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Resoconto d'Aula della Seduta n. 289 di mercoledì 27 aprile 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


   SPAMPINATO,  segretario f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Papania è in  congedo  per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono in missione per ragioni del  loro
  ufficio:  l'onorevole  Turano dal  26 al 27  aprile;  l'onorevole
  Crisafulli il 27 aprile; l'onorevole Paffumi dal 27 al 29 aprile.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

    PRESIDENTE   Comunico che è pervenuta da  parte  dell'Assessore
  per la famiglia la risposta scritta alla seguente interrogazione:

   n.   2028  -  «Notizie  in  ordine  alla  cessazione  definitiva
  dell'efficacia  del  decreto  assessoriale  di  sospensione   del
  Consiglio  comunale di Santa Flavia (PA)», a firma dell'onorevole
  Raiti.

   Avverto  che la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della presente seduta.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  pervenute  dal  Governo  e sono state assegnate  alla  competente
  Commissione legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Opera  Pia  Residence Marino - Centro servizi alla  persona  di
  Trapani.   Designazione  componente  in  seno  al  consiglio   di
  amministrazione: sig. Sernesi Gianfranco  (n. 367/I)
   pervenuto in data 21 aprile

    Azienda   speciale   servizi  alle   imprese   di   Trapani   -
  Designazione  Presidente e componente supplente del collegio  dei
  revisori:   dott.  Cognata  Giuseppe  e  dott.ssa   Bassi   Maria
  Alessandra  (n. 368/I)
   pervenuto in data 21 aprile

      I.R.V.V. - Designazione componente supplente nel collegio dei
  revisori  (n. 369/I)
   pervenuto in data 21 aprile

    Opera  Pia  Collegio di Maria S.S. Addolorata Felicia  Schininà
  di  Ragusa.  Designazione  componente in  seno  al  consiglio  di
  amministrazione: sig. Guastella Enzo   (n. 370/I)
   pervenuto in data 21 aprile

    Consorzio   universitario  della   provincia   di   Trapani   -
  Designazione componente del collegio dei revisori dei conti   (n.
  371/I)
   pervenuto in data 21 aprile

                                            inviati  il  26  aprile
  2005.

      Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato

    PRESIDENTE   Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione  siciliana con ricorso del 20 aprile 2005 ha impugnato  i
  seguenti  articoli  del  disegno di legge  n.  805   Disposizioni
  urgenti per il rafforzamento dell'azione amministrativa a  tutela
  della  legalità  approvato dall'Assemblea regionale siciliana  il
  12 aprile 2005:

   -  articolo  1, l'inciso  che ne facciano apposita richiesta  ai
  sensi della presente legge ;
   -  articolo  2, il comma 2, l'inciso  che ne cura l'assegnazione
  agli uffici interessati, nell'osservanza delle procedure indicate
  nel  successivo comma 3 ; il comma 3; il comma 4,  l'inciso   con
  esclusione  del diritto ad ogni altro emolumento da  parte  delle
  amministrazioni destinatarie ;
   -  articoli  3 e 4;  per violazione degli articoli   97;     81,
  comma 4;110;  117,  2  comma lett. g), della Costituzione  nonché
  limitatamente all'inciso del 4  comma dell'articolo 2, anche  per
  interferenza in materia di diritto privato.

     articolo 1, l'inciso  che ne facciano apposita richiesta ai
                    sensi della presente legge ;
   - articolo 2, il comma 2, l'inciso  che ne cura l'assegnazione
  agli uffici interessati, nell'osservanza delle procedure indicate
   nel successivo comma 3 ; il comma 3; il comma 4, l'inciso  con
   esclusione del diritto ad ogni altro emolumento da parte delle
                   amministrazioni destinatarie ;
     - articoli 3 e 4;  per  violazione   degli articoli 97;  81,
  comma 4; 110; 117, 2  comma lett. g), della Costituzione nonché
  limitatamente all'inciso del 4  comma dell'articolo 2, anche per
             interferenza in materia di diritto privato.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

    SPAMPINATO  segretario f.f.:

   N.  2197  -  Notizie  in  ordine alla legittimità  dell'iter  di
  determinazione   dei   posti  letto   dei   presidi   ospedalieri
  dell'A.U.S.L.      n.   8   di  Siracusa  e   sulla   conseguente
  definizione della pianta organica aziendale.
   -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Neri Sebastiano

   N.  2198 - Interventi nel comune di Niscemi per la ricostruzione
  degli   edifici  e  delle  infrastrutture danneggiati dalla frana
  dell'ottobre 1997.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Morinello Salvatore

   N.  2197  -  Notizie  in  ordine alla legittimità  dell'iter  di
  determinazione   dei   posti  letto   dei   presidi   ospedalieri
  dell'A.U.S.L.   n.    8   di   Siracusa   e   sulla   conseguente
  definizione della pianta organica aziendale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Neri Sebastiano

   N.  2198 - Interventi nel comune di Niscemi per la ricostruzione
  degli  edifici  e delle  infrastrutture danneggiati  dalla  frana
  dell'ottobre 1997.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Morinello Salvatore.

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   SPAMPINATO, segretario f.f.:

   N.  2193 - Interventi per la salvaguardia del diritto al docente
  di   sostegno   per  gli  alunni  disabili  senza  disparità   di
  trattamento tra handicap fisico e psichico.
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Genovese Francantonio

   N.  2194  - Interventi al fine di scongiurare la chiusura  della
  'Finestra sul mare' a Tusa (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe; Baldari Nicola Renato

   N.  2195  -  Notizie  circa la carenza di personale  di  polizia
  penitenziaria nel carcere 'Noce' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.       2196   -   Interventi  per  la   manutenzione   e   per
  l'effettuazione di controlli all'interno della Villa  Moncada  di
  Paternò (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate sono  state  già
  inviate al Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

   SPAMPINATO, segretario f.f.:

     N.  426 - Interventi al fine di scongiurare la chiusura  della
  'Finestra sul mare' di Tusa.
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;
   Baldari Nicola Renato; Turano Girolamo
   Presentata il 21/04/05

   N.  427  -  Interventi  per risolvere  i  problemi  legati  alla
  carenza di personale di polizia penitenziaria del carcere  'Noce'
  di Caltagirone.
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;  Baldari  Nicola  Renato; Turano  Girolamo;  Burgaretta
  Aparo Sebastiano
   Presentata il 21/04/05

   N.  428  -  Interventi  presso  il Governo  nazionale  volti  al
  completamento dell'autostrada A 18 nel tratto Gela-Ragusa.
   Firmatari:   Morinello  Salvatore;  Ferro   Giovanni;   Miccichè
  Calogero;
   Raiti Salvatore
   Presentata il 21/04/05

   N.   429   -  Iniziative  a  livello  centrale  per  sollecitare
  l'abrogazione  della  legge  n.  143  del  2004  in  materia   di
  valutazione del servizio prestato dal personale docente presso  i
  comuni di montagna.
   Firmatari: Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni; Genovese
   Francantonio; Franchina Giuseppe; Fratello Onofrio; Papania
   Antonino; Ortisi Egidio; Basile Giuseppe
   Presentata il 22/04/05
   N.  426  -  Interventi al fine di scongiurare la chiusura  della
  'Finestra sul mare' di Tusa.
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;
   Baldari Nicola Renato; Turano Girolamo
   Presentata il 21/04/05

   N.  427  -  Interventi  per risolvere  i  problemi  legati  alla
  carenza di personale di polizia penitenziaria del carcere  'Noce'
  di Caltagirone.
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;  Baldari  Nicola  Renato; Turano  Girolamo;  Burgaretta
  Aparo Sebastiano
   Presentata il 21/04/05

   N.  428  -  Interventi  presso  il Governo  nazionale  volti  al
  completamento dell'autostrada A 18 nel tratto Gela-Ragusa.
   Firmatari:   Morinello  Salvatore;  Ferro   Giovanni;   Miccichè
  Calogero;
   Raiti Salvatore
   Presentata il 21/04/05

   N.   429   -  Iniziative  a  livello  centrale  per  sollecitare
  l'abrogazione  della  legge  n.  143  del  2004  in  materia   di
  valutazione del servizio prestato dal personale docente presso  i
  comuni di montagna.
   Firmatari: Tumino Carmelo; Barbagallo Giovanni; Genovese
   Francantonio; Franchina Giuseppe; Fratello Onofrio; Papania
   Antonino; Ortisi Egidio; Basile Giuseppe
   Presentata il 22/04/05

     PRESIDENTE   Le  mozioni  testé  annunziate  saranno  iscritte
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva  perché  se  ne
  determini la data di discussione.

         Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare

     PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  21  aprile   2005
  pervenuta   a   questa  Presidenza  in  pari  data,   l'onorevole
  Sebastiano  Neri  ha  fatto  presente di  avere  rassegnato,  con
  decorrenza  21  aprile  2005, le proprie  dimissioni  dal  Gruppo
  parlamentare di "Alleanza Nazionale", aderendo contestualmente al
  Gruppo  Misto.
    L'Assemblea ne prende atto.

    Avverto,  altresì, ai sensi dell'articolo 127, comma  9,  del
  Regolamento   interno,  che  nel  corso  della   seduta   potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.

         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

                          «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con   la  circolare  n.  36  dell'8  marzo  2005,  il  Ministero
  dell'istruzione,  dell'università  e  della  ricerca  (MUIR)   ha
  determinato  gli  organici  del  personale  docente  per   l'anno
  2005/2006;

   tale  circolare ha previsto significativi tagli nella  dotazione
  organica   del  personale  docente  e  degli  ausiliari   tecnici
  amministrativi (A.T.A.) della Sicilia;

   si  prevedono tagli per 416 posti di personale docente, quasi il
  50  per  cento  dell'intera contrazione registrata  su  tutto  il
  territorio nazionale, e circa 1000 posti in meno si prevedono per
  il personale A.T.A.;

   l'aumento per il prossimo anno scolastico di 6484 alunni in  più
  nel  II grado impone un incremento di ulteriori 500 posti  per  i
  docenti ed altrettanti per gli A.T.A.;

   considerato che:

   la  dotazione  organica dei docenti sarà del tutto insufficiente
  per  garantire  un  adeguato  livello  di  insegnamento,  essendo
  facilmente  prevedibile un aumento del numero degli studenti  per
  classe, ben superiori ai 25 previsti dalla legge;

   la  Sicilia  registra una dispersione scolastica  quattro  volte
  superiore alla media nazionale,

   per  combattere  adeguatamente  la  dispersione  scolastica   si
  dovrebbe prevedere un aumento nella dotazione organica e  non  la
  sua contrazione;

   preso  atto che questi ennesimi tagli sono di una gravità  senza
  precedenti, considerati fra l'altro gli alti livelli di  evasione
  e   dispersione   scolastica,  di  gran  lunga   superiore   alle
  percentuali  nazionali,  così come risulta  dai  dati  comunicati
  recentemente   dall'Osservatorio  regionale   sulla   dispersione
  scolastica;

                  impegna il Governo della Regione

   ad   intervenire  presso  il  Governo  nazionale  affinché  alla
  Sicilia  venga  garantita  una dotazione  organica  di  personale
  rispondente  alle  effettive esigenze  della  scuola  siciliana.»
  (424)

                               MORINELLO - FERRO - MICCICHE'- RAITI

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   secondo i dati forniti dalla rivista 'Quadrante economico' n.  2
  del 2004 del Banco di Sicilia, le tendenze del comparto turistico
  in  Sicilia,  nella  prima parte del 2004, seguono  un  andamento
  molto incerto;

   nel  periodo gennaio-agosto, si è registrato un incremento degli
  arrivi  del  5,3 per cento, decisamente modesto a fronte  di  una
  complessiva stasi delle presenze (+1,7 per cento);

   i  dati sono ricavati dal confronto con il 2003, anno disastroso
  per il turismo siciliano;

   pertanto,  gli  incrementi del 2004, per la loro  esiguità,  non
  consentono  di allontanare lo spettro di una crisi  profonda  del
  comparto;

   premesso, inoltre che:

   gli  arrivi di turisti italiani negli esercizi alberghieri hanno
  registrato  un  incremento medio del 4,6 per  cento  ma  le  loro
  presenze sono aumentate solo del 2 per cento;

   per  quanto  riguarda gli stranieri, gli arrivi sono in  aumento
  per  il  5.4 per cento, con una crescita delle presenze  dell'1,2
  per cento;

   negli   esercizi  extralberghieri,  gli  incrementi   sono   più
  consistenti,  a  conferma della tendenza espansiva  del  settore,
  nonché  della  scarsa  competitività di  prezzo  delle  strutture
  ricettive tradizionali;

   considerato che:

   i  maggiori  incrementi di presenze straniere hanno  interessato
  Taormina, Giardini Naxos e Monreale, mentre Palermo, Sciacca e la
  provincia di Messina registrano flessioni consistenti;

   tali  dati  sono  ancora  più sconfortanti  se  raffrontati  con
  quelli  del  1996, quando il totale delle presenze straniere  nei
  mesi  gennaio-agosto era di 3,9 milioni contro i 3,5 milioni  del
  2004;

   ancor più pesante è il bilancio complessivo se si considera  che
  regioni  come  Veneto e Trentino vantano cifre  che  superano  di
  parecchio i 10 milioni;

   ritenuto che:

   i  dati  in  questione continuano, pertanto, a tratteggiare  una
  realtà  di  molto  inferiore alle potenzialità  turistiche  della
  Sicilia:  un  patrimonio invidiabile di tesori d'arte,  natura  e
  cultura, spesso malamente custodito e di certo sottoutilizzato;

   la  politica di valorizzazione portata avanti dal Governo  della
  Regione  si  è  concentrata  in  questi  anni  soprattutto  nella
  partecipazione a varie 'Borse del turismo' che si  sono  rivelate
  estremamente dispendiose, quanto poco utili;

   la    programmazione,   capace   di   attrarre   operatori    ed
  investimenti,   appare  carente  e  slegata   dalla   correlativa
  pianificazione   in  tema di infrastrutture,  dì  formazione  del
  personale, di difesa dell'ambiente naturale;

   l'annunciata  approvazione del disegno  di  legge  sul  riordino
  delle coste, contenente una sanatoria mascherata di abusi edilizi
  deturpanti, è emblematica dell'orientamento dell'attuale  Governo
  circa la salvaguardia del patrimonio naturale;

   la   campagna  di  propaganda  turistica  per  il  2004,  scelta
  dall'Assessore  per il turismo, le comunicazioni e  i  trasporti,
  sebbene suggestiva, appare eccessivamente elitaria ed in grado di
  rivolgersi ad un pubblico ristretto;

   in  particolare,  non  appare  adeguata  alla  promozione  delle
  realtà dell'entroterra, poco attrezzato e poco valorizzato,

                  impegna il Governo della Regione

   a  procedere alla rapida approvazione della legge di riforma del
  turismo;

   ad  adottare  una  politica di promozione turistica  più  mirata
  all'attrazione   di   operatori   ed   investimenti    ed    alla
  valorizzazione  delle immense risorse presenti  sul  territorio.»
  (425)

                                 BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI -
                                                   TUMINO - ZANGARA

   Non   sorgendo  osservazioni,  dispongo  che  le  mozioni  testé
  annunziate  vengano demandate alla Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari perché ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni
    finanziarie urgenti e per la razionalizzazione dell'attività
             amministrativa» (n. 151-Norme stralciate/A)

    PRESIDENTE   Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
  151-Norme stralciate/A «Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione  dell'attività  amministrativa»,   iscritto  al
  numero 1).
   Ricordo  che  l'esame  dell'articolato  si  è  interrotto  nella
  precedente  seduta, n. 288 del 21 aprile 2005, in sede  di  esame
  degli  emendamenti  aggiuntivi  dopo  l'emendamento  A1  R,   già
  approvato.  Restano accantonati l'emendamento A 5 e  il  relativo
  subemendamento;   nonchè   gli   emendamenti   recanti   articoli
  aggiuntivi,  dopo l'articolo 17. Va infine votato l'articolo  18,
  relativo alla pubblicazione.
   Preciso,  altresì,  che resta da esaminare  l'articolo  10  e  i
  relativi emendamenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rendo
  conto  che  si  è  venuta a determinare una sorta  di  confusione
  relativamente alle notizie apparse sulla stampa, questa  mattina,
  circa  l'emendamento  presentato da alcuni colleghi  parlamentari
  tendente a cassare la legge elettorale.
   Vorrei  fare presente che in questo disegno di legge non  esiste
  più  un  articolo  10.  In  qualche modo,  chi  ha  fatto  questa
  valutazione, è stato indotto in errore.
   Ricordo  alla Presidenza che, nella scorsa seduta, il presidente
  Fleres, dopo una riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  comunicò  che  l'articolo 10 sarebbe stato  stralciato  divenendo
  disegno   di   legge  autonomo  con  il  numero  151/A   bis   e,
  testualmente, disse che si sarebbe discusso nella stessa  seduta,
  dichiarando,  quindi, ammissibile l'articolo  10  ed  i  relativi
  emendamenti.

    ARDIZZONE  Ad eccezione degli emendamenti aggiuntivi.

    SPEZIALE  Sì, ad eccezione degli emendamenti aggiuntivi.
   Signor  Presidente, non voglio riportare l'intero resoconto,  se
  vuole glielo leggo

    PRESIDENTE   Se la questione è posta in questi termini,  ho  il
  diritto di verificare.

    SPEZIALE   Signor Presidente, leggo quanto detto dal Presidente
  Fleres:   Le predette disposizioni, riferendosi all'articolo  10,
  saranno  inserite  in  nuovo disegno di  legge  numero  151-Norme
  stralciate   bis,  che verrà esaminato nel corso  della  presente
  seduta .
   Così  fu  concordato nella Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  e così, correttamente, l'onorevole Fleres  comunicò
  all'Aula.  E  così penso debbano proseguire i lavori  d'Aula.  Il
  disegno  di  legge  151-Norme stralciate bis  sarà  esaminato  in
  un'unica seduta e, cioè, in questa, ivi compresi gli emendamenti.
   Mi  sembrerebbe strano che una riunione di maggioranza riuscisse
  a modificare una decisione già assunta dall'Aula.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, considerato  che  si  è  fatto
  riferimento alla seduta precedente devo ricordare che  in  quella
  seduta   eravamo  giunti  all'articolo  7,  dal  quale   dovremmo
  riprendere.
   Adesso,   fra   l'altro   devo   verificare   le   dichiarazioni
  dell'onorevole  Speziale.  Pertanto, propongo  di  procedere  con
  ordine.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
  151-Norme stralciate/A

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento A1R.7, del  Governo.  Lo
  pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A1R.8,  del  Governo.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  A5 e relativo  subemendamento  A5.1,
  entrambi del Governo.
   Pongo  in  votazione  il subemendamento A5.1.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, l'emendamento A5 è superato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro  inammissibili  gli emendamenti  A1R.9  e  A1R.10,  del
  Governo, presentati tardivamente.
   Si passa all'articolo 10.
   Onorevoli  colleghi, su questo articolo tenete presente  che  se
  si  insiste sulla posizione della seduta precedente relativamente
  ad un provvedimento formalmente preso non da me, ma dal mio vice,
  onorevole  Fleres,  devo accettarlo con una lettura  attenta  dei
  verbali, in quanto mi viene sostanzialmente negato che tutto  ciò
  sia accaduto.
   Pertanto,  sospendo  la seduta per qualche minuto,  al  fine  di
  verificare gli atti.

       (La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore
                               12.28)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  per  quanto   riguarda   le
  obiezioni  sollevate  dall'onorevole  Speziale,  do  lettura  del
  resoconto  stenografico della seduta numero  288  del  21  aprile
  2005,  seduta  sospesa alle ore 11.55 e ripresa alle  ore  13.20:
   Onorevoli   colleghi,   preciso  che   tutte   le   disposizioni
  concernenti la materia elettorale, incluso il referendum, vengono
  stralciate  dal disegno di legge numero 151 - Norme stralciate/A,
  unitamente all'articolo 10.
   Le  predette  disposizioni saranno inserite in un nuovo  disegno
  di  legge  numero 151 - Norme stralciate bis, che verrà esaminato
  nel corso della presente seduta.
   Si  riprende  l'esame  degli emendamenti A1  ed  A5  e  relativi
  subemendamenti .
   Sicchè  l'articolo  10 è stato sì stralciato,  ma  perché  venga
  fatto oggetto di un nuovo disegno di legge.
   In  questa sede, pertanto, lo dichiaro inammissibile per ragioni
  che posso pure spiegare, se lo ritenete opportuno. Se però non vi
  sono  interventi  al riguardo, avvalendomi delle mie  prerogative
  insindacabili lo dichiaro inammissibile.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per   un   chiarimento  che  era,  penso,  anche   l'intendimento
  dell'onorevole  Speziale e, soprattutto,  dell'onorevole  Fleres.
  Poi  se  dobbiamo  fare un'interpretazione autentica  può  venire
  direttamente l'onorevole Fleres.
   In  Conferenza dei Capigruppo era stato precisato -  invito  chi
  era  presente  a  smentirmi  - che l'articolo  10  poteva  essere
  stralciato,  confluendo eventualmente in un disegno  di  legge  a
  parte,  ad  eccezione  degli emendamenti  aggiuntivi.  Era  stato
  altresì  precisato,  esprimendosi pure il Governo  nella  persona
  dell'onorevole Cuffaro, che l'emendamento aggiuntivo A13.1 andava
  discusso nella cosiddetta legge omnibus.
   L'onorevole Fleres ha dichiarato testualmente che sarebbe  stato
  stralciato  l'articolo  10  con gli  emendamenti  concernenti  la
  materia  elettorale,  tant'è che, rileggendo  i  resoconti  delle
  sedute  precedenti, emendamenti collegati con l'articolo 10  sono
  stati già discussi ed approvati dall'Aula.

    PRESIDENTE  L'articolo 10 è dichiarato inammissibile.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  condivido  la
  scelta   della   Presidenza  di  dichiarare   inammissibile   per
  estraneità  di  materia tutto quello che riguarda l'articolo  10,
  compresi  gli  emendamenti  aggiuntivi  presentati  allo   stesso
  articolo  10.  Però, prendendo spunto dalle ultime  dichiarazioni
  dell'onorevole Ardizzone, invito fin d'ora la Presidenza, in sede
  di  coordinamento  del  testo finale, che qualora  fossero  stati
  approvati,   nelle   sedute  precedenti,  emendamenti   collegati
  all'articolo  10  di questo disegno di legge, gli  stessi  devono
  essere cassati dal testo finale della legge.

   PRESIDENTE. Onorevole Acierno, a me non risulta che siano  stati
  approvati emendamenti all'articolo 10.

   ACIERNO.   Signor  Presidente,  siccome  l'onorevole  Ardizzone,
  presidente   della  I  Commissione,  ha  fatto   riferimento   ad
  emendamenti  già  approvati che erano collegati all'articolo  10,
  invito  gli  Uffici, in sede di coordinamento finale  del  testo,
  essendo  intervenuta la decisione insindacabile della  Presidenza
  di  dichiarare inammissibile tutta la materia legata all'articolo
  10, di non dimenticare di stralciare anche queste norme.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   rimango
  sgomento di fronte al fatto che ci sia questo modo altalenante di
  direzione  dei lavori d'Aula. Le chiedo scusa, signor Presidente,
  ma  il  testo  è  stato  portato  in  Aula  anche  sotto  la  sua
  Presidenza, e tale testo, il numero 151, conteneva già l'articolo
  10.
   Lei  avrebbe  eventualmente dovuto, in quella fase  preliminare,
  dichiarare inammissibile l'articolo 10.

    PRESIDENTE   Non  è  mai  accaduto  che  si  facesse  un  esame
  preventivo.

    SPEZIALE   Tuttavia voglio ricordarle, signor  Presidente,  che
  sull'articolo   10   c'è  stata  una  discussione   in   Aula   e
  successivamente in sede di Conferenza dei capigruppo, nella quale
  è  stato  definito un percorso, concordato sia con la  Presidenza
  che con i capigruppo. E' stato stabilito di stralciare l'articolo
  10,  che  diventava  testo a sè stante del disegno  di  legge  n.
  151/B,  e che tutti gli emendamenti, tranne gli aggiuntivi,  come
  giustamente   faceva   rilevare  prima   l'onorevole   Ardizzone,
  sarebbero  stati  trasferiti  in  quel  disegno  di  legge,   con
  l'impegno  che  noi avremmo esaminato il disegno di  legge  151/B
  nella stessa seduta quando avremmo esaminato il 151/A.
   Signor  Presidente, pur avendo rispetto per il suo  prestigio  e
  la  sua  autorevolezza,  non penso che lei,  sulla  base  di  una
  riunione di maggioranza che ha definito contraddizioni interne al
  Polo,  possa arrivare qui stamattina e stralciare un orientamento
  già assunto dall'Aula.
   Questo  costituirebbe un precedente gravissimo. Tutto  ciò,  non
  solo  non  è previsto sul piano regolamentare, ma non è  previsto
  neanche  sul  piano dei comportamenti corretti tra  l'Aula  e  la
  Presidenza.
   Oggi  c'è  lei a presiedere, domani ci può essere un  altro  che
  presiede.  Lei  può  dichiarare inammissibile  l'articolo  10  in
  questo  disegno di legge, ma voglio che dichiari  che  lo  stesso
  articolo  10,  riportato  nel testo  del  151/B  con  i  relativi
  emendamenti,  verrà  esaminato nel corso  di  questa  seduta  dal
  Parlamento regionale, così come l'Aula aveva già determinato.
   Questo  non  è soltanto un orientamento della Presidenza,  ma  è
  l'orientamento concordato in sede di Conferenza dei capigruppo.
   L'unica  questione che nacque in quel momento era  se  bisognava
  affrontare  prima  il  151/A  o  il 151/B.  C'erano  orientamenti
  diversi  tra  i parlamentari, ma sul fatto che si andasse  dentro
  questa direttrice di marcia, eravamo tutti d'accordo.
   Pertanto,  se  lei rassicura il Parlamento che  subito  dopo  si
  esaminerà il disegno di legge 151/B con gli emendamenti  ad  esso
  presentati,  nulla  questio,  io non sollevo  nessuna  questione,
  altrimenti il suo orientamento, signor Presidente, costituisce un
  precedente gravissimo che io penso l'Aula non potrà tollerare.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                   Per un richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  voglio
  riprendere  il  tema  sollevato  ineccepibilmente  dall'onorevole
  Speziale,  però  quando  si parla di Regolamento  o  di  presunte
  violazioni dello stesso, bisogna ricordare - per primo lo ricordo
  a me stesso, ma onorevole Speziale lei è uomo di lunga esperienza
  di  Aula  del Parlamento siciliano - che il presidente Fleres  ha
  risolto  il  nodo  politico  che  verteva  attorno  alla  materia
  elettorale,  al  referendum, alla volontà o meno di  abrogare  la
  nuova legge elettorale, indicando una strada.
   Stralciare  le  norme  equivale a dire  che  quelle  norme,  nel
  disegno  di  legge madre, sono inammissibili; la  strada  che  ha
  scelto  il  presidente  Fleres,  ineccepibile  sotto  il  profilo
  regolamentare,  è  stata quella di indicare  lo  strumento  della
  creazione  di  un nuovo disegno di legge chiamandolo  151/B,  nel
  quale nuovo disegno di legge andavano a confluire l'articolo 10 e
  tutti  gli  emendamenti  che in qualche maniera  riguardavano  la
  materia elettorale, referendaria e quant'altro, per potere essere
  esaminati.
   Ritengo  che  in quel caso, con tutto il rispetto nei  confronti
  della  Presidenza, forse c'è stato un errore nel  dire  che  quel
  disegno di legge sarebbe stato esaminato nel corso dei lavori  di
  quella  seduta. Ma nel momento in cui la volontà della Presidenza
  è stata quella di creare un nuovo disegno di legge dallo stralcio
  che veniva fatto dal disegno di legge all'esame di quest'Aula, di
  fatto  la  competenza  del nuovo disegno di  legge  non  era  più
  riferibile alla Commissione Bilancio, ma automaticamente il nuovo
  disegno di legge doveva e dovrà essere assegnato alle Commissioni
  competenti,  che nella fattispecie sono per quanto  attiene  alla
  legge  elettorale  le Commissioni I e Statuto  congiunte,  e  per
  quanto  attiene agli eventuali costi che potrebbero  derivare  da
  queste   norme  ci  dovrà  essere  il  passaggio  in  Commissione
  Bilancio.
   Comunque  non possiamo violare il Regolamento pensando  di  fare
  nascere  e  risolvere in Aula un disegno di legge. Per  cui,  pur
  apprezzando   le  parole  dell'onorevole  Speziale,   invito   la
  Presidenza,  qualora  volesse,  a  proseguire  nel  percorso  del
  disegno  di  legge  stralcio  per  quanto  afferisce  la  materia
  elettorale,  che  non  va  in  contrasto  con  quanto  detto  dal
  Presidente  Lo Porto nel dichiarare inammissibile l'articolo  10,
  perché  l'inammissibilità in questo disegno di legge non preclude
  la  possibilità di inserire tutte queste norme in un  disegno  di
  legge organico.
   Cosa  ben  più  grave  sarebbe se, invece, dovessimo  respingere
  alcune  di  queste norme, perché ciò precluderebbe la possibilità
  di esaminarle in un nuovo disegno di legge.
   Allora,  al  netto del fatto che non c'era possibilità,  se  non
  violando il Regolamento, di esaminare in Aula un disegno di legge
  nato  in Aula senza i normali e dovuti passaggi nelle Commissioni
  di  merito,  questa  sì  sarebbe stata una  violazione.  Per  cui
  ritengo  che  quanto  deciso oggi dalla Presidenza  possa  essere
  accettato, anche se c'è un po' di confusione con i verbali  delle
  sedute  precedenti, ma non dobbiamo dimenticare il clima  che  si
  era venuto a creare in Aula proprio sul tema del referendum della
  legge  elettorale, che nulla aveva a che fare con il  disegno  di
  legge  al nostro esame cioè misure urgenti per l'economia, quindi
  materia totalmente estranea al tema elettorale e referendario.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


       Riprende l'esame del disegno di legge numero 151-Norme
                            stralciate/A

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intanto  mi
  riconosco  nelle dichiarazioni dell'onorevole Acierno  il  quale,
  puntualmente, ha tracciato la linea da seguire nel rispetto delle
  procedure parlamentari.
   Mi  meraviglia  molto l'insistenza dell'onorevole Speziale,  che
  spesso  si  proclama  e si erge a difensore  del  rispetto  delle
  regole,  ma  se si è difensori del rispetto delle regole  bisogna
  esserlo  sempre  difensori  del rispetto  delle  regole  e  delle
  istituzioni.  Se una norma deve avere accesso in Aula,  la  norma
  deve  passare dalle Commissioni: l'emendamento volante presentato
  per  impedire  la  celebrazione del referendum è  una  violazione
  aperta e forte al sistema delle regole, al Regolamento d'Aula  ed
  anche al prestigio delle istituzioni.
   Quindi,  signor  Presidente, noi apprezziamo la  sua  decisione,
  che  tra l'altro è coerente con il rispetto del Regolamento e con
  quanto impone il rispetto delle istituzioni. Il nuovo disegno  di
  legge  che prenda dentro questa materia è obbligatorio che  venga
  esaminato prima dalla Commissione competente per materia.

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   volevo
  ricordare,  innanzitutto a me stessa, che durante  la  Conferenza
  dei  Capigruppo ed alla presenza del vicepresidente  Fleres,  era
  stato  deciso  un  ordine dei lavori che estrapolasse  da  questo
  disegno  di  legge omnibus la materia elettorale  riguardante  il
  rinnovo  dell'Assemblea  regionale, che non  poteva  stare  nello
  stesso disegno di legge in quanto prevede - come sappiamo  -  una
  procedura aggravata, disciplinata dall'articolo 17 bis.
   Cosa  diversa  è la normativa elettorale che riguarda  gli  enti
  locali,  che può benissimo essere contenuta in questo disegno  di
  legge  omnibus, il quale, tra l'altro, essendo omnibus certamente
  non si può dire che sia materia estranea perché c'è di tutto.
   Quindi  era  un  doppio binario: uno era per  la  normativa  che
  riguarda la materia elettorale per il rinnovo dell'Assemblea, che
  - ripeto - non può stare in questo disegno di legge; altra cosa è
  invece la normativa elettorale che riguarda gli enti locali  che,
  infatti, in quella sede si era deciso poteva rimanere all'interno
  di questo disegno di legge.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo premettere
  che il mio partito non ha firmato il famoso emendamento e che  si
  è  espresso  attraverso me, nell'ultima seduta d'Aula,  a  favore
  della  celebrazione  del  referendum,  probabilmente  in  maniera
  anomala e trasversale.
   Preciso  ciò  perché così sono più tranquillo nel comunicare  il
  disagio  che  provo in ordine ad una conduzione d'Aula  che  deve
  avere un filo conduttore comune tra una seduta e l'altra, che non
  può,  come in questo caso purtroppo sta avvenendo, basarsi  sulla
  persona che conduce i lavori d'Aula.
   Nel  merito, signor Presidente, vorrei dire che provo  ulteriore
  disagio nel momento in cui, all'interno di una legge omnibus che,
  come  abbiamo  denunziato in altre occasioni, non  è  più  legata
  neanche  ad un disegno di legge locomotiva, perché nasce  proprio
  come legge omnibus, si possa dichiarare un particolare settore di
  intervento non compatibile con tale legge omnibus; è una   palese
  contraddizione.
   In  ordine  poi al merito della vicenda che riguarda  l'articolo
  10,   prima  che  la  polemica  sulla  celebrazione  o  meno  del
  referendum  sopravvenisse, non dimentichiamolo, tale  articolo  è
  stato  proposto  dal  Governo per sanare una anomalia,  per  fare
  votare cioè dovunque il 15 e il 16 maggio, così come si vota  per
  le  amministrative,  cosa  che - ricordo  -  ha  provocato  tante
  polemiche.  L'articolo  10  in  sè,  al  di  là  della   polemica
  sull'emendamento  famoso,  tende a sanare  un'anomalia,  noi  non
  possiamo  espellerlo e non trattarlo, a meno che  il  disegno  di
  legge  n.  151/B non venga esaminato prima, e l'accordo raggiunto
  con  i Capigruppo, in sede di Conferenza, è stato proprio questo,
  che  si trattasse prima del proseguimento dei lavori d'Aula sulla
  cosiddetta legge omnibus.
   Quindi  io,  come  l'onorevole Formica,  ho  grande  piacere  ad
  andare  a Messina, invitarlo a Siracusa e dibattere sulle ragioni
  del  sì  e  del no per il referendum perché lo voglio  celebrare.
  Però  mi  pare che si sta impastando una situazione generale  che
  butta a mare l'acqua sporca con il bambino, dove il bambino è  la
  possibilità  di  sanare  l'anomalia  su  quando  votare  per   il
  referendum e su quando votare per le amministrative, se  solo  il
  15 maggio o anche il 16.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   devo
  prendere  atto  con  dispiacere che probabilmente  in  quest'Aula
  difficilmente  si  riescono a mantenere  gli  impegni.  Ribadisco
  quanto ho detto poco fa, che in Conferenza dei Capigruppo si  era
  concordato   che   l'eventuale  stralcio   non   riguardava   gli
  emendamenti aggiuntivi e tutti apparentemente, dalla destra  alla
  sinistra,  dall'estrema destra all'estrema sinistra, concordavano
  sull'esigenza   di  inserire  in  via  straordinaria   il   turno
  elettorale  autunnale per dare la possibilità  alla  terza  città
  metropolitana, la tredicesima d'Italia, che è Messina di andare a
  votare   in  autunno.  Se  fosse  successo  nella  sua   Palermo,
  Presidente  Lo  Porto, probabilmente non staremmo  qui  ancora  a
  discutere.
   Cito  la  Gazzetta del Sud', 12 colonne  Dall'ARS si attende  un
  gesto di rispetto per Messina'.
   Poiché  lei, signor Presidente, non mantiene gli impegni, perchè
  non  so  da quale telefonata è stato raggiunto, lei che in questo
  momento  è  il  Presidente dell'ARS ed è anche il  Presidente  di
  Alleanza nazionale si assuma le sue responsabilità.

    PRESIDENTE   La  invito  a  moderare il  linguaggio,  onorevole
  Ardizzone.

    ARDIZZONE   Da messinese abbandono l'Aula, almeno che  lei  non
  sospenda i lavori e si riprende il discorso.
   L'assessore  Stancanelli aveva dichiarato la  sua  disponibilità
  ad   inserire   il  turno  autunnale  di  Messina.  Lei,   signor
  Presidente, con uno sgambetto istituzionale che sta portando fino
  in  fondo,  sta  vietando ai messinesi di  andare  a  votare  una
  partita che si gioca tutta intorno ad AN.
   Invito  i  parlamentari messinesi ad abbondare l'Aula, cosa  che
  io sto per fare.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vorrei  che  ricordaste  tutti
  una cosa. A parte che conosciamo bene che ci sono le ...

    ARDIZZONE  Emendamenti all'articolo 10 erano stati già votati.

    PRESIDENTE   Io non ero presente, onorevole Ardizzone,  ma  dai
  verbali  delle sedute precedenti questo non risulta A  parte  che
  poi   alla   fine   della  discussione,  per  motivare   il   mio
  provvedimento, dirò altre cose che qui nessuno vuole dire ma  che
  mi vedo costretto a dire.
   Il  resoconto  stenografico della seduta n. 288  del  21  aprile
  2005  così recita:  E' opinione della Presidenza, ove l'Aula  sia
  d'accordo,  di  stralciare l'articolo 10 dal  disegno  di  legge,
  riguardante  -  ripeto  -  la  materia  referendaria,  perché  si
  affronti tale materia in maniera più articolata e completa  nella
  competente  Commissione che, appunto, ne farebbe  un  disegno  di
  legge stralcio se riterrà di doverlo fare.

    ARDIZZONE  Era già stato approvato in Commissione.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ardizzone, la  richiamo  all'ordine,  o
  prende  posto  o  mi vedo costretto a prendere  un  provvedimento
  disciplinare.
   Riprendo  la lettura del resoconto stenografico:  Ove  ci  fosse
  un  assenso  in  questa  direzione ...', cioè  ove  ci  fosse  il
  consenso dell'Aula per un disegno di legge se riterrà di  doverlo
  fare,    ...così  potrebbe  essere  stabilito.  Ovviamente,   con
  l'articolo  10  si sposterebbero alla Commissione di  merito  gli
  emendamenti connessi alla medesima materia'.
   Qui  il  resoconto  dice  esattamente  cose  diverse  da  quanto
  sostiene l'onorevole Ardizzone.
   Devo   ammettere  che  non  ero  presente,  ma  naturalmente   i
  resoconti  stenografici non sono materia puramente  virtuale  che
  serve  per  riempire  gli  scaffali; lo  stenografico  serve  per
  conoscere esattamente ciò che avviene in Aula ed è questo ciò che
  è avvenuto.
   Su  questo  nessun  argomento  può cambiare  la  sostanza  della
  lettera qui presente.

   (L'onorevole Ardizzone abbandona l'Aula, per protesta contro  la
  decisione  di  non  ammettere al voto  l'emendamento  riguardante
  l'introduzione    di    un   turno   elettorale    amministrativo
  straordinario, che servirebbe per sanare la situazione del Comune
  di Messina).

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono  stato
  chiamato  in causa ed è stata chiamata in causa la Presidenza,  a
  mio modo di vedere, molto impropriamente. Ed allora dobbiamo fare
  chiarezza una volta su tutte, signor Presidente.
   In   maniera   improvvida,  violando  la  prassi   parlamentare,
  violando ogni regolamento istituzionale e d'Aula ed esponendo  il
  Parlamento  siciliano  alle critiche pesanti  di  quasi  tutti  i
  costituzionalisti  che  sono  intervenuti  sulla  materia,  si  è
  presentato  un  emendamento  pirata su  una  norma  di  carattere
  economico,  credo che il titolo rechi  Provvedimenti urgenti  per
  l'economia',  tentando con una procedura del tutto anomala,  come
  dicevo prima, e scavalcando le leggi e il Regolamento, di forzare
  la   mano   alla   Presidenza  e  di  rendere  ammissibile,   con
  quell'emendamento, la cancellazione di una legge. E  ricordo  che
  stiamo  parlando  della legge elettorale, che ha visto  impegnato
  questo Parlamento per molti mesi e che, come tutti sanno,  è  una
  legge  che sfugge ai normali iter legislativi, essendo sottoposta
  ad  una  procedura aggravata, così come sottolineato  più  volte,
  anche  per  iscritto ed anche ieri, dai funzionari dell'Assemblea
  che,  in  maniera  inequivocabile,  hanno  sottolineato  che  non
  rientra,  come  aveva fatto notare la Presidenza  dell'Assemblea,
  nelle  disposizioni di quest'Aula poter legiferare fino a  quando
  non  si  sarà celebrato il referendum, posto che quelle procedure
  aggravate  danno  90  giorni di tempo, e  che,  durante  quei  90
  giorni, la legge non può essere riesaminata dall'Aula.
   E,  ancora  oggi, dopo che anche da un punto di  vista  politico
  tutte le forze, bene o male, si sono espresse per la celebrazione
  del referendum, il Gruppo dei DS, in maniera impropria e pesante,
  e calpestando il Regolamento, insiste per cercare a tutti i costi
  di far prendere a questo Parlamento, all'istituzione parlamentare
  siciliana, un provvedimento che la coprirebbe di ridicolo  e  che
  non avrebbe nessuna efficacia.
   L'increscioso  episodio che si è verificato  poc'anzi  è  figlio
  della protervia dei DS che si manifesta nel volere insistere  sul
  rendere  proponibile  una materia che proponibile  non  è.  E  mi
  dispiace che l'onorevole Ardizzone l'abbia presa a male, ma se la
  dovrebbe prendere con chi, a sinistra - mi riferisco ai DS -, con
  tale  atteggiamento  ha causato proprio la inevitabile  decisione
  della Presidenza nel rispetto dei regolamenti.
   Del  resto l'urgenza non è data dalla norma amministrativa,  che
  possiamo  sempre  fare  e che dobbiamo fare,  perché  Messina  ha
  diritto ad avere la sua norma per votare, se quest'Aula è  decisa
  a  farlo,  come è decisa a farlo, ma per farlo non c'è l'urgenza,
  l'urgenza era sul referendum, non tanto sull'altra norma.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   le
  posizioni  unitarie della Margherita sono state già espresse  dal
  collega Ortisi, pur non di meno  vorrei fare una osservazione.
   Penso   che   il   Presidente   ha   ragione   quando   dichiara
  improponibile  la materia referendaria, del resto noi  non  siamo
  per  l'emendamento  soppressivo,  siamo  perché  si  celebri   il
  referendum, così come è stato stabilito dai cittadini.
   Mi  sembra  singolare,  però,  che non  siano  state  dichiarate
  estranee  alla materia, se individuiamo qual è la materia,  altre
  norme:  questo  disegno di legge è composto da 20  articoli,  uno
  diverso  dall'altro. Non si tratta soltanto di norme finanziarie,
  perché  sono  state  inserite  norme  che  riguardano  contributi
  assistenziali, materie totalmente diverse tra loro.
   Il  Regolamento deve essere osservato sempre, non a convenienza,
  e  quindi mi appello alla Presidenza perché si osservi per tutto.
  Il  comma  3  dell'articolo 112 del Regolamento interno  è  stato
  violato  costantemente  in  tutte le  sedute  e,  quindi,  questo
  disegno  di  legge,  secondo me, meriterebbe una  riflessione  da
  parte della Presidenza.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  contribuire  a risolvere questo problema, cosa che ritengo  utile
  anche  sotto  il  profilo  dell'immagine che  diamo  all'esterno.
  L'emendamento  che  è  stato oggi oggetto di  discussione  -   in
  particolar  modo si annota  la presa di posizione  dell'onorevole
  Ardizzone -,  credo sia stato sovraccaricato di una volontà e  di
  un  obbligo come se fosse stato scritto esclusivamente    per  la
  città di Messina.
   Al   riguardo  desidero  richiamare  l'attenzione  di  tutti   i
  parlamentari  sulla  considerazione  che  quanto   scritto  nell'
  emendamento è un qualcosa che tutti un po' conoscono e  cioè   la
  riforma  della  legge, che ha visto la luce  nel  dicembre  2000,
  era stata, però,  votata nel novembre del 2000,  e lì si è venuto
  a  creare  un problema  istituzionale in quanto anche  in  quella
  sede si passò da quattro a cinque anni.
   A  questo  punto  -    oltre al problema  dell'istituzione   del
  periodo,  a mio avviso  giusto, del novembre 2005 -   il problema
  serio  è  rimettere questo turno, che toglie  peraltro  anche  da
  altri   impicci,   fatto  che  ha  dato  qualche  problema  anche
  all'Ufficio legale e legislativo,  e non solo.
   Effettivamente,  spostando  il turno  elettorale    da  novembre
  2005   a giugno del 2006, ci sarebbero dei comuni che voterebbero
  con un posticipo di 6 mesi,
   A  mio  avviso,  questa norma vorrebbe superare questa  empasse,
  pertanto  la  ritengo cosa giusta. E' ovvio che si  inserisce  il
  problema  che  riguarda  la  città di Messina,  ma  che  comunque
  votando questo articolo ...

    FORMICA    Onorevole  Beninati,   abbiamo   detto   che   siamo
  favorevoli.

    BENINATI  Il mio intervento mira a tranquillizzare  gli  animi,
  dato  che  oggi  con l'intervento dell'onorevole  Ardizzone  che,
  forse,  ha preso un po' eccessivamente  questa vicenda  a  titolo
  personale, in Aula si  stava prendendo una piega diversa. Allora,
  invito il collega che ha chiamato in causa i deputati eletti  nel
  collegio  di Messina ad ascoltare  il mio intervento   in  questa
  assise,  che  vuole essere di serenità per il percorso futuro.  E
  se  la Presidenza,  avendo fatto le sue giuste verifiche, ritiene
  di  trattare questo di articolo  in altra sede, è una scelta  che
  certamente  io  non  posso e credo  nessun   altro  si  sente  di
  discutere;   noi tutti saremo  impegnati, a giugno,  a  discutere
  su   questa norma, abbiamo tutto il tempo. Non comprendo, quindi,
  questa   fretta,    è   vero,   noi  dobbiamo   provvedere;   io,
  personalmente, mi impegnerò a sottoscrivere il disegno di  legge,
  dichiarando  così  a non avere  alcuna remora ad  una  successiva
  trattazione.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione.  Ne  ha
  facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prendo  la
  parola  in  quanto pirata,  dato che sono il primo firmatario  di
  quello   che   l'onorevole  Formica  ha  dichiarato   essere   un
  emendamento pirata.

    FORMICA  Finalmente  lo riconosce, onorevole Forgione.

    FORGIONE  Onorevole Formica, ci  sono i pirati ed i corsari:  i
  corsari, però,  sono quelli a servizio dei governi. I pirati sono
  quelli  che  mettono a nudo le operazioni  dei corsari  e  spesso
  vincono.
   Se  io sono un pirata, signor Presidente, è solo perché qui  c'è
  stata  un'operazione di corsari portata avanti  dalla  Presidenza
  dell'Assemblea.

    PRESIDENTE   Onorevole  Forgione,  la  invito  a  misurare   il
  linguaggio.

    FORGIONE  Allora, signor Presidente, lei doveva evitare ...

    PRESIDENTE  Io non evito, onorevole Forgione, perché io  ho  il
  dovere-diritto di parlare secondo quello che penso. Io ho  letto,
  qualche  istante fa, lo stenografico che recita esattamente  come
  io le ho ricordato.

    FORGIONE    E   io   le   dico,   signor   Presidente,      che
  quell'emendamento  sarebbe  stato  pirata  se  non  fosse   stato
  inserito   in  una legge in materie finanziarie, e la  Presidenza
  può  anche  leggere  il titolo della legge  omnibus ,  chiamatela
  come volete,  questo calderone, secondo me indecente,  presentato
  dal  Governo all'interno del quale c'è una norma che riguarda  la
  materia  elettorale. E se il Presidente dell'Assemblea,  permette
  che   del  testo  di un disegno di legge,  dove c'è  tutto  e  il
  contrario  di  tutto, faccia parte un articolo che interviene  in
  materia  elettorale,  non può impedire la  presentazione  di   un
  emendamento  che  interviene  in  materia  elettorale.   Dobbiamo
  intenderci   Se  è possibile un disegno di  legge   omnibus   che
  interviene  anche nella materia elettorale, sono possibili  anche
  gli emendamenti agli articoli di legge in esso contenuti.

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione, un articolo,  inserito  in  un
  disegno  di legge, che chiunque di voi o del Governo presenti, va
  valutato  di volta in volta, non esiste alcun  dovere,  da  parte
  del  Presidente,  di  darne  lettura.  Probabilmente  gli  uffici
  dovrebbero ....

   FORGIONE. No, signor Presidente, è una volontà politica.

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione,   del resto se  c'è  stato  un
  discorso sullo stralcio; c'è stato proprio per le perplessità che
  l'articolo presenta.

    SPEZIALE  La Presidenza aveva accantonato l'articolo.

                  (Proteste dai banchi di sinistra)

    FORGIONE  Signor Presidente, il dibattito è durato due  giorni.
  Ciò  che lei ha letto  è lo stenografico dell'ultimo giorno;  noi
  abbiamo  ragionato  sulla legge per una  giornata  intera:  si  è
  deciso  l'accantonamento dell'articolo  10,  poi  c'è  stata  una
  sospensione  dei  lavori,  poi si è  ripreso,  e  si   deciso  lo
  stralcio  dopo  una  Conferenza dei   Capigruppo.  E'   stato  un
  processo alquanto complesso. Comunque vorrei concludere.
   Rassicuro   l'onorevole  Formica,  confermando  che  il   nostro
  emendamento  è  intervenuto come provocazione  politica,   poiché
  dato  che  c'era  stato  un vertice della maggioranza  di  centro
  destra   nel  quale  si  dichiarava  che  contrario  alla   legge
  elettorale. Erano proprio i partiti del centro destra,  a  volere
  questo,    onorevole  Formica. Ma  ormai lo  sappiamo:  cane  che
  abbaia  non dorme, voi non state mordendo, e lo vediamo da quanto
  accade a livello  nazionale

    PRESIDENTE   Onorevole Formica, la invito  a  non  interrompere
  l'oratore.

    FORGIONE   C'era  stato un pronunciamento dei partiti  maggiori
  della coalizione del centro sinistra che si dichiaravano contrari
  alla  legge  elettorale  e  quindi  volevano  abrogarla.   Ma  il
  Presidente  della  Regione - presidente Lo Porto,   lei  non  era
  presente  in  Aula  per altri impegni istituzionali  -,     disse
  che  era contrario alla legge elettorale ed era favorevole al no,
  qualora ci fosse stato il referendum, e addirittura disse  che si
  sarebbe  rimesso  all'Aula,  qualora  l'Aula  avesse  votato   un
  emendamento in grado di evitare il referendum.
   C'era   stata  una  polemica  con  il  capogruppo  di   Alleanza
  nazionale  che  aveva minacciato l'uscita dal Governo,  cosa  che
  oramai si minaccia un giorno sì e un giorno no, e, pertanto,   il
  Presidente della Regione disse:   uscite dal Parlamento perché la
  legge l'ha votata il Parlamento .  Tutto ciò lo si ritrova  nello
  stenografico.
   A  questo  punto,  noi che abbiamo raccolto le firme per  indire
  il  referendum,  continueremo a rivolgerci  al popolo  siciliano,
  vorrei  che  fosse  chiaro. Ci sono 110  mila  firme  che  stanno
  mettendo  in  difficoltà la maggioranza  e  il  Governo,  creando
  problemi    anche   dentro   questo   Parlamento   nei   rapporti
  istituzionali. E questo perché 110 mila persone hanno  detto  che
  quella legge andava sottoposta al vaglio  del popolo; vorrei  che
  tutto ciò  fosse chiaro.
   Onorevole  Formica,  non  si  agiti;  così  ricorda  sempre  più
  l'onorevole  Fini.
   Noi,   questo  referendum, lo vogliamo.  Il  nostro  emendamento
  interveniva  dopo  che nessuno qui riconosceva  la  paternità  di
  questa  legge: nessuno l'aveva votata
   Allora  abbiamo  detto  se volete abrogatela . Grazie  a  questo
  emendamento  è  venuta  fuori   la  crisi  che  cova  dentro   la
  maggioranza.
     Signor  Presidente, si può fare quello che si vuole,  è  anche
  presente il Governo; ma una cosa noi non possiamo accettare:  che
  in  una legge omnibus  si vieti di presentare emendamenti, e  che
  si  provi  a  stravolgere tutto il percorso che è stato  definito
  anche  nella Conferenza dei Capigruppo. Lei decida sulla base  di
  questa discussione.
   Le  chiedo,  però,  un'ultima cosa: i comizi  sono  indetti,  le
  elezioni  sono tra quindici giorni, noi siamo perché si  mantenga
  fermo   ogni  atto  assunto  dal  Governo  rispetto  al   momento
  referendario.
   Non  si possono cambiare le regole con la partita in corso.  C'è
  già la propaganda che è partita.
   Il  Comitato  regionale per la comunicazione non  è  intervenuto
  per   regolamentare  l'informazione.  Nessuno  sa  che   c'è   il
  referendum.  Qui  è  un problema di democrazia  che  riguarda  il
  servizio  pubblico, che riguarda le televisioni,  la  possibilità
  per  i  referendari ed anche per il sì e per il no, per qualunque
  delle posizioni, di potersi esprimere.
   Il  Parlamento,  anche  su  questo, dovrebbe  dire  qualcosa  di
  chiaro.

    PRESIDENTE   Non  ripeto le cose già dette e  lette.  La  volta
  scorsa,  come  può accadere, c'é stata qualche confusione,  ma  i
  dibattiti   servono   proprio  per  decantare   e   chiarire   le
  complicazioni di un procedimento legislativo.
   Non  è stato detto tutto. Comprendo  l'opportunità di dare corso
  ad una soluzione del problema messinese. Se ci mettiamo su questo
  fronte,  dobbiamo metterci a dare corso e a fare fronte ad  altre
  questioni di altre realtà comunali.

    SPEZIALE  L'emendamento non si riferisce solo a Messina.

    PRESIDENTE  Implicitamente riguarda Messina, come si  evidenzia
  dalla  difesa ad oltranza dei colleghi messinesi. Ritiro comunque
  il riferimento a Messina, anche se tutti voi lo comprendete bene.
   Sul  problema  degli emendamenti aggiuntivi ad un articolo,  che
  il  presidente Fleres ha dichiarato di stralciare ed ha  proposto
  di  farne  un  argomento a parte i cui tempi  sono  perfettamente
  coerenti  con  l'interesse di coloro che hanno parlato,  non  c'è
  dubbio che ha ragione l'onorevole Beninati.
   Se  è  vero  che  c'é  urgenza di dare corso alla  soluzione  in
  merito  alle disparità di date e di termini che riguardano alcuni
  importanti  comuni, compreso quello di Messina,  nulla  vieta  di
  farlo  subito perché i tempi sono abbastanza lunghi  e  siamo  in
  tempo a disciplinare la materia.
   Il  problema  dell'articolo 10 è che ad esso si  sono  collegate
  altre materie sulle quali io non intendo derogare.
   Mi  dispiace non essere stato presente nella precedente  seduta,
  ma  l'emendamento abrogativo della legge elettorale, per esempio,
  è stato presentato dopo ed io soltanto oggi posso prenderne atto.
   Ho   argomenti   scientifici,   giuridici,   costituzionali   ed
  amministrativi  per  ritenere che abrogare, oggi  come  oggi,  la
  legge  elettorale  non  è possibile, per tante  ragioni  che,  se
  vuole,  le  spiegherò  a  parte  perché  non  ho  nessun  dovere,
  onorevole   Miccichè,   di  darvi  le   motivazioni   della   mia
  dichiarazione di inammissibilità.
   La  mia  è  una  decisione insindacabile. Semmai dovreste  darmi
  atto  di  consentire all'Assemblea, cosa che  faccio  con  grande
  piacere,   di  spiegare  e  di  dilungarsi  sulle  argomentazioni
  opposte.
   L'avete  fatto.  Io mantengo la dichiarazione di inammissibilità
  e  naturalmente prendo atto dell'impegno preso dal  mio  vicario,
  onorevole  Fleres, di contribuire ad accelerare, che permetta  di
  ovviare al problema sollevato dall'onorevole Ardizzone.
   La  riunione dei capigruppo, quella cui avete fatto riferimento,
  non  si può definire una vera e propria Conferenza dei Capigruppo
  perché  non c'è stata una formale convocazione ma è stata dettata
  dall'urgenza di provvedere momentaneamente a quella  acutezza  di
  toni e di argomenti.
   Una  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari realmente
  e  formalmente  convocata è un impegno che io assumo  subito  per
  adempiere a questo problema.
   Però  il discorso di dovere rendere inammissibile l'articolo  ex
  nunc,  cioè prima ancora di averlo potuto valutare in rapporto  a
  quello  che dentro di esso si intendeva aggiungere, questo  è  un
  argomento spuntato che non scalfisce di un solo millimetro la mia
  convinzione che questo provvedimento non possa essere oggetto  di
  argomento nella legge cosiddetta  omnibus .
     Pertanto,  nel  confermare che tutta la materia  elettorale  è
  dichiarata inammissibile, si procede con gli altri articoli.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    SAVARINO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendiamo
  atto  della  sua decisione di stralciare questa parte  elettorale
  che riguarda anche gli Enti locali.
   Vorrei  chiedere  se è possibile incardinare questo  disegno  di
  legge  in modo tale che il voto finale possa essere dato  sia  al
  disegno di legge omnibus e subito dopo al ..

    PRESIDENTE  Non c'è un disegno di legge.

    SAVARINO   Signor  Presidente, nel  resoconto  risulta  che  il
  Presidente  Fleres  l'ha stralciata e ne ha fatto  un  disegno  a
  parte. Allora le chiedo se, subito dopo aver approvato tutti  gli
  articoli   di   questa   legge  omnibus,   si   possa   procedere
  all'approvazione  di quegli articoli, in modo tale  che  il  voto
  finale  sia  dato  prima  alla  legge  omnibus  e  poi  a  quella
  elettorale nello stesso arco di tempo.

    PRESIDENTE   No,  onorevole Savarino, Lei mi  chiede  una  cosa
  irrituale, al di fuori del Regolamento.

    SAVARINO  No, l'abbiamo fatto anche in altre circostanze.

    PRESIDENTE  Non è così, è una legge nuova che dobbiamo  fare  e
  che deve procedere secondo le regole del nostro Parlamento.
   Io sono pronto a farlo, ma incardinare è una cosa, procedere è

    SAVARINO  Signor Presidente, scusi se la interrompo, ma  questa
  normativa che riguarda l'eventuale tornata elettorale autunnale è
  stata già esitata, tra l'altro, dalla Commissione competente, per
  cui  non c'è bisogno di un ritorno in Commissione in quanto la  I
  Commissione  legislativa  si  è già  espressa  favorevolmente  su
  questa materia, per cui tocca ora all'Aula.

    PRESIDENTE   Onorevole Savarino, siamo d'accordo.  Verrà  messa
  esattamente  nell'ambito di quel provvedimento che la Commissione
  Bilancio  sta discutendo proprio in materia di norme  elettorali,
  ma  che lei mi chieda, come ho capito - spero di sbagliare -  che
  immediatamente

    SAVARINO   ma  seguendo  la logica del Presidente  Fleres,  per
  questo

    PRESIDENTE   No,  l'onorevole Fleres  non  ha  mai  detto  che,
  subito   dopo   l'approvazione   della   legge   finanziaria    o
  minifinanziaria, si sarebbe proceduto nell'articolato  in  quanto
  il Regolamento non lo consente.
   Noi  possiamo  prendere tutte le norme, renderle  normativamente
  leggibili  e  coordinate, trasmetterle alla Commissione  Bilancio
  che è competente ed in questo momento discute di norme elettorali
  e  riportarle  in  Aula immediatamente dopo. Io  dicevo  di  più,
  onorevole Savarino...

    SAVARINO  Presidente Savona, non è già passata questa norma  in
  Commissione Bilancio?  E' già passata sia in I Commissione che in
  Commissione Bilancio, e se è già passata, ora tocca all'Aula  Per
  questo  mi sono permessa, in ragione dell'urgenza che lei  stesso
  ha  condiviso, delle aspettative legittime di una comunità, direi
  ancora di più comunità, ma Messina ovviamente ...

    PRESIDENTE   Onorevole Savarino,  gli Uffici  informano  che  è
  ancora giacente.
   Onorevoli   colleghi,    sospendo  la  seduta   avvertendo   che
  riprenderà alle ore 17.00.

   (La seduta è sospesa alle ore 13.20, è ripresa alle ore 18,20)

                Presidenza del vicepresidente Fleres

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  ricordo  che   restano   da
  esaminare i seguenti emendamenti:

   -  dal  Governo:   subemendamento A 15 R all'emendamento  A  15;
  17.1; subemendamenti 17.1.1, 17.1.2, 17.1.3 all'emendamento 17.1;
  17.2; A 4; subemendamento A 17.1 all'emendamento A 17; A 19 R;  A
  24  bis;  A  40;  subemendamento A  40.1  all'emendamento  A  40;
  subemendamento  A 40.3 all'emendamento A 40; A 47; subemendamento
  A  47.1  all'emendamento  A  47;   A  48;  A  49;  A  51;  A  52;
  subemendamento A 52.1 all'emendamento A 52; A 58;  A 61;  A 62; A
  63; A 64;  A 67;  A 62 R;
   -   dalla  Commissione:  17.3;  A  38;  subemendamento  A   38.1
  all'emendamento A 38; A 33; subemendamento A 33.2 all'emendamento
  A   33;   A   34;   subemendamento  A  34.1,  sottoscritto   pure
  dall'Assessore  Scoma,  all'emendamento A  34;  subemendamento  A
  53.1,  sottoscritto pure dall'Assessore Scoma, all'emendamento  A
  53; A 60; subemendamenti  A 60.1 e A 60.2 all'emendamento A 60; A
  65;   A   66;  subemendamento  A  12.2  all'emendamento   A   12;
  subemendamento A 62.1 all'emendamento A 62; subemendamento 17.9.1
  all'emendamento 17.9;
   - dall'onorevole Spampinato: 17.8;
   -  dagli  onorevoli  Spampinato,  Raiti,  Zago,  De  Benedictis,
  Gurrieri: 17.7;
   - dall'onorevole Speziale: A 28; A 44; A 45;
   - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 14.2;
   - dagli onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis: A 26;
   - dagli onorevoli Speziale e Sanzeri: A 46;
   - dagli onorevoli Villari e Speziale: A 59;
   - dagli onorevoli Speziale e Zago: A 54;
   - dagli onorevoli Oddo e Fleres: A 57;
   -  dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici: A 7; A  8;
  A 9; A 10; A 11;  subemendamento A 33.1 all'emendamento A 33;
   -  dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari: A
  41; subemendamento A 41.1 all'emendamento A 41; A 42;
   -  dagli onorevoli Dina e Savona: A 12;  subemendamento  A  12.1
  all'emendamento A 12;
   - dall'onorevole Dina: A 53;
   - dagli onorevoli Fratello, Franchina, Dina: A 21;
   - dagli onorevoli Beninati, Savona, Acierno: A 55;
   - dall'onorevole Beninati: A 37;
   - dall'onorevole Ardizzone: A 14; A 56;
   - dall'onorevole Moschetto: A 15;
   - dall'onorevole Mercadante: A 16; A 17; A 50;
   - dall'onorevole Misuraca: A 19;
   - dall'onorevole Formica: A 18;
   - dall'onorevole Incardona: A 39;
   -    dall'onorevole    Sammartino:   subemendamento    A    40.2
  all'emendamento A 40;
   - dagli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti: A 20;
   -  dall'onorevole Antinoro: A 30; A 31; subemendamento  A  19.1;
  subemendamenti  A  19  R.1  e A 19 R.2 all'emendamento  A  19  R;
  submendamento A 30.1 all'emendamento A 30;
   - dall'onorevole Zangara: 17.9.

   Si riprende dall'emendamento 17.8.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine dei lavori per riproporre una questione che,  secondo
  me, stamattina ha determinato un eccesso decisionale da parte del
  Presidente dell'Assemblea relativo all'articolo 10.
   Tralascio  le  forzature fatte dal Presidente  relativamente  al
  fatto  di  avere  dichiarato  l'articolo  10  inammissibile  alla
  discussione  d'Aula  dopo che lo stesso articolo  era  stato  già
  esaminato,   discusso  e  approfondito  dall'Aula  con   numerosi
  interventi che riguardavano la materia referendaria. Tra l'altro,
  l'articolo  10,  già  nel  suo titolo,  unifica  le  date   delle
  elezioni  amministrative   a quelle del referendum,  quindi,  era
  assolutamente ammissibile la legge omnibus.
   Mi   rendo   conto  che,  in  questa  occasione,  il  Presidente
  dell'Assemblea si è piegato ad esigenze di parte più che  ad  una
  interpretazione  corretta  dei  lavori  parlamentari.   Tuttavia,
  signor   Presidente,  all'articolo  10  erano  stati   presentati
  emendamenti  estranei  alla  materia  referendaria,   circa   una
  questione  molto delicata relativa, in particolare relativa  alla
  città  di  Messina  ma riguardante, comunque,  l'esercizio  della
  democrazia degli Enti locali: infatti, avendo l'Assemblea  deciso
  di  unificare la data delle elezioni amministrative, si  potrebbe
  verificare  che, qualora in alcune condizioni i Comuni  dovessero
  sfiduciare  i  propri sindaci, sarebbero costretti  a  votare  di
  nuovo  fra un anno. Pertanto, per un anno, in molti comuni  della
  Sicilia, avremmo una democrazia sospesa.
   Il  caso  di  Messina è quello più eclatante,  perché  la  città
  Messina,  dal novembre 2003, non può esercitare il diritto-dovere
  di  dotarsi di una amministrazione propria; dal 2003 fino ad oggi
  non   ha potuto esercitare il diritto di voto; non è stata libera
  di avere un proprio sindaco.
   Pertanto, signor Presidente, preannuncio - e vorrei che lei  non
  si  trincerasse  dietro forzature regolamentari -  da  parte  del
  sottoscritto e di diversi colleghi parlamentari, della stragrande
  maggioranza,  sia  del  centrosinistra che del  centrodestra,  la
  presentazione di un subemendamento all'articolo 17,  al  fine  di
  ripristinare   a   regime  il  turno  autunnale   e   permettere,
  eventualmente,  al  comune di Messina  ma  anche  a  tanti  altri
  comuni,  di  procedere  allo  svolgimento  di  regolari  elezioni
  amministrative e di dotarsi di amministrazioni democratiche.
   Preannuncio  ciò  perché non voglio aprire un braccio  di  ferro
  con  la Presidenza. Ritengo che l'esigenza posta, stamattina, dai
  parlamentari  -  in  modo  eclatante  dai  colleghi  Ardizzone  e
  Savarino   -,  sia  un'esigenza  corretta  alla  quale   dobbiamo
  rispondere normativamente.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, come ho avuto  modo  di  dirle
  stamattina, in via informale, durante la sospensione  dei  lavori
  d'Aula,  la  Presidenza si è già determinata  rispetto  a  questo
  argomento.
   La  Presidenza  può soltanto auspicare ed anche sollecitare  che
  il  disegno  di  legge,  cosiddetto  151/B,  su  cui  sono  stati
  stralciati  tutti gli emendamenti che avevano ed hanno  attinenza
  con   la   materia  elettorale  e  referendaria,   possa   essere
  rapidamente trattato dalla Commissione competente per arrivare in
  Aula,  verosimilmente alla ripresa, cioè immediatamente  dopo  la
  celebrazione delle elezioni amministrative che, come lei  sa,  si
  terranno  il  15  e  il  16 maggio 2005. Infatti,  l'orientamento
  dell'Aula è di tenere seduta il 18 maggio 2005.
   Se,  nel frattempo, la Commissione competente avrà esaminato  ed
  esitato il disegno di legge...

     SPEZIALE   Allora, perché non prendiamo il testo  già  esitato
  dalla Commissione?

     PRESIDENTE  E' esattamente la stessa cosa, concordo  con  lei.
  A  quel  punto,  diventa quello il disegno di  legge  che  fa  da
  veicolo agli altri emendamenti e può tranquillamente arrivare  in
  Aula.  So che la Commissione competente lo ha già esitato e credo
  che   la    Commissione   Bilancio'  debba  dare   la   copertura
  finanziaria, cosa che sarà possibile fare anche in questo periodo
  di sospensione dei lavori parlamentari.
   La  Presidenza  non impedirà alle Commissioni  di  riunirsi,  se
  ritengono di doverlo fare, anche per motivi di una certa urgenza,
  come mi pare possa essere ritenuto questo.
   Pertanto,   onorevoli  colleghi,  su  questo  argomento   vorrei
  invitarvi,   se  i  temi  da  trattare  da  parte  dell'onorevole
  Spampinato e Baldari sono connessi all'intervento...

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  aiutare  a  risolvere  un  problema di  carattere  più  generale.
  Chiedo, infatti, che venga utilizzato come veicolo il disegno  di
  legge  già esitato dalla I Commissione  Affari Istituzionali'  ed
  all'esame  della  II Commissione  Bilancio', che  reintroduce  il
  turno autunnale.
   La  invito ad autorizzare la Commissione  Bilancio' a convocarsi
  regolarmente,  in  modo che il 18 maggio 2005, alla  ripresa  dei
  lavori parlamentari, il disegno di legge possa essere pronto  per
  l'Aula, incardinato e discusso.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, se non ci sono  osservazioni,
  così  resta  stabilito.  La prima e la seconda  Commissione  sono
  autorizzate  a  riunirsi per trattare il  disegno  di  legge  che
  riguarda il ripristino del turno elettorale autunnale.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                       151-Norme stralciate/A

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 17.8.

    VILLARI   Signor Presidente, chiedo di apporre  la  firma  agli
  emendamenti 17.8 e 17.7.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  si  tratta
  di  un  emendamento  che  cerca  di ripristinare  una  situazione
  giuridica  esistente  prima dell'approvazione  della  Finanziaria
  2004.  Con l'articolo 20 della Finanziaria 2004, sostanzialmente,
  é  stata azzerata la rappresentanza all'interno del Consiglio  di
  amministrazione  della  Fondazione  Gioeni  e  della   Fondazione
  Florio,  da  parte  dell'Unione  italiana  ciechi;  ovvero,   due
  istituti  che  trattano  il  tema  dei  non  vedenti  sono  stati
  spogliati  della rappresentanza del fondamentale ente che  tratta
  questo tipo di tematica.
   Credo  che  l'Aula,  il 27 dicembre 2004, quando   ha  approvato
  questo  emendamento, non fosse pienamente consapevole  -  io  per
  primo non lo ero -, di cosa si stesse approvando.
   Chiedo  che  questo  emendamento sia tenuto  in  considerazione.
  Sottolineo  e  specifico che i consiglieri di amministrazione  di
  questi  enti  non  percepiscono  alcun  emolumento,  ma  tutelano
  soltanto interessi di una categoria particolarmente svantaggiata.
   Sentito,  informalmente,  l'assessore Stancanelli,  ritenevo  di
  avere  capito che c'era un orientamento favorevole rispetto  alla
  possibilità  di  mantenere questa rappresentanza  all'interno  di
  tale ente. Pertanto, chiedo che l'emendamento venga approvato  in
  modo  che  i  due enti possano avere la rappresentanza  da  parte
  dell'Unione  italiana  ciechi,  che  tutela  principalmente  tali
  interessi.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 17.8.  Il  parere
  del Governo?

     CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 17.7. Il parere del Governo?

     CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Contrario.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      SPAMPINATO   Signor  Presidente, intanto,  le  chiedo  che  i
  pareri  vengano resi realmente oppure sospenda la seduta,  perché
  nessuno si sta rendendo conto di quello che stiamo facendo per la
  seconda volta nel giro di sei mesi.
   Le  chiedo che i pareri vengano resi, sostanzialmente, sia dalla
  Presidenza  della Commissione sia dal Governo che, eventualmente,
  dovrebbero  anche  motivare il loro parere e credo che  mi  dovrò
  ripetere  quando  andrò ad esporre questo ulteriore  emendamento.
  Con  l'emendamento l'Assemblea Regionale Siciliana, sempre  nella
  stessa  notte del 27 dicembre, ha approvato una norma con cui  si
  attribuisce  il finanziamento del cinquanta per cento  dei  fondi
  disponibili  ai  teatri che hanno sede nelle  città  con  più  di
  500.000 abitanti.
   Dopo  un  approfondito studio e laboriose ricerche, ho  scoperto
  che  in  Sicilia,  la  città  con  più  di  500.000  abitanti   è
  sostanzialmente una: Palermo. Vi sono stati approfonditi studi  e
  ricerche per cui abbiamo chiesto anche consulenze.
   Chiedo  all'Assembla  di confermare questa  volontà,  ovvero  la
  volontà  di attribuire il cinquanta per cento dei fondi destinati
  ai teatri siciliani, esclusivamente a quei  teatri che hanno sede
  in  un'unica  città  che è Palermo. Questo è stato  fatto  il  27
  dicembre.
   Poco  fa  mi  sono  astenuto dal chiedere il voto  nominale  per
  favorire i lavori di quest'Aula, però ho bisogno che vi  sia  una
  espressione convinta rispetto a quello che democraticamente  sarà
  il voto espresso da quest'Aula, ma consapevole perché, purtroppo,
  temo che non vi sia la consapevolezza di cosa sia stato fatto  il
  27  dicembre del 2004, poca consapevolezza di quello che è  stato
  fatto  poco  fa,  che  ancora  una volta  è  stato  approvato  un
  emendamento  totalmente deleterio rispetto  ad  una  problematica
  importante come quella dei non vedenti e credo che sia totalmente
  iniquo,  ancora  oggi,  riproporre  con  questo  emendamento   il
  finanziamento del cinquanta per cento dei fondi per le  strutture
  teatrali esclusivamente a favore della città di Palermo.
   Chiedo  che  vi sia consapevolezza quando le persone,  quando  i
  deputati  esprimono  il loro voto. Chiedo che  venga  chiesto  il
  parere  da parte del Governo, da parte della Commissione e  se  è
  possibile anche motivare l'eventuale parere.

    RAITI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare    solo    per    esprimere   con   assoluta    chiarezza
  l'esplicitazione  di  quanto  contenuto  in  questo  emendamento.
  L'emendamento,  tra l'altro, è stato approvato dalle  commissioni
  competenti perché ne abbiamo discusso quando l'abbiamo presentato
  in  quarta  Commissione, se ne è discusso  anche  in  Commissione
  Bilancio,  quindi ritengo che vi debba essere,  al  contrario  di
  quanto  è  stato  detto  durante i lavori dell'Aula,   il  parere
  favorevole della Commissione Bilancio.
   Al  di là dell'intervento dell'onorevole Spampinato che ha posto
  la  questione  in maniera interrogativa, ritengo  invece  che  la
  questione   debba   essere   posta   in   maniera   assolutamente
  affermativa.
   Non  è  possibile che si distribuiscano i fondi  destinati  agli
  enti  teatrali siciliani in una maniera assolutamente iniqua.  Se
  ricordo  bene,  signor  Presidente,  lei è  già  stato  Assessore
  competente al ramo oltre a svolgere oggi il ruolo pro tempore  di
  vicepresidente  dell'Assemblea. Gli  enti  della  Regione  devono
  essere  trattati  tutti allo stesso modo: dare il  50  per  cento
  delle  risorse esclusivamente agli enti di Palermo e  distribuire
  il  restante 50 per cento a tutto il resto della Sicilia mi  pare
  una  cosa assolutamente iniqua e ingiusta che questa Aula non può
  far passare. Se occorrono delle risorse aggiuntive per andare  ad
  affrontare programmi di rilancio dell'attività teatrale a Palermo
  si  cerchino,  si  trovino e si diano con la massima  trasparenza
  chiedendo che vengano gestite con la massima trasparenza.  Lo  si
  faccia ma non si può far gravare la necessità di sanare debiti o,
  comunque, di rilanciare l'attività teatrale di Palermo a  scapito
  di  tutte le altre istituzioni siciliane. E' una cosa che non  ci
  possiamo permettere.
      Noi   siamo  qui  chiamati  a  rappresentare  gli   interessi
  dell'intera  Sicilia. Non si tratta di fare  campanilismo  ma  si
  tratta esclusivamente di far rispettare un parametro che sia equo
  per tutti.
   L'emendamento  va  in questa direzione cioè  a  dire  sopprimere
  quella  norma iniqua che è passata con un colpo di mano dell'Aula
  e  consentire  a tutti i teatri siciliani di avere un  contributo
  certo  su  parametri certi e che sia uguale per tutti, altrimenti
  faremmo  qualche  cosa che, certamente, non  va  nella  direzione
  auspicata, cioè di trattare tutti allo stesso modo. Vi  sarebbero
  figli e figliastri.
   Ripeto,   ci   può   essere  la  necessità  che,   per   ragioni
  contingenti,  le istituzioni teatrali di Palermo abbiano  bisogno
  di  ulteriori  risorse; si cerchi, si venga qui a  spiegare  dove
  sono  le  risorse  e  per quale motivo queste risorse  aggiuntive
  servono,  saremmo ben lieti di dare il nostro parere  favorevole.
  Ma non si può fare questo a danno di tutti gli altri.

     VILLARI   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     VILLARI    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   volevo
  rilevare che proprio lei, in Commissione Bilancio, intervenne per
  rilevare   come   questa  norma,  la  norma  che  sostanzialmente
  assegnava  il  50 per cento del complesso delle  risorse  che  il
  capitolo  di  bilancio  stanzia per le attività  teatrali  e  per
  contributi   a   favore   dell'attività  teatrale   in   Sicilia,
  rappresentava  una  grave  contraddizione  rispetto  al  panorama
  teatrale  e  culturale siciliano. E ricordo che lei  stesso,  per
  limitare   l'impatto  negativo  di  questa  norma,  presentò   un
  emendamento  perché  questa norma si bloccasse  temporalmente  al
  2005. Ma quella stessa iniziativa aprì ancora di più un dibattito
  perché  la norma, a suo tempo, rappresentò una sorpresa in quanto
  si  trattò  di una norma non discussa, non valutata dalla  quinta
  Commissione    Cultura,  formazione  e  lavoro   che   aveva   la
  competenza per farlo.
   In  quella  occasione  si  fece una  operazione-blitz  da  parte
  dell'Assessore  al ramo, l'assessore Pagano, che  sostanzialmente
  penalizza  la Sicilia e un'equa ripartizione delle risorse  sulla
  base  delle  realtà laddove si svolgono le attività  in  base  ai
  contributi che vengono richiesti.
   Signor  Presidente,  questa  norma deve  essere  abrogata.  Sono
  d'accordo con l'emendamento abrogativo di questa norma perché  un
  atto, una forzatura che, voglio dirlo chiaramente, ripropone  una
  concezione  palermocentrica della attività di questo  Parlamento,
  per  cui  chiedo al Parlamento di valutare in tale  direzione  il
  dato  politico di questo fatto.  E' una cosa sbagliata  che  deve
  essere  assolutamente  rimessa  in  discussione,  perché  non   è
  accettabile sotto alcun profilo.
   Quindi,   il   mio   voto   è   a  favore   dell'emendamento   e
  dell'abrogazione della norma e mi auguro, semmai, che il Governo,
  in  particolare l'Assessore Pagano che non è presente, si  assuma
  presto  la  responsabilità di portare in Commissione e quindi  in
  Aula  un  disegno  di legge di riforma e di riordino  complessivo
  dell'attività  teatrale, che sarebbe la cosa  più  seria  che  un
  governo dovrebbe fare.

    LEANZA NICOLA.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io
  sono assolutamente a favore dell'abrogazione di questa norma  che
  è iniqua e certamente non serve ai teatri siciliani soprattutto a
  quelli  sani.  Vorrei ricordare che già i teatri della  città  di
  Palermo  hanno ottenuto molto di più rispetto a tutti  gli  altri
  teatri,  quindi,  invito tutti i colleghi  parlamentari  a  stare
  attenti  e  far sì che questa norma venga assolutamente  abrogata
  perché assolutamente iniqua.

    MOSCHETTO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    MOSCHETTO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   avendo
  presentato  su questo argomento un'interrogazione  per  la  quale
  sono in attesa di risposta, per coerenza chiedo...

    VILLARI   Ricordo a me stesso ed ai colleghi che c'è un  ordine
  del giorno che impegna il Governo ad abrogare quella norma.

    MOSCHETTO   Chiedo  di  apporre la mia  firma  sull'emendamento
  17.7  e dichiaro che voterò a favore dell'approvazione perché  lo
  ritengo  un  emendamento che riporta giustizia in una  logica  di
  ripartizione delle varie realtà teatrali dell'Isola.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli   colleghi,  poiché  mi  sembra  che  la   norma   sia
  particolarmente  sentita, anche per evitare  di  dovere  ripetere
  questa  procedura più volte, hanno chiesto di apporre la  propria
  firma  all'emendamento  gli onorevoli  Beninati,  Leanza  Nicola,
  Baldari, Ioppolo, Villari e Fleres.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                               Congedi

     PRESIDENTE  Comunico che hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna  gli onorevoli Brandara, Cintola, Burgaretta,  Giambrone,
  D'Aquino, Cimino, Scoma.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 151-
                         Norme stralciate/A

     PRESIDENTE    Pongo in votazione l'emendamento  17.7.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 17.1.2. Il parere della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.1.3.  Lo pongo in votazione. Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento 17.1.1. Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 17.1, nel  testo  risultante.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 17.2 è superato.
   Pongo in votazione l'emendamento 17.3. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma   che
  abbiamo discusso in Commissione Sanità  è stata approvata proprio
  con  l'emendamento 17.1. Il 17.1.1, invece, è un refuso che nulla
  aveva a che vedere con il 17.1 e anzi è in contrasto.

    PRESIDENTE  Onorevole Formica, a quale si riferisce?

    FORMICA   Mi riferisco ai due emendamenti: 17.1 e il successivo
  17.1.1.  La  norma  approvata in Commissione Sanità  è  il  17.1;
  l'emendamento 17.1.1 è in contrasto con il 17.1 e quindi dovrebbe
  essere cassato.

    SPEZIALE  Lo abbiamo già votato

    FORMICA   Lo so bene che l'Aula lo ha votato.

    PRESIDENTE   Credo  che ci sia un equivoco: l'emendamento  17.1
  riguarda l'artigianato.

    FORMICA    Chiedo  scusa,  signor  Presidente,   ho   sbagliato
  emendamento.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  17.9.1.  Lo  pongo  in
  votazione.  Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  17.9,  come  in  precedenza
  emendato.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro l'emendamento 14.2 improponibile.
   Si  passa all'emendamento A 4. Lo pongo in votazione.  Il parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento A 38.1. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento A 38 è superato.
   Si  passa all'emendamento A 7. Lo pongo in votazione. Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA vicepresidente    della    Commissione    e    relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Questa  è  una  vergogna  L'indifferenza  non  c'entra
  niente  col  25 aprile  Ma lei mi deve consentire di partecipare.
  Lei è più veloce della luce

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, la data è quella proposta  dalle
  Associazioni che si occupano della  tutela dei bambini.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  alcuni  deputati    mi   hanno
  anticipato,  perché probabilmente queste tre righe sono  sfuggite
  alla lettura dei colleghi.

    PRESIDENTE     Onorevole   Miccichè,    se    lei    interviene
  sull'emendamento A 7 è stato già votato.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,   credo  che   lei   abbia   un
  comportamento un po' particolare, la sua furbizia...

    PRESIDENTE  Onorevole Micciché,  perché lei ogni volta si  deve
  fare togliere la parola?

    MICCICHE'   Deve stare attento a quello che fa  Lei  è  di  una
  scorrettezza,      politicamente,    istituzionalmente,     senza
  precedenti.

    PRESIDENTE   Va  bene.  Grazie, onorevole  Micciché.  Si  passa
  all'emendamento A 8. Lo pongo in votazione.

    MICCICHE'   Signor Presidente, io da qui non mi muovo   Lei  la
  deve smettere di avere questo comportamento arrogante

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Presidente, lei la deve smettere  Io da qui  non  mi
  muovo  Lei è politicamente scorretto

    LIOTTA  Anche io chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, la devo invitare a lasciare  il
  podio altrimenti sarò costretto a farla allontanare.
   Prego i commessi di fare allontanare l'onorevole Miccichè.

    MICCICHE'  Io da qua non mi muovo  Nessuno può mettere le  mani
  addosso ad un deputato

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 19.25)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                               Congedo

     PRESIDENTE   Comunico che l'onorevole Stancanelli  ha  chiesto
  congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


   Riprende  il seguito della discussione del disegno di  legge  n.
  151-Norme stralciate/A

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, in riferimento ai  motivi  che
  hanno  determinato  la  sospensione, la  Presidenza  sta  facendo
  distribuire  un  fascicolo riguardante  la  materia  che  abbiamo
  trattato,  cioè  l'istituzione della   Giornata  in  memoria  dei
  bambini   per  il  giorno 25 aprile. Nel dossier potrete  trovare
  messaggi  del  Presidente della Repubblica, del Presidente  della
  Camera,   del   Presidente  del  Senato,  del  Presidente   della
  Commissione  speciale per l'infanzia e del  Procuratore  capo  di
  Torino, dottor Giancarlo Caselli.
   Ovviamente,  sono  soltanto  alcuni  dei  messaggi   che   sono,
  peraltro,   reperibili  per  intero  nel  sito  dell'Associazione
   Meter  di Don Fortunato di Noto che in Sicilia si è occupata  di
  diffondere la cultura della tutela dell'infanzia, come voi  tutti
  sapete   e  come  l'Assemblea  stessa  sa  poiché  più  volte   è
  intervenuta a favore di questa Associazione.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                     Per richiamo al Regolamento

     MICCICHE'  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   voglio
  evitare  qualsiasi polemica di tipo personale  con  lei,   signor
  Presidente  e, pertanto, poiché la data scelta è una  data  molto
  infelice per la concomitanza con la giornata fondamentale per  la
  nostra  Repubblica, chiedo, ai sensi dell'articolo  117,  secondo
  comma,  che  venga rettificata la proposta e posta  in  votazione
  anche  per le ragioni che  ho cercato di dire ma non mi  è  stato
  possibile  perché  lei, signor Presidente,   mi  ha  staccato  il
  microfono.  Sfido  chiunque a dimostrare il  contrario   cioè  di
  avere  votato con scienza e coscienza questo emendamento che  lei
  dice essere  stato approvato.
   La  parola  del Presidente è insindacabile quando, a  volte,  il
  libero  arbitrio  diventa  norma e regola  di  fronte  al  potere
  costituito, di fronte allo strumento che esercita il potere.
   Posto  che  sia  così  come lei ha detto, il  secondo  comma  di
  questo  articolo dà la possibilità di votare nuovamente,   perché
  l'oggetto che è stato impropriamente votato e velocemente  -  più
  veloce della luce; a volte in quest'Aula si impiegano mesi,  anni
  interi  per  approvare una parola e a volte gli articoli  passano
  con una velocità superiore a quella della luce.
   Le  chiedo  quindi,  signor Presidente, ai  sensi  dell'articolo
  117, secondo comma, del Regolamento considerato che l'emendamento
  che,  come  lei dice, abbiamo approvato non rientra  nell'oggetto
  della deliberazione e considerato che non è stato abbondantemente
  dibattuto  in  quest'Aula, anzi non si è  data  l'opportunità  ai
  deputati  di  discuterne,  tranne le  pochissime  parole  da  lei
  espresse alla ripresa della seduta, di darci la possibilità di un
  confronto.   Non  credo  che  questo  richiederà   molto   tempo,
  considerato che di tempo, per questo disegno di legge, ne abbiamo
  speso  abbastanza.  Se  spendiamo  qualche  minuto  in  più   per
  discutere  questo emendamento approvato, non è poi  la  fine  del
  mondo, in considerazione del fatto che ci sono opinioni diverse.
   Mi   auguro  che  lei  ci  dia  questa  possibilità,  visto  che
  purtroppo  anche  l'interpretazione  dell'articolo  117,  secondo
  comma,  del Regolamento passerà al suo vaglio e spero che sia  un
  vaglio positivo. Non so se questo comma diventerà carta straccia,
  questo   comma   richiede  una  rettifica  perchè,   ripeto,   se
  interpelliamo  individualmente ogni  deputato  presente  in  Aula
  quando  lei  ha proceduto velocemente alla votazione,  senza  far
  battere  ciglio  a  nessuno, potremo avere la  consapevolezza  di
  avere  votato  questo  articolo. Quando si  è  passati  a  questo
  articolo,  avevo  chiesto di parlare e quando  sono  andato  alla
  tribuna lei ha detto che avevamo votato.
   Signor  Presidente, la sua furbizia a volte paga, ma spesso  non
  paga  e  di  dimostrazioni  già ne  abbiamo,  non  ultima  quella
  dell'emendamento che quest'Aula ha approvato e le ricordo, signor
  Presidente,  che, grazie al mio intervento, il Commissario  dello
  Stato si è accorto che era un emendamento illegittimo tant'é  che
  l'ha    cassato.   Mi   riferisco   a   quell'emendamento   sulla
  incompatibilità dei manager della sanità.
   Se  non  avessi  avuto  il sospetto che qualcosa  non  quadrava,
  probabilmente qualche manager funzionario di AUSL sarebbe  andato
  a fare il manager della stessa AUSL in cui lavorava, in contrasto
  con  la norma nazionale.  Lo dico perchè le sue furbizie a  volte
  pagano, a volte no.
   Questa   volta   hanno  pagato  per  la  celerità   e   per   la
  disattenzione anche di qualcuno di noi.
   Signor  Presidente,  questa storia deve  finire.  Le  chiedo  di
  porre in discussione e poi in votazione l'emendamento che lei  ha
  velocemente fatto approvare.

    FERRO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  volte  in
  quest'Aula avvengono cose che non sono rispettose di noi  stessi,
  nel  senso  che  un  emendamento che può essere apprezzabile  nel
  merito  viene trattato in modo poco serio, sopratutto  quando  si
  parla di bambini. E' già accaduto la settimana scorsa e oggi si è
  ripetuto:  a qualche osservazione, anche legittima, che  chiunque
  di  noi  può  sollevare, fa seguito una battuta che riguarda,  ad
  esempio,  l'accusa di pedofilia. Mi pare che questo comportamento
  non sia degno di questo Parlamento.
   Mi  chiedo se vogliamo davvero onorare i bambini in questo modo.
  Forse  i  bambini ci direbbero:  no grazie, occupatevi  di  altre
  cose .   Inoltre, prevediamo di inserire una data  in  onore  dei
  bambini  in  un  articolo  di  un disegno  di  legge  che  recita
  testualmente    Disposizioni  finanziarie  urgenti   e   per   la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa', ove, in  ultimo,
  si dice:  ricordiamo i bambini il 25 aprile'.
   Vorrei  sollevare una obiezione di merito, non tanto  perché  ci
  stiamo dividendo tra chi ama i bambini e chi ama il 25 aprile  ma
  perché,  francamente,  ho  la vaga sensazione  che  qualcuno,  in
  questo  caso  i  bambini, sarebbero vittime  di  una  sovrastante
  sproporzionata importanza che ha il 25 aprile, anche  in  termini
  di opinione pubblica.
   Vado  al dossier e concludo, signor Presidente. Dal dossier  che
  lei  ci  ha consegnato, qualcuno poteva evincere che lei  volesse
  dire  che  il  Presidente della Repubblica, il  Presidente  della
  Camera,  il  Procuratore  della Repubblica  di  Torino  ed  altri
  avevano  espresso  parere favorevole al fatto  che  la  data,  in
  ricordo  dei bambini, fosse il 25 aprile. Leggendo le  prime  due
  righe  -  non  vado  oltre  - si dice  che:   il  25  aprile  per
  l'Associazione  ...  a tutti gli aderenti come  ogni  anno  è  la
  giornata per la memoria dei bambini', che è cosa un po' diversa.
   Allora, se vogliamo operare seriamente il problema riguarda  non
  il  merito ma l'individuare una data che sia una data di rispetto
  di   coloro   che   vogliamo  ricordare.  In  questo   modo,   ho
  l'impressione che noi facciamo un'operazione di natura  politica,
  francamente  un po' miserabile e con un gioco degli equivoci  che
  non aiuta esattamente rispetto allo spirito della proposta.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, più volte  è
  capitato  di protestare nei confronti della Presidenza,  sia  che
  presiedesse  lei  sia  che presiedesse l'onorevole  Lo  Porto,  o
  l'onorevole Crisafulli, per l'eccessiva velocità, perché  abbiamo
  temuto  che dietro questa eccessiva velocità ci fosse la  volontà
  di far passare indenni alcune norme.
   Credo,  almeno  per quanto mi riguarda, che la  motivazione  del
  moto  di  stizza, rispetto all'approvazione sin troppo celere  di
  questo  emendamento, sia derivato dal fatto che vi era il piacere
  non  del  singolo deputato, presidente Fleres, ma  dell'Assemblea
  tutta  di condividere un passaggio così importante, perché  credo
  che  innanzitutto  si  stia  celebrando  un  momento  importante,
  fondamentale,  di  riconoscimento della  giornata  a  tutela  dei
  giovani oggetto di violenza. Quindi il moto di rabbia deriva  dal
  fatto  che  non  ci sia stata la possibilità di condividere,  non
  come  singolo  deputato ma come intera Assemblea, un  momento  di
  tale importanza.
   Ritengo  che la stessa considerazione sia quella che ha  portato
  l'onorevole Micciché a fare un richiamo al Regolamento per  poter
  dare la possibilità al Parlamento di intervenire concretamente su
  questo tema.
   Se  ci  fosse  stata  data la possibilità,  fermo  restando  che
  avremmo   espresso   e   lo  facciamo  ora,   apprezzamento   per
  l'iniziativa  presa  da  lei  e dagli  altri  colleghi  firmatari
  dell'emendamento,  avremmo detto in tanti  che  la  data  del  25
  aprile,  proprio  per  l'importanza del  tema  era  la  data  più
  inadeguata  per  valorizzare questo  momento  di  celebrazione  a
  tutela dei bambini.
   Non  è  tanto  il cercare di coprire con un velo le celebrazioni
  del  25  aprile, perché credo che ormai il valore storico del  25
  aprile  abbia  assunto una tale importanza che  non  credo  possa
  essere  minimamente coperto da qualsiasi altra  celebrazione.  Al
  contrario, credo che in questa maniera non si dava la possibilità
  di esaltare questo momento di importante celebrazione.
   Signor  Presidente,  le chiedo che tenga  in  considerazione  la
  possibilità,  così  come  richiesto dall'onorevole  Micciché,  di
  adattare  il  secondo comma dell'articolo 117 a questa  fase  dei
  lavori   parlamentari,  di  poter  prendere   in   considerazione
  l'approvazione di tale articolo con una modifica della data,  per
  connessione  potrebbero essere le date della festa  della  mamma,
  della festa del papà, date importanti, come d'altra parte, avendo
  avuto  qualche  minuto in più, le stesse autorità  nazionali  che
  plaudono all'iniziativa, non fanno riferimento al 25 aprile.
   Ad  esclusione  del  Presidente della Camera, onorevole  Casini,
  tutte  le  altre  autorità citate apprezzano  l'iniziativa,  così
  come,  ripeto, apprezziamo noi all'interno di quest'Aula, ma  non
  specificano   la  data  in  cui  deve  essere  celebrata   questa
  iniziativa.   Ritengo  quindi,  per  dare   dignità   e   rendere
  protagonisti i singoli deputati ma l'Assemblea tutta,  necessario
  dare  la possibilità di ritornare sull'argomento, di poter, sulla
  base di queste argomentazioni, celebrare questa iniziativa, ma in
  una data diversa. La ringrazio.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà. Hanno chiesto di parlare  anche  gli
  onorevoli  Ortisi e Speziale. Considerato che alla  Presidenza  è
  stata rivolta l'accusa di aver fatto votare questo emendamento in
  maniera  tale  da non consentire il necessario approfondimento  -
  l'Aula  invece ricorderà che su questo tema si é già  svolta  una
  recedente  seduta - é orientamento della Presidenza di  rimettere
  in votazione l'articolo, onde evitare problemi.

    LIOTTA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  velocemente  perché queste sue ultime dichiarazioni riportano  su
  un  binario  di normalità il dibattito che su questo  tema  si  é
  svolto in Aula.
   Nessuno  fra  i  deputati che in qualche  modo  hanno  sollevato
  questioni  circa  la  fretta, la velocità  con  la  quale  questo
  emendamento  é  stato  approvato, voleva sminuire  la  ricorrenza
  della   memoria  nei  confronti  dei  bambini  che  hanno  subito
  violenza, anzi riteniamo che questa ricorrenza sia lodevole e che
  debba  essere  assegnata ad altra giornata proprio  per  ricevere
  quella  attenzione  particolare che nel caso del  25  aprile  non
  potrebbe esservi.
   Rilevo  anch'io  che molti messaggi inviati a  don  Di  Noto  su
  questa questione, fanno riferimento ...

    PRESIDENTE   Quale  data,  onorevole  Liotta?  Per  quale  data
  vengono mandati questi messaggi?.

    LIOTTA   Quello  del Presidente della Camera  dei  Deputati  fa
  esplicito riferimento al 25 aprile.

    PRESIDENTE   Gli altri invece l'hanno fatto in  un'altra  data,
  immagino.

    LIOTTA  No, no.

    PRESIDENTE   L'hanno  fatto la stessa  data,  quindi  é  il  25
  aprile.

    LIOTTA    Ma  fanno  riferimento,  lo  stavo  dicendo,   signor
  Presidente...

    PRESIDENTE   Siccome non é mai chiaro quello  che  si  dice  in
  quest'Aula,  onorevole Liotta, bisogna invece essere  chiari.  La
  data  del 25 aprile purtroppo, onorevole Liotta, non l'ha  decisa
  né  questa Presidenza né nessuno in questo momento ma è una  data
  che è stata concordata con autorità nazionali, con il Ministero -
  leggo - delle pari opportunità, con l'Assessorato regionale per i
  beni  culturali  della Regione siciliana; non é una  data  che  é
  stata  inventata. Purtroppo questo é il dato. Comunque c'é  anche
  un   subemendamento.  Visto  che  é  opinione  della   Presidenza
  rimetterlo  in  votazione,  sicuramente  non  litigheremo  per  i
  bambini.

    LIOTTA   Signor  Presidente, il mio  intervento  sarebbe  stato
  molto   più   breve  di  quanto  pensavo  proprio  per   la   sua
  dichiarazione.  Ma  vale la pena di rilevare,  tuttavia,  che  la
  stessa   nota   dell'Associazione  Meter,   sostanzialmente,   fa
  riferimento ad una giornata ludica, una giornata in cui di solito
  si  é  abituati a fare la scampagnata fuori città. Credo che  già
  questo la dica lunga su come si ritiene che si svolga la giornata
  del 25 aprile. Quella del 25 aprile è tutt'altro che una giornata
  ludica,  una  giornata  di scampagnata; è  una  giornata  in  cui
  ricorre   la   memoria  degli  elementi  fondanti  della   nostra
  Repubblica.
   Non  ho nulla in contrario su questa manifestazione ed il plauso
  che viene rivolto dalle istituzioni nazionali si riferisce ad una
  manifestazione diversa. Vorrei richiamare l'attenzione  dell'Aula
  sul  fatto che una cosa è una manifestazione che si svolge il 25,
  il  24,  il  22, il 23 - un'associazione ha tutto il  diritto  di
  organizzare una manifestazione in memoria dei bambini  che  hanno
  subìto violenza e tutte le istituzioni hanno legittimo diritto di
  manifestare la loro adesione a questa manifestazione  -  e  altra
  cosa  è  sostituire quella che si ritiene oggi  una  giornata  di
  scampagnata  e che non lo è - è una cosa molto più seria,  signor
  Presidente  -  con  una iniziativa lodevole ma  che  può  trovare
  giusta collocazione in altra data.
   Ci  sono altri trecentosessantaquattro giorni disponibili per la
  giornata  della  memoria in favore dei bambini che  hanno  subito
  violenza  e  non si capisce perché, fra l'altro palesemente  alla
  chetichella, quest'Aula si apprestava ad approvare una  norma  in
  senso diverso.

    ORTISI  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare  un
  appello in ordine al metodo che la Presidenza  - stamattina,  fra
  l'altro, con l'autorevolissimo intervento dell'onorevole Lo Porto
  -  si  è  data,  che era quella di demandare ad altra  iniziativa
  tutto  quello che non appariva congruo con una legge che  già  di
  congruo non ha niente ma che, comunque, si intitola  Disposizioni
  finanziarie e disposizioni relative alla razionalizzazione  degli
  atti amministrativi .
   Questo è un argomento che non c'entra.

    PRESIDENTE   Scusi onorevole Ortisi, capisco  dove  lei  voglia
  arrivare  ma  abbiamo già votato questo emendamento.  Considerato
  che   la   Presidenza  non  vuole  assolutamente  apparire   come
  prevaricatrice ..

    ORTISI  L'argomento lo voglio svolgere lo stesso

    PRESIDENTE  Certo, ma nei giusti termini, onorevole Ortisi.
   L'emendamento è ammissibile, tant'è che è stato già  votato.  La
  Presidenza può soltanto, ed è questo l'orientamento della stessa,
  farlo rivotare perché è stato manifestato da diversi colleghi che
  la  velocità  con la quale si è proceduto non ha  consentito  una
  puntuale verifica di quello che stavamo votando.

    ORTISI   Hegel diceva che  tutto ciò che è razionale  è  reale,
  tutto  ciò che è reale è razionale . Il fatto che lei, in maniera
  - mi consenta - un po' pragmatica e non filosofica, si appigli al
  concetto per il quale il fatto che sia stato votato significa che
  era ammissibile, ritengo che il modo in cui è stato votato faccia
  molte   grinze  e  reitero  la  mia  opinione:  alla  fine  della
  trattazione del disegno di legge, intervenendo ai sensi del comma
  2 dell'articolo 117, questo come altri due articoli che proporrò,
  andranno riconsiderati e rivoltati perché non pertinenti  secondo
  quello che la Presidenza ha dichiarato.
   A  proposito  dell'articolo 10, per esempio,  che  peraltro  era
  stato   introdotto  non  in  funzione  dell'emendamento   ammazza
  referendum' ma per ampliare dal 15 al 16 le date di votazione,  è
  stato  deciso  di  rimandare ad altro disegno di  legge  autonomo
  tutto ciò che non c'entra con le disposizioni finanziarie urgenti
  e con le disposizioni riguardanti la razionalizzazione degli atti
  amministrativi.
   Così  come  recita il titolo di questa legge, questo  argomento,
  al  di là del merito sul quale mi tratterrò per un minuto, questo
  argomento non c'entra né con l'uno né con l'altro ma la legge, in
  questo  caso il Regolamento, più amico di quello che a ognuno  di
  noi  conviene  - figuratevi, qui c'è l'unanimità alla  Pasqualino
  Fortunato forse, ma c'è l'unanimità - però, se abbiamo deciso  di
  espellere  dal  disegno di legge tutto ciò  che  non  è  congruo,
  questo  appartiene alla categoria degli argomenti da trattare  in
  altro momento. Nè vale il discorso che, essendo stato votato, era
  ammissibile, assolutamente no ed io comunque esprimo  liberamente
  la mia opinione.
   Signor  Presidente,  lei ci presenta un  dossier  nel  quale  il
  plauso delle autorità che hanno risposto alla lodevole iniziativa
  di don Fortunato Di Noto prescinde dalla data, cioè don Fortunato
  Di Noto avrebbe potuto celebrare il primo febbraio o il 13 maggio
  e  le autorità che qui mi si fanno leggere avrebbero risposto col
  medesimo  plauso. Non c'è riferimento alla congruità, coincidenza
  col 25 aprile e infatti mi stupivo per il fatto che l'emendamento
  non facesse riferimento almeno a un passaggio di collegamento con
  la  violenza  della  guerra, per esempio,  da  collegare  col  25
  aprile.  Era  ovvio perchè è un'iniziativa  e perchè  prescindeva
  dal 25 aprile.
   Mi  sembra  che  questo  vada inquadrato in  un  processo  tutto
  interno  a  faide  che si stanno sviluppando  all'interno  di  un
  professionismo della lotta alla pedofilia, che si sta sviluppando
  in  questa Regione in particolare che ha connotati politici e  di
  cui  una  parte  evidente abbiamo già notato quando  lei,  signor
  Presidente,  meritoriamente votò con me e con altri  il  richiamo
  al  comma 2 dell'articolo 117, in ordine alla suddivisione  delle
  spettanze   economiche  per  telefono  Azzurro  e  per   telefono
  Arcobaleno.  E'  questo che sta accadendo  e  rispetto  al  quale
  dobbiamo stare un po' attenti perchè la battaglia è meritevole ma
  se essa diventa strumento di battaglia, di fazioni o di interessi
  particolari,  si trasforma esattamente nel contrario  rispetto  a
  quello per il quale tutti ci vogliamo impegnare.
   Non  dimentichiamo  che  l'Associazione Meter,  diretta  da  don
  Fortunato   Di  Noto  è  un  passaggio  ulteriore  del   telefono
  Arcobaleno  rispetto al quale si toglievano  i  soldi  e,  Signor
  Presidente, di telefono Arcobaleno. Guarda caso, chi vi era prima
  don Fortunato Di Noto che, per motivi che qui non sto a sindacare
  non  c'è  più,  appartiene  ad un'altra associazione  che  prende
  iniziative nel merito meritevoli di attenzione.
   Dico  quindi ai colleghi che dobbiamo stare attenti e per questo
  farò richiamo al comma 2 dell'articolo 117 anche perchè credo che
  valorizzeremmo  l'iniziativa   proprio  cambiando   la   data   e
  istituzionalizzandola e istituzionalizzandola avremmo un  effetto
  e  una  valenza  diversa rispetto all'iniziativa  meritevole,  ma
  estemporanea, di un'associazione o di una persona.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


   Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge numero 151-
                         Norme stralciate/A

    PRESIDENTE   Comunico  che  è stato  presentato  dall'onorevole
  Speziale  un subemendamento A 7.1, che sostituisce alla data  del
  225 aprile  quella della  prima domenica di maggio .

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, si illustra da sé.  Si  tratta
  di  sostituire  la  data del 25 aprile con la prima  domenica  di
  maggio. Mi pare talmente evidente. Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  problema
  non è se ricorre il primo maggio o il 25 aprile.

    PRESIDENTE  Credo, invece, che il problema sia proprio questo.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, vorrei  richiamare  lei  che  ha
  sostenuto ed è firmatario dell'emendamento, sul fatto che l'avere
  fissato  la  data  del  25  aprile, da parte  del  sacerdote  Don
  Fortunato,  è  stata una coincidenza. Secondo me,  non  vi  è  un
  retropensiero tendente a sminuire il valore della Resistenza, del
  25 aprile. Obiettivamente, queste cose non le leggo.
   Tuttavia, vorrei farle osservare che questa manifestazione si  è
  svolta il 25 aprile e nessuno se n'è accorto. La manifestazione a
  sostegno  dei  bambini che subiscono violenza rischia  di  essere
  schiacciata dalla preponderanza della vicenda del 25  aprile.  E'
  utile, quindi, da questo punto di vista, spostare le date. Non  è
  legato all'attacco che viene mosso nei confronti del valore e del
  significato e per questo ho presentato l'emendamento.

    ORTISI  Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento A7.1.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    MICCICHE'  Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    FERRO  Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    DE   BENEDICTIS.   Chiedo   di  apporre   la   mia   firma   al
  subemendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPAMPINATO  Chiedo di apporre la mia firma al subemendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  Uffici  prendano atto che gli onorevoli  Ortisi,  Micciché,
  Ferro,  De  Benedictis  e  Spampinato aggiungono  la  loro  firma
  all'emendamento mirante a sostituire la data del 25 aprile con la
  prima domenica di maggio.
   Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione il subemendamento  A7.1
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A7, nel testo risultante.  Il
  parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.58, è ripresa alle ore 20.05)

              Presidenza del Vicepresidente Crisafulli

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'emendamento A 8.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor presidente,  vorrei chiedere,  se  possibile,
  l'accantonamento  di questo emendamento per due  ragioni:  primo,
  perché sia meglio definito in quanto lo spirito dell'articolo  lo
  apprezzo  positivamente, però, così come é scritto  potrebbe  far
  pensare,  in modo esplicito che si riferisce soltanto  ai  centri
  storici  di Palermo; secondo, conferisce ai sindaci un potere  di
  assoluta  discrezionalità, in quanto non è legato a nessun  piano
  di intervento.
   Inoltre,   si potrebbe far pensare che l'intervento dei sindaci,
  con   provvedimento  ordinatorio,  nei  confronti  di   strutture
  private, si possa effettuare anche con risorse pubbliche,  e  non
  in danno come dovrebbe regolarmente avvenire.
   Pertanto,  ne  chiedo l'accantonamento per meglio  definirne  il
  profilo dell'intervento.

     PRESIDENTE    Il  parere  del  Governo  sulla   richiesta   di
  accantonamento?

     CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  dispongo  l'accantonamento
  richiesto.
   Si passa all'emendamento A 9. Lo dichiaro improponibile.
   Si passa all'emendamento A 10.

     CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CASCIO   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,   credo   che   l'emendamento   A10   sia    superato
  dall'introduzione del codice Urbani.

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   Si passa all'emendamento A 11.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  ho  capito
  alcune cose propinate. Mi si presentano foglietti estemporanei di
  subemendamenti   -   credo   che  se  il   collega   presentatore
  dell'emendamento  non dà soddisfazioni  sull'argomento  specifico
  anche all'ultimo dei colleghi che sono io,  non è il caso che  si
  resti in Aula ad alzare o ad abbassare la mano secondo comandi.
   Pertanto,  chiedo  ai miei colleghi del centro-sinistra  di  far
  mancare il numero legale.
     Chiedo,  inoltre, nuovamente alla Presidenza se  sia  presente
  almeno uno dei tre firmatari.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'emendamento A 11  è  decaduto
  per assenza dall'Aula dei firmatari.
    Si passa all'emendamento A 12 e dei relativi subemendamenti.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in presenza
  di  una interpretazione autentica di una perdurante omogeneità di
  posizioni  lavorative dei dipendenti ex articolo 76 legge  25/93.
  Sono  i  lavoratori ex  Italtel utilizzati presso  la  Protezione
  Civile.
     In  atto  esiste una discriminazione fra i dirigenti regionali
  che  operano  nello stesso dipartimento e questi dipendenti.  Per
  quanto  attiene  al  ruolo dei dirigenti, ai dirigenti  regionali
  vengono   riconosciute   alcune   indennità   che   non   vengono
  riconosciute  a  questi lavoratori che pure  svolgono  la  stessa
  funzione,  ma  hanno  un  trattamento economico  differente.  Con
  questo   intervento   stiamo  cercando   di   realizzare   questa
  omogeneità.
     La copertura finanziaria è assicurata con una legge nazionale,
  perché questi dipendenti a fondi nazionali, ai fondi della  legge
  n. 433 del 1991.

     PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   vorrei    fornire    un
  chiarimento.  Questo personale  è utilizzato ad  oggi  attraverso
  l'applicazione di un contratto a tempo determinato in  virtù  dei
  finanziamenti  della  legge n. 433, previsti  e  autorizzati  dal
  Ministero.
     Sulla  base di ciò, la legge 10 prevede altresì la possibilità
  di  considerare  i dirigenti della Regione o gli  equiparati.  Il
  termine   equiparati', secondo alcuni uffici, non avrebbe  dovuto
  estendersi a costoro.
   Credo   invece  che  l'osservazione  dell'onorevole   Dina   sia
  pertinente.  L'emendamento, comunque, è  stato  presentato  e  al
  momento è sottoposto alla votazione dell'Aula.

     BENINATI  Signor Presidente, dichiaro di apporre la mia  firma
  all'emendamento A 12.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

               Richiesta di verifica del numero legale

     LIOTTA   Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Miccichè,
                         Ortisi e Gurrieri)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            29

      L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
                         rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 20,20, è ripresa alle ore 21.13)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  28
  aprile 2005, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


       I   - COMUNICAZIONI.
       II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 426  -   Interventi   al  fine  di   scongiurare   la
                 chiusura della  Finestra sul mare' di Tusa.

                 FLERES - CATANIA - MAURICI - BALDARI -  TURANO

         N. 427 -  Interventi  per  risolvere i  problemi  legati
                 alla    carenza   di   personale   di    polizia
                 penitenziaria del carcere  Noce' di Caltagirone.

                           FLERES-- CATANIA - MAURICI - BALDARI -
                                         TURANO  BURGARETTA APARO
         N. 428  -  Interventi presso il Governo nazionale  volti
                 al  completamento dell'autostrada    A  18'  nel
                 tratto Gela-Ragusa.

                            MORINELLO - FERRO - MICCICHE' - RAITI
         N. 429  -    Iniziative    a   livello   centrale    per
                 sollecitare l'abrogazione della legge n. 143 del
                 2004  in  materia  di valutazione  del  servizio
                 prestato  dal personale docente presso i  comuni
                 di montagna.

                 TUMINO - BARBAGALLO - GENOVESE - FRANCHINA
                 FRATELLO - PAPANIA - ORTISI-  BASILE

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
             dell'attività amministrativa  (n. 151- Norme stralciate/A)
             (Seguito);
         2)  Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
             867/A)  (Seguito).

       IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -  Continuità     produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                     FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -   VIRZI'

       V   - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

         N. 291 -  Valutazione      dell'operato      dell'Ambito
                   territoriale      ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio     idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo     e
                   provvedimenti consequenziali.

                    GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO

         N. 304 -   Affidamento  del   Servizio idrico  integrato
                   nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                    -  GIANNOPOLO

       VI   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA.

       VII   -  ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI.

                  La seduta è tolta alle ore 21.15.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione

   RAITI.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   nel  giugno  del  2003 è stato nominato un commissario  ad  acta
  presso  il  comune di Santa Flavia (PA) per la cura degli  omessi
  adempimenti relativi all'approvazione del bilancio di  previsione
  per l'esercizio finanziario 2003;

   la  nomina  era  risultata indispensabile  poiché  il  Consiglio
  comunale  aveva  disatteso le prescrizioni poste  con  l'atto  di
  diffida;

   al  rinvio  della  proposta di bilancio corrisponde  la  mancata
  approvazione  dello  stesso  entro  i  termini  legali  previsti,
  determinando  la  sospensione del Consiglio  con  la  conseguente
  decadenza    dell'organo   consiliare   per   impossibilità    di
  funzionamento dello stesso;

   nelle  more  della definizione della procedura di  scioglimento,
  il Consiglio comunale di Santa Flavia è stato sospeso con D.A. n.
  2461 del 18.9.2003 che ha contestualmente nominato un commissario
  regionale;

   ritenuto   che  con  metodi  contraddittori  e  senza   adeguate
  motivazioni,  il  D.A.  n.  3640  del  24.11.2004  determina   la
  cessazione   dell'efficacia  della  sospensione   del   Consiglio
  comunale;

   rilevato che:

   la  conclusione  del  procedimento di scioglimento  non  risulta
  assistita da termini decadenziali;

   non  è  stato  espresso il parere del C.G.A. poiché  non  è  mai
  stato richiesto;

   per sapere:

   quali  siano i motivi della cessazione definitiva dell'efficacia
  del decreto assessoriale n. 2461 del 18.9.2003 di sospensione del
  Consiglio   comunale  di  Santa  Flavia  che  ad   oggi   risulta
  inadempiente e quindi soggetto a procedura di scioglimento,  come
  previsto dalla normativa vigente e dalla giurisprudenza;

   quali  provvedimenti intendano adottare al fine di riportare  in
  condizioni di legalità ed operatività il Comune di Santa Flavia.»
  (2028)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2028,
  trasformata,  ai  sensi  dell'articolo 140,  commi  4  e  5,  del
  Regolamento interno ARS, con richiesta di risposta scritta,  come
  da nota del segeretario Generale dell'ARS prot. 5612 del 5 aprile
  2005, si rappresenta quanto segue.
   Con  decreto  del Dirigente generale del Dipartimento  regionale
  della  famiglia n. 1697 del 18 giugno 2003, è stato  nominato  un
  commissario  ad  acta presso il Comune di Santa  Flavia,  con  il
  compito  di sostituirsi agli organi inadempienti per le procedure
  relative   all'approvazione  del  bilancio  di   previsione   per
  l'esercizio finanziario 2003.
   Il  mancato  adempimento  da  parte  dell'organo  consiliare  di
  approvazione  del bilancio, poi adottato in via  sostitutiva  dal
  commissario  ad  acta,  concretizza la  fattispecie  disciplinata
  dall'art.   109   bis   dell'OREL  (controllo   sostitutivo   per
  l'approvazione del bilancio).
   Pertanto,  con  decreto assessoriale n. 2641  del  18  settembre
  2003,  il  Consiglio comunale di Santa Flavia, nelle  more  della
  definizione delle procedure di applicazione della sanzione  dello
  scioglimento,   è  stato  sospeso  e  nominato   un   commissario
  regionale.
   Sicchè,  stante il mancato funzionamento a regime del  Consiglio
  di   giustizia  amministrativa,  è  stato  acquisito  il   parere
  dell'Ufficio legislativo e legale della Presidenza della Regione,
  il quale manifestava perplessità in ordine alla decisione del CGA
  n.   196  del  19  aprile  2002  che,  per  analoga  fattispecie,
  confermando  la sentenza del TAR di Catania, aveva stabilito  che
   il  potere  presidenziale di scioglimento può essere  esercitato
  entro   l'arco  temporale  di  sessanta  giorni  legislativamente
  previsto  per  il  provvedimento presidenziale  che  dichiara  la
  decadenza    dell'organo   consiliare   per   impossibilità    di
  funzionamento dello stesso .
   Ha  ritenuto infatti il CGA che  il termine che l'art.  53  l.r.
  15  marzo  1963,  n.  16  assegna  al  Presidente  della  Regione
  siciliana  di  sciogliere un Consiglio comunale per  inadempienza
  all'obbligo  di  approvazione del bilancio di  previsione  di  un
  determinato  esercizio finanziario (potere  il  cui  esercizio  è
  disciplinato dall'art. 109 bis dell'OREL), ha natura  perentoria,
  nel senso che la sua inutile decorrenza comporta la decadenza del
  potere stesso .
   Tuttavia,  in  base  alle considerazioni  espresse  dall'Ufficio
  Legislativo  e  Legale,  se  per  un  verso  appariva   legittima
  l'approvazione   del  bilancio  di  previsione   2003,   in   via
  sostitutiva,  da parte del commissario ad acta e  la  conseguente
  sospensione del Consiglio comunale, destava perplessità l'ipotesi
  di   scioglimento   di  quest'ultimo,  in  quanto   il   relativo
  provvedimento,  se impugnato dinanzi agli organi  giurisdizionali
  compteneti,   avrebbe   potuto  essere  annullato   in   ossequio
  all'orientamento già espresso dal superiore organo  di  giustizia
  amministrativa.
   A  riguardo  è stato rilevato che, per identiche fattispecie,  i
  tempi che avevano separato il decreto assessoriale di sospensione
  del  decreto  presidenziale di scioglimento, erano andati  sempre
  oltre  il  termine di sessanta giorni citati nella decisione  del
  CGA,  anche  se  per fattispecie verificatesi anteriormente  alla
  stessa decisione del medesimo giudice.
   Per  questa  considerazione si era ritenuto  di  dover  proporre
  alla   Presidenza  della  Regione  lo  schema   di   decreto   di
  scioglimento  del  Consiglio comunale  di  Santa  Flavia,  schema
  restituito  dalla stessa Presidenza, che riteneva  di  non  dover
  dare corso al procedimento di scioglimento del Consiglio comunale
  alla  luce dell'orientamento giurisprudenziale emesso dal  TAR  e
  dal   CGA   sulla  normativa  circa  i  tempi  per  la   corretta
  legittimazione dell'esercizio dei provvedimenti sanzionatori  nei
  confronti degli organi degli Enti locali territoriali.
   Conseguentemente,  con  decreto  assessoriale  n.  3640  del  24
  novembre  2004,  è  stata  dichiarata  la  cessazione  definitiva
  dell'efficacia del decreto assessoriale n. 2641 del 18  settembre
  2003, di sospensione del Consiglio comunale di Santa Flavia .
   Tale decreto di cessazione del provvedimento di sospensione  del
  Consiglio comunale è stato impugnato con ricorso proposto dinanzi
  al TAR Palermo.
   Con  recente  ordinanza  n. 294/2005, il giudice  amministrativo
  adito ha rigettato la domanda di sospensioe cautelare.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NUMERO 151 - NORME STRALCIATE/A:  DISPOSIZIONI
  FINANZIARIE  URGENTI  E  PER LA RAZIONALIZZAZIONE  DELL'ATTIVITà
  AMMINISTRATIVA

    -All'articolo 7:

     Emendamento A1R.7:

  Subemendamento aggiuntivo all'emendamento A1R:

   Art.   .. -  1.  Per le finalità di cui all'articolo 20  della
  legge  regionale  9 agosto 2002, n. 9,  ivi comprese  le  spese
  relative  ad  organi consultivi di settore, è autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 150 migliaia di  euro
  (UPB 9.3.1.3.2, capitolo 376562).

  2.  All'onere  di  cui al comma 1 si provvede, per  l'esercizio
  finanziario   2005,  a  valere  su  parte  delle  disponibilità
  dell'UPB 9.3.1.1.2,  capitolo 376545.

   Emendamento A1R.8:

  Subemendamento aggiuntivo all'emendamento A1R:

   Art.   .. - Redazione dei piani di gestione dei siti UNESCO  -
  1.  Per  la  redazione dei piani di gestione dei siti siciliani
  inseriti  o  da  inserire nella lista del  Patrimonio  mondiale
  UNESCO, ai sensi della Convenzione del 1972, è autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 72 migliaia di euro.

  2.  All'onere  di  cui al comma 1 si provvede, per  l'esercizio
  finanziario  2005,  mediante riduzione della spesa  autorizzata
  dalla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
  n.  17,  articolo 128, UPB 9.3.1.3.7 (capitolo 377702,  di  cui
  SIOI  -34  migliaia di euro; capitolo 377718  -38  migliaia  di
  euro).

   Emendamento A5.1:

  Subemendamento sostitutivo dell'emendamento A5:

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - 1. Per le finalità di cui al comma 2 dell'articolo 50
  della legge regionale 16 aprile  2003,  n. 4, è autorizzata per
  l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 400 migliaia di euro,
  UPB 12.3.1.1.2,  capitolo 476517.

  2.  Nello  stato  di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione  siciliana,  per  l'esercizio  finanziario  2005,  sono
  apportate le seguenti modifiche in migliaia di uero:

  U.P.B.            12.3.1.1.2           capitolo          476517
  + 400

  U.P.B.   4.2.1.5.2   capitolo  215704    accantonamento    1003
  -  400.'

    -All'articolo 17:

   Emendamento 17.7:

  Aggiungere il seguente comma:

   1  bis. Il comma 4 dell'articolo 127 della legge regionale  28
  dicembre 2004, n. 17, è soppresso .

   Emendamento  17.1.2:

   All'articolo 59 della legge regionale  n. 6 del 1997, dopo  le
  parole   5 agosto 1982, n. 88' sono aggiunte le parole   nonché
  dei   consorzi   agrari'  e   sostituire  le  parole    secondo
  l'articolo 4 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47,'   con
  le   parole    ai  sensi    della  lettera  h)  del   comma   2
  dell'articolo 3 della  legge regionale  n. 10 del  1999,  ed  a
  valere   su  parte  delle  disponibilità  dell'UPB  2.2..1.3.4,
  capitolo 143305'.

   Emendamento 17.1.3:

      Nella  Regione  si  continua  ad  applicare   il  comma   7
  dell'articolo 3 del decreto legislativo  30 dicembre 1992,   n.
  502, con la seguente modifica:

  a) dopo le parole  o grande dimensione' sono aggiunte le parole
   oppure   in  possesso  dei  requisiti  di  cui  al   comma   3
  dell'articolo 3 bis'.

   Emendamento 17.1.1:

  Subemendamento all'emendamento 17.1:

   Alla  fine del comma 2  dopo le parole '30 giugno 2005'   sono
  aggiunte  le  parole   nei  limiti  delle  somme  a  suo  tempo
  autorizzate'

   Emendamento 17.1:

  Aggiungere i seguenti commi:

   1  bis.  Sono  abrogate  le disposizioni  normative  contenute
  nell'articolo  26 della legge regionale 17 marzo  2000,  n.  8,
  nell'articolo  111,  comma 3, della legge  regionale  3  maggio
  2001,  n. 6, e nell'articolo 41 della legge regionale 9  agosto
  2002, n. 9.

  1  ter.  Il  termine per la regolarizzazione delle  istanze  di
  ammissione  al contributo di cui agli articoli 27  e  28  della
  legge  regionale 18 febbraio 1986, n. 3, presentate sino al  31
  dicembre 2000, è fissato, a pena di decadenza dal beneficio, al
  30 giugno 2005.'

  Emendamento 17.3:

  Aggiungere  il seguente comma:

   1  bis. All'articolo 30 della legge regionale 3 dicembre 2003,
  n. 20, è aggiunto il seguente comma:

   Nell'ambito delle finalità di cui ai commi precedenti gli enti
  locali   realizzano  anche  a  mezzo  di   società   a   totale
  partecipazione  pubblica il catasto degli  impianti  termici  a
  autonomi del proprio territorio' .

   Subemendamento 17.9.1:

  Al comma 3 aggiungere le seguenti parole  fino alla data del 31
  luglio 2005'.

   Emendamento 17.9:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     - 1. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale
  30  ottobre 1995, n. 76, come sostituito dall'articolo 8  della
  legge  regionale  25  marzo 1996, n. 7 e  come  successivamente
  modificato  dall'articolo 96 della legge  regionale  16  aprile
  2003,  n.   4,  la  parola   comandato  viene  così  sostituita
   comandato dall'Amministrazione regionale o da altre  pubbliche
  amministrazioni .

  2.  Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 30 ottobre
  1995,  n.  76,  come  sostituito dall'articolo  8  della  legge
  regionale  25  marzo  1996,  n. 7 e successivamente  sostituito
  dall'articolo 96 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, le
  parole   28  febbraio 2003  vengono sostituite con   31  luglio
  2004 .

  3.  Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 30 ottobre
  1995,  n.  76, come sostituito dalla legge regionale  25  marzo
  1996,  n. 7 e successivamente sostituito dall'articolo 96 della
  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, è aggiunto  il  seguente
  periodo:    I  suddetti  enti  possono  utilizzare   ai   sensi
  dell'articolo  9  della  legge  16  gennaio  2003,  n.  3,   le
  graduatorie   approvate,  attivando   le   procedure   di   cui
  all'articolo  3,  comma 61, della legge 24  dicembre  2003,  n.
  350 .

   Emendamento A4:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    - 1. La tabella B, allegata alla legge 5 luglio  2004,
  n. 11 è  sostituita dalla seguente:

                              Tabella B

  Quantificazione  del bonus ambientale a metro  lineare  secondo
  ambiti geografici delle rotte marittime (nei due versi)

                        Bonus ambientale
      (Euro a metro lineare per il mezzo pesante imbarcato
                          come pieno)
    Origini e              Arco Occidentale  Arco Orientale
    destinazioni           siculo            Siculo
     (arco costiero)

    Arco tirrenico         13,90             11,90
    settentrionale
                           11,20               8,70
    Arco tirrenico
    centrale                 7,60              6,70

    Arco tirrenico         13,70             12,30
    meridionale
                             9,10              8,00
    Arco tirrenico
    settentrionale           8,50              7,60

    Arco tirrenico
    centrale

    Arco tirrenico
    meridionale

   Emendamento A38.1:

  Subemendamento sostitutivo dell'emendamento A38:

   Art.   - 1. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale 9
  dicembre  1996,  n. 44 e successive modifiche ed  integrazioni,
  dopo  la  parola   annuo'   aggiungere  le  parole    per  fini
  istituzionali  e spese di gestione'.

   Emendamento A7:

  Aggiungere il seguente comma:

   E'  istituita  la  Giornata in memoria dei bambini ,   per  la
  tutela dei minori; essa si celebra il 25 aprile di ogni anno in
  ricordo  di  tutte  le  giovani vittime della  violenza,  dello
  sfruttamento e dell'indifferenza. .

   Subemendamento A7.1

  Sostituire le parole   il 25 aprile' con le parole    la  prima
  domenica di maggio'.