Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Crisafulli è in missione,
per ragioni del suo ufficio, dal 23 al 30 marzo 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per la cooperazione, la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
N. 1842 - Misure per accelerare l'assegnazione dei padiglioni
della zona artigianale di Trepunti nel comune di Giarre (CT).
Firmatari: Fleres, Catania Giuseppe e Maurici.
Avverto che la stessa è pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
Istituzione del fascicolo del fabbricato (983), dagli
onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona, Infurna, Virzì in data 18
marzo 2005.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
invio
alla competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il disegno di legge
Modifica dell'articolo 90 della legge regionale 28 dicembre
2004 n. 17 recante misure per il riconoscimento del debito e
la liquidazione dei contributi alle imprese artigiane (982),
dagli onorevoli Oddo, Panarello, Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Villari, Zago in data 17
marzo 2005, e che è stato inviato alla Commissione legislativa
Attività Produttive'(III).
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 16 marzo 2005, alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Disposizioni regionali in materia di protezione civile (n.
981)
di iniziativa parlamentare
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Intervento straordinario a favore degli esercenti nel settore
del commercio e dell'artigianato del comune di Naro (n. 980)
di iniziativa parlamentare.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Fleres, in data 16 marzo
2005, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 953 Disegno di legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto della Regione recante Norme
per l'assunzione con contratto a tempo indeterminato del
personale docente, educativo ed ATA, inserito nelle graduatorie
dei concorsi per esami e titoli e nelle graduatorie permanenti
provinciali della Regione siciliana' .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate, in data 21 marzo 2005, alla
competente Commissione legislativa:
Stretto di Messina S.p.a. - Designazione componente del
consiglio di amministrazione (n. 358/I)
pervenuto in data 18 marzo 2005
Consorzio ASI di Agrigento - Designazione componenti del
consiglio generale e componenti del comitato direttivo (n.
359/I)
pervenuto in data 18 marzo 2005
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
N. 2140 - Interventi per il ripristino del capitolo 846401
concernente contributo al Comune di Agrigento per il recupero del
centro storico.
Presidente Regione
Firmatario: Miccichè Calogero;
N. 2141 - Notizie su presunte irregolarità nell'approvazione
del piano commerciale del comune di Raffadali (AG).
Assessore Famiglia
Firmatario: Miccichè Calogero;
N. 2143 - Notizie in ordine all'incarico di consulenza affidato
al prof. Antonino Zichichi.
Presidente Regione
Firmatario: Barbagallo Giovanni;
N. 2144 - Immediati interventi ispettivi e di controllo presso
l'Amministrazione comunale di Paternò (CT) al fine di verificare
l'eventuale sussistenza di condizioni gravemente perturbatrici
della normale dialettica politica e democratica.
Assessore Famiglia
Firmatari: Lo Curto Eleonora; Cristaudo Giovanni; Acierno
Alberto;
N. 2145 - Interventi urgenti per l'erogazione degli arretrati
contrattuali e per il puntuale pagamento degli stipendi ai
lavoratori della formazione professionale ed iniziative volte a
pervenire in tempi rapidi alla riforma del sistema della
formazione professionale.
Assessore Lavoro
Firmatario: Oddo Camillo.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
N. 2139 - Interventi urgenti per sopperire alle gravi carenze
organizzative dell'Unità operativa di patologia neonatale ed
assistenza al parto dell'Azienda ospedaliera 'Papardo' di
Messina.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Genovese Francantonio;
N. 2142 - Notizie circa alcune determinazioni sindacali e
delibere della Giunta municipale del Comune di San Michele di
Ganzaria (CT).
Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2146 - Notizie in ordine alla legittimità della riscossione
del 'canone di depurazione' da parte del Comune di Acicastello
(CT) in assenza di impianto idoneo a tale scopo.
Presidente Regione
Firmatario: Amendolia Antonino.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate sono state già
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
N. 237 - Notizie circa il mancato finanziamento del Fondo
regionale per il commercio e interventi per agevolare
l'imprenditoria locale e favorire lo sviluppo locale.
Presidente Regione
Assessore Bilancio
Assessore Cooperazione
Firmatari: Ferro Giovanni; Miccichè Calogero; Morinello
Salvatore; Raiti Salvatore
N. 238 - Provvedimenti per revocare la decisione di chiudere il
laboratorio di analisi del poliambulatorio di Lampedusa ed avvio
di un'indagine amministrativa.
Presidente Regione
Firmatari: Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 408 Interventi presso il Governo nazionale per la riduzione
della tariffa di igiene ambientale (T.I.A.) e attribuzione di un
congruo finanziamento per sostenere le fasce più deboli di cui
all'art. 11 della legge regionale n. 17 del 2004 , degli
onorevoli Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni; Manzullo Giovanni;
Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio
-Presentata il 15/03/05
-N. 409 Revoca del commissario straordinario dell'ESA,
emanazione del decreto relativo alle tabelle di equiparazione e
riconoscimento dei diritti dei lavoratori , degli onorevoli
Cracolici Antonino; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo Domenico;
Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore
-Presentata il 18/03/05
-N. 410 Sfiducia al Presidente della Regione , degli onorevoli
Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Forgione
Francesco; Ferro Giovanni; Sanzeri Salvatore; Capodicasa Angelo;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Galletti Giuseppe; Genovese Francantonio; Giannopolo
Domenico; Gurrieri Sebastiano; Liotta Santo; Manzullo
Giovanni; Miccichè Calogero; Morinello Salvatore; Oddo
Camillo; Orlando Leoluca; Panarello Filippo; Raiti Salvatore;
Tumino Carmelo; Villari Giovanni; Vitrano Gaspare; Zago
Salvatore; Zangara Andrea.
-Presentata il 18/03/05
-N. 411 Iniziative per l'immediata erogazione di tutte le
provvidenze economiche spettanti agli operatori degli enti di
formazione professionale e per una rapida riforma del settore ,
degli onorevoli Oddo Camillo; Speziale Calogero; Capodicasa
Angelo; Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo; Villari
Giovanni; Zago Salvatore.
-Presentata il 18/03/05.
PRESIDENTE Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno n. 232
PRESIDENTE Comunico che, in riferimento all'ordine del giorno
n. 232 «Notizie sugli accordi tra Capitalia S.p.A. ed il Governo
circa il futuro del Banco di Sicilia», approvato dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta n. 134 del 3-4 aprile 2003, il
Presidente della Regione, con nota del 7 marzo 2005 (assunta con
prot. n. 4436/Aula del 15 marzo 2005), ha rinviato, in merito,
alla nota dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
del 2 settembre 2003 (pervenuta via fax il 15 marzo 2005 ed
assunta con prot. 4608/Aula del 17 marzo 2005).
Nella nota presidenziale si precisa che il regolamento
attuativo, predisposto dallo stesso Assessorato Bilancio e
finanze, citato al punto b) della predetta nota assessorale, è
già stato adottato e pubblicato nella G.U.R.S. n. 51 del 26
novembre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto che il testo integrale della nota del Presidente della
Regione e della documentazione ivi annessa è pubblicato in
allegato al resoconto stenografico della presente seduta.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
n. 401 - Iniziative perchè venga dichiarato lo stato di
calamità naturale nei comuni della provincia di Catania colpiti
dal nubifragio del mese di giugno 2004, degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
n. 402 - Iniziative per l'eliminazione dei casi di abbandono
degli animali domestici e prevenzione del randagismo, degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
n. 403 - Iniziative per la soluzione dei disservizi nel
recapito della posta nel comune di Giarre (CT), degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
n. 404 - Iniziative a sostegno dell'attività delle AVIS della
Sicilia, degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e
Baldari;
n 405 - Misure per la concessione dello stato di calamità
naturale per i territori del calatino colpiti dal nubifragio del
28 luglio 2004, degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
e Baldari;
n 406 - Iniziative al fine di monitorare i risultati delle
indagini svolte all'interno delle scuole in Sicilia, degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
n. 407 - Iniziative per la valorizzazione dell'attività svolta
dal canale RAI MED, degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici e Baldari.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il 17 giugno 2004 un violento nubifragio si è abbattuto su
alcuni comuni della provincia di Catania, provocando ingenti
danni alle colture ed alle strutture;
per procedere alle opere di ristrutturazione e comunque dì
ripristino delle strutture sono necessari interventi i cui costi
sono particolarmente elevati e pertanto è necessario dichiarare
lo stato di calamità naturale per quei comuni sui quali si è
abbattuto il nubifragio;
inoltre, sempre a causa del nubifragio, anche l'agricoltura
locale ha subito danni e sarebbe utile prevedere un indennizzo
per quanti hanno perso il raccolto,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere quanto necessario perchè si proceda alla
dichiarazione dello stato di calamità naturale per le zone
colpite dal nubifragio del 17 giugno 2004, con particolare
riferimento allo stanziamento di somme sia per le
ristrutturazioni sia per indennizzare gli agricoltori che hanno
perso il raccolto.» (401)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con l'approssimarsi dell'estate si ripresenta il problema della
sistemazione degli animali domestici, spesso purtroppo
abbandonati per le strade delle nostre città;
malgrado esistano delle strutture che offrono ospitalità estiva
agli animali, sono pochi i fruitori di tali servizi;
la legge regionale non ha ridotto tale fenomeno;
dal 3 luglio 2003 è in vigore la normativa che prevede il
rilascio, da parte dei veterinari, del 'passaporto' per gli
animali domestici, contenente tutte le generalità dell'animale;
si tratta di un documento necessario per l'ingresso degli
animali in molti Paesi dell'Europa;
sicuramente questo ulteriore strumento ha contribuito a far
diminuire il numero degli abbandoni ma, se non accompagnato da
altre iniziative, rischia di non essere particolarmente efficace,
impegna il Governo della Regione
a verificare che la normativa che prevede il rilascio del
'passaporto' trovi puntuale e corretta applicazione anche nel
territorio regionale;
a prendere contatti con le strutture alberghiere per
sensibilizzare i gestori ad ospitare animali, considerato che in
Sicilia il numero è particolarmente esiguo.» (402)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il recapito della posta presso il comune di Giarre (CT) pare
avvenga con notevole ritardo, anche per la posta spedita
all'interno dello stesso comune;
i disagi sono tali che molto spesso le cartelle fiscali o
semplici bollette vengono recapitate oltre la data di scadenza
con l'ulteriore aggravio degli oneri per ritardato pagamento;
la causa di questo stato di cose è determinato dal fatto che il
personale impiegato per il recapito della posta viene rinnovato
trimestralmente,
impegna il Governo della Regione
ad attivare ogni procedura utile affinchè possa risolversi la
problematica in premessa evidenziata, anche mediante un
intervento presso il Ministero competente.» (403)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
nel luglio del 2003 la Conferenza Stato - Regioni ha fissato le
nuove tariffe di rimborso dei costi di raccolta sangue ed
emocomponenti;
le Regioni hanno sottoscritto per accettazione le nuove tariffe
ed hanno provveduto alla loro applicazione;
nell'ambito della Regione siciliana però le nuove tariffe non
hanno ancora trovato applicazione, creando così una disparità
anche nei confronti delle associazioni dei donatori di sangue;
la Sicilia, ancora carente di sangue, importa emocomponenti
dalle Regioni eccedentarie;
il perdurare di tale situazione comporta un aumento dei costi
tale da compromettere la sopravvivenza di molte strutture di
raccolta sangue,
impegna il Governo della Regione
ad attivare ogni utile procedura per l'immediata applicazione
in Sicilia delle nuove tariffe per non creare disparità tra le
associazioni operanti in Sicilia e quelle operanti nel resto del
territorio nazionale. (404)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in data 28 luglio 2004 un violento nubifragio si è abbattuto
nell'area del calatino colpendo, con forte intensità, un vasto
territorio compreso nei comuni di Caltagirone, S. M. Di Ganzaria,
Licodia Eubea, Vizzini e Grammichele;
i danni subiti dalle strutture pubbliche e private sono
consistenti;
in particolare è stato pregiudicato l'uso di parte della rete
viaria dei comuni in oggetto;
considerevoli sono, altresì, i danni subiti dal comparto
agrumicolo, ai quali bisogna aggiungere le conseguenti e
inevitabili ripercussioni economiche patite dai privati, che
rischiano di aggravare ulteriormente la già precaria economia
locale;
è assolutamente urgente provvedere al pronto ripristino delle
infrastrutture danneggiate affinché possano essere rese
tempestivamente fruibili;
è indispensabile intervenire in favore delle aziende e dei
privati che hanno subìto considerevoli danni alle colture;
i comuni colpiti non dispongono delle risorse economiche
necessarie per provvedere al ripristino delle numerose strutture
e infrastrutture danneggiate ed è indispensabile che il Governo
nazionale dichiari lo stato di calamità naturale, affinché gli
stessi comuni possano accedere alle misure di supporto
straordinarie previste dalle normative nazionali e regionali,
impegna il Governo della Regione
ad attuare tutti gli interventi necessari per far fronte ai
danni provocati dal nubifragio che si è abbattuto su un ampio
comprensorio del calatino, arrecando danni alle strutture ed alle
infrastrutture pubbliche, legate alla viabiltà, alle strutture ed
alle aziende private, in particolare nel settore agrumicolo,
disponendo non solo il ripristino ed il rimborso, ma anche
quant'altro possa essere utile perchè i disagi provocati da tali
eventi non abbiano a protrarsi;
ad attivarsi per la dichiarazione, da parte del Governo
nazionale, dello stato di calamità naturale.» (405)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
pare che in molte scuole italiane, sulla scorta di quanto già
accaduto negli USA, vengano compilati questionari e svolte
indagini varie, dalle quali sarebbe emerso che circa il 10 per
cento dei bambini italiani sono classificati come malati mentali;
i questionari vengono compilati dagli alunni o dai genitori e
sono diretti a rilevare il disturbo dell'iperattività e
dell'attenzione, disturbi questi difficilmente rilevabili, ancora
meno mediante la compilazione di questionari, soprattutto se
distribuiti senza le necessarie spiegazioni;
infatti è stata così empiricamente stabilita un'elevata
percentuale di bambini affetti da disturbi psichici che rischiano
di essere sottoposti a trattamenti a base di psicofarmaci;
com'è noto, gli psicofarmaci vanno somministrati solo per casi
particolari, poiché presentano una serie di effetti collaterali
ed è comunque necessario che tutto ciò avvenga sotto stretto
controllo medico;
non è pensabile che la semplice compilazione di un questionario
possa essere motivo di tale terapia,
impegna il Governo della Regione
ad intraprendere ogni utile azione al fine di verificare,
presso le scuole di ogni ordine e grado della Sicilia, se siano
state intraprese le attività di cui in premessa ed, in caso
affermativo, gli esiti delle stesse, e ad intervenire laddove
siano state effettuate diagnosi affrettate.» (406)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
RAI MED è il canale satellitare bilingue arabo - italiano della
RAI, che rappresenta il punto d'incontro tra la cultura
occidentale, vicino/medio oriente e quella nord africana, ed ha
lo scopo di incentivare la cooperazione tra i popoli;
il canale, infatti, si rivolge prevalentemente agli opinion
leader di cultura araba ed a tutti gli operatori economici che
hanno interessi nel bacino del Mediterraneo;
l'esperienza fin qui maturata ha dimostrato che RAI MED assume
oggi un ruolo ancor più rilevante considerate le tensioni
internazionali e la necessità di un più intenso dialogo tra i
popoli interessati;
è dunque necessario potenziare questo canale dotandolo non
soltanto di ulteriori strumenti finanziari, ma anche di mezzi e
di personale,
impegna il Presidente della Regione
a valutare quanto in premessa indicato ed a procedere ad un
incontro con il consiglio di amministrazione della RAI affinché
si possa anche procedere alla stabilizzazione del personale
attualmente in servizio. (407)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
data di discussione delle predette mozioni venga demandata alla
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numeri 580-472-578-602-652/A «Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo Statuto
della Regione'», posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione speciale per la revisione
dello Statuto regionale a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ricordo che, ad oggi, restano da esaminare i seguenti articoli
ed emendamenti:
- articolo 2 Preambolo ;
- articolo 4 bis; emendamento 4.1 relativo all'autonomia
organizzativa e finanziaria dell'ARS;
- emendamento 9.4 relativo alla posizione del vicepresidente
della Regione, che va discusso insieme all'articolo 11
concernente la forma di Governo;
- articolo 11, nomina e revoca assessori, forma di governo,
rapporti governo ARS e relativi emendamenti;
- emendamenti all'articolo 14 (soppresso) sulla mozione di
sfiducia;
- articolo 25, Rapporti Regione Enti locali e relativi
emendamenti;
- emendamento 29.R (ex emendamento 24.2) relativo
all'applicabilità alla Regione delle norme statali di sistema;
- articoli da 41 a 47, Organi giurisdizionali in Sicilia.
Commissario dello Stato: giudizio di costituzionalità delle leggi
e relative procedure;
- articoli 49, 50 e 51, Rapporti finanziari con lo Stato e
regime tributario;
- emendamento 53.1 aggiuntivo riferito all'articolo 41 bis
dello Statuto vigente concernente l'eventuale modifica della
procedura per una nuova disciplina della forma di governo;
-articolo 54, procedimento di revisione dello Statuto.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione speciale per la
riforma dello Statuto nella seduta di ieri ha lavorato per
sciogliere alcuni dei nodi rimasti. Con l'ausilio dei funzionari
della Commissione Bilancio e Finanze e la consulenza di alcuni
docenti universitari che già in altre occasioni erano stati
auditi sull'argomento, sono stati affrontati gli articoli
finanziari 49, 50 e 51, che corrispondono agli articoli 36, 37 e
38 del vigente Statuto.
Pertanto, potremmo procedere con l'esame di questi tre articoli
ed anche di un quarto articolo aggiuntivo che - come mi ricorda
l'onorevole Fleres - é stato concordato ieri in Commissione.
Esaminati questi tre articoli si potrebbe ripartire con l'esame
degli articoli accantonati, fatta eccezione per l'articolo 2
relativo al preambolo, sul quale vi sono ulteriori elaborazioni
che la Commissione affronterà nel corso dei lavori ricorrendo,
ove si ritenesse opportuno, a brevi sospensioni.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 4.1 relativo
all'autonomia organizzativa e finanziaria dell'ARS.
Lo pongo in votazione con l'avvertenza che la parola
professionale è da intendersi come se fosse processuale ,
trattandosi di errore materiale. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Articolo 49
1. L'articolo 36 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 36
1. Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede:
a) mediante le entrate derivanti dai suoi beni demaniali e
patrimoniali e quelle connesse all'attività amministrativa di sua
competenza;
b) mediante tributi propri deliberati dalla Regione medesima;
c) mediante le entrate tributarie erariali ad essa spettanti.
d) mediante indebitamento per finanziare spese d'investimento.
e) mediante contributi e trasferimenti concessi dall'Unione
europea, dallo Stato e da ogni altro soggetto.
f) mediante ogni altra entrata, di qualsivoglia natura, ad essa
spettante.
2. Sono entrate tributarie erariali spettanti alla Regione
tutte quelle riferibili al suo territorio, nonché comunque quelle
ivi riscosse, compresi gli interessi e le sanzioni.
3. Sono però interamente riservate allo Stato le entrate
derivanti dai tabacchi, dal lotto e dalle lotterie a carattere
nazionale.
4. La Regione può adottare misure fiscali generali ovvero aiuti
di stato di carattere fiscale nell'ambito dei tributi propri e
dei tributi erariali di spettanza regionale.
5. Nei limiti della normativa della Unione europea, d'intesa
fra il Governo dello Stato e quello della Regione, possono essere
istituite zone franche e depositi franchi doganali nel territorio
della Regione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: emendamenti 49.2, 49.8 e 49.6, interamente
soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: emendamento
49.3;
-dall'onorevole Ortisi: emendamento 49.4;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 49.1;
-dagli onorevoli Scalici, Sbona, Acanto e Basile: emendamento
49.7;
-dalla Commissione: emendamento 49.5.
Si passa all'emendamento 49.6, interamente soppressivo
dell'articolo.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 49
si intendono decaduti.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ha ritenuto, per
motivi di opportunità pratica, di abrogare l'articolo 49 con
l'obiettivo di mantenere l'articolo 36 del testo originale dello
Statuto, riservandosi, però, di presentare un emendamento
aggiuntivo che salvi alcune parti dell'articolo abrogato; lo
stesso anche per quanto riguarda il contenuto degli articoli 37 e
38, corrispondenti agli articoli 50 e 51 del disegno di legge in
discussione.
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 11.26, è ripresa alle ore 11.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Articolo 50
L'articolo 37 dello Statuto è abrogato».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
50.1, interamente soppressivo dell'articolo.
Pongo pertanto in votazione il mantenimento dell'articolo 50.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Articolo 51
1. L'articolo 38 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 38
1. Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di
solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un
piano economico.
2. Le risorse assegnate a questo titolo alla Regione sono da
considerare aggiuntive rispetto alla ripartizione ordinaria della
spesa statale e sono destinate a compensare la minore dotazione
infrastrutturale economica e civile del territorio regionale
rispetto alla media nazionale e sono pari ad un decimo della
spesa pubblica per la realizzazione di infrastrutture nel
territorio nazionale.
3. La Regione siciliana partecipa alla ripartizione del fondo
perequativo di cui al comma 3 dell'articolo 119 della
Costituzione'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: emendamenti 51.2, 51.6 e 51.7, interamente
soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 51.1;
-dall'onorevole Sammartino: emendamento 51.3;
-dagli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: emendamento
51.5;
-dall'onorevole Miccichè: emendamento 51.4;
-dagli onorevoli Scalici, Sbona, Acanto e Basile: emendamento
51.8.
Si passa all'emendamento 51.7, interamente soppressivo
dell'articolo.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto tutti gli altri emendamenti presentati all'articolo 51
si intendono decaduti.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
breve riepilogo.
Con l'approvazione degli emendamenti soppressivi agli articoli
49, 50 e 51 l'Aula ha confermato gli articoli 36, 37 e 38 del
vigente Statuto. La Commissione vuole adesso sottoporre alla
valutazione dell'Aula due emendamenti che mirano a salvare le
parti ritenute compatibili con la filosofia dell'intero Statuto,
ma ha ritenuto opportuno non modificare gli articoli 36, 37 e 38
aggiungendo invece un nuovo articolo. In tal in modo, il testo
che sarà esitato, non determinerà da parte del Parlamento
nazionale la possibilità di una interazione con il testo vigente,
che si limiterà ad esprimere un parere relativamente alle
innovazioni che eventualmente saranno introdotte con questi
emendamenti.
Ci stiamo mantenendo nel solco già tracciato nelle precedenti
sedute, ossia quello di intervenire il meno possibile sul testo
in vigore, utilizzando la formula dell'articolo aggiuntivo per le
parti innovative che la Commissione e l'Aula riterranno di dover
approvare.
Per arrivare alla formulazione di questi due emendamenti, la
Commissione ha preso in considerazione non soltanto il testo
vigente degli articoli 36, 37 e 38, ma ha anche le norme di
attuazione dei medesimi articoli e la consuetudine instauratasi
relativamente alla valutazione che la Commissione paritetica ha
dato di questi tre articoli, nonché dell'articolo 119 della
Costituzione e, relativamente al contenuto dell'attuale articolo
38, si è voluta attribuire una natura perequativa all'intervento
aggiuntivo previsto nell'articolo 119, e in un certo senso già
stabilito al primo comma dell'articolo 38.
Abbiamo pensato di aggiungere questi due articoli, nella
formulazione che verrà tra poco illustrata, integrando e
innovando anche rispetto al significato stesso che si è dato nel
tempo agli articoli 36, 37 e 38, soprattutto al primo comma di
quest'ultimo articolo.
Ci auguriamo - e devo dire che, da questo punto di vista,
abbiamo avuto il conforto dei tecnici e dei docenti universitari
a cui ci siamo rivolti - che la formulazione individuata sia
rispondente incontro alle esigenze della Regione, collocandola
nell'alveo della innovazione costituzionale prevista
dall'articolo 119, senza far correre il rischio che una
applicazione tout court del medesimo articolo possa farci perdere
competenze rispetto a quelle che già abbiamo e che peraltro sono
state confermate ripetutamente con l'interpretazione che si è
data a questi articoli, anche con le norme di attuazione dello
Statuto.
Se, nel frattempo, sono arrivati gli emendamenti, potremmo
distribuirli e poi esprimerci di conseguenza.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.31, è ripresa alle ore 11.35)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 51.9, riguardante norme
aggiuntive all'articolo 36. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento aggiuntivo 53.1 a firma
dell'onorevole Ortisi, accantonato nella precedente seduta e che
sostituisce l'articolo 41 bis dello Statuto.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, ne chiedo l'accantonamento in
quanto tratta una materia, la forma di Governo, affrontata in
altri articoli.
PRESIDENTE Se riguarda la forma di governo, in effetti, è
meglio valutarlo in occasione dell'esame degli atri articoli che
trattano lo stesso argomento.
FLERES Infatti, signor Presidente, proprio ieri, durante la
riunione della Commissione, pur condividendo alcune delle scelte
fatte e alcuni emendamenti proposti dai deputati, anche
dell'opposizione, ho chiesto - e credo sia opportuno farlo -
relativamente a questi aspetti sentire l'opinione della Giunta.
Il Governo fino a questo momento ha lasciato libera l'Aula
sulle modifiche dello Statuto e ritengo che questo sia stato un
comportamento estremamente corretto; non c'è stata una linea del
Governo relativamente alle scelte, agli emendamenti, alle
soluzioni adottate, l'Aula si è liberamente determinata anche
perché lo Statuto rappresenta la carta fondamentale dei diritti,
dei doveri, delle funzioni della Regione e, dunque, deve essere
predisposta tenendo conto soprattutto delle volontà che si
formano in questo Parlamento, anche a prescindere dalle
ispirazioni politiche che sottendono alla scelta di una soluzione
piuttosto che un'altra.
Ma, relativamente a questi aspetti, per conoscere quelli che
possono essere gli ostacoli, quelle che possono essere le
difficoltà che si vengono ad incontrare, proprio nella riunione
di ieri, personalmente ho chiesto che potesse essere ascoltato il
Governo, anche informalmente, in maniera piuttosto accelerata,
non per ottenerne una linea - rivendico la assoluta paternità del
Parlamento relativamente allo Statuto e la confermo - ma per
ascoltare quelle che possono essere le ragioni del Governo
relativamente alle soluzioni, ripeto non alla linea, ma alle
soluzione che andiamo individuando e a quello che l'esperienza di
Governo si rifà nel momento in cui vengono individuate alcune
soluzioni piuttosto che altre.
Pertanto, signor Presidente, propongo di sospendere per cinque
minuti la seduta al fine di individuare quali altri articoli
possiamo discutere ed approvare questa mattina, per esempio
quelli riguardanti l'Alta corte o il Commissario dello Stato,
soprassedendo momentaneamente su quelli concernenti la forma di
governo per poter fare una riflessione complessiva e articolata.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avevamo già anticipato che la
materia legata alla forma di Governo sarebbe stata accantonata,
ma senza - se mi permettete - indulgere più di tanto all'ipotesi
di rinvii di giorni.
Se si tratta di un rinvio di cinque minuti, come l'onorevole
Fleres ha sostenuto per l'individuazione delle parti scorrevoli,
la sospensione è già accordata, ma se si immagina di potere
rinviare la materia a dopo le vacanze pasquali, come Presidente
dell'Assemblea non mi resta che prenderne atto, ma vi avverto che
se superiamo la giornata di oggi o di domani - sono disponibile
anche a lavorare domani se lo credete - il rischio che la riforma
dello Statuto non vada in porto diventa non solo reale, ma
inevitabile per la dinamica della doppia lettura che deve
avvenire presso la Camera dei Deputati e il Senato della
Repubblica.
Siccome, onorevole Fleres, le materie in esame sono oggetto di
attenzione, di interesse e di analisi da parecchi mesi...
ORTISI Da parecchi anni
PRESIDENTE Abbiamo usato tutto il tempo possibile e
immaginabile, naturalmente proficuamente, ma lo abbiamo usato per
arrivare a ridosso di termini irreversibili, chiamiamoli così;
pertanto, vi invito ad un massimo sforzo di celerità, viceversa
la riforma non sarà mai più patrimonio di questa Assemblea.
Sospendo i lavori per la ricerca di cui parlava l'onorevole
Fleres, dopo di che l'opinione del Governo deve essere richiesta
celermente anche se, così come detto dall'onorevole Fleres - e
io lo condivido - l'opinione del Governo non è obbligatoria, né
necessaria, né opportuna sul piano istituzionale. L'onorevole
Fleres ha rivendicato, come Parlamento, un titolo principale e
prioritario, e non posso che condividere con gioia questa sua
opinione.
Ma se un parere del Governo deve essere chiesto che sia chiesto
anche in mattinata, perché personalmente non posso rinviare ad
epoche più comode per ulteriori consultazioni, ciò in quanto
avverto, fortemente, l'opportunità di decisioni rapide entro
questa settimana.
Capisco che è difficile, ma, così come riferito dall'onorevole
Capodicasa, considerato che in Commissione si è fatto il massimo
sforzo per arrivare ad un'intesa, sia pure compromissoria,
sforziamoci di farlo, ci arrenderemo solo quando i nodi politici
risulteranno irrisolvibili.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.43, è ripresa alle ore 11.54)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente e onorevoli colleghi, già tre
settimane or sono avevamo espresso le nostre perplessità in
ordine ai lavori che non ritenevamo conducenti in ordine alla
possibilità che la revisione dello Statuto siciliano trovasse
compimento entro i termini cui lei ha accennato - ancora una
volta a suo merito, prima della sospensione della seduta - e
avevamo detto che ci saremmo rifiutati di proseguire qualora
non si fosse completato l'iter nell'arco dei dieci giorni che
hanno preceduto la data odierna.
Tuttavia, per richiamo al buon senso di alcuni colleghi e del
Presidente facente funzione, abbiamo proseguito nei lavori.
Adesso ci accorgiamo che i compromessi sono tutti al ribasso
nel merito e che noi, pur di raggiungere l'obiettivo vincolato
dai tempi, facciamo perdere colore alla nostra pur modesta
partecipazione al dibattito, nel senso che vengono accettati
emendamenti e subemendamenti che vanno nel senso contrario a
quello che pensiamo sia più proficuo e produttivo per la Regione
siciliana poiché in cambio dovremmo trovare la possibilità di
chiudere nei tempi auspicati.
C'è da considerare che il tempo utile possa essere già scaduto
dato che, per dinamiche nazionali a noi estranee, è molto
probabile che si vada alle elezioni, per il rinnovo delle
Assemblee legislative nazionali, alla prima data utile,
restringendo i tempi, in quel di marzo e non in quel di aprile
2006.
Ed è evidente che se non ultimeremo i nostri lavori entro oggi
o domani, anche l'imbecille di turno ci riderà dietro, non solo
l'addetto ai lavori.
Pertanto, accettiamo un ulteriore compromesso, per le nostre
idee, al ribasso, non opponendoci ad emendamenti che non
condividiamo, ma li accettiamo se c'è l'impegno formale della
Presidenza e dei colleghi - fra l'altro si contano poche
presenze in Aula - a chiudere i lavori entro oggi, al massimo
domani, viceversa preannunciamo il nostro ritiro immediato dai
lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il richiamo sull'ordine dei
lavori, peraltro da me condiviso, richiede il pronunciamento dei
presidenti o dei rappresentanti dei Gruppi parlamentari presenti
in Aula.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, è paradossale che debba prendere la
parola dopo l'intervento dell'onorevole Ortisi che condivido
nelle spirito.
Tuttavia, non possiamo non tenere conto del fatto che
l'esigenza del Parlamento siciliano non è quella di approvare uno
Statuto, ma di approvarlo con un'ampia convergenza e che,
soprattutto, sia fatto bene, che non ci metta, proprio per le
condizioni nelle quali ci troviamo, in difficoltà.
Paradossalmente, onorevole Ortisi, lei me lo ha già sentito
dire più volte, se il testo riscontrerà il favore e la
condivisione complessiva dei siciliani, questo testo sarà
l'elaborazione dell'intero Parlamento e sarà oggetto - mi auguro
pochi - di apprezzamenti, divenendo invece l'occasione per
caricarci ulteriormente di responsabilità nel caso in cui questo
testo dovesse presentare qualche elemento di difformità rispetto
alla linea politica di ciascun partito o di ciascun Gruppo.
I pochi deputati presenti in questo momento, onorevole Ortisi,
si stanno assumendo una responsabilità che va ben oltre le nostre
competenze e le nostre capacità reali di essere interpreti
globali e complessivi di una realtà regionale composita,
articolata, difficile, complessa, etc., considerato che, con la
linea metodologica che ci siamo dati - ciascuno poi si esprimerà
nel merito come meglio ritiene e come è giusto che sia - si
prevede, sostanzialmente, l'approvazione di gran parte degli
articoli accantonati e limita a due le questioni non ancora
definite, cioè il preambolo e tutte le parti che riguardano la
forma di Governo, la composizione dello stesso, le funzioni, etc.
Propongo quindi di completare le parti definite questa mattina
per tentare quindi un approfondimento delle due parti restanti,
convinto che, su entrambe le questioni - preambolo e forma di
Governo - si possa trovare una soluzione equilibrata riguardante
le forze politiche di quest'Assemblea e, relativamente - riprendo
il mio intervento precedente - alle questioni legate alla forma
di Governo - non alla sua posizione - per ascoltare, sentire,
apprezzare l'esperienza fatta dallo stesso per quanto riguarda le
parti inerenti alle sue funzioni, alle sue competenze.
Non cerco e non dobbiamo cercare - lo ribadisco - una linea
politica rispetto a questi aspetti, ma dobbiamo acquisire una
esperienza, una serie di informazioni che riguardano
l'applicazione o meno delle parti in discussione.
Propongo quindi di completare questa mattina i lavori con gli
articoli individuati - 42, 43, 44, 45, 46, 47 e 54, facendo poi
una sosta, anche di poche ore soltanto, per arrivare questa sera,
alle 18.00 o alle 19.00, in Aula per approvare le altre due
parti.
Ritengo però indispensabile ascoltare il Governo.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, le chiedo scusa se mi permetto
di interpretare il suo discorso che è, come sempre, molto chiaro
e mi rendo conto che vi è una totale identità di opinione con
l'onorevole Ortisi. Se si tratta di un rinvio ad horas, nulla
quaestio.
SBONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SBONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
rafforzare quella che è stata in maniera chiara la posizione
espressa dall'onorevole Fleres. Il mio Gruppo è e continuerà ad
essere presente, com'è avvenuto in tutte le occasioni in cui si è
iniziato a discutere e a dibattere sulla questione dello Statuto.
Siamo pronti a restare oggi e anche domani ma con chiarezza.
Un anno fa, in un intervento preciso e puntuale dissi cui
prodest e si disquisiva se era giusto approvare prima la riforma
elettorale o lo statuto o viceversa o contemporaneamente.
Abbiamo approvato una riforma elettorale che è andata com'è
andata e oggi abbiamo l'enorme responsabilità di approvare uno
Statuto che dovrà riformare il precedente che per tanti anni ha
costituito l'indirizzo di questa Regione.
Ritengo che le preoccupazioni dell'onorevole Ortisi,
condivisibili fino ad un certo punto, non hanno una
giustificazione oggettiva, nel senso che o stiamo qui a perdere
tempo o, alla fine, dobbiamo, in ogni modo possibile, affrettarci
e risolvere, altrimenti non so che cosa potrebbe accadere.
Onorevole Ortisi, siamo qui per lavorare. Non ho partecipato
alle riunioni della Commissione Statuto, ma mi sono informato e
ho sempre informato il mio Gruppo, cercando di dare un contributo
per approvare un provvedimento che, sicuramente, resterà nella
storia.
Se perdiamo quindi qualche giorno in più, non vuol dire che
perdiamo tempo o che non si potrà più riprendere un discorso
costruttivo.
Mi congratulo con la Commissione, dal vicepresidente, onorevole
Capodicasa all'onorevole Fleres, ai componenti tutti, per il
lavoro svolto seriamente e sono certo che la nostra presenza in
Aula servirà a superare eventuali inadeguatezze o cose
incompiute.
Il mio Gruppo è pronto quindi a continuare a lavorare sia oggi
sia domani ma, se non dovessimo riuscire a concludere, ciò non
significa che dopo le feste pasquali non possiamo proseguire.
ORTISI E' inutile. Basta farsi i conti.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che a
questo punto bisogna andare avanti con una volontà comune fino
all'esaurimento. Se occorrono delle sospensioni, devono essere
brevi per provare ad esitare il testo tra oggi e domani. E'
chiaro che occorre una volontà condivisa, al di là dei presenti,
perché non è sufficiente la presenza di deputati registrata
finora in Aula.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei aggiungere la mia voce a
quella degli altri deputati e del Presidente dell'Assemblea che,
in più occasioni, si è fatta sentire, anche questa mattina, a
proposito della preoccupazione che ogni minuto che non
utilizziamo in Aula rischia di essere un minuto in meno tra
quelli necessari al completamento dell'iter parlamentare del
testo.
Il fatto che lo Statuto abbia bisogno di un approfondimento è
certo e, trattandosi di materia così importante, dobbiamo
lavorare con la dovuta circospezione e prudenza.
Signor Presidente, ricordo che la Commissione ha lavorato per
un anno e mezzo e che il testo è fermo in Aula da quasi un anno.
L'Aula lavora con un ritmo, direi più che circospetto, da oltre
due mesi e credo che oltre non si possa andare perché vi è il
rischio del fallimento di una legislatura su un punto decisivo.
Eravamo la terza Regione in Italia ad avere approntato un testo
sullo Statuto ed oggi siamo quasi l'ultima Regione ad averlo
esitato. Ci hanno preceduto quasi tutte le altre Regioni a
statuto ordinario e a statuto speciale, nonostante le stesse
avessero in corso campagne elettorali per il rinnovo dei
rispettivi Consigli regionali o Parlamenti regionali.
Mi auguro che la breve discussione aperta adesso sull'ordine
dei lavori, anche su input della Presidenza, serva a farci
riflettere sul rischio che si corre; sarebbe tempo perduto quello
impiegato da oltre due anni per lavorare sul testo e,
personalmente, non mi sento di apporre la mia firma su un
fallimento che avrebbe un carattere storico. Ecco perché concordo
con ciò che é stato detto dai colleghi: lavorare oggi, con le
opportune sospensioni, per aggiornare i lavori a domani mattina.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, in altri casi, l'alba,
il venerdì santo, l'abbiamo vista in Aula, alle ore 10.00, per
approvare qualcosa che forse poteva anche attendere. E' accaduto
per Natale, per Ferragosto e non vedo alcuna ragione che ci
impedisca di concludere, nella giornata di oggi e di domani
mattina, un testo che, come ha già preannunciato l'onorevole
Fleres, nel corso del suo intervento e, considerato anche
l'accordo volto ad affrontare altri cinque o sei articoli o forse
anche sette, alla fine rimangono isolati il problema della forma
di Governo e quello del preambolo che potremmo sciogliere tra
oggi pomeriggio e domani mattina, ove si rendesse necessario -
credo che si renda necessario solo per la forma di governo e non
per il resto.
Acquisire il parere del Governo, che già conosciamo, sarebbe
utile su un eventuale punto di mediazione tra le diversi tesi in
campo. Già conosciamo il parere del Governo sulla materia - lo
ribadisco - perché, il Presidente della Regione, audito in
precedenza, espresse il suo punto di vista e consegnò agli atti
della Commissione una nota dove, per ogni singolo punto, ove
venivano formulate delle ipotesi. Nella filosofia di fondo, ha
condiviso.
Signor Presidente, possiamo, pertanto, richiedere al Governo
per oggi pomeriggio ...
PRESIDENTE Già fatto.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Le chiediamo di
farci conoscere la disponibilità del Governo, in modo da
convocarci, formalmente o informalmente, per il primo pomeriggio
e procedere intorno alle 18.30, 19.00.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per esprimere la piena adesione alla proposta lanciata
dagli esponenti della Commissione Statuto, anche in
considerazione del fatto che tutto l'iter di approvazione dello
stesso é stato abbastanza dibattuto in Commissione, con grande
attenzione anche nei confronti della società civile e, sotto
questo profilo, la Commissione non può essere richiamata in
nessun modo come responsabilità nel mancato coinvolgimento
dell'opinione pubblica.
A lei, signor Presidente, bisogna dare atto della
determinazione, insieme alla Commissione Statuto, di volere
portare a termine una riforma essenziale, insieme a quelle che
abbiamo già approvato come Assemblea, riguardo alla legge
elettorale e riguardo anche all'assetto istituzionale della
nostra Regione. Sotto questo profilo, signor Presidente, l'unica
riserva é relativa alla necessità di avere in Aula la massima
partecipazione da parte dei Gruppi parlamentari il giorno in cui
sarà approvato lo Statuto, perché sono convinto che approveremo
lo Statuto entro la prossima settimana, visto e considerato che,
dalla proposta della Commissione, viene fuori un accordo per
completare i lavori entro oggi o al massimo domani e, soprattutto
anche attraverso la presenza di un Governo che, se é vero come ha
detto con grande stile l'onorevole Fleres, che ha lasciato libera
l'Assemblea di proseguire i suoi lavori nella direzione
dell'approvazione di uno Statuto che sia anche all'altezza della
tradizione storica, autonomistica, istituzionale, politica e
culturale che la classe dirigente siciliana ha espresso
cinquant'anni fa, é anche vero che ha l'obbligo di partecipare ai
lavori conclusivi, di dare il segno di una presenza, di
un'attenzione che avrebbe dovuto dimostrare per tutto il corso
dei lavori.
Mi dispiace esprimere questo tipo di riflessione, ma ritengo
ciò doveroso, soprattutto al cospetto di chi, invece, ha dato
tantissimo su questo tema, grazie al quale abbiamo potuto, in
qualche modo avviarci alla conclusione dei lavori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro chiuso il dibattito
aperto sull'ordine dei lavori.
Si è preso atto dell'opportunità di seguirne lo spirito
attraverso le indicazioni pervenute dall'Aula.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Ricordo che la
Commissione ha deciso che si potrebbero affrontare gli articoli
42, 43, 44, 45, 46, 47 e 54.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Articolo 42
1. L'articolo 24 dello Statuto è abrogato».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 42.3, a firma
della Commissione, interamente soppressivo dell'articolo 42.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che tutti gli emendamenti sono dichiarati decaduti.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ha concordato la
soppressione dell'articolo 24 del vecchio Statuto. Nel testo
esitato dalla Commissione, l'articolo 24 - articolo del quale era
proposta la soppressione - riguarda l'istituzione dell'Alta
Corte. La Commissione aveva ritenuto che, visto che ormai l'Alta
Corte era caduta in disuso e, considerato che vi era stata una
sentenza della Corte Costituzionale che aveva assorbito su di sé
il giudizio di costituzionalità delle leggi, quindi avendo
dichiarato superata l'Alta Corte, fosse opportuno prendere atto
della realtà storica e dei nuovi assetti istituzionali e
giurisdizionali e proporne l'abrogazione.
Il dibattito successivo ha posto nuovamente il problema al
centro della discussione.
Su questo, signor Presidente, c'è qualche punto di vista
divergente. Pur essendo ormai tutti concordi a far ritornare in
vita l'articolo 24 dello Statuto, va sottolineato però che, da
parte della Commissione - credo che poi lo faranno
individualmente gli altri colleghi - si ritiene di dover arrivare
a tale conclusione per mantenere la natura pattizia dello
Statuto, un po' come simbolo storico, e la pariteticità nei
rapporti istituzionali tra Stato e Regioni. E ciò che ha
simboleggiato per tanto tempo l'istituzione principe di questo
rapporto paritario e pattizio, è proprio l'Alta Corte.
Naturalmente, tutti sappiamo bene che, al momento, si tratta di
un puro gesto simbolico da parte dell'Assemblea, anche se questo
può aprire la strada in futuro ad una diversa pattuizione tra lo
Stato e le Regioni per quanto concerne i giudizi di
costituzionalità delle leggi e sui conflitti di attribuzione,
naturalmente, non più pensando ad un'Alta Corte ma ad una
sezione, magari specializzata della Corte Costituzionale che
abbia il compito di pronunciarsi sulla costituzionalità delle
leggi, anche con un rapporto paritetico tra Stato e Regione in
questa sezione della Corte Costituzionale che dovesse occuparsi
della materia.
Ciò è tema di dibattito anche in un ambito nazionale; più
volte, infatti, questa ipotesi è stata proposta in sede di
discussione di modifica della Corte Costituzionale. In regime
federalista, si pensa che i rapporti tra Stato e Regioni possano
essere regolati in sede giurisdizionale e di pronuncia di
costituzionalità da parte di un organo paritetico specializzato
della Corte Costituzionale. Al momento, quindi, altro non
possiamo fare che testimoniare la nostra volontà di tenere un
rapporto con lo Stato, relativamente alla materia trattata su
basi così come erano stati individuati in sede di approvazione
del vecchio Statuto e confermare in vita l'articolo 24 che
prevede l'istituzione dell'Alta Corte.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, molte delle
cose che avrei dovuto dire io le ha dette l'onorevole Capodicasa,
ma vorrei aggiungere alle sue considerazioni una valutazione più
generale sul processo di riforma costituzionale e di indirizzo
federalistico che la stessa si è voluta dare o avrebbe voluto
darsi. Perché utilizzo questa seconda formula? Perché il processo
che è stato avviato in sede nazionale è un processo che nasce
soprattutto non dalla valutazione e dalla considerazione delle
esperienze autonomistiche, come quella siciliana, quella sarda e
le altre, ma dall'esperienza delle regione ordinarie.
Dunque, il federalismo che viene costruito in sede nazionale è
un federalismo che parte da una posizione più arretrata di quella
che è stata per anni l'autonomia, ed è per questo che
probabilmente quel processo federalistico è un processo blando,
probabilmente anche farraginoso, probabilmente anche non
conducente rispetto agli obiettivi di chi lo ha promosso.
Ma non possiamo certamente somministrare l'esperienza per
endovenosa.
Né la Lombardia, né il Veneto, né il Piemonte, né le altre
regioni a forte connotazione federalista, nessuna di quelle
regioni dove sono presenti forze politiche nate sulla base del
principio federalista, ha mai sperimentato i nostri livelli di
autonomia, i nostri livelli di competenza. E, dunque, in nessuna
di quelle regioni sono maturati gli elementi essenziali per la
predisposizione di una riforma costituzionale che fosse
federalista nel senso più pieno del termine, come avrebbe voluto
Cattaneo o come hanno voluto, molto più vicino a noi, i
legislatori spagnoli o tedeschi quando hanno pensato
all'autonomia dei Paesi baschi o della Catalogna o a quella dei
Lander della Germania.
Allora, perché alla fine di un lunghissimo ragionamento anche
complesso e anche in alcuni momenti teso, ma sempre leale, la
Commissione ha voluto proporre all'Aula il mantenimento di tutti
gli articoli riguardanti l'Alta Corte? Perché noi abbiamo una
grande opportunità, adesso: quella di sfidare il Parlamento
nazionale, le forze politiche nazionali su un tema chiaramente,
dichiaratamente e manifestamente federalista nel senso più
concreto del termine.
Non solo. Abbiamo una grande opportunità: quella di sfidare gli
organi dello Stato relativamente all'applicazione di una
disposizione costantemente disattesa fino al momento della
sentenza ignobile della Corte Costituzionale che attraverso,
appunto, una sentenza cassa di fatto quella parte della
Costituzione che prevede, nel nostro caso, l'Alta Corte.
Abbiamo l'opportunità di sfidarla, abbiamo l'opportunità di
avere finalmente un tavolo di negoziazione, di confronto, anche
di apporto all'esperienza delle altre regioni relativamente a
questi temi. E' la prima volta che ci accade in quasi
sessant'anni perché mai ci è stato consentito di discutere, di
affrontare un tema come questo. Lo avremo con l'occasione legata
all'approvazione dal Parlamento nazionale del nostro Statuto.
E allora perché sottrarci a questa sfida, perché non utilizzare
questa opportunità per rilanciare sul piano della reale
autonomia, del vero federalismo - non quello dell'icona leghista
che talvolta ci viene sbandierata priva di senso o carica di
simboli e assolutamente vuota di significato -, perché non
cogliere questa opportunità per dimostrare che laddove esistevano
le condizioni per affermare e riempire di significato i principi
e i valori dell'autonomia non lo si è fatto, mentre poi
surrettiziamente si tende a scaricare sulle regioni competenze
senza fare in modo che quelle competenze siano anche oggetto di
trasferimento di risorse che, fino a questo momento, non sono ben
chiare, non sono ben definite, non sono nitide nella loro origine
e nella loro destinazione? Perchè non approfittare di questa
occasione?
Ecco il motivo per il quale la Commissione, pur sapendo che
l'abrogazione degli articoli sull'Alta Corte avrebbe significato
un atto di adeguamento storico a quello che è accaduto, poi,
meglio riflettendo, ha reputato opportuno mantenerli. Quegli
articoli non rappresentano soltanto un baluardo, un simbolo della
nostra autonomia voluta nel 1946, rappresentano anche l'occasione
per poter dire non soltanto tra di noi ma al Parlamento nazionale
quali sono stati i motivi che hanno impedito il funzionamento di
quella autonomia e l'affermazione piena di quella autonomia,
riconfermandoli con la piena disponibilità e nella consapevolezza
che la nostra non è una posizione velleitaria ma è invece una
posizione storicamente consolidata e di sfida, lo voglio
ribadire, di sfida rispetto ad un contenuto fortemente
autonomistico che è quello che indusse i padri estensori dello
Statuto ad introdurla nel testo vigente.
Dunque, nessuna difesa velleitaria, invece la occasione per
affrontare un tema che non abbiamo mai potuto affrontare in
quanto mai è stato costituito un tavolo di valenza costituzionale
per rimettere in discussione quelle norme. Se fosse accaduto e se
quelle norme fossero state di fatto cassate per via legislativa e
per via legislativa costituzionale, noi non avremmo potuto fare
altro che toglierci tanto di cappello. Ma il percorso che è stato
seguito, come ben sappiamo, è stato un altro; mai ci è stata data
l'opportunità di confrontarci rispetto a questo tema e di sapere
o non sapere se la Corte Costituzionale è veramente un organismo
desueto o è un organismo non utile al processo federalistico,
autonomistico, di decentramento delle funzioni dello Stato perchè
mai un tavolo di confronto ci è stato consentito.
Oggi c'è e noi non intendiamo perdere tale opportunità, non
intendiamo perdere l'opportunità di confrontarci su questo tema.
Ed è per questo che abbiamo poi deciso, ripeto non senza qualche
animata discussione e titubanza, di mantenere la versione
originaria dello Statuto e di consentire al Parlamento di
rilanciare sul tema delle competenze reali del conflitto tra
organi dello Stato, in questo caso la Regione e lo Stato stesso,
nel momento in cui questi legifera su fatti di competenza della
Regione, attraverso il mantenimento dell'Alta Corte.
Poi vedremo quello che accadrà, poi vedremo come verranno
valutate le scelte che abbiamo fatto anche perchè, non lo
dimentichiamo, abbiamo proposto con il disegno di legge-voto già
approvato ed in attesa di voto finale, l'istituzione della
commissione paritetica per le modifiche dello Statuto. Un disegno
di legge-voto a cui attribuiamo grande importanza proprio perché,
anche in quella sede, intendiamo costruire un tavolo di
negoziazione per le competenze della Regione e per evitare che
queste competenze, surrettiziamente, ci siano date o
surrettiziamente ci siano tolte senza un intervento diretto della
Regione stessa nelle fasi decisionali.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per dare il senso della presentazione degli
emendamenti che ho presentato in occasione dello studio iniziale
dello Statuto che oggi abbiamo in discussione.
Quando ho presentato questi emendamenti sono partito proprio da
una considerazione di ordine giuridico, di ordine culturale e
politico che riassumerò in poche parole, considerato peraltro che
ho seguito con grande attenzione l'intervento dell'onorevole
Fleres che in gran parte condivido.
Bene, svolgo, dunque, la considerazione di ordine giuridico.
La Corte costituzionale, seppur massimo organismo di
giurisdizione costituzionale, non può - così come ha fatto nel
1954 - con propria sentenza - avocare a sé le competenze
dell'Alta Corte. Non poteva farlo: ogni tribunale è competente
per la propria sfera. Non lo poteva fare, soprattutto considerata
la pariteticità dello status della Corte costituzionale rispetto
a quello dell'Alta Corte.
Per quanto riguarda, invece, la considerazione di carattere
politico e culturale, signor Presidente, non credo e non ritengo
che il mantenimento dell'istituto dell'Alta Corte sia un puro
esercizio retorico o una pura espressione di considerazione
storica; non ritengo, cioè, che il mantenimento dell'istituto
dell'Alta Corte non sia altro che un gesto simbolico,
velleitario.
Non lo credo affatto, ritengo invece che questo sia lo
strumento per esercitare il coraggio e la dignità di una scelta
della classe politica siciliana - così come, in qualche modo,
ha espresso anche l'onorevole Fleres - e colgo l'occasione
proprio per richiamare questa classe politica qui rappresentata
a dare questo significato all'approvazione del mantenimento
dell'istituto dell'Alta Corte, in vista, in considerazione di un
rapporto nuovo, anche nei confronti dello Stato, dei poteri dello
Stato, che la Regione siciliana e l'Assemblea regionale
siciliana, in particolare, deve sapere rivendicare, difendere,
tutelare e rilanciare.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in
questo caso svolgo un po' il ruolo che mi sono disegnato in
questa fase di approvazione dello Statuto, quello di fare il
bastian contrario , fare l'avvocato del diavolo , sulla base
anche di considerazioni che nascono sia dagli interventi dei
colleghi che mi hanno preceduto, ma anche su rilievi giuridici
rispetto a questo tema che ritengo centrale per quanto riguarda
appunto il nostro Statuto.
Sia l'onorevole Fleres, che l'onorevole Capodicasa, facevano
riferimento ad una realtà storica che va tutelata.
Credo che non bisogna fare riferimento soltanto alla realtà
storica, perché non si tratta di continuare a perpetrare una
tradizione, bensì di verificare l'attuabilità giuridica di ciò
che stiamo proponendo. Pertanto, le considerazioni non devono
essere di natura storica, ma devono essere di natura giuridica,
come anche il riferimento alla durata di tale grande forma di
autonomia, che non è poi durata così tanti anni, basti pensare a
quella che, dall'onorevole Fleres, è stata definita,
giuridicamente parlando ritengo, ignobile sentenza del 1956 -
ritento, tra virgolette, chiaramente -. Si tratta di una sentenza
che, secondo me, invece che ignobile era logica, ed è logica se
guardiamo a quelle che erano le competenze del nostro Statuto del
1946, cioè approvato prima dell'entrata in vigore della
Costituzione e quindi dell'entrata in vigore della Corte
costituzionale.
L'Alta Corte, onorevoli colleghi, lo ricordo a me stesso,
giudica sulla legittimità costituzionale delle leggi e dei
regolamenti approvati dallo Stato italiano che hanno influenza
nel nostro territorio.
Se parliamo di uno Stato unitario, quindi, onorevole Fleres, io
credo che questa sia una norma, più che federalista,
separatista; se facciamo una scelta di tal genere, allora la
posso condividere, diversamente no e credo che sia logica la
sentenza della Corte costituzionale del 1956, basata cioè sul
principio di unicità giurisidizionale, Se non ci fosse stata
poteva accadere l'assurdo che una stessa legge che fosse
considerata legittima in tutto il resto d'Italia, sarebbe stata
illegittima per la sola regione siciliana o viceversa.
Questo è un assurdo che nell'ambito di una unità nazionale non
credo possa essere accettato, se noi riconosciamo il principio .
SAMMARTINO ... ma succede nella giustizia amministrativa.
SPAMPINATO ...stiamo parlando del potere legislativo che credo
che sia cosa nettamente diversa. Io ritengo che, rispetto
all'autonomia, bisogna lanciare allo Stato una sfida, ma su altri
temi, non in maniera - come io la reputo - velleitaria, perchè è
naturale che non possa passare una norma che prevede ancora
l'Alta Corte con questi poteri, è scontato che non possa passare
un'Alta corte con queste funzioni.
Il tavolo del confronto non si è mai svolto, onorevole Fleres,
probabilmente nel rispetto della nostra autonomia e della natura
pattizia. Ritengo che ha fatto bene in cinquant'anni il
Parlamento nazionale a non prendere mai su alcun tema iniziative
rispetto allo Statuto siciliano, l'avremmo dovuto prendere caso
mai noi l'iniziativa di abrogare con una legge costituzionale l'
Alta Corte. Credo che queste semplici considerazioni ci portino
a riflettere di più. Onorevoli colleghi, riflettiamo rispetto
alla possibilità di mantenere in vita l'Alta Corte, ma dobbiamo
studiare funzioni e poteri diversi, non poteri che sicuramente
non potranno mai essere accettati, secondo me, nemmeno da noi
stessi, nell'ottica di un' unità nazionale che non dobbiamo mai
dimenticare.
PRESIDENTE Hanno chiesto di intervenire l'onorevole
Capodicasa e poi l'onorevole Ioppolo. Se altri non chiedono di
parlare, dichiaro chiusa la discussione sull'articolo 42.
CAPODICASA vicepresidente della commissione. Signor
Presidente, credo che le obiezioni dell'onorevole Spampinato
meritino una brevissima replica perchè non rimanga agli atti
quasi l'impressione che la Commissione non fosse consapevole
degli argomenti che l'onorevole Spampinato ha qui esposto.
Sono argomenti notissimi, dibattuti in tutte le sedi, esistono
biblioteche piene di volumi nei quali si è ribadito e dibattuto
il tema, e gli argomenti cui ha fatto riferimento l'onorevole
Spampinato sono del tutto ovvii. Credo che l'aggettivo ignobile
riferito alla sentenza della Corte Costituzionale e usato
dall'onorevole Fleres, non sia legato alla qualità ed alla
logicità della sentenza, che ovviamente non può essere
contestata, si sa che non può esistere duplicità di giurisdizione
in materia costituzionale, questo è uno dei principi ispiratori
dell'ordinamento.
Il problema dove sta? Sta nel fatto che la Regione siciliana,
attraverso l'Alta Corte, entrava in un rapporto di pariteticità,
quindi sulla base di un principio ispiratore di tipo federalista,
quindi nel nostro Statuto era contenuta un'autonomia speciale
molto spinta e nel rapporto di pariteticità si enucleava la
natura pattizia delle norme che regolano i rapporti tra Regione e
Stato.
Nel momento in cui subentra la Commissione, la Corte
Costituzionale, l'Alta Corte non aveva molto motivo di
sopravvivere. Però la sfida di cui parlava l'onorevole Fleres,
che è alla base anche della scelta che la Commissione sta
compiendo (scelta perigliosa, del cui contenuto provocatorio
siamo ben consapevoli), è motivata dal fatto che la scelta di
superare l'istituto dell'Alta Corte attraverso un assorbimento
delle sue funzioni da parte della Corte Costituzionale, poteva
essere temperata attraverso la previsione di una sezione
specializzata della Corte Costituzionale per dirimere le
questioni di legittimità delle leggi ed anche dei conflitti di
attribuzione tra Stato e Regione in quella sede.
Lo Stato questo non ha voluto fare, ecco perché è ignobile ,
ovviamente per il significato che in una sede parlamentare
possiamo dare all'aggettivo ignobile , nel senso che la Regione
siciliana si sentì usurpata in un suo diritto che era sancito in
una norma di rango costituzionale, anche se non era la
Costituzione.
Ecco, allora, che il ribadire questo principio non ha tanto il
valore di contestare la logicità dei procedimenti e delle scelte
che nel corso del tempo sono state adottate dal Parlamento
nazionale e poi anche dalla Corte Costituzionale, quanto -
l'onorevole Fleres non ha bisogno della mia esegesi ma credo di
poterlo interpretare - quello di sensibilizzare il Parlamento
nazionale, nel momento in cui l'istanza federalista ormai sembra
pienamente acquisita nel dibattito politico e nel senso comune
istituzionale del nostro Paese, su un punto non secondario, che
è quello di chi giudica dei rapporti tra l'organo centrale, tra
lo Stato e le regioni che hanno, in virtù dell'articolo 114 della
Costituzione, pari posizione nell'ambito della Repubblica, non
dobbiamo dimenticarlo.
Quindi oggi, a maggior ragione, più che ieri, servirebbe un
organo costituzionale riformato che preveda e contempli la
partecipazione, attraverso forme disciplinate per legge, delle
regioni all'organo che si esprime sulla costituzionalità delle
leggi e sui rapporti di valore costituzionale tra lo Stato e le
Regioni.
Non c'è, dunque, onorevole Spampinato, la voglia di sovvertire
o, addirittura, come lei dice, in qualche modo, di inficiare la
praticabilità del procedimento, perché sappiamo bene che il
procedimento non ha praticabilità, la scelta che noi compiamo,
ove dovesse l'Aula accedere a questa proposta della Commissione,
non ha un valore effettivo, immediato, tanto più che dopo
l'abolizione dell'Alta Corte, che non è mai stata abolita
formalmente con un atto parlamentare ma con sentenza della Corte
Costituzionale, i rapporti tra lo Stato e la Regione hanno
continuato ad essere regolati secondo procedure che sono tuttora
in vigore, quindi non succederà che, con la scelta che noi
adottiamo, col mantenimento nello Statuto dell'istituto dell'Alta
Corte, andiamo a sovvertire procedure che in realtà ormai sono
consolidate storicamente da alcuni decenni.
Dunque, signor Presidente, volevo solo dare una minima
precisazione al problema perché non rimanesse agli atti, dopo
l'intervento dell'onorevole Spampinato, l'impressione che la
Commissione non
ORTISI .. diamo a tutti la possibilità di esprimere le proprie
idee, non è che ad ogni intervento può seguire una replica.
CAPODICASA Onorevole Ortisi, la Commissione quando si fa
carico di una proposta e viene contestata deve darne motivazione
all'Aula, è non solo un diritto ma anche un dovere, tanto più che
discutendo di Statuto, parliamo di atti che rimarranno.
SPAMPINATO Se fosse così semplice sarei felice.
CAPODICASA Onorevole Spampinato, mio malgrado, mi trovo a
dover presiedere questa Commissione, quindi non rispondo delle
altre. Io la ringrazio della notazione, però la cosa non mi
riguarda direttamente.
IOPPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
precisazione che giudico, ritengo, assai puntuale del Presidente
Capodicasa, invero, avrebbe potuto esimermi da qualche ulteriore
considerazione che, tuttavia, ritengo di dovere rassegnare, non
tanto per convincere l'onorevole Spampinato a non assumere
necessariamente il ruolo dell'oppositore, del bastian
contrario', come egli stesso ha detto, ma per tentare di dire che
qui più che la prospettiva giuridica, e giuridico-costituzionale,
rileva la prospettiva politica e la prospettiva politica, credo
che imponga ancora adesso, a quasi sessanta anni di distanza
dalla scelta dello Statuto speciale autonomistico siciliano del
1946, di dovere riaffermare, riaffermare con forza, una scelta
che era coraggiosa all'epoca e che diventa ancora più coraggiosa
oggi, senza rinunciare, senza abdicare, al ruolo di legislatori
regionali in quello che credo sia il momento più alto
dell'attività legislativa che stiamo compiendo, che questa
legislatura ha compiuto e sta compiendo, che è quella della
revisione dello Statuto.
Vedete, signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che non
dobbiamo tanto porci nella prospettiva di ciò che si attendono
gli altri, di ciò che si attende il Parlamento nazionale, ma
dobbiamo porci nella prospettiva di ciò che oggi, come Sicilia e
come siciliani, vogliamo riaffermare.
La sentenza del 1956 che, peraltro, poi diede la stura a tutta
una serie di ipotesi, anche di carattere storico, che oggi sono
diventate di carattere storico, che all'epoca era attualità, con
i successivi governi, con la contrapposizione forte tra la
Sicilia e lo Stato centrale, se da una parte riaffermava
l'unicità di indirizzo anche costituzionale, soprattutto
costituzionale, da parte dello Stato, dall'altra parte certamente
illanguidiva, illanguidì quella che era la prospettiva
autonomistica della Regione siciliana.
Allora, io credo sia opportuno metterci dalla parte della
nostra prospettiva, di ciò che noi vogliamo raggiungere come
obiettivo, sia che ciò avvenga in questa legislatura o che non
avvenga in questa legislatura (l'onorevole Ortisi e molti altri
deputati dubitano, ed io stesso nutro qualche dubbio, che possa
raggiungersi tale obiettivo in questa legislatura).
Dobbiamo tenere presente, perchè lo sappiamo, che attraverso il
procedimento aggravato previsto dalla Costituzione italiana per
la sua approvazione, tale nostra legge, che è nostra in parte,
diventerà legge costituzionale e quindi legge dello Stato.
Dobbiamo riaffermarlo questo principio, dobbiamo riaffermarlo con
forza anche per la possibilità di mediazione, così come prima
l'onorevole Capodicasa sottolineava e la riaffermazione di tale
principio e della norma ci consentirà - e ce lo consentirà, credo
- di potere trattare. E in tal senso, più che gli istituti, è la
politica che ci deve venire incontro, che dobbiamo animare, che
dobbiamo interpretare nei confronti del Parlamento nazionale; e
quanto più riusciremo ad esprimere in questa Assemblea con il
nostro voto su tale legge, quanto più esso sarà convinto,
unanime, tanto più sarà forte e darà forza alla Regione
siciliana anche in un processo di compromesso legislativo, di
compromesso alto dal punto di vista legislativo, con il
Parlamento e con il Governo nazionali.
Io credo, quindi, di potere davvero rivolgere un appello, un
invito a tutti i colleghi presenti perché questa norma passi, sia
approvata, sia votata così come è scritta nel testo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
rassicuriamo l'onorevole Ioppolo che, come ho detto in premessa
un anno fa - l'onorevole Spampinato ha detto questo per colorare
il suo intervento, per giustificarne l'iter di svolgimento - in
ogni occasione, noi non voteremo mai contro.
Nè abbiamo la presunzione di esprimere verità rivelate.
Tentiamo di dare un contributo al ragionamento.
Dal punto di vista logico, ci sembrerebbe esaustivo fare
riferimento alla proposta originaria l'art. 24 dello Statuto è
abrogato . Noi stiamo discutendo su un emendamento all'articolo
proposto ab origine dalla Commissione, che, evidentemente, si
orientava in maniera diversa. Però, non vi è dubbio che bisogna
storicizzare, anche capire l'evoluzione del tema,
dell'espressione. Noi proponevamo e facemmo approvare, almeno i
nostri padri, questo Statuto e l'articolo 24 relativo, in un
clima nel quale esistevano anche spinte separatiste, e si tentava
una mediazione, che poi arrivò, ancorché non realizzata nel
tempo, all' istituzione dell'Alta Corte.
Il clima storico è diverso: nessuno in Sicilia parla di
possibilità di separatismo, anzi, nel dibattito storico-politico
alto, oggi la Sicilia è all'avanguardia in ordine alla
contrapposizione di uomini e di idee rispetto a spinte
separatiste che da altre parti, agli antipodi, non solo giuridici
ma anche geografici dell'Italia, provengono.
La prima motivazione storica della proposta dell'istituzione
dell'Alta Corte nel tempo è venuta meno.
Ma noi non saremmo contrari, come si evince dall'intervento
dell'onorevole Spampinato, all'istituzione di un organismo che
medi, siamo del parere che anche in base a quello che è successo,
noi presentiamo una forma di arroganza velleitaria che fa male
all'intero corpo della revisione dello Statuto e che indispone
anche gli interlocutori che non siano pro-Sicilia, quasi per
pregiudizio. Penseremmo bene ad un organismo che non si chiamasse
Alta Corte. Penseremmo a far scomparire questa terminologia
legata agli anni quaranta e ai primi degli anni cinquanta, che è
scomparsa nel tempo in tutta la giurisprudenza dell'Occidente ed
è rimasta soltanto nei paesi in cui governano gli ayatollah ed è
una forma di contrapposizione nei confronti dell'interlocutore.
Potremmo sostituirla con un altro organismo che, con paletti e
con metodologia collaborativa con lo Stato, possa raggiungere i
medesimi obiettivi.
Questo è in fondo quello che, se mi permette l'esegesi,
l'onorevole Spampinato proponeva nel suo intervento.
Che poi in Aula si voglia far passare questa forma
simbolica.... Io devo rassegnare la mia opinione e ritengo che
sia una forma di arroganza che fa male all'intero processo di
revisione dello Statuto. Lo rassegniamo all'Aula ed al parere
della maggioranza dell'Aula ci adatteremo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 42.3 della
Commissione, interamente soppressivo dell'articolo 42. Il parere
della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti decadono.
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Articolo 43
1. L'articolo 25 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 25
1. La Corte costituzionale giudica sulla costituzionalità:
a) delle leggi approvate dall'Assemblea regionale;
b) dei decreti legislativi regionali di cui all'articolo 12
ter;
c) delle leggi dello Stato, rispetto al presente Statuto'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Sammartino: 43.1, soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 43.2.
Pongo in votazione l'emendamento 43.1, soppressivo
dell'articolo 43. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE L'emendamento 43.2 decade.
Si passa all'articolo 44.
Ne do lettura:
«Articolo 44
1. L'articolo 27 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 27
1. Un Commissario dello Stato, nominato d'intesa dal Presidente
del Consiglio dei Ministri e dal Presidente della Regione,
promuove presso la Corte Costituzionale i giudizi di cui
all'articolo 25'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
-dall'onorevole Sammartino: 44.1, soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Pistorio e Savarino: 44.3, soppressivo
dell'articolo; 44.4;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 44.2, interamente
sostitutivo dell'articolo;
-dalla Commissione: 44.6.
Si passa all'emendamento 44.1, soppressivo dell'articolo 44. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, vogliamo capire cosa sta
succedendo. Chiedo una brevissima pausa per rendermi conto dove
siamo arrivati, facendo rilevare che il fatto di non essere stato
presente all'inizio della seduta non è responsabilità personale
ma in qualche modo nostra responsabilità, perchè i lavoratori
della Fiat hanno anche oggi occupato l'autostrada Catania-
Palermo impedendo a gran parte dei deputati qua presenti di
essere in orario.
PRESIDENTE Sospendo la seduta per due minuti.
La seduta è ripresa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.58 è ripresa alle ore 13.01)
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)
FLERES Signor Presidente, abbiamo approvato l'articolo 43 e
pertanto resta in vigore l'articolo 25 dello Statuto.
Abbiamo abrogato l'articolo 44 e pertanto resta in vigore
l'articolo 27. L'emendamento 44.6 deve essere votato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 44.6, riferito al
testo dell'articolo 27 dello Statuto. Il parere della
Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono decaduti.
Si passa all'emendamento 46.2 interamente soppressivo
dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 46.7, 46.5, 46.1, 46.4 e 46.3 decadono.
Si passa all'art. 47. Ne do lettura:
«Articolo 47
1. L'articolo 30 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 30
1. Il Presidente della Regione, anche su voto dell'Assemblea
regionale, previa delibera della Giunta regionale, può impugnare
presso la Corte Costituzionale le leggi e gli atti aventi valore
di legge dello Stato o di un'altra regione che ritenga lesivi
della sfera di competenza della Regione ovvero in contrasto con
la Costituzione, entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione.
2. Quando il Presidente della Regione ritenga che un atto
pubblico non legislativo adottato da un organo dello Stato,
inclusi gli atti di natura giurisdizionale, sia lesivo della
sfera di attribuzioni costituzionalmente garantita della Regione
siciliana, promuove, previa deliberazione della Giunta regionale,
conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale.
3. Le questioni di legittimità costituzionale ed i conflitti di
attribuzione promossi dal Presidente della Regione sono
immediatamente comunicati all'Assemblea regionale'».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Sammartino
l'emendamento 47.3 interamente soppressivo dell'articolo.
SAMMARTINO Dichiaro di ritirare l'emendamento 47.3.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per preannunciare la
presentazione da parte della Commissione di un emendamento con
cui si propone di sostituire le parole Corte Costituzionale
con le parole Alta Corte .
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 47.6.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 47 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici ed altri: 47.5;
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 47.2;
dall'onorevole Ortisi: 47.4.
Si passa all'emendamento 47.5.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento 47.5 si pone l'obiettivo di abrogare l'articolo 31
del vigente Statuto. Credo sia corretto abrogarlo non solo per
l'antistoricità e per la dimensione un po' singolare; ricordo che
il dibattito che si sta facendo sul federalismo riguarda le
competenze di tipo amministrativo sulla polizia non riguarda
certamente le competenze sull'ordine pubblico. Oltretutto, in
questo articolo vi è un comma, che fortunatamente non ha avuto
mai attuazione, che prevede che persino il Presidente della
Regione può far rimuovere un funzionario di polizia. Mi sembrano
cose che, in qualche modo, mettono in discussione l'unitarietà
dello Stato e della dimensione del governo delle politiche sulla
sicurezza pubblica nell'ambito nazionale.
Io credo sia opportuno abrogare questa norma che ad oggi non
ha mai avuto attuazione dopo oltre 50 anni ed evitare che questa
norma possa essere, alla luce del dibattito che è intervenuto in
tutti questi anni, considerata una ragione di più per frapporre
ostacoli all'approvazione dello Statuto da parte del Parlamento
nazionale.
Noi stiamo vivendo il tempo della globalizzazione in generale e
credo che anche le forze di polizia si sono misurate con una
dimensione della sicurezza che non riguarda più l'attività
esclusivamente nell'ambito nazionale - faccio un esempio per
tutti: il terrorismo internazionale -, nel momento in cui
abbiamo bisogno di integrare le forze di polizia ed anche il
comando delle forze di polizia. Così rischiamo di mandare il
messaggio di una dimensione della lotta al crimine che inizia e
finisce nell'ambito territoriale - come diceva un collega che ha
governato in questa Regione - racchiuso in un'Isola circondata
dal mare .
Da questo punto di vista ritengo utile abrogare l'articolo 31
del vigente Statuto.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono le
stesse identiche argomentazioni che abbiamo applicato all'Alta
Corte, al mantenimento degli articoli del precedente Statuto che
prevedevano l'Alta Corte e che dovrebbero applicarsi anche per il
mantenimento dell'articolo che riguarda l'esercizio dei poteri
sull'ordine pubblico attribuiti al Presidente della Regione.
Non si capisce per quale motivo, se si è sostenuta la tesi del
mantenimento dell'Alta Corte, non si debba sostenere altrettanto
il principio del mantenimento di questo articolo che riconosce al
Presidente della Regione un rango che non mi sembra affatto in
contrasto con la legislazione nazionale, che sappiamo essere in
evoluzione verso un assetto federale dei suoi poteri e delle sue
competenze e dell'esercizio di questi poteri.
Pertanto, sotto questo profilo vorrei invitare il presidente
Capodicasa a riconsiderare l'emendamento, nel senso di ritirarlo
anche e, soprattutto, per lasciare un impianto quanto più
coerente possibile, un impianto generale di questi articoli così
come furono previsti sessant'anni fa dai padri dello Statuto
siciliano, altrimenti si verrebbe meno anche nei confronti del
principio di coerenza tra questo articolo che contempla non
soltanto l'Alta Corte ma anche i poteri e le funzioni del
Commissario dello Stato e, in ultimo, i poteri sull'ordine
pubblico attribuiti al Presidente della Regione.
FORGIONE Ne ha facoltà.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, sarò breve perché già ha spiegato
bene l'onorevole Cracolici il senso di questi emendamenti a
firma diversa, ma comuni nelle intenzioni. Non possiamo
assimilare i poteri del Presidente della Regione in materia di
ordine pubblico, addirittura per alcuni versi di difesa sul
territorio regionale, alla discussione che abbiamo svolto sin
qui, onorevole Sammartino, sui problemi dell'Alta Corte.
Credo che questa impostazione sia abbastanza anacronistica,
anche se mi rendo conto che c'è un dibattito nazionale
nell'ambito della discussione sulla devolution che va verso le
polizie regionali che sono altra cosa, a mio avviso
pericolosissime per la natura unitaria dello Stato, per la
gestione dell'ordine pubblico che deve avere una fisionomia
democratica che non può essere spezzettata su base regionale e su
interessi regionali. A mio avviso qui c'è un elemento in più che
riguarda la condizione particolare dell'ordine pubblico, della
sicurezza, della presenza della criminalità organizzata nella
nostra regione che ha bisogno di una gestione omogenea e di una
volontà comune omogenea, anche neutrale in carattere di terzietà
rispetto alla credibilità stessa nei confronti dei cittadini che
la gestione dell'ordine pubblico delle forze di polizia e degli
organi dello Stato deve essere garantito nella nostra regione.
Per questo credo che, al di là della volontà dei nostri
costituenti regionali e anche il contesto storico nel quale
questo articolo nasceva, oggi ci troviamo in un contesto diverso
che motiva, invece, l'abrogazione di questo articolo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché è un tema assai
importante ed obiettivamente richiederebbe uno spazio maggiore,
la Presidenza ritiene sia opportuno valutare con molta attenzione
ed analisi storica, politica e culturale l'essenza di questa
norma statutaria che sopravvive da sessant'anni. C'è un problema
di specialità, di storicità, di avvenire; non possiamo immaginare
quale sarà lo sviluppo di tale tendenza federalista della
Repubblica italiana ed alienarci la possibilità, peraltro
puramente platonica in questo momento, di una istituzione del
genere; mi sembra troppo generoso nel concedere all'ordinarietà
delle regioni italiane anche l'ordinarietà, di fatto ormai quasi
evidente, dello Statuto regionale siciliano.
Se dobbiamo salvaguardare i pochi punti che possono ancora oggi
rendere visibile la nostra specialità e specificità, suggerirei
di preservarne la sopravvivenza anche se si tratta, come nel caso
specifico, di una sopravvivenza puramente platonica. Poichè
l'argomento è assai delicato e l'ora ormai non permette lo
sviluppo di un dibattito, propongo di rinviare questo tema al
pomeriggio di oggi.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Dispongo l'accantonamento degli emendamenti aggiuntivi, dopo
l'articolo 47.
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Articolo 54
1. L'articolo 41 ter dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 41 ter
1. La potestà di proporre modifiche al presente Statuto è
riservata all'Assemblea regionale.
2. Le proposte di revisione dello Statuto sono approvate
dall'Assemblea regionale a maggioranza dei due terzi dei suoi
componenti.
3. Il testo contenente le proposte di revisione dello Statuto
viene quindi trasmesso dal Presidente dell'Assemblea regionale al
Presidente del Senato della Repubblica, affinché attivi la
procedura parlamentare per la sua approvazione con legge
costituzionale dello Stato.
4. Il Parlamento può rifiutare l'approvazione, qualora rilevi
elementi contrastanti con i principi fondamentali della
Costituzione della Repubblica. In tale ipotesi, il Presidente del
Senato restituisce il testo al Presidente dell'Assemblea
regionale, unitamente ai resoconti parlamentari.
5. L'Assemblea regionale, entro i successivi centoventi giorni
dalla avvenuta comunicazione del rifiuto del Parlamento, assume
le conseguenti determinazioni.
6. Nell'ipotesi di rifiuto prevista dal comma 4, l'Assemblea
regionale, entro il termine di cui al precedente comma, può
decidere, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei
suoi componenti, di proporre ricorso alla Corte Costituzionale.
7. La Corte Costituzionale si pronunzia sul ricorso presentato
dall'Assemblea regionale entro trenta giorni. Se il ricorso viene
accolto, l'Assemblea regionale provvede a trasmettere nuovamente
il testo contenente le proposte di revisione dello Statuto,
unitamente alla sentenza della Corte Costituzionale, al
Parlamento, per l'approvazione delle modifiche statutarie con
legge costituzionale.
8. Diversamente, l'Assemblea regionale può decidere, a
maggioranza dei due terzi dei suoi componenti, di approvare un
nuovo testo da trasmettere al Parlamento.
9. La legge costituzionale, contenente le modifiche dello
Statuto speciale della Regione siciliana, è promulgata dal
Presidente della Repubblica e pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Repubblica entro 15 giorni dalla definitiva approvazione
del Parlamento, dopo la seconda lettura'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.18, è ripresa alle ore 20.12)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che prima della
sospensione dei lavori di stamattina eravamo giunti all'articolo
41. Avverto che è intendimento della Presidenza proseguire i
lavori dell'articolato questa sera e rinviare la seduta a domani
mattina per la votazione finale del disegno di legge.
ORTISI Signor Presidente, ritengo che non ci siano i numero
per poter procedere, nella seduta di domani, alla votazione
finale.
PRESIDENTE Rivolgo, in questo senso, un invito ai Presidenti
dei Gruppi parlamentari affinché sia garantita la presenza in
Aula.
ORTISI Signor Presidente, ritengo sarebbe già un ottimo
traguardo completare, entro stasera, l'esame dell'articolato.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per dare
un senso a quanto è stato detto nel corso della riunione testè
conclusasi, potremmo proseguire con l'esame dell'articolo 25.
Su tale articolo, la Commissione ha fatto un lavoro di cucitura
che tiene conto della formulazione originaria dell'articolo e
degli emendamenti, i quali affrontano alcuni aspetti che
riguardano le competenze degli enti locali. Tale lavoro è stato
sintetizzato in alcuni emendamenti di riscrittura di cui
preannuncio la presentazione e sui quali c'è la convergenza di
tutta la Commissione.
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 20.15, è ripresa alle ore 20.22)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Articolo 25
1. L'articolo 15 è sostituito dal seguente:
'Articolo 15
1. I Comuni e le Province regionali sono enti locali
territoriali, costituiti nell'ambito della Regione, dotati di
autonomia normativa, amministrativa e finanziaria secondo quanto
stabilito dalla legge regionale e dai loro statuti.
2. La Regione ha competenza legislativa esclusiva in materia di
circoscrizioni ed ordinamento degli enti locali.
3. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo
che, per assicurarne l'esercizio unitario e per realizzare un
armonico sviluppo a livello provinciale o regionale, siano
conferite alle Province o alla Regione, sulla base dei principi
di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
4. I Comuni e le Province sono titolari di funzioni
amministrative proprie e di quelle conferite con legge, secondo
le rispettive competenze'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Villari: 25.20;
-dagli onorevoli Giannopolo, Capodicasa ed altri: 25.21; 25.25;
25.22; 25.23; 25.24;
-dall'onorevole Spampinato: 25.8; 25.9;
-dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 25.5; 50.1
(interamente sostitutivo dell'articolo 37);
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 25.12; 25.13; 25.10;
50.2 (interamente sostitutivo dell'articolo 37);
-dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 25.16; 25.15; 25.14;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: 25.1;
-dall'onorevole Savarino: 25.27;
-dall'onorevole Pistorio: 25.28;
-dall'onorevole Ioppolo: 25.29;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 25.2; 25.3;
-dall'onorevole Ortisi: 25.7;
-dalla Commissione: 25.31, 25.32, 25.33, 25.34, 25.35, 25.36.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi all'articolo 25:
-dall'onorevole Spampinato: 25.18 e 25.19.
Si passa all'emendamento 25.31. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.32. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.33. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.34. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.35. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.36. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sulla base dell'accordo raggiunto fra i Gruppi parlamentari,
tutti gli altri emendamenti si intendono superati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 25, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Articolo 41
1. L'articolo 23 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 23
1. Gli organi giurisdizionali centrali hanno in Sicilia le
rispettive sezioni per gli affari concernenti la Regione.
2. Le Sezioni del Consiglio di Stato, denominate in Sicilia
'Consiglio di Giustizia amministrativa', sono composte anche di
membri designati dal Presidente della Regione e svolgono altresì
funzioni consultive.
3. Le Sezioni della Corte dei Conti svolgono anche funzioni di
controllo amministrativo e contabile.
4.I magistrati della Corte dei conti sono nominati, di accordo,
dai Governi dello Stato e della Regione.
5. I Presidenti di sezione della Corte dei Conti ed il
Presidente del Consiglio di Giustizia amministrativa sono
nominati d'accordo dai Governi dello Stato e della Regione.
6. La Corte dei Conti, in conformità ai principi della
Costituzione che regolano le sue funzioni, esercita, altresì, il
controllo sull'amministrazione regionale e, ai fini del
coordinamento della finanza pubblica, quello sugli enti locali
territoriali, nonchè sui loro enti strumentali e sulle altre
istituzioni pubbliche di autonomia, aventi sede nella Regione.
7. A tal fine le Sezioni della Corte dei Conti in sede di
controllo, sono integrate da componenti designati dalla assemblea
Regionale e dal Consiglio regionale delle Autonomie locali.
8. I ricorsi amministrativi, avanzati in linea straordinaria
contro atti amministrativi regionali, saranno decisi dal
Presidente della Regione sentita la sezione consultiva del
Consiglio di Giustizia amministrativa'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dalla Commissione: 41 R;
- dall'onorevole Spampinato: 41.2, soppressivo dell'articolo;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: 41.1;
- dagli onorevoli Giannopolo, Capodicasa ed altri: 41.3.
Si passa all'emendamento 41.2.
SPAMPINATO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41 R della Commissione. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 41.1.
FORGIONE Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.3. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 41, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dei seguenti emendamenti aggiuntivi, dopo
l'articolo 47, in precedenza accantonati:
degli onorevoli Forgione e Liotta: 47.1; 47.2;
degli onorevoli Capodicasa, Speziale ed altri: 47.5;
dell'onorevole Ortisi: 47.4.
Onorevoli colleghi, per riassumere brevemente, la questione sta
nella sopravvivenza o meno della parte del vecchio Statuto che
faceva riferimento ai poteri del Presidente della Regione in
materia di polizia e di polizia giudiziaria.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei distinguere la mia
posizione di firmatario dell'emendamento 47.5 da quella di
vicepresidente della Commissione Statuto. Come vicepresidente
della Commissione esprimo il parere contrario, a maggioranza,
della Commissione stessa; in quanto firmatario dell'emendamento
47.5 sono chiaramente favorevole.
Noi non possiamo fare un'analogia tra questo articolo e quello
relativo all'Alta Corte, perché in quel caso parliamo di una
materia che attiene ai rapporti con lo Stato, alla loro
pariteticità, quindi ad organi di garanzia della nostra
autonomia.
Siamo di fronte ad uno strumento che è, non solo desueto, ma
ormai fuori da ogni reale ed effettiva prospettiva non solo di
applicazione immediata, quanto di una sua possibile applicazione
futura.
Vorrei ricordare che questo articolo ha ricevuto anche le
simpatie della Lega Nord, ma oggi, a seguito delle modifiche
della legge costituzionale - che credo siano state approvate al
Senato in seconda lettura - la norma, che inizialmente era stata
presentata per l'istituzione di un corpo di polizia regionale, è
stata ulteriormente modificata con l'aggiunta di un aggettivo,
cioè polizia amministrativa regionale. Questo cambia radicalmente
la qualità del testo, perché la polizia amministrativa regionale
in Sicilia l'abbiamo, le altre regioni la istituiranno.
Andiamo incontro a qualcosa che, a mio giudizio, comporta un
gravissimo problema: per come è scritto l'articolo, il Presidente
della Regione dovrebbe sostituirsi - io non sono contrario in
linea di principio, ma non vedo questa norma praticabile - .
Ci sarebbero tante ragioni da addurre, anche se vorrei
sottolinearne soltanto una: avremmo non una Polizia regionale,
sulla quale potremmo essere d'accordo, anche se nel caso in cui
fosse istituita, avrebbe un suo centro direzionale in Sicilia.
Nell'ambito della Polizia dello Stato, in Sicilia, si dice che:
dipende disciplinarmente per l'impiego e l'utilizzazione del
Governo regionale .
Significa creare un bicefalismo assolutamente improprio. Tra
l'altro le nuove norme costituzionali, nella ripartizione dei
poteri, affidano la sicurezza dello Stato e dei cittadini in capo
allo Stato. Credo che oggi possa insorgere un problema di
costituzionalità.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
scusarmi per i modi inopportuni con cui mi sono rivolto alla
Presidenza in quanto, non mi era stata data la possibilità,
probabilmente per colpa mia, di partecipare al dibattito in una
delle parti di questo Statuto che ritengo fondamentale.
Mi dichiaro favorevole all'emendamento proposto dall'onorevole
Capodicasa. Anche Lei, signor Presidente, poc'anzi, faceva
riferimento alla necessità di soffermarsi, ancor di più,rispetto
ad alcuni temi che rivestono particolare importanza.
E' chiaro che abbiamo una diversità di visione. Così come
l'Alta Corte, ritengo questo un reperto giuridico, perché stiamo
parlando di cose che non sono state mai applicate e sono sicuro
che se anche approvate da questa Assemblea, domani non saranno
applicate, in quanto il mantenimento dell'ordine pubblico non è
stato mai garantito dal Presidente della Regione.
Oggi, per esempio, sull'autostrada, la Polizia non è stata
mandata a tutelare l'ordine pubblico dal Presidente della Regione
e non poteva essere diversamente.
Lo stesso discorso vale per L'Alta Corte. Mi dispiace, però,
che su un tema su cui realmente possiamo verificare il nostro
grado di autonomia, ovvero il controllo sulla legge regionale,
non ci sia stato un minuto di dibattito.
Lei faceva riferimento alla necessità del dibattito rispetto a
questo tema, giustamente, ma dopo l'intervento di cinque
deputati, ha sospeso la discussione sul tema del controllo sulla
legge regionale, ovvero sulla possibilità di misurare il nostro
grado di autonomia, sulla possibilità di adeguarci, invece di
restare dietro rispetto all'autonomia delle altre regioni
ordinarie e prevedere un controllo successivo, pur mantenendo la
figura del Commissario dello Stato. Purtroppo, questa norma è
stata approvata senza che la maggior parte dei deputati se ne
rendesse conto, figurarsi con un minuto di dibattito
Ritengo ciò un vulnus rispetto a questo dibattito.
Si è giustamente discusso e si continua a discutere di cose che
non troveranno mai una concreta applicazione. Abbiamo perso
un'occasione per aprire un dibattito vero rispetto all'Autonomia
siciliana quando si parla di controllo sulla legge regionale.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi voteremo
contro l'emendamento che mira alla soppressione dell'articolo 31
dello Statuto, perché siamo convinti che questo articolo
rappresenti uno di quei caratteri fortemente autonomistici che lo
Statuto vigente presenta.
Una caratterizzazione, quella introdotta con l'articolo 31, che
ci è stata più volte invidiata da parte di tutte le Regioni e
che, nonostante sia stata applicata molto marginalmente, continua
a rappresentare una delle caratteristiche fondamentali della
nostra Autonomia.
Non voglio fare un intervento lungo ed articolato, che abbia
valore sociologico oltre che giuridico rispetto a questo
articolo, perché ne abbiamo parlato lungamente in Commissione,
nei convegni e nelle varie riunioni. Per evitare di aggiungere
elementi alle valutazioni che abbiamo abbondantemente formulato
in più sedi, mi limiterò ad esprimere il parere contrario sia
all'emendamento 47.1, di identico contenuto dell'emendamento
47.5, sia agli emendamenti 47.2 e 47.4, aventi tenore analogo
rispetto ai precedenti.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in questa
occasione si dovrebbe storicizzare. Questo articolo dello Statuto
nacque in un'epoca in cui la regionalizzazione del fenomeno e
degli atteggiamenti nei confronti del fenomeno potevano
discutersi a livello regionale, ed ancorché mai realizzato, aveva
un senso. Ma nell'età della telematica, della
internazionalizzazione dei fenomeni criminali, di collegamento
con tutte le parti del mondo, del terrorismo internazionale,
ricondurre l'attività di prevenzione, di azione o di reazione ad
una guida regionalistica, altro che monumento di archeologia
giuridica, è proprio contro il trend della storia. Primo
argomento di carattere generale.
Voglio proporre anche un elemento di compromesso. Il nostro
emendamento fa riferimento ad un aspetto che ormai il legislatore
nazionale, ma anche regionale, ha sancito: la differenza netta
fra politica e amministrazione da una parte e gestione
dall'altra; mi riferisco al comma 3 dell'articolo 31 che prevede
che il Presidente ha anche diritto di proporre al Governo
centrale, con richiesta motivata, la rimozione o il trasferimento
fuori dall'Isola dei funzionari di polizia. La gestione interna,
in qualsiasi ente, è affidata ai dirigenti.
Pertanto, anche se volete votare il mantenimento di questo
simulacro simbolico, non possiamo entrare nella organizzazione
interna dell'ente preposto ad attuare l'indirizzo politico-
amministrativo. La legge non lo consente.
Inoltre, fatto salvo il principio, con il disposto del comma
3 ci si intromette nella gestione, non si tratta di equilibrio
fra funzioni dello Stato e funzioni della Regione, bensì si
tratta di gestione quotidiana ed in quest'ultima non possiamo
intrometterci.
Andremmo davvero contro la storia dei processi amministrativi
degli ultimi trent'anni, sia così come previsto dal legislatore
nazionale che da quello regionale, sarebbe una contraddizione.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rifaccio
al criterio che ha ispirato l'ultima parte dei lavori d'Aula e
prima ancora della Commissione Statuto che è il criterio della
minore invasività rispetto alla precedente formulazione, per
altro sarebbe una contraddizione, perché il comma tre è diretta
conseguenza dei commi uno e due.
Se al Presidente della Regione vengono riconosciuti poteri nel
campo dell'ordine pubblico e della direzione dei servizi di
pubblica sicurezza, è chiaro che al Presidente della Regione
viene riconosciuto anche il diritto di proporre, con richiesta
motivata, la rimozione, il trasferimento, fuori dell'Isola, dei
funzionari di polizia.
Non ci si può sorprendere, c'era una ratio, una coerenza
dell'articolo 31, così come previsto dai costituenti del 1946,
che resta in piedi se resta in piedi l'intero articolo, non
menomato del comma 3.
Da questo punto di vista, ribadisco le ragioni in favore del
mantenimento dello stesso articolo, così come le ho espresse,
stamattina, a nome del Gruppo di Alleanza nazionale e aggiungo
anche l'importanza di lasciare il comma 3 così come formulato
nello Statuto vigente.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 47.5 con le
distinzioni che la Commissione ha dovuto operare.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 47.2. Lo pongo in votazione.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, la Commissione è contraria a maggioranza.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, adesso dobbiamo stabilire come procedere.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, ci sono gli emendamenti risultanti dalla riunione
tenuta sotto i suoi auspici.
PRESIDENTE Riguardano l'intera materia. Però rimangono ancora
degli articoli da definire.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, rimane quello sulla lotta alla mafia.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
suggerire, se è possibile, visto che come sa abbiamo fatto un
lavoro nel pomeriggio che ha determinato dei risultati su alcuni
articoli, di riprendere, a partire dall'articolo 11, quegli
articoli sui quali c'è già un accordo.
Per quanto riguarda il preambolo, invece, mi rendo conto che
ancora ci sono da apportare degli aggiustamenti, anche se c'era
un accordo di fondo.
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Speziale, laddove nella
riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, abbiamo
raggiunto un'intesa, si può votare; sul preambolo abbiamo
raggiunto questa intesa
FORGIONE Signor Presidente, comunque non c'è stata una
discussione sul preambolo
PRESIDENTE No, sul preambolo c'è stata una lunga discussione,
un dibattito, che ha prodotto una soluzione mediana. Direi di
sciogliere il nodo, se c'è la possibilità di raccogliere un
vasto consenso, perché è inutile cercare l'unanimità su testi
dove permane il contrasto.
SPEZIALE Signor Presidente, concordo con lei, cioè sul
dovere sciogliere il nodo. Considerato che sul preambolo esiste
un accordo di massima, che però va perfezionato sotto il profilo
letterale, chiedo di esaminare l'articolo 11, sul quale c'è già
un accordo, consentendo agli uffici di predisporre, appunto, un
testo esaustivo del preambolo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se proponete di rinviare il
preambolo a domani mattina, nulla quaestio.
Si passa, pertanto, all'articolo 11. Comunico che la
Commissione ha presentato l'emendamento 11.24.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido
questo emendamento e voglio spiegarne il perché.
L'emendamento a firma mia e dell'onorevole Capodicasa, della
cui votazione io ne ho contestato sia il procedimento, svoltosi
troppo in fretta, che la conta dei voti, dato che ritenevo e
ritengo avrebbe dovuto avere altro esito, mi obbliga ad
intervenire aggiungendo che questo emendamento non coglie né il
senso del dibattito che è presente nella società e nel mondo
politico, né lo spirito delle modifiche alla Costituzione
apportate in questa legislatura.
Quando si parla di democrazia paritaria non si parla solo di
un'indicazione di tendenza ma si punta ad affermare un principio
reale che deve avere una ricaduta non solo nei comportamenti
politici e negli assetti istituzionali, ma anche nelle scelte
verso le quali devono essere spinti i partiti ad autoriformare il
proprio rapporto tra rappresentanti e rappresentati. Ci sono,
infatti, già Governi, a livello europeo, che stanno dando un
esempio di avanzamento e di modernizzazione delle istituzioni,
basti pensare al Governo spagnolo o alla legge elettorale
francese.
Penso che questo emendamento, anche se stabilisce ed accoglie
il principio del riequilibrio, sia ipocrita dato che non
affronta realmente la questione, né si può dire che ci siano
stati esempi positivi, come quello rappresentato dallo Statuto
del Lazio, proprio perché l'ipocrisia ha toccato l'apice, dato
che per dare maggiore spazio alle donne hanno aumentato il
numero dei componenti il Governo; come dire che per le donne
bisogna ampliare le strutture, proprio perché nelle strutture e
negli assetti istituzionali, così come formulati, non c'è posto
per le donne.
Per queste ragioni, signor Presidente, esprimo un voto
contrario su questo emendamento, perchè è ipocrita ed
insufficiente. Prendo questa decisione in nome di una reale
rappresentanza paritaria e di una reale democrazia di genere.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per le
ragioni esposte dall'onorevole Forgione, esprimo il mio voto
contrario su questo emendamento.
Sono convinto che la politica non debba avere scorciatoie, sono
convinto che la politica debba mantenere il proprio primato, sono
convinto che la parità tra i sessi è una conquista che va
realizzata senza stravolgere il principio stesso della medesima e
questa formulazione afferma un principio e lo contraddice nel suo
stesso contesto. Poi c'è un problema di carattere generale,
signor Presidente, che mi porta ad essere contrario a questo
emendamento. Esso riguarda la mia storia personale, la mia storia
politica che mi ha sempre portato a respingere qualsiasi
automatismo soprattutto se applicato alla politica. Io ero
contrario al sei politico, al 18 politico, ero contrario agli
esami di gruppo, ero contrario a tutti quei sistemi che
producevano automatismi che escludevano l'unico elemento reale,
certo, giusto e corretto che è il merito.
Una cosa è affermare il merito e creare le condizioni perché
il merito si esprima, altra cosa è invece assicurare la
promozione, nel caso degli esempi che ho già formulato, o la
nomina, nel caso di cui parliamo con questo emendamento.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che la
pari opportunità si realizza migliorando i servizi sociali, si
realizza migliorando la gestione del tempo delle donne, si
realizza formando una cultura della partecipazione della
democrazia che parta dai banchi di scuola, che parta dalle
famiglie ed arrivi nelle aule parlamentari.
Sono contrario ad essere governato da chi lo fa non in funzione
delle proprie capacità o della posizione politica che esprime, ma
soltanto in funzione del sesso a cui appartiene.
Non mi farei mai operare al cuore da un chirurgo scelto
soltanto per la sua appartenenza ad una religione, ad un censo,
ad un sesso o ad una cultura.
Non mi farei mai governare da un assessore scelto non in
funzione della sua capacità, dei valori di cui è portatore, della
sua intelligenza, della sua competenza a governare, piuttosto che
per altre ragioni, così come accadrebbe, votando questo
emendamento.
Sono e sarei felice di essere governato da una giunta
interamente femminile, se questa soluzione ed ad essa si
pervenisse attraverso una valutazione che vede e garantisce il
primato della politica, la pari opportunità dei sessi fondata non
sull'ipocrisia giusta, a cui faceva riferimento poc'anzi
l'onorevole Forgione, al cui intervento mi richiamo, ma sulla
competenza, sulla capacità e sulla reale riduzione degli ambiti
che danneggiano l'affermazione del principio di pari opportunità.
Non riesco ad essere ipocrita con me stesso. Non riesco ad
assecondare, né per ragioni di partito, né per ragioni di
immagine, né di opportunità, soluzioni che sono contrarie
all'enunciato stesso che vogliono determinare.
Se avessimo approvato un articolo che stabiliva che il 50 per
cento o il 100 per cento della spesa sociale della Regione
doveva essere orientato al riequilibrio delle condizioni
oggettive e reali di disparità delle donne nella nostra società,
non avrei avuto alcun dubbio a votarlo. Ma un emendamento che,
sostanzialmente, accantona le questioni di merito ed accantona e
rende subalterno il primato della politica rispetto ad altre
quantificazioni di natura aritmetica, che niente hanno a che
vedere con la partecipazione, con la voglia di inclusione, con la
voglia di interesse verso la politica, ma soltanto relativamente
ad altre valutazioni che non posso condividere, ecco
probabilmente le cose sarebbero andate diversamente.
Non riesco a scendere a compromessi con me stesso e con il mio
principio assolutamente liberale di reale pari opportunità tra i
sessi e sono convinto che queste scorciatoie sono presenti
soltanto nel nostro Paese. Infatti ho visitato, in questi ultimi
mesi, altri Paesi e nel momento in cui ho illustrato questa
posizione che stava maturando nella nostra Regione, a momenti non
venivo preso in giro.
Onorevoli colleghi, per quanto mi riguarda - indipendentemente
dalle scelte del mio Gruppo parlamentare - non voterò questo
emendamento, mi asterrò perché sono convinto che non è questa la
via più corretta per raggiungere l'obiettivo giusto che invece
intendo raggiungere con altri strumenti di cui, se è il caso,
parleremo, ma che certamente non sono quelli della riserva o del
sei politico o del diciotto politico o degli esami di gruppo o
della promozione di genere che, certamente, non privilegia il
merito dal quale non riesco, per mia cultura, a sganciarmi.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimango
sconcertato relativamente al modo in cui si procede.
Signor Presidente lei ha promosso un incontro, questo
pomeriggio, per cercare di trovare un accordo sui punti condivisi
dello Statuto.
Lo Statuto non è una legge qualsiasi. Su alcune questioni che
riguardano i principi, il Parlamento regionale è attraversato da
punti di vista e da opinioni diverse, sì apprezzabili, ma siccome
lo sforzo fatto è quello di avere una cornice comune perché è
giusto che le forze politiche rappresentate in Parlamento possano
assieme votare lo Statuto, nel corso della riunione indetta nella
sua stanza, non mi sono fermato sul merito delle questioni, ma ho
comunicato che, per quanto riguarda il Gruppo dei Democratici di
sinistra, la questione legata alla rappresentanza di genere negli
esecutivi è questione dirimente che potrebbe determinare un
atteggiamento del Gruppo sul voto sullo Statuto.
Pensavo fosse stato raggiunto un accordo; avevamo sollecitato
il Presidente della Regione ad essere presente a quell'incontro
ed egli aveva assicurato, a nome del Governo, di essere d'accordo
che venisse presentato un emendamento in cui fosse previsto che
almeno un terzo dei rappresentanti di genere venisse
rappresentato all'interno della Giunta regionale. Stasera in Aula
avverto che c'è una modifica a questo orientamento.
Onorevole Forgione, stia tranquillo, non mi riferisco a lei,
anche perché penso che l'abbia fatto involontariamente, di aprire
la breccia e mettere in discussione l'emendamento: mi auguro che
sia incorso involontariamente in questo errore, mi auguro non
predeterminato.
Tralascio le motivazioni che stanno a supporto dell'emendamento
presentato, perché vorrei ricordare che ci sono Costituzioni
europee, a partire da quella francese, che hanno previsto e
valutato positivamente la possibilità di accesso delle donne: la
Costituzione spagnola è stata promossa e attivata anche
attraverso un emendamento politico da parte di Zapatero.
In Italia, noi assistiamo al fatto che la percentuale di
rappresentanti di donne nelle istituzioni è di gran lunga la più
bassa rispetto al resto d'Europa, anche rispetto alla Turchia: ma
noi abbiamo il dovere, così come è sancito dai principi
costituzionali, di promuovere l'accesso delle donne negli organi
collegiali e in quelli esecutivi.
Non voglio soffermarmi più di tanto in queste motivazioni,
dichiaro tuttavia che se da parte del Parlamento c'è un
orientamento diverso, su questo punto chiederò che venga il
Presidente della Regione che è stato garante del rapporto che si
è consumato all'interno del suo ufficio, così da trovare un
accordo su questo emendamento. Voglio sapere peraltro come
voterà il Gruppo di Forza Italia, altrimenti chiedo di sospendere
i lavori d'Aula, invitando il presidente Cuffaro a venire qui in
Aula, in modo tale che l'emendamento concordato possa essere
approvato.
Se non si segue questa strada e non c'è tale orientamento,
saremmo costretti a ricorrere al Regolamento e a chiedere
pertanto la verifica del numero legale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Rinunci a parlare, onorevole Cracolici...
CRACOLICI Sono disponibile a rinunciare al mio intervento se
approviamo l'emendamento, ma non ho capito bene come intenda
procedere il Gruppo di Forza Italia...
Mi astengo dall'intervenire.
LO CURTO. Signor Presidente, chiedo una breve sospensione dei
lavori.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non parlerei
di accordo fra le forze politiche, bensì di un atteggiamento che
questa Assemblea ha avuto negli ultimi mesi quando abbiamo
affrontato la legge elettorale: ricordo ai colleghi che questa
Assemblea si è già data una legge elettorale prevedendo che nel
listino regionale ci sia un'alternanza di genere fra uomo e donna
e devo ricordare - a chi forse in questi ultimi mesi si è un
po' distratto - che oltre all'alternanza di genere, abbiamo pure
previsto che nelle elezioni dei listini provinciali uno dei due
generi non possa superare i due terzi rispetto al complessivo dei
partecipanti.
Devo dire che mi sembra schizofrenico adesso l'atteggiamento
che l'Aula vuole prendere e, personalmente, non ritengo che
questa Regione, con i suoi cinque milioni di abitanti, non abbia
quattro donne brave, capaci di poter svolgere, nell'interesse
della Regione, un'attività amministrativa
(Gli onorevoli Capodicasa e Lo Curto applaudono)
MISURACA Abbiamo una prevalenza di donne nella nostra
popolazione, credo bene che un Presidente della Regione di questa
maggioranza sia nelle condizioni di guardarsi in giro e scegliere
esattamente quattro soggetti che, non dico, debbano rappresentare
il genere femminile, bensì una collettività intera
A questo punto, per le considerazioni appena svolte, annuncio
il mio voto favorevole all'emendamento presentato, invitando il
mio Gruppo parlamentare ad esprimere altresì parere favorevole.
PRESIDENTE Pongo pertanto in votazione l'emendamento 11.24.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Gli onorevoli Savarino e Lo Curto applaudono)
(L'onorevole Speziale si congratula con gli onorevoli Savarino
e Lo Curto)
PRESIDENTE Tutti gli altri emendamenti all'articolo 11, sulla
base dell'accordo raggiunto fra i Gruppi parlamentari, si
intendono superati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 11, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Ricordo che nella seduta n. 275 del 9 marzo 2005 si è stabilito
di esaminare contestualmente all'articolo 11 i seguenti
emendamenti, in precedenza riferiti all'articolo 14:
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 14.6, interamente
sostitutivo dell'articolo; 14.1; 14.2;
dall'onorevole Ortisi: 14.12; 14.7;
dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 14.10; 14.11;
dall'onorevole Moschetto: 14.5;
dall'onorevole Spampinato: 14.9;
dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici ed altri:
14.14; 14.13;
dalla Commissione: 14.21.
Si passa all'emendamento 14.21 della Commissione. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 14, sulla base
dell'accordo raggiunto fra i Gruppi parlamentari, si intendono
superati.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti aggiuntivi, dopo l'articolo 2:
- dalla Commissione: 2 bis.1;
- dagli onorevoli Formica e Sbona: 2 bis.2.
Si passa all'emendamento 2 bis.1. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2 bis.2.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, l'emendamento, pur se ricompreso
all'interno di una materia che appartiene alla potestà esclusiva
nell'ambito delle competenze della nostra Regione, pone in realtà
l'accento su una specificità che ha visto essere inserita in
tutti gli Statuti delle Regioni, dal Piemonte, alla Toscana,
all'Emilia, al Lazio, alla Puglia, alla Calabria.
Ebbene, tutte le Regioni hanno inserito questo emendamento che,
in effetti, riconosce la specificità della mutualità e della
cooperazione e si impegna a promuoverle. Tra l'altro, questo
settore, nella nostra Regione, sta assumendo un ruolo sempre più
incisivo e certamente può essere un elemento trainante e
caratterizzante rispetto all'azione di Governo, nell'affrontare
una tematica così importante.
Ritengo quindi che abbia dignità tale che, così come è accaduto
in tutte le altre Regioni, possa essere inserito all'interno del
nostro Statuto.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, mi permetto osservare tuttavia
che questa è materia di ordinaria legislazione...
FLERES Signor Presidente, stavo proprio per dire questo.
L'emendamento è più una previsione da legge ordinaria che non da
Statuto: ciò, per una semplice ragione che l'onorevole Formica
pensavo avesse già condiviso, motivo per cui pensavo che
l'emendamento fosse stato ritirato.
Mi riferisco cioè al fatto che l'articolo riguarda le
competenze esclusive della Regione: noi abbiamo acquisito quelle
in materia di cooperazione, di tutta la cooperazione, non
soltanto quelle aventi il carattere di mutualità.
Con l'articolo riguardante le competenze concorrenti, abbiamo
acquisito tali competenze in materia di tutela dei consumatori.
Quindi, sostanzialmente, con quest'articolo faremmo un passo
indietro e non un passo avanti, in direzione della tutela e della
salvaguardia della cooperazione, perché è come se volessimo
mantenere una competenza limitatamente ad un aspetto e non invece
a tutta la materia della cooperazione, assai più vasta, più
complessa, più composita.
Quindi, per quanto riguarda la Commissione, esprimiamo parere
contrario.
SAVARINO No, signor Presidente, parere contrario a
maggioranza
FORMICA Chiedo di parlare per una precisazione.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
parlare sullo stesso argomento, ma riguardo a quanto giustamente
sostenuto dall'onorevole Fleres, l'argomentazione che evidenzia
non viene inficiata per nulla in quanto sono d'accordo che
l'Aula, sulle competenze esclusive più ampie, si è già espressa,
quindi non vengono cancellate.
FLERES Ma la previsione andrebbe in una legge, non in uno
Statuto
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera devo
dire che sostengo le stesse ragioni dell'onorevole Formica.
Sostengo anch'io le stesse ragioni, favorevoli al mantenimento di
quest'articolo, che se può essere già in qualche modo ricompreso
nell'articolato approvato nei giorni scorsi, certamente, con tale
previsione, dà però un significato maggiore, perché vuole appunto
significare che la Regione intende promuovere, con maggiore
incisività, questa forma di cooperazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2 bis.2. Il
parere della Commissione.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario, a
maggioranza.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si ritorna all'emendamento 29 R, in precedenza
denominato 24.2, degli onorevoli Capodicasa ed altri e fatto
proprio dalla Commissione, accantonato nella seduta n. 272 dell'1
marzo 2005.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, c'è la richiesta, da parte di alcuni colleghi, di
affrontarlo domani, al fine di rifletterci sopra.
PRESIDENTE L'emendamento resta pertanto accantonato.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 24
marzo 2005, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 401 - Iniziative perché venga dichiarato lo stato
di calamità naturale nei comuni della provincia
di Catania colpiti dal nubifragio del mese di
giugno 2004.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
N. 402 - Iniziative per l'eliminazione dei casi di
abbandono degli animali domestici e prevenzione
del randagismo.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
N. 403 - Iniziative per la soluzione dei disservizi
nel recapito della posta nel comune di Giarre
(CT).
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
N. 404 - Iniziative a sostegno dell'attività delle
AVIS della Sicilia.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
N. 405 - Misure per la concessione dello stato di
calamità naturale per i territori del calatino
colpiti dal nubifragio del 28 luglio 2004.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
N. 406 - Iniziative al fine di monitorare i risultati
delle indagini svolte all'interno delle scuole
in Sicilia.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
N. 407 - Iniziative per la valorizzazione
dell'attività svolta dal canale RAI-MED.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
IV - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento
nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto,
recante 'Modifiche all'articolo 116 della
Costituzione' (n. 968/A)
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
VI - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico integrato
nell'A.T.O. 1 Palermo e provvedimenti
consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
GIANNOPOLO
VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
VIII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 21.15.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO 1
Risposta scritta ad interrogazione
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. -.«All'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
nella frazione di 'Trepunti' del comune di Giarre (CT) è stata
costruita ed è in fase di ultimazione un'ampia zona artigianale,
all'interno della quale sono stati ricavati numerosi padiglioni
per i quali non sono state ancora avviate le procedure
d'assegnazione;
gli artigiani di Giarre hanno attesto per circa trent'anni la
costruzione della zona artigianale, che potrebbe costituire un
autentico volano per l'intero comparto;
il bando di concorso per l'assegnazione degli spazi nella
struttura produttiva di contrada Codavolpe non è stato pubblicato
e c'è il fondato timore che la pubblicazione dello stesso possa
slittare ancora;
per sapere quali interventi urgenti intendano porre in essere
affinché gli organi competenti possano celermente giungere alla
pubblicazione del bando di concorso per l'assegnazione dei
padiglioni ricavati all'interno della zona artigianale di
Trepunti di Giarre.» (1842)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza).
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1842 si
comunica che, tra le competenze di questo Assessorato non
rientrano quelle relative allo svolgimento di compiti di
vigilanza sulle procedure amministrative adottate dai Comuni per
l'assegnazione dei lotti e/o dei capannoni alle imprese
artigiane.
Tra l'altro, tra gli atti in possesso del competente Servizio
Insediamenti produttivi risulta che l'area artigianale nel
Comune di Giarre è stata realizzata con finanziamenti concessi da
altro ramo della pubblica Amministrazione.
Infatti la realizzazione dell'insediamento produttivo oggetto
dell'interrogazione in argomento, è stata comunicata soltanto a
seguito di nota dello stesso Comune, prot. n. 7824 del 29 marzo
2002, con la quale era stata richiesta la designazione di un
funzionario da nominare quale componente della Commissione per
l'assegnazione dei manufatti realizzati.
Detta nomina, effettuata ai sensi dell'articolo 2 del decreto
assessoriale n. 73 dell'8 febbraio 1991, è stata formalizzata con
delibera del Consiglio comunale di Giarre n. 84 del 12 agosto
2002.
Successivamente, il Comune, in occasione dell'esame del
regolamento per la locazione dei capannoni e per la gestione
dell'area artigianale, con delibera del Consiglio comunale n. 138
del 26 novembre 2002, ha impropriamente modificato le previsioni
riguardanti le nomine dei componenti, violando le disposizioni
contenute nel richiamato articolo 2 del decreto 8 febbraio 1991.
Per le superiori considerazioni, avverso tale delibera, le
Associazioni degli artigiani (UPLA, CLAAI, AGAP, CONFARTIGIANATO,
CNA), hanno proposto ricorso al TAR di Catania per l'annullamento
della stessa (n. 771 del 2003).
Il TAR di Catania, con sentenza n. 3026/04, depositata in data
29 ottobre 2004, ha accolto tale ricorso proposto dalle
associazioni degli artigiani confermando la validità della nomina
operata dal Comune di Giarre con la prima delibera, n. 84 del 12
luglio 2002.
Ad oggi, non essendo pervenute ulteriori comunicazioni, si
ritiene che i ritardi maturati nella pubblicazione del bando per
l'assegnazione dei capannoni siano imputabili al ricorso
giurisdizionale presentato dalla associazioni di categoria.»
L'Assessore LO MONTE
ALLEGATO 2
Repubblica Italiana
Regione siciliana
Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
Ufficio di Gabinetto
Palermo, 2 settembre 2003
Prot. 2033/Gab.
Alla Presidenza della Regione Siciliana
Ufficio di Gabinetto
PALERMO
OGGETTO: Ordine del giorno n. 232 del 3-4 aprile 2003
dell'onorevole Giuseppe Segreto.
Si fa riferimento alla nota prot. n. 9553 del 10 luglio 2003
con la quale sono stati richiesti elementi di conoscenza ritenuti
utili per la trattazione dell'o.d.g. citato in oggetto e si
trasmette la nota prot. n. 11846 del 5 agosto 2003 del
Dipartimento regionale finanze e credito.
Il Capo di Gabinetto
Dott. Antonino Lumia
Repubblica Italiana
Regione siciliana
Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
Dipartimento regionale finanze e credito
Servizio Credito e risparmio
Palermo, 5 agosto 2003
Prot. 11846
Alla Presidenza della Regione Siciliana
Ufficio di Gabinetto
PALERMO
OGGETTO: Ordine del giorno n. 232 dell'onorevole Giuseppe
Segreto «Notizie sugli accordi fra Capitalia S.p.A. ed il Governo
regionale circa il futuro del banco di Sicilia».
Con riferimento alla nota in oggetto si rendono gli elementi di
conoscenza di cui dispone lo scrivente Ufficio, utili ai fini
della risposta da fornire alla Presidenza della Regione siciliana
per la trattazione dell'odg in argomento.
Sul primo punto dell'ordine del giorno attuazione degli
accordi stipulati tra Capitalia ed il Governo regionale si
precisa che a seguito del trasferimento in capo all'onorevole
Presidente della Regione dell'esercizio dei diritti
dell'azionista di cui all'articolo 56, comma 7 della legge 26
marzo 2002, n. 2, lo scrivente Servizio non ha ricevuto alcuna
documentazione o segnalazione sulla corretta osservanza degli
obblighi assunti né sulle iniziative da adottare in caso di
inadempimento.
Con la convenzione firmata il 21 gennaio 2002 (a seguito del
protocollo d'intesa firmato in data 11/14 gennaio 2002) la
Regione siciliana e la Banca di Roma hanno convenuto e messo per
iscritto i punti essenziali delle intese raggiunte consentendo
alla Regione siciliana la tutela del proprio ruolo istituzionale
e degli interessi riguardanti il Banco di Sicilia e la missione
svolta nel territorio dallo stesso istituto.
I punti salienti di detto accordo assicuravano che al Banco di
Sicilia:
-venisse conferito e mantenuto un livello patrimoniale no
inferiore a quello esistente ed in linea con gli sviluppi attesi;
-venisse mantenuta una denominazione che confermasse la sua
tradizione ed il suo radicamento nel territorio nonché
l'ubicazione a Palermo della sede centrale e della Direzione
generale;
-venissero assicurati i livelli occupazionali e professionali;
-fosse mantenuto un collegamento con il territorio siciliano
attraverso la nomina di due membri da parte del Presidente della
Regione nel Consiglio di amministrazione e di almeno un membro
nel Collegio sindacale;
-venissero valorizzate e salvaguardate le professionalità
comprese quelle del centro elettronico;
-fosse mantenuto il sistema di relazioni simbiotiche con il
territorio in cui il Banco di Sicilia è inserito (Università,
Istituzioni, enti locali);
-fossero conservati tutti i presidi economicamente e
storicamente rilevanti per il medesimo Banco di Sicilia.
Sono stati inoltre assicurati i diritti a tutela
dell'investimento della Regione siciliana nei modi indicati nella
convenzione che si allega.
Non si hanno notizie in ordine al mancato adempimento degli
obblighi reciprocamente assunti.
Con riferimento al secondo e terzo punto dell'ordine del
giorno:
riferire sulle iniziative che intenda assumere per sostenere
le piccole imprese in grande difficoltà per l'accesso al credito
e vittime dell'usura, che finisce per vanificare ogni prospettiva
di sviluppo e
a valutare le possibilità di promuovere con urgenza uno o più
fondi chiusi di investimento, specializzati nei settori portanti
dell'economia siciliana (turismo, agricoltura, ambiente,
zootecnia etc.) anche mediante apporto di quota della
partecipazione regionale a Capitalia ,
si precisa:
a) In data 21 luglio u.s. è stato firmato il protocollo d'intesa
tra la Regione siciliana, le maggiori banche operanti nel
territorio regionale, le maggiori istituzioni rappresentanti le
categorie del mondo imprenditoriale e professionale
(Confindustria, Cofidi, Confartigianato, Lega coop, Api Sicilia
etc.) e ciò al fine di avvicinare in maniera trasparente, rapida
ed efficace il mondo delle imprese al sistema bancario, ridurre i
tempi di risposta delle banche ad un massimo di trenta giorni,
fornire indicazioni sulle opportunità e sui prodotti creditizi
sia ordinari che agevolati, migliorare le condizioni di accesso
al credito. L'osservanza di tale protocollo è tra l'altro
monitorata dall'Osservatorio per il monitoraggio dei Servizi e
prodotti bancari di cui alla legge regionale n. 2/2002, articolo
83.
b) Per quanto riguarda i fondi chiusi, la legge 23 del 23
dicembre 2002 ha previsto per il sostegno produttivo delle
imprese la possibilità di promuovere, costituire e sottoscrivere
quote minoritarie di fondi; con la legge 4/2003 art. 139, comma
50 è stato inoltre stabilito l'importo da destinare a tale
finalità. Per completare il percorso appena descritto questo
Assessorato ha già predisposto lo schema del regolamento
attuativo delle norme appena citate.
Il Dirigente del Servizio
Vittorio Marino
VISTO:
Il Dirigente generale
F.to illeggibile
ALLEGATO 3
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
Emendamento 4.1:
Art. - 1. Dopo l'articolo 4 dello Statuto aggiungere il
seguente:
Art. 4 bis:
1. All'Assemblea regionale siciliana è riconosciuta autonomia
organizzativa, funzionale, finanziaria e contabile.
2. Nell'ambito della propria autonomia, l'Assemblea ha capacità
processuale davanti ad ogni giurisdizione. Apposito regolamento
speciale dell'Assemblea disciplina i casi e le modalità di
esercizio di tale capacità processuale .
-All'articolo 49:
Emendamento 49.6:
L'articolo 49 è soppresso.
-All'articolo 50:
Emendamento 50.1:
L'articolo 50 è soppresso.
-All'articolo 51:
Emendamento 51.7:
L'articolo 51 è soppresso.
Emendamento 51.9 (norme riferite agli articoli 36 e 38 dello
Statuto):
Norma aggiuntiva dopo l'articolo 36:
Nell'esercizio della propria potestà tributaria, la Regione
adotta misure fiscali di carattere generale ed aiuti di stato
di carattere fiscale .
Norma aggiuntiva dopo l'articolo 36:
Sono entrate tributarie spettanti alla Regione tutte quelle
riferibili a fattispecie tributarie maturate nel suo territorio
ancorché accertate e riscosse fuori da esso, nonché comunque
quelle ivi riscosse, compresi gli interessi e le sanzioni .
Norma transitoria dopo l'articolo 38:
1. In attuazione delle finalità di cui all'articolo 38, al
fine di compensare la minore dotazione infrastrutturale
economica e civile del territorio regionale rispetto alla media
nazionale, le norme di attuazione dello Statuto definiscono i
parametri di riferimento ed i meccanismi di aggiornamento, per
la quantificazione delle somme assegnate annualmente ai sensi
del medesimo articolo 38 dello Statuto.
2. Per l'anno 2006, e comunque fino alla determinazione dei
parametri di cui al comma precedente, le assegnazioni di cui al
comma 1 dell'articolo 38 sono fissate in una percentuale annua
non inferiore al 2% delle entrate tributarie complessivamente
spettanti alla Regione .
-All'articolo 42:
Emendamento 42.3:
L'articolo 42 è soppresso.
-All'articolo 43:
Emendamento 43.1:
L'articolo 43 è abrogato.
-All'articolo 44:
Emendamento 44.1:
L'articolo 44 è abrogato.
Emendamento 44.6:
All'articolo 27 dello Statuto sostituire le parole nominato
dal Governo dello Stato con nominato dal Presidente del
Consiglio dei Ministri d'intesa col Presidente della Regione .
-All'articolo 45:
Emendamento 45.1:
L'articolo 45 è abrogato.
-All'articolo 46:
Emendamento 46.2:
L'articolo 46 è abrogato.
-All'articolo 47:
Emendamento 47.6:
Sostituire le parole Corte Costituzionale con le parole
Alta Corte .
-All'articolo 25:
Emendamento 25.31 (riscrittura del comma 1):
1. I Comuni, le Province, le Città metropolitane sono enti
locali territoriali, costituiti nell'ambito della Regione,
dotati di autonomia normativa, amministrativa e finanziaria
secondo quanto stabilito dalla legge regionale e dai loro
statuti.
La Regione favorisce e disciplina la costituzione di consorzi,
di unioni e di fusioni di Comuni e Province. .
Emendamento 25.32 (riscrittura del comma 2):
2. La Regione ha competenza legislativa esclusiva in materia
di circoscrizioni ed ordinamento degli enti locali, nonché in
materia di consorzi, fusioni ed unioni di Comuni o Province. .
Emendamento 25.33 (riscrittura del comma 3):
3. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo
che, per assicurare l'esercizio unitario e per realizzare un
armonico sviluppo a livello intercomunale, provinciale o
regionale, siano conferite alle Città metropolitane, ai
consorzi o unioni di Comuni, ai consorzi o unioni di Province,
alle Province o alla Regione, sulla base dei principi di
sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. .
Emendamento 25.34 (riscrittura del comma 4):
4. I Comuni, le Città metropolitane, le Province, i Consorzi e
le unioni di Comuni o di Province sono titolari di funzioni
amministrative proprie e di quelle conferite con legge, secondo
le rispettive competenze. .
Emendamento 25.35 (riscrittura degli emendamenti 25.7 e
25.3):
La Regione esercita le funzioni di vigilanza, di coordinamento
e di verifica sull'attività degli enti locali, dei Consorzi di
Comuni o Province adottando in caso d'inerzia le misure
sostitutive previste dalla legge. .
Emendamento 25.36 (riscrittura degli emendamenti 25.24-25.14-
25.10-50.1):
I Comuni, le Province e le Città metropolitane, nell'ambito
dell'autonomia finanziaria loro riconosciuta, stabiliscono ed
applicano tributi e fissano entrate proprie nel rispetto dei
principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema
tributario e compartecipano al gettito dei tributi fissati
dalla Regione secondo criteri di perequazione territoriale. .
-All'articolo 41:
Emendamento 41.R:
All'articolo 23 dello Statuto sono apportate le seguenti
modifiche:
- sostituire il comma 2 con i seguenti:
2. Le Sezioni del Consiglio di Stato denominate in Sicilia
Consiglio di giustizia amministrativa, sono composte anche di
membri designati dal Presidente della Regione e svolgono
altresì funzioni consultive.
2 bis. Le Sezioni della Corte dei Conti svolgono anche funzioni
di controllo amministrativo e contabile .
- dopo il comma 3 aggiungere i seguenti:
3 bis. I presidenti di sezione della Corte dei Conti ed il
Presidente del Consiglio di Giustizia amministrativa sono
nominati d'accordo dai Governi dello Stato e della Regione.
3 ter. La Corte dei Conti, in conformità ai principi della
Costituzione che regolano le sue funzioni, esercita, altresì,
il controllo sull'amministrazione regionale e, ai fini del
coordinamento della finanza pubblica, quello sugli enti locali
territoriali, nonché sui loro enti strumentali e sulle altre
istituzioni pubbliche aventi sede nella Regione.
3 quater. A tal fine le sezioni della Corte dei Conti in sede
di controllo, sono integrate da componenti designati
dall'Assemblea regionale e dal Consiglio regionale delle
Autonomie locali .
- al comma 4 sostituire le parole sentite le sezioni regionali
del Consiglio di Stato con le parole sentita la sezione
consultiva del Consiglio di Giustizia Amministrativa .
-All'articolo 11:
Emendamento 11.24:
Dopo il comma 2 dell'articolo 9 aggiungere il seguente comma:
2 bis. Nella nomina degli Assessori il Presidente tiene conto
della esigenza di una equilibrata presenza di entrambi i sessi,
assicurando a ciascuno di essi una presenza non inferiore ad un
terzo del numero complessivo di Assessori. .
Emendamento 14.21:
Il comma 2 dell'articolo 10 dello Statuto è sostituito dai
seguenti:
2. In caso di dimissioni del Presidente della Regione si
procede alla nuova e contestuale elezione dell'Assemblea
regionale e del Presidente della Regione entro i successivi
novanta giorni.
3. In caso di morte, di rimozione, di impedimento permanente o
di incompatibilità sopravvenuta, il Presidente della Regione
decade dalla carica, previa dichiarazione da parte del
Presidente dell'Assemblea. Le funzioni del Presidente della
Regione sono assunte dal Vice Presidente, fino al termine
naturale della legislatura. L'Assemblea regionale, nei trenta
giorni successivi alla dichiarazione di decadenza dalla carica
del Presidente della Regione, approva con apposita
deliberazione la sostituzione da parte del Vice Presidente.
4. Qualora l'Assemblea non deliberi entro il termine predetto,
ovvero qualora non deliberi la sostituzione del Presidente
della Regione con il Vice Presidente, essa è sciolta di diritto
e si procede, entro i successivi novanta giorni, alla nuova e
contestuale elezione dell'Assemblea e del Presidente della
Regione. .
Emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 2:
Emendamento 2 bis 1:
Art. - 1. La Sicilia ripudia la mafia quale fenomeno di
violenza contro la libertà della persona e dell'impresa.
2. La Regione promuove e sostiene tutti gli interventi
finalizzati alla rimozione delle cause sociali ed economiche
riconosciute all'origine del fenomeno criminale .
Emendamento 2 bis 2:
Art. - Cooperazione a carattere di mutualità - 1. Nel
quadro delle iniziative per lo sviluppo economico e sociale, la
tutela dei consumatori, l'ampliamento della base produttiva, la
Regione promuove e favorisce la cooperazione a carattere di
mutualità e senza fini speculativi con appositi interventi
normativi e fiscali. .