Presidenza del vicepresidente Fleres
ZAGO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Comunicazione di ordinanza del TAR Sicilia
PRESIDENTE Comunico che con ordinanza n. 135/05, il Tribunale
amministrativo regionale della Sicilia - sede di Palermo, Sezione
seconda -, con riferimento all'indizione di bandi di concorso per
il conferimento del 10 per cento delle sedi farmaceutiche vacanti
o di nuova istituzione in favore dei titolari di farmacia rurale
sussidiata nelle isole minori con almeno 10 anni di anzianità di
servizio, ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata
la questione di costituzionalità dell'articolo 32, commi 1, 2 e
3, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, per contrasto con
l'articolo 17 dello Statuto siciliano; gli articoli 3, 32, 41, 97
e 117, commi 1 e 2 della Costituzione e dell'articolo 10 della
legge costituzionale n. 3 del 2001.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
dell'interpellanza presentata.
ZAGO, segretario f.f.:
-N. 245 -Verifica della legittimità degli atti prodotti per la
realizzazione di un impianto eolico nel sito di Monte Pozzillo a
Salemi (TP) ed iniziative a tutela del relativo patrimonio
archeologico.
-Presidente Regione
-Assessore Territorio
-Firmatario: Ferro Giovanni
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Saluto alla scolaresca della Scuola Media Luigi Pirandello di
Comiso
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, saluto la scolaresca ed il
personale docente e non docente della Scuola Media Luigi
Pirandello di Comiso, qui venuti per visitare il Palazzo dei
Normanni e presenti in Aula per assistere alla seduta del
Parlamento siciliano.
Come i colleghi sanno, l'Assemblea regionale siciliana ha
notevolmente investito in iniziative rivolte alle scolaresche,
realizzando tra l'altro una serie di pubblicazioni miranti a
semplificare la comprensione dei procedimenti parlamentari, delle
funzioni del Parlamento e delle sue prerogative.
Siamo convinti che costruire un percorso di maggiore conoscenza
della democrazia parlamentare rappresenti una conquista per le
istituzioni, e in particolare per la Regione siciliana, anche
perché favorisce la comprensione delle scelte che vengono
compiute ed il relativo percorso di inclusione, di partecipazione
democratica che è a fondamento di qualsiasi attività di natura
democratica e parlamentare.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che,
per legge e obblighi derivanti da regolamenti comunitari
europei, circa il 10 per cento della produzione di uve da vino è
destinato alla trasformazione ed allo smaltimento in distilleria;
è obbligo dei produttori di uve, nel periodo della pigiatura,
consegnare in distilleria per lo smaltimento le 'fecce'e le
'vinacce' derivanti dalla trasformazione;
ricordato che,
la viticoltura, oltre ad essere la seconda componente della
produzione lorda vendibile (PLV) dell'Isola, concorre in modo
cospicuo alla formazione del suo valore aggiunto;
la viticoltura è il volano della filiera vitivinicola e
rappresenta la componente fondamentale dell'agricoltura delle
quattro province occidentali della Sicilia;
considerato che,
al fine di smaltire le giacenze, eliminare le eccedenze e
selezionare la qualità, in Sicilia, per le condizioni del
mercato, su una produzione media di sette milioni di ettolitri,
mediamente ogni anno, oltre alle prestazioni ciniche, almeno un
ulteriore 20/25 per cento della produzione di vino è destinato,
per mezzo della distillazione, alla trasformazione in alcool per
usi alimentari ed industriali (componenti della benzina verde);
complessivamente, nel comparto si registrano circa 30 mila
aziende attive che occupano 45 mila unità lavorative e si stimano
altrettanti lavoratori stagionali;
a causa dell'insularità e delle distanze dagli impianti di
distillazione di altre realtà europee, nonché degli obblighi
temporali imposti per la consegna dei sottoprodotti (fecce e
vinacce), in distilleria, non è né economicamente remunerativo né
conveniente per i produttori attivare contratti e rivolgersi agli
operatori extraregionali;
in Sicilia, per l'evoluzione della storia industriale del
comparto, il mercato della distillazione dei prodotti vinosi,
funziona, da almeno un quindicennio come un oligopsonio perfetto,
con tutte le conseguenze economiche e sociali che tale
alterazione rappresenta per i produttori vitivinicoli e per le
cantine sociali;
considerato inoltre che,
nell'annata in corso, in Sicilia, al fine di eliminare le
eccedenze produttive, sono stati stipulati e autorizzati, dalle
autorità competenti, contratti di distillazione facoltativa pari
a 850 mila ettolitri di vino (in valore pari a 25 milioni di euro
+ IVA), di cui circa 650 mila ettolitri circa (pari al 67 per
cento del totale) solo con l'azienda 'Distilleria Bertolino
S.p.A.' di Partinico (PA);
sui contratti di distillazione facoltativa in corso e
autorizzati, la mancata adempienza della consegna contrattuale
del prodotto alla distilleria da parte dei produttori comporta
sanzioni pecuniarie notevoli, per cui è impossibile la
rescissione unilaterale del contratto con il distillatore per
cercare un nuovo contraente;
i distillatori hanno attivato tutti i contratti stipulati e
autorizzati di distillazione facoltativa in corso, incassando da
AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) la cospicua
anticipazione sull'importo del contratto stipulato ed
autorizzato;
la normativa comunitaria che regola la materia (Reg. CE n.
1623 del 2000 e succ.) non consente la rescissione contrattuale;
considerato infine che,
il comparto del vino, anche a livello comunitario, sta
attraversando una grave crisi di mercato, rimarcata dall'assenza
di contrattazioni e di domanda; tanto che, in alternativa, sono
in discussione, nel mondo sindacale dell'UE, richieste di misure
e provvedimenti di emergenza e sostegno attraverso ipotesi di
distillazione di crisi e provvedimenti straordinari per le crisi
di mercato;
in Sicilia, una sola azienda è detentrice del 70 per cento
della capacità di distillazione complessiva;
a causa di provvedimenti cautelativi ambientali della
magistratura, l'azienda 'Distilleria Bertolino S.p.A.' non ha
ritirato il prodotto già vincolato contrattualmente dalle
autorizzazioni di distillazione facoltativa in corso;
al fine di evitare pesanti ripercussioni economiche sui
produttori dell'intero comparto e sui bilanci aziendali di molte
cooperative e cantine sociali,
impegna il Governo della Regione
a varare un provvedimento di durata provvisoria (fino alla
cessazione dell'emergenza), immediato, straordinario ed
eccezionale, di integrazione pubblica del prezzo del trasporto
dei prodotti vinosi e dei sottoprodotti della vinificazione
(fecce e vinacce) ad altri stabilimenti enologici di
distillazione situati nel bacino del Mediterraneo europeo;
a chiedere all'UE la deroga al Reg. CE n. 1493 del 1999 ed al
Reg. CE n. 1623 del 2000, in materia di contratti di
distillazione facoltativa, per consentire ai produttori siciliani
il trasferimento unilaterale, solo per l'anno in corso, ad altri
operatori europei di distillazione, dei contratti in essere,
qualora il contraente distillatore originario, entro due mesi,
non ritiri la quantità di prodotto contrattualmente stipulato e
pattuito;
a chiedere all'UE il varo urgente, di provvedimenti e misure
straordinarie di sostegno alla produzione, finalizzate a
riequilibrare il mercato del prodotto finito,
attraverso
l'eliminazione delle eccedenze, integrative ad eventuali
provvedimenti di distillazione di crisi, finalizzate a
rivitalizzare i consumi e le esportazioni;
a chiedere al Governo nazionale il varo di misure economiche
integrative ai provvedimenti di distillazione di crisi tali da
colmare l'eventuale differenza fra prezzo fissato dall'UE per la
distillazione di crisi e costi medi di produzione.» (419)
GIANNOPOLO - ODDO - CRACOLICI - CAPODICASA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
in data 23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 è stata
istituita la Riserva naturale orientata (R.N.O.) Bosco di Santo
Pietro, ricompresa nei territori dei comuni di Caltagirone e
Mazzarrone, in provincia di Catania;
numerosi sono stati gli interventi per un miglioramento delle
condizioni interne della R.N.O. Bosco di S. Pietro, ma nessuno
risolutivo rispetto ad un'errata perimetrazione dello stesso;
quanto sopra ha determinato un lento deterioramento del bosco,
in considerazione del fatto che all'interno delle riserve vigono
specifici divieti;
tra questi, il divieto di caccia, che comunque non rispetta le
percentuali fissate dalla legge regionale n. 33 del 1992 per
l'intero territorio provinciale, ed in più rende impossibile lo
svolgimento delle attività agro - silvo pastorali, poiché i
raccolti vengono spesso distrutti dalla numerosa popolazione
cunicola;
tale popolazione ha superato la soglia di rischio e la sua
presenza è dodici volte superiore alla sopportabilità del
territorio, così come risulta dal censimento effettuato dall'ente
gestore;
come se non bastasse, il proliferare delle zecche è
strettamente correlato all'incremento demografico del coniglio,
con i conseguenti pericoli per la salute umana;
ipotesi di abbattimenti o catture non sono prese in
considerazione per la particolarità del territorio, senza tener
conto che sono invece indispensabili per il suo equilibrio;
i coltivatori locali sono quindi soggetti a notevoli perdite
economiche alle quali vanno aggiunti anche i problemi legati al
trasporto delle merci prodotte, a causa dell'impossibilità di
realizzare un'adeguata rete viaria interna alla riserva;
oltre a quanto già esposto, peraltro oggetto di numerosi atti
di indirizzo politico approvati da questo Parlamento, è sempre
più insistente l'esigenza di risolvere un'ulteriore problematica
legata alla ex strada del Consorzio di bonifica di Caltagirone n.
31 che si innesta nella strada provinciale 34 che, all'interno
della riserva, ne consente l'attraversamento ed è soprattutto
utilizzata per il trasporto dell'uva ivi coltivata;
la citata arteria, in realtà, è un percorso che è stato creato
nel tempo dal passaggio dei camion, soltanto in alcuni tratti
asfaltato e, considerate le condizioni del territorio e la
mancata manutenzione, la strada è divenuta impraticabile ed il
rischio di deterioramento delle merci trasportate è sempre più
alto,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tutte le iniziative utili affinchè si possa
procedere ad un'immediata risoluzione di quanto esposte in
premessa;
ad esaminare l'ipotesi di incontro con i responsabili della
Provincia regionale di Catania, al fine di valutare l'opportunità
di asfaltare la strada provinciale 34 e l'ex strada consortile
31, anche in deroga a quanto contenuto nelle norme in vigore, al
fine di agevolare il transito ed in particolare il trasporto
delle merci prodotte all'interno della Riserva naturale orientata
Bosco di Santo Pietro ed evitare aggravi di spesa agli
agricoltori ed alla stessa Regione, che deve già affrontare il
risarcimento dei danni provocati dall'eccessiva presenza
cunicola.» (420)
FLERES-CATANIA G.-MAURICI -BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che lo sviluppo ed il completamento del sistema dei
collegamenti terrestri in Sicilia costituisce obiettivo
ineludibile ed urgente;
ricordato che in questo contesto la definizione dell'asse
stradale Siracusa-Gela rappresenta una delle opere decisive per
lo sviluppo della Sicilia sud-orientale;
visto che a tutt'oggi l'opera appare lontana dalla definizione,
nonostante le decisioni assunte da diversi governi nazionali e
regionali succedutisi nel corso degli ultimi anni;
tenuto conto delle richieste e sollecitazioni, che da più parti
vengono per il rapido completamento dell'opera;
considerata, in particolare, la mobilitazione della popolazione
di Gela e della sua Amministrazione, che dimostra una
straordinaria attenzione e la ferma volontà di non subire
ulteriori ritardi,
impegna il Governo della Regione
a farsi garante della rapida e pronta realizzazione dell'asse
stradale Siracusa-Gela
a mettere in campo tutti gli strumenti operativi utili e
necessari a superare difficoltà e ostacoli burocratici;
ad intervenire presso il Governo nazionale perché siano
tempestivamente attuati tutti gli adempimenti di propria
competenza.» (421)
SPEZIALE - CAPODICASA - CRACOLICI -CRISAFULLI - DE
BENEDICTIS -
GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO -VILLARI - ZAGO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il lungo periodo di cassa integrazione deciso
dalla Fiat per i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese
fa presagire serie difficoltà dell'azienda a mantenere gli
impegni e le assicurazioni a suo tempo fornite circa il
mantenimento nel ciclo produttivo dello stabilimento di Termini
Imerese;
osservato che sono stati, altresì, disattesi gli impegni, anche
finanziari, promessi dalla Regione per evitare la chiusura dello
stabilimento siciliano della Fiat;
visto che lo stabilimento in questione è stato escluso dal
contratto di programma del Ministero delle Attività produttive;
considerato che lo stesso ministro Marzano avrebbe rilevato
inspiegabili ritardi nelle operazioni di competenza della Regione
siciliana;
rilevato che tale situazione di incertezza e precarietà si
ripete per il caso IMESI- Keller, per la Emmegi, legata alla
vicenda Parmalat, o per vertenze che si trascinano da anni, come
quella della Tecnosistemi, fino al vasto mondo del precariato
sempre appeso a qualche emendamento della finanziaria,
impegna il Governo della Regione
ad adottare misure urgenti e operative per intervenire in
questo stato di crisi ed evitare ulteriori disimpegni e
smantellamenti del già precario apparato produttivo
siciliano.»(422)
ODDO - GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE
-
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151 -
Norme stralciate/A)
PRESIDENTE Si procede al seguito della discussione del
disegno di legge Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme
stralciate/A), iscritto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione legislativa Bilancio e
finanze a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella seduta n. 285 del 12 aprile 2005 sono stati
accantonati gli articoli 4, 7, 10 e 14.
Restano altresì accantonati gli emendamenti aggiuntivi, dopo
l'articolo 17. Va infine votato l'articolo 18, relativo alla
pubblicazione.
Ricordo che sono stati presentati i seguenti emendamenti dal
Governo: 4.1 e 4.2.
Si passa all'emendamento 4.1 del Governo.
Onorevole assessore Lo Monte, ha avuto modo di approfondire con
gli uffici le questioni relative alla materia? Le ricordo che vi
è un problema di modalità di erogazione e di quantificazione del
contributo.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, la proposta è stata
avanzata così com'è, una volta si sarebbe chiamato provvedimento
fotografia . Io vorrei, invece, che avesse le caratteristiche
proprie di una norma, cioè generalità e astrattezza.
PRESIDENTE Onorevole Lo Monte, le questioni sono due: la
prima è una questione specifica che interviene come contributo
straordinario, l'altra è di carattere generale ed interviene come
contributo in conto interesse.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, se tale competenze
viene lasciata all'assessorato Bilancio sono favorevole, purchè
non venga dato l'ordine al mio assessorato. Preannuncio la
presentazione di un subemendamento.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
seguente subemendamento 4.1.1:
«Al primo rigo dell'articolo 4 sostituire le parole
L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca con le parole L'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.2 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Modifiche alla Tabella H allegata alla legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17
1. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, è apportata, per l'esercizio finanziario 2005, la
seguente modifica in migliaia di euro:
UPB 10.2.1.3.3, capitolo 413705 -75.
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 2005, è apportata
la seguente modifica in migliaia di euro:
UPB 10.2.1.3.3, capitolo 413707 +75.
3. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, è apportata la seguente modifica:
UPB 9.3.1.3.7, capitolo 377720, di cui:
Centro studi filologici e linguistici = 75 migliaia di
euro;
Società siciliana di storia patria = 75 migliaia di
euro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dalla Commissione: emendamenti 7.1, 7.16, 7.17, 7.18, 7.2.1,
subemendamento all'emendamento 7.2;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: emendamento
7.2.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 7:
-dal Governo: emendamenti 7.4; 7.5; 7.6; 7.7; 7.8; 7.9; 7.10;
7.11; 7.12; 7.13; 7.14; 7.15; 7.19; A 1; A 1.1, subemendamento
all'emendamento A1; A3; A5; A5.1 subemendamento all'emendamento
A5; A29; 7.22; 7.24; 7.25; 7.19.1, subemendamento all'emendamento
7.19; 7.28;
-dagli onorevoli Crisafulli, Formica, Misuraca e Antinoro:
emendamento 7.3;
-dall'onorevole Formica: emendamenti A23; 7.20;
-dall'onorevole Scalici: emendamento A2;
-dall'onorevole Beninati: emendamenti A36; A35;
-dall'onorevole Crisafulli: emendamento A6;
-dagli onorevoli Basile, Sbona, Scalici, Acanto: emendamento
A24;
-dagli onorevoli Villari, Speziale, Giannopolo: emendamento A25;
-dall'onorevole Antinoro: emendamento A32;
-dall'onorevole Vitrano: emendamento A27;
-dagli onorevoli Sammartino e Formica: emendamento 7.21;
-dall'onorevole Ardizzone: emendamento 7.23.
Si passa all'emendamento 7.1 della Commissione. Il parere del
Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2.1 della Commissione. Il parere del
Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Ci sono altri emendamenti che prevedono copertura finanziaria.
Vorrei che il Governo esprimesse il proprio parere su questi
emendamenti.
CIMINO assessore alla Presidenza. Signor Presidente, il
Governo esprime parere contrario su tutti gli emendamenti che
prevedono spesa.
PRESIDENTE Pertanto dichiaro improponibili gli emendamenti
7.3 e A23.
Gli emendamenti 7.4, 7.5, 7.6, 7.7, 7.8, 7.9, 7.10, 7.11, 7.12,
7.13, 7.14, 7.15, 7.16, 7.17 e 7.18 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.19.1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.19. Lo pongo in votazione votazione
nel testo risultante. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.28. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.23. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.22. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.24. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.25. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.20. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.21. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, vorrei far rilevare
che l'emendamento A23 è stato erroneamente dichiarato
improponibile per mancanza di copertura finanziaria, perché la
copertura necessaria viene indicata nello stesso emendamento.
PRESIDENTE Ne prendo atto, onorevole Assessore.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento A23. Il parere del
Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE Signor Presidente, vorrei far rilevare che anche
l'emendamento A25 indicava al suo interno la compensazione per la
relativa copertura finanziaria.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, c'è stata qualche
incomprensione con gli uffici. Gli appunti che erano stati
forniti alla Presidenza prevedevano la mancanza di copertura
finanziaria sia per l'emendamento A23, che è stato già votato,
sia per l'emendamento A25.
Pertanto pongo in votazione l'emendamento A25. Il parere del
Governo?
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti sono preclusi, per mancanza di
copertura finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1.
Comunico che è pervenuta, da parte del Governo, una richiesta
di accantonamento per una riscrittura.
Pertanto l'emendamento A1 viene accantonato con il relativo
subemendamento A1.1.
Si passa all'emendamento A5.
Comunico che è pervenuta, da parte del Governo, una richiesta
di accantonamento per una riscrittura.
Pertanto l'emendamento A5 viene accantonato con il relativo
subemendamento A5.1.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Svolgimento contemporaneo del referendum con le elezioni
amministrative
1. All'articolo 22 della legge regionale 23 ottobre 2001, n.
14, sono aggiunti i seguenti commi:
1 bis. In caso di contemporaneo svolgimento del referendum con
le elezioni amministrative si applicano nel territorio della
Regione, ferma restando per il resto la vigente normativa
relativa alle singole consultazioni, le seguenti disposizioni:
a) gli adempimenti e le operazioni preliminari alla votazione
vengono effettuati con le modalità previste dagli articoli 16 e
31 del Testo Unico approvato con decreto del Presidente della
Regione 20 agosto 1960, n. 3;
b) le operazioni di votazione si svolgono dalle ore 8.00 alle
ore 22.00 della domenica e dalle ore 7.00 alle ore 15.00 del
lunedì successivo;
c) ultimate le operazioni di votazione e di riscontro, lo
scrutinio ha luogo dando la precedenza alla consultazione
referendaria.
1 ter. Limitatamente ai comuni interessati anche alle elezioni
amministrative, per la composizione degli uffici di sezione si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 10 del Testo Unico
approvato con decreto del Presidente della Regione 20 agosto
1960, n. 3 ed ai fini degli onorari le operazioni relative al
referendum si considerano operazioni aggiuntive. Le spese
derivanti dall'attuazione di adempimenti comuni sono ripartite
proporzionalmente tra la Regione e gli enti interessati al
rinnovo degli organi.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamento 10.5, interamente sostitutivo
dell'articolo;
- dall'onorevole Liotta: emendamento 10.3, soppressivo
dell'articolo;
- dagli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti:
emendamento 10.4, soppressivo dell'articolo;
- dall'onorevole Crisafulli: emendamento 10.1.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 10:
- dagli onorevoli Fleres, Spampinato, Catania Giuseppe, Ortisi,
Maurici: emendamento 10.2;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 10.6;
- dall'onorevole Ardizzone: emendamento A13;
- dagli onorevoli Raiti, Miccichè, Morinello: emendamento A 22;
- dagli onorevoli Sanzeri, Liotta ed altri: 10.8;
- dagli onorevoli Dina, Ioppolo, Sbona e Misuraca: 10.7.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, conclusa la
discussione relativa alla parte economica, che ha visto una serie
di spese più o meno giustificate, vista la situazione di crisi in
cui versa la Regione, passiamo ora alla politica, all'attività
istituzionale di questo Parlamento.
Entrando nel merito dell' articolo 10, ciò che veramente
colpisce è la sciatteria con cui vengono affrontate le questioni
che riguardano le riforme elettorali. E' la coda di una
situazione politica disastrosa che non tarderà ad avere risposte
da parte del popolo siciliano.
Abbiamo capito, ormai, qual è l'orientamento del corpo
elettorale a livello nazionale, e spero che anche qui in Sicilia
ci sia lo stesso orientamento.
Eppure, in questo Parlamento si continua ad operare come se in
questi ultimi giorni non fosse accaduto nulla; anzi si vuole
mettere un bavaglio, si vuole impedire un'espressione democratica
e libera qual è il referendum, pensando di ostacolare quello che
già è stato tracciato.
Abbiamo sempre detto che il referendum è una macchina che non
si può fermare, perché voluta precedentemente dal legislatore, e
pertanto ritengo che tutte le manovre poste in essere per
ostacolarlo sono destinate a fallire.
Con l'articolo 10 si vuole andare contro una decisione di
questo Parlamento, il quale ha già stabilito che la votazione per
il referendum debba avvenire solo nella giornata di domenica e
non anche del lunedì.
Si è voluto far coincidere la data del referendum con quella
delle elezioni amministrative con la scusa di risparmiare qualche
centinaio di migliaia di euro - perché di questo si tratta - e
adesso, di converso, si vuole estendere il voto per il referendum
anche al lunedì.
Ricordo ai colleghi che già esiste un decreto, firmato dal
Presidente della Regione, che indìce il referendum per il 15
maggio. A meno che questo decreto non abbia alcun valore, non si
capisce per quale ragione bisogna estendere la votazione del
referendum anche alla giornata del 16 maggio.
Ritengo che la giustificazione di uniformare il sistema di voto
sia assolutamente inconsistente, oltre che contraddittoria,
perché ci sono comuni in cui, molto probabilmente, si voterà solo
domenica 15 maggio. E mi riferisco ai comuni dove si vota con il
maggioritario e per questi, quindi, le spese elettorali saranno
limitate alla sola domenica . Per quei comuni che contano un
numero di abitanti superiore ai 5 mila, sappiamo benissimo,
invece, che si potrà votare sino all'indomani. Ciò significa che,
in quei comuni, lo scrutinio relativo ai voti sull'elezione del
sindaco e del consiglio comunale dovrà avvenire il giorno
successivo; infatti, il referendum è la prima scheda che dovrà
essere scrutinata. Da ciò se ne deduce che in occasione di tali
elezioni amministrative si verificheranno notevoli problemi di
carattere organizzativo, oltre ad avere un maggiore onere per gli
stessi comuni e quindi per la Regione.
Se da un lato, per risparmiare, si sono volute accorpare le
elezioni amministrative con il referendum, dall'altro una tale
scelta comporta che si allungano le procedure di scrutinio e di
elezione ed aumentano le spese per le casse comunali, che a loro
volta chiederanno conto di ciò alla Regione.
Pertanto, cari colleghi, mi chiedo e vi chiedo dove sta la
convenienza di unire le due votazioni.
La verità è un'altra: si vuole stravolgere il concetto di
referendum e si è voluto in questo caso fare un tentativo
maldestro; pertanto, ricorreremo al Commissario dello Stato
perché tale tentativo è in palese contrasto con il decreto
firmato dal Presidente della Regione.
Aggiungo una cosa strana al riguardo: qualcuno ha suggerito ai
sindaci dei comuni nei quali si vota per il referendum che si
voterà non solo il 15 maggio ma anche il 16 maggio. Considerato
che i Comuni hanno già stampato un tale avviso per l'indizione
dei comizi referendari, vorrei capire come una tale notizia sia
stata anticipata dal momento che ancora non c'è stato nel merito
un pronunciamento di questo Parlamento. Ritengo che la
grandissima confusione che ne è conseguita è stata voluta
appositamente, si è voluta determinare una sorta di confusione
nell'elettore proprio per inculcargli appunto una disaffezione
nei confronti di una occasione referendaria che è la prima in
Sicilia. Se si fosse tenuto chiaramente e velocemente in una sola
giornata non sarebbe stato così. Invece si vuole protrarre fino
all'indomani per creare confusione e altro tipo di decisione e
perché evidentemente ciò è utile affinché l'elettore siciliano si
disaffezioni dal referendum.
Quindi tale sistema deve essere rivisto e, da questo articolo
che avete proposto, non mi pare che la cosa sia stata discussa
nella Commissione di merito: non mi risulta che la prima
Commissione, di cui faccio parte, l'abbia esaminato. Anzi, chiedo
al Presidente della prima Commissione, onorevole Ardizzone, se
questo articolo abbia seguito la normale procedura, perché è un
articolo la cui competenza è della prima commissione; ma in
questo caso è andata diversamente, dato che la norma è stata
inserita durante il dibattito tenuto in Commissione Bilancio.
Probabilmente, qualcuno ha cercato di mischiare le carte .
Spero, signor Presidente e onorevoli colleghi, che si venga qui
a chiedere conto e ragione di questa norma che ritengo
veramente illegittima e della quale, pertanto, chiedo il ritiro.
Ma in relazione all'emendamento già discusso in commissione,
quello relativo alla tornata elettorale, voluto per evitare che
vengano a coincidere le elezioni regionali con quelle
amministrative dato che, come sappiamo, è una norma che bisogna
approvare in quanto è necessaria e ciò vale anche per il
referendum.
Qui si discute se dobbiamo congiungere le elezioni
amministrative a quelle regionali; la stessa cosa vale per il
referendum, dato che il tema è la legge elettorale regionale e,
quindi, a mio avviso deve essere esclusiva.
Per queste ragioni noi votiamo contro e preannuncio che
chiederemo, eventualmente, una discussione ancora più
approfondita e il voto segreto.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'Assemblea si stia apprestando a correggere un pasticcio con un
ulteriore pasticcio, forse ancora più grosso.
Perché un pasticcio è stato accorpare il referendum
confermativo della legge elettorale con le elezioni
amministrative, peraltro parziali in Sicilia; dico ciò perché
ben si sapeva che i giorni dedicati per il voto alle
amministrative sono due, quando uno solo è il giorno previsto per
il voto al referendum; si sapeva all'origine, si poteva
provvedere altrimenti, si poteva indicare altra data per il
referendum.
D'altra parte se quest'Aula ha previsto un solo giorno per il
voto al referendum e due giorni per le amministrative, penso che
abbia fatto una riflessione su questo. Ma, adesso, ci si dice
che ragioni economiche, ragioni di risparmio, impongono
l'accorpamento delle due votazioni.
Ebbene, per queste ragioni di risparmio si sacrifica la
logica: l'elettore, ed è questa la logica del decreto
presidenziale che ha indetto il referendum, si troverebbe nella
giornata di domenica a votare con la scheda per le amministrative
e per il referendum e lunedì, invece, solo per le amministrative.
E' una incongruenza logica Oggi l'Assemblea cerca di
correggere questa incongruenza, ma con che cosa? Con
un'incongruenza maggiore.
Il decreto del Presidente della Regione, con il quale indice
il referendum, così come previsto dalla legge regionale numero
14/2001, è un decreto che è stato emesso non più di trenta giorni
dopo dalla accettazione del referendum, sappiamo bene che la
legge numero 14 del 2001 prevede che si debba votare tra il
quarantacinquesimo giorno ed il sessantesimo giorno dopo
l'emanazione del decreto.
Bene, oggi, fra le altre considerazioni che si potrebbero fare
per indicare che si sta facendo un pasticcio, (se dovessimo
approvare questa norma), e vi è un emendamento soppressivo che
abbiamo presentato proprio per evitare questo pasticcio,
bisognerebbe che il Presidente della Regione emanasse un altro
decreto presidenziale per regolamentare il referendum, proprio
perché la legge, da sola, non modifica sul piano amministrativo
l'indizione del referendum, occorre altresì un atto
amministrativo che è il decreto del Presidente della Regione.
Nel momento in cui venisse emanato il decreto del Presidente
della Regione, il referendum non potrebbe essere che svolto se
non tra il quarantacinquesimo ed il sessantesimo giorno dopo la
emanazione dello stesso decreto, ciò eliminerebbe la ragione
primaria di questo articolo 10: quella di accorpare amministrative
e referendum dato che la data per il referendum andrebbe fissata
oltre le amministrative. A me sembra un pasticcio. Se quest'Aula,
per una volta, volesse fermarsi a riflettere su queste cose, può
anche darsi che eviteremmo in futuro di fare pasticci del genere.
CIMINO assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore alla Presidenza. Signor presidente,
onorevoli colleghi, avendo ascoltato gli interventi dei colleghi
parlamentari, volevo ribadire come la volontà del Governo della
Regione ed il decreto del Presidente, emanato in data del 15
maggio, é stata coordinata, in via amministrativa per dare ai
cittadini siciliani, la possibilità e l'opportunità di
razionalizzare le attività di espressione del voto, sia per
quanto concerne le elezioni amministrative, sia per il voto
referendario.
La necessità di questo provvedimento legislativo, nasce dal
dato che questa...
LIOTTA Assessore Cimino, possiamo avere copia del suo
comunicato?
CIMINO assessore alla Presidenza. Senz'altro, onorevole
Liotta. Dicevo, la necessità di tale coordinamento, in via
amministrativa, con decreto del presidente della Regione é stato
possibile ed é indispensabile, per riuscire a razionalizzare al
meglio questo tipo di iniziativa, facendo approvare questo
articolo che prevede lo svolgimento contemporaneo
dell'espressione del voto, sia del referendum che delle elezioni
amministrative.
Pertanto riterrei importante che l'Aula esprimesse un voto
favorevole.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dato che è
intervenuto il rappresentante del Governo, chiedendo il voto
favorevole dell'Aula su questo articolo, é giusto che un
rappresentante dell'attuale maggioranza, in quest'Aula, cerchi in
qualche maniera di spiegare al Governo che, probabilmente non si
è reso conto che, di recente, in Italia sono cambiate alcune
cose.
Forse non si è reso conto, perché preso dall'enorme lavoro
che svolge all'interno degli assessorati, che l'elettorato
italiano improvvisamente non ha dato, come invece era stato negli
ultimi dieci anni, un cinquanta per cento dei voti al centro-
destra e un cinquanta per cento dei voti al centro-sinistra:
improvvisamente l'Italia si é spostata a sinistra.
Io credo che dalle parole dell'assessore Cimino, evidentemente
forse perché all'estero e non ha quindi, potuto leggere le
cronache delle ultime settimane ed i risultati elettorali, mi
sembra di capire che il Governo non si è reso conto che
costringendo i partiti che compongono l'attuale maggioranza a
portare i propri elettori, che oggi sono molto di più di quanto
voi possiate immaginare, a votare per il referendum sulla nuova
legge elettorale il 15 e il 16 maggio, l'effetto che produrrà
sarà che i nostri elettori si occuperanno solo del referendum e
non delle elezioni amministrative, rischiando, così, anche in
Sicilia, di far avanzare un trend che, sicuramente sarebbe di
grave nocumento per questa maggioranza e per il Governo.
Assessore Cimino, sarebbe meglio che all'interno di quelli che
si sono considerati, sino al voto delle ultime elezioni
regionali, i rappresentati dei grandi partiti
Forse sarebbe meglio che, all'interno di quelli che si sono
considerati, fino al voto delle ultime elezioni regionali, i
rappresentanti dei grandi partiti, iniziasse una riflessione interna
ai vostri partiti e, anziché addebitare soltanto a singoli soggetti
le responsabilità, cominciate a fare meglio i conti perché questa
nuova legge elettorale, innanzitutto, non è la legge votata da
questo Parlamento, e lei, onorevole Cimino, dovrebbe ben saperlo
visto che il maxi emendamento che il suo partito, insieme al mio,
hanno fortemente voluto in quella legge è stato interamente
cassato ad opera del Commissario dello Stato. Quindi, l'attuale
legge elettorale soggetta a referendum non è la legge elettorale
di questo Parlamento e, siccome il mio no su questa legge - che
non è quella che io ho votato - è stato chiaro fin dal primo
istante, invito il Governo a riflettere meglio sull'opportunità
di portare gli elettori siciliani ad esprimere il voto a favore o
contro la nuova legge elettorale in giornate diverse dalle
elezioni amministrative.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che mi sono meravigliato nell'ascoltare l'intervento
dell'onorevole Acierno. Non comprendendo se questa è una sede
legislativa, una piazza o una riunione di maggioranza, dove
nessuna motivazione nel merito viene posta pro o contro una
proposta di legge, ma viene rivolto un invito, da una parte della
maggioranza al Governo della Regione, a valutare l'opportunità
politica della norma.
Personalmente ritenevo che noi siamo, invece, in un'Assemblea
legislativa dove dobbiamo intervenire rispetto a proposte di
legge e cercando di motivare a favore o contro la legittimità e
l'opportunità legislativa, e non politica, delle norme di legge.
Signor Presidente, credo che anche la Presidenza, quando vi
sono interventi di questo tipo, dovrebbe intervenire per
ricordare a noi tutti che siamo in un'Assemblea legislativa.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, il Governo si è già espresso su
questa vicenda. La Presidenza può soltanto, eventualmente,
accantonare l'articolo 10 con i relativi emendamenti e passare
agli emendamenti aggiuntivi se il Governo ............
(Proteste dai banchi di sinistra)
Onorevole Micciché, se lei si calma io faccio un ragionamento.
Se pretende di fare l'esegeta delle mie parole, non so se ci
riesce.
Siamo in fase di votazione, onorevole Cintola. Lei ha chiesto
di parlare, e può pure certamente parlare per dichiarazione di
voto. Ma, sull'argomento in questione il Governo si è già
espresso con un intervento dell'assessore alla Presidenza,
onorevole Cimino. Pertanto, se il Governo ha in mente di proporre
una riscrittura può, tutt'al più, chiedere l'accantonamento,
altrimenti la Presidenza deve porre in votazione gli emendamenti
10.3 e 10.4 e poi l'articolo.
CIMINO assessore alla Presidenza. Il Governo chiede
l'accantonamento.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi non
possiamo pagare oltre misura la confusione del Governo perchè, al
di là del merito, c'è un problema di carattere procedurale di cui
ogni volta il Presidente dell'Assemblea deve tenere conto.
Ieri l'articolo 10 era stato accantonato. Se il Governo aveva
intenzione di riscrivere l'articolo 10 avrebbe dovuto presentarsi
stasera in Aula con la riscrittura.
Non può sfuggire un elemento che è più di fondo e che riguarda
non tanto il referendum ma la legge: se il Governo ritiene che la
legge - come viene avvertito tra l'altro dagli interventi della
maggioranza - non è più la legge voluta dalla maggioranza di
quest'Aula e sulla quale noi abbiamo votato contro, deve compiere
un atto consequenziale che non è legato alle quisquilie' del
referendum o alla data del referendum.
Il Governo deve dire all'Aula se la sua maggioranza intende
sostenere questa legge, come ha fatto nei diversi incontri che si
sono svolti anche con il Comitato referendario, o che il Governo
non intende assolutamente sostenere la legge.
Ma se il Governo non intende sostenere questa legge, e se noi
abbiamo votato contro, mi chiedo di chi sia la paternità di detta
legge.
Il Governo abbia il coraggio di presentare in Aula un
emendamento con il quale spiega che non ci sono più le condizioni
per tenere in vita la legge e non il referendum Perché sul
referendum, la posizione degli amici referendari sulla
razionalità delle date è debolissima.
In realtà esiste un problema di fondo che non emerge nel corso
del dibattito
Il Governo dica chiaramente all'Aula qual è il suo
orientamento Se è quello che gli onorevoli Cuffaro e Miccichè
hanno dichiarato ai Comitati referendari, in una sede diversa dal
Parlamento, è una cosa Ma lo dica qui, adesso E se il Governo
non intende sostenere le ragioni principali della modifica alla
legge elettorale, è giusto che il Parlamento lo sappia e adotti
un provvedimento idoneo a cassare l'intera legge.
Questo, secondo me, è il punto centrale che deve investire la
responsabilità del Governo e non le quisquiglie che si
accompagnano all'accorpamento delle date.
Ripeto, il Governo esprima chiaramente la propria posizione, in
Aula, per evitare di trascinarci dietro una questione che può
diventare irrisolvibile.
Il Governo crede di utilizzare questa vicenda del referendum
per giocare un brutto scherzo al centro sinistra. Ma c'è una
reale difficoltà Come giustamente è stato rilevato:
l'orientamento degli elettori non si forma su un meccanismo
strumentale, elettorale, ma sulle politiche del Governo e come
hanno dimostrato i risultati elettorali l'orientamento del Paese
è già abbastanza consolidato. E così avverrà, secondo me, anche
in Sicilia. Quindi, utilizzare l'elemento referendario per creare
scompiglio tra le fila avversarie è un errore miope e
tatticamente sbagliato.
Quindi, il Governo, invece di riscrivere l'articolo, dica
chiaramente che non vuole più sostenere questa legge per i
contrasti interni a Forza Italia, dato che il sottosegretario per
l'economia, onorevole Miccichè, vorrebbe , ancora, il
Tatarellum e lo ha dichiarato nelle riunioni di Gruppo, così
come lo ha dichiarato l'onorevole Cuffaro non convinto della
bontà di quella legge.
Abbiate il coraggio di avere una posizione chiara. Presentate
un emendamento di soppressione della delibera di approvazione
della legge elettorale.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
stiamo facendo un ragionamento pasticciato. Comprendo le
considerazioni dell'onorevole Speziale: peccato che non ci abbia
pensato prima.
Stiamo discutendo sulla data di celebrazione del referendum. Il
Governo ha chiesto una pausa di riflessione: ha spiegato che la
ragione di accorpare il referendum alle elezioni amministrative
è frutto di un ragionamento che sostanzialmente determina un
risparmio della spesa. Ma dato che in Sicilia voteranno trenta o
trentacinque comuni, il risparmio potrebbe essere considerato
assolutamente irrisorio, ma al di là di tutto questo, il tema
principale, è di celebrare il referendum, uno solo, nella
giornata del 15 di maggio così come il decreto della Presidenza
della Regione ha previsto, e considerare la data del 16 maggio
turno valido per le amministrative.
Non vedo quale sia l'ulteriore danno economico che si andrebbe
a realizzare.
Noi possiamo accantonare l'articolo 10, ma non comprendo a cosa
serva quando l'accantonamento diventa mero elemento di
confusione. Inviterei, pertanto, il Governo, a valutare, la
nostra proposta poste quelle ragioni dette poc'anzi.
Questo consentirebbe al Presidente della Regione di non dovere
emanare un nuovo decreto e consentirebbe, a chi ha a cuore il
rispetto della partecipazione al referendum, di potere avviare in
via definitiva, la campagna referendaria, che in questo momento
rischia di essere compromessa dall'incertezza delle date di
celebrazione.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, io raccolgo l'invito dell'onorevole
Speziale in ordine alla richiesta di chiarimento politico.
Una volta tanto non parlo a titolo personale. Alleanza
Nazionale, pur essendo convinta che non abbiamo approvato la
migliore riforma possibile del sistema elettorale, rimane
convinta del fatto che abbiamo fatto certamente un passo avanti
rispetto alla precedente normativa - il vecchio Tatarellum che,
sostanzialmente, ci è stato fatto inghiottire da Roma nel
contesto della riforma costituzionale con la scusa dell'urgenza -
e che tutti insieme valutavamo una non ottima legge che meritava
di essere rivista sopratutto per quanto riguardava lo
sbarramento, la presenza femminile, l'eccessivo peso, l'eccessivo
margine che veniva lasciato ad un listino che, obiettivamente, in
rapporto ad un parlamento di novanta parlamentari era
sovradimensionato: 18 su 90 come premio di maggioranza era
effettivamente uno sproposito.
Noi siamo sulla convintissima posizione politica di difesa,
nella forma e nella sostanza, di questa legge.
Io accetto il rinvio del Governo, l'accantonamento, come una
pausa tattica di riflessione. D'altro canto, in materia
elettorale il Governo non ha sponsorizzato alcun tipo di norma e,
alla fine, quella norma è del Parlamento siciliano.
Entrando nel merito, non voglio qui rimarcare dichiarazioni che
vengono fatte in sedi extraparlamentari, però mi permetto di dire
che, alla fin fine, con la bordata di proteste che si sono
levate, la fisionomia è quella che si tratta di una riforma
largamente voluta dalla maggioranza di governo. Noi siamo ancora
su questa posizione, mi sembra ragionevole - stamattina sono
stato all'Assessorato enti locali - tutte le carte sono già
pronte, l'argomento tecnico-amministrativo non è un'invenzione, è
già tutto pronto per fare partire questa macchina, accoppiarla ad
una tornata amministrativa è assolutamente razionale.
Mi sembra anche più logico, dal punto di vista politico, nel
momento in cui andiamo ad accoppiare due referendum diversi in
cui il sì ha un significato diverso, perché, da un lato quello
regionale è un referendum confermativo, quindi si vota sì per
confermare, mentre quello nazionale è abrogativo per cui si vota
sì per negare.
Mi permetto allora di dire che se come siciliani abbiamo anche
un minimo di autostima, andare a buttare la nostra riforma
elettorale nel calderone di un dibattito nazionale in cui da
Bruno Vespa fino al Maurizio Costanzo Show non si parlerà che di
fecondazione assistita, credo che sminuisca, svilisca il valore
stesso dello sforzo che compirà ogni forza politica siciliana in
relazione ad un passaggio dal punto di vista istituzionale
fondamentale per le regole della nostra politica.
In matematica ci hanno insegnato che si mettono insieme, si
fanno operazioni fra cose omogenee, le patate si sommano alle
patate, le carote si sommano ad altre carote; non si mette
insieme un referendum in cui il sì ha un significato negativo con
un referendum per il quale, per motivi nazionali, di leggi
nazionali, per questioni statutarie nostre, - per qualche nostra
sbadataggine, diciamocelo francamente, mi permetto di dire prima
delle quali l'assenza di quorum - è incredibile che ci siamo
autoimposti delle regole di ferro per il quorum in Aula, per
varare un certo tipo di leggi e, al livello di referendum
popolare, non abbiamo insediato alcun tipo di quorum.
Abbiamo una possibilità tecnica di concentrare l'attenzione dei
siciliani sulla loro principale riforma istituzionale e vogliamo
andare a diluire tutto nel marasma di un dibattito politico su
tutt'altro tema di natura etico-religiosa, di convinzioni
personali, che monopolizzerà il dibattito politico confondendo,
fra l'altro, i sì sui manifesti e i no sui manifesti e lì
ingenerando confusione nel momento in cui, in linea con tutta la
nostra tradizione, andiamo ad accorpare le due votazioni.
Mi permetto di ricordare che in quest'Aula è passato il
principio dell'election day e che, anche facendo degli strappi,
abbiamo abolito il turno di novembre. Noi dobbiamo accorpare
quanto più possibile, e non è vero che i referendum siano
omogenei fra di loro perché, ripeto, quello siciliano è
confermativo, mentre quello nazionale è abrogativo.
La questione è assolutamente di forma.
Sul piano politico dico che Alleanza Nazionale, grazie a Dio,
l'ha ritrovata, è dove era con i convincimenti di sempre. Credo
che, alla fine del momento tattico di distrazione di questa Aula,
il Governo troverà le forme e il modo più elegante per dirci che
si sente di sposare in pieno le ragioni trasversali che sono
state a fondamento del varo della riforma elettorale siciliana.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, in questo
momento l'Aula è assolutamente distratta e sta affrontando un
argomento estremamente delicato. Vi prego di prestare attenzione
non soltanto agli interventi, come è ovvio, ma anche alle ipotesi
che sono state avanzate dal Governo relativamente
all'accantonamento.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi a me pare che
il Governo ormai ci ha abituato a pasticci su pasticci e quello
che ha fatto e che propone adesso di correggere ne è l'ulteriore
dimostrazione.
La cosa più interessante è che sulla base dell'accantonamento
proposto dal Governo, secondo me è frutto di un errore di
comprensione dell'assessore Cintola, ..
PRESIDENTE Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto
negli appositi banchi e a prestare attenzione.
FORGIONE Onorevole Cintola, credo che la sua richiesta di
accantonamento, da quanto ho capito, è frutto di un malinteso.
CINTOLA E' frutto di una convinzione, onorevole Forgione.
FORGIONE E' frutto di una convinzione profonda? Perfetto.
Credo che il Governo proponga un pasticcio: ha emesso un
decreto fissando la data del referendum per il 15 di maggio
2005. Sulla base di questo decreto, vorrei segnalare all'Aula
che è cominciata anche l'attività di propaganda del Comitato
referendario, e adesso, con un emendamento, si propone, invece,
di votare anche per il 16 maggio.
Credo si stia facendo una forzatura rispetto al dettato della
legge istitutiva del referendum in Sicilia. Una forzatura che si
somma ad un'altra e cioè quella di aver voluto abbinare la data
del referendum con la data delle elezioni comunali.
Si è detto per economizzare soldi, argomento che poi decade
quando, invece, il Governo decide di estendere i giorni di
votazione da uno a due per omologarlo alla tornata elettorale per
le elezioni amministrative.
Ripeto, siamo di fronte ad un grande pasticcio, ma rispetto ad
esso il Governo può fare una sola cosa seria: mantenere il
decreto già emesso, confermando la data del 15 maggio, se non
vuole fissare la data delle elezioni amministrative, così come
riportato dalla legge istitutiva del referendum che fissava la
data per lo svolgimento nella settimana successiva al 15 maggio.
Una cosa non può fare: associarlo ad un referendum nazionale,
come non avrebbe potuto associarlo alla data delle elezioni
amministrative.
Considerato che ormai mezzo danno è stato fatto, non si
perseveri estendendo di un ulteriore giorno, in nome di un
risparmio, che non si realizzerebbe.
Signor Presidente, vedo che si è riaperta una discussione sulla
paternità di questa legge ed è davvero strano che ormai nessuno è
padre o padrino di essa.
Non lo è il Governo, non lo sono i Democratici di sinistra, che
avevano dato un contributo fondamentale, anche di nervosismo, in
quest'Aula.
L'onorevole Virzì di Alleanza Nazionale è l'unico venuto qui a
difenderla, dato che Alleanza Nazionale ha messo del suo pur
dicendo che il Governo si è mantenuto neutrale.
Ricordo bene che proprio sul problema dello sbarramento il
Presidente della regione, onorevole Cuffaro, sollevò addirittura
la questione di fiducia, e in diversi passaggi il Governo non
si mantenne neutrale.
Questa legge, quindi, non è figlia dell'Aula, bensì di una
maggioranza trasversale che è andata dall'onorevole Cuffaro a
settori del centro-sinistra.
Ora, è un bene, onorevole Formica, che venga qui, in
quest'Aula, il Presidente del Gruppo parlamentare dei DS,
onorevole Speziale, a dire che è per abrogare la legge. Se non ci
fossimo arrivati, probabilmente, avremmo evitato di fare dei
gesti, benvenuti in qualunque momento, riparatori del danno che è
stato consumato in quest'Aula.
Vorrei dire di più, però, e cioè che non ci sarebbero questi
tentativi riparatori se non ci fosse stata quella straordinaria
mobilitazione che ha portato a 110 mila firma ed al referendum.
Qualsiasi cosa voglia dire lei, onorevole Speziale, 110 mila
firme sono state raccolte anche a prescindere dal suo volere e
dalle sue intenzioni e, forse, anche dalle sue indicazioni. E,
dato che ora il referendum va fatto ed è un esercizio di
democrazia, il Governo prova a depotenziarne l'aspetto
democratico, cioè quello di chiamare i siciliani ad una
espressione libera, in un giorno nel quale bisogna pronunciarsi
solo sul quesito referendario, a maggior ragione - l'onorevole
Formica lo sa - che si parla di riforme istituzionali.
Per cui ci troviamo di fronte ad un referendum che deve
pronunciarsi su una legge che è pubblicata, ma non è promulgata
ed avremmo avuto bisogno di un altro tipo di serietà e di rigore
in quest'Assemblea nell'affrontare queste materie. Ne avremmo
avuto bisogno, prima, quando le regole del gioco si facevano in
modo condiviso, cercando maggioranze ampie e, forse, la
maggioranza, teoricamente, è stata anche ampia nonostante il voto
di poco meno di 50 deputati su 90 su quella legge.
E' stata ampia perché trasversale a tutti gli schieramenti
politici, salvo poi dire - anche sotto la pressione di quelle 110
mila firme che infastidiscono anche a sinistra -, che questa
legge è figlia di nessuno.
Volete riparare al torto? Fatelo, proponetelo, facciamo un
emendamento che sopprima la legge, ma mettete la gente in
condizione di esprimere un parere libero.
E lei, onorevole Assessore, se invece di leggerci il foglietto
scritto avesse ascoltato ed ora replicasse, senza quello che le
scrivono gli Uffici, avesse ascoltato quello che, anche a mezzo
stampa, le è stato detto, avrebbe capito - anche se lei forse non
ha letto la legge sui referendum -, che non poteva associare il
referendum alla tornata amministrativa. Lo avete fatto
interpretando il referendum, cioè votando un giorno per il
referendum, con il decreto del Governo che non poteva essere
altrimenti. Oggi venite qui a dire che, però, bisogna modificare
la legge e votare due giorni.
Insomma, siete proprio figli della incapacità di governare,
siete figli di una approssimazione culturale, legislativa,
politica. Per questo fate questi pasticci
E lei, onorevole Assessore, ci ha letto il suo foglietto e ha
risolto il problema Invece, il problema si è riaperto in
quest'Aula e il Governo deve dirci cosa vuole fare, a maggior
ragione se l'Assessore per il Bilancio non aveva capito che
proprio noi che proponiamo l'emendamento soppressivo vogliamo
farlo risparmiare, in quanto diciamo: in rispetto del dettato
delle leggi sui referendum, si vota un giorno . L'Assessore,
invece, era pronto a fare le barricate, dicendo che gli facciamo
spendere di più.
Ed allora, chiaritevi e parlatevi, almeno tra componenti dello
stesso Governo, se riuscite ad avere un linguaggio comune che, a
mio avviso, di questi tempi sia a livello nazionale che locale, è
un elemento di difficoltà che il centro-destra sta manifestando.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimango a
volte allibito della speciale capacità che hanno alcuni colleghi
di camminare.
FORGIONE E' tutto merito di Berlusconi; è tutto frutto della
propaganda Non limiti il Cavaliere
FORMICA Non avevo dubbi sul fatto che anche voi siete
rimasti allibiti della capacità di camminare in bilico.
Ma come si fa ad avere la faccia tosta, a sostenere in
quest'Aula che una norma di buon senso, proposta dal Governo e
tesa a fare risparmiare 30 miliardi alla Pubblica Amministrazione
e, quindi, ai cittadini, sia una norma da osteggiare, da non
applicare? Come si fa a sostenere in quest'Aula che, essendoci
elezioni amministrative che si svolgono il 15 e il 16 maggio, si
deve impedire ai cittadini che lo vogliono il sacrosanto diritto
ad andare a votare sia la domenica che il lunedì e creare una
situazione paradossale nella quale un cittadino che vuole votare
il lunedì, come vota per le amministrative, si deve sentir dire:
no, lei non può votare, lei è in ritardo, mi dispiace, il seggio
è aperto, ma lei può votare per le amministrative, invece, il
voto per il referendum era limitato soltanto al giorno prima .
Ebbene, siamo al ridicolo.
FORGIONE Ridicolo è il Governo che lei appoggia, onorevole
Formica
FORMICA Un Parlamento esiste per fare leggi, esiste per
applicare il buon senso; capisco bene che il buon senso, a volte,
si scontra con le convenienze personali di chi osa osteggiare una
norma che diminuisce il potere dei partiti, che dà più democrazia
ai cittadini, che dà più poteri alle donne, che impedisce la
frantumazione dei partiti, che dà la possibilità di governi
stabili, solo ed esclusivamente per cercare di gabbare i
cittadini, ma stiamo cominciando pure noi la campagna elettorale
nella quale spiegheremo i motivi nobili che vi hanno portato a
chiedere il referendum, nella quale spiegheremo al cittadino che
ci sono partiti di un solo deputato che fanno la battaglia per
avere Gruppi parlamentari, per avere finanziamenti pubblici, per
sperperare miliardi all'anno, per cercare di ricattare, a volte,
con un voto e senza la difesa di alcun interesse diffuso la
politica e i governi. Questo lo spiegheremo ai cittadini.
Ciò che è chiaro è che la norma del Governo è una norma chiara,
che fa risparmiare soldi pubblici, ed è di buon senso.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 151 - Norme stralciate/A
PRESIDENTE Onorevole assessore Cimino, il Governo conferma la
richiesta di accantonamento.
CIMINO assessore per la Presidenza. Lo confermo.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo
l'accantonamento dell'articolo 10, per la parte relativa al
referendum. Onorevoli colleghi, possiamo discutere, invece,
l'emendamento 10.2 che non ha nulla a che vedere con il
referendum ed anticipa la questione del riconoscimento dei
consorzi e delle unioni di province di cui si è già parlato nello
Statuto. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ARDIZZONE . Signor Presidente, ci sono altri emendamenti.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, riguardano questioni
elettorali, li abbiamo accantonati. Il Governo ha chiesto
l'accantonamento delle parti che riguardano le questioni
elettorali e referendarie. Se ci sono emendamenti che non
riguardano questioni elettorali o referendarie, ma non mi sembra,
li pongo in votazione, non ho alcuna difficoltà, diversamente ne
dispongo l'accantonamento.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, chiedo di intervenire per un
chiarimento. Poiché, almeno, si presume che ci sia una
convergenza generale sulla necessità di reintrodurre il turno
elettorale autunnale, se si potesse passare all'esame di questi
emendamenti, potremmo discutere su come operare. Peraltro, c'è
pure l'emendamento sottoscritto da me nella qualità di presidente
della Commissione - emendamento sottoscritto anche dagli
onorevoli Giannopolo e Speziale -, che reintroduce il turno
elettorale autunnale. Ci sono una serie di perplessità, ce ne
rendiamo conto.
Da cosa nasce questa esigenza? Nasce, intanto, da una ordinanza
del TAR che è diventata sentenza, l'abbiamo letto, proprio oggi,
sul Giornale di Sicilia . Ci sarà, sicuramente, un ricorso al
CGA.
Si tratta di dare serenità ai comuni che hanno votato nell'anno
2000 e di dare serenità anche al comune di Messina - lo dico
senza mezzi termini -, che risulta commissariato già dal novembre
2003.
Tutto ciò se l'Aula è d'accordo; comunque, nel caso in cui ci
siano ancora problemi a reintrodurre il turno autunnale, avrei
scritto un emendamento che potrebbe essere un momento di sintesi,
che così recita: «Solo in via straordinaria, e solo per l'anno
2005, verificandosi le condizioni per le nuove elezioni congiunte
degli organi comunali o provinciali, è istituito il turno
elettorale autunnale da tenersi in domeniche comprese tra il 15
ottobre ed il 15 dicembre 2005.
La disposizione di cui al comma 1, si applica anche ai comuni
che sono stati inclusi nella seconda tornata elettorale del
2000».
DINA Quando voterebbero?
ARDIZZONE Voterebbero nella tornata elettorale del 2011.
Questo penso possa essere la sintesi di tutto.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, mentre lei interveniva, il
Presidente della Regione manifestava il proprio dissenso rispetto
al ripristino del turno autunnale.
ARDIZZONE Signor Presidente, mi dispiace che proprio lei non
mi abbia seguito. Un attimo di attenzione. So che c'è un dissenso
generale a reintrodurre il turno elettorale autunnale. C'è la
volontà del Presidente della Regione...
PRESIDENTE Il Presidente della Regione ha espresso un parere.
E' l'Aula, poi, che vota.
ARDIZZONE Faccio mie le perplessità del Presidente della
Regione. C'erano degli emendamenti, sottoscritti sia da me che da
deputati del centro-sinistra, che reintroducevano a regime il
turno elettorale autunnale; poiché c'è una divergenza e la
reintroduzione del turno elettorale autunnale è condivisa almeno
dal 99 per cento di questi deputati, per l'anno 2005, ma ciò
serve soltanto per ridare serenità a coloro che hanno proposto
ricorso al TAR, che sono stati reinseriti per andare...
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, mi permetta di interromperla.
Lei si rende conto che introdurre questa materia, anche se
incidentalmente, occasionalmente, temporaneamente, nel 2005,
significa reintrodurla nel 2010, poi nel 2015, considerato che,
nel momento in cui si ritorna a votare a novembre, nei comuni in
cui si votò cinque anni addietro, fra cinque anni si riproporrà
lo stesso tema?
ARDIZZONE No, perché la norma non era scritta in carattere
esplicito
Il problema non si pone, ad esempio, per quei comuni, fra i
quali Palermo ed Agrigento, che hanno votato nel novembre 2001.
Il problema si è posto solo per quei comuni che hanno votato
nel novembre del 2000.
Ed io, signor Presidente, le sto ponendo un altro problema - e
mi dispiace che il parere del Presidente della Regione sia
contrario -, e non per fare la parte dei messinesi; sto dicendo
che abbiamo un comune che è commissariato dal novembre 2003 per
un rimpallo' di responsabilità tra la Corte Costituzionale e la
Corte di Cassazione e le chiedo, anche solo ed esclusivamente per
Messina, la reintroduzione del turno elettorale del mese di
novembre.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prendete posto, anche perché
la sensazione che ha la Presidenza è che tutta la materia debba
essere accantonata. Ha facoltà di parlare, onorevole Assessore.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io volevo ribadirlo, senza
entrare nel merito delle argomentazioni poste, forse facendo un
ulteriore mea culpa che non investe soltanto il Governo, ma
l'intera Assemblea, a mio avviso, perché ancora una volta ci
presentiamo con una legge che è una legge omnibus di tanti
autobus per cui ci si sale ad ogni pie' sospinto.
Non c'è dubbio che una cosa è dire che c'è il referendum, che
lo facciamo in un giorno, in due giorni, con argomentazioni che
sono state portate avanti anche dai colleghi e per le quali il
Governo ha già detto di soprassedere, di accantonare, in modo da
rivedere la materia ed altra cosa è stabilire di andare a
novembre ogni cinque anni. Poi, si potrebbe anche tentare di
anticipare di sei mesi, ma sono tutte argomentazioni che hanno il
senso e il dovere di un approfondimento e che è meglio non fare
giungere in ordine sparso.
L'Aula ha tutte le prerogative e la facoltà di
autodeterminazione che nessuno può impedire, però non vorrei che
si andasse avanti senza tenere conto che il Governo sta
affermando che è necessario un approfondimento che intendiamo
risolvere sempre nel corso della stessa legge, confermando che le
leggi omnibus consentono di fare entrare tutto e il contrario di
tutto; che questo non è un buon andamento, in quanto poi ci
troviamo in difficoltà; che le Commissioni di merito non hanno
esplicitato tanti di quei problemi, compreso anche questo e che
il Governo ha necessità, prima di definire la legge, di sentire i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, il Governo nella sua
interezza e stabilire se la norma possa essere portata avanti con
perfetta volontà e garanzia di doverla risolvere, sottolineando -
e non è soltanto a titolo personale che intendo sottolinearlo -,
che continuare con le leggi omnibus, ad un anno dalle elezioni,
ci consentirà di fare leggi un po' troppo travagliate e convulse.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, quindi, il Governo conferma
l'esigenza di accantonamento di tutta la materia che riguarda
referendum ed elezioni, in pratica, l'intero articolo 10 con gli
emendamenti relativi.
ARDIZZONE No, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, il Governo ha chiesto
l'accantonamento, l'Aula ne prende atto, ne riparleremo quando
l'Aula affronterà l'articolo 10.
Onorevole Ardizzone se il Governo mi chiede l'accantonamento
per una riscrittura e l'Aula ne prende atto e non ci sono da
questo punto di vista segni di contrasto, non ho nulla in
contrario ad accondiscendere all'accantonamento.
ARDIZZONE Signor Presidente, mi sta negando la facoltà di
parlare.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, lei ha già parlato.
ARDIZZONE Signor Presidente, è stato già votato un
emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, abbiamo votato l'unico
emendamento che non riguarda né la materia elettorale, né la
materia referendaria.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14.
Modifiche alla Tabella A allegata alla legge regionale 15
maggio 2000, n. 10
1. Alla tabella A allegata alla legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, per la
Presidenza della Regione sono apportate le seguenti
modificazioni:
Presidenza della Regione siciliana
Uffici equiparati
Ufficio della Segreteria di Giunta
2. Per gli Uffici ex articolo 4, comma 7, della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, i
quali per propria destinazione funzionale debbano agire in via
intersettoriale con tutti i rami di amministrazione con funzioni
di controllo e certificazione, l'individuazione della dirigenza
preposta è operata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 9,
comma 4, della medesima legge regionale n. 10 del 2000.
3. Alla tabella A allegata alla legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, per l'Assessorato
regionale della Sanità sono apportate le seguenti modificazioni:
Assessorato regionale della Sanità
Sostituire le parole - Dipartimento regionale Fondo sanitario,
assistenza sanitaria ed ospedaliera-igiene pubblica' con le
seguenti:
- Dipartimento regionale assistenza sanitaria ed ospedaliera-
igiene pubblica
- Dipartimento regionale Fondo sanitario'.
4. All'organizzazione conseguente alle disposizioni di cui ai
commi 1 e 3 si provvede ai sensi dell'articolo 11 della legge
regionale 3 dicembre 2003, n. 20.
5. Per le finalità di cui ai precedenti commi è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2005, la spesa complessiva di 240
migliaia di euro, da iscrivere all'UPB 4.2.1.5.3, capitolo
215708, cui si provvede quanto a 100 migliaia di euro mediante
riduzione della spesa di cui alla tabella H allegata alla legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, articolo 128, UPB 1.4.1.5.1,
capitolo 109702 e quanto a 140 migliaia di euro con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.2.8.1, capitolo 613910.
6. Per gli esercizi finanziari 2006 e 2007 la spesa, valutata
in 400 migliaia di euro per ciascun anno, trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione UPB 4.1.2.5.2, accantonamento
1001.
7. Per l'attuazione del presente articolo il Ragioniere
generale della Regione è autorizzato con proprio decreto, su
proposta congiunta dei dipartimenti interessati, ad apportare le
necessarie variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2005».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 14.1 e 14.3.
Pongo in votazione l'emendamento 14.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 14.3. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo14, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17.
Modifiche di norme
1. Al comma 26 dell'articolo 127 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, le parole alla Fondazione C.E.S.A.R. di
Palermo' sono sostituite con le parole all'Istituto ISCOT di
Palermo'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 17.1; 17.2; A 4; A 24 bis; A 40; subemendamento
A.40.1 all'emendamento A.40; subemendamento A 38.1
all'emendamento A. 38;
-dalla Commissione: 17.4; 17.3; A 38; A 33; A 34;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: 17.5; 17.6;
A 7 ; A 8; A 9; A 10; A 11;
-dall'onorevole Spampinato: 17.8;
-dagli onorevoli Spampinato, Raiti, Zago, De Benedictis,
Gurrieri: 17.7;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari: A
41; A 42; sub A.41.1 all'emendamento A.41;
-dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 14.2;
-dagli onorevoli Dina e Savona: A 12;
-dall'onorevole Ardizzone: A 14;
-dall'onorevole Moschetto: A 15;
-dall'onorevole Mercadante: A 16; A 17;
-dall'onorevole Formica: A 18;
-dall'onorevole Misuraca: A 19;
-dagli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti: A 20;
-dagli onorevoli Fratello, Franchina, Dina: A 21;
-dagli onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis: A 26;
-dall'onorevole Speziale: A 28; A 44; A 45;
-dagli onorevoli Speziale e Sanzeri: A 46;
-dall'onorevole Antinoro: A 30; A 31;
-dall'onorevole Beninati: A 37;
-dall'onorevole Incardona: A 39.
Pongo in votazione l'emendamento 17.4, a firma della
Commissione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.5. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.6. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.8, a firma dell'onorevole
Spampinato.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, dovrebbe chiarire, anche, il
riferimento al comma 21 nel successivo emendamento 17.7, poiché,
probabilmente, è errato.
SPAMPINATO Signor Presidente, deve intendersi al comma 4.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si intende così corretto. Ha
facoltà di parlare.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento, così come il successivo, riguarda due norme che
abbiamo approvato giorno 28 dicembre 2004, probabilmente in una
condizione prefestiva, senza che quest'Aula, io per primo, si
rendesse conto del senso delle norme che approvavamo.
Lo specifico all'Aula. Con questa norma abbiamo eliminato la
possibilità che l'Unione italiana ciechi possa indicare i
componenti nel Consiglio di amministrazione dell'Istituto
Ardizzone Gioeni.
Ora, è probabile che la possibilità per l'Unione italiana
ciechi di indicare un numero di quattro componenti del Consiglio
di amministrazione sia eccessivo, ma mi chiedo se sia possibile
che un Ente come l'Unione italiana ciechi non indichi un proprio
componente o propri componenti all'interno di un organismo che
tratta sostanzialmente questa problematica. E' un problema che
pongo a quest'Assemblea.
Io credo che, così come me, in molti eravamo distratti il 28
dicembre 2004, quando forse pensavamo più ai tavoli di chemin' o
alle tavole imbandite; per cui chiedo un momento di riflessione
e, chiaramente, la possibilità di riparare, eventualmente, a
questo vulnus con un voto favorevole.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo
anticipato, poc'anzi, nel mio intervento che questo disegno di
legge è un'accozzaglia di porcherie . Non posso assolutamente
esprimermi diversamente, perché sono porcherie, in quanto si
viola, in modo palese, tutta una serie di regole che questo
Parlamento si è dato da sempre.
Tutte queste porcherie sarebbero dovute passare, quanto meno,
dalle Commissioni di competenza
La Commissione di competenza é diventata la II, Bilancio',
come se fosse la panacea di tutti i mali, che supera ogni tipo di
divisione.
Ebbene, signor Presidente, noi non ci stiamo a questo gioco
sporco. L'Assemblea sta chiudendo in modo inglorioso questa
legislatura, attraverso espedienti negativi. Non a caso ho
presentato un maxiemendamento che non é altro che un disegno di
legge che si riferisce ad uno dei programmi che il nostro
partito, insieme alla sinistra, sta portando avanti in campo
nazionale, ed é quello del salario minimo garantito per i
disoccupati. Ciò si sta facendo in tutti i Paesi europei, tranne
in Italia che é un Paese ormai alle corde, che non riconosce il
diritto alla sopravvivenza per le classi meno abbienti.
Qui, ora, si dà il contentino, si va all'articolo che é stato
approvato, che io stesso ho votato favorevolmente, che porta la
sua firma, signor Presidente e cioè quello dei cantieri di
lavoro.
Questo é un espediente insufficiente rispetto all'esigenza del
popolo siciliano. Mi si presenta un disegno di legge che non é
altro che una mini finanziaria, di mezza stagione. Una
minifinanziaria che sfugge dalla conoscenza della stragrande
maggioranza dei deputati.
State approvando spese di cui la maggior parte di quest'Aula
non é assolutamente a conoscenza.
Pertanto, si stanno facendo norme che, a mio avviso, violano
palesemente il concetto di legislatura, violano il concetto di
partecipazione, violano il concetto sacrosanto e costituzionale
della conoscenza delle leggi che vengono discusse per essere
approvate.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo stanchi, ma la
gente ha capito qual é l'andazzo di questo Parlamento. Si sta
cercando di raschiare il barile per guadagnare piccole clientele
ed accontentare Tizio o Filano che stanno zitti, pur di
raggiungere qualche miserabile obiettivo.
Noi non ci stiamo. Non a caso, ho presentato il disegno di
legge sul salario minimo garantito, anche se sicuramente lei,
signor Presidente, in modo poco elegante, dirà che non é
ricevibile perché manca la copertura finanziaria. D'altra parte
non posso illudermi che accadrà una cosa diversa, voglio soltanto
provocare la discussione.
Ora, mi dica, signor Presidente, qual é la giustezza delle
cose: le porcherie che sono state inserite qui, oppure un disegno
di legge organico che dà veramente lustro alla politica con la
P maiuscola?
Il Presidente della Regione, recentemente, ricevendo alcuni
disoccupati ha, addirittura, assicurato loro il salario minimo.
Lo ha detto a parole, al fine di acquietare la protesta dei
cittadini, ma se davvero le intenzioni sono queste, che si
dimostri con i fatti e non con le chiacchiere, prendendo in giro
i cittadini e venendo qui a fare ben altro.
Per queste ragioni, signor Presidente, tutto ciò che cercate di
fare approvare, in silenzio e nella stragrande sconoscenza da
parte dei deputati, troverà il voto contrario del sottoscritto e
del mio Gruppo e sicuramente di tutto il centro-sinistra.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 17.8.
SPAMPINATO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(Gli onorevoli Forgione, Liotta, Lo Curto, Manzullo,
Miccichè e Speziale appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.8
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 17.8, sul quale la Commissione e il Governo
esprimono parere contrario.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti... 44
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale. La
seduta è pertanto rinviata a domani, giovedì 14 aprile 2005, alle
ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciate/A)
(Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
IV - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
GIANNOPOLO
V - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VI - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 19.35
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.10.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 286 DEL 13 APRILE 2005
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NUMERO 151 - NORME STRALCIATE/A: DISPOSIZIONI
FINANZIARIE URGENTI E PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELL'ATTIVITà
AMMINISTRATIVA
-All'articolo 4:
Subemendamento 4.1.1:
Al comma 1 sostituire le parole Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca con le seguenti altre
Assessore per il bilancio e le finanze .
Emendamento 4.2:
Al comma 1 sopprimere le parole dei creditori'.
-All'articolo 7:
Emendamento 7.1:
Aggiungere il seguente comma: Alla tabella H, UPB. 9.2.1.3.3.,
aggiungere le parole di Palermo'.
Subemendamento 7.2.1:
All'emendamento 7.2 dopo le parole con sede in Palermo
aggiungere le parole nonché la somma di 25 migliaia di euro
all'Associazione Proteo con sede in Palermo .
Emendamento 7.2:
Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, Amministrazione beni culturali, è aggiunta la somma
di 25 migliaia di euro, da erogare all'Associazione per la
cura del bambino cardiopatico ONLUS, con sede in Palermo.
Emendamento 7.19:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Assistenza socio-sanitaria al fisico nucleare dott.
Fulvio Frisone.
1. Nelle more della definizione del piano degli interventi
concernenti la realizzazione delle politiche sociali
sull'handicap ed al fine di garantire, in maniera stabile e
duratura nel tempo, i livelli essenziali di vita e l'attività
di studio e ricerca al fisico nucleare siciliano Dott. Fulvio
Frisone, a sostegno della sua condizione di disabilità,
l'Assessore regionale per la famiglia, per le politiche sociali
e per le autonomie locali è autorizzato a finanziare con un
contributo annuo di 160 migliaia di euro, in aggiunta a
qualunque altra indennità spettantegli, la continuazione di uno
specifico piano personalizzato predisposto dai servizi sociali
del comune di residenza.
2. Al relativo onere si farà fronte con le disponibilità del
capitolo di bilancio relativo alle spese dei fondi di cui alla
legge n. 328 del 2000 istituito nella rubrica dell'Assessorato
della famiglia, delle politiche sociale e delle autonomie
locali.'
Subemendamento 7.19.1:
Le parole da Al relativo fino a famiglia sono sostituite
con le seguenti Per le finalità del comma 1 è autorizzata la
spesa di 160 migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio
finanziario 2005, con parte delle disponibilità di cui
all'articolo 20 della legge 8 novembre 2000, n. 328.
Emendamento 7.25:
1. L'Assessore regionale alla Sanità è autorizzato ad erogare,
per l'esercizio finanziario 2005, un contributo di 30 migliaia
di euro all'Associazione Siciliana Medullolesi Spinali onlus
con sede in Palermo.
2. Agli oneri di cui al comma 1, si provvede, per l'esercizio
finanziario 2005, con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001, del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.
Emendamento 7.24:
1. All'articolo 28 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30,
come sostituito dall'articolo 18 della legge regionale 19
agosto 1999, n. 18, sono apportate le seguenti modifiche:
- al comma 1 sostituire le parole da previsto a 500.000
abitanti con le parole previsto per i vicepresidenti delle
province regionali con popolazione non inferiore a 500.001
abitanti ;
- al comma 2 sostituire le parole da pari a di cui alla
comma 1 con le parole prevista per gli assessori delle
province regionali con popolazione non inferiore a 500.001
abitanti .
2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata la spesa di 540
migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio finanziario
2005, con parte delle somme trasferite alla Regione ai sensi
dell'articolo 8 della legge 10 aprile 1991, n. 125 e non
impegnate alla data del 31 dicembre 2004.
Emendamento 7.22:
Al bilancio di previsione dell'Azienda delle Foreste Demaniali,
per l'esercizio finanziario 2005, allegato in appendice al
bilancio della Regione Siciliana sono apportate le seguenti
modifiche:
U.P.B 0.0.1.3.3 - capitolo 1119 - 2.000.000,00
U.P.B 0.0.1.1.1 - capitolo 1150 + 2.000.000,00
Emendamento 7.21:
1. Al fine di formare giovani laureati nell'ambito delle
Scienze Motorie e Sportive per fini sociali, culturali e di
ricerca scientifica, l'Assessore regionale allo Sport è
autorizzato a stipulare convenzione triennale con l'Università
degli Studi di Palermo per il finanziamento di 3 Borse di
Studio per il Corso di Dottorato di Ricerca in Scienze delle
Attività Motorie, a partire dall'anno 2005.
2. Per i fini di cui al primo comma è stanziata la somma di
45.000,00 euro annui per il triennio 2005/2008, cui si farà
fronte dal cap. 215704 U.P.B. 4.2.1.5.2.
Emendamento A.23:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2005 è introdotta la
seguente variazione:
UPB 9.3.1.3.3 cap. 376528 + euro 250.000,00
UPB 4.2.1.5.2 cap. 215704 - euro 250.000,00.
Emendamento 7.20:
Nello Stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2005 è introdotta la
seguente variazione:
U.P.B. 9.3.1.3.2. cap. 376528+250.000,00
U.P.B. 4.2.1.5.2. cap. 215704-250.000,00
Emendamento A.25
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Riconoscimento del valore culturale del Museo del
giocattolo di Catania -
1. l'Assessore regionale per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione è autorizzato ad erogare
all'Associazione IOCO, per le finalità statutarie, a partire
dall'anno in corso, un contributo ordinario di 50 migliaia di
euro per la raccolta, conservazione di giocattoli antichi, la
manutenzione dei locali che li ospitano e l'attività necessaria
alla pubblicazione, conoscenza e fruizione del Museo del
giocattolo.
2. All'onere di cui al comma 1 si fa fronte, per l'esercizio
finanziario in corso, con le disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio
della Regione. Per gli anni successivi gli oneri, valutati in
50 migliaia di euro per ciascun anno, trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, codice 12.01.02,
accantonamento 1001.'
Emendamento 7.28:
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 2005, sono
apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:
U.P.B. 3.2.1.3.1 cap. 183323 - 100
U.P.B. 3.2.2.6.88 cap. 582001 +100
-All'articolo 10:
Emendamento 10.2:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. La Regione favorisce e sostiene la costituzione di
consorzi , unioni e fusioni di comuni e di province, ai
sensi della legislazione vigente in materia di enti locali.
2. Dopo il comma 4 dell'articolo 76 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 è aggiunto il seguente: 4 bis. Un'ulteriore
quota, pari al 5 per cento delle risorse di cui al comma 1,
rimane nella disponibilità dell'Assessore regionale per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali per
essere attribuita, sotto forma di contributi straordinari
finalizzati, in aggiunta ai benefici concessi dallo Stato, alla
promozione ed alla realizzazione di consorzi, unioni e fusioni
di province di cui al comma 4'.
-All'articolo 14:
Emendamento 14.1:
Alla fine del comma 2 sostituire le parole da
dell'articolo 9' sino a 2000' con le parole giuridici ed
economici dell'articolo 11, commi 4 e 5, della legge regionale
3 dicembre 2003, n. 20';
- al comma 4, dopo le parole articolo 11' aggiungere le parole
comma 2'.
Emendamento 14.3:
Al comma 3 dell'art. 14 sostituire le parole Dipartimento
regionale Assistenza sanitaria ed ospedaliera - igiene pubblica
- Dipartimento regionale Fondo sanitario con: Dipartimento
regionale per l'Assistenza e la gestione delle risorse correnti
del Fondo Sanitario - Dipartimento regionale per le
infrastrutture, lo sviluppo e l'innovazione, per la
comunicazione e per l'informatizzazione del settore sanitario .
-All'articolo 17:
Emendamento 17.4.:
Aggiungere il seguente comma:
1 bis. Al comma 9 dell'articolo 61 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, dopo le parole istanze presentate'
aggiungere le parole e/o esitate'
Emendamento 17.6.:
Aggiungere il seguente comma:
1 bis. All'articolo 112 della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2, dopo le parole non oltre il limite di cui all'articolo 16
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, aggiungere le
seguenti come integrato dall'articolo 1 quater del decreto
legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito in legge 27 luglio
2004, n. 186'.