Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Genovese e D'Aquino
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla
competente Commissione
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato in data 22 marzo 2005 alla competente Commissione
legislativa IV Ambiente e Territorio':
Istituzione del fascicolo del fabbricato (983)
di iniziativa parlamentare
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 2147 - Provvedimenti per il potenziamento del trasporto
ferroviario in Sicilia.
-Presidente Regione
-Assessore Turismo
-Firmatario: Barbagallo Giovanni
-N. 2149 - Intervento del Governo regionale a proposito del
licenziamento effettuato dal direttore del Teatro Biondo di
Palermo.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Assessore Lavoro
-Firmatario: Virzi' Gioacchino
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 2148 - Notizie in ordine alla cessione dell'EAS e alla
costituzione della Società Siciliacque S.p.A..
-Presidente Regione
-Assessore Lavori Pubblici
-Assessore Territorio
-Firmatario: Barbagallo Giovanni
-N. 2150 - Immediata designazione da parte del Governo regionale
dei componenti di spettanza regionale nel Consiglio di
amministrazione dell'ERSU di Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Ioppolo Giovanni
-N. 2151 - Illegittima rideterminazione della retribuzione
individuale di anzianità (RIA) a danno del personale tecnico
amministrativo dell'Università di Catania in servizio presso
l'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Ioppolo Giovanni
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate sono state già
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate in data 11 marzo 2005.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 412 Rideterminazione dell'utilizzo di una struttura in
territorio di Caltagirone attualmente destinata a mercato
ortofrutticolo , degli onorevoli Ioppolo Giovanni; Formica Santi;
Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe; Incardona Carmelo
-Presentata il 22/03/05
-N. 413 Adozione del regolamento per gli incarichi
professionali previsto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 , degli onorevoli Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino; Formica
Santi; Infurna Giuseppe; Incardona Carmelo
-Presentata il 22/03/05
PRESIDENTE Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'art 49 del Decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997
(Decreto Ronchi) ha disposto la soppressione della tassa rifiuti
a decorrere dai termini previsti dal regime transitorio,
disciplinato dal relativo regolamento di cui al Decreto del
Presidente della Regione n. 158 del 1999, prevedendo la
contestuale istituzione di una tariffa con la quale coprire i
costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti urbani e
dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti sulle
strade ed aree pubbliche, soggette ad uso pubblico;
l'art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 158 del 1999 dispone che la
tariffa di igiene ambientale (T.I.A.) deve essere determinata in
base al costo complessivo del servizio ed in relazione al piano
finanziario degli interventi relativi al servizio e tenuto conto
degli obiettivi di miglioramento della produttività e della
qualità del servizio fornito e del tasso di inflazione
programmato;
con Ordinanza del Ministero dell'Interno n. 2983 del 31 maggio
1999, così come successivamente modificata, il Presidente della
Regione siciliana è stato nominato Commissario delegato per la
predisposizione di un piano di interventi di emergenza nel
settore della gestione dei rifiuti e per la realizzazione degli
interventi necessari per far fronte alla situazione di emergenza;
con Ordinanza commissariale dell'8 agosto 2003, il Presidente
della Regione siciliana ha decretato che il passaggio definitivo
da tassa a tariffa, già previsto dal D.Lgs. n. 22 del 1997 per
coprire i costi per i servizi relativi alla gestione dei rifiuti
urbani e dei rifiuti di qualunque natura o provenienza giacenti
sulle strade ed aree pubbliche, soggette ad uso pubblico, avvenga
con decorrenza dal 2004;
con Ordinanze commissariali il Presidente della Regione
siciliana, ha individuato ed istituito gli ATO ambiti
territoriali ottimali (ATO) per la raccolta e lo smaltimento dei
rifiuti nelle Province siciliane, indicando i modi e le forme di
cooperazione tra le Province regionali ed i Comuni delle stesse;
il regolamento per la disciplina della tariffa, approvato con
D.P.R. n. 158 del 1999, prevede la perfetta equazione fra entrate
tariffarie globali e costi del servizio, sia gestionali che d'uso
del capitale impiegato, vigendo il principio del pareggio fra
gettito e costo del servizio;
in applicazione del suddetto principio stabilito dal D.P.R. n.
158 del 1999 i costi considerati nel calcolo della tariffa sono
aumentati rispetto all'abolita tassa per i rifiuti solidi urbani
(TARSU), comprendendo il costo integrale della raccolta e dello
smaltimento dei rifiuti, inclusi quelli esterni e quelli
provenienti da altri servizi di interesse collettivo;
la trasformazione ed il definitivo passaggio da tassa (ex
Tarsu) a tariffa (T.I.A.) ha comportato per legge
l'assoggettamento della tariffa all'I.V.A.;
nel costo della tariffa viene altresì aggiunta l'addizionale
provinciale nella misura variabile tra l'1 per cento ed il 3 per
cento in favore delle Province regionali, tributo previsto dal
D.L.vo n. 504 del 1992;
l'art. 11, comma 4, della legge regionale 28 dicembre 2004, n.
17 (legge finanziaria regionale), prevede l'istituzione, presso
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali, di un apposito fondo di perequazione al
fine di assicurare che il costo per lo smaltimento e per il
trattamento dei rifiuti sia uniforme per tutti i cittadini
siciliani, autorizzando il suddetto Assessorato ad anticipare le
somme occorrenti nel caso in cui il fondo di perequazione non
avesse temporaneamente la necessaria disponibilità finanziaria;
in atto, in molti comuni, specie delle province interne della
Sicilia, esiste una notevole percentuale di disoccupati ed una
moltitudine di famiglie al di sotto dei limiti di povertà, come è
stato riconosciuto con la sperimentazione del reddito minimo
d'inserimento, per sopperire al quale lo Stato e la Regione non
hanno ad oggi messo in atto forme alternative di sostegno;
per le motivazioni sopra esposte ed al fine di prevenire
fenomeni di degrado e disordine sociale, considerando che la
gestione dei rifiuti è un servizio pubblico essenziale,
impegna il Governo della Regione
a chiedere al Governo nazionale di apportare le necessarie
modifiche legislative per ridurre l'elevato costo della tariffa
di igiene ambientale (T.I.A.), eliminando il costo aggiuntivo
dell'I.V.A.;
ad attivare urgentemente, tramite l'Assessorato della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali della
Regione siciliana, il fondo di perequazione di cui all'art. 11
della l.r. 28 dicembre 2004, n. 17, attribuendo un congruo
finanziamento per sostenere le fasce più deboli, assegnandolo ai
comuni o erogandolo direttamente, tramite apposito regolamento,
ai soggetti che ne hanno diritto.» (408)
TUMINO-BARBAGALLO -MANZULLO-VITRANO -ORTISI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
persiste da più tempo una condizione di conflitto sindacale
tra il commissario straordinario, dott. Cosimo Gioia, e la gran
parte delle organizzazioni sindacali presenti all'interno
dell'E.S.A., resa ancor più difficile da un comportamento
illogico ed inspiegabile, tale da spingere l'Amministrazione a
negare l'accesso alle OO.SS. ad atti pubblici quali i bilanci di
previsione e consuntivi del 2003 e del 2004;
si protrae da più tempo una condizione di illegittimità
complessiva dell'ente che da oltre un decennio opera senza
l'attribuzione formale delle funzioni agli oltre venti dirigenti
in ruolo;
permane un conflitto, sostenuto dagli atti prodotti dallo
stesso commissario e non approvati dall'Assessorato
Agricoltura e foreste responsabile della vigilanza sull'ente, che
rischia di produrre effetti devastanti per le finanze della
Regione, con il passaggio dalla carriera direttiva a quella
dirigenziale di circa 135 dipendenti che chiedono l'applicazione
della legge regionale n. 10 del 2000, pur essendo l'ESA un ente
al quale si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro
dello Stato;
anche a causa degli atti prodotti dal commissario, dott. Gioia
(tre delibere reiterate e puntualmente non approvate dall'organo
di vigilanza), alcuni dipendenti hanno fatto ricorso al giudice
del lavoro il quale ha, con sentenza, riconosciuto il diritto
all'inquadramento nei ruoli dirigenziali del personale
ricorrente, malgrado la normativa vigente e successivamente il
tavolo tecnico istituito in applicazione della deliberazione di
Giunta n. 110 del 19 marzo 2004 escludano la possibilità di
applicare gli effetti dell'art.6 della legge regionale n. 10 del
2000, in quanto detto personale ha da sempre utilizzato sia gli
effetti economici che quelli giuridici degli impiegati civili
dello Stato; non a caso il decreto legislativo n. 29 del 1993 è
stato attuato sin dalla sua emanazione agli impiegati e dirigenti
dell'ESA ancor prima che venisse recepito dalla l.r. n. 10 del
2000;
che l'Avvocatura dello Stato, a cui è stata affidata la difesa
dell'ente nei confronti dei ricorrenti, ha operato tale difesa
sulla base di memorie tecniche difensive prodotte dagli stessi
uffici dell'ESA (in alcuni casi gli stessi uffici erano retti da
funzionari i quali hanno loro stessi un contenzioso con l'ente)
sulla base di un presunto riconoscimento della dirigenza in
favore degli stessi ricorrenti, previsto nella delibera
commissariale n. 94 del 2003, approvata illegittimamente e non
ratificata dall'organo di vigilanza, determinando così un
presupposto giuridico tale da far perdere in sede giudiziaria
l'ente a favore dei ricorrenti;
da oltre due anni giacciono presso la Presidenza della Regione
in attesa del decreto di promulgazione gli atti deliberativi
relativi alle tabelle di equiparazione, in applicazione dell'art.
31 della l.r. n. 6 del 1997, nonostante approvati dalla stessa
Giunta regionale, provocando un danno ai dipendenti che da
diversi anni non percepiscono gli emolumenti dei rinnovi
contrattuali,
impegna il Governo della Regione
a revocare la nomina del dott. Cosimo Gioia da commissario
regionale dell'ESA;
ad emettere il decreto relativo alle tabelle di equiparazione
e consentire il riconoscimento dei diritti dei lavoratori.» (409)
CRACOLICI-SPEZIALE-CAPODICASA- CRISAFULLI- DE
BENEDICTIS GIANNOPOLO- ODDO-PANARELLO- VILLARI-
ZAGO.
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
oltre 100.000 siciliani in tre anni hanno lasciato la Sicilia
per cercare lavoro;
l'economia siciliana è ferma: crollano produzioni e consumi.
Le imprese che chiudono sono più di quelle che nascono. Ogni
giorno le strade della Sicilia sono attraversate da proteste di
ogni tipo: agricoltori, lavoratori di aziende in crisi,
disoccupati e precari, dipendenti senza contratto. 'Agenda 2000'
si avvia ad un inesorabile fallimento con solo il 18 per cento
dei fondi spesi e nessun reale investimento d'innovazione e di
modernizzazione della Sicilia. La sanità è considerata un affare
e la Regione ha il primato italiano delle convenzioni con i
privati, e tuttavia i siciliani, oltre a dover pagare i costi
della malasanità, con odiosi ticket, continuano ad emigrare per
curarsi;
osservato che:
proprio la sanità è tra le cause prime del deficit finanziario
della Regione e che le scelte di politica sanitaria sono state
piegate ad un uso clientelare e di parte, favorendo processi di
privatizzazione che, da un lato, hanno aggravato il degrado della
sanità pubblica e, dall'altro, hanno favorito un sistema
affaristico nel quale anche 'Cosa Nostra' ha inserito i suoi
interessi con risvolti tali da riproporre una seria questione
morale;
di fronte ad una tale situazione, le nomine dei direttori
delle Aziende Unità sanitarie locali decise dal Governo Cuffaro
se, da un lato, rivelano una grave sottovalutazione dei problemi
finanziari connessi alla gestione sanitaria ed una totale
indifferenza verso le richieste di corretta e oculata gestione
delle risorse, richieste più volte avanzate oltre che
dall'opposizione di Centrosinistra, anche dai rappresentanti dei
ceti produttivi, dalle professioni, dalle forze sindacali;
dall'altro calpestano elementari norme di trasparenza e di
legalità;
considerato che:
parte dello stesso schieramento di maggioranza prende le
distanze e manifesta una valutazione nettamente contraria alle
nomine dei manager della sanità, evidenziando uno sfaldamento del
Centrodestra e inducendo ad una paralisi delle istituzioni
regionali pari alla gravità delle polemiche e dei veti
incrociati;
appare, quindi, ormai improcrastinabile una svolta che liberi
il campo da un Governo prigioniero di condizionamenti e
d'interessi poco trasparenti, che stanno bruciando risorse,
corrompendo l'Amministrazione ed il rapporto con i cittadini e
gravando la popolazione attuale e le future generazioni di costi
e di debiti insopportabili;
valutato che l'on. cuffaro non è adeguato al compito di
governare la regione anche per la delegittimazione che emerge
dalla sua vicenda giudiziaria, la quale, ferma restando la
presunzione di innocenza, ripropone al più alto livello la
questione morale ed il nodo dei rapporti mafia- politica,
Esprime sfiducia al Presidente della Regione.» (410)
SPEZIALE-BARBAGALLO-ORTISI-FORGIONE-FERRO-SANZERI-
CAPODICASA CRACOLICI-CRISAFULLI-DE BENEDICTIS- GALLETTI-
GENOVESE-GIANNOPOLO URRIERI-LIOTTA- MANZULLO-MICCICHE'-
MORINELLO-ODDO-ORLANDO PANARELLO-RAITI-TUMINO-VILLARI-
VITRANO-ZAGO-ZANGARA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il sistema siciliano della formazione professionale vive in uno
stato di incertezza sempre più preoccupante, con gravi
ripercussioni per tutti gli utenti del sistema stesso e degli
operatori;
le disfunzioni riguardano, anche, il personale dipendente in
relazione alle retribuzioni periodiche, che difficilmente
rispettano i tempi di un ordinario contratto di lavoro, nonché,
l'erogazione degli arretrati contrattuali rispetto al contratto
collettivo nazionale di lavoro, di fatto già scaduto e per il
quale non è ancora stata approvata la contrattazione decentrata;
tale situazione sconvolge l'ordinaria funzionalità degli enti
quotidianamente in difficoltà per la mancata erogazione dei
finanziamenti;
persistono pesanti ritardi, sia per il normale avvio del Piano
regionale dell'offerta formativa (PROF) 2005, sia nella
definizione del finanziamento del PROF 2004, rispetto al quale
non risulta ancora definita la parte Formazione continua e
permanente per corsi già espletati;
in questa situazione, la riforma del settore è diventata una
necessità ineluttabile per frenare un degrado che sta sempre più
investendo la formazione professionale in Sicilia,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione
ad adottare iniziative affinché sia immediatamente sbloccata
l'erogazione degli arretrati contrattuali dovuti agli operatori
del settore, per i quali è stato disatteso l'accordo a suo tempo
stipulato, nonché a dare disposizioni agli uffici competenti
perché siano immediatamente erogati i finanziamenti destinati
alle retribuzioni del personale dipendente degli enti di
formazione professionale;
a mettere in atto iniziative urgenti per arrivare ad una rapida
approvazione della legge di riforma della formazione
professionale in Sicilia.» (411)
ODDO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI-CRISAFULLI
DE ENEDICTIS-GIANNOPOLO-PANARELLO-VILLARI-ZAGO
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 580 - 472 -
578 - 602 - 652/A Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento
nazionale, recante Modifiche allo Statuto della Regione'
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
nn. 580 - 472 - 578 - 602 - 652/A Schema di progetto di legge
costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante Modifiche allo Statuto
della Regione' , iscritto al numero 1.
Ricordo che la discussione del disegno di legge è stata
interrotta nella seduta n. 279 del 23 marzo 2005, e che sono
stati già approvati gli articoli 1, 3, 4, 4.1 (aggiuntivo dopo
l'articolo 4), 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 (soppresso),
14.21 (riferito all'articolo 10 dello Statuto); 15, 16, 17, 18,
19, 20, 21, 22, 23, 24 (soppresso), 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31,
32 (soppresso), 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42
(soppresso), 43 (soppresso), 44, 45 (soppresso), 46 (soppresso),
47, 48, 49 (soppresso), 50 (soppresso), 51 (soppresso), 51.9
(riferito agli articoli 36 e 38 dello Statuto), 52, 53, 54, 55,
56, 57. Precisa, inoltre, che nella seduta n. 271 è stata
approvata una rettifica della formulazione dell'articolo 3, comma
2.
Pertanto, resta da approvare soltanto l'articolo 2, relativo al
preambolo. Inoltre, è rimasto accantonato l'emendamento 29 R,
aggiuntivo dopo l'articolo 29.
Preciso che gli emendamenti 9.4 e 53.1, in precedenza
accantonati, sono superati in relazione all'accordo intercorso
fra i Gruppi parlamentari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura.
«Articolo 2
1. All'articolo 1 dello Statuto della Regione anteporre il
seguente preambolo:
'Preambolo
La Regione siciliana riafferma la propria autonomia,
collocandola nel quadro dell'unità politica dello Stato italiano
e si riconosce nei valori di pace, di libertà, di democrazia, di
laicità, di crescita culturale ed umana e di promozione sociale
ed economica contenuti nella Costituzione italiana, fondanti
l'Unione europea e sanciti nella Dichiarazione Universale dei
Diritti dell'Uomo.
Lo Statuto, del quale si ribadisce l'originaria natura
pattizia, riconosce, nel quadro dell'unità politica dello Stato
italiano, la specificità della identità storica, geografica,
culturale e politica della Regione siciliana, sancendo il
principio dell'autonomia intesa come potere di autoorganizzazione
degli organi istituzionali e di autogoverno dei problemi sociali
e delle risorse umane, economiche, ambientali e culturali.
La Regione siciliana recepisce il principio di sussidiarietà e
partecipa come soggetto primario alla programmazione nazionale.
La Regione garantisce eguali diritti e pari opportunità a tutti i
cittadini, sia sul piano politico ed istituzionale, che su quello
culturale, sociale, economico ed occupazionale e li difende,
combattendo insieme allo Stato ogni violenza di tipo criminale e
mafioso, sia organizzata che comune; tutela la persona umana e
valorizza la famiglia come primo ed essenziale livello
dell'articolazione sociale.
La Regione siciliana favorisce il dialogo e la coesistenza tra
la religione cristiana, i cui valori sono patrimonio storico-
culturale ed ispirazione delle proprie comunità, e le altre
religioni liberamente professate.
La Regione siciliana attua, anche in collaborazione con le
altre regioni d'Italia e d'Europa, le politiche regionali
dell'Unione europea; coopera, altresì, alla costruzione di
un'area mediterranea di sviluppo, di pace, di solidarietà e di
collaborazione fra i popoli e le istituzioni dei Paesi del
Mediterraneo, assolvendo, in tal modo, ad una funzione di ponte
ideale tra l'Unione europea, da una parte, e tali paesi,
dall'altra, anche attraverso l'intensificazione delle politiche
di integrazione delle realtà multietniche e multiculturali'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Capodicasa, Panarello, Speziale ed altri: 2.49,
soppressivo dell'articolo; 2.50; 2.62; 2.51; 2.46; 2.47; 2.52;
2.54; 2.55; 2.48; 2.53; 2.61;
dall'onorevole Sammartino: 2.11, interamente sostitutivo
dell'articolo; 2.12; 2.13; 2.14; 2.15; 2.17; 2.19; 2.20; 2.18;
2.21; 2.44;
dagli onorevoli Panarello, Capodicasa ed altri: 2.59; 2.58;
2.56; 2.60; 2.57;
dall'onorevole Spampinato: 2.34; 2.35; 2.36; 2.33; 2.43; 2.37;
2.45;
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 2.2; 2.22; 2.23; 2.3; 2.4;
dall'onorevole Ferro: 2.25;
dall'onorevole Ortisi: 2.26; 2.27; 2.29; 2.31; 2.28; 2.32;
2.30;
dagli onorevoli Raiti e Ferro: 2.39;
dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: 2.42; 2.40; 2.41;
dagli onorevoli Ardizzone, Ioppolo, Franchina ed altri: 2.6;
2.7;
dall'onorevole Morinello: 2.24;
dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri: 2.1;
dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 2.10; 2.8;
dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri: 2.38;
dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Virzì ed altri: 2.5; 2.9;
dagli onorevoli Miccichè, Ortisi, Spampinato ed altri: 2 bis.3,
aggiuntivo dopo l'articolo 2.
dagli onorevoli Scalici, Sbona, Acanto e Basile: 2.64.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
2 R, di riscrittura dell'articolo 2.
Comunico, inoltre, che è stato presentato dall'onorevole
Sammartino il subemendamento 2 R.1 all'emendamento 2 R, tendente
a sopprimere le parole di tipo terroristico e criminale' al
quarto periodo.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
inserire anche un emendamento, che ho presentato con i deputati
Ortisi, Spampinato, Raiti, che dovrebbe essere posto, a mio
avviso, dopo la parola multiculturale'.
Io so che, probabilmente, si sarà discusso di questo
emendamento e ne vorrei conoscere l'apprezzamento, se favorevole
o contrario. L'emendamento a cui mi riferisco è pertinente,
considerato peraltro che proprio ieri, ad inizio di seduta, c'è
stato un ordine del giorno presentato dall'onorevole Fleres, in
appoggio ad una situazione che ha attinenza con quanto stiamo
discutendo.
Ha attinenza al discorso che riguarda i rapporti della Regione
con i Paesi dell'area del Mediterraneo.
Noi non possiamo colloquiare a gesti con questi popoli che ci
stanno geograficamente di fronte, ma dobbiamo farlo attraverso i
mezzi moderni che questa epoca tecnologica ci mette a
disposizione.
E quali sono? Mi riferisco ai mezzi di informazione di tipo
satellitare che , attraverso un linguaggio informativo bilingue
facilitano la comunicazione fra popoli diversi; saremmo poco
inclini a definire questo aspetto un qualcosa di frivolo, secondo
un mio punto di vista, non é assolutamente frivolo, né
inopportuno. Fa parte invece di un ragionamento, di una
informazione nei confronti di quei Paesi che hanno bisogno di un
ponte tra l'Europa ed il Mediterraneo; e chi meglio della Sicilia
potrebbe far da ponte, come sponda europea?
Noi siamo, appunto, coloro che dobbiamo avere questo contatto
di tipo culturale e informativo, dobbiamo renderci conto che
abbiamo necessità e bisogno di informare la popolazione che in
questo momento vive tensioni sociali, che vede l'Europa non come
amica, ma nelle vesti di oppressore, colonizzatore, che fa le
guerre, che invade e bombarda, ebbene, dobbiamo dare un'altra
immagine della nostra Europa, un'Europa che vuole diffondere la
pace e la democrazia, vuole diffondere il concetto della
tolleranza e, quindi, tutta una serie di questioni che, in questo
momento, sono sul tappeto.
Chi meglio della Regione Sicilia, che é la testa di ponte di
questo Mediterraneo, può attirare l'attenzione dei rappresentanti
di altre Nazioni?
L'emendamento che illustro, considerato che non é stato neanche
sottoposto all'attenzione dell'Assemblea, come se fosse
appestato, dovrebbe essere distribuito, apprezzato di
conseguenza, con voto favorevole o contrario, non importa...
PRESIDENTE Onorevole Micciché, é stato distribuito, comunque.
MICCICHE ...io non l'ho visto, a meno che mentre parlavo non
sia stato distribuito.
L'emendamento recita che, dopo la parola multiculturali ,
vengano inserite le parole anche attraverso l'amplificazione,
la diffusione e la valorizzazione delle informazioni bilingue dei
canali radiotelevisivi, satellitari, pubblici .
Non credo che questa previsione possa essere inibita perché c'é
il riferimento al termine pubblico. Se qualcuno ci vuole mettere
privato , fa chiaramente un esplicito riferimento ad una testata
giornalistica ed editoriale ben precisa, ma ciò non è il nostro
compito...
Io chiedo che chi ha un parere contrario, dica le sue
motivazioni, che é una previsione inopportuna, che non c'entra
niente, che é una cosa inventata, perché siamo ancora nell'epoca
dove l'informazione non é ancora stata scoperta, che il sistema
radiotelevisivo satellitare non esiste, insomma spieghi comunque
le sue ragioni...
PRESIDENTE Onorevole Micciché, lei ha superato
abbondantemente il tempo a sua disposizione. Se lei non smette,
dovrò toglierle la parola.
MICCICHE Ho finito, signor Presidente, spero che anche questo
diritto che abbiamo ce lo si lasci esercitare in pieno.
PRESIDENTE C'é anche il dovere, tuttavia, di rispettare il
Regolamento, onorevole Micciché.
MORINELLO Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma
sull'emendamento 2 bis.3.
Sull'ordine dei lavori
SAMMARTINO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi. Prendo la
parola per chiedere cinque minuti di sospensione, per il fatto
che, in considerazione della proposta della Commissione sulla
nuova versione del preambolo, é opportuno verificare se sia
ancora possibile emendare questa stessa proposta con dei
subemendamenti, visto e considerato che la nuova formulazione
della Commissione farebbe venir meno tutto il lavoro propedeutico
che ha originato la precedente impostazione.
PRESIDENTE Adesso valuterò, onorevole Sammartino.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Orlando
l'emendamento 2 R.2 .
ORLANDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORLANDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
l'attenzione dell'Aula soltanto per pochi secondi sul testo del
Preambolo. Il V comma del preambolo riferisce che: La Regione
tutela la persona umana e valorizza la famiglia come primo
essenziale livello dell'articolazione sociale, favorisce il
dialogo e la coesistenza fra la religione cristiana, i cui valori
sono il suo patrimonio storico, culturale e di ispirazione alla
propria comunità e le altre religioni liberamente professate .
Mi sembra sia un testo che realizza un punto di equilibrio
importante, che condivido. Mi permetto però di far presente alla
Commissione Statuto e all'Aula che sarebbe forse opportuno non
limitarsi soltanto alla dimensione religiosa e al rispetto delle
diversità, ma si potrebbe aggiungere, all'inizio del testo che:
La Regione riconosce e promuove le diverse opzioni culturali
confermando la tutela alla famiglia ed il dialogo fra le
religioni . Però esistono persone che ispirano la propria vita a
valori che non sono tecnicamente religiosi, o perché sono
agnostici, o buddisti, o perché confuciani: anche costoro hanno
diritto di essere rispettati.
PRESIDENTE Onorevole Orlando, ad evitare ulteriori
discussioni, non crede di appagare la sua giusta osservazione
con la formulazione del comma precedente?
ORLANDO No, signor Presidente, perché il comma precedente fa
riferimento, l'ho detto più volte, ai diritti. E' una cosa
diversa. Le pari opportunità è il riferimento a... Il testo
sarebbe, se il Presidente della Commissione concorda, se la
Commissione concorda e l'Aula concorda: La Regione riconosce e
promuove le differenti opzioni culturali; tutela la persona
umana, e... Secondo me è un modo per dire che c'è un
riconoscimento delle diverse opzioni culturali. Poi nello
specifico della religione il dialogo e la coesistenza tra quella
cristiana e le altre religioni.
PRESIDENTE Occorre formalizzare l'emendamento.
ORLANDO Posso formalizzarlo o può proporlo la Commissione.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'obiezione dell'onorevole
Orlando ha un suo fondamento. Il tema che poniamo è quello delle
relazioni, dei rapporti con coloro i quali si riconoscono in una
fede religiosa. L'onorevole Orlando pone una questione in più,
cioè come tutelare i diritti di coloro i quali in una fede
religiosa non si riconoscono e l'obiezione ha un suo fondamento,
da un punto di vista culturale. Siamo disponibili a valutare,
perché ciò che si ritiene opportuno è una cosa, ciò che saremo
in grado di fare è un'altra.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire, molto brevemente, per esprimere la mia opinione
contraria all'emendamento a firma dell'onorevole Sammartino che,
tra l'altro, farebbe venir meno il presupposto per l'articolo
autonomo che riguarda il fenomeno mafioso. E soprattutto, farebbe
venir meno il richiamo alla lotta, al contrasto del fenomeno
terroristico che è, in questa fase certamente storica, allarmante
molto di più di qualsiasi altro fenomeno criminale. Condivido
invece l'osservazione dell'onorevole Orlando, ma mi chiedo se
già questa esigenza di riconoscimento di coloro i quali pur non
riconoscendosi in nessuna fede religiosa hanno comunque una
opinione, una opzione', una filosofia di vita in cui credono.
Mi chiedo, però, se non sia già ricompreso proprio nelle
parole dell'ultimo comma. Quindi desidero affermare che
condivido il concetto, anche se mi sembra già espresso. Tuttavia,
se si vuole ulteriormente rafforzare, non ho niente in contrario.
FORGIONE relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi. Sostengo l'indicazione che ci forniva l'onorevole
Orlando, ma vorrei rispondere anche all'onorevole Fleres dato
che nell'ultimo comma il richiamo non è alla persona, ma è alle
diverse realtà multietniche e culturali: immigranti, popoli con
altre culture, altre religioni. Con questo emendamento si fa un
esplicito riferimento alla persona.
E' il mio caso: io sono un non-credente, non mi riconosco in
alcuna fede religiosa, ma ritengo, come persona, di avere diritto
a politiche di tutela della mia diversa scelta culturale, nel mio
caso non di confessione religiosa. Ed è giusto che nel Preambolo
del nuovo Statuto, la Regione, proprio perchè riconosce il
patrimonio storico-culturale delle nostre comunità legato alla
religione cristiana, dia una centralità nel riconoscimento del
suo patrimonio storico-culturale ed anche identitario; però, nel
momento in cui si approccia alla convivenza fra le diverse
religioni, riconosca anche i diritti di quelle persone che - è il
mio caso - non sono credenti. E, quindi, in questa formulazione
proposta dall'onorevole Orlando, credo che ci sia una completezza
delle scelte che la Regione deve fare promuovendo le idonee
politiche attraverso lo Statuto.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel merito
della proposta dell'onorevole Orlando, suggerisco che potrebbe
essere ricompresa nella parte finale del primo comma con
particolare riferimento alla Dichiarazione universale dei
diritti dell'uomo, perchè, nella parte centrale, della quale
l'onorevole Fleres ci ha fatto dono a Natale, viene già
riportato. Però la ridondanza in questo caso non fa male, perchè
è uno di quei casi in cui l'afflato retorico serve, non è vana
retorica, anzi E' opportuno esprimerlo nella dimensione del
Preambolo. Quindi, ci dichiariamo favorevoli.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur
apprezzando l'intento dell'emendamento proposto dall'onorevole
Orlando, che è quello - appunto - di avere nello Statuto la
massima apertura verso le varie espressioni della nostra società,
non v'è dubbio che questo Statuto già ricomprende queste
diversità: lo hanno già sottolineato i colleghi che mi hanno
preceduto.
All'interno dello Statuto, soprattutto nel Preambolo, esiste
una vasta gamma di tutele per tutte le varie espressioni sociali.
E proprio perchè si tratta dello Statuto della Regione siciliana,
non vi è dubbio, secondo me, che se si sceglie di promuovere e
tutelare la famiglia come strumento essenziale e perno della
società, non si può, nel contempo e nello stesso modo scegliere
di promuovere altre espressioni, dato che sarebbe in contrasto
con la scelta iniziale; è un controsenso
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 2 R1
a firma dell'onorevole Sammartino.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono pervenuti
altri emendamenti, e parecchi da parte dell'onorevole Sammartino.
Tengo a precisare all'onorevole Sammartino, che dell'elasticità
con la quale abbiamo operato nell'accettare gli emendamenti
cosiddetti fuori sacco presentati cioè al di là dei termini
regolamentari, non si può abusare. Avverto, pertanto, che da
questo momento non accetterò altri emendamenti, dato che siamo
vicinissimi al voto finale del testo e non posso permettere
questo uso improprio del diritto ad emendare. Sia chiaro che non
è più possibile presentare altri emendamenti. Da questo momento,
dopo aver dato dimostrazione vastissima di una elasticità e di
una misura e di una tolleranza, che devono essere valutate con
rispetto e riconoscimento, porrò in discussione e votazione gli
emendamenti che ho già sul tavolo, preannunziando che sono
emendamenti che rasentano l'improponibilità, quindi oggetto di
valutazione se coerenti o meno con l'articolo 2.
Onorevole Capodicasa, evitando la sospensione chiesta
dall'onorevole Sammartino, vorrei conoscere se il parere
contrario della commissione permane anche trasferendo la parola
terrorismo nell'articolo relativo?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. No, signor
Presidente, perché quell'articolo è già stato votato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2 R1. Il parere
della Commissione?
CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2 R 2 , a firma
dell'onorevole Orlando. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- emendamento 2 bis 3 degli onorevoli Miccichè, Ortisi
ed altri.
- dall'onorevole Ioppolo: 2 R.4 e 2 R.5;
- dall'onorevole Sammartino: 2 R.3.
Onorevoli colleghi mi permetto, anche se irrituale in quanto
il Presidente non può intervenire nel merito di un emendamento,
e in fondo non intervengo nel merito, anzi giudico molto giusto
il concetto, di suggerire che inserire in uno Statuto espliciti
riferimenti ai canali radio televisivi mi sembra eccessivo,
trovo che sia una forzatura letteraria, lessicale, una estetica
sbagliata di come accedere a tale testo. Invito pertanto
l'onorevole Miccichè a rivedere il suo emendamento, diversamente
sarò costretto a dichiararlo improponibile.
MICCICHE' Onorevole Presidente, lo correggo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2 bis 3. Il
parere della Commissione?.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Onorevole
Presidente, volevo riferirmi all'emendamento 2 R 2
dell'onorevole Orlando, poc'anzi approvato: riteniamo opportuno
sostituire la parola promuove con riconosce . La Commissione
aveva concordato con l'onorevole Orlando di mantenere la parola
riconosce .
PRESIDENTE Invito gli uffici a sostituire la parola
promuove con riconosce .
Onorevoli colleghi l'emendamento 2 R 4, a firma
dell'onorevole Ioppolo , è contenuto in un articolo che è stato
precedentemente approvato. Quindi, è superato. Si passa
all'emendamento 2 R.3.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che mi
ascoltaste attentamente, e in particolare modo l'onorevole
Miccichè. I concetto che lui vorrebbe inserire nel preambolo è
contenuto in uno specifico articolo con il quale la Regione
riconosce le identità gallo-italiche, albanesi e le altre
identità linguistiche presenti nel nostro territorio. Esiste un
articolo, onorevole Miccichè che affronta questo tema. Mi pare
che, ribadirlo nel preambolo, avendo fatto a monte la scelta di
comporre un preambolo molto asciutto, molto stringato, sia
ultroneo.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, lei parla a nome della
Commissione?
FLERES No, parlo a nome mio, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, mi rivolgo alla Commissione.
L'emendamento, tuttavia, è stato così modificato. Praticamente,
vengono eliminate le parole e anche attraverso la diffusione e
la valorizzazione dell'informazione bilingue in ogni loro
manifestazione'.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Dichiaro superato l'emendamento 2 R.5, a firma dell'onorevole
Ioppolo, in quanto l'oggetto è contenuto in un articolo.
Si passa all'emendamento 2 R.3. Il parere della Commissione?
CAPODICASA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 2R, che è la
riscrittura dell'articolo 2.
FORGIONE relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che sul preambolo sia concentrata buona parte
della discussione svoltasi in questo anno di lavoro presso la
Commissione Statuto.
Quindi, pur partendo, io e il mio Gruppo parlamentare, da una
posizione distante, come è noto con un disegno di legge di
minoranza, con punti qualificanti di dissenso rispetto
all'impianto complessivo dello Statuto, ritengo che questo
preambolo, in modo più o meno asciutto, rappresenti un discreto
equilibrio rispetto al dibattito tenuto.
E, pur tuttavia, dichiaro qui un voto contrario perché ritengo
che, pur nella ricerca di un equilibrio positivo, ci siano alcuni
vuoti che, con un punto di vista forte, per alcuni versi anche
alternativo, invece venivano marcatamente espressi nel preambolo
del disegno di legge da noi proposto.
La prima questione riguarda la nettezza e la chiarezza sul
concetto di democrazia paritaria e il richiamo alla democrazia di
genere che in questo preambolo, pur nel lavoro che è stato
fatto, non esiste.
E' il motivo che mi ha portato a votare contro la quota del 30
per cento della presenza delle donne nel Governo, io ho definito
quella votazione ipocrita; ritengo che è una lacuna comunque non
affermare il principio della democrazia e della democrazia
paritaria nello Statuto, nel preambolo.
Perché se nel preambolo all'articolo 2 dello Statuto noi
avessimo affermato con nettezza quel principio, non avremmo
potuto poi votare un articolo che contempla il 30 per cento
delle donne, ma avremmo dovuto votare un articolo che prevedeva
il 50 per cento delle donne e non avremmo potuto approvare una
legge elettorale, che è stata sottoposta a referendum, ma
avremmo dovuto votare una legge elettorale che avrebbe dovuto
prevedere il 50 per cento della presenza delle donne nelle liste
e la doppia preferenza.
La ritengo una discriminante politica e anche culturale
rispetto ad un Preambolo che è il quadro di riferimento dei
valori e dei principi della Carta costituzionale.
Il secondo elemento dovuto anche qui ad un'altra impostazione
politica e culturale: la difesa del patrimonio pubblico e la
centralità del pubblico nella considerazione delle risorse; la
scelta che complessivamente l'articolato dello Statuto fa è di
altro tipo, non è di centralità della difesa del patrimonio
pubblico ma è una scelta più aperta con contenuti e spazi per
politiche liberiste e di privatizzazione che ovviamente io non
condivido.
Il terzo punto e, concludo, signor Presidente, è la
differenziazione: ciò mi porta a non esprimere un voto positivo
sul Preambolo, è un riferimento chiaro al tema dei migranti' e
alle politiche per gli immigranti che non possono essere, secondo
me, limitate all'integrazione, essendo la Sicilia il luogo
storico dell'incontro e dell'incrocio tra culture che si vogliono
valorizzare e non integrare le une dentro le identità culturali
egemoni.
Ovviamente ho apprezzato il lavoro positivo, svolto per
ultimo, completato dall'emendamento dell'onorevole Orlando sui
valori e il riconoscimento delle diverse opzioni religiose,
lavoro che pone la Sicilia non come luogo e campo di battaglia,
o di guerre di religioni e di civiltà, ma come la vera culla
dove il confronto tra le grandi religioni monoteiste della
nostra storia, quelle che sono nate nel Mediterraneo, ma non
solo quelle, ma viene riconosciuto anche il valore di altre
scelte individuali di ordine culturale, come elemento positivo di
crescita e di costruzione di civiltà.
Quindi, so riconoscere bene il lavoro di costruzione e di
sintesi di avanzamento per le ragioni che qui ho espresso.
Preannunzio che esprimerò complessivamente su tutto lo Statuto
siciliano, per altre ragioni, che attengono l'impianto
democratico, l'assetto istituzionale, il rifiuto dell'impianto
presidenziale, il mio voto contrario.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
opportuno chiarire un equivoco di fondo che forse si è creato:
affinchè possa esprimermi su questo articolo della proposta di
modifica dello Statuto.
Onorevole Capodicasa noi stiamo votando un articolo autonomo
del nuovo Statuto, oppure un preambolo?
Non è cosa da poco Ciò che noi stiamo per approvare,
onorevole Capodicasa Le chiedo questo chiarimento.
Sarà il preambolo del nuovo Statuto della Regione siciliana o
sarà un articolo dello Statuto della Regione siciliana,? Qui sta
scritto preambolo, lo sarà davvero?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Non è l'articolo
1 dello Statuto.
SPAMPINATO Signor Presidente, effettivamente non mi sono mai
appassionato nel dibattito rispetto al preambolo e ciò perché
giuridicamente il preambolo ritengo non abbia una forza
precettiva, potendo soltanto enunciare dei principi.
PRESIDENTE E' per questo che si chiama preambolo, proprio
perchè possiede queste caratteristiche.
SPAMPINATO Allora le dico, signor Presidente, che mi sarei
astenuto se fosse stato un articolo autonomo. Ritengo invece,
condividendo, gran parte dei principi inseriti in questo
preambolo e rifacendomi anche alle dichiarazioni svolte
dall'onorevole Ortisi, in sede di presentazione e di discussione
generale, di dichiararmi favorevole, diversamente avrei
considerato la non cogenza precettiva del preambolo.
Questa è la considerazione e ritengo che così si rafforzi anche
la norma, e quindi abbiamo fatto bene a stralciare dal preambolo
il ripudio della mafia.
Questo avvalora ancora di più il principio che invece abbiamo
contenuto in un articolo e quindi ha una valenza precettiva, e
per questo dichiaro il mio voto favorevole.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Contibuando così, diventa un po' difficile
disciplinare. Onorevole Cracolici,
non ho difficoltà a darle la parola, ma avevamo deciso di
chiudere le iscrizioni a parlare. Se avete rispetto delle
decisioni, adeguatevi. Naturalmente non le impedirò di parlare.
Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, siamo al punto fatidico del
preambolo, tema che è stato al centro di un dibattito che per
mesi ha investito la Commissione - c'è stato anche un dibattito
esterno alla Commissione - sulla utilità di introdurre nello
Statuto della nostra Regione un preambolo di orizzonte politico
ideale e valoriale.
Avevamo già espresso più di una perplessità all'idea di un
preambolo allo Statuto. Pur tuttavia, considerando anche lo
sforzo che è stato fatto di sintesi e di riconoscimento della
pluralità culturale, valoriale che non riguarda solo questo
Parlamento, ma anche la società siciliana, riteniamo che, alla
fine, sia venuto fuori un lavoro che non può che definirsi
egregio negli obiettivi, nelle idealità espresse.
Pertanto, dichiaro a nome del Gruppo parlamentare che
rappresento il voto favorevole al preambolo.
PRESIDENTE Grazie onorevole Cracolici. Sono iscritti a
parlare l'onorevole Micciché, per una reiterata richiesta, e
l'onorevole Giannopolo. Vi invito ad attenervi strettamente ai
tempi regolamentari.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, prima di giungere al voto
definitivo sul preambolo, che di fatto rappresenta la premessa
ideale e i principi ai quali vogliamo ispirare lo Statuto
siciliano e il futuro dell'azione politica, culturale, sociale ed
economica della Regione siciliana e della sua classe dirigente,
in stretto rapporto alle esigenze e alle istanze e ai sogni dei
siciliani, insisto con il dire che tale preambolo, che non
contiene alcun riferimento alla Sicilia in quanto tale, non in
quanto entità amministrativa come Regione, rimane comunque un
preambolo senza anima. Personalmente, ho proposto, peraltro, due
emendamenti, uno dei quali è relativo al riconoscimento del
patrimonio culturale, storico, ambientale che la Sicilia possiede
in grande quantità e vorrei, prima che si passasse al voto
definitivo, che venisse approvato o bocciato dall'Aula nella sua
libertà di autodeterminarsi
Fermo restando, signor Presidente, il mio voto favorevole allo
Statuto, vorrei che lei seguisse queste argomentazioni perché
desidero che le ascolti in quanto primo garante dello Statuto e
della sua più adeguata formulazione.
Ritenevo fosse doveroso, in un preambolo che si vuole solenne,
perché deve essere solenne in quanto, ripeto, rappresenta il
patrimonio morale, ideale e spirituale di una comunità che si dà
un ordinamento politico, sociale, culturale, giuridico ed
economico, che ci fosse un riferimento anche alla storia che sta
dietro a questo Statuto che oggi andiamo a riformulare, non
necessariamente ai padri dello Statuto, ma ai siciliani che fuori
e dentro le istituzioni si sono battuti perché si arrivasse alla
autonomia speciale, allo Statuto speciale della Regione
siciliana.
Ignorarlo, quando in ogni occasione pubblica, anche e
soprattutto sotto il profilo culturale, rivendichiamo la
titolarità di appartenere al più antico parlamento di Europa e
non trasferire questo concetto, che è storico e riconosciuto a
livello internazionale, soprattutto nel preambolo che deve avere
questi caratteri di solennità, come dice il collega Ioppolo,
anche con una giusta enfasi, in determinati passaggi giuridici e
culturali della nostra Carta costituente come Regione, significa
omettere di fare un riferimento doveroso che riconosca questo
patrimonio di lotte ideali, di lotte culturali che hanno portato
oggi alla possibilità di chiamarci Assemblea regionale siciliana
e non consiglio regionale, di chiamarci parlamentari e deputati e
non consiglieri regionali, di poter parlare dell'Alta Corte, di
poter parlare delle prerogative dell'Assemblea regionale e della
Regione siciliana che debbono essere difese dal Commissario dello
Stato di fronte all'invadenza dello Stato italiano.
Ed è questo il concetto fondamentale della solennità, della
retorica, della giusta retorica alla quale vogliamo e dobbiamo
fare riferimento nel preambolo, altrimenti non avrebbe senso,
avremmo potuto mettere una serie di articoli che facessero
riferimento a questo patrimonio culturale e ideale sul quale
stiamo dibattendo ed evitare di inserire un preambolo.
Qual'è il senso del preambolo se non quello di ribadire con
solennità, con forza certi principi ispiratori di una comunità,
certi principi ispiratori di un popolo al quale evidentemente una
Carta costituente fa riferimento.
In questo preambolo, ripeto e ribadisco, attraverso questa
formulazione non c'è alcun riferimento al popolo siciliano ed
alla Sicilia, si fa riferimento alla Regione siciliana che è e
rimane una entità amministrativa, per altro con una storia molto,
ma molto recente almeno dal momento in cui sono state istituite
le regioni a Statuto speciale, dal 1946 nel nostro caso, ma una
storia estremamente ridotta nel tempo se la paragoniamo a quella
data qui dentro riportata: 1130 - 1947.
Mi chiedo quale possa essere il senso di questi riferimenti se
non li caliamo nel preambolo che deve e rimane espressione di un
patrimonio condiviso di valori che questa Assemblea regionale,
oggi più che mai, ha il dovere di ribadire.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, mi astengo dalla votazione di
questo preambolo per una semplice ragione: non esprimo un voto
contrario perché ci sono aspetti positivi, ma non posso nemmeno
votare favorevolmente perchè contiene aspetti che non condivido,
non perché è stato respinto l'emendamento da me presentato, ma
proprio per lo spirito a cui faceva riferimento l'onorevole
Forgione.
Siccome sono rammaricato per il fatto che il mio emendamento è
stato respinto in maniera poco convincente , ma proprio per
l'intervento dell'onorevole Sammartino che faceva riferimento
alla nostra millenaria storia siciliana, in maniera quasi
retorica, che però condivido.
IOPPOLO Quella si chiama oratoria, non retorica.
MICCICHE' Si può anche accettare la retorica quando fa
riferimento ad un fatto storico positivo ed è una mia
interpretazione, una questione di neologismo.
Vi faceva riferimento anche l'onorevole Sammartino, al fatto
cioè che la nostra Regione ha avuto come riferimento nella
storia la cultura; la nostra storia è un retaggio da conservare e
da cui trarre conseguenze positive, ci oè d'insegnamento.
Nel XII o XIII secolo, quando questa Sicilia aveva come punto
di riferimento il Mediterraneo, a chi affidava le sorti
dell'informazione e della conoscenza? Ai cronisti che all'epoca
sapevano scrivere e leggere, maggiormente arabi, che raccontavano
la storia di questa Sicilia.
Bene, in questo momento, una riscrittura di uno Statuto che
riguarda la Sicilia proiettata nel futuro, parlo dell'epoca
moderna in cui ci sono ancora i giornali, la carta scritta, ma
abbiamo anche i satelliti, i mezzi di comunicazione satellitare,
sarebbe bene sfruttare questo mezzo di comunicazione che ci
consente di gettare un ponte verso i Paesi del Mediterraneo.
E' questo il concetto che volevo esprimere con questo
emendamento, si poteva aggiustare così come aveva suggerito il
Presidente, ma nemmeno questo è stato accettato e non è un modo
di procedere come confronto delle idee diverse le une dalle
altre, ma probabilmente lo si è fatto per partito preso e non è
riferito a lei, signor Presidente, ma a chi ha votato espresso un
voto contrario al mio emendamento senza ragione.
Per le ragioni che ho spiegato, mi astengo dal votare il
preambolo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro il
mio voto contrario al testo del preambolo dello Statuto non solo
e non tanto per quanto è stato scritto, ritengo infatti che i
temi affrontati siano stati ben risolti, ma quanto e soprattutto
per quello che non è stato indicato, e non solo per quello che
non c'è di poco, ma per quello che non c'è di molto.
Il voto sul preambolo richiama anche l'essenza della propria
visione del mondo, l'essenza della propria consapevolezza
politica, del proprio modo di vedere le cose e ritengo che su
questo versante è giusto rispondere soprattutto alla propria
coscienza.
In ogni caso, vedo in questo preambolo la mancanza di temi
rilevanti, la cui assenza pregiudica e preclude la possibilità di
trovare, successivamente, nell'articolato, nell'assetto
organizzativo, nell'assetto statutario complessivo, la soluzione
e lo strumento anche ai problemi che in termini di principi e di
valori vengono evocati nello stesso preambolo.
Esprimo il mio voto contro perché questo preambolo, ma anche
questo Statuto, non affronta il tema delicato e dirimente del
prossimo futuro, del prossimo secolo: il rapporto uomo-natura,
della consapevolezza che gli uomini - soprattutto gli uomini che
sono chiamati a decidere le sorti di altri uomini, che sono
chiamati a rappresentare le società, a governare - devono avere
sul fatto che viviamo in un mondo nel quale dobbiamo recuperare
il senso del limite.
In questa Regione siamo in presenza di una storia recente, di
una classe dirigente che è priva assolutamente di un senso del
limite, di tutti i limiti dell'agire umano e di tutti i limiti
anche che devono essere presenti nell'organizzazione civile di
una società.
L'assenza di una società, di un minimo richiamo a ciò che deve
essere il rapporto tra uomo-natura, il rapporto delicato tra il
vivente umano e il vivente non umano é assolutamente importante
e conducente ai fini di un giudizio sul preambolo.
In secondo luogo, manca - ed è il tema del dibattito che c'é
stato in queste settimane e in questi mesi - il riferimento alla
mafia che personalmente, invece, avrei scritto nel preambolo.
Mi é stato riferito - ieri pomeriggio non ero presente in Aula
per altri impegni, anche istituzionali - che é stato approvato
un emendamento la cui scrittura e il cui contenuto, per me, é
minimale.
La mafia non può essere relegata e questo é un vizio che si
presenta spesso, non può essere relegato solo ad un fatto di
violenza criminale.
La mafia é cultura, é comportamento, é organizzazione
dell'economia, é accumulazione, é sistema di relazioni...
CAPODICASA Abbiamo fatto un articolo su questo argomento.
GIANNOPOLO Personalmente non condivido quell'articolo. La
soluzione che é stata ipotizzata e prospettata é minimale
rispetto alla grandezza del tema e rispetto alla necessità di
recuperare e di riaffermare una identità storica, ma soprattutto
per il futuro, assolutamente antagonista al fenomeno mafioso,
tant'é che parliamo di fenomeno, di cultura, di potere e di
organizzazione criminale.
Non vedo, in questo preambolo, il tema del valore che é insito,
non solo nel principio di sussidiarietà, che qui pure viene
elencato e viene detto bene, ma quanto nel valore fondante del
sistema democratico istituzionale, ossia il ruolo dei territori,
delle comunità locali e soprattutto, rispetto all'esigenza
storica che abbiamo in questo preciso momento, la creazione di
una visione della Regione che elimina la sua prerogativa
centralistica, una sua prerogativa tracimante in tema di
competenze, di funzione, di gestione, rispetto a tutti gli altri
assetti della società e delle istituzioni. Ma anche il tema
dirimente della democrazia paritaria.
Quindi, esprimo il mio voto contrario non per quello che c'é in
questo preambolo, ma per ciò che manca e che non mi garantisce
circa il fatto che possa svilupparsi, successivamente, un'idea di
Regione che possa mettere in atto ciò che, invece, andrebbe oggi
postulato anche in modo enfatico, perché un preambolo é un
sistema enfatico di parole che si mettono una dietro l'altra per
ribadire valori e principi.
Per tutti questi motivi, farò una valutazione più estesa
sull'articolato dello Statuto, ma non voterò a favore di questo
preambolo.
PRESIDENTE E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
mio voto favorevole al preambolo, con qualche opportuna
riflessione che va fatta.
Prima fra tutte la mancanza di riferimento a quel sistema di
valori e di ideali che, certamente, l'Assemblea regionale
siciliana, con l'approvazione di questo preambolo, aveva il
dovere di riconoscere ai siciliani che hanno reso grande, nel
tempo e nella storia, questa terra nel mondo.
E sono assolutamente d'accordo con quanto detto dall'onorevole
Sammartino, che con la sua enfasi ha posto all'attenzione di
questa Assemblea regionale quello che avrebbe dovuto guidare
anche il senso di una riflessione, sicuramente più accorta ed
attenta, a questo sistema di valori che la Sicilia deve
rappresentare, al di là dell'essere ente amministrativo.
Avremmo potuto certamente individuare un percorso che avrebbe
dovuto consegnare maggiore slancio e maggiore ruolo a questa
Assemblea regionale siciliana che rappresenta il primo Parlamento
d'Europa.
In virtù di questo, come Presidente del gruppo parlamentare di
un partito che certamente ha a cuore l'autonomia ed i valori
della sicilianità nel mondo, rilevo in questo una mancanza di
attenzione che invece andava riconosciuta.
Per quanto attiene, invece, la questione delle pari
opportunità, del principio di democrazia paritaria, non mi
inquieta affatto la sua assenza di riferimento nel preambolo, non
fosse altro perché a mio giudizio, ed è un giudizio politico, non
esiste democrazia senza la democrazia paritaria.
Se siamo un'istituzione autonoma e soprattutto democratica, il
Parlamento regionale certamente lo è, non si poteva scrivere
democrazia paritaria perché è come contraddire se stessa, come
assenza di democrazia.
Migliore è stato il riferimento alla garanzia di eguali diritti
e pari opportunità nel preambolo, perché questo va affermato come
principio a tutela dei diritti di tutti, degli uomini, delle
donne, delle minoranze, dei diversi a qualunque titolo, così come
viene riaffermato per la diversità culturale e religiosa
tutelata nel preambolo.
E' vero, ieri sera abbiamo affrontato un dibattito
sull'esigenza di individuare norme per garantire la presenza
delle donne nelle istituzioni e nella forma di Governo è stata
trovata una modalità per garantirne la presenza.
Ma siamo ancora lontani dai principi della democrazia paritaria
vera e delle democrazia in senso assoluto, ma affermarlo nel
preambolo sarebbe stato, a mio giudizio, eccessivo e fuorviante,
proprio perché dobbiamo praticare la democrazia.
Avere introdotto quella norma, seppur limitata e limitante, in
qualche maniera, è avviare un processo e costruire paletti
attorno a questo processo che certamente è un processo culturale
e, in quanto tale, estremamente lento e per questo abbiamo
bisogno di regole.
Avere inserito oggi, con una norma dello Statuto, la presenza
delle donne nel Governo ci darà certamente il modo per avviare
questo processo affinché la democrazia sia vera e compiuta.
Per quanto riguarda, invece, il riferimento alla mafia, per
quanto forse poteva sembrare opportuno inserirlo nel preambolo,
sono stata tra quelli che ieri, nella riunione dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, ha sostenuto che non doveva essere inserita
la parola mafia , non certo per disconoscerne il ruolo che ha,
ma per evitare di farne un mito che all'interno del preambolo
avesse anche una dignità.
La mafia va lottata certamente da tutti e da ciascuno, dalle
istituzioni in primo luogo e dall'Assemblea regionale che deve
anche approvare leggi che abbiano la possibilità di introdurre
meccanismi di contrasto alle infiltrazioni della mafia, ma non
nel preambolo che racchiude quel sistema di valori che
rappresenta l'Assemblea regionale siciliana e che rappresenta la
Sicilia tutta, la Sicilia soprattutto degli onesti, di coloro che
certamente non sono collusi e vogliono pensare ad un futuro
intitolato alla legalità.
Per questo abbiamo bisogno di tutti e della difesa delle
istituzioni e della democrazia, dell'affermazione del lavoro e
della tutela del lavoro attraverso qualunque strumento e livello
di lotta.
Concludo affermando il mio voto favorevole al preambolo ed
auspicando che questa mattina si possa concludere il dibattito
relativo allo Statuto e che questo possa essere esitato con un
voto finale, proprio perché i limiti di tempo sono pressanti e
preoccupanti e abbiamo l'esigenza che questo Statuto, per l'iter
successivo a cui dovrà essere sottoposto, non abbia più tempi da
attendere.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.R, così come
modificato, soprattutto il comma 4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
SCALICI Dichiaro il mio voto contrario.
MICCICHE' Mi astengo dal voto.
(E' approvato)
PRESIDENTE Tutti gli altri emendamenti all'articolo 2 sono
superati. Si ritorna all'emendamento 29 R, in precedenza
accantonato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
SAMMARTINO Dichiaro il mio voto contrario.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, per consentire agli uffici di completare il
lavoro di coordinamento formale del testo, avverto che la
votazione finale sarà effettuata nella seduta successiva.
Rivolgo a voi e ai vostri familiari i migliori auguri di Buona
Pasqua.
La seduta è rinviata a mercoledì 30 marzo 2005, alle ore 17.30,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 412 - Rideterminazione dell'utilizzo di una
struttura in territorio di Caltagirone
attualmente destinata a mercato ortofrutticolo.
IOPPOLO - FORMICA - VIRZI' - INFURNA - INCARDONA
N. 413 - Adozione del regolamento per gli incarichi
professionali previsto dalla legge regionale 2
agosto 2002, n. 7.
IOPPOLO - VIRZI' - FORMICA - INFURNA - INCARDONA
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disegno di legge-voto da sottoporre al Parlamento
nazionale, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
'Modifiche all'articolo 116 della Costituzione' (n. 968/A)
2) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'(nn. 580-472-578-
602-652/A)
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA-IOPPOLO-SAMMARTINO-VIRZI'
VI - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico integrato
nell'A.T.O. 1 Palermo e provvedimenti
consequenziali.
GIANNOPOLO-CRACOLICI-SPEZIALE-ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO-CRACOLICI-FERRO-FORGIONE
GIANNOPOLO
VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
VIII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 13.28.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 16.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE, RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
-All'articolo 2:
Emendamento 2 R 2:
Al quinto periodo inserire dopo le parole la Regione le
parole riconosce le differenti opzioni culturali;
Emendamento 2 R:
1. All'articolo 1 dello Statuto della Regione anteporre il
seguente preambolo:
Preambolo
La Regione siciliana riafferma la propria autonomia nell'unità
politica dello Stato italiano e si riconosce nei valori di
pace, libertà, democrazia, laicità, crescita culturale ed umana
e promozione socio-economica contenuti nella Costituzione
italiana, fondanti l'Unione europea e sanciti nella
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Lo Statuto, del quale si ribadisce l'originaria natura
pattizia, riconosce la specificità della identità storica,
geografica, culturale, economica e politica della Regione
siciliana, sancendo il principio di autonomia intesa come
potere di autoorganizzazione degli organi istituzionali e di
autogoverno per la soluzione dei problemi sociali e per la
valorizzazione delle risorse umane, economiche, ambientali e
culturali.
La Regione inscrive la propria attività e la propria
organizzazione nel principio di sussidiarietà, riconoscendolo
quale prioritario criterio di regolazione dei rapporti tra le
istituzioni pubbliche regionali e la società nelle sue diverse
articolazioni.
La Regione garantisce eguali diritti e pari opportunità a tutti
i cittadini sia sul piano politico ed istituzionale che su
quello culturale, sociale, economico ed occupazionale e li
difende, contrastando insieme allo Stato ogni violenza di tipo
terroristico e criminale.
La Regione tutela la persona umana e valorizza la famiglia come
primo ed essenziale livello dell'articolazione sociale;
favorisce il dialogo e la coesistenza tra la religione
cristiana, i cui valori sono patrimonio storico-culturale ed
ispirazione delle proprie comunità, e le altre religioni
liberamente professate.
La Regione attua, anche in collaborazione con le altre Regioni
d'Italia e d'Europa, le politiche regionali dell'Unione
europea; coopera, altresì, alla costruzione di un'area
mediterranea di sviluppo, pace, solidarietà e collaborazione
fra i popoli e le istituzioni dei Paesi del Mediterraneo,
assolvendo, in tal modo, ad una funzione di ponte ideale tra
l'Unione europea, da una parte, e tali Paesi, dall'altra, anche
attraverso l'intensificazione delle politiche di integrazione
delle realtà multietniche e multiculturali. .
Emendamento 29 R:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Per le materie di cui all'articolo 29 l'Assemblea
regionale siciliana è tenuta entro sei mesi dall'approvazione
di leggi di sistema da parte dello Stato ad esprimersi con
proprio atto sull'applicabilità in Sicilia delle norme
approvate.
2. In caso di inerzia, trascorsi infruttuosamente i termini di
cui al comma precedente, le disposizioni di legge approvate
dallo Stato si applicano immediatamente, in quanto compatibili,
nella Regione siciliana e restando salva la competenza
legislativa della Regione nelle materie suddette.
3. In tal caso il Presidente della Regione, entra i trenta
giorni successivi, emana un decreto attuativo della normativa
statale. .