Presidenza del vicepresidente Fleres
ARDIZZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che è in missione, per ragioni del suo
ufficio, l'onorevole Speziale dal 22 al 28 aprile 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per la Famiglia:
N. 1293 - Provvedimenti per la ricostruzione del muro
crollato in via Officina ferroviaria a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1334 - Interventi per il completamento del parco
urbano di via Pedara a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1344 - Misure per il ripristino delle condizioni di
sicurezza in via del Roveto a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1450 - Notizie circa l'agibilità dei locali adibiti a
sede del Comune di San Michele di Ganzaria in provincia di
Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1551 - Interventi per il corretto funzionamento ed il
potenziamento della linea AMT che collega i comuni di
Catania ed Acitrezza.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1700 - Misure per la riapertura del museo
antropologico sito nella frazione Macchia del comune di
Giarre (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1702 - Misure per la rimozione dei rifiuti e per la
bonifica della via Scianò che collega le frazioni di
Scillichenti e S. Tecla (Acireale).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1719 - Misure per la tutela dei lavoratori civili del
Distretto militare di Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1720 - Interventi per la riqualificazione delle
strade provinciali 179 e 188 in territorio di Caltagirone
(CT) e di Niscemi (CL).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1722 - Interventi per migliorare la transitabilità
della strada provinciale Linguaglossa - Zafferana (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1723 - Interventi in favore dei commercianti del
comune di Vizzini (CT) e miglior utilizzo del personale di
Polizia municipale.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1724 - Interventi per migliorare le condizioni della
strada provinciale 138 Ponte Banca - Paternò (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1725 - Interventi per migliorare le condizioni di
viabilità di Contrada Ombra, nel comune di Mascalucia (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1733 - Misure per la riqualificazione e la messa in
sicurezza di piazza I. Roberto del quartiere Cibali di
Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1754 - Interventi urgenti per la riqualificazione
delle strade provinciali 8/II e 8/III - Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1758 - Misure urgenti per il ripristino delle
condizioni di sicurezza nella via Passo Gravina del comune
di Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe;
Catania Giuseppe
N. 1891 - Provvedimenti urgenti per il ripristino della
legalità e della trasparenza amministrativa nel Comune di
San Fratello (ME).
Firmatari: Genovese Francantonio
-da parte dell'Assessore per la Presidenza:
N. 818 - Notizie sulla vendita di beni immobili ubicati
nel territorio della Regione siciliana.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1078 - Completamento della piscina comunale di Giarre
(CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1351 - Notizie circa l'accordo regionale quadro sulle
modalità di utilizzo delle aspettative, dei permessi nonché
delle altre prerogative sindacali.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1199 - Interventi per la rideterminazione del
trattamento retributivo e di quiescenza a favore di alcuni
ex dipendenti regionali.
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 1714 - Iniziative al fine di pervenire alla
composizione delle controversie aperte a seguito della
nuova e diversa interpretazione dell'art. 12 della legge
regionale n. 21 del 1986.
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della presente seduta.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
Norme sulla partecipazione della Regione siciliana al processo
normativo dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione
degli obblighi comunitari (n. 992)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 20
aprile 2005.
-
Annunzio di presentazione di disegno di legge e del relativo
invio
alla competente Commissione
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla Commissione legislativa Ambiente e
territorio' (IV):
Norme per il monitoraggio dell'inquinamento elettromagnetico e
per la regolamentazione delle sorgenti di campi elettromagnetici
(n. 991)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Formica, Incardona, Infurna,
Ioppolo, Neri, Sammartino e Virzì in data 15 aprile 2005
inviato in data 20 aprile 2005.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla Commissione legislativa Affari Istituzionali'
(I):
Istituzione della consulta giovanile comunale (n. 990)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 15 aprile 2005.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che:
l'onorevole Beninati, in data 14 aprile 2005, ha chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 903 Norme per la
libera circolazione delle Forze dell'ordine sui mezzi di
trasporto pubblico locale presentato dagli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici;
l'onorevole Infurna ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 964 Norme per il trasporto pubblico locale
per la libera circolazione delle Forze dell'Ordine
nell'espletamento delle loro funzioni presentato dagli onorevoli
Spampinato, Galletti e Vitrano.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico che il seguente parere è stato reso in
data 12 aprile 2005 dalla competente Commissione legislativa
Ambiente e Territorio' (IV):
- Regolamento di organizzazione dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente (ARPA-Sicilia) . (n.360/IV)
-reso in data 13 aprile 2005
-inviato al Presidente della Regione in data 14 aprile 2005
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
-N. 2189 - Delucidazioni circa le linee guida per le
Sovrintendenze ai beni culturali e ambientali della Regione.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano
-N. 2191 - Stanziamento delle somme necessarie a seguito della
dichiarazione dello stato di emergenza per il Comune di
Poggioreale (TP) in conseguenza dello straripamento del fiume
Belice.
-Assessore Agricoltura
-Assessore Presidenza
-Firmatario: Oddo Camillo
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
-N. 2188 - Notizie circa la manutenzione stradale nel comune di
Paternò (CT).
-Assessore Famiglia
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato
-N. 2190 - Motivi della mancata individuazione del territorio di
Acate (RG) quale sede di una enoteca regionale.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano
-N. 2192 - Interventi al fine di garantire un presidio
farmaceutico permanente presso la frazione di Triscina del comune
di Castelvetrano (TP).
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Forgione Francesco.
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
n. 247 - Notizie circa un piano di lottizzazione dell'area
denominata Cala Croce' nell'isola di Lampedusa e sull'accensione
di un mutuo da parte della locale Amministrazione comunale.
Presidente Regione
Firmatari: Orlando, Ferro e Miccichè.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
n. 424 «Interventi a livello centrale per assicurare una
dotazione organica di personale rispondente alle effettive
esigenze della scuola siciliana», degli onorevoli Morinello,
Ferro, Miccichè e Raiti;
n. 425 «Iniziative per una rapida riforma del settore turistico
ed adozione di una politica promozionale volta alla
valorizzazione delle risorse presenti nel territorio», degli
onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Tumino e Zangara.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 423
Interventi per assicurare l'adeguato funzionamento dell'ufficio
del Magistrato di sorveglianza , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Burgaretta Aparo, Turano.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ARDIZZONE segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
Constatato che:
gran parte dei detenuti presenti nelle carceri della Sicilia
lamenta l'insostenibile lentezza con la quale i diversi uffici
del Magistrato di sorveglianza operanti nella Regione, ciascuno
per competenza territoriale, espletano le pratiche di loro
pertinenza;
tali ritardi, di fatto, negano o limitano fortemente ai diversi
detenuti la possibilità di usufruire dei benefici previsti dalla
legge: permessi, liberazioni anticipate, colloqui, etc.;
i disagi connessi a quanto sopra deteriorano i rapporti
interpersonali tra i detenuti e tra questi ed i loro familiari,
esasperando le condizioni di contesto;
la situazione descritta pare sia l'effetto della gravi carenze
di organico dei magistrati;
in particolare, la questione assume dimensioni assai
preoccupanti nella provincia di Siracusa dove, a fronte di circa
1.500 detenuti, pare sia in servizio un solo magistrato, dato che
il secondo magistrato è in atto assente per maternità, come
segnalato in un esposto sottoscritto da circa 550 reclusi della
casa di reclusione di Brucoli;
Ritenuto che sia indispensabile un forte intervento presso il
Ministero della Giustizia affinché tali situazioni siano
tempestivamente affrontate e risolte, così da rimuovere il
disagio lamentato e ridare certezza alle attese degli
interessati,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire tempestivamente presso il Governo nazionale ed
il Ministro della Giustizia affinché venga risolta la questione
descritta, attraverso un consistente rafforzamento dell'organico
degli uffici dei Magistrati di sorveglianza, così da assicurare
tempi certi e celeri nelle procedure riguardanti le loro
competenze e ridare serenità alla popolazione detenuta, presente
nella Regione e nella provincia di Siracusa in particolare.»
(423)
PRESIDENTE Dispongo che la mozione testé annunziata venga
demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perché ne determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
finanziarie urgenti e per la razionalizzazione dell'attività
amministrativa» (151 - Norme stralciate/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge « Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa» (151 - Norme
stralciate/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella scorsa seduta avevamo
accantonato una serie di emendamenti per accertarne l'impatto
sopratutto di natura finanziaria ed avevamo accantonato anche
l'articolo 10 che riguarda la materia referendaria.
E' opinione della Presidenza, ove l'Aula sia d'accordo, di
stralciare l'articolo 10 dal disegno di legge, riguardante -
ripeto - la materia referendaria, perchè si affronti tale materia
in maniera più articolata e completa nella competente Commissione
che, appunto, ne farebbe un disegno di legge stralcio se riterrà
di doverlo fare.
Ove ci fosse un assenso in questa direzione, così potrebbe
essere stabilito. Ovviamente, con l'articolo 10 si sposterebbero
alla Commissione di merito gli emendamenti connessi alla medesima
materia.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, non sono d'accordo sulla sua
proposta, intanto perché l'articolo 10 è stato dichiarato
ammissibile ed è già in questo testo, è stato semplicemente
accantonato.
Non si può andare in Commissione perché siamo già con i tempi
avanzati rispetto al referendum che è indetto, i comizi sono
indetti, la propaganda è già partita. Non si può andare oltre in
un balletto che, da un lato, impedisce lo sviluppo della campagna
referendaria e dall'altro tiene il Parlamento sospeso su una
decisione rispetto alla quale, signor Presidente, mi pare sia
maturato anche un livello di dibattito politico in queste ore che
può portare l'Aula ad assumere decisioni in merito.
Quindi, io credo che se decisione va presa, nessun rinvio in
Commissione di merito perché il referendum è indetto; i comizi
sono iniziati; l'Assemblea regionale non può modificare la legge
elettorale. Non la può modificare. Questo prescrive la legge.
Non si può modificare una legge a referendum indetto con un
procedimento legislativo
PRESIDENTE Onorevole Forgione, probabilmente non è stato
chiaro ciò che ho detto.
FORGIONE Non possiamo rinviare alla Commissione, signor
Presidente.
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Forgione, al fine di evitare
che lei faccia un intervento su una cosa diversa da quella che io
ho detto, perchè così mi sembra, volevo precisare che la
questione per la quale si poneva il rinvio in Commissione è
quella riguardante lo svolgimento contemporaneo del referendum
con le elezioni amministrative.
FORGIONE No, signor Presidente, lei propone di stralciare
tutto l'articolo 10 in Commissione.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, la proposta della Presidenza è
quella di stralciare l'articolo 10 che così recita: Svolgimento
contemporaneo del referendum con le elezioni amministrative e
le materie connesse con il medesimo
FORGIONE Ci sono emendamenti specifici rispetto a questo
articolo.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, se lei interrompe e segue il
suo ragionamento le risulterà difficile seguire il mio.
Dicevo, con le materie connesse alla questione referendaria,
esclusivamente referendaria. Poi ci sono le altre materie che non
hanno nulla a che fare con la questione referendaria. La proposta
non le sfuggirà ed è conseguente proprio con le considerazioni
che lei stava svolgendo. Pertanto, risulterebbe ormai
assolutamente intempestivo procedere ad una norma che
modificherebbe l'andamento di un referendum già indetto, già in
fase di realizzazione per quanto riguarda la campagna elettorale
e quant'altro.
Mi sono permesso di proseguire perchè avevo percepito che lei
avesse compreso cose diverse.
FORGIONE Signor Presidente, le pongo un quesito: insistendo
su quell'articolo, alcuni emendamenti riguardanti materia
elettorale e probabilmente lo stesso svolgimento o meno del
referendum, che fine faranno questi emendamenti? Nello specifico,
Signor Presidente, che fine farà l'emendamento che abroga
l'attuale legge elettorale?
PRESIDENTE L'emendamento che abroga l'attuale legge
elettorale non può essere ammissibile in questo contesto perchè
una abrogazione di legge elettorale è una legge elettorale e,
pertanto, subirebbe la stessa procedura referendaria che lei
conosce, dunque si riproporrebbe il medesimo scenario che ci
obbligò a sopprimere dalla legge elettorale regionale la parte
riguardante gli enti locali, proprio perchè questa parte
regionale è sottoponibile a referendum, l'altra - come lei sa-
non è sottoponibile a referendum.
FORGIONE Questo è discutibile.
PRESIDENTE Abrogare una legge elettorale significa di fatto
determinare un'altra legge elettorale, quindi è una legge
elettorale.
FORGIONE Signor Presidente, non siamo d'accordo, chiediamo
che si mantenga accantonato questo emendamento.
PRESIDENTE Questo potrebbe comunque determinare una
alterazione delle procedure referendarie e quant'altro e,
inoltre, comporterebbe la possibilità di sottoporre a referendum
l'intero disegno di legge n. 151, come lei sa.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, ho apprezzato molto la presa di
posizione che ella, a tutela dell'istituzione parlamentare, ha
testé esplicato all'Aula.
Voglio, tuttavia, ricordare a quest'Aula e a quella parte di
deputati, che io stimo, i quali ritengono che la procedura testé
da ella esplicata possa essere una procedura
ORTISI Testé da ella
FORMICA Vedete onorevoli colleghi, ci sono momenti in cui la
discussione può essere anche una discussione agevole, una
discussione tra amici e ci sono momenti in cui prevale o è
obbligatorio che prevalga il senso istituzionale. Mi meraviglia
molto che alcuni esponenti dell'opposizione che da sempre in
quest'Aula hanno richiesto il rispetto delle regole in maniera
assoluta
ORTISI Io ho apprezzato
FORMICA Infatti, non mi rivolgo a lei. Dicevo, colleghi che
hanno sempre richiesto il rispetto puntuale e preciso delle
regole, di fronte all'abrogazione di una legge elettorale che ha
impegnato il Parlamento siciliano per oltre sei mesi e che veniva
dal tentativo nella precedente legislatura, ha abortito poi,
all'ultimo minuto, di riformare sempre questa legge
elettorale....
ORTISI Ha telefonato anche Fini
FORMICA Ha telefonato anche Fini, bravo collega Ortisi Lei
sa che la stimo perché è una persona leale, anche lei deve dare
atto se diciamo cose che sono apprezzabili.
Nel momento in cui, dopo sei-otto mesi che questo Parlamento
riesce, con il contributo di tutte le forze politiche o di quasi
tutte le forze politiche, ad esitare finalmente una legge
elettorale moderna, aperta, rispettosa dei cittadini e della
volontà popolare, si tenta, da parte di quegli stessi colleghi
che invocano le regole, di abrogarla - la legge elettorale - con
un emendamento inserito in una leggina omnibus.
Voglio che rimanga agli atti ciò qualora si dovesse arrivare
a questa soluzione, ma ritengo che non ci si arriverà e,
peraltro, dico sin da ora che Alleanza Nazionale pone un
problema di maggioranza , nel senso che il gruppo di Alleanza
Nazionale, qualora non vengano ascoltate le ragioni del secondo
partito della coalizione, può anche uscire dal Governo
Voglio che rimanga agli atti che interesseremo il Commissario
dello Stato, la cui opera ritengo sia meritevole di
apprezzamento, di valutare se con un emendamento volante in una
leggina omnibus si possa procedere a referendum indetto ad
abrogare la legge elettorale che ha richiesto un anno di lavoro.
Molti dicono che non si vuole fare il referendum perché si
rischia di perderlo. La verità è il contrario La verità è che si
tenta con una manovra di Palazzo di sottrarre al popolo, ai
cittadini, la possibilità di giudicare la legge con un referendum
che è stato giusto chiedere e l'avremmo chiesto noi...
FORGIONE L'abbiamo chiesto noi contro di lei, onorevole
Formica Non capovolga le cose Risolvetelo nella vostra
maggioranza Ci sono già i manifesti di Rifondazione Comunista in
tutta la Sicilia.
FORMICA Ho detto che è stato giusto chiederlo e l'avremmo
chiesto noi. Ora lo volete abrogare, onorevole Forgione.
Mentitori di professione Onorevole Forgione, lei che difende le
donne, vuole abrogare una norma che apre alle donne. Mentitore di
professione Lo spiegheremo alla gente. Ma un dato è certo: se
questa legge deve essere abrogata, siano i siciliani ad
abrogarla; non può essere un Parlamento con un emendamento
volante, presentato dai mentitori di professione, che da un lato
difendono le donne e dall'altro vogliono cancellare la legge che
apre alle donne; attaccano la maggioranza e cercano gli inciuci
con la maggioranza a difesa delle poltrone. Noi, comunque, se
dovesse passare questa linea, usciremo dalla maggioranza.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
auspicabile in questo momento riavviare in qualche modo un
dibattito assai confuso su una legge elettorale.
Credo che abbiamo due ordini di problemi di natura diversa che
possono essere esaminati con grande tranquillità da parte di
ciascuno di noi, partendo da una considerazione: noi abbiamo una
data di referendum, in questo momento decretata, che è quella del
15 maggio.
Credo che ci sia un problema di rispetto per gli elettori e di
rispetto delle garanzie democratiche per cui questo balletto
sulla data in cui si deve celebrare il referendum, se,
addirittura, il referendum si deve celebrare, comporta un
elemento di difficoltà per quanto attiene al rispetto verso gli
elettori.
Per quel che ho letto sui giornali e ho ascoltato da alcuni
colleghi della maggioranza e considerato che c'è un orientamento
prevalente per abrogare la norma e, credo, altrettanto
legittimamente ci sia anche la necessità di affrontare
l'eventuale possibilità del Parlamento di dotarsi di una nuova
legge elettorale, ritengo più ragionevole e sensato sospendere la
seduta e valutare, da parte del Presidente, l'opportunità di
convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
nella cui sede, meglio che altrove, poter stabilire il percorso
da seguire da qui alle prossime ore.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
si evitasse una discussione su due livelli che sembrano
convergenti ma che in realtà non lo sono.
Considero la proposta fatta dalla Presidenza un'ipotesi davvero
pellegrina
IOPPOLO . peregrina
CRACOLICI Pellegrina
IOPPOLO Cioè che va girando
CRACOLICI Ha capito bene Nel senso che noi siamo in presenza
di un referendum, indetto dal Governo per il 15 maggio. La norma
proposta con questo articolo 10 si prefigge - una cosa che a me
sembra del tutto logica ed ovvia, considerato che il 15 maggio si
voterà anche per le elezioni amministrative - di estendere il
referendum nelle stesse giornate, cioè in due giorni, così come
per le elezioni amministrative, perché, altrimenti, noi saremmo
in una condizione forse senza precedenti.
Al di là del fatto che il Governo regionale abbia indetto il
referendum nella stessa giornata delle elezioni amministrative,
con una motivazione che è all'esatto opposto di ciò che ha
dichiarato il Ministro degli Interni nel promuovere il referendum
sulla fecondazione assistita il 12 giugno per non farlo
coincidere con le elezioni amministrative siciliane.
La Sicilia ha scelto di far coincidere il referendum e le
elezioni amministrative, a Roma si è dichiarato di spostare quel
referendum al 12 giugno perché non lo si poteva far coincidere.
Ma, al di la di questo fatto, rimanendo così le cose si
verificherà che un elettore di Catania, Enna o qualunque altro
comune che si recherà alle urne, se lo farà la domenica avrà
anche la scheda per votare il referendum, se, come probabilmente
faranno tanti elettori, lo farà il lunedì, non avrà la scheda
per il referendum; ripeto, quegli elettori in quei comuni non
l'avranno.
C'è un problema in più, signor Presidente e riguarda lo spoglio
delle schede del referendum che deve essere uniforme in tutta la
Sicilia. Ma nei comuni dove non si voterà per le elezioni
amministrative, chiuse alle ore 22.00 le operazioni di voto, lo
spoglio si aprirà alle ore 15.00 del giorno successivo. Quindi,
avremo delle urne che rimarranno per circa diciotto ore senza
possibilità alcuna di fare lo spoglio elettorale. Mi sembra una
follia
Ecco perché ritengo sia sbagliato che l'Ufficio di Presidenza
proponga di estrapolare l'articolo 10 e di rinviarlo ad un esame
approfondito della Commissione, proprio perché siamo già in
corso d'opera.
Altra cosa è il tema che riguarda l'eventuale abrogazione della
legge per la quale si è chiesto il referendum su cui annuncio il
mio voto favorevole.
Se, come spero, in questa seduta si potrà determinare la
condizione per votare una norma che eviti il ricorso al
referendum e che finalmente faccia scattare un minimo di
ragionevolezza in questo Parlamento, al fine di fare una legge
condivisa da tutte le forze politiche, perché stiamo parlando di
legge elettorale, non di una legge di programma di maggioranza,
anche se ritengo che le due situazioni sono comunque diverse.
Ecco perché ritengo sbagliata la proposta dell'Ufficio di
Presidenza di eliminare da questo testo l'articolo 10, perché ci
troveremmo in una situazione che non ha precedenti, sarebbe un
ennesimo precedente negativo, e anche surreale, che la Sicilia
offrirebbe all'impianto normativo nazionale, ma che non credo che
potrà fare considerare questo un bel primato.
Per tale motivo reputo che si può, signor Presidente,
ipotizzare un'altra strada: di tenere accantonata, così come era
stato già dichiarato in un primo momento, tutta la parte che
riguarda il referendum.
Se al momento in cui si esaminerà l'articolo soppressivo della
legge elettorale, questo venisse approvato, è evidente che
l'accantonato sarebbe superato.
Ma se, come lei ha annunciato, quella norma è addirittura
improponibile, essendoci tra l'altro altri emendamenti depositati
a questo testo, al di là del fatto che ci troveremmo in una
situazione in cui, da un lato si sono dichiarate proponibili le
norme che regolano il referendum, non capisco sulla base di quale
motivazione si renderebbe improponibile una norma cha abroga la
legge per cui è stato fatto il referendum. Stiamo attenti con le
procedure che l'ufficio di Presidenza intende seguire.
In ogni caso, credo che la materia sia così delicata e così
complessa da invitare l'Ufficio di Presidenza a sospendere la
seduta, ad approfondire in apposita Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari il percorso.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Con la
presenza del Presidente della Regione.
CRACOLICI Questo non è un mio problema, è un problema del
Presidente della Regione, che se fosse presente sarebbe meglio;
in ogni caso credo che da parte dell'Ufficio di Presidenza,
rispetto alla delicatezza istituzionale del percorso
amministrativo che stiamo trattando, sarebbe opportuno sospendere
la seduta, approfondire nella Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari e definire un percorso che sia da tutti
condiviso.
FORMICA Signor Presidente, siamo d'accordo su questa
proposta.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'ordine dei
lavori intendo specificare che anche io considero assolutamente
ragionevole sospendere questa seduta perché gli argomenti che
sono in sottofondo, apparentemente, e che con molta sagacia i
nostri interlocutori del centro-sinistra hanno evitato di
prendere di petto, tranne l'onorevole Forgione che in questo caso
rappresenta l'anima vera delle ragioni dell'altro lato, l'anima
magenta, credo che questi argomenti, sui quali si è molto
glissato, sono quelli che in qualche modo, ne accennava anche
l'onorevole Ortisi, tranne qualche diktat romano, vedono
impegnata Alleanza Nazionale coerentemente sulla medesima linea
di revisione del Tatarellum da almeno due legislature.
Credo che non sia consentito in un gentleman agreement , in un
patto tra gentiluomini, allorché si stipula un patto di governo,
glissare su cose che non sono collaterali, che non sono danni od
effetti collaterali, ma sono fondanti, qualificanti e per noi era
fondante e qualificante il tipo di rappresentanza popolare che
noi indicavamo come obiettivo giusto e qualificante ai siciliani.
Abbiamo spiegato, abbondantemente - senza togliere nulla alla
sacrosanta memoria di Pinuccio Tatarella, che era l'uomo
dell'armonia e della saggezza - che quella era una norma
emergenziale, che fu raggiunta perché fu conseguita con un centro-
sinistra che era convinto di essere la gioiosa macchina da guerra
e che - come ci ha ricordato l'onorevole Forgione con quella
legge elettorale costruita in quel modo - era convinto, nella sua
supponenza, in quel preciso momento storico italiano, di
conquistare una per una tutte le Regioni a statuto ordinario.
Che ci riflettano i colleghi della cosiddetta maggioranza di
centrodestra che molto spesso di tinteggiatura di destra non ha
preso nulla, ci riflettano E' una legge sulla base della quale
il centro-sinistra, tenendo in piedi tutti i suoi mille cespugli
di cui non si capisce la ragione storica, anche perché
successivamente, cari colleghi, di storia, di cultura, di
politica, di filosofia bisognerà pur parlarne in quest'Aula, non
possiamo parlare solo di tombini e di contributi straordinari per
la fondazione di questo o di quell'altro.
Personalmente non riesco a capire la differenza fra il Partito
Comunista d'Italia, Rifondazione, il Partito Comunista filo-
coreano, filo-vietnamita, fra i Verdi, fra gli Ambientalisti, non
lo capisco.
Allora mi permetto di richiamare il centro-destra alla saggezza
della legge che abbiamo fatto perché è una legge che può produrre
un certo effetto in Toscana, ma noi siamo in Sicilia, siamo nella
terra dei Gattopardi.
E quindi, se qualcuno pensa di vincere sulla base di tecnicismi
elettorali, sbaglia, si vince e si perde per ragioni politiche,
storiche, sociali, morali, per il momento, per la contingenza,
per la crisi e per la risposta alla crisi, non si vince perché
c'è il trucchetto, lo sbarramento, perché gli sbarramenti si
aggirano facendo le coalizioni e le concentrazioni di liste, non
prendiamoci in giro.
Nella Sicilia dei Gattopardi, il fondamento che vuole tenerci
inchiodati alla realtà delle lobby partitiche che si riuniscono
negli ascensori è il problema del listino, lo spazio per i
delusi, per la serie B della politica o per la serie C che vuole
tornare a tavolino in serie A.
E allora, cari colleghi, ha fatto bene il Presidente del mio
gruppo parlamentare, che è un onestissimo moderato, a dire che su
questo Alleanza nazionale esce dal Governo istantaneamente.
FORGIONE Come a Roma
VIRZI' Io che non sono moderato, sarei uscito soltanto
leggendo i giornali, perché non è consentito, dentro una
maggioranza, mettere gli alleati di fronte a fatti compiuti su
argomenti che sono qualificanti.
Non si fa sul terreno delle buone maniere e della buona
educazione perché non ci siamo iscritti, dopo trenta anni di
battaglie politiche, nel partito della palude.
Siamo assolutamente convinti che la Sicilia debba cambiare e
che la nuova legge, non essendo perfetta, perché in un'Aula
parlamentare si arriva sempre a compromessi, è infinitamente
meglio del Tatarellum da cui proveniamo e che, già la prima
volta, c'è stato imposto con un marchingegno di natura
istituzionale e costituzionale.
E allora, sia chiaro, meglio sospendere, meglio chiarirsi
perché non potremmo accettare che un emendamento su un argomento
che consideriamo fondamentale sul piano storico, politico,
culturale, che sottrae sovranità popolare all'elettorato
siciliano, non accettiamo che pezzi della maggioranza possano
fare valere contro un partito di persone leali e per bene un
colpo di mano con i voti di Rifondazione comunista e dei
comunisti vietnamiti, coreani, e così via.
Non si fa, non è consentito, ci potete provare, ma se lo fate,
lo farete senza di noi, da ora fino alla fine della legislatura.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
collega Formica abbia ragione, sarà paradossale, ma io credo che
abbia ragione.
Non è la prima volta che a me capita di esprimere posizioni un
po' anomale, perché noi abbiamo raccolto le firme per celebrare
il referendum confermativo e noi siamo perché si faccia tale
referendum.
Voglio, però, ricordarle, prima di tutto, che questa storia
dell'abrogazione della legge, attraverso l'emendamento, è un
percorso mediano proposto dal Presidente Cuffaro e da pezzi della
maggioranza a cui lei appartiene, non l'abbiamo proposto noi.
Noi vogliamo celebrare il referendum oppure sono proposte
vostre, le terremo in considerazione ed esprimeremo la nostra
posizione dopo che le avremo ascoltate non attraverso i giornali,
ma in quest'Aula, onorevole Formica mi rifaccio al suo appunto,
che è il locus deputato a dibattere su argomenti importantissimi
come quello sulla legge elettorale.
Prenderemo in considerazione fatti nuovi e ci determineremo di
conseguenza, dopo che fra noi avremo parlato in ordine alla
proposta che ci viene da coloro che hanno approvato questa legge.
Ma, colleghi della maggioranza, onorevole Formica, mi
consentirà di ricordare che questa legge fu approvata con
quarantasette voti e questa è una legge fondamentale di
riscrittura delle regole e che - mi permetterà di ricordare - la
riscrittura delle regole, l'abbiamo detto anche ricorrendo
all'ostruzionismo, si fa in maniera bipartisan, non imponendo la
forza della maggioranza del momento, perché poi va incontro ai
fatti contingenti della politica, alle fibrillazioni a volte
anche esterne al nostro Parlamento ed i fatti lo stanno
dimostrando.
Non voglio entrare nel merito, perché se dovessimo qui
polemizzare, l'abbiamo fatto per notti intere sul ruolo delle
donne e sulla valorizzazione delle stesse, con lei che sostiene
che la donna è valorizzata e promossa da questa legge , dovremmo
discutere altri due giorni ed altre due notti, infatti ritengo
che questa legge mortifica le donne, e poiché le mortifica ci
siamo opposti. Non ve lo ricordate, noi abbiamo parlato dalle tre
alle quattro e mezza di notte su quest'argomento specifico,
quindi, qui non si può dire che se adesso questa legge viene
abrogata, si fa un torto alle donne.
Ma il merito è argomento di campagna referendaria, chiedo scusa
anzi se mi sono permesso per un minuto di entrarci.
Né sono d'accordo, signor Presidente, sulla sua proposta di
rinviare in Commissione.
Sul piano formale lei sostiene di rinviare un articolo che deve
decidere in ordine all'aggiunta del secondo giorno di voto
possibile sul referendum rispetto alle legge vigente.
Ma quale approfondimento dobbiamo portare su un fatto
procedurale sul quale - nel merito sono d'accordo con l'onorevole
Cracolici - si è dibattuto e si è discusso?
E' questa una strategia E strumentale perché si raffreddino le
interlocuzioni.
Allora se è richiesta una sospensione per una Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, noi saremo d'accordo a
discuterne in Conferenza, ma nessuno dica, non dico pensi, che
questo discorso dell'abrogazione della legge attraverso un
emendamento è una iniziativa di chi ha raccolto le firme per
celebrare tale referendum; chi ha raccolto le firme per celebrare
il referendum vuole che il referendum si celebri.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole D'Aquino, assessore per
l'industria, ha chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Saluto agli studenti dell'Università di Messina e dell'Istituto
tecnico di Alcamo
PRESIDENTE Saluto gli studenti della facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di Messina e gli studenti
dell'Istituto tecnico Girolamo Caruso' di Alcamo che questa
mattina sono presenti in Aula e hanno visitato Palazzo dei
Normanni inteso come luogo d'arte e sede istituzionale.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
151/A-Norme stralciate
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ci sono altri deputati
iscritti a parlare e c'è anche una proposta di sospensione per
convocare una veloce Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari.
Se i colleghi ritengono di dovere intervenire adesso ed
esaurire il dibattito con gli iscritti a parlare e poi tenere la
Conferenza è una linea; l'altra è quella di sospendere
immediatamente e svolgere la Conferenza.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, parliamo in
modo ragionevole e evitiamo che l'Aula si trasformi in modo
anticipato in un dibattito sulla legge elettorale, sul contenuto
di essa, considerato che credo ci sia una questione soltanto di
ordine formale, all'articolo 10 c'è un emendamento sostitutivo
del Governo e a questo sono agganciati alcuni subemendamenti, e
tra questi ve ne è uno - voglio correggere Repubblica - a firma
dei deputati Crisafulli e Forgione.
FORGIONE Non esiste. Ho firmato un emendamento con gli
onorevoli Sanzeri, Ferro e Liotta.
SPEZIALE Non c'è, comunque il subemendamento dell'onorevole
Forgione e Crisafulli che hanno lo stesso significato.
Su questo subemendamento, ho letto sulla stampa, che c'è un
orientamento da parte di alcune forze, la maggioranza, di votare
a favore del subemendamento.
E' presente il Presidente della Regione, c'è una proposta
avanzata dall'onorevole Cracolici di sospendere l'Aula, si era in
attesa del Presidente della Regione e adesso è presente,
personalmente sono perché immediatamente si sospenda l'Aula, si
convochi la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
che sia velocissima e, sulla base del risultato della Conferenza,
ci orientiamo.
Mi auguro che sia velocissima considerato che Forza Italia,
l'UDC e tutti gli altri hanno annunciato che vogliono abrogare la
norma, è sufficiente fare la Conferenza e assumerein Aula un
orientamento conseguenziale; viceversa ci si rimette al voto
dell'Aula che infine decide.
Quindi, per quanto mi riguarda, sono perché venga sospesa
immediatamente l'Aula e si convochi la Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei chiarire le posizioni del Governo, per
dare la possibilità poi a quanti vorranno liberamente esprimersi
di fare le proprie valutazioni.
Non ero presente, ma mi hanno riferito che qualcuno ha
annunciato l'uscita dal Governo e il Governo, su questa posizione
della legge elettorale, si è sempre tenuto doverosamente vicino
al Parlamento nel senso che non ha mai interferito su quelle che
sono le scelte del Parlamento, non lo ha fatto nella prima parte,
cioè quando é stata fatta la legge, si guarderà bene dal farlo in
questo momento.
C'é un referendum che il Presidente della Regione ha
puntualmente indetto secondo quanto stabilito dalla legge
approvata da questo Parlamento sui referendum e si voterà il 15
di maggio, con un quesito posto ai siciliani - referendum
propositivo tra l'altro - sulla permanenza o no di questa norma.
Dopo di ciò se il Parlamento, autonomamente, deciderà di fare
scelte diverse, sia ben chiaro, lo fa il Parlamento, perché il
Governo su questa materia non interviene, nel senso che per quel
che ci riguarda ci rimetteremo al voto dell'Aula, non c'é un'idea
del Governo su questa vicenda.
Ho ricevuto - questo sì ho il dovere di dirlo nella qualità di
Presidente - parecchie delegazioni di tutti i partiti, la maggior
parte delle quali ha chiesto di abrogare la legge, altre erano a
sostegno, per la verità la gran parte ha chiesto di abrogarla. In
questo senso sento il dovere di riferire al Parlamento, ma é
chiaro che il Governo non prende posizioni su questo.
Per cui se qualcuno ritiene che se passa la legge debba
prendere una decisione, casomai sceglie di uscire dal Parlamento,
non dal Governo, perché il Governo non sta prendendo decisioni.
Su questa vicenda, lo dico subito con grande lealtà e con
grande franchezza, non sono schierato, né da una parte né
dall'altra.
Ho il dovere, però, di dire, perché questo attiene alle mie
scelte, che il Governo, e soprattutto il Presidente, non ha
vincoli di maggioranza sullo schieramento del referendum.
Per quel che mi riguarda, annuncio, e lo faccio in questo
Parlamento, che se si dovesse fare il referendum, sono tra quelli
che voterà per abrogare la legge, perché sono convinto che più la
gente partecipa meglio sarà.
Non starò lì a difendere questa legge che non é quella che il
Governo aveva voluto e non é quella voluta dal Parlamento perché
é stata stravolta.
Non sono per proporre abrogazioni, il Parlamento decida, io mi
asterrò, lo dico sin da adesso, e lascerò libero il Governo di
votare come ritiene.
Però é chiaro che se si fa il referendum e considerato che
questo attiene alla libertà di coscienza di ognuno, a quello che
pensa, annuncio già qual'é la mia posizione.
Credo di averlo fatto elegantemente in questi giorni, lo
ribadisco qui politicamente poiché nessuno pensi di potere
trasformare quelli che sono i referendum con la partecipazione
del popolo, ed é giusto che ci siano, in referendum che abbiano
altre sottintese scelte, perché questo non lo consentiremo.
Quindi, se si vota in Aula mi astengo e lascio libertà di voto;
se però ci sarà il referendum, dico sin da adesso che sarò tra
quelli che si schiereranno perché la legge venga abrogata e si
torni in Aula a farne un'altra. Grazie.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Presidente della Regione. Mi
sembra che l'opinione prevalente sia quella di sospendere la
seduta per consentire di svolgere una brevissima Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari.
Pertanto, sospendo la seduta e convoco la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 11.55, è ripresa alle ore
13.20).
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, in relazione alle riunioni politiche in
corso, sospendo nuovamente la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.22, è ripresa alle ore 16.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso che tutte le
disposizioni concernenti la materia elettorale, incluso il
referendum, vengono stralciate dal disegno di legge n. 151 -
Norme stralciate /A, unitamente all'articolo 10.
Le predette disposizioni saranno inserite in un nuovo disegno
di legge n. 151 - Norme stralciate bis, che verrà esaminato nel
corso della presente seduta.
Si riprende l'esame degli emendamenti A 1 ed A 5, e relativi
subemendamenti.
Ricordo che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: A1R; A5; subemendamento A5.1 all'emendamento A5;
subemendamenti A1R.3, A1R.5, A1R.6, A1R.7, A1R.8 all'emendamento
A1R;
dagli onorevoli Speziale, Forgione, Liotta, Ortisi:
subemendamento A1R.2, interamente soppressivo dell' emendamento
A1R;
dall'onorevole Speziale: subemendamento A1R.1 all'emendamento
A1R;
dall'onorevole Antinoro: subemendamento A1R4, all'emendamento
A1R;
Preciso, inoltre, che l'emendamento A1R del Governo sostituisce
interamente i precedenti emendamenti del Governo A1, A1.1 e
A1.1.1, che pertanto si intendono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
FORGIONE Signor Presidente, data la delicatezza della materia
trattata, sarebbe necessaria la presenza del Governo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vista l'assenza del Governo,
sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore 17.06)
La seduta è ripresa.
Si passa all'emendamento A1R.2 degli onorevoli Speziale,
Forgione, Liotta e Ortisi.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il Territorio e l'Ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A1R1 dell'onorevole Speziale. Lo pongo
in votazione.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il Territorio e l'Ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento A1R, del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1R.3, del Governo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, poichè l'emendamento A1R.3 è
un'ulteriore novità che il Governo propone all'Aula, sarebbe
opportuno che lo stesso Governo spiegasse la necessità e
l'urgenza di tale emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, le informazioni che provengono
dai nostri uffici attribuiscono a questo emendamento l'esigenza
di stanziare un'ulteriore cifra di 50.000 euro, prelevata dallo
stesso fondo dell'Assessorato, per effettuare le missioni del
personale per competenze dell'Ufficio di Gabinetto.
Pongo in votazione l'emendamento A1R.3. Il parere della
Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1R.4, dell'onorevole Antinoro.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutto il
rispetto per l'associazione citata in questo emendamento, credo
che con questo emendamento si stia snaturando il senso della
legge che è stata presentata in Parlamento, discussa in
Commissione Bilancio .
Se la Presidenza continua a dichiarare ammissibili questo tipo
di emendamenti il tema che si pone è che bisogna non rispettare
le regole in questo Parlamento? Se c'è una legge di misure
urgenti per la finanza della Regione che poi diventano, invece,
centri di spesa, leggi no omnibus, perché ormai facciamo norme di
15 mila euro, cioè quello che normalmente si fa come solidarietà
personale nell'arco di un anno diventa una norma di legge. Il
tema non è chi presenta l'iniziativa, ma chi la porta al voto
dell'Aula.
Signor Presidente, la invito a rivedere la valutazione di
questi emendamenti perché di urgente per l'economia siciliana in
questo tipo di emendamenti non c'è nulla.
Sarebbe ora che questo Parlamento facesse un minimo di
autocritica e qualche passo indietro rispetto ad una prassi
consolidata che vede in ogni spiraglio legislativo di quest'Aula
il tentativo e spesso, purtroppo, anche il raggiungimento
dell'obiettivo di fare norme per 15 mila euro
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A1R.4. Il parere
del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore. La
Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1R.5, del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1R.6, del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1R.7, del Governo.
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché l'Aula
è stata sospesa alle ore 13.15 a seguito di una proposta di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che non si è
mai tenuta?
Non ho compreso perché sia stata sospesa l'Aula, ma
soprattutto, signor Presidente, mi rivolgo a lei perché la
penultima seduta della settimana scorsa si chiuse con un suo
impegno, che fu una minaccia all'Aula, che si sarebbe riaperta la
discussione sulla legge che stiamo discutendo senza che fosse
possibile ad alcuno - lei disse compreso il Governo - di
introdurre ulteriori emendamenti o subemendamenti che
snaturassero quella che già era una legge senza capo né coda,
senza indirizzo, perché non era neanche agganciata, come a volte
avveniva nel passato, ad una legge locomotiva. Lei mi fece anche
la battuta, ricordo, questa locomotiva che passa all'altra
locomotiva forse è più veloce.
Non capisco perché lei abbia sospeso l'Aula alle 13.15 su una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che non si è
tenuta e perché sta consentendo che si presentino ulteriori
emendamenti pirata in un'Aula che ha apprezzato la sua promessa
che ciò non sarebbe accaduto.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, in effetti tutti i
subemendamenti che abbiamo discusso adesso sono manovre interne
ai capitoli degli stessi assessorati, cioè non determinano
maggiorazione di spesa, ma sono operazioni di compensazione.
Peraltro, come lei potrà vedere verificandoli, sono di importi
estremamente esigui.
FORGIONE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare
che stiamo procedendo in modo confuso, ovviamente non per
volontà della Presidenza, ma perché confusa è la gestione
politica di questi lavori.
L'onorevole Ortisi ha posto una questione, a mio avviso anche
pregiudiziale, anche per la serietà e il rigore del nostro modo
di procedere.
Lei ricorderà che la seduta è stata sospesa la scorsa settimana
proprio sulla base di un dibattito che si sviluppò a partire da
una critica al metodo delle leggi omnibus, degli interventi a
pioggia, dell'assalto alla diligenza che con una serie di
emendamenti d'Aula si stavano sviluppando proprio nel corso dei
lavori dell'ultima seduta. E proprio lei, dopo un intervento tra
l'altro accalorato e un confronto tra me e lei, poi disse non
sono ammessi nuovi emendamenti . Il fatto che gli emendamenti qui
proposti intervengano all'interno di capitoli degli stessi
Assessorati non vuol dire niente, Signor Presidente, perché
quando si vedono emendamenti di 15.000 euro, di 20.000 euro siamo
alle prebende, siamo alle regalie preelettorali
A me poco importa che questa metodologia riguardi una
ridistribuzione interna allo stesso Assessorato se mi trovo con
un emendamento in quest'Aula, 15.000 euro a questa associazione
piuttosto che a quell'altra. Il punto è che o abbiamo un
comportamento rigoroso anche rispetto alle decisioni assunte dal
Parlamento - e lei ha detto che non sono ammessi nuovi
emendamenti né del Governo né dall'Aula - oppure non siamo
credibili.
Quanto poi, Signor Presidente, alla sospensione dei lavori di
stamattina ci siamo lasciati con una decisione che ci sarebbe
stata una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per
decidere come procedere. E' vero che ci sono stati problemi
interni alla maggioranza, al centrodestra (non vedo qui Alleanza
nazionale che, probabilmente, ha qualche motivo di sofferenza),
però è anche vero che noi abbiamo ripreso i lavori di quest'Aula
senza che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari si
sia riunita.
Noi possiamo condividere o meno la comunicazione che lei ha
fatto, Signor Presidente, però è anche vero che rispetto alla
decisione di stamattina di convocare la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari lei ci ha semplicemente comunicato
quello che la Presidenza dell'Assemblea ha deciso con i
Capigruppo del centrodestra, e ancora, per fortuna, i Capigruppo
del centrodestra non sono rappresentativi di tutto il Parlamento.
E, comunque, la Presidenza dell'Assemblea per decidere la
prosecuzione dei lavori del Parlamento non può consultare
soltanto i Capigruppo della maggioranza finché ancora la
democrazia esiste e il rispetto delle istituzioni esistono,
perché sul percorso dei lavori di quest'Aula noi potremmo
avanzare proposte rassicuranti per la stessa Aula.
Per esempio, non capisco perché prima dobbiamo approvare le
norme in materia finanziaria, per di più ci state costringendo
ad una forzatura rispetto alle decisioni assunte nella scorsa
seduta, e poi andare all'approvazione dello stralcio. Per
esempio, per rasserenare i lavori d'Aula se si vuole stralciare
la norma elettorale, ad un certo punto si può intervenire sulla
materia elettorale, assumere le decisioni da assumere in materia
elettorale e poi sbloccare con maggiore serenità il percorso dei
lavori che riguardano le norme finanziarie, senza alcuno scambio
tra le norme elettorali e la zozzeria la quale siamo costretti ad
assumere che riguarda questo intervento a pioggia di dieci,
quindici mila euro cioé di interventi palesemente clientelari, a
questa o a quell'altra associazione collegata a questo o a quel
partito o a questo o a quel deputato e poco importa - l'ho detto
nella passata seduta - se il deputato di riferimento di questa o
quella associazione é un cliente del centrodestra o del
centrosinistra. Emendamenti fotocopia e clientelari io non ne ho
e questo lo posso dire con la massima serenità.
Se, quindi, signor Presidente, ci avesse consentito di
discutere in una Conferenza dei Capigruppo che è stata stamattina
qui da lei annunciata e mai convocata, forse avremmo deciso
assieme e meglio il percorso da seguire.
Formalmente le chiedo, e lo chiedo agli altri Capigruppo, una
sospensione della Seduta per riunire la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, che é stata annunciata e non si è mai
tenuta, per rispetto del Parlamento e delle decisioni che lei
stesso, nella qualità di Presidente, ha comunicato; a meno che,
lei dice, che ciò che ci ha comunicato stamattina non vale.
RAITI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, potrei
brevemente riallacciarmi con molta facilità ai ragionamenti che
sono stati fatti prima.
Noi, certamente, non possiamo consentire questa sera, in
quest'Aula, la trasformazione di questo disegno di legge in un
vagone sul quale c'è tutto e il contrario di tutto. E' vero che
in quest'Aula siamo stati abituati, nel corso di questi anni, ad
assistere ad operazioni di questo genere, però é anche vero che
un minimo di rispetto delle regole che ci siamo dati nelle scorse
sedute ci deve essere.
Le questioni che mi preme sottolineare sono due. Innanzitutto,
anche se è vero che le modifiche spesso proposte con questi
emendamenti, siamo solo all'inizio, perché nel corso della seduta
ci saranno, probabilmente, ulteriori emendamenti per poi, forse,
arrivare ad un maxiemendamento. E' bene, quindi, porre la
questione all'inizio per evitare poi di trovarci tutti quanti di
fronte ad una situazione che degenererà ancora di più.
E' vero che questi emendamenti, dicevo, riguardano spesso
assestamenti all'interno delle U.P.B. di ciascun singolo
Assessorato, però non possiamo non dimenticare che le U.P.B.
ricomprendono tutto quello che una volta era diviso in Capitoli e
dentro ci sono spesso parecchie poste in gioco e lo spostamento
da una all'altra posta in gioco significa fare scelte politiche
ben precise che non sono esclusivamente tecniche.
Mi chiedo, allora, come sia possibile oggi andare ad
affrontare queste tematiche in maniera così leggera quando la
Commissione Bilancio , che è competente in materia e che ha il
diritto di esaminare per quali motivi vi sono questi spostamenti
e quali sono le politiche che si vogliono privilegiare, non sia
stata chiamata e non é chiamata a fare un esame preventivo, così
come prevede il Regolamento. Questo già vizierebbe, di fatto,
qualsiasi votazione o qualsiasi scelta che noi andremmo a fare
sugli emendamenti presentati, senza poi dire che, nel caso
specifico, ci sono emendamenti che aumentano la posta in gioco
relativa alle spese degli Uffici di Gabinetto.
Noi sappiamo, già, che gli Uffici di Gabinetto degli
Assessorati comportano delle notevoli spese spesso ingiustificate
e che, a volte, sotto campagna elettorale potrebbe interpretarsi
- non è detto che sia così - che queste spese siano indirizzate
solo ed esclusivamente a fini elettorali per permettere al
personale di muoversi in maniera illegittima rispetto alle cose
che si dovrebbero fare. Soltanto questo dovrebbe indurre la
Presidenza e tutta l'Assemblea a prenderne atto e a non votare
gli emendamenti se prima non vi è una deliberazione specifica
della Commissione Bilancio e, quindi, si presentino in
Commissione Bilancio per l'esame, dopo arriveranno in Aula e li
valuteremo attentamente con la procedura prevista dal
Regolamento.
E' questa, dunque, la proposta che avanzo rispetto agli
emendamenti riguardanti le modifiche delle U.P.B.
Per quanto riguarda l'altro aspetto, è meglio specificare qual
è la posizione che in qualche modo è stata espressa
dall'onorevole Forgione. Sarebbe opportuno - visto che la
materia elettorale è stata già stamattina oggetto di molta
attenzione e crea non poco preoccupazioni, fibrillazioni e
comunque è un nodo politico importante per andare avanti in una
direzione o in un'altra - bloccare i percorsi della materia di
assestamento finanziario e di bilancio e passare immediatamente
all'esame di questo disegno di legge-stralcio che dovrebbe
comprendere la materia elettorale e non solo.
Questo servirebbe a tranquillizzare le forze politiche,
servirebbe a sciogliere il nodo più importante di tutta la
questione che oggi è sottoposta alla nostra attenzione e darebbe
in ogni caso, anche se fosse accettata la proposta che ho fatto
in prima battuta, alla Commissione Bilancio - se il Governo
volesse depositare tutti gli emendamenti che riguardano gli
assestamenti interni - il tempo necessario per esaminarli anche
in separata sede, in maniera appropriata. Darebbe, quindi, loro
non solo la possibilità di esaminarli, ma sarebbe anche uno
strumento per l'Aula. Infatti, dopo che la Commissione
Bilancio avrà esaminato gli emendamenti potrebbe illustrarli
all'Aula così da mettere ciascun deputato nelle condizioni di
capire che cosa si vota, anche all'interno delle U.P.B. e dei
singoli Assessorati, e di votare con scienza e coscienza come
almeno sarebbe richiesto non solo dalle condizioni regolamentari,
ma da un minimo di etica della responsabilità che ciascuno di noi
ogni volta che vota si deve assumere nelle migliori condizioni
possibili.
Quindi, sono queste le mie due proposte che sottopongo a lei,
signor Presidente, e all'Aula. Diamo la possibilità alla
Commissione Bilancio di esaminare tutte le variazioni di
Bilancio e poi esprimersi integralmente in maniera tale che noi
siamo nelle condizioni di farlo; esaminiamo subito l'articolo 10
con tutto quello che riguarda le norme ad esso collegate nel
disegno di legge stralcio così elimineremo il nodo fondamentale
del ragionamento di oggi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, confermo che la decisione di
scorporare la materia elettorale è una decisione che ha natura
esclusivamente tecnica. Tuttavia, mi sembra che la proposta
formulata da alcuni Capigruppo e da alcuni deputati relativamente
alla opportunità di tenere una brevissima Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, mi sembra estremamente seria
e da prendere in considerazione.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta per
consentire la riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 17.30, è ripresa alle ore 20.00)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, per consentire ai Gruppi parlamentari di
approfondire le questioni che sono state oggetto di dibattito
nella seduta di oggi, la Presidenza ha sentito i Presidenti dei
Gruppi parlamentari di tutti i partiti presenti in Assemblea e si
è convenuto, unanimemente, di rinviare la seduta a mercoledì, 27
aprile 2005, alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 424 - Interventi a livello centrale per
assicurare un'adeguata dotazione organica di
personale rispondente alle effettive esigenze
della scuola siciliana.
MORINELLO - FERRO - MICCICHE' - RAITI
N. 425 - Iniziative per una rapida riforma del settore
turistico ed adozione di una politica
promozionale volta alla valorizzazione delle
risorse presenti nel territorio.
BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI -
TUMINO ZANGARA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciate/A)
(Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO-CRACOLICI-FERRO-FORGIONE-GIANNOPOLO
VI - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA.
VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI.
La seduta è tolta alle ore 20.02.
Licenziato dall'Ufficio Resoconti
Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G.- MAURICI.- «Al Presidente della Regione e
all'Assessore alla Presidenza, premesso che:
la filiale di Palermo dell'Agenzia del Demanio ha reso noto,
con avviso di vendita del 4 settembre 2002 prot. 11863, che il 10
ottobre 2002 procederà, in nome e per conto dello Stato, alla
vendita a trattativa privata di immobili a destinazione di tipo
abitativo, siti nei comuni di Palermo e Prizzi;
ai sensi degli artt. 32 e 33 dello Statuto della Regione
siciliana, sono assegnati alla Regione e costituiscono il suo
patrimonio i beni dello Stato oggi esistenti nel territorio della
Regione, ad eccezione di quelli che interessano la difesa dello
Stato o servizi di carattere nazionale;
ai sensi dell'art. 34 dello Statuto, i beni immobili che si
trovano nella Regione e che non sono in proprietà di alcuno
spettano al patrimonio della Regione;
l'Agenzia del Demanio non è legittimata all'alienazione, in
nome e per conto dello Stato, dei suddetti beni per carenza di
potere;
per sapere quali provvedimenti urgenti si intendano assumere
per evitare che l'iniziativa dell'Agenzia del Demanio leda gli
interessi patrimoniali della Regione, con grave nocumento degli
stessi.» (818)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 818, si
rappresenta quanto segue.
La problematica oggetto dell'interrogazione (vendita da parte
dell'Agenzia del Demanio di immobili ubicati nel territorio della
Regione siciliana in nome e per conto dello Stato) è stata da
tempo oggetto di trattazione da parte di questa Amministrazione,
nell'ambito della attuazione del trasferimento dei beni dallo
Stato alla Regione siciliana, di cui si vanno di seguito ad
indicare i passaggi più significativi.
Si premette anzitutto che l'assegnazione, all'Amministrazione
regionale, dei beni immobili dello Stato esistenti nel territorio
regionale, è stata prevista ai sensi degli artt. 32 e 33 dello
Statuto della regione siciliana e relative norme di attuazione
contenute nel DPR 1825/61, mediante l'individuazione in appositi
elenchi da approvarsi con decreti del Presidente della
Repubblica.
Con DPR 467/1967 è stata trasferita alla Regione siciliana una
parte dei beni appartenenti al patrimonio disponibile dello
Stato.
Poiché tale provvedimento conteneva una elencazione non
esauriente dei beni da trasferire si è ripetutamente interessato,
dal 1968 ad oggi, il Ministero delle finanze ed in ultimo
l'Agenzia del Demanio - Direzione centrale di Roma per addivenire
alla compiuta e definitiva individuazione dei beni in questione e
al relativo trasferimento.
Detta tematica è stata altresì trattata dalla Commissione
paritetica per la specifica competenza nell'attuazione della
normativa statutaria ex art. 43 dello Statuto.
La Commissione al riguardo ha riprodotto nello schema il
sistema dinamico di acquisizione dei beni, già introdotto con
l'art. 2 del DPR 684/77 per il demanio marittimo, mediante il
quale la Regione acquisisce i beni statali esistenti nel
territorio siciliano anche dopo l'entrata in vigore dello Statuto
siciliano.
Anche la legge nazionale n. 622/1996 - art. 3, comma 114, ha
confermato il trasferimento ope legis dei beni in esame.
Anche per ciò che concerne i beni appartenenti al demanio
militare, è stata interessata la Commissione paritetica affinché
la problematica in tutti i suoi aspetti trovi la relativa
definizione.
Peraltro, nell'ambito della convenzione che è stata stipulata
in data 31 maggio 2002 con l'Agenzia del Demanio (istituita
giusto DL n. 300/99), è stato anche espressamente previsto
all'art. 2, l'impegno da parte della stessa Agenzia di continuare
a curare l'attività di trasferimento dei beni dallo Stato alla
Regione.
Poiché nel frattempo l'Agenzia del Demanio-Direzione generale
di Roma, ai sensi della legge n. 410/2001, all'art. 1 del decreto
del 19 luglio 2002 ha elencato i beni iscritti in proprietà in
capo allo Stato, questa Amministrazione, ritenuta lesiva detta
attribuzione, ha opposto ricorso amministrativo.
Stante il palese conflitto di provvedimenti adottati ad oggi da
parte dello Stato, nella materia in argomento, con il dettato
statutario e le disposizioni di attuazione dello stesso,
l'Ufficio legislativo e legale è stato incaricato da questa
Amministrazione di promuovere le ulteriori azioni a tutela della
Regione nelle opportune sedi sollevando, ricorrendo i
presupposti, conflitto di costituzionalità avanti la Corte
Costituzionale.
Tale determinazione è stata poi conclamata, giusta delibera
della Giunta regionale n. 301 del 27 settembre 2002.
Pertanto è stato proposto ricorso per conflitto di attribuzione
innanzi alla Corte Costituzionale avverso il decreto 19 luglio
2002 dell'Agenzia del Demanio concernente l'individuazione dei
beni immobili di proprietà dello Stato appartenenti al patrimonio
indisponibile e disponibile, predisposti ai sensi dell'art. 1
comma 1 della legge n. 410/2001 quale ultimo atto lesivo delle
attribuzioni della Regione siciliana previste dall'art. 33 dello
Statuto e delle relative norme di attuazione in materia di
demanio e patrimonio ex DPR 1825/61, nonché per la violazione del
principio costituzionale di leale collaborazione fra Stato e
Regione sotto il profilo della mancata intesa con la Regione
siciliana.
Fermo restando il ricorso amministrativo opposto ed il
conflitto di attribuzione sollevato presso la Corte
Costituzionale, la Presidenza della Regione-Dipartimento del
Personale e dei servizi generali ha posto in essere numerosi atti
e solleciti nei confronti dell'Amministrazione statale e tra gli
atti si segnala anche la nota n. 8909 del 13 dicembre 2002 con la
quale è stata interessata la Commissione paritetica in ordine
alla incompletezza della ricognizione anche degli immobili
interessati dal trasferimento comprendenti anche quelli del
demanio militare.
Peraltro, a fortiori, l'Ufficio legislativo e legale ha
riconosciuto la legittimazione dell'Amministrazione regionale
all'acquisizione del patrimonio immobiliare in forma dinamica e
cioè considerando la totalità degli immobili, fatta eccezione
solo per i beni necessari alla difesa dello Stato o per i servizi
di carattere nazionale, evidenziando la necessità, pertanto,
della stesura di un nuovo atto ricognitorio del patrimonio da
trasferire.
In tale ottica la Presidenza della Regione - Dipartimento del
Personale e dei Servizi generali sta procedendo alla
predisposizione dei nuovi elenchi, che verranno sottoposti alla
Amministrazione statale, in relazione alla prevista intesa di cui
all'art. 5 del DPR 1825/61.»
L'Assessore CIMINO
FLERES - CATANIA G.- MAURICI. - «All'Assessore per gli enti
locali, all'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore alla
Presidenza, premesso che:
la piscina sita in Trepunti (frazione di Giarre) non è stata
mai completata, nonostante il progetto di esecuzione risalga
addirittura al 1985;
ormai della struttura originariamente costruita rimane solo
l'ossatura di cemento armato;
l'impianto sportivo era stato completato in buona parte delle
sue infrastrutture interne ed esterne;
nonostante gli ingenti capitali pubblici investiti la struttura
è attualmente abbandonata, incompleta e, quindi, inutilizzabile;
la piscina, se completata, rappresenterebbe un punto di
riferimento per tutto il comprensorio, consentendo la pratica di
uno sport spesso inaccessibile alle classi sociali meno agiate;
è possibile attivare forme di concessione d'uso a privati in
grado di completare e gestire l'opera;
per sapere quali provvedimenti si intendano porre in essere
affinché la piscina sita nel comune di Giarre venga completata ed
affidata in gestione per il suo uso corrente.» (1078)
Risposta. «Con riferimento ala interrogazione numero 1078, si
rappresenta quanto segue.
L'Amministrazione comunale di Giarre venne a sollecitare negli
anni 80 la costruzione, su area appartenente a terzi, di una
struttura da utilizzare quale piscina coperta provvedendo alla
gestione dell'impianto con i fondi di cui alla l.r. n. 1/1979.
Il progetto venne redatto dagli architetti Patanè Salvatore,
Nicolò Castorina e ingegnere Giovanni Pennini, per l'importo
complessivo di vecchie lire 4.995.000.000 e finanziato
dall'Amministrazione regionale con D.A. n. 4488/85 del 22
dicembre 1985, registrato alla Corte dei Conti il 18 aprile 1986,
reg. n. 2 fg. 234.
I lavori, affidati all'impresa ONDACLEAR SpA di Roma, vennero
consegnati il 28 ottobre 1989 con verbale di pari data e quindi
l'ultimazione rimase fissata per il giorno 28 aprile 1992.
Per decisione unilaterale dell'Impresa, poi, peraltro
dichiarata fallita, i lavori vennero interrotti il 12 novembre
1992.
In seguito, le opere - realizzate dall'ONDACLEAR SpA - vennero
consegnate al Comune di Giarre.
Con D.A. n. 5805 del 27 novembre 1997 venne autorizzata la
prosecuzione dei lavori di costruzione della piscina coperta di
Giarre, affidando la redazione di apposita perizia all'Ufficio
del genio Civile di Catania, con l'utilizzo della somma residua
pari a vecchie lire 1.727.084.044, che con relazione n. 10367 del
13 aprile 2000 espresse parere favorevole all'approvazione in
linea tecnica dei lavori di conservazione strutturale e di
completamento parziale della piscina di che trattasi.
Nel frattempo, a seguito di segnalazione dell'Amministrazione
comunale sulla possibilità di pericolo per la pubblica
incolumità, a causa delle eccezionali condizioni atmosferiche,
con D.A. n. 1126 del 19 marzo 1998, venne approvata e finanziata
la perizia di spesa dei lavori urgenti per la copertura dell
piscina per l'importo di vecchie lire 157.640.457.
Con istanza prot. n. 5166 del 27 novembre 2000 e successiva
prot. 456 del 22 febbraio 2001, la Provincia regionale di Catania
ha richiesto l'utilizzo in comodato d'uso della costruendo
piscina di Giarre al fine di completarla a proprie spese e
renderla fruibile, data la rilevante valenza di natura
extracomunale rivestita dalla medesima.
Con nota prot. 4067 dell'1 giugno 2001, il Dipartimento del
personale e dei servizi generali rappresenta alla predetta
Provincia la possibilità di procedere alla concessione del bene
ai sensi della legge n. 390/86 e DPR n. 41 dell'8 gennaio 2001,
con l'applicazione di un canone ricognitorio nella misura ridotta
al 10% di quello determinato dall'UTE sulla base dei valori
locativi in comune commercio.
Con successive note, la Provincia regionale di Catania ha
ulteriormente evidenziato le finalità sociali da perseguire e le
ingenti risorse economiche da investire per completare l'opera,
ribadendo la necessità dell'affidamento in comodato d'uso
gratuito o cessione.
Nel frattempo erano pervenute per il medesimo bene, richiesta
di affidamento a firma di imprenditori garresi, operanti nel
settore edile, sportivo ed assicurativo, che manifestano
l'intendimento di completare la struttura e di provvedere alla
gestione del bene.
Infine, anche il comune di Giarre manifestava l'interesse
all'affidamento della piscina, al fine di poter attivare tutte le
procedure possibili per il finanziamento del completamento della
stessa.
Tenuto che le procedure di affidamento, questa Presidenza, per
un principio di carattere generale basato su criteri di
convenienza economica privilegia l'utilizzo del patrimonio
regionale ai fini istituzionali e rende remunerativi i beni che
di converso non risultano idonei a soddisfare usi governativi
mediante la stipula di appositi atti negoziali con soggetti
preliminarmente individuati nel seguente ordine: enti pubblici o
privati, ci si è determinati, nelle more del relativo atto di
concessione che sarà predisposto dall'Agenzia del demanio, ad
affidare l'opera in questione alla Provincia regionale di Catania
in data 27 dicembre 2004, stante al rilevanza sovracomunale
rivestita dal plesso patrimoniale in oggetto indicato.»
L'Assessore CIMINO
VIRZI'.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla
Presidenza, premesso che nell'aprile 2001 il Dipartimento
regionale del personale, con nota a firma del Dirigente generale
responsabile del Dipartimento negò ad un centinaio di ex
dipendenti della Regione la rideterminazione del trattamento
retributivo e di quiescenza agli stessi dovuto, in quanto il
sistema retributivo non era più fondato sulla progressione
economica ma sulla retribuzione individuale di anzianità, in
forza della legge regionale n. 11 del 1988;
atteso che:
di fatto è stata rigettata l'istanza dei ricorrenti diretta ad
ottenere il riconoscimento del diritto al calcolo degli
incrementi stipendiali di cui all'art. 5 della legge regionale n.
19 del 1991 ed all'art. 8 del Decreto del Presidente della
Regione del 30/01/93, negli aumenti periodici;
è stato, quindi negato il diritto ad aver rideterminato il
trattamento retributivo e di quiescenza, con relative differenze
economiche ed interessi;
considerato che:
il sistema della progressione economica è stato abrogato solo a
decorrere dall'1/7/88 e che la legge regionale n. 41 del 1985 è
stata abrogata a decorrere dall'1/7/90;
pertanto appare evidente che gli aumenti invocati dai
ricorrenti, in quanto facenti parte della retribuzione e relativi
al periodo 1988-90 si riferiscono ad un regime di piena vigenza
delle tabelle allegate alla legge regionale 41 del 1985;
valutato che:
l'incremento della 'retribuzione di anzianità' è stato
determinato con riguardo al valore delle classi e degli aumenti
periodici, in conformità alla legge regionale 29/10/85 n. 41 e
che, in ogni caso, la prima trance di aumenti riguarda il 1988,
anno in cui vigeva ancora la progressione economica;
non esiste alcuna disposizione nominativa che escluda i citati
incrementi dal calcolo degli aumenti periodici;
per sapere se il Governo della Regione, in linea peraltro con
una serie di provvedimenti della giustizia amministrativa (CGA),
non ritenga, nell'ambito dei propri specifici poteri, di
intervenire per restituire un'opportunità di giustizia a tanti
propri ex - dipendenti nel nome e nel segno del principio del
buon andamento dell'attività amministrativa.» (1199)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1199, si
rappresenta quanto segue.
L'interrogazione dell'onorevole Virzì è volta a conoscere come
mai a taluni pensionati regionali non sia mai stato rideterminato
il trattamento di quiescenza in base al ricalcalo degli scatti e
degli aumenti periodici in conseguenza degli aumenti recati dalla
l.r. 19/1991 e dell'articolo 8 del D.P.Reg. del 30 gennaio 1993.
Nella fattispecie, per questa Amministrazione non può che
restare, per uniformità di indirizzo vincolata alla circolare n.
10783 del 17 aprile 2002, il cui contenuto si intende qui
integralmente riproposto e che fa espresso divieto di aderire a
siffatte richieste.
La circolare in questione consegue ad un preciso orientamento
della Corte dei Conti - cfr. sentenza n. 119/99/P - che più volte
ha stabilito non doversi operare alcuna attribuzione concernente
il ricalcalo degli scatti e degli aumenti periodici in quanto vi
è nella legge n. 11/1985 - artt. 3 e 5 - alcuna previsione in
merito.
Nello specifico, in termini di diritto, la sentenza citata così
scaturisce: l'abrogazione del sistema di progressione per classi
e aumenti periodici rende inapplicabile ai ricorrenti, ai fini
della riliquidazione dei rispettivi trattamenti di quiescenza, il
calcolo degli aumenti periodici sugli incrementi stipendiali
previsti dall'art. 5, primo comma, della l.r. n. 19 del 1991 .
Ciò stante, se tale ripercussione esiste per l'articolo 5 della
legge regionale n. 19/1991, a maggior ragione persiste per gli
incrementi recati dall'articolo 8 del D.P.Reg. del 30 gennaio
2003, contrattazione temporalmente successiva alla legge
regionale 19/1991.
Infine, non pare esistere alcuna possibilità relativa
all'estensione di qualsivoglia giudicato amministrativo - che
abbia visto sul punto soccombente questa Amministrazione - non
solo per motivi di opportunità finanziaria e di bilancio ma anche
perché non esiste un obbligo in tal senso, essendo un giudicato
mirato e pertanto strettamente connesso ad una precisa situazione
giuridica.
Nel merito, si precisa che il Consiglio di giustizia
amministrativa ha comunque, seppure in sede consultiva e non
giurisdizionale, esclusa la possibilità di intervenire su
situazioni interessanti la sfera giuridica del personale posto in
quiescenza, chiaramente stabilendo che la materia è, e resta,
solo nella competenza del giudice delle pensioni e non di altri -
cfr. parere n. 1626/99-.
Tale ultima considerazione, da sola, escluderebbe qualsiasi
estensione di precedenti giudicati amministrativi in materia.
Legittimamente, comunque, nessuna estensione di precedenti
giudicati amministrativi è possibile, tenuto conto dell'espresso
divieto di cui all'art. 23, comma terzo, della legge n. 448 del
28 dicembre 2001 che, per il triennio 2002-2004, fa divieto a
tutte le amministrazioni pubbliche di adottare provvedimenti per
l'estensione di decisioni giurisdizionali aventi forza di
giudicato o, comunque, divenute esecutive .»
L'Assessore CIMINO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore alla Presidenza, premesso che:
- in data 30.6.03 tra il Governo della Regione siciliana ed
alcune Organizzazioni sindacali è stato stipulato lo 'Accordo
quadro contenente, tra l'altro, le modalità di utilizzo delle
aspettative e dei permessi nonchè delle altre prerogative
sindacali;
- l'accordo quadro non è stato sottoscritto però dalle
organizzazioni Sindacali DICCAP, CILDI e CONFSAL che pur
partecipando ai lavori e nonostante siano firmatarie del
contratto nazionale, con una rappresentanza di iscritti
sull'intero territorio nazionale di oltre il 5% nonchè firmatarie
del contratto di area e delle relative integrazioni, in quanto
ritenuto illegittimo e sperequativo in loro danno;
- le predette OOSS hanno adito il Giudice del Lavoro di Catania
chiedendo l'annullamento dell'accordo quadro, previa sospensione
cautelare degli atti impugnati, o la sua disapplicazione con
qualsiasi formula e/o la declaratoria di inefficacia dell'accordo
stesso;
- le organizzazioni sindacali non firmatarie dell'Accordo
lamentano in particolare che l'art. 7 c.2 dell'Accordo avrebbe
violato il combinato disposto dall'art. 47 bis del D.lgvo 29/1993
e dell'art. 26 c. 3 della legge regionale 10/2000, in quanto esse
verrebbero assoggettate ad una nuova verifica circa il possesso
del requisito della rappresentatività nel comparto della Regione
ai fini della concessione o meno dei permessi e delle aspettative
sindacali;
- l'art. 7 c.2 statuendo che il periodo da tenere in
considerazione ai fini del computo della rappresentatività viene
fissato al 31 dicembre dell'anno precedente alla scadenza del
CCRL biennale economico (vale a dire al 31.12.2002), sarebbe in
aperto contrasto con quanto disposto dalla legge regionale
10/2000 che indica che il periodo da tenere in considerazione per
il rilievo statistico deve far riferimento al 31.12.2000;
- il criterio di rilevazione stabilito dal combinato disposto
degli articoli 7, c.2, e 16, c.5, dell'Accordo sarebbe altresì
illegittimo per violazione e/o erronea applicazione dell'art. 42
del D.lgs 165/2001 in quanto consente la rilevazione dei dati
sindacali solamente all'Amministrazione regionale determinando
così una discrezionalità da parte della PA;
- tale circostanza è esclusa invece dalla norma richiamata che
prevede una procedura molto articolata che tiene conto della
media del dato associativo e del dato elettorale;
- le disposizioni contenute nell'Accordo quadro troverebbe
immediate applicazioni e pertanto sarebbero in contrasto con le
disposizioni contrattuali ancora vigenti in materia di
aspettative e permessi sindacali;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare onde evitare il perdurare
del contenzioso con le OO.SS. non firmatarie dell'Accordo quadro;
se non ritengano opportuno, nelle more di una migliore
definizione della problematica, non dare ulteriore impulso alla
procedura avviata sospendendo conseguentemente gli eventuali atti
e/o provvedimenti adottati e/o adottandi.» (1351)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1351, si
rappresenta quanto segue.
La l.r. 15 maggio 2000, n. 10, all'articolo 26, comma 4, ha
previsto che il calcolo delle percentuali per l'individuazione
della maggiore rappresentatività del nuovo comparto farà
riferimento ai dati complessivi rilevati al 31 dicembre 2000.
Considerato che la contrattazione collettiva non ha regolamentato
l'elezione delle R.S.U. il Dipartimento del Personale ha
proceduto alla rilevazione degli iscritti alle OO.SS., tra i
dipendenti regionali, alla data del 31 dicembre 2000.
La rilevazione su 16.101 dipendenti ha consentito di accertare
che 9.682 erano a quella data gli iscritti alle OO.SS. e che
erano iscritti all'O.S. CILDI n. 27 dipendenti, all'O.S. DICCAP
n. 1, alla CONFSAL n. 50. E' di tutta evidenza che nessuna delle
OO.SS. in argomento poteva ritenersi maggiormente rappresentativa
nel comparto autonomo di contrattazione dei dipendenti della
Regione siciliana.
Analoghi risultati ha dato la rilevazione successiva,
effettuata alla data del 31 dicembre 2002, per i dipendenti del
comparto allargato regionale, ai sensi degli articoli 1 e 24,
comma 2, della l.r. 15 maggio 2000, n. 10.
Infatti su 2.689 dirigenti erano iscritti alle OO.SS. n. 1718
(di cui al DICCAP n. 11, al CILDI n. 4, alla CONFSAL n. 1).
Nel comparto dei dipendenti con qualifica non dirigenziale 9759
su 14.986 erano iscritti (di cui al DICCAP n. 65, al CILDI n. 26,
alla CONFSAL n. 27).
Inoltre il Giudice del lavoro è stato adito due volte e sempre
con esito negativo per l'O.S. ricorrente.
Peraltro, in data 30 giugno 2003, per la prima volta,
l'Amministrazione regionale si è dotata di un accordo quadro
regionale, analogo a quello vigente in campo nazionale, che ha
disciplinato il sistema dei diritti e delle prerogative
sindacali, ed ha determinato, fra l'altro, il diritto di
partecipazione alle trattative sindacali.
Il predetto accordo è stato approvato con D.P.Reg. 26 settembre
2003 e pubblicato sulla GURS n. 47 del 31 ottobre 2003.»
L'Assessore CIMINO
BARBAGALLO. - «All'Assessore per la Presidenza, premesso che:
si trascina ormai da tempo la controversia con la Regione
avviata da una decina di dipendenti regionali transitati dai
ruoli dello Stato in base alla 1.r. n. 53 del 1985;
al suddetto personale era stata attribuita la qualifica di
dirigente superiore in base al dettato dell'art. 12 della l.r. n.
21 del 1986, che prevedeva il collocamento nella qualifica di
dirigente superiore per tutti coloro che alla data di entrata in
vigore della l. r. n. 41 del 1985 erano preposti ad uffici
periferici di dimensione provinciale della Regione o transitati
alla Regione, nonché per il personale della carriera direttiva
che da atti certi risultasse avere svolto funzioni di capo
settore per un periodo non inferiore a 10 anni;
considerato che:
nel 1995, l'Amministrazione regionale, dando una nuova e
diversa interpretazione all'art. 12 della l.r. n. 21 del 1986,
procedeva all'annullamento dei decreti attributivi della
qualifica suddetta ai singoli interessati retrocedendoli a
dirigenti;
contestualmente, si riconosceva il diritto a percepire una
retribuzione più bassa o la riduzione della pensione per tutti
coloro che erano stati posti a riposo, nonché l'obbligo del
rimborso per le maggiori somme indebitamente incassate;
ciò è avvenuto dopo anni in cui il suddetto personale ha
percepito la retribuzione o la pensione più alta con la
consapevolezza di averne il pieno diritto e avendo svolto le
funzioni connesse al decreto di inquadramento a suo tempo
emanato;
ritenuto che:
numerosi sono stati i ricorsi presentati contro il
provvedimento di revoca sia in sede civile sia in sede di
giustizia amministrativa;
tali ricorsi hanno ricevuto accoglimento da parte del giudice
del lavoro, nonché dal giudice unico delle pensioni della Corte
dei Conti;
quest'ultimo ha sottolineato che tra le ipotesi di revoca o
modifica dei provvedimenti definitivi di pensione non è compreso
l'errore di diritto, configurandosi la pensione come diritto
soggettivo assistito da particolari garanzie di certezza e
svolgente una funzione sociale;
per sapere se non ritenga di dovere intraprendere un'iniziativa
al fine di pervenire ad una soluzione, anche transattiva, delle
controversie in corso, soprattutto per evitare che l'eventuale
probabile soccombenza dell'Amministrazione regionale procuri
aggravio di costi. (1714)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1714 si
rappresenta quanto segue.
A seguito dell'entrata in vigore della l.r. 53 del 1985, il
personale statale che ha fatto domanda è stato inquadrato nel
ruolo speciale transitorio istituito ai sensi della stessa legge,
con l'attribuzione della qualifica prevista dall'art. 5 della
legge medesima.
Successivamente, con la legge regionale 21 del 1986veniva
prevista dal legislatore regionale la qualifica di dirigente
superiore, alla quale poteva accedere il personale in possesso
dei requisiti previsti dall'articolo 2 (per il personale
regionale) e dall'articolo 12 (per il personale proveniente dallo
Stato e/o da altre amministrazioni).
In prima applicazione la qualifica di dirigente superiore venne
attribuita quanto al personale ex statale sia al personale
statale di cui agli articoli 52 e 60 del DPR 748 del 1972, sia ai
funzionari della carriera direttiva dello Stato che vantavano
l'anzianità utile per essere scrutinati per la qualifica di
direttore aggiunto di divisione (9 anni e sei mesi).
Successivamente, la Presidenza della regione, basandosi sul
principio dell'equiparazione tra VIII qualifica funzionale e
direttore aggiunto di divisione, attribuì la qualifica di
dirigente superiore anche ai funzionari ex statali della carriera
direttiva che, pur non possedendo nella qualifica di appartenenza
l'anzianità sopra indicata, avevano avuto attribuito
dall'Amministrazione statale, con effetto retroattivo, l'VIII
qualifica funzionale ai sensi dell'articolo 4 della legge 312 del
1980.
Com'è noto, l'inquadramento di un pubblico dipendente
costituisce attività vincolata alle norme che la prevedono e non
è lasciato alla pubblica Amministrazione alcun margine di
discrezionalità.
In tale contesto, avendo il personale proveniente dallo Stato,
ancorché non in possesso dei requisiti prescritti dal suddetto
art. 12 della l.r. 21/1986, presentato istanza di inquadramento
nella qualifica di dirigente superiore assumendo di averne titolo
ed essendo, successivamente, sorte perplessità sulle modalità di
inquadramento del personale in questione, questa Presidenza ha
investito del problema il CGA, che si è pronunciato con parere n.
277/92, che nella parte conclusiva recita: si esprime parere che
ai fini dell'applicazione dell'art. 12 della l.r. n. 21/86 non
sia possibile equiparare l'VIII qualifica funzionale prevista
dalla legge n. 312/80 alla qualifica di direttore aggiunto di
divisione prevista dall'ordinamento precedente .
Conseguentemente sono state impartite disposizioni a tutti gli
Assessorati regionali di individuare i decreti emessi in forza
del principio equiparativi VIII qualifica funzionale/direttore
aggiunto di divisione, e di provvedere in via cautelativa al loro
annullamento.
Successivamente con nota n. 31956 del 19 giugno 1993 furono
impartite alla Presidenza direttive per la predisposizione degli
schemi dei provvedimenti di annullamento dei precedenti decreti
attribuiti alla qualifica di dirigente superiore, ripristinando
contestualmente le attribuzioni giuridiche-economiche antecedenti
all'inquadramento illegittimamente operato; nel contempo si
procedeva all'annullamento in autotutela di n. 18 decreti
relativi a dipendenti amministrati direttamente dalla Presidenza,
di tali provvedimenti due erano fondati su motivi diversi
rappresentati dal citato parere n. 277/92, poiché non ricorrevano
i presupposti di cui al II comma dell'art. 12 dela l.r. n. 21/86.
Conseguentemente si è giunti alla decisione di rivedere tutti i
provvedimenti di inquadramento con i quali era stata attribuita
la qualifica di dirigente superiore sulla base del possesso del
requisito della preposizione di cui al II comma dell'art. 12
della l.r. n. 21/86.
A seguito della pronuncia della Corte Costituzionale (sentenza
17-23 maggio 1995, n. 185), la Presidenza ha emanato la circolare
n. 18100 del 12 marzo 1996 per impartire precise disposizioni,
con riguardo esclusivamente ai rapporti pendenti, per verificare,
in difetto dei requisiti prescritti dall'art. 12 della l.r.
21/86, l'eventuale possesso dei requisiti previsti dall'art. 2
della medesima l.r. 21/86.
In dipendenza dei decreti di annullamento in autotutela, gli
interessati hanno proposto ricorso al TAR che nella maggior parte
dei casi sono stati respinti, conseguentemente si stava
procedendo al recupero delle somme indebitamente corrisposte in
relazione all'illegittimo inquadramento, ma con sentenze nn. 1528
e 1529 del 17 luglio 1998 del TAR e confermate dal CGA con le
decisioni nn. 474 e 475 del 19 maggio 1999 favorevoli ai
dipendenti, venne statuito il principio che i dipendenti non sono
tenuti alla restituzione di quanto percepito. Conseguentemente
con nota n. 4801 del 23 febbraio 2000, inviata a tutti gli
Assessorati regionali, si è sospeso il procedimento di recupero
delle somme.
Perplessità, tuttavia, sono emerse per quanto attiene la
situazione dei dipendenti già in quiescenza per i quali, in
applicazione del principio del favor pensionati , più volte
ribadito dalla Corte Costituzionale e attuato nel nostro
ordinamento con le disposizioni di cui agli artt. 203 e seguenti
del DPR n. 1092/73, l'Amministrazione non può procedere
all'annullamento totale o parziale dei provvedimenti definitivi
di quiescenza salvo che per le ipotesi ed alle condizioni
espressamente previste dagli artt. 203 e seguenti sopraccitati,
stante l'intangibilità del trattamento pensionistico goduto ed
acquisito dal dipendente medesimo.
Dette norme, relative alla possibilità di revoca o di modifica
in autotutela dei provvedimenti definitivi di quiescenza, si
pongono su un piano di eccezionalità rispetto al principio
dell'intangibilità citato e perciò di stretta interpretazione e
quindi assolutamente in suscettibili di interpretazioni
analogiche o peggio ancora estensive.
Tali concetti sono stati ancora una volta acclarati e ribaditi
dalla sentenza n. 129/a/2001 pronunciata dalla sezione
giurisdizionale della Corte dei Conti nella quale, nel caso in
esame, pur riconoscendo all'Amministrazione di poter emendare,
nelle ipotesi di nuovi provvedimenti liquidativi, gli errori
precedentemente compiuti, ancora l'esercizio di tale potere al
già citato principio del favor pensionati laddove l'emendazione
comporti un peggioramento qualitativo o quantitativo del
trattamento pensionistico, e che in ogni caso è esclusa la
ripetizione delle maggiori somme percepite dal pensionato in
esecuzione del provvedimento definitivo di liquidazione della
pensione.
Sulla questione l'Avvocatura dello Stato, con parere n. 23291
del 21 agosto 2001, ha evidenziato che l'eventuale annullamento,
trattandosi di personale in quiescenza da diversi anni, sarebbe
illegittimo per eccesso di potere mancando con ogni evidenza ogni
interesse attuale alla rimozione dell'atto ; infatti, tale
annullamento non potrebbe sortire alcun effetto economico
essendo irripetibili le somme corrisposte in vigenza di rapporto
di impiego (CGA nn. 474-475/98), né apparendo possibile la
rideterminazione dell'assetto pensionistico - una volta emesso il
provvedimento definitivo della pensione - alla stregua delle
severe limitazioni oggettive e temporali di cui agli artt. 203 e
segg. del DPR n. 1092/73 (Corte dei Conti Sez. Appello sentt.
44/a/2000; 129/a/2001).
Tale avviso è stato confermato dall'Ufficio legislativo e
legale con il parere prot. n. 17536 del 24 ottobre 2001.
Successivamente è emerso che, fra i beneficiari della
rideterminazione degli aumenti periodici ex art. 5 della legge
19/91, in esecuzione delle sentenze TAR e delle decisioni del CGA
intervenute nell'anno 2000, rientravano alcuni dirigenti
superiori.
Tale rideterminazione avrebbe comportato un aumento di quello
che era lo stipendio percepito in attività di servizio nonché una
favorevole rideterminazione della pensione nella qualifica
posseduta (dirigente superiore) con il conseguente aggravio del
danno erariale derivato dall'illegittimo inquadramento nella
qualifica di dirigente superiore accertato con il riesame di cui
si è detto.
Alla luce di questi ultimi elementi, la scrivente
Amministrazione ha ritenuto di dovere procedere all'annullamento
in autotutela dei provvedimenti relativi al personale di cui
sopra, nella considerazione che le valutazioni espresse dalla
stessa Avvocatura, circa la mancanza dell'interesse attuale a
procedere, fossero venute meno.
In relazione al recupero delle maggiori somme corrisposte in
vigenza di rapporto d'impiego, in virtù dell'illegittimo
inquadramento nella qualifica di dirigente superiore, di cui si è
dato cenno in precedenza, il Dipartimento del Personale, anche al
fine di scongiurare l'ipotesi di prescrizione del diritto
dell'Amministrazione a pretendere detto rimborso, con circolare
n. 1920 del 15 ottobre 2001 impartisce precise disposizioni a
tutti gli Assessorati regionali affinché ciascuno, per la parte
di propria competenza, provvedesse alla quantificazione degli
emolumenti corrisposti per effetto degli illegittimi
inquadramenti ed altresì all'emissione dei motivati provvedimenti
necessari per operare il recupero, nel più breve tempo possibile.
E' pur vero però che con le sentenze nn. 1528 e 1529 del 17
luglio 1998 e n. 1777 del 7 luglio 2000 il TAR, decidendo su
ricorsi riguardanti analoga questione, aveva dichiarato
irripetibili le somme percepite dai ricorrenti in quanto, nel
periodo di validità dei provvedimenti di inquadramento, poi
annullati, gli stessi avevano svolto le mansioni attinenti alla
qualifica di dirigente superiore, per le quali erano state
attribuite.
A sua volta, il CGA con decisioni n. 474 e n. 475 del 19 maggio
1999, ha respinto l'appello di questa Amministrazione circa la
ripetibilità delle somme indebitamente corrisposte.
Difatti, il CGA, nel dichiarare non ripetibili le retribuzioni
corrisposte, ha affermato che anche nel pubblico impiego è
immanente un principio, parallelo a quello sancito dall'art. 2126
del Codice civile per il contratto di lavoro privato, in forza
del quale l'annullamento della nomina non produce effetto per il
periodo in cui la nomina ha avuto esecuzione; ossia il diritto
alle retribuzioni sorge per effetto della nomina, ancorché
viziata, seguita dalla effettiva prestazione di servizio conforme
alla nomina stessa, e quindi le retribuzioni corrisposte sono
dovute e non sono ripetibili .
In conclusione dunque, la giurisprudenza amministrativa, nel
confermare la legittimità dell'operato dell'Amministrazione,
nell'emanare i provvedimenti di annullamento degli inquadramenti
nella qualifica di dirigente superiore, aveva tuttavia escluso la
ripetibilità delle maggiori retribuzioni corrisposte nel periodo
in cui la nomina, sia pure illegittima, aveva avuto esecuzione.
Con l'attribuzione della competenza ai Tribunale del Lavoro, si
è invece rilevato un mutamento di indirizzo. Infatti, per
numerosi casi di recente revisione (anno 2002 e anno 2001) e
susseguente inquadramento nella qualifica inferiore di dirigente,
i Tribunali del Lavoro di Messina, Trapani, Enna e Siracusa hanno
assentito alla sospensione dei provvedimenti di annullamento
dell'inquadramento nella qualifica di dirigente superiore
rilevando che il parere n. 277/92 del CGA non riguarda il
personal cui è stata attribuita la qualifica di dirigente
superiore in quanto in possesso dell'VIII livello statale
attribuito ai sensi del IV comma dell'articolo 4 della legge
312/1980. Hanno ritenuto sussistente sia il fumus boni juris che
il periculum in mora ed il danno grave ed irreparabile sia sotto
il profilo del danno economico che del pregiudizio derivante alla
carriera ed all'immagine dei dirigenti demansionati con i
provvedimenti di revisione e reinquadramento.
Tale mutamento di orientamento giurisprudenziale, seppure in
sede cautelare, sarà adeguatamente valutato dall'Amministrazione
regionale nel perseguimento dell'azione riferita a comportamenti
ed atti la cui legittimità, in precedenza, si dava per acquisita;
va però ribadito che l'azione dell'Amministrazione era stata
confortata, fino a quel momento, dalle sentenze dei TAR e del CGA
nel frattempo intervenute sul diffuso contenzioso instaurato da
tutti i soggetti declassati' negli anni precedenti e che, in
mancanza di diverse decisioni nel merito della magistratura
ordinaria, non sussistono al momento elementi per un mutamento di
indirizzo.»
L'Assessore CIMINO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
- nel mese di febbraio in via Officina ferroviaria, a Catania,
è crollato una parte del muro (per un'estensione di circa venti
metri) che separa la strada dalla linea ferrata;
- il crollo è avvenuto a seguito di un temporale;
- ad oggi non è stato compiuto alcun intervento per
ripristinare l'originario stato del muro, se non l'apposizione di
alcune transenne;
considerato che:
l'approssimarsi della stagione invernale aumenta il rischio di
ulteriori cedimenti con relativi rischi per pedoni e
automobilisti;
allo stato attuale l'assenza del muro lascia scoperto e
facilmente accessibile un lungo tratto di linea ferrata;
per sapere:
quali provvedimenti si intendano porre in essere affinché la
parte di muro crollata in via Officina ferroviaria venga
ricostruita;
quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere al ripristino
dell'originario stato del muro e per quali motivi non ha
provveduto.» (1293)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1293, si
fa presente che il Comune di Catania, con nota della / Direzione
Gestione del territorio - IV Servizio, prot. n. 110568 del 2
settembre 2004 (pervenuta il 26 gennaio 2005), ha comunicato che
con ordinanza sindacale n. 425 del 18 giugno 2004, è stata
intimata la ditta RFI Trenitalia SpA a ripristinare il muero di
contenimento crollato.
Il 12 novembre 2003 il Capo dei Vigili Urbani segnalava
l'inottemperanza alla suddetta ordinanza.
Pertanto, a seguito di numerosi e continui solleciti, la ditta
interessata riferiva all'Amministrazione comunale che con
delibera RFI DCMPA - RP/005/2003, era stata approvata, in data 4
agosto 2004, la proposta di spesa per il reintegro del suddetto
muro di sostegno.
Infine, con nota del 24 giugno 2004, la RFI SpA comunicava la
fine dei lavori in oggetto.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
- in via Pedara, nel cuore di Canalicchio a Catania, si trova
un belvedere che all'interno del PRG è inserito come 'parco';
- nella realtà però non si tratta di un parco ma di una
discarica;
- sarebbe opportuno rendere fruibile tale zona con appropriati
interventi di pulizia e bonifica e procedere alla realizzazione
del parco urbano, così come previsto nel PRG;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere al fine di
bonificare ed attrezzare il parco di via Pedara a Catania.»
(1334)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1334,
questo Assessorato ha prontamente interessato il Comune di
Catania al fine di conoscere le iniziative intraprese per la
bonifica del parco di via Pedara.
Con nota della XIII Direzione - 5 Servizio prot. 11794 del 17
agosto 2004 (pervenuta nel dicembre 2004), il Comune di Catania
ha comunicato che l'area posta alla fine di via Pedara,
interessata dal deposito abusivo di rifiuti, è costantemente
oggetto di continui interventi di rimozione degli stessi.
Tuttavia, il ripetersi delle suddette azioni, perpetrate da
ignoti, spesso vanifica l'operato della Nettezza Urbana; pertanto
l'Amministrazione comunale si è impegnata a sostenere una
efficace campagna di repressione di tali comportamenti al fine di
porre valide soluzioni alla problematica rappresentata.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
la situazione di via del Roveto (Catania) è divenuta
insostenibile a causa dell'assenza del marciapiede, della mancata
apposizione delle strisce pedonali e della presenza di una
discarica nella sciara attigua alla stessa via in oggetto;
circostanze che comportano evidenti rischi per chiunque vi
transiti o vi abiti;
il perdurante mancato rispetto del divieto di transito per chi
proviene da Cannizzaro e la precarietà del muro (già in parte
crollato) che delimita la stessa via Roveto, aggravano ancor di
più i disagi patiti da chiunque vi transiti;
da fonti di stampa si apprende inoltre che nell'intero
quartiere Carruba sono del tutto assenti le strisce pedonali,
per sapere:
quali provvedimenti si intendano porre in essere affinchè
vengano ristabilite le condizioni di sicurezza nella via del
Roveto, con particolare riferimento alla costruzione di un
marciapiede, alla messa in sicurezza del muro adiacente e alla
bonifica della discarica in atto presente;
se corrisponda a verità che nel quartiere Carrubba non sono
presenti attraversamenti pedonali delimitati da strisce ed in
caso positivo a quale ente, autorità o ditta bisogna ascrivere
tale mancanza.» (1344)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1344, il
comune di Catania, dallo scrivente interessato in ordine alla
problematica esposta nell'atto ispettivo, ha riferito quanto
segue.
La XIV Direzione Traffico Urbano, unitamente alla V Direzione
LL.PP., ha già da tempo eseguito uno studio per migliorare la
sicurezza stradale, sia veicolare che pedonale, nella zona in
questione.
Da tale studio è emersa la necessità dell'allargamento della
via esistente, occupando una piccola parte di terreni, destinati
dal vigente PRG a verde pubblico, nonché a zona industriale-
portuale-ferroviaria (sede ferrovia oggi dimessa) e relativo
vincolo assoluto.
Detto ampliamento, ricadendo nelle zone di PRG di cui sopra,
risulta essere in variante allo strumento urbanistico vigente e
comporta piccole modifiche al dimensionamento dell'esistente sede
stradale, senza sconvolgere gli standard urbanistici di cui al
medesimo PRG.
Inoltre, ai sensi dell'art. 3, comma 1, della circolare 23
settembre 1998, n. 1 DRU dell'Assessorato regionale territorio ed
ambiente, il Consiglio comunale, con delibera n. 35 dell'1 agosto
2002, ha approvato la proposta di localizzazione delle opere per
l'ampliamento di via del Roveto.
La stessa Direzione XIV, in collaborazione con la Direzione V
LL.PP., ha già redatto il progetto definitivo atto ad eliminare
ogni inconveniente lamentato nell'interrogazione.
Infine, in ordine al progetto sono stati acquisiti i pareri
tecnici di rito per le varianti urbanistiche e per l'approvazione
tecnico-amministrativa dell'opera di che trattasi (Genio civile,
CEC etc.); pertanto si sta procedendo all'approvazione del
progetto da parte del Consiglio comunale, ai sensi della
circolare dell'Assessorato regionale territorio ed ambiente n.
1DRU - prot. n. 10183 del 23 settembre 1998 - pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della regione siciliana n. 62/98.
Per quanto riguarda la bonifica della discarica segnalata
nell'atto ispettivo, il comune ha riferito che il terreno
interessato è stato ripulito.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
da parte dei consiglieri comunali del Gruppo Casa delle
Libertà' del Comune di San Michele di Ganzaria è stata più volte
richiesta la verifica sulla sicurezza strutturale dei locali
adibiti a sede del Consiglio comunale;
nessuna risposta è mai stata fornita circa i quesiti posti ed i
predetti locali sono giornalmente frequentati dai cittadini;
- inoltre, malgrado siano stati effettuati dei lavori, non sono
ancora state poste in essere tutte le misure previste dalla
normativa vigente circa l'abbattimento delle barriere
architettoniche;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare
quanto in premessa esposto;
se non intenda comunque, vista l'urgenza, verificare mediante
ispezione lo stato di agibilità dei locali.» (1450)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. « Con riferimento alla interrogazione numero 1450, il
Comune di San Michele di Ganzaria con nota prot. n. 9695/3120 UTC
del 3 gennaio 2005, ha comunicato che l'immobile in questione è
stato oggetto di intervento di ristrutturazione.
E' infatti in itinere sia la pratica di collaudo statico, che
la pratica per l'affidamento del servizio di manutenzione
dell'ascensore a ditta specializzata.
Inoltre, riferisce ancora l'Ente locale, si sta procedendo
all'accatastamento del fabbricato, atto propedeutico
all'emissione del certificato di agibilità.
Alla luce di quanto sopra, non sembra necessario procedere alla
verifica richiesta nell'atto ispettivo cui si risponde.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
la nuova linea AMT n. 534 collega Catania con Acitrezza
sostituendo la tratta precedente che si fermava ad Acicastello;
tale linea, dunque, è sempre particolarmente affollata anche
per il maggior numero di studenti che ne usufruiscono;
rilevato che sono ormai frequenti i ritardi, i quali mal si
coniugano con le esigenze degli studenti e dei lavoratori, e che
spesso, cosa peggiore, le corse non vengono rispettate;
per sapere quali interventi intenda porre in essere al fine di
ovviare a quanto in premessa indicato, tenendo conto che, in ogni
caso, è necessario procedere ad un potenziamento delle corse.»
(1551)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1551, il
Comune di Catania, con nota prot. n. 165152 del 25 novembre 2004,
ha riferito quanto segue.
Nel rispetto dell' art. 35 della legge n. 68/83, la linea 534
che collega Catania con Acitrezza, è oggetto di una convenzione
tra l'AMT ed il Comune di Acicastello (di cui Acitrezza è una
frazione).
Detta convenzione prevede, a totale carico del bilancio del
comune interessato, il ripiano del disavanzo economico derivante
dall'esercizio dei servii previsti dalla convenzione medesima.
I ritardi lamentati sono causati principalmente dalle
variazioni di percorso provvisorie dovute alla molteplicità dei
lavori stradali nel Comune di Catania e, per quanto riguarda il
periodo estivo, per ingorghi che si verificano nel traffico
veicolare del Comune di Acicastello.
Il potenziamento delle corse può essere effettuato con una
nuova convenzione, ma andrebbe a gravare sul bilancio del Comune
di Acicastello l'onere dei maggiori costi.
Per tale motivo deve essere il predetto comune a valutare la
possibilità di variare il programma di esercizio.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali,
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
il museo antropologico Genti dell'Etna', sito nella frazione
Macchia del comune di Giarre, è stato chiuso per sopravvenuta
inagibilità il 28 novembre 2003;
la precaria stabilità della struttura è stata dapprima
riscontrata in seguito al cedimento dell'intonaco del tetto e
accertata inequivocabilmente dalle successive verifiche tecniche;
da fonti di stampa si apprende che, secondo una relazione
dell'ufficio tecnico comunale, sarebbe necessario oltre un
milione e mezzo di euro per compiere i lavori di ristrutturazione
del museo;
perdurando la chiusura del museo e la mancanza di interventi
atti al recupero della struttura, la stabilità della stessa non
potrà che peggiorare rapidamente, considerato che è situata su un
terreno acquitrinoso e a pochi metri dal torrente Macchia;
per sapere quali provvedimenti si intendano porre in essere per
compiere lavori congrui a consolidare l'immobile che ospita il
museo antropologico di Giarre, così da renderlo fruibile e
adeguatamente valorizzabile.» (1700)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1700 e
facendo seguito alla nota dello scrivente prot. n. 1045 del 2
dicembre 2004, si comunica che il comune di Giarre - Area Servizi
LL.PP. - con nota prot. 25221/5687 del 15 novembre 2004, ha
riferito che sono stati eseguiti i lavori strettamente necessari
per rendere fruibili i locali del Museo delle Genti dell'Etna,
sito nella frazione di Macchia, che sta per essere riaperto.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
ai lati della via Scianò, strada che collega le frazioni di
Scillichenti e S. Tecla, sono stati depositati enormi
quantitativi di rifiuti solidi e ingombranti: carcasse di auto,
elettrodomestici dismessi, etc.;
nel corso degli anni il fenomeno ha assunto dimensioni
considerevoli, trasformando la via Scianò in una vera e propria
discarica a cielo aperto che deturpa il paesaggio e rischia di
compromettere la pubblica salute;
per sapere quali provvedimenti intenda porre in essere per
eliminare la discarica abusiva e bonificare la via Scianò anche
ai fini della valorizzazione paesaggistica in una zona a forte
vocazione turistica.» (1702)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1702, è
stato interessato il comune di Acireale che, con nota prot. 6691
dell'11 ottobre 2004, a firma del Sindaco, ha riferito quanto
segue.
E' già stato chiesto all'ATO CT2 - che dall'agosto 2004
gestisce il servizio di raccolta RSU - di disporre con
immediatezza, tramite la ditta affidataria, la rimozione della
discarica segnalata lungo la via Scainò, tra le frazioni di
Scillichenti e S.Tecla e di assicurare il mantenimento della
pulizia dei luoghi.
Contemporaneamente è stata evidenziata al Comando Polizia
Urbana la necessità di un frequente controllo in quella parte del
territorio per evitare che la discarica possa riformarsi,
prevenendo e sanzionando ogni comportamento incivile.
L'ente locale, infine, ha manifestato ampia assicurazione sulla
ferma volontà di porre in essere tutti gli atti necessari per la
tutela e la valorizzazione paesaggistica del territorio.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
nell'ambito della riorganizzazione dello Esercito italiano è
stata programmata la conclusione del servizio di leva
obbligatorio;
tale scelta comporta una sostanziale revisione delle
destinazioni di utilizzo di numerose caserme e strutture militari
in genere;
in particolare non è ancora ben chiara la nuova destinazione
d'uso attribuita alla Caserma S. Angelo Fulci, attualmente sede
del Distretto militare di Catania;
è ancora da verificare, nello specifico, se il Distretto
militare sarà definitivamente chiuso ed i relativi locali
lasciati liberi o, se, piuttosto, sarà destinato ad altro
utilizzo pur sempre nell'ambito dell'organizzazione militare;
è evidente come, nel caso della definitiva dismissione della
struttura da parte dell'Esercito italiano, si profilino
problematiche non indifferenti, quali la tutela del posto di
lavoro degli impiegati civili e la riqualificazione e
valorizzazione dell'immobile ove attualmente sono ospitati gli
uffici del Distretto militare;
per sapere quali interventi si intendano porre in essere per
tutelare il diritto al lavoro degli impiegati civili (circa 80),
qualora sia attuata la dismissione del Distretto militare ed, in
quest'ultimo caso, quale destinazione è prevista per i locali nei
quali attualmente sono ospitati gli uffici della struttura
militare.» (1719)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1719, il
comune di Catania, con nota prot. 13384/U del 20 nocembre 2004,
ha comunicato che il Consiglio comunale ha approvato un ordine
del giorno con cui si chiede di evitare la soppressione del
Distretto Militare.
Detto documento sarà trasmesso, a cura del Presidente del
Consiglio - dott. Roberto Commercio - al Ministro della difesa,
ai Presidenti delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, ai
deputati e senatori eletti nella Sicilia orientale e al Capo di
Stato maggiore della Difesa.
Tuttavia, qualora venisse attuata la dismissione del Dstretto
Militare, l'Amministrazione comunale si adopererà per sostenere
gli impiegati civili tutelando il diritto al lavoro degli
stessi.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
in territorio di Caltagirone (CT) e di Niscemi (CL), alcune
zone agricole sono raggiungibili percorrendo esclusivamente le
strade provinciali 179 e 188;
da fonti di stampa si apprende che le suddette arterie viarie
non sono mai state fatte oggetto di alcun intervento di
manutenzione;
il tratto in questione è quantificabile in circa 30 km, dei
quali, circa la metà ricadono in provincia di Catania;
in occasione delle ultime torrenziali piogge le strade
provinciali 179 e 188 hanno riportato seri danni al punto da
rendere difficoltoso il transito anche ai mezzi agricoli.
per sapere quali interventi si intendano porre in essere per
provvedere ad una celere riqualificazione delle strade
provinciali 179 e 188, tale da garantire il sicuro ed agevole
transito degli autoveicoli.» (1720)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1720, lo
scrivente ha interessato le competenti amministrazioni per
sollecitare immediati interventi manutentori e riparatori delle
arterie viarie indicate nell'atto ispettivo de quo.
In particolare, il comune di Caltagirone, con nota prot. 1088
del 14 ottobre 2004, ha comunicato di avere già provveduto a
sollecitare gli enti provinciali, titolari delle SS.PP. nn. 179 e
188, ad effettuare gli interventi di manutenzione indispensabili
alla circolazione e sicurezza stradale delle predette arterie di
comunicazione.
Successivamente, con nota prot. 6162 del 19 ottobre 2004, la
Provincia regionale di Catania ha, in merito a quanto richiesto,
riferito quanto segue.
La SP 179 è una strada che si sviluppa per circa 18 chilometri
in territorio di Mineo, di cui circa un terzo risultano
asfaltati, mentre per i restanti due terzi il fondo stradale si
presenta in condizioni sconnesse o dissestate.
Considerato che la strada presenta interesse dal punto di vista
agricolo per le coltivazioni presenti lungo la vallata del fiume
Pietrarossa, nei pressi dell'omonima diga, si sono effettuati
alcuni interventi volti al mantenimento della transitabilità nei
limiti dei fondi stanziati dal bilancio provinciale.
Inoltre, in occasione degli eccezionali eventi alluvionali del
settembre ed ottobre scorso, si è provveduto tempestivamente ad
eseguire la pulitura della sede stradale dalla presenza di fango
e detriti al fine di ripristinarne la transitabilità.
Relativamente alla SP 179 si comunica che nel vigente
P.T.OO.PP. 2004/2006, per l'anno 2004, con priorità generale n.
196 è inserito il progetto di ammodernamento nei tratti non
ancora asfaltati per complessivi euro 2.582.285.
Per quanto riguarda la SP 188 si fa rilevare che detta strada
ricade nel territorio di Fiumefreddo e, pertanto, non rientra
nella competenza dei comuni di Caltagirone e Niscemi.
Considerato l'argomento dell'interrogazione, si presume che
l'onorevole interrogante si riferisca alla SP 194 che collega
Caltagirone con Niscemi.
In tale arteria, il tratto ricadente nella provincia di Catania
si presenta per oltre metà asfaltato e la restante parte con
misto granulometrico.
Per l'importanza che riveste la strada a servizio dei fondi
agricoli sono stati effettuati di recente alcuni interventi
manutentivi, soprattutto nel tratto non asfaltato, nei limiti dei
fondi assegnati a tale scopo dal corrente bilancio.
Inoltre, anche in questo caso, in corrispondenza degli
eccezionali eventi calamitosi dello scorso anno, si è provveduto
tempestivamente a ripulire la carreggiata dal fango e dai detriti
per ripristinare il transito veicolare.
Infine, l'ente locale fa presente di avere redatto un piano di
manutenzione straordinaria dell'intero tratto di competenza,
proposto per l'inserimento nel prossimo piano di programmazione.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
la strada provinciale Linguaglossa - Zafferana (Catania)
presenta una sede stradale piuttosto limitata;
lungo i margini della citata arteria viaria sono costantemente
presenti erbacce e rovi che ne riducono ulteriormente la sede
rendendo difficile anche la visibilità in curva;
tempo addietro sono stati iniziati e non completati i lavori di
pulitura e sistemazione;
è indispensabile che tali opere vengano rapidamente completate;
per sapere quali interventi si intendano porre in essere per
riprendere e completare i lavori citati in premessa sulla strada
provinciale Linguaglossa - Zafferana ed in quanto tempo si pensi
di poterli concludere.» (1722)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1722, si
fa presente che la provincia regionale di Catania, con nota prot.
122/Ass. del 26 ottobre 2004 (pervenuta nel mese di gennaio
u.s.), ha comunicato che il competente servizio Territorio ed
Ambiente sta provvedendo ad ultimare i lavori di pulitura delle
scarpate e dei bordi stradali ancora infestati dalla vegetazione
lungo l'arteria viaria Linguaglossa-Zafferana.
Per completezza di informazione, l'Amministrazione provinciale
riferisce, inoltre, che nel vigente Piano triennale OO.PP.
2004/2006, per l'anno 2005, è inserito alla priorità generale n.
342 il progetto di ammodernamento della strada in questione, la
S.P. 59/IV, dal km 1+000 al km 3+100 per complessivi euro
2.582.285, che risolverebbe il problema del restringimento di
carreggiata nel tratto segnalato.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
nel comune di Vizzini si sta sempre più sviluppando il
commercio ambulante in forma abusiva;
tale situazione non solo è pericolosa per i consumatori, che
non conoscono la provenienza dei prodotti, ma di fatto penalizza
anche il commercio regolarmente autorizzato;
la Polizia municipale, che dovrebbe vigilare sulle attività
sopra evidenziate, viene invece concentrata per il controllo
elettronico della velocità;
occorre pertanto potenziare il Corpo di Polizia municipale al
fine di garantire lo svolgimento di tutti i servizi demandati al
Comando, con particolare riferimento al controllo sull'abusivismo
commerciale ed al controllo della viabilità in prossimità dei
punti nevralgici del comune;
per sapere quali iniziative urgenti intendano intraprendere al
fine di risolvere quanto in premessa indicato.» (1723)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 1723, si
fa presente che sulla questione in essa rappresentata è stato
interessato il comune di Vizzini che, con nota prot. 20451/22715
del 12 ottobre 2004, ha comunicato quanto segue.
La presenza di commercio ambulante nell'ambito comunale è
piuttosto modesta.
Essa riguarda soprattutto una ristretta tipologia di prodotti
alimentari (e in particolar modo ortofrutticoli). Tale forma di
commercio viene effettuata quasi esclusivamente da soggetti
appartenenti alla categoria dei produttori agricoli, ai quali la
normativa di settore in vigore consente la vendita in forma
ambulante dei prodotti dei propri fondi.
E' nota la necessità di potenziare l'organico del Corpo di
Polizia municipale, stante l'attuale carenza degli organici.
Tuttavia si sta cercando di far fronte a tale difficoltà
tramite l'impiego di personale ASU ex LSU, appositamente formato,
impiegato in attività di supporto alle forze di Polizia
municipale in atto presenti.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
la strada provinciale 138 è un'arteria particolarmente
transitata da mezzi pesanti;
la stessa versa in condizioni assai precarie a causa delle
condizioni del manto stradale;
tale situazione ha provocato numerosi incidenti soprattutto tra
il Ponte Barca e la costruenda tangenziale sud, S.P. 138;
per sapere quali interventi si intendano porre in essere per
ripristinare il manto stradale della S.P. 138, migliorarne le
condizioni di sicurezza e di transitabilità ed in che tempi si
ritenga di dover intervenire anche al fine di limitare il
ripetersi degli incidenti di cui in premessa.» (1724)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1724, si
riferisce che con nota prot. 83/ASS dell'8 ottobre 2004 (qui
pervenuta il 26 gennaio 2005), la provincia regionale di Catania
ha comunicato che nella Strada provinciale 138 sono stati
realizzati lavori di ammodernamento, ricompresi in un progetto
generale, del costo complessivo di euro 2.582.285,00, inserito
nel vigente Piano triennale OO.PP. 2004/2006.
Inoltre, nella medesima arteria viaria, sono stati effettuati i
necessari interventi manutentivi, al fine di migliorare le
condizioni le condizioni di sicurezza e transitabilità.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. -«All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
alla periferia di Mascalucia (CT), al confine con Pedara, si
estende la Contrada Ombra ed in particolare, nel suo seno, la vie
Botticelli, Tintoretto, Tiepolo, Giorgione risultano essere
prevalentemente sprovviste di illuminazione pubblica, fognature e
servizio di nettezza urbana;
lungo dette strade risulta, tra l'altro, ancora ammonticchiata
la cenere vulcanica caduta oltre un anno addietro;
i cittadini residenti nella zona, da tempo, lamentano senza
fortuna, tale precaria situazione;
per sapere quali interventi si intendano porre in essere per
dotare la Contrada Ombra di Mascalucia di tutti i servizi
necessari, già descritti in premessa, ed entro quali tempi si
pensi di poter intervenire.» (1725)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1725, si
fa presente che il comune di Mascalcia, con nota prot. 21243 del
12 ottobre 2004, ha comunicato quanto segue.
Le vie Botticelli, Tintoretto, Tiepolo e Giorgine sono traverse
- non dotate di sbocco e poste al confine con il territorio di
Pedara - di via Belpasso Pedara, arteria dotata di impianto di
pubblica illuminazione di competenza provinciale, in quanto ex
regia trazzera.
Il Piano regolatore non ha definito le superiori traverse
strade pubbliche , individuandole quali strade private in area
C1.
Le suddette arterie sono, di fatto, come da annotazione
catastale, private e formatesi per ritiro del muro di cinta da
parte dei frontisti.
In atto le stesse non sono delimitate all'ingresso della regia
trazzera da chiusura, consentendo il libero transito a pedoni ed
automezzi.
Con riferimento alle arterie della suddetta tipologia (private
aperte al transito), presenti in notevolissim onumero nel
territorio comunale, l'Amministrazione ha attivato di recente uno
studio mirante ad individuare la migliore soluzione per la loro
eventuale acquisizione al Demanio, al fine di poter fornire quei
servizi (pubblica illuminazione in particolare) richiesti dai
cittadini residenti.
Tuttavia, si deve far constatare al riguardo l'ingentissimo
sforzo economico che conseguirebbe per l'Ente, stante la presenza
per il 70 per cento del territorio di casi della medesima
fattispecie.
Circa il servizio di nettezza urbana e di spezzamento, invece,
di recente è stato rimodulato il servizio esistente, estendendolo
a tutte le arterie del comune, con attivazione a partire dal 1
gennaio 2005.
Sul servizio fognario, carente su tutto il territorio per
problematiche di collegamento del collettore di Nicolosi-
Misterbianco, non è possibile prevedere al momento alcuna
soluzione.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
piazza I. Roberto è uno slargo, sito nel quartiere Cibali di
Catania, attraversato da quattro vie: Scannapieco, Torresino, S.
Catania e Cibele;
la precipua conformazione di piazza I. Roberto derivante dallo
sviluppo altimetrico (è sita a valle di una discesa), dal
pericoloso intrecciarsi di ben quattro vie, dalla presenza di una
scuola e di altre strutture private densamente frequentate rende
assai elevato, in tale punto, il rischio di incidenti;
nella suddetta piazza, tuttavia, la segnaletica orizzontale e
verticale è assolutamente insufficiente, tale da non garantire né
un fluido scorrimento del traffico né la sicurezza degli stessi
autoveicoli in transito;
considerato che in numerosi altri punti della città di Catania
ai crocevia particolarmente pericolosi e/o ostativi per il fluido
scorrimento del traffico è stato posto rimedio con la costruzione
di apposite rotatorie a raso;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti si ritiene di dover adottare per
porre in sicurezza il transito dei veicoli in piazza I. Roberto
(quartiere Cibali) a Catania;
se non si ritiene di dover garantire la sicurezza dei veicoli
che transitano nella piazza in oggetto con la costruzione di una
rotatoria a raso (eventualmente anche con strutture mobili), con
un'adeguata segnaletica orizzontale e verticale e con tutti gli
strumenti che si ritengano utili, a partire dai rallentatori
ottici/sonori.» (1733)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1733, è
stato interessato il comune di Catania che, con nota prot. n.
6091 dell'8 gennaio 2005 a firma del Direttore della IX Sezione
Traffico urbano, ha rappresentato quanto segue.
La piazza I. Roberto, a causa della conformazione in forte
discesa, è stata già oggetto di interventi per la messa in
sicurezza dell'incrocio, essendosi sperimentate, negli anni,
varie soluzioni tecniche di segnaletica stradale, atte a
disciplinare l'incrocio secondo canoni di sicurezza.
Nelle scorse settimane, l'VIII Direzione ha provveduto alla
realizzazione, a mezzo di barriere New Jersey, della rotatoria
richiesta dall'onorevole interrogante, che ha come primaria
funzione quella di rallentare i veicoli in transito
nell'incrocio.
Si ritiene che qualora la soluzione produca gli effetti
sperati, il manufatto potrà essere realizzato in forma
definitiva.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
in un lungo tratto della strada provinciale 8/III, che si
estende da San Giovanni La Punta a Trecastagni, nonostante sia
regolarmente installato, l'impianto di illuminazione pubblica non
funziona ormai da svariati mesi, aggravando la pericolosità di
una strada che si sviluppa con un significativo dislivello
altimetrico e con una serie di curve tortuose;
anche la strada provinciale 8/II, San Giovanni La Punta-
Viagrande-Trecastagni, necessita di interventi urgenti e
non più rinviabili;
nel tratto che si estende da San Giovanni La Punta a Viagrande
sono presenti decine di piccoli avvallamenti, derivanti dalla
cospicua presenza di tombini non livellati con il manto stradale,
che rendono poco sicuro il transito dei veicoli, in specie di
quelli a due ruote;
il tratto della strada provinciale 8/II che da Viagrande si
sviluppa in direzione nord è illuminato solo parzialmente ed è
quasi del tutto privo di segnaletica orizzontale (sbiadita o
coperta da strati di asfalto stesi successivamente) e che la
presenza di una folta vegetazione, estesa ben oltre i margini
della strada, comporta una significativa riduzione della
carreggiata;
considerato che:
nelle strade in oggetto in corrispondenza della stagione estiva
si registra un considerevole aumento del traffico; circostanza
che ne eleva il grado di pericolosità;
nella stagione invernale, di contro, è frequente il verificarsi
di eventi atmosferici, quali nebbia e pioggia, che pregiudica la
sicurezza dei veicoli in transito nelle strade provinciali 8/II e
8/III;
per sapere:
per quale motivo una parte dell'impianto di illuminazione nel
tratto della strada provinciale 8/III che si estende da San
Giovanni La Punta a Pedara non sia regolarmente funzionante e
quale ente avrebbe dovuto garantirne la celere riattivazione;
quali interventi urgenti intenda porre in essere per
ripristinare il funzionamento dell'impianto di pubblica
illuminazione in un tratto della strada provinciale 8/III e per
procedere ad un'adeguata riqualificazione della segnaletica
orizzontale e verticale;
quali interventi urgenti intenda porre in essere per
ripristinare le condizioni minime di sicurezza nella strada
provinciale 8/II, con particolare riferimento all'installazione
dell'impianto di pubblica illuminazione, ove assente, al
rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale ed alla
rimozione della vegetazione che ha ormai invaso parte della
carreggiata.» (1754)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1754, la
Provincia regionale di Catania, con nota prot. n. 150/ASS dell'8
ottobre 2004, ha riferito quanto segue.
L'impianto di illuminazione pubblica lungo la SP 8/III è
perfettamente funzionante: il ritardo nell'attivazione
dell'energia elettrica è stato provocato da intoppi burocratici
collegati alla fornitura dell'energia stessa, ormai da tempo
superati.
Per l'impianto di illuminazione della SP 8/II, si dovrà,
invece, predisporre apposito progetto da inserire nel P.T.OO.PP.
2005/2007.
L'Amministrazione interessata fa sapere, infine, che ha già
provveduto alla rimozione della vegetazione lungo i bordi
stradali, mentre per la segnaletica procederà, al più presto, al
necessario ripristino.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - MAURICI - CATANIA G. - «All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
la via Passo Gravina rappresenta una delle principali arterie
per il traffico veicolare in ingresso ed uscita da Catania, in
specie per il transito dei mezzi provenienti e/o diretti nei
comuni a nord del capoluogo;
la strada in oggetto è dotata di uno spartitraffico centrale e
di un'ampia carreggiata, specifiche caratteristiche che di fatto
dovrebbero agevolare il fluido e sicuro percorrimento della
stessa;
nelle ore a bassa densità di traffico, tuttavia, la via Passo
Gravina, proprio per le precipue caratteristiche di cui sopra,
alle quali bisogna aggiungere un considerevole dislivello
altimetrico, è sempre più spesso percorsa a velocità ben
superiore a quella prevista dal codice della strada con intuibili
pericoli sia per i mezzi in transito che soprattutto per i
pedoni, considerato che nella strada in oggetto insistono un
ospedale, alcuni esercizi commerciali e decine di complessi
edilizi;
attualmente nella via Passo Gravina non sono utilizzati
adeguati strumenti per contenere la velocità di attraversamento
entro i limiti imposti dal codice della strada;
per sapere quali provvedimenti urgenti intenda porre in essere
affinché vengano ristabilite condizioni di sicurezza nella via
Passo Gravina, con particolare riferimento alla riduzione della
velocità di transito entro i limiti imposti dal codice della
strada e se non ritenga di dover adottare tutti i mezzi
necessari, quali, ad esempio, rallentatori ottici, sonori,
rotatorie a raso e/o dossi artificiali, per il raggiungimento di
tale scopo.» (1758)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1758,
questo Assessorato ha sollecitato il Comune di Catania al fine di
conoscere i provvedimenti posti in essere per ristabilire le
condizioni di sicurezza nella via Passo Gravina.
Con nota della XIV Direzione traffico urbano, prot. 6092 del 19
novembre 2004 (pervenuta il 26 gennaio 2005), il comune
interessato ha riferito quanto segue.
La via Passo Gravina è fornita di apposita segnaletica di
sicurezza in ordine a segnali di limite di velocità, bande
ottiche e ottico-acustiche di rallentamento, passaggi pedonali e
semafori, oltre ad una lanterna semaforica a lampeggio.
Pertanto, nel condividere le preoccupazioni espresse
dall'onorevole interrogante, l'Amministrazione comunale ha già
predisposto un progetto esecutivo che modifica l'intero assetto
della strada, inserendo diversi cappi di inversione e mantenendo,
proprio ai fini della sicurezza, il nastro stradale di dimensioni
costanti da via Carrubella fino alla Circonvallazione;
quest'ultimo tratto viene modificato in modo da essere funzionale
al progetto della nuova Circonvallazione, tratto Gioieni-
Sebastiano Catania.
Il progetto de quo, inserito nel piano triennale, è solo in
attesa di accensione del mutuo per essere posto in gara
d'appalto.»
L'Assessore STANCANELLI
GENOVESE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
con esposto del 18/10/2003 a firma dei consiglieri del gruppo
di minoranza del Comune di San Fratello (ME), è stata denunciata
una serie non indifferente di violazioni di legge ed irregolarità
posti in essere dall'amministrazione comunale;
l'impressionante quadro di irregolarità, tra cui l'affidamento
di incarichi professionali e di lavori pubblici in assenza di
copertura finanziaria ed in costante violazione della normativa
disciplinante la materia, si riferisce altresì al periodo di poco
antecedente l'apertura della campagna elettorale per le
amministrative del 2003, configurando di fatto i reati di voto di
scambio e di abuso d'ufficio, tant'è che sui medesimi illeciti
contabili ed amministrativi è attualmente in corso un'inchiesta
della Magistratura;
considerato che a seguito dell'esposto di cui sopra
l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali ha disposto l'acquisizione dei provvedimenti
'incriminati' ma, a tutt'oggi, non risulta essere stato adottato
alcun provvedimento repressivo e sanzionatorio, neanche in via
cautelare;
per sapere:
le ragioni di tanta inerzia da parte dell'Assessorato in
questione, organo deputato al controllo sugli enti locali;
se e quali urgenti ed opportuni provvedimenti il Governo della
Regione intenda adottare al fine di assicurare il rispetto della
legalità e della trasparenza amministrativa nel comune di San
Fratello.» (1891)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta.«A seguito della presentazione di un esposto datato 18
ottobre 2003, a firma dei consiglieri comunali di minoranza del
comune di San Fratello, è stato disposto, con decreto del
Dirigente generale del Dipartimento regionale della famiglia
prot. n. 558 del 9 marzo 2004, un accertamento ispettivo presso
il predetto Ente locale.
La relazione ispettiva, prodotta dal funzionario incaricato di
effettuare gli opportuni accertamenti, è stata trasmessa al
Sindaco del comune interessato, con l'invito a controdedurre in
merito alle deliberazioni di G.M. nn. 252 e 256 rispettivamente
del 24 settembre e 8 ottobre 2003.
Con nota del 13 ottobre 2004, il Sindaco ha fornito ha fornito
le seguenti controdeduzioni.
La delibera di G.M. n. 252 del 24 settembre 2003 risulta,
previa comunicazione agli interessati, decaduta in forza dei
provvedimenti di G.M. nn. 14 e 15 del 6 febbraio 2004. Nessun
onere è derivato al comune, in quanto risultano finanziati, con
le citate delibere, solo due cantieri; opere valutate
positivamente dall'organo consiliare nella seduta del 20 giugno
2004 con provvedimenti numeri 43 e 44.
Per quanto concerne la delibera di G.M. n. 256 dell'8 ottobre
2003, l'Amministrazione riferisce che l'impegno di spesa è di
competenza dei dirigenti, così come eventuali proposte di debiti
fuori bilancio devono essere sottoposte alla valutazione del
Consiglio comunale dagli organi burocratici.
L'ordinanza sindacale n. 22/03 faceva obbligo all'ufficio
competente di procedere alla relativa annotazione contabile. La
delibera di Giunta in questione, pertanto, si limita alla
regolarizzazione nell'anno di riferimento e nessun rilievo di
debiti fuori bilancio è stato evidenziato dall'ufficio contabile
nel riequilibrio o nell'assestamento di bilancio.
Ne consegue, conclude il Sindaco di San Fratello, che nessun
onere è derivato al comune dagli atti deliberativi suindicati.»
L'Assessore STANCANELLI
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NUMERO 151 - NORME STRALCIATE/A: DISPOSIZIONI
FINANZIARIE URGENTI E PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELL'ATTIVITà
AMMINISTRATIVA
-All'articolo 7:
Subemendamento A1R sostitutivo degli emendamenti A1, A1.1 e
A1.1.1:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005 sono
apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:
UPB 1.4.1.5.2 Capitolo 100314
+ 250
UPB 1.5.1.1.2 Capitolo 112507
+ 100
UPB 1.6.1.1.2 Capitolo 116504
+ 250
UPB 1.6.1.1.2 Capitolo 116516
+ 200
UPB 1.4.1.1.1 Capitolo 108106
+ 70
UPB 4.2.1.5.3 Capitolo 215708
+ 540
UPB 4.2.1.1.1 Capitolo 212008
+ 200
UPB 1.7.1.1.2 Capitolo 120509
+ 30
UPB 12.3.1.3.1 Capitolo 478110
+ 750
UPB 1.4.1.1.2 Capitolo 108505
+ 50
UPB 6.2.1.3.5 Capitolo 272519
+ 3.761
UPB 4.2.1.5.2 Capitolo 215704, accant. 1003 -
6.201
2. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, Amministrazione beni culturali è aggiunta la somma
di 25 migliaia di euro, da erogare all'Associazione culturale
Pompeo Colaianni di Enna.
3. Per le finalità del comma 2 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2005, la spesa di 25 migliaia di euro, cui si
provvede mediante riduzione della spesa autorizzata dalla
Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n.
17, articolo 128, UPB 1.4.1.5.1, capitolo 109702.'
Emendamenti aggiuntivi
Subemendamento A1R.3:
1. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, per l'esercizio finanziario 2005, è apportata la
seguente modifica:
UPB 12.2.1.3.3 Capitolo 473709
- 50
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario 2005, sono apportate le
seguenti modifiche in migliaia di euro:
UPB 12.1.1.1.2 Capitolo 470302 + 50
Subemendamento A1R.4:
Aggiungere i seguenti commi:
1. L'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali è autorizzato ad erogare all'Associazione
recupero cerebrolesi con sede a Palermo un contributo annuo di
15 migliaia di euro.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si fa fronte, per l'esercizio
finanziario 2005, mediante riduzione di parte di disponibilità
dell'UPB 3.2.1.3.1, capitolo 183740. Per gli esercizi 2006-2007
l'onere valutato in 15 migliaia di euro trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione.
Subemendamento A1R.5:
1. Al fine di consentire la prosecuzione della catalogazione
dei beni culturali, prevista dalla misura 2.02 Azione A del POR
Sicilia 2000-2006, l'Assessorato regionale dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione è autorizzato a
prorogare i contratti in corso con il personale addetto alla
catalogazione fino al 31 dicembre 2006.
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo
si provvede con i fondi dell'UPB 9.3.2.6.4, capitolo 776405
dello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione.
Subemendamento A1R.6:
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario 2005, sono apportate le
seguenti modifiche in migliaia di euro:
- UPB 9.4.1.1.1 Capitolo 380502
+ 13
- UPB 9.4.1.1.1 Capitolo 380504
+ 10
- UPB 9.4.1.1.1 Capitolo 380508
+ 4
- UPB 9.4.1.1.1 Capitolo 380520
+ 2
- UPB 9.4.1.1.3 Capitolo 380525
+ 6
- UPB 9.4.1.1.3 Capitolo 380527
+ 50
- UPB 9.4.1.1.3 Capitolo 380531
+ 10
- UPB 9.4.1.1.3 Capitolo 380533
+ 4
- UPB 9.3.1.1.2 Capitolo 376503
- 13
- UPB 9.3.1.1.2 Capitolo 376506
- 52
- UPB 9.3.1.1.2 Capitolo 376512
- 5
- UPB 9.2.1.1.2 Capitolo 372503
- 10
- UPB 9.2.1.1.2 Capitolo 372506
- 10
- UPB 9.2.1.1.2 Capitolo 372508
- 3
- UPB 9.2.1.1.2 Capitolo 372510
- 2
- UPB 9.2.1.1.2 Capitolo 372512
- 4