Presidenza del vicepresidente Fleres
ARDIZZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per la Famiglia
N. 2138 - Notizie circa la mancata attivazione della figura del
Difensore Civico in molte province e comuni siciliani.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2141 - Notizie su presunte irregolarità nell'approvazione
del piano commerciale del comune di Raffadali (AG).
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2144 - Immediati interventi ispettivi e di controllo presso
l'Amministrazione comunale di Paternò (CT) al fine di verificare
l'eventuale sussistenza di condizioni gravemente perturbatrici
della normale dialettica politica e democratica.
Firmatari: Lo Curto Eleonora; Cristaudo Giovanni; Acierno
Alberto
da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici
N. 257 - Costituzione del Collegio dei sindaci presso lo IACP
di Catania.
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 2024 - Notizie circa il completamento dei lavori di
ristrutturazione ed ampliamento del Centro di accoglienza S.
Lucia di Enna.
Firmatario: Tumino Carmelo
da parte del Presidente della Regione
N. 1899 - Notizie circa l'aumento degli incidenti sul lavoro in
Sicilia.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1966 - Notizie sulla costituzione della società Capitalia
Informatica S.p.A. e sul rispetto dei patti parasociali
sottoscritti dalla Regione siciliana con Banca di Roma.
Firmatario: Sammartino Bartolomeo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Istituzione di una giornata della memoria e del ricordo in
favore di tutte le vittime della mafia (n. 1004)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Incardona in data 30 maggio 2005
Istituzione della Fondazione Giudice Rosario Livatino (n.
1005)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Incardona in data 30 maggio 2005
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentai ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Disposizioni concernenti l'elezione dei consigli comunali e
provinciali e per l'elezione dei sindaci e dei presidenti delle
province regionali - Modifiche alla legge regionale 23 ottobre
2001, n. 14 ed alla legge regionale 4 maggio 1979, n. 74 (n.
999)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Formica in data 25 maggio
2005
inviato in data 26 maggio 2005
Disposizioni per il riassetto delle municipalità, modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
riguardante Norme sull'ordinamento degli enti locali (n. 1002)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Sbona, Fleres e Acanto in data 26
maggio 2005
inviato in data 26 maggio 2005
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Interventi urgenti per la ripresa economica delle aziende
agricole siciliane (n. 1001)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
Villari, Zago in data 25 maggio 2005
inviato in data 26 maggio 2005
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Disposizioni in materia di espropriazione per pubblica
utilità (n. 1000)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Basile, Sbona, Acanto in data 25
maggio 2005
inviato in data 26 maggio 2005
Interventi per la valorizzazione turistica , fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte' (n. 1003)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Beninati, Fleres, Confalone in data
27 maggio 2005
inviato in data 27 maggio 2005
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa
IV Ambiente e Territorio':
Legge regionale 31 agosto 2000, n. 19, articolo 3 e successive
modifiche - Schema di decreto requisiti soci per beneficiare
delle agevolazioni di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975,
n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95 (n. 381/IV)
pervenuto in data 27 maggio 2005
inviato in data 27 maggio 2005
Comunicazione relativa a verbale di referendum
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si comunica che in data 30
maggio 2005 è pervenuto il verbale dell'ufficio regionale per il
referendum indetto con decreto del Presidente della Regione n. 61
del 22 marzo 2005 da cui risulta che il referendum stesso ha
riportato un numero maggiore di voti validi affermativi al
quesito (369.447) e un minor numero di voti validi negativi
(283.765).
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2237 - Notizie sui motivi del ritardo nell'assegnazione di
personale LSU alla Soprintendenza di Palermo.
Assessore Beni Culturali
Assessore Lavoro
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 2238 - Interventi volti a verificare se da parte degli enti
istituzionali preposti siano state intraprese azioni volte ad
impegnare la Fincantieri di Palermo al rispetto delle norme in
materia di sicurezza sul lavoro e se siano stati rispettati gli
accordi stipulati tra la Regione e il gruppo cantieristico
triestino.
Assessore Sanità
Assessore Lavoro
Assessore Industria
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2239 - Interventi urgenti per istituire un presidio
farmaceutico nella frazione di Triscina del comune di
Castelvetrano (TP).
Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2240 - Motivi del mancato affidamento alla fondazione onlus
'San Vito' di Mazara del Vallo (TP) di beni confiscati alla mafia
da parte dei comuni di Castelvetrano (TP) e Mazara del Vallo.
Presidente Regione
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2241 - Interventi urgenti per fronteggiare la grave
situazione determinatasi nel territorio del Ragusano a seguito
dei recenti attentati intimidatori.
Presidente Regione
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2242 - Accertamenti in merito al possesso dei requisiti
soggettivi posseduti dal candidato alla nomina di Difensore
civico del comune di San Gregorio di Catania.
Assessore Famiglia
Firmatario: Villari Giovanni
N. 2243 - Notizie sulle presunte dichiarazioni alla stampa del
sindaco di Capaci (PA) in merito alle iniziative spontanee dei
cittadini contro il racket delle estorsioni.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatari: Miccichè Calogero; Ferro Giovanni
N. 2244 - Verifica delle procedure adottate dal Consiglio
comunale di Lampedusa (AG) per l'approvazione di una variante
allo strumento urbanistico.
Assessore Famiglia
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 2245 - Iniziative urgenti per la prevenzione degli incendi
nella stagione estiva 2005.
Assessore Agricoltura
Firmatario: Oddo Camillo
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
Numero 255 «Notizie circa il finanziamento avvenuto da parte
dell'Amministrazione provinciale di Palermo di iniziative
culturali non di promozione turistica, svoltesi nell'isola di
Lampedusa».
Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
suo turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, in data 24 maggio
2005, la mozione n. 434 Iniziative a livello centrale per
consentire il recupero da parte dell'INPS della piena titolarità
degli immobili ad uso strumentale , degli onorevoli Tumino
Carmelo; Gurrieri Sebastiano; Sanzeri Salvatore; Manzullo
Giovanni; Barbagallo Giovanni.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
libera circolazione degli appartenenti alle Forze dell'ordine ed
al Corpo dei vigili del fuoco sui mezzi di trasporto pubblico
locale» (964 - 883 - 903/A),
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
numeri 964-883-903/A «Norme per la libera circolazione degli
appartenenti alle Forze dell'ordine ed al Corpo dei vigili del
fuoco sui mezzi di trasporto pubblico locale», iscritto al numero
1.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si è interrotto nella
seduta n. 295 del 25 maggio 2005, dopo l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Onorevoli colleghi, in considerazione dell'assenza del Governo,
sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 18.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore19.03 )
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Vitrano è da considerarsi
in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
libera circolazione degli appartenenti alle forze dell'ordine e
al Corpo dei Vigili del fuoco sui mezzi di trasporto pubblico
locale» (964/883-903/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge « Norme per la libera circolazione degli appartenenti alle
forze dell'ordine e al Corpo dei Vigili del fuoco sui mezzi di
trasporto pubblico locale» (964/883-903/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge è
stato interrotto nella seduta n. 295, dopo l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Circolazione gratuita per motivi di servizio.
1. Gli appartenenti alla Polizia di Stato, all'Arma
dei Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo dei
Vigili del fuoco, al Corpo di Polizia penitenziaria,
al Corpo forestale, alla Polizia municipale e
provinciale, hanno diritto, esclusivamente per motivi
di servizio, alla circolazione gratuita sui servizi di
trasporto pubblico locale espletati con contributo
pubblico della Regione, mediante l'esibizione della
tessera di servizio rilasciata dai rispettivi comandi.
2. Per gli appartenenti alla Polizia municipale la
circolazione gratuita per motivi di servizio è
limitata ai servizi di trasporto svolti nell'ambito
del territorio comunale.
3. Per la circolazione gratuita sui mezzi di
trasporto pubblico locale dei soggetti di cui al comma
1, non è dovuto alcun rimborso alle aziende esercenti
il trasporto pubblico locale.»
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 1:
dalla Commissione: A 1;
dall'onorevole Villari: A 2;
dagli onorevoli Villari e Speziale: A 4;
dagli onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis: A 3;
dall'onorevole Ardizzone: A 5;
dall'onorevole Incardona: A 6; A 7; A 8; A 9;
Comunico, altresì, che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, tutti gli emendamenti, prima
comunicati, sono dichiarati inammissibili.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti A10 del
Governo e A11, a firma degli onorevoli Genovese, Ardizzone,
Panarello, Barbagallo, Formica, Acierno, Sanzeri, Ortisi ed
altri.
Per questi ultimi due emendamenti, preciso che saranno ammessi
in votazione se c'è l'accordo di tutti i Gruppi parlamentari.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
fosse chiara una cosa, almeno dal mio punto di vista. Io non ho
nulla in contrario che si faccia un emendamento, vista l'urgenza
a cui si fa riferimento, per consentire ai comuni commissariati
di avere la certezza, comunque, di poter fare le eventuali
elezioni. Ma deve essere chiaro, e mi rivolgo a lei nella qualità
di Presidente, che così abbiamo costituito un precedente assai
delicato, e parlo di quello che è avvenuto la volta scorsa. E
deve essere chiaro che, così come prevede il Regolamento, fra
otto giorni, visto che già otto giorni sono passati, la
Presidenza non si può esimere dal riportare in Aula il disegno di
legge, visto che ho letto dichiarazioni sulla stampa che mi
auguro siano soltanto illazioni.
Sui giornali è stato scritto che il Presidente dell'Assemblea
condivideva un percorso teso ad affossare' la legge in
Commissione. Io vorrei che fosse chiaro che la legge deve essere
varata, l'articolo 1 è stato votato da quest'Aula, e quel
disegno di legge deve tornare in Aula, deve essere iscritto
all'ordine del giorno. Poi l'Aula si regolerà come meglio crede,
ma il
Regolamento interno deve essere pedissequamente applicato.
Pertanto, se la questione dei dodici mesi dei comuni
commissariati si può consentire - oltretutto sono uno che vuole
fare votare, figuriamoci se mi posso opporre al diritto al voto -
, mi pare che qui il paradosso è che in quest'Aula rischiamo di
introdurre un precedente in cui il voto diventa forse', il forse
si vota. Nulla contro la prospettiva di questo emendamento ma,
con altrettanta chiarezza, vorrei che la Presidenza garantisse
l'applicazione del Regolamento interno senza eccezione alcuna.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Cracolici, anche per la
disponibilità relativamente al percorso individuato. Invito gli
uffici, intanto, a procedere alla distribuzione dei due
emendamenti in deroga, quello sui forestali e quello sul turno
elettorale.
Sicuramente, per quanto riguarda la Presidenza, il percorso
individuato la volta scorsa verrà rispettato. Non appena la
Commissione competente avrà completato l'esame del disegno di
legge, esso tornerà ad essere iscritto all'ordine del giorno per
essere discusso. Poi l'Aula deciderà se approvarlo o meno.
Stiamo parlando di due cose diverse: l'onorevole Cracolici ha
parlato del precedente disegno di legge. Quando quest'ultimo sarà
esaminato dalla Commissione e verrà ritrasmesso all'Aula, verrà
inserito all'ordine del giorno e discusso in Aula, così come già
peraltro stabilito.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole a
questo emendamento. Però voglio che rimanga agli atti della
seduta che questo emendamento andava dichiarato inammissibile...
PRESIDENTE Onorevole Acierno, ho chiesto all'Aula, non so se
lei era presente in quel momento, di autorizzare o meno due
deroghe rispetto agli emendamenti presentati. Per cui sono stati
dichiarati improponibili tutti gli emendamenti presentati, ad
eccezione di questi due, per i quali ho chiesto preventivamente
l'autorizzazione unanime dell'Aula per poterli affrontare.
Così è stato e per questo li abbiamo affrontati. Siccome non so
se lei era presente in quel momento, lo ripeto per sua
conoscenza.
ACIERNO Signor Presidente, io ero presentissimo , tant'è che
ho chiesto di intervenire per dichiarazione di voto. Non volevo
aprire nessuna polemica con la Presidenza, volevo semplicemente
ribadire che ogni qualvolta si deroga al nostro Regolamento, non
si fa altro che generare in questo Parlamento una prassi. E
questo lo abbiamo vissuto non più tardi di un mese fa, quando un
disegno di legge improvvisamente perse il suo titolo originario e
diventò la legge omnibus .
Ora, chiedo alla Presidenza: poiché in base al nostro
Regolamento è insindacabilmente la Presidenza che dichiara
l'ammissibilità o meno ed il Parlamento non può in nessun modo
interferire con la scelta fatta dalla Presidenza ed in nessuna
maniera la Presidenza può rinunciare a svolgere il ruolo che il
Regolamento le assegna sulla proponibilità degli emendamenti, io
faccio presente alla Presidenza, ancorchè il testo di questo
emendamento trova il mio voto favorevole - sia ben chiaro, signor
Presidente - che questo è un disegno di legge ad articolo
unico, che si poteva tranquillamente esitare nei tempi normali
nella Commissione legislativa competente ed essere regolarmente
approvato in quest'Aula.
Quello che contesto, col massimo rispetto nei confronti della
Presidenza, è che si aggirano le norme. Vede, signor Presidente,
lei rappresenta uno dei cosiddetti grandi Partiti della Regione
che ha voluto la nuova legge elettorale dicendo che sono i
piccoli partiti, come quello che io rappresento, che inquinano la
politica della Sicilia
La verità è che se gli strumenti regolamentari vengono ogni
giorno violati per risolvere questioni dimostrando, di fatto, una
vera e propria incapacità nell'azione di governo, perché il tema
vero è questo....Perché l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, nel caso di un tema così pregnante, non ha presentato un
disegno di legge apposito, non ha fatto sì che oggi si votasse
una legge riguardante i forestali e noi, invece, oggi dobbiamo
andare in deroga? Ma in deroga di che cosa? Delle norme
regolamentari?
Signor Presidente, io dichiaro di votare a favore
dell'emendamento, ma sono contrario a questo metodo di
stravolgimento del Regolamento interno dell'ARS.
PRESIDENTE Ringrazio l'onorevole Acierno, anche per
l'autorizzazione implicita a procedere alla discussione
dell'emendamento.
CRACOLICI Desidero che mi si venga spiegato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non per giustificare
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste; peraltro,
l'emendamento è stato ereditato dalla cosiddetta legge omnibus ,
nel senso che era stato concepito già circa un mese addietro, poi
sappiamo bene come sono andate le cose rispetto a quella legge.
Pertanto, sostanzialmente, risulta tempestiva la proposizione di
questo emendamento.
SANZERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SANZERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per spiegare il senso della forzatura che chiediamo ai
lavori parlamentari.
Si tratta di porre l'attenzione su quattro Comuni: Alessandria,
Ravanusa, Levanzo e San Cipirello, sui lavoratori della
Forestale, i cinquantunisti , perché quando noi abbiamo
approvato la legge 15, all'articolo 49 abbiamo posto in essere
differenze di reclutamento rispetto ai lavoratori forestali che
vengono nominati sempre con la legge 16.
Siccome si tratta di cantieri che da dieci anni si ripetono in
questi Comuni, cantieri che riguardano i lavori forestali, con
la nuova legge, la legge 15, con l'articolo 49 noi impediremmo
alla Forestale, per problemi anche di tempo, di andare avanti nel
reclutamento in quanto ora con la legge 15, l'Assessorato
competente dovrebbe fare dei veri e propri bandi per reclutare
questi soggetti. Tutto ciò richiederebbe molto tempo e
impedirebbe, di fatto, di avviare gli interessati a svolgere
mansioni che riguardano l'antincendio o anche lavori che
dovrebbero svolgere i braccianti agricoli.
Pertanto, riportare questi lavoratori forestali (si tratta
soltanto di 200 persone in tutta la Sicilia) all'interno dei
canali di reclutamento della legge 16, permetterebbe di superare
le difficoltà e a costoro di essere avviati al reclutamento.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, ritiene sufficiente
l'argomentazione?
CRACOLICI. Diciamo di sì.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A.10. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.11.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, intervengo per avere maggiori
certezze e maggiori garanzie dalla Presidenza dell'Assemblea
regionale su questo tema.
Onorevoli colleghi, vedete, questa vicenda consumatasi la
settimana scorsa, mi ha fatto tornare indietro nel tempo.
Mi ha fatto ricordare quando ragazzino, finiti i compiti,
andavamo a giocare al pallone, anzi, il termine era scendevamo ,
nelle piazze, nei cortili, nelle strade; il protagonista di
questi pomeriggi era il proprietario del pallone il quale,
spesso, quando le cose non andavano come egli voleva andassero,
decideva che il pallone era suo e la partita finiva lì
Ora, non vorrei che in questo Parlamento la settimana scorsa si
fosse verificata una cosa del genere. Perché in tal caso, è
chiaro, non saremmo nell'ambito di un gioco fatto tra bambini, si
tratterebbe di una sospensione della democrazia Si tratterebbe
della sospensione di un voto non della maggioranza o
dell'opposizione; si tratterebbe del voto del Parlamento
siciliano. Un voto del Parlamento siciliano che non può essere
insabbiato dal proprietario del pallone che decide che il gioco
non gli è piaciuto e, pertanto, non si gioca più
Signor Presidente, chiedo che venga rispettato il Regolamento
interno, a prescindere da un'eventuale mancata presa visione
della legge nei termini di regolamento, e quindi a far data da 15
giorni dalla settimana scorsa e, in ogni caso, il disegno di
legge torni in Aula.
Ritengo sia giusto che Messina dopo tre anni di vita
amministrativa commissariata torni a votare
Pertanto, mi dichiaro favorevole rispetto a questo
emendamento, ma desidero venga garantito che in ogni caso anche a
prescindere dalla eventuale inerzia da parte della Commissione
legislativa competente, la prima Commissione, il disegno di legge
torni in Aula e completi l'iter in rispetto del ruolo e della
dignità di questo Parlamento.
PRESIDENTE Quando il disegno di legge verrà esaminato, o
saranno decorsi i termini, verrà riscritto all'ordine del giorno.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, soltanto perché resti traccia nel
verbale, per cui domani una interpretazione autentica vada nel
senso giusto.
Nella seconda parte dell'emendamento si parla di tornata
autunnale nel 2005 in cui vanno a ricomporsi gli organismi
democratici sospesi. Siccome nella prima parte si parla di 12
mesi come limite minimo perché questo avvenga, ma in questa
circostanza non avviene, è il caso specifico che fu approvato
all'unanimità nella passata seduta: Vorrei che fosse questa la
interpretazione autentica e venisse messo a verbale.
BENINATI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione. Signor Presidente, non
discuto la bontà dell'emendamento A11 che è stato presentato da
tutti i colleghi, devo dire però che si è generata un po' di
confusione.
Giusto o sbagliato che sia il ritorno in Commissione del
disegno di legge, di fatto abbiamo riformulato un articolo,
stravolgendone totalmente i contenuti. Il disegno di legge che
abbiamo rimandato in Commissione, impropriamente chiamato di
riforma elettorale, con riferimento specifico al caso di Messina,
era un articolo preciso che rimetteva il voto in taluni comuni,
circa 14, 15 della Sicilia, che votarono nel mese di novembre del
2000.
Pertanto, questi comuni già hanno avuto un abbuono di un anno,
perché la legge di dicembre gli dava un anno di proroga,
addirittura ne avrebbero avuto metà anno per la legge così
chiamata election day, e mi sembrava giusto perché su quella
legge si poteva poi agganciare anche l'elezione di Messina che
era legittima.
Ora, invece abbiamo scritto un articolo che certamente era un
emendamento formalizzato da un collega che oltretutto non ha
avuto nessun parere, tanto è vero che l'abbiamo mandato in
Commissione; secondo, abbiamo messo qualcosa del consiglio
comunale, preso non so da dove, e abbiamo dimenticato il motivo
per cui si stava facendo la legge, che è quello di far votare
quei 14 o 15 comuni che votarono nel 2000 e che già hanno avuto
un anno di proroga. Pertanto, o si riscrive in maniera coerente
altrimenti perché lo abbiamo rimandato in Commissione?
Infine, ritengo sia totalmente diverso da quello votato
dall'Aula.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, anche rispetto a quello che
sinora è stato detto, vorrei sottolineare un dato: la vicenda che
riguarda Messina è già stata abbondantemente discussa in questa
Aula e non mi pare il caso di riprenderla.
L'emendamento presentato tiene conto rispettosamente del
dibattito e del voto che l'Aula ha espresso una settimana fa,
della richiesta formulata dal capogruppo di FI, approvata a
maggioranza, di rimandare quel testo in Commissione di merito e,
vorrei ricordare all'onorevole Beninati, quello stesso testo è
stato già votato.
Il Presidente ha dichiarato nel corso della seduta odierna che
non appena la Commissione esiterà il testo sarà messo all'ordine
del giorno di una successiva seduta d'aula.
Ritengo, quindi, che il problema posto dall'onorevole Beninati
sia stato già affrontato e risolto nel testo approvato dall'aula.
Oggi sarebbe singolare se noi intervenissimo con la dizione di
quel testo votato per riproporlo in termini irrispettosi nei
confronti dell'Aula.
Inviterei i colleghi a considerare che stiamo intervenendo sul
tema dei comuni commissariati, da oltre dodici mesi, non
contemplando naturalmente la fattispecie dei comuni sciolti per
mafia che seguono un altro iter, come per il comune di Messina.
Un tema sul quale tutta l'Aula è stata coinvolta e si è
pronunciata favorevolmente per dare questa opportunità ove ne
ricorrano le condizioni.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per precisare ulteriormente quanto detto dall'onorevole Panarello
e per rassicurare l'onorevole Beninati.
Questa norma riguarda Messina ed ha avuto accesso in
quest'Aula con una corsia preferenziale proprio per la
specificità del caso.
Al di là del dibattito che il Parlamento ha affrontato circa il
tema del turno autunnale e della necessità o meno di mandare al
voto determinati comuni e amministrazioni che hanno votato nel
novembre 2000, o della volontà o meno di mandare al voto anche i
comuni che hanno votato nel novembre 2001, questo tema, che dovrà
essere affrontato nuovamente dall'Aula perché è stato inserito in
un disegno di legge rinviato in Commissione, troverà accoglimento
nel momento in cui approderà in questa sede per il dibattito.
Con l'emendamento che abbiamo presentato si ritorna alla
origine del percorso che si era individuato per permettere, ove
ne ricorrano le condizioni, alla città di Messina di andare al
voto e anche, andando a regime, a tutte quelle altre città o
amministrazioni che si dovessero trovare nelle medesime
condizioni in futuro.
Si ritorna, quindi, alla decisione originaria dell'Aula e cioè
al percorso individuato che dovrebbe consentire alla città di
Messina di non essere commissariata in eterno e, se ne ricorrono
le condizioni, di andare al voto a novembre.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Per richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato il
dibattito non vorrei che l'unanimità che lei aveva citato non più
tardi di dieci minuti fa susciti questo tipo di dibattito.
Mi pare che sono stati posti una serie di temi che non possono
essere sottovalutati dalla Presidenza. Pertanto, se c'è la
serenità di procedere con il voto su questo emendamento la
presidenza se ne assuma la responsabilità, fermo restando che poi
voglio anche capire che fine fa un disegno di legge già votato in
alcune parti e rinviato in commissione Anche questo è un nodo
che la Presidenza, acquisita l'unanimità del Parlamento
sull'emendamento A.11, dovrebbe risolvere oggi stesso.
Non vorrei che domani strumentalmente un deputato qualsiasi
potesse risollevare il caso di un disegno di legge rinviato in
Commissione per un approfondimento e che obbligatoriamente la
Commissione non ha più titolo a non rinviare in Aula, perché
sarebbe anche questo un precedente sgradevole nella storia del
Parlamento siciliano. Allora, cerchiamo di risolvere tutte le
questioni subito.
PRESIDENTE Comunico che nella formulazione dell'emendamento
ci sono alcune questioni che meritano di essere chiarite. La
prima: il termine 15 ottobre-15 dicembre immagino si riferisca
al 2005 e quindi va indicato. Dopo la parola dodici mesi c'è un
inciso, ove ne ricorrano le condizioni , nel quale non si
comprende quali sarebbero le condizioni che non ricorrono se non
ricorrono.
Inoltre, bisogna votare il subemendamento di spesa che
attualmente gravava sul precedente disegno di legge.
Comunque, va approvato un subemendamento che stabilisca la
copertura finanziaria per questa operazione.
Pertanto, considerato che la Commissione Bilancio' aveva già
dato copertura - peraltro l'Aula l'aveva pure votato - per
consentire una riscrittura del testo, sempre che l'Aula sia
d'accordo, sospenderei la seduta per cinque minuti per
riscrivere il testo dell'emendamento A11, sperando di poterlo
votare se ci saranno le condizioni.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè, Ferro
ed Ortisi l'emendamento A12 che riguarda la fusione di due o più
circoscrizioni. Se l'Aula riterrà di doverlo inserire nella
deroga, va bene, altrimenti lo sposteremo nel disegno di legge
che riguarda gli Enti locali.
MICCICHE' Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento
A12.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto
della presenza dell'Assessore per gli Enti locali, onorevole
Stancanelli. Gradirei l'attenzione dell'Assessore che è colui il
quale alla fine dovrà dare il parere all'emendamento. Se lei
ricorda, onorevole Assessore, abbiamo avuto modo di parlare della
questione dei Commissari e delle Circoscrizioni del Comune di
Agrigento.
Lei mi aveva anticipato che era intenzionato a revocare le
possibili elezioni e circoscrizioni di Agrigento che consta quasi
di 12.000 elettori, quindi un corposo numero di elettori. Tant'è
che il 15 maggio questi elettori sono andati a votare.
Capirà bene che quello che è successo e che è apparso sulla
carta stampata richiedeva alcune decisioni che lei non ha preso,
i cittadini sono andati a votare, c'è stato quello che c'è stato,
la revoca da parte del Comune di Agrigento di accorpare le
Circoscrizioni facendo decadere automaticamente in base
all'articolo 9 della legge numero 84 del 1976 la decadenza delle
Circoscrizioni. E' chiaro che questa sia una cattiva
interpretazione, perché questa legge si riferisce più che altro
al fatto che ancora non erano state istituite le Circoscrizioni.
Senonché questa interpretazione ha indotto il Consiglio
Comunale di Agrigento a fare questa delibera e far decadere le
Circoscrizioni, mandando in aria quella volontà popolare che
qualsiasi assemblea viene eletta per cinque anni o fino alla
scadenza naturale. E' come se, faccio un esempio, ci mettessimo
d'accordo e accorpassimo due Comuni, il Comune di Bagheria e
quello di Palermo, facendo decadere quello di Bagheria
accorpandolo a quello di Palermo. Per legge, facendolo per legge,
ditemi se questa è democrazia Quello che ha fatto il Comune di
Agrigento è una cosa simile: ha revocato, si è sostituito alla
volontà popolare con la conseguenza che oggi le Circoscrizioni di
Agrigento oggi non hanno rappresentanza; nonostante questo, pochi
giorni fa, sono andati a votare diecimila elettori, hanno
espresso un voto e oggi si vedono privati della loro volontà.
Tutto questo perché c'è una legge che è stata interpretata
male E' una legge del 1976 quando le Circoscrizioni ancora non
esistevano e quindi c'è stata una cattiva interpretazione ed un
cattivo uso di questa norma, tanto è vero che l'Assessore era di
questo parere, ma oggi, visto che in Aula c'era la discussione su
temi specifici come quello di Messina, e visto che c'è questa
situazione incresciosa per una città che ha avuto un voto
popolare e lo vede svanire perché una maggioranza interpreta, un
consiglio comunale interpreta la legge a modo suo, la volontà che
si deve ripristinare è quella popolare.
Ecco perché ho presentato un emendamento al fine di
ripristinare quanto gli elettori hanno deciso con un suffragio
diretto, con l'elezione diretta delle Circoscrizioni. Quindi,
onorevole Assessore, spero che un suo interevento possa chiarire
questo fatto per far sì che si ripristini la democrazia in un
Paese dove la democrazia è stata sospesa. Di questo si tratta
Qui ci sono gli amici di Messina che sostengono la battaglia
per andare al voto - giustamente - e qui si tratta di
ripristinare il voto di quindici giorni fa, forse anche meno, e
quindi è un dato alla luce del sole, non va a favore di questo o
quell'altro schieramento, ma di ripristinare la democrazia.
Ho presentato questo emendamento e spero che venga posto in
discussione e distribuito ai miei colleghi in modo tale che
possano valutare da soli. Questo emendamento è scevro da enfasi
di tipo politico o ideologico. E' una questione di fatto Non è
possibile revocare la democrazia popolare per decreto
Questo è quello che io ho voluto dire con il mio intervento e
con questo emendamento. Spero che l'Assessore possa farlo
proprio, e se il Governo lo fa proprio io ritiro il mio.
L'obiettivo è raggiungere un risultato conforme alle regole
democratiche, cosa che in questo momento nella città di Agrigento
non è assolutamente rispettato.
Quindi, mi riservo, nel momento in cui l'emendamento sarà
discusso, di illustralo ulteriormente. D'altronde, credo che ho
spiegato bene quali sono le ragioni del mio emendamento e,
quindi, onorevole Assessore, resto in attesa di una sua risposta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso che si tratta
dell'emendamento A.12 e recita così: La fusione di due o più
circoscrizioni determina la decadenza dei rispettivi consigli e
la modifica territoriale di una circoscrizione che dia luogo ad
una variazione del numero dei consiglieri ad essa assegnati
determina la decadenza del consiglio . Il tema non riguarda il
merito, bensì la proponibilità o meno dell'emendamento. Come
l'onorevole Miccichè sa, poc'anzi abbiamo fatto una deroga per
due questioni che l'Aula unanimemente ha considerato urgenti, se
la stessa cosa accade per questo la Presidenza non ha niente in
contrario, altrimenti sarò costretto a dichiararlo improponibile.
Si può tuttavia suggerire all'onorevole Miccichè di trasformarlo
in ordine del giorno e poi di trasferire l'emendamento nel
disegno sugli Enti locali che è già stato trasmesso alle relative
commissioni. Comunico che sono da considerare in congedo gli
onorevoli Scalici, Granata, Vicari, Scoma, Cimino, Leontini,
D'Aquino e Cintola.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Per una pregiudiziale
ACIERNO Chiedo di parlare per porre una questione
pregiudiziale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, pongo la questione pregiudiziale
ai sensi dell'articolo 111, comma 3, del Regolamento interno
sull'emendamento A11.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la Presidenza ha detto che se
c'è unanimità si può derogare, altrimenti no. Onorevole
Miccichè, considerato che non c'è l'unanimità, può trasformarlo
in un ordine del giorno.
ACIERNO No, signor Presidente, forse lei non ha ascoltato il
mio intervento. Io ho posto la questione pregiudiziale ai sensi
del comma 3 dell'articolo 111 sull'emendamento A11.
PRESIDENTE Pensavo sull'emendamento A12.
ACIERNO No, sull'A11...
PRESIDENTE .. che stiamo riscrivendo.
ACIERNO No, che lei ha dichiarato, intanto, ammissibile e,
ai sensi del comma 3, io ho posto la questione pregiudiziale.
PRESIDENTE No, onorevole Acierno, la Presidenza ha detto
all'Aula: Tutti gli emendamenti sono inammissibili . Viene
richiesto da tutto il Parlamento di derogare al Regolamento
relativamente a due questioni: quella relativa ai lavoratori
forestali - già approvata - e quella che si riferisce a questa
materia. L'Aula unanimemente ha detto sì.
ACIERNO Io ho posto la questione pregiudiziale.
PRESIDENTE No, onorevole Acierno, lei ha posto la questione
pregiudiziale dopo che l'Aula ha cominciato a discutere
l'emendamento e sono intervenuti una serie di deputati. A questo
punto io non posso dichiarare inammissibile l'emendamento.
ACIERNO Lei ha annunciato la riscrittura, ha sospeso la
seduta. Io dico che, siccome viene formalizzato un nuovo
emendamento, perché è stata sospesa la seduta...
PRESIDENTE No, onorevole Acierno è un subemendamento
dell'emendamento A11.
ACIERNO Lei ora lo dovrà presentare alla Commissione e avrà
la questione pregiudiziale. E' già annunciata.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la presente
seduta gli onorevoli: Cimino, Cintola, D'Aquino, Granata,
Leontini, SCalici, Scoma, Vicari.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.41, è ripresa alle ore 19.52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato l'ordine del giorno numero 573 «Cambio di
denominazione della riserva naturale Monte Cammarata in Riserva
naturale Monte Cammarata e della Quisquina », a firma
dell'onorevole Sanzeri. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
MICCICHE' Appongo la mia firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno 573. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario sia alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, considerato l'orientamento
generale dell'Aula io ritiro l'emendamento a mia firma, A12, e lo
trasformo in ordine del giorno con l'impegno da parte del
Governo, nel momento in cui l'emendamento verrà inserito nel
disegno di legge che si trova in Commissione, di discuterlo ed
approvarlo.
Spero che questo possa servire a facilitare la discussione in
seguito alla presentazione del disegno di legge specifico.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
dall'onorevole Miccichè l'ordine del giorno numero 572 «Nuova
normativa in materia di effetti scaturenti dal referendum
popolare confermativo della fusione o accorpamento di due o più
circoscrizioni».
Il parere del Governo?
STANCANELLI assessore per la famiglia, per le politiche
sociali e le autonomie sociali. Il Governo lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Preciso che la
questione pregiudiziale posta dall'onorevole Acierno non può
essere accolta, ai sensi del secondo comma e del quarto comma
dell'articolo 101 del Regolamento interno.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Per un richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, le ho già risposto. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi è stato appena
consegnato alla Commissione l'emendamento A11 R. Ai sensi
dell'articolo 111, comma 2, del Regolamento, mi pare che non si
possono proporre sotto qualsiasi forma, dice il nostro
Regolamento, articolo aggiuntivi od emendamenti contrastanti con
precedenti deliberazioni dell'Assemblea adottate sull'argomento,
o, Presidente Fleres, estranei allo specifico oggetto della
discussione.
L'emendamento A11 R che lei dichiara inammissibile in quanto in
contrasto con il nostro Regolamento, siccome è inappellabile il
suo giudizio, l'Assemblea può solo prendere atto che la
Presidenza di turno ritiene che in una legge che si occupa di
trasporti si possano presentare emendamenti che riguardano legge
elettorale. Ma ancor più grave, Presidente Fleres, è che ora lei
chiederà un parere su una norma elettorale a noi componenti della
Commissione Lavori pubblici, turismo, trasporti e ambiente.
Se lei ritiene che questo è il dovere del Parlamento, può
proseguire.
Io continuo a porre, ai sensi del comma 3 dell'articolo 111 del
regolamento interno, la questione pregiudiziale sull'emendamento
A11 R perché voglio che resti a verbale che non c'è assolutamente
unanimità su questo tema.
Ma, ancor più grave, signor Presidente, se lei va a rivedere
l'emendamento a firma dell'onorevole Formica alla legge che è
stata rinviata in Commissione per un approfondimento da
quest'Aula nell'ultima seduta, su proposta dell'onorevole
Misuraca, capogruppo di Forza Italia, io credo che è dovere della
Presidenza rispettare la volontà del Parlamento e rinviare alla
prima Commissione - che ha la titolarità sulla materia elettorale
- anche l'emendamento A11 R.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, lei ha accumulato una serie di
inesattezze nel suo intervento.
ACIERNO Le inesattezze sono le sue
PRESIDENTE Primo: l'emendamento dell'onorevole Formica è
stato ritirato e non discusso e, quindi, non trasmesso alla
Commissione.
ACIERNO E' stato bocciato
PRESIDENTE Ritirato, onorevole Acierno, ritirato Legga i
verbali
Poi, relativamente alla sua osservazione non è regolarmente
corretta ai sensi del comma 7 dell'articolo 112 del Regolamento
relativamente alla prima osservazione, non è compatibile, non è
rispettosa del Regolamento, relativamente al secondo e al quarto
comma dell'articolo 101.
ACIERNO Ma lei dovrebbe leggere il comma 2 dell'articolo 111.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Ciò posto, onorevole Acierno, pongo in votazione
l'emendamento A11 R. Il Governo lo ha presentato. Il parere
della Commissione?
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Dopo, onorevole Acierno. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Signor Presidente, io
non mi posso esprimere.
PRESIDENTE Si rimette all'Aula?
BENINATI presidente della Commissione. Non mi esprimo.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Acierno per
dichiarazioni di voto.
Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, il mio voto è assolutamente
contrario perché non è possibile violare il Regolamento
dell'Assemblea mettendo in votazione un emendamento senza che la
Commissione competente esprima parere e con il Presidente della
Commissione che trattava la materia della legge che le dice che
neanche si rimette all'Aula perché non ha competenza per
esprimere parere su questo emendamento.
Lei sta creando un precedente di una gravità assoluta. Se ne
deve assumere la responsabilità perché state giocando
PRESIDENTE In tutto il suo peso, onorevole Acierno...
ACIERNO Lo so benissimo, signor Presidente Fleres. Vi dovete
assumere la responsabilità perché continuate a raccontare in giro
che voi presunti grandi partiti siete quelli che garantirete alla
Sicilia un vero futuro fuori dalla connivenza con la mafia, nel
rispetto delle regole e non fate altro che calpestare le regole
dalla mattina alla sera. E non ha neanche rispetto, signor
Presidente - glielo dico con il massimo rispetto -, di un
Presidente di Commissione che le ricorda che non ha competenza
sulla materia elettorale e non vuole avere rispetto di un voto di
quest'Aula, che le ha detto, la settimana scorsa, che sul tema
delle elezioni di Messina si ritorna in Commissione con la legge
e con tutti gli emendamenti. E' uno scandalo
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A11 R. Il Governo
lo ha presentato. La Commissione non si pronuncia ma si rimette
all'Aula.
ACIERNO Non si rimette all'Aula
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del testo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Galletti.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per la libera circolazione degli appartenenti alle Forze
dell'ordine ed al Corpo dei vigili del fuoco sui mezzi di
trasporto pubblico locale» (numeri 964 - 883 - 903/A).
PRESIDENTE Si procede alla votazione finale del disegno di
legge «Norme per la libera circolazione degli appartenenti alle
Forze dell'ordine ed al Corpo dei vigili del fuoco sui mezzi di
trasporto pubblico locale» (numeri 964 - 883 - 903/A).
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, farò la mia
dichiarazione di voto limitatamente all'unica legge che avrei
votato, cioè quella sul trasporto, articolo unico e che, invece,
la Presidenza, violando tutte le norme regolamentari, ha deciso
di trasformare in un disegno di legge omnibus' perché domani
chiunque voglia occuparsi di Enti locali, dovrà cercare la legge
sulla libera circolazione degli appartenenti alle Forze
dell'Ordine.
Anche su questo disegno di legge votato, ripeto in articolo
unico, si è adottata una metodologia che è oramai propria,
purtroppo, di questo Parlamento, in quanto quest'Aula, convocata
per le 17.30, è stata aperta e rinviata per assenza del Governo.
I deputati, a quel punto, non sanno più a che ora riprenderanno
i lavori e quando il Governo si degnerà di onorare il Parlamento
della sua presenza, permettendogli di legiferare; poi
improvvisamente, il Governo ha ritenuto opportuno comparire e,
improvvisamente, è stato votato l'articolo unico.
Benissimo, credo che sarebbe dovere degli uffici di questa
Assemblea valutare che questo articolo unico non ha copertura
finanziaria e cercherò di spiegarne il perché.
Le aziende private che svolgono servizio pubblico hanno un
rimborso chilometrico calcolato sulla presunzione degli incassi
che la stessa azienda fa attraverso la vendita dei biglietti,
quindi, volendo semplificare l'esempio: se la Regione dà un euro
a chilometro perché prevede che il flusso di persone che
utilizzeranno quel mezzo farà incassare all'azienda privata, che
svolge il servizio pubblico, cinque euro per ogni chilometro,
equilibra il senso dello stanziamento.
Con questa norma noi stiamo aumentando, improvvisamente, il
numero dei passeggeri che viaggeranno gratuitamente sui mezzi
privati che svolgono un servizio pubblico che, risedendosi al
tavolo delle trattative con la Regione per quanto attiene al
rimborso, chiaramente avranno e chiederanno, giustamente, in
forza di questa legge un aumento del rimborso perché potranno
dimostrare che hanno molti più passeggeri che utilizzano i mezzi
gratuitamente rispetto a quanto accadeva precedentemente.
Vorrei capire dove si trova la copertura di questa differenza,
perché la Commissione Bilancio, della quale sono componente, non
ha mai dato copertura sulla nuova differenza che si verrà a
creare a causa dei nuovi soggetti che, gratuitamente,
utilizzeranno questi mezzi.
Presidenza del vicepresidente Fleres
BARBAGALLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per motivare il mio voto contrario per la libera
circolazione degli appartenenti alle Forze dell'Ordine o al corpo
dei Vigili del Fuoco sui mezzi di trasporto pubblico locale.
Alcuni argomenti sono stati sviluppati dall'onorevole Acierno,
personalmente, vorrei soltanto osservare che il trasporto
pubblico e privato vive una condizione di difficoltà in Sicilia,
anche perché la legge numero 68 che eroga i contributi in conto
esercizio è ormai vecchia di oltre vent'anni, non c'è stato un
ragionamento sui trasporti in concessione, né un adeguamento di
questo corrispettivo soprattutto alle aziende private.
Noi stiamo cercando di venire incontro ad una esigenza che
poteva essere legittima se fosse stata sviluppata all'interno di
un ragionamento diverso, equilibrato.
Noi sappiamo che, nel resto del Paese, le aziende pubbliche e
private hanno un corrispettivo del 65 per cento, in Sicilia del
50 per cento.
Di fronte ai maggiori oneri che avranno queste aziende private
noi non corrispondiamo nulla, stiamo intervenendo sulla gestione
e sui bilanci delle aziende private senza fare un ragionamento
che riguarda l'intero comparto.
A parte questa valutazione di ordine contabile, c'è un
ragionamento che riguarda anche i privilegi. Se lo Stato, la
Regione e l'ente pubblico vuole favorire una categoria che svolge
un servizio essenziale per la comunità se ne carica anche gli
oneri, non può addossarli su soggetti privati che hanno una loro
autonomia amministrativa.
A prescindere, quindi, dalle valutazioni positive che posso
fare sull'emendamento che riguarda Messina, esprimo il mio voto
contrario sull'intero disegno di legge.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, malgrado le
forzature che abbiamo determinato in questa seduta, devo dire che
ho riflettuto e approfondito la materia, rispetto al mio
intervento della settimana scorsa.
Noi operiamo in un regime in cui il fatto che altre regioni
abbiano varato leggi similari non costituisce, a mio avviso, un
modo corretto di procedere, in quanto, come è noto, in materia
di trasporti, ai sensi dello Statuto vigente, la competenza
trasferita dallo Stato è esclusiva da parte della Regione.
Vorrei ribadire un concetto: il rapporto tra noi ed i
concessionari, sia essi pubblici che privati, è regolato da un
rimborso chilometrico che nulla ha a che vedere con la quantità
dei passeggeri.
In più, continuo a pensare che la potestà regolamentare, ai
fini dell'eventuale esenzione dal pagamento del biglietto,
attiene ai singoli proprietari, nel caso specifico la Regione,
essendo azionista unico dell'AST (Azienda siciliana trasporti),
può farlo benissimo per l'azienda siciliana trasporti, ma non può
farlo per le aziende, non solo quelle private cui faceva
riferimento l'onorevole Acierno, ma anche per le aziende
pubbliche comunali.
Faccio un esempio: la Regione non può legiferare in materia di
esenzione sul fatto che l'AMAT di Palermo o l'azienda di Catania
debba prevedere la gratuità per alcune categorie di cittadini,
perché se lo fa è tenuta a predisporre delle somme, in quanto
questa è potestà regolamentare propria dei comuni, nel caso delle
aziende pubbliche comunali o dei soggetti interessati nel campo
societario.
Pertanto, signor Presidente, le preannuncio che, alla fine, non
voterò questo disegno di legge, perché lo ritengo un modo anche
bizzarro di rappresentare le relazioni tra la Regione, gli enti
locali ed i soggetti terzi. Ritengo che questo disegno di legge
non abbia avuto il necessario approfondimento. Capisco che tutti
siano concordi sul fatto che un poliziotto che esercita la sua
funzione per garantire la sicurezza su un autobus non debba
pagare il biglietto; certo, però, è difficile pensare che un
vigile del fuoco in servizio su un autobus, per non pagare il
biglietto, debba salirvi, presumo con la manichetta Ritengo,
quindi, che in questo disegno di legge siano presenti concetti
che, sinceramente, possono suscitare ilarità.
In ogni caso, credo che stiamo ledendo il principio di
autonomie stabilito dalla nostra Costituzione e dal nostro
Statuto.
Pertanto, non voterò né a favore né contro, perché ritengo
questa legge impropria e mi auguro che il Commissario dello Stato
possa valutarne gli aspetti costituzionali.
LIOTTA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido la
posizione di neutralità, espressa dall'onorevole Cracolici,
rispetto agli esiti di questa legge.
Vi sono due ordini di considerazioni che spingono a votare no
su questo disegno di legge ed io voterò un no convinto.
Le prime, le ha enunciate in maniera lucida l'onorevole
Acierno, sono questioni di carattere finanziario, questioni che
attengono la copertura finanziaria della legge che non c'è; sono
questioni che anche l'onorevole Cracolici ha enucleato con
chiarezza e che riguardano la potestà dei comuni di intervenire a
regolamentare le esenzioni dei biglietti sui trasporti locali,
quindi l'assenza di una competenza della Regione.
L'onorevole Cracolici si chiedeva chi, in quest'Aula, fosse
così temerario da annunciare una propria posizione contraria nel
merito rispetto al testo del disegno di legge. Qualcuno c'è,
infatti, personalmente sono contrario nel merito del testo del
disegno di legge, cioè sono contrario che quest'Aula si riduca ad
un ufficio di concessioni, di regalie medievali, perché di questo
si tratta.
Signor Presidente, vorremmo proprio vedere un vigile del fuoco
che di corsa sale su un autobus per recarsi sul luogo
dell'incendio ed andare a spegnerlo; vorremmo vederlo un
forestale che fa controllo del territorio forestale a bordo di un
tram e vorremmo vedere i poliziotti che fanno opera di contrasto
alla criminalità comune ed alla criminalità organizzata recarsi
sotto copertura su un autobus- immagino che l'opera di contrasto
si svolga sotto copertura -, esibire il tesserino e dire che sta
svolgendo quel tipo di servizio Addirittura, è stata scomodata
la mafia, infatti, sembra che sugli autobus della Sicilia si
annidi la Cupola La Cupola viaggia in tram e per combatterla
occorre incentivare la lotta alla mafia e quindi realizzare
l'esenzione.
Noi diciamo no perché non ci lasciamo prendere in giro, perché
non è ammissibile che in quest'Aula si conceda una regalia e si
contrabbandi la stessa come un incentivo alla lotta alla mafia ed
alla criminalità.
Diciamolo che si tratta di un regalia, diciamo quello che è
realmente Certo, ci sarà chi vorrà fare le regalie e questi se
ne assumeranno la responsabilità, ma ci sarà anche chi non vorrà
farle. Ma non diteci che questo tipo di leggi, in qualche modo,
contribuiscono alla lotta alla criminalità ed alla mafia, perché
non c'entra assolutamente nulla, si tratta di privilegi
Se si ha veramente un progetto complessivo di società, mi
chiedo il motivo per il quale quando si parla di esenzione di
ticket, non si guardi all'intera società, perché si guarda a
certe figure, a certe categorie e ad altre no, perché la Regione
non interviene sui medici? Un medico che corre d'urgenza ad
accudire un paziente a bordo di un tram, fa ridere anche quello,
ma almeno è più credibile. Gli si è guastata la macchina e va in
tram
Al vigile del fuoco che va in tram a spegnere l'incendio,
francamente non ci credo.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per la libera circolazione degli appartenenti alle forze
dell'ordine ed al corpo dei vigili del fuoco sui mezzi di
trasporto pubblico locale» (964-883-903/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Norme per la libera circolazione degli
appartenenti alle forze dell'ordine ed al corpo dei vigili del
fuoco sui mezzi di trasporto pubblico locale» (964-883-903/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 31
Contrari 10
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 1
giugno 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 434 - Iniziative a livello centrale per consentire
il recupero da parte dell'INPS della piena
titolarità degli immobili ad uso strumentale.
TUMINO - GURRIERI - SANZERI - MANZULLO
- BARBAGALLO
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Agricoltura e foreste
V - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Famiglia, politiche sociali ed autonomie locali
VI - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
VII - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
GIANNOPOLO
VIII - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 410 - Sfiducia al Presidente della Regione.
(18 marzo 2005)
SPEZIALE-BARBAGALLO-ORTISI-FORGIONE
FERRO-SANZERI-CAPODICASA-CRACOLICI
CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GALLETTI
GENOVESE-GIANNOPOLO-GURRIERI-LIOTTA
MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-ODDO
ORLANDO-PANARELLO-RAITI-TUMINO-VILLARI
VITRANO-ZAGO-ZANGARA
IX - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
X - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 20.18
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G.- MAURICI.-«Al Presidente della Regione,
premesso che:
dall'esame dei dati, apparsi anche sulla stampa, il numero di
incidenti sul lavoro è in costante aumento;
il comparto maggiormente interessato è quello dell'edilizia,
seguono il comparto metallurgico e poi quello dei trasporti;
altro dato emerso è quello del 'lavoro nero' ed i conseguenti
incidenti che all'interno di questo mondo si verificano;
infine, la città nella quale si registrano il maggior numero di
incidenti è la città di Catania;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare
quanto in premessa esposto;
se non intenda comunque procedere ad un'adeguata campagna di
informazione, partendo dalle scuole, sulla sicurezza e su tutte
le norme che la regolamentano.» (1899)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «In esito alla interrogazione numero 1899, si
trasmette copia della nota della Segreteria Generale di questa
Presidenza prot. n. 1123 del 25 marzo 2005, con l'unito allegato
dell'Ispettorato regionale del Lavoro per la Sicilia prot. n. 663
del 17 marzo 2005, contenente le notizie rese in ordine a quanto
chiesto attraverso l'atto ispettivo in argomento.»
Il Presidente della Regione CUFFARO
Regione siciliana
Presidenza
Segreteria Generale
Area 2 Unità operativa Rapporti con l'Assemblea regionale
siciliana
Prot. n. 1123 del 25 marzo 2005
All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente
della Regione
SEDE
«Con atto di indirizzo presidenziale di cui alla nota prot. n.
12037 dell'8 ottobre 2004 dell'Ufficio di Gabinetto è stato
statuito che l'attività istruttoria prodromica alla risposta del
Presidente della regione, per interrogazioni ed interpellanze a
quest'ultimo dirette, anche in via esclusiva, non può che essere
condotta dalla Segreteria Generale di questa Presidenza .
Per l'esecuzione del citato atto di indirizzo presidenziale, è
stata individuata, per competenza, l'Unità operativa Rapporti
con l'Assemblea regionale siciliana .
Ciò posto, in adempimento dell'atto di indirizzo presidenziale,
per il tramite di codesto Ufficio di Gabinetto, è pervenuta la
nota prot. 17677 del 9 novembre 2004, con la quale l'Assemblea
regionale siciliana ha trasmesso l'interrogazione n. 1899, di cui
si allega copia, diretta al Presidente della Regione.
Questa Unità operativa ha richiesto all'Assessorato regionale
del Lavoro di fornire elementi di conoscenza utili per la
risposta.
Quest'ultimo ha fatto presente che quanto rappresentato
nell'interrogazione è di competenza dell'Ispettorato regionale
del lavoro per la Sicilia, il quale, con nota prot. n. 663 del 17
marzo 2005, che si allega in copia, ha reso le notizie in ordine
a quanto contenuto nell'atto ispettivo di cui all'oggetto.
Questa Unità operativa, con il presente atto, in virtù di
quanto alla stessa attribuito, esaurisce l'attività istruttoria
prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
Quanto sopra si rimette a codesto Ufficio per le conseguenti
valutazioni e le determinazioni finali proprie dell'onorevole
Presidente, ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del DP 10 maggio
2001.»
Il Dirigente preposto dott.ssa Maria Accardi
Regione siciliana
Assessorato regionale del lavoro
Dipartimento regionale lavoro
Ispettorato regionale del lavoro per la Sicilia
Prot. n. 663 del 17 marzo 2005
Alla Presidenza della Regione
Segreteria Generale
Area 2 - Unità operativa
Rapporti con l'Assemblea regionale
siciliana
All'Assessorato regionale del lavoro
Dipartimento Lavoro - Ufficio di
Gabinetto
PALERMO
«Con riferimento alla interrogazione numero 1899, a firma degli
onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici, avente per oggetto
Notizie circa l'aumento degli incidenti sul lavoro in Sicilia ,
si rappresenta quanto segue.
Questo Servizio Ispettorato regionale del Lavoro, con la
collaborazione attiva ed efficace dei 7 Servizi II.LL.PP. della
Sicilia (pochissimo hanno fatto i Servizi Ispettorati di Palermo
e Catania), negli ultimi due anni, nei mesi di giugno e
settembre, in concomitanza della Campagna Europea della Sicurezza
del lavoro, ha svolto una intensa particolare vigilanza, così
come viene fatto nello stesso periodo in tutti gli Stati Europei,
registrando circa 800 ispezioni ad altrettante aziende, mirate al
miglioramento delle condizioni operative dei lavoratori nei loro
luoghi di lavoro.
Le poche risorse umane, logistiche e finanziarie, a
disposizione degli Ispettorati, purtroppo, non consentono di
intensificare ulteriormente i suddetti controlli, pur avendo
registrato, specie nel periodo di vigilanza, una migliora e più
attenta tutela dei dipendenti da parte dei datori di lavoro, ed
una significativa diminuzione del numero di infortuni.
Questo servizio Ispettorato regionale del Lavoro, comunque, per
l'anno in corso e per gli anni a venire, così come previsto dal
D.l.vo 124/04 recepito dalla Regione Sicilia con l'articolo 40
della l.r. 5 novembre 2004, n. 15, alla luce anche delle nuove
specifiche norme dell'emanando T.U. in materia di sicurezza sul
lavoro, cercherà di coordinare, razionalizzare ed armonizzare
l'intera attività di vigilanza nell'Isola che verrà svolta anche
dall'INAIL, dall'INPS, dalle ASL, dall'Agenzia delle Entrate, dai
Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia.
Utilissima sarebbe, inoltre, una intensa specifica campagna di
sensibilizzazione alla cultura della legalità, cui potrebbero
dare un notevole ed importante contributo Istituti, enti,
organizzazioni ed associazioni che, a qualsiasi livello,
intendono svolgere nella materia particolari ruoli di veri
protagonisti.»
Il Capo Servizio dell'Ispettorato regionale ing. A. Vella
SAMMARTINO.- «Al Presidente della Regione, premesso che:
in data 29 luglio 2004, la holding Capitalia S.p.A. ha
costituito una nuova società denominata 'Capitalia Informatica
S.p.A.', con sede legale a Roma e con capitale sociale al 100% di
Capitalia, il cui oggetto sociale è la prestazione di servizi
informatici e back office;
alla nuova Società verranno trasferiti i beni immobili e
strumentali e le risorse umane dei centri elettronici dei tre
istituti di credito della holding Capitalia, tra cui il Banco di
Sicilia;
la creazione della nuova società suscita delle perplessità in
ordine alle procedure seguite e alle conseguenze sui livelli
occupazionali del centro elettronico di Palermo del Banco di
Sicilia, che conta, oggi, 405 dipendenti;
i patti parasociali sottoscritti dalla Regione Sicilia per la
nuova strutturazione del Banco di Sicilia nella neonata holding,
normati attraverso l'art. 56 della legge regionale n. 2 del 2002,
prevedono 'il mantenimento in capo al Banco di Sicilia, all'esito
del risultato dell'operazione di fusione per incorporazione
dell'azienda bancaria Banco di Sicilia e del successivo scorporo
dell'attuale configurazione aziendale, dell'attuale assetto
patrimoniale, della sua struttura direzionale, di supporto
informatico e di rete insulare e peninsulare, nonché la tutela
delle partecipazioni detenute dallo stesso' e 'il mantenimento
degli attuali livelli occupazionali del Banco di Sicilia, nonché
delle attuali aree d'attività, escludendo processi di
esternalizzazione e/o di vendita d'attività e di strutture';
la creazione della nuova società, così come delineata da
Capitalia holding, prefigura l'ennesima violazione dei patti
parasociali stipulati con la Regione, dopo le scelte del socio di
maggioranza che, di fatto, hanno esautorato Palermo di tutti i
poteri decisionali, svenduto quasi tutti gli sportelli al di
fuori dell'Isola, estromesso, di fatto, la Regione nella fase di
definizione delle strategie di investimento in Sicilia;
questa ulteriore decisione sottrae al Banco di Sicilia una
struttura essenziale per la gestione autonoma della propria
clientela e delle attività aziendali, spostando fuori dalla
Sicilia un altro dei settori strategici dell'istituto di credito
nell'isola;
il comma 4 dell'art. 56 della l.r. 2/2002 sancisce che 'ove
siano disattesi gli impegni assunti con la Convenzione di cui al
comma 1 e a fronte di iniziative dell'azionista di maggioranza
non in linea con le finalità e gli obiettivi di cui al comma 3,
la Regione può procedere alla dismissione della propria
partecipazione azionaria';
per sapere:
se il Governo della Regione sia stato, nei tempi e nei modi
dovuti, debitamente informato della nascita della nuova società
Capitalia Informatica;
quali benefici, se pure ve ne fossero, potranno derivare alla
Sicilia e, in particolare alla Regione, quale socio di minoranza,
dall'operazione in questione;
quali passi intenda muovere il Governo della Regione per
verificare il rispetto dei patti parasociali riguardanti la
propria partecipazione azionaria in Capitalia nella costituzione
della nuova società, in particolare per quanto concerne la tutela
dei livelli occupazionali e il mantenimento in capo al Banco di
Sicilia dell'attuale configurazione aziendale, dell'attuale
assetto patrimoniale, della sua struttura direzionale e di
supporto informatico;
se non ritenga che l'holding Capitalia abbia insistentemente
violato il contenuto dei patti parasociali sottoscritti con la
Regione Sicilia;
quali iniziative intenda assumere per ottenere, da parte
dell'holding Capitalia, il rispetto, in tutte le sue parti, dei
patti parasociali sottoscritti con la Regione.» (1966)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «In esito alla interrogazione numero 1966, si
trasmette copia della nota della Segreteria Generale di questa
Presidenza prot. n. 1036 del 17 marzo 2005, con l'unito allegato
dell'Assessorato regionale del Bilancio e delle Finanze prot. n.
789 del 3 marzo 2005, contenente le notizie rese in ordine a
quanto chiesto attraverso l'atto ispettivo in argomento.»
Il Presidente della Regione CUFFARO
Regione siciliana
Presidenza
Segreteria Generale
Area 2 Unità operativa Rapporti con l'Assemblea regionale
siciliana
Prot. n. 1036 del 17 marzo 2005
All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente
della Regione
SEDE
«Con atto di indirizzo presidenziale di cui alla nota prot. n.
12037 dell'8 ottobre 2004 dell'Ufficio di Gabinetto è stato
statuito che l'attività istruttoria prodromica alla risposta del
Presidente della regione, per interrogazioni ed interpellanze a
quest'ultimo dirette, anche in via esclusiva, non può che essere
condotta dalla Segreteria Generale di questa Presidenza .
Per l'esecuzione del citato atto di indirizzo presidenziale, è
stata individuata, per competenza, l'Unità operativa Rapporti
con l'Assemblea regionale siciliana .
Ciò posto, in adempimento dell'atto di indirizzo presidenziale,
per il tramite di codesto Ufficio di Gabinetto, è pervenuta la
nota prot. 598 del 17 gennaio 2005, con la quale l'Assemblea
regionale siciliana ha trasmesso l'interrogazione n. 1966, di cui
si allega copia, diretta al Presidente della Regione.
Questa Unità operativa ha richiesto all'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze di fornire elementi di conoscenza
utili per la risposta.
L'Ufficio di gabinetto dell'On.le Assessore per il bilancio e
le finanze ha risposto con nota prot. 289/Gab. del 3 marzo 2005,
trasmessa, per conoscenza, anche a codesto Ufficio di Gabinetto.
Pertanto, ad ogni buon fine, si trasmette copia della nota
prot. n. 289/Gab. del 3 marzo 2005 dell'Ufficio di Gabinetto
dell'on:le Assessore per il bilancio e le finanze, contenente le
notizie rese in ordine a quanto contenuto nell'interrogazione
sopra citata.
Questa Unità operativa, con il presente atto, in virtù di
quanto alla stessa attribuito, esaurisce l'attività istruttoria
prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
Quanto sopra si rimette a codesto Ufficio per le conseguenti
valutazioni e le determinazioni finali proprie dell'onorevole
Presidente, ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del DP 10 maggio
2001.»
Il Dirigente preposto dott.ssa Maria Accardi
Regione siciliana
Assessorato del bilancio e delle finanze
Uffici di diretta collaborazione dell'on.le Assessore
Segreteria Tecnica
Prot. n. 789 del 13 marzo 2005
Alla Presidenza della Regione
Segreteria Generale
Area 2 - Unità operativa
Rapporti con l'Assemblea regionale
siciliana
All'Ufficio di Gabinetto
dell'on.le Presidente della Regione
PALERMO
«Affinché il Presidente della Regione possa rendere completa ed
esaustiva risposta all'onorevole interrogante, si trasmette copia
della nota prot. n. 5823 del 25 febbraio 2005 del Dipartimento
regionale Finanze e Credito e dell'allegata nota del 21 gennaio
2002 della Banca di Roma, già in vostro possesso, riguardanti
l'atto parlamentare di cui all'oggetto.»
Il Capo della Segreteria Tecnica ad interim
Avv. Francesco Nicosia
Regione siciliana
Assessorato del bilancio e delle finanze
Dipartimento regionale finanze e credito
Servizio Credito e Risparmio
Prot. n. 5823 del 25 febbraio 2005
All'Ufficio di Gabinetto
dell'Assessorato Bilancio e Finanze
SEDE
«Con riferimento alla interrogazione numero 1966 si rendono gli
elementi di conoscenza di cui dispone lo scrivente Ufficio, utili
ai fini della risposta da fornire alla Presidenza della Regione
siciliana sulle materie riguardanti l'interrogazione medesima.
Sul primo quesito se il Governo della Regione sia stato, nei
tempi e nei modi dovuti, debitamente informato della nascita
della nuova società Capitalia Informatica si precisa che al
Dipartimento scrivente non è pervenuta alcuna comunicazione, né
preventiva né successiva, con riferimento alla costituzione di
una nuova SpA a totale partecipazione della holding Capitalia cui
verrebbe affidata la gestione dei servizi informatici.
Giova ricordare che in considerazione del fatto che i diritti
dell'azionista, ai sensi dell'art. 56, comma 7 della legge 26
marzo 2002, n. 2, risultano appartenere al Presidente della
Regione, tale comunicazione avrebbe dovuto essere indirizzata
all'Ufficio di diretta collaborazione del Presidente.
Sul secondo punto quali benefici, se pure ve ne fossero,
potranno derivare alla Sicilia, in particolare alla Regione quale
socio di minoranza, dall'operazione in questione , la posizione
della Regione siciliana, nella qualità di socio di minoranza, non
può che essere marginale. Giova ricordare infatti, che in forza
degli atti posti in essere negli anni trascorsi la Regione
siciliana non ha più quote di partecipazione nel Banco di
Sicilia, e la partecipazione azionaria nella holding Capitalia
risulta essere pari a circa il 3 per cento; pertanto qualunque
eventuale vantaggio per la Regione non può che essere di modesta
dimensioni, invero la ridotta quota di partecipazione
necessariamente implica una pari (ridotta) capacità decisionale
nell'ambito della strategia aziendale.
Con il riferimento al terzo punto quali passi intenda muovere
il Governo della Regione per verificare il rispetto dei patti
parasociali riguardanti la propria partecipazione azionaria in
Capitalia nella costituzione della nuova società, in particolare
per quanto concerne la tutela dei livelli occupazionali e il
mantenimento in capo al Banco di Sicilia dell'attuale
configurazione aziendale, dell'attuale assetto patrimoniale,
della sua struttura direzionale e di supporto informatico si
premette:
il contenuto della convenzione stipulata il 21 gennaio 2002 fra
Regione siciliana e Banca di Roma prevede nei suoi punti
essenziali che vengano salvaguardate e valorizzate le
professionalità esistenti all'interno del Banco di Sicilia - ivi
comprese quelle del Centro elettronico le cui risorse
continueranno ad operare a Palermo - anche nel caso di
trasferimenti infragruppo fosse mantenuto un collegamento con
il territorio siciliano attraverso la nomina di due membri da
parte del Presidente della Regione nel Consiglio di
amministrazione e di almeno un membro nel Collegio sindacale .
Con riferimento alla premessa non pare risulti previsto un
obbligo al mantenimento della struttura così come esistente al
2002, invero il trasferimento infragruppo era già atteso e
previsto nella stessa convenzione, si rinviene negli accordi
l'obbligo di salvaguardare e valorizzare le professionalità
esistenti , le cui risorse continueranno ad operare a Palermo .
Con riferimento a tali obblighi alla data odierna non si hanno
notizie in ordine al mancato adempimento degli stessi.
Ai successivi punti dell'interrogazione si ritiene di avere
fornito risposta già nei punti precedenti.»
Il Dirigente del Servizio Vittorio Marino
«Roma - Palermo 21 gennaio 2002
Al Presidente della Regione Siciliana
On. Salvatore Cuffaro
Palazzo d'Orleans
PALERMO
Facendo seguito al protocollo d'intesa firmato in data 11/14
gennaio u.s. e ad esito delle ulteriori trattative intercorse, Vi
confermiamo qui di seguito i termini delle intese raggiunte in
ordine all'esecuzione dell'operazione di fusione per
incorporazione del Banco di Sicilia SpA nella Banca di Roma SpA
ed alla contestuale costituzione di una nuova società nella quale
conferire l'azienda bancaria Banco di Sicilia; ciò secondo quanto
previsto nell'ambito del processo di ristrutturazione societaria
e di riassetto dell'intero Gruppo bancario Bancaroma.
Convenzione tra
La Regione siciliana con sede in Palermo, Palazzo d'Orleans, in
persona del Presidente on.le Salvatore Cuffaro, dell'on.le
Alessandro Pagano, Assessore regionale per il bilancio e le
finanze e del direttore del Dipartimento delle Finanze e del
Credito, dott. Ercole Rabboni muniti dei necessari poteri in
forza di legge
e
La Banca di Roma SpA con sede legale in Roma, Via M. Minghetti
17, in persona del Presidente dott. Cesare Geronzi, munito dei
necessari poteri;
(in seguito, congiuntamente, anche definite le Parti )
Le Parti premettono quanto segue:
1. La Banca di Roma, in sede di acquisizione del controllo del
Gruppo Mediocredito Centrale, ha assunto tra l'altro i seguenti
impegni nei confronti del Ministero del Tesoro:
contribuire allo sviluppo del Banco di Sicilia, assicurandone
la governabilità;
attuare il piano industriale 1999 - 2002 secondo le linee guida
presentate al Ministero del Tesoro in sede di offerta definitiva
e non apportarvi sostanziali variazioni, con particolare
riferimento alla partecipazione di controllo detenuta nel Banco
di Sicilia da parte dello stesso Ministero del Tesoro;
valorizzare i connotati e le valenze territoriali del Banco di
Sicilia, tra l'altro conservandone il marchio e la sede legale a
Palermo.
Per i suddetti impegni era prevista una durata pari al periodo
di realizzazione del piano industriale 1999 - 2002 (di cui alle
linee guida presentate al Ministero del Tesoro) e comunque non
inferiore a tre anni, ovvero fino al dicembre 2002.
2. Gli attuali azionisti di minoranza del Banco di Sicilia sono
portatori di interessi riguardanti la permanenza di un soggetto
bancario radicato nella Regione siciliana che costituisca punto
di riferimento per l'economia siciliana e sono pertanto
interessati alla conservazione dei valori tutelati dagli impegni
assunti dalla Banca di Roma con il Ministero del Tesoro, nonché
alla valorizzazione della loro partecipazione, per quanto attiene
la Regione siciliana, in conformità alle leggi attributive della
partecipazione diretta nel capitale del Banco di Sicilia.
3. Nel periodo trascorso la Banca di Roma ha svolto nei
confronti della propria controllata Banco di Sicilia una forte
azione di potenziamento e rilancio tradottasi in un significativo
miglioramento dei risultati economici. Tale azione si è inserita
in un contesto di relazioni positive con gli azionisti di
minoranza: la regione Siciliana e la Fondazione Banco di Sicilia.
4. Attualmente il Consiglio di amministrazione del Banco di
Sicilia è composto da 11 membri, di cui due nominati su
indicazione della Regione Siciliana - tra cui uno dei
Vicepresidenti - e 2 nominati su indicazione della Fondazione
Banco di Sicilia.
5. La Banca di Roma è interessata a dare al proprio Gruppo una
configurazione che consenta: (i) di seguire adeguatamente
l'evoluzione del mercato; (ii) di collocarsi efficacemente e
proficuamente nei nuovi scenari competitivi; (iii) di perseguire
la massima creazione di valore per gli azionisti.
6. E' stato pertanto presentato agli azionisti di minoranza del
Banco di Sicilia un documento contenente le linee guida del piano
industriale (All. 1 Linee guida di piano industriale e
organizzazione del Gruppo Bancaroma - di seguito anche solo
Linee guida di Piano industriale ) che - anche nella
prospettiva di una razionalizzazione e potenziamento delle
attività commerciali - prevede, in particolare, un riassetto
della morfologia del Gruppo che fa capo alla Banca di Roma.
Le Linee guida di Piano industriale ipotizzano, tra l'altro,
l'incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma e la
contestuale costituzione di una nuova società nella quale
conferire l'azienda bancaria Banco di Sicilia (di seguito anche
solo Banco ) controllata totalitariamente dalla Banca di Roma
che diverrà holding modificando la propria denominazione (di
seguito anche solo Holding ).
7. In relazione a quanto sopra ed alla prospettata assunzione
da parte della regione Siciliana del ruolo di azionista della
Holding, le Parti si sono incontrate per individuare alcuni
aspetti qualificanti della presenza del Gruppo Bancaroma in
Sicilia ed il ruolo della Regione Siciliana nel nuovo assetto del
Gruppo medesimo.
Nel corso degli incontri sono stati presentati e chiariti
alcuni contenuti delle Linee guida del Piano industriale In
particolare la Banca di Roma ha confermato: (i) che le dimensioni
economico-patrimoniali dell'Azienda bancaria da conferirsi al
Banco a seguito dell'operazione di fusione per incorporazione e
scorporo descritta al precedente punto 6, saranno quelle proprie
del Banco di Sicilia in conformità alle Linee guida di Piano
industriale; (ii) che saranno mantenute la sede sociale e la
direzione centrale a Palermo, con le necessarie ed opportune
autonomie gestionali, nonché una denominazione confermativa del
brand storico Banco di Sicilia.
In tal modo risulterà riconosciuta e ulteriormente valorizzata
la storica colleganza fra il Banco di Sicilia ed il territorio
regionale, nonché il ruolo di riferimento dell'azienda bancaria
per l'economia siciliana, a tutela anche degli interessi di tutti
gli stakeholders.
8. Le parti hanno convenuto sull'opportunità di addivenire alla
definizione di accordi di indirizzo che, nel riconoscimento del
potere/dovere della Banca di Roma di dare al proprio Gruppo la
configurazione più adeguata all'evoluzione del mercato - e quindi
anche procedendo alla ipotizzata operazione di fusione e scorporo
aziendale - consentano anche alla Regione siciliana la tutela del
proprio ruolo istituzionale e degli interessi riguardanti il
Banco di Sicilia e la missione già svolta nel territorio con
riguardo a quanto sopra.
Tanto premesso
Le Parti convengono quanto segue
Articolo 1 (premesse ed allegati)
1.1 Le premesse e gli allegati, sottoscritti dalle Parti,
formano presupposto e parte integrante della presente
Convenzione.
Articolo 2 (Processo di ristrutturazione del gruppo Bancaroma)
2.1 La Banca di Roma si obbliga e garantisce (anche ai sensi e
per gli effetti di cui all'art. 1381 cod. civ.) e la Regione
Siciliana accetta, che il processo di ristrutturazione
societaria e di riassetto del Gruppo Bancaroma ed il relativo
piano industriale avvengano:
con riguardo allo scorporo dell'azienda bancaria Banco di
Sicilia nel Banco, anche nel rispetto delle previsioni contenute
nel paragrafo 2.2 della presente Convenzione;
con riguardo alla formazione della Holding, anche nel rispetto
delle previsioni contenute nel paragrafo 2.3 della presente
Convenzione.
2.2 In relazione al Banco quale risultante dell'operazione di
fusione per incorporazione e successivo conferimento dell'azienda
bancaria Banco di Sicilia, la Banca di Roma si obbliga e
garantisce (anche ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1381
cod. civ.) e la regione Siciliana accetta, che:
(i)Patrimonio: venga conferito e mantenuto nel tempo in capo al
Banco un livello patrimoniale non inferiore a quello attuale ed
in linea con gli sviluppi attesi e con i relativi ratios di
vigilanza nonché siano conferiti gli accantonamenti a fronte
degli impegni previdenziali, ferme restando per questi ultimi le
garanzie attuali.
(ii)Denominazione sociale e sede: venga mantenuta per il Banco
una denominazione confermativa di quella attuale, nonché la
ubicazione a Palermo della sede sociale e della direzione
generale, con le autonomie gestionali necessarie ed opportune per
il migliore sviluppo e la valorizzazione delle attività del
Banco.
(iii) Efficienza e relazioni industriali: le strategie contenute
nelle Linee guida di Piano industriale siano, tra l'altro,
finalizzate al miglioramento dell'efficienza ed impostate in modo
tale che venga assicurata la tutela dei livelli occupazionali e
delle professionalità e, inoltre, gli aspetti concernenti le
relazioni industriali continuino a trovare trattazione e
definizione nelle sedi istituzionali proprie.
(iv)Rappresentanza negli organi sociali: al fine di consentire
il necessario mantenimento del collegamento tra il Banco ed il
territorio, nel Consiglio di amministrazione del banco siano
nominati almeno due membri (dei quali uno assumerà la carica di
vicepresidente) indicati dal Presidente della Regione siciliana,
e nel Collegio sindacale del Banco sia nominato almeno un membro
effettivo indicato dal Presidente della regione siciliana;
entrambe le indicazioni avranno luogo sentito il Presidente della
Holding.
(v)Valorizzazione risorse umane e sinergie con il territorio:
vengano salvaguardate e valorizzate le professionalità esistenti
all'interno Banco di Sicilia - ivi comprese quelle del centro
elettronico le cui risorse continueranno ad operare a Palermo -
anche nel caso di trasferimenti infragruppo; vengano valorizzate
le specifiche aree che mantengono relazioni simbiotiche con il
territorio in cui il Banco di Sicilia è inserito (istituzioni,
università ed enti locali), tra cui il Servizio Studi.
(vi)Rete sportelli: tenuto conto della quota di mercato detenuta
attualmente dal Gruppo Bancaroma in Sicilia, venga difesa tale
quota ed in particolare quella del Banco di Sicilia, nonché
conservati sull'intero territorio nazionale tutti i presidi
economicamente e storicamente rilevanti per il medesimo Banco di
Sicilia e rafforzati i collegamenti operativi con tutta
l'articolazione territoriale del Gruppo.
2.3 In relazione alla Holding, la Banca di Roma si obbliga e
garantisce (anche ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1381
cod.civ.) e la Regione siciliana accetta, che:
(i) Denominazione Holding: sia individuata per la holding una
denominazione non caratterizzata dall'attuale brand Banca di
Roma.
(ii) Rappresentanza negli organi sociali: venga nominato nel
Consiglio di amministrazione della holding un componente
designato dal Presidente della Regione siciliana.
(iii) Sinergie con il territorio: sia istituito nell'ambito
della holding un Comitato con la partecipazione di esponenti
della Regione, nel quale la Regione esprima le proprie esigenze
finanziarie e di investimento e la holding le linee strategiche
in merito agli investimenti e alle attività del Gruppo in Sicilia
(Banco di Sicilia, sportelli Banca di Roma, Irfis). In detto
Comitato i rappresentanti della Regione e della Holding
valuteranno insieme le esigenze ed i programmi prospettati ed
insieme elaboreranno le proposte di intervento.
Articolo 3 (Tutela dell'investimento della Regione siciliana
nella Holding)
3.1 Nel contemperamento degli interessi della Regione siciliana
e della Banca di Roma, le Parti assumono i seguenti impegni:
(a) nell'eventualit�� che la Holding decida di dimettere (in
favore di soggetti estranei al Gruppo della Holding) una
partecipazione tale da comportare la perdita del controllo
solitario nel Banco:
(I) La Holding concederà alla Regione siciliana un diritto di
prelazione di acquisto di una quota pari al 18,95 per cento (la
Quota ) del capitale sociale del Banco ai medesimi termini,
condizioni e corrispettivo (quest'ultimo in misura proporzionale)
offerti dal terzo, da esercitarsi sull'intera Quota ed entro il
termine di decadenza di sessanta giorni dall'apposita
comunicazione di offerta in prelazione, che dovrà a tal fine
indicare, oltre al corrispettivo, tutti i dettagli del potenziale
atto di disposizione a favore del terzo.
Impregiudicato quanto previsto al successivo paragrafo (a-II)
resta inteso che in caso di mancato esercizio del diritto di
prelazione la Holding potrà trasferire la partecipazione del
Banco solo ai medesimi termini e condizioni comunicati alla
Regione siciliana.
Si conviene altresì che il diritto di prelazione di cui al
presente articolo si applica ad ogni atto di disposizione di
tutto o parte del capitale del Banco, in qualsiasi modo attuato e
di qualsiasi natura, idoneo a determinare la perita del controllo
solitario interno del Banco da parte della Holding. E' inteso
altresì che ove il controvalore dell'atto di disposizione non sia
determinabile, il prezzo per l'esercizio del diritto di
prelazione sarà convenuto tra le Parti ed in difetto di accordo
sarà determinato da una banca d'affari nominata congiuntamente
dalle parti stesse.
(II) In via alternativa, ove la Regione siciliana non
esercitasse il diritto di prelazione di cui al precedente
paragrafo (a-I), la Banca di Roma si impegna sin da ora a
collocare, su richiesta della Regione siciliana ed entro
centottanta (180) giorni dal ricevimento della stessa, le azioni
di proprietà della Regione siciliana nella Holding, garantendo un
prezzo complessivo minimo pari al valore pro quota della
partecipazione attuale della Regione siciliana nel Banco di
Sicilia calcolato rispetto al patrimonio netto rettificato al
31.12.2001 del Banco di Sicilia stesso così come concordato dagli
advisors, rivalutato secondo gli indici Istat (il Prezzo minimo
garantito ), impegnandosi pertanto la Holding a pagare alla
regione siciliana la differenza tra il prezzo di realizzo del
collocamento ed il Prezzo minimo garantito.
Resta inteso che - impregiudicato quanto previsto dall'articolo
7.2 con riferimento alla eventuale inefficacia sopravvenuta della
Convenzione - la garanzia sul prezzo sarà ridotta
proporzionalmente in caso di atti di disposizione della Regione
siciliana sulla partecipazione nella Holding, fermo restando che
la diluizione della partecipazione dell'azionista Regione
siciliana conseguente ad operazioni di carattere straordinario
sul capitale della Holding non potrà in ogni caso comportare la
riduzione della garanzia inerente il Prezzo minimo garantito.
Resta altresì inteso che l'esercizio del diritto di uscita da
parte della Regione siciliana dovrà essere esercitato a pena di
decadenza con comunicazione da trasmettersi alla Banca di Roma
entro trenta giorni dal perfezionamento dell'atto di disposizione
in favore del terzo.
(b) Le previsioni di cui al punto (a-II) che precede si
applicheranno - a richiesta della Regione siciliana - con
esclusione di ogni danno ulteriore e con la valenza di cui
all'art. 1382 c.c. anche nel caso di un inadempimento grave ad
opera della Holding alla presente Convenzione che sia stato
accertato dal Collegio arbitrale di cui al paragrafo 10.2.
(c) Al di fuori delle ipotesi di cui ai precedenti punti (a) e
(b):
la Regione siciliana si impegna a non cedere a terzi la propria
partecipazione nella Holding per un periodo di 24 mesi dalla data
di decorrenza della presente Convenzione;
successivamente a tale scadenza, nell'eventualità che la
Regione siciliana decida di cedere la propria partecipazione
nella Holding, la regione siciliana medesima dovrà conferire alla
Banca di Roma mandato a vendere a valori di mercato tale
partecipazione, in conformità alle applicabili disposizioni di
legge, restando inteso che il mandato dovrà essere eseguito
(senza assunzione da parte del mandatario della garanzia di un
prezzo minimo) entro un arco di sei mesi.
(d) Il mandato di cui ai precedenti punti (a-II), (b), (c) e
successivo punto (e) si intende assunto a titolo gratuito e
quindi senza oneri, spese e commissioni a carico della Regione
siciliana.
(e) Resta inteso che: (i) l'esercizio del diritto di prelazione
resta soggetto al rispetto delle istruzioni di vigilanza e di
ogni altra normativa applicabile, fermo restando che la mancata
autorizzazione all'acquisto equivale agli effetti della presente
Convenzione quale mancato esercizio del diritto stesso; (ii) in
caso di esercizio del diritto di prelazione la holding si impegna
a collocare fin da ora, senza assunzione da parte del mandatario
della garanzia di un prezzo minimo, la partecipazione della
Regione siciliana nella holding nel più breve tempo possibile e
al miglior prezzo di mercato.
3.2 resta inteso che in caso di esercizio del diritto di
prelazione da parte della Regione siciliana, la holding promette
la dichiarazione di espressa accettazione della Convenzione,
esclusivamente per la parte della stessa inerente il Banco, da
parte del terzo acquirente per la durata residua della
Convenzione.
Articolo 4 (IRFIS)
4.1 Le parti intendono operare fattivamente per il rilancio
dell'Irfis in un'ottica di sviluppo dell'attività anche a
sostegno del territorio e di conseguimento di sinergie di Gruppo;
a tal fine le Parti si impegnano a stipulare specifici patti
parasociali. Tali patti conterranno previsioni analoghe a quelle
aventi a riferimento il Banco, per quanto attiene la governace
dell'Irfis - eventualmente ricondotta la partecipazione del Banco
nell'Irfis direttamente in capo al mediocredito centrale - e la
tutela dell'investimento della Regione siciliana. Le parti si
impegnano a costituire un tavolo tecnico per l'individuazione in
tempi brevi e comunque entro il 30 giugno 2002 delle soluzioni
più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi di cui
sopra.
Articolo 5 (Approvazione dell'Assemblea regionale)
5.1 La regione siciliana fa presente che l'assunzione della
partecipazione nella holding, in sostituzione della
partecipazione nel Banco di Sicilia, dovrà essere sottoposta
all'approvazione dell'Assemblea regionale e si adopererà
affinché la stessa intervenga nel più breve tempo possibile.
L'approvazione dovrà comunque essere ottenuta entro il termine
essenziale del 28 febbraio 2002, restando inteso che gli effetti
della presente Convenzione sono sospensivamente condizionati
dall'ottenimento dell'approvazione medesima.
Articolo 6 (Espansione territoriale e diversificazione)
6.1 La Banca di Roma dichiara che è allo studio una ipotesi di
espansione territoriale e di diversificazione delle attività che
non contrasta con i termini e le condizioni del presente accordo.
Articolo 7 (Durata della Convenzione)
7.1 Fatta eccezione per le previsioni che hanno un diverso
termine iniziale e/o finale di efficacia, e ferme le condizioni
sospensive di cui agli articoli 5 e 12, la presente Convenzione
decorrerà dalla data di attuazione del conferimento dell'azienda
bancaria Banco di Sicilia nel Banco da parte della holding e
resterà in vigore per il periodo di tre anni dalla suddetta data
di decorrenza.
La presente Convenzione si intenderà automaticamente rinnovata
a ciascuna scadenza a condizione che nessuna Parte invii
all'altra Parte una formale comunicazione della volontà di non
rinnovare entro i sei mesi precedenti la scadenza.
Per il caso di estinzione della holding per effetto di fusione
per incorporazione in altra società ovvero per scissione
totalitaria, la holding promette la dichiarazione di espressa
accettazione della presente Convenzione da parte del successore o
avente causa della holding - al quale sia attribuito il controllo
(anche indiretto) del Banco - la quale pertanto resterà in vigore
tra la Regione siciliana ed il successore o avente causa ad
eccezione delle previsioni di cui agli articoli 2.3 (i) e 2.3
(ii) che cesseranno di avere efficacia.
Resta in ogni caso salvo quanto previsto dal paragrafo 7.2 che
segue.
7.2 La presente Convenzione diverrà inefficace nel caso la
regione siciliana venisse a detenere una partecipazione nella
holding inferiore di oltre un terzo della partecipazione nel
capitale della Banca di Roma (rappresentato da azioni ordinarie)
originariamente acquisita per effetto della operazione di
fusione, purchè la riduzione della partecipazione della Regione
siciliana entro la soglia indicata sia derivata da un atto di
disposizione della stessa partecipazione da parte della Regione
siciliana, restando inteso che la diluizione della partecipazione
dell'azionista Regione siciliana conseguente ad operazioni di
carattere straordinario sul capitale della holding non potrà in
ogni caso comportare la perdita di efficacia della presente
Convenzione.
Articolo 8 (Modifiche alla Convenzione)
8.1 Qualsiasi modifica alla presente Convenzione non sarà
valida e vincolante ove non risulti da atto scritto firmato dalle
Parti.
Articolo 9 (Negoziazione)
9.1 Le Parti dichiarano che la presente convenzione è stata tra
esse negoziata in tutti i suoi singoli articoli ed è il frutto di
una intesa raggiunta con la reciproca collaborazione,
intendendosi così sostituiti tutti i precedenti accordi o intese
raggiunti.
Articolo 10 (Clausola compromissoria)
10.1 In caso di eventuali controversie sulla interpretazione
della presente Convenzione le stesse saranno sottoposte in via
preventiva ad un comitato paritetico (il Comitato) che si
adopererà in buona fede per risolverle.
Il Comitato sarà composto da quattro membri nominati in misura
paritetica da ciascuna Parte.
Qualora, per qualsiasi motivo, il Comitato non venisse nominato
ovvero nell'ambito dello stesso non venisse raggiunta una intesa
recepita per iscritto dalle Parti entro il termine di 20 (venti)
giorni dal momento di comunicazione di una contestazione da una
di esse, le parti procederanno ai sensi di quanto previsto dal
paragrafo 10.2 che segue.
10.2 Ogni controversia concernente l'efficacia, la validità,
l'esecuzione e l'interpretazione della presente Convenzione sarà
devoluta al giudizio di un Collegio arbitrale, composto di tre
arbitri.
10.3 Ciascuna delle parti nominerà un arbitro, con applicazione
di quanto previsto dall'art. 810, comma 1, c.p.c..
Il terzo arbitro, con funzioni di Presidente del Collegio, sarà
nominato d'accordo dei primi due. In caso di mancato accordo il
terzo arbitro con funzioni di Presidente del Collegio sarà
nominato dal Presidente del Consiglio di Stato, su ricorso della
Parte più diligente. Il Presidente del Consiglio di Stato sarà
altresì competente a nominare l'arbitro che la Parte che abbia
ricevuto la notifica dell'avvio della procedura non abbia
nominato nel termine di venti giorni dalla notifica stessa.
Il Collegio avrà sede a Roma e giudicherà secondo diritto,
osservando le norme del codice di procedura civile.
10.4 Tutte le controversie che per norma imperativa non possano
essere devolute al Collegio saranno di competenza esclusiva del
Foro di Roma.
Articolo 11 (Comunicati stampa)
11.1 Ferme le informative e comunicazioni dovute per legge, le
Parti convengono che i comunicati stampa e gli annunci pubblici
di una delle parti relativi alle intese raggiunte con la presente
Convenzione ovvero relativi alle successive fasi di esecuzione di
essa dovranno essere preventivamente concordati per iscritto con
l'altra Parte.
Articolo 12 (Comunicazioni di legge e condizione sospensiva)
12.1 Le Parti si impegnano a comunicare alla Consob e alla
Banca d'Italia il contenuto della presente Convenzione secondo le
modalità ed i termini previsti dalla legge e ad effettuare
altresì ogni pubblicazione prevista dalla legge stessa.
12.2 Le parti si danno altresì atto che la presente Convenzione
è sospensivamente condizionata al rilascio di un parere
preventivo della Consob che accerti la non applicabilità di
qualunque obbligo, a carico di un qualunque soggetto socio della
Banca di Roma, di lanciare un'offerta pubblica di acquisto sulle
azioni Banca di Roma stessa per effetto della presente
Convenzione. Al riguardo Banca di Roma si adopererà affinchè
l'evento dedotto in condizione sospensiva si possa verificare
entro la data in cui si terrà l'Assemblea regionale di cui al
precedente articolo 5 e, quindi, comunque prima della assemblea
del Banco di Sicilia che dovrà deliberare in merito al progetto
di fusione.
Articolo 13 (Notifica fra le Parti)
13.1 Tutte le notifiche, le richieste e le altre comunicazioni
alle Parti saranno effettuate per iscritto - a mezzo lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, telegramma o telefax - e
si intenderanno efficacemente e validamente eseguite al
ricevimento delle stesse, se indirizzate:
-se dirette alla Regione siciliana: Al Presidente pro tempore
della Regione siciliana
Palazzo d'Orleans - Palermo
-se dirette alla Banca di Roma: Al Presidente pro tempore della
Banca di Roma
Via M. Minghetti, 17 - Roma
13.2 Qualora una delle Parti modificasse il proprio indirizzo,
ne dovrà dare comunicazione scritta all'altra Parte. In difetto,
saranno considerate valide le comunicazioni effettuate
all'indirizzo indicato nella presente Convenzione.
13.3 Gli indirizzi indicati al paragrafo 13.1, ovvero quelli
eventualmente comunicati per iscritto ai sensi del paragrafo
13.2, valgono quale elezione di domicilio ad ogni effetto di
legge.»
ODDO. -«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che:
in data 31 gennaio 2005 l'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali ha inviato una diffida
a comuni e province in merito alla mancata elezione del Difensore
Civico;
in tale diffida viene esaltata la funzione di controllo esterno
della figura del Difensore Civico da parte di un ente, la Regione
appunto, che non ha però ritenuto di istituirla per operare anche
sul proprio livello amministrativo;
l'Assemblea regionale siciliana in fase di recepimento (con
legge regionale n. 48 del 1991) della legge nazionale istitutiva
della figura del Difensore Civico (legge n. 142/1990, art. 8) non
ritenne di renderne obbligatoria la presenza nelle province e nei
comuni siciliani, lasciando alla discrezione dei diversi enti
locali l'inserimento o meno nei loro rispettivi statuti;
avendo provveduto all'elezione del Difensore Civico solo un
numero limitato di comuni e province tra quanti ne avevano
previsto formalmente l'istituzione a livello statutario,
l'Assessorato, anziché verificare le ragioni di tale mancata
attivazione dell'apposita norma statutaria, ha reiteratamente
minacciato l'avvio di procedura sostitutiva a mezzo di
commissario ad acta;
il termine assegnato con specifica diffida scade fra pochi
giorni e conseguentemente i comuni e le province inadempienti
dovrebbero essere sottoposte a procedura sostitutiva;
per sapere:
se non ritenga che la mancata attivazione della figura del
Difensore Civico in gran parte delle amministrazioni locali
interessate dipenda dal fatto che al trasferimento di competenze
non è corrisposto un adeguato trasferimento di risorse;
se non condivida la previsione che nei prossimi mesi moltissimi
comuni siciliani, pur avendo attuato oculate ed equilibrate
politiche di bilancio, saranno costretti dalle misure adottate
dai Governi, nazionale e regionale, a riconsiderare quali servizi
mantenere ancora in vita piuttosto che istituirne di nuovi;
se non ritenga, più che emanare diffide, di stabilire un
adeguato stanziamento perché nei comuni e nelle province che
prevedono l'istituzione del Difensore Civico si possa procedere
alla loro nomina.» (2138)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2138,
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta
ai sensi dell'art. 140, commi 4 e 5, del Regolamento interno
dell'ARS, come da nota della Segreteria Generale di codesta
Assemblea regionale siciliana prot. n. 8320 del 25 maggio 2005,
si rappresenta quanto segue.
L'istituto del Difensore civico rappresenta in tutta Italia,
come in molti Paesi europei, l'applicazione di un concetto
moderno e partecipativo della democrazia, a tutela dei cittadini
dagli abusi e dai ritardi dell'Amministrazione.
Su 390 comuni e 9 province siciliane sono soltanto 48 gli Enti
che non hanno previsto nei rispettivi statuti l'istituzione del
Difensore civico.
Dei restanti Enti però, appena 59 (sino a qualche mese fa)
avevano provveduto all'elezione del titolare di tale istituto
che, una volta previsto nello statuto, diventa obbligatoria.
Già in passato l'Assessore regionale per le autonomie locali
aveva inviato due note di diffida agli Enti locali inadempienti,
ma senza alcun risultato.
Pertanto, con apposita circolare, è stato fissato il termine
della fine del mese di febbraio scorso come ultimativo per la
nomina dei Difensori civici, scaduto il quale l'Assessore è
titolare del diritto di esercitare il potere sostitutivo
attribuitogli dall'art. 24 della l.r. 44/91.
Si assicura che molti comuni hanno già provveduto o stanno
provvedendo, mentre per altri sono stati nominati i commissari ad
acta.
Quanto al rilievo circa la carenza di risorse finanziarie, non
può non segnalarsi che, a legislazione vigente, gli enti
interessati sono comunque tenuti all'elezione del Difensore
civico, soggetto questo che riveste un ruolo determinante ai fini
della garanzia della trasparenza e correttezza dell'azione
amministrativa e della tutela dei cittadini.
E' per rispondere a tale finalità che gli enti locali, sulla
base della ratio legis, devono dimostrare la capacità di
raggiungere le stesse attraverso anche l'assunzione di
responsabilità nel momento della programmazione delle risorse e
quindi dell'adozione del bilancio.
Non è, ad ogni modo, di competenza della Regione finanziare
attività e servizi che dalla legge sono posti a carico delle
amministrazioni locali e che comunque sono di supporto alla
correttezza, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.
Si confida, comunque, nella capacità degli Enti locali di
operare con oculatezza nell'attività di gestione delle risorse
economiche, attraverso equilibrate politiche di bilancio, che
consentiranno di far fronte alle spese, non certo eccessive,
necessarie per l'attivazione di un così importante istituto di
democrazia diretta.»
L'Assessore STANCANELLI
MICCICHE'.-All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali, premesso che:
il Piano Regolatore Generale è lo strumento cardine dello
sviluppo dei territori dei nostri comuni;
nel comune di Raffadali (AG) è in fase di discussione in
Consiglio comunale il Piano Regolatore Generale, consegnato dai
tecnici progettisti nel maggio del 1998, dopo 30 anni
dall'approvazione dell'ultimo PRG;
dato che:
la maggioranza presente in Consiglio comunale spinge per
l'approvazione immediata di un piano commerciale;
questo andrebbe senza ombra di dubbio a stravolgere il Piano
Regolatore in corso di discussione rendendolo praticamente
inapplicabile;
il piano commerciale proposto dalla maggioranza presente in
Consiglio Comunale non riguarda né opere di estrema necessità nè
di pubblica utilità;
visto che l'Ufficio tecnico del comune di Raffadali ha dato
parere negativo all'approvazione del piano commerciale ritenendo
inopportuno approvarlo prima del PRG in discussione in Consiglio
comunale;
per sapere:
se intenda intervenire per accertare la legittimità di quella
operazione;
se non ritenga che siano state effettuate pesanti forzature che
fanno intravedere, in quella manovra, la salvaguardia di
interessi privati e non il perseguimento del bene pubblico.»
(2141)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2141,
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta
ai sensi dell'art. 140, commi 4 e 5, del Regolamento interno
dell'ARS, come da nota della Segreteria Generale di codesta
Assemblea regionale siciliana prot. n. 8320 del 25 maggio 2005,
si rappresenta quanto segue.
Recentemente è pervenuta allo scrivente una nota del sindaco
del comune di Raffadali, datata 12 maggio 2005, con la quale si
comunica che sino ad oggi il Piano commerciale, pur se già
portato all'ordine del giorno del Consiglio comunale, non è stato
mai approvato.
Ciò in quanto, a seguito di emendamenti proposti da vari
consiglieri ed in considerazione del parere contrario espresso
dal responsabile dell'Ufficio tecnico comunale, il punto
all'ordine del giorno è stato rinviato a data da destinarsi per
maggiori ed ulteriori chiarimenti ed approfondimenti.
Allo stato, pertanto, non vi è alcun contrasto tra il vigente
Piano regolatore generale ed un inesistente Piano commerciale.
LO CURTO - CRISTAUDO - ACIERNO.-«All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
da notizie di stampa apparse sui maggiori quotidiani dell'isola
('Giornale di Sicilia' del 9 marzo e 'La Sicilia' del 10 e 12
marzo 2005) si apprende che a Paternò - importante centro di 50
mila abitanti in provincia di Catania - un consigliere comunale,
capogruppo del raggruppamento consiliare indipendente, è stato
fatto oggetto di pesantissime minacce e, verosimilmente, mafiose
intimidazioni ad opera di ignoti;
tali minacce ed intimidazioni si ritiene con certezza siano
state ingenerate dalla libera manifestazione delle sue opinioni
politiche in ordine ad alcune vicende accadute all'interno del
Comune di Paternò e di cui una (quella espressamente richiamata
nell'anonimo intimidatorio) attualmente oggetto di recentissima,
specifica indagine da parte della locale stazione dei
Carabinieri;
inoltre, nel corso della conferenza stampa indetta dal predetto
consigliere comunale per denunciare quanto accaduto alla città,
oltre che alle Forze dell'ordine cui si era già rivolto poco
prima, è emerso a chiare lettere, per bocca dei diretti
interessati, che analoghe operazioni intimidatorie, anche tramite
anonimi sms sono state recentemente effettuate, e con insistenza
nel tempo, anche nei confronti del Presidente del Consiglio
comunale e di un assessore, entrambi attualmente in carica;
per sapere:
se non ritenga opportuno disporre immediatamente i più
opportuni ed approfonditi atti ispettivi e di controllo al fine
di verificare se nel contesto politico/amministrativo del Comune
di Paternò sussistano o meno condizioni gravemente perturbatrici
della normale dialettica politica e democratica;
se sussistano ancora, in capo agli organi amministrativi della
città ai vari livelli (Presidente del Consiglio, assessori,
consiglieri) nonché ai membri delle varie aziende a capitale
pubblico nominati da quegli organi e le necessarie condizioni di
agibilità politica, libera e scevra da condizionamenti di
qualsivoglia natura, specie se mafiosa e/o delinquenziale comune,
adottando, in caso affermativo, tutte le più opportune,
consequenziali misure appositamente previste dalla legge.» (2144)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2144,
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta
ai sensi dell'art. 140, commi 4 e 5, del Regolamento interno
dell'ARS, come da nota della Segreteria Generale di codesta
Assemblea regionale siciliana prot. n. 8320 del 25 maggio 2005,
si rappresenta quanto segue.
I fatti esposti nell'interrogazione sono stati sottoposti
all'attenzione dei Carabinieri di Paternò, i quali hanno escluso
in maniera categorica che potessero essere considerati tanto
gravi da giustificare un qualsiasi intervento da parte della
Commissione Antimafia.
Ciò perché nelle asserite minacce, alle quali si fa riferimento
nell'atto ispettivo, i militari dell'Arma non hanno riscontrato
caratteristiche di natura mafiosa.
Le medesime, anzi, appaiono piuttosto come burla che come
minacce o intimidazioni.
Si ritiene, pertanto, di poter affermare, sulla scorta di
quanto riferito dal sindaco del comune nella nota prot. n. 12672
del 13 maggio 2005, che nessun consigliere e/o organo
istituzionale abbia mai ricevuto alcuna intimidazione o minacce
mafiose ovvero di altra natura delinquenziale.
Tale assunto è anche confortato - secondo l'Amministrazione
comunale - da quanto è emerso nell'incontro intervenuto tra lo
stesso sindaco ed il Capitano comandante della locale Compagnia
dei Carabinieri.
E' probabile che qualcuno, forse per poter avere visibilità sui
mass media, abbia voluto far sorgere sospetti inesistenti al fine
di porsi al centro dell'attenzione e molestare l'azione politica
dell'Amministrazione e del Consiglio comunale di Paternò.
Per quanto sopra, non pare siano sussistenti condizionamenti di
qualsiasi natura, tanto meno mafosi o semplicemente
delinquenziali che, in qualche modo, possano perturbare la
normale dialettica politica degli organi amministrativi di
Paternò.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES -.«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
- con avviso pubblicato sulla GURS n. 56 del 6.12.2002 è stato
emanato il bando relativo all'erogazione di finanziamenti per
complessivi euro 132.000.000 dei quali euro 120.000.000 a carico
della Regione siciliana ed euro 12.000.000, quale quota minima a
carico dei Comuni che intendessero accedere ai finanziamenti
previsti per le iniziative di riqualificazione urbana riservate
ai Comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti;
il termine di presentazione delle istanze di finanziamento è
scaduto il 6 marzo 2003 e solo da pochi giorni è stata nominata
la Commissione di selezione delle istanze;
il Presidente della commissione risulta essere il responsabile
della VIII U.O. dell'Assessorato dei Lavori pubblici, vale a dire
un soggetto appartenente allo stesso ufficio al quale il bando di
gara demanda il 'controllo della esecuzione del programma di
finanziamento', con la conseguenza dell'evidente sovrapposizione
tra la posizione di controllore e quella di controllato;
il medesimo, nell'esercizio delle funzioni di Presidente della
Commissione, pare che abbia disposto la secretazione dei verbali
contenenti la valutazione dei progetti e l'attribuzione dei
punteggi ad essi rispettivamente assegnati, non consentendo agli
interessati nessuna forma di partecipazione al procedimento;
la modalità con le quali si stanno espletando le operazioni di
selezione e valutazione delle istanze e dei progetti, ove fosse
confermato il citato comportamento, non sembrano rispondere a
criteri di imparzialità e trasparenza, principi a cui invece deve
essere improntata l'azione della PA;
per sapere:
quali iniziative immediate ed urgenti intenda intraprendere al
fine di accertare e verificare quanto esposto in premessa ed, in
particolare, se risponda al vero che il Presidente della
Commissione abbia secretato i verbali delle sedute, omettendo,
altresì, di ufficializzare i punteggi via via attribuiti ai
progetti esaminati;
quali provvedimenti urgenti intenda adottare al fine di far
cessare le evidenti anomalie e le probabili irregolarità o
sovrapposizioni di funzioni da cui sarebbe affetta la procedura
di valutazione dei progetti relativi alle istanze di
finanziamento di cui al bando citato.» (257)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza).
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 257, si
fa presente che con D.P. n. 61/Serv. 1/UO/SG dell'1 marzo 2004 è
stato ricostituito il Collegio dei Sindaci presso lo IACP di
Catania.
Con nota n. 6563 del 7 aprile 2004, il Presidente del medesimo
Collegio ha comunicato al Dipartimento dei Lavori pubblici che il
giorno 6 aprile 2004 si è proceduto all'insediamento del
ricostituito Organo.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
TUMINO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali e
all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
nella città di Enna funziona da diverso tempo il centro di
accoglienza 'S. Lucia' in cui 40 anziani permanentemente trovano
ospitalità e cure necessarie per affrontare i disagi della terza
età;
i lavori di ristrutturazione ed ampliamento del centro di
accoglienza in oggetto, regolarmente a suo tempo finanziati
dall'Assessorato regionale dei lavori pubblici, sono stati
sospesi a seguito della rescissione del contratto con la ditta
aggiudicatrice e, purtroppo, ad oggi rimangono ancora incompleti
in quanto, nonostante il Comune di Enna abbia richiesto nel
settembre 2003 all'Ispettorato tecnico regionale di Palermo la
reiscrizione in bilancio della somma di 954.925,96, i fondi non
sono disponibili e, quindi, non è possibile il completamento
delle opere in base al progetto riaggiornato secondo la vigente
normativa;
per sapere:
perché l'Ispettorato tecnico regionale non abbia ancora
provveduto all'accreditamento della somma attribuita;
cosa e con quali tempi l'Amministrazione regionale intenda
fare.» (2024)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 2024, si
rappresenta quanto segue.
Per la realizzazione dei lavori di cui all'interrogazione in
oggetto, questo Assessorato con DA n. 1985/8 del 23 novembre 1986
ha disposto l'impegno di lire 2.250.000.000 (pari ad euro
1.162.028,03) sul cap. 68355, oggi cap. 672005, successivamente
integrato con il DA n. 1661/8 del 31 dicembre 1990 di lire
2.920.000.000, (pari ad euro 1.508.054,15), e on il DA n. 835 del
27 maggio 1991 per l'importo di lire 700.000.000, (pari ad euro
361.519,83). Per un totale di lire 5.870.000.000 (pari ad euro
3.031.602,00).
Con contratto d'appalto del 19 settembre 1992, n. 2818 di rep.
I lavori sono stati affidati alla Associazione temporanea di
imprese ROVECO srl Capogruppo e RUSSELLO Calogero per l'importo
di lire 5.169.000.000 (pari ad euro 2.669.565,71) di cui lire
3.864.963.000 (pari ad euro 1.996.086,81) per lavori a base
d'asta e lire 1.305.037.000 (pari ad euro 673.995,37) per somme a
disposizione dell'Amministrazione.
Con delibera n. 273 del 25 maggio 1999 la Giunta comunale di
Enna ha preso atto, a seguito di cessione del ramo di azienda,
del subentro della CO.PRO.FIN srl alla ROVECO srl.
La CO.PRO.FIN srl ha realizzato parte dei lavori e
successivamente ha abbandonato i medesimi.
Con determina dirigenziale del 20 agosto 2003 n. 542, il Comune
di Enna ha rescisso il contratto in danno dell'impresa la quale
in precedenza, con atto di citazione del 5 giugno 2002 aveva
convenuto il Comune innanzi al Tribunale di Enna per far
dichiarare risolto il contratto per colpa del committente e per
avere riconosciute in proprio favore pretese varie, il tutto come
risulta dalla determina dirigenziale n. 542 del 20 agosto 2003.
Con nota n. 45618 del 15 settembre 2003, l'Amministrazione
comunale di Enna ha chiesto la reicrizione in bilancio della
somma di euro 954.925, 96 (lire 1.848.994.489), al fine di poter
completare l'opera e renderla funzionale, tenuto conto delle
rimanenti somme a seguito della rescissione del contratto.
In data 18 giugno 2004, con nota n. 3488 questo Assessorato ha
nominato collaudatore delle opere in questione l'architetto
Nunziatino Panzavecchia il quale, in data 22 settembre 2004,
effettuava la prima visita di collaudo per i lavori realizzati, e
per i quali il Comune di Enna aveva fatto pervenire apposita
perizia per il completamento degli stessi.
Anche l'Ufficio territoriale del Governo di Enna con nota del 7
febbraio 2005 ha richiesto l'utilizzo della restante parte del
finanziamento per il completamento dei lavori finanziati.
In considerazione del tempo trascorso rispetto al finanziamento
originario, l'Ufficio preposto dell'Assessorato dei lavori
pubblici ha in corso degli accertamenti presso la Ragioneria
Centrale dell'Assessorato stesso al fine di verificare la
disponibilità dei fondi non utilizzati.
In ogni caso l'utilizzazione dei fondi residui è legata
all'espletamento del summenzionato collaudo.
Si rappresenta infine che questo Assessorato, pur essendo
favorevole all'utilizzo della rimanente parte dei fondi che
consentirebbe, in ogni caso, la realizzazione dell'opera, sia
pure per quantitativi inferiori, sta valutando l'opportunità di
segnalare la vicenda alla Procura della Corte dei Conti per
l'accertamento di un eventuale danno erariale.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 964-883-903/A NORME PER LA LIBERA
CIRCOLAZIONE DEGLI APPARTENENTI ALLE FORZE DELL'ORDINE ED AL
CORPO DEI VIGILI DEL FUOCO SUI MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICO
LOCALE
All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
Entro 60 giorni dall'approvazione della presente legge,
l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti emana apposite direttive relative alle sue modalità
di applicazione'.
Emendamento A10:
1. Per l'avviamento al lavoro nel settore forestale trovano
applicazione le disposizioni di cui al Titolo III della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Per l'attuazione dell'art. 55 della suddetta legge regionale
6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni,
trovano applicazione, ai fini della formazione delle
graduatorie su base comunale e limitatamente ai lavoratori non
inseriti nelle graduatorie di cui all'art. 49 della citata
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, i criteri e gli elementi di valutazione dei
titoli di cui al Decreto del Presidente della Regione emanato
in applicazione del comma 2 dell'art. 49 della legge regionale
15 novembre 2004, n. 15, nonché quanto previsto dal comma 3 del
medesimo articolo.
3. Per la formulazione delle graduatorie, l'avviamento al
lavoro ed ogni altro adempimento è competente il Dipartimento
regionale al Lavoro.'.
Emendamento A11R:
1. Fermo restando i casi di decadenza in virtù della procedura
prevista per infiltrazioni mafiose, il Presidente della
Regione, in tutti i casi di gestione straordinaria degli organi
comunali e provinciali, qualora la stessa si protragga per un
periodo superiore ai dodici mesi, ove ne ricorrano le
condizioni, può indire le nuove elezioni dei suddetti organi da
tenersi in una domenica compresa tra il 15 novembre ed il 15
dicembre 2005.
2. Nella stessa tornata del 2005 sono inseriti anche i comuni
in cui, in forza di provvedimento giudiziario, è stato
annullato in tutto o in parte il voto per il rinnovo del
Consiglio comunale.
3. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
valutati per l'esercizio finanziario 2005 in 300 migliaia di
euro, gravano sulle disponibilità dell'UPB 3.2.1.5.1, capitolo
182514.'.