Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 296 di martedì 31 maggio 2005
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   ARDIZZONE,  segretario  f.f., dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per la Famiglia

   N.  2138 - Notizie circa la mancata attivazione della figura del
  Difensore Civico in molte province e comuni siciliani.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2141  -  Notizie  su presunte irregolarità nell'approvazione
  del piano commerciale del comune di Raffadali (AG).
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  2144 - Immediati interventi ispettivi e di controllo  presso
  l'Amministrazione comunale di Paternò (CT) al fine di  verificare
  l'eventuale  sussistenza  di condizioni gravemente  perturbatrici
  della  normale  dialettica  politica  e democratica.
   Firmatari:  Lo  Curto  Eleonora;  Cristaudo  Giovanni;   Acierno
  Alberto

   da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici

   N.  257  - Costituzione del Collegio dei sindaci presso lo  IACP
  di Catania.
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.   2024  -  Notizie  circa  il  completamento  dei  lavori  di
  ristrutturazione  ed  ampliamento del Centro  di  accoglienza  S.
  Lucia di Enna.
   Firmatario: Tumino Carmelo

   da parte del Presidente della Regione

   N.  1899 - Notizie circa l'aumento degli incidenti sul lavoro in
  Sicilia.
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe

   N.  1966  -  Notizie sulla costituzione della società  Capitalia
  Informatica   S.p.A.  e  sul  rispetto  dei   patti   parasociali
  sottoscritti dalla Regione siciliana con Banca di Roma.
   Firmatario: Sammartino Bartolomeo

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Istituzione  di  una giornata della memoria e  del  ricordo  in
  favore di tutte le vittime della mafia  (n. 1004)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Incardona in data 30 maggio 2005

    Istituzione  della  Fondazione Giudice  Rosario  Livatino   (n.
  1005)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Incardona in data 30 maggio 2005

   Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
  legge alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentai   ed   inviati  alle  competenti    Commissioni
  legislative:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Disposizioni  concernenti l'elezione dei  consigli  comunali  e
  provinciali  e per l'elezione dei sindaci e dei presidenti  delle
  province  regionali - Modifiche alla legge regionale  23  ottobre
  2001,  n.  14 ed alla legge regionale 4 maggio 1979, n.  74   (n.
  999)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Fleres, Formica in  data  25  maggio
  2005
   inviato in data 26 maggio 2005

   Disposizioni  per il riassetto delle municipalità, modifiche  ed
  integrazioni  alla  legge  regionale 23  dicembre  2000,  n.  30,
  riguardante  Norme sull'ordinamento degli enti locali  (n. 1002)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Sbona, Fleres e Acanto  in  data  26
  maggio 2005
   inviato in data 26 maggio 2005

   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Interventi  urgenti  per  la ripresa  economica  delle  aziende
  agricole siciliane  (n. 1001)
   di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli   Oddo,   Panarello,    Speziale,
  Capodicasa,  Cracolici,  Crisafulli, De  Benedictis,  Giannopolo,
  Villari, Zago in data 25 maggio 2005
   inviato in data 26 maggio 2005

   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Disposizioni   in  materia  di  espropriazione   per   pubblica
  utilità  (n. 1000)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli Basile, Sbona, Acanto  in  data  25
  maggio 2005
   inviato in data 26 maggio 2005

    Interventi  per  la  valorizzazione  turistica  ,  fruizione  e
  conservazione delle opere della  Fiumara d'arte'  (n. 1003)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Beninati, Fleres, Confalone  in  data
  27 maggio 2005
   inviato in data 27 maggio 2005

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE  Comunico la seguente richiesta di parere  pervenuta
  dal  Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa
  IV  Ambiente e Territorio':

    Legge  regionale 31 agosto 2000, n. 19, articolo 3 e successive
  modifiche  -  Schema  di decreto requisiti soci  per  beneficiare
  delle  agevolazioni di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975,
  n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95  (n. 381/IV)
   pervenuto in data 27 maggio 2005
   inviato in data 27 maggio 2005

           Comunicazione relativa a verbale di  referendum

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si comunica  che  in  data  30
  maggio 2005  è pervenuto il verbale dell'ufficio regionale per il
  referendum indetto con decreto del Presidente della Regione n. 61
  del  22  marzo  2005 da cui risulta che il referendum  stesso  ha
  riportato  un  numero  maggiore di  voti  validi  affermativi  al
  quesito  (369.447)  e  un minor numero di  voti  validi  negativi
  (283.765).

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   N.  2237  - Notizie sui motivi del ritardo nell'assegnazione  di
  personale LSU alla Soprintendenza di Palermo.
   Assessore Beni Culturali
   Assessore Lavoro
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N.  2238 - Interventi volti a verificare se da parte degli  enti
  istituzionali  preposti siano state intraprese  azioni  volte  ad
  impegnare  la Fincantieri di Palermo al rispetto delle  norme  in
  materia  di sicurezza sul lavoro e se siano stati rispettati  gli
  accordi  stipulati  tra  la  Regione e  il  gruppo  cantieristico
  triestino.
   Assessore Sanità
   Assessore Lavoro
   Assessore Industria
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.   2239   -  Interventi  urgenti  per  istituire  un  presidio
  farmaceutico   nella   frazione  di  Triscina   del   comune   di
  Castelvetrano (TP).
   Assessore Sanità
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2240 - Motivi del mancato affidamento alla fondazione  onlus
  'San Vito' di Mazara del Vallo (TP) di beni confiscati alla mafia
  da parte dei comuni di Castelvetrano (TP) e Mazara del Vallo.
   Presidente Regione
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.   2241  -  Interventi  urgenti  per  fronteggiare  la   grave
  situazione  determinatasi nel territorio del Ragusano  a  seguito
  dei recenti attentati intimidatori.
   Presidente Regione
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  2242  -  Accertamenti  in merito al possesso  dei  requisiti
  soggettivi  posseduti  dal  candidato alla  nomina  di  Difensore
  civico del comune di San Gregorio di Catania.
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  2243 - Notizie sulle presunte dichiarazioni alla stampa  del
  sindaco  di  Capaci (PA) in merito alle iniziative spontanee  dei
  cittadini contro il racket delle estorsioni.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatari: Miccichè Calogero; Ferro Giovanni

   N.  2244  -  Verifica  delle procedure  adottate  dal  Consiglio
  comunale  di  Lampedusa (AG) per l'approvazione di  una  variante
  allo strumento urbanistico.
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Capodicasa Angelo

   N.  2245  - Iniziative urgenti per la prevenzione degli  incendi
  nella stagione estiva 2005.
   Assessore Agricoltura
   Firmatario: Oddo Camillo

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

   Numero  255  «Notizie circa il finanziamento avvenuto  da  parte
  dell'Amministrazione   provinciale  di  Palermo   di   iniziative
  culturali  non  di promozione turistica, svoltesi  nell'isola  di
  Lampedusa».

   Presidente Regione
   Firmatario: Orlando Leoluca.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  che  respinge l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta  al
  suo turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata, in data 24  maggio
  2005,  la  mozione  n.  434  Iniziative a  livello  centrale  per
  consentire  il recupero da parte dell'INPS della piena titolarità
  degli  immobili  ad  uso  strumentale ,  degli  onorevoli  Tumino
  Carmelo;   Gurrieri   Sebastiano;  Sanzeri  Salvatore;   Manzullo
  Giovanni; Barbagallo Giovanni.

   Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Seguito  della  discussione del disegno di legge «Norme  per  la
  libera circolazione degli appartenenti alle Forze dell'ordine  ed
  al  Corpo  dei  vigili del fuoco sui mezzi di trasporto  pubblico
  locale» (964 - 883 - 903/A),

    PRESIDENTE   Si  passa  al   II punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
  numeri  964-883-903/A  «Norme per la  libera  circolazione  degli
  appartenenti  alle Forze dell'ordine ed al Corpo dei  vigili  del
  fuoco sui mezzi di trasporto pubblico locale», iscritto al numero
  1.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge si è interrotto  nella
  seduta  n.  295  del  25  maggio 2005,  dopo  l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.

   Onorevoli colleghi, in considerazione dell'assenza del  Governo,
  sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 18.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.50, è ripresa alle ore19.03 )

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Vitrano è da  considerarsi
  in congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito  della  discussione del disegno di legge  «Norme  per  la
  libera  circolazione degli appartenenti alle forze dell'ordine  e
  al  Corpo  dei  Vigili del fuoco sui mezzi di trasporto  pubblico
  locale» (964/883-903/A)

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge « Norme per la libera circolazione degli appartenenti  alle
  forze  dell'ordine e al Corpo dei Vigili del fuoco sui  mezzi  di
  trasporto pubblico locale» (964/883-903/A), posto al numero 1).

   Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di  legge  è
  stato  interrotto  nella seduta n. 295, dopo  l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Art. 1
            Circolazione gratuita per motivi di servizio.

        1.  Gli  appartenenti alla Polizia di Stato, all'Arma
      dei  Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo dei
      Vigili  del  fuoco, al Corpo di Polizia  penitenziaria,
      al   Corpo   forestale,  alla  Polizia   municipale   e
      provinciale, hanno diritto, esclusivamente  per  motivi
      di  servizio, alla circolazione gratuita sui servizi di
      trasporto  pubblico  locale  espletati  con  contributo
      pubblico  della  Regione, mediante  l'esibizione  della
      tessera di servizio rilasciata dai rispettivi comandi.

        2.  Per  gli appartenenti alla Polizia municipale  la
      circolazione   gratuita  per  motivi  di   servizio   è
      limitata  ai  servizi di trasporto  svolti  nell'ambito
      del territorio comunale.

        3.   Per  la  circolazione  gratuita  sui  mezzi   di
      trasporto pubblico locale dei soggetti di cui al  comma
      1,  non  è dovuto alcun rimborso alle aziende esercenti
      il trasporto pubblico locale.»

   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 1:

   dalla Commissione: A 1;
   dall'onorevole Villari: A 2;
   dagli onorevoli Villari e Speziale: A 4;
   dagli onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis: A 3;
   dall'onorevole Ardizzone: A 5;
   dall'onorevole Incardona: A 6; A 7; A 8; A 9;

   Comunico,  altresì,  che  è stato presentato  dalla  Commissione
  l'emendamento 1.1.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore  per  il  territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, tutti gli  emendamenti,  prima
  comunicati, sono dichiarati inammissibili.
   Comunico  che  sono  stati presentati gli  emendamenti  A10  del
  Governo  e  A11,  a  firma degli onorevoli  Genovese,  Ardizzone,
  Panarello,  Barbagallo,  Formica,  Acierno,  Sanzeri,  Ortisi  ed
  altri.
   Per  questi ultimi due emendamenti, preciso che saranno  ammessi
  in votazione se c'è l'accordo di tutti i Gruppi parlamentari.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  che
  fosse  chiara una cosa, almeno dal mio punto di vista. Io non  ho
  nulla  in contrario che si faccia un emendamento, vista l'urgenza
  a  cui  si fa riferimento, per consentire ai comuni commissariati
  di  avere  la  certezza,  comunque, di poter  fare  le  eventuali
  elezioni. Ma deve essere chiaro, e mi rivolgo a lei nella qualità
  di  Presidente,  che così abbiamo costituito un precedente  assai
  delicato,  e  parlo di quello che è avvenuto la volta  scorsa.  E
  deve  essere  chiaro che, così come prevede il  Regolamento,  fra
  otto  giorni,  visto  che  già  otto  giorni  sono  passati,   la
  Presidenza non si può esimere dal riportare in Aula il disegno di
  legge,  visto  che  ho letto dichiarazioni sulla  stampa  che  mi
  auguro siano soltanto illazioni.
   Sui  giornali  è  stato scritto che il Presidente dell'Assemblea
  condivideva  un  percorso  teso  ad   affossare'  la   legge   in
  Commissione. Io vorrei che fosse chiaro che la legge deve  essere
  varata,  l'articolo  1   è stato votato  da  quest'Aula,  e  quel
  disegno  di  legge  deve tornare in Aula,  deve  essere  iscritto
  all'ordine del giorno. Poi l'Aula si regolerà come meglio  crede,
  ma il
  Regolamento interno deve essere pedissequamente applicato.
      Pertanto,  se  la  questione  dei  dodici  mesi  dei   comuni
  commissariati si può consentire - oltretutto sono uno  che  vuole
  fare votare, figuriamoci se mi posso opporre al diritto al voto -
  ,  mi pare che qui il paradosso è che in quest'Aula rischiamo  di
  introdurre un precedente in cui il voto diventa  forse', il forse
  si  vota.  Nulla contro la prospettiva di questo emendamento  ma,
  con  altrettanta  chiarezza, vorrei che la Presidenza  garantisse
  l'applicazione del Regolamento interno  senza eccezione alcuna.

    PRESIDENTE    Grazie,  onorevole  Cracolici,   anche   per   la
  disponibilità relativamente al percorso individuato.  Invito  gli
  uffici,   intanto,  a  procedere  alla  distribuzione   dei   due
  emendamenti  in deroga, quello sui forestali e quello  sul  turno
  elettorale.
   Sicuramente,  per  quanto  riguarda la Presidenza,  il  percorso
  individuato  la  volta  scorsa verrà rispettato.  Non  appena  la
  Commissione  competente avrà completato l'esame  del  disegno  di
  legge, esso tornerà ad essere iscritto all'ordine del giorno  per
  essere discusso. Poi l'Aula deciderà se approvarlo o meno.
   Stiamo  parlando di due cose diverse: l'onorevole Cracolici   ha
  parlato del precedente disegno di legge. Quando quest'ultimo sarà
  esaminato dalla Commissione e verrà ritrasmesso all'Aula,   verrà
  inserito all'ordine del giorno e discusso in Aula, così come  già
  peraltro stabilito.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, dichiaro il mio voto favorevole  a
  questo  emendamento.  Però voglio che  rimanga  agli  atti  della
  seduta che questo emendamento andava dichiarato inammissibile...

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, ho chiesto all'Aula, non  so  se
  lei  era  presente  in quel momento, di autorizzare  o  meno  due
  deroghe rispetto agli emendamenti presentati. Per cui sono  stati
  dichiarati  improponibili  tutti gli emendamenti  presentati,  ad
  eccezione  di  questi due, per i quali ho chiesto preventivamente
  l'autorizzazione unanime dell'Aula per poterli affrontare.
   Così è stato e per questo li abbiamo affrontati. Siccome non  so
  se   lei  era  presente  in  quel  momento,  lo  ripeto  per  sua
  conoscenza.

    ACIERNO  Signor Presidente, io ero  presentissimo , tant'è  che
  ho  chiesto di intervenire per dichiarazione di voto. Non  volevo
  aprire  nessuna polemica con la Presidenza, volevo  semplicemente
  ribadire che ogni qualvolta si deroga al nostro Regolamento,  non
  si  fa  altro  che generare in questo Parlamento  una  prassi.  E
  questo lo abbiamo vissuto non più tardi di un mese fa, quando  un
  disegno di legge improvvisamente perse il suo titolo originario e
  diventò la  legge omnibus .
   Ora,   chiedo  alla  Presidenza:  poiché  in  base   al   nostro
  Regolamento  è  insindacabilmente  la  Presidenza  che   dichiara
  l'ammissibilità o meno ed il Parlamento non può  in  nessun  modo
  interferire  con la scelta fatta dalla Presidenza ed  in  nessuna
  maniera la  Presidenza può rinunciare a svolgere il ruolo che  il
  Regolamento le assegna sulla proponibilità degli emendamenti,  io
  faccio  presente  alla Presidenza, ancorchè il  testo  di  questo
  emendamento trova il mio voto favorevole - sia ben chiaro, signor
  Presidente  -  che  questo  è  un disegno di  legge  ad  articolo
  unico,  che  si poteva tranquillamente esitare nei tempi  normali
  nella  Commissione legislativa competente ed essere  regolarmente
  approvato in quest'Aula.
   Quello  che  contesto, col massimo rispetto nei confronti  della
  Presidenza,  è che si aggirano le norme. Vede, signor Presidente,
  lei rappresenta uno dei cosiddetti  grandi Partiti  della Regione
  che  ha  voluto  la  nuova legge elettorale dicendo  che  sono  i
  piccoli partiti, come quello che io rappresento, che inquinano la
  politica della Sicilia
   La  verità  è  che se gli strumenti regolamentari  vengono  ogni
  giorno violati per risolvere questioni dimostrando, di fatto, una
  vera  e propria incapacità nell'azione di governo, perché il tema
  vero  è  questo....Perché  l'Assessore  per  l'agricoltura  e  le
  foreste, nel caso di un tema così pregnante, non ha presentato un
  disegno  di  legge apposito, non ha fatto sì che oggi si  votasse
  una  legge  riguardante i forestali e noi, invece, oggi  dobbiamo
  andare  in  deroga?  Ma  in  deroga  di  che  cosa?  Delle  norme
  regolamentari?
   Signor    Presidente,   io   dichiaro   di   votare   a   favore
  dell'emendamento,   ma  sono  contrario  a   questo   metodo   di
  stravolgimento del Regolamento interno dell'ARS.

    PRESIDENTE    Ringrazio   l'onorevole   Acierno,   anche    per
  l'autorizzazione   implicita   a   procedere   alla   discussione
  dell'emendamento.

    CRACOLICI  Desidero che mi si venga spiegato.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   non   per   giustificare
  l'Assessore   per   l'agricoltura  e   le   foreste;    peraltro,
  l'emendamento è stato ereditato dalla cosiddetta  legge omnibus ,
  nel senso che era stato concepito già circa un mese addietro, poi
  sappiamo bene come sono andate  le cose rispetto a quella  legge.
  Pertanto, sostanzialmente, risulta tempestiva la proposizione  di
  questo emendamento.

    SANZERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SANZERI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto per spiegare il  senso della forzatura che chiediamo  ai
  lavori parlamentari.
   Si  tratta di porre l'attenzione su quattro Comuni: Alessandria,
  Ravanusa,   Levanzo  e  San  Cipirello,  sui   lavoratori   della
  Forestale,    i  cinquantunisti ,  perché  quando   noi   abbiamo
  approvato  la legge 15, all'articolo 49 abbiamo posto  in  essere
  differenze di reclutamento rispetto ai lavoratori  forestali  che
  vengono nominati sempre con la legge 16.
   Siccome  si tratta di cantieri che da dieci anni si ripetono  in
  questi  Comuni,  cantieri che riguardano i lavori forestali,  con
  la  nuova  legge, la legge 15, con l'articolo 49 noi  impediremmo
  alla Forestale, per problemi anche di tempo, di andare avanti nel
  reclutamento  in  quanto  ora  con  la  legge  15,  l'Assessorato
  competente  dovrebbe fare dei veri e propri bandi  per  reclutare
  questi   soggetti.  Tutto  ciò  richiederebbe   molto   tempo   e
  impedirebbe,  di  fatto,  di avviare gli interessati  a  svolgere
  mansioni   che  riguardano  l'antincendio  o  anche  lavori   che
  dovrebbero svolgere i braccianti agricoli.
   Pertanto,  riportare  questi  lavoratori  forestali  (si  tratta
  soltanto  di  200  persone in tutta la Sicilia)  all'interno  dei
  canali di reclutamento della legge 16,  permetterebbe di superare
  le difficoltà e a costoro  di essere avviati  al reclutamento.

    PRESIDENTE     Onorevole   Cracolici,    ritiene    sufficiente
  l'argomentazione?

   CRACOLICI. Diciamo di sì.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento A.10.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.11.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, intervengo per  avere  maggiori
  certezze  e  maggiori  garanzie dalla  Presidenza  dell'Assemblea
  regionale su questo tema.
   Onorevoli  colleghi,  vedete,  questa  vicenda  consumatasi   la
  settimana scorsa, mi ha fatto tornare indietro nel tempo.
   Mi  ha  fatto  ricordare  quando ragazzino,  finiti  i  compiti,
  andavamo a giocare al pallone, anzi, il termine era  scendevamo ,
  nelle  piazze,  nei  cortili, nelle strade;  il  protagonista  di
  questi  pomeriggi  era  il proprietario  del  pallone  il  quale,
  spesso,  quando le cose non andavano come egli voleva  andassero,
  decideva che il pallone era suo e la partita finiva lì
   Ora, non vorrei che in questo Parlamento la settimana scorsa  si
  fosse  verificata  una cosa del genere. Perché  in  tal  caso,  è
  chiaro, non saremmo nell'ambito di un gioco fatto tra bambini, si
  tratterebbe  di una sospensione della democrazia  Si  tratterebbe
  della   sospensione   di  un  voto  non   della   maggioranza   o
  dell'opposizione;   si  tratterebbe  del  voto   del   Parlamento
  siciliano.  Un voto del Parlamento siciliano che non  può  essere
  insabbiato dal  proprietario del pallone  che decide che il gioco
  non gli è piaciuto e, pertanto, non si gioca più
   Signor  Presidente, chiedo che venga rispettato  il  Regolamento
  interno,  a  prescindere da un'eventuale  mancata  presa  visione
  della legge nei termini di regolamento, e quindi a far data da 15
  giorni  dalla  settimana scorsa e, in ogni caso,  il  disegno  di
  legge torni in Aula.
   Ritengo   sia  giusto  che  Messina  dopo  tre  anni   di   vita
  amministrativa commissariata torni a votare
   Pertanto,    mi   dichiaro   favorevole   rispetto   a    questo
  emendamento, ma desidero venga garantito che in ogni caso anche a
  prescindere  dalla  eventuale inerzia da parte della  Commissione
  legislativa competente, la prima Commissione, il disegno di legge
  torni  in Aula e  completi l'iter in rispetto del ruolo  e  della
  dignità di questo  Parlamento.

    PRESIDENTE   Quando  il disegno di legge  verrà   esaminato,  o
  saranno decorsi i termini, verrà riscritto all'ordine del giorno.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor  Presidente, soltanto perché resti  traccia  nel
  verbale,  per cui domani una interpretazione autentica  vada  nel
  senso giusto.
   Nella   seconda  parte  dell'emendamento  si  parla  di  tornata
  autunnale  nel  2005  in  cui vanno a  ricomporsi  gli  organismi
  democratici  sospesi. Siccome nella prima parte si  parla  di  12
  mesi  come  limite  minimo perché questo avvenga,  ma  in  questa
  circostanza  non  avviene, è il caso specifico che  fu  approvato
  all'unanimità  nella passata seduta: Vorrei che fosse  questa  la
  interpretazione autentica e venisse messo a verbale.

    BENINATI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI,  presidente della Commissione. Signor Presidente,  non
  discuto  la bontà dell'emendamento A11 che è stato presentato  da
  tutti  i  colleghi, devo dire però che si è generata  un  po'  di
  confusione.
   Giusto  o  sbagliato  che  sia  il ritorno  in  Commissione  del
  disegno  di  legge,  di  fatto abbiamo riformulato  un  articolo,
  stravolgendone totalmente i contenuti. Il disegno  di  legge  che
  abbiamo  rimandato  in  Commissione, impropriamente  chiamato  di
  riforma elettorale, con riferimento specifico al caso di Messina,
  era  un articolo preciso che rimetteva  il voto in taluni comuni,
  circa 14, 15 della Sicilia, che votarono nel mese di novembre del
  2000.
   Pertanto, questi comuni già hanno avuto un abbuono di  un  anno,
  perché  la  legge  di  dicembre gli  dava  un  anno  di  proroga,
  addirittura  ne  avrebbero avuto metà  anno  per  la  legge  così
  chiamata  election  day, e mi sembrava giusto  perché  su  quella
  legge  si  poteva poi agganciare anche l'elezione di Messina  che
  era legittima.
   Ora,  invece abbiamo scritto un articolo che certamente  era  un
  emendamento  formalizzato da un collega  che  oltretutto  non  ha
  avuto  nessun  parere,  tanto è vero  che  l'abbiamo  mandato  in
  Commissione;  secondo,  abbiamo  messo  qualcosa  del   consiglio
  comunale,  preso non so da dove, e abbiamo dimenticato il  motivo
  per  cui  si stava facendo la legge, che è quello di far   votare
  quei  14 o 15 comuni che votarono nel 2000 e che già hanno  avuto
  un  anno di proroga. Pertanto,  o si riscrive in maniera coerente
  altrimenti perché lo abbiamo rimandato in  Commissione?
   Infine,  ritengo  sia   totalmente  diverso  da  quello   votato
  dall'Aula.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PANARELLO.  Signor  Presidente,  anche  rispetto  a  quello  che
  sinora è stato detto, vorrei sottolineare un dato: la vicenda che
  riguarda  Messina è già stata abbondantemente discussa in  questa
  Aula  e non mi pare il caso di riprenderla.
   L'emendamento   presentato  tiene  conto   rispettosamente   del
  dibattito  e  del voto che l'Aula ha espresso una  settimana  fa,
  della  richiesta   formulata dal capogruppo di FI,   approvata  a
  maggioranza, di rimandare quel testo in Commissione di merito  e,
  vorrei  ricordare all'onorevole Beninati, quello stesso  testo  è
  stato già votato.
   Il  Presidente ha dichiarato nel corso della seduta odierna  che
  non  appena la Commissione esiterà il testo sarà messo all'ordine
  del giorno di una successiva seduta d'aula.
     Ritengo, quindi, che il problema posto dall'onorevole Beninati
  sia stato già affrontato e risolto nel testo approvato dall'aula.
  Oggi  sarebbe singolare se noi intervenissimo con la  dizione  di
  quel  testo  votato  per riproporlo in termini  irrispettosi  nei
  confronti dell'Aula.
   Inviterei  i colleghi a considerare che stiamo intervenendo  sul
  tema  dei  comuni  commissariati,  da  oltre  dodici  mesi,   non
  contemplando naturalmente  la fattispecie dei comuni sciolti  per
  mafia  che seguono un altro iter, come per  il comune di Messina.
  Un  tema  sul  quale  tutta  l'Aula è  stata  coinvolta  e  si  è
  pronunciata  favorevolmente per dare questa  opportunità  ove  ne
  ricorrano le condizioni.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  per precisare ulteriormente quanto detto dall'onorevole Panarello
  e per rassicurare l'onorevole Beninati.
      Questa  norma  riguarda  Messina  ed  ha  avuto  accesso   in
  quest'Aula   con   una  corsia  preferenziale  proprio   per   la
  specificità del caso.
   Al  di là del dibattito che il Parlamento ha affrontato circa il
  tema  del turno autunnale e della necessità o meno di mandare  al
  voto  determinati comuni e amministrazioni che hanno  votato  nel
  novembre 2000, o della volontà o meno di mandare al voto anche  i
  comuni che hanno votato nel novembre 2001, questo tema, che dovrà
  essere affrontato nuovamente dall'Aula perché è stato inserito in
  un disegno di legge rinviato in Commissione, troverà accoglimento
  nel momento in cui approderà in questa sede per il dibattito.
   Con   l'emendamento  che  abbiamo  presentato  si  ritorna  alla
  origine  del percorso che si era individuato per permettere,  ove
  ne  ricorrano le condizioni, alla città di Messina di  andare  al
  voto  e  anche,  andando a regime, a tutte quelle altre  città  o
  amministrazioni   che   si  dovessero  trovare   nelle   medesime
  condizioni in futuro.
   Si  ritorna, quindi, alla decisione originaria dell'Aula e  cioè
  al  percorso  individuato che dovrebbe consentire alla  città  di
  Messina  di non essere commissariata in eterno e, se ne ricorrono
  le condizioni, di andare al voto a novembre.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                     Per richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  il
  dibattito non vorrei che l'unanimità che lei aveva citato non più
  tardi di dieci minuti fa susciti questo tipo di dibattito.
   Mi  pare che sono stati posti una serie di temi  che non possono
  essere  sottovalutati  dalla  Presidenza.  Pertanto,  se  c'è  la
  serenità  di  procedere  con il voto  su  questo  emendamento  la
  presidenza se ne assuma la responsabilità, fermo restando che poi
  voglio anche capire che fine fa un disegno di legge già votato in
  alcune  parti e rinviato in commissione  Anche questo è  un  nodo
  che   la   Presidenza,  acquisita  l'unanimità   del   Parlamento
  sull'emendamento A.11, dovrebbe risolvere oggi stesso.
   Non  vorrei  che  domani strumentalmente un  deputato  qualsiasi
  potesse  risollevare il caso di un disegno di legge  rinviato  in
  Commissione  per  un  approfondimento e che obbligatoriamente  la
  Commissione  non   ha più titolo a non rinviare in  Aula,  perché
  sarebbe  anche questo un precedente sgradevole nella  storia  del
  Parlamento  siciliano. Allora, cerchiamo di  risolvere  tutte  le
  questioni subito.

    PRESIDENTE   Comunico  che nella formulazione  dell'emendamento
  ci  sono  alcune  questioni che meritano di essere  chiarite.  La
  prima:  il termine  15 ottobre-15 dicembre  immagino si riferisca
  al 2005 e quindi va indicato. Dopo la parola  dodici mesi  c'è un
  inciso,   ove  ne  ricorrano le condizioni ,  nel  quale  non  si
  comprende quali sarebbero le condizioni che non ricorrono se  non
  ricorrono.
   Inoltre,   bisogna  votare  il  subemendamento  di   spesa   che
  attualmente gravava sul precedente disegno di legge.
   Comunque,  va  approvato  un subemendamento  che  stabilisca  la
  copertura finanziaria per questa operazione.
   Pertanto,  considerato che la Commissione  Bilancio'  aveva  già
  dato  copertura  -  peraltro l'Aula l'aveva  pure  votato  -  per
  consentire  una  riscrittura del testo, sempre   che  l'Aula  sia
  d'accordo,    sospenderei  la  seduta  per  cinque   minuti   per
  riscrivere  il  testo dell'emendamento A11, sperando  di  poterlo
  votare se ci saranno le condizioni.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè,  Ferro
  ed  Ortisi l'emendamento A12 che riguarda la fusione di due o più
  circoscrizioni.  Se  l'Aula riterrà  di  doverlo  inserire  nella
  deroga,  va bene, altrimenti lo sposteremo nel  disegno di  legge
  che riguarda gli Enti locali.

     MICCICHE'   Chiedo  di  parlare per  illustrare  l'emendamento
  A12.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  approfitto
  della  presenza  dell'Assessore per gli  Enti  locali,  onorevole
  Stancanelli. Gradirei l'attenzione dell'Assessore che è colui  il
  quale  alla  fine  dovrà dare il parere all'emendamento.  Se  lei
  ricorda, onorevole Assessore, abbiamo avuto modo di parlare della
  questione  dei  Commissari e delle Circoscrizioni del  Comune  di
  Agrigento.
   Lei  mi  aveva  anticipato che era intenzionato  a  revocare  le
  possibili elezioni e circoscrizioni di Agrigento che consta quasi
  di  12.000 elettori, quindi un corposo numero di elettori. Tant'è
  che il 15 maggio questi elettori sono andati a votare.
   Capirà  bene  che  quello che è successo e che è  apparso  sulla
  carta  stampata richiedeva alcune decisioni che lei non ha preso,
  i cittadini sono andati a votare, c'è stato quello che c'è stato,
  la  revoca  da  parte  del Comune di Agrigento  di  accorpare  le
  Circoscrizioni   facendo   decadere   automaticamente   in   base
  all'articolo 9 della legge numero 84 del 1976 la decadenza  delle
  Circoscrizioni.   E'   chiaro  che   questa   sia   una   cattiva
  interpretazione, perché questa legge si riferisce più  che  altro
  al fatto che ancora non erano state istituite le Circoscrizioni.
   Senonché   questa  interpretazione  ha  indotto   il   Consiglio
  Comunale  di  Agrigento a fare questa delibera e far decadere  le
  Circoscrizioni,  mandando  in aria quella  volontà  popolare  che
  qualsiasi  assemblea viene eletta per cinque  anni  o  fino  alla
  scadenza  naturale. E' come se, faccio un esempio, ci  mettessimo
  d'accordo  e  accorpassimo due Comuni, il Comune  di  Bagheria  e
  quello   di   Palermo,  facendo  decadere  quello   di   Bagheria
  accorpandolo a quello di Palermo. Per legge, facendolo per legge,
  ditemi  se questa è democrazia  Quello che ha fatto il Comune  di
  Agrigento  è  una cosa simile: ha revocato, si è sostituito  alla
  volontà popolare con la conseguenza che oggi le Circoscrizioni di
  Agrigento oggi non hanno rappresentanza; nonostante questo, pochi
  giorni  fa,  sono  andati  a  votare  diecimila  elettori,  hanno
  espresso un voto e oggi si vedono privati della loro volontà.
   Tutto  questo  perché  c'è una legge che  è  stata  interpretata
  male  E' una legge  del 1976 quando le Circoscrizioni ancora  non
  esistevano e quindi c'è stata una cattiva interpretazione  ed  un
  cattivo uso di questa norma, tanto è vero che l'Assessore era  di
  questo parere, ma oggi, visto che in Aula c'era la discussione su
  temi  specifici  come quello di Messina, e visto che  c'è  questa
  situazione  incresciosa  per  una città  che  ha  avuto  un  voto
  popolare e lo vede svanire perché una maggioranza interpreta,  un
  consiglio comunale interpreta la legge a modo suo, la volontà che
  si deve ripristinare è quella popolare.
   Ecco   perché   ho  presentato  un  emendamento   al   fine   di
  ripristinare  quanto gli elettori hanno deciso con  un  suffragio
  diretto,   con  l'elezione diretta delle Circoscrizioni.  Quindi,
  onorevole Assessore, spero che un suo interevento possa  chiarire
  questo  fatto  per far sì che si ripristini la democrazia  in  un
  Paese dove la democrazia è stata sospesa. Di questo si tratta
   Qui   ci  sono gli amici di Messina che sostengono la  battaglia
  per  andare  al  voto  -  giustamente  -   e  qui  si  tratta  di
  ripristinare il voto di quindici giorni fa, forse anche  meno,  e
  quindi è un dato alla luce del sole, non va a favore di questo  o
  quell'altro schieramento, ma di ripristinare la democrazia.
   Ho  presentato  questo emendamento e spero che venga   posto  in
  discussione  e  distribuito ai miei colleghi  in  modo  tale  che
  possano  valutare da soli. Questo emendamento è scevro da  enfasi
  di  tipo politico o ideologico. E' una questione di fatto  Non  è
  possibile revocare la democrazia popolare per decreto
   Questo  è  quello che io ho voluto dire con il mio intervento  e
  con   questo  emendamento.  Spero  che  l'Assessore  possa  farlo
  proprio,  e  se  il  Governo  lo fa proprio  io  ritiro  il  mio.
  L'obiettivo  è  raggiungere un risultato  conforme   alle  regole
  democratiche, cosa che in questo momento nella città di Agrigento
  non è assolutamente rispettato.
   Quindi,  mi  riservo,  nel  momento in  cui  l'emendamento  sarà
  discusso, di illustralo ulteriormente. D'altronde, credo  che  ho
  spiegato  bene  quali  sono le  ragioni del  mio  emendamento  e,
  quindi, onorevole Assessore, resto in attesa di una sua risposta.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  preciso   che   si   tratta
  dell'emendamento A.12 e recita così:  La fusione  di  due  o  più
  circoscrizioni determina la decadenza dei rispettivi  consigli  e
  la  modifica territoriale  di una circoscrizione che dia luogo ad
  una  variazione  del  numero dei consiglieri  ad  essa  assegnati
  determina  la decadenza del consiglio . Il tema non  riguarda  il
  merito,  bensì  la  proponibilità o meno  dell'emendamento.  Come
  l'onorevole  Miccichè sa, poc'anzi abbiamo fatto una  deroga  per
  due questioni che l'Aula unanimemente ha considerato urgenti,  se
  la  stessa cosa accade per questo la Presidenza non ha niente  in
  contrario, altrimenti sarò costretto a dichiararlo improponibile.
  Si  può tuttavia suggerire all'onorevole Miccichè di trasformarlo
  in  ordine  del  giorno  e  poi di trasferire  l'emendamento  nel
  disegno sugli Enti locali che è già stato trasmesso alle relative
  commissioni.  Comunico  che sono da considerare  in  congedo  gli
  onorevoli  Scalici,  Granata, Vicari,  Scoma,  Cimino,  Leontini,
  D'Aquino e Cintola.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        Per una pregiudiziale

    ACIERNO    Chiedo   di   parlare  per   porre   una   questione
  pregiudiziale.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, pongo la questione  pregiudiziale
  ai  sensi  dell'articolo  111, comma 3, del  Regolamento  interno
  sull'emendamento A11.

    PRESIDENTE   Onorevole Acierno, la Presidenza ha detto  che  se
  c'è   unanimità   si  può  derogare,  altrimenti  no.   Onorevole
  Miccichè,  considerato che non c'è l'unanimità,  può trasformarlo
  in un ordine del giorno.
    ACIERNO   No, signor Presidente, forse lei non ha ascoltato  il
  mio  intervento. Io ho posto la questione pregiudiziale ai  sensi
  del comma 3 dell'articolo 111 sull'emendamento A11.

     PRESIDENTE  Pensavo sull'emendamento A12.

     ACIERNO  No, sull'A11...

     PRESIDENTE .. che stiamo riscrivendo.

     ACIERNO   No,  che lei ha dichiarato, intanto, ammissibile  e,
  ai sensi del comma 3, io ho posto la questione pregiudiziale.

     PRESIDENTE   No,  onorevole Acierno, la  Presidenza  ha  detto
  all'Aula:   Tutti  gli  emendamenti  sono  inammissibili .  Viene
  richiesto  da  tutto  il  Parlamento di derogare  al  Regolamento
  relativamente  a  due  questioni: quella relativa  ai  lavoratori
  forestali - già approvata - e quella che si riferisce  a   questa
  materia. L'Aula unanimemente ha detto sì.

     ACIERNO   Io ho posto la questione pregiudiziale.

       PRESIDENTE  No, onorevole Acierno, lei ha posto la questione
  pregiudiziale   dopo  che  l'Aula  ha  cominciato   a   discutere
  l'emendamento e sono intervenuti una serie di deputati. A  questo
  punto io non posso dichiarare inammissibile l'emendamento.

     ACIERNO   Lei  ha  annunciato la riscrittura,  ha  sospeso  la
  seduta.  Io  dico  che,  siccome  viene  formalizzato  un   nuovo
  emendamento, perché è stata sospesa la seduta...

    PRESIDENTE    No,   onorevole  Acierno  è   un   subemendamento
  dell'emendamento A11.

     ACIERNO  Lei ora lo dovrà presentare alla Commissione  e  avrà
  la questione pregiudiziale. E' già annunciata.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che hanno chiesto congedo per la  presente
  seduta   gli  onorevoli:  Cimino,  Cintola,  D'Aquino,   Granata,
  Leontini, SCalici, Scoma, Vicari.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.41, è ripresa alle ore 19.52)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è   stato
  presentato   l'ordine   del  giorno   numero   573   «Cambio   di
  denominazione della riserva naturale Monte Cammarata in   Riserva
  naturale   Monte   Cammarata  e  della   Quisquina »,   a   firma
  dell'onorevole Sanzeri.  Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    MICCICHE'  Appongo la mia firma all'ordine del giorno.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno 573.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario sia alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,  considerato   l'orientamento
  generale dell'Aula io ritiro l'emendamento a mia firma, A12, e lo
  trasformo  in  ordine  del  giorno con  l'impegno  da  parte  del
  Governo,  nel  momento in cui l'emendamento  verrà  inserito  nel
  disegno  di  legge che si trova in Commissione, di discuterlo  ed
  approvarlo.
   Spero  che  questo possa servire a facilitare la discussione  in
  seguito alla presentazione del disegno di legge specifico.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto
   Onorevoli    colleghi,   comunico   che   è   stato   presentato
  dall'onorevole  Miccichè l'ordine del giorno  numero  572  «Nuova
  normativa   in  materia  di  effetti  scaturenti  dal  referendum
  popolare confermativo della fusione o accorpamento di due  o  più
  circoscrizioni».
   Il parere del Governo?

    STANCANELLI   assessore  per  la  famiglia,  per  le  politiche
  sociali  e  le  autonomie  sociali. Il Governo  lo  accetta  come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE   L'Assemblea  ne  prende  atto.  Preciso   che   la
  questione  pregiudiziale  posta dall'onorevole  Acierno  non  può
  essere  accolta, ai sensi del secondo comma  e del  quarto  comma
  dell'articolo 101 del Regolamento interno.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                   Per un richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno, le  ho  già  risposto.  Ne  ha
  facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi è stato  appena
  consegnato  alla  Commissione  l'emendamento  A11  R.  Ai   sensi
  dell'articolo 111, comma 2, del Regolamento, mi pare che  non  si
  possono   proporre  sotto  qualsiasi  forma,   dice   il   nostro
  Regolamento, articolo aggiuntivi od emendamenti contrastanti  con
  precedenti  deliberazioni dell'Assemblea adottate sull'argomento,
  o,  Presidente  Fleres,  estranei allo  specifico  oggetto  della
  discussione.
   L'emendamento A11 R che lei dichiara inammissibile in quanto  in
  contrasto  con il nostro Regolamento, siccome è inappellabile  il
  suo   giudizio,  l'Assemblea  può  solo  prendere  atto  che   la
  Presidenza  di turno ritiene che in una legge che  si  occupa  di
  trasporti si possano presentare emendamenti che riguardano  legge
  elettorale. Ma ancor più grave, Presidente Fleres, è che ora  lei
  chiederà un parere su una norma elettorale a noi componenti della
  Commissione Lavori pubblici, turismo, trasporti e ambiente.
   Se  lei  ritiene  che  questo è il dovere  del  Parlamento,  può
  proseguire.
   Io  continuo a porre, ai sensi del comma 3 dell'articolo 111 del
  regolamento  interno, la questione pregiudiziale sull'emendamento
  A11 R perché voglio che resti a verbale che non c'è assolutamente
  unanimità su questo tema.
   Ma,  ancor  più grave, signor Presidente, se lei va  a  rivedere
  l'emendamento  a firma dell'onorevole Formica alla  legge  che  è
  stata   rinviata   in  Commissione  per  un  approfondimento   da
  quest'Aula   nell'ultima   seduta,  su  proposta   dell'onorevole
  Misuraca, capogruppo di Forza Italia, io credo che è dovere della
  Presidenza  rispettare la volontà del Parlamento e rinviare  alla
  prima Commissione - che ha la titolarità sulla materia elettorale
  - anche l'emendamento A11  R.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, lei ha accumulato una  serie  di
  inesattezze nel suo intervento.

    ACIERNO  Le inesattezze sono le sue

    PRESIDENTE   Primo:  l'emendamento  dell'onorevole  Formica   è
  stato  ritirato  e  non discusso e, quindi,  non  trasmesso  alla
  Commissione.

    ACIERNO  E' stato bocciato

    PRESIDENTE   Ritirato,  onorevole Acierno,  ritirato   Legga  i
  verbali
   Poi,  relativamente  alla sua osservazione  non  è  regolarmente
  corretta  ai  sensi del comma 7 dell'articolo 112 del Regolamento
  relativamente alla prima osservazione, non è compatibile,  non  è
  rispettosa del Regolamento, relativamente al secondo e al  quarto
  comma dell'articolo 101.

    ACIERNO  Ma lei dovrebbe leggere il comma 2 dell'articolo 111.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Ciò posto, onorevole Acierno, pongo  in  votazione
  l'emendamento  A11  R. Il Governo  lo ha presentato.   Il  parere
  della Commissione?

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE    Dopo,   onorevole  Acierno.   Il   parere   della
  Commissione?

    BENINATI   presidente della Commissione. Signor Presidente,  io
  non mi posso esprimere.

    PRESIDENTE  Si rimette all'Aula?

    BENINATI  presidente della Commissione. Non mi esprimo.

    PRESIDENTE   Ha  chiesto  di parlare  l'onorevole  Acierno  per
  dichiarazioni di voto.
   Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  il  mio  voto  è  assolutamente
  contrario   perché  non  è  possibile  violare   il   Regolamento
  dell'Assemblea mettendo in votazione un emendamento senza che  la
  Commissione  competente esprima parere e con il Presidente  della
  Commissione che trattava la materia della legge che le  dice  che
  neanche  si  rimette  all'Aula  perché  non  ha  competenza   per
  esprimere parere su questo emendamento.
   Lei  sta  creando un precedente di una gravità assoluta.  Se  ne
  deve assumere la responsabilità perché state giocando

    PRESIDENTE  In tutto il suo peso, onorevole Acierno...

    ACIERNO   Lo so benissimo, signor Presidente Fleres. Vi  dovete
  assumere la responsabilità perché continuate a raccontare in giro
  che voi presunti grandi partiti siete quelli che garantirete alla
  Sicilia  un vero futuro fuori dalla connivenza con la mafia,  nel
  rispetto delle regole e non fate altro che  calpestare le  regole
  dalla  mattina  alla  sera.  E non ha  neanche  rispetto,  signor
  Presidente  -   glielo  dico con il massimo  rispetto  -,  di  un
  Presidente  di  Commissione che le ricorda che non ha  competenza
  sulla materia elettorale e non vuole avere rispetto di un voto di
  quest'Aula,  che le ha detto, la settimana scorsa, che  sul  tema
  delle  elezioni di Messina si ritorna in Commissione con la legge
  e con tutti gli emendamenti. E' uno scandalo

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento A11 R. Il  Governo
  lo  ha presentato. La Commissione non si pronuncia ma  si rimette
  all'Aula.

    ACIERNO  Non si rimette all'Aula

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                            «Art. 2

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della  Regione ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello
  della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  la  delega  alla   Presidenza   per   il
  coordinamento formale del testo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che ha chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Galletti.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Votazione  finale  per scrutinio nominale del disegno  di  legge
  «Norme  per la libera circolazione degli appartenenti alle  Forze
  dell'ordine  ed  al  Corpo dei vigili  del  fuoco  sui  mezzi  di
  trasporto pubblico locale» (numeri 964 - 883 - 903/A).

    PRESIDENTE   Si procede alla votazione finale  del  disegno  di
  legge  «Norme per la libera circolazione degli appartenenti  alle
  Forze  dell'ordine ed al Corpo dei vigili del fuoco sui mezzi  di
  trasporto pubblico locale» (numeri 964 - 883 - 903/A).

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  farò  la  mia
  dichiarazione  di voto limitatamente all'unica  legge  che  avrei
  votato,  cioè quella sul trasporto, articolo unico e che, invece,
  la  Presidenza, violando tutte le norme regolamentari, ha  deciso
  di  trasformare  in un disegno di legge  omnibus'  perché  domani
  chiunque voglia occuparsi di Enti locali, dovrà cercare la  legge
  sulla   libera   circolazione  degli  appartenenti   alle   Forze
  dell'Ordine.
   Anche  su  questo  disegno di legge votato, ripeto  in  articolo
  unico,  si  è  adottata  una metodologia che  è  oramai  propria,
  purtroppo, di questo Parlamento, in quanto quest'Aula,  convocata
  per le 17.30, è stata aperta e rinviata per assenza del Governo.
   I  deputati, a quel punto, non sanno più a che ora riprenderanno
  i  lavori e quando il Governo si degnerà di onorare il Parlamento
  della   sua   presenza,   permettendogli   di   legiferare;   poi
  improvvisamente,  il Governo ha ritenuto opportuno  comparire  e,
  improvvisamente, è stato votato l'articolo unico.
   Benissimo,  credo  che  sarebbe dovere degli  uffici  di  questa
  Assemblea  valutare che questo articolo unico  non  ha  copertura
  finanziaria e cercherò di spiegarne il perché.
   Le  aziende  private  che svolgono servizio  pubblico  hanno  un
  rimborso  chilometrico calcolato sulla presunzione degli  incassi
  che  la  stessa  azienda fa attraverso la vendita dei  biglietti,
  quindi, volendo semplificare l'esempio: se la Regione dà un  euro
  a  chilometro  perché  prevede  che  il  flusso  di  persone  che
  utilizzeranno quel mezzo farà incassare all'azienda privata,  che
  svolge  il  servizio pubblico, cinque euro per  ogni  chilometro,
  equilibra il senso dello stanziamento.
   Con  questa  norma  noi stiamo aumentando,  improvvisamente,  il
  numero  dei  passeggeri che viaggeranno gratuitamente  sui  mezzi
  privati  che  svolgono un servizio pubblico che,  risedendosi  al
  tavolo  delle  trattative con la Regione per  quanto  attiene  al
  rimborso,  chiaramente  avranno e  chiederanno,  giustamente,  in
  forza  di  questa  legge un aumento del rimborso perché  potranno
  dimostrare che hanno molti più passeggeri che utilizzano i  mezzi
  gratuitamente rispetto a quanto accadeva precedentemente.
   Vorrei  capire dove si trova la copertura di questa  differenza,
  perché la Commissione Bilancio, della quale sono componente,  non
  ha  mai  dato  copertura sulla nuova differenza che  si  verrà  a
  creare   a   causa   dei   nuovi  soggetti  che,   gratuitamente,
  utilizzeranno questi mezzi.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BARBAGALLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente  per  motivare  il mio voto contrario  per  la  libera
  circolazione degli appartenenti alle Forze dell'Ordine o al corpo
  dei Vigili del Fuoco sui mezzi di trasporto pubblico locale.
   Alcuni  argomenti sono stati sviluppati dall'onorevole  Acierno,
  personalmente,  vorrei  soltanto  osservare  che   il   trasporto
  pubblico  e privato vive una condizione di difficoltà in Sicilia,
  anche  perché la legge numero 68 che eroga i contributi in  conto
  esercizio  è ormai vecchia di oltre vent'anni, non c'è  stato  un
  ragionamento sui trasporti  in concessione, né un adeguamento  di
  questo corrispettivo soprattutto alle aziende private.
   Noi  stiamo  cercando  di venire incontro ad  una  esigenza  che
  poteva essere legittima se fosse stata sviluppata all'interno  di
  un ragionamento diverso, equilibrato.
   Noi  sappiamo che, nel resto del Paese, le aziende  pubbliche  e
  private hanno un corrispettivo del  65 per cento, in Sicilia  del
  50 per cento.
   Di  fronte ai maggiori oneri che avranno queste aziende  private
  noi  non corrispondiamo nulla, stiamo intervenendo sulla gestione
  e  sui  bilanci delle aziende private senza fare un  ragionamento
  che riguarda l'intero comparto.
   A   parte  questa  valutazione  di  ordine  contabile,  c'è   un
  ragionamento  che riguarda anche i privilegi.  Se  lo  Stato,  la
  Regione e l'ente pubblico vuole favorire una categoria che svolge
  un  servizio  essenziale per la comunità se ne carica  anche  gli
  oneri, non può addossarli su soggetti privati che hanno una  loro
  autonomia amministrativa.
   A  prescindere,  quindi, dalle valutazioni  positive  che  posso
  fare  sull'emendamento che riguarda Messina, esprimo il mio  voto
  contrario sull'intero disegno di legge.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  malgrado  le
  forzature che abbiamo determinato in questa seduta, devo dire che
  ho   riflettuto  e  approfondito  la  materia,  rispetto  al  mio
  intervento della settimana scorsa.
   Noi  operiamo  in  un regime in cui il fatto che  altre  regioni
  abbiano  varato leggi similari non costituisce, a mio avviso,  un
  modo  corretto di procedere, in quanto, come è noto,  in  materia
  di  trasporti,  ai  sensi  dello Statuto vigente,  la  competenza
  trasferita dallo Stato è esclusiva da parte della Regione.
   Vorrei  ribadire  un  concetto:  il  rapporto  tra  noi   ed   i
  concessionari,  sia essi pubblici che privati, è regolato  da  un
  rimborso  chilometrico che nulla ha a che vedere con la  quantità
  dei passeggeri.
   In  più,  continuo  a pensare che la potestà  regolamentare,  ai
  fini   dell'eventuale  esenzione  dal  pagamento  del  biglietto,
  attiene  ai  singoli proprietari, nel caso specifico la  Regione,
  essendo  azionista unico dell'AST (Azienda siciliana  trasporti),
  può farlo benissimo per l'azienda siciliana trasporti, ma non può
  farlo  per  le  aziende,  non  solo  quelle  private  cui  faceva
  riferimento  l'onorevole  Acierno,  ma  anche  per   le   aziende
  pubbliche comunali.
   Faccio  un esempio: la Regione non può legiferare in materia  di
  esenzione sul fatto che l'AMAT di Palermo o l'azienda di  Catania
  debba  prevedere la gratuità per alcune categorie  di  cittadini,
  perché  se  lo fa è tenuta a predisporre delle somme,  in  quanto
  questa è potestà regolamentare propria dei comuni, nel caso delle
  aziende  pubbliche comunali o dei soggetti interessati nel  campo
  societario.
   Pertanto, signor Presidente, le preannuncio che, alla fine,  non
  voterò  questo disegno di legge, perché lo ritengo un modo  anche
  bizzarro  di rappresentare le relazioni tra la Regione, gli  enti
  locali  ed i soggetti terzi. Ritengo che questo disegno di  legge
  non abbia avuto il necessario approfondimento.  Capisco che tutti
  siano  concordi sul fatto che un poliziotto che esercita  la  sua
  funzione  per  garantire la sicurezza su  un  autobus  non  debba
  pagare  il  biglietto; certo, però, è difficile  pensare  che  un
  vigile  del  fuoco in servizio su un autobus, per non  pagare  il
  biglietto,  debba  salirvi, presumo con la  manichetta   Ritengo,
  quindi,  che  in questo disegno di legge siano presenti  concetti
  che, sinceramente, possono suscitare ilarità.
   In   ogni  caso,  credo  che  stiamo  ledendo  il  principio  di
  autonomie  stabilito  dalla  nostra  Costituzione  e  dal  nostro
  Statuto.
   Pertanto,  non  voterò  né a favore né  contro,  perché  ritengo
  questa legge impropria e mi auguro che il Commissario dello Stato
  possa valutarne gli aspetti costituzionali.

    LIOTTA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non condivido  la
  posizione   di  neutralità,  espressa  dall'onorevole  Cracolici,
  rispetto agli esiti di questa legge.
   Vi  sono  due ordini di considerazioni che spingono a votare  no
  su questo disegno di legge ed io voterò un no convinto.
   Le   prime,  le  ha  enunciate  in  maniera  lucida  l'onorevole
  Acierno,  sono questioni di carattere finanziario, questioni  che
  attengono la copertura finanziaria della legge che non c'è;  sono
  questioni  che  anche  l'onorevole  Cracolici  ha  enucleato  con
  chiarezza e che riguardano la potestà dei comuni di intervenire a
  regolamentare  le  esenzioni dei biglietti sui trasporti  locali,
  quindi l'assenza di una competenza della Regione.
   L'onorevole  Cracolici  si chiedeva chi,  in  quest'Aula,  fosse
  così temerario da annunciare una propria posizione contraria  nel
  merito  rispetto  al  testo del disegno di legge.  Qualcuno  c'è,
  infatti,  personalmente sono contrario nel merito del  testo  del
  disegno di legge, cioè sono contrario che quest'Aula si riduca ad
  un ufficio di concessioni, di regalie medievali, perché di questo
  si tratta.
   Signor  Presidente, vorremmo proprio vedere un vigile del  fuoco
  che   di  corsa  sale  su  un  autobus  per  recarsi  sul   luogo
  dell'incendio  ed  andare  a  spegnerlo;  vorremmo   vederlo   un
  forestale che fa controllo del territorio forestale a bordo di un
  tram  e vorremmo vedere i poliziotti che fanno opera di contrasto
  alla  criminalità comune ed alla criminalità organizzata  recarsi
  sotto  copertura su un autobus- immagino che l'opera di contrasto
  si  svolga sotto copertura -, esibire il tesserino e dire che sta
  svolgendo  quel tipo di servizio  Addirittura, è stata  scomodata
  la  mafia,  infatti, sembra che sugli autobus  della  Sicilia  si
  annidi  la  Cupola  La Cupola viaggia in tram e  per  combatterla
  occorre  incentivare  la lotta  alla mafia  e  quindi  realizzare
  l'esenzione.
   Noi  diciamo no perché non ci lasciamo prendere in giro,  perché
  non  è ammissibile che in quest'Aula si conceda una regalia e  si
  contrabbandi la stessa come un incentivo alla lotta alla mafia ed
  alla criminalità.
   Diciamolo  che  si tratta di un regalia, diciamo  quello  che  è
  realmente  Certo, ci sarà chi vorrà fare le regalie e  questi  se
  ne  assumeranno la responsabilità, ma ci sarà anche chi non vorrà
  farle.  Ma non diteci che questo tipo di leggi, in qualche  modo,
  contribuiscono alla lotta alla criminalità ed alla mafia,  perché
  non c'entra assolutamente nulla, si tratta di privilegi
   Se  si  ha  veramente  un progetto complessivo  di  società,  mi
  chiedo  il  motivo per il quale quando si parla di  esenzione  di
  ticket,  non  si guardi all'intera società, perché  si  guarda  a
  certe  figure, a certe categorie e ad altre no, perché la Regione
  non  interviene  sui  medici? Un medico che  corre  d'urgenza  ad
  accudire un paziente a bordo di un tram, fa ridere anche  quello,
  ma  almeno è più credibile. Gli si è guastata la macchina e va in
  tram
   Al  vigile  del  fuoco  che va in tram  a  spegnere  l'incendio,
  francamente non ci credo.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


  Votazione  finale  per scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Norme  per la libera circolazione degli appartenenti alle  forze
  dell'ordine  ed  al  corpo dei vigili  del  fuoco  sui  mezzi  di
  trasporto pubblico locale» (964-883-903/A)

   PRESIDENTE   Indìco la votazione finale per  scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Norme per la libera  circolazione  degli
  appartenenti  alle forze dell'ordine ed al corpo dei  vigili  del
  fuoco sui mezzi di trasporto pubblico locale» (964-883-903/A).
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 43
   Maggioranza        22
   Favorevoli         31
   Contrari           10
   Astenuti            2

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  1
  giugno 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   - COMUNICAZIONI
    II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
    LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
         N. 434 -   Iniziative a livello centrale per  consentire
                 il  recupero  da  parte  dell'INPS  della  piena
                 titolarità degli immobili ad uso strumentale.

                 TUMINO - GURRIERI - SANZERI - MANZULLO
                                                     - BARBAGALLO

       III   -  DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
             867/A)  (Seguito)

       IV   - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED  INTERPELLANZE DELLA
         RUBRICA:  Agricoltura e foreste
        V   - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED  INTERPELLANZE DELLA
         RUBRICA:  Famiglia, politiche sociali ed autonomie locali
       VI   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

       VII   -  DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
         N. 291 -        Valutazione   dell'operato   dell'Ambito
                   territoriale      ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio     idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo     e
                   provvedimenti consequenziali.

                   GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO

         N. 304  -     Affidamento del  Servizio idrico integrato
                   nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

       VIII   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
         N. 410 - Sfiducia al Presidente della Regione.
         (18 marzo 2005)
                              SPEZIALE-BARBAGALLO-ORTISI-FORGIONE
                               FERRO-SANZERI-CAPODICASA-CRACOLICI
                                CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GALLETTI
                              GENOVESE-GIANNOPOLO-GURRIERI-LIOTTA
                                MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-ODDO
                           ORLANDO-PANARELLO-RAITI-TUMINO-VILLARI
                                             VITRANO-ZAGO-ZANGARA

       IX   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
        X   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 20.18

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.20

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazioni

   FLERES  -  CATANIA  G.- MAURICI.-«Al Presidente  della  Regione,
  premesso che:

   dall'esame  dei dati, apparsi anche sulla stampa, il  numero  di
  incidenti sul lavoro è in costante aumento;

   il  comparto  maggiormente interessato è  quello  dell'edilizia,
  seguono il comparto metallurgico e poi quello dei trasporti;

   altro  dato  emerso è quello del 'lavoro nero' ed i  conseguenti
  incidenti che all'interno di questo mondo si verificano;

   infine, la città nella quale si registrano il maggior numero  di
  incidenti è la città di Catania;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere al fine  di  verificare
  quanto in premessa esposto;

   se  non  intenda comunque procedere ad un'adeguata  campagna  di
  informazione, partendo dalle scuole, sulla sicurezza e  su  tutte
  le norme che la regolamentano.» (1899)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «In  esito  alla  interrogazione  numero   1899,   si
  trasmette  copia della nota della Segreteria Generale  di  questa
  Presidenza prot. n. 1123 del 25 marzo 2005, con l'unito  allegato
  dell'Ispettorato regionale del Lavoro per la Sicilia prot. n. 663
  del  17 marzo 2005, contenente le notizie rese in ordine a quanto
  chiesto attraverso l'atto ispettivo in argomento.»

                                Il Presidente della Regione CUFFARO

   Regione siciliana
   Presidenza
   Segreteria Generale
   Area  2   Unità  operativa  Rapporti con  l'Assemblea  regionale
  siciliana

   Prot. n. 1123 del 25 marzo 2005

              All'Ufficio   di   Gabinetto  dell'On.le   Presidente
  della Regione
                 SEDE

   «Con  atto di indirizzo presidenziale di cui alla nota prot.  n.
  12037  dell'8  ottobre  2004 dell'Ufficio di  Gabinetto  è  stato
  statuito che  l'attività istruttoria prodromica alla risposta del
  Presidente  della regione, per interrogazioni ed interpellanze  a
  quest'ultimo dirette, anche in via esclusiva, non può che  essere
  condotta dalla Segreteria Generale di questa Presidenza .
   Per  l'esecuzione del citato atto di indirizzo presidenziale,  è
  stata  individuata,  per competenza, l'Unità operativa   Rapporti
  con l'Assemblea regionale siciliana .
   Ciò  posto, in adempimento dell'atto di indirizzo presidenziale,
  per  il  tramite di codesto Ufficio di Gabinetto, è pervenuta  la
  nota  prot.  17677 del 9 novembre 2004, con la quale  l'Assemblea
  regionale siciliana ha trasmesso l'interrogazione n. 1899, di cui
  si allega copia, diretta al Presidente della Regione.
   Questa  Unità  operativa ha richiesto all'Assessorato  regionale
  del  Lavoro  di  fornire  elementi di  conoscenza  utili  per  la
  risposta.
   Quest'ultimo   ha   fatto  presente  che  quanto   rappresentato
  nell'interrogazione  è  di competenza dell'Ispettorato  regionale
  del lavoro per la Sicilia, il quale, con nota prot. n. 663 del 17
  marzo  2005, che si allega in copia, ha reso le notizie in ordine
  a quanto contenuto nell'atto ispettivo di cui all'oggetto.
   Questa  Unità  operativa,  con il presente  atto,  in  virtù  di
  quanto  alla  stessa attribuito, esaurisce l'attività istruttoria
  prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
   Quanto  sopra  si rimette a codesto Ufficio per  le  conseguenti
  valutazioni  e  le  determinazioni finali proprie  dell'onorevole
  Presidente, ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del DP  10  maggio
  2001.»

                       Il Dirigente preposto dott.ssa Maria Accardi

   Regione siciliana
   Assessorato regionale del lavoro
   Dipartimento regionale lavoro
   Ispettorato regionale del lavoro per la Sicilia

   Prot. n. 663 del 17 marzo 2005

                           Alla Presidenza della Regione
                           Segreteria Generale
                   Area 2  - Unità operativa
                              Rapporti  con  l'Assemblea  regionale
  siciliana

                            All'Assessorato regionale del lavoro
                              Dipartimento  Lavoro  -  Ufficio   di
  Gabinetto
                            PALERMO

   «Con  riferimento alla interrogazione numero 1899, a firma degli
  onorevoli  Fleres,  Catania  G. e  Maurici,  avente  per  oggetto
   Notizie  circa l'aumento degli incidenti sul lavoro in Sicilia ,
  si rappresenta quanto segue.
   Questo  Servizio  Ispettorato  regionale  del  Lavoro,  con   la
  collaborazione  attiva ed efficace dei 7 Servizi II.LL.PP.  della
  Sicilia  (pochissimo hanno fatto i Servizi Ispettorati di Palermo
  e  Catania),  negli  ultimi  due  anni,  nei  mesi  di  giugno  e
  settembre, in concomitanza della Campagna Europea della Sicurezza
  del  lavoro,  ha  svolto una intensa particolare vigilanza,  così
  come viene fatto nello stesso periodo in tutti gli Stati Europei,
  registrando circa 800 ispezioni ad altrettante aziende, mirate al
  miglioramento delle condizioni operative dei lavoratori nei  loro
  luoghi di lavoro.
   Le   poche   risorse   umane,  logistiche   e   finanziarie,   a
  disposizione  degli  Ispettorati, purtroppo,  non  consentono  di
  intensificare  ulteriormente  i suddetti  controlli,  pur  avendo
  registrato, specie nel periodo di vigilanza, una migliora  e  più
  attenta  tutela dei dipendenti da parte dei datori di lavoro,  ed
  una significativa diminuzione del numero di infortuni.
   Questo servizio Ispettorato regionale del Lavoro, comunque,  per
  l'anno  in corso e per gli anni a venire, così come previsto  dal
  D.l.vo  124/04  recepito dalla Regione Sicilia con l'articolo  40
  della  l.r.  5 novembre 2004, n. 15, alla luce anche delle  nuove
  specifiche  norme dell'emanando T.U. in materia di sicurezza  sul
  lavoro,  cercherà  di coordinare, razionalizzare  ed  armonizzare
  l'intera attività di vigilanza nell'Isola che verrà svolta  anche
  dall'INAIL, dall'INPS, dalle ASL, dall'Agenzia delle Entrate, dai
  Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia.
   Utilissima  sarebbe, inoltre, una intensa specifica campagna  di
  sensibilizzazione  alla  cultura della legalità,  cui  potrebbero
  dare   un  notevole  ed  importante  contributo  Istituti,  enti,
  organizzazioni   ed   associazioni  che,  a  qualsiasi   livello,
  intendono  svolgere  nella  materia  particolari  ruoli  di  veri
  protagonisti.»

          Il Capo Servizio dell'Ispettorato regionale ing. A. Vella

   SAMMARTINO.- «Al Presidente della Regione, premesso che:

   in   data  29  luglio  2004,  la  holding  Capitalia  S.p.A.  ha
  costituito  una  nuova società denominata 'Capitalia  Informatica
  S.p.A.', con sede legale a Roma e con capitale sociale al 100% di
  Capitalia,  il  cui oggetto sociale è la prestazione  di  servizi
  informatici e back office;

   alla  nuova  Società  verranno  trasferiti  i  beni  immobili  e
  strumentali  e  le risorse umane dei centri elettronici  dei  tre
  istituti di credito della holding Capitalia, tra cui il Banco  di
  Sicilia;

   la  creazione  della nuova società suscita delle perplessità  in
  ordine  alle  procedure  seguite e alle conseguenze  sui  livelli
  occupazionali  del  centro elettronico di Palermo  del  Banco  di
  Sicilia, che conta, oggi, 405 dipendenti;

   i  patti parasociali sottoscritti dalla Regione Sicilia  per  la
  nuova  strutturazione del Banco di Sicilia nella neonata holding,
  normati attraverso l'art. 56 della legge regionale n. 2 del 2002,
  prevedono 'il mantenimento in capo al Banco di Sicilia, all'esito
  del  risultato  dell'operazione  di  fusione  per  incorporazione
  dell'azienda bancaria Banco di Sicilia e del successivo  scorporo
  dell'attuale   configurazione  aziendale,  dell'attuale   assetto
  patrimoniale,  della  sua  struttura  direzionale,  di   supporto
  informatico  e di rete insulare e peninsulare, nonché  la  tutela
  delle  partecipazioni detenute dallo stesso' e  'il  mantenimento
  degli  attuali livelli occupazionali del Banco di Sicilia, nonché
  delle   attuali   aree   d'attività,   escludendo   processi   di
  esternalizzazione e/o di vendita d'attività e di strutture';

   la  creazione  della  nuova  società,  così  come  delineata  da
  Capitalia  holding,  prefigura l'ennesima  violazione  dei  patti
  parasociali stipulati con la Regione, dopo le scelte del socio di
  maggioranza che, di fatto, hanno esautorato Palermo  di  tutti  i
  poteri  decisionali,  svenduto quasi tutti gli  sportelli  al  di
  fuori dell'Isola, estromesso, di fatto, la Regione nella fase  di
  definizione delle strategie di investimento in Sicilia;

   questa  ulteriore  decisione sottrae al  Banco  di  Sicilia  una
  struttura  essenziale  per  la gestione  autonoma  della  propria
  clientela  e  delle  attività aziendali,  spostando  fuori  dalla
  Sicilia  un altro dei settori strategici dell'istituto di credito
  nell'isola;

   il  comma  4  dell'art. 56 della l.r. 2/2002 sancisce  che  'ove
  siano disattesi gli impegni assunti con la Convenzione di cui  al
  comma  1  e  a fronte di iniziative dell'azionista di maggioranza
  non  in linea con le finalità e gli obiettivi di cui al comma  3,
  la   Regione   può  procedere  alla  dismissione  della   propria
  partecipazione azionaria';

   per sapere:

   se  il  Governo della Regione sia stato, nei tempi  e  nei  modi
  dovuti,  debitamente informato della nascita della nuova  società
  Capitalia Informatica;

   quali  benefici, se pure ve ne fossero, potranno  derivare  alla
  Sicilia e, in particolare alla Regione, quale socio di minoranza,
  dall'operazione in questione;

   quali  passi  intenda  muovere  il  Governo  della  Regione  per
  verificare  il  rispetto  dei  patti parasociali  riguardanti  la
  propria  partecipazione azionaria in Capitalia nella costituzione
  della nuova società, in particolare per quanto concerne la tutela
  dei  livelli occupazionali e il mantenimento in capo al Banco  di
  Sicilia   dell'attuale  configurazione  aziendale,   dell'attuale
  assetto  patrimoniale,  della  sua  struttura  direzionale  e  di
  supporto informatico;

   se  non  ritenga  che l'holding Capitalia abbia  insistentemente
  violato  il contenuto dei patti parasociali sottoscritti  con  la
  Regione Sicilia;

   quali   iniziative  intenda  assumere  per  ottenere,  da  parte
  dell'holding Capitalia, il rispetto, in tutte le sue  parti,  dei
  patti parasociali sottoscritti con la Regione.» (1966)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «In  esito  alla  interrogazione  numero   1966,   si
  trasmette  copia della nota della Segreteria Generale  di  questa
  Presidenza prot. n. 1036 del 17 marzo 2005, con l'unito  allegato
  dell'Assessorato regionale del Bilancio e delle Finanze prot.  n.
  789  del  3  marzo 2005, contenente le notizie rese in  ordine  a
  quanto chiesto attraverso l'atto ispettivo in argomento.»

                                Il Presidente della Regione CUFFARO

   Regione siciliana
   Presidenza
   Segreteria Generale
   Area  2   Unità  operativa  Rapporti con  l'Assemblea  regionale
  siciliana

   Prot. n. 1036 del 17 marzo 2005

                     All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente
                                                      della Regione
                                                               SEDE

   «Con  atto di indirizzo presidenziale di cui alla nota prot.  n.
  12037  dell'8  ottobre  2004 dell'Ufficio di  Gabinetto  è  stato
  statuito che  l'attività istruttoria prodromica alla risposta del
  Presidente  della regione, per interrogazioni ed interpellanze  a
  quest'ultimo dirette, anche in via esclusiva, non può che  essere
  condotta dalla Segreteria Generale di questa Presidenza .
   Per  l'esecuzione del citato atto di indirizzo presidenziale,  è
  stata  individuata,  per competenza, l'Unità operativa   Rapporti
  con l'Assemblea regionale siciliana .
   Ciò  posto, in adempimento dell'atto di indirizzo presidenziale,
  per  il  tramite di codesto Ufficio di Gabinetto, è pervenuta  la
  nota  prot.  598  del 17 gennaio 2005, con la  quale  l'Assemblea
  regionale siciliana ha trasmesso l'interrogazione n. 1966, di cui
  si allega copia, diretta al Presidente della Regione.
   Questa  Unità  operativa ha richiesto all'Assessorato  regionale
  del  bilancio  e delle finanze di fornire elementi di  conoscenza
  utili per la risposta.
   L'Ufficio  di gabinetto dell'On.le Assessore per il  bilancio  e
  le  finanze ha risposto con nota prot. 289/Gab. del 3 marzo 2005,
  trasmessa, per conoscenza, anche a codesto Ufficio di Gabinetto.
   Pertanto,  ad  ogni  buon fine, si trasmette  copia  della  nota
  prot.  n.  289/Gab.  del 3 marzo 2005 dell'Ufficio  di  Gabinetto
  dell'on:le Assessore per il bilancio e le finanze, contenente  le
  notizie  rese  in  ordine a quanto contenuto  nell'interrogazione
  sopra citata.
   Questa  Unità  operativa,  con il presente  atto,  in  virtù  di
  quanto  alla  stessa attribuito, esaurisce l'attività istruttoria
  prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
   Quanto  sopra  si rimette a codesto Ufficio per  le  conseguenti
  valutazioni  e  le  determinazioni finali proprie  dell'onorevole
  Presidente, ai sensi dell'articolo 2, comma 8, del DP  10  maggio
  2001.»

                       Il Dirigente preposto dott.ssa Maria Accardi

   Regione siciliana
   Assessorato del bilancio e delle finanze
   Uffici di diretta collaborazione dell'on.le Assessore
   Segreteria Tecnica

   Prot. n. 789 del 13 marzo 2005

                           Alla Presidenza della Regione
                           Segreteria Generale
                   Area 2  - Unità operativa
                              Rapporti  con  l'Assemblea  regionale
  siciliana

                            All'Ufficio di Gabinetto
                            dell'on.le Presidente della Regione
                            PALERMO

   «Affinché il Presidente della Regione possa rendere completa  ed
  esaustiva risposta all'onorevole interrogante, si trasmette copia
  della  nota  prot. n. 5823 del 25 febbraio 2005 del  Dipartimento
  regionale  Finanze e Credito e dell'allegata nota del 21  gennaio
  2002  della  Banca  di Roma, già in vostro possesso,  riguardanti
  l'atto parlamentare di cui all'oggetto.»

                        Il Capo della Segreteria Tecnica ad interim
                                             Avv. Francesco Nicosia

   Regione siciliana
   Assessorato del bilancio e delle finanze
   Dipartimento regionale finanze e credito
   Servizio Credito e Risparmio

   Prot. n. 5823 del  25 febbraio 2005

                                     All'Ufficio di Gabinetto
                                dell'Assessorato Bilancio e Finanze

                                                               SEDE

   «Con riferimento alla interrogazione numero 1966 si rendono  gli
  elementi di conoscenza di cui dispone lo scrivente Ufficio, utili
  ai  fini  della risposta da fornire alla Presidenza della Regione
  siciliana sulle materie riguardanti l'interrogazione medesima.
   Sul  primo  quesito  se il Governo della Regione sia stato,  nei
  tempi  e  nei  modi dovuti, debitamente informato  della  nascita
  della  nuova  società Capitalia Informatica  si  precisa  che  al
  Dipartimento  scrivente non è pervenuta alcuna comunicazione,  né
  preventiva  né  successiva, con riferimento alla costituzione  di
  una nuova SpA a totale partecipazione della holding Capitalia cui
  verrebbe affidata la gestione dei servizi informatici.
   Giova  ricordare che in considerazione del fatto che  i  diritti
  dell'azionista,  ai sensi dell'art. 56, comma 7  della  legge  26
  marzo  2002,  n.  2,  risultano appartenere al  Presidente  della
  Regione,  tale  comunicazione avrebbe dovuto  essere  indirizzata
  all'Ufficio di diretta collaborazione del Presidente.
   Sul  secondo  punto   quali benefici, se  pure  ve  ne  fossero,
  potranno derivare alla Sicilia, in particolare alla Regione quale
  socio  di  minoranza, dall'operazione in questione , la posizione
  della Regione siciliana, nella qualità di socio di minoranza, non
  può  che essere marginale. Giova ricordare infatti, che in  forza
  degli  atti  posti  in  essere negli anni  trascorsi  la  Regione
  siciliana  non  ha  più  quote  di partecipazione  nel  Banco  di
  Sicilia,  e  la partecipazione azionaria nella holding  Capitalia
  risulta  essere  pari a circa il 3 per cento; pertanto  qualunque
  eventuale vantaggio per la Regione non può che essere di  modesta
  dimensioni,   invero   la   ridotta   quota   di   partecipazione
  necessariamente  implica una pari (ridotta) capacità  decisionale
  nell'ambito della strategia aziendale.
   Con  il  riferimento al terzo punto  quali passi intenda muovere
  il  Governo  della Regione per verificare il rispetto  dei  patti
  parasociali  riguardanti la propria partecipazione  azionaria  in
  Capitalia  nella costituzione della nuova società, in particolare
  per  quanto  concerne la tutela dei livelli  occupazionali  e  il
  mantenimento   in   capo   al  Banco  di   Sicilia   dell'attuale
  configurazione  aziendale,  dell'attuale  assetto   patrimoniale,
  della  sua  struttura direzionale e di supporto  informatico   si
  premette:
   il  contenuto della convenzione stipulata il 21 gennaio 2002 fra
  Regione  siciliana  e  Banca  di  Roma  prevede  nei  suoi  punti
  essenziali   che    vengano  salvaguardate   e   valorizzate   le
  professionalità esistenti all'interno del Banco di Sicilia -  ivi
  comprese   quelle   del  Centro  elettronico   le   cui   risorse
  continueranno  ad  operare  a  Palermo  -  anche  nel   caso   di
  trasferimenti  infragruppo   fosse mantenuto un collegamento  con
  il  territorio  siciliano attraverso la nomina di due  membri  da
  parte   del   Presidente   della   Regione   nel   Consiglio   di
  amministrazione e di almeno un membro nel Collegio sindacale .
   Con  riferimento  alla  premessa non pare  risulti  previsto  un
  obbligo  al  mantenimento della struttura così come esistente  al
  2002,  invero  il  trasferimento infragruppo  era  già  atteso  e
  previsto  nella  stessa  convenzione, si rinviene  negli  accordi
  l'obbligo  di   salvaguardare  e valorizzare  le  professionalità
  esistenti ,  le cui risorse continueranno ad operare a  Palermo .
  Con  riferimento a tali obblighi alla data odierna non  si  hanno
  notizie in ordine al mancato adempimento degli stessi.
   Ai  successivi  punti dell'interrogazione si  ritiene  di  avere
  fornito risposta già nei punti precedenti.»

                          Il Dirigente del Servizio Vittorio Marino

   «Roma - Palermo 21 gennaio 2002
   Al Presidente della Regione Siciliana
   On. Salvatore Cuffaro
   Palazzo d'Orleans

   PALERMO

   Facendo  seguito al protocollo d'intesa firmato  in  data  11/14
  gennaio u.s. e ad esito delle ulteriori trattative intercorse, Vi
  confermiamo  qui di seguito i termini delle intese  raggiunte  in
  ordine    all'esecuzione   dell'operazione   di    fusione    per
  incorporazione del Banco di Sicilia SpA nella Banca di  Roma  SpA
  ed alla contestuale costituzione di una nuova società nella quale
  conferire l'azienda bancaria Banco di Sicilia; ciò secondo quanto
  previsto  nell'ambito del processo di ristrutturazione societaria
  e di riassetto dell'intero Gruppo bancario Bancaroma.

                           Convenzione tra

   La  Regione siciliana con sede in Palermo, Palazzo d'Orleans, in
  persona   del  Presidente  on.le  Salvatore  Cuffaro,  dell'on.le
  Alessandro  Pagano,  Assessore regionale per  il  bilancio  e  le
  finanze  e  del  direttore del Dipartimento delle Finanze  e  del
  Credito,  dott.  Ercole Rabboni muniti dei  necessari  poteri  in
  forza di legge

                                  e

   La  Banca  di Roma SpA con sede legale in Roma, Via M. Minghetti
  17,  in  persona del Presidente dott. Cesare Geronzi, munito  dei
  necessari poteri;

       (in seguito, congiuntamente, anche definite le  Parti )

   Le Parti premettono quanto segue:
   1.  La Banca di Roma, in sede di acquisizione del controllo  del
  Gruppo  Mediocredito Centrale, ha assunto tra l'altro i  seguenti
  impegni nei confronti del Ministero del Tesoro:

   contribuire  allo  sviluppo del Banco di Sicilia,  assicurandone
  la governabilità;
   attuare il piano industriale 1999 - 2002 secondo le linee  guida
  presentate  al Ministero del Tesoro in sede di offerta definitiva
  e   non   apportarvi  sostanziali  variazioni,  con   particolare
  riferimento alla partecipazione di controllo detenuta  nel  Banco
  di Sicilia da parte dello stesso Ministero del Tesoro;
   valorizzare i connotati e le valenze territoriali del  Banco  di
  Sicilia, tra l'altro conservandone il marchio e la sede legale  a
  Palermo.
   Per  i  suddetti impegni era prevista una durata pari al periodo
  di  realizzazione del piano industriale 1999 - 2002 (di cui  alle
  linee  guida  presentate al Ministero del Tesoro) e comunque  non
  inferiore a tre anni, ovvero fino al dicembre 2002.

   2.  Gli attuali azionisti di minoranza del Banco di Sicilia sono
  portatori  di interessi riguardanti la permanenza di un  soggetto
  bancario  radicato nella Regione siciliana che costituisca  punto
  di   riferimento  per  l'economia  siciliana  e   sono   pertanto
  interessati alla conservazione dei valori tutelati dagli  impegni
  assunti  dalla Banca di Roma con il Ministero del Tesoro,  nonché
  alla valorizzazione della loro partecipazione, per quanto attiene
  la  Regione siciliana, in conformità alle leggi attributive della
  partecipazione diretta nel capitale del Banco di Sicilia.

   3.  Nel  periodo  trascorso  la Banca  di  Roma  ha  svolto  nei
  confronti  della propria controllata Banco di Sicilia  una  forte
  azione di potenziamento e rilancio tradottasi in un significativo
  miglioramento dei risultati economici. Tale azione si è  inserita
  in  un  contesto  di  relazioni positive  con  gli  azionisti  di
  minoranza: la regione Siciliana e la Fondazione Banco di Sicilia.

   4.  Attualmente  il Consiglio di amministrazione  del  Banco  di
  Sicilia  è  composto  da  11  membri,  di  cui  due  nominati  su
  indicazione   della  Regione  Siciliana  -  tra   cui   uno   dei
  Vicepresidenti  -  e 2 nominati su indicazione  della  Fondazione
  Banco di Sicilia.

   5.  La Banca di Roma è interessata a dare al proprio Gruppo  una
  configurazione   che  consenta:  (i)  di  seguire   adeguatamente
  l'evoluzione  del  mercato;  (ii) di collocarsi  efficacemente  e
  proficuamente nei nuovi scenari competitivi; (iii) di  perseguire
  la massima creazione di valore per gli azionisti.

   6.  E' stato pertanto presentato agli azionisti di minoranza del
  Banco di Sicilia un documento contenente le linee guida del piano
  industriale   (All.  1   Linee  guida  di  piano  industriale   e
  organizzazione  del  Gruppo Bancaroma -  di  seguito  anche  solo
   Linee   guida  di  Piano  industriale   )  che  -  anche   nella
  prospettiva  di  una  razionalizzazione  e  potenziamento   delle
  attività  commerciali  -  prevede, in particolare,  un  riassetto
  della morfologia del Gruppo che fa capo alla Banca di Roma.

   Le  Linee  guida di Piano industriale ipotizzano,  tra  l'altro,
  l'incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di  Roma  e  la
  contestuale  costituzione  di  una  nuova  società  nella   quale
  conferire  l'azienda bancaria Banco di Sicilia (di seguito  anche
  solo   Banco ) controllata totalitariamente dalla Banca  di  Roma
  che  diverrà  holding  modificando la propria  denominazione  (di
  seguito anche solo  Holding ).

   7.  In  relazione a quanto sopra ed alla prospettata  assunzione
  da  parte  della  regione Siciliana del ruolo di azionista  della
  Holding,  le  Parti  si  sono incontrate per  individuare  alcuni
  aspetti  qualificanti  della presenza  del  Gruppo  Bancaroma  in
  Sicilia ed il ruolo della Regione Siciliana nel nuovo assetto del
  Gruppo medesimo.

   Nel  corso  degli  incontri  sono stati  presentati  e  chiariti
  alcuni  contenuti  delle  Linee guida del  Piano  industriale  In
  particolare la Banca di Roma ha confermato: (i) che le dimensioni
  economico-patrimoniali  dell'Azienda bancaria  da  conferirsi  al
  Banco  a seguito dell'operazione di fusione per incorporazione  e
  scorporo descritta al precedente punto 6, saranno quelle  proprie
  del  Banco  di  Sicilia in conformità alle Linee guida  di  Piano
  industriale;  (ii)  che saranno mantenute la sede  sociale  e  la
  direzione  centrale  a  Palermo, con le necessarie  ed  opportune
  autonomie  gestionali, nonché una denominazione confermativa  del
  brand storico Banco di Sicilia.
   In  tal  modo risulterà riconosciuta e ulteriormente valorizzata
  la  storica  colleganza fra il Banco di Sicilia ed il  territorio
  regionale,  nonché il ruolo di riferimento dell'azienda  bancaria
  per l'economia siciliana, a tutela anche degli interessi di tutti
  gli stakeholders.

   8.  Le parti hanno convenuto sull'opportunità di addivenire alla
  definizione  di accordi di indirizzo che, nel riconoscimento  del
  potere/dovere  della Banca di Roma di dare al proprio  Gruppo  la
  configurazione più adeguata all'evoluzione del mercato - e quindi
  anche procedendo alla ipotizzata operazione di fusione e scorporo
  aziendale - consentano anche alla Regione siciliana la tutela del
  proprio  ruolo  istituzionale e degli  interessi  riguardanti  il
  Banco  di  Sicilia  e la missione già svolta nel  territorio  con
  riguardo a quanto sopra.
                           Tanto premesso

                  Le Parti convengono quanto segue

                  Articolo 1 (premesse ed allegati)

   1.1  Le  premesse  e  gli  allegati, sottoscritti  dalle  Parti,
  formano   presupposto   e   parte   integrante   della   presente
  Convenzione.

   Articolo 2 (Processo di ristrutturazione del gruppo Bancaroma)

   2.1  La Banca di Roma si obbliga e garantisce (anche ai sensi  e
  per  gli  effetti di cui all'art. 1381 cod. civ.)  e  la  Regione
  Siciliana   accetta,   che  il  processo   di    ristrutturazione
  societaria  e  di riassetto del Gruppo Bancaroma ed  il  relativo
  piano industriale avvengano:
   con  riguardo  allo  scorporo  dell'azienda  bancaria  Banco  di
  Sicilia  nel Banco, anche nel rispetto delle previsioni contenute
  nel paragrafo 2.2 della presente Convenzione;
   con  riguardo alla formazione della Holding, anche nel  rispetto
  delle  previsioni  contenute  nel paragrafo  2.3  della  presente
  Convenzione.

   2.2  In  relazione al Banco quale risultante dell'operazione  di
  fusione per incorporazione e successivo conferimento dell'azienda
  bancaria  Banco  di  Sicilia,  la Banca  di  Roma  si  obbliga  e
  garantisce (anche ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1381
  cod. civ.) e la regione Siciliana accetta, che:
   (i)Patrimonio: venga conferito e mantenuto nel tempo in capo  al
        Banco un livello patrimoniale non inferiore a quello attuale ed
        in linea con gli sviluppi attesi e con i relativi ratios di
        vigilanza nonché siano conferiti gli accantonamenti a fronte
        degli impegni previdenziali, ferme restando per questi ultimi le
        garanzie attuali.

   (ii)Denominazione sociale e sede: venga mantenuta per  il  Banco
        una denominazione  confermativa di quella attuale, nonché la
        ubicazione  a Palermo della sede sociale e della  direzione
        generale, con le autonomie gestionali necessarie ed opportune per
        il migliore sviluppo e la valorizzazione delle attività del
        Banco.

   (iii) Efficienza e relazioni industriali: le strategie contenute
        nelle  Linee guida di Piano industriale siano, tra l'altro,
        finalizzate al miglioramento dell'efficienza ed impostate in modo
        tale che venga assicurata la tutela dei livelli occupazionali e
        delle professionalità e, inoltre, gli aspetti concernenti le
        relazioni  industriali continuino a trovare  trattazione  e
        definizione nelle sedi istituzionali proprie.

   (iv)Rappresentanza  negli organi sociali: al fine di  consentire
        il necessario mantenimento del collegamento tra il Banco ed il
        territorio, nel Consiglio di amministrazione del banco siano
        nominati almeno due membri (dei quali uno assumerà la carica di
        vicepresidente) indicati dal Presidente della Regione siciliana,
        e nel Collegio sindacale del Banco sia nominato almeno un membro
        effettivo  indicato dal Presidente della regione siciliana;
        entrambe le indicazioni avranno luogo sentito il Presidente della
        Holding.

   (v)Valorizzazione  risorse umane e sinergie con  il  territorio:
        vengano salvaguardate e valorizzate le professionalità esistenti
        all'interno Banco di Sicilia - ivi comprese quelle del centro
        elettronico le cui risorse continueranno ad operare a Palermo -
        anche nel caso di trasferimenti infragruppo; vengano valorizzate
        le specifiche aree che mantengono relazioni simbiotiche con il
        territorio in cui il Banco di Sicilia è inserito (istituzioni,
        università ed enti locali), tra cui il Servizio Studi.

   (vi)Rete sportelli: tenuto conto della quota di mercato detenuta
        attualmente dal Gruppo Bancaroma in Sicilia, venga difesa tale
        quota ed in particolare quella del Banco di Sicilia, nonché
        conservati sull'intero territorio nazionale tutti i presidi
        economicamente e storicamente rilevanti per il medesimo Banco di
        Sicilia  e  rafforzati i collegamenti operativi  con  tutta
        l'articolazione territoriale del Gruppo.

   2.3  In  relazione alla Holding, la Banca di Roma si  obbliga  e
  garantisce (anche ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1381
  cod.civ.) e la Regione siciliana accetta, che:

   (i)  Denominazione Holding: sia individuata per la  holding  una
  denominazione  non  caratterizzata dall'attuale  brand  Banca  di
  Roma.

   (ii)  Rappresentanza negli organi sociali:  venga  nominato  nel
  Consiglio   di   amministrazione  della  holding  un   componente
  designato dal Presidente della Regione siciliana.

   (iii)  Sinergie  con  il  territorio: sia istituito  nell'ambito
  della  holding  un  Comitato con la partecipazione  di  esponenti
  della  Regione, nel quale la Regione esprima le proprie  esigenze
  finanziarie  e di investimento e la holding le linee  strategiche
  in merito agli investimenti e alle attività del Gruppo in Sicilia
  (Banco  di  Sicilia, sportelli Banca di Roma,  Irfis).  In  detto
  Comitato   i   rappresentanti  della  Regione  e  della   Holding
  valuteranno  insieme  le esigenze ed i programmi  prospettati  ed
  insieme elaboreranno le proposte di intervento.

    Articolo 3 (Tutela dell'investimento della Regione siciliana
                           nella Holding)

   3.1  Nel contemperamento degli interessi della Regione siciliana
  e della Banca di Roma, le Parti assumono i seguenti impegni:

   (a)  nell'eventualit��  che la Holding decida  di  dimettere  (in
  favore  di  soggetti  estranei  al  Gruppo  della  Holding)   una
  partecipazione  tale  da  comportare  la  perdita  del  controllo
  solitario nel Banco:

   (I)  La  Holding concederà alla Regione siciliana un diritto  di
  prelazione di acquisto di una quota pari al 18,95 per  cento  (la
   Quota )  del  capitale sociale del Banco  ai  medesimi  termini,
  condizioni e corrispettivo (quest'ultimo in misura proporzionale)
  offerti  dal terzo, da esercitarsi sull'intera Quota ed entro  il
  termine   di   decadenza   di   sessanta   giorni   dall'apposita
  comunicazione  di  offerta in prelazione, che dovrà  a  tal  fine
  indicare, oltre al corrispettivo, tutti i dettagli del potenziale
  atto di disposizione a favore del terzo.
   Impregiudicato  quanto previsto al successivo  paragrafo  (a-II)
  resta  inteso  che in caso di mancato esercizio  del  diritto  di
  prelazione  la  Holding  potrà trasferire la  partecipazione  del
  Banco  solo  ai  medesimi  termini e condizioni  comunicati  alla
  Regione siciliana.
   Si  conviene  altresì  che il diritto di prelazione  di  cui  al
  presente  articolo  si applica ad ogni atto  di  disposizione  di
  tutto o parte del capitale del Banco, in qualsiasi modo attuato e
  di qualsiasi natura, idoneo a determinare la perita del controllo
  solitario  interno  del Banco da parte della Holding.  E'  inteso
  altresì che ove il controvalore dell'atto di disposizione non sia
  determinabile,   il  prezzo  per  l'esercizio  del   diritto   di
  prelazione  sarà convenuto tra le Parti ed in difetto di  accordo
  sarà  determinato  da una banca d'affari nominata  congiuntamente
  dalle parti stesse.
   (II)   In   via  alternativa,  ove  la  Regione  siciliana   non
  esercitasse  il  diritto  di  prelazione  di  cui  al  precedente
  paragrafo  (a-I),  la  Banca di Roma si  impegna  sin  da  ora  a
  collocare,  su  richiesta  della  Regione  siciliana   ed   entro
  centottanta (180) giorni dal ricevimento della stessa, le  azioni
  di proprietà della Regione siciliana nella Holding, garantendo un
  prezzo  complessivo  minimo  pari  al  valore  pro  quota   della
  partecipazione  attuale  della Regione  siciliana  nel  Banco  di
  Sicilia  calcolato  rispetto al patrimonio netto  rettificato  al
  31.12.2001 del Banco di Sicilia stesso così come concordato dagli
  advisors, rivalutato secondo gli indici Istat (il  Prezzo  minimo
  garantito ),  impegnandosi pertanto  la  Holding  a  pagare  alla
  regione  siciliana la differenza tra il prezzo  di  realizzo  del
  collocamento ed il Prezzo minimo garantito.
   Resta  inteso che - impregiudicato quanto previsto dall'articolo
  7.2 con riferimento alla eventuale inefficacia sopravvenuta della
  Convenzione    -   la   garanzia   sul   prezzo   sarà    ridotta
  proporzionalmente in caso di atti di disposizione  della  Regione
  siciliana sulla partecipazione nella Holding, fermo restando  che
  la   diluizione   della  partecipazione  dell'azionista   Regione
  siciliana  conseguente  ad operazioni di carattere  straordinario
  sul  capitale della Holding non potrà in ogni caso comportare  la
  riduzione della garanzia inerente il Prezzo minimo garantito.
   Resta  altresì inteso che l'esercizio del diritto di  uscita  da
  parte  della Regione siciliana dovrà essere esercitato a pena  di
  decadenza  con comunicazione da trasmettersi alla Banca  di  Roma
  entro trenta giorni dal perfezionamento dell'atto di disposizione
  in favore del terzo.

   (b)  Le  previsioni  di  cui  al punto  (a-II)  che  precede  si
  applicheranno  -  a  richiesta  della  Regione  siciliana  -  con
  esclusione  di  ogni  danno ulteriore e con  la  valenza  di  cui
  all'art.  1382 c.c. anche nel caso di un inadempimento  grave  ad
  opera  della  Holding  alla presente Convenzione  che  sia  stato
  accertato dal Collegio arbitrale di cui al paragrafo 10.2.

   (c)  Al di fuori delle ipotesi di cui ai precedenti punti (a)  e
  (b):

   la  Regione siciliana si impegna a non cedere a terzi la propria
  partecipazione nella Holding per un periodo di 24 mesi dalla data
  di decorrenza della presente Convenzione;

   successivamente  a  tale  scadenza,  nell'eventualità   che   la
  Regione  siciliana  decida  di cedere la  propria  partecipazione
  nella Holding, la regione siciliana medesima dovrà conferire alla
  Banca  di  Roma  mandato  a  vendere a  valori  di  mercato  tale
  partecipazione,  in conformità alle applicabili  disposizioni  di
  legge,  restando  inteso  che il mandato  dovrà  essere  eseguito
  (senza  assunzione da parte del mandatario della garanzia  di  un
  prezzo minimo) entro un arco di sei mesi.

   (d)  Il  mandato di cui ai precedenti punti (a-II), (b),  (c)  e
  successivo  punto  (e) si intende assunto  a  titolo  gratuito  e
  quindi  senza  oneri, spese e commissioni a carico della  Regione
  siciliana.

   (e)  Resta inteso che: (i) l'esercizio del diritto di prelazione
  resta  soggetto  al rispetto delle istruzioni di vigilanza  e  di
  ogni  altra normativa applicabile, fermo restando che la  mancata
  autorizzazione all'acquisto equivale agli effetti della  presente
  Convenzione quale mancato esercizio del diritto stesso;  (ii)  in
  caso di esercizio del diritto di prelazione la holding si impegna
  a  collocare fin da ora, senza assunzione da parte del mandatario
  della  garanzia  di  un  prezzo minimo, la  partecipazione  della
  Regione  siciliana nella holding nel più breve tempo possibile  e
  al miglior prezzo di mercato.

   3.2  resta  inteso  che  in  caso di esercizio  del  diritto  di
  prelazione da parte della Regione siciliana, la holding  promette
  la  dichiarazione  di  espressa accettazione  della  Convenzione,
  esclusivamente per la parte della stessa inerente  il  Banco,  da
  parte   del   terzo  acquirente  per  la  durata  residua   della
  Convenzione.

                         Articolo 4 (IRFIS)

   4.1  Le  parti  intendono operare fattivamente per  il  rilancio
  dell'Irfis  in  un'ottica  di  sviluppo  dell'attività  anche   a
  sostegno del territorio e di conseguimento di sinergie di Gruppo;
  a  tal  fine  le  Parti si impegnano a stipulare specifici  patti
  parasociali. Tali patti conterranno previsioni analoghe  a quelle
  aventi  a  riferimento il Banco, per quanto attiene la  governace
  dell'Irfis - eventualmente ricondotta la partecipazione del Banco
  nell'Irfis direttamente in capo al mediocredito centrale -  e  la
  tutela  dell'investimento della Regione siciliana.  Le  parti  si
  impegnano a costituire un tavolo tecnico per l'individuazione  in
  tempi  brevi  e comunque entro il 30 giugno 2002 delle  soluzioni
  più  appropriate  per il raggiungimento degli  obiettivi  di  cui
  sopra.

         Articolo 5 (Approvazione dell'Assemblea regionale)

   5.1  La  regione  siciliana fa presente che  l'assunzione  della
  partecipazione    nella    holding,   in    sostituzione    della
  partecipazione  nel  Banco di Sicilia,  dovrà  essere  sottoposta
  all'approvazione  dell'Assemblea  regionale    e   si   adopererà
  affinché la stessa intervenga nel più breve tempo possibile.
   L'approvazione dovrà comunque essere ottenuta entro  il  termine
  essenziale del 28 febbraio 2002, restando inteso che gli  effetti
  della  presente  Convenzione  sono  sospensivamente  condizionati
  dall'ottenimento dell'approvazione medesima.

       Articolo 6 (Espansione territoriale e diversificazione)

   6.1  La Banca di Roma dichiara che è allo studio una ipotesi  di
  espansione territoriale e di diversificazione delle attività  che
  non contrasta con i termini e le condizioni del presente accordo.

                Articolo 7 (Durata della Convenzione)

   7.1  Fatta  eccezione  per le previsioni che  hanno  un  diverso
  termine  iniziale e/o finale di efficacia, e ferme le  condizioni
  sospensive  di cui agli articoli 5 e 12, la presente  Convenzione
  decorrerà  dalla data di attuazione del conferimento dell'azienda
  bancaria  Banco  di Sicilia nel Banco da parte  della  holding  e
  resterà in vigore per il periodo di tre anni dalla suddetta  data
  di decorrenza.
   La  presente Convenzione si intenderà automaticamente  rinnovata
  a   ciascuna  scadenza  a  condizione  che  nessuna  Parte  invii
  all'altra  Parte una formale comunicazione della volontà  di  non
  rinnovare entro i sei mesi precedenti la scadenza.
   Per  il  caso di estinzione della holding per effetto di fusione
  per   incorporazione  in  altra  società  ovvero  per   scissione
  totalitaria,  la  holding promette la dichiarazione  di  espressa
  accettazione della presente Convenzione da parte del successore o
  avente causa della holding - al quale sia attribuito il controllo
  (anche indiretto) del Banco - la quale pertanto resterà in vigore
  tra  la  Regione  siciliana ed il successore o  avente  causa  ad
  eccezione  delle previsioni di cui agli articoli 2.3  (i)  e  2.3
  (ii) che cesseranno di avere efficacia.

   Resta  in ogni caso salvo quanto previsto dal paragrafo 7.2  che
  segue.

   7.2  La  presente  Convenzione diverrà inefficace  nel  caso  la
  regione  siciliana  venisse a detenere una  partecipazione  nella
  holding  inferiore  di  oltre un terzo della  partecipazione  nel
  capitale  della Banca di Roma (rappresentato da azioni ordinarie)
  originariamente  acquisita  per  effetto  della   operazione   di
  fusione,  purchè la riduzione della partecipazione della  Regione
  siciliana  entro la soglia indicata sia derivata da  un  atto  di
  disposizione  della stessa partecipazione da parte della  Regione
  siciliana, restando inteso che la diluizione della partecipazione
  dell'azionista  Regione siciliana conseguente  ad  operazioni  di
  carattere straordinario sul capitale della holding non  potrà  in
  ogni  caso  comportare  la  perdita di efficacia  della  presente
  Convenzione.

               Articolo 8 (Modifiche alla Convenzione)

   8.1  Qualsiasi  modifica  alla  presente  Convenzione  non  sarà
  valida e vincolante ove non risulti da atto scritto firmato dalle
  Parti.

                      Articolo 9 (Negoziazione)

   9.1  Le Parti dichiarano che la presente convenzione è stata tra
  esse negoziata in tutti i suoi singoli articoli ed è il frutto di
  una   intesa   raggiunta   con   la   reciproca   collaborazione,
  intendendosi così sostituiti tutti i precedenti accordi o  intese
  raggiunti.

                Articolo 10 (Clausola compromissoria)

   10.1  In  caso  di  eventuali controversie sulla interpretazione
  della  presente Convenzione le stesse saranno sottoposte  in  via
  preventiva  ad  un  comitato  paritetico  (il  Comitato)  che  si
  adopererà in buona fede per risolverle.
   Il  Comitato sarà composto da quattro membri nominati in  misura
  paritetica da ciascuna Parte.
   Qualora,  per qualsiasi motivo, il Comitato non venisse nominato
  ovvero  nell'ambito dello stesso non venisse raggiunta una intesa
  recepita per iscritto dalle Parti entro il termine di 20  (venti)
  giorni  dal momento di comunicazione di una contestazione da  una
  di  esse,  le parti procederanno ai sensi di quanto previsto  dal
  paragrafo 10.2 che segue.

   10.2  Ogni  controversia concernente l'efficacia,  la  validità,
  l'esecuzione e l'interpretazione della presente Convenzione  sarà
  devoluta  al giudizio di un Collegio arbitrale, composto  di  tre
  arbitri.

   10.3  Ciascuna delle parti nominerà un arbitro, con applicazione
  di quanto previsto dall'art. 810, comma 1, c.p.c..
   Il  terzo arbitro, con funzioni di Presidente del Collegio, sarà
  nominato  d'accordo dei primi due. In caso di mancato accordo  il
  terzo  arbitro  con  funzioni  di Presidente  del  Collegio  sarà
  nominato dal Presidente del Consiglio di Stato, su ricorso  della
  Parte  più  diligente. Il Presidente del Consiglio di Stato  sarà
  altresì  competente a nominare l'arbitro che la Parte  che  abbia
  ricevuto  la  notifica  dell'avvio  della  procedura  non   abbia
  nominato nel termine di venti giorni dalla notifica stessa.
   Il  Collegio  avrà  sede  a Roma e giudicherà  secondo  diritto,
  osservando le norme del codice di procedura civile.

   10.4  Tutte le controversie che per norma imperativa non possano
  essere  devolute al Collegio saranno di competenza esclusiva  del
  Foro di Roma.

                   Articolo 11 (Comunicati stampa)

   11.1  Ferme le informative e comunicazioni dovute per legge,  le
  Parti  convengono che i comunicati stampa e gli annunci  pubblici
  di una delle parti relativi alle intese raggiunte con la presente
  Convenzione ovvero relativi alle successive fasi di esecuzione di
  essa dovranno essere preventivamente concordati per iscritto  con
  l'altra Parte.

    Articolo 12 (Comunicazioni di legge e condizione sospensiva)

   12.1  Le  Parti  si impegnano a comunicare alla  Consob  e  alla
  Banca d'Italia il contenuto della presente Convenzione secondo le
  modalità  ed  i  termini  previsti dalla legge  e  ad  effettuare
  altresì ogni pubblicazione prevista dalla legge stessa.

   12.2  Le parti si danno altresì atto che la presente Convenzione
  è   sospensivamente  condizionata  al  rilascio  di   un   parere
  preventivo  della  Consob  che accerti la  non  applicabilità  di
  qualunque obbligo, a carico di un qualunque soggetto socio  della
  Banca  di Roma, di lanciare un'offerta pubblica di acquisto sulle
  azioni   Banca   di  Roma  stessa  per  effetto  della   presente
  Convenzione.  Al  riguardo Banca di Roma  si  adopererà  affinchè
  l'evento  dedotto  in condizione sospensiva si  possa  verificare
  entro  la  data in cui si terrà l'Assemblea regionale di  cui  al
  precedente  articolo 5 e, quindi, comunque prima della  assemblea
  del  Banco di Sicilia che dovrà deliberare in merito al  progetto
  di fusione.

                 Articolo 13 (Notifica fra le Parti)

   13.1  Tutte  le notifiche, le richieste e le altre comunicazioni
  alle  Parti  saranno effettuate per iscritto -  a  mezzo  lettera
  raccomandata con avviso di ricevimento, telegramma o telefax -  e
  si   intenderanno   efficacemente  e  validamente   eseguite   al
  ricevimento delle stesse, se indirizzate:
   -se  dirette  alla Regione siciliana: Al Presidente pro  tempore
  della Regione siciliana
                 Palazzo d'Orleans - Palermo

   -se  dirette alla Banca di Roma: Al Presidente pro tempore della
  Banca di Roma
                 Via M. Minghetti, 17 - Roma
   13.2  Qualora una delle Parti modificasse il proprio  indirizzo,
  ne  dovrà dare comunicazione scritta all'altra Parte. In difetto,
  saranno    considerate   valide   le   comunicazioni   effettuate
  all'indirizzo indicato nella presente Convenzione.

   13.3  Gli  indirizzi indicati al paragrafo 13.1,  ovvero  quelli
  eventualmente  comunicati per iscritto  ai  sensi  del  paragrafo
  13.2,  valgono  quale elezione di domicilio ad  ogni  effetto  di
  legge.»

   ODDO.  -«All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e
  le autonomie locali, premesso che:

   in  data  31  gennaio 2005 l'Assessorato della  famiglia,  delle
  politiche sociali e delle autonomie locali ha inviato una diffida
  a comuni e province in merito alla mancata elezione del Difensore
  Civico;

   in  tale diffida viene esaltata la funzione di controllo esterno
  della figura del Difensore Civico da parte di un ente, la Regione
  appunto, che non ha però ritenuto di istituirla per operare anche
  sul proprio livello amministrativo;

   l'Assemblea  regionale  siciliana in fase  di  recepimento  (con
  legge  regionale n. 48 del 1991) della legge nazionale istitutiva
  della figura del Difensore Civico (legge n. 142/1990, art. 8) non
  ritenne di renderne obbligatoria la presenza nelle province e nei
  comuni  siciliani, lasciando alla discrezione  dei  diversi  enti
  locali l'inserimento o meno nei loro rispettivi statuti;

   avendo  provveduto  all'elezione del Difensore  Civico  solo  un
  numero  limitato  di  comuni e province  tra  quanti  ne  avevano
  previsto   formalmente   l'istituzione  a   livello   statutario,
  l'Assessorato,  anziché  verificare le ragioni  di  tale  mancata
  attivazione  dell'apposita  norma statutaria,  ha  reiteratamente
  minacciato   l'avvio  di  procedura  sostitutiva   a   mezzo   di
  commissario ad acta;

   il  termine  assegnato  con specifica diffida  scade  fra  pochi
  giorni  e  conseguentemente i comuni e le  province  inadempienti
  dovrebbero essere sottoposte a procedura sostitutiva;

   per sapere:

   se  non  ritenga  che la mancata attivazione  della  figura  del
  Difensore  Civico  in  gran  parte delle  amministrazioni  locali
  interessate dipenda dal fatto che al trasferimento di  competenze
  non è corrisposto un adeguato trasferimento di risorse;

   se  non condivida la previsione che nei prossimi mesi moltissimi
  comuni  siciliani,  pur  avendo attuato  oculate  ed  equilibrate
  politiche  di  bilancio, saranno costretti dalle misure  adottate
  dai Governi, nazionale e regionale, a riconsiderare quali servizi
  mantenere ancora in vita piuttosto che istituirne di nuovi;

   se  non  ritenga,  più  che  emanare diffide,  di  stabilire  un
  adeguato  stanziamento perché nei comuni  e  nelle  province  che
  prevedono  l'istituzione del Difensore Civico si possa  procedere
  alla loro nomina.» (2138)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2138,
  trasformata  in interrogazione con richiesta di risposta  scritta
  ai  sensi  dell'art.  140, commi 4 e 5, del  Regolamento  interno
  dell'ARS,  come  da  nota della Segreteria  Generale  di  codesta
  Assemblea  regionale siciliana prot. n. 8320 del 25 maggio  2005,
  si rappresenta quanto segue.
   L'istituto  del  Difensore civico rappresenta in  tutta  Italia,
  come  in  molti  Paesi  europei, l'applicazione  di  un  concetto
  moderno  e partecipativo della democrazia, a tutela dei cittadini
  dagli abusi e dai ritardi dell'Amministrazione.
   Su  390 comuni e 9 province siciliane sono soltanto 48 gli  Enti
  che  non hanno previsto nei rispettivi statuti l'istituzione  del
  Difensore civico.
   Dei  restanti  Enti  però, appena 59 (sino a  qualche  mese  fa)
  avevano  provveduto all'elezione del titolare  di  tale  istituto
  che, una volta previsto nello statuto, diventa obbligatoria.
   Già  in  passato  l'Assessore regionale per le autonomie  locali
  aveva  inviato due note di diffida agli Enti locali inadempienti,
  ma senza alcun risultato.
   Pertanto,  con  apposita circolare, è stato fissato  il  termine
  della  fine  del mese di febbraio scorso come ultimativo  per  la
  nomina  dei  Difensori  civici, scaduto il  quale  l'Assessore  è
  titolare   del  diritto  di  esercitare  il  potere   sostitutivo
  attribuitogli dall'art. 24 della l.r. 44/91.
   Si  assicura  che  molti comuni hanno già  provveduto  o  stanno
  provvedendo, mentre per altri sono stati nominati i commissari ad
  acta.
   Quanto  al rilievo circa la carenza di risorse finanziarie,  non
  può   non  segnalarsi  che,  a  legislazione  vigente,  gli  enti
  interessati  sono  comunque  tenuti  all'elezione  del  Difensore
  civico, soggetto questo che riveste un ruolo determinante ai fini
  della   garanzia  della  trasparenza  e  correttezza  dell'azione
  amministrativa e della tutela dei cittadini.
   E'  per  rispondere a tale finalità che gli enti  locali,  sulla
  base  della  ratio  legis,  devono  dimostrare  la  capacità   di
  raggiungere   le   stesse   attraverso  anche   l'assunzione   di
  responsabilità nel momento della programmazione delle  risorse  e
  quindi dell'adozione del bilancio.
   Non  è,  ad  ogni  modo, di competenza della Regione  finanziare
  attività  e  servizi che dalla legge sono posti  a  carico  delle
  amministrazioni  locali  e che comunque  sono  di  supporto  alla
  correttezza, efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa.
   Si  confida,  comunque,  nella capacità  degli  Enti  locali  di
  operare  con  oculatezza nell'attività di gestione delle  risorse
  economiche,  attraverso equilibrate politiche  di  bilancio,  che
  consentiranno  di  far  fronte alle spese, non  certo  eccessive,
  necessarie  per l'attivazione di un così importante  istituto  di
  democrazia diretta.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   MICCICHE'.-All'Assessore per la famiglia, le  politiche  sociali
  e le autonomie locali, premesso che:

   il  Piano  Regolatore  Generale è  lo  strumento  cardine  dello
  sviluppo dei territori dei nostri comuni;

   nel  comune  di  Raffadali  (AG) è in  fase  di  discussione  in
  Consiglio  comunale il Piano Regolatore Generale, consegnato  dai
  tecnici   progettisti  nel  maggio  del  1998,   dopo   30   anni
  dall'approvazione dell'ultimo PRG;

   dato che:

   la   maggioranza  presente  in  Consiglio  comunale  spinge  per
  l'approvazione immediata di un piano commerciale;

   questo  andrebbe  senza ombra di dubbio a stravolgere  il  Piano
  Regolatore   in  corso  di  discussione  rendendolo  praticamente
  inapplicabile;

   il  piano  commerciale  proposto dalla maggioranza  presente  in
  Consiglio Comunale non riguarda né opere di estrema necessità  nè
  di pubblica utilità;

   visto  che  l'Ufficio tecnico del comune di  Raffadali  ha  dato
  parere  negativo all'approvazione del piano commerciale ritenendo
  inopportuno approvarlo prima del PRG in discussione in  Consiglio
  comunale;

   per sapere:

   se  intenda intervenire per accertare la legittimità  di  quella
  operazione;

   se  non ritenga che siano state effettuate pesanti forzature che
  fanno   intravedere,  in  quella  manovra,  la  salvaguardia   di
  interessi  privati  e  non il perseguimento del  bene  pubblico.»
  (2141)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2141,
  trasformata  in interrogazione con richiesta di risposta  scritta
  ai  sensi  dell'art.  140, commi 4 e 5, del  Regolamento  interno
  dell'ARS,  come  da  nota della Segreteria  Generale  di  codesta
  Assemblea  regionale siciliana prot. n. 8320 del 25 maggio  2005,
  si rappresenta quanto segue.
   Recentemente  è  pervenuta allo scrivente una nota  del  sindaco
  del  comune di Raffadali, datata 12 maggio 2005, con la quale  si
  comunica  che  sino  ad  oggi il Piano commerciale,  pur  se  già
  portato all'ordine del giorno del Consiglio comunale, non è stato
  mai approvato.
   Ciò  in  quanto,  a  seguito  di emendamenti  proposti  da  vari
  consiglieri  ed  in considerazione del parere contrario  espresso
  dal   responsabile  dell'Ufficio  tecnico  comunale,   il   punto
  all'ordine  del giorno è stato rinviato a data da destinarsi  per
  maggiori ed ulteriori chiarimenti ed approfondimenti.
   Allo  stato, pertanto, non vi è alcun contrasto tra  il  vigente
  Piano regolatore generale ed un inesistente Piano commerciale.

   LO  CURTO - CRISTAUDO - ACIERNO.-«All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   da  notizie di stampa apparse sui maggiori quotidiani dell'isola
  ('Giornale  di Sicilia' del 9 marzo e 'La Sicilia' del  10  e  12
  marzo  2005) si apprende che a Paternò - importante centro di  50
  mila  abitanti in provincia di Catania - un consigliere comunale,
  capogruppo  del raggruppamento consiliare indipendente,  è  stato
  fatto  oggetto di pesantissime minacce e, verosimilmente, mafiose
  intimidazioni ad opera di ignoti;

   tali  minacce  ed  intimidazioni si ritiene con  certezza  siano
  state  ingenerate dalla libera manifestazione delle sue  opinioni
  politiche  in  ordine ad alcune vicende accadute all'interno  del
  Comune  di  Paternò e di cui una (quella espressamente richiamata
  nell'anonimo  intimidatorio) attualmente oggetto di recentissima,
  specifica   indagine   da  parte  della   locale   stazione   dei
  Carabinieri;

   inoltre,  nel corso della conferenza stampa indetta dal predetto
  consigliere  comunale per denunciare quanto accaduto alla  città,
  oltre  che  alle  Forze dell'ordine cui si era già  rivolto  poco
  prima,   è  emerso  a  chiare  lettere,  per  bocca  dei  diretti
  interessati, che analoghe operazioni intimidatorie, anche tramite
  anonimi  sms sono state recentemente effettuate, e con insistenza
  nel  tempo,  anche  nei  confronti del Presidente  del  Consiglio
  comunale e di un assessore, entrambi attualmente in carica;

   per sapere:

   se   non  ritenga  opportuno  disporre  immediatamente   i   più
  opportuni ed approfonditi atti ispettivi e di controllo  al  fine
  di  verificare se nel contesto politico/amministrativo del Comune
  di Paternò sussistano o meno condizioni  gravemente perturbatrici
  della normale dialettica politica e democratica;

   se  sussistano ancora, in capo agli organi amministrativi  della
  città  ai  vari  livelli  (Presidente del  Consiglio,  assessori,
  consiglieri)  nonché  ai membri delle varie  aziende  a  capitale
  pubblico nominati da quegli organi e le necessarie condizioni  di
  agibilità  politica,  libera  e  scevra  da  condizionamenti   di
  qualsivoglia natura, specie se mafiosa e/o delinquenziale comune,
  adottando,   in   caso  affermativo,  tutte  le  più   opportune,
  consequenziali misure appositamente previste dalla legge.» (2144)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2144,
  trasformata  in interrogazione con richiesta di risposta  scritta
  ai  sensi  dell'art.  140, commi 4 e 5, del  Regolamento  interno
  dell'ARS,  come  da  nota della Segreteria  Generale  di  codesta
  Assemblea  regionale siciliana prot. n. 8320 del 25 maggio  2005,
  si rappresenta quanto segue.
   I   fatti  esposti  nell'interrogazione  sono  stati  sottoposti
  all'attenzione dei Carabinieri di Paternò, i quali hanno  escluso
  in  maniera  categorica  che potessero essere  considerati  tanto
  gravi  da  giustificare un qualsiasi intervento  da  parte  della
  Commissione Antimafia.
   Ciò  perché nelle asserite minacce, alle quali si fa riferimento
  nell'atto  ispettivo, i militari dell'Arma non hanno  riscontrato
  caratteristiche di natura mafiosa.
   Le  medesime,  anzi,  appaiono piuttosto  come  burla  che  come
  minacce o intimidazioni.
   Si  ritiene,  pertanto,  di  poter affermare,  sulla  scorta  di
  quanto riferito dal sindaco del comune nella nota prot. n.  12672
  del   13   maggio  2005,  che  nessun  consigliere   e/o   organo
  istituzionale abbia mai ricevuto alcuna intimidazione  o  minacce
  mafiose ovvero di altra natura delinquenziale.
   Tale  assunto  è  anche  confortato - secondo  l'Amministrazione
  comunale  - da quanto è emerso nell'incontro intervenuto  tra  lo
  stesso  sindaco ed il Capitano comandante della locale  Compagnia
  dei Carabinieri.
   E'  probabile che qualcuno, forse per poter avere visibilità sui
  mass media, abbia voluto far sorgere sospetti inesistenti al fine
  di  porsi al centro dell'attenzione e molestare l'azione politica
  dell'Amministrazione e del Consiglio comunale di Paternò.
   Per quanto sopra, non pare siano sussistenti condizionamenti  di
  qualsiasi    natura,   tanto   meno   mafosi   o    semplicemente
  delinquenziali  che,  in  qualche  modo,  possano  perturbare  la
  normale  dialettica  politica  degli  organi  amministrativi   di
  Paternò.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES -.«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   -  con  avviso pubblicato sulla GURS n. 56 del 6.12.2002 è stato
  emanato  il  bando  relativo all'erogazione di finanziamenti  per
  complessivi euro 132.000.000 dei quali euro 120.000.000 a  carico
  della Regione siciliana ed euro 12.000.000, quale quota minima  a
  carico  dei  Comuni  che intendessero accedere  ai  finanziamenti
  previsti  per le iniziative di riqualificazione urbana  riservate
  ai Comuni con popolazione inferiore ai 30.000 abitanti;

   il  termine  di  presentazione delle istanze di finanziamento  è
  scaduto  il 6 marzo 2003 e solo da pochi giorni è stata  nominata
  la Commissione di selezione delle istanze;

   il  Presidente della commissione risulta essere il  responsabile
  della VIII U.O. dell'Assessorato dei Lavori pubblici, vale a dire
  un soggetto appartenente allo stesso ufficio al quale il bando di
  gara  demanda  il  'controllo della esecuzione del  programma  di
  finanziamento',  con la conseguenza dell'evidente sovrapposizione
  tra la posizione di controllore e quella di controllato;

   il  medesimo, nell'esercizio delle funzioni di Presidente  della
  Commissione, pare che abbia disposto la secretazione dei  verbali
  contenenti  la  valutazione  dei progetti  e  l'attribuzione  dei
  punteggi ad essi rispettivamente assegnati, non consentendo  agli
  interessati nessuna forma di partecipazione al procedimento;

   la  modalità con le quali si stanno espletando le operazioni  di
  selezione  e valutazione delle istanze e dei progetti, ove  fosse
  confermato  il  citato comportamento, non sembrano  rispondere  a
  criteri di imparzialità e trasparenza, principi a cui invece deve
  essere improntata l'azione della PA;

   per sapere:

   quali  iniziative immediate ed urgenti intenda intraprendere  al
  fine di accertare e verificare quanto esposto in premessa ed,  in
  particolare,  se  risponda  al  vero  che  il  Presidente   della
  Commissione  abbia  secretato i verbali delle sedute,  omettendo,
  altresì,  di  ufficializzare i punteggi  via  via  attribuiti  ai
  progetti esaminati;

   quali  provvedimenti urgenti intenda adottare  al  fine  di  far
  cessare  le  evidenti  anomalie e  le  probabili  irregolarità  o
  sovrapposizioni di funzioni da cui sarebbe affetta  la  procedura
  di   valutazione   dei   progetti  relativi   alle   istanze   di
  finanziamento di cui al bando citato.» (257)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza).

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  257,  si
  fa presente che con D.P. n. 61/Serv. 1/UO/SG dell'1 marzo 2004  è
  stato  ricostituito il Collegio dei Sindaci  presso  lo  IACP  di
  Catania.
   Con  nota  n. 6563 del 7 aprile 2004, il Presidente del medesimo
  Collegio ha comunicato al Dipartimento dei Lavori pubblici che il
  giorno  6  aprile  2004  si  è  proceduto  all'insediamento   del
  ricostituito Organo.»

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   TUMINO.-«Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  la
  famiglia,   le  politiche  sociali  e  le  autonomie   locali   e
  all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   nella  città  di  Enna funziona da diverso tempo  il  centro  di
  accoglienza 'S. Lucia' in cui 40 anziani permanentemente  trovano
  ospitalità e cure necessarie per affrontare i disagi della  terza
  età;

   i  lavori  di  ristrutturazione ed  ampliamento  del  centro  di
  accoglienza  in  oggetto, regolarmente  a  suo  tempo  finanziati
  dall'Assessorato  regionale  dei  lavori  pubblici,  sono   stati
  sospesi  a seguito della rescissione del contratto con  la  ditta
  aggiudicatrice e, purtroppo, ad oggi rimangono ancora  incompleti
  in  quanto,  nonostante  il Comune di Enna  abbia  richiesto  nel
  settembre  2003 all'Ispettorato tecnico regionale di  Palermo  la
  reiscrizione in bilancio della somma di 954.925,96, i  fondi  non
  sono  disponibili  e,  quindi, non è possibile  il  completamento
  delle  opere in base al progetto riaggiornato secondo la  vigente
  normativa;

   per sapere:

   perché   l'Ispettorato  tecnico  regionale  non   abbia   ancora
  provveduto all'accreditamento della somma attribuita;

   cosa  e  con  quali  tempi l'Amministrazione  regionale  intenda
  fare.» (2024)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta.«Con  riferimento alla interrogazione numero  2024,  si
  rappresenta quanto segue.
   Per  la  realizzazione  dei lavori di cui all'interrogazione  in
  oggetto, questo Assessorato con DA n. 1985/8 del 23 novembre 1986
  ha  disposto  l'impegno  di  lire  2.250.000.000  (pari  ad  euro
  1.162.028,03)  sul cap. 68355, oggi cap. 672005,  successivamente
  integrato  con  il  DA  n. 1661/8 del 31 dicembre  1990  di  lire
  2.920.000.000, (pari ad euro 1.508.054,15), e on il DA n. 835 del
  27  maggio 1991 per l'importo di lire 700.000.000, (pari ad  euro
  361.519,83).  Per un totale di lire 5.870.000.000 (pari  ad  euro
  3.031.602,00).
   Con  contratto d'appalto del 19 settembre 1992, n. 2818 di  rep.
  I  lavori  sono  stati affidati alla Associazione  temporanea  di
  imprese  ROVECO srl Capogruppo e RUSSELLO Calogero per  l'importo
  di  lire  5.169.000.000 (pari ad euro 2.669.565,71) di  cui  lire
  3.864.963.000  (pari  ad euro 1.996.086,81)  per  lavori  a  base
  d'asta e lire 1.305.037.000 (pari ad euro 673.995,37) per somme a
  disposizione dell'Amministrazione.
   Con  delibera  n. 273 del 25 maggio 1999 la Giunta  comunale  di
  Enna  ha  preso atto, a seguito di cessione del ramo di  azienda,
  del subentro della CO.PRO.FIN srl alla ROVECO srl.
   La   CO.PRO.FIN   srl   ha  realizzato  parte   dei   lavori   e
  successivamente ha abbandonato i medesimi.
   Con  determina dirigenziale del 20 agosto 2003 n. 542, il Comune
  di  Enna ha rescisso il contratto in danno dell'impresa la  quale
  in  precedenza,  con atto di citazione del 5  giugno  2002  aveva
  convenuto  il  Comune  innanzi  al  Tribunale  di  Enna  per  far
  dichiarare risolto il contratto per colpa del committente  e  per
  avere riconosciute in proprio favore pretese varie, il tutto come
  risulta dalla determina dirigenziale n. 542 del 20 agosto 2003.
   Con  nota  n.  45618  del  15 settembre 2003,  l'Amministrazione
  comunale  di  Enna  ha chiesto la reicrizione in  bilancio  della
  somma  di euro 954.925, 96 (lire 1.848.994.489), al fine di poter
  completare  l'opera  e renderla funzionale,  tenuto  conto  delle
  rimanenti somme a seguito della rescissione del contratto.
   In  data 18 giugno 2004, con nota n. 3488 questo Assessorato  ha
  nominato  collaudatore  delle  opere  in  questione  l'architetto
  Nunziatino  Panzavecchia  il quale, in data  22  settembre  2004,
  effettuava la prima visita di collaudo per i lavori realizzati, e
  per  i  quali  il  Comune di Enna aveva fatto pervenire  apposita
  perizia per il completamento degli stessi.
   Anche l'Ufficio territoriale del Governo di Enna con nota del  7
  febbraio  2005 ha richiesto l'utilizzo della restante  parte  del
  finanziamento per il completamento dei lavori finanziati.
   In  considerazione del tempo trascorso rispetto al finanziamento
  originario,  l'Ufficio  preposto  dell'Assessorato   dei   lavori
  pubblici  ha  in  corso degli accertamenti presso  la  Ragioneria
  Centrale  dell'Assessorato  stesso  al  fine  di  verificare   la
  disponibilità dei fondi non utilizzati.
   In   ogni  caso  l'utilizzazione  dei  fondi  residui  è  legata
  all'espletamento del summenzionato collaudo.
   Si  rappresenta  infine  che  questo  Assessorato,  pur  essendo
  favorevole  all'utilizzo  della rimanente  parte  dei  fondi  che
  consentirebbe,  in  ogni caso, la realizzazione  dell'opera,  sia
  pure  per quantitativi inferiori, sta valutando l'opportunità  di
  segnalare  la  vicenda alla Procura della  Corte  dei  Conti  per
  l'accertamento di un eventuale danno erariale.»

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  NN.  964-883-903/A    NORME  PER  LA  LIBERA
  CIRCOLAZIONE  DEGLI APPARTENENTI ALLE FORZE  DELL'ORDINE  ED  AL
  CORPO  DEI  VIGILI  DEL  FUOCO SUI MEZZI DI  TRASPORTO  PUBBLICO
  LOCALE

    All'articolo  1:

   Emendamento 1.1:

   Entro   60  giorni  dall'approvazione  della  presente  legge,
  l'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  ed  i
  trasporti  emana apposite direttive relative alle sue  modalità
  di applicazione'.

   Emendamento A10:

   1.  Per  l'avviamento al lavoro nel settore forestale  trovano
  applicazione le disposizioni di cui al Titolo III  della  legge
  regionale  6  aprile  1996,  n. 16 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

  2. Per l'attuazione dell'art. 55 della suddetta legge regionale
  6  aprile  1996, n. 16 e successive modifiche ed  integrazioni,
  trovano   applicazione,   ai  fini   della   formazione   delle
  graduatorie su base comunale e limitatamente ai lavoratori  non
  inseriti  nelle  graduatorie di cui all'art.  49  della  citata
  legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche  ed
  integrazioni,  i  criteri  e gli elementi  di  valutazione  dei
  titoli  di cui al Decreto del Presidente della Regione  emanato
  in  applicazione del comma 2 dell'art. 49 della legge regionale
  15 novembre 2004, n. 15, nonché quanto previsto dal comma 3 del
  medesimo articolo.

  3.  Per  la  formulazione  delle graduatorie,  l'avviamento  al
  lavoro  ed  ogni altro adempimento è competente il Dipartimento
  regionale al Lavoro.'.

   Emendamento A11R:

   1. Fermo restando i casi di decadenza in virtù della procedura
  prevista   per  infiltrazioni  mafiose,  il  Presidente   della
  Regione, in tutti i casi di gestione straordinaria degli organi
  comunali e provinciali, qualora la stessa si protragga  per  un
  periodo   superiore  ai  dodici  mesi,  ove  ne  ricorrano   le
  condizioni, può indire le nuove elezioni dei suddetti organi da
  tenersi  in una domenica compresa tra il 15 novembre ed  il  15
  dicembre 2005.

  2.  Nella stessa tornata del 2005 sono inseriti anche i  comuni
  in   cui,  in  forza  di  provvedimento  giudiziario,  è  stato
  annullato  in  tutto  o in parte il voto  per  il  rinnovo  del
  Consiglio comunale.

  3. Gli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo,
  valutati  per l'esercizio finanziario 2005 in 300  migliaia  di
  euro,  gravano sulle disponibilità dell'UPB 3.2.1.5.1, capitolo
  182514.'.