che l'esperienza di
  Governo  si  rifà  nel momento in cui vengono individuate  alcune
  soluzioni piuttosto che altre.
   Pertanto,  signor Presidente, propongo di sospendere per  cinque
  minuti  la  seduta  al fine di individuare quali  altri  articoli
  possiamo  discutere  ed  approvare questa  mattina,  per  esempio
  quelli  riguardanti  l'Alta corte o il Commissario  dello  Stato,
  soprassedendo momentaneamente su quelli  concernenti la forma  di
  governo per poter fare una riflessione complessiva e articolata.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, avevamo già anticipato  che  la
  materia  legata alla forma di Governo sarebbe stata  accantonata,
  ma  senza - se mi permettete - indulgere più di tanto all'ipotesi
  di rinvii di giorni.
   Se  si  tratta  di un rinvio di cinque minuti, come  l'onorevole
  Fleres  ha sostenuto per l'individuazione delle parti scorrevoli,
  la  sospensione  è  già accordata, ma se si  immagina  di  potere
  rinviare  la materia a dopo le vacanze pasquali, come  Presidente
  dell'Assemblea non mi resta che prenderne atto, ma vi avverto che
  se  superiamo la giornata di oggi o di domani - sono  disponibile
  anche a lavorare domani se lo credete - il rischio che la riforma
  dello  Statuto  non  vada in porto diventa  non  solo  reale,  ma
  inevitabile  per  la  dinamica  della  doppia  lettura  che  deve
  avvenire  presso  la  Camera  dei  Deputati  e  il  Senato  della
  Repubblica.
   Siccome,  onorevole Fleres, le materie in esame sono oggetto  di
  attenzione, di interesse e di analisi da parecchi mesi...

    ORTISI  Da parecchi anni

    PRESIDENTE    Abbiamo  usato  tutto  il   tempo   possibile   e
  immaginabile, naturalmente proficuamente, ma lo abbiamo usato per
  arrivare  a  ridosso di termini irreversibili, chiamiamoli  così;
  pertanto,  vi invito  ad un massimo sforzo di celerità, viceversa
  la riforma non sarà mai più patrimonio di questa Assemblea.
   Sospendo  i  lavori  per la ricerca di cui  parlava  l'onorevole
  Fleres,  dopo di che l'opinione del Governo deve essere richiesta
  celermente anche se, così come detto dall'onorevole Fleres   -  e
  io lo  condivido -  l'opinione del Governo non è obbligatoria, né
  necessaria,  né  opportuna  sul piano istituzionale.  L'onorevole
  Fleres  ha  rivendicato, come Parlamento, un titolo principale  e
  prioritario,  e  non posso che condividere con gioia  questa  sua
  opinione.
   Ma  se un parere del Governo deve essere chiesto che sia chiesto
  anche  in  mattinata, perché personalmente non posso rinviare  ad
  epoche  più  comode per ulteriori consultazioni,  ciò  in  quanto
  avverto,  fortemente,  l'opportunità di  decisioni  rapide  entro
  questa settimana.
   Capisco  che  è difficile, ma, così come riferito dall'onorevole
  Capodicasa, considerato che in Commissione si è fatto il  massimo
  sforzo  per  arrivare  ad  un'intesa,  sia  pure  compromissoria,
  sforziamoci di farlo, ci arrenderemo solo quando i nodi  politici
  risulteranno irrisolvibili.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

   (La seduta, sospesa alle ore 11.43,  è ripresa alle ore 11.54)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  già   tre
  settimane  or  sono  avevamo espresso le  nostre  perplessità  in
  ordine  ai  lavori che non ritenevamo  conducenti in ordine  alla
  possibilità  che  la  revisione dello Statuto siciliano  trovasse
  compimento  entro  i termini cui lei ha accennato  -  ancora  una
  volta  a suo merito,   prima della sospensione della seduta  -  e
  avevamo  detto   che ci saremmo rifiutati di proseguire   qualora
  non  si  fosse completato l'iter nell'arco dei dieci  giorni  che
  hanno preceduto la  data odierna.
   Tuttavia,  per richiamo al buon senso di alcuni colleghi  e  del
  Presidente facente funzione,    abbiamo proseguito nei lavori.
   Adesso  ci  accorgiamo che i compromessi sono tutti  al  ribasso
  nel  merito e che  noi, pur di raggiungere l'obiettivo  vincolato
  dai   tempi,   facciamo perdere colore alla  nostra  pur  modesta
  partecipazione  al  dibattito, nel senso  che  vengono  accettati
  emendamenti  e  subemendamenti che vanno nel  senso  contrario  a
  quello  che pensiamo sia più proficuo e produttivo per la Regione
  siciliana  poiché  in cambio dovremmo trovare la  possibilità  di
  chiudere nei tempi auspicati.
   C'è  da  considerare che il tempo utile possa essere già scaduto
  dato  che,  per  dinamiche  nazionali a  noi  estranee,  è  molto
  probabile  che  si  vada  alle elezioni,  per  il  rinnovo  delle
  Assemblee   legislative  nazionali,  alla   prima   data   utile,
  restringendo  i tempi,  in quel di marzo e non in quel di  aprile
  2006.
   Ed  è evidente che se non ultimeremo i nostri lavori  entro oggi
  o  domani,  anche l'imbecille di turno ci riderà dietro, non solo
  l'addetto ai lavori.
   Pertanto,  accettiamo un ulteriore compromesso,  per  le  nostre
  idee,  al  ribasso,  non  opponendoci  ad   emendamenti  che  non
  condividiamo,  ma  li accettiamo se c'è l'impegno  formale  della
  Presidenza  e  dei  colleghi -  fra  l'altro  si  contano   poche
  presenze   in Aula - a chiudere i lavori entro oggi,  al  massimo
  domani,  viceversa preannunciamo il nostro ritiro  immediato  dai
  lavori.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, il richiamo  sull'ordine  dei
  lavori, peraltro da me condiviso, richiede il pronunciamento  dei
  presidenti o dei rappresentanti dei Gruppi parlamentari  presenti
  in Aula.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, è paradossale che debba prendere  la
  parola  dopo  l'intervento dell'onorevole Ortisi   che  condivido
  nelle spirito.
   Tuttavia,   non  possiamo  non  tenere  conto  del   fatto   che
  l'esigenza del Parlamento siciliano non è quella di approvare uno
  Statuto,  ma  di  approvarlo  con  un'ampia  convergenza  e  che,
  soprattutto,  sia fatto bene, che non ci metta,  proprio  per  le
  condizioni nelle quali ci troviamo, in difficoltà.
   Paradossalmente,  onorevole Ortisi, lei me  lo  ha  già  sentito
  dire  più  volte,  se  il  testo  riscontrerà  il  favore  e   la
  condivisione  complessiva  dei  siciliani,  questo   testo   sarà
  l'elaborazione dell'intero Parlamento e sarà oggetto - mi  auguro
  pochi  -  di  apprezzamenti,  divenendo  invece  l'occasione  per
  caricarci ulteriormente di responsabilità nel caso in cui  questo
  testo  dovesse presentare qualche elemento di difformità rispetto
  alla linea politica di ciascun partito o di ciascun Gruppo.
   I  pochi  deputati presenti in questo momento, onorevole Ortisi,
  si stanno assumendo una responsabilità che va ben oltre le nostre
  competenze  e  le  nostre  capacità reali  di  essere  interpreti
  globali   e   complessivi  di  una  realtà  regionale  composita,
  articolata, difficile, complessa, etc., considerato che,  con  la
  linea  metodologica che ci siamo dati - ciascuno poi si esprimerà
  nel  merito  come meglio ritiene e come è giusto  che  sia  -  si
  prevede,  sostanzialmente, l'approvazione  di  gran  parte  degli
  articoli  accantonati  e  limita a due le  questioni  non  ancora
  definite,  cioè il preambolo e tutte le parti che  riguardano  la
  forma di Governo, la composizione dello stesso, le funzioni, etc.
   Propongo  quindi di completare le parti definite questa  mattina
  per  tentare quindi un approfondimento delle due parti  restanti,
  convinto  che, su entrambe le questioni - preambolo  e  forma  di
  Governo  - si possa trovare una soluzione equilibrata riguardante
  le forze politiche di quest'Assemblea e, relativamente - riprendo
  il  mio intervento precedente - alle questioni legate alla  forma
  di  Governo  -  non alla sua posizione - per ascoltare,  sentire,
  apprezzare l'esperienza fatta dallo stesso per quanto riguarda le
  parti inerenti alle sue funzioni, alle sue competenze.
   Non  cerco  e  non dobbiamo cercare - lo ribadisco -  una  linea
  politica  rispetto  a questi aspetti, ma dobbiamo  acquisire  una
  esperienza,   una   serie   di   informazioni   che    riguardano
  l'applicazione o meno  delle parti in discussione.
   Propongo  quindi di completare questa mattina i lavori  con  gli
  articoli  individuati - 42, 43, 44, 45, 46, 47 e 54, facendo  poi
  una sosta, anche di poche ore soltanto, per arrivare questa sera,
  alle  18.00  o  alle 19.00, in Aula per approvare  le  altre  due
  parti.
   Ritengo però indispensabile ascoltare il Governo.

    PRESIDENTE   Onorevole Fleres, le chiedo scusa se  mi  permetto
  di  interpretare il suo discorso che è, come sempre, molto chiaro
  e  mi  rendo  conto che vi è una totale identità di opinione  con
  l'onorevole  Ortisi. Se si tratta di un rinvio  ad  horas,  nulla
  quaestio.

    SBONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SBONA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    vorrei
  rafforzare  quella  che è stata in maniera  chiara  la  posizione
  espressa  dall'onorevole Fleres. Il mio Gruppo è e continuerà  ad
  essere presente, com'è avvenuto in tutte le occasioni in cui si è
  iniziato a discutere e a dibattere sulla questione dello Statuto.
  Siamo pronti a restare oggi e anche domani ma con chiarezza.
     Un  anno  fa, in un intervento preciso e puntuale  dissi   cui
  prodest  e si disquisiva se era giusto approvare prima la riforma
  elettorale o lo statuto o viceversa o contemporaneamente.
   Abbiamo  approvato  una riforma elettorale che  è  andata  com'è
  andata  e  oggi abbiamo l'enorme responsabilità di approvare  uno
  Statuto  che dovrà riformare il precedente che per tanti anni  ha
  costituito l'indirizzo di questa Regione.
   Ritengo    che   le   preoccupazioni   dell'onorevole    Ortisi,
  condivisibili   fino   ad  un  certo   punto,   non   hanno   una
  giustificazione oggettiva, nel senso che o stiamo qui  a  perdere
  tempo o, alla fine, dobbiamo, in ogni modo possibile, affrettarci
  e risolvere, altrimenti non so che cosa potrebbe accadere.
   Onorevole  Ortisi,  siamo qui per lavorare. Non  ho  partecipato
  alle  riunioni della Commissione Statuto, ma mi sono informato  e
  ho sempre informato il mio Gruppo, cercando di dare un contributo
  per  approvare  un provvedimento che, sicuramente, resterà  nella
  storia.
     Se  perdiamo quindi qualche giorno in più, non vuol  dire  che
  perdiamo  tempo  o  che non si potrà più riprendere  un  discorso
  costruttivo.
   Mi  congratulo con la Commissione, dal vicepresidente, onorevole
  Capodicasa  all'onorevole  Fleres, ai componenti  tutti,  per  il
  lavoro  svolto seriamente e sono certo che la nostra presenza  in
  Aula   servirà   a  superare  eventuali  inadeguatezze   o   cose
  incompiute.
   Il  mio Gruppo è pronto quindi a continuare a lavorare sia  oggi
  sia  domani ma, se non dovessimo riuscire a concludere,  ciò  non
  significa che dopo le feste pasquali non possiamo proseguire.

    ORTISI  E' inutile. Basta farsi i conti.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  a
  questo  punto bisogna andare avanti con una volontà  comune  fino
  all'esaurimento.  Se occorrono delle sospensioni,  devono  essere
  brevi  per  provare  ad esitare il testo tra oggi  e  domani.  E'
  chiaro  che occorre una volontà condivisa, al di là dei presenti,
  perché  non  è  sufficiente la presenza  di  deputati  registrata
  finora in Aula.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei aggiungere la mia  voce  a
  quella degli altri deputati e del Presidente dell'Assemblea  che,
  in  più  occasioni, si è fatta sentire, anche questa  mattina,  a
  proposito   della  preoccupazione  che  ogni   minuto   che   non
  utilizziamo  in  Aula rischia di essere un  minuto  in  meno  tra
  quelli  necessari  al  completamento dell'iter  parlamentare  del
  testo.
   Il  fatto  che lo Statuto abbia bisogno di un approfondimento  è
  certo   e,  trattandosi  di  materia  così  importante,  dobbiamo
  lavorare con la dovuta circospezione e prudenza.
   Signor  Presidente, ricordo che la Commissione ha  lavorato  per
  un  anno e mezzo e che il testo è fermo in Aula da quasi un anno.
  L'Aula  lavora con un ritmo, direi più che circospetto, da  oltre
  due  mesi e credo che oltre non si possa andare perché  vi  è  il
  rischio del fallimento di una legislatura su un punto decisivo.
   Eravamo la terza Regione in Italia ad avere approntato un  testo
  sullo  Statuto  ed  oggi siamo quasi l'ultima Regione  ad  averlo
  esitato.  Ci  hanno  preceduto quasi tutte  le  altre  Regioni  a
  statuto  ordinario  e  a statuto speciale, nonostante  le  stesse
  avessero  in  corso  campagne  elettorali  per  il  rinnovo   dei
  rispettivi Consigli regionali o Parlamenti regionali.
   Mi  auguro  che  la breve discussione aperta adesso  sull'ordine
  dei  lavori,  anche  su  input della Presidenza,  serva  a  farci
  riflettere sul rischio che si corre; sarebbe tempo perduto quello
  impiegato   da  oltre  due  anni  per  lavorare  sul   testo   e,
  personalmente,  non  mi  sento di apporre  la  mia  firma  su  un
  fallimento che avrebbe un carattere storico. Ecco perché concordo
  con  ciò  che é stato detto dai colleghi: lavorare oggi,  con  le
  opportune sospensioni, per aggiornare i lavori a domani mattina.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, in altri  casi,  l'alba,
  il  venerdì  santo, l'abbiamo vista in Aula, alle ore 10.00,  per
  approvare qualcosa che forse poteva anche attendere. E'  accaduto
  per  Natale,  per  Ferragosto e non vedo alcuna  ragione  che  ci
  impedisca  di  concludere, nella giornata di  oggi  e  di  domani
  mattina,  un  testo  che,  come ha già preannunciato  l'onorevole
  Fleres,  nel  corso  del  suo  intervento  e,  considerato  anche
  l'accordo volto ad affrontare altri cinque o sei articoli o forse
  anche  sette, alla fine rimangono isolati il problema della forma
  di  Governo  e  quello del preambolo che potremmo sciogliere  tra
  oggi  pomeriggio e domani mattina, ove si rendesse  necessario  -
  credo che si renda necessario solo per la forma di governo e  non
  per il resto.
   Acquisire  il  parere  del Governo, che già conosciamo,  sarebbe
  utile su un eventuale punto di mediazione tra le diversi tesi  in
  campo.  Già conosciamo il parere del Governo sulla materia  -  lo
  ribadisco  -  perché,  il  Presidente della  Regione,  audito  in
  precedenza, espresse il suo punto di vista e consegnò  agli  atti
  della  Commissione  una nota dove, per ogni  singolo  punto,  ove
  venivano  formulate delle ipotesi. Nella filosofia di  fondo,  ha
  condiviso.
   Signor  Presidente,  possiamo, pertanto, richiedere  al  Governo
  per oggi pomeriggio ...

    PRESIDENTE  Già fatto.

    CAPODICASA   vicepresidente della Commissione. Le chiediamo  di
  farci  conoscere  la  disponibilità  del  Governo,  in  modo   da
  convocarci, formalmente o informalmente, per il primo  pomeriggio
  e procedere intorno alle 18.30, 19.00.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente per esprimere la piena adesione alla proposta lanciata
  dagli    esponenti   della   Commissione   Statuto,   anche    in
  considerazione  del fatto che tutto l'iter di approvazione  dello
  stesso  é  stato abbastanza dibattuto in Commissione, con  grande
  attenzione  anche  nei confronti della società  civile  e,  sotto
  questo  profilo,  la  Commissione non può  essere  richiamata  in
  nessun   modo  come  responsabilità  nel  mancato  coinvolgimento
  dell'opinione pubblica.
   A    lei,   signor   Presidente,   bisogna   dare   atto   della
  determinazione,  insieme  alla  Commissione  Statuto,  di  volere
  portare  a  termine una riforma essenziale, insieme a quelle  che
  abbiamo  già  approvato  come  Assemblea,  riguardo  alla   legge
  elettorale  e  riguardo  anche  all'assetto  istituzionale  della
  nostra  Regione. Sotto questo profilo, signor Presidente, l'unica
  riserva  é  relativa alla necessità di avere in Aula  la  massima
  partecipazione da parte dei Gruppi parlamentari il giorno in  cui
  sarà  approvato lo Statuto, perché sono convinto che  approveremo
  lo  Statuto entro la prossima settimana, visto e considerato che,
  dalla  proposta  della Commissione, viene fuori  un  accordo  per
  completare i lavori entro oggi o al massimo domani e, soprattutto
  anche attraverso la presenza di un Governo che, se é vero come ha
  detto con grande stile l'onorevole Fleres, che ha lasciato libera
  l'Assemblea   di   proseguire  i  suoi  lavori  nella   direzione
  dell'approvazione di uno Statuto che sia anche all'altezza  della
  tradizione  storica,  autonomistica,  istituzionale,  politica  e
  culturale   che  la  classe  dirigente  siciliana   ha   espresso
  cinquant'anni fa, é anche vero che ha l'obbligo di partecipare ai
  lavori  conclusivi,  di  dare  il  segno  di  una  presenza,   di
  un'attenzione  che avrebbe dovuto dimostrare per tutto  il  corso
  dei lavori.
   Mi  dispiace  esprimere questo tipo di riflessione,  ma  ritengo
  ciò  doveroso,  soprattutto al cospetto di chi, invece,  ha  dato
  tantissimo  su  questo tema, grazie al quale abbiamo  potuto,  in
  qualche modo avviarci alla conclusione dei lavori.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, dichiaro chiuso  il  dibattito
  aperto sull'ordine dei lavori.
     Si  è  preso  atto  dell'opportunità di  seguirne  lo  spirito
  attraverso le indicazioni pervenute dall'Aula.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
  «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
    Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)

    CAPODICASA   vicepresidente della Commissione. Ricordo  che  la
  Commissione  ha deciso che si potrebbero affrontare gli  articoli
  42, 43, 44, 45, 46, 47 e 54.

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                            «Articolo 42

   1. L'articolo 24 dello Statuto è abrogato».

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento  42.3,  a  firma
  della Commissione, interamente soppressivo dell'articolo 42.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che tutti gli emendamenti sono dichiarati decaduti.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione ha concordato  la
  soppressione  dell'articolo  24 del vecchio  Statuto.  Nel  testo
  esitato dalla Commissione, l'articolo 24 - articolo del quale era
  proposta  la  soppressione  -  riguarda  l'istituzione  dell'Alta
  Corte.  La Commissione aveva ritenuto che, visto che ormai l'Alta
  Corte  era  caduta in disuso e, considerato che vi era stata  una
  sentenza della Corte Costituzionale che aveva assorbito su di  sé
  il  giudizio  di  costituzionalità  delle  leggi,  quindi  avendo
  dichiarato  superata l'Alta Corte, fosse opportuno prendere  atto
  della  realtà  storica  e  dei  nuovi  assetti  istituzionali   e
  giurisdizionali e proporne l'abrogazione.
   Il  dibattito  successivo  ha posto nuovamente  il  problema  al
  centro della discussione.
   Su  questo,  signor  Presidente,  c'è  qualche  punto  di  vista
  divergente. Pur essendo ormai tutti  concordi a far ritornare  in
  vita  l'articolo 24 dello Statuto, va sottolineato però  che,  da
  parte   della   Commissione   -  credo   che   poi   lo   faranno
  individualmente gli altri colleghi - si ritiene di dover arrivare
  a  tale  conclusione  per  mantenere  la  natura  pattizia  dello
  Statuto,  un  po'  come simbolo storico, e  la  pariteticità  nei
  rapporti  istituzionali  tra  Stato  e  Regioni.  E  ciò  che  ha
  simboleggiato  per tanto tempo l'istituzione principe  di  questo
  rapporto paritario e pattizio, è proprio l'Alta Corte.
   Naturalmente, tutti sappiamo bene che, al momento, si tratta  di
  un  puro gesto simbolico da parte dell'Assemblea, anche se questo
  può aprire la strada in futuro ad una diversa pattuizione tra  lo
  Stato   e   le   Regioni  per  quanto  concerne  i   giudizi   di
  costituzionalità  delle  leggi e sui conflitti  di  attribuzione,
  naturalmente,  non  più  pensando ad  un'Alta  Corte  ma  ad  una
  sezione,  magari  specializzata della  Corte  Costituzionale  che
  abbia  il  compito  di pronunciarsi sulla costituzionalità  delle
  leggi,  anche con un rapporto paritetico tra Stato e  Regione  in
  questa  sezione della Corte Costituzionale che dovesse  occuparsi
  della materia.
   Ciò  è  tema  di  dibattito anche in un  ambito  nazionale;  più
  volte,  infatti,  questa  ipotesi è stata  proposta  in  sede  di
  discussione  di  modifica della Corte Costituzionale.  In  regime
  federalista, si pensa che i rapporti tra Stato e Regioni  possano
  essere  regolati  in  sede  giurisdizionale  e  di  pronuncia  di
  costituzionalità  da parte di un organo paritetico  specializzato
  della  Corte  Costituzionale.  Al  momento,  quindi,  altro   non
  possiamo  fare che testimoniare la nostra volontà  di  tenere  un
  rapporto  con  lo Stato, relativamente alla materia  trattata  su
  basi  così  come erano stati individuati in sede di  approvazione
  del  vecchio  Statuto  e  confermare in vita  l'articolo  24  che
  prevede l'istituzione dell'Alta Corte.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  molte  delle
  cose che avrei dovuto dire io le ha dette l'onorevole Capodicasa,
  ma  vorrei aggiungere alle sue considerazioni una valutazione più
  generale  sul  processo di riforma costituzionale e di  indirizzo
  federalistico  che la stessa si è voluta dare  o  avrebbe  voluto
  darsi. Perché utilizzo questa seconda formula? Perché il processo
  che  è  stato avviato in sede nazionale è un processo  che  nasce
  soprattutto  non  dalla valutazione e dalla considerazione  delle
  esperienze autonomistiche, come quella siciliana, quella sarda  e
  le altre, ma dall'esperienza delle regione ordinarie.
   Dunque,  il federalismo che viene costruito in sede nazionale  è
  un federalismo che parte da una posizione più arretrata di quella
  che   è  stata  per  anni  l'autonomia,  ed  è  per  questo   che
  probabilmente  quel processo federalistico è un processo  blando,
  probabilmente   anche   farraginoso,  probabilmente   anche   non
  conducente rispetto agli obiettivi di chi lo ha promosso.
   Ma   non  possiamo  certamente  somministrare  l'esperienza  per
  endovenosa.
   Né  la  Lombardia,  né il Veneto, né il Piemonte,  né  le  altre
  regioni  a  forte  connotazione federalista,  nessuna  di  quelle
  regioni  dove sono presenti forze politiche nate sulla  base  del
  principio  federalista, ha mai sperimentato i nostri  livelli  di
  autonomia, i nostri livelli di competenza. E, dunque, in  nessuna
  di  quelle regioni sono maturati gli elementi essenziali  per  la
  predisposizione   di   una  riforma  costituzionale   che   fosse
  federalista nel senso più pieno del termine, come avrebbe  voluto
  Cattaneo  o  come  hanno  voluto,  molto  più  vicino  a  noi,  i
  legislatori   spagnoli   o   tedeschi   quando   hanno    pensato
  all'autonomia dei Paesi baschi o della Catalogna o a  quella  dei
  Lander della Germania.
   Allora,  perché  alla fine di un lunghissimo ragionamento  anche
  complesso  e  anche in alcuni momenti teso, ma sempre  leale,  la
  Commissione ha voluto proporre all'Aula il mantenimento di  tutti
  gli  articoli  riguardanti l'Alta Corte? Perché noi  abbiamo  una
  grande  opportunità,  adesso: quella  di  sfidare  il  Parlamento
  nazionale,  le forze politiche nazionali su un tema  chiaramente,
  dichiaratamente  e  manifestamente  federalista  nel  senso   più
  concreto del termine.
   Non  solo. Abbiamo una grande opportunità: quella di sfidare gli
  organi   dello  Stato  relativamente  all'applicazione   di   una
  disposizione  costantemente  disattesa  fino  al  momento   della
  sentenza  ignobile  della  Corte Costituzionale  che  attraverso,
  appunto,   una  sentenza  cassa  di  fatto  quella  parte   della
  Costituzione che prevede, nel nostro caso, l'Alta Corte.
   Abbiamo  l'opportunità  di  sfidarla, abbiamo  l'opportunità  di
  avere  finalmente un tavolo di negoziazione, di confronto,  anche
  di  apporto  all'esperienza delle altre regioni  relativamente  a
  questi   temi.  E'  la  prima  volta  che  ci  accade  in   quasi
  sessant'anni  perché mai ci è stato consentito di  discutere,  di
  affrontare un tema come questo. Lo avremo con l'occasione  legata
  all'approvazione dal Parlamento nazionale del nostro Statuto.
   E  allora perché sottrarci a questa sfida, perché non utilizzare
  questa   opportunità  per  rilanciare  sul  piano   della   reale
  autonomia, del vero federalismo - non quello dell'icona  leghista
  che  talvolta  ci viene sbandierata priva di senso  o  carica  di
  simboli  e  assolutamente  vuota di  significato  -,  perché  non
  cogliere questa opportunità per dimostrare che laddove esistevano
  le  condizioni per affermare e riempire di significato i principi
  e  i  valori  dell'autonomia  non  lo  si  è  fatto,  mentre  poi
  surrettiziamente  si tende a scaricare sulle  regioni  competenze
  senza  fare in modo che quelle competenze siano anche oggetto  di
  trasferimento di risorse che, fino a questo momento, non sono ben
  chiare, non sono ben definite, non sono nitide nella loro origine
  e  nella  loro  destinazione? Perchè non approfittare  di  questa
  occasione?
   Ecco  il  motivo  per il quale la Commissione, pur  sapendo  che
  l'abrogazione degli articoli sull'Alta Corte avrebbe  significato
  un  atto  di  adeguamento storico a quello che è  accaduto,  poi,
  meglio  riflettendo,  ha  reputato opportuno  mantenerli.  Quegli
  articoli non rappresentano soltanto un baluardo, un simbolo della
  nostra autonomia voluta nel 1946, rappresentano anche l'occasione
  per poter dire non soltanto tra di noi ma al Parlamento nazionale
  quali sono stati i motivi che hanno impedito il funzionamento  di
  quella  autonomia  e  l'affermazione piena di  quella  autonomia,
  riconfermandoli con la piena disponibilità e nella consapevolezza
  che  la  nostra non è una posizione velleitaria ma è  invece  una
  posizione   storicamente  consolidata  e  di  sfida,  lo   voglio
  ribadire,   di   sfida   rispetto  ad  un  contenuto   fortemente
  autonomistico  che è quello che indusse i padri  estensori  dello
  Statuto ad introdurla nel testo vigente.
   Dunque,  nessuna  difesa velleitaria, invece  la  occasione  per
  affrontare  un  tema  che non abbiamo mai  potuto  affrontare  in
  quanto mai è stato costituito un tavolo di valenza costituzionale
  per rimettere in discussione quelle norme. Se fosse accaduto e se
  quelle norme fossero state di fatto cassate per via legislativa e
  per  via legislativa costituzionale, noi non avremmo potuto  fare
  altro che toglierci tanto di cappello. Ma il percorso che è stato
  seguito, come ben sappiamo, è stato un altro; mai ci è stata data
  l'opportunità di confrontarci rispetto a questo tema e di  sapere
  o  non sapere se la Corte Costituzionale è veramente un organismo
  desueto  o  è  un  organismo non utile al processo federalistico,
  autonomistico, di decentramento delle funzioni dello Stato perchè
  mai un tavolo di confronto ci è stato consentito.
   Oggi  c'è  e  noi  non intendiamo perdere tale opportunità,  non
  intendiamo perdere l'opportunità di confrontarci su questo  tema.
  Ed  è per questo che abbiamo poi deciso, ripeto non senza qualche
  animata   discussione  e  titubanza,  di  mantenere  la  versione
  originaria  dello  Statuto  e  di  consentire  al  Parlamento  di
  rilanciare  sul  tema delle competenze reali  del  conflitto  tra
  organi  dello Stato, in questo caso la Regione e lo Stato stesso,
  nel  momento in cui questi legifera su fatti di competenza  della
  Regione, attraverso il mantenimento dell'Alta Corte.
   Poi  vedremo  quello  che  accadrà, poi  vedremo  come  verranno
  valutate  le  scelte  che  abbiamo fatto  anche  perchè,  non  lo
  dimentichiamo, abbiamo proposto con il disegno di legge-voto  già
  approvato  ed  in  attesa  di  voto finale,  l'istituzione  della
  commissione paritetica per le modifiche dello Statuto. Un disegno
  di legge-voto a cui attribuiamo grande importanza proprio perché,
  anche  in  quella  sede,   intendiamo  costruire  un  tavolo   di
  negoziazione  per le competenze della Regione e per  evitare  che
  queste   competenze,   surrettiziamente,   ci   siano   date    o
  surrettiziamente ci siano tolte senza un intervento diretto della
  Regione stessa nelle fasi decisionali.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente   per   dare   il  senso  della  presentazione   degli
  emendamenti che ho presentato in occasione dello studio  iniziale
  dello Statuto che oggi abbiamo in discussione.
   Quando ho presentato questi emendamenti sono partito proprio  da
  una  considerazione  di ordine giuridico, di ordine  culturale  e
  politico che riassumerò in poche parole, considerato peraltro che
  ho  seguito  con  grande  attenzione l'intervento  dell'onorevole
  Fleres che in gran parte condivido.
   Bene, svolgo, dunque, la considerazione di ordine giuridico.
   La   Corte   costituzionale,   seppur   massimo   organismo   di
  giurisdizione costituzionale, non può - così come  ha  fatto  nel
  1954  -  con  propria  sentenza -  avocare  a  sé  le  competenze
  dell'Alta  Corte. Non poteva farlo: ogni tribunale  è  competente
  per la propria sfera. Non lo poteva fare, soprattutto considerata
  la  pariteticità dello status della Corte costituzionale rispetto
  a quello dell'Alta Corte.
   Per  quanto  riguarda,  invece, la considerazione  di  carattere
  politico e culturale, signor  Presidente, non credo e non ritengo
  che  il  mantenimento dell'istituto dell'Alta Corte sia  un  puro
  esercizio  retorico  o  una  pura espressione  di  considerazione
  storica;  non  ritengo,  cioè, che il mantenimento  dell'istituto
  dell'Alta   Corte   non  sia  altro  che  un   gesto   simbolico,
  velleitario.
   Non  lo  credo  affatto,  ritengo  invece  che  questo  sia   lo
  strumento  per esercitare il coraggio e la dignità di una  scelta
  della  classe politica siciliana -   così come, in qualche  modo,
  ha  espresso  anche  l'onorevole Fleres -   e  colgo  l'occasione
  proprio  per  richiamare questa classe politica qui rappresentata
  a  dare  questo  significato  all'approvazione  del  mantenimento
  dell'istituto dell'Alta Corte,  in vista, in considerazione di un
  rapporto nuovo, anche nei confronti dello Stato, dei poteri dello
  Stato,   che   la  Regione  siciliana  e  l'Assemblea   regionale
  siciliana,   in particolare,  deve sapere rivendicare, difendere,
  tutelare e rilanciare.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  anche  in
  questo  caso  svolgo  un po' il ruolo che mi  sono  disegnato  in
  questa  fase  di approvazione dello Statuto, quello  di  fare  il
   bastian  contrario , fare  l'avvocato del diavolo ,  sulla  base
  anche  di  considerazioni che nascono sia  dagli  interventi  dei
  colleghi  che  mi hanno preceduto, ma anche su rilievi  giuridici
  rispetto  a questo tema che ritengo centrale per quanto  riguarda
  appunto il nostro Statuto.
   Sia  l'onorevole  Fleres, che l'onorevole  Capodicasa,  facevano
  riferimento ad una realtà storica che va tutelata.
   Credo  che  non bisogna fare riferimento soltanto   alla  realtà
  storica,  perché   non si tratta di continuare a  perpetrare  una
  tradizione, bensì  di verificare l'attuabilità giuridica  di  ciò
  che  stiamo  proponendo. Pertanto, le considerazioni  non  devono
  essere  di  natura storica, ma devono essere di natura giuridica,
  come  anche  il riferimento alla durata di tale grande  forma  di
  autonomia,  che non è poi durata così tanti anni, basti pensare a
  quella    che,   dall'onorevole   Fleres,   è   stata   definita,
  giuridicamente parlando ritengo,  ignobile sentenza   del 1956  -
  ritento, tra virgolette, chiaramente -. Si tratta di una sentenza
  che,  secondo me, invece che ignobile era logica, ed è logica  se
  guardiamo a quelle che erano le competenze del nostro Statuto del
  1946,   cioè   approvato  prima  dell'entrata  in  vigore   della
  Costituzione  e  quindi  dell'entrata  in  vigore   della   Corte
  costituzionale.
   L'Alta  Corte,  onorevoli  colleghi, lo  ricordo  a  me  stesso,
  giudica  sulla  legittimità  costituzionale  delle  leggi  e  dei
  regolamenti  approvati dallo Stato italiano che  hanno  influenza
  nel nostro territorio.
   Se  parliamo di uno Stato unitario, quindi, onorevole Fleres, io
  credo   che   questa   sia  una  norma,   più  che   federalista,
  separatista;  se  facciamo una scelta di tal genere,   allora  la
  posso  condividere,  diversamente no e credo che  sia  logica  la
  sentenza  della  Corte costituzionale del 1956, basata  cioè  sul
  principio  di  unicità giurisidizionale, Se non  ci  fosse  stata
  poteva  accadere  l'assurdo  che  una  stessa  legge  che   fosse
  considerata  legittima in tutto il resto d'Italia, sarebbe  stata
  illegittima per la sola regione siciliana o viceversa.
     Questo è un assurdo che nell'ambito di una unità nazionale non
  credo possa essere accettato, se noi riconosciamo il principio .

    SAMMARTINO  ... ma succede nella giustizia amministrativa.

    SPAMPINATO ...stiamo parlando del potere legislativo che  credo
  che  sia  cosa  nettamente  diversa.  Io  ritengo  che,  rispetto
  all'autonomia, bisogna lanciare allo Stato una sfida, ma su altri
  temi, non in maniera - come io la reputo -  velleitaria, perchè è
  naturale  che  non  possa passare una norma  che  prevede  ancora
  l'Alta  Corte con questi poteri, è scontato che non possa passare
  un'Alta corte con queste funzioni.
     Il tavolo del confronto non si è mai svolto, onorevole Fleres,
  probabilmente nel rispetto della nostra autonomia e della  natura
  pattizia.   Ritengo  che  ha  fatto  bene  in  cinquant'anni   il
  Parlamento  nazionale a non prendere mai su alcun tema iniziative
  rispetto  allo Statuto siciliano, l'avremmo dovuto prendere  caso
  mai noi l'iniziativa di abrogare con una legge costituzionale  l'
  Alta  Corte.  Credo che queste semplici considerazioni ci portino
  a   riflettere  di più. Onorevoli colleghi, riflettiamo  rispetto
  alla  possibilità di mantenere in vita l'Alta Corte, ma  dobbiamo
  studiare  funzioni e poteri diversi, non poteri  che  sicuramente
  non  potranno mai essere accettati,  secondo me,  nemmeno da  noi
  stessi,  nell'ottica di un' unità nazionale che non dobbiamo  mai
  dimenticare.

    PRESIDENTE     Hanno   chiesto   di   intervenire   l'onorevole
  Capodicasa   e poi l'onorevole Ioppolo. Se altri non chiedono  di
  parlare, dichiaro  chiusa la discussione sull'articolo 42.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    commissione.    Signor
  Presidente,  credo  che  le  obiezioni dell'onorevole  Spampinato
  meritino  una  brevissima replica perchè non  rimanga  agli  atti
  quasi  l'impressione  che la Commissione  non  fosse  consapevole
  degli argomenti che l'onorevole Spampinato ha qui esposto.
   Sono  argomenti notissimi, dibattuti in tutte le sedi,  esistono
  biblioteche  piene di volumi nei quali si è ribadito e  dibattuto
  il  tema,   e gli argomenti  cui ha fatto riferimento l'onorevole
  Spampinato sono del tutto ovvii. Credo che l'aggettivo  ignobile
  riferito  alla  sentenza  della  Corte  Costituzionale  e   usato
  dall'onorevole  Fleres,  non sia  legato alla  qualità  ed   alla
  logicità   della   sentenza,  che  ovviamente  non   può   essere
  contestata, si sa che non può esistere duplicità di giurisdizione
  in  materia  costituzionale, questo è uno dei principi ispiratori
  dell'ordinamento.
     Il  problema dove sta? Sta nel fatto che la Regione siciliana,
  attraverso l'Alta Corte,  entrava in un rapporto di pariteticità,
  quindi sulla base di un principio ispiratore di tipo federalista,
  quindi  nel  nostro Statuto era contenuta  un'autonomia  speciale
  molto  spinta  e   nel rapporto di pariteticità si  enucleava  la
  natura pattizia delle norme che regolano i rapporti tra Regione e
  Stato.
   Nel   momento   in  cui  subentra  la  Commissione,   la   Corte
  Costituzionale,   l'Alta  Corte  non  aveva   molto   motivo   di
  sopravvivere.  Però  la sfida di cui parlava l'onorevole  Fleres,
  che  è   alla  base  anche della scelta che  la  Commissione  sta
  compiendo  (scelta  perigliosa, del cui   contenuto  provocatorio
  siamo  ben  consapevoli), è motivata dal fatto che la  scelta  di
  superare  l'istituto dell'Alta Corte attraverso  un  assorbimento
  delle  sue  funzioni da parte della Corte Costituzionale,  poteva
  essere   temperata  attraverso  la  previsione  di  una   sezione
  specializzata   della  Corte  Costituzionale  per   dirimere   le
  questioni  di  legittimità delle leggi ed anche dei conflitti  di
  attribuzione tra Stato e Regione in quella sede.
   Lo  Stato  questo non ha voluto fare, ecco perché è   ignobile ,
  ovviamente  per  il  significato che  in  una  sede  parlamentare
  possiamo dare all'aggettivo  ignobile , nel senso che la  Regione
  siciliana si sentì usurpata in un suo diritto che era sancito  in
  una   norma  di  rango  costituzionale,  anche  se  non  era   la
  Costituzione.
   Ecco,  allora, che il ribadire questo principio non ha tanto  il
  valore  di contestare la logicità dei procedimenti e delle scelte
  che  nel  corso  del  tempo  sono state adottate  dal  Parlamento
  nazionale  e  poi  anche  dalla Corte  Costituzionale,  quanto  -
  l'onorevole Fleres non ha bisogno della mia esegesi  ma credo  di
  poterlo  interpretare - quello  di sensibilizzare  il  Parlamento
  nazionale,  nel momento in cui l'istanza federalista ormai sembra
  pienamente  acquisita nel dibattito politico e nel  senso  comune
  istituzionale del nostro Paese, su un punto non  secondario,  che
  è  quello di chi giudica dei rapporti tra l'organo  centrale, tra
  lo Stato e le regioni che hanno, in virtù dell'articolo 114 della
  Costituzione,  pari posizione nell'ambito della  Repubblica,  non
  dobbiamo dimenticarlo.
   Quindi  oggi,  a  maggior ragione, più che ieri,  servirebbe  un
  organo  costituzionale  riformato  che  preveda  e  contempli  la
  partecipazione,  attraverso forme disciplinate per  legge,  delle
  regioni  all'organo  che si esprime sulla costituzionalità  delle
  leggi e sui rapporti di valore costituzionale tra lo Stato  e  le
  Regioni.
   Non  c'è,  dunque, onorevole Spampinato, la voglia di sovvertire
  o,  addirittura, come lei dice, in qualche modo, di inficiare  la
  praticabilità  del  procedimento, perché  sappiamo  bene  che  il
  procedimento  non ha praticabilità, la scelta che  noi  compiamo,
  ove  dovesse l'Aula accedere a questa proposta della Commissione,
  non  ha  un  valore  effettivo,  immediato, tanto  più  che  dopo
  l'abolizione  dell'Alta  Corte,  che  non  è  mai  stata  abolita
  formalmente con un atto parlamentare ma con  sentenza della Corte
  Costituzionale,  i  rapporti tra lo  Stato  e  la  Regione  hanno
  continuato ad essere regolati secondo procedure che sono  tuttora
  in  vigore,  quindi  non succederà che,  con la  scelta  che  noi
  adottiamo, col mantenimento nello Statuto dell'istituto dell'Alta
  Corte,  andiamo a sovvertire procedure che in realtà  ormai  sono
  consolidate storicamente da alcuni decenni.
   Dunque,   signor  Presidente,  volevo  solo  dare   una   minima
  precisazione  al  problema perché non rimanesse agli  atti,  dopo
  l'intervento  dell'onorevole  Spampinato,  l'impressione  che  la
  Commissione non

    ORTISI .. diamo a tutti la possibilità di esprimere le  proprie
  idee, non è che ad ogni intervento può seguire una replica.

    CAPODICASA   Onorevole  Ortisi, la  Commissione  quando  si  fa
  carico  di una proposta e viene contestata deve darne motivazione
  all'Aula, è non solo un diritto ma anche un dovere, tanto più che
  discutendo di Statuto,  parliamo di atti che rimarranno.

    SPAMPINATO  Se fosse così semplice sarei felice.

    CAPODICASA   Onorevole Spampinato, mio  malgrado,  mi  trovo  a
  dover  presiedere questa Commissione, quindi non  rispondo  delle
  altre.  Io  la  ringrazio della notazione, però la  cosa  non  mi
  riguarda direttamente.

    IOPPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    IOPPOLO     Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    la
  precisazione che giudico, ritengo, assai puntuale del  Presidente
  Capodicasa, invero, avrebbe potuto esimermi da qualche  ulteriore
  considerazione  che, tuttavia, ritengo di dovere rassegnare,  non
  tanto  per  convincere  l'onorevole  Spampinato  a  non  assumere
  necessariamente   il   ruolo   dell'oppositore,   del     bastian
  contrario', come egli stesso ha detto, ma per tentare di dire che
  qui più che la prospettiva giuridica, e giuridico-costituzionale,
  rileva  la prospettiva politica e la prospettiva politica,  credo
  che  imponga  ancora adesso, a quasi sessanta  anni  di  distanza
  dalla  scelta dello Statuto speciale autonomistico siciliano  del
  1946,  di  dovere riaffermare, riaffermare con forza, una  scelta
  che  era coraggiosa all'epoca e che diventa ancora più coraggiosa
  oggi,  senza  rinunciare, senza abdicare, al ruolo di legislatori
  regionali   in  quello  che  credo  sia  il  momento   più   alto
  dell'attività  legislativa  che  stiamo  compiendo,  che   questa
  legislatura  ha  compiuto e sta compiendo,  che  è  quella  della
  revisione dello Statuto.
   Vedete,  signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  non
  dobbiamo  tanto porci nella prospettiva di ciò che  si  attendono
  gli  altri,  di  ciò che si attende il Parlamento  nazionale,  ma
  dobbiamo porci nella prospettiva di ciò che oggi, come Sicilia  e
  come siciliani, vogliamo riaffermare.
   La  sentenza del 1956 che, peraltro, poi diede la stura a  tutta
  una  serie di ipotesi, anche di carattere storico, che oggi  sono
  diventate di carattere storico, che all'epoca era attualità,  con
  i  successivi  governi,  con  la contrapposizione  forte  tra  la
  Sicilia  e  lo  Stato  centrale,  se  da  una  parte  riaffermava
  l'unicità   di   indirizzo   anche  costituzionale,   soprattutto
  costituzionale, da parte dello Stato, dall'altra parte certamente
  illanguidiva,   illanguidì  quella   che   era   la   prospettiva
  autonomistica della Regione siciliana.
   Allora,  io  credo  sia  opportuno metterci  dalla  parte  della
  nostra  prospettiva,  di  ciò che noi vogliamo  raggiungere  come
  obiettivo, sia che ciò avvenga in questa legislatura  o  che  non
  avvenga  in questa legislatura (l'onorevole Ortisi e molti  altri
  deputati dubitano,  ed io stesso nutro qualche dubbio, che  possa
  raggiungersi tale obiettivo in questa legislatura).
   Dobbiamo tenere presente, perchè lo sappiamo, che attraverso  il
  procedimento  aggravato previsto dalla Costituzione italiana  per
  la  sua  approvazione, tale nostra legge, che è nostra in  parte,
  diventerà  legge  costituzionale  e  quindi  legge  dello  Stato.
  Dobbiamo riaffermarlo questo principio, dobbiamo riaffermarlo con
  forza  anche  per la possibilità di mediazione, così  come  prima
  l'onorevole Capodicasa sottolineava e la riaffermazione  di  tale
  principio e della norma ci consentirà - e ce lo consentirà, credo
  -  di potere trattare. E in tal senso, più che gli istituti, è la
  politica  che ci deve venire incontro, che dobbiamo animare,  che
  dobbiamo  interpretare nei confronti del Parlamento nazionale;  e
  quanto  più riusciremo ad  esprimere in questa Assemblea con   il
  nostro  voto  su  tale  legge, quanto  più  esso  sarà  convinto,
  unanime,   tanto  più  sarà  forte  e  darà  forza  alla  Regione
  siciliana  anche  in un processo di compromesso  legislativo,  di
  compromesso  alto  dal  punto  di  vista  legislativo,   con   il
  Parlamento e con il Governo nazionali.
   Io  credo,  quindi, di potere davvero rivolgere un  appello,  un
  invito a tutti i colleghi presenti perché questa norma passi, sia
  approvata, sia votata così come è scritta nel testo.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

       ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intanto
  rassicuriamo l'onorevole Ioppolo che, come ho detto  in  premessa
  un  anno fa - l'onorevole Spampinato ha detto questo per colorare
  il  suo intervento, per giustificarne l'iter di svolgimento -  in
  ogni occasione, noi non voteremo mai contro.
   Nè   abbiamo  la  presunzione  di  esprimere  verità   rivelate.
  Tentiamo di dare un contributo al ragionamento.
   Dal  punto  di  vista  logico,  ci  sembrerebbe  esaustivo  fare
  riferimento alla proposta originaria  l'art. 24 dello  Statuto  è
  abrogato .   Noi stiamo discutendo su un emendamento all'articolo
  proposto  ab  origine dalla Commissione, che,  evidentemente,  si
  orientava  in maniera diversa. Però, non vi è dubbio che  bisogna
  storicizzare,    anche    capire    l'evoluzione    del     tema,
  dell'espressione. Noi proponevamo e facemmo approvare,  almeno  i
  nostri  padri,  questo Statuto e l'articolo 24  relativo,  in  un
  clima nel quale esistevano anche spinte separatiste, e si tentava
  una  mediazione,  che  poi arrivò, ancorché  non  realizzata  nel
  tempo, all' istituzione dell'Alta Corte.
   Il  clima  storico  è  diverso:  nessuno  in  Sicilia  parla  di
  possibilità  di separatismo, anzi, nel dibattito storico-politico
  alto,   oggi   la  Sicilia  è  all'avanguardia  in  ordine   alla
  contrapposizione   di  uomini  e  di  idee  rispetto   a   spinte
  separatiste che da altre parti, agli antipodi, non solo giuridici
  ma anche geografici dell'Italia, provengono.
   La  prima  motivazione  storica della proposta  dell'istituzione
  dell'Alta Corte nel tempo è venuta meno.
   Ma  noi  non  saremmo  contrari, come si evince  dall'intervento
  dell'onorevole  Spampinato, all'istituzione di un  organismo  che
  medi, siamo del parere che anche in base a quello che è successo,
  noi  presentiamo una forma di arroganza  velleitaria che fa  male
  all'intero  corpo della revisione dello Statuto e  che  indispone
  anche  gli  interlocutori che non siano pro-Sicilia,   quasi  per
  pregiudizio. Penseremmo bene ad un organismo che non si chiamasse
  Alta  Corte.  Penseremmo  a  far scomparire  questa  terminologia
  legata agli anni quaranta e ai primi degli anni cinquanta, che  è
  scomparsa nel tempo in tutta la giurisprudenza dell'Occidente  ed
  è  rimasta soltanto nei paesi in cui governano gli ayatollah ed è
  una  forma  di contrapposizione nei confronti dell'interlocutore.
  Potremmo  sostituirla con un altro organismo che, con  paletti  e
  con  metodologia collaborativa con lo Stato, possa raggiungere  i
  medesimi obiettivi.
   Questo  è  in  fondo  quello  che,  se  mi  permette  l'esegesi,
  l'onorevole Spampinato proponeva nel suo intervento.
   Che   poi   in   Aula  si  voglia  far  passare   questa   forma
  simbolica....  Io devo rassegnare la mia opinione e  ritengo  che
  sia  una  forma di arroganza che fa male all'intero  processo  di
  revisione  dello Statuto. Lo rassegniamo all'Aula  ed  al  parere
  della maggioranza dell'Aula ci adatteremo.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento   42.3   della
  Commissione, interamente soppressivo dell'articolo 42. Il  parere
  della Commissione?

    CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                                                    (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti decadono.
   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                            «Articolo 43

   1. L'articolo 25 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 25

   1. La Corte costituzionale giudica sulla costituzionalità:

   a) delle leggi approvate dall'Assemblea regionale;

   b)  dei  decreti  legislativi regionali di cui  all'articolo  12
  ter;

   c) delle leggi dello Stato, rispetto al presente Statuto'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dall'onorevole Sammartino: 43.1, soppressivo dell'articolo;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 43.2.

   Pongo    in    votazione   l'emendamento    43.1,    soppressivo
  dell'articolo 43. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  L'emendamento 43.2 decade.
   Si passa all'articolo 44.
    Ne do lettura:

                            «Articolo 44

   1. L'articolo 27 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 27

   1.  Un Commissario dello Stato, nominato d'intesa dal Presidente
  del  Consiglio  dei  Ministri  e dal  Presidente  della  Regione,
  promuove  presso  la  Corte  Costituzionale  i  giudizi  di   cui
  all'articolo 25'».

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti

      -dall'onorevole Sammartino: 44.1, soppressivo dell'articolo;
  -dagli onorevoli Pistorio e Savarino: 44.3, soppressivo
  dell'articolo; 44.4;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 44.2, interamente
  sostitutivo dell'articolo;
  -dalla Commissione: 44.6.

   Si  passa all'emendamento 44.1, soppressivo dell'articolo 44. Lo
  pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

   CAPODICASA  presidente della Commissione e relatore. Favorevole

   PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

   SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO    Signor  Presidente,  vogliamo  capire   cosa   sta
  succedendo. Chiedo una brevissima pausa per rendermi  conto  dove
  siamo arrivati, facendo rilevare che il fatto di non essere stato
  presente  all'inizio della seduta non è responsabilità  personale
  ma  in  qualche modo nostra responsabilità, perchè  i  lavoratori
  della  Fiat  hanno  anche  oggi  occupato  l'autostrada  Catania-
  Palermo  impedendo  a  gran parte dei deputati  qua  presenti  di
  essere in orario.

   PRESIDENTE  Sospendo la seduta per due minuti.

  La seduta è ripresa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.58 è ripresa alle ore 13.01)


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Riprende  il  seguito  della discussione  del  disegno  di  legge
  «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
   Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)

   FLERES   Signor  Presidente, abbiamo approvato l'articolo  43  e
  pertanto resta in vigore l'articolo 25 dello Statuto.
  Abbiamo  abrogato  l'articolo  44  e  pertanto  resta  in  vigore
  l'articolo 27. L'emendamento 44.6 deve essere votato.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 44.6, riferito  al
  testo   dell'articolo   27  dello  Statuto.   Il   parere   della
  Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti sono decaduti.
   Si    passa   all'emendamento   46.2   interamente   soppressivo
  dell'articolo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Gli emendamenti 46.7, 46.5, 46.1, 46.4 e 46.3 decadono.
   Si passa all'art. 47. Ne do lettura:

                            «Articolo 47

   1. L'articolo 30 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 30

   1.  Il  Presidente  della Regione, anche su voto  dell'Assemblea
  regionale, previa delibera della Giunta regionale, può  impugnare
  presso  la Corte Costituzionale le leggi e gli atti aventi valore
  di  legge  dello  Stato o di un'altra regione che ritenga  lesivi
  della  sfera di competenza della Regione ovvero in contrasto  con
  la Costituzione, entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.

   2.  Quando  il  Presidente della Regione  ritenga  che  un  atto
  pubblico  non  legislativo adottato da  un  organo  dello  Stato,
  inclusi  gli  atti  di natura giurisdizionale, sia  lesivo  della
  sfera  di attribuzioni costituzionalmente garantita della Regione
  siciliana, promuove, previa deliberazione della Giunta regionale,
  conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.

   3.  Le questioni di legittimità costituzionale ed i conflitti di
  attribuzione   promossi  dal  Presidente   della   Regione   sono
  immediatamente comunicati all'Assemblea regionale'».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Sammartino
  l'emendamento 47.3 interamente soppressivo dell'articolo.

    SAMMARTINO  Dichiaro di ritirare l'emendamento 47.3.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    CAPODICASA    vicepresidente  della  Commissione.   Chiedo   di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo per preannunciare  la
  presentazione  da parte della Commissione di un  emendamento  con
  cui  si  propone  di sostituire le parole   Corte Costituzionale
  con le parole  Alta Corte .

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato dalla  Commissione
  l'emendamento 47.6.
     Lo  pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 47 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     Comunico  che  sono  stati presentati i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi:

   dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici ed altri: 47.5;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 47.2;
   dall'onorevole Ortisi: 47.4.

   Si passa all'emendamento 47.5.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI      Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  l'emendamento 47.5 si pone l'obiettivo di abrogare l'articolo  31
  del  vigente Statuto. Credo sia corretto abrogarlo non  solo  per
  l'antistoricità e per la dimensione un po' singolare; ricordo che
  il  dibattito  che  si  sta facendo sul federalismo  riguarda  le
  competenze  di  tipo  amministrativo sulla polizia  non  riguarda
  certamente  le  competenze sull'ordine pubblico.  Oltretutto,  in
  questo  articolo vi è un comma, che fortunatamente non  ha  avuto
  mai  attuazione,   che  prevede che persino il  Presidente  della
  Regione  può far rimuovere un funzionario di polizia. Mi sembrano
  cose  che,  in  qualche modo, mettono in discussione l'unitarietà
  dello  Stato e della dimensione del governo delle politiche sulla
  sicurezza pubblica nell'ambito nazionale.
     Io  credo sia opportuno abrogare questa norma che ad oggi  non
  ha  mai avuto attuazione dopo oltre 50 anni ed evitare che questa
  norma possa essere, alla luce del dibattito che è intervenuto  in
  tutti  questi anni, considerata una ragione di più per  frapporre
  ostacoli  all'approvazione dello Statuto da parte del  Parlamento
  nazionale.
   Noi stiamo vivendo il tempo della globalizzazione in generale  e
  credo  che  anche  le forze di polizia si sono misurate  con  una
  dimensione  della  sicurezza  che  non  riguarda  più  l'attività
  esclusivamente  nell'ambito nazionale -  faccio  un  esempio  per
  tutti:   il  terrorismo internazionale -,  nel   momento  in  cui
  abbiamo  bisogno  di integrare le forze di polizia  ed  anche  il
  comando  delle  forze di polizia. Così rischiamo  di  mandare  il
  messaggio di una dimensione della lotta al crimine che  inizia  e
  finisce nell'ambito territoriale - come diceva un collega che  ha
  governato  in questa Regione - racchiuso in  un'Isola  circondata
  dal mare .
   Da  questo  punto di vista ritengo utile abrogare l'articolo  31
  del vigente Statuto.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono  le
  stesse  identiche  argomentazioni che abbiamo applicato  all'Alta
  Corte, al mantenimento degli articoli del precedente Statuto  che
  prevedevano l'Alta Corte e che dovrebbero applicarsi anche per il
  mantenimento dell'articolo  che riguarda l'esercizio  dei  poteri
  sull'ordine pubblico attribuiti al Presidente della Regione.
   Non  si capisce per quale motivo, se si è sostenuta la tesi  del
  mantenimento dell'Alta Corte, non si debba sostenere  altrettanto
  il principio del mantenimento di questo articolo che riconosce al
  Presidente  della Regione un rango che non mi sembra  affatto  in
  contrasto  con la legislazione nazionale, che sappiamo essere  in
  evoluzione verso un assetto federale dei suoi poteri e delle  sue
  competenze e dell'esercizio di questi poteri.
   Pertanto,  sotto  questo profilo vorrei invitare  il  presidente
  Capodicasa a riconsiderare l'emendamento, nel senso di  ritirarlo
  anche  e,  soprattutto,  per  lasciare  un  impianto  quanto  più
  coerente possibile, un impianto generale di questi articoli  così
  come  furono  previsti sessant'anni fa dai  padri  dello  Statuto
  siciliano,  altrimenti si verrebbe meno anche nei  confronti  del
  principio  di  coerenza  tra questo articolo  che  contempla  non
  soltanto  l'Alta  Corte  ma  anche i poteri  e  le  funzioni  del
  Commissario  dello  Stato  e,  in ultimo,  i  poteri  sull'ordine
  pubblico attribuiti al Presidente della Regione.

    FORGIONE  Ne ha facoltà.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, sarò breve perché già ha  spiegato
  bene  l'onorevole  Cracolici  il senso di  questi  emendamenti  a
  firma   diversa,  ma  comuni  nelle  intenzioni.   Non   possiamo
  assimilare  i poteri del Presidente della Regione in  materia  di
  ordine  pubblico,  addirittura per alcuni  versi  di  difesa  sul
  territorio  regionale, alla discussione che  abbiamo  svolto  sin
  qui,  onorevole Sammartino, sui problemi dell'Alta Corte.
   Credo  che  questa  impostazione sia  abbastanza  anacronistica,
  anche   se   mi  rendo  conto  che  c'è  un  dibattito  nazionale
  nell'ambito della discussione sulla devolution  che va  verso  le
  polizie   regionali   che  sono  altra   cosa,   a   mio   avviso
  pericolosissime  per  la  natura unitaria  dello  Stato,  per  la
  gestione  dell'ordine  pubblico che  deve  avere  una  fisionomia
  democratica che non può essere spezzettata su base regionale e su
  interessi regionali. A mio avviso qui c'è un elemento in più  che
  riguarda  la  condizione particolare dell'ordine pubblico,  della
  sicurezza,  della  presenza della criminalità  organizzata  nella
  nostra  regione che ha bisogno di una gestione omogenea e di  una
  volontà  comune omogenea, anche neutrale in carattere di terzietà
  rispetto alla credibilità stessa nei confronti dei cittadini  che
  la  gestione dell'ordine pubblico  delle forze di polizia e degli
  organi dello Stato deve essere garantito nella nostra regione.
    Per  questo  credo  che,  al di là  della  volontà  dei  nostri
  costituenti  regionali  e anche il contesto  storico   nel  quale
  questo  articolo nasceva, oggi ci troviamo in un contesto diverso
  che motiva, invece, l'abrogazione di questo articolo.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  poiché  è  un   tema   assai
  importante  ed obiettivamente richiederebbe uno spazio  maggiore,
  la Presidenza ritiene sia opportuno valutare con molta attenzione
  ed  analisi  storica,  politica e culturale l'essenza  di  questa
  norma  statutaria che sopravvive da sessant'anni. C'è un problema
  di specialità, di storicità, di avvenire; non possiamo immaginare
  quale  sarà  lo  sviluppo  di  tale tendenza   federalista  della
  Repubblica   italiana  ed  alienarci  la  possibilità,   peraltro
  puramente  platonica  in questo momento, di una  istituzione  del
  genere;   mi sembra troppo generoso nel concedere all'ordinarietà
  delle  regioni italiane anche l'ordinarietà, di fatto ormai quasi
  evidente, dello Statuto regionale siciliano.
   Se  dobbiamo salvaguardare i pochi punti che possono ancora oggi
  rendere  visibile la nostra specialità e specificità,  suggerirei
  di preservarne la sopravvivenza anche se si tratta, come nel caso
  specifico,  di  una  sopravvivenza  puramente  platonica.  Poichè
  l'argomento  è  assai  delicato e l'ora  ormai  non  permette  lo
  sviluppo  di  un dibattito, propongo di rinviare questo  tema  al
  pomeriggio di oggi.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Dispongo  l'accantonamento  degli emendamenti  aggiuntivi,  dopo
  l'articolo 47.
   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                            «Articolo 54

   1. L'articolo 41 ter dello Statuto è sostituito dal seguente:

                          'Articolo 41 ter

   1.  La  potestà  di  proporre modifiche al  presente  Statuto  è
  riservata all'Assemblea regionale.

   2.  Le  proposte  di  revisione  dello  Statuto  sono  approvate
  dall'Assemblea  regionale a maggioranza dei due  terzi  dei  suoi
  componenti.

   3.  Il  testo contenente le proposte di revisione dello  Statuto
  viene quindi trasmesso dal Presidente dell'Assemblea regionale al
  Presidente  del  Senato  della  Repubblica,  affinché  attivi  la
  procedura   parlamentare  per  la  sua  approvazione  con   legge
  costituzionale dello Stato.

   4.  Il  Parlamento può rifiutare l'approvazione, qualora  rilevi
  elementi   contrastanti   con  i  principi   fondamentali   della
  Costituzione della Repubblica. In tale ipotesi, il Presidente del
  Senato   restituisce   il  testo  al  Presidente   dell'Assemblea
  regionale, unitamente ai resoconti parlamentari.

   5.  L'Assemblea regionale, entro i successivi centoventi  giorni
  dalla  avvenuta comunicazione del rifiuto del Parlamento,  assume
  le conseguenti determinazioni.

   6.  Nell'ipotesi  di rifiuto prevista dal comma  4,  l'Assemblea
  regionale,  entro  il  termine di cui al  precedente  comma,  può
  decidere,  con il voto favorevole della maggioranza assoluta  dei
  suoi componenti, di proporre ricorso alla Corte Costituzionale.

   7.  La  Corte Costituzionale si pronunzia sul ricorso presentato
  dall'Assemblea regionale entro trenta giorni. Se il ricorso viene
  accolto,  l'Assemblea regionale provvede a trasmettere nuovamente
  il  testo  contenente  le  proposte di revisione  dello  Statuto,
  unitamente   alla   sentenza  della  Corte   Costituzionale,   al
  Parlamento,  per  l'approvazione delle modifiche  statutarie  con
  legge costituzionale.

   8.   Diversamente,  l'Assemblea  regionale   può   decidere,   a
  maggioranza  dei due terzi dei suoi componenti, di  approvare  un
  nuovo testo da trasmettere al Parlamento.

   9.  La  legge  costituzionale,  contenente  le  modifiche  dello
  Statuto  speciale  della  Regione  siciliana,  è  promulgata  dal
  Presidente della Repubblica e pubblicata nella Gazzetta ufficiale
  della  Repubblica  entro 15 giorni dalla definitiva  approvazione
  del Parlamento, dopo la seconda lettura'».

   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto;   chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.18, è ripresa alle ore 20.12)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ricordo  che   prima   della
  sospensione  dei lavori di stamattina eravamo giunti all'articolo
  41.  Avverto  che  è intendimento della Presidenza  proseguire  i
  lavori  dell'articolato questa sera e rinviare la seduta a domani
  mattina per la votazione finale del disegno di legge.

    ORTISI   Signor Presidente, ritengo che non ci siano  i  numero
  per  poter  procedere,  nella seduta di  domani,  alla  votazione
  finale.

    PRESIDENTE   Rivolgo, in questo senso, un invito ai  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari affinché sia garantita la  presenza  in
  Aula.

    ORTISI   Signor  Presidente,  ritengo  sarebbe  già  un  ottimo
  traguardo completare, entro stasera, l'esame dell'articolato.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche  per  dare
  un  senso  a quanto è stato detto nel corso della riunione  testè
  conclusasi, potremmo proseguire con l'esame dell'articolo 25.
   Su  tale articolo, la Commissione ha fatto un lavoro di cucitura
  che  tiene  conto  della formulazione originaria dell'articolo  e
  degli   emendamenti,  i  quali  affrontano  alcuni  aspetti   che
  riguardano le competenze degli enti locali. Tale lavoro  è  stato
  sintetizzato  in  alcuni  emendamenti  di  riscrittura   di   cui
  preannuncio  la  presentazione e sui quali c'è la convergenza  di
  tutta la Commissione.

    PRESIDENTE  Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.15, è ripresa alle ore 20.22)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                            «Articolo 25

   1. L'articolo 15 è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 15

   1.   I   Comuni  e  le  Province  regionali  sono  enti   locali
  territoriali,  costituiti nell'ambito della  Regione,  dotati  di
  autonomia normativa, amministrativa e finanziaria secondo  quanto
  stabilito dalla legge regionale e dai loro statuti.

   2.  La Regione ha competenza legislativa esclusiva in materia di
  circoscrizioni ed ordinamento degli enti locali.

   3.  Le  funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni  salvo
  che,  per  assicurarne l'esercizio unitario e per  realizzare  un
  armonico  sviluppo  a  livello  provinciale  o  regionale,  siano
  conferite  alle Province o alla Regione, sulla base dei  principi
  di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

   4.   I   Comuni   e  le  Province  sono  titolari  di   funzioni
  amministrative  proprie e di quelle conferite con legge,  secondo
  le rispettive competenze'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dall'onorevole Villari: 25.20;
  -dagli onorevoli Giannopolo, Capodicasa ed altri: 25.21; 25.25;
  25.22; 25.23; 25.24;
  -dall'onorevole Spampinato: 25.8; 25.9;
  -dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 25.5; 50.1
  (interamente sostitutivo dell'articolo 37);
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 25.12; 25.13; 25.10;
  50.2 (interamente sostitutivo dell'articolo 37);
  -dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 25.16; 25.15; 25.14;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: 25.1;
  -dall'onorevole Savarino: 25.27;
  -dall'onorevole Pistorio: 25.28;
  -dall'onorevole Ioppolo: 25.29;
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: 25.2; 25.3;
  -dall'onorevole Ortisi: 25.7;
  -dalla Commissione: 25.31, 25.32, 25.33, 25.34, 25.35, 25.36.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi all'articolo 25:

      -dall'onorevole Spampinato: 25.18 e 25.19.

   Si passa all'emendamento 25.31. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.32. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.33. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.34. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.35. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.36. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Sulla  base  dell'accordo raggiunto fra i  Gruppi  parlamentari,
  tutti gli altri emendamenti si intendono superati.

   L'Assemblea  ne prende atto.

   Pongo in votazione l'articolo 25, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                            «Articolo 41

   1. L'articolo 23 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                            'Articolo 23

   1.  Gli  organi  giurisdizionali centrali hanno  in  Sicilia  le
  rispettive sezioni per gli affari concernenti la Regione.

   2.  Le  Sezioni  del Consiglio di Stato, denominate  in  Sicilia
  'Consiglio di Giustizia amministrativa', sono composte  anche  di
  membri  designati dal Presidente della Regione e svolgono altresì
  funzioni consultive.

   3.  Le Sezioni della Corte dei Conti svolgono anche funzioni  di
  controllo amministrativo e contabile.

   4.I  magistrati della Corte dei conti sono nominati, di accordo,
  dai Governi dello Stato e della Regione.

   5.  I  Presidenti  di  sezione  della  Corte  dei  Conti  ed  il
  Presidente   del  Consiglio  di  Giustizia  amministrativa   sono
  nominati d'accordo dai Governi dello Stato e della Regione.

   6.   La  Corte  dei  Conti,  in  conformità  ai  principi  della
  Costituzione che regolano le sue funzioni, esercita, altresì,  il
  controllo   sull'amministrazione  regionale  e,   ai   fini   del
  coordinamento  della finanza pubblica, quello sugli  enti  locali
  territoriali,  nonchè  sui loro enti strumentali  e  sulle  altre
  istituzioni pubbliche di autonomia, aventi sede nella Regione.

   7.  A  tal  fine  le Sezioni della Corte dei Conti  in  sede  di
  controllo, sono integrate da componenti designati dalla assemblea
  Regionale e dal Consiglio regionale delle Autonomie locali.

   8.  I  ricorsi  amministrativi, avanzati in linea  straordinaria
  contro   atti  amministrativi  regionali,  saranno   decisi   dal
  Presidente  della  Regione  sentita  la  sezione  consultiva  del
  Consiglio di Giustizia amministrativa'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dalla Commissione: 41 R;
   - dall'onorevole Spampinato: 41.2, soppressivo dell'articolo;
   - dagli onorevoli Forgione e Liotta: 41.1;
   - dagli onorevoli Giannopolo, Capodicasa ed altri: 41.3.

   Si passa all'emendamento 41.2.

    SPAMPINATO  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 41 R della Commissione. Lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 41.1.

    FORGIONE  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 41.3. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 41, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dei seguenti emendamenti aggiuntivi,  dopo
  l'articolo 47, in precedenza accantonati:

   degli onorevoli Forgione e Liotta:  47.1; 47.2;
   degli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 47.5;
   dell'onorevole Ortisi: 47.4.

   Onorevoli colleghi, per riassumere brevemente, la questione  sta
  nella  sopravvivenza o meno della parte del vecchio  Statuto  che
  faceva  riferimento  ai poteri del Presidente  della  Regione  in
  materia di polizia e di polizia giudiziaria.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  distinguere   la   mia
  posizione  di  firmatario  dell'emendamento  47.5  da  quella  di
  vicepresidente  della  Commissione Statuto.  Come  vicepresidente
  della  Commissione  esprimo il parere contrario,  a  maggioranza,
  della  Commissione stessa; in quanto firmatario  dell'emendamento
  47.5 sono chiaramente favorevole.
   Noi  non possiamo fare un'analogia tra questo articolo e  quello
  relativo  all'Alta  Corte, perché in quel caso  parliamo  di  una
  materia  che  attiene  ai  rapporti  con  lo  Stato,  alla   loro
  pariteticità,   quindi  ad  organi  di  garanzia   della   nostra
  autonomia.
   Siamo  di  fronte ad uno strumento che è, non solo  desueto,  ma
  ormai  fuori da ogni reale ed effettiva prospettiva non  solo  di
  applicazione  immediata, quanto di una sua possibile applicazione
  futura.
     Vorrei  ricordare  che questo articolo ha  ricevuto  anche  le
  simpatie  della  Lega  Nord, ma oggi, a seguito  delle  modifiche
  della  legge costituzionale - che credo siano state approvate  al
  Senato in seconda lettura - la norma, che inizialmente era  stata
  presentata per l'istituzione di un corpo di polizia regionale,  è
  stata  ulteriormente modificata con l'aggiunta di  un  aggettivo,
  cioè polizia amministrativa regionale. Questo cambia radicalmente
  la  qualità del testo, perché la polizia amministrativa regionale
  in Sicilia l'abbiamo, le altre regioni la istituiranno.
   Andiamo  incontro  a qualcosa che, a mio giudizio,  comporta  un
  gravissimo problema: per come è scritto l'articolo, il Presidente
  della  Regione  dovrebbe sostituirsi - io non sono  contrario  in
  linea di principio, ma non vedo questa norma praticabile - .
   Ci   sarebbero  tante  ragioni  da  addurre,  anche  se   vorrei
  sottolinearne  soltanto una: avremmo non una  Polizia  regionale,
  sulla  quale potremmo essere d'accordo, anche se nel caso in  cui
  fosse  istituita, avrebbe un suo centro direzionale  in  Sicilia.
  Nell'ambito della Polizia dello Stato, in Sicilia, si  dice  che:
   dipende  disciplinarmente per l'impiego  e  l'utilizzazione  del
  Governo regionale .
   Significa  creare  un bicefalismo assolutamente  improprio.  Tra
  l'altro  le  nuove  norme costituzionali, nella ripartizione  dei
  poteri, affidano la sicurezza dello Stato e dei cittadini in capo
  allo  Stato.  Credo  che  oggi possa  insorgere  un  problema  di
  costituzionalità.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  scusarmi  per  i  modi inopportuni con cui mi sono  rivolto  alla
  Presidenza  in  quanto,  non mi era stata  data  la  possibilità,
  probabilmente per colpa mia, di partecipare al dibattito  in  una
  delle parti di questo Statuto che ritengo fondamentale.
   Mi  dichiaro  favorevole all'emendamento proposto dall'onorevole
  Capodicasa.  Anche  Lei,  signor  Presidente,  poc'anzi,   faceva
  riferimento  alla necessità di soffermarsi, ancor di più,rispetto
  ad alcuni temi che rivestono particolare importanza.
   E'  chiaro  che  abbiamo  una diversità di  visione.  Così  come
  l'Alta  Corte, ritengo questo un reperto giuridico, perché stiamo
  parlando  di cose che non sono state mai applicate e sono  sicuro
  che  se  anche approvate da questa Assemblea, domani non  saranno
  applicate, in quanto il mantenimento dell'ordine pubblico  non  è
  stato mai garantito dal Presidente della Regione.
   Oggi,  per  esempio,  sull'autostrada, la Polizia  non  è  stata
  mandata a tutelare l'ordine pubblico dal Presidente della Regione
  e non poteva essere diversamente.
   Lo  stesso  discorso vale per L'Alta Corte. Mi  dispiace,  però,
  che  su  un  tema su cui realmente possiamo verificare il  nostro
  grado  di  autonomia, ovvero il controllo sulla legge  regionale,
  non ci sia stato un minuto di dibattito.
   Lei  faceva riferimento alla necessità del dibattito rispetto  a
  questo   tema,  giustamente,  ma  dopo  l'intervento  di   cinque
  deputati, ha sospeso la discussione sul tema del controllo  sulla
  legge  regionale, ovvero sulla possibilità di misurare il  nostro
  grado  di  autonomia, sulla possibilità di adeguarci,  invece  di
  restare   dietro  rispetto  all'autonomia  delle  altre   regioni
  ordinarie e prevedere un controllo successivo, pur mantenendo  la
  figura  del  Commissario dello Stato. Purtroppo, questa  norma  è
  stata  approvata senza che la maggior parte dei  deputati  se  ne
  rendesse conto, figurarsi con un minuto di dibattito
   Ritengo ciò un vulnus rispetto a questo dibattito.
   Si  è giustamente discusso e si continua a discutere di cose che
  non  troveranno  mai  una  concreta applicazione.  Abbiamo  perso
  un'occasione  per aprire un dibattito vero rispetto all'Autonomia
  siciliana quando si parla di controllo sulla legge regionale.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  voteremo
  contro l'emendamento che mira alla soppressione dell'articolo  31
  dello   Statuto,  perché  siamo  convinti  che  questo   articolo
  rappresenti uno di quei caratteri fortemente autonomistici che lo
  Statuto vigente presenta.
   Una  caratterizzazione, quella introdotta con l'articolo 31, che
  ci  è  stata più volte invidiata da parte di tutte le  Regioni  e
  che, nonostante sia stata applicata molto marginalmente, continua
  a  rappresentare  una  delle caratteristiche  fondamentali  della
  nostra Autonomia.
   Non  voglio  fare un intervento lungo ed articolato,  che  abbia
  valore   sociologico  oltre  che  giuridico  rispetto  a   questo
  articolo,   perché ne abbiamo parlato lungamente in  Commissione,
  nei  convegni  e nelle varie riunioni. Per evitare di  aggiungere
  elementi  alle valutazioni che abbiamo abbondantemente  formulato
  in  più  sedi,  mi limiterò ad esprimere il parere contrario  sia
  all'emendamento  47.1,  di  identico  contenuto  dell'emendamento
  47.5,  sia  agli emendamenti 47.2 e 47.4, aventi tenore   analogo
  rispetto ai precedenti.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in  questa
  occasione si dovrebbe storicizzare. Questo articolo dello Statuto
  nacque  in  un'epoca  in cui la regionalizzazione del fenomeno  e
  degli   atteggiamenti   nei  confronti  del   fenomeno   potevano
  discutersi a livello regionale, ed ancorché mai realizzato, aveva
  un     senso.    Ma    nell'età    della    telematica,     della
  internazionalizzazione  dei fenomeni criminali,  di  collegamento
  con  tutte  le  parti  del mondo, del terrorismo  internazionale,
  ricondurre l'attività di prevenzione, di azione o di reazione  ad
  una  guida  regionalistica, altro che  monumento  di  archeologia
  giuridica,  è  proprio  contro  il  trend  della  storia.   Primo
  argomento di carattere generale.
   Voglio  proporre  anche  un elemento di compromesso.  Il  nostro
  emendamento fa riferimento ad un aspetto che ormai il legislatore
  nazionale,  ma  anche regionale, ha sancito: la differenza  netta
  fra   politica  e  amministrazione  da  una  parte   e   gestione
  dall'altra; mi riferisco al comma 3 dell'articolo 31 che  prevede
  che  il  Presidente  ha  anche diritto  di  proporre  al  Governo
  centrale, con richiesta motivata, la rimozione o il trasferimento
  fuori  dall'Isola dei funzionari di polizia. La gestione interna,
  in qualsiasi ente, è affidata ai dirigenti.
   Pertanto,  anche  se  volete votare il  mantenimento  di  questo
  simulacro  simbolico,  non possiamo entrare nella  organizzazione
  interna  dell'ente  preposto  ad  attuare  l'indirizzo  politico-
  amministrativo. La legge non lo consente.
   Inoltre,  fatto salvo il principio,  con il disposto del   comma
  3  ci  si  intromette nella gestione, non si tratta di equilibrio
  fra  funzioni  dello  Stato e funzioni della  Regione,  bensì  si
  tratta  di  gestione quotidiana ed in quest'ultima  non  possiamo
  intrometterci.
   Andremmo  davvero  contro la storia dei processi  amministrativi
  degli  ultimi trent'anni, sia così come previsto dal  legislatore
  nazionale che da quello regionale, sarebbe una contraddizione.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  rifaccio
  al  criterio che ha ispirato l'ultima parte dei lavori  d'Aula  e
  prima  ancora della Commissione Statuto che è il criterio   della
  minore  invasività  rispetto  alla precedente  formulazione,  per
  altro  sarebbe una contraddizione, perché il comma tre è  diretta
  conseguenza dei commi uno e due.
   Se  al Presidente della Regione vengono riconosciuti poteri  nel
  campo  dell'ordine  pubblico e della  direzione  dei  servizi  di
  pubblica  sicurezza,  è  chiaro che al Presidente  della  Regione
  viene  riconosciuto anche il diritto di proporre,  con  richiesta
  motivata,  la rimozione, il trasferimento, fuori dell'Isola,  dei
  funzionari di polizia.
   Non  ci  si  può  sorprendere, c'era  una  ratio,  una  coerenza
  dell'articolo  31, così come previsto dai costituenti  del  1946,
  che  resta  in  piedi  se resta in piedi l'intero  articolo,  non
  menomato del comma 3.
   Da  questo  punto di vista, ribadisco le ragioni in  favore  del
  mantenimento  dello stesso articolo, così come  le  ho  espresse,
  stamattina,  a nome del Gruppo di Alleanza nazionale  e  aggiungo
  anche  l'importanza  di lasciare il comma 3 così  come  formulato
  nello Statuto vigente.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  47.5  con  le
  distinzioni che la Commissione ha dovuto operare.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 47.2. Lo pongo in votazione.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, la Commissione è contraria a maggioranza.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, adesso dobbiamo stabilire come procedere.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  ci  sono gli emendamenti risultanti  dalla  riunione
  tenuta sotto i suoi auspici.

    PRESIDENTE  Riguardano l'intera materia. Però rimangono  ancora
  degli articoli da definire.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, rimane quello sulla lotta alla mafia.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  suggerire,  se  è possibile, visto che come sa abbiamo  fatto  un
  lavoro  nel pomeriggio che ha determinato dei risultati su alcuni
  articoli,  di  riprendere,  a partire  dall'articolo  11,  quegli
  articoli sui quali c'è già un accordo.
   Per  quanto  riguarda il preambolo, invece, mi rendo  conto  che
  ancora  ci sono da apportare degli aggiustamenti, anche se  c'era
  un accordo di fondo.

    PRESIDENTE    Mi  scusi,  onorevole  Speziale,  laddove   nella
  riunione   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,   abbiamo
  raggiunto  un'intesa,  si  può  votare;  sul  preambolo   abbiamo
  raggiunto questa intesa

    FORGIONE   Signor  Presidente,  comunque  non  c'è  stata   una
  discussione sul preambolo

    PRESIDENTE   No, sul preambolo c'è stata una lunga discussione,
  un  dibattito, che ha prodotto una  soluzione mediana.  Direi  di
  sciogliere  il  nodo,  se c'è la possibilità  di  raccogliere  un
  vasto  consenso,  perché è inutile  cercare l'unanimità su  testi
  dove permane il  contrasto.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  concordo  con  lei,  cioè   sul
  dovere  sciogliere il nodo. Considerato che sul preambolo  esiste
  un  accordo di massima, che però va perfezionato sotto il profilo
  letterale,  chiedo di esaminare l'articolo 11,  sul quale c'è già
  un accordo,  consentendo agli uffici di  predisporre, appunto, un
  testo esaustivo del preambolo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, se proponete  di  rinviare  il
  preambolo a domani mattina, nulla quaestio.
   Si   passa,   pertanto,  all'articolo  11.  Comunico   che    la
  Commissione ha  presentato l'emendamento 11.24.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  condivido
  questo emendamento e voglio spiegarne il perché.
   L'emendamento  a   firma mia e dell'onorevole Capodicasa,  della
  cui  votazione  io ne ho contestato sia il procedimento, svoltosi
  troppo  in  fretta, che la conta dei  voti, dato che  ritenevo  e
  ritengo  avrebbe  dovuto  avere   altro  esito,  mi  obbliga   ad
  intervenire aggiungendo che  questo emendamento non coglie né  il
  senso  del  dibattito che è presente nella società  e  nel  mondo
  politico,   né  lo  spirito  delle  modifiche  alla  Costituzione
  apportate in questa legislatura.
   Quando  si  parla di democrazia paritaria non si parla  solo  di
  un'indicazione di tendenza ma si punta ad affermare un  principio
  reale  che  deve  avere una ricaduta  non solo nei  comportamenti
  politici  e  negli assetti istituzionali, ma anche  nelle  scelte
  verso le quali devono essere spinti i partiti ad autoriformare il
  proprio  rapporto  tra rappresentanti e rappresentati.  Ci  sono,
  infatti,   già  Governi, a livello europeo, che stanno  dando  un
  esempio  di  avanzamento e di modernizzazione delle  istituzioni,
  basti  pensare  al  Governo  spagnolo  o  alla  legge  elettorale
  francese.
   Penso  che  questo emendamento, anche se stabilisce ed  accoglie
  il  principio  del  riequilibrio,  sia  ipocrita  dato  che   non
  affronta  realmente la questione, né si può  dire  che  ci  siano
  stati  esempi positivi,  come quello rappresentato dallo  Statuto
  del  Lazio, proprio perché  l'ipocrisia ha toccato l'apice,  dato
  che   per  dare  maggiore spazio alle donne hanno  aumentato   il
  numero  dei  componenti il Governo;  come dire che per  le  donne
  bisogna  ampliare le strutture, proprio perché nelle strutture  e
  negli assetti istituzionali,  così come formulati, non c'è  posto
  per le donne.
   Per   queste  ragioni,  signor  Presidente,  esprimo   un   voto
  contrario   su   questo  emendamento,  perchè   è   ipocrita   ed
  insufficiente.  Prendo questa decisione  in  nome  di  una  reale
  rappresentanza paritaria e di una reale democrazia di genere.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anche  per  le
  ragioni  esposte  dall'onorevole Forgione, esprimo  il  mio  voto
  contrario su questo emendamento.
   Sono  convinto che la politica non debba avere scorciatoie, sono
  convinto che la politica debba mantenere il proprio primato, sono
  convinto  che  la  parità  tra i sessi è  una  conquista  che  va
  realizzata senza stravolgere il principio stesso della medesima e
  questa formulazione afferma un principio e lo contraddice nel suo
  stesso  contesto.  Poi  c'è un problema  di  carattere  generale,
  signor  Presidente,  che mi porta ad essere  contrario  a  questo
  emendamento. Esso riguarda la mia storia personale, la mia storia
  politica   che  mi  ha  sempre  portato  a  respingere  qualsiasi
  automatismo  soprattutto  se  applicato  alla  politica.  Io  ero
  contrario  al  sei politico, al 18 politico, ero  contrario  agli
  esami  di  gruppo,  ero  contrario  a  tutti  quei  sistemi   che
  producevano  automatismi che escludevano l'unico elemento  reale,
  certo, giusto e corretto che è il merito.
   Una   cosa  è affermare il merito e creare le condizioni  perché
  il   merito  si  esprima,  altra  cosa  è  invece  assicurare  la
  promozione,  nel  caso  degli esempi che ho già formulato,  o  la
  nomina, nel caso di cui parliamo con questo emendamento.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, sono  convinto  che  la
  pari  opportunità si realizza migliorando i servizi  sociali,  si
  realizza  migliorando  la  gestione del  tempo  delle  donne,  si
  realizza   formando   una  cultura  della  partecipazione   della
  democrazia  che  parta  dai banchi di  scuola,  che  parta  dalle
  famiglie ed arrivi nelle aule parlamentari.
   Sono  contrario ad essere governato da chi lo fa non in funzione
  delle proprie capacità o della posizione politica che esprime, ma
  soltanto in funzione del sesso a cui appartiene.
   Non  mi  farei  mai  operare  al cuore  da  un  chirurgo  scelto
  soltanto  per la sua appartenenza ad una religione, ad un  censo,
  ad un sesso o ad una cultura.
   Non  mi  farei  mai  governare da un  assessore  scelto  non  in
  funzione della sua capacità, dei valori di cui è portatore, della
  sua intelligenza, della sua competenza a governare, piuttosto che
  per   altre   ragioni,  così  come  accadrebbe,  votando   questo
  emendamento.
   Sono   e   sarei  felice  di  essere  governato  da  una  giunta
  interamente  femminile,  se  questa  soluzione  ed  ad  essa   si
  pervenisse  attraverso una valutazione che vede e  garantisce  il
  primato della politica, la pari opportunità dei sessi fondata non
  sull'ipocrisia   giusta,  a  cui  faceva   riferimento   poc'anzi
  l'onorevole  Forgione, al cui intervento mi  richiamo,  ma  sulla
  competenza,  sulla capacità e sulla reale riduzione degli  ambiti
  che danneggiano l'affermazione del principio di pari opportunità.
   Non  riesco  ad  essere ipocrita con me stesso.  Non  riesco  ad
  assecondare,  né  per  ragioni di  partito,  né  per  ragioni  di
  immagine,   né  di  opportunità,  soluzioni  che  sono  contrarie
  all'enunciato stesso che vogliono determinare.
   Se  avessimo approvato un articolo che stabiliva che il  50  per
  cento  o  il  100  per  cento della spesa sociale  della  Regione
  doveva   essere   orientato  al  riequilibrio  delle   condizioni
  oggettive e reali di disparità delle donne nella nostra  società,
  non  avrei  avuto alcun dubbio a votarlo. Ma un emendamento  che,
  sostanzialmente, accantona le questioni di merito ed accantona  e
  rende  subalterno  il primato della politica  rispetto  ad  altre
  quantificazioni  di  natura aritmetica, che niente  hanno  a  che
  vedere con la partecipazione, con la voglia di inclusione, con la
  voglia  di interesse verso la politica, ma soltanto relativamente
  ad   altre   valutazioni   che  non   posso   condividere,   ecco
  probabilmente le cose sarebbero andate diversamente.
   Non  riesco a scendere a compromessi con me stesso e con il  mio
  principio assolutamente liberale di reale pari opportunità tra  i
  sessi  e  sono  convinto  che  queste scorciatoie  sono  presenti
  soltanto nel nostro Paese. Infatti  ho visitato, in questi ultimi
  mesi,  altri  Paesi   e nel momento in cui ho  illustrato  questa
  posizione che stava maturando nella nostra Regione, a momenti non
  venivo preso in giro.
   Onorevoli  colleghi, per quanto mi riguarda -  indipendentemente
  dalle  scelte  del  mio Gruppo parlamentare - non  voterò  questo
  emendamento, mi asterrò perché sono convinto che non è questa  la
  via  più  corretta per raggiungere l'obiettivo giusto che  invece
  intendo  raggiungere con altri strumenti di cui, se  è  il  caso,
  parleremo, ma che certamente non sono quelli della riserva o  del
  sei  politico o del diciotto politico o degli esami di  gruppo  o
  della  promozione  di genere che, certamente, non  privilegia  il
  merito dal quale non riesco, per mia cultura, a sganciarmi.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   rimango
  sconcertato relativamente al modo in cui si procede.
   Signor   Presidente   lei  ha  promosso  un   incontro,   questo
  pomeriggio, per cercare di trovare un accordo sui punti condivisi
  dello Statuto.
   Lo  Statuto  non è una legge qualsiasi. Su alcune questioni  che
  riguardano i principi, il Parlamento regionale è attraversato  da
  punti di vista e da opinioni diverse, sì apprezzabili, ma siccome
  lo  sforzo  fatto è quello di avere una cornice comune  perché  è
  giusto che le forze politiche rappresentate in Parlamento possano
  assieme votare lo Statuto, nel corso della riunione indetta nella
  sua stanza, non mi sono fermato sul merito delle questioni, ma ho
  comunicato che, per quanto riguarda il Gruppo dei Democratici  di
  sinistra, la questione legata alla rappresentanza di genere negli
  esecutivi  è  questione  dirimente che  potrebbe  determinare  un
  atteggiamento del Gruppo sul voto sullo Statuto.
   Pensavo  fosse  stato raggiunto un accordo; avevamo  sollecitato
  il  Presidente  della Regione ad essere presente a quell'incontro
  ed egli aveva assicurato, a nome del Governo, di essere d'accordo
  che  venisse presentato un emendamento in cui fosse previsto  che
  almeno   un   terzo   dei  rappresentanti   di   genere   venisse
  rappresentato all'interno della Giunta regionale. Stasera in Aula
  avverto che c'è una modifica a questo orientamento.
    Onorevole  Forgione, stia tranquillo, non mi riferisco  a  lei,
  anche perché penso che l'abbia fatto involontariamente, di aprire
  la  breccia e mettere in discussione l'emendamento: mi auguro che
  sia  incorso  involontariamente in questo errore, mi  auguro  non
  predeterminato.
   Tralascio  le motivazioni che stanno a supporto dell'emendamento
  presentato,  perché  vorrei ricordare che  ci  sono  Costituzioni
  europee,  a  partire  da quella francese, che  hanno  previsto  e
  valutato positivamente la possibilità di accesso delle donne:  la
  Costituzione   spagnola  è  stata  promossa  e   attivata   anche
  attraverso un emendamento politico da parte di Zapatero.
   In  Italia,  noi  assistiamo  al fatto  che  la  percentuale  di
  rappresentanti di donne nelle istituzioni è di gran lunga la  più
  bassa rispetto al resto d'Europa, anche rispetto alla Turchia: ma
  noi   abbiamo  il  dovere,  così  come  è  sancito  dai  principi
  costituzionali, di promuovere l'accesso delle donne negli  organi
  collegiali e in quelli esecutivi.
   Non  voglio  soffermarmi  più di tanto  in  queste  motivazioni,
  dichiaro  tuttavia  che  se  da  parte  del  Parlamento  c'è   un
  orientamento  diverso,  su questo punto  chiederò  che  venga  il
  Presidente della Regione che è stato garante del rapporto che  si
  è  consumato  all'interno del suo ufficio,  così  da  trovare  un
  accordo  su  questo  emendamento.  Voglio  sapere  peraltro  come
  voterà il Gruppo di Forza Italia, altrimenti chiedo di sospendere
  i  lavori d'Aula, invitando il presidente Cuffaro a venire qui in
  Aula,  in  modo  tale che l'emendamento concordato  possa  essere
  approvato.
   Se  non  si  segue  questa strada e non c'è  tale  orientamento,
  saremmo  costretti  a  ricorrere  al  Regolamento  e  a  chiedere
  pertanto la verifica del numero legale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO  Rinunci a parlare, onorevole Cracolici...

    CRACOLICI   Sono disponibile a rinunciare al mio intervento  se
  approviamo  l'emendamento, ma non ho  capito  bene  come  intenda
  procedere il Gruppo di Forza Italia...
   Mi astengo dall'intervenire.

    LO  CURTO. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione  dei
  lavori.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  parlerei
  di  accordo fra le forze politiche, bensì di un atteggiamento che
  questa  Assemblea  ha  avuto  negli ultimi  mesi  quando  abbiamo
  affrontato  la legge elettorale: ricordo ai colleghi  che  questa
  Assemblea si è già data una legge elettorale prevedendo  che  nel
  listino regionale ci sia un'alternanza di genere fra uomo e donna
  e  devo  ricordare - a chi forse  in questi ultimi mesi si  è  un
  po'  distratto - che oltre all'alternanza di genere, abbiamo pure
  previsto che nelle elezioni dei listini provinciali uno  dei  due
  generi non possa superare i due terzi rispetto al complessivo dei
  partecipanti.
   Devo  dire  che  mi sembra schizofrenico adesso  l'atteggiamento
  che  l'Aula  vuole  prendere e, personalmente,  non  ritengo  che
  questa Regione, con i suoi cinque milioni di abitanti, non  abbia
  quattro  donne  brave,  capaci di poter svolgere,  nell'interesse
  della Regione, un'attività amministrativa

          (Gli onorevoli Capodicasa e Lo Curto applaudono)

      MISURACA   Abbiamo  una  prevalenza  di  donne  nella  nostra
  popolazione, credo bene che un Presidente della Regione di questa
  maggioranza sia nelle condizioni di guardarsi in giro e scegliere
  esattamente quattro soggetti che, non dico, debbano rappresentare
  il genere femminile, bensì una collettività intera
   A  questo  punto, per le considerazioni appena svolte,  annuncio
  il  mio voto favorevole all'emendamento presentato, invitando  il
  mio Gruppo parlamentare ad esprimere altresì parere favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo  pertanto in votazione l'emendamento  11.24.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

           (Gli onorevoli Savarino e Lo Curto applaudono)
   (L'onorevole Speziale si congratula con gli onorevoli Savarino
                             e Lo Curto)

    PRESIDENTE  Tutti gli altri emendamenti all'articolo 11,  sulla
  base  dell'accordo  raggiunto  fra  i  Gruppi  parlamentari,   si
  intendono superati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   pertanto   in  votazione  l'articolo   11,   nel   testo
  risultante.  Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Ricordo  che nella seduta n. 275 del 9 marzo 2005 si è stabilito
  di   esaminare   contestualmente  all'articolo  11   i   seguenti
  emendamenti, in precedenza riferiti all'articolo 14:

   dagli   onorevoli   Forgione   e   Liotta:   14.6,   interamente
  sostitutivo dell'articolo; 14.1; 14.2;
   dall'onorevole Ortisi: 14.12; 14.7;
   dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 14.10; 14.11;
   dall'onorevole Moschetto: 14.5;
   dall'onorevole Spampinato: 14.9;
   dagli   onorevoli  Capodicasa,  Speziale,  Cracolici  ed  altri:
  14.14; 14.13;
   dalla Commissione: 14.21.

   Si  passa  all'emendamento 14.21 della Commissione. Lo pongo  in
  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Tutti   gli  altri  emendamenti  all'articolo  14,  sulla   base
  dell'accordo  raggiunto fra i Gruppi parlamentari,  si  intendono
  superati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti emendamenti aggiuntivi, dopo l'articolo 2:
   - dalla Commissione: 2 bis.1;
   - dagli onorevoli Formica e Sbona: 2 bis.2.

   Si  passa all'emendamento 2 bis.1. Lo pongo in votazione. Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2 bis.2.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, l'emendamento, pur  se  ricompreso
  all'interno di una materia che appartiene alla potestà  esclusiva
  nell'ambito delle competenze della nostra Regione, pone in realtà
  l'accento  su  una  specificità che ha visto essere  inserita  in
  tutti  gli  Statuti  delle Regioni, dal Piemonte,  alla  Toscana,
  all'Emilia, al Lazio, alla Puglia, alla Calabria.
   Ebbene, tutte le Regioni hanno inserito questo emendamento  che,
  in  effetti,  riconosce la specificità della  mutualità  e  della
  cooperazione  e  si  impegna a promuoverle. Tra  l'altro,  questo
  settore, nella nostra Regione, sta assumendo un ruolo sempre  più
  incisivo  e  certamente  può  essere  un  elemento  trainante   e
  caratterizzante  rispetto all'azione di Governo,  nell'affrontare
  una tematica così importante.
   Ritengo  quindi che abbia dignità tale che, così come è accaduto
  in  tutte le altre Regioni, possa essere inserito all'interno del
  nostro Statuto.

    PRESIDENTE   Onorevole Fleres, mi permetto  osservare  tuttavia
  che questa è materia di ordinaria legislazione...

    FLERES   Signor  Presidente, stavo  proprio  per  dire  questo.
  L'emendamento è più una previsione da legge ordinaria che non  da
  Statuto:  ciò,  per una semplice ragione che l'onorevole  Formica
  pensavo  avesse  già  condiviso,  motivo  per  cui  pensavo   che
  l'emendamento fosse stato ritirato.
   Mi   riferisco  cioè  al  fatto  che  l'articolo   riguarda   le
  competenze esclusive della Regione: noi abbiamo acquisito  quelle
  in  materia  di  cooperazione,  di  tutta  la  cooperazione,  non
  soltanto quelle aventi il carattere di mutualità.
   Con  l'articolo  riguardante le competenze concorrenti,  abbiamo
  acquisito  tali competenze in materia di tutela dei  consumatori.
  Quindi,  sostanzialmente,  con quest'articolo  faremmo  un  passo
  indietro e non un passo avanti, in direzione della tutela e della
  salvaguardia  della  cooperazione, perché  è  come  se  volessimo
  mantenere una competenza limitatamente ad un aspetto e non invece
  a  tutta  la  materia della cooperazione, assai  più  vasta,  più
  complessa, più composita.
   Quindi,  per  quanto riguarda la Commissione, esprimiamo  parere
  contrario.

    SAVARINO    No,   signor   Presidente,   parere   contrario   a
  maggioranza

    FORMICA  Chiedo di parlare per una precisazione.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  voglio
  parlare  sullo stesso argomento, ma riguardo a quanto giustamente
  sostenuto  dall'onorevole Fleres, l'argomentazione che  evidenzia
  non  viene  inficiata  per  nulla in quanto  sono  d'accordo  che
  l'Aula,  sulle competenze esclusive più ampie, si è già espressa,
  quindi non vengono cancellate.

    FLERES   Ma  la previsione andrebbe in una legge,  non  in  uno
  Statuto

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera  devo
  dire  che  sostengo  le  stesse ragioni  dell'onorevole  Formica.
  Sostengo anch'io le stesse ragioni, favorevoli al mantenimento di
  quest'articolo, che se può essere già in qualche modo  ricompreso
  nell'articolato approvato nei giorni scorsi, certamente, con tale
  previsione, dà però un significato maggiore, perché vuole appunto
  significare  che  la  Regione intende  promuovere,  con  maggiore
  incisività, questa forma di cooperazione.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2  bis.2.  Il
  parere della Commissione.

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.  Contrario,  a
  maggioranza.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole  si
  alzi.

                           (E' approvato)

      PRESIDENTE   Si ritorna all'emendamento 29 R,  in  precedenza
  denominato  24.2,  degli onorevoli Capodicasa ed  altri  e  fatto
  proprio dalla Commissione, accantonato nella seduta n. 272 dell'1
  marzo 2005.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  c'è  la richiesta, da parte di alcuni  colleghi,  di
  affrontarlo domani, al fine di rifletterci sopra.

    PRESIDENTE  L'emendamento resta pertanto accantonato.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  24
  marzo 2005, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - COMUNICAZIONI

      II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 401  -    Iniziative perché venga dichiarato lo stato
                 di  calamità naturale nei comuni della provincia
                 di  Catania colpiti dal nubifragio del  mese  di
                 giugno 2004.

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

         N. 402  -    Iniziative per l'eliminazione dei  casi  di
                 abbandono  degli animali domestici e prevenzione
                 del randagismo.

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

          N. 403 -    Iniziative per la soluzione dei  disservizi
                 nel  recapito della posta nel comune  di  Giarre
                 (CT).

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

         N. 404  -   Iniziative  a  sostegno dell'attività  delle
                 AVIS della Sicilia.

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

         N. 405  -   Misure  per  la concessione dello  stato  di
                 calamità  naturale per i territori del  calatino
                 colpiti dal nubifragio del 28 luglio 2004.

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

         N. 406  -   Iniziative al fine di monitorare i risultati
                 delle  indagini svolte all'interno delle  scuole
                 in Sicilia.

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

         N. 407  -      Iniziative    per    la    valorizzazione
                 dell'attività svolta dal canale RAI-MED.

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                                          BALDARI

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)   ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito)
       2)    Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
             867/A)  (Seguito)

       IV   - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

             Disegno  di  legge-voto da sottoporre al  Parlamento
         nazionale,  ai  sensi dell'articolo  18  dello  Statuto,
         recante     'Modifiche    all'articolo     116     della
         Costituzione'   (n. 968/A)

       V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -  VIRZI'

       VI   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 291 - Valutazione       dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                              GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
                                                             ZAGO

         N. 304  -    Affidamento del  Servizio idrico  integrato
                 nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

       VII   -  ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
         DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
         L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

       VIII   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 21.15.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO 1

   Risposta scritta ad interrogazione

   FLERES   -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -.«All'Assessore  per   la
  cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato   e   la   pesca   e
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   nella  frazione di 'Trepunti' del comune di Giarre (CT) è  stata
  costruita  ed è in fase di ultimazione un'ampia zona artigianale,
  all'interno  della quale sono stati ricavati numerosi  padiglioni
  per   i   quali  non  sono  state  ancora  avviate  le  procedure
  d'assegnazione;

   gli  artigiani  di Giarre hanno attesto per circa trent'anni  la
  costruzione  della zona artigianale, che potrebbe  costituire  un
  autentico volano per l'intero comparto;

   il  bando  di  concorso  per l'assegnazione  degli  spazi  nella
  struttura produttiva di contrada Codavolpe non è stato pubblicato
  e  c'è  il fondato timore che la pubblicazione dello stesso possa
  slittare ancora;

   per  sapere quali interventi urgenti intendano porre  in  essere
  affinché  gli organi competenti possano celermente giungere  alla
  pubblicazione  del  bando  di  concorso  per  l'assegnazione  dei
  padiglioni   ricavati  all'interno  della  zona  artigianale   di
  Trepunti di Giarre.» (1842)

         (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza).

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  1842  si
  comunica  che,  tra  le  competenze  di  questo  Assessorato  non
  rientrano   quelle  relative  allo  svolgimento  di  compiti   di
  vigilanza sulle procedure amministrative adottate dai Comuni  per
  l'assegnazione   dei  lotti  e/o  dei  capannoni   alle   imprese
  artigiane.
   Tra  l'altro,  tra gli atti in possesso del competente  Servizio
   Insediamenti  produttivi   risulta che  l'area  artigianale  nel
  Comune di Giarre è stata realizzata con finanziamenti concessi da
  altro ramo della pubblica Amministrazione.
   Infatti  la  realizzazione dell'insediamento produttivo  oggetto
  dell'interrogazione in argomento, è stata comunicata  soltanto  a
  seguito  di nota dello stesso Comune, prot. n. 7824 del 29  marzo
  2002,  con  la  quale era stata richiesta la designazione  di  un
  funzionario  da  nominare quale componente della Commissione  per
  l'assegnazione dei manufatti realizzati.
   Detta  nomina, effettuata ai sensi dell'articolo 2  del  decreto
  assessoriale n. 73 dell'8 febbraio 1991, è stata formalizzata con
  delibera  del  Consiglio comunale di Giarre n. 84 del  12  agosto
  2002.
   Successivamente,   il  Comune,  in  occasione   dell'esame   del
  regolamento  per  la locazione dei capannoni e  per  la  gestione
  dell'area artigianale, con delibera del Consiglio comunale n. 138
  del  26 novembre 2002, ha impropriamente modificato le previsioni
  riguardanti  le  nomine dei componenti, violando le  disposizioni
  contenute nel richiamato articolo 2 del decreto 8 febbraio 1991.
     Per  le  superiori considerazioni, avverso tale  delibera,  le
  Associazioni degli artigiani (UPLA, CLAAI, AGAP, CONFARTIGIANATO,
  CNA), hanno proposto ricorso al TAR di Catania per l'annullamento
  della stessa (n. 771 del 2003).
   Il  TAR di Catania, con sentenza n. 3026/04, depositata in  data
  29   ottobre  2004,  ha  accolto  tale  ricorso  proposto   dalle
  associazioni degli artigiani confermando la validità della nomina
  operata dal Comune di Giarre con la prima delibera, n. 84 del  12
  luglio 2002.
   Ad  oggi,  non  essendo  pervenute ulteriori  comunicazioni,  si
  ritiene che i ritardi maturati nella pubblicazione del bando  per
  l'assegnazione   dei  capannoni  siano  imputabili   al   ricorso
  giurisdizionale presentato dalla associazioni di categoria.»

                                               L'Assessore LO MONTE

   ALLEGATO 2

   Repubblica Italiana
   Regione siciliana
   Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
   Ufficio di Gabinetto

                                          Palermo, 2 settembre 2003
    Prot. 2033/Gab.

                            Alla Presidenza della Regione Siciliana
                                               Ufficio di Gabinetto

                                                            PALERMO

   OGGETTO:   Ordine  del  giorno  n.  232  del  3-4  aprile   2003
  dell'onorevole Giuseppe Segreto.

   Si  fa  riferimento alla nota prot. n. 9553 del 10  luglio  2003
  con la quale sono stati richiesti elementi di conoscenza ritenuti
  utili  per  la  trattazione dell'o.d.g. citato in  oggetto  e  si
  trasmette  la  nota  prot.  n.  11846  del  5  agosto  2003   del
  Dipartimento regionale finanze e credito.

                                               Il Capo di Gabinetto
                                               Dott. Antonino Lumia



   Repubblica Italiana
   Regione siciliana
   Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
   Dipartimento regionale finanze e credito
   Servizio Credito e risparmio

                                             Palermo, 5 agosto 2003
    Prot. 11846

                            Alla Presidenza della Regione Siciliana
                                               Ufficio di Gabinetto

                                                            PALERMO

   OGGETTO:  Ordine  del  giorno  n.  232  dell'onorevole  Giuseppe
  Segreto «Notizie sugli accordi fra Capitalia S.p.A. ed il Governo
  regionale circa il futuro del banco di Sicilia».

   Con riferimento alla nota in oggetto si rendono gli elementi  di
  conoscenza  di  cui dispone lo scrivente Ufficio, utili  ai  fini
  della risposta da fornire alla Presidenza della Regione siciliana
  per la trattazione dell'odg in argomento.
   Sul   primo  punto  dell'ordine  del  giorno   attuazione  degli
  accordi  stipulati  tra  Capitalia ed il  Governo  regionale   si
  precisa  che  a  seguito del trasferimento in capo  all'onorevole
  Presidente    della    Regione   dell'esercizio    dei    diritti
  dell'azionista  di cui all'articolo 56, comma 7  della  legge  26
  marzo  2002,  n. 2, lo scrivente Servizio non ha ricevuto  alcuna
  documentazione  o  segnalazione sulla corretta  osservanza  degli
  obblighi  assunti  né  sulle iniziative da adottare  in  caso  di
  inadempimento.
   Con  la  convenzione firmata il 21 gennaio 2002 (a  seguito  del
  protocollo  d'intesa  firmato  in data  11/14  gennaio  2002)  la
  Regione siciliana e la Banca di Roma hanno convenuto e messo  per
  iscritto  i  punti essenziali delle intese raggiunte  consentendo
  alla  Regione siciliana la tutela del proprio ruolo istituzionale
  e  degli  interessi riguardanti il Banco di Sicilia e la missione
  svolta nel territorio dallo stesso istituto.
   I  punti salienti di detto accordo assicuravano che al Banco  di
  Sicilia:
   -venisse  conferito  e  mantenuto  un  livello  patrimoniale  no
  inferiore a quello esistente ed in linea con gli sviluppi attesi;
   -venisse  mantenuta  una denominazione che  confermasse  la  sua
  tradizione   ed   il   suo  radicamento  nel  territorio   nonché
  l'ubicazione  a  Palermo della sede centrale  e  della  Direzione
  generale;
   -venissero assicurati i livelli occupazionali e professionali;
   -fosse  mantenuto  un  collegamento con il territorio  siciliano
  attraverso la nomina di due membri da parte del Presidente  della
  Regione  nel Consiglio di amministrazione e di almeno  un  membro
  nel Collegio sindacale;
   -venissero   valorizzate  e  salvaguardate  le   professionalità
  comprese quelle del centro elettronico;
   -fosse  mantenuto  il sistema di relazioni  simbiotiche  con  il
  territorio  in  cui  il Banco di Sicilia è inserito  (Università,
  Istituzioni, enti locali);
   -fossero   conservati   tutti   i   presidi   economicamente   e
  storicamente rilevanti per il medesimo Banco di Sicilia.
   Sono    stati   inoltre   assicurati   i   diritti   a    tutela
  dell'investimento della Regione siciliana nei modi indicati nella
  convenzione che si allega.
   Non  si  hanno  notizie in ordine al mancato  adempimento  degli
  obblighi reciprocamente assunti.
   Con  riferimento  al  secondo  e  terzo  punto  dell'ordine  del
  giorno:
    riferire  sulle iniziative che intenda assumere  per  sostenere
  le  piccole imprese in grande difficoltà per l'accesso al credito
  e vittime dell'usura, che finisce per vanificare ogni prospettiva
  di sviluppo  e
    a  valutare le possibilità di promuovere con urgenza uno o  più
  fondi  chiusi di investimento, specializzati nei settori portanti
  dell'economia   siciliana   (turismo,   agricoltura,    ambiente,
  zootecnia   etc.)   anche  mediante  apporto   di   quota   della
  partecipazione regionale a Capitalia ,
   si precisa:
   a) In data 21 luglio u.s. è stato firmato il protocollo d'intesa
       tra  la  Regione siciliana, le maggiori banche operanti  nel
       territorio regionale, le maggiori istituzioni rappresentanti le
       categorie   del   mondo  imprenditoriale   e   professionale
       (Confindustria, Cofidi, Confartigianato, Lega coop, Api Sicilia
       etc.) e ciò al fine di avvicinare in maniera trasparente, rapida
       ed efficace il mondo delle imprese al sistema bancario, ridurre i
       tempi di risposta delle banche ad un massimo di trenta giorni,
       fornire indicazioni sulle opportunità e sui prodotti creditizi
       sia ordinari che agevolati, migliorare le condizioni di accesso
       al  credito.  L'osservanza di tale protocollo è tra  l'altro
       monitorata dall'Osservatorio per il monitoraggio dei Servizi e
       prodotti bancari di cui alla legge regionale n. 2/2002, articolo
       83.
  b) Per quanto riguarda i fondi chiusi, la legge 23 del 23
  dicembre 2002 ha previsto per il sostegno produttivo delle
  imprese la possibilità di promuovere, costituire e sottoscrivere
  quote minoritarie di fondi; con la legge 4/2003 art. 139, comma
  50 è stato inoltre stabilito l'importo da destinare a tale
  finalità. Per completare il percorso appena descritto questo
  Assessorato ha già predisposto lo schema del regolamento
  attuativo delle norme appena citate.

                                          Il Dirigente del Servizio
                                                    Vittorio Marino

   VISTO:
   Il Dirigente generale
   F.to illeggibile

   ALLEGATO 3

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

   Emendamento 4.1:

     Art.     - 1. Dopo l'articolo 4 dello Statuto aggiungere  il
  seguente:

  Art. 4 bis:

  1.  All'Assemblea regionale siciliana è riconosciuta  autonomia
  organizzativa, funzionale, finanziaria e contabile.

  2. Nell'ambito della propria autonomia, l'Assemblea ha capacità
  processuale davanti ad ogni giurisdizione. Apposito regolamento
  speciale  dell'Assemblea disciplina i casi  e  le  modalità  di
  esercizio di tale capacità processuale .

    -All'articolo 49:

   Emendamento 49.6:

  L'articolo 49 è soppresso.

    -All'articolo 50:

   Emendamento 50.1:

  L'articolo 50 è soppresso.

    -All'articolo 51:

   Emendamento 51.7:

  L'articolo 51 è soppresso.

   Emendamento 51.9 (norme riferite agli articoli 36 e 38 dello
   Statuto):

  Norma aggiuntiva dopo l'articolo 36:

   Nell'esercizio  della propria potestà tributaria,  la  Regione
  adotta  misure fiscali di carattere generale ed aiuti di  stato
  di carattere fiscale .

  Norma aggiuntiva dopo l'articolo 36:

   Sono  entrate tributarie spettanti alla Regione  tutte  quelle
  riferibili a fattispecie tributarie maturate nel suo territorio
  ancorché  accertate e riscosse fuori da esso,  nonché  comunque
  quelle ivi riscosse, compresi gli interessi e le sanzioni .

  Norma transitoria dopo l'articolo 38:

   1.  In  attuazione delle finalità di cui all'articolo  38,  al
  fine   di   compensare  la  minore  dotazione  infrastrutturale
  economica e civile del territorio regionale rispetto alla media
  nazionale,  le norme di attuazione dello Statuto definiscono  i
  parametri di riferimento ed i meccanismi di aggiornamento,  per
  la  quantificazione delle somme assegnate annualmente ai  sensi
  del medesimo articolo 38 dello Statuto.

  2.  Per  l'anno  2006, e comunque fino alla determinazione  dei
  parametri di cui al comma precedente, le assegnazioni di cui al
  comma  1 dell'articolo 38 sono fissate in una percentuale annua
  non  inferiore  al 2% delle entrate tributarie complessivamente
  spettanti alla Regione .

    -All'articolo 42:

   Emendamento 42.3:

  L'articolo 42 è soppresso.

    -All'articolo 43:

   Emendamento 43.1:

  L'articolo 43 è abrogato.

    -All'articolo 44:

   Emendamento 44.1:

  L'articolo 44 è abrogato.

   Emendamento 44.6:

  All'articolo  27  dello Statuto sostituire le parole   nominato
  dal  Governo  dello  Stato  con  nominato  dal  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri d'intesa col Presidente della Regione .

    -All'articolo 45:

   Emendamento 45.1:

  L'articolo 45 è abrogato.

    -All'articolo 46:

   Emendamento 46.2:

  L'articolo 46 è abrogato.

    -All'articolo 47:

   Emendamento 47.6:

  Sostituire  le  parole   Corte Costituzionale   con  le  parole
   Alta Corte .

    -All'articolo 25:

   Emendamento 25.31  (riscrittura del comma 1):

     1.  I Comuni, le Province, le Città metropolitane sono  enti
  locali  territoriali,  costituiti  nell'ambito  della  Regione,
  dotati  di  autonomia normativa, amministrativa  e  finanziaria
  secondo  quanto  stabilito dalla legge  regionale  e  dai  loro
  statuti.

  La  Regione favorisce e disciplina la costituzione di consorzi,
  di unioni e di fusioni di Comuni e Province. .

   Emendamento 25.32  (riscrittura del comma 2):

     2. La Regione ha competenza legislativa esclusiva in materia
  di  circoscrizioni ed ordinamento degli enti locali, nonché  in
  materia di consorzi, fusioni ed unioni di Comuni o Province. .

   Emendamento 25.33  (riscrittura del comma 3):

   3.  Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo
  che,  per  assicurare l'esercizio unitario e per realizzare  un
  armonico  sviluppo  a  livello  intercomunale,  provinciale   o
  regionale,   siano  conferite  alle  Città  metropolitane,   ai
  consorzi  o unioni di Comuni, ai consorzi o unioni di Province,
  alle  Province  o  alla  Regione, sulla base  dei  principi  di
  sussidiarietà,  differenziazione ed adeguatezza. .

   Emendamento 25.34  (riscrittura del comma 4):

   4. I Comuni, le Città metropolitane, le Province, i Consorzi e
  le  unioni  di Comuni o di Province sono titolari  di  funzioni
  amministrative proprie e di quelle conferite con legge, secondo
  le rispettive competenze. .

   Emendamento 25.35 (riscrittura degli emendamenti 25.7 e
   25.3):

   La Regione esercita le funzioni di vigilanza, di coordinamento
  e  di verifica sull'attività degli enti locali, dei Consorzi di
  Comuni  o  Province  adottando  in  caso  d'inerzia  le  misure
  sostitutive previste dalla legge. .

   Emendamento 25.36  (riscrittura degli emendamenti 25.24-25.14-
   25.10-50.1):

   I  Comuni,  le Province e le Città metropolitane,  nell'ambito
  dell'autonomia  finanziaria loro riconosciuta, stabiliscono  ed
  applicano  tributi e fissano entrate proprie nel  rispetto  dei
  principi di coordinamento della finanza pubblica e del  sistema
  tributario  e  compartecipano al gettito  dei  tributi  fissati
  dalla Regione secondo criteri di perequazione territoriale. .

    -All'articolo 41:

   Emendamento 41.R:

  All'articolo  23  dello  Statuto  sono  apportate  le  seguenti
  modifiche:

  - sostituire il comma 2 con i seguenti:

   2.  Le  Sezioni del Consiglio di Stato denominate  in  Sicilia
  Consiglio di giustizia amministrativa, sono composte  anche  di
  membri  designati  dal  Presidente  della  Regione  e  svolgono
  altresì funzioni consultive.

  2 bis. Le Sezioni della Corte dei Conti svolgono anche funzioni
  di controllo amministrativo e contabile .

  - dopo il comma 3 aggiungere i seguenti:

   3  bis.  I presidenti di sezione della Corte dei Conti  ed  il
  Presidente  del  Consiglio  di  Giustizia  amministrativa  sono
  nominati d'accordo dai Governi dello Stato e della Regione.

  3  ter.  La  Corte dei Conti, in conformità ai  principi  della
  Costituzione  che regolano le sue funzioni, esercita,  altresì,
  il  controllo  sull'amministrazione regionale e,  ai  fini  del
  coordinamento della finanza  pubblica, quello sugli enti locali
  territoriali,  nonché sui loro enti strumentali e  sulle  altre
  istituzioni pubbliche aventi sede nella Regione.

  3  quater. A tal fine le sezioni della Corte dei Conti in  sede
  di   controllo,   sono   integrate  da   componenti   designati
  dall'Assemblea  regionale  e  dal  Consiglio  regionale   delle
  Autonomie locali .

  - al comma 4 sostituire le parole  sentite le sezioni regionali
  del  Consiglio  di  Stato  con le parole   sentita  la  sezione
  consultiva del Consiglio di Giustizia Amministrativa .

    -All'articolo 11:

   Emendamento 11.24:

   Dopo il comma 2 dell'articolo 9 aggiungere il seguente comma:

   2  bis. Nella nomina degli Assessori il Presidente tiene conto
  della esigenza di una equilibrata presenza di entrambi i sessi,
  assicurando a ciascuno di essi una presenza non inferiore ad un
  terzo del numero complessivo di Assessori. .

   Emendamento 14.21:

  Il  comma  2  dell'articolo 10 dello Statuto è  sostituito  dai
  seguenti:

   2.  In  caso  di  dimissioni del Presidente della  Regione  si
  procede   alla  nuova  e  contestuale  elezione  dell'Assemblea
  regionale  e  del Presidente della Regione entro  i  successivi
  novanta giorni.

  3. In caso di morte, di rimozione, di impedimento permanente  o
  di  incompatibilità sopravvenuta, il Presidente  della  Regione
  decade   dalla  carica,  previa  dichiarazione  da  parte   del
  Presidente  dell'Assemblea. Le funzioni  del  Presidente  della
  Regione  sono  assunte  dal Vice Presidente,  fino  al  termine
  naturale  della legislatura. L'Assemblea regionale, nei  trenta
  giorni  successivi alla dichiarazione di decadenza dalla carica
  del    Presidente   della   Regione,   approva   con   apposita
  deliberazione la sostituzione da parte del Vice Presidente.

  4.  Qualora l'Assemblea non deliberi entro il termine predetto,
  ovvero  qualora  non  deliberi la sostituzione  del  Presidente
  della Regione con il Vice Presidente, essa è sciolta di diritto
  e  si procede, entro i successivi novanta giorni, alla nuova  e
  contestuale  elezione  dell'Assemblea e  del  Presidente  della
  Regione. .

              Emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 2:

   Emendamento 2 bis 1:

   Art.     -   1. La Sicilia ripudia la mafia quale fenomeno  di
  violenza contro la libertà della persona e dell'impresa.

  2.   La  Regione  promuove  e  sostiene  tutti  gli  interventi
  finalizzati  alla rimozione delle cause sociali  ed  economiche
  riconosciute all'origine del fenomeno criminale .

   Emendamento 2 bis 2:

   Art.     -  Cooperazione a carattere di  mutualità  -  1.  Nel
  quadro delle iniziative per lo sviluppo economico e sociale, la
  tutela dei consumatori, l'ampliamento della base produttiva, la
  Regione  promuove e favorisce la cooperazione  a  carattere  di
  mutualità  e  senza  fini speculativi con  appositi  interventi
  normativi e fiscali. .