Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 294 di martedì 24 maggio 2005
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura dei processi  verbali
  delle sedute numero 292 e numero 293 del 18 maggio 2005  che, non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

                         Congedo e missione

    PRESIDENTE    Comunico  che  ha  chiesto  congedo   l'onorevole
  d'Aquino per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,   altresì,   che,  per  ragioni   del   suo   ufficio,
  l'onorevole Forgione è in missione dal 24 al 30 maggio 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  pervenute  le  risposte
  scritte alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per i Beni culturali

   N.  962 - Ripristino delle condizioni minime di sicurezza presso
  l'Istituto Alberghiero di S.M. di Licodia (CT).
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe;

   N.   1914   -   Chiarimenti  sul  ruolo  dell'onorevole   Sgarbi
  relativamente  agli interventi sulla Villa del Casale  di  Piazza
  Armerina (EN).
   Firmatario:Tumino Carmelo;

   da parte dell'Assessore per la Famiglia

   N.  2117  -  Interventi per prevenire una  grave  violazione  di
  legge da parte del Consiglio comunale di Antillo (ME).
   Firmatario: Ardizzone Giovanni.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato  in  data  18  maggio  2005 alla  competente  Commissione
  legislativa  Cultura, formazione e lavoro' (V):

   Norme per la promozione della fondazione  The Brass group'   (n.
  998)
   di iniziativa parlamentare
   inviato in data 18 maggio 2005

       Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazione

    PRESIDENTE   Comunico  che  il   Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  copia  della  deliberazione  n.  204   P.O.R.  Sicilia
  2000/2006 - Adozione definitiva delle modifiche dei capitoli  2.1
  e  2.6  e  ad  alcune misure del complemento di programmazione  -
  Procedura scritta n. 01/2005  del 9 maggio 2005.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, avverto che, con  nota  del  18
  maggio  2005,  pervenuta  in pari data a  questa  Presidenza  (ed
  assunta con prot. n. 7963/Aula-Rag-Sg del 20.05.05)   l'onorevole
  Maria Grazia Elena Brandara ha dichiarato di aderire, a decorrere
  dal 16 maggio 2005, al Gruppo parlamentare  Unione Democratica di
  Centro - Democratici per le Libertà  .
   Conseguentemente l'onorevole Brandara cessa, in pari  data,   di
  far parte del Gruppo parlamentare  Unione Democraticacristiana  e
  di Centro .

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale:

   N.  2229  -  Interventi  per il recupero,  l'acquisizione  e  la
  fruizione dell'ex Hotel Colle San Rizzo nel comune di Messina.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Assessore Agricoltura
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2230  -  Notizie sulla vendita del 90 per cento delle  quote
  azionarie   della  SARCIS  da  parte  del  liquidatore  dell'Ente
  minerario siciliano.
   Presidente Regione
   Assessore Industria
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  2232  -  Interventi  al fine di garantire  il  rispetto  dei
  contratti  stipulati  dalle cantine sociali  con  la  distilleria
  Bertolino riguardanti la distillazione facoltativa.
   Presidente Regione
   Assessore Agricoltura
   Assessore Territorio
   Firmatari: Oddo Camillo; Giannopolo Domenico

   N.  2233  - Interventi per il trasferimento dell'attracco  degli
  aliscafi e delle navi presso il porto di Marina Corta del  comune
  di  Lipari  e notizie in merito all'approvazione del  P.R.G.  dei
  porti e delle rade dello stesso Comune.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2234  -  Interventi urgenti per rimuovere gli  ostacoli  che
  impediscono  il completamento e il recupero della struttura  sita
  in contrada Catutè del comune di Capo d'Orlando (ME) destinata  a
  diventare casa protetta per anziani.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2235  - Interventi urgenti al fine di pervenire alla  rapida
  approvazione  della  revisione del  P.R.G.  del  comune  di  Capo
  d'Orlando (ME).
   Assessore Territorio
   Firmatario: Cracolici Antonino

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposta scritta:

   N.  2231  - Notizie sulle gravi carenze del reparto di anestesia
  e  rianimazione  dell'Ospedale  'Guzzardi'  di Vittoria (RG).
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   N.  2236 - Delucidazioni a proposito dei criteri adottati per la
  scelta  degli uffici decentrati della Regione nella provincia  di
  Catania.
   Presidente Regione
   Assessore Presidenza
   Firmatario: Liotta Santo.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

   numero  254 «Motivi della mancata erogazione dei fondi  previsti
  dalla legge n. 185 del 1992 in favore delle imprese agricole».
   Presidente Regione
   Assessore Agricoltura
   Firmatario: Raiti Salvatore

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  che  respinge l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta  al
  suo turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata, in data 19  maggio
  2005, la seguente mozione:

   numero  433     Iniziative  per  il  comparto  zootecnico  della
  provincia di Ragusa con riguardo alla rimodulazione delle  quote-
  latte ,  degli  onorevoli  Zago Salvatore;  Gurrieri  Sebastiano;
  Speziale  Calogero;  Barbagallo Giovanni; Genovese  Francantonio;
  Oddo Camillo; Panarello Filippo; Tumino Carmelo.

   Avverto   che   la  mozione,  ora  annunziata,   sarà   iscritta
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva  perché  se  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  sottolineare  una  peculiarità della norma che  stiamo  trattando
  anche alla luce delle premesse che l'hanno portata con urgenza in
  Aula.  I presupposti  per far approdare in Aula questa norma  per
  Messina  erano  basati  appunto sulla necessità  e  l'urgenza  di
  risolvere il caso Messina.
   Su   questa   materia  sono  stati  presentati  una   serie   di
  emendamenti che riguardano più in generale la materia  elettorale
  e  io, pertanto, alla luce dei presupposti dell'urgenza che hanno
  portato  questa norma all'iscrizione e, quindi, alla  trattazione
  rapida  in Aula, inviterei la Presidenza a far sì che si  votasse
  solo  ed  esclusivamente sul caso Messina e cioè sulla norma  che
  tende  a  risolvere il problema del commissariamento, extralarge,
  della città di Messina.
   Peraltro, sono stati presentati disegni di legge, tra cui uno  a
  mia  firma,  che trattano la materia elettorale più in  generale;
  quindi, gli emendamenti presentati su questa norma e che trattano
  la  materia elettorale, possono benissimo trovare accoglimento in
  quel  disegno di legge che riguarda  più in generale  la  materia
  elettorale  dei comuni e delle province e lì possono  trovare  il
  terreno,  il  sito  ideale  per  essere  ampiamente  dibattuti  e
  discussi.
   Pertanto,  la  invito  a espungere da questo  disegno  di  legge
  quegli emendamenti che non riguardano Messina e che  renderebbero
  impervio il cammino di questa norma che è, invece, indispensabile
  per la città stessa di Messina.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   Discussione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione  di  disegni di legge. Preciso che la Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari ha stabilito  di  esaminare,
  prioritariamente, il disegno di legge numero 977/A.

   Seguito  della discussione dei disegno di legge «Istituzione  di
  un  ulteriore  turno elettorale autunnale per  il  rinnovo  degli
  organi  dei  comuni  e  delle province  della  Regione.  Modifica
  dell'articolo  8  della legge regionale  2  agosto  2002,  n.  7»
  (977/A)

    PRESIDENTE   Non  sorgendo osservazioni, si  passa  al  seguito
  della  discussione del disegno di legge numero 977/A «Istituzione
  di  un  ulteriore turno elettorale autunnale per il rinnovo degli
  organi  dei  comuni  e  delle province  della  Regione.  Modifica
  dell'articolo  8  della legge regionale 2  agosto  2002,  n.  7»,
  iscritto al numero 2.
   Invito  i componenti la prima Commissione «Affari istituzionali»
  a prendere posto nel relativo banco.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge si è interrotto  nella
  seduta  numero  293  del 18 maggio 2005, dopo la  chiusura  della
  discussione generale.
   Pongo,  quindi,  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Art. 1.

   1.  In  via  straordinaria, e solo per l'anno 2005 verificandosi
  le  condizioni  per  le  nuove elezioni  congiunte  degli  organi
  comunali o provinciali, è istituito il turno elettorale autunnale
  da  tenersi in una domenica compresa tra il 15 ottobre ed  il  15
  dicembre.

   2.  La disposizione di cui al comma 1 si applica anche ai comuni
  che sono stati inclusi nel turno elettorale autunnale del 2000.

   3.  Gli  organi elettivi di cui ai commi 1 e 2 si rinnovano  nel
  turno elettorale del 2011.

   4.  Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
  valutato  per  l'esercizio finanziario 2005 in  300  migliaia  di
  euro, gravano sulle disponibilità dell'U.P.B. 3.2.1.5.1, capitolo
  182514».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dall'onorevole Formica: 1.1;
  -dall'onorevole Cracolici: 1.2;
  -dall'onorevole Incardona: A13.

   Onorevole   Formica,  per  dare  risposta  alla  sua  richiesta,
  purtroppo,  le devo precisare che non è nei miei poteri stabilire
  le  cose  che  lei  ha  proposto. Soltanto i  presentatori  degli
  emendamenti  possono decidere di ritirarli, non io di eliminarli.
  Lei   ha  rivolto  l'invito  alla  Presidenza  di  togliere   gli
  emendamenti che riguardano la materia elettorale. Devono essere i
  presentatori  a  ritirarli  non io a  dichiararli  inammissibili,
  perché  non  sono  inammissibili. Questa  è  la  posizione  della
  Presidenza.

    FORMICA    Forse   sono  stato  poco  chiaro,   ma   interverrò
  successivamente.

    BALDARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALDARI  Signor Presidente, ritiro gli emendamenti di cui  sono
  firmatario.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Gli emendamenti a  mia
  firma si possono considerare ritirati proprio per venire incontro
  all'esigenza di trattare il più presto possibile la norma che  dà
  la possibilità a Messina di andare a votare.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.1.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la   ratio
  dell'emendamento,  tende appunto a risolvere il  caso  Messina  e
  solo Messina.

    SAVARINO  relatore. Non c'è  solo Messina

    FORMICA   Intanto, il caso Messina non inficia  la  istituzione
  da   parte  della  Regione  siciliana,  con  propria  legge,  del
  cosiddetto  eletcion day che ha istituito in un solo turno  nella
  primavera-estate, la celebrazione delle elezioni per  il  rinnovo
  dei  consigli comunali e provinciali che, voglio ricordare, è una
  norma  che razionalizza lo svolgimento delle elezioni ed  inoltre
  fa  risparmiare  un bel po' di soldini alle casse  della  Regione
  stessa.
   L'emendamento  interviene, invece, laddove si  verificano  delle
  gestioni  commissariali  delle  gestioni  straordinarie  che   si
  prolungano oltre un determinato tempo, e tende quindi a mettere a
  regime tutti i casi in cui si dovessero verificare delle gestioni
  commissariali  che  si  prolungano oltre un  determinato  periodo
  nell'emendamento:    è   indicato   un    anno,    ma    potremmo
  convenzionalmente  anche  scegliere un periodo  inferiore  ad  un
  anno, potremmo scegliere anche oltre sei mesi, oltre otto mesi, e
  non  inficia,  non entra nel merito non tocca la istituzione  del
  cosiddetto election day che è una norma che ha razionalizzato  lo
  svolgimento  delle elezioni e che è stata assunta  da  parte  del
  Parlamento  regionale  per  ovviare al  fatto  che  continuamente
  almeno  due volte l'anno c'erano i cosiddetti turni intermedi,  i
  turni di novembre.
   Quindi,  con  questo emendamento, si risolve in maniera  precisa
  l'emergenza  Messina  perché  si da facoltà,  anche  obbligo,  al
  Presidente  della Regione, di convocare dei turni  elettorali  di
  novembre,  nel  caso  in  cui  i  commissariamenti  si  dovessero
  prolungare  oltre  i  dodici  mesi.  E'  una  norma  che   va   a
  disciplinare anche i casi successivi che si dovessero  verificare
  e, quindi, una norma che va a regime e che non inficia, non entra
  nel   merito  non  tocca  il  cosiddetto  election  day,   perché
  altrimenti  per noi sarebbe come un ritorno indietro, un  ritorno
  al  passato,  come  se questo Parlamento andasse  a  sconfessarsi
  rispetto all'operato su una norma importante che è stata  assunto
  solo qualche anno fa, solo due anni fa.
   Quindi,   ritengo  che  in  linea  con  quello  che   erano   le
  aspettative  di  coloro  i quali hanno presentato  la  legge  per
  risolvere il caso Messina, risolve brillantemente il caso Messina
  ma  anche eventualmente altri casi che si dovessero verificare  e
  non   altera  la  statuizione  con  leggi   assunte   da   questo
  Parlamento.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    ho
  presentato  un emendamento a questo disegno di legge che  estende
  la  possibilità di introdurre il turno autunnale non solo per  il
  2005  ma  anche per il 2006.  Considerato che il turno elettorale
  del  2006,  poiché nel 2001 l'Assemblea regionale siciliana,  con
  legge,  stabilì  che il turno unico relativo  all'anno  2001,  il
  famoso election day, in Sicilia si applicava in un periodo tra il
  15  ottobre  e  il  15  dicembre, noi abbiamo questa  situazione:
  nell'autunno   2006 scadono  i comuni che si sono  rinnovati  nel
  2001.
   Credo  che  dobbiamo  dare  oggi certezza  del  momento  in  cui
  saranno  rinnovati gli organi amministrativi delle  città  e  dei
  comuni  che sono stati interessati al voto. Pertanto,  credo  che
  sia del tutto logico e del tutto ovvio estendere il principio del
  turno amministrativo autunnale anche per il 2006.
   Aggiungo,  relativamente all'emendamento presentato dal  collega
  Formica,  che  considero anche illogico questo  emendamento  così
  come è scritto. Capisco il problema, ma la soluzione che si dà al
  problema  rischia di non essere una soluzione perché il fatto  di
  stabilire  che tutti i comuni che abbiano almeno dodici  mesi  di
  commissariamento  votino... Capisco il caso  Messina,  ma  vorrei
  ricordare    che    stiamo   facendo    una    norma    generale,
  obbligatoriamente tra il 15 ottobre e il 15 dicembre è  illogico;
  da  questo  punto  di vista devo dire che ha più  logicità  anche
  lessicale  l'emendamento presentato dall'onorevole Incardona  che
  stabilisce che tranne i comuni sciolti per mafia, in tutti i casi
  dove  si  determina un commissariamento amministrativo  dopo  sei
  mesi  si  va  al  voto.  Cioè, mi sembra più  efficace  la  norma
  Incardona  rispetto alla norma che stabilisce  che per gli  altri
  comuni si voti solo tra  il 15 ottobre e il 15 dicembre.

    GIANNOPOLO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  volevo  fare  una  brevissima
  considerazione  di  carattere generale e  poi,  nel  particolare,
  dichiarare il mio voto contrario all'emendamento 1.1.
   La  considerazione di carattere generale è che a distanza di  un
  po'  di  tempo,  non  so adesso quanti siano gli  anni,  dobbiamo
  prendere atto che il cosiddetto sistema dell'election day  non  è
  un  sistema  che funzioni perché non ci ha messo nella condizione
  di  poter affrontare la transizione, innanzitutto, dal vecchio al
  nuovo sistema del turno elettorale unico.
     Noi abbiamo nella nostra Regione, continuamente, ogni anno  il
  problema  di garantire sia  gestioni straordinarie che   gestioni
  ordinarie  determinate  anche dalla permanenza  in  carica  degli
  organi   democraticamente  eletti.  Sono   esattamente   i   casi
  affrontati dal comma 2 dell'articolo 1,  che l'onorevole  Formica
  vorrebbe  sopprimere,  questi organi,  che sono stati eletti  nel
  novembre  del 2000, quando il mandato del sindaco, del  consiglio
  comunale  era di quattro anni; con una norma che è stata inserita
  nella legge numero  30 del 2000, fu stabilito che a questi comuni
  si  sarebbe  applicata la nuova normativa basata  sulla  maggiore
  durata  del  mandato  e sull'election day,  cosicché  adesso,  ci
  troviamo  nella condizione, paradossale, che prevede  per  questi
  comuni   un  mandato  che,  a  legislazione  invariata,  dovrebbe
  prolungarsi per sei anni e mezzo. Questi comuni, infatti,  se  si
  considera  il  mandato  a  cinque anni,  dovrebbero  scadere  nel
  novembre  del  2005 ma, non essendo previsto un turno  elettorale
  autunnale  in quel periodo, dovrebbero votare nella  primavera  o
  nel   novembre  del  2006;  poiché  non  esiste  un  altro  turno
  elettorale autunnale, si troverebbero a votare esattamente  nella
  primavera del 2007.
   L'onorevole  Formica,  con il suo emendamento,  si  prefigge  lo
  scopo  di  risolvere  il  problema di  Messina,  dicendo  che  la
  gestione straordinaria non può durare più di dodici mesi  ma,  di
  fatto,  acconsente  ad un prolungamento della gestione  ordinaria
  per quasi altri venti mesi; è una cosa che non sta né in cielo né
  in terra
      Ritengo   che,   anche   per  questo  motivo,   l'emendamento
  dell'onorevole Formica non possa essere approvato, nel momento in
  cui  va  a  sostituire  anche  il  comma  2,  la  cui  previsione
  all'articolo 1, invece, è assai pertinente, come ci ha segnalato,
  di recente, anche l'Ufficio legislativo e legale che, chiamato in
  causa dall'assessore Stancanelli, si è espresso per il fatto  che
  già  nel turno elettorale della primavera del 2005, questi comuni
  -  15  in tutta la Sicilia - dovevano andare a rinnovare i propri
  organi.
   L'occasione  di questa legge è propizia per andare incontro,  in
  modo  lineare  e senza passaggi complicati e rocamboleschi,  alle
  esigenze  degli  elettori di questi comuni, in modo  che  possano
  rinnovare  i propri organismi in un tempo ragionevole e legittimo
  qual è quello che vige anche per tutte le altre comunità.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  noi  siamo  i
  maestri   delle   contorsioni,  anche  quando,  in   realtà,   la
  problematica è di semplice soluzione.
   Cosa  ci  proponiamo? Di linearizzare e semplificare il processo
  della  scelta,  da  parte dei cittadini,  delle  istituzioni  che
  devono  governare  un  territorio e  limitare  il  più  possibile
  interventi  straordinari,  cioè quelli  legati  alla  scelta  dei
  commissariamenti.
   Vogliamo   far   durare  il  meno  possibile  il  fatto    extra
  ordinario . Per fare ciò esistono soltanto due  vie percorribili:
  1) decidere di ripristinare il turno autunnale; 2) decidere che i
  comuni   che  vanno  a  votare  straordinariamente  a   novembre,
  mantenendo l'election day, durino in carica cinque anni  e  mezzo
  soltanto una volta,  poi  si ritorna all'election day. O l'una  o
  l'altra, tertium non datur.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  esprimere  apprezzamento  per  l'intervento  fatto  in   premessa
  dall'onorevole  Formica  e,  proprio  per  le  ragioni   addotte,
  invitarlo a ritirare l'emendamento che ha presentato, considerato
  che  il  testo  esitato per l'Aula tiene conto sia  dell'esigenza
  posta  dai  deputati  di  Messina in  rapporto  alla  vicenda  di
  Messina,   sia   della  vicenda,  già  appalesatasi   nella   sua
  incongruenza, di quei comuni che votarono nell'autunno del 2000.
   Modificare  quella  dizione,  credo possa  determinare  problemi
  rispetto  ad  una  rapida approvazione della norma,  fatto  molto
  importante per Messina.
   Io  penso  che  essere  conseguenti con la  possibilità  di  far
  votare,  nel  turno autunnale, i comuni che votarono nell'autunno
  del  2000  ed, allo stesso modo, far votare i comuni che votarono
  nel  2001, come Palermo, sia un modo coerente per risolvere tutti
  i  problemi che si pongono e si sono posti nel corso degli  anni.
  Dopodiché se si vuole  spersonalizzare  - come diremmo in  questi
  casi  -,  l'emendamento Incardona potrebbe  essere  assunto  come
  quello  che  risolve il problema che abbiamo di fronte.  In  ogni
  caso  sono  convinto che una discussione che  vada  oltre  queste
  esigenze contraddica la necessità molto avvertita nella città  di
  Messina,  che  la stessa Presidenza dell'Assemblea conosce  bene,
  in  rapporto alla vicenda che vede quest'importante comune  della
  Sicilia commissariato ormai da diciassette mesi.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   per
  ripetere  le  cose già dette da chi mi ha preceduto,  magari  con
  opinioni  diverse,  però fermo restando l'assoluta  necessità  di
  definire   la   vicenda  Messina  -  non  perché   bisogna   fare
  particolarità  su  Messina bensì perché,  oggettivamente,  è  una
  vicenda  che  va definita stasera stessa -, credo  sia  superfluo
  parlare di tutto il resto.
   Innanzitutto,  devo dire di avere accolto con  soddisfazione  il
  ritiro  degli  emendamenti  da  parte  degli  onorevoli  Baldari,
  Ardizzone ed altri.
   Inoltre,   considerato   il  fatto  che   ho   sentito   parlare
  dell'esistenza    di   pareri   legali   chiesti   dall'assessore
  Stancanelli,  il  quale  non è presente in  Aula  questa  sera  e
  ritenendo  che  soltanto  lui possa  e  debba  dare  notizie  più
  dettagliate e più motivate in merito, pur rispettando la presenza
  del  Governo  questa  sera,  credo sia  opportuno  attendere  che
  l'Assessore per gli enti locali riferisca all'Aula sui pareri che
  esistono e le possibilità che si aprono.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  interverrò
  brevemente per condividere ciò che ha detto l'onorevole Ortisi.
   Non  ci sono altre strade percorribili: o ripristiniamo il turno
  autunnale  e,  quindi,  rinunziamo ad una  legge  che  con  tanto
  clamore,  positivo, fu approvata all'inizio di questa legislatura
  dall'Assemblea  regionale  siciliana  o  votiamo  una  legge  che
  consenta  la  messa a regime di tutte quelle amministrazioni  che
  fino  a  quella  data  avevano rinnovato  gli  organi  nel  turno
  autunnale,  consentendo  alle  relative  amministrazioni  ed   ai
  relativi consigli di permanere in carica per una durata che,  per
  legge,  è  fissata  in  sei mesi in più  rispetto  alla  scadenza
  ordinaria quinquennale.
   Io  credo che l'articolo 1, così come è formulato, relativamente
  alla  città  di  Messina, sia corretto e si  collochi  in  questa
  seconda fattispecie.
   Si  tratta,  a  questo  punto, di ragionare sull'opportunità  di
  estendere il meccanismo a tutti quei comuni che si trovano  nella
  stessa  situazione o di non estenderlo. Non dobbiamo arzigogolare
  troppo rispetto a questo tema.
     L'articolo 1 del disegno di legge dice esattamente questo:  in
  via  straordinaria e per consentire il riallineamento del  comune
  di  Messina all'election day la consiliatura relativa durerà,  di
  fatto,  cinque  anni  e  mezzo'. Bene, se vogliamo  applicare  lo
  stesso   principio  a  tutti  gli  altri  comuni  che,  in   data
  antecedente all'approvazione della legge istitutiva dell'election
  day,  votarono nel turno autunnale, non dobbiamo fare  altro  che
  dire che la stessa norma si applica a tutti i comuni che, in data
  precedente all'approvazione dell'election day, avevano provveduto
  a rinnovare i relativi organi; non c'è altro da fare
   Altrimenti, in un modo o nell'altro, ripristiniamo  più  o  meno
  surrettiziamente il turno autunnale ed allora  non vale più tutto
  ciò  che è stato detto quando abbiamo approvato quella legge  che
  consente   una   riduzione  dei  costi,  una   maggiore   armonia
  nell'espressione  del  voto e nella contestuale  espressione  del
  voto  in  tutti i comuni, eccetera. Stiamo smentendo  esattamente
  quell'obiettivo  per  il quale, con tanto  entusiasmo  e,  credo,
  all'unanimità, in quel momento, votammo quella legge.
   Onorevoli  colleghi,  mi  permetto di  suggerire  al  Presidente
  della  Commissione ed ai colleghi, se lo ritengono, di  estendere
  il  significato dell'articolo 1 a tutti i comuni che si  trovano,
  per un motivo o per un'altro, in una situazione anomala e che  vi
  si trovarono antecedentemente alla legge istitutiva dell'election
  day.
   Per  gli  altri  il problema non si pone, perché  se  un  comune
  viene sciolto per mafia, per dimissioni del sindaco, per sfiducia
  o  per  altro,  comunque rientra nel percorso legato all'election
  day  annuale;  vorrà  dire  che ci saranno  commissariamenti  che
  dureranno dodici, undici, otto, sei, tre mesi, ma che comunque si
  perverrà al rinnovo in unica soluzione e nello stesso periodo per
  tutti.
   Quindi,   mi   permetto   di  suggerire  al   Presidente   della
  Commissione   e  all'Aula,  qualora  ci  fosse  una  condivisione
  rispetto  al  non  abbandono della linea  dell'election  day,  di
  integrare  soltanto l'articolo 1, estendendolo a tutti  i  comuni
  che,  per  un  motivo  o  per un altro, si trovano  nella  stessa
  fattispecie, cioè quella di compiere il quinquennio in  una  data
  diversa  da  quella fissata per l'election day, vale  a  dire  la
  primavera di ogni anno.
   Questa  è  la  mia  tesi  e  ritengo che  essa  ci  consenta  di
  mantenerci  sulla strada maestra. Ha ragione l'onorevole  Ortisi,
  tutto  il  resto  è rabberciato, tutto il resto è pasticciato  e,
  comunque, tutto il resto smentisce noi stessi nel momento in  cui
  a suo tempo votammo l'election day.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  comunico  che   sono   stati
  presentati i seguenti subemendamenti all'emendamento 1.1:

   dall'onorevolo Ortisi: 1.1.1;
   dall'onorevole Formica: 1.1.2.

   Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.47)

   La seduta è ripresa.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, spero di riuscire a fare una sintesi,  visto
  che   si  é  compresa  bene  l'indicazione  maggioritaria  venuta
  dall'Aula. L'emendamento dell'onorevole Formica tendeva - ed é da
  me  condiviso - a rafforzare una situazione, forse la più anomala
  in Sicilia, che é quella che riguarda Messina.
   E'  chiaro  che  vi sono anche altre esigenze, tutte  legittime.
  Innanzitutto,  quei  comuni in cui  si  é  andato  a  votare  nel
  novembre 2000. Ricordo a me stesso che ci sono stati dei  ricorsi
  giudiziari  dinnanzi  al TAR, alla fine rigettati  dal  CGA,  che
  mettevano in discussione la mancata indicazione di questi  comuni
  nel turno elettorale del 15 maggio.
   Questa   legge,  esitata  peraltro  il  primo  marzo   dalla   I
  Commissione   Affari istituzionali' che mi onoro  di  presiedere,
  tendeva a fare chiarezza anche su questo punto.
   Onde  evitare  problemi per i comuni, le cui  elezioni  si  sono
  effettuate  nell'autunno 2001, mi si chiede,  in  particolare  da
  parte  degli onorevoli Fleres e Ortisi, di lasciare il  principio
  dell'election day e di fare chiarezza già in questa fase.
   Poiché, con l'articolo 1, abbiamo chiarito che i comuni  che  si
  rinnovano nell'autunno 2005 vanno a scadenza naturale nel 2011, a
  scanso di equivoci, possiamo fare un'integrazione, scrivendo  che
  gli  organi  elettivi  il cui turno elettorale  venga  effettuato
  nell'autunno 2001, si rinnoveranno nella primavere del 2007; così
  facendo eviteremmo problemi interpretativi di qualunque natura  e
  genere,   anche  per  il  futuro,  salvaguardando  il   principio
  dell'election day.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ardizzone,  bisogna  formalizzare   la
  proposta.

    ARDIZZONE   presidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  ritiro la proposta.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in   votazione   il   subemendamento   1.1.1   a   firma
  dell'onorevole Ortisi.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, andrebbe discusso  l'emendamento
  1.2, dell'onorevole Cracolici.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, con il conforto degli  uffici,
  è  stata decisa un'elencazione degli emendamenti che tiene  conto
  dell'emendamento   1.2,  dell'onorevole  Cracolici   che   è   un
  emendamento  aggiuntivo; mentre l'emendamento 1.1 è  sostitutivo,
  quindi precede.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ovviamente
  non  intendo  assolutamente contrastare con la  competenza  degli
  uffici,  tuttavia, mi permetto di fare osservare che, ove venisse
  approvato  l'emendamento dell'onorevole Cracolici,  l'emendamento
  1.1 decadrebbe.
   Al   contrario,   invece,  se  venisse  approvato  l'emendamento
  dell'onorevole  Formica,  ciò  non  comporterebbe  la   decadenza
  dell'emendamento  dell'onorevole Cracolici,  con  una  confusione
  normativa che non possiamo assolutamente affrontare.
   Per  cui mi permetto di affermare, con tutto il rispetto che  ho
  nei  confronti  degli  uffici,  che  l'emendamento  che  andrebbe
  discusso è l'1.2, dell'onorevole Cracolici.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  purtroppo,  la  logica   non
  sempre presiede ai lavori legislativi
   Esiste   un   Regolamento   che   devo   rispettare,   per   cui
  l'emendamento aggiuntivo è successivo.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 977/A

    PRESIDENTE  Si passa al subemendamento 1.1.1.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
  vorrei  far  ricordare che la legge regionale  25/2000  entrò  in
  vigore nel dicembre 2000.
   Naturalmente,  c'erano comuni che completavano  i  quattro  anni
  nel  novembre  del  2000  e  che avrebbero  votato  la  primavera
  successiva,  ma  c'erano  comuni  che  votarono  dopo  la   legge
  regionale  25/2000. Per cui il discorso che non  potevano  durare
  più della fase a regime, per loro non valeva.
   Questo  è  il  motivo  per  cui mi sono  permesso  di  suggerire
  all'Aula  che, una tantum, quelli che hanno votato dopo la  legge
  25/2000  avrebbero  potuto durare fino alla  sessione  autunnale,
  cinque  anni e poi il turno successivo rimettersi con  gli  altri
  organicamente durando cinque anni e mezzo.
   Ciò  significa che durerebbero cinque anni e mezzo  rispetto  ai
  cinque anni di regime, così come altri sindaci ed il sottoscritto
  durarono quattro anni e mezzo o cinque rispetto ai quattro  anni.
  Sarebbe una cosa normalissima
   Sulla  scia  ed  in  coerenza  con  questo  principio,  mi  sono
  permesso  di  presentare un subemendamento;  considerato  che  la
  ratio  è  quella di affidare ai cittadini la scelta delle persone
  dalle  quali vogliono essere governate e non al governo di turno,
  dobbiamo  fare  in modo che i commissariamenti di qualsiasi  tipo
  durino il meno possibile.
   Ad  esempio  esistono comuni nei quali c'è una  sospensione  del
  consiglio comunale in quanto in qualche sezione si deve andare  a
  rivotare.

    TURANO  Che vuol dire in qualche sezione?

    ORTISI  Le faccio un esempio pratico. C'è un comune in  cui  in
  tre sezioni su trentacinque si sono scoperti errori. Giustamente,
  l'Assessore commissaria, in attesa che in quelle tre  sezioni  si
  rivoti  per completare il Consiglio e rimetterlo nelle condizioni
  di essere rappresentato totalmente.
   Mi  chiedo:  in queste occasioni di turno straordinario,  questo
  commissariamento può finire, per cui si voterebbe a novembre  per
  ripristinare il collegio democraticamente eletto? Ritengo di  sì.
  Infatti,  il  principio  è  che  dobbiamo  fare  durare  il  meno
  possibile i commissari.

    TURANO  Ci furono brogli elettorali

    ORTISI   Forse  sì,  però il sindaco non  fu  coinvolto  perché
  anche  se  queste tre sezioni avessero votato tutte e tre  contro
  l'eletto,   non  avrebbero  raggiunto l'eletto  stesso,  per  cui
  l'Assessore ha commissariato soltanto il consiglio, in attesa  di
  farlo rivotare per ripristinarne la validità.
   Il  commissariamento  può  durare un anno  e  mezzo?  Facciamoli
  votare il più presto possibile e visto che c'è un'occasione  come
  questa  straordinaria, si adeguino a questo. Sempre nella  logica
  della razionalità.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  stiamo correndo un serio rischio. Ci troviamo dinanzi una vicenda
  che  va  sicuramente analizzata ed approfondita  perché  non  v'è
  dubbio   che  quando  si  è  legiferato,  in  questo  Parlamento,
  stabilendo l'election day, purtroppo non ci siamo resi conto  che
  c'erano  una  serie  di enti locali che, per  naturale  scadenza,
  avevano un problema, cioè quello se andare alle elezioni sei mesi
  prima della naturale scadenza oppure sei mesi dopo.
   Il   vero   rischio,  adesso,  è  che  partendo  dalla   vicenda
  messinese, che nulla ha a che vedere con gli enti locali che sono
  stati  regolarmente  eletti e che vanno  alla  regolare  scadenza
  naturale  -  ed  io dubito fortemente che ci sia  bisogno  di  un
  provvedimento legislativo, perché la legge, di fatto, esiste ed è
  quella   che   istituisce  l'election  day   -,   si   attribuirà
  all'Assessore  regionale  per  gli  enti  locali  il  compito  di
  risolvere, con un atto amministrativo, il quesito di quando  quei
  comuni debbano andare al voto, considerando che in autunno non si
  vota.
   Ma  un altro tema, diverso, che si è affrontato in Aula è quello
  che  riguarda il commissariamento dei comuni che prescinde  dalla
  volontà  e  dalla data del voto e che ha una durata  che  nessuna
  legge  può  andare ad identificare facendo correre il rischio  di
  allontanare  sempre  di  più  il  corpo  elettorale  dal  momento
  democratico  della  scelta della propria amministrazione.  Questo
  credo sia proprio il caso di Messina.
   L'unica  cosa che sento di dire, come parlamentare regionale,  è
  che  ho la sensazione, purtroppo, che si continui a procedere  in
  un'attività  legislativa che non tiene più conto degli  interessi
  generali  della  nostra Regione, ma si limita a guardare  singole
  vicende  che  singoli soggetti intendono perseguire ed  ottenere,
  impegnando i lavori di quest'Aula.
     Io  non  so  se  è  il caso, signor Presidente.  Quando  sento
  parlare  di  Palermo e del tentativo di accordo di Palermo  tutti
  sapevamo  che  nel  novembre 2001 si  è  rinnovato  il  Consiglio
  comunale  e  si  è  eletto il nuovo sindaco  di  Palermo.  Quando
  abbiamo  approvato la nuova legge sull'election day sapevamo  che
  tutti  i  comuni che erano stati eletti nelle sessioni  autunnali
  avrebbero avuto una scadenza differita nel tempo.
     Allora  il  quesito, il nodo da sciogliere è solo uno:  questi
  comuni  devono votare sei mesi prima della naturale  scadenza,  e
  cioè  nella  sessione di election day dell'anno  di  scadenza,  o
  nella   sessione  di  election  day  dell'anno  successivo   alla
  scadenza?
   Questo  è l'unico tema che il nostro Parlamento deve sciogliere,
  semmai  ci  fosse  bisogno,  signor  Presidente  -  e  lo  valuti
  attentamente  -, semmai ci fosse bisogno di una norma  di  legge,
  perchè le sessioni elettorali straordinarie una tantum non  fanno
  altro  che  posporre l'analogo problema di cinque anni.  Infatti,
  una  sessione  straordinaria  che  si  terrà  nel  novembre  2005
  arriverà a scadenza naturale in quanto non possiamo allungare  la
  durata di un mandato elettorale perchè è uguale per tutti.
   Se  si  fa una sessione straordinaria nell'autunno del 2005,  la
  naturale  scadenza sarà l'autunno del 2010, dopo 5 anni;  il  che
  significa  che  nel  2010  ci troveremo  di  fronte  allo  stesso
  identico problema.
   Allora  io credo che questo disegno di legge si potrà riassumere
  in  un'unica  norma: tutti gli enti locali che sono stati  eletti
  nelle   sessioni   autunnali   prima   dell'entrata   in   vigore
  dell'election  day, devono essere rieletti sei mesi  prima  della
  naturale scadenza o sei mesi dopo?
   Se   il  Parlamento  risolve  tale  quesito,  per  chi  è  stato
  regolarmente  eletto, non sottoposto a scioglimento  o  ad  altre
  procedure fuori dalle regole, allora lì si può fare una norma.
     Ma  che non sia la  norma Messina', signor Presidente,  poichè
  veramente sminuiamo il ruolo del Parlamento. Sono decine i comuni
  sciolti  per  svariati  motivi  e  che  pagano  il  prezzo  dello
  scioglimento  -  giusto  o sbagliato che  sia  -,  il  comune  di
  Misilmeri  ha  aspettato più di un anno e mezzo per tornare  alle
  urne, per avere l'election day nella sessione primaverile.
   Credo  che  questo sia quello che dovremmo tentare  di  fare  in
  questo Parlamento.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  visti  gli
  argomenti che sono stati trattati qui in Aula e la complessità di
  alcuni emendamenti che meritano un approfondimento, io suggerirei
  all'Aula  di  andare avanti soltanto sulla norma che  prevede  il
  turno   elettorale  per  Messina,  l'articolo  1,  e  tutti   gli
  emendamenti che sono stati presentati a questo disegno di  legge,
  con   l'autorizzazione  delle  Presidenza   siano   rinviati   in
  Commissione per essere esaminati e poi ritornino in Aula  per  la
  votazione del disegno di legge.

    PRESIDENTE   Questa  è  una proposta  assai  innovativa  poichè
  cambia  radicalmente il contenuto di questo dibattito. Ha facoltà
  di parlare un oratore a favore e due contro.

    TURANO  Chiedo di parlare contro la proposta.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor Presidente, non si tratta qui  di  entrare  nel
  merito    della    legittimità   o   dell'opportunità    politica
  dell'emendamento;  si  tratta  di  costituire  un  precedente  in
  relazione al quale, ogni qual volta c'è un emendamento che  viene
  presentato anche da chi non fa parte della Commissione di merito,
  questo viene accantonato per essere rinviato ad altro momento  in
  Aula.  E'  una specie di seconda parte della  legge omnibus'  che
  non sappiamo che fine ha fatto.
   Così  non  si può procedere perché si svuota il ruolo di  questo
  Parlamento.
   Potremmo  blindare  tutto in una riunione e definire  che  tutti
  quegli  emendamenti  che vengono  presentati  dopo  ritornano  in
  Commissione: ed è un vulnus che io, non entrando nel merito delle
  questioni, non vorrei fosse raccolto.
   Mi   permetto,  poi,  di  evidenziare  un  altro  problema.  Noi
  dobbiamo pensare pure a quello che succederà nel giugno del 2006.
  Se,  allora, nel giugno del 2006 dovesse succedere, come è giusto
  che  sia,  di  evitare un ingorgo elettorale,  cosa  accadrà  per
  alcuni  comuni  che sono stati eletti per quattro anni  e  durano
  cinque  anni,  cinque  anni e mezzo? Se  tale  principio  dovesse
  passare  per l'articolo 1, verosimilmente passerà per  l'articolo
  2.
   Se  quello che stiamo per deliberare sull'articolo 1 costituisce
  precedente  anche per l'articolo 2, non potendo utilizzare  unità
  di  misura  diverse, io voglio esprimere il mio  pensiero  su  un
  emendamento a mia firma all'articolo 2.
   Se  la  Presidenza mi assicura che sull'articolo  2  faremo  una
  discussione   diversa,  sono  pronto  ad  intervenire   sul   mio
  emendamento  quando  si parlerà dell'articolo  2.  Però  dobbiamo
  capire qual è l'unità di misura.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, mi  permetto  di  dire  che  le
  proposte possiamo esaminarle tutte, se però rispettiamo le  norme
  regolamentari.
     Questo  disegno  di  legge  è stato esitato  dalla  competente
  Commissione, si è aperta una discussione, è stato dato un termine
  per  la presentazione di emendamenti, gli emendamenti  sono stati
  depositati  entro  i termini previsti. Oggi  siamo  in  Aula  per
  passare all'articolato e votare quindi gli emendamenti presentati
  nei termini.
   Che  poi  un  singolo collega venga qui a dire che,  siccome  vi
  sono  dei  problemi, allora tutti gli emendamenti si rinviano  in
  Commissione in attesa di fare non si sa quale legge...

    PRESIDENTE   In questi casi, parla un oratore a favore  ed  uno
  contro.

    CRACOLICI  Su che cosa?

    PRESIDENTE    La  proposta  di  rinvio  degli  emendamenti   in
  Commissione.

    CRACOLICI  Signor Presidente, il Regolamento prevede il  rinvio
  del   disegno  di  legge  in  Commissione;  nessuna   norma   del
  Regolamento prevede il rinvio di una parte della legge, cioè  gli
  emendamenti.  Allora  o  si  vota  la  proposta  del  rinvio   in
  Commissione o si procede con l'esame.

    PRESIDENTE    Onorevole  Cracolici,  lasci  concludere   questa
  Presidenza.
   In  effetti,  se  non c'è unanimità su questa  proposta,  non  è
  possibile,   non   c'è   niente  da   fare   onorevole   Formica.
  Richiederebbe un'unanimità che abbiamo constatato non esserci.

                PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

    PRESIDENTE  La proposta di rinvio in Commissione non era  stata
  formalizzata,  pertanto  la procedura secondo  la  quale  sarebbe
  stato  previsto  un  intervento a favore  ed  uno  contro  non  è
  applicabile.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  nuovamente per sottolineare ai colleghi quanto già era ampiamente
  prevedibile  e,  cioè,  che  molta parte,  ma  non  tutta,  della
  sinistra,  ha strumentalizzato il problema Messina; non tutta  la
  sinistra, ho detto molta parte della sinistra.

    LO   MONTE,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Da oggi è il centro-sinistra.

    FORMICA   con il trattino. Allora la sinistra,  al  di  là  del
  trattino, ha strumentalizzato il problema Messina avendo in testa
  ben  altro, cercando come sempre di utilizzare qualcosa che nulla
  aveva a che vedere con le sue intenzioni per porre in essere  ben
  altre  aspirazioni e per cercare di risolvere ben altri problemi.
  A certa sinistra nulla interessa del caso Messina, tant'è che nel
  momento  in cui si propone di risolvere solo il caso Messina,  ed
  eventualmente  tutti  gli altri casi di conduzione  straordinaria
  dei  comuni,  propongono  invece di inserire  nella  norma  altri
  articoli che nulla hanno a che vedere con Messina, con l'evidente
  intento  di risolvere i problemi, ma infischiandosene  del  fatto
  che,  così  facendo, vanno a complicare il percorso  della  legge
  che,  se non ci fossero stati questi emendamenti, avremmo  potuto
  approvare stasera.
   Quindi, ancora una volta, invito i falsi paladini

    CRACOLICI   Faccia risolvere il problema a Buzzanca,  facendolo
  dimettere  Avete reso prigioniera una città

    FORMICA   Stiamo  discutendo  il  caso  Messina.  Ritirate  gli
  emendamenti  se avete a cuore il caso Messina. Allora,  onorevole
  Cracolici,  stai  affermando,  ancora  una  volta,  che  utilizzi
  strumentalmente il caso Messina per risolvere altri problemi; noi
  siamo per risolvere il caso Messina.
   Questa  norma è entrata in Aula per risolvere il caso Messina  -
  come  chiesto dal capogruppo DS, onorevole Speziale, e  da  altri
  autorevoli capigruppo del centro-sinistra. Qui si sta  dando  una
  dimostrazione poco edificante.
   Tutti    eravamo    d'accordo   sulla   necessità    evidenziata
  dall'onorevole Ardizzone e da altri deputati di Messina  che  non
  si  poteva più continuare con un commissariamento che mortificava
  la  città  e tutti, d'accordo, siamo stati coerenti nel  chiedere
  che  si  mettesse  all'ordine del giorno  per  l'esame  dell'Aula
  questo disegno di legge.

    PRESIDENTE  Lei ha chiesto di parlare sull'ordine  dei  lavori.
  Formuli la sua proposta.

    FORMICA  Signor Presidente, la proposta è questa: invito  tutti
  ad  essere coerenti con quanto è stato detto ed a ritirare  tutti
  gli  emendamenti  da parte di coloro i quali erano'paladini'  del
  caso Messina.

   PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, prima di  dare  la  parola  ad
  altri, se la proposta dell'onorevole Formica è accolta lo vedremo
  votando i singoli emendamenti.
   Quando  si  passerà  agli emendamenti,  se  c'è  la  volontà  di
  ritirarli  da  parte  dei  presentatori saranno  ritirati;  se  i
  presentatori non li ritirano saranno posti in votazione.
   Poichè  la  discussione sull'articolo 1 e  sugli  emendamenti  è
  conclusa,  si  passa  a  votare i singoli emendamenti  e  ciascun
  gruppo parlamentare o singolo deputato firmatario manifesterà  la
  volontà di ritiro.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                                977/A

    PRESIDENTE    Si  passa  al  subemendamento  1.1.1,   a   firma
  dell'onorevole Ortisi.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare  per
  spiegare il senso dell'emendamento.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente della Commissione.  Onorevoli  colleghi,
  ho compreso nel merito l'emendamento dell'onorevole Ortisi che  è
  abbastanza  chiaro.  Siccome  l'articolo  1  parla  di   elezioni
  congiunte,   consiglio  comunale  e  sindaco,  presidente   della
  provincia  e  consiglio provinciale, vi possono essere  dei  casi
  particolari,   così  come ci sono in Sicilia,  in  cui  vi  è  la
  necessità di andare al rinnovo solo di un organo.
   E'  possibile,  è  successo ad Augusta, non lo  sapevo.  Siccome
  nell'articolo  1  è scritto  verificandosi le condizioni  per  le
  nuove  elezioni congiunte , cioè significa sindaco  e  consiglio,
  noi  aggiungiamo, se mi autorizza l'onorevole Ortisi,  che  nella
  tornata elettorale del 2005 sono inseriti anche i comuni  in  cui
  si vota solo per il consiglio comunale.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  poc'anzi   ho   chiuso   la
  discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti. Se il Presidente
  della  Commissione ritiene di dovere procedere ad una riscrittura
  che  sia  più chiara, più esplicita, la Presidenza può sospendere
  per  qualche  minuto la seduta per consentire  tale  riscrittura.
  Poiché  siamo  in  votazione  posso  dare  la  parola  solo   per
  dichiarazione di voto sui singoli emendamenti.

    ARDIZZONE   presidente della Commissione. Chiedo di  sospendere
  la seduta per qualche minuto.

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.22, è ripresa alle ore20.34)

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Ortisi   ha   ritirato
  l'emendamento 1.1.1.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico   che   è   stato  presentato  dalla   Commissione   il
  subemendamento 1.1.3.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio  più
  che un voto contrario la mia non partecipazione a nessun voto  su
  questo  disegno  di legge, lo avevo già fatto  prima  durante  la
  Presidenza  dell'onorevole Lo Porto, perché ho posto  un  quesito
  alla Presidenza che non è stato risolto. Infatti, l'articolo 1 al
  quale   si  stanno  agganciando  emendamenti,  subemendamenti   e
  quant'altro,  parte da un presupposto scritto nell'articolato  di
  legge, che questa Assemblea ha deciso che un comune d'Italia avrà
  una  durata  di  consiliatura superiore a quanto  previsto  dalla
  legge.
   Un  consiglio comunale e un sindaco restano in carica per cinque
  anni,  invece  l'articolo  1 di questa  legge  dice  che  c'è  un
  consiglio  comunale  e un sindaco che rimarranno  in  carica  per
  oltre cinque anni.
   Credo,  in  primo  luogo,  che noi non  abbiamo  questo  potere;
  inoltre,   che  la Presidenza farebbe bene, lo dico  col  massimo
  rispetto,  a  leggere le proposte di legge esitate all'Aula  e  a
  dichiarare  l'inammissibilità dei testi proposti, qualora  questi
  testi vìolino le norme costituzionali. Credo questa sia una delle
  fattispecie,  perché  non  si può avere  una  durata  di  mandato
  elettorale diversa tra comuni dello stesso Paese.
   Allora,  signor  Presidente,  credo  sia  venuto  il  tempo   di
  prendere  questa  legge,  rinviarla alla Commissione  competente,
  perché  fare una sessione straordinaria per Messina, in  autunno,
  non risolve il problema.
   O  c'è la volontà politica di fare un passo indietro? Di abolire
  l'election day e di tornare alle due sessioni, quella primaverile
  e  quella  autunnale, perché nessuna norma  di  legge  e  neanche
  quella  che  qualcuno già pensa di scrivere  e  di  dire  che  il
  mandato elettorale durerà invece di cinque anni, quattro  anni  e
  mezzo.
   Non  è  possibile legiferare in questa maniera. Non si  può  per
  legge  dire che un mandato elettorale è minore di quanto previsto
  dalla  legge. Non è pensabile. Tutti i comuni, tutte le province,
  lo  stesso  parlamento  regionale si  devono  uniformare.  Non  è
  possibile  che  un  comune duri quattro anni e mezzo,  gli  altri
  durino cinque.
   Signor  Presidente, la invito,  sempre con il massimo  rispetto,
  a   valutare  l'ipotesi  di  rinviare  il  disegno  di  legge  in
  Commissione e renderlo legittimo e di evitare di impegnare questo
  Parlamento   in ulteriori tentativi ed arrampicamenti su  specchi
  lisci
   Io  credo  che  siamo  tanti ad avere  rispetto  per  il  popolo
  messinese, tanti se non tutti, ma siccome il dato è che  si  vota
  in  autunno,  si tornerà a votare in autunno, cosa  facciamo?  La
  legge  per  votare  in questo autunno 2005,  rinviando  ad  altro
  parlamento, il problema si porrà nell'autunno del 2010.
   Una   sola   norma   andava  fatta:  ed   era   una   norma   di
  interpretazione  autentica. Per i comuni  eletti  nelle  sessioni
  autunnali  prima  dell'entrata in vigore  dell'election  day,  si
  doveva  stabilire  se si votava nella sessione dell'election  day
  precedente  alla naturale scadenza, o antecedente  alla  naturale
  scadenza e basta.
   Riprendere  e  ripristinare una sessione autunnale  non  risolve
  alcun  problema perché non è previsto che si possa avere un  ente
  locale  la  cui  durata elettiva è superiore di quella  stabilita
  dalla legge. Non è pensabile.

   PRESIDENTE.  Onorevole Acierno, per non lasciare inascoltato  il
  suo appello, l'Aula, in altre circostanze ha modificato la durata
  delle  consiliature  in diminuzione o in ripristino.  Per  tutte,
  quindi, non  è questo il tema.

    ACIERNO  Per tutte, non  per una su tutte. Il tema è questo.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  ci   troviamo   in   questa
  situazione.   Ci  sono  degli  emendamenti.  Uno  di  riscrittura
  dell'emendamento dell'onorevole Ortisi e l'1.1.3 che  estende  la
  possibilità  di procedere alle elezioni anche per  i  comuni  nei
  quali  l'elezione  è  stata  di  fatto  sospesa  perché  si  sono
  registrati brogli in alcune sezioni.
   C'é  una  richiesta dell'onorevole Acierno di rinviare tutta  la
  materia   in  Commissione.  Questa  stessa  richiesta   è   stata
  precedentemente formulata da altri deputati e non ha raccolto  il
  consenso  dell'Aula  e,  pertanto,  non  la  posso  prendere   in
  considerazione.
   Onorevole  Formica,  onorevole Cracolici, non  si  possono  fare
  dichiarazioni perché così non arriveremo mai ad una soluzione.

    LO  MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  MONTE    ,  assessore per la cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei  dare un contributo di chiarezza al dibattito che fin  qui
  si  è  svolto,  anche per tentare di trovare  una  soluzione  che
  rispecchi,  il più possibile, la volontà di tutto il  Parlamento.
  So  bene  che  parliamo  di  legge elettorale  ed  il  Governo  è
  assolutamente  arbitro,  forse la parola  non  è  neanche  quella
  giusta.
   Sicuramente  il Governo è attento a quello che l'Aula,  nel  suo
  insieme, vorrà legiferare.
   Per  le  motivazioni che diceva l'onorevole Acierno, preoccupato
  perché se non si fa una legge, si rischia di mandare venti comuni
  nella assoluta illegittimità.
   Non   condivido  l'impostazione  che  è  stata  data  da   molti
  interventi,  cioè  noi  stiamo  facendo  la  legge  per  Messina.
  Probabilmente  ne beneficerà anche Messina, ma noi  la  legge  la
  stiamo facendo soprattutto per i venti comuni, onorevole Acierno,
  che rischierebbero di vedersi il mandato prolungato a cinque anni
  e mezzo.
   Sono  dell'avviso che se un gruppo di cittadini di quel  Comune,
  laddove  noi,  se non interveniamo legislativamente,  avrebbe  il
  mandato  prolungato a cinque anni e mezzo e ponesse la questione,
  sono convinto che noi saremmo, sia come legislatori ma anche come
  amministratori di quel Comune, nella piena illegittimità.
   Dobbiamo  assolutamente  dare  una risposta  conciliando  questa
  esigenza  con la esigenza più forte di una legge, l'election  day
  che noi abbiamo voluto quasi all'unanimità.
   Quindi,  dobbiamo  conciliare queste  due  esigenze,  e  in  via
  straordinaria,  dobbiamo  assolutamente  mettere  fine  a  questi
  dubbi,  alle  possibili  interpretazioni  e  fare  chiarezza.  La
  chiarezza  la possiamo fare diminuendo il mandato, questa  è  una
  potestà legislativa che nessuno ci può contestare.
   A   mio  avviso,   se  istituiamo  la  sessione  autunnale,   la
  istituiamo per dare risposta alle cose dette precedentemente. Non
  possiamo  permettere che in venti comuni il mandato sia aumentato
  a cinque anni e mezzo, interveniamo proprio per loro.
   Li  portiamo  a cinque anni e diciamo, nella stessa  legge,  che
  andranno  a  votare  non  più  nel  2011  perché  si  ripeterebbe
  nuovamente  l'errore  legislativo, ma diciamo  che  andrebbero  a
  votare nel 2010.
   Diremmo  fin  da  ora  che  la prossima  legislatura  di  questi
  comuni,  proprio  per riportarli all'election  day,  proprio  per
  essere  in  linea  con quanto unanimemente nel  2000  ricordo  il
  Parlamento  ha  approvato, questi comuni proprio  con  l'election
  day. Ritengo che la legge la possiamo approvare anche stasera con
  qualche  piccolo subemendamento, il fatto ad esempio che la  data
  del  2011 diventi 2010, il fatto che noi interveniamo per  questi
  venti Comuni che avrebbero prolungato il mandato. Il fatto che ci
  inseriamo tutti i casi particolari che potrebbero verificarsi. In
  una sessione straordinaria, se da qui all'autunno si verificano o
  si    verificassero    condizioni    di    straordinarietà,    di
  commissariamenti, di mozioni di sfiducia, è chiaro che è la prima
  sessione favorevole ad essere utilizzata.
   Ritengo che con queste considerazioni si possa arrivare  ad  una
  conclusione condivisa.

    SPEZIALE   Il  Governo  riformuli  l'emendamento   e   noi   lo
  voteremo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, siamo in fase  di   votazione.
  La  Presidenza  ragiona sulla base degli atti presentati.  Non  è
  stato  presentato alcun emendamento se non quello che stiamo  per
  mettere in votazione.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  aggiuntivo  al  comma   1,
  l'emendamento 1.1.3. Il parere del Governo?

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa al subemendamento 1.1.2, che così recita:  Cassare  le
  parole due al primo rigo dell'emendamento 1.1 .

    FORMICA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendendo
  spunto  dalle dichiarazioni formulate dal Governo e  anche  dalle
  varie  proposte che sono state avanzate, avrei anche io  da  fare
  una  proposta ai colleghi: votiamo l'articolo 1, io ritiro il mio
  emendamento  a  patto che gli altri colleghi  ritirino  i  propri
  emendamenti sull'articolo 1.

    PRESIDENTE   Lei  ha  chiesto di parlare per  dichiarazione  di
  voto. Formuli rapidamente la sua dichiarazione di voto.

    FORMICA   Sono  favorevole a che si approvi l'articolo  1  così
  com'è,  o  in  subordine,  a  che si  voti  l'emendamento  da  me
  presentato,  ed  ancora  sono  disponibile  a  ritirare  il   mio
  emendamento   all'articolo  1  qualora  i  colleghi  che  abbiano
  presentato altri emendamenti all'articolo 1 li ritirino.

   PRESIDENTE, il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente della Commissione.  Onorevoli  colleghi,
  scritto  o  no,  così  si  modifica, perché  qua  si  andrebbe  a
  votazione anche senza il verificarsi delle condizioni per  andare
  a  votazione.  E ciò non è possibile, per cui invito  l'onorevole
  Formica a ritirare l'emendamento.

    FORMICA  Ritiro l'emendamento 1.1.2.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  1.1.  Il  parere
  del Governo?

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Preciso che il subemendamento 1.1.3, approvato in precedenza  si
  considera aggiuntivo all'articolo 1.
   Si passa all'emendamento 1.2 a firma dell'onorevole Cracolici.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  evidente
  che  la  mia  dichiarazione di voto non può che essere,  rispetto
  all'emendamento, una dichiarazione di voto favorevole  tanto  più
  vorrei  che l'assessore  Lo Monte che ha dato e che darà  parere,
  mi ascoltasse cortesemente.
   Io  do  parere  favorevole a questo emendamento  per  le  stesse
  ragioni per le quali l'onorevole Lo Monte ha motivato poco fa  il
  giudizio del Governo rispetto al subemendamento 1.1.1. ovvero, se
  non fosse approvato questo emendamento noi vorremmo stabilire che
  i  comuni  che  hanno votato nell'autunno 2001,  vi  ricordo  che
  nell'autunno  2001 si votò non con una sessione straordinaria  ma
  si  votò  perchè fu spostato l'election day dal 15 aprile  al  30
  giugno  nel  periodo 15 ottobre-15 dicembre..  Pertanto,  se  non
  fosse  approvato questo emendamento noi saremmo nella  condizione
  per  cui quei comuni e quelle amministrazioni avrebbero la durata
  di  5  anni  e mezzo e allora per le stesse ragioni  per  cui  il
  Governo  ha  dichiarato poco fa che è impossibile,  inaccettabile
  che la durata di una amministrazione venga in qualche modo tirata
  secondo  logiche  che a questo punto sono del tutto  illeggibili.
  Chiedo  dunque al Governo, alla Commissione e quindi all'Aula  di
  consentire che quelle amministrazioni, non solo Palermo,  possano
  avere certezza non solo della scadenza che è 5 anni, ma anche del
  voto  che non può che essere quindi nella sessione autunnale  del
  2006.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA      Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  nell'articolo 1 siamo intervenuti - e ha fatto bene il Governo ad
  esprimere  quel  parere -,  ma noi interveniamo per  dimensionare
  una  vicenda che è legata ad alcuni comuni nei quali si votò  nel
  novembre 2000 allorquando intervenne poi una legge che estese  la
  vita  delle amministrazioni dai 4 ai 5 anni. Noi oggi  andiamo  a
  sanare  una  vicenda  rispetto alla quale il corpo elettorale  in
  quei  quattordici comuni allora si era espresso rispetto  ad  una
  vita  amministrativa  di  quattro anni.  Oggi  stiamo  andando  a
  regolamentare   quella  vita  amministrativa  perché   il   corpo
  elettorale, vero allora si è espresso sui quattro anni,  ma  oggi
  lo porteremmo a cinque anni e mezzo.
     Diversa  è  la  condizione che qui è affrontata dall'onorevole
  Cracolici.  Nel  2001, nel turno elettorale  del  novembre  2001,
  allora  era chiara la volontà degli elettori per cui la  vita  di
  quell'amministrazione  doveva essere di cinque  anni.  In  questo
  modo,  noi  stiamo  soltanto operando  in  maniera  assolutamente
  schizofrenica reintroducendo di nuovo il turno elettorale.  E  la
  vicenda  è  chiara,  lo diciamo qui a chiare  lettere  che  è  la
  vicenda  Palermo,  per cui il corpo elettorale a  Palermo  sapeva
  perfettamente   che  essendoci  un  turno  unico  elettorale   in
  primavera  sarebbe stato di cinque anni e mezzo
     Perché allora rispetto al dato del novembre 2000 quando, e  lì
  la  fattispecie è diversa, votò per i quattordici comuni,  allora
  il  corpo  elettorale  esprimeva un voto per  quattro  anni.  Per
  Palermo  ed  è questa la vicenda che riguarda quest'Aula,  questa
  sera,  perché la chiamiamo con un suo nome ed è Palermo, il corpo
  elettorale sapeva che si esprimeva per cinque anni e mezzo perché
  già  nel  dicembre  del  2000 si portò la vita  amministrativa  a
  cinque   anni,  ma  soprattutto  si  istituiva  un  unico   turno
  elettorale,  quello primaverile. Mi pare pazzesco che  quest'Aula
  voglia  intervenire  in  maniera  schizofrenica.  Quindi,  invito
  l'Aula  a  bocciare questo emendamento e chiedo  cortesemente  al
  Governo che si rimetta all'Aula.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE    presidente  della  Commissione.  Io   non   voglio
  necessariamente perorare fino in fondo la causa di Messina perché
  la  ritengo  esclusiva,  per  carità   Però  proprio  riferendomi
  all'intervento    dell'onorevole   Acierno   che    parlava    di
  costituzionalità  o  meno, io inviterei l'onorevole  Cracolici  e
  l'Aula a riflettere su questo emendamento per un secondo.
   Il  problema  dei comuni in cui si era votato nel novembre  2000
  si  è posto ed è stato posto dinnanzi agli organi giurisdizionali
  perché  non c'era certezza sulla data su cui si doveva  andare  a
  votare. Questa stessa certezza non c'è in ordine ai comuni in cui
  si  è votato nell'autunno del 2001. Ora, quello che mi chiedo  è:
  non vorrei che insistendo su questa norma poiché stiamo riducendo
  un  termine  elettorale già prefissato per legge, il  Commissario
  dello Stato possa impugnare tale norma.

    PRESIDENTE   Le posizioni sono molto chiare, le  argomentazioni
  altrettanto. Non ci sono.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Io non vorrei che  per
  questo emendamento dell'onorevole Cracolici il Commissario  dello
  Stato impugnasse tutto l'articolo 1.

    ANTINORO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente, concordo  con  quanto  sostenuto
  dall'onorevole Misuraca.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto congedo  gli  onorevoli
  Crisafulli,  Oddo, De Benedictis, Stancanelli,  Infurna,  Cimino,
  Scoma, Maurici, Vicari e Giambrone.
   Comunico,  altresì,  che il Presidente della Regione,  onorevole
  Cuffaro, ha chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il parere del Governo?

    LO   MONTE,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Il Governo si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE   presidente della Commissione.  La  Commissione   si
  rimette all'Aula.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

  (Gli   onorevoli  Capodicasa,  Giannopolo,  Incardona,  Manzullo,
  Morinello, Spampinato, Tumino e  Zago appoggiano la richiesta.)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco  il  significato  del voto:  chi   vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          26
   Contrari            19

                        (L'Assemblea approva)

   Comunico    che    è   stato   presentato   dalla    Commissione
  l'emendamento  1.2  bis.  Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

    LO   MONTE,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la  pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

               Richiesta di verifica del numero legale

    MISURACA  Chiedo la verifica del numero legale.

  (Alla  richiesta si associano gli onorevoli Moschetto,  Beninati,
  Catania Giuseppe, Confalone, Mercadante)

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            31

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale.  Pertanto,  sospendo  la
  seduta, avvertendo che riprenderà fra un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 21,08 è ripresa alle ore 22.15)

   La seduta è ripresa.

    BALDARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    BALDARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dire  che  avevo  dato la mia disponibilità a ritirare  la  firma
  degli  emendamenti che avevo presentato per agevolare il percorso
  del   famoso    caso  Messina',  anche  se  è  impropria   questa
  definizione.
   Visto  che  questo non è successo, riappongo la mia  firma  agli
  emendamenti.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che,
  considerato  il  clima  con il quale si è svolta  anche  in  modo
  confuso la votazione  di circa un'ora fa...

    CRACOLICI  Confusa, perché?

    ANTINORO  Confusa,  onorevole Cracolici. Credo sia  opportuno,
  per   evitare  nuove  richieste  di  numero  legale   e   rinvii,
  considerato  che la materia che stiamo trattando, è  estremamente
  delicata   e, peraltro, gli emendamenti annunciati dall'onorevole
  Baldari,  sui quali ha riapposto la firma, documentano  anche  un
  interesse  a   svolgere queste argomentazioni con  serenità,  con
  calma,    credo  sia  opportuno  che  vi  sia  una  riunione   di
  maggioranza che chiarisca, almeno al nostro interno, le  idee  su
  come proseguire.
   La  inviterei  a  un  rinvio a domattina o a domani  pomeriggio,
  fermo  restando poi che i capigruppo di maggioranza,  abbiamo  il
  dovere  di  riunirsi qualche ora prima per concordare  una  linea
  comune da seguire.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si passa  all'emendamento  A
  13. Lo pongo in votazione.

    CONFALONE  Chiedo la verifica del numero legale.

   (La  richiesta  è  approggiata anche  dagli  onorevoli  Formica,
  Misuraca, Incardona e Paffumi)

                     Verifica del numero legale

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   essendo   la   richiesta
  appoggiata a termine di Regolamento, indìco la votazione  per  la
  verifica del numero legale.
   Dichiaro aperta la verifica del  numero legale.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica del numero legale.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Comunico il risultato della  verifica  del  numero
  legale:

   Presenti ............. 12

   Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.

      (Gli onorevoli Baldari, Confalone, Speziale e Turano fanno
                 rilevare la loro presenza in Aula)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO      Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    in
  considerazione  del  fatto che domani, probabilmente,  non  potrò
  partecipare  ai  lavori d'Aula per un fatto  personale  e  avendo
  presentato   all'articolo 2 un emendamento  che,  purtroppo,  nel
  testo  è riportato in maniera difforme rispetto alla realtà della
  mia   vera   volontà,   volevo  spiegare  qual   è   la   ragione
  dell'emendamento.

    PRESIDENTE  Onorevole Turano, se lei domani non sarà  presente
  l'emendamento  decadrà perché ha soltanto la sua  firma.  Quindi,
  lei   può   esprimere  le  sue  motivazioni  ma  è  assolutamente
  irrilevante ai fini dell'andamento dei lavori d'Aula.

    TURANO  Signor Presidente, sto parlando dell'emendamento  A15;
  siccome nel testo c'é scritto  20.000 abitanti  e non voglio dare
  l'impressione   che   questo  emendamento  possa   inficiare   la
  rielezione di alcuni colleghi, volevo che si prendesse  atto  che
  il termine 20.000 abitanti è da intendere come 40.000 abitanti.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata   a
  mercoledì, 25 maggio 2005, alle ore 17.00, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - Comunicazioni.
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera D)  e 153 del Regolamento interno, della mozione:

        N. 433 -  Iniziative  per  il comparto zootecnico  della
                 provincia   di   Ragusa   con   riguardo   alla
                 rimodulazione delle quote-latte.

                                     ZAGO - GURRIERI - SPEZIALE -
                           BARBAGALLO GENOVESE - ODDO - PANARELLO
                                                         - TUMINO

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1) - «Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
             il rinnovo degli ogani dei comuni e delle province della Regione.
             Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
             7». (977/A) (Seguito)
         2) - «Norme per la libera circolazione degli appartenenti alle
             Forze dell'ordine ed al Corpo dei vigili del fuoco sui mezzi di
             trasporto pubblico locale» (964-883-903/A) (Seguito)
         3) - «Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario» (867/A)
             (Seguito)

       IV   - Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

       V   - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 291 -        Valutazione   dell'operato   dell'Ambito
                   territoriale      ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio     idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo     e
                   provvedimenti consequenziali.

                     GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -     Affidamento del  Servizio idrico integrato
                   nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                   ORLANDO-CRACOLICI-FERRO-FORGIONE-GIANNOPOLO

       VI   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
         Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
         dell'Unione europea.
  VII   -  Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 22.22

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.50

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   ARDIZZONE.  -«Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  alla
  presidenza e all'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali, premesso che:

   al   comune  di  Antillo  (ME)  sono  assegnati  12  consiglieri
  comunali;

   allo  stato, a seguito del decesso di un consigliere comunale  e
  delle  dimissioni  di altri 5, il consiglio, dopo  varie  vicende
  giudiziarie  ancora pendenti dinnanzi al Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa, ha un quorum funzionale di appena  7  consiglieri
  comunali;

   i  7  consiglieri comunali rimasti in carica, compreso l'attuale
  presidente  del  Consiglio comunale, in data  23  febbraio  2005,
  hanno   chiesto  la  convocazione  del  Consiglio  comunale   per
  discutere una mozione di sfiducia al sindaco;

   il  presidente del Consiglio comunale ha proceduto alla relativa
  convocazione  per  giorno  6  marzo 2005,  alle  ore  19.30,  con
  all'o.d.g. 'Mozione di sfiducia al sindaco di Antillo, Antonio Di
  Ciuccio, ai sensi della l.r. n. 7/1992 e dell'art. 10 della  l.r.
  n. 35/1997, così come sostituito dall'art. 2, comma 1, della l.r.
  n. 25 del 16 dicembre 2000 e successive modifiche;

   rilevato che l'art. 10 della legge regionale 15 settembre  1997,
  n.  35,  così  come sostituito dall'art. 2, comma 1, della  legge
  regionale  16 dicembre 2000, n. 25, testualmente recita:  '1.  Il
  sindaco,  il  presidente della provincia e le  rispettive  giunte
  cessano  dalla carica in caso di approvazione di una  mozione  di
  sfiducia  votata  per  appello nominale  dal  65  per  cento  dei
  consiglieri  assegnati o, nei comuni aventi  popolazione  sino  a
  diecimila  abitanti, con la maggioranza dei  quattro  quinti  dei
  consiglieri assegnati.';

   ritenuto,  quindi, nella fattispecie del comune di Antillo,  che
  per  approvare la mozione di sfiducia al sindaco siano  necessari
  almeno  10  voti  espressi  per appello  nominale  da  parte  dei
  consiglieri comunali assegnati che sono 12;

   preso  atto  che il Consiglio comunale di Antillo allo  stato  è
  composto  solo da 7 consiglieri comunali sui 12 assegnati  e,  di
  conseguenza, la mozione di sfiducia non può essere legittimamente
  approvata;

   ritenuto, ancora, che il presidente del Consiglio comunale è  il
  primo  garante  del  corretto  funzionamento  dei  rapporti   tra
  Esecutivo e Consiglio;

   considerato che:

   lo  stesso presidente del Consiglio comunale risulta essere  tra
  i  firmatari  della  mozione di sfiducia, per cui  è  presumibile
  ritenere  che  egli stesso reputi legittimo dare corso  alla  sua
  votazione,  nonostante l'attuale composizione  del  Consiglio:  7
  consiglieri sui 12 assegnati;

   ancora  è  pendente  giudizio dinnanzi  al  C.G.A.,  chiamato  a
  decidere  in via definitiva sulla legittimità del decreto  del  3
  maggio  2004,  con  il  quale  il  Presidente  della  Regione   e
  l'Assessore per le autonomie locali hanno dichiarato decaduto  il
  Consiglio  comunale  di  Antillo, per sopravvenuta  mancanza  del
  numero  legale  minimo di consiglieri, e nominato contestualmente
  un   commissario  straordinario  in  sostituzione  del  Consiglio
  comunale fino alla scadenza naturale dell'organo ordinario;

   per sapere se:

   l'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali   e   le
  autonomie  locali  non intenda intervenire con  immediatezza  per
  prevenire la grave violazione di legge che verrebbe compiuta  dal
  Consiglio  comunale  di  Antillo con  l'illegittima  approvazione
  della mozione di sfiducia;

   ove  il  presidente del Consiglio comunale dovesse dare  seguito
  alla mozione di sfiducia votata da un numero inferiore ai quattro
  quinti  dei  consiglieri  assegnati al  Comune  di  Antillo,  non
  intenda  avviare, ai sensi e per gli effetti della l.r. 15  marzo
  1963,  n. 16, le procedure di scioglimento del Consiglio comunale
  per grave violazione di legge.» (2117)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2117,
  trasformata con richiesta di risposta scritta, ai sensi dell'art.
  140, commi 4 e 5, del Regolamento interno dell'ARS, così come  da
  nota  del Segretario Generale di codesta Assemblea prot. n.  7606
  del  13  maggio  2005,  si  rappresenta che,  sulla  vicenda  del
  Consiglio  comunale  di Antillo non è stato  adottato,  da  parte
  dell'Assessorato   regionale  delle   autonomie   locali,   alcun
  provvedimento,  in  quanto,  essendo  stato  adito   il   giudice
  amministrativo,   era   doveroso  attendere   il   pronunciamento
  dell'organo giurisdizionale.
   Infatti la deliberazione n. 8 del 6 marzo 2005, con la quale  il
  Consiglio  comunale  ha  approvato con 7 voti  favorevoli,  su  7
  consiglieri  in  carica  e presenti, la mozione  di  sfiducia  al
  sindaco,  è  stata impugnata con due distinti ricorsi, presentati
  dinanzi  al  TAR Catania dal sindaco Di Ciuccio e dal vicesindaco
  Palella.
   Con  decreto  n. 546 del 7 aprile 2005, il Presidente  del  TAR,
  preso  in  esame il primo dei ricorsi, ha accolto la  domanda  di
  sospensione  cautelare, ritenendo sussistente, nella  specie,  il
  richiesto  requisito  dell'estrema  gravità  del  danno  e  della
  correlata   e   conseguente  urgenza   della   tutela   cautelare
  monocratica,   tenuto  conto  dell'immediata  operatività   della
  delibera consiliare impugnata.
   Nella  stessa data (7 aprile 2005) con ordinanza n.  591/05,  il
  TAR  Catania  ha accolto la domanda di sospensione cautelare  del
  medesimo provvedimento, impugnato con il secondo ricorso.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore  per  gli  enti
  locali, all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica  istruzione  e  all'Assessore  per  i  lavori  pubblici,
  premesso che:

   -  i  nuovi locali dell'Istituto Alberghiero di S.M. di  Licodia
  (CT) sono stati consegnati di recente;

   -  sembra  che  i  locali  non  siano  forniti  di  impianto  di
  riscaldamento,  il  che crea non solo disagi  agli  studenti,  ma
  anche  tutti  i rischi derivanti dall'inevitabile utilizzo  delle
  stufe elettriche adoperate per riscaldare in parte le aule;

   -  alcuni  fili  elettrici sembra siano scoperti,  con  tutti  i
  rischi facilmente intuibili;

   -  alcune  uscite  di  sicurezza  sarebbero  chiuse,  impedendo,
  evidentemente,  la rapida evacuazione dell'istituto  in  casi  di
  emergenza;

   per  sapere  quali provvedimenti si intendano intraprendere  per
  ristabilire le condizioni minime di sicurezza (impianto elettrico
  a  norma  e  uscite di sicurezza interamente fruibili)  presso  i
  locali  dell'istituto Alberghiero di S.M. di Licodia e se non  si
  ritenga di dover predisporre un'apposita ispezione.» (962)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla  interrogazione  numero  962,
  l'onorevole   interrogante   ha  chiesto   di   conoscere   quali
  provvedimenti   si  intendano intraprendere  per  ristabilire  le
  condizioni  minime  di  sicurezza presso i  locali  dell'Istituto
  alberghiero  di  S.M.  di  Licodia e  non  si  ritenga  di  dover
  predisporre un'apposita ispezione.
   Al  riguardo  si  rappresenta che agli atti  di  questo  Ufficio
  risulta  che il Servizio Edilizia scolastica e universitaria  del
  Dipartimento della Pubblica Istruzione ha ricevuto notizie  sulla
  situazione  dell'immobile da parte della Provincia  regionale  di
  Catania,  con  nota  del  6  marzo 2003,  rappresentando  che  il
  predetto immobile, di proprietà del comune di S.M. di Licodia,  è
  stato  concesso,  a  titolo  gratuito,  in  comodato  d'uso  alla
  Provincia regionale di Catania con convenzione datata 28 novembre
  2002.
   Detto  immobile, realizzato per adibirlo ad asilo nido, è  stato
  oggetto  di interventi per poter essere utilizzato come  istituto
  professionale alberghiero.
   Sono  stati  effettuati pertanto tutta una serie  di  interventi
  per  l'adeguamento degli impianti tecnologici (luce, gas,  etc.),
  per  l'abbattimento  delle  barriere architettoniche,  nonché  la
  realizzazione  di servizi igienici e laboratori di cucina,  etc.,
  al  fine  di  consentire un normale e regolare svolgimento  delle
  attività didattiche.
   Considerato che l'interrogazione in argomento risulta datata  24
  dicembre  2002,  e  che  dalla risposta fornita  dalla  Provincia
  regionale di Catania nel corso del 2003 si evince che sono  stati
  realizzati  gli interventi che consentono un normale  e  regolare
  svolgimento delle attività didattiche, si ritiene che  i  quesiti
  posti  dall'onorevole  interrogante  possano  essere  considerati
  superati.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   TUMINO.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   l'Assessore  pro  - tempore, on. Granata, con  D.A.  n.  57  del
  9/7/2004  ha  incaricato  l'on. Sgarbi della  'predisposizione  e
  coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare  per
  la  conservazione,  la  tutela e la  valorizzazione  della  Villa
  Romana di Piazza Armerina';

   la  nomina  dell'on. Sgarbi è avvenuta mentre il  gen.  Conforti
  era  ancora  coordinatore di tutti gli interventi  che  le  varie
  istituzioni,  per  le rispettive competenze, dovevano  effettuare
  sulla Villa e senza che allo stesso venisse revocato l'incarico;

   con  la  convenzione  del 18 agosto 2004, sottoscritta  dall'on.
  Granata,  dal presidente della Provincia di Enna, dal sindaco  di
  Piazza  Armerina  e  dall'on.  Sgarbi,  veniva  istituito  l'Alto
  Commissariato, unico organismo di gestione della Villa Romana;

   con   nota  del  22  ottobre  2004,  rivolta  ai  soprannominati
  firmatari,  al  Presidente della Regione e al Dirigente  generale
  dell'Assessorato beni culturali, l'attuale Assessore per  i  beni
  culturali,  on.  Pagano, ha negato la validità della  convenzione
  del  18 agosto 2004 precisando che essa 'non può ritenersi valida
  ad impegnare risorse finanziarie tratte dal POR Sicilia 2000/2006
  a  diretta  titolarità di questa Amministrazione né a  costituire
  nuovi uffici regionali';

   l'assessore  Pagano,  condividendo  il  proposito  palesato  nel
  citato   D.A.  57/2004,  ha  confermato  la  nomina   di   Sgarbi
  limitandone   però   le   competenze  alla   sola   attività   di
  coordinamento  generale degli interventi  da  realizzare  per  la
  tutela  e  valorizzazione della Villa Romana  del  Casale  'fermo
  restando  che  egli  potrà in tale veste efficacemente  agire  di
  concerto  con gli enti in indirizzo'; con esclusione, dunque,  di
  poteri  e/o competenze circa la 'predisposizione... di tutti  gli
  interventi e la conservazione dei mosaici';

   con  l'incarico conferito prima a Conforti e poi  a  Sgarbi,  il
  Governo    regionale   sembra   voler   affermare,    anche    se
  indirettamente, l'inadeguatezza delle strutture amministrative  e
  tecniche, sia centrali che periferiche, dell'Assessorato dei beni
  culturali;

   con  la  conferma  dell'on.  Sgarbi, l'assessore  Pagano  sembra
  condividere   quella  convinzione  nonostante  sia  di   assoluta
  evidenza  che  l'on. Sgarbi non è stato capace di  coordinare  la
  macchina  amministrativa nè di valorizzare  i  numerosi  tecnici,
  anche di grande livello, che vi lavorano;

   è  acquisito  che  il  Governo vuole  proporre  un  concorso  di
  progettazione per la copertura della Villa Romana,  fatto  questo
  che,  al  di là delle rassicuranti affermazioni sul rispetto  dei
  tempi,  determina una grandissima preoccupazione  sulla effettiva
  possibilità di completamento dell'opera e taglia fuori il  Centro
  di  Restauro, già incaricato della progettazione della copertura,
  che ha già prodotto e depositato il progetto stesso;

   per sapere:

   perché,  se  il  ridimensionamento del ruolo dell'on.  Sgarbi  è
  condiviso  dall'Assessore in carica, non provvede,  come  sarebbe
  doveroso,  ad annullare il precedente decreto assessoriale  e  ad
  emanarne  un altro con le necessarie definizioni delle competenze
  attribuite,   dei  corrispettivi  economici  e   delle   relative
  coperture; una lettera non può modificare quanto affermato in  un
  decreto,   peraltro  oggettivamente  illegittimo  perché   delega
  competenze che lo stesso assessore non possiede;

   chi   dovrà   farsi  carico  delle  spese  corrispondenti   alle
  iniziative già poste in essere dall'on. Sgarbi: elaborazione  dei
  progetti Benelli-Trizzino e Canali; presenza e lavoro per un mese
  circa  di  restauratori dei mosaici; presenza a  Piazza  Armerina
  dello stesso Sgarbi e dei suoi tecnici;

   se  il  ruolo dell'on. Sgarbi sarà quello di un consulente  che,
  in  quanto  tale,  non  può nominare alcuno  né  può  attribuirsi
  competenze di alcuna delle istituzioni interessate alla Villa;

   se  il Governo vuole che il lavoro di restauro dei mosaici della
  Villa  prescinda dalla copertura, così da essere quantomeno certi
  che l'urgentissimo intervento sul mosaico abbia luogo ed, in tale
  ipotesi, con quali tempi e con quali procedure.» (1914)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1914,
  l'onorevole   interrogante   ha  chiesto   di   conoscere   quali
  provvedimenti  si  intendono adottare per definire  le  linee  di
  intervento per portare a compimento il progetto di restauro della
  Villa  del Casale di Piazza Armerina, con particolare riferimento
  al ruolo dell'onorevole Sgarbi.
   Al  riguardo, si rappresenta che la Villa del Casale è  inserita
  nel  PIT  n. 11 della Provincia regionale di Enna, nonché  in  un
  intervento di restauro inserito nel programma degli interventi  a
  titolarità regionale del circuito delle aree archeologiche.
   Nel  corso  del 2003 questa Amministrazione, su richiesta  della
  Unità  di crisi presieduta dal generale Conforti e istituita  per
  fare  fronte ad alcune incursioni vandaliche e ad un  furto  alla
  biglietteria,   ha   affidato  al   Centro   regionale   per   la
  progettazione e il restauro il compito di redigere un progetto di
  restauro  della Villa del Casale, individuando nella persona  del
  Direttore del Museo archeologico della Villa romana del Casale il
  responsabile del procedimento e nella Soprintendenza di Enna,  la
  stazione appaltante.
   Dopo   l'inserimento   dell'intervento   nel   programma   degli
  interventi a titolarità regionale, nel luglio del 2004 il  Centro
  regionale  ha  trasmesso il progetto preliminare al  responsabile
  del procedimento per la verifica prevista dalla normativa vigente
  e alla Soprintendenza di Enna per il nulla osta di rito.
   L'iter  previsto  che  prevedeva il completamento  del  progetto
  esecutivo  entro  la fine del 2004, la gara  per  la  scelta  del
  contraente nei primi mesi del 2005 e la durata dei lavori  in  24
  mesi,  ossia con un buon margine rispetto alla chiusura  del  POR
  Sicilia  2000  - 2006, si è però interrotto con l'emanazione  del
  decreto n. 57 del 9 luglio 2004 di nomina dell'onorevole Sgarbi a
  coordinatore  di  tutti  gli  interventi  da  realizzare  per  la
  conservazione, la valorizzazione della Villa del Casale;  decreto
  di cui la Giunta regionale ha preso atto con deliberazione n. 262
  del 9 luglio 2004.
   Dopo  l'insediamento  dello scrivente all'Assessorato  dei  beni
  culturali  avvenuto l'1 settembre 2004 ed una serie  di  incontri
  con gli uffici e gli enti competenti, è intervenuto l'articolo 80
  della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, che ha previsto la
  possibilità  che la Giunta di Governo nomini un Alto  Commissario
  al  fine di concentrare in un unico soggetto il coordinamento  di
  tutti  gli  interventi da porre in essere  per  la  tutela  e  la
  valorizzazione della Villa Romana di Piazza Armerina,  il  quale,
  avvalendosi  direttamente degli uffici  della  Soprintendenza  di
  Enna,  provvede a predisporre, promuovere e coordinare tutti  gli
  interventi  per  la conservazione, la tutela e la  valorizzazione
  della Villa Romana di Piazza Armerina.
   In  attuazione  della  predetta legge, con  deliberazione  della
  Giunta di Governo intervenuta nei primi mesi del corrente anno, è
  stato  confermato  l'onorevole Sgarbi  Alto  Commissario  per  il
  coordinamento dei lavori della Villa del Casale.
   Si  ritiene, pertanto, che i dubbi e le richieste sollevate  con
  l'interrogazione in argomento sono stati superati dall'entrata in
  vigore della predetta legge.»

                                                 L'Assessore PAGANO

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE N. 977/A ''ISTITUZIONE DI UN ULTERIORE  TURNO
  ELETTORALE  AUTUNNALE PER IL RINNOVO DEGLI ORGANI DEI  COMUNI  E
  DELLE  PROVINCE  DELLA REGIONE. MODIFICA DELL'ARTICOLO  8  DELLA
  LEGGE REGIONALE 2 AGOSTO 2002, N. 7 .

    -All'articolo  1:

   Emendamento 1.1.3:

   Nella  tornata  elettorale autunnale del  2005  sono  inseriti
  anche i comuni in cui, in forza di provvedimento giudiziario, è
  stato annullato in tutto o in parte il voto per il rinnovo  del
  Consiglio comunale .

   Emendamento 1.2:

  Dopo il  comma 1 aggiungere  il seguente:

   1  bis.  E'  istituito  un turno autunnale  straordinario,  da
  tenersi  tra  il  15 ottobre ed il 15 dicembre  2006,  per  gli
  organi  elettivi  il  cui  turno elettorale   si  è  effettuato
  nell'autunno del 2001.'

   Emendamento 1.2  bis:

  Al comma 3 dell'articolo 1 sostituire   2011  con   2010 .