Presidenza del presidente Lo Porto
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole D'Aquino ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Norme per il sostegno e la promozione del riutilizzo dei
beni confiscati alla mafia
(n. 1025)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
Villari, Zago, in data 12 luglio 2005
- Disposizioni in materia di istruzione ed educazione
interculturale (n. 1026)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Giannopolo, Villari,
Capodicasa, Speziale, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis,
Oddo, Panarello, Zago, in data 12 luglio 2005
-
Comunicazione di richieste di pareri
PRESIDENTE Comunico le seguenti richieste di parere
pervenute dal Governo e assegnate alle competenti
Commissioni:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Collegio dei Revisori dei conti del Consorzio
Universitario di Palermo - Designazione componente
effettivo: rag. Giovanna Fazzari (n. 386/I)
pervenuto in data 7 luglio 2005
- Consorzio ASI di Messina - Designazione componenti
effettivo e supplente del Collegio dei revisori:
dott.ssa Gulì Gabriella e dott.ssa Di Salvo Anna (n.
387/I)
pervenuto in data 7 luglio 2005
- Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Enna -
Designazione componente del Collegio dei revisori:
rag. Carlino Gabriella (n. 388/I)
pervenuto in data 7 luglio 2005
- Consorzio ASI di Ragusa - Designazione
componente supplente del Collegio dei revisori:
rag. Innaimi Maria Gabriella (n. 389/I)
-pervenuto in data 7 luglio 2005
- Ente regionale per il diritto allo studio
universitario (ERSU) di Palermo - Designazione
componenti effettivo e supplente del Collegio dei
revisori: dott.ssa La Cognata Danila e dott.ssa
Pizzo Elena (n. 390/I)
-pervenuto in data 7 luglio 2005
Centro regionale Helen Keller di Messina -
Designazione componente effettivo con funzioni di
presidente del collegio dei revisori: dott. Caizzone
Francesco (n. 391/I)
pervenuto in data 7 luglio 2005
Consorzio universitario della provincia di Ragusa -
Designazione componenti effettivi del collegio dei
revisori: dott.ssa Cannizzaro Angela e rag.
Ferrarello Santo (n. 392/I)
pervenuto in data 7 luglio 2005
- Azienda siciliana trasporti (AST) - Designazione
componente supplente del collegio dei revisori: rag.
Coniglio Leonardo (n. 393/I)
-pervenuto in data 7 luglio 2005
- Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Sciacca
- Designazione componente del collegio dei revisori:
dott. Lazzaro Francesco Maria (n. 394/I)
pervenuto in data 7 luglio 2005
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Piano di utilizzo del Fondo regionale per la
montagna per l'anno 2004 (n. 395/III-IV)
pervenuto in data 7 luglio 2005
parere IV Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
APQ trasporto stradale - Atto integrativo (396/V-
II)
pervenuto in data 7 luglio 2005
parere II Commissione
INVIATI IN DATA 8 LUGLIO 2005
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
delle interrogazioni con richiesta di risposta orale
presentate.
BASILE, segretario:
N. 2307 - Notizie sul trasferimento degli uffici del
Genio civile di Piazzale Rosselli di Agrigento.
- Assessore Presidenza
Firmatario: Di Mauro Giovanni Roberto;
N. 2308 - Notizie in merito alla costruzione di un
inceneritore nel territorio del comune di Licata
(AG).
- Assessore Territorio
Firmatario: Miccichè Calogero;
N. 2309 - Iniziative urgenti per lo snellimento delle
operazioni di 'triage' presso i dipartimenti di
emergenza della Regione siciliana e per
l'isitutuzione del 'see and treat' sul modello
anglosassone.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Scalici Antonino.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro
turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
BASILE, segretario:
N. 2305 - Iniziative per l'attivazione delle
procedure previste dal comma 7 dell'art. 4 della l.r.
15 maggio 2000, n. 10 riguardante
l'istituzione di uffici speciali temporanei.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Famiglia
Firmatario: Barbagallo Giovanni;
N. 2306 - Notizie sulle motivazioni
dell'autorizzazione e sull'iter seguito per la
costruzione di una nuova centrale elettrica
nell'isola di Favignana (TP).
- Assessore Territorio
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Forgione Francesco; Liotta Santo.
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate sono state
già inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
della interpellanza presentata.
BASILE, segretario:
N. 267 - Opportune misure per garantire l'esatta
perimetrazione della riserva di Capo Gallo (PA).
Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Ferro Giovanni; Forgione Francesco.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio
senza che il Governo abbia dichiarato di respingere
l'InterpellanzA o abbia fatto conoscere il giorno in cui
intende trattarla, l'interpellanza stessa sarà iscritta
all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
della mozione presentata in data 1 luglio 2005.
BASILE, segretario:
N. 440 Interventi per l'istituzione di uffici speciali a
favore dei disabili in applicazione dell'art. 4 della legge
regionale n. 10 del 2000 , degli onorevoli Barbagallo,
Zangara, Culicchia, Genovese, Gurrieri e Tumino.
«Considerato che:
le problematiche dei disabili in Sicilia assumono
dimensioni sempre più drammatiche, sia pure in presenza di
una normativa di grande spessore umano e sociale;
i vari dibattiti sull'argomento, come quello tenuto
recentemente a Palermo in occasione della presentazione del
libro di Salvatore Migliore 'I Disabili in Sicilia:
attenzioni e disattenzioni delle istituzioni e della
società', hanno evidenziato, in maniera inconfutabile, che
sono proprio le disapplicazioni di tale normativa e, quindi,
le disattenzioni delle Istituzioni a provocare la
drammaticità della situazione dei disabili e delle loro
famiglie;
Considerato inoltre che una delle ragioni fondamentali
delle disattenzioni delle Istituzioni è rappresentata dalla
difficoltà di coordinamento e di sinergia fra le varie
amministrazioni regionali (si ricorda che gli Assessorati
interessati sono quelli della famiglia, della sanità, del
lavoro, dei lavori pubblici, della pubblica istruzione,
dello sport, del bilancio) chiamate a fornire interventi a
favore dei disabili, che costituisce una delle cause
principali dei risultati negativi registrati;
Ritenuto pertanto indispensabile la creazione di una
struttura in grado di:
a) svolgere attività di monitoraggio sullo stato di
attuazione delle leggi sulla disabilità;
b) promuovere relazioni biennali all'Assemblea regionale
siciliana sullo stato di attuazione delle leggi sulla
disabilità, come momento importante di verifica;
c) svolgere efficace azione di coordinamento, anche con
interventi sostitutivi, fra le varie amministrazioni e fra i
vari uffici, per il puntuale perseguimento degli obiettivi
voluti dalla legge;
d) promuovere, ogni utile iniziativa per il miglior
funzionamento delle strutture chiamate all'attuazione delle
leggi in parola,
impegna il Governo della Regione
ad attivare le procedure previste dal punto 7 dell'articolo
4 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, che prevede
che 'La Giunta regionale può deliberare l'istituzione di
uffici speciali temporanei per il soddisfacimento di
esigenze particolari, per la realizzazione di specifici
programmi e progetti di rilevante entità e complessità per
lo svolgimento di particolari studi o elaborazioni. Gli
uffici speciali possono operare tramite l'impiego coordinato
di più strutture organizzative, anche appartenenti a diversi
assessorati. La dotazione di personale e quella strumentale
dell'ufficio è determinata, unitamente agli obiettivi ed
alla loro durata, con l'atto istitutivo. Agli stessi sono
preposti dirigenti di prima, seconda o terza fascia.'
La costituzione di un ufficio speciale, come quello
previsto dalla norma prima ricordata, potrà essere un'ottima
strategia per consentire ai disabili una condizione di vita
di maggiore qualità, così come la copiosa normativa
approvata si propone.
Il programma di cui l'ufficio speciale si deve fare carico
è costituito dai punti a), b), c) e d) indicati in
premessa.»(440)
BARBAGALLO - ZANGARA -
CULICCHIA -
GENOVESE - GURRIERI - TUMINO
PRESIDENTE Avverto che la mozione testé annunziata sarà
iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva
perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 481
PRESIDENTE In riferimento all'ordine del giorno n. 481
Iniziative per l'inserimento dell'allevamento dello
struzzo nelle misure previste dal complemento di
programmazione , accettato come raccomandazione dal Governo
nella seduta d'Aula n. 253 del 17 dicembre 2004, ed alla
mozione n. 313 dell'onorevole Fleres ed altri, di identico
contenuto, non ancora trattata, il Presidente comunica che
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste, ha trasmesso
nota di riscontro, pervenuta alla Segreteria Generale
dell'ARS l'11 luglio 2005.
L' Assemblea ne prende atto.
Avverto che il testo integrale della nota dell'Assessore
per l'agricoltura e le foreste è pubblicato in allegato al
resoconto stenografico della presente seduta.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della seguente mozione:
Iniziative presso il Governo nazionale per l'estensione a tutta
la provincia di Catania dei benefici previsti in favore dei
comuni danneggiati dall'eruzione dell'Etna del 2002 (439),
degli onorevoli Barbagallo, Liotta, Raiti, Spampinato, Villari.
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
nel mese di ottobre 2002, l'attività eruttiva dell'Etna ha
fatto registrare una copiosa caduta di cenere lavica che ha
messo in ginocchio l'intera provincia di Catania;
a seguito di quell'evento naturale, l'aeroporto di Catania
rimase chiuso per settimane e tutte le attività agricole,
commerciali e turistiche subirono il blocco assoluto con danni
molto rilevanti per l'economia dell'intero hinterland;
con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29
ottobre 2002 è stato dichiarato lo stato di emergenza nel
territorio della provincia di Catania;
il 4 marzo scorso lo stato di emergenza è stato prorogato lino
al 31 dicembre 2005;
CONSIDERATO che:
con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 29
novembre 2002, n. 3254, è stata disposta la sospensione
dell'obbligo di versamento dei contributi di previdenza ed
assistenza sociale in favore dei soggetti residenti nei comuni
interessati dalla dichiarazione dello stato di emergenza;
l'ambito territoriale di applicazione di detta disposizione è
stato circoscritto inizialmente a 13 comuni della provincia e
poi esteso a tutti i residenti della provincia di Catania;
tale estensione ha costituito un effettivo aiuto alle
popolazioni colpite dagli eventi calamitosi, tanto più
importante se si considera l'assenza di altri specifici
interventi in favore delle categorie produttive, tutte
notevolmente danneggiate;
CONSIDERATO, inoltre, che:
l'applicazione di detto beneficio è avvenuta, tuttavia, m modo
estremamente discrezionale tanto da generare incomprensibili
discriminazioni tra i cittadini;
infatti, gli enti previdenziali, INPS ed INPDAP, hanno tenuto
atteggiamenti differenti sia nell'individuazione dei comuni che
dei soggetti aventi titolo;
l'INPDAP, in particolare, aveva in un primo tempo esteso i
benefici a tutti i residente della provincia, ma successivamente
aveva bloccato l'emissione dei rimborsi senza valide
motivazioni;
chi ha provocato l'apertura di un esteso contenzioso che sta
ingolfando gli uffici giudiziari del distretto, mentre ben 1.500
ricorsi sono stati depositati presso l'Ufficio provinciale del
Tesoro:
RILEVATO che:
l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 10
giugno 2005, n. 3442, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana n. 139 del 17 giugno 2005, ha, infine,
radicalmente innovato la disciplina in vigore con disposizioni
estremamente svantaggiose che creeranno ulteriori
discriminazioni;
infatti, il nuovo provvedimento riconosce il diritto alla
sospensione contributiva soltanto ai datori di lavoro dei 13
comuni etnei già elencati in un primo momento dalla Protezione
civile, lasciando fuori la città di Catania e numerosi comuni
ugualmente danneggiati, distanti solo pochi chilometri da quelli
inseriti nel decreto;
non si comprendono i criteri alla base dell'inserimento in
elenco di alcuni commi e dell'esclusione di altri,
norme altrettanto restrittive sono previste per la
restituzione dei contributi sospesi, con tempi di rateizzazione
notevolmente ridotti; dalle 107 rate iniziali si è passati,
infatti, alle 24 attuali;
la nuova ordinanza rischia di essere fortemente penalizzante
per la provincia di Catania, mai realmente ristorata dei danni
ingenti subiti a seguito dell'eruzione vulcanica dell'ottobre
2002;
la Regione siciliana in data 1 giugno 2005 ha dato il proprio
consenso alla citata ordinanza n. 139 del Presidente del
Consiglio dei Ministri che ha disposto le suddette modifiche:
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a farsi promotore presso il Governo nazionale, previo ritiro
del proprio atto di assenso, di idonee iniziative per
l'estensione dei benefici a tutta la provincia di Catania, senza
illegittime esclusioni territoriali e ponendo fine alle
discriminazioni, specificate in narrativa, tra categorie di
lavoratori.» (439)
BARBAGALLO-LIOTTA - RAITI-SPAMPIANTO -
VILLARI
Non sorgendo osservazioni , dispongo che la mozione testé
annunziata venga demandata alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari perché ne determini la data di discussione.
Seguito della discussione unificata di mozioni,
interpellanze ed interrogazioni in materia di gestione
dei rifiuti in Sicilia.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione unificata di mozioni, interpellanze ed
interrogazioni in materia di gestione dei rifiuti in Sicilia.
Ricordo che la discussione si è interrotta nella precedente
seduta, n. 304 del 6 luglio 2005, in sede di votazione della
mozione n. 125. Preciso che la discussione unificata si è svolta
sui seguenti atti di indirizzo politico, o ispettivi:
- mozione n. 274 Revoca e riconsiderazione del piano di
gestione dei rifiuti , degli onorevoli Capodicasa, Speziale,
Cracolici, Crisafulli, Barbagallo, Ferro ed altri;
- mozione n. 125 Iniziative in materia di raccolta dei
rifiuti , degli onorevoli Giannopolo, Speziale, Capodicasa,
Cracolici ed altri;
- mozione n. 188 Previsione di termini adeguati per la
costituzione, da parte degli Enti locali, delle società per la
gestione integrata ei rifiuti , degli onorevoli Raiti, Ferro,
Morinello, Miccichè, Orlando;
- interpellanza n. 78 Chiarimenti a seguito dell'annullamento
dell'ordinanza 2983 del 1999 del Presidente del Consiglio dei
Ministri, in materia di dichiarazione dello stato di emergenza
per i rifiuti in Sicilia , degli onorevoli Ferro, Orlando,
Miccichè, Morinello, Raiti;
- interpellanza n. 139 Motivi riguardanti la scelta di
installare un termoconvertitore nella zona di Casteltermini
(AG) , dell'onorevole Morinello;
interpellanza n. 193 Iniziative, anche di ordine
procedurale, relative al piano di gestione dei rifiuti , degli
onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello;
- interrogazione n. 965 Notizie in materia di gestione
integrata dei rifiuti in Sicilia , dell'onorevole Panarello.
- interrogazione n. 2291 Ritiro dell'ordinanza n. 362 del 27
aprile 2005 del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e
la tutela delle acque in Sicilia, recante 'Progetto del sistema
integrato per l'utilizzo della frazione residua dei rifiuti
solidi urbani al netto della raccolta differenziata prodotta nei
comuni della Sicilia - Sistema Agrigento - Ato: AG 1 - AG 2 - AG
3 - CL 1 - CL 2 - PA 4 sud - TP 2' dell'onorevole Miccichè.
Ricordo, altresì, che nella seduta n. 303 del 29 giugno 2005 è
stato presentato l'ordine del giorno n. 570 Interventi volti a
sospendere l'autorizzazione circa la realizzazione della
stazione di trasferenza dei rifiuti nel territorio del Comune di
Calatabiano (CT) , degli onorevoli Basile, Sbona, Scalici e
Acanto.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE, segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con l'ordinanza di Protezione civile n. 2983 del 1999, il
Presidente della Regione è stato nominato commissario
delegato per l'emergenza rifiuti;
per effetto di ordinanze e successive proroghe lo stato di
emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;
ai sensi e per gli effetti delle citate ordinanze, con
decreto n. 150 del 25 luglio 2000, il Presidente della
Regione - commissario delegato - , ha approvato il Documento
delle priorità degli interventi per l'emergenza rifiuti
(PIER), pubblicato nella GURS del 4 agosto 2000;
tale Documento, in osservanza del disposto del Decreto
legislativo n. 22 del 1997, prevedeva un sistema di gestione
dei rifiuti centrato sulla raccolta differenziata 'spinta'
(almeno il 50 per cento);
la previsione contenuta nel Documento-PIER contemplava
l'eventualità che ad essere avviato alla termovalorizzazione
fosse solo il combustibile derivato da rifiuti (CDR), e
cioè, un combustibile ricavato dai rifiuti il cui
trattamento è finalizzato all'eliminazione delle parti
pericolose dei rifiuti solidi urbani (RSU) ed all'aumento
del potere calorico;
nel PIER l'utilizzazione del combustibile derivato da
rifiuti (CDR) - al fine di non aumentarne l'emissione in
atmosfera - veniva prevista in impianti energetici esistenti
(centrali elettriche o cementerie) o, in caso di
indisponibilità, in un unico impianto dedicato, da
realizzare in un'area lontana da qualsiasi centro abitato,
dove trasportare su rotaia il CDR prodotto da nove impianti
- tanti quanti erano gli ATO previsti - localizzati in aree
industriali forniti di 'rotaia', anche al fine di eliminare
l'impatto della mobilità di grandi mezzi di trasporto;
con l'ordinanza di Protezione civile n. 3190 del 2002,
emanata in seguito all'intesa concessa dal Presidente della
Regione, sono stati stravolti l'impianto e le previsioni del
Decreto legislativo n. 22 del 1997 e le direttive europee
che tale decreto recepisce, nonché le previsioni sulla
raccolta differenziata contenute nel Documento-PIER fino a
prevedere che ad essere avviato alla termovalorizzazione non
sia il CDR, privo di sostanze pericolose e prodotto secondo
le caratteristiche specificate dal Decreto ministeriale del
5 febbraio 1998;
conseguentemente il Presidente della Regione - commissario
delegato - in deroga al bando di gara europeo, ha emesso
l'ordinanza n. 333 del 2/5/2003 con la quale si
individuavano le procedure di selezione, di cui all'avviso
pubblico per la stipula di convenzione per l'utilizzo della
frazione residua della raccolta differenziata dei rifiuti
solidi urbani;
l'avviso pubblico di cui sopra, pubblicato sulla Gurs n.
32 del 9 agosto 2002, nonché sulla GUCE n. S 158 del 16
agosto 2002, delega la localizzazione degli impianti di
termovalorizzazione e il numero degli stessi in base
all'offerta degli operatori industriali aggiudicatari della
gara;
gli aggiudicatari della gara gestiranno il servizio di
incenerimento dei rifiuti per 20 anni, cinque in più
rispetto al tempo di vita stimato per un termovalorizzatore
e cinque/dieci in più rispetto alle concessioni rilasciate
in questi anni in Italia;
il costo della termovalorizzazione degli RSU è stato
definito mediamente in 80 alla tonnellata, e cioè 160
delle vecchie lire al kilogrammo, che equivale a circa il
doppio della tariffa stabilita nelle regioni in regime di
commissariamento, come la Calabria e la Campania, o come
quella stabilita per il recente impianto che si trova nella
città di Brescia;
a seguito dello svolgimento della selezione di cui
all'Avviso pubblico sopra citato, il Presidente della
Regione - commissario delegato - con la medesima Ordinanza
n. 333 del 2 maggio 2003 (art. 1) prende atto del numero
degli impianti di termovalorizzazione (quattro), così come
della loro localizzazione nei comuni, di Casteltermini (AG),
Palermo (Bellolampo), Augusta (SR) e Paternò (CT), così come
descritto negli allegati alla stessa Ordinanza A1, A2, A3,
A4;
i succitati termovalorizzatori saranno alimentati non dal
CDR, prodotto con i requisiti di compatibilità previsti, ma
dai rifiuti indifferenziati con il conseguente aumento del
rischio ambientale e per la salute dei cittadini;
la scelta di avviare a termovalorizzazione la frazione
secca dei rifiuti, al netto della raccolta differenziata
(oggi la quasi totalità), anziché il CDR, come prevedeva il
Documento-PIER, all'epoca unico strumento di programmazione,
configura una aperta violazione normativa;
tale scelta ha comportato, comunque, non solo un alto
numero di termovalorizzatori (quattro) da realizzare in
Sicilia, ma anche un accrescimento smisurato (rispetto alle
previsioni del PIER) della quantità di rifiuti da destinare
all'incenerimento, pari a 2.400.000 tonnellate, e cioè il
100 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia;
alcuni dei siti prescelti dai soggetti industriali sono
ubicati in aree adiacenti a centri abitati ed in aree non
idonee, in contrasto con elementari principi di precauzione
e prudenza, e qualcuno in area di interesse archeologico
ambientale o a vocazione turistica;
il sistema di trasporto dei rifiuti, in particolare la
movimentazione di grossi mezzi e di autoarticolati dalle
stazioni di trasferenza agli impianti di
termovalorizzazione, rappresenterà un appesantimento
insostenibile per un numero considerevole di comuni, alcuni
dei quali vedranno notevolmente accresciuto il traffico
interno di attraversamento dei mezzi pesanti;
Considerato, inoltre, che:
la conseguenza immediata di tutto ciò è un aumentato costo
per i comuni del servizio di smaltimento dei rifiuti e,
quindi, la spropositata lievitazione della tariffa che le
famiglie siciliane dovranno pagare per tale servizio;
tale eventualità ha sollevato vibrate proteste da parte
delle popolazioni, dei rappresentanti politici ed
istituzionali, delle associazioni ambientaliste e sindacali;
in effetti, alla luce del sistema adottato dal Piano dei
Rifiuti e dai provvedimenti del Presidente della Regione -
commissario delegato per lo smaltimento e la
termovalorizzazione dei rifiuti - appare fondato l'allarme
diffusosi tra le popolazioni per le conseguenze a breve e
lungo termine sulla salute umana, sulla qualità della vita,
sulla mobilità urbana ed interurbana e potrebbe
ripercuotersi sulla catena alimentare delle aree
direttamente interessate;
a tale proposito non appaiono rassicuranti le
dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Regione -
commissario delegato - circa la insussistenza di rischio
alcuno per la salubrità ambientale, proprio perché
scarsamente suffragata da supporti tecnicoscientifici;
data l'importanza della posta in gioco, appare opportuno
rivedere le previsioni del piano e delle relative ordinanze
che dispongono la termovalorizzazione alle condizioni
attuali di quasi il 100 per cento dei rifiuti
indifferenziati;
termovalorizzare 2,5 milioni di tonnellate equivale a
destinare, in termini di investimenti, quasi 1 miliardo di
euro per la realizzazione del sistema dei 4
termovalorizzatori, con un effetto occupazionale di meno di
1000 unità, a fronte di un sistema tracciato nel Documento-
PIER con un costo inferiore del 50 per cento e che avrebbe
prodotto un'occupazione di 7.000 unità e fatto nascere
decine di aziende nella filiera della gestione-riciclo.
Considerato, altresì, che
con ordinanza commissariale del 18 dicembre 2002, n. 1166,
il Presidente della Regione - commissario delegato - ha
adottato il piano regionale di gestione dei rifiuti;
a norma dell'art. 19 (comma 1, lettera a) del Decreto
legislativo n. 22 del 1997, la competenza per l'approvazione
del piano regionale per la gestione dei rifiuti è della
Regione e, per essa, dell'organismo legislativo;
in caso di inadempienza l'art. 8 del citato D.lgs n. 22
del 1997 prevede l'intervento, in via sostitutiva,
(attraverso commissariamento) per la 'elaborazione' del
piano regionale e non della sua 'approvazione' che rimane di
competenza dell'organo legislativo della Regione;
Tenuto conto che:
al contrario, sulla base di un'illegittima previsione
dell'ordinanza ministeriale, il Presidente della Regione -
commissario delegato - ha non solo provveduto alla
'elaborazione' del piano, ma anche alla sua 'adozione';
tale procedura si palesa illegittima ed in violazione
dell'art. 22, comma 10 del D.lgs n. 22 del 1997 che
disciplina gli interventi che possono essere delegati
all'eventuale commissario, tra i quali non rientra
l'adozione del piano;
in ogni caso, il piano non rispetta le indicazioni
contenute nel Decreto Ronchi, per esempio, in materia di
bonifiche delle discariche,
impegna il Presidente della Regione
a revocare in autotutela il piano di gestione dei rifiuti;
a rimetterlo all'esame dei competenti organi assembleari
per una profonda revisione, modifica e la sua conseguente
adozione;
a rivedere le decisioni relative agli obiettivi della
raccolta differenziata per adeguarli alle direttive europee
e al D.lgs. n. 22 del 1997, attraverso la riduzione, il
riciclo, il riuso, ed infine, il recupero energetico solo
attraverso il CDR;
a rivalutare, comunque, l'ubicazione degli impianti di
termovalorizzazione;
a nominare una commissione di alto livello scientifico, la
cui composizione tenga conto anche delle indicazioni delle
associazioni ambientaliste, dei comitati civici e delle
istituzioni locali, che, oltre al parere della commissione
nazionale per la valutazione di impatto ambientale (VIA),
fornisca un documentato parere sull'impatto ambientale di
tutte le fasi, pre e post termovalorizzazione, sui possibili
effetti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente.» (274)
CAPODICASA-SPEZIALE-CRACOLICI-CRISAFULLI-DE BENEDICTIS -
GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO-VILLARI-ZAGO-BARBAGALLO-FERRO-
FORGIONE-ORTISI - GALLETTI -GENOVESE-GURRIERI-LIOTTA-
MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-ORLANDO-RAITI-SPAMPINATO-TUMINO-
VITRANO- ZANGARA-SANZERI
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
- con le ordinanze del Ministro dell'Interno n. 2983 del
31 maggio 1999, n. 3048 del 31 marzo 2000, n. 3072 del 21
luglio 2000 e n. 3136 del 25 maggio 2001, il Presidente
della Regione siciliana è stato nominato commissario
delegato e gli sono stati affidati i compiti da realizzare
per superare l'emergenza nel campo dei rifiuti e della
tutela dei corpi idrici;
- con l'O.P.C.M. del 14 gennaio 2002, è stato prorogato
per tre anni, fino al 31 dicembre 2004, lo stato d'emergenza
per i rifiuti e la tutela dei corpi idrici in Sicilia;
- con l'ordinanza n. 3190 del 22 marzo 2002, al
commissario delegato-Presidente della Regione sono stati
conferiti nuovi poteri e introdotte nuove e significative
disposizioni;
- con ordinanza commissariale del 28 agosto 2001,
pubblicata nella Gurs n. 44 del 7 settembre 2001, è stato
modificato un precedente decreto commissariale che
disciplinava l'ingresso in Sicilia dei rifiuti speciali e
pericolosi provenienti da altre regioni, senza acquisire la
prevista intesa del Ministero dell'Ambiente;
- l'ordinanza del 28 agosto 2001 appare illegittima in
quanto viola il comma 6 dell'art. 5 dell'ordinanza del 31
maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni, che
prevedeva l'esplicito divieto di 'ingresso nel territorio
della Regione siciliana dei rifiuti destinati allo
smaltimento, provenienti da altre regioni o dall'estero ..';
- tale divieto è derogabile solo per 'l'importazione nel
territorio della Regione siciliana di rifiuti destinati ad
essere riciclati o recuperati nel territorio medesimo', e
queste previsioni sono state confermate anche dall'ordinanza
n. 3190 del 22 marzo 2002;
- in data 4 marzo 2002 con ordinanza del vice commissario,
pubblicata sulla Gurs del 3 maggio 2002 n. 20, la Colacem
S.p.A., è stata autorizzata all'importazione di polveri di
alluminio, rifiuto molto pericoloso;
- con l'ordinanza del vice commissario del 7 dicembre
2001, è stato emanato il Piano stralcio per lo stoccaggio
provvisorio dei rifiuti speciali e pericolosi, nonostante
che la commissione scientifica nominata dal Ministro
dell'Ambiente avesse bocciato all'unanimità tale piano,
ritenendolo illegittimo e ambientalmente insostenibile;
- con la stessa ordinanza del 7 dicembre 2001 il vice
commissario ha assegnato ai privati la gestione dei 'centri
stoccaggio', nonostante l'art. 4 dell'ordinanza n.
3072/2000, che dispone la sospensione del rilascio delle
autorizzazioni per i privati per la gestione impianti da
autorizzare ai sensi degli artt. 27 e 28 del decreto
legislativo n. 22 del 1997;
- insieme alla richiesta di parere trasmesso alla
commissione scientifica sui 'centri di stoccaggio', il vice
commissario ha inviato il piano per la gestione dei rifiuti
speciali relativamente all'amianto e agli inerti, su cui la
commissione diede il proprio parere favorevole nella stessa
adunanza in cui esprimeva il parere contrario per i 'centri
di stoccaggio', ma stranamente tale piano non è stato ancora
emanato;
- con l'ordinanza commissariale del 23 luglio 2001,
pubblicata nella Gurs n. 39 del 3 agosto 2001, il
commissario delegato ha delegato le proprie funzioni e i
propri compiti al vice commissario, senza indicare le
particolari competenze tecniche del vice commissario
nominato;
- con ordinanza commissariale del 21 giugno 2001 è stato
istituito l'Osservatorio regionale sui rifiuti;
Tenuto conto che con decreto del commissario del 25 luglio
2000 è stato approvato il Piano regionale degli interventi
d'emergenza per i rifiuti, il cosiddetto P.I.E.R., che ha
stabilito gli interventi da porre in essere al fine di
superare in ventiquattro mesi l'emergenza nel settore dei
rifiuti;
Rilevato che:
- con decreto commissariale n. 633 dell' 11 luglio 2001, è
stata disposta la pubblicazione in Gurs delle Linee guida
per la raccolta differenziata ed i criteri tecnoeconomici
per l'organizzazione del servizio, che diversi Comuni della
Sicilia hanno già recepito;
- ad oggi, questo decreto non è stato mai pubblicato nella
Gurs;
- l'ultima ordinanza del Ministro dell'Interno, (la n.
3190/2002), rivoluziona gli obiettivi e le modalità per
affrontare e risolvere l'emergenza nel settore dei rifiuti,
prevedendo un sistema di gestione basato sulle discariche e
sugli inceneritori;
- tale scelta oltre ad essere insostenibile dal punto di
vista ambientale, preclude la possibilità di realizzare una
moderna gestione industriale dei rifiuti, così come sta
avvenendo nel resto del Paese e dell'Europa;
- l'ordinanza n. 3190/2002 posticipa i termini entro cui
raggiungere gli obiettivi del 15% e del 25% della raccolta
differenziata, rispettivamente al 31 dicembre del 2003 e al
2005 (il cosiddetto decreto 'Ronchi' prevedeva, invece, il
15% al marzo del 1999 e il 25% al marzo del 2001, obiettivi
questi raggiunti per la maggioranza della popolazione
italiana);
- con l'ordinanza n. 3190/2002 si vuole nei fatti tentare
di superare e azzerare tutta l'attività di pianificazione
finora realizzata, che se fosse stata posta in essere dal
commissario delegato, avrebbe permesso di superare
l'emergenza in 24 mesi dall'emanazione del P.I.E.R., e cioè
al luglio del 2002;
- questa ordinanza riporta la Sicilia alle condizioni in
cui si trovava prima del commissariamento del 1999,
vanificando così la possibilità di realizzare nell'Isola,
nel pieno rispetto dell'ambiente, un moderno ciclo
industriale dei rifiuti con indubbi benefici economici ed
occupazionali;
- prima del commissariamento del 1999, in Sicilia si
faceva un ricorso esclusivo alla discarica quale forma di
smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nonostante
l'esistenza di un piano regionale (quello del 1989);
- con l'attivazione del commissariamento è stata avviata
la pianificazione che si è basata su due principi, la
salvaguardia dell'ambiente e la realizzazione di una moderna
struttura industriale per la gestione integrata dei rifiuti;
- tali obiettivi dovevano essere conseguiti attraverso: la
realizzazione di 9 impianti per la produzione di CDR da
aggiudicare con un bando di gara comunitario che avrebbe
dovuto prevedere l'obbligo per i prodotti di utilizzare il
CDR in impianti industriali esistenti (cementerie, centrali
termiche, ecc ) al fine di evitare nuove emissioni in
atmosfera o in impianti dedicati che facessero uso di
tecnologie a basso impatto ambientale; la realizzazione di
35 impianti per la produzione di Compost di qualità; la
costruzione di 23 impianti per la selezione del
multimateriale e la dislocazione nel territorio dell'Isola
di 15 stazioni di trasferenza;
- questo complesso impiantistico è stato elaborato al
dettaglio secondo i criteri di efficienza, di economia e
basso impatto ambientale, sia per gli impianti che per il
sistema dei trasporti;
- tutta l'impiantistica è stata prevista nelle aree
industriali ed inserita all'interno dei rispettivi Ambiti
territoriali ottimali;
- erano inoltre state definite le modalità di gestione in
sicurezza delle discariche controllate e delle discariche
d'emergenza, ed erano state approvate le linee guida per la
raccolta differenziata;
- in base a tale sforzo di pianificazione già nell'anno
2000 tutto era pronto per avviare la realizzazione delle
opere che avrebbero permesso di uscire dall'emergenza, ma
nulla è stato fatto e nell'ultimo anno vi è stata la
paralisi totale di ogni attività (basti guardare il
rendiconto finanziario della struttura commissariale);
Ritenuto lesivo dell'autonomia degli enti locali, nonché
oneroso, quanto previsto dal comma 3 dell'art. 5
dell'ordinanza n. 3190/2002, in quanto il commissario
delegato dispone l'obbligo del conferimento dei rifiuti da
parte dei Comuni in impianti gestiti da privati che egli
stesso individua (in deroga alle norme sugli appalti) e con
la stessa convenzione che stipula con il gestore
dell'impianto, stabilisce la tariffa che dovranno pagare i
Comuni per il conferimento dei rifiuti;
Atteso che:
- in base all'ordinanza n. 3190/2002 il commissario
delegato-Presidente della Regione può nominare, d'intesa con
il Ministro dell'Ambiente, subcommissari, senza che vengano
specificati i compiti, le funzioni e il numero, in
difformità da quanto previsto dal comma 4 dell'art. 5 della
legge n. 225 del 1992;
- con l'ordinanza commissariale del 23 luglio 2001 è stato
nominato un vice commissario delegato per i rifiuti e la
tutela dei corpi idrici, nonostante che il Presidente della
Regione siciliana sia stato nominato commissario delegato
dal Ministro degli Interni (ai sensi dell'art. 5, legge n.
225 del 1992) e che, in quanto delegato, non ha poteri di
sub delega, così come si era espresso lo stesso ufficio
legale della Regione con il parere n. 233.99.11;
- con l'ordinanza n. 3190/2002 è stato soppresso
l'Osservatorio regionale per i rifiuti, per cui la Sicilia è
l'unica Regione priva di questo importante strumento
necessario per monitorare la corretta gestione dei rifiuti;
- è stato accertato che circa 12 milioni di tonnellate di
rifiuti speciali e pericolosi sfuggono a qualsiasi controllo
in ordine alla loro destinazione finale;
Considerato che:
- sono stati conferiti al commissario delegato ampi poteri
in ordine alla possibilità di derogare alle leggi regionali
e nazionali in materia di urbanistica, di rilascio dei
pareri e nulla osta, di appalti pubblici, di competenze
degli enti locali e di organizzazione della pubblica
amministrazione;
- tali poteri di deroga appaiono immotivati non solo
perché alcune di queste deroghe sembrano essere in palese
contrasto con i principi generali
dell'ordinamento giuridico (così come stabilito dalla legge
n. 225/92), ma anche perché, sembrano incongruenti rispetto
alle attività da porre in essere, (vedi le deroghe alle
leggi sul condono edilizio, la tutela dei centri storici, la
'Galasso', le norme sugli appalti, i beni monumentali,
ambientali e culturali);
- tutto ciò pone pertanto un problema di ordine giuridico
e amministrativo, nonché la necessità di codificare alcuni
comportamenti del Presidente della Regione-commissario
delegato, per garantire trasparenza e legittimità in ordine
alle iniziative che intenderà assumere con il potere
derogatorio a queste importanti leggi,
impegna il Presidente della Regione
- a farsi promotore dell'istituzione dell'Osservatorio
regionale sui rifiuti, sul modello di quello nazionale
istituito con il decreto legislativo 22/97, con l'obiettivo
di conferire allo stesso Osservatorio un ruolo importante
nella lotta alle ecomafie;
- a garantire il rispetto degli obiettivi della raccolta
differenziata previsti dal decreto legislativo n. 22/97,
attraverso un piano che preveda il metodo del porta a porta,
che potrebbe impiegare ottomila nuovi operatori (il rispetto
degli obiettivi si rende necessario anche in considerazione
della dimensione imprenditoriale che può assumere la
raccolta differenziata che è il sistema economicamente più
competitivo rispetto sia alle discariche controllate che
agli inceneritori, che a differenza, del 'porta a porta',
richiedono poche decine di operatori addetti);
- a pubblicare in Gurs le linee guida per la raccolta
differenziata;
- a modificare il Piano regionale sui centri di stoccaggio
provvisori dei rifiuti speciali e pericolosi, prevedendo un
numero proporzionato al reale fabbisogno, stabilendo la
destinazione finale di tali rifiuti da stoccare
provvisoriamente e da controllare rigorosamente con un
sistema di rilevamento delle diverse fasi di trasferimento
dei rifiuti, e reintroducendo la titolarità pubblica di tali
centri;
- a dare immediata attuazione, d'intesa con i Prefetti, al
Piano di realizzazione delle discariche consortili,
controllate secondo le destinazioni funzionali previste ed
approvate;
- ad istituire un tavolo di confronto permanente tra la
Regione, le Prefetture dell'Isola, i Comuni e le Aziende
municipalizzate, allo scopo di concordare le politiche
tariffarie nel caso di conferimento obbligatorio a soggetti
privati, valutarne l'utilità e verificarne la trasparenza
nelle procedure di affidamento, che comunque devono essere
di evidenza pubblica;
- a modificare l'Ordinanza commissariale del 28 agosto
2001, al fine di vietare l'ingresso in Sicilia dei rifiuti
speciali e pericolosi, con la sola eccezionale deroga per
quei rifiuti destinati al riciclaggio o al riuso in impianti
appositamente autorizzati, vietandone ogni possibile
stoccaggio provvisorio;
- a chiedere al Ministro dell'Interno di ridefinire i
contenuti dell'ordinanza n. 3190 del 22 marzo 2002, in
direzione della piena attuazione del P.I.E.R.;
- a non derogare ad alcuna norma nazionale e regionale in
tema di compatibilità e di regime di autorizzazioni nel
campo ambientale e in tema di procedure di appalti, che
dovranno garantire il massimo della trasparenza, della
concorrenzialità e dell'interesse della pubblica
amministrazione;
- a definire criteri oggettivi e modalità di finanziamento
e di realizzazione per gli interventi di bonifica dei siti
inquinati finanziati dal Ministero per l'Ambiente;
- a stipulare con le Prefetture dell'Isola e con i vertici
delle forze dell'ordine protocolli di legalità e sicurezza
nella gestione dell'emergenza rifiuti in Sicilia, in
considerazione del fatto che, da più parti e da più fonti
investigative, è emersa la presenza in questo settore delle
organizzazioni mafiose siciliane ed internazionali.» (125)
GIANNOPOLO - SPEZIALE-CAPODICASA - CRACOLICI -
CRISAFULLI - DE BENEDICTIS-ODDO - PANARELLO-
VILLARI - ZAGO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
- con circolare n. 3222 del 30 marzo 2001, cui hanno fatto
seguito le note del 22 maggio 2001, del 5 settembre 2002 e,
da ultimo, dell'11 novembre 2002, l'Ufficio del Commissario
delegato per l'emergenza rifiuti ha ribadito la necessità
che i Comuni e le Province pongano in essere gli adempimenti
volti alla costituzione delle società che dovranno
assicurare la gestione integrata dei rifiuti;
- nella nota dell'11 novembre 2002 sono state individuate
le scadenze temporali inerenti ai singoli adempimenti;
- particolare importanza, tra le scadenze, riveste la
deliberazione consiliare con la quale si autorizza il legale
rappresentante dell'ente o un suo delegato a sottoscrivere
l'atto costitutivo della società e ad adottare gli atti
connessi;
Considerato che l'argomento è stato oggetto di un'apposita
riunione svoltasi il 28 novembre, presieduta dal presidente
della regione, on. salvatore cuffaro, cui ha partecipato
anche il vice commissario per l'emergenza rifiuti;
Preso atto del fatto che:
- in data 3 dicembre è stata inviata, a mezzo fax,
comunicazione a tutti i Comuni interessati, per gli
adempimenti di propria competenza per la costituzione delle
società per la gestione integrata dei rifiuti;
- il fax di cui al punto precedente prevedeva di adempiere
a tutte le incombenze entro le 24 ore dalla ricezione;
- i Consigli comunali, secondo quanto indicato nel fax,
avrebbero dovuto deliberare entro cinque giorni sugli
adempimenti necessari alla costituzione delle società per la
gestione dei rifiuti;
- nel caso in cui i termini precedentemente indicati
fossero trascorsi infruttuosamente, si sarebbe provveduto
alla nomina in via sostitutiva, mediante Commissario ad
acta, con oneri a carico degli Enti inadempienti;
- successivamente alla scadenza dei termini, ben
quattrocento Commissari ad acta sono stati inviati
dall'Assessore regionale per gli enti locali presso i Comuni
e le Province inadempienti, con spese ed oneri a carico di
questi ultimi;
Ritenuto che:
- i termini previsti sono troppo brevi, per cui è stato
impossibile per gli Enti provvedere a compiere tutti gli
adempimenti richiesti cosicché tutti si troveranno in una
situazione di inadempienza;
- un margine temporale adeguato è necessario affinché i
Consigli comunali e provinciali, possono studiare
l'argomento ed esprimere le proprie determinazioni,
impegna il Governo della Regione
- ad intervenire prevedendo termini che possano permettere
agli Enti locali di adeguarsi alla normativa che prevede la
costituzione di società per la gestione dei rifiuti,
evitando che gli stessi Enti si trovino in una situazione di
inadempienza che sicuramente non permette di realizzare
quello che è lo spirito della legge e aumenta inutilmente e
ingiustificatamente gli oneri a carico dei cittadini;
- a sottoporre al dibattito d'Aula il Piano dei rifiuti
approvato.» (188)
RAITI - FERRO - MORINELLO - MICCICHE' - ORLANDO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
- con sentenza n. 1148 del 14 febbraio 2001, il Tribunale
Amministrativo Regionale del Lazio, a seguito di un ricorso
presentato da alcune ditte private ha annullato 'nei limiti
indicati in motivazione' l'ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri 2983 del 31 maggio 1999 inerente alla
dichiarazione dello stato di emergenza per i rifiuti in
Sicilia ed al conferimento di poteri straordinari al
Commissario nella persona del Presidente della Regione;
- nella successiva ordinanza n. 1057 del 23 maggio 2001,
il TAR Catania, Sezione prima, nel pronunciarsi su un altro
ricorso, ha affermato che 'l'annullamento giurisdizionale ha
effetti caducanti e non meramente vizianti delle successive
ordinanze del 31.3.2000 e del 21.7.2000 di parziale modifica
ed integrazione della prima';
- le 'successive ordinanze' cui fa riferimento il TAR
Catania sono quelle emesse dalla Presidenza del Consiglio a
parziale integrazione e modifica della prima, sempre
riguardanti l'emergenza rifiuti e l'ampliamento dei poteri
del Commissario;
- ancora il 9 ottobre 2002, il Consiglio di Giustizia
Amministrativa ha emesso un'ordinanza, adottata in sede
cautelare, in cui viene espresso chiaramente il giudizio che
considera interamente annullata la prima ordinanza del
Presidente del Consiglio;
ritenuto che:
- secondo quanto espresso dal TAR Catania e dal Consiglio
di Giustizia Amministrativa, tutte le ordinanze e i
provvedimenti adottati a seguito dell'ordinanza del
Presidente del Consiglio n. 2983 del 1999 sono da intendersi
non 'viziati' ma nulli di fatto e quindi illegittimi;
- tale nullità vale anche per il Piano di emergenza dei
rifiuti di recente presentato con grande clamore;
considerato che è prevista una notevole partecipazione
finanziaria da parte dell'Unione Europea per la gestione e
la soluzione dell'emergenza rifiuti in Sicilia e che qualora
fosse accertata l'illegittimità degli atti emessi la stessa
Unione potrebbe avviare una procedura di infrazione da parte
dell'Italia e quindi chiedere la restituzione delle somme
erogate;
per conoscere:
- se il Presidente della Regione sia a conoscenza dei
provvedimenti degli organi di giustizia amministrativa
adottati con riferimento alle ordinanze della Presidenza del
Consiglio in materia di emergenza rifiuti;
- se alla luce di tali provvedimenti non ritenga che tutti
gli atti adottati in qualità di Commissario delegato siano
da considerarsi nulli di fatto;
- quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla
situazione di vacatio normativa determinata da tali
provvedimenti;
- se non ritenga di dover sospendere l'emanazione di atti
e disposizioni di qualsiasi tipo che scaturiscano
direttamente ed indirettamente dalle ordinanze del
Presidente del Consiglio 2983/99, 3048/2000 e 3072/2000 che
sono state dichiarate nulle con ordinanze del TAR Lazio e
del TAR Catania;
- se non ritenga di dover dare comunicazione agli Enti
locali ed ai Commissari già nominati della nullità degli
atti adottati, invitandoli ad astenersi dall'adozione di
ulteriori provvedimenti la cui validità è di fatto nulla;
quali iniziative siano state assunte o si intenda assumere
per fronteggiare l'eventuale richiesta di restituzione delle
somme da parte dell'Unione Europea.» (78)
FERRO - ORLANDO - MICCICHE' - MORINELLO - RAITI
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
- nella zona ASI tra Agrigento ed Aragona verrà installato
un termoconvertitore finalizzato alla lavorazione e
bruciatura dei rifiuti solidi urbani;
- il termoconvertitore servirà un'utenza di un milione e
centomila abitanti, raccogliendo i rifiuti di ben 92 comuni;
- nonostante la struttura brucerà tutti i rifiuti, oltre
il 30 per cento, rappresentato da polveri e altre scorie,
verrà posizionato in un'altra discarica presso la struttura
del termovalorizzatore;
ritenuto che:
- la discarica verrà collocata nella zona industriale di
Casteltermini, in località 'Serra Palermo', pregiudicando
l'economia del comprensorio basata principalmente su aziende
produttrici di prodotti alimentari;
- la gestione affidata ai privati farà lievitare il costo
per i rifiuti sopportato dagli abitanti attraverso il
pagamento della tassa rifiuti solidi urbani;
preso atto che:
- tutti i sindaci della zona hanno manifestato a più
riprese la loro contrarietà;
- la costruzione del termoconvertitore avrà un impatto
estremamente negativo sull'economia locale, avendo diverse
aziende agricole già manifestato la volontà di abbandonare
la produzione nella zona;
- non è stato ancora fatto alcuno studio di impatto
ambientale;
per conoscere:
- quali siano state le motivazioni che hanno portato alla
scelta di dislocare il termoconvertitore in zona di
Casteltermini e se siano state valutate tutte le
ripercussioni sia di carattere ambientale che economiche;
- se si possano riconsiderare le scelte operate in materia
di trattamento dei rifiuti solidi urbani e optare per una
zona alternativa ove dislocare la discarica.» (139)
MORINELLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
nel 1999, con Ordinanza della Protezione civile n. 2983, è
stato dichiarato lo stato di emergenza rifiuti e che con la
stessa si nominava il Presidente della Regione
Commissario straordinario per fronteggiare tale emergenza;
il Presidente della Regione, commissario straordinario, ha
stipulato con gli operatori industriali alcune convenzioni
ventennali che prevedono la costruzione di
quattro termovalirizzatori, di svariati centri di
trasferenza, di impianti di secco-umido e discariche a
servizio dei medesimi;
considerato che l'attivazione ed il potenziamento della
raccolta differenziata permetterebbero di migliorare il
piano ed evitare la costruzione di strutture pericolose per
la salute della popolazione;
preso atto che :
uno dei quattro termovalizzatori verrà realizzato a
Casteltermini (AG) e lo stesso avrà a suo servizio una
megadiscarica ad Aragona (AG);
la megadiscarica in territorio di Aragona occuperà un'area
di circa trenta ettari e raccoglierà i rifiuti giornalieri
di ben quattro province;
sia il termovalorizzatore che la discarica nasceranno
vicini ai centri abitati;
la discarica sarà allocata su un territorio sottoposto a
vincolo idrogeologico, vicina ad una zona boschiva, inoltre
tutta la zona è classificata come zona sismica e, per
ultimo, ma non in ordine di importanza, le strade che
portano alla discarica, le statali 189, 115, 640, 118 e la
provinciale 3, non sono adeguate al traffico pesante degli
autoarticolati che trasporteranno i rifiuti ad Aragona;
ritenuto che:
la scelta di siti su cui verranno costruiti i
termovalorizzatori e le discariche è stata sbagliata ed ha
risposto unicamente alle esigenze dei privati che hanno
stipulato le convenzioni ventennali;
proseguire su questa strada causerà sicuramente azioni di
pesante protesta da parte dei cittadini, come è già avvenuto
ad Acerra e in altre regioni d'Italia;
per conoscere:
quali iniziative intenda adottare il Presidente della
Regione-Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti,
per rimettere il piano di gestione dei rifiuti all'esame dei
competenti organi dell'Assemblea regionale siciliana che è
stata illegittimamente spogliata delle sue competenze in
materia;
quali interventi immediati intenda prendere per
salvaguardare la salute dei siciliani ed evitare proteste
clamorose.» (193)
FERRO - ORLANDO - RAITI - MICCICHE' - MORINELLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
- con ordinanza n. 2983 del 31 maggio 1999 e successive
modifiche ed integrazioni, emessa dal Ministro dell'interno
delegato al coordinamento della Protezione civile, sono
stati adottati 'immediati interventi per fronteggiare la
situazione di emergenza determinatasi nel settore dello
smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione siciliana';
- ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo n. 22
del 1997, ai Comuni è attribuito il potere di decidere sulla
costituzione di società miste in materia, mentre l'articolo
22 della legge n. 142 del 1990 consente ai soggetti privati
di partecipare alla costituzione delle citate società miste;
- il TAR Lazio con le sentenze nn. 1148/2001 e 1161/2001
(oltre al TAR Catania ed al CGA), oltre a 'bloccare' il
ricorso a poteri gestionali di emergenza in mancanza di
reali impedimenti all'applicazione delle modalità ordinarie,
ha annullato le disposizioni inerenti alla costituzione di
società miste extra ordinem, che, potenzialmente, potrebbero
avvantaggiare le aziende pubbliche e le società miste a
prevalente capitale pubblico, a discapito delle imprese
private;
- ciò nonostante, il Presidente della Regione siciliana,
nella qualità di Commissario delegato, ha approvato le linee
guida per la gestione integrata dei rifiuti, nonchè gli atti
per la costituzione delle società d'ambito;
- recentemente, con ordinanza commissariale del 28
novembre 2002, n. 1069, dopo mesi di silenzio, sono stati
riapprovati, con modificazioni, gli schemi di deliberazione
e lo Statuto per la costituzione della società per la
gestione integrata dei rifiuti negli ambiti territoriali
ottimali, di cui all'allegato A dell'ordinanza commissariale
n. 280 del 19 aprile 2001;
- in particolare, la nuova formulazione dell'articolo 17,
oltre ad escludere la presenza di soci privati nella
costituenda società per azioni conferma, illegittimamente,
la modalità di votazione del Consiglio di amministrazione
della società, prevedendo diverse e separate votazioni per
l'elezione dell'organo;
- la disposizione statutaria, predisposta unilateralmente
dal Commissario, determina una lesione delle prerogative
dell'Assemblea, menomando l'esercizio del diritto di voto
dei singoli soci;
- ciascuna azione potrà, invece, essere utilizzata per
presentare o esprimere il voto ad un solo candidato;
- i superiori provvedimenti non sono improntati al
rispetto dei principi costituzionali in materia di libera
iniziativa economica ed impediscono di ottimizzare la
gestione dei rifiuti, ritardando lo sviluppo del tessuto
industriale in un quadro coerente di indirizzi;
per sapere:
- quali disposizioni vigenti, non annullate dal giudice
amministrativo, consentano al Commissario delegato per
l'emergenza rifiuti di ordinare agli enti locali, anche a
mezzo di commissario ad acta, di costituire società miste a
livello di ambiti territoriali cui possono partecipare solo
soggetti pubblici, prevedendo disposizioni statutarie in
contrasto con il Codice civile;
- quali motivi abbiano determinato il ritardo per
l'attuazione, ove possibile, della gestione integrata dei
rifiuti nella Regione siciliana, così da determinare il
commissariamento di tutti i comuni dell'Isola;
- quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di non
pregiudicare la partecipazione di soci privati alle
costituende società e garantire, contestualmente, il
corretto esercizio delle modalità di voto dei soci
partecipanti all'Assemblea.» (965)
PANARELLO
«Al Presidente della Regione, premesso che:
il Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la
tutela delle acque in Sicilia, ha firmato l'ordinanza
commissariale n. 362 del 27 aprile 2005, avente per oggetto:
'Progetto del sistema integrato per l'utilizzo della
frazione residua dei r.s.u. al netto della raccolta
differenziata prodotta nei comuni della Sicilia Sistema
Agrigento - Ato: AG 1 - AG 2 - AG 3 - CL 1 - CL 2 - PA 4 sud
- TP 2'; progetto che, tra l'altro, prevede l'impianto di un
cosiddetto termovalorizzatore (inceneritore) nei comuni di
Castetermini e Campofranco, nell'area ASI della provincia di
Agrigento (agglomerato industriale Casteltermini 'Valle del
Platani');
il progetto prevede la realizzazione
dell'inceneritore, collocandolo all'interno di un'area
ricadente nel letto fluviale, ad una distanza inferiore ai
150 metri dalla sponda o piede dell'argine del fiume
Platani. Per quanto sopra detto, nella suddetta area
vincolata non è possibile la sdemanializzazione del terreno
interessato. Inoltre, le opere di urbanizzazione,
propedeutiche alla sua costruzione, ultimate nel 1997, sono
da considerarsi abusive in quanto eseguite, dall'ASI di
Agrigento, in assenza delle relative autorizzazioni, quindi
non aventi diritto alla sanatoria ordinaria prevista dalla
legge regionale n. 37 del 1985 e sue successive modifiche e
integrazioni;
posto che:
il progetto del sistema integrato di cui in oggetto e, in
particolare, l'impianto industriale di Casteltermini e
Campofranco per l'incenerimento dei rifiuti, presenta
contraddizioni, lacune e incongruenze nell'acquisizione
dei pareri autorizzativi per la realizzazione dell'opera
e si pone in contrasto con il decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22;
le suddette contraddizioni del Piano regionale dei rifiuti
sono state evidenziate il 2 agosto 2004 in sede di
Conferenza dei servizi, svoltasi presso l'ufficio del
Commissario delegato, alla presenza dei sindaci di
Casteltermini, Campofranco ed Aragona nonché di un
rappresentante della Provincia regionale di Caltanissetta, i
quali hanno fatto rilevare i propri pareri contrari al Piano
stesso e riportati sinteticamente nella stessa ordinanza n.
362 (parere contrario alla istituzione di discarica e
inceneritore, ma questo non rilevato nell'ordinanza di cui
sopra, è stato espresso anche da rappresentanti dei comitati
civici presenti alla Conferenza dei servizi);
a pagina 14 dell'ordinanza n. 362 è scritto testualmente:
'dal verbale di riunione svoltasi in data 08.02.2005 presso
l'ufficio del Vice Commissario per l'Emergenza rifiuti, al
fine di chiarire la situazione vincolistica della zona ASI
dove sono previsti gli impianti, le Soprintendenze di
Agrigento e di Caltanissetta hanno confermato che
effettivamente l'attuale corso del Fiume Platani dista oltre
150 metri (vincolo secondo D.Lgs. 42 del 2004) dal perimetro
del progetto, ma che il corso d'acqua pubblica del Fiume è
identificato come alveo abbandonato ma non sdemanializzato.
Pertanto, il vincolo imposto ex legge Galasso resta vigente
fino a che l'area d'interesse non verrà sdemanializzata';
tale parere favorevole, sopra riportato, è stato
rettificato per autotutela della Soprintendenza di
Caltanisetta, per competenza territoriale, con nota del 23
febbraio 2005, protocollo n. 890, trasmessa all'ufficio del
Commissario delegato per l'emergenza rifiuti;
con tale nota viene revocato a tutti gli effetti il
precedente parere favorevole, dato che gli impianti
rientrano nella fascia di 150 metri del Fiume Platani;
la suddetta nota di revoca della Soprintendenza di
Caltanissetta non è stata riportata nell'ordinanza n. 362,
nonostante essa sia stata trasmessa all'ufficio del
Commissario delegato per l'emergenza rifiuti 59 giorni prima
che il Commissario delegato firmasse la suddetta ordinanza;
il Piano paesistico redatto dalla Soprintendenza ai beni
culturali di Caltanissetta è stato trasmesso nel dicembre
del 2003 all'Assessorato Beni culturali e ambientali e
pubblica istruzione per il relativo parere, e malgrado si
rimanga ancora in attesa della sua approvazione definitiva,
le linee guida dello stesso Piano, dove è indicata, tra
l'altro, la zona d'ambito della Valle del Platani, sono
state approvate con decreto assessoriale n. 6080 del 21
maggio 1999 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana del 24 dicembre 1999; queste linee guida,
anche per quanto riguarda l'area interessata, stabiliscono i
massimi livelli di tutela e protezione ambientale;
l'iter procedurale adottato dall'Ufficio del Commissario
delegato per l'emergenza rifiuti si ascrive al di fuori di
ogni regola di buona amministrazione e viola palesemente le
norme che prescrivono la tutela ambientale delle aree
demaniali fluviali: fra l'altro, l'ordinanza n. 362
assurdamente definisce il sito, ove si vuolerealizzare
l'inceneritore, quale 'alveo abbandonato';
non è tollerabile che chi è deputato alla tutela
ambientale ignori il disposto dell'articolo 3 della legge
nazionale n. 37 del 1994, che sostituisce l'articolo 946 del
codice civile, il quale testualmente recita: 'se un fiume o
un torrente si forma un nuovo letto, abbandonando l'antico,
il terreno abbandonato rimane assoggettato al regime proprio
del demanio pubblico';
l'andamento fluviale è comunque assoggettato a modifiche
naturali del letto e ciò è dimostrato dai fogli di mappa
catastale n. 75 del Comune di Casteltermini e n. 11 del
Comune di Campofranco; si precisa però che, anche se c'è
stato un parziale abbandono dell'alveo del fiume, il sito
interessato alla costruzione dell'inceneritore rimane
comunque al di sotto dei 150 metri dagli argini, cioè nella
fascia di rispetto, e questo lo si rileva in due documenti
planimetrici dell'allegato 4 del Piano paesistico della
Provincia regionale di Caltanissetta, Carta delle
Invarianti del paesaggio del Comune di Campofranco a cura
della Soprintendenza ai beni Culturali e ambientali di
Caltanissetta, a sua volta si trova allegata una foto e una
planimetria del sito, che con estrema precisione rileva che
la fascia di rispetto dei 150 metri arriva dentro l'area
industriale dell'ASI (che, come abbiamo detto sopra, è opera
realizzata in difformità dall'ex legge Galasso), e qui è
stata progettata dall'operatore industriale
l'installazione dell'inceneritore, chiamato
termovalorizzatore;
appurato che:
con nota del 24 marzo 2004, l'ufficio del Genio civile di
Caltanissetta, sulla scorta della relazione tecnica dell'ASI
di Agrigento, ha espresso parere favorevole alla
sdemanializzazzione del sito;
a pagina 18 dell'ordinanza n. 362 del Commissario delegato
per l'emergenza rifiuti si legge: 'ritenuto di poter
derogare, ai sensi del citato art. 15 dell'Ordinanza n. 2983
del 31.05.1999 (omissis) relativamente alla fascia di
rispetto di 150 metri dell'alveo storico del Fiume Platani,
in quanto le opere in progetto sono posizionate ad una
distanza superiore ai 150 metri dall'attuale alveo del
fiume';
la decisione del Commissario delegato di derogare in forza
del disposto di cui all'art. 15 dell'ordinanza n. 2983,
contrasta in principio con due fattori fondamentali:
1) il potere di derogare è ammissibile soltanto quando
questa facoltà rientri nei confini della legalità
costituzionale e nella legittimità amministrativa in via
sostitutiva, cioè quando un ente rifiuti, per qualsiasi
motivo, il rilascio di pareri e autorizzazioni dovute,
mentre è un'altra cosa superare il confine della legalità,
della trasparenza e della legittimità. Infatti, con
l'ordinanza 362, si è violato il disposto vincolo di tutela
paesaggistico e ambientale, in pieno contrasto con il
disposto di cui all'art. 142 del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, detto anche 'Codice Urbani'. Pertanto,
le aree demaniali dove sono state realizzate, dall'ASI di
Agrigento, le opere abusive, non sono soggette a
sdemanializzazione né a sanatorie;
2) con la nota della Soprintendenza di Caltanissetta del
23 febbraio 2005 si attesta in autotutela la reale distanza
tra il sito e l'argine del fiume Platani;
pertanto, il Commissario delegato ha firmato l'ordinanza
362 dichiarando il falso circa la distanza della fascia di
rispetto;
ritenuto che altro elemento, a nostro avviso ancora più
scandaloso, riguarda l'altro aspetto del problema della
mancata tutela ambientale e, conseguentemente, di protezione
civile. I recenti disastri verificatisi ad Alba in Piemonte,
a Sarno in Campania, a Soverato in Calabria, ci insegnano
che la prevenzione e la difesa ambientale contro i rischi
idrogeologici sono doveri primari delle istituzioni;
considerato che:
il sottoscritto interrogante ha presentato un disegno di
legge (n. 521 dell'11 novembre 2002) avente per oggetto
'Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della
difesa del suolo', con il quale si vuol disporre il
recepimento della legge nazionale 19 maggio 1989, n. 183,
relativa alla disciplina, all'attività conoscitiva di
pianificazione e attuazione della pubblica Amministrazione,
al fine di assicurare la difesa del suolo, il risanamento
delle acque, la fruizione e la gestione del patrimonio
idrico;
a causa del mancato dibattito e relativa approvazione del
suddetto DDL, la Sicilia è rimasta l'unica Regione d'Italia
a non recepire questa fondamentale legge dello Stato; e che,
nonostante il mancato recepimento della legge n. 183 del
1989, l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
ha redatto il Piano stralcio di bacino per l'assetto
idrogeologico (P.A.I.) ai sensi dell'art. 1 del D.L. 180 del
1998, convertito con modificazioni con la legge n. 267 del
1998, e successive modifiche e integrazioni;
fra i diversi piani redatti, riguardanti i bacini
dell'Isola, c'è quello sul bacino idrografico del fiume
Platani (063) con la relativa carta della pericolosità
idraulica per fenomeni di esondazione. n. 41. Il suddetto
Piano è stato pubblicato negli albi pretori di tutti i
comuni della Valle del Platani, di conseguenza compresi
Campofranco e Casteltermini, che vedono la propria area già
ritenuta 'zona a rischio di pericolosità idraulica e a
rischio di esondazione', in particolare per la presenza
della diga Fanaco che, proprio nell'ultimo periodo di alta
piovosità, ha destato preoccupazione presso la Protezione
civile e la Prefettura di Agrigento, tanto che l'ESA è stato
autorizzato al suo svuotamento fino al di sotto dei livelli
di guardia. Le acque della Fanaco si riversano nel fiume
Platani, provocando rischi di esondazione. Un esempio di ciò
è fornito da una fotografia, che il sottoscritto
interrogante si riserva di consegnare qualora il Presidente
della Regione ne faccia richiesta; in quell'occasione, le
acque sono arrivate fin sotto l'abusiva strada ASI che ha
impedito il loro naturale ritorno nel proprio alveo. Il
naturale rientro delle acque è storicamente provato nei
fogli mappali dei comuni di Casteltermini e di Campofranco;
la lettera e) dell'articolo 6 dell'ordinanza 362 così
recita: 'le aree destinate agli impianti devono prevedere
una barriera di protezione ambientale, realizzata con siepi
e alberatura d'alto fusto', mentre il Genio civile di
Agrigento, con nota del 15 ottobre 2003 (prot. 5772/03),
specifica: 'che non vengano effettuate piantumazioni di
alberi di alto fusto nelle immediate vicinanze del confine
dell'alveo e movimenti di terra che alterino l'assetto plano-
altimetrico esistente';
osservato che:
in sostanza, il progetto di costruzione dell'inceneritore
(che è anche un potenziale pericolo per l'ambiente e per la
salute delle popolazioni dei comuni vicini) che si vuole
ubicare in un'area ove già, per responsabilità ancora da
accertare, è stato intaccato il corso naturale del fiume
Platani, area che, per le leggi dello Stato in parte
recepite nei rispettivi piani regionali (paesistici e
idrogeologici), è sotto tutela pubblica nonché non soggetta
a sdemanializzazione, è inaccettabile;
i documenti sopra citati sono facilmente reperibili presso
enti locali, assessorati e uffici pubblici controllati dalla
Regione, e chiaramente 'spiegano' come non è affatto
giustificabile ogni inadempienza e ogni illegittimità
commessa dai rappresentanti delle istituzioni;
per sapere, alla luce di quanto sopra esposto, se ritenga:
di verificare quanto illustrato e valutare l'opportunità
di revocare l'ordinanza n. 362;
di porre sotto tutela la fascia di rispetto dei 150 metri
dall'argine del fiume Platani.»(2291)
MICCICHE'
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per una serie di circostanze,
non si è ancora concluso l'iter di questi atti ispettivi. Il
Governo si è impegnato a riferire ulteriormente, nel corso di
questa seduta, nel merito delle questioni sollevate dall'Aula.
Propongo, pertanto, in attesa dell'arrivo del Presidente della
Regione - che è già nel Palazzo - di continuare con le
dichiarazioni di voto oppure sospendere brevemente la seduta.
Sull'ordine dei lavori
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, vorrei ricordare che la discussione
sulla mozione numero 125 si è già conclusa, comprese le
dichiarazioni di voto, e che la seduta precedente è stata tolta
per mancanza di numero legale dopo la richiesta di votazione per
appello nominale. Pertanto, dovremmo solo precedere alla
votazione della mozione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti in attesa che
arrivi il Presidente della Regione.
(La seduta, sospesa alle ore 11.56, è ripresa alle ore
12.55)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Cascio, Leontini e
Scoma hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione unificata delle mozioni nn. 274, 125,
188, delle interpellanze nn. 78, 139, 193 e delle interrogazioni
nn. 965 e 2291 (Gestione dei rifiuti in Sicilia)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siamo alla discussione
unificata delle mozioni collegate al problema dei rifiuti.
Considerata la presenza del Presidente della Regione, credo che
si possa proseguire con il dibattito.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in questi giorni il Parlamento ha affrontato
un tema di importanza straordinaria per la nostra Terra. E lo ha
affrontato con la partecipazione dei parlamentari, sia della
maggioranza che della minoranza, che sono intervenuti non
soltanto numerosi, ma in modo anche qualificato, al di là delle
battute che ognuno di noi, me per primo, ha voluto fare, ma era
solo per svelenire qualche tema posto forse con una certa
irruenza da parte un po' di tutti, anche mia.
I parlamentari hanno fatto uno sforzo di ricerca scientifica,
ma anche politica, per tentare di capire qual è la soluzione
migliore per affrontare costruttivamente tale problema in
Sicilia.
Lo stesso piano, proposto dal Governo e approvato dalla
Commissione europea, è al vaglio di tutti e nessuno di noi pensa
che un piano non possa essere migliorato e migliorabile.
Non posso che prendere atto che su questo tema il Parlamento,
ma anche l'opinione pubblica, ha voluto attivare un dibattito
che è sì nelle aule parlamentari, ma è anche nella società, tra
la gente e pertanto credo sia giusto promuovere da parte mia
anche un momento di riflessione.
Nel ribadire, onorevole Presidente, onorevoli parlamentari,
che la termovalorizzazione non può e non deve essere messa in
discussione perché oggi non abbiamo modi diversi e migliori per
sostituirla, credo che sia giusto ragionare più
approfonditamente su cosa debba essere portato alla
termovalorizzazione.
Nel dibattito all'interno dell'Aula - tra i parlamentari, tra
il Governo, tra la maggioranza - non è venuto fuori con
chiarezza se deve essere CDR o frazione secca.
Le mie conoscenze mi portano a sostenere che la differenza è
minima e, comunque, se questa stessa differenza può essere
eliminata, il Governo è assolutamente disponibile a rimuovere la
differenza di prodotto che va portato alla termovalorizzazione,
tra quello che potrebbe diventare CDR e quello che invece, in
questo momento, è frazione secca.
Su tale tema c'è una assoluta disponibilità ad essere anche
più rigidi nelle parti da termovalorizzare, che siano più vicine
a quanto poi diventerebbe, qualora si scegliesse un altro
criterio, il CDR.
Questo Governo ha già ribadito che non ha alcun problema a
rivedere alcune allocazioni di discariche - ne abbiamo citata
qualcuna, ma possiamo fare un ragionamento complessivo - non
soltanto sulle allocazioni, ma anche sulla quantità del prodotto
che deve andare in discarica.
Ho già ribadito altresì, in questi giorni, ma lo voglio dire
qui, che, fermo restando che non può esserci tecnica diversa
dalla termovalorizzazione, se si vuole fare una riflessione su
alcuni siti, c'è un'assoluta disponibilità per ciò che va alla
termovalorizzazione.
Possiamo cogliere, tra l'altro, l'occasione del tempo
necessario per la sentenza del TAR affinché questa riflessione
possa essere continuata in altre sedi, dove più ristrette e
specifiche competenze possono essere coinvolte per individuare
la soluzione migliore per tale problema, affinchè non si rinunci
ad una scelta ma la si porti ad essere utile per una migliore
condizione della salvaguardia ambientale.
Credo di aver capito che questo è il tema che meglio si è
sviluppato e che più sta a cuore a questo Parlamento; che c'è la
disponibilità del Governo l'ho più volte dichiarato, chiederei
all'opposizione di ritirare la mozione che è più elaborata e
complessa e che affronta tanti altri temi (ad alcuni dei quali
abbiamo già dato risposta) per votare un ordine del giorno in
cui si chiede al Governo di impegnarsi su alcune cose. Se il
Parlamento è d'accordo, lo ptremmo elaborare insieme.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, è chiaro che i firmatari della
mozione guardano con interesse alla posizione espressa ora dal
Presidente della Regione perché, come è stato più volte
dichiarato, non c'è alcuna intenzionalità politica , cioè
nessuna strumentalizzazione politica nell'affrontare la
questione dei rifiuti. C'è tuttavia una reale preoccupazione
che ogni giorno si arricchisce di nuovi elementi. Pensiamo, ad
esempio, alla trasmissione che Rai 3 ha mandato in onda ieri in
prima serata, Rifiuti d'Italia ; essa ha ulteriormente dipinto
a fosche tinte il tema dello smaltimento dei rifiuti e quindi
anche della termovalorizzazione.
A me corre l'obbligo, come primo firmatario della mozione, di
dichiarare subito che la posizione del Governo ci interessa.
Naturalmente, essa non si deve tradurre in un modo per prendere
tempo mentre le cose scorrono e vanno avanti
Se c'è un'intenzione reale, e credo che dalle parole del
Presidente della Regione si evince la disponibilità e la volontà
di discutere non solo del sistema delle discariche al servizio
dei termovalorizzatori ma anche del sito, del numero e della
qualità del rifiuto da mandare a termovalorizzatore, che è il
vero problema che angoscia cittadini, forze politiche,
rappresentanze, istituzioni, eccetera.
Si tratta di una discussione prettamente tecnica dove ciascuno
di noi ha cercato di entrare nel merito dotandosi di elementari
spunti raccolti attraverso la letteratura scientifica e le
informazioni disponibili; ma oggi non siamo di sicuro in grado
di affrontare una discussione simile con la dovuta cognizione di
causa. Se questa disponibilità del Governo esiste, è chiaro che
la discussione dovrà essere fatta da rappresentanti che hanno
competenza tecnica siano essi i Comitati cittadini, i Gruppi
parlamentari, il Presidente del Governo...
CUFFARO, presidente della Regione. I comitati cittadini non
hanno competenza tecnica.
CAPODICASA. Non loro direttamente, ma qualcuno da loro
nominato che abbia le qualità scientifiche e la competenza in
materia, con i quali si possa, quindi, discutere nel merito.
A conclusione di questo percorso, mi auguro che si trovi una
intesa, poi magari noi manterremo il nostro giudizio contrario
al piano regionale dei rifiuti, ma se, comunque, le posizioni
possono riavvicinarsi su alcuni punti sarà tanto di guadagnato
per tutti. Naturalmente, se poi non si dovesse trovare un
accordo, ognuno rimane nella propria posizione; da parte nostra,
se dovessimo decidere di ritirare la mozione in risposta alla
proposta del Presidente della regione, torneremmo di nuovo a
proporla e se ne riparlerebbe in Aula e ognuno in fase di
votazione si atteggerebbe come riterrebbe più opportuno.
Pertanto, io, per la mia parte, avendo ascoltato anche gli
altri colleghi firmatari della mozione, sia pure rapidamente,
credo che se vogliamo procedere oltre, bisogna tecnicamente
scrivere l'ordine del giorno.
Suggerisco quindi alla Presidenza, dopo che avranno parlato
gli altri colleghi che hanno chiesto di parlare, di sospendere
l'Aula per dieci minuti in modo tale da dare il tempo di
scrivere l'ordine del giorno e di sottoporlo alla votazione
dell'Assemblea.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, ricordo che i
tempi per la dichiarazione di voto sono di cinque minuti.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, Alleanza
Nazionale è molto soddisfatta delle dichiarazioni rese in Aula
dal presidente Cuffaro. E lo è per una serie di motivi.
Primo, bisogna partire dal presupposto che noi abbiamo
ribadito più volte e che è quello della necessità che il sistema
della raccolta dei rifiuti dalla culla alla tomba , come si
suol dire, si metta a regime.
Secondo, bisogna prendere atto che su questo tema non è
consentito fare demagogia perché è un tema fondamentale che
interessa la vita di tutti i cittadini; è un tema per il quale
nessun partito, nessuna forza politica e nessun governo può
esimersi dall'assumersi le proprie responsabilità. La on
assunzione di responsabilità ha portato alle conseguenze che
tutti noi oggi conosciamo sul sistema della raccolta rifiuti. E
vediamo anche le conseguenze che le mancate decisioni hanno
prodotto in altre regioni, vedi la Campania.
Per cui, è fondamentale stabilire che il piano rifiuti deve
andare avanti ed è anche fondamentale stabilire in questa sede
che, della cosiddetta termovalorizzazione, non si può fare a
meno.
Detto questo, però, noi apprezziamo molto il fatto che il
Governo si sia reso disponibile ad apportare le modifiche
necessarie affinché si abbia la migliore gestione possibile di
questo delicatissimo settore, posto che è un settore in cui
grandi sono le ricadute sull'ambiente e su tutti
indistintamente: E soprattutto è un settore delicato perché lì
le ecomafie hanno prosperato e in alcune regioni, per certi
versi, continuano a prosperare. E' necessario dunque portare a
regime il piano rifiuti ed è necessario tenere gli occhi bene
aperti affinché da questo sistema venga espulso ogni tipo di
interesse illecito.
Siamo d'accordo dunque che il Governo ponga più attenzione al
territorio, ascolti con più attenzione i cittadini ed operi di
concerto, in maniera orizzontale, oserei dire, con le
amministrazioni locali e con i cittadini per trovare la migliore
soluzione sia per l'allocazione degli impianti di
termovalorizzazione, sia anche per il numero degli impianti. Non
è detto infatti che ce ne vogliano quattro sul territorio
designato.
Pertanto, Alleanza nazionale si dichiara soddisfatta per la
precisazione portata avanti dal Governo e si dichiara concorde
con il proposito annunciato dal Governo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche noi
apprezziamo l'apertura del Governo rispetto alla posizione
rigida che si era delineata all'inizio nei confronti della
lettura della vicenda che a parte il Governo e alcuni altri,
vedeva sul territorio, ma anche sul piano dell'intervento delle
figure istituzionali, una netta contrarietà a tale piano
gestionale dei rifiuti.
Noi abbiamo dei dubbi circa il fatto che l'unica forma
possibile sia quella della termovalorizzazione. E tuttavia
accettiamo la proposta perchè pensiamo di poter far valere, al
tavolo che si formerà, i valori di una filosofia di fondo che
ribalta quello che è avvenuto fino ad oggi.
Noi pensiamo alla termovalorizzazione come ad uno strumento
residuale e finale del piano gestionale dei rifiuti, cioè uno
strumento che tenga conto che a monte deve esserci la raccolta
differenziata spinta.
E' chiaro che da un processo di intervento, che non si può
limitare a finanziare qualche piano di propaganda delle scuole
ma deve invece tradursi nella sollecitazione alle famiglie,
alle comunità ad utilizzare per convenienza economica la
raccolta differenziata spinta, è ovvio che poi si dedurrà che su
una percentuale di raccolta differenziata non sia detto che
debbano costruirsi più di quattro termovalorizzatori . Ciò mi
pare ovvio.
In questo spirito accettiamo la proposta del Governo purchè
ci si metta d'accordo sin da adesso intanto su un atto formale,
cioè che si aggiunga come allegato ad un eventuale ordine del
giorno proprio la formulazione della composizione del tavolo
che si va a formare; che non si escluda che alla fine del
percorso ognuno resti nelle proprie posizioni; che naturalmente
nel prendere in considerazione non solo la nostra proposta ma
anche il numero dei termovalorizzatori si tenga in conto quello
che è apparso come fatto obiettivo che per motivi ambientali,
motivi culturali, archeologici, motivi logistici, cito il caso
di Augusta per tutti, come si può pensare che centinaia di
camion da Enna, da Ragusa, da Catania e da tutta la provincia di
Siracusa vadano a imbuto sulla 114?
Se si prendono in considerazione tutti questi elementi, noi
non abbiamo nessuna remora a modificare in una posizione di
attesa quella che è stata la nostra posizione di
contrapposizione rigida. Vorremmo però che di questo comitato
facesse parte almeno una rappresentanza del territorio, mi
riferisco ai comitati ognuno dei quali al proprio interno ha un
tecnico competente nella materia, che dovrebbe esprimere il
proprio parere; e ciò non tanto perchè si deve discutere sul
piano politico, ma proprio perchè - l'ho già detto un'altra
volta - noi parlamentari non siamo in questa Aula i depositari
della scienza, anzi è vero proprio il contrario , noi dobbiamo
decidere solo politicamente dietro alle quali naturalmente vi
sono anche suggerimenti scientifici, per esempio, di professori
universitari (questi ultimi, molto spesso, hanno contrastato
questo piano gestionale dei rifiuti).
In conclusione, purché ci siano delle garanzie, noi siamo
disponibili alla sospensione dell'Aula e a trasformare la
mozione in un ordine del giorno.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Onorevole Leanza, le raccomando di
non entrare nel merito della tematica sulla quale abbiamo già
dibattuto abbondantemente, vorrei precisare che si discute
soltanto sulla proposta dell'onorevole Capodicasa.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
felice, sono soddisfatto per quanto detto dal presidente
Cuffaro; sono soddisfatto perchè egli lo dichiara nel momento
in cui in Aula è presente la maggioranza e quindi egli ha in
qualche modo il risultato garantito. E sono soddisfatto anche
perchè accetta una proposta che anche noi come Movimento per
l'autonomia gli avevamo fatto, vale a dire considerato il tema
molto importante di cui stiamo discutendo la sua decisione di
prendere due mesi di tempo per vedere in che modo poter
migliorare il piano dei rifiuti sapendo perfettamente che la
temovalorizzazione va fatta ma sapendo anche che è importante
capire ciò che ci dobbiamo mettere dentro. L'allocazione dunque
diventa un fatto importante ed è importante, ovviamente, il
sentire non solo il territorio ma soprattutto i tecnici che in
quanto super partes garantiscono l' imparzialità su un fatto
importante quale quello della salute umana.
Do atto al presidente Cuffaro e al suo governo di avere, dopo
ampio dibattito e senza alcun preconcetto, accettato con grande
intelligenza e con grande senso istituzionale questo confronto
sereno e franco che certamente migliorerà non solo i rapporti
con il Parlamento ma, certamente, i rapporti con le popolazioni
amministrate.
Voglio sottolineare ancora una volta che tra due mesi ci
rincontreremo con la consapevolezza che nessuno ha la verità in
tasca, ma con lo spirito di cercare - e possibilmente trovare
- il miglior rimedio possibile, la migliore soluzione possibile.
Questo è quello che deve garantirci e garantire tutti. Se
andremo con questo spirito saranno due mesi importanti che
certamente ci potranno fare sperare in qualcosa di più.
In qualità di rappresentante del Movimento per l'autonomia,
dichiaro di essere assolutamente soddisfatto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Onorevole Presidente della Regione, credo che la
sua dichiarazione abbia qualificato questo Parlamento in quanto
temevamo che il dibattito scaturito dalla presentazione della
mozione fosse un dibattito inutile anche se il un tema in
discussione sia importante.
Il timore era che le decisioni già fossero state prese e che
nulla valesse discutere perché già era stato tutto deciso.
Con soddisfazione dichiaro di essermi sbagliato, perché questa
era la mia sensazione e, probabilmente, i meriti vanno anche
alle motivazioni che sono state portate all'interno di questo
dibattito da tutte le parti politiche che hanno indotto
probabilmente il Governo a rivedere la sua posizione.
Nel merito della mozione mi è capitato di citare ipotetiche
violazioni di norme che stavano anche alla base dell'emanazione
del provvedimento. Mi è sembrato di tornare sui banchi della
professione di avvocato, specificando però che la motivazione
per cui venivano citate queste eventuali violazioni di norme non
erano quelle di dimostrare la nullità di un provvedimento
amministrativo, ma era quella di chiedere la tutela degli
interessi che stavano alla base di queste norme ipoteticamente
violate.
Le sue dichiarazioni rispetto la localizzazione dei siti, le
sue dichiarazioni rispetto il dimensionamento dei siti, le sue
dichiarazioni rispetto il prodotto che deve essere oggetto
dell'attività dei termovalorizzatori sono sicuramente
motivazioni che ci incoraggiano e ci soddisfano.
La raccomandazione che vogliamo porre in essere, comunque,
l'ha espressa in maniera perfetta l'onorevole Ortisi e riguarda
la politica generale rispetto alla raccolta dei rifiuti e
l'incentivazione concreta e seria della raccolta differenziata.
Penso che queste siano le dichiarazioni che nobilitano il
nostro Parlamento, che danno un senso e un ruolo all'Assemblea
regionale.
ROTELLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
io non posso che esprimere un giudizio positivo su quanto è
stato annunciato dal Presidente della Regione, in quanto
l'argomento - che è importante - è stato riportato in un clima
di assoluta collaborazione e costruttività.
Devo dire anche che è stato valorizzato il ruolo di questo
Parlamento e delle forze politiche che in esso sono impegnate.
Raccolgo positivamente la disponibilità del Presidente della
Regione a mantenere aperto un ragionamento che può essere in
ogni momento aggiornato, modificato o reso più funzionale a
seconda delle necessità, delle disponibilità e delle novità che
emergeranno. Sono particolarmente contento perchè qui oggi
assistiamo al vero senso che dovrebbe avere la politica, cioè un
fenomeno che tende a costruire sulla base di proposte.
E' scaturita oggi una cosa importantissima: la formazione e
l'educazione ad un sistema dello smaltimento dei rifiuti che
potrebbe sembrare anche un concetto lontano, ma è un concetto
che ci appartiene, perchè è un problema del nostro ambiente,
della tutela del nostro ambiente, di una condizione che
naturalmente spesso aggrava alcuni territori a fronte di altri
territori che vengono salvaguardati, ad un sistema tecnologico
che avanza e che deve essere ogni giorno aggiornato e messo in
discussione.
Allora, tutto questo mi apre assolutamente costruttivo, come
mi pare assolutamente costruttiva anche l'esigenza che noi
dobbiamo attrezzare, caro Presidente della Regione, una
condizione attraverso la quale noi garantiamo che queste
strutture che vengono costruite vengano in qualche modo
monitorate e vangano accompagnate davanti ad una questione a cui
saranno sottoposti purtroppo i nostri cittadini, cioè il
maggiore costo che deriverà da tutto il sistema dello
smaltimento dei rifiuti, anche su questo sarà opportuno aprire
una discussione molto franca e molto seria in questo Parlamento,
sono cose che appartengono alla nostra società.
Pertanto, non posso che esprimere un giudizio positivo. Vorrei
anche dare un mio personale contributo, se fosse possibile,
dicendo che naturalmente intorno allo smaltimento dei rifiuti ed
a tutto il sistema che ruota intorno al problema c'è una
questione che riguarda intanto l'attenzione che
l'amministrazione regionale deve avere rispetto ad un problema
che si chiama ecomafia. Su questo credo che bisogna porre uno
sbarramento allo scopo di potere arginare il più possibile tale
fenomeno.
Sono queste le cose che mi piace ascoltare qui, sono queste le
cose che ci fanno onore, che giustificano le ragioni
dell'esistenza del nostro Parlamento che così dimostra di aver
un suo ruolo, una sua competenza e probabilmente una sua
dignità.
Signor Presidente, siamo pertanto d'accordo alla proposta del
Presidente della Regione.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
dell'autocritica del Presidente della regione rispetto alle cose
dette, ne apprezzo i toni e quindi ritiro la mia richiesta di
intervento per fatto personale.
In merito alle cose che il Presidente della Regione ha detto
poc'anzi, le accolgo con moderata soddisfazione, perchè ancora
non ho ben compreso se in questo suo intervento fossero inserite
anche le procedure ufficiali che egli ha adottato in seno agli
atti che oggi sono atti ufficiali e che in alcuni casi pendono
dei ricorsi ovvero vi sono già in corso procedimenti di
sospensione.
Vorrei quindi capire se in questa sua posizione,che accolgo
con moderata soddisfazione (dico moderata perché vorrei capire
se le intenzioni del presidente Cuffaro di rivedere tutta la
questione venivano anche inserite le precedenti proposte che
oggi sono ufficiali), vi sia anche una moratoria di tipo
ufficiale della sospensione dei provvedimenti da lei emanati
attraverso gli ordini decretati e pubblicati sulla Gazzetta
Ufficiale. Come ho detto infatti esistono provvedimenti che sono
nel loro percorso attuativi; vi sono ricorsi pendenti, vi sono
delle sospensioni negli organi giurisdizionali competenti.
Vorrei capire dunque se questa moratoria sia ufficiale, se
preclude - e quindi anche l'approvazione di questo ordine del
giorno - un passaggio di tipo pratico, tecnico, istituzionale.
Perchè oggi quello che noi stiamo per compiere è un passaggio di
tipo politico; vorrei capire se esso conseguentemente bloccherà
anche le procedure da lei emanate con provvedimenti già
pubblicati e resi attuativi.
Vorrei che il Presidente della regione replicasse su questa
mia richiesta di chiarimenti al fine di avere poi l'Aula
maggiori elementi per potere successivamente dare un giudizio
complessivo.
GIAMBRONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIAMBRONE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
preliminarmente, debbo esprimere un mio sentito apprezzamento
per la dichiarazione che ha fatto il Presidente della regione,
per questo momento di riflessione che ha qui consegnato in Aula.
Debbo rilevare anche la soddisfazione di tutti noi della
maggioranza per questa posizione che si sta assumendo, in
quanto, l'abbiamo detto da più parti e a più voci, la
salvaguardia e la salute dell'ambiente non appartengono né alla
destra né alla sinistra.
La salvaguardia e la salute del cittadino appartengono a
tutti.
E noi siamo nelle condizioni, oggi come maggioranza, perché
oggi la maggioranza è presente massicciamente e non è, quindi,
un momento di debolezza che porta il Presidente della regione a
fare questa riflessione, questa dichiarazione. E' una
dichiarazione fatta con vero senso di responsabilità e ciò mi
riempie di soddisfazione.
Vedete, lo dicevo anche nel mio precedente intervento, c'é
stata una mobilitazione civile della gente, mobilitazione civile
sentita sia dalla persona anziana sia dal giovane, sentita da
tutti, perché ormai si stava facendo un gran parlare attorno a
questi termovalorizzatori, a questi veleni che vengono immessi
nell'atmosfera. E sembrava che si facesse di tutto per far
passare il messaggio che questo Governo e che questa
maggioranza fossero insensibili a questo argomento.
La verità è comunque che questa materia va affrontata ed è
stata affrontata.
Noi riteniamo che queste discariche abusive sono fortemente
inquinanti; siamo preoccupati anche della diossina che sarà
emessa dai bruciatori. Allora, questo momento di riflessione è
salutare perché, per mezzo di studi più approfonditi, di incontri
più organizzati, di un coinvolgimento da parte della Commissione
legislativa, coinvolgendo anche la deputazione interessata per
territorio, si possa arrivare ad una determinazione che possa
essere la meno dannosa possibile.
Per quel che ci riguarda, esprimiamo la soddisfazione in
ordine a questo momento di riflessione ma esso deve portare a
risultati concreti, perché non è solamente la gente che starà
attenta a quelle che saranno le determinazioni che ne
conseguiranno ma saremo anche noi, come deputati, a vigilare
affinché i termovalorizzatori siano fatti nella maniera migliore
e siano più innocui possibile.
Signor Presidente, vorrei sottoporle anche qualche altra
considerazione in ordine alla revisione dei siti, perché in
alcuni di essi, onestamente, queste strutture sono accettate, o
accettabili, mentre in altri, invece, ci sono grosse perplessità
e ancora, attorno a questa materia, mi pare che ci sia necessità
di ulteriori riflessioni.
Per quanto riguarda l'intervento della Commissione credo che
sia indispensabile fare anche delle audizioni con tecnici
specializzati in materia perché c'è occorre dare maggiore
tranquillità, in quanto, considerato il gran parlare che si è
registrato attorno alla materia c'è molta preoccupazione e ogni
cittadino vuole essere rasserenato in merito.
Che ben venga, dunque, questa riflessione ma che sia proficua
affinché emerga che l'ambiente e la salute devono essere,
comunque, salvaguardati
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dare
modo ai Gruppi parlamentari di definire un ordine del giorno
largamente condiviso.
ORTISI L'accordo non è questo. Non si ritira preventivamente
la mozione in attesa dell'ordine del giorno, ma si ritira la
mozione secondo l'esito dell'ordine del giorno, se condiviso.
PRESIDENTE Ciò è assolutamente irrituale perché non si può
subordinare un atto parlamentare ad un altro.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.35, è ripresa alle
ore 14.16)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno numero 581 a firma degli onorevoli Misuraca, Ortisi, De
Benedicitis, Leanza Nicola, Dina, Formica, Liotta ed altri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
sentita la relazione del Presidente della Regione, on.
Cuffaro, che individua il metodo della raccolta
differenziata e della termovalorizzazione come scelta
strategica per lo smaltimento dei rifiuti;
considerato il dibattito parlamentare scaturito dalle
mozioni n. 274 ed altre in materia;
alla luce della necessità emersa di approfondire la
complessa problematica;
preso atto della disponibilità del Governo di
riconsiderare le scelte inerenti il numero ed i siti
prescelti per l'intero ciclo di smaltimento e la quantità e
la qualità del prodotto da avviare alla termovalorizzazione,
oltre che l'impegno ad incrementare la raccolta
differenziata;
alla luce, altresì, dei rilievi sollevati da alcune
delle comunità locali interessate al piano, nel rispetto del
principio di sussidiarietà
impegna
il Governo della Regione
a sospendere le attività conseguenziali al piano di
gestione dei rifiuti fino al 30 settembre 2005, data entro
la quale la competente Commissione parlamentare, integrata
dal Presidente della Regione, Commissario straordinario per
l'emergenza rifiuti, o da un suo delegato, avvalendosi di
tecnici del settore, approfondirà le problematiche
sollevate nel corso del dibattito parlamentare.
a definire tempi e modalità certe per l'incremento del
metodo della raccolta differenziata dei rifiuti in
Sicilia».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
prendo atto, con soddisfazione, che i lavori parlamentari di
questi giorni sono giunti ad una decisione unanime, proposta
dal Governo.
L'ordine del giorno che è stato presentato, impegna il
Governo a far sì che nei prossimi giorni si attivino tutta
una serie di procedure; tra l'altro ho chiesto anche
l'impegno della Commissione legislativa competente, affinché
si possa affrontare meglio la materia e giungere alla
soluzione che tutti auspichiamo.
Ritengo che quando ci si incontra, si parla, si riflette,
quando si lavora per risolvere un problema, alla fine, non
può che venir fuori una soluzione che sia in assoluto la
migliore possibile. Magari, una volta trovata la soluzione,
questa potrà essere non totalmente gradita a qualcuno, sia
esso facente parte della maggioranza o dell'opposizione,
però, credo e lo ribadisco che quando si lavora e ci si
incontra, e lo si fa nell'interesse della Sicilia, allo
scopo di risolvere un problema, non si possa fare altro che
prenderne atto favorevolmente.
Signor Presidente, vorrei sottolineare che questa scelta
del Governo è nata da una profonda riflessione, condivisa
anche dall'intera maggioranza che, oggi, pur essendo
disponibile a votare la bocciatura della mozione, ha
ritenuto, insieme a me, che questo problema dovesse essere
affrontato unitariamente, al fine di trovare una soluzione
ampia e condivisa da parte di tutti.
Per questo, pur essendo pronti a votare la bocciatura della
mozione, abbiamo ritenuto ingiusto che il contributo dato
anche da molti firmatari della mozione, condivisibile in
molte parti, dovesse ricevere, da parte nostra, un giudizio
negativo che, in realtà non esiste.
Quindi, abbiamo ritenuto opportuno aprire questo tavolo,
coinvolgere il Parlamento e la Commissione di merito,
individuare e far partecipare a questi lavori eminenti
presenze scientifiche ed avviarci alla risoluzione di un
problema che ha bisogno di essere affrontato con
sollecitudine e determinazione, in quanto l'interesse dei
siciliani ad avere la possibilità di smaltire i rifiuti nel
miglior modo possibile ed in assoluto il meno inquinante è
fuori discussione.
Signor Presidente, la ringrazio anche per la pazienza
dimostrataci nell'aver atteso la scrittura dell'ordine del
giorno. Mi auguro che, a partire da oggi, i siciliani che
hanno vissuto questo dibattito, e soprattutto quelli che lo
hanno sollecitato, non mi riferisco ai parlamentari,
comincino a dare l'esempio facendo in modo che si sviluppi
la raccolta differenziata, che è il vero problema.
Se questo dibattito, oltre a trovare una riflessione comune
del Parlamento, troverà anche la sensibilità dei siciliani
che, a partire da oggi, cominceranno una più concreta
raccolta differenziata, avremo fatto il primo passo affinché
possa essere più concretamente affrontato e risolto il
problema dei rifiuti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro che le mozioni
numeri 274, 125 e 188 sono ritirate e che gli atti ispettivi
abbinati, si intendono assorbiti.
Dichiaro, altresì, superato l'ordine del giorno numero 570.
La seduta è rinviata a martedì 19 luglio 2005, alle ore
17.30...
VIRZI' Signor Presidente, il 19 luglio ricorre
l'anniversario della morte di Borsellino. Ci sarà una
manifestazione.
PRESIDENTE Onorevole Virzì, la manifestazione si svolgerà
il 18 luglio. Non possiamo rinviare la seduta. L'Assemblea,
celebrerà l'anniversario il giorno prima.
La seduta è pertanto rinviata a martedì 19 luglio 2005,
alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
83, lettera d) e 153 del regolamento interno, della mozione:
N. 440 - Interventi per l'istituzione di uffici
speciali a favore dei disabili in
applicazione dell'art. 4 della legge
regionale n. 10 del 2000.
BARBAGALLO - ZANGARA - CULICCHIA GENOVESE
- GURRIERI - TUMINO
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo
nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'A.T.O. 1 Palermo e
provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico
integrato nell'Ambito territoriale
ottimale 1 Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO -
FORGIONE GIANNOPOLO
IV - Discussione della mozione:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
V - Discussione dei disegni di legge:
1) Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia (n.
788/A)
2) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei
prodotti in vendita (1023/A)
3) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività
degli Uffici del Genio Civile e la prevenzione del rischio
sismico (nn. 771-774/A)
4) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale
per il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province
della Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7 (n. 977/A)
VI - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea
VII - Elezione di deputati segretari
La seduta è tolta alle ore 14.23
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 17.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Nota relativa alla mozione numero 313 e all'ordine del
giorno numero 481
«In relazione all'oggetto si rappresenta che l'Assessorato
regionale all'Agricoltura e alle Foreste ha provveduto
all'inserimento dell'allevamento dello struzzo tra i settori
della zootecnia che possono beneficiare degli aiuti recati dal
POR Sicilia 2000/2006.
Infatti, nel documento POR Sicilia 2000/2006 adottato con
delibera di Giunta n. 23 del 26 gennaio 2005 e nel Complemento
di Programmazione, adottato con Deliberazione n. 404 del
21.12.2004, si è provveduto allo specifico inserimento
dell'allevamento degli struzzi tra i settori del comparto
zootecnico ammessi a finanziamento nell'ambito rispettivamente
delle misure: 4.06 «Investimenti aziendali per l'irrobustimento
delle filiere agricole e zootecniche» e 4.09 «Miglioramento
delle condizioni di trasformazione e commercializzazione»
previste nell'Asse IV - Sistemi locali di sviluppo, del POR
Sicilia 2000/2006.
Pertanto, con la Misura 4.06 sono f:inanziabili investimenti
quali: costruzione o ristrutturazione di locali, compresa la
costruzione di tettoie e recinzioni, adibiti all'allevamento di
struzzi, alla macellazione di carni ed alla lavorazione dei
relativi prodotti; acquisto di impianti, macchinari ed
attrezzature mobili; primo acquisto di capi di allevamento per
l'avvio dell'attività; acquisto di attrezzature e realizzazione
di impianti per l'utilizzazione idrica (comma 4, lettere a, b, c
e d, art. 109 della legge regionale 32/2000). Altresì, sono
ammissibili investimenti tendenti a migliorare le condizioni
d'igiene e benessere degli animali nonché sono previsti
incentivi per l'introduzione di sistemi di gestione ambientale
non obbligatori.
Investimenti nel settore degli allevamenti degli struzzi
sono altresì ammissibili a valere della Misura 4.09. Le azioni
previste sono specificatamente rivolte alla realizzazione,
all'ammodernamento ed al potenziamento di impianti per la
lavorazione, la trasformazione, il confezionamento e la
commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici.
L'allevamento degli struzzi è compreso tra gli allevamenti per i
quali sono ammissibili investimenti quali: macellazione e
taglio; trasformazione e commercializzazione; sottoprodotti.
Tutti gli aiuti sono concessi a condizione che siano
rispettati i requisiti di professionalità dell'imprenditore,
redditività dell'azienda e rispetto dei requisiti minimi in
materia di ambiente ed igiene degli alimenti e benessere degli
animali, comuni a tutte le misure analoghe del POR.
Con la pubblicazione a breve di due bandi, per ciascuna delle
misure in argomento, anche gli allevatori siciliani di struzzi
in analogia agli allevatori degli altri settori del compatto
zootecnico potranno concorrere per l'assegnazione degli aiuti
destinati al settore agricolo e zootecnico.»
L'Assessore LEONTINI