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Resoconto d'Aula della Seduta n. 288 di giovedì 21 aprile 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


   ARDIZZONE,  segretario  f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missione

    PRESIDENTE   Comunico che è in missione, per  ragioni  del  suo
  ufficio, l'onorevole Speziale dal 22 al 28 aprile 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

      -da parte dell'Assessore per la Famiglia:

        N.  1293  - Provvedimenti per la ricostruzione  del  muro
      crollato in via Officina ferroviaria   a  Catania.
        Firmatari: Fleres Salvatore; Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe

        N.  1334  -  Interventi  per il completamento  del  parco
      urbano di via Pedara a Catania.
        Firmatari: Fleres Salvatore; Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe

        N.  1344  - Misure per il ripristino delle condizioni  di
      sicurezza in via del Roveto a Catania.
        Firmatari: Fleres Salvatore; Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe

        N. 1450 - Notizie circa l'agibilità dei locali adibiti  a
      sede del Comune di San Michele di Ganzaria in provincia  di
      Catania.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1551 - Interventi per il corretto funzionamento ed il
      potenziamento  della  linea AMT che  collega  i  comuni  di
      Catania ed Acitrezza.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.   1700   -   Misure  per  la  riapertura   del   museo
      antropologico  sito nella frazione Macchia  del  comune  di
      Giarre (CT).
        Firmatari:  Fleres      Salvatore;   Catania    Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1702 - Misure per la rimozione dei rifiuti e  per  la
      bonifica  della  via  Scianò che  collega  le  frazioni  di
      Scillichenti e S. Tecla (Acireale).
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1719 - Misure per la tutela dei lavoratori civili del
      Distretto militare di Catania.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1720  -  Interventi  per  la  riqualificazione  delle
      strade  provinciali 179 e 188 in territorio di  Caltagirone
      (CT) e di Niscemi (CL).
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1722  -  Interventi per migliorare la  transitabilità
      della strada provinciale Linguaglossa - Zafferana (CT).
        Firmatari:    Fleres   Salvatore;    Catania    Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1723  -  Interventi  in favore dei  commercianti  del
      comune di Vizzini (CT) e miglior utilizzo del personale  di
      Polizia municipale.
        Firmatari:    Fleres   Salvatore;    Catania    Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1724 - Interventi per migliorare le condizioni  della
      strada provinciale 138 Ponte Banca - Paternò (CT).
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1725  -  Interventi per migliorare le  condizioni  di
      viabilità di Contrada Ombra, nel comune di Mascalucia (CT).
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1733  - Misure per la riqualificazione e la messa  in
      sicurezza  di  piazza  I. Roberto del quartiere  Cibali  di
      Catania.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1754  -  Interventi urgenti per  la  riqualificazione
      delle strade provinciali 8/II e 8/III - Catania.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.   1758  -  Misure  urgenti  per  il  ripristino  delle
      condizioni di sicurezza nella via Passo Gravina del  comune
      di Catania.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Maurici     Giuseppe;
      Catania  Giuseppe

        N.  1891 - Provvedimenti urgenti per il ripristino  della
      legalità  e della trasparenza amministrativa nel Comune  di
      San Fratello (ME).
        Firmatari: Genovese Francantonio

      -da parte dell'Assessore per la Presidenza:

        N.  818  - Notizie sulla vendita di beni immobili ubicati
      nel territorio della Regione siciliana.
        Firmatari:    Fleres   Salvatore;    Catania    Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1078 - Completamento della piscina comunale di Giarre
      (CT).
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1351 - Notizie circa l'accordo regionale quadro sulle
      modalità di utilizzo delle aspettative, dei permessi nonché
      delle altre prerogative sindacali.
        Firmatari:   Fleres   Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

        N.  1199   -  Interventi  per  la  rideterminazione   del
      trattamento retributivo e di quiescenza a favore di  alcuni
      ex dipendenti regionali.
        Firmatario: Virzi' Gioacchino

        N.   1714   -  Iniziative  al  fine  di  pervenire   alla
      composizione  delle  controversie aperte  a  seguito  della
      nuova  e  diversa interpretazione dell'art. 12 della  legge
      regionale n. 21 del 1986.
        Firmatario: Barbagallo Giovanni.

        Avverto  che le stesse saranno pubblicate in allegato  al
      resoconto stenografico della presente seduta.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

    Norme  sulla partecipazione della Regione siciliana al processo
  normativo  dell'Unione  europea e sulle procedure  di  esecuzione
  degli obblighi comunitari  (n. 992)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  in  data  20
  aprile 2005.
       -
    Annunzio di presentazione di disegno di legge e del relativo
                                invio
                     alla competente Commissione

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato  ed inviato alla Commissione legislativa   Ambiente  e
  territorio' (IV):

    Norme per il monitoraggio dell'inquinamento elettromagnetico  e
  per la regolamentazione delle sorgenti di campi elettromagnetici
  (n. 991)
   di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli  Formica,   Incardona,   Infurna,
  Ioppolo, Neri, Sammartino e Virzì  in data 15 aprile 2005
   inviato in data 20 aprile 2005.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                             Commissione

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato  alla  Commissione legislativa   Affari Istituzionali'
  (I):

    Istituzione della consulta giovanile comunale  (n. 990)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 15 aprile 2005.

      Comunicazione di apposizione di firma a  disegni di legge

    PRESIDENTE  Comunico che:
   l'onorevole   Beninati, in data 14 aprile 2005,  ha  chiesto  di
  apporre la propria firma al disegno di legge n. 903  Norme per la
  libera   circolazione  delle  Forze  dell'ordine  sui  mezzi   di
  trasporto  pubblico locale  presentato dagli  onorevoli   Fleres,
  Catania Giuseppe, Maurici;
     l'onorevole Infurna ha chiesto di apporre la propria firma  al
  disegno  di legge n. 964  Norme per il trasporto pubblico  locale
  per    la    libera   circolazione   delle   Forze    dell'Ordine
  nell'espletamento delle loro funzioni  presentato dagli onorevoli
  Spampinato, Galletti e Vitrano.

                    Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE   Comunico che il seguente parere è  stato  reso  in
  data  12  aprile  2005  dalla competente Commissione  legislativa
   Ambiente e Territorio' (IV):

      - Regolamento di organizzazione dell'Agenzia regionale per la
        protezione dell'ambiente (ARPA-Sicilia) . (n.360/IV)
  -reso in data 13 aprile 2005
  -inviato al Presidente della Regione  in data 14 aprile  2005

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      -N.  2189  -  Delucidazioni circa le  linee  guida  per  le
        Sovrintendenze ai beni culturali e ambientali della Regione.
  - Presidente Regione
  - Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      -N. 2191 - Stanziamento delle somme necessarie a seguito della
        dichiarazione dello stato di emergenza per il  Comune  di
        Poggioreale (TP) in conseguenza dello straripamento del fiume
        Belice.
  -Assessore Agricoltura
  -Assessore Presidenza
  -Firmatario: Oddo Camillo

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

      -N. 2188 - Notizie circa la manutenzione stradale nel comune di
        Paternò (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe; Baldari Nicola Renato

      -N. 2190 - Motivi della mancata individuazione del territorio di
        Acate (RG) quale sede di una enoteca regionale.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      -N.  2192  -  Interventi al fine di garantire  un  presidio
        farmaceutico permanente presso la frazione di Triscina del comune
        di Castelvetrano (TP).
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Forgione Francesco.

        Le  interrogazioni  ora  annunziate  saranno  inviate  al
      Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

   n.  247  -  Notizie  circa  un piano di lottizzazione  dell'area
  denominata  Cala Croce' nell'isola di Lampedusa e sull'accensione
  di un mutuo da parte della locale Amministrazione comunale.
   Presidente Regione
   Firmatari: Orlando, Ferro e Miccichè.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   n.  424  «Interventi  a  livello  centrale  per  assicurare  una
  dotazione   organica  di  personale  rispondente  alle  effettive
  esigenze  della  scuola  siciliana», degli  onorevoli  Morinello,
  Ferro, Miccichè e Raiti;

   n.  425 «Iniziative per una rapida riforma del settore turistico
  ed   adozione   di   una   politica   promozionale   volta   alla
  valorizzazione  delle  risorse presenti  nel  territorio»,  degli
  onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Tumino e Zangara.

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),  e  153  del  Regolamento interno, della mozione  numero  423
   Interventi  per assicurare l'adeguato funzionamento dell'ufficio
  del  Magistrato di sorveglianza , degli onorevoli Fleres, Catania
  Giuseppe, Maurici, Burgaretta Aparo, Turano.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    ARDIZZONE  segretario f.f.:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Constatato che:

   gran  parte  dei detenuti presenti nelle carceri  della  Sicilia
  lamenta  l'insostenibile lentezza con la quale i  diversi  uffici
  del  Magistrato di sorveglianza operanti nella Regione,  ciascuno
  per  competenza  territoriale,  espletano  le  pratiche  di  loro
  pertinenza;

   tali  ritardi, di fatto, negano o limitano fortemente ai diversi
  detenuti la possibilità di usufruire dei benefici previsti  dalla
  legge: permessi, liberazioni anticipate, colloqui, etc.;

   i   disagi  connessi  a  quanto  sopra  deteriorano  i  rapporti
  interpersonali  tra i detenuti e tra questi ed i loro  familiari,
  esasperando le condizioni di contesto;

   la  situazione descritta pare sia l'effetto della gravi  carenze
  di organico dei magistrati;

   in   particolare,   la   questione   assume   dimensioni   assai
  preoccupanti nella provincia di Siracusa dove, a fronte di  circa
  1.500 detenuti, pare sia in servizio un solo magistrato, dato che
  il  secondo  magistrato  è in atto assente  per  maternità,  come
  segnalato  in un esposto sottoscritto da circa 550 reclusi  della
  casa di reclusione di Brucoli;

   Ritenuto  che sia indispensabile un forte intervento  presso  il
  Ministero   della   Giustizia  affinché  tali  situazioni   siano
  tempestivamente  affrontate  e  risolte,  così  da  rimuovere  il
  disagio   lamentato   e  ridare  certezza   alle   attese   degli
  interessati,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire tempestivamente presso il Governo  nazionale  ed
  il  Ministro della Giustizia affinché venga risolta la  questione
  descritta,  attraverso un consistente rafforzamento dell'organico
  degli  uffici dei Magistrati di sorveglianza, così da  assicurare
  tempi  certi  e  celeri  nelle  procedure  riguardanti  le   loro
  competenze e ridare serenità alla popolazione detenuta,  presente
  nella  Regione  e  nella provincia di Siracusa  in  particolare.»
  (423)

    PRESIDENTE   Dispongo  che la mozione  testé  annunziata  venga
  demandata  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perché ne determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
    finanziarie urgenti e per la razionalizzazione dell'attività
             amministrativa» (151 - Norme stralciate/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge    «   Disposizioni   finanziarie   urgenti   e   per    la
  razionalizzazione  dell'attività  amministrativa»  (151  -  Norme
  stralciate/A), posto al numero 1).
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che nella  scorsa  seduta  avevamo
  accantonato  una  serie di emendamenti per  accertarne  l'impatto
  sopratutto  di  natura finanziaria ed avevamo  accantonato  anche
  l'articolo 10 che riguarda la materia referendaria.
   E'  opinione  della  Presidenza, ove l'Aula  sia  d'accordo,  di
  stralciare  l'articolo  10 dal disegno di  legge,  riguardante  -
  ripeto - la materia referendaria, perchè si affronti tale materia
  in maniera più articolata e completa nella competente Commissione
  che,  appunto, ne farebbe un disegno di legge stralcio se riterrà
  di doverlo fare.
   Ove  ci  fosse  un  assenso in questa direzione,  così  potrebbe
  essere stabilito.  Ovviamente, con l'articolo 10 si sposterebbero
  alla Commissione di merito gli emendamenti connessi alla medesima
  materia.

    FORGIONE   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, non  sono  d'accordo  sulla  sua
  proposta,   intanto  perché  l'articolo  10  è  stato  dichiarato
  ammissibile  ed  è  già  in questo testo, è  stato  semplicemente
  accantonato.
      Non si può andare in Commissione perché siamo già con i tempi
  avanzati  rispetto  al referendum che è indetto,  i  comizi  sono
  indetti, la propaganda è già partita.  Non si può andare oltre in
  un balletto che, da un lato, impedisce lo sviluppo della campagna
  referendaria  e  dall'altro tiene il Parlamento  sospeso  su  una
  decisione  rispetto alla quale, signor Presidente,  mi  pare  sia
  maturato anche un livello di dibattito politico in queste ore che
  può portare l'Aula ad assumere decisioni in merito.
      Quindi, io credo che se decisione va presa, nessun rinvio  in
  Commissione  di merito perché il referendum è indetto;  i  comizi
  sono  iniziati; l'Assemblea regionale non può modificare la legge
  elettorale.  Non la può modificare.  Questo prescrive  la  legge.
  Non  si  può  modificare una legge a referendum  indetto  con  un
  procedimento legislativo

    PRESIDENTE   Onorevole  Forgione,  probabilmente  non  è  stato
  chiaro ciò che ho detto.

    FORGIONE   Non  possiamo  rinviare  alla  Commissione,   signor
  Presidente.

    PRESIDENTE   Mi scusi, onorevole Forgione, al fine  di  evitare
  che lei faccia un intervento su una cosa diversa da quella che io
  ho  detto,  perchè  così  mi  sembra,  volevo  precisare  che  la
  questione  per  la  quale si poneva il rinvio  in  Commissione  è
  quella  riguardante lo svolgimento contemporaneo  del  referendum
  con le elezioni amministrative.

    FORGIONE   No,  signor  Presidente, lei propone  di  stralciare
  tutto l'articolo 10 in Commissione.

    PRESIDENTE  Onorevole Forgione, la proposta della Presidenza  è
  quella  di stralciare l'articolo 10 che così recita:  Svolgimento
  contemporaneo  del referendum con le elezioni amministrative    e
  le materie connesse con il medesimo

    FORGIONE   Ci  sono  emendamenti specifici  rispetto  a  questo
  articolo.

    PRESIDENTE  Onorevole Forgione, se lei interrompe  e  segue  il
  suo ragionamento le risulterà difficile seguire il mio.
   Dicevo,  con  le  materie connesse alla questione  referendaria,
  esclusivamente referendaria. Poi ci sono le altre materie che non
  hanno nulla a che fare con la questione referendaria. La proposta
  non  le  sfuggirà ed è conseguente proprio con le  considerazioni
  che   lei   stava   svolgendo.   Pertanto,   risulterebbe   ormai
  assolutamente   intempestivo   procedere   ad   una   norma   che
  modificherebbe l'andamento di un referendum già indetto,  già  in
  fase  di realizzazione per quanto riguarda la campagna elettorale
  e quant'altro.
   Mi  sono  permesso di proseguire perchè avevo percepito che  lei
  avesse compreso cose diverse.

    FORGIONE   Signor  Presidente, le pongo un quesito:  insistendo
  su   quell'articolo,   alcuni  emendamenti  riguardanti   materia
  elettorale  e  probabilmente lo stesso  svolgimento  o  meno  del
  referendum, che fine faranno questi emendamenti? Nello specifico,
  Signor   Presidente,  che  fine  farà  l'emendamento  che  abroga
  l'attuale legge elettorale?

    PRESIDENTE    L'emendamento   che   abroga   l'attuale    legge
  elettorale  non può essere ammissibile in questo contesto  perchè
  una  abrogazione  di legge elettorale è una legge  elettorale  e,
  pertanto,  subirebbe  la stessa procedura  referendaria  che  lei
  conosce,  dunque  si riproporrebbe il medesimo  scenario  che  ci
  obbligò  a sopprimere dalla legge elettorale regionale  la  parte
  riguardante   gli  enti  locali,  proprio  perchè  questa   parte
  regionale è sottoponibile a referendum, l'altra  - come  lei  sa-
  non è sottoponibile a referendum.

    FORGIONE  Questo è discutibile.

    PRESIDENTE   Abrogare una legge elettorale significa  di  fatto
  determinare  un'altra  legge  elettorale,  quindi  è  una   legge
  elettorale.

    FORGIONE   Signor  Presidente, non siamo  d'accordo,  chiediamo
  che si mantenga accantonato  questo emendamento.

    PRESIDENTE    Questo   potrebbe   comunque   determinare    una
  alterazione   delle  procedure  referendarie  e  quant'altro   e,
  inoltre,  comporterebbe la possibilità di sottoporre a referendum
  l'intero disegno di legge n. 151, come lei sa.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, ho apprezzato molto  la  presa  di
  posizione  che  ella, a tutela dell'istituzione parlamentare,  ha
  testé esplicato all'Aula.
     Voglio,  tuttavia, ricordare a quest'Aula e a quella parte  di
  deputati, che io stimo, i quali ritengono che  la procedura testé
  da ella  esplicata possa essere una procedura

    ORTISI  Testé  da ella

    FORMICA   Vedete onorevoli colleghi, ci sono momenti in cui  la
  discussione  può  essere  anche  una  discussione  agevole,   una
  discussione  tra  amici e ci sono momenti  in  cui  prevale  o  è
  obbligatorio  che prevalga il senso istituzionale. Mi  meraviglia
  molto  che  alcuni esponenti dell'opposizione che  da  sempre  in
  quest'Aula  hanno richiesto il rispetto delle regole  in  maniera
  assoluta

    ORTISI  Io ho apprezzato

    FORMICA   Infatti, non mi rivolgo a lei. Dicevo,  colleghi  che
  hanno  sempre  richiesto  il rispetto puntuale  e  preciso  delle
  regole, di fronte all'abrogazione di una legge elettorale che  ha
  impegnato il Parlamento siciliano per oltre sei mesi e che veniva
  dal  tentativo  nella precedente legislatura,  ha  abortito  poi,
  all'ultimo    minuto,   di   riformare   sempre   questa    legge
  elettorale....

    ORTISI  Ha telefonato anche Fini

    FORMICA   Ha telefonato anche Fini, bravo collega  Ortisi   Lei
  sa  che la stimo perché è una persona leale, anche lei deve  dare
  atto se diciamo cose che sono apprezzabili.
   Nel  momento  in  cui, dopo sei-otto mesi che questo  Parlamento
  riesce, con il contributo di tutte le forze politiche o di  quasi
  tutte  le  forze  politiche,  ad  esitare  finalmente  una  legge
  elettorale  moderna,  aperta, rispettosa dei  cittadini  e  della
  volontà  popolare, si tenta, da parte di quegli  stessi  colleghi
  che  invocano le regole, di abrogarla - la legge elettorale - con
  un emendamento inserito in una leggina omnibus.
     Voglio  che rimanga agli atti ciò qualora  si dovesse arrivare
  a  questa  soluzione,  ma ritengo che  non  ci   si  arriverà  e,
  peraltro,   dico  sin  da ora che  Alleanza  Nazionale   pone  un
  problema  di  maggioranza , nel senso che il gruppo  di  Alleanza
  Nazionale, qualora  non vengano ascoltate le ragioni del  secondo
  partito della coalizione, può anche uscire dal Governo
   Voglio  che  rimanga agli atti che interesseremo il  Commissario
  dello   Stato,    la  cui  opera  ritengo   sia   meritevole   di
  apprezzamento, di valutare se con un emendamento volante  in  una
  leggina  omnibus  si  possa procedere  a  referendum  indetto  ad
  abrogare la legge elettorale che ha richiesto  un anno di lavoro.
   Molti  dicono  che  non  si vuole fare il referendum  perché  si
  rischia di perderlo. La verità è il contrario  La verità è che si
  tenta  con  una  manovra di Palazzo di sottrarre  al  popolo,  ai
  cittadini, la possibilità di giudicare la legge con un referendum
  che è stato giusto chiedere e l'avremmo chiesto noi...

    FORGIONE   L'abbiamo  chiesto  noi  contro  di  lei,  onorevole
  Formica    Non  capovolga  le  cose   Risolvetelo  nella   vostra
  maggioranza  Ci sono già i manifesti di Rifondazione Comunista in
  tutta la Sicilia.

    FORMICA   Ho  detto che  è stato giusto chiederlo  e  l'avremmo
  chiesto   noi.  Ora  lo  volete  abrogare,  onorevole   Forgione.
  Mentitori di professione  Onorevole Forgione, lei che difende  le
  donne, vuole abrogare una norma che apre alle donne. Mentitore di
  professione  Lo spiegheremo alla gente. Ma un dato  è  certo:  se
  questa   legge  deve  essere  abrogata,  siano  i  siciliani   ad
  abrogarla;  non  può  essere  un Parlamento  con  un  emendamento
  volante, presentato dai mentitori di professione, che da un  lato
  difendono le donne e dall'altro vogliono cancellare la legge  che
  apre  alle donne; attaccano la maggioranza e cercano gli  inciuci
  con  la  maggioranza a difesa delle poltrone. Noi,  comunque,  se
  dovesse passare questa linea, usciremo  dalla maggioranza.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  sia
  auspicabile  in  questo  momento riavviare  in  qualche  modo  un
  dibattito assai confuso su una legge elettorale.
     Credo che abbiamo due ordini di problemi di natura diversa che
  possono  essere  esaminati con grande tranquillità  da  parte  di
  ciascuno di noi, partendo da una considerazione: noi abbiamo  una
  data di referendum, in questo momento decretata, che è quella del
  15 maggio.
   Credo che ci sia un problema di rispetto per gli elettori  e  di
  rispetto  delle  garanzie democratiche per  cui  questo  balletto
  sulla   data  in  cui  si  deve  celebrare  il  referendum,   se,
  addirittura,  il  referendum  si  deve  celebrare,  comporta   un
  elemento  di difficoltà per quanto attiene al rispetto verso  gli
  elettori.
      Per  quel che ho letto sui giornali e ho ascoltato da  alcuni
  colleghi  della maggioranza e considerato che c'è un orientamento
  prevalente   per   abrogare  la  norma  e,   credo,   altrettanto
  legittimamente   ci   sia  anche  la  necessità   di   affrontare
  l'eventuale  possibilità del Parlamento di dotarsi di  una  nuova
  legge elettorale, ritengo più ragionevole e sensato sospendere la
  seduta  e  valutare,  da parte del Presidente,  l'opportunità  di
  convocare  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  nella  cui sede, meglio che altrove, poter stabilire il  percorso
  da seguire da qui alle prossime ore.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  che
  si   evitasse  una  discussione  su  due  livelli  che   sembrano
  convergenti ma che in realtà non lo sono.
   Considero la proposta fatta dalla Presidenza un'ipotesi  davvero
  pellegrina

    IOPPOLO . peregrina

    CRACOLICI  Pellegrina

    IOPPOLO  Cioè che va girando

    CRACOLICI  Ha capito bene  Nel senso che noi siamo in  presenza
  di  un referendum, indetto dal Governo per il 15 maggio. La norma
  proposta con questo articolo 10 si prefigge - una cosa che  a  me
  sembra del tutto logica ed ovvia, considerato che il 15 maggio si
  voterà  anche  per le elezioni amministrative - di  estendere  il
  referendum nelle stesse giornate, cioè in due giorni,  così  come
  per  le  elezioni amministrative, perché, altrimenti, noi saremmo
  in una condizione forse senza precedenti.
   Al  di  là  del fatto che il Governo regionale abbia indetto  il
  referendum  nella stessa giornata delle elezioni  amministrative,
  con  una  motivazione  che è all'esatto opposto  di  ciò  che  ha
  dichiarato il Ministro degli Interni nel promuovere il referendum
  sulla   fecondazione  assistita  il  12  giugno  per  non   farlo
  coincidere con le elezioni amministrative siciliane.
   La  Sicilia  ha  scelto di far coincidere  il  referendum  e  le
  elezioni amministrative, a Roma si è dichiarato di spostare  quel
  referendum al 12 giugno perché non lo si poteva far coincidere.
   Ma,  al  di  la  di questo fatto,   rimanendo così  le  cose  si
  verificherà  che un elettore di Catania, Enna o  qualunque  altro
  comune  che  si  recherà alle urne, se lo farà  la domenica  avrà
  anche  la scheda per votare il referendum, se, come probabilmente
  faranno   tanti elettori, lo farà il lunedì, non avrà  la  scheda
  per  il  referendum; ripeto, quegli elettori in quei  comuni  non
  l'avranno.
   C'è  un problema in più, signor Presidente e riguarda lo spoglio
  delle schede del referendum che deve essere uniforme in tutta  la
  Sicilia.  Ma  nei  comuni  dove non si  voterà  per  le  elezioni
  amministrative, chiuse alle ore 22.00 le operazioni di  voto,  lo
  spoglio  si aprirà alle ore 15.00 del giorno successivo.  Quindi,
  avremo  delle  urne che rimarranno per circa diciotto  ore  senza
  possibilità alcuna di fare lo spoglio elettorale. Mi  sembra  una
  follia
   Ecco  perché  ritengo sia sbagliato che l'Ufficio di  Presidenza
  proponga di estrapolare l'articolo 10 e di rinviarlo ad un  esame
  approfondito  della  Commissione, proprio  perché  siamo  già  in
  corso d'opera.
   Altra  cosa è il tema che riguarda l'eventuale abrogazione della
  legge per la quale si è chiesto il referendum su cui annuncio  il
  mio voto favorevole.
   Se,  come  spero,  in  questa seduta  si  potrà  determinare  la
  condizione  per  votare  una  norma  che  eviti  il  ricorso   al
  referendum  e  che  finalmente  faccia  scattare  un  minimo   di
  ragionevolezza  in questo Parlamento, al fine di fare  una  legge
  condivisa da tutte le forze politiche, perché stiamo parlando  di
  legge  elettorale, non di una legge di programma di  maggioranza,
  anche se ritengo che le due situazioni sono comunque diverse.
   Ecco  perché  ritengo  sbagliata  la  proposta  dell'Ufficio  di
  Presidenza di eliminare da questo testo l'articolo 10, perché  ci
  troveremmo  in una situazione che non ha precedenti,  sarebbe  un
  ennesimo  precedente negativo, e anche surreale, che  la  Sicilia
  offrirebbe all'impianto normativo nazionale, ma che non credo che
  potrà fare considerare questo un bel primato.
   Per   tale   motivo  reputo  che  si  può,  signor   Presidente,
  ipotizzare un'altra strada: di tenere accantonata, così come  era
  stato  già  dichiarato in un primo momento, tutta  la  parte  che
  riguarda il referendum.
   Se  al  momento in cui si esaminerà l'articolo soppressivo della
  legge  elettorale,  questo  venisse  approvato,  è  evidente  che
  l'accantonato sarebbe superato.
   Ma  se,  come  lei  ha  annunciato, quella norma  è  addirittura
  improponibile, essendoci tra l'altro altri emendamenti depositati
  a  questo  testo,  al di là del fatto che ci  troveremmo  in  una
  situazione  in cui, da un lato si sono dichiarate proponibili  le
  norme che regolano il referendum, non capisco sulla base di quale
  motivazione si renderebbe improponibile una norma cha  abroga  la
  legge per cui è stato fatto il referendum. Stiamo attenti con  le
  procedure che l'ufficio di Presidenza intende seguire.
   In  ogni  caso,  credo che la materia sia così delicata  e  così
  complessa  da  invitare  l'Ufficio di Presidenza a sospendere  la
  seduta, ad approfondire in apposita Conferenza dei Presidenti dei
  gruppi parlamentari il percorso.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Con  la
  presenza del Presidente della Regione.

    CRACOLICI   Questo non è un mio problema,  è  un  problema  del
  Presidente  della Regione, che se fosse presente sarebbe  meglio;
  in  ogni  caso  credo  che da parte dell'Ufficio  di  Presidenza,
  rispetto    alla   delicatezza   istituzionale    del    percorso
  amministrativo che stiamo trattando, sarebbe opportuno sospendere
  la  seduta,  approfondire  nella Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari  e definire un percorso  che  sia  da  tutti
  condiviso.

    FORMICA    Signor   Presidente,  siamo  d'accordo   su   questa
  proposta.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine  dei
  lavori  intendo specificare che anche io considero  assolutamente
  ragionevole  sospendere questa seduta perché  gli  argomenti  che
  sono  in  sottofondo, apparentemente, e che con molta  sagacia  i
  nostri   interlocutori  del  centro-sinistra  hanno  evitato   di
  prendere di petto, tranne l'onorevole Forgione che in questo caso
  rappresenta  l'anima vera delle ragioni dell'altro lato,  l'anima
  magenta,  credo  che  questi argomenti,  sui  quali  si  è  molto
  glissato,  sono  quelli che in qualche modo, ne  accennava  anche
  l'onorevole   Ortisi,  tranne  qualche  diktat   romano,   vedono
  impegnata  Alleanza Nazionale coerentemente sulla medesima  linea
  di revisione del Tatarellum da almeno due legislature.
   Credo che non sia consentito in un  gentleman agreement , in  un
  patto  tra gentiluomini, allorché si stipula un patto di governo,
  glissare su cose che non sono collaterali, che non sono danni  od
  effetti collaterali, ma sono fondanti, qualificanti e per noi era
  fondante  e  qualificante il tipo di rappresentanza popolare  che
  noi indicavamo come obiettivo giusto e qualificante ai siciliani.
   Abbiamo  spiegato, abbondantemente - senza togliere  nulla  alla
  sacrosanta   memoria  di  Pinuccio  Tatarella,  che  era   l'uomo
  dell'armonia  e  della  saggezza  -  che  quella  era  una  norma
  emergenziale, che fu raggiunta perché fu conseguita con un centro-
  sinistra che era convinto di essere la gioiosa macchina da guerra
  e  che  -  come ci ha ricordato l'onorevole Forgione  con  quella
  legge elettorale costruita in quel modo - era convinto, nella sua
  supponenza,   in  quel  preciso  momento  storico  italiano,   di
  conquistare una per una tutte le Regioni a statuto ordinario.
   Che  ci  riflettano i colleghi della cosiddetta  maggioranza  di
  centrodestra che molto spesso di tinteggiatura di destra  non  ha
  preso  nulla, ci riflettano  E' una legge sulla base della  quale
  il  centro-sinistra, tenendo in piedi tutti i suoi mille cespugli
  di   cui   non  si  capisce  la  ragione  storica,  anche  perché
  successivamente,  cari  colleghi,  di  storia,  di  cultura,   di
  politica, di filosofia bisognerà pur parlarne in quest'Aula,  non
  possiamo parlare solo di tombini e di contributi straordinari per
  la fondazione di questo o di quell'altro.
   Personalmente non riesco a capire la differenza fra  il  Partito
  Comunista  d'Italia,  Rifondazione, il  Partito  Comunista  filo-
  coreano, filo-vietnamita, fra i Verdi, fra gli Ambientalisti, non
  lo capisco.
   Allora  mi permetto di richiamare il centro-destra alla saggezza
  della legge che abbiamo fatto perché è una legge che può produrre
  un certo effetto in Toscana, ma noi siamo in Sicilia, siamo nella
  terra dei Gattopardi.
   E  quindi, se qualcuno pensa di vincere sulla base di tecnicismi
  elettorali,  sbaglia, si vince e si perde per ragioni  politiche,
  storiche,  sociali, morali, per il momento, per  la  contingenza,
  per  la  crisi e per la risposta alla crisi, non si vince  perché
  c'è  il  trucchetto,  lo sbarramento, perché gli  sbarramenti  si
  aggirano facendo le coalizioni e le concentrazioni di liste,  non
  prendiamoci in giro.
   Nella  Sicilia  dei Gattopardi, il fondamento che vuole  tenerci
  inchiodati  alla realtà delle lobby partitiche che si  riuniscono
  negli  ascensori  è  il problema del listino,  lo  spazio  per  i
  delusi, per la serie B della politica o per la serie C che  vuole
  tornare a tavolino in serie A.
   E  allora,  cari colleghi, ha fatto bene il Presidente  del  mio
  gruppo parlamentare, che è un onestissimo moderato, a dire che su
  questo Alleanza nazionale esce dal Governo istantaneamente.

    FORGIONE  Come a Roma

    VIRZI'   Io  che  non  sono  moderato,  sarei  uscito  soltanto
  leggendo  i  giornali,  perché  non  è  consentito,  dentro   una
  maggioranza,  mettere gli alleati di fronte a fatti  compiuti  su
  argomenti che sono qualificanti.
   Non  si  fa  sul  terreno  delle buone  maniere  e  della  buona
  educazione  perché  non ci siamo iscritti, dopo  trenta  anni  di
  battaglie politiche, nel partito della palude.
   Siamo  assolutamente convinti che la Sicilia  debba  cambiare  e
  che  la  nuova  legge, non essendo perfetta,  perché  in  un'Aula
  parlamentare  si  arriva  sempre a compromessi,  è  infinitamente
  meglio  del  Tatarellum da cui proveniamo e  che,  già  la  prima
  volta,   c'è  stato  imposto  con  un  marchingegno   di   natura
  istituzionale e costituzionale.
   E  allora,  sia  chiaro,  meglio  sospendere,  meglio  chiarirsi
  perché  non potremmo accettare che un emendamento su un argomento
  che   consideriamo  fondamentale  sul  piano  storico,  politico,
  culturale,   che   sottrae   sovranità  popolare   all'elettorato
  siciliano,  non  accettiamo che pezzi della  maggioranza  possano
  fare  valere  contro un partito di persone leali e  per  bene  un
  colpo  di  mano  con  i  voti  di Rifondazione  comunista  e  dei
  comunisti vietnamiti, coreani, e così via.
   Non  si fa, non è consentito, ci potete provare, ma se lo  fate,
  lo farete senza di noi, da ora fino alla fine della legislatura.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  il
  collega Formica abbia ragione, sarà paradossale, ma io credo  che
  abbia ragione.
   Non  è la prima volta che a me capita di esprimere posizioni  un
  po'  anomale, perché noi abbiamo raccolto le firme per  celebrare
  il  referendum  confermativo e noi siamo perché  si  faccia  tale
  referendum.
   Voglio,  però,  ricordarle, prima di tutto,  che  questa  storia
  dell'abrogazione  della  legge, attraverso  l'emendamento,  è  un
  percorso mediano proposto dal Presidente Cuffaro e da pezzi della
  maggioranza a cui lei appartiene, non l'abbiamo proposto noi.
   Noi  vogliamo  celebrare  il  referendum  oppure  sono  proposte
  vostre,  le  terremo in considerazione ed esprimeremo  la  nostra
  posizione dopo che le avremo ascoltate non attraverso i giornali,
  ma  in  quest'Aula, onorevole Formica mi rifaccio al suo appunto,
  che  è il locus deputato a dibattere su argomenti importantissimi
  come quello sulla legge elettorale.
   Prenderemo  in considerazione fatti nuovi e ci determineremo  di
  conseguenza,  dopo  che  fra noi avremo parlato  in  ordine  alla
  proposta che ci viene da coloro che hanno approvato questa legge.
   Ma,   colleghi   della   maggioranza,  onorevole   Formica,   mi
  consentirà  di  ricordare  che  questa  legge  fu  approvata  con
  quarantasette   voti  e  questa  è  una  legge  fondamentale   di
  riscrittura delle regole e che - mi permetterà di ricordare -  la
  riscrittura  delle  regole,  l'abbiamo  detto  anche   ricorrendo
  all'ostruzionismo, si fa in maniera bipartisan, non imponendo  la
  forza  della  maggioranza del momento, perché poi va incontro  ai
  fatti  contingenti  della politica, alle  fibrillazioni  a  volte
  anche   esterne  al  nostro  Parlamento  ed  i  fatti  lo  stanno
  dimostrando.
   Non   voglio  entrare  nel  merito,  perché  se  dovessimo   qui
  polemizzare,  l'abbiamo fatto per notti intere  sul  ruolo  delle
  donne  e  sulla valorizzazione delle stesse, con lei che sostiene
  che  la donna è valorizzata e promossa da questa legge , dovremmo
  discutere  altri  due giorni ed altre due notti, infatti  ritengo
  che  questa  legge mortifica le donne, e poiché le mortifica   ci
  siamo opposti. Non ve lo ricordate, noi abbiamo parlato dalle tre
  alle  quattro  e  mezza  di  notte su quest'argomento  specifico,
  quindi,  qui  non  si può dire che se adesso questa  legge  viene
  abrogata, si fa un torto alle donne.
   Ma  il merito è argomento di campagna referendaria, chiedo scusa
  anzi se mi sono permesso per un minuto di entrarci.
   Né  sono  d'accordo, signor Presidente, sulla  sua  proposta  di
  rinviare in Commissione.
   Sul  piano formale lei sostiene di rinviare un articolo che deve
  decidere  in  ordine  all'aggiunta del  secondo  giorno  di  voto
  possibile sul referendum rispetto alle legge vigente.
   Ma   quale   approfondimento  dobbiamo  portare  su   un   fatto
  procedurale sul quale - nel merito sono d'accordo con l'onorevole
  Cracolici - si è dibattuto e si è discusso?
   E'  questa una strategia  E strumentale perché si raffreddino le
  interlocuzioni.
   Allora  se  è  richiesta una sospensione per una Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari,  noi  saremo  d'accordo  a
  discuterne  in Conferenza, ma nessuno dica, non dico  pensi,  che
  questo  discorso  dell'abrogazione  della  legge  attraverso   un
  emendamento  è  una iniziativa di chi ha raccolto  le  firme  per
  celebrare tale referendum; chi ha raccolto le firme per celebrare
  il referendum vuole che il referendum si celebri.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole D'Aquino,  assessore  per
  l'industria, ha chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Saluto agli studenti dell'Università di Messina e dell'Istituto
                          tecnico di Alcamo

    PRESIDENTE     Saluto   gli   studenti   della    facoltà    di
  Giurisprudenza   dell'Università  di  Messina  e   gli   studenti
  dell'Istituto  tecnico  Girolamo Caruso'  di  Alcamo  che  questa
  mattina  sono  presenti  in  Aula e hanno  visitato  Palazzo  dei
  Normanni inteso come luogo d'arte e sede istituzionale.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                       151/A-Norme stralciate

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  ci  sono   altri   deputati
  iscritti  a  parlare e c'è anche una proposta di sospensione  per
  convocare  una  veloce  Conferenza  dei  Presidenti  dei   gruppi
  parlamentari.
   Se   i  colleghi  ritengono  di  dovere  intervenire  adesso  ed
  esaurire il dibattito con gli iscritti a parlare e poi tenere  la
  Conferenza   è   una  linea;  l'altra  è  quella  di   sospendere
  immediatamente e svolgere la Conferenza.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  parliamo  in
  modo  ragionevole  e  evitiamo che l'Aula si  trasformi  in  modo
  anticipato in un dibattito sulla legge elettorale, sul  contenuto
  di  essa, considerato che credo ci sia una questione soltanto  di
  ordine  formale,  all'articolo 10 c'è un emendamento  sostitutivo
  del  Governo e a questo sono agganciati alcuni subemendamenti,  e
  tra  questi ve ne è uno  - voglio correggere Repubblica - a firma
  dei deputati Crisafulli e Forgione.

    FORGIONE   Non  esiste.  Ho  firmato  un  emendamento  con  gli
  onorevoli Sanzeri, Ferro e Liotta.

    SPEZIALE   Non  c'è, comunque il subemendamento  dell'onorevole
  Forgione e Crisafulli che hanno lo stesso significato.
   Su  questo  subemendamento, ho letto sulla stampa,  che  c'è  un
  orientamento da parte di alcune forze, la maggioranza, di  votare
  a favore del subemendamento.
   E'  presente  il  Presidente  della Regione,  c'è  una  proposta
  avanzata dall'onorevole Cracolici di sospendere l'Aula, si era in
  attesa   del  Presidente  della  Regione  e  adesso  è  presente,
  personalmente sono perché immediatamente si sospenda  l'Aula,  si
  convochi  la  Conferenza dei Presidenti dei gruppi  parlamentari,
  che sia velocissima e, sulla base del risultato della Conferenza,
  ci orientiamo.
   Mi  auguro  che  sia velocissima considerato che  Forza  Italia,
  l'UDC e tutti gli altri hanno annunciato che vogliono abrogare la
  norma,  è  sufficiente fare la Conferenza e  assumerein  Aula  un
  orientamento  conseguenziale;  viceversa ci si  rimette  al  voto
  dell'Aula che infine decide.
   Quindi,  per  quanto  mi  riguarda, sono  perché  venga  sospesa
  immediatamente l'Aula e si convochi la Conferenza dei  Presidenti
  dei gruppi parlamentari.

    CUFFARO  Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    Presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, vorrei chiarire le posizioni del Governo, per
  dare  la possibilità poi a quanti vorranno liberamente esprimersi
  di fare le proprie valutazioni.
   Non  ero  presente,  ma  mi  hanno  riferito  che  qualcuno   ha
  annunciato l'uscita dal Governo e il Governo, su questa posizione
  della  legge elettorale, si è sempre tenuto doverosamente  vicino
  al  Parlamento nel senso che non ha mai interferito su quelle che
  sono le scelte del Parlamento, non lo ha fatto nella prima parte,
  cioè quando é stata fatta la legge, si guarderà bene dal farlo in
  questo momento.
   C'é   un   referendum  che  il  Presidente  della   Regione   ha
  puntualmente  indetto  secondo  quanto  stabilito   dalla   legge
  approvata da questo Parlamento sui referendum e si voterà  il  15
  di  maggio,  con  un  quesito  posto ai  siciliani  -  referendum
  propositivo tra l'altro - sulla permanenza o no di questa norma.
   Dopo  di  ciò se il Parlamento, autonomamente, deciderà di  fare
  scelte  diverse, sia ben chiaro, lo fa il Parlamento,  perché  il
  Governo su questa materia non interviene, nel senso che per  quel
  che ci riguarda ci rimetteremo al voto dell'Aula, non c'é un'idea
  del Governo su questa vicenda.
   Ho  ricevuto - questo sì ho il dovere di dirlo nella qualità  di
  Presidente - parecchie delegazioni di tutti i partiti, la maggior
  parte delle quali ha chiesto di abrogare la legge, altre erano  a
  sostegno, per la verità la gran parte ha chiesto di abrogarla. In
  questo  senso  sento il dovere di riferire al  Parlamento,  ma  é
  chiaro che il Governo non prende posizioni su questo.
   Per  cui  se  qualcuno  ritiene che  se  passa  la  legge  debba
  prendere una decisione, casomai sceglie di uscire dal Parlamento,
  non dal Governo, perché il Governo non sta prendendo decisioni.
   Su  questa  vicenda,  lo dico subito con  grande  lealtà  e  con
  grande  franchezza,  non  sono schierato,  né  da  una  parte  né
  dall'altra.
   Ho  il  dovere,  però, di dire, perché questo attiene  alle  mie
  scelte,  che  il  Governo, e soprattutto il  Presidente,  non  ha
  vincoli di maggioranza sullo schieramento del referendum.
   Per  quel  che  mi  riguarda, annuncio, e lo  faccio  in  questo
  Parlamento, che se si dovesse fare il referendum, sono tra quelli
  che voterà per abrogare la legge, perché sono convinto che più la
  gente partecipa meglio sarà.
   Non  starò lì a difendere questa legge che non é quella  che  il
  Governo aveva voluto e non é quella voluta dal Parlamento  perché
  é stata stravolta.
   Non  sono per proporre abrogazioni, il Parlamento decida, io  mi
  asterrò,  lo dico sin da adesso, e lascerò libero il  Governo  di
  votare come ritiene.
   Però  é  chiaro  che  se si fa il referendum e  considerato  che
  questo attiene alla libertà di coscienza di ognuno, a quello  che
  pensa, annuncio già qual'é la mia posizione.
   Credo  di  averlo  fatto  elegantemente  in  questi  giorni,  lo
  ribadisco  qui  politicamente  poiché  nessuno  pensi  di  potere
  trasformare  quelli che sono i referendum con  la  partecipazione
  del  popolo, ed é giusto che ci siano, in referendum che  abbiano
  altre sottintese scelte, perché questo non lo consentiremo.
   Quindi, se si vota in Aula mi astengo e lascio libertà di  voto;
  se  però  ci sarà il referendum, dico sin da adesso che sarò  tra
  quelli  che si schiereranno perché la legge venga abrogata  e  si
  torni in Aula a farne un'altra. Grazie.

    PRESIDENTE   Grazie,  onorevole Presidente  della  Regione.  Mi
  sembra  che  l'opinione prevalente sia quella  di  sospendere  la
  seduta  per consentire di svolgere una brevissima Conferenza  dei
  Presidenti dei gruppi parlamentari.
   Pertanto,  sospendo  la  seduta  e  convoco  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

       (La seduta, sospesa alle ore 11.55, è ripresa alle ore
                               13.20).

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  in relazione alle  riunioni  politiche  in
  corso,  sospendo nuovamente la seduta, avvertendo che  riprenderà
  alle ore 16.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.22, è ripresa alle ore 16.43)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   preciso   che   tutte   le
  disposizioni  concernenti  la  materia  elettorale,  incluso   il
  referendum,  vengono stralciate dal disegno di  legge  n.  151  -
  Norme stralciate /A, unitamente all'articolo 10.

   Le  predette  disposizioni saranno inserite in un nuovo  disegno
  di  legge n. 151 - Norme stralciate bis, che verrà esaminato  nel
  corso della presente seduta.
   Si  riprende  l'esame degli emendamenti A 1 ed A 5,  e  relativi
  subemendamenti.
   Ricordo che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal  Governo:  A1R; A5; subemendamento A5.1 all'emendamento  A5;
  subemendamenti A1R.3,  A1R.5, A1R.6, A1R.7, A1R.8 all'emendamento
  A1R;

   dagli    onorevoli    Speziale,   Forgione,   Liotta,    Ortisi:
  subemendamento  A1R.2, interamente soppressivo dell'  emendamento
  A1R;

   dall'onorevole  Speziale: subemendamento  A1R.1  all'emendamento
  A1R;

   dall'onorevole  Antinoro: subemendamento  A1R4,  all'emendamento
  A1R;

   Preciso,  inoltre, che l'emendamento A1R del Governo sostituisce
  interamente  i  precedenti emendamenti del  Governo  A1,  A1.1  e
  A1.1.1, che pertanto si intendono ritirati.

   L'Assemblea ne prende atto.

    FORGIONE  Signor Presidente, data la delicatezza della  materia
  trattata, sarebbe necessaria la presenza del Governo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vista l'assenza  del  Governo,
  sospendo la seduta per qualche minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore 17.06)

   La seduta è ripresa.

   Si   passa  all'emendamento  A1R.2   degli  onorevoli  Speziale,
  Forgione, Liotta e Ortisi.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il Territorio e l'Ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento A1R1 dell'onorevole Speziale. Lo pongo
  in votazione.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il Territorio e l'Ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento A1R, del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1R.3,  del  Governo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  poichè  l'emendamento  A1R.3   è
  un'ulteriore  novità  che  il Governo propone  all'Aula,  sarebbe
  opportuno  che  lo  stesso  Governo  spiegasse  la  necessità   e
  l'urgenza di tale emendamento.

    PRESIDENTE   Onorevole Acierno, le informazioni che  provengono
  dai  nostri  uffici attribuiscono a questo emendamento l'esigenza
  di  stanziare un'ulteriore cifra di 50.000 euro, prelevata  dallo
  stesso  fondo  dell'Assessorato, per effettuare le  missioni  del
  personale per competenze dell'Ufficio di Gabinetto.
    Pongo  in  votazione  l'emendamento  A1R.3.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1R.4, dell'onorevole Antinoro.

    ACIERNO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  con  tutto  il
  rispetto  per l'associazione citata in questo emendamento,  credo
  che  con  questo  emendamento si stia snaturando il  senso  della
  legge   che  è  stata  presentata  in  Parlamento,  discussa   in
  Commissione  Bilancio .
   Se  la Presidenza continua a dichiarare ammissibili questo  tipo
  di  emendamenti il tema che si pone è che bisogna non  rispettare
  le  regole  in  questo Parlamento? Se c'è una   legge  di  misure
  urgenti  per la finanza della Regione che poi diventano,  invece,
  centri di spesa, leggi no omnibus, perché ormai facciamo norme di
  15  mila euro, cioè quello che normalmente si fa come solidarietà
  personale  nell'arco di un anno diventa una norma  di  legge.  Il
  tema  non  è chi presenta l'iniziativa, ma chi la porta  al  voto
  dell'Aula.
   Signor  Presidente,  la  invito a  rivedere  la  valutazione  di
  questi emendamenti perché di urgente per l'economia siciliana  in
  questo tipo di emendamenti non c'è nulla.
     Sarebbe  ora  che  questo  Parlamento  facesse  un  minimo  di
  autocritica  e  qualche  passo indietro rispetto  ad  una  prassi
  consolidata che vede in ogni spiraglio legislativo di  quest'Aula
  il   tentativo  e  spesso,  purtroppo,  anche  il  raggiungimento
  dell'obiettivo di fare  norme per 15 mila euro

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento A1R.4.  Il  parere
  del Governo?

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.  Il  Governo
  si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della  Commissione?

    SAVONA    Vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   La
  Commissione  si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi,

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1R.5, del Governo. Lo pongo in
  votazione. Il parere della  Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1R.6, del Governo.  Lo pongo in
  votazione. Il parere della  Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1R.7, del Governo.

                       Sull'ordine dei  lavori

     ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  perché  l'Aula
  è  stata  sospesa   alle ore 13.15 a seguito di una  proposta  di
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che  non  si  è
  mai tenuta?
   Non   ho   compreso   perché  sia  stata  sospesa   l'Aula,   ma
  soprattutto,  signor  Presidente, mi  rivolgo  a  lei  perché  la
  penultima  seduta della settimana scorsa  si chiuse  con  un  suo
  impegno, che fu una minaccia all'Aula, che si sarebbe riaperta la
  discussione  sulla legge che stiamo discutendo  senza  che  fosse
  possibile  ad  alcuno  -  lei disse  compreso  il  Governo  -  di
  introdurre    ulteriori   emendamenti   o   subemendamenti    che
  snaturassero  quella che già era una legge senza  capo  né  coda,
  senza  indirizzo, perché non era neanche agganciata, come a volte
  avveniva nel passato, ad una legge locomotiva. Lei mi fece  anche
  la  battuta,  ricordo,  questa  locomotiva  che  passa  all'altra
  locomotiva forse è più veloce.
   Non  capisco perché lei abbia sospeso l'Aula alle 13.15  su  una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che  non  si  è
  tenuta  e  perché  sta  consentendo che si  presentino  ulteriori
  emendamenti  pirata in un'Aula che ha apprezzato la sua  promessa
  che ciò non sarebbe accaduto.

    PRESIDENTE     Onorevole   Ortisi,   in   effetti    tutti    i
  subemendamenti che abbiamo discusso adesso  sono manovre  interne
  ai  capitoli  degli  stessi assessorati,  cioè   non  determinano
  maggiorazione  di  spesa,  ma sono operazioni  di  compensazione.
  Peraltro,  come lei potrà vedere verificandoli, sono  di  importi
  estremamente esigui.

     FORGIONE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  me  pare
  che  stiamo  procedendo  in   modo confuso,  ovviamente  non  per
  volontà  della  Presidenza,  ma  perché  confusa  è  la  gestione
  politica di questi lavori.
   L'onorevole  Ortisi ha posto una questione, a mio  avviso  anche
  pregiudiziale, anche per la serietà e il rigore del  nostro  modo
  di procedere.
   Lei  ricorderà che la seduta è stata sospesa la scorsa settimana
  proprio  sulla base di un dibattito che si sviluppò a partire  da
  una  critica  al metodo delle leggi omnibus, degli  interventi  a
  pioggia,  dell'assalto  alla  diligenza  che  con  una  serie  di
  emendamenti d'Aula si stavano sviluppando proprio nel  corso  dei
  lavori dell'ultima seduta. E proprio lei, dopo un intervento  tra
  l'altro  accalorato e un confronto tra me e lei,  poi disse   non
  sono ammessi nuovi emendamenti . Il fatto che gli emendamenti qui
  proposti  intervengano  all'interno  di  capitoli  degli   stessi
  Assessorati  non  vuol  dire  niente, Signor  Presidente,  perché
  quando si vedono emendamenti di 15.000 euro, di 20.000 euro siamo
  alle prebende, siamo alle regalie preelettorali
   A   me   poco  importa  che  questa  metodologia  riguardi   una
  ridistribuzione interna allo stesso Assessorato se mi  trovo  con
  un  emendamento in quest'Aula, 15.000 euro a questa  associazione
  piuttosto  che  a  quell'altra. Il  punto  è  che  o  abbiamo  un
  comportamento rigoroso anche rispetto alle decisioni assunte  dal
  Parlamento  -  e  lei  ha  detto  che  non  sono  ammessi   nuovi
  emendamenti  né  del  Governo né dall'Aula -   oppure  non  siamo
  credibili.
     Quanto poi, Signor Presidente, alla sospensione dei lavori  di
  stamattina  ci  siamo lasciati con una decisione che  ci  sarebbe
  stata  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  per
  decidere  come  procedere. E' vero che  ci  sono  stati  problemi
  interni  alla maggioranza, al centrodestra (non vedo qui Alleanza
  nazionale  che, probabilmente, ha qualche motivo di  sofferenza),
  però  è anche vero che noi abbiamo ripreso i lavori di quest'Aula
  senza che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si
  sia  riunita.
   Noi  possiamo  condividere o meno la comunicazione  che  lei  ha
  fatto,  Signor  Presidente, però è anche vero che  rispetto  alla
  decisione di stamattina di convocare la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari   lei  ci ha  semplicemente  comunicato
  quello  che  la  Presidenza  dell'Assemblea  ha  deciso   con   i
  Capigruppo del centrodestra, e  ancora, per fortuna, i Capigruppo
  del centrodestra non sono rappresentativi di tutto il Parlamento.
  E,   comunque,  la  Presidenza  dell'Assemblea  per  decidere  la
  prosecuzione  dei  lavori  del  Parlamento  non  può   consultare
  soltanto   i  Capigruppo  della  maggioranza  finché  ancora   la
  democrazia  esiste  e  il  rispetto delle  istituzioni  esistono,
  perché  sul  percorso  dei  lavori  di  quest'Aula  noi  potremmo
  avanzare proposte rassicuranti per la stessa Aula.
     Per  esempio, non capisco perché prima dobbiamo  approvare  le
  norme  in  materia finanziaria, per di più  ci state costringendo
  ad  una  forzatura rispetto alle decisioni assunte  nella  scorsa
  seduta,  e  poi  andare  all'approvazione  dello  stralcio.   Per
  esempio,  per rasserenare i lavori d'Aula se si vuole  stralciare
  la  norma elettorale, ad un certo punto si può intervenire  sulla
  materia  elettorale, assumere le decisioni da assumere in materia
  elettorale e poi sbloccare con maggiore serenità il percorso  dei
  lavori  che riguardano le norme finanziarie, senza alcuno scambio
  tra le norme elettorali e la zozzeria la quale siamo costretti ad
  assumere  che  riguarda questo intervento  a  pioggia  di  dieci,
  quindici mila euro cioé di interventi palesemente clientelari,  a
  questa  o a quell'altra associazione collegata a questo o a  quel
  partito o a questo o a quel deputato e poco importa - l'ho  detto
  nella passata seduta - se il deputato di riferimento di questa  o
  quella  associazione  é  un  cliente  del  centrodestra   o   del
  centrosinistra.  Emendamenti fotocopia e clientelari io non ne ho
  e questo lo posso dire con la massima serenità.
      Se,  quindi,  signor  Presidente,  ci  avesse  consentito  di
  discutere in una Conferenza dei Capigruppo che è stata stamattina
  qui  da  lei  annunciata e mai convocata,  forse  avremmo  deciso
  assieme e meglio il percorso da seguire.
   Formalmente  le  chiedo, e lo chiedo agli altri Capigruppo,  una
  sospensione della Seduta per riunire la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, che é stata annunciata e non si  è  mai
  tenuta,  per  rispetto del Parlamento e delle decisioni  che  lei
  stesso, nella qualità di Presidente, ha comunicato;  a meno  che,
  lei dice, che ciò che ci ha comunicato stamattina non vale.

    RAITI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    potrei
  brevemente  riallacciarmi con molta facilità ai ragionamenti  che
  sono stati fatti prima.
     Noi,  certamente,  non  possiamo consentire  questa  sera,  in
  quest'Aula,  la trasformazione di questo disegno di legge  in  un
  vagone  sul quale c'è tutto e il contrario di tutto. E' vero  che
  in  quest'Aula siamo stati abituati, nel corso di questi anni, ad
  assistere ad operazioni di questo genere, però é anche  vero  che
  un minimo di rispetto delle regole che ci siamo dati nelle scorse
  sedute ci deve essere.
     Le questioni che mi preme sottolineare sono due. Innanzitutto,
  anche  se  è  vero  che le modifiche spesso proposte  con  questi
  emendamenti, siamo solo all'inizio, perché nel corso della seduta
  ci  saranno, probabilmente, ulteriori emendamenti per poi, forse,
  arrivare  ad  un   maxiemendamento. E'  bene,  quindi,  porre  la
  questione all'inizio per evitare poi di trovarci tutti quanti  di
  fronte ad una situazione che degenererà ancora di più.
   E'  vero  che  questi  emendamenti,  dicevo,  riguardano  spesso
  assestamenti   all'interno  delle  U.P.B.  di   ciascun   singolo
  Assessorato,  però  non possiamo non dimenticare  che  le  U.P.B.
  ricomprendono tutto quello che una volta era diviso in Capitoli e
  dentro  ci  sono spesso parecchie poste in gioco e lo spostamento
  da  una  all'altra posta in gioco significa fare scelte politiche
  ben precise che non sono esclusivamente tecniche.
      Mi  chiedo,  allora,  come  sia  possibile  oggi  andare   ad
  affrontare  queste  tematiche in maniera così leggera  quando  la
  Commissione  Bilancio , che è competente in materia e che  ha  il
  diritto  di esaminare per quali motivi vi sono questi spostamenti
  e  quali sono le politiche che si vogliono privilegiare,  non sia
  stata chiamata e non é chiamata a fare un esame preventivo,  così
  come  prevede  il Regolamento. Questo già vizierebbe,  di  fatto,
  qualsiasi  votazione o qualsiasi scelta che noi andremmo  a  fare
  sugli  emendamenti  presentati, senza  poi  dire  che,  nel  caso
  specifico,  ci sono emendamenti che aumentano la posta  in  gioco
  relativa alle spese degli Uffici di Gabinetto.
      Noi  sappiamo,  già,  che  gli  Uffici  di  Gabinetto   degli
  Assessorati comportano delle notevoli spese spesso ingiustificate
  e che, a volte, sotto campagna elettorale  potrebbe interpretarsi
  - non è detto che sia così  -  che queste spese siano indirizzate
  solo  ed  esclusivamente  a  fini elettorali  per  permettere  al
  personale  di muoversi in maniera illegittima rispetto alle  cose
  che  si  dovrebbero  fare.  Soltanto questo dovrebbe  indurre  la
  Presidenza  e tutta l'Assemblea a prenderne atto e a  non  votare
  gli  emendamenti  se  prima non vi è una deliberazione  specifica
  della  Commissione   Bilancio   e,    quindi,  si  presentino  in
  Commissione  Bilancio  per l'esame, dopo arriveranno in Aula e li
  valuteremo   attentamente   con   la   procedura   prevista   dal
  Regolamento.
     E'  questa,  dunque,   la proposta che  avanzo  rispetto  agli
  emendamenti riguardanti le modifiche delle U.P.B.
   Per  quanto riguarda  l'altro aspetto, è meglio specificare qual
  è   la   posizione   che  in  qualche  modo  è   stata   espressa
  dall'onorevole  Forgione.  Sarebbe opportuno   -   visto  che  la
  materia  elettorale  è  stata  già stamattina  oggetto  di  molta
  attenzione  e  crea  non  poco  preoccupazioni,  fibrillazioni  e
  comunque è un nodo politico importante per andare avanti  in  una
  direzione o in un'altra -  bloccare i percorsi  della materia  di
  assestamento  finanziario e di bilancio e passare  immediatamente
  all'esame  di  questo  disegno  di  legge-stralcio  che  dovrebbe
  comprendere la materia elettorale e non solo.
   Questo   servirebbe  a  tranquillizzare  le   forze   politiche,
  servirebbe  a  sciogliere  il nodo più  importante  di  tutta  la
  questione che oggi è sottoposta alla nostra attenzione e  darebbe
  in  ogni caso, anche se fosse accettata la proposta che ho  fatto
  in  prima  battuta, alla Commissione  Bilancio  - se  il  Governo
  volesse  depositare  tutti  gli emendamenti  che  riguardano  gli
  assestamenti  interni - il tempo necessario per esaminarli  anche
  in  separata sede, in maniera appropriata.  Darebbe, quindi, loro
  non  solo  la  possibilità di esaminarli, ma  sarebbe  anche  uno
  strumento   per   l'Aula.  Infatti,   dopo  che  la   Commissione
   Bilancio   avrà  esaminato gli emendamenti potrebbe  illustrarli
  all'Aula così da   mettere ciascun deputato  nelle condizioni  di
  capire  che  cosa si vota, anche all'interno delle U.P.B.  e  dei
  singoli  Assessorati, e di votare con scienza  e  coscienza  come
  almeno sarebbe richiesto non solo dalle condizioni regolamentari,
  ma da un minimo di etica della responsabilità che ciascuno di noi
  ogni  volta  che vota si deve assumere nelle migliori  condizioni
  possibili.
   Quindi,  sono queste le mie due proposte che sottopongo  a  lei,
  signor   Presidente,  e  all'Aula.  Diamo  la  possibilità   alla
  Commissione   Bilancio   di  esaminare  tutte  le  variazioni  di
  Bilancio e poi esprimersi integralmente in maniera tale  che  noi
  siamo nelle condizioni di farlo; esaminiamo subito l'articolo  10
  con  tutto  quello  che riguarda le norme ad esso  collegate  nel
  disegno  di  legge stralcio così elimineremo il nodo fondamentale
  del ragionamento di oggi.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, confermo che la  decisione  di
  scorporare  la materia elettorale è una decisione che  ha  natura
  esclusivamente  tecnica.  Tuttavia, mi  sembra  che  la  proposta
  formulata da alcuni Capigruppo e da alcuni deputati relativamente
  alla   opportunità  di  tenere  una  brevissima  Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, mi sembra estremamente  seria
  e  da prendere in considerazione.
   Pertanto,  non   sorgendo osservazioni, sospendo la  seduta  per
  consentire la riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.30, è ripresa alle ore 20.00)

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  per consentire ai Gruppi  parlamentari  di
  approfondire  le  questioni che sono state oggetto  di  dibattito
  nella  seduta di oggi, la Presidenza ha sentito i Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari di tutti i partiti presenti in Assemblea e si
  è  convenuto, unanimemente, di rinviare la seduta a mercoledì, 27
  aprile 2005, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - COMUNICAZIONI.
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 424  -    Interventi   a   livello   centrale     per
                 assicurare  un'adeguata  dotazione  organica  di
                 personale  rispondente alle  effettive  esigenze
                 della scuola siciliana.

                           MORINELLO - FERRO - MICCICHE' -  RAITI
         N. 425 -  Iniziative per una rapida riforma del  settore
                 turistico   ed   adozione   di   una    politica
                 promozionale  volta  alla  valorizzazione  delle
                 risorse presenti nel territorio.

                               BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI -
                                                   TUMINO ZANGARA

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)    Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
             dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciate/A)
             (Seguito)
         2)    Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
  finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
  867/A)  (Seguito)

       IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

       V   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
         N. 291 -        Valutazione   dell'operato   dell'Ambito
                   territoriale      ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio     idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo     e
                   provvedimenti consequenziali.

                  GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -     Affidamento del  Servizio idrico integrato
                   nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                   ORLANDO-CRACOLICI-FERRO-FORGIONE-GIANNOPOLO

       VI   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA.

       VII   -  ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI.

                  La seduta è tolta alle ore 20.02.

                  Licenziato dall'Ufficio Resoconti
                Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  -  CATANIA G.- MAURICI.- «Al Presidente della Regione  e
  all'Assessore alla Presidenza, premesso che:

   la  filiale  di Palermo dell'Agenzia del Demanio ha  reso  noto,
  con avviso di vendita del 4 settembre 2002 prot. 11863, che il 10
  ottobre  2002  procederà, in nome e per conto dello  Stato,  alla
  vendita  a trattativa privata di immobili a destinazione di  tipo
  abitativo, siti nei comuni di Palermo e Prizzi;

   ai  sensi  degli  artt.  32  e 33 dello  Statuto  della  Regione
  siciliana,  sono  assegnati alla Regione e costituiscono  il  suo
  patrimonio i beni dello Stato oggi esistenti nel territorio della
  Regione,  ad eccezione di quelli che interessano la difesa  dello
  Stato o servizi di carattere nazionale;

   ai  sensi  dell'art. 34 dello Statuto, i beni  immobili  che  si
  trovano  nella  Regione  e che non sono in  proprietà  di  alcuno
  spettano al patrimonio della Regione;

   l'Agenzia  del  Demanio  non è legittimata  all'alienazione,  in
  nome  e  per conto dello Stato, dei suddetti beni per carenza  di
  potere;

   per  sapere  quali  provvedimenti urgenti si intendano  assumere
  per  evitare che l'iniziativa dell'Agenzia del Demanio  leda  gli
  interessi  patrimoniali della Regione, con grave nocumento  degli
  stessi.» (818)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  818,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  problematica oggetto dell'interrogazione (vendita  da  parte
  dell'Agenzia del Demanio di immobili ubicati nel territorio della
  Regione  siciliana in nome e per conto dello Stato)  è  stata  da
  tempo  oggetto di trattazione da parte di questa Amministrazione,
  nell'ambito  della attuazione del trasferimento  dei  beni  dallo
  Stato  alla  Regione  siciliana, di cui si vanno  di  seguito  ad
  indicare i passaggi più significativi.
   Si  premette  anzitutto che l'assegnazione,  all'Amministrazione
  regionale, dei beni immobili dello Stato esistenti nel territorio
  regionale,  è stata prevista ai sensi degli artt. 32 e  33  dello
  Statuto  della  regione siciliana e relative norme di  attuazione
  contenute nel DPR 1825/61, mediante l'individuazione in  appositi
  elenchi   da   approvarsi  con  decreti  del   Presidente   della
  Repubblica.
   Con  DPR 467/1967 è stata trasferita alla Regione siciliana  una
  parte  dei  beni  appartenenti  al patrimonio  disponibile  dello
  Stato.
   Poiché   tale   provvedimento  conteneva  una  elencazione   non
  esauriente dei beni da trasferire si è ripetutamente interessato,
  dal  1968  ad  oggi,  il  Ministero delle finanze  ed  in  ultimo
  l'Agenzia del Demanio - Direzione centrale di Roma per addivenire
  alla compiuta e definitiva individuazione dei beni in questione e
  al relativo trasferimento.
   Detta  tematica  è  stata  altresì  trattata  dalla  Commissione
  paritetica  per  la  specifica competenza  nell'attuazione  della
  normativa statutaria ex art. 43 dello Statuto.
   La  Commissione  al  riguardo  ha  riprodotto  nello  schema  il
  sistema  dinamico  di acquisizione dei beni, già  introdotto  con
  l'art.  2  del DPR 684/77 per il demanio marittimo,  mediante  il
  quale  la  Regione  acquisisce  i  beni  statali  esistenti   nel
  territorio siciliano anche dopo l'entrata in vigore dello Statuto
  siciliano.
   Anche  la  legge nazionale n. 622/1996 - art. 3, comma  114,  ha
  confermato il trasferimento ope legis dei beni in esame.
   Anche  per  ciò  che  concerne i beni  appartenenti  al  demanio
  militare, è stata interessata la Commissione paritetica  affinché
  la  problematica  in  tutti  i suoi  aspetti  trovi  la  relativa
  definizione.
   Peraltro,  nell'ambito della convenzione che è  stata  stipulata
  in  data  31  maggio  2002 con l'Agenzia del  Demanio  (istituita
  giusto  DL  n.  300/99),  è  stato anche  espressamente  previsto
  all'art. 2, l'impegno da parte della stessa Agenzia di continuare
  a  curare  l'attività di trasferimento dei beni dallo Stato  alla
  Regione.
   Poiché  nel  frattempo l'Agenzia del Demanio-Direzione  generale
  di Roma, ai sensi della legge n. 410/2001, all'art. 1 del decreto
  del  19  luglio 2002 ha elencato i beni iscritti in proprietà  in
  capo  allo  Stato, questa Amministrazione, ritenuta lesiva  detta
  attribuzione, ha opposto ricorso amministrativo.
   Stante il palese conflitto di provvedimenti adottati ad oggi  da
  parte  dello  Stato, nella materia in argomento, con  il  dettato
  statutario   e  le  disposizioni  di  attuazione  dello   stesso,
  l'Ufficio  legislativo  e  legale è stato  incaricato  da  questa
  Amministrazione di promuovere le ulteriori azioni a tutela  della
  Regione   nelle   opportune   sedi   sollevando,   ricorrendo   i
  presupposti,  conflitto  di  costituzionalità  avanti  la   Corte
  Costituzionale.
   Tale  determinazione  è  stata poi conclamata,  giusta  delibera
  della Giunta regionale n. 301 del 27 settembre 2002.
   Pertanto  è stato proposto ricorso per conflitto di attribuzione
  innanzi  alla Corte Costituzionale avverso il decreto  19  luglio
  2002  dell'Agenzia del Demanio concernente  l'individuazione  dei
  beni immobili di proprietà dello Stato appartenenti al patrimonio
  indisponibile  e  disponibile, predisposti ai sensi  dell'art.  1
  comma  1 della legge n. 410/2001  quale ultimo atto lesivo  delle
  attribuzioni della Regione siciliana previste dall'art. 33  dello
  Statuto  e  delle  relative  norme di attuazione  in  materia  di
  demanio e patrimonio ex DPR 1825/61, nonché per la violazione del
  principio  costituzionale  di leale collaborazione  fra  Stato  e
  Regione  sotto  il profilo della mancata intesa  con  la  Regione
  siciliana.
   Fermo   restando  il  ricorso  amministrativo  opposto   ed   il
  conflitto   di   attribuzione   sollevato   presso    la    Corte
  Costituzionale,  la  Presidenza  della  Regione-Dipartimento  del
  Personale e dei servizi generali ha posto in essere numerosi atti
  e  solleciti nei confronti dell'Amministrazione statale e tra gli
  atti si segnala anche la nota n. 8909 del 13 dicembre 2002 con la
  quale  è  stata interessata la Commissione paritetica  in  ordine
  alla   incompletezza  della  ricognizione  anche  degli  immobili
  interessati  dal  trasferimento  comprendenti  anche  quelli  del
  demanio militare.
   Peraltro,   a  fortiori,  l'Ufficio  legislativo  e  legale   ha
  riconosciuto  la  legittimazione  dell'Amministrazione  regionale
  all'acquisizione del patrimonio immobiliare in forma  dinamica  e
  cioè  considerando  la totalità degli immobili,  fatta  eccezione
  solo per i beni necessari alla difesa dello Stato o per i servizi
  di  carattere  nazionale,  evidenziando la  necessità,  pertanto,
  della  stesura  di un nuovo atto ricognitorio del  patrimonio  da
  trasferire.
   In  tale  ottica la Presidenza della Regione - Dipartimento  del
  Personale   e   dei   Servizi  generali   sta   procedendo   alla
  predisposizione  dei nuovi elenchi, che verranno sottoposti  alla
  Amministrazione statale, in relazione alla prevista intesa di cui
  all'art. 5 del DPR 1825/61.»

                                                 L'Assessore CIMINO

   FLERES  -  CATANIA G.- MAURICI. - «All'Assessore  per  gli  enti
  locali, all'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore  alla
  Presidenza, premesso che:

   la  piscina  sita in Trepunti (frazione di Giarre) non  è  stata
  mai  completata,  nonostante il progetto  di  esecuzione  risalga
  addirittura al 1985;

   ormai  della  struttura  originariamente costruita  rimane  solo
  l'ossatura di cemento armato;

   l'impianto  sportivo era stato completato in buona  parte  delle
  sue infrastrutture interne ed esterne;

   nonostante gli ingenti capitali pubblici investiti la  struttura
  è attualmente abbandonata, incompleta e, quindi, inutilizzabile;

   la   piscina,  se  completata,  rappresenterebbe  un  punto   di
  riferimento per tutto il comprensorio, consentendo la pratica  di
  uno sport spesso inaccessibile alle classi sociali meno agiate;

   è  possibile  attivare forme di concessione d'uso a  privati  in
  grado di completare e gestire l'opera;

   per  sapere  quali provvedimenti si intendano  porre  in  essere
  affinché la piscina sita nel comune di Giarre venga completata ed
  affidata in gestione per il suo uso corrente.» (1078)

   Risposta.  «Con riferimento ala interrogazione numero  1078,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'Amministrazione  comunale di Giarre venne a sollecitare  negli
  anni  80  la  costruzione, su area appartenente a terzi,  di  una
  struttura  da  utilizzare quale piscina coperta provvedendo  alla
  gestione dell'impianto con i fondi di cui alla l.r. n. 1/1979.
   Il  progetto  venne  redatto dagli architetti Patanè  Salvatore,
  Nicolò  Castorina  e  ingegnere Giovanni Pennini,  per  l'importo
  complessivo   di   vecchie   lire  4.995.000.000   e   finanziato
  dall'Amministrazione  regionale  con  D.A.  n.  4488/85  del   22
  dicembre 1985, registrato alla Corte dei Conti il 18 aprile 1986,
  reg. n. 2 fg. 234.
   I  lavori,  affidati all'impresa ONDACLEAR SpA di Roma,  vennero
  consegnati il 28 ottobre 1989 con verbale di pari data  e  quindi
  l'ultimazione rimase fissata per il giorno 28 aprile 1992.
   Per    decisione   unilaterale   dell'Impresa,   poi,   peraltro
  dichiarata  fallita, i lavori vennero interrotti il  12  novembre
  1992.
   In  seguito, le opere - realizzate dall'ONDACLEAR SpA -  vennero
  consegnate al Comune di Giarre.
   Con  D.A.  n.  5805  del 27 novembre 1997 venne  autorizzata  la
  prosecuzione dei lavori di costruzione della piscina  coperta  di
  Giarre,  affidando  la redazione di apposita perizia  all'Ufficio
  del  genio Civile di Catania, con l'utilizzo della somma  residua
  pari a vecchie lire 1.727.084.044, che con relazione n. 10367 del
  13  aprile  2000  espresse parere favorevole all'approvazione  in
  linea  tecnica  dei  lavori  di conservazione  strutturale  e  di
  completamento parziale della piscina di che trattasi.
   Nel  frattempo,  a  seguito di segnalazione dell'Amministrazione
  comunale   sulla   possibilità  di  pericolo  per   la   pubblica
  incolumità,  a  causa delle eccezionali condizioni  atmosferiche,
  con  D.A. n. 1126 del 19 marzo 1998, venne approvata e finanziata
  la  perizia  di  spesa dei lavori urgenti per la  copertura  dell
  piscina per l'importo di vecchie lire 157.640.457.
   Con  istanza  prot.  n. 5166 del 27 novembre 2000  e  successiva
  prot. 456 del 22 febbraio 2001, la Provincia regionale di Catania
  ha  richiesto  l'utilizzo  in  comodato  d'uso  della  costruendo
  piscina  di  Giarre  al fine di completarla  a  proprie  spese  e
  renderla   fruibile,  data  la  rilevante   valenza   di   natura
  extracomunale rivestita dalla medesima.
   Con  nota  prot.  4067 dell'1 giugno 2001, il  Dipartimento  del
  personale  e  dei  servizi  generali  rappresenta  alla  predetta
  Provincia la possibilità di procedere alla concessione  del  bene
  ai  sensi della legge n. 390/86 e DPR n. 41 dell'8 gennaio  2001,
  con l'applicazione di un canone ricognitorio nella misura ridotta
  al  10%  di  quello determinato dall'UTE sulla  base  dei  valori
  locativi in comune commercio.
   Con  successive  note,  la  Provincia regionale  di  Catania  ha
  ulteriormente evidenziato le finalità sociali da perseguire e  le
  ingenti  risorse economiche da investire per completare  l'opera,
  ribadendo   la  necessità  dell'affidamento  in  comodato   d'uso
  gratuito o cessione.
   Nel  frattempo  erano pervenute per il medesimo bene,  richiesta
  di  affidamento  a  firma di imprenditori garresi,  operanti  nel
  settore   edile,   sportivo  ed  assicurativo,  che   manifestano
  l'intendimento  di completare la struttura e di  provvedere  alla
  gestione del bene.
   Infine,  anche  il  comune  di  Giarre  manifestava  l'interesse
  all'affidamento della piscina, al fine di poter attivare tutte le
  procedure possibili per il finanziamento del completamento  della
  stessa.
   Tenuto  che le procedure di affidamento, questa Presidenza,  per
  un   principio  di  carattere  generale  basato  su  criteri   di
  convenienza   economica  privilegia  l'utilizzo  del   patrimonio
  regionale ai fini istituzionali e rende remunerativi i  beni  che
  di  converso  non  risultano idonei a soddisfare usi  governativi
  mediante  la  stipula  di  appositi atti negoziali  con  soggetti
  preliminarmente individuati nel seguente ordine: enti pubblici  o
  privati,  ci  si è determinati, nelle more del relativo  atto  di
  concessione  che  sarà predisposto dall'Agenzia del  demanio,  ad
  affidare l'opera in questione alla Provincia regionale di Catania
  in  data  27  dicembre  2004, stante al  rilevanza  sovracomunale
  rivestita dal plesso patrimoniale in oggetto indicato.»

                                                 L'Assessore CIMINO

   VIRZI'.-  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  alla
  Presidenza,   premesso  che  nell'aprile  2001  il   Dipartimento
  regionale del personale, con nota a firma del Dirigente  generale
  responsabile  del  Dipartimento  negò  ad  un  centinaio  di   ex
  dipendenti  della  Regione  la rideterminazione  del  trattamento
  retributivo  e  di quiescenza agli stessi dovuto,  in  quanto  il
  sistema  retributivo  non  era  più  fondato  sulla  progressione
  economica  ma  sulla retribuzione individuale  di  anzianità,  in
  forza della legge regionale n. 11 del 1988;

   atteso che:

   di  fatto è stata rigettata l'istanza dei ricorrenti diretta  ad
  ottenere   il   riconoscimento  del  diritto  al  calcolo   degli
  incrementi stipendiali di cui all'art. 5 della legge regionale n.
  19  del  1991  ed  all'art. 8 del Decreto  del  Presidente  della
  Regione del 30/01/93, negli aumenti periodici;

   è  stato,  quindi  negato il diritto ad  aver  rideterminato  il
  trattamento retributivo e di quiescenza, con relative  differenze
  economiche ed interessi;

   considerato che:

   il sistema della progressione economica è stato abrogato solo  a
  decorrere dall'1/7/88 e che la legge regionale n. 41 del  1985  è
  stata abrogata a decorrere dall'1/7/90;

   pertanto   appare   evidente  che  gli  aumenti   invocati   dai
  ricorrenti, in quanto facenti parte della retribuzione e relativi
  al  periodo 1988-90 si riferiscono ad un regime di piena  vigenza
  delle tabelle allegate alla legge regionale 41 del 1985;

   valutato che:

   l'incremento   della   'retribuzione  di  anzianità'   è   stato
  determinato  con riguardo al valore delle classi e degli  aumenti
  periodici, in conformità alla legge regionale 29/10/85  n.  41  e
  che,  in ogni caso, la prima trance di aumenti riguarda il  1988,
  anno in cui vigeva ancora la progressione economica;

   non  esiste alcuna disposizione nominativa che escluda i  citati
  incrementi dal calcolo degli aumenti periodici;

   per  sapere  se il Governo della Regione, in linea peraltro  con
  una  serie di provvedimenti della giustizia amministrativa (CGA),
  non   ritenga,  nell'ambito  dei  propri  specifici  poteri,   di
  intervenire  per restituire un'opportunità di giustizia  a  tanti
  propri  ex  -  dipendenti nel nome e nel segno del principio  del
  buon andamento dell'attività amministrativa.» (1199)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1199,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'interrogazione dell'onorevole Virzì è volta a  conoscere  come
  mai a taluni pensionati regionali non sia mai stato rideterminato
  il trattamento di quiescenza in base al ricalcalo degli scatti  e
  degli aumenti periodici in conseguenza degli aumenti recati dalla
  l.r. 19/1991 e dell'articolo 8 del D.P.Reg. del 30 gennaio 1993.
   Nella  fattispecie,  per  questa  Amministrazione  non  può  che
  restare, per uniformità di indirizzo vincolata alla circolare  n.
  10783  del  17  aprile  2002, il cui  contenuto  si  intende  qui
  integralmente riproposto e che fa espresso divieto di  aderire  a
  siffatte richieste.
   La  circolare  in questione consegue ad un preciso  orientamento
  della Corte dei Conti - cfr. sentenza n. 119/99/P - che più volte
  ha  stabilito non doversi operare alcuna attribuzione concernente
  il  ricalcalo degli scatti e degli aumenti periodici in quanto vi
  è  nella  legge  n. 11/1985 - artt. 3 e 5 - alcuna previsione  in
  merito.
   Nello specifico, in termini di diritto, la sentenza citata  così
  scaturisce:  l'abrogazione del sistema di progressione per classi
  e  aumenti periodici rende inapplicabile ai ricorrenti,  ai  fini
  della riliquidazione dei rispettivi trattamenti di quiescenza, il
  calcolo  degli  aumenti  periodici sugli  incrementi  stipendiali
  previsti dall'art. 5, primo comma, della l.r. n. 19 del 1991  .
   Ciò  stante, se tale ripercussione esiste per l'articolo 5 della
  legge  regionale n. 19/1991, a maggior ragione persiste  per  gli
  incrementi  recati dall'articolo 8 del D.P.Reg.  del  30  gennaio
  2003,   contrattazione   temporalmente  successiva   alla   legge
  regionale 19/1991.
   Infine,   non   pare   esistere  alcuna   possibilità   relativa
  all'estensione  di  qualsivoglia giudicato amministrativo  -  che
  abbia  visto sul punto soccombente questa Amministrazione  -  non
  solo per motivi di opportunità finanziaria e di bilancio ma anche
  perché  non esiste un obbligo in tal senso, essendo un  giudicato
  mirato e pertanto strettamente connesso ad una precisa situazione
  giuridica.
   Nel   merito,   si  precisa  che  il  Consiglio   di   giustizia
  amministrativa  ha  comunque, seppure in sede  consultiva  e  non
  giurisdizionale,  esclusa  la  possibilità  di   intervenire   su
  situazioni interessanti la sfera giuridica del personale posto in
  quiescenza,  chiaramente stabilendo che la materia  è,  e  resta,
  solo nella competenza del giudice delle pensioni e non di altri -
  cfr. parere n. 1626/99-.
   Tale  ultima  considerazione,  da sola,  escluderebbe  qualsiasi
  estensione di precedenti giudicati amministrativi in materia.
   Legittimamente,  comunque,  nessuna  estensione  di   precedenti
  giudicati  amministrativi è possibile, tenuto conto dell'espresso
  divieto  di cui all'art. 23, comma terzo, della legge n. 448  del
  28  dicembre 2001 che, per il triennio 2002-2004, fa   divieto  a
  tutte le amministrazioni pubbliche di adottare provvedimenti  per
  l'estensione  di  decisioni  giurisdizionali  aventi   forza   di
  giudicato o, comunque, divenute esecutive  .»

                                                 L'Assessore CIMINO

   FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «Al Presidente della Regione  e
  all'Assessore alla Presidenza, premesso che:

   -  in  data  30.6.03 tra il Governo della Regione  siciliana  ed
  alcune  Organizzazioni  sindacali è stato stipulato  lo  'Accordo
  quadro  contenente, tra l'altro, le modalità  di  utilizzo  delle
  aspettative   e  dei  permessi  nonchè  delle  altre  prerogative
  sindacali;

   -   l'accordo  quadro  non  è  stato  sottoscritto  però   dalle
  organizzazioni  Sindacali  DICCAP,  CILDI  e  CONFSAL   che   pur
  partecipando   ai  lavori  e  nonostante  siano  firmatarie   del
  contratto   nazionale,   con  una  rappresentanza   di   iscritti
  sull'intero territorio nazionale di oltre il 5% nonchè firmatarie
  del  contratto di area e delle relative integrazioni,  in  quanto
  ritenuto illegittimo e sperequativo in loro danno;

   -  le predette OOSS hanno adito il Giudice del Lavoro di Catania
  chiedendo  l'annullamento dell'accordo quadro, previa sospensione
  cautelare  degli  atti  impugnati, o la sua  disapplicazione  con
  qualsiasi formula e/o la declaratoria di inefficacia dell'accordo
  stesso;

   -   le  organizzazioni  sindacali  non  firmatarie  dell'Accordo
  lamentano  in  particolare che l'art. 7 c.2 dell'Accordo  avrebbe
  violato il combinato disposto dall'art. 47 bis del D.lgvo 29/1993
  e dell'art. 26 c. 3 della legge regionale 10/2000, in quanto esse
  verrebbero  assoggettate ad una nuova verifica circa il  possesso
  del  requisito della rappresentatività nel comparto della Regione
  ai fini della concessione o meno dei permessi e delle aspettative
  sindacali;

   -   l'art.  7  c.2  statuendo  che  il  periodo  da  tenere   in
  considerazione ai fini del computo della rappresentatività  viene
  fissato  al  31 dicembre dell'anno precedente alla  scadenza  del
  CCRL  biennale economico (vale a dire al 31.12.2002), sarebbe  in
  aperto  contrasto  con  quanto  disposto  dalla  legge  regionale
  10/2000 che indica che il periodo da tenere in considerazione per
  il rilievo statistico deve far riferimento al 31.12.2000;

   -  il  criterio di rilevazione stabilito dal combinato  disposto
  degli  articoli  7, c.2, e 16, c.5, dell'Accordo sarebbe  altresì
  illegittimo per violazione e/o erronea applicazione dell'art.  42
  del  D.lgs  165/2001 in quanto consente la rilevazione  dei  dati
  sindacali  solamente  all'Amministrazione regionale  determinando
  così una discrezionalità da parte della PA;

   -  tale circostanza è esclusa invece dalla norma richiamata  che
  prevede  una  procedura molto articolata che  tiene  conto  della
  media del dato associativo e del dato elettorale;

   -  le  disposizioni  contenute  nell'Accordo  quadro  troverebbe
  immediate applicazioni e pertanto sarebbero in contrasto  con  le
  disposizioni   contrattuali  ancora   vigenti   in   materia   di
  aspettative e permessi sindacali;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare onde evitare  il  perdurare
  del contenzioso con le OO.SS. non firmatarie dell'Accordo quadro;

   se   non   ritengano  opportuno,  nelle  more  di  una  migliore
  definizione della problematica, non dare ulteriore impulso   alla
  procedura avviata sospendendo conseguentemente gli eventuali atti
  e/o provvedimenti adottati e/o adottandi.» (1351)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1351,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  l.r.  15  maggio 2000, n. 10, all'articolo 26, comma  4,  ha
  previsto  che  il  calcolo delle percentuali per l'individuazione
  della   maggiore  rappresentatività  del  nuovo   comparto   farà
  riferimento  ai  dati complessivi rilevati al 31  dicembre  2000.
  Considerato che la contrattazione collettiva non ha regolamentato
  l'elezione   delle  R.S.U.  il  Dipartimento  del  Personale   ha
  proceduto  alla  rilevazione degli iscritti alle  OO.SS.,  tra  i
  dipendenti regionali, alla data del 31 dicembre 2000.
   La  rilevazione su 16.101 dipendenti ha consentito di  accertare
  che  9.682  erano a quella data gli iscritti alle  OO.SS.  e  che
  erano  iscritti all'O.S. CILDI n. 27 dipendenti, all'O.S.  DICCAP
  n.  1, alla CONFSAL n. 50. E' di tutta evidenza che nessuna delle
  OO.SS. in argomento poteva ritenersi maggiormente rappresentativa
  nel  comparto  autonomo di contrattazione  dei  dipendenti  della
  Regione siciliana.
   Analoghi   risultati   ha   dato  la   rilevazione   successiva,
  effettuata  alla data del 31 dicembre 2002, per i dipendenti  del
  comparto  allargato regionale, ai sensi degli articoli  1  e  24,
  comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10.
   Infatti  su 2.689 dirigenti erano iscritti alle OO.SS.  n.  1718
  (di cui al DICCAP n. 11, al CILDI n. 4, alla CONFSAL n. 1).
   Nel  comparto dei dipendenti con qualifica non dirigenziale 9759
  su 14.986 erano iscritti (di cui al DICCAP n. 65, al CILDI n. 26,
  alla CONFSAL n. 27).
   Inoltre  il Giudice del lavoro è stato adito due volte e  sempre
  con esito negativo per l'O.S. ricorrente.
   Peraltro,   in  data  30  giugno  2003,  per  la  prima   volta,
  l'Amministrazione  regionale si è dotata  di  un  accordo  quadro
  regionale,  analogo a quello vigente in campo nazionale,  che  ha
  disciplinato   il   sistema  dei  diritti  e  delle   prerogative
  sindacali,  ed  ha  determinato,  fra  l'altro,  il  diritto   di
  partecipazione alle trattative sindacali.
   Il  predetto accordo è stato approvato con D.P.Reg. 26 settembre
  2003 e pubblicato sulla GURS n. 47 del 31 ottobre 2003.»

                                                 L'Assessore CIMINO

   BARBAGALLO. - «All'Assessore per la Presidenza, premesso che:

   si  trascina  ormai  da  tempo la controversia  con  la  Regione
  avviata  da  una  decina di dipendenti regionali  transitati  dai
  ruoli dello Stato in base alla 1.r. n. 53 del 1985;

   al  suddetto  personale  era stata attribuita  la  qualifica  di
  dirigente superiore in base al dettato dell'art. 12 della l.r. n.
  21  del  1986,  che prevedeva il collocamento nella qualifica  di
  dirigente superiore per tutti coloro che alla data di entrata  in
  vigore  della  l.  r.  n. 41 del 1985 erano  preposti  ad  uffici
  periferici  di dimensione provinciale della Regione o  transitati
  alla  Regione,  nonché per il personale della carriera  direttiva
  che  da  atti  certi  risultasse avere svolto  funzioni  di  capo
  settore per un periodo non inferiore a 10 anni;

   considerato che:

   nel  1995,  l'Amministrazione  regionale,  dando  una  nuova   e
  diversa  interpretazione all'art. 12 della l.r. n. 21  del  1986,
  procedeva   all'annullamento  dei   decreti   attributivi   della
  qualifica  suddetta  ai  singoli  interessati  retrocedendoli   a
  dirigenti;

   contestualmente,  si  riconosceva il  diritto  a  percepire  una
  retribuzione  più bassa o la riduzione della pensione  per  tutti
  coloro  che  erano  stati posti a riposo,  nonché  l'obbligo  del
  rimborso per le maggiori somme indebitamente incassate;

   ciò  è  avvenuto  dopo  anni  in cui il  suddetto  personale  ha
  percepito  la  retribuzione  o  la  pensione  più  alta  con   la
  consapevolezza  di  averne il pieno diritto e  avendo  svolto  le
  funzioni  connesse  al  decreto  di  inquadramento  a  suo  tempo
  emanato;

   ritenuto che:

   numerosi   sono   stati   i   ricorsi   presentati   contro   il
  provvedimento  di  revoca  sia in sede  civile  sia  in  sede  di
  giustizia amministrativa;

   tali  ricorsi hanno ricevuto accoglimento da parte  del  giudice
  del  lavoro, nonché dal giudice unico delle pensioni della  Corte
  dei Conti;

   quest'ultimo  ha  sottolineato che tra le ipotesi  di  revoca  o
  modifica  dei provvedimenti definitivi di pensione non è compreso
  l'errore  di  diritto,  configurandosi la pensione  come  diritto
  soggettivo  assistito  da  particolari  garanzie  di  certezza  e
  svolgente una funzione sociale;

   per  sapere se non ritenga di dovere intraprendere un'iniziativa
  al  fine di pervenire ad una soluzione, anche transattiva,  delle
  controversie  in  corso, soprattutto per evitare che  l'eventuale
  probabile  soccombenza     dell'Amministrazione regionale procuri
  aggravio di costi. (1714)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  1714  si
  rappresenta quanto segue.
   A  seguito  dell'entrata in vigore della l.r. 53  del  1985,  il
  personale  statale  che ha fatto domanda è stato  inquadrato  nel
  ruolo speciale transitorio istituito ai sensi della stessa legge,
  con  l'attribuzione della qualifica prevista  dall'art.  5  della
  legge medesima.
   Successivamente,  con  la  legge  regionale  21  del  1986veniva
  prevista  dal  legislatore regionale la  qualifica  di  dirigente
  superiore,  alla quale poteva accedere il personale  in  possesso
  dei   requisiti  previsti  dall'articolo  2  (per  il   personale
  regionale) e dall'articolo 12 (per il personale proveniente dallo
  Stato e/o da altre amministrazioni).
   In  prima applicazione la qualifica di dirigente superiore venne
  attribuita  quanto  al  personale ex  statale  sia  al  personale
  statale di cui agli articoli 52 e 60 del DPR 748 del 1972, sia ai
  funzionari  della  carriera direttiva dello Stato  che  vantavano
  l'anzianità  utile  per essere scrutinati  per  la  qualifica  di
  direttore aggiunto di divisione (9 anni e sei mesi).
   Successivamente,  la  Presidenza della  regione,  basandosi  sul
  principio  dell'equiparazione tra  VIII  qualifica  funzionale  e
  direttore  aggiunto  di  divisione,  attribuì  la  qualifica   di
  dirigente superiore anche ai funzionari ex statali della carriera
  direttiva che, pur non possedendo nella qualifica di appartenenza
  l'anzianità    sopra   indicata,   avevano    avuto    attribuito
  dall'Amministrazione  statale, con  effetto  retroattivo,  l'VIII
  qualifica funzionale ai sensi dell'articolo 4 della legge 312 del
  1980.
   Com'è   noto,   l'inquadramento  di   un   pubblico   dipendente
  costituisce attività vincolata alle norme che la prevedono e  non
  è   lasciato  alla  pubblica  Amministrazione  alcun  margine  di
  discrezionalità.
   In  tale contesto, avendo il personale proveniente dallo  Stato,
  ancorché  non  in possesso dei requisiti prescritti dal  suddetto
  art.  12  della l.r. 21/1986, presentato istanza di inquadramento
  nella qualifica di dirigente superiore assumendo di averne titolo
  ed  essendo, successivamente, sorte perplessità sulle modalità di
  inquadramento  del personale in questione, questa  Presidenza  ha
  investito del problema il CGA, che si è pronunciato con parere n.
  277/92, che nella parte conclusiva recita:  si esprime parere che
  ai  fini  dell'applicazione dell'art. 12 della l.r. n. 21/86  non
  sia  possibile  equiparare l'VIII qualifica  funzionale  prevista
  dalla  legge  n. 312/80 alla qualifica di direttore  aggiunto  di
  divisione prevista dall'ordinamento precedente  .
   Conseguentemente sono state impartite disposizioni a  tutti  gli
  Assessorati  regionali di individuare i decreti emessi  in  forza
  del  principio  equiparativi VIII qualifica  funzionale/direttore
  aggiunto di divisione, e di provvedere in via cautelativa al loro
  annullamento.
   Successivamente  con  nota n. 31956 del 19  giugno  1993  furono
  impartite alla Presidenza direttive per la predisposizione  degli
  schemi  dei provvedimenti di annullamento dei precedenti  decreti
  attribuiti  alla qualifica di dirigente superiore,  ripristinando
  contestualmente le attribuzioni giuridiche-economiche antecedenti
  all'inquadramento  illegittimamente  operato;  nel  contempo   si
  procedeva  all'annullamento  in  autotutela  di  n.  18   decreti
  relativi a dipendenti amministrati direttamente dalla Presidenza,
  di  tali  provvedimenti  due  erano  fondati  su  motivi  diversi
  rappresentati dal citato parere n. 277/92, poiché non ricorrevano
  i presupposti di cui al II comma dell'art. 12 dela l.r. n. 21/86.
   Conseguentemente si è giunti alla decisione di rivedere tutti  i
  provvedimenti  di inquadramento con i quali era stata  attribuita
  la  qualifica di dirigente superiore sulla base del possesso  del
  requisito  della  preposizione di cui al II  comma  dell'art.  12
  della l.r. n. 21/86.
   A  seguito  della pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza
  17-23 maggio 1995, n. 185), la Presidenza ha emanato la circolare
  n.  18100  del  12 marzo 1996 per impartire precise disposizioni,
  con riguardo esclusivamente ai rapporti pendenti, per verificare,
  in  difetto  dei  requisiti prescritti dall'art.  12  della  l.r.
  21/86,  l'eventuale possesso dei requisiti previsti  dall'art.  2
  della medesima l.r. 21/86.
   In  dipendenza  dei decreti di annullamento in  autotutela,  gli
  interessati hanno proposto ricorso al TAR che nella maggior parte
  dei   casi   sono  stati  respinti,  conseguentemente  si   stava
  procedendo  al recupero delle somme indebitamente corrisposte  in
  relazione all'illegittimo inquadramento, ma con sentenze nn. 1528
  e  1529  del 17 luglio 1998 del TAR e confermate dal CGA  con  le
  decisioni  nn.  474  e  475  del 19  maggio  1999  favorevoli  ai
  dipendenti, venne statuito il principio che i dipendenti non sono
  tenuti  alla  restituzione di quanto percepito.  Conseguentemente
  con  nota  n.  4801  del 23 febbraio 2000, inviata  a  tutti  gli
  Assessorati  regionali, si è sospeso il procedimento di  recupero
  delle somme.
   Perplessità,  tuttavia,  sono  emerse  per  quanto  attiene   la
  situazione  dei  dipendenti già in quiescenza  per  i  quali,  in
  applicazione  del  principio del  favor  pensionati ,  più  volte
  ribadito   dalla  Corte  Costituzionale  e  attuato  nel   nostro
  ordinamento con le disposizioni di cui agli artt. 203 e  seguenti
  del   DPR   n.  1092/73,  l'Amministrazione  non  può   procedere
  all'annullamento  totale o parziale dei provvedimenti  definitivi
  di  quiescenza  salvo  che  per le  ipotesi  ed  alle  condizioni
  espressamente  previste dagli artt. 203 e seguenti  sopraccitati,
  stante  l'intangibilità del trattamento pensionistico  goduto  ed
  acquisito dal dipendente medesimo.
   Dette  norme, relative alla possibilità di revoca o di  modifica
  in  autotutela  dei  provvedimenti definitivi di  quiescenza,  si
  pongono  su  un  piano  di eccezionalità  rispetto  al  principio
  dell'intangibilità citato e perciò di stretta  interpretazione  e
  quindi   assolutamente   in   suscettibili   di   interpretazioni
  analogiche o peggio ancora estensive.
   Tali  concetti sono stati ancora una volta acclarati e  ribaditi
  dalla   sentenza   n.   129/a/2001  pronunciata   dalla   sezione
  giurisdizionale della Corte dei Conti nella quale,  nel  caso  in
  esame,  pur  riconoscendo all'Amministrazione di poter  emendare,
  nelle  ipotesi  di  nuovi provvedimenti liquidativi,  gli  errori
  precedentemente compiuti, ancora l'esercizio di  tale  potere  al
  già citato  principio del favor pensionati  laddove l'emendazione
  comporti   un   peggioramento  qualitativo  o  quantitativo   del
  trattamento  pensionistico, e che  in  ogni  caso  è  esclusa  la
  ripetizione  delle  maggiori somme percepite  dal  pensionato  in
  esecuzione  del  provvedimento definitivo di  liquidazione  della
  pensione.
   Sulla  questione l'Avvocatura dello Stato, con parere  n.  23291
  del  21 agosto 2001, ha evidenziato che l'eventuale annullamento,
  trattandosi di personale in quiescenza da diversi anni,   sarebbe
  illegittimo per eccesso di potere mancando con ogni evidenza ogni
  interesse  attuale  alla  rimozione  dell'atto ;  infatti,   tale
  annullamento   non  potrebbe  sortire  alcun  effetto   economico
   essendo irripetibili le somme corrisposte in vigenza di rapporto
  di  impiego  (CGA  nn.  474-475/98), né  apparendo  possibile  la
  rideterminazione dell'assetto pensionistico - una volta emesso il
  provvedimento  definitivo della pensione  -  alla  stregua  delle
  severe limitazioni oggettive e temporali di cui agli artt. 203  e
  segg.  del  DPR  n. 1092/73 (Corte dei Conti Sez. Appello  sentt.
  44/a/2000; 129/a/2001).
   Tale  avviso  è  stato  confermato  dall'Ufficio  legislativo  e
  legale con il parere prot. n. 17536 del 24 ottobre 2001.
   Successivamente   è   emerso  che,  fra  i   beneficiari   della
  rideterminazione degli aumenti periodici ex art.  5  della  legge
  19/91, in esecuzione delle sentenze TAR e delle decisioni del CGA
  intervenute   nell'anno   2000,  rientravano   alcuni   dirigenti
  superiori.
   Tale  rideterminazione avrebbe comportato un aumento  di  quello
  che era lo stipendio percepito in attività di servizio nonché una
  favorevole   rideterminazione  della  pensione  nella   qualifica
  posseduta  (dirigente superiore) con il conseguente aggravio  del
  danno  erariale  derivato  dall'illegittimo  inquadramento  nella
  qualifica di dirigente superiore accertato con il riesame di  cui
  si è detto.
   Alla    luce   di   questi   ultimi   elementi,   la   scrivente
  Amministrazione  ha ritenuto di dovere procedere all'annullamento
  in  autotutela  dei provvedimenti relativi al  personale  di  cui
  sopra,  nella  considerazione che le valutazioni  espresse  dalla
  stessa  Avvocatura,  circa la mancanza dell'interesse  attuale  a
  procedere, fossero venute meno.
   In  relazione  al recupero delle maggiori somme  corrisposte  in
  vigenza   di   rapporto  d'impiego,  in  virtù   dell'illegittimo
  inquadramento nella qualifica di dirigente superiore, di cui si è
  dato cenno in precedenza, il Dipartimento del Personale, anche al
  fine   di  scongiurare  l'ipotesi  di  prescrizione  del  diritto
  dell'Amministrazione a pretendere detto rimborso,  con  circolare
  n.  1920  del  15 ottobre 2001 impartisce precise disposizioni  a
  tutti  gli Assessorati regionali affinché ciascuno, per la  parte
  di  propria  competenza, provvedesse alla  quantificazione  degli
  emolumenti    corrisposti   per   effetto    degli    illegittimi
  inquadramenti ed altresì all'emissione dei motivati provvedimenti
  necessari per operare il recupero, nel più breve tempo possibile.
   E'  pur  vero  però che con le sentenze nn. 1528 e 1529  del  17
  luglio  1998  e  n. 1777 del 7 luglio 2000 il TAR,  decidendo  su
  ricorsi   riguardanti   analoga   questione,   aveva   dichiarato
  irripetibili  le somme percepite dai ricorrenti  in  quanto,  nel
  periodo  di  validità  dei provvedimenti  di  inquadramento,  poi
  annullati,  gli stessi avevano svolto le mansioni attinenti  alla
  qualifica  di  dirigente  superiore, per  le  quali  erano  state
  attribuite.
   A  sua volta, il CGA con decisioni n. 474 e n. 475 del 19 maggio
  1999,  ha  respinto l'appello di questa Amministrazione circa  la
  ripetibilità delle somme indebitamente corrisposte.
   Difatti,  il  CGA, nel dichiarare non ripetibili le retribuzioni
  corrisposte,  ha  affermato che  anche  nel  pubblico  impiego  è
  immanente un principio, parallelo a quello sancito dall'art. 2126
  del  Codice civile per il contratto di lavoro privato,  in  forza
  del quale l'annullamento della nomina non produce effetto per  il
  periodo  in  cui la nomina ha avuto esecuzione; ossia il  diritto
  alle  retribuzioni  sorge  per  effetto  della  nomina,  ancorché
  viziata, seguita dalla effettiva prestazione di servizio conforme
  alla  nomina  stessa, e quindi le retribuzioni  corrisposte  sono
  dovute e non sono ripetibili .
   In  conclusione  dunque, la giurisprudenza  amministrativa,  nel
  confermare   la  legittimità  dell'operato  dell'Amministrazione,
  nell'emanare  i provvedimenti di annullamento degli inquadramenti
  nella qualifica di dirigente superiore, aveva tuttavia escluso la
  ripetibilità delle maggiori retribuzioni corrisposte nel  periodo
  in cui la nomina, sia pure illegittima, aveva avuto esecuzione.
   Con l'attribuzione della competenza ai Tribunale del Lavoro,  si
  è  invece  rilevato  un  mutamento  di  indirizzo.  Infatti,  per
  numerosi  casi  di recente revisione (anno 2002 e  anno  2001)  e
  susseguente inquadramento nella qualifica inferiore di dirigente,
  i Tribunali del Lavoro di Messina, Trapani, Enna e Siracusa hanno
  assentito  alla  sospensione  dei provvedimenti  di  annullamento
  dell'inquadramento   nella  qualifica  di   dirigente   superiore
  rilevando  che  il  parere  n. 277/92 del  CGA  non  riguarda  il
  personal  cui  è  stata  attribuita  la  qualifica  di  dirigente
  superiore  in  quanto  in  possesso  dell'VIII  livello   statale
  attribuito  ai  sensi del IV comma dell'articolo  4  della  legge
  312/1980. Hanno ritenuto sussistente sia il fumus boni juris  che
  il  periculum in mora ed il danno grave ed irreparabile sia sotto
  il profilo del danno economico che del pregiudizio derivante alla
  carriera  ed  all'immagine  dei  dirigenti  demansionati  con   i
  provvedimenti di revisione e reinquadramento.
   Tale  mutamento  di orientamento giurisprudenziale,  seppure  in
  sede  cautelare, sarà adeguatamente valutato dall'Amministrazione
  regionale  nel perseguimento dell'azione riferita a comportamenti
  ed atti la cui legittimità, in precedenza, si dava per acquisita;
  va  però  ribadito  che l'azione dell'Amministrazione  era  stata
  confortata, fino a quel momento, dalle sentenze dei TAR e del CGA
  nel  frattempo intervenute sul diffuso contenzioso instaurato  da
  tutti  i  soggetti  declassati' negli anni precedenti e  che,  in
  mancanza  di  diverse  decisioni nel  merito  della  magistratura
  ordinaria, non sussistono al momento elementi per un mutamento di
  indirizzo.»

                                                 L'Assessore CIMINO

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   -  nel  mese di febbraio in via Officina ferroviaria, a Catania,
  è  crollato una parte del muro (per un'estensione di circa  venti
  metri) che separa la strada dalla linea ferrata;

   - il crollo è avvenuto a seguito di un temporale;

   -   ad   oggi   non  è  stato  compiuto  alcun  intervento   per
  ripristinare l'originario stato del muro, se non l'apposizione di
  alcune transenne;

   considerato che:

   l'approssimarsi della stagione invernale aumenta il  rischio  di
  ulteriori   cedimenti   con  relativi   rischi   per   pedoni   e
  automobilisti;

   allo  stato  attuale  l'assenza  del  muro  lascia  scoperto   e
  facilmente accessibile un lungo tratto di linea ferrata;

   per sapere:

   quali  provvedimenti si intendano porre in  essere  affinché  la
  parte   di  muro  crollata  in  via  Officina  ferroviaria  venga
  ricostruita;

   quale  ente  o autorità avrebbe dovuto provvedere al  ripristino
  dell'originario  stato  del  muro  e  per  quali  motivi  non  ha
  provveduto.» (1293)

      (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1293,  si
  fa presente che il Comune di Catania, con nota della /  Direzione
  Gestione  del  territorio - IV Servizio, prot. n.  110568  del  2
  settembre 2004 (pervenuta il 26 gennaio 2005), ha comunicato  che
  con  ordinanza  sindacale  n. 425 del 18  giugno  2004,  è  stata
  intimata  la ditta RFI Trenitalia SpA a ripristinare il muero  di
  contenimento crollato.
   Il  12  novembre  2003  il  Capo  dei  Vigili  Urbani  segnalava
  l'inottemperanza alla suddetta ordinanza.
   Pertanto, a seguito di numerosi e continui solleciti,  la  ditta
  interessata   riferiva  all'Amministrazione  comunale   che   con
  delibera RFI DCMPA - RP/005/2003, era stata approvata, in data  4
  agosto  2004, la proposta di spesa per il reintegro del  suddetto
  muro di sostegno.
   Infine,  con  nota del 24 giugno 2004, la RFI SpA comunicava  la
  fine dei lavori in oggetto.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   -  in  via Pedara, nel cuore di Canalicchio a Catania, si  trova
  un belvedere che all'interno del PRG è inserito come 'parco';

   -  nella  realtà  però  non si tratta di  un  parco  ma  di  una
  discarica;

   -  sarebbe  opportuno rendere fruibile tale zona con appropriati
  interventi  di  pulizia e bonifica e procedere alla realizzazione
  del parco urbano, così come previsto nel PRG;

   per  sapere  quali iniziative intenda intraprendere al  fine  di
  bonificare  ed  attrezzare il parco di  via  Pedara  a  Catania.»
  (1334)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1334,
  questo  Assessorato  ha  prontamente  interessato  il  Comune  di
  Catania  al  fine  di conoscere le iniziative intraprese  per  la
  bonifica del parco di via Pedara.
   Con  nota della XIII Direzione - 5  Servizio prot. 11794 del  17
  agosto  2004 (pervenuta nel dicembre 2004), il Comune di  Catania
  ha   comunicato  che  l'area  posta  alla  fine  di  via  Pedara,
  interessata  dal  deposito  abusivo di rifiuti,  è  costantemente
  oggetto di continui interventi di rimozione degli stessi.
   Tuttavia,  il  ripetersi delle suddette  azioni,  perpetrate  da
  ignoti, spesso vanifica l'operato della Nettezza Urbana; pertanto
  l'Amministrazione  comunale  si  è  impegnata  a  sostenere   una
  efficace campagna di repressione di tali comportamenti al fine di
  porre valide soluzioni alla problematica rappresentata.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   la   situazione   di  via  del  Roveto  (Catania)   è   divenuta
  insostenibile a causa dell'assenza del marciapiede, della mancata
  apposizione  delle  strisce pedonali  e  della  presenza  di  una
  discarica  nella  sciara  attigua alla  stessa  via  in  oggetto;
  circostanze  che  comportano  evidenti  rischi  per  chiunque  vi
  transiti o vi abiti;

   il  perdurante mancato rispetto del divieto di transito per  chi
  proviene  da  Cannizzaro e la precarietà del muro (già  in  parte
  crollato) che delimita la stessa via Roveto, aggravano  ancor  di
  più i disagi patiti da chiunque vi transiti;

   da   fonti   di  stampa  si  apprende  inoltre  che  nell'intero
  quartiere Carruba sono del tutto assenti le strisce pedonali,

   per sapere:

   quali  provvedimenti  si  intendano  porre  in  essere  affinchè
  vengano  ristabilite  le condizioni di sicurezza  nella  via  del
  Roveto,  con  particolare  riferimento  alla  costruzione  di  un
  marciapiede,  alla messa in sicurezza del muro adiacente  e  alla
  bonifica della discarica in atto presente;

   se  corrisponda  a  verità che nel quartiere Carrubba  non  sono
  presenti  attraversamenti pedonali delimitati da  strisce  ed  in
  caso  positivo  a quale ente, autorità o ditta bisogna  ascrivere
  tale mancanza.» (1344)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1344,  il
  comune  di  Catania, dallo scrivente interessato in  ordine  alla
  problematica  esposta  nell'atto ispettivo,  ha  riferito  quanto
  segue.
   La  XIV  Direzione Traffico Urbano, unitamente alla V  Direzione
  LL.PP.,  ha  già da tempo eseguito uno studio per  migliorare  la
  sicurezza  stradale, sia veicolare che pedonale,  nella  zona  in
  questione.
   Da  tale  studio  è emersa la necessità dell'allargamento  della
  via  esistente, occupando una piccola parte di terreni, destinati
  dal  vigente  PRG  a  verde pubblico, nonché a zona  industriale-
  portuale-ferroviaria  (sede ferrovia  oggi  dimessa)  e  relativo
  vincolo assoluto.
   Detto  ampliamento, ricadendo nelle zone di PRG  di  cui  sopra,
  risulta  essere in variante allo strumento urbanistico vigente  e
  comporta piccole modifiche al dimensionamento dell'esistente sede
  stradale,  senza sconvolgere gli standard urbanistici di  cui  al
  medesimo PRG.
   Inoltre,  ai  sensi  dell'art. 3, comma 1,  della  circolare  23
  settembre 1998, n. 1 DRU dell'Assessorato regionale territorio ed
  ambiente, il Consiglio comunale, con delibera n. 35 dell'1 agosto
  2002, ha approvato la proposta di localizzazione delle opere  per
  l'ampliamento di via del Roveto.
   La  stessa  Direzione XIV, in collaborazione con la Direzione  V
  LL.PP.,  ha già redatto il progetto definitivo atto ad  eliminare
  ogni inconveniente lamentato nell'interrogazione.
   Infine,  in  ordine  al progetto sono stati acquisiti  i  pareri
  tecnici di rito per le varianti urbanistiche e per l'approvazione
  tecnico-amministrativa dell'opera di che trattasi (Genio  civile,
  CEC  etc.);  pertanto  si  sta  procedendo  all'approvazione  del
  progetto  da  parte  del  Consiglio  comunale,  ai  sensi   della
  circolare  dell'Assessorato regionale territorio ed  ambiente  n.
  1DRU  -  prot. n. 10183 del 23 settembre 1998 - pubblicata  nella
  Gazzetta Ufficiale della regione siciliana n. 62/98.
   Per  quanto  riguarda  la  bonifica  della  discarica  segnalata
  nell'atto  ispettivo,  il  comune  ha  riferito  che  il  terreno
  interessato è stato ripulito.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   da   parte  dei  consiglieri  comunali  del  Gruppo  Casa  delle
  Libertà' del Comune di San Michele di Ganzaria è stata più  volte
  richiesta  la  verifica  sulla sicurezza strutturale  dei  locali
  adibiti a sede del Consiglio comunale;
   nessuna risposta è mai stata fornita circa i quesiti posti ed  i
  predetti locali sono giornalmente frequentati dai cittadini;
   -  inoltre, malgrado siano stati effettuati dei lavori, non sono
  ancora  state  poste  in  essere tutte le misure  previste  dalla
  normativa    vigente   circa   l'abbattimento   delle    barriere
  architettoniche;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere al fine  di  verificare
  quanto in premessa esposto;
   se  non  intenda comunque, vista l'urgenza, verificare  mediante
  ispezione lo stato di agibilità dei locali.» (1450)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. « Con riferimento alla interrogazione numero 1450,  il
  Comune di San Michele di Ganzaria con nota prot. n. 9695/3120 UTC
  del  3 gennaio 2005, ha comunicato che l'immobile in questione  è
  stato oggetto di intervento di ristrutturazione.
   E'  infatti  in itinere sia la pratica di collaudo statico,  che
  la   pratica  per  l'affidamento  del  servizio  di  manutenzione
  dell'ascensore a ditta specializzata.
   Inoltre,  riferisce  ancora  l'Ente locale,  si  sta  procedendo
  all'accatastamento    del    fabbricato,    atto     propedeutico
  all'emissione del certificato di agibilità.
   Alla  luce di quanto sopra, non sembra necessario procedere alla
  verifica richiesta nell'atto ispettivo cui si risponde.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   la  nuova  linea  AMT  n.  534  collega  Catania  con  Acitrezza
  sostituendo la tratta precedente che si fermava ad Acicastello;

   tale  linea,  dunque, è sempre particolarmente  affollata  anche
  per il maggior numero di studenti che ne usufruiscono;

   rilevato  che  sono ormai frequenti i ritardi, i  quali  mal  si
  coniugano con le esigenze degli studenti e dei lavoratori, e  che
  spesso, cosa peggiore, le corse non vengono rispettate;

   per  sapere quali interventi intenda porre in essere al fine  di
  ovviare a quanto in premessa indicato, tenendo conto che, in ogni
  caso,  è  necessario procedere ad un potenziamento delle  corse.»
  (1551)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1551,  il
  Comune di Catania, con nota prot. n. 165152 del 25 novembre 2004,
  ha riferito quanto segue.
   Nel  rispetto dell' art. 35 della legge n. 68/83, la  linea  534
  che  collega  Catania con Acitrezza, è oggetto di una convenzione
  tra  l'AMT  ed il Comune di Acicastello (di cui Acitrezza  è  una
  frazione).
   Detta  convenzione  prevede, a totale carico  del  bilancio  del
  comune  interessato, il ripiano del disavanzo economico derivante
  dall'esercizio dei servii previsti dalla convenzione medesima.
   I   ritardi   lamentati   sono  causati   principalmente   dalle
  variazioni  di percorso provvisorie dovute alla molteplicità  dei
  lavori  stradali nel Comune di Catania e, per quanto riguarda  il
  periodo  estivo,  per  ingorghi che si  verificano  nel  traffico
  veicolare del Comune di Acicastello.
   Il  potenziamento  delle  corse può essere  effettuato  con  una
  nuova  convenzione, ma andrebbe a gravare sul bilancio del Comune
  di Acicastello l'onere dei maggiori costi.
   Per  tale  motivo deve essere il predetto comune a  valutare  la
  possibilità di variare il programma di esercizio.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,   le   politiche  sociali  e   le   autonomie   locali,
  all'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione  e  all'Assessore  per   il   turismo,   le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   il  museo  antropologico Genti dell'Etna', sito  nella  frazione
  Macchia  del  comune di Giarre, è stato chiuso  per  sopravvenuta
  inagibilità il 28 novembre 2003;

   la   precaria   stabilità  della  struttura  è  stata   dapprima
  riscontrata  in seguito al cedimento dell'intonaco del  tetto   e
  accertata inequivocabilmente dalle successive verifiche tecniche;

   da  fonti  di  stampa  si  apprende che, secondo  una  relazione
  dell'ufficio  tecnico  comunale,  sarebbe  necessario  oltre   un
  milione e mezzo di euro per compiere i lavori di ristrutturazione
  del museo;

   perdurando  la  chiusura del museo e la mancanza  di  interventi
  atti  al recupero della struttura, la stabilità della stessa  non
  potrà che peggiorare rapidamente, considerato che è situata su un
  terreno acquitrinoso e a pochi metri dal torrente Macchia;

   per  sapere quali provvedimenti si intendano porre in essere per
  compiere  lavori congrui a consolidare l'immobile che  ospita  il
  museo  antropologico  di  Giarre, così  da  renderlo  fruibile  e
  adeguatamente valorizzabile.» (1700)

      (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione  numero  1700  e
  facendo  seguito alla nota dello scrivente prot. n.  1045  del  2
  dicembre 2004, si comunica che il comune di Giarre - Area Servizi
  LL.PP.  -  con  nota  prot. 25221/5687 del 15 novembre  2004,  ha
  riferito  che sono stati eseguiti i lavori strettamente necessari
  per  rendere  fruibili i locali del Museo delle Genti  dell'Etna,
  sito nella frazione di Macchia, che sta per essere riaperto.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   ai  lati  della  via Scianò, strada che collega le  frazioni  di
  Scillichenti   e   S.   Tecla,  sono  stati   depositati   enormi
  quantitativi di rifiuti solidi e ingombranti: carcasse  di  auto,
  elettrodomestici dismessi, etc.;

   nel   corso   degli  anni  il  fenomeno  ha  assunto  dimensioni
  considerevoli, trasformando la via Scianò in una vera  e  propria
  discarica  a cielo aperto che deturpa il paesaggio e  rischia  di
  compromettere la pubblica salute;

   per  sapere  quali  provvedimenti intenda porre  in  essere  per
  eliminare  la discarica abusiva e bonificare la via Scianò  anche
  ai  fini  della valorizzazione paesaggistica in una zona a  forte
  vocazione turistica.» (1702)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  1702,  è
  stato interessato il comune di Acireale che, con nota prot.  6691
  dell'11  ottobre  2004, a firma del Sindaco, ha  riferito  quanto
  segue.
   E'  già  stato  chiesto  all'ATO  CT2  -  che  dall'agosto  2004
  gestisce   il  servizio  di  raccolta  RSU  -  di  disporre   con
  immediatezza,  tramite la ditta affidataria, la  rimozione  della
  discarica  segnalata  lungo la via Scainò,  tra  le  frazioni  di
  Scillichenti  e  S.Tecla e di assicurare  il  mantenimento  della
  pulizia dei luoghi.
   Contemporaneamente  è  stata  evidenziata  al  Comando   Polizia
  Urbana la necessità di un frequente controllo in quella parte del
  territorio   per  evitare  che  la  discarica  possa  riformarsi,
  prevenendo e sanzionando ogni comportamento incivile.
   L'ente locale, infine, ha manifestato ampia assicurazione  sulla
  ferma volontà di porre in essere tutti gli atti necessari per  la
  tutela e la valorizzazione paesaggistica del territorio.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   nell'ambito  della  riorganizzazione dello Esercito  italiano  è
  stata   programmata   la  conclusione  del   servizio   di   leva
  obbligatorio;

   tale   scelta   comporta   una   sostanziale   revisione   delle
  destinazioni di utilizzo di numerose caserme e strutture militari
  in genere;

   in  particolare  non  è ancora ben chiara la nuova  destinazione
  d'uso  attribuita alla Caserma S. Angelo Fulci, attualmente  sede
  del Distretto militare di Catania;

   è  ancora  da  verificare,  nello  specifico,  se  il  Distretto
  militare  sarà  definitivamente  chiuso  ed  i  relativi   locali
  lasciati  liberi  o,  se,  piuttosto,  sarà  destinato  ad  altro
  utilizzo pur sempre nell'ambito dell'organizzazione militare;

   è  evidente  come,  nel caso della definitiva dismissione  della
  struttura  da  parte dell'Esercito     italiano,  si    profilino
  problematiche  non  indifferenti, quali la tutela  del  posto  di
  lavoro   degli   impiegati  civili  e   la   riqualificazione   e
  valorizzazione  dell'immobile ove attualmente sono  ospitati  gli
  uffici del Distretto militare;

   per  sapere  quali interventi si intendano porre in  essere  per
  tutelare il diritto al lavoro degli impiegati civili (circa  80),
  qualora sia attuata la dismissione del Distretto militare ed,  in
  quest'ultimo caso, quale destinazione è prevista per i locali nei
  quali  attualmente  sono  ospitati  gli  uffici  della  struttura
  militare.» (1719)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1719,  il
  comune  di Catania, con nota prot. 13384/U del 20 nocembre  2004,
  ha  comunicato che il Consiglio comunale ha approvato  un  ordine
  del  giorno  con  cui  si chiede di evitare la  soppressione  del
  Distretto Militare.
   Detto  documento  sarà  trasmesso, a  cura  del  Presidente  del
  Consiglio  - dott. Roberto Commercio - al Ministro della  difesa,
  ai  Presidenti delle Commissioni Difesa di Camera  e  Senato,  ai
  deputati e senatori eletti nella Sicilia orientale e al  Capo  di
  Stato maggiore della Difesa.
   Tuttavia,  qualora venisse attuata la dismissione  del  Dstretto
  Militare,  l'Amministrazione comunale si adopererà per  sostenere
  gli  impiegati  civili  tutelando  il  diritto  al  lavoro  degli
  stessi.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   in  territorio  di  Caltagirone (CT) e di Niscemi  (CL),  alcune
  zone  agricole  sono raggiungibili percorrendo esclusivamente  le
  strade provinciali 179 e 188;

   da  fonti  di stampa si apprende che le suddette arterie  viarie
  non  sono  mai  state  fatte  oggetto  di  alcun  intervento   di
  manutenzione;

   il  tratto  in questione è quantificabile in circa  30  km,  dei
  quali, circa la metà ricadono in provincia di Catania;

   in   occasione  delle  ultime  torrenziali  piogge   le   strade
  provinciali  179  e 188 hanno riportato seri danni  al  punto  da
  rendere difficoltoso il transito anche ai mezzi agricoli.

   per  sapere  quali interventi si intendano porre in  essere  per
  provvedere   ad   una   celere  riqualificazione   delle   strade
  provinciali  179  e 188, tale da garantire il sicuro  ed  agevole
  transito degli autoveicoli.» (1720)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

  Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1720, lo
  scrivente ha interessato le competenti amministrazioni per
  sollecitare immediati interventi manutentori e riparatori delle
  arterie viarie indicate nell'atto ispettivo de quo.
   In  particolare, il comune di Caltagirone, con nota  prot.  1088
  del  14  ottobre  2004, ha comunicato di avere già  provveduto  a
  sollecitare gli enti provinciali, titolari delle SS.PP. nn. 179 e
  188,  ad effettuare gli interventi di manutenzione indispensabili
  alla circolazione e sicurezza stradale delle predette arterie  di
  comunicazione.
   Successivamente,  con nota prot. 6162 del 19  ottobre  2004,  la
  Provincia  regionale di Catania ha, in merito a quanto richiesto,
  riferito quanto segue.
   La  SP  179 è una strada che si sviluppa per circa 18 chilometri
  in   territorio  di  Mineo,  di  cui  circa  un  terzo  risultano
  asfaltati,  mentre per i restanti due terzi il fondo stradale  si
  presenta in condizioni sconnesse o dissestate.
   Considerato che la strada presenta interesse dal punto di  vista
  agricolo per le coltivazioni presenti lungo la vallata del  fiume
  Pietrarossa,  nei  pressi dell'omonima diga, si  sono  effettuati
  alcuni interventi volti al mantenimento della transitabilità  nei
  limiti dei fondi stanziati dal bilancio provinciale.
   Inoltre,  in occasione degli eccezionali eventi alluvionali  del
  settembre  ed ottobre scorso, si è provveduto tempestivamente  ad
  eseguire la pulitura della sede stradale dalla presenza di  fango
  e detriti al fine di ripristinarne la transitabilità.
   Relativamente   alla  SP  179  si  comunica  che   nel   vigente
  P.T.OO.PP.  2004/2006, per l'anno 2004, con priorità generale  n.
  196  è  inserito  il progetto di ammodernamento  nei  tratti  non
  ancora asfaltati per complessivi euro 2.582.285.
   Per  quanto  riguarda la SP 188 si fa rilevare che detta  strada
  ricade  nel  territorio di Fiumefreddo e, pertanto,  non  rientra
  nella competenza dei comuni di Caltagirone e Niscemi.
   Considerato  l'argomento  dell'interrogazione,  si  presume  che
  l'onorevole  interrogante si riferisca alla SP  194  che  collega
  Caltagirone con Niscemi.
   In  tale arteria, il tratto ricadente nella provincia di Catania
  si  presenta  per  oltre metà asfaltato e la restante  parte  con
  misto granulometrico.
   Per  l'importanza  che riveste la strada a  servizio  dei  fondi
  agricoli  sono  stati  effettuati di  recente  alcuni  interventi
  manutentivi, soprattutto nel tratto non asfaltato, nei limiti dei
  fondi assegnati a tale scopo dal corrente bilancio.
   Inoltre,   anche   in  questo  caso,  in  corrispondenza   degli
  eccezionali eventi calamitosi dello scorso anno, si è  provveduto
  tempestivamente a ripulire la carreggiata dal fango e dai detriti
  per ripristinare il transito veicolare.
   Infine,  l'ente locale fa presente di avere redatto un piano  di
  manutenzione  straordinaria  dell'intero  tratto  di  competenza,
  proposto per l'inserimento nel prossimo piano di programmazione.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   la   strada   provinciale  Linguaglossa  -  Zafferana  (Catania)
  presenta una sede stradale piuttosto limitata;

   lungo  i  margini della citata arteria viaria sono costantemente
  presenti  erbacce  e rovi che ne riducono ulteriormente  la  sede
  rendendo difficile anche la visibilità in curva;

   tempo addietro sono stati iniziati e non completati i lavori  di
  pulitura e sistemazione;

   è indispensabile che tali opere vengano rapidamente completate;

   per  sapere  quali interventi si intendano porre in  essere  per
  riprendere e completare i lavori citati in premessa sulla  strada
  provinciale Linguaglossa - Zafferana ed in quanto tempo si  pensi
  di poterli concludere.» (1722)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1722,  si
  fa presente che la provincia regionale di Catania, con nota prot.
  122/Ass.  del  26  ottobre 2004 (pervenuta nel  mese  di  gennaio
  u.s.),  ha  comunicato che il competente servizio  Territorio  ed
  Ambiente  sta provvedendo ad ultimare i lavori di pulitura  delle
  scarpate  e dei bordi stradali ancora infestati dalla vegetazione
  lungo l'arteria viaria Linguaglossa-Zafferana.
   Per  completezza di informazione, l'Amministrazione  provinciale
  riferisce,  inoltre,  che  nel  vigente  Piano  triennale  OO.PP.
  2004/2006, per l'anno 2005, è inserito alla priorità generale  n.
  342  il progetto di ammodernamento della strada in questione,  la
  S.P.  59/IV,  dal  km  1+000  al km 3+100  per  complessivi  euro
  2.582.285,  che  risolverebbe il problema del  restringimento  di
  carreggiata nel tratto segnalato.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES   -  CATANIA  G.  -  MAURICI.-  «All'Assessore   per   la
  cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato   e   la   pesca   e
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che:

   nel  comune  di  Vizzini  si  sta  sempre  più  sviluppando   il
  commercio ambulante in forma abusiva;

   tale  situazione  non solo è pericolosa per i  consumatori,  che
  non  conoscono la provenienza dei prodotti, ma di fatto penalizza
  anche il commercio regolarmente autorizzato;

   la  Polizia  municipale,  che dovrebbe vigilare  sulle  attività
  sopra  evidenziate,  viene invece concentrata  per  il  controllo
  elettronico della velocità;

   occorre  pertanto potenziare il Corpo di Polizia  municipale  al
  fine di garantire lo svolgimento di tutti i servizi demandati  al
  Comando, con particolare riferimento al controllo sull'abusivismo
  commerciale  ed  al controllo della viabilità in  prossimità  dei
  punti nevralgici del comune;

   per  sapere quali iniziative urgenti intendano intraprendere  al
  fine di risolvere quanto in premessa indicato.» (1723)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.«Con  riferimento alla interrogazione numero  1723,  si
  fa  presente  che sulla questione in essa rappresentata  è  stato
  interessato  il comune di Vizzini che, con nota prot. 20451/22715
  del 12 ottobre 2004, ha comunicato quanto segue.
   La  presenza  di  commercio  ambulante  nell'ambito  comunale  è
  piuttosto modesta.
   Essa  riguarda soprattutto una ristretta tipologia  di  prodotti
  alimentari (e in particolar modo ortofrutticoli). Tale  forma  di
  commercio  viene  effettuata  quasi  esclusivamente  da  soggetti
  appartenenti alla categoria dei produttori agricoli, ai quali  la
  normativa  di  settore in vigore consente  la  vendita  in  forma
  ambulante dei prodotti dei propri fondi.
   E'  nota  la  necessità di potenziare l'organico  del  Corpo  di
  Polizia municipale, stante l'attuale carenza degli organici.
   Tuttavia  si  sta  cercando  di far  fronte  a  tale  difficoltà
  tramite l'impiego di personale ASU ex LSU, appositamente formato,
  impiegato   in  attività  di  supporto  alle  forze  di   Polizia
  municipale in atto presenti.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

      FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.-  «All'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   la   strada   provinciale   138  è  un'arteria   particolarmente
  transitata da mezzi pesanti;

   la  stessa  versa  in condizioni assai precarie  a  causa  delle
  condizioni del manto stradale;

   tale situazione ha provocato numerosi incidenti soprattutto  tra
  il Ponte Barca e la costruenda tangenziale sud, S.P. 138;

   per  sapere  quali interventi si intendano porre in  essere  per
  ripristinare  il  manto stradale della S.P. 138,  migliorarne  le
  condizioni  di sicurezza e di transitabilità ed in che  tempi  si
  ritenga  di  dover  intervenire anche  al  fine  di  limitare  il
  ripetersi degli incidenti di cui in premessa.» (1724)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1724,  si
  riferisce  che  con  nota prot. 83/ASS dell'8 ottobre  2004  (qui
  pervenuta il 26 gennaio 2005), la provincia regionale di  Catania
  ha  comunicato  che  nella  Strada  provinciale  138  sono  stati
  realizzati  lavori di ammodernamento, ricompresi in  un  progetto
  generale,  del  costo complessivo di euro 2.582.285,00,  inserito
  nel vigente Piano triennale OO.PP. 2004/2006.
   Inoltre, nella medesima arteria viaria, sono stati effettuati  i
  necessari  interventi  manutentivi,  al  fine  di  migliorare  le
  condizioni le condizioni di sicurezza e transitabilità.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

      FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -«All'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   alla  periferia  di Mascalucia (CT), al confine con  Pedara,  si
  estende la Contrada Ombra ed in particolare, nel suo seno, la vie
  Botticelli,  Tintoretto,  Tiepolo,  Giorgione  risultano   essere
  prevalentemente sprovviste di illuminazione pubblica, fognature e
  servizio di nettezza urbana;

   lungo  dette  strade risulta, tra l'altro, ancora ammonticchiata
  la cenere vulcanica caduta oltre un anno addietro;

   i  cittadini  residenti  nella zona, da tempo,  lamentano  senza
  fortuna, tale precaria situazione;

   per  sapere  quali interventi si intendano porre in  essere  per
  dotare  la  Contrada  Ombra  di Mascalucia  di  tutti  i  servizi
  necessari,  già  descritti in premessa, ed entro quali  tempi  si
  pensi di poter intervenire.» (1725)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1725,  si
  fa  presente che il comune di Mascalcia, con nota prot. 21243 del
  12 ottobre 2004, ha comunicato quanto segue.
   Le  vie Botticelli, Tintoretto, Tiepolo e Giorgine sono traverse
  -  non  dotate di sbocco e poste al confine con il territorio  di
  Pedara  -  di via Belpasso Pedara, arteria dotata di impianto  di
  pubblica  illuminazione di competenza provinciale, in  quanto  ex
  regia trazzera.
   Il  Piano  regolatore  non  ha definito  le  superiori  traverse
   strade  pubbliche , individuandole quali strade private in  area
  C1.
   Le   suddette  arterie  sono,  di  fatto,  come  da  annotazione
  catastale,  private e formatesi per ritiro del muro di  cinta  da
  parte dei frontisti.
   In  atto le stesse non sono delimitate all'ingresso della  regia
  trazzera da chiusura, consentendo il libero transito a pedoni  ed
  automezzi.
   Con  riferimento alle arterie della suddetta tipologia  (private
  aperte  al  transito),  presenti  in  notevolissim  onumero   nel
  territorio comunale, l'Amministrazione ha attivato di recente uno
  studio  mirante ad individuare la migliore soluzione per la  loro
  eventuale acquisizione al Demanio, al fine di poter fornire  quei
  servizi  (pubblica  illuminazione in particolare)  richiesti  dai
  cittadini residenti.
   Tuttavia,  si  deve  far  constatare al riguardo  l'ingentissimo
  sforzo economico che conseguirebbe per l'Ente, stante la presenza
  per  il  70  per  cento  del territorio di  casi  della  medesima
  fattispecie.
   Circa  il servizio di nettezza urbana e di spezzamento,  invece,
  di recente è stato rimodulato il servizio esistente, estendendolo
  a  tutte le arterie del comune, con attivazione a partire dal  1
  gennaio 2005.
   Sul  servizio  fognario,  carente su  tutto  il  territorio  per
  problematiche  di  collegamento  del  collettore   di   Nicolosi-
  Misterbianco,  non  è  possibile  prevedere  al  momento   alcuna
  soluzione.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   piazza  I.  Roberto è uno slargo, sito nel quartiere  Cibali  di
  Catania, attraversato da quattro vie: Scannapieco, Torresino,  S.
  Catania e Cibele;

   la  precipua conformazione di piazza I. Roberto derivante  dallo
  sviluppo  altimetrico  (è  sita a  valle  di  una  discesa),  dal
  pericoloso intrecciarsi di ben quattro vie, dalla presenza di una
  scuola e di altre strutture private densamente frequentate  rende
  assai elevato, in tale punto, il rischio di incidenti;

   nella  suddetta piazza, tuttavia, la segnaletica  orizzontale  e
  verticale è assolutamente insufficiente, tale da non garantire né
  un  fluido scorrimento del traffico né la sicurezza degli  stessi
  autoveicoli in transito;

   considerato che in numerosi altri punti della città  di  Catania
  ai crocevia particolarmente pericolosi e/o ostativi per il fluido
  scorrimento del traffico è stato posto rimedio con la costruzione
  di apposite rotatorie a raso;

   per sapere:

   quali  provvedimenti urgenti si ritiene di  dover  adottare  per
  porre  in sicurezza il transito dei veicoli in piazza I.  Roberto
  (quartiere Cibali) a Catania;

   se  non  si ritiene di dover garantire la sicurezza dei  veicoli
  che  transitano nella piazza in oggetto con la costruzione di una
  rotatoria a raso (eventualmente anche con strutture mobili),  con
  un'adeguata segnaletica orizzontale e verticale e con  tutti  gli
  strumenti  che  si  ritengano utili, a partire  dai  rallentatori
  ottici/sonori.» (1733)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  1733,  è
  stato  interessato il comune di Catania che, con  nota  prot.  n.
  6091  dell'8 gennaio 2005 a firma del Direttore della IX  Sezione
  Traffico urbano, ha rappresentato quanto segue.
   La  piazza  I.  Roberto,  a causa della conformazione  in  forte
  discesa,  è  stata  già oggetto di interventi  per  la  messa  in
  sicurezza  dell'incrocio,  essendosi  sperimentate,  negli  anni,
  varie   soluzioni  tecniche  di  segnaletica  stradale,  atte   a
  disciplinare l'incrocio secondo canoni di sicurezza.
   Nelle  scorse  settimane, l'VIII Direzione  ha  provveduto  alla
  realizzazione,  a mezzo di barriere New Jersey,  della  rotatoria
  richiesta  dall'onorevole  interrogante,  che  ha  come  primaria
  funzione   quella   di   rallentare   i   veicoli   in   transito
  nell'incrocio.
   Si   ritiene  che  qualora  la  soluzione  produca  gli  effetti
  sperati,   il   manufatto  potrà  essere  realizzato   in   forma
  definitiva.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   in  un  lungo  tratto  della strada provinciale  8/III,  che  si
  estende  da San Giovanni La Punta a Trecastagni,  nonostante  sia
  regolarmente installato, l'impianto di illuminazione pubblica non
  funziona  ormai  da svariati mesi, aggravando la pericolosità  di
  una  strada  che  si  sviluppa  con un  significativo  dislivello
  altimetrico e con una serie di curve tortuose;

   anche  la  strada  provinciale  8/II,  San  Giovanni  La  Punta-
  Viagrande-Trecastagni,  necessita      di  interventi  urgenti  e
  non più rinviabili;

   nel  tratto che si estende da San Giovanni La Punta a  Viagrande
  sono  presenti  decine di piccoli avvallamenti,  derivanti  dalla
  cospicua presenza di tombini non livellati con il manto stradale,
  che  rendono  poco sicuro il transito dei veicoli, in  specie  di
  quelli a due ruote;

   il  tratto  della  strada provinciale 8/II che da  Viagrande  si
  sviluppa  in direzione nord è illuminato solo parzialmente  ed  è
  quasi  del  tutto  privo di segnaletica orizzontale  (sbiadita  o
  coperta   da strati  di asfalto stesi successivamente) e  che  la
  presenza  di  una folta vegetazione, estesa ben oltre  i  margini
  della   strada,   comporta  una  significativa  riduzione   della
  carreggiata;

   considerato che:

   nelle  strade in oggetto in corrispondenza della stagione estiva
  si  registra  un considerevole aumento del traffico;  circostanza
  che ne eleva il grado di pericolosità;

   nella  stagione invernale, di contro, è frequente il verificarsi
  di  eventi atmosferici, quali nebbia e pioggia, che pregiudica la
  sicurezza dei veicoli in transito nelle strade provinciali 8/II e
  8/III;

   per sapere:

   per  quale  motivo una parte dell'impianto di illuminazione  nel
  tratto  della  strada provinciale 8/III che  si  estende  da  San
  Giovanni  La  Punta a Pedara non sia regolarmente  funzionante  e
  quale ente avrebbe dovuto garantirne la celere riattivazione;

   quali   interventi   urgenti  intenda  porre   in   essere   per
  ripristinare   il   funzionamento   dell'impianto   di   pubblica
  illuminazione in un tratto della strada provinciale 8/III  e  per
  procedere   ad  un'adeguata  riqualificazione  della  segnaletica
  orizzontale e verticale;

   quali   interventi   urgenti  intenda  porre   in   essere   per
  ripristinare  le  condizioni minime  di  sicurezza  nella  strada
  provinciale  8/II,  con particolare riferimento all'installazione
  dell'impianto   di  pubblica  illuminazione,  ove   assente,   al
  rifacimento  della  segnaletica orizzontale e verticale  ed  alla
  rimozione  della  vegetazione che ha  ormai  invaso  parte  della
  carreggiata.» (1754)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1754,  la
  Provincia regionale di Catania,  con nota prot. n. 150/ASS dell'8
  ottobre 2004, ha riferito quanto segue.
   L'impianto  di  illuminazione  pubblica  lungo  la  SP  8/III  è
  perfettamente    funzionante:   il    ritardo    nell'attivazione
  dell'energia  elettrica è stato provocato da intoppi  burocratici
  collegati  alla  fornitura dell'energia stessa,  ormai  da  tempo
  superati.
   Per  l'impianto  di  illuminazione  della  SP  8/II,  si  dovrà,
  invece,  predisporre apposito progetto da inserire nel P.T.OO.PP.
  2005/2007.
   L'Amministrazione  interessata fa sapere,  infine,  che  ha  già
  provveduto  alla  rimozione  della  vegetazione  lungo  i   bordi
  stradali, mentre per la segnaletica procederà, al più presto,  al
  necessario ripristino.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  - MAURICI - CATANIA G. - «All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   la  via  Passo Gravina rappresenta una delle principali  arterie
  per  il  traffico veicolare in ingresso ed uscita da Catania,  in
  specie  per  il  transito dei mezzi provenienti e/o  diretti  nei
  comuni a nord del capoluogo;

   la  strada in oggetto è dotata di uno spartitraffico centrale  e
  di  un'ampia carreggiata, specifiche caratteristiche che di fatto
  dovrebbero  agevolare  il  fluido e  sicuro  percorrimento  della
  stessa;

   nelle  ore  a bassa densità di traffico, tuttavia, la via  Passo
  Gravina,  proprio per le precipue caratteristiche di  cui  sopra,
  alle   quali   bisogna  aggiungere  un  considerevole  dislivello
  altimetrico,  è  sempre  più  spesso  percorsa  a  velocità   ben
  superiore a quella prevista dal codice della strada con intuibili
  pericoli  sia  per  i  mezzi in transito che  soprattutto  per  i
  pedoni,  considerato  che nella strada in  oggetto  insistono  un
  ospedale,  alcuni  esercizi commerciali  e  decine  di  complessi
  edilizi;

   attualmente   nella  via  Passo  Gravina  non  sono   utilizzati
  adeguati  strumenti per contenere la velocità di  attraversamento
  entro i limiti imposti dal codice della strada;

   per  sapere quali provvedimenti urgenti intenda porre in  essere
  affinché  vengano ristabilite condizioni di sicurezza  nella  via
  Passo  Gravina, con particolare riferimento alla riduzione  della
  velocità  di  transito entro i limiti imposti  dal  codice  della
  strada  e  se  non  ritenga  di  dover  adottare  tutti  i  mezzi
  necessari,  quali,  ad  esempio,  rallentatori  ottici,   sonori,
  rotatorie a raso e/o dossi artificiali, per il raggiungimento  di
  tale scopo.» (1758)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1758,
  questo Assessorato ha sollecitato il Comune di Catania al fine di
  conoscere  i  provvedimenti posti in essere  per  ristabilire  le
  condizioni di sicurezza nella via Passo Gravina.
   Con nota della XIV Direzione traffico urbano, prot. 6092 del  19
  novembre   2004  (pervenuta  il  26  gennaio  2005),  il   comune
  interessato ha riferito quanto segue.
   La  via  Passo  Gravina  è  fornita di apposita  segnaletica  di
  sicurezza  in  ordine  a  segnali di limite  di  velocità,  bande
  ottiche e ottico-acustiche di rallentamento, passaggi pedonali  e
  semafori, oltre ad una lanterna semaforica a lampeggio.
   Pertanto,    nel   condividere   le   preoccupazioni    espresse
  dall'onorevole  interrogante, l'Amministrazione comunale  ha  già
  predisposto  un progetto esecutivo che modifica l'intero  assetto
  della strada, inserendo diversi cappi di inversione e mantenendo,
  proprio ai fini della sicurezza, il nastro stradale di dimensioni
  costanti   da   via   Carrubella  fino   alla   Circonvallazione;
  quest'ultimo tratto viene modificato in modo da essere funzionale
  al   progetto  della  nuova  Circonvallazione,  tratto   Gioieni-
  Sebastiano Catania.
   Il  progetto  de quo, inserito nel piano triennale,  è  solo  in
  attesa  di  accensione  del  mutuo  per  essere  posto  in   gara
  d'appalto.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   GENOVESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   con  esposto del 18/10/2003 a firma dei consiglieri  del  gruppo
  di  minoranza del Comune di San Fratello (ME), è stata denunciata
  una serie non indifferente di violazioni di legge ed irregolarità
  posti in essere dall'amministrazione comunale;

   l'impressionante  quadro di irregolarità, tra cui  l'affidamento
  di  incarichi  professionali e di lavori pubblici in  assenza  di
  copertura  finanziaria ed in costante violazione della  normativa
  disciplinante la materia, si riferisce altresì al periodo di poco
  antecedente   l'apertura  della  campagna   elettorale   per   le
  amministrative del 2003, configurando di fatto i reati di voto di
  scambio  e  di abuso d'ufficio, tant'è che sui medesimi  illeciti
  contabili  ed  amministrativi è attualmente in corso un'inchiesta
  della Magistratura;

   considerato   che   a   seguito  dell'esposto   di   cui   sopra
  l'Assessorato  della famiglia, delle politiche  sociali  e  delle
  autonomie  locali  ha disposto l'acquisizione  dei  provvedimenti
  'incriminati' ma, a tutt'oggi, non risulta essere stato  adottato
  alcun  provvedimento repressivo e sanzionatorio, neanche  in  via
  cautelare;

   per sapere:

   le  ragioni  di  tanta  inerzia  da  parte  dell'Assessorato  in
  questione, organo deputato al controllo sugli enti locali;

   se  e  quali urgenti ed opportuni provvedimenti il Governo della
  Regione intenda adottare al fine di assicurare il rispetto  della
  legalità  e  della trasparenza amministrativa nel comune  di  San
  Fratello.» (1891)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.«A seguito della presentazione di un esposto datato  18
  ottobre  2003, a firma dei consiglieri comunali di minoranza  del
  comune  di  San  Fratello,  è  stato disposto,  con  decreto  del
  Dirigente  generale  del  Dipartimento regionale  della  famiglia
  prot.  n. 558 del 9 marzo 2004, un accertamento ispettivo  presso
  il predetto Ente locale.
   La  relazione ispettiva, prodotta dal funzionario incaricato  di
  effettuare  gli  opportuni accertamenti,  è  stata  trasmessa  al
  Sindaco  del comune interessato, con l'invito a controdedurre  in
  merito  alle  deliberazioni di G.M. nn. 252 e 256 rispettivamente
  del 24 settembre e 8 ottobre 2003.
   Con  nota del 13 ottobre 2004, il Sindaco ha fornito ha  fornito
  le seguenti controdeduzioni.
   La  delibera  di  G.M.  n.  252 del 24 settembre  2003  risulta,
  previa  comunicazione  agli interessati, decaduta  in  forza  dei
  provvedimenti  di  G.M. nn. 14 e 15 del 6 febbraio  2004.  Nessun
  onere  è derivato al comune, in quanto risultano finanziati,  con
  le   citate   delibere,   solo  due  cantieri;   opere   valutate
  positivamente dall'organo consiliare nella seduta del  20  giugno
  2004 con provvedimenti numeri 43 e 44.
   Per  quanto  concerne la delibera di G.M. n. 256 dell'8  ottobre
  2003,  l'Amministrazione riferisce che l'impegno di  spesa  è  di
  competenza dei dirigenti, così come eventuali proposte di  debiti
  fuori  bilancio  devono essere sottoposte  alla  valutazione  del
  Consiglio comunale dagli organi burocratici.
   L'ordinanza   sindacale  n.  22/03  faceva  obbligo  all'ufficio
  competente  di procedere alla relativa annotazione contabile.  La
  delibera  di  Giunta  in  questione,  pertanto,  si  limita  alla
  regolarizzazione  nell'anno di riferimento e  nessun  rilievo  di
  debiti  fuori bilancio è stato evidenziato dall'ufficio contabile
  nel riequilibrio o nell'assestamento di bilancio.
   Ne  consegue,  conclude il Sindaco di San Fratello,  che  nessun
  onere è derivato al comune dagli atti deliberativi suindicati.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NUMERO 151 - NORME STRALCIATE/A:  DISPOSIZIONI
  FINANZIARIE  URGENTI  E  PER LA RAZIONALIZZAZIONE  DELL'ATTIVITà
  AMMINISTRATIVA

    -All'articolo 7:

     Subemendamento A1R sostitutivo degli emendamenti A1, A1.1 e
   A1.1.1:

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
  della  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005  sono
  apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:

  UPB           1.4.1.5.2               Capitolo           100314
  +    250

  UPB           1.5.1.1.2               Capitolo           112507
  +    100

  UPB           1.6.1.1.2               Capitolo           116504
  +    250

  UPB           1.6.1.1.2               Capitolo           116516
  +    200

  UPB           1.4.1.1.1               Capitolo           108106
  +      70

  UPB           4.2.1.5.3               Capitolo           215708
  +    540

  UPB           4.2.1.1.1               Capitolo           212008
  +    200

  UPB           1.7.1.1.2               Capitolo           120509
  +      30

  UPB           12.3.1.3.1              Capitolo           478110
  +    750

  UPB           1.4.1.1.2               Capitolo           108505
  +      50

  UPB           6.2.1.3.5               Capitolo           272519
  + 3.761

  UPB  4.2.1.5.2      Capitolo 215704, accant.  1003            -
  6.201

  2.  Alla  Tabella H allegata alla legge regionale  28  dicembre
  2004, n. 17, Amministrazione beni culturali è aggiunta la somma
  di  25  migliaia di euro, da erogare all'Associazione culturale
  Pompeo Colaianni di Enna.

  3.  Per  le finalità del comma 2 è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2005,  la spesa di 25 migliaia  di  euro,  cui  si
  provvede  mediante  riduzione  della  spesa  autorizzata  dalla
  Tabella  H allegata alla legge regionale 28 dicembre  2004,  n.
  17, articolo 128, UPB 1.4.1.5.1, capitolo 109702.'

                       Emendamenti aggiuntivi

    Subemendamento A1R.3:

  1.  Alla  Tabella H allegata alla legge regionale  28  dicembre
  2004,  n. 17, per l'esercizio finanziario 2005, è apportata  la
  seguente modifica:

  UPB         12.2.1.3.3                  Capitolo         473709
  - 50

  2.  Nello  stato  di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione,  per  l'esercizio finanziario 2005, sono apportate  le
  seguenti modifiche in migliaia di euro:

  UPB 12.1.1.1.2  Capitolo 470302            + 50

   Subemendamento A1R.4:

  Aggiungere i seguenti commi:

  1.  L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
  e le autonomie locali è autorizzato ad erogare all'Associazione
  recupero cerebrolesi con sede a Palermo un contributo annuo  di
  15 migliaia di euro.

  2.  Agli  oneri di cui al comma 1 si fa fronte, per l'esercizio
  finanziario  2005, mediante riduzione di parte di disponibilità
  dell'UPB 3.2.1.3.1, capitolo 183740. Per gli esercizi 2006-2007
  l'onere  valutato  in 15 migliaia di euro trova  riscontro  nel
  bilancio pluriennale della Regione.

   Subemendamento A1R.5:

  1.  Al  fine  di consentire la prosecuzione della catalogazione
  dei beni culturali, prevista dalla misura 2.02 Azione A del POR
  Sicilia  2000-2006, l'Assessorato regionale dei beni  culturali
  ed  ambientali  e  della pubblica istruzione  è  autorizzato  a
  prorogare  i  contratti in corso con il personale addetto  alla
  catalogazione fino al 31 dicembre 2006.

  2.  Agli  oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo
  si  provvede  con  i fondi dell'UPB 9.3.2.6.4, capitolo  776405
  dello  stato  di  previsione della  spesa  del  bilancio  della
  Regione.

   Subemendamento A1R.6:

  1.  Nello  stato  di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione,  per  l'esercizio finanziario 2005, sono apportate  le
  seguenti modifiche in migliaia di euro:

          -     UPB     9.4.1.1.1          Capitolo    380502
        +      13
          -     UPB     9.4.1.1.1          Capitolo    380504
        +      10
          -     UPB     9.4.1.1.1          Capitolo    380508
        +        4
          -     UPB     9.4.1.1.1          Capitolo    380520
        +        2
          -     UPB     9.4.1.1.3          Capitolo    380525
        +        6
          -     UPB     9.4.1.1.3          Capitolo    380527
        +      50
          -     UPB     9.4.1.1.3          Capitolo    380531
        +      10
          -     UPB     9.4.1.1.3          Capitolo    380533
        +        4

          -     UPB     9.3.1.1.2          Capitolo    376503
        -       13
          -     UPB     9.3.1.1.2          Capitolo    376506
        -       52
          -     UPB     9.3.1.1.2          Capitolo    376512
        -         5
          -     UPB     9.2.1.1.2          Capitolo    372503
        -       10
          -     UPB     9.2.1.1.2          Capitolo    372506
        -       10
          -     UPB     9.2.1.1.2          Capitolo    372508
        -         3
          -     UPB     9.2.1.1.2          Capitolo    372510
        -         2
          -     UPB     9.2.1.1.2          Capitolo    372512
        -         4