Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 301 di mercoledì 22 giugno 2005
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi   parlamentari  ha  stabilito  di  procedere  secondo
  l'ordine  del  giorno  della  seduta  odierna  esclusivamente  in
  relazione  ai  seguenti  punti:  I, comunicazioni,  II,   lettura
  delle   mozioni, VII,  discussione della mozione  n.  410  e,  in
  conclusione,  il  voto  sulla mozione di sfiducia  al  Presidente
  della Regione.
   Successivamente, la seduta verrà  rinviata a  martedì 28  giugno
  2005   alle ore 18.30, per svolgere la discussione  della mozione
  numero 291.
   Nella  stessa  giornata, alle ore 17.00, si terrà la  Conferenza
  dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  per   stabilire   il
  calendario  dei lavori parlamentari che occuperanno  la  sessione
  estiva  verosimilmente fino alla fine di luglio  o  ai  primi  di
  agosto, secondo la decisione che verrà assunta.
     Invito il deputato segretario a dare lettura del processo
  verbale della seduta precedente.

   BASILE,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Lo  Curto  ha  chiesto
  congedo, per motivi di salute,  per la presente seduta e  per  un
  periodo ancora da definire.

   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missione

    PRESIDENTE    Comunico  che   l'onorevole   Zangara   sarà   in
  missione,  per ragioni del suo ufficio, i giorni 23 e  24  giugno
  2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione  dell'Assessore  regionale  per  il   lavoro,   la
  formazione professionale e l'emigrazione

    PRESIDENTE  Comunico che l'Assessore regionale per  il  lavoro,
  la formazione professionale e l'emigrazione, onorevole Scoma, con
  nota  pervenuta in data odierna, ha fatto presente di  non  poter
  rispondere agli atti ispettivi il cui svolgimento è  previsto  al
  punto quarto delle seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

           - da parte dell'Assessore per il Territorio;

       N.  1590  - Notizie in ordine all'attivazione dei progetti
       di  Nuova  occupazione  aggiuntiva  (NOC)  finanziati,  in
       favore dell'Ente Parco delle Madonie.
       Firmatario: Giannopolo Domenico

       N.  1591  -  Notizie riguardo al processo  di  risanamento
       ambientale del comprensorio del Mela.
       Firmatari:  Ardizzone Giovanni; Acierno  Alberto;  Formica
       Santi

       N. 1602 - Attivazione,nelle more della pubblicazione sulla
       GURS  della  legge regionale sull'abolizione  dei  diritti
       esclusivi  di  pesca,  di  ogni  utile  strumento  per  la
       concessione, agli aventi diritto, di esercitare  la  pesca
       del tonno rosso.
       Firmatario:  Oddo Camillo

       N.  1622  -  Notizie  a  proposito  del  piano  regolatore
       generale del Comune di Acicastello (CT).
       Firmatario: Villari Giovanni

       N.  1627  -  Notizie  in ordine ad una  variante  generale
       adottata      dall'Autorità   portuale   di   Palermo   al
       Piano
       regolatore portuale.
       Firmatario: Ferro Giovanni

       N.  1655  - Richiesta di nomina di un commissario ad  acta
       nel comune di Favignana (TP).
       Firmatario: Oddo Camillo

       N.  1657  - Verifica della regolarità degli atti  e  delle
       procedure  adottate   dall'Amministrazione   comunale   di
       Favignana (TP) in merito all'assegnazione dell'incarico di
       progettazione del piano regolatore del porto dell'isola.
       Firmatario: Oddo Camillo

       N.  1661  -  Richiesta  di  interventi  urgenti  da  parte
       dell'Amministrazione regionale al fine  di  rientrare  nel
       possesso       della    miniera   e    delle    pertinenze
       minerarie
       dell'isola di Vulcano.
       Firmatari:   Raiti  Salvatore;  Orlando   Leoluca;   Ferro
       Giovanni; Morinello Salvatore; Miccichè Calogero

       N.  1665 - Notizie circa la mancata riduzione dell'importo
       dei canoni relativi alle concessioni del demanio marittimo
       in  favore delle imprese operanti nel settore dei cantieri
       navali.
       Firmatario: Oddo Camillo

       N.  1682  -  Notizie  sul progetto di costruzione  di  una
       centrale termoelettrica in contrada Fegotto del Comune  di
       Chiaramonte Gulfi (RG).
       Firmatari:   Gurrieri  Sebastiano;  Barbagallo   Giovanni;
       Galletti  Giuseppe; Giannopolo Domenico; Orlando  Leoluca;
       Raiti  Salvatore;     Speziale  Calogero;  Liotta   Santo;
       Forgione  Francesco;  Baldari  Nicola  Renato;  Lo   Curto
       Eleonora;    Ardizzone   Giovanni;   Savarino    Giuseppa;
       Mercadante Giovanni; Nicotra Raffaele; Manzullo  Giovanni;
       Spampinato  Giuseppe;  Ortisi  Egidio;  Vitrano   Gaspare;
       Tumino Carmelo; Genovese Francantonio; Zangara Andrea

       N.  1693  -  Richiesta  di  interventi  per  garantire  la
       sicurezza  e  l'efficienza del servizio di elisoccorso  di
       Modica (RG).
       Firmatario: Gurrieri Sebastiano

       N.  1753 - Motivi della mancata revoca da parte del Comune
       di  Siracusa della delibera di Giunta relativa al piano di
       lottizzazione per l'insediamento di un villaggio turistico
       in  località  Ognina-Asparano  dichiarata  illegittima   a
       seguito   di   sentenza   del   Consiglio   di   giustizia
       amministrativa.
       Firmatari:  Ortisi Egidio;  Galletti  Giuseppe;   Manzullo
       Giovanni; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare

       N.  1764  -  Interventi  per scongiurare  il  pericolo  di
       inquinamento  ambientale  dell'area  circostante  il  faro
       dell'isola di Marettimo (TP).
       Firmatario: Oddo Camillo

       N. 1791 - Interventi urgenti per l'assegnazione dei locali
       al dipartimento provinciale dell'ARPA di Siracusa.
       Firmatari: Sbona Sebastiano; Acanto Giuseppe

       N.  1807 - Interventi volti ad evitare la realizzazione di
       una  stazione  di trasferimento dei rifiuti solidi  urbani
       nella frazione Filari del comune di Rometta (ME).
       Firmatario: Panarello Filippo

       N.  1808  -  Accertamento delle responsabilità a proposito
       della  mancata  realizzazione  delle  opere  relative   al
       trattamento  dei  liquami della zona nord  del  comune  di
       Messina  e  nomina di un commissario per la  realizzazione
       delle stesse.
       Firmatario: Panarello Filippo

       N.  1852 - Interventi per rivedere la decisione assunta in
       merito  alla  realizzazione di una stazione di trasferenza
       di rifiuti nel territorio del comune di Calatabiano (CT).
       Firmatari:  Villari Giovanni;  Speziale   Calogero;   Zago
       Salvatore; De Benedictis Roberto.

        Avverto  che  le  stesse sono pubblicate in  allegato  al
      resoconto stenografico della seduta odierna.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che  le  seguenti  richieste  di  parere
  pervenute  dal  Governo  sono  state  assegnate  alla  competente
  Commissione   legislativa  Affari istituzionali (I)  in  data  22
  giugno 2005:

    -  Consorzio A.S.I. di Ragusa. Designazione componenti del
       Consiglio generale e componente del Comitato direttivo: avv.
       Callari Ugo e avv. Puglisi Mario . (n. 382/I)
  -pervenuto in data 17 giugno 2005

    - Opera Pia Casa Diodorea di Agira (EN). Designazione componente
       del Consiglio di amministrazione: sig. Grassia Filippo . (n.
       383/I)
  -pervenuto in data 17 giugno 2005

    - Opera pia Collegio Santonoceto e Conservatori Riuniti di
       Acireale. Designazione componente in seno al Consiglio di
       amministrazione: rag. Caruso Agatino  (n. 384/I)
  -pervenuto in data 17 giugno 2005

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   BASILE,  segretario:

        N.  2276 - Motivi della mancata emanazione dei decreti di
      impegno  di  spesa  a valere sullo stanziamento  del  Fondo
      sociale europeo (FSE) per alcune misure del POR.
        - Assessore Lavoro
        Firmatario: Cracolici Antonino

        N.  2277  -  Inopportunità del trasferimento del  sindaco
      del  Comune  di Torretta (PA), funzionario regionale,  alla
      costituenda stazione unica appaltante di Palermo.
        - Presidente Regione
        - Assessore Lavori Pubblici
        Firmatario: Cracolici Antonino

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   BASILE, segretario:

        N.  2278  -  Interventi urgenti per la messa in sicurezza
      di  un  palazzo a seguito degli eventi franosi verificatisi
      nel comune di Ravanusa (AG) nel marzo 2005.
        - Assessore Presidenza
        Firmatario: Savarino Giuseppa

        N.  2279  -  Interventi per l'attribuzione del premio  di
      maggioranza  al candidato eletto sindaco del Comune  di  S.
      Giovanni La Punta (CT).
        - Presidente Regione
        - Assessore Famiglia
        Firmatari:  Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe; Baldari Nicola Renato

        N.  2280  - Notizie sull'iter della proposta di  erezione
      in  comune autonomo della borgata Piano Tavola in provincia
      di Catania.
        - Presidente Regione
        - Assessore Famiglia
        Firmatari:  Nicotra  Raffaele; Raiti  Salvatore;  Baldari
      Nicola Renato.

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate sono  state  già
  inviate al Governo.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si passa al punto secondo dell'ordine del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

  n.  435   Interventi  urgenti  di sistemazione  e  consolidamento
  idrogeologico  nel  comune di Motta Sant'Anastasia  (CT) ,  degli
  onorevoli  Ioppolo, Arcidiacono, Leanza Nicola,  Raiti,  Nicotra,
  Moschetto, Barbagallo, Villari;

  n.    436    Revoca   delle   nomine   dei   dirigenti   generali
  dell'Amministrazione   regionale ,  degli   onorevoli   Forgione,
  Barbagallo,  Speziale,  Ferro, Ortisi,  Orlando,  Liotta,  Raiti,
  Miccichè.

  Ne do lettura:
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   parte del centro urbano del comune di Motta Sant'Anastasia  (CT)
  è,  da  alcuni  decenni,  interessato  da  fenomeni  di  dissesto
  idrogeologico che mettono in pericolo la stabilità degli  edifici
  e la sicurezza dei cittadini residenti;

   per   tale   oggettiva   circostanza,   il   Comune   di   Motta
  Sant'Anastasia  è  stato più volte, in passato,  beneficiario  di
  specifici interventi finanziari da parte della Regione siciliana,
  disposti  tramite provvedimenti amministrativi e  legislativi:  a
  titolo  di  esempio ricordiamo l'articolo 6 della legge regionale
  n. 30 del 1985;

   l'Ufficio        tecnico       comunale         di         Motta
  Sant'Anastasia  ha  in  corso  di  progettazione  uno  studio  di
  fattibilità,  con  indicazione delle opere da  realizzare  e  dei
  relativi   importi,   necessario  al  fine   della   sistemazione
  idrogeologica  della  zona  nord-est  e  sud-est  interessata  da
  fenomeni di frane,

                  impegna il Governo della regione

   ad  intervenire con tempestività e congruo impegno di  spesa  al
  fine  di  finanziare le opere necessarie alla sistemazione  e  al
  consolidamento idrogeologico della zona nord-est  e  sud-est  del
  centro urbano del comune di Motta Sant'Anastasia (CT). (435)»

                 IOPPOLO-ARCIDIACONO-LEANZA    N.     -RAITI-
                 NICOTRA-MOSCHETTO-BARBAGALLO-VILLARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Appreso  che la Giunta regionale di Governo, nella riunione  del
  10  giugno  2005,  ha proceduto alla nomina di ben  13  dirigenti
  generali destinati a dirigere altrettanti dipartimenti regionali;

   Considerato   che   le   superiori   nomine   (compresa   quella
  riguardante     un      soggetto     esterno  all'Amministrazione
  regionale)  sono il frutto di una dichiarata pratica  spartitoria
  fra  il Presidente della Regione ed i partiti (o gruppi di  essi)
  che  sostengono  la Giunta Cuffaro, e non di scelte  rigorose  ed
  oculate, operate in base a quanto stabilito e disciplinato  dalla
  vigente  normativa regionale (L.r. n. 10 del 2000; art. 11,  L.r.
  n. 20 del 2003). Si tratta di nomine di chiaro sapore clientelare
  volte   ad   occupare,   con  persone   di   fiducia,   strutture
  strategicamente  importanti anche sotto il  profilo  della  spesa
  pubblica;

   Valutato  che  il  Presidente della Regione  e  l'intera  Giunta
  regionale  hanno  effettuato  le  nomine  privilegiando,  per  la
  maggior parte, soggetti che risultano essere capi degli Uffici di
  Gabinetto  o  componenti  degli uffici di diretta  collaborazione
  degli   Assessori  e  dello  stesso  Presidente,   omettendo   di
  prefissare  o  attuare  criteri  e  regole  di  trasparenza   che
  avrebbero  consentito  quantomeno  di  valutare  i  curricula,  i
  requisiti  e  1a  professionalità  anche  di  numerosi  dirigenti
  regionali meritevoli di essere nominati;

   Accertato   che   la  Giunta  Cuffaro  ha  gravi  responsabilità
  politiche ed amministrative, in quanto ha disatteso, da quando  è
  in  carica,  la  legge di riforma dell'Amministrazione  regionale
  (L.r.  n.10  del 2000), impedendo, così, l'avvio di  percorsi  di
  modernizzazione  e  di  semplificazione che  avrebbero  potuto  e
  dovuto   trasformare  gli  uffici  della  Regione  da   strutture
  appesantite, obsolete e costose a strutture agili, efficienti, al
  servizio  dello  sviluppo  della  Sicilia  e  dell'intero  popolo
  siciliano;

   Ritenuto   che  il  modo  di  operare  del  Governo,   contrario
  all'interesse  pubblico, ha nei fatti prodotto il proliferare  di
  uffici  e  strutture ridondanti, se non addirittura inutili,  con
  grave  spreco di risorse umane e finanziarie, in quanto lo stesso
  Governo  si  è  solo  preoccupato di consolidare  'l'occupazione'
  dell'Amministrazione,

                  impegna il Governo della regione

   a  revocare  gli  atti  di nomina dei nuovi  dirigenti  generali
  deliberati  nella riunione tenutasi il 10 giugno 2005  perché  in
  conflitto con i principi ispiratori     della      legge       di
  riforma    dell'Amministrazione   regionale,   nonché    contrari
  all'interesse  pubblico,  al buon andamento  ed  all'imparzialità
  dell'agire    della     pubblica Amministrazione. »(436)

                  FORGIONE-BARBAGALLO-SPEZIALE-FERRO-ORTISI-
                  ORLANDO-LIOTTA-RAITI-MICCICHE'

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,   dispongo   che   la
  determinazione  della data di discussione delle mozioni  predette
  venga   demandata  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Fleres
   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

        Discussione  della  mozione
        «Sfiducia al Presidente della Regione» (410)

    PRESIDENTE  Si passa al punto settimo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  della mozione n. 410  Sfiducia al  Presidente  della
  Regione , degli onorevoli Speziale, Barbagallo, Ortisi, Forgione,
  Ferro,  Sanzeri,  Capodicasa,  Cracolici,  Crisafulli,  Galletti,
  Genovese, Liotta, Miccichè, Morinello, Orlando, Raiti ed altri.

   Ne dò lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   oltre  100.000 siciliani in tre anni hanno lasciato  la  Sicilia
  per cercare lavoro;

   l'economia siciliana è ferma: crollano produzioni e consumi.  Le
  imprese che chiudono sono più di quelle che nascono. Ogni  giorno
  le  strade  della Sicilia sono attraversate da proteste  di  ogni
  tipo: agricoltori, lavoratori di aziende in crisi, disoccupati  e
  precari, dipendenti senza contratto. 'Agenda 2000' si avvia ad un
  inesorabile fallimento con solo il 18 per cento dei fondi spesi e
  nessun  reale  investimento d'innovazione  e  di  modernizzazione
  della Sicilia. La sanità è considerata un affare e la Regione  ha
  il primato italiano delle convenzioni con i privati, e tuttavia i
  siciliani,  oltre  a dover pagare i costi della  malasanità,  con
  odiosi ticket, continuano ad emigrare per curarsi;

   osservato che:

   proprio  la  sanità è tra le cause prime del deficit finanziario
  della  Regione e che le scelte di politica sanitaria  sono  state
  piegate  ad un uso clientelare e di parte, favorendo processi  di
  privatizzazione che, da un lato, hanno aggravato il degrado della
  sanità   pubblica  e,  dall'altro,  hanno  favorito  un   sistema
  affaristico  nel  quale anche 'Cosa Nostra' ha  inserito  i  suoi
  interessi  con  risvolti tali da riproporre una  seria  questione
  morale;

   di  fronte ad una tale situazione, le nomine dei direttori delle
  Aziende Unità sanitarie locali decise dal Governo Cuffaro se,  da
  un   lato,  rivelano  una  grave  sottovalutazione  dei  problemi
  finanziari  connessi  alla  gestione  sanitaria  ed  una   totale
  indifferenza  verso le richieste di corretta e  oculata  gestione
  delle   risorse,   richieste  più  volte   avanzate   oltre   che
  dall'opposizione di Centrosinistra, anche dai rappresentanti  dei
  ceti   produttivi,  dalle  professioni,  dalle  forze  sindacali;
  dall'altro  calpestano  elementari  norme  di  trasparenza  e  di
  legalità;

      considerato che:

   parte  dello  stesso  schieramento  di  maggioranza  prende   le
  distanze  e  manifesta una valutazione nettamente contraria  alle
  nomine dei manager della sanità, evidenziando uno sfaldamento del
  Centrodestra  e  inducendo  ad  una  paralisi  delle  istituzioni
  regionali   pari  alla  gravità  delle  polemiche  e   dei   veti
  incrociati;

   appare,  quindi, ormai improcrastinabile una svolta  che  liberi
  il   campo  da  un  Governo  prigioniero  di  condizionamenti   e
  d'interessi  poco  trasparenti,  che  stanno  bruciando  risorse,
  corrompendo  l'Amministrazione ed il rapporto con i  cittadini  e
  gravando la popolazione attuale e le future generazioni di  costi
  e di debiti insopportabili;
     valutato  che  l'on.  Cuffaro non è  adeguato  al  compito  di
  governare  la  Regione anche per la delegittimazione  che  emerge
  dalla  sua  vicenda  giudiziaria, la  quale,  ferma  restando  la
  presunzione  di  innocenza, ripropone  al  più  alto  livello  la
  questione morale ed il nodo dei rapporti mafia- politica.» (410)

              Esprime sfiducia al Presidente della Regione.

             SPEZIALE  -  BARBAGALLO - ORTISI - FORGIONE  -  FERRO-
             SANZERI -
             CAPODICASA-  CRACOLICI - CRISAFULLI- DE  BENEDICTIS  -
             GALLETTI - GENOVESE - GIANNOPOLO - GURRIERI - LIOTTA -
             MANZULLO-MICCICHE'  -  MORINELLO  -  ODDO  -  ORLANDO-
             PANARELLO-RAITI-TUMINO-VILLARI-  VITRANO-ZAGO-ZANGARA

  Dichiaro aperta la discussione.

   SPEZIALE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è a tutti
  noto,   abbiamo più volte richiesto la discussione della  mozione
  di  sfiducia al Governo  ben consapevoli  che la stessa   stasera
  non produrrà l'effetto della sfiducia al Governo Cuffaro.
   Abbiamo  piena consapevolezza del rapporto dei numeri  che  sono
  usciti  nell'ambito dell'elezione regionale del 2001;  conosciamo
  bene i rapporti di forza all'interno del Parlamento regionale, ma
  abbiamo altrettanta consapevolezza che nella società siciliana  i
  rapporti  di forza si sono profondamente modificati  e  ciò    in
  quanto  il  Governo Cuffaro ha delle gravi responsabilità  perché
  non  solo  non è riuscito ad assicurare alla Sicilia lo  sviluppo
  adeguato,   ma   ha   contribuito,   con   le   proprie   scelte,
  all'aggravamento  della  situazione  già  fortemente  compromessa
  dalle  sciagurate scelte del Governo nazionale, non adeguatamente
  contrastate dal Presidente della Regione.
   In   tutte   le  finanziarie  nazionali,   il  cui  taglio   era
  drasticamente  antimeridionale  e antisiciliano,  l'atteggiamento
  del  Governatore Cuffaro è stato di compiacenza con quelle scelte
  fino a sfiorare una vera e propria logica di ascarismo.
   Perché  la  mozione  di sfiducia? Perché le  forze  del  Centro-
  Sinistra  ricorrono  ad uno strumento di questa  natura,  sapendo
  bene che in Aula i rapporti di forza sono ben altri?
   Perché  siamo  preoccupati  per  una  situazione  che  riteniamo
  gravissima e che è la situazione fotografica della Sicilia.  E  i
  dati sono i seguenti, onorevole Presidente della Regione: lei  ha
  assunto  l'incarico  di Governo nel 2001,  da  allora  tutti  gli
  indicatori segnano che il prodotto interno lordo in Sicilia,, che
  nel  2001  segnava in Sicilia un  +3 / + 3,5 per  cento,   grazie
  alle  politiche  di concertazione messe in campo dai  Governi  di
  Centro-Sinistra, segnava una crescita che era il doppio  rispetto
  a  quella  registrata nel resto del Paese e si allineava  ai  due
  terzi in più della crescita di altri paesi d'Europa.
   Nel  2002 la crescita è del - 0,70; nel 2003 si assesta a  1,70;
  nel  2004,  come  tutti  sappiamo,  allo  0,7  e  le  ultime  due
  semestralità  del  2005  indicano  la  Sicilia  in   forte   fase
  recessiva, siamo a - 0,5 del prodotto interno lordo.
   Nell'industria:  gli ordini del 2005 sono  del  -25  per  cento;
  nel 2003 - 14 per cento; nel 2004
    - 18 per cento.
   La   produzione   in  generale,  ivi  compresa   la   produzione
  industriale,  segna un calo spaventoso del 7,5 nel  2002,  dell'8
  nel 2003, del 6 nel 2004, dato che sarà aggravato, come tutti gli
  indicatori segnano,  anche nel 2005.
   L'inflazione  si  allinea a quella del  Paese;  i  consumi  sono
  fortemente  ridotti  e questo è assunto da  un  dato  drammatico,
  onorevole   Presidente  della Regione, e lo dico a lei che  viene
  dalla cultura della solidarietà, e il dato  è l'indice di povertà
  delle  famiglie  siciliane: nel 2002 il  21,30  per  cento  delle
  famiglie   siciliane viveva al di sotto della soglia di  povertà;
  nel 2003 erano il 25,5, dato che si desume dagli indicatori e che
  tendenzialmente é portato a crescere.
   Sta  qui, dunque,  onorevole Presidente della Regione, l'essenza
  del  nostro ragionamento, nella constatazione che già questi dati
  imporrebbero le sue dimissioni, segnano il fallimento del Governo
  e delle scelte che il Suo Governo ha operato.
   Siamo  quindi  di  fronte ad una crisi drammatica  della  nostra
  Regione  che,  associata alle vicende giudiziarie del  Presidente
  Cuffaro,   crea  un  insanabile  cortocircuito  nel  rapporto  di
  fiducia   tra  l'Esecutivo  e  la  società  siciliana  circa   la
  credibilità  delle proposte e delle prospettive per uscire  dalla
  crisi.
   Le  vicende giudiziarie, al di là del merito che non ci compete,
  come  più volte detto, rivelano comunque lo squarcio del rapporto
  tra  politica e società, indicativo della profondità della  crisi
  siciliana.
   E'  una  società  che non crede nei progetti; e   non  ci  crede
  soprattutto  il  suo  Governo che  non crede  nel  rigore  di  un
  programma  che,   se  attuato secondo i criteri  di  una  società
  moderna,  dovrebbe  essere   fondato  sui  diritti  di  tutti   i
  cittadini.
   Certamente,  di fronte alla precarietà delle prospettive  in  un
  mondo  in rapido mutamento, l'insicurezza delle persone spinge  a
  chiedere soluzioni a breve e personali; a tale  richiesta  andava
  contrapposto,  onorevole  Presidente della  Regione,  un  Governo
  consapevole  di una diversa idea di socialità, di  una  credibile
  politica di solidarietà capace di unire la collettività in sforzi
  ed  in progetti produttivi utili a mettere la Sicilia in grado di
  misurarsi  con l'Europa, il Mediterraneo ed i paesi più  dinamici
  che stanno modificando il mercato mondiale.
   Il   Governatore  Cuffaro  ed  il  suo  Governo,  invece,  hanno
  risposto  alla domanda di sicurezza con un modello che privilegia
  il rapporto personale, a volte il tratto familiare, come criterio
  di  riferimento per la politica del  welfare,  che ha finito  col
  determinare  una  gestione  parcellizzata  e  clientelare   delle
  risorse  pubbliche,  fino  al  limite  della  legalità   se   non
  addirittura, come ipotizzano le indagini, sconfinando  ben  oltre
  questi limiti.
   Onorevole  Presidente  della Regione, onorevoli  colleghi  -  in
  parte distratti dal dibattito - è stata efficace questa politica,
  la  politica portata avanti dal Governo, ha aiutato la Sicilia  a
  recuperare  energie,   dinamismo,  risorse,  intraprendenza?   Ha
  aiutato  il  nostro sistema economico a rilanciarsi, a recuperare
  quote di mercato a riuscire a competere con il mercato globale?
   No,  è  accaduto  esattamente  il contrario,  si  è  intorbidita
  invece  la  politica e sono state continue le  risse  all'interno
  della maggioranza, non ultima quella alla quale abbiamo assistito
  stamattina  tra  due autorevoli Assessori dello  stesso  Governo,
  che   hanno   prodotto   una  delle  più  improduttive   stagioni
  legislative di questa Regione.
   Insomma,  onorevole Presidente della Regione, la nostra  Regione
  ha   perso  autorevolezza,  prestigio,  si  è  persa  credibilità
  istituzionale; il contrario insomma di quanto serve per  chiedere
  al   mondo  politico  una  reinvenzione   dell'autonomia   e   ai
  produttori  la necessaria fiducia nel futuro.
   In  questi giorni è balzata sulla stampa siciliana la vicenda di
  un'azienda   di  Catania   che,   nel  settore  dell'elettronica,
  deve procedere alla riduzione del personale.
   Al   di  là  delle  strategie  interne  dell'azienda  (l'azienda
  rivendica nei confronti della Regione, quanto le è dovuto in base
  alla legge n. 30 del '97 contrabbandata allora come una legge che
  avrebbe  dovuto aggredire la disoccupazione siciliana), a  questa
  azienda  la  Regione avrebbe dovuto dare 25 milioni  di  euro  di
  sgravi fiscali.
   Ad   oggi   non   è  stato  erogato  neanche  un   centesimo   e
  quell'azienda  annaspa,  rischia di  essere  tagliata  fuori  dal
  mercato, programma progetti diversi dalla locazione in Sicilia.
     A questo punto, onorevole  Presidente della Regione, non resta
  che rifare il percorso,  non solo con le aziende elettroniche, ma
  anche   con le altre  centinaia e centinaia di aziende siciliane,
  di  aziende produttive che stavano sul mercato, ancora in  attesa
  degli  sgravi  promessi  e mai percepiti  da  parte  del  Governo
  regionale.
   Perchè  avviene questo? Perchè il settore produttivo è  lasciato
  all'abbandono?  Avviene  per  caso?  Per  distrazione?  Per   una
  semplice  sciatteria  del Governo e del  suo  Governatore  o  più
  semplicemente perchè non ci sono i soldi?
   No,  il  fatto è che il bilancio della Regione,  anziché  essere
  finalizzato  allo  sviluppo e al sostegno  dei  ceti  produttivi,
  viene  utilizzato ed è preda delle  clientele, è gestito  secondo
  criteri  consequenziali ed è proprio questa logica che ha  finito
  col  paralizzare  di  fatto la spesa nei settori  produttivi.  Si
  privilegia la spesa parassitaria e clientelare e si crea un danno
  nei settori produttivi della nostra Regione.
   Tutto  ciò   è facilmente riscontrabile  perchè già i rendiconti
  generali   degli   ultimi  esercizi  finanziari  mostravano   una
  situazione  deteriorata  dello  stato  della  finanza    pubblica
  regionale.
   Particolarmente    significativo   sotto   il   profilo    della
  destinazione   delle  risorse  appariva  il   peggioramento   del
  risparmio  pubblico,  la  differenza tra  entrate  tributarie  ed
  extratributarie  e  spese  correnti già  nell'anno  2003  segnava
  447.235  mila euro in meno; il peggioramento del saldo  netto  da
  finanziare   meno 659 milioni; il ricorso al mercato  finanziario
  meno 931 milioni di euro.
   Si  sapeva  già,  quindi,  che la situazione  finanziaria  della
  Regione era pesante, ciononostante,  anziché mettere in campo una
  rigorosa  politica,  si è attuata una politica di spesa  corrente
  che è sempre lievitata nel corso degli ultimi anni.
   Questa   situazione  drammatica, onorevole  Presidente,  avrebbe
  richiesto  azioni strutturali di contenimento per  consentire  la
  riduzione  del  debito ed  il necessario spostamento  di  risorse
  verso gli interventi per lo sviluppo dei settori produttivi e per
  l'occupazione.
     Ancor  di  più ciò è vero in considerazione del fatto  che  la
  spesa  per gli investimenti è determinante per la crescita  della
  nostra Regione. Clamorosa e quasi scandalosa, in questo contesto,
  è la politica sanitaria.
   Le  disavventure giudiziarie del Presidente Cuffaro  ruotano  in
  gran parte attorno alle vicende legate alla sanità. Se andiamo  a
  scavare  meglio, oltre agli aspetti giudiziari,   nel  merito  di
  questi  settori,  troviamo che il disavanzo nella sanità era   di
  meno  375 milioni di euro nel 2002, di meno 460 milioni  di  euro
  nel  2003,  di ben 700 milioni di euro nel 2004 e gli  indicatori
  dicono che arriveremo a oltre 800 milioni di euro nel 2005.
   Se  andiamo a vedere gli impegni per le spese correnti nel  2003
  -   anno  centrale.  quindi estremamente indicativo nelle  scelte
  fatte dal Governo Cuffaro -  vedremo che sono stati pari a 13.581
  milioni  di euro con un aumento del 12 per cento  dovuto in  gran
  parte  al  settore della spesa sanitaria che da solo ha assorbito
  in  quell'anno  ben  1.346 milioni di euro; senza  l'impatto  del
  maggiore  euro per il disavanzo del settore sanitario,  le  spese
  correnti sarebbero aumentate soltanto dello 0,98 per cento.
   Anche  qui la domanda è d  obbligo a tutti i colleghi, non  solo
  a quelli del Centro-Sinistra ma anche a quelli del Centro-Destra:
  è  servita  questa politica dilatata ef in qualche  misura  fuori
  controllo per migliorare la sanità in Sicilia?
   Oggi  la  sanità  siciliana  è più  efficace  e  più  efficiente
  rispetto  al  passato? Questa è la domanda di  fondo  alla  quale
  bisogna rispondere.
   La nostra risposta è secca: certamente no.
   Quello  che  registriamo  è  semmai una  rottura  del  patto  di
  coesione  sociale fra cittadino e Istituzione con  l'introduzione
  del  ticket  sul  farmaceutico e diagnostica ed il  taglio  delle
  risorse per l'ospedalità  pubblica.
   Queste  misure,  per  altro,  hanno ulteriormente  aggravato  le
  condizioni  di  povertà  di  parte di  popolazione  mentre,   per
  converso, onorevoli colleghi della maggioranza, sono aumentate le
  convenzioni private.
   Sono   peggiorati  la  leggibilità ed il controllo  dei  bilanci
  delle  aziende  sanitarie - farmaceutiche,  convenzioni  esterne,
  consulenze.   Nel   campo  delle  consulenze  non   riusciamo   a
  quantificare  le risorse che la Regione ha destinato  nel  novero
  delle consulenze: comitati, sottocomitati eccetera; si tratta  di
  decine e decine di milioni di euro.
   Sono  aumentati  gli  sprechi  e i residui  passivi  con  grande
  vantaggio  proprio  di  quella zona grigia  dove  si  intrecciano
  affari  e  politica e dove è più verosimile che ci sia anche  una
  pesante interferenza della organizzazione mafiosa.
   Per  di più, l'ammontare enorme dei residui passivi relativi  al
  settore  sanitario  costituisce  una  bomba  ad  orologeria   per
  l'intero sistema finanziario regionale, innescando forti tensioni
  sociali  e  la tendenza,  in crescita esponenziale da parte   dei
  creditori,    di agire per le vie legali tempestando  di  decreti
  ingiuntivi  le aziende sanitarie -  come tutti voi ben  sapete  -
  vedi  le  segnalazioni fatte in tal senso da parte del Presidente
  del TAR di Palermo.
   Tocca  assistere,  così, ad un'emorragia di denaro  pubblico  la
  cui  causa  principale  è  certamente riconducibile  alle  scelte
  governative di dare corso,  soprattutto a favore dei privati,   a
  spese  che  il  nostro  sistema sanitario  non  può  permettersi,
  giocando  su  artificiose  manovre  contabili  che  non   possono
  ripercuotersi in carenza d'equità,  vera spia della condizione di
  difficoltà del sistema sanitario regionale.
   In   Sicilia  si  registrano  il  26,6  per  cento   di  privati
  convenzionati per ogni 100 mila abitanti; in Lombardia è pari  al
  6,6.
   La  discrasia  nel  2004 si è fortemente  accentuata  a  seguito
  dell'entrata in vigore del decreto dell'Assessore  per la  sanità
  contenente le direttive per l'accreditamento istituzionale  delle
  strutture sanitarie.
   Questo  provvedimento  ha, infatti,  dal  mio  punto  di  vista,
  consentito   il   transito  automatico  nel   nuovo   regime   di
  accreditamento  sia delle strutture sanitarie già pre-accreditate
  nel   medesimo  provvedimento  per  la  specialistica   motoriale
  esterna, gli ex convenzionati per intenderci, sia delle strutture
  che  hanno  erogato  servizi sanitari  in  regime  di  assistenza
  indiretta.
   Tutto ciò è avvenuto senza che l'assessorato abbia provveduto  a
  una  preventiva analisi dei reali fabbisogni sanitari o un  nuovo
  accertamento   dei   requisiti   strutturali,   organizzativi   e
  tecnologici anzi il governo ha fatto di più autorizzando continue
  proroghe per consentire l'adeguamento delle strutture legittimate
  ad   operare  per  conto  del  servizio  sanitario  regionale  ai
  requisiti richiesti.
   Si  è  ampliata,  così,  la platea già rilevante  rispetto  alle
  altre  realtà  regionali, delle strutture che operano  con  oneri
  diretti a carico del Fondo sanitario regionale.
   In   questo   contesto  é  apparsa,  a  noi  ed  a  gran   parte
  dell'opinione pubblica, scandalosa la linea seguita  dal  governo
  Cuffaro di riconfermare tutte le nomine dei vertici delle aziende
  sanitarie  locali,  a  cui  andava addebitata  la  condizione  di
  sfascio nel settore sanità, a livello delle aziende periferiche.
   Onorevole  Presidente della Regione, quando si arriva  a  questo
  punto, aumentando l'indebitamento complessivo della Regione,  non
  si  può  più far finta di niente. Qui non stiamo più parlando  di
  questo  o  di  quell'altro Governo, non parliamo delle  sorti  di
  questo  o di quell'altro uomo politico della nostra Regione.  No,
  in  queste  condizioni stiamo pregiudicando il futuro, il  lavoro
  dei  nostri  figli,  perché  quel lavoro,  se  ci  sarà,  servirà
  soltanto a pagare le follie che questo Governo ha fatto.  E'  per
  tale  ragione  che  abbiamo  chiesto di  fermare  questa  spirale
  perversa, con atto di coraggio e serietà politica che a lei  sono
  mancati. E' la ragione per cui, più volte, le abbiamo chiesto  di
  dimettersi da Presidente della Regione.
   Il  governo  Cuffaro, invece, sotto il peso di  questo  bilancio
  ingessato, ha pensato di millantare: ricordate laspettacolare  ed
  efficientissima  gestione dei Fondi europei di  Agenda  2000   La
  stampa  siciliana  parlava della capacità di spesa  della  nostra
  Regione e dei Fondi, in modo straordinario.
   Abbiamo  già detto, in altre occasioni, che quegli atteggiamenti
  scenografici,  in  quella occasione, non ci  ingannavano,  perché
  erano  annunci  propagandistici che non  potevano  nascondere  il
  fatto che il Governo si era frapposto tra l'Europa ed i cittadini
  siciliani, prendendo in ostaggio l'intera materia e sottraendola,
  di fatto, al controllo parlamentare.
   I  dati  forniti dalla Banca d'Italia, a questo proposito,  sono
  illuminanti.   Le   note  annuali  sull'andamento   dell'economia
  siciliana,  come  avete  già  letto, smentiscono  purtroppo  ogni
  ottimismo, rivelano la realtà dei fatti ed oggi sono proprio  gli
  esponenti   della  maggioranza  -  a  partire  dal   viceministro
  dell'economia, onorevole Micciché -, di centro-destra, a lanciare
  un preoccupato allarme sull'avvio dei POR.

    SAMMARTINO  E' diventato Ministro.

    SPEZIALE   E'  vero   Nel frattempo è diventato  Ministro;  gli
  hanno  dato un premio per i danni causati  Infatti, il presidente
  Cuffaro,  si  vuole ripresentare, perché più danni  si  procurano
  alla Sicilia, più si viene premiati

    CUFFARO   presidente della Regione. Onorevole Speziale,  se  mi
  convince, mi dimetto davvero

    SPEZIALE    Sarebbe   salutare  per   la   Sicilia,   onorevole
  Presidente della Regione.
   Onorevoli  colleghi,  la  verità é  che  dall'avvio  dei  POR  i
  pagamenti complessivi sono stati pari a 1,9 miliardi di  euro,  a
  fronte di un totale di 8,4 miliardi di euro disponibili. Ciò vuol
  dire che dall'inizio del programma ad oggi, quasi a due terzi del
  cammino,  la Regione é riuscita a spendere solo il 23  per  cento
  della  dotazione finanziaria pubblica. Peraltro, i tecnici  della
  BankItalia  fanno notare che entro il termine fissato per  l'anno
  scorso, sono stati effettuati pagamenti per circa 700 milioni  di
  euro,  ma l'aumento rispetto al 2003 é stato appena del 10,2  per
  cento.
   Nel  2004,  anche  i  semplici  impegni  di  spesa,  ammontavano
  complessivamente  a 3,5 miliardi, pari al 41,8  per  cento  della
  dotazione finanziaria. Ma, attenzione  Parliamo di impegni e  non
  di  spesa  effettiva,  ferma appunto a un  quarto  della  propria
  disponibilità.
   Esiste  il serio rischio di perdere almeno 400 milioni  di  euro
  per il meccanismo del cosiddetto  disimpegno automatico . Il caso
  più  clamoroso é che il mancato avvio di procedure di  spesa  che
  determina tali conseguenze automatiche, vede tra le voci  ben  52
  milioni  di euro che la CRIAS, la cassa regionale per il  credito
  agli  artigiani, avrebbe dovuto erogare ai piccoli  imprenditori,
  attraverso  la misura 4.01, lo stesso vale per la  pesca  con  16
  milioni di euro ancora congelati del 2005.
   Potremmo  continuare, ma i dati sono conosciuti e  ben  noti  al
  Governo.
   Il  risultato di tutto ciò, onorevole Presidente della  Regione,
  di  cui  lei si fa vanto, é che il PIL della Sicilia, nel 2004  é
  cresciuto  dello 0,7 per cento, rispetto all'1,3 per cento  della
  media  delle  regioni meridionali e che, come dicevo  prima,  nel
  2005  la Sicilia registra un dato negativo e siamo in forte  fase
  recessiva.
   A  nostro avviso - ma il giudizio condiviso come lei sa e come i
  colleghi  sanno perché molti di loro avranno avuto  il  documento
  firmato  dalla  Confindustria  e  da  altri  17  associazioni  di
  categoria -, é stata proprio l'impostazione del governo  Cuffaro,
  con  la coalizione delle diverse azioni dell'intero sistema della
  Pubblica  amministrazione,  a determinare  questo  impasse  della
  gestione   di  Agenda  2000  e  questa  sofferenza  dell'apparato
  produttivo siciliano.
   Ho  notato  che nell'asse che interessa i settori produttivi,  e
  cioè  l'asse  4  sviluppo locale, impegni  e  spesa  diminuiscono
  sensibilmente  quando si osservano le misure e le sottomisure  di
  più  immediato  riferimento al settore  dell'industria,  fino  ad
  arrivare a misure di milioni di euro non attivate.
   Dopo  la  fine  della Cassa per il Mezzogiorno e la  fine  della
  Regione   imprenditrice,  onorevole  Presidente  della   Regione,
  onorevoli colleghi del centrodestra, serviva un rapido e  potente
  coinvolgimento   delle  imprese  siciliane,   del   suo   tessuto
  produttivo; una politica consortile capace di creare  sinergie  e
  utilità  di  scala,  filiere moderne ed efficaci,  infrastrutture
  utili.
   In   questa   direzione,  Agenda  2000  costituiva  un'occasione
  straordinaria   di   trasformazione   dell'apparato    produttivo
  siciliano. Il dato del PIL unito alla spesa effettiva  dei  fondi
  di Agenda 2000, le distrazioni verso le aziende e l'indebitamento
  legato ad una politica sanitaria scriteriata, ci dicono che non è
  stato  così e che ciò esisterà finché avremo questa politica  del
  Governo Cuffaro.
   Se  il  PIL nel 2004 è cresciuto soltanto dell'0,7 per  cento  e
  l'occupazione aumenta dello 0,2 per cento, mi chiedo - così  come
  dovremmo  fare tutti, ma in particolare noi che siamo  la  classe
  dirigente  -,  cosa abbiano prodotto i fondi  POR,  visto  che  i
  programmi dal 2000 ad oggi sono stati pari ad un miliardo e  nove
  milioni di euro.
   E'  verosimile  ritenere che, forse,  come  rileva  l'economista
  Centorrino,   siano   stati  assorbiti   dalla   crisi   profonda
  dell'economia siciliana che va ben al di là di quella  che  viene
  rilevata dagli stessi indicatori economici.
   Resta  il  fatto  che - nonostante lodevoli  eccezioni  come  il
  comparto   vitivinicolo   dove  si  è  registrata   una   ripresa
  considerevole   grazie  al sostegno avuto durante  i  governi  di
  centro  sinistra, a cui fa riscontro, oggi, una crisi  spaventosa
  del  settore delle serre e dell'ortofrutta, che perdono il 18 per
  cento  di  quote  di  mercato  e settori  come  l'edilizia,  dove
  incidono i ridotti costi dei mutui, grazie all'euro e la  ricerca
  dei  beni  rifugio per i risparmi delle famiglia -,  i  risultati
  sono davvero scoraggianti.
   Il  professore  Busetta  rilevava,  qualche  giorno  fa  su  «La
  Sicilia»,  che  si  fa la  marcia del gambero',  cioè  due  passi
  avanti  e  quattro  indietro, mentre il  Governo  regionale  pare
  essersi eclissato.
   Non  è  il giudizio di un uomo politico di parte,  è il giudizio
  di un economista che parla a noi, e che dovrebbe parlare anche al
  Governo  regionale. E così continua:  l'anno in corso si presenta
  ancora  peggio di quello trascorso . Questo dispone una riduzione
  del  PIL ben oltre lo 0,7 per cento, che pressupone meno 2,5 -  3
  per  cento  in  termini  monetari,  come  è  stato  previsto  dai
  ricercatori del DISTE di Palermo, qualche giorno addietro.
   La  Sicilia  si  colloca a poco meno della metà  del  PIL  della
  media  nazionale  nel corso di questi anni. Onorevole  Presidente
  della   Regione,  ciò  significa  che  non  ci  sono   variazioni
  importanti nelle variabili di rottura del sistema economico.
   Qui sta la vostra grave responsabilità
   Gli  investimenti  delle  piccole  imprese  che  sono  stati  il
  tessuto  connettivo  su  cui  avete fondato  il  vostro  consenso
  sociale  sono spaventosamente cadute e per il 2005 è  programmato
  un ulteriore calo.
   Soltanto il 66 per cento delle aziende ha chiuso l'esercizio  in
  attivo e ben 2.300 aziende hanno chiuso i battenti, contro  1.600
  nuove che si sono iscritte.
   L'industria     manifatturiera     continua      a      rimanere
  sottodimensionata rispetto alla nostra economia.
   Il  numero degli occupati complessivo continua a rimanere  sotto
  la  quota di un milione e cinquecento mila posti occupati  e  non
  riesce,  nell'anno  in corso, ad incrementarsi  ed  un  terziario
  arretrato   assorbe  circa  il  70  per  cento   dell'occupazione
  complessiva,  nell'industria l'occupazione è scesa  dell'0,8  per
  cento.  In  una  parola,  dopo il rallentamento,  la  Sicilia  di
  Cuffaro, nel 2004, si è fermata.
   Dopo  tre anni di spaventoso rallentamento, nel 2004 la  Sicilia
  si  è  fermata  e nel 2005 va indietro, come dice  il  professore
  Busetta su Lwa Sicilia, si procede a passo di gambero.
   E'  la  prima  volta  che ciò accade nella storia  della  nostra
  regione,  perché essa, come dicevo prima, appare ferma anche  nel
  2005, così il Governatore Cuffaro, che aveva ricevuto una Sicilia
  più  ricca  ed  in crescita, con notevoli prospettive  e  risorse
  disponibili,  ce  la  riconsegna  più  povera,  smarrita,   senza
  sicurezza sul proprio futuro.
   Tra  i  siciliani  esiste  la percezione  netta  che  le  future
  generazioni vivranno peggio delle generazioni passate  ed  è  una
  percezione diffusa in tutti i settori.
   Di  fronte alla gravità di un quadro simile, chiediamo a  questa
  Assemblea di assumere, con senso di responsabilità, decisioni che
  liberino  l'orizzonte siciliano da un Governo che ha  dimostrato,
  con  i numeri, una totale incapacità ad indicare un percorso  per
  uscire dalla crisi.
   Le  scelte  di  Cuffaro, la metodologia di  Cuffaro  hanno  reso
  impossibile  suscitare  energie, alimentare  fiducia,  recuperare
  risorse  umane  e  mezzi finanziari, porre la Sicilia  al  centro
  della nuova politica meridionale nel Mediterraneo.
   Il  Governo  Cuffaro  si  è dimostrato  l'ultimo  tentativo  del
  vecchio  di  difendere  confusamente  un  mondo  pasticciato   di
  privilegi del passato.
   Le  disavventure  giudiziarie del  Presidente  Cuffaro  sono  un
  aspetto  di  questa  scelta, ma anche un ulteriore  intralcio  al
  tentativo della Sicilia di trovare la via dell'innovazione e  del
  progresso.
   Diciamo ciò all'intera Assemblea regionale siciliana; al  di  là
  delle  divergenze  politiche, prendete  atto  che  la  condizione
  economica  della  Sicilia  è  drammatica  e  che  gli  indicatori
  mostrano  una responsabilità precisa di questo Governo; non  sono
  soltanto quindi le vicende giudiziarie che aggravano il quadro ma
  le condizioni e le scelte...

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, la invito a concludere.

    SPEZIALE   Signor  Presidente sono trascorsi  trenta  minuti  e
  trenta  secondi, lei è precisissimo  Tra trenta secondi  concludo
  il mio intervento.
   Non  riguardano, quindi, soltanto le responsabilità che  possano
  avere  screditato pure il prestigio, la funzione,  il  ruolo  del
  Presidente  della  Regione, ma è nelle scelte economiche  che  il
  Governo  Cuffaro è mancato; quelle scelte che sono state indicate
  più  volte  dall'opposizione, dalle associazioni imprenditoriali,
  dai  sindacati che chiedevano un contesto diverso, un certo grado
  di rigore, di certezza e di legalità gravemente compromessi dalle
  condizioni e dalle scelte del Governo Cuffaro.
   Onorevole   Presidente   della  Regione,  onorevole   Presidente
  dell'Assemblea,  sta qui, in queste nostre considerazioni  -  che
  saranno irrobustite dall'intervento di altri colleghi del  centro
  sinistra -, la ragione principale per cui chiediamo di votare  la
  mozione  di  sfiducia  ed  abbiamo  chiesto  le  dimissioni   del
  Presidente della Regione.
   La  Sicilia  non può più vivere un ulteriore anno di precarietà,
  con litigi interni alla maggioranza, con contrapposizioni interne
  alla maggioranza, con una precarietà di scelte e con il fatto che
  tutti sanno che la prossima Finanziaria potrà essere un'ulteriore
  finanziaria  di  spesa  che  pregiudicherà  il  bilancio   e   le
  prospettive di questa Regione.
   E'  necessario  liberare  il campo, onorevole  Presidente  della
  Regione,  e  procedere  profondamente ad un  rapido  rinnovamento
  della  politica  regionale  e ciò lo  si  può  ottenere  soltanto
  restituendo ai siciliani il diritto di scegliere una nuova classe
  dirigente, quindi, con le sue dimissioni e con nuove elezioni per
  un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo in Sicilia.

    PRESIDENTE  Grazie onorevole Speziale, anche per la  precisione
  nei tempi.
   Onorevoli  colleghi  anche  per  meglio  disciplinare  i  lavori
  dell'Assemblea,    nell'arco   della    durata    dell'intervento
  dell'onorevole Acierno, già iscritto a parlare, chi  volesse  può
  ancora  iscriversi, dopodiché dichiarerò chiuse le  iscrizioni  a
  parlare.
   Comunico  che sono iscritti a parlare gli onorevoli  Barbagallo,
  Raiti, Ortisi, Sbona, Ferro, Miccichè, Forgione, Cracolici, Dina,
  Formica,   Misuraca,   Savarino,  Leanza,  Sanzeri,   Spampinato,
  Antinoro e Mancuso.
   Non  essendoci altre richieste, dichiaro chiuse le iscrizioni  a
  parlare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della Regione, volendo attenermi al documento  che  è
  oggetto di questo dibattito, credo sia importante soffermarsi sul
  senso  che i Gruppi parlamentari del centro-sinistra hanno voluto
  dare  scrivendo  questa mozione, che sembrerebbe,  formalmente  e
  principalmente, occuparsi dei temi della sanità, addebitando alla
  nomina  dei  manager  una  responsabilità  del  Presidente  della
  Regione  nell'aver,  probabilmente a loro  vedere,  sbagliato  la
  scelta   degli   uomini,  come  se  questo  centro-sinistra   non
  conoscesse il problema sanità, come se questo centro-sinistra non
  conoscesse,  avendo governato lo Stato per cinque anni  e  avendo
  anche  governato recentemente la terra di Sicilia  per  un  anno,
  qual è il vero problema del sistema sanitario.
   Ciò  che  dispiace   nel leggere questo documento,  che  avrebbe
  voluto avere una parvenza di critica politica, e in quanto a  ciò
  ha addebitato al Governo e quindi al suo diretto responsabile, il
  Presidente,  una  incapacità politica di amministrare  la  nostra
  Sicilia, è rilevare che,  siccome  il lupo perde il pelo, ma  non
  il   vizio',  coloro  che  lo  hanno  redatto  non  hanno  saputo
  rinunciare, alla fine, a entrare anche nel  merito delle  vicende
  giudiziarie  del nostro Presidente. Vicende che  sono  già  state
  discusse  in  questo  Parlamento,  vicende  che  sono  già  state
  assolutamente  dichiarate non fondamentali per  arrivare  ad  una
  mozione di sfiducia.
   I   firmatari  della  mozione  di  sfiducia,  in  maniera  molto
  ipocrita,  partono  da un principio, nel momento  in  cui  dicono
   fermo  restando la presunzione di innocenza'. Noi sappiano  bene
  che  in  alcuni ambienti dell'estrema sinistra la presunzione  di
  innocenza non è un principio che contraddistingue i loro  valori,
  infatti, per loro un avviso di garanzia equivale ad una condanna,
  per loro la giustizia è colpevolezza, invece, in terra di Sicilia
  abbiamo  avuto  esempi  eclatanti, come quando  fu  arrestato  il
  presidente  della  provincia di Palermo,  onorevole  Musotto,  il
  quale fu messo in galera, fu costretto a dimettersi da Presidente
  della provincia per essere sempre ampiamente assolto dalle accuse
  che la Procura di Palermo gli aveva mosso.
   Mi  rendo  conto, però, che la sinistra non perde  occasione  di
  rinunciare  a  quello  che  per me - l'ho  sempre  detto  in  più
  occasioni  in  quest'Aula -  è il loro  dovere,  cioè  quello  di
  proporre  un'alternativa,  perché  l'opposizione  deve  sì   fare
  critica,  ma  deve essere anche propositiva. Invece,  alla  fine,
  spesso  l'unica  cosa che sanno fare, purtroppo, è  attaccare  le
  vicende giudiziarie.
   Ma  chi di noi, facendo politica in terra di Sicilia, può  avere
  certezza  di non trovarsi, domani, chiamato a rispondere  di  una
  presunzione  di  reato  sol perché  ha girato  per  la  terra  di
  Sicilia  in  campagna elettorale? A quanti di noi è  accaduto  di
  incontrare persone, di salutare persone e poi sentirsi  dire  che
  un  incontro, un rapporto di amicizia che, per esempio, nasce dai
  tempi di scuola, si configura come  reato?
   Ma  sapete  qual  è  la  verità? A me non  piace  menzionare  le
  statistiche, ma le statistiche dicono che oltre il 50  per  cento
  delle  persone  che hanno subito la carcerazione  preventiva  per
  reati di mafia, non sono state neanche rinviate a giudizio ed  un
  altro 50 per cento, che è stato invece rinviato a giudizio,  alla
  fine, è sempre stato assolto.
   Ciò  non  vuol dire, stiamo attenti, che io penso che  la  mafia
  non  sia  un  problema; non solo lo penso, ma sono certo  che  in
  questi   anni,   dall'inizio   di  questa   legislatura,   questa
  maggioranza,  non  abbia mai prodotto neanche  un  atto  che,  in
  qualunque  modo potesse favorire le attività criminali o,  quanto
  meno, la mafia.
   Certo,  non  c'è  dubbio,  che noi del centro-destra  siamo  per
  natura mafiosi, perché vige una regola in questo Paese: chi non è
  a  Sinistra,  non è colto; chi non è a Sinistra, e,  quindi,  non
  viene  annoverato tra quelli che dicono di fare lotta alla mafia,
  automaticamente è mafioso  Ma la verità è che bisognerebbe  avere
  il   coraggio  di  andare  a  vedere  cosa  significa    attività
  antimafia'.
   Vorrei  raccontare un fatto vero: Palermo è stata governata  per
  tanti  anni dal sindaco Orlando, il quale, soltanto negli  ultimi
  anni  del  governo di questa città, è riuscito  a  presentare  un
  Piano  Regolatore  che  violava le  leggi,  in  quanto  le  leggi
  regionali  sui  piani  regolatori prevedevano  che  questi  piani
  dovessero avere una cartografia minima a 2.000. L'allora  sindaco
  Orlando  presentò  la cartografia del nuovo Piano  regolatore  su
  scala  a  5.000,  violando  una delle norme  che  prevedevano  la
  decadenza del sindaco.
   Il  sindaco  Orlando,  non solo non fu dichiarato  decaduto,  ma
  quel Piano Regolatore fu dichiarato ammissibile.
   Allora,  cosa è mafia? Credo che mafia non sia soltanto  spaccio
  di    stupefacenti,   estorsione,   omicidio,   ma   anche     la
  prevaricazione  delle  norme, mafia è quando  qualcuno  pensa  di
  potersi sostituire allo Stato. L'anti-Stato è mafia.
   E  quando il sindaco Orlando salì a Pizzo Sella per demolire una
  struttura abusiva, rispetto alle case ivi costruite che non  sono
  affatto   abusive,   lasciando  gli   sfabbricidi'    su   quella
  montagna,  considerato reato di inquinamento ambientale,  nessuno
  lo  perseguì. Allora, non è mafia questa? Non è arroganza mafiosa
  dire cose che non sono, fare credere quello che non è?
   Non  c'è dubbio che sia troppo semplice addebitare al presidente
  Cuffaro  l'illegittimità  - come usano  dire  i  nostri  colleghi
  dell'opposizione   in   questa  mozione  -,   l'inadeguatezza   a
  governare.
   Come  si può fare ciò ad un Presidente della Regione eletto  dal
  popolo e non dal Parlamento, come accadde  alcuni anni fa  ad  un
  Presidente  della Regione del centro-sinistra che, oggi,  con  il
  suo  Gruppo è firmatario della mozione di sfiducia nei  confronti
  dell'onorevole  Cuffaro; come può quest'uomo  non  ricordare  che
  quando  lui era Presidente di questa Regione, Cuffaro  lo  nominò
  assessore.
   Evidentemente, onorevole Presidente Cuffaro, lei prima  non  era
  inadeguato  a  governare perché il centro-sinistra l'ha  ritenuto
  adeguatissimo  a  governare  questa  nostra  Regione.  Certamente
  qualcosa deve essere cambiata da allora ad oggi.
   Ciò  che  dispiace, onorevole Presidente, è che nessuno ricorda,
  rispetto   all'ottima  attività  amministrativa   e   soprattutto
  politica,  che  lei  è tra i pochi Presidenti  del  centro-destra
  eletti  nel 2001, che ripresentandosi al corpo elettorale per  le
  elezioni  europee,  ha  riconfermato il consenso  dei  siciliani,
  facendosi formalmente eleggere al Parlamento europeo.
   Devo  dirle che per me è stata un'ulteriore conferma  di  quello
  che  ho  sempre pensato di lei; nel momento in cui, un  uomo,  un
  padre  davanti  a vicende che possono interferire  anche  con  la
  sfera  del  privato avrebbe potuto scegliere, con legittimazione,
  il  Parlamento europeo, visto che erano stati proprio i siciliani
  a votarla al Parlamento europeo.
   Lei ha scelto di restare a governare la Sicilia, dimostrando  un
  grande rispetto nei confronti del popolo siciliano e tutto questo
  non  le  può  essere  disconosciuto, non può essere  dimenticato,
  perché  credo  che  se un giorno ad un altro  Presidente  dovesse
  succedere  di poter optare, come ha avuto modo di fare lei,  sono
  convinto che farebbe una scelta diversa.
   Ho  voluto  ricordarle ciò, perché è servito a me personalmente,
  onorevole Presidente, per continuare a confermarle la fiducia che
  le   voglio   continuare  a  confermare  stasera;   voglio   però
  sottolinearle,  in  maniera assolutamente costruttiva,  anche  un
  altro  fatto,  in quanto lo ritengo opportuno, nei  confronti  di
  questa Terra, per le cose che vogliono i nostri cittadini  e  non
  per le cose che scrive il centro-sinistra.
   Vede,  onorevole Presidente, noi abbiamo varato la  nuova  legge
  elettorale e lei sa bene che la mia posizione, quella del  Gruppo
  parlamentare  cui appartengo è sempre stata estremamente  critica
  e,  le garantisco, non per lo sbarramento, non per vicende legate
  più o meno al listino, ma perché ho sempre pensato che se c'è una
  classe  politica vera che vuole veramente affrontare  i  problemi
  della  Sicilia,  la  legge  elettorale poteva  essere  uno  degli
  strumenti utili.
   Non  v'è  dubbio  che molto spesso il sistema proporzionale,  la
  preferenza unica del candidato, purtroppo, porta i candidati alla
  frenetica ricerca del consenso, del convincimento del singolo  ad
  andare  a scrivere quel cognome nella scheda elettorale e  questo
  porta,  ogni tanto,  all'impazzimento', porta alcuni a  scegliere
  la via sbagliata, crea il problema delle connivenze.
   Non  v'è dubbio che avremmo dovuto prendere coscienza di questo,
  perché  rinunziare  anche per un periodo ad un  sistema  di  tipo
  proporzionale poteva essere funzionale ad evitare che ci fosse un
  rapporto  tra singoli e singoli; delegare di nuovo i  partiti  ad
  assumere  quel ruolo che devono sempre di più avere nei confronti
  dei  rapporti con la  società e con l'elettore sarebbe stata  una
  scelta  importante,  ma  purtroppo questo  Parlamento  ha  voluto
  guardare  le  cose  sotto il profilo dell'interesse  del  singolo
  deputato rispetto al singolo collegio elettorale producendo, alla
  fine, purtroppo, onorevole Presidente, una legge catastrofica.
   Io  ho  già inviato una lettera a tutti i Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari  di  maggioranza e di opposizione,  perché  ciò  che
  manca,  oggi,  al testo della legge elettorale, al  di  là  delle
  quote  di sesso, al di là degli sbarramenti al cinque per  cento,
  al  di  là di tutto, è la certezza, la garanzia che, domani,  chi
  vince  le elezioni regionali avrà una maggioranza qualificata  in
  questo  Parlamento e questo è un dato che non dobbiamo sottacere,
  in  quanto  non  è più una questione privata, ma di governabilità
  della nostra Terra, chiunque vinca.
   Questa  legge, onorevole Presidente, non garantisce alcun premio
  di maggioranza; questa legge in presenza di più candidati può far
  sì  che  la coalizione vincente  arrivi in questo Parlamento  con
  meno di 45 deputati.
   Cosa  succederà, allora? Come si governerà questa  nostra  terra
  di   Sicilia  con  tutti  i  problemi  che  già  oggi  tutti  noi
  conosciamo?   Come  si  farà  domani?  Chi  si  assumerà   questa
  responsabilità?   Perché  il  legislatore  non   può   avere   la
  lungimiranza  di scrivere una norma pensando che con  tale  norma
  risolve  il suo problema. Quando si fanno le norme bisogna  avere
  la  serenità e la serietà di pensare a chi verrà dopo  di  noi  e
  lasciare una traccia positiva, signor Presidente.
   A  conclusione di questo mio intervento, Presidente,  non  posso
  non ricordarle che questa è una legislatura atipica rispetto alle
  altre,  perché  è la prima legislatura in cui il Governo  non  si
  forma   dentro   quest'Aula  -  dove  magari   l'inadempienza   o
  l'incapacità di un singolo Assessore non può essere censurata - e
  quindi  qualunque problema ricade sul Presidente. E a mio  avviso
  il  Presidente non deve più sottacere in primo luogo lo stile che
  deve  contraddistinguere i nostri rappresentati di Giunta. Vorrei
  che  l'onorevole Speziale non avesse più la possibilità, parlando
  in  quest'Aula, di sorridere davanti alle liti che gli  Assessori
  portano sulle pagine dei giornali.
   Non  vorrei più sentirmi dire che non abbiamo avuto la  capacità
  di  fare le stazioni uniche appaltanti. Il 25 maggio sono scaduti
  i  termini e non abbiamo avuto la capacità di formare le stazioni
  uniche appaltanti, e pubblichiamo nella Gazzetta regionale che  i
  Comuni   possono   inviare  i  bandi  di   appalto   direttamente
  all'Assessore per i lavori pubblici.
   Presidente,  queste  sono  cose che non  abbiamo  mai  approvato
  nella  legge  sugli  appalti,  e  vorrei  invitarla  ad  un'altra
  riflessione,  perché è troppo semplice ogni  volta  che  dobbiamo
  tentare  di ammodernare questa Sicilia sentirsi dire da questo  o
  quell'Assessore:  se non si fa così mi dimetto'.
   Presidente,  non  può essere più questo il metodo   O  si  passa
  attraverso  un  confronto politico con i  Gruppi  parlamentari  o
  questi  Assessori si devono dimettere, perché il metodo  non  può
  più essere questo, perché abbiamo governato bene e ci siamo fatti
  confermare la nostra azione di Governo dai dati elettorali.
   Il  centrodestra  in  Sicilia, dopo quattro  anni,  continua  ad
  essere  maggioranza.  Non  corriamo il rischio  di  continuare  a
  fornire armi al centrosinistra per far crescere un consenso,  che
  diventa  soltanto  un consenso di facciata,  perché  poi  i  loro
  contenuti  sono  sempre  gli stessi, non cambieranno  mai.  Leggo
  testualmente:  valutato che l'onorevole Cuffaro non è adeguato al
  compito di governare la Regione anche per la delegittimazione che
  emerge dalla sua vicenda giudiziaria .. .
   Questo è il centrosinistra in Sicilia e rimane questo

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Barbagallo.  Ne
  ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  mozione
  di  sfiducia  è un atto dovuto nei confronti di un  Governo  che,
  secondo  il  nostro  punto di vista, ha inciso negativamente  nel
  sistema  economico,  ma anche nel costume  e  nella  cultura  dei
  cittadini.
   Il   cuffarismo  - lo dico senza atteggiamenti  di  mancanza  di
  rispetto nei confronti del Presidente sul piano personale  -  sta
  incidendo  nel  tessuto  sociale, prima ancora  che  nel  sistema
  produttivo.
   D'altra  parte  lo  stesso Presidente, subito dopo  le  elezioni
  regionali, ebbe a dire che il centrodestra in Italia aveva  perso
  perché c'era poco  cuffarismo  nello stile dei colleghi che fanno
  politica  nel  resto del Paese, intendendo per   cuffarismo   una
  pratica di rapporto con i cittadini che lo portava a definirsi un
  imprenditore del consenso.
   Noi  abbiamo  qualche dubbio su questo modo  di  fare  politica,
  poiché  in questi anni è stata privilegiata l'attività  di  breve
  periodo,   perpetuando  una  logica  di  piccoli  scambi,   molto
  praticati e redditizi dal punto di vista del consenso.
   E'  mancata la progettualità. La politica non può essere  intesa
  come  una  scambio quotidiano; fare politica vuol  dire  seminare
  oggi per raccogliere domani, anche se a seminare dovessero essere
  altri,  guai  a  non avere una prospettiva, a  non  indicare  una
  strategia, un disegno complessivo per qualsiasi territorio.
   Il  centrodestra si è assunto un altro compito in questo periodo
  in Sicilia, che è quello di promuovere una Sicilia che non c'è.
   L'ordine  è  stato di invertire la rotta. Basta inchieste  sulla
  cultura della legalità, basta inchieste sul sottosviluppo,  basta
  inchieste  sul  clientelismo - che rimangono i  veri  mali  della
  nostra   terra  -  ma  soltanto  immagini  positive,   addolcite,
  modificate da una propaganda che non ha riscontro con la realtà.
   I  commenti  positivi che il Presidente giustamente esprime  dal
  suo   punto  di  vista  sull'andamento  dell'economia  non   sono
  sostenuti  né  dai  dati sull'occupazione - ma probabilmente  dai
  dati  sulla  disoccupazione - né da quelli sul  prodotto  interno
  lordo.
   Il   tasso  di  disoccupazione  in  Sicilia  è  sceso,  qualcuno
  addirittura   sostiene  al  16,2%  (eravamo  al  20,   21%),   ma
  l'occupazione non è proporzionalmente cresciuta, siamo  fermi  al
  41,1% (in Italia al 57,3%, nel sud al 46%).
   La  diminuzione  del tasso di disoccupazione è dovuta,  in  gran
  parte,  all'emigrazione e non all'aumento delle unità di  lavoro.
  Non  riusciamo  purtroppo a trattenere i giovani,  i  quali  sono
  costretti  a cercare altrove il lavoro che non trovano più  nella
  loro terra.
   Sui  dati soprarichiamati incidono, inoltre, i cosiddetti  figli
  della  flessibilità : lavoratori interinali, impiegati  dei  call
  center,  LSU  e precari vari. Per questi lavoratori  l'incertezza
  dell'occupazione si trasforma in incertezza del futuro  e  spesso
  anche in povertà del presente.

    SAMMARTINO   Tutti i precari sono nati con le  leggi  nazionali
  del centrosinistra, ricordiamolo.

    BARBAGALLO   Non  voglio rispondere perché dovrei  dire  che  i
  primi diecimila contratti di diritto privato si sono fatti con il
  Governo  Capodicasa, con l'assessore Papania, però non mi  va  di
  fare  una  polemica  con  i  colleghi.  Ognuno  sviluppa  il  suo
  ragionamento e poi ciascuno di noi risponde delle cose che dice.

    SAMMARTINO   La precarietà del lavoro in Italia  l'avete  fatta
  voi.

    BARBAGALLO    Eurostat,   nel  suo  annuario   statistico,   ha
  evidenziato che Campania, Calabria e Sicilia registrano  uno  dei
  più  bassi  tassi  di  occupazione in Europa,  mentre  Lombardia,
  Emilia  Romagna  e Valle d'Aosta sono nel gruppo di  testa  delle
  regioni  dell'Unione  Europea per quanto  riguarda  la  ricchezza
  delle famiglie. Per ultimo il dossier della Caritas ha confermato
  che  la  Sicilia,  insieme alla Calabria, è  la  regione  con  le
  famiglie  più povere del Paese. In tali condizioni è  chiaro  che
  non ha più senso parlare di cifre nazionali della disoccupazione.
   La  Sicilia  è un caso particolare e c'è un rischio Sicilia  che
  non viene percepito, secondo me, in maniera adeguata dall'attuale
  classe dirigente.
   La  questione  Nord-Sud va affrontata subito. Se  si  va  avanti
  così  il Mezzogiorno non potrà che diventare sempre più povero  e
  più lontano dal resto del Paese.
   L'andamento del reddito prodotto nel 2004 non è stato  positivo.
  Dopo  un  2003 che ha visto una crescita spontanea  di  un  punto
  percentuale in più rispetto al resto del Paese (1,8 contro 0,3%),
  il  2004  si  è  chiuso  con un incremento  dello  0,8%  rispetto
  all'1,2%  della media italiana e le previsioni per  il  2005  non
  sono  confortanti  poiché dai dati del rapporto della  Fondazione
  Dista-Curella  si  evidenzia che si potrà  crescere  dell'1,1%  a
  fronte di una crescita media del Paese dell'1,6%.
   I  dati del 2003 sono stati determinati, come il Presidente  ben
  conosce,  dai rendimenti del settore agricolo, che ha  registrato
  un aumento eccezionale ma assolutamente congiunturale.
   Si   può   ricordare,   a   tal  riguardo,   che   gli   addetti
  all'agricoltura, nonostante la crescita del 2003, sono  diminuiti
  del  6,8%. L'altro indice positivo si è registrato nel volume  di
  affari  delle  banche. Entrambi i settori,  tuttavia,  non  hanno
  determinato una crescita reale dell'economia siciliana.
   Il  volume di investimenti effettuati con i fondi di Agenda 2000
  avrebbe  dovuto determinare una crescita e uno sviluppo maggiore.
  Le   risorse,   purtroppo,  sono  state  spese   per   sostituire
  investimenti  che Stato e Regione non finanziano più,  senza  una
  specifica  programmazione  e  con  estrema  frammentarietà  degli
  obiettivi. La sofferenza del sistema economico siciliano  dipende
  anche dal fatto anche che non si realizzano le riforme necessarie
  e strutturali.
   A  4  anni  dall'inizio della legislatura  non  è  stata  ancora
  approvata  nessuna  legge  di  settore.  Si  pensi  -  solo   per
  ricordarne alcune - alla legge sul turismo, che mi hanno detto  è
  stata  esitata  proprio in questo giorni dalla IV Commissione,  a
  quella  della formazione professionale, alla legge sul  trasporto
  locale,  agli interventi per i beni culturali e addirittura  alla
  legge  di  recepimento  della legge n. 183/89  sulla  difesa  del
  suolo.  Per non parlare del debito di 3226 milioni di  euro,  che
  rimane, per i mutui contratti con le banche, oppure del fatto che
  nel  bilancio della Regione non è stato accantonato un  euro  per
  nuove iniziative legislative.
   Le  domande  per l'efficienza e l'efficacia del Governo  Cuffaro
  sono   anche  altre:  i  pendolari  viaggiano  meglio  sui  treni
  siciliani? La sanità funziona? L'inquinamento delle nostre  città
  è  diminuito? La formazione professionale apre le porte per nuove
  occasioni  di  lavoro?  Gli  aiuti  alle  attività  produttive  e
  all'edilizia economica e popolare sono sufficienti e tempestive?
   Siamo  purtroppo  in  presenza  di  un  governo  regionale   che
  annuncia  ogni giorno, vanamente, nuove infrastrutture mentre  la
  mobilità è sempre più difficile ed insopportabile.
   Su  tutte queste questioni la differenza fra la regione  che  il
  centrodestra vuole rappresentare e la regione reale è  clamorosa.
  I  siciliani  si  sentono delusi, traditi,  volevano  efficienza,
  modernizzazione, defiscalizzazione, ed invece si sono trovati più
  tasse,  tickets sui medicinali e sul pronto soccorso, una regione
  inefficiente,  tagli  alle  categorie  produttive  ed  agli  enti
  locali.
   Siamo  preoccupati  perché la crescita e lo  sviluppo  dell'area
  mediterranea  potrebbero offrire alla Sicilia - la cui  funzione,
  anche  per  la  posizione geografica di cui gode, è  estremamente
  importante  - una ulteriore occasione di crescita in  un  momento
  nel quale la stessa mostra vistosi segni di arretramento rispetto
  al contesto nazionale.
   Un'occasione  ulteriore per riprendere  il  nostro  cammino  con
  maggiore  certezza e con chiari obiettivi. Guai  a  non  cogliere
  questo appuntamento del 2010
   Siamo   consapevoli  che  le  politiche  dell'attuale   Governo,
  tuttavia,  hanno dato luogo ad una crisi che non ha riscontro  né
  precedenti nella storia passata, perché è una crisi che va al  di
  là  del fatto economico ed invece si allarga al complessivo  modo
  di  essere  e  di rapportarsi con la realtà economica  e  sociale
  nella  quale  si vive una crisi che rischia di produrre  uno  dei
  peggiori  modelli  possibili, una crisi che  ha  bisogno  di  una
  risposta  di governo all'altezza delle sfide che la stessa  pone,
  un  Governo  che  si  faccia portatore di un  modello  nel  quale
  credere e sul quale spingere ciascuno di noi a misurarsi.
   In  poche  battute,  una crisi che non si governa  con  immagini
  false,  non si governa in carenza, se non addirittura, in assenza
  di  capacità di essere in primo luogo portatori di valori, uomini
  con  le carte in regola, come ci ricorda Piersanti Mattarella,  e
  poi   portatori  di  un  disegno  chiaro,  fatto   di   contenuti
  praticabili e scelte sostenibili per amministrare il  presente  e
  progettare il futuro.
   Non  possiamo  rassegnarci e restare prigionieri di  un  circolo
  vizioso  che  collega la carenza di cultura della legalità  e  il
  sottosviluppo economico.
   Abbiamo  bisogno  di venire fuori dal tunnel di  una  condizione
  che   esalta   in  termini  assolutamente  negativi   la   nostra
  marginalità. Abbiamo il diritto, ma anche il dovere, di  credere,
  credere  che sia possibile trovare una strada che ci permetta  di
  riallacciare il filo della speranza.
   Per fortuna le promesse del centrodestra non fanno più presa.  I
  cittadini  hanno capito bene che il piatto piange e  le  promesse
  non  mantenute  sono troppe. Gli esiti di tutte  le  più  recenti
  consultazioni  elettorali manifestano una  chiara  inversione  di
  tendenza.
   Anche  in  Sicilia è possibile avere una nuova classe dirigente.
  In  una  realtà come quella siciliana diventano, a nostro parere,
  importantissimi i processi di selezione della classe dirigente  e
  la valorizzazione della biografia del personale politico.
   La  grave  crisi di valori che oggi ci affligge  ha  portato  la
  politica ad avvitarsi su stessa, non si cerca il potere per  fare
  politica  ma  si fa politica per cercare il potere.  La  politica
  deve  ritornare  ad  essere impegno per gli  interessi  generali,
  anche  attraverso  il  recupero  della  tensione  etica  e  delle
  motivazioni culturali.
   In  Sicilia  è  ancora centrale la questione morale.  La  classe
  dirigente  deve avere un supplemento di rigore e di intransigenza
  nei  comportamenti  politici  e in  tutte  le  sue  attività,  la
  credibilità della nostra classe politica è essenziale per  potere
  rivendicare  il  ruolo  che  alla Sicilia  compete  nel  panorama
  nazionale ed europeo.
   La  Regione,  come  ricordavo poc'anzi e come  diceva  Piersanti
  Mattarella,  deve  presentarsi  con  le  carte  in   regola   per
  pretendere  rispetto  da  parte  degli  altri.  Dobbiamo  evitare
  qualsiasi dubbio sulle scelte istituzionali e sullo stile di vita
  dei  rappresentanti  politici siciliani. Resta  ancora  molto  da
  fare, in proposito, in una realtà nella quale la mafia esiste  ed
  è  viva  e  vegeta, con un forte controllo del  territorio  e  un
  inesauribile serbatoio nella delinquenza minorile.
   Per  modernizzare la Sicilia è necessario combattere  la  mafia,
  non  solo  come  organizzazione criminale  ma  anche  come  forma
  mentis, sin dalla più giovane età e nelle classi dirigenti  degli
  amministratori come rifiuto di ogni corruzione.
   Occorre  battersi  per  l'adozione di strumenti  di  trasparenza
  nell'azione amministrativa e rifiutare talune logiche spartitorie
  che hanno deteriorato il costume della nostra regione.
   Certo  il  quadro  richiamato è oggettivamente  critico.  Sembra
  quasi  che non sia possibile cambiare. Non ci credono più neppure
  i cittadini, forse neppure  la cosiddetta classe dirigente. Pochi
  hanno fiducia, nessuno scommette sul futuro.
   Si  cercano  privilegi e favori, prevale la difesa dello  status
  quo,  una  visione  statica e non progettuale della  politica.  I
  giovani  non  si  fidano più dei politici disposti  a  fare  solo
  clientelismo; eppure è possibile sperare in una Sicilia diversa.
   Il  futuro della Sicilia sarà come noi vogliamo che sia,  perché
  il  domani  dipende  dalle nostre scelte  di  oggi.  In  politica
   prevedere  non è accettazione passiva di un futuro che  si  vede
  arrivare, bensì capacità di interpretare, orientare e guidare  il
  cambiamento,  grazie  ad  una  serie  di  scelte  coraggiose,  da
  maturare tutte insieme, se è possibile, attraverso il dialogo  ed
  il confronto.
   Chiunque  opera in politica deve avere fiducia nel  cambiamento,
  deve credere in una politica nuova.
   Noi  abbiamo presentato la mozione di sfiducia essendo  convinti
  dell'esito stesso della mozione di sfiducia, però questa è  stata
  l'occasione per potere dire che ci sono tante cose da fare ancora
  in  Sicilia.  E sono amaramente sorpreso di notare  che,  anziché
  impegnarci  sulle  cose da fare ed i problemi  da  risolvere,  in
  questi  giorni  si discute delle candidature e della  data  delle
  elezioni regionali.
   Le   elezioni   regionali  non  si  vincono  con  i   tatticismi
  esasperati,  con  i  calcoli  elettorali,  con  le  furbizie.  Le
  elezioni  regionali si vincono sulla base delle  scelte  assunte,
  sui comportamenti avuti, sulla capacità di dimostrare che c'é  un
  governo all'altezza dei propri compiti.
   Noi  siamo convinti che questo governo sta producendo danni alla
  Sicilia  e  per  questo speriamo che il Presidente della  Regione
  rinunci  alla sua carica al più presto, senza giocare sulla  data
  delle elezioni.

    FORGIONE   E'  iscritto a parlare l'onorevole Forgione.  Ne  ha
  facoltà.

    FORGIONE    Signor  presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, non pensiamo che  il  dibattito  su
  questa  mozione  di sfiducia, il cui esito nel  voto  finale  non
  vorremmo considerare scontato, sia un fatto rituale o inutile.
   Lo  abbiamo  fortemente  voluto, c'è  stata  una  prima  mozione
  presentata  da  Rifondazione comunista, poi un'altra  firmata  da
  sette   deputati,  poi  ancora  questa  firmata   da   tutto   il
  centrosinistra.  Lo abbiamo voluto e lo consideriamo  un  momento
  centrale nella vita di questo Parlamento, per le ragioni  che  lo
  motivano  e per come vorremmo che questo dibattito fosse  vissuto
  da  domani - visto che fino ad oggi non é stato così -, fuori  da
  questa  Aula, nella ricostruzione di un diverso rapporto  tra  la
  politica, la società civile e le istituzioni.
   Da  cosa  può  rigenerarsi la politica, che è malata  e  in  una
  crisi   molto  profonda,  nella  nostra  Regione  se  non   dalla
  ricostruzione  di un rapporto trasparente tra domanda  e  bisogni
  sociali, diritti universali e una nuova etica pubblica?
   Non  sarò  ipocrita;  non  abbiamo  firmato  questa  mozione  di
  sfiducia per discutere della crisi sociale e occupazionale -  che
  pure  c'è -; dei nuovi flussi di emigrazione che sono ripresi  in
  questa  terra; della crisi finanziaria della Regione che é  sotto
  gli  occhi  di  tutti  e lei e il suo governo,  presidente  della
  Regione,  ne  siete  i primi responsabili; del  fallimento  della
  programmazione,   che  rischia  di  farci  perdere   le   risorse
  dell'Unione  Europea,  ed il balletto di queste  ore  interno  al
  governo  parla  da solo del vostro fallimento. Ed  ancora,  dello
  sfascio   della   sanità,   delle   politiche   del   territorio,
  dell'immoralità,  della  spartizioni per  correnti  e  per  sotto
  correnti  dei partiti dei vertici dell'amministrazione regionale;
  potrei   continuare,  ma  di  queste  cose  hanno   già   parlato
  l'onorevole Speziale e l'onorevole Barbagallo.
   Presidente  Cuffaro,  le ragioni vere di  questa  mozione  e  di
  questo  dibattito  si  chiamano rapporti tra  mafia  e  politica:
  l'intreccio  tra la questione morale e la questione  democratica,
  che  in  Sicilia ha un coinvitato di pietra che si  chiama   Cosa
  nostra ,  con la sua pervasività, il suo penetrare  in  tutte  le
  pieghe  della società, il suo ruolo egemone in un blocco  sociale
  in  cui la bramosia affaristica dei ceti dirigenti e di parte del
  mondo  imprenditoriale prefigurano una vera e  propria  borghesia
  mafiosa.
   La  ragione di questo dibattito sta nell'interrogarsi  da  parte
  di gran parte della società siciliana sulla natura della politica
  e del potere in Sicilia, sulla doppiezza delle Istituzioni, sulla
  doppiezza di settori della Pubblica Amministrazione.
   E'  un  tema nostro, vedete colleghi, della politica e non della
  magistratura.
   La   sua  vicenda  giudiziaria,  onorevole  Presidente,  al  cui
  fondamento emerge un'articolata rete di relazioni, di collusioni,
  non  é  un  suo fatto privato, come spesso si accredita anche  in
  settori diversi del centrodestra, per quanto mi riguarda è il più
  grande  fatto  pubblico  della storia  politica  siciliana  degli
  ultimi venti anni.
   E'  la  prima  volta che un Presidente della  Regione  si  trova
  sotto  processo per favoreggiamento alla mafia. Saprà  cosa  fare
  lei,  ed  é  un  suo  diritto  difendersi  e  dimostrare  la  sua
  estraneità,   e   noi  ed  io  personalmente   glielo   auguriamo
  sinceramente, ma siamo di fronte ad un fatto enorme dal punto  di
  vista  politico e pubblico, per la democrazia, per la legittimità
  morale delle Istituzioni e del Governo in Sicilia.
   Il  favoreggiamo ad un imprenditore come Aiello, che già nel '93
  veniva  citato nei  pizzini che Totò Riina aveva in tasca  il  15
  gennaio  al  momento  del suo arresto, non è  frutto  dell'azione
  privata  di  un cittadino, ma di un Presidente della Regione  che
  riceve e scambia favori. Alla fine la verità giudiziaria verrà  a
  galla
   E  se questo diventa sistema nel reticolo di rapporti tra uomini
  riconducibili alla sua struttura politica, ci sarà una ragione  e
  ci sarà una ragione se è già acquisito processualmente, anche con
  alcune  sentenze,  che  l'ex assessore alla  sanità  di  Palermo,
  Miceli,  da  lei  nominato presidente della  più  grande  società
  pubblica  mista  della  nostra  Regione,  la  Multiservizi,   era
  contemporaneamente   al   servizio  del   boss   di   Brancaccio,
  Guttadauro.
   E  ci sarà un motivo se sempre in questo reticolo di rapporti  e
  relazioni  l'onorevole  Borzacchelli, altro  pilastro  della  sua
  struttura  politica, da oltre un anno non siede  più  tra  questi
  banchi.
   E  non sarà un caso se il capogruppo del suo partito a Bagheria,
  il  signor Rotondo, era anche il direttore sanitario della stessa
  clinica  di  Aiello,  e  sarà un problema se  in  quella  clinica
  lavorava la fidanzata di quel Matteo Messina Denaro che da  oltre
  dieci  anni  è il secondo più pericoloso latitante d'Italia,  che
  pare  -  assieme a Bernardo Provenzano - ha trascorso  in  quella
  clinica parte della sua latitanza.
   Cari colleghi, ci sarà un nesso tra questo grumo di interessi  e
  di  relazioni  e  il fatto che quella clinica privata   mangiava
  centinaia di miliardi della Regione.
   Non  si  prova  nessun imbarazzo a firmare  la  convenzione  con
  l'amministrazione giudiziaria della clinica e vedere che i  costi
  delle  prestazioni si sono abbattuti di circa il 50%  rispetto  a
  quando  il tabellario veniva trattato invece nei retrobottega  di
  Bagheria, o per le mediazioni di alcuni deputati di questa nostra
  Assemblea regionale, direttamente con Aiello?
   Ecco  di  cosa  parliamo: della gestione  della  cosa  pubblica,
  delle privatizzazioni, del diritto alla salute, delle risposte da
  dare  ai  problemi  della  gente e  di  come  questi,  dentro  un
  meccanismo  rigenerato di scambio, diventano il  terreno  di  una
  nuova saldatura tra mafia, politica ed imprese.
   E   che   dire   delle  vicende  che  emergono   anche   attorno
  all'onorevole Cintola, al quale è stata affidata la gestione  del
  bilancio  della  Regione?  Già dalla relazione  di  Franchetti  e
  Sonnino  di  oltre un secolo fa, a fondamento dello  scambio  tra
  mafia  e  politica, ci sta la gestione delle risorse e dei  fondi
  pubblici,  da  quello che sta emergendo con  mezze  ammissioni  e
  mezze  verità, sono sempre scelte casuali quelle che si compiono?
  E  che  ne  è della vicenda giudiziaria dell'ex Presidente  della
  Commissione Sanità, onorevole Lo Giudice?
   Abbiamo    perso    anche   la   memoria   in    questa    corsa
  all'assuefazione,  o  se volete, in alcuni  settori,  anche  alla
  rimozione.
   Questo  dibattito era necessario, anzi forse è  tardivo  essendo
  quasi  a  fine legislatura. Ma davvero potete pensare che  questa
  società  siciliana assorba tutto? Che siete riusciti ad abbattere
  tutti  gli anticorpi culturali e sociali contro il degrado  della
  politica e del potere?
   La  cosa che più inquieta è la normalità delle vostre relazioni,
  l'organicità delle vostre collusioni, la ramificazione dei vostri
  rapporti  su cui ormai sono state scritte migliaia e migliaia  di
  pagine di atti giudiziari, prime sentenze, ordinanze di rinvio  a
  giudizio, atti processuali.
   Non  si  può  sempre rispondere  Sì è vero ma non sapevo.  Sì  è
  vero ma non conoscevo .
   Mentre  parliamo  ci  sono  agenzie che  stanno  battendo  nuove
  notizie  sui  rapporti tra Miceli ed alcuni settori oscuri  della
  massoneria  e  il responsabile della task force della  Presidenza
  della Regione.
   Come  non  capire che la permanenza di questo Governo  tiene  la
  Sicilia in una condizione di permanente dibattito sulla questione
  morale e sui rapporti tra mafia e politica
   Queste  zone  d'ombra,  sulle quali  ormai,  però,  sono  accese
  troppe   luci,   oscurano   la  legittimità   democratica   delle
  istituzioni  e  inviano  un  messaggio inquietante  alla  società
  siciliana.
   Se  tutto  è  lecito, perché ribellarsi? Se lo può  chiedere  un
  imprenditore,   un   commerciante,  un  giovane,   un   burocrate
  regionale.  Se  i  nemici  sono coloro  che  si  battono  per  la
  legalità, perché ribellarsi a questo sistema?
   La  politica deve ritrovare le sue ragioni, il suo senso, la sua
  funzione, guardare agli interessi generali. Ed invece voi l'avere
  privatizzata, umiliata, piegata a strumento di affari,  vi  siete
  resi  voi  stessi  impresa per usufruire de suoi benefici,  senza
  neanche  perdere il pudore della separazione delle responsabilità
  e senza guardare nemmeno a qualche conflitto di interesse.
   Per  queste  ragioni, ho chiesto anche al centrosinistra,  forse
  con   qualche   tono  di  troppo,  di  evitare  in  questa   fase
  trasversalismi,   elementi   di   appannamento   del    carattere
  alternativo degli schieramenti, pratiche che possono rendere poco
  credibile una alternativa a questo sistema.
   Sì,  in questa vicenda, in questo dibattito, ci giochiamo  anche
  il  carattere  dell'unione  come forza  di  trasformazione  e  di
  cambiamento e non di semplice governo dell'esistente.
   Vorrei  citare  parole  non  mie:  bisogna  evitare  o  troncare
  amicizie,  frequentazioni, contatti  da  cui  si  possono  trarre
  favori  più  o  meno leciti che hanno intrapreso la strada  della
  continuità  e della complicità con il malaffare e la  delinquenza
  più  in  generale . Sono parole di Manfredi Borsellino, il figlio
  del giudice Paolo, assassinato dalla mafia.
   La  struttura  politica,  la sua struttura  politica,  onorevole
  Presidente, è già oltre questo sistema di relazioni e per  questo
  motivo,  le  chiediamo di dimettersi, perchè le  istituzioni  non
  possono sopportare oltre questo livello di degrado, queste ombre.
  In  passato,  quando si parlava di mafia e politica, di  politici
  collusi,  si parlava dei referenti esterni di cosa nostra.  Oggi,
  invece,  dopo  la  fine  della stagione stragrista,  sono  sempre
  maggiori  i  punti  di internità e si finisce  con  il  carattere
  dell'esternità delle relazioni tra soggetti esterni.
   Dico  ciò  perchè abbiamo bisogno di liberare la politica  e  le
  istituzioni da tutte le ipoteche di ordine morale alle quali  voi
  le  avete  costrette; di consentire alla Magistratura  di  andare
  avanti e di portare a fondo la propria azione di legalità.
   Non  l'ho  mai  pensato  -  e vorrei dirlo  anche  all'onorevole
  Acierno  -  ma  voi,  che  di questo ne avete  fatto  oggetto  di
  propaganda,   non   potete  dire  neppure   di   essere   vittime
  dell'attacco  di  giudici comunisti e di una Procura  rossa.  Non
  avete più neppure questo argomento di propaganda.
     Come  vedete, abbiamo parlato di politica, di trasparenza,  di
  democrazia della nostra funzione di uomini e donne che  hanno  un
  ruolo pubblico; di come liberare la politica e le istituzioni  da
  tutti  i  vincoli  di  un sistema economico e sociale  fortemente
  condizionato che impone la mafia.
   Solo  così  sarà  possibile riaprire una  comunicazione  con  la
  società, con i suoi fermenti, con le tensioni morali.
   Lei,   onorevole  Presidente,  non  può  più  fare  ciò.   Potrà
  continuare ad irridere le nostre posizioni o ad insultarci con  i
  suoi uffici stampa. Ma che idea si fa l'Italia quando la vede  in
  televisione  e  la sente accusare Claudio Fava, il  cui  padre  è
  stato ucciso dai killer di Santapaola, di aver fatto fortuna  con
  l'antimafia. Stiamo ripiombando nei tempi bui degli  anni   70  e
  '80.
   Per questo noi la sfiduciamo.
   Un  dibattito  libero avrebbe aperto una discussione  anche  nel
  centrodestra  - lo auspichiamo - tra le tante forze intellettuali
  e  morali che vivono le nostre stesse tensioni, anche se  in  uno
  schieramento diverso e avverso al nostro. Purtroppo, però  queste
  tensioni   non  si  sprigionano  dentro  una  logica  rigida   di
  schieramento.
   La  lotta  contro la mafia dovrebbe chiamare le  forze  migliori
  della  società  e della politica all'unità, ma la coerenza  sulle
  sue  discriminanti divide, mette in discussione  i  comportamenti
  individuali, il rapporto tra la funzione e l'etica pubblica ed  i
  comportamenti  privati, le relazioni politiche   e  le  relazioni
  sociali di cui parlava prima Manfredi Borsellino.
   Ai  colleghi del centrodestra vorrei fare un appello  usando  le
  parole di un non violento e di un pacifista, Martin Luther  King:
   vi supplico, indignatevi .
   Quanto  a  noi, uomini e donne della sinistra, non possiamo  non
  sottoporre   a   denuncia   pubblica  questa   politica,   questi
  comportamenti, questo modo di gestire il potere. Se la mafia vive
  di  omertà,  abbiamo bisogno ovunque di usare la parola di fronte
  al  degrado politico e morale che investe le istituzioni. C'è una
  Sicilia che non ci sta e, per questo, non possiamo tacere  e  non
  taciamo in quest'Aula, tutti insieme, con diverse sfumature,  con
  diverse  provenienze, con diverse accentuazioni - le forze  delle
  opposizioni  - così come non taciamo nella società  perchè,  come
  scriveva  sui muri di Palermo negli anni '60, un altro  esponente
  di  quella grande cultura della liberazione e della non violenza,
  Danilo Dolci  chi tace è complice . E noi, nani rispetto alla sua
  grandezza, vogliamo continuare a raccogliere questa lezione.  Per
  questo motivo, onorevole Presidente, la sfiduciamo.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  prima  di  dare  la   parola
  all'onorevole Ortisi, devo comunicare che il Regolamento  prevede
  che,  in questi casi, possono intervenire non più di due deputati
  per   Gruppo   parlamentare  e  due  Gruppi   hanno   manifestato
  l'intenzione  di  consentire  l'intervento  a  più  deputati.  In
  particolare,  il  Gruppo parlamentare di Sicilia  2010,  con  gli
  onorevoli  Raiti,  Ferro  e Miccichè e  quello  dei  DS  con  gli
  onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa e  Giannopolo.
   Se  vi  è  condivisione, è possibile operare in  due  direzioni,
  senza forzare il Regolamento: durante l'intervento dell'onorevole
  Ortisi,  il gruppo di Sicilia 2010 e quello dei DS comunicheranno
  alla Presidenza chi tra i deputati che ho indicato interverrà.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, vorrei rivolgerle la  preghiera  di
  esternare,  da parte del mio Gruppo parlamentare, ma penso  anche
  da parte di tutti i colleghi, gli auguri di una pronta guarigione
  al  Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,  onorevole  Lo
  Porto.  L'eccesso di foga che prenderà, probabilmente, anche  me,
  potrebbe far dimenticare quello che ciascuno di noi, nel  proprio
  cuore, credo, abbia come sentimento nei confronti del Presidente.

    PRESIDENTE   Lo  farò  senz'altro,  onorevole   Ortisi   e   la
  ringrazio per questo.

    ORTISI    Ciascuno   di   noi  ricorderà   che,   all'atto   di
  insediamento  della  Giunta del Presidente  Cuffaro,  l'onorevole
  Miccichè,  allora Segretario regionale di Forza Italia,  espresse
  una  opinione estremamente negativa parlando di Giunta  di  basso
  profilo.  Credo  che questo cerchio si chiuderà, alla  fine,  con
  l'ultima parola che esprimerà il medesimo onorevole Miccichè.
   Certamente  non  ci  ispiriamo a lui.  Questa  Giunta  e  questo
  Presidente hanno perso un'occasione, quella di approfittare della
  stabilità  che  l'elezione diretta del Presidente  della  Regione
  forniva loro e hanno frantumato questa occasione nelle pagine più
  buie  del  manuale  Cencelli, finendo col  diventare,  nonostante
  probabilmente  la  buona  volontà,  un'amministrazione  che   non
  progetta,    fondamentalmente   estemporanea,    perchè    questa
  amministrazione  si  muove sui registri  della  estemporaneità  e
  della   litigiosità;   un'ammistrazione  estemporanea   costretta
  quotidianamente  ad  inseguire  mille  emergenze   e   a   pagare
  altrettante cambiali elettorali.
       La   fotografia   è   rappresentata   dalle   proteste   che
  quotidianamente  si  ripetono davanti a  Palazzo  d'Orleans.  Non
  passa  settimana,  qualche  volta  non  passa  giorno,  senza  la
  presenza  di  categorie riunite a protestare  davanti  a  Palazzo
  d'Orleans.  Il  filmato  è  l'intenzione  della  società   mista,
  l'ultima,  della quale abbiamo perso le tracce, che probabilmente
  fu una trovata, intelligente peraltro, del Presidente Cuffaro, ma
  estemporanea  che  aveva  di   mira  l'immediato,  cioè   rompere
  l'assedio  e  che  aveva probabilmente le tracce fondamentali  di
  sviluppo  ma  che  si  è perduta anch'essa  nei  meandri  di  una
  nebulosità che oggi si raffronta con l'alternativa: la scelta tra
  un  contratto a tempo determinato o una società mista della quale
  non si conoscono  i parametri ed i perimetri.
   Un  altro  aspetto, come dicevo prima, un altro  registro  è  la
  litigiosità: Assessori che litigano fra loro e che, molto spesso,
  litigano   con  se  stessi  per  allenarsi  e  per  non   perdere
  l'abitudine al litigio.
   Gli   eventi  di  questi  giorni  portano  ad  una  perdita   di
  credibilità  nei  confronti di questa Giunta e spesso  anche  del
  Parlamento che ne subisce le conseguenze.
   Se  leggete,  in data odierna, il fogliettino di Sala  d'Ercole,
  da  una  parte trovate scritte le parole dell'assessore Lo  Monte
   la  politica dà gli indirizzi, mentre tocca alla burocrazia, dai
  dirigenti  generali  in giù, la gestione effettiva  della  stessa
  spesa .  Dalla  legge  Bassanini è così, però  la  responsabilità
  politica  resta sempre alla Giunta, agli Assessori,  alla  Giunta
  intera.
   E  poi  leggo sui giornali - e non so se ciò risponde al vero  -
  quanto  espresso,  sempre  dall'assessore  Lo  Monte,  su  nuove,
  possibili,   candidature  alla  guida  della   Regione   per   il
  centrodestra.
   Con  il  rispetto che si deve a tutti, ricordo che in democrazia
  le eventuali candidature debbono essere il frutto della politica.
  Chi  pensa  di applicare, per il prossimo appuntamento regionale,
  la  logica  degli   unti dal Signore  - terminologia  riferita  a
  Forza  Italia,  chiaramente - e dei partiti che  senza  celebrare
  congressi   -   sempre  Forza  Italia  -  nominano  dall'alto   i
  coordinatori,  sappia  che  per la guida  del  Governo  siciliano
  questa non sarà una strada percorribile, anzi.
   Ma questa cos'è?
   Questa  è la vera mozione di sfiducia ad una Giunta della  quale
  si fa parte.
   E  poi,  ancora, l'onorevole Granata, sulla vicenda Panther  Oil
  interviene   con  una  posizione,  diciamo  di   coerenza,   però
  vecchissima ...

    GRANATA   assessore regionale per il turismo, le  comunicazioni
  e i trasporti. E' il tuo partito che ha dato la concessione.

    ORTISI  Non mi interessa, assessore Granata. Se lei vuole  fare
  polemica trova pane per i suoi denti.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito ad evitare polemiche
  e ad attenervi all'ordine del giorno.

    ORTISI   Le  chiedo  di  attenzionare  per  un  attimo  la  mia
  impostazione. Rispetto a chi e a che cosa chiede una modifica  di
  rotta?
   Rispetto  a  qualcosa che è stato firmato da una sua collega  di
  Giunta che si chiama Noè, giusto?

    CUFFARO  Presidente della Regione. L'unico sindaco che ha  dato
  la concessione è il vostro, è un dato di fatto.

    ORTISI   Vi  chiedo  scusa ma, se volete, lavoriamo  su  questo
  campo. Una collega che, avendo firmato - questa è una vergogna  -
  è  stata  poi  promossa a consulente per gli Affari Istituzionali
  pur  essendo - e mi può anche querelare, se vuole, per quello che
  sto  dicendo  -  assolutamente ignorante  in  materia  di  affari
  istituzionali.
   Se   volete   porre  la  questione  sul  piano  della   polemica
  contingente,   sulla  quale  non  mi  ero  soffermato,   sono   a
  disposizione.  Ora ho appreso che il collega  Lino  Leanza  è  su
  questa posizione.
   Il   Governatore  Cuffaro  afferma:   il  Governo  non   ammette
  deroghe  ma, nel frattempo, la Panther Oil continua a trivellare.
  Questo  è  il  dato fondamentale: la perdita di  credibilità  del
  nostro  Parlamento, del nostro territorio, affidata ad un Governo
  contraddittorio, se mi permettete, è una perdita  di  credibilità
  reale,  rispetto  alla  quale  potete  fare  tutte  le  polemiche
  contingenti che volete, ma non servono a nulla.
   E,  comunque,  se  volete, possiamo continuare  la  polemica  in
  altra sede.
   Una   Giunta,  questa,  che  invita  al  dialogo:   durante   la
  presentazione  del  bilancio,  l'assessore  Cintola   invitò   il
  Parlamento  a  dialogare, mentre sulle leggi di  sistema  su  cui
  dovremmo  dialogare davvero - il bilancio infatti è un  atto  del
  Governo che deve confrontarsi con l'opposizione, non è un momento
  di  inciucio,  da un indirizzo di politica al Governo  ed  io  ho
  polemizzato  con  lei, onorevole Cintola, sull'argomento,  in  un
  determinato  momento - bipartisan davvero, è successo esattamente
  il contrario. Sul bilancio si invita a dialogare e sulle leggi di
  sistema si va muro contro muro.
   Questa  non  è  politica; è altro. Questa non  è  la  dimensione
  legislativa; è quella del condominio.
   Per   la   politica   dell'effetto  annuncio  di   berlusconiana
  indicazione  corrono  parallele due Sicilie:  una  è  quella  dei
  convegni, pur meritori, in cui sembra che Cristo, superata Eboli,
  non  si  fermi più,  sembra che la Sicilia l'abbia superata,  che
  vada incontro ai clandestini;  meritorio in cui sembra che Cristo
  superato  Eboli  non si fermi più, la Sicilia  l'abbia  superata,
  vada  incontro  ai  clandestini; poi, probabilmente,  c'è  quella
  della  realtà  quotidiana certificata da  Bankitalia,  dalle  più
  varie  indagini  statistiche  e, soprattutto,  certificata  dalla
  sofferenza  di tante famiglie, quelle alle quali si è  tornati  a
  chiedere  sottomissioni in cambio delle briciole di sopravvivenza
  lasciate  cadere dalla tavola imbandita dei vicerè che  fuori  da
  quest'Aula  decidono  - ripeto, fuori da quest'Aula  -  le  sorti
  della nostra comunità.
   Anche  l'uso distorto del potere formale contribuisce a  rendere
  grigio  il  panorama  generale. Si apre, in  questi  giorni,  una
  querelle  pubblica  sui  giornali  a  proposito  della  data  più
  conveniente per il centrodestra per andare a votare, non  la  più
  conveniente per la Sicilia, ma per una fazione.
   Questo   è   un   danno  notevole  che  si  fa   all'immaginario
  collettivo,  così  come  danno provocano  le  nomine  lottizzate.
  Quello  che si suggerisce alle giovani generazioni è questo:   ma
  che studiate a fare ; quello che si suggerisce ai medici:  ma che
  ci partecipate a fare ai convegni, ma perché volete approfondire,
  iscrivetevi a un partito . E' questo il danno vero che si fa; non
  quello immediato della querelle  fiducia sì o fiducia no . Questo
  è  quello che si investe in negativo per le prossime generazioni.
  Ed è una cosa terribile per la nostra Terra.
   Conosco   tanti   alunni  che  a  diciotto   anni   mi   dicono:
   professore,  ma  che  mi dici di studiare,  dobbiamo  andarci  a
  raccomandare . A diciotto anni, invece, è un dovere sognare.
   E'  questo quello che distruggete, onorevole Presidente   E'  la
  cosa più grave
   Non  solo a noi e né agli incidenti giudiziari lei deve  le  sue
  dimissioni, onorevole Presidente, ma, cosa molto più  grave,  lei
  deve  le  sue dimissioni alle speranze tradite di tanti elettori,
  al baratro in cui ha fatto precipitare la dimensione esistenziale
  di  tante  persone costrette a patire favori per quelli che  sono
  diritti; all'immagine di una Sicilia compromessa che lei  esporta
  col  carico  di  responsabilità che sempre più  grava  sulle  sue
  spalle,  sempre  più  martoriate  soprattutto  dai  suoi   stessi
  compagni di avventura.

     PRESIDENTE   E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Raiti  che,
  insieme  all'onorevole  Ferro,  interverrà  a  nome  del   gruppo
   Sicilia  2010 ,  così  come  per il  gruppo   DS   interverranno
  l'onorevole Cracolici e l'onorevole Capodicasa.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti.

    RAITI   Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  è  inutile  dire  che,  per  me  che   sono
  rappresentante regionale e ora anche nazionale di un partito  che
  fa  della questione morale uno degli elementi fondamentali  della
  propria  azione  politica  e  che tengo  a  sottolineare  che  la
  questione  morale, guai a essere intesa come giustizialismo,  per
  quanto  mi riguarda, anche per la cultura giuridica che ho,  ogni
  cittadino è innocente davanti alla legge al popolo italiano  fino
  a sentenza passata in giudicato.
   Da   questa  premessa  però  non  può  scaturire  un  metro   di
  valutazione sufficientemente ampio e generico così come i Governi
  di   centrodestra,  in  questi  anni,  hanno  pensato   ritenendo
  opportuno  ragionare  a  livello  nazionale  e,  soprattutto   in
  Sicilia,  in questa nostra Terra martoriata da decenni e  che  ha
  visto  versare  il  sangue di nostri concittadini  sulle  strade.
  Bisogna  ragionare in maniera assolutamente diversa, partendo  da
  quell'assunto ma sapendo che la classe politica ha responsabilità
  forti e su queste responsabilità per dare un segnale vero, reale,
  di cambiamento, si deve misurare.
   Per  questi  motivi, chiediamo la sfiducia e diamo  sfiducia  al
  governatore Cuffaro, ma anche a tutto il suo Governo.  Su  queste
  cose  bisogna  misurarsi.  In Sicilia  la  classe  politica  deve
  misurarsi  per dare il segno di una specchiata onestà e moralità.
  Questo purtroppo non è stato da noi  registrato in questi anni.
   Onorevole  Presidente, sono alla prima esperienza legislativa  e
  ho  conosciuto,  nel corso di questi anni, dei  colleghi  che  ho
  incontrato per la prima volta. Nel corso di questi anni - e non è
  stato  affatto  bello - colleghi che dicevano di  voler  condurre
  insieme a me delle battaglie sulla questione morale, riconoscendo
  la  necessità  di evidenziare tutto questo durante  il  dibattito
  parlamentare   -   mi   riferisco,  ad   esempio,   all'onorevole
  Borzacchelli   -  mi  hanno  poi fatto prendere  atto  che  c'era
  tutt'altro  che  bolliva  sotto la  cenere,  magari  da  indagini
  giudiziarie.
   Per  me  è  stata  una sensazione disastrosa  e  disarmante  che
  diventa  ancora più disastrosa e disarmante quando mi dicono  che
  la  moglie  dell'onorevole Borzacchelli  lavorava  e  continua  a
  lavorare - mi pare - nel Gruppo dell'UDC.
   Il  significato che deve maturare da questi giudizi e da  queste
  prese  d'atto deve essere un significato forte e  profondo. Tutti
  sono  innocenti,  lo  ripeto, ma noi  dobbiamo  dare  un  segnale
  preciso. Non possiamo negare tutto quello che è successo e  tutte
  le  vicende  a  cui  oggi sono sottoposti in  maniera  diretta  e
  indiretta, con custodia cautelare o meno, deputati e colleghi che
  fanno  riferimento  a  precise parti politiche  -  basti  pensare
  all'ex  Presidente della Commissione sanità o ad  altri  politici
  che   sono   oggi  anche  al  Governo,  sottoposti  ad   indagini
  giudiziarie   -  pur riconoscendo che non ci sono  responsabilità
  penali  fin  quando non sono accertati i reati, ma  tutto  questo
  quadro  così  delineato deve far preoccupare  chi  pensa  che  la
  Sicilia  deve mandare un messaggio diverso, deve far prende  atto
  che.  come dice il Procuratore Grasso, vi è un'area di contiguità
  forte  fra  una  borghesia assopita tra le forze politiche  e  la
  criminalità organizzata.
   Questo  non  lo possiamo consentire e deve essere responsabilità
  della politica che deve venire prima dalle sentenze e deve essere
  assolutamente separata dalle sentenze. Per questo abbiamo chiesto
  con  forza  di  presentare questa mozione di  sfiducia,  partendo
  dall'assunto giuridico, ma arrivando all'etica della politica  ed
  al  segnale  che  dobbiamo dare ai cittadini  e  al  disagio  che
  dobbiamo  registrare  ogni  volta  che  si  fanno  cerimonie  per
  ricordare i nostri concittadini che sono stati assassinati  dalla
  mafia.
   Mi  auguro  che lei, onorevole Presidente, possa essere  assolto
  da  tutte le accuse che le sono state rivolte ed auguro la stessa
  cosa  agli altri colleghi, me lo auguro di cuore,  però non posso
  oggi  non segnalare con forza che non si può continuare ad andare
  avanti   su   questa   strada.   La  Sicilia   viene   decapitata
  nell'immagine giorno dopo giorno, in Italia e all'estero e questo
  non ce lo possiamo consentire.
   Se  poi a questo leghiamo i risultati assolutamente fallimentari
  di   questo   Governo,  il  quadro  è  colmo.  Ed   i   risultati
  fallimentari, senza falsa demagogia, basta leggerli e registrarli
  sulla  base di quelli che sono gli impegni assunti da  lei  e  da
  questa  maggioranza  fatta con i siciliani, seguendo  quello  che
  Berlusconi fece nello studio di Porta a Porta.
   Avete   stipulato  il  contratto  con  i  siciliani  che   avete
  presentato   nel  2001,  alle  elezioni,  dicendo   che   avreste
  garantito, al primo punto, l'acqua a tutti i siciliani. Se  acqua
  c'è stata per tutti i siciliani va ringraziato il cielo, perché è
  piovuto  in questi anni in maniera copiosa, riempiendo tutti  gli
  invasi;  i problemi strutturali delle condotte idriche  e  quello
  della  mafia  nella gestione dei pozzi non è stato  assolutamente
  risolto e il nodo verrà al pettine nel momento in cui l'acqua non
  cadrà più sulla nostra Terra.
   Avete  detto che avreste ridotto, al secondo punto, il tasso  di
  disoccupazione.  Basta  leggere  i  dati  forniti  da  Bankitalia
  qualche  giorno  fa  per  capire  che  la  disoccupazione  non  è
  diminuita  ma  anzi è aumentata e che il 2 per cento  dei  nostri
  giovani,  quelli che hanno ottenuto i titoli di studio più  alti,
  sono emigrati, sono andati fuori dalla Sicilia. Lo ripeto, questo
  viene  evidenziato  dagli  studi di Bankitali.  Basta  leggere  e
  valutare.
   Onorevole Presidente, cito il rapporto Bankitalia che  è  ancora
  più  oggettivo  ed  asettico rispetto a quello potrebbe  pensare,
  quello del Professore Busetta.
   Avete  detto,  al  punto quattro,  che sarebbe  stata  istituita
  l'Agenzia  per la promozione coordinata delle attività economiche
  e turistiche. Aspettiamo di vedere nascere l'Agenzia.
   Avete   detto  che  aveste  costituito  l'Assessorato   per   le
  politiche sociali ed il fabbisogno delle famiglie. Questo l'avete
  fatto.
   E  le  ricordo, onorevole Presidente, che ho votato a favore  di
  questo disegno di legge.

    CUFFARO  presidente della Regione. Non si comprometta.

    RAITI   Sui  disegni di legge giusti ed oggettivi non  ci  sono
  distinzioni.
   Avete  detto  che  avreste completato la rete autostradale,  che
  avreste ampliato e migliorato i porti e gli aeroporti. Andremo in
  giro per la Sicilia, insieme a lei, per verificare se ciò è stato
  fatto.
   Al  punto  sette,  avete  detto che  avreste  informatizzato  la
  pubblica amministrazione e le scuole.
   Dov'è quest'informatizzazione?
   Al  punto otto, avete parlato dell'approvazione della legge  sul
  diritto allo studio ed al buono scuola. Questo è stato fatto.
   Anche   in   questo  caso,  in  linea  di  massima,  ho   votato
  favorevolmente.
   Avete  detto che avreste impiegato tutti i fondi di Agenda  2000
  ma  su questo basta registrare il dibattito di questi giorni  nel
  quale  il  Ministro  Miccichè e gli Assessori  della  sua  Giunta
  ammettono con forza che rischiamo di perdere 390 milioni di euro,
  svelando finalmente i trucchetti contabili che fino ad oggi avete
  adottato.
   Proprio  nel  dibattito di questi giorni, vi è  una  lacerazione
  forte  tra il Vicepresidente della Regione e l'Assessore al  ramo
  competente.
   Per  finire,  basta leggere le dichiarazioni riportate  oggi  su
  Sala   d'Ercole   dall'assessore   Lo   Monte   che   dice:    la
  responsabilità c'è, è vero che c'è ma non è solo degli Assessori,
  è anche dei dirigenti e dei burocrati .
   Chiedo  quindi  all'assessore Lo Monte  ed  a  voi:   ma  questo
  potere  che oggi è dato grazie al maggioritario, dove vige  spoil
  system, da chi deve essere esercitato?
   Non  deve  essere esercitato forse dall'Assessore e da  voi  che
  fate parte della Giunta di Governo?
   E  se  ci  sono  burocrati  che hanno  sbagliato,  così  come  è
  probabile  che  sia,  perchè non si mandano  a  casa  insieme  ai
  politici che hanno registrato questo fallimento?
   Perdere  390  milioni  di euro è una cosa  dannosissima  per  la
  Sicilia.
   Ma  a  questo  dobbiamo collegare il fatto  che  quei  soldi  di
  Agenda  2000,  fino ad oggi, non hanno creato l'indotto  positivo
  che tutti quanto speravamo.
   Basta  leggere anche qui i risultati delle analisi  della  Banca
  d'Italia per capire che la Sicilia è in recessione, che il PIL  è
  aumentato solo dello 0,6 per cento, nonostante siano stati  spesi
  i fondi di Agenda 2000. E se non ci fossero stati questi fondi?
   Ci  troveremmo  a  vivere una recessione  drammatica,  priva  di
  qualsiasi sbocco.
   Tutti questi motivi messi insieme la dicono lunga su quello  che
  è  il  disastro  che questo Governo sta procurando alla  Sicilia,
  sotto  il profilo dell'immagine, sotto il profilo della questione
  morale,  sotto  il profilo dell'inadeguatezza,  a  rispondere  ai
  bisogni di questa Terra. E di questo bisogna prendere atto.
   Discutiamo  oggi, in un momento nel quale, onorevole Presidente,
  lei  da  qualche  mese  dice alla gente - e  lo  fa  anche  nelle
  televisioni - che sta ragionando per dimettersi prima, in maniera
  tale  da consentire di dare uno slancio al centrodestra nazionale
  per partire dalla Sicilia e rivincere le elezioni.
   E'   ancora   più  drammatico  sentire  tutto  ciò,  dopo   aver
  registrato  e  preso  atto di quelli che  sono  i  dati  certi  e
  obiettivi che ho appena enunciato.
   Non  possiamo giocare sulla pelle dei siciliani; dobbiamo invece
  prendere  atto che non si è nelle condizioni  di poter governare,
  che i risultati sono assolutamente negativi e, per questo motivo,
  le  diciamo  che non abbiamo paura dell'Unione, pur  non  essendo
  ancora  pronti - lo sappiamo bene che non siamo pronti  -  perchè
  non  abbiamo scelto il candidato presidente e perchè non  abbiamo
  iniziato  il  percorso  per andare in quella  direzione  ma,  pur
  tuttavia,  sappiamo che, se vogliamo fare il bene della  Sicilia,
  lei  non  può  fare altro che anticipare l'ipotesi strategica  di
  dimettersi qualche mese prima. Si dimetta subito ed andremo  alle
  elezioni, così saranno i cittadini a giudicare quelli che sono  i
  dati sotto gli occhi di tutti.
   Voglio  concludere con un giudizio che viene espresso,  colleghi
  del  centrodestra, dalla Confindustria siciliana che non mi  pare
  sia  comunista,  perchè se dovessimo dire  che  anche  loro  sono
  comunisti...
   La  Confindustria siciliana dice:  è in corso uno  sforzo  senza
  precedenti  tra  imprese  e banche per superare  le  tradizionali
  difficoltà a favorire l'investimento.
   Tutto   è vanificato, però, dalla paralisi dell'azione di questo
  Governo.
   Da  due anni tutto è pronto per i prestiti partecipativi gestiti
  dall'IRFIS,  ma non viene emanata la circolare di applicazione  e
  il  relativo fondo inutilizzato è stato via via drenato lasciando
  ad oggi solo 12 milioni di euro.
   E  a questo si aggiunga la grave crisi del sistema creditizio, e
  come   non  pensare  di  ancorare  la  grave  crisi  del  sistema
  creditizio  con  l'operazione scellerata che  voi  avete  portato
  avanti quando avete svenduto a Capitalia e al Banco di Sicilia.
   Oggi  questa terra non ha un istituto di credito siciliano. Oggi
  questa  terra  è  stata espropriata di uno  degli  strumenti  più
  importanti  per  dare  credito alle industrie  e  agli  artigiani
  siciliani,  permettendo  di  indirizzare  tutte  le  risorse  del
  risparmio siciliano a fare investimenti nel Nord d'Italia.
   Questo   è   quello  che  voi  avete  prodotto.  Oggi  dobbiamo,
  nonostante  questo  sia  un dato oggettivo registrato  anche  dai
  verbali  di quest'Aula, oggi dobbiamo sentire dire da costole  di
  questo  Governo  che siete pronti per lottare per l'autonomia  di
  questa  terra... ma andatelo a raccontare a chi non  sa  leggere,
  non sa scrivere e non sa vedere
   Noi,  purtroppo, queste doti ce le abbiamo, grazie a Dio, e  per
  queste  doti che abbiamo e per quello che abbiamo registrato,  vi
  chiediamo  con  forza  liberateci , visto che  siete  della  Casa
  delle Libertà, liberateci da questo peso opprimente

              Presidenza del vicepresidente Crisafulli

    SBONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SBONA   Signori Presidente, onorevoli colleghi,  mi  pare  che
  prendo    la   parola   dopo   gli   interventi   dei    colleghi
  dell'opposizione,   per  cui  ritengo   di   avere   l'onere   di
  incominciare  un  discorso  diverso,  che  magari   sarà   meglio
  approfondito dagli altri colleghi del nostro schieramento.
   Vedete,  cari Presidenti e cari colleghi, ho assistito a diversi
  dibattiti in quest'Aula, dibattiti più o meno reali o realistici,
  dibattiti  tra  realtà  e finzione, e tra  finzione,  fantasia  e
  realtà.
     Mi  sembra  che  questa sera siamo di fronte ad  un  dibattito
  fortemente voluto dall'opposizione e, possiamo anche capirlo, che
  non  si  esime  dal rimanere nell'ambito, io ritengo,  anche  tra
  finzione e realtà.
   E'  una mozione dell'opposizione, una mozione presentata a pochi
  mesi  dalla fine di questa legislatura, alla quale mozione -   ho
  l'impressione  -   sembra non credere la  stessa  sinistra  e  la
  stessa opposizione, che mette insieme confusamente temi diversi.
   Vedete,  cari colleghi dell'opposizione, ho esaminato con  molta
  attenzione  la vostra mozione di sfiducia al Presidente  Cuffaro.
  Essa  è molto semplice, scarna, sicuramente tiene conto di alcuni
  temi,  i  quali  possono essere sintetizzati in  temi  economici,
  attinenti  genericamente allo sviluppo della nostra  Isola;  temi
  sanitari,  soprattutto temi sanitari, che descrivono  in  maniera
  catastrofica  le  condizioni allarmanti  della  sanità  sfiorando
  spesso,  e vi dirò anche perché, ve lo dico da medico,  anche  le
  caratteristiche del populismo demagogico.
   Si  parla  di nomina dei dirigenti generali delle aziende  e  si
  critica più o meno giustamente -  io dico ingiustamente -  perché
  se  ci  rifacciamo al passato, lo ricordo a me  stesso  e  a  voi
  tutti,  come  avvenivano  in passato le nomine  nel  campo  della
  sanità:  o  per investitura divina o per realtà che hanno  a  che
  fare con la realtà anche politica ed umana della nostra isola.
   E  buon  per ultimo mi riferisco tra i colleghi dell'opposizione
  che mi hanno preceduto all'onorevole Forgione che io  rispetto ma
  che  non riesce ad uscire dal canone di ciò che viene considerato
  un  giustizialismo  superato. La  solita dose  di  giustizialismo
  politico,  con affermazioni che richiamano periodi che ritenevamo
  definitivamente archiviati alle nostre spalle.
   La  sanità è senza dubbio - e lo è sempre stato - il settore che
  grava  di  più sul bilancio e della nostra regione e anche  dello
  Stato,  ma  tutti sappiamo - e anche voi colleghi di  opposizione
  sapete - che ciò avviene in un contesto generale difficile,  dove
  pubblico  e  privato  non  possono  non  svolgere  un  ruolo   di
  equilibrio  sinergico  per garantire una risposta  adeguata  alle
  esigenze dell'utenza in un campo così delicato come quello  della
  salute,  per  dare  una risposta sanitaria sul  territorio  tanto
  adeguata quanto diffusa.
   Mi   sembra  sia  sotto  gli  occhi  di  tutti  lo  sforzo   del
  governatore   Cuffaro   e  dell'assessore  alla   sanità,   prima
  rappresentato   dall'onorevole  Cittadini,  adesso   in   persona
  dell'onorevole    Pistorio   per   consentire    condizioni    di
  accessibilità per tutti soprattutto per i ceti più deboli o  meno
  protetti, senza falsi pregiudizi.
     Bisogna ammettere che a ciò concorre anche la sanità   privata
  che  non  è  sinonimo, come sembrano pensare i colleghi firmatari
  della mozione, solo di affarismo ed infiltrazioni mafiose. Esempi
  di  tal genere avvengono anche in altri settori come nella sanità
  pubblica,  ma ciò non significa che dobbiamo adeguarci  a  questa
  realtà.
   Molte  volte  è  un  fatto  di coscienza,  di  educazione  e  di
  cultura.  C'è una sanità privata  - e ciò lo dico in  qualità  di
  medico - che opera con efficienza e capacità e nel pieno rispetto
  della  legge.  Dalla legge 502 in poi  concorre ad  integrare  la
  risposta  sanitaria  nel nostro territorio  e  questo  nel  pieno
  rispetto di parametri e di standard stabiliti dallo Stato e dalla
  Regione, non certo dalla stessa sanità privata. Probabilmente  il
  problema è un altro, è un problema di controlli come in qualsiasi
  altro settore.
   Bisogna riconoscere che esiste - e siamo d'accordo con voi  cari
  colleghi  dell'opposizione - una sanità pubblica che  voi  volete
  privilegiare e che noi invece vogliamo sia più efficiente  perché
  riteniamo  che abbia bisogno di essere spronata e di  essere  più
  responsabilizzata per garantire i risultati più  confacenti  alle
  esigenze dei pazienti che stanno male.
   Quindi  dico che prima di emettere condanne sommarie ed  inutili
  o  di  ipotizzare bassi disegni criminali, sarebbe  meglio  stare
  cauti nel coinvolgere in negativo un settore di grande importanza
  nel  contesto sanitario siciliano che vede occupati  migliaia  di
  operatori,   di  risorse  e  di  collaborazioni  anche   sane   e
  professionali.
   Per  quanto riguarda il tema economico ho ascoltato in  silenzio
  gli  interventi di voi rappresentanti e colleghi dell'opposizione
  e  mi  ha  colpito  soprattutto  quello  iniziale  dell'onorevole
  Speziale. Egli  partendo da una coscienza di rapporti di forza in
  quest'Aula  alla  fine  ha  elaborato  e  ha  voluto  soprattutto
  sottolineare   una  situazione  grave  che  si  è   ulteriormente
  aggravata   criticando   quelle   scelte   antimeridionalistiche,
  soprattutto del Governo centrale cui avrebbe dato compiacenza.  E
  questo non lo possiamo condividere. L'onorevole Speziale ha fatto
  uno sciorinamento di dati, che io potrei pure confutare, ma non è
  questo il problema. Noi partiamo dal presupposto che di fronte ad
  una  situazione  descritta in modo  così  catastrofico,  vogliamo
  come  centro-destra e  cercheremo, con tutte le nostre forze,  di
  dare  il  supporto  morale e politico, affinché  questo  governo,
  presieduto dal governatore Cuffaro, eletto per la prima volta,  a
  seguito  di un'elezione diretta, possa continuare perché  secondo
  noi  egli ha  bene operato  e sicuramente meglio potrà continuare
  a fare.
   Il  tema economico. Quanto al tema economico, dipingere  già  da
  oggi  Agenda 2000 come un inesorabile fallimento, così si esprime
  la  richiesta di sfiducia, mi sembra come una evidente  forzatura
  autolesionista che ha tutti i caratteri del cattivo presagio.
   E   allora,  chiedo  anche  ai  colleghi  dell'opposizione:  cui
  prodest?  Cioè  presagire allarmismi catastrofici  a  chi  giova?
  Soprattutto   per   questa  onda  lunga  che   in   un'alternanza
  governativa  vi dovrebbe vedere al Governo, fra qualche  anno,  a
  chi giova fare delle critiche distruttive?
   Vedete,  anche  per  Agenda 2000, per quello  che  leggiamo  sui
  giornali,  per  gli  interventi  da  parte  dell'Assessore   alla
  presidenza ed allo stesso presidente Cuffaro, finora non è  stato
  così.  La  Regione siciliana ha incassato le previste  premialità
  per  avere  ottemperato ai tempi di scansione della spesa.  Si  è
  lavorato  e  si sta lavorando, anche se ultimamente  si  registra
  qualche elemento di lentezza, ma più burocratica che politica. Ed
  è  questo  che  voleva  dire l'assessore  Lo  Monte.  Allo  stato
  attuale,  dopo  che c'è stata una suddivisione  di  compiti,  tra
  politica  e  burocrazia,  ognuno si deve  e  dovrà  assumersi  le
  responsabilità. E io mi auguro e ci auguriamo che tutto ciò possa
  essere  superato per guardare avanti e con fiducia oltre il  2005
  che ormai si avvia a conclusione.
   Mi  auguro  proprio  che questa struttura  operativa  abbia  uno
  scatto d'orgoglio, superando le criticità emerse in questi  mesi,
  riguardo  la capacità di spesa, soprattutto a carico  degli  enti
  locali  ed  indicate,  con franchezza, in  questi  giorni,  dallo
  stesso  Assessore  alla  presidenza  e  dallo  stesso  presidente
  Cuffaro.
   E in ultimo, la sempre richiamata questione morale.
   Mi  pare  che sia di qualche giorno fa, l'ho letto sui giornali,
  io  sono  alla mia prima esperienza parlamentare, però ho  letto,
  onorevoli   colleghi,   soprattutto   mi   rivolgo    a    quelli
  dell'opposizione, che l'ex presidente della regione,  l'onorevole
  Provenzano è stato assolto con ampia formula liberatoria rispetto
  alle  pesanti imputazioni  cui era tenuto a rispondere negli anni
  1996  e  1997. Ricordo ancora, non so quante mozioni di  sfiducia
  furono presentate in Aula, allora, contro l'onorevole Provenzano,
  in  quegli  anni famosi. Ricordo bene che l'opposizione  suggerì,
  con  estrema  asprezza, al presidente Provenzano, di  dimettersi,
  escludendo  per  lui la prerogativa garantita per ogni  cittadino
  italiano e cioè quella di attendere l'esito del processo.  Doveva
  dimettersi,  in  quanto  già  delegittimato  da  gravi  capi   di
  imputazione.  E  l'onorevole Provenzano,  alla  fine,  anche  per
  questo fu orientato a dimettersi.
   Cari  colleghi,  mi sembra che lo stesso linguaggio,  lo  stesso
  spirito,  la  stessa  acredine traspaia in  questa  mozione.  Una
  mozione  dove,  purtroppo, si evince che le amare  lezioni  degli
  ultimi anni non sono servite a nulla, vicende, al di là di quelle
  citate  in  Aula,  io  ve  ne  cito  una,  quella  dell'onorevole
  Crisafulli.
   Per  concludere,  con tutto il rispetto per il  centro-sinistra,
  il  giudizio  sull'operato del governo  Cuffaro  in  questa  XIII
  legislatura  lo  daranno  tra  meno  di  un  anno  gli   elettori
  siciliani, gli stessi elettori che posero, circa quattro anni fa,
  la loro fiducia su tutta la coalizione del centro-destra.
   A  mio  avviso, gli elementi da valutare non sono  lo  stato  di
  crisi  di  alcune  categorie di lavoratori siciliani,  così  come
  avete fatto evincere nella mozione di sfiducia, che esistono,  ma
  che   si   inquadrano  in  un  contesto  generale  di  una   fase
  economicamente   difficile  che  stiamo   attraversando,   spesso
  drammatica, non soltanto per la Sicilia ma per l'intero  Paese  e
  l'Europa.  Non possiamo dimenticare i fatti che si sono succeduti
  dall'11 settembre in poi, l'euro, eccetera.
   Io  dico  che  in  maniera più serena e  responsabile,  pur  nel
  rispetto  dei  ruoli di maggioranza e minoranza,  sarebbe  meglio
  valutare quali sono stati i comportamenti del governo Cuffaro, al
  di là dei dati che possiamo evincere da risultati o meno.
   Sono  stati i comportamenti del governo Cuffaro:  se  cioè  egli
  ha  saputo utilizzare al meglio e nelle condizioni consentite  le
  opportunità  legislative  nei vari settori;  se  ha  saputo  fare
  scelte   coerenti  per  promuovere  e  consolidare  lo   sviluppo
  consentito  e  consentibile per la nostra Sicilia.  Questo  è  da
  valutare.   E  settore  per settore non è  difficile  appurare  e
  dimostrare gli sforzi compiuti, gli obiettivi raggiunti, il clima
  di  operosità  instaurato; soprattutto  il  clima  instaurato  di
  operosità  che  è  stato riconosciuto da autorevoli  e  credibili
  istituti  di ricerca come l'Eurispes e il Centro studi del  Banco
  di  Sicilia,  che hanno monitorato la situazione economica  della
  Regione  siciliana,  mettendo in luce i non pochi  dati  positivi
  congiunturali e strutturali.
   In   qualità  di  Presidente  del  Gruppo  parlamentare   Centro
  Democratico,  assieme  agli  altri colleghi,  prendiamo  parte  a
  questo  dibattito coscienti di partecipare ad un rito,  a  nostro
  avviso,  privo  di un vero interesse politico. Un rito  scontato,
  fuori   tempo   e   fuori  luogo,  ma  con   coerenza,    sicuri,
  riconfermiamo   la nostra fiducia al  Presidente  della  Regione,
  onorevole  Cuffaro,  che secondo noi ha ben operato  con  il  suo
  Governo,  e  magari meglio potrà fare in appresso a  favore  e  a
  vantaggio della nostra Isola e di tutti i siciliani che lo  hanno
  voluto per la prima volta eleggere direttamente.
   Per  quanto sopra esposto, il nostro Gruppo parlamentare  voterà
  compatto  per  respingere la mozione presentata  e  quindi  siamo
  favorevoli  a che il Presidente Cuffaro possa continuare  la  sua
  opera a favore e a vantaggio della Sicilia. Grazie.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Ferro.  Ne  ha
  facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, proprio  perché
  l'onorevole  Sbona  parlava  di  riti,  vorrei  partire  da   una
  citazione  di  un  romanzo  di  Sciascia   Il  contesto   in  cui
  descriveva un paese  dove non avevano più corso le idee,  dove  i
  principi  ancora proclamati e conclamati venivano quotidianamente
  irrisi,  dove  le  ideologie si riducevano  in  politica  a  pura
  denominazione  del gioco delle parti che il potere si  assegnava,
  dove soltanto il potere per il potere contava.
   Ho  fatto  questa premessa perchè credo che qui noi  non  stiamo
  consumando  un rito come diceva l'onorevole Sbona, né tanto  meno
  c'è chi tra di noi e negli interventi dei colleghi che ho sentito
  ha una certa attitudine al giustizialismo.
   Il   tema  è  capire  -  nonostante  questo  dibattito  si  stia
  svolgendo  credo  anche tardivamente, credo forse  eccessivamente
  tardivamente  -  se  esiste o meno una questione  morale  che  fa
  riferimento  al  governo  della  regione  e  a  questa  Assemblea
  regionale.   E   prima  ancora  delle  vicende   che   riguardano
  l'onorevole  Cuffaro, vorrei ricordare che all'inizio  di  questa
  legislatura,  l'assessore Pellegrino sostanzialmente  fu  dimesso
  perchè  in una intercettazione telefonica appellava i carabinieri
  come    sbirri  e  infami ,  successivamente  l'assessore   Costa
  ricevette  un avviso di garanzia e si dimise. Stiamo parlando  di
  procedimenti  giudiziari in corso, non  di  sentenze  passate  in
  giudicato. E quindi questo potrebbe anche far chiudere in qualche
  modo  il ragionamento e spiegare le ragioni per cui anche per  il
  Presidente  della regione poteva valere l'opportunità  delle  sue
  dimissioni.  Ma  credo che in questo caso ci sia di  più,  perchè
  l'onorevole  Cuffaro  è  il  presidente  della  regione,  non   è
  semplicemente  un  assessore  di questo  governo,  e  proprio  la
  gravità  delle  accuse  a  lui mosse io  credo  avrebbero  dovute
  portarlo  - al di là della mozione di sfiducia e delle  richieste
  di  dimissioni  da  parte dell'opposizione - ad  una  valutazione
  seria e serena e quindi a dimettersi.
   Lo  dico  riconoscendo  per la verità all'onorevole  Cuffaro,  a
  differenza di esponenti della sua stessa parte politica,  che  ho
  dovuto  registrare e quindi glielo riconosco come lui stesso  sia
  stato assolutamente rispettoso nei confronti degli stessi giudici
  che lo indagavano e lo indagano.
     Ma  la vicenda giudiziaria credo vada oltre il giudizio  sulla
  produzione  politica del suo governo. Qui oggi  diversi  colleghi
  hanno parlato dell'attività del governo, ma sarebbe una ipocrisia
  immaginare che soltanto il giudizio sull'attività di governo  del
  presidente  Cuffaro e della sua giunta porti  alla  necessità  di
  chiedere  le dimissioni. Io credo che insieme a quello che  è  il
  giudizio negativo sul governo e sull'attività del governo, vi sia
  appunto  una  certa tonalità della questione morale che  riguarda
  questo governo, e che riguarda questo governo a maggior ragione e
  soprattutto  nella misura in cui siamo in Sicilia e non  siamo  -
  come  mi  faceva  venire  in  mente  l'intervento  dell'onorevole
  Acierno  -  in Trentino, dove a tutti può capitare di  incontrare
  tutti.  In  Sicilia può capitare a tutti di incontrare tutti,  ma
  tutti sanno chi incontrano e a chi appartengono.
   Questo lo dico perchè credo  sia una verità indiscussa, e  vi  è
  una  fatale  assonanza tra le pericolose amicizie del  Presidente
  della  regione  e  dei  suoi  più solidali  amici  e  le  recenti
  dichiarazioni qui richiamate poc'anzi dall'onorevole  Forgiane  e
  rese  da  Manfredi  Borsellino a proposito dei salotti  buoni  di
  Palermo
   Come   non   rimanere   in   qualche  modo   sconcertati   dalla
  dichiarazione resa nell'anniversario della strage  di  Capaci  da
  Alfredo  Morvillo,  fratello di Francesca Morvillo  che  morì  in
  macchina   insieme   a  Giovanni  Falcone,   che   in   occasione
  dell'anniversario   sulla   strage  di   Capaci   sostanzialmente
  ricordava  a tutti l'inaffidabilità di una certa classe  politica
  che  non  conosce limiti etici e morali, come del resto  è  stato
  dimostrato,  e che qui è stato richiamato più volte dalle recenti
  nomine dei manager delle ASL
   Ecco,  signor Presidente, perchè la invito a dimettersi   Non  è
  una    questione   di   giustizialismo   o   di   facile    ruolo
  dell'opposizione, ma è un problema che credo investa  la  cultura
  politica  di  questa Regione. E prima ancora, più  volte  lei  ha
  detto:   Io rispondo, per i reati di cui sono accusato, alla  mia
  coscienza .
     Mi permetto di dire che se lei fosse un privato cittadino, ciò
  potrebbe  anche  essere plausibile, ma lei è il Presidente  della
  Regione e, quindi, prima ancora che alla sua coscienza, lei ha il
  dovere di rispondere all' Istituzione che rappresenta e che  oggi
  subisce un'involuzione culturale a causa delle accuse che le sono
  rivolte.
     E'  come  se  fossimo tornati ai periodi  più  bui  in  cui  i
  rappresentanti  delle  istituzioni negavano  perfino  l'esistenza
  della  mafia  o  la relegavano a fenomeno folkloristico.  Il  suo
  Governo  rappresenta,  di  fatto,  una  straordinaria  continuità
  storica  con  quella classe dirigente, che ha  costruito  il  suo
  consenso con pratiche clientelari, barattando i voti con i favori
  e  con gli affari  Si possono fare tanti patti di legalità,  come
  lei più volte ha detto, ma i patti di legalità,. se si fanno,  io
  credo   che  nulla  debbono  avere  a  che  vedere  con  rapporti
  pericolosi tra le persone.
   E  la  giustizia arriva lì dove la politica non  arriva.  E  qui
  torno per un attimo alla vicenda della legge elettorale. Vi siete
  invasati  sul  5 per cento. In quella legge c'erano proposte  che
  andavano  in  direzione  di un tentativo di  dare  moralità  alla
  politica. Mi riferisco agli strumenti sulla segretezza del  voto,
  mi  riferisco  alla doppia scheda per l'elezione  del  Presidente
  della  Regione e l'elezione dell'Assemblea, mi riferisco  ad  una
  serie  di  strumenti  che  prevedevano ineleggibilità,  eventuali
  procedure  di  sospensione dalla carica e quant'altro.  Di  tutto
  questo non si è voluto parlare perchè la politica era interessata
  a discutere dello sbarramento del 5 per cento
   E  allora,  se  questo  è  il quadro di riferimento  in  cui  ci
  troviamo,  io credo, signor Presidente, lei dovrebbe interrogarsi
  sull'immagine  e  sul messaggio culturale che la  sua  permanenza
  alla Presidenza della Regione produce nel popolo siciliano, quale
  il  messaggio culturale che viene dato non soltanto ai  cittadini
  siciliani  ma anche all'intero Paese e non solo. E del resto  non
  sono  mancate occasioni in cui, a livello internazionale, proprio
  i  suoi problemi giudiziari  hanno prodotto danni di immagine che
  nessuna campagna straordinaria dell'Assessorato del turismo potrà
  mai ripianare

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Sanzeri.  Ne  ha
  facoltà.

    SANZERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione  di
  sfiducia che oggi si discute in  Aula porta anche la mia firma, a
  nome  dei  Socialisti Democratici Italiani, e credo che  essa  si
  sostanzi,  soprattutto, per il giudizio  che  noi  abbiamo  dato,
  quando  abbiamo firmato, sui quattro anni di attività  di  questo
  governo.
   Era  ed  è un giudizio complessivamente negativo sull'azione  di
  governo,  che  è stato illustrato già dai colleghi che  mi  hanno
  preceduto. Il capogruppo dei DS, Lillo Speziale, in maniera molto
  puntuale, ha chiarito il complesso macro-economico ed i punti più
  importanti dal punto di vista delle  ricadute sociali che  questa
  azione di governo ha prodotto in questi anni.
   Non  solo questo. Esiste un  momento in cui in  politica bisogna
  rimarcare le differenze. In questo sistema bipolare ciò è  ancora
  più  necessario  anche se ci rendiamo conto, come qualcuno  dice,
  che  la  presentazione  di una mozione di  sfiducia  di  ventotto
  parlamentari  non  basta a far dimettere  il  Governo,  tuttavia,
  questa non può apparire una questione di tipo accademico. E'  una
  questione  politica, c'è bisogno di rimarcare le differenze;  c'è
  bisogno,  in  questo  sistema bipolare, di  dire  chiaramente  ai
  nostri  cittadini,  le  differenze e le   insufficienze  che  noi
  riteniamo nelle azioni di Governo, ripartire da queste e indicare
  una alternativa credibile ed importante su un programma sul quale
  poi chiedere il voto.
   Io  non  parlerò  di grandi cose, lo hanno già fatto  altri,  io
  voglio  fare esempi su alcuni temi importanti: sulla Sanità,  sui
  rifiuti,  su  Agenda 2000 e sulla politica ambientale  di  questo
  Governo.
   Credo che, fino ad ora, -  e questa è una delle motivazioni  per
  cui firmiamo una mozione -,  è il giudizio completamente negativo
  sulla politica sanitaria di questo Governo.
   Noi  assistiamo ad un depauperamento della sanità pubblica,    e
  del  personale del  pubblico impiego in generale che opera  senza
  strumenti incentivanti.
   Capitolo  analogo  è   la gestione delle nomine   dei  direttori
  generali, così come è stata in questi anni, e così come  è  stata
  fatta  in  questi ultimi tempi: un sistema che prevede le  nomine
  dei  direttori sanitari  e dei direttori amministrativi fatte  in
  virtù  di  logiche di lottizzazione pura per cui, se il direttore
  generale  è indicato da un partito, il direttore sanitario  o  il
  direttore amministrativo, -  per equilibrare le forze  -   devono
  essere indicati da altro partito; ciò ha  provocato  nella Sanità
  una giungla.
   Nessuno  più, oggettivamente, si sente garantito, questo  perché
  le clientele abbondano. Quindi, se qualcuno deve chiedere un'equa
  occupazione, e lo fa senza chiedere alcun appoggio politico,  gli
  viene  risposto   regolarmente   no  ,  se  però,  questo  povero
  operatore  della  Sanità fa fede di un futuro consenso  politico,
  viene subito accontentato.
   Noi  stiamo assistendo ad una Sanità che ubbidisce a logiche che
  non   hanno   nell'interesse  del  cittadino  la   preoccupazione
  maggiore.
   Credo  che l'Assemblea regionale siciliana, anche se  non  è  il
  momento,  debba   porsi  la  questione  di  istituite  forme   di
  controllo   sull'azione   dei  direttori   generali,   istituendo
  organismi  di  controllo che non ubbidiscano certo all'Esecutivo,
  ma  che  debbano ubbidire  alle comunità, in modo che  i  bisogni
  possano essere veramente attenzionati.
   Questo  Governo,  tre anni fa, ha perso un grande  appuntamento:
  il preaccreditamento,  .
   Infatti,   allora  si  fece  un preaccreditamento  senza  tenere
  conto della programmazione che si basasse sugli effettivi bisogni
  dei  territori. Si è voluto  privilegiare  tutti coloro  i  quali
  che,  il giorno precedente all'entrata in vigore del decreto  per
  il  preaccreditamento,  avessero stilato  anche una sola  ricetta
  ed una sola fattura, per potere essere dentro al sistema.
   Proprio  in   quel  momento  il  Governo  ha  perso  una  grande
  occasione  per  difendere l'interesse  pubblico e per  immaginare
  una   politica  sanitaria  all'altezza  dei  momenti  che  stiamo
  vivendo.
   Credo  che,  proprio  da quel momento,  la spesa  sanitaria  sia
  lievitata,  virando e favorendo la sanità privata, rispetto  alla
  sanità pubblica.
   In   questi  dieci  anni,  quando  tanta  speranza  noi   davamo
  all'avvento  della gestione di tipo privatistico,  immaginando  i
  direttori   generali,  i  managers,  tutto,   invece,    si   sia
  trasformato in clientele e favoritismi.
   Anche  le  altre  politiche, che riguardano lo  smaltimento  dei
  rifiuti,  credo  vadano  ripensate: il nostro è  sicuramente   un
  giudizio  negativo, perché una politica   dello  smaltimento  dei
  rifiuti   non   può   prevedere    l'utilizzo  esclusivo    degli
  inceneritori.
   Questa  dovrebbe essere soltanto un'appendice  di  un  piano  di
  sviluppo  pensato per la  raccolta e lo smaltimento dei  rifiuti,
  guardando  con  attenzione  e con occhio   critico  l'inserimento
  degli  inceneritori in quei  siti che sono stati scelti dal Piano
  dei Rifiuti Regionali.
   Se  noi  guardiamo  dove sono allocati gli   inceneritori  e  le
  discariche,  o  dove si vorrebbero allocarli,  li  ritroviamo  in
  mezzo  ad  una vallata sulla quale insistono decine e  decine  di
  migliaia  di  cittadini,  ci rendiamo conto come  tutto  ciò  non
  ubbidisca ad alcuna logica politica.
   La  stessa costituzione degli ATO, i ventisette ATO rischiano di
  diventare  quello  che già sono, enormi carrozzoni,  stipendifici
  per  gli  amministratori, sette o nove per ogni ATO,  che  ancora
  quasi  tutti  non  hanno iniziato la loro attività,   che,  però,
  percepiscono laute indennità senza produrre niente e lo fanno  da
  diversi  anni, a scapito dei cittadini  e dei comuni  che  devono
  pagare  le tasse oggi,  e le tariffe domani. Invito il Governo  a
  vigilare  suglii  ATO che  stanno producendo  altre  società  per
  potere fare non so cosa ...

     CUFFARO  presidente della Regione. Lo hai votato tu l'ATO,  ma
  cosa  viene  a raccontare, sono proprio  i sindaci  che  eleggono
  gli ATO.

     SANZERI   No,  onorevole   Presidente, io non ho  votato,  non
  l'abbiamo votato.

        CUFFARO   presidente della Regione. Come non  l'ha  votato,
  lei  è   sei sindaco del comune di  Cianciana, ed ha  votato  per
  eleggere il presidente dell'ATO di quel  comprensorio.

     SANZERI   Onorevole  Presidente,  io  non  ho  eletto   nessun
  presidente.  Io vi informo che  i consigli di amministrazione  di
  questi   ATO,   non   ubbidendo  agli  statuti,   da   ventisette
  diventeranno novantasei; vi invito a vigilare  su quanto che  sta
  accadendo.
     Su  agenda  2000  hanno parlato già in tanti, devo  aggiungere
  che  forse il centrosinistra ha fatto un errore, perché da quello
  che  abbiamo letto sui giornali, e da quanto detto dall'Assessore
  Cimino, e dal  Ministro Micciché,  su Capitalia e su Agenda  2000
  forse  avremmo fatto bene a chiedere stamattina, o ieri  mattina,
  di apporre la loro  firma su questa mozione.
     Eppure,  come  si fa a dire che la Sicilia è in   in  ritardo,
  quando  ogni   assessorato conta  staff di  40  persone,  e   che
  rischiamo di perdere vitali fondi, premialità  e quant'altro.
   Non  esiste alcuna politica ambientale:  oggi noi per  l'assenza
  di  una programmazione di tipo ambientale, ci troviamo la Sicilia
  piena  di  pali di  impianti eolici. La Sicilia  è   in  mano  ai
  procacciatori  di  affari che allettano  i  poveri    proprietari
  terrieri a cedere i loro terreni,  per l'assenza di  controllo  e
  la mancanza di  potere dei consigli comunali sul loro territorio.
     Ovunque  volgiamo lo sguardo vediamo sorgere nuovi  pali   che
  infestano la   Sicilia.
     Una   mattina mi alzerò, dal mio balcone e vedrò tutte  queste
  eliche    che  girano:   anche  questo  è  inquinamento,   perché
  l'inquinamento non è solo acustico o atmosferico,  anche questo è
  inquinamento.  Io credo che il Governo debba fare  attenzione  su
  tutto ciò.
   Devo  aggiungere  che per noi c'è una insufficienza  complessiva
  dell'azione  di  governo rispetto anche a quanto  questo  Governo
  poteva fare rispetto al potere centrale e alle rivendicazioni che
  doveva  fare per tutelare la  Sicilia. Mi pare strano che dopo  4
  anni  il  presidente  della  provincia  di  Catania,  l'onorevole
  Lombardo,   scopra   come  si  debba  essere   rivendicazionismi,
  oltremodo,   verso   lo  Stato;  avrebbe  potuto   dare   qualche
  suggerimento al Presidente della Regione,  quattro anni addietro,
  probabilmente noi saremmo stati ancor più importanti.
     Per concludere,  voglio puntualizzare una questione: noi siamo
  garantisti,  noi  socialisti  siamo garantisti  per  natura,  per
  formazione,  per  cultura,  perché  siamo  stati  vittime  di  un
  accanimento giudiziario che non abbiamo assolutamente  condiviso,
  vedendo  anche   scomparire  un partito  Qui  abbiamo  visto  una
  volta..

     CUFFARO   presidente della Regione. Onorevole Sanzeri,   parli
  per sé.

     CRACOLICI  Onorevole Presidente,  si riferiva ai  socialisti.

     CUFFARO   presidente  della  Regione.  Non  avevo   colto   il
  riferimento.

     SANZERI   Noi  socialisti siamo garantisti per costituzione  e
  per convinzione. Noi abbiamo visto in quest'Aula esempi di errori
  giudiziari,  siamo  stati  qui  a parlare  di  un  ex  Presidente
  dell'Assemblea,  un  compagno socialista di Messina,  l'onorevole
  Piccione,  che  è stato  riconosciuto,  dopo tanti  anni,  essere
  estraneo ai fatti, ma abbiamo tanti esempi di tanti amici   fatti
  oggetto  di  barbarie,  in  quest'Italia,  quindi credo  che  noi
  dovremmo essere un pochino più cauti rispetto a queste questioni.
   Credo,  che  esista  un problema politico,   e  do  un  giudizio
  politico  di insufficienza al Governo fuori da queste cose,  sono
  altri i motivi che altre istituzioni sono chiamate a giudicare le
  quali  andranno a stabilire la giustezza o lo sbaglio  di  alcune
  questioni.
   Certo,  c'è  un  problema che riguarda la questione  morale,  un
  problema che attiene ai comportamenti e che attiene, soprattutto,
  a chi deve tenere quei comportamenti. Se io devo dire - e lo dico
  sottovoce  - che il  principio della moglie di Cesare  sia  stato
  seguito  anche  in  Sicilia, devo ritenere che questo   principio
  non  lo  è  stato  sicuramente seguito.  Certo,  anche  questo  a
  verifica futura.
   Credo  che queste siano cose che  attengano ai comportamenti  di
  chi  li  tiene  e,  credo,  che attengano anche  ad  un  giudizio
  politico complessivo che è dell'opinione, non attiene a noi,  per
  quanto  mi riguarda e per quanto riguarda i socialisti la  nostra
  firma  sulla  mozione di sfiducia rappresenta un  atto  politico,
  perché  riteniamo assolutamente insufficiente l'azione di  questo
  Governo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Cracolici  per
  illustrare la mozione.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio  fare
  una  considerazione  iniziale. Mi  sarebbe  piaciuto  che  questo
  dibattito voluto, che per lungo tempo è stato evocato, ed è stato
  in  qualche  modo  ritenuto  quasi il  punto  di  arrivo  di  una
  battaglia politica, da chi non ha condiviso,  non solo gli   atti
  di  Governo, ma chi ha vissuto con sofferenza ciò che la  vicenda
  del  Presidente della Regione ha determinato nella vita politica,
  e  non  solo politica, di questa Regione, - dicevo - da  tutti  i
  colleghi  del  centrosinistra,  avesse avuto quei contenuti   che
  per mesi hanno riempito i giornali.
   Così non è, ne prendo atto. Devo dire che appartengo a coloro  i
  quali   hanno  sperato  che questo Parlamento  non  trattasse  la
  mozione di sfiducia, e lo ha sperato non perché volevo  sottrarmi
  da  un  confronto serrato sui temi che riguardano  l'attività  di
  Governo, del suo Governo, ma perché ritengo che questo Presidente
  della Regione fosse nelle condizioni e fosse sufficientemente  in
  grado  di  valutare  da  solo  la  gravità  che  la  sua  vicenda
  giudiziaria  determina nella vita di questa Regione e,  pertanto,
  che  il  Presidente della Regione, autonomamente, si determinasse
  per  consentire  una  chiusura anticipata di  questa  legislatura
  consentendo  al  popolo di tornare ad essere  unico  sovrano  per
  scegliere le nuovi classi dirigenti. Così non è stato.
   Onorevole Presidente, noi siamo -  io in particolare e chi  come
  me  è  collega  di inizio legislatura -  la generazione  politica
  della   elezione diretta del Presidente , cioè di chi ha vissuto,
  nelle  riforme che sono state introdotte sul finire della  scorsa
  legislatura, anche la speranza che questo nuovo Parlamento,   con
  il  nuovo  sistema  di  elezione del  Presidente  della  Regione,
  eletto  direttamente  dal  popolo costituisse  quella  condizione
  essenziale  per  il  rilancio della politica  e,  con  esso,  del
  rilancio  dell'azione di Governo, della capacità di  far  seguire
  alle parole della politica i fatti della politica.
   Questo è il Parlamento ed il Governo nato con grande attesa,  al
  di  là  di chi ha vinto, certo, io appartengo a coloro che furono
  delusi  dal  risultato del 2001, ma non c'è dubbio che l'elezione
  diretta   ha  introdotto  un'attesa,  una  speranza  di   svolta:
  finalmente  un  governo  ai  governi  non  più  prigionieri   dei
  tatticismi  e  dei  giochini  e dei giochetti  delle  maggioranze
  parlamentari.
   Però   devo   dire,   con   grande  rammarico,   che    la   sua
  determinazione  ad  andare  avanti  malgrado  tutto,  rischia  di
  mortificare  e di rendere  l'istituto dell'elezione  diretta  del
  Presidente della Regione una prigione politica per il Parlamento.
   Io   mi  sono  chiesto  se  nella  precedente  legislatura,   il
  presidente  della  Regione,  al di là della capacità  o  meno  di
  dimostrare  la  propria  estraneità  ai  fatti,  l'ho  detto   in
  pubbliche piazze e lo ridico qui, da siciliano mi auguro che  Lei
  possa  dimostrare  la propria estraneità ai  fatti  che  Le  sono
  contestati,  me  lo  auguro da siciliano,  al  di  là  della  mia
  collocazione   politica,  perchè  l'idea  che  nella   terra   di
  Mattarella e  di La Torre ci sia un presidente della Regione  che
  possa  aver  fatto  accordi  con la  mafia  è  una  cosa  che  mi
  atterrisce.
   Ma   mi  chiedo: se nella scorsa legislatura il Presidente della
  Regione  fosse stato travolto da una serie di indagini e  da  uno
  spaccato  che  faceva emergere comunque un livello di  pericolose
  conseguenze per la politica tutta, quanti minuti sarebbe  rimasto
  al proprio  posto il Presidente della Regione?
   Ed  allora  il  vero  problema  è che  noi  rischiamo  di  avere
  introdotto un elemento di riforma che  consente di  rafforzare la
  stabilità  dei  governi  ma   nello stesso  tempo  determina  una
  condizione di prigione per la vita politica istituzionale di  una
  grande regione quale è  la Sicilia.
   Questo  è  il  punto. Sono stato tra quelli che hanno  sostenuto
  che   su  un  avviso  di  garanzia non si poteva  costituire  una
  presunzione  di colpevolezza. Ma non c'è dubbio che il  rinvio  a
  giudizio, cioè quando Lei è nella fase in cui ....

    DINA  Forse il rinvio a giudizio equivale ad una   condanna?

    CRACOLICI  No, non è condanna.  Ma quando siamo nella  fase  in
  cui Lei deve difendersi e quindi utilizza tutti gli strumenti che
  la  legge  le consente per tutelare la sua onorabilità e  la  sua
  difesa  processuale, beh, lì è evidente,  e si  è  dimostrato  in
  questi  giorni  onorevole Presidente, che il  cittadino  Cuffaro,
  che  utilizza  uno  strumento procedurale  previsto  e  corretto,
  quello della facoltà di avvalersi di non rispondere,  provoca  un
  corto  circuito con l'istituzione che rappresenta: è  inevitabile
  il  trascinamento  dell'azione difensiva  del  cittadino  Cuffaro
  nella dimensione politica
   Allora  io non voglio  usare una doppia ipocrisia anche  fra  di
  noi,  nel  senso che non c'è dubbio che il giudizio politico  che
  noi  diamo sul suo Governo e sull'azione del suo Governo è  ancor
  più  grave dell'appesantimento che la sua vicenda determina sulla
  vita  dell'intero Governo e di questo Parlamento.  Perché  quando
  c'è  una  situazione di difficoltà, è stato  detto,   non  vorrei
  ripeterlo,  ma  i titoli sui giornali dicono di una  Sicilia  che
  fugge,  che emigra, perchè disperata raggiunge  il Palazzo  della
  sua presidenza ogni giorno. Fabbriche che chiudono. Condizioni di
  disperazione  che le famiglie vivono  di fronte alla  possibilità
  concreta  di  perdere il lavoro, sia quello operaio,  che  quello
  qualificato.
   Di  fronte  ad  una  Sicilia mortificata da tutto  ciò  che  sta
  avvenendo, una Sicilia in cui si fa fatica a raggiungere la  fine
  del mese,  non possiamo che attribuire questa condizione   al suo
  governo, ma non c'è dubbio che oggi, nel 2005, la Sicilia fa  più
  fatica, i siciliani fanno più fatica per vivere rispetto a cinque
  anni fa. C'è una maggiore difficoltà. Una maggiore sensazione  di
  precarietà, di incertezza.
   Io  credo che oggi il dramma che si sta determinando nella  vita
  politica  è  che  per la prima volta si ha la sensazione  che  il
  futuro sarà peggiore del presente.
   Sta  venendo  meno  quella dimensione, quasi  di  patto  tra  le
  generazioni, che ha sempre consentito di pensare che  tu  lavori,
  ti  impegni, ti sacrifichi perché tuo figlio possa vivere  in  un
  mondo migliore del tuo. Oggi tutto questo sta collassando.
     Dicevo,  che  a  questo  non si riesce  a  dare  una  risposta
  perché  è  inevitabile  che la vicenda  che  l'ha  investita,  ha
  determinato  una condizione di imbarazzo, di chiusura,  anche  di
  mortificazione,  che  determina  anche  quella  impossibilità   a
  mettere in campo ricette utili, validi strumenti.
   Ormai  siamo  persino  alla pantomima.  Stamattina  leggevo  sui
  quotidiani,  al di là della polemica politica, delle battute  tra
  un  assessore ed un altro, il Presidente della Regione che se  la
  prende  con i comuni, l'assessore Lo Monte che - leggevo  qualche
  minuto  fa  sul Bollettino dell'Assemblea - se la  prende  con  i
  dirigenti.  Insomma  c'è sempre qualcuno che  se  la  prende  con
  qualcun  altro...... ma di chi è la responsabilità di quello  che
  sta  avvenendo?  C'è  una  politica  in  grado  di  assumersi  la
  responsabilità, di indicare una terapia, una sfida? No, non è  in
  grado.
   Questa  è la condizione di aggravamento che si è determinata  da
  più  di un anno nella vita di questa Regione ed ecco perché,  dal
  primo  istante, le avevamo consigliato di dimettersi  perché,  di
  fronte  a  questo  pericolo,  a  quello  che  si  sarebbe  potuto
  determinare,   sarebbe stato  molto meglio per  tutti,  onorevole
  Cuffaro,  non  solo  per  lei, perché la  sua  crisi  rischia  di
  trascinare  l'intero sistema politico, non solo una  maggioranza,
  ma l'autorevolezza e  la credibilità dell'istituzione.
      In  Sicilia  quale  funzionario  si   prodigherà  per  essere
  rigoroso,  rispettoso,  per garantire il massimo  di  efficienza,
  quando  qualunque cosa, in Sicilia,  come la professionalità,  il
  merito   si   è   ormai   piegato   alla   mortificazione   della
  raccomandazione, della  cosiddetta  parlata .
   Questa  è  la  dimensione che stiamo vivendo. Poi c'è  tutto  il
  resto:  il PIL e  le cose che sono state sin qui dette ...  ma  è
  questo il nodo, il cortocircuito che si è determinato.
   Oggi  siamo alla mozione di sfiducia. Siamo di fronte   all'atto
  che,  le   ricordo  onorevole  Presidente che   Lei  è  il  primo
  presidente della regione che subisce, da quando in Italia è stata
  introdotta  l'elezione diretta del presidente, la sfiducia  nella
  propria Assemblea elettiva.
   La   mozione di  sfiducia non può essere la quotidianità. Noi ci
  siamo  arrivati  anche con fatica, consapevoli di determinare  un
  atto forte. Lei, Presidente stasera sarà confortato da un voto di
  una  maggioranza  assente  e  silente  ma  che  sarà  sicuramente
  presente  al momento del voto. Ma veda da oggi in poi nulla  sarà
  più come prima

   CUFFARO,  presidente  della regione.  L'ho  già  sentita  questa
  frase.

   CRACOLICI.  Nulla sarà più come prima, e per la  ragione  che  è
  evidente  perchè si è consumato l'atto principe  di  rottura.  La
  dimensione  della  prospettiva della  possibilità  di  uscire  da
  questa condizione oggi non la intravede nessuno.
   Penso  che  noi avremmo bisogno, in questi minuti,  di  un  atto
  forte  da  parte sua,  che parli a tutti i siciliani e non  solo.
  Perché,   come    diceva  qualche  collega,  possiamo   investire
  centinaia  di miliardi di vecchie lire in campagne di  promozione
  di  immagine,  ma,  le posso assicurare, e lei lo sa molto meglio
  di  me, che lo spot peggiore che la Sicilia abbia  prodotto e che
  abbiamo  esportato in questi anni è lo spot della  sua  immagine,
  della sua immagine politica non personale.
   Cioè  dell'effetto  che  ha  determinato  questa  vita  politica
  siciliana fuori dal territorio siciliano ed è questo che ci porta
  a   dire   che  avremmo  bisogno  di  un  suo  atto   forte,   di
  consapevolezza;  di un atto che sia in grado in qualche  modo  di
  affermare  quella separazione forte tra la politica e le  vicende
  giudiziarie  e  consentire alla politica di  proseguire   per  la
  propria strada mantenendo e garantendo la massima autonomia dagli
  aspetti che riguardano le vicende giudiziarie.
   Abbiamo  bisogno  di  mandare  un  messaggio  ai  siciliani  per
  invogliarli  a  rimboccarsi le maniche, per credere  nel  futuro,
  per  avere  fiducia:   ma come dire  ai siciliani  che  bisognerà
  risparmiare nella sanità se il messaggio che abbiamo mandato,  al
  di  la di tutti i ticket,  che di fronte al loro sacrificio c'era
  chi  si  faceva  una   barca di soldi' e  voglio  riferirmi  alla
  vicenda Ajello.
   Non  c'è qui una scissione tra due concezioni della Sicilia,  ma
  la questione che abbiamo dinnanzi.
   Lo  ripeto,  perché  ne sono assolutamente convinto:  mi  auguro
  che  lei possa dimostrare la propria estraneità ai fatti  che  le
  sono  contestati,  ma  oggi la questione  mafiosa,  non  solo  la
  questione  morale  nel  senso  dei comportamenti  individuali,  è
  entrata  in  maniera  prepotente nella vita  politica  di  questa
  regione .
   La  Sicilia  non  è nelle condizioni di consentirselo.  Possiamo
  continuare  ad  andare avanti con le battute, con l'irrisione  ma
  qui  stiamo consumando qualcosa di profondo nella vita di  questa
  regione; al di là delle opinioni politiche che ognuno di noi  ha,
  ma  nelle  fondamenta, quel patto di convivenza che si fonda  nel
  rispetto  della  legalità,  del senso  della  legalità  che  deve
  trasmettersi a tutti gli altri.
   Ed  è  in  questo senso che gli atti che si sono  consumati  nei
  giorni  e nei mesi successivi hanno fatto persino smarrire quello
  che una volta si chiamava il senso dell'opportunità politica.
   Qualche  settimana fa,  avete nominato, - ci saranno  sempre  le
  polemiche  su  tutte le nomine che si fanno -  i nuovi  direttori
  generali.  Al di là dei giudizi professionali non c'è dubbio  che
  un  tema di opportunità si pone  di fronte a managers indagati ed
  inquisiti  per  questioni che riguardano il loro ufficio  ma  che
  vengono riconfermati, mandando così un segnale che tutto  ciò  in
  Sicilia non conta.
   Ecco  allora  la questione che si sta ponendo in Sicilia,  ed  è
  per  questa ragione che noi abbiamo presentato, nostro  malgrado,
  questa mozione di sfiducia. L'abbiamo presentata per affermare  e
  non essere ipocriti, perché  in questa Regione c'è bisogno di una
  classe  dirigente che sia in grado di dare un progetto di  futuro
  che  lei oggi non è più in grado di garantire.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, credo che sbaglino i  colleghi  che
  ritengono  rituale ed inutile'  la discussione di stasera.
     E'  vero quello che dice l'onorevole Cracolici, probabilmente,
  anche se il Presidente già questa frase l'ha sentita;  domani non
  sarà comunque come ieri.
   Io  farò  un  intervento un po' diverso, considerato  che  tanti
  altri   interventi hanno illustrato le motivazioni che sono state
  alla  base  della  presentazione di questa mozione  di  sfiducia,
  motivazioni per cui ho firmato, a partire dalla questione morale,
  dai  rapporti tra politica e malavita organizzata; ed   anche  se
  la  questione morale è già é stata trattata, non può  non  essere
  oggi,  al  centro  del  dibattito, non  fosse  altro  perché  nel
  frattempo   anche  altri  componenti  della  Giunta  di   Governo
  regionale  sono  stati coinvolti in questa  vicenda.Non  può  non
  essere ancora al centro della discussione, questo tema.
     Ritengo,  comunque, di condividere anche gli  altri  temi  che
  sono  stati  alla  base  della  presentazione  della  mozione  di
  sfiducia:  la grave crisi economica che blocca lo sviluppo  della
  Sicilia,  la  drammatica  e disastrosa vicenda  che  riguarda  la
  sanità,  aggravata  dalle  scandalose   modalità   relative  alla
  nomina  dei  direttori delle Aziende, dalle grave  responsabilità
  che  ha  anche  questa  Assemblea regionale  che,  attraverso  la
  Commissione  competente,  ha approvato tali nomine  in  un  unico
  blocco,  o  prendere  o lasciare, con il cambio  di  opinione  di
  alcuni  dei  componenti,   anche della  maggioranza,   di  quella
  Commissione che, in cambio di qualche strapuntino,  hanno rivisto
  le loro posizioni in merito a questo delicato tema.
   Tutela  dell'ambiente, politica dei rifiuti,  emigrazione,  sono
  tutti  temi  che  non  ripeterò perché sono  stati  perfettamente
  illustrati da chi mi ha preceduto.
   Volevo  fare,  invece,  qualche  riflessione  rispetto  ad   una
  sfiducia  che  diventa sempre più evidente e che viene  espressa,
  non  da  noi  deputati notoriamente pericolosi comunisti,  ma  da
  persone  che  ritengo essere insospettabili da  questo  punto  di
  vista, anche nel dibattito odierno.
   Onorevole  Presidente,  a parte la difesa d'ufficio,  presentata
  qui  dall'onorevole  Acierno, io credo che  lo  stesso  onorevole
  Acierno  abbia   dimostrato  sfiducia  rispetto  al  suo  operato
  perché,   quando  richiamava la vicenda del piano  regolatore  di
  Palermo,  riferendosi all'onorevole Orlando, diceva che  mafia  é
  l'illegittimità,   per  dire   poi,   in  conclusione   del   suo
  intervento,    in  riferimento all'attuazione della  legge  sugli
  appalti,   cito quasi testualmente:  Presidente, queste cose  che
  lei indica, non le abbiamo previste all'interno della legge sugli
  appalti .  Le  voleva  dunque, far  rilevare   che  compie  delle
  illegittimità....

    DINA  Parlava dei ritardi

    SPAMPINATO   No  parlava di procedure diverse,  di  ciò  che  è
  previsto nella legge sugli appalti. Potrà vedere lo stenografico.
  Si traduce non in ritardi ma in illegittimità.
   Ritengo  che  sfiducia   Le  abbia  dimostrato  ed  espresso  un
  autorevole  Ministro  siciliano del Governo  Berlusconi,  fino  a
  qualche  tempo fa segretario regionale del partito di maggioranza
  relativa  di  questa   coalizione,  l'onorevole  Micciché,   che,
  quando  ha  illustrato a Siracusa, non più  tardi  della  settima
  scorsa  durante  il congresso degli imprenditori  siciliani  -  e
  neanche  loro  sono  stati teneri nei suoi  confronti  -  la  sua
  iniziativa  tendente  a riequilibrare il prezzo  del  denaro  per
  investimenti tra Nord e Sud, citava tutte le banche coinvolte  in
  questa  iniziativa  e ometteva di citare Capitalia,  che  ricordo
  essere  rappresentata da lei, onorevole Presidente;  e  quando  i
  giornalisti  chiedevano  come mai non  venisse  inserita  tra  le
  banche  che avrebbero avuto  il compito di porre in essere questa
  iniziativa   anche  Capitalia,  il Ministro  Miccichè  rispondeva
  testualmente  Non credo che sia una banca amica del Sud .
     Se  non  è  una dimostrazione di sfiducia  Ma è andato  ancora
  oltre,  e quando parlava delle iniziative a tutela delle  imprese
  siciliane,  l'onorevole Miccichè, e cito anche qui  testualmente,
  diceva   L'Irfis,  in complicità con la Regione  ha  incassato  e
  diviso  utili  che  dovevano servire per il  finanziamento  delle
  imprese siciliane . Questa credo sia una dimostrazione chiara non
  di  sfiducia di pericolosi comunisti ma di persone che dovrebbero
  essere particolarmente vicini a Lei.
   Onorevole Cuffaro, la cosa che mi stupisce di più e che  esprimo
  in conclusione di questo mio breve intervento è che probabilmente
  nemmeno  lei  ha  più  fiducia nell'azione  del  suo  Governo,  e
  tralasciamo  quello che succede tra i componenti del suo  Governo
  che  litigano e lei non riesce a mettere pace su temi  importanti
  per  lo  sviluppo della Sicilia, come Agenda 2000, e  quando  lei
  immagina  di  porre  fine all'esperienza  di  questo  Governo  in
  maniera  anticipata,  nonostante  io  frequenti  questa  Aula  da
  quattro anni....

     CUFFARO   presidente  della  Regione.  Lo  faccio  per   farvi
  perdere prima.

    SPAMPINATO   Per  noi  lo  può fare anche  subito,  infatti  la
  conclusione sarà questa, onorevole Presidente. Infatti - dicevo -
  nonostante   frequenti  quest'  Aula  solo   da   quattro   anni,
  illudendomi  ancora,  ritengo  di  credere  nelle  istituzioni  e
  ritengo  che  l'istituto delle dimissioni debba essere  posto  in
  essere solo per gravi situazioni politiche o di altra natura.  Io
  non  voglio  credere, Presidente Cuffaro, che  lei  immagini   di
  utilizzare  uno strumento come quello delle dimissioni  per  mero
  calcolo politico
     Non voglio credere -  perché, lo ripeto,  voglio credere nelle
  istituzioni  -   che  lei  possa utilizzare  lo  strumento  delle
  dimissioni soltanto per mero calcolo elettorale. Lei dice  voglio
  trainare......  Non  voglio credere a  queste  dichiarazioni   il
  Centro-Destra  ha la vittoria , probabilmente vuole  evitare  una
  possibile sconfitta del Centro-Destra alle elezioni politiche.
     Ma  io  non  voglio credere che siano queste  le  motivazioni,
  quindi,   per esclusione, debbo pensare che lei invece non  crede
  più   nella  sua azione di Governo. Allora sa cosa  le  propongo?
  Voti insieme a noi perché non si dica che noi temiamo di andare a
  votare quanto prima possibile.
   La  mia  proposta è voti insieme a noi la mozione di sfiducia  e
  andiamo a votare entro settembre.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Antinoro.Ne  ha
  facoltà.

                Presidenza del Vice Presidente Fleres

    ANTINORO     Signor   Presidente   dell'Assemblea,    onorevole
  Presidente della Regione,  onorevoli colleghi, confesso  che  ero
  indeciso se prendere la parola all'inizio, devo dire che  poi  ho
  ritenuto   fosse   opportuno  farlo  intanto    per   manifestare
  solidarietà  politica  al  Presidente  della  Regione  ma   anche
  chiaramente  personale.  Dicevo ero  indeciso  perchè  non  so  i
  cittadini  siciliani,   ascoltandoci  magari  in  televisione   o
  leggendo poi le cronache dell'indomani o addirittura nel caso  in
  cui   qualcuno   avesse  voglia  di  leggersi  gli  stenografici,
  capiranno  questa seduta.
   Diceva  l'onorevole  Spampinato poca fa non  è  un  rituale,  io
  credo  invece che il rituale lo stiamo oggettivamente  consumando
  ognuno  sulle proprie posizioni,  immaginando e,  per  quanto  mi
  riguarda,   avendo l'idea di appartenenza forte    a  determinati
  schieramenti,  ognuno dicendo la propria.
   Avendo  ascoltato  le  cose dette  da  autorevoli  colleghi  del
  Centro-Sinistra  riguardo ai  litigi interni del  Governo  -   li
  definiscono  così  -  essi  dimenticano che c'è anche  dialettica
  all'interno  di qualunque governo. Forse  dimenticano  a   quanti
  litigi   oggi  all'interno  dello  stesso  Centro-Sinistra,   per
  esempio,  si assiste;  e ancora non hanno cominciato a governare,
  ancora  siamo  nelle fasi che precedono la scelta  di  chi  dovrà
  governare  quel  Centro-Sinistra,  se mai  governerà,   cosa  che
  chiaramente non avverrà  E  l' auspicio  - per quanto ci riguarda
  -   è  quello che non avvenga  Eppure le critiche piovono addosso
  al Governo.
   Devo  dire   che non avevo ancora letto - se non stasera  -   la
  mozione  di  sfiducia  quando  inizia  Premesso che  oltre  cento
  mila  siciliani..... . Io ricordo che sulla stampa  si disse  che
  questa  mozione  era  stata sottoscritta da  più  di  cento  mila
  siciliani,   ma,  se la mozione che hanno firmato  i  cento  mila
  siciliani  è questa paginetta e mezza,  sostanzialmente  non   di
  critiche  al Presidente Cuffaro, ma di un  attenzione particolare
  ai temi della sanità  si tratta
   Veramente,  io  non so se  chi autorevolmente l'ha rappresentata
  -  dico   autorevolmente   non  in  senso  ironico  ma   convinto
  dell'autorevolezza delle firme che la mozione reca -   se  l'  ha
  letta  prima di firmarla, non so chi fisicamente,  con la propria
  penna,  ha scritto queste quattro righe, ma non è una mozione  di
  sfiducia, è sostanzialmente una sorta di dibattito sui temi della
  sanità,  un  attacco esclusivamente sui temi  della  sanità,  con
  qualche pur generico momento di critica nei confronti del Governo
  Cuffaro.
   Devo  dire,   riguardo alla sanità,  visto che tra l'altro  sono
  particolarmente vicino  al settore facendo nella vita  il  medico
  ed essendo un tantino esperto su questi temi, guardate che quando
  il  Governo Cuffaro ha emesso il decreto del quale viene accusato
  perchè   avrebbe  non  so di quanto aumentato  la  spesa;  voglio
  ricordare a tutti che grazie a quel decreto, il numero 890 con la
  modifica  poi  del  2003, probabilmente anzi  certamente  -   non
  abbiamo  la contro prova  - ma se la prova è quella delle  carte,
  probabilmente  grazie a quel decreto si è messo  sotto  controllo
  quella  spesa perchè - voglio ricordare ai colleghi  del  centro-
  sinistra -  che durante la precedente legislatura, quando si fece
  la   norma   sulla  cosiddetta   assistenza  indiretta ,   quella
  assistenza   non  era  sottoposta  ad  alcun  controllo,   quella
  assistenza  era  sostanzialmente  fuori  da  qualunque  verifica,
  quella assistenza era praticamente incontrollata. Quel decreto la
  pose sotto controllo, certamente abbiamo il dovere, il Governo ha
  il  dovere,  noi  come maggioranza abbiamo il dovere,   anche  di
  stimolo,   di  far  sì che quei meccanismi di  controllo  vengano
  attivati sempre di più. Ma null'altro.
   E,  poi,  la  demonizzazione a tutti i  costi,  costi  quel  che
  costi, della sanità privata; nel terzo millennio questa sorta  di
  differenza tra pubblico e privato oggettivamente è un tema  ormai
  fuori  luogo, fuori dal tempo, fuori dalle cronache  e  fuori  da
  qualunque  ragionamento che deve svilupparsi,  anche nel  settore
  della  sanità.
   Nella   sanità una concorrenza leale tra pubblico  e  privato  è
  giusto  che  sia  così, l'ha stabilita, l'ha statuita  lo  stesso
  ministro  Bindi,  ministro  Bindi  che   certamente  non  era  un
  ministro di centro-destra, era un ministro di centro-sinistra; il
  famoso decreto Bindi ha statuito quella forma di concorrenza che,
  chiaramente deve sempre basarsi sul principio che la salute è  un
  bene cui nessun cittadino può rinunciare. Che poi sia il pubblico
  o  il  privato  poco importa, l'importante è che sia  erogata  in
  termini di qualità e di efficienza.
     Ma,  anche  lì  il  Governo Cuffaro ha  avuto  attenzioni  nei
  confronti  della  stessa sanità pubblica,  anche  lì  il  Governo
  Cuffaro  ha  avuto attenzione ai metodi ed ai   modi  in  cui  la
  sanità pubblica viene gestita  per  poi  sentire dai colleghi del
  centro-sinistra.... - veramente .. è quasi  una pantomima  -.  Io
  ero  presente  quella mattina quando si è votata  in  Commissione
   Affari  istituzionali'  la  ratifica dei  manager.  Praticamente
  l'opposizione  non  c'è  stata. Quella  mattina  l'opposizione  è
  venuta,  ha praticamente accolto la scelta della maggioranza  che
  era logico che operasse nel  senso di votare in blocco i manager,
  i  colleghi  del  centro-sinistra,   che  oggi  da  questo  podio
  attaccano violentemente quella scelta,  non hanno fatto nulla per
  impedirlo.
   Allora,  non  si  può nelle commissioni e nelle stanze  nascoste
  del  Palazzo  comportarsi in un modo e, poi,  venire  su   questo
  podio a denunciarle, perchè le vicende devono avere conseguenze.
     Io  ho un rimprovero da muoverle, onorevole  Presidente  della
  Regione,   glielo  muovo affettuosamente, sul piano  personale  e
  politico: forse in quest'Aula, durante il varo di leggi di  spesa
  finanziarie,  assestamento  e  quant'altro,  probabilmente   lei,
  dall'alto del suo concepire la politica come mediazione, forse ha
  concesso  fin troppo a questa minoranza; forse, in qualche  caso,
  bisognava  concedere molto meno di quanto si  è  concesso;  forse
  probabilmente bisognava, da parte sua, far leva su quella che era
  una  maggioranza forte di quest'Aula, anche per i numeri  che  in
  questa   Aula  c'erano  come  maggioranza.  Forse  è  questo   il
  rimprovero che  io, affettuosamente - e lo sottolineo - le muovo.
  Null'altro.
     Poi,  sulle vicende giudiziarie - guardate lo hanno  ricordato
  altri  colleghi,  ma  è  opportuno che lo  faccia  anch'io  -  il
  Presidente Cuffaro - lo ha detto lui in tante occasioni pubbliche-
  risponderà,  semmai risponderà, dopo qualunque processo,  che  ci
  auguriamo  lo  vedrà  assolto -  perchè solo così  potrà  essere-
  risponderà eventualmente alla sua coscienza. Lo ha detto lui  per
  primo.
     Il  Presidente Cuffaro aveva un'occasione per andar via  dalla
  Sicilia, si è candidato alle elezioni europee, si è candidato nel
  proporzionale,  ha fatto una campagna sulla sua persona,  non  da
  Presidente della Regione. E' rimasto in Sicilia, però.  Ha  avuto
  il  coraggio di rimanere qua, in trincea, di sottoporsi a  quello
  che  sarà  il giudizio dei giudici, ai quali  va tutto il  nostro
  rispetto,  anche  per  il sacrificio che da  parte  della  classe
  dirigente di questo Stato è arrivata in questi anni.
   Il  Presidente  Cuffaro  e  questa  maggioranza  hanno  un  solo
  obbligo,  quello  di  presentarsi alle  prossime  elezioni  e  di
  sottoporsi  al  giudizio  degli elettori.  Null'altro.  Poi,  che
  l'Aula  voti  in  un modo o voti in un altro,   che  ci  sia  una
  maggioranza  che sostenga Cuffaro e una minoranza  che  gli  voti
  contro,  è  il gioco delle parti. Ma il vero gioco comincerà  nel
  2006,  quando andremo alle elezioni, ognuno di noi avrà  modo  di
  sottoporsi al giudizio degli elettori, ogni coalizione avrà  modo
  di sottoporre agli elettori medesimi il programma con il quale si
  proporrà a questi ultimi. Avremo un centro-destra che proporrà il
  suo  programma,  avremo un centro-sinistra che  ne  proporrà  uno
  alternativo e questa è la logica dell'alternanza.
   Solo  allora  ci sarà un Cuffaro che andrà a casa o  un  Cuffaro
  che  rimarrà.  L'Aula  stasera ha tutto il diritto  di  porre  in
  essere  il dibattito che stiamo svolgendo, ma probabilmente,  non
  per  offendere il rituale della politica, ma  questa sera  ce  la
  saremmo  potuti risparmiare per produrre leggi per i siciliani  e
  fare in modo che questa Sicilia possa andare avanti.
   Quindi,  chiaramente,  con  il voto  contrario,  per  quanto  mi
  riguarda,  per quanto ci riguarda, l'esortazione al Presidente  a
  continuare  un'azione di governo che possa vedere la Sicilia,  in
  questi  ultimi  mesi,  dare  un  colpo  di  remi  in  avanti  per
  sviluppare  un'  economia che, certamente, langue,  non  solo  in
  Sicilia,ma  per   tutta una congiuntura sfavorevole  in  tutti  i
  Governi  d'  Europa,  in  tutti i governi   delle  altre  regioni
  d'Europa e in tutti i governi nazionali,  per una crisi   che  va
  ben oltre la Sicilia.
   Auguri,  quindi,  Presidente Cuffaro,  le  esprimiamo   sostegno
  totale per quanto ci riguarda e credo che forse sarebbe bene  che
  in  questi  ultimi mesi vedesse l'Assemblea impegnata  in  quelle
  leggi di riforma che, probabilmente, a causa di tutta la politica
  che deve ritrovare i suoi ruoli,  non sono arrivate.

    FLERES   E'  iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa.  Ne  ha
  facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente,   onorevole  Presidente  della
  Regione,   io  non farò un lungo intervento perché  mi  riconosco
  negli  interventi che, innanzitutto, l'onorevole Speziale  e  poi
  l'onorevole    Cracolici,   ma   anche   gli    altri    colleghi
  dell'opposizione che mi hanno preceduto, mi vedono  consenziente,
  soprattutto,  nella parte in cui hanno ampiamente illustrato  gli
  aspetti  di  carattere economico-sociale su  cui  la  mozione  di
  sfiducia,  insieme  alle  altre mozioni che  vi  sono  contenute,
  concentra molto la propria attenzione.
      Però,   onorevole   Presidente,   non   possiamo   ovviamente
  nasconderci  il fatto che la mozione di sfiducia  ha  avuto  come
  stimolo  fondamentale, come motivazione, come motore che  poi  ha
  portato alla decisione di presentarla, la vicenda che la riguarda
  personalmente,  per quanto concerne le inchieste  che  la  vedono
  coinvolta.
   E'  ovvio che, per quanto ci riguarda, non ci facciamo eccessive
  illusioni,  lo  sappiamo  bene, nessuno  di  noi  ignora  che  in
  quest'Aula i numeri perché questa mozione venga approvata non  ci
  sono. Ed allora, perché è stata presentata?
   E'  stata  presentata,  prima di tutto,  perché  presentare  una
  mozione  di sfiducia in questa precisa fase politica, quando  una
  serie   di  nodi  si  sono  aggrovigliati  e  si  sono  addensati
  nell'azione  di  Governo  ed anche, in  buona  parte,  sulla  sua
  persona,  aveva  senso  ed anche  un alto  valore  simbolico  che
  l'Assemblea regionale ne discutesse; che la sede più  alta  della
  democrazia  nella  nostra Regione facesse  un  punto,  ascoltasse
  tutte  le  valutazioni  ed  i giudizi che  su  questa  situazione
  possono essere espressi nel suo seno, si raccogliessero gli umori
  che nella società siciliana sono presenti e che in varie forme si
  esprimono sia attraverso iniziative, manifestazioni, le cose  che
  qui  venivano  ricordate, sia anche come senso comune  che  si  è
  diffuso   tra   i   nostri  concittadini  e  che   ogni   giorno,
  quotidianamente risulterà anche a lei, a meno che non si circondi
  solo  di  elementi  che non le trasmettono il clima vero che  c'è
  tra la gente,  se ne sarà reso conto.
     Tuttavia fare questa affermazione non significa sostenere  che
  la  mozione,  la  discussione  di questa  sera  costituiscono  un
  rituale, quasi un passaggio del tutto ininfluente che non  lascia
  dietro  di  sé  nulla  se  non il tempo  che  ci  è  occorso  per
  discuterla. Io contesto che si possa dare questa interpretazione.
  Un atto politico di questo valore ha il suo peso al punto che tra
  di  noi abbiamo discusso -  come si sa -  a lungo se presentarla,
  quando presentarla, come presentarle e per quanto riguarda noi, i
  Democratici di Sinistra, abbiamo fatto valere un nostro punto  di
  vista nella vicenda che è quello che avete ascoltato e letto, c'è
  una pesantezza della situazione economico-sociale che vieppiù  si
  è aggravata nel corso del tempo. Non siamo noi da soli a dirlo, è
  una  sfilza di dati, tutti gli indicatori economici ci descrivono
  una situazione che sta assumendo i caratteri della  drammaticità.
   Qualcuno  ha  gridato al catastrofismo però mi si  sia  concesso
  dare  un'altra  interpretazione  di  una  situazione  in  cui  la
  crescita  del nostro prodotto interno lordo ormai è  quasi   allo
  zero,   siamo  in fase recessiva, abbiamo i dati che  sono  stati
  forniti proprio nei giorni scorsi da Bankitalia a proposito della
  situazione  economica della nostra Regione, lo fa l'ISTAT  ancora
  oggi   quando,   parlando  della  situazione  occupazionale   del
  mezzogiorno,   in  Sicilia dice che c'è  una  minore  domanda  di
  lavoro,  il che  - come si sa -  nel linguaggio e come lo  stesso
  ISTAT  poi  commenta - non significa che c'è  più  occupazione  e
  quindi,   poiché  si  lavora  di  più,   c'è  meno  richiesta  di
  occupazione,  significa  esattamente  che  la  situazione   viene
  descritta  e percepita così pesante dal punto di vista  economico
  che  fasce  intere,  le fasce più  a rischio tra  la  popolazione
  attiva  -  e  parliamo soprattutto delle donne e  dei  giovani  -
  rinunciano a presentarsi sul mercato del lavoro perché non  hanno
  più  alcuna fiducia che la loro domanda, la loro richiesta  possa
  essere accolta.
   E  aggiungiamo a tutto ciò la situazione finanziaria, i dati  di
  bilancio,  aggiungiamo a tutto ciò la performance in  materia  di
  Agenda  2000,  ne discuteremo p,  in un'altra occasione,   perché
  sarebbe opportuno che una tantum, non ogni giorno o ogni  mese  o
  ogni  anno, ma una tantum questo Governo ci venga a dire in  Aula
  cosa sta succedendo, per non doverlo leggere  solo sui giornali e
  così via.
   Vi  sono  tutti  i  dati che quotidianamente vengono  sciorinati
  sulla  mortalità delle imprese, sulla loro capacità di stare  sul
  mercato,  i  problemi  del   credito,  che  l'onorevole  Micciché
  pretende di risolvere con l'accordo con le banche e con incentivi
  che altro non sono che la stessa acqua nella quale sguazziamo  da
  un  sacco di tempo;  sono i soliti fondi delle aree depresse  che
  ogni  volta,   quando si presenta un problema,  vengono  invocati
  come  risorsa    fondamentale per risolvere o una volta  l'una  e
  una volta l'altra, salvo poi a non utilizzarli quasi mai.
   Allora,  la  situazione è questa. Chi è in  grado  di  dirci  se
  questi  sono  dati  che  possono fare sperare  bene?  L'onorevole
  Sbona,  nel  suo  intervento, pur riconoscendo la  situazione  di
  pesantezza  sul  piano  economico,  ci  invitava  a  non   essere
  pessimisti,  perché  il  pessimismo ed il catastrofismo  generano
  sfiducia  tra  la  gente e, quindi, ciò finirebbe  per  deprimere
  complessivamente la situazione economica. Questa è una lettura un
  po'  all'onorevole Berlusconi, il quale pretende di  risolvere  i
  problemi del Paese invitando i cittadini a spendere, perché  così
  si  incrementa  il  circuito economico, si  consuma  di  più,  le
  imprese  vendono  e producono di più; ma rimane  il  problema  di
  cosa,  di  quanto  le nostre famiglie siano in  grado,  oggi,  di
  spendere.
   C'è  un dato che è stato fornito in più occasioni; si tratta  di
  un  dato  nuovo nella storia economica della nostra  Regione  che
  parla   di   una  propensione  all'indebitamento  delle  famiglie
  siciliane.  Ricordo,  invece,  che  l'unica  propensione  che  si
  conosceva,  come  virtuosa,  delle  famiglie  siciliane  era   la
  propensione  al  risparmio, tant'è che quasi tutti  gli  Istituti
  bancari  di  rilievo nazionale avevano l'ambizione di  venire  ad
  aprire  in  Sicilia,  proprio perché  la  Sicilia  era  terra  di
  elezione per la raccolta del risparmio.
   Oggi  si  dice che c'è una propensione all'indebitamento  e  gli
  analisti  in  materia  finanziaria, di alcuni  Istituti  bancari,
  dicono che si stanno assottigliando di molto i conti correnti  ed
  i  depositi  bancari  da  parte  delle  nostre  famiglie  perché,
  evidentemente,  dopo  che il costo della vita  è  aumentato  così
  vertiginosamente,  tenuto conto che la situazione  economica  non
  registra alcun miglioramento, si comincia a ricorrere alle  poche
  riserve che le famiglie hanno ancora per poter vivere.
   L'onorevole  Sbona diceva di non essere pessimisti. Qualcuno  ci
  dica  qual  è lo stato d'animo che bisognerebbe adottare  in  una
  situazione   come   questa.   Dovremmo   sottovalutare   i   dati
  dell'economia? Dovremmo ignorare il fatto che c'è una tendenza al
  peggioramento?  Credo che questa sarebbe ed è la  peggiore  delle
  soluzioni,  quella  cioè di non fare quella operazione   verità',
  che è la prima pietra per un'inversione di tendenza.
   Non  si  può  pensare  ad  un rilancio se  non  si  parte  dalla
  registrazione dei dati oggettivi, perché è da lì che  si  produce
  uno   scatto,  che  si  può  chiamare  la  gente  e  la  Pubblica
  Amministrazione, le forze politiche, il Parlamento ed il  Governo
  ad un'inversione di tendenza.
   Ma  di  tutto  questo  non  vediamo alcunché.  Registriamo  ogni
  giorno  penose giustificazioni, tentativi che ritengo si  possano
  definire  soltanto  velleitari; immaginare  ipotesi  di  rilancio
  senza  mettere mano alla struttura delle scelte e delle strategie
  che fin qui sono state adottate.
   Ma  non  è  su  questo che volevo soffermarmi, perché  ne  hanno
  parlato a lungo gli altri colleghi.
   Il  tema  centrale  di  questa mozione di  sfiducia,  è  inutile
  nasconderlo - chi lo fa, ovviamente, pecca di una certa ipocrisia
  -,  è  la sua posizione personale, onorevole Presidente, e quella
  di  alcune persone che fanno parte del suo staff che, in  qualche
  modo, sono in relazione con lei.
   Se  non  ci fosse stato questo aggravarsi della situazione,  non
  so  se  saremmo arrivati, veramente, a presentare una mozione  di
  sfiducia,   in  quanto  i  dati  economici  sono   in   fase   di
  peggioramento da molto tempo, non certo da oggi.
   Ad  aggravare il quadro è arrivata questa vicenda che  riteniamo
  vada  discussa  per quella che è, senza nasconderla.  Del  resto,
  significherebbe  volere  coprire con un  dito  una  vicenda  che,
  invece,  per essere coperta avrebbe bisogno di qualcosa di  molto
  più vasto.
   Perché,  allora, abbiamo presentato una mozione di sfiducia?  Lo
  abbiamo  fatto  perché c'è un salto di qualità in questa  vicenda
  giudiziaria. E' inutile che lo nascondiamo.
   Il  30  aprile  di  quest'anno  abbiamo  tenuto  una  Conferenza
  nazionale  antimafia  a  Palermo, in occasione  dell'anniversario
  dell'assassinio  di Pio La Torre e di Rosario Di  Salvo  e,  come
  tutti hanno potuto constatare, pur avendo lì presenti quasi tutte
  le  maggiori personalità politiche e di Governo (era presente  il
  Presidente  della  Commissione  nazionale  antimafia  ed  abbiamo
  invitato  tutte  le autorità che a vario titolo  si  occupano  di
  questa  materia  in  Sicilia e fuori) - ne  è  venuto  fuori  uno
  spaccato di altissimo livello, quando pubblicheremo gli atti  chi
  vorrà  leggerli  potrà  rendersi  conto  della  qualità  di  quel
  dibattito  -, era lungi da noi il fare di quella un'occasione  di
  modesta  polemica  politica; eppure, lo si sarebbe  potuto  fare,
  sarebbe  stato  facile, si sarebbero perfino incontrate  orecchie
  attente, visto il clima che si vive, oggi, nella nostra Regione.
   Abbiamo voluto ragionare seriamente, perché il tema della  lotta
  alla  mafia  non  è  un  tema  che  può  essere  affrontato   con
  leggerezza, neanche da coloro i quali ritengono di essere tra  le
  forze più conseguentemente antimafiose.
   Il   senso   della  responsabilità,  il  senso  della   corretta
  impostazione politica di questa battaglia, il tenere insieme  non
  solo  le  questioni  legate  alla repressione,  all'azione  della
  Magistratura,  alle forze di Polizia, ma anche  l'azione  sociale
  per contrastare il fenomeno nella società, l'azione educativa  da
  parte delle agenzie educative che agiscono nel territorio...

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, la invito a concludere.

    CAPODICASA   Mi  dà   una cattiva notizia,  signor  Presidente
  Chiedo di avere accordato qualche altro minuto.

    PRESIDENTE  Soltanto cinque minuti, onorevole Capodicasa.

    CAPODICASA  Farò in fretta, signor Presidente.
   Dicevo  che  il tema è così complesso che vale la  pena  che  le
  forze  politiche  italiane e siciliane vi  si  accingano  con  il
  massimo senso di serietà e di responsabilità.
   In  quell'occasione,  abbiamo ampiamente indagato  il  tema  del
  rapporto  mafia e politica lo e quella Conferenza, a conclusione,
  ha ritenuto di dover lanciare una proposta che è anche una sfida,
  cioè quella di identificare un codice di autoregolamentazione che
  riguardi  tutte le forze politiche da sottoscrivere,  riprendendo
  un   po'  una  vecchia  scelta  che  era  stata  compiuta   dalla
  Commissione   nazionale   antimafia,   presieduta   da    Gerardo
  Chiaromonte,  che  metta tutti nelle condizioni  di  potere  fare
  scattare,  in modo quasi automatico - ma ovviamente di automatico
  non c'è nulla in questo campo -, dei meccanismi di autocontrollo,
  di  autodeterminazione e di autodifesa, oserei  dire,  in  quelle
  vicende  in  cui  siano  coinvolte,  legati  al  rapporto  mafia-
  politica, personalità politiche ed istituzionali.
   Ci  siamo  chiesti quale possa essere il limite, il  momento  di
  un'indagine  giudiziaria in cui un uomo politico  debba  fare  un
  passo   indietro;  qual  è  il  momento  del  processo?   E'   la
  dichiarazione del pentito? E' l'avviso di garanzia? E' il  rinvio
  a giudizio? E' la condanna definitiva?
   Se  fosse la condanna definitiva, non ci sarebbe motivo di avere
  un  codice di autoregolamentazione. Oggi, le leggi sostengono che
  di fronte alla condanna scatti un meccanismo di incompatibilità.
   E'  l'avviso  di  garanzia? Signor Presidente, abbiamo  ritenuto
  che,  pur essendoci la sensibilità individuale che in questi casi
  deve far intervenire un  elemento di resipiscenza, ci sono avvisi
  di  garanzia  ed avvisi di garanzia. Infatti, ci sono  avvisi  di
  garanzia  che  non  ipotizzano - siamo sempre  nel  campo  di  un
  giudizio di natura politica, non c'è certezza in questo  campo  -
  l'esigenza  delle  dimissioni o del passo indietro,  ma  ci  sono
  anche  avvisi di garanzia pesanti per il corredo di prove da  cui
  sono  sorretti;  di sicuro, signor Presidente, c'è  il  rinvio  a
  giudizio.
   Il  rinvio a giudizio è già la fase del procedimento in cui  c'è
  già  un giudice terzo che, sia pure sulla base di prove sommarie,
  emette  una prima sentenza e siccome il rinvio a dibattimento  si
  può concludere - non so in che base percentuale - con la condanna
  o   anche   con  l'assoluzione,  rimane  di  sicuro  una  qualche
  probabilità  che quel rinvio a giudizio possa tramutarsi  in  una
  condanna.
   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  siamo  abilitati   a
  mettere  a  rischio l'onorabilità delle Istituzioni,  l'efficacia
  della  funzione  che svolgiamo nell'interesse dei  cittadini,  di
  fronte ad una situazione di questo genere?
   Questo   è   l'interrogativo  che  le  poniamo  oggi,  onorevole
  Presidente.  A  questa  domanda, noi abbiamo  dato  una  risposta
  attraverso la mozione di sfiducia e riteniamo che quanto un  uomo
  politico raggiunge, quando riveste incarichi di tale levatura, di
  rappresentanza quasi unica della Regione dentro e fuori i  nostri
  confini,  nei rapporti con i poteri esterni, statali ed  europei,
  quando  deve  interloquire con i suoi  pari  grado  nei  rapporti
  multiformi  che  un Presidente della Regione ha,  soprattutto  un
  Presidente di una grande Regione, debba necessariamente avvertire
  una   limitazione  in  queste  sue  funzioni.  Ed  io,  onorevole
  Presidente, so che lei sente tale limitazione

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  la  invito  nuovamente   a
  concludere il suo intervento.

    CAPODICASA  Signor Presidente, mi avvio alla conclusione.
   Io  credo  che  tutto questo abbia un senso,  non  è  la  voglia
  giustizialista   di  un'ala  di  questo  Parlamento   che   vuole
  strumentalizzare una vicenda per fini strettamente  politici.  E'
  un problema oggettivo e come tale lo poniamo al Parlamento.
   Noi  abbiamo dato questa risposta e la mozione di sfiducia  dice
  questo. Sappiamo che è un passaggio pesante perché la mozione  di
  sfiducia, oggi, non è più quella di una volta, che comportava  la
  caduta di un Governo e la sua sostituzione con un altro, comporta
  infatti  anche  lo scioglimento dell'Assemblea ed il  ricorso  al
  voto popolare.
   Io  credo  però che occorra riconoscere l'onestà  con  la  quale
  stiamo  ponendo  questo  problema, perché  abbiamo  interesse,  e
  concludo signor Presidente, ad allargare il fronte antimafia.
   Noi  non  pensiamo,  in questo campo, come dice  il  buon  Renzo
  Arbore   meno siamo e meglio stiamo ; nella lotta alla mafia  più
  siamo  e  meglio stiamo. Noi vogliamo tanti, anche al di  là  dei
  confini  dei  nostri  partiti, delle nostre  coalizioni,  che  si
  schierino in questa battaglia perché è una battaglia decisiva per
  lo sviluppo di questa Regione.
   Vorrei  dire  all'onorevole Forgione che  se  pensiamo  di  fare
  questa  battaglia  da  soli, la mafia   camperà  cent'anni;  deve
  essere  una  battaglia  di popolo, si deve riuscire  ad  incidere
  anche in quella fascia - non uso il termine  grigia' perché sa di
  collusione -, di indifferenza, nell'aria di indifferenza che  c'è
  nella  società ed anche nella politica. Se non facciamo chiarezza
  su  questo, se non creiamo l'attenzione morale ed etica che serve
  in questo campo, avremo perduto in partenza questa battaglia.
   Onorevole  Presidente, vogliamo che questa occasione  non  venga
  sprecata,  desideriamo  che  non venga  sprecata  e  giocata  sul
  terreno  dei rimpalli tra maggioranza e opposizione. E'  come  un
  gioco  per  così dire scontato di cui  avremmo voluto  volentieri
  fare  a meno se si fosse trattato di questo. Ma si tratta di  una
  questione alta che ha a che fare con i destini di questa  Regione
  e  con  tutto ciò che è scritto nella vostra mozione: i  rapporti
  con  la  sanità,  con  l'economia,  con  la  politica,  pertanto,
  riteniamo   che  una  risposta  alta  debba  essere  data   anche
  dall'Assemblea.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Segreto.  Ne  ha
  facoltà.

    SEGRETO    Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, credo che possiamo anche saltare  a
  piè  pari tanto di quello che è stato finora ampiamente detto sia
  dalla maggioranza che dall'opposizione.
   Ritengo,  però, che il nuovo PSI, dovendo esprimersi,  oggi,  su
  una  mozione di sfiducia manifesta apprezzamenti per taluni atti,
  in  verità ben pochi, adottati dalla Giunta  di  Governo,  mentre
  esprime una valutazione contraria, per taluni altri, a cominciare
  per  esempio  dalla mancanza di collegialità  che  c'è  stata  in
  questa  maggioranza,  che ci ha visto assenti  nella  scelta  dei
  direttori delle ASL e che non ci vede assolutamente consenzienti,
  stante  che  c'è  stato  il gioco degli spostamenti  che  non  si
  giustifica  lasciando  un  direttore  nel  posto  dove  si  trova
  soltanto se va bene, diversamente si rimuove.
   Un  altro  appunto  dobbiamo farlo a questo Governo  per  quanto
  riguarda  la  recente nomina dei direttori generali,  considerato
  che riteniamo che almeno ci siano due direttori generali che sono
  stati  rimossi,  pur  avendo, a nostro  avviso  tutto  il  crisma
  dell'onestà, della professionalità e della competenza.
   Certamente, vorrei porre l'attenzione su quello che è  stato  il
  ruolo  delle  opposizioni  in  questi  quattro  anni.  Ho  voluto
  sfogliare  gli atti di questa Assemblea e mi sono reso conto  che
  difficilmente  l'opposizione ha votato  in  maniera  contraria  a
  quello che era l'indirizzo del Governo, della maggioranza.
   Poco  fa  l'onorevole  Antinoro diceva che,  a  proposito  della
  nomina  dei direttori delle ASL, in Commissione Sanità non  si  è
  levata  voce,  da  parte  dell'opposizione,  contraria  a  queste
  nomine. Non c'ero e non lo so, però ho sfogliato attentamente gli
  atti ed ho visto; del resto abbiamo vissuto in tante occasioni, a
  cominciare  per  esempio dalle quattro leggi  finanziarie  finora
  votate,  leggi  votate con l'appoggio dell'opposizione o  con  la
  benevola astensione da parte della stessa.
   Quindi,  il  ruolo  di questa opposizione è stato  un  ruolo  di
  consociativismo becero che ha trovato la sua massima sublimazione
  con  la  legge  elettorale  che  nasce  da  un  accordo  tra   la
  maggioranza   e   l'opposizione,  tra  i  grossi  partiti   della
  maggioranza e dell'opposizione.
   Io  non vi ho sentiti parlare di Capitalia, del nostro ruolo del
  4  per  cento  in  Capitalia, di quello  che  é  il  ritorno  nei
  confronti dei siciliani.
   Non  vi  ho  sentiti parlare della rinegoziazione dei mutui.  Ho
  visto, però, la vostra assenza - cari colleghi dell'opposizione -
  , pressoché costante, nella Commissione antimafia, allorquando il
  Presidente  l'ha convocata, in ultimo per cercare  di  costituire
  una  Commissione di inchiesta sulla sanità, ed in cui non é stato
  possibile esitare alcuna decisione.
   Quindi,  le  leggi  sono state approvate da  tutta  l'Assemblea.
  Certo,   non   voglio  assolutamente  addentrarmi  nei   problemi
  giudiziari,  perché non possiamo e non dobbiamo sostituirci  alla
  Magistratura. So che esiste un codice di autoregolamentazione che
  in  Commissione poteva essere riconsiderato, corretto e  che  ciò
  non é stato fatto.
   Allora,  dico all'opposizione ed alla maggioranza  che  noi  del
  Nuovo  PSI siamo disposti ad incontrarci, affinché questo  ultimo
  scorcio di legislatura venga caratterizzato dal portare avanti il
  programma  del  Presidente della Regione - e questo  non  sarebbe
  consociativismo  -,  integrato da programmi  che  possono  essere
  rappresentati  dalle azioni dell'opposizione; mi  riferisco  alla
  riforma  della  formazione che é ferma e  che  sarebbe  opportuno
  rivedere,  in quanto riteniamo che la legge attuale  non  sia  la
  migliore attuabile, anzi, riteniamo che questa legge serva, quasi
  esclusivamente, a finanziare, in maniera surrettizia, gli enti di
  formazione.
   Sarebbe  meraviglioso se potessimo incontrarci su  questi  temi.
  Incontriamoci sulla revisione della legge 7. Ricorderete la legge
  sugli  appalti,  le nottate vissute in questa Aula  e  fuori  per
  cercare  di  mettere  d'accordo le  varie  parti;  quest'Aula  ha
  partorito una legge non buona, perché se prima c'erano ribassi  a
  cifre decimali, ora ci sono  ribassi a due cifre che, certamente,
  non fanno andare avanti gli appalti in Sicilia.
   In  questo  ultimo anno, dobbiamo confrontarci su  questi  temi,
  come  la  legge sul riordino urbanistico e la legge sul  riordino
  delle  coste,  che riteniamo possano essere leggi, effettivamente
  di sviluppo.
   Queste  sono  le  cose  di cui dobbiamo parlare  e,  quindi,  il
  nostro  é  un  voto  di fiducia, anche se é un  voto  di  fiducia
  critico  nell'accezione etimologica della parola ed é un voto  di
  attesa.
   Riteniamo,  però, che non si possa bloccare, in un momento  come
  questo, l'azione del Governo regionale, anzi dovremmo cercare  di
  dare  tutti una mano per  portare avanti quella legge di sviluppo
  che serve tanto alla Sicilia ed ai siciliani.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

    MANCUSO    Signor   presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione, onorevoli colleghi, questa sera mi aspettavo la presenza
  di  autorevoli  esponenti  del  centro-sinistra  che,  su  questa
  questione,  hanno  riempito  diverse pagine  di  giornali,  hanno
  parlato  a lungo, hanno fatto battaglie in quasi tutte le  piazze
  siciliane e avevo anche voglia di ascoltare l'onorevole professor
  Orlando,  su questa questione, su tutte le cose che ha detto,  su
  tutti   gli  atteggiamenti  che  ha  tenuto  nel  corso  di   una
  legislatura  guardata  e sbadatamente consumata.  Su  molte  cose
  scritte  dagli amici colleghi del centro-sinistra, che riguardano
  soprattutto  l'occupazione  del  precariato,  potevamo  avere  un
  grande aiuto da chi ha inventato una forma di politica del lavoro
  che  poi,  ahimè,  fino  ad  oggi,  non  ha  trovato  uno  sbocco
  importante, uno sbocco che può dare alla Sicilia quello che tutti
  ci aspettiamo.
   Quindi,  una di quelle cause richiamate dagli amici  del  centro
  sinistra,  in  quella mozione, oggi, poteva essere  spiegata  nel
  modo migliore.
   Invece,  questa  sera,  al di là della proposta  del  Presidente
  Capodicasa, forse l'unica venuta fuori - poteva venire fuori  una
  azione dei deputati di questa Assemblea -, sono venuti fuori  una
  serie  di  interventi che guardano alla statistica  regionale,  a
  verbali  di operazioni compiute, ai verbali di constatazione,  ai
  verbali   di   interrogatorio,   addirittura,  si  trascende   in
  atteggiamenti che non riguardano questa Aula, i deputati e  tutto
  quello   che   gira  intorno  alla  politica,  come  l'intervento
  censurabile, da parte di tutti, dell'onorevole Raiti.
   Io  penso che, questa sera, l'onorevole Raiti, quando si troverà
  fra  lenzuolo  e cuscino si vergognerà delle cose  che  ha  detto
  sulla  famiglia  di un collega oggi detenuto che  deve  avere  il
  rispetto  di tutti quelli che hanno bisogno, come gli  immigrati,
  come  le  persone che riescono a raggiungere un equilibrio  nella
  vita.  Il rispetto della famiglia e dei figli è la prima cosa,  e
  la solidarietà deve essere riconosciuta e bisogna tenere fuori da
  questa  Aula  le  famiglie e tutto quello che  vi  gira  intorno;
  occupiamoci di politica  Se poi lei, onorevole Raiti,  non  vuole
  vergognarsi  non  deve  dirlo né a me,  né  agli  altri  colleghi
  presenti;  ognuno  ha la propria coscienza e sa  quello  che  può
  fare.
   E'  chiaro che il documento politico - non lo chiamerei tecnico-
  ,  quello  della  mozione di sfiducia, così come è  previsto  nel
  nostro  ordinamento, è un argomento così serio ed importante  che
  non  investe  soltanto  quest'Aula, investe  tutti  i  siciliani,
  perché  significa  che  non ci saranno  più   rappresentanti  del
  popolo,  significa che non ci saranno più, in un secondo,  quelli
  che  dovrebbero  tenere le istituzioni per  raggiungere  finalità
  varie  e  senza  una  proposta non è  possibile  pensare  ad  una
  mozione.
   Per  questo motivo, a mio avviso, il centro-sinistra, ancora una
  volta,  ma  è solito da qualche anno a questa parte,  prende  una
  batosta  seria.  Sono partiti con il referendum,  non  tutti  del
  centro-sinistra,  e  stanno  per finire  un'azione  politica  che
  definirei scriteriata.
   Ma  di   scriteri   nel  nostro  panorama  politico,  in  questo
  momento, ve ne sono moltissimi.
   Noi  abbiamo  condiviso  l'azione del Governo  Cuffaro  sin  dal
  momento in cui è nato; da qualche tempo la nostra azione è  stata
  di fortissimo contrasto su alcune scelte, su alcuni metodi che, a
  tutt'oggi,   non  condividiamo  e  tutt'oggi  siamo   preoccupati
  dell'azione  che viene svolta, soprattutto riguardo una  politica
  autoreferenziale travestita da movimento autonomistico,  che  non
  fa  bene  alle  istituzioni, dove questo  tipo  di  atteggiamento
  guarda  ad  un  panorama politico che può essere  variato  da  un
  momento all'altro.
   Tutto  ciò non fa bene alla Casa delle libertà, non fa  bene  al
  centrodestra.
   Io  ritengo,  invece,  che  per  fare  bene  con  il  presidente
  Cuffaro,  ora  e  dopo,  ci  vuole una politica  di  rigore,  una
  politica  di  rigore morale anche nei confronti  della  più  alta
  istituzione  di  questa terra, che è appunto il Presidente  della
  Regione.  Portare  in  Aula quello che già si  discute  in  altre
   Aule  e dove il Presidente deve rispetto - come lo ha dato  fino
  all'ultimo  secondo - ad una autorità costituita,  che  è  quella
  giurisdizionale,   mi  sembra  il  più  alto  atteggiamento   che
  l'istituzione possa avere. Rispetto a questo, tutte le altre cose
  sono chiacchiere.
   Voglio  ricordare  in quest'Aula, anche se  non  lo  ho  vissuto
  direttamente, l'arresto del mio amico, allora deputato  regionale
  e  assessore  del Governo Capodicasa, Giuseppe Castiglione,  oggi
  prosciolto da tutte le accuse. Qual era il momento per rassegnare
  le  dimissioni, qualora fosse stato Presidente della  Regione?  E
  chi avrebbe restituito la dignità a quel deputato?
   Questo  poco importa, era passato ormai del tempo, non c'entrava
  niente,  hanno  sbagliato i giudici. Ritengo  che  sia  difficile
  individuare un criterio generale, perché un'azione giudiziaria ha
  i  suoi  tempi, i suoi testimoni, i suoi giudici e  non  riguarda
  l'Aula della politica.
   Pertanto  ritengo che l'allarme lanciato sulla  mafia,  o  sulle
  mafie, non appartiene a nessuno, appartiene a questa istituzione,
  appartiene - se vogliamo distinguerla - a quella istituzione e mi
  sembra che ha fatto passi da gigante rispetto agli anni passati.
   Presidente,  io  ritengo  che lei questa  sera  non  debba  dare
  spiegazioni a nessuno del suo atteggiamento personale, perché  ha
  già  dimostrato ai siciliani sia con l'azione di governo, sia con
  la sua rettitudine morale cosa significa fare il Presidente della
  Regione anche se in condizioni difficili.
   In  Europa  la  situazione macroeconomica  non  dà  stabilità  a
  nessuna delle regioni insulari.
   Ritengo,  invece,  che  lei debba dare  un  segnale  forte  alla
  politica  di  questa regione, a soggetti che  potrebbero,  a  sua
  insaputa,  utilizzare manovre non del tutto chiare o  azioni  che
  portano sicuramente atteggiamenti controversi nei confronti della
  sua  rettitudine: lo deve dare soprattutto ai siciliani, a  tutte
  le persone che hanno creduto in questa coalizione, a tutte queste
  persone che hanno votato un nome ed un cognome.
   Noi  siamo stati prima, siamo ora e saremo sempre al suo  fianco
  perché riteniamo che lei sia la persona giusta per traghettare la
  nostra terra verso una politica di sviluppo.
   Il  nostro atteggiamento critico, all'interno esclusivamente del
  nostro  partito,  può essere apprezzabile sotto diversi  profili,
  perché  l'azione  che  abbiamo svolto e svolgeremo  è  quella  di
  segnalare,  quando occorre, tutte quelle distorsioni che  vengono
  fuori  -  come  ho  detto  -  da politiche  autoreferenziali  che
  certamente  non  fanno bene ad una politica  di  coalizione,  non
  fanno bene alla politica che vogliono i siciliani.
   Per  questo  motivo,  anche se non ce  n'è  bisogno,  il  nostro
  Gruppo parlamentare voterà contro la mozione di sfiducia verso il
  Governo  Cuffaro, ma voterà una mozione di sfiducia nei confronti
  del  centrosinistra che, ancora una volta, non riesce a  dare  un
  progetto  alla  Sicilia,  non riesce a  trasmettere  qualcosa  di
  positivo  ai  siciliani, se non un atteggiamento che guarda  alle
  cose negative.
   Noi  non  possiamo  assolutamente guardare  alle  cose  negative
  perché  lavoro  ce  n'è e veramente tanto e  io  ritengo  che  le
  persone  che  sono state scelte dai siciliani possano raggiungere
  questo obiettivo.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella.  Ne  ha
  facoltà.

    ROTELLA    Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli  colleghi, questa sera  vorrei  uscire  fuori
  dagli   schemi   che,  spesso,  vengono  utilizzati   in   queste
  circostanze,  fantasticando un po' sulle cose che sono  accadute,
  sulle  cose  che accadono, fare anche qualche critica  e  qualche
  autocritica  visto  che  siamo in una fase  quasi  conclusiva  di
  questa nostra esperienza e anche - perchè no? - dispensare magari
  qualche suggerimento e qualche consiglio.
   Intanto,  vorrei  fare una considerazione, onorevole  Presidente
  della Regione.
   Io  non avrei mai immaginato che la coalizione si allargasse  ed
  arrivassero nuovi contributi, perché stasera l'opposizione le sta
  dando  e  ci sta dando una grossa mano d'aiuto. E per  questo  vi
  ringrazio,  onorevoli  colleghi, lo dico con  grande  amicizia  -
  molti  di  voi  sanno  che  io  ho rapporti  di  grande  amicizia
  personale  con  diversi  esponenti  dell'opposizione,  a  partire
  dall'onorevole Capodicasa. -: non so cosa vi sta accadendo, ma mi
  sembra  che  state  vivendo un momento di dilettantismo  politico
  perchè  - mi dovete consentire - un giorno presentate una mozione
  di  sfiducia al Presidente della Regione e, quando il  Presidente
  della  Regione dichiara che vuole dimettersi anzitempo, si alzano
  le  barricate. Se ci fosse il sospetto che la mozione di sfiducia
  potesse  passare,  chissà quanti esponenti che  vanno  predicando
  queste cose potrebbero non essere presenti in quest'Aula.

    CRACOLICI  Facciamo una verifica, allora.

    ROTELLA   Fatemi  divertire,  ogni  tanto,  visto  che  abbiamo
  deciso  questa sera di passare una serata diversa. Sarebbe  stato
  forse più utile - forse anche per chi ci ascolta - venire stasera
  in quest'Aula e parlare di provvedimenti legislativi, ma anche di
  contestazione,  di proposte alternative, in maniera  costruttiva,
  in  un  confronto dialettico; però, visto che abbiamo  deciso  di
  passare  una serata tra amici, allora parliamo in amicizia  e  mi
  sia  consentito anche di partecipare - visto che ormai la  seduta
  l'abbiamo aperta, siamo presenti e siamo impegnati qui da diverse
  ore  a  discutere  di  una  vicenda che, all'inizio,  l'onorevole
  Speziale  ha detto  sappiamo esattamente come va a finire   -  in
  maniera quasi inusuale e con un intervento a questa seduta.
   Il  Presidente della Regione non è stato indicato dal Padreterno
  -  io,  per  la  verità,  non  ho avuto  un'apparizione  mistica,
  onorevole  Cuffaro -, è stato indicato da una coalizione  che  ha
  chiesto  allo stesso di candidarsi in nome e per conto di  questa
  coalizione; pertanto, soltanto la coalizione che lo ha  candidato
  può  ritirargli la fiducia ed a me non risulta, fino ad oggi, che
  questo  sia  accaduto. La coalizione, fino ad oggi,  ha  soltanto
  espresso parole di stima, di amicizia e di solidarietà.
   Se  poi vogliamo discutere su tanti aspetti di questo Governo  e
  di  questa  Assemblea, allora possiamo parlare a lungo,  ed  anzi
  vorrei fare qualche precisazione.
   Io  non  mi sento profondamente gratificato per il modo con  cui
  abbiamo  condotto  il  nostro mandato  parlamentare:  un  po'  di
  autocritica,  in  effetti, dovremmo farla tutti, sia  maggioranza
  che opposizione.
   E'  facile  parlare attraverso i giornali, ma in Aula non  vedo,
  per  esempio, il leader dell'opposizione, che invece avrei voluto
  vedere  tutti i giorni. Voi dell'opposizione avevate un candidato
  presidente   della  Regione  che  era  alternativo  all'onorevole
  Cuffaro  -  l'onorevole  Orlando  -  ed  al  quale  la  legge  ha
  assicurato un posto in Parlamento per svolgere un ruolo.  Io  non
  l'ho   mai   visto  in  quest'Aula  fare  proposte   alternative,
  contestare  provvedimenti, fare esattamente ciò che è giusto  che
  un'opposizione  - che io ritengo debba essere sempre  costruttiva
  nell'interesse comune - debba fare.
   Allora,  qui di  mea culpa  se dobbiamo farne, ne dobbiamo  fare
  in  molti e ciascuno per le proprie responsabilità, per  le  cose
  che   potevamo   fare  e  non  abbiamo  fatto,  per   un'attività
  parlamentare che poteva essere, sicuramente, più proficua  e  che
  questa  sera, certamente, non rende giustizia alle cose  che  noi
  andiamo dichiarando.
   Ripeto  all'onorevole Cuffaro che soltanto lo  stesso  organismo
  politico  che  gli  ha  dato la fiducia può togliergliela  ed,  a
  tutt'oggi, la politica, non ha tolto la sua fiducia al Presidente
  Cuffaro.
   Poi,  secondo me, un presidente eletto dal popolo non può essere
  sfiduciato da una minoranza che, se pur autorevole, rimane sempre
  una  minoranza   E'  assolutamente  legittimo  che  l'opposizione
  svolga un ruolo di contestazione, però - mi sia consentito dire -
  l'elettorato è più maturo di quanto noi non pensiamo.
   Questo  atteggiamento  non vi aiuta elettoralmente,  non  vi  fa
  recuperare   spazi;  vi  fanno  recuperare  spazi  tutte   quelle
  iniziative  che tendono a sottolineare quali sono  le  questioni,
  quali sono i problemi.
   Può   darsi  che  questo  mi  faccia  guadagnare  un  posto   di
  consulente  per  l'opposizione, può darsi che la  prossima  volta
  sarò    candidato   contro   l'onorevole   Cuffaro   per    conto
  dell'opposizione, tutto è possibile.
   Però  mi  sia  consentito  di dire, con  grande  amicizia,  che,
  chiuso  oggi questo recital, svolto ognuno di noi il suo copione,
  fatto   questo   esperimento  di  recitazione,  dove   ognuno   è
  scritturato per fare la sua parte - e questo lo capisco -  vorrei
  rivolgere  un  invito  alla maggioranza,  all'opposizione  ed  al
  Presidente della Regione
   Siamo  nell'ultima fase di questa legislatura, ed anche  facendo
  un  po'  di autocritica, mi piacerebbe immaginare di avviarci  ad
  una  fine  legislatura  che sia destinata  -  se  possibile  -  a
  lasciare una traccia positiva di questa nostra esperienza.  E  su
  questo ci dobbiamo misurare perché è questa la parte più delicata
  di tutta la legislatura.
   Abbiamo davanti ancora un anno dove possiamo misurare le  nostre
  idee, dove possiamo svolgere il nostro ruolo, dove possiamo  dare
  il  nostro  contributo, perché a questo siamo stati chiamati,  il
  Governo  per ciò che lo riguarda, il Parlamento per  ciò  che  ci
  riguarda.
   Quindi  se  noi, chiusa questa vicenda e conclusa  questa  bella
  serata  tra amici, vogliamo invece disegnare un percorso  che  ci
  porti  veramente  ad  uno  scatto  d'orgoglio  per  chiudere   la
  legislatura  in  maniera  migliore  di  come  l'abbiamo  fin  qui
  condotta - e lo dico facendo anch'io un'autocritica - tentando di
  produrre  alcuni  aspetti  legislativi che  servono  alla  nostra
  società  proprio per evitare il momento difficile, le  difficoltà
  che l'onorevole Capodicasa ha sottolineato, il disagio del popolo
  siciliano, l'esigenza che abbiamo di dare un nostro contributo al
  rilancio  dell'economia, a sostegno dell'impresa, alle  cose  che
  possiamo  e  che  certamente vogliamo fare:  questo  sarebbe  una
  maniera  brillante per concludere un compito che gli elettori  ci
  hanno assegnato e che abbiamo il dovere di portare fino in fondo.
   Presidente,  concludendo, io sono convinto che  le  prove  nella
  vita servono, perché rendono gli uomini più forti e sono convinto
  che  oggi  abbiamo un Presidente della Regione più  forte  e  più
  determinato, provato, però con la consapevolezza, con  la  forza,
  con  l'entusiasmo e con l'amore che oggi questo ruolo  spesso  ci
  assegna.   Quindi  sono  convinto  che  questo   Governo   saprà,
  nell'ultima   fase  della  legislatura,  assicurare   al   popolo
  siciliano una condotta decorosa e dignitosa.
   Vorrei  precisare, infine, una cosa maledettamente seria,  amici
  miei  -  consentitemi  di  chiamarvi amici  questa  sera-.  Sulla
  questione della lotta alla mafia, alla criminalità, al malcostume
  nessuno si sogni mai di assurgere come unico e solo paladino;  su
  questo   punto  sono  assolutamente  d'accordo  con  l'intervento
  dell'onorevole Mancuso che mi ha preceduto.
   La  lotta  alla  mafia  - lo diceva l'onorevole  Capodicasa,  lo
  ringrazio  per  questo  e  mi  sento  di  sottoscrivere  il   suo
  intervento  -  è  una  battaglia di  civiltà  e  di  cultura  che
  appartiene  ad  ogni singolo cittadino, a maggior ragione  ad  un
  cittadino delle istituzioni.
   Nessuno  si  assuma  o assurga a difensore e  a  paladino  della
  lotta antimafia come fatto eccezionale: la lotta alla mafia  deve
  essere  un'abitudine che deve appartenere alle istituzioni prima,
  ai  cittadini poi, ai nostri figli, a coloro che verranno dopo di
  noi,  perché  soltanto così si può condurre una vera  lotta  alla
  mafia, alla criminalità organizzata e al malcostume. Su questo vi
  devo  dire  con grande onestà e con coscienza che io non  ho  mai
  intravisto   nell'operato  di  questo  Governo  un   solo   atto,
  Presidente  della  Regione, che possa  portare  ad  indicare  che
  questo  Governo,  per un minuto, abbia abbassato  il  livello  di
  tensione morale nella lotta alla mafia.
   Se   così  fosse  stato,  Presidente,  non  ci  sarebbero  state
  maggioranze  ed  ordini di partito e di coalizione  che  potevano
  impormi  oggi,  per  quanto  mi  riguarda  -  lo  dico  a  titolo
  personale, ma anche a nome del mio partito - un atteggiamento  di
  solidarietà nei confronti del Governo.
   C'è  assolutamente  la consapevolezza che la  lotta  alla  mafia
  appartiene  a questo Governo e a questo Parlamento.  Per  questo,
  Presidente, le auguro un buon lavoro.
   L'onorevole  Speziale ha già annunciato quale sarà  l'esito  del
  nostro  incontro  di stasera. Abbiamo allietato le  orecchie  dei
  siciliani  che  ci hanno ascoltato, ma speriamo  anche  di  poter
  produrre  per  il  futuro sedute d'Aula che  siano  più  proficue
  nell'interesse del Governo, del Parlamento e dei siciliani.
   Per   quanto  mi  riguarda,  Presidente  Cuffaro,  naturalmente,
  voterò  a  favore  della sua permanenza e  della  permanenza  del
  Governo  e,  quindi,  contro la mozione di  sfiducia  che  vorrei
  definire  una  mozione di fiducia affinché questo  Governo  possa
  continuare a fare un buon lavoro.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Leanza  Nicola.
  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la
  stima  e l'affetto che nutro nei tuoi confronti come uomo e  come
  politico mi obbligano ad intervenire.
   Leggendo  la  premessa  di  questa  mozione  di  sfiducia  mi  è
  sembrato  di vivere in un altro mondo. Non che io pensi  che  qui
  siamo  in un mondo particolare, ma quello che avete disegnato  in
  maniera ragionieristica, quello che avete scritto nella premessa,
  è molto lontano dalla realtà.
   Noi  possiamo  esaminare la questione da tanti punti  di  vista,
  però certamente oggi le condizioni economiche dell'intera Europa,
  del   nostro  Paese  e  della  nostra  Sicilia  sono  di   grande
  difficoltà, e certamente non a causa del Governo Cuffaro.
   Sicuramente  il Governatore qualche colpa ce l'ha.  Mi  ricordo,
  caro Totò, che tu facevi parte di un Governo in un periodo in cui
  non  c'erano  mai  manifestazioni  di  protesta   Pioveva  se  il
  Presidente lo chiedeva  In Piazza Indipendenza si riunivano tutti
  per  dire: Viva il Presidente  Era un Governo straordinario:  non
  c'erano  gli  accreditamenti; i privati in sanità non esistevano;
  il   pubblico   andava  negli  ospedali  e   trovava   fiori   ed
  un'accoglienza straordinaria
   Di  quel  Governo  tu  eri  soltanto  una  piccola  pedina,  eri
  l'Assessore   per  l'agricoltura,  il   senatore    Rotella   era
  Assessore per il turismo, anche l'onorevole Lo Monte faceva parte
  di quel Paradiso, e si viveva in un mondo diverso.
   Di  punto  in  bianco  l'onorevole Cuffaro è diventato  un'altra
  persona. Ha deciso di farci ripiombare nell'inferno, in un  Paese
  disastrato  in cui tutto quello che di buono in quel  periodo  si
  era fatto, l'onorevole Cuffaro ce lo ha fatto pagare.
   Vi  ricordate,  gli agricoltori erano felici, perché  quando  il
  Presidente Capodicasa diceva  Ora deve piovere , pioveva  Poi non
  c'era  neanche un precario, non esistevano neppure  Vi  ricordate
  che  la  Fiat  assumeva persone? La disoccupazione  diminuiva  in
  maniera crescente.
   Ragazzi, governava il centrosinistra
   Di  punto in bianco con il Governo Cuffaro abbiamo cominciato ad
  avere  nel 2003, guarda caso, un incremento eccezionale,  ma  non
  certo  per il Governo Cuffaro: è stato un caso che il nostro  PIL
  aumentava, che la nostra economia lievitava.
   Di punto in bianco Cuffaro ci porta nel baratro
   Ed  allora,  caro  Totò, ritengo che questo scherzo  non  ce  lo
  dovevi  fare   Hai vicino a te due Assessori, il  Vicepresidente,
  onorevole  Cascio, e l'onorevole Granata che non hanno  avuto  la
  fortuna  di  partecipare a quel Governo e quindi  questo  scherzo
  potevi evitarcelo.
   L'unica  vera  proposta, stasera, è stata quella  dell'onorevole
  Capodicasa, che magari andrebbe discussa in un altro momento, con
  gli altri partiti, tra i partiti - perchè certamente un codice di
  autoregolamentazione serve a tutti -; ma è una proposta  vecchia,
  fatta  anche durante le politiche precedenti, che non  era  stata
  accolta  ma  che  certamente è una proposta seria,  una  proposta
  vera. Forse, però, non era questo il momento per portarla avanti,
  perché ovviamente quando si fa l'autoregolamentazione, quando  si
  comincia  una partita, si comincia con le regole preesistenti,  e
  le  regole  non  si  possono cambiare quando  la  partita  è  già
  iniziata.
   Abbiamo  anche  assistito,  caro  Presidente  Cuffaro,   a   due
   sinistre :   la   sinistra   dell'onorevole   Raiti   e   quella
  dell'onorevole   Forgione.  L'onorevole  Raiti   addirittura   ci
  chiedeva di licenziare la moglie del collega Borzacchelli, oppure
  magari  di affamare i figli; e poi magari ce la prendiamo con  il
  ministro  Calderoli che propone pene severe per chi stupra.  Però
  noi dovremmo far ricadere sui figli eventuali colpe dei genitori.
   Oppure  l'onorevole Forgione, che prima dice a tutti quanti  che
  siamo  collusi,  che siamo il male vivente e poi rivolgendosi  al
  centrodestra, ipocritamente, dice:  ma voi se siete  liberi,  può
  darsi  che  votiate  diversamente  e  quindi  secondo  le  vostre
  coscienze .
   L'onorevole Forgione ha dimenticato forse che il suo  referendum
  pro o contro Cuffaro, il famoso referendum del 5%, lo ha perso.

    CRACOLICI  Per la verità Cuffaro era con Forgione

    LEANZA  NICOLA . Sì, guarda caso, nonostante Cuffaro fosse  con
  Forgiane, si perde e si perde in malo modo.
   L'onorevole  Forgione  ha  fatto  un  intervento  giustizialista
  molto duro, molto profondo, conoscitore finissimo di tutto quello
  che  succede nei palazzi di giustizia; nonostante questo,  avendo
  fatto   un  referendum  contro  il  Governo  Cuffaro,  perde   il
  referendum.
   Questo  significa  che la società civile a  cui  lui  chiede  di
  seguirlo  gli ha dimostrato che preferisce una persona come  Totò
  Cuffaro  e non una persona come l'onorevole Forgione. Ci sarà  un
  motivo  se l'onorevole Cuffaro ha l'affetto della gente  e  tanti
  altri no
   Io  vorrei  andare ai fatti. L'onorevole Cuffaro è stato  eletto
  dal popolo, caro  senatore  Rotella, è stato eletto dal popolo  e
  non dalla coalizione. I cittadini hanno votato la coalizione,  ma
  poi  liberamente  hanno votato per il presidente  Cuffaro,  hanno
  votato un programma e questo programma è stato quasi completato.
   Poc'anzi  l'onorevole Raiti, mentre cercava di trovare  i  punti
  di   debolezza  di  quel  programma,  purtroppo  per  lui  faceva
  propaganda  al Presidente Cuffaro, perchè i dieci punti  di  quel
  programma sono stati tutti interamente realizzati
   Successivamente,  si  è  presentato il  Presidente  Cuffaro  con
  incoscienza e con coraggio, secondo noi e secondo me,  per  altri
  con  furbizia  e con secondi fini. Si è presentato alle  elezioni
  europee dove ha avuto una grandissima affermazione, nonostante un
  partito  che  ha preso il quattordici per cento, ha  avuto  quasi
  170.000  voti di preferenza. Essendo legittimato, nonostante  una
  campagna elettorale violenta nei suoi confronti, legittimato  dal
  bene  e dalla volontà delle persone:170.000 persone hanno scritto
   Cuffaro .  Alcuni hanno pensato - e molti tra loro erano  dentro
  quest'Aula - che il Presidente Cuffaro sarebbe scappato,  sarebbe
  andato  via una volta eletto ma il Presidente Cuffaro non solo  è
  stato  eletto  ma  ha  rinunciato al  comodo  seggio  elettorale,
  tornando  a garantire il Governo alla gente che lo ha eletto.  Ha
  quindi  presentato  la propria ricandidatura,  su  richiesta  dei
  partiti e da qui è arrivata, ovviamente, la mozione di sfiducia.
   La  mafia si combatte in mille modi ma certamente non esiste chi
  è  più bravo e chi lo è meno; c'è chi la combatte in un modo, chi
  in  un altro. Il Presidente Cuffaro l'ha combattuta e la combatte
  con  gli  atti  di  governo,  atti di  governo  scritti,  azioni,
  movimenti chiari, sempre in un'unica direzione: lotta alla mafia,
  lotta al malgoverno.
   Qualcuno  nell'ultimo  anno  ha  cercato,  con  ogni  mezzo,  di
  delegittimare  il Presidente della Regione; lo  ha  sbattuto  con
  ogni  mezzo sulle prime pagine dei giornali, ha cercato  di  dare
  una  visione della Sicilia pessimista, catastrofista , terribile,
  ha  pensato bene e continuamente di dare un segnale a chi  voleva
  venire in Sicilia ad investire facendo credere che in Sicilia  vi
  fosse solo mafia, solo pizzo, soltanto malessere.
   Il  Presidente  Cuffaro ha portato in Italia,  sempre,  a  testa
  alta,  una  visione  della Sicilia, secondo me  molto  più  vera,
  quella di una Sicilia che vuole costruire, di una Sicilia che sta
  cambiando, che certamente è in moto verso lo sviluppo.
   Mi  dispiace  che i dodici assessori non dedichino  una  seduta,
  ognuno  per  la  parte  che  li riguarda,  per  le  cose  che  il
  Presidente Cuffaro fa.
   Oggi  sono  stato presente in quarta Commissione, dove  è  stato
  esitato  il disegno di legge-quadro sul turismo; è stata  esitata
  la  legge  sulle capitanerie, sul demanio, cioè si  lavora  molto
  seriamente.  E  invece  si vuole dare una  visione  assolutamente
  sbagliata. Questo non è corretto.
   Vorrei  dare una battuta all'onorevole Mancuso: abbiamo  sposato
  la  causa  autonomista con grandissimo onore; siamo  convinti  di
  intercettare assolutamente una volontà da parte della  gente  che
  vuole cambiare, soprattutto dalla sudditanza romana. Non vogliamo
  più  essere  governati da alcuni signori di Roma, non  siamo  più
  disponibili a essere trattati soltanto come granaio di voti.  Non
  siamo  disponibili  a  dare  a questi  signori  l'opportunità  di
  contare sulla nostra pelle.
   Ecco  perché abbiamo lasciato il partito dell'UDC senza  rancore
  e senza nessun problema, ma con l'orgoglio di voler rappresentare
  nei prossimi mesi la volontà della Sicilia e il modo migliore per
  garantire la Sicilia e i siciliani.
   Si  è  voluto, infine, cercare nel Presidente della  Regione  un
  capro espiatorio a tutti i costi; si è voluto inventare di tutto;
  si  è  voluto,  con  ogni  mezzo, delegittimare  quest'uomo  che,
  invece, ha lavorato  con tanto sacrificio e passione.
   Penso  che alla fine saranno gli elettori a dover decidere.  Gli
  elettori  decideranno in base ai fatti concreti che il Presidente
  Cuffaro  porterà in campagna elettorale, perché sarà solo  allora
  il giudizio reale politico che certamente conterà di più.
   Non  è  possibile,  infine, una condanna morale  non  basata  su
  prove  sicure;  diversamente,  la  vita  pubblica  scenderebbe  a
  livello della giungla e questo non è assolutamente tollerabile.
   Mi  rivolgo  al  Presidente della Regione,  a  nome  del  Gruppo
  parlamentare al quale appartengo, per confermargli fiducia piena,
  appassionata,  sperando  che  i  prossimi  5  o  7  mesi  possano
  tramutarsi in ulteriori passi avanti per la nostra Regione.
   Certamente,  guarderemo con attenzione ogni atto  e siamo  certi
  che  la  Sicilia e i siciliani saranno messi al primo  posto  dal
  Governo Cuffaro.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Dina.  Ne  ha
  facoltà.

    DINA   Signor presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  faccio  partire  il  mio  intervento  dalla
  conclusione  dell'intervento  dell'onorevole  Cracolici   laddove
  diceva  che  nulla dopo ora sarà come prima. Ritengo  che  invece
  sarà sicuramente meglio.
   Ritengo   che,  con  questa  mozione  di  sfiducia,   vi   siete
  sicuramente  tolti  quella che si può definire  la  copertina  di
  Linus'.  Questa  mozione  di sfiducia  è  un  tormentone  che  ci
  portiamo  dietro da tanto tempo, da circa due anni, due  anni  di
  speculazioni   mediatiche,   di   montature   di    piazza,    di
  mistificazioni sparse in ogni occasione e in ogni angolo.
   Ritengo  che  ora,  finalmente, le  possiamo  mettere  da  parte
  perché questo centrosinistra ha trovato il coraggio di incanalare
  in un momento formale, istituzionale, questa mozione di sfiducia.
   A  giudicare  dalla  lunga gestazione, dagli  sforzi  profusi  e
  dagli  annunci roboanti, avremo la sensazione di essere  presenti
  ad  un  grande evento; sarebbe un grande evento se non fosse  che
  poi  leggendo  la mozione ci si rende conto che  la  montagna  ha
  partorito il solito topolino.
   Infatti,  questa  mozione  è  lungi  dall'essere  una  occasione
  importante per questo Parlamento, una occasione di confronto  sul
  futuro  della  Sicilia e dei siciliani poteva esserlo  con  altre
  argomentazioni   e  con  altra  impostazione   e   non   con   la
  contrapposizione.  Si  configura come la rappresentazione   delle
  tante ipocrisie di questo centrosinistra, un teatrino di presunte
  unitarietà di intenti, la fiera della vanità di alcuni interpreti
  velleitari che recitano a soggetto.
   Questa  mozione più che scalfire la maggioranza mette a  nudo  i
  limiti,  le insufficienze, le incongruenze, le contraddizioni  di
  questo centrosinistra, incapace di una politica propositiva.  Una
  sola proposta viene da questa mozione:  andate a casa perché  noi
  siamo i più bravi, siamo i migliori, siamo i puri
   Questa   è   una  posizione  che  emerge  in  modo   chiaro   ed
  inequivocabile  da questa mozione e che marca la scelta  elitaria
  di  una  certa sinistra autoreferenziale che continua  ancora  ad
  interrogarsi  sull'adeguatezza politica e culturale degli  altri.
  Ma  quale  adeguatezza politica e culturale? Perché  interrogarsi
  sugli altri?
   In  questo  teorema  c'è la negazione della democrazia.   E'  il
  disprezzo del popolo perché se è inadeguato l'eletto dal popolo è
  inadeguato il popolo che lo elegge. E' questo il teorema  che  si
  vorrebbe  far  passare:  il popolo diventa  un  oggetto  e  viene
  sostituito  dalle  elite sociali, culturali,  politiche  che  non
  hanno   bisogno   né   di   consensi  né   di   confronti;   sono
  autoreferenziali, hanno una ragione assoluta in sè  stesse,  sono
  interpreti   dei  bisogni  non  hanno  bisogno  di  scendere   al
  confronto.
   Onorevoli  colleghi  della sinistra, bisogna sicuramente  sapere
  aspettare le elezioni e rispettarne il responso. Questa mozione è
  un  tentativo maldestro di ricompattarsi con un atto di accusa al
  Presidente Cuffaro. Probabilmente, l'unico collante che regge  in
  questa mozione è questo collante di accusa; altri collanti non ne
  vedo ma vedo  tante divisioni.
   Dopo  le  furibonde divisioni referendarie, è emersa la  cronica
  assenza  in  questa  sinistra di una proposta  politica  unitaria
  perchè   oscilla   tra   un'area   pseudo-moderata   ed   un'area
  giustizialista  estrema. Sta qui la grande  ipocrisia  di  questa
  mozione che cerca di ammantare di giudizio politico la voglia  di
  una soluzione giudiziaria delle questioni politiche perchè la via
  giudiziaria  è  dentro  tanti di voi  -  l'onorevole  Forgione  o
  qualche  altro collega - ed emerge prepotentemente; ci  costruite
  sopra e ve ne fate purtroppo deresponsabilizzare  perchè è facile
  costruirsi  alibi  e  non  affrontare i problemi  concreti  della
  crescita della nostra ...

    LIOTTA   A  noi  non ci arrestano, arrestano  voi.  Io  aspetto
  fiducioso la Magistratura.

    DINA   Onorevole  Liotta, speriamo  di  no  ma  se  lei  avesse
  rispetto   dei  giudici,  saprebbe  anche  aspettare  arresti   e
  quant'altro.  Ma  aspetti   Aspetti   Aspetti  fiducioso  se   ha
  rispetto dei giudici.
   Sicuramente,  onorevole  Liotta,  è  più  facile  eliminare  gli
  avversari  piuttosto  che confrontarsi su temi  elettorali  e  in
  competizione  elettorale  e  politica.  La  eliminazione  si   fa
  scientificamente in maniera semplice, trasformando gli  strumenti
  di  garanzia del cittadino, a cominciare dall'avviso di  garanzia
  per  finire  ai  gradi di giudizio in strumenti di  condanna,  la
  condanna  che  avviene nei Tribunali del popolo, la condanna  che
  avviene  nelle piazze - i tribunali sono le piazze -  e  non  gli
  organi preposti. Questo è il sistema, salvo poi usare due pesi  e
  due     misure,    a    seconda    dell'appartenenza     politica
  dell'interessato, vedi l'assessore Castiglione ed altri soggetti.
   Questo  giochetto è stato compreso dalla gente che  l'ha  capito
  bene e chiama voi e noi tutti alle responsabilità, ognuno per  la
  propria parte.
   Intervengo nel merito di quelli che sono gli elementi portati  a
  supporto di questa mozione: è una valutazione ragionieristica con
  indicatori  che  vorrebbero  essere  scientifici  ma  che   hanno
  contraddizioni forti, a seconda della fonte.
   Centomila  siciliani hanno lasciato l'Isola in tre  anni.  Leggo
  ciò  che è riportato dall'Istat:  il tasso di emigrazione è stato
  costante  dal  1981 ad oggi variando da un minimo  del  20,2  per
  mille del 1992 e 1997, al 23,7 per mille del 1989 . Si tratta  di
  cifre.
   Per  quanto  riguarda l'occupazione, si legge:  secondo  i  dati
  più recenti, nel primo trimestre 2005, l'occupazione in Sicilia è
  aumentata  del  2006, cioè 0,2 % in più rispetto  al  dato  medio
  nazionale, per un totale di 37.000 nuovi posti di lavoro .
   E  allora  vorrei  andare oltre le cifre  perchè  si  tratta  di
  indicatori  della realtà ma sicuramente c'è un dato di percezione
  della  realtà che cogliamo tra la gente, non siamo nel  Paese  di
  Bengodi, ma non siamo neanche nel catastrofismo più alto,  quello
  che si vuol far credere.
   Bisogna   sicuramente  capire  la  realtà,  cogliere  i  segnali
  d'allarme,  come quello che riguarda Agenda 2000,  dove  vi  sono
  molti  momenti  di  disinformazione. Si può ripartire  e  si  può
  lavorare.
   Il  catastrofismo  non  serve; serve  sicuramente  osservare  la
  realtà,  guardarla dentro, analizzarla e impegnarsi  in  tutti  i
  settori.  Le  mistificazioni non servono; mi riferisco  a  quello
  sulla  sanità  che mi pare veramente una mistificazione  bella  e
  buona, come diceva poco fa il collega Antinoro.
   Il  provvedimento  che  ha  portato al passaggio  dall'indiretta
  alla   diretta  ha  portato  a  un  controllo  della   spesa;   i
  convenzionati esterni non sono nati adesso ma vi è una  storicità
  nella  realtà siciliana e questo non lo si vuol capire. Circa  53
  righe di questa mozione su 70 riguardano la sanità.
   Facciamo  dunque un incontro, un confronto d'Aula  aperto  sulla
  sanità ma non con la mozione di sfiducia che non serve, visto che
  presenta   sicuramente  una  contrapposizione  che  non  possiamo
  accettare perchè non c'è la volontà di guardare la realtà.

    CRACOLICI  Basterebbe fare la Commissione ogni tanto.

    DINA   Non  ho  sentito quello che ha detto.  Concludo  il  mio
  intervento invitando il Presidente Cuffaro ad andare avanti in un
  rapporto con la gente che sicuramente è il suo punto di forza, la
  capacità di capirne i bisogni, di vivere insieme alla gente e  di
  pensare  a  soluzioni condivise. E' importante  un  messaggio  di
  speranza  per  la nostra Sicilia che non può essere semplicemente
  catastrofismo ma non può essere neanche un ottimismo becero.
   Abbiamo   tutti   il  dovere,  opposizione  e  maggioranza,   di
  confrontarci per il periodo che ci resta; non perdendo più  tempo
  in  queste contrapposizioni e ritengo che forse, da oggi in  poi,
  non  ci  sarà  più  bisogno di una mozione di sfiducia;  vi  sarà
  l'opportunità  di  poter varare una stagione di  riforme  per  il
  resto della legislatura.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.  Ne  ha
  facoltà.

    FORMICA    Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli  colleghi,  non  so  come  esordire  nel  mio
  discorso  a proposito di questa mozione ma la prima cosa  che  mi
  viene  in  mente  con  il  dibattito che  c'è  stato  è  che  del
  Presidente Cuffaro e del  cuffarismo  non ne possiamo  più.  Dico
  ciò per un semplice motivo: perchè, grazie al Presidente Cuffaro,
  si  è riusciti a resuscitare una opposizione che non c'è stata  e
  che non c'era più, come dice anche l'onorevole Forgione.
   Perchè dico ciò che può sembrare provocatorio?
   Perchè  è  bastato  che il Presidente Cuffaro parlasse  di  data
  delle elezioni, per dar vita alla mozione di sfiducia che -  come
  dice   anche   l'onorevole  Forgione  -  semmai,  doveva   essere
  presentata prima, per altre motivazioni, non certamente perchè il
  Presidente Cuffaro abbia parlato di data delle elezioni.
   Poco fa mi chiedevo se esordire dicendo:  va avanti tu che a  me
  vien  da ridere  oppure prendere sul serio il dibattito. Propendo
  per:    va   avanti  tu  che  mi  vien  da  ridere    per   delle
  considerazioni  che sono scontate e che  molti  colleghi  che  mi
  hanno   preceduto   nel   dibattito   hanno   ben   sottolineato:
  dall'assenza  completa in questi lunghi quattro anni  dai  banchi
  dell'opposizione  del  leader,  o  presunto  tale  alla  mancanza
  assoluta di proposte e di opposizione vera a questa maggioranza.
   Basta   andare  a  rileggere  i  dibattiti  in  occasione  delle
  finanziarie, delle variazione di bilancio, dei momenti importanti
  in cui si è cimentato questo Parlamento per rendersi conto di ciò
  che dico. E su questo tema non vi può essere smentita.
   Si  arriva adesso, quando Cuffaro, modernissimo rispetto  a  chi
  lo critica, modernissimo perchè può citare l'esempio l'inglese.
   Non  vi  siete meravigliati perchè Tony Blair ha deciso un  anno
  prima di andare a votare? Perchè gli conveniva. Ma lo dicono  che
  è prassi, giusto onorevole Ortisi?
   In  Inghilterra,  è  prassi costante che il  premier  stabilisca
  quando  gli aggrada, quando gli conviene elettoralmente andare  a
  votare e lo dice: voto un anno prima perchè penso che votando  un
  anno prima ho più possibilità di vincere le elezioni.
     Il  Presidente  Cuffaro, da questo punto  di  vista,  è  stato
  modernissimo  dicendo  che probabilmente  sarebbe  giusto  e  sta
  riflettendo sul fatto che si potrebbe votare prima.
   Si  tratta quindi di una mozione di sfiducia che nasce dopo  una
  dichiarazione  che può essere interpretata come  modernissima  da
  parte  di  questo Presidente che invece, per larga  parte,  è  un
  Presidente  che  potrebbe essere definito   un  imprenditore  del
  sociale  che pesca molto nell'ambito vostro; è un Presidente  che
  non  dovreste criticare; è un Presidente che per le politiche che
  attua, per l'attitudine che ha, per la propensione che ha, per il
  modo  di  avvicinarsi, di proporsi alla gente  che  ha,  è  molto
  vicino  o  dovrebbe essere molto vicino alla maggior parte  della
  sinistra, se non sbaglio.
   Ma  forse è per questo che ci vuole poi qualcosa di diverso  per
  darvi  motivo  di  continuare. E non voglio  entrare  nel  merito
  spicciolo  della  conduzione  parlamentare  della  sinistra;  non
  voglio  farlo  perché quando voi criticate il  fatto  che  questo
  Governo fa del consociativismo  la sua politica, quando criticate
  che   questa  maggioranza  e  questo  Governo,  nelle   occasioni
  importanti  ma anche nella prassi quotidiana,  più  che  guardare
  ai  grandi  argomenti, alle grandi questioni, si interessa  delle
  cose  spicciole,  dovremmo andare a vedere  nelle  finanziarie  e
  nelle variazioni di bilancio - come molti colleghi hanno detto  -
  quali  sono  i provvedimenti clientelari e da chi sono  proposti,
  perché  faccio  nomi  e cognomi, ad ogni finanziaria  e  ad  ogni
  variazione  di  bilancio, sempre con sommo gaudio  dell'onorevole
  Forgione.

    PRESIDENTE   Onorevole Liotta, ogni tanto in questo  Parlamento
  non  parliamo a noi stessi ma può capitare che parliamo  anche  a
  chi  si  trova  all'esterno di quest'Aula, non dimentichiamolo  e
  cerchiamo di completare i nostri interventi mantenendo un tono  e
  un livello dignitoso per questo Parlamento.

    FORMICA  Signor Presidente, non ho mai messo in dubbio ciò.

    PRESIDENTE  E ogni tanto lo dimentichiamo.

    FORMICA   Non  l'ho mai messo in dubbio; non  ho mai  affermato
  che  si tratta di provvedimenti beceri ma ho detto che denunziano
  ipocritamente  e falsamente addossando la responsabilità  ad  una
  maggioranza  e  ad  un  Governo, quando  invece  spesso  vi  sono
  provvedimenti,  anche  corretti,  perché  non  è  detto  che   il
  provvedimento  che va incontro ad una richiesta di una  categoria
  deve  essere  per forza un provvedimento da condannare,  condanno
  invece  l'ipocrisia di chi magari suggerisce questi provvedimenti
  e  poi  come  si  comporta come si potrebbe  dire  con  un  detto
  siciliano:    Tira  a  petra  e  ammuccia  a  manu .   Questo   è
  inaccettabile.
   Per entrare nel merito delle speculazioni spicciole, le cifre  e
  i  dati  non si possono contrastare con le chiacchiere  e  con  i
  comizi:  durante questo Governo, la Sicilia ha avuto il più  alto
  tasso  di  crescita di tutte le Regioni italiane. Non lo  diciamo
  noi  ma  lo dicono le cifre. Pochi mesi fa è stata pubblicata  la
  graduatoria del tasso di crescita di tutte le Regioni italiane e,
  in  testa, guarda caso - e mi chiedo come mai sia potuto accadere
  ciò - c'era la Sicilia con il più alto tasso di crescita.
   La   disoccupazione, che abbiamo trovato al 22 per cento, ora si
  attesta  al  16 per cento; sarà stata una magia, sarà  stata  una
  svista da parte di chi rileva questi dati, ma è un dato. E' così.
  E i dati non possono essere contrastati.
   Ragioniamo  quindi di cose serie e per ragionare di  cose  serie
  bisogna  elencare ciò che la maggioranza e questo  Governo,  e  a
  capo  di  questo Governo c'è l'onorevole Cuffaro, hanno fatto  in
  questi  lunghi  anni.  E'  stato  fatto  ciò  che  nelle  passate
  legislature nessuno era riuscito a fare.
   Onorevoli  colleghi,  vorrei ricordare che sulla  riforma  degli
  appalti  sono  caduti forse tre Governi che  avevano  tentato  di
  affrontare questo tema scandaloso. E questo è collegato a tutti i
  discorsi sulla lotta alla mafia che sono stati fatti.
   I  Governi  che  hanno  tentato di  impedire  la  vergogna  solo
  siciliana  di  appalti vinti con lo 0,1, 0,2, 0,3  per  cento,  i
  Governi  che  tentavano  di dare risposta  alla  Magistrature  di
  Palermo  ed a quella nazionale antimafia che denunciavano  questa
  vergogna  sono  caduti in passato perchè nessuno era  riuscito  a
  portare a completamento la riforma degli appalti.
   Questa  maggioranza  e  questo Governo hanno  fatto  la  riforma
  degli appalti e questo è il miglior modo per combattere la mafia.
   Onorevoli  colleghi, quanto un appalto da dieci  miliardi  viene
  vinto  con  un  ribasso dello 0,1 per cento -  e  ci  sono  tanti
  colleghi  sindaci  qui  che ascoltano, come l'onorevole  Mancuso,
  l'onorevole Giannopolo e tanti altri - quando un appalto da dieci
  miliardi  viene  vinto con un ribasso dello 0,6 per  cento,  come
  avveniva  in  passato, il risparmio per le casse pubbliche,  cioè
  per  il cittadino che paga, per il contribuente, è di poche lire;
  se  quella stessa opera pubblica però viene vinta con un  ribasso
  del 20 per cento, parliamo di due miliardi e con due miliardi  si
  possono  progettare altre opere pubbliche o si possono realizzare
  altre opere pubbliche.
   Se  trasferiamo questi due miliardi, cioè questo 20  per  cento,
  ed  oggi  la  media è intorno al 22 per cento, alle  migliaia  di
  miliardi che vengono annualmente spese in opere pubbliche, lascio
  immaginare  ad  ognuno  di  voi quale importante  riforma  questo
  Parlamento e questo Governo sono riusciti a portare avanti  ed  a
  realizzare.
   Questa  è  lotta alla mafia. Ripeto, questa è lotta alla  mafia.
  Il  resto sono solo chiacchiere, sono dichiarazioni di principio.
  E'  un'affermazione parolaia di un principio che  nei  fatti  non
  viene  mai  messo in pratica. Questo Governo e questa maggioranza
  lo  hanno  messo  in  pratica. Parliamo  quindi  di  cose  serie.
  Parliamo  del  fatto che questo Governo è riuscito  a  portare  a
  compimento  una  riforma elettorale che ci pone  all'avanguardia,
  col contributo anche di tante altre forze politiche - salvo poi a
  pentirsene  -  del  Presidente e di  altre  forze  politiche  che
  avevano appoggiato questa riforma.
   Si  tratta  di  una  riforma avviata con  l'input  di  tutta  la
  maggioranza,  Presidente  Cuffaro  compreso,  e   che   ci   pone
  all'attenzione  nazionale ed anche internazionale.  Chi  guardava
  infatti  alla  Sicilia con gli occhi distorti  dalla  propaganda,
  come  ad una Regione, ad un Parlamento incapaci di portare avanti
  delle  riforme, incapaci di dimostrare di essere autonomi,  si  è
  dovuto   ricredere.  Questo  Parlamento,  questa  Sicilia,   sono
  riusciti  a  fare  ciò che gli altri parlamenti,  quelli  che  si
  ritengono  più  evoluti,  più  democratici,  più  libertari,  non
  riescono a fare nè a portare avanti.
   Parliamo  di cose serie; parliamo di come completare e  coronare
  con   grande  successo  questa  legislatura  che  è   stata   una
  legislatura in grado di portare a termine importantissime riforme
  già  ricordate in precedenti interventi: dal diritto allo  studio
  al   buono  scuola,  alla  riforma  degli  appalti,  alla   legge
  elettorale,  alla riforma del regolamento d'Aula e  a  tantissime
  altre    riforme,    importanti   e    meno    importanti,    che
  contraddistinguono  questa  legislatura  come   una   delle   più
  importanti, delle ultime di questo Parlamento siciliano.
   Vediamo  di completare il periodo di legislatura che rimane  con
  la  ciliegina  che  è  stata  qui  evocata  e  da  noi,  Alleanza
  nazionale,  portata  avanti  come  ultima  grande  battaglia   da
  condurre  a  termine:  la  riforma  urbanistica  che,  per  certi
  aspetti,  è  la  madre  di tutte le riforme  perchè  è  un  altro
  tassello  importante  per quanto riguarda la  legalità  vera,  la
  lotta alla mafia vera, perché non si può dire di fare lotta  alla
  mafia e lasciare la Sicilia senza i piani regolatori, perché  ciò
  significherebbe  la  possibilità per tutti  gli  speculatori,  di
  qualsiasi risma, di continuare a fare affari.
   Pertanto,   facciamola davvero  la battaglia  contro  la  mafia
  Facciamola insieme, come ha sostenuto l'onorevole Capodicasa.
   Uno  degli argomenti importanti da portare avanti per completare
  questo  percorso  legislativo  è,  appunto,  l'ultimo  punto  del
  programma del Presidente della Regione, onorevole Cuffaro,  prima
  chiamata   riordino  delle coste , successivamente  accettata  da
  tutti   e,   su   nostra  proposta,  di  chiamarla   la   riforma
  urbanistica .
   E'  l'ultima grande riforma che manca. Non perdiamo tempo con le
  chiacchiere perché altrimenti mi costringerete a dire che ad  una
  mia  proposta  di un'ipotesi di voto alla sfiducia al  Presidente
  della  Regione,  un parlamentare di centro sinistra - e non  dirò
  mai  il nome, neanche sotto tortura, vi dico solamente che non  è
  l'onorevole  Crisafulli,  a  cui tutti  potreste  pensare  -   ha
  risposto   se fosse così, ditelo, perché voteremo a  favore  noi,
  voteremo contro la mozione noi .
   Pertanto,  parliamo del modo per completare questa  legislatura,
  come  dicevo prima, con le riforme che mancano, per dare comunque
  un  segno vero, assieme a tutto ciò che è stato già fatto, quello
  che manca è combattere veramente la mafia non con le chiacchiere,
  ma con i fatti.
   Voteremo  contro  questa mozione, signor Presidente,  per  tutto
  ciò che ho detto e perché riteniamo che la politica, quella vera,
  si fa con i fatti e non con le chiacchiere.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA    Signor  Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, una forma di elementare deontologia
  politica  vorrebbe  che le critiche delle opposizioni,  che  sono
  sempre  legittime,  avessero  comunque  un  collegamento  con  la
  realtà.
   A  leggere, invece, le poche righe di questa mozione di sfiducia
  al  Presidente della Regione, si ha la nettissima sensazione  che
  si tratta di uno stanco rituale dove le parole si inseguono l'una
  con l'altra.
   Non  mi  riferisco,  badate bene, colleghi dell'opposizione,  al
  significato  politico  della  mozione,  sul  quale  interverrò  a
  margine del mio intervento, ma alle affermazioni da voi fatte che
  sono a metà strada tra il falso e la manipolazione.
   Mi  limito  ad  osservare che forze politiche che  si  candidano
  alla  guida  di  una  Regione dovrebbero  dimostrare  almeno  una
  modesta  conoscenza della realtà, o dovrebbero  quanto  meno  non
  eluderla.
   A  dire  il  vero la sensazione che si trae dalla lettura  della
  vostra  mozione  è  che forse non credete neanche  voi  a  quanto
  scrivete.  Si  tratta, infatti, di un testo povero di  argomenti,
  infondato  nelle  affermazioni  e del  tutto  approssimato  nelle
  conclusioni.
   La  mozione  presentata da voi dell'opposizione fa  venire  alla
  mente  una  frase del celebre documentario  Fahrenheit 9/11   nel
  quale  un  uomo  politico affermava:  che  cosa  succederebbe  se
  dovessimo leggere ogni legge da votare .
   Immagino  che  proprio questo sia accaduto  ad  alcuni  di  voi,
  componenti  e  colleghi dell'opposizione, che  hanno  firmato  la
  mozione.
   Non  mi  spiegherei  altrimenti  una  tale  approssimazione  nel
  descrivere  con  toni  apocalittici  una  situazione  che,  nella
  migliore  delle  ipotesi,  gli  estensori  della  mozione   hanno
  descritto  senza  neanche procurarsi qualche banale  informazione
  statistica.
   Tuttavia,  non  correre  il rischio di  limitarmi  anch'io  alle
  affermazioni  di  principio  e vi mostrerò  ora  come  le  vostre
  considerazioni siano molto lontane dalla realtà.
   La   mozione   comincia,  infatti,  con  una  frase,   onorevole
  Speziale:   oltre centomila siciliani in tre anni hanno  lasciato
  la Sicilia per cercare lavoro .
   Immagino  che non abbiate utilizzato, gliel'ho chiesto,  i  dati
  provenienti  da  alcuno dei vostri uffici  studi  e  che  abbiate
  invece semplicemente alterato la realtà.
   Vi  suggerisco, invece, di utilizzare, quale fonte, il  servizio
  statistica  della Regione che attraverso i dati Istat  -  dico  i
  dati   Istat  -  potrebbe  far  sapere  anche  a  voi,   colleghi
  dell'opposizione, che negli ultimi tre anni il  saldo  migratorio
  della Sicilia segnala la partenza di 33.570 siciliani. Un numero,
  certamente,  alto,   ma  pari  ad un  terzo  di  quello  che  voi
  denunciate.
   Ma  l'aspetto, forse, più grave sta nelle omissioni,  nell'avere
  cioè  artatamente  taciuto  che  nel  2001  il  saldo  migratorio
  negativo era di 21.000 unità, l'anno dopo di 12.000 e nell'ultimo
  anno, nel 2003, è ulteriormente diminuito.
   Soltanto  per  aiutarvi a comprendere meglio la  situazione,  vi
  ricordo che, sempre secondo l'Istat, la disoccupazione in Sicilia
  è  scesa dal 20% del 2003 al 17% del 2004. E nello stesso periodo
  nel Mezzogiorno siamo passati dal 16,1% al 15%. In sostanza, fino
  a  tutto il 2004 la disoccupazione diminuisce più velocemente  in
  Sicilia  che  nel  Mezzogiorno,  malgrado  i  morsi  della  crisi
  internazionale.
   A  questo punto, mi sento di dovere chiedere se  davvero credete
  che  il  gioco  delle parti possa giustificare una così  evidente
  falsità?   Credete  davvero che, in nome del confronto  politico,
  potete   mentire  così  spudoratamente?  Ma  davvero  la   vostra
  incontrollabile voglia di governo, può giustificare comportamenti
  così avventati?
   Procedendo, poi, nella lettura della mozione, devo rilevare  che
  l'indice  statistico non è isolato,  appartiene invece al  metodo
  scientifico dell'alterazione della realtà.
   Per non lasciarvi nel dubbio, vi farò qualche altro esempio.
   Al  terzo  rigo della vostra mozione, sostenete che  le  imprese
  che  chiudono sono di più di quelle che nascono. Anche in  questo
  caso siete incappati nella ennesima manipolazione
   E'  vero  che  nel 2004 le imprese industriali in  Sicilia  sono
  diminuite di 381 unità su un totale di 80.000 industrie attive.
   Ma  è  altrettanto vero, però, che, sempre nel 2004, le  imprese
  di  servizi  sono aumentate di 425 unità su un totale di  190.000
  imprese di servizi attive.
   La  vostra mozione, pertanto, descrive, in maniera alterata,  la
  situazione economica, che è, obiettivamente, difficile, come lo è
  in  Italia ed in Europa, e mira a combinare la vostra mozione, in
  una  miscela esplosiva, affermazioni false, valutazioni morali  e
  ad anticipare verdetti.
   Il  nostro  Paese ha vissuto e vive una fase economica difficile
  per  cause  che, purtroppo, sono lontane dalla responsabilità  di
  questa maggioranza.
   Anche  noi  avremmo preferito che la situazione fosse  migliore,
  che  fosse  conseguenza di alcune nostre  scelte  errate  e  non,
  piuttosto,   frutto   del   drammatico  combinarsi   di   fattori
  internazionali.
     Al  di  là  degli  uomini, delle aggregazioni  politiche,  dei
  programmi,  quello che veramente ci differenzia, egregi  colleghi
  dell'opposizione, è proprio questo: la vostra non è una  politica
  della  crescita,  poco  vi importa che la torta  sia  sempre  più
  piccola,  c'è una strada sola, difficile, impervia, ma sicura,  è
  quella di rendere competitivo il nostro sistema.
   Nella  vostra mozione avete voluto, inoltre, trattare in termini
  demolitori anche il tema della sanità.
   Forse,  egregi  colleghi  dell'opposizione,  dimenticate  che  è
  stato  un  ministro del vostro governo, l'indimenticato onorevole
  Bindi, ad aumentare, pesantemente, la quota di spesa sanitaria  a
  carico del bilancio regionale, portandola fino al 42,5%.
   Cominciano  da qui i problemi di bilancio che ci trasciniamo  da
  anni.
   Quando   vi   impegnate  in  tante  dichiarazioni   demagogiche,
  ricordate  ai  Siciliani che il pesante prelievo  fatto,  a  loro
  danno ed alle loro tasche, per sostenere i costi della sanità,  è
  stato  voluto  da un vostro ministro, sarebbe più leale  verso  i
  Siciliani.
   Certo,  non  ho  la presunzione di credere che tutte  le  scelte
  fatte  da questa maggioranza abbiano avuto esiti positivi,  ma  è
  anche  vero che sul tema dei tickets  nessuna lezione può  venire
  dall'attuale  opposizione, a meno che non si voglia affermare  il
  principio  che  le forze di sinistra contestano i tickets  quando
  sono   opposizione,   con  la  riserva  mentale   di   applicarli
  nell'eventualità, invero remota, che diventino forza di governo.
   Come   sapete  bene  la  questione  dei  tickets  è  molto   più
  complessa.  La  spesa per i farmaci cresce  in  Sicilia  più  che
  altrove. Questo è un dato
   Il  fenomeno ha cause lontane e radici profonde, che  richiedono
  strategie  precise  e non certo l'espediente  di  fare  leva  sui
  bisogni della gente.
   Se  i  dati  riferiti  a questi primi mesi del  2005  troveranno
  conferma,  già  dall'attuale esercizio potrebbe determinarsi  una
  inversione  di  tendenza  nella  spesa  farmaceutica,  tanto  più
  rilevante  quando  si  considera  il  mantenimento  che  è  stato
  comunque  garantito  dei  necessari  livelli  di  assistenza   al
  cittadino.
   Al  riguardo,  considero pretestuosi anche i  riferimenti  fatti
  alle nomine dei manager delle aziende sanitarie.
   A  queste  figure  professionali il  Governo  della  Regione  ha
  richiesto soltanto di conciliare la salute dei cittadini  con  la
  sostenibilità   dei   costi.  Questo  e  soltanto   questo   deve
  rappresentare l'obiettivo dei manager, la salute dei cittadini  è
  il   fine   ultimo   e   va   perseguito  sempre   con   impegno,
  determinazione, trasparenza e legalità.
   Primo  di  entrare  nel merito politico,  quello  di  fondo,  di
  questa  seduta  d'Aula, desidero fare un  breve  cenno  anche  al
  problema di Agenda 2000.
   Si  tratta  di risorse che considero vitali per gli investimenti
  in  Sicilia.  Da  esse  dipende il nostro futuro,  dal  loro  più
  efficace utilizzo dipende davvero tanto.
   E  quale contributo ci arriva dalla opposizione anche stasera? I
  soliti attacchi strumentali e generici, non una sola indicazione,
  non una parola propositiva, non un'idea.

    FORGIONE    Vi   attaccate  da  soli,  rivolgiti  all'assessore
  Cimino

    MISURACA    La   vostra   fervida  vena   polemica   riesce   a
  manifestarsi soltanto nella demolizione sistematica. Se,  invece,
  il vostro richiamo riguarda il rischio, questo è il rischio sì di
  un  parziale disimpegno dei fondi comunitari, sappiate che questa
  maggioranza  non  è  talmente strabica,  onorevole  Forgione,  da
  impegnarsi   sul  tavolo  europeo  per  i  fondi  a  favore   del
  Mezzogiorno  e lasciare dall'altro che in Sicilia  si  rischi  un
  disimpegno automatico.
   I  mesi  che ci separano saranno utilmente impiegati dal Governo
  regionale  e  dagli  enti  locali, come sosteneva  il  Presidente
  Cuffaro,  per  centrare  ancora una volta l'obiettivo  del  pieno
  impiego delle risorse comunitarie.
   Ma  cari  colleghi, accade che tante volte gli ordigni  che  voi
  avete  preparato  finiscono  con  lo  scoppiare  nelle  mani   di
  inesperti  attentatori, ed è proprio questo il caso della  vostra
  mozione.
   Vi  esorto,  infatti, colleghi dell'opposizione, a  guardare  in
  faccia  la  realtà, la vostra pare una politica vecchia,  fondata
  sulle   insinuazioni  e  sul  sospetto,  come   notoriamente   ha
  teorizzato un vostro autorevole esponente.
   Sul tema della mafia non accettiamo insegnamenti da nessuno,  da
  nessuna forza politica.
   Abbiamo   lottato   in  questi  anni  contro   ogni   forma   di
  sopraffazione  mafiosa; abbiamo lavorato perché l'amministrazione
  regionale   fosse  sempre  più  impermeabile  alle  infiltrazioni
  mafiose;  abbiamo  voluto con i nostri comportamenti  politici  e
  personali  salvaguardare  il  ruolo  istituzionale  della  classe
  politica;  abbiamo ritenuto che l'introduzione del nuovo  Statuto
  regionale  del principio che la Sicilia ripudia la  mafia,  quale
  fenomeno  di  violenza contro la libertà della  persona  e  della
  impresa,    fosse   un   forte  atto  che   qualifica   un'azione
  irrinunciabile per tutte le forze politiche.
   Ma  la  gente  è  stanca  dei vostri giochetti  dialettici,  del
  metodo del  dagli all'untore .
   Totò  Cuffaro  non  è  l'untore, è un uomo  politico  capace  di
  mettere nel suo incarico istituzionale il cuore, la mente e tutte
  le  proprie energie. Lo ha sempre fatto e, con incredibile  forza
  di animo, continua a farlo oggi.
   Il  Presidente  della Regione siciliana può essere  valutato  in
  termini  diversi  da parte dell'opposizione, ma  non  può  essere
  oggetto,   cari   colleghi  dell'opposizione,   di   una   azione
  demolitoria,    fraudolentemente   infondata   e    politicamente
  scorretta.
   Imparate  a  coltivare  invece, anche nel vostro  interesse,  il
  rispetto  delle Istituzioni, imparate a non piegare alle tattiche
  elettorali  il   grande valore di una società più  giusta  e  più
  rispettosa dei ruoli.
   E  se proprio non potete fare di più, imparate che la verità non
  è sempre e necessariamente soltanto la vostra.
   Abbiate  l'onestà intellettuale di riconoscere che il Presidente
  Cuffaro  non ha risolto con un colpo di bacchetta magica tutti  i
  problemi  della  Sicilia, ma a lui va sicuramente  il  merito  di
  avere  saputo  coniugare lo sviluppo e l'economia  reale  con  le
  esigenze  di intervento che sono proprie di una politica  attenta
  alle  questioni sociali. Non sto parlando di fatti banali, ma  di
  questioni  fondamentali  che  investono  la  base  della   nostra
  società.
   La  giustizia  è  una bilancia, onorevoli colleghi,  e  non  può
  oscillare a vostro piacimento. E' una bilancia e quando un vostro
  autorevole portavoce, lo ricordo all'onorevole Capodicasa, quando
  un  suo autorevole collega, e portavoce della vostra opposizione,
  fu  sottoposto al vaglio della magistratura a Palermo  per  avere
  favorito  il  sistema degli appalti, al teatro  Massimo,  non  si
  levarono dalle nostre fila richieste di decapitazione.
   Successivamente,  il vostro esponente politico  fu  assolto,  ma
  che  cosa  sarebbe  accaduto,  se  in  quel  momento,  prima  del
  pronunciamento  di  un  tribunale, e qui  il  tema  del  momento,
  onorevole    Capodicasa,   si   fosse   proceduto   con    metodo
  giustizialista?
   Palermo, la quinta città d'Italia sarebbe rimasta senza  il  suo
  Sindaco,   l'ennesima  ondata  di  fango  si  sarebbe   abbattuta
  sull'incolpevole cittadinanza e voi avreste perso,  forse,  senza
  fondamento, una delle vostre migliori risorse.
   Questo  non  è  accaduto  e  non  è  accaduto  per  responsabile
  atteggiamento  di quelle forze politiche che oggi danno  vita  al
  centro destra. A questo stile della politica riportate, quindi, i
  vostri comportamenti, colleghi dell'opposizione
   La  politica  è  l'arte  del  possibile,  come  diceva  un  noto
  studioso  francese, ma non può essere certamente  la  scorciatoia
  che giustifica ogni comportamento.
   Mettete  da  canto  questo  spaventoso  spirito  giustizialista,
  smettete  una  volta per tutte di criminalizzare  ogni  cosa  con
  l'errata  convinzione che, dopo avere demolito tutto,  ci  sarete
  voi  a  ricostruire. Le macerie sono un costo troppo alto per  la
  nostra  società  e la Sicilia non merita che voi la  distruggiate
  soltanto per candidarvi alla ricostruzione.
   In  forza  di queste argomentazioni, annuncio il voto  contrario
  alla  mozione di sfiducia al Presidente della Regione,  da  parte
  del Gruppo parlamentare di Forza Italia.

                 (applausi dai banchi della destra)

    CUFFARO  Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    Presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, per la terza volta in meno di  quattro  anni
  quest'Aula  è  chiamata  ad un dibattito politico  sull'esercizio
  delle  responsabilità  che i siciliani mi  hanno  attribuito  sin
  dall'estate del 2001.
   La  prima  volta, il 4 luglio 2003, scelsi di mia iniziativa  il
  confronto con questo Parlamento; forte dell'intima certezza sulla
  natura  del  mio  operato e della conseguente serenità  dettatami
  dalla  mia  coscienza, pur in presenza di un  grande  momento  di
  prova  che,  tra  l'altro, tutt'ora permane,  ritenni  moralmente
  doveroso  svolgere  di  fronte all'Organo legislativo,  anch'esso
  eletto  dai  siciliani,  una sofferta e sincera  riflessione  sul
  significato  personale, familiare e politico  delle  mie  vicende
  giudiziarie che mi vedono, tra l'altro, ancora interessato.
   In  quella circostanza non chiesi un surrettizio consenso  sulla
  scelta  di  permanere  in carica al servizio  della  Sicilia,  ma
  auspicai, piuttosto, un paragone franco e leale sul futuro  delle
  Istituzioni regionali e sui possibili effetti che dalla compagine
  sociale  ed  economica  della  nostra  Regione  sarebbero  potuti
  derivare dalla scelta di ciascuno degli itinerari possibili.
   Ben  chiaro  fu l'esito di quel delicato passaggio d'Aula.  Così
  come  il  contenuto  delle decisioni che mi appartenevano  e  che
  furono  da  me assunte con chiarezza di motivazioni  personali  e
  politiche.
   Il  25  settembre 2003 fu, invece, il dibattito sulla  questione
  morale  a  concentrare l'attenzione dell'Assemblea su  temi  che,
  quanto  meno  da  parte  di alcune forze politiche,  si  volevano
  riproporre in termini niente affatto estranei al contenuto di  un
  confronto svoltosi poco più di due mesi prima.
   L'occasione  dell'odierno discutere è scaturita, invece  da  una
  mozione  di  sfiducia  alla quale l'opposizione  è  stentatamente
  approdata.
   Per   come  si  può  facilmente  desumere  dal  testo  dell'atto
  parlamentare e dal dibattito che ne è seguito, si tratta  di  una
  scelta  dettata  dal prevalere all'interno dello schieramento  di
  centrosinistra,  di  un filone tardo-giustizialista,  che  ancora
  oggi  si  mostra  come  il  vero collante  ideologico  delle  sue
  componenti più radicali.
   Niente   a  che  vedere,  voglio  ribadirlo,  con  quell'impegno
  concreto  e  documentabile  attraverso  il  quale,  sin  dal  suo
  insediamento,  questo  Governo  ha  mostrato  di  guardare   alla
  legalità  come condizione essenziale ancorché non  unica  per  lo
  sviluppo della Sicilia.
   Lo  spirito della mozione è apparso evidente, nonostante qualche
  affannoso   tentativo   di  nebulizzarne  la   vera   ispirazione
  culturale,  ricorrendo  ad argomentazioni  politiche  e  dati  di
  assoluta fragilità, dei quali fra poco mi dovrò occupare.
   Onorevole  Forgione,  mi  sarei aspettato  anche  un  intervento
  intellettualmente  più  onesto da  parte  sua.  Capisco,  ma  non
  condivido le cose che ha detto, ma non ci venga a dire che lei si
  augura  che io venga assolto, perché non è così. Lei non soltanto
  non  si  augura  che io venga assolto, ma se potesse  farebbe  di
  tutto  perché  venissi  condannato, questo  lo  dico  con  grande
  franchezza.

     (applausi dal Governo e dai banchi di centro e di  destra)

   Onorevole  Forgione, il sottoscritto non ha mai avuto  una  sola
  parola  fuori  dalle righe per quanto riguarda  un  rispetto  che
  nutrivo,  nutro  e  continuerò  a  nutrire  nei  confronti  della
  Magistratura.
   Il  rispetto vero lo si ha e lo si deve avere soprattutto quando
  organi  istituzionali, in questo caso la Magistratura, ti  stanno
  mettendo  alla prova, perché è troppo facile parlare di  rispetto
  quando uno non è messo alla prova.
   Personalmente, ho tentato, mi sono sforzato e credo  di  esserci
  riuscito, nel manifestare sempre questo rispetto, e non  c'è  mai
  stato,  da  parte mia, neanche il lontano pensiero di  pensare  a
  fantomatiche   procure  rosse  che  stessero  agendo   nei   miei
  confronti.
   Continua  ad  esserci  una  scelta convinta,  per  quel  che  mi
  riguarda, di un organo che sta facendo il suo dovere, che  ha  il
  dovere di farlo fino in fondo. Questo lo accetto e lo dico.
   Certo,  mi  piacerebbe che anche da parte  sua  si  pensasse  lo
  stesso e lo si pensasse sino in fondo, non solo quando conviene e
  poi ci si ferma perché non conviene più.
   Lei  sa  tutto, onorevole Forgione, sa troppe cose, anche quelle
  che noi non sappiamo e che normali cittadini non sanno.
   Sa  anche  quello che non si dovrebbe sapere e credo che  questo
  non sia giusto e vorremmo capire perché lei sa tutto questo.

      (applausi dal Governo e dai banchi di centro e di destra)

   Anche  perché mi risulta che lei non ha pratiche divinatorie  e,
  quindi, in qualche modo, chissà come, ne viene a conoscenza.
   Fa  bene  a ricordarci che non dobbiamo tacere. E io non  tacerò
  sulle cose che sento il dovere di dire, sino in fondo, con grande
  franchezza e con grande lealtà.
   Ma   ricordo,  in  quest'Aula,  le  sue  arringhe  violente  nei
  confronti del Presidente Provenzano.
   Devo  ringraziarla per come mi ha trattato, perché le  cose  che
  ha  detto  nei  miei confronti, in rapporto a  quanto  detto  nei
  confronti  dell'allora Presidente Provenzano, sono  veramente  da
  trattamento di favore.
   Lei  sa che io non glielo ho chiesto, ma mi piace ricordare quel
  trattamento,  quelle cose che disse, la violenza  che  usò  nelle
  parole   nei  confronti  dell'allora  Presidente  della   Regione
  Provenzano.
   Ho  cercato  disperatamente una sola sua nota quando l'onorevole
  Provenzano   fu   totalmente  scagionato  e  prosciolto.   Mi   è
  dispiaciuto non averla trovata.
   Io  insultare  le persone? Onorevole Forgione,  lei  da  qualche
  anno mi insulta su tutte le piazze, persino aizzando la gente nei
  miei confronti, facendo della violenza verbale nei miei confronti
  la  sua  unica scelta politica degli ultimi anni; e sarei io  che
  insulto le persone?
   Vi  siete  inventati  di  tutto e quando  è  finita  persino  la
  fantasia dell'invenzione siete andati oltre
   Personalmente, cerco di dire quello che penso e se difendere  la
  Sicilia e sostenere che in questa terra, dove c'è un problema che
  riguarda la mafia, ma dove ci sono 5 milioni di siciliani  onesti
  a  cui  la  mafia  fa più  schifo' di quanto fa a lei,  onorevole
  Forgione, fanno  schifo' i mafiosi tanto quanto fanno a lei.

      (applausi dal Governo e dai banchi di centro e di destra)

   Onorevole  Forgione,  non può  pensare che  dire  questo  in  un
  pubblico  dibattito televisivo, difendendo questa  terra  per  la
  quale   sono  stato  eletto  Presidente  ed  ho  il   dovere   di
  rappresentare,  sino a prova contraria  - e  una  prova  potrebbe
  essere  l'accettazione della sfiducia di questo Parlamento questa
  sera - possa essere, da parte mia, insultare la gente.
   Sono  stato  chiamato a rappresentare tutti i  siciliani,  tutti
  quelli onesti, che sono la stragrande maggioranza, e lo farò.
   Capisco  che spesso questo purtroppo non fa sempre il  gioco  di
  chi vuol fare apparire cose diverse.
   Non  posso  però  esaurire  queste  considerazioni  introduttive
  senza osservare, a proposito dei fatti  che più personalmente  mi
  riguardano, che il tempo trascorso e, insieme ad esso, il  lavoro
  svolto  dalla Magistratura, inquirente e giudicante, ha  prodotto
  un  sensibile  ridimensionamento del quadro di  addebiti  che  si
  ipotizzavano a mio carico nel giugno 2003.
   Si   tratta   di   una  circostanza  che  registro  serenamente.
  Tuttavia,  essa  è  ancora ben lontana dal recare  quel  completo
  ristoro  morale,  prima  ancora  che  giudiziario,  assolutamente
  necessario  a  chi  come me, nell'intimo  del  proprio  cuore,  è
  consapevole  di  non  avere mai voltato le spalle  al  patrimonio
  ideale, all'origine del proprio percorso educativo, prima  ancora
  che  alle norme del codice, e di non avere mai tradito la fiducia
  dei siciliani.
   Non  è  di questo che, secondo la mozione, l'Aula oggi si doveva
  occupare,   almeno   così   nelle   premesse,   comprese   quelle
  dell'onorevole Speziale che ha parlato per primo, salvo il  fatto
  che  dopo  le premesse ha detto esattamente l'opposto  di  quello
  che aveva sostenuto.
   Sapevo  che  era  stato  questo il motivo  del  dibattito  sulla
  sfiducia,  che  non eravate riusciti a celare  o, meglio,  a  mal
  celare.
   Perché  il motivo di questo dibattito sulla sfiducia, al  di  là
  dei  dati che avete cercato,  e dico cercato perché sono dati che
  non  esistono,  ma  mi tratterrò poco perché lo hanno  ampiamente
  dimostrato,  era  solo  uno: riattenzionare  una  vicenda  e  una
  questione che mi riguarda e della quale non ho mai avuto paura di
  parlarne    E  vi  ringrazio  di  avermi  dato  ulteriormente  la
  possibilità di parlarne.
   Il  rigoroso  rispetto che la politica tutta deve  all'autonomia
  ed  al  ruolo  delle  istituzioni giudiziarie costituisce,  anzi,
  l'oggetto  di  una  solenne riaffermazione, che  in  questa  sede
  intendo  personalmente riproporre e richiamare all'attenzione  di
  tutti.
   Sono  pienamente consapevole, e pari consapevolezza  auspico  in
  ciascun  componente  di  quest'Aula,  che  in  tale  rispetto  si
  sostanzia  uno  tra  gli  indicatori  più  significativi  di  una
  autentica cultura democratica e di un senso delle istituzioni.
   Per  quanto mi riguarda, risulta tanto più avvertito nel momento
  in cui essi chiedono conto delle responsabilità esercitate.
   Ciò  che  appartiene  interamente a quest'Aula è invece  l'esame
  dei  temi  politici che nel corso del dibattito è stato condotto,
  articolando  considerazioni  dal  tenore  apocalittico   che   si
  vorrebbero   suffragate  da  qualche  dato   teso   a   sostenere
  l'oggettività dell'intero ragionamento.
   Quella  che  l'opposizione ha voluto rappresentare è  l'immagine
  di   un'Isola  alla  deriva  preda  di  un  decadimento  sociale,
  economico e morale da attribuire alla esclusiva responsabilità di
  coloro che in questo momento la governano, i quali meriterebbero,
  dunque,   la   revoca   di  quella  fiducia   che   i   siciliani
  sprovvedutamente hanno riposto in loro.
   Onorevole  Barbagallo, mi consenta, vorrei citare una bellissima
  frase che un nostro amico da poco scomparso ci disse negli ultimi
  tempi, parafrasando quello che è un momento che in questa Sicilia
  si vive. Ferruccio Barbera prima di morire ci propose uno slogan:
   facciamo  acqua da tutte le parti . Credo che il  dibattito  che
  avete voluto, questa sera, riportare attribuendolo a quella che è
  la  situazione  di questa terra veramente ci faccia  capire  che,
  forse,  l'amico  Ferruccio Barbera aveva  ragione,  per  l'ultima
  volta purtroppo perchè  è scomparso, nel volerci ricordare questa
  ironica frase.
     Sì, onorevole Barbagallo, altro che imprenditore del consenso
  Forse,  io  sarò  un umile protagonista del segretariato  sociale
  sono  altri  gli imprenditori del consenso, anzi gli  industriali
  del  consenso.  Forse,  a qualcuno di noi è capitato,  certamente
  anche a lei e ad altri, di ragionare con qualche amico,  aiutarla
  a   risolvere  qualche  problema;  qualche  illustre  sindaco  di
  Palermo,  invece,  la  clientela  la  faceva  industriale:  9.500
  precari nella sola città di Palermo

    (Applausi dai  banchi di centro e di destra)

   Certo,  quei precari che noi oggi abbiamo il dovere di riportare
  verso  una possibilità di lavoro stabile e produttivo;  ma  altri
  hanno attivato impresa di consenso industriale.
     I  dati  sull'immigrazione, ha fatto bene a chiarirlo  l'amico
  onorevole Misuraca. Vi serve, forse, qualche dato specifico serio
  o   siete   rimasti  a  citare  dati  dell'imparziale  Professore
  Centurrino  o  meglio ancora dell'aspettante professore  Busetta?
  Forse,  siete  gli  unici che ancora citate dati  inesistenti  di
  illustri studiosi dell'economia siciliana. Forse, vi verrebbe  un
  po'  più  comodo attrezzarvi a riprendere dati veri, concreti:  i
  dati   dell'Istat,   della  stessa  Banca   d'Italia,   onorevole
  Capodicasa,  che  non  sono quelli che avete  citato  voi,  dello
  stesso  Svimenz;   i  dati  della Regione  siciliana  che  è  una
  struttura  che  ha  lavorato e ha dato dati seri,  perchè  questi
  numeri non esistono neanche nella fantasia più progredita di  chi
  ve   li   ha   dati.  O  forse,  avete  ascoltato   questo   dato
  dell'emigrazione    del    Mezzogiorno   dall'intervento    fatto
  dall'onorevole  D'Alema quando fece il dibattito  col  Presidente
  Berlusconi  che  citò  il dato che gli venisse  dagli  uffici  di
  collocamento?  Probabilmente,  l'onorevole  D'Alema   aveva,   in
  qualche modo, dimenticato che gli Uffici di collocamento li aveva
  chiusi  lui con proprio provvedimento quando ricopriva la  carica
  di  Presidente del Consiglio.
   Sono  questi  i  dati che citate? Onorevole Speziale,  mi  sarei
  aspettato  un dibattito con dati seri a cui mi ero riproposto  di
  rispondere  con  dati  seri; tuttavia, ringrazio  i  parlamentari
  della  mia maggioranza che mi risparmiano di approfondire  questi
  dati perchè li hanno fornito loro.
   Sotto questo profilo gli autori della mozione hanno compiuto  un
  percorso viziato presumendo, in termini assolutamente velleitari,
  di  fondare il proprio dispositivo su un quadro analitico che, in
  verità,  si  mostra  tanto  debole  quanto  privo  di  autentiche
  certezze.
   Sarebbe,  dunque,  di salutare monito per i firmatari  dell'atto
  parlamentare,  di  quelli che l'hanno condiviso,  in  discussione
  fare  tesoro  dell'affermazione di un grande uomo di scienza.  Un
  articolo,  che  ho letto qualche giorno fa, di un  nobel  per  la
  medicina,   Alexis   Carrel,  il  quale   insegnava   che   molta
  osservazione  e  poco ragionamento conducono alla verità,  mentre
  poca  osservazione e molto ragionamento conducono all'errore.  Un
  errore  che  voi,  cari  colleghi dell'opposizione,  vi  ostinate
  colpevolmente a replicare.
   Ciò  accade tutte le volte in cui la realtà, con le sue  luci  e
  le  sue  ombre,  è sostituita ad una mera opinione  su  di  essa,
  costruita  e  diffusa  al  solo scopo di  supportare  il  proprio
  interesse   di   parte,  rinunciando  così  a   concorrere,   pur
  nell'inevitabile diversità di ruoli democraticamente  esercitati,
  alla  costruzione di uno sviluppo e di un bene possibile  per  il
  nostro  popolo. Ed il popolo - come più volte ho  avuto  modo  di
  ripetere  nel corso di questi anni - non è un'astrazione   ma  un
  insieme  di  volti  e di storie, di soggetti intermedi  impegnati
  nell'avvio  o nella crescita di esperienze sociali, culturali  ed
  economiche che chiedono alle istituzioni di essere accompagnate e
  sostenute  per  affermarsi,  libere da  ogni  forma  di  negativo
  condizionamento e, primo fra tutti, quello che la mafia  esercita
  sulla libertà della persona e sulla libertà dell'impresa. E  cosa
  abbia  significato in questi anni l'impegno del Governo regionale
  per  la  legalità  e la trasparenza - come prima  accennavo  -  è
  documentabile  in  una  lunga serie di  scelte  programmatiche  e
  gestionali compiute. Non le dirò tutte, ma i siciliani lo sanno.
   Ultima  in  fase  di  definizione, ma  non  certo  d'importanza,
  l'ormai  prossima  sottoscrizione,  insieme  al  Ministro   degli
  Interni   ed  a  tutti  i  prefetti  dell'Isola,  del  protocollo
  operativo  finalizzato  a vigilare sulla  legalità  dei  pubblici
  appalti   siciliani.  Sì,  quegli  appalti  siciliani,  onorevoli
  colleghi,  che questa legge sugli appalti - ringrazio l'onorevole
  Formica  per  averlo  ricordato -  ha  voluto  liberalizzare  nel
  mercato,  liberandola e liberando il mercato  dal  sistema  delle
  cordate, perché non ce ne sono più appalti che si aggiudicano con
  ribassi  dell'1  o del 2 per cento, perché oggi  gli  appalti  si
  aggiudicano da una percentuale di ribasso che va dal 20 al 30 per
  cento  e  questo  è  frutto di questo Parlamento  che  ha  voluto
  approvare la legge e del Governo che l'ha voluta proporre.
   Come  la  scelta  -  e  cito  solo per  questo  considerato  che
  qualcuno  l'ha voluta citare - per la prima ed unica volta  nella
  storia di questa città, compresa la storia dei quindici anni  del
  sindaco   dell'antimafia : l'unico che ha requisito  i  pozzi  in
  questa  città, con tutto quello che ci sta dietro, e  sono  stati
  tantissimi,   è  stato  il  sottoscritto  come  commissario   per
  l'emergenza;  nessuno mai, neanche nei momenti più  difficili  di
  questa crisi idrica, ora e nel passato, aveva requisito pozzi.
   Vi  è,  dunque,  una  moralità del fare che  viene  prima  della
  moralità  del  dire,  è quella che trae origine,  per  quanto  mi
  riguarda,   da  un  humus  ideale  progressivamente   appreso   e
  riconosciuto  nell'esperienza e nei volti di  tanti,  di  quanti,
  primi  fra tutti i miei familiari, hanno segnato il mio  cammino,
  prima educativo e poi formativo.
     Ed  è  ancora  una moralità del fare quella, per esempio,  del
  movimento degli studenti palermitani che reclamano con forza  una
  educazione  alla  dignità: un popolo che paga  il  pizzo  non  ha
  dignità.  Lo  sforzo  di  questi  giovani  va  condiviso   e   va
  apprezzato, ma è questa una moralità vera di chi, consapevole del
  proprio bagaglio di identità e di valori, prima ancora che  degli
  obblighi derivanti dalle norme, opera per il quotidiano esercizio
  di  una  responsabilità  fatta di piccole  e  grandi  scelte  cui
  talvolta  sarebbe più comodo sottrarsi per proporsi  all'opinione
  pubblica come colui che si colloca sempre dalla parte giusta.
     E  mi  riferisco anche a lei, onorevole Spampinato, e  al  suo
  leader,  onorevole  Orlando, che oggi,  nel  bollettino  di  Sala
  d'Ercole dichiara:  Il Presidente e il Governo si stanno rendendo
  autori  di  un   crimine contro l'umanità esponendo  migliaia  di
  persone   a  rischi  gravissimi .  Chi  governa  deve  avere   la
  responsabilità  delle scelte, anche se queste non piacciono  agli
  elettori   e  sono  impopolari.  Il  sottoscritto  sa  che   deve
  affrontare questa responsabilità; il sottoscritto non pensa che i
  sindaci di Bologna,  di Reggio Emilia, di Brescia, di Vienna,  di
  Parigi,  di  Londra,  di Firenze siano tutti  dei  criminali  che
  attentano  alla  vita  dei  cittadini  come  l'onorevole  Orlando
  dichiara nei miei confronti.
     Signor Presidente, il sottoscritto pensa che si assumono delle
  responsabilità  per  risolvere  un  problema;   ma  sui   rifiuti
  parleremo meglio la prossima settimana.
   Una  moralità,  pertanto, poco incline alla deriva intellettuale
  di  certe analisi sociologiche che ambiscono a fondare la propria
  genuinità    sulla   assolutizzazione    di   visioni    parziali
  accreditate, magari, solo dalla  autorevolezza di chi le propone.
  Visioni   talvolta  distanti  dal  cogliere  fino  in  fondo   la
  complessità dei contesti istituzionali sociali ed economici con i
  quali al resto del Paese e dell'Europa ci misuriamo ogni giorno e
  che,  in  qualche occasione, attraverso una prospettiva  manichea
  della  realtà,   finiscono per appiattirsi su  precise  posizioni
  culturali e partitiche.
   Valga  a  questo scopo il riferimento al settore della sanità  -
  non  mi  sottrarrò  a parlarne- indicato in questa  mozione  come
  terreno   di   un  rapporto  poco  trasparente  che  il   Governo
  intratterrebbe con i soggetti che in esso operano.
   Come  non  riconoscere che in tutta Italia, così come nel  resto
  dei  Paesi europei, proprio le scelte politiche e finanziarie che
  ruotano   attorno   al   funzionamento  della   sanità   pubblica
  costituiscono  l'ambito di un rapporto critico con  i  cittadini,
  che  del  diritto alla salute sono comunque e sempre i  titolari,
  criticità  molteplici  che nella nostra  regione  come  in  tutta
  Italia si caratterizzano in termini sostanzialmente ricorrenti.
     C'è,  innanzitutto, un tema di ordine finanziario,  fortemente
  influenzato   dall'impronta   universalistica   che    la   legge
  conferisce al nostro sistema sanitario, dalla smisurata incidenza
  che  l'evoluzione  scientifica e tecnologica   esercita  rispetto
  alla nuove possibilità di cure di molte malattie.
     Esiste  ancora un dibattito aperto e più che mai  problematico
  sui modelli gestionali;  ambito in cui  recupero di efficienza  e
  lotta   agli  sprechi,  realizzati  attraverso  il  processo   di
  aziendalizzazione   degli  enti sanitari,   devono  efficacemente
  coniugarsi con la dimensione di rilievo sociale che il servizio è
  chiamato comunque a garantire.
     Va menzionata, infine, una criticità di politica occupazionale
  derivante dalla considerazione dell'ingente mole di risorse umane
  che  il  bacino  della sanità pubblica in primo  luogo  ma  anche
  quella privata accreditata coinvolgono.
   C'è,   forse,  una  distrazione  di  fondo  sul  sistema  adesso
  dell'accreditamento qualche anno fa del convenzionamento esterno.
  Vorrei  soltanto  ricordare a chi lo avesse  dimenticato  che  la
  legge per accreditare tout court  tutti quelli che facevano forme
  di   assistenza  indiretta  nel  nostro  Paese  porta  la   firma
  dell'onorevole Ministro  della Sanità Bindi. Fu il Ministro Bindi
  a  sostenere che bisognava smettere con la indiretta  e  fu  quel
  decreto dell'allora Ministro Bindi a sostenere che tutte le forme
  di  accreditamento  in indiretta dovessero essere  razionalizzate
  passando all'accreditamento diretto.
      Questo  parlamento regionale, onorevole Capodicasa,   dovette
  prorogare  il decreto Bindi che era scaduto  e quella proroga  la
  si  fece  nell'altra legislatura; ed era giusta  quella  proroga,
  come  insieme  concordammo, perché se non si fosse  prorogato  il
  decreto Bindi in Sicilia noi avremmo chiuso, tanto per dirne una,
  il  sistema della sanità con le dialisi che per un 80  per  cento
  grava  sulle ex indiretta oggi accreditate esterna. Quel  decreto
  fu  prorogato  con legge di questo Parlamento  ed  è  toccato  al
  nostro  Governo  regolarizzare tutte le forme di  accreditamento.
  Adesso  noi abbiamo un sistema che è andato a regime;  piaccia  o
  no, ma questa è la realtà dei fatti.
   E  la Sicilia è una realtà diversa dalle altre regioni d'Italia,
  perché    questo   sistema,   del   convenzionamento   prima    e
  dell'accreditamento  adesso, che abbiamo in  Sicilia,  lo  si  ha
  soltanto in altre due regioni d'Italia che sono la Calabria e  la
  Campania,  è  un  sistema diverso dalle  altre  regioni  dove  il
  sistema  di convenzionamento prima e di accreditamento quasi  non
  esiste.
   Certo,  dare  le  colpe a questo Governo sarebbe  obiettivamente
  triste,  anche  da parte vostra dirlo, perchè credo  che  sia  un
  retaggio che in Sicilia esiste da oltre quarant'anni.
   Voglio  ancora  una  volta ribadirlo: siamo  di  fronte  ad  una
  complessità che deve essere conosciuta per intero ed, in  qualche
  modo,  sposata  da  parte  di tutti gli  attori  istituzionali  e
  sociali.  Evitiamo di esaurire la portata di queste problematiche
  in  pur  sempre  auspicabili richiami alla moralizzazione  di  un
  sistema,  perché attorno a questo sistema dell'accreditamento  in
  Sicilia  ruotano  oltre ventimila persone che lavorano,  che  non
  esitereste un solo minuto a guidare e a portarmi, come  fate  con
  tutte  le  altre  posizioni a rischio, sotto la Presidenza  della
  Regione  cavalcandone la tigre, come è già stato fatto in qualche
  momento  difficile  dove  il Governo precedente  a  questo  aveva
  tentato e cominciato a tentare di mettere ordine.
   L'onorevole  Cracolici, che adesso si erge a  moralizzatore,  sa
  perfettamente  che  era uno di quelli che  guidava  il  processo,
  assieme  a tanti altri, che ha visto l'allora Assessore Cittadini
  essere fisicamente linciato

    CRACOLICI  Che sta dicendo

    CUFFARO  Presidente della Regione. Quello che dico,  e  poi  lo
  smentirete.
   Quest'ultimo  ha  certamente  bisogno  dell'incisiva  azione  di
  contrasto  verso tutte le forme di illegalità,  lo  dico  io  per
  primo, a partire dall'evasione del ticket, abuso contro il quale,
  voglio  ricordare,  questo  Governo  ha  operato  attraverso  uno
  stretto rapporto di collaborazione con la Guardia di finanza.
   E  ancora  più  necessario è l'impegno della magistratura  -  lo
  auspichiamo  noi - finalizzato ad un rigoroso accertamento  sulla
  natura  e  le  modalità  attraverso  le  quali  si  realizzano  i
  tentativi   di  infiltrazione  che  la  criminalità   organizzata
  mafiosa, e non, mira a realizzare in un ambito così delicato.
   Infine, ben venga l'assunzione di una responsabilità comune  per
  assicurare  la crescita della nostra sanità sempre più proiettata
  verso  l'efficienza  e  la  qualità che i  cittadini  richiedono.
  Obiettivi  che,  nonostante  i vostri  interventi,  l'azione  del
  Governo   ha   saputo  tradurre  in  un  quadro   di   interventi
  programmatori,  finanziari e gestionali ampiamente documentabili.
  Un dato per tutti: oltre tremila persone ogni anno in Sicilia,  a
  partire dal 2001, fanno meno viaggi della speranza; 43 milioni di
  euro  in meno sulla spesa farmaceutica nei primi quattro mesi  di
  questo Governo.
   Questi   non  sono  dati  che  mi  hanno  fornito  i  professori
  Centorrino  e  Busetta,  perché  se  voi  non  li  avete   citati
  evidentemente  non  li  hanno. Questi  sono  dati  ufficiali  che
  possiamo  darvi in qualsiasi minuto se riterrete di  volerli,  in
  qualche modo, meglio analizzare.
   L'ultimo   dato:   la   prima  regione  d'Italia   in   edilizia
  ospedaliera  -  non è un dato della regione questo,  lo  dichiara
   l'Osserva  Salute .  Proprio  grazie  all'attuazione  di  questi
  programmi  nel  corso  del  2004  l'attivazione  della  spesa  ha
  raggiunto   il   55  per  cento  degli  interventi   complessivi,
  nonostante il programma sia partito soltanto nell'aprile del 2002
  (siccome non sono io che lo dico, le cose che dico io sono a  mio
  favore,  quelle di Centorrino e Busetta sono a favore vostro,  ma
  questo è un dato neutrale, spero che lo prendiate per buono).

    CRACOLICI  Va a Villa Sofia e glielo dica

      CUFFARO  presidente della Regione Il polichirugico  di  Villa
  Sofia  è in costruzione da trent'anni onorevole Cracolici,   dato
  che me lo chiede - me l'ero dimenticato, ma sa sono tante le cose
  che  dimenticherò  -  i tanti ospedali che  abbiamo  aperto,  che
  stiamo  continuando  ad  aprire,  quello  di  Villa  Sofia,  dopo
  trent'anni   le  comunico  che  nei  prossimi  60   giorni   sarà
  inaugurato.  Dato che lei me lo chiede, io non volevo  dirglielo,
  glielo dico.
   La  Sicilia  che vogliamo e che stiamo costruendo  è  certamente
  una  Sicilia in cui non c'è posto e non può esserci posto né  per
  la  mafia e nemmeno per i mafiosi. Questo è l'impegno assunto nel
  mio  programma di Governo; la strada su cui ci siamo  incamminati
  con decisione e sulla quale stiamo coerentemente procedendo.
   Si  tratta  di una battaglia condotta su più fronti,  dei  quali
  quello  decisivo continua a rimanere l'educazione morale e civile
  dei  giovani. A noi il compito di sostenere questa insostituibile
  responsabilità  dei genitori, degli insegnanti,  degli  operatori
  sociali  con un'azione di governo inflessibile e trasparente  che
  vede  il  terreno  della persone e della sua educazione  come  la
  prima  e fondamentale risorsa per la crescita e lo sviluppo della
  nostra economia.
     Per  questo,  caro  onorevole Raiti e  caro  onorevole  Ferro,
  diventa veramente insopportabile per quel che mi riguarda  subire
  da  parte  vostra lezioni di moralità o, peggio ancora, di  etica
  della  politica,  come si è azzardato a fare  l'onorevole  Raiti.
  Ognuno si porta dietro la propria storia.
   Vede,  onorevole Raiti, la morale - torno a dirlo -  non  è  una
  regola  e  non può essere una regola, perché se fosse una  regola
  qualcuno  potrebbe  avere  in  qualche  modo  la  tentazione   di
  violarla.  La  morale è un'educazione. E' quella  che  ognuno  si
  porta  sin  dalla nascita e che comincia ad acquisire  dentro  la
  propria famiglia e poi lì dove la formazione avviene. Per  questo
  diventa  complicato  e difficile accettare lezioni  di  moralità,
  anche da parte sua che so essere una persona corretta.
   Questo  è  il  motivo  per  il  quale  non  mi  stanco  mai   di
  incoraggiare  e promuovere istituzionalmente le iniziative  degli
  operatori  economici di livello nazionale ed  internazionale  che
  continuano  a  guardare con grande interesse alle possibilità  di
  investimento in Sicilia e, soprattutto, al suo capitale umano.
     Continuano  a venire grandi imprese che vogliono investire  da
  noi.  Come è stato autorevolmente dimostrato nel corso del  Forum
  che  a  Mazara  del  Vallo venerdì scorso  ha  fatto  il  secondo
  quotidiano economico italiano che è  Milano Finanze .
   Quella  messa  in  campo dal Governo è un'azione  che,  anche  a
  prezzo  di qualche incomprensione o fraintendimento, mira a  fare
  conoscere la Sicilia che c'è, con le sue luci ma anche con le sue
  ombre,  i  suoi  punti  di  forza e quelli  di  debolezza,  senza
  indulgere  in  opportuni  trionfalismi  e  senza  addensare  cupi
  scenari sulla testa dei siciliani al solo scopo di legittimare le
  proprie strategie politiche. Sarebbe un grave errore da parte  di
  tutti,  da parte di chi - credo - abbia la responsabilità, perché
  eletto  dai  siciliani, di lavorare per il raggiungimento  di  un
  progetto di bene comune.
     Questo  è  il  punto. La Sicilia che c'è. Una Sicilia  che  la
  ridda  di  dati, spesso in contraddizione tra loro, elaborati  da
  fonti  di  volta in volta diversi non riesce mai a descrivere  in
  alcuni  essenziali indicatori,  utili a tracciare il rapporto  di
  una   congiuntura   nazionale  e  internazione   non   certamente
  favorevole  la  direzione di una marcia comunque intrapresa,  ora
  più  velocemente,  ora meno, di quello che è  il  nostro  sistema
  sociale ed economico.
   Mi  verrebbe  voglia di intrattenermi ancora a lungo  su  quelli
  che  sono  i  fondi  di  Agenda 2000, ma  bene  hanno  fatto  gli
  interventi  e la maggioranza a spiegare che cos'è Agenda  2000  e
  come sta procedendo.
   Ad  oggi  possiamo  dire di essere con le carte  in  regola  per
  l'attivazione della spesa. Siamo persino riusciti a  prendere  la
  premialità.  Siamo stati coscientemente noi per primi  in  questi
  giorni  a  lanciare l'allarme per quelli che  sono  la  parte  di
  risorse da attivare come spesa per il 2005.
   L'abbiamo  fatto  perché  abbiamo un  interesse,  al  di  là  di
  apparire  o meno, che è quello di attivare la spesa per costruire
  un progetto di sviluppo per questa Terra. Certo, su quello che  è
  l'attivazione  della  spesa,  Agenda  2000,  siamo  in   ritardo.
  L'abbiamo voluto sottolineare perché riteniamo di dover  lavorare
  di  più  e  con più sacrificio per arrivare a fine  anno  con  le
  carte, ancora una volta, in  regola.
   In  primo  luogo, vorrei ricordare che i numeri non  sono  carte
  che  si  possono cambiare o quanto meno manipolare;   il  dato  è
  dato  E che si voglia o meno, è un dato reale:  dal 2001 al  2004
  questa Regione è cresciuta più di ogni altra regione d'Italia. Il
  nostro tasso di crescita,  in questi quattro anni, è il più  alto
  di  tutti. Dopo di noi, che siamo intorno al 2 per cento, c'è  il
  Friuli Venezia Giulia che è intorno allo 0,8 per cento.
   Non so da dove avete preso i dati.

    CAPODICASA  Presidente, ma la fonte qual é?

    CUFFARO    presidente  della  Regione.  Istat,  Svimez,   Banca
  d'Italia,  tutti   onorevole Capodicasa, io non l'ho  interrotta,
  poi  lei  potrà  visionare i dati. Continuate a parlare  di  dati
  della Banca d'Italia che nessuno conosce, perché  non  esistono.
     E'  questo  il dato di crescita vero  Il dato di crescita  che
  l'occupazione  è  diminuita, che le imprese sono  aumentate,  che
  stiamo cominciando a fare i lavori.
   Io   non   dico  questo,  onorevole  Capodicasa,  perché  voglio
  prendermi  il merito di questa crescita della Sicilia. Il  merito
  di  questa crescita non è del Governo e nemmeno dell'opposizione:
  se  la  Sicilia  è cresciuta lo dobbiamo ai siciliani  che  hanno
  cambiato cultura, che hanno maturato una nuova voglia di  impresa
  e  di  rischio  E' il territorio che è riuscito a  reagire  ed  a
  portare  questi  dati. E nel territorio stanno tutti  quelli  che
  hanno voglia di sviluppo, dai sindaci ai sindacati, dalle imprese
  alle  associazioni. Non voglio appropriarmi di un dato, che dico,
  con grande franchezza, non è il  mio.
   Perché  dovete  persino  negare  l'esistenza  di  un  dato   che
  appartiene  ai siciliani?  Credo che non sia giusto,  soprattutto
  nei confronti dei siciliani.
   La  sintesi di questa Sicilia che c'è, mi piace ricordarlo oggi,
  è  stata  illustrata  nel  marzo di  quest'anno  alla  Camera  di
  commercio  di Milano, assieme all'assessore Cimino,  con  i  dati
  ufficiali, che se vi interessano potete vedere perché sono  messi
  in  rete   e  che  sono  dei  dati,  da  tutti  riscontrabili   e
  confutabili,  perché  sono là;  ma nessuno  di  voi  è  andato  a
  prenderseli,   a  studiarseli,  nessuno  di  voi   è   venuto   a
  confutarceli.
   E'  proprio, alla gestione di quest'ultima che ammetto il merito
  principale del segno positivo di questi dati e di molti altri che
  potrebbero citarsi;  ma non li citerò  e ringrazio  chi ha voluto
  tra i colleghi della maggioranza risparmiarmi questa fatica.
   Voglio,  però,  ancora  ricordare  un  ultimo  dato,  visto  che
  qualcuno  di  voi  ha  parlato  di questo  irreversibile  declino
  dell'immagine della Regione siciliana. Per la prima volta,  viene
  certificata  l'accresciuta credibilità della nostra  Regione  sui
  mercati finanziari, che è sancita, non da me, dal passaggio da A1
  stabile  ad  A1  con  out-look  positivo  del  rating  che  viene
  attribuito dall'agenzia internazionale Fitch.
   Non l'ho fatto io
   Le  cose  sono due: se è vero che le agenzie regionali ci  danno
  credito,  non è vero che all'estero non abbiamo credito.  Le  due
  cose  insieme  non  possono esistere, neanche per  lei  onorevole
  Raiti.  Frutto incontestabile delle politiche di questa  Regione,
  che lo si voglia o meno
   Il  quadro, sinteticamente,  illustrato non mi esime,  tuttavia,
  dal ricercare un intenso ed,  auspichiamo, positivo confronto con
  le organizzazioni del mondo dell'impresa e del sindacato.
   Tanto  più,  in un frangente nel quale la congiuntura  economica
  nazionale  europea ed internazionale rischia di produrre  effetti
  nefasti  su un'economia ancora in crescita come quella siciliana,
  specie  per quel che riguarda la presenza della grande  industria
  che è in crisi, ma non in Sicilia. La grande industria è in crisi
  in  Sicilia ma è in crisi dappertutto. La Fiat non è un  problema
  siciliano ma un problema nazionale che lo si voglia o meno.
   Su  questo  terreno il Governo svolgerà fino  in  fondo  il  suo
  ruolo  auspicando che da parte di tutti i soggetti  in  campo  il
  bene  comune  della  Sicilia  venga  anteposto  a  pur  legittime
  rivendicazioni di parte come ho ascoltato questa sera.
     E'  per questo che, avviandomi alla conclusione, intendo porre
  un  significativo  richiamo  a noi  tutti  sul  compito  che  gli
  elettori  siciliani ci hanno affidato che è quello di contribuire
  allo  sviluppo dell'Isola attraverso buone e significative leggi.
  E  ringrazio quanti hanno voluto ricordare che questo Parlamento,
  in  questo scorcio di legislatura, ha ancora l'importante compito
  di fare alcune leggi che tutti riteniamo indispensabili.
   In  questo  intendimento si condensa il contenuto del  pacchetto
  di misure che vorremmo chiamare sulla competitività e lo sviluppo
  che,   fra   breve,  proporremo  all'Aula  per  l'esame   e   per
  l'approvazione.
   Signor Presidente, onorevole colleghi, credo sia questo il  modo
  più  concreto  per sostenere l'impegno quotidiano e  costante  di
  quanti ogni giorno, nella realtà loro data da vivere, cercano  di
  contribuire alla crescita dell'Isola opponendosi ad ogni  sopruso
  e  violenza.  C'è una società viva ed operosa che bisogna  sempre
  avere  il tempo di ascoltare e la capacità di comprendere.  Ed  è
  per questo che non mi sottrarrò, nonostante i rischi, al rapporto
  con  la  gente,  perché  credo che tutti i  rappresentanti  delle
  istituzioni, e soprattutto quelli eletti direttamente,  hanno  il
  dovere   di   ascoltare  e  di  parlare  con  la   gente,   anche
  nell'incertezza di correre rischi, perché questa è  la  filosofia
  di chi ha voluto l'elezione diretta delle istituzioni.
   La  nostra  è  una società che ha speranza nel  futuro,  ma  che
  attende  da noi lo stesso impegno che essa profonde nel misurarsi
  con  la propria dimensione quotidiana di lavoro e sociale.  Penso
  alle  famiglie,  al mondo del volontariato e del  terzo  settore,
  alla  cooperazione ed all'artigianato ed ancora  alle  piccole  e
  medie imprese, cuore pulsante della Sicilia che vuole crescere  e
  che  sta  già crescendo, in mezzo - riconosciamolo - a non  poche
  difficoltà.
   Possiamo  dire noi tutti qui presenti di avere svolto al  meglio
  e  con  il  massimo impegno il mandato che gli elettori ci  hanno
  rivolto?  Abbiamo certamente ancora un buon numero di mesi  prima
  della  conclusione  della  legislatura. Occorre  dedicare  questo
  tempo  a  completare un percorso che in tantissimi attendono.  Io
  dico che non sono convinto di avere fatto tutto quello che potevo
  fare  e  molto umilmente credo che io debba spendere questo  anno
  che mi rimane a continuare a fare di più, a sacrificarmi di più e
  a  chiedere di fare anche voi di più per questa nostra  terra  di
  Sicilia.
   Si  dirà che questo è il percorso della maggioranza ed in  parte
  è  vero. E' una maggioranza di responsabilità che deve esercitare
  fino in fondo ma questo Parlamento è composto da parlamentare che
  tutti,  pur  nella  differenziazione dei  ruoli  propri  e  della
  dialettica  democratica  credo abbiano  il  dovere  a  concorrere
  all'attuazione dell'interesse generale della Sicilia.
   Di  questo  hanno  bisogno i siciliani  più  che  di  sterile  e
  stanche liturgie politiche su questa mozione di sfiducia.
   In  questo  supplemento di impegno di responsabilità  credo  che
  ognuno debba ravvisare il primo personale contributo ad una  vera
  lotta  alla  mafia.  Fare buone leggi non  è  merito  della  sola
  maggioranza  ma  è  ascrivibile a tutto  il  Parlamento.  Ho  già
  chiesto questo impegno alla maggioranza che sostiene  il Governo.
  Adesso  potrebbe aggiungersi quello di un'opposizione più  votata
  al  bene  dell'intera comunità  che non al proprio  interesse  di
  opposizione,  più desiderosa del bene dei siciliani  che  non  di
  quello del proprio consenso elettorale.
   So  bene  che  l'opposizione lucra in  genere  sull'inefficienza
  della  maggioranza. Ma qui non è così; questa  sa  di  aver  bene
  lavorato  anche nel difficile compito di contrastare la  mafia  e
  attende   il  prossimo  giudizio  degli  elettori  con   assoluta
  serenità.
   I   siciliani   desiderano  raggiungere  quegli   obiettivi   di
  prosperità e sviluppo per cui quotidianamente lavorano e che sono
  certamente alla nostra portata.
   Cari amici della Casa delle libertà, noi abbiamo lo slancio,  la
  voglia  e  l'intensità di azione per accompagnare la  Sicilia  in
  questo  cammino. Il nostro Governo ha deciso di farlo  scegliendo
  di  scegliere, anche a costo di non accontentare tutti. Solo  chi
  non  sceglie  non scontenta. Questa linea abbiamo condotto  nelle
  innumerevoli  scelte compiute per proseguire in un  contrasto  al
  fenomeno  mafioso  che  non  può  consentire  né  divisioni,   né
  abbassamento  di toni. Questa linea continueremo a  seguire  e  a
  perseguire  nei  mesi  che  ci separano  dal  rinnovo  di  questo
  Parlamento.
   Onorevoli  colleghi della maggioranza, chiedo  a  voi  -  ma  lo
  chiedo  a  tutti  - il consenso per continuare  a  governare.  La
  Sicilia,   questa   nostra  Sicilia,  è  una   terra   difficile,
  contraddittoria e complessa, ma è una terra che merita di  essere
  amata.  Respingendo la mozione di sfiducia vi chiedo  di  potermi
  consentire di poterla continuare a servire.

               (Applausi dai banchi del centrodestra)

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi...

    VICARI   Io  la  ascolterò  al suo turno,  perché  lei,  signor
  Presidente, prima deve fare votare

    FORGIONE   Lei  mi deve ascoltare; se ne può anche  andare,  la
  democrazia ha le sue regole

    PRESIDENTE   Onorevole Vicari, già la seduta è  particolarmente
  concitata  se  lei interviene anche a sproposito, questo  non  ci
  aiuta. Onorevole Forgione, continui il suo intervento.

    FORGIONE  L'onorevole Misuraca,  ci invitava al rispetto  delle
  Istituzioni  e  noi, con la nostra mozione di  sfiducia,  abbiamo
  compiuto un atto di rispetto delle Istituzioni siciliane.
   Il  Presidente  della Regione ha dedicato buona  parte  del  suo
  intervento  alle cose che ho detto io. Ha parlato di una  mozione
  di  sfiducia stentatamente approdata in quest'Aula. Ha parlato di
  un  filone  tardo-giustizialista come collante  delle  componenti
  radicali dell'unione.
   Ha  parlato di sterili e stanche liturgie politiche e, accusando
  le  mie  posizioni,  ha  detto che è  troppo  facile  parlare  di
  rispetto della magistratura quando uno non è messo alla prova.
   Vede,  Presidente  Cuffaro,  non è che è facile  parlare  quando
  non   si  è  messi  alla  prova,  basta  non  dare  motivo   alla
  Magistratura di non essere messi alla prova. E se questo avviene,
  ciò pone un problema di rapporto tra la responsabilità politica e
  la  responsabilità  penale,  e noi a  lei  le  abbiamo  posto  un
  problema  di  responsabilità politica,  per  rispetto  di  questa
  istituzione,  del ruolo e della funzione pubblica  di  ognuno  di
  noi.
   Se  voleva  intimidirmi, signor Presidente, con la  durezza  del
  suo  intervento,  la rassicuro. Continuerò a  dire  nelle  piazze
  quello  che  ho  detto in quest'Aula perché credo che  una  buona
  norma  della  politica  è superare ogni  doppiezza.  Non  c'è  un
  linguaggio  per  la  piazza  e un linguaggio  nelle  istituzioni,
  quando la coerenza politica dei comportamenti, delle azioni,  del
  rapporto  tra  etica  pubblica  e  comportamenti  privati   è   a
  fondamento di ogni scelta politica.
   Lei  ha  mandato  anche messaggi strani,  io  so  cose  che  non
  dovrei  sapere',  io  ho  detto qui in  Aula  le  cose  che  sono
  pubbliche perché pubblicate in sentenze, in atti giudiziari e  su
  tutti i giornali, caro Presidente e sono le cose che tutti sanno.
  Potrei  dirla con Pasolini:  noi sappiamo di chi è  la  colpa'  e
  questo  ha a che fare con la responsabilità politica, non con  la
  responsabilità  giudiziaria. La sua  vicenda  giudiziaria  è   un
  problema suo.
   Noi  abbiamo  il  dovere di rendere trasparenti le  istituzioni,
  altro  che  violenza  verbale, aizzare le  persone   Ma  di  cosa
  parliamo  signor Presidente? Parliamo in questa terra, dove  sono
  stati   assassinati  uomini  come  Pio  La  Torre   e   Piersanti
  Mattarella,  per la prima volta in cinquant'anni, di un  processo
  che  ha  a suo fondamento, testo tra virgolette, vista la durezza
  della  sua  replica,  io replico con i fatti  per  aver  favorito
  mafiosi   e   attraverso   di   essi   gli   interessi   generali
  dell'organizzazione denominata Cosa Nostra'.
   E'  questa la responsabilità politica che noi poniamo, non è  un
  aspetto  che riguarda la magistratura, riguarda il primato  della
  politica,  la  legittimità della più alta Istituzione  in  questa
  regione  e di questo, cari onorevole colleghi, io parlavo  quando
  dicevo e citavo le parole di Luther King   vi prego indignatevi',
  indignatevi perché abbiamo bisogno di indignarci in questa terra,
  di  recuperare il gusto dell'indignazione, di rompere i  silenzi,
  di  rompere l'assuefazione, di non considerare normale quello che
  lei,  anche  con  il  suo  intervento, ha provato  a  considerare
  normale,  noi  continueremo  a  non  considerarlo  normale,  caro
  onorevole Presidente della Regione.
   Ha  parlato dei ragazzi che stanno riempiendo le mura di Palermo
  e  di  tutta la Sicilia con gli adesivi  no pizzo'. Quei  ragazzi
  nelle loro petizioni chiedono le sue dimissioni, caro Presidente,
  nelle  loro  iniziative chiedono le sue dimissioni, in  tutte  le
  iniziative  pubbliche  che fanno chiedono le  sue  dimissioni.  E
  chiedono  a  lei di non partecipare ad una sola delle  iniziative
  pubbliche di commemorazione dei tanti martiri che la nostra terra
  ha avuto.
   E  allora,  caro  Presidente della Regione,  può  addebitare  al
  decreto Bindi la degenerazione del rapporto tra la Regione  e  la
  clinica Villa Santa Teresa di Bagheria? Può addebitare al decreto
  Bindi   le   trattative  sul  tabellario  sanitario   fatte   nei
  retrobottega? Può addebitare al decreto Bindi la degenerazione di
  un  rapporto  che proprio sulla sanità ha saldato quello  che  ha
  saldato e che ormai è un fatto acquisito  per ammissione di tutti
  i suoi protagonisti? Attorno alla vicenda di Bagheria evitiamo di
  fare demagogia perché parliamo del principio della responsabilità
  politica, di quella che chiama a rigore i comportamenti di ognuno
  di noi.
   Lei  ha detto, signor Presidente della Regione, che ognuno porta
  dietro  di  sé  la  propria storia ed è  vero.  Io  ho  fatto  un
  intervento sobrio, duro politicamente ma sobrio. E così  mi  pare
  che è stato valutato dall'Aula. La sua risposta ha chiesto questa
  replica.  Ognuno  di  noi  porta dietro di  sé,  personalmente  e
  collettivamente, la propria storia. Nella nostra storia  ci  sta,
  da  Portella delle Ginestre in poi, la parte migliore  di  questa
  terra,  ci  sta  Peppino Impastato e Pio La Torre,  nella  storia
  delle  forze  democratiche non di sinistra ci stanno uomini  come
  Piersanti  Mattarella, nella storia del vostro presente purtroppo
  ci sono uomini, per quanto mi riguarda, innominabili.

    VICARI  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE   Onorevole Vicari, potrà  parlare  solo  dopo  gli
  interventi sulle dichiarazioni di voto.

     VICARI   Signor Presidente, non le conviene perché il  secondo
  comma  dell'articolo 129 del Regolamento non prevede  quello  che
  lei sta facendo

     ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  da   molti
  passaggi delle dichiarazioni d'Aula ho avuto l'impressione che si
  trattasse  qui  non di una mozione di sfiducia nei confronti  del
  Presidente  Cuffaro, ma di una mozione di sfiducia nei  confronti
  dell'opposizione che non è all'ordine del giorno.
   Dal  Presidente  Orlando sino all'ultimo  dei  colleghi  possono
  avere  mille  colpe ma non è argomento all'ordine del  giorno  di
  questa sera. Vi daremo, speriamo l'anno prossimo o fra due  anni,
  la  possibilità di proporre una mozione di sfiducia nei confronti
  dell'attuale opposizione.

     CUFFARO  presidente della Regione. Questo, Agamennone  non  lo
  avrebbe mai detto

     ORTISI   Onorevole Cuffaro, lei torna sempre  sulle  citazioni
  come  se  io facessi le citazioni, che stasera le ho risparmiato,
  come  flatus vocis. Lei sa che ogni mia citazione non ha   temini
  in  classe'  come qualche suo passaggio. Non si permetta  più  di
  fare  questo tipo di riferimento alla mia professione  Spero  che
  questo argomento sia chiuso.
   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  proseguendo  nel  mio
  intervento,  ritengo che la mozione di cui si sta discutendo  non
  è  una mozione di affetti:  caro Totò' ho sentito questa sera. Ma
  si  tratta  di  una  discussione amicale? No,  qui  siamo  in  un
  parlamento   Sul  piano affettivo forse qualcuno dell'opposizione
  le  è  più vicino di tanti  caro Totò', ma qui non accetto questo
  tipo di ragionamento.
   Ritengo  che  qui si confonde, forse per difetto  di  pronuncia,
  fra  dati' e  dadi'. Qualcuno che è abituato ad utilizzare la  d'
  al  posto  della   t'  confonde nei  passaggi  i  dati  che  sono
  oggettivi  con  i dadi. Con i dadi ci si può abituare  al  trucco
  mentre per quanto riguarda i dati questi sono fatti oggettivi.
   Ritengo  che anche sulla querelle  Agenda 2000' lei ha dato  una
  versione  edulcorata  di quanto sta succedendo  oggi,  lei  dice,
  infatti, che questo vi stimolerà a lavorare ancora meglio. Questo
  non è da Presidente
   Anche  il concetto di tempo è un concetto che lei utilizza  alla
  maniera  dei dissoi logoi. Lei dice che abbiamo un anno di  tempo
  per  legiferare,  nel  frattempo  fa  dichiarazioni  nelle  quali
  afferma  di  volere anticipare la chiusura dei lavori  perché  si
  vuole dimettere da Presidente della Regione.
   Quindi,  o  un  anno o sei mesi, lo dica lei ma non  utilizzi  i
  dati, anzi i dadi in questo caso perché mi sa tanto di gioco  dei
  dadi.
   Lei  parla  del  Piano  gestionale dei rifiuti  -  ne  parleremo
  martedì  -  menzionando realtà come Brescia, Bologna,  ma  quelle
  sono  altre realtà che hanno una raccolta differenziata  che  lei
  non stimola. Lo dimostreremo con i dati non con i dadi.
   Riguardo alla sanità, signor Presidente della Regione,  lei  non
  ha  dato  risposta alla nostra mozione di sfiducia perché  quello
  che  le  rimproveriamo è che, pur avendo la possibilità di essere
  il  presidente eletto direttamente dal popolo, con l'autorità, si
  è  perduto, si è frantumato nella adesione al manuale Cancelli, e
  su questo non ci ha risposto, promuovendo e bocciando.
   Ritengo,  inoltre,  signor presidente Cuffaro,  ma  anche  altri
  colleghi  deputati, non avete tenuto conto nei vostri  interventi
  del   dibattito  d'Aula.  Avete  risposto,  molto   spesso,   con
  interventi      preparati, con risposte  preparate.   Lei stesso,
  Presidente,  ha perduto una serata intera a rispondere al collega
  Forgione - per carità - il cui modo di argomentare era diverso da
  quello  espresso da moltissimi altri colleghi e poi è tornato  su
  questo argomento mille volte ma non è ipocondriaco Presidente, ci
  sono  tante altre cose anche belle della vita e queste  petizioni
  di   principio  espresse  continuamente  e  sono  state  a  volte
  insignificanti, suggerite e qualche volta anche nel suo caso,  mi
  consenta,  sgrammaticate, sgrammaticate   Agamennone  poi  glielo
  mando a casa.

    DINA  Non viene a scuola da lei.

     ORTISI   Temìno in classe  Anche il suo un volgare  temìno  in
  classe   non   so   da  chi  suggerito  perché  il   livello   di
  interlocuzione  diretta, venga da me a  lezione  di  tante  altre
  cose,  temìno  in classe infarcito di petizioni di principio  che
  permettevano  agli  alunni  di  ieri  di  avere  un  buon   voto,
  Presidente  ora  mi rivolgo a lei mi consenta di  dissentire,  la
  morale  non  è una regola, lei dice è un'educazione,  Presidente,
  questa è da educanda mi consenta lei mi dice poi in un momento di
  grande  retorica che il merito è dei siciliani che hanno cambiato
  cultura,  neppure un ragazzo di terza elementare si  permette  di
  dire  che nell'arco di due anni un popolo possa cambiare cultura,
  ma  che cosa andate dicendo  Dica piuttosto che è merito del  suo
  Governo,  io  controbatterei  ma saremmo  su  una  dimensione  di
  interlocuzione  dialettica, politica  Ma  che  lei  dica  in  uno
  sforzo di captatio benevolentiae che il merito dei siciliani  che
  hanno cambiato cultura da quando lei è al Governo  Mi consenta
   Lei  ha  detto  esattamente: questo è merito dei  siciliani  che
  hanno  cambiato cultura,  che fra l'altro è anche improprio  come
  espressione,  Presidente,  quindi lei poi  aggiunge  contro  ogni
  forma   di  illegalità  nella  sanità  combattiamo  a  cominciare
  all'evasione del ticket, va combattuta ma non è questo nel  campo
  della  sanità il primo impegno del nostro Parlamento, del  nostro
  Governo.
   Lei  dice che ognuno di noi si porta appresso la propria storia.
  Ha  ragione,  Presidente ma a volte si porta  appresso  anche  la
  geografia.

     PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, io non  ho  ben  capito  se
  interviene lei a nome del Gruppo dei DS  o l'onorevole Speziale.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'onorevole Speziale mi autorizza a raccontare un aneddoto che  è
  capitato a suo papà che per chi non lo sapesse è stata una grande
  figura   di  antifascista,  di  partigiano  e  anche  un  vecchio
  militante  del partito comunista come ce n'erano negli anni  '50,
  nel   dopoguerra   dopo   l'invasione  dell'Ungheria   da   parte
  dell'Unione sovietica c'era un grande turbamento che aveva  colto
  l'opinione  pubblica mondiale e anche naturalmente  aveva  aperto
  una  ferita  nella  coscienza, nel  sentire  dei  tanti  iscritti
  militanti del Partito comunista e siccome questo turbamento aveva
  creato  un  certo smarrimento il papà dell'onorevole Speziale  ha
  risolto  la  cosa,  ad  Enna,  dove si  trovava,  dicendo:   cari
  compagni, sono tute fandonie, non è vero niente, in Ungheria  non
  c'è stata nessuna invasione .
   Così  ha  fatto l'onorevole Cuffaro questa sera: devo  dire  che
  non  è  successo niente. Onorevole Presidente, io credo  che  non
  essendo questo un seminario di studio dove dobbiamo confrontare i
  dati,  l'unica cosa che posso augurare ed augurarci è che ci  dia
  una  sede  dove  possiamo fare confronti con  i  dati  statistici
  obiettivi,  non  so Lei quale preferisce, io le posso  assicurare
  che  ce  n'è  per  tutti i gusti, sono approfondimenti  che,  del
  resto,  tutti  i giorni sui giornali con i commenti  che  vengono
  fatti ma con le prese di posizione.
   Che   dati  hanno  quelli  della  Confindustria?  Me  lo  chiedo
  considerato che ormai non passa giorno che non ci sia  una  presa
  di posizione da parte loro e da parte delle altre associazioni di
  impresa, da parte di tante categorie sociali ed io credo che  non
  siano   inattendibili  i  dati  di  Banchitalia.  Il  report   di
  Banchitalia l'abbiamo anche noi, ce lo siamo trovati su  internet
  ed  abbiamo  letto qualcosa e così anche tanti altri report,  dal
  quadrante  economico del Banco di Sicilia ai dati  forniti  dagli
  istituti di ricerca.
   Vero  è che ci sono delle discrepanze dovute anche probabilmente
  ai   metodi  di  ricerca  che  possono  variare  da  un  istituti
  all'altro, ma c'è una costante in tutti questi dati ed è la  fase
  prima di stagnazione, oggi di recessione della nostra economia.
   Lei  dice  che nei quattro anni del suo governo ha applicato  ed
  ha  svolto  i  punti  programmatici che erano contenuti  nel  suo
  programma e, allora, se i risultati sono questi, la domanda sorge
  spontanei, i casi sono due: o quel programma, applicato,  non  dà
  nessun  risultato,  allora è il programma  che  non  vale,  o  il
  programma non è stato applicato. Non si scappa. i risultati  sono
  questi.
   La  sola Agenda 2000 prevedeva una rottura della variabile,  con
  un  incremento  del P.I.L. in Sicilia almeno doppio  della  media
  nazionale,   con   addirittura  livelli   che   erano   previsti,
  dell'incremento  nominale del P.I.L. al 5 per cento.  Allora,  di
  fronte al fatto che non andiamo oltre lo 0,3, ormai da due anni e
  che  è  stata  una  fase decrescente dal 2001  al  oggi,  bisogna
  chiedersi quale ne sia la causa e l'origine. Lei non lo fa.
   Questa  mozione,  l'ho detto già nel mio intervento  durante  la
  discussione  generale, noi sapevamo, ancora  è  da  vedere  ma  è
  facile   prevederlo,  non  avrebbe  avuto  accoglimento,  abbiamo
  abbastanza discernimento per capire che questo non può  succedere
  ma  almeno ci proponevamo di suscitare una discussione seria,  un
  confronto  vero anche duro, anche aspro ma che fosse  fondato  su
  dati reali.
   La  risposta è stata veramente deludente, io devo dire  che  non
  abbiamo  segnato  un  punto alto nella vita di  questa  Assemblea
  perché  è stata una risposta, non solo la sua, la sua è stata  in
  linea  con  gli interventi dei colleghi della maggioranza,  molto
  difensiva,  molto  arroccata, noi volevamo porre  due  cose:  una
  erano  i dati dell'economia per vedere come se ne esce da  questa
  fase di stagnazione, e la risposta è stata che tutto va bene,  in
  linea con l'onorevole Berlusconi che dice che l'Italia è un Paese
  ricco e felice.
   Quindi,  non  si capisce per quale ragione da parte delle  forze
  dell'opposizione o anche da parte delle categorie sociali non  se
  ne  prenda atto; la seconda è la vicenda giudiziaria che riguarda
  lei,  onorevole Presidente. Lei si è avvalso, ancora  una  volta,
  della  facoltà di non rispondere; infatti, oltre ad averlo  fatto
  in Tribunale, lo ha fatto in Parlamento.
   Noi  abbiamo  posto un tema politico, non la vicenda giudiziaria
  in  quanto tale; abbiamo posto un interrogativo: cosa  si  fa  di
  fronte a situazioni del genere?
   Noi  abbiamo  un'idea  ed  è quella che  abbiamo  detto  con  la
  mozione;  la maggioranza ce ne dica un'altra se quella non  è  di
  suo  gradimento.  Il  Presidente sa meglio di  noi,  perché  ogni
  giorno  deve  stare  dietro  agli  articoli  dei  giornali,  alle
  dichiarazioni,  alle  prese  di  posizione,  che  questa  è   una
  situazione insostenibile.
   Pensate  sul  serio che questa sia una situazione di  normalità,
  in  cui ognuno di noi possa pensare tranquillamente alle cose che
  ci sono da fare, senza immaginare che tutto ciò influisca, incida
  nella vita politica della nostra Regione?
   Poiché  avete preferito glissare anche su questo punto,  noi  ne
  dobbiamo  prendere atto; non c'è una controproposta. Ci  è  stato
  detto  da  parte dell'onorevole Leanza che non si  modificano  le
  regole  in  corsa,  quindi  se  bisogna  parlare  di  codice   di
  autoregolamentazione, non bisogna farlo adesso.
   Io  ci starei, perfino, onorevole Leanza, ma voglio sapere se un
  Presidente della Regione raggiunto da diversi avvisi di garanzia,
  con un problema che riguarda, non un aspetto secondario, parliamo
  dell'accusa...

    CUFFARO   presidente della Regione. Diversi no, non esageriamo
  Ormai vi confondete

    CAPODICASA   Chiedo scusa, onorevole Presidente, faccio  subito
  ammenda,  perché  ormai leggendo i giornali non  si  capisce  più
  nulla,  faccio  confusione perché ogni giorno è un  bombardamento
  quotidiano  sui  giornali; io non  ho il pallottoliere,  mi  sono
  confuso.
   Vorrei  dire, però, che il tema si pone, onorevole Leanza;   non
  è  una  cosa che possiamo ignorare con un'alzata di spalle, penso
  sia  un  problema  che riguarda il mondo e la  vita  politica  ed
  istituzionale di questa Regione. Noi abbiamo cercato di  parlarne
  attraverso  la mozione, se voi anche qui pensate di  superare  il
  problema chiudendovi a riccio con una alzata di spalle, vuol dire
  che abbiamo perduto tutti, ancora una volta, un'occasione.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Raiti.  Ne  ha
  facoltà

    RAITI   Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  io voterò favorevolmente  alla  mozione  di
  sfiducia, come ho già detto nel corso del mio intervento dove  ho
  fatto  un  appello  all'etica della politica  ed  alla  questione
  morale.
   Ho  anche  dimostrato a lei, onorevole Presidente, elencando  le
  leggi che ho condiviso e che ho votato a favore, che non sono  un
  uomo  contrario  per natura; la mia formazione è  una  formazione
  liberale  e  democratica,  non è giustizialista,  ma  tiene  alla
  questione morale e all'etica della politica come faro soprattutto
  in una terra come la Sicilia.
   Vede,  onorevole  Presidente, ho anche una formazione  giuridica
  della  quale faccio tesoro. Ho avuto un incontro con  il  giudice
  Severino  Santiapichi,  il  quale  è  stato  il  giudice  che  ha
  giudicato,  tra le altre, oltre al delitto Moro anche l'attentato
  contro il santo Padre ed ha giudicato Alì Agca.
   Il  giudice Severino Santiapichi mi ha insegnato che nella  vita
  bisogna  coltivare sempre il dubbio per cercare di  sbagliare  il
  meno  possibile.  E  per  quanto riguarda  la  questione  morale,
  onorevole Presidente, la sua e la mia cultura, che da molti punti
  di vista coincidono, mi impongono di non dare lezioni ad alcuno.
   Non  l'ho  fatto ed ora le spiego perché. Io come  sempre  nella
  vita  -  perché  anche qui mi hanno insegnato che  verba  volant,
  scripta  manent' -, faccio considerazioni su dati  oggettivi  che
  possono  essere  anche sbagliate, ma sono dati notori  che  primo
  studio,  poi  elenco e dopo ne traggo giudizio. Può essere  anche
  errato, ma sulla veridicità delle cose che dico, oggi come per il
  futuro, non ci sono dubbi.
   Per  quanto  riguarda la questione morale, lungi da me  il  dare
  giudizi, ma è chiaro ed evidente, ci sono fatti notori agli occhi
  di  tutti: ci sono colleghi in custodia cautelare, c'è una classe
  dirigente  molto  vicina  a lei ed al centrodestra  sottoposta  a
  continui  giudizi  di  carattere penali,  per  reati  di  gravità
  inaudita.
   Allora,  è chiaro, a prescindere dalla responsabilità penale  di
  ciascuno  di  loro  - e lei non ha risposto a  questo,  onorevole
  Presidente  -,  che  vi è una problematica di carattere  generale
  sulla  selezione della classe dirigente che insieme a  lei  guida
  questa  Regione e su questo non ho sentito fare alcun accenno  di
  autocritica o di responsabilità.
   E'  vero  che  guidare  una terra come la Sicilia,  che  ha  una
  realtà complessa e difficile, non è facile, è assolutamente vero.
  Ma   è   anche  vero  che  ciascuno  di  noi,  sulla  base  delle
  responsabilità  che è chiamato a ricoprire dal  popolo,  si  deve
  assumere l'onere di fare autocritica e di fare, quando e  dove  è
  possibile,  piazza  pulita, nel rispetto  dei  giudizi  penali  e
  morali.
   E  quando   un  collega di questo Parlamento,  che  tra  l'altro
  ricordo  essere  stato ed essere tuttora nel ruolo  di  servitore
  dello  Stato,  mi giudica e mi dice che non posso dormire  perché
  non  ho  la coscienza a posto, ebbene, quel caro collega  non  ha
  capito nulla, se ha fatto il servitore dello Stato.
   Lungi da me il volere mettere sulla strada qualcuno,  ma c'è  un
  problema  di decoro, prima di qualsiasi altra cosa e  voi  sapete
  bene  che  quando si tratta di far rispettare la  dignità  di  un
  Parlamento, le persone possono essere mandate a fare altro lavoro
  fuori  dal Parlamento. E' un problema di decoro che la dice lunga
  sul  fatto che per voi non esiste alcuna barriera etica e morale,
  tutto è uguale; questo è il vostro limite
   Riguardo  ai  dati,  onorevole  Presidente,  posso  leggerglieli
  tutti,  li  ho studiati e non ho riportato i dati DISTE  o  della
  Fondazione  Curella;  leggo testualmente cosa  c'è  nel  rapporto
  della Banca d'Italia e le dico anche chi li ha dichiarati.
   Intervistando   150  imprese,  ha  spiegato  Giuseppe   Ciaccio,
  funzionario della Banca d'Italia di Palermo,  abbiamo  registrato
  un  calo della produzione dovuto alla domanda inferiore.  C'è  un
  clima  di  sfiducia nei consumatori, le imprese contattate  hanno
  registrato la riduzione degli investimenti a prezzi correnti pari
  allo  0,6 per cento. Dati negativi anche per la nascita di  nuove
  imprese.  Per il sesto anno consecutivo il risultato  è  negativo
  tra  iscrizioni e cessazioni . E potrei continuare, se  vuole  le
  fornisco il rapporto della Banca d'Italia.
   Questi sono i dati veri e, su questi, lei non è riuscito a  dare
  una   risposta  seria  ed  oggettiva,  pur  sapendo  che   queste
  difficoltà  non  riguardano soltanto la Sicilia, ma  il  contesto
  economico  internazionale. Su questo  non  è  stata  data  alcuna
  risposta.

    CUFFARO  presidente della Regione. Onorevole Raiti, conosce  la
  differenza tra la Banca d'Italia ed un funzionario?

       Votazione per appello nominale della mozione numero 410

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione per appello nominale  della
  mozione numero 410 «Sfiducia al Presidente della Regione».
   Ricordo  che  il  voto  affermativo  sulla  mozione  esprime  la
  sfiducia  nei confronti del Presidente della Regione  e  il  voto
  negativo  sulla  mozione  esprime la conferma  della  fiducia  al
  Presidente della Regione.
   Invito  il  deputato  segretario a  procedere  alla  chiama  dei
  deputati.

    BASILE  segretario: (procede all'appello nominale)

   Votano   sì:   Barbagallo,  Capodicasa,  Cracolici,  Crisafulli,
  Culicchia,  De Benedictis, Ferro, Forgione, Genovese, Giannopolo,
  Gurrieri,  Liotta, Manzullo, Miccichè, Morinello,  Oddo,  Ortisi,
  Paffumi,   Panarello,   Raiti,  Sanzeri,  Spampinato,   Speziale,
  Tumino, Villari, Zago, Zangara.

   Votano  no:  Acanto, Acierno, Amendolia, Antinoro,  Arcidiacono,
  Baldari,  Basile, Beninati, Brandara, Burgaretta  Aparo,  Cascio,
  Catania   Giuseppe,   Cimino,  Cintola,   Confalone,   Cristaudo,
  D'Aquino,  Di Mauro, Dina, Fleres, Formica, Franchina,  Fratello,
  Giambrone, Granata, Incardona, Infurna, Ioppolo, Leanza  Edoardo,
  Leanza  Nicola, Leontini, Lo Monte, Mancuso, Maurici, Mercadante,
  Misuraca,  Moschetto,  Pistorio, Rotella,  Sammartino,  Savarino,
  Savona,  Sbona,  Scalici,  Scoma, Segreto,  Stancanelli,  Turano,
  Vicari, Virzì.

   Si astiene: Cuffaro.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

        Presenti e votanti   78
        Maggioranza          46
        Favorevoli           27
        Contrari             50
        Astenuti              1

                      (L'Assemblea non approva)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28   giugno
  2005, alle ore 18.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - Comunicazioni.
  II   - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
  rubrica:  Turismo, comunicazioni e trasporti  .
  III   -  Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
  rubrica:  Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
  emigrazione

       IV   - Discussione unificata delle mozioni nn. 274, 125, 188;
         delle interpellanze nn. 78, 139, 193; e dell'interrogazione n.
         965 (Gestione dei rifiuti in Sicilia)

       V   - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 291 -        Valutazione   dell'operato   dell'Ambito
                   territoriale      ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio     idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo     e
                   provvedimenti consequenziali.

                    GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -     Affidamento del  Servizio idrico integrato
                   nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.

                           ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
                                                       GIANNOPOLO

        VI - Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -  VIRZI?

       VII   -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione europea.
      VIII   - Elezione di deputati segretari.

       Avverto che il punto IV dell'ordine del giorno sarà discusso
      nella giornata di mercoledì 29 giugno 2005.

       La seduta è tolta alle ore 01.20 di giovedì 23 giugno 2005.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 03.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   GIANNOPOLO.-  «All'Assessore  per il  territorio  e  l'ambiente,
  premesso che:

   l'Ente  Parco  delle Madonie è destinatario di un  finanziamento
  di  circa  14 miliardi delle vecchie lire a valere sui fondi  del
  Ministero dell'Ambiente e della legge finanziaria nazionale n. 67
  del  1988  per  l'attivazione di progetti  di  Nuova  Occupazione
  Aggiuntiva nel settore ambientale e nelle aree protette;

   i   progetti  NOC  approvati  riguardano  la  costituzione   del
  Laboratorio  biologico del Parco delle Madonie', la Gestione  del
  turismo culturale e naturalistico' e la 'Conservazione del  germo
  plasma  delle  specie  vegetali autoctone'  con  una  occupazione
  prevista  per  due  anni di 75 unità, 25 unità  per  progetto,  e
  comprendente  varie professionalità (botanici, geologi,  laureati
  in scienze forestali, etc.);

   tenuto  conto  che  nel  2001 furono approvati  i  tre  progetti
  esecutivi  e contestualmente fu accreditata la seconda trance  di
  finanziamento  e  che  successivamente fu stilata  una  bozza  di
  Protocollo  d'intesa,  da sottoscrivere  tra  le  amministrazioni
  regionali interessate e l'Ente Parco delle Madonie, con la  quale
  venivano  stabiliti gli atti da compiere per avviare l'attuazione
  concreta dei progetti;

   rilevato che il lungo tempo trascorso infruttuosamente ha  messo
  a   rischio  la  validità  dei  finanziamenti  che  rischiano  di
  perdersi;

   rilevato, altresì, che lo stesso Ente Parco delle Madonie,  dopo
  anni    di   inattività,   ha   inoltrato   nel   novembre   2003
  all'Assessorato in indirizzo richiesta di attivazione di apposita
  conferenza dei servizi per avviare i progetti NOC sulle Madonie;

   per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno convocare con assoluta  urgenza  una
  conferenza   di   servizi  fra  tutti  i  soggetti  istituzionali
  interessati  per  l'attivazione dei progetti  NOC  finanziati  in
  favore dell'Ente Parco delle Madonie;

   se  non  ritenga,  altresì, opportuno adoperarsi tempestivamente
  presso   il   Ministero  dell'Ambiente  per  evitare  che   possa
  verificarsi una decisione di revoca dei finanziamenti, atteso  il
  grave ritardo nell'attuazione dei progetti da parte della Regione
  e dello stesso Ente Parco». (1590)

   Risposta.    «In   relazione   all'atto   ispettivo    formulato
  dall'onorevole   Giannopolo,  avendo   provveduto   ad   assumere
  direttamente presso l'Ente Parco interessato le informazioni  sui
  progetti ai quali si fa riferimento, si rappresenta quanto segue.
   Nell'ambito  del  P.T.T.A. '94/96 l'Ente Parco delle  Madonie  è
  risultato  assegnatario di 2 finanziamenti relativi  ai  progetti
  NOC nn. 32 e 33 "Laboratorio biologico del Parco delle Madonie" e
  "Gestione del turismo culturale e naturalistico".
   L'Ente,  tuttavia, a causa di complesse vicende, non è  riuscito
  ad  attivare  la formale approvazione ministeriale e le  relative
  anticipazioni  già  da tempo trasferite da  parte  del  Ministero
  dell'Ambiente.
   Nel    2001,   grazie   ad   una   intensa   attività   tecnico-
  amministrativa,  l'Ente  Parco  ha  definitivamente  approvato  i
  progetti   esecutivi  ed  ha  accreditato   la   2    trance   di
  finanziamento.
   Tuttavia,  la  complessa situazione normativa e  amministrativa,
  determinata   dallo  smantellamento  della  struttura   regionale
  deputata alla gestione del P.T.T.A. e conseguente alle previsioni
  di  una  circolare  del 1993, a firma congiunta  degli  Assessori
  regionali  per il Territorio e per il Lavoro, risultata  obsoleta
  per  le  mutate  previsioni legislative in tema  di  contratti  e
  procedure di selezione, non ha consentito l'immediata attivazione
  dei progetti.
   Proprio  per tale ragione, l'Ente, avvalendosi della  consulenza
  del dr. Cantoni, attraverso una ulteriore attività amministrativa
  è  giunto,  nel  corso  di  un'apposita  conferenza  dei  servizi
  tenutasi   nel   2001   con   i   due  Assessorati   interessati,
  all'elaborazione della bozza del Protocollo d'intesa che  avrebbe
  dovuto consentire il concreto avvio dei progetti in argomento.
   Pochi  giorni prima della firma del predetto Protocollo d'intesa
  è  intervenuta, però, una determinazione del Vicecommissario  per
  l'emergenza  rifiuti,  con  la quale venivano  revocati  i  fondi
  ministeriali  relativi  ai  progetti  finanziati  e  si  bloccava
  nuovamente il già travagliato iter progettuale.
   Sembrerebbe  che l'approfondimento degli aspetti di  legittimità
  ed   il   parere  espresso  dal  Ministero  abbiano  indotto   il
  Vicecommissario  a  revocare la precedente  determinazione  ed  a
  restituire la disponibilità dei fondi all'Ente Parco, che intende
  avvalersene per dare immediata attuazione ai progetti NOC.
   In   riferimento  alla  richiesta  dell'Ente  Parco  Madonie  di
  convocazione  di  una  conferenza dei  servizi  per  l'emanazione
  definitiva  delle  direttive di esecuzione dei  progetti,  questo
  Assessorato  ritiene che sia possibile riprendere  l'attività  di
  concertazione sulle modalità attuative degli stessi, riconvocando
  i  soggetti  titolari delle relative competenze, sì da provvedere
  alla  formalizzazione  del Protocollo già definito  col  concorso
  dell'Amministrazione  che  rappresento  e  dell'Assessorato   del
  Lavoro.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ARDIZZONE  - ACIERNO - FORMICA.- «Al Presidente della Regione  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   con  decreto  dell'Assessore per il territorio e  l'ambiente  n.
  50/Gab. del 4 settembre 2002, il territorio del Comprensorio  del
  Mela,  costituito  dai  comuni  di  Condrò,  Gualtieri  Sicaminò,
  Milazzo,  Pace  del Mela, San Filippo del Mela, Santa  Lucia  del
  Mela, San Pier Niceto, è stato dichiarato area ad elevato rischio
  di crisi ambientale';

   l'art.  2 del suddetto decreto istituisce la Commissione  Stato-
  Regione-Provincia-Enti  Locali per la definizione  del  piano  di
  risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio  del
  Mela',  successivamente integrata con D.A. n. 883 del  16  luglio
  2003;

   con  decreto assessoriale n. 713 del 10 settembre 2002  è  stata
  destinata la somma di euro 6.943.097,69 per il finanziamento  del
  suddetto piano di risanamento e di rilancio economico;

   il  21  ottobre 2002, nel corso di un'apposita riunione tenutasi
  nei locali del Palazzo Municipale di Pace del Mela, i sindaci dei
  7  comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del  Mela,
  S.  Filippo  del Mela, S. Lucia del Mela e S. Pier  Niceto  hanno
  chiesto  all'Organizzazione mondiale della sanità-Centro  europeo
  ambiente  e  salute di coordinare lo svolgimento  di  un'indagine
  epidemiologica  nel  Comprensorio  del  Mela,  propedeutica  alla
  pianificazione   del  risanamento  ambientale  e   del   rilancio
  economico dell'area;

   a  seguito  della  suddetta richiesta, l'OMS  ha  contattato  le
  università di Messina e Palermo, l'Istituto superiore di sanità e
  l'Osservatorio   epidemiologico  della  Regione   siciliana,   ha
  convocato  il  proprio comitato scientifico per lo  studio  delle
  aree  ad  elevato  rischio  di crisi  ambientale  ed  ha  redatto
  un'ipotesi di protocollo d'indagine;

   in  data  16  aprile  2003,  nel corso di  un'apposita  riunione
  tenutasi nei locali della Presidenza della Regione siciliana,  il
  rappresentante  dell'OMS,  ing.  Michele  Faberi,  ha  presentato
  l'ipotesi   di   protocollo  per  l'indagine  epidemiologica   da
  effettuare  nell'area ad elevato rischio di crisi ambientale  del
  comprensorio del Mela;

   nella  stessa  riunione  il Presidente  della  Regione  ha  dato
  disposizioni  affinché il progetto presentato dall'Organizzazione
  mondiale  della  sanità  fosse  ratificato  in  tempi  brevissimi
  dall'apposita Commissione Stato-Regione-ProvinciaEnti Locali';

   sulla  base  di tali accordi, l'OMS - Centro europeo ambiente  e
  salute  -  Ufficio di Roma, con nota del 23 maggio 2003,  rimasta
  fino  ad  oggi  priva  di  riscontro, ha inviato  all'Assessorato
  regionale  del territorio ed ambiente la versione emendata  dello
  schema   di   progetto  per  lo  studio  dell'area  di   Milazzo,
  dichiarandosi  disponibile ad esaminare ulteriori  emendamenti  e
  suggerimenti;

   considerato che:

   in  mancanza  di  un'approfondita  indagine  epidemiologica  che
  consenta di monitorare in dettaglio la situazione ambientale  del
  territorio  in  questione, non è possibile  procedere  ad  alcuna
  effettiva  programmazione degli interventi di  risanamento  e  di
  rilancio economico del Comprensorio del Mela;

   i  sindaci  del Comprensorio hanno più volte espresso l'auspicio
  che     il    coordinamento    dell'indagine    venga    affidato
  all'Organizzazione  mondiale della  sanità,  ente  di  indiscussa
  professionalità  ed obiettività, che ha già condotto,  a  partire
  dal  1995,  ricerche e studi su altre aree ad elevato rischio  di
  crisi  ambientale  in Italia, di cui due in Sicilia,  producendo,
  altresì,  documenti  per il Parlamento italiano  e  atti  per  la
  Commissione sanità del Senato della Repubblica;

   il  decreto istitutivo dell'area a rischio definisce  rapidi  ed
  improrogabili'  gli interventi di risanamento e  riqualificazione
  ambientale  da  porre in essere per riportare alla  normalità  la
  situazione del Comprensorio del Mela;

   ai  sensi  dell'art.  2  del D.A. n. 883  del  16  luglio  2003,
  l'Assessorato  del  territorio  e  dell'ambiente  avrebbe  dovuto
  attivare,  entro  tre  mesi,  una specifica  convenzione  con  un
  soggetto    istituzionale   qualificato'    per    affidare    la
  predisposizione dello schema del Piano di risanamento  ambientale
  e rilancio economico del Comprensorio del Mela';

   a  tutt'oggi,  a  distanza di otto mesi  dal  suddetto  decreto,
  nessun  atto  concreto  è  stato  prodotto  dall'Assessorato   in
  questione per avviare l'iter della redazione del piano citato;

   per sapere:

   quali   gravi  ragioni  abbiano  impedito  finora  di  procedere
  all'affidamento  del  monitoraggio della situazione  esistente  e
  della  stesura del piano di risanamento ambientale e di  rilancio
  economico   del   Comprensorio  del  Mela   attraverso   apposita
  convenzione con un soggetto istituzionale qualificato', così come
  espressamente  previsto dal decreto assessoriale n.  883  del  16
  luglio 2003;

   quali   motivi  abbiano  impedito  di  individuare  il  predetto
  soggetto  istituzionale qualificato' nell'Organizzazione mondiale
  della  sanità, la quale, su esplicita richiesta dei  sindaci  del
  Comprensorio, ha presentato un dettagliato progetto  di  indagine
  coordinata  con l'Istituto superiore di sanità, le università  di
  Messina  e  di Palermo, l'Osservatorio epidemiologico  regionale,
  l'A.R.P.A. Sicilia;

   in  che  modo intendano avviare in tempi rapidi, senza frapporre
  ulteriori  indugi, il processo di risanamento e  riqualificazione
  ambientale  dell'area  a rischio in questione,  venendo  incontro
  alle legittime aspettative delle popolazioni interessate». (1591)

      Risposta.«Come  si  legge nelle premesse  dell'interrogazione
  dell'onorevole Panarello, il comprensorio del quale fanno parte i
  comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela,  S.
  Filippo  del  Mela,  S.  Lucia del Mela e San  Pier  Niceto,  con
  provvedimento  assessoriale di questa  Amministrazione  regionale
  per  il territorio e l'ambiente, D.A. n. 50/GAB del 4.09.2002,  è
  stato dichiarato  area ad elevato rischio di crisi ambientale .
   Com'è  noto,  per  l'avvio del risanamento della  predetta  area
  sono state destinate risorse pari a 6.943.097,69 euro.
   Questo  Assessorato regionale ha previsto e  messo  in  cantiere
  una  serie  di attività che, di fatto, hanno segnato l'inizio  di
  una serie di interventi verso l'auspicato risanamento.
   Per  economia  di  tempo  e di esposizione,  si  ricordano  solo
  alcune  delle  molteplici  attività avviate,  ed  in  particolare
  quelle che si ritengono le principali:
   -  si  è  proceduto al ritiro di un  bando emanato dal  ARTA  in
  quanto lo stesso è stato ritenuto non esaustivo e attinente  agli
  obiettivi del risanamento ;
   -   si  è  sviluppato  un  rapporto  con  l'OMS  (Organizzazione
  Mondiale  della Sanità), massimo organismo di salvaguardia  della
  salute   a   livello   mondiale,  per  l'avvio   di   un'indagine
  epidemiologica   per  definire eventuali rapporti  tra  stato  di
  salute della popolazione e stato dell'ambiente  e per  monitorare
  gli effetti degli interventi di risanamento sulla popolazione.
   -  sono  stati  attivati  quattro progetti  che  agiranno  sulla
  qualità  dell'ambiente e interverranno in campo  di  risanamento,
  con fondi diversi da quelli previsti dal piano di risanamento,  e
  più precisamente:
   Biomonitoraggio;
   Modello  matematico di diffusione degli inquinanti in  atmosfera
  in ambito urbano
   Modello  matematico di diffusione degli inquinanti in  atmosfera
  in ambito areale
   Applicazione  della  migliore  tecnologia  per  il  contenimento
  delle emissioni inquinanti.
   Con   la  definizione  delle   Linee  guida  per  il  Piano   di
  risanamento  e  rilancio economico  sono state avviate  anche  le
  prime fasi del risanamento.
   Il  predetto Piano di risanamento consta di fasi successive  che
  vanno  dalla  conoscenza della situazione  ambientale  attuale  a
  quella propositiva, fino alla sua implementazione.
   Nell'ambito  della  prima  fase  del  piano,  quella  cosiddetta
  conoscitiva, sono stati raccolti dati sulla qualità dell'ambiente
  riferiti  alle varie matrici (aria, acqua e suolo) e  sono  stati
  definiti i relativi obiettivi di miglioramento ambientale.
   A  partire dalla predisposizione delle  Linee guida per il Piano
  di  risanamento  e  rilancio economico  si  dovrà  sviluppare  la
  seconda  fase  del  piano,  cioè  quella  propositiva  che  vedrà
  coinvolti  i  centri di ricerca  siciliani e le strutture  locali
  per la definizione puntuale degli interventi da intraprendere.
   La  sopradetta attività è stata realizzata con la collaborazione
  di  enti  e  organizzazioni  locali  (CPTA,  ARPA,  Assindustria,
  sindacati  ecc.)  con un impegno di risorse  finanziarie  pari  a
  zero.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ODDO  -  PAPANIA.- «All'Assessore per il territorio e l'ambiente
  e  all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
  e la pesca, premesso che:

   l'Assemblea  regionale  siciliana  ha  approvato,  con  un  voto
  unanime  dell'Aula nella seduta del 16 marzo 2004, il disegno  di
  legge n. 763/A che prevede, tra l'altro, l'abolizione dei diritti
  esclusivi di pesca;

   il  comma 2 dell'articolo 1 del d.d.l. n. 763/A prevede  che  le
  concessioni,  a  fini di pesca sugli specchi  d'acqua  sui  quali
  insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti sono  attribuite
  alla  Regione, nel rispetto della normativa vigente e delle quote
  di   cattura  del  tonno  rosso  stabilite  dal  Ministero  delle
  Politiche  Agricole in osservanza del regolamento CE  n.  65  del
  1998 e successive modifiche ed integrazioni;

   gli  operatori siciliani, detentori della relativa quota  tonno,
  legittimamente sperano di potere esercitare tale pesca come  ogni
  anno;

   i  tempi  relativi al passaggio dei tonni nelle acque  siciliane
  sono ampiamente maturi;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  ed  indispensabile,  in
  attesa  della pubblicazione della legge sulla Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  siciliana, predisporre quanto  è  necessario  per
  attivare  le concessioni relative agli specchi d'acqua sui  quali
  insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti, onde assicurare
  anche per quest'anno la pesca del tonno che transita nelle acquee
  siciliane». (1602)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  merito  a quanto rappresentato  dagli  onorevoli
  interroganti, si rappresenta quanto segue.
   Con  la legge regionale n. 2 del 26 marzo 2004, pubblicata sulla
  GURS  il  2.04.2004, sono stati abrogati i diritti  esclusivi  di
  pesca nelle acque della Regione Siciliana.
   L'art.  1, comma 3, della citata legge prevede che: "in sede  di
  prima applicazione, per l'anno in corso, sugli specchi acquei sui
  quali  insistevano i diritti esclusivi di pesca è autorizzato  lo
  svolgimento di attività di ricerca sperimentale da' parte di enti
  pubblici nazionali di ricerca."
   La   citata   disposizione  normativa  ha   creato   non   poche
  perplessità agli operatori del settore e, pertanto, con circolare
  interpretativa prot. Gab./2012 del 21.04.2004, questo Assessorato
  ha provveduto a chiarire la portata applicativa del richiamato 3
  comma dell'art. 1, L.R. 2/04.
   Con   nota  del  Servizio  5   "Demanio  Marittimo"  di   questo
  Assessorato,  prot.  25471  del  21.04.2004,  il  CNR   -   unico
  richiedente in possesso dei requisiti previsti dalla  norma  -  è
  stato  autorizzato  a  svolgere attività di ricerca  sperimentale
  sugli specchi acquei sui quali insistevano i diritti esclusivi di
  pesca.

                                                 L'Assessore CASCIO

   VILLARI.-  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che con deliberazione n. 18 del
  7.3.2001  il  Consiglio comunale di Acicastello  ha  adottato  il
  Piano   regolatore   generale,  come   rielaborato   dall'Ufficio
  urbanistica;

   visto che in data 29 giugno 2001 è avvenuta la pubblicazione  di
  rito,  a  seguito  della  quale  sono  state  presentate  n.  104
  osservazioni entro i termini previsti e n. 31 fuori termine;

   considerato  che  l'esame  delle osservazioni  presentate  si  è
  protratto  fino a tempi recenti per diverse ragioni, tra  cui  il
  rinnovo  degli  organi  politici, a seguito  delle  elezioni  del
  maggio  2002 e i noti tragici fatti avvenuti in quel  Comune  che
  hanno  portato  alla  nomina  del Commissario  straordinario  nel
  giugno 2003;

   preso  atto  che  il  Consiglio comunale ha comunque  completato
  l'esame  delle osservazioni e delle opposizioni al PRG, assumendo
  le determinazioni di competenza per le comunicazioni di rito;

   osservato  che  il  lungo tempo trascorso per  l'adozione  dello
  strumento  urbanistico ha fatto sì che il termine  di  tre  anni,
  previsto   per   l'applicazione  delle  misure  di  salvaguardia,
  scadesse in data 7 marzo 2004 mettendo in discussione un  formale
  intervento  per l'Amministrazione di salvaguardarne le previsioni
  e  quindi determinando il serio rischio di vederle vanificate dai
  provvedimenti  che  dovranno essere assentiti  in  conformità  al
  precedente PRG;

   presa  nota  del fatto che le superiori considerazioni  assumono
  specifica   rilevanza  per  le  aree  soggette   a   vincolo   di
  inedificabilità  a  seguito  del  parere  espresso  in  data   27
  settembre 1999 dall'Ufficio del Genio Civile di Catania, ai sensi
  dell'art. 13 della legge n. 64 del 1974, finora salvaguardate  in
  conformità alle previsioni del piano adottato;

   tenuto  conto,  inoltre,  che  le  aree  sopra  menzionate  sono
  definite  aree ad assetto geomorfologico precario e instabile'  e
  che  rispetto a queste è intervenuto successivamente il  D.A.  n.
  338  del  4  giugno  2002, che ne ha ingiustificatamente  ridotto
  l'estensione,  in  contrasto  con  quanto  previsto  dal   parere
  cautelativo  assunto  dal Genio Civile e coerentemente  riportato
  nel PRG adottato;

   per sapere:

   quali   provvedimenti  intendano  adottare  in  relazione   alla
  situazione di pericolo manifestata nel parere del Genio Civile  a
  tutela della incolumità pubblica nonchè alle evidenti esigenze di
  salvaguardia  complessiva del territorio  e  dell'ambiente  e  in
  considerazione delle ordinanze del Dipartimento della  Protezione
  civile  per  la  salvaguardia idrogeologica  della  zona  al  cui
  parametro,  tra  l'altro, si richiamano espressamente  anche  gli
  organi prefettizi;

   se   non  reputino  necessario  sottoporre  all'attenzione   del
  Consiglio  regionale  urbanistica  (CRU)  l'evidente  discordanza
  rispetto   a   quanto   sopra  indicato  e   per   la   riduzione
  dell'estensione  delle  aree individuate  nel  D.A.  n.  338  del
  4.6.2002, e quindi evitare che possa presto venirsi a creare  una
  condizione  di  sostanziale incertezza  nella  governabilità  del
  territorio, del suo assetto, della sua tutela». (1622)

   Risposta.  «L'onorevole  Villari, con l'atto  ispettivo  cui  si
  risponde, fa presente che:
   -  il  PRG  di  Acicastello è stato adottato  con  delibera  del
  Consiglio  Comunale  n. 18 del 7 marzo 2001 ma  le  procedure  di
  esame delle osservazioni ed opposizioni si sono protratte sino  a
  tempi recenti;
   - le misure di salvaguardia sono decadute in data 7 marzo 2004;
   -  l'Ufficio  del Genio Civile con proprio parere,  espresso  ai
  sensi dell'art. 13 della legge 64/74, ha posto alcuni vincoli  di
  inedificabilità   per   alcune   aree   definite    ad    assetto
  geomorfologico precario ed instabile.
   Inoltre, segnala che:
   con  D.A.  n.  338 del 4 giugno 2002, che individua  le  aree  a
  rischio   nel   P.A.I.,   quelle   sottoposte   a   vincolo    di
  inedificabilità  nel  territorio del Comune di  Acicastello  sono
  state   ingiustificatamente   ridimensionate   in  contrasto  con
  quanto  previsto dal citato parere cautelativo assunto dal  Genio
  Civile e riportato nel P.R.G. adottato .
   In  data 4 marzo 2004 è pervenuto a questo Assessorato il PRG di
  Acicastello per il relativo esame.
      Essendo  l'atto  ispettivo del marzo del 2004  ed  avendo  il
  competente Servizio 5/DRU fornito notizie con nota prot. 303  del
  14  giugno 2004, si è posta l'esigenza di provvedere ai necessari
  aggiornamenti   sia   in   ordine   all'eventuale    sopravvenuto
  pronunciamento  del CRU e sia sugli ulteriori sviluppi  dell'iter
  del   PRG  di  Acicastello  a  quella  data  in  fase  di   esame
  istruttorio.

   Pertanto, per quanto concerne gli aspetti urbanistici  si  è  in
  attesa di un riscontro della richiesta di notizie aggiornate alla
  data  odierna  che, non appena pervenute, saranno tempestivamente
  comunicate all'onorevole Villari.
   Per  quanto  riguarda gli aspetti idrogeologici, si fa  presente
  che  le  osservazioni dell'interrogante saranno tenute nel debito
  conto  nella redazione, da poco tempo avviata, del Piano Stralcio
  di   Bacino   per   l'Assetto   Idrogeologico   (PAI)   dell'area
  territoriale in cui ricade il territorio comunale di Acicastello.
   Si  potrà così verificare se, come ritiene l'onorevo Villari, vi
  sia  stata nell'intervenuta modifica del Piano Straordinario, una
  ingiustificata  riduzione dell'estensione delle  aree  a  rischio
  idrogeologico.
   Ciò  potrà  consentire, quindi, la definizione  delle  effettive
  aree  a rischio idrogeologico con le positive refluenze sul piano
  del Governo del territorio e delle sue trasformazioni.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   FERRO.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'Autorità  portuale  di  Palermo ha  di  recente  adottato  una
  variante generale al Piano regolatore portuale (PRP);

   ai  sensi  del comma 3 dell'art. 5 della legge 84 del 1994  tale
  variante al PRP deve essere adottata previa intesa con il Comune;

   da  notizie  di  cronaca si è appreso che esisterebbe  un'intesa
  tra  il Comune di Palermo e l'Autorità portuale su tale variante,
  la  quale prevede la realizzazione di un attracco per le navi  da
  crociera di fronte porta Felice;

   tale  previsione  non è contemplata dallo strumento  urbanistico
  vigente, Piano particolareggiato di esecuzione (PPE);

   considerato che:

   ai  sensi del comma 2 del citato articolo della legge n. 84  del
  1994  'le  previsioni  del PRP non possono  contrastare  con  gli
  strumenti urbanistici vigenti';

   la   pianificazione   urbanistica  è  di  esclusiva   competenza
  dell'organo consiliare comunale;

   il  Consiglio  comunale  di Palermo  non  ha  mai  esaminato  la
  variante generale proposta dall'Autorità portuale;

   per  sapere  quali  provvedimenti  intendano  adottare,  intempi
  brevi,  dopo  aver verificato la legittimità degli atti  fin  qui
  prodotti». (1627)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «L'onorevole  Ferro,  con  l'atto  ispettivo  cui  si
  risponde, segnala che:
   l'Autorità  portuale  di Palermo ha adottato   di  recente   una
  variante al PRP (Piano regolatore portuale) nella quale sarebbero
  previste   opere  non  contemplate  dallo  strumento  urbanistico
  vigente  piano particolareggiato di esecuzione (PPE) .
   Lo  stesso  interrogante, nell'interrogazione  presentata  il  6
  aprile  2004,  precisa che tale variante ha  da poco   intrapreso
  l'iter approvativo.
   Il  Dipartimento Urbanistico di questo Assessorato,  interessato
  della vicenda, ha comunicato che non risultando ancora trasmessa,
  la  variante sarà comunque oggetto di opportune valutazioni anche
  alla luce di quanto rappresentato nell'interrogazione.
   Però, essendo l'atto ispettivo piuttosto risalente ed avendo  il
  competente Servizio 3/DRU fornito notizie con nota prot. 274  del
  15  giugno 2004, si è posta l'esigenza di provvedere ai necessari
  aggiornamenti  sugli  ulteriori  sviluppi  dell'iter  istruttorio
  della  variante  a quella data di recente adottata  dall'Autorità
  portuale.
   Si  è  pertanto  in  attesa di un riscontro della  richiesta  di
  notizie aggiornate alla data odierna.
   Non  appena in possesso dei necessari riscontri, sarà  mia  cura
  provvedere a darne tempestiva informazione all'interrogante.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ODDO.-   «All'Assessore   per  il   territorio   e   l'ambiente,
  all'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione e all'Assessore per la famiglia, le politiche
  sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  Piano  regolatore generale di Favignana non  risulta  ancora
  approvato,  nonostante  sia stato per decenni  sottoposto  a  più
  rielaborazioni;

   con  il decreto dirigenziale n. 747 del 18.6.2003, l'Assessorato
  del  territorio  e  dell'ambiente ha  ampiamente  ricostruito  le
  vicissitudini del PRG di Favignana;

   nel  frattempo  è  intervenuto il Piano territoriale  paesistico
  (PTP) delle Isole Egadi e che l'Assessorato dei beni culturali ha
  aperto  un tavolo di confronto per il raccordo tra il  PRG  e  il
  PTP;

   il  Consiglio comunale di Favignana, con deliberazione n. 22 del
  13  maggio  2003,  ha adottato un apposito provvedimento  con  il
  quale venivano proposte soluzioni per un tale raccordo;

   con  nota 71S/5851 del 30.3.2004, il Sindaco di Favignana faceva
  presente  all'Assessorato del territorio e dell'ambiente  che  la
  sua   amministrazione,  in  considerazione  dell'ormai   prossima
  definizione  del  Piano  territoriale paesistico  dell'Arcipelago
  delle  Egadi,  ha  ritenuto di non dare  ulteriore  impulso  alla
  rielaborazione  del  PRG,  per intuitive  esigenze  di  carattere
  economico e di coerenza fra i due piani ( e che solo) nel caso in
  cui  codesto  Assessorato ritenga che il PRG debba in  ogni  caso
  essere  adottato  si  provvederà a sollecitare  i  professionisti
  incaricati';

   da  tale  stravagante  interpretazione delle  leggi  in  materia
  emergerebbe l'assunto che dotare il comune di Favignana  del  PRG
  sarebbe  solo  una  pretesa  dell'Assessorato  del  territorio  e
  dell'ambiente,    trascurando   che   è   un    preciso    dovere
  dell'amministrazione  comunale provvedere a correggere  eventuali
  discrasie  tra  i due piani e dare impulso ad un  P.R.G.  per  il
  quale sono stati acquisiti tutti i pareri;

   all'indomani  della sua elezione l'amministrazione  comunale  di
  Favignana  si  è  privata  del  Capo  dell'Ufficio  tecnico,  per
  rimpiazzarlo solo dopo quattro mesi, e che ha alternato nel  ramo
  specifico  ben  tre  diversi assessori nel  giro  di  nove  mesi,
  cambiando nel frattempo anche tre segretari comunali e insediando
  la nuova commissione edilizia solo nel febbraio 2004 ;

   per  sapere se non ritengano opportuna ed urgente la  nomina  di
  un  Commissario ad acta che in via sostitutiva adempia a tutte le
  formalità  per  la  trasmissione  al  Consiglio  comunale   della
  proposta  di  deliberazione per l'adozione del  Piano  regolatore
  generale e dei PP.EE. del Comune di Favignana». (1655)

        Risposta.«L'interrogazione dell'onorevole Oddo,  presentata
  il  16 aprile 2004, riguarda l'eventuale nomina di un commissario
  ad  acta  per  procedere  alla  trasmissione  della  proposta  di
  delibera  per  l'adozione  del  PRG,  rielaborato,  al  Consiglio
  Comunale.
          Il   Dipartimento  Urbanistica  di  questo   Assessorato,
  interessato della vicenda, ha comunicato che, previo accertamento
  ispettivo  scaturito nel rapporto del funzionario incaricato,  ha
  formalmente diffidato l'Amministrazione comunale a provvedere  e,
  non  sussistendo  ragioni sufficienti per la concessione  di  una
  proroga  di  termini,  successivamente  ha  proposto  alla  firma
  dell'Assessore pro tempore lo schema di decreto di nomina  di  un
  commissario  ad  acta,  in sostituzione del  Sindaco,  così  come
  richiesto dall'interrogante.
   Alla  data  del riscontro fornito dal competente Servizio  3/DRU
  di  questo  Assessorato, 4 giugno 2004, il  predetto  decreto  si
  trovava  già  in fase di notifica e, dato il tempo trascorso,  si
  ritiene, pertanto, che l'interrogazione sia superata.
   Tuttavia,  si  è provveduto a richiedere opportuni aggiornamenti
  sugli ulteriori sviluppi della vicenda.
   Si  è,  pertanto, in attesa di un riscontro della  richiesta  di
  notizie aggiornate alla data odierna.
   Non  appena in possesso dei necessari riscontri, sarà  mia  cura
  provvedere a darne tempestiva informazione all'interrogante.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ODDO.-   «All'Assessore   per  il   territorio   e   l'ambiente,
  all'Assessore  per  i  lavori pubblici  e  all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   il  Consiglio comunale di Favignana (TP), in data 25 marzo 2004,
  ha  approvato  la  proposta  della  Commissione  comunale  lavori
  pubblici con la quale si chiedeva all'amministrazione comunale la
  revoca  della  delibera  d'incarico per la  redazione  del  Piano
  regolatore  del  porto di Favignana, in quanto il  relativo  iter
  risulterebbe viziato;

   i  progettisti hanno trasmesso gli elaborati relativi al PRG del
  porto   di  Favignana  il  22  dicembre  2003,  data  antecedente
  all'esecutività del deliberato di Giunta n. 199  del  4  dicembre
  2003 (reso esecutivo il 24 dicembre 2003);

   il  disciplinare  d'incarico, alla data del 19 gennaio  2004  in
  cui  la Commissione consiliare lavori pubblici ha riscontrato  le
  irregolarità,  non  è  risultato essere  ancora  perfezionato  né
  repertoriato  riportando  solo le firme  dei  progettisti  e  non
  quella  del Sindaco e, altresì, privo di data. Tale disciplinare,
  infatti,  è stato completato successivamente e datato 28  gennaio
  2004;

   nella  citata  delibera n. 199 l'amministrazione si  riserva  di
  stilare  una convenzione con la società CETENA SpA di Genova  per
  le  prove  di  navigabilità,  iniziativa  che  non  è  stata  mai
  perfezionata, mentre tra gli elaborati presentati dai progettisti
  risultavano esservi pure le prove di navigabilità eseguiti  dalla
  società predetta;

   nello    schema    di   disciplinare   erano    previste,    con
  l'Amministrazione, riunioni propedeutiche alla stesura del  piano
  per  valutare  diverse  ipotesi e soluzioni,  e  considerato  che
  queste  non  possono essere state fatte prima  della  esecutività
  della delibera n. 199 (24 Dicembre 2003) e, dunque, neanche prima
  della  presentazione degli elaborati avvenuta già il 22  Dicembre
  2003;

   di  tale situazione è stata informata la Procura regionale della
  Corte  dei  Conti, per la verifica delle procedure e di eventuali
  danni erariali conseguenti anche alla determinazione n. 19 del IV
  Settore  di  liquidare  e  pagare  l'acconto  del  30%   per   le
  prestazioni professionali relative alla realizzazione  del  Piano
  regolatore del porto di Favignana;

   per sapere:

   se  non intendano intervenire, per quanto di propria competenza,
  per  verificare  la  regolarità  degli  atti  e  delle  procedure
  adottate  dell'amministrazione comunale di  Favignana  in  merito
  all'assegnazione   dell'incarico  di  progettazione   del   Piano
  regolatore del porto di Favignana;

   se  non  ritengano  opportuno intervenire per  la  revoca  della
  determinazione n. 19 del IV Settore relativa alla liquidazione  e
  pagamento dell'acconto del 30% richiesto dai progettisti». (1657)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«In    riferimento    all'interrogazione    n.     1657
  dell'onorevole  Oddo,  riguardante le procedure  di  assegnazione
  dell'incarico  di  progettazione del Piano regolatore  del  Porto
  dell'isola di Favignana si premette quanto segue:

   -  le norme che regolano l'approvazione dei Piani regolatori dei
  porti sono quelle dettate dall'art. 30 della l.r. 21/85;
   -  l'articolo  prevede  che i piani sono approvati  con  decreto
  dell'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente,  sentito   il
  Consiglio  regionale per l'Urbanistica ed il Sindaco  del  Comune
  interessato;
   -  la  redazione  dei  piani regolatori  dei  porti  di  seconda
  categoria,  seconda  e  terza  classe,  è  competenza  di  questo
  Assessorato che può delegare il Comune interessato, su  richiesta
  del Consiglio comunale;
   -  la  redazione dei Piani regolatori dei porti di quarta classe
  è di competenza dei comuni;
   -  sia  questo  Assessorato che i comuni, per l'espletamento  di
  tali   compiti,  si  avvalgono  delle  prestazioni   di   tecnici
  specializzati o dell'Ufficio del Genio Civile Opere Marittime;
   -  le opere marittime, nei porti sprovvisti di piano regolatore,
  vengono  eseguite  dall'Amministrazione  regionale,  sentito   il
  comune interessato;
   -  nel rispetto della procedura prevista dall'art. 30 della l.r.
  21/85,  nei  casi  di  interventi occorrenti  per  la   messa  in
  sicurezza  dei porti  i comuni possono, nei termini  dell'art.  5
  della  l.r.  21/98,  fare  riferimento  alle  procedure  previste
  dall'art.  7  della l.r. 65/81 e ss.mm.e ii.,  per  le  opere  di
  interesse statale, regionale e provinciale, anche se non è l'Ente
  istituzionalmente competente.
   In  base  alla  classificazione del porto, viene  effettuato  il
  riparto di competenze tra l'Amministrazione regionale ed i comuni
  anche  in ordine al conferimento degli incarichi per la redazione
  del  relativo  piano  regolatore, per cui la  competenza  per  il
  conferimento del predetto incarico è del comune solo nel caso  si
  tratti  di  un porto di quarta classe, ovvero, può esserlo  anche
  per i porti di seconda categoria, seconda e terza classe solo  in
  presenza di delega regionale, conferita da questo Assessorato, su
  richiesta del Consiglio comunale.
     In  ogni caso resta, invece, di competenza esclusiva di questa
  Amministrazione  l'approvazione dei Piani regolatori  dei  Porti,
  siano  essi di seconda categoria, seconda e terza classe, che  di
  quarta classe.
     In  riscontro  alla richiesta di elementi per predisporre  gli
  interventi del caso e la relativa risposta all'interrogante,  con
  la  nota  prot. n. 241 dell'11 giugno 2004, il Servizio 3/DRU  di
  questo  Assessorato, informa di avere attivato le  procedure  per
  interessare  il Servizio ispettivo della questione, rilevando  al
  contempo  che  la competenza potrebbe anche essere dell'Assessore
  regionale  per la Famiglia, le Politiche Sociali e per  gli  Enti
  Locali,  che svolge il controllo sull'attività degli enti locali,
  in presenza di competenze comunali.
   Pertanto, per quanto concerne il merito dell'interrogazione  cui
  si  risponde,  essendo l'atto ispettivo piuttosto  risalente,  19
  aprile 2004, ed avendo il competente Servizio fornito notizie con
  la  predetta  nota dell'11 giugno 2004, si è posta l'esigenza  di
  provvedere  ai necessari aggiornamenti sugli esiti  del  predetto
  accertamento ispettivo.
   Si  è,  pertanto, in attesa di un riscontro della  richiesta  di
  notizie aggiornate alla data odierna.
   Non  appena in possesso dei necessari riscontri, sarà  mia  cura
  provvedere a darne tempestiva informazione all'interrogante.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   RAITI   -  ORLANDO  -  MORINELLO  -  MICCICHE'  -  FERRO.-   «Al
  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente, all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
  pubblica  istruzione  e  all'Assessore per l'industria,  premesso
  che:

   nell'isola   di   Vulcano  del  comune  di  Lipari   il   bacino
  idrotermale  fu concesso nel 1957 con decreto dell'Assessore  per
  l'industria  dall'avv. Attilio Castrogiovanni, per  trenta  anni,
  per  utilizzare gli elementi mineralizzatori detti fumarole'  che
  termalizzano l'acqua marina che li attraversa;

   la  suddetta  concessione, con successivo decreto  del  1984,  è
  stata  trasferita alla sig.ra Bambara Isabella,  la  quale,  alla
  scadenza  della  concessione, nel  1987,  non  ha  consegnato  la
  miniera e le pertinenze minerarie all'Amministrazione regionale;

   in  data  15 novembre 1990, con atto notarile, la sig.ra Bambara
  ha  venduto  le pertinenze minerarie alla Geo-Terme Vulcano  srl,
  che  negli anni successivi ha apportato modifiche sostanziali  al
  territorio esistente;

   la  Geo-Terme srl, nonostante non sia proprietaria del  terreno,
  attraverso una convenzione stipulata con il Comune di Lipari, non
  con  un atto del consiglio comunale, competente in materia, ma  a
  seguito  di una determina sindacale, ha recintato l'area  in  cui
  ricade  la  fossa consentendo l'accesso pedonale previo pagamento
  di un biglietto di ingresso;

   le  acque  presenti nella fossa e che dalla stessa  scaturiscono
  hanno,  per  universale  riconoscimento, composizione  chimica  e
  proprietà terapeutiche proprie delle acque minerali;

   rilevato che:

   tali  acque rientrano tra i giacimenti di miniera (art. 2  commi
  1  e  2  lett.  f)  l.r. n. 54/56) e fanno parte  del  patrimonio
  indisponibile della Regione siciliana;

   per  la prossimità al mare della fossa e per la presenza in essa
  anche di acque salmastre, la fossa dovrebbe far parte del demanio
  marittimo;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti  intendano  adottare  al  fine  di
  arrivare  alla  soluzione  delle  suddette  problematiche  e  per
  evitare  interventi illegittimi delle amministrazioni  locali  ed
  abusi nei confronti dei proprietari dei terreni limitrofi;

   se   non   ritengano  opportuno  avviare  tutte   le   procedure
  necessarie  al  fine di rientrare nel possesso  delle  pertinenze
  minerarie de quibus, completando il procedimento per la  consegna
  delle stesse all'Amministrazione regionale;

   se  non  intendano avviare un necessario ed urgente procedimento
  al  fine  di  adottare le misure opportune affinché un  bene  del
  patrimonio  indisponibile regionale, unico al  mondo,  non  venga
  sottratto  all'uso  pubblico,  con grave  danno  all'ambiente  ed
  all'erario». (1661)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1661,
  spiace  non poter fornire risposta all'interrogante in quanto  la
  materia trattata esula dalle competenze di questo Assessorato.
   Si  ritiene, pertanto, che le domande poste dall'onorevole Raiti
  vadano rivolte all'Assessore regionale per l'industria.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ODDO.-   «All'Assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente   e
  all'Assessore  per il turismo, le comunicazioni  e  i  trasporti,
  premesso che:

   al  comma 4 dell'art. 4 della legge regionale n. 4 del 16 aprile
  2003 è stabilito che a decorrere dall'1 gennaio 2003 e fino al 31
  dicembre 2006, l'importo dei canoni relativi alle concessioni del
  demanio  marittimo è ridotto a un decimo a favore  delle  imprese
  operanti nel settore dei cantieri navali';

   ciò  nonostante la Capitaneria di porto di Trapani  non  ritiene
  di  applicare la norma, avanzando la non convincente tesi secondo
  la  quale,  essendo  d'interesse nazionale', tale  porto  sarebbe
  regolamentato da altra normativa;

   la   norma  regionale  richiamata,  per  altro  verso,  è  stata
  approvata   in   data  antecedente  l'istituzione   dell'Autorità
  portuale  di  Trapani e che, comunque, l'eventuale  modifica  del
  regime  di concessione avrebbe bisogno di una specifica determina
  della nuova Autorità;

   per sapere:

   se,  vista  la  assoluta chiarezza della  norma,  non  ritengano
  necessario   un  intervento  urgente  per  l'applicazione   della
  medesima,  relativa  al  demanio  marittimo,  già  passato  nelle
  competenze e attribuzioni della Regione siciliana». (1665)

   Risposta.«Con  riferimento  alla  interrogazione   numero   1665
  dell'onorevole  Oddo, si rileva che la Capitaneria  di  Porto  di
  Trapani (con proprio foglio prot. n. 4823 del 15 giugno 2004)  ha
  precisato che al porto di Trapani si applicano i canoni  relativi
  alle  concessioni del demanio marittimo in favore  delle  imprese
  operanti  nel  settore dei cantieri navali secondo  la  normativa
  prevista  dal  decreto  interministeriale  15.11.1995,   n.   595
   Regolamento recante norme per la determinazione dei  canoni  per
  le  concessioni demaniali marittime  attuativo del  D.L.  400/93,
  art.  3, comma 2, convertito con modifiche nella legge 4 dicembre
  1993,  n.  494,  in  quanto  trattasi di  porto  classificato  di
  interesse nazionale.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   GURRIERI   ED   ALTRI.-   «Al   Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   è  stata diffusa la notizia del progetto di realizzazione di una
  centrale termoelettrica da 380 MW, alimentata a gas, destinata  a
  sorgere in contrada Fegotto del comune di Chiaramonte Gulfi (RG);
  la  progettata centrale includerebbe un elettrodotto di circa  un
  chilometro e un metanodotto di circa 8,5 chilometri;

   tale  progetto  sembra  che abbia una corsia  preferenziale  che
  permetterebbe  di  superare  i  normali  controlli   di   impatto
  ambientale in quanto incluso nel piano nazionale per l'energia;

   in  contrada  Fegotto  è  già attiva una centrale  elettrica  di
  trasformazione;

   considerato che:

   il  territorio  interessato dal progetto di realizzazione  della
  centrale  termoelettrica si trova all'interno di una zona  rurale
  densamente popolata e coltivata;

   si  tratta  di  territorio elettivo per la coltivazione  di  uva
  pregiata a IGP (Indicazione geografica protetta) e soprattutto di
  territorio   ricompreso   nell'area   di   produzione   dell'olio
  extravergine  di  oliva a DOP (Denominazione d'origine  protetta)
  'Monti Iblei';

   l'impatto  ambientale  di  tali nuovi impianti  risulterebbe  di
  rilevante  danno  per  l'agricoltura di  qualità  a  causa  degli
  inquinanti  emessi,  delle modificazioni del microclima  e  della
  sottrazione fisica di suolo all'agricoltura;

   il  progetto in questione appare in stridente contraddizione con
  la vocazione agricola e turistica del territorio interessato;

   la  notizia della progettata centrale termoelettrica  ha  creato
  sconcerto  e preoccupazione presso la popolazione del  territorio
  interessato,  nonché  proteste  da  parte  della  stessa   e   la
  mobilitazione delle associazioni di produttori agricoli  e  delle
  associazioni ambientaliste;

   per sapere:

   quanta parte di verità ci sia nelle notizie di cui in premessa;

   se,  nel  caso  fosse  accertata la  fondatezza  dei  fatti,  il
  Governo  non reputi opportuno fermare il procedimento  in  corso,
  convocando  con  urgenza,  prima  di  qualunque  intervento   sul
  territorio,  un  incontro  con  gli  enti  locali  interessati  -
  provincia  e  comune - i deputati regionali eletti  nel  collegio
  della  provincia  di  Ragusa e le organizzazioni  rappresentative
  degli   interessi  socio-economici  ed  ambientali   pesantemente
  minacciati dal progetto». (1682)

   Risposta.«In   ordine  alla  interrogazione  numero   1682,   si
  rappresenta quanto segue.
   In  data  22  marzo  2004 la ditta Quasar srl, interessata  alla
  costruzione  di  una centrale termoelettrica in contrada  Fegotto
  del Comune di Chiaramente Gulfi, ha avanzato le seguenti istanze:
   -richiesta   di   pronuncia  di  compatibilità   ambientale   al
  Ministero dell'ambiente ai sensi dell'art. 6 della legge  349/86,
  del DCPM n. 377/88 e DCPM 27 dicembre 1988;
   -richiesta  di  autorizzazione  ambientale  integrata  ai  sensi
  della direttiva 96/61 CEE;
   -richiesta   di   autorizzazione  unica  alla   connessione   ed
  all'esercizio dell'impianto, di cui al D:L: 7/2002, convertito in
  legge n. 55/2002 e legge 290/2003.
   L'istruttoria  del progetto per il rilascio della  pronuncia  di
  compatibilità   ambientale,   prioritaria   a   qualsiasi   altra
  autorizzazione, è stata sospesa dalla Commissione di  Valutazione
  di  Impatto  Ambientale  del  Ministero  dell'ambiente  con  nota
  DSA/2004/24309  del 3 novembre 2004, in quanto la  ditta  non  ha
  provveduto al versamento degli oneri istruttori pari allo 0,5 per
  mille delle opere in progetto.
   Attualmente non è pervenuta alcuna ulteriore comunicazione.
   In   ogni  caso  si  rassicura  l'onorevole  Guerrieri  che   il
  Dipartimento  Urbanistica  di questo Assessorato  sarà  vigile  e
  pronto  ad  attivare le procedure di vigilanza di  competenza  al
  fine di verificare la sussistenza di eventuali irregolarità.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   GURRIERI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   con  delibera n. 170 del 2 agosto 1995 il Consiglio comunale  di
  Modica  (RG)  approvò un piano di lottizzazione 'alle  condizioni
  (...)  che  non  contrasti  in alcun modo  con  la  realizzazione
  dell'eliporto';

   con  delibera  n. 100 del 21 maggio 1996, il Consiglio  comunale
  di  Modica approvò la variante al P.R.G. in funzione di  adeguare
  le  edificazioni ai limiti di sicurezza imposti  per  il  normale
  esercizio  della  costruenda base eliportuale,  individuando,  in
  particolare  altezza  massima  e  distanza  minima  dalla   pista
  aeroportuale e precisando che, dopo l'approvazione della relativa
  normativa da parte dell'Assessorato del territorio e ambiente, si
  sarebbe  proceduto alla rettifica o alla revoca  di  quegli  atti
  attinenti  alla lottizzazione di cui alla delibera consiliare  n.
  170  del  2  agosto 1995 per le parti in contrasto con  le  norme
  relative all'elisuperficie;

   con  decreto  dell'Assessore per il territorio e  l'ambiente  n.
  631  del 12.11.1997 fu approvata la variante al P.R.G. di  Modica
  adottata con delibera n. 100 del 21 maggio 1996;

   la  delibera n. 100 del 21 maggio 1996 fu impugnata  davanti  al
  TAR e al CGA dai proprietari delle aree interessate, ottenendo la
  sospensione  di  efficacia  della  delibera  sulla  base  di  una
  accertata   compatibilità'  del  piano   di   lottizzazione   con
  I'elisuperficie, con la conseguente sottoscrizione da  parte  del
  Comune di Modica della convenzione relativa alla lottizzazione;

   ad    oggi   nessun   provvedimento   correttivo   del   decreto
  assessoriale  citato  e  delle  delibere  consiliari  adottate  e
  impugnate è stato attuato;

   considerato che:

   il  servizio  di  elisoccorso è necessario per la  tutela  della
  salute  dei  cittadini e si è dimostrato in diverse occasioni  di
  primaria importanza;

   non  è  possibile  che  interessi  particolari  contrastino  con
  l'efficienza  e  la  funzionalità di quel  fondamentale  servizio
  pubblico, la cui sicurezza va tutelata a 360 ;

   dal  collaudo (ottobre 2002) ad oggi sono stati effettuati oltre
  126  interventi,  di  cui  35 in notturna  e  su  pazienti  della
  provincia di Ragusa e del siracusano;

   già  diverse  volte  i voli notturni sono stati  interrotti  per
  motivi  vari,  quali  cumuli di terra, mezzi meccanici,  pali  di
  luce,  gru  non segnalati, ecc., dal momento che i  piloti  hanno
  dichiarato  in  varie  occasioni  che  non  atterreranno  né  per
  sentenze  né  per  decreto,  ma solo  in  condizioni  dl  massima
  sicurezza;

   lo  scorso  28  aprile 2004 è stato siglato presso l'Assessorato
  regionale  della  sanità  l'accordo per  la  costruzione  di  una
  Divisione  di  Neurochirurgia  presso  l'Azienda  Ospedaliera  di
  Ragusa  (di  cui si allega copia) in coordinamento con  l'Azienda
  Ospedaliera 'Cannizzaro' di Catania, che rende indispensabile  un
  efficiente  servizio di elisoccorso 24 ore su  24,  libero  dalle
  interferenze  delle costruzioni per le manovre di  decollo  e  di
  atterraggio;

   per sapere:

   quali   intendimenti  abbia  il  Governo   per   addivenire   al
  superamento   dello  stato  di  precarietà  della   stazione   di
  elisoccorso di Modica, determinato dal conflitto tra le  esigenze
  di  sicurezza rivendicate dai piloti, il diritto alla tutela  dei
  cittadini e le esigenze dei titolari del piano di lottizzazione;

   se  non ritenga di intervenire, indicendo con la massima urgenza
  un'apposita conferenza di servizi con tutti gli enti e i soggetti
  interessati    (Comune   di   Modica,   ENAC,   titolari    della
  lottizzazione,  Tribunale  dei  diritti  dei  malato  di  Modica,
  Azienda  AUSL  7 di Ragusa, deputati della provincia  di  Ragusa,
  ecc.)  al  fine  di  individuare il percorso  amministrativo  più
  appropriato   a   garanzia  dell'efficienza   del   servizio   dì
  elisoccorso». (1693)

   Risposta.«L'onorevole  Gurrieri,  con  l'interrogazione   numero
  1693, premettendo che:
   -con  deliberazione n. 170/95 il C.C. di Modica ha approvato  un
  piano  di  lottizzazione a condizione che non contrasti in  alcun
  modo alla realizzazione dell'eliporto;
   -con  delibera  consiliare n. 100/96  il  C.C.  ha  adottato  la
  variante  al  PRG per la realizzazione dell'eliporto riservandosi
  di   rettificare  o  revocare  gli  atti  concessori  di  cui  al
  precedente  piano di lottizzazione per le parti in contrasto  con
  le norme relative alle superfici eliportuali;
   -con  decreto  ARTA n. 631/97 è stata approvata la  variante  al
  PRG adottata con la suddetta deliberazione C.C. n. 100/96;
   -la  delibera  n.  100/96 è stata impugnata davanti  al  TAR  di
  Catania  dai  proprietari  della  lottizzazione,  ottenendone  la
  sospensiva;
   chiede  di  sapere quali provvedimenti si intendano adottare  in
  considerazione   che,  allo  stato  attuale,   il   servizio   di
  elisoccorso non si svolge nelle migliori condizioni di efficienza
  e sicurezza.
   Al  riguardo si rappresenta che con nota n. 6685 del  30  aprile
  2004  il  Comune  di  Modica ha richiesto  a  questo  Assessorato
  chiarimenti in ordine alla compatibilità di due sentenze del  TAR
  di  Catania,  relative rispettivamente alla suddetta delibera  di
  approvazione del Piano di lottizzazione e al suddetto decreto  n.
  631  del 12 novembre 1997, e sugli effetti che, da tali sentenze,
  scaturiscono su tali atti.
   Nel  considerare preliminarmente che su tale questione il Comune
  potrebbe  avvalersi di propri organi consultivi,  si  rappresenta
  che  questa  Amministrazione, ai fini delle proprie  valutazioni,
  che  riguardano comunque gli atti strettamente urbanistici, è  in
  attesa che il Comune di Modica trasmetta le predette sentenze del
  TAR unitamente agli atti cui si riferiscono.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ORTISI-GALLETTI-MANZULLO-SPAMPINATO-VITRANO-.«Al      Presidente
  della  Regione  e all'Assessore per il territorio  e  l'ambiente,
  premesso che, con provvedimento del 29 aprile 2004, l'Assessorato
  regionale  del territorio e ambiente ha notificato al  comune  di
  Siracusa  che  la  competenza  per l'approvazione  del  piano  di
  lottizzazione,  adottato con delibera municipale  n.  26  del  23
  febbraio 2002, relativo ad un villaggio turistico da insediare in
  località  Ognina-Asparano è del Consiglio comunale  e  non  della
  Giunta,  come, tra l'altro, definitivamente chiarito con sentenza
  del  Consiglio di Giustizia Amministrativa, e che di  conseguenza
  l'atto di approvazione di quel piano è illegittimo;

   considerato che:

   con  la  suddetta  nota l'Assessorato regionale  ha  imposto  al
  Comune di Siracusa di adottare i necessari provvedimenti in  auto
  tutela'  (revoca  della delibera di Giunta) e la regolarizzazione
  degli  atti  approvati  del piano' sottoponendoli  all'esame  del
  Consiglio     comunale,    dandone    immediata     comunicazione
  all'Assessorato;

   sono   trascorsi  quasi  due  mesi  dalla  data  della  predetta
  comunicazione e che il Comune di Siracusa non ha adottato  alcuna
  misura in adempimento della succitata richiesta, pur avendo avuto
  modo  di  farlo prima che le elezioni determinassero la decadenza
  del Consiglio comunale;

   accertato  che  la richiamata irregolarità era  stata  da  tempo
  segnalata  dall'Associazione Ente Fauna Siciliana', dapprima  con
  diffida e successivamente con ricorso giurisdizionale avverso  il
  silenzio  dell'Amministrazione comunale  di  Siracusa  e  che  la
  medesima irregolarità riguarda altri piani di lottizzazione dello
  stesso Comune;

   preso  atto che presso diversi uffici, sia locali che regionali,
  sono  pendenti richieste di autorizzazioni da parte di privati  i
  cui  atti  autorizzativi sarebbero a loro volta invalidati  dalla
  mancanza di un piano di lottizzazione regolarmente approvato, con
  conseguente nullità della concessione edilizia che finirebbe  con
  l'arrecare   gravi  danni  sia  ai  privati  che  alla   pubblica
  amministrazione;

   per sapere:

   se  il  Comune  di Siracusa abbia risposto alla  succitata  nota
  dell'Assessorato e per quali motivazioni abbia  ritenuto  di  non
  ottemperare  alla  richiesta  di  regolarizzazione   degli   atti
  approvati;

   se,  in  pendenza delle procedure di annullamento di  tali  atti
  dichiarati illegittimi, siano state avviate da parte degli uffici
  regionali  le misure previste dall'articolo 53 della l.r.  n.  71
  del 1978;

   in   che   modo  ritengano  di  intervenire  per  riportare   la
  situazione  nell'ambito  delle norme che  regolano  la  materia.»
  (1753)

   Risposta.«Con   riferimento  all'interrogazione   dell'onorevole
  Ortisi, si rappresenta quanto segue.
   A  seguito  di  esposto  con  il quale  l'Ente  Fauna  Siciliana
  segnalava l'approvazione, con atto di Giunta Municipale n 26  del
  23.02.02  di  un Piano di Lottizzazione in zona C. 12  denominato
  Arenella-Asparano,  questa Amministrazione  diffidava,  con  nota
  assessoriale   prot.  n  9055  del  17.02.04,   l'Amministrazione
  Comunale  di  Siracusa a fornire dettagliate notizie  in  merito,
  rammentando, al contempo   che, ai sensi della vigente normativa,
  l'approvazione  di tutti gli strumenti urbanistici,  generali  ed
  attuativi, resta di competenza del Consiglio comunale. ;
   -  con  foglio prot. n 3870 del 26.03.04 il Comune  di  Siracusa
  segnalava  di  avere proceduto, in generale, alla approvazione  a
  mezzo  di  atto  di  Giunta Municipale, oltre che  del  Piano  di
  lottizzazione  Arenella-Asparano anche di altri  Piani  attuativi
  ritenendo legittima la competenza in materia della stessa  Giunta
  Municipale ai sensi dell'art. 32 della legge regionale  142/90  e
  sulla  base  della  Circolare dell'Assessorato  Enti  Locali  del
  13.04.01 esplicativa della l.r. 30/00 di  Riforma delle Autonomie
  Locali ;
   -  questo  Assessorato, con nota dirigenziale prot. n 28121  del
  29.04.04,   nel  rendere  noto  che  il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa  con parere n 188 del 28.05.02  aveva  specificato
  che   l'approvazione   dei   Piani  Attuativi   degli   strumenti
  urbanistici  generali  è  di competenza del  Consiglio  comunale,
  richiedeva all'Amministrazione comunale di Siracusa di   adottare
  i   necessari  provvedimenti  in  autotutela,  finalizzati   alla
  regolarizzazione   degli   atti   approvativi   dei   Piani    di
  lottizzazione  in  argomento, dandone immediata  comunicazione  a
  questo Assessorato. ;
   -  la  nota  dirigenziale  del DRU prevedeva,  per  detto  Piano
  Attuativo,  l'attivazione da parte del Servizio 4/DRU  di  questo
  Assessorato,  del procedimento amministrativo ex  art.  53  della
  l.r. 71/78 in caso di mancato riscontro comunale;
   -  con  foglio prot. n. 14151 del 28.10.04, pervenuto  a  questo
  Assessorato via fax in pari data, il Responsabile del 13  Settore
  Pianificazione  ed Edilizia Privata del Comune  di  Siracusa  nel
  comunicare  che,    nel ritenere legittima  la  competenza  della
  Giunta  Municipale  a  deliberare in merito all'approvazione  dei
  piani esecutivi sono stati approvati complessivamente 7 piani  di
  lottizzazione . ,   trasmetteva la proposta di deliberazione  per
  il  Consiglio Comunale del 24.08.04 avente per oggetto   Ratifica
  dei  piani di lottizzazione approvati dalla Giunta Municipale  in
  data  successiva alla circolare n 2 dell'Assessorato  degli  Enti
  Locali del 13.04.2001 ;
   -  questa  Amministrazione, con dirigenziale prot. n  76590  del
  29.11.04,  nel riscontrare quanto sopra comunicato e trasmesso da
  parte  del  Responsabile  del 13  Settore  di  Pianificazione  ed
  Edilizia  Privata del Comune di Siracusa, invitava il  Presidente
  del  Consiglio comunale a procedere celermente alla  convocazione
  del Consiglio al fine di deliberare su quanto proposto;
   -  con  foglio  prot. n. 2432 del 12.11.04,  il  Presidente  del
  Consiglio  comunale  comunicava  che  l'approvazione  dei   Piani
  Attuativi urbanistici sarebbe stato posto fra quelli in esame  il
  24.11.04;
   -  successivamente,  con  foglio prot.  n  423  dell'1.02.05  il
  Presidente  del  Consiglio  comunale  comunicava  che  lo  stesso
  argomento  sarebbe stato oggetto di dibattito, nella  seduta  del
  Consiglio comunale, in data 16.02.05.
   -  da  ultimo,  da  comunicazioni telefoniche,  il  Dipartimento
  Urbanistica  di  questo Assessorato ha appreso  direttamente  dal
  Presidente del Consiglio che l'argomento in oggetto sarebbe stato
  posto all'ordine del giorno del Consiglio comunale entro il  mese
  di maggio.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   ODDO.-«All'Assessore  per il territorio e  l'ambiente,  premesso
  che:

   sull'isola di Marettimo, in contrada Punta Libeccio, nei  pressi
  del  faro è stato costruito, più di quindici anni fa, un impianto
  d'energia  a  pannelli solari per alimentare  il  faro,  l'intero
  immobile,  in  parte adibito ad uso abitativo, nonché  un  modulo
  dissalatore;

   all'interno  del faro si trovano più di 200 batterie  di  grosso
  amperaggio   che  dovevano  accumulare  l'energia  prodotta   dai
  pannelli solari, nonché alcuni fusti contenenti acido solforico -
  soluzione,  com'è  noto,  altamente inquinante  -,  che  dovevano
  servire  a  garantire  il corretto funzionamento  delle  batterie
  anzidette;

   lo  stato  di  abbandono  e di degrado  perdurante  da  tempo  è
  facilmente  riscontrabile attraverso una sommaria verifica  delle
  condizioni  del  manufatto nel suo complesso:  numerosi  pannelli
  solari  sono  rotti  ed altri mancano essendo  stati  sicuramente
  rubati;

   nelle immediate vicinanze dell'immobile ove è ubicato il faro  è
  presente anche un modulo dissalatore dell'acqua marina che doveva
  servire  ad  approviggionare la parte abitativa dell'immobile  in
  uso  al  custode  ed alla sua famiglia per potere  permanere  sul
  posto il tempo utile a garantire il turno assegnatogli;

   il  succitato  dissalatore non solo non è  stato  mai  messo  in
  funzione, ma i suoi motori sono stati rubati;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda  intraprendere  per  scongiurare   il
  pericolo  d'inquinamento ambientale dell'intera area  circostante
  il faro;

   se    non    ritenga    indispensabile   disporre    un'indagine
  amministrativa          per         accertare           eventuali
  responsabilità   in  ordine  all'esecuzione  dei   lavori,   alla
  direzione dei medesimi, nonché al relativo collaudo finale;

   se  altresì, non ritenga utile disporre un immediato sopralluogo
  al fine di verificare se persistano emergenze per quanto concerne
  lo  stato di conservazione delle batterie di accumulo di  cui  in
  premessa.» (1764)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In risposta all'interrogazione dell'onorevole  Oddo,
  si  rappresenta che i competenti Servizi hanno verificato che non
  risultano  agli atti di questo Assessorato richieste di  giudizio
  di  compatibilità  ambientale ai sensi del DPR  12  aprile  1996,
  relative ad un progetto di realizzazione dell'impianto di energia
  a pannelli solari per alimentare il faro dell'isola di Marittimo,
  l'immobile  ed  un  modulo del dissalatore che sta  generando  il
  pericolo di inquinamento segnalato.
   Non  riscontrando documenti o elaborati inerenti l'argomento  in
  oggetto,  si  è proceduto ad invitare il Comune e la Provincia  a
  relazionare in merito alle iniziative intraprese per eliminare il
  pericolo di inquinamento nell'area circostante il faro dell'isola
  di Marittimo.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   SBONA - ACANTO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  il  territorio  e  l'ambiente  e  all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   i   siti   chimico-industriali  di  Augusta,   Melilli,   Priolo
  Gargallo,   Siracusa   sono   costantemente   monitorati    dalle
  istituzioni  nazionali  e  regionali  competenti,  nonché   dalle
  molteplici  associazioni di tutela ambientale, a causa  dell'alto
  tasso di inquinamento derivante dalle emissioni prodotte;

   gli   ambiti  sottoposti  al  controllo  riguardano   non   solo
  l'inquinamento  atmosferico, ma anche il settore dell'acqua,  dei
  rifiuti,  degli alimenti, dei campi elettromagnetici, del  rumore
  etc;  le  cronache  dei  quotidiani  pongono  l'attenzione  sulle
  emissioni   di   anidride   solforosa   provenienti   dal    polo
  petrolchimico che, di recente, hanno intossicato una buona  parte
  della popolazione di Priolo;

   rilevato che:

   il  Dipartimento provinciale di Siracusa dell'Agenzia  regionale
  per  la  Protezione  ambientale (ARPA)  è  l'organo  preposto  ad
  effettuare  tutti i controlli relativi alle emissioni  inquinanti
  che   danneggiano  l'ambiente  nel  quale  operano  le  industrie
  chimiche;

   l'attività  del  Dipartimento è stata oggetto di  interventi  da
  parte della Procura della Repubblica a proposito della regolarità
  dello svolgimento dei compiti istituzionali assegnatigli;

   il  Prefetto-Commissario di Siracusa ha disposto, in favore  del
  Dipartimento  provinciale dell'A.R.P.A., un congruo finanziamento
  per  l'acquisto  di sofisticata strumentazione per  il  controllo
  ambientale;

   tenuto conto che:

   nessun  locale,  ad  oggi,  è stato  messo  a  disposizione  del
  Dipartimento   provinciale  dell'A.R.P.A.  per  consentirgli   il
  riavvio delle attività di controllo sui campi elettromagnetici  e
  sul rumore, che pertanto sono ancora sospese;

   la   diatriba  sull'assegnazione  di  locali  idonei,  quali  il
  palazzetto  della Sanità di Santa Panaria, rimbalza sulle  pagine
  dei  quotidiani,  menzionando  prese  di  posizione  delle  parti
  interessate (A.R.P.A. provinciale e A.U.S.L.8), mediate anche  da
  vertici  in  Prefettura,  i  quali,  però,  non  sono  serviti  a
  tutt'oggi  a  garantire l'assegnazione dei  locali  necessari  al
  prosieguo dell'attività dei laboratori del Dipartimento;

   la  paralisi del Dipartimento penalizza nella realtà  dei  fatti
  soltanto la popolazione che risiede nel quadrilatero industriale,
  elevando notevolmente i fattori di rischio ambientale;

   considerato che:

   anche  la  Commissione  parlamentare bicamerale  sul  ciclo  dei
  rifiuti  e  la  Commissione ambiente del  Senato  hanno  espresso
  valutazioni  positive sull'operato del Dipartimento  auspicandone
  un potenziamento;

   le   attuali   condizioni  logistiche  in  cui  il  Dipartimento
  dovrebbe  operare  hanno destato sconcerto e  preoccupazione  non
  solo  sull'opinione  pubblica,  ma  soprattutto  tra  gli  stessi
  operatori    del    Dipartimento,   che   da   tempo    segnalano
  l'impossibilità di operare correttamente in quel contesto;

   i   vertici   del   Dipartimento  hanno  più  volte   dichiarato
  l'impossibilità  di  operare le rilevazioni di  competenza  e  il
  grave nocumento che ciò costituisce per la cittadinanza;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  urgenti  intendano  assumere  al  fine  di
  garantire al Dipartimento provinciale dell'Agenzia regionale  per
  la  Protezione ambientale di Siracusa standard logistici  che  ne
  consentano l'immediata operatività;

   se  non  ritengano, nella more di una definitiva ubicazione  del
  Dipartimento, di sollecitare una sistemazione 'tampone',  ma  pur
  sempre  adeguata, al fine di assicurare ai cittadini di  Augusta,
  Melilli,  Priolo Gargallo e Siracusa la possibilità di vivere  in
  un   ambiente   sano  e  salubre,  pur  in  presenza   del   polo
  petrolchimico.» (1791)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«Con  riferimento alla interrogazione numero  1791,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'ARPA  Sicilia  è  attualmente  impegnata  nelle  procedure  di
  definizione  del transito immobiliare ex art. 90 legge  6/2001  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   Con  specifico  riferimento  al trasferimento  dell'immobile  di
  Siracusa, sede del Dipartimento provinciale ARPA, il percorso  di
  definizione  si è reso particolarmente complesso  a  causa  delle
  difficoltà di dialogo ravvisate con l'AUSL n. 8 di Siracusa.
   Tanto  ha reso necessario l'intervento di S.E. il Prefetto  che,
  nella  qualità  di  Commissario delegato per  l'attuazione  degli
  interventi   previsti  nel  Piano  di  disinquinamento   per   il
  risanamento del territorio della provincia di Siracusa, su invito
  di  ARPA,  ha  convocato  incontri  con  gli  organi  competenti,
  maturati  nella  sottoscrizione dell'accordo preliminare  per  la
  definizione del Piano di assegnazione del Palazzotto della Sanità
  del  3  luglio  2004,  con il quale le parti hanno  stabilito  di
  consegnare ad ARPA Sicilia l'intero immobile di via Bufardeci  n.
  22.
   Con  nota  prot. n. 7370/CH del 18 novembre 2004,  il  direttore
  del  DAP  di Siracusa ha comunicato al direttore dell'ARPA  della
  Sicilia  che  sono  state predisposte da parte  dell'AUSL  8,  le
  procedure di trasferimento delle attività svolte nei locali  siti
  al  piano  terra,  così da consentire al DAP  l'ubicazione  della
  costosa strumentazione acquistata con fondi prefettizi.
   Dal canto proprio l'ARPA, attraverso il proprio Dipartimento  ha
  svolto  e  continua a svolgere significative  schede progettuali
  del  Piano  di  disinquinamento  ed  ha  manifestato  la  propria
  disponibilità a realizzare altre 7 schede che, come rapportato da
  S.E.  il  Prefetto di Siracusa alla Presidenza del Consiglio  dei
  Ministri   ed   ai   Ministeri   competenti,   rappresentano   il
  completamento  di  tutti gli interventi  che  il  D.P.R.  del  17
  gennaio 1995 intestava agli Enti pubblici.
   I  positivi  esiti conseguiti dal DAP di Siracusa hanno  indotto
  S.E. il Prefetto, con nota prot. n. 127/2004 del 26 ottobre 2004,
  a  chiedere  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  ai
  Ministeri dell'Interno e dell'Ambiente, oltre che alla Presidenza
  della Regione Siciliana, di impiegare una quota delle somme ( che
  la  Regione  Siciliana  deve ancora rendere  disponibile  per  la
  realizzazione del Piano di risanamento ) per la costruzione della
  nuova sede del DAP di Siracusa.
   In  conclusione  si precisa che, con DDG n. 673  dell'8.11.2004,
  l'Agenzia   ha  formalizzato  la  presa  d'atto  delle  procedure
  amministrative  per  la  redazione del piano  di  transito  degli
  immobili di cui all'art. 90 legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
  ss.mm.  ed  ii.;  il  suddetto  atto  rappresenta  un  importante
  documento da proporsi all'Assessore regionale per la sanità,  per
  la predisposizione del documento a firma congiunta, da presentare
  in Giunta Regionale di Governo;
   Ai  fini della predisposizione del documento de quo si è  tenuto
  conto dell'accordo siglato tra l'ARPA e la Direzione dell'AUSL di
  Siracusa  alla  presenza di S.E. il Prefetto;  pur  tuttavia  con
  recente  nota  prot. n. 1840 del 15 dicembre  2004  il  direttore
   dell'Ufficio  speciale  per  il  monitoraggio   del   P.S.R.   e
  l'accreditamento  dei  servizi sanitari e per  la  programmazione
  sanitaria ,   ha   contestato  l'accordo   preliminare   per   la
  definizione del piano di assegnazione del Palazzetto della Sanità
  di  Siracusa,  lasciando intendere che dovrà  procedersi  ad  una
  rivisitazione dell'intesa.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   PANARELLO.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, premesso che la  società  Sicil  Power
  S.p.A.  intende  realizzare  una stazione  di  trasferimento  dei
  rifiuti  solidi  urbani nella frazione di Filari  del  comune  di
  Rometta, in provincia di Messina;

   considerato che:

   la  predetta società ha proposto una procedura di variante  allo
  strumento urbanistico del comune di Rometta, considerando il sito
  individuato   idoneo  alla  realizzazione   della   stazione   di
  trasferimento R.S.U.;

   il  consiglio  comunale di Rometta, nella seduta del  29  luglio
  2004,  ha  deciso,  all'unanimità, di opporsi alla  procedura  di
  variante   proposta   dalla   Sicil   Power,   considerando    la
  realizzazione   dell'opera  incompatibile   con   l'assetto   del
  territorio definito nel PRG;

   le   condizioni   geomorfologiche   dell'area  interessata   non
  consentono di accogliere una stazione di trasferimento RSU;

   il  predetto  impianto rischia di inquinare  le  numerose  falde
  freatiche,  anche superficiali, esistenti nella  zona,  le  quali
  forniscono, attraverso sorgenti e pozzi, acqua per uso civile  ed
  irriguo;

   il  predetto  impianto creerebbe interferenza con  il  tracciato
  dell'attuale  metanodotto e di quello in fase di realizzazione  e
  con le relative fasce di rispetto;

   a  distanza  ravvicinata  dalla prevista  zona  di  insediamento
  della   predetta  stazione  insistono  nuclei  abitati   la   cui
  vivibilità risulterebbe fortemente compromessa;

   il   transito  dei  mezzi  di  trasporto  da  e  per  l'impianto
  graverebbe  su una strada provinciale non in grado di  sopportare
  un volume di traffico così imponente;

   il   transito   di   mezzi  pesanti  intaserebbe,   determinando
  condizioni  di  grave pericolo, l'incrocio tra la  SS  113  e  la
  provinciale 56/bis;

   l'impianto     ed    il    traffico    veicolare     conseguente
  determinerebbero  un  insostenibile incremento  dell'inquinamento
  atmosferico;

   l'allocazione del predetto impianto contraddice la scelta  della
  Regione di inserire il comune di Rometta tra i comuni ad economia
  prevalentemente turistica e le città d'arte (vedi GURS n. 55  del
  23.11.2001);

   per  sapere  se  non ritengano opportuno invitare  la  struttura
  commissariale  per  l'emergenza rifiuti e gli  uffici  periferici
  della   Regione   competenti  a  negare   l'autorizzazione   alla
  realizzazione  del predetto impianto per l'evidente insussistenza
  dei requisiti previsti.» (1807)

   Risposta.«Con  riferimento  all'interrogazione  in  oggetto   si
  rappresenta  che  l'ordinanza del Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri - Delegato alla Protezione Civile(O.P.C.M.) n. 2983  del
  31/05/1999  e successive modifiche ed integrazioni, ha assegnato,
  tra  l'altro, al Commissario delegato per l'emergenza rifiuti  in
  Sicilia la competenza alla predisposizione e adozione di un piano
  di  gestione dei rifiuti, nonché, la competenza al rilascio delle
  autorizzazioni ai sensi dell'art. 27 (approvazione del progetto e
  autorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e
  di  recupero  dei  rifiuti)  e  dell'art.  28  del  D.L.vo  22/97
  (autorizzazione all'esercizio delle operazioni di  smaltimento  e
  recupero).
   In  particolare,  per  quanto attiene gli  interventi  volti  ad
  evitare  la  realizzazione di una stazione di  trasferimento  dei
  rifiuti solidi urbani nella frazione Filari del Comune di Rometta
  si rappresenta che il Dipartimento Urbanistica, Servizio 4/DRU di
  questo  Assessorato  ha  riferito con  nota,  prot.  n.  767  del
  2/12/2004,  di   non  avere in carico  alcun  progetto  e  quindi
  relativa variante urbanistica .
   Il  Sindaco del comune di Rometta, con nota prot. n.  12200  del
  17/08/2004,  ha  inviato  una relazione con  la  quale  esprimeva
  valutazioni negative in merito alla prevista localizzazione della
  stazione di trasferenza ricadente nel proprio territorio comunale
  e,  nel contempo, invitava tutte le autorità, ognuno in relazione
  alle rispettive competenze, ad adottare provvedimenti tendenti  a
  scongiurare la realizzazione dell'opera.
   Il  progetto  in argomento, sempre secondo quanto  riferito  dal
  predetto  Servizio,  si trova in trattazione  in  quanto  facente
  parte  di  un  progetto  generale denominato:   Progetto  sistema
  integrato  per l'utilizzo della frazione residua degli r.s.u.  al
  netto  della  raccolta differenziata prodotta  dai  comuni  della
  Sicilia  -  Sistema  Paternò  - ATO: ME1-ME2-ME3-ME4-CT1-CT2-CT3.
  Art.27 del D.Lgs n.22/97 .
   Con  fax  del  6/7/2004, il Commissario Delegato per l'Emergenza
  Rifiuti  ha  indetto  per  i  giorni  28-29-30  luglio  2004   le
  conferenze dei servizi ex art. 27 del D. Lgs n. 22/97 per l'esame
  di  alcuni  progetti  di  opere che  costituiscono  il   sistema
  predetto.
   Questo   Assessorato,  con  nota  dirigenziale  n.   46079   del
  14/07/2004,  ha rappresentato al Commissario che i  progetti  dei
  suddetti interventi non risultavano pervenuti all'ARTA e che,  ai
  fini   delle  valutazioni  in  ordine  alla  compatibilità  degli
  interventi   proposti   con  l'assetto  urbanistico-territoriale,
  sarebbe  opportuno che vengano trasmessi tutti i  progetti  delle
  opere relative all'intero sistema affinché questa Amministrazione
  possa esprimere il proprio parere in un unico contesto .
   Successivamente, sono pervenuti i diversi progetti nei quali  si
  articola il  sistema  e precisamente:
   impianto di termovalorizzazione nel Comune di Paternò
   impianto di pretrattamento nel Comune di Paternò
   discarica nel Comune di Paternò
   impianto di pretrattamento nel Comune di Catania
   stazione di trasferenza nel Comune di Calatabiano
   stazione di trasferenza nel Comune di Messina
   stazione di trasferenza nel Comune di Caronia
   stazione di trasferenza nel Comune di Rometta.
   Questo  Assessorato,  con nota dirigenziale  prot.  n.49362  del
  28/7/2004,  ha  rappresentato  al  Commissario  che   attesa   la
  notevole  rilevanza urbanistica   i progetti sopra  menzionati
  andranno    sottoposti   all'esame   del   Consiglio    Regionale
  dell'Urbanistica, ai sensi dell'art. 58/b della  l.r.  71/78 ,  e
  che   stante  la ristrettezza dei tempi, non sarà possibile,  per
  questo   Assessorato,  la  partecipazione  alle  conferenze   dei
  servizi  fissate per le predette date.
   Il   Servizio  che  si  occupa  degli  affari  urbanistici   del
  territorio   interessato  dai  predetti  interventi   ha   quindi
  ritenuto, nel corso dell'istruttoria, di trasmettere il  progetto
  in   argomento   al  Consiglio  regionale  dell'Urbanistica   per
  acquisire  il  parere ritenuto necessario ai sensi dell'art.  58,
  lettera b) della l.r. 27/12/1978, n. 71.
   Essendo  l'atto  ispettivo del  luglio del  2004  ed  avendo  il
  competente Servizio fornito notizie con nota UO 4.1/ME, prot. 767
  del  2  dicembre  2004, si è posta l'esigenza  di  provvedere  ai
  necessari aggiornamenti, sia in ordine all'eventuale sopravvenuto
  pronunciamento del CRU e sia sugli ulteriori sviluppi  dell'esame
  istruttorio   ai   fini   delle  valutazioni   in   ordine   alla
  compatibilità degli interventi proposti con l'assetto urbanistico-
  territoriale.
   Si  è,  pertanto, in attesa di un riscontro delle  richieste  di
  notizie aggiornate alla data odierna sia per quanto concerne  gli
  aspetti  urbanistici che per il merito degli  interventi  per  il
  quale   è   stato  interessato  l'Ufficio  del  Commissario   per
  l'Emergenza Rifiuti.
   Non  appena in possesso dei necessari riscontri, sarà  mia  cura
  provvedere   a   darne   tempestiva  informazione   all'onorevole
  Panarello.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   PANARELLO.-«Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali e le autonomie locali, premesso che il  comune
  di  Messina, nell'ambito del Programma di attuazione  della  rete
  fognante  (P.A.R.F.),  approvato dagli  organi  regionali,  si  è
  dotato  di  un  progetto  di massima denominato  'sistema  Tono',
  relativo al convogliamento e trattamento dei liquami dei villaggi
  costieri nord per l'importo di circa 38 milioni di euro;

   considerato che:

   nel  1995 si è proceduto all'approvazione di un primo intervento
  funzionale    da   realizzare   con  finanziamento  della   Cassa
  Depositi e prestiti per un importo di oltre 21 milioni di euro;

   nel marzo del 1997, la Cassa Depositi e prestiti ha concesso  il
  mutuo di 21 milioni di euro;

   in  difetto  dell'autorizzazione ad espletare la  gara  mediante
  appalto concorso, non si è proceduto all'affidamento dei lavori;

   nel 1998, insediatasi una nuova amministrazione comunale, non  è
  stato dato seguito alla realizzazione dei lavori, nonostante   la
  disponibilità finanziaria derivante dall'accensione del mutuo;

   soltanto  nel  2001,  previa modifica del  piano  triennale  dei
  lavori  pubblici,  il Comune di Messina ha previsto,  insieme  ad
  altre  15  opere  (delle  quali  nessuna  ancora  affidata),   la
  possibilità  di  realizzazione  della  stessa  mediante   project
  financing;

   nelle more, il cosiddetto 'sistema Tono' era stato inserito  tra
  le priorità dello stralcio del Programma operativo triennale (POT
  1) e, quindi, finanziabile con fondi pubblici;

   l'intervento  relativo al comune di Messina denominato  'sistema
  Tono',  inserito  in  un  primo momento  nel  piano  d'ambito  da
  realizzare con i fondi immediatamente disponibili per un  importo
  pari  ad oltre 39 milioni di euro, su espressa richiesta dell'ATO
  di  Messina, sollecitata dallo stesso Comune, è stato  declassato
  in fascia C;

   inspiegabilmente, il comune di Messina, nonostante il mutuo  già
  contratto e la possibilità di ottenere in tempi brevissimi  anche
  il   finanziamento  pubblico,  ha  manifestato  la   volontà   di
  rinunciarvi   per  aver  intrapreso  le  procedure   di   project
  financing;

   tale  nuova procedura, a distanza di parecchi anni, non  risulta
  ancora  conclusa, con possibili conseguenze economiche per l'Ente
  e un gravissimo danno per l'ambiente;

   senza  alcuna  apparente ragione l'Ente ha già corrisposto  alla
  Cassa  Depositi  e prestiti una somma pari ad oltre  3.500.000,00
  euro;

   attualmente, il sistema fognario della zona nord della  città  è
  sprovvisto di adeguato depuratore;

   la  zona  Sud  è  servita  dal depuratore  di  Mili,  il  quale,
  tuttavia,  per  limiti strutturali, determina  un  insopportabile
  inquinamento olfattivo;

   per  queste ragioni la ristrutturazione del depuratore  di  Mili
  era  stata  inserita nell'intervento complessivo del  Comune  per
  adeguare il proprio sistema di depurazione;

   in  virtù  di  un'autorizzazione provvisoria, da circa  20  anni
  continuano ad immettersi, direttamente ed in spregio alle vigenti
  normative,   nello  specchio  d'acqua  antistante  il   villaggio
  Ganzirri circa 150 litri al secondo di liquame fognario;

   recentemente,  si  è appreso che la giustizia amministrativa  ha
  sospeso il lunghissimo procedimento tendente all'affidamento  dei
  lavori mediante project financing;

   vi  è  fondato  motivo  di ritenere che l'azione  amministrativa
  posta  in essere dal comune di Messina, caratterizzandosi per  la
  totale  mancanza  di trasparenza e di confronto  pubblico,  abbia
  influito    pesantemente   sulla      mancata       realizzazione
  dell'indispensabile opera;

   l'attuale carenza di impianti di trattamento delle acque  reflue
  in   una   zona  ad  alta  vocazione  turistica  ed  il   cattivo
  funzionamento   di  quelli  esistenti  costituiscono   una   vera
  emergenza ambientale;

   i  ritardi  verificatisi  sono inspiegabili  e  di  una  gravità
  inaudita;

   per sapere:

   se  ritengano  possibile che in una città  metropolitana,  quale
  Messina,  una parte della rete fognante non sia collegata  ad  un
  depuratore;

   se  non  ritengano  di  dover disporre con  la  massima  urgenza
  un'ispezione tendente all'accertamento delle responsabilità,  ivi
  inclusa  quella  contabile, nominando,  all'uopo  un  commissario
  provveditore   al  fine  di  velocizzare  le  pratiche   per   la
  realizzazione    degli    interventi   programmati     attraverso
  finanziamenti pubblici previsti nel piano d'ambito.» (1808)

   Risposta.   «In   ordine   all'atto   ispettivo   dell'onorevole
  Panarello  ed  essendo  stato delegato dall'onorevole  Presidente
  della  Regione  a  curarne  la  trattazione,  nella  qualità   di
  Assessore  regionale  per il Territorio e l'Ambiente,   riferisco
  quanto segue.
   Il  Comune  di  Messina,  con  foglio  sindacale  n.  27340  del
  18.04.2000 ha richiesto a questo Assessorato l'autorizzazione per
  la  realizzazione  dell'impianto di depurazione  localizzato  con
  delibera  consiliare n. 6 del 6 marzo 2000 ai  sensi  e  per  gli
  effetti dell'art. 45 della l.r. 27/86.
   Per  il progetto in questione, a seguito di esame effettuato  da
  questo  Assessorato,  è stato reso il parere n. 5 del 28.01.2002,
  che  non  ha ritenuto meritevole di autorizzazione l'impianto  di
  depurazione  a servizio della zona nord della città  in  località
  Tono, in quanto l'area oggetto dell'intervento ricade all'interno
  della fascia di rispetto del metanodotto esistente e di progetto;
  in detta fascia in ottemperanza alle norme relative alle distanze
  di  sicurezza  emanate  dal Ministero dell'Interno  con  il  D.M.
  24.11.1984,  è vietata la realizzazione di nuove costruzioni.
   La  proposta di parere di cui sopra, per le considerazioni e  le
  motivazioni  in  essa contenute, è stata integralmente  condivisa
  dal C.R.U., con voto n. 548 del 21.02.2002.
   Il  voto  del  C.R.U.  con allegato parere è  stato  inviato  al
  Comune di Messina con nota prot. 14624 dell' 11.03.2002.
   Il  Vicecommissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela
  delle  acque  in Sicilia, avv. Felice Crosta, ha fatto  presente,
  per  la  parte di propria competenza, con nota prot. n. 3587  del
  10.02.2005,  quanto segue:
   -  con decreto n. 255 del 27.12.2000, il Ministero dell'Ambiente
  ha  impegnato in favore della Regione Siciliana la  somma  di  £.
  30.000 mln per la realizzazione di alcuni interventi, tra i quali
  uno  stralcio,  di importo pari a £. 5.000 mln del   Progetto  di
  completamento  della rete fognante della città di Messina  e  dei
  villaggi  (opere Riviera Nord sistema di depurazione  Tono)   del
  costo complessivo di £. 44.000 mln;
   -  con  nota  prot.  n.  1351/2002,  il  Comune  di  Messina  ha
  trasmesso il progetto dei  Lavori di manutenzione straordinaria e
  completamento  delle  reti  acque  reflue  urbane  con   relativi
  impianti del villaggio Torrefaro  dell'importo complessivo di   .
  2.582.283,67  (£  .5.000.000.000) per il finanziamento  a  valere
  sulle risorse di cui al predetto D.M. 255/2000;
   -  con  nota prot. n. 696 dell'8.11.2002, indirizzata al  Comune
  di  Messina,  l'Area 5 - Tutela delle Acque, nella considerazione
  che  a  seguito  di apposita istruttoria aveva  rilevato  che  il
  progetto  trasmesso  non risultava conforme al  progetto  oggetto
  dell'intesa  con  il Ministero, né uno stralcio funzionale  dello
  stesso,  ha  fatto presente di non poter procedere  all'emissione
  del  provvedimento  di finanziamento, procedendo,  altresì,  alla
  contestuale restituzione del carteggio;
   -  successivamente,  con nota prot. n. 7580 del  25.02.2003,  la
  Provincia  regionale  di Messina ha trasmesso  copia  della  nota
  prot.  n. 14128, del 7.02.2003, con la quale il Comune di Messina
  ha   comunicato  di  avere  avviato  una  procedura  di   Project
  Financing, ai sensi dell'art. 37 bis della legge 109/94 così come
  recepita  in Sicilia per il  Completamento rete fognante  riviera
  nord  sistema  Tono  depuratore e reti d'adduzione   dell'importo
  stimato pari a circa  . 37.340.000,00;
   -  con  la  stessa  nota  è  stato, altresì,  rappresentato  che
  l'intervento  risultava  inserito nel  P.T.OO.PP.  2002-2004  del
  Comune di Messina quale  opera pubblica di iniziativa privata .
   Alla  luce di quanto rappresentato, il Vicecommissario  delegato
  per  l'emergenza  rifiuti  e la tutela delle  acque  in  Sicilia,
  ritenendo  che l'intervento in argomento già inserito nell'elenco
  di cui al citato D.M. 255/2000, risulta con copertura finanziaria
  assicurata   da   fondi  privati,  si  sta   attivando   per   la
  riprogrammazione   delle   relative  risorse   (    2.582.283,67)
  assegnate con il più volte citato D.M.»

                                                 L'Assessore CASCIO

   VILLARI-  SPEZIALE - ZAGO - DE BENEDICTIS.-«Al Presidente  della
  Regione, Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela
  delle  acque  in  Sicilia e all'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente,  premesso che il commissario delegato per l'emergenza
  rifiuti  e  la  tutela  delle  acque in  Sicilia,  come  previsto
  dall'articolo  27  del decreto legislativo n.  22  del  1997,  ha
  convocato  in  data 6 luglio 2004 una Conferenza per  provvedere,
  previa  acquisizione di pareri e nulla-osta, all'approvazione  di
  un  progetto  per la realizzazione di una stazione di trasferenza
  di  rifiuti  nel  territorio del comune di  Calatabiano  (CT)  in
  variante allo strumento urbanistico;

   constatato che:

   in  data  7  luglio 2004 l'azienda Sicil Power ha  trasmesso  al
  comune  di  Calatabiano (come prescritto dal comma  1  del  sopra
  citato  articolo  27)  il  progetto  in  questione  al  fine   di
  consentire allo stesso di formare le valutazioni di competenza;

   altresì  in  data  29  luglio 2004 a  Palermo  si  è  svolta  la
  conferenza  di  cui sopra, nel corso della quale il  sindaco  del
  comune di Calatabiano ha espresso la volontà dell'amministrazione
  sulla  materia,  muovendo osservazioni e rilievi  sia  di  natura
  tecnica che di rilevanza ambientale, in merito all'individuazione
  del sito per la realizzazione dell'impianto in questione;

   considerato che, secondo le motivazioni di cui sopra:

   a) la scelta dell'area di ubicazione dell'impianto, collocato  a
  valle   del   raccordo   autostradale,  non   tiene   in   debita
  considerazione  l'attuale sistema viario, con la conseguenza  che
  verrebbero  a  determinarsi pesanti riflessi  sulla  circolazione
  nelle reti viarie di accesso sia dal versante della provincia  di
  Messina,  dal  quale  confluirebbero tutti  i  mezzi  pesanti  al
  servizio  dei quattro ATO (che rappresentano i comuni dell'intera
  Provincia)   che   dal  versante  della  provincia   di   Catania
  relativamente a tre ATO;

   b)   il   sito  individuato,  inoltre,  non  tiene  conto  della
  previsione  urbanistica  di una vicina  area  destinata  a  verde
  attrezzato  e allo sport; la localizzazione di detto impianto  di
  trasferenza,  infatti, non verifica la distanza  minima  prevista
  dall'art.  22 l.r. n. 71/1978, che, per gli impianti industriali,
  all'interno degli strumenti urbanistici vigenti è prevista a  non
  meno di duecento metri da attrezzature pubbliche;

   c)  in  prossimità di tale zona sono previsti degli insediamenti
  di  turismo rurale e di agriturismo che verrebbero penalizzati da
  un  insediamento  di  trasferenza come quello  proposto  sia  per
  l'impatto ambientale che per quello paesaggistico;

   d)  il  sito prescelto, ricadendo in area sottoposta  a  vincolo
  idrogeologico,  necessita,  per l'approvazione  del  progetto  in
  questione,    dell'acquisizione   del   parere   dell'Ispettorato
  dipartimentale delle foreste demaniali, organo non convocato alla
  conferenza;  assenza  che  pertanto  fa  sorgere  un   vizio   di
  procedura;

   preso  atto  che  in  ogni  caso l'amministrazione  comunale  di
  Calatabiano,  per  il  tramite dei propri  uffici  e  dei  propri
  consulenti legali, sta procedendo ad individuare ulteriori  cause
  ostative  alla  realizzazione dell'impianto per le  ripercussioni
  negative che questo può avere sull'economia del territorio;

   considerato  infine  che  un  impianto  di  questo  genere,  per
  l'evidente  impatto ambientale e paesaggistico che  può  causare,
  dovrebbe  essere  localizzato lontano  da  nuclei  abitati  e  da
  insediamenti  turistici e dovrebbe essere  servito  da  idoneo  e
  valido sistema viario;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno  adottare  provvedimenti  tesi   a
  rivedere  la  decisione  assunta  in  merito  alla  stazione   di
  trasferenza  di rifiuti nel territorio del comune di  Calatabiano
  (CT),  sia perché si è evidenziato un palese difetto di procedura
  nella    mancata   acquisizione   del   parere   dell'Ispettorato
  dipartimentale   delle   foreste   demaniali,   sia   perché   la
  localizzazione  inizialmente decisa ha un forte impatto  negativo
  sull'ambiente e sul paesaggio del territorio interessato.» (1852)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«In   ordine   all'interrogazione   numero   1852,   si
  riferisce quanto segue.
   Ai  sensi  dell'art. 2, comma 4, dell'Ordinanza  del  Presidente
  del  Consiglio dei Ministri n. 3334 del 23 gennaio  2004  per  la
  valutazione della compatibilità ambientale dei progetti  relativi
  ai  sistemi  per  l'utilizzo della frazione residua  dei  rifiuti
  urbani,  al  netto  della  raccolta differenziata,  prodotti  nei
  comuni  della  Regione siciliana, da destinare agli  impianti  di
  termovalorizzazione,  con  recupero di  energia,  il  Commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti in Sicilia si avvale - in deroga
  rispettivamente  all'art.  1  del decreto  del  Presidente  della
  Repubblica 12 aprile 1996 e ss.mm.ii., agli articoli 1 e 6, comma
  2,  del  decreto  del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  10
  agosto  1988,  n.  377  e  ss.mm.ii ed all'art.  91  della  legge
  regionale  3  maggio  2001,  n.  6,  e  relativi  regolamenti  di
  attuazione - della Commissione di cui all'art. 18, comma 5, della
  legge 11 marzo 1988, n. 67 e ss.mm.ii.
   La  stazione di trasferenza di rifiuti nel Comune di Calatabiano
  (CT) rientra tra gli impianti dei sistema di gestione integrato a
  servizio del termovalorizzatore di Paternò (CT).
   Per  le considerazioni sopra riportate, l'Assessorato Territorio
  e  Ambiente  che rappresento, non esprime parere in  merito  alla
  compatibilità  ambientale del progetto di cui  all'interrogazione
  in oggetto.
     Il  progetto  in argomento, come già riferito  nella  risposta
  all'interrogazione  n. 1807 presentata dall'onorevole  Panarello,
  si  trova  in  trattazione di questo Assessorato per gli  aspetti
  urbanistici,  in  quanto facente parte di  un  progetto  generale
  denominato:   Progetto  sistema integrato  per  l'utilizzo  della
  frazione   residua   degli  r.s.u.  al   netto   della   raccolta
  differenziata prodotta dai comuni della Sicilia - Sistema Paternò
  - ATO: ME1-ME2-ME3-ME4-CT1-CT2-CT3. Art.27 del D.Lgs n.22/97 .
   Pertanto,  per  le  relative ulteriori  informazioni  di  natura
  urbanistica, si fa rinvio a quanto già riferito a proposito della
  predetta  interrogazione  e che, per comodità  di  riscontro,  si
  riporta qui di seguito :
    Con  fax  del 6/7/2004, il Commissario delegato per l'Emergenza
  Rifiuti  ha  indetto  per  i  giorni  28-29-30  luglio  2004   le
  conferenze dei servizi ex art. 27 del D. Lgs n.22/97 per  l'esame
  di  alcuni  progetti  di  opere che  costituiscono  il   sistema
  predetto.
   Questo   Assessorato,  con  nota  dirigenziale  n.   46079   del
  14/07/2004,  ha rappresentato al Commissario che i  progetti  dei
  suddetti interventi non risultavano pervenuti all'ARTA e che,  ai
  fini   delle  valutazioni  in  ordine  alla  compatibilità  degli
  interventi   proposti   con  l'assetto  urbanistico-territoriale,
  sarebbe  opportuno che vengano trasmessi tutti i  progetti  delle
  opere relative all'intero sistema affinché questa Amministrazione
  possa esprimere il proprio parere in un unico contesto .
   Successivamente, sono pervenuti i diversi progetti nei quali  si
  articola il  sistema  e precisamente:
   impianto di termovalorizzazione nel Comune di Paternò,
   impianto di pretrattamento nel Comune di Paternò,
   discarica nel Comune di Paternò,
   impianto di pretrattamento nel Comune di Catania,
   stazione di trasferenza nel Comune di Calatabiano,
   stazione di trasferenza nel Comune di Messina,
   stazione di trasferenza nel Comune di Baronia,
   stazione di trasferenza nel Comune di Rometta.
   Questo  Assessorato,  con nota dirigenziale  prot.  n.49362  del
  28/7/2004,  ha  rappresentato  al  Commissario  che   attesa   la
  notevole  rilevanza  urbanistica i progetti  sopra  menzionati
  andranno    sottoposti   all'esame   del   Consiglio    Regionale
  dell'Urbanistica, ai sensi dell'art. 58/b della  l.r.  71/78 ,  e
  che   stante  la ristrettezza dei tempi, non sarà possibile,  per
  questo   Assessorato,  la  partecipazione  alle  conferenze   dei
  servizi  fissate per le predette date.
   Il   Servizio  che  si  occupa  degli  affari  urbanistici   del
  territorio   interessato  dai  predetti  interventi   ha   quindi
  ritenuto, nel corso dell'istruttoria, di trasmettere il  progetto
  in   argomento   al  Consiglio  regionale  dell'Urbanistica   per
  acquisire  il  parere ritenuto necessario ai sensi dell'art.  58,
  lettera b) della l.r. 27 dicembre 1978, n. 71.»

                                                 L'Assessore CASCIO