Presidenza del vicepresidente Fleres
RAITI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Lo Giudice è in missione per i giorni 18 e 19
dicembre 2001.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale:
N. 353 - Notizie circa la convalida dei Sindaci eletti in
seguito alla recente consultazione elettorale.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario:
Panarello Filippo
N. 354 - Notizie sull'utilizzo di immobili di proprietà
comunale a S. Stefano di Quisquina (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe
N. 357 - Annullamento della gara per l'affidamento del
servizio di brokeraggio assicurativo.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
Firmatario:
Crisafulli Vladimiro
con richiesta di risposta scritta:
N. 352 - Ispezione presso la Fondazione C.A.S. di Bagheria
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Virzi' Gioacchino
N. 355 - Notizie in merito alla corresponsione dei
contributi previsti dalla legge regionale n. 31 del 1997.
- Assessore Cooperazione
Fleres Salvatore
N. 356 - Modifiche alla disciplina normativa del
caciocavallo e della provola ragusana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Incardona Carmelo
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 16 - Riapertura del mercato ittico di Porticello (PA).
- Assessore Beni Culturali
Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Norme per l'erogazione del 'buono scuola'" (n. 286)
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per beni culturali ed ambientale e
per la pubblica istruzione (Granata), in data 13 dicembre
2001
- "Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico" (n.
287)
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 13 dicembre 2001
- "Intervento a favore delle famiglie e dei commercianti
danneggiati nell'incendio dell'immobile sito in Piazza
Generale Cascino a Palermo, verificatosi il 27 agosto 1999"
(n. 288)
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 14 dicembre 2001
- "Norme per l'istituzione del difensore civico della Regione
siciliana" (n. 289)
- presentato dagli onorevoli Incardona, Formica, Tricoli,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 14 dicembre 2001
- "Nuove disposizioni in materia di lavori pubblici in
Sicilia" (n. 290)
- presentato dagli onorevoli Ardizzone, Sbona, Lo Giudice,
Savona, Dina, Fratello, in data 14 dicembre 2001
- "Nuove norme in materia di province regionali ed aree
metropolitane" (n. 291)
- presentato dagli onorevoli D'Antoni, Mancuso, Pistorio, Lo
Monte, Leanza, Basile in data 14 dicembre 2001
- "Interpretazione autentico dell'articolo 1 della legge
regionale 28 marzo 1995, n. 22, concernente norme sulla
proroga degli organi amministrativi e sulle procedure per le
nomine di competenza regionale, che ha recepito le
disposizioni del decreto legge 16 maggio 1994, n. 293
convertito con modificazioni dalla legge regionale 15 luglio
1994, n. 444" (n. 292)
- presentato dagli onorevoli Beninati, Croce, Mercadante,
Maurici, Fleres in data 14 dicembre 2001
- "Norme per la semplificazione amministrativa" (n. 293)
- presentato dagli onorevoli Fleres, Leontini, Catania
Giuseppe, Acierno, Lo Monte, Barbagallo, Formica, Paffumi, Lo
Curto, Cintola, Pistorio in data 17 dicembre 2001
COMUNICAZIONE DI RITIRO DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Santi Formica, con nota
del 12 dicembre 2001, ha dichiarato di voler ritirare il disegno
di legge n. 198 "Modifica e riapertura dei termini della legge
regionale 1 marzo 1995, n. 19 concernente giacimenti di
materiale da cava nel territorio della Regione siciliana".
COMUNICAZIONE DI PARERE RESO
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno, che è stato reso il seguente parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Trasmissione schema di decreto di determinazione dei
criteri per la valutazione dei titoli nei concorsi interni e
per l'accesso alle qualifiche dirigenziali" (n. 18)
- reso in data 12 dicembre 2001
- trasmesso in data 14 dicembre 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 12.12.01: MOSCHETTO-BARBAGALLO-BORZACCHELLI-CRISAFULLI
SAVARINO
SOSTITUZIONI
Riunione del 12.12.01: ORTISI sostituito da SPAMPINATO
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 12.12.01 (ant.): CAPODICASA-GENOVESE-LEANZA V.-
LIOTTA-MANCUSO-SPEZIALE
" " " (pom.): SAVONA-CAPODICASA-CINTOLA-FORMICA
GENOVESE-LIOTTA-MANCUSO-PAPANIA
ROTELLA-SPEZIALE
" " 13.12.01: LEONTINI-CINTOLA-D'ANTONI-FLERES
FORMICA-GENOVESE-LIOTTA-PAPANIA
ROTELLA
" " 18.12.01: SAVONA-D'ANTONI-FLERES-FORMICA-LEANZA-
MANCUSO-PAPANIA
SOSTITUZIONI
Riunione del 12.12.01 (ant): PAPANIA sostituito da SPAMPINATO
" " 18.11.01: CINTOLA " " BORZACCHELLI
ROTELLA " " PAFFUMI
ATTIVITÀ PRODUTTIVE (III)
ASSENZE
Riunione del 12.12.01: ODDO-BORZACCHELLI-PANARELLO-TURANO
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 12.12.01: GIAMBRONE-GIANNOPOLO-CATANIA Franco
SOSTITUZIONI
Riunione del 12.12.01: GALLETTI sostituito da SPAMPINATO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 12.12.01: MOSCHETTO-FORMICA-CRACOLICI
MANZULLO-MORINELLO
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
ASSENZE
Riunione del 12.12.01: IOPPOLO-SPAMPINATO-AMENDOLIA-BURGARETTA A.-
CRISAFULLI-FRATELLO-LEANZA E.-MISURACA
TRICOLI-TUMINO
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 70 bis del
Regolamento interno, che sono pervenute dal Governo ed assegnate
alle competenti Commissioni legislative le seguenti richieste di
parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Fondazione Banco di Sicilia - Nomina componenti comitato
di gestione, art. 11 statuto" (n. 22)
- pervenuto in data 12 dicembre 2001
- trasmesso in data 13 dicembre 2001
- "Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA)
Nomina del collegio dei revisori dei conti" (n. 23)
- pervenuto in data 12 dicembre 2001
- trasmesso in data 14 dicembre 2001
- "Accademia delle Belle Arti di Catania - Rinnovo del
consiglio di amministrazione" (n. 24)
- pervenuto in data 12 dicembre 2001
- trasmesso in data 14 dicembre 2001
- "Ente autonomo regionale Teatro Massimo Bellini di Catania.
Designazione rappresentante dell'Amministrazione regionale in
seno al consiglio di amministrazione" (n. 25)
- pervenuto in data 12 dicembre 2001
- trasmesso in data 14 dicembre 2001
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Presidente
della Regione, ai sensi dell'art. 5 della legge regionale 29
dicembre 1962, n. 28, modificato dall'articolo 4 della legge
regionale 10 aprile 1978, n. 2 ha trasmesso copia della
deliberazione adottata dalla Giunta regionale: - n. 486 del 4
dicembre 2001: "Autorizzazione al Presidente della Regione a
promuovere ricorso innanzi alla Corte Costituzionale per
questione di legittimità costituzionale degli articoli 1 e 18
della legge 18 ottobre 2001, n. 383".
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che con nota 657 del 5 dicembre 2001,
assunta con protocollo 22079/Segr del 6 dicembre 2001,
l'ononorevole Vicari ha chiesto di apporre la propria firma alla
mozione n. 73 "Iniziative per scongiurare la condanna a morte di
Safya Husseini Tungar Tudu".
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che con nota del 13 dicembre 2001, assunta
con protocollo 22701/Segr del 14 dicembre 2001, l'onorevole Sbona
ha chiesto di apporre la propria firma all'interrogazione a
risposta scritta n. 347 "Interventi urgenti per fronteggiare la
grave crisi della zootecnia siciliana e ragusana in particolare"
dell'on. Gurrieri, annunziata nella seduta n. 28 del 13 dicembre
2001.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, intervengo per informarla
dell'andamento dei lavori in Commissione; non spetta a me farlo,
ma comunque, visto che in qualche modo l'argomento mi coinvolge,
lo faccio io: nella seduta della Commissione Bilancio di questa
mattina, che si è protratta fino alle ore 14.30, si è discusso il
Documento di programmazione economica e finanziaria che è
all'ordine del giorno di questa seduta e si è riscontrata una
radicale diversità di punti di vista tra la maggioranza e
l'opposizione, tanto che l'opposizione ha deciso di presentare
una propria relazione di minoranza, così come prevede il
Regolamento in materia. Ovviamente, dalle ore 14.30 alle 17.30
non è possibile preparare una relazione di minoranza, bisogna
produrre del materiale a sostegno delle nostre tesi, pertanto io
avevo già chiesto informalmente al Presidente dell'Assemblea - e
adesso riformulo la proposta, visto che c'è il Presidente di
turno a presiedere la seduta - che la discussione sul Documento
di programmazione economica e finanziaria venga rinviata ad altra
seduta, per darci il tempo di preparare la relazione di
minoranza.
So che il Governo ha già esitato in Giunta il disegno di
legge per l'esercizio provvisorio e anche qui informalmente si è
convenuto sull'opportunità di procedere all'esame in Commissione
e poi in Aula del disegno di legge stesso, in modo tale da
svolgere poi una discussione sul Documento di programmazione
economica e finanziaria più estesa, considerato che si tratta di
un atto fondante dell'intera manovra finanziaria e peraltro,
essendo il primo documento di programmazione economica e
finanziaria della legislatura, assume perfino un maggiore rilievo
rispetto agli altri.
Pertanto, signor Presidente, io la pregherei di volere
prendere in considerazione la richiesta che noi avanziamo.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, intanto comunico che il
Governo ha già trasmesso all'Assemblea il bilancio di previsione,
le note di variazione, la finanziaria e il disegno di legge
sull'esercizio provvisorio, che verranno assegnati già stasera
stessa alla seconda Commissione.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento è inerente alle comunicazioni che sono state lette
poco fa e riguarda la questione relativa alla richiesta di parere
pervenuta alla prima Commissione 'Affari Istituzionali' -
componenti qui presenti, di questa Commissione, siamo io e
l'onorevole Savarino -; l'argomento già è stato affrontato in
questa sede, peraltro mi dispiace che in questo momento non ci
sia nessun esponente del Governo, ma il mio intervento è
pertinente, perché a questa Commissione è stata assegnata, in
data 13 dicembre, la richiesta di parere pervenuta dal Governo
concernente la nomina dei componenti del Comitato di gestione del
Banco di Sicilia.
Se non fosse un argomento oggi di grande attualità, sotto il
profilo politico, sociale e sindacale, sicuramente questo mio
intervento non avrebbe la valenza e il senso che ha. Ma è una
questione molto delicata, in quanto si tratta di investire
l'Assemblea regionale di funzioni che le appartengono. Qui non
sto cercando di stigmatizzare il fatto che si lottizza sempre a
piè sospinto. Ora è presente un rappresentante del Governo, in
modo tale che questo ragionamento possa avere anche una risposta
in merito. Poiché, come tutti sappiamo, quando arrivano le
richieste di parere in Commissione e se ne chiede l'urgenza, i
quindici giorni, certo, in alcuni casi possono essere
sufficienti. Ma, considerato che, come è stato stabilito nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, probabilmente,
dopo la giornata di domani quest'Assemblea chiuderà i battenti,
non vedo quando quest' Aula e la prima Commissione possano
affrontare il tema Banco di Sicilia.
Si parla a destra e a manca della questione del Banco di
Sicilia, di questa annessione, di questa fusione, dell'
assorbimento di questa nostra realtà economica e finanziaria,
qual è appunto il Banco di Sicilia, al Banco di Roma, dei
componenti di questa fondazione, che devono essere nominati dal
Governo. Tutto ciò ha bisogno di una discussione. E il
legislatore ha voluto che le nomine di componenti di organi che
vanno a fare gli interessi della Regione, e quindi dei siciliani,
devono passare attraverso il vaglio di questo organo
istituzionale che è la I Commissione legislativa permanente di
questa Assemblea.
E - come ho detto poc'anzi - in considerazione del fatto che
non ci sono i tempi per affrontarlo, mi pare che portare in
Commissione la richiesta di parere, a quattro giorni dalla
chiusura dell'Assemblea, sia una presa in giro da parte del
Governo.
Certo, probabilmente questa mia sarà soltanto una semplice
esternazione ma tutto andrà come è stato previsto dall'Assemblea.
Tuttavia, signor Presidente, debbo dirle che così non va: non
vengono rispettate le norme del reciproco vivere amministrativo
di questa regione, non vengono rispettate le norme democratiche
di partecipazione dell'organo preposto, che è l'Assemblea, in
considerazione del fatto che noi non siamo dei semplici
esecutori.
Io spero che a questa mia esternazione, che a questa mia
richiesta giunga un chiarimento da parte del Governo. Perché ha
scelto questa data? Per le altre richieste relative all'ARPA,
all'Accademia di Belle arti di Catania, o al teatro Bellini di
Catania, lo posso capire; lì ci sono altre situazioni. Ma il
comitato di gestione del Banco di Sicilia in questo momento
assume un ruolo politico significativo. E metterlo in questo
calderone, in questo momento, è veramente uno schiaffo
all'intelligenza dei componenti dell' Assemblea regionale.
Fare pubblicità come in questo momento fa il Presidente
della Regione che, a parole, difende gli interessi dei siciliani
e, quindi, del Banco di Sicilia contro lo strapotere della Banca
di Roma, poi, nei fatti esautora, esclude la partecipazione di
quei rappresentanti in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, la invito a concludere.
MICCICHE'. Signor Presidente, quindi, la mia è una protesta,
considerato il fatto che molti di quegli organi sono scaduti,
stanno per scadere e che nonostante una sorta di vacatio legis si
riesce a gestire con proroghe e via discorrendo. Come mai,
dunque, proprio oggi che è il penultimo giorno dei lavori d'Aula
viene inserita all'ordine del giorno di una Commissione la nomina
di questi componenti?
Tutto ciò è vergognoso; questo fatto umilia la dignità di
questa Assemblea e di tutti i suoi rappresentanti. Spero che il
Governo abbia un minimo di rispetto per i rappresentanti del
Parlamento e possa dare una spiegazione del suo comportamento.
Vorrei ricordare che noi non siamo un'Aula sorda e grigia. Non
saprei come definire altrimenti tale vicenda senza evitare di
offendere qualcuno.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, l'ho lasciata parlare perché
ritenevo che lei volesse intervenire a proposito del secondo
punto dell'ordine del giorno. Così non è stato.
Pertanto, desidero informarla che questo tipo di
comunicazioni ha uno spazio specifico alla fine dei lavori
d'Aula, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di mozioni. Si inizia con lo svolgimento della
mozione numero 73 'Iniziative per scongiurare la condanna a morte
di Safya Husseini Tungar-Tudu. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- Safya Husseini Tungar-Tudu 'vive' chiusa nella sua
capanna, in Nigeria, dove allatta il suo bambino che
è diventato la sua condanna a morte;
- la ragazza, senza marito, ha avuto un bambino e
per la legge fondamentalista islamica, che nel suo
paese ha valore di legge penale, fra un mese o poco
più sarà posta in una buca, seppellita sino al seno
e poi lapidata a morte dalla gente del suo
villaggio;
- la giovane donna potrà tenere con sé ed allattare
il suo bambino per qualche settimana (144 giorni
dopo la nascita), poi la trascineranno nella fossa e
la massacreranno;
- una corte di appello in Nigeria ha sospeso
provvisoriamente la condanna a morte per
lapidazione, pronunciata il mese scorso da un
tribunale islamico del nord-ovest del paese nei
confronti di una donna incinta accusata di
adulterio;
- la corte di appello islamica dello Stato di Sokoto
ha già cominciato ad esaminare il caso di Safya
Tungar-Tudu, dichiarata colpevole da un tribunale
dello stesso Stato e condannata alla lapidazione a
morte;
- l'avvocato che la difende e rappresenta il
ministero delle Donne del governo nigeriano, ha
affermato che il governo federale non appoggia una
simile condanna;
CONSIDERATO ancora che:
- l'azione civile e non violenta delle Istituzioni e
dei cittadini contro l'applicazione della pena di
morte ha già avuto in passato risultati positivi
rispetto ad altre vicende giudiziarie;
- l'Assemblea regionale siciliana si è espressa più
volte contro l'applicazione della pena di morte in
ogni nazione, sostenendo l'azione delle associazioni
internazionali per i diritti umani e civili;
ESPRIME
il proprio dissenso morale contro il ricorso alla
pena di morte in ogni Stato ed in ogni caso;
FA VOTI
affinché venga evitato il ricorso alla pena di morte
per lapidazione nei confronti di Safya Husseini
Tungar-Tudu da parte dello Stato di Sokoto in
Nigeria;
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA ED
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a farsi portavoce di tali posizioni presso le
autorità diplomatiche nigeriane.
SPAMPINATO - LO CURTO - RAITI -
SAVARINO - BARBAGALLO -FLERES -
VICARI
Onorevole Spampinato, intende illustrare la mozione?
SPAMPINATO. Signor Presidente, mi rimetto al testo.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
ogni occasione sia utile in questi tempi difficili per i destini
del mondo, per il diritto alla vita di milioni di donne e di
uomini; ogni occasione è utile per discutere dei problemi della
civiltà. Il tema della pena di morte - lei è presidente anche di
una associazione che si occupa dei diritti umani - in questo
momento è un tema che ha a che fare con la natura di questo
mondo.
Io voterò a favore della mozione, ma vorrei che questa
posizione fosse chiara ovunque, in Nigeria come in Cina, in
Russia, come negli Stati Uniti d'America.
Onorevoli colleghi, non c'è una pena di morte buona, perchè
fatta con la puntura letale, in nome dei superiori valori
dell'Occidente - penso a quella in atto nel Paese, tra
virgolette, e non è quello il mio modello di civiltà, più civile
di questo mondo così brutto, cioè la pena di morte negli Stati
Uniti - ed una pena di morte cattiva, in quanto eseguita con la
lapidazione.
Ecco, io vorrei che quando discutiamo di questi problemi,
tutti ci fermassimo un attimo a riflettere su cosa è questo
mondo: c'è un'altra pena di morte strisciante, in queste ore, che
non è omologabile a nessun'altra vicenda in corso in altre parti
del mondo, ed è la pena di morte inflitta quotidianamente ai
bambini della Palestina.
Vorrei dunque fare un appello all'intero Parlamento perchè
si levi in modo forte e solenne una voce a favore del popolo
palestinese. Solo se aiuteremo Arafat, riusciremo a tenere aperta
una speranza di pace e riusciremo a combattere ed isolare i
terroristi e i fondamentalisti islamici presenti in terra di
Palestina. Invece, il Governo israeliano ha scelto la strada
della demolizione del ruolo e della funzione politica
internazionale dell'autorità palestinese e del presidente Arafat.
E' bene che questo Parlamento, un Parlamento che ha origini
antiche, il più antico Parlamento del Mediterraneo, parli e
sappia parlare al dramma del popolo palestinese, il dramma forse
più grande che vive in questo momento la popolazione mediterranea
intera.
Signor Presidente, desidero anticiparle che stiamo già
lavorando ad un ordine del giorno presentato da tutti i gruppi
politici sul problema palestinese e che presenteremo domani.
Questo Parlamento credo debba mandare un doppio messaggio: uno
rivolto al Parlamento israeliano ed uno al Parlamento
dell'autorità nazionale palestinese al fine di riprendere il
cammino della pace. Ma per riprendere il cammino della pace non
dobbiamo essere ipocriti: bisogna fermare i carri armati di
Sharon, bisogna bloccare la strage quotidiana. Ieri tre bambini
sono stati uccisi.
Basta vedere quelle immagini per capire da quale parte stia
l'arroganza: da una parte bambini con le pietre, dall'altra,
carri armati ed armi sofisticate.
Vedete, l'Italia ha avuto un grande ruolo in questi ultimi
cinquant'anni, indipendentemente dal colore politico dei suoi
Governi. E non erano Governi di sinistra e neanche di
centrosinistra, ma l'Italia nel suo complesso. Penso alla
capacità di politica internazionale del presidente Andreotti;
egli è stato sempre un punto di riferimento nel dialogo con i
Paesi del Mediterraneo. E il nostro Paese è stato sempre la
frontiera più esposta nella costruzione di una politica di pace
nel Mediterraneo.
C'è davvero nostalgia di quella grande politica estera
italiana, e c'è davvero nostalgia di quella politica estera in
queste ore guardando il dramma delle popolazioni palestinesi.
Ogni notte, lì in quel Paese, le ruspe demoliscono case, scuole,
asili, sdradicano frutteti, distruggono l'economia, ed in più si
provoca costantemente l'autorità del presidente Arafat che si
vuole mortificato ed inibito, perchè Sharon, che è colui che
progettò e realizzò la strage di Sabra e Chatila - e non è un
caso che è aperto un procedimento per crimini contro l'umanità
proprio per quella strage avvenuta tanti anni fa a Sabra e
Chatila operata dalle milizie di Sharon -, Sharon invece vuole
bloccare questo processo di pace.
Noi qui, in Sicilia, in questa terra che ha visto a fianco
delle chiese, le sinagoghe e le moschee, in questa terra, dove si
sono incrociate le tre grandi culture religiose monoteiste,
dobbiamo saper promuovere un'iniziativa di pace.
Per questo, parlando della pena di morte, dobbiamo parlare
di questi problemi.
La pena di morte va ripudiata comunque, perchè è la
negazione del diritto, della democrazia e la rinuncia ad una
grande ambizione, la creazione di una società civile in cui anche
il più terribile dei criminali possa essere rieducato e
riconsegnato alla società.
Per questo, una Costituzione avanzata come quella nata
dall'antifascismo e dalla Resistenza, la nostra Costituzione
democratica, dove si sono incontrate le grandi culture della
sinistra con le grandi culture cattoliche, ha bandito la pena di
morte, come ha bandito la guerra dall'ordinamento del nostro
Paese.
Per tali ragioni, voteremo a favore della mozione. Ma
facendolo dobbiamo pensare alla vergogna che sono le pene di
morte perpetrate in ogni luogo del mondo: dalla Cina alla Russia,
dalla Palestina agli Stati Uniti d'America.
Infine, votando questa mozione rivolgiamo il nostro pensiero
a tutti quei popoli che in questo momento vivono forme di
sopruso, di sopraffazione e vivono ogni giorno, donne e uomini,
con l'angoscia della morte.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il
voto favorevole del Gruppo dei Democratici di sinistra alla
mozione. Tra l'altro, personalmente, sono uno dei firmatari
dell'appello affinchè si eviti la esecuzione della condanna a
morte della Safya Husseini e al tempo stesso mi auguro che la
discussione su questa mozione non solo sia occasione per fare
esprimere il Parlamento siciliano contro ogni pena di morte,
contro ogni sistema che preveda l'eliminazione della vita, cosa
che non appartiene alla civiltà.
Vorremmo anche che questo Parlamento, proprio nel momento in
cui in Medio Oriente si acuisce la crisi che registra una
accentuazione dello stato di tensione tra Israele e la Palestina,
nello spirito di fare assumere a questa nostra terra, a questa
nostra Sicilia un ruolo di mediazione e di pace tra l'Europa e il
Medio-Oriente e il Nord-Africa, credo sia necessario predisporre
una seduta dell'Assemblea regionale che, in tempi rapidi,
affronti e si determini nel senso dell'aiuto da dare sul piano
politico, morale, ed auspicando in tal senso una fattiva presa di
posizione sia dello Stato italiano che dell'Unione europea per
fare in modo che Israele e la Palestina diventino due Stati che
sanno convivere.
Credo che tutto ciò darebbe grande dignità e autorevolezza
al Parlamento siciliano.
Per questo motivo, raccogliamo anche l'indicazione testé
formulata dall'onorevole Forgione e dichiariamo al tempo stesso
il voto favorevole alla mozione. Invito - ripeto - il Presidente
dell'Assemblea a fare in modo che in una prossima seduta,
possibilmente domani o entro la fine dell'anno, si possa
affrontare il tema drammatico che sta investendo il Medio Oriente
e che rappresenta sicuramente lo sconvolgimento degli equilibri
più complessivi nel mondo.
MORINELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. Anch'io condivido il contenuto della mozione che
stiamo discutendo. Il fatto stesso che questa Assemblea
regionale, su un tema così importante, dica la sua, testimonia la
rilevanza e l'importanza che ha questa vicenda, che è
emblematica, come è stato detto, della situazione in cui versa il
mondo di oggi.
Noi dobbiamo far sì che attorno alla difesa dei diritti
umani si levi sempre la voce dell'Assemblea regionale.
Io non voglio aggiungere altro a quanto già è stato detto.
Tuttavia, vorrei fare una riflessione sull'intera vicenda che
coinvolge anche il nostro Paese, mi riferisco ovviamente alla
questione del Medio Oriente, alla guerra in Afghanistan.
Vorrei discutere cioè delle forme e dei modi in cui questa
Assemblea regionale può ragionare attorno al ruolo di pace che la
nostra Regione deve avere in questo momento storico
particolarmente delicato, in cui nel Medio-Oriente si gioca una
partita importante affinchè nel nuovo millennio appunto trionfi
una idea di pace fondata sulla giustizia, al fine di evitare
tutte quelle situazioni che oggi noi stiamo deprecando anche con
questa discussione.
E' un invito che voglio rivolgere ai firmatari della
mozione: noi non solo dobbiamo testimoniare il nostro dissenso
morale, non solo dobbiamo alzare la voce come Regione siciliana
nei confronti delle autorità nigeriane, ma dobbiamo impegnare la
nostra diplomazia.
Questo è il senso del mio intervento: intervenire
attivamente presso il Governo della Nigeria per impedire questo
misfatto, questa terribile esecuzione che, ancora una volta,
testimonia il fatto che i diritti universali nel mondo purtroppo
ancora non sono del tutto affermati e realizzati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 73. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 33 "ISTITUZIONE DELLA GIORNATA DI
FESTA DELLA LIBERTA' DEI POPOLI EUROPEI"
PRESIDENTE. Si passa alla discussione della mozione numero 33
"Istituzione della giornata di festa della libertà dei popoli
europei'. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 9 novembre ricorre il X anniversario del crollo
del muro di Berlino;
- tale data segna la fine del congelamento dei
rapporti Est-Ovest e, contemporaneamente, la fine
della guerra fredda e della divisione in blocchi
contrapposti dell'Europa, in considerazione degli
eventi precedutisi, a partire dall'inizio del 1989,
in Polonia ed in Ungheria dove si erano verificate
le prime aperture democratiche;
- con il crollo del muro di Berlino cade
definitivamente in tutta l'Europa centro-orientale
un sistema ideologico e di potere che ha stroncato
dopo il 1945 ogni forma di libertà e ogni
possibilità di espressione che fosse alternativa
alla dittatura comunista;
- dal 1989 in poi si è finalmente potuto parlare di
Europa e si è attivato un processo che gradualmente
inserirà l'Est del continente negli organismi
comunitari;
- adesso (grazie anche alle rivelazioni contenute in
alcuni dossier) si può finalmente dare il via ad una
riflessione seria e profonda sui rapporti che
intercorsero tra il P.C.I. ed il mondo sovietico;
SOTTOLINEATO che:
- eventi meno importanti di questo secolo occupano
nel calendario date di celebrazioni ufficiali e che
vengono dedicate giornate a 'questioni' importanti
ma non di interesse storico;
- occorre prescindere da ogni banale
strumentalizzazione ed evidenziare invece la
dimensione epocale di quanto avvenne il 9 novembre
1989,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ad intervenire presso tutte le autorità competenti
affinché quest'ultima data diventi la 'giornata di
festa della libertà dei popoli europei'.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sempre
bene dichiarare il fine politico di una mozione che è un atto
parlamentare impegnativo. E questa mozione lo dichiara. E' una
mozione ideologica, e lei ha notato come prima io, l'onorevole
Giannopolo, l'onorevole Morinello, anche intervenendo su una
mozione da lei presentata e firmata, non abbiamo assunto un
atteggiamento ideologico, abbiamo provato a fare di questo
Parlamento una sede di confronto politico ed anche di laboratorio
culturale, civile, per esprimere quella che può essere la volontà
del popolo siciliano contro la pena di morte.
Questa mozione, è una mozione che io, al posto dei
firmatari, ritirerei.
Guardate, nessun timore e nessun complesso, per chi come me,
orgogliosamente e testardamente si dichiara comunista, a
discutere del crollo del "muro di Berlino". E, diciamo, chi ha
poca cultura della sinistra, e forse anche chi è ignorante della
storia della sinistra, non sa quanto anche nel Partito comunista
italiano fossero forti le posizioni critiche ed autonome
dall'Unione sovietica.
Tanti non sanno, probabilmente, quanto fu festeggiata la
caduta di quel "muro di Berlino", che forse ha avuto come
principale demolitore il segretario dell'allora Partito comunista
dell'Unione sovietica: Mikail Gorbaciov.
Io poi, anche come fatto generazionale, onorevole
Presidente, non ho alcun complesso. Ho quarant'anni, ho iniziato
la mia militanza politica in un gruppo che fu cacciato dal
Partito comunista proprio perché antisovietico "Il manifesto".
Il primo caso di eresia nel mondo comunista. Figuriamoci se ho
complessi a discutere dell'Unione sovietica.
CRISAFULLI. Ora sei pentito.
FORGIONE. Non sono pentito. E ritengo che la rivoluzione
d'ottobre ha rappresentato un evento straordinario per milioni di
donne e di uomini, finito con quel sistema degenerato in una
tragedia, finito in un sistema degenerato. Ma quella
rivoluzione, come la rivoluzione francese, ha segnato la storia
contemporanea ed i destini di milioni di donne e di uomini. Dopo
quella rivoluzione - questo per fare un poco di ricostruzione
storica, poi ci possiamo dividere sulla propaganda - è iniziata
la grande lotta contro il colonialismo in interi continenti.
Dopo quella rivoluzione, in Europa si è parlato di Stato
sociale. Grazie a quella rivoluzione, onorevoli colleghi, e voi
lo rimuovete, non so se per ignoranza o per faziosità, si è messa
fine ad una tragedia che ha vissuto l'Europa e che qui non viene
menzionata, onorevole Fleres, e cioè l'oppressione nazi-fascista
e l'olocausto. Non vorrei che in questa smania di revisionismo
storico, ed io so che anche nel centro-destra, anche nella "Casa
delle libertà", c'è tanta gente, tante donne e tanti uomini, che
vengono anche da quella cultura libertaria e da
quell'antifascismo; non vorrei che ora rimuoveste l'olocausto ed
anche il nazi-fascismo
Ed allora, se c'è una data che andrebbe festeggiata in tutta
l'Europa perché quella sì è fondativa della nuova Europa, è la
data della caduta dell'oppressione nazifascista che unifica tutti
i popoli europei, dalla Germania alla Polonia, da Stalingrado
alla Francia e all'Italia. Non vorrei, onorevoli firmatari della
mozione, che invece in questo vuoto di memoria ed in questo bagno
di revisionismo voi stessi occultaste la storia
Signor Presidente, vedo che c'è un periodo di questa mozione
davvero simpatico: "Finalmente si può così discutere anche dei
rapporti tra il PCI e il mondo sovietico". Ma, insomma, siete un
po' presuntuosi, lo dico così, da anni si discute di rapporti tra
il PCI ed il mondo sovietico. E che in un mondo bipolare
esistesse il blocco sovietico nel quale si collocava anche il
partito comunista per i suoi rapporti ed esistesse anche il
blocco atlantico rispetto al quale ed in nome del quale è stato
motivato tutto in questo Paese, soprattutto in Italia, dallo
stragismo, da Portella delle Ginestre fino all'Italicus, con
tutte le stragi senza ancora nessun colpevole e mandante
assicurato alla giustizia, è un'operazione non di revisionismo
storico - che già quella è una cosa seria - ma è un'operazione di
bassa propaganda.
Concludo dicendo che se dobbiamo fare un dibattito storico e
politico facciamolo, ma evitiamo la propaganda ed evitiamo di
farla con una mozione. Non perchè la politica non abbia diritto
di discutere di storia e di ricollocare anche fenomeni, processi
e fasi storiche dentro l'attualità del dibattito politico, ma, in
quel caso, deve essere una cosa seria. I rapporti tra il PCI e
Mosca, certo esistevano, come esistevano da Sindona e prima di
Sindona, a Portella delle Ginestre ed a Giuliano, i rapporti tra
una certa mafia...
Presidente, dato che lei è uno dei firmatari di questa
mozione, la invito a ritirarla.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, intervengo non perchè mi
voglia o ci vogliamo sottrarre ad una discussione di carattere
storico ed anche di carattere politico che discende dalla vicenda
internazionale, epocale, scaturitasi dopo il crollo del muro di
Berlino. Ma, posta in questi termini non mi pare una mozione che
possa condurci a degli esiti positivi, nel senso che viene
raccolta una provocazione secondo la quale tutto ciò che di male
esiste prima del muro di Berlino è da addebitare ad una parte,
mentre tutto ciò che c'è di bene sta dall'altra parte,
riproponendo, anche per il futuro, una visione manichea del mondo
e della società che ritenevamo fosse stato ormai definitivamente
abbandonata.
Signor Presidente, a parte il fatto che non penso che coloro
i quali hanno militato dentro ed hanno diretto il Partito
comunista possono ritenersi sul piano storico e sul piano
politico coloro i quali hanno subito gli effetti del crollo del
muro di Berlino, vorrei dire che noi siamo stati in grado di non
subire gli effetti di questo crollo, perchè la nostra tradizione,
il nostro patrimonio storico si collocava ben oltre la visione
che qui viene riproposta a distanza di dodici anni in un modo e
con terminologie assolutamente datati e falsi anche sul piano
storico - culturale.
Per questo motivo la invito, Presidente Fleres, a ritirare
la mozione e, nel caso in cui volesse mantenerla, a riproporla in
termini diversi in modo tale che possa consentire un confronto
vero, serio, maturo, costruttivo e non, invece, un confronto che
da un lato vede una provocazione e dall'altro lato invece una
difesa ed una resistenza che non hanno motivo di esistere,
proprio perchè noi riteniamo che bisogna festeggiare la capacità
che deve avere l'Europa di unificarsi su valori fondamentali e la
capacità che deve avere l'Europa di guardare al mondo intero e di
proporsi come punto di riferimento vero, autentico, autonomo di
valori di democrazia, di giustizia, di libertà e di solidarietà e
non, invece, festeggiare con una visione che guarda all'indietro
e che ripropone impostazioni manichee che ormai ritenevamo essere
state definitivamente abbandonate.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io come
altri colleghi sono firmatario di questa mozione e, devo dire,
non vedo niente di tanto stravolgente nei contenuti e nelle
premesse. C'è, ampiamente documentata, una situazione che è
sotto gli occhi di tutti, e non credo che i toni siano così
allarmanti.
Si sono semplicemente citati nelle premesse alcuni eventi
storici.
C'è in questa mozione una voglia di festa e non vedo cosa ci
sia di male nel festeggiare un evento che parli dell'Europa e
della sua unità e dell'ampliamento dei suoi confini.
Signor Presidente, il mio vuole essere un messaggio di
distensione nei confronti di chi ha interpretato forse male
alcuni contenuti della mozione. Certamente, non si può negare
che quei Paesi versano in condizioni di arretratezza; se ci sono
stati alcuni governi non è colpa nè mia nè di questa Assemblea;
se ci sono state situazioni che poi hanno determinato un
arretramento di quegli Stati rispetto agli altri non vedo nulla
di male nel fatto che sia stato pure detto.
Non vedo perchè non possa essere destinata una data ad un
evento festoso, che tale vuole essere. Invito, pertanto, tutti i
colleghi a votare la mozione.
La circostanza che nella mozione si citi il partito
comunista non significa che lo si voglia criminalizzare. Non
vedo, quindi, perchè preoccuparsi di fatti che, in effetti, sono
nient'altro che citati cronologicamente, tranne che non si voglia
mentire sui motivi che hanno spinto i firmatari a presentare la
mozione in discussione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi associo
alla richiesta di ritiro della mozione, perchè diversamente
faremmo un torto alla storia. Quando si presenta una mozione in
base ad un fatto storico, infatti, si dovrebbe avere almeno la
decenza di ricordarla bene e per intero. Dire che il 9 novembre
ricorre il decimo anniversario del crollo del Muro di Berlino - e
mi rivolgo ai firmatari - è un'inesattezza. Informo i colleghi
che siamo nel 2001, quindi sono passati dodici anni dal crollo
del muro. Diciamo che qui la storia fa a cazzotti con il tempo.
Un fatto simpatico perchè la richiesta di istituzione della festa
nasce dalla sacralità del decimo anniversario; sono passati
altri due anni, onorevole Beninati e colleghi firmatari della
mozione
FORGIONE. Sono passati due anni ed i Comunisti a Berlino sono
al primo posto. La storia gioca brutti scherzi.
CRACOLICI. Detto questo, desidero far presente che io
appartengo a quella generazione che ha vissuto il crollo di quel
muro come un fatto di grande libertà e, quindi, esso non mi
spaventa certamente, non mi sento addosso qualche masso di quel
muro.
Vorrei, però, ricordare, ad onore e per amore della storia,
che nel nostro Paese quel crollo ed i massi di quel muro hanno
fatto crollare il vecchio sistema politico che ha governato
l'Italia dal Dopoguerra ad oggi. Quindi, se c'è qualcuno su cui
quei massi sono caduti addosso, quel qualcuno non è la parte
politica che io oggi rappresento in quest'Assemblea.
Noi siamo un popolo abituato a tutte le feste e credo che le
feste siano giorni di memoria che è bene utilizzare per lasciare
alle future generazioni un esempio da non ripetere; ma mi chiedo
cosa c'entri la richiesta di istituire una festa per quel giorno
intendendo ricordare che il crollo di quel muro abbia aperto una
nuova possibilità nel mondo, una nuova possibilità che, mi
permetto dire, è tutta ancora da costruire, è tutta ancora da
definire.
Credo che non soltanto il Parlamento siciliano, ma anche
altri Parlamenti in questi anni, in questi mesi e, forse, mai
come in questi giorni si siano interrogati e si interroghino su
quale sia il nuovo ordine per consentire e costruire una pace
duratura nel nostro Pianeta, in un mondo in cui le guerre ormai
non fanno neanche più notizia, forse perchè sono lontane, a
qualche migliaia di chilometri dalle nostre case, dai nostri
luoghi di residenza.
A mio avviso il mondo che è nato dopo quel crollo è un mondo
molto più inquieto, molto più pericoloso.
In queste ore due potenze nucleari, non soltanto due
eserciti, rischiano di essere ad un passo della guerra: il
Pakistan e l'India. Io penso che quel 9 novembre debba essere una
giornata da ricordare per costruire la pace nel mondo, per
costruirla come occasione nella quale non sia un ordine unico,
non sia un pensiero unico ma si faccia e si tenga conto di un
mondo che è fatto di tante differenze. Il mondo non è uno, il
mondo è fatto di tante storie, di tanti percorsi, di tante
religioni. Abbiamo certamente tanto da ricordare, ma con questa
mozione non si vuole ricordare una giornata di libertà si vuole
ricordare ovvero si vuole utilizzare quella giornata di ricordo
per aprire polemiche, per aprire fronti di lotte politica che, mi
permetto dire, appartengono alla storia, appartengono alla storia
di noi tutti, appartengono ad un passato che speriamo non ritorni
più, un passato nel quale in nome della difesa delle proprie
appartenenze ideologiche in una parte di questo mondo, in questa
parte del mondo un pezzo di potere politico un pezzo di classe
dirigente non ha avuto alcuna esitazione a fare un'alleanza
strategica e duratura con bande criminali che si chiamavano "Cosa
nostra". Ricordiamoci il mondo in cui i nostri padri e, forse,
anche qualcuno di noi ha vissuto. Io credo che il giorno della
memoria debba essere un giorno affinchè nulla sia più come prima,
ma evitiamo che quei giorni siano soltanto ai fini di una lettura
storica di parte, di una parte politica che non fa bene né alla
storia né al futuro. Quando si parla di storia, utilizziamo le
date e le ricorrenze per quelle che sono.
Ecco perchè invito i firmatari a ritirare la mozione in
discussione e a ragionare insieme sul modo in cui il Parlamento
siciliano possa farsi promotore di una iniziativa che abbia
l'obiettivo di ricordare il 9 novembre come una giornata che
segna un nuovo cammino dell'umanità e dell'uomo.
MORINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. Signor Presidente, onorevole Beninati, questa è
una materia molto delicata. Non è accettabile un uso ideologico
della storia; sappiamo che in politica si utilizza e si manipola
la storia per raggiungere obiettivi, per raggiungere fini
politici che sono legittimi, però un fatto epocale, quale è stato
un grande fatto che segna la nostra epoca, il crollo del muro di
Berlino, non può essere oggetto di un'analisi sommaria, rozza, mi
consentano i sottoscrittori della mozione, che trancia giudizi
lapidari su quell'epoca.
C'è una declinazione della libertà che non è accettabile
anche in coloro che non hanno alcun imbarazzo a dichiarare la
propria dissonanza il proprio contrasto con le esperienze
storiche che si sono realizzate nei paesi dell'Est Europeo. Una
declinazione della libertà, meramente capitalistica, meramente
proprietaria. Di quale libertà stiamo discorrendo? Tutti noi che
apparteniamo a schieramenti politici diversi, veniamo da opzioni
culturali diverse, abbiamo il dovere di attribuire alla libertà
un significato se non univoco, quanto meno universalistico.
La libertà non è tale se non è accompagnata dalla giustizia.
E' il capitalismo la "libertà" che ha vinto su quella esperienza
fallimentare, autoritaria, non è certamente la libertà
accompagnata dalla giustizia. In quei Paesi che hanno una
peculiare esperienza storica che non è decifrabile con la memoria
e con la storia dei Paesi liberaldemocratici, dei Paesi
dell'Occidente, la libertà è stata l'affrancamento dalla servitù
della gleba, da quel sistema autoritario, zarista, feudale che
per secoli e secoli ha impedito l'affrancamento delle più
elementari libertà dal bisogno, per cui noi abbiamo il dovere di
leggere anche in questa chiave storica le vicende dell'oggi.
E' stata proclamata una dittatura del proletariato, ma anche
durante la Rivoluzione francese, non voglio fare qui una lezione
di storia, si è avuta la fase della dittatura borghese, la
dittatura Termidoriana, la dittatura di Robespierre, la visione
del liberalismo, della società fondata sulla difesa degli
interessi proprietari; i diritti elettorali fondati sul censo,
per cui era libero di esprimere la propria capacità di cittadino
soltanto il proprietario, mentre le grandi masse, i cittadini
erano sudditi anche dopo la Rivoluzione francese; ma non è il
caso di parlare di queste cose.
Quello che voglio dire qui molto succintamente è che
certamente si tratta di una sconfitta storica, di un fallimento,
di un tentativo nobile e generoso che nasceva dall'ispirazione
profonda della costruzione di una società fondata
sull'eguaglianza, sull'affrancamento da quelle condizioni di
servitù che impediscono oggi agli uomini, anche nel terzo
millennio, di essere liberi e di essere uguali; per cui l'idea
del comunismo è lungi dal naufragare. Questo è il motivo per cui
io milito in un partito che ancora oggi si chiama comunista.
Quella è un'idea moderna, tutt'altro che ottocentesca.
E' fallita quell'ipotesi storica; è fallita e non poteva che
fallire, perché non una società egualitaria e libera era stata
costruita seguendo le premesse dei fondatori del marxismo
teorico, ma una società illiberale, una società, in cui invece
della dittatura del proletariato, si è realizzata la dittatura di
un'élite, di un'oligarchia, di una nomenclatura, di un partito.
Quella esperienza autoritaria è fallita, è naufragata e noi non
siamo qui, io non sono qui a difenderla, assolutamente e da ciò
prendo le mosse per rivendicare il motivo per cui mi sono
iscritto al Partito comunista italiano che nella mozione, in modo
alquanto balzano, alquanto strano, viene associato acriticamente
alla storia del mondo sovietico.
Mi sono iscritto al Partito comunista nei primi anni
settanta; ebbene, la mia idea del socialismo e del comunismo si
infrangeva contro queste esperienze storiche. Da qui il Partito
comunista italiano ha mosso, guidato da Enrico Berlinguer, la sua
critica di fondo, la sua non solo autonomia, ma la sua ostilità
rispetto alla pratiche illiberali; il Partito comunista in
Italia è stato il partito, onorevole Presidente Fleres, che ha
difeso la democrazia nel nostro Paese, non soltanto
conquistandola, guidando la lotta di liberazione nazionale, ma
l'ha difesa negli anni cinquanta, negli anni sessanta contro i
tentativi autoritari che ci sono stati da parte di chi si
proclamava liberaldemocratico, difensore del mondo libero. Il
Partito Comunista Italiano ha difeso le grandi conquista civili
che hanno portato il nostro Paese sulla via della modernità.
PRESIDENTE. Onorevole Morinello, la invito a concludere.
MORINELLO. Signor Presidente, concludo proponendo all'Aula di
tenere un convegno in cui si confrontino i problemi nati da
questa rottura.
LO CURTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel prendere
atto che attraverso questa mozione si vuole dare un significato
particolare alla data storica, epocale, che ha visto finalmente
riunirsi in un itinerario di pace, di comune lavoro e di
prospettiva di unione i popoli europei, non posso che condividere
lo spirito con il quale é stata presentata questa mozione.
Diversa é la sostanza con la quale poi questa mozione viene
esplicitata e proposta all'Assemblea regionale. Certamente, ci
sono delle espressioni che meritano una riflessione molto
profonda, un esame critico storico che, ritengo, non possa essere
in maniera superficiale fatto da questa Assemblea.
Ciò nonostante, poichè personalmente ho avuto modo di
constatare la tristezza di quelle popolazioni, che hanno vissuto
nel regime comunista l'isolamento, la mancanza di prospettiva di
sviluppo all'interno dell'Europa, condivido pienamente che si
debba celebrare questa giornata.
Tuttavia invito proprio per questo l'onorevole Fleres, che é
primo firmatario di questa mozione, a ripresentarla in modo che
sia sottratta a strumentalizzazioni e a letture parziali che
certamente sono anche difformi dalla volontà di chi ha apposto la
propria firma a questo documento che é pregevole nella parte in
cui esalta il valore dell'unità e la fine di ogni dittatura.
Certamente, nel cammino della libertà abbiamo tutti il dovere di
fare scrivere con la nostra volontà una pagina nuova. Noi
dobbiamo cominciare da questa Assemblea; tuttavia ci sono molte
cose che in questo documento rischiano di non essere
condivisibili. E allora per evitare, appunto, che venga svilito
e venga strumentalizzato un documento di grande riflessione sulla
necessità di scrivere una pagina attraverso il ricordo di una
giornata di memoria, una giornata di celebrazione della libertà,
invito l'onorevole Fleres e gli altri firmatari di questo
documento a ripresentarlo, a ritirarlo in questa fase e a
ripresentarlo in modo che non si presti al di fuori di questa ad
una lettura ideologica dello stesso.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mai avrei
pensato che autorevoli esponenti del vecchio e glorioso PCI
venissero qui a sminuire il peso, la portata storica, la valenza
che ha esercitato in questo secolo, che non a caso è stato
chiamato il secolo breve, il secolo degli "ismi" e delle
dittature, laddove non colgono l'importanza forte di questa
mozione, nel momento in cui invita, finalmente, i popoli liberi,
e sottolineo liberi, a prendere coscienza di questa libertà e a
dare il giusto peso di un avvenimento che ha, nel bene e nel
male, contrassegnato questo secolo.
Io ho apprezzato l'intervento di molti esponenti, anche
della sinistra, che pur invitando a correggere alcune parti - ma
non potevano fare altro - comunque hanno capito e compreso
l'importanza dell'evento, ma non posso esimermi dal fare alcune
considerazioni su altri interventi.
Vedete, noi tutti riconosciamo ciò che è stato il
nazifascismo, tutti riconosciamo ciò che ha rappresentato
l'Olocausto, quei sei milioni di vittime che indelebilmente
resteranno nella memoria storica di tutti, proprio perché tutti
ne abbiamo preso conoscenza. Ma come si fa a misconoscere trenta
milioni di vittime che ci sono state in Russia? Come si fa a
disconoscere trenta o quaranta milioni di vittime che ci sono
state in Cina? Come si fa a misconoscere le vittime del regime di
Pol Pot in Cambogia? Come si fa a non prendere atto che se si
vogliono finalmente fare i conti con la storia bisogna accettare
la storia per quello che é? E se si accetta la storia per quello
che è, questa proposta dovrebbe essere la prima, la vera, la più
grande festa che in Europa si dovrebbe celebrare,
indipendentemente se sono passati dieci anni o se ne sono passati
dodici. Quell'esperienza è morta ma non vuol dire che è morta la
capacità di ricercare un equilibrio migliore; nessuno qui dice
che il capitalismo che ha vinto e ha vinto dappertutto ha risolto
anche il problema della equità, ma questo è un altro discorso.
Prima bisogna prendere atto ....
GIANNOPOLO. Sta parlando la destra sociale...
FORMICA. Questa non è la destra sociale, questa è la linea
che da sempre portiamo avanti, liberali ma anche sociali, attenti
anche alle ragioni della Nazione e dello Stato. Onorevole
Morinello, nessuno nega che quell'idea ha le gambe, potrà avere
delle gambe in futuro, potrà essere riformulata in futuro,
comunque dovrà concorrere e concorre quanto meno a moderare, a
mitigare, a cercare una soluzione e una sintesi migliore. Prima,
però, bisogna prendere atto di ciò che è stato e si fa un torto a
quell'idea, laddove si dice che non è veramente importante questa
festa. La data proposta, invece, è secondo me una delle date più
importanti, una delle ricorrenze più importanti del secolo che
fu, perché è una data che viene fuori, che discende, che
sopravviene a quello che è stato un evento storico di grandissima
importanza che contraddistingue il secolo.
Io mi dichiaro favorevole alla mozione e mi complimento con
chi l'ha presentata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è la proposta
dell'onorevole Giannopolo di sospendere la discussione di questa
mozione per individuare un percorso attraverso il quale pervenire
ad un voto ampio, sfumando alcune sottolineature che sono
contenute nella premessa della mozione stessa, essendoci invece,
a quanto sembra, la condivisione sull'iniziativa ed anche sulla
data, ma non sulle considerazioni che sono in premessa.
Allora con questo presupposto sospendiamo, se siamo
d'accordo, la discussione della mozione numero 33 che viene
iscritta all'ordine del giorno della seduta di domani, in modo
tale che si attivi una consultazione tra diverse forze politiche
al fine di pervenire ad una stesura che non presenta le
difficoltà manifestatesi nel corso del dibattito.
DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI NUMERI 7-23-31-34
PRESIDENTE. Si passa alla discussione unificata delle mozioni
numeri 7, 23, 31 e 34 che riguardano tutte le condizioni
strutturali di personale e igienico-sanitarie presenti nelle
carceri della Sicilia.
Ne do lettura:
N. 7 - Interventi per il potenziamento dell'organico del
personale di vigilanza e di assistenza nonchè per il
miglioramento della struttura e delle condizioni del
carcere di piazza Lanza, a Catania.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il carcere di piazza Lanza di Catania versa in
condizioni assai precarie sia in termini
strutturali, sia a causa delle consistenti carenze
di organico;
- in particolare, si registra un eccessivo
sovraffollamento delle celle, anche 12 o 14 detenuti
per ognuna di esse, una forte carenza idrica, che si
intensifica nei mesi estivi, la presenza di
topi affioranti, attraverso le fognature, dai
servizi igienici delle celle disposte al primo
piano; le attrezzature destinate alle attività
ricreative e formative sono assai ridotte e talvolta
non in buone condizioni;
- a causa del ridotto numero di dipendenti,
l'infermeria può assolvere con grande ritardo alle
esigenze dei detenuti affetti da patologie, talchè
le visite specialistiche avvengono dopo settimane di
attesa;
- di recente è stato ridotto il monte ore di
straordinario per il personale di vigilanza;
- anche il personale di assistenza (educatrici,
assistenti sociali, ecc.) risulta essere
numericamente insufficiente, con le problematiche
che tali carenze determinano circa la possibilità
per i detenuti di avvalersi di queste
professionalità;
- il personale in servizio, nonostante le vistose
lacune strutturali, con sacrifici personali
supplisce alle funzioni mancanti, compiendo turni di
lavoro talvolta particolarmente duri;
- gli spazi e le attrezzature destinati alla
socialità sono irrisori anche per i ritardi con cui
si procede alla utilizzazione dell'ala destra del
carcere;
- sarebbe auspicabile un particolare impegno delle
autorità preposte alla gestione delle carceri
affinchè la struttura catanese venga radicalmente
migliorata e potenziata sia dal punto di vista degli
impianti e delle opere murarie, sia dal punto di
vista del personale di vigilanza, di assistenza e
sanitario;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
affinchè intervenga presso le autorità competenti
per l'avvio di un accurato progetto di risanamento
strutturale e di potenziamento della dotazione
organica del personale dell'Istituto di pena di
piazza Lanza, a Catania, con particolare riferimento
alle problematiche di cui in premessa.
(25 luglio 2001)
FLERES - CATANIA G.- LEONTINI -
MERCADANTE
N. 23 - Interventi per accelerare l'apertura del nuovo
carcere di Caltagirone (CT) e potenziare l'organico
dei suoi dipendenti.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il vecchio carcere di Caltagirone (San
Bonaventura) è ospitato in un edificio risalente al
1500, sicuramente inadatto a permettere la
rieducazione dei detenuti;
- da oltre 7 anni lo stesso non è sottoposto a
manutenzione, in quanto sono stati già avviati e
quasi conclusi i lavori di realizzazione del nuovo
istituto carcerario;
- in atto il carcere calatino ospita circa 100
detenuti in locali angusti, umidi e sporchi, dove
non possono essere garantiti i più elementari
diritti della persona umana;
- nè vengono, tantomeno, garantiti i diritti di
difesa né quelli del personale di custodia, degli
educatori e degli assistenti sociali e sanitari,
come recentemente segnalato dal sindacato autonomo
O.S.A.P.P. e dalla F.I.D.H.-lega italiana;
- la nuova struttura di contrada Noce dispone di
almeno 300 posti e potrebbe essere completa in circa
6 mesi;
- una parte di essa potrebbe essere resa
immediatamente agibile per consentire il
trasferimento dei detenuti e del personale che in
atto si trovano nel vecchio carcere;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale, il
Ministero di Grazia e Giustizia ed il Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria, al fine di
accelerare il completamento e la consegna del nuovo
carcere di Caltagirone e, nelle more, permettere
l'utilizzazione delle parti sufficienti ad ospitare
i soggetti attualmente detenuti nella vecchia
struttura con la utilizzazione del personale in atto
in servizio, sollecitando, altresì, l'assunzione di
altro personale di vigilanza e di assistenza, così
da permettere la completa utilizzazione dell'intera
casa di reclusione.
(25 luglio 2001)
FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
MERCADANTE
N. 31 - Interventi per la redazione di una carta dei
diritti degli ammalati detenuti in carcere.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- gran parte delle strutture carcerarie risultano
essere in condizioni particolarmente disagiate a
causa della loro vetustà e del ben noto
sovraffollamento;
- tale situazione si ripercuote soprattutto sui
detenuti che versano in cattive condizioni di
salute;
- non sempre tali condizioni sono compatibili con il
regime carcerario e ciononostante non sempre è
possibile destinare tali soggetti a strutture
sanitarie, sia per motivi di sicurezza, sia per la
non disponibilità di idonei locali;
- sarebbe opportuno codificare le diverse
fattispecie attraverso la redazione di una vera e
propria 'carta dei diritti degli ammalati detenuti
in carcere',
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a verificare le condizioni delle diverse carceri
dell'Isola, con particolare riferimento alla
situazione sanitaria;
- ad intervenire presso il Ministro di Grazia e
Giustizia affinché si faccia promotore della
predisposizione della 'carta dei diritti degli
ammalati detenuti in carcere', al fine di codificare
le diverse fattispecie e migliorare le condizioni di
vita dei reclusi affetti da patologie.
(25 luglio 2001)
FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
MERCADANTE
N. 34 - Iniziative a tutela delle carceri della Sicilia ed
in particolare di Marsala.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- ancora una volta l'attenzione del Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria viene rivolta
alle carceri della Provincia regionale di Trapani;
- senza l'osservanza di alcun criterio di ordinaria
prassi burocratico-amministrativa, sarebbe stato
deciso da parte del Dipartimento
dell'amministrazione penitenziaria di 'sopprimere'
la cassa circondariale di Marsala, con la
consequenziale messa in atto di mobilità del
relativo personale ivi operante;
- allo stato attuale non si conoscono i veri motivi
che avrebbero determinato la predetta soppressione;
CONSIDERATO CHE:
- il Ministero di Grazia e Giustizia, con la
suddetta decisione, sembra mostrare particolari
attenzioni negative verso le carceri della Provincia
regionale di Trapani (vedi la casa circondariale di
Castelvetrano che, nonostante tutte le
assicurazioni, ancora non risulta essere stata presa
in carico dal Dipartimento dell'amministrazione
penitenziaria);
- tale situazione crea un clima di malcontento
nell'intera categoria degli agenti di polizia
penitenziaria ed impiegati civili (trattasi di circa
70 addetti);
- tale decisione, se attuata, sarebbe ingiustificata
in una Provincia quale quella di Trapani ad alta
densità mafiosa;
RITENUTO, pertanto, necessario interessare dell'esposto
problema il Governo nazionale, intervenendo in
maniera specifica presso il Ministero di Grazia e
Giustizia,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ad intraprendere con perentorietà, attraverso tutti
i canali istituzionali praticabili, ogni iniziativa
atta a tutelare le carceri della Sicilia e
particolarmente di Marsala.
(25 luglio 2001)
FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
LEONTINI
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Le pongo congiuntamente in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Leanza Edoardo ha
chiesto di essere posto in congedo per la seduta odierna. Non
sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, intervengo per mettere a
conoscenza con qualche ora di anticipo l'Assemblea regionale
siciliana che oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati, nel corso
della discussione della legge finanziaria, è stata respinta dalla
maggioranza di centrodestra, su espressa indicazione del Governo
nazionale, un ordine del giorno presentato dall'onorevole Rino
Piscitello della Margherita, che impegnava il Governo ad
intervenire sulla Banca di Roma per ottenere il rispetto di tutte
le clausole contenute nel contratto di compravendita del gruppo
Mediocredito centrale, e tra queste quelle che prevede il
rafforzamento del ruolo e della valenza del Banco di Sicilia; a
non fornire il proprio gradimento al progetto che prevede
l'incorporazione per fusione del Banco di Sicilia nella Banca di
Roma, perchè non funzionale e non corrispondente agli obiettivi
legati alla privatizzazione del gruppo Mediocredito centrale; a
richiedere, ove necessario, l'applicazione della clausola che
prevede una penale per inadempimento contrattuale del Banco di
Roma.
Il Governo, dopo aver rifiutato di accettare l'ordine del
giorno come raccomandazione, su specifico mandato, ha fatto sì
che l'Aula bocciasse l'ordine del giorno.
Signor Presidente, considerato che il Presidente della
Regione siciliana si è impegnato a riferire all' Aula circa le
evoluzioni di questa vicenda, chiedo se non sia il caso che Lei
si faccia promotore di un intervento in Aula sul tema da parte
del Presidente della Regione, alla luce anche di questo ulteriore
atteggiamento del Governo nazionale che sicuramente non ci lascia
ben sperare. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
domani, giovedì 20 dicembre 2001, alle ore 16,30, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE RELATIVO ALL'ESERCIZIO
PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002.
III - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E
FINANZIARIA 2002/2004.
Relatore di maggioranza: on. Antonino Croce
Relatore di minoranza: on. Angelo Capodicasa
IV - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 33, "Istituzione
della 'giornata di festa della libertà dei popoli europei'",
degli onorevoli:
FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
LEONTINI
La seduta è tolta alle ore 19.05.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.45.