Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SPAMPINATO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Papania è in congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che sono in missione per ragioni del loro
ufficio: l'onorevole Turano dal 26 al 27 aprile; l'onorevole
Crisafulli il 27 aprile; l'onorevole Paffumi dal 27 al 29 aprile.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta da parte dell'Assessore
per la famiglia la risposta scritta alla seguente interrogazione:
n. 2028 - «Notizie in ordine alla cessazione definitiva
dell'efficacia del decreto assessoriale di sospensione del
Consiglio comunale di Santa Flavia (PA)», a firma dell'onorevole
Raiti.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della presente seduta.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo e sono state assegnate alla competente
Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Opera Pia Residence Marino - Centro servizi alla persona di
Trapani. Designazione componente in seno al consiglio di
amministrazione: sig. Sernesi Gianfranco (n. 367/I)
pervenuto in data 21 aprile
Azienda speciale servizi alle imprese di Trapani -
Designazione Presidente e componente supplente del collegio dei
revisori: dott. Cognata Giuseppe e dott.ssa Bassi Maria
Alessandra (n. 368/I)
pervenuto in data 21 aprile
I.R.V.V. - Designazione componente supplente nel collegio dei
revisori (n. 369/I)
pervenuto in data 21 aprile
Opera Pia Collegio di Maria S.S. Addolorata Felicia Schininà
di Ragusa. Designazione componente in seno al consiglio di
amministrazione: sig. Guastella Enzo (n. 370/I)
pervenuto in data 21 aprile
Consorzio universitario della provincia di Trapani -
Designazione componente del collegio dei revisori dei conti (n.
371/I)
pervenuto in data 21 aprile
inviati il 26 aprile
2005.
Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato
PRESIDENTE Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso del 20 aprile 2005 ha impugnato i
seguenti articoli del disegno di legge n. 805 Disposizioni
urgenti per il rafforzamento dell'azione amministrativa a tutela
della legalità approvato dall'Assemblea regionale siciliana il
12 aprile 2005:
- articolo 1, l'inciso che ne facciano apposita richiesta ai
sensi della presente legge ;
- articolo 2, il comma 2, l'inciso che ne cura l'assegnazione
agli uffici interessati, nell'osservanza delle procedure indicate
nel successivo comma 3 ; il comma 3; il comma 4, l'inciso con
esclusione del diritto ad ogni altro emolumento da parte delle
amministrazioni destinatarie ;
- articoli 3 e 4; per violazione degli articoli 97; 81,
comma 4;110; 117, 2 comma lett. g), della Costituzione nonché
limitatamente all'inciso del 4 comma dell'articolo 2, anche per
interferenza in materia di diritto privato.
articolo 1, l'inciso che ne facciano apposita richiesta ai
sensi della presente legge ;
- articolo 2, il comma 2, l'inciso che ne cura l'assegnazione
agli uffici interessati, nell'osservanza delle procedure indicate
nel successivo comma 3 ; il comma 3; il comma 4, l'inciso con
esclusione del diritto ad ogni altro emolumento da parte delle
amministrazioni destinatarie ;
- articoli 3 e 4; per violazione degli articoli 97; 81,
comma 4; 110; 117, 2 comma lett. g), della Costituzione nonché
limitatamente all'inciso del 4 comma dell'articolo 2, anche per
interferenza in materia di diritto privato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
SPAMPINATO segretario f.f.:
N. 2197 - Notizie in ordine alla legittimità dell'iter di
determinazione dei posti letto dei presidi ospedalieri
dell'A.U.S.L. n. 8 di Siracusa e sulla conseguente
definizione della pianta organica aziendale.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Neri Sebastiano
N. 2198 - Interventi nel comune di Niscemi per la ricostruzione
degli edifici e delle infrastrutture danneggiati dalla frana
dell'ottobre 1997.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Famiglia
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 2197 - Notizie in ordine alla legittimità dell'iter di
determinazione dei posti letto dei presidi ospedalieri
dell'A.U.S.L. n. 8 di Siracusa e sulla conseguente
definizione della pianta organica aziendale.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Neri Sebastiano
N. 2198 - Interventi nel comune di Niscemi per la ricostruzione
degli edifici e delle infrastrutture danneggiati dalla frana
dell'ottobre 1997.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Famiglia
Firmatario: Morinello Salvatore.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
SPAMPINATO, segretario f.f.:
N. 2193 - Interventi per la salvaguardia del diritto al docente
di sostegno per gli alunni disabili senza disparità di
trattamento tra handicap fisico e psichico.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Genovese Francantonio
N. 2194 - Interventi al fine di scongiurare la chiusura della
'Finestra sul mare' a Tusa (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato
N. 2195 - Notizie circa la carenza di personale di polizia
penitenziaria nel carcere 'Noce' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2196 - Interventi per la manutenzione e per
l'effettuazione di controlli all'interno della Villa Moncada di
Paternò (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate sono state già
inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
SPAMPINATO, segretario f.f.:
N. 426 - Interventi al fine di scongiurare la chiusura della
'Finestra sul mare' di Tusa.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
Baldari Nicola Renato; Turano Girolamo
Presentata il 21/04/05
N. 427 - Interventi per risolvere i problemi legati alla
carenza di personale di polizia penitenziaria del carcere 'Noce'
di Caltagirone.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato; Turano Girolamo; Burgaretta
Aparo Sebastiano
Presentata il 21/04/05
N. 428 - Interventi presso il Governo nazionale volti al
completamento dell'autostrada A 18 nel tratto Gela-Ragusa.
Firmatari: Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè
Calogero;
Raiti Salvatore
Presentata il 21/04/05
N. 429 - Iniziative a livello centrale per sollecitare
l'abrogazione della legge n. 143 del 2004 in materia di
valutazione del servizio prestato dal personale docente presso i
comuni di montagna.
Firmatari: Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Franchina Giuseppe; Fratello Onofrio; Papania
Antonino; Ortisi Egidio; Basile Giuseppe
Presentata il 22/04/05
N. 426 - Interventi al fine di scongiurare la chiusura della
'Finestra sul mare' di Tusa.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
Baldari Nicola Renato; Turano Girolamo
Presentata il 21/04/05
N. 427 - Interventi per risolvere i problemi legati alla
carenza di personale di polizia penitenziaria del carcere 'Noce'
di Caltagirone.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato; Turano Girolamo; Burgaretta
Aparo Sebastiano
Presentata il 21/04/05
N. 428 - Interventi presso il Governo nazionale volti al
completamento dell'autostrada A 18 nel tratto Gela-Ragusa.
Firmatari: Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè
Calogero;
Raiti Salvatore
Presentata il 21/04/05
N. 429 - Iniziative a livello centrale per sollecitare
l'abrogazione della legge n. 143 del 2004 in materia di
valutazione del servizio prestato dal personale docente presso i
comuni di montagna.
Firmatari: Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Franchina Giuseppe; Fratello Onofrio; Papania
Antonino; Ortisi Egidio; Basile Giuseppe
Presentata il 22/04/05
PRESIDENTE Le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 21 aprile 2005
pervenuta a questa Presidenza in pari data, l'onorevole
Sebastiano Neri ha fatto presente di avere rassegnato, con
decorrenza 21 aprile 2005, le proprie dimissioni dal Gruppo
parlamentare di "Alleanza Nazionale", aderendo contestualmente al
Gruppo Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, altresì, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con la circolare n. 36 dell'8 marzo 2005, il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MUIR) ha
determinato gli organici del personale docente per l'anno
2005/2006;
tale circolare ha previsto significativi tagli nella dotazione
organica del personale docente e degli ausiliari tecnici
amministrativi (A.T.A.) della Sicilia;
si prevedono tagli per 416 posti di personale docente, quasi il
50 per cento dell'intera contrazione registrata su tutto il
territorio nazionale, e circa 1000 posti in meno si prevedono per
il personale A.T.A.;
l'aumento per il prossimo anno scolastico di 6484 alunni in più
nel II grado impone un incremento di ulteriori 500 posti per i
docenti ed altrettanti per gli A.T.A.;
considerato che:
la dotazione organica dei docenti sarà del tutto insufficiente
per garantire un adeguato livello di insegnamento, essendo
facilmente prevedibile un aumento del numero degli studenti per
classe, ben superiori ai 25 previsti dalla legge;
la Sicilia registra una dispersione scolastica quattro volte
superiore alla media nazionale,
per combattere adeguatamente la dispersione scolastica si
dovrebbe prevedere un aumento nella dotazione organica e non la
sua contrazione;
preso atto che questi ennesimi tagli sono di una gravità senza
precedenti, considerati fra l'altro gli alti livelli di evasione
e dispersione scolastica, di gran lunga superiore alle
percentuali nazionali, così come risulta dai dati comunicati
recentemente dall'Osservatorio regionale sulla dispersione
scolastica;
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché alla
Sicilia venga garantita una dotazione organica di personale
rispondente alle effettive esigenze della scuola siciliana.»
(424)
MORINELLO - FERRO - MICCICHE'- RAITI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
secondo i dati forniti dalla rivista 'Quadrante economico' n. 2
del 2004 del Banco di Sicilia, le tendenze del comparto turistico
in Sicilia, nella prima parte del 2004, seguono un andamento
molto incerto;
nel periodo gennaio-agosto, si è registrato un incremento degli
arrivi del 5,3 per cento, decisamente modesto a fronte di una
complessiva stasi delle presenze (+1,7 per cento);
i dati sono ricavati dal confronto con il 2003, anno disastroso
per il turismo siciliano;
pertanto, gli incrementi del 2004, per la loro esiguità, non
consentono di allontanare lo spettro di una crisi profonda del
comparto;
premesso, inoltre che:
gli arrivi di turisti italiani negli esercizi alberghieri hanno
registrato un incremento medio del 4,6 per cento ma le loro
presenze sono aumentate solo del 2 per cento;
per quanto riguarda gli stranieri, gli arrivi sono in aumento
per il 5.4 per cento, con una crescita delle presenze dell'1,2
per cento;
negli esercizi extralberghieri, gli incrementi sono più
consistenti, a conferma della tendenza espansiva del settore,
nonché della scarsa competitività di prezzo delle strutture
ricettive tradizionali;
considerato che:
i maggiori incrementi di presenze straniere hanno interessato
Taormina, Giardini Naxos e Monreale, mentre Palermo, Sciacca e la
provincia di Messina registrano flessioni consistenti;
tali dati sono ancora più sconfortanti se raffrontati con
quelli del 1996, quando il totale delle presenze straniere nei
mesi gennaio-agosto era di 3,9 milioni contro i 3,5 milioni del
2004;
ancor più pesante è il bilancio complessivo se si considera che
regioni come Veneto e Trentino vantano cifre che superano di
parecchio i 10 milioni;
ritenuto che:
i dati in questione continuano, pertanto, a tratteggiare una
realtà di molto inferiore alle potenzialità turistiche della
Sicilia: un patrimonio invidiabile di tesori d'arte, natura e
cultura, spesso malamente custodito e di certo sottoutilizzato;
la politica di valorizzazione portata avanti dal Governo della
Regione si è concentrata in questi anni soprattutto nella
partecipazione a varie 'Borse del turismo' che si sono rivelate
estremamente dispendiose, quanto poco utili;
la programmazione, capace di attrarre operatori ed
investimenti, appare carente e slegata dalla correlativa
pianificazione in tema di infrastrutture, dì formazione del
personale, di difesa dell'ambiente naturale;
l'annunciata approvazione del disegno di legge sul riordino
delle coste, contenente una sanatoria mascherata di abusi edilizi
deturpanti, è emblematica dell'orientamento dell'attuale Governo
circa la salvaguardia del patrimonio naturale;
la campagna di propaganda turistica per il 2004, scelta
dall'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
sebbene suggestiva, appare eccessivamente elitaria ed in grado di
rivolgersi ad un pubblico ristretto;
in particolare, non appare adeguata alla promozione delle
realtà dell'entroterra, poco attrezzato e poco valorizzato,
impegna il Governo della Regione
a procedere alla rapida approvazione della legge di riforma del
turismo;
ad adottare una politica di promozione turistica più mirata
all'attrazione di operatori ed investimenti ed alla
valorizzazione delle immense risorse presenti sul territorio.»
(425)
BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI -
TUMINO - ZANGARA
Non sorgendo osservazioni, dispongo che le mozioni testé
annunziate vengano demandate alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari perché ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
finanziarie urgenti e per la razionalizzazione dell'attività
amministrativa» (n. 151-Norme stralciate/A)
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
151-Norme stralciate/A «Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa», iscritto al
numero 1).
Ricordo che l'esame dell'articolato si è interrotto nella
precedente seduta, n. 288 del 21 aprile 2005, in sede di esame
degli emendamenti aggiuntivi dopo l'emendamento A1 R, già
approvato. Restano accantonati l'emendamento A 5 e il relativo
subemendamento; nonchè gli emendamenti recanti articoli
aggiuntivi, dopo l'articolo 17. Va infine votato l'articolo 18,
relativo alla pubblicazione.
Preciso, altresì, che resta da esaminare l'articolo 10 e i
relativi emendamenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo
conto che si è venuta a determinare una sorta di confusione
relativamente alle notizie apparse sulla stampa, questa mattina,
circa l'emendamento presentato da alcuni colleghi parlamentari
tendente a cassare la legge elettorale.
Vorrei fare presente che in questo disegno di legge non esiste
più un articolo 10. In qualche modo, chi ha fatto questa
valutazione, è stato indotto in errore.
Ricordo alla Presidenza che, nella scorsa seduta, il presidente
Fleres, dopo una riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
comunicò che l'articolo 10 sarebbe stato stralciato divenendo
disegno di legge autonomo con il numero 151/A bis e,
testualmente, disse che si sarebbe discusso nella stessa seduta,
dichiarando, quindi, ammissibile l'articolo 10 ed i relativi
emendamenti.
ARDIZZONE Ad eccezione degli emendamenti aggiuntivi.
SPEZIALE Sì, ad eccezione degli emendamenti aggiuntivi.
Signor Presidente, non voglio riportare l'intero resoconto, se
vuole glielo leggo
PRESIDENTE Se la questione è posta in questi termini, ho il
diritto di verificare.
SPEZIALE Signor Presidente, leggo quanto detto dal Presidente
Fleres: Le predette disposizioni, riferendosi all'articolo 10,
saranno inserite in nuovo disegno di legge numero 151-Norme
stralciate bis, che verrà esaminato nel corso della presente
seduta .
Così fu concordato nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e così, correttamente, l'onorevole Fleres comunicò
all'Aula. E così penso debbano proseguire i lavori d'Aula. Il
disegno di legge 151-Norme stralciate bis sarà esaminato in
un'unica seduta e, cioè, in questa, ivi compresi gli emendamenti.
Mi sembrerebbe strano che una riunione di maggioranza riuscisse
a modificare una decisione già assunta dall'Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, considerato che si è fatto
riferimento alla seduta precedente devo ricordare che in quella
seduta eravamo giunti all'articolo 7, dal quale dovremmo
riprendere.
Adesso, fra l'altro devo verificare le dichiarazioni
dell'onorevole Speziale. Pertanto, propongo di procedere con
ordine.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
151-Norme stralciate/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A1R.7, del Governo. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1R.8, del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A5 e relativo subemendamento A5.1,
entrambi del Governo.
Pongo in votazione il subemendamento A5.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento A5 è superato.
L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro inammissibili gli emendamenti A1R.9 e A1R.10, del
Governo, presentati tardivamente.
Si passa all'articolo 10.
Onorevoli colleghi, su questo articolo tenete presente che se
si insiste sulla posizione della seduta precedente relativamente
ad un provvedimento formalmente preso non da me, ma dal mio vice,
onorevole Fleres, devo accettarlo con una lettura attenta dei
verbali, in quanto mi viene sostanzialmente negato che tutto ciò
sia accaduto.
Pertanto, sospendo la seduta per qualche minuto, al fine di
verificare gli atti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore
12.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per quanto riguarda le
obiezioni sollevate dall'onorevole Speziale, do lettura del
resoconto stenografico della seduta numero 288 del 21 aprile
2005, seduta sospesa alle ore 11.55 e ripresa alle ore 13.20:
Onorevoli colleghi, preciso che tutte le disposizioni
concernenti la materia elettorale, incluso il referendum, vengono
stralciate dal disegno di legge numero 151 - Norme stralciate/A,
unitamente all'articolo 10.
Le predette disposizioni saranno inserite in un nuovo disegno
di legge numero 151 - Norme stralciate bis, che verrà esaminato
nel corso della presente seduta.
Si riprende l'esame degli emendamenti A1 ed A5 e relativi
subemendamenti .
Sicchè l'articolo 10 è stato sì stralciato, ma perché venga
fatto oggetto di un nuovo disegno di legge.
In questa sede, pertanto, lo dichiaro inammissibile per ragioni
che posso pure spiegare, se lo ritenete opportuno. Se però non vi
sono interventi al riguardo, avvalendomi delle mie prerogative
insindacabili lo dichiaro inammissibile.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per un chiarimento che era, penso, anche l'intendimento
dell'onorevole Speziale e, soprattutto, dell'onorevole Fleres.
Poi se dobbiamo fare un'interpretazione autentica può venire
direttamente l'onorevole Fleres.
In Conferenza dei Capigruppo era stato precisato - invito chi
era presente a smentirmi - che l'articolo 10 poteva essere
stralciato, confluendo eventualmente in un disegno di legge a
parte, ad eccezione degli emendamenti aggiuntivi. Era stato
altresì precisato, esprimendosi pure il Governo nella persona
dell'onorevole Cuffaro, che l'emendamento aggiuntivo A13.1 andava
discusso nella cosiddetta legge omnibus.
L'onorevole Fleres ha dichiarato testualmente che sarebbe stato
stralciato l'articolo 10 con gli emendamenti concernenti la
materia elettorale, tant'è che, rileggendo i resoconti delle
sedute precedenti, emendamenti collegati con l'articolo 10 sono
stati già discussi ed approvati dall'Aula.
PRESIDENTE L'articolo 10 è dichiarato inammissibile.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la
scelta della Presidenza di dichiarare inammissibile per
estraneità di materia tutto quello che riguarda l'articolo 10,
compresi gli emendamenti aggiuntivi presentati allo stesso
articolo 10. Però, prendendo spunto dalle ultime dichiarazioni
dell'onorevole Ardizzone, invito fin d'ora la Presidenza, in sede
di coordinamento del testo finale, che qualora fossero stati
approvati, nelle sedute precedenti, emendamenti collegati
all'articolo 10 di questo disegno di legge, gli stessi devono
essere cassati dal testo finale della legge.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, a me non risulta che siano stati
approvati emendamenti all'articolo 10.
ACIERNO. Signor Presidente, siccome l'onorevole Ardizzone,
presidente della I Commissione, ha fatto riferimento ad
emendamenti già approvati che erano collegati all'articolo 10,
invito gli Uffici, in sede di coordinamento finale del testo,
essendo intervenuta la decisione insindacabile della Presidenza
di dichiarare inammissibile tutta la materia legata all'articolo
10, di non dimenticare di stralciare anche queste norme.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, rimango
sgomento di fronte al fatto che ci sia questo modo altalenante di
direzione dei lavori d'Aula. Le chiedo scusa, signor Presidente,
ma il testo è stato portato in Aula anche sotto la sua
Presidenza, e tale testo, il numero 151, conteneva già l'articolo
10.
Lei avrebbe eventualmente dovuto, in quella fase preliminare,
dichiarare inammissibile l'articolo 10.
PRESIDENTE Non è mai accaduto che si facesse un esame
preventivo.
SPEZIALE Tuttavia voglio ricordarle, signor Presidente, che
sull'articolo 10 c'è stata una discussione in Aula e
successivamente in sede di Conferenza dei capigruppo, nella quale
è stato definito un percorso, concordato sia con la Presidenza
che con i capigruppo. E' stato stabilito di stralciare l'articolo
10, che diventava testo a sè stante del disegno di legge n.
151/B, e che tutti gli emendamenti, tranne gli aggiuntivi, come
giustamente faceva rilevare prima l'onorevole Ardizzone,
sarebbero stati trasferiti in quel disegno di legge, con
l'impegno che noi avremmo esaminato il disegno di legge 151/B
nella stessa seduta quando avremmo esaminato il 151/A.
Signor Presidente, pur avendo rispetto per il suo prestigio e
la sua autorevolezza, non penso che lei, sulla base di una
riunione di maggioranza che ha definito contraddizioni interne al
Polo, possa arrivare qui stamattina e stralciare un orientamento
già assunto dall'Aula.
Questo costituirebbe un precedente gravissimo. Tutto ciò, non
solo non è previsto sul piano regolamentare, ma non è previsto
neanche sul piano dei comportamenti corretti tra l'Aula e la
Presidenza.
Oggi c'è lei a presiedere, domani ci può essere un altro che
presiede. Lei può dichiarare inammissibile l'articolo 10 in
questo disegno di legge, ma voglio che dichiari che lo stesso
articolo 10, riportato nel testo del 151/B con i relativi
emendamenti, verrà esaminato nel corso di questa seduta dal
Parlamento regionale, così come l'Aula aveva già determinato.
Questo non è soltanto un orientamento della Presidenza, ma è
l'orientamento concordato in sede di Conferenza dei capigruppo.
L'unica questione che nacque in quel momento era se bisognava
affrontare prima il 151/A o il 151/B. C'erano orientamenti
diversi tra i parlamentari, ma sul fatto che si andasse dentro
questa direttrice di marcia, eravamo tutti d'accordo.
Pertanto, se lei rassicura il Parlamento che subito dopo si
esaminerà il disegno di legge 151/B con gli emendamenti ad esso
presentati, nulla questio, io non sollevo nessuna questione,
altrimenti il suo orientamento, signor Presidente, costituisce un
precedente gravissimo che io penso l'Aula non potrà tollerare.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Per un richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
riprendere il tema sollevato ineccepibilmente dall'onorevole
Speziale, però quando si parla di Regolamento o di presunte
violazioni dello stesso, bisogna ricordare - per primo lo ricordo
a me stesso, ma onorevole Speziale lei è uomo di lunga esperienza
di Aula del Parlamento siciliano - che il presidente Fleres ha
risolto il nodo politico che verteva attorno alla materia
elettorale, al referendum, alla volontà o meno di abrogare la
nuova legge elettorale, indicando una strada.
Stralciare le norme equivale a dire che quelle norme, nel
disegno di legge madre, sono inammissibili; la strada che ha
scelto il presidente Fleres, ineccepibile sotto il profilo
regolamentare, è stata quella di indicare lo strumento della
creazione di un nuovo disegno di legge chiamandolo 151/B, nel
quale nuovo disegno di legge andavano a confluire l'articolo 10 e
tutti gli emendamenti che in qualche maniera riguardavano la
materia elettorale, referendaria e quant'altro, per potere essere
esaminati.
Ritengo che in quel caso, con tutto il rispetto nei confronti
della Presidenza, forse c'è stato un errore nel dire che quel
disegno di legge sarebbe stato esaminato nel corso dei lavori di
quella seduta. Ma nel momento in cui la volontà della Presidenza
è stata quella di creare un nuovo disegno di legge dallo stralcio
che veniva fatto dal disegno di legge all'esame di quest'Aula, di
fatto la competenza del nuovo disegno di legge non era più
riferibile alla Commissione Bilancio, ma automaticamente il nuovo
disegno di legge doveva e dovrà essere assegnato alle Commissioni
competenti, che nella fattispecie sono per quanto attiene alla
legge elettorale le Commissioni I e Statuto congiunte, e per
quanto attiene agli eventuali costi che potrebbero derivare da
queste norme ci dovrà essere il passaggio in Commissione
Bilancio.
Comunque non possiamo violare il Regolamento pensando di fare
nascere e risolvere in Aula un disegno di legge. Per cui, pur
apprezzando le parole dell'onorevole Speziale, invito la
Presidenza, qualora volesse, a proseguire nel percorso del
disegno di legge stralcio per quanto afferisce la materia
elettorale, che non va in contrasto con quanto detto dal
Presidente Lo Porto nel dichiarare inammissibile l'articolo 10,
perché l'inammissibilità in questo disegno di legge non preclude
la possibilità di inserire tutte queste norme in un disegno di
legge organico.
Cosa ben più grave sarebbe se, invece, dovessimo respingere
alcune di queste norme, perché ciò precluderebbe la possibilità
di esaminarle in un nuovo disegno di legge.
Allora, al netto del fatto che non c'era possibilità, se non
violando il Regolamento, di esaminare in Aula un disegno di legge
nato in Aula senza i normali e dovuti passaggi nelle Commissioni
di merito, questa sì sarebbe stata una violazione. Per cui
ritengo che quanto deciso oggi dalla Presidenza possa essere
accettato, anche se c'è un po' di confusione con i verbali delle
sedute precedenti, ma non dobbiamo dimenticare il clima che si
era venuto a creare in Aula proprio sul tema del referendum della
legge elettorale, che nulla aveva a che fare con il disegno di
legge al nostro esame cioè misure urgenti per l'economia, quindi
materia totalmente estranea al tema elettorale e referendario.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende l'esame del disegno di legge numero 151-Norme
stralciate/A
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
riconosco nelle dichiarazioni dell'onorevole Acierno il quale,
puntualmente, ha tracciato la linea da seguire nel rispetto delle
procedure parlamentari.
Mi meraviglia molto l'insistenza dell'onorevole Speziale, che
spesso si proclama e si erge a difensore del rispetto delle
regole, ma se si è difensori del rispetto delle regole bisogna
esserlo sempre difensori del rispetto delle regole e delle
istituzioni. Se una norma deve avere accesso in Aula, la norma
deve passare dalle Commissioni: l'emendamento volante presentato
per impedire la celebrazione del referendum è una violazione
aperta e forte al sistema delle regole, al Regolamento d'Aula ed
anche al prestigio delle istituzioni.
Quindi, signor Presidente, noi apprezziamo la sua decisione,
che tra l'altro è coerente con il rispetto del Regolamento e con
quanto impone il rispetto delle istituzioni. Il nuovo disegno di
legge che prenda dentro questa materia è obbligatorio che venga
esaminato prima dalla Commissione competente per materia.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
ricordare, innanzitutto a me stessa, che durante la Conferenza
dei Capigruppo ed alla presenza del vicepresidente Fleres, era
stato deciso un ordine dei lavori che estrapolasse da questo
disegno di legge omnibus la materia elettorale riguardante il
rinnovo dell'Assemblea regionale, che non poteva stare nello
stesso disegno di legge in quanto prevede - come sappiamo - una
procedura aggravata, disciplinata dall'articolo 17 bis.
Cosa diversa è la normativa elettorale che riguarda gli enti
locali, che può benissimo essere contenuta in questo disegno di
legge omnibus, il quale, tra l'altro, essendo omnibus certamente
non si può dire che sia materia estranea perché c'è di tutto.
Quindi era un doppio binario: uno era per la normativa che
riguarda la materia elettorale per il rinnovo dell'Assemblea, che
- ripeto - non può stare in questo disegno di legge; altra cosa è
invece la normativa elettorale che riguarda gli enti locali che,
infatti, in quella sede si era deciso poteva rimanere all'interno
di questo disegno di legge.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo premettere
che il mio partito non ha firmato il famoso emendamento e che si
è espresso attraverso me, nell'ultima seduta d'Aula, a favore
della celebrazione del referendum, probabilmente in maniera
anomala e trasversale.
Preciso ciò perché così sono più tranquillo nel comunicare il
disagio che provo in ordine ad una conduzione d'Aula che deve
avere un filo conduttore comune tra una seduta e l'altra, che non
può, come in questo caso purtroppo sta avvenendo, basarsi sulla
persona che conduce i lavori d'Aula.
Nel merito, signor Presidente, vorrei dire che provo ulteriore
disagio nel momento in cui, all'interno di una legge omnibus che,
come abbiamo denunziato in altre occasioni, non è più legata
neanche ad un disegno di legge locomotiva, perché nasce proprio
come legge omnibus, si possa dichiarare un particolare settore di
intervento non compatibile con tale legge omnibus; è una palese
contraddizione.
In ordine poi al merito della vicenda che riguarda l'articolo
10, prima che la polemica sulla celebrazione o meno del
referendum sopravvenisse, non dimentichiamolo, tale articolo è
stato proposto dal Governo per sanare una anomalia, per fare
votare cioè dovunque il 15 e il 16 maggio, così come si vota per
le amministrative, cosa che - ricordo - ha provocato tante
polemiche. L'articolo 10 in sè, al di là della polemica
sull'emendamento famoso, tende a sanare un'anomalia, noi non
possiamo espellerlo e non trattarlo, a meno che il disegno di
legge n. 151/B non venga esaminato prima, e l'accordo raggiunto
con i Capigruppo, in sede di Conferenza, è stato proprio questo,
che si trattasse prima del proseguimento dei lavori d'Aula sulla
cosiddetta legge omnibus.
Quindi io, come l'onorevole Formica, ho grande piacere ad
andare a Messina, invitarlo a Siracusa e dibattere sulle ragioni
del sì e del no per il referendum perché lo voglio celebrare.
Però mi pare che si sta impastando una situazione generale che
butta a mare l'acqua sporca con il bambino, dove il bambino è la
possibilità di sanare l'anomalia su quando votare per il
referendum e su quando votare per le amministrative, se solo il
15 maggio o anche il 16.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo
prendere atto con dispiacere che probabilmente in quest'Aula
difficilmente si riescono a mantenere gli impegni. Ribadisco
quanto ho detto poco fa, che in Conferenza dei Capigruppo si era
concordato che l'eventuale stralcio non riguardava gli
emendamenti aggiuntivi e tutti apparentemente, dalla destra alla
sinistra, dall'estrema destra all'estrema sinistra, concordavano
sull'esigenza di inserire in via straordinaria il turno
elettorale autunnale per dare la possibilità alla terza città
metropolitana, la tredicesima d'Italia, che è Messina di andare a
votare in autunno. Se fosse successo nella sua Palermo,
Presidente Lo Porto, probabilmente non staremmo qui ancora a
discutere.
Cito la Gazzetta del Sud', 12 colonne Dall'ARS si attende un
gesto di rispetto per Messina'.
Poiché lei, signor Presidente, non mantiene gli impegni, perchè
non so da quale telefonata è stato raggiunto, lei che in questo
momento è il Presidente dell'ARS ed è anche il Presidente di
Alleanza nazionale si assuma le sue responsabilità.
PRESIDENTE La invito a moderare il linguaggio, onorevole
Ardizzone.
ARDIZZONE Da messinese abbandono l'Aula, almeno che lei non
sospenda i lavori e si riprende il discorso.
L'assessore Stancanelli aveva dichiarato la sua disponibilità
ad inserire il turno autunnale di Messina. Lei, signor
Presidente, con uno sgambetto istituzionale che sta portando fino
in fondo, sta vietando ai messinesi di andare a votare una
partita che si gioca tutta intorno ad AN.
Invito i parlamentari messinesi ad abbondare l'Aula, cosa che
io sto per fare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei che ricordaste tutti
una cosa. A parte che conosciamo bene che ci sono le ...
ARDIZZONE Emendamenti all'articolo 10 erano stati già votati.
PRESIDENTE Io non ero presente, onorevole Ardizzone, ma dai
verbali delle sedute precedenti questo non risulta A parte che
poi alla fine della discussione, per motivare il mio
provvedimento, dirò altre cose che qui nessuno vuole dire ma che
mi vedo costretto a dire.
Il resoconto stenografico della seduta n. 288 del 21 aprile
2005 così recita: E' opinione della Presidenza, ove l'Aula sia
d'accordo, di stralciare l'articolo 10 dal disegno di legge,
riguardante - ripeto - la materia referendaria, perché si
affronti tale materia in maniera più articolata e completa nella
competente Commissione che, appunto, ne farebbe un disegno di
legge stralcio se riterrà di doverlo fare.
ARDIZZONE Era già stato approvato in Commissione.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, la richiamo all'ordine, o
prende posto o mi vedo costretto a prendere un provvedimento
disciplinare.
Riprendo la lettura del resoconto stenografico: Ove ci fosse
un assenso in questa direzione ...', cioè ove ci fosse il
consenso dell'Aula per un disegno di legge se riterrà di doverlo
fare, ...così potrebbe essere stabilito. Ovviamente, con
l'articolo 10 si sposterebbero alla Commissione di merito gli
emendamenti connessi alla medesima materia'.
Qui il resoconto dice esattamente cose diverse da quanto
sostiene l'onorevole Ardizzone.
Devo ammettere che non ero presente, ma naturalmente i
resoconti stenografici non sono materia puramente virtuale che
serve per riempire gli scaffali; lo stenografico serve per
conoscere esattamente ciò che avviene in Aula ed è questo ciò che
è avvenuto.
Su questo nessun argomento può cambiare la sostanza della
lettera qui presente.
(L'onorevole Ardizzone abbandona l'Aula, per protesta contro la
decisione di non ammettere al voto l'emendamento riguardante
l'introduzione di un turno elettorale amministrativo
straordinario, che servirebbe per sanare la situazione del Comune
di Messina).
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato
chiamato in causa ed è stata chiamata in causa la Presidenza, a
mio modo di vedere, molto impropriamente. Ed allora dobbiamo fare
chiarezza una volta su tutte, signor Presidente.
In maniera improvvida, violando la prassi parlamentare,
violando ogni regolamento istituzionale e d'Aula ed esponendo il
Parlamento siciliano alle critiche pesanti di quasi tutti i
costituzionalisti che sono intervenuti sulla materia, si è
presentato un emendamento pirata su una norma di carattere
economico, credo che il titolo rechi Provvedimenti urgenti per
l'economia', tentando con una procedura del tutto anomala, come
dicevo prima, e scavalcando le leggi e il Regolamento, di forzare
la mano alla Presidenza e di rendere ammissibile, con
quell'emendamento, la cancellazione di una legge. E ricordo che
stiamo parlando della legge elettorale, che ha visto impegnato
questo Parlamento per molti mesi e che, come tutti sanno, è una
legge che sfugge ai normali iter legislativi, essendo sottoposta
ad una procedura aggravata, così come sottolineato più volte,
anche per iscritto ed anche ieri, dai funzionari dell'Assemblea
che, in maniera inequivocabile, hanno sottolineato che non
rientra, come aveva fatto notare la Presidenza dell'Assemblea,
nelle disposizioni di quest'Aula poter legiferare fino a quando
non si sarà celebrato il referendum, posto che quelle procedure
aggravate danno 90 giorni di tempo, e che, durante quei 90
giorni, la legge non può essere riesaminata dall'Aula.
E, ancora oggi, dopo che anche da un punto di vista politico
tutte le forze, bene o male, si sono espresse per la celebrazione
del referendum, il Gruppo dei DS, in maniera impropria e pesante,
e calpestando il Regolamento, insiste per cercare a tutti i costi
di far prendere a questo Parlamento, all'istituzione parlamentare
siciliana, un provvedimento che la coprirebbe di ridicolo e che
non avrebbe nessuna efficacia.
L'increscioso episodio che si è verificato poc'anzi è figlio
della protervia dei DS che si manifesta nel volere insistere sul
rendere proponibile una materia che proponibile non è. E mi
dispiace che l'onorevole Ardizzone l'abbia presa a male, ma se la
dovrebbe prendere con chi, a sinistra - mi riferisco ai DS -, con
tale atteggiamento ha causato proprio la inevitabile decisione
della Presidenza nel rispetto dei regolamenti.
Del resto l'urgenza non è data dalla norma amministrativa, che
possiamo sempre fare e che dobbiamo fare, perché Messina ha
diritto ad avere la sua norma per votare, se quest'Aula è decisa
a farlo, come è decisa a farlo, ma per farlo non c'è l'urgenza,
l'urgenza era sul referendum, non tanto sull'altra norma.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
posizioni unitarie della Margherita sono state già espresse dal
collega Ortisi, pur non di meno vorrei fare una osservazione.
Penso che il Presidente ha ragione quando dichiara
improponibile la materia referendaria, del resto noi non siamo
per l'emendamento soppressivo, siamo perché si celebri il
referendum, così come è stato stabilito dai cittadini.
Mi sembra singolare, però, che non siano state dichiarate
estranee alla materia, se individuiamo qual è la materia, altre
norme: questo disegno di legge è composto da 20 articoli, uno
diverso dall'altro. Non si tratta soltanto di norme finanziarie,
perché sono state inserite norme che riguardano contributi
assistenziali, materie totalmente diverse tra loro.
Il Regolamento deve essere osservato sempre, non a convenienza,
e quindi mi appello alla Presidenza perché si osservi per tutto.
Il comma 3 dell'articolo 112 del Regolamento interno è stato
violato costantemente in tutte le sedute e, quindi, questo
disegno di legge, secondo me, meriterebbe una riflessione da
parte della Presidenza.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
contribuire a risolvere questo problema, cosa che ritengo utile
anche sotto il profilo dell'immagine che diamo all'esterno.
L'emendamento che è stato oggi oggetto di discussione - in
particolar modo si annota la presa di posizione dell'onorevole
Ardizzone -, credo sia stato sovraccaricato di una volontà e di
un obbligo come se fosse stato scritto esclusivamente per la
città di Messina.
Al riguardo desidero richiamare l'attenzione di tutti i
parlamentari sulla considerazione che quanto scritto nell'
emendamento è un qualcosa che tutti un po' conoscono e cioè la
riforma della legge, che ha visto la luce nel dicembre 2000,
era stata, però, votata nel novembre del 2000, e lì si è venuto
a creare un problema istituzionale in quanto anche in quella
sede si passò da quattro a cinque anni.
A questo punto - oltre al problema dell'istituzione del
periodo, a mio avviso giusto, del novembre 2005 - il problema
serio è rimettere questo turno, che toglie peraltro anche da
altri impicci, fatto che ha dato qualche problema anche
all'Ufficio legale e legislativo, e non solo.
Effettivamente, spostando il turno elettorale da novembre
2005 a giugno del 2006, ci sarebbero dei comuni che voterebbero
con un posticipo di 6 mesi,
A mio avviso, questa norma vorrebbe superare questa empasse,
pertanto la ritengo cosa giusta. E' ovvio che si inserisce il
problema che riguarda la città di Messina, ma che comunque
votando questo articolo ...
FORMICA Onorevole Beninati, abbiamo detto che siamo
favorevoli.
BENINATI Il mio intervento mira a tranquillizzare gli animi,
dato che oggi con l'intervento dell'onorevole Ardizzone che,
forse, ha preso un po' eccessivamente questa vicenda a titolo
personale, in Aula si stava prendendo una piega diversa. Allora,
invito il collega che ha chiamato in causa i deputati eletti nel
collegio di Messina ad ascoltare il mio intervento in questa
assise, che vuole essere di serenità per il percorso futuro. E
se la Presidenza, avendo fatto le sue giuste verifiche, ritiene
di trattare questo di articolo in altra sede, è una scelta che
certamente io non posso e credo nessun altro si sente di
discutere; noi tutti saremo impegnati, a giugno, a discutere
su questa norma, abbiamo tutto il tempo. Non comprendo, quindi,
questa fretta, è vero, noi dobbiamo provvedere; io,
personalmente, mi impegnerò a sottoscrivere il disegno di legge,
dichiarando così a non avere alcuna remora ad una successiva
trattazione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola in quanto pirata, dato che sono il primo firmatario di
quello che l'onorevole Formica ha dichiarato essere un
emendamento pirata.
FORMICA Finalmente lo riconosce, onorevole Forgione.
FORGIONE Onorevole Formica, ci sono i pirati ed i corsari: i
corsari, però, sono quelli a servizio dei governi. I pirati sono
quelli che mettono a nudo le operazioni dei corsari e spesso
vincono.
Se io sono un pirata, signor Presidente, è solo perché qui c'è
stata un'operazione di corsari portata avanti dalla Presidenza
dell'Assemblea.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, la invito a misurare il
linguaggio.
FORGIONE Allora, signor Presidente, lei doveva evitare ...
PRESIDENTE Io non evito, onorevole Forgione, perché io ho il
dovere-diritto di parlare secondo quello che penso. Io ho letto,
qualche istante fa, lo stenografico che recita esattamente come
io le ho ricordato.
FORGIONE E io le dico, signor Presidente, che
quell'emendamento sarebbe stato pirata se non fosse stato
inserito in una legge in materie finanziarie, e la Presidenza
può anche leggere il titolo della legge omnibus , chiamatela
come volete, questo calderone, secondo me indecente, presentato
dal Governo all'interno del quale c'è una norma che riguarda la
materia elettorale. E se il Presidente dell'Assemblea, permette
che del testo di un disegno di legge, dove c'è tutto e il
contrario di tutto, faccia parte un articolo che interviene in
materia elettorale, non può impedire la presentazione di un
emendamento che interviene in materia elettorale. Dobbiamo
intenderci Se è possibile un disegno di legge omnibus che
interviene anche nella materia elettorale, sono possibili anche
gli emendamenti agli articoli di legge in esso contenuti.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, un articolo, inserito in un
disegno di legge, che chiunque di voi o del Governo presenti, va
valutato di volta in volta, non esiste alcun dovere, da parte
del Presidente, di darne lettura. Probabilmente gli uffici
dovrebbero ....
FORGIONE. No, signor Presidente, è una volontà politica.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, del resto se c'è stato un
discorso sullo stralcio; c'è stato proprio per le perplessità che
l'articolo presenta.
SPEZIALE La Presidenza aveva accantonato l'articolo.
(Proteste dai banchi di sinistra)
FORGIONE Signor Presidente, il dibattito è durato due giorni.
Ciò che lei ha letto è lo stenografico dell'ultimo giorno; noi
abbiamo ragionato sulla legge per una giornata intera: si è
deciso l'accantonamento dell'articolo 10, poi c'è stata una
sospensione dei lavori, poi si è ripreso, e si deciso lo
stralcio dopo una Conferenza dei Capigruppo. E' stato un
processo alquanto complesso. Comunque vorrei concludere.
Rassicuro l'onorevole Formica, confermando che il nostro
emendamento è intervenuto come provocazione politica, poiché
dato che c'era stato un vertice della maggioranza di centro
destra nel quale si dichiarava che contrario alla legge
elettorale. Erano proprio i partiti del centro destra, a volere
questo, onorevole Formica. Ma ormai lo sappiamo: cane che
abbaia non dorme, voi non state mordendo, e lo vediamo da quanto
accade a livello nazionale
PRESIDENTE Onorevole Formica, la invito a non interrompere
l'oratore.
FORGIONE C'era stato un pronunciamento dei partiti maggiori
della coalizione del centro sinistra che si dichiaravano contrari
alla legge elettorale e quindi volevano abrogarla. Ma il
Presidente della Regione - presidente Lo Porto, lei non era
presente in Aula per altri impegni istituzionali -, disse
che era contrario alla legge elettorale ed era favorevole al no,
qualora ci fosse stato il referendum, e addirittura disse che si
sarebbe rimesso all'Aula, qualora l'Aula avesse votato un
emendamento in grado di evitare il referendum.
C'era stata una polemica con il capogruppo di Alleanza
nazionale che aveva minacciato l'uscita dal Governo, cosa che
oramai si minaccia un giorno sì e un giorno no, e, pertanto, il
Presidente della Regione disse: uscite dal Parlamento perché la
legge l'ha votata il Parlamento . Tutto ciò lo si ritrova nello
stenografico.
A questo punto, noi che abbiamo raccolto le firme per indire
il referendum, continueremo a rivolgerci al popolo siciliano,
vorrei che fosse chiaro. Ci sono 110 mila firme che stanno
mettendo in difficoltà la maggioranza e il Governo, creando
problemi anche dentro questo Parlamento nei rapporti
istituzionali. E questo perché 110 mila persone hanno detto che
quella legge andava sottoposta al vaglio del popolo; vorrei che
tutto ciò fosse chiaro.
Onorevole Formica, non si agiti; così ricorda sempre più
l'onorevole Fini.
Noi, questo referendum, lo vogliamo. Il nostro emendamento
interveniva dopo che nessuno qui riconosceva la paternità di
questa legge: nessuno l'aveva votata
Allora abbiamo detto se volete abrogatela . Grazie a questo
emendamento è venuta fuori la crisi che cova dentro la
maggioranza.
Signor Presidente, si può fare quello che si vuole, è anche
presente il Governo; ma una cosa noi non possiamo accettare: che
in una legge omnibus si vieti di presentare emendamenti, e che
si provi a stravolgere tutto il percorso che è stato definito
anche nella Conferenza dei Capigruppo. Lei decida sulla base di
questa discussione.
Le chiedo, però, un'ultima cosa: i comizi sono indetti, le
elezioni sono tra quindici giorni, noi siamo perché si mantenga
fermo ogni atto assunto dal Governo rispetto al momento
referendario.
Non si possono cambiare le regole con la partita in corso. C'è
già la propaganda che è partita.
Il Comitato regionale per la comunicazione non è intervenuto
per regolamentare l'informazione. Nessuno sa che c'è il
referendum. Qui è un problema di democrazia che riguarda il
servizio pubblico, che riguarda le televisioni, la possibilità
per i referendari ed anche per il sì e per il no, per qualunque
delle posizioni, di potersi esprimere.
Il Parlamento, anche su questo, dovrebbe dire qualcosa di
chiaro.
PRESIDENTE Non ripeto le cose già dette e lette. La volta
scorsa, come può accadere, c'é stata qualche confusione, ma i
dibattiti servono proprio per decantare e chiarire le
complicazioni di un procedimento legislativo.
Non è stato detto tutto. Comprendo l'opportunità di dare corso
ad una soluzione del problema messinese. Se ci mettiamo su questo
fronte, dobbiamo metterci a dare corso e a fare fronte ad altre
questioni di altre realtà comunali.
SPEZIALE L'emendamento non si riferisce solo a Messina.
PRESIDENTE Implicitamente riguarda Messina, come si evidenzia
dalla difesa ad oltranza dei colleghi messinesi. Ritiro comunque
il riferimento a Messina, anche se tutti voi lo comprendete bene.
Sul problema degli emendamenti aggiuntivi ad un articolo, che
il presidente Fleres ha dichiarato di stralciare ed ha proposto
di farne un argomento a parte i cui tempi sono perfettamente
coerenti con l'interesse di coloro che hanno parlato, non c'è
dubbio che ha ragione l'onorevole Beninati.
Se è vero che c'é urgenza di dare corso alla soluzione in
merito alle disparità di date e di termini che riguardano alcuni
importanti comuni, compreso quello di Messina, nulla vieta di
farlo subito perché i tempi sono abbastanza lunghi e siamo in
tempo a disciplinare la materia.
Il problema dell'articolo 10 è che ad esso si sono collegate
altre materie sulle quali io non intendo derogare.
Mi dispiace non essere stato presente nella precedente seduta,
ma l'emendamento abrogativo della legge elettorale, per esempio,
è stato presentato dopo ed io soltanto oggi posso prenderne atto.
Ho argomenti scientifici, giuridici, costituzionali ed
amministrativi per ritenere che abrogare, oggi come oggi, la
legge elettorale non è possibile, per tante ragioni che, se
vuole, le spiegherò a parte perché non ho nessun dovere,
onorevole Miccichè, di darvi le motivazioni della mia
dichiarazione di inammissibilità.
La mia è una decisione insindacabile. Semmai dovreste darmi
atto di consentire all'Assemblea, cosa che faccio con grande
piacere, di spiegare e di dilungarsi sulle argomentazioni
opposte.
L'avete fatto. Io mantengo la dichiarazione di inammissibilità
e naturalmente prendo atto dell'impegno preso dal mio vicario,
onorevole Fleres, di contribuire ad accelerare, che permetta di
ovviare al problema sollevato dall'onorevole Ardizzone.
La riunione dei capigruppo, quella cui avete fatto riferimento,
non si può definire una vera e propria Conferenza dei Capigruppo
perché non c'è stata una formale convocazione ma è stata dettata
dall'urgenza di provvedere momentaneamente a quella acutezza di
toni e di argomenti.
Una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari realmente
e formalmente convocata è un impegno che io assumo subito per
adempiere a questo problema.
Però il discorso di dovere rendere inammissibile l'articolo ex
nunc, cioè prima ancora di averlo potuto valutare in rapporto a
quello che dentro di esso si intendeva aggiungere, questo è un
argomento spuntato che non scalfisce di un solo millimetro la mia
convinzione che questo provvedimento non possa essere oggetto di
argomento nella legge cosiddetta omnibus .
Pertanto, nel confermare che tutta la materia elettorale è
dichiarata inammissibile, si procede con gli altri articoli.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
SAVARINO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendiamo
atto della sua decisione di stralciare questa parte elettorale
che riguarda anche gli Enti locali.
Vorrei chiedere se è possibile incardinare questo disegno di
legge in modo tale che il voto finale possa essere dato sia al
disegno di legge omnibus e subito dopo al ..
PRESIDENTE Non c'è un disegno di legge.
SAVARINO Signor Presidente, nel resoconto risulta che il
Presidente Fleres l'ha stralciata e ne ha fatto un disegno a
parte. Allora le chiedo se, subito dopo aver approvato tutti gli
articoli di questa legge omnibus, si possa procedere
all'approvazione di quegli articoli, in modo tale che il voto
finale sia dato prima alla legge omnibus e poi a quella
elettorale nello stesso arco di tempo.
PRESIDENTE No, onorevole Savarino, Lei mi chiede una cosa
irrituale, al di fuori del Regolamento.
SAVARINO No, l'abbiamo fatto anche in altre circostanze.
PRESIDENTE Non è così, è una legge nuova che dobbiamo fare e
che deve procedere secondo le regole del nostro Parlamento.
Io sono pronto a farlo, ma incardinare è una cosa, procedere è
SAVARINO Signor Presidente, scusi se la interrompo, ma questa
normativa che riguarda l'eventuale tornata elettorale autunnale è
stata già esitata, tra l'altro, dalla Commissione competente, per
cui non c'è bisogno di un ritorno in Commissione in quanto la I
Commissione legislativa si è già espressa favorevolmente su
questa materia, per cui tocca ora all'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Savarino, siamo d'accordo. Verrà messa
esattamente nell'ambito di quel provvedimento che la Commissione
Bilancio sta discutendo proprio in materia di norme elettorali,
ma che lei mi chieda, come ho capito - spero di sbagliare - che
immediatamente
SAVARINO ma seguendo la logica del Presidente Fleres, per
questo
PRESIDENTE No, l'onorevole Fleres non ha mai detto che,
subito dopo l'approvazione della legge finanziaria o
minifinanziaria, si sarebbe proceduto nell'articolato in quanto
il Regolamento non lo consente.
Noi possiamo prendere tutte le norme, renderle normativamente
leggibili e coordinate, trasmetterle alla Commissione Bilancio
che è competente ed in questo momento discute di norme elettorali
e riportarle in Aula immediatamente dopo. Io dicevo di più,
onorevole Savarino...
SAVARINO Presidente Savona, non è già passata questa norma in
Commissione Bilancio? E' già passata sia in I Commissione che in
Commissione Bilancio, e se è già passata, ora tocca all'Aula Per
questo mi sono permessa, in ragione dell'urgenza che lei stesso
ha condiviso, delle aspettative legittime di una comunità, direi
ancora di più comunità, ma Messina ovviamente ...
PRESIDENTE Onorevole Savarino, gli Uffici informano che è
ancora giacente.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta è sospesa alle ore 13.20, è ripresa alle ore 18,20)
Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che restano da
esaminare i seguenti emendamenti:
- dal Governo: subemendamento A 15 R all'emendamento A 15;
17.1; subemendamenti 17.1.1, 17.1.2, 17.1.3 all'emendamento 17.1;
17.2; A 4; subemendamento A 17.1 all'emendamento A 17; A 19 R; A
24 bis; A 40; subemendamento A 40.1 all'emendamento A 40;
subemendamento A 40.3 all'emendamento A 40; A 47; subemendamento
A 47.1 all'emendamento A 47; A 48; A 49; A 51; A 52;
subemendamento A 52.1 all'emendamento A 52; A 58; A 61; A 62; A
63; A 64; A 67; A 62 R;
- dalla Commissione: 17.3; A 38; subemendamento A 38.1
all'emendamento A 38; A 33; subemendamento A 33.2 all'emendamento
A 33; A 34; subemendamento A 34.1, sottoscritto pure
dall'Assessore Scoma, all'emendamento A 34; subemendamento A
53.1, sottoscritto pure dall'Assessore Scoma, all'emendamento A
53; A 60; subemendamenti A 60.1 e A 60.2 all'emendamento A 60; A
65; A 66; subemendamento A 12.2 all'emendamento A 12;
subemendamento A 62.1 all'emendamento A 62; subemendamento 17.9.1
all'emendamento 17.9;
- dall'onorevole Spampinato: 17.8;
- dagli onorevoli Spampinato, Raiti, Zago, De Benedictis,
Gurrieri: 17.7;
- dall'onorevole Speziale: A 28; A 44; A 45;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 14.2;
- dagli onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis: A 26;
- dagli onorevoli Speziale e Sanzeri: A 46;
- dagli onorevoli Villari e Speziale: A 59;
- dagli onorevoli Speziale e Zago: A 54;
- dagli onorevoli Oddo e Fleres: A 57;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: A 7; A 8;
A 9; A 10; A 11; subemendamento A 33.1 all'emendamento A 33;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari: A
41; subemendamento A 41.1 all'emendamento A 41; A 42;
- dagli onorevoli Dina e Savona: A 12; subemendamento A 12.1
all'emendamento A 12;
- dall'onorevole Dina: A 53;
- dagli onorevoli Fratello, Franchina, Dina: A 21;
- dagli onorevoli Beninati, Savona, Acierno: A 55;
- dall'onorevole Beninati: A 37;
- dall'onorevole Ardizzone: A 14; A 56;
- dall'onorevole Moschetto: A 15;
- dall'onorevole Mercadante: A 16; A 17; A 50;
- dall'onorevole Misuraca: A 19;
- dall'onorevole Formica: A 18;
- dall'onorevole Incardona: A 39;
- dall'onorevole Sammartino: subemendamento A 40.2
all'emendamento A 40;
- dagli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti: A 20;
- dall'onorevole Antinoro: A 30; A 31; subemendamento A 19.1;
subemendamenti A 19 R.1 e A 19 R.2 all'emendamento A 19 R;
submendamento A 30.1 all'emendamento A 30;
- dall'onorevole Zangara: 17.9.
Si riprende dall'emendamento 17.8.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori per riproporre una questione che, secondo
me, stamattina ha determinato un eccesso decisionale da parte del
Presidente dell'Assemblea relativo all'articolo 10.
Tralascio le forzature fatte dal Presidente relativamente al
fatto di avere dichiarato l'articolo 10 inammissibile alla
discussione d'Aula dopo che lo stesso articolo era stato già
esaminato, discusso e approfondito dall'Aula con numerosi
interventi che riguardavano la materia referendaria. Tra l'altro,
l'articolo 10, già nel suo titolo, unifica le date delle
elezioni amministrative a quelle del referendum, quindi, era
assolutamente ammissibile la legge omnibus.
Mi rendo conto che, in questa occasione, il Presidente
dell'Assemblea si è piegato ad esigenze di parte più che ad una
interpretazione corretta dei lavori parlamentari. Tuttavia,
signor Presidente, all'articolo 10 erano stati presentati
emendamenti estranei alla materia referendaria, circa una
questione molto delicata relativa, in particolare relativa alla
città di Messina ma riguardante, comunque, l'esercizio della
democrazia degli Enti locali: infatti, avendo l'Assemblea deciso
di unificare la data delle elezioni amministrative, si potrebbe
verificare che, qualora in alcune condizioni i Comuni dovessero
sfiduciare i propri sindaci, sarebbero costretti a votare di
nuovo fra un anno. Pertanto, per un anno, in molti comuni della
Sicilia, avremmo una democrazia sospesa.
Il caso di Messina è quello più eclatante, perché la città
Messina, dal novembre 2003, non può esercitare il diritto-dovere
di dotarsi di una amministrazione propria; dal 2003 fino ad oggi
non ha potuto esercitare il diritto di voto; non è stata libera
di avere un proprio sindaco.
Pertanto, signor Presidente, preannuncio - e vorrei che lei non
si trincerasse dietro forzature regolamentari - da parte del
sottoscritto e di diversi colleghi parlamentari, della stragrande
maggioranza, sia del centrosinistra che del centrodestra, la
presentazione di un subemendamento all'articolo 17, al fine di
ripristinare a regime il turno autunnale e permettere,
eventualmente, al comune di Messina ma anche a tanti altri
comuni, di procedere allo svolgimento di regolari elezioni
amministrative e di dotarsi di amministrazioni democratiche.
Preannuncio ciò perché non voglio aprire un braccio di ferro
con la Presidenza. Ritengo che l'esigenza posta, stamattina, dai
parlamentari - in modo eclatante dai colleghi Ardizzone e
Savarino -, sia un'esigenza corretta alla quale dobbiamo
rispondere normativamente.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, come ho avuto modo di dirle
stamattina, in via informale, durante la sospensione dei lavori
d'Aula, la Presidenza si è già determinata rispetto a questo
argomento.
La Presidenza può soltanto auspicare ed anche sollecitare che
il disegno di legge, cosiddetto 151/B, su cui sono stati
stralciati tutti gli emendamenti che avevano ed hanno attinenza
con la materia elettorale e referendaria, possa essere
rapidamente trattato dalla Commissione competente per arrivare in
Aula, verosimilmente alla ripresa, cioè immediatamente dopo la
celebrazione delle elezioni amministrative che, come lei sa, si
terranno il 15 e il 16 maggio 2005. Infatti, l'orientamento
dell'Aula è di tenere seduta il 18 maggio 2005.
Se, nel frattempo, la Commissione competente avrà esaminato ed
esitato il disegno di legge...
SPEZIALE Allora, perché non prendiamo il testo già esitato
dalla Commissione?
PRESIDENTE E' esattamente la stessa cosa, concordo con lei.
A quel punto, diventa quello il disegno di legge che fa da
veicolo agli altri emendamenti e può tranquillamente arrivare in
Aula. So che la Commissione competente lo ha già esitato e credo
che la Commissione Bilancio' debba dare la copertura
finanziaria, cosa che sarà possibile fare anche in questo periodo
di sospensione dei lavori parlamentari.
La Presidenza non impedirà alle Commissioni di riunirsi, se
ritengono di doverlo fare, anche per motivi di una certa urgenza,
come mi pare possa essere ritenuto questo.
Pertanto, onorevoli colleghi, su questo argomento vorrei
invitarvi, se i temi da trattare da parte dell'onorevole
Spampinato e Baldari sono connessi all'intervento...
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
aiutare a risolvere un problema di carattere più generale.
Chiedo, infatti, che venga utilizzato come veicolo il disegno di
legge già esitato dalla I Commissione Affari Istituzionali' ed
all'esame della II Commissione Bilancio', che reintroduce il
turno autunnale.
La invito ad autorizzare la Commissione Bilancio' a convocarsi
regolarmente, in modo che il 18 maggio 2005, alla ripresa dei
lavori parlamentari, il disegno di legge possa essere pronto per
l'Aula, incardinato e discusso.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se non ci sono osservazioni,
così resta stabilito. La prima e la seconda Commissione sono
autorizzate a riunirsi per trattare il disegno di legge che
riguarda il ripristino del turno elettorale autunnale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
151-Norme stralciate/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.8.
VILLARI Signor Presidente, chiedo di apporre la firma agli
emendamenti 17.8 e 17.7.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta
di un emendamento che cerca di ripristinare una situazione
giuridica esistente prima dell'approvazione della Finanziaria
2004. Con l'articolo 20 della Finanziaria 2004, sostanzialmente,
é stata azzerata la rappresentanza all'interno del Consiglio di
amministrazione della Fondazione Gioeni e della Fondazione
Florio, da parte dell'Unione italiana ciechi; ovvero, due
istituti che trattano il tema dei non vedenti sono stati
spogliati della rappresentanza del fondamentale ente che tratta
questo tipo di tematica.
Credo che l'Aula, il 27 dicembre 2004, quando ha approvato
questo emendamento, non fosse pienamente consapevole - io per
primo non lo ero -, di cosa si stesse approvando.
Chiedo che questo emendamento sia tenuto in considerazione.
Sottolineo e specifico che i consiglieri di amministrazione di
questi enti non percepiscono alcun emolumento, ma tutelano
soltanto interessi di una categoria particolarmente svantaggiata.
Sentito, informalmente, l'assessore Stancanelli, ritenevo di
avere capito che c'era un orientamento favorevole rispetto alla
possibilità di mantenere questa rappresentanza all'interno di
tale ente. Pertanto, chiedo che l'emendamento venga approvato in
modo che i due enti possano avere la rappresentanza da parte
dell'Unione italiana ciechi, che tutela principalmente tali
interessi.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 17.8. Il parere
del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.7. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, intanto, le chiedo che i
pareri vengano resi realmente oppure sospenda la seduta, perché
nessuno si sta rendendo conto di quello che stiamo facendo per la
seconda volta nel giro di sei mesi.
Le chiedo che i pareri vengano resi, sostanzialmente, sia dalla
Presidenza della Commissione sia dal Governo che, eventualmente,
dovrebbero anche motivare il loro parere e credo che mi dovrò
ripetere quando andrò ad esporre questo ulteriore emendamento.
Con l'emendamento l'Assemblea Regionale Siciliana, sempre nella
stessa notte del 27 dicembre, ha approvato una norma con cui si
attribuisce il finanziamento del cinquanta per cento dei fondi
disponibili ai teatri che hanno sede nelle città con più di
500.000 abitanti.
Dopo un approfondito studio e laboriose ricerche, ho scoperto
che in Sicilia, la città con più di 500.000 abitanti è
sostanzialmente una: Palermo. Vi sono stati approfonditi studi e
ricerche per cui abbiamo chiesto anche consulenze.
Chiedo all'Assembla di confermare questa volontà, ovvero la
volontà di attribuire il cinquanta per cento dei fondi destinati
ai teatri siciliani, esclusivamente a quei teatri che hanno sede
in un'unica città che è Palermo. Questo è stato fatto il 27
dicembre.
Poco fa mi sono astenuto dal chiedere il voto nominale per
favorire i lavori di quest'Aula, però ho bisogno che vi sia una
espressione convinta rispetto a quello che democraticamente sarà
il voto espresso da quest'Aula, ma consapevole perché, purtroppo,
temo che non vi sia la consapevolezza di cosa sia stato fatto il
27 dicembre del 2004, poca consapevolezza di quello che è stato
fatto poco fa, che ancora una volta è stato approvato un
emendamento totalmente deleterio rispetto ad una problematica
importante come quella dei non vedenti e credo che sia totalmente
iniquo, ancora oggi, riproporre con questo emendamento il
finanziamento del cinquanta per cento dei fondi per le strutture
teatrali esclusivamente a favore della città di Palermo.
Chiedo che vi sia consapevolezza quando le persone, quando i
deputati esprimono il loro voto. Chiedo che venga chiesto il
parere da parte del Governo, da parte della Commissione e se è
possibile anche motivare l'eventuale parere.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare solo per esprimere con assoluta chiarezza
l'esplicitazione di quanto contenuto in questo emendamento.
L'emendamento, tra l'altro, è stato approvato dalle commissioni
competenti perché ne abbiamo discusso quando l'abbiamo presentato
in quarta Commissione, se ne è discusso anche in Commissione
Bilancio, quindi ritengo che vi debba essere, al contrario di
quanto è stato detto durante i lavori dell'Aula, il parere
favorevole della Commissione Bilancio.
Al di là dell'intervento dell'onorevole Spampinato che ha posto
la questione in maniera interrogativa, ritengo invece che la
questione debba essere posta in maniera assolutamente
affermativa.
Non è possibile che si distribuiscano i fondi destinati agli
enti teatrali siciliani in una maniera assolutamente iniqua. Se
ricordo bene, signor Presidente, lei è già stato Assessore
competente al ramo oltre a svolgere oggi il ruolo pro tempore di
vicepresidente dell'Assemblea. Gli enti della Regione devono
essere trattati tutti allo stesso modo: dare il 50 per cento
delle risorse esclusivamente agli enti di Palermo e distribuire
il restante 50 per cento a tutto il resto della Sicilia mi pare
una cosa assolutamente iniqua e ingiusta che questa Aula non può
far passare. Se occorrono delle risorse aggiuntive per andare ad
affrontare programmi di rilancio dell'attività teatrale a Palermo
si cerchino, si trovino e si diano con la massima trasparenza
chiedendo che vengano gestite con la massima trasparenza. Lo si
faccia ma non si può far gravare la necessità di sanare debiti o,
comunque, di rilanciare l'attività teatrale di Palermo a scapito
di tutte le altre istituzioni siciliane. E' una cosa che non ci
possiamo permettere.
Noi siamo qui chiamati a rappresentare gli interessi
dell'intera Sicilia. Non si tratta di fare campanilismo ma si
tratta esclusivamente di far rispettare un parametro che sia equo
per tutti.
L'emendamento va in questa direzione cioè a dire sopprimere
quella norma iniqua che è passata con un colpo di mano dell'Aula
e consentire a tutti i teatri siciliani di avere un contributo
certo su parametri certi e che sia uguale per tutti, altrimenti
faremmo qualche cosa che, certamente, non va nella direzione
auspicata, cioè di trattare tutti allo stesso modo. Vi sarebbero
figli e figliastri.
Ripeto, ci può essere la necessità che, per ragioni
contingenti, le istituzioni teatrali di Palermo abbiano bisogno
di ulteriori risorse; si cerchi, si venga qui a spiegare dove
sono le risorse e per quale motivo queste risorse aggiuntive
servono, saremmo ben lieti di dare il nostro parere favorevole.
Ma non si può fare questo a danno di tutti gli altri.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
rilevare che proprio lei, in Commissione Bilancio, intervenne per
rilevare come questa norma, la norma che sostanzialmente
assegnava il 50 per cento del complesso delle risorse che il
capitolo di bilancio stanzia per le attività teatrali e per
contributi a favore dell'attività teatrale in Sicilia,
rappresentava una grave contraddizione rispetto al panorama
teatrale e culturale siciliano. E ricordo che lei stesso, per
limitare l'impatto negativo di questa norma, presentò un
emendamento perché questa norma si bloccasse temporalmente al
2005. Ma quella stessa iniziativa aprì ancora di più un dibattito
perché la norma, a suo tempo, rappresentò una sorpresa in quanto
si trattò di una norma non discussa, non valutata dalla quinta
Commissione Cultura, formazione e lavoro che aveva la
competenza per farlo.
In quella occasione si fece una operazione-blitz da parte
dell'Assessore al ramo, l'assessore Pagano, che sostanzialmente
penalizza la Sicilia e un'equa ripartizione delle risorse sulla
base delle realtà laddove si svolgono le attività in base ai
contributi che vengono richiesti.
Signor Presidente, questa norma deve essere abrogata. Sono
d'accordo con l'emendamento abrogativo di questa norma perché un
atto, una forzatura che, voglio dirlo chiaramente, ripropone una
concezione palermocentrica della attività di questo Parlamento,
per cui chiedo al Parlamento di valutare in tale direzione il
dato politico di questo fatto. E' una cosa sbagliata che deve
essere assolutamente rimessa in discussione, perché non è
accettabile sotto alcun profilo.
Quindi, il mio voto è a favore dell'emendamento e
dell'abrogazione della norma e mi auguro, semmai, che il Governo,
in particolare l'Assessore Pagano che non è presente, si assuma
presto la responsabilità di portare in Commissione e quindi in
Aula un disegno di legge di riforma e di riordino complessivo
dell'attività teatrale, che sarebbe la cosa più seria che un
governo dovrebbe fare.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
sono assolutamente a favore dell'abrogazione di questa norma che
è iniqua e certamente non serve ai teatri siciliani soprattutto a
quelli sani. Vorrei ricordare che già i teatri della città di
Palermo hanno ottenuto molto di più rispetto a tutti gli altri
teatri, quindi, invito tutti i colleghi parlamentari a stare
attenti e far sì che questa norma venga assolutamente abrogata
perché assolutamente iniqua.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo
presentato su questo argomento un'interrogazione per la quale
sono in attesa di risposta, per coerenza chiedo...
VILLARI Ricordo a me stesso ed ai colleghi che c'è un ordine
del giorno che impegna il Governo ad abrogare quella norma.
MOSCHETTO Chiedo di apporre la mia firma sull'emendamento
17.7 e dichiaro che voterò a favore dell'approvazione perché lo
ritengo un emendamento che riporta giustizia in una logica di
ripartizione delle varie realtà teatrali dell'Isola.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, poiché mi sembra che la norma sia
particolarmente sentita, anche per evitare di dovere ripetere
questa procedura più volte, hanno chiesto di apporre la propria
firma all'emendamento gli onorevoli Beninati, Leanza Nicola,
Baldari, Ioppolo, Villari e Fleres.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Brandara, Cintola, Burgaretta, Giambrone,
D'Aquino, Cimino, Scoma.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 151-
Norme stralciate/A
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 17.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.1.2. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.1.3. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 17.1.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.1, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 17.2 è superato.
Pongo in votazione l'emendamento 17.3. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma che
abbiamo discusso in Commissione Sanità è stata approvata proprio
con l'emendamento 17.1. Il 17.1.1, invece, è un refuso che nulla
aveva a che vedere con il 17.1 e anzi è in contrasto.
PRESIDENTE Onorevole Formica, a quale si riferisce?
FORMICA Mi riferisco ai due emendamenti: 17.1 e il successivo
17.1.1. La norma approvata in Commissione Sanità è il 17.1;
l'emendamento 17.1.1 è in contrasto con il 17.1 e quindi dovrebbe
essere cassato.
SPEZIALE Lo abbiamo già votato
FORMICA Lo so bene che l'Aula lo ha votato.
PRESIDENTE Credo che ci sia un equivoco: l'emendamento 17.1
riguarda l'artigianato.
FORMICA Chiedo scusa, signor Presidente, ho sbagliato
emendamento.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.9.1. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.9, come in precedenza
emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro l'emendamento 14.2 improponibile.
Si passa all'emendamento A 4. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 38.1. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento A 38 è superato.
Si passa all'emendamento A 7. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Questa è una vergogna L'indifferenza non c'entra
niente col 25 aprile Ma lei mi deve consentire di partecipare.
Lei è più veloce della luce
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, la data è quella proposta dalle
Associazioni che si occupano della tutela dei bambini.
MICCICHE' Signor Presidente, alcuni deputati mi hanno
anticipato, perché probabilmente queste tre righe sono sfuggite
alla lettura dei colleghi.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, se lei interviene
sull'emendamento A 7 è stato già votato.
MICCICHE' Signor Presidente, credo che lei abbia un
comportamento un po' particolare, la sua furbizia...
PRESIDENTE Onorevole Micciché, perché lei ogni volta si deve
fare togliere la parola?
MICCICHE' Deve stare attento a quello che fa Lei è di una
scorrettezza, politicamente, istituzionalmente, senza
precedenti.
PRESIDENTE Va bene. Grazie, onorevole Micciché. Si passa
all'emendamento A 8. Lo pongo in votazione.
MICCICHE' Signor Presidente, io da qui non mi muovo Lei la
deve smettere di avere questo comportamento arrogante
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Presidente, lei la deve smettere Io da qui non mi
muovo Lei è politicamente scorretto
LIOTTA Anche io chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, la devo invitare a lasciare il
podio altrimenti sarò costretto a farla allontanare.
Prego i commessi di fare allontanare l'onorevole Miccichè.
MICCICHE' Io da qua non mi muovo Nessuno può mettere le mani
addosso ad un deputato
PRESIDENTE La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 19.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Stancanelli ha chiesto
congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
151-Norme stralciate/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in riferimento ai motivi che
hanno determinato la sospensione, la Presidenza sta facendo
distribuire un fascicolo riguardante la materia che abbiamo
trattato, cioè l'istituzione della Giornata in memoria dei
bambini per il giorno 25 aprile. Nel dossier potrete trovare
messaggi del Presidente della Repubblica, del Presidente della
Camera, del Presidente del Senato, del Presidente della
Commissione speciale per l'infanzia e del Procuratore capo di
Torino, dottor Giancarlo Caselli.
Ovviamente, sono soltanto alcuni dei messaggi che sono,
peraltro, reperibili per intero nel sito dell'Associazione
Meter di Don Fortunato di Noto che in Sicilia si è occupata di
diffondere la cultura della tutela dell'infanzia, come voi tutti
sapete e come l'Assemblea stessa sa poiché più volte è
intervenuta a favore di questa Associazione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Per richiamo al Regolamento
MICCICHE' Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
evitare qualsiasi polemica di tipo personale con lei, signor
Presidente e, pertanto, poiché la data scelta è una data molto
infelice per la concomitanza con la giornata fondamentale per la
nostra Repubblica, chiedo, ai sensi dell'articolo 117, secondo
comma, che venga rettificata la proposta e posta in votazione
anche per le ragioni che ho cercato di dire ma non mi è stato
possibile perché lei, signor Presidente, mi ha staccato il
microfono. Sfido chiunque a dimostrare il contrario cioè di
avere votato con scienza e coscienza questo emendamento che lei
dice essere stato approvato.
La parola del Presidente è insindacabile quando, a volte, il
libero arbitrio diventa norma e regola di fronte al potere
costituito, di fronte allo strumento che esercita il potere.
Posto che sia così come lei ha detto, il secondo comma di
questo articolo dà la possibilità di votare nuovamente, perché
l'oggetto che è stato impropriamente votato e velocemente - più
veloce della luce; a volte in quest'Aula si impiegano mesi, anni
interi per approvare una parola e a volte gli articoli passano
con una velocità superiore a quella della luce.
Le chiedo quindi, signor Presidente, ai sensi dell'articolo
117, secondo comma, del Regolamento considerato che l'emendamento
che, come lei dice, abbiamo approvato non rientra nell'oggetto
della deliberazione e considerato che non è stato abbondantemente
dibattuto in quest'Aula, anzi non si è data l'opportunità ai
deputati di discuterne, tranne le pochissime parole da lei
espresse alla ripresa della seduta, di darci la possibilità di un
confronto. Non credo che questo richiederà molto tempo,
considerato che di tempo, per questo disegno di legge, ne abbiamo
speso abbastanza. Se spendiamo qualche minuto in più per
discutere questo emendamento approvato, non è poi la fine del
mondo, in considerazione del fatto che ci sono opinioni diverse.
Mi auguro che lei ci dia questa possibilità, visto che
purtroppo anche l'interpretazione dell'articolo 117, secondo
comma, del Regolamento passerà al suo vaglio e spero che sia un
vaglio positivo. Non so se questo comma diventerà carta straccia,
questo comma richiede una rettifica perchè, ripeto, se
interpelliamo individualmente ogni deputato presente in Aula
quando lei ha proceduto velocemente alla votazione, senza far
battere ciglio a nessuno, potremo avere la consapevolezza di
avere votato questo articolo. Quando si è passati a questo
articolo, avevo chiesto di parlare e quando sono andato alla
tribuna lei ha detto che avevamo votato.
Signor Presidente, la sua furbizia a volte paga, ma spesso non
paga e di dimostrazioni già ne abbiamo, non ultima quella
dell'emendamento che quest'Aula ha approvato e le ricordo, signor
Presidente, che, grazie al mio intervento, il Commissario dello
Stato si è accorto che era un emendamento illegittimo tant'é che
l'ha cassato. Mi riferisco a quell'emendamento sulla
incompatibilità dei manager della sanità.
Se non avessi avuto il sospetto che qualcosa non quadrava,
probabilmente qualche manager funzionario di AUSL sarebbe andato
a fare il manager della stessa AUSL in cui lavorava, in contrasto
con la norma nazionale. Lo dico perchè le sue furbizie a volte
pagano, a volte no.
Questa volta hanno pagato per la celerità e per la
disattenzione anche di qualcuno di noi.
Signor Presidente, questa storia deve finire. Le chiedo di
porre in discussione e poi in votazione l'emendamento che lei ha
velocemente fatto approvare.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a volte in
quest'Aula avvengono cose che non sono rispettose di noi stessi,
nel senso che un emendamento che può essere apprezzabile nel
merito viene trattato in modo poco serio, sopratutto quando si
parla di bambini. E' già accaduto la settimana scorsa e oggi si è
ripetuto: a qualche osservazione, anche legittima, che chiunque
di noi può sollevare, fa seguito una battuta che riguarda, ad
esempio, l'accusa di pedofilia. Mi pare che questo comportamento
non sia degno di questo Parlamento.
Mi chiedo se vogliamo davvero onorare i bambini in questo modo.
Forse i bambini ci direbbero: no grazie, occupatevi di altre
cose . Inoltre, prevediamo di inserire una data in onore dei
bambini in un articolo di un disegno di legge che recita
testualmente Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa', ove, in ultimo,
si dice: ricordiamo i bambini il 25 aprile'.
Vorrei sollevare una obiezione di merito, non tanto perché ci
stiamo dividendo tra chi ama i bambini e chi ama il 25 aprile ma
perché, francamente, ho la vaga sensazione che qualcuno, in
questo caso i bambini, sarebbero vittime di una sovrastante
sproporzionata importanza che ha il 25 aprile, anche in termini
di opinione pubblica.
Vado al dossier e concludo, signor Presidente. Dal dossier che
lei ci ha consegnato, qualcuno poteva evincere che lei volesse
dire che il Presidente della Repubblica, il Presidente della
Camera, il Procuratore della Repubblica di Torino ed altri
avevano espresso parere favorevole al fatto che la data, in
ricordo dei bambini, fosse il 25 aprile. Leggendo le prime due
righe - non vado oltre - si dice che: il 25 aprile per
l'Associazione ... a tutti gli aderenti come ogni anno è la
giornata per la memoria dei bambini', che è cosa un po' diversa.
Allora, se vogliamo operare seriamente il problema riguarda non
il merito ma l'individuare una data che sia una data di rispetto
di coloro che vogliamo ricordare. In questo modo, ho
l'impressione che noi facciamo un'operazione di natura politica,
francamente un po' miserabile e con un gioco degli equivoci che
non aiuta esattamente rispetto allo spirito della proposta.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, più volte è
capitato di protestare nei confronti della Presidenza, sia che
presiedesse lei sia che presiedesse l'onorevole Lo Porto, o
l'onorevole Crisafulli, per l'eccessiva velocità, perché abbiamo
temuto che dietro questa eccessiva velocità ci fosse la volontà
di far passare indenni alcune norme.
Credo, almeno per quanto mi riguarda, che la motivazione del
moto di stizza, rispetto all'approvazione sin troppo celere di
questo emendamento, sia derivato dal fatto che vi era il piacere
non del singolo deputato, presidente Fleres, ma dell'Assemblea
tutta di condividere un passaggio così importante, perché credo
che innanzitutto si stia celebrando un momento importante,
fondamentale, di riconoscimento della giornata a tutela dei
giovani oggetto di violenza. Quindi il moto di rabbia deriva dal
fatto che non ci sia stata la possibilità di condividere, non
come singolo deputato ma come intera Assemblea, un momento di
tale importanza.
Ritengo che la stessa considerazione sia quella che ha portato
l'onorevole Micciché a fare un richiamo al Regolamento per poter
dare la possibilità al Parlamento di intervenire concretamente su
questo tema.
Se ci fosse stata data la possibilità, fermo restando che
avremmo espresso e lo facciamo ora, apprezzamento per
l'iniziativa presa da lei e dagli altri colleghi firmatari
dell'emendamento, avremmo detto in tanti che la data del 25
aprile, proprio per l'importanza del tema era la data più
inadeguata per valorizzare questo momento di celebrazione a
tutela dei bambini.
Non è tanto il cercare di coprire con un velo le celebrazioni
del 25 aprile, perché credo che ormai il valore storico del 25
aprile abbia assunto una tale importanza che non credo possa
essere minimamente coperto da qualsiasi altra celebrazione. Al
contrario, credo che in questa maniera non si dava la possibilità
di esaltare questo momento di importante celebrazione.
Signor Presidente, le chiedo che tenga in considerazione la
possibilità, così come richiesto dall'onorevole Micciché, di
adattare il secondo comma dell'articolo 117 a questa fase dei
lavori parlamentari, di poter prendere in considerazione
l'approvazione di tale articolo con una modifica della data, per
connessione potrebbero essere le date della festa della mamma,
della festa del papà, date importanti, come d'altra parte, avendo
avuto qualche minuto in più, le stesse autorità nazionali che
plaudono all'iniziativa, non fanno riferimento al 25 aprile.
Ad esclusione del Presidente della Camera, onorevole Casini,
tutte le altre autorità citate apprezzano l'iniziativa, così
come, ripeto, apprezziamo noi all'interno di quest'Aula, ma non
specificano la data in cui deve essere celebrata questa
iniziativa. Ritengo quindi, per dare dignità e rendere
protagonisti i singoli deputati ma l'Assemblea tutta, necessario
dare la possibilità di ritornare sull'argomento, di poter, sulla
base di queste argomentazioni, celebrare questa iniziativa, ma in
una data diversa. La ringrazio.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Hanno chiesto di parlare anche gli
onorevoli Ortisi e Speziale. Considerato che alla Presidenza è
stata rivolta l'accusa di aver fatto votare questo emendamento in
maniera tale da non consentire il necessario approfondimento -
l'Aula invece ricorderà che su questo tema si é già svolta una
recedente seduta - é orientamento della Presidenza di rimettere
in votazione l'articolo, onde evitare problemi.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
velocemente perché queste sue ultime dichiarazioni riportano su
un binario di normalità il dibattito che su questo tema si é
svolto in Aula.
Nessuno fra i deputati che in qualche modo hanno sollevato
questioni circa la fretta, la velocità con la quale questo
emendamento é stato approvato, voleva sminuire la ricorrenza
della memoria nei confronti dei bambini che hanno subito
violenza, anzi riteniamo che questa ricorrenza sia lodevole e che
debba essere assegnata ad altra giornata proprio per ricevere
quella attenzione particolare che nel caso del 25 aprile non
potrebbe esservi.
Rilevo anch'io che molti messaggi inviati a don Di Noto su
questa questione, fanno riferimento ...
PRESIDENTE Quale data, onorevole Liotta? Per quale data
vengono mandati questi messaggi?.
LIOTTA Quello del Presidente della Camera dei Deputati fa
esplicito riferimento al 25 aprile.
PRESIDENTE Gli altri invece l'hanno fatto in un'altra data,
immagino.
LIOTTA No, no.
PRESIDENTE L'hanno fatto la stessa data, quindi é il 25
aprile.
LIOTTA Ma fanno riferimento, lo stavo dicendo, signor
Presidente...
PRESIDENTE Siccome non é mai chiaro quello che si dice in
quest'Aula, onorevole Liotta, bisogna invece essere chiari. La
data del 25 aprile purtroppo, onorevole Liotta, non l'ha decisa
né questa Presidenza né nessuno in questo momento ma è una data
che è stata concordata con autorità nazionali, con il Ministero -
leggo - delle pari opportunità, con l'Assessorato regionale per i
beni culturali della Regione siciliana; non é una data che é
stata inventata. Purtroppo questo é il dato. Comunque c'é anche
un subemendamento. Visto che é opinione della Presidenza
rimetterlo in votazione, sicuramente non litigheremo per i
bambini.
LIOTTA Signor Presidente, il mio intervento sarebbe stato
molto più breve di quanto pensavo proprio per la sua
dichiarazione. Ma vale la pena di rilevare, tuttavia, che la
stessa nota dell'Associazione Meter, sostanzialmente, fa
riferimento ad una giornata ludica, una giornata in cui di solito
si é abituati a fare la scampagnata fuori città. Credo che già
questo la dica lunga su come si ritiene che si svolga la giornata
del 25 aprile. Quella del 25 aprile è tutt'altro che una giornata
ludica, una giornata di scampagnata; è una giornata in cui
ricorre la memoria degli elementi fondanti della nostra
Repubblica.
Non ho nulla in contrario su questa manifestazione ed il plauso
che viene rivolto dalle istituzioni nazionali si riferisce ad una
manifestazione diversa. Vorrei richiamare l'attenzione dell'Aula
sul fatto che una cosa è una manifestazione che si svolge il 25,
il 24, il 22, il 23 - un'associazione ha tutto il diritto di
organizzare una manifestazione in memoria dei bambini che hanno
subìto violenza e tutte le istituzioni hanno legittimo diritto di
manifestare la loro adesione a questa manifestazione - e altra
cosa è sostituire quella che si ritiene oggi una giornata di
scampagnata e che non lo è - è una cosa molto più seria, signor
Presidente - con una iniziativa lodevole ma che può trovare
giusta collocazione in altra data.
Ci sono altri trecentosessantaquattro giorni disponibili per la
giornata della memoria in favore dei bambini che hanno subito
violenza e non si capisce perché, fra l'altro palesemente alla
chetichella, quest'Aula si apprestava ad approvare una norma in
senso diverso.
ORTISI Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
appello in ordine al metodo che la Presidenza - stamattina, fra
l'altro, con l'autorevolissimo intervento dell'onorevole Lo Porto
- si è data, che era quella di demandare ad altra iniziativa
tutto quello che non appariva congruo con una legge che già di
congruo non ha niente ma che, comunque, si intitola Disposizioni
finanziarie e disposizioni relative alla razionalizzazione degli
atti amministrativi .
Questo è un argomento che non c'entra.
PRESIDENTE Scusi onorevole Ortisi, capisco dove lei voglia
arrivare ma abbiamo già votato questo emendamento. Considerato
che la Presidenza non vuole assolutamente apparire come
prevaricatrice ..
ORTISI L'argomento lo voglio svolgere lo stesso
PRESIDENTE Certo, ma nei giusti termini, onorevole Ortisi.
L'emendamento è ammissibile, tant'è che è stato già votato. La
Presidenza può soltanto, ed è questo l'orientamento della stessa,
farlo rivotare perché è stato manifestato da diversi colleghi che
la velocità con la quale si è proceduto non ha consentito una
puntuale verifica di quello che stavamo votando.
ORTISI Hegel diceva che tutto ciò che è razionale è reale,
tutto ciò che è reale è razionale . Il fatto che lei, in maniera
- mi consenta - un po' pragmatica e non filosofica, si appigli al
concetto per il quale il fatto che sia stato votato significa che
era ammissibile, ritengo che il modo in cui è stato votato faccia
molte grinze e reitero la mia opinione: alla fine della
trattazione del disegno di legge, intervenendo ai sensi del comma
2 dell'articolo 117, questo come altri due articoli che proporrò,
andranno riconsiderati e rivoltati perché non pertinenti secondo
quello che la Presidenza ha dichiarato.
A proposito dell'articolo 10, per esempio, che peraltro era
stato introdotto non in funzione dell'emendamento ammazza
referendum' ma per ampliare dal 15 al 16 le date di votazione, è
stato deciso di rimandare ad altro disegno di legge autonomo
tutto ciò che non c'entra con le disposizioni finanziarie urgenti
e con le disposizioni riguardanti la razionalizzazione degli atti
amministrativi.
Così come recita il titolo di questa legge, questo argomento,
al di là del merito sul quale mi tratterrò per un minuto, questo
argomento non c'entra né con l'uno né con l'altro ma la legge, in
questo caso il Regolamento, più amico di quello che a ognuno di
noi conviene - figuratevi, qui c'è l'unanimità alla Pasqualino
Fortunato forse, ma c'è l'unanimità - però, se abbiamo deciso di
espellere dal disegno di legge tutto ciò che non è congruo,
questo appartiene alla categoria degli argomenti da trattare in
altro momento. Nè vale il discorso che, essendo stato votato, era
ammissibile, assolutamente no ed io comunque esprimo liberamente
la mia opinione.
Signor Presidente, lei ci presenta un dossier nel quale il
plauso delle autorità che hanno risposto alla lodevole iniziativa
di don Fortunato Di Noto prescinde dalla data, cioè don Fortunato
Di Noto avrebbe potuto celebrare il primo febbraio o il 13 maggio
e le autorità che qui mi si fanno leggere avrebbero risposto col
medesimo plauso. Non c'è riferimento alla congruità, coincidenza
col 25 aprile e infatti mi stupivo per il fatto che l'emendamento
non facesse riferimento almeno a un passaggio di collegamento con
la violenza della guerra, per esempio, da collegare col 25
aprile. Era ovvio perchè è un'iniziativa e perchè prescindeva
dal 25 aprile.
Mi sembra che questo vada inquadrato in un processo tutto
interno a faide che si stanno sviluppando all'interno di un
professionismo della lotta alla pedofilia, che si sta sviluppando
in questa Regione in particolare che ha connotati politici e di
cui una parte evidente abbiamo già notato quando lei, signor
Presidente, meritoriamente votò con me e con altri il richiamo
al comma 2 dell'articolo 117, in ordine alla suddivisione delle
spettanze economiche per telefono Azzurro e per telefono
Arcobaleno. E' questo che sta accadendo e rispetto al quale
dobbiamo stare un po' attenti perchè la battaglia è meritevole ma
se essa diventa strumento di battaglia, di fazioni o di interessi
particolari, si trasforma esattamente nel contrario rispetto a
quello per il quale tutti ci vogliamo impegnare.
Non dimentichiamo che l'Associazione Meter, diretta da don
Fortunato Di Noto è un passaggio ulteriore del telefono
Arcobaleno rispetto al quale si toglievano i soldi e, Signor
Presidente, di telefono Arcobaleno. Guarda caso, chi vi era prima
don Fortunato Di Noto che, per motivi che qui non sto a sindacare
non c'è più, appartiene ad un'altra associazione che prende
iniziative nel merito meritevoli di attenzione.
Dico quindi ai colleghi che dobbiamo stare attenti e per questo
farò richiamo al comma 2 dell'articolo 117 anche perchè credo che
valorizzeremmo l'iniziativa proprio cambiando la data e
istituzionalizzandola e istituzionalizzandola avremmo un effetto
e una valenza diversa rispetto all'iniziativa meritevole, ma
estemporanea, di un'associazione o di una persona.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numero 151-
Norme stralciate/A
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Speziale un subemendamento A 7.1, che sostituisce alla data del
225 aprile quella della prima domenica di maggio .
SPEZIALE Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, si illustra da sé. Si tratta
di sostituire la data del 25 aprile con la prima domenica di
maggio. Mi pare talmente evidente. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema
non è se ricorre il primo maggio o il 25 aprile.
PRESIDENTE Credo, invece, che il problema sia proprio questo.
SPEZIALE Signor Presidente, vorrei richiamare lei che ha
sostenuto ed è firmatario dell'emendamento, sul fatto che l'avere
fissato la data del 25 aprile, da parte del sacerdote Don
Fortunato, è stata una coincidenza. Secondo me, non vi è un
retropensiero tendente a sminuire il valore della Resistenza, del
25 aprile. Obiettivamente, queste cose non le leggo.
Tuttavia, vorrei farle osservare che questa manifestazione si è
svolta il 25 aprile e nessuno se n'è accorto. La manifestazione a
sostegno dei bambini che subiscono violenza rischia di essere
schiacciata dalla preponderanza della vicenda del 25 aprile. E'
utile, quindi, da questo punto di vista, spostare le date. Non è
legato all'attacco che viene mosso nei confronti del valore e del
significato e per questo ho presentato l'emendamento.
ORTISI Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento A7.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
MICCICHE' Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
FERRO Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
DE BENEDICTIS. Chiedo di apporre la mia firma al
subemendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Gli Uffici prendano atto che gli onorevoli Ortisi, Micciché,
Ferro, De Benedictis e Spampinato aggiungono la loro firma
all'emendamento mirante a sostituire la data del 25 aprile con la
prima domenica di maggio.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione il subemendamento A7.1
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A7, nel testo risultante. Il
parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.58, è ripresa alle ore 20.05)
Presidenza del Vicepresidente Crisafulli
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'emendamento A 8.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor presidente, vorrei chiedere, se possibile,
l'accantonamento di questo emendamento per due ragioni: primo,
perché sia meglio definito in quanto lo spirito dell'articolo lo
apprezzo positivamente, però, così come é scritto potrebbe far
pensare, in modo esplicito che si riferisce soltanto ai centri
storici di Palermo; secondo, conferisce ai sindaci un potere di
assoluta discrezionalità, in quanto non è legato a nessun piano
di intervento.
Inoltre, si potrebbe far pensare che l'intervento dei sindaci,
con provvedimento ordinatorio, nei confronti di strutture
private, si possa effettuare anche con risorse pubbliche, e non
in danno come dovrebbe regolarmente avvenire.
Pertanto, ne chiedo l'accantonamento per meglio definirne il
profilo dell'intervento.
PRESIDENTE Il parere del Governo sulla richiesta di
accantonamento?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento
richiesto.
Si passa all'emendamento A 9. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento A 10.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, credo che l'emendamento A10 sia superato
dall'introduzione del codice Urbani.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Si passa all'emendamento A 11.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho capito
alcune cose propinate. Mi si presentano foglietti estemporanei di
subemendamenti - credo che se il collega presentatore
dell'emendamento non dà soddisfazioni sull'argomento specifico
anche all'ultimo dei colleghi che sono io, non è il caso che si
resti in Aula ad alzare o ad abbassare la mano secondo comandi.
Pertanto, chiedo ai miei colleghi del centro-sinistra di far
mancare il numero legale.
Chiedo, inoltre, nuovamente alla Presidenza se sia presente
almeno uno dei tre firmatari.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento A 11 è decaduto
per assenza dall'Aula dei firmatari.
Si passa all'emendamento A 12 e dei relativi subemendamenti.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in presenza
di una interpretazione autentica di una perdurante omogeneità di
posizioni lavorative dei dipendenti ex articolo 76 legge 25/93.
Sono i lavoratori ex Italtel utilizzati presso la Protezione
Civile.
In atto esiste una discriminazione fra i dirigenti regionali
che operano nello stesso dipartimento e questi dipendenti. Per
quanto attiene al ruolo dei dirigenti, ai dirigenti regionali
vengono riconosciute alcune indennità che non vengono
riconosciute a questi lavoratori che pure svolgono la stessa
funzione, ma hanno un trattamento economico differente. Con
questo intervento stiamo cercando di realizzare questa
omogeneità.
La copertura finanziaria è assicurata con una legge nazionale,
perché questi dipendenti a fondi nazionali, ai fondi della legge
n. 433 del 1991.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei fornire un
chiarimento. Questo personale è utilizzato ad oggi attraverso
l'applicazione di un contratto a tempo determinato in virtù dei
finanziamenti della legge n. 433, previsti e autorizzati dal
Ministero.
Sulla base di ciò, la legge 10 prevede altresì la possibilità
di considerare i dirigenti della Regione o gli equiparati. Il
termine equiparati', secondo alcuni uffici, non avrebbe dovuto
estendersi a costoro.
Credo invece che l'osservazione dell'onorevole Dina sia
pertinente. L'emendamento, comunque, è stato presentato e al
momento è sottoposto alla votazione dell'Aula.
BENINATI Signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma
all'emendamento A 12.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Richiesta di verifica del numero legale
LIOTTA Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Miccichè,
Ortisi e Gurrieri)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 29
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 20,20, è ripresa alle ore 21.13)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 28
aprile 2005, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 426 - Interventi al fine di scongiurare la
chiusura della Finestra sul mare' di Tusa.
FLERES - CATANIA - MAURICI - BALDARI - TURANO
N. 427 - Interventi per risolvere i problemi legati
alla carenza di personale di polizia
penitenziaria del carcere Noce' di Caltagirone.
FLERES-- CATANIA - MAURICI - BALDARI -
TURANO BURGARETTA APARO
N. 428 - Interventi presso il Governo nazionale volti
al completamento dell'autostrada A 18' nel
tratto Gela-Ragusa.
MORINELLO - FERRO - MICCICHE' - RAITI
N. 429 - Iniziative a livello centrale per
sollecitare l'abrogazione della legge n. 143 del
2004 in materia di valutazione del servizio
prestato dal personale docente presso i comuni
di montagna.
TUMINO - BARBAGALLO - GENOVESE - FRANCHINA
FRATELLO - PAPANIA - ORTISI- BASILE
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151- Norme stralciate/A)
(Seguito);
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito).
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
- GIANNOPOLO
VI - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA.
VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI.
La seduta è tolta alle ore 21.15.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
RAITI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
nel giugno del 2003 è stato nominato un commissario ad acta
presso il comune di Santa Flavia (PA) per la cura degli omessi
adempimenti relativi all'approvazione del bilancio di previsione
per l'esercizio finanziario 2003;
la nomina era risultata indispensabile poiché il Consiglio
comunale aveva disatteso le prescrizioni poste con l'atto di
diffida;
al rinvio della proposta di bilancio corrisponde la mancata
approvazione dello stesso entro i termini legali previsti,
determinando la sospensione del Consiglio con la conseguente
decadenza dell'organo consiliare per impossibilità di
funzionamento dello stesso;
nelle more della definizione della procedura di scioglimento,
il Consiglio comunale di Santa Flavia è stato sospeso con D.A. n.
2461 del 18.9.2003 che ha contestualmente nominato un commissario
regionale;
ritenuto che con metodi contraddittori e senza adeguate
motivazioni, il D.A. n. 3640 del 24.11.2004 determina la
cessazione dell'efficacia della sospensione del Consiglio
comunale;
rilevato che:
la conclusione del procedimento di scioglimento non risulta
assistita da termini decadenziali;
non è stato espresso il parere del C.G.A. poiché non è mai
stato richiesto;
per sapere:
quali siano i motivi della cessazione definitiva dell'efficacia
del decreto assessoriale n. 2461 del 18.9.2003 di sospensione del
Consiglio comunale di Santa Flavia che ad oggi risulta
inadempiente e quindi soggetto a procedura di scioglimento, come
previsto dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza;
quali provvedimenti intendano adottare al fine di riportare in
condizioni di legalità ed operatività il Comune di Santa Flavia.»
(2028)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2028,
trasformata, ai sensi dell'articolo 140, commi 4 e 5, del
Regolamento interno ARS, con richiesta di risposta scritta, come
da nota del segeretario Generale dell'ARS prot. 5612 del 5 aprile
2005, si rappresenta quanto segue.
Con decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
della famiglia n. 1697 del 18 giugno 2003, è stato nominato un
commissario ad acta presso il Comune di Santa Flavia, con il
compito di sostituirsi agli organi inadempienti per le procedure
relative all'approvazione del bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2003.
Il mancato adempimento da parte dell'organo consiliare di
approvazione del bilancio, poi adottato in via sostitutiva dal
commissario ad acta, concretizza la fattispecie disciplinata
dall'art. 109 bis dell'OREL (controllo sostitutivo per
l'approvazione del bilancio).
Pertanto, con decreto assessoriale n. 2641 del 18 settembre
2003, il Consiglio comunale di Santa Flavia, nelle more della
definizione delle procedure di applicazione della sanzione dello
scioglimento, è stato sospeso e nominato un commissario
regionale.
Sicchè, stante il mancato funzionamento a regime del Consiglio
di giustizia amministrativa, è stato acquisito il parere
dell'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione,
il quale manifestava perplessità in ordine alla decisione del CGA
n. 196 del 19 aprile 2002 che, per analoga fattispecie,
confermando la sentenza del TAR di Catania, aveva stabilito che
il potere presidenziale di scioglimento può essere esercitato
entro l'arco temporale di sessanta giorni legislativamente
previsto per il provvedimento presidenziale che dichiara la
decadenza dell'organo consiliare per impossibilità di
funzionamento dello stesso .
Ha ritenuto infatti il CGA che il termine che l'art. 53 l.r.
15 marzo 1963, n. 16 assegna al Presidente della Regione
siciliana di sciogliere un Consiglio comunale per inadempienza
all'obbligo di approvazione del bilancio di previsione di un
determinato esercizio finanziario (potere il cui esercizio è
disciplinato dall'art. 109 bis dell'OREL), ha natura perentoria,
nel senso che la sua inutile decorrenza comporta la decadenza del
potere stesso .
Tuttavia, in base alle considerazioni espresse dall'Ufficio
Legislativo e Legale, se per un verso appariva legittima
l'approvazione del bilancio di previsione 2003, in via
sostitutiva, da parte del commissario ad acta e la conseguente
sospensione del Consiglio comunale, destava perplessità l'ipotesi
di scioglimento di quest'ultimo, in quanto il relativo
provvedimento, se impugnato dinanzi agli organi giurisdizionali
compteneti, avrebbe potuto essere annullato in ossequio
all'orientamento già espresso dal superiore organo di giustizia
amministrativa.
A riguardo è stato rilevato che, per identiche fattispecie, i
tempi che avevano separato il decreto assessoriale di sospensione
del decreto presidenziale di scioglimento, erano andati sempre
oltre il termine di sessanta giorni citati nella decisione del
CGA, anche se per fattispecie verificatesi anteriormente alla
stessa decisione del medesimo giudice.
Per questa considerazione si era ritenuto di dover proporre
alla Presidenza della Regione lo schema di decreto di
scioglimento del Consiglio comunale di Santa Flavia, schema
restituito dalla stessa Presidenza, che riteneva di non dover
dare corso al procedimento di scioglimento del Consiglio comunale
alla luce dell'orientamento giurisprudenziale emesso dal TAR e
dal CGA sulla normativa circa i tempi per la corretta
legittimazione dell'esercizio dei provvedimenti sanzionatori nei
confronti degli organi degli Enti locali territoriali.
Conseguentemente, con decreto assessoriale n. 3640 del 24
novembre 2004, è stata dichiarata la cessazione definitiva
dell'efficacia del decreto assessoriale n. 2641 del 18 settembre
2003, di sospensione del Consiglio comunale di Santa Flavia .
Tale decreto di cessazione del provvedimento di sospensione del
Consiglio comunale è stato impugnato con ricorso proposto dinanzi
al TAR Palermo.
Con recente ordinanza n. 294/2005, il giudice amministrativo
adito ha rigettato la domanda di sospensioe cautelare.»
L'Assessore STANCANELLI
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NUMERO 151 - NORME STRALCIATE/A: DISPOSIZIONI
FINANZIARIE URGENTI E PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELL'ATTIVITà
AMMINISTRATIVA
-All'articolo 7:
Emendamento A1R.7:
Subemendamento aggiuntivo all'emendamento A1R:
Art. .. - 1. Per le finalità di cui all'articolo 20 della
legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, ivi comprese le spese
relative ad organi consultivi di settore, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 150 migliaia di euro
(UPB 9.3.1.3.2, capitolo 376562).
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2005, a valere su parte delle disponibilità
dell'UPB 9.3.1.1.2, capitolo 376545.
Emendamento A1R.8:
Subemendamento aggiuntivo all'emendamento A1R:
Art. .. - Redazione dei piani di gestione dei siti UNESCO -
1. Per la redazione dei piani di gestione dei siti siciliani
inseriti o da inserire nella lista del Patrimonio mondiale
UNESCO, ai sensi della Convenzione del 1972, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 72 migliaia di euro.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2005, mediante riduzione della spesa autorizzata
dalla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, articolo 128, UPB 9.3.1.3.7 (capitolo 377702, di cui
SIOI -34 migliaia di euro; capitolo 377718 -38 migliaia di
euro).
Emendamento A5.1:
Subemendamento sostitutivo dell'emendamento A5:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 50
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 400 migliaia di euro,
UPB 12.3.1.1.2, capitolo 476517.
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 2005, sono
apportate le seguenti modifiche in migliaia di uero:
U.P.B. 12.3.1.1.2 capitolo 476517
+ 400
U.P.B. 4.2.1.5.2 capitolo 215704 accantonamento 1003
- 400.'
-All'articolo 17:
Emendamento 17.7:
Aggiungere il seguente comma:
1 bis. Il comma 4 dell'articolo 127 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, è soppresso .
Emendamento 17.1.2:
All'articolo 59 della legge regionale n. 6 del 1997, dopo le
parole 5 agosto 1982, n. 88' sono aggiunte le parole nonché
dei consorzi agrari' e sostituire le parole secondo
l'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47,' con
le parole ai sensi della lettera h) del comma 2
dell'articolo 3 della legge regionale n. 10 del 1999, ed a
valere su parte delle disponibilità dell'UPB 2.2..1.3.4,
capitolo 143305'.
Emendamento 17.1.3:
Nella Regione si continua ad applicare il comma 7
dell'articolo 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, con la seguente modifica:
a) dopo le parole o grande dimensione' sono aggiunte le parole
oppure in possesso dei requisiti di cui al comma 3
dell'articolo 3 bis'.
Emendamento 17.1.1:
Subemendamento all'emendamento 17.1:
Alla fine del comma 2 dopo le parole '30 giugno 2005' sono
aggiunte le parole nei limiti delle somme a suo tempo
autorizzate'
Emendamento 17.1:
Aggiungere i seguenti commi:
1 bis. Sono abrogate le disposizioni normative contenute
nell'articolo 26 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8,
nell'articolo 111, comma 3, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, e nell'articolo 41 della legge regionale 9 agosto
2002, n. 9.
1 ter. Il termine per la regolarizzazione delle istanze di
ammissione al contributo di cui agli articoli 27 e 28 della
legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3, presentate sino al 31
dicembre 2000, è fissato, a pena di decadenza dal beneficio, al
30 giugno 2005.'
Emendamento 17.3:
Aggiungere il seguente comma:
1 bis. All'articolo 30 della legge regionale 3 dicembre 2003,
n. 20, è aggiunto il seguente comma:
Nell'ambito delle finalità di cui ai commi precedenti gli enti
locali realizzano anche a mezzo di società a totale
partecipazione pubblica il catasto degli impianti termici a
autonomi del proprio territorio' .
Subemendamento 17.9.1:
Al comma 3 aggiungere le seguenti parole fino alla data del 31
luglio 2005'.
Emendamento 17.9:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale
30 ottobre 1995, n. 76, come sostituito dall'articolo 8 della
legge regionale 25 marzo 1996, n. 7 e come successivamente
modificato dall'articolo 96 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, la parola comandato viene così sostituita
comandato dall'Amministrazione regionale o da altre pubbliche
amministrazioni .
2. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 30 ottobre
1995, n. 76, come sostituito dall'articolo 8 della legge
regionale 25 marzo 1996, n. 7 e successivamente sostituito
dall'articolo 96 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, le
parole 28 febbraio 2003 vengono sostituite con 31 luglio
2004 .
3. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 30 ottobre
1995, n. 76, come sostituito dalla legge regionale 25 marzo
1996, n. 7 e successivamente sostituito dall'articolo 96 della
legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è aggiunto il seguente
periodo: I suddetti enti possono utilizzare ai sensi
dell'articolo 9 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, le
graduatorie approvate, attivando le procedure di cui
all'articolo 3, comma 61, della legge 24 dicembre 2003, n.
350 .
Emendamento A4:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. La tabella B, allegata alla legge 5 luglio 2004,
n. 11 è sostituita dalla seguente:
Tabella B
Quantificazione del bonus ambientale a metro lineare secondo
ambiti geografici delle rotte marittime (nei due versi)
Bonus ambientale
(Euro a metro lineare per il mezzo pesante imbarcato
come pieno)
Origini e Arco Occidentale Arco Orientale
destinazioni siculo Siculo
(arco costiero)
Arco tirrenico 13,90 11,90
settentrionale
11,20 8,70
Arco tirrenico
centrale 7,60 6,70
Arco tirrenico 13,70 12,30
meridionale
9,10 8,00
Arco tirrenico
settentrionale 8,50 7,60
Arco tirrenico
centrale
Arco tirrenico
meridionale
Emendamento A38.1:
Subemendamento sostitutivo dell'emendamento A38:
Art. - 1. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 9
dicembre 1996, n. 44 e successive modifiche ed integrazioni,
dopo la parola annuo' aggiungere le parole per fini
istituzionali e spese di gestione'.
Emendamento A7:
Aggiungere il seguente comma:
E' istituita la Giornata in memoria dei bambini , per la
tutela dei minori; essa si celebra il 25 aprile di ogni anno in
ricordo di tutte le giovani vittime della violenza, dello
sfruttamento e dell'indifferenza. .
Subemendamento A7.1
Sostituire le parole il 25 aprile' con le parole la prima
domenica di maggio'.