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Resoconto d'Aula della Seduta n. 304 di mercoledì 06 luglio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


        (All'ingresso dell'onorevole Presidente, i deputati,
                     tutti in piedi, applaudono)

   PAFFUMI,   segretario,  dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che, non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                         Congedi e missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Culicchia  e  Genovese
  hanno chiesto congedo  per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  che  è  in  missione, per ragioni  del  suo  ufficio,
  l'onorevole  Crisafulli  dal  5 al  13  luglio  2005.  Comunico,
  altresì,  che saranno in missione, per ragioni del loro ufficio,
  gli onorevoli Sanzeri, Burgaretta Aparo e Antinoro dall'11 al 12
  luglio 2005; e l'onorevole Miccichè l'11 luglio 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le   risposte  scritte
  da   parte   dell'Assessore   per  il   lavoro   alle   seguenti
  interrogazioni:

       N.  1371  - Iniziative per impedire l'approvazione  della
       norma  tendente a ridurre i benefici previdenziali per  i
       lavoratori che sono stati esposti all'amianto.
       Firmatario: Panarello Filippo

       N.  1426  -  Iniziative  per superare  la  situazione  di
       difficoltà  in  cui  versa il servizio di  resocontazione
       presso  i  tribunali  a  seguito  dell'emanazione   della
       circolare  del Ministero della giustizia del  3  febbraio
       2003.
       Firmatario: Villari Giovanni

       N.  1472  -  Notizie  in ordine al  finanziamento  di  un
       progetto nell'ambito della misura 3.10 al comune di Longi
       (ME).
       Firmatario: Panarello Filippo
       N. 1528 - Interventi urgenti ai fini della corresponsione
       delle  spettanze  dovute ai lavoratori  della  formazione
       professionale.
       Firmatario: De Benedictis Roberto

       N.  1536  - Motivi del mancato rinnovo del contratto  nei
       confronti   di   65  lavoratori  del   call   center   di
       Caltanissetta.
       Firmatari:Villari Giovanni; Speziale Calogero; Giannopolo
       Domenico

       N.  1608  -  Interventi urgenti presso  l'Amministrazione
       comunale di Capaci (PA) affinché venga data soluzione  al
       problema della stabilizzazione dei lavoratori LSU.
       Firmatario: Miccichè Calogero

       N.  1609  -  Notizie in ordine alla più volte  annunciata
       riforma del settore della formazione professionale.
       Firmatario: Zago Salvatore

       N.    1669    -    Notizie   sul   progetto    finanziato
       dall'Assessorato regionale del lavoro per  la  formazione
       professionale  di  giovani  siciliani  da  inserire  come
       tirocinanti in imprese del nord-est.
       Firmatari:   Speziale   Calogero;   Cracolici   Antonino;
       Capodicasa   Angelo;       Crisafulli    Vladimiro;    De
       Benedictis   Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo  Camillo;
       Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore

       N.  1729  -  Notizie circa i criteri di formazione  delle
       graduatorie   relative  alle  assunzioni   di   personale
       ausiliario specializzato e  di  OTA  introdotti  con   il
       decreto  assessoriale  n. 46 del  2004,  con  particolare
       riferimento all'AUSL n. 7 di Ragusa.
       Firmatario: Zago Salvatore

       N.  1745 - Notizie in merito alla mancata attivazione del
       Sistema  informatico  del lavoro (SIL)  per  la  gestione
       delle offerte e delle domande di lavoro.
       Firmatario: Raiti Salvatore

       N. 1860 - Piano dell'offerta formativa per l'anno 2004.
       Firmatario: Turano Girolamo

       N.      1879   -   Richiesta  di   intervento   ai   fini
       della pubblicazione     nella  Gazzetta  ufficiale  della
       Regione  siciliana      delle   graduatorie   provvisorie
       dei   progetti valutati ed ammissibili a finanziamento  a
       valere su alcune misure del POR 2000 - 2006.
       Firmatario: Oddo Camillo

       N.  1909  -  Individuazione della città di Catania  quale
       sito   per  l'insediamento  di  nuovi  call-center  della
       Telecontact S.p.A. del gruppo Telecom.
       Firmatario: Villari Giovanni

       N. 2051 - Misure urgenti per rifinanziare l'intervento  a
       sostegno  dei cantieri di lavoro e per la loro estensione
       a cantieri di servizio.
       Firmatario: Speziale Calogero

       N. 2109 - Attivazione di un apposito tavolo regionale per
       definire  livelli  fondamentali sul terreno  dei  diritti
       contrattuali  e sindacali e delle garanzie  occupazionali
       per i lavoratori operanti nel settore dei call-center.
       Firmatario: Villari Giovanni

       N.  2145  -  Interventi  urgenti per  l'erogazione  degli
       arretrati contrattuali e per il puntuale pagamento  degli
       stipendi ai lavoratori della formazione professionale  ed
       iniziative volte a pervenire in tempi rapidi alla riforma
       del sistema della formazione professionale.
       Firmatario: Oddo Camillo

       N.  2153  -  Interventi urgenti per  il  pagamento  degli
       stipendi agli operatori della formazione professionale  e
       per la riforma organica del settore.
       Firmatario: De Benedictis Roberto

       N.  2167  -  Interventi tempestivi per la stabilizzazione
       dei  lavoratori  socialmente utili presso  il  Comune  di
       Monreale (PA).
       Firmatario: Giannopolo Domenico

       N.  2221  - Interventi al fine di verificare la  regolare
       gestione della Fondazione Centro Assistenza Sociale (CAS)
       con sede in Bagheria (PA).
       Firmatari: Giannopolo Domenico; Villari Giovanni

       N.    2237    -   Notizie   sui   motivi   del    ritardo
       nell'assegnazione di personale LSU alla Soprintendenza di
       Palermo.
       Firmatario: Giannopolo Domenico

       N. 2238 - Interventi volti a verificare se da parte degli
       enti istituzionali preposti siano state intraprese azioni
       volte  ad impegnare la Fincantieri di Palermo al rispetto
       delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e se siano
       stati  rispettati gli accordi stipulati tra la Regione  e
       il gruppo cantieristico triestino.
       Firmatario: Cracolici Antonino.

   Avverto  che le stesse sono pubblicate in allegato al  presente
  resoconto stenografico.

     Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale
         comunicazione di invio alla competente Commissione

   PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa IV
   Ambiente e Territorio':

                    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

        Interventi  per la disinstallazione dei compressori  dei
       condizionatori  dai  prospetti  dei  palazzi  nei  centri
       storici siciliani  (n. 1024)
       di iniziativa parlamentare
       presentato dagli onorevoli Zago, De Benedictis, Speziale,
       Capodicasa in data 29 giugno 2005
       inviato il 5 luglio 2005

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati inviati in data 29 giugno 2005 alle competenti Commissioni
  legislative:

                     AMBIENTE  E TERRITORIO (IV)

        Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento delle
       gare di appalto di lavori pubblici  (n. 1020)
    -di iniziativa parlamentare

    - Disposizioni urgenti in materia di urbanistica  (n. 1021)
  -di iniziativa parlamentare

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - Disposizioni in favore della pesca del tonno  (n. 1022)
  -di iniziativa parlamentare.
  -
                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale

       N.  2298  -  Notizie sulle motivazioni del ritardo  della
       messa  in   esercizio   dell'intera   autostrada   ME-PA,
       preannunciata per marzo 2005 nel corso della cerimonia di
       inaugurazione del tratto Castelbuono-Furiano.
       - Presidente Regione
       - Assessore Lavori Pubblici
       Firmatario: Panarello Filippo

       N. 2299 - Notizie su presunte irregolarità nella gestione
       del comune di Tremestieri Etneo (CT).
       - Assessore Famiglia
       Firmatari: Villari Giovanni; Panarello Filippo;  Speziale
       Calogero; Cracolici Antonino

       N.  2300  -  Notizie sugli interventi di ricostruzione  e
       ripristino   degli  immobili  danneggiati  dagli   eventi
       sismici dell'ottobre 2002.
       - Presidente Regione
       Firmatari:  Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;   Orlando
       Leoluca;    Miccichè   Calogero;   Morinello   Salvatore;
       Spampinato Giuseppe; Liotta Santo; Barbagallo   Giovanni;
       Garofalo  Ottavio;  Fleres Salvatore; Villari Giovanni

       N.  2303  -  Interventi al fine di bloccare  l'immotivato
       trasferimento di un dipendente del Consorzio di  Bonifica
       3  di  Agrigento  dall'area tecnica  di  Ribera  all'area
       agraria di Villafranca Sicula (AG).
       - Presidente Regione
       - Assessore Agricoltura
       Firmatario: Manzullo Giovanni

       N.  2304  -  Interventi  per  l'annullamento  del  parere
       favorevole  espresso dall'Ufficio tecnico del  Comune  di
       Campofelice di Roccella (PA) a proposito del progetto  di
       restauro  del Borgo Roccella, sito di notevole  interesse
       etno-antropologico gravato da vincoli paesaggistici.
       - Presidente Regione
       - Assessore Beni Culturali
       - Assessore Territorio
       - Assessore Famiglia
       Firmatario: Giannopolo Domenico

   Le  interrogazioni testè annunziate saranno iscritte all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta  :

       N. 2301 - Notizie sui ritardi nell'approvazione del Piano
       regolatore  generale  del Comune di  Trecastagni  (CT)  e
       sulla  mancata     attivazione  del  potere   sostitutivo
       da  parte dell'Assessorato del territorio e l'ambiente.
       - Presidente Regione
       - Assessore Territorio
       Firmatario: Barbagallo Giovanni

       N.  2302  -  Interventi urgenti per sopperire alle  gravi
       carenze gestionali e organizzative dell'ARPA Sicilia.
       - Presidente Regione
       - Assessore Territorio
       Firmatario: Genovese Francantonio.

   Le  interrogazioni testè annunziate sono state già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

       N.  266  -  Iniziative per accelerare l'assegnazione  dei
       fondi   stanziati   a  favore  dei  comuni   del   Belice
       danneggiati dagli eventi sismici del gennaio 1968.
       - Presidente Regione
       Firmatari:   Culicchia   Vincenzino;   Turano   Girolamo;
       Barbagallo Giovanni; Capodicasa Angelo; Maurici Giuseppe;
       Manzullo Giovanni; Oddo Camillo; Sanzeri Salvatore.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  in data  30  giugno  2005  è  stata
  presentata la seguente mozione:

       N.  439   Iniziative  presso  il  Governo  nazionale  per
       l'estensione a tutta la provincia di Catania dei benefici
       previsti  in  favore dei comuni danneggiati dall'eruzione
       dell'Etna del 2002 , degli onorevoli Barbagallo Giovanni;
       Liotta   Santo;  Raiti  Salvatore;  Spampinato  Giuseppe;
       Villari Giovanni.

   Informo  che  la  stessa  sarà iscritta all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se ne  determini  la  data  di
  discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


           Seguito della discussione unificata di mozioni,
     interpellanze ed interrogazioni in materia di gestione dei
                         rifiuti in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Si passa al punto secondo dell'ordine del  giorno:
  Seguito della discussione unificata di mozioni, interpellanze ed
  interrogazioni in materia di gestione dei rifiuti in Sicilia.
   Ricordo  che  la  discussione si è interrotta nella  precedente
  seduta,  la  n.  303  del 29 giugno 2005,  e  preciso  che  sono
  discussi congiuntamente i seguenti atti di indirizzo politico, o
  ispettivi:

       mozione  n. 274  Revoca e riconsiderazione del  piano  di
       gestione   dei  rifiuti ,  degli  onorevoli   Capodicasa,
       Speziale,  Cracolici,  Crisafulli, Barbagallo,  Ferro  ed
       altri;

       mozione  n.  125  Iniziative in materia di  raccolta  dei
       rifiuti ,    degli   onorevoli   Giannopolo,    Speziale,
       Capodicasa, Cracolici  ed altri;

       mozione  n.  188  Previsione di termini adeguati  per  la
       costituzione,  da parte degli Enti locali, delle  società
       per  la  gestione integrata ei rifiuti , degli  onorevoli
       Raiti, Ferro, Morinello, Miccichè, Orlando;

       interpellanza    n.    78     Chiarimenti    a    seguito
       dell'annullamento  dell'ordinanza  2983  del   1999   del
       Presidente  del  Consiglio dei Ministri,  in  materia  di
       dichiarazione dello stato di emergenza per i  rifiuti  in
       Sicilia ,   degli  onorevoli  Ferro,  Orlando,  Miccichè,
       Morinello, Raiti;

       interpellanza  n. 139  Motivi riguardanti  la  scelta  di
       installare   un   termoconvertitore   nella    zona    di
       Casteltermini (AG) , dell'onorevole Morinello;

       interpellanza  n.  193     Iniziative,  anche  di  ordine
       procedurale, relative al piano di gestione dei  rifiuti ,
       degli onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello;

       interrogazione  n.  965  Notizie in materia  di  gestione
       integrata   dei   rifiuti  in  Sicilia ,   dell'onorevole
       Panarello.

       interrogazione n. 2291  Ritiro dell'ordinanza n. 362  del
       27  aprile  2005 del Commissario delegato per l'emergenza
       rifiuti  e  la  tutela  delle acque in  Sicilia,  recante
       'Progetto  del  sistema integrato  per  l'utilizzo  della
       frazione residua dei rifiuti solidi urbani al netto della
       raccolta differenziata prodotta nei comuni della  Sicilia
       - Sistema Agrigento - Ato: AG 1 - AG 2 - AG 3 - CL 1 - CL
       2 - PA 4 sud - TP 2'  dell'onorevole Miccichè.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

  PAFFUMI, segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con  l'ordinanza  di Protezione civile n.  2983  del  1999,  il
  Presidente  della Regione è stato nominato commissario  delegato
  per l'emergenza rifiuti;

   per  effetto  di ordinanze e successive proroghe  lo  stato  di
  emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;

   ai  sensi e per gli effetti delle citate ordinanze, con decreto
  n.  150  del  25  luglio  2000, il Presidente  della  Regione  -
  commissario  delegato  -  ,  ha  approvato  il  Documento  delle
  priorità  degli  interventi  per  l'emergenza  rifiuti   (PIER),
  pubblicato nella GURS del 4 agosto 2000;

   tale   Documento,  in  osservanza  del  disposto  del   Decreto
  legislativo n. 22 del 1997, prevedeva un sistema di gestione dei
  rifiuti  centrato sulla raccolta differenziata 'spinta'  (almeno
  il 50 per cento);

   la   previsione   contenuta   nel  Documento-PIER   contemplava
  l'eventualità  che  ad  essere avviato alla  termovalorizzazione
  fosse solo il combustibile derivato da rifiuti (CDR), e cioè, un
  combustibile   ricavato  dai  rifiuti  il  cui   trattamento   è
  finalizzato all'eliminazione delle parti pericolose dei  rifiuti
  solidi urbani (RSU) ed all'aumento del potere calorico;

   nel  PIER l'utilizzazione del combustibile derivato da  rifiuti
  (CDR)  -  al  fine di non aumentarne l'emissione in atmosfera  -
  veniva  prevista  in  impianti  energetici  esistenti  (centrali
  elettriche  o cementerie) o, in caso di indisponibilità,  in  un
  unico  impianto  dedicato, da realizzare in un'area  lontana  da
  qualsiasi  centro  abitato, dove trasportare su  rotaia  il  CDR
  prodotto  da nove impianti - tanti quanti erano gli ATO previsti
  -  localizzati in aree industriali forniti di 'rotaia', anche al
  fine  di  eliminare l'impatto della mobilità di grandi mezzi  di
  trasporto;

   con  l'ordinanza di Protezione civile n. 3190 del 2002, emanata
  in  seguito  all'intesa concessa dal Presidente  della  Regione,
  sono  stati  stravolti  l'impianto e le previsioni  del  Decreto
  legislativo  n.  22  del 1997 e le direttive  europee  che  tale
  decreto   recepisce,   nonché  le  previsioni   sulla   raccolta
  differenziata contenute nel Documento-PIER fino a prevedere  che
  ad essere avviato alla termovalorizzazione non sia il CDR, privo
  di  sostanze  pericolose e prodotto secondo  le  caratteristiche
  specificate dal Decreto ministeriale del 5 febbraio 1998;

   conseguentemente  il  Presidente della  Regione  -  commissario
  delegato  -  in  deroga  al  bando di gara  europeo,  ha  emesso
  l'ordinanza n. 333 del 2/5/2003 con la quale si individuavano le
  procedure  di  selezione,  di  cui all'avviso  pubblico  per  la
  stipula  di  convenzione per l'utilizzo della  frazione  residua
  della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani;

   l'avviso  pubblico di cui sopra, pubblicato sulla  Gurs  n.  32
  del  9  agosto  2002, nonché sulla GUCE n. S 158 del  16  agosto
  2002,    delega    la   localizzazione   degli    impianti    di
  termovalorizzazione e il numero degli stessi in base all'offerta
  degli operatori industriali aggiudicatari della gara;

   gli   aggiudicatari  della  gara  gestiranno  il  servizio   di
  incenerimento dei rifiuti per 20 anni, cinque in più rispetto al
  tempo  di  vita stimato per un termovalorizzatore e cinque/dieci
  in  più  rispetto alle concessioni rilasciate in questi anni  in
  Italia;

   il   costo   della  termovalorizzazione  degli  RSU   è   stato
  definito   mediamente  in  80 alla tonnellata, e cioè 160  delle
  vecchie lire al kilogrammo, che equivale a circa il doppio della
  tariffa  stabilita  nelle regioni in regime di commissariamento,
  come  la Calabria e la Campania, o come quella stabilita per  il
  recente impianto che si trova nella città di Brescia;

   a  seguito  dello svolgimento della selezione di cui all'Avviso
  pubblico sopra citato, il Presidente della Regione - commissario
  delegato  -  con la medesima Ordinanza n. 333 del 2 maggio  2003
  (art.   1)   prende   atto   del  numero   degli   impianti   di
  termovalorizzazione   (quattro),   così    come    della    loro
  localizzazione  nei  comuni,  di  Casteltermini  (AG),   Palermo
  (Bellolampo),  Augusta (SR) e Paternò (CT), così come  descritto
  negli allegati alla stessa Ordinanza A1, A2, A3, A4;

   i  succitati termovalorizzatori saranno alimentati non dal CDR,
  prodotto  con  i  requisiti di compatibilità  previsti,  ma  dai
  rifiuti  indifferenziati con il conseguente aumento del  rischio
  ambientale e per la salute dei cittadini;

   la  scelta  di avviare a termovalorizzazione la frazione  secca
  dei  rifiuti,  al  netto della raccolta differenziata  (oggi  la
  quasi  totalità), anziché il CDR, come prevedeva  il  Documento-
  PIER,  all'epoca  unico  strumento di programmazione,  configura
  una   aperta violazione normativa;

   tale  scelta  ha comportato, comunque, non solo un alto  numero
  di  termovalorizzatori (quattro) da realizzare  in  Sicilia,  ma
  anche  un accrescimento smisurato (rispetto alle previsioni  del
  PIER)  della quantità di rifiuti da destinare all'incenerimento,
  pari a 2.400.000 tonnellate, e cioè il 100 per cento dei rifiuti
  prodotti in Sicilia;

   alcuni  dei  siti  prescelti  dai  soggetti  industriali   sono
  ubicati  in  aree  adiacenti a centri abitati  ed  in  aree  non
  idonee,  in  contrasto con elementari principi di precauzione  e
  prudenza,   e   qualcuno  in  area  di  interesse   archeologico
  ambientale o a vocazione turistica;

   il   sistema  di  trasporto  dei  rifiuti,  in  particolare  la
  movimentazione  di  grossi  mezzi  e  di  autoarticolati   dalle
  stazioni  di  trasferenza agli impianti di  termovalorizzazione,
  rappresenterà  un  appesantimento insostenibile  per  un  numero
  considerevole di comuni, alcuni dei quali vedranno  notevolmente
  accresciuto  il  traffico interno di attraversamento  dei  mezzi
  pesanti;

   Considerato, inoltre, che:

   la  conseguenza immediata di tutto ciò è un aumentato costo per
  i  comuni del servizio di smaltimento dei rifiuti e, quindi,  la
  spropositata   lievitazione  della  tariffa  che   le   famiglie
  siciliane dovranno pagare per tale servizio;

   tale  eventualità ha sollevato vibrate proteste da parte  delle
  popolazioni, dei rappresentanti politici ed istituzionali, delle
  associazioni ambientaliste e sindacali;

   in  effetti,  alla  luce  del sistema adottato  dal  Piano  dei
  Rifiuti  e  dai  provvedimenti del Presidente  della  Regione  -
  commissario delegato per lo smaltimento e la termovalorizzazione
  dei  rifiuti  -  appare  fondato  l'allarme  diffusosi  tra   le
  popolazioni  per  le conseguenze a breve e lungo  termine  sulla
  salute umana, sulla qualità della vita, sulla mobilità urbana ed
  interurbana  e  potrebbe ripercuotersi sulla  catena  alimentare
  delle aree direttamente interessate;

   a  tale  proposito  non appaiono rassicuranti le  dichiarazioni
  rilasciate dal Presidente della Regione - commissario delegato -
  circa  la  insussistenza  di rischio  alcuno  per  la  salubrità
  ambientale,     proprio      perché  scarsamente  suffragata  da
  supporti tecnicoscientifici;

   data  l'importanza  della  posta  in  gioco,  appare  opportuno
  rivedere le previsioni del piano e delle relative ordinanze  che
  dispongono  la  termovalorizzazione alle condizioni  attuali  di
  quasi il 100 per cento dei rifiuti indifferenziati;

   termovalorizzare   2,5   milioni  di  tonnellate   equivale   a
  destinare, in termini di investimenti, quasi 1 miliardo di  euro
  per   la   realizzazione      del      sistema       dei       4
  termovalorizzatori,     con  un  effetto occupazionale  di  meno
  di  1000  unità, a fronte di un sistema tracciato nel Documento-
  PIER  con  un  costo inferiore del 50 per cento  e  che  avrebbe
  prodotto un'occupazione di 7.000 unità e fatto nascere decine di
  aziende nella filiera della gestione-riciclo.

   Considerato, altresì, che

   con  ordinanza commissariale del 18 dicembre 2002, n. 1166,  il
  Presidente della Regione - commissario delegato - ha adottato il
  piano regionale di gestione dei rifiuti;

   a   norma  dell'art.  19  (comma  1,  lettera  a)  del  Decreto
  legislativo n. 22 del 1997, la competenza per l'approvazione del
  piano  regionale per la gestione dei rifiuti è della Regione  e,
  per essa, dell'organismo legislativo;

   in  caso  di inadempienza l'art. 8 del citato D.lgs n.  22  del
  1997  prevede  l'intervento,  in  via  sostitutiva,  (attraverso
  commissariamento)  per la 'elaborazione' del piano  regionale  e
  non   della   sua   'approvazione'  che  rimane  di   competenza
  dell'organo legislativo della Regione;

   Tenuto conto che:

   al   contrario,   sulla   base  di  un'illegittima   previsione
  dell'ordinanza  ministeriale,  il  Presidente  della  Regione  -
  commissario   delegato   -   ha   non   solo   provveduto   alla
  'elaborazione' del piano, ma anche alla sua 'adozione';

   tale   procedura  si  palesa  illegittima  ed   in   violazione
  dell'art.  22, comma 10 del D.lgs n. 22 del 1997 che  disciplina
  gli   interventi  che  possono  essere  delegati   all'eventuale
  commissario, tra i quali non rientra l'adozione del piano;

   in  ogni  caso, il piano non rispetta le indicazioni  contenute
  nel  Decreto Ronchi, per esempio, in materia di bonifiche  delle
  discariche,

                 impegna il Presidente della Regione

   a revocare in autotutela il piano di gestione dei rifiuti;

   a  rimetterlo  all'esame dei competenti organi assembleari  per
  una profonda revisione, modifica e la sua conseguente adozione;

   a  rivedere le decisioni relative agli obiettivi della raccolta
  differenziata per adeguarli alle direttive europee e  al  D.lgs.
  n.  22  del 1997, attraverso la riduzione, il riciclo, il riuso,
  ed infine, il recupero energetico solo attraverso il CDR;

   a   rivalutare,  comunque,  l'ubicazione  degli   impianti   di
  termovalorizzazione;

   a  nominare una commissione di alto livello scientifico, la cui
  composizione   tenga   conto  anche  delle   indicazioni   delle
  associazioni   ambientaliste,  dei  comitati  civici   e   delle
  istituzioni  locali,  che,  oltre al  parere  della  commissione
  nazionale  per  la  valutazione  di  impatto  ambientale  (VIA),
  fornisca un documentato parere sull'impatto ambientale di  tutte
  le  fasi, pre e post termovalorizzazione, sui possibili  effetti
  sulla salute dei cittadini e sull'ambiente.» (274)

   CAPODICASA-SPEZIALE-CRACOLICI-CRISAFULLI-DE    BENEDICTIS     -
  GIANNOPOLO - ODDO-
   PANARELLO-VILLARI-ZAGO-BARBAGALLO-FERRO-FORGIONE-ORTISI-
  GALLETTI- GENOVESE-GURRIERI-LIOTTA-MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-
  ORLANDO-RAITI-SPAMPINATO-TUMINO-VITRANO- ZANGARA-SANZERI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   -  con  le ordinanze del Ministro dell'Interno n. 2983  del  31
  maggio  1999, n. 3048 del 31 marzo 2000, n. 3072 del  21  luglio
  2000  e  n. 3136 del 25 maggio 2001, il Presidente della Regione
  siciliana è stato nominato commissario delegato e gli sono stati
  affidati  i  compiti da realizzare per superare l'emergenza  nel
  campo dei rifiuti e della tutela dei corpi idrici;

   -  con  l'O.P.C.M. del 14 gennaio 2002, è stato  prorogato  per
  tre  anni, fino al 31 dicembre 2004, lo stato d'emergenza per  i
  rifiuti e la tutela dei corpi idrici in Sicilia;

   -  con  l'ordinanza n. 3190 del 22 marzo 2002,  al  commissario
  delegato-Presidente  della Regione sono  stati  conferiti  nuovi
  poteri e introdotte nuove e significative disposizioni;

   -  con  ordinanza commissariale del 28 agosto 2001,  pubblicata
  nella  Gurs  n.  44 del 7 settembre 2001, è stato modificato  un
  precedente decreto commissariale che disciplinava l'ingresso  in
  Sicilia  dei rifiuti speciali e pericolosi provenienti da  altre
  regioni,  senza  acquisire  la  prevista  intesa  del  Ministero
  dell'Ambiente;

   -  l'ordinanza del 28 agosto 2001 appare illegittima in  quanto
  viola il comma 6 dell'art. 5 dell'ordinanza del 31 maggio 1999 e
  successive  modifiche ed integrazioni, che prevedeva l'esplicito
  divieto di 'ingresso nel territorio della Regione siciliana  dei
  rifiuti destinati allo smaltimento, provenienti da altre regioni
  o dall'estero ..';

   -  tale  divieto  è  derogabile solo  per  'l'importazione  nel
  territorio  della  Regione siciliana  di  rifiuti  destinati  ad
  essere riciclati o recuperati nel territorio medesimo', e queste
  previsioni  sono state confermate anche dall'ordinanza  n.  3190
  del 22 marzo 2002;

   -  in  data  4  marzo 2002 con ordinanza del vice  commissario,
  pubblicata  sulla  Gurs  del 3 maggio 2002  n.  20,  la  Colacem
  S.p.A.,  è  stata  autorizzata all'importazione  di  polveri  di
  alluminio, rifiuto molto pericoloso;

   -  con l'ordinanza del vice commissario del 7 dicembre 2001,  è
  stato  emanato  il Piano stralcio per lo stoccaggio  provvisorio
  dei rifiuti speciali e pericolosi, nonostante che la commissione
  scientifica nominata dal Ministro dell'Ambiente avesse  bocciato
  all'unanimità    tale   piano,   ritenendolo    illegittimo    e
  ambientalmente insostenibile;

   -  con  la  stessa  ordinanza  del  7  dicembre  2001  il  vice
  commissario  ha  assegnato ai privati la  gestione  dei  'centri
  stoccaggio',  nonostante l'art. 4 dell'ordinanza  n.  3072/2000,
  che dispone la sospensione del rilascio delle autorizzazioni per
  i privati per la gestione impianti da autorizzare ai sensi degli
  artt. 27 e 28 del decreto legislativo n. 22 del 1997;

   -  insieme  alla richiesta di parere trasmesso alla commissione
  scientifica  sui 'centri di stoccaggio', il vice commissario  ha
  inviato   il   piano  per  la  gestione  dei  rifiuti   speciali
  relativamente  all'amianto e agli inerti, su cui la  commissione
  diede il proprio parere favorevole nella stessa adunanza in  cui
  esprimeva  il parere contrario per i 'centri di stoccaggio',  ma
  stranamente tale piano non è stato ancora emanato;

   -  con l'ordinanza commissariale del 23 luglio 2001, pubblicata
  nella  Gurs n. 39 del 3 agosto 2001, il commissario delegato  ha
  delegato  le  proprie  funzioni  e  i  propri  compiti  al  vice
  commissario,  senza indicare le particolari competenze  tecniche
  del vice commissario nominato;

   -  con  ordinanza  commissariale del 21  giugno  2001  è  stato
  istituito l'Osservatorio regionale sui rifiuti;

   Tenuto  conto  che con decreto del commissario  del  25  luglio
  2000  è  stato  approvato  il Piano regionale  degli  interventi
  d'emergenza  per  i  rifiuti,  il cosiddetto  P.I.E.R.,  che  ha
  stabilito gli interventi da porre in essere al fine di  superare
  in ventiquattro mesi l'emergenza nel settore dei rifiuti;

   Rilevato che:

   -  con  decreto  commissariale n. 633 dell' 11 luglio  2001,  è
  stata disposta la pubblicazione in Gurs delle Linee guida per la
  raccolta   differenziata   ed  i  criteri   tecnoeconomici   per
  l'organizzazione del servizio, che diversi Comuni della  Sicilia
  hanno già recepito;

   -  ad  oggi,  questo decreto non è stato mai  pubblicato  nella
  Gurs;

   -   l'ultima  ordinanza  del  Ministro  dell'Interno,  (la   n.
  3190/2002),   rivoluziona  gli  obiettivi  e  le  modalità   per
  affrontare  e  risolvere l'emergenza nel  settore  dei  rifiuti,
  prevedendo  un  sistema di gestione basato  sulle  discariche  e
  sugli inceneritori;

   -  tale scelta oltre ad essere insostenibile dal punto di vista
  ambientale,  preclude la possibilità di realizzare  una  moderna
  gestione  industriale dei rifiuti, così come sta  avvenendo  nel
  resto del Paese e dell'Europa;

   -  l'ordinanza  n.  3190/2002 posticipa  i  termini  entro  cui
  raggiungere  gli  obiettivi del 15% e  del  25%  della  raccolta
  differenziata, rispettivamente al 31 dicembre del 2003 e al 2005
  (il  cosiddetto decreto 'Ronchi' prevedeva, invece,  il  15%  al
  marzo  del  1999  e  il 25% al marzo del 2001, obiettivi  questi
  raggiunti per la maggioranza della popolazione italiana);

   -  con  l'ordinanza n. 3190/2002 si vuole nei fatti tentare  di
  superare  e  azzerare tutta l'attività di pianificazione  finora
  realizzata,  che se fosse stata posta in essere dal  commissario
  delegato,  avrebbe permesso di superare l'emergenza in  24  mesi
  dall'emanazione del P.I.E.R., e cioè al luglio del 2002;

   -  questa ordinanza riporta la Sicilia alle condizioni  in  cui
  si trovava prima del commissariamento del 1999, vanificando così
  la  possibilità  di  realizzare nell'Isola, nel  pieno  rispetto
  dell'ambiente,  un  moderno ciclo industriale  dei  rifiuti  con
  indubbi benefici economici ed occupazionali;

   -  prima del commissariamento del 1999, in Sicilia si faceva un
  ricorso esclusivo alla discarica quale forma di smaltimento  dei
  rifiuti  solidi  urbani,  nonostante  l'esistenza  di  un  piano
  regionale (quello del 1989);

   -  con  l'attivazione del commissariamento è stata  avviata  la
  pianificazione che si è basata su due principi, la  salvaguardia
  dell'ambiente  e  la  realizzazione  di  una  moderna  struttura
  industriale per la gestione integrata dei rifiuti;

   -  tali  obiettivi  dovevano essere conseguiti  attraverso:  la
  realizzazione  di  9  impianti  per  la  produzione  di  CDR  da
  aggiudicare con un bando di gara comunitario che avrebbe  dovuto
  prevedere  l'obbligo  per i prodotti di  utilizzare  il  CDR  in
  impianti  industriali esistenti (cementerie, centrali  termiche,
  ecc  )  al  fine  di evitare nuove emissioni in atmosfera  o  in
  impianti  dedicati  che  facessero uso  di  tecnologie  a  basso
  impatto  ambientale;  la realizzazione di  35  impianti  per  la
  produzione di Compost di qualità; la costruzione di 23  impianti
  per  la  selezione  del  multimateriale e  la  dislocazione  nel
  territorio dell'Isola di 15 stazioni di trasferenza;

   -   questo   complesso  impiantistico  è  stato  elaborato   al
  dettaglio secondo i criteri di efficienza, di economia  e  basso
  impatto ambientale, sia per gli impianti che per il sistema  dei
  trasporti;

   -   tutta   l'impiantistica  è  stata   prevista   nelle   aree
  industriali  ed  inserita  all'interno  dei  rispettivi   Ambiti
  territoriali ottimali;

   -  erano  inoltre  state definite le modalità  di  gestione  in
  sicurezza   delle  discariche  controllate  e  delle  discariche
  d'emergenza,  ed  erano state approvate le linee  guida  per  la
  raccolta differenziata;

   -  in  base a tale sforzo di pianificazione già nell'anno  2000
  tutto  era  pronto per avviare la realizzazione delle opere  che
  avrebbero  permesso di uscire dall'emergenza, ma nulla  è  stato
  fatto  e nell'ultimo anno vi è stata la paralisi totale di  ogni
  attività   (basti  guardare  il  rendiconto  finanziario   della
  struttura commissariale);

   Ritenuto  lesivo  dell'autonomia  degli  enti  locali,   nonché
  oneroso,  quanto previsto dal comma 3 dell'art. 5 dell'ordinanza
  n.   3190/2002,  in  quanto  il  commissario  delegato   dispone
  l'obbligo  del conferimento dei rifiuti da parte dei  Comuni  in
  impianti gestiti da privati che egli stesso individua (in deroga
  alle  norme  sugli  appalti)  e con la  stessa  convenzione  che
  stipula con il gestore dell'impianto, stabilisce la tariffa  che
  dovranno pagare i Comuni per il conferimento dei rifiuti;

   Atteso che:

   -  in  base all'ordinanza n. 3190/2002 il commissario delegato-
  Presidente della Regione può nominare, d'intesa con il  Ministro
  dell'Ambiente,  subcommissari, senza che vengano  specificati  i
  compiti,  le  funzioni  e  il numero, in  difformità  da  quanto
  previsto dal comma 4 dell'art. 5 della legge n. 225 del 1992;

   -  con  l'ordinanza commissariale del 23 luglio  2001  è  stato
  nominato un vice commissario delegato per i rifiuti e la  tutela
  dei  corpi  idrici, nonostante che il Presidente  della  Regione
  siciliana  sia stato nominato commissario delegato dal  Ministro
  degli  Interni (ai sensi dell'art. 5, legge n. 225 del  1992)  e
  che,  in quanto delegato, non ha poteri di sub delega, così come
  si  era  espresso lo stesso ufficio legale della Regione con  il
  parere n. 233.99.11;

   -    con   l'ordinanza   n.   3190/2002   è   stato   soppresso
  l'Osservatorio  regionale per i rifiuti, per cui  la  Sicilia  è
  l'unica  Regione priva di questo importante strumento necessario
  per monitorare la corretta gestione dei rifiuti;

   -  è  stato  accertato che circa 12 milioni  di  tonnellate  di
  rifiuti speciali e pericolosi sfuggono a qualsiasi controllo  in
  ordine alla loro destinazione finale;

   Considerato che:

   -  sono stati conferiti al commissario delegato ampi poteri  in
  ordine  alla  possibilità di derogare  alle  leggi  regionali  e
  nazionali  in materia di urbanistica, di rilascio dei  pareri  e
  nulla osta, di appalti pubblici, di competenze degli enti locali
  e di organizzazione della pubblica amministrazione;

   -  tali  poteri di deroga appaiono immotivati non  solo  perché
  alcune  di queste deroghe sembrano essere in palese    contrasto
  con     i     principi      generali dell'ordinamento  giuridico
  (così  come  stabilito dalla legge n. 225/92), ma anche  perché,
  sembrano incongruenti rispetto alle attività da porre in essere,
  (vedi le deroghe alle leggi sul condono edilizio, la tutela  dei
  centri  storici,  la 'Galasso', le norme sugli appalti,  i  beni
  monumentali, ambientali e culturali);

   -  tutto  ciò  pone pertanto un problema di ordine giuridico  e
  amministrativo,   nonché  la  necessità  di  codificare   alcuni
  comportamenti del Presidente della Regione-commissario delegato,
  per   garantire  trasparenza  e  legittimità  in   ordine   alle
  iniziative  che intenderà assumere con il potere  derogatorio  a
  queste importanti leggi,

                 impegna il Presidente della Regione

   -  a   farsi     promotore   dell'istituzione dell'Osservatorio
  regionale sui rifiuti, sul modello di quello nazionale istituito
  con  il  decreto legislativo 22/97, con l'obiettivo di conferire
  allo  stesso Osservatorio un ruolo importante nella  lotta  alle
  ecomafie;

   -  a  garantire  il  rispetto degli  obiettivi  della  raccolta
  differenziata  previsti  dal  decreto  legislativo   n.   22/97,
  attraverso un piano che preveda il metodo del porta a porta, che
  potrebbe  impiegare ottomila nuovi operatori (il rispetto  degli
  obiettivi  si  rende  necessario anche in  considerazione  della
  dimensione   imprenditoriale  che  può  assumere   la   raccolta
  differenziata  che è il sistema economicamente  più  competitivo
  rispetto  sia alle discariche controllate che agli inceneritori,
  che  a  differenza, del 'porta a porta', richiedono poche decine
  di operatori addetti);

   -  a  pubblicare  in  Gurs  le  linee  guida  per  la  raccolta
  differenziata;

   -  a  modificare  il Piano regionale sui centri  di  stoccaggio
  provvisori  dei  rifiuti  speciali e pericolosi,  prevedendo  un
  numero   proporzionato  al  reale  fabbisogno,   stabilendo   la
  destinazione finale di tali rifiuti da stoccare provvisoriamente
  e  da  controllare rigorosamente con un sistema  di  rilevamento
  delle   diverse   fasi   di   trasferimento   dei   rifiuti,   e
  reintroducendo la titolarità pubblica di tali centri;

   -  a  dare  immediata attuazione, d'intesa con i  Prefetti,  al
  Piano  di realizzazione delle discariche consortili, controllate
  secondo le destinazioni funzionali previste ed approvate;

   -  ad  istituire  un  tavolo  di confronto  permanente  tra  la
  Regione,  le  Prefetture  dell'Isola,  i  Comuni  e  le  Aziende
  municipalizzate,   allo   scopo  di  concordare   le   politiche
  tariffarie  nel  caso  di conferimento obbligatorio  a  soggetti
  privati, valutarne l'utilità e verificarne la trasparenza  nelle
  procedure di affidamento, che comunque devono essere di evidenza
  pubblica;

   -  a  modificare l'Ordinanza commissariale del 28 agosto  2001,
  al fine di vietare l'ingresso in Sicilia dei rifiuti speciali  e
  pericolosi,  con  la sola eccezionale deroga  per  quei  rifiuti
  destinati  al  riciclaggio o al riuso in impianti  appositamente
  autorizzati, vietandone ogni possibile stoccaggio provvisorio;

   -   a  chiedere  al  Ministro  dell'Interno  di  ridefinire   i
  contenuti dell'ordinanza n. 3190 del 22 marzo 2002, in direzione
  della piena attuazione del P.I.E.R.;

   -  a non derogare ad alcuna norma nazionale e regionale in tema
  di  compatibilità  e  di  regime  di  autorizzazioni  nel  campo
  ambientale  e  in  tema  di procedure di appalti,  che  dovranno
  garantire    il    massimo   della      trasparenza,       della
  concorrenzialità      e    dell'interesse     della     pubblica
  amministrazione;

   -  a  definire criteri oggettivi e modalità di finanziamento  e
  di  realizzazione  per  gli  interventi  di  bonifica  dei  siti
  inquinati finanziati dal Ministero per l'Ambiente;

   -  a  stipulare  con le Prefetture dell'Isola e con  i  vertici
  delle forze dell'ordine protocolli di legalità e sicurezza nella
  gestione  dell'emergenza rifiuti in Sicilia,  in  considerazione
  del  fatto  che,  da più parti e da più fonti  investigative,  è
  emersa  la  presenza  in  questo  settore  delle  organizzazioni
  mafiose siciliane ed internazionali.» (125)

   GIANNOPOLO - SPEZIALE-CAPODICASA - CRACOLICI -CRISAFULLI  -  DE
  BENEDICTIS-ODDO - PANARELLO-VILLARI - ZAGO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   -  con  circolare  n. 3222 del 30 marzo 2001, cui  hanno  fatto
  seguito le note del 22 maggio 2001, del 5 settembre 2002  e,  da
  ultimo,   dell'11  novembre  2002,  l'Ufficio  del   Commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti ha ribadito la necessità che  i
  Comuni  e  le  Province pongano in essere gli adempimenti  volti
  alla  costituzione  delle  società che  dovranno  assicurare  la
  gestione integrata dei rifiuti;

   -  nella  nota dell'11 novembre 2002 sono state individuate  le
  scadenze temporali inerenti ai singoli adempimenti;

   -   particolare  importanza,  tra  le  scadenze,   riveste   la
  deliberazione  consiliare con la quale si  autorizza  il  legale
  rappresentante  dell'ente  o  un suo  delegato  a  sottoscrivere
  l'atto  costitutivo  della  società  e  ad  adottare  gli   atti
  connessi;

   Considerato  che  l'argomento è stato  oggetto  di  un'apposita
  riunione  svoltasi  il  28 novembre, presieduta  dal  presidente
  della  regione, on. salvatore cuffaro, cui ha partecipato  anche
  il vice commissario per l'emergenza rifiuti;

   Preso atto del fatto che:

   -   in   data  3  dicembre  è  stata  inviata,  a  mezzo   fax,
  comunicazione a tutti i Comuni interessati, per gli  adempimenti
  di  propria competenza per la costituzione delle società per  la
  gestione integrata dei rifiuti;

   -  il  fax di cui al punto precedente prevedeva di adempiere  a
  tutte le incombenze entro le 24 ore dalla ricezione;

   -  i  Consigli  comunali,  secondo  quanto  indicato  nel  fax,
  avrebbero   dovuto   deliberare  entro   cinque   giorni   sugli
  adempimenti  necessari alla costituzione delle  società  per  la
  gestione dei rifiuti;

   -  nel  caso in cui i termini precedentemente indicati  fossero
  trascorsi infruttuosamente, si sarebbe provveduto alla nomina in
  via  sostitutiva,  mediante Commissario ad  acta,  con  oneri  a
  carico degli Enti inadempienti;

   -  successivamente alla scadenza dei termini, ben  quattrocento
  Commissari  ad acta sono stati inviati dall'Assessore  regionale
  per  gli enti locali presso i Comuni e le Province inadempienti,
  con spese ed oneri a carico di questi ultimi;

   Ritenuto che:

   -  i  termini  previsti  sono troppo brevi,  per  cui  è  stato
  impossibile  per  gli  Enti  provvedere  a  compiere  tutti  gli
  adempimenti  richiesti  cosicché  tutti  si  troveranno  in  una
  situazione di inadempienza;

   -  un  margine  temporale  adeguato  è  necessario  affinché  i
  Consigli comunali e provinciali, possono studiare l'argomento ed
  esprimere le proprie determinazioni,

                  impegna il Governo della Regione

   -  ad  intervenire  prevedendo termini che  possano  permettere
  agli  Enti  locali di adeguarsi alla normativa  che  prevede  la
  costituzione  di  società per la gestione dei rifiuti,  evitando
  che gli stessi Enti si trovino in una situazione di inadempienza
  che  sicuramente  non permette di realizzare  quello  che  è  lo
  spirito  della legge e aumenta inutilmente e ingiustificatamente
  gli oneri a carico dei cittadini;

   -  a  sottoporre  al  dibattito d'Aula  il  Piano  dei  rifiuti
  approvato.» (188)

                   RAITI - FERRO - MORINELLO - MICCICHE' - ORLANDO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   -  con  sentenza  n.  1148 del 14 febbraio 2001,  il  Tribunale
  Amministrativo  Regionale del Lazio, a  seguito  di  un  ricorso
  presentato  da  alcune  ditte private ha annullato  'nei  limiti
  indicati   in   motivazione'  l'ordinanza  del  Presidente   del
  Consiglio  dei  Ministri 2983 del 31 maggio 1999  inerente  alla
  dichiarazione dello stato di emergenza per i rifiuti in  Sicilia
  ed  al  conferimento di poteri straordinari al Commissario nella
  persona del Presidente della Regione;

   -  nella  successiva ordinanza n. 1057 del 23 maggio  2001,  il
  TAR  Catania,  Sezione  prima,  nel  pronunciarsi  su  un  altro
  ricorso,  ha  affermato che 'l'annullamento  giurisdizionale  ha
  effetti  caducanti  e  non meramente vizianti  delle  successive
  ordinanze del 31.3.2000 e del 21.7.2000 di parziale modifica  ed
  integrazione della prima';

   -  le  'successive ordinanze' cui fa riferimento il TAR Catania
  sono  quelle  emesse dalla Presidenza del Consiglio  a  parziale
  integrazione   e   modifica  della  prima,  sempre   riguardanti
  l'emergenza rifiuti e l'ampliamento dei poteri del Commissario;

   -   ancora  il  9  ottobre  2002,  il  Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa   ha  emesso  un'ordinanza,  adottata   in   sede
  cautelare,  in  cui viene espresso chiaramente il  giudizio  che
  considera   interamente  annullata  la   prima   ordinanza   del
  Presidente del Consiglio;

   ritenuto che:

   -  secondo  quanto espresso dal TAR Catania e dal Consiglio  di
  Giustizia  Amministrativa, tutte le ordinanze e i  provvedimenti
  adottati  a seguito dell'ordinanza del Presidente del  Consiglio
  n.  2983  del 1999 sono da intendersi non 'viziati' ma nulli  di
  fatto e quindi illegittimi;

   -  tale  nullità  vale  anche per il  Piano  di  emergenza  dei
  rifiuti di recente presentato con grande clamore;

   considerato   che   è  prevista  una  notevole   partecipazione
  finanziaria  da parte dell'Unione Europea per la gestione  e  la
  soluzione dell'emergenza rifiuti in Sicilia e che qualora  fosse
  accertata  l'illegittimità degli atti emessi  la  stessa  Unione
  potrebbe   avviare   una  procedura  di  infrazione   da   parte
  dell'Italia  e  quindi  chiedere  la  restituzione  delle  somme
  erogate;

   per conoscere:

   -   se  il  Presidente  della  Regione  sia  a  conoscenza  dei
  provvedimenti degli organi di giustizia amministrativa  adottati
  con riferimento alle ordinanze della Presidenza del Consiglio in
  materia di emergenza rifiuti;

   -  se alla luce di tali provvedimenti non ritenga che tutti gli
  atti  adottati  in  qualità  di Commissario  delegato  siano  da
  considerarsi nulli di fatto;

   -  quali  iniziative  intenda assumere per porre  rimedio  alla
  situazione   di   vacatio   normativa   determinata   da    tali
  provvedimenti;

   -  se  non ritenga di dover sospendere l'emanazione di  atti  e
  disposizioni di qualsiasi tipo che scaturiscano direttamente  ed
  indirettamente  dalle  ordinanze del  Presidente  del  Consiglio
  2983/99,  3048/2000 e 3072/2000 che sono state dichiarate  nulle
  con ordinanze del TAR Lazio e del TAR Catania;

   -  se  non ritenga di dover dare comunicazione agli Enti locali
  ed ai Commissari già nominati della nullità degli atti adottati,
  invitandoli    ad   astenersi   dall'adozione    di    ulteriori
  provvedimenti la cui validità è di fatto nulla;

   quali iniziative siano state assunte o si intenda assumere  per
  fronteggiare l'eventuale richiesta di restituzione  delle  somme
  da parte dell'Unione Europea.» (78)

                   FERRO - ORLANDO - MICCICHE' - MORINELLO - RAITI

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio
  e l'ambiente, premesso che:

   -  nella zona ASI tra Agrigento ed Aragona verrà installato  un
  termoconvertitore finalizzato alla lavorazione e bruciatura  dei
  rifiuti solidi urbani;

   -  il  termoconvertitore  servirà un'utenza  di  un  milione  e
  centomila abitanti, raccogliendo i rifiuti di ben 92 comuni;

   -  nonostante la struttura brucerà tutti i rifiuti, oltre il 30
  per  cento,  rappresentato  da polveri  e  altre  scorie,  verrà
  posizionato  in  un'altra  discarica  presso  la  struttura  del
  termovalorizzatore;

   ritenuto che:

   -  la  discarica  verrà  collocata nella  zona  industriale  di
  Casteltermini,   in  località  'Serra  Palermo',   pregiudicando
  l'economia  del  comprensorio basata principalmente  su  aziende
  produttrici di prodotti alimentari;

   -  la gestione affidata ai privati farà lievitare il costo  per
  i  rifiuti  sopportato  dagli abitanti attraverso  il  pagamento
  della tassa rifiuti solidi urbani;

   preso atto che:

   -  tutti  i sindaci della zona hanno manifestato a più  riprese
  la loro contrarietà;

   -   la   costruzione  del  termoconvertitore  avrà  un  impatto
  estremamente  negativo  sull'economia  locale,  avendo   diverse
  aziende  agricole già manifestato la volontà di  abbandonare  la
  produzione nella zona;

   -   non   è   stato  ancora  fatto  alcuno  studio  di  impatto
  ambientale;

   per conoscere:

   -  quali  siano  state le motivazioni che  hanno  portato  alla
  scelta   di   dislocare   il  termoconvertitore   in   zona   di
  Casteltermini  e se siano state valutate tutte le  ripercussioni
  sia di carattere ambientale che economiche;

   -  se si possano riconsiderare le scelte operate in materia  di
  trattamento  dei  rifiuti solidi urbani e optare  per  una  zona
  alternativa ove dislocare la discarica.» (139)

                                                   MORINELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nel  1999,  con Ordinanza della Protezione civile  n.  2983,  è
  stato  dichiarato lo stato di emergenza rifiuti  e  che  con  la
  stessa  si  nominava il Presidente  della  Regione   Commissario
  straordinario per fronteggiare tale emergenza;

   il  Presidente  della  Regione, commissario  straordinario,  ha
  stipulato  con  gli  operatori  industriali  alcune  convenzioni
  ventennali   che   prevedono       la      costruzione        di
  quattro  termovalirizzatori, di svariati centri di  trasferenza,
  di impianti di secco-umido e discariche a servizio dei medesimi;

   considerato   che  l'attivazione  ed  il  potenziamento   della
  raccolta differenziata permetterebbero di migliorare il piano ed
  evitare  la  costruzione di strutture pericolose per  la  salute
  della popolazione;

   preso atto che :

   uno   dei   quattro   termovalizzatori   verrà   realizzato   a
  Casteltermini  (AG)  e  lo  stesso  avrà  a  suo  servizio   una
  megadiscarica ad Aragona (AG);

   la  megadiscarica in territorio di Aragona occuperà un'area  di
  circa  trenta ettari e raccoglierà i rifiuti giornalieri di  ben
  quattro province;

   sia  il  termovalorizzatore che la discarica nasceranno  vicini
  ai centri abitati;

      la  discarica  sarà allocata su un territorio  sottoposto  a
  vincolo  idrogeologico,  vicina ad una  zona  boschiva,  inoltre
  tutta la zona è classificata come zona sismica e, per ultimo, ma
  non  in  ordine  di  importanza,  le  strade  che  portano  alla
  discarica, le statali 189, 115, 640, 118 e la provinciale 3, non
  sono  adeguate  al  traffico pesante  degli  autoarticolati  che
  trasporteranno i rifiuti ad Aragona;

   ritenuto che:

   la    scelta   di   siti   su   cui   verranno   costruiti    i
  termovalorizzatori  e  le discariche è  stata  sbagliata  ed  ha
  risposto   unicamente  alle  esigenze  dei  privati  che   hanno
  stipulato le convenzioni ventennali;

   proseguire  su  questa  strada causerà  sicuramente  azioni  di
  pesante protesta da parte dei cittadini, come è già avvenuto  ad
  Acerra e in altre regioni d'Italia;

   per conoscere:

   quali  iniziative intenda adottare il Presidente della Regione-
  Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, per rimettere
  il piano di gestione dei rifiuti all'esame dei competenti organi
  dell'Assemblea  regionale siciliana che è stata illegittimamente
  spogliata delle sue competenze in materia;

   quali  interventi immediati intenda prendere per  salvaguardare
  la salute dei siciliani ed evitare proteste clamorose.» (193)

                   FERRO - ORLANDO - RAITI - MICCICHE' - MORINELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   -  con  ordinanza  n.  2983  del 31 maggio  1999  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, emessa  dal  Ministro  dell'interno
  delegato  al coordinamento della Protezione civile,  sono  stati
  adottati 'immediati interventi per fronteggiare la situazione di
  emergenza  determinatasi  nel  settore  dello  smaltimento   dei
  rifiuti urbani nella Regione siciliana';

   -  ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 22  del
  1997,  ai  Comuni  è  attribuito il  potere  di  decidere  sulla
  costituzione  di società miste in materia, mentre l'articolo  22
  della  legge  n.  142 del 1990 consente ai soggetti  privati  di
  partecipare alla costituzione delle citate società miste;

   -  il  TAR  Lazio  con  le sentenze nn. 1148/2001  e  1161/2001
  (oltre  al TAR Catania ed al CGA), oltre a 'bloccare' il ricorso
  a   poteri   gestionali  di  emergenza  in  mancanza  di   reali
  impedimenti   all'applicazione  delle  modalità  ordinarie,   ha
  annullato le disposizioni inerenti alla costituzione di  società
  miste    extra   ordinem,   che,   potenzialmente,    potrebbero
  avvantaggiare  le  aziende  pubbliche  e  le  società  miste   a
  prevalente capitale pubblico, a discapito delle imprese private;

   -  ciò nonostante, il Presidente della Regione siciliana, nella
  qualità di Commissario delegato, ha approvato le linee guida per
  la  gestione  integrata  dei rifiuti, nonchè  gli  atti  per  la
  costituzione delle società d'ambito;

   -  recentemente,  con ordinanza commissariale del  28  novembre
  2002,  n.  1069, dopo mesi di silenzio, sono stati  riapprovati,
  con  modificazioni, gli schemi di deliberazione e lo Statuto per
  la  costituzione  della  società per la gestione  integrata  dei
  rifiuti  negli ambiti territoriali ottimali, di cui all'allegato
  A dell'ordinanza commissariale n. 280 del 19 aprile 2001;

   -  in  particolare,  la  nuova formulazione  dell'articolo  17,
  oltre ad escludere la presenza di soci privati nella costituenda
  società  per  azioni conferma, illegittimamente, la modalità  di
  votazione  del  Consiglio  di  amministrazione  della   società,
  prevedendo   diverse   e  separate  votazioni   per   l'elezione
  dell'organo;

   -  la disposizione statutaria, predisposta unilateralmente  dal
  Commissario,    determina   una   lesione   delle    prerogative
  dell'Assemblea, menomando l'esercizio del diritto  di  voto  dei
  singoli soci;

   -   ciascuna  azione  potrà,  invece,  essere  utilizzata   per
  presentare o esprimere il voto ad un solo candidato;

   -  i  superiori provvedimenti non sono improntati  al  rispetto
  dei  principi  costituzionali in materia  di  libera  iniziativa
  economica ed impediscono di ottimizzare la gestione dei rifiuti,
  ritardando  lo  sviluppo del tessuto industriale  in  un  quadro
  coerente di indirizzi;

   per sapere:

   -   quali  disposizioni  vigenti,  non  annullate  dal  giudice
  amministrativo,   consentano   al   Commissario   delegato   per
  l'emergenza rifiuti di ordinare agli enti locali, anche a  mezzo
  di commissario ad acta, di costituire società miste a livello di
  ambiti   territoriali  cui  possono  partecipare  solo  soggetti
  pubblici, prevedendo disposizioni statutarie in contrasto con il
  Codice civile;

   -   quali   motivi   abbiano   determinato   il   ritardo   per
  l'attuazione,  ove  possibile,  della  gestione  integrata   dei
  rifiuti   nella  Regione  siciliana,  così  da  determinare   il
  commissariamento di tutti i comuni dell'Isola;

   -  quali  urgenti iniziative intenda adottare al  fine  di  non
  pregiudicare la partecipazione di soci privati alle  costituende
  società  e  garantire,  contestualmente, il  corretto  esercizio
  delle  modalità  di  voto dei soci partecipanti  all'Assemblea.»
  (965)

                                                   PANARELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  Commissario delegato per l'emergenza rifiuti  e  la  tutela
  delle acque in Sicilia, ha firmato l'ordinanza commissariale  n.
  362  del  27  aprile  2005, avente per  oggetto:  'Progetto  del
  sistema  integrato  per l'utilizzo della  frazione  residua  dei
  r.s.u. al netto della raccolta differenziata prodotta nei comuni
  della Sicilia Sistema Agrigento - Ato: AG 1 - AG 2 - AG 3 - CL 1
  -  CL  2  - PA 4 sud - TP 2'; progetto che, tra l'altro, prevede
  l'impianto  di  un cosiddetto termovalorizzatore  (inceneritore)
  nei  comuni di Castetermini e Campofranco, nell'area  ASI  della
  provincia  di  Agrigento (agglomerato industriale  Casteltermini
  'Valle del Platani');

   il        progetto        prevede       la        realizzazione
  dell'inceneritore, collocandolo all'interno di un'area ricadente
  nel letto fluviale, ad una distanza inferiore ai 150 metri dalla
  sponda  o piede dell'argine del fiume Platani. Per quanto  sopra
  detto,  nella  suddetta  area  vincolata  non  è  possibile   la
  sdemanializzazione del terreno interessato. Inoltre, le opere di
  urbanizzazione, propedeutiche alla sua costruzione, ultimate nel
  1997,  sono da considerarsi abusive in quanto eseguite, dall'ASI
  di  Agrigento, in assenza delle relative autorizzazioni,  quindi
  non aventi diritto alla sanatoria ordinaria prevista dalla legge
  regionale   n.  37  del  1985  e  sue  successive  modifiche   e
  integrazioni;

   posto che:

   il  progetto  del  sistema integrato di cui in  oggetto  e,  in
  particolare,   l'impianto   industriale   di   Casteltermini   e
  Campofranco   per   l'incenerimento   dei   rifiuti,    presenta
  contraddizioni,   lacune  e  incongruenze      nell'acquisizione
  dei      pareri autorizzativi per la realizzazione dell'opera  e
  si pone in contrasto con il decreto legislativo 5 febbraio 1997,
  n. 22;

   le  suddette  contraddizioni del Piano  regionale  dei  rifiuti
  sono  state  evidenziate il 2 agosto 2004 in sede di  Conferenza
  dei servizi, svoltasi presso l'ufficio del Commissario delegato,
  alla  presenza  dei  sindaci  di Casteltermini,  Campofranco  ed
  Aragona nonché di un rappresentante della Provincia regionale di
  Caltanissetta,  i  quali hanno fatto rilevare  i  propri  pareri
  contrari al Piano stesso e riportati sinteticamente nella stessa
  ordinanza n. 362 (parere contrario alla istituzione di discarica
  e  inceneritore,  ma questo non rilevato nell'ordinanza  di  cui
  sopra,  è  stato espresso anche da rappresentanti  dei  comitati
  civici presenti alla Conferenza dei servizi);

   a  pagina 14 dell'ordinanza n. 362 è scritto testualmente: 'dal
  verbale di riunione svoltasi in data 08.02.2005 presso l'ufficio
  del  Vice  Commissario  per  l'Emergenza  rifiuti,  al  fine  di
  chiarire  la  situazione vincolistica della zona ASI  dove  sono
  previsti  gli  impianti, le Soprintendenze  di  Agrigento  e  di
  Caltanissetta  hanno  confermato  che  effettivamente  l'attuale
  corso  del Fiume Platani dista oltre 150 metri (vincolo  secondo
  D.Lgs. 42 del 2004) dal perimetro del progetto, ma che il  corso
  d'acqua pubblica del Fiume è identificato come alveo abbandonato
  ma  non  sdemanializzato. Pertanto, il vincolo imposto ex  legge
  Galasso  resta vigente fino a che l'area d'interesse  non  verrà
  sdemanializzata';

   tale  parere  favorevole, sopra riportato, è stato  rettificato
  per   autotutela  della  Soprintendenza  di  Caltanisetta,   per
  competenza   territoriale,  con  nota  del  23  febbraio   2005,
  protocollo   n.  890,  trasmessa  all'ufficio  del   Commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti;

   con  tale nota viene revocato a tutti gli effetti il precedente
  parere  favorevole, dato che gli impianti rientrano nella fascia
  di 150 metri del Fiume Platani;

   la   suddetta   nota   di   revoca  della   Soprintendenza   di
  Caltanissetta  non  è  stata riportata  nell'ordinanza  n.  362,
  nonostante  essa sia stata trasmessa all'ufficio del Commissario
  delegato  per  l'emergenza  rifiuti  59  giorni  prima  che   il
  Commissario delegato firmasse la suddetta ordinanza;

   il  Piano  paesistico  redatto  dalla  Soprintendenza  ai  beni
  culturali  di  Caltanissetta è stato trasmesso nel dicembre  del
  2003  all'Assessorato  Beni culturali e  ambientali  e  pubblica
  istruzione per il relativo parere, e malgrado si rimanga  ancora
  in  attesa  della sua approvazione definitiva,  le  linee  guida
  dello  stesso  Piano,  dove è indicata,  tra  l'altro,  la  zona
  d'ambito  della  Valle  del Platani, sono  state  approvate  con
  decreto  assessoriale n. 6080 del 21 maggio  1999  e  pubblicate
  nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana del 24 dicembre
  1999;  queste  linee  guida, anche per  quanto  riguarda  l'area
  interessata,  stabiliscono  i  massimi  livelli  di   tutela   e
  protezione ambientale;

   l'iter   procedurale  adottato  dall'Ufficio  del   Commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti si ascrive al di fuori di  ogni
  regola di buona amministrazione e viola palesemente le norme che
  prescrivono la tutela ambientale delle aree demaniali  fluviali:
  fra  l'altro, l'ordinanza n. 362 assurdamente definisce il sito,
  ove    si   vuolerealizzare    l'inceneritore,   quale    'alveo
  abbandonato';

   non  è  tollerabile  che chi è deputato alla tutela  ambientale
  ignori il disposto dell'articolo 3 della legge nazionale  n.  37
  del  1994, che sostituisce l'articolo 946 del codice civile,  il
  quale  testualmente recita: 'se un fiume o un torrente si  forma
  un  nuovo  letto, abbandonando l'antico, il terreno  abbandonato
  rimane assoggettato al regime proprio del demanio pubblico';

   l'andamento  fluviale  è  comunque  assoggettato  a   modifiche
  naturali  del  letto  e  ciò è dimostrato  dai  fogli  di  mappa
  catastale  n. 75 del Comune di Casteltermini e n. 11 del  Comune
  di  Campofranco;  si precisa però che, anche  se  c'è  stato  un
  parziale  abbandono  dell'alveo del fiume, il  sito  interessato
  alla  costruzione dell'inceneritore rimane comunque al di  sotto
  dei  150  metri dagli argini, cioè nella fascia di  rispetto,  e
  questo  lo si rileva in due documenti planimetrici dell'allegato
  4  del  Piano  paesistico    della    Provincia   regionale   di
  Caltanissetta, Carta delle Invarianti del paesaggio  del  Comune
  di  Campofranco a cura della Soprintendenza ai beni Culturali  e
  ambientali  di Caltanissetta, a sua volta si trova allegata  una
  foto  e  una  planimetria del sito, che con  estrema  precisione
  rileva  che  la  fascia di rispetto dei 150 metri arriva  dentro
  l'area  industriale dell'ASI (che, come abbiamo detto  sopra,  è
  opera  realizzata in difformità dall'ex legge Galasso), e qui  è
  stata  progettata   dall'operatore  industriale  l'installazione
  dell'inceneritore,   chiamato termovalorizzatore;

   appurato che:

   con  nota  del  24  marzo 2004, l'ufficio del Genio  civile  di
  Caltanissetta, sulla scorta della relazione tecnica dell'ASI  di
  Agrigento,     ha     espresso    parere     favorevole     alla
  sdemanializzazzione del sito;

   a  pagina 18 dell'ordinanza n. 362 del Commissario delegato per
  l'emergenza  rifiuti si legge: 'ritenuto di poter  derogare,  ai
  sensi  del  citato art. 15 dell'Ordinanza n. 2983 del 31.05.1999
  (omissis)  relativamente alla fascia di rispetto  di  150  metri
  dell'alveo  storico  del Fiume Platani, in quanto  le  opere  in
  progetto sono posizionate ad una distanza superiore ai 150 metri
  dall'attuale alveo del fiume';

   la  decisione del Commissario delegato di derogare in forza del
  disposto di cui all'art. 15 dell'ordinanza n. 2983, contrasta in
  principio con due fattori fondamentali:

   1)  il  potere di derogare è ammissibile soltanto quando questa
  facoltà  rientri  nei  confini della legalità  costituzionale  e
  nella legittimità amministrativa in via sostitutiva, cioè quando
  un  ente rifiuti, per qualsiasi motivo, il rilascio di pareri  e
  autorizzazioni  dovute,  mentre  è  un'altra  cosa  superare  il
  confine  della legalità, della trasparenza e della  legittimità.
  Infatti,  con l'ordinanza 362, si è violato il disposto  vincolo
  di  tutela paesaggistico e ambientale, in pieno contrasto con il
  disposto di cui all'art. 142 del decreto legislativo 22  gennaio
  2004,  n.  42,  detto anche 'Codice Urbani'. Pertanto,  le  aree
  demaniali dove sono state realizzate, dall'ASI di Agrigento,  le
  opere  abusive,  non  sono  soggette a sdemanializzazione  né  a
  sanatorie;

   2)  con  la nota della Soprintendenza di Caltanissetta  del  23
  febbraio 2005 si attesta in autotutela la reale distanza tra  il
  sito e l'argine del fiume Platani;

   pertanto,  il  Commissario delegato ha firmato l'ordinanza  362
  dichiarando il falso circa la distanza della fascia di rispetto;

   ritenuto  che  altro  elemento,  a  nostro  avviso  ancora  più
  scandaloso, riguarda l'altro aspetto del problema della  mancata
  tutela  ambientale e, conseguentemente, di protezione civile.  I
  recenti  disastri verificatisi ad Alba in Piemonte, a  Sarno  in
  Campania,   a  Soverato  in  Calabria,  ci  insegnano   che   la
  prevenzione e la difesa ambientale contro i rischi idrogeologici
  sono doveri primari delle istituzioni;

   considerato che:

   il  sottoscritto interrogante ha presentato un disegno di legge
  (n. 521 dell'11 novembre 2002) avente per oggetto 'Norme per  il
  riassetto  organizzativo e funzionale della difesa  del  suolo',
  con  il  quale  si  vuol  disporre il  recepimento  della  legge
  nazionale  19  maggio  1989, n. 183, relativa  alla  disciplina,
  all'attività  conoscitiva di pianificazione e  attuazione  della
  pubblica  Amministrazione, al fine di assicurare la  difesa  del
  suolo,  il  risanamento delle acque, la fruizione e la  gestione
  del patrimonio idrico;

   a  causa  del  mancato  dibattito e relativa  approvazione  del
  suddetto  DDL, la Sicilia è rimasta l'unica Regione  d'Italia  a
  non  recepire  questa  fondamentale legge dello  Stato;  e  che,
  nonostante il mancato recepimento della legge n. 183  del  1989,
  l'Assessorato  regionale  del  territorio  e  dell'ambiente   ha
  redatto  il Piano stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico
  (P.A.I.)  ai sensi dell'art. 1 del D.L. 180 del 1998, convertito
  con  modificazioni  con la legge n. 267 del 1998,  e  successive
  modifiche e integrazioni;

   fra  i  diversi piani redatti, riguardanti i bacini dell'Isola,
  c'è quello sul bacino idrografico del fiume Platani (063) con la
  relativa  carta  della pericolosità idraulica  per  fenomeni  di
  esondazione.  n. 41. Il suddetto Piano è stato pubblicato  negli
  albi  pretori  di  tutti i comuni della Valle  del  Platani,  di
  conseguenza compresi Campofranco e Casteltermini, che vedono  la
  propria  area  già  ritenuta  'zona a  rischio  di  pericolosità
  idraulica  e  a rischio di esondazione', in particolare  per  la
  presenza  della diga Fanaco che, proprio nell'ultimo periodo  di
  alta  piovosità, ha destato preoccupazione presso la  Protezione
  civile  e  la Prefettura di Agrigento, tanto che l'ESA  è  stato
  autorizzato al suo svuotamento fino al di sotto dei  livelli  di
  guardia.  Le acque della Fanaco si riversano nel fiume  Platani,
  provocando rischi di esondazione. Un esempio di ciò è fornito da
  una  fotografia, che il sottoscritto interrogante si riserva  di
  consegnare  qualora  il  Presidente  della  Regione  ne   faccia
  richiesta; in quell'occasione, le acque sono arrivate fin  sotto
  l'abusiva  strada  ASI che ha impedito il loro naturale  ritorno
  nel   proprio   alveo.  Il  naturale  rientro  delle   acque   è
  storicamente   provato   nei  fogli  mappali   dei   comuni   di
  Casteltermini e di Campofranco;

   la  lettera e) dell'articolo 6 dell'ordinanza 362 così  recita:
  'le  aree  destinate agli impianti devono prevedere una barriera
  di  protezione  ambientale, realizzata con  siepi  e  alberatura
  d'alto fusto', mentre il Genio civile di Agrigento, con nota del
  15  ottobre  2003 (prot. 5772/03), specifica: 'che  non  vengano
  effettuate piantumazioni di alberi di alto fusto nelle immediate
  vicinanze  del  confine  dell'alveo e  movimenti  di  terra  che
  alterino l'assetto plano-altimetrico esistente';

   osservato che:

   in  sostanza, il progetto di costruzione dell'inceneritore (che
  è  anche  un potenziale pericolo per l'ambiente e per la  salute
  delle  popolazioni dei comuni vicini) che si  vuole  ubicare  in
  un'area ove già, per responsabilità ancora da accertare, è stato
  intaccato il corso naturale del fiume Platani, area che, per  le
  leggi  dello  Stato  in  parte  recepite  nei  rispettivi  piani
  regionali (paesistici e idrogeologici), è sotto tutela  pubblica
  nonché non soggetta a sdemanializzazione, è inaccettabile;

   i  documenti  sopra  citati sono facilmente  reperibili  presso
  enti  locali,  assessorati e uffici pubblici  controllati  dalla
  Regione,   e   chiaramente  'spiegano'  come   non   è   affatto
  giustificabile  ogni inadempienza e ogni illegittimità  commessa
  dai rappresentanti delle istituzioni;

   per sapere, alla luce di quanto sopra esposto, se ritenga:

   di  verificare  quanto illustrato e valutare  l'opportunità  di
  revocare l'ordinanza n. 362;

   di  porre  sotto  tutela la fascia di rispetto  dei  150  metri
  dall'argine del fiume Platani.»(2291)

                                                         MICCICHE'

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi,  essendo presente  il  Governo
  nella  persona  dell'onorevole Cintola, si può dare  corso  alle
  dichiarazioni di voto.

                       Sull'ordine dei lavori

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor   Presidente,  noi   vorremmo   fare   le
  dichiarazioni  di  voto  dopo avere  ascoltato  la  replica  del
  Presidente della Regione.

    PRESIDENTE  Onorevole Assessore,  è in grado di assicurarci la
  presenza del Presidente?

    CINTOLA   assessore   per il bilancio e  le  finanze.  Sì,  il
  Presidente della Regione sta per arrivare.

    PRESIDENTE  Onorevole Assessore, se lei  non è stato  delegato
  a   rispondere  o  a replicare sull'argomento in  questione,  mi
  vedrò costretto a sospendere la seduta in attesa dell'arrivo del
  Presidente della Regione.

    CINTOLA   assessore regionale per il bilancio e  le   finanze.
  Signor  Presidente,  considerato  che    la  discussione   sulla
  questione  della  gestione  dei rifiuti  è  già  iniziata  nella
  precedente  seduta alla presenza del  Presidente  della  Regione
  che sta per arrivare, potremmo iniziare con le  dichiarazioni di
  voto.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, poiché è stato assicurato  che
  il Presidente della Regione sta per arrivare, sospendo la seduta
  avvertendo che riprenderà alle 18.45.

         (La seduta, sospesa alle ore 18.36, è ripresa alle
                              ore19.45)

              La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.
    Adesso sorge un problema procedurale. Nell'ultima seduta si  è
  rinviato ad oggi per il  prosieguo  della replica del Presidente
  della Regione  e delle dichiarazioni di voto, come risulta dagli
  atti.
     Ora  dovremmo decidere se procedere  con le dichiarazioni  di
  voto  e  successivamente  dare  al  Presidente  la  facoltà   di
  completare la replica o direttamente  con la replica.
   Il  Presidente  della  Regione, nella  precedente  seduta,  nel
  sottolineare  che  gli perveniva richiesta di una  più  organica
  replica  e che era d'accordo  a svolgerla nella seduta di  oggi,
  mercoledì  6  luglio, ha detto testualmente: «Signor Presidente,
  nel  ritenermi d'accordo a  fare la replica, credo    sia giusto
  un  minimo di intervento, se non altro per puntualizzare qualche
  concetto...»
   Naturalmente  l'onorevole Cuffaro può rinunziare  alla  replica
  promessa,  ma  io  devo  tenere conto delle  sue  dichiarazioni.
  Onorevole Cuffaro, preferisce ascoltare le dichiarazioni di voto
  e poi replicare, o  intende fare viceversa?

    CUFFARO  presidente della Regione. Svolgerò la mia replica.

    PRESIDENTE  Ha  facoltà di parlare.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  purtroppo  mi  dilungherò un pò, ma la  mozione  presentata   lo
  merita,  nel senso che è molto dettagliata e quindi le  risposte
  non  possono  che  essere dettagliate. Per la verità,   mi  sono
  anche  preoccupato  di distribuire a tutti i deputati  il  testo
  della  mia  replica. Se tutti i deputati l'hanno ricevuta  e  ne
  hanno  preso  visione,   posso anche evitare  di  leggerla   per
  intero   e  fermarmi sui tre quattro punti più importanti,  però
  questo presuppone che i deputati l'abbiano letta.

    SPEZIALE   Ma  è  la  risposta pervenuta prima  del  dibattito
  d'Aula?

     CUFFARO   presidente della Regione.  Ho capito, è meglio  che
  la legga.
     La  mozione  oggi  in discussione chiede al Presidente  della
  Regione  la  revoca  in  autotutela del piano  di  gestione  dei
  rifiuti adottato il 18 dicembre 2002 perché in contrasto con  le
  direttive   europee   in  materia.  E'  necessario   evidenziare
  immediatamente che la Commissione europea, nel maggio del  2003,
  ha  ritenuto  il  piano conforme alle esigenze  delle  rilevanti
  direttive europee, in particolare le direttive 75442,   91689  e
  9462,  invitando  il  Presidente  della  Regione  siciliana   ad
  impiegare  tutti  i  mezzi necessari  per  una  messa  in  opera
  efficace di detto piano.
   Ciò  chiarito, per definire una risposta puntuale,  può  essere
  utile  seguire pedissequamente il ragionamento sviluppato  nella
  stessa mozione presentata.
   Con  riferimento  ai  punti C)  D)  F)  G)   della  mozione,  è
  appena  il  caso  di rilevare che non è vero che  nel  documento
  delle  priorità  degli interventi per l'emergenza  dei  rifiuti,
  approvato  il 25 luglio 2000 veniva prevista l'utilizzazione del
  CDR  in  impianti  energetici esistenti, centrali  elettriche  e
  cementerie o,  in caso di indisponibilità,  in un unico impianto
  dedicato.
     In realtà quel documento per la valorizzazione energetica del
  CDR conclude «non essendo stato possibile a tutt'oggi effettuare
  le   necessarie   verifiche   con  gli   operatori   industriali
  potenzialmente  interessati,  non  è  evidentemente   definibile
  alcuna  scelta  in  merito». Queste sono parole  chiare  scritte
  anche  dall'allora Presidente. In particolare diviene  prematuro
  l'individuazione   del  numero  e  della  localizzazione   degli
  eventuali impianti di combustione dedicati, anche se le quantità
  in  gioco  suggeriscono  un orientamento  verso  un  numero  non
  superiore a tre.
   In  definitiva  lo  scenario  che si  sarebbe  prefigurato  era
  simile a quello che in questi anni si è determinato in Campania,
  impianti  che  producono CDR in gran quantità  che  deve  essere
  ammassato  per  l'assenza di impianti  dedicati  o  deve  essere
  trasferito  in  altre regioni o all'estero, con costi  enormi  e
  improduttivi, se non per la Germania o per le regioni  Lombardia
  ed  Emilia,  dove  è allocata la gran parte  degli  impianti  di
  termovalorizzazione esistenti in Italia.
   Non ha senso affermare che il piano di gestione dei rifiuti  in
  Sicilia,  adottato con ordinanza n. 1166 del 18  dicembre  2002,
  non  è  in  linea con le previsioni del documento delle priorità
  degli   interventi  per  l'emergenza  rifiuti  pubblicato  nella
  Gazzetta  Ufficiale della Regione siciliana del 4  agosto  2000,
  dal  momento  che  il  piano  doveva  essere  uno  strumento  di
  pianificazione  di  respiro  più  vasto  che,   partendo   dalla
  situazione  di emergenza,  fosse proiettato al suo  superamento.
  Pertanto,  non ha alcun senso chiedersi se fosse in linea con il
  PIER perchè ne rappresenta un superamento.
     Il  piano doveva contenere e contiene una programmazione che,
  tenendo conto dell'esistente,  consente di percorrere una strada
  che porta al superamento dell'emergenza, mentre il PIER era solo
  un   documento   contenente  interventi  nati  per  fronteggiare
  l'emergenza  e  che non si sono rivelati adatti a tale  compito.
  Tant'è  che  nel  2002,   anno in cui  è  stato  predisposto  ed
  adottato   il   piano,   la  situazione  era  la  seguente:   la
  percentuale di raccolta differenziata era solo del 3 per  cento,
  nessuno  degli impianti previsti nel PIER era stato  realizzato,
  nessuna  delle  previsioni,  seppur di  massima,   presenti  nel
  PIER era stata realizzata.
   Non  è  esatto dire che la previsione di raccolta differenziata
  è  variata passando dal 50 per cento  PIER ad altra percentuale,
  cioè  quella del piano. Il piano di gestione dei rifiuti  invece
  pone   al   centro   della   sua  programmazione   la   raccolta
  differenziata   tanto  che  dedica  all'  organizzazione   della
  raccolta  differenziata,   in  funzione  della  più  complessiva
  gestione  integrata dei rifiuti,  tutto il capitolo VII  di  ben
  124 pagine.
   Il  piano  correttamente  non fissa però  limite  massimo  alle
  possibili  percentuali di raccolta differenziata, ma  indica  le
  linee  operative  secondo  le quali si  propone  di  raggiungere
  almeno  il  35 per cento e lascia la più ampia possibilità  alle
  società  di  ambito di perseguire percentuali superiori. Occorre
  precisare  che gli obiettivi,  definiti in ambito regionale  con
  l'ordinanza n. 3190 del 2002, si discostano dalla previsione  di
  carattere  nazionale,   fissando con  l'articolo  4,   comma  1,
  entro  il  31 dicembre 2003,  l'obiettivo del 15 per  cento   di
  raccolta differenziata ed il 25 per cento  al 31 dicembre 2005.
   Pertanto   gli  obiettivi  intermedi  di  intercettazione   cui
  riferirsi  per  la  raccolta delle frazioni dei  rifiuti  urbani
  devono  tener  conto  del  diverso  contesto  normativo,   fermo
  restando  che  dopo  il  31 dicembre 2005 l'obiettivo  torna  ad
  essere quello del decreto legislativo 2297, cioè il 35 per cento
  di  raccolta differenziata e che i comuni e le loro aggregazioni
  possono  nei propri piani di ambito stabilire obiettivi ben  più
  ambiziosi,   cosa che  tutti auspichiamo possa avvenire.
   In   particolare  viene  indicata  come  strada   maestra   per
  raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata la  raccolta
  monomateriale o multimateriale leggera, che e quella   in  grado
  di  garantire  la maggiore purezza del  materiale  e  quindi  un
  miglior recupero, indica le forme gestionali prioritarie ai fini
  della   raccolta,    mettendo  in  primo   piano   la   raccolta
  domiciliare,   prevedendo  anche  sistemi  innovativi   per   la
  pesatura ed il riconoscimento ai cittadini di premialità.
     Dice testualmente: «per il raggiungimento degli obiettivi  di
  recupero previsto dall'ordinanza n. 2983 del 99' e sue modifiche
  ed  integrazioni il sistema di raccolta dovrà evolvere verso  un
  sistema  combinato  costituito  da  una  pluralità  di  raccolta
  differenziata.»La raccolta differenziata tradizionale effettuata
  con  le campane per la carta e per il vetro dovranno  cedere  il
  posto a sistemi di raccolta differenziata integrata basata sulla
  raccolta domiciliare o comunque ravvicinata all'utenza sia delle
  frazioni  secche e degli imballaggi e delle frazioni  organiche.
  In   ogni   caso  i  sistemi  di  raccolta  dovranno  prevedere,
  preferibilmente, attrezzature con sistemi di pesatura al fine di
  potere quantificare i conferimenti dei singoli e/o di gruppi  di
  cittadini.
   Sarà  in tal modo possibile avere a disposizione tutti  i  dati
  necessari  per  il  passaggio da tassa a tariffa  e  gestire  la
  stessa  tariffa, potere premiare i comportamenti  più  sensibili
  alla raccolta differenziata,  legando però l'eventuale premio  a
  dati quantitativi.
     In  prospettiva sarà inoltre utile prevedere dei  sistemi  di
  localizzazione   dei  mezzi  collegati  a  sistemi   informativi
  territoriali che consentano di posizionare sulla cartografia del
  territorio  sia  i  mezzi  durante  il  loro  utilizzo,  sia   i
  cassonetti  che dovranno a tal fine  essere dotati  di  apposito
  trasponder,  permettendo  così una continua  ottimizzazione  dei
  percorsi e delle frequenze di svuotamento.
   E'  inoltre  opportuno rilevare che il piano  di  gestione  dei
  rifiuti  in  Sicilia mette al primo posto, come obiettivi  della
  politica  di gestione rifiuti, le quattro R: riduzione e  riuso,
  recupero  e  riciclaggio, inserendoli in un  disegno  strategico
  coerente che pone alla base gli indirizzi comunitari, i relativi
  recepimenti  con  norme nazionali e le ordinanze  di  Protezione
  civile.
   A  tal  fine,  per  raggiungere i suddetti obiettivi  il  piano
  prevede,   al  punto  774,  che è opportuno sottolineare  che  i
  sistemi  di raccolta domiciliare sono certamente più  adatti  al
  passaggio da tassa a tariffa in quanto,  potendo identificare il
  rifiuto  realmente prodotto dalle singole utenze,   si  consente
  un'applicazione  tariffaria  in grado  di  attribuire  la  quota
  variabile  in  modo  puntuale; nel caso  invece  di  raccolta  a
  contenitori  stradali pluriutenza l'attribuzione  deve  avvenire
  utilizzando indici di produttività medi per classe di utenza non
  consentendo  quindi una politica tariffaria  che  sia  veramente
  premiante per chi riduce la produzione di rifiuti e li indirizza
  verso il recupero.
   L'attività  di sensibilizzazione svolta fino ad oggi  da  parte
  dell'ufficio del commissario delegato ha riguardato  le  quattro
  azioni   principali  previste  dal  piano:  la   riduzione,   il
  riutilizzo,   il  recupero  di  materie  raccolte  differenziate
  ultimamente   e  cioè  la  termovalorizzazione   e   quindi   il
  riciclaggio,   attraverso  il  coinvolgimento   delle   comunità
  scolastiche  con  le loro refluenze all'interno  delle  famiglie
  nonché  delle  comunità locali nei comuni con meno  di  10  mila
  abitanti.  Ad  oggi  sono stati finanziati  n.  69  progetti  di
  comunicazione  ai  comuni con meno di 10 mila  abitanti  per  un
  importo pari a circa un milione e mezzo di euro, in merito

    ORTISI  In Piemonte

    CUFFARO    presidente  della  Regione.  In  Sicilia  onorevole
  Ortisi  io  non  sto  raccontando frasi dell'Odissea  e  neanche
  dell'Iliade,  riporto  dati ufficiali.  Ripeto  per  l'onorevole
  Ortisi  che era distratto: ad oggi sono stati finanziati  n.  69
  progetti di comunicazione ai comuni con meno di 10 mila abitanti
  per  un  importo pari a circa un milione e mezzo di euro non  da
  finanziare, già finanziati; in merito alle attività rivolte alle
  comunità  scolastiche  sono  state  finanziate,  per  gli   anni
  scolastici   che   vanno   dal  2001  al   2004,   progetti   di
  sensibilizzazione  che  hanno coinvolto  13.957  alunni  di  396
  istituti  scolastici per un importo di 1.585,00 euro  (se  vuole
  abbiamo i nomi dei 396 istituti scolastici). Nel corso del  mese
  di   maggio   2004   è  stata  effettuata  la   prima   campagna
  pubblicitaria  a  livello  regionale  per  la  promozione  della
  raccolta  differenziata  che  è stata  effettuata  attraverso  i
  quotidiani  a  diffusione regionale, la radio e  le  televisioni
  locali.  Anche  le  società d'ambito,  in  coerenza  con  quanto
  previsto  dal piano regionale di gestione dei rifiuti,  dovevano
  ed  hanno previsto un'attività di comunicazione all'interno  dei
  propri  piani  d'ambito,  le richieste  di  finanziamento  delle
  attività di comunicazione presentate alle società d'ambito  sono
  state  esaminate  ed  esitate nel corso  dei  mesi  di  ottobre,
  novembre  e dicembre 2004 con l'emissione di n. 27 ordinanze  di
  finanziamento  a copertura di tutto il territorio siciliano,  27
  ambiti  territoriali, per un importo di 15 milioni  e  500  mila
  Euro circa.
     Vorrei ricordare che le società d'ambito, che sono scelte per
  gestire  gli  ambiti,  non vengono nominate  dal  Governo  della
  Regione, ma dai Sindaci delle Amministrazioni che ne fanno parte
  e   molti   di  essi  sono   Sindaci  (e  Amministrazioni)   del
  centrosinistra.
   Non  è  vero  che  gli impianti localizzati  sulla  base  della
  previsione del PIER erano 9 impianti, tanti quanti erano gli ATO
  previsti  localizzati  in aree industriali  fornite  in  rotaia,
  infatti  il  PIER  indicava una preferenza per il  trasporto  su
  rotaia  e per la localizzazione in aree industriali, tant'è  che
  gli  impianti localizzati nel corso del 2001, sulla scorta delle
  indicazioni  provenienti dalle aree industriali dei comuni,  non
  in  tutti i casi erano previsti in aree industriali; ad esempio,
  per  Trapani  e  in  pochissimi casi, ad  esempio  per  Catania,
  potevano   essere  serviti  da  rotaie  senza  dover  realizzare
  infrastrutture   particolarmente  pesanti,  infrastrutture   che
  sarebbe possibile realizzare anche in alcuni degli attuali  siti
  individuati per gli ambiti di trattamento.
   Anche   molti  degli  impianti  a  servizio  del   sistema   di
  trattamento  finalizzato  alla  termovalorizzazione  sono  stati
  previsti  in  zone  ASI  o  in  aree  industriali;  ad   esempio
  Casteltermini, Augusta, Catania, Favara, Modica ed Enna.
   In  merito,  poi,  alla definizione degli  ambiti  territoriali
  ottimali previsti dal PIER  bisogna rilevare quanto segue.
   Il  PIER  predisposto sulla base della documentazione preparata
  dalla  Commissione  scientifica dell'allora  presidente  Aurelio
  Angelini, ed adottato con decreto commissariale numero  150  del
  25 luglio 2000 dell'allora Presidente della Regione, commissario
  per  l'emergenza, onorevole Capodicasa, individua 9 ambiti e  24
  subambiti.
   Quel   decreto  predisposto  dal  Comitato  tecnico-scientifico
  presieduto da Aurelio Angelini ed il susseguente decreto firmato
  dall'onorevole Capodicasa, commissario per l'emergenza  rifiuti,
  individua  9  ambiti e 24 subambiti a servizio degli  ambiti  di
  produzione del CDR, cioè del combustibile derivato dai rifiuti.
   Con  ordinanza  commissariale, poi, numero 280  del  19  aprile
  2001,   Presidente   della   Regione,   commissario,   stavolta,
  l'onorevole  Leanza,  sempre  sulla  base  della  documentazione
  preparata   dalla  Commissione  scientifica  -   il   Presidente
  continuava  ad  essere sempre il professore Aurelio  Angelini  -
  sono  stati individuati 25 ambiti a servizio degli impianti  per
  la  selezione ed il trattamento della frazione secca da raccolta
  differenziata e 35 subambiti per la frazione umida.
   Lo  rileggo  per chi è stato distratto: l'ordinanza  fatta  dal
  Presidente  della  Regione, su proposta  dell'allora  presidente
  della Commissione scientifica, professore Aurelio Angelini, noto
  presidente  anche di altre cose, nonché presidente sempre  dello
  stesso  Comitato  scientifico quando c'era il  Presidente  della
  Regione   Capodicasa   e  da  lui  nominato   presidente   della
  Commissione  tecnico-scientifica sono  stati  istituiti,  questi
  sono dati poi me li smentirà...

     CAPODICASA  No, l'ha nominata il Ministero...

     CUFFARO    presidente  della  Regione.   Su   proposta   sua,
  presidente Capodicasa. Qui nessuno è disposto a credere  che  il
  professore  Aurelio Angelini è stato nominato da un  Governo  di
  centrodestra. Su questa cosa non convince nessuno.

     CAPODICASA  Io le preciso chi aveva la competenza...

     CUFFARO  presidente della Regione. Perfetto, sono d'accordo.
   Il   professore   Aurelio  Angelini,  che  è   stato   nominato
  dall'allora   Governo   di   centrosinistra   -    il   Ministro
  dell'ambiente di allora del Governo di centrosinistra  era   Edo
  Ronchi  - fece una proposta all'allora Commissario, di  fare  25
  ambiti  a  servizio  degli  impianti  per  la  selezione  ed  il
  trattamento  della  frazione  secca da  raccolta  differenziata;
  quindi introduciamo la frazione secca da raccolta differenziata.
   Prima  dell'emanazione dell'ordinanza numero 28 del  2001  sono
  stati  effettuati  incontri presso le sedi  delle  Province,  ai
  quali sono stati invitati tutti i comuni interessati.
   Nel  corso  dei  suddetti incontri, che si  sono  conclusi  tra
  gennaio  e febbraio 2001, sono stati presentati gli ATO  per  le
  raccolte  differenziate e si è acquisito il  parere  degli  enti
  coinvolti  acquisendo l'assenso degli stessi e provvedendo,  ove
  possibile,  alla modifica della pianificazione sulla base  delle
  indicazioni   emerse   dagli   stessi   incontri,   senza   però
  acconsentire  all'aumento  del  numero  degli  ATO   così   come
  chiedevano  alcune  province,  vedi,  ad  esempio,   quello   di
  Siracusa.
   Il  sistema risultante dal PIER e dall'ordinanza numero 280 del
  2001  consisteva  in 34 ATO, 9 per il CDR, 25 per  la  selezione
  alla frazione secca e 59 sub ATO, 24 come ulteriore suddivisione
  dei 9 ATO per il CDR e 35 come ulteriore suddivisione dei 25 ATO
  per la selezione alla frazione secca.
   Quindi, come vede, sto dicendo le cose come stanno.

    CAPODICASA  Poi dobbiamo spiegare cosa  significa...

    CUFFARO  presidente della Regione. Certo, ma lo sto spiegando.
  Credo  sia talmente chiaro...
   Dal  momento  che i 25 ATO per la frazione secca  non  potevano
  essere considerati come suddivisione dei 9 ATO per il CDR, basti
  pensare  che  i  9  ATO  non corrispondevano  ai  confini  delle
  province siciliane mentre 25 ATO erano un'ulteriore suddivisione
  dei  confini territoriali delle province, il sistema dei 34  ATO
  (9  +  25)  era  incompatibile  con un  sistema  destinato  alla
  gestione integrata dei rifiuti.

    CAPODICASA  Secondo il vostro parere...

    CUFFARO  presidente della Regione. Infatti, non si riusciva  a
  far coincidere per tutta la Sicilia l'ambito territoriale in cui
  è  effettuata la raccolta  rifiuti indifferenziati  destinato  a
  diventare   CDR   e  quello  in  cui  effettuare   la   raccolta
  differenziata  destinata ad essere trattata nei 25  impianti  di
  selezione del secco e nei 35 impianti trattamento e l'umido.
   Si  doveva razionalizzare il sistema prevedendo un unico ambito
  in  cui effettuare la raccolta sia del rifiuto differenziato che
  del  rifiuto  differenziato  e  dei  subambiti  che  ne  fossero
  un'ulteriore  suddivisione, per ottimizzare le singole  raccolte
  soprattutto dal punto di vista territoriale.
   L'intervento  dell'OPCM  3190 del 2002  elimina  l'esigenza  di
  individuare gli impianti di trattamento del CDR dal momento  che
  chiede al commissario delegato di individuare, tramite procedura
  ad  evidenza pubblica, operatori industriali che si impegnino  a
  trattare   la   frazione   residua  a   valle   della   raccolta
  differenziata  in  appositi  impianti  ai  fini   del   recupero
  energetico.
   La razionalizzazione del sistema viene fatta con le linee guida
  per la raccolta differenziata, che viene approvata con ordinanza
  commissariale numero 488 dell'11 giugno 2002 e pubblicata  sulla
  G.U.R.S. del 28 giugno 2002, le quali si basano sulla scelta  di
  privilegiare  le  aggregazioni per  la  raccolta  differenziata,
  anche  sulla base delle considerazioni che le stesse erano state
  portate  a  conoscenza  e condivise dagli enti  territoriali  ed
  operano uno snellimento delle aggregazioni territoriali fino  ad
  allora   individuate,  facendo  diventare  ambiti   territoriali
  ottimali  la  gestione integrata dei rifiuti e  le  aggregazioni
  territoriali delle raccolte differenziate, cioè estendendo anche
  alla  gestione della frazione  residuale a valle della  raccolta
  differenziata, portando così da 34 a 25 il possibile  numero  di
  aggregazioni  in  ambiti territoriali ottimali per  la  gestione
  integrata.
   L'avviso  pubblico,  redatto in attuazione  delle  disposizioni
  dell'ordinanza 3190 del 2002, obbliga gli operatori  industriali
  che  vogliono proporre il sistema per il trattamento dei rifiuti
  ai  fini  della termovalorizzazione ad utilizzare  i  25  ambiti
  territoriali  ottimali  per  la gestione  integrata,  così  come
  definito  dalle  linee guida della raccolta  differenziata  come
  elementi per costituire il proprio sistema.
   Il piano di gestione dei rifiuti in Sicilia ha fatto la propria
  suddetta divisione ed ha stabilito termini temporali precisi per
  la creazione delle aggregazioni per la gestione integrata.
   Al  capitolo  8.2 è riportato, infatti, il crono-programma  per
  l'avvio   della  gestione  integrata  dei  rifiuti,  nonché   la
  tempistica  prevista per la realizzazione di  tutta  la  società
  d'ambito entro il 31 dicembre 2002.
   La procedura ha previsto il coinvolgimento di tutti i comuni  e
  di  tutte  le  province  della Sicilia, che  hanno  regolarmente
  partecipato  alla costituzione della società d'ambito.  Tutti  i
  comuni,  nessuno  escluso, hanno regolarmente  partecipato  alla
  costituzione delle società d'ambito, questo per chiarezza o  per
  chi non lo ricordasse.
   Al  fine  di  costituire le società d'ambito entro il  mese  di
  dicembre  2002 è stato addirittura necessario attivare procedure
  di  sostituzione e di commissariamento. Il piano  non  impedisce
  l'ulteriore aggregazione di ambiti territoriali ottimali, ove  i
  comprensori lo scelgano e lo richiedano.
   Pertanto,  in futuro sarà possibile che gli ambiti territoriali
  ottimali,  a seguito di fusioni volontarie possano ridursi  fino
  ad  un  limite  di  nove, coincidenti con le province  regionali
  esistenti.
   Salterei la politica sui piani d'ambito ma lascio, se serve, la
  relazione.  Consentitemi però di fare  un  passaggio  almeno  su
  alcune   di   queste   parti,   sulla  raccolta   differenziata.
  Consentitemi  almeno di affrontare il problema  della  riduzione
  delle discariche.
   E'   appena  il  caso  di  fare  rilevare  che  alla  data   di
  dichiarazione dello stato di emergenza, quando fu dichiarato nel
  2000,  l'unico  sistema di smaltimento di rifiuti solidi  urbani
  nella Regione siciliana era rappresentato dalle discariche.
   Alla  fine  del  1999,  le  discariche  attive  nel  territorio
  dell'Isola erano 325 di cui 11 autorizzate, ex articolo 27 e  28
  del  Decreto legislativo numero 22 del 1997. Cioè, in media poco
  meno di una discarica per ogni Comune, quasi. Di queste solo  11
  risultavano  autorizzate, ex articolo 27 e 28, mentre  tutte  le
  altre  risultavano  autorizzate, ex  articolo  13  dello  stesso
  Decreto legislativo.
   Nel   corso  dell'attività  di  attuazione  dell'ordinanza   di
  protezione  civile, l'ufficio del Commissario delegato,  con  la
  collaborazione  dei Prefetti, cui l'ordinanza  2983  assegna  la
  competenza  in materia di discariche, ha provveduto  a  chiudere
  alla  data  del  30  giugno del 2002, ben 211 delle  citate  325
  discariche.  Quindi,  il 65 per cento delle  stesse  discariche,
  alcune  perché  esaurite ed altre perché le  cattive  condizioni
  tecnico-ambientali, lasciando attive 114 discariche, di  cui  11
  autorizzate, ex articolo 27 e 28.
   Successivamente, ha provveduto a chiudere ulteriori  discariche
  tanto  che al 31 dicembre 2004 risultavano in esercizio solo  56
  discariche.
     Ad  oggi, le discariche attive sono 52, mentre a regime,  non
  appena si attiverà il sistema di trattamento rifiuti finalizzato
  alla  termovalorizzazione, si  giungerà ad  una  situazione  che
  prevede  solo  discariche  presso  avvalli,  cioè  rifiuto   non
  pericoloso che residua dai processi di trattamento per un totale
  complessivo di 11 discariche.
   Al  fine di ridurre il numero di discariche autorizzate dall'ex
  articolo 13, l'ufficio del Commissario delegato, in coerenza con
  la  pianificazione regionale, ha finanziato la  realizzazione  o
  l'ampliamento esclusivamente di discariche autorizzate ai  sensi
  dell'articolo 27 e 28. In particolare, sono state finanziate  13
  discariche  di rifiuti solidi urbani e 7 discariche  di  rifiuti
  inerti per un importo complessivo di 57 milioni di euro.
   La  raccolta differenziata in questi anni, a partire  dall'anno
  del  commissariamento, secondo gli ultimi dati,  è  passata  dal
  2,0%  del 1999 al 5,7% del 2003. Per l'anno 2004 il dato  non  è
  completo  in  quanto molti Comuni non hanno ancora compilato  ed
  inviato la scheda di rilevazione.
   Nel  corso  del  2005  si  attiveranno le  nuove  gestioni  che
  dovranno  avere come parametro le linee guida del  contratto  al
  risultato,  consentendo  in  tal modo  di  ottenere  livelli  di
  raccolta differenziata più certi. Sarà fondamentale il controllo
  e  la  verifica  affinché  questo processo  venga  correttamente
  portato a termine.
   In  data 17 dicembre 2003, in data 20 maggio 2004 e in data  24
  novembre  2004  sono state emesse le circolari che  stabiliscono
  criteri,  modalità e tempi per la presentazione dei progetti  da
  parte  della società d'ambito per i finanziamenti a valere sulla
  misura  1.14  del  POR 2000-2006 per la gestione  integrata  dei
  rifiuti.
   Entro  il  26 agosto 2004, le società d'ambito hanno presentato
  progetti  per  i  piani  di  comunicazione,  gli  impianti,   le
  attrezzature  per l'avvio della gestione integrata dei  rifiuti.
  Entro il dicembre 2004, le società d'ambito hanno presentato  le
  integrazioni ai progetti già presentati ed i nuovi progetti  per
  l'avvio della gestione integrata dei rifiuti.
   Al   31   dicembre   2004   si  sono  concluse   le   procedure
  amministrative  istruttorie necessarie per  la  concessione  dei
  finanziamenti e dei relativi interventi che hanno consentito  di
  finanziare  gli  interventi  finalizzati  all'attuazione   della
  gestione  integrata  per  circa 245  milioni  di  euro,  che  si
  aggiungono  agli  interventi  per  circa  60  milioni  di  euro,
  precedentemente   finanziati,  e in  corso  di  realizzazione  -
  questo per quanto riguarda le società d'ambito, naturalmente.
   Uno  dei presupposti per incrementare la raccolta differenziata
  è  costituito  dalla  realizzazione e  messa  in  esercizio  dei
  necessari  presidi  quali  centri  comunali  di  raccolta  e  le
  cosiddette  isole ecologiche'.
   Per quanto riguarda l'impiantistica di base, isole ecologiche e
  centri  comunali di raccolta, alla data odierna la situazione  è
  la  seguente:  sono state finanziate 266 isole ecologiche  -  ai
  vari  comuni  chiaramente - per un importo di  circa  25.700.000
  euro.  Di  queste 266 isole ecologiche, 246 sono già ultimate  i
  comuni  le  hanno  già ultimate; sono stati finanziati  129  CCR
  (Centro   comunale  di  raccolta)  per  un  importo   di   circa
  104.000.000  di euro, di questi 129 CCR, 50 sono  già  ultimati.
  Questi sono dati che mi vengono forniti dagli uffici, non li sto
  inventando.
   Impianti per la valorizzazione e la frazione secca e umida: nei
  piani  d'ambito è stato prevista la realizzazione  di   impianti
  di compostaggio e impianti per la selezione della frazione secca
  -  che  è  uno dei noccioli della nostra questione. Prima  delle
  circolari  era stato finanziato un impianto di compostaggio  per
  un  importo di circa 3.000.000 di euro previsto dal  PIT  14  di
  Enna.
   I  progetti per i quali sono stati erogati i finanziamenti,  al
  31  dicembre  2004, sono: progetti di impianto per  selezione  e
  valorizzazione  del secco, per un totale di  sette  progetti   e
  l'importo  di  circa  23 milioni e mezzo di  euro;  progetti  di
  impianti  di  compostaggio per un totale di 12  progetti  e  due
  completamenti  di impianti per l'importo di circa 52.000.000  di
  euro;  attrezzature per la raccolta differenziata, per un totale
  di  19  richieste  per  l'importo di circa 63.000.000  di  euro;
  attività  di  comunicazione, per un totale  di  27  richieste  a
  fronte  di altrettanti piani di comunicazione per un importo  di
  15 milioni e mezzo di euro.
   E'  chiaro  che tutti questi sono stati finanziati  a  tutti  i
  comuni  che  ne hanno fatto richiesta. E ribadisco che  tutti  i
  comuni  che hanno fatto richiesta  hanno avuto finanziato  tutto
  ciò che hanno chiesto.

    SPAMPINATO   Il  5  per  cento,  per  dimostrare  che   stiamo
  attenti...

    CUFFARO  presidente della Regione. Il dato è il 5,7 per cento.
  Abbiamo il 6 per cento della raccolta differenziata.

    MICCICHE'  In questo dato c'è la plastica delle serre

    CUFFARO  presidente della Regione. In risposta ai punti H e  I
  -  sempre  in  riferimento alla stessa mozione - va sottolineato
  che il Commissario delegato non ha effettuato alcuna deroga alle
  procedure   di  gara  europee,  questo  interessava  soprattutto
  l'onorevole  Miccichè,  ma ha emesso  una  avviso  pubblico  per
  individuare   operatori  industriali  ai   quali   affidare   in
  concessione il servizio pubblico di trattamento del  rifiuto  ai
  fini del recupero di energia così come prevedeva l'OPCM 3190 del
  2002.  L'Unione europea, in tal caso, non richiede  l'osservanza
  delle procedure di gara sancite dal decreto legislativo 157/1995
  ma   dei  principi  generali  di  trasparenza,  proporzionalità,
  partecipazione   e  pubblicità - principi che sono  stati  tutti
  rispettati,  onorevole  Miccichè, poi la  Procura  farà  le  sue
  scelte.

    MICCICHE'  Ma la Procura non c'entra niente, ci sarà la  Corte
  di giustizia...

    CUFFARO  presidente della Regione. Ma lo farà. Come è noto  su
  questo  punto  è  stato avviato un contenzioso  da  parte  della
  Commissione europea.
   La  Commissione è la Dg-Mercato, che non c'entra niente con  il
  resto,   ritenendo  la  stessa  che  quell'avviso   configurava,
  piuttosto  che una concessione di servizi un appalto di  servizi
  e,  pertanto,  allo stesso non sarebbe stata data la  pubblicità
  richiesta dalle direttive comunitarie sugli appalti.
   Allo  stato è ancora in corso la interlocuzione per  i  servizi
  della  Commissione a ciò autorizzata dal Collegio dei Commissari
  e  dal  Governo italiano che ha provveduto ad inviare  ulteriori
  elementi di valutazione dopo un incontro tra le parti svoltosi a
  Bruxelles il 30 maggio scorso.
     Le  procedure di selezione vengono individuate  con  l'avviso
  pubblico approvato con ordinanza commissariale numero 670 dell'8
  agosto  del 2002 pubblicata nella Gazzetta regionale  numero  32
  del  9  agosto, nella Gazzetta europea del 16 agosto  e  in  una
  serie di giornali a tiratura nazionale tra cui il Sole 24 Ore  e
  uno a tiratura regionale che è il Giornale di Sicilia. Quindi, è
  stato  pubblicato  sulla  Gazzetta regionale  ed  europea,  come
  prevede la norma.
   Il  suddetto  avviso  conteneva  l'invito  a  voler  sottoporre
  proposte documentate che rispondono alle sovraindicate finalità,
  secondo  le  linee guida allegate, al fine di procedere  ad  una
  selezione  tra quanti erano disposti ad impegnarsi ad utilizzare
  rifiuti   residuali   in  funzione  delle  migliori   condizioni
  economiche e di protezione ambientale; questo era il bando.
   La  localizzazione  degli  impianti è  stata  effettuata  dagli
  operatori  industriali  sulla  base  di  linee  guida   allegate
  all'avviso pubblico. Le linee guida definiscono, in particolare,
  le  caratteristiche  tecniche che devono  avere  i  progetti  da
  presentare e specificano che i progetti devono essere sviluppati
  secondo i seguenti assi portanti: riduzione e riuso, recupero  e
  riciclaggio dei materiali. Tutto questo era previsto nel bando.
   Lavorazione della frazione residuale nelle due componenti secco
  e umido...

    ORTISI  Il 95 per cento...

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  No,  onorevole  Ortisi,
  abbiamo  detto  che dobbiamo portare la raccolta  differenziata,
  anche  con  l'impegno dei tanti  sindaci che,  giustamente  come
  tutti  noi,  hanno  a  cuore la salute dei  cittadini,  dobbiamo
  portarla al 35, noi speriamo al 45 per cento o al 50 per  cento,
  però  non meno del 35 per cento. Onorevole Ortisi, non sia  così
  diffidente,  vedrà  che  i  cittadini  siciliani  e  i   sindaci
  riusciranno  a  fare  la  raccolta  differenziata,  ma   lei   è
  pessimista per natura.
   Veda,  onorevole Ortisi, se noi siamo così sensibili nel  porre
  all'attenzione di questo Parlamento un dibattito così importante
  che  abbiamo  il piacere tutti insieme di fare,  se  siamo  così
  sensibili nel territorio a protestare, a marcare il desiderio di
  salute  ambientale, ad essere tutti pronti a richiedere  che  ci
  sia sempre più controllo perché l'ambiente venga rispettato,  se
  questa   Sicilia  è  in  grado  di  produrre  questo,  io   sono
  straordinariamente  certo che sarà anche in  grado  di  fare  la
  raccolta differenziata.
   Sarebbe  un'anomalia incredibile pensare che i siciliani  hanno
  molto  a cuore la salute ambientale e il rispetto del territorio
  quando  pensano a chi deve scegliere e come fare e, poi,  quando
  dipende da loro, quando la responsabilità è loro, quando  devono
  essere  loro  a  fare  il primo passo della filiera,  dovrebbero
  invece dimostrare che non è così  Onorevole Ortisi, non sia così
  pessimista,   vedrà   che  i  siciliani  faranno   la   raccolta
  differenziata
   Lavorazione  della  frazione residuale  delle  due  componenti,
  secco ed umido, termovalorizzazione della sola frazione secca...

    MICCICHE'  Allora a  cosa servono i termovalorizzatori?

    CUFFARO   presidente  della Regione.  E'  scritto  nel  bando,
  onorevole  Miccichè, se non si ottempera al bando si  commettere
  reato e a questo punto interviene la Procura della Repubblica.
   Stabilizzazione   della   frazione   umida   e    utilizzazione
  preferenziale della stessa per recuperi ambientali. E, su questo
  siamo  tutti  d'accordo. Smaltimento in  discarica  dei  residui
  finali  innocuizzati,  rifiuti ultimi non utilizzabili.  E,  per
  ognuno  dei  suddetti punti esplicita le condizioni che  debbono
  essere  soddisfatte.  Quindi il bando,  sotto  questo  punto,  è
  assolutamente  preciso. Chiunque ha vinto la gara  sa  che  deve
  fare questo e noi nel bando ci siamo impegnati a fare questo;  e
  se non si  fa questo si fa una cosa che non è quella scritta nel
  bando  ed  è  chiaro che lì bisognerà intervenire, se  così  non
  dovesse essere.
   Le procedure si sono concluse nel gennaio 2003, sono state date
  ad una commissione appositamente nominata e ritenute ammissibili
  le  proposte formulate da quattro associazioni di impresa  sulle
  sette proposte che erano pervenute.
   L'ordinanza  333  del  2003  non  individua  la  procedura   di
  selezione,  ma  individua  gli  impianti  dei  quattro   sistemi
  finalizzati  al recupero di energia, così come risultanti  dalla
  procedura di selezione.
   Io  vi  risparmierei tutto il resto di cui avevo parlato  anche
  l'altra volta. Ci sono allegate qui le tabelle, dove si dimostra
  che  tutto il mondo ha i termovalorizzatori, dico tutto il mondo
  e  adesso leggo soltanto qualche dato. In Austria ne abbiamo  2,
  in  Belgio 18, in Danimarca 32, in Francia 112, in Germania, 80,
  in  Italia, in atto, ce ne sono 51, in Olanda 11, in Norvegia 4,
  in  Portogallo 2, in Spagna 8, in Svezia 19, in Svizzera 31,  in
  Ungheria 1, per un totale di 354.
   Se vi interessa sapere dove sono situati in Italia, ve lo posso
  dire;  ce  ne  sono 14 in Lombardia, 3 nel Veneto, 3  in  Friuli
  Venezia  Giulia, 9 in Emilia Romagna, 8 in Toscana, 1 in Umbria,
  1  nelle Marche, 0 in Campania e in Sicilia, questo lo sapevano,
  ma  che  la  Campania  e  la Sicilia si  stanno  attrezzando  lo
  sappiamo pure.
   Punto   J  della mozione. Ancora ci si lamenta che la  dote  di
  servizio  sia  di venti anni, senza tenere conto del  fatto  che
  minore è la durata del periodo di ammortamento, maggiori sono  i
  costi  e  che la durata deve essere commisurata alla  tecnologia
  degli  impianti  e  strettamente  connessa  con  l'entità  degli
  investimenti.
   Al punto  K , si provvede a comparare il costo del servizio con
  i  costi  fissati  per la Calabria e la Campania,  senza  tenere
  conto  del fatto che la normativa sopravvenuta imposta  maggiori
  investimenti   per   una   migliore  tutela   della   salute   e
  dell'ambiente  e  che  i servizi sono diversi,  in  quanto  sono
  previsti  il trasporto e la stazione trasferenza e gli  impianti
  per  l'inietizzazione a sovvalli. Vi risparmio  tutto  il  resto
  perché so che non è questo il punto che ci interessa di più.
   I  punti   L  ,  M  e  N . Occorre evidenziare che  la  mozione
  afferma  che i termovalorizzatori saranno alimentati dai rifiuti
  indifferenziati, invece che dal CDR, questo è il tema  più  caro
  al presidente Capodicasa. E perché? Perché questo Parlamento, ma
  lo  sa  già e i siciliani lo devono sapere che l'idea di fare  i
  termovalorizzatori in Sicilia, idea giusta, è prevista dal piano
  che fece il presidente Capodicasa. Qual è la differenza tra quel
  piano  che  fece il presidente Capodicasa e quello  che  abbiamo
  fatto  noi  e che poi lo stesso Angelini fece prima e  dopo?  Ma
  lasciamo perdere Angelini che condivise sempre tutto.
   Il  presidente Capodicasa dice:  facciamo i termovalorizzatori,
  ma  li  mettiamo per bruciare soltanto il CDR  e invece il piano
  che abbiamo fatto noi dice:  facciamo i termovalorizzatori, come
  era  previsto  in quel piano di prima, però invece  di  bruciare
  CDR, bruciamo frazione secca .

    MICCICHE' ...bruciamo la plastica

     CUFFARO   presidente della Regione.  Onorevole  Micciché,  mi
  dispiace  dirlo, ma lei dimostra di essere ignorante  e  non  si
  offenda,  nel CDR c'è pure la plastica, stia buono, non continui
  a dire cose... Se  lei è proprio ignorante, cosa ci posso fare

    MICCICHE' ...Io glielo posso dimostrare che c'è la plastica.

     CUFFARO   presidente della Regione. Ma cosa deve  dimostrare,
  onorevole Micciché, ma stia buono, si vada a leggere di  cosa  è
  fatto  il  CDR  e  poi  lo capirà. Se nel  CDR  ci  mettiamo  le
  bottiglie di plastica, c'è la plastica, o no?

    MICCICHE'  Non c'é.

     CUFFARO  presidente della Regione. Questo è quello  che  dice
  lei.  Qual è l'unica differenza, lo dico e poi lo leggo  meglio,
  tra  i  termovalorizzatori di prima e quelli di oggi? Quelli  di
  prima  dovevano  bruciare il CDR e quelli di  oggi  bruciano  la
  frazione secca.

     MICCICHE'   Dove c'è la plastica...

     CUFFARO  presidente della Regione. Non è come dice lei.  Dove
  sta  il  problema nel bruciare il CDR e nel bruciare la frazione
  secca? Io stringo per evitare di annoiare i parlamentari.
   In  pratica, il tema della  questione è l'emissione,  o  meglio
  la  differenza tra l'emissione dei fumi con utilizzo del  CDR  e
  l'emissione  dei fumi con l'utilizzo di frazione secca.  L'unica
  differenza  è soltanto l'emissione di SO2, onorevole Capodicasa,
  perché nell'utilizzo della frazione secca l'emissione di  SO2  è
  quasi  il  doppio a quella che c'è nell'emissione  del  CDR.  E'
  questa la differenza scientifica sostanziale, ed invito chiunque
  a   dimostrare   il   contrario;  ma  sarebbe   grave   se   noi
  autorizzassimo il termovalorizzatore con l'emissione di un  SO2,
  che  è  quella che viene emessa con la bruciatura della frazione
  secca, a quel dato che è il doppio del CDR.
   Il  problema  è  stato risolto da un'ordinanza successiva  alla
  quale  i termovalorizzatori di tutto il mondo si devono attenere
  -  anche quelli italiani -, che impone alla termovalorizzazione,
  anche  quando brucia frazione secca, di non superare  la  soglia
  dell'emissione di SO2 del 50 per cento, che è esattamente quella
  che  produce il CDR. Consiste in questo la differenza tecnica  e
  scientifica,  che non conoscevo ma che mi sono  fatto  spiegare,
  chiaramente, non essendo uno scienziato.
   Occorre   evidenziare   che   la   mozione   afferma   che    i
  termovalorizzatori saranno alimentati da rifiuti indifferenziati
  invece  che dal CDR, senza l'eliminazione delle parti pericolose
  dei rifiuti, mentre subito dopo afferma che i termovalorizzatori
  tratteranno  la  frazione secca, tacendo sul  fatto  che  CDR  e
  frazione secca sono il risultato di analoghe lavorazioni  e  che
  differiscono solamente per la diversa percentuale di  umidità  e
  il  diverso potere calorico e tacendo sul fatto che il controllo
  dell'emissione non è assicurato dal potere calorico dei  rifiuti
  ma  dai  presidii per il trattamento dei fumi, che costituiscono
  la  parte  più importante degli impianti di termovalorizzazione,
  sia del CDR che della frazione secca.
   A   tal   proposito  si  evidenzia  che  gli  impianti   devono
  rispettare  tutta  la normativa in materia, in  particolare  per
  quanto  concerne  i  fumi degli impianti,  gli  stessi   saranno
  dotati  di un sistema di trattamento che consente l'abbattimento
  di  tutti  gli  inquinanti gassosi prodotti dalla combustione  e
  dalle ceneri volanti, nel rispetto della direttiva CEE 2000  del
  1976.
   Leggo  per opportuna conoscenza dell'onorevole Miccichè, perché
  sono convinto che gli altri lo sanno, da che cosa vengono il CDR
  e  la  frazione secca; la fonte è il decreto ministeriale del  5
  febbraio  1998  emesso da Ronchi e penso che  nessuno  lo  possa
  mettere in discussione.
   «Caratteristiche del CDR.
   Si  ottiene  dai  rifiuti solidi urbani ed è assimilabile  dopo
  separazione  delle  frazioni destinate al  recupero  di  materia
  attuata mediante raccolta differenziata.
   Nella  produzione di combustibile derivato dai rifiuti (CDR)  è
  ammesso,  per una percentuale massima del 50 per cento in  peso,
  l'impiego  di  rifiuti dichiarati assimilabili agli  effetti  di
  tale recupero.
   La  produzione  di combustibile derivata dai  rifiuti  (CDR)  è
  ottenuta attraverso cicli di lavorazione che ne garantiscono  un
  adeguato  potere calorifico, riducono la presenza  di  materiale
  metallico, vetri, inerti, materiale putrescibile, a contenuto di
  umidità  e  di sostanze pericolose in particolare ai fini  della
  combustione   attraverso   fasi  di  separazione,   trattamento,
  triturazione ..»

    CAPODICASA   Lei  sta  leggendo il  contrario  di  quello  che
  sostiene lei.

    CUFFARO   presidente della Regione. Onorevole  Capodicasa,  mi
  faccia leggere per intero il decreto Ronchi.
   «Rifiuto ammesso alla produzione di CDR:
   - plastiche non clorurate;
   - poliaccoppiati;
   - gomme sintetiche;
   -  resine e fibre artificiali sintetiche con contenuti di cloro
  in massa;
    -pneumatici fuori uso.»
  -
   Chiedo ai commessi di  fotocopiare il decreto e distribuirlo  a
  tutti i parlamentari, così si chiarisce cosa è il CDR.

       (Durante l'intervento dell'onorevole Cuffaro assume la
                Presidenza il Vicepresidente Fleres)

    CUFFARO  presidente della Regione. Questa è la differenza  tra
  i fumi - che sono la vera questione - prodotti per bruciatura in
  termovalorizzatore   del  CDR  o  per  bruciatura,   sempre   in
  termovalorizzatore, dalla frazione secca, che è la questione  di
  cui stiamo dibattendo.
   Vi  è  anche  la  circolare  comunitaria  che  fissa  i  limiti
  dell'emissione   di  fumi.  La  leggo:  «polveri:   sono   dieci
  milligrammi  quelle  emesse dal CDR e  dieci  milligrammi  della
  frazione secca; quella della SO2 sono cento nella frazione secca
  e  cinquanta nel CDR - ed è la differenza che vi avevo accennato
  -;  quella dell'NO sono duecento nella frazione secca e duecento
  nel  CDR;  quello  dei metalli pesanti sono 0,5  nella  frazione
  secca e 0,5 nei CDR; quella delle famose diossine sono 0,1 nella
  CDR e 0,1 nella frazione secca.
   Questi  sono i dati del decreto Ronchi, non vorrei che qualcuno
  pensasse che me li sono inventati; accanto alla tabella, che ora
  vi  distribuiranno, c'è la direttiva comunitaria che dice  quali
  sono i limiti che non devono essere superati.
   Sia  nel  CDR che nella frazione secca siamo dentro  i  limiti,
  tranne  che  per  la S02, dove per la frazione secca  c'era  una
  produzione   superiore  che  viene  da  un'ulteriore   direttiva
  dell'Unione  Europea  in cui impone alla termovalorizzazione  di
  contenere il valore entro il cinquanta per cento.
   Per  quanto  riguarda il punto  O', dal momento che la  mozione
  contesta  la potenzialità degli impianti, facendo una arbitraria
  equivalenza tra potenzialità degli impianti e rifiuti  trattati,
  si  fa  presente  che  la  quantità dei rifiuti  destinati  agli
  impianti  sarà  determinata  dalla  capacità  dei  comuni  delle
  società  d'ambito per realizzare la raccolta differenziata,  sia
  delle  frazioni secche che dell'umido. Tutto il rifiuto a  valle
  della  raccolta differenziata andrà nell'impianto di trattamento
  e  il  sistema è finalizzato alla termovalorizzazione. E'  stata
  responsabilità specifica dell'operatore industriale dimensionare
  gli  impianti  per  i quali non potrà chiedere  alcuna  modifica
  automatica tariffaria, in caso di mancato utilizzo degli stessi,
  purché tutti i rifiuti previsti come tipologia dalla convenzione
  vengano consegnati agli impianti.
   I  dati  forniti  all'operatore come base per la  progettazione
  degli   impianti   erano   allegati  all'Avviso   pubblico,   in
  particolare alle  linee guida  e provenivano dal PIER. Rientrava
  nella  responsabilità dell'operatore aggiornarli  e  utilizzarli
  così come forniti.
   La  percentuale di raccolta differenziata aumenta con eccessiva
  lentezza,  ma  dobbiamo tener conto del fatto  che  la  media  è
  dovuta  a comuni che raggiungono l'8 o il 10 per cento  a fronti
  di  comuni  con percentuali dell'1 o del 2 per cento. Ma  questo
  sarà responsabilità nostra.
   In  merito al punto P, in cui ancora viene lamentato che alcuni
  siti proposti dai soggetti industriali siano in aree non idonee,
  si  fa  presente che resta fermo che nessuno impianto può essere
  realizzato senza le previste autorizzazioni, nel rispetto  della
  normativa  vigente, ma deve essere evidenziato che  le  proteste
  hanno  riguardato anche gli impianti a servizio  della  raccolta
  differenziata   dalle   isole  ecologiche   agli   impianti   di
  compostaggio, mentre scarse sono state le mobilitazioni  per  la
  chiusura delle discariche prive di presidi per le bonifiche  dei
  siti inquinati.
   Nel  corso  della  precedente  seduta  è  stato  sollevato   un
  problema riguardante il termovalorizzatore previsto nell'area di
  sviluppo   industriale   di   Casteltermini,   con   particolare
  riferimento   al   vincolo  paesaggistico.   In   proposito   va
  sottolineato che l'attuale corso d'acqua del fiume Platani dista
  dal  perimetro del progetto oltre cento cinquanta metri previsti
  dal famoso vincolo Galasso, tuttavia si fa presente che entro  i
  150  metri  ricade  ancora l'alveo storico  del  fiume  Platani,
  attualmente   identificato  come  alveo   abbandonato   ma   non
  sdemanializzato. Pertanto il regime vincolistico imposto ex lege
  Galasso è attualmente ancora vigente.
   L'Ordinanza  di  autorizzazione si  è  avvalsa  del  potere  di
  deroga  ai  sensi dell'articolo 15 dell'ordinanza  2983  del  31
  maggio  1995, alla legge 8 agosto 1985 n. 41 articolo 1  bis,  1
  ter,  1  quater, 1 quinques, 1 sexies, relativamente alla fascia
  di  rispetto dei 150 metri dell'alveo storico del fiume Platani,
  in  quanto le opere in progetto sono posizionate ad una distanza
  superiore ai 150 metri dell'attuale alveo del fiume.

    MICCICHE'  Questa é una reiterazione di reato.

    CUFFARO  presidente della Regione. Il reato lo sancirà poi  la
  Procura. Si scelga un ruolo, onorevole Miccichè, lei può  essere
  inquisitore, giudice, può essere tutto, ma scelga un ruolo.  Non
  faccia  l'accusatore,  quello che fa le indagini  e  quello  che
  emette la sentenza.
   Lei  ha  fatto una denuncia legittima; la Procura farà  le  sue
  indagini ed un giudice emetterà la relativa sentenza.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè lei ha  avuto  30  minuti  per
  esporre le sue opposizioni.

     CUFFARO   presidente  della Regione. Rileggo  più  lentamente
  perchè si possa capire meglio.
   Relativamente alla fascia di rispetto dei 150 metri  dell'alveo
  storico  del fiume Platani, in quanto le opere in progetto  sono
  posizionate ad una distanza superiore ai 150 dell'attuale  alveo
  del fiume.
   Per  quanto riguarda la sdemanializzazione, l'Ufficio del Genio
  Civile  di Caltanissetta, con nota n. 4 del 3 febbraio  2004  ha
  espresso  parere favorevole alla sdemanializzazione e  con  nota
  protocollo  15537  del 2004 dell'11 ottobre  del  2004  ha  dato
  parere idraulico favorevole con prescrizione n. 283.
   In  sede  di  Conferenza del 2 agosto 2004,  il  rappresentante
  dell'ASI  di  Agrigento  esprime  parere  favorevole.  Con  nota
  protocollo  2623 dell'8 novembre 2004 il Consorzio ASI  comunica
  il   nulla   osta   all'assegnazione  all'ulteriore   superficie
  destinata  a  parcheggio fermo restando che si  potrà  procedere
  all'assegnazione definitiva dei lotti non appena  sarà  definita
  la  procedura  relativa alla sdemanializzazione  delle  aree  ex
  alveo  del  fiume Platani per la quale l'Agenzia del  demanio  -
  sede  di Palermo - con nota protocollo 2004/40327 del 4 novembre
  del 2004 esprime parere favorevole.
   In  sede  di  Conferenza del 2 agosto 2004,  il  rappresentante
  dell'Ufficio  del  Genio  civile  di  Agrigento  esprime  parere
  favorevole ai sensi dell'art. 3 della legge regionale n.  64/74.
  Con  nota  prot.  n. 5772 del 2003, del 15/10/2003  ha  espresso
  parere  favorevole con prescrizione ai fini idraulici  ai  sensi
  dell'articolo  5  per  la  sdemanializzazione.  Con  nota  prot.
  n.15537  dell'11/10/2004 ha espresso parere idraulico favorevole
  ai  sensi degli articoli 93 e 97 del T.U. sulle opere idrauliche
  con le prescrizioni che sono state fatte.
   Per  quanto  riguarda i punti T, U, V e W, si  deve  premettere
  che  il sistema dei termovalorizzatori prevede di trattare  come
  già detto, solo i rifiuti a valle della raccolta differenziata e
  di  questo rifiuto solo una parte, corrispondente a circa il 50%
  verrà  termovalorizzata per il recupero di  energia,  mentre  il
  rimanente  viene  in parte biostabilizzato  (FOS)  ed  in  parte
  destinata  alla discarica come sovvalli, non è esatto  affermare
  che  la  previsione  di occupazione dovuta all'incremento  delle
  percentuali  di  raccolta differenziata  non  ci  sarà,  saranno
  infatti le Società di ambito cui è demandata l'attuazione  della
  raccolta  differenziata  a  dover provvedere  nei  propri  piani
  d'ambito  così come hanno già fatto, l'effettivo occupazione  di
  personale sia di quello esistente che la nuova occupazione.
   Se  pertanto con il PIER si pensava di potere occupare un certo
  numero di personale, a maggior ragione lo stesso succederà anche
  con  il  Piano,  dal  momento che è la percentuale  di  raccolta
  differenziata e le modalità di raccolta a stabilire quanto nuovo
  personale  si  potrà impiegare. In tal senso si ricorda  che  il
  Piano  prevede  con forma prioritaria il porta  a  porta  che  è
  proprio   la  modalità  di  raccolta  che  comporta  la  massima
  occupazione.
   In  merito  all'allarme della popolazione, che non  si  ritiene
  assolutamente  fondato,  si  è  voluto  insediare  un   Comitato
  scientifico di garanzia il cui compito principale sarà quello di
  vigilare  sulla salute dei cittadini siciliani e sul  fatto  che
  l'attuazione  del  Piano  di  gestione  dei  rifiuti   minimizzi
  comunque  i rischi legati all'igiene pubblica e alla salute  dei
  cittadini,  presieduto dal professore Veronesi dove  ci  sono  i
  presidi  di  alcune  facoltà  siciliane  oltre  che  a  illustri
  scienziati.
   Infine,  relativamente ai punti X, Y e Z, si deve fare rilevare
  che  l'affermazione che il Piano di gestione rifiuti deve essere
  approvato   dall'organo  legislativo  è   priva   di   qualsiasi
  fondamento,  ben sapendo i sottoscrittori della mozione  che  in
  Sicilia   l'Assemblea  regionale  ha  esclusivamente  competenze
  legislative  e che ogni riferimento generico alla  Regione  deve
  essere  inteso in capo al ramo di amministrazione competente  in
  quella materia.
   Privo  di  alcun  pregio  è altresì il  richiamo  al  comma  10
  dell'art.   22  del  decreto  legislativo  22/97  che   consente
  l'intervento  sostitutivo  del  Ministro  nei  confronti   della
  Regione  soltanto per la mancata realizzazione degli  interventi
  previsti dal piano regionale.
   La   richiesta  di  dichiarazione  dello  stato  di  emergenza,
  avanzata   dall'allora  presidente  della   Regione,   onorevole
  Capodicasa,  per  la mancata attuazione di quanto  previsto  dal
  decreto legislativo n. 22/97 e il conseguente accoglimento della
  richiesta  da  parte del Consiglio dei Ministri e  le  ordinanze
  emanate  per  disciplinare le attività  individuando  necessarie
  procedure  accellerate  e derogatorie da parte  del  Commissario
  delegato individuato nella persona del Presidente della  Regione
  protempore,  hanno  completato  il  quadro  complessivo  di  cui
  abbiamo parlato.
   Da  ultimo non posso non parlare dell'ordinanza emessa  qualche
  giorno  fa dal TAR di Catania, il quale ci ha abituati a sentire
  di stranezze fatte  dal dottore Zingales.
   Il  dottore  Zingales non ha fatto una sospensiva,  bensì   una
  cosa   un   po'   diversa.  Ha  convocato  le   parti   per   il
  contraddittorio,  e  durante  il  contraddittorio  ha   ordinato
  l'integrazione del contraddittorio tra le parti, rinviando  alla
  Camera  del  Consiglio del 27 settembre 2005 la decisione  sulla
  domanda     di     sospensione    avanzata    dai    ricorrenti.
  Contemporaneamente, però ordina la sospensione dei provvedimenti
  impugnati.

    SPAMPINATO  Questa cosa strana è l'applicazione del Codice  di
  procedura civile

    CUFFARO   presidente della Regione. Onorevole  Spampinato,  io
  facevo  il  medico, però, obiettivamente, se fossi  un  avvocato
  come  lei  e mi presentassi a difendere un mio assistito  in  un
  contraddittorio  convocato  dal  Magistrato  ed  il   Magistrato
  dicesse   agli  avvocati  di  entrambe  le  parti  di  fare   le
  integrazioni  sul  contraddittorio per decidere  successivamente
  un'eventuale  sospensione, aspetterei di fare le integrazioni  e
  successivamente il giorno della eventuale sospensione.
   Tutto  potrei aspettarmi, se fossi un avvocato, che  il  giorno
  dopo  la  richiesta  di  integrazione  sul  contraddittorio   il
  Magistrato  fa la sospensione, stabilendo però di sospendere  il
  27 settembre.
   Però,  se lei che è avvocato mi dice che questo è il Codice  di
  procedura  civile,  poichè  io  non  lo  conosco  ho  la   buona
  educazione  di  non  contraddirla; però, quanto  meno,  mi  pare
  strano.

    ORTISI    Saranno  ignoranti  anche  Zingales  e   l'onorevole
  Spampinato.

    CUFFARO   presidente della Regione. No questo l'ha  detto  lei
  onorevole Ortisi.

    PRESIDENTE  Onorevole Presidente, io ho invitato più  volte  i
  colleghi  a tenere un comportamento sereno però, se lei risponde
  alle provocazioni, diventa difficile.

    CUFFARO   presidente della Regione. No, io non  rispondo  alle
  provocazioni, però nessuno può farmi dire cose che non ho detto.

    FORGIONE  La finisca, signor Presidente Cuffaro.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Onorevole  Forgione,  se
  parla lei che sa sempre tutto di tutti, io sto zitto.
   Lei non intimidisce più nessuno, tanto meno me.

    FORGIONE   Nemmeno  lei, Presidente, intimidisce  più  nessuno
  con queste battute.

    CUFFARO   presidente della Regione. Vede, onorevole  Forgione,
  la  democrazia, in questo Paese, l'abbiamo garantita noi, quelli
  del  partito  del quale facevo parte e continuo  a  fare  parte,
  quindi non mi faccia lezioni di democrazia.

    FORGIONE  Presidente, non si renda ridicolo

     CUFFARO  presidente della Regione. Una cosa è certa,  lei  non
  mi  impedirà  mai  di parlare, io dirò sempre  tutto  quello  che
  penso.
   Non  è mia abitudine commentare le decisioni dei giudici, siano
  essi  amministrativi  o  ordinari.  Saranno  altri  giudici  del
  tribunale  di  secondo  grado  ad  esaminare  e  a  valutare  le
  motivazioni   e  le  determinazioni  assunte  dai  giudici   del
  tribunale di primo grado di Catania.
   Per  tutte  le  considerazioni con le quali si sono  contestate
  puntualmente  le premesse della mozione in oggetto,  il  Governo
  non può che essere contrario alla richiesta di revocare il Piano
  di  gestione dei rifiuti , adottato il 18 dicembre 2002, che  la
  Commissione  europea, nel maggio del 2003, ha ritenuto  conforme
  alle  esigenze delle rilevanti direttive europee,  invitando  il
  Presidente  della Regione, cioè me, ad impiegare tutti  i  mezzi
  necessari per una messa in opera efficace.

    PRESIDENTE  Prima di dare la parola per dichiarazione di voto,
  desidero   ricordare  che  è  possibile  effettuare   una   sola
  dichiarazione di voto per Gruppo, salvo che nel medesimo  Gruppo
  non ci siano posizioni divergenti tra loro.
   Ogni dichiarazione di voto non può superare la durata di cinque
  minuti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha facoltà.

    LIOTTA   Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, in una replica ad un dibattito parlamentare
  di  solito  ci  si aspetta che ci si attenga ai contenuti  delle
  questioni sollevate nello stesso dibattito.
   Abbiamo avuto, invece, l'impressione che si sia trattato di una
  replica  fatta  da  un sordo. Un Governo,  quindi,  che  non  ha
  affatto ascoltato il dibattito parlamentare e non ha ritenuto di
  dover   rispondere  puntualmente  alle  osservazioni   ed   alle
  questioni sollevate nel  dibattito.
   Vorrei  partire dall'ultima questione che il Presidente Cuffaro
  ha  sollevato, perché gli sta crollando di fatto il castello  di
  carte  su  cui  è  fondato tutto il sistema di  smaltimento  dei
  rifiuti ed il Piano regionale dei rifiuti.
   Le  ordinanze esecutive del TAR di Catania, che sospende  tutti
  gli  atti - e quindi l'inizio lavori sia per il sito di  Paternò
  che  per  quello di Augusta -, dimostrano, di fatto,  che  tutto
  l'impianto  messo  in  piedi  dalla  struttura  commissariale  è
  fondato   sul   nulla.   E  non  è  vero  che   la   motivazione
  dell'ordinanza   del   TAR   è  una  motivazione   cervellotica,
  singolare, basata su un rinvio del rinvio.
   Perché   se   si  leggesse  puntualmente  la  parte   motivante
  l'ordinanza del TAR, si scoprirebbe che il giudice, fra le altre
  cose,  dice  alla  fine,   peraltro in presenza  di  consistenti
  aspetti di fondatezza del ricorso .
     E  quindi il giudice non sta soltanto indicando al ricorrente
  la  notifica a tutte le controparti, ma sta dicendo che,  ad  un
  primo sommario esame, vi è - così mi dicono gli avvocati, io non
  lo  sono -  fumus boni iuris  che indica che il ricorso è  degno
  di  attenzione,  che non è infondato, anzi ad  un  primo  esame,
  appare appunto con consistenti aspetti di fondatezza.
   Mi  sembra  che  la situazione è perfettamente  diversa,  molto
  diversa da quella che ha descritto lei, onorevole Presidente.
   Ma  tornando  alla sua replica, mi pare il caso di  evidenziare
  che  non  ha  risposto  ad alcune delle questioni  fondamentali.
  Mentre  l'ascoltavo, mentre stava terminando la sua replica,  mi
  sono  fatto mandare il testo della sua replica, laddove  in  una
  parte  si  riferisce  che molti degli impianti  a  servizio  del
  sistema di trattamento finalizzato alla termovalorizzazione sono
  stati previsti in zona ASI.
   Si  tratta,  evidentemente, o delle stazioni di  trasferenza  o
  delle  stazioni  di  stoccaggio, di compostaggio,  qualcosa  del
  genere; certamente, non si tratta degli impianti, che quelli sì,
  andavano comunque previsti in zone ASI.
     Sulla  questione dei siti, sulla scelta dei  siti,  onorevole
  Presidente, lei una parola di risposta - nella sua replica - non
  l'ha fornita.
   Le   è   stato   contestato,  in  innumerevoli  interventi   in
  quest'Aula,  mercoledì scorso, che avete scelto  come  sito  per
  localizzare  un impianto di questa natura un sito  di  interesse
  comunitario,  afferente alla direttiva  Habitat  della  Comunità
  europea.
   Tutto  quello che state facendo si fonda sulla violazione della
  normativa  europea: non una risposta sulla questione  dei  siti,
  non  una risposta che - in qualche modo - ci chiarisse come  mai
  la  struttura  commissariale  ha lasciato  che  i  siti  fossero
  scelti,  non  dalla pubblica amministrazione in una sua  podestà
  programmatoria, ma dagli stessi industriali che devono costruire
  e gestire questi impianti.
   Non  c'è  stato  spiegato  come mai  vengano  scelti  letti  di
  torrenti  per  le  stazioni di trasferenza,  vengano  impiantati
  impianti  industriali di questa natura a 100 metri dal Simeto  -
  dal sistema fluviale più importante della Sicilia - non ci viene
  ancora  spiegato  come  mai si scelga  Bellolampo,  a  picco  su
  Palermo, ma, soprattutto, ci fa sorridere, onorevole Presidente,
  la descrizione  che lei fa di questo impianto.
   Nella  sua replica ci è sembrato  di capire che questo impianto
  contravvenga a qualsiasi legge,  anche della natura,  perché  ci
  dice  che,  da  una parte, entra il combustibile  -  chiamiamolo
  frazione  secca  o CDR, lei ci ha convinti o voleva  convincerci
  nella  sua replica, che si tratta della stessa cosa - dall'altra
  parte,  da  questa  macchina  magica,  non  esce  nulla   Questo
  onorevole  Presidente,  lo dia a bere a qualcun  altro   Ad  una
  persona  che  abbia brillantemente superato, non dico  esami  di
  maturità,  ma  la terza media, non si può spiegare che  esistano
  macchine che da una  parte ricevono il combustibile e dall'altra
  non fanno fuoriuscire nulla. Non è così, onorevole Presidente
   Fatto  cento  ciò che entra in un termovalorizzatore  o  in  un
  inceneritore,  30 sono ceneri, ma il 70% sono fumi  e  anche  se
  questi ultimi subissero un procedimento di abbattimento, in ogni
  caso,  un'altissima  percentuale  va  a  finire  nell'atmosfera.
  Macchine  che non ne emettono, non ne esistono in natura   Provi
  lei,  onorevole  Dina,  per  esempio,  a  tappare  il  tubo   di
  scappamento della sua macchina e voglio vedere se riesce a farla
  camminare   Non esistono macchine termodinamiche che non abbiano
  emissioni

    PRESIDENTE  Onorevole Liotta, devo invitarla a concludere.

    LIOTTA  Signor Presidente, non mi ero reso conto che il  tempo
  fosse  trascorso così velocemente. Mi conceda di poter  svolgere
  l'argomentazione  finale  che mi fa concludere  l'intervento  in
  maniera organica, in qualche modo.

    CAPODICASA  Signor Presidente, su una materia così importante,
  deve essere più elastico...

    LIOTTA   Una  delle  ultime questioni  sulle  quali,  onorevole
  Presidente,  non  ha dato alcuna risposta, e  che  anzi  sembrava
  avere  apprezzato  nella  mini-replica che  ha  svolto  mercoledì
  scorso, riguarda il sovradimensionamento.
   In quest'Aula, infatti, si è dimostrato che l'intero sistema  è
  capace  di  bruciare  ogni  anno due milioni  di  tonnellate  di
  spazzatura, di frazione secca la chiami come vuole: in realtà, a
  seguire    le   indicazioni   che   vengono   dalla    struttura
  commissariale, basterebbe bruciarne un milione di tonnellate.
   Avete  dimensionato per il doppio, lei stesso ha ammesso, nella
  sua  mini-replica, mercoledì scorso, che è vero, che è così,  ma
  non   ci  spiega,  avendone  preso  atto,  perché  tutta  questa
  struttura è sovradimensionata.
   Onorevole Presidente della Regione, se  ammette questo aspetto,
  perché   non   ritira  questo  piano  e  anziché  fare   quattro
  termovalorizzatori  ne  fa due, visto  che  per  un  milione  di
  tonnellate  ne  bastano appunto due e non  ne  servono  quattro?
  Probabilmente,  perché sono quattro i raggruppamenti  temporanei
  di imprese che dovevano aggiudicarsi questa gara.

                         Congedi e missioni

     PRESIDENTE    Comunico   che   il   Presidente   del   Gruppo
  parlamentare  di Forza Italia chiede di considerare  in  congedo
  gli  onorevoli Leanza Edoardo, Leontini, Pagano e Vicari per  la
  seduta odierna.
   Comunico,  altresì,  che  gli onorevoli  Mercadante  e  Baldari
  sono in missione per ragioni del loro ufficio.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, intervengo  perché  la  materia
  trattata  è  molto  interessante  e  desidero  sottoporre   alla
  Presidenza   una   questione.   Il   Regolamento   prevede   per
  dichiarazione di voto cinque minuti, avendo però questa  mozione
  carattere straordinario...

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, le ricordo che  nella  scorsa
  seduta  la  Presidenza ha accolto l'invito  proveniente  da  più
  Gruppi    parlamentari,   ed   in   particolare   dall'onorevole
  Capodicasa,  e  ha derogato ampiamente ai termini  previsti  per
  l'illustrazione e per la discussione sulla mozione, proprio  per
  consentire  un'articolazione più ampia possibile  del  dibattito
  parlamentare.
   Stasera si faranno dichiarazioni di voto della durata di cinque
  minuti.

    SPEZIALE   Non si trinceri dietro...

    PRESIDENTE   No, non mi trincero, onorevole Speziale,   electa
  una  via,  non  datur recursus ad altera , dico  bene  onorevole
  Ortisi?

    SPEZIALE   Mi  consenta,  se  il Presidente  della  Regione  è
  d'accordo,  considerando che  dobbiamo esprimere un orientamento
  su  una questione delicatissima, che ha visto una doppia replica
  da  parte  dello  stesso   Presidente della  Regione,  mercoledì
  scorso di un'ora, oggi di un'ora e mezza...

    PRESIDENTE  Così era stato concordato la volta scorsa.

    SPEZIALE  Mi faccia concludere, signor Presidente. Lei,  però,
  dovrà  tenere  conto  che  essendo una  questione  di  carattere
  eccezionale,   il  limite  di  cinque  minuti  è   assolutamente
  insufficiente  per  potere dispiegare completamente  la  propria
  posizione in termini di dichiarazione di voto.
   Dovendo  quindi  mettere  l'Aula, ed anche  la  Sicilia,  nelle
  condizioni di potere comprendere fino in fondo una vicenda  così
  delicata, le chiederei pertanto di derogare ai cinque  minuti  e
  di   utilizzare   piuttosto  la  previsione  regolamentare   che
  prescrive  che  la  discussione si  possa  svolgere  come  sulla
  mozione  di  sfiducia,  cioè  con  tempi  più  lunghi   per   le
  dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Non posso assecondare la sua richiesta...

    CAPODICASA   Ciò  non toglie però che siano  state  introdotte
  argomentazioni nuove...

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, già nella  precedente  seduta
  sono   state  concordate  le  modalità  del  dibattito,   perché
  quest'ultimo non è stato compresso.
   C'è  stata  un'intera  seduta durante la quale  gli  interventi
  hanno  avuto una durata del doppio o del triplo - come nel  caso
  dell'onorevole Capodicasa - del tempo previsto.

    CAPODICASA  Ma io ero relatore  Per discutere serenamente,  se
  si largheggia un minuto in più, non succede nulla

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, in quel caso sono  dieci  i
  minuti e lei ne ha avuti trenta, e nessuno ha detto nulla,  anzi
  si è condivisa la scelta di non comprimere il dibattito.
   Questa  sera  si  svolgeranno le dichiarazioni  di  voto  della
  durata di cinque minuti.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Riprende il seguito della discussione unificata di
       mozioni, interpellanze ed interrogazioni in materia di
                  gestione dei rifiuti in Sicilia.

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  premettere  due  osservazioni.  La  prima:  la  replica  che   il
  Presidente  ha  letto,  l'ho  avuta  prima  che  si  aprisse   il
  dibattito,  prima  che  tutti i colleghi intervenissimo,  il  che
  significa  che  la sua replica, onorevole Presidente,  non  tiene
  alcun conto degli interventi in Aula.
   La  seconda  osservazione è che mentre discutiamo,  apprendiamo
  dai  giornali che il percorso dei termovalorizzatori  procede  a
  prescindere dal nostro dibattito, il che é sicuramente un'offesa
  e  uno sfregio alla dignità di tutto il Parlamento che noi tutti
  definiamo il più antico del mondo.
   Credo  che i colleghi tutti, a prescindere dai colori, dovremmo
  indignarci  per  questo  aspetto. La  pretesa  di  un  dibattito
  scientifico  in Aula, signor Presidente, con le sue osservazioni
  al  collega,  onorevole  Miccichè,  e  con  i  suoi  insulti  al
  medesimo,  sono  degni  dei   grilli  parlanti :  perché  a  noi
  appartiene  la decisione politica, possibilmente di buon  senso,
  questa  sera,  certo  suffragata dalle relazioni  di  scienziati
  della materia.
   Ma di scienziati della materia, in quest'Aula, non c'è nessuno
   E  nessuno é colto e nessuno è ignorante, anzi  Il buon Socrate
  insegnava  che,  probabilmente, le  persone  che  si  dichiarano
  ignoranti  lo sono molto meno di chi ha, invece, questa  pretesa
  di non esserlo
   La  differenza  è che qualcuno ha scritto, da parte  di  altri,
  tutta una relazione di dati e di definizioni e altri non l'hanno
  scritta,  perché  ognuno  di noi si può  far  dare  qualcosa  da
  leggere. Noi le chiediamo, invece, onorevole Presidente, che  il
  buon  senso prevalga. Lo abbiamo detto nel nostro intervento  la
  settimana  scorsa.  Non  chiediamo che si  faccia  un  dibattito
  scientifico   Il buon senso dice palle ferme per un  attimo,  da
  una  parte  ci sono i fans della termovalorizzazione, dall'altra
  quelli  della biossidazione, biostabilizzazione... ma su questo,
  tutti noi ignoranti in materia - chi più, chi meno, io di più di
  tutti  -  ascoltiamo  e andiamo a scuola  e  poi  prendiamo  una
  decisione politica.
   E, invece, qui, succede esattamente il contrario, e cioè che si
  presenta un dibattito di tipo scientifico da parte nostra -  che
  mi  fa  ridere   -  e la decisione politica  non  si  prende  in
  quest'Aula, si prende altrove  Questo mi indigna  Mi indigna   E
  mi  fa  chiedere se i buoni soldi che guadagno,  alla  fine  del
  mese, me li merito.
   Nel  merito, lei parlava, onorevole Presidente, di  124  pagine
  del  piano  per  spiegare l'obiettivo del  35  per  cento  della
  raccolta differenziata e parlava anche della quatto erre famose,
  recupero, riuso, riutilizzo, riciclo, tanto a dirle è gratis, mi
  fanno   ridere    Come  mi  fanno  ridere  i  79   progetti   di
  comunicazione   per  Comuni  con  meno  di  10  mila   abitanti.
  Credetemi,  per i Comuni con meno di 10 mila abitanti,  non  c'è
  bisogno  di finanziare miliardi, non so chi, per comunicare   Ci
  sono altri strumenti per comunicare, ma quello che io mi chiedo,
  questi  e  i  progetti per 396 Istituti scolastici,  finalizzati
  alla  promozione  della raccolta differenziata, quale  risultato
  hanno prodotto?
   Mi dica, onorevole Presidente della Regione, del risultato, non
  dei  soldi spesi, quelli sappiamo che li regalate  Mi  dica  del
  raggiungimento dell'obiettivo. Lei riferisce che, nel  1999,  la
  raccolta  differenziata toccava il 2 per cento  e,  adesso,  nel
  2003 - l'ultimo dato - è del 5 per cento.
   Lei  si  é insediato nella seconda metà del 2001  Com'é  che  è
  riuscito, finanziando nel 2002 e nel 2003, a raggiungere  questa
  performance, se così possiamo definirla? Lei non può parlare  di
  questo,    perché   la   sensibilizzazione   e   le    modifiche
  comportamentali,  gliel'ho detto la settimana scorsa,  non  sono
  figlie   dell'immediato,  quindi  su  questo  lei  non   c'entra
  assolutamente niente.
   Onorevole  Presidente,  lei sa meglio  di  me,  che  i  quattro
  termovalorizzatori,  a  regime, hanno bisogno  di  2  milioni  e
  quattrocentomila tonnellate di rifiuti per funzionare,  pena  la
  elevazione  della tassa di contenimento: quindi, ab origine,   i
  soldi  spesi per la sensibilizzazione, sono soldi che  vanno  in
  senso  opposto rispetto alla pratica di fondo, cioè  sono  soldi
  sprecati,  a meno che i 2 milioni e quattrocentomila  tonnellate
  previsti non siano tutta frazione secca, come lei forse potrebbe
  sostenere.
   La sua replica é praticamente elusiva per la parte che riguarda
  l'occupazione, non affronta l'aspetto logistico, io le ho  posto
  un  problema  di  buon  senso, onorevole  presidente.  Ho  fatto
  l'esempio di Augusta, dove conferiranno dall'intera provincia di
  Siracusa, dall'intera provincia di Ragusa, dall'intera provincia
  di Enna e da metà dei comuni della provincia di Catania  Ma dove
  vivete?
   A  meno  che non facciate i soliti trucchi tra dati e dati,  di
  cui parlammo in altre occasioni
   Onorevole  Presidente, in definitiva, l'impostazione della  sua
  replica  tenta  di dare colpe ad altri, ma sempre  di  colpe  si
  parla   Lei,  continuamente,  ha fatto  riferimento  al  Governo
  Capodicasa,  incolpandolo, ma sempre di colpe  si  parla  e  ciò
  presuppone il riconoscimento di un errore e se errore é,  perché
  lei  si ostina a difenderlo, pure attribuendolo ad altri? Perché
  Presidente?
   E  poi  mi consenta altri venti secondi, signor Presidente.  Su
  Odissea, su Agamennone, onorevole Presidente della Regione,  lei
  mi  ha  detto varie volte che ha studiato dai salesiani  e  avrà
  letto  sicuramente quella bellissima lettera di  Machiavelli  al
  Vettori,  quando gli ricordava che alla fine della  giornata  di
  lavoro,  si ritirava nel suo studiolo e leggeva Seneca,  Tacito,
  Omero,  Catullo e tutti i grandi del passato, e colloquiava  con
  loro,  e  si  trovava bene Presidente, perché  alla  fine  della
  giornata  di lavoro, colloquiare con i grandi, apprendere  anche
  citazioni  che  sintetizzano in un minuto quello che  altrimenti
  noi...

    PRESIDENTE  ... I grandi non replicavano, onorevole Ortisi

    CUFFARO     presidente   della   Regione.    Io    lo    dico
  positivamente...

    ORTISI ..  fatemi finire. Era una cosa bella,  Machiavelli  lo
  diceva,  era  una  frequenza nella quale  lui  si  ritemprava  e
  l'indomani tornava a lavorare. Era bellissimo colloquiare con  i
  grandi  del passato. Io continuo a colloquiarci, lei ha cambiato
  frequenza, onorevole Presidente.

    CUFFARO   presidente della Regione. Il problema é  che  ormai
  c'é il digitale, lei é rimasto ancora alle frequenze

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio
  la  Presidenza,  ma penso che ci sia un interesse  non  solo  di
  quanti sono presenti in Aula, ma anche di quanti domani vorranno
  leggere sui resoconti stenografici il tenore della discussione.
   Quindi,  affinché  ne rimanga traccia, vorrei  evidenziare  che
  sulle  cose dette dal Presidente della Regione, avrei  necessità
  di  buone tre ore per confutarle quasi tutte, perché dalle  cose
  che  lui ha affermato, si deduce che il Presidente ha capito  la
  difficoltà in cui si trova.
   Penso  di  conoscere  il  presidente  Cuffaro,  secondo  me  ha
  intuito che si trova in una gravissima difficoltà, non so se poi
  l'abbia  scelto consapevolmente o meno, ma a un certo  punto  di
  questo   percorso,  quando  sono  stati  compiuti   atti   ormai
  irreversibili, il Presidente si rende conto che si é trovato  di
  fronte a una gravissima questione che, da buon cattolico e  buon
  padre  di famiglia, come lui tiene a spiegare, lo mette in crisi
  con la propria coscienza.
   E  allora,  deve  trovare una spiegazione e ne  dà  alcune  che
  vorrei confutare rapidamente.
   Non  so  se  cominciare dalla replica di oggi  o  della  seduta
  precedente,  mi consentirete di fare un po' dell'una  e  un  po'
  dell'altra,  il  più rapidamente possibile,  perché  non  voglio
  abusare.
   Cominciamo  con  la prima. Il presidente Cuffaro  sostiene  che
  tutti   criticano  il  piano,  ma  nessuno,  in  realtà,   offre
  un'alternativa.  Per cui, se alternative non ce  ne  sono,  vuol
  dire  che questa è l'unica possibile, praticabile, quindi si  va
  avanti su questa strada.
   Io  vorrei  obiettare, onorevole Presidente, che un'alternativa
  c'è,  e  non  è l'alternativa nata nel sottoscala  o  dietro  le
  quinte.  E'  nata  nella stanza in cui doveva  nascere,  quella,
  cioè, del Commissario per l'emergenza rifiuti.
   Il   documento   PIER,   che  era   un   documento   di   linee
  programmatiche, di priorità, che doveva non essere superato  dal
  piano,  ma  doveva  informare  le direttrici  del  piano,  è  un
  documento formale, approvato dal Ministero dell'ambiente:  lì  è
  l'alternativa  al  piano che lei ha approvato nel  2002,  perché
  dice tutt'altra cosa.
   Cosa  dice  questo documento PIER? Veda, onorevole  Presidente,
  quel documento è fortunatamente stringatissimo, non consta delle
  820  pagine  del  piano  generale che è  difficile  da  leggere,
  chiunque può andare ad esaminarlo. Il documento recita che si fa
  il  50 per cento minimo della raccolta differenziata, quindi  la
  metà   dei  rifiuti  devono  andare  con  la  differenziata,   e
  suggerisce  i rimedi adeguati per arrivarci: non dice  voi  ATO,
  voi  comuni, adesso fatevi la raccolta differenziata  oppure  vi
  faccio  un  piano di comunicazione nelle scuole  e  poi,  se  la
  differenziata  si  fa, bene, altrimenti no. Dice,  piuttosto  di
  predisporre  un  piano  attraverso la raccolta  porta  a  porta,
  utilizzando 10, 15 mila persone. Gli obiettivi saranno raggiunti
  con  questo  sistema,  se  a questo sistema  accoppiamo  poi  le
  sanzioni  e  anche  i  premi, perché chi  fa  bene  deve  essere
  premiato.
   Fatta la raccolta differenziata, cosa c'è da fare ancora?
   C'è  da  trattare  la  frazione residua,  che  è  mista,  è  la
  frazione  secca e la frazione umida, e - dice il PIER  -  quella
  frazione  residua viene avviata agli impianti di  selezione,  si
  divide  la  frazione secca dalla frazione umida:  l'umida  va  a
  compost, quella secca viene portata negli impianti di CDR.
   A  quel punto, entrano in campo gli impianti di CDR, ne prevede
  nove,  uno  per provincia, per cui gli impianti di CDR lavorano:
  io  ho  letto  nella  riunione  che  abbiamo  fatto  a   Palazzo
  d'Orléans   il  testo del PIER che, a questo proposito,  prevede
  due vagliature di questo per eliminare le frazioni  pericolose ,
  è scritto così,  pericolose e indesiderate .
   Quindi, ecco che viene fuori il CDR, onorevole Presidente.
   Lei  ci ha portato, lo ha sostenuto l'avvocato Crosta e lei  lo
  ha  riportato per iscritto, che il CDR equivale esattamente alla
  frazione  residua  secca. Se lei mi dice a  quale  articolo  del
  decreto  legislativo corrisponde questo schema che ci ha fornito
  e  che  ci  ha  allegramente  detto  essere  parte  del  decreto
  legislativo  numero 22, io mi inchino, a parte il fatto  che  ho
  qualcosa  ancora  in merito da dire, ma intanto,  dal  punto  di
  vista  formale, questa cosa qui non è scritta da nessuna  parte,
  onorevole Presidente.
   Le  dico  subito, voi scrivete: Caratteristiche del CDR  (fonte
  decreto  ministeriale 5.2.98) ... E' la fonte, non è l'articolo,
  io le cito l'articolo, glielo leggo...

    CUFFARO  presidente della Regione. E' la circolare  attuativa
  del decreto Ronchi, onorevole Capodicasa, lei lo sa bene

    CAPODICASA    No,  signor  Presidente,   lei   scrive    d.m.
  5.2.98 ;  io le dico cosa prescrive tale decreto, che poi  è  il
  decreto legislativo numero 22. Il decreto legislativo Ronchi non
  tratta,  in  nessuna  parte dei suoi 70  articoli,  la  frazione
  residua secca, non la cita mai.
   Allora il decreto Ronchi definisce, si sofferma...

    CUFFARO   presidente della Regione. Ma se lei appena  qualche
  istante fa mi ha detto che questo non è il decreto Ronchi...

    CAPODICASA  E, infatti, è la circolare. Lei ha sostenuto  che
  è  il decreto legislativo, e non solo lo ha sostenuto, ma lo  ha
  scritto nella relazione.
   Il   decreto  legislativo  dice  così  all'articolo  6,  quando
  definisce  tutte le tipologie di rifiuto: ad un certo punto,  al
  punto  p): combustibile da rifiuto: il combustibile ricavato  da
  rifiuti urbani mediante trattamento finalizzato all'eliminazione
  delle  sostanze pericolose per la combustione e a  garantire  un
  adeguato   potere   calorico  e  che  possiede   caratteristiche
  specificate... E' chiaro, no? Il CDR non può contenere  sostanze
  pericolose  per la combustione. Arriviamo subito. Il Presidente,
  quando ricava questo aspetto, fa due finche, una sarebbe il  CDR
  e l'altra le caratteristiche della frazione secca.
   Quella del CDR la ricava dalla circolare e dice delle cose  che
  sono  giuste, perché la pericolosità della plastica, non è  data
  dal  fatto  che si chiama plastica, ma è provocata  qualora  sia
  trattata  con  il  cloro, i policloruri  bifenili,  questi  sono
  pericolosi  nell'emissione. Ecco  perché  qui  si  dice  che  la
  produzione  di  combustibile eccetera, devono essere  esclusi  i
  cloruri;  le  gomme  sintetiche  non  clorurate  possono  essere
  ammesse, le plastiche non clorurate...
   Io  le farò dono, onorevole Presidente, di un dischetto dove  è
  contenuta  la  relazione del professore Paul  Connett.  Le  dirò
  Presidente,  non  lo  derida, è uno dei migliori  scienziati,  e
  siccome  lei  è medico, è scritto in inglese... io  ho  studiato
  francese a scuola, però, grazie all'Assemblea Regionale  che  ha
  istituito  un  corso accelerato di inglese, ho  imparato  quelle
  quattro cose che mi consentono di capire cosa c'è scritto. Lì  è
  scritto come si costituisce la diossina, come si costituiscono i
  furani, come il cadmio... è tutto scritto scientificamente.
   Onorevole    Presidente,   le   posso   assicurare    che    le
  caratteristiche  della frazione residua  secca,  questo  se  l'è
  inventato  il suo Commissariato, perché non c'è scritta  nemmeno
  la fonte da cui proviene.
   E  qui, infatti, nel modo in cui è scritto, non sono esclusi  i
  clorurati e le plastiche trattate con il cloruro, è  messa, alla
  fine, una cosa generica che contrasta radicalmente con il CDR.
   Onorevole Presidente, siamo interessati a capire se fa  male  o
  no?  Questo è il punto. Perché se avete preso una posizione  per
  cui non si discute, non è il caso di discutere, votiamo e ognuno
  prenda le sue posizioni. Ma se siamo interessati a discutere nel
  merito,  dobbiamo  farlo,  perché veda signor  Presidente  della
  Regione,  lei  si  è  fatto  giustamente  scudo  del  fatto  che
  esistono  tanti  termovalorizzatori in  giro  per  il  mondo.  A
  prescindere dal fatto che ormai nel mondo - il professore Conrad
  ci  ha detto che sono scesi a 58 i termovalorizzatori - li hanno
  chiusi,  li vanno chiudendo, perché nel frattempo sono  successe
  delle  cose...  in  venti  anni, sono stati  in  grado  di  fare
  l'indagine epidemiologica... io  non ne capisco niente, leggo  e
  quindi cerco di approfondire.
   Ma,  in ogni caso, onorevole Presidente della Regione, se fanno
  male,  dobbiamo  per forza metterli, anche se li  installano  in
  Inghilterra,  in Austria o in America? Allora, io  le  dico  una
  cosa, leggo due punti per essere molto rapido.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  A  me   convincono  che
  vogliono fare lo stesso anche in Emilia Romagna e in Toscana

    CAPODICASA  Ma io voglio sapere che cosa bruciano lì, e  anche
  se  bruciasse, non nell'Emilia Romagna, ma a Mosca, io  le  dico
  che  se  fanno  male,  non  vanno  assolutamente  impiantati  in
  Sicilia
   C'è  il  parere  delle  emissioni  derivanti   dal  sistema  di
  smaltimento  dei  rifiuti attraverso trattamento  termico  della
  Commissione  provinciale  per la tutela  territorio  e  ambiente
  della  provincia di Agrigento. Ci sono tre pagine  sconvolgenti
  Si  tratta di una Commissione alla quale lei ha dovuto  chiedere
  il parere...
   Se  lei leggesse quello che c'è scritto, sulle ricadute che  ha
  l'emissione  di  diossina, di furani,  di  policloruri  bifenili
  nella nostra catena alimentare, penso che ci rifletterebbe.

    PRESIDENTE   Non siamo in grado di competere sul  piano  della
  scienza e delle analisi cliniche. Dobbiamo invece esprimerci sul
  fatto politico

    CAPODICASA   Sul  fatto politico lo capisco  benissimo  signor
  Presidente; però il Presidente della Regione  ci ha portato  sul
  terreno della accettabilità di rischio

    PRESIDENTE  La invito a concludere.

    CAPODICASA  Io devo superare tantissime delle cose sono  state
  dette.
   Onorevole   Presidente,  lei  sostiene  che  sarà   avviata   a
  termovalorizzazione solo la parte residua a valle della raccolta
  differenziata.  Nella riunione che abbiamo  avuto  le  ho  fatto
  vedere  che non è così perché lei ammette perfino il tal  quale,
  sia  pure transitoriamente;  e il tal quale è compreso di  tutte
  le sostanze inquinanti che non centra niente con il CDR e con la
  frazione  residua secca. Se è un errore allora lo  corregga,  se
  non  è  un  errore lei non può fare le affermazione che  qui  ha
  fatto.
   Vado  avanti  per quanto riguarda le questioni  che  riguardano
  gli  ATO, la composizione degli ATO. Lei, onorevole  Presidente,
  andando  avanti  era  convinto di aver colto  in  castagna,  era
  trionfante:  Angelini ha fatto . Angelici ha fatto e non  poteva
  non  fare  -  lo dico con sincerità -,  anche se Angelini  o  il
  Governo   Capodicasa o il commissario Capodicasa avessero voluto
  fare   cose  diverse  non  lo  avrebbero  potuto  fare,   perchè
  approvato il PR, il PR disponeva che gli ambiti erano 9 e  29  i
  sub   ATO.  Ma  i  sub  ATO  non  hanno  presidenti,  non  hanno
  vicepresidenti, non hanno consigli di amministrazione, telefono,
  auto  blu, è un fatto organizzativo interno, perchè noi  avevamo
  legato gli ATO e lei lo ha detto - o forse non rendendosi  conto
  di  come stesse dando ragione a noi - che quella era la funzione
  legata  al  flusso dei rifiuti della frazione secca  che  doveva
  andare al trattamento del CDR degli impianti di CDR. Tant'è vero
  che  lei  ha detto  il PR dice 9 , poi con l'ordinanza  288  del
  Governo  Leanza,  quindi con centra più  il  governo  Capodicasa
  perchè  io dopo tre giorni avrei firmato il PR, mi sono  dimesso
  perchè  è  venuto un altro governo, quindi non potevo  attuarlo,
  cambia.  Ma  poi, giustamente, dopo quella fatidica e famigerata
  ordinanza 3690 voi a quel punto dite  ma siccome noi il  CDR  lo
  abbiamo  eliminato dal piano non c'è ragione che si  vincoli  in
  modo  secco  l'esistenza dei sub ATO con gli  impianti  di  CDR,
  perchè  il  CDR non lo abbiamo più , quindi i sub ATO  diventano
  ATO  si tira il coniglio dal cilindro e gli ATO diventano  25  e
  poi 27.
   Signor  presidente,   voglio  aggiungere  un'ultima  cosa   sul
  Comitato di garanzia.
   Onorevole  Presidente,   dobbiamo  credere  a  lei  o  dobbiamo
  all'avvocato  Crosta? L'avvocato Crosta ci ha detto  che  quella
  commissione  che è stata nominata di cui a capo   è stato  messo
  il  professore  Veronesi, è la commissione ex ante,  cioè  e  la
  commissione  che prima che avvia un processo va a fissare  quali
  sono i dati di inquinamento ma non garantisce nulla. Questo è un
  lavoro  che  può  fare  chiunque,   basta  misurare  i  dati  di
  inquinamento  ambientale  e fare il  paragone,  quindi  non  c'è
  alcuna  garanzia, non chiamiamo a testimone gente come  Veronesi
  che con questa cosa non centra nulla

    PRESIDENTE  E' iscritto a  parlare l'onorevole  Miccichè.  Ne
  ha facoltà.

    MICCICHE'     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  preannuncio  che  a fine seduta chiederò di  parlare  per  fatto
  personale,  non  perchè  mi  sono  sentito  offeso  del  termine
  ignorante, perchè capisco il senso del ragionamento, però dietro
  questo  termine  ci  sta  anche un ragionamento;  poichè  questo
  ragionamento  è pretestuoso e preventivo nei miei confronti,  io
  le  chiederò, signor Presidente,  a fine seduta di  parlare  per
  fatto personale.

    PRESIDENTE   Sì,  onorevole Miccichè alla fine  della  seduta
  potrà intervenire.

    MICCICHE'    Voglio   subito   sgombrare   l'equivoco   sulla
  questione  del CDR. Tanto per cominciare, onorevole  Presidente,
  io   non   sono   innamorato  dei  CDR,  né   tanto   meno   dei
  termovalorizzatori, nè se bruciano CDR, nè  se  bruciano  i  tal
  quale,  assolutamente.  Io  ho  voluto  replicare  poco   fa   e
  interromperla  per  dirle la differenza  che  c'è  e  poiché  il
  foglietto   che  lei  mi  ha  fatto  pervenire   parla   di   un
  commissionamento fatto da Federambiente che è quella società che
  commissiona  e  che  tutela  gli interessi  dei  fabbricanti  di
  termovalorizzatori quindi non è una fonte molto attendibile.
   Voglio  entrare, invece,  nella questione di cui lei  prima  ha
  parlato;  una  specie  di replica che ha fatto  sulla  questione
  relativa alla sdemanializzazione.
     Vede, onorevole Presidente, io ho detto che la Regione si sta
  comportando come colui il quale mette  la testa sotto la  sabbia
  di fronte ai fatti chiari e incontrovertibili.
   La  sdemanializzazione è una sorta di svendita  del  patrimonio
  naturalistico  della  nostra Regione;  i fiumi  non  si  possono
  vendere,   poiché lei ha dato alcuni dati, perché non  ho  visto
  nel foglio che mi ha fatto pervenire pochi minuti fa, quando lei
  leggeva  le  cose che avevo già sentito e l'ho letto  nella  sua
  ordinanza finale, il decreto 362,  ha sostanzialmente  letto  le
  cose  che  c'erano  scritte, cioè che lei  ha  avuto  il  parere
  favorevole  del Genio civile, il parere favorevole  dell'Ufficio
  del  Demanio. Onorevole  Presidente,  come è possibile  che  non
  conosce  questa  nota   protocollo n. 890 del 23  febbraio  2005
  indirizzata alla S.V? Lei continua ad omettere questa nota   che
  contiene il parere negativo alla sdemanializzazione perché  dice
  che  non  ci sono i 150 metri. Io ho detto che questo, onorevole
  Presidente, è un reato perché è una omissione di ufficio; il suo
  ufficio   non  l'usciere  dell'Assessorato  o  del  suo  ufficio
  dell'emergenza  rifiuti.  Lei,  onorevole  Presidente,  il   suo
  ufficio,  i  suoi  rappresentanti,  i  suoi  cosiddetti  stretti
  collaboratori conoscono questa nota in cui è scritto che non  ci
  sono  i  150 metri. Quindi, la deroga che lei ha utilizzato  per
  sdemanializzare   è  una  deroga  falsa;    e   ciò,   onorevole
  Presidente,  gliel'ho detto alcune settimane fa ma  lei continua
  a  chiudere gli occhi, si tappa le orecchie, si tura il  naso  e
  anche  la  bocca  su  questo argomento e non capisco  per  quale
  ragione.
   Io  probabilmente le ragioni le conosco già e lei sa  benissimo
  quali  sono.  Sono questioni politiche, non entro   nel  merito;
  qui  ci sono i suoi collaboratori, i suoi assessori, l'assessore
  Cascio  il  quale,  grazie al suo ufficio,  ci  ha  prodotto  il
  documento che vi sto mostrando in cui ci dice, faccio un esempio
  della  zona del termovalorizzatori di Casteltermini che è quello
  a   cui  io  mi  sto  in  questo  momento  riferendo,    che  se
  malauguratamente la diga Fanaco collassa, come  è  possibile,  è
  chiaro  che il rischio di inondazioni è al 100 per cento  sicuro
  il  che significa che questi impianti verranno coperti da queste
  acque.
   Onorevole  Presidente, lei ha messo in conto questo fatto  che,
  peraltro,  dice il suo ufficio, il suo assessorato oppure il suo
  assessorato  non  conta rispetto ad esigenze politiche  che  lei
  vuole portare avanti?
     Questa  è  la verità  E non è solo questo c'è anche l'aspetto
  del  carattere  ambientale. I suoi colleghi di  Giunta,  il  suo
  assessore per l'agricoltura cosa dicono rispetto al pericolo del
  danno  ambientale che possono avere le nostre  culture, in primo
  luogo le nostre specialità di agrumi, delle pesche, dell'uva che
  hanno  assolutamente bisogno di un terreno  salubre  per  potere
  essere competitivi nel mercato europeo e nazionale?
   Questo,   onorevole  Presidente,  non  lo  valuta  come   fatto
  negativo?  Perché questi termorvalorizzatori, in fondo,  essendo
  sovradimensionati, il problema del CDR o del tal quale  o  della
  cosiddetta  frazione secca è sostanziale. Io non sono innamorato
  del  CDR,  sono  anche contro il CDR, ma non si può  mettere  di
  fronte  ad un programma che il CDR alla fine poteva essere  come
  parte  residuale  di una raccolta differenziata spinta.  Invece,
  voi  avete  messo al centro il termovalorizzatore e  attorno  al
  termovalorizzatore  gira  la  cosiddetta  organizzazione   della
  raccolta  differenziata che è destinata a restare  nana,  a  non
  crescere, perché il termovalorizzatore diventa un mostro che  ha
  bisogno  di spazzatura  E, quindi, nel momento in cui cresce  la
  raccolta  differenziata, questi impianti non  hanno  ragione  di
  esistere.
   E  allora,  perché questo sovradimensionamento? Perché questi 4
  termovalorizzatori  che sono stati creati  per  termovalorizzare
  2.500.000 tonnellate all'anno di spazzatura, quando noi sappiamo
  benissimo  che allora non raggiungendo il famoso  35  per  cento
  nell'arco  di  20 anni questi signori avranno la possibilità  di
  racimolare  il recupero dei soldi che hanno speso  e  che  hanno
  investito?
   E  allora è un discorso di business; allora lì veramente c'è un
  discorso  che  va fuori dal discorso dei rifiuti,  della  tutela
  ambientale,  della  economia  del  nostro  Paese,  della  nostra
  popolazione che sarà destinata a pagare 3, 4, 5, 6, 10 volte  la
  tassa dei rifiuti - chiamiamola sempre tassa e non tariffa - che
  verrà,  poi,  a loro accollata quando sarà a regime il  sistema.
  Perché  questo è il problema, e il grande business  che  ci  sta
  dietro questo impianto di termovalorizzazione, questi 4 impianti
  di termovalorizzazione è un business mostruoso.

    PRESIDENTE    Onorevole  Micciché,   la   devo   invitare   a
  concludere.

    MICCICHE'   La verità è politica, onorevole  Presidente.  Lei
  non  ha  dato  una risposta politica. Il Presidente  Cuffaro  ha
  cercato  di dare una impronta politica di coloro che dicono  che
  non danno alternativa al termovalorizzatore. Noi  la diamo ed  è
  la raccolta differenziata.
   La  verità è, onorevole Presidente, che lei non è convinto, lei
  è  convinto di un'altra cosa e me lo lasci dire, io aspetto  che
  lei ascolti quello che le sto dicendo...

    CUFFARO  presidente della Regione. La ascolto.

    MICCICHE'   No,  lei  non può sentire  con  un  orecchio  una
  persona e con l'altro orecchio l'altra persona

    PRESIDENTE  La devo invitare a concludere, lei ha parlato  10
  minuti, onorevole Micciché, il doppio del tempo previsto.

    MICCICHE'   Onorevole  Presidente, questo  gliel'ho  detto  e
  lei sa che l'ho detto in giro,   lei questo piano fino a qualche
  anno  fa non lo conosceva; lei è andato a Roma, accompagnato  da
  qualcuno  ed  è  andato  in  una  determinata  stanza,   di   un
  determinato  ufficio, di una determinata istituzione  di  questo
  Paese e gli hanno confezionato questo piano, gli ha detto:   qua
  c'è il piano, portalo avanti .
   Lei  non sapeva niente, tant'è che un anno e mezzo fa, nel  suo
  ufficio,  quando io ho parlato di CDR e di frazione  secca,  lei
  non  sapeva  assolutamente la differenza che c'era tra  l'una  e
  l'altra.
   Oggi  lei  si è informato e ha dato le risposte, ma  allora  lo
  sapeva  perché  lei si è preso il vestito confezionato fuori  da
  questa  Regione,  lei  non ha programmato assolutamente  un  bel
  niente, gli è stato confezionato da fuori.
   Oggi,  che  la  situazione è arrivata al punto di non  ritorno;
  lei  non può dire no a chi glielo ha dato, perché su questo  lei
  si  gioca  anche  la possibile ricandidatura a Presidente  della
  Regione e le posso assicurare che è così.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, lei ha parlato il doppio  del
  tempo  consentito;  lei  sa  che la  Presidenza  è  stata  molto
  elastica  sia nei suoi confronti che nei confronti degli  altri,
  ma adesso sono costretto a toglierle la parola.

            (Proteste dal settore riservato al  pubblico)

    PRESIDENTE  Invito gli assistenti parlamentari ad accompagnare
  fuori dall'Aula il pubblico  Siamo in Aula parlamentare, non  in
  un teatro
    La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.46, è ripresa alle ore 21.50)

   La seduta è ripresa.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.
    Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  non
  aggiungo   altre   questioni  tecniche   perchè   condivido   le
  valutazioni  espresse  dai colleghi del  centrosinistra  ed,  in
  particolare, dagli amici de  La Margherita , con i quali abbiamo
  concordato  una posizione nettamente contraria rispetto  ad  una
  scelta che io considero singolare anche sul piano

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  possiamo  fare  rientrare   il
  pubblico?

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, assolutamente no,  perché  la
  scena  a  cui noi abbiamo assistito questa sera, non  si  è  mai
  vista  in  un Parlamento come il nostro   E poiché le  cose  non
  accadono per caso, la Presidenza non ammetterà alcuno  sino alla
  fine del dibattito

    BARBAGALLO    Stavo  dicendo  che  questa  situazione   appare
  singolare.  Ho  dichiarato in questi  giorni  che  il  dibattito
  d'Aula  a questo punto, sempre rilevante, addirittura superfluo,
  poiché sono stati firmati i contratti addirittura in alcuni casi
  sono iniziati i lavori.
   Certo,    il    dubbio    che    questa    realizzazione    dei
  termovalorizzatori  deve andare avanti a qualsiasi  costo  viene
  spontaneo.
   Ci sono stati dei pronunciamenti dei consigli comunali, ci sono
  stati  delle manifestazioni dei cittadini. Nessuno ha mai potuto
  avere   l'occasione   di  dire   riflettiamo   sulle   possibili
  alternative, sulle modifiche di alcuni siti ritenuti inidonei .
     A  proposito  di siti ritenuti inidonei,  vorrei  leggere  una
  nota del Ministero dell'Ambiente. Il Ministero dell'Ambiente,  in
  data  21  novembre  2003, in riscontro ad  una  nota  della  Lega
  dell'Ambiente  diceva, tra l'altro:  Non è  da  sottovalutare  il
  probabile rischio di infiltrazioni di sostanze nocive nelle acque
  e  nelle  falde  del  fiume  Simeto derivanti  dalla  instabilità
  geologica  del  suolo  e  dalle  probabili  piene  fluviali   che
  potrebbero   interessare  o  lambire  l'area   dell'impianto   di
  termovalorizzazione.
   Il  territorio  in  esame è caratterizzato dalla  presenza  dei
  siti  di  importanza  comunitaria, contrada valanghe  tratto  di
  Pietrolunga del fiume Simeto. Quest'ultimo sito si distingue per
  l'estremo interesse naturalistico dovuto alla presenza di estesi
  boschi  ed  una  ricca,  stanziale e migratoria  fauna  inserita
  nell'allegato  della  direttiva della  CEE  per  la  quale  sono
  previste  misure  speciali  di  conservazioni  dell'habitat  per
  conservare  la sopravvivenza, la riproduzione  di  dette  specie
  nelle loro aree di distribuzioni.
   Dopo  questa  nota del Ministero, a distanza di  un  mese,   lo
  stesso Ministero cambia opinione.
   Allora,  io  sono  preoccupato del fatto che, probabilmente,  i
  funzionari  dello  stesso Ministero non la pensano  allo  stesso
  modo  ed  è anche probabile che ci siano state delle indicazioni
  nei confronti del secondo funzionario.
   Noi abbiamo una grande occasione, onorevole Presidente.  il TAR
  di Catania - voglio formulare una proposta al Presidente Cuffaro
  V  e   il magistrato che ha emesso l'ordinanza che riguarda  sia
  Augusta  che  Paternò è un magistrato - mi dicono  -  ampiamente
  stimato.   Mi   è   sembrato   fuori  luogo   ironizzare   anche
  sull'ordinanza del TAR. Questa ordinanza potrebbe consentire una
  pausa di riflessione seria, Presidente.
      Io   le   chiedo,   nell'ambito  della  sua   responsabilità
  istituzionale, di non fare ricorso al CGA perché  l'ordinanza  è
  immediatamente  esecutiva; il TAR ci ha indicato  una  pausa  di
  riflessione  seria  ammettendo che  ci  sono  delle  motivazioni
  giuridicamente valide.
   In  attesa del merito non faccia ricorso al CGA e approfittiamo
  della  situazione per rivedere l'intera questione. In ogni  caso
  certamente  siamo  favorevoli  alla  mozione  e  contrari   alla
  realizzazione dei termovalorizzatori.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza  Nicola.
  Ne ha facoltà.

      LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono
  tentato  di  non  procedere al documento  che  in  qualche  modo
  avevamo  elaborato  con  gli amici del Gruppo  e  di  affrontare
  questa materia in modo assolutamente diverso, soprattutto da  un
  punto di vista politico.
   Quello che è successo stasera, Presidente Cuffaro, è certamente
  un  fatto  spiacevole ed in qualche caso anche  condizionato  da
  qualcuno.
   E'  ovvio  che  quello  che  è successo  stasera  qui  in  modo
  indecoroso,  in  tante  parti della Sicilia  sta  succedendo  in
  maniera  decorosa  e  civile. Ci sono  zone  dove  c'è  protesta
  civile,  dove  non  ci sono uomini di destra,  di  centro  o  di
  sinistra  che  sposano  una causa, dove  certamente  l'interesse
  primario è l'interesse della tutela della salute della  gente.
   Mi   rendo  conto  del  compito  ingrato  che  ha  il  delegato
  dell'emergenza rifiuti, il Commissario Cuffaro.
   Mi   rendo   conto  del  lavoro  immane  svolto,   del   lavoro
  straordinario  insieme  agli  uffici  per  elaborare  un   piano
  integrato  di  rifiuti  serio che, in  qualche  modo,  ha  preso
  esempio, ha preso le direttive dal decreto legislativo n. 22 del
  1997.
   In  Sicilia  sta  succedendo qualcosa di strano.  Non  si  deve
  correre  il rischio, onorevole Presidente della Regione, abbiamo
  l'esigenza di capire cosa sta succedendo.
     La  mia  preoccupazione non è quella che i termovalorizzatori
  vadano  più o meno realizzati, penso che alla fine vadano fatti.
  La  cosa  che preoccupa più la gente è l'ubicazione  scelta  per
  questi impianti.
   Quello  che  si chiede la gente è perchè in qualche momento  non
  ci siamo presi qualche pausa di riflessione. Quello che preoccupa
  la  gente è come mai si vada nei SIC tipo Paternò oppure si va  a
  pensare  ad  una  stazione di trasparenza  a  Taormina  o  meglio
  spostata  a Calatabiano Fiumefreddo. Quello che non si  riesce  a
  capire  è  per  quale motivo, nel momento in  cui  si  svolge  un
  dibattito,  dobbiamo accelerare e andare avanti  ad  ogni  costo.
  Questo non lo capisco.
   Io  voterò  contro  la  mozione, per la stima  che  ho  per  il
  Presidente  Cuffaro  e per il lavoro da lui  svolto.  Non  entro
  nelle  questioni tecniche, su cui mi ero preparato, ma dal punto
  di  vista  politico rivolgo alcune raccomandazioni al Presidente
  Cuffaro.
   Abbiamo questa sospensiva, che si può accettare o meno, ma è la
  sospensiva. Il Presidente ha detto che lui non commenta -  e  fa
  bene a non commentare le decisioni dei tribunali, gli fa onore-.
   Penso che noi dovremmo utilizzare questo mese per vedere in che
  modo  questo  Parlamento, anche in termini  paritetici  con  una
  commissione  paritetica,  si  sieda  ed  affronta  ed  aiuti  il
  Presidente a non decidere tutto da solo. Aiutare il Presidente a
  fare  un percorso importante affinchè questo grande tema, che  è
  il  grande  tema  del  futuro e non lo  possiamo  nascondere,  i
  rifiuti  solidi  urbani ed il loro smaltimento costituiscono  un
  grande problema della nostra comunità, del nostro mondo.
   Non  possiamo scappare, non possiamo neanche rinviare.  Pensate
  che di termovalorizzatori si parlava nel 1996, mi ricordo che in
  quel  periodo  l'onorevole Pellegrino -  allora  assessore  alla
  provincia   -   obbligò  le  città  metropolitane  a  presentare
  progetti in relazione al POR. La questione quindi si pone già da
  tempo.
     Vista  la  sensibilità  che il Presidente  della  Regione  ha
  dimostrato  in  tantissime occasioni, visto  che  c'è  stato  un
  dibattito per certi momenti anche importante, per certi  momenti
  importante  in relazione alle risposte determinate e  aperte  da
  parte  del  Presidente  della  Regione,  per  quale  motivo  non
  affrontiamo  questo problema un po' a bocce ferme,  sapendo  che
  stiamo  discutendo di una delle emergenze più  importanti  della
  Sicilia?  Per  quale  motivo, signor  Presidente,  non  possiamo
  pensare di fare una raccomandazione affinchè il Presidente della
  Regione  non sospenda in autotutela, non faccia nulla  di  tutto
  questo, ma semplicemente ci dedichiamo qualche altra ora in più,
  qualche  altra  giornata in più ad un tema  importante  che  sta
  dividendo  le  nostre comunità e che rischia di  fare  diventare
  impopolare  forse la persona che si è assunta più responsabilità
  e  che,  certamente, non merita il giudizio  negativo  di  tanta
  gente  così  come  purtroppo non stasera  ma  in  qualche  altra
  occasione è avvenuto?
   E,   allora,  signor  Presidente  della  Regione,  a  nome  del
  Movimento  per  l'autonomia, raccomando questo: voto  contro  la
  mozione  di  sfiducia,  ma  formulo  una  raccomandazione  seria
  affinché   un  dibattito  come  quello  di  stasera   non   vada
  assolutamente perso, ma vadano colte le parti più importanti, le
  parti  che  possono  far affrontare questo problema  in  maniera
  seria,  corretta  senza  demagogia,  senza  preconcetti,   senza
  riserve  mentali,  ma  con  l'unico  obiettivo  di  fare   dello
  smaltimento dei rifiuti della Sicilia un fatto importante, anche
  di sviluppo, ma certamente un grande fatto di civiltà.

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Capodicasa - e invito gli
  Uffici  a  provvedere  di  conseguenza  -  depositerà,  ai  fini
  dell'inserimento   nel  resoconto  stenografico   della   seduta
  odierna, l'intervento che non ha potuto svolgere dal podio.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  che mi accingo a fare sarà molto rapido perchè, avendo ascoltato
  gli  interventi di altri colleghi sull'argomento, effettivamente
  mi   trovo  più  che  in  imbarazzo,  in  una  certa  difficoltà
  nell'ascoltare  interventi, anche da parte di  colleghi  che  la
  passata   legislatura  erano  presenti  in  quest'Assemblea   e,
  sinceramente,  oggi  nel 2004 ritornare a  discutere  su  di  un
  percorso...

    SPAMPINATO  Siamo nel 2005.

    BENINATI   Sì,  ma  il 2004 fu il momento in  cui,  forse,  si
  potevano  anche anticipare alcuni argomenti. Guarda caso,  si  è
  atteso  il  momento della sospensiva. E allora,  devo  dire  che
  nella  passata  legislatura,  e  mi  rivolgo  ai  colleghi  oggi
  dell'opposizione,  presentai un ordine  del  giorno  in  cui  si
  chiedeva  di  rivedere  un percorso politico  che  fu  voluto  e
  scelto  certamente  da un Governo che oggi non  governa  più  la
  Regione   siciliana.   Il   Presidente   dell'epoca,   onorevole
  Capodicasa,  ricorda bene che il Ministero  non  commissariò  la
  Sicilia, ma fu la sua richiesta di commissariamento che  spogliò
  la  Regione siciliana dall'intervenire sui territori e  valutare
  tutto quello che oggi si discute qui.

    CAPODICASA. Non è così, perchè il Presidente della Regione é il
  Commissario.

    BENINATI. Onorevole Capodicasa, sull'argomento  le  citerò  la
  mozione  numero 443, presentata dal sottoscritto, dall'onorevole
  Fleres, dal compianto onorevole Croce, e dagli onorevoli Accardo
  e  Basile, la quale poneva il tema oggi in discussione.  Dunque,
  già  allora  si poneva principalmente il tema di una  immotivata
  scelta che portò la nostra Regione ad essere commissariata.
   Oggi,  ed é questo che mi lascia perplesso proprio da parte  di
  coloro che hanno voluto tale percorso, si ritorna indietro e  si
  critica quel percorso che il presidente della Regione attuale ha
  continuato,  perché sarebbe stato ancora più  dannoso  ritornare
  indietro,  visto  che per due anni e mezzo  si  era  avviato  un
  percorso,  non certamente voluto dal Ministero, ma richiesto  al
  Ministero;  ebbene, oggi quasi risulta che questo  Presidente  é
  colpevole di avere fatto il commissario che, alla fine, ha preso
  come eredità.
   E  allora,  già  questo é un motivo, a prescindere  dai  motivi
  tecnici, perché vedete, é una materia talmente complessa che  me
  ne  scuso,  ho  sentito  oggi delle argomentazioni  tecniche  di
  tutti.  Io  non  ci entro neanche perché é una materia  talmente
  complessa  e  ricordo che il sottoscritto insieme  con  l'allora
  onorevole Pellegrino, nel 2000, abbiamo richiesto in commissione
  l'audizione  del  professor Angelini per  spiegarci  cosa  stava
  facendo,  visto che nessuno sapeva cosa si stava  cominciando  a
  fare  su questa iniziativa sui territori. Quindi, già da  allora
  non si sapeva cosa si faceva, non é che non si sa adesso. E'  il
  meccanismo del commissariamento che ha prodotto questo.
   Detto  questo, io personalmente, sul fatto della scelta che  fu
  antecedente, quella dei termovalorizzatori, non é   che  si  sia
  scelto  ora, già nel 1999/2000, nel piano che si stava formando,
  si   sceglievano   i   siti  e  si  valutava   di   inserire   i
  termovalorizzatori. Non é qualcosa che si sta facendo adesso.
   Ora  si  é entrati nel merito e si é deciso qualcosa che si  era
  iniziato  prima. Anche qui, sui siti, é vero, signor  presidente,
  forse  se l'Assemblea fosse stata tenuta più in considerazione  -
  non da parte sua, ma dal meccanismo che si é innescato nel 1999 -
  per  legge,  quindi anche con il passaggio nella Commissione  che
  ho  l'onore di presiedere, come sempre avremmo cercato di trovare
  delle  soluzioni. Ma questo é stato precluso nel 1999.  E'  stata
  una  scelta politica che oggi il Presidente della Regione attuale
  ha  continuato. Non si può iniziare il tracciato di una strada  e
  poi,   quando   qualcosa  cambia,  questo   tracciato   si   deve
  interrompere.
   Ci  sono  tante  motivazioni, devo dire  che  l'onorevole  Lino
  Leanza  ha  voluto proporre un momento di riflessione,  ma  solo
  dove  é  possibile, perché esistono degli impegni, esistono  dei
  contratti. Esiste una situazione che mette in difficoltà non  il
  Presidente  della Regione nella sua qualità o come  commissario,
  ma perché si é avviata ormai una procedura.
   Volere  oggi rimettere in discussione tutto, é un problema  che
  non capisco come si possa sostenere.
   Altra  cosa é, invece, vedere  se é possibile risolvere  alcune
  questioni,  come il problema della mia provincia,  che  potrebbe
  comunque essere anche quello delle altre.
   In alcuni casi, obiettivamente, non sui termovalorizzatori, che
  per  me  sono  una  scelta  assodata,  oggi  avviata  su  cui  è
  effettivamente difficile ritornare indietro, ma su qualcosa  che
  sul  territorio  potrebbe essere meglio sistemato.  Parlo  delle
  trasferenze,  degli  impianti  di  stabilizzazione   di   questi
  prodotti per i quali, il più delle volte, in questo periodo,  si
  potrebbero trovare delle soluzioni che migliorino, provincia per
  provincia, alcune situazioni locali; questo forse sì. E  allora,
  un attimo non di riflessione, ma di condivisione, oggi forse più
  che  col  Presidente della Regione e commissario, con  l'attuale
  realtà  dei concessionari. Questo sì, un invito al Presidente  a
  rendere  più  agevole questo percorso, ma per il  resto  sarebbe
  mortificante  riaprire  qualcosa che il  Governo,  in  un  certo
  periodo, ha voluto porre in essere nella nostra Regione.
   Io  concludo, a nome del Gruppo di Forza Italia, affermando  di
  essere  assolutamente  contrario  a  questa  mozione,  ma   devo
  rivolgere  un invito al Presidente della Regione, nella  qualità
  di  Commissario, di vedere di trovare insieme, e la  Commissione
  in  questo  potrebbe rendersi parte  attiva del  percorso,  onde
  evitare  delle noie a qualche sindaco che si lamenta ovvero  che
  vuole  invece il trattamento dei rifiuti. Vediamo se è possibile
  trovare un'intesa in questo senso.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  rispetto  a
  questa   mozione   ci  si  sarebbe  sicuramente   aspettati   un
  atteggiamento  un  po'  sganciato  dall'appartenenza,  sganciato
  dalle  identità, dalle scelte ideologiche. Ed io vorrei  tentare
  di  riportare  il  dibattito  con  argomentazioni  sulla  logica
  stringente  del piano integrato dei rifiuti per poi evidenziarne
  anche  i  motivi  delle scelte politiche e capirne  il  supporto
  tecnico-scientifico che non è marginale, non è secondario.
   Ho  letto  attentamente il resoconto stenografico della  seduta
  precedente  ed  ho  visto  molti  interventi  dei  colleghi  del
  centrosinistra incentrati su relazioni, su valutazioni  tecnico-
  scientifiche portate a supporto di una posizione, che  cercavano
  di  supportare  molta  parte di questa  mozione  con   argomenti
  specifici,  riferimenti  bibliografici,  riferimenti   a   fatti
  normativi  che  dovrebbero  sicuramente  avere  a  supporto  una
  valutazione tecnico-scientifica.
   L'emergenza  rifiuti. Il piano integrato dei rifiuti,  da  dove
  nasce?
   Nasce da un'emergenza. Tutti voi, tutti noi abbiamo vissuto  il
  periodo   dell'emanazione  del  decreto  Ronchi  con  i   camion
  dell'immondizia  portati nelle province, con l'impossibilità  di
  aprire nuove discariche ex articolo 13 da parte dei sindaci, con
  una  scelta  che  il decreto Ronchi si è posto determinando  una
  rivoluzione  copernicana  per quanto riguarda  la  gestione  dei
  rifiuti.
   Il  rifiuto non più smaltito in discarica, ma viene considerato
  una risorsa ed avviato ad un ciclo integrato. E qual è la logica
  di   questo   ciclo?   Essa   passa   attraverso   la   raccolta
  differenziata,  arriva  alle stazioni di  trasferenza,   c'è  il
  passaggio del centro di selezione umido-secco, poi la scelta CDR
  o frazione secca da avviare al termovalorizzatore.
   Da  questo schema è difficile uscire ed è per questo che invito
  anche i colleghi della maggioranza, che prendono le distanze,  a
  fare  una  scelta consapevole, una scelta politica che  è  anche
  supportata  da dati scientifici che volevo ribadire.  Da  questo
  schema  non  si  esce:  punto forte era  ed  è  fondamentale  la
  raccolta  differenziata.  In discarica  andrà  solo  un  residuo
  trattato dopo che verrà fatta la raccolta differenziata.
   Una  raccolta  differenziata che stenta a  decollare   non  può
  essere  solo  oggetto  di  una  critica  così  leggera,  di  una
  liquidazione immediata ed istantanea. E' un percorso  lungo,  un
  percorso  culturale a cui sarà sottoposta tutta la nostra  gente
  ed è impossibile pensare di avere risultati nel giro di uno, due
  anni, sono risultati che si acquisiscono nel tempo.
   E'  una sfida, quella di incrementare la raccolta differenziata
  e  portarla al massimo di previsione del decreto Ronchi  del  35
  per  cento,  ma  anche oltre. Più aumenta questa  quantità,  più
  diminuisce la parte da avviare al termovalorizzatore. Allora, su
  questa sfida siamo tutti d'accordo, ma anche la parte successiva
  è ineludibile.
   Non  c'è  via  d'uscita  del rifiuto se  non  passa  attraverso
  l'ulteriore  fase,  la trasferenza e la selezione  del  secco  e
  dell'umido   e   poi  la  scelta  CDR,  ci  diceva   l'onorevole
  Capodicasa, frazione secca è la scelta che ha fatto il  Governo,
  che  ha  fatto  il Commissario ed alla base di  questo  c'è  una
  valutazione   scientifica  certa,  una  valutazione  scientifica
  difendibile,  che  ha dati che derivano da una  norma  che  è  a
  supporto delle indagini scientifiche.
   Allora,  qual  è  la valutazione scientifica? Al  di  là  della
  differenza di composizione fra CDR e frazione secca, quello  che
  conta  è l'emissione. L'emissione fra il CDR e la frazione secca
  non   presenta  molte  differenze.  Lo  evidenziava  il  decreto
  ministeriale,  il  decreto  attuativo  del  decreto  legislativo
  Ronchi,  c'è solo l'anidride solforosa doppia ma con il  vincolo
  di dimezzarla.
   Allora, se questa è una scelta obbligata, quali alternative  ci
  sono?   C'è   l'alternativa  delle   bombe   ecologiche'   delle
  discariche che sono state ridotte, che continueranno a  ridursi,
  discariche  che saranno create e pensate ai sensi  dell'articolo
  27  del  decreto Ronchi, quindi con una procedura  autorizzativa
  che  mette al riparo l'ambiente e il territorio circostante.  Le
  discariche  non potranno più essere fatte. Il termovalorizzatore
  è  una  scelta,  una  scelta obbligata  e  una  scelta  politica
  responsabile, perché altre alternative in questa sede non ne  ho
  viste;  ho  visto  semplicemente paventare  scenari  strani  che
  sicuramente non trovano una soluzione al problema.
   La scelta politica che è una scelta coraggiosa, ci pone anche a
  confronto   con  la  popolazione  e  non  possiamo  permetterci,
  sicuramente,  di  arrivare allo scontro  con  la  gente,  perché
  nessuno vuole i rifiuti, si  pensa di doverli fare smaltire  nel
  comune  accanto; una scelta di programmazione e un piano  svolto
  in   maniera   attenta,  sulla  scorta  di   valutazioni   anche
  scientifiche, che ci deve mettere al riparo.
   Ritengo che la scelta politica della maggioranza sia quella  di
  questo  piano  integrato  dei rifiuti, che  seppur  con  qualche
  limite,  risolve sicuramente il grave problema  dei  rifiuti  ed
  evita  che si possa ritornare ad un'emergenza di cui siamo stati
  testimoni.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per esprimere una dichiarazione di
  voto in dissenso al mio Gruppo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   non
  parteciperò  al voto perché credo che il dibattito  questa  sera
  abbia  dimostrato  ampiamente  la solitudine  e  il  conseguente
  nervosismo politico del presidente della Regione, una  divisione
  e  un  dibattito interno alla maggioranza che è stato fin troppo
  chiaro,  come dimostrano l'assenza di interi gruppi parlamentari
  da quest'Aula, le contraddizioni manifestate da un assessore che
  partecipa  alle  manifestazioni contro il termovalorizzatore  in
  piazza, di popolo e poi per ragioni e per vincolo di maggioranza
  è  costretto  a  sedere  ai  banchi del  governo,  le  posizioni
  espresse  dal capogruppo del Movimento per l'autonomia che  pure
  hanno   chiesto   una  riflessione,  hanno   esposto   -   parlo
  dell'onorevole Leanza - una serie di perplessità, di  dubbi,  di
  critiche   e  di  opposizioni  identiche  alla  nostra  mozione,
  addirittura   ha   chiesto  il  ritorno  in  Commissione,   cioè
  un'ulteriore  riflessione di questo Parlamento sui  siti,  sulle
  scelte,  e  poi  ha  detto, concludendo, voto  perché  stimo  il
  Presidente della Regione, ma vota con quelle premesse.
   Allora,  io  annuncio  che non parteciperò  al  voto  di  questa
  mozione  ed  invito  i  colleghi firmatari della  mozione  a  non
  partecipare  al  voto per mettere a nudo anche  le  divisioni  di
  questa maggioranza per mettere a nudo le  contraddizioni  interne
  a  questa  maggioranza  che  sono visibili  e  palpabili.  E  non
  parteciperò  al  voto  -  se  mi consente,  onorevole  Presidente
  dell'Assemblea  - anche perchè non ritengo che  abbiamo  dato  un
  bello   spettacolo  non  facendo  rientrare  il  pubblico,   quei
  cittadini che sono stati allontanati da quest'Aula che non  erano
  qui   per   dare  consenso  e  sostegno  a  nessun   deputato   e
  parlamentare.  E nessuno degli intervenuti da questa  tribuna  ha
  parlato  per conquistare qualche voto ma ha interpretato in  modo
  profondo  le  contraddizioni  che attorno  a  questa  vicenda  ci
  stanno,  gli intrecci non chiari che sono evidenti,  la  messa  a
  nudo  della  difficoltà della maggioranza  che  è  palpabile  nei
  vostri  volti, nelle vostre assenze e nelle cose che  voi  stessi
  avete detto da questa tribuna.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  chiarisco  che  le   mozioni
  vengono  votate secondo l'ordine di presentazione:  prima  la  n.
  125, poi la n. 188 ed infine la n. 274.

    SPEZIALE   Chiedo  che la votazione della  mozione  numero  125
  avvenga per scrutinio nominale.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Votazione per scrutinio nominale della mozione numero 125

          (Ai fini del sistema elettronico, la richiesta risulta
      appoggiata  dagli  onorevoli Capodicasa, Ferro,  Gurrieri,
      Oddo, Panarello, Sanzeri e Zago)

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la votazione per scrutinio  nominale  della
  mozione numero 125 degli onorevoli Giannopolo ed altri.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti            34
   Votanti         .   27
   Maggioranza         14
   Favorevoli        ..  0
   Contrari            27

                    (L'Assemblea  non è in numero legale)
  è in numero legale)

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   giova   ricordare    che
  l'attività  dell'Assemblea non potrà svolgersi se non  prima  di
  aver   votato  la  mozione,  come  prevede  peraltro  il  nostro
  Regolamento.    Pertanto,   dovendo   programmare    i    lavori
  dell'Assemblea e decidere se aggiornare di un'ora o rinviare  ad
  altra  data,  sospendo  la  seduta  per  5  minuti  e  invito  i
  Capigruppo,  dopo  avere  dato la  parola  al  Presidente  della
  Regione, a conferire con il sottoscritto.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, credo che questo Parlamento abbia  lavorato
  per  due sedute, c'è stato un dibattito lungo, ognuno di noi  ha
  avuto   modo  di  riflettere,  forse  c'è  stato  anche  qualche
  nervosismo, però, credo che quando si discute una mozione e  chi
  presenta la mozione è stato in Aula ad illustrarla, a cercare di
  convincerci  delle  ragioni politiche e scientifiche  della  sua
  presentazione,  dopo  il  lungo  lavoro  che  ha  svolto  questo
  Parlamento,  credo che alla luce di tutto ciò, non sia  decoroso
  per  chi  ha  presentato questa mozione rimanere in Aula  e  non
  votare la mozione così come è stato fatto.
   Signor  Presidente,  questo Governo ha ancora  da  lavorare;  è
  stato  presente  e lo ha fatto con puntualità e soprattutto  con
  convinzione ritenendo il Parlamento un'istituzione seria che  va
  rispettata. Purtroppo, credo che  oggi chi non ha votato  questa
  mozione,  dopo  averla presentata, non abbia contribuito  a  far
  crescere,  ad  alimentare e a difendere  la  serietà  di  questo
  Parlamento.
   Onorevole   Fleres,  le  annuncio  che  non  parteciperò   come
  Presidente  della  Regione a nessun'altra  votazione  su  questa
  mozione perché ritengo che l'avere costretto il Governo a  stare
  in  Aula  a  parlare  di cose serie e poi a non  procedere  alla
  votazione sol perché si riteneva di essere in minoranza, non  la
  ritengo una cosa seria.
   Signor  Presidente, su quanto è accaduto credo che ciascuno  di
  noi  debba  fare  una riflessione, altrimenti  le  regole  della
  democrazia finisce che non vengono più rispettate e questo non è
  certamente una cosa giusta.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  e  convoco
  immediatamente una riunione della Conferenza dei Presidenti  dei
  gruppi parlamentari presso la Sala rossa.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.30, è ripresa alle ore 22.45)

        Per  lamentare  la  contestualità delle  riunioni  delle
      Commissioni  con  gli orari di convocazione  delle  sedute
      d'Aula

    SPAMPINATO   Chiedo  di  parlare ai  sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi.  intervengo
  per   chiedere  alla  Presidenza  dell'Assemblea,  eventualmente
  previa convocazione della Commissione per il Regolamento, che si
  esprima  rispetto alla possibilità delle Commissioni di lavorare
  in pendenza di apertura  dei lavori d'Aula.
   Mi   spiego  meglio,  occorrerebbe  specificare  se,  una  volta
  fissato l'orario di apertura dei lavori d'Aula, le Commissioni  a
  quell'ora devono cessare di lavorare per dare - questo lo ritengo
  opportuno  - la possibilità al deputato di esercitare il  proprio
  diritto  di   partecipare ai lavori di Commissione  ed  anche  di
  rispettare  il dovere di essere puntuale all'orario  fissato  per
  l'apertura dei lavori assembleari.

    PRESIDENTE   Onorevole Spampinato in verità si è  sempre  fatto
  così,  le uniche deroghe che qualche volta si sono concesse hanno
  avuto una genesi particolare ed un accordo complessivo perchè  si
  presentava  l'esigenza di consentire alle Commissioni di lavorare
  anche  se  l'Aula era in corso, ma si trattava di  sedute  d'Aula
  normalmente dedicate ad attività ispettiva.

    SPAMPINATO   Vorrei precisare. Il caso, cui  mi  riferisco,  è
  quello dell'Aula non ancora iniziata. Chiedo quindi di concedere
  la  possibilità al parlamentare di essere comunque  puntualmente
  presente all'orario previsto dall'ordine del giorno.

    PRESIDENTE   L'unico problema che normalmente è nato  riguarda
  la  concomitanza;  infatti  da  questo  punto  di  vista  ci  si
  riferisce all'articolo 32 bis del Regolamento che così recita:
    Le  Commissioni  non possono riunirsi nelle stesse  ore  nelle
  quali  vi  è  seduta  l' Assemblea salvo casi  eccezionali  dopo
  espressa  autorizzazione  del  Presidente  dell'Assemblea .   Di
  solito  è  ciò  che è accaduto. Non conosco la fattispecie  alla
  quale specificamente si riferisce,  quindi ho delle difficoltà a
  seguirla da questo punto di vista.

    SPAMPINATO   Se,  ad esempio, alle 17.30 è fissata  l'Aula,  a
  quella   stessa  ora  qualsiasi  Commissione  deve  cessare   di
  lavorare,  salvo  che  ci  sia un accordo  ed   una  deroga  ben
  precisa.

    PRESIDENTE  Certamente.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facotà.

    BENINATI    Signor  Presidente,  sarò  invece   molto   chiaro
  sull'argomento.  Le  Commissioni hanno sempre  lavorato  fino  a
  quando i lavori dell'Aula non sono iniziati.
   Sull'argomento,  quindi, le valutazioni della Presidenza  vanno
  fatte, però non vorrei che si possa, in questa sede, fissare  un
  principio su cose che fino ad ora non sono mai state fatte.
   Pertanto  io,   come  Presidente  di  Commissione,    oggi   ho
  convocato alle 17.30  e mi è stato posto questo problema  perchè
  concomitante  c'era l'Aula, ma quest'ultima  non  era  iniziata;
  quindi  nessun lavoro ha impedito ai colleghi di partecipare  ai
  lavori d'Aula.
   L'onorevole  Spampinato  ha  posto un  problema  differente:  a
  prescindere se l'Aula inizi o meno, nel momento in cui  l'orario
  è  fissato,  ad  esempio,  alle 17.30,  anche se  i  lavori  non
  fossero cominciati,  bisogna, in ogni caso, sospendere i  lavori
  della Commissione.
   Questo  è il tema. Fino ad ora le Commissioni hanno lavorato  a
  prescindere dall'inizio dell'Aula e hanno sospeso appena  l'Aula
  ha  iniziato  a lavorare. Pertanto se l'Aula inizia alle  18.00,
  anche se è stata convocata alle 17.30, si è sempre lavorato.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata   a
  mercoledì,  13  luglio  2005, alle ore 10.30,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - Comunicazioni.
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e  153 del Regolamento interno, della mozione:

  N. 439 -     Iniziative presso il Governo nazionale per
               l'estensione  a tutta la provincia  di  Catania
               dei  benefici  previsti in  favore  dei  comuni
               danneggiati dall'eruzione dell'Etna del 2002.

                           BARBAGALLO - LIOTTA - RAITI -
                              SPAMPINATO    VILLARI

  III -  Seguito della discussione unificata delle mozioni nn.
         274, 125, 188, delle interpellanze nn. 78, 139, 193 e delle
         interrogazioni nn. 965 e 2291 (Gestione dei rifiuti in Sicilia)
         .
  IV   - Discussione unificata delle mozioni:

         N. 291  -      Valutazione   dell'operato   dell'Ambito
                   territoriale     ottimale      1      Palermo
                   nell'affidamento    del    servizio    idrico
                   integrato    nell'A.T.O.    1    Palermo    e
                   provvedimenti consequenziali.

                             GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -
                                                            ZAGO
         N. 304  -    Affidamento del  Servizio idrico integrato
                    nell'Ambito    territoriale    ottimale    1
                    Palermo.

                                   ORLANDO - CRACOLICI - FERRO -
                                             FORGIONE GIANNOPOLO

       V   - Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle    imprese
                   metalmeccaniche   del   settore   ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                                FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -
                                                          VIRZI'

       VI   - Discussione dei disegni di legge:

         1)  Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  (n. 788/A)
  2)  Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
  in vendita  (1023/A)
  3)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  Uffici del Genio Civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn.  771-774/A)
  4)   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
  il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A)

       VII   -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione europea.
  VIII   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 22.50

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 00.40

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   PANARELLO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che il Governo nazionale  ha  introdotto
  nell'art.   47  del  D.L.  n.  269  del  2003,  attualmente   in
  discussione  al  Parlamento  nazionale,  modifiche  tendenti   a
  ridurre  i  benefici  previdenziali  per  i  lavoratori  esposti
  all'amianto;

   considerato che:

     la  normativa  vigente,  acquisita dopo  anni  di  verifiche,
  confronti   ed   iniziative  sindacali,  riconosce   un   giusto
  risarcimento  in  termini previdenziali ai lavoratori  che,  con
  grave danno per la loro salute, sono stati esposti all'amianto;

   i   casi   accertati  di  malattie  derivanti  dall'esposizione
  all'amianto sono numerosi e riguardano settori produttivi  molto
  presenti  in  Sicilia (cantieristica, impiantistica, raffinerie,
  centrali ENEL, ecc...);

   la  proposta del Governo, presentata senza alcun confronto  con
  le  parti sociali, mette in discussione diritti già acquisiti  e
  penalizza  molti  lavoratori siciliani (circa  2000  nella  sola
  provincia   di  Messina)  che,  in  possesso  dei  requisiti   e
  dell'attestazione  INAIL,  avevano  già  presentato  domanda  di
  pensionamento o stavano per farlo;

   la   predetta   proposta   appare  inaccettabile,   oltre   che
  socialmente iniqua, in quanto pensata a 'fare cassa' sulla pelle
  di  chi  ha subito danni alla salute ed ha diritto ad un  giusto
  risarcimento;

   la  stessa Commissione Lavoro del Senato ha chiesto la modifica
  dell'art.  47  sottolineando  la necessità  di  salvaguardare  i
  diritti  acquisiti  e di mantenere lo stesso trattamento  per  i
  lavoratori attualmente esclusi;

   le Confederazioni sindacali hanno chiesto lo stralcio dell'art.
  47  ritenendo  sbagliato nel metodo e nel merito l'atteggiamento
  del Governo;

   è  in  corso  in  tutta la Sicilia un'ampia  mobilitazione  dei
  lavoratori  interessati    che    rivendicano legittimamente  il
  rispetto  dei  diritti acquisiti ed un equo risarcimento  per  i
  danni alla salute procurati dall'esposizione all'amianto;

   per sapere:

   se  non ritengano necessario intervenire urgentemente presso il
  Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro del Lavoro ed
  i  Presidenti delle Camere per sollecitare lo stralcio dell'art.
  47;

   se  non valutino opportuno sollecitare i deputati ed i senatori
  siciliani  ad  assumere  tutte  le  iniziative  necessarie   per
  impedire  l'approvazione di un provvedimento iniquo che  avrebbe
  effetti   negativi   tra   i  lavoratori    siciliani    vittime
  dell'esposizione all'amianto.» (1371)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1371,  si
  rappresenta  che  la stessa fa riferimento all'articolo  47  del
  decreto  legge  n.  269 del 30 settembre 2003, finalizzato  alla
  regolamentazione  dei  benefici  previdenziali   ai   lavoratori
  esposti all'amianto.
   Il decreto legge in parola, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
  n.  229 del 2 ottobre 2003 è stato convertito con modifiche  con
  la  legge 24 novembre 2003, n. 326, già pubblicata sulla GURI n.
  247 del 23 novembre 2003.
   Le  considerazioni  di  cui  sopra evidenziano  quindi  che  la
  problematica affrontata con l'interrogazione di cui  all'oggetto
  risulta   ormai   superata  per  le  sopravvenute   disposizioni
  normative su citate.
   Occorre,  comunque, precisare che le perplessità  rappresentate
  dall'onorevole  interrogante sono state prese in  considerazione
  dal  legislatore  in fase di conversione, dal momento  che,  con
  l'inserimento del comma 6 bis, non presente nel testo originario
  del  decreto  legge,  sono  state  fatte  salve   le  previgenti
  disposizioni  per  i lavoratori che abbiano già  maturato,  alla
  data  di  entrata in vigore del presente decreto, il diritto  di
  trattamento   pensionistico   anche   in   base   ai    benefici
  previdenziali di cui all'art. 13, comma 8, della legge 27  marzo
  1992, n. 257... .»

                                           L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che in data 3 febbraio 2003 il Ministero
  della giustizia ha emanato una circolare a tutti i Presidenti di
  Corte  d'Appello in cui in sostanza si invitano  i  tribunali  a
  disporre   l'effettuazione  dell'attività  di  registrazione   e
  successiva  trascrizione esclusivamente da parte  del  personale
  dipendente  dall'amministrazione, ricorrendo ad aziende  esterne
  soltanto  in  via  eccezionale  e  per  temporanea  carenza   di
  personale interno ovvero per esigenze particolarmente complesse;

   considerato  che  tale disposizione, se attuata,  comporterebbe
  conseguenze estremamente negative soprattutto per il regolare  e
  spedito funzionamento dell'attività giudiziaria, ma anche e  non
  secondariamente sotto il profilo occupazionale;

   considerato    ancora   che   tale   disposizione    è    stata
  fondamentalmente  emanata  in  conseguenza  di  uno   stato   di
  difficoltà  finanziaria  del Ministero  della  giustizia  e  che
  comunque ha già ripercussioni negative sull'erogazione dei fondi
  per coprire i servizi già prestati;

   constatato  il  grave stato di sofferenza che  le  società  del
  settore  stanno attraversando, con licenziamenti di personale  e
  con,  addirittura, cessazioni di attività, nonché  con  evidenti
  situazioni di disagio del personale dipendente interessato,

   per  sapere  se  non  ritengano opportuno ed  urgente  assumere
  iniziative  adeguate presso le istituzioni pubbliche  competenti
  affinché  sia  superata  positivamente l'attuale  situazione  di
  difficoltà  del servizio di resocontazione espletato da  aziende
  esterne al Ministero della giustizia.» (1426)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1426,  si
  rappresenta  che  questa Amministrazione  non  è  competente  in
  materia  di  problematiche lavorative dei soggetti che  prestano
  servizi  presso il Ministero di grazia e giustizia,  unico  Ente
  competente  in quanto utilizzatore degli stessi per sopperire  a
  carenze di personale interno.
   Si   rappresenta   comunque  che,  in  un'ottica   di   fattiva
  collaborazione,   sensibilizzato,  fra  l'altro,   dalle   reali
  difficoltà  manifestate dai lavoratori addetti  all'attività  di
  registrazione  e successiva trascrizione, questo Assessorato  ha
  provveduto  a  richiedere  notizie  al  Ministero  di  Grazia  e
  Giustizia   in   merito  ai  reali  termini  della  problematica
  rappresentata.
   Tenuto  conto  che  il Ministero di Grazia e Giustizia  non  ha
  fornito  alcuna risposta, sarà cura dell'onorevole  interrogante
  sollecitare  un riscontro, anche tramite questa Amministrazione,
  nell'ipotesi  in cui la problematica prospettata risulti  ancora
  irrisolta e richieda, quindi, un eventuale intervento  da  parte
  delle autorità competenti.»

                                           L'Assessore STANCANELLI

   PANARELLO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

     il  comune di Longi (ME) con delibera di Giunta del 5 ottobre
  2001  n.  126 aderiva ad un progetto di formazione intercomunale
  per  operatori  dei  servizi informativi  e  informatizzati  del
  settore   pubblico   (per  l'accreditamento   delle   competenze
  professionali e delle esigenze operative del personale  LSU  dei
  comuni interessati e per disoccupati);

     con  decreto del Presidente della Regione del 4  luglio  2002
  veniva  ammesso a finanziamento, nell'ambito della  Misura  3.10
  Diffusione  di competenze funzionali allo sviluppo  del  settore
  pubblico dell'Asse III Risorse umane', il progetto nel quale era
  inserito il comune di Longi;

   considerato che:

     mentre  il  progetto prevedeva adeguate forme  di  pubblicità
  (punto   3.18),  l'amministrazione  di  Longi  si   limitava   a
  pubblicare il bando esclusivamente presso la casa comunale;

     ciò  nonostante,  pervenivano domande di adesione  in  numero
  superiore ai posti previsti nel progetto;

     veniva, pertanto, costituita una commissione esaminatrice per
  selezionare  i partecipanti (punto 3.19) attraverso  questionari
  con  domande  di  cultura  generale, test  psico-attitudinali  e
  colloqui atti a definire il grado culturale e la preparazione di
  base per l'accesso alle attività formative previste';

     in  difformità  a  quanto previsto dal  bando,  non  è  stata
  effettuata alcuna selezione e, per quanto riguarda il comune  di
  Longi,  sono stati inseriti tra i partecipanti al corso n.8  LSU
  scelti direttamente dall'amministrazione;

    questa singolare procedura ha creato una situazione di disagio
  tra  gli  esclusi  e  preoccupazione nella comunità  interessata
  oltre  che  ispirare  una  dettagliata  denuncia  da  parte  dei
  consiglieri   della   minoranza   Rinascita   Longese'   rivolta
  all'Assessorato del Lavoro;

   per sapere:

     se  siano  stati  promossi gli opportuni  accertamenti  sulle
  irregolarità denunciate nella selezione per l'accesso  al  corso
  previsto dal predetto progetto;

   se   non  valutino  opportuno,  in  presenza  di  comportamenti
  illegittimi,  la  revoca del finanziamento e l'annullamento  del
  predetto corso di formazione.» (1472)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1472,  si
  rappresentano le seguenti considerazioni.
   Il  progetto  di  formazione intercomunale cui  ha  aderito  il
  Comune di Longi è stato posto in essere nell'ambito della misura
  3.10  -  Diffusione di competenze funzionali allo  sviluppo  del
  settore pubbblico dell'Asse III risorse umane e, diversamente da
  quanto affermato dall'onorevole interrogante, è stato ammesso  a
  finanziamento  con  decreto  dirigenziale,  tenuto  conto  delle
  disposizioni  assessoriali impartite in sede di  predisposizione
  del piano formativo.
   Giova   precisare  che  il  progetto  in  parola,   in   quanto
  rientrante   nell'ambito   della   misura   3.10   è   riservato
  esclusivamente  alla formazione di dipendenti pubblici  e,  come
  tale,  la  pubblicazione del bando avvenuta soltanto  presso  la
  Casa comunale sembrerebbe conforme alla procedura.
   Con  riferimento,  inoltre,  alla lamentata  partecipazione  al
  corso  di  n.  8  lavoratori socialmente utili, si  precisa  che
  l'adesione  al  corso da parte degli stessi poteva  considerarsi
  ammissibile solo nelle ipotesi in cui fossero stati stabilizzati
  secondo  le  procedure  previste  per  legge,  diversamente   si
  concorda con l'inopportunità della partecipazione degli stessi.
   Questa  Amministrazione, sollecitata dai soggetti  interessati,
  è comunque disponibile ad effettuare dei controlli a campione in
  merito alla regolarità gestionale e procedurale relativamente ai
  corsi  in parola, precisando che, una verifica finale sarà posta
  in  essere  in  sede  di  rendicontazione. Ulteriori  interventi
  potranno  effettuarsi tramite il competente Ufficio  periferico,
  al  fine di porre in essere idonei accertamenti presso il Comune
  di   Longi  nell'ipotesi  in  cui  vengano  segnalate  eventuali
  irregolarità.»

                                           L'Assessore STANCANELLI

   DE  BENEDICTIS.-  «Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  per   il   lavoro,   la   previdenza  sociale,   la   formazione
  professionale  e  l'emigrazione,  premesso  che  gli  oltre  600
  lavoratori  della formazione professionale in Sicilia permangono
  in una condizione di assoluta precarietà;

   considerato che:

   tale    stato   costringe   i   lavoratori   della   formazione
  professionale  ad  innumerevoli  difficoltà,  delle   quali   la
  peggiore  e non più sostenibile è sicuramente quella determinata
  dalla non regolare corresponsione delle spettanze dovute;

   nell'anno  appena trascorso quei lavoratori hanno percepito  le
  retribuzioni  mensili mediamente ogni quattro  mesi  (alcuni  di
  essi  e  non  pochi con ritardi sensibilmente più lunghi,  altri
  ancora, addirittura, non percepiscono lo stipendio da più di  un
  anno),  e  che,  ad  oggi,  non è stato  loro  corrisposto,  nel
  migliore  dei  casi, lo stipendio relativo al  mese  di  gennaio
  c.a.;

   un  siffatto  buon  inizio fa temere,  non  senza  ragione,  il
  riproporsi  per  il  2004  della stessa  incresciosa  situazione
  vissuta nel corso dell'anno appena concluso;

   'sic  stantibus rebus', l'adeguamento contrattuale recentemente
  deliberato  appare  svuotato di significato  reale;  oltretutto,
  molti  dei  lavoratori collocati in mobilità  non  hanno  ancora
  percepito  le  indennità loro dovute per le quali  è  pur  stato
  appositamente istituito il c.d. fondo di garanzia';

   peraltro,  i  predetti lavoratori non hanno ancora  riscosso  -
  né,  a  tutt'oggi, è dato loro sapere quando ciò accadrà  -  gli
  arretrati  ad essi dovuti in conseguenza del rinnovo  del  CCNL,
  già da tempo verificatosi;

   le  spettanze suddette hanno tutte carattere retributivo e  che
  perciò è indubbia la loro 'natura alimentare';

   conseguentemente,  ogni ulteriore ritardo  nella  soddisfazione
  di  tali  crediti  costituisce  gravissimo  pregiudizio  per   i
  lavoratori legittimamente titolari degli stessi;

   com'è  del  tutto  evidente e dalle  SS.LL.  in  più  occasioni
  confermato,  la  causa principale dello stato di precarietà  dei
  lavoratori  della  formazione professionale  siciliana,  con  le
  gravi  conseguenze prima accennate, è la mancanza di un'organica
  riforma del settore da anni annunciata e mai realizzata;

   anche al fine di evitare che lo stato di pesante malessere  dei
  lavoratori possa esondare nell'esasperazione;

   per sapere:

   se  non  ritengano,  nelle  rispettive  competenze,  di  dovere
  adottare  provvedimenti urgenti al fine  di  consentire  che  ai
  lavoratori della formazione professionale siciliana:

   a)   venga   garantita   la   regolare   corresponsione   delle
  retribuzioni mensili;

   b)  vengano,  con  immediatezza,  pagate  le  retribuzioni  non
  ancora corrisposte;

   c)  vengano con prontezza corrisposte le indennità di  mobilità
  dovute;

   d)  vengano con estrema sollecitudine corrisposti gli arretrati
  contrattuali.» (1528)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  1528,
  tenuto  conto delle notizie fornite dal Dipartimento  Formazione
  Professionale, si rassegna quanto di seguito.
   Premesso   che  l'Amministrazione  regionale  è   estranea   ai
  rapporti  di  lavoro dipendente intercorrenti tra  gli  Enti  di
  formazione  e i propri dipendenti, ne consegue che  la  predetta
  Amministrazione potrebbe corrispondere soltanto la  quota  parte
  di  arretrati, relativi agli anni 1997/2003, afferenti i servizi
  che  gli  Enti  di formazione hanno prestato all'Amministrazione
  regionale  medesima, con esclusione della quota  percentuale  di
  arretrati per lavoro prestato dai dipendenti per altre  attività
  svolte  dagli  Enti  stessi ed aventi natura commerciale  (corsi
  autofinanziati, corsi svolti per conto di imprese, etc.).
   Al  riguardo  si  evidenzia  che la  Commissione  Europea,  con
  decisione  n.  C(2005)429 def. del 02 marzo  2005,  ha  ritenuto
  illegittimo  il  pagamento di oneri pregressi per  il  personale
  dipendente  di  enti  di  formazione  da  parte  della   Regione
  Piemonte,  configurandolo  aiuto di stato.  Pertanto,  prima  di
  procedere  al  pagamento di ulteriori tranches di arretrati  (il
  41%  del  totale già è stato pagato), occorre verificare,  e  le
  relative  procedure  sono state poste in essere,  quale  sia  il
  volume  di  attività  commerciale dei vari Enti  negli  anni  in
  questione    per   rapportarlo   al   volume   delle    attività
  effettivamente svolte per conto dell'Amministrazione regionale.
   Detta  procedura si rende necessaria al fine di determinare  la
  percentuale    degli   arretrati   contrattuali   legittimamente
  erogabili  dall'Amministrazione regionale a favore  degli  Enti,
  senza  peraltro incorrere in censure da parte della  Commissione
  Europea  con  conseguenti  obblighi  di  recupero  delle   somme
  indebitamente erogate.
   Si  precisa,  inoltre,  che  il  Piano  Regionale  dell'Offerta
  Formativa  (PROF) 2004 è stato approvato con D.A. n.  03  del  4
  febbraio  2004  e, successivamente, il suddetto  PROF,  per  gli
  interventi  a carico del bilancio regionale, è stato  rimodulato
  con   D.A.  n.1389  del  20  luglio  2004.  Infine,  in   merito
  all'indennità  di  mobilità,  si puntualizza  che  con  l.r.  28
  dicembre  2004,  n.  17 art. 39 le disponibilità  del  fondo  di
  garanzia  di  cui all'art. 132 della l.r. n. 4/2003  sono  state
  estese anche per le istanze di accesso al medesimo fondo per gli
  anni pregressi e che per tale finalità il capitolo di pertinenza
  del  bilancio  regionale  del corrente esercizio  finanziario  è
  stato impinguato con 1.000 migliaia di euro.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   VILLARI  -  SPEZIALE  -  GIANNOPOLO.-  «All'Assessore  per   il
  lavoro,  la  previdenza sociale,la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che nel cambio di gestione dalla società
  Atesia  S.p.A.  alla  Telecontact  non  è  stato  rinnovato   il
  contratto, senza un plausibile motivo, a circa 65 lavoratori del
  call center di Caltanissetta;

   preso  atto che i suddetti lavoratori per oltre due anni  hanno
  prestato  la  loro opera con continuità presso  il  call  center
  Atesia,   con   contratto   di   collaborazione   coordinata   e
  continuativa,  gestendo  il  servizio  clienti   119   di   Tim,
  frequentando contemporaneamente (perdendo quindi  preziose'  ore
  di  lavoro) i corsi di formazione necessari per il servizio  191
  (gestione  clienti business di Telecom Italia) per  conto  della
  subentrante Telecontact;

   considerato che:

   tutti  i  lavoratori utilizzati, durante i due anni e mezzo  di
  incarico,   dalla   Società   Atesia   sono   stati   sottoposti
  periodicamente   al  monitoraggio  del  lavoro   prestato,   con
  conseguente  rinnovo del contratto esclusivamente per  coloro  i
  quali ottenessero giudizio positivo;

   tale  circostanza dimostra quindi l'inesistenza  della  causale
  di  cattivo  rendimento per le recenti 65 esclusioni, sostituite
  in   parte  da  nuove  assunzioni  di  personale  senza   alcuna
  formazione specifica;

   visto  che  nel  settembre  2003  la  Società  Telecontact   ha
  presentato all'Assessorato regionale del lavoro un progetto  per
  l'assunzione   di   580  unità  presso   il   call   center   di
  Caltanissetta,  facendo riferimento alle  agevolazioni  previste
  dai  contratti di formazione - lavoro, e che detto piano è stato
  approvato  dalla competente commissione bilaterale  con  accordo
  siglato dalle parti sociali (Confindustria, Cgil, Cisl, Uil);

   ritenuto  che  l'assunzione delle  580  unità  presso  il  call
  center di Caltanissetta fosse il risultato del piano industriale
  concordato  da Telecom Italia con le OO.SS. al fine di  superare
  il  precariato  esistente  nel  Gruppo  e  garantire  i  livelli
  occupazionali.

   accertato   che   tali   obiettivi  sono  stati   evidentemente
  disattesi  in  quanto  i  lavoratori precari  riconfermati  sono
  soltanto 425 a fronte delle 580 unità previste;

   per sapere:

   quali  iniziative  e quali interventi urgenti intenda  adottare
  per  garantire  il  rispetto degli accordi sindacali  sul  piano
  industriale  di  Telecom  Italia  e  per  indurre   la   Società
  Telecontact   a   tener  fede  al  progetto  presentato   presso
  l'Assessorato  regionale  del lavoro ed approvato  dall'apposita
  commissione bilaterale;

   se  non  ritenga opportuno adoperarsi con urgenza  al  fine  di
  garantire    che   le   580   assunzioni   preventivate    siano
  effettivamente   realizzate,  scongiurando   una   inaccettabile
  discriminazione nonché una violazione dei diritti a danno dei 65
  lavoratori che hanno svolto egregiamente per oltre due  anni  la
  loro  opera  presso il call center Atesia e che in  questo  modo
  sono  diventate  vittime di spregiudicate strategie  aziendali.»
  (1536)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  1536,
  tenuto  conto  delle notizie fornite dall'Agenzia regionale  per
  l'Impiego   e   la   Formazione  Professionale  e   dall'Ufficio
  Provinciale del Lavoro di Caltanissetta, si rassegna  quanto  di
  seguito.
   La  società  ATESIA  s.p.a.  ha  gestito  in  Caltanissetta  il
  servizio 119 TIM con lavoratori Co.Co.Co., che al 31 gennaio  di
  quest'anno risultavano pari a 515 unità.
   La  società  TELECONTACT  CENTER  s.p.a.  con  sede  legale  in
  Napoli,  gestisce  dal mese di Febbraio di  quest'anno  un  cali
  center   in   Caltanissetta,  le  cui  risorse  umane   operanti
  attualmente  sono  pari a 466 unità di cui 82 interinali  e  364
  dipendenti con contratto di formazione lavoro (CFL).
   Il  lavoro  dei suddetti consiste nel rispondere alle  chiamate
  degli  utenti  riguardanti: informazioni,  reclami,  variazioni,
  stipula  e  rescissioni contratti attinenti il servizio  TELECOM
  191.
   Precedentemente,  la  società TELECONTACT CENTER  s.p.a.  aveva
  presentato  un  progetto  di  C.F.L.,  ritenuto  conforme  dalla
  Commissione    Bilaterale    (Confindustria    Sicilia-Sindacati
  Confederali)  in data 17.09.2003, ove prevedeva di  assumere  n.
  580    unità   lavorative   nell'ambito   del   settore    delle
  telecomunicazioni (call center).
   In  seguito  al  cambio di gestione dalla società  ATESIA  alla
  società TELECONTACT CENTER, il predetto personale ha partecipato
  alle  selezioni d'idoneità per svolgere il servizio TELECOM 191,
  dato  che  detto  servizio richiede maggiore  professionalità  e
  parametri tecnici differenti rispetto al precedente servizio 119
  TIM espletato presso la società ATESIA.
   Nel  cambio  di  gestione, pertanto,  non  ha  avuto  luogo  un
  mancato  rinnovo  di  contratto,  ma  appare  evidente   che   i
  lavoratori  della  società ATESIA erano inferiori  di  65  unità
  rispetto a quelli previsti dal succitato progetto della  società
  TELECONTACT CENTER .
   Si  precisa,  infine, che a nessun collaboratore  coordinato  e
  continuativo è stato proposto di frequentare corsi di formazione
  a  pagamento, anzi i suddetti Co.Co.Co. ricevevano un indennizzo
  forfettario  per  la  partecipazione  al  sopracitato  corso  di
  formazione.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   MICCICHE'.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione  e  all'Assessore per la  famiglia,  le  politiche
  sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  diritto  ad  un  lavoro dignitoso è uno dei  cardini  della
  Costituzione del nostro Paese;

   lo  status  di lavoratore precario' ha mortificato  negli  anni
  tutte  quelle  intelligenze  siciliane  che  hanno  fornito,  in
  innumerevoli enti pubblici, servizi e prestazioni lavorative più
  che professionali;

   dato   che  l'Assemblea  regionale  siciliana  ha  recentemente
  legiferato in favore della stabilizzazione dei lavoratori LSU;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza delle numerose e giuste manifestazioni
  di  protesta  dei lavoratori LSU che da settimane caratterizzano
  il  Comune  di  Capaci  (PA)  in  relazione  alla  loro  mancata
  stabilizzazione    nei   ruoli   organici   dell'Amministrazione
  comunale;

   se  non  ritengano  opportuno  intervenire  prontamente  presso
  l'Amministrazione comunale, per porre in essere ogni  iniziativa
  mirata  alla soluzione del problema, che garantisca tranquillità
  e  diritti  ai lavoratori e il regolare svolgimento dei  servizi
  pubblici  per  i  cittadini, considerata la  scarsa  sensibilità
  politica  del  Sindaco che, pur avendo supporti  legislativi  in
  materia  occupazionale,  non  avrebbe  proposto  alcun  progetto
  mirato a risolvere la questione.» (1608)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero  1608,  si
  rappresenta che questa Amministrazione, competente in materia di
  regolamentazione  delle misure di fuoriuscita per  i  lavoratori
  impegnati in attività socialmente utili, con circolare n.  39/AG
  del   19  febbraio  2004  ha  fornito  le  direttive  utili  per
  l'applicazione della previsione di cui all'art.  25  della  l.r.
  29.12.2003, n. 21, che estende il contributo di cui al  comma  1
  dell'art. 2 della l.r. 26 novembre 2000, n. 24 a tutte le misure
  di  fuoriuscita previste dalla legislazione vigente e a tutti  i
  soggetti   destinatari   del  regime  transitorio   dei   lavori
  socialmente  utili  finanziati con oneri a carico  del  bilancio
  regionale.
   L'Amministrazione  si  è  pertanto  impegnata  ad  erogare   un
  contributo   pari   a  euro  30.987,41,  per   ogni   lavoratore
  destinatario del regime transitorio dei lavori socialmente utili
  finanziati con oneri a carico del bilancio regionale a cui viene
  assicurata  l'occupazione attraverso le  misure  di  fuoriuscita
  previste dalla legislazione vigente, con un compenso mensile non
  inferiore a euro 671,39.
   Gli  Enti  a  cui può essere concesso il contributo  in  parola
  sono le aziende ed enti pubblici dipendenti dall'Amministrazione
  regionale  o,  comunque,  da  essa  vigilati,  gli  enti  locali
  territoriali  o  istituzionali, nonchè gli enti  ed  aziende  da
  questi  dipendenti  o comunque sottoposti a vigilanza;  inoltre,
  possono  beneficiarne l'Università degli studi della Sicilia  ed
  il Centro Paolo Borsellino di Palermo.
   Nella  stessa  circolare sono state stabilite  le  modalità  di
  presentazione delle istanze di accesso al finanziamento da parte
  degli  Enti interessati, il cui accoglimento, previa istruttoria
  per  l'accertamento dei prescritti requisiti, è previsto secondo
  ordine  cronologico di presentazione, fino a  concorrenza  delle
  risorse disponibili.
   Tenuto   conto  delle  suddette  precisazioni,  risulta  palese
  l'impossibilità  per  questa  Amministrazione  di  attivarsi  in
  azioni  di  intervento  presso gli Enti possibili  fruitori  dei
  finanziamenti  in parola, trattandosi di iniziative  attuate  su
  esclusivo  impulso  degli  stessi  e  sulla  base  di   apposito
  programma   di   fuoriuscita  corredato  di   preliminare   atto
  deliberativo.
   Con  riferimento, quindi, al problema della stabilizzazione dei
  lavoratori  precari operanti presso il Comune di Capaci,  questa
  Amministrazione,  pur sensibile verso le esigenze  rappresentate
  dagli  stessi lavoratori, non può assolutamente intervenire  con
  azioni  dirette  in  termini di misure  di  fuoriuscita  la  cui
  esclusiva  adozione,  come si è già detto, grava  esclusivamente
  sull'Ente  interessato  all'accesso al  beneficio  previsto  per
  legge.
   Si   precisa,  comunque,  che  presso  questo  Ufficio   e   in
  Prefettura,  sono stati effettuati degli incontri operativi  con
  l'Amministrazione  comunale di Capaci giusto  per  informarla  e
  sensibilizzarla   verso  l'adozione  di  un  idoneo   piano   di
  fuoriuscita, nel rispetto delle previsioni di cui al citato art.
  25  della  I. r. n. 21/2003 e secondo le direttive di  cui  alla
  citata circolare.

                                           L'Assessore STANCANELLI

   ZAGO.- «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione,  premesso  che  gli
  operatori  della  formazione professionale  della  provincia  di
  Ragusa  ancora una volta lamentano il ritardato pagamento  delle
  retribuzioni, la mancata corresponsione degli arretrati (dal  1
  gennaio  1998), nonchè la mancata attuazione del contratto,  già
  scaduto nel 2003;

   visto che è invalsa ormai la consuetudine di corrispondere  gli
  emolumenti ogni tre o quattro mesi;

   rilevato  che  riguardo  agli arretrati relativi  al  contratto
  1998/2003  si  discute ancora di come, quando e  se  concederli,
  che,  anzi, si propone una cifra 'forfettaria', come se  non  si
  trattasse di diritti acquisiti;

   osservato  come  la mancata riforma tenga la Sicilia  legata  a
  una  legge  regionale  del 1976 (la n.  24)  dimostratasi  ormai
  inefficace e inadatta a regolare il settore;

   per sapere:

   quando  finalmente  sarà  possibile  portare  alla  discussione
  parlamentare la proposta di riforma del settore della formazione
  professionale in Sicilia più volte annunciata dall'Assessore per
  il lavoro, in qualche caso anche con molta enfasi;

   quali  misure  intenda adottare per rimuovere gli ostacoli  che
  hanno  causato  i  disagi  lamentati e per  assicurare  così  un
  rapporto   'normale'   con   i   lavoratori   della   formazione
  professionale.» (1609)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1609,  si
  rappresenta che questa Amministrazione ha predisposto un disegno
  di  legge finalizzato ad una organica riforma del settore  della
  formazione professionale elaborato sulla base di proposte frutto
  di  incontri  tenuti nel corso del semestre  precedente  con  le
  parti interessate.
   Lo  stesso,  non appena definito in raccordo con i soggetti  in
  parola  e  nel rispetto delle innovazioni legislative introdotte
  in  materia  di  lavoro,  è stato presentato  ed  esitato  dalla
  Commissione lavoro all'ARS e, da ultimo, è stato approvato dalla
  Giunta regionale per il successivo passaggio in Aula.
   Sarà  cura,  pertanto, di codesto Assessorato  sollecitare  uno
  spedito esame in Aula, tenuto conto delle immediate esigenze  di
  riforma  del settore, ben note anche all'onorevole interrogante,
  manifestando, al contempo, l'impegno a fornire risposte puntuali
  ad eventuali perplessità od osservazioni che lo stesso intenderà
  formulare  in  relazione  al  testo legislativo  definitivamente
  approvato.»

                                           L'Assessore STANCANELLI

   SPEZIALE  - CRACOLICI - CAPODICASA - CRISAFULLI - DE BENEDICTIS
  -  GIANNOPOLO  -  ODDO  -  PANARELLO  -  VILLARI  -  ZAGO.-  «Al
  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  il  lavoro,  la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso  che  la  situazione economica della  Sicilia,  segnata
  dalla    crisi   dei   poli   industriali,   dalle    difficoltà
  dell'artigianato e del commercio e da un pesante  deficit  delle
  finanze regionali, non offre prospettive di nuova occupazione  e
  pone in serio pericolo quella esistente;

   ritenuto  che  una  tale situazione dovrebbe indurre  a  scelte
  politiche  rigorose  tese  a  non  disperdere  né  il   capitale
  finanziario  né  il  capitale umano e le  risorse  intellettuali
  presenti nella nostra regione;

   considerata l'urgenza di un piano straordinario per  il  lavoro
  che si incentri in un sostegno a quanti lo ricercano attivamente
  e  si propongono non solo con l'esperienza maturata ma anche con
  la  piena  disponibilità  ad adeguare ulteriormente  le  proprie
  conoscenze;

   visto  il  progetto finanziato dall'Assessorato  regionale  del
  lavoro,  a seguito del protocollo d'intesa firmato nel  febbraio
  scorso  tra  la  Regione  siciliana,  la  Regione  Veneto  e  le
  associazioni degli imprenditori, per formare giovani siciliani e
  dare loro un lavoro nelle aziende del nord-est;

   osservato che:

   tale  programma  costerà un milione di euro per  cento  ragazzi
  che  andranno  a  fare tirocinio in aziende del  Veneto  con  la
  prospettiva di ottenere lavoro in quella regione;

   altresì,  il piano dei corsi di formazione è stato affidato  al
  CIAPI  di  Priolo  senza  il passaggio intermedio  di  un  bando
  pubblico;

   per sapere:

   se  non  considerino  quel  progetto contrario  agli  interessi
  della  Regione,  teso ad alimentare la fuga di risorse  umane  e
  l'uso  improprio di risorse finanziarie della Regione a sostegno
  di   piani   di   formazione  professionale  d'interesse   della
  imprenditoria del nord-est;

   se  non  valutino urgente sospendere il progetto appena avviato
  e,  recuperate le somme, destinarle per piani d'inserimento  che
  formino  la  manodopera  in relazione  ai  bisogni  dell'impresa
  siciliana  e  con  la  prospettiva di un inserimento  lavorativo
  nella regione;

   se  non  ritengano,  per  motivi di trasparenza  e  correttezza
  amministrativa,    comunque,   di   procedere   all'assegnazione
  dell'incarico di progettazione del percorso formativo attraverso
  una  gara  pubblica  rivolta  a  tutti  gli  enti  formativi  di
  comprovata esperienza.» (1669)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1669,  si
  rassegna quanto di seguito.
   I  progetti  interregionali rivestono una particolare  priorità
  nell'ambito del POR 2000-2006 e sono finanziabili con le risorse
  del FSE.
   Detti progetti rappresentano lo strumento idoneo a favorire  il
  necessario   coordinamento  delle  azioni   che   le   pubbliche
  amministrazioni,  previa  intesa,  intraprendono   nel   proprio
  territorio  per il sostegno dei lavoratori e delle  imprese  nei
  processi di mobilità geografica.
   Al  fine  di  migliorare e sostenere l'occupazione e promuovere
  la  mobilità  professionale, la Regione siciliana e  la  Regione
  Veneto,   in  data  12  gennaio  2004,  hanno  sottoscritto   un
  protocollo d'intesa per l'attuazione del progetto interregionale
   Sicilia-Veneto: Politiche di sviluppo economico .
   Il   progetto   in  questione  è  un  progetto   formativo   di
  integrazione  scuola/lavoro rivolto ai giovani  che  frequentano
  l'ultimo anno degli istituti di istruzione professionale, la cui
  azione   formativa   serve  ad  imprimere  loro   una    cultura
  d'impresa .  Detta  azione formativa  si  prefigge  pertanto  di
  creare  un duplice risultato, da una parte legami con le imprese
  operanti  nel  settore  e contestualmente nuova  occupazione  e,
  dall'altra, sviluppo delle medesime imprese.
   In  ultimo,  si  precisa  che il su  citato  progetto  è  stato
  affidato  in house  al CIAPI di Priolo alla luce del parere reso
  in  data  13  maggio  2002  dalla  Presidenza  del  Consiglio  -
  Dipartimento per le politiche comunitarie alla Presidenza  della
  Regione - Dipartimento della Programmazione.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   ZAGO.- «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione,  premesso  che  con
  decreto assessoriale del 25 marzo 2004 n. 46/04 dell'Assessorato
  Lavoro   si   stabilisce  che  la  selezione  per  il  personale
  ausiliario  delle Aziende unità sanitarie locali  dovrà  basarsi
  esclusivamente  su  criteri e punteggi connessi  alla  posizione
  reddituale ed al carico familiare;

   osservato  che  in  precedenza  le  assunzioni  periodiche   di
  personale  ausiliario  specializzato e di O.T.A.  sono  avvenute
  tenendo  conto della professionalità acquisita nello svolgimento
  delle relative funzioni;

   visto che tali criteri sono stati adottati anche dalla AUSL  n.
  7  di Ragusa fino a quando non ha deciso di adeguarsi al decreto
  assessoriale del 25 marzo 2004 n. 46/04, modificando  i  criteri
  di formazione delle graduatorie concorsuali;

   rilevato  che i nuovi criteri devono comunque trovare riscontro
  in  un'apposita normativa regionale e devono essere  finalizzati
  ad un più efficace svolgimento del servizio;

   preso  atto  che  il  criterio della  professionalità  è  stato
  escluso dai criteri di valutazione;

   per sapere:

   quali  siano i fondamenti normativi dei criteri introdotti  con
  il decreto assessoriale del 25 marzo 2004, n. 46/04;

   se  non  ritenga  di  modificare  ed  integrare  i  criteri  di
  formazione delle graduatorie per le assunzioni in oggetto;

   come  intende garantire il personale che ha svolto le  attività
  di  ausiliario  socio-sanitario specializzato e  di  OTA  presso
  l'AUSL n. 7 di Ragusa.» (1729)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  1729,
  tenuto  conto  delle  notizie fornite dal  Dipartimento  Lavoro-
  Servizio  Ufficio Provinciale del Lavoro di Ragusa, si  rassegna
  quanto di seguito.
   Il  D.A. n. 46/04, entrato in vigore dall'1 aprile 2004, non ha
  modificato la previgente disciplina generale delle assunzioni  a
  tempo  determinato ed a tempo indeterminato, ex  art.  16  della
  legge 56/87, presso la pubblica amministrazione, per le quali  è
  previsto  il titolo di studio fino alla licenza di scuola  media
  inferiore.
   Detto  decreto,  con riguardo ai criteri della redazione  delle
  graduatorie di merito in conseguenza dell'abolizione delle liste
  dei   disoccupati,  ha  solamente  soppresso,  nella   fase   di
  avviamento,   la   priorità  per  i  soggetti   iscritti   nelle
  graduatorie  ex art. 16 della legge 56/87, in conseguenza  della
  soppressione delle liste di collocamento (D.Lgs n. 297/02).
   Permane  invece, come previsto dalla normativa  precedente,  il
  possesso  dei  requisiti professionali  previsti  dal  bando  di
  avviamento a selezione da parte dei soggetti partecipanti.
   La  normativa  richiamata dall'onorevole interrogante  per  gli
  avviamenti  non  ha  mai  previsto alcuna  priorità  e/o  corsia
  preferenziale per i soggetti che hanno già istaurato rapporti di
  lavoro con l'AUSL richiedente.
   In  particolare, non risulta che, a tutt'oggi, l'AUSL n.  7  di
  Ragusa  abbia  richiesto,  nella medesima  provincia,  personale
  anche  a  tempo  indeterminato in possesso della  qualifica  OTA
  (Operatore Tecnico addetto all'Assistenza).
   Risulta,  invece,  che  l'AUSL n. 7 di Ragusa  ha  maggiormente
  richiesto  personale in possesso del requisito professionale  di
  ausiliario specializzato e/o Operatore Socio Assistenziale (OSA)
  e  che  la  verifica dei requisiti professionali  richiesti  dal
  bando  di  avviamento  a selezione dei soggetti  partecipanti  è
  stata   sempre   effettuata  dalle  SS.CC.I.C.A.  della   stessa
  provincia,  sia in vigenza della precedente normativa  che  dopo
  l'entrata in vigore del succitato D.A. n. 46/04.
   In   ultimo,   si  ritiene  doveroso  rammentare  all'onorevole
  interrogante  che  la legislazione vigente  non  concede  alcuna
  facoltà  alle  AA.UU.SS.LL.  di  stabilire  i  criteri  per   la
  redazione  delle  graduatorie di merito  per  gli  avviamenti  a
  selezione ex art. 16 della legge 56/87.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   RAITI.-  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   con la riforma del mercato del lavoro varata più di un anno  fa
  dalla  Regione  siciliana  i disoccupati  siciliani,  dopo  aver
  compilato  la  dichiarazione di disponibilità  (sostitutiva  del
  tesserino rosa), avrebbero dovuto essere inseriti in un  sistema
  informatico che avrebbe facilitato la ricerca del lavoro;

   il   Sil   (sistema  informatico  del  lavoro)  era  la  novità
  introdotta  dalla riforma della Regione, ma dal 29 luglio  2003,
  data  della  presentazione delle richieste di  disponibilità  al
  lavoro,  nessun  documento  è stato ancora  inserito  in  nessun
  database informatico in nessun ufficio della Sicilia;

   la  situazione  diventa  ancora  più  grave  nelle  ex  sezioni
  circoscrizionali per l'impiego in Sicilia dei centri minori;

   da  notizie  apprese  risultano particolarmente  penalizzati  i
  disoccupati  dei  comuni  di Grammichele,  Caltagirone  e  Mineo
  (Catania)  dove le ex Scica non svolgono un servizio giornaliero
  e  gli impiegati hanno addirittura difficoltà ad avere un fax di
  riferimento  in Assessorato per inviare i documenti, considerata
  la  inesistenza  del database informatico nel quale  inserire  i
  dati;

   rilevato  che la riforma è stata varata dalla Regione siciliana
  per  snellire tutti i procedimenti burocratici e per  consentire
  un più agile ed opportuno metodo di impostazione per la gestione
  delle offerte e soprattutto delle domande di lavoro;

   per sapere:

   quali siano i motivi che non hanno consentito l'attivazione  di
  un  database informatico per la gestione dei dati relativi  alle
  domande ed alle offerte di lavoro;

   quali  provvedimenti intendano adottare in breve tempo al  fine
  di  evitare ulteriori penalizzazioni a carico dei disoccupati  e
  per una corretta gestione del mercato del lavoro in Sicilia;

   se  non intendano avviare le opportune indagini conoscitive  al
  fine  della  soluzione delle gravi problematiche  a  carico  dei
  piccoli  centri  della  Sicilia, che  si  trovano  completamente
  scollegati  dal competente Assessorato con un servizio  che  non
  funziona neanche a tempo pieno.» (1745)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  1745,
  tenuto  conto delle notizie fornite dal Dipartimento Lavoro,  si
  rassegna quanto di seguito.
   Il   Sistema   Informativo  del  Lavoro  (SIL)  è  un   sistema
  informatico  destinato a facilitare l'incontro  tra  domanda  ed
  offerta  di  lavoro  a  tutela dell'omogeneità  dei  servizi  da
  garantire a tutti i cittadini su tutto il territorio nazionale.
   Il  SIL, in parole povere, è un'enorme banca dati centralizzata
  nella  quale  saranno progressivamente archiviati i profili  dei
  lavoratori,  conseguentemente ogni Centro  per  l'impiego  dovrà
  essere   collegato  con  gli  altri  Centri  tramite  una   rete
  telematica  che implica il requisito tecnico della  connettività
  "any  to any" (chiunque verso chiunque) del sistema informatico,
  consentendo in tal modo ai Centri stessi di interoperare.
   Anche  se gli ultimi studi del Ministero del Lavoro sulla reale
  possibilità di sviluppare il sistema in questione hanno prodotto
  risultati  incoraggianti,  il SIL presenta,  a  tutt'oggi,  dopo
  diversi  anni  dai  primi  approcci  progettuali,  un  difficile
  sviluppo  pratico  a  causa della complessa interazione  fra  le
  disomogenee banche dati delle regioni italiane in cui il sistema
  dovrebbe essere applicato.
   Altrove,  comunque, la situazione non è del  tutto  diversa  di
  quella  della  nostra Regione, ove, per i motivi  in  precedenza
  evidenziati,  il  progetto  in  questione  appare  di  difficile
  applicazione immediata.
   L'Amministrazione   del   Lavoro,  com'è   noto   all'onorevole
  interrogante, nel proprio sito internet, dispone di  un  insieme
  di   servizi:   "Offerte  e  Annunci  di   Lavoro,   Formazione,
  Orientamento,  Apprendistato" denominati B  heca  Lavoro.  Detti
  servizi  risiedono  su  server dedicati, ove  gli  utenti,  dopo
  essersi registrati telematicamente, possono gestire direttamente
  l'inserimento  degli  annunci "cerco/offro"  e  conseguentemente
  consultare tale banca dati.
   In  ultimo, si precisa che il contenuto delle inserzioni  sulla
  B  heca  Lavoro  viene verificato da questa amministrazione  che
  comunque  rimane estranea sia al contenuto degli stessi  sia  ai
  rapporti di lavoro che si potrebbero avviare e/o instaurare  tra
  gli utenti.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   TURANO.-  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   è  stata  definita,  da quanto si è potuto apprendere  per  via
  informale,  la valutazione del piano dell'offerta formativa  per
  l'anno 2004;

   in  detto piano non sono state assegnate circa 23 mila  ore  di
  formazione  per  la  sede provinciale di  Trapani  dell'Ente  di
  Formazione IAL-CISL;

   per   sapere   le   motivazioni  che  hanno  determinato   tali
  valutazioni e come intendano garantire la continuità del  lavoro
  al personale dipendente dell'Ente di formazione citato.» (1860)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  1860,
  tenuto  conto delle notizie fornite dal Dipartimento  Formazione
  Professionale, si rassegna quanto di seguito.
   Il  Piano Regionale dell'Offerta Formativa (PROF) in esame alla
  data dell'interrogazione in oggetto era quello relativo all'anno
  2005.
   In  sede  di valutazione dei progetti formativi presentati  dai
  vari  enti di formazione, il Nucleo di Valutazione, su specifica
  direttiva  dello  scrivente, è stato invitato, tra  l'altro,  ad
  attenzionare  gli  aspetti e le refluenze  di  carattere  socio-
  occupazionale dei progetti formativi medesimi.
   In   particolare,  all'ente  di  formazione  IAL-CISL  su   sei
  progetti presentati per un totale complessivo di 213.151 ore, il
  Nucleo  di  Valutazione  ha  ritenuto ammissibili  206.059  ore,
  decurtandone soltanto 7.092 ore, percentualmente pari al 3,32  %
  del monte ore  totale.
   Pertanto,   il   Piano  regionale  dell'Offerta  Formativa   in
  questione, approvato con decreto n. 563 dell'11 marzo 2005,  non
  presenta  la  decurtazione  delle ore  sostenuta  dall'onorevole
  interrogante.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   ODDO.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   nella  Gazzetta  ufficiale  della  Regione  siciliana  del   1
  ottobre 2004 sono stati pubblicati i decreti datati 23 settembre
  2004  dell'Assessorato  del  lavoro, della  previdenza  sociale,
  della  formazione  professionale e dell'emigrazione  riguardanti
  le     Graduatorie   provvisorie  dei   progetti   valutati   ed
  ammissibili  a finanziamenti a valere sulle misure  3.02,  3.03,
  3.10, 3.12' del POR 2000-2006;

   non  sono state pubblicate le relative graduatorie specificando
  con  un  nota-bene  che  le  stesse sono  visionabili  sul  sito
  www.regione.sicilia.it/lavoro e sul sito www.euroinfosicilia.it;

   non  tutti  hanno  la facoltà o l'opportunità  di  accedere  ai
  servizi  telematici, i quali, tra l'altro, possono non garantire
  l'esatta trascrizione dei testi degli atti di che trattasi;

   per   sapere  se  non  ritengano  indispensabile  ed  opportuno
  disporre la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Regione
  degli   allegati  concernenti  le  graduatorie   provvisorie   e
  successivamente di quelle definitive al fine di  evitare  disagi
  agli  utenti o eventuali e possibili inesattezze degli  atti  in
  questione.» (1879)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento alla interrogazione  numero  1879,
  tenuto  conto delle notizie fornite dal Dipartimento  formazione
  professionale, si rassegna quanto di seguito.
   I  decreti  di  approvazione dei progetti valutati  e  ritenuti
  ammissibili  a finanziamento a valere sulle misure FSE  del  POR
  Sicilia  2000-2006 e le relative graduatorie provvisorie vengono
  di  norma  pubblicate  sulla Gazzetta  Ufficiale  della  Regione
  Siciliana.   Gli   stessi   vengono  altresì   pubblicati,   per
  un'immediata   e  più  ampia  diffusione,  sui   siti   internet
  dell'Assessorato lavoro e di euroinfosicilia.
   E'   del   tutto  evidente  che  non  può  prescindersi   dalla
  pubblicazione  sulla GURS, dato che dalla data di  pubblicazione
  medesima  decorrono i termini per la presentazione di  eventuali
  ricorsi ed osservazioni.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   VILLARI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  formazione professionale e l'emigrazione,  premesso
  che  la  Telecontact S.p.A. del gruppo Telecom, nell'ambito  del
  suo   piano   industriale  ha  investito   nel   settore   delle
  telecomunicazioni,  specie  in  direzione  di  call  center,  in
  particolare  nella città di Caltanissetta con una espansione  di
  centinaia  di  posti  di  lavoro e  l'immissione  di  tecnologie
  avanzate;

   rilevato  che  sembrerebbe  essere  in  atto  un  progetto   di
  ulteriore   sviluppo   di   Telecontact   S.p.A.   che   prevede
  l'allargamento delle attività, con la conseguente  creazione  di
  centinaia di posti di lavoro qualificati;

   considerato   che  la  Telecontact  sarebbe  già  orientata   a
  decidere  le  nuove ubicazioni degli stabilimenti o  dei  centri
  nell'ambito  delle  province  siciliane,  oltre  a   quello   di
  Caltanissetta  (dove  esistono  già  circa  600  addetti),   nel
  rispetto  del  piano  industriale a  suo  tempo  annunciato,  in
  raccordo   con  le  organizzazioni  sindacali  di  categoria   e
  utilizzando  gli  incentivi previsti  dalle  leggi  nazionali  e
  regionali in favore delle imprese;

   considerata  l'esistenza a Catania di strutture  e  servizi  di
  telecomunicazione  caratterizzati  da  un'alta  percentuale   di
  contenuti tecnologici;

   per  sapere  se non ritengano utile intervenire su  Telecontact
  S.p.A. del gruppo Telecom affinché Catania sia individuata  come
  sito  per il futuro insediamento di nuovi call-center, anche  in
  considerazione  dell'alta  percentuale  di  giovani  disoccupati
  altamente  scolarizzati esistente nel territorio della provincia
  catanese.» (1909)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1909,  si
  rassegna quanto di seguito.
   Le  società:  Telecom Italia S.p.A., Atesia S.p.A., Telecontact
  Center  S.p.A.  e le organizzazioni sindacali confederali  CGIL-
  CISL-UIL, rappresentate dalle rispettive segreterie nazionali di
  settore : SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, il 27 maggio  2002,
  in  Roma, hanno sottoscritto un accordo con riferimento al Piano
  industriale 2002-2004, mediante il quale le predette società del
  gruppo  Telecom  si  proponevano  di  consolidare  gli  apparati
  industriali  e  di  conseguire gli  obiettivi  strategici  anche
  attraverso  la  valorizzazione e riqualificazione delle  risorse
  umane,    la    ridefinizione    dell'organizzazione    e     la
  razionalizzazione dei costi.
   Le  parti  suddette, il 10 giugno 2003, in Roma,  sempre  sulla
  base  del  predetto Piano industriale, hanno raggiunto un'intesa
  dove,  fra l'altro, si prevedeva il potenziamento di Telecontact
  Center  S.p.A.  con  assunzione di nuovo personale  nelle  unità
  produttive di Caltanissetta dal 1  gennaio 2004, dando priorità,
  attraverso  specifiche selezioni, alle risorse di Atesia  S.p.A.
  operante  in  tale  sede.  Tale  intesa  è  stata  ulteriormente
  ratificata  dalle Parti in questione il 24 maggio 2004,  per  un
  adeguamento  alla luce delle innovazioni introdotte dal  decreto
  legislativo 276/2003.
   Pertanto,   l'individuazione  della  città   di   Caltanissetta
  discende  dagli accordi ratificati tra le Parti  sulla  base  di
  strategie   aziendali   afferenti  il   Piano   industriale   in
  questione.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   SPEZIALE. «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che all'art. 24 della legge regionale 31
  maggio  2004,  n.  9, al comma 4 è indicata la  cifra  di  3.000
  migliaia  di  euro per il finanziamento per l'istituzione  e  la
  gestione  diretta  di cantieri di lavoro in  favore  dei  comuni
  destinatari    della   sperimentazione   del   reddito    minimo
  d'inserimento   (D.lgs.  18  giugno  1998,  n.   237)   il   cui
  finanziamento terminava nel corso dell'esercizio finanziario del
  2004;

   ricordato  che il D.lgs. 18 giugno 1998, n. 237 fu  espressione
  di  una  decisione del centrosinistra che, con il reddito minimo
  d'inserimento    (R.M.I.)   mirava   al    contenimento    della
  disoccupazione  giovanile ed al sostegno  delle  amministrazioni
  comunali dotate di programmi di promozione del lavoro;

   rilevato  che tale intervento è stato progressivamente svuotato
  e  vanificato dai governi di centrodestra e che nei comuni della
  provincia nissena (Gela, Caltanissetta, Riesi) le conseguenze di
  tale decurtazione si sono fatte sentire in modo progressivamente
  più drammatico;

   visto che in un incontro tra le organizzazioni sindacali ed  il
  Presidente  della  Regione, tenutosi l'11  gennaio  c.a.,  l'on.
  Cuffaro   si  era  impegnato  ad  implementare  lo  stanziamento
  previsto dalla legge regionale n. 9 del 2004, aumentandolo  fino
  a  10.000  migliaia di euro, e a ristrutturare il  provvedimento
  attraverso la trasformazione dei cantieri di lavoro in 'cantieri
  di servizi', tali cioè da poter offrire ai comuni la possibilità
  di  utilizzare  la  disponibilità  con  maggiore  duttilità  per
  servizi alla comunità;

   osservato che nessuna delle misure promesse è stata attivata  e
  che  nei  comuni interessati comincia a farsi sentire  un  forte
  disagio  sociale,  a  cui le amministrazioni,  già  afflitte  da
  notevoli riduzioni nelle disponibilità dei bilanci, non riescono
  a fare fronte;

   per  sapere  se non valutino necessario ed urgente adottare  le
  misure  utili per rifinanziare l'intervento previsto a  sostegno
  dei  cantieri di lavoro e per la loro estensione a  cantieri  di
  servizi, al fine di rassicurare la platea di lavoratori inseriti
  nelle graduatorie per il reddito minimo d'inserimento.» (2051)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2051,  si
  rassegna quanto di seguito.
   L'articolo  1 della l.r. 19 maggio 2005, n. 5, ha  istituito  i
  cantieri  di  servizi  in  favore  dei  soggetti  disoccupati  o
  inoccupati   già  fruitori  del  reddito  minimo   d'inserimento
  residenti nei comuni siciliani destinatari della sperimentazione
  del   reddito  minimo  d'inserimento  individuati  dal   decreto
  legislativo n. 237/98 e successive modifiche ed integrazioni.
   Con  tale  norma è stato specificato, altresì,  quali  sono  le
  finalità  del  cantiere di servizio ed è  stata  autorizzata  la
  spesa  di  10.000  migliaia di euro per l'esercizio  finanziario
  corrente.
   Infine,   si  riferisce  all'onorevole  interrogante   che   lo
  scrivente  ha  già emesso il decreto di attuazione afferente  la
  norma su citata e posto in essere tutte le iniziative necessarie
  affinchè in tempi brevi venga promulgato.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   VILLARI.  «All'Assessore per il lavoro, la previdenza  sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:

   il   Gruppo  Cos.,  operante  nel  settore  dei  call   center,
  rappresenta una grande realtà italiana che conta circa  12  mila
  lavoratori,   per   la   stragrande  maggioranza   giovani   con
  significativi livelli di scolarità;

   lo  stesso gruppo è presente in Sicilia con alcune migliaia  di
  lavoratori  operanti  in  diverse  sedi,  articolate  in   varie
  aziende,  quali la Cos.Med, presente a Palermo e a  Misterbianco
  (CT); I'Atesia a Caltanissetta, la Sicos; l'Alicos;

   considerato che:

   da  più parti negli ultimi tempi, ed in modo particolare  nella
  realtà  di  Misterbianco  (Cos.Med), si  sono  sviluppate  delle
  azioni  sindacali, quali scioperi e dichiarazioni  di  stato  di
  agitazione  a  causa  delle  condizioni  salariali  e,  più   in
  generale,   per   la  non  piena  corresponsione   dei   diritti
  contrattuali;

   tutto  ciò  avviene in un quadro di precarietà del rapporto  di
  lavoro,  causato  anche  dal tipo di  strumenti  previsti  dalla
  legislazione  vigente quali, per esempio, i  contratti  a  tempo
  determinato, a progetto, interinale, etc.;

   visto  che,  come nel caso della Cos.Med di Misterbianco,  dopo
  una  fase  di  quasi  incomunicabilità tra azienda  e  sindacati
  sembra  essersi  aperto un qualche dialogo, finalizzato  ad  una
  ripresa  dei  rapporti  sindacali attorno alle  materie  oggetto
  delle   azioni  sindacali  (salari,  rappresentanza   sindacale,
  aspetti normativi, etc.;

   assunto  che  tutto ciò si articola comunque in  un  quadro  di
  utilizzo   di   strumenti  di  flessibilità  che  oggettivamente
  rischiano  di  indebolire i rapporti di lavoro,  già  abbastanza
  precari,  legati anche alla specificità delle attività  previste
  nel settore;

   ritenuto  che  andrebbero invece tutelati i lavoratori  che  vi
  operano,   individuando  una  griglia  di  diritti  fondamentali
  (salariali,  normativi, sindacali, più in generale contrattuali)
  che  garantiscano  le lavoratrici ed i lavoratori  impegnati  in
  questa attività, seppur in un contesto di strumenti flessibili';

   per  sapere se non ritenga opportuno valutare l'attivazione  di
  un  apposito  tavolo  regionale con le parti  imprenditoriali  e
  sindacali  interessate, con l'obiettivo di offrire un contributo
  attivo  come  Regione, realizzando una sorta  di  protocollo  di
  intesa,  del  quale la Regione si faccia garante allo  scopo  di
  definire   livelli   fondamentali  sul   terreno   dei   diritti
  contrattuali e sindacali, ma anche delle garanzie occupazionali,
  attraverso l'utilizzo di strumenti che la Regione può mettere  a
  disposizione sia dell'azienda che delle maestranze,  lavoratrici
  e  lavoratori che vi operano, a cominciare dalla predisposizione
  di piani e strumenti di formazione finalizzati, naturalmente nel
  rispetto dell'autonomia delle parti sociali interessate.» (2109)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento all'interrogazione  numero 2109,  si
  rassegna quanto di seguito.
   Il  Gruppo COS è una delle imprese leader nel settore dei  call
  center, con un organico di oltre 10.000 addetti, i quali, con il
  predetto  Gruppo, hanno un rapporto di lavoro coerente  con  gli
  accordi sindacali e le norme di legge in vigore.
   Tale  affermazione  è supportata dal recente  accordo,  siglato
  nel mese gennaio 2005, tra l'Azienda e le strutture territoriali
  delle organizzazioni sindacali confederali di settore: SLC-CGIL,
  FISTEL-CISL, UILCOM-UIL. Obiettivo dell'accordo, che prevede una
  fase sperimentale in vigore fino al 30 giugno 2006, è quello  di
  aumentare  le  garanzie per i lavoratori a progetto  (LAP),  pur
  mantenendo la necessaria flessibilità operativa. I lavoratori  a
  progetto (LAP), infatti, vedono estese le proprie tutele in caso
  di   malattia,  infortunio,  maternità  e  le  tutele  sindacali
  (possibilità  di  iscrizione  al sindacato,  spazi  disponibili,
  etc.).  In sede di accordo, inoltre, il Gruppo Cos, al  fine  di
  soddisfare  le esigenze dei lavoratori, connesse alle condizioni
  di  carattere  sanitario, previdenziale ed assistenziale,  si  è
  impegnato  ad avviare una forma di finanziamento nel  quale  far
  confluire   il   5%  dell'importo  lordo  da  corrispondere   al
  lavoratore.
   Si  sottolinea,  inoltre, che le Parti,  nella  medesima  sede,
  hanno  riconosciuto  l'importanza di  un  confronto  trasparente
  finalizzato  a creare un sistema di relazioni alla cui  base  ci
  sia  la  condivisione e la visibilità delle dinamiche economiche
  ed  organizzative aziendali, al fine di evitare l'insorgenza  di
  conflittualità.
   In  merito ai piani formativi, la COS.MED risulta destinataria,
  con  DDG  n.270/FP/2004, di un finanziamento per  un  intervento
  formativo  a valere sulla Misura 3.09 del POR Scilla  2000-2006,
  il   cui  obbiettivo  è  quello  di  realizzare  interventi   di
  formazione  degli  occupati  all'interno  sia  di  progetti   di
  sviluppo locale e settoriale sia di piani formativi aziendali  e
  territoriali,   con  particolare  attenzione   agli   interventi
  formativi per i neo assunti, ai quali viene data grande priorità
  alla  luce  del fatto che la nostra Regione offre  alle  imprese
  opportunità  tali da stimolare la creazione di sedi  in  Sicilia
  nonché la creazione di nuova occupazione.
   In  ultimo,  si  rassicura l'onorevole  interrogante  la  piena
  disponibilità dello scrivente ad attivarsi, nei limiti di quanto
  di  competenza, per supportare ogni valida iniziativa in  merito
  alla materia in questione.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   ODDO.- «All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione, premesso che:

   il  sistema  siciliano della formazione professionale  vive  in
  uno  stato  di  incertezza  sempre più preoccupante,  con  gravi
  ripercussioni   sugli  utenti  dello  stesso  e  sul   personale
  dipendente;

   le   preoccupazioni   riguardano   soprattutto   il   personale
  dipendente   in  relazione  alle  retribuzioni  periodiche   che
  difficilmente  rispettano i tempi di un ordinario  contratto  di
  lavoro,  nonché  alla  erogazione degli arretrati  contrattuali,
  peraltro rispetto ad un CCNL di fatto già scaduto (per il  quale
  non  è ancora stata approvata la contrattazione decentrata),  ma
  anche  alla  'vita'  ordinaria degli  enti,  quotidianamente  in
  difficoltà per la irregolare erogazione dei finanziamenti;

   esistono  pesanti  ritardi  per un  regolare  avvio  del  Piano
  regionale dell'offerta formativa (PROF) 2005, nonché incredibili
  ritardi nel definire il finanziamento del PROF 2004 rispetto  al
  quale  non risulta ancora definita la parte 'Formazione continua
  e permanente' per corsi già attuati;

   in  questa  situazione, la riforma del settore è diventata  una
  necessità ineludibile per frenare un degrado che sta sempre  più
  investendo la formazione professionale in Sicilia;

   per sapere:

   se  non  ritenga necessario ed urgente adottare ogni iniziativa
  affinché   sia   immediatamente  sbloccata  l'erogazione   degli
  arretrati  contrattuali dovuti al personale del settore,  per  i
  quali è stato disatteso l'accordo a suo tempo stipulato;

   se   non   ritenga  corretto  dare  disposizioni  agli   uffici
  competenti affinchè siano immediatamente erogati i finanziamenti
  destinati alle retribuzioni del personale dipendente degli  enti
  di formazione professionale;

   se  non  ritenga,  in  ogni  caso, opportuno  mettere  in  atto
  iniziative urgenti per arrivare ad una rapida approvazione della
  legge  di  riforma della formazione professionale  in  Sicilia.»
  (2145)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero  2145,  si
  rassegna quanto di seguito.
   Premesso  che  il  personale addetto alle  attività  formative,
  seppur  iscritto  ad  apposito albo tenuto  dall'Amministrazione
  regionale,  è  dipendente  degli  Enti  gestori  dei  centri  di
  formazione  che  ne  disciplinano "il  trattamento  economico  e
  normativo   nel  rispetto  delle  norme  stabile  nei  contratti
  collettivi di lavoro".
   L'Amministrazione regionale, pertanto, è del tutto estranea  ai
  rapporti  di  lavoro  di  cui trattasi,  ma  ha  la  facoltà  di
  stabilire   i   criteri   cui   si  atterrà   nell'ammettere   a
  rendicontazione  le spese per il personale in questione,  stante
  che finanzia i corsi di formazione.
   In  merito  agli  arretrati contrattuali, si evidenzia  che  la
  Commissione  Europea, con decisione n. C(2005) 429  def.  del  2
  marzo  2005,  ha  ritenuto illegittimo  il  pagamento  di  oneri
  pregressi  per il personale dipendente di Enti di formazione  da
  parte  della  Regione Piemonte, configurandolo aiuto  di  stato.
  Conseguentemente, prima di,procedere al pagamento  di  ulteriori
  tranches  di  arretrati (il 41% del totale già è stato  pagato),
  occorre verificare, e le relative procedure sono state poste  in
  essere,  quale  sia il volume di attività commerciale  dei  vari
  Enti  negli  anni  1997/2003  per rapportarlo  al  volume  delle
  attività  effettivamente  svolte per conto  dell'Amministrazione
  regionale.
   Detta procedura si rende necessaria, al fine di determinare  la
  percentuale    degli   arretrati   contrattuali   legittimamente
  erogabili  dall'Amministrazione regionale a favore  degli  Enti,
  senza  peraltro incorrere in censure da parte della  Commissione
  Europea  con  conseguenti  obblighi  di  recupero  delle   somme
  indebitamente erogate.
   In  merito  all'intervento  formativo  del  corrente  anno,  si
  comunica che il PROF (Piano regionale dell'Offerta Formativa)  è
  stato approvato con D.A.n.563 del 11 marzo 2005 e con successivi
  decreti  attuativi sono state impegnate le somme  afferenti  gli
  interventi  formativi previsti e risultano emessi i  mandati  di
  pagamento  relativi alla voce personale nella  misura  di  5/12,
  cioè  sino  a  totale copertura della mensilità  di  maggio  del
  corrente anno.
   Per   quanto   riguarda  l'obiettivo  "Formazione  continua   e
  permanente"  del  Piano regionale dell'Offerta Formativa  (PROF)
  2004,   approvato  con  D.A.  n.  3  del  4  febbraio  2004   e,
  successivamente,  per  gli  interventi  a  carico  del  bilancio
  regionale,  rimodulato con D.A. n.1389 del 20  luglio  2004,  si
  precisa  che, con decreto n. 447/Serv.Gest./FP del  16  dicembre
  2004, è stato assunto l'impegno sul capitolo 717910 del bilancio
  regionale  della totale copertura del predetto obiettivo  e  che
  tali  somme,  a  rendicontazione ultimata, saranno prossimamente
  disponibili.
   Infine,    sulla   riforma   del   settore   della   formazione
  professionale, è noto all'onorevole interrogante che la proposta
  di  legge  d'iniziativa governativa n.906 del 03 agosto  2004  "
  Disciplina  del  sistema  dell'offerta formativa  della  Regione
  siciliana"   è   attualmente  in  itinere  alla  V   Commissione
  legislativa. La predetta Commissione, nell'ultima seduta  del  6
  aprile u.s. ha proseguito la discussione generale del disegno di
  legge  in  questione alla presenza dei rappresentanti di  questo
  Assessorato e nella seduta precedente del 22 febbraio c.a. aveva
  effettuato  le  audizioni  delle  Organizzazioni  sindacali  del
  settore della formazione e della Confindustria Sicilia.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   DE  BENEDICTIS.-  «All'Assessore per il lavoro,  la  previdenza
  sociale,  la formazione professionale e l'emigrazione,  premesso
  che  il  Piano regionale dell'offerta formativa (PROF) del  2005
  non ha avuto a tutt'oggi completa copertura finanziaria;

   considerato che:

   tale  ritardo sull'avvio dell'intera attività formativa,  oltre
  che  alimentare il disagio dell'utenza, produce effetti negativi
  sulle  erogazioni  agli enti gestori, con un effetto  a  cascata
  sulle retribuzioni degli operatori, ai quali, pur in costanza di
  servizio, non viene assicurata la remunerazione;

   a  causa  di  ciò,  è gravissimo lo stato di  difficoltà  e  di
  esasperazione in cui si trovano migliaia di    operatori   della
  formazione  professionale,  che non  possono  più  permanere  in
  questo stato di incertezza e di privazione dello stipendio;

   occorre  prioritariamente  ed  urgentemente  corrispondere  gli
  stipendi  maturati,  e  ciò anche nelle more  del  finanziamento
  dell'intero  PROF  e  dell'attivazione  delle  normali  relative
  procedure di erogazione;

   per sapere:

   quali  iniziative stia assumendo per attivare la corresponsione
  di  quanto  dovuto agli operatori del settore mediante l'impiego
  delle somme disponibili degli enti gestori;

   se  non  ritenga opportuno ed urgente attivarsi  per  pervenire
  alla   immediata  copertura  finanziaria  del  'Piano  regionale
  dell'offerta formativa del 2005';

   se  non  reputi  opportuno pervenire in  tempi  ormai  non  più
  procrastinabili   alla  riforma  organica  del   settore   della
  formazione  professionale,  da anni inutilmente  annunciata,  al
  fine  di  assicurare  al settore regole  e  certezze,  anche  in
  relazione allo stato dei lavoratori.» (2153)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  2153,
  tenuto  conto delle notizie fornite dal Dipartimento  Formazione
  Professionale, si rassegna quanto di seguito.
   Premesso   che  l'Amministrazione  regionale  è   estranea   ai
  rapporti  di  lavoro dipendente intercorrenti tra  gli  Enti  di
  formazione  e i propri dipendenti, ne consegue che  la  predetta
  Amministrazione potrebbe corrispondere soltanto la  quota  parte
  di  arretrati, relativi agli anni 1997/2003, afferenti i servizi
  che  gli  Enti  di formazione hanno prestato all'Amministrazione
  regionale  medesima, con esclusione della quota  percentuale  di
  arretrati per lavoro prestato dai dipendenti per altre  attività
  svolte  dagli  Enti  stessi ed aventi natura commerciale  (corsi
  autofinanziati, corsi svolti per conto di imprese, etc.).
   Al  riguardo  si  evidenzia  che la  Commissione  Europea,  con
  decisione  n.  C(2005)429  def. del 2 marzo  2005,  ha  ritenuto
  illegittimo  il  pagamento di oneri pregressi per  il  personale
  dipendente  di  enti  di  formazione  da  parte  della   Regione
  Piemonte,  configurandolo  aiuto di stato.  Pertanto,  prima  di
  procedere  al pagamento di ulteriori tranches di arretrati   (il
  41%  del  totale già è stato pagato), occorre verificare,  e  le
  relative  procedure  sono state poste in essere,  quale  sia  il
  volume  di  attività  commerciale dei vari Enti  negli  anni  in
  questione   per    rapportarlo   al   volume   delle    attività
  effettivamente svolte  per conto dell'Amministrazione regionale.
   Detta  procedura si rende necessaria al fine di determinare  la
  percentuale    degli   arretrati   contrattuali   legittimamente
  erogabili  dall'Amministrazione regionale a favore  degli  Enti,
  senza  peraltro incorrere in censure da parte della  Commissione
  Europea  con  conseguenti  obblighi  di  recupero  delle   somme
  indebitamente erogate.
   Si  precisa,  inoltre,  che  il  Piano  regionale  dell'Offerta
  Formativa  (PROF) 2004  è stato approvato con D.A. n.  3  del  4
  febbraio  2004  e, successivamente, il suddetto  PROF,  per  gli
  interventi  a carico del bilancio regionale, è stato  rimodulato
  con D.A. n.1389 del 20 luglio 2004.
   Infine,  in  merito all'indennità di mobilità,  si  puntualizza
  che  con  l.r.  28 dicembre 2004, n. 17 art. 39 le disponibilità
  del  fondo di garanzia di cui all'art. 132 della l.r.   n.4/2003
  sono  state  estese anche per le istanze di accesso al  medesimo
  fondo per gli anni pregressi e che per tale finalità il capitolo
  di  pertinenza  del  bilancio regionale del  corrente  esercizio
  finanziario è stato impinguato con 1.000 migliaia di euro.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   GIANNOPOLO.-  «All'Assessore  per  il  lavoro,  la   previdenza
  sociale,  la formazione professionale  e l'emigrazione, premesso
  che:

   con  delibere  di G.M. nn. 71 del 10 marzo 2004 e  178  del  23
  aprile 2004 il Comune di Monreale procedeva alla definizione del
  programma   di  fuoriuscita  di  41  lavoratori  ASU  attraverso
  l'assunzione part-time a tempo indeterminato;

   con successiva delibera di G.M. n. 143 del 22 dicembre 2004  il
  Comune  dì Monreale procedeva, valutando l'esigenza primaria  di
  contenere  la spesa anche in ragione del rispetto del  patto  di
  stabilità e del risanamento finanziario dell'ente, conseguente a
  una  precedente  scellerata gestione finanziaria  dello  stesso,
  alla  modifica del predetto piano di stabilizzazione  attraverso
  la   trasformazione  del  contratto  a  tempo  indeterminato  in
  contratto di diritto privato di durata quinquennale ai  sensi  e
  per  gli  effetti dell'art.25 della legge regionale  n.  21  del
  2003;

   con  nota  del 22 dicembre 2004 n. 33744 il Comune  richiedeva,
  per i motivi sopra esposti, all'Assessorato regionale del lavoro
  di  modificare la precedente determinazione DDG n. 1547  del  19
  luglio 2004 con la quale si approvava il piano di fuoriuscita  e
  si  stanziava  la  somma di 1.270.096 euro per il  finanziamento
  quinquennale dei 41 contratti di diritto privato;

   con  nota  n.  138 del 13 gennaio 2005 l'Assessorato  regionale
  del lavoro assicurava di avere proposto l'inserimento all'o.d.g.
  della  CRI  la modifica del piano di fuoriuscita dei  lavoratori
  ASU  del  Comune di Monreale, cosi come richiesto  dallo  stesso
  Comune;

   considerato che:

   alla  data odierna non risulta pervenuta al Comune di  Monreale
  alcuna decisione in merito alla richiesta formulata con nota del
  22 dicembre 2004;

   ogni   ulteriore   indugio   da   parte   della   Regione   può
  compromettere i diritti dei lavoratori in questione e la  stessa
  funzionalità dei servizi del Comune di Monreale;

   per sapere:

   per  quale  motivo non sia stata esitata da parte della  CRI  e
  dello  stesso  Assessorato regionale del lavoro la richiesta  di
  rimodulazione, prevista e consentita dalla legge, del  piano  di
  fuoriuscita  dei  lavoratori ASU del Comune di Monreale  con  le
  modalità e i contenuti richiesti dallo stesso Comune;

   se   non  ritenga  opportuno intervenire  tempestivamente  allo
  scopo di far approvare la suddetta rimodulazione e di mettere il
  Comune   di   Monreale  nelle  condizioni  di   procedere   alla
  stabilizzazione  dei  lavoratori socialmente  utili,  cosi  come
  richiesto  e  come  previsto  dalle  leggi  che  questa  Regione
  opportunamente si è data.» (2167)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  2167,
  tenuto  conto  delle  notizie fornite dal  Dipartimento  Agenzia
  regionale per l'impiego, si rassegna quanto di seguito.
   Il  comune  di  Monreale, con nota del  17  marzo  2004,  aveva
  presentato  la richiesta di finanziamento per la stabilizzazione
  di  n.  41  soggetti  utilizzati in attività socialmente  utili,
  finanziati  con  oneri a carico del bilancio regionale  mediante
  assunzione  ai  sensi  dell'art. 78, comma  6,  della  legge  n.
  388/2000 e successive modifiche ed integrazioni.
   La  predetta  richiesta, pervenuta entro il 30  marzo  2004,  è
  stata inserita nel primo piano di finanziamento delle misure  di
  fuoriuscita   dal   bacino  dei  lavoratori  socialmente   utili
  approvato dalla Commissione Regionale per l'Impiego (CRI)  nella
  seduta del 27 maggio 2004, e reso esecutivo con D.A. n. 872  del
  9 giugno 2004.
   Successivamente,  con decreto n. 1547 del  9  luglio  2004,  il
  Dirigente  Generale  dell'Agenzia  regionale  per  l'impiego  ha
  emesso,  a favore del comune di Monreale,  il ruolo della  spesa
  fissa  di   1.270.483,97, ripartito in quote uguali per   cinque
  annualità dal 2004 al 2009.
   In  data  22 dicembre 2004, il comune di Monreale ha  trasmesso
  la  deliberazione della Giunta Municipale n. 143/I.E./2004,  con
  la  quale  il  predetto  Organo  esecutivo  aveva  approvato  la
  modifica  al  piano di fuoriuscita prevedendo la stabilizzazione
  dei   41   lavoratori   socialmente  utili  mediante   contratti
  quinquennali  di  diritto  privato in luogo  dell'assunzione  ai
  sensi del succitato art. 78, comma 6, della legge n. 388/2000  e
  successive  modifiche ed integrazioni, motivando tale variazione
  con  la  testuale affermazione:  al fine di evitare l'insorgenza
  degli  oneri economici certamente ingenti cui andrebbe  incontro
  l'Ente, decorso il primo quinquennio .
   In  merito  alla mancata rimodulazione richiesta dal comune  di
  Monreale,  è  noto all'onorevole interrogante che,  in  data  31
  gennaio  2005,  quasi tutti i lavoratori ( n. 40) utilizzati  in
  ASU  presso  il  comune in questione hanno avanzato  ricorso  al
  T.A.R.  per  l'annullamento  della  deliberazione  della  Giunta
  Municipale n. 143/I.E./2004 del 22 dicembre 2004.
   Pertanto,   in   pendenza   di  ricorso   giurisdizionale,   la
  Commissione regionale per l'Impiego (CRI), nella seduta  del  24
  febbraio 2005, ha ritenuto rinviare le proprie determinazioni in
  merito  alla  rimodulazione  di  che  trattasi,  richiedendo  la
  predisposizione di apposito parere all'Avvocatura  dello  Stato.
  Detto parere, in ordine alla percorribilità dell'approvazione da
  parte  della  CRI della variazione in parola, è stato  richiesto
  all'Avvocatura dello Stato con nota n. 1818 dell'11 aprile 2005,
  ma, ad oggi, nessun riscontro è pervenuto.
   In   ultimo,  si  assicura  l'onorevole  interrogante  che   lo
  scrivente  ha già posto in essere tutte le iniziative necessarie
  affinché  si  possa  giungere  ad  una  celere  soluzione  della
  problematica in argomento.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   GIANNOPOLO  -  VILLARI.-  «All'Assessore  per  il  lavoro,   la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso che:

   il  Centro Assistenza Sociale (CAS) è una fondazione  con  sede
  in  Bagheria (PA) che gestisce corsi di formazione professionale
  e sportelli multifunzionali ai sensi della l.r. n. 24/1976;

   il  CAS  nel  1999 ha assunto circa trenta persone determinando
  un  aumento dei costi eccedente il finanziamento decretato dalla
  Regione;  ciò ha provocato un esubero del personale al quale  il
  Centro  cercava  di  fare fronte attraverso la  diminuzione  dei
  costi di gestione e richiedendo, da un lato, di stornare i fondi
  per  pagare  il personale e, dall'altro, ponendo in  mobilità  a
  'zero   ore'  senza  alcuna  retribuzione  parte  dello   stesso
  personale;

   il   Centro   Assistenza  Sociale  nel  porre  in  mobilità   i
  lavoratori  -  esattamente  in  numero  di  trentacinque  -   ha
  individuato  le  unità da assoggettare alle  misure  restrittive
  secondo  valutazioni arbitrarie finalizzate  ad  escludere  quei
  soggetti  che avevano osato in passato contestare la gestione  e
  la  programmazione del Centro nonché la pretesa della  direzione
  dell'Ente  di  far  sottoscrivere un accordo  che  prevedeva  la
  rinunzia  a  pretendere  la  retribuzione  in  caso  di  mancato
  finanziamento da parte dell'Amministrazione regionale;

   rilevato  che  i  soggetti  posti in  mobilità,  a  seguito  di
  ricorso al giudice del lavoro, hanno avuto riconosciuto con  ben
  cinque  ordinanze favorevoli il diritto alla reintegrazione  nel
  posto   di   lavoro   ed   il  riconoscimento   della   condotta
  antisindacale dell'Ente;

   rilevata,  altresì,  la  reiterata condotta  antisindacale  del
  legale rappresentante dell'Ente consistente:

   nel  mancato riconoscimento delle ritenute sindacali e relativo
  accreditamento alle organizzazioni di riferimento;

   nel   tentativo   di  violazione  delle  norme   che   regolano
  l'elezione delle rappresentanze sindacali aziendali;

   in  presunte e non dimostrate azioni diffamatorie da  parte  di
  lavoratori   nei  suoi  confronti  finalizzate  a  precostituire
  artificiosamente   e   falsamente  motivi   per   procedere   al
  licenziamento  degli stessi lavoratori 'riottosi' e  addirittura
  alla richiesta di risarcimenti in denaro;

   nella  mancata  trasmissione dei prospetti  del  calcolo  degli
  arretrati contrattuali alla Amministrazione regionale nonostante
  i  ripetuti inviti a provvedere da parte di quest'ultima, con la
  conseguenza  di impedire ai lavoratori di percepire  le  proprie
  spettanze;

   atteso  che  i lavoratori del CAS vantano diversi  crediti  nei
  confronti  dell'Ente per periodi lavorati e non  retribuiti  che
  sono  sfociati  anche in contenziosi tuttora  aperti  e  che  le
  stesse Organizzazioni Sindacali hanno presentato diversi esposti
  alla Procura della Corte dei Conti e della Repubblica;

   rilevato   inoltre   che   la  CRI  ha   più   volte   espresso
  l'orientamento  (ad esempio, nella seduta del 4 marzo  2004)  di
  invitare  l'Amministrazione regionale a revocare i finanziamenti
  al  CAS,  altre volte di escludere il CAS dal Piano dell'Offerta
  Formativa  o  di  affidare  all'UPL  di  Palermo  una  sorta  di
  amministrazione controllata del Centro;

   tenuto  conto che la CRI, nella seduta del 22 marzo  2005,  pur
  avendo  proposto di reintegrare il CAS nel Piano  Formativo  ha,
  tuttavia,  prospettato  la revoca dell'accreditamento  suggerita
  dall'Avvocatura dello Stato;

   appreso,  altresì,  dell'ulteriore vessazione  della  direzione
  del  Centro  sui  lavoratori, chiamati a rientrare  da  prestiti
  concessi a titolo di contributo su stipendi arretrati dovuti  ma
  non erogati;

   tutto  ciò  premesso ed evidenziata anche una sorta di  inerzia
  dell'Amministrazione  regionale tale  da  indurre  in  legittimi
  sospetti  di complicità nei confronti di una struttura formativa
  chiaramente inaffidabile;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno disporre un'ispezione presso il  CAS
  al  fine di verificare la regolarità della gestione dell'Ente e,
  se  del  caso, al fine di segnalare alle autorità competenti  le
  eventuali e prevedibili anomalie;

   se  non  ritenga opportuno proporre una gestione  straordinaria
  del CAS operando gli accantonamenti e le devoluzioni finanziarie
  ai  lavoratori creditori, da un lato, e consentendo, dall'altro,
  agli  stessi l'accesso al fondo di garanzia previsto dalla legge
  regionale n. 4/2003;

   se   non ritenga opportuno revocare l'accreditamento del CAS  e
  diffidare   il   legale  rappresentante  dell'Ente  dall'inviare
  lettere intimidatorie, quali quella del 19 aprile 2005 prot.  n.
  298  con  la  quale  si  avanzano contestazioni  disciplinari  a
  dipendenti  solo  perché  hanno  esposto  le  proprie  legittime
  ragioni  alla ricerca di una tutela dei propri diritti  definiti
  dal  legale  rappresentante  del  CAS,  tale  avvocato  Menallo,
  'insane richieste'.» (2221)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero  2221,  si
  rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente  occorre evidenziare che questa Amministrazione
  ha  già  iniziato  il procedimento di revoca dell'accreditamento
  dell'  Ente  in questione. Tale revoca è stata intrapresa  sulla
  base  di atti e procedure ispettive effettuate presso l'Ente  in
  parola  dal  competente  Ispettorato del  Lavoro,  il  quale  ha
  accertato delle irregolarità amministrative, ma, ad oggi, non ha
  rilevato fatti penalmente rilevanti.
   In  merito  alla gestione straordinaria del CAS, alla  luce  di
  censure  avanzate dalla Corte dei Conti su tale  metodica  e  su
  conforme parere della Commissione regionale per l'Impiego (CRI),
  si   è   ritenuto   non   proseguire  nella   pratica   relativa
  all'accreditamento  dei  fondi  per  il  tramite   l'Ispettorato
  provinciale del Lavoro di  Palermo.
   Per  quanto  riguarda l'accesso al Fondo di garanzia,  previsto
  dalla   l.r.   n.  4/2003,  è  noto  all'onorevole  interrogante
  l'accordo,   sottoscritto  in  data  19  ottobre  2004,   presso
  l'Ufficio  Provinciale del Lavoro di Palermo, tra  il  Direttore
  dell'Ufficio medesimo, le Organizzazioni sindacali CGIL -  CISL-
  UIL  e  la  Fondazione CAS onlus, con il quale è stato  prevista
  l'accettazione della mobilità da parte dei lavoratori della sede
  di  Palermo  e la loro utilizzazione a decorrere dal 20  ottobre
  2004  presso il Centro per l'Impiego di Palermo, destinandoli  a
  quelle  attività  previste  dalle  vigenti  disposizioni   sugli
  Sportelli Multifunzionali; mentre per i lavoratori di  Alcamo  è
  stata,  invece,  confermata  la  loro  utilizzazione  presso  lo
  Sportello  Multifunzionale dello IAL-CISL  a  decorrere  dal  1
  gennaio 2004.
     Per  l'anno 2004, tale accordo, ha consentito ad  entrambi  i
  gruppi  di  lavoratori di essere posti a  carico  del  Fondo  di
  garanzia, stante che l'espletamento delle procedure di  mobilità
  rappresenta il presupposto indispensabile per l'accesso al Fondo
  predetto.
   Per  l'anno  2005,  ai  fini  della  salvaguardia  dei  livelli
  occupazionali, su conforme delibera della Commissione  regionale
  per  l'Impiego  (CRI), la Fondazione CAS, con D.A.  867  del  12
  aprile  2005,  è stata inclusa nel Piano Regionale  dell'Offerta
  Formativa (PROF) 2005.
   In   ultimo,  si  assicura  l'onorevole  interrogante  che   lo
  scrivente  ha già posto in essere tutte le iniziative necessarie
  affinché,  nelle  more  della definizione  del  procedimento  di
  revoca  dell'accreditamento delle Ente  in  parola,  l   Agenzia
  regionale per l'impiego,  su conforme delibera della Commissione
  Regionale  per  l'Impiego  (CRI)  del  26  maggio  u.s.,   possa
  individuare   ed  attuare  idonee  soluzioni  finalizzate   alla
  salvaguardia  dei  livelli  occupazionali  ed  all'utilizzo  dei
  lavoratori   in   questione  nell'ambito   delle   attività   di
  ristrutturazione degli Sportelli Multifunzionali attualmente  in
  corso.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   GIANNOPOLO.- «All'Assessore per i beni culturali ed  ambientali
  e  per la pubblica istruzione e all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso che:

   i  compiti  di  tutela  del paesaggio e dei  beni  monumentali,
  architettonici  e  culturali nel corso  degli  ultimi  anni,  in
  attuazione delle leggi nazionali e regionali e dei provvedimenti
  amministrativi di salvaguardia, sono notevolmente aumentati;

   alla  tutela  dei  beni culturali provvedono  essenzialmente  e
  prevalentemente   le  Soprintendenze  alle  quali   sono   state
  attribuite nuove e più estese competenze;

   la   dotazione   organica  effettiva  delle  Soprintendenze   è
  assolutamente  insufficiente a fronteggiare l'enorme  carico  di
  lavoro  al  quale devono fare fronte, tenuto conto  anche  della
  limitatezza  dei  tempi  per  la definizione  dei  provvedimenti
  previsti dall'art. 46 della legge regionale n. 17/2004;

   considerato  che anche allo scopo di consentire l'accelerazione
  delle procedure per l'esame delle pratiche di sanatoria edilizia
  è  stato  previsto al comma 7 dell'art. 17 della legge regionale
  n.  4  del 2003 di assegnare alle Soprintendenze che ne facciano
  richiesta  personale  LSU  in possesso  di  adeguato  titolo  di
  studio;

   rilevato  che  la  Soprintendenza  di  Palermo,  dotata  di  un
  organico insufficiente, ha avanzato richiesta di assegnazione di
  personale LSU in possesso di adeguato titolo di studio per  fare
  fronte  all'istruttoria delle pratiche di sanatoria  edilizia  e
  per le altre incombenze ordinarie;

   atteso che a distanza di quasi due anni il personale LSU non  è
  stato   ancora   assegnato  alla  Soprintendenza   di   Palermo,
  nonostante  si abbia notizia della disponibilità manifestata  in
  tal senso da parte di lavoratori del bacino LSU;

   per sapere:

   quali motivi abbiano ritardato od ostacolato l'assegnazione  di
  personale LSU alla Soprintendenza di Palermo;

   se  non ritengano opportuno disporre con urgenza l'assegnazione
  di  detto personale o di altre unità provenienti dal bacino  LSU
  che   hanno   stipulato   contratto  di  diritto   privato   con
  l'Amministrazione  regionale  o  con  gli  enti   sottoposti   a
  controllo e vigilanza della Regione;

   se  non  ritengano opportuno assegnare altro personale  tecnico
  di  ruolo  o con contratto a tempo determinato  proveniente  dai
  rami  dell'Amministrazione  regionale  alla  Soprintendenza   di
  Palermo per l'espletamento dei compiti istituzionali di tutela.»
  (2237)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  numero  2237,
  tenuto  conto  delle  notizie fornite dal  Dipartimento  Agenzia
  regionale per l'impiego e per quanto di competenza, si  rassegna
  quanto di seguito.
     Con  circolare assessoriale n.31/2003/AG del 2 ottobre  2003,
  sono  state precisate, tra l'altro, le modalità di mobilità  dei
  lavoratori LSU nell'ambito dell'Amministrazione regionale.
   In  seguito,  e  precisamente con nota n. 6402  del  18  aprile
  2005,  l'Assessorato  Beni culturali ed  Ambientali  e  P.I.  ha
  avanzato  richiesta  di  personale LSU da  utilizzare  presso  i
  propri uffici centrali e periferici.
   Questa  Amministrazione, sulla base della  predetta  richiesta,
  ha  diramato gli atti d'interpello, ed in particolare, con  nota
  n.2122/V/AG  del 4 maggio 2005, quello relativo al  Dipartimento
  BB.CC.AA. sede centrale, alla Soprintendenza di Palermo  per  la
  sede  centrale  e  per  i comuni ricadenti nel  relativo  ambito
  territoriale.
   Sulla  base  dell'atto d'interpello in questione, i  lavoratori
  interessati, in possesso dei requisiti prescritti, dovevano  far
  pervenire  apposita  richiesta entro e non oltre  il  30  maggio
  2005.
   Ad  oggi, risulta  pervenuta una sola richiesta e il lavoratore
  in  questione  è  stato  già assegnato  alla  Soprintendenza  di
  Palermo con decorrenza dal 14 giugno u.s..
   In   ultimo,  si  assicura  l'onorevole  interrogante  che   lo
  scrivente ha già posto in essere tutte le iniziative necessarie,
  affinché  si  provveda  ad  una ricognizione  degli  esuberi  di
  personale   LSU   presso  gli  uffici  centrali   e   periferici
  dell'Amministrazione  regionale,  al  fine  di   soddisfare   le
  esigenze dell'Assessorato Beni culturali.»

                                                 L'Assessore SCOMA

   CRACOLICI.- «All'Assessore per la sanità, all'Assessore per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione e all'Assessore per l'industria, premesso che sono
  ormai ripetuti gli incidenti che si verificano all'interno dello
  stabilimento della Fincantieri di Palermo con gravi  conseguenze
  sulle maestranze che operano all'interno delle navi;

   ritenuto  che  sia  innanzitutto l'assenza di coordinamento  la
  causa  principale degli incidenti, ciò a causa  di  una  sciatta
  concezione   della  produttività  aziendale  a   scapito   della
  sicurezza per la vita delle persone;

   considerato   che  l'abbattimento  dei  costi  gestionali   sta
  riducendo  in  maniera preoccupante la quantità di addetti  alla
  sicurezza;

   visto  che  non  esiste un reale piano sulla sicurezza  se  non
  sulla  carta ma disatteso ripetutamente da una caotica e  spesso
  improvvisata  organizzazione del lavoro, per cui succede  spesso
  che,  mentre è in corso un intervento di pitturazione, con l'uso
  di  pericolosi agenti infiammabili, operino nella stessa area in
  contemporanea i saldatori, con conseguenze facili da immaginare;

   valutato   che  vi  sia  un  pericoloso  depauperamento   delle
  infrastrutture  esistenti dentro il cantiere;  ad  esempio,  gli
  stessi bacini galleggianti per i quali, malgrado ingenti risorse
  impegnate  dalla Regione negli anni  90, non vi  è  stato  alcun
  intervento di riparazione se non piccoli interventi di ordinaria
  manutenzione;

   ritenuto  che anche la scellerata riduzione degli  addetti  sia
  la causa della mancanza di sicurezza nel lavoro; infatti, presso
  il  cantiere di Palermo operano circa 600 addetti rispetto  agli
  oltre 1500 di cui era stato promesso il mantenimento;

   rilevato  che nonostante una sollecita iniziativa  sindacale  e
  numerosi  incontri  e richieste d'intervento  delle  istituzioni
  regionali  la Direzione aziendale e la sede triestina continuano
  a   disattendere   gli  accordi  (del  1998)   che   prevedevano
  l'articolazione produttiva dello stabilimento nei comparti delle
  riparazioni, delle trasformazioni e delle costruzioni;

   ricordato  che  nel 2002 la Regione ha ceduto alla  Fincantieri
  la  propria  quota della società Bacini di Palermo a  condizione
  del  mantenimento dei livelli occupazionali e nell'ambito  delle
  tre linee di produzione sopra ricordate;

   preso   atto   delle  difficoltà  dichiarate   dall'Azienda   a
  mantenersi  sul  mercato, nonostante il contenimento  dei  costi
  ottenuto  grazie  agli  sforzi  delle  imprese  dell'indotto   e
  nonostante  che in altri porti (come a Genova) si  assista  alla
  costruzione  di  ulteriori  bacini  di  carenaggio  di  notevoli
  dimensioni e a un rilancio dell'attività di riparazione che  nel
  2004 ha riguardato numerose navi;

   rilevata  la distrazione dell'ente pubblico circa  l'uso  e  la
  destinazione   dei  fondi  e  la  congruità  dei   progetti   al
  potenziamento   del  porto  industriale  e  la   non   governata
  conflittualità tra porto industriale e settore diportistico;

   considerato  che  tutto ciò rende impossibile  stabilizzare  il
  ruolo  del  cantiere  di Palermo nel mercato  delle  riparazioni
  navali;

   per sapere:

   quali  azioni  siano state intraprese dagli enti  istituzionali
  (ASL,  Ispettorato  del  lavoro, etc.), addetti  alla  vigilanza
  sulle  condizioni  di  sicurezza nel lavoro  e  se  siano  state
  assunte  iniziative  atte ad impegnare Fincantieri  al  rispetto
  delle norme esistenti in materia di sicurezza;

   se  non  ritengano opportuno disporre un accertamento  sull'uso
  delle  risorse  che  la  Regione ha impegnato  sul  cantiere  di
  Palermo  e  se  siano stati rispettati i punti dell'accordo  tra
  Regione  siciliana e Fincantieri che giustificarono la  cessione
  della quota regionale nella società Bacini di Palermo.» (2238)

   Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 2238,  per
  quanto di competenza, si rassegna quanto di seguito.
   Premesso  che questa Amministrazione interviene in  materia  di
  sicurezza  sul  lavoro, in fase di prevenzione,  attraverso  gli
  Ispettorati  del  Lavoro, i quali provvedono  a  contrastare  il
  fenomeno   in  questione  sulla  base  di  controlli   periodici
  programmati,  controlli cui è stato ed  è  sottoposto  anche  lo
  stabilimento Fincantieri di Palermo.
   Il    problema   sollevato   dall'onorevole   interrogante   ha
  rappresentato   e   rappresenta  uno   degli   impegni   primari
  dell'azione  di  governo dello scrivente;  infatti,  appena  una
  decina di giorni dopo l'insediamento (1 settembre 2004), è stata
  effettuata  una  riunione  operativa con  i  responsabili  degli
  Ispettorati  del Lavoro al fine di individuare  i  percorsi  per
  razionalizzare le funzioni ispettive e potenziarne la  dotazione
  organica.
   I   suddetti   percorsi,   su  iniziativa   legislativa   dello
  scrivente,  si  sono  concretizzati con l'art.  40  della  legge
  regionale  5 novembre 2004 n. 15 riguardante funzioni  ispettive
  in  materia di lavoro, che ha consentito di razionalizzare e  di
  uniformare  l'attività dei soggetti deputati alla  vigilanza  in
  materia  di  lavoro,  con  particolare riguardo  alle  strategie
  finalizzate alla prevenzione e sicurezza sul lavoro.
   Ulteriore provvedimento è stato il  Protocollo d'intesa per  la
  formazione e l'aggiornamento del contingente dei carabinieri   e
  dei  dipendenti della regione siciliana per i servizi  ispettivi
  del  lavoro della Sicilia , sottoscritto il 22 dicembre 2004 con
  il  Ministero del lavoro  e delle politiche sociali  e  l'INAIL.
  Sulla  base di tale accordo è stato predisposto e sta  per  esse
  esitato   un   progetto  di  formazione  ed  aggiornamento   che
  consentirà  di potenziare gli Ispettorati del Lavoro  dell'Isola
  con  personale  qualificato, ben 600 nuovi  ispettori,  compresi
  quelli appartenenti al Nucleo dei Carabinieri che operano presso
  i suddetti Uffici.
   Inoltre,   l'accordo,  in  relazione  ai   molteplici   compiti
  istituzionali  cui  i predetti Ispettorati  sono  preposti,  non
  soltanto  consentirà di accrescerne gli organici  con  personale
  qualificato,  ma consentirà di accrescere i poteri  d'intervento
  per   rendere  maggiormente  incisiva  soprattutto  l'azione  di
  prevenzione.
   In   ultimo,   si  assicura  che  l'azione  di  governo   sulle
  problematiche  sollevate dall'Onorevole interrogante  continuerà
  secondo il percorso che lo scrivente ha già avviato, avendo cura
  di  verificare  l'applicazione della citata  norma  al  fine  di
  potere  prevenire e scongiurare violazioni alle norme in materia
  di  sicurezza  sui luoghi di lavoro, spesso causa  di  infortuni
  anche mortali.»

                                                 L'Assessore SCOMA