Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute numero 292 e numero 293 del 18 maggio 2005 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
Congedo e missione
PRESIDENTE Comunico che ha chiesto congedo l'onorevole
d'Aquino per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Forgione è in missione dal 24 al 30 maggio 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state pervenute le risposte
scritte alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per i Beni culturali
N. 962 - Ripristino delle condizioni minime di sicurezza presso
l'Istituto Alberghiero di S.M. di Licodia (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 1914 - Chiarimenti sul ruolo dell'onorevole Sgarbi
relativamente agli interventi sulla Villa del Casale di Piazza
Armerina (EN).
Firmatario:Tumino Carmelo;
da parte dell'Assessore per la Famiglia
N. 2117 - Interventi per prevenire una grave violazione di
legge da parte del Consiglio comunale di Antillo (ME).
Firmatario: Ardizzone Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato in data 18 maggio 2005 alla competente Commissione
legislativa Cultura, formazione e lavoro' (V):
Norme per la promozione della fondazione The Brass group' (n.
998)
di iniziativa parlamentare
inviato in data 18 maggio 2005
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazione
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della deliberazione n. 204 P.O.R. Sicilia
2000/2006 - Adozione definitiva delle modifiche dei capitoli 2.1
e 2.6 e ad alcune misure del complemento di programmazione -
Procedura scritta n. 01/2005 del 9 maggio 2005.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che, con nota del 18
maggio 2005, pervenuta in pari data a questa Presidenza (ed
assunta con prot. n. 7963/Aula-Rag-Sg del 20.05.05) l'onorevole
Maria Grazia Elena Brandara ha dichiarato di aderire, a decorrere
dal 16 maggio 2005, al Gruppo parlamentare Unione Democratica di
Centro - Democratici per le Libertà .
Conseguentemente l'onorevole Brandara cessa, in pari data, di
far parte del Gruppo parlamentare Unione Democraticacristiana e
di Centro .
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale:
N. 2229 - Interventi per il recupero, l'acquisizione e la
fruizione dell'ex Hotel Colle San Rizzo nel comune di Messina.
Presidente Regione
Assessore Turismo
Assessore Agricoltura
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2230 - Notizie sulla vendita del 90 per cento delle quote
azionarie della SARCIS da parte del liquidatore dell'Ente
minerario siciliano.
Presidente Regione
Assessore Industria
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2232 - Interventi al fine di garantire il rispetto dei
contratti stipulati dalle cantine sociali con la distilleria
Bertolino riguardanti la distillazione facoltativa.
Presidente Regione
Assessore Agricoltura
Assessore Territorio
Firmatari: Oddo Camillo; Giannopolo Domenico
N. 2233 - Interventi per il trasferimento dell'attracco degli
aliscafi e delle navi presso il porto di Marina Corta del comune
di Lipari e notizie in merito all'approvazione del P.R.G. dei
porti e delle rade dello stesso Comune.
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2234 - Interventi urgenti per rimuovere gli ostacoli che
impediscono il completamento e il recupero della struttura sita
in contrada Catutè del comune di Capo d'Orlando (ME) destinata a
diventare casa protetta per anziani.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2235 - Interventi urgenti al fine di pervenire alla rapida
approvazione della revisione del P.R.G. del comune di Capo
d'Orlando (ME).
Assessore Territorio
Firmatario: Cracolici Antonino
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta:
N. 2231 - Notizie sulle gravi carenze del reparto di anestesia
e rianimazione dell'Ospedale 'Guzzardi' di Vittoria (RG).
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 2236 - Delucidazioni a proposito dei criteri adottati per la
scelta degli uffici decentrati della Regione nella provincia di
Catania.
Presidente Regione
Assessore Presidenza
Firmatario: Liotta Santo.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
numero 254 «Motivi della mancata erogazione dei fondi previsti
dalla legge n. 185 del 1992 in favore delle imprese agricole».
Presidente Regione
Assessore Agricoltura
Firmatario: Raiti Salvatore
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
suo turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, in data 19 maggio
2005, la seguente mozione:
numero 433 Iniziative per il comparto zootecnico della
provincia di Ragusa con riguardo alla rimodulazione delle quote-
latte , degli onorevoli Zago Salvatore; Gurrieri Sebastiano;
Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio;
Oddo Camillo; Panarello Filippo; Tumino Carmelo.
Avverto che la mozione, ora annunziata, sarà iscritta
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sottolineare una peculiarità della norma che stiamo trattando
anche alla luce delle premesse che l'hanno portata con urgenza in
Aula. I presupposti per far approdare in Aula questa norma per
Messina erano basati appunto sulla necessità e l'urgenza di
risolvere il caso Messina.
Su questa materia sono stati presentati una serie di
emendamenti che riguardano più in generale la materia elettorale
e io, pertanto, alla luce dei presupposti dell'urgenza che hanno
portato questa norma all'iscrizione e, quindi, alla trattazione
rapida in Aula, inviterei la Presidenza a far sì che si votasse
solo ed esclusivamente sul caso Messina e cioè sulla norma che
tende a risolvere il problema del commissariamento, extralarge,
della città di Messina.
Peraltro, sono stati presentati disegni di legge, tra cui uno a
mia firma, che trattano la materia elettorale più in generale;
quindi, gli emendamenti presentati su questa norma e che trattano
la materia elettorale, possono benissimo trovare accoglimento in
quel disegno di legge che riguarda più in generale la materia
elettorale dei comuni e delle province e lì possono trovare il
terreno, il sito ideale per essere ampiamente dibattuti e
discussi.
Pertanto, la invito a espungere da questo disegno di legge
quegli emendamenti che non riguardano Messina e che renderebbero
impervio il cammino di questa norma che è, invece, indispensabile
per la città stessa di Messina.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Preciso che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito di esaminare,
prioritariamente, il disegno di legge numero 977/A.
Seguito della discussione dei disegno di legge «Istituzione di
un ulteriore turno elettorale autunnale per il rinnovo degli
organi dei comuni e delle province della Regione. Modifica
dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7»
(977/A)
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, si passa al seguito
della discussione del disegno di legge numero 977/A «Istituzione
di un ulteriore turno elettorale autunnale per il rinnovo degli
organi dei comuni e delle province della Regione. Modifica
dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7»,
iscritto al numero 2.
Invito i componenti la prima Commissione «Affari istituzionali»
a prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si è interrotto nella
seduta numero 293 del 18 maggio 2005, dopo la chiusura della
discussione generale.
Pongo, quindi, in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
1. In via straordinaria, e solo per l'anno 2005 verificandosi
le condizioni per le nuove elezioni congiunte degli organi
comunali o provinciali, è istituito il turno elettorale autunnale
da tenersi in una domenica compresa tra il 15 ottobre ed il 15
dicembre.
2. La disposizione di cui al comma 1 si applica anche ai comuni
che sono stati inclusi nel turno elettorale autunnale del 2000.
3. Gli organi elettivi di cui ai commi 1 e 2 si rinnovano nel
turno elettorale del 2011.
4. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
valutato per l'esercizio finanziario 2005 in 300 migliaia di
euro, gravano sulle disponibilità dell'U.P.B. 3.2.1.5.1, capitolo
182514».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Formica: 1.1;
-dall'onorevole Cracolici: 1.2;
-dall'onorevole Incardona: A13.
Onorevole Formica, per dare risposta alla sua richiesta,
purtroppo, le devo precisare che non è nei miei poteri stabilire
le cose che lei ha proposto. Soltanto i presentatori degli
emendamenti possono decidere di ritirarli, non io di eliminarli.
Lei ha rivolto l'invito alla Presidenza di togliere gli
emendamenti che riguardano la materia elettorale. Devono essere i
presentatori a ritirarli non io a dichiararli inammissibili,
perché non sono inammissibili. Questa è la posizione della
Presidenza.
FORMICA Forse sono stato poco chiaro, ma interverrò
successivamente.
BALDARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALDARI Signor Presidente, ritiro gli emendamenti di cui sono
firmatario.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Gli emendamenti a mia
firma si possono considerare ritirati proprio per venire incontro
all'esigenza di trattare il più presto possibile la norma che dà
la possibilità a Messina di andare a votare.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ratio
dell'emendamento, tende appunto a risolvere il caso Messina e
solo Messina.
SAVARINO relatore. Non c'è solo Messina
FORMICA Intanto, il caso Messina non inficia la istituzione
da parte della Regione siciliana, con propria legge, del
cosiddetto eletcion day che ha istituito in un solo turno nella
primavera-estate, la celebrazione delle elezioni per il rinnovo
dei consigli comunali e provinciali che, voglio ricordare, è una
norma che razionalizza lo svolgimento delle elezioni ed inoltre
fa risparmiare un bel po' di soldini alle casse della Regione
stessa.
L'emendamento interviene, invece, laddove si verificano delle
gestioni commissariali delle gestioni straordinarie che si
prolungano oltre un determinato tempo, e tende quindi a mettere a
regime tutti i casi in cui si dovessero verificare delle gestioni
commissariali che si prolungano oltre un determinato periodo
nell'emendamento: è indicato un anno, ma potremmo
convenzionalmente anche scegliere un periodo inferiore ad un
anno, potremmo scegliere anche oltre sei mesi, oltre otto mesi, e
non inficia, non entra nel merito non tocca la istituzione del
cosiddetto election day che è una norma che ha razionalizzato lo
svolgimento delle elezioni e che è stata assunta da parte del
Parlamento regionale per ovviare al fatto che continuamente
almeno due volte l'anno c'erano i cosiddetti turni intermedi, i
turni di novembre.
Quindi, con questo emendamento, si risolve in maniera precisa
l'emergenza Messina perché si da facoltà, anche obbligo, al
Presidente della Regione, di convocare dei turni elettorali di
novembre, nel caso in cui i commissariamenti si dovessero
prolungare oltre i dodici mesi. E' una norma che va a
disciplinare anche i casi successivi che si dovessero verificare
e, quindi, una norma che va a regime e che non inficia, non entra
nel merito non tocca il cosiddetto election day, perché
altrimenti per noi sarebbe come un ritorno indietro, un ritorno
al passato, come se questo Parlamento andasse a sconfessarsi
rispetto all'operato su una norma importante che è stata assunto
solo qualche anno fa, solo due anni fa.
Quindi, ritengo che in linea con quello che erano le
aspettative di coloro i quali hanno presentato la legge per
risolvere il caso Messina, risolve brillantemente il caso Messina
ma anche eventualmente altri casi che si dovessero verificare e
non altera la statuizione con leggi assunte da questo
Parlamento.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
presentato un emendamento a questo disegno di legge che estende
la possibilità di introdurre il turno autunnale non solo per il
2005 ma anche per il 2006. Considerato che il turno elettorale
del 2006, poiché nel 2001 l'Assemblea regionale siciliana, con
legge, stabilì che il turno unico relativo all'anno 2001, il
famoso election day, in Sicilia si applicava in un periodo tra il
15 ottobre e il 15 dicembre, noi abbiamo questa situazione:
nell'autunno 2006 scadono i comuni che si sono rinnovati nel
2001.
Credo che dobbiamo dare oggi certezza del momento in cui
saranno rinnovati gli organi amministrativi delle città e dei
comuni che sono stati interessati al voto. Pertanto, credo che
sia del tutto logico e del tutto ovvio estendere il principio del
turno amministrativo autunnale anche per il 2006.
Aggiungo, relativamente all'emendamento presentato dal collega
Formica, che considero anche illogico questo emendamento così
come è scritto. Capisco il problema, ma la soluzione che si dà al
problema rischia di non essere una soluzione perché il fatto di
stabilire che tutti i comuni che abbiano almeno dodici mesi di
commissariamento votino... Capisco il caso Messina, ma vorrei
ricordare che stiamo facendo una norma generale,
obbligatoriamente tra il 15 ottobre e il 15 dicembre è illogico;
da questo punto di vista devo dire che ha più logicità anche
lessicale l'emendamento presentato dall'onorevole Incardona che
stabilisce che tranne i comuni sciolti per mafia, in tutti i casi
dove si determina un commissariamento amministrativo dopo sei
mesi si va al voto. Cioè, mi sembra più efficace la norma
Incardona rispetto alla norma che stabilisce che per gli altri
comuni si voti solo tra il 15 ottobre e il 15 dicembre.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, volevo fare una brevissima
considerazione di carattere generale e poi, nel particolare,
dichiarare il mio voto contrario all'emendamento 1.1.
La considerazione di carattere generale è che a distanza di un
po' di tempo, non so adesso quanti siano gli anni, dobbiamo
prendere atto che il cosiddetto sistema dell'election day non è
un sistema che funzioni perché non ci ha messo nella condizione
di poter affrontare la transizione, innanzitutto, dal vecchio al
nuovo sistema del turno elettorale unico.
Noi abbiamo nella nostra Regione, continuamente, ogni anno il
problema di garantire sia gestioni straordinarie che gestioni
ordinarie determinate anche dalla permanenza in carica degli
organi democraticamente eletti. Sono esattamente i casi
affrontati dal comma 2 dell'articolo 1, che l'onorevole Formica
vorrebbe sopprimere, questi organi, che sono stati eletti nel
novembre del 2000, quando il mandato del sindaco, del consiglio
comunale era di quattro anni; con una norma che è stata inserita
nella legge numero 30 del 2000, fu stabilito che a questi comuni
si sarebbe applicata la nuova normativa basata sulla maggiore
durata del mandato e sull'election day, cosicché adesso, ci
troviamo nella condizione, paradossale, che prevede per questi
comuni un mandato che, a legislazione invariata, dovrebbe
prolungarsi per sei anni e mezzo. Questi comuni, infatti, se si
considera il mandato a cinque anni, dovrebbero scadere nel
novembre del 2005 ma, non essendo previsto un turno elettorale
autunnale in quel periodo, dovrebbero votare nella primavera o
nel novembre del 2006; poiché non esiste un altro turno
elettorale autunnale, si troverebbero a votare esattamente nella
primavera del 2007.
L'onorevole Formica, con il suo emendamento, si prefigge lo
scopo di risolvere il problema di Messina, dicendo che la
gestione straordinaria non può durare più di dodici mesi ma, di
fatto, acconsente ad un prolungamento della gestione ordinaria
per quasi altri venti mesi; è una cosa che non sta né in cielo né
in terra
Ritengo che, anche per questo motivo, l'emendamento
dell'onorevole Formica non possa essere approvato, nel momento in
cui va a sostituire anche il comma 2, la cui previsione
all'articolo 1, invece, è assai pertinente, come ci ha segnalato,
di recente, anche l'Ufficio legislativo e legale che, chiamato in
causa dall'assessore Stancanelli, si è espresso per il fatto che
già nel turno elettorale della primavera del 2005, questi comuni
- 15 in tutta la Sicilia - dovevano andare a rinnovare i propri
organi.
L'occasione di questa legge è propizia per andare incontro, in
modo lineare e senza passaggi complicati e rocamboleschi, alle
esigenze degli elettori di questi comuni, in modo che possano
rinnovare i propri organismi in un tempo ragionevole e legittimo
qual è quello che vige anche per tutte le altre comunità.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo i
maestri delle contorsioni, anche quando, in realtà, la
problematica è di semplice soluzione.
Cosa ci proponiamo? Di linearizzare e semplificare il processo
della scelta, da parte dei cittadini, delle istituzioni che
devono governare un territorio e limitare il più possibile
interventi straordinari, cioè quelli legati alla scelta dei
commissariamenti.
Vogliamo far durare il meno possibile il fatto extra
ordinario . Per fare ciò esistono soltanto due vie percorribili:
1) decidere di ripristinare il turno autunnale; 2) decidere che i
comuni che vanno a votare straordinariamente a novembre,
mantenendo l'election day, durino in carica cinque anni e mezzo
soltanto una volta, poi si ritorna all'election day. O l'una o
l'altra, tertium non datur.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
esprimere apprezzamento per l'intervento fatto in premessa
dall'onorevole Formica e, proprio per le ragioni addotte,
invitarlo a ritirare l'emendamento che ha presentato, considerato
che il testo esitato per l'Aula tiene conto sia dell'esigenza
posta dai deputati di Messina in rapporto alla vicenda di
Messina, sia della vicenda, già appalesatasi nella sua
incongruenza, di quei comuni che votarono nell'autunno del 2000.
Modificare quella dizione, credo possa determinare problemi
rispetto ad una rapida approvazione della norma, fatto molto
importante per Messina.
Io penso che essere conseguenti con la possibilità di far
votare, nel turno autunnale, i comuni che votarono nell'autunno
del 2000 ed, allo stesso modo, far votare i comuni che votarono
nel 2001, come Palermo, sia un modo coerente per risolvere tutti
i problemi che si pongono e si sono posti nel corso degli anni.
Dopodiché se si vuole spersonalizzare - come diremmo in questi
casi -, l'emendamento Incardona potrebbe essere assunto come
quello che risolve il problema che abbiamo di fronte. In ogni
caso sono convinto che una discussione che vada oltre queste
esigenze contraddica la necessità molto avvertita nella città di
Messina, che la stessa Presidenza dell'Assemblea conosce bene,
in rapporto alla vicenda che vede quest'importante comune della
Sicilia commissariato ormai da diciassette mesi.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non per
ripetere le cose già dette da chi mi ha preceduto, magari con
opinioni diverse, però fermo restando l'assoluta necessità di
definire la vicenda Messina - non perché bisogna fare
particolarità su Messina bensì perché, oggettivamente, è una
vicenda che va definita stasera stessa -, credo sia superfluo
parlare di tutto il resto.
Innanzitutto, devo dire di avere accolto con soddisfazione il
ritiro degli emendamenti da parte degli onorevoli Baldari,
Ardizzone ed altri.
Inoltre, considerato il fatto che ho sentito parlare
dell'esistenza di pareri legali chiesti dall'assessore
Stancanelli, il quale non è presente in Aula questa sera e
ritenendo che soltanto lui possa e debba dare notizie più
dettagliate e più motivate in merito, pur rispettando la presenza
del Governo questa sera, credo sia opportuno attendere che
l'Assessore per gli enti locali riferisca all'Aula sui pareri che
esistono e le possibilità che si aprono.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò
brevemente per condividere ciò che ha detto l'onorevole Ortisi.
Non ci sono altre strade percorribili: o ripristiniamo il turno
autunnale e, quindi, rinunziamo ad una legge che con tanto
clamore, positivo, fu approvata all'inizio di questa legislatura
dall'Assemblea regionale siciliana o votiamo una legge che
consenta la messa a regime di tutte quelle amministrazioni che
fino a quella data avevano rinnovato gli organi nel turno
autunnale, consentendo alle relative amministrazioni ed ai
relativi consigli di permanere in carica per una durata che, per
legge, è fissata in sei mesi in più rispetto alla scadenza
ordinaria quinquennale.
Io credo che l'articolo 1, così come è formulato, relativamente
alla città di Messina, sia corretto e si collochi in questa
seconda fattispecie.
Si tratta, a questo punto, di ragionare sull'opportunità di
estendere il meccanismo a tutti quei comuni che si trovano nella
stessa situazione o di non estenderlo. Non dobbiamo arzigogolare
troppo rispetto a questo tema.
L'articolo 1 del disegno di legge dice esattamente questo: in
via straordinaria e per consentire il riallineamento del comune
di Messina all'election day la consiliatura relativa durerà, di
fatto, cinque anni e mezzo'. Bene, se vogliamo applicare lo
stesso principio a tutti gli altri comuni che, in data
antecedente all'approvazione della legge istitutiva dell'election
day, votarono nel turno autunnale, non dobbiamo fare altro che
dire che la stessa norma si applica a tutti i comuni che, in data
precedente all'approvazione dell'election day, avevano provveduto
a rinnovare i relativi organi; non c'è altro da fare
Altrimenti, in un modo o nell'altro, ripristiniamo più o meno
surrettiziamente il turno autunnale ed allora non vale più tutto
ciò che è stato detto quando abbiamo approvato quella legge che
consente una riduzione dei costi, una maggiore armonia
nell'espressione del voto e nella contestuale espressione del
voto in tutti i comuni, eccetera. Stiamo smentendo esattamente
quell'obiettivo per il quale, con tanto entusiasmo e, credo,
all'unanimità, in quel momento, votammo quella legge.
Onorevoli colleghi, mi permetto di suggerire al Presidente
della Commissione ed ai colleghi, se lo ritengono, di estendere
il significato dell'articolo 1 a tutti i comuni che si trovano,
per un motivo o per un'altro, in una situazione anomala e che vi
si trovarono antecedentemente alla legge istitutiva dell'election
day.
Per gli altri il problema non si pone, perché se un comune
viene sciolto per mafia, per dimissioni del sindaco, per sfiducia
o per altro, comunque rientra nel percorso legato all'election
day annuale; vorrà dire che ci saranno commissariamenti che
dureranno dodici, undici, otto, sei, tre mesi, ma che comunque si
perverrà al rinnovo in unica soluzione e nello stesso periodo per
tutti.
Quindi, mi permetto di suggerire al Presidente della
Commissione e all'Aula, qualora ci fosse una condivisione
rispetto al non abbandono della linea dell'election day, di
integrare soltanto l'articolo 1, estendendolo a tutti i comuni
che, per un motivo o per un altro, si trovano nella stessa
fattispecie, cioè quella di compiere il quinquennio in una data
diversa da quella fissata per l'election day, vale a dire la
primavera di ogni anno.
Questa è la mia tesi e ritengo che essa ci consenta di
mantenerci sulla strada maestra. Ha ragione l'onorevole Ortisi,
tutto il resto è rabberciato, tutto il resto è pasticciato e,
comunque, tutto il resto smentisce noi stessi nel momento in cui
a suo tempo votammo l'election day.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti subemendamenti all'emendamento 1.1:
dall'onorevolo Ortisi: 1.1.1;
dall'onorevole Formica: 1.1.2.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.43, è ripresa alle ore 19.47)
La seduta è ripresa.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, spero di riuscire a fare una sintesi, visto
che si é compresa bene l'indicazione maggioritaria venuta
dall'Aula. L'emendamento dell'onorevole Formica tendeva - ed é da
me condiviso - a rafforzare una situazione, forse la più anomala
in Sicilia, che é quella che riguarda Messina.
E' chiaro che vi sono anche altre esigenze, tutte legittime.
Innanzitutto, quei comuni in cui si é andato a votare nel
novembre 2000. Ricordo a me stesso che ci sono stati dei ricorsi
giudiziari dinnanzi al TAR, alla fine rigettati dal CGA, che
mettevano in discussione la mancata indicazione di questi comuni
nel turno elettorale del 15 maggio.
Questa legge, esitata peraltro il primo marzo dalla I
Commissione Affari istituzionali' che mi onoro di presiedere,
tendeva a fare chiarezza anche su questo punto.
Onde evitare problemi per i comuni, le cui elezioni si sono
effettuate nell'autunno 2001, mi si chiede, in particolare da
parte degli onorevoli Fleres e Ortisi, di lasciare il principio
dell'election day e di fare chiarezza già in questa fase.
Poiché, con l'articolo 1, abbiamo chiarito che i comuni che si
rinnovano nell'autunno 2005 vanno a scadenza naturale nel 2011, a
scanso di equivoci, possiamo fare un'integrazione, scrivendo che
gli organi elettivi il cui turno elettorale venga effettuato
nell'autunno 2001, si rinnoveranno nella primavere del 2007; così
facendo eviteremmo problemi interpretativi di qualunque natura e
genere, anche per il futuro, salvaguardando il principio
dell'election day.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, bisogna formalizzare la
proposta.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Signor Presidente,
ritiro la proposta.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 1.1.1 a firma
dell'onorevole Ortisi.
SPEZIALE Signor Presidente, andrebbe discusso l'emendamento
1.2, dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, con il conforto degli uffici,
è stata decisa un'elencazione degli emendamenti che tiene conto
dell'emendamento 1.2, dell'onorevole Cracolici che è un
emendamento aggiuntivo; mentre l'emendamento 1.1 è sostitutivo,
quindi precede.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
non intendo assolutamente contrastare con la competenza degli
uffici, tuttavia, mi permetto di fare osservare che, ove venisse
approvato l'emendamento dell'onorevole Cracolici, l'emendamento
1.1 decadrebbe.
Al contrario, invece, se venisse approvato l'emendamento
dell'onorevole Formica, ciò non comporterebbe la decadenza
dell'emendamento dell'onorevole Cracolici, con una confusione
normativa che non possiamo assolutamente affrontare.
Per cui mi permetto di affermare, con tutto il rispetto che ho
nei confronti degli uffici, che l'emendamento che andrebbe
discusso è l'1.2, dell'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, purtroppo, la logica non
sempre presiede ai lavori legislativi
Esiste un Regolamento che devo rispettare, per cui
l'emendamento aggiuntivo è successivo.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 977/A
PRESIDENTE Si passa al subemendamento 1.1.1.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente
vorrei far ricordare che la legge regionale 25/2000 entrò in
vigore nel dicembre 2000.
Naturalmente, c'erano comuni che completavano i quattro anni
nel novembre del 2000 e che avrebbero votato la primavera
successiva, ma c'erano comuni che votarono dopo la legge
regionale 25/2000. Per cui il discorso che non potevano durare
più della fase a regime, per loro non valeva.
Questo è il motivo per cui mi sono permesso di suggerire
all'Aula che, una tantum, quelli che hanno votato dopo la legge
25/2000 avrebbero potuto durare fino alla sessione autunnale,
cinque anni e poi il turno successivo rimettersi con gli altri
organicamente durando cinque anni e mezzo.
Ciò significa che durerebbero cinque anni e mezzo rispetto ai
cinque anni di regime, così come altri sindaci ed il sottoscritto
durarono quattro anni e mezzo o cinque rispetto ai quattro anni.
Sarebbe una cosa normalissima
Sulla scia ed in coerenza con questo principio, mi sono
permesso di presentare un subemendamento; considerato che la
ratio è quella di affidare ai cittadini la scelta delle persone
dalle quali vogliono essere governate e non al governo di turno,
dobbiamo fare in modo che i commissariamenti di qualsiasi tipo
durino il meno possibile.
Ad esempio esistono comuni nei quali c'è una sospensione del
consiglio comunale in quanto in qualche sezione si deve andare a
rivotare.
TURANO Che vuol dire in qualche sezione?
ORTISI Le faccio un esempio pratico. C'è un comune in cui in
tre sezioni su trentacinque si sono scoperti errori. Giustamente,
l'Assessore commissaria, in attesa che in quelle tre sezioni si
rivoti per completare il Consiglio e rimetterlo nelle condizioni
di essere rappresentato totalmente.
Mi chiedo: in queste occasioni di turno straordinario, questo
commissariamento può finire, per cui si voterebbe a novembre per
ripristinare il collegio democraticamente eletto? Ritengo di sì.
Infatti, il principio è che dobbiamo fare durare il meno
possibile i commissari.
TURANO Ci furono brogli elettorali
ORTISI Forse sì, però il sindaco non fu coinvolto perché
anche se queste tre sezioni avessero votato tutte e tre contro
l'eletto, non avrebbero raggiunto l'eletto stesso, per cui
l'Assessore ha commissariato soltanto il consiglio, in attesa di
farlo rivotare per ripristinarne la validità.
Il commissariamento può durare un anno e mezzo? Facciamoli
votare il più presto possibile e visto che c'è un'occasione come
questa straordinaria, si adeguino a questo. Sempre nella logica
della razionalità.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
stiamo correndo un serio rischio. Ci troviamo dinanzi una vicenda
che va sicuramente analizzata ed approfondita perché non v'è
dubbio che quando si è legiferato, in questo Parlamento,
stabilendo l'election day, purtroppo non ci siamo resi conto che
c'erano una serie di enti locali che, per naturale scadenza,
avevano un problema, cioè quello se andare alle elezioni sei mesi
prima della naturale scadenza oppure sei mesi dopo.
Il vero rischio, adesso, è che partendo dalla vicenda
messinese, che nulla ha a che vedere con gli enti locali che sono
stati regolarmente eletti e che vanno alla regolare scadenza
naturale - ed io dubito fortemente che ci sia bisogno di un
provvedimento legislativo, perché la legge, di fatto, esiste ed è
quella che istituisce l'election day -, si attribuirà
all'Assessore regionale per gli enti locali il compito di
risolvere, con un atto amministrativo, il quesito di quando quei
comuni debbano andare al voto, considerando che in autunno non si
vota.
Ma un altro tema, diverso, che si è affrontato in Aula è quello
che riguarda il commissariamento dei comuni che prescinde dalla
volontà e dalla data del voto e che ha una durata che nessuna
legge può andare ad identificare facendo correre il rischio di
allontanare sempre di più il corpo elettorale dal momento
democratico della scelta della propria amministrazione. Questo
credo sia proprio il caso di Messina.
L'unica cosa che sento di dire, come parlamentare regionale, è
che ho la sensazione, purtroppo, che si continui a procedere in
un'attività legislativa che non tiene più conto degli interessi
generali della nostra Regione, ma si limita a guardare singole
vicende che singoli soggetti intendono perseguire ed ottenere,
impegnando i lavori di quest'Aula.
Io non so se è il caso, signor Presidente. Quando sento
parlare di Palermo e del tentativo di accordo di Palermo tutti
sapevamo che nel novembre 2001 si è rinnovato il Consiglio
comunale e si è eletto il nuovo sindaco di Palermo. Quando
abbiamo approvato la nuova legge sull'election day sapevamo che
tutti i comuni che erano stati eletti nelle sessioni autunnali
avrebbero avuto una scadenza differita nel tempo.
Allora il quesito, il nodo da sciogliere è solo uno: questi
comuni devono votare sei mesi prima della naturale scadenza, e
cioè nella sessione di election day dell'anno di scadenza, o
nella sessione di election day dell'anno successivo alla
scadenza?
Questo è l'unico tema che il nostro Parlamento deve sciogliere,
semmai ci fosse bisogno, signor Presidente - e lo valuti
attentamente -, semmai ci fosse bisogno di una norma di legge,
perchè le sessioni elettorali straordinarie una tantum non fanno
altro che posporre l'analogo problema di cinque anni. Infatti,
una sessione straordinaria che si terrà nel novembre 2005
arriverà a scadenza naturale in quanto non possiamo allungare la
durata di un mandato elettorale perchè è uguale per tutti.
Se si fa una sessione straordinaria nell'autunno del 2005, la
naturale scadenza sarà l'autunno del 2010, dopo 5 anni; il che
significa che nel 2010 ci troveremo di fronte allo stesso
identico problema.
Allora io credo che questo disegno di legge si potrà riassumere
in un'unica norma: tutti gli enti locali che sono stati eletti
nelle sessioni autunnali prima dell'entrata in vigore
dell'election day, devono essere rieletti sei mesi prima della
naturale scadenza o sei mesi dopo?
Se il Parlamento risolve tale quesito, per chi è stato
regolarmente eletto, non sottoposto a scioglimento o ad altre
procedure fuori dalle regole, allora lì si può fare una norma.
Ma che non sia la norma Messina', signor Presidente, poichè
veramente sminuiamo il ruolo del Parlamento. Sono decine i comuni
sciolti per svariati motivi e che pagano il prezzo dello
scioglimento - giusto o sbagliato che sia -, il comune di
Misilmeri ha aspettato più di un anno e mezzo per tornare alle
urne, per avere l'election day nella sessione primaverile.
Credo che questo sia quello che dovremmo tentare di fare in
questo Parlamento.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, visti gli
argomenti che sono stati trattati qui in Aula e la complessità di
alcuni emendamenti che meritano un approfondimento, io suggerirei
all'Aula di andare avanti soltanto sulla norma che prevede il
turno elettorale per Messina, l'articolo 1, e tutti gli
emendamenti che sono stati presentati a questo disegno di legge,
con l'autorizzazione delle Presidenza siano rinviati in
Commissione per essere esaminati e poi ritornino in Aula per la
votazione del disegno di legge.
PRESIDENTE Questa è una proposta assai innovativa poichè
cambia radicalmente il contenuto di questo dibattito. Ha facoltà
di parlare un oratore a favore e due contro.
TURANO Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, non si tratta qui di entrare nel
merito della legittimità o dell'opportunità politica
dell'emendamento; si tratta di costituire un precedente in
relazione al quale, ogni qual volta c'è un emendamento che viene
presentato anche da chi non fa parte della Commissione di merito,
questo viene accantonato per essere rinviato ad altro momento in
Aula. E' una specie di seconda parte della legge omnibus' che
non sappiamo che fine ha fatto.
Così non si può procedere perché si svuota il ruolo di questo
Parlamento.
Potremmo blindare tutto in una riunione e definire che tutti
quegli emendamenti che vengono presentati dopo ritornano in
Commissione: ed è un vulnus che io, non entrando nel merito delle
questioni, non vorrei fosse raccolto.
Mi permetto, poi, di evidenziare un altro problema. Noi
dobbiamo pensare pure a quello che succederà nel giugno del 2006.
Se, allora, nel giugno del 2006 dovesse succedere, come è giusto
che sia, di evitare un ingorgo elettorale, cosa accadrà per
alcuni comuni che sono stati eletti per quattro anni e durano
cinque anni, cinque anni e mezzo? Se tale principio dovesse
passare per l'articolo 1, verosimilmente passerà per l'articolo
2.
Se quello che stiamo per deliberare sull'articolo 1 costituisce
precedente anche per l'articolo 2, non potendo utilizzare unità
di misura diverse, io voglio esprimere il mio pensiero su un
emendamento a mia firma all'articolo 2.
Se la Presidenza mi assicura che sull'articolo 2 faremo una
discussione diversa, sono pronto ad intervenire sul mio
emendamento quando si parlerà dell'articolo 2. Però dobbiamo
capire qual è l'unità di misura.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, mi permetto di dire che le
proposte possiamo esaminarle tutte, se però rispettiamo le norme
regolamentari.
Questo disegno di legge è stato esitato dalla competente
Commissione, si è aperta una discussione, è stato dato un termine
per la presentazione di emendamenti, gli emendamenti sono stati
depositati entro i termini previsti. Oggi siamo in Aula per
passare all'articolato e votare quindi gli emendamenti presentati
nei termini.
Che poi un singolo collega venga qui a dire che, siccome vi
sono dei problemi, allora tutti gli emendamenti si rinviano in
Commissione in attesa di fare non si sa quale legge...
PRESIDENTE In questi casi, parla un oratore a favore ed uno
contro.
CRACOLICI Su che cosa?
PRESIDENTE La proposta di rinvio degli emendamenti in
Commissione.
CRACOLICI Signor Presidente, il Regolamento prevede il rinvio
del disegno di legge in Commissione; nessuna norma del
Regolamento prevede il rinvio di una parte della legge, cioè gli
emendamenti. Allora o si vota la proposta del rinvio in
Commissione o si procede con l'esame.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, lasci concludere questa
Presidenza.
In effetti, se non c'è unanimità su questa proposta, non è
possibile, non c'è niente da fare onorevole Formica.
Richiederebbe un'unanimità che abbiamo constatato non esserci.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE La proposta di rinvio in Commissione non era stata
formalizzata, pertanto la procedura secondo la quale sarebbe
stato previsto un intervento a favore ed uno contro non è
applicabile.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
nuovamente per sottolineare ai colleghi quanto già era ampiamente
prevedibile e, cioè, che molta parte, ma non tutta, della
sinistra, ha strumentalizzato il problema Messina; non tutta la
sinistra, ho detto molta parte della sinistra.
LO MONTE, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Da oggi è il centro-sinistra.
FORMICA con il trattino. Allora la sinistra, al di là del
trattino, ha strumentalizzato il problema Messina avendo in testa
ben altro, cercando come sempre di utilizzare qualcosa che nulla
aveva a che vedere con le sue intenzioni per porre in essere ben
altre aspirazioni e per cercare di risolvere ben altri problemi.
A certa sinistra nulla interessa del caso Messina, tant'è che nel
momento in cui si propone di risolvere solo il caso Messina, ed
eventualmente tutti gli altri casi di conduzione straordinaria
dei comuni, propongono invece di inserire nella norma altri
articoli che nulla hanno a che vedere con Messina, con l'evidente
intento di risolvere i problemi, ma infischiandosene del fatto
che, così facendo, vanno a complicare il percorso della legge
che, se non ci fossero stati questi emendamenti, avremmo potuto
approvare stasera.
Quindi, ancora una volta, invito i falsi paladini
CRACOLICI Faccia risolvere il problema a Buzzanca, facendolo
dimettere Avete reso prigioniera una città
FORMICA Stiamo discutendo il caso Messina. Ritirate gli
emendamenti se avete a cuore il caso Messina. Allora, onorevole
Cracolici, stai affermando, ancora una volta, che utilizzi
strumentalmente il caso Messina per risolvere altri problemi; noi
siamo per risolvere il caso Messina.
Questa norma è entrata in Aula per risolvere il caso Messina -
come chiesto dal capogruppo DS, onorevole Speziale, e da altri
autorevoli capigruppo del centro-sinistra. Qui si sta dando una
dimostrazione poco edificante.
Tutti eravamo d'accordo sulla necessità evidenziata
dall'onorevole Ardizzone e da altri deputati di Messina che non
si poteva più continuare con un commissariamento che mortificava
la città e tutti, d'accordo, siamo stati coerenti nel chiedere
che si mettesse all'ordine del giorno per l'esame dell'Aula
questo disegno di legge.
PRESIDENTE Lei ha chiesto di parlare sull'ordine dei lavori.
Formuli la sua proposta.
FORMICA Signor Presidente, la proposta è questa: invito tutti
ad essere coerenti con quanto è stato detto ed a ritirare tutti
gli emendamenti da parte di coloro i quali erano'paladini' del
caso Messina.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di dare la parola ad
altri, se la proposta dell'onorevole Formica è accolta lo vedremo
votando i singoli emendamenti.
Quando si passerà agli emendamenti, se c'è la volontà di
ritirarli da parte dei presentatori saranno ritirati; se i
presentatori non li ritirano saranno posti in votazione.
Poichè la discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti è
conclusa, si passa a votare i singoli emendamenti e ciascun
gruppo parlamentare o singolo deputato firmatario manifesterà la
volontà di ritiro.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
977/A
PRESIDENTE Si passa al subemendamento 1.1.1, a firma
dell'onorevole Ortisi.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare per
spiegare il senso dell'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Onorevoli colleghi,
ho compreso nel merito l'emendamento dell'onorevole Ortisi che è
abbastanza chiaro. Siccome l'articolo 1 parla di elezioni
congiunte, consiglio comunale e sindaco, presidente della
provincia e consiglio provinciale, vi possono essere dei casi
particolari, così come ci sono in Sicilia, in cui vi è la
necessità di andare al rinnovo solo di un organo.
E' possibile, è successo ad Augusta, non lo sapevo. Siccome
nell'articolo 1 è scritto verificandosi le condizioni per le
nuove elezioni congiunte , cioè significa sindaco e consiglio,
noi aggiungiamo, se mi autorizza l'onorevole Ortisi, che nella
tornata elettorale del 2005 sono inseriti anche i comuni in cui
si vota solo per il consiglio comunale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poc'anzi ho chiuso la
discussione sull'articolo 1 e sugli emendamenti. Se il Presidente
della Commissione ritiene di dovere procedere ad una riscrittura
che sia più chiara, più esplicita, la Presidenza può sospendere
per qualche minuto la seduta per consentire tale riscrittura.
Poiché siamo in votazione posso dare la parola solo per
dichiarazione di voto sui singoli emendamenti.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di sospendere
la seduta per qualche minuto.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.22, è ripresa alle ore20.34)
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Ortisi ha ritirato
l'emendamento 1.1.1.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il
subemendamento 1.1.3.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio più
che un voto contrario la mia non partecipazione a nessun voto su
questo disegno di legge, lo avevo già fatto prima durante la
Presidenza dell'onorevole Lo Porto, perché ho posto un quesito
alla Presidenza che non è stato risolto. Infatti, l'articolo 1 al
quale si stanno agganciando emendamenti, subemendamenti e
quant'altro, parte da un presupposto scritto nell'articolato di
legge, che questa Assemblea ha deciso che un comune d'Italia avrà
una durata di consiliatura superiore a quanto previsto dalla
legge.
Un consiglio comunale e un sindaco restano in carica per cinque
anni, invece l'articolo 1 di questa legge dice che c'è un
consiglio comunale e un sindaco che rimarranno in carica per
oltre cinque anni.
Credo, in primo luogo, che noi non abbiamo questo potere;
inoltre, che la Presidenza farebbe bene, lo dico col massimo
rispetto, a leggere le proposte di legge esitate all'Aula e a
dichiarare l'inammissibilità dei testi proposti, qualora questi
testi vìolino le norme costituzionali. Credo questa sia una delle
fattispecie, perché non si può avere una durata di mandato
elettorale diversa tra comuni dello stesso Paese.
Allora, signor Presidente, credo sia venuto il tempo di
prendere questa legge, rinviarla alla Commissione competente,
perché fare una sessione straordinaria per Messina, in autunno,
non risolve il problema.
O c'è la volontà politica di fare un passo indietro? Di abolire
l'election day e di tornare alle due sessioni, quella primaverile
e quella autunnale, perché nessuna norma di legge e neanche
quella che qualcuno già pensa di scrivere e di dire che il
mandato elettorale durerà invece di cinque anni, quattro anni e
mezzo.
Non è possibile legiferare in questa maniera. Non si può per
legge dire che un mandato elettorale è minore di quanto previsto
dalla legge. Non è pensabile. Tutti i comuni, tutte le province,
lo stesso parlamento regionale si devono uniformare. Non è
possibile che un comune duri quattro anni e mezzo, gli altri
durino cinque.
Signor Presidente, la invito, sempre con il massimo rispetto,
a valutare l'ipotesi di rinviare il disegno di legge in
Commissione e renderlo legittimo e di evitare di impegnare questo
Parlamento in ulteriori tentativi ed arrampicamenti su specchi
lisci
Io credo che siamo tanti ad avere rispetto per il popolo
messinese, tanti se non tutti, ma siccome il dato è che si vota
in autunno, si tornerà a votare in autunno, cosa facciamo? La
legge per votare in questo autunno 2005, rinviando ad altro
parlamento, il problema si porrà nell'autunno del 2010.
Una sola norma andava fatta: ed era una norma di
interpretazione autentica. Per i comuni eletti nelle sessioni
autunnali prima dell'entrata in vigore dell'election day, si
doveva stabilire se si votava nella sessione dell'election day
precedente alla naturale scadenza, o antecedente alla naturale
scadenza e basta.
Riprendere e ripristinare una sessione autunnale non risolve
alcun problema perché non è previsto che si possa avere un ente
locale la cui durata elettiva è superiore di quella stabilita
dalla legge. Non è pensabile.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, per non lasciare inascoltato il
suo appello, l'Aula, in altre circostanze ha modificato la durata
delle consiliature in diminuzione o in ripristino. Per tutte,
quindi, non è questo il tema.
ACIERNO Per tutte, non per una su tutte. Il tema è questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci troviamo in questa
situazione. Ci sono degli emendamenti. Uno di riscrittura
dell'emendamento dell'onorevole Ortisi e l'1.1.3 che estende la
possibilità di procedere alle elezioni anche per i comuni nei
quali l'elezione è stata di fatto sospesa perché si sono
registrati brogli in alcune sezioni.
C'é una richiesta dell'onorevole Acierno di rinviare tutta la
materia in Commissione. Questa stessa richiesta è stata
precedentemente formulata da altri deputati e non ha raccolto il
consenso dell'Aula e, pertanto, non la posso prendere in
considerazione.
Onorevole Formica, onorevole Cracolici, non si possono fare
dichiarazioni perché così non arriveremo mai ad una soluzione.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei dare un contributo di chiarezza al dibattito che fin qui
si è svolto, anche per tentare di trovare una soluzione che
rispecchi, il più possibile, la volontà di tutto il Parlamento.
So bene che parliamo di legge elettorale ed il Governo è
assolutamente arbitro, forse la parola non è neanche quella
giusta.
Sicuramente il Governo è attento a quello che l'Aula, nel suo
insieme, vorrà legiferare.
Per le motivazioni che diceva l'onorevole Acierno, preoccupato
perché se non si fa una legge, si rischia di mandare venti comuni
nella assoluta illegittimità.
Non condivido l'impostazione che è stata data da molti
interventi, cioè noi stiamo facendo la legge per Messina.
Probabilmente ne beneficerà anche Messina, ma noi la legge la
stiamo facendo soprattutto per i venti comuni, onorevole Acierno,
che rischierebbero di vedersi il mandato prolungato a cinque anni
e mezzo.
Sono dell'avviso che se un gruppo di cittadini di quel Comune,
laddove noi, se non interveniamo legislativamente, avrebbe il
mandato prolungato a cinque anni e mezzo e ponesse la questione,
sono convinto che noi saremmo, sia come legislatori ma anche come
amministratori di quel Comune, nella piena illegittimità.
Dobbiamo assolutamente dare una risposta conciliando questa
esigenza con la esigenza più forte di una legge, l'election day
che noi abbiamo voluto quasi all'unanimità.
Quindi, dobbiamo conciliare queste due esigenze, e in via
straordinaria, dobbiamo assolutamente mettere fine a questi
dubbi, alle possibili interpretazioni e fare chiarezza. La
chiarezza la possiamo fare diminuendo il mandato, questa è una
potestà legislativa che nessuno ci può contestare.
A mio avviso, se istituiamo la sessione autunnale, la
istituiamo per dare risposta alle cose dette precedentemente. Non
possiamo permettere che in venti comuni il mandato sia aumentato
a cinque anni e mezzo, interveniamo proprio per loro.
Li portiamo a cinque anni e diciamo, nella stessa legge, che
andranno a votare non più nel 2011 perché si ripeterebbe
nuovamente l'errore legislativo, ma diciamo che andrebbero a
votare nel 2010.
Diremmo fin da ora che la prossima legislatura di questi
comuni, proprio per riportarli all'election day, proprio per
essere in linea con quanto unanimemente nel 2000 ricordo il
Parlamento ha approvato, questi comuni proprio con l'election
day. Ritengo che la legge la possiamo approvare anche stasera con
qualche piccolo subemendamento, il fatto ad esempio che la data
del 2011 diventi 2010, il fatto che noi interveniamo per questi
venti Comuni che avrebbero prolungato il mandato. Il fatto che ci
inseriamo tutti i casi particolari che potrebbero verificarsi. In
una sessione straordinaria, se da qui all'autunno si verificano o
si verificassero condizioni di straordinarietà, di
commissariamenti, di mozioni di sfiducia, è chiaro che è la prima
sessione favorevole ad essere utilizzata.
Ritengo che con queste considerazioni si possa arrivare ad una
conclusione condivisa.
SPEZIALE Il Governo riformuli l'emendamento e noi lo
voteremo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, siamo in fase di votazione.
La Presidenza ragiona sulla base degli atti presentati. Non è
stato presentato alcun emendamento se non quello che stiamo per
mettere in votazione.
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo al comma 1,
l'emendamento 1.1.3. Il parere del Governo?
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 1.1.2, che così recita: Cassare le
parole due al primo rigo dell'emendamento 1.1 .
FORMICA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendendo
spunto dalle dichiarazioni formulate dal Governo e anche dalle
varie proposte che sono state avanzate, avrei anche io da fare
una proposta ai colleghi: votiamo l'articolo 1, io ritiro il mio
emendamento a patto che gli altri colleghi ritirino i propri
emendamenti sull'articolo 1.
PRESIDENTE Lei ha chiesto di parlare per dichiarazione di
voto. Formuli rapidamente la sua dichiarazione di voto.
FORMICA Sono favorevole a che si approvi l'articolo 1 così
com'è, o in subordine, a che si voti l'emendamento da me
presentato, ed ancora sono disponibile a ritirare il mio
emendamento all'articolo 1 qualora i colleghi che abbiano
presentato altri emendamenti all'articolo 1 li ritirino.
PRESIDENTE, il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Onorevoli colleghi,
scritto o no, così si modifica, perché qua si andrebbe a
votazione anche senza il verificarsi delle condizioni per andare
a votazione. E ciò non è possibile, per cui invito l'onorevole
Formica a ritirare l'emendamento.
FORMICA Ritiro l'emendamento 1.1.2.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere
del Governo?
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Preciso che il subemendamento 1.1.3, approvato in precedenza si
considera aggiuntivo all'articolo 1.
Si passa all'emendamento 1.2 a firma dell'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente
che la mia dichiarazione di voto non può che essere, rispetto
all'emendamento, una dichiarazione di voto favorevole tanto più
vorrei che l'assessore Lo Monte che ha dato e che darà parere,
mi ascoltasse cortesemente.
Io do parere favorevole a questo emendamento per le stesse
ragioni per le quali l'onorevole Lo Monte ha motivato poco fa il
giudizio del Governo rispetto al subemendamento 1.1.1. ovvero, se
non fosse approvato questo emendamento noi vorremmo stabilire che
i comuni che hanno votato nell'autunno 2001, vi ricordo che
nell'autunno 2001 si votò non con una sessione straordinaria ma
si votò perchè fu spostato l'election day dal 15 aprile al 30
giugno nel periodo 15 ottobre-15 dicembre.. Pertanto, se non
fosse approvato questo emendamento noi saremmo nella condizione
per cui quei comuni e quelle amministrazioni avrebbero la durata
di 5 anni e mezzo e allora per le stesse ragioni per cui il
Governo ha dichiarato poco fa che è impossibile, inaccettabile
che la durata di una amministrazione venga in qualche modo tirata
secondo logiche che a questo punto sono del tutto illeggibili.
Chiedo dunque al Governo, alla Commissione e quindi all'Aula di
consentire che quelle amministrazioni, non solo Palermo, possano
avere certezza non solo della scadenza che è 5 anni, ma anche del
voto che non può che essere quindi nella sessione autunnale del
2006.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'articolo 1 siamo intervenuti - e ha fatto bene il Governo ad
esprimere quel parere -, ma noi interveniamo per dimensionare
una vicenda che è legata ad alcuni comuni nei quali si votò nel
novembre 2000 allorquando intervenne poi una legge che estese la
vita delle amministrazioni dai 4 ai 5 anni. Noi oggi andiamo a
sanare una vicenda rispetto alla quale il corpo elettorale in
quei quattordici comuni allora si era espresso rispetto ad una
vita amministrativa di quattro anni. Oggi stiamo andando a
regolamentare quella vita amministrativa perché il corpo
elettorale, vero allora si è espresso sui quattro anni, ma oggi
lo porteremmo a cinque anni e mezzo.
Diversa è la condizione che qui è affrontata dall'onorevole
Cracolici. Nel 2001, nel turno elettorale del novembre 2001,
allora era chiara la volontà degli elettori per cui la vita di
quell'amministrazione doveva essere di cinque anni. In questo
modo, noi stiamo soltanto operando in maniera assolutamente
schizofrenica reintroducendo di nuovo il turno elettorale. E la
vicenda è chiara, lo diciamo qui a chiare lettere che è la
vicenda Palermo, per cui il corpo elettorale a Palermo sapeva
perfettamente che essendoci un turno unico elettorale in
primavera sarebbe stato di cinque anni e mezzo
Perché allora rispetto al dato del novembre 2000 quando, e lì
la fattispecie è diversa, votò per i quattordici comuni, allora
il corpo elettorale esprimeva un voto per quattro anni. Per
Palermo ed è questa la vicenda che riguarda quest'Aula, questa
sera, perché la chiamiamo con un suo nome ed è Palermo, il corpo
elettorale sapeva che si esprimeva per cinque anni e mezzo perché
già nel dicembre del 2000 si portò la vita amministrativa a
cinque anni, ma soprattutto si istituiva un unico turno
elettorale, quello primaverile. Mi pare pazzesco che quest'Aula
voglia intervenire in maniera schizofrenica. Quindi, invito
l'Aula a bocciare questo emendamento e chiedo cortesemente al
Governo che si rimetta all'Aula.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Io non voglio
necessariamente perorare fino in fondo la causa di Messina perché
la ritengo esclusiva, per carità Però proprio riferendomi
all'intervento dell'onorevole Acierno che parlava di
costituzionalità o meno, io inviterei l'onorevole Cracolici e
l'Aula a riflettere su questo emendamento per un secondo.
Il problema dei comuni in cui si era votato nel novembre 2000
si è posto ed è stato posto dinnanzi agli organi giurisdizionali
perché non c'era certezza sulla data su cui si doveva andare a
votare. Questa stessa certezza non c'è in ordine ai comuni in cui
si è votato nell'autunno del 2001. Ora, quello che mi chiedo è:
non vorrei che insistendo su questa norma poiché stiamo riducendo
un termine elettorale già prefissato per legge, il Commissario
dello Stato possa impugnare tale norma.
PRESIDENTE Le posizioni sono molto chiare, le argomentazioni
altrettanto. Non ci sono.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Io non vorrei che per
questo emendamento dell'onorevole Cracolici il Commissario dello
Stato impugnasse tutto l'articolo 1.
ANTINORO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, concordo con quanto sostenuto
dall'onorevole Misuraca.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli
Crisafulli, Oddo, De Benedictis, Stancanelli, Infurna, Cimino,
Scoma, Maurici, Vicari e Giambrone.
Comunico, altresì, che il Presidente della Regione, onorevole
Cuffaro, ha chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il parere del Governo?
LO MONTE, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Incardona, Manzullo,
Morinello, Spampinato, Tumino e Zago appoggiano la richiesta.)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 26
Contrari 19
(L'Assemblea approva)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 1.2 bis. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
LO MONTE, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Richiesta di verifica del numero legale
MISURACA Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Moschetto, Beninati,
Catania Giuseppe, Confalone, Mercadante)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 31
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, sospendo la
seduta, avvertendo che riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 21,08 è ripresa alle ore 22.15)
La seduta è ripresa.
BALDARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALDARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che avevo dato la mia disponibilità a ritirare la firma
degli emendamenti che avevo presentato per agevolare il percorso
del famoso caso Messina', anche se è impropria questa
definizione.
Visto che questo non è successo, riappongo la mia firma agli
emendamenti.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che,
considerato il clima con il quale si è svolta anche in modo
confuso la votazione di circa un'ora fa...
CRACOLICI Confusa, perché?
ANTINORO Confusa, onorevole Cracolici. Credo sia opportuno,
per evitare nuove richieste di numero legale e rinvii,
considerato che la materia che stiamo trattando, è estremamente
delicata e, peraltro, gli emendamenti annunciati dall'onorevole
Baldari, sui quali ha riapposto la firma, documentano anche un
interesse a svolgere queste argomentazioni con serenità, con
calma, credo sia opportuno che vi sia una riunione di
maggioranza che chiarisca, almeno al nostro interno, le idee su
come proseguire.
La inviterei a un rinvio a domattina o a domani pomeriggio,
fermo restando poi che i capigruppo di maggioranza, abbiamo il
dovere di riunirsi qualche ora prima per concordare una linea
comune da seguire.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A
13. Lo pongo in votazione.
CONFALONE Chiedo la verifica del numero legale.
(La richiesta è approggiata anche dagli onorevoli Formica,
Misuraca, Incardona e Paffumi)
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, essendo la richiesta
appoggiata a termine di Regolamento, indìco la votazione per la
verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la verifica del numero legale.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica del numero legale.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Comunico il risultato della verifica del numero
legale:
Presenti ............. 12
Onorevoli colleghi, l'Assemblea non è in numero legale.
(Gli onorevoli Baldari, Confalone, Speziale e Turano fanno
rilevare la loro presenza in Aula)
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
considerazione del fatto che domani, probabilmente, non potrò
partecipare ai lavori d'Aula per un fatto personale e avendo
presentato all'articolo 2 un emendamento che, purtroppo, nel
testo è riportato in maniera difforme rispetto alla realtà della
mia vera volontà, volevo spiegare qual è la ragione
dell'emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Turano, se lei domani non sarà presente
l'emendamento decadrà perché ha soltanto la sua firma. Quindi,
lei può esprimere le sue motivazioni ma è assolutamente
irrilevante ai fini dell'andamento dei lavori d'Aula.
TURANO Signor Presidente, sto parlando dell'emendamento A15;
siccome nel testo c'é scritto 20.000 abitanti e non voglio dare
l'impressione che questo emendamento possa inficiare la
rielezione di alcuni colleghi, volevo che si prendesse atto che
il termine 20.000 abitanti è da intendere come 40.000 abitanti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì, 25 maggio 2005, alle ore 17.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera D) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 433 - Iniziative per il comparto zootecnico della
provincia di Ragusa con riguardo alla
rimodulazione delle quote-latte.
ZAGO - GURRIERI - SPEZIALE -
BARBAGALLO GENOVESE - ODDO - PANARELLO
- TUMINO
III - Discussione dei disegni di legge:
1) - «Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli ogani dei comuni e delle province della Regione.
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7». (977/A) (Seguito)
2) - «Norme per la libera circolazione degli appartenenti alle
Forze dell'ordine ed al Corpo dei vigili del fuoco sui mezzi di
trasporto pubblico locale» (964-883-903/A) (Seguito)
3) - «Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario» (867/A)
(Seguito)
IV - Discussione della mozione:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
V - Discussione unificata delle mozioni:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO-CRACOLICI-FERRO-FORGIONE-GIANNOPOLO
VI - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea.
VII - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 22.22
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.50
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
ARDIZZONE. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore alla
presidenza e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali, premesso che:
al comune di Antillo (ME) sono assegnati 12 consiglieri
comunali;
allo stato, a seguito del decesso di un consigliere comunale e
delle dimissioni di altri 5, il consiglio, dopo varie vicende
giudiziarie ancora pendenti dinnanzi al Consiglio di Giustizia
Amministrativa, ha un quorum funzionale di appena 7 consiglieri
comunali;
i 7 consiglieri comunali rimasti in carica, compreso l'attuale
presidente del Consiglio comunale, in data 23 febbraio 2005,
hanno chiesto la convocazione del Consiglio comunale per
discutere una mozione di sfiducia al sindaco;
il presidente del Consiglio comunale ha proceduto alla relativa
convocazione per giorno 6 marzo 2005, alle ore 19.30, con
all'o.d.g. 'Mozione di sfiducia al sindaco di Antillo, Antonio Di
Ciuccio, ai sensi della l.r. n. 7/1992 e dell'art. 10 della l.r.
n. 35/1997, così come sostituito dall'art. 2, comma 1, della l.r.
n. 25 del 16 dicembre 2000 e successive modifiche;
rilevato che l'art. 10 della legge regionale 15 settembre 1997,
n. 35, così come sostituito dall'art. 2, comma 1, della legge
regionale 16 dicembre 2000, n. 25, testualmente recita: '1. Il
sindaco, il presidente della provincia e le rispettive giunte
cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di
sfiducia votata per appello nominale dal 65 per cento dei
consiglieri assegnati o, nei comuni aventi popolazione sino a
diecimila abitanti, con la maggioranza dei quattro quinti dei
consiglieri assegnati.';
ritenuto, quindi, nella fattispecie del comune di Antillo, che
per approvare la mozione di sfiducia al sindaco siano necessari
almeno 10 voti espressi per appello nominale da parte dei
consiglieri comunali assegnati che sono 12;
preso atto che il Consiglio comunale di Antillo allo stato è
composto solo da 7 consiglieri comunali sui 12 assegnati e, di
conseguenza, la mozione di sfiducia non può essere legittimamente
approvata;
ritenuto, ancora, che il presidente del Consiglio comunale è il
primo garante del corretto funzionamento dei rapporti tra
Esecutivo e Consiglio;
considerato che:
lo stesso presidente del Consiglio comunale risulta essere tra
i firmatari della mozione di sfiducia, per cui è presumibile
ritenere che egli stesso reputi legittimo dare corso alla sua
votazione, nonostante l'attuale composizione del Consiglio: 7
consiglieri sui 12 assegnati;
ancora è pendente giudizio dinnanzi al C.G.A., chiamato a
decidere in via definitiva sulla legittimità del decreto del 3
maggio 2004, con il quale il Presidente della Regione e
l'Assessore per le autonomie locali hanno dichiarato decaduto il
Consiglio comunale di Antillo, per sopravvenuta mancanza del
numero legale minimo di consiglieri, e nominato contestualmente
un commissario straordinario in sostituzione del Consiglio
comunale fino alla scadenza naturale dell'organo ordinario;
per sapere se:
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali non intenda intervenire con immediatezza per
prevenire la grave violazione di legge che verrebbe compiuta dal
Consiglio comunale di Antillo con l'illegittima approvazione
della mozione di sfiducia;
ove il presidente del Consiglio comunale dovesse dare seguito
alla mozione di sfiducia votata da un numero inferiore ai quattro
quinti dei consiglieri assegnati al Comune di Antillo, non
intenda avviare, ai sensi e per gli effetti della l.r. 15 marzo
1963, n. 16, le procedure di scioglimento del Consiglio comunale
per grave violazione di legge.» (2117)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2117,
trasformata con richiesta di risposta scritta, ai sensi dell'art.
140, commi 4 e 5, del Regolamento interno dell'ARS, così come da
nota del Segretario Generale di codesta Assemblea prot. n. 7606
del 13 maggio 2005, si rappresenta che, sulla vicenda del
Consiglio comunale di Antillo non è stato adottato, da parte
dell'Assessorato regionale delle autonomie locali, alcun
provvedimento, in quanto, essendo stato adito il giudice
amministrativo, era doveroso attendere il pronunciamento
dell'organo giurisdizionale.
Infatti la deliberazione n. 8 del 6 marzo 2005, con la quale il
Consiglio comunale ha approvato con 7 voti favorevoli, su 7
consiglieri in carica e presenti, la mozione di sfiducia al
sindaco, è stata impugnata con due distinti ricorsi, presentati
dinanzi al TAR Catania dal sindaco Di Ciuccio e dal vicesindaco
Palella.
Con decreto n. 546 del 7 aprile 2005, il Presidente del TAR,
preso in esame il primo dei ricorsi, ha accolto la domanda di
sospensione cautelare, ritenendo sussistente, nella specie, il
richiesto requisito dell'estrema gravità del danno e della
correlata e conseguente urgenza della tutela cautelare
monocratica, tenuto conto dell'immediata operatività della
delibera consiliare impugnata.
Nella stessa data (7 aprile 2005) con ordinanza n. 591/05, il
TAR Catania ha accolto la domanda di sospensione cautelare del
medesimo provvedimento, impugnato con il secondo ricorso.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per gli enti
locali, all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione e all'Assessore per i lavori pubblici,
premesso che:
- i nuovi locali dell'Istituto Alberghiero di S.M. di Licodia
(CT) sono stati consegnati di recente;
- sembra che i locali non siano forniti di impianto di
riscaldamento, il che crea non solo disagi agli studenti, ma
anche tutti i rischi derivanti dall'inevitabile utilizzo delle
stufe elettriche adoperate per riscaldare in parte le aule;
- alcuni fili elettrici sembra siano scoperti, con tutti i
rischi facilmente intuibili;
- alcune uscite di sicurezza sarebbero chiuse, impedendo,
evidentemente, la rapida evacuazione dell'istituto in casi di
emergenza;
per sapere quali provvedimenti si intendano intraprendere per
ristabilire le condizioni minime di sicurezza (impianto elettrico
a norma e uscite di sicurezza interamente fruibili) presso i
locali dell'istituto Alberghiero di S.M. di Licodia e se non si
ritenga di dover predisporre un'apposita ispezione.» (962)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 962,
l'onorevole interrogante ha chiesto di conoscere quali
provvedimenti si intendano intraprendere per ristabilire le
condizioni minime di sicurezza presso i locali dell'Istituto
alberghiero di S.M. di Licodia e non si ritenga di dover
predisporre un'apposita ispezione.
Al riguardo si rappresenta che agli atti di questo Ufficio
risulta che il Servizio Edilizia scolastica e universitaria del
Dipartimento della Pubblica Istruzione ha ricevuto notizie sulla
situazione dell'immobile da parte della Provincia regionale di
Catania, con nota del 6 marzo 2003, rappresentando che il
predetto immobile, di proprietà del comune di S.M. di Licodia, è
stato concesso, a titolo gratuito, in comodato d'uso alla
Provincia regionale di Catania con convenzione datata 28 novembre
2002.
Detto immobile, realizzato per adibirlo ad asilo nido, è stato
oggetto di interventi per poter essere utilizzato come istituto
professionale alberghiero.
Sono stati effettuati pertanto tutta una serie di interventi
per l'adeguamento degli impianti tecnologici (luce, gas, etc.),
per l'abbattimento delle barriere architettoniche, nonché la
realizzazione di servizi igienici e laboratori di cucina, etc.,
al fine di consentire un normale e regolare svolgimento delle
attività didattiche.
Considerato che l'interrogazione in argomento risulta datata 24
dicembre 2002, e che dalla risposta fornita dalla Provincia
regionale di Catania nel corso del 2003 si evince che sono stati
realizzati gli interventi che consentono un normale e regolare
svolgimento delle attività didattiche, si ritiene che i quesiti
posti dall'onorevole interrogante possano essere considerati
superati.»
L'Assessore PAGANO
TUMINO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
l'Assessore pro - tempore, on. Granata, con D.A. n. 57 del
9/7/2004 ha incaricato l'on. Sgarbi della 'predisposizione e
coordinamento generale di tutti gli interventi da realizzare per
la conservazione, la tutela e la valorizzazione della Villa
Romana di Piazza Armerina';
la nomina dell'on. Sgarbi è avvenuta mentre il gen. Conforti
era ancora coordinatore di tutti gli interventi che le varie
istituzioni, per le rispettive competenze, dovevano effettuare
sulla Villa e senza che allo stesso venisse revocato l'incarico;
con la convenzione del 18 agosto 2004, sottoscritta dall'on.
Granata, dal presidente della Provincia di Enna, dal sindaco di
Piazza Armerina e dall'on. Sgarbi, veniva istituito l'Alto
Commissariato, unico organismo di gestione della Villa Romana;
con nota del 22 ottobre 2004, rivolta ai soprannominati
firmatari, al Presidente della Regione e al Dirigente generale
dell'Assessorato beni culturali, l'attuale Assessore per i beni
culturali, on. Pagano, ha negato la validità della convenzione
del 18 agosto 2004 precisando che essa 'non può ritenersi valida
ad impegnare risorse finanziarie tratte dal POR Sicilia 2000/2006
a diretta titolarità di questa Amministrazione né a costituire
nuovi uffici regionali';
l'assessore Pagano, condividendo il proposito palesato nel
citato D.A. 57/2004, ha confermato la nomina di Sgarbi
limitandone però le competenze alla sola attività di
coordinamento generale degli interventi da realizzare per la
tutela e valorizzazione della Villa Romana del Casale 'fermo
restando che egli potrà in tale veste efficacemente agire di
concerto con gli enti in indirizzo'; con esclusione, dunque, di
poteri e/o competenze circa la 'predisposizione... di tutti gli
interventi e la conservazione dei mosaici';
con l'incarico conferito prima a Conforti e poi a Sgarbi, il
Governo regionale sembra voler affermare, anche se
indirettamente, l'inadeguatezza delle strutture amministrative e
tecniche, sia centrali che periferiche, dell'Assessorato dei beni
culturali;
con la conferma dell'on. Sgarbi, l'assessore Pagano sembra
condividere quella convinzione nonostante sia di assoluta
evidenza che l'on. Sgarbi non è stato capace di coordinare la
macchina amministrativa nè di valorizzare i numerosi tecnici,
anche di grande livello, che vi lavorano;
è acquisito che il Governo vuole proporre un concorso di
progettazione per la copertura della Villa Romana, fatto questo
che, al di là delle rassicuranti affermazioni sul rispetto dei
tempi, determina una grandissima preoccupazione sulla effettiva
possibilità di completamento dell'opera e taglia fuori il Centro
di Restauro, già incaricato della progettazione della copertura,
che ha già prodotto e depositato il progetto stesso;
per sapere:
perché, se il ridimensionamento del ruolo dell'on. Sgarbi è
condiviso dall'Assessore in carica, non provvede, come sarebbe
doveroso, ad annullare il precedente decreto assessoriale e ad
emanarne un altro con le necessarie definizioni delle competenze
attribuite, dei corrispettivi economici e delle relative
coperture; una lettera non può modificare quanto affermato in un
decreto, peraltro oggettivamente illegittimo perché delega
competenze che lo stesso assessore non possiede;
chi dovrà farsi carico delle spese corrispondenti alle
iniziative già poste in essere dall'on. Sgarbi: elaborazione dei
progetti Benelli-Trizzino e Canali; presenza e lavoro per un mese
circa di restauratori dei mosaici; presenza a Piazza Armerina
dello stesso Sgarbi e dei suoi tecnici;
se il ruolo dell'on. Sgarbi sarà quello di un consulente che,
in quanto tale, non può nominare alcuno né può attribuirsi
competenze di alcuna delle istituzioni interessate alla Villa;
se il Governo vuole che il lavoro di restauro dei mosaici della
Villa prescinda dalla copertura, così da essere quantomeno certi
che l'urgentissimo intervento sul mosaico abbia luogo ed, in tale
ipotesi, con quali tempi e con quali procedure.» (1914)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1914,
l'onorevole interrogante ha chiesto di conoscere quali
provvedimenti si intendono adottare per definire le linee di
intervento per portare a compimento il progetto di restauro della
Villa del Casale di Piazza Armerina, con particolare riferimento
al ruolo dell'onorevole Sgarbi.
Al riguardo, si rappresenta che la Villa del Casale è inserita
nel PIT n. 11 della Provincia regionale di Enna, nonché in un
intervento di restauro inserito nel programma degli interventi a
titolarità regionale del circuito delle aree archeologiche.
Nel corso del 2003 questa Amministrazione, su richiesta della
Unità di crisi presieduta dal generale Conforti e istituita per
fare fronte ad alcune incursioni vandaliche e ad un furto alla
biglietteria, ha affidato al Centro regionale per la
progettazione e il restauro il compito di redigere un progetto di
restauro della Villa del Casale, individuando nella persona del
Direttore del Museo archeologico della Villa romana del Casale il
responsabile del procedimento e nella Soprintendenza di Enna, la
stazione appaltante.
Dopo l'inserimento dell'intervento nel programma degli
interventi a titolarità regionale, nel luglio del 2004 il Centro
regionale ha trasmesso il progetto preliminare al responsabile
del procedimento per la verifica prevista dalla normativa vigente
e alla Soprintendenza di Enna per il nulla osta di rito.
L'iter previsto che prevedeva il completamento del progetto
esecutivo entro la fine del 2004, la gara per la scelta del
contraente nei primi mesi del 2005 e la durata dei lavori in 24
mesi, ossia con un buon margine rispetto alla chiusura del POR
Sicilia 2000 - 2006, si è però interrotto con l'emanazione del
decreto n. 57 del 9 luglio 2004 di nomina dell'onorevole Sgarbi a
coordinatore di tutti gli interventi da realizzare per la
conservazione, la valorizzazione della Villa del Casale; decreto
di cui la Giunta regionale ha preso atto con deliberazione n. 262
del 9 luglio 2004.
Dopo l'insediamento dello scrivente all'Assessorato dei beni
culturali avvenuto l'1 settembre 2004 ed una serie di incontri
con gli uffici e gli enti competenti, è intervenuto l'articolo 80
della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17, che ha previsto la
possibilità che la Giunta di Governo nomini un Alto Commissario
al fine di concentrare in un unico soggetto il coordinamento di
tutti gli interventi da porre in essere per la tutela e la
valorizzazione della Villa Romana di Piazza Armerina, il quale,
avvalendosi direttamente degli uffici della Soprintendenza di
Enna, provvede a predisporre, promuovere e coordinare tutti gli
interventi per la conservazione, la tutela e la valorizzazione
della Villa Romana di Piazza Armerina.
In attuazione della predetta legge, con deliberazione della
Giunta di Governo intervenuta nei primi mesi del corrente anno, è
stato confermato l'onorevole Sgarbi Alto Commissario per il
coordinamento dei lavori della Villa del Casale.
Si ritiene, pertanto, che i dubbi e le richieste sollevate con
l'interrogazione in argomento sono stati superati dall'entrata in
vigore della predetta legge.»
L'Assessore PAGANO
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 977/A ''ISTITUZIONE DI UN ULTERIORE TURNO
ELETTORALE AUTUNNALE PER IL RINNOVO DEGLI ORGANI DEI COMUNI E
DELLE PROVINCE DELLA REGIONE. MODIFICA DELL'ARTICOLO 8 DELLA
LEGGE REGIONALE 2 AGOSTO 2002, N. 7 .
-All'articolo 1:
Emendamento 1.1.3:
Nella tornata elettorale autunnale del 2005 sono inseriti
anche i comuni in cui, in forza di provvedimento giudiziario, è
stato annullato in tutto o in parte il voto per il rinnovo del
Consiglio comunale .
Emendamento 1.2:
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
1 bis. E' istituito un turno autunnale straordinario, da
tenersi tra il 15 ottobre ed il 15 dicembre 2006, per gli
organi elettivi il cui turno elettorale si è effettuato
nell'autunno del 2001.'
Emendamento 1.2 bis:
Al comma 3 dell'articolo 1 sostituire 2011 con 2010 .