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Resoconto d'Aula della Seduta n. 280 di giovedì 24 marzo 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO, segretario dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che, non sorgendo  osservazioni,  si
  intende  approvato

                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli  Genovese  e  D'Aquino
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di invio di disegno di legge alla
                       competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è  stato
  inviato  in  data  22  marzo 2005 alla  competente  Commissione
  legislativa IV  Ambiente e Territorio':

    Istituzione del fascicolo del fabbricato  (983)
   di iniziativa parlamentare

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

      -N. 2147 - Provvedimenti per il potenziamento del trasporto
        ferroviario in Sicilia.
  -Presidente Regione
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Barbagallo Giovanni

      -N. 2149 - Intervento del Governo regionale a proposito del
        licenziamento effettuato dal direttore del Teatro Biondo di
        Palermo.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Assessore Lavoro
  -Firmatario: Virzi' Gioacchino

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   BURGARETTA APARO, segretario:

      -N.  2148 - Notizie in ordine alla cessione dell'EAS e alla
        costituzione della Società Siciliacque S.p.A..
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Assessore Territorio
  -Firmatario: Barbagallo Giovanni

      -N. 2150 - Immediata designazione da parte del Governo regionale
        dei  componenti  di  spettanza  regionale  nel Consiglio di
        amministrazione dell'ERSU di Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Ioppolo Giovanni

      -N.  2151 - Illegittima rideterminazione della retribuzione
        individuale di anzianità (RIA) a danno del personale tecnico
        amministrativo dell'Università di Catania in servizio presso
        l'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Ioppolo Giovanni

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate sono  state  già
  inviate al Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate in data 11 marzo 2005.

   BURGARETTA APARO, segretario:

      -N. 412  Rideterminazione dell'utilizzo di una struttura in
        territorio di Caltagirone attualmente destinata a mercato
        ortofrutticolo , degli onorevoli Ioppolo Giovanni; Formica Santi;
        Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe; Incardona Carmelo
  -Presentata il 22/03/05

      -N.   413   Adozione  del  regolamento  per  gli  incarichi
        professionali previsto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n.
        7 , degli onorevoli Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino; Formica
        Santi; Infurna Giuseppe; Incardona Carmelo
  -Presentata il 22/03/05

    PRESIDENTE   Avverto  che le mozioni testé  annunziate  saranno
  iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

                           «L'Assemblea regionale siciliana
    premesso che:

    l'art  49  del  Decreto legislativo n. 22 del 5  febbraio  1997
  (Decreto Ronchi) ha disposto la soppressione della tassa  rifiuti
  a   decorrere   dai  termini  previsti  dal  regime  transitorio,
  disciplinato  dal  relativo regolamento di  cui  al  Decreto  del
  Presidente   della  Regione  n.  158  del  1999,  prevedendo   la
  contestuale  istituzione di una tariffa con la  quale  coprire  i
  costi  per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani  e
  dei  rifiuti  di  qualunque natura o provenienza  giacenti  sulle
  strade ed aree pubbliche, soggette ad uso pubblico;

    l'art.  3, comma 1, del D.P.R. n. 158 del 1999 dispone  che  la
  tariffa di igiene ambientale (T.I.A.) deve essere determinata  in
  base  al costo complessivo del servizio ed in relazione al  piano
  finanziario degli interventi relativi al servizio e tenuto  conto
  degli  obiettivi  di  miglioramento della  produttività  e  della
  qualità   del   servizio  fornito  e  del  tasso  di   inflazione
  programmato;

    con  Ordinanza del Ministero dell'Interno n. 2983 del 31 maggio
  1999,  così come successivamente modificata, il Presidente  della
  Regione  siciliana è stato nominato Commissario delegato  per  la
  predisposizione  di  un  piano  di interventi  di  emergenza  nel
  settore  della gestione dei rifiuti e per la realizzazione  degli
  interventi necessari per far fronte alla situazione di emergenza;

    con  Ordinanza commissariale dell'8 agosto 2003, il  Presidente
  della  Regione siciliana ha decretato che il passaggio definitivo
  da  tassa  a tariffa, già previsto dal D.Lgs. n. 22 del 1997  per
  coprire  i costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti
  urbani  e  dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti
  sulle strade ed aree pubbliche, soggette ad uso pubblico, avvenga
  con decorrenza dal 2004;

    con   Ordinanze  commissariali  il  Presidente  della   Regione
  siciliana,   ha   individuato  ed  istituito   gli   ATO   ambiti
  territoriali ottimali (ATO) per la raccolta e lo smaltimento  dei
  rifiuti nelle Province siciliane, indicando i modi e le forme  di
  cooperazione tra le Province regionali ed i Comuni delle stesse;

    il  regolamento per la disciplina della tariffa, approvato  con
  D.P.R. n. 158 del 1999, prevede la perfetta equazione fra entrate
  tariffarie globali e costi del servizio, sia gestionali che d'uso
  del  capitale  impiegato, vigendo il principio del  pareggio  fra
  gettito e costo del servizio;

    in  applicazione del suddetto principio stabilito dal D.P.R. n.
  158  del 1999 i costi considerati nel calcolo della tariffa  sono
  aumentati rispetto all'abolita tassa per i rifiuti solidi  urbani
  (TARSU), comprendendo il costo integrale della raccolta  e  dello
  smaltimento  dei  rifiuti,  inclusi  quelli  esterni   e   quelli
  provenienti da altri servizi di interesse collettivo;

    la  trasformazione  ed  il definitivo passaggio  da  tassa  (ex
  Tarsu)    a   tariffa   (T.I.A.)   ha   comportato   per    legge
  l'assoggettamento della tariffa all'I.V.A.;

    nel  costo  della tariffa viene altresì aggiunta  l'addizionale
  provinciale nella misura variabile tra l'1 per cento ed il 3  per
  cento  in  favore delle Province regionali, tributo previsto  dal
  D.L.vo n. 504 del 1992;

    l'art. 11, comma 4, della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.
  17  (legge finanziaria regionale), prevede l'istituzione,  presso
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
  delle  autonomie locali, di un apposito fondo di perequazione  al
  fine  di  assicurare  che il costo per lo smaltimento  e  per  il
  trattamento  dei  rifiuti  sia uniforme  per  tutti  i  cittadini
  siciliani, autorizzando il suddetto Assessorato ad anticipare  le
  somme  occorrenti  nel caso in cui il fondo di  perequazione  non
  avesse temporaneamente la necessaria disponibilità finanziaria;

    in  atto, in molti comuni, specie delle province interne  della
  Sicilia,  esiste una notevole percentuale di disoccupati  ed  una
  moltitudine di famiglie al di sotto dei limiti di povertà, come è
  stato  riconosciuto  con la sperimentazione  del  reddito  minimo
  d'inserimento, per sopperire al quale lo Stato e la  Regione  non
  hanno ad oggi messo in atto forme alternative di sostegno;

    per  le  motivazioni  sopra esposte ed  al  fine  di  prevenire
  fenomeni  di  degrado  e disordine sociale, considerando  che  la
  gestione dei rifiuti è un servizio pubblico essenziale,

                        impegna il Governo della Regione

    a  chiedere  al  Governo nazionale di apportare  le  necessarie
  modifiche  legislative per ridurre l'elevato costo della  tariffa
  di  igiene  ambientale (T.I.A.), eliminando il  costo  aggiuntivo
  dell'I.V.A.;

    ad   attivare   urgentemente,   tramite   l'Assessorato   della
  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali  della
  Regione  siciliana, il fondo di perequazione di cui  all'art.  11
  della  l.r.  28  dicembre  2004, n. 17,  attribuendo  un  congruo
  finanziamento per sostenere le fasce più deboli, assegnandolo  ai
  comuni  o  erogandolo direttamente, tramite apposito regolamento,
  ai soggetti che ne hanno diritto.» (408)

                        TUMINO-BARBAGALLO -MANZULLO-VITRANO -ORTISI

                       «L'Assemblea regionale siciliana
    premesso che:

    persiste  da  più  tempo una condizione di conflitto  sindacale
  tra  il commissario straordinario, dott. Cosimo Gioia, e la  gran
  parte   delle   organizzazioni  sindacali  presenti   all'interno
  dell'E.S.A.,   resa  ancor  più  difficile  da  un  comportamento
  illogico  ed  inspiegabile, tale da spingere l'Amministrazione  a
  negare l'accesso alle OO.SS. ad atti pubblici quali i bilanci  di
  previsione e consuntivi del 2003 e del 2004;

    si  protrae  da  più  tempo  una  condizione  di  illegittimità
  complessiva  dell'ente  che  da oltre  un  decennio  opera  senza
  l'attribuzione formale delle funzioni agli oltre venti  dirigenti
  in ruolo;

    permane  un  conflitto,  sostenuto dagli  atti  prodotti  dallo
  stesso     commissario    e    non    approvati  dall'Assessorato
  Agricoltura e foreste responsabile della vigilanza sull'ente, che
  rischia  di  produrre  effetti devastanti per  le  finanze  della
  Regione,  con  il  passaggio dalla carriera  direttiva  a  quella
  dirigenziale  di circa 135 dipendenti che chiedono l'applicazione
  della  legge regionale n. 10 del 2000, pur essendo l'ESA un  ente
  al  quale si applica il contratto collettivo nazionale di  lavoro
  dello Stato;

    anche  a causa degli atti prodotti dal commissario, dott. Gioia
  (tre  delibere reiterate e puntualmente non approvate dall'organo
  di  vigilanza), alcuni dipendenti hanno fatto ricorso al  giudice
  del  lavoro  il quale ha, con sentenza, riconosciuto  il  diritto
  all'inquadramento   nei   ruoli   dirigenziali   del    personale
  ricorrente,  malgrado la normativa vigente e  successivamente  il
  tavolo  tecnico istituito in applicazione della deliberazione  di
  Giunta  n.  110  del  19 marzo 2004 escludano la  possibilità  di
  applicare gli effetti dell'art.6 della legge regionale n. 10  del
  2000,  in quanto detto personale ha da sempre utilizzato sia  gli
  effetti  economici  che quelli giuridici degli  impiegati  civili
  dello  Stato; non a caso il decreto legislativo n. 29 del 1993  è
  stato attuato sin dalla sua emanazione agli impiegati e dirigenti
  dell'ESA  ancor prima che venisse recepito dalla l.r. n.  10  del
  2000;

    che  l'Avvocatura dello Stato, a cui è stata affidata la difesa
  dell'ente  nei confronti dei ricorrenti, ha operato  tale  difesa
  sulla  base  di memorie tecniche difensive prodotte dagli  stessi
  uffici dell'ESA (in alcuni casi gli stessi uffici erano retti  da
  funzionari  i quali hanno loro stessi un contenzioso con  l'ente)
  sulla  base  di  un  presunto riconoscimento della  dirigenza  in
  favore   degli   stessi  ricorrenti,  previsto   nella   delibera
  commissariale  n. 94 del 2003, approvata illegittimamente  e  non
  ratificata  dall'organo  di  vigilanza,  determinando   così   un
  presupposto  giuridico tale da far perdere  in  sede  giudiziaria
  l'ente a favore dei ricorrenti;

    da  oltre due anni giacciono presso la Presidenza della Regione
  in  attesa  del  decreto di promulgazione gli  atti  deliberativi
  relativi alle tabelle di equiparazione, in applicazione dell'art.
  31  della  l.r. n. 6 del 1997, nonostante approvati dalla  stessa
  Giunta  regionale,  provocando un  danno  ai  dipendenti  che  da
  diversi   anni  non  percepiscono  gli  emolumenti  dei   rinnovi
  contrattuali,

                  impegna il Governo della Regione

    a  revocare  la  nomina del dott. Cosimo Gioia  da  commissario
  regionale dell'ESA;

    ad  emettere  il decreto relativo alle tabelle di equiparazione
  e consentire il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.» (409)

                      CRACOLICI-SPEZIALE-CAPODICASA- CRISAFULLI- DE
                    BENEDICTIS GIANNOPOLO- ODDO-PANARELLO- VILLARI-
                                                              ZAGO.

                  «L'Assemblea regionale siciliana

    Premesso che:

    oltre  100.000 siciliani in tre anni hanno lasciato la  Sicilia
  per cercare lavoro;

    l'economia  siciliana è ferma: crollano produzioni  e  consumi.
  Le  imprese  che  chiudono sono più di quelle che  nascono.  Ogni
  giorno  le strade della Sicilia sono attraversate da proteste  di
  ogni   tipo:  agricoltori,  lavoratori  di  aziende   in   crisi,
  disoccupati e precari, dipendenti senza contratto. 'Agenda  2000'
  si  avvia  ad un inesorabile fallimento con solo il 18 per  cento
  dei  fondi spesi e nessun reale investimento d'innovazione  e  di
  modernizzazione della Sicilia. La sanità è considerata un  affare
  e  la  Regione  ha  il primato italiano delle convenzioni  con  i
  privati,  e  tuttavia i siciliani, oltre a dover pagare  i  costi
  della  malasanità, con odiosi ticket, continuano ad emigrare  per
  curarsi;

    osservato che:

    proprio  la sanità è tra le cause prime del deficit finanziario
  della  Regione e che le scelte di politica sanitaria  sono  state
  piegate  ad un uso clientelare e di parte, favorendo processi  di
  privatizzazione che, da un lato, hanno aggravato il degrado della
  sanità   pubblica  e,  dall'altro,  hanno  favorito  un   sistema
  affaristico  nel  quale anche 'Cosa Nostra' ha  inserito  i  suoi
  interessi  con  risvolti tali da riproporre una  seria  questione
  morale;

    di  fronte  ad  una  tale situazione, le nomine  dei  direttori
  delle  Aziende Unità sanitarie locali decise dal Governo  Cuffaro
  se,  da un lato, rivelano una grave sottovalutazione dei problemi
  finanziari  connessi  alla  gestione  sanitaria  ed  una   totale
  indifferenza  verso le richieste di corretta e  oculata  gestione
  delle   risorse,   richieste  più  volte   avanzate   oltre   che
  dall'opposizione di Centrosinistra, anche dai rappresentanti  dei
  ceti   produttivi,  dalle  professioni,  dalle  forze  sindacali;
  dall'altro  calpestano  elementari  norme  di  trasparenza  e  di
  legalità;

    considerato che:

    parte  dello  stesso  schieramento  di  maggioranza  prende  le
  distanze  e  manifesta una valutazione nettamente contraria  alle
  nomine dei manager della sanità, evidenziando uno sfaldamento del
  Centrodestra  e  inducendo  ad  una  paralisi  delle  istituzioni
  regionali   pari  alla  gravità  delle  polemiche  e   dei   veti
  incrociati;

    appare,  quindi, ormai improcrastinabile una svolta che  liberi
  il   campo  da  un  Governo  prigioniero  di  condizionamenti   e
  d'interessi  poco  trasparenti,  che  stanno  bruciando  risorse,
  corrompendo  l'Amministrazione ed il rapporto con i  cittadini  e
  gravando la popolazione attuale e le future generazioni di  costi
  e di debiti insopportabili;

    valutato  che  l'on.  cuffaro non  è  adeguato  al  compito  di
  governare  la  regione anche per la delegittimazione  che  emerge
  dalla  sua  vicenda  giudiziaria, la  quale,  ferma  restando  la
  presunzione  di  innocenza, ripropone  al  più  alto  livello  la
  questione morale ed il nodo dei rapporti mafia- politica,

    Esprime sfiducia al Presidente della Regione.» (410)

                 SPEZIALE-BARBAGALLO-ORTISI-FORGIONE-FERRO-SANZERI-
           CAPODICASA CRACOLICI-CRISAFULLI-DE BENEDICTIS- GALLETTI-
            GENOVESE-GIANNOPOLO URRIERI-LIOTTA- MANZULLO-MICCICHE'-
             MORINELLO-ODDO-ORLANDO PANARELLO-RAITI-TUMINO-VILLARI-
                                               VITRANO-ZAGO-ZANGARA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  sistema siciliano della formazione professionale vive in uno
  stato   di   incertezza  sempre  più  preoccupante,   con   gravi
  ripercussioni  per tutti gli utenti del sistema  stesso  e  degli
  operatori;

   le  disfunzioni  riguardano, anche, il personale  dipendente  in
  relazione   alle   retribuzioni  periodiche,  che   difficilmente
  rispettano  i tempi di un ordinario contratto di lavoro,  nonché,
  l'erogazione  degli arretrati contrattuali rispetto al  contratto
  collettivo  nazionale di lavoro, di fatto già scaduto  e  per  il
  quale non è ancora stata approvata la contrattazione decentrata;

   tale  situazione sconvolge l'ordinaria funzionalità  degli  enti
  quotidianamente  in  difficoltà per  la  mancata  erogazione  dei
  finanziamenti;

   persistono pesanti ritardi, sia per il normale avvio  del  Piano
  regionale   dell'offerta  formativa  (PROF)   2005,   sia   nella
  definizione  del finanziamento del PROF 2004, rispetto  al  quale
  non  risulta  ancora  definita  la parte  Formazione  continua  e
  permanente per corsi già espletati;

   in  questa  situazione, la riforma del settore è  diventata  una
  necessità ineluttabile per frenare un degrado che sta sempre  più
  investendo la formazione professionale in Sicilia,

                  impegna il Governo della Regione
                             e per esso
   l'Assessore per il lavoro, la previdenza   sociale,         la
              formazione professionale e l'emigrazione

   ad  adottare  iniziative  affinché sia immediatamente  sbloccata
  l'erogazione  degli arretrati contrattuali dovuti agli  operatori
  del  settore, per i quali è stato disatteso l'accordo a suo tempo
  stipulato,  nonché  a  dare disposizioni agli  uffici  competenti
  perché  siano  immediatamente erogati i  finanziamenti  destinati
  alle   retribuzioni  del  personale  dipendente  degli  enti   di
  formazione professionale;

   a  mettere in atto iniziative urgenti per arrivare ad una rapida
  approvazione   della   legge   di   riforma   della    formazione
  professionale in Sicilia.» (411)

                      ODDO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI-CRISAFULLI
                     DE ENEDICTIS-GIANNOPOLO-PANARELLO-VILLARI-ZAGO

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito della discussione del disegno di legge nn. 580 - 472 -
  578 - 602 - 652/A  Schema di progetto di legge costituzionale da
  proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento
     nazionale, recante  Modifiche allo Statuto della Regione'

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
  nn.  580  - 472 - 578 - 602 - 652/A  Schema di progetto di  legge
  costituzionale  da  proporre,  ai sensi  dell'articolo  18  dello
  Statuto, al Parlamento nazionale, recante  Modifiche allo Statuto
  della Regione' , iscritto al numero 1.
   Ricordo  che  la  discussione del  disegno  di  legge   è  stata
  interrotta  nella  seduta n. 279 del 23 marzo 2005,  e  che  sono
  stati  già  approvati gli articoli 1, 3, 4, 4.1 (aggiuntivo  dopo
  l'articolo  4),  5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13,  14  (soppresso),
  14.21  (riferito all'articolo 10 dello Statuto); 15, 16, 17,  18,
  19,  20, 21, 22, 23, 24 (soppresso), 25, 26, 27, 28, 29, 30,  31,
  32  (soppresso),  33,  34,  35,  36,  37,  38,  39,  40,  41,  42
  (soppresso),  43 (soppresso), 44, 45 (soppresso), 46 (soppresso),
  47,  48,  49  (soppresso), 50 (soppresso), 51  (soppresso),  51.9
  (riferito agli articoli 36 e 38 dello Statuto), 52, 53,  54,  55,
  56,  57.  Precisa,  inoltre, che nella  seduta  n.  271  è  stata
  approvata una rettifica della formulazione dell'articolo 3, comma
  2.

   Pertanto, resta da approvare soltanto l'articolo 2, relativo  al
  preambolo.  Inoltre,  è rimasto accantonato l'emendamento  29  R,
  aggiuntivo dopo l'articolo 29.
   Preciso   che   gli  emendamenti  9.4  e  53.1,  in   precedenza
  accantonati,  sono  superati in relazione all'accordo  intercorso
  fra i Gruppi parlamentari.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.

                             «Articolo 2

   1.  All'articolo  1  dello Statuto della  Regione  anteporre  il
  seguente preambolo:

                             'Preambolo

   La   Regione   siciliana   riafferma   la   propria   autonomia,
  collocandola nel quadro dell'unità politica dello Stato  italiano
  e  si riconosce nei valori di pace, di libertà, di democrazia, di
  laicità,  di crescita culturale ed umana e di promozione  sociale
  ed  economica  contenuti  nella Costituzione  italiana,  fondanti
  l'Unione  europea  e sanciti nella Dichiarazione  Universale  dei
  Diritti dell'Uomo.

   Lo   Statuto,   del  quale  si  ribadisce  l'originaria   natura
  pattizia,  riconosce, nel quadro dell'unità politica dello  Stato
  italiano,  la  specificità  della identità  storica,  geografica,
  culturale  e  politica  della  Regione  siciliana,  sancendo   il
  principio dell'autonomia intesa come potere di autoorganizzazione
  degli  organi istituzionali e di autogoverno dei problemi sociali
  e delle risorse umane, economiche, ambientali e culturali.

   La  Regione siciliana recepisce il principio di sussidiarietà  e
  partecipa  come soggetto primario alla programmazione  nazionale.
  La Regione garantisce eguali diritti e pari opportunità a tutti i
  cittadini, sia sul piano politico ed istituzionale, che su quello
  culturale,  sociale,  economico ed occupazionale  e  li  difende,
  combattendo insieme allo Stato ogni violenza di tipo criminale  e
  mafioso,  sia organizzata che comune; tutela la persona  umana  e
  valorizza   la   famiglia  come  primo  ed   essenziale   livello
  dell'articolazione sociale.

   La  Regione siciliana favorisce il dialogo e la coesistenza  tra
  la  religione  cristiana, i cui valori sono  patrimonio  storico-
  culturale  ed  ispirazione delle proprie  comunità,  e  le  altre
  religioni liberamente professate.

   La  Regione  siciliana  attua, anche in  collaborazione  con  le
  altre   regioni  d'Italia  e  d'Europa,  le  politiche  regionali
  dell'Unione  europea;  coopera,  altresì,  alla  costruzione   di
  un'area  mediterranea di sviluppo, di pace, di solidarietà  e  di
  collaborazione  fra  i  popoli e le  istituzioni  dei  Paesi  del
  Mediterraneo, assolvendo, in tal modo, ad una funzione  di  ponte
  ideale  tra  l'Unione  europea,  da  una  parte,  e  tali  paesi,
  dall'altra,  anche attraverso l'intensificazione delle  politiche
  di integrazione delle realtà multietniche e multiculturali'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli  onorevoli Capodicasa, Panarello, Speziale ed altri: 2.49,
  soppressivo  dell'articolo; 2.50; 2.62; 2.51; 2.46;  2.47;  2.52;
  2.54; 2.55; 2.48; 2.53; 2.61;
   dall'onorevole   Sammartino:   2.11,   interamente   sostitutivo
  dell'articolo;  2.12; 2.13; 2.14; 2.15; 2.17; 2.19;  2.20;  2.18;
  2.21; 2.44;
   dagli  onorevoli  Panarello, Capodicasa ed  altri:  2.59;  2.58;
  2.56; 2.60; 2.57;
   dall'onorevole Spampinato: 2.34; 2.35; 2.36; 2.33;  2.43;  2.37;
  2.45;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 2.2; 2.22; 2.23; 2.3; 2.4;
   dall'onorevole Ferro: 2.25;
   dall'onorevole  Ortisi:  2.26; 2.27;  2.29;  2.31;  2.28;  2.32;
  2.30;
   dagli onorevoli Raiti e Ferro: 2.39;
   dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 2.42; 2.40; 2.41;
   dagli  onorevoli Ardizzone, Ioppolo, Franchina  ed  altri:  2.6;
  2.7;
   dall'onorevole Morinello: 2.24;
   dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: 2.1;
   dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 2.10; 2.8;
   dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 2.38;
   dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Virzì ed altri: 2.5; 2.9;
   dagli  onorevoli Miccichè, Ortisi, Spampinato ed altri: 2 bis.3,
  aggiuntivo dopo l'articolo 2.
   dagli onorevoli Scalici, Sbona, Acanto e Basile: 2.64.

   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  2 R, di riscrittura dell'articolo 2.
   Comunico,   inoltre,  che  è  stato  presentato   dall'onorevole
  Sammartino il subemendamento 2 R.1 all'emendamento 2 R,  tendente
  a  sopprimere  le  parole  di tipo terroristico e  criminale'  al
  quarto periodo.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,   chiedo  di
  inserire   anche un emendamento, che ho presentato con i deputati
  Ortisi,  Spampinato,  Raiti, che dovrebbe  essere  posto,  a  mio
  avviso, dopo la parola  multiculturale'.
   Io   so   che,  probabilmente,  si  sarà  discusso   di   questo
  emendamento e ne vorrei conoscere l'apprezzamento, se  favorevole
  o  contrario.  L'emendamento  a cui mi  riferisco  è  pertinente,
  considerato  peraltro che proprio ieri, ad inizio di seduta,  c'è
  stato  un ordine del giorno presentato dall'onorevole Fleres,  in
  appoggio  ad  una situazione che ha attinenza con  quanto  stiamo
  discutendo.
   Ha  attinenza al discorso che riguarda i rapporti della  Regione
  con i Paesi dell'area del Mediterraneo.
   Noi  non possiamo colloquiare a gesti con questi popoli  che  ci
  stanno geograficamente di fronte, ma dobbiamo farlo attraverso  i
  mezzi   moderni  che  questa  epoca  tecnologica   ci   mette   a
  disposizione.
   E  quali  sono? Mi riferisco  ai mezzi di informazione  di  tipo
  satellitare  che , attraverso un linguaggio informativo  bilingue
  facilitano  la  comunicazione fra popoli  diversi;  saremmo  poco
  inclini a definire questo aspetto un qualcosa di frivolo, secondo
  un   mio  punto  di  vista,  non  é  assolutamente  frivolo,   né
  inopportuno.  Fa  parte  invece  di  un  ragionamento,   di   una
  informazione nei confronti di quei Paesi che hanno bisogno di  un
  ponte tra l'Europa ed il Mediterraneo; e chi meglio della Sicilia
  potrebbe far da ponte, come sponda europea?
   Noi  siamo,  appunto, coloro che dobbiamo avere questo  contatto
  di  tipo  culturale  e informativo, dobbiamo renderci  conto  che
  abbiamo  necessità e bisogno di informare la popolazione  che  in
  questo momento vive tensioni sociali, che vede l'Europa non  come
  amica,  ma  nelle vesti di oppressore, colonizzatore, che  fa  le
  guerre,  che  invade e bombarda, ebbene, dobbiamo  dare  un'altra
  immagine  della nostra Europa, un'Europa che vuole diffondere  la
  pace   e  la  democrazia,  vuole  diffondere  il  concetto  della
  tolleranza e, quindi, tutta una serie di questioni che, in questo
  momento, sono sul tappeto.
   Chi  meglio della Regione Sicilia, che é la  testa di ponte   di
  questo Mediterraneo, può attirare l'attenzione dei rappresentanti
  di altre Nazioni?
   L'emendamento che illustro, considerato che non é stato  neanche
  sottoposto   all'attenzione   dell'Assemblea,   come   se   fosse
  appestato,    dovrebbe   essere   distribuito,   apprezzato    di
  conseguenza, con voto  favorevole o contrario, non importa...

    PRESIDENTE  Onorevole Micciché, é stato distribuito, comunque.

    MICCICHE   ...io non l'ho visto, a meno che mentre parlavo  non
  sia stato distribuito.
   L'emendamento  recita  che,  dopo  la  parola   multiculturali ,
  vengano  inserite  le parole  anche attraverso  l'amplificazione,
  la diffusione e la valorizzazione delle informazioni bilingue dei
  canali radiotelevisivi, satellitari, pubblici .
   Non  credo che questa previsione possa essere inibita perché c'é
  il  riferimento al termine pubblico. Se qualcuno ci vuole mettere
   privato , fa chiaramente un esplicito riferimento ad una testata
  giornalistica ed editoriale ben precisa, ma ciò non è  il  nostro
  compito...
   Io   chiedo  che  chi  ha  un  parere  contrario,  dica  le  sue
  motivazioni,  che é una previsione inopportuna, che  non  c'entra
  niente,  che é una cosa inventata, perché siamo ancora nell'epoca
  dove  l'informazione non é ancora stata scoperta, che il  sistema
  radiotelevisivo satellitare non esiste, insomma spieghi  comunque
  le sue ragioni...

    PRESIDENTE     Onorevole    Micciché,    lei    ha     superato
  abbondantemente il tempo a sua disposizione. Se lei  non  smette,
  dovrò toglierle la parola.

    MICCICHE  Ho finito, signor Presidente, spero che anche  questo
  diritto che abbiamo ce lo si lasci  esercitare in pieno.

    PRESIDENTE   C'é  anche il dovere, tuttavia, di  rispettare  il
  Regolamento, onorevole Micciché.

    MORINELLO   Signor Presidente, chiedo di apporre la  mia  firma
  sull'emendamento 2 bis.3.

                       Sull'ordine dei lavori

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi.  Prendo  la
  parola  per chiedere cinque minuti di sospensione, per  il  fatto
  che,  in  considerazione della proposta della  Commissione  sulla
  nuova  versione  del  preambolo, é opportuno  verificare  se  sia
  ancora   possibile  emendare  questa  stessa  proposta  con   dei
  subemendamenti,  visto  e considerato che la  nuova  formulazione
  della Commissione farebbe venir meno tutto il lavoro propedeutico
  che ha originato la precedente impostazione.

    PRESIDENTE  Adesso valuterò, onorevole Sammartino.
    Comunico   che   è  stato  presentato  dall'onorevole   Orlando
  l'emendamento  2 R.2 .

    ORLANDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORLANDO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   chiedo
  l'attenzione dell'Aula soltanto per pochi secondi sul  testo  del
  Preambolo.  Il V comma del preambolo riferisce che:   La  Regione
  tutela  la  persona  umana e valorizza  la  famiglia  come  primo
  essenziale  livello  dell'articolazione  sociale,  favorisce   il
  dialogo e la coesistenza fra la religione cristiana, i cui valori
  sono  il suo patrimonio storico, culturale e di ispirazione  alla
  propria comunità e le altre religioni liberamente professate .
   Mi  sembra  sia  un  testo che realizza un punto  di  equilibrio
  importante, che condivido. Mi permetto però di far presente  alla
  Commissione  Statuto e all'Aula che sarebbe forse  opportuno  non
  limitarsi  soltanto alla dimensione religiosa e al rispetto delle
  diversità,  ma si potrebbe aggiungere, all'inizio del testo  che:
   La  Regione  riconosce e promuove le diverse opzioni  culturali
  confermando  la    tutela alla famiglia  ed   il dialogo  fra  le
  religioni . Però  esistono persone che ispirano la propria vita a
  valori  che  non  sono  tecnicamente  religiosi,  o  perché  sono
  agnostici, o  buddisti, o perché confuciani:  anche costoro hanno
  diritto di essere rispettati.

    PRESIDENTE     Onorevole   Orlando,   ad   evitare    ulteriori
  discussioni,  non  crede di appagare la sua  giusta  osservazione
  con la formulazione del   comma precedente?

    ORLANDO  No, signor Presidente,  perché il comma precedente  fa
  riferimento,  l'ho  detto  più volte, ai  diritti.  E'  una  cosa
  diversa.  Le  pari  opportunità è il riferimento  a...  Il  testo
  sarebbe,  se  il  Presidente della Commissione  concorda,  se  la
  Commissione  concorda e l'Aula concorda:  La Regione riconosce  e
  promuove  le  differenti  opzioni culturali;  tutela  la  persona
  umana,  e...   Secondo  me  è  un  modo  per  dire  che  c'è   un
  riconoscimento  delle  diverse  opzioni  culturali.   Poi   nello
  specifico della religione il dialogo e la coesistenza tra  quella
  cristiana e le altre religioni.

    PRESIDENTE  Occorre formalizzare l'emendamento.

    ORLANDO  Posso formalizzarlo o può proporlo la Commissione.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  l'obiezione   dell'onorevole
  Orlando ha un suo fondamento. Il tema che poniamo è quello  delle
  relazioni, dei rapporti con coloro i quali si riconoscono in  una
  fede  religiosa. L'onorevole Orlando pone una questione  in  più,
  cioè  come   tutelare i diritti di coloro i  quali  in  una  fede
  religiosa  non si riconoscono e l'obiezione ha un suo fondamento,
  da  un  punto  di vista culturale. Siamo disponibili a  valutare,
  perché   ciò che si ritiene opportuno è una cosa, ciò che  saremo
  in grado di fare è un'altra.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  intervenire,  molto  brevemente, per esprimere  la  mia  opinione
  contraria all'emendamento a firma dell'onorevole Sammartino  che,
  tra  l'altro,  farebbe venir meno il presupposto  per  l'articolo
  autonomo che riguarda il fenomeno mafioso. E soprattutto, farebbe
  venir  meno  il  richiamo alla lotta, al contrasto  del  fenomeno
  terroristico che è, in questa fase certamente storica, allarmante
  molto  di  più  di qualsiasi altro fenomeno criminale.  Condivido
  invece  l'osservazione dell'onorevole Orlando,  ma mi  chiedo  se
  già  questa esigenza di riconoscimento di coloro i quali pur  non
  riconoscendosi  in  nessuna  fede religiosa  hanno  comunque  una
  opinione, una  opzione', una filosofia di vita in cui credono.
   Mi  chiedo,  però,   se  non sia già ricompreso   proprio  nelle
  parole   dell'ultimo   comma.  Quindi  desidero   affermare   che
  condivido il concetto, anche se mi sembra già espresso. Tuttavia,
  se si vuole ulteriormente rafforzare, non ho niente in contrario.

    FORGIONE  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   relatore di minoranza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi.  Sostengo  l'indicazione  che  ci  forniva  l'onorevole
  Orlando,  ma   vorrei rispondere anche all'onorevole Fleres  dato
  che  nell'ultimo comma  il richiamo non è alla persona, ma è alle
  diverse  realtà multietniche e culturali: immigranti, popoli  con
  altre  culture, altre religioni. Con questo emendamento si fa  un
  esplicito riferimento alla  persona.
   E'  il  mio  caso: io sono un non-credente, non mi riconosco  in
  alcuna fede religiosa, ma ritengo, come persona, di avere diritto
  a politiche di tutela della mia diversa scelta culturale, nel mio
  caso  non di confessione religiosa. Ed è giusto che nel Preambolo
  del  nuovo  Statuto,   la Regione, proprio  perchè  riconosce  il
  patrimonio  storico-culturale delle nostre comunità  legato  alla
  religione  cristiana, dia  una centralità nel riconoscimento  del
  suo patrimonio storico-culturale  ed anche identitario; però, nel
  momento  in  cui  si  approccia alla convivenza  fra  le  diverse
  religioni, riconosca anche i diritti di quelle persone che - è il
  mio  caso  - non sono credenti. E, quindi, in questa formulazione
  proposta dall'onorevole Orlando, credo che ci sia una completezza
  delle  scelte  che  la  Regione deve fare promuovendo  le  idonee
  politiche attraverso lo Statuto.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nel  merito
  della  proposta dell'onorevole Orlando, suggerisco  che  potrebbe
  essere  ricompresa  nella  parte  finale  del  primo  comma   con
  particolare    riferimento  alla  Dichiarazione  universale   dei
  diritti  dell'uomo,  perchè, nella parte  centrale,  della  quale
  l'onorevole  Fleres  ci  ha  fatto  dono  a  Natale,  viene   già
  riportato. Però la ridondanza in questo caso non fa male,  perchè
  è  uno  di quei casi in cui l'afflato retorico serve, non è  vana
  retorica,  anzi   E'  opportuno esprimerlo nella  dimensione  del
  Preambolo. Quindi, ci dichiariamo favorevoli.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    pur
  apprezzando  l'intento  dell'emendamento proposto  dall'onorevole
  Orlando,  che  è  quello - appunto - di avere  nello  Statuto  la
  massima apertura verso le varie espressioni della nostra società,
  non   v'è  dubbio  che  questo  Statuto  già  ricomprende  queste
  diversità:    lo hanno già sottolineato i colleghi che  mi  hanno
  preceduto.
   All'interno  dello  Statuto, soprattutto nel  Preambolo,  esiste
  una vasta gamma di tutele per tutte le varie espressioni sociali.
  E proprio perchè si tratta dello Statuto della Regione siciliana,
  non vi è dubbio, secondo me, che se    si sceglie di promuovere e
  tutelare  la  famiglia come strumento  essenziale e  perno  della
  società, non si  può, nel contempo e  nello stesso modo scegliere
  di  promuovere altre espressioni, dato che  sarebbe in  contrasto
  con la scelta iniziale; è  un controsenso

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento  2  R1
  a firma dell'onorevole Sammartino.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  che  sono  pervenuti
  altri emendamenti, e parecchi da parte dell'onorevole Sammartino.
  Tengo  a precisare  all'onorevole Sammartino, che dell'elasticità
  con  la  quale  abbiamo  operato nell'accettare  gli  emendamenti
  cosiddetti   fuori sacco  presentati cioè al di  là  dei  termini
  regolamentari,   non si può abusare. Avverto, pertanto,   che  da
  questo  momento non accetterò  altri emendamenti, dato che  siamo
  vicinissimi   al  voto finale del  testo e non posso   permettere
  questo uso improprio del diritto ad emendare. Sia chiaro che  non
  è  più possibile presentare altri emendamenti. Da questo momento,
  dopo  aver  dato dimostrazione vastissima di una elasticità e  di
  una  misura e di una tolleranza,  che devono essere valutate  con
  rispetto e riconoscimento, porrò in discussione e votazione   gli
  emendamenti  che  ho  già  sul tavolo, preannunziando  che   sono
  emendamenti  che rasentano l'improponibilità, quindi  oggetto  di
  valutazione se coerenti o meno  con l'articolo 2.
   Onorevole   Capodicasa,   evitando   la   sospensione    chiesta
  dall'onorevole  Sammartino,  vorrei  conoscere  se    il   parere
  contrario della commissione  permane anche  trasferendo la parola
   terrorismo  nell'articolo relativo?

    CAPODICASA   vicepresidente  della  Commissione.   No,   signor
  Presidente, perché quell'articolo è già stato votato.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2 R1.  Il  parere
  della Commissione?

   CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  2  R   2   ,    a   firma
  dell'onorevole Orlando. Il parere della Commissione?

     CAPODICASA  vicepresidente  della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -   emendamento 2 bis 3 degli onorevoli Miccichè,  Ortisi
      ed altri.
        -  dall'onorevole Ioppolo: 2 R.4 e 2 R.5;
        -  dall'onorevole Sammartino: 2 R.3.

   Onorevoli  colleghi  mi permetto, anche se  irrituale in  quanto
  il  Presidente non può intervenire nel merito di un  emendamento,
  e  in fondo non intervengo nel merito, anzi  giudico molto giusto
  il concetto, di suggerire che  inserire  in uno Statuto espliciti
  riferimenti  ai   canali radio televisivi  mi  sembra  eccessivo,
  trovo  che sia  una forzatura letteraria, lessicale, una estetica
  sbagliata  di  come  accedere  a  tale   testo.  Invito  pertanto
  l'onorevole  Miccichè a rivedere il suo emendamento, diversamente
  sarò costretto a  dichiararlo improponibile.

     MICCICHE'  Onorevole Presidente,  lo correggo.

     PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento  2  bis  3.  Il
  parere della Commissione?.

     CAPODICASA   vicepresidente   della  Commissione.  Chiedo   di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   vicepresidente   della   Commissione.   Onorevole
  Presidente,   volevo   riferirmi   all'emendamento    2    R    2
  dell'onorevole Orlando, poc'anzi  approvato: riteniamo  opportuno
  sostituire  la parola   promuove  con  riconosce . La Commissione
  aveva  concordato con l'onorevole Orlando di mantenere la  parola
   riconosce .

    PRESIDENTE    Invito  gli   uffici  a  sostituire   la   parola
   promuove  con  riconosce .

   Onorevoli   colleghi   l'emendamento   2    R   4,    a    firma
  dell'onorevole Ioppolo , è contenuto in un articolo che  è  stato
  precedentemente   approvato.  Quindi,  è   superato.   Si   passa
  all'emendamento 2 R.3.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che  mi
  ascoltaste   attentamente,  e  in  particolare  modo  l'onorevole
  Miccichè.  I  concetto che lui vorrebbe inserire nel preambolo  è
  contenuto  in  uno  specifico articolo con il  quale  la  Regione
  riconosce  le  identità  gallo-italiche,  albanesi  e  le   altre
  identità linguistiche presenti nel nostro territorio. Esiste   un
  articolo, onorevole Miccichè che affronta   questo tema. Mi  pare
  che,  ribadirlo nel preambolo, avendo fatto a monte la scelta  di
  comporre  un  preambolo  molto  asciutto,  molto  stringato,  sia
  ultroneo.

    PRESIDENTE    Onorevole  Fleres,  lei  parla   a   nome   della
  Commissione?

    FLERES  No, parlo a nome mio, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, mi rivolgo alla Commissione.
  L'emendamento,  tuttavia, è stato così modificato.  Praticamente,
  vengono  eliminate le parole  e anche attraverso la diffusione  e
  la   valorizzazione  dell'informazione  bilingue  in  ogni   loro
  manifestazione'.
    Il parere della Commissione?

   CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Dichiaro  superato  l'emendamento 2 R.5, a firma  dell'onorevole
  Ioppolo, in quanto l'oggetto  è contenuto in un articolo.

   Si passa all'emendamento 2 R.3. Il parere della Commissione?

   CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto;  chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa   alla  votazione  dell'emendamento   2R,   che  è  la
  riscrittura dell'articolo 2.

    FORGIONE    relatore  di  minoranza.  Chiedo  di  parlare   per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   relatore di minoranza. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  credo  che sul preambolo sia concentrata  buona  parte
  della  discussione svoltasi in questo anno di  lavoro  presso  la
  Commissione Statuto.
   Quindi,  pur partendo, io e il mio Gruppo parlamentare,  da  una
  posizione  distante,  come è noto con  un  disegno  di  legge  di
  minoranza,    con   punti  qualificanti  di   dissenso   rispetto
  all'impianto  complessivo  dello  Statuto,  ritengo  che   questo
  preambolo, in modo più o meno asciutto, rappresenti un   discreto
  equilibrio rispetto al dibattito tenuto.
   E,  pur  tuttavia, dichiaro qui un voto contrario perché ritengo
  che, pur nella ricerca di un equilibrio positivo, ci siano alcuni
  vuoti  che,  con un punto di vista forte, per alcuni versi  anche
  alternativo, invece venivano marcatamente espressi nel  preambolo
  del disegno di legge da noi proposto.
     La  prima  questione  riguarda la nettezza e la chiarezza  sul
  concetto di democrazia paritaria e il richiamo alla democrazia di
  genere  che  in  questo preambolo, pur nel  lavoro  che  è  stato
  fatto, non esiste.
   E'   il motivo che mi ha portato a votare contro la quota del 30
  per  cento della presenza delle donne nel Governo, io ho definito
  quella votazione ipocrita;  ritengo che è una lacuna comunque non
  affermare  il  principio  della  democrazia  e  della  democrazia
  paritaria nello Statuto, nel preambolo.
   Perché  se  nel  preambolo  all'articolo  2  dello  Statuto  noi
  avessimo  affermato  con  nettezza quel  principio,  non  avremmo
  potuto  poi  votare un articolo che contempla  il  30  per  cento
  delle  donne, ma avremmo dovuto votare un articolo che  prevedeva
  il  50 per cento delle donne e non avremmo potuto approvare   una
  legge  elettorale,   che  è stata sottoposta  a  referendum,   ma
  avremmo  dovuto  votare  una legge elettorale che avrebbe  dovuto
  prevedere  il 50 per cento della presenza delle donne nelle liste
  e la doppia preferenza.
   La   ritengo  una  discriminante  politica  e  anche   culturale
  rispetto  ad  un  Preambolo che è il quadro  di  riferimento  dei
  valori e dei principi della  Carta costituzionale.
   Il  secondo  elemento  dovuto anche qui ad un'altra impostazione
  politica  e  culturale: la difesa del patrimonio  pubblico  e  la
  centralità  del pubblico nella considerazione delle  risorse;  la
  scelta  che complessivamente l'articolato dello Statuto fa  è  di
  altro  tipo,  non  è  di centralità della difesa  del  patrimonio
  pubblico  ma  è una scelta più aperta con contenuti e  spazi  per
  politiche  liberiste e di privatizzazione che ovviamente  io  non
  condivido.
   Il   terzo   punto   e,  concludo,  signor  Presidente,   è   la
  differenziazione: ciò  mi porta a non esprimere un voto  positivo
  sul Preambolo,  è un riferimento chiaro al tema dei  migranti'  e
  alle politiche per gli immigranti che non possono essere, secondo
  me,  limitate  all'integrazione,  essendo  la  Sicilia  il  luogo
  storico dell'incontro e dell'incrocio tra culture che si vogliono
  valorizzare  e non integrare le une dentro le identità  culturali
  egemoni.
   Ovviamente  ho  apprezzato  il  lavoro   positivo,   svolto  per
  ultimo,  completato dall'emendamento dell'onorevole  Orlando  sui
  valori  e  il  riconoscimento  delle diverse  opzioni  religiose,
  lavoro che pone la Sicilia non come  luogo e  campo di battaglia,
  o  di  guerre di religioni e di civiltà, ma  come la  vera  culla
  dove  il  confronto  tra le grandi  religioni   monoteiste  della
  nostra  storia,  quelle che  sono nate nel Mediterraneo,  ma  non
  solo  quelle, ma viene   riconosciuto  anche il valore  di  altre
  scelte individuali di ordine culturale, come elemento positivo di
  crescita e di costruzione di civiltà.
   Quindi,   so  riconoscere bene il lavoro  di  costruzione  e  di
  sintesi  di  avanzamento per le ragioni  che  qui  ho   espresso.
  Preannunzio che  esprimerò complessivamente  su tutto lo  Statuto
  siciliano,   per   altre   ragioni,  che   attengono   l'impianto
  democratico,  l'assetto istituzionale, il  rifiuto  dell'impianto
  presidenziale,  il mio  voto contrario.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  sia
  opportuno  chiarire un equivoco di fondo che forse si  è  creato:
  affinchè   possa esprimermi su questo articolo della proposta  di
  modifica dello Statuto.
   Onorevole  Capodicasa  noi stiamo votando un  articolo  autonomo
  del nuovo Statuto, oppure un preambolo?
   Non   è  cosa  da  poco   Ciò  che  noi  stiamo  per  approvare,
  onorevole Capodicasa  Le chiedo questo chiarimento.
   Sarà  il  preambolo del nuovo Statuto della Regione siciliana  o
  sarà un articolo dello Statuto della Regione siciliana,? Qui  sta
  scritto preambolo,  lo sarà davvero?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Non è  l'articolo
  1 dello Statuto.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, effettivamente  non mi sono  mai
  appassionato  nel dibattito rispetto al preambolo  e  ciò  perché
  giuridicamente   il  preambolo  ritengo  non  abbia   una   forza
  precettiva, potendo soltanto  enunciare dei principi.

    PRESIDENTE   E'  per  questo che si chiama  preambolo,  proprio
  perchè possiede queste caratteristiche.

    SPAMPINATO   Allora le dico, signor Presidente,  che  mi  sarei
  astenuto   se  fosse stato un articolo autonomo. Ritengo  invece,
  condividendo,  gran  parte  dei  principi  inseriti   in   questo
  preambolo   e   rifacendomi  anche  alle   dichiarazioni   svolte
  dall'onorevole Ortisi, in sede di presentazione e  di discussione
  generale,    di   dichiararmi  favorevole,   diversamente   avrei
  considerato la non cogenza precettiva  del preambolo.
   Questa è la considerazione e ritengo che così si rafforzi  anche
  la norma, e quindi abbiamo fatto bene a  stralciare dal preambolo
  il ripudio della mafia.
   Questo  avvalora ancora di più il principio che  invece  abbiamo
  contenuto  in un articolo e quindi ha una valenza precettiva,   e
  per questo  dichiaro il mio voto favorevole.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE    Contibuando  così,  diventa  un   po'   difficile
  disciplinare. Onorevole Cracolici,
   non  ho  difficoltà  a  darle la parola, ma  avevamo  deciso  di
  chiudere  le  iscrizioni  a  parlare.  Se  avete  rispetto  delle
  decisioni, adeguatevi. Naturalmente non le impedirò  di parlare.
   Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente, siamo al  punto  fatidico  del
  preambolo,  tema  che è stato al centro di un dibattito  che  per
  mesi  ha  investito la Commissione - c'è stato anche un dibattito
  esterno  alla  Commissione - sulla utilità  di  introdurre  nello
  Statuto  della nostra Regione un preambolo di orizzonte  politico
  ideale e valoriale.
   Avevamo  già  espresso  più di una perplessità  all'idea  di  un
  preambolo  allo  Statuto.  Pur tuttavia,  considerando  anche  lo
  sforzo  che  è  stato fatto di sintesi e di riconoscimento  della
  pluralità  culturale,  valoriale che  non  riguarda  solo  questo
  Parlamento,  ma anche la società siciliana, riteniamo  che,  alla
  fine,  sia  venuto  fuori un lavoro che  non  può  che  definirsi
  egregio negli obiettivi, nelle  idealità espresse.
   Pertanto,   dichiaro   a  nome  del  Gruppo   parlamentare   che
  rappresento il voto favorevole al preambolo.

    PRESIDENTE   Grazie   onorevole  Cracolici.  Sono   iscritti  a
  parlare  l'onorevole  Micciché, per una reiterata  richiesta,   e
  l'onorevole  Giannopolo. Vi invito ad attenervi  strettamente  ai
  tempi regolamentari.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha facoltà.

     SAMMARTINO   Signor  Presidente, prima  di  giungere  al  voto
  definitivo  sul preambolo, che di fatto rappresenta  la  premessa
  ideale  e  i  principi  ai  quali vogliamo  ispirare  lo  Statuto
  siciliano e il futuro dell'azione politica, culturale, sociale ed
  economica  della Regione siciliana e della sua classe  dirigente,
  in  stretto rapporto alle esigenze e alle istanze e ai sogni  dei
  siciliani,  insisto  con  il dire che  tale  preambolo,  che  non
  contiene  alcun riferimento alla Sicilia in quanto tale,  non  in
  quanto  entità amministrativa come Regione,  rimane  comunque  un
  preambolo senza anima. Personalmente, ho proposto, peraltro,  due
  emendamenti,  uno  dei  quali è relativo  al  riconoscimento  del
  patrimonio culturale, storico, ambientale che la Sicilia possiede
  in  grande  quantità  e  vorrei, prima che si  passasse  al  voto
  definitivo, che venisse approvato o bocciato dall'Aula nella  sua
  libertà di autodeterminarsi
   Fermo  restando, signor Presidente, il mio voto favorevole  allo
  Statuto,   vorrei  che lei seguisse queste argomentazioni  perché
  desidero  che le ascolti in quanto primo garante dello Statuto  e
  della sua più adeguata formulazione.
   Ritenevo  fosse doveroso, in un preambolo che si vuole  solenne,
  perché  deve  essere  solenne in quanto, ripeto,  rappresenta  il
  patrimonio morale, ideale e spirituale di una comunità che si  dà
  un   ordinamento  politico,  sociale,  culturale,  giuridico   ed
  economico, che ci fosse un riferimento anche alla storia che  sta
  dietro  a  questo  Statuto che oggi andiamo  a  riformulare,  non
  necessariamente ai padri dello Statuto, ma ai siciliani che fuori
  e  dentro le istituzioni si sono battuti perché si arrivasse alla
  autonomia   speciale,   allo  Statuto  speciale   della   Regione
  siciliana.
   Ignorarlo,   quando   in  ogni  occasione  pubblica,   anche   e
  soprattutto   sotto  il  profilo  culturale,   rivendichiamo   la
  titolarità di  appartenere al più antico parlamento di  Europa  e
  non  trasferire  questo concetto, che è storico e riconosciuto  a
  livello internazionale, soprattutto nel preambolo che deve  avere
  questi  caratteri  di  solennità, come dice il  collega  Ioppolo,
  anche con una giusta enfasi, in determinati passaggi giuridici  e
  culturali  della nostra Carta costituente come Regione, significa
  omettere  di  fare  un riferimento doveroso che riconosca  questo
  patrimonio di lotte ideali, di lotte culturali che hanno  portato
  oggi  alla possibilità di chiamarci Assemblea regionale siciliana
  e non consiglio regionale, di chiamarci parlamentari e deputati e
  non  consiglieri regionali, di poter parlare dell'Alta Corte,  di
  poter  parlare delle prerogative dell'Assemblea regionale e della
  Regione siciliana che debbono essere difese dal Commissario dello
  Stato di fronte all'invadenza dello Stato italiano.
   Ed  è  questo  il  concetto fondamentale della solennità,  della
  retorica,  della giusta retorica alla quale vogliamo  e  dobbiamo
  fare  riferimento  nel preambolo, altrimenti non  avrebbe  senso,
  avremmo  potuto  mettere  una serie  di  articoli  che  facessero
  riferimento  a  questo patrimonio culturale e  ideale  sul  quale
  stiamo dibattendo ed evitare di inserire un preambolo.
   Qual'è  il  senso  del preambolo se non quello di  ribadire  con
  solennità,  con forza certi principi ispiratori di una  comunità,
  certi principi ispiratori di un popolo al quale evidentemente una
  Carta costituente fa riferimento.
   In  questo  preambolo,  ripeto  e ribadisco,  attraverso  questa
  formulazione  non  c'è alcun riferimento al popolo  siciliano  ed
  alla  Sicilia, si fa riferimento alla Regione siciliana che  è  e
  rimane una entità amministrativa, per altro con una storia molto,
  ma  molto  recente almeno dal momento in cui sono state istituite
  le  regioni a Statuto speciale, dal 1946 nel nostro caso, ma  una
  storia  estremamente ridotta nel tempo se la paragoniamo a quella
  data qui dentro riportata: 1130 - 1947.
   Mi  chiedo quale possa essere il senso di questi riferimenti  se
  non li caliamo nel preambolo che deve e rimane espressione di  un
  patrimonio  condiviso  di valori che questa Assemblea  regionale,
  oggi più che mai, ha il dovere di ribadire.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè.  Ne  ha
  facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, mi astengo dalla  votazione  di
  questo  preambolo per una semplice ragione: non esprimo  un  voto
  contrario  perché ci sono aspetti positivi, ma non posso  nemmeno
  votare favorevolmente perchè  contiene aspetti che non condivido,
  non  perché  è stato respinto l'emendamento da me presentato,  ma
  proprio  per  lo  spirito  a cui faceva  riferimento  l'onorevole
  Forgione.
   Siccome  sono rammaricato per il fatto che il mio emendamento  è
  stato  respinto  in maniera poco convincente ,   ma  proprio  per
  l'intervento  dell'onorevole Sammartino  che  faceva  riferimento
  alla   nostra  millenaria  storia  siciliana,  in  maniera  quasi
  retorica, che però condivido.

    IOPPOLO  Quella si chiama oratoria, non retorica.

    MICCICHE'   Si  può  anche  accettare  la  retorica  quando  fa
  riferimento  ad  un  fatto  storico  positivo  ed   è   una   mia
  interpretazione, una questione di neologismo.
   Vi  faceva  riferimento anche l'onorevole Sammartino,  al  fatto
  cioè  che  la  nostra  Regione ha avuto  come  riferimento  nella
  storia la cultura; la nostra storia è un retaggio da conservare e
  da cui trarre  conseguenze positive, ci oè d'insegnamento.
   Nel  XII  o XIII secolo, quando questa Sicilia aveva come  punto
  di   riferimento  il  Mediterraneo,  a  chi  affidava  le   sorti
  dell'informazione e della conoscenza? Ai cronisti  che  all'epoca
  sapevano scrivere e leggere, maggiormente arabi, che raccontavano
  la storia di questa Sicilia.
   Bene,  in  questo  momento, una riscrittura di uno  Statuto  che
  riguarda  la  Sicilia  proiettata nel  futuro,  parlo  dell'epoca
  moderna  in  cui ci sono ancora i giornali, la carta scritta,  ma
  abbiamo  anche i satelliti, i mezzi di comunicazione satellitare,
  sarebbe  bene  sfruttare  questo mezzo di  comunicazione  che  ci
  consente di gettare un ponte verso i Paesi del Mediterraneo.
   E'   questo   il  concetto  che  volevo  esprimere  con   questo
  emendamento,  si poteva aggiustare così come aveva  suggerito  il
  Presidente, ma nemmeno questo è stato accettato e non è  un  modo
  di  procedere  come  confronto delle idee diverse  le  une  dalle
  altre, ma probabilmente lo si è fatto per partito preso e  non  è
  riferito a lei, signor Presidente, ma a chi ha votato espresso un
  voto contrario al mio emendamento senza ragione.
   Per  le  ragioni  che  ho  spiegato, mi astengo  dal  votare  il
  preambolo.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Giannopolo.  Ne
  ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro  il
  mio  voto contrario al testo del preambolo dello Statuto non solo
  e  non  tanto per quanto è stato scritto, ritengo infatti  che  i
  temi  affrontati siano stati ben risolti, ma quanto e soprattutto
  per  quello  che non è stato indicato, e non solo per quello  che
  non c'è di poco, ma per quello che non c'è di molto.
   Il  voto  sul  preambolo richiama anche l'essenza della  propria
  visione   del   mondo,  l'essenza  della  propria  consapevolezza
  politica,  del  proprio modo di vedere le cose e ritengo  che  su
  questo  versante  è  giusto rispondere soprattutto  alla  propria
  coscienza.
   In  ogni  caso,  vedo in questo preambolo la  mancanza  di  temi
  rilevanti, la cui assenza pregiudica e preclude la possibilità di
  trovare,     successivamente,    nell'articolato,    nell'assetto
  organizzativo, nell'assetto statutario complessivo, la  soluzione
  e  lo strumento anche ai problemi che in termini di principi e di
  valori vengono evocati nello stesso preambolo.
   Esprimo  il  mio voto contro perché questo preambolo,  ma  anche
  questo  Statuto,  non affronta il tema delicato e  dirimente  del
  prossimo  futuro, del prossimo secolo: il  rapporto  uomo-natura,
  della consapevolezza che gli uomini - soprattutto gli uomini  che
  sono  chiamati  a  decidere le sorti di altri  uomini,  che  sono
  chiamati  a rappresentare le società, a governare - devono  avere
  sul  fatto  che viviamo in un mondo nel quale dobbiamo recuperare
  il senso del limite.
   In  questa  Regione siamo in presenza di una storia recente,  di
  una  classe dirigente che è priva assolutamente di un  senso  del
  limite,  di tutti i limiti dell'agire umano e di tutti  i  limiti
  anche  che  devono essere presenti nell'organizzazione civile  di
  una società.
   L'assenza di una società, di un minimo richiamo a ciò  che  deve
  essere  il rapporto tra uomo-natura, il rapporto delicato tra  il
  vivente  umano e il vivente non umano  é assolutamente importante
  e conducente ai fini di un giudizio sul preambolo.
   In  secondo  luogo, manca - ed è il tema del dibattito  che  c'é
  stato in queste settimane e in questi mesi - il riferimento  alla
  mafia che personalmente, invece, avrei scritto nel preambolo.
   Mi  é  stato riferito - ieri pomeriggio non ero presente in Aula
  per  altri  impegni, anche istituzionali -  che é stato approvato
  un  emendamento la cui scrittura e il cui contenuto,  per  me,  é
  minimale.
   La  mafia  non può essere relegata e questo  é un vizio  che  si
  presenta  spesso, non può essere relegato solo  ad  un  fatto  di
  violenza criminale.
   La   mafia   é   cultura,  é  comportamento,  é   organizzazione
  dell'economia, é accumulazione,  é sistema di relazioni...

    CAPODICASA  Abbiamo fatto un articolo su questo argomento.

    GIANNOPOLO   Personalmente  non  condivido  quell'articolo.  La
  soluzione  che  é  stata  ipotizzata  e  prospettata  é  minimale
  rispetto  alla  grandezza del tema e rispetto alla  necessità  di
  recuperare  e di riaffermare una identità storica, ma soprattutto
  per  il  futuro,  assolutamente antagonista al fenomeno  mafioso,
  tant'é  che  parliamo di fenomeno, di cultura,  di  potere  e  di
  organizzazione criminale.
   Non  vedo, in questo preambolo, il tema del valore che é insito,
  non  solo  nel  principio di sussidiarietà, che  qui  pure  viene
  elencato  e  viene detto bene, ma quanto nel valore fondante  del
  sistema  democratico istituzionale, ossia il ruolo dei territori,
  delle   comunità  locali  e  soprattutto,  rispetto  all'esigenza
  storica  che  abbiamo in questo preciso momento, la creazione  di
  una   visione  della  Regione  che  elimina  la  sua  prerogativa
  centralistica,  una  sua  prerogativa  tracimante   in  tema   di
  competenze, di funzione, di gestione, rispetto a tutti gli  altri
  assetti  della  società e delle istituzioni.  Ma  anche  il  tema
  dirimente della democrazia paritaria.
   Quindi, esprimo il mio voto contrario non per quello che c'é  in
  questo  preambolo, ma per ciò che manca e che non  mi  garantisce
  circa il fatto che possa svilupparsi, successivamente, un'idea di
  Regione che possa mettere in atto ciò che, invece, andrebbe  oggi
  postulato  anche  in  modo enfatico, perché  un  preambolo  é  un
  sistema enfatico di parole che si mettono una dietro l'altra  per
  ribadire valori e principi.
   Per  tutti  questi  motivi,  farò  una  valutazione  più  estesa
  sull'articolato dello Statuto, ma non voterò a favore  di  questo
  preambolo.

    PRESIDENTE  E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  annuncio  il
  mio   voto   favorevole  al  preambolo,  con  qualche   opportuna
  riflessione che va fatta.
   Prima  fra  tutte la mancanza di riferimento a quel  sistema  di
  valori   e  di  ideali  che,  certamente,  l'Assemblea  regionale
  siciliana,  con  l'approvazione di  questo  preambolo,  aveva  il
  dovere  di  riconoscere ai siciliani che hanno reso  grande,  nel
  tempo e nella storia, questa terra nel mondo.
   E  sono  assolutamente d'accordo con quanto detto dall'onorevole
  Sammartino,  che  con  la sua enfasi ha posto  all'attenzione  di
  questa  Assemblea  regionale quello che  avrebbe  dovuto  guidare
  anche  il  senso di una riflessione, sicuramente più  accorta  ed
  attenta,  a  questo  sistema  di  valori  che  la  Sicilia   deve
  rappresentare, al di là dell'essere ente amministrativo.
   Avremmo  potuto certamente individuare un percorso  che  avrebbe
  dovuto  consegnare  maggiore slancio e maggiore  ruolo  a  questa
  Assemblea regionale siciliana che rappresenta il primo Parlamento
  d'Europa.
   In  virtù di questo, come Presidente del gruppo parlamentare  di
  un  partito  che certamente ha a cuore l'autonomia  ed  i  valori
  della  sicilianità nel mondo, rilevo in questo  una  mancanza  di
  attenzione che invece andava riconosciuta.
   Per   quanto   attiene,   invece,  la   questione   delle   pari
  opportunità,  del  principio  di  democrazia  paritaria,  non  mi
  inquieta affatto la sua assenza di riferimento nel preambolo, non
  fosse altro perché a mio giudizio, ed è un giudizio politico, non
  esiste democrazia senza la democrazia paritaria.
   Se  siamo un'istituzione autonoma e soprattutto democratica,  il
  Parlamento  regionale  certamente lo è, non  si  poteva  scrivere
  democrazia  paritaria perché è come contraddire se  stessa,  come
  assenza di democrazia.
   Migliore è stato il riferimento alla garanzia di eguali  diritti
  e pari opportunità nel preambolo, perché questo va affermato come
  principio  a  tutela  dei diritti di tutti, degli  uomini,  delle
  donne, delle minoranze, dei diversi a qualunque titolo, così come
  viene   riaffermato  per  la  diversità  culturale  e   religiosa
  tutelata nel preambolo.
   E'   vero,   ieri   sera   abbiamo   affrontato   un   dibattito
  sull'esigenza  di  individuare norme per  garantire  la  presenza
  delle  donne nelle istituzioni e nella forma di Governo  è  stata
  trovata una modalità per garantirne la presenza.
   Ma  siamo ancora lontani dai principi della democrazia paritaria
  vera  e  delle  democrazia in senso assoluto, ma  affermarlo  nel
  preambolo  sarebbe stato, a mio giudizio, eccessivo e fuorviante,
  proprio perché dobbiamo praticare la democrazia.
   Avere  introdotto quella norma, seppur limitata e limitante,  in
  qualche  maniera,  è  avviare un processo  e  costruire   paletti
  attorno  a questo processo che certamente è un processo culturale
  e,  in  quanto  tale,  estremamente lento e  per  questo  abbiamo
  bisogno di regole.
   Avere  inserito oggi, con una norma dello Statuto,  la  presenza
  delle  donne  nel Governo ci darà certamente il modo per  avviare
  questo processo affinché la democrazia sia vera e compiuta.
   Per  quanto  riguarda, invece, il riferimento  alla  mafia,  per
  quanto  forse poteva sembrare opportuno inserirlo nel  preambolo,
  sono stata tra quelli che ieri, nella riunione dei Presidenti dei
  gruppi  parlamentari, ha sostenuto che non doveva essere inserita
  la  parola  mafia , non certo per disconoscerne il ruolo che  ha,
  ma  per  evitare di farne un mito che all'interno  del  preambolo
  avesse anche una dignità.
   La  mafia  va  lottata certamente da tutti e da ciascuno,  dalle
  istituzioni  in primo luogo e dall'Assemblea regionale  che  deve
  anche  approvare leggi che abbiano la possibilità  di  introdurre
  meccanismi  di contrasto alle infiltrazioni della mafia,  ma  non
  nel   preambolo  che  racchiude  quel  sistema  di   valori   che
  rappresenta l'Assemblea regionale siciliana e che rappresenta  la
  Sicilia tutta, la Sicilia soprattutto degli onesti, di coloro che
  certamente  non  sono  collusi e vogliono pensare  ad  un  futuro
  intitolato alla legalità.
   Per  questo  abbiamo  bisogno  di tutti  e  della  difesa  delle
  istituzioni  e della democrazia, dell'affermazione del  lavoro  e
  della  tutela del lavoro attraverso qualunque strumento e livello
  di lotta.
   Concludo  affermando  il  mio voto favorevole  al  preambolo  ed
  auspicando  che questa mattina si possa concludere  il  dibattito
  relativo  allo Statuto e che questo possa essere esitato  con  un
  voto  finale, proprio perché i limiti di tempo sono  pressanti  e
  preoccupanti e abbiamo l'esigenza che questo  Statuto, per l'iter
  successivo a cui dovrà essere sottoposto, non abbia più tempi  da
  attendere.

    PRESIDENTE    Pongo in votazione l'emendamento 2.R,  così  come
  modificato,  soprattutto  il comma  4.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

    SCALICI  Dichiaro il mio voto contrario.

    MICCICHE'  Mi astengo dal voto.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Tutti  gli altri emendamenti all'articolo  2  sono
  superati.   Si  ritorna  all'emendamento  29  R,  in   precedenza
  accantonato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

    SAMMARTINO  Dichiaro il mio voto contrario.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, per consentire agli uffici di completare  il
  lavoro  di  coordinamento  formale  del  testo,  avverto  che  la
  votazione finale sarà effettuata nella seduta successiva.
   Rivolgo  a voi e ai vostri familiari i migliori auguri di  Buona
  Pasqua.
   La  seduta è rinviata a mercoledì 30 marzo 2005, alle ore 17.30,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - COMUNICAZIONI

      II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
      LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 412  -    Rideterminazione   dell'utilizzo   di   una
                 struttura    in   territorio   di    Caltagirone
                 attualmente destinata a mercato ortofrutticolo.

                 IOPPOLO - FORMICA - VIRZI' - INFURNA - INCARDONA

         N. 413  -  Adozione  del regolamento per  gli  incarichi
                 professionali previsto dalla legge  regionale  2
                 agosto 2002, n. 7.

                 IOPPOLO - VIRZI' - FORMICA - INFURNA - INCARDONA

       III   -  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         -   Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
             867/A)  (Seguito)

       IV   - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)     Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento
             nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
             'Modifiche all'articolo 116 della Costituzione'   (n. 968/A)
         2)    Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'(nn. 580-472-578-
             602-652/A)

       V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                                FORMICA-IOPPOLO-SAMMARTINO-VIRZI'

       VI   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 291 - Valutazione       dell'operato      dell'Ambito
                  territoriale      ottimale      1       Palermo
                  nell'affidamento del servizio idrico  integrato
                  nell'A.T.O.    1    Palermo   e   provvedimenti
                  consequenziali.

                               GIANNOPOLO-CRACOLICI-SPEZIALE-ZAGO

         N. 304  -    Affidamento del  Servizio idrico  integrato
                 nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                                 ORLANDO-CRACOLICI-FERRO-FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

       VII   -  ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
         DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
         L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

       VIII   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 13.28.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 16.40

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

    -All'articolo 2:

   Emendamento 2 R 2:

  Al   quinto  periodo inserire dopo le parole   la  Regione   le
  parole  riconosce le differenti opzioni culturali;

   Emendamento 2 R:

  1.  All'articolo  1  dello Statuto della Regione  anteporre  il
  seguente preambolo:

   Preambolo

  La  Regione siciliana riafferma la propria autonomia nell'unità
  politica  dello  Stato italiano e si riconosce  nei  valori  di
  pace, libertà, democrazia, laicità, crescita culturale ed umana
  e   promozione  socio-economica  contenuti  nella  Costituzione
  italiana,   fondanti   l'Unione   europea   e   sanciti   nella
  Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

  Lo   Statuto,  del  quale  si  ribadisce  l'originaria   natura
  pattizia,  riconosce  la  specificità della  identità  storica,
  geografica,  culturale,  economica  e  politica  della  Regione
  siciliana,  sancendo  il  principio di  autonomia  intesa  come
  potere  di autoorganizzazione degli organi istituzionali  e  di
  autogoverno  per  la soluzione dei problemi sociali  e  per  la
  valorizzazione  delle risorse umane, economiche,  ambientali  e
  culturali.

  La   Regione   inscrive  la  propria  attività  e  la   propria
  organizzazione  nel principio di sussidiarietà,  riconoscendolo
  quale  prioritario criterio di regolazione dei rapporti tra  le
  istituzioni pubbliche regionali e la società nelle sue  diverse
  articolazioni.

  La Regione garantisce eguali diritti e pari opportunità a tutti
  i  cittadini  sia  sul piano politico ed istituzionale  che  su
  quello  culturale,  sociale, economico ed  occupazionale  e  li
  difende, contrastando insieme allo Stato ogni violenza di  tipo
  terroristico e criminale.

  La Regione tutela la persona umana e valorizza la famiglia come
  primo   ed   essenziale  livello  dell'articolazione   sociale;
  favorisce   il  dialogo  e  la  coesistenza  tra  la  religione
  cristiana,  i  cui valori sono patrimonio storico-culturale  ed
  ispirazione  delle  proprie  comunità,  e  le  altre  religioni
  liberamente professate.

  La  Regione attua, anche in collaborazione con le altre Regioni
  d'Italia   e   d'Europa,  le  politiche  regionali  dell'Unione
  europea;   coopera,  altresì,  alla  costruzione   di   un'area
  mediterranea  di  sviluppo, pace, solidarietà e  collaborazione
  fra  i  popoli  e  le  istituzioni dei Paesi del  Mediterraneo,
  assolvendo,  in tal modo, ad una funzione di ponte  ideale  tra
  l'Unione europea, da una parte, e tali Paesi, dall'altra, anche
  attraverso  l'intensificazione delle politiche di  integrazione
  delle realtà multietniche e multiculturali. .

   Emendamento 29 R:

  Aggiungere il seguente articolo:

    Art.   - 1. Per le materie di cui all'articolo 29 l'Assemblea
  regionale  siciliana è tenuta entro sei mesi  dall'approvazione
  di  leggi  di  sistema da parte dello Stato ad  esprimersi  con
  proprio   atto  sull'applicabilità  in  Sicilia   delle   norme
  approvate.

  2.  In caso di inerzia, trascorsi infruttuosamente i termini di
  cui  al  comma  precedente, le disposizioni di legge  approvate
  dallo Stato si applicano immediatamente, in quanto compatibili,
  nella   Regione  siciliana  e  restando  salva  la   competenza
  legislativa della Regione nelle materie suddette.

  3.  In  tal  caso il Presidente della Regione, entra  i  trenta
  giorni  successivi, emana un decreto attuativo della  normativa
  statale. .