Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari ha stabilito di procedere secondo
l'ordine del giorno della seduta odierna esclusivamente in
relazione ai seguenti punti: I, comunicazioni, II, lettura
delle mozioni, VII, discussione della mozione n. 410 e, in
conclusione, il voto sulla mozione di sfiducia al Presidente
della Regione.
Successivamente, la seduta verrà rinviata a martedì 28 giugno
2005 alle ore 18.30, per svolgere la discussione della mozione
numero 291.
Nella stessa giornata, alle ore 17.00, si terrà la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per stabilire il
calendario dei lavori parlamentari che occuperanno la sessione
estiva verosimilmente fino alla fine di luglio o ai primi di
agosto, secondo la decisione che verrà assunta.
Invito il deputato segretario a dare lettura del processo
verbale della seduta precedente.
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Lo Curto ha chiesto
congedo, per motivi di salute, per la presente seduta e per un
periodo ancora da definire.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Zangara sarà in
missione, per ragioni del suo ufficio, i giorni 23 e 24 giugno
2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione dell'Assessore regionale per il lavoro, la
formazione professionale e l'emigrazione
PRESIDENTE Comunico che l'Assessore regionale per il lavoro,
la formazione professionale e l'emigrazione, onorevole Scoma, con
nota pervenuta in data odierna, ha fatto presente di non poter
rispondere agli atti ispettivi il cui svolgimento è previsto al
punto quarto delle seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il Territorio;
N. 1590 - Notizie in ordine all'attivazione dei progetti
di Nuova occupazione aggiuntiva (NOC) finanziati, in
favore dell'Ente Parco delle Madonie.
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1591 - Notizie riguardo al processo di risanamento
ambientale del comprensorio del Mela.
Firmatari: Ardizzone Giovanni; Acierno Alberto; Formica
Santi
N. 1602 - Attivazione,nelle more della pubblicazione sulla
GURS della legge regionale sull'abolizione dei diritti
esclusivi di pesca, di ogni utile strumento per la
concessione, agli aventi diritto, di esercitare la pesca
del tonno rosso.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1622 - Notizie a proposito del piano regolatore
generale del Comune di Acicastello (CT).
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1627 - Notizie in ordine ad una variante generale
adottata dall'Autorità portuale di Palermo al
Piano
regolatore portuale.
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 1655 - Richiesta di nomina di un commissario ad acta
nel comune di Favignana (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1657 - Verifica della regolarità degli atti e delle
procedure adottate dall'Amministrazione comunale di
Favignana (TP) in merito all'assegnazione dell'incarico di
progettazione del piano regolatore del porto dell'isola.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1661 - Richiesta di interventi urgenti da parte
dell'Amministrazione regionale al fine di rientrare nel
possesso della miniera e delle pertinenze
minerarie
dell'isola di Vulcano.
Firmatari: Raiti Salvatore; Orlando Leoluca; Ferro
Giovanni; Morinello Salvatore; Miccichè Calogero
N. 1665 - Notizie circa la mancata riduzione dell'importo
dei canoni relativi alle concessioni del demanio marittimo
in favore delle imprese operanti nel settore dei cantieri
navali.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1682 - Notizie sul progetto di costruzione di una
centrale termoelettrica in contrada Fegotto del Comune di
Chiaramonte Gulfi (RG).
Firmatari: Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni;
Galletti Giuseppe; Giannopolo Domenico; Orlando Leoluca;
Raiti Salvatore; Speziale Calogero; Liotta Santo;
Forgione Francesco; Baldari Nicola Renato; Lo Curto
Eleonora; Ardizzone Giovanni; Savarino Giuseppa;
Mercadante Giovanni; Nicotra Raffaele; Manzullo Giovanni;
Spampinato Giuseppe; Ortisi Egidio; Vitrano Gaspare;
Tumino Carmelo; Genovese Francantonio; Zangara Andrea
N. 1693 - Richiesta di interventi per garantire la
sicurezza e l'efficienza del servizio di elisoccorso di
Modica (RG).
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 1753 - Motivi della mancata revoca da parte del Comune
di Siracusa della delibera di Giunta relativa al piano di
lottizzazione per l'insediamento di un villaggio turistico
in località Ognina-Asparano dichiarata illegittima a
seguito di sentenza del Consiglio di giustizia
amministrativa.
Firmatari: Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe; Manzullo
Giovanni; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare
N. 1764 - Interventi per scongiurare il pericolo di
inquinamento ambientale dell'area circostante il faro
dell'isola di Marettimo (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1791 - Interventi urgenti per l'assegnazione dei locali
al dipartimento provinciale dell'ARPA di Siracusa.
Firmatari: Sbona Sebastiano; Acanto Giuseppe
N. 1807 - Interventi volti ad evitare la realizzazione di
una stazione di trasferimento dei rifiuti solidi urbani
nella frazione Filari del comune di Rometta (ME).
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1808 - Accertamento delle responsabilità a proposito
della mancata realizzazione delle opere relative al
trattamento dei liquami della zona nord del comune di
Messina e nomina di un commissario per la realizzazione
delle stesse.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1852 - Interventi per rivedere la decisione assunta in
merito alla realizzazione di una stazione di trasferenza
di rifiuti nel territorio del comune di Calatabiano (CT).
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Zago
Salvatore; De Benedictis Roberto.
Avverto che le stesse sono pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere
pervenute dal Governo sono state assegnate alla competente
Commissione legislativa Affari istituzionali (I) in data 22
giugno 2005:
- Consorzio A.S.I. di Ragusa. Designazione componenti del
Consiglio generale e componente del Comitato direttivo: avv.
Callari Ugo e avv. Puglisi Mario . (n. 382/I)
-pervenuto in data 17 giugno 2005
- Opera Pia Casa Diodorea di Agira (EN). Designazione componente
del Consiglio di amministrazione: sig. Grassia Filippo . (n.
383/I)
-pervenuto in data 17 giugno 2005
- Opera pia Collegio Santonoceto e Conservatori Riuniti di
Acireale. Designazione componente in seno al Consiglio di
amministrazione: rag. Caruso Agatino (n. 384/I)
-pervenuto in data 17 giugno 2005
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BASILE, segretario:
N. 2276 - Motivi della mancata emanazione dei decreti di
impegno di spesa a valere sullo stanziamento del Fondo
sociale europeo (FSE) per alcune misure del POR.
- Assessore Lavoro
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2277 - Inopportunità del trasferimento del sindaco
del Comune di Torretta (PA), funzionario regionale, alla
costituenda stazione unica appaltante di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Cracolici Antonino
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
BASILE, segretario:
N. 2278 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza
di un palazzo a seguito degli eventi franosi verificatisi
nel comune di Ravanusa (AG) nel marzo 2005.
- Assessore Presidenza
Firmatario: Savarino Giuseppa
N. 2279 - Interventi per l'attribuzione del premio di
maggioranza al candidato eletto sindaco del Comune di S.
Giovanni La Punta (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato
N. 2280 - Notizie sull'iter della proposta di erezione
in comune autonomo della borgata Piano Tavola in provincia
di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Nicotra Raffaele; Raiti Salvatore; Baldari
Nicola Renato.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate sono state già
inviate al Governo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 435 Interventi urgenti di sistemazione e consolidamento
idrogeologico nel comune di Motta Sant'Anastasia (CT) , degli
onorevoli Ioppolo, Arcidiacono, Leanza Nicola, Raiti, Nicotra,
Moschetto, Barbagallo, Villari;
n. 436 Revoca delle nomine dei dirigenti generali
dell'Amministrazione regionale , degli onorevoli Forgione,
Barbagallo, Speziale, Ferro, Ortisi, Orlando, Liotta, Raiti,
Miccichè.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
parte del centro urbano del comune di Motta Sant'Anastasia (CT)
è, da alcuni decenni, interessato da fenomeni di dissesto
idrogeologico che mettono in pericolo la stabilità degli edifici
e la sicurezza dei cittadini residenti;
per tale oggettiva circostanza, il Comune di Motta
Sant'Anastasia è stato più volte, in passato, beneficiario di
specifici interventi finanziari da parte della Regione siciliana,
disposti tramite provvedimenti amministrativi e legislativi: a
titolo di esempio ricordiamo l'articolo 6 della legge regionale
n. 30 del 1985;
l'Ufficio tecnico comunale di Motta
Sant'Anastasia ha in corso di progettazione uno studio di
fattibilità, con indicazione delle opere da realizzare e dei
relativi importi, necessario al fine della sistemazione
idrogeologica della zona nord-est e sud-est interessata da
fenomeni di frane,
impegna il Governo della regione
ad intervenire con tempestività e congruo impegno di spesa al
fine di finanziare le opere necessarie alla sistemazione e al
consolidamento idrogeologico della zona nord-est e sud-est del
centro urbano del comune di Motta Sant'Anastasia (CT). (435)»
IOPPOLO-ARCIDIACONO-LEANZA N. -RAITI-
NICOTRA-MOSCHETTO-BARBAGALLO-VILLARI
«L'Assemblea regionale siciliana
Appreso che la Giunta regionale di Governo, nella riunione del
10 giugno 2005, ha proceduto alla nomina di ben 13 dirigenti
generali destinati a dirigere altrettanti dipartimenti regionali;
Considerato che le superiori nomine (compresa quella
riguardante un soggetto esterno all'Amministrazione
regionale) sono il frutto di una dichiarata pratica spartitoria
fra il Presidente della Regione ed i partiti (o gruppi di essi)
che sostengono la Giunta Cuffaro, e non di scelte rigorose ed
oculate, operate in base a quanto stabilito e disciplinato dalla
vigente normativa regionale (L.r. n. 10 del 2000; art. 11, L.r.
n. 20 del 2003). Si tratta di nomine di chiaro sapore clientelare
volte ad occupare, con persone di fiducia, strutture
strategicamente importanti anche sotto il profilo della spesa
pubblica;
Valutato che il Presidente della Regione e l'intera Giunta
regionale hanno effettuato le nomine privilegiando, per la
maggior parte, soggetti che risultano essere capi degli Uffici di
Gabinetto o componenti degli uffici di diretta collaborazione
degli Assessori e dello stesso Presidente, omettendo di
prefissare o attuare criteri e regole di trasparenza che
avrebbero consentito quantomeno di valutare i curricula, i
requisiti e 1a professionalità anche di numerosi dirigenti
regionali meritevoli di essere nominati;
Accertato che la Giunta Cuffaro ha gravi responsabilità
politiche ed amministrative, in quanto ha disatteso, da quando è
in carica, la legge di riforma dell'Amministrazione regionale
(L.r. n.10 del 2000), impedendo, così, l'avvio di percorsi di
modernizzazione e di semplificazione che avrebbero potuto e
dovuto trasformare gli uffici della Regione da strutture
appesantite, obsolete e costose a strutture agili, efficienti, al
servizio dello sviluppo della Sicilia e dell'intero popolo
siciliano;
Ritenuto che il modo di operare del Governo, contrario
all'interesse pubblico, ha nei fatti prodotto il proliferare di
uffici e strutture ridondanti, se non addirittura inutili, con
grave spreco di risorse umane e finanziarie, in quanto lo stesso
Governo si è solo preoccupato di consolidare 'l'occupazione'
dell'Amministrazione,
impegna il Governo della regione
a revocare gli atti di nomina dei nuovi dirigenti generali
deliberati nella riunione tenutasi il 10 giugno 2005 perché in
conflitto con i principi ispiratori della legge di
riforma dell'Amministrazione regionale, nonché contrari
all'interesse pubblico, al buon andamento ed all'imparzialità
dell'agire della pubblica Amministrazione. »(436)
FORGIONE-BARBAGALLO-SPEZIALE-FERRO-ORTISI-
ORLANDO-LIOTTA-RAITI-MICCICHE'
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo che la
determinazione della data di discussione delle mozioni predette
venga demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Discussione della mozione
«Sfiducia al Presidente della Regione» (410)
PRESIDENTE Si passa al punto settimo dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 410 Sfiducia al Presidente della
Regione , degli onorevoli Speziale, Barbagallo, Ortisi, Forgione,
Ferro, Sanzeri, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, Galletti,
Genovese, Liotta, Miccichè, Morinello, Orlando, Raiti ed altri.
Ne dò lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
oltre 100.000 siciliani in tre anni hanno lasciato la Sicilia
per cercare lavoro;
l'economia siciliana è ferma: crollano produzioni e consumi. Le
imprese che chiudono sono più di quelle che nascono. Ogni giorno
le strade della Sicilia sono attraversate da proteste di ogni
tipo: agricoltori, lavoratori di aziende in crisi, disoccupati e
precari, dipendenti senza contratto. 'Agenda 2000' si avvia ad un
inesorabile fallimento con solo il 18 per cento dei fondi spesi e
nessun reale investimento d'innovazione e di modernizzazione
della Sicilia. La sanità è considerata un affare e la Regione ha
il primato italiano delle convenzioni con i privati, e tuttavia i
siciliani, oltre a dover pagare i costi della malasanità, con
odiosi ticket, continuano ad emigrare per curarsi;
osservato che:
proprio la sanità è tra le cause prime del deficit finanziario
della Regione e che le scelte di politica sanitaria sono state
piegate ad un uso clientelare e di parte, favorendo processi di
privatizzazione che, da un lato, hanno aggravato il degrado della
sanità pubblica e, dall'altro, hanno favorito un sistema
affaristico nel quale anche 'Cosa Nostra' ha inserito i suoi
interessi con risvolti tali da riproporre una seria questione
morale;
di fronte ad una tale situazione, le nomine dei direttori delle
Aziende Unità sanitarie locali decise dal Governo Cuffaro se, da
un lato, rivelano una grave sottovalutazione dei problemi
finanziari connessi alla gestione sanitaria ed una totale
indifferenza verso le richieste di corretta e oculata gestione
delle risorse, richieste più volte avanzate oltre che
dall'opposizione di Centrosinistra, anche dai rappresentanti dei
ceti produttivi, dalle professioni, dalle forze sindacali;
dall'altro calpestano elementari norme di trasparenza e di
legalità;
considerato che:
parte dello stesso schieramento di maggioranza prende le
distanze e manifesta una valutazione nettamente contraria alle
nomine dei manager della sanità, evidenziando uno sfaldamento del
Centrodestra e inducendo ad una paralisi delle istituzioni
regionali pari alla gravità delle polemiche e dei veti
incrociati;
appare, quindi, ormai improcrastinabile una svolta che liberi
il campo da un Governo prigioniero di condizionamenti e
d'interessi poco trasparenti, che stanno bruciando risorse,
corrompendo l'Amministrazione ed il rapporto con i cittadini e
gravando la popolazione attuale e le future generazioni di costi
e di debiti insopportabili;
valutato che l'on. Cuffaro non è adeguato al compito di
governare la Regione anche per la delegittimazione che emerge
dalla sua vicenda giudiziaria, la quale, ferma restando la
presunzione di innocenza, ripropone al più alto livello la
questione morale ed il nodo dei rapporti mafia- politica.» (410)
Esprime sfiducia al Presidente della Regione.
SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI - FORGIONE - FERRO-
SANZERI -
CAPODICASA- CRACOLICI - CRISAFULLI- DE BENEDICTIS -
GALLETTI - GENOVESE - GIANNOPOLO - GURRIERI - LIOTTA -
MANZULLO-MICCICHE' - MORINELLO - ODDO - ORLANDO-
PANARELLO-RAITI-TUMINO-VILLARI- VITRANO-ZAGO-ZANGARA
Dichiaro aperta la discussione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è a tutti
noto, abbiamo più volte richiesto la discussione della mozione
di sfiducia al Governo ben consapevoli che la stessa stasera
non produrrà l'effetto della sfiducia al Governo Cuffaro.
Abbiamo piena consapevolezza del rapporto dei numeri che sono
usciti nell'ambito dell'elezione regionale del 2001; conosciamo
bene i rapporti di forza all'interno del Parlamento regionale, ma
abbiamo altrettanta consapevolezza che nella società siciliana i
rapporti di forza si sono profondamente modificati e ciò in
quanto il Governo Cuffaro ha delle gravi responsabilità perché
non solo non è riuscito ad assicurare alla Sicilia lo sviluppo
adeguato, ma ha contribuito, con le proprie scelte,
all'aggravamento della situazione già fortemente compromessa
dalle sciagurate scelte del Governo nazionale, non adeguatamente
contrastate dal Presidente della Regione.
In tutte le finanziarie nazionali, il cui taglio era
drasticamente antimeridionale e antisiciliano, l'atteggiamento
del Governatore Cuffaro è stato di compiacenza con quelle scelte
fino a sfiorare una vera e propria logica di ascarismo.
Perché la mozione di sfiducia? Perché le forze del Centro-
Sinistra ricorrono ad uno strumento di questa natura, sapendo
bene che in Aula i rapporti di forza sono ben altri?
Perché siamo preoccupati per una situazione che riteniamo
gravissima e che è la situazione fotografica della Sicilia. E i
dati sono i seguenti, onorevole Presidente della Regione: lei ha
assunto l'incarico di Governo nel 2001, da allora tutti gli
indicatori segnano che il prodotto interno lordo in Sicilia,, che
nel 2001 segnava in Sicilia un +3 / + 3,5 per cento, grazie
alle politiche di concertazione messe in campo dai Governi di
Centro-Sinistra, segnava una crescita che era il doppio rispetto
a quella registrata nel resto del Paese e si allineava ai due
terzi in più della crescita di altri paesi d'Europa.
Nel 2002 la crescita è del - 0,70; nel 2003 si assesta a 1,70;
nel 2004, come tutti sappiamo, allo 0,7 e le ultime due
semestralità del 2005 indicano la Sicilia in forte fase
recessiva, siamo a - 0,5 del prodotto interno lordo.
Nell'industria: gli ordini del 2005 sono del -25 per cento;
nel 2003 - 14 per cento; nel 2004
- 18 per cento.
La produzione in generale, ivi compresa la produzione
industriale, segna un calo spaventoso del 7,5 nel 2002, dell'8
nel 2003, del 6 nel 2004, dato che sarà aggravato, come tutti gli
indicatori segnano, anche nel 2005.
L'inflazione si allinea a quella del Paese; i consumi sono
fortemente ridotti e questo è assunto da un dato drammatico,
onorevole Presidente della Regione, e lo dico a lei che viene
dalla cultura della solidarietà, e il dato è l'indice di povertà
delle famiglie siciliane: nel 2002 il 21,30 per cento delle
famiglie siciliane viveva al di sotto della soglia di povertà;
nel 2003 erano il 25,5, dato che si desume dagli indicatori e che
tendenzialmente é portato a crescere.
Sta qui, dunque, onorevole Presidente della Regione, l'essenza
del nostro ragionamento, nella constatazione che già questi dati
imporrebbero le sue dimissioni, segnano il fallimento del Governo
e delle scelte che il Suo Governo ha operato.
Siamo quindi di fronte ad una crisi drammatica della nostra
Regione che, associata alle vicende giudiziarie del Presidente
Cuffaro, crea un insanabile cortocircuito nel rapporto di
fiducia tra l'Esecutivo e la società siciliana circa la
credibilità delle proposte e delle prospettive per uscire dalla
crisi.
Le vicende giudiziarie, al di là del merito che non ci compete,
come più volte detto, rivelano comunque lo squarcio del rapporto
tra politica e società, indicativo della profondità della crisi
siciliana.
E' una società che non crede nei progetti; e non ci crede
soprattutto il suo Governo che non crede nel rigore di un
programma che, se attuato secondo i criteri di una società
moderna, dovrebbe essere fondato sui diritti di tutti i
cittadini.
Certamente, di fronte alla precarietà delle prospettive in un
mondo in rapido mutamento, l'insicurezza delle persone spinge a
chiedere soluzioni a breve e personali; a tale richiesta andava
contrapposto, onorevole Presidente della Regione, un Governo
consapevole di una diversa idea di socialità, di una credibile
politica di solidarietà capace di unire la collettività in sforzi
ed in progetti produttivi utili a mettere la Sicilia in grado di
misurarsi con l'Europa, il Mediterraneo ed i paesi più dinamici
che stanno modificando il mercato mondiale.
Il Governatore Cuffaro ed il suo Governo, invece, hanno
risposto alla domanda di sicurezza con un modello che privilegia
il rapporto personale, a volte il tratto familiare, come criterio
di riferimento per la politica del welfare, che ha finito col
determinare una gestione parcellizzata e clientelare delle
risorse pubbliche, fino al limite della legalità se non
addirittura, come ipotizzano le indagini, sconfinando ben oltre
questi limiti.
Onorevole Presidente della Regione, onorevoli colleghi - in
parte distratti dal dibattito - è stata efficace questa politica,
la politica portata avanti dal Governo, ha aiutato la Sicilia a
recuperare energie, dinamismo, risorse, intraprendenza? Ha
aiutato il nostro sistema economico a rilanciarsi, a recuperare
quote di mercato a riuscire a competere con il mercato globale?
No, è accaduto esattamente il contrario, si è intorbidita
invece la politica e sono state continue le risse all'interno
della maggioranza, non ultima quella alla quale abbiamo assistito
stamattina tra due autorevoli Assessori dello stesso Governo,
che hanno prodotto una delle più improduttive stagioni
legislative di questa Regione.
Insomma, onorevole Presidente della Regione, la nostra Regione
ha perso autorevolezza, prestigio, si è persa credibilità
istituzionale; il contrario insomma di quanto serve per chiedere
al mondo politico una reinvenzione dell'autonomia e ai
produttori la necessaria fiducia nel futuro.
In questi giorni è balzata sulla stampa siciliana la vicenda di
un'azienda di Catania che, nel settore dell'elettronica,
deve procedere alla riduzione del personale.
Al di là delle strategie interne dell'azienda (l'azienda
rivendica nei confronti della Regione, quanto le è dovuto in base
alla legge n. 30 del '97 contrabbandata allora come una legge che
avrebbe dovuto aggredire la disoccupazione siciliana), a questa
azienda la Regione avrebbe dovuto dare 25 milioni di euro di
sgravi fiscali.
Ad oggi non è stato erogato neanche un centesimo e
quell'azienda annaspa, rischia di essere tagliata fuori dal
mercato, programma progetti diversi dalla locazione in Sicilia.
A questo punto, onorevole Presidente della Regione, non resta
che rifare il percorso, non solo con le aziende elettroniche, ma
anche con le altre centinaia e centinaia di aziende siciliane,
di aziende produttive che stavano sul mercato, ancora in attesa
degli sgravi promessi e mai percepiti da parte del Governo
regionale.
Perchè avviene questo? Perchè il settore produttivo è lasciato
all'abbandono? Avviene per caso? Per distrazione? Per una
semplice sciatteria del Governo e del suo Governatore o più
semplicemente perchè non ci sono i soldi?
No, il fatto è che il bilancio della Regione, anziché essere
finalizzato allo sviluppo e al sostegno dei ceti produttivi,
viene utilizzato ed è preda delle clientele, è gestito secondo
criteri consequenziali ed è proprio questa logica che ha finito
col paralizzare di fatto la spesa nei settori produttivi. Si
privilegia la spesa parassitaria e clientelare e si crea un danno
nei settori produttivi della nostra Regione.
Tutto ciò è facilmente riscontrabile perchè già i rendiconti
generali degli ultimi esercizi finanziari mostravano una
situazione deteriorata dello stato della finanza pubblica
regionale.
Particolarmente significativo sotto il profilo della
destinazione delle risorse appariva il peggioramento del
risparmio pubblico, la differenza tra entrate tributarie ed
extratributarie e spese correnti già nell'anno 2003 segnava
447.235 mila euro in meno; il peggioramento del saldo netto da
finanziare meno 659 milioni; il ricorso al mercato finanziario
meno 931 milioni di euro.
Si sapeva già, quindi, che la situazione finanziaria della
Regione era pesante, ciononostante, anziché mettere in campo una
rigorosa politica, si è attuata una politica di spesa corrente
che è sempre lievitata nel corso degli ultimi anni.
Questa situazione drammatica, onorevole Presidente, avrebbe
richiesto azioni strutturali di contenimento per consentire la
riduzione del debito ed il necessario spostamento di risorse
verso gli interventi per lo sviluppo dei settori produttivi e per
l'occupazione.
Ancor di più ciò è vero in considerazione del fatto che la
spesa per gli investimenti è determinante per la crescita della
nostra Regione. Clamorosa e quasi scandalosa, in questo contesto,
è la politica sanitaria.
Le disavventure giudiziarie del Presidente Cuffaro ruotano in
gran parte attorno alle vicende legate alla sanità. Se andiamo a
scavare meglio, oltre agli aspetti giudiziari, nel merito di
questi settori, troviamo che il disavanzo nella sanità era di
meno 375 milioni di euro nel 2002, di meno 460 milioni di euro
nel 2003, di ben 700 milioni di euro nel 2004 e gli indicatori
dicono che arriveremo a oltre 800 milioni di euro nel 2005.
Se andiamo a vedere gli impegni per le spese correnti nel 2003
- anno centrale. quindi estremamente indicativo nelle scelte
fatte dal Governo Cuffaro - vedremo che sono stati pari a 13.581
milioni di euro con un aumento del 12 per cento dovuto in gran
parte al settore della spesa sanitaria che da solo ha assorbito
in quell'anno ben 1.346 milioni di euro; senza l'impatto del
maggiore euro per il disavanzo del settore sanitario, le spese
correnti sarebbero aumentate soltanto dello 0,98 per cento.
Anche qui la domanda è d obbligo a tutti i colleghi, non solo
a quelli del Centro-Sinistra ma anche a quelli del Centro-Destra:
è servita questa politica dilatata ef in qualche misura fuori
controllo per migliorare la sanità in Sicilia?
Oggi la sanità siciliana è più efficace e più efficiente
rispetto al passato? Questa è la domanda di fondo alla quale
bisogna rispondere.
La nostra risposta è secca: certamente no.
Quello che registriamo è semmai una rottura del patto di
coesione sociale fra cittadino e Istituzione con l'introduzione
del ticket sul farmaceutico e diagnostica ed il taglio delle
risorse per l'ospedalità pubblica.
Queste misure, per altro, hanno ulteriormente aggravato le
condizioni di povertà di parte di popolazione mentre, per
converso, onorevoli colleghi della maggioranza, sono aumentate le
convenzioni private.
Sono peggiorati la leggibilità ed il controllo dei bilanci
delle aziende sanitarie - farmaceutiche, convenzioni esterne,
consulenze. Nel campo delle consulenze non riusciamo a
quantificare le risorse che la Regione ha destinato nel novero
delle consulenze: comitati, sottocomitati eccetera; si tratta di
decine e decine di milioni di euro.
Sono aumentati gli sprechi e i residui passivi con grande
vantaggio proprio di quella zona grigia dove si intrecciano
affari e politica e dove è più verosimile che ci sia anche una
pesante interferenza della organizzazione mafiosa.
Per di più, l'ammontare enorme dei residui passivi relativi al
settore sanitario costituisce una bomba ad orologeria per
l'intero sistema finanziario regionale, innescando forti tensioni
sociali e la tendenza, in crescita esponenziale da parte dei
creditori, di agire per le vie legali tempestando di decreti
ingiuntivi le aziende sanitarie - come tutti voi ben sapete -
vedi le segnalazioni fatte in tal senso da parte del Presidente
del TAR di Palermo.
Tocca assistere, così, ad un'emorragia di denaro pubblico la
cui causa principale è certamente riconducibile alle scelte
governative di dare corso, soprattutto a favore dei privati, a
spese che il nostro sistema sanitario non può permettersi,
giocando su artificiose manovre contabili che non possono
ripercuotersi in carenza d'equità, vera spia della condizione di
difficoltà del sistema sanitario regionale.
In Sicilia si registrano il 26,6 per cento di privati
convenzionati per ogni 100 mila abitanti; in Lombardia è pari al
6,6.
La discrasia nel 2004 si è fortemente accentuata a seguito
dell'entrata in vigore del decreto dell'Assessore per la sanità
contenente le direttive per l'accreditamento istituzionale delle
strutture sanitarie.
Questo provvedimento ha, infatti, dal mio punto di vista,
consentito il transito automatico nel nuovo regime di
accreditamento sia delle strutture sanitarie già pre-accreditate
nel medesimo provvedimento per la specialistica motoriale
esterna, gli ex convenzionati per intenderci, sia delle strutture
che hanno erogato servizi sanitari in regime di assistenza
indiretta.
Tutto ciò è avvenuto senza che l'assessorato abbia provveduto a
una preventiva analisi dei reali fabbisogni sanitari o un nuovo
accertamento dei requisiti strutturali, organizzativi e
tecnologici anzi il governo ha fatto di più autorizzando continue
proroghe per consentire l'adeguamento delle strutture legittimate
ad operare per conto del servizio sanitario regionale ai
requisiti richiesti.
Si è ampliata, così, la platea già rilevante rispetto alle
altre realtà regionali, delle strutture che operano con oneri
diretti a carico del Fondo sanitario regionale.
In questo contesto é apparsa, a noi ed a gran parte
dell'opinione pubblica, scandalosa la linea seguita dal governo
Cuffaro di riconfermare tutte le nomine dei vertici delle aziende
sanitarie locali, a cui andava addebitata la condizione di
sfascio nel settore sanità, a livello delle aziende periferiche.
Onorevole Presidente della Regione, quando si arriva a questo
punto, aumentando l'indebitamento complessivo della Regione, non
si può più far finta di niente. Qui non stiamo più parlando di
questo o di quell'altro Governo, non parliamo delle sorti di
questo o di quell'altro uomo politico della nostra Regione. No,
in queste condizioni stiamo pregiudicando il futuro, il lavoro
dei nostri figli, perché quel lavoro, se ci sarà, servirà
soltanto a pagare le follie che questo Governo ha fatto. E' per
tale ragione che abbiamo chiesto di fermare questa spirale
perversa, con atto di coraggio e serietà politica che a lei sono
mancati. E' la ragione per cui, più volte, le abbiamo chiesto di
dimettersi da Presidente della Regione.
Il governo Cuffaro, invece, sotto il peso di questo bilancio
ingessato, ha pensato di millantare: ricordate laspettacolare ed
efficientissima gestione dei Fondi europei di Agenda 2000 La
stampa siciliana parlava della capacità di spesa della nostra
Regione e dei Fondi, in modo straordinario.
Abbiamo già detto, in altre occasioni, che quegli atteggiamenti
scenografici, in quella occasione, non ci ingannavano, perché
erano annunci propagandistici che non potevano nascondere il
fatto che il Governo si era frapposto tra l'Europa ed i cittadini
siciliani, prendendo in ostaggio l'intera materia e sottraendola,
di fatto, al controllo parlamentare.
I dati forniti dalla Banca d'Italia, a questo proposito, sono
illuminanti. Le note annuali sull'andamento dell'economia
siciliana, come avete già letto, smentiscono purtroppo ogni
ottimismo, rivelano la realtà dei fatti ed oggi sono proprio gli
esponenti della maggioranza - a partire dal viceministro
dell'economia, onorevole Micciché -, di centro-destra, a lanciare
un preoccupato allarme sull'avvio dei POR.
SAMMARTINO E' diventato Ministro.
SPEZIALE E' vero Nel frattempo è diventato Ministro; gli
hanno dato un premio per i danni causati Infatti, il presidente
Cuffaro, si vuole ripresentare, perché più danni si procurano
alla Sicilia, più si viene premiati
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Speziale, se mi
convince, mi dimetto davvero
SPEZIALE Sarebbe salutare per la Sicilia, onorevole
Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, la verità é che dall'avvio dei POR i
pagamenti complessivi sono stati pari a 1,9 miliardi di euro, a
fronte di un totale di 8,4 miliardi di euro disponibili. Ciò vuol
dire che dall'inizio del programma ad oggi, quasi a due terzi del
cammino, la Regione é riuscita a spendere solo il 23 per cento
della dotazione finanziaria pubblica. Peraltro, i tecnici della
BankItalia fanno notare che entro il termine fissato per l'anno
scorso, sono stati effettuati pagamenti per circa 700 milioni di
euro, ma l'aumento rispetto al 2003 é stato appena del 10,2 per
cento.
Nel 2004, anche i semplici impegni di spesa, ammontavano
complessivamente a 3,5 miliardi, pari al 41,8 per cento della
dotazione finanziaria. Ma, attenzione Parliamo di impegni e non
di spesa effettiva, ferma appunto a un quarto della propria
disponibilità.
Esiste il serio rischio di perdere almeno 400 milioni di euro
per il meccanismo del cosiddetto disimpegno automatico . Il caso
più clamoroso é che il mancato avvio di procedure di spesa che
determina tali conseguenze automatiche, vede tra le voci ben 52
milioni di euro che la CRIAS, la cassa regionale per il credito
agli artigiani, avrebbe dovuto erogare ai piccoli imprenditori,
attraverso la misura 4.01, lo stesso vale per la pesca con 16
milioni di euro ancora congelati del 2005.
Potremmo continuare, ma i dati sono conosciuti e ben noti al
Governo.
Il risultato di tutto ciò, onorevole Presidente della Regione,
di cui lei si fa vanto, é che il PIL della Sicilia, nel 2004 é
cresciuto dello 0,7 per cento, rispetto all'1,3 per cento della
media delle regioni meridionali e che, come dicevo prima, nel
2005 la Sicilia registra un dato negativo e siamo in forte fase
recessiva.
A nostro avviso - ma il giudizio condiviso come lei sa e come i
colleghi sanno perché molti di loro avranno avuto il documento
firmato dalla Confindustria e da altri 17 associazioni di
categoria -, é stata proprio l'impostazione del governo Cuffaro,
con la coalizione delle diverse azioni dell'intero sistema della
Pubblica amministrazione, a determinare questo impasse della
gestione di Agenda 2000 e questa sofferenza dell'apparato
produttivo siciliano.
Ho notato che nell'asse che interessa i settori produttivi, e
cioè l'asse 4 sviluppo locale, impegni e spesa diminuiscono
sensibilmente quando si osservano le misure e le sottomisure di
più immediato riferimento al settore dell'industria, fino ad
arrivare a misure di milioni di euro non attivate.
Dopo la fine della Cassa per il Mezzogiorno e la fine della
Regione imprenditrice, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi del centrodestra, serviva un rapido e potente
coinvolgimento delle imprese siciliane, del suo tessuto
produttivo; una politica consortile capace di creare sinergie e
utilità di scala, filiere moderne ed efficaci, infrastrutture
utili.
In questa direzione, Agenda 2000 costituiva un'occasione
straordinaria di trasformazione dell'apparato produttivo
siciliano. Il dato del PIL unito alla spesa effettiva dei fondi
di Agenda 2000, le distrazioni verso le aziende e l'indebitamento
legato ad una politica sanitaria scriteriata, ci dicono che non è
stato così e che ciò esisterà finché avremo questa politica del
Governo Cuffaro.
Se il PIL nel 2004 è cresciuto soltanto dell'0,7 per cento e
l'occupazione aumenta dello 0,2 per cento, mi chiedo - così come
dovremmo fare tutti, ma in particolare noi che siamo la classe
dirigente -, cosa abbiano prodotto i fondi POR, visto che i
programmi dal 2000 ad oggi sono stati pari ad un miliardo e nove
milioni di euro.
E' verosimile ritenere che, forse, come rileva l'economista
Centorrino, siano stati assorbiti dalla crisi profonda
dell'economia siciliana che va ben al di là di quella che viene
rilevata dagli stessi indicatori economici.
Resta il fatto che - nonostante lodevoli eccezioni come il
comparto vitivinicolo dove si è registrata una ripresa
considerevole grazie al sostegno avuto durante i governi di
centro sinistra, a cui fa riscontro, oggi, una crisi spaventosa
del settore delle serre e dell'ortofrutta, che perdono il 18 per
cento di quote di mercato e settori come l'edilizia, dove
incidono i ridotti costi dei mutui, grazie all'euro e la ricerca
dei beni rifugio per i risparmi delle famiglia -, i risultati
sono davvero scoraggianti.
Il professore Busetta rilevava, qualche giorno fa su «La
Sicilia», che si fa la marcia del gambero', cioè due passi
avanti e quattro indietro, mentre il Governo regionale pare
essersi eclissato.
Non è il giudizio di un uomo politico di parte, è il giudizio
di un economista che parla a noi, e che dovrebbe parlare anche al
Governo regionale. E così continua: l'anno in corso si presenta
ancora peggio di quello trascorso . Questo dispone una riduzione
del PIL ben oltre lo 0,7 per cento, che pressupone meno 2,5 - 3
per cento in termini monetari, come è stato previsto dai
ricercatori del DISTE di Palermo, qualche giorno addietro.
La Sicilia si colloca a poco meno della metà del PIL della
media nazionale nel corso di questi anni. Onorevole Presidente
della Regione, ciò significa che non ci sono variazioni
importanti nelle variabili di rottura del sistema economico.
Qui sta la vostra grave responsabilità
Gli investimenti delle piccole imprese che sono stati il
tessuto connettivo su cui avete fondato il vostro consenso
sociale sono spaventosamente cadute e per il 2005 è programmato
un ulteriore calo.
Soltanto il 66 per cento delle aziende ha chiuso l'esercizio in
attivo e ben 2.300 aziende hanno chiuso i battenti, contro 1.600
nuove che si sono iscritte.
L'industria manifatturiera continua a rimanere
sottodimensionata rispetto alla nostra economia.
Il numero degli occupati complessivo continua a rimanere sotto
la quota di un milione e cinquecento mila posti occupati e non
riesce, nell'anno in corso, ad incrementarsi ed un terziario
arretrato assorbe circa il 70 per cento dell'occupazione
complessiva, nell'industria l'occupazione è scesa dell'0,8 per
cento. In una parola, dopo il rallentamento, la Sicilia di
Cuffaro, nel 2004, si è fermata.
Dopo tre anni di spaventoso rallentamento, nel 2004 la Sicilia
si è fermata e nel 2005 va indietro, come dice il professore
Busetta su Lwa Sicilia, si procede a passo di gambero.
E' la prima volta che ciò accade nella storia della nostra
regione, perché essa, come dicevo prima, appare ferma anche nel
2005, così il Governatore Cuffaro, che aveva ricevuto una Sicilia
più ricca ed in crescita, con notevoli prospettive e risorse
disponibili, ce la riconsegna più povera, smarrita, senza
sicurezza sul proprio futuro.
Tra i siciliani esiste la percezione netta che le future
generazioni vivranno peggio delle generazioni passate ed è una
percezione diffusa in tutti i settori.
Di fronte alla gravità di un quadro simile, chiediamo a questa
Assemblea di assumere, con senso di responsabilità, decisioni che
liberino l'orizzonte siciliano da un Governo che ha dimostrato,
con i numeri, una totale incapacità ad indicare un percorso per
uscire dalla crisi.
Le scelte di Cuffaro, la metodologia di Cuffaro hanno reso
impossibile suscitare energie, alimentare fiducia, recuperare
risorse umane e mezzi finanziari, porre la Sicilia al centro
della nuova politica meridionale nel Mediterraneo.
Il Governo Cuffaro si è dimostrato l'ultimo tentativo del
vecchio di difendere confusamente un mondo pasticciato di
privilegi del passato.
Le disavventure giudiziarie del Presidente Cuffaro sono un
aspetto di questa scelta, ma anche un ulteriore intralcio al
tentativo della Sicilia di trovare la via dell'innovazione e del
progresso.
Diciamo ciò all'intera Assemblea regionale siciliana; al di là
delle divergenze politiche, prendete atto che la condizione
economica della Sicilia è drammatica e che gli indicatori
mostrano una responsabilità precisa di questo Governo; non sono
soltanto quindi le vicende giudiziarie che aggravano il quadro ma
le condizioni e le scelte...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la invito a concludere.
SPEZIALE Signor Presidente sono trascorsi trenta minuti e
trenta secondi, lei è precisissimo Tra trenta secondi concludo
il mio intervento.
Non riguardano, quindi, soltanto le responsabilità che possano
avere screditato pure il prestigio, la funzione, il ruolo del
Presidente della Regione, ma è nelle scelte economiche che il
Governo Cuffaro è mancato; quelle scelte che sono state indicate
più volte dall'opposizione, dalle associazioni imprenditoriali,
dai sindacati che chiedevano un contesto diverso, un certo grado
di rigore, di certezza e di legalità gravemente compromessi dalle
condizioni e dalle scelte del Governo Cuffaro.
Onorevole Presidente della Regione, onorevole Presidente
dell'Assemblea, sta qui, in queste nostre considerazioni - che
saranno irrobustite dall'intervento di altri colleghi del centro
sinistra -, la ragione principale per cui chiediamo di votare la
mozione di sfiducia ed abbiamo chiesto le dimissioni del
Presidente della Regione.
La Sicilia non può più vivere un ulteriore anno di precarietà,
con litigi interni alla maggioranza, con contrapposizioni interne
alla maggioranza, con una precarietà di scelte e con il fatto che
tutti sanno che la prossima Finanziaria potrà essere un'ulteriore
finanziaria di spesa che pregiudicherà il bilancio e le
prospettive di questa Regione.
E' necessario liberare il campo, onorevole Presidente della
Regione, e procedere profondamente ad un rapido rinnovamento
della politica regionale e ciò lo si può ottenere soltanto
restituendo ai siciliani il diritto di scegliere una nuova classe
dirigente, quindi, con le sue dimissioni e con nuove elezioni per
un nuovo Parlamento ed un nuovo Governo in Sicilia.
PRESIDENTE Grazie onorevole Speziale, anche per la precisione
nei tempi.
Onorevoli colleghi anche per meglio disciplinare i lavori
dell'Assemblea, nell'arco della durata dell'intervento
dell'onorevole Acierno, già iscritto a parlare, chi volesse può
ancora iscriversi, dopodiché dichiarerò chiuse le iscrizioni a
parlare.
Comunico che sono iscritti a parlare gli onorevoli Barbagallo,
Raiti, Ortisi, Sbona, Ferro, Miccichè, Forgione, Cracolici, Dina,
Formica, Misuraca, Savarino, Leanza, Sanzeri, Spampinato,
Antinoro e Mancuso.
Non essendoci altre richieste, dichiaro chiuse le iscrizioni a
parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, volendo attenermi al documento che è
oggetto di questo dibattito, credo sia importante soffermarsi sul
senso che i Gruppi parlamentari del centro-sinistra hanno voluto
dare scrivendo questa mozione, che sembrerebbe, formalmente e
principalmente, occuparsi dei temi della sanità, addebitando alla
nomina dei manager una responsabilità del Presidente della
Regione nell'aver, probabilmente a loro vedere, sbagliato la
scelta degli uomini, come se questo centro-sinistra non
conoscesse il problema sanità, come se questo centro-sinistra non
conoscesse, avendo governato lo Stato per cinque anni e avendo
anche governato recentemente la terra di Sicilia per un anno,
qual è il vero problema del sistema sanitario.
Ciò che dispiace nel leggere questo documento, che avrebbe
voluto avere una parvenza di critica politica, e in quanto a ciò
ha addebitato al Governo e quindi al suo diretto responsabile, il
Presidente, una incapacità politica di amministrare la nostra
Sicilia, è rilevare che, siccome il lupo perde il pelo, ma non
il vizio', coloro che lo hanno redatto non hanno saputo
rinunciare, alla fine, a entrare anche nel merito delle vicende
giudiziarie del nostro Presidente. Vicende che sono già state
discusse in questo Parlamento, vicende che sono già state
assolutamente dichiarate non fondamentali per arrivare ad una
mozione di sfiducia.
I firmatari della mozione di sfiducia, in maniera molto
ipocrita, partono da un principio, nel momento in cui dicono
fermo restando la presunzione di innocenza'. Noi sappiano bene
che in alcuni ambienti dell'estrema sinistra la presunzione di
innocenza non è un principio che contraddistingue i loro valori,
infatti, per loro un avviso di garanzia equivale ad una condanna,
per loro la giustizia è colpevolezza, invece, in terra di Sicilia
abbiamo avuto esempi eclatanti, come quando fu arrestato il
presidente della provincia di Palermo, onorevole Musotto, il
quale fu messo in galera, fu costretto a dimettersi da Presidente
della provincia per essere sempre ampiamente assolto dalle accuse
che la Procura di Palermo gli aveva mosso.
Mi rendo conto, però, che la sinistra non perde occasione di
rinunciare a quello che per me - l'ho sempre detto in più
occasioni in quest'Aula - è il loro dovere, cioè quello di
proporre un'alternativa, perché l'opposizione deve sì fare
critica, ma deve essere anche propositiva. Invece, alla fine,
spesso l'unica cosa che sanno fare, purtroppo, è attaccare le
vicende giudiziarie.
Ma chi di noi, facendo politica in terra di Sicilia, può avere
certezza di non trovarsi, domani, chiamato a rispondere di una
presunzione di reato sol perché ha girato per la terra di
Sicilia in campagna elettorale? A quanti di noi è accaduto di
incontrare persone, di salutare persone e poi sentirsi dire che
un incontro, un rapporto di amicizia che, per esempio, nasce dai
tempi di scuola, si configura come reato?
Ma sapete qual è la verità? A me non piace menzionare le
statistiche, ma le statistiche dicono che oltre il 50 per cento
delle persone che hanno subito la carcerazione preventiva per
reati di mafia, non sono state neanche rinviate a giudizio ed un
altro 50 per cento, che è stato invece rinviato a giudizio, alla
fine, è sempre stato assolto.
Ciò non vuol dire, stiamo attenti, che io penso che la mafia
non sia un problema; non solo lo penso, ma sono certo che in
questi anni, dall'inizio di questa legislatura, questa
maggioranza, non abbia mai prodotto neanche un atto che, in
qualunque modo potesse favorire le attività criminali o, quanto
meno, la mafia.
Certo, non c'è dubbio, che noi del centro-destra siamo per
natura mafiosi, perché vige una regola in questo Paese: chi non è
a Sinistra, non è colto; chi non è a Sinistra, e, quindi, non
viene annoverato tra quelli che dicono di fare lotta alla mafia,
automaticamente è mafioso Ma la verità è che bisognerebbe avere
il coraggio di andare a vedere cosa significa attività
antimafia'.
Vorrei raccontare un fatto vero: Palermo è stata governata per
tanti anni dal sindaco Orlando, il quale, soltanto negli ultimi
anni del governo di questa città, è riuscito a presentare un
Piano Regolatore che violava le leggi, in quanto le leggi
regionali sui piani regolatori prevedevano che questi piani
dovessero avere una cartografia minima a 2.000. L'allora sindaco
Orlando presentò la cartografia del nuovo Piano regolatore su
scala a 5.000, violando una delle norme che prevedevano la
decadenza del sindaco.
Il sindaco Orlando, non solo non fu dichiarato decaduto, ma
quel Piano Regolatore fu dichiarato ammissibile.
Allora, cosa è mafia? Credo che mafia non sia soltanto spaccio
di stupefacenti, estorsione, omicidio, ma anche la
prevaricazione delle norme, mafia è quando qualcuno pensa di
potersi sostituire allo Stato. L'anti-Stato è mafia.
E quando il sindaco Orlando salì a Pizzo Sella per demolire una
struttura abusiva, rispetto alle case ivi costruite che non sono
affatto abusive, lasciando gli sfabbricidi' su quella
montagna, considerato reato di inquinamento ambientale, nessuno
lo perseguì. Allora, non è mafia questa? Non è arroganza mafiosa
dire cose che non sono, fare credere quello che non è?
Non c'è dubbio che sia troppo semplice addebitare al presidente
Cuffaro l'illegittimità - come usano dire i nostri colleghi
dell'opposizione in questa mozione -, l'inadeguatezza a
governare.
Come si può fare ciò ad un Presidente della Regione eletto dal
popolo e non dal Parlamento, come accadde alcuni anni fa ad un
Presidente della Regione del centro-sinistra che, oggi, con il
suo Gruppo è firmatario della mozione di sfiducia nei confronti
dell'onorevole Cuffaro; come può quest'uomo non ricordare che
quando lui era Presidente di questa Regione, Cuffaro lo nominò
assessore.
Evidentemente, onorevole Presidente Cuffaro, lei prima non era
inadeguato a governare perché il centro-sinistra l'ha ritenuto
adeguatissimo a governare questa nostra Regione. Certamente
qualcosa deve essere cambiata da allora ad oggi.
Ciò che dispiace, onorevole Presidente, è che nessuno ricorda,
rispetto all'ottima attività amministrativa e soprattutto
politica, che lei è tra i pochi Presidenti del centro-destra
eletti nel 2001, che ripresentandosi al corpo elettorale per le
elezioni europee, ha riconfermato il consenso dei siciliani,
facendosi formalmente eleggere al Parlamento europeo.
Devo dirle che per me è stata un'ulteriore conferma di quello
che ho sempre pensato di lei; nel momento in cui, un uomo, un
padre davanti a vicende che possono interferire anche con la
sfera del privato avrebbe potuto scegliere, con legittimazione,
il Parlamento europeo, visto che erano stati proprio i siciliani
a votarla al Parlamento europeo.
Lei ha scelto di restare a governare la Sicilia, dimostrando un
grande rispetto nei confronti del popolo siciliano e tutto questo
non le può essere disconosciuto, non può essere dimenticato,
perché credo che se un giorno ad un altro Presidente dovesse
succedere di poter optare, come ha avuto modo di fare lei, sono
convinto che farebbe una scelta diversa.
Ho voluto ricordarle ciò, perché è servito a me personalmente,
onorevole Presidente, per continuare a confermarle la fiducia che
le voglio continuare a confermare stasera; voglio però
sottolinearle, in maniera assolutamente costruttiva, anche un
altro fatto, in quanto lo ritengo opportuno, nei confronti di
questa Terra, per le cose che vogliono i nostri cittadini e non
per le cose che scrive il centro-sinistra.
Vede, onorevole Presidente, noi abbiamo varato la nuova legge
elettorale e lei sa bene che la mia posizione, quella del Gruppo
parlamentare cui appartengo è sempre stata estremamente critica
e, le garantisco, non per lo sbarramento, non per vicende legate
più o meno al listino, ma perché ho sempre pensato che se c'è una
classe politica vera che vuole veramente affrontare i problemi
della Sicilia, la legge elettorale poteva essere uno degli
strumenti utili.
Non v'è dubbio che molto spesso il sistema proporzionale, la
preferenza unica del candidato, purtroppo, porta i candidati alla
frenetica ricerca del consenso, del convincimento del singolo ad
andare a scrivere quel cognome nella scheda elettorale e questo
porta, ogni tanto, all'impazzimento', porta alcuni a scegliere
la via sbagliata, crea il problema delle connivenze.
Non v'è dubbio che avremmo dovuto prendere coscienza di questo,
perché rinunziare anche per un periodo ad un sistema di tipo
proporzionale poteva essere funzionale ad evitare che ci fosse un
rapporto tra singoli e singoli; delegare di nuovo i partiti ad
assumere quel ruolo che devono sempre di più avere nei confronti
dei rapporti con la società e con l'elettore sarebbe stata una
scelta importante, ma purtroppo questo Parlamento ha voluto
guardare le cose sotto il profilo dell'interesse del singolo
deputato rispetto al singolo collegio elettorale producendo, alla
fine, purtroppo, onorevole Presidente, una legge catastrofica.
Io ho già inviato una lettera a tutti i Presidenti dei Gruppi
parlamentari di maggioranza e di opposizione, perché ciò che
manca, oggi, al testo della legge elettorale, al di là delle
quote di sesso, al di là degli sbarramenti al cinque per cento,
al di là di tutto, è la certezza, la garanzia che, domani, chi
vince le elezioni regionali avrà una maggioranza qualificata in
questo Parlamento e questo è un dato che non dobbiamo sottacere,
in quanto non è più una questione privata, ma di governabilità
della nostra Terra, chiunque vinca.
Questa legge, onorevole Presidente, non garantisce alcun premio
di maggioranza; questa legge in presenza di più candidati può far
sì che la coalizione vincente arrivi in questo Parlamento con
meno di 45 deputati.
Cosa succederà, allora? Come si governerà questa nostra terra
di Sicilia con tutti i problemi che già oggi tutti noi
conosciamo? Come si farà domani? Chi si assumerà questa
responsabilità? Perché il legislatore non può avere la
lungimiranza di scrivere una norma pensando che con tale norma
risolve il suo problema. Quando si fanno le norme bisogna avere
la serenità e la serietà di pensare a chi verrà dopo di noi e
lasciare una traccia positiva, signor Presidente.
A conclusione di questo mio intervento, Presidente, non posso
non ricordarle che questa è una legislatura atipica rispetto alle
altre, perché è la prima legislatura in cui il Governo non si
forma dentro quest'Aula - dove magari l'inadempienza o
l'incapacità di un singolo Assessore non può essere censurata - e
quindi qualunque problema ricade sul Presidente. E a mio avviso
il Presidente non deve più sottacere in primo luogo lo stile che
deve contraddistinguere i nostri rappresentati di Giunta. Vorrei
che l'onorevole Speziale non avesse più la possibilità, parlando
in quest'Aula, di sorridere davanti alle liti che gli Assessori
portano sulle pagine dei giornali.
Non vorrei più sentirmi dire che non abbiamo avuto la capacità
di fare le stazioni uniche appaltanti. Il 25 maggio sono scaduti
i termini e non abbiamo avuto la capacità di formare le stazioni
uniche appaltanti, e pubblichiamo nella Gazzetta regionale che i
Comuni possono inviare i bandi di appalto direttamente
all'Assessore per i lavori pubblici.
Presidente, queste sono cose che non abbiamo mai approvato
nella legge sugli appalti, e vorrei invitarla ad un'altra
riflessione, perché è troppo semplice ogni volta che dobbiamo
tentare di ammodernare questa Sicilia sentirsi dire da questo o
quell'Assessore: se non si fa così mi dimetto'.
Presidente, non può essere più questo il metodo O si passa
attraverso un confronto politico con i Gruppi parlamentari o
questi Assessori si devono dimettere, perché il metodo non può
più essere questo, perché abbiamo governato bene e ci siamo fatti
confermare la nostra azione di Governo dai dati elettorali.
Il centrodestra in Sicilia, dopo quattro anni, continua ad
essere maggioranza. Non corriamo il rischio di continuare a
fornire armi al centrosinistra per far crescere un consenso, che
diventa soltanto un consenso di facciata, perché poi i loro
contenuti sono sempre gli stessi, non cambieranno mai. Leggo
testualmente: valutato che l'onorevole Cuffaro non è adeguato al
compito di governare la Regione anche per la delegittimazione che
emerge dalla sua vicenda giudiziaria .. .
Questo è il centrosinistra in Sicilia e rimane questo
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione
di sfiducia è un atto dovuto nei confronti di un Governo che,
secondo il nostro punto di vista, ha inciso negativamente nel
sistema economico, ma anche nel costume e nella cultura dei
cittadini.
Il cuffarismo - lo dico senza atteggiamenti di mancanza di
rispetto nei confronti del Presidente sul piano personale - sta
incidendo nel tessuto sociale, prima ancora che nel sistema
produttivo.
D'altra parte lo stesso Presidente, subito dopo le elezioni
regionali, ebbe a dire che il centrodestra in Italia aveva perso
perché c'era poco cuffarismo nello stile dei colleghi che fanno
politica nel resto del Paese, intendendo per cuffarismo una
pratica di rapporto con i cittadini che lo portava a definirsi un
imprenditore del consenso.
Noi abbiamo qualche dubbio su questo modo di fare politica,
poiché in questi anni è stata privilegiata l'attività di breve
periodo, perpetuando una logica di piccoli scambi, molto
praticati e redditizi dal punto di vista del consenso.
E' mancata la progettualità. La politica non può essere intesa
come una scambio quotidiano; fare politica vuol dire seminare
oggi per raccogliere domani, anche se a seminare dovessero essere
altri, guai a non avere una prospettiva, a non indicare una
strategia, un disegno complessivo per qualsiasi territorio.
Il centrodestra si è assunto un altro compito in questo periodo
in Sicilia, che è quello di promuovere una Sicilia che non c'è.
L'ordine è stato di invertire la rotta. Basta inchieste sulla
cultura della legalità, basta inchieste sul sottosviluppo, basta
inchieste sul clientelismo - che rimangono i veri mali della
nostra terra - ma soltanto immagini positive, addolcite,
modificate da una propaganda che non ha riscontro con la realtà.
I commenti positivi che il Presidente giustamente esprime dal
suo punto di vista sull'andamento dell'economia non sono
sostenuti né dai dati sull'occupazione - ma probabilmente dai
dati sulla disoccupazione - né da quelli sul prodotto interno
lordo.
Il tasso di disoccupazione in Sicilia è sceso, qualcuno
addirittura sostiene al 16,2% (eravamo al 20, 21%), ma
l'occupazione non è proporzionalmente cresciuta, siamo fermi al
41,1% (in Italia al 57,3%, nel sud al 46%).
La diminuzione del tasso di disoccupazione è dovuta, in gran
parte, all'emigrazione e non all'aumento delle unità di lavoro.
Non riusciamo purtroppo a trattenere i giovani, i quali sono
costretti a cercare altrove il lavoro che non trovano più nella
loro terra.
Sui dati soprarichiamati incidono, inoltre, i cosiddetti figli
della flessibilità : lavoratori interinali, impiegati dei call
center, LSU e precari vari. Per questi lavoratori l'incertezza
dell'occupazione si trasforma in incertezza del futuro e spesso
anche in povertà del presente.
SAMMARTINO Tutti i precari sono nati con le leggi nazionali
del centrosinistra, ricordiamolo.
BARBAGALLO Non voglio rispondere perché dovrei dire che i
primi diecimila contratti di diritto privato si sono fatti con il
Governo Capodicasa, con l'assessore Papania, però non mi va di
fare una polemica con i colleghi. Ognuno sviluppa il suo
ragionamento e poi ciascuno di noi risponde delle cose che dice.
SAMMARTINO La precarietà del lavoro in Italia l'avete fatta
voi.
BARBAGALLO Eurostat, nel suo annuario statistico, ha
evidenziato che Campania, Calabria e Sicilia registrano uno dei
più bassi tassi di occupazione in Europa, mentre Lombardia,
Emilia Romagna e Valle d'Aosta sono nel gruppo di testa delle
regioni dell'Unione Europea per quanto riguarda la ricchezza
delle famiglie. Per ultimo il dossier della Caritas ha confermato
che la Sicilia, insieme alla Calabria, è la regione con le
famiglie più povere del Paese. In tali condizioni è chiaro che
non ha più senso parlare di cifre nazionali della disoccupazione.
La Sicilia è un caso particolare e c'è un rischio Sicilia che
non viene percepito, secondo me, in maniera adeguata dall'attuale
classe dirigente.
La questione Nord-Sud va affrontata subito. Se si va avanti
così il Mezzogiorno non potrà che diventare sempre più povero e
più lontano dal resto del Paese.
L'andamento del reddito prodotto nel 2004 non è stato positivo.
Dopo un 2003 che ha visto una crescita spontanea di un punto
percentuale in più rispetto al resto del Paese (1,8 contro 0,3%),
il 2004 si è chiuso con un incremento dello 0,8% rispetto
all'1,2% della media italiana e le previsioni per il 2005 non
sono confortanti poiché dai dati del rapporto della Fondazione
Dista-Curella si evidenzia che si potrà crescere dell'1,1% a
fronte di una crescita media del Paese dell'1,6%.
I dati del 2003 sono stati determinati, come il Presidente ben
conosce, dai rendimenti del settore agricolo, che ha registrato
un aumento eccezionale ma assolutamente congiunturale.
Si può ricordare, a tal riguardo, che gli addetti
all'agricoltura, nonostante la crescita del 2003, sono diminuiti
del 6,8%. L'altro indice positivo si è registrato nel volume di
affari delle banche. Entrambi i settori, tuttavia, non hanno
determinato una crescita reale dell'economia siciliana.
Il volume di investimenti effettuati con i fondi di Agenda 2000
avrebbe dovuto determinare una crescita e uno sviluppo maggiore.
Le risorse, purtroppo, sono state spese per sostituire
investimenti che Stato e Regione non finanziano più, senza una
specifica programmazione e con estrema frammentarietà degli
obiettivi. La sofferenza del sistema economico siciliano dipende
anche dal fatto anche che non si realizzano le riforme necessarie
e strutturali.
A 4 anni dall'inizio della legislatura non è stata ancora
approvata nessuna legge di settore. Si pensi - solo per
ricordarne alcune - alla legge sul turismo, che mi hanno detto è
stata esitata proprio in questo giorni dalla IV Commissione, a
quella della formazione professionale, alla legge sul trasporto
locale, agli interventi per i beni culturali e addirittura alla
legge di recepimento della legge n. 183/89 sulla difesa del
suolo. Per non parlare del debito di 3226 milioni di euro, che
rimane, per i mutui contratti con le banche, oppure del fatto che
nel bilancio della Regione non è stato accantonato un euro per
nuove iniziative legislative.
Le domande per l'efficienza e l'efficacia del Governo Cuffaro
sono anche altre: i pendolari viaggiano meglio sui treni
siciliani? La sanità funziona? L'inquinamento delle nostre città
è diminuito? La formazione professionale apre le porte per nuove
occasioni di lavoro? Gli aiuti alle attività produttive e
all'edilizia economica e popolare sono sufficienti e tempestive?
Siamo purtroppo in presenza di un governo regionale che
annuncia ogni giorno, vanamente, nuove infrastrutture mentre la
mobilità è sempre più difficile ed insopportabile.
Su tutte queste questioni la differenza fra la regione che il
centrodestra vuole rappresentare e la regione reale è clamorosa.
I siciliani si sentono delusi, traditi, volevano efficienza,
modernizzazione, defiscalizzazione, ed invece si sono trovati più
tasse, tickets sui medicinali e sul pronto soccorso, una regione
inefficiente, tagli alle categorie produttive ed agli enti
locali.
Siamo preoccupati perché la crescita e lo sviluppo dell'area
mediterranea potrebbero offrire alla Sicilia - la cui funzione,
anche per la posizione geografica di cui gode, è estremamente
importante - una ulteriore occasione di crescita in un momento
nel quale la stessa mostra vistosi segni di arretramento rispetto
al contesto nazionale.
Un'occasione ulteriore per riprendere il nostro cammino con
maggiore certezza e con chiari obiettivi. Guai a non cogliere
questo appuntamento del 2010
Siamo consapevoli che le politiche dell'attuale Governo,
tuttavia, hanno dato luogo ad una crisi che non ha riscontro né
precedenti nella storia passata, perché è una crisi che va al di
là del fatto economico ed invece si allarga al complessivo modo
di essere e di rapportarsi con la realtà economica e sociale
nella quale si vive una crisi che rischia di produrre uno dei
peggiori modelli possibili, una crisi che ha bisogno di una
risposta di governo all'altezza delle sfide che la stessa pone,
un Governo che si faccia portatore di un modello nel quale
credere e sul quale spingere ciascuno di noi a misurarsi.
In poche battute, una crisi che non si governa con immagini
false, non si governa in carenza, se non addirittura, in assenza
di capacità di essere in primo luogo portatori di valori, uomini
con le carte in regola, come ci ricorda Piersanti Mattarella, e
poi portatori di un disegno chiaro, fatto di contenuti
praticabili e scelte sostenibili per amministrare il presente e
progettare il futuro.
Non possiamo rassegnarci e restare prigionieri di un circolo
vizioso che collega la carenza di cultura della legalità e il
sottosviluppo economico.
Abbiamo bisogno di venire fuori dal tunnel di una condizione
che esalta in termini assolutamente negativi la nostra
marginalità. Abbiamo il diritto, ma anche il dovere, di credere,
credere che sia possibile trovare una strada che ci permetta di
riallacciare il filo della speranza.
Per fortuna le promesse del centrodestra non fanno più presa. I
cittadini hanno capito bene che il piatto piange e le promesse
non mantenute sono troppe. Gli esiti di tutte le più recenti
consultazioni elettorali manifestano una chiara inversione di
tendenza.
Anche in Sicilia è possibile avere una nuova classe dirigente.
In una realtà come quella siciliana diventano, a nostro parere,
importantissimi i processi di selezione della classe dirigente e
la valorizzazione della biografia del personale politico.
La grave crisi di valori che oggi ci affligge ha portato la
politica ad avvitarsi su stessa, non si cerca il potere per fare
politica ma si fa politica per cercare il potere. La politica
deve ritornare ad essere impegno per gli interessi generali,
anche attraverso il recupero della tensione etica e delle
motivazioni culturali.
In Sicilia è ancora centrale la questione morale. La classe
dirigente deve avere un supplemento di rigore e di intransigenza
nei comportamenti politici e in tutte le sue attività, la
credibilità della nostra classe politica è essenziale per potere
rivendicare il ruolo che alla Sicilia compete nel panorama
nazionale ed europeo.
La Regione, come ricordavo poc'anzi e come diceva Piersanti
Mattarella, deve presentarsi con le carte in regola per
pretendere rispetto da parte degli altri. Dobbiamo evitare
qualsiasi dubbio sulle scelte istituzionali e sullo stile di vita
dei rappresentanti politici siciliani. Resta ancora molto da
fare, in proposito, in una realtà nella quale la mafia esiste ed
è viva e vegeta, con un forte controllo del territorio e un
inesauribile serbatoio nella delinquenza minorile.
Per modernizzare la Sicilia è necessario combattere la mafia,
non solo come organizzazione criminale ma anche come forma
mentis, sin dalla più giovane età e nelle classi dirigenti degli
amministratori come rifiuto di ogni corruzione.
Occorre battersi per l'adozione di strumenti di trasparenza
nell'azione amministrativa e rifiutare talune logiche spartitorie
che hanno deteriorato il costume della nostra regione.
Certo il quadro richiamato è oggettivamente critico. Sembra
quasi che non sia possibile cambiare. Non ci credono più neppure
i cittadini, forse neppure la cosiddetta classe dirigente. Pochi
hanno fiducia, nessuno scommette sul futuro.
Si cercano privilegi e favori, prevale la difesa dello status
quo, una visione statica e non progettuale della politica. I
giovani non si fidano più dei politici disposti a fare solo
clientelismo; eppure è possibile sperare in una Sicilia diversa.
Il futuro della Sicilia sarà come noi vogliamo che sia, perché
il domani dipende dalle nostre scelte di oggi. In politica
prevedere non è accettazione passiva di un futuro che si vede
arrivare, bensì capacità di interpretare, orientare e guidare il
cambiamento, grazie ad una serie di scelte coraggiose, da
maturare tutte insieme, se è possibile, attraverso il dialogo ed
il confronto.
Chiunque opera in politica deve avere fiducia nel cambiamento,
deve credere in una politica nuova.
Noi abbiamo presentato la mozione di sfiducia essendo convinti
dell'esito stesso della mozione di sfiducia, però questa è stata
l'occasione per potere dire che ci sono tante cose da fare ancora
in Sicilia. E sono amaramente sorpreso di notare che, anziché
impegnarci sulle cose da fare ed i problemi da risolvere, in
questi giorni si discute delle candidature e della data delle
elezioni regionali.
Le elezioni regionali non si vincono con i tatticismi
esasperati, con i calcoli elettorali, con le furbizie. Le
elezioni regionali si vincono sulla base delle scelte assunte,
sui comportamenti avuti, sulla capacità di dimostrare che c'é un
governo all'altezza dei propri compiti.
Noi siamo convinti che questo governo sta producendo danni alla
Sicilia e per questo speriamo che il Presidente della Regione
rinunci alla sua carica al più presto, senza giocare sulla data
delle elezioni.
FORGIONE E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE Signor presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, non pensiamo che il dibattito su
questa mozione di sfiducia, il cui esito nel voto finale non
vorremmo considerare scontato, sia un fatto rituale o inutile.
Lo abbiamo fortemente voluto, c'è stata una prima mozione
presentata da Rifondazione comunista, poi un'altra firmata da
sette deputati, poi ancora questa firmata da tutto il
centrosinistra. Lo abbiamo voluto e lo consideriamo un momento
centrale nella vita di questo Parlamento, per le ragioni che lo
motivano e per come vorremmo che questo dibattito fosse vissuto
da domani - visto che fino ad oggi non é stato così -, fuori da
questa Aula, nella ricostruzione di un diverso rapporto tra la
politica, la società civile e le istituzioni.
Da cosa può rigenerarsi la politica, che è malata e in una
crisi molto profonda, nella nostra Regione se non dalla
ricostruzione di un rapporto trasparente tra domanda e bisogni
sociali, diritti universali e una nuova etica pubblica?
Non sarò ipocrita; non abbiamo firmato questa mozione di
sfiducia per discutere della crisi sociale e occupazionale - che
pure c'è -; dei nuovi flussi di emigrazione che sono ripresi in
questa terra; della crisi finanziaria della Regione che é sotto
gli occhi di tutti e lei e il suo governo, presidente della
Regione, ne siete i primi responsabili; del fallimento della
programmazione, che rischia di farci perdere le risorse
dell'Unione Europea, ed il balletto di queste ore interno al
governo parla da solo del vostro fallimento. Ed ancora, dello
sfascio della sanità, delle politiche del territorio,
dell'immoralità, della spartizioni per correnti e per sotto
correnti dei partiti dei vertici dell'amministrazione regionale;
potrei continuare, ma di queste cose hanno già parlato
l'onorevole Speziale e l'onorevole Barbagallo.
Presidente Cuffaro, le ragioni vere di questa mozione e di
questo dibattito si chiamano rapporti tra mafia e politica:
l'intreccio tra la questione morale e la questione democratica,
che in Sicilia ha un coinvitato di pietra che si chiama Cosa
nostra , con la sua pervasività, il suo penetrare in tutte le
pieghe della società, il suo ruolo egemone in un blocco sociale
in cui la bramosia affaristica dei ceti dirigenti e di parte del
mondo imprenditoriale prefigurano una vera e propria borghesia
mafiosa.
La ragione di questo dibattito sta nell'interrogarsi da parte
di gran parte della società siciliana sulla natura della politica
e del potere in Sicilia, sulla doppiezza delle Istituzioni, sulla
doppiezza di settori della Pubblica Amministrazione.
E' un tema nostro, vedete colleghi, della politica e non della
magistratura.
La sua vicenda giudiziaria, onorevole Presidente, al cui
fondamento emerge un'articolata rete di relazioni, di collusioni,
non é un suo fatto privato, come spesso si accredita anche in
settori diversi del centrodestra, per quanto mi riguarda è il più
grande fatto pubblico della storia politica siciliana degli
ultimi venti anni.
E' la prima volta che un Presidente della Regione si trova
sotto processo per favoreggiamento alla mafia. Saprà cosa fare
lei, ed é un suo diritto difendersi e dimostrare la sua
estraneità, e noi ed io personalmente glielo auguriamo
sinceramente, ma siamo di fronte ad un fatto enorme dal punto di
vista politico e pubblico, per la democrazia, per la legittimità
morale delle Istituzioni e del Governo in Sicilia.
Il favoreggiamo ad un imprenditore come Aiello, che già nel '93
veniva citato nei pizzini che Totò Riina aveva in tasca il 15
gennaio al momento del suo arresto, non è frutto dell'azione
privata di un cittadino, ma di un Presidente della Regione che
riceve e scambia favori. Alla fine la verità giudiziaria verrà a
galla
E se questo diventa sistema nel reticolo di rapporti tra uomini
riconducibili alla sua struttura politica, ci sarà una ragione e
ci sarà una ragione se è già acquisito processualmente, anche con
alcune sentenze, che l'ex assessore alla sanità di Palermo,
Miceli, da lei nominato presidente della più grande società
pubblica mista della nostra Regione, la Multiservizi, era
contemporaneamente al servizio del boss di Brancaccio,
Guttadauro.
E ci sarà un motivo se sempre in questo reticolo di rapporti e
relazioni l'onorevole Borzacchelli, altro pilastro della sua
struttura politica, da oltre un anno non siede più tra questi
banchi.
E non sarà un caso se il capogruppo del suo partito a Bagheria,
il signor Rotondo, era anche il direttore sanitario della stessa
clinica di Aiello, e sarà un problema se in quella clinica
lavorava la fidanzata di quel Matteo Messina Denaro che da oltre
dieci anni è il secondo più pericoloso latitante d'Italia, che
pare - assieme a Bernardo Provenzano - ha trascorso in quella
clinica parte della sua latitanza.
Cari colleghi, ci sarà un nesso tra questo grumo di interessi e
di relazioni e il fatto che quella clinica privata mangiava
centinaia di miliardi della Regione.
Non si prova nessun imbarazzo a firmare la convenzione con
l'amministrazione giudiziaria della clinica e vedere che i costi
delle prestazioni si sono abbattuti di circa il 50% rispetto a
quando il tabellario veniva trattato invece nei retrobottega di
Bagheria, o per le mediazioni di alcuni deputati di questa nostra
Assemblea regionale, direttamente con Aiello?
Ecco di cosa parliamo: della gestione della cosa pubblica,
delle privatizzazioni, del diritto alla salute, delle risposte da
dare ai problemi della gente e di come questi, dentro un
meccanismo rigenerato di scambio, diventano il terreno di una
nuova saldatura tra mafia, politica ed imprese.
E che dire delle vicende che emergono anche attorno
all'onorevole Cintola, al quale è stata affidata la gestione del
bilancio della Regione? Già dalla relazione di Franchetti e
Sonnino di oltre un secolo fa, a fondamento dello scambio tra
mafia e politica, ci sta la gestione delle risorse e dei fondi
pubblici, da quello che sta emergendo con mezze ammissioni e
mezze verità, sono sempre scelte casuali quelle che si compiono?
E che ne è della vicenda giudiziaria dell'ex Presidente della
Commissione Sanità, onorevole Lo Giudice?
Abbiamo perso anche la memoria in questa corsa
all'assuefazione, o se volete, in alcuni settori, anche alla
rimozione.
Questo dibattito era necessario, anzi forse è tardivo essendo
quasi a fine legislatura. Ma davvero potete pensare che questa
società siciliana assorba tutto? Che siete riusciti ad abbattere
tutti gli anticorpi culturali e sociali contro il degrado della
politica e del potere?
La cosa che più inquieta è la normalità delle vostre relazioni,
l'organicità delle vostre collusioni, la ramificazione dei vostri
rapporti su cui ormai sono state scritte migliaia e migliaia di
pagine di atti giudiziari, prime sentenze, ordinanze di rinvio a
giudizio, atti processuali.
Non si può sempre rispondere Sì è vero ma non sapevo. Sì è
vero ma non conoscevo .
Mentre parliamo ci sono agenzie che stanno battendo nuove
notizie sui rapporti tra Miceli ed alcuni settori oscuri della
massoneria e il responsabile della task force della Presidenza
della Regione.
Come non capire che la permanenza di questo Governo tiene la
Sicilia in una condizione di permanente dibattito sulla questione
morale e sui rapporti tra mafia e politica
Queste zone d'ombra, sulle quali ormai, però, sono accese
troppe luci, oscurano la legittimità democratica delle
istituzioni e inviano un messaggio inquietante alla società
siciliana.
Se tutto è lecito, perché ribellarsi? Se lo può chiedere un
imprenditore, un commerciante, un giovane, un burocrate
regionale. Se i nemici sono coloro che si battono per la
legalità, perché ribellarsi a questo sistema?
La politica deve ritrovare le sue ragioni, il suo senso, la sua
funzione, guardare agli interessi generali. Ed invece voi l'avere
privatizzata, umiliata, piegata a strumento di affari, vi siete
resi voi stessi impresa per usufruire de suoi benefici, senza
neanche perdere il pudore della separazione delle responsabilità
e senza guardare nemmeno a qualche conflitto di interesse.
Per queste ragioni, ho chiesto anche al centrosinistra, forse
con qualche tono di troppo, di evitare in questa fase
trasversalismi, elementi di appannamento del carattere
alternativo degli schieramenti, pratiche che possono rendere poco
credibile una alternativa a questo sistema.
Sì, in questa vicenda, in questo dibattito, ci giochiamo anche
il carattere dell'unione come forza di trasformazione e di
cambiamento e non di semplice governo dell'esistente.
Vorrei citare parole non mie: bisogna evitare o troncare
amicizie, frequentazioni, contatti da cui si possono trarre
favori più o meno leciti che hanno intrapreso la strada della
continuità e della complicità con il malaffare e la delinquenza
più in generale . Sono parole di Manfredi Borsellino, il figlio
del giudice Paolo, assassinato dalla mafia.
La struttura politica, la sua struttura politica, onorevole
Presidente, è già oltre questo sistema di relazioni e per questo
motivo, le chiediamo di dimettersi, perchè le istituzioni non
possono sopportare oltre questo livello di degrado, queste ombre.
In passato, quando si parlava di mafia e politica, di politici
collusi, si parlava dei referenti esterni di cosa nostra. Oggi,
invece, dopo la fine della stagione stragrista, sono sempre
maggiori i punti di internità e si finisce con il carattere
dell'esternità delle relazioni tra soggetti esterni.
Dico ciò perchè abbiamo bisogno di liberare la politica e le
istituzioni da tutte le ipoteche di ordine morale alle quali voi
le avete costrette; di consentire alla Magistratura di andare
avanti e di portare a fondo la propria azione di legalità.
Non l'ho mai pensato - e vorrei dirlo anche all'onorevole
Acierno - ma voi, che di questo ne avete fatto oggetto di
propaganda, non potete dire neppure di essere vittime
dell'attacco di giudici comunisti e di una Procura rossa. Non
avete più neppure questo argomento di propaganda.
Come vedete, abbiamo parlato di politica, di trasparenza, di
democrazia della nostra funzione di uomini e donne che hanno un
ruolo pubblico; di come liberare la politica e le istituzioni da
tutti i vincoli di un sistema economico e sociale fortemente
condizionato che impone la mafia.
Solo così sarà possibile riaprire una comunicazione con la
società, con i suoi fermenti, con le tensioni morali.
Lei, onorevole Presidente, non può più fare ciò. Potrà
continuare ad irridere le nostre posizioni o ad insultarci con i
suoi uffici stampa. Ma che idea si fa l'Italia quando la vede in
televisione e la sente accusare Claudio Fava, il cui padre è
stato ucciso dai killer di Santapaola, di aver fatto fortuna con
l'antimafia. Stiamo ripiombando nei tempi bui degli anni 70 e
'80.
Per questo noi la sfiduciamo.
Un dibattito libero avrebbe aperto una discussione anche nel
centrodestra - lo auspichiamo - tra le tante forze intellettuali
e morali che vivono le nostre stesse tensioni, anche se in uno
schieramento diverso e avverso al nostro. Purtroppo, però queste
tensioni non si sprigionano dentro una logica rigida di
schieramento.
La lotta contro la mafia dovrebbe chiamare le forze migliori
della società e della politica all'unità, ma la coerenza sulle
sue discriminanti divide, mette in discussione i comportamenti
individuali, il rapporto tra la funzione e l'etica pubblica ed i
comportamenti privati, le relazioni politiche e le relazioni
sociali di cui parlava prima Manfredi Borsellino.
Ai colleghi del centrodestra vorrei fare un appello usando le
parole di un non violento e di un pacifista, Martin Luther King:
vi supplico, indignatevi .
Quanto a noi, uomini e donne della sinistra, non possiamo non
sottoporre a denuncia pubblica questa politica, questi
comportamenti, questo modo di gestire il potere. Se la mafia vive
di omertà, abbiamo bisogno ovunque di usare la parola di fronte
al degrado politico e morale che investe le istituzioni. C'è una
Sicilia che non ci sta e, per questo, non possiamo tacere e non
taciamo in quest'Aula, tutti insieme, con diverse sfumature, con
diverse provenienze, con diverse accentuazioni - le forze delle
opposizioni - così come non taciamo nella società perchè, come
scriveva sui muri di Palermo negli anni '60, un altro esponente
di quella grande cultura della liberazione e della non violenza,
Danilo Dolci chi tace è complice . E noi, nani rispetto alla sua
grandezza, vogliamo continuare a raccogliere questa lezione. Per
questo motivo, onorevole Presidente, la sfiduciamo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prima di dare la parola
all'onorevole Ortisi, devo comunicare che il Regolamento prevede
che, in questi casi, possono intervenire non più di due deputati
per Gruppo parlamentare e due Gruppi hanno manifestato
l'intenzione di consentire l'intervento a più deputati. In
particolare, il Gruppo parlamentare di Sicilia 2010, con gli
onorevoli Raiti, Ferro e Miccichè e quello dei DS con gli
onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa e Giannopolo.
Se vi è condivisione, è possibile operare in due direzioni,
senza forzare il Regolamento: durante l'intervento dell'onorevole
Ortisi, il gruppo di Sicilia 2010 e quello dei DS comunicheranno
alla Presidenza chi tra i deputati che ho indicato interverrà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, vorrei rivolgerle la preghiera di
esternare, da parte del mio Gruppo parlamentare, ma penso anche
da parte di tutti i colleghi, gli auguri di una pronta guarigione
al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, onorevole Lo
Porto. L'eccesso di foga che prenderà, probabilmente, anche me,
potrebbe far dimenticare quello che ciascuno di noi, nel proprio
cuore, credo, abbia come sentimento nei confronti del Presidente.
PRESIDENTE Lo farò senz'altro, onorevole Ortisi e la
ringrazio per questo.
ORTISI Ciascuno di noi ricorderà che, all'atto di
insediamento della Giunta del Presidente Cuffaro, l'onorevole
Miccichè, allora Segretario regionale di Forza Italia, espresse
una opinione estremamente negativa parlando di Giunta di basso
profilo. Credo che questo cerchio si chiuderà, alla fine, con
l'ultima parola che esprimerà il medesimo onorevole Miccichè.
Certamente non ci ispiriamo a lui. Questa Giunta e questo
Presidente hanno perso un'occasione, quella di approfittare della
stabilità che l'elezione diretta del Presidente della Regione
forniva loro e hanno frantumato questa occasione nelle pagine più
buie del manuale Cencelli, finendo col diventare, nonostante
probabilmente la buona volontà, un'amministrazione che non
progetta, fondamentalmente estemporanea, perchè questa
amministrazione si muove sui registri della estemporaneità e
della litigiosità; un'ammistrazione estemporanea costretta
quotidianamente ad inseguire mille emergenze e a pagare
altrettante cambiali elettorali.
La fotografia è rappresentata dalle proteste che
quotidianamente si ripetono davanti a Palazzo d'Orleans. Non
passa settimana, qualche volta non passa giorno, senza la
presenza di categorie riunite a protestare davanti a Palazzo
d'Orleans. Il filmato è l'intenzione della società mista,
l'ultima, della quale abbiamo perso le tracce, che probabilmente
fu una trovata, intelligente peraltro, del Presidente Cuffaro, ma
estemporanea che aveva di mira l'immediato, cioè rompere
l'assedio e che aveva probabilmente le tracce fondamentali di
sviluppo ma che si è perduta anch'essa nei meandri di una
nebulosità che oggi si raffronta con l'alternativa: la scelta tra
un contratto a tempo determinato o una società mista della quale
non si conoscono i parametri ed i perimetri.
Un altro aspetto, come dicevo prima, un altro registro è la
litigiosità: Assessori che litigano fra loro e che, molto spesso,
litigano con se stessi per allenarsi e per non perdere
l'abitudine al litigio.
Gli eventi di questi giorni portano ad una perdita di
credibilità nei confronti di questa Giunta e spesso anche del
Parlamento che ne subisce le conseguenze.
Se leggete, in data odierna, il fogliettino di Sala d'Ercole,
da una parte trovate scritte le parole dell'assessore Lo Monte
la politica dà gli indirizzi, mentre tocca alla burocrazia, dai
dirigenti generali in giù, la gestione effettiva della stessa
spesa . Dalla legge Bassanini è così, però la responsabilità
politica resta sempre alla Giunta, agli Assessori, alla Giunta
intera.
E poi leggo sui giornali - e non so se ciò risponde al vero -
quanto espresso, sempre dall'assessore Lo Monte, su nuove,
possibili, candidature alla guida della Regione per il
centrodestra.
Con il rispetto che si deve a tutti, ricordo che in democrazia
le eventuali candidature debbono essere il frutto della politica.
Chi pensa di applicare, per il prossimo appuntamento regionale,
la logica degli unti dal Signore - terminologia riferita a
Forza Italia, chiaramente - e dei partiti che senza celebrare
congressi - sempre Forza Italia - nominano dall'alto i
coordinatori, sappia che per la guida del Governo siciliano
questa non sarà una strada percorribile, anzi.
Ma questa cos'è?
Questa è la vera mozione di sfiducia ad una Giunta della quale
si fa parte.
E poi, ancora, l'onorevole Granata, sulla vicenda Panther Oil
interviene con una posizione, diciamo di coerenza, però
vecchissima ...
GRANATA assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti. E' il tuo partito che ha dato la concessione.
ORTISI Non mi interessa, assessore Granata. Se lei vuole fare
polemica trova pane per i suoi denti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito ad evitare polemiche
e ad attenervi all'ordine del giorno.
ORTISI Le chiedo di attenzionare per un attimo la mia
impostazione. Rispetto a chi e a che cosa chiede una modifica di
rotta?
Rispetto a qualcosa che è stato firmato da una sua collega di
Giunta che si chiama Noè, giusto?
CUFFARO Presidente della Regione. L'unico sindaco che ha dato
la concessione è il vostro, è un dato di fatto.
ORTISI Vi chiedo scusa ma, se volete, lavoriamo su questo
campo. Una collega che, avendo firmato - questa è una vergogna -
è stata poi promossa a consulente per gli Affari Istituzionali
pur essendo - e mi può anche querelare, se vuole, per quello che
sto dicendo - assolutamente ignorante in materia di affari
istituzionali.
Se volete porre la questione sul piano della polemica
contingente, sulla quale non mi ero soffermato, sono a
disposizione. Ora ho appreso che il collega Lino Leanza è su
questa posizione.
Il Governatore Cuffaro afferma: il Governo non ammette
deroghe ma, nel frattempo, la Panther Oil continua a trivellare.
Questo è il dato fondamentale: la perdita di credibilità del
nostro Parlamento, del nostro territorio, affidata ad un Governo
contraddittorio, se mi permettete, è una perdita di credibilità
reale, rispetto alla quale potete fare tutte le polemiche
contingenti che volete, ma non servono a nulla.
E, comunque, se volete, possiamo continuare la polemica in
altra sede.
Una Giunta, questa, che invita al dialogo: durante la
presentazione del bilancio, l'assessore Cintola invitò il
Parlamento a dialogare, mentre sulle leggi di sistema su cui
dovremmo dialogare davvero - il bilancio infatti è un atto del
Governo che deve confrontarsi con l'opposizione, non è un momento
di inciucio, da un indirizzo di politica al Governo ed io ho
polemizzato con lei, onorevole Cintola, sull'argomento, in un
determinato momento - bipartisan davvero, è successo esattamente
il contrario. Sul bilancio si invita a dialogare e sulle leggi di
sistema si va muro contro muro.
Questa non è politica; è altro. Questa non è la dimensione
legislativa; è quella del condominio.
Per la politica dell'effetto annuncio di berlusconiana
indicazione corrono parallele due Sicilie: una è quella dei
convegni, pur meritori, in cui sembra che Cristo, superata Eboli,
non si fermi più, sembra che la Sicilia l'abbia superata, che
vada incontro ai clandestini; meritorio in cui sembra che Cristo
superato Eboli non si fermi più, la Sicilia l'abbia superata,
vada incontro ai clandestini; poi, probabilmente, c'è quella
della realtà quotidiana certificata da Bankitalia, dalle più
varie indagini statistiche e, soprattutto, certificata dalla
sofferenza di tante famiglie, quelle alle quali si è tornati a
chiedere sottomissioni in cambio delle briciole di sopravvivenza
lasciate cadere dalla tavola imbandita dei vicerè che fuori da
quest'Aula decidono - ripeto, fuori da quest'Aula - le sorti
della nostra comunità.
Anche l'uso distorto del potere formale contribuisce a rendere
grigio il panorama generale. Si apre, in questi giorni, una
querelle pubblica sui giornali a proposito della data più
conveniente per il centrodestra per andare a votare, non la più
conveniente per la Sicilia, ma per una fazione.
Questo è un danno notevole che si fa all'immaginario
collettivo, così come danno provocano le nomine lottizzate.
Quello che si suggerisce alle giovani generazioni è questo: ma
che studiate a fare ; quello che si suggerisce ai medici: ma che
ci partecipate a fare ai convegni, ma perché volete approfondire,
iscrivetevi a un partito . E' questo il danno vero che si fa; non
quello immediato della querelle fiducia sì o fiducia no . Questo
è quello che si investe in negativo per le prossime generazioni.
Ed è una cosa terribile per la nostra Terra.
Conosco tanti alunni che a diciotto anni mi dicono:
professore, ma che mi dici di studiare, dobbiamo andarci a
raccomandare . A diciotto anni, invece, è un dovere sognare.
E' questo quello che distruggete, onorevole Presidente E' la
cosa più grave
Non solo a noi e né agli incidenti giudiziari lei deve le sue
dimissioni, onorevole Presidente, ma, cosa molto più grave, lei
deve le sue dimissioni alle speranze tradite di tanti elettori,
al baratro in cui ha fatto precipitare la dimensione esistenziale
di tante persone costrette a patire favori per quelli che sono
diritti; all'immagine di una Sicilia compromessa che lei esporta
col carico di responsabilità che sempre più grava sulle sue
spalle, sempre più martoriate soprattutto dai suoi stessi
compagni di avventura.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti che,
insieme all'onorevole Ferro, interverrà a nome del gruppo
Sicilia 2010 , così come per il gruppo DS interverranno
l'onorevole Cracolici e l'onorevole Capodicasa.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti.
RAITI Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, è inutile dire che, per me che sono
rappresentante regionale e ora anche nazionale di un partito che
fa della questione morale uno degli elementi fondamentali della
propria azione politica e che tengo a sottolineare che la
questione morale, guai a essere intesa come giustizialismo, per
quanto mi riguarda, anche per la cultura giuridica che ho, ogni
cittadino è innocente davanti alla legge al popolo italiano fino
a sentenza passata in giudicato.
Da questa premessa però non può scaturire un metro di
valutazione sufficientemente ampio e generico così come i Governi
di centrodestra, in questi anni, hanno pensato ritenendo
opportuno ragionare a livello nazionale e, soprattutto in
Sicilia, in questa nostra Terra martoriata da decenni e che ha
visto versare il sangue di nostri concittadini sulle strade.
Bisogna ragionare in maniera assolutamente diversa, partendo da
quell'assunto ma sapendo che la classe politica ha responsabilità
forti e su queste responsabilità per dare un segnale vero, reale,
di cambiamento, si deve misurare.
Per questi motivi, chiediamo la sfiducia e diamo sfiducia al
governatore Cuffaro, ma anche a tutto il suo Governo. Su queste
cose bisogna misurarsi. In Sicilia la classe politica deve
misurarsi per dare il segno di una specchiata onestà e moralità.
Questo purtroppo non è stato da noi registrato in questi anni.
Onorevole Presidente, sono alla prima esperienza legislativa e
ho conosciuto, nel corso di questi anni, dei colleghi che ho
incontrato per la prima volta. Nel corso di questi anni - e non è
stato affatto bello - colleghi che dicevano di voler condurre
insieme a me delle battaglie sulla questione morale, riconoscendo
la necessità di evidenziare tutto questo durante il dibattito
parlamentare - mi riferisco, ad esempio, all'onorevole
Borzacchelli - mi hanno poi fatto prendere atto che c'era
tutt'altro che bolliva sotto la cenere, magari da indagini
giudiziarie.
Per me è stata una sensazione disastrosa e disarmante che
diventa ancora più disastrosa e disarmante quando mi dicono che
la moglie dell'onorevole Borzacchelli lavorava e continua a
lavorare - mi pare - nel Gruppo dell'UDC.
Il significato che deve maturare da questi giudizi e da queste
prese d'atto deve essere un significato forte e profondo. Tutti
sono innocenti, lo ripeto, ma noi dobbiamo dare un segnale
preciso. Non possiamo negare tutto quello che è successo e tutte
le vicende a cui oggi sono sottoposti in maniera diretta e
indiretta, con custodia cautelare o meno, deputati e colleghi che
fanno riferimento a precise parti politiche - basti pensare
all'ex Presidente della Commissione sanità o ad altri politici
che sono oggi anche al Governo, sottoposti ad indagini
giudiziarie - pur riconoscendo che non ci sono responsabilità
penali fin quando non sono accertati i reati, ma tutto questo
quadro così delineato deve far preoccupare chi pensa che la
Sicilia deve mandare un messaggio diverso, deve far prende atto
che. come dice il Procuratore Grasso, vi è un'area di contiguità
forte fra una borghesia assopita tra le forze politiche e la
criminalità organizzata.
Questo non lo possiamo consentire e deve essere responsabilità
della politica che deve venire prima dalle sentenze e deve essere
assolutamente separata dalle sentenze. Per questo abbiamo chiesto
con forza di presentare questa mozione di sfiducia, partendo
dall'assunto giuridico, ma arrivando all'etica della politica ed
al segnale che dobbiamo dare ai cittadini e al disagio che
dobbiamo registrare ogni volta che si fanno cerimonie per
ricordare i nostri concittadini che sono stati assassinati dalla
mafia.
Mi auguro che lei, onorevole Presidente, possa essere assolto
da tutte le accuse che le sono state rivolte ed auguro la stessa
cosa agli altri colleghi, me lo auguro di cuore, però non posso
oggi non segnalare con forza che non si può continuare ad andare
avanti su questa strada. La Sicilia viene decapitata
nell'immagine giorno dopo giorno, in Italia e all'estero e questo
non ce lo possiamo consentire.
Se poi a questo leghiamo i risultati assolutamente fallimentari
di questo Governo, il quadro è colmo. Ed i risultati
fallimentari, senza falsa demagogia, basta leggerli e registrarli
sulla base di quelli che sono gli impegni assunti da lei e da
questa maggioranza fatta con i siciliani, seguendo quello che
Berlusconi fece nello studio di Porta a Porta.
Avete stipulato il contratto con i siciliani che avete
presentato nel 2001, alle elezioni, dicendo che avreste
garantito, al primo punto, l'acqua a tutti i siciliani. Se acqua
c'è stata per tutti i siciliani va ringraziato il cielo, perché è
piovuto in questi anni in maniera copiosa, riempiendo tutti gli
invasi; i problemi strutturali delle condotte idriche e quello
della mafia nella gestione dei pozzi non è stato assolutamente
risolto e il nodo verrà al pettine nel momento in cui l'acqua non
cadrà più sulla nostra Terra.
Avete detto che avreste ridotto, al secondo punto, il tasso di
disoccupazione. Basta leggere i dati forniti da Bankitalia
qualche giorno fa per capire che la disoccupazione non è
diminuita ma anzi è aumentata e che il 2 per cento dei nostri
giovani, quelli che hanno ottenuto i titoli di studio più alti,
sono emigrati, sono andati fuori dalla Sicilia. Lo ripeto, questo
viene evidenziato dagli studi di Bankitali. Basta leggere e
valutare.
Onorevole Presidente, cito il rapporto Bankitalia che è ancora
più oggettivo ed asettico rispetto a quello potrebbe pensare,
quello del Professore Busetta.
Avete detto, al punto quattro, che sarebbe stata istituita
l'Agenzia per la promozione coordinata delle attività economiche
e turistiche. Aspettiamo di vedere nascere l'Agenzia.
Avete detto che aveste costituito l'Assessorato per le
politiche sociali ed il fabbisogno delle famiglie. Questo l'avete
fatto.
E le ricordo, onorevole Presidente, che ho votato a favore di
questo disegno di legge.
CUFFARO presidente della Regione. Non si comprometta.
RAITI Sui disegni di legge giusti ed oggettivi non ci sono
distinzioni.
Avete detto che avreste completato la rete autostradale, che
avreste ampliato e migliorato i porti e gli aeroporti. Andremo in
giro per la Sicilia, insieme a lei, per verificare se ciò è stato
fatto.
Al punto sette, avete detto che avreste informatizzato la
pubblica amministrazione e le scuole.
Dov'è quest'informatizzazione?
Al punto otto, avete parlato dell'approvazione della legge sul
diritto allo studio ed al buono scuola. Questo è stato fatto.
Anche in questo caso, in linea di massima, ho votato
favorevolmente.
Avete detto che avreste impiegato tutti i fondi di Agenda 2000
ma su questo basta registrare il dibattito di questi giorni nel
quale il Ministro Miccichè e gli Assessori della sua Giunta
ammettono con forza che rischiamo di perdere 390 milioni di euro,
svelando finalmente i trucchetti contabili che fino ad oggi avete
adottato.
Proprio nel dibattito di questi giorni, vi è una lacerazione
forte tra il Vicepresidente della Regione e l'Assessore al ramo
competente.
Per finire, basta leggere le dichiarazioni riportate oggi su
Sala d'Ercole dall'assessore Lo Monte che dice: la
responsabilità c'è, è vero che c'è ma non è solo degli Assessori,
è anche dei dirigenti e dei burocrati .
Chiedo quindi all'assessore Lo Monte ed a voi: ma questo
potere che oggi è dato grazie al maggioritario, dove vige spoil
system, da chi deve essere esercitato?
Non deve essere esercitato forse dall'Assessore e da voi che
fate parte della Giunta di Governo?
E se ci sono burocrati che hanno sbagliato, così come è
probabile che sia, perchè non si mandano a casa insieme ai
politici che hanno registrato questo fallimento?
Perdere 390 milioni di euro è una cosa dannosissima per la
Sicilia.
Ma a questo dobbiamo collegare il fatto che quei soldi di
Agenda 2000, fino ad oggi, non hanno creato l'indotto positivo
che tutti quanto speravamo.
Basta leggere anche qui i risultati delle analisi della Banca
d'Italia per capire che la Sicilia è in recessione, che il PIL è
aumentato solo dello 0,6 per cento, nonostante siano stati spesi
i fondi di Agenda 2000. E se non ci fossero stati questi fondi?
Ci troveremmo a vivere una recessione drammatica, priva di
qualsiasi sbocco.
Tutti questi motivi messi insieme la dicono lunga su quello che
è il disastro che questo Governo sta procurando alla Sicilia,
sotto il profilo dell'immagine, sotto il profilo della questione
morale, sotto il profilo dell'inadeguatezza, a rispondere ai
bisogni di questa Terra. E di questo bisogna prendere atto.
Discutiamo oggi, in un momento nel quale, onorevole Presidente,
lei da qualche mese dice alla gente - e lo fa anche nelle
televisioni - che sta ragionando per dimettersi prima, in maniera
tale da consentire di dare uno slancio al centrodestra nazionale
per partire dalla Sicilia e rivincere le elezioni.
E' ancora più drammatico sentire tutto ciò, dopo aver
registrato e preso atto di quelli che sono i dati certi e
obiettivi che ho appena enunciato.
Non possiamo giocare sulla pelle dei siciliani; dobbiamo invece
prendere atto che non si è nelle condizioni di poter governare,
che i risultati sono assolutamente negativi e, per questo motivo,
le diciamo che non abbiamo paura dell'Unione, pur non essendo
ancora pronti - lo sappiamo bene che non siamo pronti - perchè
non abbiamo scelto il candidato presidente e perchè non abbiamo
iniziato il percorso per andare in quella direzione ma, pur
tuttavia, sappiamo che, se vogliamo fare il bene della Sicilia,
lei non può fare altro che anticipare l'ipotesi strategica di
dimettersi qualche mese prima. Si dimetta subito ed andremo alle
elezioni, così saranno i cittadini a giudicare quelli che sono i
dati sotto gli occhi di tutti.
Voglio concludere con un giudizio che viene espresso, colleghi
del centrodestra, dalla Confindustria siciliana che non mi pare
sia comunista, perchè se dovessimo dire che anche loro sono
comunisti...
La Confindustria siciliana dice: è in corso uno sforzo senza
precedenti tra imprese e banche per superare le tradizionali
difficoltà a favorire l'investimento.
Tutto è vanificato, però, dalla paralisi dell'azione di questo
Governo.
Da due anni tutto è pronto per i prestiti partecipativi gestiti
dall'IRFIS, ma non viene emanata la circolare di applicazione e
il relativo fondo inutilizzato è stato via via drenato lasciando
ad oggi solo 12 milioni di euro.
E a questo si aggiunga la grave crisi del sistema creditizio, e
come non pensare di ancorare la grave crisi del sistema
creditizio con l'operazione scellerata che voi avete portato
avanti quando avete svenduto a Capitalia e al Banco di Sicilia.
Oggi questa terra non ha un istituto di credito siciliano. Oggi
questa terra è stata espropriata di uno degli strumenti più
importanti per dare credito alle industrie e agli artigiani
siciliani, permettendo di indirizzare tutte le risorse del
risparmio siciliano a fare investimenti nel Nord d'Italia.
Questo è quello che voi avete prodotto. Oggi dobbiamo,
nonostante questo sia un dato oggettivo registrato anche dai
verbali di quest'Aula, oggi dobbiamo sentire dire da costole di
questo Governo che siete pronti per lottare per l'autonomia di
questa terra... ma andatelo a raccontare a chi non sa leggere,
non sa scrivere e non sa vedere
Noi, purtroppo, queste doti ce le abbiamo, grazie a Dio, e per
queste doti che abbiamo e per quello che abbiamo registrato, vi
chiediamo con forza liberateci , visto che siete della Casa
delle Libertà, liberateci da questo peso opprimente
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
SBONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SBONA Signori Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
prendo la parola dopo gli interventi dei colleghi
dell'opposizione, per cui ritengo di avere l'onere di
incominciare un discorso diverso, che magari sarà meglio
approfondito dagli altri colleghi del nostro schieramento.
Vedete, cari Presidenti e cari colleghi, ho assistito a diversi
dibattiti in quest'Aula, dibattiti più o meno reali o realistici,
dibattiti tra realtà e finzione, e tra finzione, fantasia e
realtà.
Mi sembra che questa sera siamo di fronte ad un dibattito
fortemente voluto dall'opposizione e, possiamo anche capirlo, che
non si esime dal rimanere nell'ambito, io ritengo, anche tra
finzione e realtà.
E' una mozione dell'opposizione, una mozione presentata a pochi
mesi dalla fine di questa legislatura, alla quale mozione - ho
l'impressione - sembra non credere la stessa sinistra e la
stessa opposizione, che mette insieme confusamente temi diversi.
Vedete, cari colleghi dell'opposizione, ho esaminato con molta
attenzione la vostra mozione di sfiducia al Presidente Cuffaro.
Essa è molto semplice, scarna, sicuramente tiene conto di alcuni
temi, i quali possono essere sintetizzati in temi economici,
attinenti genericamente allo sviluppo della nostra Isola; temi
sanitari, soprattutto temi sanitari, che descrivono in maniera
catastrofica le condizioni allarmanti della sanità sfiorando
spesso, e vi dirò anche perché, ve lo dico da medico, anche le
caratteristiche del populismo demagogico.
Si parla di nomina dei dirigenti generali delle aziende e si
critica più o meno giustamente - io dico ingiustamente - perché
se ci rifacciamo al passato, lo ricordo a me stesso e a voi
tutti, come avvenivano in passato le nomine nel campo della
sanità: o per investitura divina o per realtà che hanno a che
fare con la realtà anche politica ed umana della nostra isola.
E buon per ultimo mi riferisco tra i colleghi dell'opposizione
che mi hanno preceduto all'onorevole Forgione che io rispetto ma
che non riesce ad uscire dal canone di ciò che viene considerato
un giustizialismo superato. La solita dose di giustizialismo
politico, con affermazioni che richiamano periodi che ritenevamo
definitivamente archiviati alle nostre spalle.
La sanità è senza dubbio - e lo è sempre stato - il settore che
grava di più sul bilancio e della nostra regione e anche dello
Stato, ma tutti sappiamo - e anche voi colleghi di opposizione
sapete - che ciò avviene in un contesto generale difficile, dove
pubblico e privato non possono non svolgere un ruolo di
equilibrio sinergico per garantire una risposta adeguata alle
esigenze dell'utenza in un campo così delicato come quello della
salute, per dare una risposta sanitaria sul territorio tanto
adeguata quanto diffusa.
Mi sembra sia sotto gli occhi di tutti lo sforzo del
governatore Cuffaro e dell'assessore alla sanità, prima
rappresentato dall'onorevole Cittadini, adesso in persona
dell'onorevole Pistorio per consentire condizioni di
accessibilità per tutti soprattutto per i ceti più deboli o meno
protetti, senza falsi pregiudizi.
Bisogna ammettere che a ciò concorre anche la sanità privata
che non è sinonimo, come sembrano pensare i colleghi firmatari
della mozione, solo di affarismo ed infiltrazioni mafiose. Esempi
di tal genere avvengono anche in altri settori come nella sanità
pubblica, ma ciò non significa che dobbiamo adeguarci a questa
realtà.
Molte volte è un fatto di coscienza, di educazione e di
cultura. C'è una sanità privata - e ciò lo dico in qualità di
medico - che opera con efficienza e capacità e nel pieno rispetto
della legge. Dalla legge 502 in poi concorre ad integrare la
risposta sanitaria nel nostro territorio e questo nel pieno
rispetto di parametri e di standard stabiliti dallo Stato e dalla
Regione, non certo dalla stessa sanità privata. Probabilmente il
problema è un altro, è un problema di controlli come in qualsiasi
altro settore.
Bisogna riconoscere che esiste - e siamo d'accordo con voi cari
colleghi dell'opposizione - una sanità pubblica che voi volete
privilegiare e che noi invece vogliamo sia più efficiente perché
riteniamo che abbia bisogno di essere spronata e di essere più
responsabilizzata per garantire i risultati più confacenti alle
esigenze dei pazienti che stanno male.
Quindi dico che prima di emettere condanne sommarie ed inutili
o di ipotizzare bassi disegni criminali, sarebbe meglio stare
cauti nel coinvolgere in negativo un settore di grande importanza
nel contesto sanitario siciliano che vede occupati migliaia di
operatori, di risorse e di collaborazioni anche sane e
professionali.
Per quanto riguarda il tema economico ho ascoltato in silenzio
gli interventi di voi rappresentanti e colleghi dell'opposizione
e mi ha colpito soprattutto quello iniziale dell'onorevole
Speziale. Egli partendo da una coscienza di rapporti di forza in
quest'Aula alla fine ha elaborato e ha voluto soprattutto
sottolineare una situazione grave che si è ulteriormente
aggravata criticando quelle scelte antimeridionalistiche,
soprattutto del Governo centrale cui avrebbe dato compiacenza. E
questo non lo possiamo condividere. L'onorevole Speziale ha fatto
uno sciorinamento di dati, che io potrei pure confutare, ma non è
questo il problema. Noi partiamo dal presupposto che di fronte ad
una situazione descritta in modo così catastrofico, vogliamo
come centro-destra e cercheremo, con tutte le nostre forze, di
dare il supporto morale e politico, affinché questo governo,
presieduto dal governatore Cuffaro, eletto per la prima volta, a
seguito di un'elezione diretta, possa continuare perché secondo
noi egli ha bene operato e sicuramente meglio potrà continuare
a fare.
Il tema economico. Quanto al tema economico, dipingere già da
oggi Agenda 2000 come un inesorabile fallimento, così si esprime
la richiesta di sfiducia, mi sembra come una evidente forzatura
autolesionista che ha tutti i caratteri del cattivo presagio.
E allora, chiedo anche ai colleghi dell'opposizione: cui
prodest? Cioè presagire allarmismi catastrofici a chi giova?
Soprattutto per questa onda lunga che in un'alternanza
governativa vi dovrebbe vedere al Governo, fra qualche anno, a
chi giova fare delle critiche distruttive?
Vedete, anche per Agenda 2000, per quello che leggiamo sui
giornali, per gli interventi da parte dell'Assessore alla
presidenza ed allo stesso presidente Cuffaro, finora non è stato
così. La Regione siciliana ha incassato le previste premialità
per avere ottemperato ai tempi di scansione della spesa. Si è
lavorato e si sta lavorando, anche se ultimamente si registra
qualche elemento di lentezza, ma più burocratica che politica. Ed
è questo che voleva dire l'assessore Lo Monte. Allo stato
attuale, dopo che c'è stata una suddivisione di compiti, tra
politica e burocrazia, ognuno si deve e dovrà assumersi le
responsabilità. E io mi auguro e ci auguriamo che tutto ciò possa
essere superato per guardare avanti e con fiducia oltre il 2005
che ormai si avvia a conclusione.
Mi auguro proprio che questa struttura operativa abbia uno
scatto d'orgoglio, superando le criticità emerse in questi mesi,
riguardo la capacità di spesa, soprattutto a carico degli enti
locali ed indicate, con franchezza, in questi giorni, dallo
stesso Assessore alla presidenza e dallo stesso presidente
Cuffaro.
E in ultimo, la sempre richiamata questione morale.
Mi pare che sia di qualche giorno fa, l'ho letto sui giornali,
io sono alla mia prima esperienza parlamentare, però ho letto,
onorevoli colleghi, soprattutto mi rivolgo a quelli
dell'opposizione, che l'ex presidente della regione, l'onorevole
Provenzano è stato assolto con ampia formula liberatoria rispetto
alle pesanti imputazioni cui era tenuto a rispondere negli anni
1996 e 1997. Ricordo ancora, non so quante mozioni di sfiducia
furono presentate in Aula, allora, contro l'onorevole Provenzano,
in quegli anni famosi. Ricordo bene che l'opposizione suggerì,
con estrema asprezza, al presidente Provenzano, di dimettersi,
escludendo per lui la prerogativa garantita per ogni cittadino
italiano e cioè quella di attendere l'esito del processo. Doveva
dimettersi, in quanto già delegittimato da gravi capi di
imputazione. E l'onorevole Provenzano, alla fine, anche per
questo fu orientato a dimettersi.
Cari colleghi, mi sembra che lo stesso linguaggio, lo stesso
spirito, la stessa acredine traspaia in questa mozione. Una
mozione dove, purtroppo, si evince che le amare lezioni degli
ultimi anni non sono servite a nulla, vicende, al di là di quelle
citate in Aula, io ve ne cito una, quella dell'onorevole
Crisafulli.
Per concludere, con tutto il rispetto per il centro-sinistra,
il giudizio sull'operato del governo Cuffaro in questa XIII
legislatura lo daranno tra meno di un anno gli elettori
siciliani, gli stessi elettori che posero, circa quattro anni fa,
la loro fiducia su tutta la coalizione del centro-destra.
A mio avviso, gli elementi da valutare non sono lo stato di
crisi di alcune categorie di lavoratori siciliani, così come
avete fatto evincere nella mozione di sfiducia, che esistono, ma
che si inquadrano in un contesto generale di una fase
economicamente difficile che stiamo attraversando, spesso
drammatica, non soltanto per la Sicilia ma per l'intero Paese e
l'Europa. Non possiamo dimenticare i fatti che si sono succeduti
dall'11 settembre in poi, l'euro, eccetera.
Io dico che in maniera più serena e responsabile, pur nel
rispetto dei ruoli di maggioranza e minoranza, sarebbe meglio
valutare quali sono stati i comportamenti del governo Cuffaro, al
di là dei dati che possiamo evincere da risultati o meno.
Sono stati i comportamenti del governo Cuffaro: se cioè egli
ha saputo utilizzare al meglio e nelle condizioni consentite le
opportunità legislative nei vari settori; se ha saputo fare
scelte coerenti per promuovere e consolidare lo sviluppo
consentito e consentibile per la nostra Sicilia. Questo è da
valutare. E settore per settore non è difficile appurare e
dimostrare gli sforzi compiuti, gli obiettivi raggiunti, il clima
di operosità instaurato; soprattutto il clima instaurato di
operosità che è stato riconosciuto da autorevoli e credibili
istituti di ricerca come l'Eurispes e il Centro studi del Banco
di Sicilia, che hanno monitorato la situazione economica della
Regione siciliana, mettendo in luce i non pochi dati positivi
congiunturali e strutturali.
In qualità di Presidente del Gruppo parlamentare Centro
Democratico, assieme agli altri colleghi, prendiamo parte a
questo dibattito coscienti di partecipare ad un rito, a nostro
avviso, privo di un vero interesse politico. Un rito scontato,
fuori tempo e fuori luogo, ma con coerenza, sicuri,
riconfermiamo la nostra fiducia al Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro, che secondo noi ha ben operato con il suo
Governo, e magari meglio potrà fare in appresso a favore e a
vantaggio della nostra Isola e di tutti i siciliani che lo hanno
voluto per la prima volta eleggere direttamente.
Per quanto sopra esposto, il nostro Gruppo parlamentare voterà
compatto per respingere la mozione presentata e quindi siamo
favorevoli a che il Presidente Cuffaro possa continuare la sua
opera a favore e a vantaggio della Sicilia. Grazie.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio perché
l'onorevole Sbona parlava di riti, vorrei partire da una
citazione di un romanzo di Sciascia Il contesto in cui
descriveva un paese dove non avevano più corso le idee, dove i
principi ancora proclamati e conclamati venivano quotidianamente
irrisi, dove le ideologie si riducevano in politica a pura
denominazione del gioco delle parti che il potere si assegnava,
dove soltanto il potere per il potere contava.
Ho fatto questa premessa perchè credo che qui noi non stiamo
consumando un rito come diceva l'onorevole Sbona, né tanto meno
c'è chi tra di noi e negli interventi dei colleghi che ho sentito
ha una certa attitudine al giustizialismo.
Il tema è capire - nonostante questo dibattito si stia
svolgendo credo anche tardivamente, credo forse eccessivamente
tardivamente - se esiste o meno una questione morale che fa
riferimento al governo della regione e a questa Assemblea
regionale. E prima ancora delle vicende che riguardano
l'onorevole Cuffaro, vorrei ricordare che all'inizio di questa
legislatura, l'assessore Pellegrino sostanzialmente fu dimesso
perchè in una intercettazione telefonica appellava i carabinieri
come sbirri e infami , successivamente l'assessore Costa
ricevette un avviso di garanzia e si dimise. Stiamo parlando di
procedimenti giudiziari in corso, non di sentenze passate in
giudicato. E quindi questo potrebbe anche far chiudere in qualche
modo il ragionamento e spiegare le ragioni per cui anche per il
Presidente della regione poteva valere l'opportunità delle sue
dimissioni. Ma credo che in questo caso ci sia di più, perchè
l'onorevole Cuffaro è il presidente della regione, non è
semplicemente un assessore di questo governo, e proprio la
gravità delle accuse a lui mosse io credo avrebbero dovute
portarlo - al di là della mozione di sfiducia e delle richieste
di dimissioni da parte dell'opposizione - ad una valutazione
seria e serena e quindi a dimettersi.
Lo dico riconoscendo per la verità all'onorevole Cuffaro, a
differenza di esponenti della sua stessa parte politica, che ho
dovuto registrare e quindi glielo riconosco come lui stesso sia
stato assolutamente rispettoso nei confronti degli stessi giudici
che lo indagavano e lo indagano.
Ma la vicenda giudiziaria credo vada oltre il giudizio sulla
produzione politica del suo governo. Qui oggi diversi colleghi
hanno parlato dell'attività del governo, ma sarebbe una ipocrisia
immaginare che soltanto il giudizio sull'attività di governo del
presidente Cuffaro e della sua giunta porti alla necessità di
chiedere le dimissioni. Io credo che insieme a quello che è il
giudizio negativo sul governo e sull'attività del governo, vi sia
appunto una certa tonalità della questione morale che riguarda
questo governo, e che riguarda questo governo a maggior ragione e
soprattutto nella misura in cui siamo in Sicilia e non siamo -
come mi faceva venire in mente l'intervento dell'onorevole
Acierno - in Trentino, dove a tutti può capitare di incontrare
tutti. In Sicilia può capitare a tutti di incontrare tutti, ma
tutti sanno chi incontrano e a chi appartengono.
Questo lo dico perchè credo sia una verità indiscussa, e vi è
una fatale assonanza tra le pericolose amicizie del Presidente
della regione e dei suoi più solidali amici e le recenti
dichiarazioni qui richiamate poc'anzi dall'onorevole Forgiane e
rese da Manfredi Borsellino a proposito dei salotti buoni di
Palermo
Come non rimanere in qualche modo sconcertati dalla
dichiarazione resa nell'anniversario della strage di Capaci da
Alfredo Morvillo, fratello di Francesca Morvillo che morì in
macchina insieme a Giovanni Falcone, che in occasione
dell'anniversario sulla strage di Capaci sostanzialmente
ricordava a tutti l'inaffidabilità di una certa classe politica
che non conosce limiti etici e morali, come del resto è stato
dimostrato, e che qui è stato richiamato più volte dalle recenti
nomine dei manager delle ASL
Ecco, signor Presidente, perchè la invito a dimettersi Non è
una questione di giustizialismo o di facile ruolo
dell'opposizione, ma è un problema che credo investa la cultura
politica di questa Regione. E prima ancora, più volte lei ha
detto: Io rispondo, per i reati di cui sono accusato, alla mia
coscienza .
Mi permetto di dire che se lei fosse un privato cittadino, ciò
potrebbe anche essere plausibile, ma lei è il Presidente della
Regione e, quindi, prima ancora che alla sua coscienza, lei ha il
dovere di rispondere all' Istituzione che rappresenta e che oggi
subisce un'involuzione culturale a causa delle accuse che le sono
rivolte.
E' come se fossimo tornati ai periodi più bui in cui i
rappresentanti delle istituzioni negavano perfino l'esistenza
della mafia o la relegavano a fenomeno folkloristico. Il suo
Governo rappresenta, di fatto, una straordinaria continuità
storica con quella classe dirigente, che ha costruito il suo
consenso con pratiche clientelari, barattando i voti con i favori
e con gli affari Si possono fare tanti patti di legalità, come
lei più volte ha detto, ma i patti di legalità,. se si fanno, io
credo che nulla debbono avere a che vedere con rapporti
pericolosi tra le persone.
E la giustizia arriva lì dove la politica non arriva. E qui
torno per un attimo alla vicenda della legge elettorale. Vi siete
invasati sul 5 per cento. In quella legge c'erano proposte che
andavano in direzione di un tentativo di dare moralità alla
politica. Mi riferisco agli strumenti sulla segretezza del voto,
mi riferisco alla doppia scheda per l'elezione del Presidente
della Regione e l'elezione dell'Assemblea, mi riferisco ad una
serie di strumenti che prevedevano ineleggibilità, eventuali
procedure di sospensione dalla carica e quant'altro. Di tutto
questo non si è voluto parlare perchè la politica era interessata
a discutere dello sbarramento del 5 per cento
E allora, se questo è il quadro di riferimento in cui ci
troviamo, io credo, signor Presidente, lei dovrebbe interrogarsi
sull'immagine e sul messaggio culturale che la sua permanenza
alla Presidenza della Regione produce nel popolo siciliano, quale
il messaggio culturale che viene dato non soltanto ai cittadini
siciliani ma anche all'intero Paese e non solo. E del resto non
sono mancate occasioni in cui, a livello internazionale, proprio
i suoi problemi giudiziari hanno prodotto danni di immagine che
nessuna campagna straordinaria dell'Assessorato del turismo potrà
mai ripianare
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Sanzeri. Ne ha
facoltà.
SANZERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mozione di
sfiducia che oggi si discute in Aula porta anche la mia firma, a
nome dei Socialisti Democratici Italiani, e credo che essa si
sostanzi, soprattutto, per il giudizio che noi abbiamo dato,
quando abbiamo firmato, sui quattro anni di attività di questo
governo.
Era ed è un giudizio complessivamente negativo sull'azione di
governo, che è stato illustrato già dai colleghi che mi hanno
preceduto. Il capogruppo dei DS, Lillo Speziale, in maniera molto
puntuale, ha chiarito il complesso macro-economico ed i punti più
importanti dal punto di vista delle ricadute sociali che questa
azione di governo ha prodotto in questi anni.
Non solo questo. Esiste un momento in cui in politica bisogna
rimarcare le differenze. In questo sistema bipolare ciò è ancora
più necessario anche se ci rendiamo conto, come qualcuno dice,
che la presentazione di una mozione di sfiducia di ventotto
parlamentari non basta a far dimettere il Governo, tuttavia,
questa non può apparire una questione di tipo accademico. E' una
questione politica, c'è bisogno di rimarcare le differenze; c'è
bisogno, in questo sistema bipolare, di dire chiaramente ai
nostri cittadini, le differenze e le insufficienze che noi
riteniamo nelle azioni di Governo, ripartire da queste e indicare
una alternativa credibile ed importante su un programma sul quale
poi chiedere il voto.
Io non parlerò di grandi cose, lo hanno già fatto altri, io
voglio fare esempi su alcuni temi importanti: sulla Sanità, sui
rifiuti, su Agenda 2000 e sulla politica ambientale di questo
Governo.
Credo che, fino ad ora, - e questa è una delle motivazioni per
cui firmiamo una mozione -, è il giudizio completamente negativo
sulla politica sanitaria di questo Governo.
Noi assistiamo ad un depauperamento della sanità pubblica, e
del personale del pubblico impiego in generale che opera senza
strumenti incentivanti.
Capitolo analogo è la gestione delle nomine dei direttori
generali, così come è stata in questi anni, e così come è stata
fatta in questi ultimi tempi: un sistema che prevede le nomine
dei direttori sanitari e dei direttori amministrativi fatte in
virtù di logiche di lottizzazione pura per cui, se il direttore
generale è indicato da un partito, il direttore sanitario o il
direttore amministrativo, - per equilibrare le forze - devono
essere indicati da altro partito; ciò ha provocato nella Sanità
una giungla.
Nessuno più, oggettivamente, si sente garantito, questo perché
le clientele abbondano. Quindi, se qualcuno deve chiedere un'equa
occupazione, e lo fa senza chiedere alcun appoggio politico, gli
viene risposto regolarmente no , se però, questo povero
operatore della Sanità fa fede di un futuro consenso politico,
viene subito accontentato.
Noi stiamo assistendo ad una Sanità che ubbidisce a logiche che
non hanno nell'interesse del cittadino la preoccupazione
maggiore.
Credo che l'Assemblea regionale siciliana, anche se non è il
momento, debba porsi la questione di istituite forme di
controllo sull'azione dei direttori generali, istituendo
organismi di controllo che non ubbidiscano certo all'Esecutivo,
ma che debbano ubbidire alle comunità, in modo che i bisogni
possano essere veramente attenzionati.
Questo Governo, tre anni fa, ha perso un grande appuntamento:
il preaccreditamento, .
Infatti, allora si fece un preaccreditamento senza tenere
conto della programmazione che si basasse sugli effettivi bisogni
dei territori. Si è voluto privilegiare tutti coloro i quali
che, il giorno precedente all'entrata in vigore del decreto per
il preaccreditamento, avessero stilato anche una sola ricetta
ed una sola fattura, per potere essere dentro al sistema.
Proprio in quel momento il Governo ha perso una grande
occasione per difendere l'interesse pubblico e per immaginare
una politica sanitaria all'altezza dei momenti che stiamo
vivendo.
Credo che, proprio da quel momento, la spesa sanitaria sia
lievitata, virando e favorendo la sanità privata, rispetto alla
sanità pubblica.
In questi dieci anni, quando tanta speranza noi davamo
all'avvento della gestione di tipo privatistico, immaginando i
direttori generali, i managers, tutto, invece, si sia
trasformato in clientele e favoritismi.
Anche le altre politiche, che riguardano lo smaltimento dei
rifiuti, credo vadano ripensate: il nostro è sicuramente un
giudizio negativo, perché una politica dello smaltimento dei
rifiuti non può prevedere l'utilizzo esclusivo degli
inceneritori.
Questa dovrebbe essere soltanto un'appendice di un piano di
sviluppo pensato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti,
guardando con attenzione e con occhio critico l'inserimento
degli inceneritori in quei siti che sono stati scelti dal Piano
dei Rifiuti Regionali.
Se noi guardiamo dove sono allocati gli inceneritori e le
discariche, o dove si vorrebbero allocarli, li ritroviamo in
mezzo ad una vallata sulla quale insistono decine e decine di
migliaia di cittadini, ci rendiamo conto come tutto ciò non
ubbidisca ad alcuna logica politica.
La stessa costituzione degli ATO, i ventisette ATO rischiano di
diventare quello che già sono, enormi carrozzoni, stipendifici
per gli amministratori, sette o nove per ogni ATO, che ancora
quasi tutti non hanno iniziato la loro attività, che, però,
percepiscono laute indennità senza produrre niente e lo fanno da
diversi anni, a scapito dei cittadini e dei comuni che devono
pagare le tasse oggi, e le tariffe domani. Invito il Governo a
vigilare suglii ATO che stanno producendo altre società per
potere fare non so cosa ...
CUFFARO presidente della Regione. Lo hai votato tu l'ATO, ma
cosa viene a raccontare, sono proprio i sindaci che eleggono
gli ATO.
SANZERI No, onorevole Presidente, io non ho votato, non
l'abbiamo votato.
CUFFARO presidente della Regione. Come non l'ha votato,
lei è sei sindaco del comune di Cianciana, ed ha votato per
eleggere il presidente dell'ATO di quel comprensorio.
SANZERI Onorevole Presidente, io non ho eletto nessun
presidente. Io vi informo che i consigli di amministrazione di
questi ATO, non ubbidendo agli statuti, da ventisette
diventeranno novantasei; vi invito a vigilare su quanto che sta
accadendo.
Su agenda 2000 hanno parlato già in tanti, devo aggiungere
che forse il centrosinistra ha fatto un errore, perché da quello
che abbiamo letto sui giornali, e da quanto detto dall'Assessore
Cimino, e dal Ministro Micciché, su Capitalia e su Agenda 2000
forse avremmo fatto bene a chiedere stamattina, o ieri mattina,
di apporre la loro firma su questa mozione.
Eppure, come si fa a dire che la Sicilia è in in ritardo,
quando ogni assessorato conta staff di 40 persone, e che
rischiamo di perdere vitali fondi, premialità e quant'altro.
Non esiste alcuna politica ambientale: oggi noi per l'assenza
di una programmazione di tipo ambientale, ci troviamo la Sicilia
piena di pali di impianti eolici. La Sicilia è in mano ai
procacciatori di affari che allettano i poveri proprietari
terrieri a cedere i loro terreni, per l'assenza di controllo e
la mancanza di potere dei consigli comunali sul loro territorio.
Ovunque volgiamo lo sguardo vediamo sorgere nuovi pali che
infestano la Sicilia.
Una mattina mi alzerò, dal mio balcone e vedrò tutte queste
eliche che girano: anche questo è inquinamento, perché
l'inquinamento non è solo acustico o atmosferico, anche questo è
inquinamento. Io credo che il Governo debba fare attenzione su
tutto ciò.
Devo aggiungere che per noi c'è una insufficienza complessiva
dell'azione di governo rispetto anche a quanto questo Governo
poteva fare rispetto al potere centrale e alle rivendicazioni che
doveva fare per tutelare la Sicilia. Mi pare strano che dopo 4
anni il presidente della provincia di Catania, l'onorevole
Lombardo, scopra come si debba essere rivendicazionismi,
oltremodo, verso lo Stato; avrebbe potuto dare qualche
suggerimento al Presidente della Regione, quattro anni addietro,
probabilmente noi saremmo stati ancor più importanti.
Per concludere, voglio puntualizzare una questione: noi siamo
garantisti, noi socialisti siamo garantisti per natura, per
formazione, per cultura, perché siamo stati vittime di un
accanimento giudiziario che non abbiamo assolutamente condiviso,
vedendo anche scomparire un partito Qui abbiamo visto una
volta..
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Sanzeri, parli
per sé.
CRACOLICI Onorevole Presidente, si riferiva ai socialisti.
CUFFARO presidente della Regione. Non avevo colto il
riferimento.
SANZERI Noi socialisti siamo garantisti per costituzione e
per convinzione. Noi abbiamo visto in quest'Aula esempi di errori
giudiziari, siamo stati qui a parlare di un ex Presidente
dell'Assemblea, un compagno socialista di Messina, l'onorevole
Piccione, che è stato riconosciuto, dopo tanti anni, essere
estraneo ai fatti, ma abbiamo tanti esempi di tanti amici fatti
oggetto di barbarie, in quest'Italia, quindi credo che noi
dovremmo essere un pochino più cauti rispetto a queste questioni.
Credo, che esista un problema politico, e do un giudizio
politico di insufficienza al Governo fuori da queste cose, sono
altri i motivi che altre istituzioni sono chiamate a giudicare le
quali andranno a stabilire la giustezza o lo sbaglio di alcune
questioni.
Certo, c'è un problema che riguarda la questione morale, un
problema che attiene ai comportamenti e che attiene, soprattutto,
a chi deve tenere quei comportamenti. Se io devo dire - e lo dico
sottovoce - che il principio della moglie di Cesare sia stato
seguito anche in Sicilia, devo ritenere che questo principio
non lo è stato sicuramente seguito. Certo, anche questo a
verifica futura.
Credo che queste siano cose che attengano ai comportamenti di
chi li tiene e, credo, che attengano anche ad un giudizio
politico complessivo che è dell'opinione, non attiene a noi, per
quanto mi riguarda e per quanto riguarda i socialisti la nostra
firma sulla mozione di sfiducia rappresenta un atto politico,
perché riteniamo assolutamente insufficiente l'azione di questo
Governo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
illustrare la mozione.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare
una considerazione iniziale. Mi sarebbe piaciuto che questo
dibattito voluto, che per lungo tempo è stato evocato, ed è stato
in qualche modo ritenuto quasi il punto di arrivo di una
battaglia politica, da chi non ha condiviso, non solo gli atti
di Governo, ma chi ha vissuto con sofferenza ciò che la vicenda
del Presidente della Regione ha determinato nella vita politica,
e non solo politica, di questa Regione, - dicevo - da tutti i
colleghi del centrosinistra, avesse avuto quei contenuti che
per mesi hanno riempito i giornali.
Così non è, ne prendo atto. Devo dire che appartengo a coloro i
quali hanno sperato che questo Parlamento non trattasse la
mozione di sfiducia, e lo ha sperato non perché volevo sottrarmi
da un confronto serrato sui temi che riguardano l'attività di
Governo, del suo Governo, ma perché ritengo che questo Presidente
della Regione fosse nelle condizioni e fosse sufficientemente in
grado di valutare da solo la gravità che la sua vicenda
giudiziaria determina nella vita di questa Regione e, pertanto,
che il Presidente della Regione, autonomamente, si determinasse
per consentire una chiusura anticipata di questa legislatura
consentendo al popolo di tornare ad essere unico sovrano per
scegliere le nuovi classi dirigenti. Così non è stato.
Onorevole Presidente, noi siamo - io in particolare e chi come
me è collega di inizio legislatura - la generazione politica
della elezione diretta del Presidente , cioè di chi ha vissuto,
nelle riforme che sono state introdotte sul finire della scorsa
legislatura, anche la speranza che questo nuovo Parlamento, con
il nuovo sistema di elezione del Presidente della Regione,
eletto direttamente dal popolo costituisse quella condizione
essenziale per il rilancio della politica e, con esso, del
rilancio dell'azione di Governo, della capacità di far seguire
alle parole della politica i fatti della politica.
Questo è il Parlamento ed il Governo nato con grande attesa, al
di là di chi ha vinto, certo, io appartengo a coloro che furono
delusi dal risultato del 2001, ma non c'è dubbio che l'elezione
diretta ha introdotto un'attesa, una speranza di svolta:
finalmente un governo ai governi non più prigionieri dei
tatticismi e dei giochini e dei giochetti delle maggioranze
parlamentari.
Però devo dire, con grande rammarico, che la sua
determinazione ad andare avanti malgrado tutto, rischia di
mortificare e di rendere l'istituto dell'elezione diretta del
Presidente della Regione una prigione politica per il Parlamento.
Io mi sono chiesto se nella precedente legislatura, il
presidente della Regione, al di là della capacità o meno di
dimostrare la propria estraneità ai fatti, l'ho detto in
pubbliche piazze e lo ridico qui, da siciliano mi auguro che Lei
possa dimostrare la propria estraneità ai fatti che Le sono
contestati, me lo auguro da siciliano, al di là della mia
collocazione politica, perchè l'idea che nella terra di
Mattarella e di La Torre ci sia un presidente della Regione che
possa aver fatto accordi con la mafia è una cosa che mi
atterrisce.
Ma mi chiedo: se nella scorsa legislatura il Presidente della
Regione fosse stato travolto da una serie di indagini e da uno
spaccato che faceva emergere comunque un livello di pericolose
conseguenze per la politica tutta, quanti minuti sarebbe rimasto
al proprio posto il Presidente della Regione?
Ed allora il vero problema è che noi rischiamo di avere
introdotto un elemento di riforma che consente di rafforzare la
stabilità dei governi ma nello stesso tempo determina una
condizione di prigione per la vita politica istituzionale di una
grande regione quale è la Sicilia.
Questo è il punto. Sono stato tra quelli che hanno sostenuto
che su un avviso di garanzia non si poteva costituire una
presunzione di colpevolezza. Ma non c'è dubbio che il rinvio a
giudizio, cioè quando Lei è nella fase in cui ....
DINA Forse il rinvio a giudizio equivale ad una condanna?
CRACOLICI No, non è condanna. Ma quando siamo nella fase in
cui Lei deve difendersi e quindi utilizza tutti gli strumenti che
la legge le consente per tutelare la sua onorabilità e la sua
difesa processuale, beh, lì è evidente, e si è dimostrato in
questi giorni onorevole Presidente, che il cittadino Cuffaro,
che utilizza uno strumento procedurale previsto e corretto,
quello della facoltà di avvalersi di non rispondere, provoca un
corto circuito con l'istituzione che rappresenta: è inevitabile
il trascinamento dell'azione difensiva del cittadino Cuffaro
nella dimensione politica
Allora io non voglio usare una doppia ipocrisia anche fra di
noi, nel senso che non c'è dubbio che il giudizio politico che
noi diamo sul suo Governo e sull'azione del suo Governo è ancor
più grave dell'appesantimento che la sua vicenda determina sulla
vita dell'intero Governo e di questo Parlamento. Perché quando
c'è una situazione di difficoltà, è stato detto, non vorrei
ripeterlo, ma i titoli sui giornali dicono di una Sicilia che
fugge, che emigra, perchè disperata raggiunge il Palazzo della
sua presidenza ogni giorno. Fabbriche che chiudono. Condizioni di
disperazione che le famiglie vivono di fronte alla possibilità
concreta di perdere il lavoro, sia quello operaio, che quello
qualificato.
Di fronte ad una Sicilia mortificata da tutto ciò che sta
avvenendo, una Sicilia in cui si fa fatica a raggiungere la fine
del mese, non possiamo che attribuire questa condizione al suo
governo, ma non c'è dubbio che oggi, nel 2005, la Sicilia fa più
fatica, i siciliani fanno più fatica per vivere rispetto a cinque
anni fa. C'è una maggiore difficoltà. Una maggiore sensazione di
precarietà, di incertezza.
Io credo che oggi il dramma che si sta determinando nella vita
politica è che per la prima volta si ha la sensazione che il
futuro sarà peggiore del presente.
Sta venendo meno quella dimensione, quasi di patto tra le
generazioni, che ha sempre consentito di pensare che tu lavori,
ti impegni, ti sacrifichi perché tuo figlio possa vivere in un
mondo migliore del tuo. Oggi tutto questo sta collassando.
Dicevo, che a questo non si riesce a dare una risposta
perché è inevitabile che la vicenda che l'ha investita, ha
determinato una condizione di imbarazzo, di chiusura, anche di
mortificazione, che determina anche quella impossibilità a
mettere in campo ricette utili, validi strumenti.
Ormai siamo persino alla pantomima. Stamattina leggevo sui
quotidiani, al di là della polemica politica, delle battute tra
un assessore ed un altro, il Presidente della Regione che se la
prende con i comuni, l'assessore Lo Monte che - leggevo qualche
minuto fa sul Bollettino dell'Assemblea - se la prende con i
dirigenti. Insomma c'è sempre qualcuno che se la prende con
qualcun altro...... ma di chi è la responsabilità di quello che
sta avvenendo? C'è una politica in grado di assumersi la
responsabilità, di indicare una terapia, una sfida? No, non è in
grado.
Questa è la condizione di aggravamento che si è determinata da
più di un anno nella vita di questa Regione ed ecco perché, dal
primo istante, le avevamo consigliato di dimettersi perché, di
fronte a questo pericolo, a quello che si sarebbe potuto
determinare, sarebbe stato molto meglio per tutti, onorevole
Cuffaro, non solo per lei, perché la sua crisi rischia di
trascinare l'intero sistema politico, non solo una maggioranza,
ma l'autorevolezza e la credibilità dell'istituzione.
In Sicilia quale funzionario si prodigherà per essere
rigoroso, rispettoso, per garantire il massimo di efficienza,
quando qualunque cosa, in Sicilia, come la professionalità, il
merito si è ormai piegato alla mortificazione della
raccomandazione, della cosiddetta parlata .
Questa è la dimensione che stiamo vivendo. Poi c'è tutto il
resto: il PIL e le cose che sono state sin qui dette ... ma è
questo il nodo, il cortocircuito che si è determinato.
Oggi siamo alla mozione di sfiducia. Siamo di fronte all'atto
che, le ricordo onorevole Presidente che Lei è il primo
presidente della regione che subisce, da quando in Italia è stata
introdotta l'elezione diretta del presidente, la sfiducia nella
propria Assemblea elettiva.
La mozione di sfiducia non può essere la quotidianità. Noi ci
siamo arrivati anche con fatica, consapevoli di determinare un
atto forte. Lei, Presidente stasera sarà confortato da un voto di
una maggioranza assente e silente ma che sarà sicuramente
presente al momento del voto. Ma veda da oggi in poi nulla sarà
più come prima
CUFFARO, presidente della regione. L'ho già sentita questa
frase.
CRACOLICI. Nulla sarà più come prima, e per la ragione che è
evidente perchè si è consumato l'atto principe di rottura. La
dimensione della prospettiva della possibilità di uscire da
questa condizione oggi non la intravede nessuno.
Penso che noi avremmo bisogno, in questi minuti, di un atto
forte da parte sua, che parli a tutti i siciliani e non solo.
Perché, come diceva qualche collega, possiamo investire
centinaia di miliardi di vecchie lire in campagne di promozione
di immagine, ma, le posso assicurare, e lei lo sa molto meglio
di me, che lo spot peggiore che la Sicilia abbia prodotto e che
abbiamo esportato in questi anni è lo spot della sua immagine,
della sua immagine politica non personale.
Cioè dell'effetto che ha determinato questa vita politica
siciliana fuori dal territorio siciliano ed è questo che ci porta
a dire che avremmo bisogno di un suo atto forte, di
consapevolezza; di un atto che sia in grado in qualche modo di
affermare quella separazione forte tra la politica e le vicende
giudiziarie e consentire alla politica di proseguire per la
propria strada mantenendo e garantendo la massima autonomia dagli
aspetti che riguardano le vicende giudiziarie.
Abbiamo bisogno di mandare un messaggio ai siciliani per
invogliarli a rimboccarsi le maniche, per credere nel futuro,
per avere fiducia: ma come dire ai siciliani che bisognerà
risparmiare nella sanità se il messaggio che abbiamo mandato, al
di la di tutti i ticket, che di fronte al loro sacrificio c'era
chi si faceva una barca di soldi' e voglio riferirmi alla
vicenda Ajello.
Non c'è qui una scissione tra due concezioni della Sicilia, ma
la questione che abbiamo dinnanzi.
Lo ripeto, perché ne sono assolutamente convinto: mi auguro
che lei possa dimostrare la propria estraneità ai fatti che le
sono contestati, ma oggi la questione mafiosa, non solo la
questione morale nel senso dei comportamenti individuali, è
entrata in maniera prepotente nella vita politica di questa
regione .
La Sicilia non è nelle condizioni di consentirselo. Possiamo
continuare ad andare avanti con le battute, con l'irrisione ma
qui stiamo consumando qualcosa di profondo nella vita di questa
regione; al di là delle opinioni politiche che ognuno di noi ha,
ma nelle fondamenta, quel patto di convivenza che si fonda nel
rispetto della legalità, del senso della legalità che deve
trasmettersi a tutti gli altri.
Ed è in questo senso che gli atti che si sono consumati nei
giorni e nei mesi successivi hanno fatto persino smarrire quello
che una volta si chiamava il senso dell'opportunità politica.
Qualche settimana fa, avete nominato, - ci saranno sempre le
polemiche su tutte le nomine che si fanno - i nuovi direttori
generali. Al di là dei giudizi professionali non c'è dubbio che
un tema di opportunità si pone di fronte a managers indagati ed
inquisiti per questioni che riguardano il loro ufficio ma che
vengono riconfermati, mandando così un segnale che tutto ciò in
Sicilia non conta.
Ecco allora la questione che si sta ponendo in Sicilia, ed è
per questa ragione che noi abbiamo presentato, nostro malgrado,
questa mozione di sfiducia. L'abbiamo presentata per affermare e
non essere ipocriti, perché in questa Regione c'è bisogno di una
classe dirigente che sia in grado di dare un progetto di futuro
che lei oggi non è più in grado di garantire.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, credo che sbaglino i colleghi che
ritengono rituale ed inutile' la discussione di stasera.
E' vero quello che dice l'onorevole Cracolici, probabilmente,
anche se il Presidente già questa frase l'ha sentita; domani non
sarà comunque come ieri.
Io farò un intervento un po' diverso, considerato che tanti
altri interventi hanno illustrato le motivazioni che sono state
alla base della presentazione di questa mozione di sfiducia,
motivazioni per cui ho firmato, a partire dalla questione morale,
dai rapporti tra politica e malavita organizzata; ed anche se
la questione morale è già é stata trattata, non può non essere
oggi, al centro del dibattito, non fosse altro perché nel
frattempo anche altri componenti della Giunta di Governo
regionale sono stati coinvolti in questa vicenda.Non può non
essere ancora al centro della discussione, questo tema.
Ritengo, comunque, di condividere anche gli altri temi che
sono stati alla base della presentazione della mozione di
sfiducia: la grave crisi economica che blocca lo sviluppo della
Sicilia, la drammatica e disastrosa vicenda che riguarda la
sanità, aggravata dalle scandalose modalità relative alla
nomina dei direttori delle Aziende, dalle grave responsabilità
che ha anche questa Assemblea regionale che, attraverso la
Commissione competente, ha approvato tali nomine in un unico
blocco, o prendere o lasciare, con il cambio di opinione di
alcuni dei componenti, anche della maggioranza, di quella
Commissione che, in cambio di qualche strapuntino, hanno rivisto
le loro posizioni in merito a questo delicato tema.
Tutela dell'ambiente, politica dei rifiuti, emigrazione, sono
tutti temi che non ripeterò perché sono stati perfettamente
illustrati da chi mi ha preceduto.
Volevo fare, invece, qualche riflessione rispetto ad una
sfiducia che diventa sempre più evidente e che viene espressa,
non da noi deputati notoriamente pericolosi comunisti, ma da
persone che ritengo essere insospettabili da questo punto di
vista, anche nel dibattito odierno.
Onorevole Presidente, a parte la difesa d'ufficio, presentata
qui dall'onorevole Acierno, io credo che lo stesso onorevole
Acierno abbia dimostrato sfiducia rispetto al suo operato
perché, quando richiamava la vicenda del piano regolatore di
Palermo, riferendosi all'onorevole Orlando, diceva che mafia é
l'illegittimità, per dire poi, in conclusione del suo
intervento, in riferimento all'attuazione della legge sugli
appalti, cito quasi testualmente: Presidente, queste cose che
lei indica, non le abbiamo previste all'interno della legge sugli
appalti . Le voleva dunque, far rilevare che compie delle
illegittimità....
DINA Parlava dei ritardi
SPAMPINATO No parlava di procedure diverse, di ciò che è
previsto nella legge sugli appalti. Potrà vedere lo stenografico.
Si traduce non in ritardi ma in illegittimità.
Ritengo che sfiducia Le abbia dimostrato ed espresso un
autorevole Ministro siciliano del Governo Berlusconi, fino a
qualche tempo fa segretario regionale del partito di maggioranza
relativa di questa coalizione, l'onorevole Micciché, che,
quando ha illustrato a Siracusa, non più tardi della settima
scorsa durante il congresso degli imprenditori siciliani - e
neanche loro sono stati teneri nei suoi confronti - la sua
iniziativa tendente a riequilibrare il prezzo del denaro per
investimenti tra Nord e Sud, citava tutte le banche coinvolte in
questa iniziativa e ometteva di citare Capitalia, che ricordo
essere rappresentata da lei, onorevole Presidente; e quando i
giornalisti chiedevano come mai non venisse inserita tra le
banche che avrebbero avuto il compito di porre in essere questa
iniziativa anche Capitalia, il Ministro Miccichè rispondeva
testualmente Non credo che sia una banca amica del Sud .
Se non è una dimostrazione di sfiducia Ma è andato ancora
oltre, e quando parlava delle iniziative a tutela delle imprese
siciliane, l'onorevole Miccichè, e cito anche qui testualmente,
diceva L'Irfis, in complicità con la Regione ha incassato e
diviso utili che dovevano servire per il finanziamento delle
imprese siciliane . Questa credo sia una dimostrazione chiara non
di sfiducia di pericolosi comunisti ma di persone che dovrebbero
essere particolarmente vicini a Lei.
Onorevole Cuffaro, la cosa che mi stupisce di più e che esprimo
in conclusione di questo mio breve intervento è che probabilmente
nemmeno lei ha più fiducia nell'azione del suo Governo, e
tralasciamo quello che succede tra i componenti del suo Governo
che litigano e lei non riesce a mettere pace su temi importanti
per lo sviluppo della Sicilia, come Agenda 2000, e quando lei
immagina di porre fine all'esperienza di questo Governo in
maniera anticipata, nonostante io frequenti questa Aula da
quattro anni....
CUFFARO presidente della Regione. Lo faccio per farvi
perdere prima.
SPAMPINATO Per noi lo può fare anche subito, infatti la
conclusione sarà questa, onorevole Presidente. Infatti - dicevo -
nonostante frequenti quest' Aula solo da quattro anni,
illudendomi ancora, ritengo di credere nelle istituzioni e
ritengo che l'istituto delle dimissioni debba essere posto in
essere solo per gravi situazioni politiche o di altra natura. Io
non voglio credere, Presidente Cuffaro, che lei immagini di
utilizzare uno strumento come quello delle dimissioni per mero
calcolo politico
Non voglio credere - perché, lo ripeto, voglio credere nelle
istituzioni - che lei possa utilizzare lo strumento delle
dimissioni soltanto per mero calcolo elettorale. Lei dice voglio
trainare...... Non voglio credere a queste dichiarazioni il
Centro-Destra ha la vittoria , probabilmente vuole evitare una
possibile sconfitta del Centro-Destra alle elezioni politiche.
Ma io non voglio credere che siano queste le motivazioni,
quindi, per esclusione, debbo pensare che lei invece non crede
più nella sua azione di Governo. Allora sa cosa le propongo?
Voti insieme a noi perché non si dica che noi temiamo di andare a
votare quanto prima possibile.
La mia proposta è voti insieme a noi la mozione di sfiducia e
andiamo a votare entro settembre.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Antinoro.Ne ha
facoltà.
Presidenza del Vice Presidente Fleres
ANTINORO Signor Presidente dell'Assemblea, onorevole
Presidente della Regione, onorevoli colleghi, confesso che ero
indeciso se prendere la parola all'inizio, devo dire che poi ho
ritenuto fosse opportuno farlo intanto per manifestare
solidarietà politica al Presidente della Regione ma anche
chiaramente personale. Dicevo ero indeciso perchè non so i
cittadini siciliani, ascoltandoci magari in televisione o
leggendo poi le cronache dell'indomani o addirittura nel caso in
cui qualcuno avesse voglia di leggersi gli stenografici,
capiranno questa seduta.
Diceva l'onorevole Spampinato poca fa non è un rituale, io
credo invece che il rituale lo stiamo oggettivamente consumando
ognuno sulle proprie posizioni, immaginando e, per quanto mi
riguarda, avendo l'idea di appartenenza forte a determinati
schieramenti, ognuno dicendo la propria.
Avendo ascoltato le cose dette da autorevoli colleghi del
Centro-Sinistra riguardo ai litigi interni del Governo - li
definiscono così - essi dimenticano che c'è anche dialettica
all'interno di qualunque governo. Forse dimenticano a quanti
litigi oggi all'interno dello stesso Centro-Sinistra, per
esempio, si assiste; e ancora non hanno cominciato a governare,
ancora siamo nelle fasi che precedono la scelta di chi dovrà
governare quel Centro-Sinistra, se mai governerà, cosa che
chiaramente non avverrà E l' auspicio - per quanto ci riguarda
- è quello che non avvenga Eppure le critiche piovono addosso
al Governo.
Devo dire che non avevo ancora letto - se non stasera - la
mozione di sfiducia quando inizia Premesso che oltre cento
mila siciliani..... . Io ricordo che sulla stampa si disse che
questa mozione era stata sottoscritta da più di cento mila
siciliani, ma, se la mozione che hanno firmato i cento mila
siciliani è questa paginetta e mezza, sostanzialmente non di
critiche al Presidente Cuffaro, ma di un attenzione particolare
ai temi della sanità si tratta
Veramente, io non so se chi autorevolmente l'ha rappresentata
- dico autorevolmente non in senso ironico ma convinto
dell'autorevolezza delle firme che la mozione reca - se l' ha
letta prima di firmarla, non so chi fisicamente, con la propria
penna, ha scritto queste quattro righe, ma non è una mozione di
sfiducia, è sostanzialmente una sorta di dibattito sui temi della
sanità, un attacco esclusivamente sui temi della sanità, con
qualche pur generico momento di critica nei confronti del Governo
Cuffaro.
Devo dire, riguardo alla sanità, visto che tra l'altro sono
particolarmente vicino al settore facendo nella vita il medico
ed essendo un tantino esperto su questi temi, guardate che quando
il Governo Cuffaro ha emesso il decreto del quale viene accusato
perchè avrebbe non so di quanto aumentato la spesa; voglio
ricordare a tutti che grazie a quel decreto, il numero 890 con la
modifica poi del 2003, probabilmente anzi certamente - non
abbiamo la contro prova - ma se la prova è quella delle carte,
probabilmente grazie a quel decreto si è messo sotto controllo
quella spesa perchè - voglio ricordare ai colleghi del centro-
sinistra - che durante la precedente legislatura, quando si fece
la norma sulla cosiddetta assistenza indiretta , quella
assistenza non era sottoposta ad alcun controllo, quella
assistenza era sostanzialmente fuori da qualunque verifica,
quella assistenza era praticamente incontrollata. Quel decreto la
pose sotto controllo, certamente abbiamo il dovere, il Governo ha
il dovere, noi come maggioranza abbiamo il dovere, anche di
stimolo, di far sì che quei meccanismi di controllo vengano
attivati sempre di più. Ma null'altro.
E, poi, la demonizzazione a tutti i costi, costi quel che
costi, della sanità privata; nel terzo millennio questa sorta di
differenza tra pubblico e privato oggettivamente è un tema ormai
fuori luogo, fuori dal tempo, fuori dalle cronache e fuori da
qualunque ragionamento che deve svilupparsi, anche nel settore
della sanità.
Nella sanità una concorrenza leale tra pubblico e privato è
giusto che sia così, l'ha stabilita, l'ha statuita lo stesso
ministro Bindi, ministro Bindi che certamente non era un
ministro di centro-destra, era un ministro di centro-sinistra; il
famoso decreto Bindi ha statuito quella forma di concorrenza che,
chiaramente deve sempre basarsi sul principio che la salute è un
bene cui nessun cittadino può rinunciare. Che poi sia il pubblico
o il privato poco importa, l'importante è che sia erogata in
termini di qualità e di efficienza.
Ma, anche lì il Governo Cuffaro ha avuto attenzioni nei
confronti della stessa sanità pubblica, anche lì il Governo
Cuffaro ha avuto attenzione ai metodi ed ai modi in cui la
sanità pubblica viene gestita per poi sentire dai colleghi del
centro-sinistra.... - veramente .. è quasi una pantomima -. Io
ero presente quella mattina quando si è votata in Commissione
Affari istituzionali' la ratifica dei manager. Praticamente
l'opposizione non c'è stata. Quella mattina l'opposizione è
venuta, ha praticamente accolto la scelta della maggioranza che
era logico che operasse nel senso di votare in blocco i manager,
i colleghi del centro-sinistra, che oggi da questo podio
attaccano violentemente quella scelta, non hanno fatto nulla per
impedirlo.
Allora, non si può nelle commissioni e nelle stanze nascoste
del Palazzo comportarsi in un modo e, poi, venire su questo
podio a denunciarle, perchè le vicende devono avere conseguenze.
Io ho un rimprovero da muoverle, onorevole Presidente della
Regione, glielo muovo affettuosamente, sul piano personale e
politico: forse in quest'Aula, durante il varo di leggi di spesa
finanziarie, assestamento e quant'altro, probabilmente lei,
dall'alto del suo concepire la politica come mediazione, forse ha
concesso fin troppo a questa minoranza; forse, in qualche caso,
bisognava concedere molto meno di quanto si è concesso; forse
probabilmente bisognava, da parte sua, far leva su quella che era
una maggioranza forte di quest'Aula, anche per i numeri che in
questa Aula c'erano come maggioranza. Forse è questo il
rimprovero che io, affettuosamente - e lo sottolineo - le muovo.
Null'altro.
Poi, sulle vicende giudiziarie - guardate lo hanno ricordato
altri colleghi, ma è opportuno che lo faccia anch'io - il
Presidente Cuffaro - lo ha detto lui in tante occasioni pubbliche-
risponderà, semmai risponderà, dopo qualunque processo, che ci
auguriamo lo vedrà assolto - perchè solo così potrà essere-
risponderà eventualmente alla sua coscienza. Lo ha detto lui per
primo.
Il Presidente Cuffaro aveva un'occasione per andar via dalla
Sicilia, si è candidato alle elezioni europee, si è candidato nel
proporzionale, ha fatto una campagna sulla sua persona, non da
Presidente della Regione. E' rimasto in Sicilia, però. Ha avuto
il coraggio di rimanere qua, in trincea, di sottoporsi a quello
che sarà il giudizio dei giudici, ai quali va tutto il nostro
rispetto, anche per il sacrificio che da parte della classe
dirigente di questo Stato è arrivata in questi anni.
Il Presidente Cuffaro e questa maggioranza hanno un solo
obbligo, quello di presentarsi alle prossime elezioni e di
sottoporsi al giudizio degli elettori. Null'altro. Poi, che
l'Aula voti in un modo o voti in un altro, che ci sia una
maggioranza che sostenga Cuffaro e una minoranza che gli voti
contro, è il gioco delle parti. Ma il vero gioco comincerà nel
2006, quando andremo alle elezioni, ognuno di noi avrà modo di
sottoporsi al giudizio degli elettori, ogni coalizione avrà modo
di sottoporre agli elettori medesimi il programma con il quale si
proporrà a questi ultimi. Avremo un centro-destra che proporrà il
suo programma, avremo un centro-sinistra che ne proporrà uno
alternativo e questa è la logica dell'alternanza.
Solo allora ci sarà un Cuffaro che andrà a casa o un Cuffaro
che rimarrà. L'Aula stasera ha tutto il diritto di porre in
essere il dibattito che stiamo svolgendo, ma probabilmente, non
per offendere il rituale della politica, ma questa sera ce la
saremmo potuti risparmiare per produrre leggi per i siciliani e
fare in modo che questa Sicilia possa andare avanti.
Quindi, chiaramente, con il voto contrario, per quanto mi
riguarda, per quanto ci riguarda, l'esortazione al Presidente a
continuare un'azione di governo che possa vedere la Sicilia, in
questi ultimi mesi, dare un colpo di remi in avanti per
sviluppare un' economia che, certamente, langue, non solo in
Sicilia,ma per tutta una congiuntura sfavorevole in tutti i
Governi d' Europa, in tutti i governi delle altre regioni
d'Europa e in tutti i governi nazionali, per una crisi che va
ben oltre la Sicilia.
Auguri, quindi, Presidente Cuffaro, le esprimiamo sostegno
totale per quanto ci riguarda e credo che forse sarebbe bene che
in questi ultimi mesi vedesse l'Assemblea impegnata in quelle
leggi di riforma che, probabilmente, a causa di tutta la politica
che deve ritrovare i suoi ruoli, non sono arrivate.
FLERES E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne ha
facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, io non farò un lungo intervento perché mi riconosco
negli interventi che, innanzitutto, l'onorevole Speziale e poi
l'onorevole Cracolici, ma anche gli altri colleghi
dell'opposizione che mi hanno preceduto, mi vedono consenziente,
soprattutto, nella parte in cui hanno ampiamente illustrato gli
aspetti di carattere economico-sociale su cui la mozione di
sfiducia, insieme alle altre mozioni che vi sono contenute,
concentra molto la propria attenzione.
Però, onorevole Presidente, non possiamo ovviamente
nasconderci il fatto che la mozione di sfiducia ha avuto come
stimolo fondamentale, come motivazione, come motore che poi ha
portato alla decisione di presentarla, la vicenda che la riguarda
personalmente, per quanto concerne le inchieste che la vedono
coinvolta.
E' ovvio che, per quanto ci riguarda, non ci facciamo eccessive
illusioni, lo sappiamo bene, nessuno di noi ignora che in
quest'Aula i numeri perché questa mozione venga approvata non ci
sono. Ed allora, perché è stata presentata?
E' stata presentata, prima di tutto, perché presentare una
mozione di sfiducia in questa precisa fase politica, quando una
serie di nodi si sono aggrovigliati e si sono addensati
nell'azione di Governo ed anche, in buona parte, sulla sua
persona, aveva senso ed anche un alto valore simbolico che
l'Assemblea regionale ne discutesse; che la sede più alta della
democrazia nella nostra Regione facesse un punto, ascoltasse
tutte le valutazioni ed i giudizi che su questa situazione
possono essere espressi nel suo seno, si raccogliessero gli umori
che nella società siciliana sono presenti e che in varie forme si
esprimono sia attraverso iniziative, manifestazioni, le cose che
qui venivano ricordate, sia anche come senso comune che si è
diffuso tra i nostri concittadini e che ogni giorno,
quotidianamente risulterà anche a lei, a meno che non si circondi
solo di elementi che non le trasmettono il clima vero che c'è
tra la gente, se ne sarà reso conto.
Tuttavia fare questa affermazione non significa sostenere che
la mozione, la discussione di questa sera costituiscono un
rituale, quasi un passaggio del tutto ininfluente che non lascia
dietro di sé nulla se non il tempo che ci è occorso per
discuterla. Io contesto che si possa dare questa interpretazione.
Un atto politico di questo valore ha il suo peso al punto che tra
di noi abbiamo discusso - come si sa - a lungo se presentarla,
quando presentarla, come presentarle e per quanto riguarda noi, i
Democratici di Sinistra, abbiamo fatto valere un nostro punto di
vista nella vicenda che è quello che avete ascoltato e letto, c'è
una pesantezza della situazione economico-sociale che vieppiù si
è aggravata nel corso del tempo. Non siamo noi da soli a dirlo, è
una sfilza di dati, tutti gli indicatori economici ci descrivono
una situazione che sta assumendo i caratteri della drammaticità.
Qualcuno ha gridato al catastrofismo però mi si sia concesso
dare un'altra interpretazione di una situazione in cui la
crescita del nostro prodotto interno lordo ormai è quasi allo
zero, siamo in fase recessiva, abbiamo i dati che sono stati
forniti proprio nei giorni scorsi da Bankitalia a proposito della
situazione economica della nostra Regione, lo fa l'ISTAT ancora
oggi quando, parlando della situazione occupazionale del
mezzogiorno, in Sicilia dice che c'è una minore domanda di
lavoro, il che - come si sa - nel linguaggio e come lo stesso
ISTAT poi commenta - non significa che c'è più occupazione e
quindi, poiché si lavora di più, c'è meno richiesta di
occupazione, significa esattamente che la situazione viene
descritta e percepita così pesante dal punto di vista economico
che fasce intere, le fasce più a rischio tra la popolazione
attiva - e parliamo soprattutto delle donne e dei giovani -
rinunciano a presentarsi sul mercato del lavoro perché non hanno
più alcuna fiducia che la loro domanda, la loro richiesta possa
essere accolta.
E aggiungiamo a tutto ciò la situazione finanziaria, i dati di
bilancio, aggiungiamo a tutto ciò la performance in materia di
Agenda 2000, ne discuteremo p, in un'altra occasione, perché
sarebbe opportuno che una tantum, non ogni giorno o ogni mese o
ogni anno, ma una tantum questo Governo ci venga a dire in Aula
cosa sta succedendo, per non doverlo leggere solo sui giornali e
così via.
Vi sono tutti i dati che quotidianamente vengono sciorinati
sulla mortalità delle imprese, sulla loro capacità di stare sul
mercato, i problemi del credito, che l'onorevole Micciché
pretende di risolvere con l'accordo con le banche e con incentivi
che altro non sono che la stessa acqua nella quale sguazziamo da
un sacco di tempo; sono i soliti fondi delle aree depresse che
ogni volta, quando si presenta un problema, vengono invocati
come risorsa fondamentale per risolvere o una volta l'una e
una volta l'altra, salvo poi a non utilizzarli quasi mai.
Allora, la situazione è questa. Chi è in grado di dirci se
questi sono dati che possono fare sperare bene? L'onorevole
Sbona, nel suo intervento, pur riconoscendo la situazione di
pesantezza sul piano economico, ci invitava a non essere
pessimisti, perché il pessimismo ed il catastrofismo generano
sfiducia tra la gente e, quindi, ciò finirebbe per deprimere
complessivamente la situazione economica. Questa è una lettura un
po' all'onorevole Berlusconi, il quale pretende di risolvere i
problemi del Paese invitando i cittadini a spendere, perché così
si incrementa il circuito economico, si consuma di più, le
imprese vendono e producono di più; ma rimane il problema di
cosa, di quanto le nostre famiglie siano in grado, oggi, di
spendere.
C'è un dato che è stato fornito in più occasioni; si tratta di
un dato nuovo nella storia economica della nostra Regione che
parla di una propensione all'indebitamento delle famiglie
siciliane. Ricordo, invece, che l'unica propensione che si
conosceva, come virtuosa, delle famiglie siciliane era la
propensione al risparmio, tant'è che quasi tutti gli Istituti
bancari di rilievo nazionale avevano l'ambizione di venire ad
aprire in Sicilia, proprio perché la Sicilia era terra di
elezione per la raccolta del risparmio.
Oggi si dice che c'è una propensione all'indebitamento e gli
analisti in materia finanziaria, di alcuni Istituti bancari,
dicono che si stanno assottigliando di molto i conti correnti ed
i depositi bancari da parte delle nostre famiglie perché,
evidentemente, dopo che il costo della vita è aumentato così
vertiginosamente, tenuto conto che la situazione economica non
registra alcun miglioramento, si comincia a ricorrere alle poche
riserve che le famiglie hanno ancora per poter vivere.
L'onorevole Sbona diceva di non essere pessimisti. Qualcuno ci
dica qual è lo stato d'animo che bisognerebbe adottare in una
situazione come questa. Dovremmo sottovalutare i dati
dell'economia? Dovremmo ignorare il fatto che c'è una tendenza al
peggioramento? Credo che questa sarebbe ed è la peggiore delle
soluzioni, quella cioè di non fare quella operazione verità',
che è la prima pietra per un'inversione di tendenza.
Non si può pensare ad un rilancio se non si parte dalla
registrazione dei dati oggettivi, perché è da lì che si produce
uno scatto, che si può chiamare la gente e la Pubblica
Amministrazione, le forze politiche, il Parlamento ed il Governo
ad un'inversione di tendenza.
Ma di tutto questo non vediamo alcunché. Registriamo ogni
giorno penose giustificazioni, tentativi che ritengo si possano
definire soltanto velleitari; immaginare ipotesi di rilancio
senza mettere mano alla struttura delle scelte e delle strategie
che fin qui sono state adottate.
Ma non è su questo che volevo soffermarmi, perché ne hanno
parlato a lungo gli altri colleghi.
Il tema centrale di questa mozione di sfiducia, è inutile
nasconderlo - chi lo fa, ovviamente, pecca di una certa ipocrisia
-, è la sua posizione personale, onorevole Presidente, e quella
di alcune persone che fanno parte del suo staff che, in qualche
modo, sono in relazione con lei.
Se non ci fosse stato questo aggravarsi della situazione, non
so se saremmo arrivati, veramente, a presentare una mozione di
sfiducia, in quanto i dati economici sono in fase di
peggioramento da molto tempo, non certo da oggi.
Ad aggravare il quadro è arrivata questa vicenda che riteniamo
vada discussa per quella che è, senza nasconderla. Del resto,
significherebbe volere coprire con un dito una vicenda che,
invece, per essere coperta avrebbe bisogno di qualcosa di molto
più vasto.
Perché, allora, abbiamo presentato una mozione di sfiducia? Lo
abbiamo fatto perché c'è un salto di qualità in questa vicenda
giudiziaria. E' inutile che lo nascondiamo.
Il 30 aprile di quest'anno abbiamo tenuto una Conferenza
nazionale antimafia a Palermo, in occasione dell'anniversario
dell'assassinio di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo e, come
tutti hanno potuto constatare, pur avendo lì presenti quasi tutte
le maggiori personalità politiche e di Governo (era presente il
Presidente della Commissione nazionale antimafia ed abbiamo
invitato tutte le autorità che a vario titolo si occupano di
questa materia in Sicilia e fuori) - ne è venuto fuori uno
spaccato di altissimo livello, quando pubblicheremo gli atti chi
vorrà leggerli potrà rendersi conto della qualità di quel
dibattito -, era lungi da noi il fare di quella un'occasione di
modesta polemica politica; eppure, lo si sarebbe potuto fare,
sarebbe stato facile, si sarebbero perfino incontrate orecchie
attente, visto il clima che si vive, oggi, nella nostra Regione.
Abbiamo voluto ragionare seriamente, perché il tema della lotta
alla mafia non è un tema che può essere affrontato con
leggerezza, neanche da coloro i quali ritengono di essere tra le
forze più conseguentemente antimafiose.
Il senso della responsabilità, il senso della corretta
impostazione politica di questa battaglia, il tenere insieme non
solo le questioni legate alla repressione, all'azione della
Magistratura, alle forze di Polizia, ma anche l'azione sociale
per contrastare il fenomeno nella società, l'azione educativa da
parte delle agenzie educative che agiscono nel territorio...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, la invito a concludere.
CAPODICASA Mi dà una cattiva notizia, signor Presidente
Chiedo di avere accordato qualche altro minuto.
PRESIDENTE Soltanto cinque minuti, onorevole Capodicasa.
CAPODICASA Farò in fretta, signor Presidente.
Dicevo che il tema è così complesso che vale la pena che le
forze politiche italiane e siciliane vi si accingano con il
massimo senso di serietà e di responsabilità.
In quell'occasione, abbiamo ampiamente indagato il tema del
rapporto mafia e politica lo e quella Conferenza, a conclusione,
ha ritenuto di dover lanciare una proposta che è anche una sfida,
cioè quella di identificare un codice di autoregolamentazione che
riguardi tutte le forze politiche da sottoscrivere, riprendendo
un po' una vecchia scelta che era stata compiuta dalla
Commissione nazionale antimafia, presieduta da Gerardo
Chiaromonte, che metta tutti nelle condizioni di potere fare
scattare, in modo quasi automatico - ma ovviamente di automatico
non c'è nulla in questo campo -, dei meccanismi di autocontrollo,
di autodeterminazione e di autodifesa, oserei dire, in quelle
vicende in cui siano coinvolte, legati al rapporto mafia-
politica, personalità politiche ed istituzionali.
Ci siamo chiesti quale possa essere il limite, il momento di
un'indagine giudiziaria in cui un uomo politico debba fare un
passo indietro; qual è il momento del processo? E' la
dichiarazione del pentito? E' l'avviso di garanzia? E' il rinvio
a giudizio? E' la condanna definitiva?
Se fosse la condanna definitiva, non ci sarebbe motivo di avere
un codice di autoregolamentazione. Oggi, le leggi sostengono che
di fronte alla condanna scatti un meccanismo di incompatibilità.
E' l'avviso di garanzia? Signor Presidente, abbiamo ritenuto
che, pur essendoci la sensibilità individuale che in questi casi
deve far intervenire un elemento di resipiscenza, ci sono avvisi
di garanzia ed avvisi di garanzia. Infatti, ci sono avvisi di
garanzia che non ipotizzano - siamo sempre nel campo di un
giudizio di natura politica, non c'è certezza in questo campo -
l'esigenza delle dimissioni o del passo indietro, ma ci sono
anche avvisi di garanzia pesanti per il corredo di prove da cui
sono sorretti; di sicuro, signor Presidente, c'è il rinvio a
giudizio.
Il rinvio a giudizio è già la fase del procedimento in cui c'è
già un giudice terzo che, sia pure sulla base di prove sommarie,
emette una prima sentenza e siccome il rinvio a dibattimento si
può concludere - non so in che base percentuale - con la condanna
o anche con l'assoluzione, rimane di sicuro una qualche
probabilità che quel rinvio a giudizio possa tramutarsi in una
condanna.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo abilitati a
mettere a rischio l'onorabilità delle Istituzioni, l'efficacia
della funzione che svolgiamo nell'interesse dei cittadini, di
fronte ad una situazione di questo genere?
Questo è l'interrogativo che le poniamo oggi, onorevole
Presidente. A questa domanda, noi abbiamo dato una risposta
attraverso la mozione di sfiducia e riteniamo che quanto un uomo
politico raggiunge, quando riveste incarichi di tale levatura, di
rappresentanza quasi unica della Regione dentro e fuori i nostri
confini, nei rapporti con i poteri esterni, statali ed europei,
quando deve interloquire con i suoi pari grado nei rapporti
multiformi che un Presidente della Regione ha, soprattutto un
Presidente di una grande Regione, debba necessariamente avvertire
una limitazione in queste sue funzioni. Ed io, onorevole
Presidente, so che lei sente tale limitazione
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, la invito nuovamente a
concludere il suo intervento.
CAPODICASA Signor Presidente, mi avvio alla conclusione.
Io credo che tutto questo abbia un senso, non è la voglia
giustizialista di un'ala di questo Parlamento che vuole
strumentalizzare una vicenda per fini strettamente politici. E'
un problema oggettivo e come tale lo poniamo al Parlamento.
Noi abbiamo dato questa risposta e la mozione di sfiducia dice
questo. Sappiamo che è un passaggio pesante perché la mozione di
sfiducia, oggi, non è più quella di una volta, che comportava la
caduta di un Governo e la sua sostituzione con un altro, comporta
infatti anche lo scioglimento dell'Assemblea ed il ricorso al
voto popolare.
Io credo però che occorra riconoscere l'onestà con la quale
stiamo ponendo questo problema, perché abbiamo interesse, e
concludo signor Presidente, ad allargare il fronte antimafia.
Noi non pensiamo, in questo campo, come dice il buon Renzo
Arbore meno siamo e meglio stiamo ; nella lotta alla mafia più
siamo e meglio stiamo. Noi vogliamo tanti, anche al di là dei
confini dei nostri partiti, delle nostre coalizioni, che si
schierino in questa battaglia perché è una battaglia decisiva per
lo sviluppo di questa Regione.
Vorrei dire all'onorevole Forgione che se pensiamo di fare
questa battaglia da soli, la mafia camperà cent'anni; deve
essere una battaglia di popolo, si deve riuscire ad incidere
anche in quella fascia - non uso il termine grigia' perché sa di
collusione -, di indifferenza, nell'aria di indifferenza che c'è
nella società ed anche nella politica. Se non facciamo chiarezza
su questo, se non creiamo l'attenzione morale ed etica che serve
in questo campo, avremo perduto in partenza questa battaglia.
Onorevole Presidente, vogliamo che questa occasione non venga
sprecata, desideriamo che non venga sprecata e giocata sul
terreno dei rimpalli tra maggioranza e opposizione. E' come un
gioco per così dire scontato di cui avremmo voluto volentieri
fare a meno se si fosse trattato di questo. Ma si tratta di una
questione alta che ha a che fare con i destini di questa Regione
e con tutto ciò che è scritto nella vostra mozione: i rapporti
con la sanità, con l'economia, con la politica, pertanto,
riteniamo che una risposta alta debba essere data anche
dall'Assemblea.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Segreto. Ne ha
facoltà.
SEGRETO Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, credo che possiamo anche saltare a
piè pari tanto di quello che è stato finora ampiamente detto sia
dalla maggioranza che dall'opposizione.
Ritengo, però, che il nuovo PSI, dovendo esprimersi, oggi, su
una mozione di sfiducia manifesta apprezzamenti per taluni atti,
in verità ben pochi, adottati dalla Giunta di Governo, mentre
esprime una valutazione contraria, per taluni altri, a cominciare
per esempio dalla mancanza di collegialità che c'è stata in
questa maggioranza, che ci ha visto assenti nella scelta dei
direttori delle ASL e che non ci vede assolutamente consenzienti,
stante che c'è stato il gioco degli spostamenti che non si
giustifica lasciando un direttore nel posto dove si trova
soltanto se va bene, diversamente si rimuove.
Un altro appunto dobbiamo farlo a questo Governo per quanto
riguarda la recente nomina dei direttori generali, considerato
che riteniamo che almeno ci siano due direttori generali che sono
stati rimossi, pur avendo, a nostro avviso tutto il crisma
dell'onestà, della professionalità e della competenza.
Certamente, vorrei porre l'attenzione su quello che è stato il
ruolo delle opposizioni in questi quattro anni. Ho voluto
sfogliare gli atti di questa Assemblea e mi sono reso conto che
difficilmente l'opposizione ha votato in maniera contraria a
quello che era l'indirizzo del Governo, della maggioranza.
Poco fa l'onorevole Antinoro diceva che, a proposito della
nomina dei direttori delle ASL, in Commissione Sanità non si è
levata voce, da parte dell'opposizione, contraria a queste
nomine. Non c'ero e non lo so, però ho sfogliato attentamente gli
atti ed ho visto; del resto abbiamo vissuto in tante occasioni, a
cominciare per esempio dalle quattro leggi finanziarie finora
votate, leggi votate con l'appoggio dell'opposizione o con la
benevola astensione da parte della stessa.
Quindi, il ruolo di questa opposizione è stato un ruolo di
consociativismo becero che ha trovato la sua massima sublimazione
con la legge elettorale che nasce da un accordo tra la
maggioranza e l'opposizione, tra i grossi partiti della
maggioranza e dell'opposizione.
Io non vi ho sentiti parlare di Capitalia, del nostro ruolo del
4 per cento in Capitalia, di quello che é il ritorno nei
confronti dei siciliani.
Non vi ho sentiti parlare della rinegoziazione dei mutui. Ho
visto, però, la vostra assenza - cari colleghi dell'opposizione -
, pressoché costante, nella Commissione antimafia, allorquando il
Presidente l'ha convocata, in ultimo per cercare di costituire
una Commissione di inchiesta sulla sanità, ed in cui non é stato
possibile esitare alcuna decisione.
Quindi, le leggi sono state approvate da tutta l'Assemblea.
Certo, non voglio assolutamente addentrarmi nei problemi
giudiziari, perché non possiamo e non dobbiamo sostituirci alla
Magistratura. So che esiste un codice di autoregolamentazione che
in Commissione poteva essere riconsiderato, corretto e che ciò
non é stato fatto.
Allora, dico all'opposizione ed alla maggioranza che noi del
Nuovo PSI siamo disposti ad incontrarci, affinché questo ultimo
scorcio di legislatura venga caratterizzato dal portare avanti il
programma del Presidente della Regione - e questo non sarebbe
consociativismo -, integrato da programmi che possono essere
rappresentati dalle azioni dell'opposizione; mi riferisco alla
riforma della formazione che é ferma e che sarebbe opportuno
rivedere, in quanto riteniamo che la legge attuale non sia la
migliore attuabile, anzi, riteniamo che questa legge serva, quasi
esclusivamente, a finanziare, in maniera surrettizia, gli enti di
formazione.
Sarebbe meraviglioso se potessimo incontrarci su questi temi.
Incontriamoci sulla revisione della legge 7. Ricorderete la legge
sugli appalti, le nottate vissute in questa Aula e fuori per
cercare di mettere d'accordo le varie parti; quest'Aula ha
partorito una legge non buona, perché se prima c'erano ribassi a
cifre decimali, ora ci sono ribassi a due cifre che, certamente,
non fanno andare avanti gli appalti in Sicilia.
In questo ultimo anno, dobbiamo confrontarci su questi temi,
come la legge sul riordino urbanistico e la legge sul riordino
delle coste, che riteniamo possano essere leggi, effettivamente
di sviluppo.
Queste sono le cose di cui dobbiamo parlare e, quindi, il
nostro é un voto di fiducia, anche se é un voto di fiducia
critico nell'accezione etimologica della parola ed é un voto di
attesa.
Riteniamo, però, che non si possa bloccare, in un momento come
questo, l'azione del Governo regionale, anzi dovremmo cercare di
dare tutti una mano per portare avanti quella legge di sviluppo
che serve tanto alla Sicilia ed ai siciliani.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO Signor presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, questa sera mi aspettavo la presenza
di autorevoli esponenti del centro-sinistra che, su questa
questione, hanno riempito diverse pagine di giornali, hanno
parlato a lungo, hanno fatto battaglie in quasi tutte le piazze
siciliane e avevo anche voglia di ascoltare l'onorevole professor
Orlando, su questa questione, su tutte le cose che ha detto, su
tutti gli atteggiamenti che ha tenuto nel corso di una
legislatura guardata e sbadatamente consumata. Su molte cose
scritte dagli amici colleghi del centro-sinistra, che riguardano
soprattutto l'occupazione del precariato, potevamo avere un
grande aiuto da chi ha inventato una forma di politica del lavoro
che poi, ahimè, fino ad oggi, non ha trovato uno sbocco
importante, uno sbocco che può dare alla Sicilia quello che tutti
ci aspettiamo.
Quindi, una di quelle cause richiamate dagli amici del centro
sinistra, in quella mozione, oggi, poteva essere spiegata nel
modo migliore.
Invece, questa sera, al di là della proposta del Presidente
Capodicasa, forse l'unica venuta fuori - poteva venire fuori una
azione dei deputati di questa Assemblea -, sono venuti fuori una
serie di interventi che guardano alla statistica regionale, a
verbali di operazioni compiute, ai verbali di constatazione, ai
verbali di interrogatorio, addirittura, si trascende in
atteggiamenti che non riguardano questa Aula, i deputati e tutto
quello che gira intorno alla politica, come l'intervento
censurabile, da parte di tutti, dell'onorevole Raiti.
Io penso che, questa sera, l'onorevole Raiti, quando si troverà
fra lenzuolo e cuscino si vergognerà delle cose che ha detto
sulla famiglia di un collega oggi detenuto che deve avere il
rispetto di tutti quelli che hanno bisogno, come gli immigrati,
come le persone che riescono a raggiungere un equilibrio nella
vita. Il rispetto della famiglia e dei figli è la prima cosa, e
la solidarietà deve essere riconosciuta e bisogna tenere fuori da
questa Aula le famiglie e tutto quello che vi gira intorno;
occupiamoci di politica Se poi lei, onorevole Raiti, non vuole
vergognarsi non deve dirlo né a me, né agli altri colleghi
presenti; ognuno ha la propria coscienza e sa quello che può
fare.
E' chiaro che il documento politico - non lo chiamerei tecnico-
, quello della mozione di sfiducia, così come è previsto nel
nostro ordinamento, è un argomento così serio ed importante che
non investe soltanto quest'Aula, investe tutti i siciliani,
perché significa che non ci saranno più rappresentanti del
popolo, significa che non ci saranno più, in un secondo, quelli
che dovrebbero tenere le istituzioni per raggiungere finalità
varie e senza una proposta non è possibile pensare ad una
mozione.
Per questo motivo, a mio avviso, il centro-sinistra, ancora una
volta, ma è solito da qualche anno a questa parte, prende una
batosta seria. Sono partiti con il referendum, non tutti del
centro-sinistra, e stanno per finire un'azione politica che
definirei scriteriata.
Ma di scriteri nel nostro panorama politico, in questo
momento, ve ne sono moltissimi.
Noi abbiamo condiviso l'azione del Governo Cuffaro sin dal
momento in cui è nato; da qualche tempo la nostra azione è stata
di fortissimo contrasto su alcune scelte, su alcuni metodi che, a
tutt'oggi, non condividiamo e tutt'oggi siamo preoccupati
dell'azione che viene svolta, soprattutto riguardo una politica
autoreferenziale travestita da movimento autonomistico, che non
fa bene alle istituzioni, dove questo tipo di atteggiamento
guarda ad un panorama politico che può essere variato da un
momento all'altro.
Tutto ciò non fa bene alla Casa delle libertà, non fa bene al
centrodestra.
Io ritengo, invece, che per fare bene con il presidente
Cuffaro, ora e dopo, ci vuole una politica di rigore, una
politica di rigore morale anche nei confronti della più alta
istituzione di questa terra, che è appunto il Presidente della
Regione. Portare in Aula quello che già si discute in altre
Aule e dove il Presidente deve rispetto - come lo ha dato fino
all'ultimo secondo - ad una autorità costituita, che è quella
giurisdizionale, mi sembra il più alto atteggiamento che
l'istituzione possa avere. Rispetto a questo, tutte le altre cose
sono chiacchiere.
Voglio ricordare in quest'Aula, anche se non lo ho vissuto
direttamente, l'arresto del mio amico, allora deputato regionale
e assessore del Governo Capodicasa, Giuseppe Castiglione, oggi
prosciolto da tutte le accuse. Qual era il momento per rassegnare
le dimissioni, qualora fosse stato Presidente della Regione? E
chi avrebbe restituito la dignità a quel deputato?
Questo poco importa, era passato ormai del tempo, non c'entrava
niente, hanno sbagliato i giudici. Ritengo che sia difficile
individuare un criterio generale, perché un'azione giudiziaria ha
i suoi tempi, i suoi testimoni, i suoi giudici e non riguarda
l'Aula della politica.
Pertanto ritengo che l'allarme lanciato sulla mafia, o sulle
mafie, non appartiene a nessuno, appartiene a questa istituzione,
appartiene - se vogliamo distinguerla - a quella istituzione e mi
sembra che ha fatto passi da gigante rispetto agli anni passati.
Presidente, io ritengo che lei questa sera non debba dare
spiegazioni a nessuno del suo atteggiamento personale, perché ha
già dimostrato ai siciliani sia con l'azione di governo, sia con
la sua rettitudine morale cosa significa fare il Presidente della
Regione anche se in condizioni difficili.
In Europa la situazione macroeconomica non dà stabilità a
nessuna delle regioni insulari.
Ritengo, invece, che lei debba dare un segnale forte alla
politica di questa regione, a soggetti che potrebbero, a sua
insaputa, utilizzare manovre non del tutto chiare o azioni che
portano sicuramente atteggiamenti controversi nei confronti della
sua rettitudine: lo deve dare soprattutto ai siciliani, a tutte
le persone che hanno creduto in questa coalizione, a tutte queste
persone che hanno votato un nome ed un cognome.
Noi siamo stati prima, siamo ora e saremo sempre al suo fianco
perché riteniamo che lei sia la persona giusta per traghettare la
nostra terra verso una politica di sviluppo.
Il nostro atteggiamento critico, all'interno esclusivamente del
nostro partito, può essere apprezzabile sotto diversi profili,
perché l'azione che abbiamo svolto e svolgeremo è quella di
segnalare, quando occorre, tutte quelle distorsioni che vengono
fuori - come ho detto - da politiche autoreferenziali che
certamente non fanno bene ad una politica di coalizione, non
fanno bene alla politica che vogliono i siciliani.
Per questo motivo, anche se non ce n'è bisogno, il nostro
Gruppo parlamentare voterà contro la mozione di sfiducia verso il
Governo Cuffaro, ma voterà una mozione di sfiducia nei confronti
del centrosinistra che, ancora una volta, non riesce a dare un
progetto alla Sicilia, non riesce a trasmettere qualcosa di
positivo ai siciliani, se non un atteggiamento che guarda alle
cose negative.
Noi non possiamo assolutamente guardare alle cose negative
perché lavoro ce n'è e veramente tanto e io ritengo che le
persone che sono state scelte dai siciliani possano raggiungere
questo obiettivo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella. Ne ha
facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, questa sera vorrei uscire fuori
dagli schemi che, spesso, vengono utilizzati in queste
circostanze, fantasticando un po' sulle cose che sono accadute,
sulle cose che accadono, fare anche qualche critica e qualche
autocritica visto che siamo in una fase quasi conclusiva di
questa nostra esperienza e anche - perchè no? - dispensare magari
qualche suggerimento e qualche consiglio.
Intanto, vorrei fare una considerazione, onorevole Presidente
della Regione.
Io non avrei mai immaginato che la coalizione si allargasse ed
arrivassero nuovi contributi, perché stasera l'opposizione le sta
dando e ci sta dando una grossa mano d'aiuto. E per questo vi
ringrazio, onorevoli colleghi, lo dico con grande amicizia -
molti di voi sanno che io ho rapporti di grande amicizia
personale con diversi esponenti dell'opposizione, a partire
dall'onorevole Capodicasa. -: non so cosa vi sta accadendo, ma mi
sembra che state vivendo un momento di dilettantismo politico
perchè - mi dovete consentire - un giorno presentate una mozione
di sfiducia al Presidente della Regione e, quando il Presidente
della Regione dichiara che vuole dimettersi anzitempo, si alzano
le barricate. Se ci fosse il sospetto che la mozione di sfiducia
potesse passare, chissà quanti esponenti che vanno predicando
queste cose potrebbero non essere presenti in quest'Aula.
CRACOLICI Facciamo una verifica, allora.
ROTELLA Fatemi divertire, ogni tanto, visto che abbiamo
deciso questa sera di passare una serata diversa. Sarebbe stato
forse più utile - forse anche per chi ci ascolta - venire stasera
in quest'Aula e parlare di provvedimenti legislativi, ma anche di
contestazione, di proposte alternative, in maniera costruttiva,
in un confronto dialettico; però, visto che abbiamo deciso di
passare una serata tra amici, allora parliamo in amicizia e mi
sia consentito anche di partecipare - visto che ormai la seduta
l'abbiamo aperta, siamo presenti e siamo impegnati qui da diverse
ore a discutere di una vicenda che, all'inizio, l'onorevole
Speziale ha detto sappiamo esattamente come va a finire - in
maniera quasi inusuale e con un intervento a questa seduta.
Il Presidente della Regione non è stato indicato dal Padreterno
- io, per la verità, non ho avuto un'apparizione mistica,
onorevole Cuffaro -, è stato indicato da una coalizione che ha
chiesto allo stesso di candidarsi in nome e per conto di questa
coalizione; pertanto, soltanto la coalizione che lo ha candidato
può ritirargli la fiducia ed a me non risulta, fino ad oggi, che
questo sia accaduto. La coalizione, fino ad oggi, ha soltanto
espresso parole di stima, di amicizia e di solidarietà.
Se poi vogliamo discutere su tanti aspetti di questo Governo e
di questa Assemblea, allora possiamo parlare a lungo, ed anzi
vorrei fare qualche precisazione.
Io non mi sento profondamente gratificato per il modo con cui
abbiamo condotto il nostro mandato parlamentare: un po' di
autocritica, in effetti, dovremmo farla tutti, sia maggioranza
che opposizione.
E' facile parlare attraverso i giornali, ma in Aula non vedo,
per esempio, il leader dell'opposizione, che invece avrei voluto
vedere tutti i giorni. Voi dell'opposizione avevate un candidato
presidente della Regione che era alternativo all'onorevole
Cuffaro - l'onorevole Orlando - ed al quale la legge ha
assicurato un posto in Parlamento per svolgere un ruolo. Io non
l'ho mai visto in quest'Aula fare proposte alternative,
contestare provvedimenti, fare esattamente ciò che è giusto che
un'opposizione - che io ritengo debba essere sempre costruttiva
nell'interesse comune - debba fare.
Allora, qui di mea culpa se dobbiamo farne, ne dobbiamo fare
in molti e ciascuno per le proprie responsabilità, per le cose
che potevamo fare e non abbiamo fatto, per un'attività
parlamentare che poteva essere, sicuramente, più proficua e che
questa sera, certamente, non rende giustizia alle cose che noi
andiamo dichiarando.
Ripeto all'onorevole Cuffaro che soltanto lo stesso organismo
politico che gli ha dato la fiducia può togliergliela ed, a
tutt'oggi, la politica, non ha tolto la sua fiducia al Presidente
Cuffaro.
Poi, secondo me, un presidente eletto dal popolo non può essere
sfiduciato da una minoranza che, se pur autorevole, rimane sempre
una minoranza E' assolutamente legittimo che l'opposizione
svolga un ruolo di contestazione, però - mi sia consentito dire -
l'elettorato è più maturo di quanto noi non pensiamo.
Questo atteggiamento non vi aiuta elettoralmente, non vi fa
recuperare spazi; vi fanno recuperare spazi tutte quelle
iniziative che tendono a sottolineare quali sono le questioni,
quali sono i problemi.
Può darsi che questo mi faccia guadagnare un posto di
consulente per l'opposizione, può darsi che la prossima volta
sarò candidato contro l'onorevole Cuffaro per conto
dell'opposizione, tutto è possibile.
Però mi sia consentito di dire, con grande amicizia, che,
chiuso oggi questo recital, svolto ognuno di noi il suo copione,
fatto questo esperimento di recitazione, dove ognuno è
scritturato per fare la sua parte - e questo lo capisco - vorrei
rivolgere un invito alla maggioranza, all'opposizione ed al
Presidente della Regione
Siamo nell'ultima fase di questa legislatura, ed anche facendo
un po' di autocritica, mi piacerebbe immaginare di avviarci ad
una fine legislatura che sia destinata - se possibile - a
lasciare una traccia positiva di questa nostra esperienza. E su
questo ci dobbiamo misurare perché è questa la parte più delicata
di tutta la legislatura.
Abbiamo davanti ancora un anno dove possiamo misurare le nostre
idee, dove possiamo svolgere il nostro ruolo, dove possiamo dare
il nostro contributo, perché a questo siamo stati chiamati, il
Governo per ciò che lo riguarda, il Parlamento per ciò che ci
riguarda.
Quindi se noi, chiusa questa vicenda e conclusa questa bella
serata tra amici, vogliamo invece disegnare un percorso che ci
porti veramente ad uno scatto d'orgoglio per chiudere la
legislatura in maniera migliore di come l'abbiamo fin qui
condotta - e lo dico facendo anch'io un'autocritica - tentando di
produrre alcuni aspetti legislativi che servono alla nostra
società proprio per evitare il momento difficile, le difficoltà
che l'onorevole Capodicasa ha sottolineato, il disagio del popolo
siciliano, l'esigenza che abbiamo di dare un nostro contributo al
rilancio dell'economia, a sostegno dell'impresa, alle cose che
possiamo e che certamente vogliamo fare: questo sarebbe una
maniera brillante per concludere un compito che gli elettori ci
hanno assegnato e che abbiamo il dovere di portare fino in fondo.
Presidente, concludendo, io sono convinto che le prove nella
vita servono, perché rendono gli uomini più forti e sono convinto
che oggi abbiamo un Presidente della Regione più forte e più
determinato, provato, però con la consapevolezza, con la forza,
con l'entusiasmo e con l'amore che oggi questo ruolo spesso ci
assegna. Quindi sono convinto che questo Governo saprà,
nell'ultima fase della legislatura, assicurare al popolo
siciliano una condotta decorosa e dignitosa.
Vorrei precisare, infine, una cosa maledettamente seria, amici
miei - consentitemi di chiamarvi amici questa sera-. Sulla
questione della lotta alla mafia, alla criminalità, al malcostume
nessuno si sogni mai di assurgere come unico e solo paladino; su
questo punto sono assolutamente d'accordo con l'intervento
dell'onorevole Mancuso che mi ha preceduto.
La lotta alla mafia - lo diceva l'onorevole Capodicasa, lo
ringrazio per questo e mi sento di sottoscrivere il suo
intervento - è una battaglia di civiltà e di cultura che
appartiene ad ogni singolo cittadino, a maggior ragione ad un
cittadino delle istituzioni.
Nessuno si assuma o assurga a difensore e a paladino della
lotta antimafia come fatto eccezionale: la lotta alla mafia deve
essere un'abitudine che deve appartenere alle istituzioni prima,
ai cittadini poi, ai nostri figli, a coloro che verranno dopo di
noi, perché soltanto così si può condurre una vera lotta alla
mafia, alla criminalità organizzata e al malcostume. Su questo vi
devo dire con grande onestà e con coscienza che io non ho mai
intravisto nell'operato di questo Governo un solo atto,
Presidente della Regione, che possa portare ad indicare che
questo Governo, per un minuto, abbia abbassato il livello di
tensione morale nella lotta alla mafia.
Se così fosse stato, Presidente, non ci sarebbero state
maggioranze ed ordini di partito e di coalizione che potevano
impormi oggi, per quanto mi riguarda - lo dico a titolo
personale, ma anche a nome del mio partito - un atteggiamento di
solidarietà nei confronti del Governo.
C'è assolutamente la consapevolezza che la lotta alla mafia
appartiene a questo Governo e a questo Parlamento. Per questo,
Presidente, le auguro un buon lavoro.
L'onorevole Speziale ha già annunciato quale sarà l'esito del
nostro incontro di stasera. Abbiamo allietato le orecchie dei
siciliani che ci hanno ascoltato, ma speriamo anche di poter
produrre per il futuro sedute d'Aula che siano più proficue
nell'interesse del Governo, del Parlamento e dei siciliani.
Per quanto mi riguarda, Presidente Cuffaro, naturalmente,
voterò a favore della sua permanenza e della permanenza del
Governo e, quindi, contro la mozione di sfiducia che vorrei
definire una mozione di fiducia affinché questo Governo possa
continuare a fare un buon lavoro.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola.
Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
stima e l'affetto che nutro nei tuoi confronti come uomo e come
politico mi obbligano ad intervenire.
Leggendo la premessa di questa mozione di sfiducia mi è
sembrato di vivere in un altro mondo. Non che io pensi che qui
siamo in un mondo particolare, ma quello che avete disegnato in
maniera ragionieristica, quello che avete scritto nella premessa,
è molto lontano dalla realtà.
Noi possiamo esaminare la questione da tanti punti di vista,
però certamente oggi le condizioni economiche dell'intera Europa,
del nostro Paese e della nostra Sicilia sono di grande
difficoltà, e certamente non a causa del Governo Cuffaro.
Sicuramente il Governatore qualche colpa ce l'ha. Mi ricordo,
caro Totò, che tu facevi parte di un Governo in un periodo in cui
non c'erano mai manifestazioni di protesta Pioveva se il
Presidente lo chiedeva In Piazza Indipendenza si riunivano tutti
per dire: Viva il Presidente Era un Governo straordinario: non
c'erano gli accreditamenti; i privati in sanità non esistevano;
il pubblico andava negli ospedali e trovava fiori ed
un'accoglienza straordinaria
Di quel Governo tu eri soltanto una piccola pedina, eri
l'Assessore per l'agricoltura, il senatore Rotella era
Assessore per il turismo, anche l'onorevole Lo Monte faceva parte
di quel Paradiso, e si viveva in un mondo diverso.
Di punto in bianco l'onorevole Cuffaro è diventato un'altra
persona. Ha deciso di farci ripiombare nell'inferno, in un Paese
disastrato in cui tutto quello che di buono in quel periodo si
era fatto, l'onorevole Cuffaro ce lo ha fatto pagare.
Vi ricordate, gli agricoltori erano felici, perché quando il
Presidente Capodicasa diceva Ora deve piovere , pioveva Poi non
c'era neanche un precario, non esistevano neppure Vi ricordate
che la Fiat assumeva persone? La disoccupazione diminuiva in
maniera crescente.
Ragazzi, governava il centrosinistra
Di punto in bianco con il Governo Cuffaro abbiamo cominciato ad
avere nel 2003, guarda caso, un incremento eccezionale, ma non
certo per il Governo Cuffaro: è stato un caso che il nostro PIL
aumentava, che la nostra economia lievitava.
Di punto in bianco Cuffaro ci porta nel baratro
Ed allora, caro Totò, ritengo che questo scherzo non ce lo
dovevi fare Hai vicino a te due Assessori, il Vicepresidente,
onorevole Cascio, e l'onorevole Granata che non hanno avuto la
fortuna di partecipare a quel Governo e quindi questo scherzo
potevi evitarcelo.
L'unica vera proposta, stasera, è stata quella dell'onorevole
Capodicasa, che magari andrebbe discussa in un altro momento, con
gli altri partiti, tra i partiti - perchè certamente un codice di
autoregolamentazione serve a tutti -; ma è una proposta vecchia,
fatta anche durante le politiche precedenti, che non era stata
accolta ma che certamente è una proposta seria, una proposta
vera. Forse, però, non era questo il momento per portarla avanti,
perché ovviamente quando si fa l'autoregolamentazione, quando si
comincia una partita, si comincia con le regole preesistenti, e
le regole non si possono cambiare quando la partita è già
iniziata.
Abbiamo anche assistito, caro Presidente Cuffaro, a due
sinistre : la sinistra dell'onorevole Raiti e quella
dell'onorevole Forgione. L'onorevole Raiti addirittura ci
chiedeva di licenziare la moglie del collega Borzacchelli, oppure
magari di affamare i figli; e poi magari ce la prendiamo con il
ministro Calderoli che propone pene severe per chi stupra. Però
noi dovremmo far ricadere sui figli eventuali colpe dei genitori.
Oppure l'onorevole Forgione, che prima dice a tutti quanti che
siamo collusi, che siamo il male vivente e poi rivolgendosi al
centrodestra, ipocritamente, dice: ma voi se siete liberi, può
darsi che votiate diversamente e quindi secondo le vostre
coscienze .
L'onorevole Forgione ha dimenticato forse che il suo referendum
pro o contro Cuffaro, il famoso referendum del 5%, lo ha perso.
CRACOLICI Per la verità Cuffaro era con Forgione
LEANZA NICOLA . Sì, guarda caso, nonostante Cuffaro fosse con
Forgiane, si perde e si perde in malo modo.
L'onorevole Forgione ha fatto un intervento giustizialista
molto duro, molto profondo, conoscitore finissimo di tutto quello
che succede nei palazzi di giustizia; nonostante questo, avendo
fatto un referendum contro il Governo Cuffaro, perde il
referendum.
Questo significa che la società civile a cui lui chiede di
seguirlo gli ha dimostrato che preferisce una persona come Totò
Cuffaro e non una persona come l'onorevole Forgione. Ci sarà un
motivo se l'onorevole Cuffaro ha l'affetto della gente e tanti
altri no
Io vorrei andare ai fatti. L'onorevole Cuffaro è stato eletto
dal popolo, caro senatore Rotella, è stato eletto dal popolo e
non dalla coalizione. I cittadini hanno votato la coalizione, ma
poi liberamente hanno votato per il presidente Cuffaro, hanno
votato un programma e questo programma è stato quasi completato.
Poc'anzi l'onorevole Raiti, mentre cercava di trovare i punti
di debolezza di quel programma, purtroppo per lui faceva
propaganda al Presidente Cuffaro, perchè i dieci punti di quel
programma sono stati tutti interamente realizzati
Successivamente, si è presentato il Presidente Cuffaro con
incoscienza e con coraggio, secondo noi e secondo me, per altri
con furbizia e con secondi fini. Si è presentato alle elezioni
europee dove ha avuto una grandissima affermazione, nonostante un
partito che ha preso il quattordici per cento, ha avuto quasi
170.000 voti di preferenza. Essendo legittimato, nonostante una
campagna elettorale violenta nei suoi confronti, legittimato dal
bene e dalla volontà delle persone:170.000 persone hanno scritto
Cuffaro . Alcuni hanno pensato - e molti tra loro erano dentro
quest'Aula - che il Presidente Cuffaro sarebbe scappato, sarebbe
andato via una volta eletto ma il Presidente Cuffaro non solo è
stato eletto ma ha rinunciato al comodo seggio elettorale,
tornando a garantire il Governo alla gente che lo ha eletto. Ha
quindi presentato la propria ricandidatura, su richiesta dei
partiti e da qui è arrivata, ovviamente, la mozione di sfiducia.
La mafia si combatte in mille modi ma certamente non esiste chi
è più bravo e chi lo è meno; c'è chi la combatte in un modo, chi
in un altro. Il Presidente Cuffaro l'ha combattuta e la combatte
con gli atti di governo, atti di governo scritti, azioni,
movimenti chiari, sempre in un'unica direzione: lotta alla mafia,
lotta al malgoverno.
Qualcuno nell'ultimo anno ha cercato, con ogni mezzo, di
delegittimare il Presidente della Regione; lo ha sbattuto con
ogni mezzo sulle prime pagine dei giornali, ha cercato di dare
una visione della Sicilia pessimista, catastrofista , terribile,
ha pensato bene e continuamente di dare un segnale a chi voleva
venire in Sicilia ad investire facendo credere che in Sicilia vi
fosse solo mafia, solo pizzo, soltanto malessere.
Il Presidente Cuffaro ha portato in Italia, sempre, a testa
alta, una visione della Sicilia, secondo me molto più vera,
quella di una Sicilia che vuole costruire, di una Sicilia che sta
cambiando, che certamente è in moto verso lo sviluppo.
Mi dispiace che i dodici assessori non dedichino una seduta,
ognuno per la parte che li riguarda, per le cose che il
Presidente Cuffaro fa.
Oggi sono stato presente in quarta Commissione, dove è stato
esitato il disegno di legge-quadro sul turismo; è stata esitata
la legge sulle capitanerie, sul demanio, cioè si lavora molto
seriamente. E invece si vuole dare una visione assolutamente
sbagliata. Questo non è corretto.
Vorrei dare una battuta all'onorevole Mancuso: abbiamo sposato
la causa autonomista con grandissimo onore; siamo convinti di
intercettare assolutamente una volontà da parte della gente che
vuole cambiare, soprattutto dalla sudditanza romana. Non vogliamo
più essere governati da alcuni signori di Roma, non siamo più
disponibili a essere trattati soltanto come granaio di voti. Non
siamo disponibili a dare a questi signori l'opportunità di
contare sulla nostra pelle.
Ecco perché abbiamo lasciato il partito dell'UDC senza rancore
e senza nessun problema, ma con l'orgoglio di voler rappresentare
nei prossimi mesi la volontà della Sicilia e il modo migliore per
garantire la Sicilia e i siciliani.
Si è voluto, infine, cercare nel Presidente della Regione un
capro espiatorio a tutti i costi; si è voluto inventare di tutto;
si è voluto, con ogni mezzo, delegittimare quest'uomo che,
invece, ha lavorato con tanto sacrificio e passione.
Penso che alla fine saranno gli elettori a dover decidere. Gli
elettori decideranno in base ai fatti concreti che il Presidente
Cuffaro porterà in campagna elettorale, perché sarà solo allora
il giudizio reale politico che certamente conterà di più.
Non è possibile, infine, una condanna morale non basata su
prove sicure; diversamente, la vita pubblica scenderebbe a
livello della giungla e questo non è assolutamente tollerabile.
Mi rivolgo al Presidente della Regione, a nome del Gruppo
parlamentare al quale appartengo, per confermargli fiducia piena,
appassionata, sperando che i prossimi 5 o 7 mesi possano
tramutarsi in ulteriori passi avanti per la nostra Regione.
Certamente, guarderemo con attenzione ogni atto e siamo certi
che la Sicilia e i siciliani saranno messi al primo posto dal
Governo Cuffaro.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha
facoltà.
DINA Signor presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, faccio partire il mio intervento dalla
conclusione dell'intervento dell'onorevole Cracolici laddove
diceva che nulla dopo ora sarà come prima. Ritengo che invece
sarà sicuramente meglio.
Ritengo che, con questa mozione di sfiducia, vi siete
sicuramente tolti quella che si può definire la copertina di
Linus'. Questa mozione di sfiducia è un tormentone che ci
portiamo dietro da tanto tempo, da circa due anni, due anni di
speculazioni mediatiche, di montature di piazza, di
mistificazioni sparse in ogni occasione e in ogni angolo.
Ritengo che ora, finalmente, le possiamo mettere da parte
perché questo centrosinistra ha trovato il coraggio di incanalare
in un momento formale, istituzionale, questa mozione di sfiducia.
A giudicare dalla lunga gestazione, dagli sforzi profusi e
dagli annunci roboanti, avremo la sensazione di essere presenti
ad un grande evento; sarebbe un grande evento se non fosse che
poi leggendo la mozione ci si rende conto che la montagna ha
partorito il solito topolino.
Infatti, questa mozione è lungi dall'essere una occasione
importante per questo Parlamento, una occasione di confronto sul
futuro della Sicilia e dei siciliani poteva esserlo con altre
argomentazioni e con altra impostazione e non con la
contrapposizione. Si configura come la rappresentazione delle
tante ipocrisie di questo centrosinistra, un teatrino di presunte
unitarietà di intenti, la fiera della vanità di alcuni interpreti
velleitari che recitano a soggetto.
Questa mozione più che scalfire la maggioranza mette a nudo i
limiti, le insufficienze, le incongruenze, le contraddizioni di
questo centrosinistra, incapace di una politica propositiva. Una
sola proposta viene da questa mozione: andate a casa perché noi
siamo i più bravi, siamo i migliori, siamo i puri
Questa è una posizione che emerge in modo chiaro ed
inequivocabile da questa mozione e che marca la scelta elitaria
di una certa sinistra autoreferenziale che continua ancora ad
interrogarsi sull'adeguatezza politica e culturale degli altri.
Ma quale adeguatezza politica e culturale? Perché interrogarsi
sugli altri?
In questo teorema c'è la negazione della democrazia. E' il
disprezzo del popolo perché se è inadeguato l'eletto dal popolo è
inadeguato il popolo che lo elegge. E' questo il teorema che si
vorrebbe far passare: il popolo diventa un oggetto e viene
sostituito dalle elite sociali, culturali, politiche che non
hanno bisogno né di consensi né di confronti; sono
autoreferenziali, hanno una ragione assoluta in sè stesse, sono
interpreti dei bisogni non hanno bisogno di scendere al
confronto.
Onorevoli colleghi della sinistra, bisogna sicuramente sapere
aspettare le elezioni e rispettarne il responso. Questa mozione è
un tentativo maldestro di ricompattarsi con un atto di accusa al
Presidente Cuffaro. Probabilmente, l'unico collante che regge in
questa mozione è questo collante di accusa; altri collanti non ne
vedo ma vedo tante divisioni.
Dopo le furibonde divisioni referendarie, è emersa la cronica
assenza in questa sinistra di una proposta politica unitaria
perchè oscilla tra un'area pseudo-moderata ed un'area
giustizialista estrema. Sta qui la grande ipocrisia di questa
mozione che cerca di ammantare di giudizio politico la voglia di
una soluzione giudiziaria delle questioni politiche perchè la via
giudiziaria è dentro tanti di voi - l'onorevole Forgione o
qualche altro collega - ed emerge prepotentemente; ci costruite
sopra e ve ne fate purtroppo deresponsabilizzare perchè è facile
costruirsi alibi e non affrontare i problemi concreti della
crescita della nostra ...
LIOTTA A noi non ci arrestano, arrestano voi. Io aspetto
fiducioso la Magistratura.
DINA Onorevole Liotta, speriamo di no ma se lei avesse
rispetto dei giudici, saprebbe anche aspettare arresti e
quant'altro. Ma aspetti Aspetti Aspetti fiducioso se ha
rispetto dei giudici.
Sicuramente, onorevole Liotta, è più facile eliminare gli
avversari piuttosto che confrontarsi su temi elettorali e in
competizione elettorale e politica. La eliminazione si fa
scientificamente in maniera semplice, trasformando gli strumenti
di garanzia del cittadino, a cominciare dall'avviso di garanzia
per finire ai gradi di giudizio in strumenti di condanna, la
condanna che avviene nei Tribunali del popolo, la condanna che
avviene nelle piazze - i tribunali sono le piazze - e non gli
organi preposti. Questo è il sistema, salvo poi usare due pesi e
due misure, a seconda dell'appartenenza politica
dell'interessato, vedi l'assessore Castiglione ed altri soggetti.
Questo giochetto è stato compreso dalla gente che l'ha capito
bene e chiama voi e noi tutti alle responsabilità, ognuno per la
propria parte.
Intervengo nel merito di quelli che sono gli elementi portati a
supporto di questa mozione: è una valutazione ragionieristica con
indicatori che vorrebbero essere scientifici ma che hanno
contraddizioni forti, a seconda della fonte.
Centomila siciliani hanno lasciato l'Isola in tre anni. Leggo
ciò che è riportato dall'Istat: il tasso di emigrazione è stato
costante dal 1981 ad oggi variando da un minimo del 20,2 per
mille del 1992 e 1997, al 23,7 per mille del 1989 . Si tratta di
cifre.
Per quanto riguarda l'occupazione, si legge: secondo i dati
più recenti, nel primo trimestre 2005, l'occupazione in Sicilia è
aumentata del 2006, cioè 0,2 % in più rispetto al dato medio
nazionale, per un totale di 37.000 nuovi posti di lavoro .
E allora vorrei andare oltre le cifre perchè si tratta di
indicatori della realtà ma sicuramente c'è un dato di percezione
della realtà che cogliamo tra la gente, non siamo nel Paese di
Bengodi, ma non siamo neanche nel catastrofismo più alto, quello
che si vuol far credere.
Bisogna sicuramente capire la realtà, cogliere i segnali
d'allarme, come quello che riguarda Agenda 2000, dove vi sono
molti momenti di disinformazione. Si può ripartire e si può
lavorare.
Il catastrofismo non serve; serve sicuramente osservare la
realtà, guardarla dentro, analizzarla e impegnarsi in tutti i
settori. Le mistificazioni non servono; mi riferisco a quello
sulla sanità che mi pare veramente una mistificazione bella e
buona, come diceva poco fa il collega Antinoro.
Il provvedimento che ha portato al passaggio dall'indiretta
alla diretta ha portato a un controllo della spesa; i
convenzionati esterni non sono nati adesso ma vi è una storicità
nella realtà siciliana e questo non lo si vuol capire. Circa 53
righe di questa mozione su 70 riguardano la sanità.
Facciamo dunque un incontro, un confronto d'Aula aperto sulla
sanità ma non con la mozione di sfiducia che non serve, visto che
presenta sicuramente una contrapposizione che non possiamo
accettare perchè non c'è la volontà di guardare la realtà.
CRACOLICI Basterebbe fare la Commissione ogni tanto.
DINA Non ho sentito quello che ha detto. Concludo il mio
intervento invitando il Presidente Cuffaro ad andare avanti in un
rapporto con la gente che sicuramente è il suo punto di forza, la
capacità di capirne i bisogni, di vivere insieme alla gente e di
pensare a soluzioni condivise. E' importante un messaggio di
speranza per la nostra Sicilia che non può essere semplicemente
catastrofismo ma non può essere neanche un ottimismo becero.
Abbiamo tutti il dovere, opposizione e maggioranza, di
confrontarci per il periodo che ci resta; non perdendo più tempo
in queste contrapposizioni e ritengo che forse, da oggi in poi,
non ci sarà più bisogno di una mozione di sfiducia; vi sarà
l'opportunità di poter varare una stagione di riforme per il
resto della legislatura.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, non so come esordire nel mio
discorso a proposito di questa mozione ma la prima cosa che mi
viene in mente con il dibattito che c'è stato è che del
Presidente Cuffaro e del cuffarismo non ne possiamo più. Dico
ciò per un semplice motivo: perchè, grazie al Presidente Cuffaro,
si è riusciti a resuscitare una opposizione che non c'è stata e
che non c'era più, come dice anche l'onorevole Forgione.
Perchè dico ciò che può sembrare provocatorio?
Perchè è bastato che il Presidente Cuffaro parlasse di data
delle elezioni, per dar vita alla mozione di sfiducia che - come
dice anche l'onorevole Forgione - semmai, doveva essere
presentata prima, per altre motivazioni, non certamente perchè il
Presidente Cuffaro abbia parlato di data delle elezioni.
Poco fa mi chiedevo se esordire dicendo: va avanti tu che a me
vien da ridere oppure prendere sul serio il dibattito. Propendo
per: va avanti tu che mi vien da ridere per delle
considerazioni che sono scontate e che molti colleghi che mi
hanno preceduto nel dibattito hanno ben sottolineato:
dall'assenza completa in questi lunghi quattro anni dai banchi
dell'opposizione del leader, o presunto tale alla mancanza
assoluta di proposte e di opposizione vera a questa maggioranza.
Basta andare a rileggere i dibattiti in occasione delle
finanziarie, delle variazione di bilancio, dei momenti importanti
in cui si è cimentato questo Parlamento per rendersi conto di ciò
che dico. E su questo tema non vi può essere smentita.
Si arriva adesso, quando Cuffaro, modernissimo rispetto a chi
lo critica, modernissimo perchè può citare l'esempio l'inglese.
Non vi siete meravigliati perchè Tony Blair ha deciso un anno
prima di andare a votare? Perchè gli conveniva. Ma lo dicono che
è prassi, giusto onorevole Ortisi?
In Inghilterra, è prassi costante che il premier stabilisca
quando gli aggrada, quando gli conviene elettoralmente andare a
votare e lo dice: voto un anno prima perchè penso che votando un
anno prima ho più possibilità di vincere le elezioni.
Il Presidente Cuffaro, da questo punto di vista, è stato
modernissimo dicendo che probabilmente sarebbe giusto e sta
riflettendo sul fatto che si potrebbe votare prima.
Si tratta quindi di una mozione di sfiducia che nasce dopo una
dichiarazione che può essere interpretata come modernissima da
parte di questo Presidente che invece, per larga parte, è un
Presidente che potrebbe essere definito un imprenditore del
sociale che pesca molto nell'ambito vostro; è un Presidente che
non dovreste criticare; è un Presidente che per le politiche che
attua, per l'attitudine che ha, per la propensione che ha, per il
modo di avvicinarsi, di proporsi alla gente che ha, è molto
vicino o dovrebbe essere molto vicino alla maggior parte della
sinistra, se non sbaglio.
Ma forse è per questo che ci vuole poi qualcosa di diverso per
darvi motivo di continuare. E non voglio entrare nel merito
spicciolo della conduzione parlamentare della sinistra; non
voglio farlo perché quando voi criticate il fatto che questo
Governo fa del consociativismo la sua politica, quando criticate
che questa maggioranza e questo Governo, nelle occasioni
importanti ma anche nella prassi quotidiana, più che guardare
ai grandi argomenti, alle grandi questioni, si interessa delle
cose spicciole, dovremmo andare a vedere nelle finanziarie e
nelle variazioni di bilancio - come molti colleghi hanno detto -
quali sono i provvedimenti clientelari e da chi sono proposti,
perché faccio nomi e cognomi, ad ogni finanziaria e ad ogni
variazione di bilancio, sempre con sommo gaudio dell'onorevole
Forgione.
PRESIDENTE Onorevole Liotta, ogni tanto in questo Parlamento
non parliamo a noi stessi ma può capitare che parliamo anche a
chi si trova all'esterno di quest'Aula, non dimentichiamolo e
cerchiamo di completare i nostri interventi mantenendo un tono e
un livello dignitoso per questo Parlamento.
FORMICA Signor Presidente, non ho mai messo in dubbio ciò.
PRESIDENTE E ogni tanto lo dimentichiamo.
FORMICA Non l'ho mai messo in dubbio; non ho mai affermato
che si tratta di provvedimenti beceri ma ho detto che denunziano
ipocritamente e falsamente addossando la responsabilità ad una
maggioranza e ad un Governo, quando invece spesso vi sono
provvedimenti, anche corretti, perché non è detto che il
provvedimento che va incontro ad una richiesta di una categoria
deve essere per forza un provvedimento da condannare, condanno
invece l'ipocrisia di chi magari suggerisce questi provvedimenti
e poi come si comporta come si potrebbe dire con un detto
siciliano: Tira a petra e ammuccia a manu . Questo è
inaccettabile.
Per entrare nel merito delle speculazioni spicciole, le cifre e
i dati non si possono contrastare con le chiacchiere e con i
comizi: durante questo Governo, la Sicilia ha avuto il più alto
tasso di crescita di tutte le Regioni italiane. Non lo diciamo
noi ma lo dicono le cifre. Pochi mesi fa è stata pubblicata la
graduatoria del tasso di crescita di tutte le Regioni italiane e,
in testa, guarda caso - e mi chiedo come mai sia potuto accadere
ciò - c'era la Sicilia con il più alto tasso di crescita.
La disoccupazione, che abbiamo trovato al 22 per cento, ora si
attesta al 16 per cento; sarà stata una magia, sarà stata una
svista da parte di chi rileva questi dati, ma è un dato. E' così.
E i dati non possono essere contrastati.
Ragioniamo quindi di cose serie e per ragionare di cose serie
bisogna elencare ciò che la maggioranza e questo Governo, e a
capo di questo Governo c'è l'onorevole Cuffaro, hanno fatto in
questi lunghi anni. E' stato fatto ciò che nelle passate
legislature nessuno era riuscito a fare.
Onorevoli colleghi, vorrei ricordare che sulla riforma degli
appalti sono caduti forse tre Governi che avevano tentato di
affrontare questo tema scandaloso. E questo è collegato a tutti i
discorsi sulla lotta alla mafia che sono stati fatti.
I Governi che hanno tentato di impedire la vergogna solo
siciliana di appalti vinti con lo 0,1, 0,2, 0,3 per cento, i
Governi che tentavano di dare risposta alla Magistrature di
Palermo ed a quella nazionale antimafia che denunciavano questa
vergogna sono caduti in passato perchè nessuno era riuscito a
portare a completamento la riforma degli appalti.
Questa maggioranza e questo Governo hanno fatto la riforma
degli appalti e questo è il miglior modo per combattere la mafia.
Onorevoli colleghi, quanto un appalto da dieci miliardi viene
vinto con un ribasso dello 0,1 per cento - e ci sono tanti
colleghi sindaci qui che ascoltano, come l'onorevole Mancuso,
l'onorevole Giannopolo e tanti altri - quando un appalto da dieci
miliardi viene vinto con un ribasso dello 0,6 per cento, come
avveniva in passato, il risparmio per le casse pubbliche, cioè
per il cittadino che paga, per il contribuente, è di poche lire;
se quella stessa opera pubblica però viene vinta con un ribasso
del 20 per cento, parliamo di due miliardi e con due miliardi si
possono progettare altre opere pubbliche o si possono realizzare
altre opere pubbliche.
Se trasferiamo questi due miliardi, cioè questo 20 per cento,
ed oggi la media è intorno al 22 per cento, alle migliaia di
miliardi che vengono annualmente spese in opere pubbliche, lascio
immaginare ad ognuno di voi quale importante riforma questo
Parlamento e questo Governo sono riusciti a portare avanti ed a
realizzare.
Questa è lotta alla mafia. Ripeto, questa è lotta alla mafia.
Il resto sono solo chiacchiere, sono dichiarazioni di principio.
E' un'affermazione parolaia di un principio che nei fatti non
viene mai messo in pratica. Questo Governo e questa maggioranza
lo hanno messo in pratica. Parliamo quindi di cose serie.
Parliamo del fatto che questo Governo è riuscito a portare a
compimento una riforma elettorale che ci pone all'avanguardia,
col contributo anche di tante altre forze politiche - salvo poi a
pentirsene - del Presidente e di altre forze politiche che
avevano appoggiato questa riforma.
Si tratta di una riforma avviata con l'input di tutta la
maggioranza, Presidente Cuffaro compreso, e che ci pone
all'attenzione nazionale ed anche internazionale. Chi guardava
infatti alla Sicilia con gli occhi distorti dalla propaganda,
come ad una Regione, ad un Parlamento incapaci di portare avanti
delle riforme, incapaci di dimostrare di essere autonomi, si è
dovuto ricredere. Questo Parlamento, questa Sicilia, sono
riusciti a fare ciò che gli altri parlamenti, quelli che si
ritengono più evoluti, più democratici, più libertari, non
riescono a fare nè a portare avanti.
Parliamo di cose serie; parliamo di come completare e coronare
con grande successo questa legislatura che è stata una
legislatura in grado di portare a termine importantissime riforme
già ricordate in precedenti interventi: dal diritto allo studio
al buono scuola, alla riforma degli appalti, alla legge
elettorale, alla riforma del regolamento d'Aula e a tantissime
altre riforme, importanti e meno importanti, che
contraddistinguono questa legislatura come una delle più
importanti, delle ultime di questo Parlamento siciliano.
Vediamo di completare il periodo di legislatura che rimane con
la ciliegina che è stata qui evocata e da noi, Alleanza
nazionale, portata avanti come ultima grande battaglia da
condurre a termine: la riforma urbanistica che, per certi
aspetti, è la madre di tutte le riforme perchè è un altro
tassello importante per quanto riguarda la legalità vera, la
lotta alla mafia vera, perché non si può dire di fare lotta alla
mafia e lasciare la Sicilia senza i piani regolatori, perché ciò
significherebbe la possibilità per tutti gli speculatori, di
qualsiasi risma, di continuare a fare affari.
Pertanto, facciamola davvero la battaglia contro la mafia
Facciamola insieme, come ha sostenuto l'onorevole Capodicasa.
Uno degli argomenti importanti da portare avanti per completare
questo percorso legislativo è, appunto, l'ultimo punto del
programma del Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, prima
chiamata riordino delle coste , successivamente accettata da
tutti e, su nostra proposta, di chiamarla la riforma
urbanistica .
E' l'ultima grande riforma che manca. Non perdiamo tempo con le
chiacchiere perché altrimenti mi costringerete a dire che ad una
mia proposta di un'ipotesi di voto alla sfiducia al Presidente
della Regione, un parlamentare di centro sinistra - e non dirò
mai il nome, neanche sotto tortura, vi dico solamente che non è
l'onorevole Crisafulli, a cui tutti potreste pensare - ha
risposto se fosse così, ditelo, perché voteremo a favore noi,
voteremo contro la mozione noi .
Pertanto, parliamo del modo per completare questa legislatura,
come dicevo prima, con le riforme che mancano, per dare comunque
un segno vero, assieme a tutto ciò che è stato già fatto, quello
che manca è combattere veramente la mafia non con le chiacchiere,
ma con i fatti.
Voteremo contro questa mozione, signor Presidente, per tutto
ciò che ho detto e perché riteniamo che la politica, quella vera,
si fa con i fatti e non con le chiacchiere.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, una forma di elementare deontologia
politica vorrebbe che le critiche delle opposizioni, che sono
sempre legittime, avessero comunque un collegamento con la
realtà.
A leggere, invece, le poche righe di questa mozione di sfiducia
al Presidente della Regione, si ha la nettissima sensazione che
si tratta di uno stanco rituale dove le parole si inseguono l'una
con l'altra.
Non mi riferisco, badate bene, colleghi dell'opposizione, al
significato politico della mozione, sul quale interverrò a
margine del mio intervento, ma alle affermazioni da voi fatte che
sono a metà strada tra il falso e la manipolazione.
Mi limito ad osservare che forze politiche che si candidano
alla guida di una Regione dovrebbero dimostrare almeno una
modesta conoscenza della realtà, o dovrebbero quanto meno non
eluderla.
A dire il vero la sensazione che si trae dalla lettura della
vostra mozione è che forse non credete neanche voi a quanto
scrivete. Si tratta, infatti, di un testo povero di argomenti,
infondato nelle affermazioni e del tutto approssimato nelle
conclusioni.
La mozione presentata da voi dell'opposizione fa venire alla
mente una frase del celebre documentario Fahrenheit 9/11 nel
quale un uomo politico affermava: che cosa succederebbe se
dovessimo leggere ogni legge da votare .
Immagino che proprio questo sia accaduto ad alcuni di voi,
componenti e colleghi dell'opposizione, che hanno firmato la
mozione.
Non mi spiegherei altrimenti una tale approssimazione nel
descrivere con toni apocalittici una situazione che, nella
migliore delle ipotesi, gli estensori della mozione hanno
descritto senza neanche procurarsi qualche banale informazione
statistica.
Tuttavia, non correre il rischio di limitarmi anch'io alle
affermazioni di principio e vi mostrerò ora come le vostre
considerazioni siano molto lontane dalla realtà.
La mozione comincia, infatti, con una frase, onorevole
Speziale: oltre centomila siciliani in tre anni hanno lasciato
la Sicilia per cercare lavoro .
Immagino che non abbiate utilizzato, gliel'ho chiesto, i dati
provenienti da alcuno dei vostri uffici studi e che abbiate
invece semplicemente alterato la realtà.
Vi suggerisco, invece, di utilizzare, quale fonte, il servizio
statistica della Regione che attraverso i dati Istat - dico i
dati Istat - potrebbe far sapere anche a voi, colleghi
dell'opposizione, che negli ultimi tre anni il saldo migratorio
della Sicilia segnala la partenza di 33.570 siciliani. Un numero,
certamente, alto, ma pari ad un terzo di quello che voi
denunciate.
Ma l'aspetto, forse, più grave sta nelle omissioni, nell'avere
cioè artatamente taciuto che nel 2001 il saldo migratorio
negativo era di 21.000 unità, l'anno dopo di 12.000 e nell'ultimo
anno, nel 2003, è ulteriormente diminuito.
Soltanto per aiutarvi a comprendere meglio la situazione, vi
ricordo che, sempre secondo l'Istat, la disoccupazione in Sicilia
è scesa dal 20% del 2003 al 17% del 2004. E nello stesso periodo
nel Mezzogiorno siamo passati dal 16,1% al 15%. In sostanza, fino
a tutto il 2004 la disoccupazione diminuisce più velocemente in
Sicilia che nel Mezzogiorno, malgrado i morsi della crisi
internazionale.
A questo punto, mi sento di dovere chiedere se davvero credete
che il gioco delle parti possa giustificare una così evidente
falsità? Credete davvero che, in nome del confronto politico,
potete mentire così spudoratamente? Ma davvero la vostra
incontrollabile voglia di governo, può giustificare comportamenti
così avventati?
Procedendo, poi, nella lettura della mozione, devo rilevare che
l'indice statistico non è isolato, appartiene invece al metodo
scientifico dell'alterazione della realtà.
Per non lasciarvi nel dubbio, vi farò qualche altro esempio.
Al terzo rigo della vostra mozione, sostenete che le imprese
che chiudono sono di più di quelle che nascono. Anche in questo
caso siete incappati nella ennesima manipolazione
E' vero che nel 2004 le imprese industriali in Sicilia sono
diminuite di 381 unità su un totale di 80.000 industrie attive.
Ma è altrettanto vero, però, che, sempre nel 2004, le imprese
di servizi sono aumentate di 425 unità su un totale di 190.000
imprese di servizi attive.
La vostra mozione, pertanto, descrive, in maniera alterata, la
situazione economica, che è, obiettivamente, difficile, come lo è
in Italia ed in Europa, e mira a combinare la vostra mozione, in
una miscela esplosiva, affermazioni false, valutazioni morali e
ad anticipare verdetti.
Il nostro Paese ha vissuto e vive una fase economica difficile
per cause che, purtroppo, sono lontane dalla responsabilità di
questa maggioranza.
Anche noi avremmo preferito che la situazione fosse migliore,
che fosse conseguenza di alcune nostre scelte errate e non,
piuttosto, frutto del drammatico combinarsi di fattori
internazionali.
Al di là degli uomini, delle aggregazioni politiche, dei
programmi, quello che veramente ci differenzia, egregi colleghi
dell'opposizione, è proprio questo: la vostra non è una politica
della crescita, poco vi importa che la torta sia sempre più
piccola, c'è una strada sola, difficile, impervia, ma sicura, è
quella di rendere competitivo il nostro sistema.
Nella vostra mozione avete voluto, inoltre, trattare in termini
demolitori anche il tema della sanità.
Forse, egregi colleghi dell'opposizione, dimenticate che è
stato un ministro del vostro governo, l'indimenticato onorevole
Bindi, ad aumentare, pesantemente, la quota di spesa sanitaria a
carico del bilancio regionale, portandola fino al 42,5%.
Cominciano da qui i problemi di bilancio che ci trasciniamo da
anni.
Quando vi impegnate in tante dichiarazioni demagogiche,
ricordate ai Siciliani che il pesante prelievo fatto, a loro
danno ed alle loro tasche, per sostenere i costi della sanità, è
stato voluto da un vostro ministro, sarebbe più leale verso i
Siciliani.
Certo, non ho la presunzione di credere che tutte le scelte
fatte da questa maggioranza abbiano avuto esiti positivi, ma è
anche vero che sul tema dei tickets nessuna lezione può venire
dall'attuale opposizione, a meno che non si voglia affermare il
principio che le forze di sinistra contestano i tickets quando
sono opposizione, con la riserva mentale di applicarli
nell'eventualità, invero remota, che diventino forza di governo.
Come sapete bene la questione dei tickets è molto più
complessa. La spesa per i farmaci cresce in Sicilia più che
altrove. Questo è un dato
Il fenomeno ha cause lontane e radici profonde, che richiedono
strategie precise e non certo l'espediente di fare leva sui
bisogni della gente.
Se i dati riferiti a questi primi mesi del 2005 troveranno
conferma, già dall'attuale esercizio potrebbe determinarsi una
inversione di tendenza nella spesa farmaceutica, tanto più
rilevante quando si considera il mantenimento che è stato
comunque garantito dei necessari livelli di assistenza al
cittadino.
Al riguardo, considero pretestuosi anche i riferimenti fatti
alle nomine dei manager delle aziende sanitarie.
A queste figure professionali il Governo della Regione ha
richiesto soltanto di conciliare la salute dei cittadini con la
sostenibilità dei costi. Questo e soltanto questo deve
rappresentare l'obiettivo dei manager, la salute dei cittadini è
il fine ultimo e va perseguito sempre con impegno,
determinazione, trasparenza e legalità.
Primo di entrare nel merito politico, quello di fondo, di
questa seduta d'Aula, desidero fare un breve cenno anche al
problema di Agenda 2000.
Si tratta di risorse che considero vitali per gli investimenti
in Sicilia. Da esse dipende il nostro futuro, dal loro più
efficace utilizzo dipende davvero tanto.
E quale contributo ci arriva dalla opposizione anche stasera? I
soliti attacchi strumentali e generici, non una sola indicazione,
non una parola propositiva, non un'idea.
FORGIONE Vi attaccate da soli, rivolgiti all'assessore
Cimino
MISURACA La vostra fervida vena polemica riesce a
manifestarsi soltanto nella demolizione sistematica. Se, invece,
il vostro richiamo riguarda il rischio, questo è il rischio sì di
un parziale disimpegno dei fondi comunitari, sappiate che questa
maggioranza non è talmente strabica, onorevole Forgione, da
impegnarsi sul tavolo europeo per i fondi a favore del
Mezzogiorno e lasciare dall'altro che in Sicilia si rischi un
disimpegno automatico.
I mesi che ci separano saranno utilmente impiegati dal Governo
regionale e dagli enti locali, come sosteneva il Presidente
Cuffaro, per centrare ancora una volta l'obiettivo del pieno
impiego delle risorse comunitarie.
Ma cari colleghi, accade che tante volte gli ordigni che voi
avete preparato finiscono con lo scoppiare nelle mani di
inesperti attentatori, ed è proprio questo il caso della vostra
mozione.
Vi esorto, infatti, colleghi dell'opposizione, a guardare in
faccia la realtà, la vostra pare una politica vecchia, fondata
sulle insinuazioni e sul sospetto, come notoriamente ha
teorizzato un vostro autorevole esponente.
Sul tema della mafia non accettiamo insegnamenti da nessuno, da
nessuna forza politica.
Abbiamo lottato in questi anni contro ogni forma di
sopraffazione mafiosa; abbiamo lavorato perché l'amministrazione
regionale fosse sempre più impermeabile alle infiltrazioni
mafiose; abbiamo voluto con i nostri comportamenti politici e
personali salvaguardare il ruolo istituzionale della classe
politica; abbiamo ritenuto che l'introduzione del nuovo Statuto
regionale del principio che la Sicilia ripudia la mafia, quale
fenomeno di violenza contro la libertà della persona e della
impresa, fosse un forte atto che qualifica un'azione
irrinunciabile per tutte le forze politiche.
Ma la gente è stanca dei vostri giochetti dialettici, del
metodo del dagli all'untore .
Totò Cuffaro non è l'untore, è un uomo politico capace di
mettere nel suo incarico istituzionale il cuore, la mente e tutte
le proprie energie. Lo ha sempre fatto e, con incredibile forza
di animo, continua a farlo oggi.
Il Presidente della Regione siciliana può essere valutato in
termini diversi da parte dell'opposizione, ma non può essere
oggetto, cari colleghi dell'opposizione, di una azione
demolitoria, fraudolentemente infondata e politicamente
scorretta.
Imparate a coltivare invece, anche nel vostro interesse, il
rispetto delle Istituzioni, imparate a non piegare alle tattiche
elettorali il grande valore di una società più giusta e più
rispettosa dei ruoli.
E se proprio non potete fare di più, imparate che la verità non
è sempre e necessariamente soltanto la vostra.
Abbiate l'onestà intellettuale di riconoscere che il Presidente
Cuffaro non ha risolto con un colpo di bacchetta magica tutti i
problemi della Sicilia, ma a lui va sicuramente il merito di
avere saputo coniugare lo sviluppo e l'economia reale con le
esigenze di intervento che sono proprie di una politica attenta
alle questioni sociali. Non sto parlando di fatti banali, ma di
questioni fondamentali che investono la base della nostra
società.
La giustizia è una bilancia, onorevoli colleghi, e non può
oscillare a vostro piacimento. E' una bilancia e quando un vostro
autorevole portavoce, lo ricordo all'onorevole Capodicasa, quando
un suo autorevole collega, e portavoce della vostra opposizione,
fu sottoposto al vaglio della magistratura a Palermo per avere
favorito il sistema degli appalti, al teatro Massimo, non si
levarono dalle nostre fila richieste di decapitazione.
Successivamente, il vostro esponente politico fu assolto, ma
che cosa sarebbe accaduto, se in quel momento, prima del
pronunciamento di un tribunale, e qui il tema del momento,
onorevole Capodicasa, si fosse proceduto con metodo
giustizialista?
Palermo, la quinta città d'Italia sarebbe rimasta senza il suo
Sindaco, l'ennesima ondata di fango si sarebbe abbattuta
sull'incolpevole cittadinanza e voi avreste perso, forse, senza
fondamento, una delle vostre migliori risorse.
Questo non è accaduto e non è accaduto per responsabile
atteggiamento di quelle forze politiche che oggi danno vita al
centro destra. A questo stile della politica riportate, quindi, i
vostri comportamenti, colleghi dell'opposizione
La politica è l'arte del possibile, come diceva un noto
studioso francese, ma non può essere certamente la scorciatoia
che giustifica ogni comportamento.
Mettete da canto questo spaventoso spirito giustizialista,
smettete una volta per tutte di criminalizzare ogni cosa con
l'errata convinzione che, dopo avere demolito tutto, ci sarete
voi a ricostruire. Le macerie sono un costo troppo alto per la
nostra società e la Sicilia non merita che voi la distruggiate
soltanto per candidarvi alla ricostruzione.
In forza di queste argomentazioni, annuncio il voto contrario
alla mozione di sfiducia al Presidente della Regione, da parte
del Gruppo parlamentare di Forza Italia.
(applausi dai banchi della destra)
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, per la terza volta in meno di quattro anni
quest'Aula è chiamata ad un dibattito politico sull'esercizio
delle responsabilità che i siciliani mi hanno attribuito sin
dall'estate del 2001.
La prima volta, il 4 luglio 2003, scelsi di mia iniziativa il
confronto con questo Parlamento; forte dell'intima certezza sulla
natura del mio operato e della conseguente serenità dettatami
dalla mia coscienza, pur in presenza di un grande momento di
prova che, tra l'altro, tutt'ora permane, ritenni moralmente
doveroso svolgere di fronte all'Organo legislativo, anch'esso
eletto dai siciliani, una sofferta e sincera riflessione sul
significato personale, familiare e politico delle mie vicende
giudiziarie che mi vedono, tra l'altro, ancora interessato.
In quella circostanza non chiesi un surrettizio consenso sulla
scelta di permanere in carica al servizio della Sicilia, ma
auspicai, piuttosto, un paragone franco e leale sul futuro delle
Istituzioni regionali e sui possibili effetti che dalla compagine
sociale ed economica della nostra Regione sarebbero potuti
derivare dalla scelta di ciascuno degli itinerari possibili.
Ben chiaro fu l'esito di quel delicato passaggio d'Aula. Così
come il contenuto delle decisioni che mi appartenevano e che
furono da me assunte con chiarezza di motivazioni personali e
politiche.
Il 25 settembre 2003 fu, invece, il dibattito sulla questione
morale a concentrare l'attenzione dell'Assemblea su temi che,
quanto meno da parte di alcune forze politiche, si volevano
riproporre in termini niente affatto estranei al contenuto di un
confronto svoltosi poco più di due mesi prima.
L'occasione dell'odierno discutere è scaturita, invece da una
mozione di sfiducia alla quale l'opposizione è stentatamente
approdata.
Per come si può facilmente desumere dal testo dell'atto
parlamentare e dal dibattito che ne è seguito, si tratta di una
scelta dettata dal prevalere all'interno dello schieramento di
centrosinistra, di un filone tardo-giustizialista, che ancora
oggi si mostra come il vero collante ideologico delle sue
componenti più radicali.
Niente a che vedere, voglio ribadirlo, con quell'impegno
concreto e documentabile attraverso il quale, sin dal suo
insediamento, questo Governo ha mostrato di guardare alla
legalità come condizione essenziale ancorché non unica per lo
sviluppo della Sicilia.
Lo spirito della mozione è apparso evidente, nonostante qualche
affannoso tentativo di nebulizzarne la vera ispirazione
culturale, ricorrendo ad argomentazioni politiche e dati di
assoluta fragilità, dei quali fra poco mi dovrò occupare.
Onorevole Forgione, mi sarei aspettato anche un intervento
intellettualmente più onesto da parte sua. Capisco, ma non
condivido le cose che ha detto, ma non ci venga a dire che lei si
augura che io venga assolto, perché non è così. Lei non soltanto
non si augura che io venga assolto, ma se potesse farebbe di
tutto perché venissi condannato, questo lo dico con grande
franchezza.
(applausi dal Governo e dai banchi di centro e di destra)
Onorevole Forgione, il sottoscritto non ha mai avuto una sola
parola fuori dalle righe per quanto riguarda un rispetto che
nutrivo, nutro e continuerò a nutrire nei confronti della
Magistratura.
Il rispetto vero lo si ha e lo si deve avere soprattutto quando
organi istituzionali, in questo caso la Magistratura, ti stanno
mettendo alla prova, perché è troppo facile parlare di rispetto
quando uno non è messo alla prova.
Personalmente, ho tentato, mi sono sforzato e credo di esserci
riuscito, nel manifestare sempre questo rispetto, e non c'è mai
stato, da parte mia, neanche il lontano pensiero di pensare a
fantomatiche procure rosse che stessero agendo nei miei
confronti.
Continua ad esserci una scelta convinta, per quel che mi
riguarda, di un organo che sta facendo il suo dovere, che ha il
dovere di farlo fino in fondo. Questo lo accetto e lo dico.
Certo, mi piacerebbe che anche da parte sua si pensasse lo
stesso e lo si pensasse sino in fondo, non solo quando conviene e
poi ci si ferma perché non conviene più.
Lei sa tutto, onorevole Forgione, sa troppe cose, anche quelle
che noi non sappiamo e che normali cittadini non sanno.
Sa anche quello che non si dovrebbe sapere e credo che questo
non sia giusto e vorremmo capire perché lei sa tutto questo.
(applausi dal Governo e dai banchi di centro e di destra)
Anche perché mi risulta che lei non ha pratiche divinatorie e,
quindi, in qualche modo, chissà come, ne viene a conoscenza.
Fa bene a ricordarci che non dobbiamo tacere. E io non tacerò
sulle cose che sento il dovere di dire, sino in fondo, con grande
franchezza e con grande lealtà.
Ma ricordo, in quest'Aula, le sue arringhe violente nei
confronti del Presidente Provenzano.
Devo ringraziarla per come mi ha trattato, perché le cose che
ha detto nei miei confronti, in rapporto a quanto detto nei
confronti dell'allora Presidente Provenzano, sono veramente da
trattamento di favore.
Lei sa che io non glielo ho chiesto, ma mi piace ricordare quel
trattamento, quelle cose che disse, la violenza che usò nelle
parole nei confronti dell'allora Presidente della Regione
Provenzano.
Ho cercato disperatamente una sola sua nota quando l'onorevole
Provenzano fu totalmente scagionato e prosciolto. Mi è
dispiaciuto non averla trovata.
Io insultare le persone? Onorevole Forgione, lei da qualche
anno mi insulta su tutte le piazze, persino aizzando la gente nei
miei confronti, facendo della violenza verbale nei miei confronti
la sua unica scelta politica degli ultimi anni; e sarei io che
insulto le persone?
Vi siete inventati di tutto e quando è finita persino la
fantasia dell'invenzione siete andati oltre
Personalmente, cerco di dire quello che penso e se difendere la
Sicilia e sostenere che in questa terra, dove c'è un problema che
riguarda la mafia, ma dove ci sono 5 milioni di siciliani onesti
a cui la mafia fa più schifo' di quanto fa a lei, onorevole
Forgione, fanno schifo' i mafiosi tanto quanto fanno a lei.
(applausi dal Governo e dai banchi di centro e di destra)
Onorevole Forgione, non può pensare che dire questo in un
pubblico dibattito televisivo, difendendo questa terra per la
quale sono stato eletto Presidente ed ho il dovere di
rappresentare, sino a prova contraria - e una prova potrebbe
essere l'accettazione della sfiducia di questo Parlamento questa
sera - possa essere, da parte mia, insultare la gente.
Sono stato chiamato a rappresentare tutti i siciliani, tutti
quelli onesti, che sono la stragrande maggioranza, e lo farò.
Capisco che spesso questo purtroppo non fa sempre il gioco di
chi vuol fare apparire cose diverse.
Non posso però esaurire queste considerazioni introduttive
senza osservare, a proposito dei fatti che più personalmente mi
riguardano, che il tempo trascorso e, insieme ad esso, il lavoro
svolto dalla Magistratura, inquirente e giudicante, ha prodotto
un sensibile ridimensionamento del quadro di addebiti che si
ipotizzavano a mio carico nel giugno 2003.
Si tratta di una circostanza che registro serenamente.
Tuttavia, essa è ancora ben lontana dal recare quel completo
ristoro morale, prima ancora che giudiziario, assolutamente
necessario a chi come me, nell'intimo del proprio cuore, è
consapevole di non avere mai voltato le spalle al patrimonio
ideale, all'origine del proprio percorso educativo, prima ancora
che alle norme del codice, e di non avere mai tradito la fiducia
dei siciliani.
Non è di questo che, secondo la mozione, l'Aula oggi si doveva
occupare, almeno così nelle premesse, comprese quelle
dell'onorevole Speziale che ha parlato per primo, salvo il fatto
che dopo le premesse ha detto esattamente l'opposto di quello
che aveva sostenuto.
Sapevo che era stato questo il motivo del dibattito sulla
sfiducia, che non eravate riusciti a celare o, meglio, a mal
celare.
Perché il motivo di questo dibattito sulla sfiducia, al di là
dei dati che avete cercato, e dico cercato perché sono dati che
non esistono, ma mi tratterrò poco perché lo hanno ampiamente
dimostrato, era solo uno: riattenzionare una vicenda e una
questione che mi riguarda e della quale non ho mai avuto paura di
parlarne E vi ringrazio di avermi dato ulteriormente la
possibilità di parlarne.
Il rigoroso rispetto che la politica tutta deve all'autonomia
ed al ruolo delle istituzioni giudiziarie costituisce, anzi,
l'oggetto di una solenne riaffermazione, che in questa sede
intendo personalmente riproporre e richiamare all'attenzione di
tutti.
Sono pienamente consapevole, e pari consapevolezza auspico in
ciascun componente di quest'Aula, che in tale rispetto si
sostanzia uno tra gli indicatori più significativi di una
autentica cultura democratica e di un senso delle istituzioni.
Per quanto mi riguarda, risulta tanto più avvertito nel momento
in cui essi chiedono conto delle responsabilità esercitate.
Ciò che appartiene interamente a quest'Aula è invece l'esame
dei temi politici che nel corso del dibattito è stato condotto,
articolando considerazioni dal tenore apocalittico che si
vorrebbero suffragate da qualche dato teso a sostenere
l'oggettività dell'intero ragionamento.
Quella che l'opposizione ha voluto rappresentare è l'immagine
di un'Isola alla deriva preda di un decadimento sociale,
economico e morale da attribuire alla esclusiva responsabilità di
coloro che in questo momento la governano, i quali meriterebbero,
dunque, la revoca di quella fiducia che i siciliani
sprovvedutamente hanno riposto in loro.
Onorevole Barbagallo, mi consenta, vorrei citare una bellissima
frase che un nostro amico da poco scomparso ci disse negli ultimi
tempi, parafrasando quello che è un momento che in questa Sicilia
si vive. Ferruccio Barbera prima di morire ci propose uno slogan:
facciamo acqua da tutte le parti . Credo che il dibattito che
avete voluto, questa sera, riportare attribuendolo a quella che è
la situazione di questa terra veramente ci faccia capire che,
forse, l'amico Ferruccio Barbera aveva ragione, per l'ultima
volta purtroppo perchè è scomparso, nel volerci ricordare questa
ironica frase.
Sì, onorevole Barbagallo, altro che imprenditore del consenso
Forse, io sarò un umile protagonista del segretariato sociale
sono altri gli imprenditori del consenso, anzi gli industriali
del consenso. Forse, a qualcuno di noi è capitato, certamente
anche a lei e ad altri, di ragionare con qualche amico, aiutarla
a risolvere qualche problema; qualche illustre sindaco di
Palermo, invece, la clientela la faceva industriale: 9.500
precari nella sola città di Palermo
(Applausi dai banchi di centro e di destra)
Certo, quei precari che noi oggi abbiamo il dovere di riportare
verso una possibilità di lavoro stabile e produttivo; ma altri
hanno attivato impresa di consenso industriale.
I dati sull'immigrazione, ha fatto bene a chiarirlo l'amico
onorevole Misuraca. Vi serve, forse, qualche dato specifico serio
o siete rimasti a citare dati dell'imparziale Professore
Centurrino o meglio ancora dell'aspettante professore Busetta?
Forse, siete gli unici che ancora citate dati inesistenti di
illustri studiosi dell'economia siciliana. Forse, vi verrebbe un
po' più comodo attrezzarvi a riprendere dati veri, concreti: i
dati dell'Istat, della stessa Banca d'Italia, onorevole
Capodicasa, che non sono quelli che avete citato voi, dello
stesso Svimenz; i dati della Regione siciliana che è una
struttura che ha lavorato e ha dato dati seri, perchè questi
numeri non esistono neanche nella fantasia più progredita di chi
ve li ha dati. O forse, avete ascoltato questo dato
dell'emigrazione del Mezzogiorno dall'intervento fatto
dall'onorevole D'Alema quando fece il dibattito col Presidente
Berlusconi che citò il dato che gli venisse dagli uffici di
collocamento? Probabilmente, l'onorevole D'Alema aveva, in
qualche modo, dimenticato che gli Uffici di collocamento li aveva
chiusi lui con proprio provvedimento quando ricopriva la carica
di Presidente del Consiglio.
Sono questi i dati che citate? Onorevole Speziale, mi sarei
aspettato un dibattito con dati seri a cui mi ero riproposto di
rispondere con dati seri; tuttavia, ringrazio i parlamentari
della mia maggioranza che mi risparmiano di approfondire questi
dati perchè li hanno fornito loro.
Sotto questo profilo gli autori della mozione hanno compiuto un
percorso viziato presumendo, in termini assolutamente velleitari,
di fondare il proprio dispositivo su un quadro analitico che, in
verità, si mostra tanto debole quanto privo di autentiche
certezze.
Sarebbe, dunque, di salutare monito per i firmatari dell'atto
parlamentare, di quelli che l'hanno condiviso, in discussione
fare tesoro dell'affermazione di un grande uomo di scienza. Un
articolo, che ho letto qualche giorno fa, di un nobel per la
medicina, Alexis Carrel, il quale insegnava che molta
osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, mentre
poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore. Un
errore che voi, cari colleghi dell'opposizione, vi ostinate
colpevolmente a replicare.
Ciò accade tutte le volte in cui la realtà, con le sue luci e
le sue ombre, è sostituita ad una mera opinione su di essa,
costruita e diffusa al solo scopo di supportare il proprio
interesse di parte, rinunciando così a concorrere, pur
nell'inevitabile diversità di ruoli democraticamente esercitati,
alla costruzione di uno sviluppo e di un bene possibile per il
nostro popolo. Ed il popolo - come più volte ho avuto modo di
ripetere nel corso di questi anni - non è un'astrazione ma un
insieme di volti e di storie, di soggetti intermedi impegnati
nell'avvio o nella crescita di esperienze sociali, culturali ed
economiche che chiedono alle istituzioni di essere accompagnate e
sostenute per affermarsi, libere da ogni forma di negativo
condizionamento e, primo fra tutti, quello che la mafia esercita
sulla libertà della persona e sulla libertà dell'impresa. E cosa
abbia significato in questi anni l'impegno del Governo regionale
per la legalità e la trasparenza - come prima accennavo - è
documentabile in una lunga serie di scelte programmatiche e
gestionali compiute. Non le dirò tutte, ma i siciliani lo sanno.
Ultima in fase di definizione, ma non certo d'importanza,
l'ormai prossima sottoscrizione, insieme al Ministro degli
Interni ed a tutti i prefetti dell'Isola, del protocollo
operativo finalizzato a vigilare sulla legalità dei pubblici
appalti siciliani. Sì, quegli appalti siciliani, onorevoli
colleghi, che questa legge sugli appalti - ringrazio l'onorevole
Formica per averlo ricordato - ha voluto liberalizzare nel
mercato, liberandola e liberando il mercato dal sistema delle
cordate, perché non ce ne sono più appalti che si aggiudicano con
ribassi dell'1 o del 2 per cento, perché oggi gli appalti si
aggiudicano da una percentuale di ribasso che va dal 20 al 30 per
cento e questo è frutto di questo Parlamento che ha voluto
approvare la legge e del Governo che l'ha voluta proporre.
Come la scelta - e cito solo per questo considerato che
qualcuno l'ha voluta citare - per la prima ed unica volta nella
storia di questa città, compresa la storia dei quindici anni del
sindaco dell'antimafia : l'unico che ha requisito i pozzi in
questa città, con tutto quello che ci sta dietro, e sono stati
tantissimi, è stato il sottoscritto come commissario per
l'emergenza; nessuno mai, neanche nei momenti più difficili di
questa crisi idrica, ora e nel passato, aveva requisito pozzi.
Vi è, dunque, una moralità del fare che viene prima della
moralità del dire, è quella che trae origine, per quanto mi
riguarda, da un humus ideale progressivamente appreso e
riconosciuto nell'esperienza e nei volti di tanti, di quanti,
primi fra tutti i miei familiari, hanno segnato il mio cammino,
prima educativo e poi formativo.
Ed è ancora una moralità del fare quella, per esempio, del
movimento degli studenti palermitani che reclamano con forza una
educazione alla dignità: un popolo che paga il pizzo non ha
dignità. Lo sforzo di questi giovani va condiviso e va
apprezzato, ma è questa una moralità vera di chi, consapevole del
proprio bagaglio di identità e di valori, prima ancora che degli
obblighi derivanti dalle norme, opera per il quotidiano esercizio
di una responsabilità fatta di piccole e grandi scelte cui
talvolta sarebbe più comodo sottrarsi per proporsi all'opinione
pubblica come colui che si colloca sempre dalla parte giusta.
E mi riferisco anche a lei, onorevole Spampinato, e al suo
leader, onorevole Orlando, che oggi, nel bollettino di Sala
d'Ercole dichiara: Il Presidente e il Governo si stanno rendendo
autori di un crimine contro l'umanità esponendo migliaia di
persone a rischi gravissimi . Chi governa deve avere la
responsabilità delle scelte, anche se queste non piacciono agli
elettori e sono impopolari. Il sottoscritto sa che deve
affrontare questa responsabilità; il sottoscritto non pensa che i
sindaci di Bologna, di Reggio Emilia, di Brescia, di Vienna, di
Parigi, di Londra, di Firenze siano tutti dei criminali che
attentano alla vita dei cittadini come l'onorevole Orlando
dichiara nei miei confronti.
Signor Presidente, il sottoscritto pensa che si assumono delle
responsabilità per risolvere un problema; ma sui rifiuti
parleremo meglio la prossima settimana.
Una moralità, pertanto, poco incline alla deriva intellettuale
di certe analisi sociologiche che ambiscono a fondare la propria
genuinità sulla assolutizzazione di visioni parziali
accreditate, magari, solo dalla autorevolezza di chi le propone.
Visioni talvolta distanti dal cogliere fino in fondo la
complessità dei contesti istituzionali sociali ed economici con i
quali al resto del Paese e dell'Europa ci misuriamo ogni giorno e
che, in qualche occasione, attraverso una prospettiva manichea
della realtà, finiscono per appiattirsi su precise posizioni
culturali e partitiche.
Valga a questo scopo il riferimento al settore della sanità -
non mi sottrarrò a parlarne- indicato in questa mozione come
terreno di un rapporto poco trasparente che il Governo
intratterrebbe con i soggetti che in esso operano.
Come non riconoscere che in tutta Italia, così come nel resto
dei Paesi europei, proprio le scelte politiche e finanziarie che
ruotano attorno al funzionamento della sanità pubblica
costituiscono l'ambito di un rapporto critico con i cittadini,
che del diritto alla salute sono comunque e sempre i titolari,
criticità molteplici che nella nostra regione come in tutta
Italia si caratterizzano in termini sostanzialmente ricorrenti.
C'è, innanzitutto, un tema di ordine finanziario, fortemente
influenzato dall'impronta universalistica che la legge
conferisce al nostro sistema sanitario, dalla smisurata incidenza
che l'evoluzione scientifica e tecnologica esercita rispetto
alla nuove possibilità di cure di molte malattie.
Esiste ancora un dibattito aperto e più che mai problematico
sui modelli gestionali; ambito in cui recupero di efficienza e
lotta agli sprechi, realizzati attraverso il processo di
aziendalizzazione degli enti sanitari, devono efficacemente
coniugarsi con la dimensione di rilievo sociale che il servizio è
chiamato comunque a garantire.
Va menzionata, infine, una criticità di politica occupazionale
derivante dalla considerazione dell'ingente mole di risorse umane
che il bacino della sanità pubblica in primo luogo ma anche
quella privata accreditata coinvolgono.
C'è, forse, una distrazione di fondo sul sistema adesso
dell'accreditamento qualche anno fa del convenzionamento esterno.
Vorrei soltanto ricordare a chi lo avesse dimenticato che la
legge per accreditare tout court tutti quelli che facevano forme
di assistenza indiretta nel nostro Paese porta la firma
dell'onorevole Ministro della Sanità Bindi. Fu il Ministro Bindi
a sostenere che bisognava smettere con la indiretta e fu quel
decreto dell'allora Ministro Bindi a sostenere che tutte le forme
di accreditamento in indiretta dovessero essere razionalizzate
passando all'accreditamento diretto.
Questo parlamento regionale, onorevole Capodicasa, dovette
prorogare il decreto Bindi che era scaduto e quella proroga la
si fece nell'altra legislatura; ed era giusta quella proroga,
come insieme concordammo, perché se non si fosse prorogato il
decreto Bindi in Sicilia noi avremmo chiuso, tanto per dirne una,
il sistema della sanità con le dialisi che per un 80 per cento
grava sulle ex indiretta oggi accreditate esterna. Quel decreto
fu prorogato con legge di questo Parlamento ed è toccato al
nostro Governo regolarizzare tutte le forme di accreditamento.
Adesso noi abbiamo un sistema che è andato a regime; piaccia o
no, ma questa è la realtà dei fatti.
E la Sicilia è una realtà diversa dalle altre regioni d'Italia,
perché questo sistema, del convenzionamento prima e
dell'accreditamento adesso, che abbiamo in Sicilia, lo si ha
soltanto in altre due regioni d'Italia che sono la Calabria e la
Campania, è un sistema diverso dalle altre regioni dove il
sistema di convenzionamento prima e di accreditamento quasi non
esiste.
Certo, dare le colpe a questo Governo sarebbe obiettivamente
triste, anche da parte vostra dirlo, perchè credo che sia un
retaggio che in Sicilia esiste da oltre quarant'anni.
Voglio ancora una volta ribadirlo: siamo di fronte ad una
complessità che deve essere conosciuta per intero ed, in qualche
modo, sposata da parte di tutti gli attori istituzionali e
sociali. Evitiamo di esaurire la portata di queste problematiche
in pur sempre auspicabili richiami alla moralizzazione di un
sistema, perché attorno a questo sistema dell'accreditamento in
Sicilia ruotano oltre ventimila persone che lavorano, che non
esitereste un solo minuto a guidare e a portarmi, come fate con
tutte le altre posizioni a rischio, sotto la Presidenza della
Regione cavalcandone la tigre, come è già stato fatto in qualche
momento difficile dove il Governo precedente a questo aveva
tentato e cominciato a tentare di mettere ordine.
L'onorevole Cracolici, che adesso si erge a moralizzatore, sa
perfettamente che era uno di quelli che guidava il processo,
assieme a tanti altri, che ha visto l'allora Assessore Cittadini
essere fisicamente linciato
CRACOLICI Che sta dicendo
CUFFARO Presidente della Regione. Quello che dico, e poi lo
smentirete.
Quest'ultimo ha certamente bisogno dell'incisiva azione di
contrasto verso tutte le forme di illegalità, lo dico io per
primo, a partire dall'evasione del ticket, abuso contro il quale,
voglio ricordare, questo Governo ha operato attraverso uno
stretto rapporto di collaborazione con la Guardia di finanza.
E ancora più necessario è l'impegno della magistratura - lo
auspichiamo noi - finalizzato ad un rigoroso accertamento sulla
natura e le modalità attraverso le quali si realizzano i
tentativi di infiltrazione che la criminalità organizzata
mafiosa, e non, mira a realizzare in un ambito così delicato.
Infine, ben venga l'assunzione di una responsabilità comune per
assicurare la crescita della nostra sanità sempre più proiettata
verso l'efficienza e la qualità che i cittadini richiedono.
Obiettivi che, nonostante i vostri interventi, l'azione del
Governo ha saputo tradurre in un quadro di interventi
programmatori, finanziari e gestionali ampiamente documentabili.
Un dato per tutti: oltre tremila persone ogni anno in Sicilia, a
partire dal 2001, fanno meno viaggi della speranza; 43 milioni di
euro in meno sulla spesa farmaceutica nei primi quattro mesi di
questo Governo.
Questi non sono dati che mi hanno fornito i professori
Centorrino e Busetta, perché se voi non li avete citati
evidentemente non li hanno. Questi sono dati ufficiali che
possiamo darvi in qualsiasi minuto se riterrete di volerli, in
qualche modo, meglio analizzare.
L'ultimo dato: la prima regione d'Italia in edilizia
ospedaliera - non è un dato della regione questo, lo dichiara
l'Osserva Salute . Proprio grazie all'attuazione di questi
programmi nel corso del 2004 l'attivazione della spesa ha
raggiunto il 55 per cento degli interventi complessivi,
nonostante il programma sia partito soltanto nell'aprile del 2002
(siccome non sono io che lo dico, le cose che dico io sono a mio
favore, quelle di Centorrino e Busetta sono a favore vostro, ma
questo è un dato neutrale, spero che lo prendiate per buono).
CRACOLICI Va a Villa Sofia e glielo dica
CUFFARO presidente della Regione Il polichirugico di Villa
Sofia è in costruzione da trent'anni onorevole Cracolici, dato
che me lo chiede - me l'ero dimenticato, ma sa sono tante le cose
che dimenticherò - i tanti ospedali che abbiamo aperto, che
stiamo continuando ad aprire, quello di Villa Sofia, dopo
trent'anni le comunico che nei prossimi 60 giorni sarà
inaugurato. Dato che lei me lo chiede, io non volevo dirglielo,
glielo dico.
La Sicilia che vogliamo e che stiamo costruendo è certamente
una Sicilia in cui non c'è posto e non può esserci posto né per
la mafia e nemmeno per i mafiosi. Questo è l'impegno assunto nel
mio programma di Governo; la strada su cui ci siamo incamminati
con decisione e sulla quale stiamo coerentemente procedendo.
Si tratta di una battaglia condotta su più fronti, dei quali
quello decisivo continua a rimanere l'educazione morale e civile
dei giovani. A noi il compito di sostenere questa insostituibile
responsabilità dei genitori, degli insegnanti, degli operatori
sociali con un'azione di governo inflessibile e trasparente che
vede il terreno della persone e della sua educazione come la
prima e fondamentale risorsa per la crescita e lo sviluppo della
nostra economia.
Per questo, caro onorevole Raiti e caro onorevole Ferro,
diventa veramente insopportabile per quel che mi riguarda subire
da parte vostra lezioni di moralità o, peggio ancora, di etica
della politica, come si è azzardato a fare l'onorevole Raiti.
Ognuno si porta dietro la propria storia.
Vede, onorevole Raiti, la morale - torno a dirlo - non è una
regola e non può essere una regola, perché se fosse una regola
qualcuno potrebbe avere in qualche modo la tentazione di
violarla. La morale è un'educazione. E' quella che ognuno si
porta sin dalla nascita e che comincia ad acquisire dentro la
propria famiglia e poi lì dove la formazione avviene. Per questo
diventa complicato e difficile accettare lezioni di moralità,
anche da parte sua che so essere una persona corretta.
Questo è il motivo per il quale non mi stanco mai di
incoraggiare e promuovere istituzionalmente le iniziative degli
operatori economici di livello nazionale ed internazionale che
continuano a guardare con grande interesse alle possibilità di
investimento in Sicilia e, soprattutto, al suo capitale umano.
Continuano a venire grandi imprese che vogliono investire da
noi. Come è stato autorevolmente dimostrato nel corso del Forum
che a Mazara del Vallo venerdì scorso ha fatto il secondo
quotidiano economico italiano che è Milano Finanze .
Quella messa in campo dal Governo è un'azione che, anche a
prezzo di qualche incomprensione o fraintendimento, mira a fare
conoscere la Sicilia che c'è, con le sue luci ma anche con le sue
ombre, i suoi punti di forza e quelli di debolezza, senza
indulgere in opportuni trionfalismi e senza addensare cupi
scenari sulla testa dei siciliani al solo scopo di legittimare le
proprie strategie politiche. Sarebbe un grave errore da parte di
tutti, da parte di chi - credo - abbia la responsabilità, perché
eletto dai siciliani, di lavorare per il raggiungimento di un
progetto di bene comune.
Questo è il punto. La Sicilia che c'è. Una Sicilia che la
ridda di dati, spesso in contraddizione tra loro, elaborati da
fonti di volta in volta diversi non riesce mai a descrivere in
alcuni essenziali indicatori, utili a tracciare il rapporto di
una congiuntura nazionale e internazione non certamente
favorevole la direzione di una marcia comunque intrapresa, ora
più velocemente, ora meno, di quello che è il nostro sistema
sociale ed economico.
Mi verrebbe voglia di intrattenermi ancora a lungo su quelli
che sono i fondi di Agenda 2000, ma bene hanno fatto gli
interventi e la maggioranza a spiegare che cos'è Agenda 2000 e
come sta procedendo.
Ad oggi possiamo dire di essere con le carte in regola per
l'attivazione della spesa. Siamo persino riusciti a prendere la
premialità. Siamo stati coscientemente noi per primi in questi
giorni a lanciare l'allarme per quelli che sono la parte di
risorse da attivare come spesa per il 2005.
L'abbiamo fatto perché abbiamo un interesse, al di là di
apparire o meno, che è quello di attivare la spesa per costruire
un progetto di sviluppo per questa Terra. Certo, su quello che è
l'attivazione della spesa, Agenda 2000, siamo in ritardo.
L'abbiamo voluto sottolineare perché riteniamo di dover lavorare
di più e con più sacrificio per arrivare a fine anno con le
carte, ancora una volta, in regola.
In primo luogo, vorrei ricordare che i numeri non sono carte
che si possono cambiare o quanto meno manipolare; il dato è
dato E che si voglia o meno, è un dato reale: dal 2001 al 2004
questa Regione è cresciuta più di ogni altra regione d'Italia. Il
nostro tasso di crescita, in questi quattro anni, è il più alto
di tutti. Dopo di noi, che siamo intorno al 2 per cento, c'è il
Friuli Venezia Giulia che è intorno allo 0,8 per cento.
Non so da dove avete preso i dati.
CAPODICASA Presidente, ma la fonte qual é?
CUFFARO presidente della Regione. Istat, Svimez, Banca
d'Italia, tutti onorevole Capodicasa, io non l'ho interrotta,
poi lei potrà visionare i dati. Continuate a parlare di dati
della Banca d'Italia che nessuno conosce, perché non esistono.
E' questo il dato di crescita vero Il dato di crescita che
l'occupazione è diminuita, che le imprese sono aumentate, che
stiamo cominciando a fare i lavori.
Io non dico questo, onorevole Capodicasa, perché voglio
prendermi il merito di questa crescita della Sicilia. Il merito
di questa crescita non è del Governo e nemmeno dell'opposizione:
se la Sicilia è cresciuta lo dobbiamo ai siciliani che hanno
cambiato cultura, che hanno maturato una nuova voglia di impresa
e di rischio E' il territorio che è riuscito a reagire ed a
portare questi dati. E nel territorio stanno tutti quelli che
hanno voglia di sviluppo, dai sindaci ai sindacati, dalle imprese
alle associazioni. Non voglio appropriarmi di un dato, che dico,
con grande franchezza, non è il mio.
Perché dovete persino negare l'esistenza di un dato che
appartiene ai siciliani? Credo che non sia giusto, soprattutto
nei confronti dei siciliani.
La sintesi di questa Sicilia che c'è, mi piace ricordarlo oggi,
è stata illustrata nel marzo di quest'anno alla Camera di
commercio di Milano, assieme all'assessore Cimino, con i dati
ufficiali, che se vi interessano potete vedere perché sono messi
in rete e che sono dei dati, da tutti riscontrabili e
confutabili, perché sono là; ma nessuno di voi è andato a
prenderseli, a studiarseli, nessuno di voi è venuto a
confutarceli.
E' proprio, alla gestione di quest'ultima che ammetto il merito
principale del segno positivo di questi dati e di molti altri che
potrebbero citarsi; ma non li citerò e ringrazio chi ha voluto
tra i colleghi della maggioranza risparmiarmi questa fatica.
Voglio, però, ancora ricordare un ultimo dato, visto che
qualcuno di voi ha parlato di questo irreversibile declino
dell'immagine della Regione siciliana. Per la prima volta, viene
certificata l'accresciuta credibilità della nostra Regione sui
mercati finanziari, che è sancita, non da me, dal passaggio da A1
stabile ad A1 con out-look positivo del rating che viene
attribuito dall'agenzia internazionale Fitch.
Non l'ho fatto io
Le cose sono due: se è vero che le agenzie regionali ci danno
credito, non è vero che all'estero non abbiamo credito. Le due
cose insieme non possono esistere, neanche per lei onorevole
Raiti. Frutto incontestabile delle politiche di questa Regione,
che lo si voglia o meno
Il quadro, sinteticamente, illustrato non mi esime, tuttavia,
dal ricercare un intenso ed, auspichiamo, positivo confronto con
le organizzazioni del mondo dell'impresa e del sindacato.
Tanto più, in un frangente nel quale la congiuntura economica
nazionale europea ed internazionale rischia di produrre effetti
nefasti su un'economia ancora in crescita come quella siciliana,
specie per quel che riguarda la presenza della grande industria
che è in crisi, ma non in Sicilia. La grande industria è in crisi
in Sicilia ma è in crisi dappertutto. La Fiat non è un problema
siciliano ma un problema nazionale che lo si voglia o meno.
Su questo terreno il Governo svolgerà fino in fondo il suo
ruolo auspicando che da parte di tutti i soggetti in campo il
bene comune della Sicilia venga anteposto a pur legittime
rivendicazioni di parte come ho ascoltato questa sera.
E' per questo che, avviandomi alla conclusione, intendo porre
un significativo richiamo a noi tutti sul compito che gli
elettori siciliani ci hanno affidato che è quello di contribuire
allo sviluppo dell'Isola attraverso buone e significative leggi.
E ringrazio quanti hanno voluto ricordare che questo Parlamento,
in questo scorcio di legislatura, ha ancora l'importante compito
di fare alcune leggi che tutti riteniamo indispensabili.
In questo intendimento si condensa il contenuto del pacchetto
di misure che vorremmo chiamare sulla competitività e lo sviluppo
che, fra breve, proporremo all'Aula per l'esame e per
l'approvazione.
Signor Presidente, onorevole colleghi, credo sia questo il modo
più concreto per sostenere l'impegno quotidiano e costante di
quanti ogni giorno, nella realtà loro data da vivere, cercano di
contribuire alla crescita dell'Isola opponendosi ad ogni sopruso
e violenza. C'è una società viva ed operosa che bisogna sempre
avere il tempo di ascoltare e la capacità di comprendere. Ed è
per questo che non mi sottrarrò, nonostante i rischi, al rapporto
con la gente, perché credo che tutti i rappresentanti delle
istituzioni, e soprattutto quelli eletti direttamente, hanno il
dovere di ascoltare e di parlare con la gente, anche
nell'incertezza di correre rischi, perché questa è la filosofia
di chi ha voluto l'elezione diretta delle istituzioni.
La nostra è una società che ha speranza nel futuro, ma che
attende da noi lo stesso impegno che essa profonde nel misurarsi
con la propria dimensione quotidiana di lavoro e sociale. Penso
alle famiglie, al mondo del volontariato e del terzo settore,
alla cooperazione ed all'artigianato ed ancora alle piccole e
medie imprese, cuore pulsante della Sicilia che vuole crescere e
che sta già crescendo, in mezzo - riconosciamolo - a non poche
difficoltà.
Possiamo dire noi tutti qui presenti di avere svolto al meglio
e con il massimo impegno il mandato che gli elettori ci hanno
rivolto? Abbiamo certamente ancora un buon numero di mesi prima
della conclusione della legislatura. Occorre dedicare questo
tempo a completare un percorso che in tantissimi attendono. Io
dico che non sono convinto di avere fatto tutto quello che potevo
fare e molto umilmente credo che io debba spendere questo anno
che mi rimane a continuare a fare di più, a sacrificarmi di più e
a chiedere di fare anche voi di più per questa nostra terra di
Sicilia.
Si dirà che questo è il percorso della maggioranza ed in parte
è vero. E' una maggioranza di responsabilità che deve esercitare
fino in fondo ma questo Parlamento è composto da parlamentare che
tutti, pur nella differenziazione dei ruoli propri e della
dialettica democratica credo abbiano il dovere a concorrere
all'attuazione dell'interesse generale della Sicilia.
Di questo hanno bisogno i siciliani più che di sterile e
stanche liturgie politiche su questa mozione di sfiducia.
In questo supplemento di impegno di responsabilità credo che
ognuno debba ravvisare il primo personale contributo ad una vera
lotta alla mafia. Fare buone leggi non è merito della sola
maggioranza ma è ascrivibile a tutto il Parlamento. Ho già
chiesto questo impegno alla maggioranza che sostiene il Governo.
Adesso potrebbe aggiungersi quello di un'opposizione più votata
al bene dell'intera comunità che non al proprio interesse di
opposizione, più desiderosa del bene dei siciliani che non di
quello del proprio consenso elettorale.
So bene che l'opposizione lucra in genere sull'inefficienza
della maggioranza. Ma qui non è così; questa sa di aver bene
lavorato anche nel difficile compito di contrastare la mafia e
attende il prossimo giudizio degli elettori con assoluta
serenità.
I siciliani desiderano raggiungere quegli obiettivi di
prosperità e sviluppo per cui quotidianamente lavorano e che sono
certamente alla nostra portata.
Cari amici della Casa delle libertà, noi abbiamo lo slancio, la
voglia e l'intensità di azione per accompagnare la Sicilia in
questo cammino. Il nostro Governo ha deciso di farlo scegliendo
di scegliere, anche a costo di non accontentare tutti. Solo chi
non sceglie non scontenta. Questa linea abbiamo condotto nelle
innumerevoli scelte compiute per proseguire in un contrasto al
fenomeno mafioso che non può consentire né divisioni, né
abbassamento di toni. Questa linea continueremo a seguire e a
perseguire nei mesi che ci separano dal rinnovo di questo
Parlamento.
Onorevoli colleghi della maggioranza, chiedo a voi - ma lo
chiedo a tutti - il consenso per continuare a governare. La
Sicilia, questa nostra Sicilia, è una terra difficile,
contraddittoria e complessa, ma è una terra che merita di essere
amata. Respingendo la mozione di sfiducia vi chiedo di potermi
consentire di poterla continuare a servire.
(Applausi dai banchi del centrodestra)
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi...
VICARI Io la ascolterò al suo turno, perché lei, signor
Presidente, prima deve fare votare
FORGIONE Lei mi deve ascoltare; se ne può anche andare, la
democrazia ha le sue regole
PRESIDENTE Onorevole Vicari, già la seduta è particolarmente
concitata se lei interviene anche a sproposito, questo non ci
aiuta. Onorevole Forgione, continui il suo intervento.
FORGIONE L'onorevole Misuraca, ci invitava al rispetto delle
Istituzioni e noi, con la nostra mozione di sfiducia, abbiamo
compiuto un atto di rispetto delle Istituzioni siciliane.
Il Presidente della Regione ha dedicato buona parte del suo
intervento alle cose che ho detto io. Ha parlato di una mozione
di sfiducia stentatamente approdata in quest'Aula. Ha parlato di
un filone tardo-giustizialista come collante delle componenti
radicali dell'unione.
Ha parlato di sterili e stanche liturgie politiche e, accusando
le mie posizioni, ha detto che è troppo facile parlare di
rispetto della magistratura quando uno non è messo alla prova.
Vede, Presidente Cuffaro, non è che è facile parlare quando
non si è messi alla prova, basta non dare motivo alla
Magistratura di non essere messi alla prova. E se questo avviene,
ciò pone un problema di rapporto tra la responsabilità politica e
la responsabilità penale, e noi a lei le abbiamo posto un
problema di responsabilità politica, per rispetto di questa
istituzione, del ruolo e della funzione pubblica di ognuno di
noi.
Se voleva intimidirmi, signor Presidente, con la durezza del
suo intervento, la rassicuro. Continuerò a dire nelle piazze
quello che ho detto in quest'Aula perché credo che una buona
norma della politica è superare ogni doppiezza. Non c'è un
linguaggio per la piazza e un linguaggio nelle istituzioni,
quando la coerenza politica dei comportamenti, delle azioni, del
rapporto tra etica pubblica e comportamenti privati è a
fondamento di ogni scelta politica.
Lei ha mandato anche messaggi strani, io so cose che non
dovrei sapere', io ho detto qui in Aula le cose che sono
pubbliche perché pubblicate in sentenze, in atti giudiziari e su
tutti i giornali, caro Presidente e sono le cose che tutti sanno.
Potrei dirla con Pasolini: noi sappiamo di chi è la colpa' e
questo ha a che fare con la responsabilità politica, non con la
responsabilità giudiziaria. La sua vicenda giudiziaria è un
problema suo.
Noi abbiamo il dovere di rendere trasparenti le istituzioni,
altro che violenza verbale, aizzare le persone Ma di cosa
parliamo signor Presidente? Parliamo in questa terra, dove sono
stati assassinati uomini come Pio La Torre e Piersanti
Mattarella, per la prima volta in cinquant'anni, di un processo
che ha a suo fondamento, testo tra virgolette, vista la durezza
della sua replica, io replico con i fatti per aver favorito
mafiosi e attraverso di essi gli interessi generali
dell'organizzazione denominata Cosa Nostra'.
E' questa la responsabilità politica che noi poniamo, non è un
aspetto che riguarda la magistratura, riguarda il primato della
politica, la legittimità della più alta Istituzione in questa
regione e di questo, cari onorevole colleghi, io parlavo quando
dicevo e citavo le parole di Luther King vi prego indignatevi',
indignatevi perché abbiamo bisogno di indignarci in questa terra,
di recuperare il gusto dell'indignazione, di rompere i silenzi,
di rompere l'assuefazione, di non considerare normale quello che
lei, anche con il suo intervento, ha provato a considerare
normale, noi continueremo a non considerarlo normale, caro
onorevole Presidente della Regione.
Ha parlato dei ragazzi che stanno riempiendo le mura di Palermo
e di tutta la Sicilia con gli adesivi no pizzo'. Quei ragazzi
nelle loro petizioni chiedono le sue dimissioni, caro Presidente,
nelle loro iniziative chiedono le sue dimissioni, in tutte le
iniziative pubbliche che fanno chiedono le sue dimissioni. E
chiedono a lei di non partecipare ad una sola delle iniziative
pubbliche di commemorazione dei tanti martiri che la nostra terra
ha avuto.
E allora, caro Presidente della Regione, può addebitare al
decreto Bindi la degenerazione del rapporto tra la Regione e la
clinica Villa Santa Teresa di Bagheria? Può addebitare al decreto
Bindi le trattative sul tabellario sanitario fatte nei
retrobottega? Può addebitare al decreto Bindi la degenerazione di
un rapporto che proprio sulla sanità ha saldato quello che ha
saldato e che ormai è un fatto acquisito per ammissione di tutti
i suoi protagonisti? Attorno alla vicenda di Bagheria evitiamo di
fare demagogia perché parliamo del principio della responsabilità
politica, di quella che chiama a rigore i comportamenti di ognuno
di noi.
Lei ha detto, signor Presidente della Regione, che ognuno porta
dietro di sé la propria storia ed è vero. Io ho fatto un
intervento sobrio, duro politicamente ma sobrio. E così mi pare
che è stato valutato dall'Aula. La sua risposta ha chiesto questa
replica. Ognuno di noi porta dietro di sé, personalmente e
collettivamente, la propria storia. Nella nostra storia ci sta,
da Portella delle Ginestre in poi, la parte migliore di questa
terra, ci sta Peppino Impastato e Pio La Torre, nella storia
delle forze democratiche non di sinistra ci stanno uomini come
Piersanti Mattarella, nella storia del vostro presente purtroppo
ci sono uomini, per quanto mi riguarda, innominabili.
VICARI Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Onorevole Vicari, potrà parlare solo dopo gli
interventi sulle dichiarazioni di voto.
VICARI Signor Presidente, non le conviene perché il secondo
comma dell'articolo 129 del Regolamento non prevede quello che
lei sta facendo
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, da molti
passaggi delle dichiarazioni d'Aula ho avuto l'impressione che si
trattasse qui non di una mozione di sfiducia nei confronti del
Presidente Cuffaro, ma di una mozione di sfiducia nei confronti
dell'opposizione che non è all'ordine del giorno.
Dal Presidente Orlando sino all'ultimo dei colleghi possono
avere mille colpe ma non è argomento all'ordine del giorno di
questa sera. Vi daremo, speriamo l'anno prossimo o fra due anni,
la possibilità di proporre una mozione di sfiducia nei confronti
dell'attuale opposizione.
CUFFARO presidente della Regione. Questo, Agamennone non lo
avrebbe mai detto
ORTISI Onorevole Cuffaro, lei torna sempre sulle citazioni
come se io facessi le citazioni, che stasera le ho risparmiato,
come flatus vocis. Lei sa che ogni mia citazione non ha temini
in classe' come qualche suo passaggio. Non si permetta più di
fare questo tipo di riferimento alla mia professione Spero che
questo argomento sia chiuso.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, proseguendo nel mio
intervento, ritengo che la mozione di cui si sta discutendo non
è una mozione di affetti: caro Totò' ho sentito questa sera. Ma
si tratta di una discussione amicale? No, qui siamo in un
parlamento Sul piano affettivo forse qualcuno dell'opposizione
le è più vicino di tanti caro Totò', ma qui non accetto questo
tipo di ragionamento.
Ritengo che qui si confonde, forse per difetto di pronuncia,
fra dati' e dadi'. Qualcuno che è abituato ad utilizzare la d'
al posto della t' confonde nei passaggi i dati che sono
oggettivi con i dadi. Con i dadi ci si può abituare al trucco
mentre per quanto riguarda i dati questi sono fatti oggettivi.
Ritengo che anche sulla querelle Agenda 2000' lei ha dato una
versione edulcorata di quanto sta succedendo oggi, lei dice,
infatti, che questo vi stimolerà a lavorare ancora meglio. Questo
non è da Presidente
Anche il concetto di tempo è un concetto che lei utilizza alla
maniera dei dissoi logoi. Lei dice che abbiamo un anno di tempo
per legiferare, nel frattempo fa dichiarazioni nelle quali
afferma di volere anticipare la chiusura dei lavori perché si
vuole dimettere da Presidente della Regione.
Quindi, o un anno o sei mesi, lo dica lei ma non utilizzi i
dati, anzi i dadi in questo caso perché mi sa tanto di gioco dei
dadi.
Lei parla del Piano gestionale dei rifiuti - ne parleremo
martedì - menzionando realtà come Brescia, Bologna, ma quelle
sono altre realtà che hanno una raccolta differenziata che lei
non stimola. Lo dimostreremo con i dati non con i dadi.
Riguardo alla sanità, signor Presidente della Regione, lei non
ha dato risposta alla nostra mozione di sfiducia perché quello
che le rimproveriamo è che, pur avendo la possibilità di essere
il presidente eletto direttamente dal popolo, con l'autorità, si
è perduto, si è frantumato nella adesione al manuale Cancelli, e
su questo non ci ha risposto, promuovendo e bocciando.
Ritengo, inoltre, signor presidente Cuffaro, ma anche altri
colleghi deputati, non avete tenuto conto nei vostri interventi
del dibattito d'Aula. Avete risposto, molto spesso, con
interventi preparati, con risposte preparate. Lei stesso,
Presidente, ha perduto una serata intera a rispondere al collega
Forgione - per carità - il cui modo di argomentare era diverso da
quello espresso da moltissimi altri colleghi e poi è tornato su
questo argomento mille volte ma non è ipocondriaco Presidente, ci
sono tante altre cose anche belle della vita e queste petizioni
di principio espresse continuamente e sono state a volte
insignificanti, suggerite e qualche volta anche nel suo caso, mi
consenta, sgrammaticate, sgrammaticate Agamennone poi glielo
mando a casa.
DINA Non viene a scuola da lei.
ORTISI Temìno in classe Anche il suo un volgare temìno in
classe non so da chi suggerito perché il livello di
interlocuzione diretta, venga da me a lezione di tante altre
cose, temìno in classe infarcito di petizioni di principio che
permettevano agli alunni di ieri di avere un buon voto,
Presidente ora mi rivolgo a lei mi consenta di dissentire, la
morale non è una regola, lei dice è un'educazione, Presidente,
questa è da educanda mi consenta lei mi dice poi in un momento di
grande retorica che il merito è dei siciliani che hanno cambiato
cultura, neppure un ragazzo di terza elementare si permette di
dire che nell'arco di due anni un popolo possa cambiare cultura,
ma che cosa andate dicendo Dica piuttosto che è merito del suo
Governo, io controbatterei ma saremmo su una dimensione di
interlocuzione dialettica, politica Ma che lei dica in uno
sforzo di captatio benevolentiae che il merito dei siciliani che
hanno cambiato cultura da quando lei è al Governo Mi consenta
Lei ha detto esattamente: questo è merito dei siciliani che
hanno cambiato cultura, che fra l'altro è anche improprio come
espressione, Presidente, quindi lei poi aggiunge contro ogni
forma di illegalità nella sanità combattiamo a cominciare
all'evasione del ticket, va combattuta ma non è questo nel campo
della sanità il primo impegno del nostro Parlamento, del nostro
Governo.
Lei dice che ognuno di noi si porta appresso la propria storia.
Ha ragione, Presidente ma a volte si porta appresso anche la
geografia.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, io non ho ben capito se
interviene lei a nome del Gruppo dei DS o l'onorevole Speziale.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Speziale mi autorizza a raccontare un aneddoto che è
capitato a suo papà che per chi non lo sapesse è stata una grande
figura di antifascista, di partigiano e anche un vecchio
militante del partito comunista come ce n'erano negli anni '50,
nel dopoguerra dopo l'invasione dell'Ungheria da parte
dell'Unione sovietica c'era un grande turbamento che aveva colto
l'opinione pubblica mondiale e anche naturalmente aveva aperto
una ferita nella coscienza, nel sentire dei tanti iscritti
militanti del Partito comunista e siccome questo turbamento aveva
creato un certo smarrimento il papà dell'onorevole Speziale ha
risolto la cosa, ad Enna, dove si trovava, dicendo: cari
compagni, sono tute fandonie, non è vero niente, in Ungheria non
c'è stata nessuna invasione .
Così ha fatto l'onorevole Cuffaro questa sera: devo dire che
non è successo niente. Onorevole Presidente, io credo che non
essendo questo un seminario di studio dove dobbiamo confrontare i
dati, l'unica cosa che posso augurare ed augurarci è che ci dia
una sede dove possiamo fare confronti con i dati statistici
obiettivi, non so Lei quale preferisce, io le posso assicurare
che ce n'è per tutti i gusti, sono approfondimenti che, del
resto, tutti i giorni sui giornali con i commenti che vengono
fatti ma con le prese di posizione.
Che dati hanno quelli della Confindustria? Me lo chiedo
considerato che ormai non passa giorno che non ci sia una presa
di posizione da parte loro e da parte delle altre associazioni di
impresa, da parte di tante categorie sociali ed io credo che non
siano inattendibili i dati di Banchitalia. Il report di
Banchitalia l'abbiamo anche noi, ce lo siamo trovati su internet
ed abbiamo letto qualcosa e così anche tanti altri report, dal
quadrante economico del Banco di Sicilia ai dati forniti dagli
istituti di ricerca.
Vero è che ci sono delle discrepanze dovute anche probabilmente
ai metodi di ricerca che possono variare da un istituti
all'altro, ma c'è una costante in tutti questi dati ed è la fase
prima di stagnazione, oggi di recessione della nostra economia.
Lei dice che nei quattro anni del suo governo ha applicato ed
ha svolto i punti programmatici che erano contenuti nel suo
programma e, allora, se i risultati sono questi, la domanda sorge
spontanei, i casi sono due: o quel programma, applicato, non dà
nessun risultato, allora è il programma che non vale, o il
programma non è stato applicato. Non si scappa. i risultati sono
questi.
La sola Agenda 2000 prevedeva una rottura della variabile, con
un incremento del P.I.L. in Sicilia almeno doppio della media
nazionale, con addirittura livelli che erano previsti,
dell'incremento nominale del P.I.L. al 5 per cento. Allora, di
fronte al fatto che non andiamo oltre lo 0,3, ormai da due anni e
che è stata una fase decrescente dal 2001 al oggi, bisogna
chiedersi quale ne sia la causa e l'origine. Lei non lo fa.
Questa mozione, l'ho detto già nel mio intervento durante la
discussione generale, noi sapevamo, ancora è da vedere ma è
facile prevederlo, non avrebbe avuto accoglimento, abbiamo
abbastanza discernimento per capire che questo non può succedere
ma almeno ci proponevamo di suscitare una discussione seria, un
confronto vero anche duro, anche aspro ma che fosse fondato su
dati reali.
La risposta è stata veramente deludente, io devo dire che non
abbiamo segnato un punto alto nella vita di questa Assemblea
perché è stata una risposta, non solo la sua, la sua è stata in
linea con gli interventi dei colleghi della maggioranza, molto
difensiva, molto arroccata, noi volevamo porre due cose: una
erano i dati dell'economia per vedere come se ne esce da questa
fase di stagnazione, e la risposta è stata che tutto va bene, in
linea con l'onorevole Berlusconi che dice che l'Italia è un Paese
ricco e felice.
Quindi, non si capisce per quale ragione da parte delle forze
dell'opposizione o anche da parte delle categorie sociali non se
ne prenda atto; la seconda è la vicenda giudiziaria che riguarda
lei, onorevole Presidente. Lei si è avvalso, ancora una volta,
della facoltà di non rispondere; infatti, oltre ad averlo fatto
in Tribunale, lo ha fatto in Parlamento.
Noi abbiamo posto un tema politico, non la vicenda giudiziaria
in quanto tale; abbiamo posto un interrogativo: cosa si fa di
fronte a situazioni del genere?
Noi abbiamo un'idea ed è quella che abbiamo detto con la
mozione; la maggioranza ce ne dica un'altra se quella non è di
suo gradimento. Il Presidente sa meglio di noi, perché ogni
giorno deve stare dietro agli articoli dei giornali, alle
dichiarazioni, alle prese di posizione, che questa è una
situazione insostenibile.
Pensate sul serio che questa sia una situazione di normalità,
in cui ognuno di noi possa pensare tranquillamente alle cose che
ci sono da fare, senza immaginare che tutto ciò influisca, incida
nella vita politica della nostra Regione?
Poiché avete preferito glissare anche su questo punto, noi ne
dobbiamo prendere atto; non c'è una controproposta. Ci è stato
detto da parte dell'onorevole Leanza che non si modificano le
regole in corsa, quindi se bisogna parlare di codice di
autoregolamentazione, non bisogna farlo adesso.
Io ci starei, perfino, onorevole Leanza, ma voglio sapere se un
Presidente della Regione raggiunto da diversi avvisi di garanzia,
con un problema che riguarda, non un aspetto secondario, parliamo
dell'accusa...
CUFFARO presidente della Regione. Diversi no, non esageriamo
Ormai vi confondete
CAPODICASA Chiedo scusa, onorevole Presidente, faccio subito
ammenda, perché ormai leggendo i giornali non si capisce più
nulla, faccio confusione perché ogni giorno è un bombardamento
quotidiano sui giornali; io non ho il pallottoliere, mi sono
confuso.
Vorrei dire, però, che il tema si pone, onorevole Leanza; non
è una cosa che possiamo ignorare con un'alzata di spalle, penso
sia un problema che riguarda il mondo e la vita politica ed
istituzionale di questa Regione. Noi abbiamo cercato di parlarne
attraverso la mozione, se voi anche qui pensate di superare il
problema chiudendovi a riccio con una alzata di spalle, vuol dire
che abbiamo perduto tutti, ancora una volta, un'occasione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà
RAITI Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io voterò favorevolmente alla mozione di
sfiducia, come ho già detto nel corso del mio intervento dove ho
fatto un appello all'etica della politica ed alla questione
morale.
Ho anche dimostrato a lei, onorevole Presidente, elencando le
leggi che ho condiviso e che ho votato a favore, che non sono un
uomo contrario per natura; la mia formazione è una formazione
liberale e democratica, non è giustizialista, ma tiene alla
questione morale e all'etica della politica come faro soprattutto
in una terra come la Sicilia.
Vede, onorevole Presidente, ho anche una formazione giuridica
della quale faccio tesoro. Ho avuto un incontro con il giudice
Severino Santiapichi, il quale è stato il giudice che ha
giudicato, tra le altre, oltre al delitto Moro anche l'attentato
contro il santo Padre ed ha giudicato Alì Agca.
Il giudice Severino Santiapichi mi ha insegnato che nella vita
bisogna coltivare sempre il dubbio per cercare di sbagliare il
meno possibile. E per quanto riguarda la questione morale,
onorevole Presidente, la sua e la mia cultura, che da molti punti
di vista coincidono, mi impongono di non dare lezioni ad alcuno.
Non l'ho fatto ed ora le spiego perché. Io come sempre nella
vita - perché anche qui mi hanno insegnato che verba volant,
scripta manent' -, faccio considerazioni su dati oggettivi che
possono essere anche sbagliate, ma sono dati notori che primo
studio, poi elenco e dopo ne traggo giudizio. Può essere anche
errato, ma sulla veridicità delle cose che dico, oggi come per il
futuro, non ci sono dubbi.
Per quanto riguarda la questione morale, lungi da me il dare
giudizi, ma è chiaro ed evidente, ci sono fatti notori agli occhi
di tutti: ci sono colleghi in custodia cautelare, c'è una classe
dirigente molto vicina a lei ed al centrodestra sottoposta a
continui giudizi di carattere penali, per reati di gravità
inaudita.
Allora, è chiaro, a prescindere dalla responsabilità penale di
ciascuno di loro - e lei non ha risposto a questo, onorevole
Presidente -, che vi è una problematica di carattere generale
sulla selezione della classe dirigente che insieme a lei guida
questa Regione e su questo non ho sentito fare alcun accenno di
autocritica o di responsabilità.
E' vero che guidare una terra come la Sicilia, che ha una
realtà complessa e difficile, non è facile, è assolutamente vero.
Ma è anche vero che ciascuno di noi, sulla base delle
responsabilità che è chiamato a ricoprire dal popolo, si deve
assumere l'onere di fare autocritica e di fare, quando e dove è
possibile, piazza pulita, nel rispetto dei giudizi penali e
morali.
E quando un collega di questo Parlamento, che tra l'altro
ricordo essere stato ed essere tuttora nel ruolo di servitore
dello Stato, mi giudica e mi dice che non posso dormire perché
non ho la coscienza a posto, ebbene, quel caro collega non ha
capito nulla, se ha fatto il servitore dello Stato.
Lungi da me il volere mettere sulla strada qualcuno, ma c'è un
problema di decoro, prima di qualsiasi altra cosa e voi sapete
bene che quando si tratta di far rispettare la dignità di un
Parlamento, le persone possono essere mandate a fare altro lavoro
fuori dal Parlamento. E' un problema di decoro che la dice lunga
sul fatto che per voi non esiste alcuna barriera etica e morale,
tutto è uguale; questo è il vostro limite
Riguardo ai dati, onorevole Presidente, posso leggerglieli
tutti, li ho studiati e non ho riportato i dati DISTE o della
Fondazione Curella; leggo testualmente cosa c'è nel rapporto
della Banca d'Italia e le dico anche chi li ha dichiarati.
Intervistando 150 imprese, ha spiegato Giuseppe Ciaccio,
funzionario della Banca d'Italia di Palermo, abbiamo registrato
un calo della produzione dovuto alla domanda inferiore. C'è un
clima di sfiducia nei consumatori, le imprese contattate hanno
registrato la riduzione degli investimenti a prezzi correnti pari
allo 0,6 per cento. Dati negativi anche per la nascita di nuove
imprese. Per il sesto anno consecutivo il risultato è negativo
tra iscrizioni e cessazioni . E potrei continuare, se vuole le
fornisco il rapporto della Banca d'Italia.
Questi sono i dati veri e, su questi, lei non è riuscito a dare
una risposta seria ed oggettiva, pur sapendo che queste
difficoltà non riguardano soltanto la Sicilia, ma il contesto
economico internazionale. Su questo non è stata data alcuna
risposta.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Raiti, conosce la
differenza tra la Banca d'Italia ed un funzionario?
Votazione per appello nominale della mozione numero 410
PRESIDENTE Si passa alla votazione per appello nominale della
mozione numero 410 «Sfiducia al Presidente della Regione».
Ricordo che il voto affermativo sulla mozione esprime la
sfiducia nei confronti del Presidente della Regione e il voto
negativo sulla mozione esprime la conferma della fiducia al
Presidente della Regione.
Invito il deputato segretario a procedere alla chiama dei
deputati.
BASILE segretario: (procede all'appello nominale)
Votano sì: Barbagallo, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli,
Culicchia, De Benedictis, Ferro, Forgione, Genovese, Giannopolo,
Gurrieri, Liotta, Manzullo, Miccichè, Morinello, Oddo, Ortisi,
Paffumi, Panarello, Raiti, Sanzeri, Spampinato, Speziale,
Tumino, Villari, Zago, Zangara.
Votano no: Acanto, Acierno, Amendolia, Antinoro, Arcidiacono,
Baldari, Basile, Beninati, Brandara, Burgaretta Aparo, Cascio,
Catania Giuseppe, Cimino, Cintola, Confalone, Cristaudo,
D'Aquino, Di Mauro, Dina, Fleres, Formica, Franchina, Fratello,
Giambrone, Granata, Incardona, Infurna, Ioppolo, Leanza Edoardo,
Leanza Nicola, Leontini, Lo Monte, Mancuso, Maurici, Mercadante,
Misuraca, Moschetto, Pistorio, Rotella, Sammartino, Savarino,
Savona, Sbona, Scalici, Scoma, Segreto, Stancanelli, Turano,
Vicari, Virzì.
Si astiene: Cuffaro.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 78
Maggioranza 46
Favorevoli 27
Contrari 50
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 28 giugno
2005, alle ore 18.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni.
II - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica: Turismo, comunicazioni e trasporti .
III - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica: Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione
IV - Discussione unificata delle mozioni nn. 274, 125, 188;
delle interpellanze nn. 78, 139, 193; e dell'interrogazione n.
965 (Gestione dei rifiuti in Sicilia)
V - Discussione unificata delle mozioni:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato
nell'Ambito territoriale ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO - FORGIONE
GIANNOPOLO
VI - Discussione della mozione:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI?
VII - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea.
VIII - Elezione di deputati segretari.
Avverto che il punto IV dell'ordine del giorno sarà discusso
nella giornata di mercoledì 29 giugno 2005.
La seduta è tolta alle ore 01.20 di giovedì 23 giugno 2005.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 03.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
GIANNOPOLO.- «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
l'Ente Parco delle Madonie è destinatario di un finanziamento
di circa 14 miliardi delle vecchie lire a valere sui fondi del
Ministero dell'Ambiente e della legge finanziaria nazionale n. 67
del 1988 per l'attivazione di progetti di Nuova Occupazione
Aggiuntiva nel settore ambientale e nelle aree protette;
i progetti NOC approvati riguardano la costituzione del
Laboratorio biologico del Parco delle Madonie', la Gestione del
turismo culturale e naturalistico' e la 'Conservazione del germo
plasma delle specie vegetali autoctone' con una occupazione
prevista per due anni di 75 unità, 25 unità per progetto, e
comprendente varie professionalità (botanici, geologi, laureati
in scienze forestali, etc.);
tenuto conto che nel 2001 furono approvati i tre progetti
esecutivi e contestualmente fu accreditata la seconda trance di
finanziamento e che successivamente fu stilata una bozza di
Protocollo d'intesa, da sottoscrivere tra le amministrazioni
regionali interessate e l'Ente Parco delle Madonie, con la quale
venivano stabiliti gli atti da compiere per avviare l'attuazione
concreta dei progetti;
rilevato che il lungo tempo trascorso infruttuosamente ha messo
a rischio la validità dei finanziamenti che rischiano di
perdersi;
rilevato, altresì, che lo stesso Ente Parco delle Madonie, dopo
anni di inattività, ha inoltrato nel novembre 2003
all'Assessorato in indirizzo richiesta di attivazione di apposita
conferenza dei servizi per avviare i progetti NOC sulle Madonie;
per sapere:
se non ritenga opportuno convocare con assoluta urgenza una
conferenza di servizi fra tutti i soggetti istituzionali
interessati per l'attivazione dei progetti NOC finanziati in
favore dell'Ente Parco delle Madonie;
se non ritenga, altresì, opportuno adoperarsi tempestivamente
presso il Ministero dell'Ambiente per evitare che possa
verificarsi una decisione di revoca dei finanziamenti, atteso il
grave ritardo nell'attuazione dei progetti da parte della Regione
e dello stesso Ente Parco». (1590)
Risposta. «In relazione all'atto ispettivo formulato
dall'onorevole Giannopolo, avendo provveduto ad assumere
direttamente presso l'Ente Parco interessato le informazioni sui
progetti ai quali si fa riferimento, si rappresenta quanto segue.
Nell'ambito del P.T.T.A. '94/96 l'Ente Parco delle Madonie è
risultato assegnatario di 2 finanziamenti relativi ai progetti
NOC nn. 32 e 33 "Laboratorio biologico del Parco delle Madonie" e
"Gestione del turismo culturale e naturalistico".
L'Ente, tuttavia, a causa di complesse vicende, non è riuscito
ad attivare la formale approvazione ministeriale e le relative
anticipazioni già da tempo trasferite da parte del Ministero
dell'Ambiente.
Nel 2001, grazie ad una intensa attività tecnico-
amministrativa, l'Ente Parco ha definitivamente approvato i
progetti esecutivi ed ha accreditato la 2 trance di
finanziamento.
Tuttavia, la complessa situazione normativa e amministrativa,
determinata dallo smantellamento della struttura regionale
deputata alla gestione del P.T.T.A. e conseguente alle previsioni
di una circolare del 1993, a firma congiunta degli Assessori
regionali per il Territorio e per il Lavoro, risultata obsoleta
per le mutate previsioni legislative in tema di contratti e
procedure di selezione, non ha consentito l'immediata attivazione
dei progetti.
Proprio per tale ragione, l'Ente, avvalendosi della consulenza
del dr. Cantoni, attraverso una ulteriore attività amministrativa
è giunto, nel corso di un'apposita conferenza dei servizi
tenutasi nel 2001 con i due Assessorati interessati,
all'elaborazione della bozza del Protocollo d'intesa che avrebbe
dovuto consentire il concreto avvio dei progetti in argomento.
Pochi giorni prima della firma del predetto Protocollo d'intesa
è intervenuta, però, una determinazione del Vicecommissario per
l'emergenza rifiuti, con la quale venivano revocati i fondi
ministeriali relativi ai progetti finanziati e si bloccava
nuovamente il già travagliato iter progettuale.
Sembrerebbe che l'approfondimento degli aspetti di legittimità
ed il parere espresso dal Ministero abbiano indotto il
Vicecommissario a revocare la precedente determinazione ed a
restituire la disponibilità dei fondi all'Ente Parco, che intende
avvalersene per dare immediata attuazione ai progetti NOC.
In riferimento alla richiesta dell'Ente Parco Madonie di
convocazione di una conferenza dei servizi per l'emanazione
definitiva delle direttive di esecuzione dei progetti, questo
Assessorato ritiene che sia possibile riprendere l'attività di
concertazione sulle modalità attuative degli stessi, riconvocando
i soggetti titolari delle relative competenze, sì da provvedere
alla formalizzazione del Protocollo già definito col concorso
dell'Amministrazione che rappresento e dell'Assessorato del
Lavoro.»
L'Assessore CASCIO
ARDIZZONE - ACIERNO - FORMICA.- «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
con decreto dell'Assessore per il territorio e l'ambiente n.
50/Gab. del 4 settembre 2002, il territorio del Comprensorio del
Mela, costituito dai comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò,
Milazzo, Pace del Mela, San Filippo del Mela, Santa Lucia del
Mela, San Pier Niceto, è stato dichiarato area ad elevato rischio
di crisi ambientale';
l'art. 2 del suddetto decreto istituisce la Commissione Stato-
Regione-Provincia-Enti Locali per la definizione del piano di
risanamento ambientale e rilancio economico del Comprensorio del
Mela', successivamente integrata con D.A. n. 883 del 16 luglio
2003;
con decreto assessoriale n. 713 del 10 settembre 2002 è stata
destinata la somma di euro 6.943.097,69 per il finanziamento del
suddetto piano di risanamento e di rilancio economico;
il 21 ottobre 2002, nel corso di un'apposita riunione tenutasi
nei locali del Palazzo Municipale di Pace del Mela, i sindaci dei
7 comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela,
S. Filippo del Mela, S. Lucia del Mela e S. Pier Niceto hanno
chiesto all'Organizzazione mondiale della sanità-Centro europeo
ambiente e salute di coordinare lo svolgimento di un'indagine
epidemiologica nel Comprensorio del Mela, propedeutica alla
pianificazione del risanamento ambientale e del rilancio
economico dell'area;
a seguito della suddetta richiesta, l'OMS ha contattato le
università di Messina e Palermo, l'Istituto superiore di sanità e
l'Osservatorio epidemiologico della Regione siciliana, ha
convocato il proprio comitato scientifico per lo studio delle
aree ad elevato rischio di crisi ambientale ed ha redatto
un'ipotesi di protocollo d'indagine;
in data 16 aprile 2003, nel corso di un'apposita riunione
tenutasi nei locali della Presidenza della Regione siciliana, il
rappresentante dell'OMS, ing. Michele Faberi, ha presentato
l'ipotesi di protocollo per l'indagine epidemiologica da
effettuare nell'area ad elevato rischio di crisi ambientale del
comprensorio del Mela;
nella stessa riunione il Presidente della Regione ha dato
disposizioni affinché il progetto presentato dall'Organizzazione
mondiale della sanità fosse ratificato in tempi brevissimi
dall'apposita Commissione Stato-Regione-ProvinciaEnti Locali';
sulla base di tali accordi, l'OMS - Centro europeo ambiente e
salute - Ufficio di Roma, con nota del 23 maggio 2003, rimasta
fino ad oggi priva di riscontro, ha inviato all'Assessorato
regionale del territorio ed ambiente la versione emendata dello
schema di progetto per lo studio dell'area di Milazzo,
dichiarandosi disponibile ad esaminare ulteriori emendamenti e
suggerimenti;
considerato che:
in mancanza di un'approfondita indagine epidemiologica che
consenta di monitorare in dettaglio la situazione ambientale del
territorio in questione, non è possibile procedere ad alcuna
effettiva programmazione degli interventi di risanamento e di
rilancio economico del Comprensorio del Mela;
i sindaci del Comprensorio hanno più volte espresso l'auspicio
che il coordinamento dell'indagine venga affidato
all'Organizzazione mondiale della sanità, ente di indiscussa
professionalità ed obiettività, che ha già condotto, a partire
dal 1995, ricerche e studi su altre aree ad elevato rischio di
crisi ambientale in Italia, di cui due in Sicilia, producendo,
altresì, documenti per il Parlamento italiano e atti per la
Commissione sanità del Senato della Repubblica;
il decreto istitutivo dell'area a rischio definisce rapidi ed
improrogabili' gli interventi di risanamento e riqualificazione
ambientale da porre in essere per riportare alla normalità la
situazione del Comprensorio del Mela;
ai sensi dell'art. 2 del D.A. n. 883 del 16 luglio 2003,
l'Assessorato del territorio e dell'ambiente avrebbe dovuto
attivare, entro tre mesi, una specifica convenzione con un
soggetto istituzionale qualificato' per affidare la
predisposizione dello schema del Piano di risanamento ambientale
e rilancio economico del Comprensorio del Mela';
a tutt'oggi, a distanza di otto mesi dal suddetto decreto,
nessun atto concreto è stato prodotto dall'Assessorato in
questione per avviare l'iter della redazione del piano citato;
per sapere:
quali gravi ragioni abbiano impedito finora di procedere
all'affidamento del monitoraggio della situazione esistente e
della stesura del piano di risanamento ambientale e di rilancio
economico del Comprensorio del Mela attraverso apposita
convenzione con un soggetto istituzionale qualificato', così come
espressamente previsto dal decreto assessoriale n. 883 del 16
luglio 2003;
quali motivi abbiano impedito di individuare il predetto
soggetto istituzionale qualificato' nell'Organizzazione mondiale
della sanità, la quale, su esplicita richiesta dei sindaci del
Comprensorio, ha presentato un dettagliato progetto di indagine
coordinata con l'Istituto superiore di sanità, le università di
Messina e di Palermo, l'Osservatorio epidemiologico regionale,
l'A.R.P.A. Sicilia;
in che modo intendano avviare in tempi rapidi, senza frapporre
ulteriori indugi, il processo di risanamento e riqualificazione
ambientale dell'area a rischio in questione, venendo incontro
alle legittime aspettative delle popolazioni interessate». (1591)
Risposta.«Come si legge nelle premesse dell'interrogazione
dell'onorevole Panarello, il comprensorio del quale fanno parte i
comuni di Condrò, Gualtieri Sicaminò, Milazzo, Pace del Mela, S.
Filippo del Mela, S. Lucia del Mela e San Pier Niceto, con
provvedimento assessoriale di questa Amministrazione regionale
per il territorio e l'ambiente, D.A. n. 50/GAB del 4.09.2002, è
stato dichiarato area ad elevato rischio di crisi ambientale .
Com'è noto, per l'avvio del risanamento della predetta area
sono state destinate risorse pari a 6.943.097,69 euro.
Questo Assessorato regionale ha previsto e messo in cantiere
una serie di attività che, di fatto, hanno segnato l'inizio di
una serie di interventi verso l'auspicato risanamento.
Per economia di tempo e di esposizione, si ricordano solo
alcune delle molteplici attività avviate, ed in particolare
quelle che si ritengono le principali:
- si è proceduto al ritiro di un bando emanato dal ARTA in
quanto lo stesso è stato ritenuto non esaustivo e attinente agli
obiettivi del risanamento ;
- si è sviluppato un rapporto con l'OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità), massimo organismo di salvaguardia della
salute a livello mondiale, per l'avvio di un'indagine
epidemiologica per definire eventuali rapporti tra stato di
salute della popolazione e stato dell'ambiente e per monitorare
gli effetti degli interventi di risanamento sulla popolazione.
- sono stati attivati quattro progetti che agiranno sulla
qualità dell'ambiente e interverranno in campo di risanamento,
con fondi diversi da quelli previsti dal piano di risanamento, e
più precisamente:
Biomonitoraggio;
Modello matematico di diffusione degli inquinanti in atmosfera
in ambito urbano
Modello matematico di diffusione degli inquinanti in atmosfera
in ambito areale
Applicazione della migliore tecnologia per il contenimento
delle emissioni inquinanti.
Con la definizione delle Linee guida per il Piano di
risanamento e rilancio economico sono state avviate anche le
prime fasi del risanamento.
Il predetto Piano di risanamento consta di fasi successive che
vanno dalla conoscenza della situazione ambientale attuale a
quella propositiva, fino alla sua implementazione.
Nell'ambito della prima fase del piano, quella cosiddetta
conoscitiva, sono stati raccolti dati sulla qualità dell'ambiente
riferiti alle varie matrici (aria, acqua e suolo) e sono stati
definiti i relativi obiettivi di miglioramento ambientale.
A partire dalla predisposizione delle Linee guida per il Piano
di risanamento e rilancio economico si dovrà sviluppare la
seconda fase del piano, cioè quella propositiva che vedrà
coinvolti i centri di ricerca siciliani e le strutture locali
per la definizione puntuale degli interventi da intraprendere.
La sopradetta attività è stata realizzata con la collaborazione
di enti e organizzazioni locali (CPTA, ARPA, Assindustria,
sindacati ecc.) con un impegno di risorse finanziarie pari a
zero.»
L'Assessore CASCIO
ODDO - PAPANIA.- «All'Assessore per il territorio e l'ambiente
e all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato
e la pesca, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, con un voto
unanime dell'Aula nella seduta del 16 marzo 2004, il disegno di
legge n. 763/A che prevede, tra l'altro, l'abolizione dei diritti
esclusivi di pesca;
il comma 2 dell'articolo 1 del d.d.l. n. 763/A prevede che le
concessioni, a fini di pesca sugli specchi d'acqua sui quali
insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti sono attribuite
alla Regione, nel rispetto della normativa vigente e delle quote
di cattura del tonno rosso stabilite dal Ministero delle
Politiche Agricole in osservanza del regolamento CE n. 65 del
1998 e successive modifiche ed integrazioni;
gli operatori siciliani, detentori della relativa quota tonno,
legittimamente sperano di potere esercitare tale pesca come ogni
anno;
i tempi relativi al passaggio dei tonni nelle acque siciliane
sono ampiamente maturi;
per sapere se non ritengano urgente ed indispensabile, in
attesa della pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana, predisporre quanto è necessario per
attivare le concessioni relative agli specchi d'acqua sui quali
insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti, onde assicurare
anche per quest'anno la pesca del tonno che transita nelle acquee
siciliane». (1602)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In merito a quanto rappresentato dagli onorevoli
interroganti, si rappresenta quanto segue.
Con la legge regionale n. 2 del 26 marzo 2004, pubblicata sulla
GURS il 2.04.2004, sono stati abrogati i diritti esclusivi di
pesca nelle acque della Regione Siciliana.
L'art. 1, comma 3, della citata legge prevede che: "in sede di
prima applicazione, per l'anno in corso, sugli specchi acquei sui
quali insistevano i diritti esclusivi di pesca è autorizzato lo
svolgimento di attività di ricerca sperimentale da' parte di enti
pubblici nazionali di ricerca."
La citata disposizione normativa ha creato non poche
perplessità agli operatori del settore e, pertanto, con circolare
interpretativa prot. Gab./2012 del 21.04.2004, questo Assessorato
ha provveduto a chiarire la portata applicativa del richiamato 3
comma dell'art. 1, L.R. 2/04.
Con nota del Servizio 5 "Demanio Marittimo" di questo
Assessorato, prot. 25471 del 21.04.2004, il CNR - unico
richiedente in possesso dei requisiti previsti dalla norma - è
stato autorizzato a svolgere attività di ricerca sperimentale
sugli specchi acquei sui quali insistevano i diritti esclusivi di
pesca.
L'Assessore CASCIO
VILLARI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che con deliberazione n. 18 del
7.3.2001 il Consiglio comunale di Acicastello ha adottato il
Piano regolatore generale, come rielaborato dall'Ufficio
urbanistica;
visto che in data 29 giugno 2001 è avvenuta la pubblicazione di
rito, a seguito della quale sono state presentate n. 104
osservazioni entro i termini previsti e n. 31 fuori termine;
considerato che l'esame delle osservazioni presentate si è
protratto fino a tempi recenti per diverse ragioni, tra cui il
rinnovo degli organi politici, a seguito delle elezioni del
maggio 2002 e i noti tragici fatti avvenuti in quel Comune che
hanno portato alla nomina del Commissario straordinario nel
giugno 2003;
preso atto che il Consiglio comunale ha comunque completato
l'esame delle osservazioni e delle opposizioni al PRG, assumendo
le determinazioni di competenza per le comunicazioni di rito;
osservato che il lungo tempo trascorso per l'adozione dello
strumento urbanistico ha fatto sì che il termine di tre anni,
previsto per l'applicazione delle misure di salvaguardia,
scadesse in data 7 marzo 2004 mettendo in discussione un formale
intervento per l'Amministrazione di salvaguardarne le previsioni
e quindi determinando il serio rischio di vederle vanificate dai
provvedimenti che dovranno essere assentiti in conformità al
precedente PRG;
presa nota del fatto che le superiori considerazioni assumono
specifica rilevanza per le aree soggette a vincolo di
inedificabilità a seguito del parere espresso in data 27
settembre 1999 dall'Ufficio del Genio Civile di Catania, ai sensi
dell'art. 13 della legge n. 64 del 1974, finora salvaguardate in
conformità alle previsioni del piano adottato;
tenuto conto, inoltre, che le aree sopra menzionate sono
definite aree ad assetto geomorfologico precario e instabile' e
che rispetto a queste è intervenuto successivamente il D.A. n.
338 del 4 giugno 2002, che ne ha ingiustificatamente ridotto
l'estensione, in contrasto con quanto previsto dal parere
cautelativo assunto dal Genio Civile e coerentemente riportato
nel PRG adottato;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare in relazione alla
situazione di pericolo manifestata nel parere del Genio Civile a
tutela della incolumità pubblica nonchè alle evidenti esigenze di
salvaguardia complessiva del territorio e dell'ambiente e in
considerazione delle ordinanze del Dipartimento della Protezione
civile per la salvaguardia idrogeologica della zona al cui
parametro, tra l'altro, si richiamano espressamente anche gli
organi prefettizi;
se non reputino necessario sottoporre all'attenzione del
Consiglio regionale urbanistica (CRU) l'evidente discordanza
rispetto a quanto sopra indicato e per la riduzione
dell'estensione delle aree individuate nel D.A. n. 338 del
4.6.2002, e quindi evitare che possa presto venirsi a creare una
condizione di sostanziale incertezza nella governabilità del
territorio, del suo assetto, della sua tutela». (1622)
Risposta. «L'onorevole Villari, con l'atto ispettivo cui si
risponde, fa presente che:
- il PRG di Acicastello è stato adottato con delibera del
Consiglio Comunale n. 18 del 7 marzo 2001 ma le procedure di
esame delle osservazioni ed opposizioni si sono protratte sino a
tempi recenti;
- le misure di salvaguardia sono decadute in data 7 marzo 2004;
- l'Ufficio del Genio Civile con proprio parere, espresso ai
sensi dell'art. 13 della legge 64/74, ha posto alcuni vincoli di
inedificabilità per alcune aree definite ad assetto
geomorfologico precario ed instabile.
Inoltre, segnala che:
con D.A. n. 338 del 4 giugno 2002, che individua le aree a
rischio nel P.A.I., quelle sottoposte a vincolo di
inedificabilità nel territorio del Comune di Acicastello sono
state ingiustificatamente ridimensionate in contrasto con
quanto previsto dal citato parere cautelativo assunto dal Genio
Civile e riportato nel P.R.G. adottato .
In data 4 marzo 2004 è pervenuto a questo Assessorato il PRG di
Acicastello per il relativo esame.
Essendo l'atto ispettivo del marzo del 2004 ed avendo il
competente Servizio 5/DRU fornito notizie con nota prot. 303 del
14 giugno 2004, si è posta l'esigenza di provvedere ai necessari
aggiornamenti sia in ordine all'eventuale sopravvenuto
pronunciamento del CRU e sia sugli ulteriori sviluppi dell'iter
del PRG di Acicastello a quella data in fase di esame
istruttorio.
Pertanto, per quanto concerne gli aspetti urbanistici si è in
attesa di un riscontro della richiesta di notizie aggiornate alla
data odierna che, non appena pervenute, saranno tempestivamente
comunicate all'onorevole Villari.
Per quanto riguarda gli aspetti idrogeologici, si fa presente
che le osservazioni dell'interrogante saranno tenute nel debito
conto nella redazione, da poco tempo avviata, del Piano Stralcio
di Bacino per l'Assetto Idrogeologico (PAI) dell'area
territoriale in cui ricade il territorio comunale di Acicastello.
Si potrà così verificare se, come ritiene l'onorevo Villari, vi
sia stata nell'intervenuta modifica del Piano Straordinario, una
ingiustificata riduzione dell'estensione delle aree a rischio
idrogeologico.
Ciò potrà consentire, quindi, la definizione delle effettive
aree a rischio idrogeologico con le positive refluenze sul piano
del Governo del territorio e delle sue trasformazioni.»
L'Assessore CASCIO
FERRO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
l'Autorità portuale di Palermo ha di recente adottato una
variante generale al Piano regolatore portuale (PRP);
ai sensi del comma 3 dell'art. 5 della legge 84 del 1994 tale
variante al PRP deve essere adottata previa intesa con il Comune;
da notizie di cronaca si è appreso che esisterebbe un'intesa
tra il Comune di Palermo e l'Autorità portuale su tale variante,
la quale prevede la realizzazione di un attracco per le navi da
crociera di fronte porta Felice;
tale previsione non è contemplata dallo strumento urbanistico
vigente, Piano particolareggiato di esecuzione (PPE);
considerato che:
ai sensi del comma 2 del citato articolo della legge n. 84 del
1994 'le previsioni del PRP non possono contrastare con gli
strumenti urbanistici vigenti';
la pianificazione urbanistica è di esclusiva competenza
dell'organo consiliare comunale;
il Consiglio comunale di Palermo non ha mai esaminato la
variante generale proposta dall'Autorità portuale;
per sapere quali provvedimenti intendano adottare, intempi
brevi, dopo aver verificato la legittimità degli atti fin qui
prodotti». (1627)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «L'onorevole Ferro, con l'atto ispettivo cui si
risponde, segnala che:
l'Autorità portuale di Palermo ha adottato di recente una
variante al PRP (Piano regolatore portuale) nella quale sarebbero
previste opere non contemplate dallo strumento urbanistico
vigente piano particolareggiato di esecuzione (PPE) .
Lo stesso interrogante, nell'interrogazione presentata il 6
aprile 2004, precisa che tale variante ha da poco intrapreso
l'iter approvativo.
Il Dipartimento Urbanistico di questo Assessorato, interessato
della vicenda, ha comunicato che non risultando ancora trasmessa,
la variante sarà comunque oggetto di opportune valutazioni anche
alla luce di quanto rappresentato nell'interrogazione.
Però, essendo l'atto ispettivo piuttosto risalente ed avendo il
competente Servizio 3/DRU fornito notizie con nota prot. 274 del
15 giugno 2004, si è posta l'esigenza di provvedere ai necessari
aggiornamenti sugli ulteriori sviluppi dell'iter istruttorio
della variante a quella data di recente adottata dall'Autorità
portuale.
Si è pertanto in attesa di un riscontro della richiesta di
notizie aggiornate alla data odierna.
Non appena in possesso dei necessari riscontri, sarà mia cura
provvedere a darne tempestiva informazione all'interrogante.»
L'Assessore CASCIO
ODDO.- «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione e all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, premesso che:
il Piano regolatore generale di Favignana non risulta ancora
approvato, nonostante sia stato per decenni sottoposto a più
rielaborazioni;
con il decreto dirigenziale n. 747 del 18.6.2003, l'Assessorato
del territorio e dell'ambiente ha ampiamente ricostruito le
vicissitudini del PRG di Favignana;
nel frattempo è intervenuto il Piano territoriale paesistico
(PTP) delle Isole Egadi e che l'Assessorato dei beni culturali ha
aperto un tavolo di confronto per il raccordo tra il PRG e il
PTP;
il Consiglio comunale di Favignana, con deliberazione n. 22 del
13 maggio 2003, ha adottato un apposito provvedimento con il
quale venivano proposte soluzioni per un tale raccordo;
con nota 71S/5851 del 30.3.2004, il Sindaco di Favignana faceva
presente all'Assessorato del territorio e dell'ambiente che la
sua amministrazione, in considerazione dell'ormai prossima
definizione del Piano territoriale paesistico dell'Arcipelago
delle Egadi, ha ritenuto di non dare ulteriore impulso alla
rielaborazione del PRG, per intuitive esigenze di carattere
economico e di coerenza fra i due piani ( e che solo) nel caso in
cui codesto Assessorato ritenga che il PRG debba in ogni caso
essere adottato si provvederà a sollecitare i professionisti
incaricati';
da tale stravagante interpretazione delle leggi in materia
emergerebbe l'assunto che dotare il comune di Favignana del PRG
sarebbe solo una pretesa dell'Assessorato del territorio e
dell'ambiente, trascurando che è un preciso dovere
dell'amministrazione comunale provvedere a correggere eventuali
discrasie tra i due piani e dare impulso ad un P.R.G. per il
quale sono stati acquisiti tutti i pareri;
all'indomani della sua elezione l'amministrazione comunale di
Favignana si è privata del Capo dell'Ufficio tecnico, per
rimpiazzarlo solo dopo quattro mesi, e che ha alternato nel ramo
specifico ben tre diversi assessori nel giro di nove mesi,
cambiando nel frattempo anche tre segretari comunali e insediando
la nuova commissione edilizia solo nel febbraio 2004 ;
per sapere se non ritengano opportuna ed urgente la nomina di
un Commissario ad acta che in via sostitutiva adempia a tutte le
formalità per la trasmissione al Consiglio comunale della
proposta di deliberazione per l'adozione del Piano regolatore
generale e dei PP.EE. del Comune di Favignana». (1655)
Risposta.«L'interrogazione dell'onorevole Oddo, presentata
il 16 aprile 2004, riguarda l'eventuale nomina di un commissario
ad acta per procedere alla trasmissione della proposta di
delibera per l'adozione del PRG, rielaborato, al Consiglio
Comunale.
Il Dipartimento Urbanistica di questo Assessorato,
interessato della vicenda, ha comunicato che, previo accertamento
ispettivo scaturito nel rapporto del funzionario incaricato, ha
formalmente diffidato l'Amministrazione comunale a provvedere e,
non sussistendo ragioni sufficienti per la concessione di una
proroga di termini, successivamente ha proposto alla firma
dell'Assessore pro tempore lo schema di decreto di nomina di un
commissario ad acta, in sostituzione del Sindaco, così come
richiesto dall'interrogante.
Alla data del riscontro fornito dal competente Servizio 3/DRU
di questo Assessorato, 4 giugno 2004, il predetto decreto si
trovava già in fase di notifica e, dato il tempo trascorso, si
ritiene, pertanto, che l'interrogazione sia superata.
Tuttavia, si è provveduto a richiedere opportuni aggiornamenti
sugli ulteriori sviluppi della vicenda.
Si è, pertanto, in attesa di un riscontro della richiesta di
notizie aggiornate alla data odierna.
Non appena in possesso dei necessari riscontri, sarà mia cura
provvedere a darne tempestiva informazione all'interrogante.»
L'Assessore CASCIO
ODDO.- «All'Assessore per il territorio e l'ambiente,
all'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
il Consiglio comunale di Favignana (TP), in data 25 marzo 2004,
ha approvato la proposta della Commissione comunale lavori
pubblici con la quale si chiedeva all'amministrazione comunale la
revoca della delibera d'incarico per la redazione del Piano
regolatore del porto di Favignana, in quanto il relativo iter
risulterebbe viziato;
i progettisti hanno trasmesso gli elaborati relativi al PRG del
porto di Favignana il 22 dicembre 2003, data antecedente
all'esecutività del deliberato di Giunta n. 199 del 4 dicembre
2003 (reso esecutivo il 24 dicembre 2003);
il disciplinare d'incarico, alla data del 19 gennaio 2004 in
cui la Commissione consiliare lavori pubblici ha riscontrato le
irregolarità, non è risultato essere ancora perfezionato né
repertoriato riportando solo le firme dei progettisti e non
quella del Sindaco e, altresì, privo di data. Tale disciplinare,
infatti, è stato completato successivamente e datato 28 gennaio
2004;
nella citata delibera n. 199 l'amministrazione si riserva di
stilare una convenzione con la società CETENA SpA di Genova per
le prove di navigabilità, iniziativa che non è stata mai
perfezionata, mentre tra gli elaborati presentati dai progettisti
risultavano esservi pure le prove di navigabilità eseguiti dalla
società predetta;
nello schema di disciplinare erano previste, con
l'Amministrazione, riunioni propedeutiche alla stesura del piano
per valutare diverse ipotesi e soluzioni, e considerato che
queste non possono essere state fatte prima della esecutività
della delibera n. 199 (24 Dicembre 2003) e, dunque, neanche prima
della presentazione degli elaborati avvenuta già il 22 Dicembre
2003;
di tale situazione è stata informata la Procura regionale della
Corte dei Conti, per la verifica delle procedure e di eventuali
danni erariali conseguenti anche alla determinazione n. 19 del IV
Settore di liquidare e pagare l'acconto del 30% per le
prestazioni professionali relative alla realizzazione del Piano
regolatore del porto di Favignana;
per sapere:
se non intendano intervenire, per quanto di propria competenza,
per verificare la regolarità degli atti e delle procedure
adottate dell'amministrazione comunale di Favignana in merito
all'assegnazione dell'incarico di progettazione del Piano
regolatore del porto di Favignana;
se non ritengano opportuno intervenire per la revoca della
determinazione n. 19 del IV Settore relativa alla liquidazione e
pagamento dell'acconto del 30% richiesto dai progettisti». (1657)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta.«In riferimento all'interrogazione n. 1657
dell'onorevole Oddo, riguardante le procedure di assegnazione
dell'incarico di progettazione del Piano regolatore del Porto
dell'isola di Favignana si premette quanto segue:
- le norme che regolano l'approvazione dei Piani regolatori dei
porti sono quelle dettate dall'art. 30 della l.r. 21/85;
- l'articolo prevede che i piani sono approvati con decreto
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente, sentito il
Consiglio regionale per l'Urbanistica ed il Sindaco del Comune
interessato;
- la redazione dei piani regolatori dei porti di seconda
categoria, seconda e terza classe, è competenza di questo
Assessorato che può delegare il Comune interessato, su richiesta
del Consiglio comunale;
- la redazione dei Piani regolatori dei porti di quarta classe
è di competenza dei comuni;
- sia questo Assessorato che i comuni, per l'espletamento di
tali compiti, si avvalgono delle prestazioni di tecnici
specializzati o dell'Ufficio del Genio Civile Opere Marittime;
- le opere marittime, nei porti sprovvisti di piano regolatore,
vengono eseguite dall'Amministrazione regionale, sentito il
comune interessato;
- nel rispetto della procedura prevista dall'art. 30 della l.r.
21/85, nei casi di interventi occorrenti per la messa in
sicurezza dei porti i comuni possono, nei termini dell'art. 5
della l.r. 21/98, fare riferimento alle procedure previste
dall'art. 7 della l.r. 65/81 e ss.mm.e ii., per le opere di
interesse statale, regionale e provinciale, anche se non è l'Ente
istituzionalmente competente.
In base alla classificazione del porto, viene effettuato il
riparto di competenze tra l'Amministrazione regionale ed i comuni
anche in ordine al conferimento degli incarichi per la redazione
del relativo piano regolatore, per cui la competenza per il
conferimento del predetto incarico è del comune solo nel caso si
tratti di un porto di quarta classe, ovvero, può esserlo anche
per i porti di seconda categoria, seconda e terza classe solo in
presenza di delega regionale, conferita da questo Assessorato, su
richiesta del Consiglio comunale.
In ogni caso resta, invece, di competenza esclusiva di questa
Amministrazione l'approvazione dei Piani regolatori dei Porti,
siano essi di seconda categoria, seconda e terza classe, che di
quarta classe.
In riscontro alla richiesta di elementi per predisporre gli
interventi del caso e la relativa risposta all'interrogante, con
la nota prot. n. 241 dell'11 giugno 2004, il Servizio 3/DRU di
questo Assessorato, informa di avere attivato le procedure per
interessare il Servizio ispettivo della questione, rilevando al
contempo che la competenza potrebbe anche essere dell'Assessore
regionale per la Famiglia, le Politiche Sociali e per gli Enti
Locali, che svolge il controllo sull'attività degli enti locali,
in presenza di competenze comunali.
Pertanto, per quanto concerne il merito dell'interrogazione cui
si risponde, essendo l'atto ispettivo piuttosto risalente, 19
aprile 2004, ed avendo il competente Servizio fornito notizie con
la predetta nota dell'11 giugno 2004, si è posta l'esigenza di
provvedere ai necessari aggiornamenti sugli esiti del predetto
accertamento ispettivo.
Si è, pertanto, in attesa di un riscontro della richiesta di
notizie aggiornate alla data odierna.
Non appena in possesso dei necessari riscontri, sarà mia cura
provvedere a darne tempestiva informazione all'interrogante.»
L'Assessore CASCIO
RAITI - ORLANDO - MORINELLO - MICCICHE' - FERRO.- «Al
Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione e all'Assessore per l'industria, premesso
che:
nell'isola di Vulcano del comune di Lipari il bacino
idrotermale fu concesso nel 1957 con decreto dell'Assessore per
l'industria dall'avv. Attilio Castrogiovanni, per trenta anni,
per utilizzare gli elementi mineralizzatori detti fumarole' che
termalizzano l'acqua marina che li attraversa;
la suddetta concessione, con successivo decreto del 1984, è
stata trasferita alla sig.ra Bambara Isabella, la quale, alla
scadenza della concessione, nel 1987, non ha consegnato la
miniera e le pertinenze minerarie all'Amministrazione regionale;
in data 15 novembre 1990, con atto notarile, la sig.ra Bambara
ha venduto le pertinenze minerarie alla Geo-Terme Vulcano srl,
che negli anni successivi ha apportato modifiche sostanziali al
territorio esistente;
la Geo-Terme srl, nonostante non sia proprietaria del terreno,
attraverso una convenzione stipulata con il Comune di Lipari, non
con un atto del consiglio comunale, competente in materia, ma a
seguito di una determina sindacale, ha recintato l'area in cui
ricade la fossa consentendo l'accesso pedonale previo pagamento
di un biglietto di ingresso;
le acque presenti nella fossa e che dalla stessa scaturiscono
hanno, per universale riconoscimento, composizione chimica e
proprietà terapeutiche proprie delle acque minerali;
rilevato che:
tali acque rientrano tra i giacimenti di miniera (art. 2 commi
1 e 2 lett. f) l.r. n. 54/56) e fanno parte del patrimonio
indisponibile della Regione siciliana;
per la prossimità al mare della fossa e per la presenza in essa
anche di acque salmastre, la fossa dovrebbe far parte del demanio
marittimo;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare al fine di
arrivare alla soluzione delle suddette problematiche e per
evitare interventi illegittimi delle amministrazioni locali ed
abusi nei confronti dei proprietari dei terreni limitrofi;
se non ritengano opportuno avviare tutte le procedure
necessarie al fine di rientrare nel possesso delle pertinenze
minerarie de quibus, completando il procedimento per la consegna
delle stesse all'Amministrazione regionale;
se non intendano avviare un necessario ed urgente procedimento
al fine di adottare le misure opportune affinché un bene del
patrimonio indisponibile regionale, unico al mondo, non venga
sottratto all'uso pubblico, con grave danno all'ambiente ed
all'erario». (1661)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1661,
spiace non poter fornire risposta all'interrogante in quanto la
materia trattata esula dalle competenze di questo Assessorato.
Si ritiene, pertanto, che le domande poste dall'onorevole Raiti
vadano rivolte all'Assessore regionale per l'industria.»
L'Assessore CASCIO
ODDO.- «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,
premesso che:
al comma 4 dell'art. 4 della legge regionale n. 4 del 16 aprile
2003 è stabilito che a decorrere dall'1 gennaio 2003 e fino al 31
dicembre 2006, l'importo dei canoni relativi alle concessioni del
demanio marittimo è ridotto a un decimo a favore delle imprese
operanti nel settore dei cantieri navali';
ciò nonostante la Capitaneria di porto di Trapani non ritiene
di applicare la norma, avanzando la non convincente tesi secondo
la quale, essendo d'interesse nazionale', tale porto sarebbe
regolamentato da altra normativa;
la norma regionale richiamata, per altro verso, è stata
approvata in data antecedente l'istituzione dell'Autorità
portuale di Trapani e che, comunque, l'eventuale modifica del
regime di concessione avrebbe bisogno di una specifica determina
della nuova Autorità;
per sapere:
se, vista la assoluta chiarezza della norma, non ritengano
necessario un intervento urgente per l'applicazione della
medesima, relativa al demanio marittimo, già passato nelle
competenze e attribuzioni della Regione siciliana». (1665)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 1665
dell'onorevole Oddo, si rileva che la Capitaneria di Porto di
Trapani (con proprio foglio prot. n. 4823 del 15 giugno 2004) ha
precisato che al porto di Trapani si applicano i canoni relativi
alle concessioni del demanio marittimo in favore delle imprese
operanti nel settore dei cantieri navali secondo la normativa
prevista dal decreto interministeriale 15.11.1995, n. 595
Regolamento recante norme per la determinazione dei canoni per
le concessioni demaniali marittime attuativo del D.L. 400/93,
art. 3, comma 2, convertito con modifiche nella legge 4 dicembre
1993, n. 494, in quanto trattasi di porto classificato di
interesse nazionale.»
L'Assessore CASCIO
GURRIERI ED ALTRI.- «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
è stata diffusa la notizia del progetto di realizzazione di una
centrale termoelettrica da 380 MW, alimentata a gas, destinata a
sorgere in contrada Fegotto del comune di Chiaramonte Gulfi (RG);
la progettata centrale includerebbe un elettrodotto di circa un
chilometro e un metanodotto di circa 8,5 chilometri;
tale progetto sembra che abbia una corsia preferenziale che
permetterebbe di superare i normali controlli di impatto
ambientale in quanto incluso nel piano nazionale per l'energia;
in contrada Fegotto è già attiva una centrale elettrica di
trasformazione;
considerato che:
il territorio interessato dal progetto di realizzazione della
centrale termoelettrica si trova all'interno di una zona rurale
densamente popolata e coltivata;
si tratta di territorio elettivo per la coltivazione di uva
pregiata a IGP (Indicazione geografica protetta) e soprattutto di
territorio ricompreso nell'area di produzione dell'olio
extravergine di oliva a DOP (Denominazione d'origine protetta)
'Monti Iblei';
l'impatto ambientale di tali nuovi impianti risulterebbe di
rilevante danno per l'agricoltura di qualità a causa degli
inquinanti emessi, delle modificazioni del microclima e della
sottrazione fisica di suolo all'agricoltura;
il progetto in questione appare in stridente contraddizione con
la vocazione agricola e turistica del territorio interessato;
la notizia della progettata centrale termoelettrica ha creato
sconcerto e preoccupazione presso la popolazione del territorio
interessato, nonché proteste da parte della stessa e la
mobilitazione delle associazioni di produttori agricoli e delle
associazioni ambientaliste;
per sapere:
quanta parte di verità ci sia nelle notizie di cui in premessa;
se, nel caso fosse accertata la fondatezza dei fatti, il
Governo non reputi opportuno fermare il procedimento in corso,
convocando con urgenza, prima di qualunque intervento sul
territorio, un incontro con gli enti locali interessati -
provincia e comune - i deputati regionali eletti nel collegio
della provincia di Ragusa e le organizzazioni rappresentative
degli interessi socio-economici ed ambientali pesantemente
minacciati dal progetto». (1682)
Risposta.«In ordine alla interrogazione numero 1682, si
rappresenta quanto segue.
In data 22 marzo 2004 la ditta Quasar srl, interessata alla
costruzione di una centrale termoelettrica in contrada Fegotto
del Comune di Chiaramente Gulfi, ha avanzato le seguenti istanze:
-richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale al
Ministero dell'ambiente ai sensi dell'art. 6 della legge 349/86,
del DCPM n. 377/88 e DCPM 27 dicembre 1988;
-richiesta di autorizzazione ambientale integrata ai sensi
della direttiva 96/61 CEE;
-richiesta di autorizzazione unica alla connessione ed
all'esercizio dell'impianto, di cui al D:L: 7/2002, convertito in
legge n. 55/2002 e legge 290/2003.
L'istruttoria del progetto per il rilascio della pronuncia di
compatibilità ambientale, prioritaria a qualsiasi altra
autorizzazione, è stata sospesa dalla Commissione di Valutazione
di Impatto Ambientale del Ministero dell'ambiente con nota
DSA/2004/24309 del 3 novembre 2004, in quanto la ditta non ha
provveduto al versamento degli oneri istruttori pari allo 0,5 per
mille delle opere in progetto.
Attualmente non è pervenuta alcuna ulteriore comunicazione.
In ogni caso si rassicura l'onorevole Guerrieri che il
Dipartimento Urbanistica di questo Assessorato sarà vigile e
pronto ad attivare le procedure di vigilanza di competenza al
fine di verificare la sussistenza di eventuali irregolarità.»
L'Assessore CASCIO
GURRIERI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
con delibera n. 170 del 2 agosto 1995 il Consiglio comunale di
Modica (RG) approvò un piano di lottizzazione 'alle condizioni
(...) che non contrasti in alcun modo con la realizzazione
dell'eliporto';
con delibera n. 100 del 21 maggio 1996, il Consiglio comunale
di Modica approvò la variante al P.R.G. in funzione di adeguare
le edificazioni ai limiti di sicurezza imposti per il normale
esercizio della costruenda base eliportuale, individuando, in
particolare altezza massima e distanza minima dalla pista
aeroportuale e precisando che, dopo l'approvazione della relativa
normativa da parte dell'Assessorato del territorio e ambiente, si
sarebbe proceduto alla rettifica o alla revoca di quegli atti
attinenti alla lottizzazione di cui alla delibera consiliare n.
170 del 2 agosto 1995 per le parti in contrasto con le norme
relative all'elisuperficie;
con decreto dell'Assessore per il territorio e l'ambiente n.
631 del 12.11.1997 fu approvata la variante al P.R.G. di Modica
adottata con delibera n. 100 del 21 maggio 1996;
la delibera n. 100 del 21 maggio 1996 fu impugnata davanti al
TAR e al CGA dai proprietari delle aree interessate, ottenendo la
sospensione di efficacia della delibera sulla base di una
accertata compatibilità' del piano di lottizzazione con
I'elisuperficie, con la conseguente sottoscrizione da parte del
Comune di Modica della convenzione relativa alla lottizzazione;
ad oggi nessun provvedimento correttivo del decreto
assessoriale citato e delle delibere consiliari adottate e
impugnate è stato attuato;
considerato che:
il servizio di elisoccorso è necessario per la tutela della
salute dei cittadini e si è dimostrato in diverse occasioni di
primaria importanza;
non è possibile che interessi particolari contrastino con
l'efficienza e la funzionalità di quel fondamentale servizio
pubblico, la cui sicurezza va tutelata a 360 ;
dal collaudo (ottobre 2002) ad oggi sono stati effettuati oltre
126 interventi, di cui 35 in notturna e su pazienti della
provincia di Ragusa e del siracusano;
già diverse volte i voli notturni sono stati interrotti per
motivi vari, quali cumuli di terra, mezzi meccanici, pali di
luce, gru non segnalati, ecc., dal momento che i piloti hanno
dichiarato in varie occasioni che non atterreranno né per
sentenze né per decreto, ma solo in condizioni dl massima
sicurezza;
lo scorso 28 aprile 2004 è stato siglato presso l'Assessorato
regionale della sanità l'accordo per la costruzione di una
Divisione di Neurochirurgia presso l'Azienda Ospedaliera di
Ragusa (di cui si allega copia) in coordinamento con l'Azienda
Ospedaliera 'Cannizzaro' di Catania, che rende indispensabile un
efficiente servizio di elisoccorso 24 ore su 24, libero dalle
interferenze delle costruzioni per le manovre di decollo e di
atterraggio;
per sapere:
quali intendimenti abbia il Governo per addivenire al
superamento dello stato di precarietà della stazione di
elisoccorso di Modica, determinato dal conflitto tra le esigenze
di sicurezza rivendicate dai piloti, il diritto alla tutela dei
cittadini e le esigenze dei titolari del piano di lottizzazione;
se non ritenga di intervenire, indicendo con la massima urgenza
un'apposita conferenza di servizi con tutti gli enti e i soggetti
interessati (Comune di Modica, ENAC, titolari della
lottizzazione, Tribunale dei diritti dei malato di Modica,
Azienda AUSL 7 di Ragusa, deputati della provincia di Ragusa,
ecc.) al fine di individuare il percorso amministrativo più
appropriato a garanzia dell'efficienza del servizio dì
elisoccorso». (1693)
Risposta.«L'onorevole Gurrieri, con l'interrogazione numero
1693, premettendo che:
-con deliberazione n. 170/95 il C.C. di Modica ha approvato un
piano di lottizzazione a condizione che non contrasti in alcun
modo alla realizzazione dell'eliporto;
-con delibera consiliare n. 100/96 il C.C. ha adottato la
variante al PRG per la realizzazione dell'eliporto riservandosi
di rettificare o revocare gli atti concessori di cui al
precedente piano di lottizzazione per le parti in contrasto con
le norme relative alle superfici eliportuali;
-con decreto ARTA n. 631/97 è stata approvata la variante al
PRG adottata con la suddetta deliberazione C.C. n. 100/96;
-la delibera n. 100/96 è stata impugnata davanti al TAR di
Catania dai proprietari della lottizzazione, ottenendone la
sospensiva;
chiede di sapere quali provvedimenti si intendano adottare in
considerazione che, allo stato attuale, il servizio di
elisoccorso non si svolge nelle migliori condizioni di efficienza
e sicurezza.
Al riguardo si rappresenta che con nota n. 6685 del 30 aprile
2004 il Comune di Modica ha richiesto a questo Assessorato
chiarimenti in ordine alla compatibilità di due sentenze del TAR
di Catania, relative rispettivamente alla suddetta delibera di
approvazione del Piano di lottizzazione e al suddetto decreto n.
631 del 12 novembre 1997, e sugli effetti che, da tali sentenze,
scaturiscono su tali atti.
Nel considerare preliminarmente che su tale questione il Comune
potrebbe avvalersi di propri organi consultivi, si rappresenta
che questa Amministrazione, ai fini delle proprie valutazioni,
che riguardano comunque gli atti strettamente urbanistici, è in
attesa che il Comune di Modica trasmetta le predette sentenze del
TAR unitamente agli atti cui si riferiscono.»
L'Assessore CASCIO
ORTISI-GALLETTI-MANZULLO-SPAMPINATO-VITRANO-.«Al Presidente
della Regione e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che, con provvedimento del 29 aprile 2004, l'Assessorato
regionale del territorio e ambiente ha notificato al comune di
Siracusa che la competenza per l'approvazione del piano di
lottizzazione, adottato con delibera municipale n. 26 del 23
febbraio 2002, relativo ad un villaggio turistico da insediare in
località Ognina-Asparano è del Consiglio comunale e non della
Giunta, come, tra l'altro, definitivamente chiarito con sentenza
del Consiglio di Giustizia Amministrativa, e che di conseguenza
l'atto di approvazione di quel piano è illegittimo;
considerato che:
con la suddetta nota l'Assessorato regionale ha imposto al
Comune di Siracusa di adottare i necessari provvedimenti in auto
tutela' (revoca della delibera di Giunta) e la regolarizzazione
degli atti approvati del piano' sottoponendoli all'esame del
Consiglio comunale, dandone immediata comunicazione
all'Assessorato;
sono trascorsi quasi due mesi dalla data della predetta
comunicazione e che il Comune di Siracusa non ha adottato alcuna
misura in adempimento della succitata richiesta, pur avendo avuto
modo di farlo prima che le elezioni determinassero la decadenza
del Consiglio comunale;
accertato che la richiamata irregolarità era stata da tempo
segnalata dall'Associazione Ente Fauna Siciliana', dapprima con
diffida e successivamente con ricorso giurisdizionale avverso il
silenzio dell'Amministrazione comunale di Siracusa e che la
medesima irregolarità riguarda altri piani di lottizzazione dello
stesso Comune;
preso atto che presso diversi uffici, sia locali che regionali,
sono pendenti richieste di autorizzazioni da parte di privati i
cui atti autorizzativi sarebbero a loro volta invalidati dalla
mancanza di un piano di lottizzazione regolarmente approvato, con
conseguente nullità della concessione edilizia che finirebbe con
l'arrecare gravi danni sia ai privati che alla pubblica
amministrazione;
per sapere:
se il Comune di Siracusa abbia risposto alla succitata nota
dell'Assessorato e per quali motivazioni abbia ritenuto di non
ottemperare alla richiesta di regolarizzazione degli atti
approvati;
se, in pendenza delle procedure di annullamento di tali atti
dichiarati illegittimi, siano state avviate da parte degli uffici
regionali le misure previste dall'articolo 53 della l.r. n. 71
del 1978;
in che modo ritengano di intervenire per riportare la
situazione nell'ambito delle norme che regolano la materia.»
(1753)
Risposta.«Con riferimento all'interrogazione dell'onorevole
Ortisi, si rappresenta quanto segue.
A seguito di esposto con il quale l'Ente Fauna Siciliana
segnalava l'approvazione, con atto di Giunta Municipale n 26 del
23.02.02 di un Piano di Lottizzazione in zona C. 12 denominato
Arenella-Asparano, questa Amministrazione diffidava, con nota
assessoriale prot. n 9055 del 17.02.04, l'Amministrazione
Comunale di Siracusa a fornire dettagliate notizie in merito,
rammentando, al contempo che, ai sensi della vigente normativa,
l'approvazione di tutti gli strumenti urbanistici, generali ed
attuativi, resta di competenza del Consiglio comunale. ;
- con foglio prot. n 3870 del 26.03.04 il Comune di Siracusa
segnalava di avere proceduto, in generale, alla approvazione a
mezzo di atto di Giunta Municipale, oltre che del Piano di
lottizzazione Arenella-Asparano anche di altri Piani attuativi
ritenendo legittima la competenza in materia della stessa Giunta
Municipale ai sensi dell'art. 32 della legge regionale 142/90 e
sulla base della Circolare dell'Assessorato Enti Locali del
13.04.01 esplicativa della l.r. 30/00 di Riforma delle Autonomie
Locali ;
- questo Assessorato, con nota dirigenziale prot. n 28121 del
29.04.04, nel rendere noto che il Consiglio di Giustizia
Amministrativa con parere n 188 del 28.05.02 aveva specificato
che l'approvazione dei Piani Attuativi degli strumenti
urbanistici generali è di competenza del Consiglio comunale,
richiedeva all'Amministrazione comunale di Siracusa di adottare
i necessari provvedimenti in autotutela, finalizzati alla
regolarizzazione degli atti approvativi dei Piani di
lottizzazione in argomento, dandone immediata comunicazione a
questo Assessorato. ;
- la nota dirigenziale del DRU prevedeva, per detto Piano
Attuativo, l'attivazione da parte del Servizio 4/DRU di questo
Assessorato, del procedimento amministrativo ex art. 53 della
l.r. 71/78 in caso di mancato riscontro comunale;
- con foglio prot. n. 14151 del 28.10.04, pervenuto a questo
Assessorato via fax in pari data, il Responsabile del 13 Settore
Pianificazione ed Edilizia Privata del Comune di Siracusa nel
comunicare che, nel ritenere legittima la competenza della
Giunta Municipale a deliberare in merito all'approvazione dei
piani esecutivi sono stati approvati complessivamente 7 piani di
lottizzazione . , trasmetteva la proposta di deliberazione per
il Consiglio Comunale del 24.08.04 avente per oggetto Ratifica
dei piani di lottizzazione approvati dalla Giunta Municipale in
data successiva alla circolare n 2 dell'Assessorato degli Enti
Locali del 13.04.2001 ;
- questa Amministrazione, con dirigenziale prot. n 76590 del
29.11.04, nel riscontrare quanto sopra comunicato e trasmesso da
parte del Responsabile del 13 Settore di Pianificazione ed
Edilizia Privata del Comune di Siracusa, invitava il Presidente
del Consiglio comunale a procedere celermente alla convocazione
del Consiglio al fine di deliberare su quanto proposto;
- con foglio prot. n. 2432 del 12.11.04, il Presidente del
Consiglio comunale comunicava che l'approvazione dei Piani
Attuativi urbanistici sarebbe stato posto fra quelli in esame il
24.11.04;
- successivamente, con foglio prot. n 423 dell'1.02.05 il
Presidente del Consiglio comunale comunicava che lo stesso
argomento sarebbe stato oggetto di dibattito, nella seduta del
Consiglio comunale, in data 16.02.05.
- da ultimo, da comunicazioni telefoniche, il Dipartimento
Urbanistica di questo Assessorato ha appreso direttamente dal
Presidente del Consiglio che l'argomento in oggetto sarebbe stato
posto all'ordine del giorno del Consiglio comunale entro il mese
di maggio.»
L'Assessore CASCIO
ODDO.-«All'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
sull'isola di Marettimo, in contrada Punta Libeccio, nei pressi
del faro è stato costruito, più di quindici anni fa, un impianto
d'energia a pannelli solari per alimentare il faro, l'intero
immobile, in parte adibito ad uso abitativo, nonché un modulo
dissalatore;
all'interno del faro si trovano più di 200 batterie di grosso
amperaggio che dovevano accumulare l'energia prodotta dai
pannelli solari, nonché alcuni fusti contenenti acido solforico -
soluzione, com'è noto, altamente inquinante -, che dovevano
servire a garantire il corretto funzionamento delle batterie
anzidette;
lo stato di abbandono e di degrado perdurante da tempo è
facilmente riscontrabile attraverso una sommaria verifica delle
condizioni del manufatto nel suo complesso: numerosi pannelli
solari sono rotti ed altri mancano essendo stati sicuramente
rubati;
nelle immediate vicinanze dell'immobile ove è ubicato il faro è
presente anche un modulo dissalatore dell'acqua marina che doveva
servire ad approviggionare la parte abitativa dell'immobile in
uso al custode ed alla sua famiglia per potere permanere sul
posto il tempo utile a garantire il turno assegnatogli;
il succitato dissalatore non solo non è stato mai messo in
funzione, ma i suoi motori sono stati rubati;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per scongiurare il
pericolo d'inquinamento ambientale dell'intera area circostante
il faro;
se non ritenga indispensabile disporre un'indagine
amministrativa per accertare eventuali
responsabilità in ordine all'esecuzione dei lavori, alla
direzione dei medesimi, nonché al relativo collaudo finale;
se altresì, non ritenga utile disporre un immediato sopralluogo
al fine di verificare se persistano emergenze per quanto concerne
lo stato di conservazione delle batterie di accumulo di cui in
premessa.» (1764)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In risposta all'interrogazione dell'onorevole Oddo,
si rappresenta che i competenti Servizi hanno verificato che non
risultano agli atti di questo Assessorato richieste di giudizio
di compatibilità ambientale ai sensi del DPR 12 aprile 1996,
relative ad un progetto di realizzazione dell'impianto di energia
a pannelli solari per alimentare il faro dell'isola di Marittimo,
l'immobile ed un modulo del dissalatore che sta generando il
pericolo di inquinamento segnalato.
Non riscontrando documenti o elaborati inerenti l'argomento in
oggetto, si è proceduto ad invitare il Comune e la Provincia a
relazionare in merito alle iniziative intraprese per eliminare il
pericolo di inquinamento nell'area circostante il faro dell'isola
di Marittimo.»
L'Assessore CASCIO
SBONA - ACANTO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per
il territorio e l'ambiente e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
i siti chimico-industriali di Augusta, Melilli, Priolo
Gargallo, Siracusa sono costantemente monitorati dalle
istituzioni nazionali e regionali competenti, nonché dalle
molteplici associazioni di tutela ambientale, a causa dell'alto
tasso di inquinamento derivante dalle emissioni prodotte;
gli ambiti sottoposti al controllo riguardano non solo
l'inquinamento atmosferico, ma anche il settore dell'acqua, dei
rifiuti, degli alimenti, dei campi elettromagnetici, del rumore
etc; le cronache dei quotidiani pongono l'attenzione sulle
emissioni di anidride solforosa provenienti dal polo
petrolchimico che, di recente, hanno intossicato una buona parte
della popolazione di Priolo;
rilevato che:
il Dipartimento provinciale di Siracusa dell'Agenzia regionale
per la Protezione ambientale (ARPA) è l'organo preposto ad
effettuare tutti i controlli relativi alle emissioni inquinanti
che danneggiano l'ambiente nel quale operano le industrie
chimiche;
l'attività del Dipartimento è stata oggetto di interventi da
parte della Procura della Repubblica a proposito della regolarità
dello svolgimento dei compiti istituzionali assegnatigli;
il Prefetto-Commissario di Siracusa ha disposto, in favore del
Dipartimento provinciale dell'A.R.P.A., un congruo finanziamento
per l'acquisto di sofisticata strumentazione per il controllo
ambientale;
tenuto conto che:
nessun locale, ad oggi, è stato messo a disposizione del
Dipartimento provinciale dell'A.R.P.A. per consentirgli il
riavvio delle attività di controllo sui campi elettromagnetici e
sul rumore, che pertanto sono ancora sospese;
la diatriba sull'assegnazione di locali idonei, quali il
palazzetto della Sanità di Santa Panaria, rimbalza sulle pagine
dei quotidiani, menzionando prese di posizione delle parti
interessate (A.R.P.A. provinciale e A.U.S.L.8), mediate anche da
vertici in Prefettura, i quali, però, non sono serviti a
tutt'oggi a garantire l'assegnazione dei locali necessari al
prosieguo dell'attività dei laboratori del Dipartimento;
la paralisi del Dipartimento penalizza nella realtà dei fatti
soltanto la popolazione che risiede nel quadrilatero industriale,
elevando notevolmente i fattori di rischio ambientale;
considerato che:
anche la Commissione parlamentare bicamerale sul ciclo dei
rifiuti e la Commissione ambiente del Senato hanno espresso
valutazioni positive sull'operato del Dipartimento auspicandone
un potenziamento;
le attuali condizioni logistiche in cui il Dipartimento
dovrebbe operare hanno destato sconcerto e preoccupazione non
solo sull'opinione pubblica, ma soprattutto tra gli stessi
operatori del Dipartimento, che da tempo segnalano
l'impossibilità di operare correttamente in quel contesto;
i vertici del Dipartimento hanno più volte dichiarato
l'impossibilità di operare le rilevazioni di competenza e il
grave nocumento che ciò costituisce per la cittadinanza;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano assumere al fine di
garantire al Dipartimento provinciale dell'Agenzia regionale per
la Protezione ambientale di Siracusa standard logistici che ne
consentano l'immediata operatività;
se non ritengano, nella more di una definitiva ubicazione del
Dipartimento, di sollecitare una sistemazione 'tampone', ma pur
sempre adeguata, al fine di assicurare ai cittadini di Augusta,
Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa la possibilità di vivere in
un ambiente sano e salubre, pur in presenza del polo
petrolchimico.» (1791)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 1791, si
rappresenta quanto segue.
L'ARPA Sicilia è attualmente impegnata nelle procedure di
definizione del transito immobiliare ex art. 90 legge 6/2001 e
successive modifiche ed integrazioni.
Con specifico riferimento al trasferimento dell'immobile di
Siracusa, sede del Dipartimento provinciale ARPA, il percorso di
definizione si è reso particolarmente complesso a causa delle
difficoltà di dialogo ravvisate con l'AUSL n. 8 di Siracusa.
Tanto ha reso necessario l'intervento di S.E. il Prefetto che,
nella qualità di Commissario delegato per l'attuazione degli
interventi previsti nel Piano di disinquinamento per il
risanamento del territorio della provincia di Siracusa, su invito
di ARPA, ha convocato incontri con gli organi competenti,
maturati nella sottoscrizione dell'accordo preliminare per la
definizione del Piano di assegnazione del Palazzotto della Sanità
del 3 luglio 2004, con il quale le parti hanno stabilito di
consegnare ad ARPA Sicilia l'intero immobile di via Bufardeci n.
22.
Con nota prot. n. 7370/CH del 18 novembre 2004, il direttore
del DAP di Siracusa ha comunicato al direttore dell'ARPA della
Sicilia che sono state predisposte da parte dell'AUSL 8, le
procedure di trasferimento delle attività svolte nei locali siti
al piano terra, così da consentire al DAP l'ubicazione della
costosa strumentazione acquistata con fondi prefettizi.
Dal canto proprio l'ARPA, attraverso il proprio Dipartimento ha
svolto e continua a svolgere significative schede progettuali
del Piano di disinquinamento ed ha manifestato la propria
disponibilità a realizzare altre 7 schede che, come rapportato da
S.E. il Prefetto di Siracusa alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri ed ai Ministeri competenti, rappresentano il
completamento di tutti gli interventi che il D.P.R. del 17
gennaio 1995 intestava agli Enti pubblici.
I positivi esiti conseguiti dal DAP di Siracusa hanno indotto
S.E. il Prefetto, con nota prot. n. 127/2004 del 26 ottobre 2004,
a chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai
Ministeri dell'Interno e dell'Ambiente, oltre che alla Presidenza
della Regione Siciliana, di impiegare una quota delle somme ( che
la Regione Siciliana deve ancora rendere disponibile per la
realizzazione del Piano di risanamento ) per la costruzione della
nuova sede del DAP di Siracusa.
In conclusione si precisa che, con DDG n. 673 dell'8.11.2004,
l'Agenzia ha formalizzato la presa d'atto delle procedure
amministrative per la redazione del piano di transito degli
immobili di cui all'art. 90 legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
ss.mm. ed ii.; il suddetto atto rappresenta un importante
documento da proporsi all'Assessore regionale per la sanità, per
la predisposizione del documento a firma congiunta, da presentare
in Giunta Regionale di Governo;
Ai fini della predisposizione del documento de quo si è tenuto
conto dell'accordo siglato tra l'ARPA e la Direzione dell'AUSL di
Siracusa alla presenza di S.E. il Prefetto; pur tuttavia con
recente nota prot. n. 1840 del 15 dicembre 2004 il direttore
dell'Ufficio speciale per il monitoraggio del P.S.R. e
l'accreditamento dei servizi sanitari e per la programmazione
sanitaria , ha contestato l'accordo preliminare per la
definizione del piano di assegnazione del Palazzetto della Sanità
di Siracusa, lasciando intendere che dovrà procedersi ad una
rivisitazione dell'intesa.»
L'Assessore CASCIO
PANARELLO.-«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che la società Sicil Power
S.p.A. intende realizzare una stazione di trasferimento dei
rifiuti solidi urbani nella frazione di Filari del comune di
Rometta, in provincia di Messina;
considerato che:
la predetta società ha proposto una procedura di variante allo
strumento urbanistico del comune di Rometta, considerando il sito
individuato idoneo alla realizzazione della stazione di
trasferimento R.S.U.;
il consiglio comunale di Rometta, nella seduta del 29 luglio
2004, ha deciso, all'unanimità, di opporsi alla procedura di
variante proposta dalla Sicil Power, considerando la
realizzazione dell'opera incompatibile con l'assetto del
territorio definito nel PRG;
le condizioni geomorfologiche dell'area interessata non
consentono di accogliere una stazione di trasferimento RSU;
il predetto impianto rischia di inquinare le numerose falde
freatiche, anche superficiali, esistenti nella zona, le quali
forniscono, attraverso sorgenti e pozzi, acqua per uso civile ed
irriguo;
il predetto impianto creerebbe interferenza con il tracciato
dell'attuale metanodotto e di quello in fase di realizzazione e
con le relative fasce di rispetto;
a distanza ravvicinata dalla prevista zona di insediamento
della predetta stazione insistono nuclei abitati la cui
vivibilità risulterebbe fortemente compromessa;
il transito dei mezzi di trasporto da e per l'impianto
graverebbe su una strada provinciale non in grado di sopportare
un volume di traffico così imponente;
il transito di mezzi pesanti intaserebbe, determinando
condizioni di grave pericolo, l'incrocio tra la SS 113 e la
provinciale 56/bis;
l'impianto ed il traffico veicolare conseguente
determinerebbero un insostenibile incremento dell'inquinamento
atmosferico;
l'allocazione del predetto impianto contraddice la scelta della
Regione di inserire il comune di Rometta tra i comuni ad economia
prevalentemente turistica e le città d'arte (vedi GURS n. 55 del
23.11.2001);
per sapere se non ritengano opportuno invitare la struttura
commissariale per l'emergenza rifiuti e gli uffici periferici
della Regione competenti a negare l'autorizzazione alla
realizzazione del predetto impianto per l'evidente insussistenza
dei requisiti previsti.» (1807)
Risposta.«Con riferimento all'interrogazione in oggetto si
rappresenta che l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri - Delegato alla Protezione Civile(O.P.C.M.) n. 2983 del
31/05/1999 e successive modifiche ed integrazioni, ha assegnato,
tra l'altro, al Commissario delegato per l'emergenza rifiuti in
Sicilia la competenza alla predisposizione e adozione di un piano
di gestione dei rifiuti, nonché, la competenza al rilascio delle
autorizzazioni ai sensi dell'art. 27 (approvazione del progetto e
autorizzazione alla realizzazione degli impianti di smaltimento e
di recupero dei rifiuti) e dell'art. 28 del D.L.vo 22/97
(autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento e
recupero).
In particolare, per quanto attiene gli interventi volti ad
evitare la realizzazione di una stazione di trasferimento dei
rifiuti solidi urbani nella frazione Filari del Comune di Rometta
si rappresenta che il Dipartimento Urbanistica, Servizio 4/DRU di
questo Assessorato ha riferito con nota, prot. n. 767 del
2/12/2004, di non avere in carico alcun progetto e quindi
relativa variante urbanistica .
Il Sindaco del comune di Rometta, con nota prot. n. 12200 del
17/08/2004, ha inviato una relazione con la quale esprimeva
valutazioni negative in merito alla prevista localizzazione della
stazione di trasferenza ricadente nel proprio territorio comunale
e, nel contempo, invitava tutte le autorità, ognuno in relazione
alle rispettive competenze, ad adottare provvedimenti tendenti a
scongiurare la realizzazione dell'opera.
Il progetto in argomento, sempre secondo quanto riferito dal
predetto Servizio, si trova in trattazione in quanto facente
parte di un progetto generale denominato: Progetto sistema
integrato per l'utilizzo della frazione residua degli r.s.u. al
netto della raccolta differenziata prodotta dai comuni della
Sicilia - Sistema Paternò - ATO: ME1-ME2-ME3-ME4-CT1-CT2-CT3.
Art.27 del D.Lgs n.22/97 .
Con fax del 6/7/2004, il Commissario Delegato per l'Emergenza
Rifiuti ha indetto per i giorni 28-29-30 luglio 2004 le
conferenze dei servizi ex art. 27 del D. Lgs n. 22/97 per l'esame
di alcuni progetti di opere che costituiscono il sistema
predetto.
Questo Assessorato, con nota dirigenziale n. 46079 del
14/07/2004, ha rappresentato al Commissario che i progetti dei
suddetti interventi non risultavano pervenuti all'ARTA e che, ai
fini delle valutazioni in ordine alla compatibilità degli
interventi proposti con l'assetto urbanistico-territoriale,
sarebbe opportuno che vengano trasmessi tutti i progetti delle
opere relative all'intero sistema affinché questa Amministrazione
possa esprimere il proprio parere in un unico contesto .
Successivamente, sono pervenuti i diversi progetti nei quali si
articola il sistema e precisamente:
impianto di termovalorizzazione nel Comune di Paternò
impianto di pretrattamento nel Comune di Paternò
discarica nel Comune di Paternò
impianto di pretrattamento nel Comune di Catania
stazione di trasferenza nel Comune di Calatabiano
stazione di trasferenza nel Comune di Messina
stazione di trasferenza nel Comune di Caronia
stazione di trasferenza nel Comune di Rometta.
Questo Assessorato, con nota dirigenziale prot. n.49362 del
28/7/2004, ha rappresentato al Commissario che attesa la
notevole rilevanza urbanistica i progetti sopra menzionati
andranno sottoposti all'esame del Consiglio Regionale
dell'Urbanistica, ai sensi dell'art. 58/b della l.r. 71/78 , e
che stante la ristrettezza dei tempi, non sarà possibile, per
questo Assessorato, la partecipazione alle conferenze dei
servizi fissate per le predette date.
Il Servizio che si occupa degli affari urbanistici del
territorio interessato dai predetti interventi ha quindi
ritenuto, nel corso dell'istruttoria, di trasmettere il progetto
in argomento al Consiglio regionale dell'Urbanistica per
acquisire il parere ritenuto necessario ai sensi dell'art. 58,
lettera b) della l.r. 27/12/1978, n. 71.
Essendo l'atto ispettivo del luglio del 2004 ed avendo il
competente Servizio fornito notizie con nota UO 4.1/ME, prot. 767
del 2 dicembre 2004, si è posta l'esigenza di provvedere ai
necessari aggiornamenti, sia in ordine all'eventuale sopravvenuto
pronunciamento del CRU e sia sugli ulteriori sviluppi dell'esame
istruttorio ai fini delle valutazioni in ordine alla
compatibilità degli interventi proposti con l'assetto urbanistico-
territoriale.
Si è, pertanto, in attesa di un riscontro delle richieste di
notizie aggiornate alla data odierna sia per quanto concerne gli
aspetti urbanistici che per il merito degli interventi per il
quale è stato interessato l'Ufficio del Commissario per
l'Emergenza Rifiuti.
Non appena in possesso dei necessari riscontri, sarà mia cura
provvedere a darne tempestiva informazione all'onorevole
Panarello.»
L'Assessore CASCIO
PANARELLO.-«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che il comune
di Messina, nell'ambito del Programma di attuazione della rete
fognante (P.A.R.F.), approvato dagli organi regionali, si è
dotato di un progetto di massima denominato 'sistema Tono',
relativo al convogliamento e trattamento dei liquami dei villaggi
costieri nord per l'importo di circa 38 milioni di euro;
considerato che:
nel 1995 si è proceduto all'approvazione di un primo intervento
funzionale da realizzare con finanziamento della Cassa
Depositi e prestiti per un importo di oltre 21 milioni di euro;
nel marzo del 1997, la Cassa Depositi e prestiti ha concesso il
mutuo di 21 milioni di euro;
in difetto dell'autorizzazione ad espletare la gara mediante
appalto concorso, non si è proceduto all'affidamento dei lavori;
nel 1998, insediatasi una nuova amministrazione comunale, non è
stato dato seguito alla realizzazione dei lavori, nonostante la
disponibilità finanziaria derivante dall'accensione del mutuo;
soltanto nel 2001, previa modifica del piano triennale dei
lavori pubblici, il Comune di Messina ha previsto, insieme ad
altre 15 opere (delle quali nessuna ancora affidata), la
possibilità di realizzazione della stessa mediante project
financing;
nelle more, il cosiddetto 'sistema Tono' era stato inserito tra
le priorità dello stralcio del Programma operativo triennale (POT
1) e, quindi, finanziabile con fondi pubblici;
l'intervento relativo al comune di Messina denominato 'sistema
Tono', inserito in un primo momento nel piano d'ambito da
realizzare con i fondi immediatamente disponibili per un importo
pari ad oltre 39 milioni di euro, su espressa richiesta dell'ATO
di Messina, sollecitata dallo stesso Comune, è stato declassato
in fascia C;
inspiegabilmente, il comune di Messina, nonostante il mutuo già
contratto e la possibilità di ottenere in tempi brevissimi anche
il finanziamento pubblico, ha manifestato la volontà di
rinunciarvi per aver intrapreso le procedure di project
financing;
tale nuova procedura, a distanza di parecchi anni, non risulta
ancora conclusa, con possibili conseguenze economiche per l'Ente
e un gravissimo danno per l'ambiente;
senza alcuna apparente ragione l'Ente ha già corrisposto alla
Cassa Depositi e prestiti una somma pari ad oltre 3.500.000,00
euro;
attualmente, il sistema fognario della zona nord della città è
sprovvisto di adeguato depuratore;
la zona Sud è servita dal depuratore di Mili, il quale,
tuttavia, per limiti strutturali, determina un insopportabile
inquinamento olfattivo;
per queste ragioni la ristrutturazione del depuratore di Mili
era stata inserita nell'intervento complessivo del Comune per
adeguare il proprio sistema di depurazione;
in virtù di un'autorizzazione provvisoria, da circa 20 anni
continuano ad immettersi, direttamente ed in spregio alle vigenti
normative, nello specchio d'acqua antistante il villaggio
Ganzirri circa 150 litri al secondo di liquame fognario;
recentemente, si è appreso che la giustizia amministrativa ha
sospeso il lunghissimo procedimento tendente all'affidamento dei
lavori mediante project financing;
vi è fondato motivo di ritenere che l'azione amministrativa
posta in essere dal comune di Messina, caratterizzandosi per la
totale mancanza di trasparenza e di confronto pubblico, abbia
influito pesantemente sulla mancata realizzazione
dell'indispensabile opera;
l'attuale carenza di impianti di trattamento delle acque reflue
in una zona ad alta vocazione turistica ed il cattivo
funzionamento di quelli esistenti costituiscono una vera
emergenza ambientale;
i ritardi verificatisi sono inspiegabili e di una gravità
inaudita;
per sapere:
se ritengano possibile che in una città metropolitana, quale
Messina, una parte della rete fognante non sia collegata ad un
depuratore;
se non ritengano di dover disporre con la massima urgenza
un'ispezione tendente all'accertamento delle responsabilità, ivi
inclusa quella contabile, nominando, all'uopo un commissario
provveditore al fine di velocizzare le pratiche per la
realizzazione degli interventi programmati attraverso
finanziamenti pubblici previsti nel piano d'ambito.» (1808)
Risposta. «In ordine all'atto ispettivo dell'onorevole
Panarello ed essendo stato delegato dall'onorevole Presidente
della Regione a curarne la trattazione, nella qualità di
Assessore regionale per il Territorio e l'Ambiente, riferisco
quanto segue.
Il Comune di Messina, con foglio sindacale n. 27340 del
18.04.2000 ha richiesto a questo Assessorato l'autorizzazione per
la realizzazione dell'impianto di depurazione localizzato con
delibera consiliare n. 6 del 6 marzo 2000 ai sensi e per gli
effetti dell'art. 45 della l.r. 27/86.
Per il progetto in questione, a seguito di esame effettuato da
questo Assessorato, è stato reso il parere n. 5 del 28.01.2002,
che non ha ritenuto meritevole di autorizzazione l'impianto di
depurazione a servizio della zona nord della città in località
Tono, in quanto l'area oggetto dell'intervento ricade all'interno
della fascia di rispetto del metanodotto esistente e di progetto;
in detta fascia in ottemperanza alle norme relative alle distanze
di sicurezza emanate dal Ministero dell'Interno con il D.M.
24.11.1984, è vietata la realizzazione di nuove costruzioni.
La proposta di parere di cui sopra, per le considerazioni e le
motivazioni in essa contenute, è stata integralmente condivisa
dal C.R.U., con voto n. 548 del 21.02.2002.
Il voto del C.R.U. con allegato parere è stato inviato al
Comune di Messina con nota prot. 14624 dell' 11.03.2002.
Il Vicecommissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela
delle acque in Sicilia, avv. Felice Crosta, ha fatto presente,
per la parte di propria competenza, con nota prot. n. 3587 del
10.02.2005, quanto segue:
- con decreto n. 255 del 27.12.2000, il Ministero dell'Ambiente
ha impegnato in favore della Regione Siciliana la somma di £.
30.000 mln per la realizzazione di alcuni interventi, tra i quali
uno stralcio, di importo pari a £. 5.000 mln del Progetto di
completamento della rete fognante della città di Messina e dei
villaggi (opere Riviera Nord sistema di depurazione Tono) del
costo complessivo di £. 44.000 mln;
- con nota prot. n. 1351/2002, il Comune di Messina ha
trasmesso il progetto dei Lavori di manutenzione straordinaria e
completamento delle reti acque reflue urbane con relativi
impianti del villaggio Torrefaro dell'importo complessivo di .
2.582.283,67 (£ .5.000.000.000) per il finanziamento a valere
sulle risorse di cui al predetto D.M. 255/2000;
- con nota prot. n. 696 dell'8.11.2002, indirizzata al Comune
di Messina, l'Area 5 - Tutela delle Acque, nella considerazione
che a seguito di apposita istruttoria aveva rilevato che il
progetto trasmesso non risultava conforme al progetto oggetto
dell'intesa con il Ministero, né uno stralcio funzionale dello
stesso, ha fatto presente di non poter procedere all'emissione
del provvedimento di finanziamento, procedendo, altresì, alla
contestuale restituzione del carteggio;
- successivamente, con nota prot. n. 7580 del 25.02.2003, la
Provincia regionale di Messina ha trasmesso copia della nota
prot. n. 14128, del 7.02.2003, con la quale il Comune di Messina
ha comunicato di avere avviato una procedura di Project
Financing, ai sensi dell'art. 37 bis della legge 109/94 così come
recepita in Sicilia per il Completamento rete fognante riviera
nord sistema Tono depuratore e reti d'adduzione dell'importo
stimato pari a circa . 37.340.000,00;
- con la stessa nota è stato, altresì, rappresentato che
l'intervento risultava inserito nel P.T.OO.PP. 2002-2004 del
Comune di Messina quale opera pubblica di iniziativa privata .
Alla luce di quanto rappresentato, il Vicecommissario delegato
per l'emergenza rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia,
ritenendo che l'intervento in argomento già inserito nell'elenco
di cui al citato D.M. 255/2000, risulta con copertura finanziaria
assicurata da fondi privati, si sta attivando per la
riprogrammazione delle relative risorse ( 2.582.283,67)
assegnate con il più volte citato D.M.»
L'Assessore CASCIO
VILLARI- SPEZIALE - ZAGO - DE BENEDICTIS.-«Al Presidente della
Regione, Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela
delle acque in Sicilia e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che il commissario delegato per l'emergenza
rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, come previsto
dall'articolo 27 del decreto legislativo n. 22 del 1997, ha
convocato in data 6 luglio 2004 una Conferenza per provvedere,
previa acquisizione di pareri e nulla-osta, all'approvazione di
un progetto per la realizzazione di una stazione di trasferenza
di rifiuti nel territorio del comune di Calatabiano (CT) in
variante allo strumento urbanistico;
constatato che:
in data 7 luglio 2004 l'azienda Sicil Power ha trasmesso al
comune di Calatabiano (come prescritto dal comma 1 del sopra
citato articolo 27) il progetto in questione al fine di
consentire allo stesso di formare le valutazioni di competenza;
altresì in data 29 luglio 2004 a Palermo si è svolta la
conferenza di cui sopra, nel corso della quale il sindaco del
comune di Calatabiano ha espresso la volontà dell'amministrazione
sulla materia, muovendo osservazioni e rilievi sia di natura
tecnica che di rilevanza ambientale, in merito all'individuazione
del sito per la realizzazione dell'impianto in questione;
considerato che, secondo le motivazioni di cui sopra:
a) la scelta dell'area di ubicazione dell'impianto, collocato a
valle del raccordo autostradale, non tiene in debita
considerazione l'attuale sistema viario, con la conseguenza che
verrebbero a determinarsi pesanti riflessi sulla circolazione
nelle reti viarie di accesso sia dal versante della provincia di
Messina, dal quale confluirebbero tutti i mezzi pesanti al
servizio dei quattro ATO (che rappresentano i comuni dell'intera
Provincia) che dal versante della provincia di Catania
relativamente a tre ATO;
b) il sito individuato, inoltre, non tiene conto della
previsione urbanistica di una vicina area destinata a verde
attrezzato e allo sport; la localizzazione di detto impianto di
trasferenza, infatti, non verifica la distanza minima prevista
dall'art. 22 l.r. n. 71/1978, che, per gli impianti industriali,
all'interno degli strumenti urbanistici vigenti è prevista a non
meno di duecento metri da attrezzature pubbliche;
c) in prossimità di tale zona sono previsti degli insediamenti
di turismo rurale e di agriturismo che verrebbero penalizzati da
un insediamento di trasferenza come quello proposto sia per
l'impatto ambientale che per quello paesaggistico;
d) il sito prescelto, ricadendo in area sottoposta a vincolo
idrogeologico, necessita, per l'approvazione del progetto in
questione, dell'acquisizione del parere dell'Ispettorato
dipartimentale delle foreste demaniali, organo non convocato alla
conferenza; assenza che pertanto fa sorgere un vizio di
procedura;
preso atto che in ogni caso l'amministrazione comunale di
Calatabiano, per il tramite dei propri uffici e dei propri
consulenti legali, sta procedendo ad individuare ulteriori cause
ostative alla realizzazione dell'impianto per le ripercussioni
negative che questo può avere sull'economia del territorio;
considerato infine che un impianto di questo genere, per
l'evidente impatto ambientale e paesaggistico che può causare,
dovrebbe essere localizzato lontano da nuclei abitati e da
insediamenti turistici e dovrebbe essere servito da idoneo e
valido sistema viario;
per sapere:
se non ritengano opportuno adottare provvedimenti tesi a
rivedere la decisione assunta in merito alla stazione di
trasferenza di rifiuti nel territorio del comune di Calatabiano
(CT), sia perché si è evidenziato un palese difetto di procedura
nella mancata acquisizione del parere dell'Ispettorato
dipartimentale delle foreste demaniali, sia perché la
localizzazione inizialmente decisa ha un forte impatto negativo
sull'ambiente e sul paesaggio del territorio interessato.» (1852)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta.«In ordine all'interrogazione numero 1852, si
riferisce quanto segue.
Ai sensi dell'art. 2, comma 4, dell'Ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 3334 del 23 gennaio 2004 per la
valutazione della compatibilità ambientale dei progetti relativi
ai sistemi per l'utilizzo della frazione residua dei rifiuti
urbani, al netto della raccolta differenziata, prodotti nei
comuni della Regione siciliana, da destinare agli impianti di
termovalorizzazione, con recupero di energia, il Commissario
delegato per l'emergenza rifiuti in Sicilia si avvale - in deroga
rispettivamente all'art. 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 12 aprile 1996 e ss.mm.ii., agli articoli 1 e 6, comma
2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10
agosto 1988, n. 377 e ss.mm.ii ed all'art. 91 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, e relativi regolamenti di
attuazione - della Commissione di cui all'art. 18, comma 5, della
legge 11 marzo 1988, n. 67 e ss.mm.ii.
La stazione di trasferenza di rifiuti nel Comune di Calatabiano
(CT) rientra tra gli impianti dei sistema di gestione integrato a
servizio del termovalorizzatore di Paternò (CT).
Per le considerazioni sopra riportate, l'Assessorato Territorio
e Ambiente che rappresento, non esprime parere in merito alla
compatibilità ambientale del progetto di cui all'interrogazione
in oggetto.
Il progetto in argomento, come già riferito nella risposta
all'interrogazione n. 1807 presentata dall'onorevole Panarello,
si trova in trattazione di questo Assessorato per gli aspetti
urbanistici, in quanto facente parte di un progetto generale
denominato: Progetto sistema integrato per l'utilizzo della
frazione residua degli r.s.u. al netto della raccolta
differenziata prodotta dai comuni della Sicilia - Sistema Paternò
- ATO: ME1-ME2-ME3-ME4-CT1-CT2-CT3. Art.27 del D.Lgs n.22/97 .
Pertanto, per le relative ulteriori informazioni di natura
urbanistica, si fa rinvio a quanto già riferito a proposito della
predetta interrogazione e che, per comodità di riscontro, si
riporta qui di seguito :
Con fax del 6/7/2004, il Commissario delegato per l'Emergenza
Rifiuti ha indetto per i giorni 28-29-30 luglio 2004 le
conferenze dei servizi ex art. 27 del D. Lgs n.22/97 per l'esame
di alcuni progetti di opere che costituiscono il sistema
predetto.
Questo Assessorato, con nota dirigenziale n. 46079 del
14/07/2004, ha rappresentato al Commissario che i progetti dei
suddetti interventi non risultavano pervenuti all'ARTA e che, ai
fini delle valutazioni in ordine alla compatibilità degli
interventi proposti con l'assetto urbanistico-territoriale,
sarebbe opportuno che vengano trasmessi tutti i progetti delle
opere relative all'intero sistema affinché questa Amministrazione
possa esprimere il proprio parere in un unico contesto .
Successivamente, sono pervenuti i diversi progetti nei quali si
articola il sistema e precisamente:
impianto di termovalorizzazione nel Comune di Paternò,
impianto di pretrattamento nel Comune di Paternò,
discarica nel Comune di Paternò,
impianto di pretrattamento nel Comune di Catania,
stazione di trasferenza nel Comune di Calatabiano,
stazione di trasferenza nel Comune di Messina,
stazione di trasferenza nel Comune di Baronia,
stazione di trasferenza nel Comune di Rometta.
Questo Assessorato, con nota dirigenziale prot. n.49362 del
28/7/2004, ha rappresentato al Commissario che attesa la
notevole rilevanza urbanistica i progetti sopra menzionati
andranno sottoposti all'esame del Consiglio Regionale
dell'Urbanistica, ai sensi dell'art. 58/b della l.r. 71/78 , e
che stante la ristrettezza dei tempi, non sarà possibile, per
questo Assessorato, la partecipazione alle conferenze dei
servizi fissate per le predette date.
Il Servizio che si occupa degli affari urbanistici del
territorio interessato dai predetti interventi ha quindi
ritenuto, nel corso dell'istruttoria, di trasmettere il progetto
in argomento al Consiglio regionale dell'Urbanistica per
acquisire il parere ritenuto necessario ai sensi dell'art. 58,
lettera b) della l.r. 27 dicembre 1978, n. 71.»
L'Assessore CASCIO