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Resoconto d'Aula della Seduta n. 286 di mercoledì 13 aprile 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    ZAGO   segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

             Comunicazione di ordinanza del TAR Sicilia

    PRESIDENTE  Comunico che con ordinanza n. 135/05, il  Tribunale
  amministrativo regionale della Sicilia - sede di Palermo, Sezione
  seconda -, con riferimento all'indizione di bandi di concorso per
  il conferimento del 10 per cento delle sedi farmaceutiche vacanti
  o  di nuova istituzione in favore dei titolari di farmacia rurale
  sussidiata nelle isole minori con almeno 10 anni di anzianità  di
  servizio,  ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata
  la  questione di costituzionalità dell'articolo 32, commi 1, 2  e
  3,  della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, per contrasto con
  l'articolo 17 dello Statuto siciliano; gli articoli 3, 32, 41, 97
  e  117,  commi 1 e 2 della Costituzione e dell'articolo 10  della
  legge costituzionale n. 3 del 2001.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Invito  il  deputato  segretario  a  dare  lettura
  dell'interpellanza presentata.

   ZAGO,  segretario f.f.:

      -N. 245 -Verifica della legittimità degli atti prodotti per la
        realizzazione di un impianto eolico nel sito di Monte Pozzillo a
        Salemi (TP) ed iniziative a tutela del relativo patrimonio
        archeologico.
  -Presidente Regione
  -Assessore Territorio
  -Firmatario: Ferro Giovanni

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

    Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Saluto alla scolaresca della Scuola Media  Luigi Pirandello di
                               Comiso

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, saluto la  scolaresca  ed  il
  personale  docente  e  non  docente  della  Scuola  Media   Luigi
  Pirandello  di  Comiso, qui venuti per visitare  il  Palazzo  dei
  Normanni  e  presenti  in  Aula per  assistere  alla  seduta  del
  Parlamento siciliano.
   Come  i  colleghi  sanno,  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha
  notevolmente  investito in iniziative rivolte  alle  scolaresche,
  realizzando  tra  l'altro  una serie di pubblicazioni  miranti  a
  semplificare la comprensione dei procedimenti parlamentari, delle
  funzioni del Parlamento e delle sue prerogative.
   Siamo  convinti che costruire un percorso di maggiore conoscenza
  della  democrazia parlamentare rappresenti una conquista  per  le
  istituzioni,  e  in particolare per la Regione  siciliana,  anche
  perché   favorisce  la  comprensione  delle  scelte  che  vengono
  compiute ed il relativo percorso di inclusione, di partecipazione
  democratica  che è a fondamento di qualsiasi attività  di  natura
  democratica e parlamentare.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

    Premesso che,

    per  legge  e  obblighi  derivanti  da  regolamenti  comunitari
  europei, circa il 10 per cento della produzione di uve da vino  è
  destinato alla trasformazione ed allo smaltimento in distilleria;

    è  obbligo  dei produttori di uve, nel periodo della pigiatura,
  consegnare  in  distilleria  per lo smaltimento  le  'fecce'e  le
  'vinacce' derivanti dalla trasformazione;

    ricordato che,

    la  viticoltura,  oltre ad essere la seconda  componente  della
  produzione  lorda  vendibile (PLV) dell'Isola, concorre  in  modo
  cospicuo alla formazione del suo valore aggiunto;

    la  viticoltura  è  il  volano  della  filiera  vitivinicola  e
  rappresenta  la  componente fondamentale  dell'agricoltura  delle
  quattro province occidentali della Sicilia;

    considerato che,

    al  fine  di  smaltire le giacenze, eliminare  le  eccedenze  e
  selezionare  la  qualità,  in  Sicilia,  per  le  condizioni  del
  mercato,  su una produzione media di sette milioni di  ettolitri,
  mediamente ogni anno, oltre alle prestazioni ciniche,  almeno  un
  ulteriore  20/25 per cento della produzione di vino è  destinato,
  per  mezzo della distillazione, alla trasformazione in alcool per
  usi alimentari ed industriali (componenti della benzina verde);

    complessivamente,  nel  comparto si registrano  circa  30  mila
  aziende attive che occupano 45 mila unità lavorative e si stimano
  altrettanti lavoratori stagionali;

    a  causa  dell'insularità e delle distanze  dagli  impianti  di
  distillazione  di  altre realtà europee,  nonché  degli  obblighi
  temporali  imposti  per  la consegna dei sottoprodotti  (fecce  e
  vinacce), in distilleria, non è né economicamente remunerativo né
  conveniente per i produttori attivare contratti e rivolgersi agli
  operatori extraregionali;

    in  Sicilia,  per  l'evoluzione della  storia  industriale  del
  comparto,  il  mercato della distillazione dei  prodotti  vinosi,
  funziona, da almeno un quindicennio come un oligopsonio perfetto,
  con   tutte  le  conseguenze  economiche  e  sociali   che   tale
  alterazione rappresenta per i produttori vitivinicoli  e  per  le
  cantine sociali;

    considerato inoltre che,

    nell'annata  in  corso, in Sicilia, al  fine  di  eliminare  le
  eccedenze  produttive, sono stati stipulati e autorizzati,  dalle
  autorità competenti, contratti di distillazione facoltativa  pari
  a 850 mila ettolitri di vino (in valore pari a 25 milioni di euro
  +  IVA),  di cui circa 650 mila ettolitri circa (pari al  67  per
  cento  del  totale)  solo  con l'azienda  'Distilleria  Bertolino
  S.p.A.' di Partinico (PA);

    sui   contratti  di  distillazione  facoltativa  in   corso   e
  autorizzati,  la  mancata adempienza della consegna  contrattuale
  del  prodotto  alla distilleria da parte dei produttori  comporta
  sanzioni   pecuniarie  notevoli,  per  cui   è   impossibile   la
  rescissione  unilaterale del contratto con  il  distillatore  per
  cercare un nuovo contraente;

    i  distillatori  hanno attivato tutti i contratti  stipulati  e
  autorizzati di distillazione facoltativa in corso, incassando  da
  AGEA  (Agenzia  per  le  erogazioni in agricoltura)  la  cospicua
  anticipazione   sull'importo   del   contratto    stipulato    ed
  autorizzato;

    la  normativa  comunitaria che regola la materia  (Reg.  CE  n.
  1623 del 2000 e succ.) non consente la rescissione contrattuale;

    considerato infine che,

    il   comparto  del  vino,  anche  a  livello  comunitario,  sta
  attraversando una grave crisi di mercato, rimarcata  dall'assenza
  di  contrattazioni e di domanda; tanto che, in alternativa,  sono
  in  discussione, nel mondo sindacale dell'UE, richieste di misure
  e  provvedimenti  di emergenza e sostegno attraverso  ipotesi  di
  distillazione di crisi e provvedimenti straordinari per le  crisi
  di mercato;

    in  Sicilia,  una sola azienda è detentrice del  70  per  cento
  della capacità di distillazione complessiva;

    a   causa   di   provvedimenti  cautelativi  ambientali   della
  magistratura,  l'azienda 'Distilleria Bertolino  S.p.A.'  non  ha
  ritirato  il  prodotto  già vincolato contrattualmente      dalle
  autorizzazioni     di distillazione facoltativa in corso;

    al   fine  di  evitare  pesanti  ripercussioni  economiche  sui
  produttori dell'intero comparto e sui bilanci aziendali di  molte
  cooperative e cantine sociali,

                   impegna il Governo della Regione

    a  varare  un  provvedimento di durata provvisoria  (fino  alla
  cessazione    dell'emergenza),   immediato,   straordinario    ed
  eccezionale,  di integrazione pubblica del prezzo  del  trasporto
  dei  prodotti  vinosi  e  dei sottoprodotti  della  vinificazione
  (fecce   e   vinacce)   ad   altri  stabilimenti   enologici   di
  distillazione situati nel bacino del Mediterraneo europeo;

    a  chiedere all'UE la deroga al Reg. CE n. 1493 del 1999 ed  al
  Reg.   CE   n.  1623  del  2000,  in  materia  di  contratti   di
  distillazione facoltativa, per consentire ai produttori siciliani
  il  trasferimento unilaterale, solo per l'anno in corso, ad altri
  operatori  europei  di  distillazione, dei contratti  in  essere,
  qualora  il contraente distillatore originario, entro  due  mesi,
  non  ritiri la quantità di prodotto contrattualmente stipulato  e
  pattuito;

    a  chiedere all'UE il varo urgente, di provvedimenti  e  misure
  straordinarie   di  sostegno  alla  produzione,   finalizzate   a
  riequilibrare   il   mercato      del      prodotto       finito,
  attraverso
    l'eliminazione  delle  eccedenze,  integrative   ad   eventuali
  provvedimenti   di   distillazione  di   crisi,   finalizzate   a
  rivitalizzare i consumi e le esportazioni;

   a  chiedere  al  Governo nazionale il varo di misure  economiche
  integrative  ai provvedimenti di distillazione di crisi  tali  da
  colmare l'eventuale differenza fra prezzo fissato dall'UE per  la
  distillazione di crisi e costi medi di produzione.» (419)

                       GIANNOPOLO - ODDO - CRACOLICI - CAPODICASA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   in  data 23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 è  stata
  istituita la Riserva naturale orientata (R.N.O.) Bosco  di  Santo
  Pietro,  ricompresa  nei territori dei comuni  di  Caltagirone  e
  Mazzarrone, in provincia di Catania;

   numerosi  sono  stati gli interventi per un miglioramento  delle
  condizioni  interne della R.N.O. Bosco di S. Pietro,  ma  nessuno
  risolutivo rispetto ad un'errata perimetrazione dello stesso;

   quanto  sopra ha determinato un lento deterioramento del  bosco,
  in  considerazione del fatto che all'interno delle riserve vigono
  specifici divieti;

   tra  questi, il divieto di caccia, che comunque non rispetta  le
  percentuali  fissate dalla legge regionale n.  33  del  1992  per
  l'intero  territorio provinciale, ed in più rende impossibile  lo
  svolgimento  delle  attività agro -  silvo  pastorali,  poiché  i
  raccolti  vengono  spesso  distrutti dalla  numerosa  popolazione
  cunicola;

   tale  popolazione  ha superato la soglia di  rischio  e  la  sua
  presenza  è  dodici  volte  superiore  alla  sopportabilità   del
  territorio, così come risulta dal censimento effettuato dall'ente
  gestore;

   come   se   non   bastasse,  il  proliferare  delle   zecche   è
  strettamente  correlato all'incremento demografico del  coniglio,
  con i conseguenti pericoli per la salute umana;

   ipotesi   di   abbattimenti  o  catture  non   sono   prese   in
  considerazione per la particolarità del territorio,  senza  tener
  conto che sono invece indispensabili per il suo equilibrio;

   i  coltivatori  locali sono quindi soggetti a  notevoli  perdite
  economiche alle quali vanno aggiunti anche i problemi  legati  al
  trasporto  delle  merci  prodotte, a causa dell'impossibilità  di
  realizzare un'adeguata rete viaria interna alla riserva;

   oltre  a  quanto già esposto, peraltro oggetto di numerosi  atti
  di  indirizzo politico approvati da questo Parlamento,  è  sempre
  più  insistente l'esigenza di risolvere un'ulteriore problematica
  legata alla ex strada del Consorzio di bonifica di Caltagirone n.
  31  che  si  innesta nella strada provinciale 34 che, all'interno
  della  riserva,  ne consente l'attraversamento ed  è  soprattutto
  utilizzata per il trasporto dell'uva ivi coltivata;

   la  citata arteria, in realtà, è un percorso che è stato  creato
  nel  tempo  dal  passaggio dei camion, soltanto in alcuni  tratti
  asfaltato  e,  considerate  le condizioni  del  territorio  e  la
  mancata  manutenzione, la strada è divenuta impraticabile  ed  il
  rischio  di  deterioramento delle merci trasportate è sempre  più
  alto,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in essere tutte le iniziative utili affinchè si  possa
  procedere  ad  un'immediata  risoluzione  di  quanto  esposte  in
  premessa;

   ad  esaminare  l'ipotesi di incontro con  i  responsabili  della
  Provincia regionale di Catania, al fine di valutare l'opportunità
  di  asfaltare  la strada provinciale 34 e l'ex strada  consortile
  31, anche in deroga a quanto contenuto nelle norme in vigore,  al
  fine  di  agevolare  il transito ed in particolare  il  trasporto
  delle merci prodotte all'interno della Riserva naturale orientata
  Bosco   di  Santo  Pietro  ed  evitare  aggravi  di  spesa   agli
  agricoltori  ed alla stessa Regione, che deve già  affrontare  il
  risarcimento   dei   danni   provocati  dall'eccessiva   presenza
  cunicola.» (420)

                      FLERES-CATANIA G.-MAURICI -BALDARI

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  lo sviluppo ed il completamento del  sistema  dei
  collegamenti   terrestri   in   Sicilia   costituisce   obiettivo
  ineludibile ed urgente;

   ricordato  che  in  questo  contesto  la  definizione  dell'asse
  stradale  Siracusa-Gela rappresenta una delle opere decisive  per
  lo sviluppo della Sicilia sud-orientale;

   visto  che a tutt'oggi l'opera appare lontana dalla definizione,
  nonostante  le decisioni assunte da diversi governi  nazionali  e
  regionali succedutisi nel corso degli ultimi anni;

   tenuto conto delle richieste e sollecitazioni, che da più  parti
  vengono per il rapido completamento dell'opera;

   considerata, in particolare, la mobilitazione della  popolazione
  di   Gela   e   della  sua  Amministrazione,  che  dimostra   una
  straordinaria  attenzione  e  la  ferma  volontà  di  non  subire
  ulteriori ritardi,

                        impegna il Governo della Regione

   a  farsi  garante della rapida e pronta realizzazione  dell'asse
  stradale Siracusa-Gela

   a  mettere  in  campo  tutti  gli strumenti  operativi  utili  e
  necessari a superare difficoltà e ostacoli burocratici;

   ad   intervenire  presso  il  Governo  nazionale  perché   siano
  tempestivamente   attuati  tutti  gli  adempimenti   di   propria
  competenza.» (421)

       SPEZIALE   -  CAPODICASA  -  CRACOLICI  -CRISAFULLI  -   DE
             BENEDICTIS -
       GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO -VILLARI - ZAGO

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  il  lungo  periodo di cassa  integrazione  deciso
  dalla Fiat per i lavoratori dello stabilimento di Termini Imerese
  fa  presagire  serie  difficoltà  dell'azienda  a  mantenere  gli
  impegni  e  le  assicurazioni  a  suo  tempo  fornite  circa   il
  mantenimento nel ciclo produttivo dello stabilimento  di  Termini
  Imerese;

   osservato che sono stati, altresì, disattesi gli impegni,  anche
  finanziari, promessi dalla Regione per evitare la chiusura  dello
  stabilimento siciliano della Fiat;

   visto  che  lo  stabilimento in questione è  stato  escluso  dal
  contratto di programma del Ministero delle Attività produttive;

   considerato  che  lo  stesso ministro Marzano  avrebbe  rilevato
  inspiegabili ritardi nelle operazioni di competenza della Regione
  siciliana;

   rilevato  che  tale  situazione di incertezza  e  precarietà  si
  ripete  per  il  caso IMESI- Keller, per la Emmegi,  legata  alla
  vicenda Parmalat, o per vertenze che si trascinano da anni,  come
  quella  della  Tecnosistemi, fino al vasto mondo  del  precariato
  sempre appeso a qualche emendamento della finanziaria,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  misure  urgenti  e operative  per  intervenire  in
  questo   stato  di  crisi  ed  evitare  ulteriori  disimpegni   e
  smantellamenti    del    già   precario    apparato    produttivo
  siciliano.»(422)

                   ODDO  -  GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE
                   -

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           Seguito della discussione del disegno di legge
              Disposizioni finanziarie urgenti e per la
      razionalizzazione dell'attività amministrativa  (n. 151 -
                         Norme stralciate/A)

    PRESIDENTE   Si  procede  al  seguito  della  discussione   del
  disegno  di  legge   Disposizioni finanziarie urgenti  e  per  la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa  (n. 151  -  Norme
  stralciate/A), iscritto al numero 1).
   Invito  i  componenti la II Commissione legislativa  Bilancio  e
  finanze  a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che nella seduta n. 285 del 12 aprile 2005  sono  stati
  accantonati gli articoli 4, 7, 10 e 14.
     Restano  altresì accantonati gli emendamenti aggiuntivi,  dopo
  l'articolo  17.  Va  infine votato l'articolo 18,  relativo  alla
  pubblicazione.
   Ricordo  che  sono stati presentati i seguenti  emendamenti  dal
  Governo: 4.1 e  4.2.
   Si passa all'emendamento 4.1 del Governo.
   Onorevole assessore Lo Monte, ha avuto modo di approfondire  con
  gli uffici le questioni relative alla materia? Le ricordo che  vi
  è  un problema di modalità di erogazione e di quantificazione del
  contributo.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, la proposta è  stata
  avanzata così com'è, una volta si sarebbe chiamato  provvedimento
  fotografia .  Io  vorrei, invece, che avesse  le  caratteristiche
  proprie di una norma,  cioè generalità e astrattezza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Lo Monte, le  questioni  sono  due:  la
  prima  è  una questione specifica che interviene come  contributo
  straordinario, l'altra è di carattere generale ed interviene come
  contributo in conto interesse.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, se tale  competenze
  viene  lasciata all'assessorato Bilancio sono favorevole,  purchè
  non  venga  dato  l'ordine  al  mio assessorato.  Preannuncio  la
  presentazione di un subemendamento.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato  dal  Governo  il
  seguente subemendamento 4.1.1:

   «Al   primo   rigo   dell'articolo  4   sostituire   le   parole
   L'Assessore   regionale  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca  con le parole  L'Assessore  regionale
  per il bilancio e le finanze ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   LO   MONTE ,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Dichiaro di ritirare l'emendamento 4.1.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento  4.2 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
      Modifiche alla Tabella H allegata alla legge regionale 28
                        dicembre 2004, n. 17

  1. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
  n.  17,  è   apportata,  per  l'esercizio  finanziario  2005,  la
  seguente modifica in migliaia di euro:
  UPB 10.2.1.3.3, capitolo 413705            -75.
  2.  Nello  stato  di  previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione  siciliana, per l'esercizio finanziario 2005, è apportata
  la seguente modifica in migliaia di euro:
  UPB 10.2.1.3.3, capitolo 413707            +75.
  3. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
  n. 17, è apportata la seguente modifica:
  UPB 9.3.1.3.7, capitolo 377720, di cui:
  Centro  studi filologici e linguistici         = 75  migliaia  di
  euro;
  Società siciliana di storia patria              = 75 migliaia  di
  euro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dalla  Commissione: emendamenti 7.1, 7.16, 7.17,  7.18,  7.2.1,
       subemendamento all'emendamento 7.2;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: emendamento
  7.2.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 7:

   -dal  Governo:  emendamenti 7.4; 7.5; 7.6; 7.7; 7.8; 7.9;  7.10;
       7.11; 7.12; 7.13; 7.14; 7.15; 7.19; A 1; A 1.1, subemendamento
       all'emendamento A1; A3; A5; A5.1 subemendamento all'emendamento
       A5; A29; 7.22; 7.24; 7.25; 7.19.1, subemendamento all'emendamento
       7.19; 7.28;
  -dagli onorevoli Crisafulli, Formica, Misuraca e Antinoro:
  emendamento 7.3;
  -dall'onorevole Formica: emendamenti A23; 7.20;
  -dall'onorevole Scalici: emendamento A2;
  -dall'onorevole Beninati: emendamenti A36; A35;
  -dall'onorevole Crisafulli: emendamento A6;
  -dagli onorevoli Basile, Sbona, Scalici, Acanto: emendamento
  A24;
  -dagli onorevoli Villari, Speziale, Giannopolo: emendamento A25;
  -dall'onorevole Antinoro: emendamento A32;
  -dall'onorevole Vitrano: emendamento A27;
  -dagli onorevoli Sammartino e Formica: emendamento 7.21;
  -dall'onorevole Ardizzone: emendamento 7.23.

   Si  passa  all'emendamento 7.1 della Commissione. Il parere  del
  Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 7.2.1 della Commissione. Il parere del
  Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.2. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Ci  sono  altri emendamenti che prevedono copertura finanziaria.
  Vorrei  che  il  Governo esprimesse il proprio parere  su  questi
  emendamenti.

    CIMINO   assessore  alla  Presidenza.  Signor  Presidente,   il
  Governo  esprime  parere contrario su tutti gli  emendamenti  che
  prevedono spesa.

    PRESIDENTE   Pertanto  dichiaro improponibili  gli  emendamenti
  7.3 e A23.
   Gli  emendamenti 7.4, 7.5, 7.6, 7.7, 7.8, 7.9, 7.10, 7.11, 7.12,
  7.13, 7.14, 7.15, 7.16, 7.17 e 7.18 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 7.19.1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.19. Lo pongo in votazione votazione
  nel testo risultante. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.28. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.23. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.22. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.24. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.25. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.20. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.21. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, vorrei far  rilevare
  che   l'emendamento   A23   è   stato   erroneamente   dichiarato
  improponibile  per mancanza di copertura finanziaria,  perché  la
  copertura necessaria viene indicata nello stesso emendamento.

    PRESIDENTE  Ne prendo atto, onorevole Assessore.
   Pongo,  pertanto, in votazione l'emendamento A23. Il parere  del
  Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    SPEZIALE   Signor  Presidente, vorrei far  rilevare  che  anche
  l'emendamento A25 indicava al suo interno la compensazione per la
  relativa copertura finanziaria.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,    c'è    stata    qualche
  incomprensione  con  gli  uffici. Gli  appunti  che  erano  stati
  forniti  alla  Presidenza prevedevano la  mancanza  di  copertura
  finanziaria  sia per l'emendamento A23, che è stato  già  votato,
  sia per l'emendamento A25.
   Pertanto  pongo in votazione l'emendamento A25.  Il  parere  del
  Governo?

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Tutti  gli  altri  emendamenti sono preclusi,  per  mancanza  di
  copertura finanziaria.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1.
   Comunico  che  è pervenuta, da parte del Governo, una  richiesta
  di accantonamento  per una riscrittura.
   Pertanto  l'emendamento  A1 viene accantonato  con  il  relativo
  subemendamento A1.1.
   Si passa all'emendamento A5.
   Comunico  che  è pervenuta, da parte del Governo, una  richiesta
  di accantonamento per una riscrittura.
   Pertanto  l'emendamento  A5 viene accantonato  con  il  relativo
  subemendamento A5.1.

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
      Svolgimento contemporaneo del referendum con le elezioni
                           amministrative

   1.  All'articolo  22 della legge regionale 23 ottobre  2001,  n.
  14, sono aggiunti i seguenti commi:
    1  bis. In caso di contemporaneo svolgimento del referendum con
  le  elezioni  amministrative si applicano  nel  territorio  della
  Regione,  ferma  restando  per  il  resto  la  vigente  normativa
  relativa alle singole consultazioni, le seguenti disposizioni:
   a)  gli  adempimenti e le operazioni preliminari alla  votazione
  vengono effettuati con le modalità previste dagli articoli  16  e
  31  del  Testo  Unico approvato con decreto del Presidente  della
  Regione 20 agosto 1960, n. 3;
   b)  le  operazioni di votazione si svolgono dalle ore 8.00  alle
  ore  22.00  della domenica e dalle ore 7.00 alle  ore  15.00  del
  lunedì successivo;
   c)  ultimate  le  operazioni di votazione  e  di  riscontro,  lo
  scrutinio   ha  luogo  dando  la  precedenza  alla  consultazione
  referendaria.
   1  ter.  Limitatamente ai comuni interessati anche alle elezioni
  amministrative, per la composizione degli uffici  di  sezione  si
  applicano le disposizioni di cui all'articolo 10 del Testo  Unico
  approvato  con  decreto del Presidente della  Regione  20  agosto
  1960,  n.  3  ed ai fini degli onorari le operazioni relative  al
  referendum  si  considerano  operazioni  aggiuntive.   Le   spese
  derivanti  dall'attuazione di adempimenti comuni  sono  ripartite
  proporzionalmente  tra  la  Regione e  gli  enti  interessati  al
  rinnovo degli organi.'».
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dal   Governo:  emendamento  10.5,  interamente  sostitutivo
  dell'articolo;
   -   dall'onorevole   Liotta:   emendamento   10.3,   soppressivo
  dell'articolo;
   -   dagli   onorevoli   Miccichè,   Ferro,   Morinello,   Raiti:
  emendamento 10.4, soppressivo dell'articolo;
   - dall'onorevole Crisafulli: emendamento 10.1.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 10:

   -  dagli onorevoli Fleres, Spampinato, Catania Giuseppe, Ortisi,
  Maurici: emendamento 10.2;
   - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 10.6;
   - dall'onorevole Ardizzone: emendamento A13;
   - dagli onorevoli Raiti, Miccichè, Morinello: emendamento A 22;
   - dagli onorevoli Sanzeri, Liotta ed altri: 10.8;
   - dagli onorevoli Dina, Ioppolo, Sbona e Misuraca: 10.7.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, conclusa  la
  discussione relativa alla parte economica, che ha visto una serie
  di spese più o meno giustificate, vista la situazione di crisi in
  cui  versa  la  Regione, passiamo ora alla politica, all'attività
  istituzionale di questo Parlamento.
   Entrando  nel  merito  dell'  articolo  10,  ciò  che  veramente
  colpisce  è la sciatteria con cui vengono affrontate le questioni
  che   riguardano  le  riforme  elettorali.  E'  la  coda  di  una
  situazione politica disastrosa che non tarderà ad avere  risposte
  da parte del popolo siciliano.
   Abbiamo   capito,  ormai,  qual  è  l'orientamento   del   corpo
  elettorale a livello nazionale, e spero che anche qui in  Sicilia
  ci sia lo stesso orientamento.
   Eppure, in questo Parlamento si continua ad operare come  se  in
  questi  ultimi  giorni non fosse accaduto nulla;  anzi  si  vuole
  mettere un bavaglio, si vuole impedire un'espressione democratica
  e  libera qual è il referendum, pensando di ostacolare quello che
  già è stato tracciato.
   Abbiamo  sempre detto che il referendum è una macchina  che  non
  si può fermare, perché voluta precedentemente dal legislatore,  e
  pertanto  ritengo  che  tutte  le manovre  poste  in  essere  per
  ostacolarlo sono destinate a fallire.
   Con  l'articolo  10  si  vuole andare contro  una  decisione  di
  questo Parlamento, il quale ha già stabilito che la votazione per
  il  referendum debba avvenire solo nella giornata di  domenica  e
  non anche del lunedì.
   Si  è  voluto far coincidere la data del referendum  con  quella
  delle elezioni amministrative con la scusa di risparmiare qualche
  centinaio  di migliaia di euro - perché di questo si tratta  -  e
  adesso, di converso, si vuole estendere il voto per il referendum
  anche al lunedì.
   Ricordo  ai  colleghi  che già esiste un  decreto,  firmato  dal
  Presidente  della  Regione, che indìce il referendum  per  il  15
  maggio. A meno che questo decreto non abbia alcun valore, non  si
  capisce  per  quale ragione bisogna estendere  la  votazione  del
  referendum anche alla giornata del 16 maggio.
   Ritengo che la giustificazione di uniformare il sistema di  voto
  sia   assolutamente  inconsistente,  oltre  che  contraddittoria,
  perché ci sono comuni in cui, molto probabilmente, si voterà solo
  domenica 15 maggio. E mi riferisco ai comuni dove si vota con  il
  maggioritario  e per questi, quindi, le spese elettorali  saranno
  limitate  alla  sola domenica . Per quei comuni  che  contano  un
  numero  di  abitanti  superiore ai 5  mila,  sappiamo  benissimo,
  invece, che si potrà votare sino all'indomani. Ciò significa che,
  in  quei comuni, lo scrutinio relativo ai voti sull'elezione  del
  sindaco  e  del  consiglio  comunale  dovrà  avvenire  il  giorno
  successivo;  infatti, il referendum è la prima scheda  che  dovrà
  essere  scrutinata. Da ciò se ne deduce che in occasione di  tali
  elezioni  amministrative si verificheranno notevoli  problemi  di
  carattere organizzativo, oltre ad avere un maggiore onere per gli
  stessi comuni e quindi per la Regione.
   Se  da  un  lato, per risparmiare, si sono volute  accorpare  le
  elezioni  amministrative con il referendum, dall'altro  una  tale
  scelta comporta che si allungano le procedure di scrutinio  e  di
  elezione ed aumentano le spese per le casse comunali, che a  loro
  volta chiederanno conto di ciò alla Regione.
   Pertanto,  cari  colleghi, mi chiedo e vi  chiedo  dove  sta  la
  convenienza di unire le due votazioni.
   La  verità  è  un'altra:  si vuole stravolgere  il  concetto  di
  referendum  e  si  è  voluto in questo  caso  fare  un  tentativo
  maldestro;  pertanto,  ricorreremo  al  Commissario  dello  Stato
  perché  tale  tentativo  è  in palese contrasto  con  il  decreto
  firmato dal Presidente della Regione.
   Aggiungo  una cosa strana al riguardo: qualcuno ha suggerito  ai
  sindaci  dei  comuni nei quali si vota per il referendum  che  si
  voterà  non  solo il 15 maggio ma anche il 16 maggio. Considerato
  che  i  Comuni hanno già stampato un tale avviso per  l'indizione
  dei  comizi referendari, vorrei capire come una tale notizia  sia
  stata  anticipata dal momento che ancora non c'è stato nel merito
  un   pronunciamento  di  questo  Parlamento.   Ritengo   che   la
  grandissima  confusione  che  ne  è  conseguita  è  stata  voluta
  appositamente,  si è voluta determinare una sorta  di  confusione
  nell'elettore  proprio per inculcargli appunto  una  disaffezione
  nei  confronti di una occasione referendaria che è  la  prima  in
  Sicilia. Se si fosse tenuto chiaramente e velocemente in una sola
  giornata  non sarebbe stato così. Invece si vuole protrarre  fino
  all'indomani  per creare confusione e altro tipo di  decisione  e
  perché evidentemente ciò è utile affinché l'elettore siciliano si
  disaffezioni dal referendum.
   Quindi  tale  sistema deve essere rivisto e, da questo  articolo
  che  avete  proposto, non mi pare che la cosa sia stata  discussa
  nella  Commissione  di  merito:  non  mi  risulta  che  la  prima
  Commissione, di cui faccio parte, l'abbia esaminato. Anzi, chiedo
  al  Presidente  della prima Commissione, onorevole Ardizzone,  se
  questo articolo abbia seguito la normale procedura, perché  è  un
  articolo  la  cui competenza è della prima commissione;    ma  in
  questo  caso è  andata diversamente, dato che  la  norma è  stata
  inserita  durante  il dibattito tenuto  in Commissione  Bilancio.
  Probabilmente, qualcuno ha cercato di  mischiare le carte .
   Spero, signor Presidente e onorevoli colleghi, che si venga  qui
  a   chiedere  conto  e  ragione  di  questa  norma  che   ritengo
  veramente illegittima e della quale, pertanto, chiedo il  ritiro.
  Ma  in  relazione  all'emendamento già discusso  in  commissione,
  quello  relativo alla tornata elettorale, voluto  per evitare che
  vengano   a   coincidere   le  elezioni  regionali   con   quelle
  amministrative dato che, come sappiamo, è una norma  che  bisogna
  approvare  in  quanto   è  necessaria e ciò  vale  anche  per  il
  referendum.
      Qui   si   discute  se  dobbiamo  congiungere   le   elezioni
  amministrative  a quelle regionali; la stessa cosa  vale  per  il
  referendum,  dato che il tema è la legge elettorale regionale  e,
  quindi, a mio avviso deve essere esclusiva.
   Per   queste  ragioni  noi  votiamo  contro  e  preannuncio  che
  chiederemo,   eventualmente,   una   discussione    ancora    più
  approfondita e il  voto segreto.

    PRESIDENTE   Ha chiesto di parlare l'onorevole  Liotta.  Ne  ha
  facoltà.

    LIOTTA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   credo  che
  l'Assemblea si stia apprestando a correggere un pasticcio con  un
  ulteriore pasticcio, forse  ancora più grosso.
   Perché   un   pasticcio   è   stato  accorpare   il   referendum
  confermativo   della   legge   elettorale   con    le    elezioni
  amministrative,  peraltro parziali in Sicilia; dico  ciò   perché
  ben   si   sapeva  che  i  giorni  dedicati  per  il  voto   alle
  amministrative sono due, quando uno solo è il giorno previsto per
  il   voto  al  referendum;  si  sapeva  all'origine,  si   poteva
  provvedere  altrimenti,  si poteva indicare  altra  data  per  il
  referendum.
   D'altra  parte se quest'Aula ha previsto un solo giorno  per  il
  voto al referendum e due giorni per le amministrative, penso  che
  abbia  fatto una riflessione su questo.  Ma, adesso, ci  si  dice
  che   ragioni   economiche,  ragioni  di  risparmio,    impongono
  l'accorpamento delle due votazioni.
   Ebbene,  per   queste  ragioni  di  risparmio  si  sacrifica  la
  logica:    l'elettore,  ed  è  questa  la  logica   del   decreto
  presidenziale  che ha indetto il referendum, si troverebbe  nella
  giornata di domenica a votare con la scheda per le amministrative
  e per il referendum e lunedì, invece, solo per le amministrative.
   E'   una   incongruenza  logica   Oggi  l'Assemblea   cerca   di
  correggere   questa   incongruenza,  ma   con   che   cosa?   Con
  un'incongruenza maggiore.
     Il  decreto del Presidente della Regione, con il quale  indice
  il  referendum,  così come previsto dalla legge regionale  numero
  14/2001, è un decreto che è stato emesso non più di trenta giorni
  dopo  dalla  accettazione del referendum,  sappiamo bene  che  la
  legge numero 14 del  2001  prevede   che si debba   votare tra il
  quarantacinquesimo    giorno   ed  il  sessantesimo  giorno  dopo
  l'emanazione del decreto.
   Bene,  oggi, fra le altre considerazioni che si potrebbero  fare
  per  indicare  che  si  sta facendo un pasticcio,  (se  dovessimo
  approvare  questa norma), e vi è un emendamento  soppressivo  che
  abbiamo   presentato  proprio  per  evitare   questo   pasticcio,
  bisognerebbe che il Presidente della Regione emanasse   un  altro
  decreto  presidenziale per regolamentare  il referendum,  proprio
  perché   la legge, da sola, non modifica sul piano amministrativo
  l'indizione   del   referendum,   occorre   altresì    un    atto
  amministrativo che è il decreto del Presidente della Regione.
   Nel  momento  in cui venisse emanato  il decreto del  Presidente
  della  Regione, il referendum non potrebbe essere che  svolto  se

  non tra il quarantacinquesimo ed il sessantesimo giorno  dopo la
  emanazione   dello  stesso decreto,  ciò eliminerebbe la ragione
  primaria di questo articolo 10: quella di accorpare amministrative
  e referendum dato che la data per il referendum andrebbe fissata
  oltre le amministrative. A me sembra un pasticcio. Se quest'Aula,
  per  una volta, volesse fermarsi a riflettere su queste cose, può
  anche darsi che eviteremmo in futuro di fare pasticci del genere.

    CIMINO  assessore alla Presidenza. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO    assessore   alla   Presidenza.   Signor   presidente,
  onorevoli colleghi, avendo ascoltato gli interventi dei  colleghi
  parlamentari,  volevo ribadire come la volontà del Governo  della
  Regione  ed  il decreto del Presidente, emanato in  data  del  15
  maggio,  é  stata coordinata, in via amministrativa per  dare  ai
  cittadini   siciliani,   la  possibilità   e   l'opportunità   di
  razionalizzare  le  attività di espressione  del  voto,  sia  per
  quanto  concerne  le elezioni amministrative,  sia  per  il  voto
  referendario.
   La  necessità  di  questo provvedimento legislativo,  nasce  dal
  dato che questa...

    LIOTTA   Assessore  Cimino,  possiamo  avere  copia   del   suo
  comunicato?

    CIMINO    assessore  alla  Presidenza.  Senz'altro,   onorevole
  Liotta.  Dicevo,  la  necessità di  tale  coordinamento,  in  via
  amministrativa, con decreto del presidente della Regione é  stato
  possibile  ed é indispensabile, per riuscire a razionalizzare  al
  meglio  questo  tipo  di  iniziativa, facendo   approvare  questo
  articolo     che    prevede    lo    svolgimento    contemporaneo
  dell'espressione del voto, sia del referendum che delle  elezioni
  amministrative.
   Pertanto   riterrei  importante che l'Aula  esprimesse  un  voto
  favorevole.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  dato  che   è
  intervenuto  il  rappresentante del Governo,  chiedendo  il  voto
  favorevole  dell'Aula  su  questo  articolo,  é  giusto  che   un
  rappresentante dell'attuale maggioranza, in quest'Aula, cerchi in
  qualche maniera di spiegare al Governo che, probabilmente non  si
  è   reso  conto che, di recente,   in Italia sono cambiate alcune
  cose.
     Forse  non si è reso  conto, perché preso  dall'enorme  lavoro
  che   svolge  all'interno  degli  assessorati,  che  l'elettorato
  italiano improvvisamente non ha dato, come invece era stato negli
  ultimi  dieci  anni, un cinquanta per cento dei voti  al  centro-
  destra  e  un  cinquanta per cento dei voti  al  centro-sinistra:
  improvvisamente l'Italia si é spostata a sinistra.
   Io  credo  che dalle parole dell'assessore Cimino, evidentemente
  forse  perché  all'estero  e  non ha quindi,  potuto  leggere  le
  cronache  delle ultime settimane ed i   risultati elettorali,  mi
  sembra   di  capire  che il Governo  non si  è  reso   conto  che
  costringendo   i partiti che compongono l'attuale  maggioranza  a
  portare i propri elettori,  che oggi  sono molto di più di quanto
  voi  possiate immaginare,  a votare per il referendum sulla nuova
  legge  elettorale  il 15 e il 16 maggio, l'effetto  che  produrrà
  sarà  che i nostri elettori si occuperanno solo del referendum  e
  non  delle elezioni amministrative, rischiando, così,   anche  in
  Sicilia,   di far avanzare un trend che, sicuramente  sarebbe  di
  grave nocumento per questa maggioranza e per il Governo.
   Assessore  Cimino, sarebbe meglio che all'interno di quelli  che
  si   sono   considerati,  sino  al  voto  delle  ultime  elezioni
  regionali, i rappresentati dei grandi partiti
     Forse sarebbe meglio che, all'interno di  quelli che   si sono
  considerati,  fino al   voto delle   ultime elezioni regionali, i
  rappresentanti dei grandi partiti, iniziasse una riflessione interna
  ai vostri  partiti e, anziché addebitare soltanto a singoli soggetti
  le responsabilità, cominciate a fare meglio i conti perché questa
  nuova  legge elettorale, innanzitutto, non è la legge  votata  da
  questo  Parlamento, e lei, onorevole Cimino, dovrebbe ben saperlo
  visto che il maxi emendamento che il suo partito, insieme al mio,
  hanno  fortemente  voluto  in quella legge  è  stato  interamente
  cassato  ad opera del Commissario dello Stato. Quindi,  l'attuale
  legge  elettorale soggetta a referendum non è la legge elettorale
  di  questo Parlamento e, siccome il mio no su questa legge -  che
  non  è  quella  che io ho votato - è stato chiaro fin  dal  primo
  istante,  invito  il Governo a riflettere meglio sull'opportunità
  di portare gli elettori siciliani ad esprimere il voto a favore o
  contro  la  nuova  legge  elettorale in  giornate  diverse  dalle
  elezioni amministrative.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire
  che    mi    sono    meravigliato   nell'ascoltare   l'intervento
  dell'onorevole  Acierno. Non comprendendo se questa  è  una  sede
  legislativa,   una  piazza o  una riunione di  maggioranza,  dove
  nessuna  motivazione  nel merito viene posta  pro  o  contro  una
  proposta di legge, ma viene rivolto un invito, da una parte della
  maggioranza  al  Governo della Regione, a valutare  l'opportunità
  politica della norma.
   Personalmente  ritenevo che noi siamo, invece,  in  un'Assemblea
  legislativa  dove  dobbiamo intervenire rispetto  a  proposte  di
  legge  e cercando di motivare a favore o contro la legittimità  e
  l'opportunità legislativa, e non politica, delle norme di legge.
   Signor  Presidente,  credo che anche la  Presidenza,  quando  vi
  sono   interventi  di  questo  tipo,  dovrebbe  intervenire   per
  ricordare a noi tutti che siamo in un'Assemblea legislativa.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Onorevole Cintola, il Governo si è già espresso  su
  questa   vicenda.  La  Presidenza  può  soltanto,  eventualmente,
  accantonare  l'articolo 10 con i relativi emendamenti  e  passare
  agli emendamenti aggiuntivi se il Governo ............

                  (Proteste dai banchi di sinistra)

   Onorevole  Micciché, se lei si calma io faccio un  ragionamento.
  Se  pretende  di fare l'esegeta delle mie parole, non  so  se  ci
  riesce.
   Siamo  in  fase di votazione, onorevole Cintola. Lei ha  chiesto
  di  parlare,  e può pure certamente parlare per dichiarazione  di
  voto.  Ma,  sull'argomento  in questione  il  Governo  si  è  già
  espresso   con  un  intervento  dell'assessore  alla  Presidenza,
  onorevole Cimino. Pertanto, se il Governo ha in mente di proporre
  una  riscrittura  può,  tutt'al più,  chiedere  l'accantonamento,
  altrimenti  la Presidenza deve porre in votazione gli emendamenti
  10.3 e 10.4 e poi l'articolo.

    CIMINO    assessore   alla  Presidenza.   Il   Governo   chiede
  l'accantonamento.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi   non
  possiamo pagare oltre misura la confusione del Governo perchè, al
  di là del merito, c'è un problema di carattere procedurale di cui
  ogni volta il Presidente dell'Assemblea deve tenere conto.
   Ieri  l'articolo 10 era stato accantonato. Se il  Governo  aveva
  intenzione di riscrivere l'articolo 10 avrebbe dovuto presentarsi
  stasera in Aula con la riscrittura.
   Non  può  sfuggire un elemento che è più di fondo e che riguarda
  non tanto il referendum ma la legge: se il Governo ritiene che la
  legge  - come viene avvertito tra l'altro dagli interventi  della
  maggioranza  -  non  è più la legge voluta dalla  maggioranza  di
  quest'Aula e sulla quale noi abbiamo votato contro, deve compiere
  un  atto  consequenziale che non è legato alle   quisquilie'  del
  referendum o alla data del referendum.
   Il  Governo  deve  dire all'Aula se la sua  maggioranza  intende
  sostenere questa legge, come ha fatto nei diversi incontri che si
  sono svolti anche con il Comitato  referendario, o che il Governo
  non intende assolutamente sostenere la legge.
   Ma  se il Governo non intende sostenere questa legge,  e se  noi
  abbiamo votato contro, mi chiedo di chi sia la paternità di detta
  legge.
   Il   Governo  abbia  il  coraggio  di  presentare  in  Aula   un
  emendamento con il quale spiega che non ci sono più le condizioni
  per  tenere  in vita la legge e  non il  referendum   Perché  sul
  referendum,    la   posizione  degli  amici   referendari   sulla
  razionalità delle date è debolissima.
   In  realtà esiste un problema di fondo che non emerge nel  corso
  del dibattito
   Il   Governo   dica  chiaramente  all'Aula   qual   è   il   suo
  orientamento   Se è quello che gli onorevoli Cuffaro  e  Miccichè
  hanno dichiarato ai Comitati referendari, in una sede diversa dal
  Parlamento, è una cosa  Ma lo dica qui, adesso  E se  il  Governo
  non  intende sostenere le ragioni principali della modifica  alla
  legge  elettorale, è giusto che il Parlamento lo sappia e  adotti
  un provvedimento idoneo a cassare l'intera legge.
   Questo,  secondo me, è il punto centrale che deve  investire  la
  responsabilità   del  Governo  e  non  le  quisquiglie   che   si
  accompagnano all'accorpamento delle date.
   Ripeto, il Governo esprima chiaramente la propria posizione,  in
  Aula,  per  evitare di trascinarci dietro una questione  che  può
  diventare irrisolvibile.
   Il  Governo  crede  di utilizzare questa vicenda del  referendum
  per  giocare un brutto scherzo al  centro sinistra.  Ma  c'è  una
  reale   difficoltà    Come   giustamente   è   stato    rilevato:
  l'orientamento  degli  elettori non si  forma  su  un  meccanismo
  strumentale,  elettorale, ma sulle politiche del Governo  e  come
  hanno dimostrato i risultati elettorali l'orientamento  del Paese
  è  già abbastanza consolidato. E così avverrà, secondo me,  anche
  in Sicilia. Quindi, utilizzare l'elemento referendario per creare
  scompiglio   tra  le  fila  avversarie  è  un  errore   miope   e
  tatticamente sbagliato.
   Quindi,  il  Governo,  invece  di  riscrivere  l'articolo,  dica
  chiaramente  che  non  vuole più sostenere  questa  legge  per  i
  contrasti interni a Forza Italia, dato che il sottosegretario per
  l'economia,    onorevole  Miccichè,  vorrebbe   ,   ancora,    il
   Tatarellum   e lo ha dichiarato nelle riunioni  di Gruppo,  così
  come   lo  ha  dichiarato l'onorevole Cuffaro non convinto  della
  bontà di quella legge.
     Abbiate  il coraggio di avere una posizione chiara. Presentate
  un  emendamento  di soppressione della delibera  di  approvazione
  della legge elettorale.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  stiamo   facendo  un  ragionamento  pasticciato.  Comprendo    le
  considerazioni dell'onorevole Speziale: peccato che non ci  abbia
  pensato prima.
   Stiamo discutendo sulla data di celebrazione del referendum.  Il
  Governo ha chiesto una pausa di riflessione: ha spiegato  che  la
  ragione  di  accorpare il referendum alle elezioni amministrative
  è  frutto  di  un ragionamento che sostanzialmente determina   un
  risparmio della spesa. Ma dato che in  Sicilia voteranno trenta o
  trentacinque  comuni,  il risparmio potrebbe  essere  considerato
  assolutamente  irrisorio, ma al di là di tutto  questo,  il  tema
  principale,  è  di  celebrare il referendum,  uno   solo,   nella
  giornata  del 15 di maggio così come il decreto della  Presidenza
  della  Regione ha previsto, e considerare la data del  16  maggio
  turno valido per le amministrative.
   Non  vedo  quale sia l'ulteriore danno economico che si andrebbe
  a realizzare.
   Noi  possiamo accantonare l'articolo 10, ma non comprendo a cosa
  serva   quando   l'accantonamento  diventa   mero   elemento   di
  confusione.  Inviterei, pertanto,  il Governo,  a   valutare,  la
  nostra proposta poste quelle ragioni dette poc'anzi.
   Questo  consentirebbe al Presidente della Regione di non  dovere
  emanare  un  nuovo decreto e consentirebbe, a chi ha a  cuore  il
  rispetto della partecipazione al referendum, di potere avviare in
  via  definitiva, la campagna referendaria, che in questo  momento
  rischia  di  essere  compromessa dall'incertezza  delle  date  di
  celebrazione.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'  Signor  Presidente, io raccolgo l'invito dell'onorevole
  Speziale in ordine alla richiesta di chiarimento politico.
   Una   volta  tanto  non  parlo  a  titolo  personale.   Alleanza
  Nazionale,  pur  essendo convinta che non  abbiamo  approvato  la
  migliore   riforma  possibile  del  sistema  elettorale,   rimane
  convinta  del fatto che abbiamo fatto certamente un passo  avanti
  rispetto alla precedente normativa - il vecchio  Tatarellum  che,
  sostanzialmente,  ci  è  stato  fatto  inghiottire  da  Roma  nel
  contesto della riforma costituzionale con la scusa dell'urgenza -
  e  che tutti insieme valutavamo una non ottima legge che meritava
  di   essere   rivista   sopratutto  per  quanto   riguardava   lo
  sbarramento, la presenza femminile, l'eccessivo peso, l'eccessivo
  margine che veniva lasciato ad un listino che, obiettivamente, in
  rapporto   ad   un   parlamento  di  novanta   parlamentari   era
  sovradimensionato:  18  su  90 come  premio  di  maggioranza  era
  effettivamente uno sproposito.
   Noi  siamo  sulla  convintissima posizione politica  di  difesa,
  nella forma e nella sostanza, di questa legge.
   Io  accetto  il rinvio del Governo, l'accantonamento,  come  una
  pausa   tattica  di  riflessione.  D'altro  canto,   in   materia
  elettorale il Governo non ha sponsorizzato alcun tipo di norma e,
  alla fine, quella norma è del Parlamento siciliano.
   Entrando nel merito, non voglio qui rimarcare dichiarazioni  che
  vengono fatte in sedi extraparlamentari, però mi permetto di dire
  che,  alla  fin  fine,  con la bordata di proteste  che  si  sono
  levate,  la  fisionomia  è quella che si tratta  di  una  riforma
  largamente voluta dalla maggioranza  di governo. Noi siamo ancora
  su  questa  posizione, mi sembra ragionevole  -  stamattina  sono
  stato  all'Assessorato  enti locali - tutte  le  carte  sono  già
  pronte, l'argomento tecnico-amministrativo non è un'invenzione, è
  già tutto pronto per fare partire questa macchina, accoppiarla ad
  una tornata amministrativa è assolutamente razionale.
   Mi  sembra  anche più logico, dal punto di vista  politico,  nel
  momento  in  cui andiamo ad accoppiare due referendum diversi  in
  cui  il  sì ha un significato diverso, perché, da un lato  quello
  regionale  è  un referendum confermativo, quindi si vota  sì  per
  confermare, mentre quello nazionale è abrogativo per cui si  vota
  sì per negare.
   Mi  permetto allora di dire che se come siciliani abbiamo  anche
  un  minimo  di  autostima,  andare a buttare  la  nostra  riforma
  elettorale  nel  calderone di un dibattito nazionale  in  cui  da
  Bruno Vespa fino al Maurizio Costanzo Show non si parlerà che  di
  fecondazione assistita, credo che sminuisca, svilisca  il  valore
  stesso dello sforzo che compirà ogni forza politica siciliana  in
  relazione  ad  un  passaggio  dal punto  di  vista  istituzionale
  fondamentale per le regole della nostra politica.
   In  matematica  ci  hanno insegnato che si mettono  insieme,  si
  fanno  operazioni fra cose omogenee, le patate  si  sommano  alle
  patate,  le  carote  si  sommano ad altre carote;  non  si  mette
  insieme un referendum in cui il sì ha un significato negativo con
  un  referendum  per  il  quale, per motivi  nazionali,  di  leggi
  nazionali, per questioni statutarie nostre, - per qualche  nostra
  sbadataggine, diciamocelo francamente, mi permetto di dire  prima
  delle  quali  l'assenza di quorum - è incredibile  che  ci  siamo
  autoimposti  delle regole  di ferro per il quorum  in  Aula,  per
  varare  un  certo  tipo  di  leggi e, al  livello  di  referendum
  popolare, non abbiamo insediato alcun tipo di quorum.
   Abbiamo una possibilità tecnica di concentrare l'attenzione  dei
  siciliani sulla loro principale riforma istituzionale e  vogliamo
  andare  a  diluire tutto nel marasma di un dibattito politico  su
  tutt'altro   tema  di  natura  etico-religiosa,  di   convinzioni
  personali,  che monopolizzerà il dibattito politico  confondendo,
  fra  l'altro,  i  sì  sui manifesti e i no  sui  manifesti  e  lì
  ingenerando confusione nel momento in cui, in linea con tutta  la
  nostra tradizione, andiamo ad accorpare le due votazioni.
   Mi  permetto  di  ricordare  che  in  quest'Aula  è  passato  il
  principio  dell'election day e che, anche facendo degli  strappi,
  abbiamo  abolito  il  turno di novembre. Noi  dobbiamo  accorpare
  quanto  più  possibile,  e  non è vero  che  i  referendum  siano
  omogenei   fra  di  loro  perché,  ripeto,  quello  siciliano   è
  confermativo, mentre quello nazionale è abrogativo.
   La questione è assolutamente di forma.
   Sul  piano politico dico che Alleanza Nazionale, grazie  a  Dio,
  l'ha  ritrovata, è dove era con i convincimenti di sempre.  Credo
  che, alla fine del momento tattico di distrazione di questa Aula,
  il  Governo troverà le forme e il modo più elegante per dirci che
  si  sente  di  sposare in pieno le ragioni trasversali  che  sono
  state a fondamento del varo della riforma elettorale siciliana.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà.  Onorevoli  colleghi,  in  questo
  momento  l'Aula  è assolutamente distratta e sta  affrontando  un
  argomento  estremamente delicato. Vi prego di prestare attenzione
  non soltanto agli interventi, come è ovvio, ma anche alle ipotesi
  che    sono    state    avanzate   dal   Governo    relativamente
  all'accantonamento.

    FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi a me  pare  che
  il  Governo ormai ci ha abituato a pasticci su pasticci e  quello
  che  ha fatto e che propone adesso di correggere ne è l'ulteriore
  dimostrazione.
   La  cosa  più  interessante è che sulla base dell'accantonamento
  proposto  dal  Governo,  secondo me  è frutto  di  un  errore  di
  comprensione dell'assessore Cintola, ..

    PRESIDENTE   Invito  gli onorevoli colleghi  a  prendere  posto
  negli appositi  banchi e  a prestare attenzione.

    FORGIONE   Onorevole Cintola, credo  che la  sua  richiesta  di
  accantonamento, da quanto  ho capito, è frutto di un malinteso.

    CINTOLA  E' frutto di una convinzione, onorevole Forgione.

    FORGIONE  E' frutto di una convinzione profonda? Perfetto.
   Credo  che  il  Governo  proponga un  pasticcio:  ha  emesso  un
  decreto  fissando  la data del referendum per  il  15  di  maggio
  2005.  Sulla  base di questo decreto,  vorrei segnalare  all'Aula
  che  è  cominciata  anche l'attività di propaganda  del  Comitato
  referendario,  e adesso, con un emendamento, si propone,  invece,
  di votare anche per il 16 maggio.
   Credo  si  stia facendo una forzatura rispetto al dettato  della
  legge istitutiva del referendum in Sicilia. Una forzatura che  si
  somma ad un'altra e cioè quella di aver voluto abbinare  la  data
  del referendum con la data delle elezioni comunali.
   Si  è  detto  per economizzare soldi, argomento che  poi  decade
  quando,  invece,  il  Governo decide di  estendere  i  giorni  di
  votazione da uno a due per omologarlo alla tornata elettorale per
  le elezioni amministrative.
   Ripeto,  siamo di fronte ad un grande pasticcio, ma rispetto  ad
  esso  il  Governo  può  fare una sola cosa  seria:  mantenere  il
  decreto  già emesso, confermando la data del 15 maggio,  se   non
  vuole  fissare la data delle elezioni amministrative,  così  come
  riportato  dalla legge istitutiva del referendum che  fissava  la
  data per lo svolgimento nella  settimana successiva al 15 maggio.
   Una  cosa  non può fare: associarlo ad un referendum  nazionale,
  come  non  avrebbe  potuto associarlo alla  data  delle  elezioni
  amministrative.
   Considerato  che  ormai  mezzo danno  è  stato   fatto,  non  si
  perseveri   estendendo  di un ulteriore giorno,  in  nome  di  un
  risparmio, che non si realizzerebbe.
   Signor Presidente, vedo che si è riaperta una discussione  sulla
  paternità di questa legge ed è davvero strano che ormai nessuno è
  padre o padrino di essa.
   Non  lo è il Governo, non lo sono i Democratici di sinistra, che
  avevano dato un contributo fondamentale, anche di nervosismo,  in
  quest'Aula.
     L'onorevole Virzì di Alleanza Nazionale è l'unico venuto qui a
  difenderla,  dato che  Alleanza Nazionale ha messo  del  suo  pur
  dicendo che il Governo si è mantenuto neutrale.
   Ricordo  bene  che  proprio sul problema  dello  sbarramento  il
  Presidente della regione, onorevole Cuffaro, sollevò  addirittura
  la  questione  di fiducia, e in diversi passaggi il Governo   non
  si mantenne neutrale.
   Questa  legge,  quindi,  non è figlia dell'Aula,  bensì  di  una
  maggioranza  trasversale  che è andata dall'onorevole  Cuffaro  a
  settori del centro-sinistra.
   Ora,   è   un  bene,  onorevole  Formica,  che  venga  qui,   in
  quest'Aula,  il  Presidente  del  Gruppo  parlamentare  dei   DS,
  onorevole Speziale, a dire che è per abrogare la legge. Se non ci
  fossimo  arrivati,  probabilmente, avremmo evitato  di  fare  dei
  gesti, benvenuti in qualunque momento, riparatori del danno che è
  stato consumato in quest'Aula.
   Vorrei  dire  di  più, però, e cioè che non ci sarebbero  questi
  tentativi  riparatori se non ci fosse stata quella  straordinaria
  mobilitazione che ha portato a 110 mila firma ed al referendum.
   Qualsiasi  cosa  voglia dire lei, onorevole Speziale,  110  mila
  firme  sono state raccolte anche a prescindere dal suo  volere  e
  dalle  sue  intenzioni e, forse, anche dalle sue indicazioni.  E,
  dato  che  ora  il  referendum va fatto  ed  è  un  esercizio  di
  democrazia,   il   Governo   prova  a   depotenziarne   l'aspetto
  democratico,   cioè  quello  di  chiamare  i  siciliani  ad   una
  espressione  libera, in un giorno nel quale bisogna  pronunciarsi
  solo  sul  quesito referendario, a maggior ragione -  l'onorevole
  Formica lo sa - che si parla di riforme istituzionali.
   Per  cui  ci  troviamo  di  fronte ad  un  referendum  che  deve
  pronunciarsi  su una legge che è pubblicata, ma non è  promulgata
  ed  avremmo avuto bisogno di un altro tipo di serietà e di rigore
  in  quest'Assemblea  nell'affrontare queste materie.  Ne  avremmo
  avuto  bisogno, prima, quando le regole del gioco si facevano  in
  modo   condiviso,  cercando  maggioranze  ampie  e,   forse,   la
  maggioranza, teoricamente, è stata anche ampia nonostante il voto
  di poco meno di 50 deputati su 90 su quella legge.
   E'  stata  ampia  perché  trasversale a tutti  gli  schieramenti
  politici, salvo poi dire - anche sotto la pressione di quelle 110
  mila  firme  che infastidiscono anche a sinistra -,  che   questa
  legge è figlia di nessuno.
   Volete  riparare  al  torto? Fatelo,  proponetelo,  facciamo  un
  emendamento  che  sopprima  la legge,  ma  mettete  la  gente  in
  condizione di esprimere un parere libero.
   E  lei,  onorevole Assessore, se invece di leggerci il foglietto
  scritto avesse ascoltato ed ora replicasse, senza quello  che  le
  scrivono gli Uffici, avesse ascoltato quello che, anche  a  mezzo
  stampa, le è stato detto, avrebbe capito - anche se lei forse non
  ha  letto la legge sui referendum -, che non poteva associare  il
  referendum   alla   tornata  amministrativa.   Lo   avete   fatto
  interpretando  il  referendum, cioè  votando  un  giorno  per  il
  referendum,  con  il decreto del Governo che  non  poteva  essere
  altrimenti. Oggi venite qui a dire che, però, bisogna  modificare
  la legge e votare due giorni.
   Insomma,  siete  proprio  figli della incapacità  di  governare,
  siete   figli  di  una  approssimazione  culturale,  legislativa,
  politica. Per questo fate questi pasticci
   E  lei, onorevole Assessore, ci ha letto il suo foglietto  e  ha
  risolto  il  problema   Invece, il  problema  si  è  riaperto  in
  quest'Aula  e  il Governo deve dirci cosa vuole fare,  a  maggior
  ragione  se  l'Assessore per il Bilancio  non  aveva  capito  che
  proprio  noi  che  proponiamo l'emendamento soppressivo  vogliamo
  farlo  risparmiare, in quanto diciamo:  in rispetto  del  dettato
  delle  leggi  sui  referendum, si vota un  giorno .  L'Assessore,
  invece, era pronto  a fare le barricate, dicendo che gli facciamo
  spendere di più.
   Ed  allora, chiaritevi e parlatevi, almeno tra componenti  dello
  stesso Governo, se riuscite ad avere un linguaggio comune che,  a
  mio avviso, di questi tempi sia a livello nazionale che locale, è
  un elemento di difficoltà che il centro-destra sta manifestando.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  rimango  a
  volte  allibito della speciale capacità che hanno alcuni colleghi
  di camminare.

    FORGIONE   E' tutto merito di Berlusconi; è tutto frutto  della
  propaganda  Non limiti il Cavaliere

    FORMICA   Non  avevo  dubbi  sul fatto  che  anche  voi   siete
  rimasti allibiti della capacità di camminare in bilico.
   Ma  come  si  fa  ad  avere  la faccia  tosta,  a  sostenere  in
  quest'Aula  che una norma di buon senso, proposta dal  Governo  e
  tesa a fare risparmiare 30 miliardi alla Pubblica Amministrazione
  e,  quindi,  ai  cittadini, sia una norma da osteggiare,  da  non
  applicare?  Come si fa a sostenere in quest'Aula  che,  essendoci
  elezioni amministrative che si svolgono il 15 e il 16 maggio,  si
  deve  impedire ai cittadini che lo vogliono il sacrosanto diritto
  ad  andare  a votare sia la domenica che il lunedì e  creare  una
  situazione paradossale nella quale un cittadino che vuole  votare
  il  lunedì, come vota per le amministrative, si deve sentir dire:
   no, lei non può votare, lei è in ritardo, mi dispiace, il seggio
  è  aperto,  ma lei può votare per le amministrative,  invece,  il
  voto  per  il referendum era limitato soltanto al giorno  prima .
  Ebbene, siamo al ridicolo.

    FORGIONE   Ridicolo  è il Governo che lei  appoggia,  onorevole
  Formica

    FORMICA   Un  Parlamento  esiste per  fare  leggi,  esiste  per
  applicare il buon senso; capisco bene che il buon senso, a volte,
  si scontra con le convenienze personali di chi osa osteggiare una
  norma che diminuisce il potere dei partiti, che dà più democrazia
  ai  cittadini,  che dà più poteri alle donne,  che  impedisce  la
  frantumazione  dei  partiti, che dà  la  possibilità  di  governi
  stabili,  solo  ed  esclusivamente  per  cercare  di  gabbare   i
  cittadini,  ma stiamo cominciando pure noi la campagna elettorale
  nella  quale spiegheremo i motivi nobili che vi hanno  portato  a
  chiedere il referendum, nella quale spiegheremo al cittadino  che
  ci  sono partiti  di un solo deputato che fanno la battaglia  per
  avere Gruppi parlamentari, per avere finanziamenti pubblici,  per
  sperperare miliardi all'anno, per cercare di ricattare, a  volte,
  con  un  voto  e  senza la difesa di alcun interesse  diffuso  la
  politica e i governi. Questo lo spiegheremo ai cittadini.
   Ciò  che è chiaro è che la norma del Governo è una norma chiara,
  che fa risparmiare soldi pubblici, ed è di buon senso.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                   numero 151 - Norme stralciate/A

    PRESIDENTE  Onorevole assessore Cimino, il Governo conferma  la
  richiesta di accantonamento.

    CIMINO  assessore per la Presidenza. Lo confermo.

    PRESIDENTE      Non     sorgendo     osservazioni,     dispongo
  l'accantonamento  dell'articolo 10,  per  la  parte  relativa  al
  referendum.  Onorevoli  colleghi,  possiamo  discutere,   invece,
  l'emendamento  10.2  che  non  ha  nulla  a  che  vedere  con  il
  referendum  ed  anticipa  la  questione  del  riconoscimento  dei
  consorzi e delle unioni di province di cui si è già parlato nello
  Statuto. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?
    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    ARDIZZONE . Signor Presidente, ci sono altri emendamenti.

    PRESIDENTE     Onorevole   Ardizzone,   riguardano    questioni
  elettorali,  li  abbiamo  accantonati.  Il  Governo  ha   chiesto
  l'accantonamento   delle  parti  che  riguardano   le   questioni
  elettorali  e  referendarie.  Se  ci  sono  emendamenti  che  non
  riguardano questioni elettorali o referendarie, ma non mi sembra,
  li  pongo in votazione, non ho alcuna difficoltà, diversamente ne
  dispongo l'accantonamento.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, chiedo di  intervenire  per  un
  chiarimento.  Poiché,  almeno,  si  presume  che   ci   sia   una
  convergenza  generale  sulla necessità di reintrodurre  il  turno
  elettorale autunnale, se si potesse passare all'esame  di  questi
  emendamenti,  potremmo discutere su come operare.  Peraltro,  c'è
  pure l'emendamento sottoscritto da me nella qualità di presidente
  della   Commissione  -  emendamento  sottoscritto   anche   dagli
  onorevoli  Giannopolo  e  Speziale -, che  reintroduce  il  turno
  elettorale  autunnale. Ci sono una serie di  perplessità,  ce  ne
  rendiamo conto.
   Da  cosa nasce questa esigenza? Nasce, intanto, da una ordinanza
  del  TAR che è diventata sentenza, l'abbiamo letto, proprio oggi,
  sul   Giornale di Sicilia . Ci sarà, sicuramente, un  ricorso  al
  CGA.
   Si  tratta di dare serenità ai comuni che hanno votato nell'anno
  2000  e  di  dare serenità anche al comune di Messina -  lo  dico
  senza mezzi termini -, che risulta commissariato già dal novembre
  2003.
   Tutto  ciò se l'Aula è d'accordo; comunque, nel caso in  cui  ci
  siano  ancora  problemi a reintrodurre il turno autunnale,  avrei
  scritto un emendamento che potrebbe essere un momento di sintesi,
  che  così  recita: «Solo in via straordinaria, e solo per  l'anno
  2005, verificandosi le condizioni per le nuove elezioni congiunte
  degli  organi  comunali  o  provinciali,  è  istituito  il  turno
  elettorale autunnale  da tenersi in domeniche comprese tra il  15
  ottobre ed il 15 dicembre 2005.
   La  disposizione di cui al comma 1, si applica anche  ai  comuni
  che  sono  stati  inclusi  nella seconda tornata  elettorale  del
  2000».

    DINA  Quando voterebbero?

    ARDIZZONE   Voterebbero  nella  tornata  elettorale  del  2011.
  Questo penso possa essere la sintesi di tutto.

    PRESIDENTE   Onorevole Ardizzone, mentre  lei  interveniva,  il
  Presidente della Regione manifestava il proprio dissenso rispetto
  al ripristino del turno autunnale.

    ARDIZZONE  Signor Presidente, mi dispiace che proprio  lei  non
  mi abbia seguito. Un attimo di attenzione. So che c'è un dissenso
  generale  a  reintrodurre il turno elettorale autunnale.  C'è  la
  volontà del Presidente della Regione...

    PRESIDENTE  Il Presidente della Regione ha espresso un  parere.
  E' l'Aula, poi,  che vota.

    ARDIZZONE   Faccio  mie  le perplessità  del  Presidente  della
  Regione. C'erano degli emendamenti, sottoscritti sia da me che da
  deputati  del centro-sinistra, che reintroducevano  a  regime  il
  turno  elettorale  autunnale; poiché  c'è  una  divergenza  e  la
  reintroduzione del turno elettorale autunnale è condivisa  almeno
  dal  99  per  cento di questi deputati, per l'anno 2005,  ma  ciò
  serve  soltanto per ridare serenità a coloro che hanno   proposto
  ricorso al TAR, che sono stati reinseriti per andare...

    PRESIDENTE  Onorevole Ardizzone, mi permetta di interromperla.
   Lei  si  rende  conto che introdurre questa  materia,  anche  se
  incidentalmente,  occasionalmente,  temporaneamente,  nel   2005,
  significa  reintrodurla nel 2010, poi nel 2015, considerato  che,
  nel momento in cui si ritorna a votare a novembre, nei comuni  in
  cui  si  votò cinque anni addietro, fra cinque anni si riproporrà
  lo stesso tema?

    ARDIZZONE   No,  perché la norma non era scritta  in  carattere
  esplicito
   Il  problema  non si pone,  ad esempio, per quei comuni,  fra  i
  quali Palermo ed Agrigento, che hanno votato nel novembre 2001.
   Il  problema  si è posto solo per quei comuni che  hanno  votato
  nel novembre del 2000.
   Ed  io, signor Presidente, le sto ponendo un altro problema -  e
  mi  dispiace  che  il  parere del Presidente  della  Regione  sia
  contrario  -, e non per fare la parte dei messinesi; sto  dicendo
  che  abbiamo un comune che è commissariato dal novembre 2003  per
  un   rimpallo' di responsabilità tra la Corte Costituzionale e la
  Corte di Cassazione e le chiedo, anche solo ed esclusivamente per
  Messina,  la  reintroduzione del turno  elettorale  del  mese  di
  novembre.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.   Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, prendete posto,  anche  perché
  la  sensazione che ha la Presidenza è che tutta la materia  debba
  essere accantonata. Ha facoltà di parlare, onorevole Assessore.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  volevo  ribadirlo,   senza
  entrare  nel merito delle argomentazioni poste, forse facendo  un
  ulteriore  mea  culpa  che non investe soltanto  il  Governo,  ma
  l'intera  Assemblea,  a mio avviso, perché ancora  una  volta  ci
  presentiamo  con  una  legge che è una  legge  omnibus  di  tanti
  autobus per cui ci si sale ad ogni pie' sospinto.
   Non  c'è  dubbio che una cosa è dire che c'è il referendum,  che
  lo  facciamo in un giorno, in due giorni, con argomentazioni  che
  sono  state portate avanti anche dai colleghi e per le  quali  il
  Governo ha già detto di soprassedere, di accantonare, in modo  da
  rivedere  la  materia  ed  altra cosa è  stabilire  di  andare  a
  novembre  ogni  cinque anni. Poi, si potrebbe  anche  tentare  di
  anticipare di sei mesi, ma sono tutte argomentazioni che hanno il
  senso  e il dovere di un approfondimento e che è meglio non  fare
  giungere in ordine sparso.
   L'Aula    ha   tutte   le   prerogative   e   la   facoltà    di
  autodeterminazione che nessuno può impedire,  però non vorrei che
  si   andasse  avanti  senza  tenere  conto  che  il  Governo  sta
  affermando  che  è necessario un approfondimento  che  intendiamo
  risolvere sempre nel corso della stessa legge, confermando che le
  leggi omnibus consentono di fare entrare tutto e il contrario  di
  tutto;  che  questo non è un buon andamento,  in  quanto  poi  ci
  troviamo  in difficoltà; che le Commissioni di merito  non  hanno
  esplicitato tanti di quei problemi, compreso anche questo  e  che
  il Governo ha necessità, prima di definire la legge, di sentire i
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  il  Governo   nella   sua
  interezza e stabilire se la norma possa essere portata avanti con
  perfetta volontà e garanzia di doverla risolvere, sottolineando -
  e  non è soltanto a titolo personale che intendo sottolinearlo -,
  che  continuare con le leggi omnibus, ad un anno dalle  elezioni,
  ci consentirà di fare leggi un po' troppo travagliate e convulse.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cintola, quindi,  il  Governo  conferma
  l'esigenza  di  accantonamento di tutta la materia  che  riguarda
  referendum ed elezioni, in pratica, l'intero articolo 10 con  gli
  emendamenti relativi.

    ARDIZZONE  No, signor Presidente.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ardizzone,  il  Governo   ha   chiesto
  l'accantonamento,  l'Aula ne prende atto, ne  riparleremo  quando
  l'Aula affronterà l'articolo 10.
   Onorevole  Ardizzone  se  il Governo mi chiede  l'accantonamento
  per  una  riscrittura e l'Aula ne prende atto e non  ci  sono  da
  questo  punto  di  vista  segni di contrasto,  non  ho  nulla  in
  contrario ad accondiscendere all'accantonamento.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, mi sta negando  la  facoltà  di
  parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole Ardizzone, lei ha già parlato.

    ARDIZZONE    Signor   Presidente,  è  stato   già   votato   un
  emendamento.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ardizzone,  abbiamo   votato   l'unico
  emendamento  che  non riguarda né la materia  elettorale,  né  la
  materia referendaria.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14.
   Modifiche  alla  Tabella  A allegata  alla  legge  regionale  15
  maggio 2000, n. 10

   1.  Alla  tabella A allegata alla  legge  regionale  15   maggio
  2000,  n.  10  e  successive modifiche ed  integrazioni,  per  la
  Presidenza    della   Regione   sono   apportate   le    seguenti
  modificazioni:
   Presidenza della Regione siciliana
   Uffici equiparati
   Ufficio della Segreteria di Giunta
   2.  Per gli Uffici ex articolo 4, comma 7, della legge regionale
  15  maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni,  i
  quali  per propria destinazione funzionale debbano agire  in  via
  intersettoriale con tutti i rami di amministrazione con  funzioni
  di  controllo e certificazione, l'individuazione della  dirigenza
  preposta  è  operata ai sensi e per gli effetti dell'articolo  9,
  comma 4, della medesima legge regionale n. 10 del 2000.
   3.  Alla tabella A allegata alla legge regionale 15 maggio 2000,
  n.  10  e successive modifiche ed integrazioni, per l'Assessorato
  regionale della Sanità sono apportate le seguenti modificazioni:
   Assessorato regionale della Sanità
   Sostituire  le parole  - Dipartimento regionale Fondo sanitario,
  assistenza  sanitaria  ed  ospedaliera-igiene  pubblica'  con  le
  seguenti:
    -   Dipartimento regionale assistenza sanitaria ed ospedaliera-
  igiene pubblica
    -  Dipartimento regionale Fondo sanitario'.
   4.  All'organizzazione conseguente alle disposizioni di  cui  ai
  commi  1  e  3 si provvede ai sensi dell'articolo 11 della  legge
  regionale 3 dicembre 2003, n. 20.
   5.  Per  le  finalità di cui ai precedenti commi è  autorizzata,
  per  l'esercizio  finanziario 2005, la spesa complessiva  di  240
  migliaia  di  euro,  da  iscrivere  all'UPB  4.2.1.5.3,  capitolo
  215708,   cui si provvede quanto a 100 migliaia di euro  mediante
  riduzione  della spesa di cui alla tabella H allegata alla  legge
  regionale  28 dicembre 2004, n. 17, articolo 128, UPB  1.4.1.5.1,
  capitolo 109702  e quanto a 140 migliaia di euro con parte  delle
  disponibilità dell'UPB 4.2.2.8.1, capitolo 613910.
   6.  Per  gli esercizi finanziari 2006 e 2007 la spesa,  valutata
  in  400  migliaia di euro per ciascun anno, trova  riscontro  nel
  bilancio  pluriennale della Regione UPB 4.1.2.5.2, accantonamento
  1001.
   7.   Per   l'attuazione  del  presente  articolo  il  Ragioniere
  generale  della  Regione è autorizzato con  proprio  decreto,  su
  proposta congiunta dei dipartimenti interessati, ad apportare  le
  necessarie  variazioni al bilancio della Regione per  l'esercizio
  finanziario 2005».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dal Governo: emendamenti 14.1 e 14.3.

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  14.1.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA   vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  14.3.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA   vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'articolo14,  come  emendato.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                            «Articolo 17.
                         Modifiche di norme

   1.  Al  comma 26 dell'articolo 127  della  legge  regionale   28
  dicembre  2004, n. 17,  le parole  alla Fondazione C.E.S.A.R.  di
  Palermo'  sono  sostituite con le parole  all'Istituto  ISCOT  di
  Palermo'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dal Governo: 17.1; 17.2; A 4; A 24 bis; A 40; subemendamento
        A.40.1   all'emendamento  A.40;  subemendamento  A   38.1
        all'emendamento A. 38;
  -dalla Commissione: 17.4; 17.3; A 38; A 33; A 34;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: 17.5; 17.6;
  A 7 ; A 8; A 9; A 10; A 11;
  -dall'onorevole Spampinato: 17.8;
  -dagli onorevoli Spampinato, Raiti, Zago, De Benedictis,
  Gurrieri: 17.7;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari: A
  41; A 42; sub A.41.1 all'emendamento A.41;
  -dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 14.2;
  -dagli onorevoli Dina e Savona: A 12;
  -dall'onorevole Ardizzone: A 14;
  -dall'onorevole Moschetto: A 15;
  -dall'onorevole Mercadante: A 16; A 17;
  -dall'onorevole Formica: A 18;
  -dall'onorevole Misuraca: A 19;
  -dagli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti: A 20;
  -dagli onorevoli Fratello, Franchina, Dina: A 21;
  -dagli onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis: A 26;
  -dall'onorevole Speziale: A 28; A 44; A 45;
  -dagli onorevoli Speziale e Sanzeri: A 46;
  -dall'onorevole Antinoro: A 30; A 31;
  -dall'onorevole Beninati: A 37;
  -dall'onorevole Incardona: A 39.

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  17.4,   a   firma   della
  Commissione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 17.5.  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                         (Non è' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 17.6. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  17.8,   a   firma   dell'onorevole
  Spampinato.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, dovrebbe chiarire, anche,  il
  riferimento al comma 21 nel successivo emendamento 17.7,  poiché,
  probabilmente, è errato.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, deve intendersi al comma 4.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi,  si intende così corretto.  Ha
  facoltà di parlare.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questo
  emendamento,  così  come il successivo, riguarda  due  norme  che
  abbiamo approvato giorno 28 dicembre 2004, probabilmente  in  una
  condizione  prefestiva, senza che quest'Aula, io  per  primo,  si
  rendesse conto del senso delle norme che approvavamo.
   Lo  specifico  all'Aula. Con questa norma abbiamo  eliminato  la
  possibilità  che  l'Unione  italiana  ciechi  possa  indicare   i
  componenti   nel   Consiglio  di  amministrazione   dell'Istituto
  Ardizzone Gioeni.
   Ora,  è  probabile  che  la possibilità  per  l'Unione  italiana
  ciechi  di indicare un numero di quattro componenti del Consiglio
  di  amministrazione sia eccessivo, ma mi chiedo se sia  possibile
  che  un Ente come l'Unione italiana ciechi non indichi un proprio
  componente  o  propri componenti all'interno di un organismo  che
  tratta  sostanzialmente questa problematica. E' un  problema  che
  pongo a quest'Assemblea.
   Io  credo  che, così come me, in molti eravamo distratti  il  28
  dicembre 2004, quando forse pensavamo più ai tavoli di  chemin' o
  alle  tavole  imbandite; per cui chiedo un momento di riflessione
  e,  chiaramente,  la  possibilità di riparare,  eventualmente,  a
  questo vulnus con un voto favorevole.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   avevo
  anticipato,  poc'anzi, nel mio intervento che questo  disegno  di
  legge  è   un'accozzaglia di porcherie . Non posso  assolutamente
  esprimermi  diversamente, perché sono  porcherie,  in  quanto  si
  viola,  in  modo  palese, tutta una serie di  regole  che  questo
  Parlamento si è dato da sempre.
   Tutte  queste  porcherie sarebbero dovute passare, quanto  meno,
  dalle Commissioni di competenza
   La  Commissione  di competenza é diventata la  II,    Bilancio',
  come se fosse la panacea di tutti i mali, che supera ogni tipo di
  divisione.
   Ebbene,  signor  Presidente, noi non ci stiamo  a  questo  gioco
  sporco.  L'Assemblea  sta  chiudendo in  modo  inglorioso  questa
  legislatura,  attraverso  espedienti  negativi.  Non  a  caso  ho
  presentato  un maxiemendamento che non é altro che un disegno  di
  legge  che  si  riferisce  ad uno dei  programmi  che  il  nostro
  partito,  insieme  alla sinistra, sta portando  avanti  in  campo
  nazionale,  ed  é  quello  del salario  minimo  garantito  per  i
  disoccupati. Ciò si sta facendo in tutti i Paesi europei,  tranne
  in  Italia che é un Paese ormai alle corde, che non riconosce  il
  diritto alla sopravvivenza per le classi meno abbienti.
   Qui,  ora, si dà il contentino, si va all'articolo che  é  stato
  approvato, che io stesso ho votato favorevolmente, che  porta  la
  sua  firma,  signor  Presidente e cioè  quello  dei  cantieri  di
  lavoro.
   Questo  é un espediente insufficiente rispetto all'esigenza  del
  popolo  siciliano. Mi si presenta un disegno di legge che  non  é
  altro   che   una  mini  finanziaria,  di  mezza  stagione.   Una
  minifinanziaria  che  sfugge  dalla conoscenza  della  stragrande
  maggioranza dei deputati.
   State  approvando  spese di cui la maggior parte  di  quest'Aula
  non é assolutamente a conoscenza.
   Pertanto,  si  stanno facendo norme che, a mio  avviso,  violano
  palesemente  il concetto di legislatura, violano il  concetto  di
  partecipazione,  violano il concetto sacrosanto e  costituzionale
  della  conoscenza  delle leggi che vengono  discusse  per  essere
  approvate.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, siamo  stanchi,  ma  la
  gente  ha  capito qual é l'andazzo di questo Parlamento.  Si  sta
  cercando  di raschiare il barile per guadagnare piccole clientele
  ed   accontentare  Tizio  o  Filano  che  stanno  zitti,  pur  di
  raggiungere qualche miserabile obiettivo.
   Noi  non  ci  stiamo. Non a caso, ho presentato  il  disegno  di
  legge  sul  salario minimo garantito, anche se  sicuramente  lei,
  signor  Presidente,  in  modo  poco  elegante,  dirà  che  non  é
  ricevibile  perché manca la copertura finanziaria. D'altra  parte
  non posso illudermi che accadrà una cosa diversa, voglio soltanto
  provocare la discussione.
   Ora,  mi  dica,  signor Presidente, qual é  la  giustezza  delle
  cose: le porcherie che sono state inserite qui, oppure un disegno
  di  legge organico che dà veramente lustro alla politica  con  la
   P  maiuscola?
   Il  Presidente  della  Regione, recentemente,  ricevendo  alcuni
  disoccupati  ha, addirittura, assicurato loro il salario  minimo.
  Lo  ha  detto  a  parole, al fine di acquietare la  protesta  dei
  cittadini,  ma  se  davvero le intenzioni  sono  queste,  che  si
  dimostri con i fatti e non con le chiacchiere, prendendo in  giro
  i cittadini e venendo qui a fare ben altro.
   Per queste ragioni, signor Presidente, tutto ciò che cercate  di
  fare  approvare,  in silenzio e nella stragrande  sconoscenza  da
  parte dei deputati, troverà il voto contrario del sottoscritto  e
  del mio Gruppo e sicuramente di tutto il centro-sinistra.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 17.8.

    SPAMPINATO    Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

        (Gli onorevoli Forgione, Liotta, Lo Curto, Manzullo,
            Miccichè e Speziale appoggiano la richiesta)

       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 17.8

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento  17.8,  sul quale la Commissione  e  il  Governo
  esprimono parere contrario.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti...  44

   Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea non è  in  numero  legale.  La
  seduta è pertanto rinviata a domani, giovedì 14 aprile 2005, alle
  ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   - COMUNICAZIONI
      II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)    Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
             dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciate/A)
             (Seguito)
  2)    Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
  trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
  finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
  867/A)  (Seguito)

       III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                     FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -  VIRZI'

       IV   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
         N. 291 -        Valutazione   dell'operato   dell'Ambito
                   territoriale      ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio     idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo     e
                   provvedimenti consequenziali.

                    GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -     Affidamento del  Servizio idrico integrato
                   nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

       V   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA

       VI   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 19.35

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.10.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

                  SEDUTA N. 286 DEL 13 APRILE 2005

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NUMERO 151 - NORME STRALCIATE/A:  DISPOSIZIONI
  FINANZIARIE  URGENTI  E  PER LA RAZIONALIZZAZIONE  DELL'ATTIVITà
  AMMINISTRATIVA

    -All'articolo 4:

   Subemendamento  4.1.1:

  Al comma 1 sostituire le parole  Assessore per la cooperazione,
  il  commercio, l'artigianato e la pesca  con le seguenti  altre
   Assessore per il bilancio e le finanze .

   Emendamento 4.2:

  Al comma 1 sopprimere le parole   dei creditori'.

    -All'articolo 7:

   Emendamento 7.1:

  Aggiungere il seguente comma:  Alla tabella H, UPB. 9.2.1.3.3.,
  aggiungere le parole  di Palermo'.

   Subemendamento 7.2.1:

  All'emendamento  7.2  dopo  le parole   con  sede  in  Palermo
  aggiungere  le parole  nonché la somma di 25 migliaia  di  euro
  all'Associazione Proteo con sede in Palermo .

   Emendamento 7.2:

  Alla Tabella H allegata  alla legge regionale 28 dicembre 2004,
  n.  17,   Amministrazione beni culturali,  è aggiunta la  somma
  di   25 migliaia di euro,  da erogare   all'Associazione per la
  cura del bambino cardiopatico ONLUS,  con sede in Palermo.

   Emendamento 7.19:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    - Assistenza socio-sanitaria al fisico nucleare  dott.
  Fulvio Frisone.

  1.  Nelle  more  della definizione del piano  degli  interventi
  concernenti   la   realizzazione   delle   politiche    sociali
  sull'handicap  ed  al fine di garantire, in maniera  stabile  e
  duratura  nel tempo, i livelli essenziali di vita e  l'attività
  di  studio e ricerca al fisico nucleare siciliano Dott.  Fulvio
  Frisone,   a  sostegno  della  sua  condizione  di  disabilità,
  l'Assessore regionale per la famiglia, per le politiche sociali
  e  per  le autonomie locali è autorizzato a finanziare  con  un
  contributo  annuo  di  160 migliaia  di  euro,  in  aggiunta  a
  qualunque altra indennità spettantegli, la continuazione di uno
  specifico piano personalizzato predisposto dai servizi  sociali
  del comune di residenza.

  2.  Al  relativo onere si farà fronte con le disponibilità  del
  capitolo di bilancio relativo alle spese dei fondi di cui  alla
  legge  n. 328 del 2000 istituito nella rubrica dell'Assessorato
  della  famiglia,  delle  politiche sociale  e  delle  autonomie
  locali.'

   Subemendamento  7.19.1:

  Le  parole  da  Al relativo  fino a  famiglia  sono  sostituite
  con  le seguenti  Per le finalità del comma 1 è autorizzata  la
  spesa di 160 migliaia di euro, cui si provvede, per l'esercizio
  finanziario  2005,  con  parte  delle  disponibilità   di   cui
  all'articolo 20 della legge 8 novembre 2000, n. 328.

   Emendamento 7.25:

  1.  L'Assessore regionale alla Sanità è autorizzato ad erogare,
  per  l'esercizio finanziario 2005, un contributo di 30 migliaia
  di  euro  all'Associazione Siciliana Medullolesi Spinali  onlus
  con sede in Palermo.

  2.  Agli  oneri di cui al comma 1, si provvede, per l'esercizio
  finanziario  2005,  con  parte  delle  disponibilità   dell'UPB
  4.2.1.5.2,  capitolo 215704, accantonamento 1001, del  bilancio
  della Regione  per l'esercizio finanziario medesimo.

   Emendamento 7.24:

  1.  All'articolo 28 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30,
  come  sostituito  dall'articolo 18  della  legge  regionale  19
  agosto 1999, n. 18, sono apportate le seguenti modifiche:

  -  al  comma  1 sostituire le parole da  previsto   a   500.000
  abitanti   con  le parole  previsto per i vicepresidenti  delle
  province  regionali  con popolazione non  inferiore  a  500.001
  abitanti ;

  -  al  comma  2 sostituire le parole da  pari  a  di  cui  alla
  comma  1   con  le  parole  prevista per  gli  assessori  delle
  province  regionali  con popolazione non  inferiore  a  500.001
  abitanti .

  2.  Per  le finalità del comma 1 è autorizzata la spesa di  540
  migliaia  di euro, cui si provvede, per l'esercizio finanziario
  2005,  con parte delle somme trasferite alla Regione  ai  sensi
  dell'articolo  8  della legge 10 aprile  1991,  n.  125  e  non
  impegnate alla data del 31 dicembre 2004.

   Emendamento 7.22:

  Al bilancio di previsione dell'Azienda delle Foreste Demaniali,
  per  l'esercizio  finanziario 2005, allegato  in  appendice  al
  bilancio  della  Regione Siciliana sono apportate  le  seguenti
  modifiche:

    U.P.B   0.0.1.3.3 - capitolo 1119 -  2.000.000,00

    U.P.B   0.0.1.1.1 - capitolo 1150 + 2.000.000,00

   Emendamento 7.21:

  1.  Al  fine  di  formare  giovani laureati  nell'ambito  delle
  Scienze  Motorie e Sportive per fini sociali,  culturali  e  di
  ricerca   scientifica,  l'Assessore  regionale  allo  Sport   è
  autorizzato  a stipulare convenzione triennale con l'Università
  degli  Studi  di Palermo per il finanziamento  di  3  Borse  di
  Studio  per  il Corso di Dottorato di Ricerca in Scienze  delle
  Attività Motorie, a partire dall'anno 2005.

  2.  Per  i  fini di cui al primo comma è stanziata la somma  di
  45.000,00  euro annui per il triennio 2005/2008,  cui  si  farà
  fronte dal cap. 215704 U.P.B. 4.2.1.5.2.

   Emendamento A.23:

  Aggiungere il seguente articolo:

  Art.    - 1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
  della Regione per l'esercizio finanziario 2005 è introdotta  la
  seguente variazione:

     UPB  9.3.1.3.3   cap. 376528    +  euro 250.000,00

     UPB  4.2.1.5.2   cap. 215704    -   euro 250.000,00.

   Emendamento 7.20:

  Nello  Stato  di  previsione della  spesa  del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2005  è  introdotta  la
  seguente variazione:

    U.P.B.  9.3.1.3.2.   cap. 376528+250.000,00

    U.P.B.  4.2.1.5.2.   cap. 215704-250.000,00

   Emendamento A.25

  Aggiungere il seguente articolo:

      Art.   - Riconoscimento del valore culturale del Museo  del
  giocattolo di Catania -

  1.  l'Assessore regionale per i beni culturali e  ambientali  e
  per   la   pubblica   istruzione  è  autorizzato   ad   erogare
  all'Associazione  IOCO, per le finalità statutarie,  a  partire
  dall'anno  in corso, un contributo ordinario di 50 migliaia  di
  euro per  la raccolta, conservazione di giocattoli antichi,  la
  manutenzione dei locali che li ospitano e l'attività necessaria
  alla  pubblicazione,  conoscenza  e  fruizione  del  Museo  del
  giocattolo.

  2.  All'onere  di cui al comma 1 si fa fronte, per  l'esercizio
  finanziario   in   corso,  con  le  disponibilità   dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2,  capitolo 215704, accantonamento 1001  del  bilancio
  della  Regione. Per gli anni successivi gli oneri, valutati  in
  50  migliaia  di euro per ciascun anno, trovano  riscontro  nel
  bilancio    pluriennale   della   Regione,   codice   12.01.02,
  accantonamento 1001.'

   Emendamento 7.28:

  1.  Nello  stato  di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione  siciliana,  per  l'esercizio  finanziario  2005,  sono
  apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:

      U.P.B.  3.2.1.3.1  cap.  183323     - 100

      U.P.B.  3.2.2.6.88  cap.  582001   +100

    -All'articolo 10:

   Emendamento 10.2:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    1. La Regione favorisce e sostiene la costituzione  di
  consorzi  ,  unioni   e fusioni di comuni e  di  province,   ai
  sensi della legislazione vigente in materia di enti locali.

  2.   Dopo il comma 4 dell'articolo 76 della legge regionale  26
  marzo  2002,  n. 2 è aggiunto il seguente: 4 bis.  Un'ulteriore
  quota,  pari al 5 per cento  delle risorse di cui al  comma  1,
  rimane  nella  disponibilità dell'Assessore  regionale  per  la
  famiglia,  le  politiche  sociali e le  autonomie   locali  per
  essere  attribuita,  sotto  forma  di  contributi  straordinari
  finalizzati, in aggiunta ai benefici concessi dallo Stato, alla
  promozione ed alla realizzazione di consorzi, unioni e  fusioni
  di province di cui  al comma  4'.

    -All'articolo 14:

   Emendamento 14.1:

       Alla   fine   del   comma  2  sostituire  le   parole   da
   dell'articolo  9'  sino a  2000' con le parole   giuridici  ed
  economici dell'articolo 11,  commi 4 e 5, della legge regionale
  3 dicembre 2003, n. 20';

  - al comma 4, dopo le parole  articolo 11' aggiungere le parole
   comma 2'.

   Emendamento 14.3:

  Al  comma  3  dell'art. 14 sostituire le parole    Dipartimento
  regionale Assistenza sanitaria ed ospedaliera - igiene pubblica
  -  Dipartimento regionale Fondo sanitario  con:    Dipartimento
  regionale per l'Assistenza e la gestione delle risorse correnti
  del   Fondo   Sanitario  -  Dipartimento   regionale   per   le
  infrastrutture,   lo   sviluppo   e   l'innovazione,   per   la
  comunicazione e per l'informatizzazione del settore sanitario .

    -All'articolo 17:

   Emendamento 17.4.:

  Aggiungere il seguente comma:

  1  bis.  Al  comma 9 dell'articolo 61 della legge regionale  28
  dicembre  2004,  n.  17,  dopo le parole   istanze  presentate'
  aggiungere le parole   e/o esitate'

   Emendamento 17.6.:

  Aggiungere il seguente comma:

  1 bis. All'articolo 112 della legge regionale 26 marzo 2002, n.
  2,  dopo le parole  non oltre il limite di cui all'articolo  16
  del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, aggiungere le
  seguenti   come  integrato dall'articolo 1 quater  del  decreto
  legge  28  maggio 2004, n. 136, convertito in legge  27  luglio
  2004, n. 186'.