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Resoconto d'Aula della Seduta n. 29 di mercoledì 19 dicembre 2001
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     RAITI, segretario f.f.,  dà lettura del processo verbale della
  seduta precedente che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                                    MISSIONE

     PRESIDENTE.   Comunico  che,  per  ragioni  del  suo  ufficio,
  l'onorevole Lo Giudice è  in  missione  per  i  giorni  18  e  19
  dicembre 2001.

                            ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state presentate le seguenti
  interrogazioni:

       con richiesta di risposta orale:

            N. 353 - Notizie circa la convalida dei Sindaci eletti  in
          seguito alla recente consultazione elettorale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            Firmatario:
          Panarello Filippo

            N. 354 - Notizie sull'utilizzo di  immobili  di  proprietà
          comunale a S. Stefano di Quisquina (AG).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            Firmatari:
          Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe

            N. 357 - Annullamento della  gara  per  l'affidamento  del
          servizio di brokeraggio assicurativo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            Firmatario:
          Crisafulli Vladimiro

       con richiesta di risposta scritta:

       N.  352 -  Ispezione presso la Fondazione C.A.S. di Bagheria
  (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Virzi' Gioacchino

       N.  355  -  Notizie  in  merito  alla  corresponsione  dei
          contributi previsti dalla legge regionale n. 31 del 1997.
            - Assessore Cooperazione
          Fleres Salvatore

       N.     356  -  Modifiche  alla  disciplina  normativa  del
          caciocavallo e della provola ragusana.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Incardona Carmelo

                            ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.   Comunico   è   stata   presentata   la  seguente
  interpellanza:

            N. 16 - Riapertura del mercato ittico di Porticello (PA).
            - Assessore Beni Culturali
          Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino

                  ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  disegni di legge:

      - "Norme per l'erogazione del 'buono scuola'" (n. 286)
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro)  su
      proposta dell'Assessore  per  beni  culturali ed ambientale e
      per la  pubblica  istruzione  (Granata),  in data 13 dicembre
      2001

      - "Disciplina  dell'esercizio  dell'attività  di  ottico" (n.
      287)
      - presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  Formica, Incardona,
      Infurna, Ioppolo, Virzì in data 13 dicembre 2001

      - "Intervento  a  favore  delle  famiglie  e dei commercianti
      danneggiati   nell'incendio   dell'immobile  sito  in  Piazza
      Generale Cascino  a  Palermo, verificatosi il 27 agosto 1999"
      (n. 288)
      - presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  Formica, Incardona,
      Infurna, Ioppolo, Virzì in data 14 dicembre 2001

      - "Norme per l'istituzione del difensore civico della Regione
      siciliana" (n. 289)
      - presentato  dagli  onorevoli  Incardona,  Formica, Tricoli,
      Infurna, Ioppolo, Virzì in data 14 dicembre 2001

      - "Nuove  disposizioni  in  materia  di  lavori  pubblici  in
      Sicilia" (n.  290)
      - presentato  dagli  onorevoli  Ardizzone, Sbona, Lo Giudice,
      Savona, Dina, Fratello, in data 14 dicembre 2001

      - "Nuove norme  in  materia  di  province  regionali  ed aree
      metropolitane" (n. 291)
      - presentato  dagli onorevoli D'Antoni, Mancuso, Pistorio, Lo
      Monte, Leanza, Basile in data 14 dicembre 2001

      - "Interpretazione  autentico  dell'articolo  1  della  legge
      regionale 28  marzo  1995,  n.  22,  concernente  norme sulla
      proroga degli  organi amministrativi e sulle procedure per le
      nomine  di   competenza   regionale,   che   ha  recepito  le
      disposizioni  del  decreto  legge  16  maggio  1994,  n.  293
      convertito con  modificazioni dalla legge regionale 15 luglio
      1994, n. 444" (n. 292)
      - presentato  dagli  onorevoli  Beninati,  Croce, Mercadante,
      Maurici, Fleres in data 14 dicembre 2001

      - "Norme per la semplificazione amministrativa" (n. 293)
      -  presentato   dagli  onorevoli  Fleres,  Leontini,  Catania
      Giuseppe, Acierno, Lo Monte, Barbagallo, Formica, Paffumi, Lo
      Curto, Cintola, Pistorio in data 17 dicembre 2001

                 COMUNICAZIONE DI RITIRO DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che l'onorevole Santi Formica, con nota
  del 12 dicembre  2001, ha dichiarato di voler ritirare il disegno
  di legge n.  198  "Modifica  e riapertura dei termini della legge
  regionale  1   marzo   1995,  n.  19  concernente  giacimenti  di
  materiale da cava nel territorio della Regione siciliana".

                     COMUNICAZIONE DI PARERE RESO

     PRESIDENTE.  Comunico,  ai  sensi  dell'articolo  70  bis  del
  Regolamento interno, che è stato reso il seguente parere:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - "Trasmissione  schema  di  decreto  di  determinazione  dei
      criteri per la  valutazione dei titoli nei concorsi interni e
      per l'accesso alle qualifiche dirigenziali" (n. 18)
      - reso in data 12 dicembre 2001
      - trasmesso in data 14 dicembre 2001

    COMUNICAZIONE DI ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico  le  assenze e sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 12.12.01: MOSCHETTO-BARBAGALLO-BORZACCHELLI-CRISAFULLI
                         SAVARINO

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 12.12.01: ORTISI sostituito da SPAMPINATO

                             BILANCIO (II)

  ASSENZE
  Riunione del 12.12.01 (ant.): CAPODICASA-GENOVESE-LEANZA V.-
                                LIOTTA-MANCUSO-SPEZIALE

      "     "     "     (pom.): SAVONA-CAPODICASA-CINTOLA-FORMICA
                                GENOVESE-LIOTTA-MANCUSO-PAPANIA
                                ROTELLA-SPEZIALE

      "     "   13.12.01: LEONTINI-CINTOLA-D'ANTONI-FLERES
                          FORMICA-GENOVESE-LIOTTA-PAPANIA
                          ROTELLA

      "     "   18.12.01: SAVONA-D'ANTONI-FLERES-FORMICA-LEANZA-
                          MANCUSO-PAPANIA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 12.12.01 (ant):  PAPANIA sostituito da SPAMPINATO
      "     "  18.11.01: CINTOLA         "         "  BORZACCHELLI
                         ROTELLA         "         "  PAFFUMI

                       ATTIVITÀ PRODUTTIVE (III)

  ASSENZE
  Riunione del 12.12.01: ODDO-BORZACCHELLI-PANARELLO-TURANO

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

  ASSENZE
  Riunione del 12.12.01: GIAMBRONE-GIANNOPOLO-CATANIA Franco

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 12.12.01:  GALLETTI sostituito da SPAMPINATO
                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

  ASSENZE
  Riunione del 12.12.01: MOSCHETTO-FORMICA-CRACOLICI
                         MANZULLO-MORINELLO

           COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

  ASSENZE
  Riunione del 12.12.01:  IOPPOLO-SPAMPINATO-AMENDOLIA-BURGARETTA A.-
                          CRISAFULLI-FRATELLO-LEANZA E.-MISURACA
                          TRICOLI-TUMINO

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE.  Comunico,  ai  sensi  dell'articolo  70  bis  del
  Regolamento interno,  che sono pervenute dal Governo ed assegnate
  alle competenti  Commissioni legislative le seguenti richieste di
  parere:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - "Fondazione  Banco  di Sicilia - Nomina componenti comitato
      di gestione, art. 11 statuto" (n. 22)
      - pervenuto in data 12 dicembre 2001
      - trasmesso in data 13 dicembre 2001

      - "Agenzia  regionale  per la protezione dell'ambiente (ARPA)
      Nomina del collegio dei revisori dei conti" (n. 23)
      - pervenuto in data 12 dicembre 2001
      - trasmesso in data 14 dicembre 2001

      - "Accademia delle  Belle  Arti  di  Catania  -  Rinnovo  del
      consiglio di amministrazione" (n. 24)
      - pervenuto in data 12 dicembre 2001
      - trasmesso in data 14 dicembre 2001

      - "Ente autonomo regionale Teatro Massimo Bellini di Catania.
      Designazione rappresentante dell'Amministrazione regionale in
      seno al consiglio di amministrazione" (n. 25)
      - pervenuto in data 12 dicembre 2001
      - trasmesso in data 14 dicembre 2001

        COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che il Presidente
  della Regione, ai  sensi  dell'art.  5  della  legge regionale 29
  dicembre 1962,  n.  28,  modificato  dall'articolo  4 della legge
  regionale  10  aprile   1978,  n.  2  ha  trasmesso  copia  della
  deliberazione adottata dalla  Giunta  regionale:  - n.  486 del 4
  dicembre 2001:  "Autorizzazione  al  Presidente  della  Regione a
  promuovere  ricorso   innanzi   alla   Corte  Costituzionale  per
  questione di  legittimità  costituzionale  degli  articoli 1 e 18
  della legge 18 ottobre 2001, n. 383".

           COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE

    PRESIDENTE.  Comunico che  con  nota  657  del 5 dicembre 2001,
  assunta  con   protocollo   22079/Segr   del   6  dicembre  2001,
  l'ononorevole Vicari ha  chiesto di apporre la propria firma alla
  mozione n.  73 "Iniziative per scongiurare la condanna a morte di
  Safya Husseini Tungar Tudu".
       L'Assemblea ne prende atto.

       COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA AD INTERROGAZIONE

    PRESIDENTE. Comunico che con nota del 13 dicembre 2001, assunta
  con protocollo 22701/Segr del 14 dicembre 2001, l'onorevole Sbona
  ha chiesto  di  apporre  la  propria  firma  all'interrogazione a
  risposta scritta  n.  347 "Interventi urgenti per fronteggiare la
  grave crisi  della zootecnia siciliana e ragusana in particolare"
  dell'on.  Gurrieri, annunziata nella seduta n. 28 del 13 dicembre
  2001.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.   Signor  Presidente,  intervengo  per  informarla
  dell'andamento dei lavori in Commissione;  non spetta a me farlo,
  ma comunque, visto  che in qualche modo l'argomento mi coinvolge,
  lo faccio io:  nella  seduta della Commissione Bilancio di questa
  mattina, che si è protratta fino alle ore 14.30, si è discusso il
  Documento  di   programmazione  economica  e  finanziaria  che  è
  all'ordine del giorno  di  questa  seduta  e si è riscontrata una
  radicale  diversità di  punti  di  vista  tra  la  maggioranza  e
  l'opposizione, tanto  che  l'opposizione  ha deciso di presentare
  una  propria   relazione  di  minoranza,  così  come  prevede  il
  Regolamento in  materia.  Ovviamente,  dalle ore 14.30 alle 17.30
  non è  possibile  preparare  una  relazione di minoranza, bisogna
  produrre del materiale  a sostegno delle nostre tesi, pertanto io
  avevo già  chiesto informalmente al Presidente dell'Assemblea - e
  adesso riformulo la  proposta,  visto  che  c'è  il Presidente di
  turno a presiedere  la  seduta - che la discussione sul Documento
  di programmazione economica e finanziaria venga rinviata ad altra
  seduta,  per  darci   il  tempo  di  preparare  la  relazione  di
  minoranza.
       So che il Governo  ha  già  esitato  in Giunta il disegno di
  legge per l'esercizio  provvisorio e anche qui informalmente si è
  convenuto sull'opportunità  di procedere all'esame in Commissione
  e poi in Aula  del  disegno  di  legge  stesso,  in  modo tale da
  svolgere poi  una  discussione  sul  Documento  di programmazione
  economica e finanziaria  più estesa, considerato che si tratta di
  un atto  fondante  dell'intera  manovra  finanziaria  e peraltro,
  essendo  il   primo   documento  di  programmazione  economica  e
  finanziaria della legislatura, assume perfino un maggiore rilievo
  rispetto agli altri.
       Pertanto, signor  Presidente,  io  la  pregherei  di  volere
  prendere in considerazione la richiesta che noi avanziamo.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  intanto  comunico  che il
  Governo ha già trasmesso all'Assemblea il bilancio di previsione,
  le note di  variazione,  la  finanziaria  e  il  disegno di legge
  sull'esercizio provvisorio,  che  verranno  assegnati già stasera
  stessa alla seconda Commissione.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  mio
  intervento è  inerente  alle  comunicazioni  che sono state lette
  poco fa e riguarda la questione relativa alla richiesta di parere
  pervenuta  alla   prima   Commissione  'Affari  Istituzionali'  -
  componenti qui  presenti,  di  questa  Commissione,  siamo  io  e
  l'onorevole Savarino  -;  l'argomento  già  è stato affrontato in
  questa sede, peraltro  mi  dispiace  che in questo momento non ci
  sia  nessun  esponente  del  Governo,  ma  il  mio  intervento  è
  pertinente, perché  a  questa  Commissione  è stata assegnata, in
  data 13 dicembre,  la  richiesta  di parere pervenuta dal Governo
  concernente la nomina dei componenti del Comitato di gestione del
  Banco di Sicilia.
       Se non fosse un argomento oggi di grande attualità, sotto il
  profilo politico,  sociale  e  sindacale,  sicuramente questo mio
  intervento non avrebbe la  valenza  e  il senso che ha.  Ma è una
  questione molto  delicata,  in  quanto  si  tratta  di  investire
  l'Assemblea regionale  di  funzioni che le appartengono.  Qui non
  sto cercando di  stigmatizzare  il fatto che si lottizza sempre a
  piè sospinto.  Ora  è  presente un rappresentante del Governo, in
  modo tale che  questo ragionamento possa avere anche una risposta
  in merito.  Poiché,  come  tutti  sappiamo,  quando  arrivano  le
  richieste di parere  in  Commissione  e se ne chiede l'urgenza, i
  quindici  giorni,   certo,   in   alcuni   casi   possono  essere
  sufficienti. Ma,  considerato  che,  come è stato stabilito nella
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, probabilmente,
  dopo la  giornata  di domani quest'Assemblea chiuderà i battenti,
  non vedo quando  quest'  Aula  e  la  prima  Commissione  possano
  affrontare il tema Banco di Sicilia.
       Si parla a destra  e  a  manca  della questione del Banco di
  Sicilia,  di   questa   annessione,   di  questa  fusione,  dell'
  assorbimento di  questa  nostra  realtà  economica e finanziaria,
  qual è appunto il  Banco  di  Sicilia,  al  Banco  di  Roma,  dei
  componenti di  questa  fondazione, che devono essere nominati dal
  Governo.   Tutto  ciò   ha  bisogno  di  una  discussione.  E  il
  legislatore ha voluto  che  le nomine di componenti di organi che
  vanno a fare gli interessi della Regione, e quindi dei siciliani,
  devono  passare   attraverso   il   vaglio   di   questo   organo
  istituzionale che  è  la  I Commissione legislativa permanente di
  questa Assemblea.
       E - come ho detto poc'anzi - in considerazione del fatto che
  non ci sono i  tempi  per  affrontarlo,  mi  pare  che portare in
  Commissione la  richiesta  di  parere,  a  quattro  giorni  dalla
  chiusura dell'Assemblea, sia  una  presa  in  giro  da  parte del
  Governo.
       Certo, probabilmente  questa  mia sarà soltanto una semplice
  esternazione ma tutto andrà come è stato previsto dall'Assemblea.
  Tuttavia, signor Presidente,  debbo  dirle  che così non va:  non
  vengono rispettate  le  norme del reciproco vivere amministrativo
  di questa  regione,  non vengono rispettate le norme democratiche
  di partecipazione  dell'organo  preposto,  che  è l'Assemblea, in
  considerazione  del   fatto   che  noi  non  siamo  dei  semplici
  esecutori.
       Io spero che  a  questa  mia  esternazione, che a questa mia
  richiesta giunga un  chiarimento  da parte del Governo. Perché ha
  scelto questa  data?  Per  le  altre richieste relative all'ARPA,
  all'Accademia di Belle  arti  di  Catania, o al teatro Bellini di
  Catania, lo posso  capire;  lì  ci  sono  altre situazioni. Ma il
  comitato di gestione  del  Banco  di  Sicilia  in  questo momento
  assume un  ruolo  politico  significativo.  E  metterlo in questo
  calderone,  in   questo   momento,   è   veramente  uno  schiaffo
  all'intelligenza dei componenti dell' Assemblea regionale.
       Fare pubblicità  come  in  questo  momento  fa il Presidente
  della Regione che,  a parole, difende gli interessi dei siciliani
  e, quindi, del  Banco di Sicilia contro lo strapotere della Banca
  di Roma, poi,  nei  fatti  esautora, esclude la partecipazione di
  quei rappresentanti in Sicilia.

     PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, la invito a concludere.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente, quindi, la mia è una protesta,
  considerato il fatto  che  molti  di  quegli organi sono scaduti,
  stanno per scadere e che nonostante una sorta di vacatio legis si
  riesce a gestire  con  proroghe  e  via  discorrendo.  Come  mai,
  dunque, proprio oggi  che è il penultimo giorno dei lavori d'Aula
  viene inserita all'ordine del giorno di una Commissione la nomina
  di questi componenti?
       Tutto ciò è  vergognoso;  questo  fatto umilia la dignità di
  questa Assemblea e  di  tutti i suoi rappresentanti. Spero che il
  Governo abbia un  minimo  di  rispetto  per  i rappresentanti del
  Parlamento e  possa  dare  una spiegazione del suo comportamento.
  Vorrei ricordare che  noi  non  siamo un'Aula sorda e grigia. Non
  saprei come  definire  altrimenti  tale  vicenda senza evitare di
  offendere qualcuno.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè, l'ho lasciata parlare perché
  ritenevo che  lei  volesse  intervenire  a  proposito del secondo
  punto dell'ordine del giorno.  Così non è stato.
       Pertanto,   desidero   informarla   che   questo   tipo   di
  comunicazioni ha  uno  spazio  specifico  alla  fine  dei  lavori
  d'Aula, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento interno.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di  mozioni.  Si  inizia  con  lo  svolgimento  della
  mozione numero 73 'Iniziative per scongiurare la condanna a morte
  di Safya Husseini Tungar-Tudu. Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              - Safya Husseini Tungar-Tudu 'vive' chiusa nella sua
              capanna, in Nigeria, dove allatta il suo bambino che
              è diventato la sua condanna a morte;

              - la  ragazza,  senza  marito, ha avuto un bambino e
              per  la  legge fondamentalista islamica, che nel suo
              paese ha  valore di legge penale, fra un mese o poco
              più sarà  posta in una buca, seppellita sino al seno
              e   poi   lapidata  a  morte  dalla  gente  del  suo
              villaggio;

              - la  giovane donna potrà tenere con sé ed allattare
              il  suo  bambino  per  qualche settimana (144 giorni
              dopo la nascita), poi la trascineranno nella fossa e
              la massacreranno;

              -  una  corte  di  appello  in  Nigeria  ha  sospeso
              provvisoriamente    la    condanna   a   morte   per
              lapidazione,   pronunciata  il  mese  scorso  da  un
              tribunale  islamico  del  nord-ovest  del  paese nei
              confronti   di   una   donna   incinta  accusata  di
              adulterio;

              - la corte di appello islamica dello Stato di Sokoto
              ha  già  cominciato  ad  esaminare  il caso di Safya
              Tungar-Tudu,  dichiarata  colpevole  da un tribunale
              dello  stesso  Stato e condannata alla lapidazione a
              morte;

              -   l'avvocato  che  la  difende  e  rappresenta  il
              ministero  delle  Donne  del  governo  nigeriano, ha
              affermato  che  il governo federale non appoggia una
              simile condanna;

              CONSIDERATO ancora che:

              - l'azione civile e non violenta delle Istituzioni e
              dei  cittadini  contro  l'applicazione della pena di
              morte  ha  già  avuto  in passato risultati positivi
              rispetto ad altre vicende giudiziarie;

              -  l'Assemblea regionale siciliana si è espressa più
              volte  contro  l'applicazione della pena di morte in
              ogni nazione, sostenendo l'azione delle associazioni
              internazionali per i diritti umani e civili;

                                     ESPRIME

              il  proprio  dissenso  morale contro il ricorso alla
              pena di morte in ogni Stato ed in ogni caso;

                                     FA VOTI

              affinché venga evitato il ricorso alla pena di morte
              per  lapidazione  nei  confronti  di  Safya Husseini
              Tungar-Tudu  da  parte  dello  Stato  di  Sokoto  in
              Nigeria;

                       INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
                             REGIONALE SICILIANA ED
                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a  farsi  portavoce  di  tali  posizioni  presso  le
              autorità diplomatiche nigeriane.

                                     SPAMPINATO - LO CURTO - RAITI -
                                     SAVARINO - BARBAGALLO -FLERES -
                                     VICARI

       Onorevole Spampinato, intende illustrare la mozione?

     SPAMPINATO. Signor Presidente, mi rimetto al testo.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, credo che
  ogni occasione sia  utile in questi tempi difficili per i destini
  del mondo, per il  diritto  alla  vita  di  milioni di donne e di
  uomini; ogni occasione  è  utile per discutere dei problemi della
  civiltà.  Il tema della pena di morte - lei è presidente anche di
  una associazione che  si  occupa  dei  diritti  umani - in questo
  momento è un tema che  ha  a  che  fare  con  la natura di questo
  mondo.
       Io voterò a  favore  della  mozione,  ma  vorrei  che questa
  posizione fosse chiara  ovunque,  in  Nigeria  come  in  Cina, in
  Russia, come negli Stati Uniti d'America.
       Onorevoli colleghi, non  c'è una pena di morte buona, perchè
  fatta  con la  puntura  letale,  in  nome  dei  superiori  valori
  dell'Occidente  -  penso   a   quella  in  atto  nel  Paese,  tra
  virgolette, e non è  quello il mio modello di civiltà, più civile
  di questo mondo così  brutto,  cioè  la pena di morte negli Stati
  Uniti - ed una  pena  di morte cattiva, in quanto eseguita con la
  lapidazione.
       Ecco, io  vorrei  che  quando discutiamo di questi problemi,
  tutti ci fermassimo  un  attimo  a  riflettere  su  cosa è questo
  mondo: c'è un'altra pena di morte strisciante, in queste ore, che
  non è omologabile  a nessun'altra vicenda in corso in altre parti
  del mondo, ed  è  la  pena  di  morte inflitta quotidianamente ai
  bambini della Palestina.
       Vorrei dunque  fare  un appello all'intero Parlamento perchè
  si levi in modo  forte  e  solenne  una  voce a favore del popolo
  palestinese. Solo se aiuteremo Arafat, riusciremo a tenere aperta
  una speranza di  pace  e  riusciremo  a  combattere  ed isolare i
  terroristi e  i  fondamentalisti  islamici  presenti  in terra di
  Palestina.  Invece,  il  Governo  israeliano  ha scelto la strada
  della  demolizione   del   ruolo   e   della   funzione  politica
  internazionale dell'autorità palestinese e del presidente Arafat.
  E' bene che  questo  Parlamento,  un  Parlamento  che  ha origini
  antiche, il  più  antico  Parlamento  del  Mediterraneo,  parli e
  sappia parlare al  dramma del popolo palestinese, il dramma forse
  più grande che vive in questo momento la popolazione mediterranea
  intera.
       Signor  Presidente,  desidero  anticiparle  che  stiamo  già
  lavorando ad un  ordine  del  giorno presentato da tutti i gruppi
  politici sul  problema  palestinese  e  che  presenteremo domani.
  Questo Parlamento  credo  debba  mandare un doppio messaggio: uno
  rivolto  al   Parlamento   israeliano   ed   uno   al  Parlamento
  dell'autorità nazionale  palestinese  al  fine  di  riprendere il
  cammino della pace.  Ma  per riprendere il cammino della pace non
  dobbiamo essere  ipocriti:  bisogna  fermare  i  carri  armati di
  Sharon, bisogna  bloccare la strage quotidiana.  Ieri tre bambini
  sono stati uccisi.
       Basta vedere quelle  immagini per capire da quale parte stia
  l'arroganza: da  una  parte  bambini  con  le pietre, dall'altra,
  carri armati ed armi sofisticate.
       Vedete, l'Italia ha  avuto  un grande ruolo in questi ultimi
  cinquant'anni, indipendentemente  dal  colore  politico  dei suoi
  Governi.   E  non   erano   Governi  di  sinistra  e  neanche  di
  centrosinistra,  ma   l'Italia  nel  suo  complesso.  Penso  alla
  capacità di  politica  internazionale  del  presidente Andreotti;
  egli è stato sempre  un  punto  di  riferimento nel dialogo con i
  Paesi del Mediterraneo.  E  il  nostro  Paese  è  stato sempre la
  frontiera più esposta  nella  costruzione di una politica di pace
  nel Mediterraneo.
       C'è davvero  nostalgia  di  quella  grande  politica  estera
  italiana, e c'è  davvero  nostalgia  di quella politica estera in
  queste ore  guardando  il  dramma  delle popolazioni palestinesi.
  Ogni notte, lì  in quel Paese, le ruspe demoliscono case, scuole,
  asili, sdradicano  frutteti, distruggono l'economia, ed in più si
  provoca costantemente  l'autorità  del  presidente  Arafat che si
  vuole mortificato ed  inibito,  perchè  Sharon,  che  è colui che
  progettò e realizzò la strage  di  Sabra  e  Chatila - e non è un
  caso che è  aperto  un  procedimento per crimini contro l'umanità
  proprio per quella  strage  avvenuta  tanti  anni  fa  a  Sabra e
  Chatila operata dalle  milizie  di  Sharon -, Sharon invece vuole
  bloccare questo processo di pace.
       Noi qui, in Sicilia,  in  questa terra che ha visto a fianco
  delle chiese, le sinagoghe e le moschee, in questa terra, dove si
  sono incrociate  le  tre  grandi  culture  religiose  monoteiste,
  dobbiamo saper promuovere un'iniziativa di pace.
       Per questo,  parlando  della pena di morte, dobbiamo parlare
  di questi problemi.
       La  pena  di  morte  va  ripudiata  comunque,  perchè  è  la
  negazione del diritto,  della  democrazia  e  la  rinuncia ad una
  grande ambizione, la creazione di una società civile in cui anche
  il  più   terribile   dei  criminali  possa  essere  rieducato  e
  riconsegnato alla società.
       Per questo,  una  Costituzione  avanzata  come  quella  nata
  dall'antifascismo e  dalla  Resistenza,  la  nostra  Costituzione
  democratica, dove  si  sono  incontrate  le  grandi culture della
  sinistra con le  grandi culture cattoliche, ha bandito la pena di
  morte, come  ha  bandito  la  guerra  dall'ordinamento del nostro
  Paese.
       Per tali  ragioni,  voteremo  a  favore  della  mozione.  Ma
  facendolo dobbiamo pensare  alla  vergogna  che  sono  le pene di
  morte perpetrate in ogni luogo del mondo: dalla Cina alla Russia,
  dalla Palestina agli Stati Uniti d'America.
       Infine, votando questa mozione rivolgiamo il nostro pensiero
  a tutti quei  popoli  che  in  questo  momento  vivono  forme  di
  sopruso, di sopraffazione  e  vivono ogni giorno, donne e uomini,
  con l'angoscia della morte.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  intervengo per dichiarare il
  voto favorevole  del  Gruppo  dei  Democratici  di  sinistra alla
  mozione.  Tra  l'altro,  personalmente,  sono  uno  dei firmatari
  dell'appello affinchè  si  eviti  la  esecuzione della condanna a
  morte della Safya Husseini  e  al  tempo  stesso mi auguro che la
  discussione su questa  mozione  non  solo  sia occasione per fare
  esprimere il  Parlamento  siciliano  contro  ogni  pena di morte,
  contro ogni  sistema  che preveda l'eliminazione della vita, cosa
  che non appartiene alla civiltà.
       Vorremmo anche che questo Parlamento, proprio nel momento in
  cui in Medio  Oriente  si  acuisce  la  crisi  che  registra  una
  accentuazione dello stato di tensione tra Israele e la Palestina,
  nello spirito di  fare  assumere  a questa nostra terra, a questa
  nostra Sicilia un ruolo di mediazione e di pace tra l'Europa e il
  Medio-Oriente e  il Nord-Africa, credo sia necessario predisporre
  una  seduta   dell'Assemblea  regionale  che,  in  tempi  rapidi,
  affronti e si  determini  nel  senso dell'aiuto da dare sul piano
  politico, morale, ed auspicando in tal senso una fattiva presa di
  posizione sia  dello  Stato  italiano che dell'Unione europea per
  fare in modo che  Israele  e la Palestina diventino due Stati che
  sanno convivere.
       Credo che  tutto  ciò darebbe grande dignità e autorevolezza
  al Parlamento siciliano.
       Per questo  motivo,  raccogliamo  anche  l'indicazione testé
  formulata dall'onorevole  Forgione  e dichiariamo al tempo stesso
  il voto favorevole  alla mozione. Invito - ripeto - il Presidente
  dell'Assemblea  a fare  in  modo  che  in  una  prossima  seduta,
  possibilmente  domani   o  entro  la  fine  dell'anno,  si  possa
  affrontare il tema drammatico che sta investendo il Medio Oriente
  e che  rappresenta  sicuramente lo sconvolgimento degli equilibri
  più complessivi nel mondo.

     MORINELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO.  Anch'io  condivido  il contenuto della mozione che
  stiamo  discutendo.   Il   fatto   stesso  che  questa  Assemblea
  regionale, su un tema così importante, dica la sua, testimonia la
  rilevanza  e   l'importanza   che   ha   questa  vicenda,  che  è
  emblematica, come è stato detto, della situazione in cui versa il
  mondo di oggi.
       Noi dobbiamo far  sì  che  attorno  alla  difesa dei diritti
  umani si levi sempre la voce dell'Assemblea regionale.
       Io non voglio  aggiungere  altro a quanto già è stato detto.
  Tuttavia, vorrei  fare  una  riflessione  sull'intera vicenda che
  coinvolge anche  il  nostro  Paese,  mi riferisco ovviamente alla
  questione del Medio Oriente, alla guerra in Afghanistan.
       Vorrei discutere cioè  delle  forme e dei modi in cui questa
  Assemblea regionale può ragionare attorno al ruolo di pace che la
  nostra   Regione   deve   avere   in   questo   momento   storico
  particolarmente delicato,  in  cui nel Medio-Oriente si gioca una
  partita importante  affinchè  nel nuovo millennio appunto trionfi
  una idea di  pace  fondata  sulla  giustizia,  al fine di evitare
  tutte quelle situazioni  che oggi noi stiamo deprecando anche con
  questa discussione.
       E'  un  invito  che  voglio  rivolgere  ai  firmatari  della
  mozione: noi  non  solo  dobbiamo testimoniare il nostro dissenso
  morale, non solo  dobbiamo  alzare la voce come Regione siciliana
  nei confronti  delle autorità nigeriane, ma dobbiamo impegnare la
  nostra diplomazia.
       Questo  è   il   senso   del   mio  intervento:  intervenire
  attivamente presso  il  Governo della Nigeria per impedire questo
  misfatto, questa  terribile  esecuzione  che,  ancora  una volta,
  testimonia il fatto  che i diritti universali nel mondo purtroppo
  ancora non sono del tutto affermati e realizzati.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  la mozione numero 73.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

    DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 33 "ISTITUZIONE DELLA GIORNATA DI
               FESTA DELLA LIBERTA' DEI POPOLI EUROPEI"

    PRESIDENTE.  Si  passa alla discussione della mozione numero 33
  "Istituzione della  giornata  di  festa  della libertà dei popoli
  europei'.  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - il 9 novembre ricorre il X anniversario del crollo
              del muro di Berlino;

              -  tale  data segna la  fine  del  congelamento  dei
              rapporti  Est-Ovest e,  contemporaneamente, la  fine
              della guerra fredda e  della  divisione  in  blocchi
              contrapposti dell'Europa,  in  considerazione  degli
              eventi precedutisi, a partire  dall'inizio del 1989,
              in Polonia ed in Ungheria  dove  si erano verificate
              le prime aperture democratiche;

              -  con  il  crollo  del   muro   di   Berlino   cade
              definitivamente  in  tutta l'Europa centro-orientale
              un  sistema  ideologico e di potere che ha stroncato
              dopo   il   1945   ogni  forma  di  libertà  e  ogni
              possibilità  di  espressione  che  fosse alternativa
              alla dittatura comunista;

              - dal  1989 in poi si è finalmente potuto parlare di
              Europa  e si è attivato un processo che gradualmente
              inserirà   l'Est   del  continente  negli  organismi
              comunitari;

              - adesso (grazie anche alle rivelazioni contenute in
              alcuni dossier) si può finalmente dare il via ad una
              riflessione   seria  e  profonda  sui  rapporti  che
              intercorsero tra il P.C.I. ed il mondo sovietico;

      SOTTOLINEATO che:

              - eventi meno importanti di questo  secolo  occupano
              nel calendario date di celebrazioni ufficiali e  che
              vengono dedicate giornate a  'questioni'  importanti
              ma non di interesse storico;

              -    occorre     prescindere    da    ogni    banale
              strumentalizzazione   ed   evidenziare   invece   la
              dimensione epocale di quanto  avvenne  il 9 novembre
              1989,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA  REGIONE

              ad intervenire presso  tutte  le autorità competenti
              affinché  quest'ultima data  diventi la 'giornata di
              festa della libertà dei popoli europei'.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è sempre
  bene dichiarare il fine  politico  di  una  mozione che è un atto
  parlamentare impegnativo.  E  questa mozione lo dichiara.  E' una
  mozione ideologica, e  lei  ha  notato come prima io, l'onorevole
  Giannopolo, l'onorevole  Morinello,  anche  intervenendo  su  una
  mozione da lei  presentata  e  firmata,  non  abbiamo  assunto un
  atteggiamento  ideologico,  abbiamo  provato  a  fare  di  questo
  Parlamento una sede di confronto politico ed anche di laboratorio
  culturale, civile, per esprimere quella che può essere la volontà
  del popolo siciliano contro la pena di morte.
       Questa  mozione,  è   una  mozione  che  io,  al  posto  dei
  firmatari, ritirerei.
       Guardate, nessun timore e nessun complesso, per chi come me,
  orgogliosamente  e   testardamente   si   dichiara  comunista,  a
  discutere del crollo  del  "muro  di Berlino". E, diciamo, chi ha
  poca cultura della  sinistra, e forse anche chi è ignorante della
  storia della sinistra,  non sa quanto anche nel Partito comunista
  italiano  fossero   forti   le  posizioni  critiche  ed  autonome
  dall'Unione sovietica.
       Tanti non  sanno,  probabilmente,  quanto  fu festeggiata la
  caduta di quel  "muro  di  Berlino",  che  forse  ha  avuto  come
  principale demolitore il segretario dell'allora Partito comunista
  dell'Unione sovietica: Mikail Gorbaciov.
       Io  poi,   anche   come   fatto   generazionale,   onorevole
  Presidente, non  ho alcun complesso. Ho quarant'anni, ho iniziato
  la mia militanza  politica  in  un  gruppo  che  fu  cacciato dal
  Partito comunista  proprio  perché  antisovietico "Il manifesto".
  Il primo caso  di  eresia nel mondo comunista.  Figuriamoci se ho
  complessi a discutere dell'Unione sovietica.

     CRISAFULLI. Ora sei pentito.

     FORGIONE.  Non  sono  pentito.  E  ritengo  che la rivoluzione
  d'ottobre ha rappresentato un evento straordinario per milioni di
  donne e di  uomini,  finito  con  quel  sistema degenerato in una
  tragedia,  finito   in   un   sistema   degenerato.   Ma   quella
  rivoluzione, come  la  rivoluzione francese, ha segnato la storia
  contemporanea ed i destini di milioni di donne e di uomini.  Dopo
  quella rivoluzione -  questo  per  fare  un poco di ricostruzione
  storica, poi ci  possiamo  dividere sulla propaganda - è iniziata
  la grande lotta contro il colonialismo in interi continenti.
       Dopo quella rivoluzione,  in  Europa  si  è parlato di Stato
  sociale.  Grazie  a quella rivoluzione, onorevoli colleghi, e voi
  lo rimuovete, non so se per ignoranza o per faziosità, si è messa
  fine ad una tragedia  che ha vissuto l'Europa e che qui non viene
  menzionata, onorevole  Fleres, e cioè l'oppressione nazi-fascista
  e l'olocausto.  Non  vorrei  che in questa smania di revisionismo
  storico, ed io  so che anche nel centro-destra, anche nella "Casa
  delle libertà", c'è  tanta gente, tante donne e tanti uomini, che
  vengono   anche    da    quella    cultura    libertaria   e   da
  quell'antifascismo; non  vorrei che ora rimuoveste l'olocausto ed
  anche il nazi-fascismo
       Ed allora, se c'è una data che andrebbe festeggiata in tutta
  l'Europa perché  quella  sì  è fondativa della nuova Europa, è la
  data della caduta dell'oppressione nazifascista che unifica tutti
  i popoli  europei,  dalla  Germania  alla Polonia, da Stalingrado
  alla Francia e all'Italia.  Non vorrei, onorevoli firmatari della
  mozione, che invece in questo vuoto di memoria ed in questo bagno
  di revisionismo voi stessi occultaste la storia
       Signor Presidente, vedo che c'è un periodo di questa mozione
  davvero simpatico:  "Finalmente  si  può così discutere anche dei
  rapporti tra il PCI  e il mondo sovietico". Ma, insomma, siete un
  po' presuntuosi, lo dico così, da anni si discute di rapporti tra
  il  PCI ed il  mondo  sovietico.  E  che  in  un  mondo  bipolare
  esistesse il blocco  sovietico  nel  quale  si collocava anche il
  partito comunista per  i  suoi  rapporti  ed  esistesse  anche il
  blocco atlantico rispetto al  quale  ed in nome del quale è stato
  motivato tutto  in  questo  Paese,  soprattutto  in Italia, dallo
  stragismo, da  Portella  delle  Ginestre  fino  all'Italicus, con
  tutte  le   stragi  senza  ancora  nessun  colpevole  e  mandante
  assicurato alla  giustizia,  è  un'operazione non di revisionismo
  storico - che già quella è una cosa seria - ma è un'operazione di
  bassa propaganda.
       Concludo dicendo che se dobbiamo fare un dibattito storico e
  politico facciamolo,  ma  evitiamo  la  propaganda ed evitiamo di
  farla con una  mozione.  Non perchè la politica non abbia diritto
  di discutere di  storia e di ricollocare anche fenomeni, processi
  e fasi storiche dentro l'attualità del dibattito politico, ma, in
  quel caso, deve essere  una  cosa seria.  I rapporti tra il PCI e
  Mosca, certo esistevano,  come  esistevano  da Sindona e prima di
  Sindona, a Portella  delle Ginestre ed a Giuliano, i rapporti tra
  una certa mafia...
       Presidente, dato che  lei  è  uno  dei  firmatari  di questa
  mozione, la invito a ritirarla.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor  Presidente,  intervengo  non  perchè  mi
  voglia o ci  vogliamo  sottrarre  ad una discussione di carattere
  storico ed anche di carattere politico che discende dalla vicenda
  internazionale, epocale,  scaturitasi  dopo il crollo del muro di
  Berlino.  Ma, posta in questi termini non mi pare una mozione che
  possa condurci a  degli  esiti  positivi,  nel  senso  che  viene
  raccolta una provocazione  secondo la quale tutto ciò che di male
  esiste prima del muro  di  Berlino  è da addebitare ad una parte,
  mentre  tutto  ciò   che   c'è  di  bene  sta  dall'altra  parte,
  riproponendo, anche per il futuro, una visione manichea del mondo
  e della  società che ritenevamo fosse stato ormai definitivamente
  abbandonata.
       Signor Presidente, a parte il fatto che non penso che coloro
  i  quali hanno  militato  dentro  ed  hanno  diretto  il  Partito
  comunista  possono  ritenersi  sul  piano  storico  e  sul  piano
  politico coloro i  quali  hanno subito gli effetti del crollo del
  muro di Berlino, vorrei  dire che noi siamo stati in grado di non
  subire gli effetti di questo crollo, perchè la nostra tradizione,
  il nostro patrimonio  storico  si  collocava ben oltre la visione
  che qui viene riproposta  a  distanza di dodici anni in un modo e
  con terminologie  assolutamente  datati  e  falsi anche sul piano
  storico - culturale.
       Per questo  motivo  la invito, Presidente Fleres, a ritirare
  la mozione e, nel caso in cui volesse mantenerla, a riproporla in
  termini diversi in  modo  tale  che possa consentire un confronto
  vero, serio, maturo,  costruttivo e non, invece, un confronto che
  da un lato  vede  una  provocazione  e dall'altro lato invece una
  difesa ed una  resistenza  che  non  hanno  motivo  di  esistere,
  proprio perchè  noi riteniamo che bisogna festeggiare la capacità
  che deve avere l'Europa di unificarsi su valori fondamentali e la
  capacità che deve avere l'Europa di guardare al mondo intero e di
  proporsi come  punto  di riferimento vero, autentico, autonomo di
  valori di democrazia, di giustizia, di libertà e di solidarietà e
  non, invece,  festeggiare con una visione che guarda all'indietro
  e che ripropone impostazioni manichee che ormai ritenevamo essere
  state definitivamente abbandonate.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  come
  altri colleghi sono  firmatario  di  questa mozione e, devo dire,
  non vedo niente  di  tanto  stravolgente  nei  contenuti  e nelle
  premesse.  C'è,  ampiamente  documentata,  una  situazione  che è
  sotto gli occhi di  tutti,  e  non  credo  che  i toni siano così
  allarmanti.
       Si sono  semplicemente  citati  nelle premesse alcuni eventi
  storici.
       C'è in questa mozione una voglia di festa e non vedo cosa ci
  sia di male  nel  festeggiare  un  evento che parli dell'Europa e
  della sua unità e dell'ampliamento dei suoi confini.
       Signor Presidente,  il  mio  vuole  essere  un  messaggio di
  distensione nei  confronti  di  chi  ha  interpretato  forse male
  alcuni contenuti  della  mozione.  Certamente,  non si può negare
  che quei Paesi  versano in condizioni di arretratezza; se ci sono
  stati alcuni governi non  è  colpa nè mia nè di questa Assemblea;
  se  ci  sono  state  situazioni  che  poi  hanno  determinato  un
  arretramento di quegli  Stati  rispetto agli altri non vedo nulla
  di male nel fatto che sia stato pure detto.
       Non vedo perchè  non  possa  essere destinata una data ad un
  evento festoso, che  tale vuole essere. Invito, pertanto, tutti i
  colleghi a votare la mozione.
       La  circostanza   che  nella  mozione  si  citi  il  partito
  comunista non  significa  che  lo  si voglia criminalizzare.  Non
  vedo, quindi, perchè  preoccuparsi di fatti che, in effetti, sono
  nient'altro che citati cronologicamente, tranne che non si voglia
  mentire sui motivi  che  hanno spinto i firmatari a presentare la
  mozione in discussione.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi associo
  alla richiesta  di  ritiro  della  mozione,  perchè  diversamente
  faremmo un torto  alla  storia. Quando si presenta una mozione in
  base ad un  fatto  storico,  infatti, si dovrebbe avere almeno la
  decenza di ricordarla bene  e  per intero. Dire che il 9 novembre
  ricorre il decimo anniversario del crollo del Muro di Berlino - e
  mi rivolgo ai  firmatari  - è un'inesattezza.  Informo i colleghi
  che siamo nel  2001,  quindi  sono passati dodici anni dal crollo
  del muro.  Diciamo che  qui la storia fa a cazzotti con il tempo.
  Un fatto simpatico perchè la richiesta di istituzione della festa
  nasce dalla  sacralità  del  decimo  anniversario;  sono  passati
  altri due  anni,  onorevole  Beninati  e colleghi firmatari della
  mozione

     FORGIONE. Sono passati  due anni ed i Comunisti a Berlino sono
  al primo posto. La storia gioca brutti scherzi.

     CRACOLICI.   Detto   questo,  desidero  far  presente  che  io
  appartengo a quella  generazione che ha vissuto il crollo di quel
  muro come un fatto  di  grande  libertà  e,  quindi,  esso non mi
  spaventa certamente, non  mi  sento addosso qualche masso di quel
  muro.
       Vorrei, però, ricordare,  ad onore e per amore della storia,
  che nel nostro Paese  quel  crollo  ed i massi di quel muro hanno
  fatto crollare  il  vecchio  sistema  politico  che  ha governato
  l'Italia dal Dopoguerra  ad  oggi. Quindi, se c'è qualcuno su cui
  quei massi sono  caduti  addosso,  quel  qualcuno  non è la parte
  politica che io oggi rappresento in quest'Assemblea.
       Noi siamo un popolo abituato a tutte le feste e credo che le
  feste siano giorni  di memoria che è bene utilizzare per lasciare
  alle future generazioni un esempio da non ripetere;  ma mi chiedo
  cosa c'entri la  richiesta di istituire una festa per quel giorno
  intendendo ricordare che  il crollo di quel muro abbia aperto una
  nuova possibilità  nel  mondo,  una  nuova  possibilità  che,  mi
  permetto dire, è  tutta  ancora  da  costruire, è tutta ancora da
  definire.
       Credo che  non  soltanto  il  Parlamento siciliano, ma anche
  altri Parlamenti in  questi  anni,  in  questi mesi e, forse, mai
  come in questi  giorni  si siano interrogati e si interroghino su
  quale sia il  nuovo  ordine  per  consentire e costruire una pace
  duratura nel nostro Pianeta,  in  un mondo in cui le guerre ormai
  non fanno neanche  più  notizia,  forse  perchè  sono  lontane, a
  qualche migliaia  di  chilometri  dalle  nostre  case, dai nostri
  luoghi di residenza.
       A mio avviso il mondo che è nato dopo quel crollo è un mondo
  molto più inquieto, molto più pericoloso.
       In  queste  ore  due  potenze  nucleari,  non  soltanto  due
  eserciti, rischiano di  essere  ad  un  passo  della  guerra:  il
  Pakistan e l'India. Io penso che quel 9 novembre debba essere una
  giornata da ricordare  per  costruire  la  pace  nel  mondo,  per
  costruirla come occasione  nella  quale  non sia un ordine unico,
  non sia un pensiero unico  ma  si  faccia  e si tenga conto di un
  mondo che è fatto  di  tante  differenze.  Il mondo non è uno, il
  mondo è fatto  di  tante  storie,  di  tanti  percorsi,  di tante
  religioni.  Abbiamo  certamente tanto da ricordare, ma con questa
  mozione non si  vuole  ricordare una giornata di libertà si vuole
  ricordare ovvero  si  vuole utilizzare quella giornata di ricordo
  per aprire polemiche, per aprire fronti di lotte politica che, mi
  permetto dire, appartengono alla storia, appartengono alla storia
  di noi tutti, appartengono ad un passato che speriamo non ritorni
  più, un passato  nel  quale  in  nome  della difesa delle proprie
  appartenenze ideologiche in  una parte di questo mondo, in questa
  parte del mondo un  pezzo  di  potere politico un pezzo di classe
  dirigente non  ha  avuto  alcuna  esitazione  a  fare un'alleanza
  strategica e duratura con bande criminali che si chiamavano "Cosa
  nostra".  Ricordiamoci il  mondo  in cui i nostri padri e, forse,
  anche qualcuno di noi  ha  vissuto.  Io credo che il giorno della
  memoria debba essere un giorno affinchè nulla sia più come prima,
  ma evitiamo che quei giorni siano soltanto ai fini di una lettura
  storica di parte, di  una  parte politica che non fa bene né alla
  storia né al  futuro.  Quando  si parla di storia, utilizziamo le
  date e le ricorrenze per quelle che sono.
       Ecco perchè invito  i  firmatari  a  ritirare  la mozione in
  discussione e a  ragionare  insieme sul modo in cui il Parlamento
  siciliano possa  farsi  promotore  di  una  iniziativa  che abbia
  l'obiettivo di ricordare  il  9  novembre  come  una giornata che
  segna un nuovo cammino dell'umanità e dell'uomo.

     MORINELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO.  Signor  Presidente,  onorevole  Beninati, questa è
  una materia molto  delicata.  Non è accettabile un uso ideologico
  della storia;  sappiamo che in politica si utilizza e si manipola
  la  storia   per  raggiungere  obiettivi,  per  raggiungere  fini
  politici che sono legittimi, però un fatto epocale, quale è stato
  un grande fatto che  segna la nostra epoca, il crollo del muro di
  Berlino, non può essere oggetto di un'analisi sommaria, rozza, mi
  consentano i  sottoscrittori  della  mozione, che trancia giudizi
  lapidari su quell'epoca.
       C'è una  declinazione  della  libertà  che non è accettabile
  anche in coloro  che  non  hanno  alcun imbarazzo a dichiarare la
  propria  dissonanza   il  proprio  contrasto  con  le  esperienze
  storiche che si  sono realizzate nei paesi dell'Est Europeo.  Una
  declinazione  della  libertà,  meramente capitalistica, meramente
  proprietaria.  Di quale libertà stiamo discorrendo? Tutti noi che
  apparteniamo a  schieramenti politici diversi, veniamo da opzioni
  culturali diverse,  abbiamo  il dovere di attribuire alla libertà
  un significato se non univoco, quanto meno universalistico.
       La libertà non è tale se non è accompagnata dalla giustizia.
  E' il capitalismo  la "libertà" che ha vinto su quella esperienza
  fallimentare,  autoritaria,   non   è   certamente   la   libertà
  accompagnata  dalla  giustizia.  In  quei  Paesi  che  hanno  una
  peculiare esperienza storica che non è decifrabile con la memoria
  e  con   la   storia  dei  Paesi  liberaldemocratici,  dei  Paesi
  dell'Occidente, la  libertà è stata l'affrancamento dalla servitù
  della gleba,  da  quel  sistema autoritario, zarista, feudale che
  per  secoli  e  secoli  ha  impedito  l'affrancamento  delle  più
  elementari libertà dal  bisogno, per cui noi abbiamo il dovere di
  leggere anche in questa chiave storica le vicende dell'oggi.
       E' stata proclamata una dittatura del proletariato, ma anche
  durante la Rivoluzione  francese, non voglio fare qui una lezione
  di storia, si  è  avuta  la  fase  della  dittatura  borghese, la
  dittatura Termidoriana,  la  dittatura di Robespierre, la visione
  del  liberalismo,   della  società  fondata  sulla  difesa  degli
  interessi proprietari;  i  diritti  elettorali fondati sul censo,
  per cui era  libero di esprimere la propria capacità di cittadino
  soltanto il  proprietario,  mentre  le  grandi masse, i cittadini
  erano sudditi anche  dopo  la  Rivoluzione francese;  ma non è il
  caso di parlare di queste cose.
       Quello  che  voglio  dire  qui  molto  succintamente  è  che
  certamente si tratta  di una sconfitta storica, di un fallimento,
  di un  tentativo  nobile  e generoso che nasceva dall'ispirazione
  profonda   della    costruzione    di    una    società   fondata
  sull'eguaglianza,  sull'affrancamento  da  quelle  condizioni  di
  servitù  che  impediscono  oggi  agli  uomini,  anche  nel  terzo
  millennio, di essere  liberi  e  di essere uguali; per cui l'idea
  del comunismo è lungi  dal naufragare. Questo è il motivo per cui
  io milito in  un  partito  che  ancora  oggi si chiama comunista.
  Quella è un'idea moderna, tutt'altro che ottocentesca.
       E' fallita quell'ipotesi storica; è fallita e non poteva che
  fallire, perché non  una  società  egualitaria e libera era stata
  costruita  seguendo   le  premesse  dei  fondatori  del  marxismo
  teorico, ma una  società  illiberale,  una società, in cui invece
  della dittatura del proletariato, si è realizzata la dittatura di
  un'élite, di  un'oligarchia,  di una nomenclatura, di un partito.
  Quella esperienza autoritaria  è  fallita, è naufragata e noi non
  siamo qui, io non  sono  qui a difenderla, assolutamente e da ciò
  prendo le mosse  per  rivendicare  il  motivo  per  cui  mi  sono
  iscritto al Partito comunista italiano che nella mozione, in modo
  alquanto balzano,  alquanto strano, viene associato acriticamente
  alla storia del mondo sovietico.
       Mi  sono  iscritto  al  Partito  comunista  nei  primi  anni
  settanta;  ebbene, la  mia idea del socialismo e del comunismo si
  infrangeva contro  queste  esperienze storiche. Da qui il Partito
  comunista italiano ha mosso, guidato da Enrico Berlinguer, la sua
  critica di fondo, la  sua  non solo autonomia, ma la sua ostilità
  rispetto  alla  pratiche  illiberali;  il  Partito  comunista  in
  Italia è stato  il  partito,  onorevole Presidente Fleres, che ha
  difeso   la   democrazia   nel   nostro   Paese,   non   soltanto
  conquistandola, guidando  la  lotta  di liberazione nazionale, ma
  l'ha difesa negli  anni  cinquanta,  negli anni sessanta contro i
  tentativi autoritari che  ci  sono  stati  da  parte  di  chi  si
  proclamava liberaldemocratico,  difensore  del  mondo libero.  Il
  Partito Comunista  Italiano  ha difeso le grandi conquista civili
  che hanno portato il nostro Paese sulla via della modernità.

     PRESIDENTE. Onorevole Morinello, la invito a concludere.

     MORINELLO. Signor  Presidente, concludo proponendo all'Aula di
  tenere un convegno  in  cui  si  confrontino  i  problemi nati da
  questa rottura.

     LO CURTO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel prendere
  atto che attraverso  questa  mozione si vuole dare un significato
  particolare alla  data  storica, epocale, che ha visto finalmente
  riunirsi  in un  itinerario  di  pace,  di  comune  lavoro  e  di
  prospettiva di unione i popoli europei, non posso che condividere
  lo spirito con il quale é  stata presentata questa mozione.
       Diversa é  la sostanza con la quale poi questa mozione viene
  esplicitata e  proposta  all'Assemblea regionale.  Certamente, ci
  sono  delle   espressioni  che  meritano  una  riflessione  molto
  profonda, un esame critico storico che, ritengo, non possa essere
  in maniera superficiale fatto da questa Assemblea.
       Ciò  nonostante,  poichè  personalmente  ho  avuto  modo  di
  constatare la  tristezza di quelle popolazioni, che hanno vissuto
  nel regime  comunista l'isolamento, la mancanza di prospettiva di
  sviluppo all'interno  dell'Europa,  condivido  pienamente  che si
  debba celebrare questa giornata.
       Tuttavia invito proprio per questo l'onorevole Fleres, che é
  primo firmatario di  questa  mozione, a ripresentarla in modo che
  sia sottratta  a  strumentalizzazioni  e  a  letture parziali che
  certamente sono anche difformi dalla volontà di chi ha apposto la
  propria firma a  questo  documento che é pregevole nella parte in
  cui esalta il  valore  dell'unità  e  la  fine di ogni dittatura.
  Certamente, nel cammino  della libertà abbiamo tutti il dovere di
  fare  scrivere con  la  nostra  volontà  una  pagina  nuova.  Noi
  dobbiamo cominciare  da questa Assemblea;  tuttavia ci sono molte
  cose  che   in   questo   documento   rischiano   di  non  essere
  condivisibili.  E  allora per evitare, appunto, che venga svilito
  e venga strumentalizzato un documento di grande riflessione sulla
  necessità di scrivere  una  pagina  attraverso  il ricordo di una
  giornata di  memoria, una giornata di celebrazione della libertà,
  invito  l'onorevole  Fleres  e  gli  altri  firmatari  di  questo
  documento  a ripresentarlo,  a  ritirarlo  in  questa  fase  e  a
  ripresentarlo in modo che  non si presti al di fuori di questa ad
  una lettura ideologica dello stesso.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mai  avrei
  pensato che  autorevoli  esponenti  del  vecchio  e  glorioso PCI
  venissero qui a  sminuire il peso, la portata storica, la valenza
  che ha esercitato in  questo  secolo,  che  non  a  caso  è stato
  chiamato  il  secolo  breve,  il  secolo  degli  "ismi"  e  delle
  dittature, laddove  non  colgono  l'importanza  forte  di  questa
  mozione, nel momento  in cui invita, finalmente, i popoli liberi,
  e sottolineo liberi,  a  prendere coscienza di questa libertà e a
  dare il giusto peso  di  un  avvenimento  che  ha, nel bene e nel
  male, contrassegnato questo secolo.
       Io ho  apprezzato  l'intervento  di  molti  esponenti, anche
  della sinistra, che  pur invitando a correggere alcune parti - ma
  non potevano fare  altro  -  comunque  hanno  capito  e  compreso
  l'importanza dell'evento,  ma  non posso esimermi dal fare alcune
  considerazioni su altri interventi.
       Vedete,  noi   tutti   riconosciamo   ciò  che  è  stato  il
  nazifascismo,  tutti   riconosciamo   ciò  che  ha  rappresentato
  l'Olocausto, quei  sei  milioni  di  vittime  che  indelebilmente
  resteranno nella  memoria storica di tutti, proprio perché  tutti
  ne abbiamo preso conoscenza.  Ma come si fa a misconoscere trenta
  milioni di vittime che  ci  sono  state  in Russia?  Come si fa a
  disconoscere trenta o  quaranta  milioni  di  vittime che ci sono
  state in Cina? Come si fa a misconoscere le vittime del regime di
  Pol Pot in Cambogia? Come  si  fa  a  non prendere atto che se si
  vogliono finalmente fare  i conti con la storia bisogna accettare
  la storia per quello che é?  E se si accetta la storia per quello
  che è, questa proposta  dovrebbe essere la prima, la vera, la più
  grande   festa    che    in   Europa   si   dovrebbe   celebrare,
  indipendentemente se sono passati dieci anni o se ne sono passati
  dodici. Quell'esperienza è morta  ma non vuol dire che è morta la
  capacità di  ricercare  un equilibrio migliore;  nessuno qui dice
  che il capitalismo che ha vinto e ha vinto dappertutto ha risolto
  anche il problema  della  equità,  ma questo è un altro discorso.
  Prima bisogna prendere atto ....

     GIANNOPOLO. Sta parlando la destra sociale...

     FORMICA.  Questa non  è  la  destra sociale, questa è la linea
  che da sempre portiamo avanti, liberali ma anche sociali, attenti
  anche  alle  ragioni  della  Nazione  e  dello  Stato.  Onorevole
  Morinello, nessuno nega  che  quell'idea ha le gambe, potrà avere
  delle gambe  in  futuro,  potrà  essere  riformulata  in  futuro,
  comunque dovrà concorrere  e  concorre  quanto meno a moderare, a
  mitigare, a cercare  una soluzione e una sintesi migliore. Prima,
  però, bisogna prendere atto di ciò che è stato e si fa un torto a
  quell'idea, laddove si dice che non è veramente importante questa
  festa. La data proposta,  invece, è secondo me una delle date più
  importanti, una  delle  ricorrenze  più importanti del secolo che
  fu, perché  è  una  data  che  viene  fuori,  che  discende,  che
  sopravviene a quello che è stato un evento storico di grandissima
  importanza che contraddistingue il secolo.
       Io mi dichiaro  favorevole alla mozione e mi complimento con
  chi l'ha presentata.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    c'è    la    proposta
  dell'onorevole Giannopolo  di sospendere la discussione di questa
  mozione per individuare un percorso attraverso il quale pervenire
  ad  un  voto  ampio,  sfumando  alcune  sottolineature  che  sono
  contenute nella  premessa della mozione stessa, essendoci invece,
  a quanto  sembra,  la condivisione sull'iniziativa ed anche sulla
  data, ma non sulle considerazioni che sono in premessa.
       Allora  con   questo   presupposto   sospendiamo,  se  siamo
  d'accordo, la  discussione  della  mozione  numero  33  che viene
  iscritta all'ordine del  giorno  della  seduta di domani, in modo
  tale che si  attivi una consultazione tra diverse forze politiche
  al  fine  di  pervenire  ad  una  stesura  che  non  presenta  le
  difficoltà manifestatesi nel corso del dibattito.

    DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI NUMERI 7-23-31-34

     PRESIDENTE.  Si passa alla discussione unificata delle mozioni
  numeri  7, 23,  31  e  34  che  riguardano  tutte  le  condizioni
  strutturali di  personale  e  igienico-sanitarie  presenti  nelle
  carceri della Sicilia.
       Ne do lettura:

      N. 7 -  Interventi  per  il potenziamento  dell'organico del
              personale di vigilanza e di assistenza nonchè per il
              miglioramento della struttura e delle condizioni del
              carcere di piazza Lanza, a Catania.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  il  carcere  di  piazza Lanza di Catania versa in
              condizioni    assai    precarie   sia   in   termini
              strutturali,  sia  a causa delle consistenti carenze
              di organico;

              -   in   particolare,   si   registra  un  eccessivo
              sovraffollamento delle celle, anche 12 o 14 detenuti
              per ognuna di esse, una forte carenza idrica, che si
              intensifica   nei   mesi   estivi,  la  presenza  di
              topi  affioranti,  attraverso  le   fognature,   dai
              servizi  igienici  delle  celle  disposte  al  primo
              piano;  le  attrezzature  destinate   alle  attività
              ricreative e formative sono assai ridotte e talvolta
              non in buone condizioni;

              -   a   causa  del  ridotto  numero  di  dipendenti,
              l'infermeria  può  assolvere con grande ritardo alle
              esigenze  dei  detenuti affetti da patologie, talchè
              le visite specialistiche avvengono dopo settimane di
              attesa;

              -  di  recente  è  stato  ridotto  il  monte  ore di
              straordinario per il personale di vigilanza;

              -  anche  il  personale  di  assistenza (educatrici,
              assistenti    sociali,    ecc.)    risulta    essere
              numericamente  insufficiente, con  le  problematiche
              che  tali carenze determinano circa  la  possibilità
              per    i   detenuti   di   avvalersi    di    queste
              professionalità;

              -  il personale in servizio, nonostante  le  vistose
              lacune   strutturali,   con    sacrifici   personali
              supplisce alle funzioni mancanti, compiendo turni di
              lavoro talvolta particolarmente duri;

              -  gli  spazi  e  le  attrezzature   destinati  alla
              socialità  sono irrisori anche per i ritardi con cui
              si  procede alla utilizzazione dell'ala  destra  del
              carcere;

              - sarebbe auspicabile un particolare  impegno  delle
              autorità  preposte  alla  gestione   delle   carceri
              affinchè  la struttura catanese  venga  radicalmente
              migliorata e potenziata sia dal punto di vista degli
              impianti  e  delle opere murarie, sia dal  punto  di
              vista  del personale di vigilanza, di  assistenza  e
              sanitario;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              affinchè  intervenga presso le  autorità  competenti
              per l'avvio di un accurato progetto  di  risanamento
              strutturale  e  di  potenziamento   della  dotazione
              organica  del  personale  dell'Istituto di  pena  di
              piazza Lanza, a Catania, con particolare riferimento
              alle problematiche di cui in premessa.

              (25 luglio 2001)

                                    FLERES - CATANIA G.- LEONTINI -
                                    MERCADANTE

     N. 23 -  Interventi   per  accelerare  l'apertura  del  nuovo
              carcere  di Caltagirone (CT) e potenziare l'organico
              dei suoi dipendenti.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

              -   il   vecchio   carcere   di   Caltagirone   (San
              Bonaventura)  è ospitato in un edificio risalente al
              1500,   sicuramente   inadatto   a   permettere   la
              rieducazione dei detenuti;

              - da oltre 7 anni  lo  stesso  non  è  sottoposto  a
              manutenzione, in quanto  sono  stati  già  avviati e
              quasi conclusi i  lavori  di realizzazione del nuovo
              istituto carcerario;

              -  in  atto  il  carcere  calatino  ospita circa 100
              detenuti in locali  angusti,  umidi  e sporchi, dove
              non  possono   essere  garantiti  i  più  elementari
              diritti della persona umana;

              -  nè  vengono,  tantomeno,  garantiti  i diritti di
              difesa  né  quelli  del personale di custodia, degli
              educatori  e  degli  assistenti  sociali e sanitari,
              come  recentemente  segnalato dal sindacato autonomo
              O.S.A.P.P. e dalla F.I.D.H.-lega italiana;

              -  la  nuova  struttura  di contrada Noce dispone di
              almeno 300 posti e potrebbe essere completa in circa
              6 mesi;

              -   una   parte   di   essa   potrebbe  essere  resa
              immediatamente    agibile    per    consentire    il
              trasferimento  dei  detenuti  e del personale che in
              atto si trovano nel vecchio carcere;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire  presso  il  Governo  nazionale,  il
              Ministero  di  Grazia e Giustizia ed il Dipartimento
              dell'amministrazione   penitenziaria,   al  fine  di
              accelerare  il completamento e la consegna del nuovo
              carcere  di  Caltagirone  e,  nelle more, permettere
              l'utilizzazione  delle parti sufficienti ad ospitare
              i  soggetti   attualmente   detenuti  nella  vecchia
              struttura con la utilizzazione del personale in atto
              in servizio,  sollecitando, altresì, l'assunzione di
              altro personale di  vigilanza  e di assistenza, così
              da permettere  la completa utilizzazione dell'intera
              casa di reclusione.

              (25 luglio 2001)
                                FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
                                MERCADANTE

      N. 31 - Interventi   per  la  redazione  di  una  carta  dei
              diritti degli ammalati detenuti in carcere.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - gran  parte  delle  strutture carcerarie risultano
              essere  in  condizioni  particolarmente  disagiate a
              causa  della   loro   vetustà   e   del   ben   noto
              sovraffollamento;

              - tale  situazione  si  ripercuote  soprattutto  sui
              detenuti  che   versano  in  cattive  condizioni  di
              salute;

              - non sempre tali condizioni sono compatibili con il
              regime  carcerario  e  ciononostante  non  sempre  è
              possibile   destinare   tali  soggetti  a  strutture
              sanitarie, sia per  motivi  di sicurezza, sia per la
              non disponibilità di idonei locali;

              -    sarebbe   opportuno   codificare   le   diverse
              fattispecie attraverso  la  redazione  di una vera e
              propria 'carta  dei  diritti degli ammalati detenuti
              in carcere',

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a  verificare  le condizioni delle diverse carceri
              dell'Isola,   con   particolare   riferimento   alla
              situazione sanitaria;

              - ad intervenire  presso  il  Ministro  di  Grazia e
              Giustizia   affinché   si   faccia  promotore  della
              predisposizione   della  'carta  dei  diritti  degli
              ammalati detenuti in carcere', al fine di codificare
              le diverse fattispecie e migliorare le condizioni di
              vita dei reclusi affetti da patologie.

              (25 luglio 2001)
                                   FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
                                   MERCADANTE

      N. 34 - Iniziative  a tutela  delle carceri della Sicilia ed
              in particolare di Marsala.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - ancora una  volta  l'attenzione  del  Dipartimento
              dell'amministrazione   penitenziaria  viene  rivolta
              alle carceri della Provincia regionale di Trapani;

              - senza l'osservanza  di alcun criterio di ordinaria
              prassi   burocratico-amministrativa,  sarebbe  stato
              deciso      da      parte      del      Dipartimento
              dell'amministrazione  penitenziaria  di 'sopprimere'
              la   cassa  circondariale   di   Marsala,   con   la
              consequenziale  messa  in   atto   di  mobilità  del
              relativo personale ivi operante;

              - allo stato attuale  non si conoscono i veri motivi
              che avrebbero determinato la predetta soppressione;

      CONSIDERATO CHE:

              -  il  Ministero  di  Grazia  e  Giustizia,  con  la
              suddetta   decisione,  sembra  mostrare  particolari
              attenzioni negative verso le carceri della Provincia
              regionale  di Trapani (vedi la casa circondariale di
              Castelvetrano     che,     nonostante    tutte    le
              assicurazioni, ancora non risulta essere stata presa
              in   carico  dal  Dipartimento  dell'amministrazione
              penitenziaria);

              -  tale  situazione  crea  un  clima  di malcontento
              nell'intera   categoria   degli  agenti  di  polizia
              penitenziaria ed impiegati civili (trattasi di circa
              70 addetti);

              - tale decisione, se attuata, sarebbe ingiustificata
              in  una  Provincia  quale  quella di Trapani ad alta
              densità mafiosa;

      RITENUTO,   pertanto,  necessario  interessare  dell'esposto
              problema   il   Governo  nazionale, intervenendo  in
              maniera  specifica  presso  il Ministero di Grazia e
              Giustizia,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              ad intraprendere con  perentorietà, attraverso tutti
              i canali istituzionali  praticabili, ogni iniziativa
              atta  a  tutelare  le  carceri   della   Sicilia   e
              particolarmente di Marsala.

              (25 luglio 2001)

                                   FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
                                   LEONTINI

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Le  pongo  congiuntamente  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                                (Sono approvate)

                                     CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico   che  l'onorevole  Leanza  Edoardo  ha
    chiesto di essere  posto in congedo per la seduta odierna.  Non
    sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

     SPAMPINATO.  Chiedo  di  parlare ai sensi dell'articolo 83 del
  Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.   Signor  Presidente,  intervengo  per  mettere  a
  conoscenza con  qualche  ora  di  anticipo  l'Assemblea regionale
  siciliana che oggi pomeriggio alla Camera dei Deputati, nel corso
  della discussione della legge finanziaria, è stata respinta dalla
  maggioranza di  centrodestra, su espressa indicazione del Governo
  nazionale, un  ordine  del  giorno presentato dall'onorevole Rino
  Piscitello  della   Margherita,   che  impegnava  il  Governo  ad
  intervenire sulla Banca di Roma per ottenere il rispetto di tutte
  le clausole  contenute  nel contratto di compravendita del gruppo
  Mediocredito  centrale,  e  tra  queste  quelle  che  prevede  il
  rafforzamento del ruolo  e  della valenza del Banco di Sicilia; a
  non  fornire  il  proprio  gradimento  al  progetto  che  prevede
  l'incorporazione per fusione  del Banco di Sicilia nella Banca di
  Roma, perchè  non  funzionale e non corrispondente agli obiettivi
  legati alla  privatizzazione  del gruppo Mediocredito centrale; a
  richiedere, ove  necessario,  l'applicazione  della  clausola che
  prevede una  penale  per  inadempimento contrattuale del Banco di
  Roma.
       Il Governo,  dopo  aver  rifiutato di accettare l'ordine del
  giorno come  raccomandazione,  su  specifico mandato, ha fatto sì
  che l'Aula bocciasse l'ordine del giorno.
       Signor  Presidente,  considerato  che  il  Presidente  della
  Regione siciliana si  è  impegnato  a riferire all' Aula circa le
  evoluzioni di questa vicenda,  chiedo  se non sia il caso che Lei
  si faccia promotore di  un  intervento  in Aula sul tema da parte
  del Presidente della Regione, alla luce anche di questo ulteriore
  atteggiamento del Governo nazionale che sicuramente non ci lascia
  ben sperare. Grazie.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a
  domani, giovedì 20 dicembre 2001, alle ore 16,30, con il seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     I - COMUNICAZIONI.

    II - DISCUSSIONE   DEL  DISEGNO DI LEGGE RELATIVO ALL'ESERCIZIO
         PROVVISORIO DEL BILANCIO DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
         FINANZIARIO 2002.

   III - DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E
         FINANZIARIA 2002/2004.

         Relatore di maggioranza: on. Antonino Croce
         Relatore di minoranza: on. Angelo Capodicasa

    IV - SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DELLA MOZIONE N. 33, "Istituzione
         della  'giornata di festa della libertà dei popoli europei'",
         degli onorevoli:
                               FLERES - CATANIA G.- BENINATI -
                               LEONTINI

    La seduta è tolta alle ore 19.05.

    Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 21.45.