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Resoconto d'Aula della Seduta n. 305 di mercoledì 13 luglio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BASILE,  segretario, dà lettura del processo verbale  della
  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
  approvato.

                             Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole D'Aquino  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i  seguenti
  disegni di legge:

    - Norme per il sostegno e la promozione del riutilizzo dei
       beni confiscati alla mafia
           (n. 1025)
    -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici,
  Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
  Villari, Zago, in data 12 luglio 2005

    - Disposizioni in materia di istruzione ed educazione
       interculturale  (n. 1026)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli  Giannopolo, Villari,
  Capodicasa, Speziale, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis,
  Oddo, Panarello, Zago, in data 12 luglio 2005
  -
              Comunicazione di richieste di pareri

    PRESIDENTE   Comunico  le  seguenti  richieste  di  parere
  pervenute   dal   Governo   e  assegnate   alle   competenti
  Commissioni:

                    AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -   Collegio  dei  Revisori dei conti  del  Consorzio
       Universitario  di  Palermo - Designazione  componente
       effettivo: rag. Giovanna Fazzari  (n. 386/I)
       pervenuto in data 7 luglio 2005

       -  Consorzio ASI di Messina - Designazione componenti
       effettivo  e  supplente  del Collegio  dei  revisori:
       dott.ssa Gulì Gabriella e dott.ssa Di Salvo Anna  (n.
       387/I)
       pervenuto in data 7 luglio 2005

       -   Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Enna -
       Designazione  componente del Collegio  dei  revisori:
       rag. Carlino Gabriella  (n. 388/I)
       pervenuto in data 7 luglio 2005

     -    Consorzio   ASI  di  Ragusa  -  Designazione
     componente  supplente del Collegio dei  revisori:
     rag. Innaimi Maria Gabriella  (n. 389/I)
     -pervenuto in data 7 luglio 2005

     -   Ente  regionale  per il diritto  allo  studio
     universitario  (ERSU) di Palermo  -  Designazione
     componenti effettivo e supplente del Collegio dei
     revisori:  dott.ssa La Cognata Danila e  dott.ssa
     Pizzo Elena  (n. 390/I)
     -pervenuto in data 7 luglio 2005

        Centro   regionale  Helen  Keller   di   Messina   -
       Designazione  componente effettivo  con  funzioni  di
       presidente del collegio dei revisori: dott.  Caizzone
       Francesco  (n. 391/I)
       pervenuto in data 7 luglio 2005

        Consorzio universitario della provincia di Ragusa  -
       Designazione  componenti effettivi del  collegio  dei
       revisori:   dott.ssa   Cannizzaro   Angela   e   rag.
       Ferrarello Santo  (n. 392/I)
       pervenuto in data 7 luglio 2005

       -   Azienda  siciliana trasporti (AST) - Designazione
       componente supplente del collegio dei revisori:  rag.
       Coniglio Leonardo  (n. 393/I)
     -pervenuto in data 7 luglio 2005

       -  Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Sciacca
       -  Designazione componente del collegio dei revisori:
       dott. Lazzaro Francesco Maria  (n. 394/I)
       pervenuto in data 7 luglio 2005

                   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

        Piano  di  utilizzo  del  Fondo  regionale  per   la
       montagna per l'anno 2004  (n. 395/III-IV)
       pervenuto in data 7 luglio 2005
       parere IV Commissione

                CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

        APQ  trasporto stradale - Atto integrativo   (396/V-
       II)
       pervenuto in data 7 luglio 2005
       parere II Commissione

                  INVIATI IN DATA 8 LUGLIO 2005

                   Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura
  delle interrogazioni con richiesta di risposta orale
  presentate.

   BASILE, segretario:

       N.  2307 - Notizie sul trasferimento degli uffici del
       Genio civile di Piazzale Rosselli di Agrigento.
       - Assessore Presidenza
       Firmatario: Di Mauro Giovanni Roberto;

       N.  2308 - Notizie in merito alla costruzione  di  un
       inceneritore  nel  territorio del  comune  di  Licata
       (AG).
       - Assessore Territorio
       Firmatario: Miccichè Calogero;

       N. 2309 - Iniziative urgenti per lo snellimento delle
       operazioni  di  'triage'  presso  i  dipartimenti  di
       emergenza    della    Regione   siciliana    e    per
       l'isitutuzione  del  'see  and  treat'  sul   modello
       anglosassone.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       Firmatario: Scalici Antonino.

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro
  turno.
   Invito   il  deputato  segretario  a  dare  lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   BASILE, segretario:

       N.   2305   -  Iniziative  per  l'attivazione   delle
       procedure previste dal comma 7 dell'art. 4 della l.r.
       15    maggio    2000,   n.         10     riguardante
       l'istituzione  di  uffici  speciali temporanei.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       - Assessore Famiglia
       Firmatario: Barbagallo Giovanni;

       N.     2306     -     Notizie    sulle    motivazioni
       dell'autorizzazione  e  sull'iter  seguito   per   la
       costruzione   di   una   nuova   centrale   elettrica
       nell'isola di Favignana (TP).
       - Assessore Territorio
       - Assessore Beni Culturali
       Firmatario: Forgione Francesco; Liotta Santo.

    PRESIDENTE  Le interrogazioni testé annunziate sono  state
  già inviate al Governo.

                    Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Invito il deputato segretario a dare  lettura
  della interpellanza presentata.

   BASILE, segretario:

       N.  267  -  Opportune  misure per garantire  l'esatta
       perimetrazione della riserva di Capo Gallo (PA).
       Presidente Regione
       - Assessore Territorio
       - Assessore Agricoltura
       Firmatari: Ferro Giovanni; Forgione Francesco.

    PRESIDENTE   Trascorsi  tre giorni  dall'odierno  annunzio
  senza   che   il  Governo  abbia  dichiarato  di  respingere
  l'InterpellanzA  o abbia fatto conoscere il  giorno  in  cui
  intende  trattarla,  l'interpellanza  stessa  sarà  iscritta
  all'ordine del giorno per essere svolta al proprio turno.

                       Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Invito il deputato segretario a dare  lettura
  della mozione presentata in data 1 luglio 2005.

   BASILE,  segretario:

   N. 440   Interventi per l'istituzione di uffici speciali  a
  favore dei disabili in applicazione dell'art. 4 della  legge
  regionale  n.  10  del  2000 , degli  onorevoli  Barbagallo,
  Zangara, Culicchia, Genovese,  Gurrieri e  Tumino.

   «Considerato che:

   le   problematiche   dei  disabili  in   Sicilia   assumono
  dimensioni  sempre più drammatiche, sia pure in presenza  di
  una normativa di grande spessore umano e sociale;

   i   vari   dibattiti  sull'argomento,  come  quello  tenuto
  recentemente a Palermo in occasione della presentazione  del
  libro   di   Salvatore  Migliore  'I  Disabili  in  Sicilia:
  attenzioni  e  disattenzioni  delle  istituzioni   e   della
  società',  hanno evidenziato, in maniera inconfutabile,  che
  sono proprio le disapplicazioni di tale normativa e, quindi,
  le   disattenzioni   delle  Istituzioni   a   provocare   la
  drammaticità  della  situazione dei disabili  e  delle  loro
  famiglie;

   Considerato  inoltre  che  una delle  ragioni  fondamentali
  delle  disattenzioni delle Istituzioni è rappresentata dalla
  difficoltà  di  coordinamento e di  sinergia  fra  le  varie
  amministrazioni  regionali (si ricorda che  gli  Assessorati
  interessati  sono quelli della famiglia, della  sanità,  del
  lavoro,  dei  lavori  pubblici, della  pubblica  istruzione,
  dello  sport, del bilancio) chiamate a fornire interventi  a
  favore  dei  disabili,  che  costituisce  una  delle   cause
  principali dei risultati negativi registrati;

   Ritenuto  pertanto  indispensabile  la  creazione  di   una
  struttura in grado di:

   a)   svolgere  attività  di  monitoraggio  sullo  stato  di
  attuazione delle leggi sulla disabilità;
   b)  promuovere  relazioni biennali all'Assemblea  regionale
  siciliana  sullo  stato  di  attuazione  delle  leggi  sulla
  disabilità, come momento importante di verifica;
   c)  svolgere  efficace azione di coordinamento,  anche  con
  interventi sostitutivi, fra le varie amministrazioni e fra i
  vari  uffici, per il puntuale perseguimento degli  obiettivi
  voluti dalla legge;
   d)   promuovere,  ogni  utile  iniziativa  per  il  miglior
  funzionamento delle strutture chiamate all'attuazione  delle
  leggi in parola,

                impegna il Governo della Regione

   ad attivare le procedure previste dal punto 7 dell'articolo
  4  della  legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, che prevede
  che  'La  Giunta  regionale può deliberare l'istituzione  di
  uffici   speciali  temporanei  per  il  soddisfacimento   di
  esigenze  particolari,  per  la realizzazione  di  specifici
  programmi  e progetti di rilevante entità e complessità  per
  lo  svolgimento  di  particolari studi o  elaborazioni.  Gli
  uffici speciali possono operare tramite l'impiego coordinato
  di più strutture organizzative, anche appartenenti a diversi
  assessorati. La dotazione di personale e quella  strumentale
  dell'ufficio  è  determinata, unitamente agli  obiettivi  ed
  alla  loro  durata, con l'atto istitutivo. Agli stessi  sono
  preposti dirigenti di prima, seconda o terza fascia.'
   La   costituzione  di  un  ufficio  speciale,  come  quello
  previsto dalla norma prima ricordata, potrà essere un'ottima
  strategia per consentire ai disabili una condizione di  vita
  di   maggiore  qualità,  così  come  la  copiosa   normativa
  approvata si propone.
   Il  programma di cui l'ufficio speciale si deve fare carico
  è  costituito  dai  punti  a),  b),  c)  e  d)  indicati  in
  premessa.»(440)

                         BARBAGALLO    -    ZANGARA    -
                         CULICCHIA -
                         GENOVESE - GURRIERI - TUMINO

    PRESIDENTE   Avverto che la mozione testé annunziata  sarà
  iscritta  all'ordine  del  giorno  della  seduta  successiva
  perchè se ne determini la data di discussione.

     Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 481

    PRESIDENTE  In  riferimento all'ordine del giorno  n.  481
   Iniziative   per   l'inserimento   dell'allevamento   dello
  struzzo   nelle   misure   previste   dal   complemento   di
  programmazione , accettato come raccomandazione dal  Governo
  nella  seduta  d'Aula n. 253 del 17 dicembre 2004,  ed  alla
  mozione  n. 313 dell'onorevole Fleres ed altri,  di identico
  contenuto,  non ancora trattata, il Presidente comunica  che
  l'Assessore  per l'agricoltura e le foreste,   ha  trasmesso
  nota  di  riscontro,  pervenuta  alla   Segreteria  Generale
  dell'ARS l'11 luglio 2005.

    L' Assemblea ne prende atto.
    Avverto  che il testo  integrale della nota dell'Assessore
  per l'agricoltura e le foreste è  pubblicato  in allegato al
  resoconto stenografico della presente seduta.

    Avverto,  ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
  Regolamento  interno,  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),  e  153  del  Regolamento interno, della  seguente  mozione:
   Iniziative presso il Governo nazionale per l'estensione a tutta
  la  provincia  di Catania dei benefici previsti  in  favore  dei
  comuni  danneggiati dall'eruzione dell'Etna  del  2002    (439),
  degli onorevoli Barbagallo, Liotta, Raiti, Spampinato, Villari.

                «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   nel  mese  di  ottobre 2002, l'attività eruttiva  dell'Etna  ha
  fatto  registrare  una copiosa caduta di cenere  lavica  che  ha
  messo in ginocchio l'intera provincia di Catania;

   a  seguito  di  quell'evento naturale, l'aeroporto  di  Catania
  rimase  chiuso  per  settimane  e tutte  le  attività  agricole,
  commerciali e turistiche subirono il blocco assoluto  con  danni
  molto rilevanti per l'economia dell'intero hinterland;

   con  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  del  29
  ottobre  2002  è  stato  dichiarato lo stato  di  emergenza  nel
  territorio della provincia di Catania;

   il  4 marzo scorso lo stato di emergenza è stato prorogato lino
  al 31 dicembre 2005;

   CONSIDERATO che:

   con  l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei  Ministri  29
  novembre   2002,  n.  3254,  è  stata  disposta  la  sospensione
  dell'obbligo  di  versamento  dei contributi  di  previdenza  ed
  assistenza  sociale in favore dei soggetti residenti nei  comuni
  interessati dalla dichiarazione dello stato di emergenza;

   l'ambito  territoriale di applicazione di detta disposizione  è
  stato  circoscritto inizialmente a 13 comuni della  provincia  e
  poi esteso a tutti i residenti della provincia di Catania;

   tale   estensione  ha  costituito  un  effettivo   aiuto   alle
  popolazioni   colpite   dagli  eventi  calamitosi,   tanto   più
  importante   se  si  considera  l'assenza  di  altri   specifici
  interventi   in   favore  delle  categorie   produttive,   tutte
  notevolmente danneggiate;

   CONSIDERATO, inoltre, che:

   l'applicazione di detto beneficio è avvenuta, tuttavia, m  modo
  estremamente  discrezionale  tanto da  generare  incomprensibili
  discriminazioni tra i cittadini;

   infatti,  gli enti previdenziali, INPS ed INPDAP, hanno  tenuto
  atteggiamenti differenti sia nell'individuazione dei comuni  che
  dei soggetti aventi titolo;

   l'INPDAP,  in  particolare, aveva in un primo  tempo  esteso  i
  benefici a tutti i residente della provincia, ma successivamente
  aveva   bloccato   l'emissione   dei   rimborsi   senza   valide
  motivazioni;

   chi  ha  provocato l'apertura di un esteso contenzioso che  sta
  ingolfando gli uffici giudiziari del distretto, mentre ben 1.500
  ricorsi  sono stati depositati presso l'Ufficio provinciale  del
  Tesoro:

   RILEVATO che:

   l'ordinanza  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  10
  giugno 2005, n. 3442, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale  della
  Regione  siciliana  n.  139  del 17  giugno  2005,  ha,  infine,
  radicalmente  innovato la disciplina in vigore con  disposizioni
  estremamente     svantaggiose    che     creeranno     ulteriori
  discriminazioni;

   infatti,  il  nuovo  provvedimento riconosce  il  diritto  alla
  sospensione  contributiva soltanto ai datori di  lavoro  dei  13
  comuni  etnei già elencati in un primo momento dalla  Protezione
  civile,  lasciando fuori la città di Catania e  numerosi  comuni
  ugualmente danneggiati, distanti solo pochi chilometri da quelli
  inseriti nel decreto;

   non  si  comprendono  i criteri alla base  dell'inserimento  in
  elenco di alcuni commi e dell'esclusione di altri,

   norme   altrettanto   restrittive   sono   previste   per    la
  restituzione  dei contributi sospesi, con tempi di rateizzazione
  notevolmente  ridotti;  dalle 107 rate iniziali  si  è  passati,
  infatti, alle 24 attuali;

   la  nuova  ordinanza rischia di essere fortemente  penalizzante
  per  la provincia di Catania, mai realmente ristorata dei  danni
  ingenti  subiti  a seguito dell'eruzione vulcanica  dell'ottobre
  2002;

   la  Regione siciliana in data 1  giugno 2005 ha dato il proprio
  consenso  alla  citata  ordinanza  n.  139  del  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri che ha disposto le suddette modifiche:

                IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  farsi  promotore presso il Governo nazionale, previo  ritiro
  del   proprio   atto  di  assenso,  di  idonee  iniziative   per
  l'estensione dei benefici a tutta la provincia di Catania, senza
  illegittime   esclusioni  territoriali  e  ponendo   fine   alle
  discriminazioni,  specificate in  narrativa,  tra  categorie  di
  lavoratori.» (439)

               BARBAGALLO-LIOTTA  -  RAITI-SPAMPIANTO  -
              VILLARI

   Non  sorgendo  osservazioni , dispongo  che  la  mozione  testé
  annunziata  venga demandata alla Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari perché ne determini la data di discussione.

         Seguito della discussione unificata di mozioni,
     interpellanze ed interrogazioni in materia di gestione
                     dei rifiuti in Sicilia.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE.  Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Seguito della discussione unificata di mozioni, interpellanze ed
  interrogazioni in materia di gestione dei rifiuti in Sicilia.

   Ricordo  che  la  discussione si è interrotta nella  precedente
  seduta,  n.  304  del 6 luglio 2005, in sede di votazione  della
  mozione n. 125. Preciso che la discussione unificata si è svolta
  sui seguenti atti di indirizzo politico, o ispettivi:

   -  mozione  n.  274   Revoca e riconsiderazione  del  piano  di
  gestione  dei  rifiuti , degli onorevoli  Capodicasa,  Speziale,
  Cracolici, Crisafulli, Barbagallo, Ferro ed altri;

   -  mozione  n.  125   Iniziative in  materia  di  raccolta  dei
  rifiuti ,  degli  onorevoli  Giannopolo,  Speziale,  Capodicasa,
  Cracolici  ed altri;

   -  mozione  n.  188   Previsione di  termini  adeguati  per  la
  costituzione, da parte degli Enti locali, delle società  per  la
  gestione  integrata ei rifiuti , degli onorevoli  Raiti,  Ferro,
  Morinello, Miccichè, Orlando;

   -  interpellanza n. 78  Chiarimenti a seguito dell'annullamento
  dell'ordinanza  2983 del 1999 del Presidente del  Consiglio  dei
  Ministri,  in materia di dichiarazione dello stato di  emergenza
  per  i  rifiuti  in  Sicilia , degli onorevoli  Ferro,  Orlando,
  Miccichè, Morinello, Raiti;

   -  interpellanza  n.  139   Motivi  riguardanti  la  scelta  di
  installare  un  termoconvertitore nella  zona  di  Casteltermini
  (AG) , dell'onorevole Morinello;
   interpellanza   n.   193      Iniziative,   anche   di   ordine
  procedurale,  relative al piano di gestione dei rifiuti ,  degli
  onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello;

   -  interrogazione  n.  965   Notizie  in  materia  di  gestione
  integrata dei rifiuti in Sicilia , dell'onorevole Panarello.

   -  interrogazione n. 2291  Ritiro dell'ordinanza n. 362 del  27
  aprile  2005 del Commissario delegato per l'emergenza rifiuti  e
  la  tutela delle acque in Sicilia, recante 'Progetto del sistema
  integrato  per  l'utilizzo della frazione  residua  dei  rifiuti
  solidi urbani al netto della raccolta differenziata prodotta nei
  comuni della Sicilia - Sistema Agrigento - Ato: AG 1 - AG 2 - AG
  3 - CL 1 - CL 2 - PA 4 sud - TP 2'  dell'onorevole Miccichè.

   Ricordo, altresì, che nella seduta n. 303 del 29 giugno 2005  è
  stato presentato l'ordine del giorno n. 570  Interventi volti  a
  sospendere   l'autorizzazione  circa  la   realizzazione   della
  stazione di trasferenza dei rifiuti nel territorio del Comune di
  Calatabiano  (CT) ,  degli onorevoli Basile,  Sbona,  Scalici  e
  Acanto.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

  BASILE, segretario:

                «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con  l'ordinanza di Protezione civile n. 2983 del 1999,  il
  Presidente   della  Regione  è  stato  nominato  commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti;

   per effetto di ordinanze e successive proroghe lo stato  di
  emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;

   ai  sensi  e  per  gli effetti delle citate ordinanze,  con
  decreto  n.  150  del  25 luglio 2000, il  Presidente  della
  Regione - commissario delegato - , ha approvato il Documento
  delle  priorità  degli  interventi per  l'emergenza  rifiuti
  (PIER), pubblicato nella GURS del 4 agosto 2000;

   tale  Documento,  in  osservanza del disposto  del  Decreto
  legislativo n. 22 del 1997, prevedeva un sistema di gestione
  dei  rifiuti centrato sulla raccolta differenziata  'spinta'
  (almeno il 50 per cento);

   la  previsione  contenuta  nel  Documento-PIER  contemplava
  l'eventualità che ad essere avviato alla termovalorizzazione
  fosse  solo  il  combustibile derivato da rifiuti  (CDR),  e
  cioè,   un   combustibile  ricavato  dai  rifiuti   il   cui
  trattamento  è  finalizzato  all'eliminazione  delle   parti
  pericolose  dei  rifiuti solidi urbani (RSU) ed  all'aumento
  del potere calorico;

   nel  PIER  l'utilizzazione  del  combustibile  derivato  da
  rifiuti  (CDR)  - al fine di non aumentarne  l'emissione  in
  atmosfera - veniva prevista in impianti energetici esistenti
  (centrali   elettriche  o  cementerie)   o,   in   caso   di
  indisponibilità,   in   un  unico  impianto   dedicato,   da
  realizzare  in un'area lontana da qualsiasi centro  abitato,
  dove  trasportare su rotaia il CDR prodotto da nove impianti
  -  tanti quanti erano gli ATO previsti - localizzati in aree
  industriali forniti di 'rotaia', anche al fine di  eliminare
  l'impatto della mobilità di grandi mezzi di trasporto;

   con  l'ordinanza  di Protezione civile n.  3190  del  2002,
  emanata in seguito all'intesa concessa dal Presidente  della
  Regione, sono stati stravolti l'impianto e le previsioni del
  Decreto  legislativo n. 22 del 1997 e le  direttive  europee
  che  tale  decreto  recepisce, nonché  le  previsioni  sulla
  raccolta differenziata contenute nel Documento-PIER  fino  a
  prevedere che ad essere avviato alla termovalorizzazione non
  sia  il CDR, privo di sostanze pericolose e prodotto secondo
  le  caratteristiche specificate dal Decreto ministeriale del
  5 febbraio 1998;

   conseguentemente il Presidente della Regione -  commissario
  delegato  -  in deroga al bando di gara europeo,  ha  emesso
  l'ordinanza   n.   333  del  2/5/2003  con   la   quale   si
  individuavano  le procedure di selezione, di cui  all'avviso
  pubblico per la stipula di convenzione per l'utilizzo  della
  frazione  residua della raccolta differenziata  dei  rifiuti
  solidi urbani;

   l'avviso  pubblico di cui sopra, pubblicato sulla  Gurs  n.
  32  del  9  agosto 2002, nonché sulla GUCE n. S 158  del  16
  agosto  2002,  delega la localizzazione  degli  impianti  di
  termovalorizzazione  e  il  numero  degli  stessi  in   base
  all'offerta degli operatori industriali aggiudicatari  della
  gara;

   gli  aggiudicatari  della gara gestiranno  il  servizio  di
  incenerimento  dei  rifiuti  per  20  anni,  cinque  in  più
  rispetto  al tempo di vita stimato per un termovalorizzatore
  e  cinque/dieci in più rispetto alle concessioni  rilasciate
  in questi anni in Italia;

   il  costo  della  termovalorizzazione  degli  RSU  è  stato
  definito   mediamente  in  80 alla tonnellata,  e  cioè  160
  delle  vecchie lire al kilogrammo, che equivale a  circa  il
  doppio  della tariffa stabilita nelle regioni in  regime  di
  commissariamento,  come la Calabria e la  Campania,  o  come
  quella stabilita per il recente impianto che si trova  nella
  città di Brescia;

   a   seguito  dello  svolgimento  della  selezione  di   cui
  all'Avviso  pubblico  sopra  citato,  il  Presidente   della
  Regione  -  commissario delegato - con la medesima Ordinanza
  n.  333  del  2 maggio 2003 (art. 1) prende atto del  numero
  degli  impianti di termovalorizzazione (quattro), così  come
  della loro localizzazione nei comuni, di Casteltermini (AG),
  Palermo (Bellolampo), Augusta (SR) e Paternò (CT), così come
  descritto negli allegati alla stessa Ordinanza A1,  A2,  A3,
  A4;

   i  succitati termovalorizzatori saranno alimentati non  dal
  CDR, prodotto con i requisiti di compatibilità previsti,  ma
  dai  rifiuti indifferenziati con il conseguente aumento  del
  rischio ambientale e per la salute dei cittadini;

   la  scelta  di  avviare a termovalorizzazione  la  frazione
  secca  dei  rifiuti,  al netto della raccolta  differenziata
  (oggi la quasi totalità), anziché il CDR, come prevedeva  il
  Documento-PIER, all'epoca unico strumento di programmazione,
  configura    una   aperta violazione normativa;

   tale  scelta  ha  comportato, comunque, non  solo  un  alto
  numero  di  termovalorizzatori (quattro)  da  realizzare  in
  Sicilia, ma anche un accrescimento smisurato (rispetto  alle
  previsioni del PIER) della quantità di rifiuti da  destinare
  all'incenerimento, pari a 2.400.000 tonnellate,  e  cioè  il
  100 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia;

   alcuni  dei  siti  prescelti dai soggetti industriali  sono
  ubicati  in aree adiacenti a centri abitati ed in  aree  non
  idonee,  in contrasto con elementari principi di precauzione
  e  prudenza,  e  qualcuno in area di interesse  archeologico
  ambientale o a vocazione turistica;

   il  sistema  di  trasporto dei rifiuti, in  particolare  la
  movimentazione  di  grossi mezzi e di  autoarticolati  dalle
  stazioni     di     trasferenza     agli     impianti     di
  termovalorizzazione,       rappresenterà  un  appesantimento
  insostenibile per un numero considerevole di comuni,  alcuni
  dei  quali  vedranno  notevolmente accresciuto  il  traffico
  interno di attraversamento dei mezzi pesanti;

   Considerato, inoltre, che:

   la  conseguenza immediata di tutto ciò è un aumentato costo
  per  i  comuni  del servizio di smaltimento dei  rifiuti  e,
  quindi,  la spropositata lievitazione della tariffa  che  le
  famiglie siciliane dovranno pagare per tale servizio;

   tale  eventualità  ha sollevato vibrate proteste  da  parte
  delle   popolazioni,   dei   rappresentanti   politici    ed
  istituzionali, delle associazioni ambientaliste e sindacali;

   in  effetti, alla luce del sistema adottato dal  Piano  dei
  Rifiuti  e dai provvedimenti del Presidente della Regione  -
  commissario    delegato   per   lo    smaltimento    e    la
  termovalorizzazione dei rifiuti - appare  fondato  l'allarme
  diffusosi  tra le popolazioni per le conseguenze a  breve  e
  lungo  termine sulla salute umana, sulla qualità della vita,
  sulla    mobilità   urbana   ed   interurbana   e   potrebbe
  ripercuotersi   sulla   catena   alimentare    delle    aree
  direttamente interessate;

   a    tale   proposito   non   appaiono   rassicuranti    le
  dichiarazioni  rilasciate  dal Presidente  della  Regione  -
  commissario  delegato  - circa la insussistenza  di  rischio
  alcuno   per   la  salubrità  ambientale,   proprio   perché
  scarsamente suffragata da supporti tecnicoscientifici;

   data  l'importanza della posta in gioco,  appare  opportuno
  rivedere  le previsioni del piano e delle relative ordinanze
  che   dispongono  la  termovalorizzazione  alle   condizioni
  attuali   di   quasi   il   100  per   cento   dei   rifiuti
  indifferenziati;

   termovalorizzare  2,5  milioni  di  tonnellate  equivale  a
  destinare,  in termini di investimenti, quasi 1 miliardo  di
  euro    per   la   realizzazione   del   sistema   dei     4
  termovalorizzatori, con un effetto occupazionale di meno  di
  1000  unità, a fronte di un sistema tracciato nel Documento-
  PIER  con un costo inferiore del 50 per cento e che  avrebbe
  prodotto  un'occupazione  di 7.000  unità  e  fatto  nascere
  decine di aziende nella filiera della gestione-riciclo.

   Considerato, altresì, che

   con  ordinanza commissariale del 18 dicembre 2002, n. 1166,
  il  Presidente  della Regione - commissario  delegato  -  ha
  adottato il piano regionale di gestione dei rifiuti;

   a  norma  dell'art.  19 (comma 1, lettera  a)  del  Decreto
  legislativo n. 22 del 1997, la competenza per l'approvazione
  del  piano  regionale per la gestione dei  rifiuti  è  della
  Regione e, per essa, dell'organismo legislativo;

   in  caso  di inadempienza l'art. 8 del citato D.lgs  n.  22
  del   1997   prevede   l'intervento,  in  via   sostitutiva,
  (attraverso  commissariamento)  per  la  'elaborazione'  del
  piano regionale e non della sua 'approvazione' che rimane di
  competenza dell'organo legislativo della Regione;

   Tenuto conto che:

   al  contrario,  sulla  base  di  un'illegittima  previsione
  dell'ordinanza ministeriale, il Presidente della  Regione  -
  commissario   delegato  -  ha  non  solo   provveduto   alla
  'elaborazione' del piano, ma anche alla sua 'adozione';

   tale  procedura  si  palesa illegittima  ed  in  violazione
  dell'art.  22,  comma  10  del D.lgs  n.  22  del  1997  che
  disciplina  gli  interventi  che  possono  essere   delegati
  all'eventuale   commissario,  tra  i   quali   non   rientra
  l'adozione del piano;

   in   ogni  caso,  il  piano  non  rispetta  le  indicazioni
  contenute  nel  Decreto Ronchi, per esempio, in  materia  di
  bonifiche delle discariche,

               impegna il Presidente della Regione

   a revocare in autotutela il piano di gestione dei rifiuti;

   a  rimetterlo  all'esame dei competenti organi  assembleari
  per  una  profonda revisione, modifica e la sua  conseguente
  adozione;

   a  rivedere  le  decisioni relative  agli  obiettivi  della
  raccolta differenziata per adeguarli alle direttive  europee
  e  al  D.lgs.  n. 22 del 1997, attraverso la  riduzione,  il
  riciclo,  il  riuso, ed infine, il recupero energetico  solo
  attraverso il CDR;

   a  rivalutare,  comunque, l'ubicazione  degli  impianti  di
  termovalorizzazione;

   a  nominare una commissione di alto livello scientifico, la
  cui  composizione tenga conto anche delle indicazioni  delle
  associazioni  ambientaliste, dei  comitati  civici  e  delle
  istituzioni  locali, che, oltre al parere della  commissione
  nazionale  per  la valutazione di impatto ambientale  (VIA),
  fornisca  un  documentato parere sull'impatto ambientale  di
  tutte le fasi, pre e post termovalorizzazione, sui possibili
  effetti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente.» (274)

   CAPODICASA-SPEZIALE-CRACOLICI-CRISAFULLI-DE  BENEDICTIS   -
  GIANNOPOLO - ODDO -  PANARELLO-VILLARI-ZAGO-BARBAGALLO-FERRO-
  FORGIONE-ORTISI    -   GALLETTI   -GENOVESE-GURRIERI-LIOTTA-
  MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-ORLANDO-RAITI-SPAMPINATO-TUMINO-
  VITRANO- ZANGARA-SANZERI

                «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   -  con  le ordinanze del Ministro dell'Interno n. 2983  del
  31  maggio 1999, n. 3048 del 31 marzo 2000, n. 3072  del  21
  luglio  2000  e  n. 3136 del 25 maggio 2001,  il  Presidente
  della   Regione  siciliana  è  stato  nominato   commissario
  delegato  e  gli sono stati affidati i compiti da realizzare
  per  superare  l'emergenza nel campo  dei  rifiuti  e  della
  tutela dei corpi idrici;

   -  con  l'O.P.C.M. del 14 gennaio 2002, è  stato  prorogato
  per tre anni, fino al 31 dicembre 2004, lo stato d'emergenza
  per i rifiuti e la tutela dei corpi idrici in Sicilia;

   -   con   l'ordinanza  n.  3190  del  22  marzo  2002,   al
  commissario  delegato-Presidente della  Regione  sono  stati
  conferiti  nuovi  poteri e introdotte nuove e  significative
  disposizioni;

   -   con   ordinanza  commissariale  del  28  agosto   2001,
  pubblicata  nella Gurs n. 44 del 7 settembre 2001,  è  stato
  modificato   un   precedente   decreto   commissariale   che
  disciplinava  l'ingresso in Sicilia dei rifiuti  speciali  e
  pericolosi provenienti da altre regioni, senza acquisire  la
  prevista intesa del Ministero dell'Ambiente;

   -  l'ordinanza  del  28 agosto 2001 appare  illegittima  in
  quanto  viola il comma 6 dell'art. 5 dell'ordinanza  del  31
  maggio  1999  e  successive modifiche ed  integrazioni,  che
  prevedeva  l'esplicito divieto di 'ingresso  nel  territorio
  della   Regione   siciliana  dei  rifiuti   destinati   allo
  smaltimento, provenienti da altre regioni o dall'estero ..';

   -  tale  divieto è derogabile solo per 'l'importazione  nel
  territorio  della Regione siciliana di rifiuti destinati  ad
  essere  riciclati o recuperati nel territorio  medesimo',  e
  queste previsioni sono state confermate anche dall'ordinanza
  n. 3190 del 22 marzo 2002;

   -  in data 4 marzo 2002 con ordinanza del vice commissario,
  pubblicata  sulla Gurs del 3 maggio 2002 n. 20,  la  Colacem
  S.p.A.,  è stata autorizzata all'importazione di polveri  di
  alluminio, rifiuto molto pericoloso;

   -  con  l'ordinanza  del vice commissario  del  7  dicembre
  2001,  è  stato emanato il Piano stralcio per lo  stoccaggio
  provvisorio  dei  rifiuti speciali e pericolosi,  nonostante
  che   la   commissione  scientifica  nominata  dal  Ministro
  dell'Ambiente  avesse  bocciato  all'unanimità  tale  piano,
  ritenendolo illegittimo e ambientalmente insostenibile;

   -  con  la  stessa ordinanza del 7 dicembre  2001  il  vice
  commissario ha assegnato ai privati la gestione dei  'centri
  stoccaggio',   nonostante   l'art.   4   dell'ordinanza   n.
  3072/2000,  che  dispone la sospensione del  rilascio  delle
  autorizzazioni  per  i privati per la gestione  impianti  da
  autorizzare  ai  sensi  degli artt.  27  e  28  del  decreto
  legislativo n. 22 del 1997;

   -   insieme   alla  richiesta  di  parere  trasmesso   alla
  commissione scientifica sui 'centri di stoccaggio', il  vice
  commissario ha inviato il piano per la gestione dei  rifiuti
  speciali relativamente all'amianto e agli inerti, su cui  la
  commissione diede il proprio parere favorevole nella  stessa
  adunanza in cui esprimeva il parere contrario per i  'centri
  di stoccaggio', ma stranamente tale piano non è stato ancora
  emanato;

   -   con  l'ordinanza  commissariale  del  23  luglio  2001,
  pubblicata  nella  Gurs  n.  39  del  3  agosto   2001,   il
  commissario  delegato ha delegato le proprie  funzioni  e  i
  propri  compiti  al  vice  commissario,  senza  indicare  le
  particolari   competenze  tecniche  del   vice   commissario
  nominato;

   -  con  ordinanza commissariale del 21 giugno 2001 è  stato
  istituito l'Osservatorio regionale sui rifiuti;

   Tenuto  conto che con decreto del commissario del 25 luglio
  2000  è  stato approvato il Piano regionale degli interventi
  d'emergenza  per i rifiuti, il cosiddetto P.I.E.R.,  che  ha
  stabilito  gli  interventi da porre in  essere  al  fine  di
  superare  in  ventiquattro mesi l'emergenza nel settore  dei
  rifiuti;

   Rilevato che:

   -  con decreto commissariale n. 633 dell' 11 luglio 2001, è
  stata  disposta la pubblicazione in Gurs delle  Linee  guida
  per  la  raccolta differenziata ed i criteri  tecnoeconomici
  per  l'organizzazione del servizio, che diversi Comuni della
  Sicilia hanno già recepito;

   -  ad oggi, questo decreto non è stato mai pubblicato nella
  Gurs;

   -  l'ultima  ordinanza  del Ministro dell'Interno,  (la  n.
  3190/2002),  rivoluziona gli obiettivi  e  le  modalità  per
  affrontare e risolvere l'emergenza nel settore dei  rifiuti,
  prevedendo un sistema di gestione basato sulle discariche  e
  sugli inceneritori;

   -  tale  scelta oltre ad essere insostenibile dal punto  di
  vista ambientale, preclude la possibilità di realizzare  una
  moderna  gestione  industriale dei rifiuti,  così  come  sta
  avvenendo nel resto del Paese e dell'Europa;

   -  l'ordinanza n. 3190/2002 posticipa i termini  entro  cui
  raggiungere  gli obiettivi del 15% e del 25% della  raccolta
  differenziata, rispettivamente al 31 dicembre del 2003 e  al
  2005  (il cosiddetto decreto 'Ronchi' prevedeva, invece,  il
  15%  al marzo del 1999 e il 25% al marzo del 2001, obiettivi
  questi   raggiunti  per  la  maggioranza  della  popolazione
  italiana);

   -  con  l'ordinanza n. 3190/2002 si vuole nei fatti tentare
  di  superare  e  azzerare tutta l'attività di pianificazione
  finora  realizzata, che se fosse stata posta in  essere  dal
  commissario   delegato,   avrebbe   permesso   di   superare
  l'emergenza in 24 mesi dall'emanazione del P.I.E.R., e  cioè
  al luglio del 2002;

   -  questa  ordinanza riporta la Sicilia alle condizioni  in
  cui   si  trovava  prima  del  commissariamento  del   1999,
  vanificando  così  la possibilità di realizzare  nell'Isola,
  nel   pieno   rispetto  dell'ambiente,  un   moderno   ciclo
  industriale  dei rifiuti con indubbi benefici  economici  ed
  occupazionali;

   -  prima  del  commissariamento del  1999,  in  Sicilia  si
  faceva  un ricorso esclusivo alla discarica quale  forma  di
  smaltimento   dei   rifiuti   solidi   urbani,    nonostante
  l'esistenza di un piano regionale (quello del 1989);

   -  con  l'attivazione del commissariamento è stata  avviata
  la  pianificazione  che  si è basata  su  due  principi,  la
  salvaguardia dell'ambiente e la realizzazione di una moderna
  struttura industriale per la gestione integrata dei rifiuti;

   -  tali obiettivi dovevano essere conseguiti attraverso: la
  realizzazione  di  9 impianti per la produzione  di  CDR  da
  aggiudicare  con  un bando di gara comunitario  che  avrebbe
  dovuto  prevedere l'obbligo per i prodotti di utilizzare  il
  CDR  in impianti industriali esistenti (cementerie, centrali
  termiche,  ecc  )  al  fine di evitare  nuove  emissioni  in
  atmosfera  o  in  impianti dedicati  che  facessero  uso  di
  tecnologie  a basso impatto ambientale; la realizzazione  di
  35  impianti  per la produzione di Compost  di  qualità;  la
  costruzione   di   23   impianti  per   la   selezione   del
  multimateriale  e la dislocazione nel territorio  dell'Isola
  di 15 stazioni di trasferenza;

   -  questo  complesso  impiantistico è  stato  elaborato  al
  dettaglio  secondo i criteri di efficienza,  di  economia  e
  basso  impatto ambientale, sia per gli impianti che  per  il
  sistema dei trasporti;

   -   tutta  l'impiantistica  è  stata  prevista  nelle  aree
  industriali  ed  inserita all'interno dei rispettivi  Ambiti
  territoriali ottimali;

   -  erano inoltre state definite le modalità di gestione  in
  sicurezza  delle  discariche controllate e delle  discariche
  d'emergenza, ed erano state approvate le linee guida per  la
  raccolta differenziata;

   -  in  base  a tale sforzo di pianificazione già  nell'anno
  2000  tutto  era  pronto per avviare la realizzazione  delle
  opere  che  avrebbero permesso di uscire dall'emergenza,  ma
  nulla  è  stato  fatto e nell'ultimo  anno  vi  è  stata  la
  paralisi   totale  di  ogni  attività  (basti  guardare   il
  rendiconto finanziario della struttura commissariale);

   Ritenuto  lesivo dell'autonomia degli enti  locali,  nonché
  oneroso,   quanto   previsto  dal  comma   3   dell'art.   5
  dell'ordinanza  n.  3190/2002,  in  quanto  il   commissario
  delegato  dispone l'obbligo del conferimento dei rifiuti  da
  parte  dei  Comuni in impianti gestiti da privati  che  egli
  stesso individua (in deroga alle norme sugli appalti) e  con
  la   stessa   convenzione  che  stipula   con   il   gestore
  dell'impianto, stabilisce la tariffa che dovranno  pagare  i
  Comuni per il conferimento dei rifiuti;

   Atteso che:

   -   in  base  all'ordinanza  n.  3190/2002  il  commissario
  delegato-Presidente della Regione può nominare, d'intesa con
  il  Ministro dell'Ambiente, subcommissari, senza che vengano
  specificati  i  compiti,  le  funzioni  e  il   numero,   in
  difformità da quanto previsto dal comma 4 dell'art. 5  della
  legge n. 225 del 1992;

   -  con l'ordinanza commissariale del 23 luglio 2001 è stato
  nominato  un  vice commissario delegato per i rifiuti  e  la
  tutela dei corpi idrici, nonostante che il Presidente  della
  Regione  siciliana  sia stato nominato commissario  delegato
  dal  Ministro degli Interni (ai sensi dell'art. 5, legge  n.
  225  del  1992) e che, in quanto delegato, non ha poteri  di
  sub  delega,  così  come si era espresso lo  stesso  ufficio
  legale della Regione con il parere n. 233.99.11;

   -   con   l'ordinanza  n.  3190/2002  è   stato   soppresso
  l'Osservatorio regionale per i rifiuti, per cui la Sicilia è
  l'unica   Regione  priva  di  questo  importante   strumento
  necessario per monitorare la corretta gestione dei rifiuti;

   -  è stato accertato che circa 12 milioni di tonnellate  di
  rifiuti speciali e pericolosi sfuggono a qualsiasi controllo
  in ordine alla loro destinazione finale;

   Considerato che:

   -  sono stati conferiti al commissario delegato ampi poteri
  in  ordine alla possibilità di derogare alle leggi regionali
  e  nazionali  in  materia di urbanistica,  di  rilascio  dei
  pareri  e  nulla  osta, di appalti pubblici,  di  competenze
  degli   enti  locali  e  di  organizzazione  della  pubblica
  amministrazione;

   -  tali  poteri  di  deroga appaiono  immotivati  non  solo
  perché  alcune di queste deroghe sembrano essere  in  palese
  contrasto        con       i       principi         generali
  dell'ordinamento giuridico (così come stabilito dalla  legge
  n.  225/92), ma anche perché, sembrano incongruenti rispetto
  alle  attività  da porre in essere, (vedi  le  deroghe  alle
  leggi sul condono edilizio, la tutela dei centri storici, la
  'Galasso',  le  norme  sugli appalti,  i  beni  monumentali,
  ambientali e culturali);

   -  tutto  ciò pone pertanto un problema di ordine giuridico
  e  amministrativo, nonché la necessità di codificare  alcuni
  comportamenti   del   Presidente  della  Regione-commissario
  delegato, per garantire trasparenza e legittimità in  ordine
  alle   iniziative  che  intenderà  assumere  con  il  potere
  derogatorio a queste importanti leggi,

               impegna il Presidente della Regione

   -  a  farsi  promotore   dell'istituzione dell'Osservatorio
  regionale  sui  rifiuti,  sul modello  di  quello  nazionale
  istituito  con il decreto legislativo 22/97, con l'obiettivo
  di  conferire  allo stesso Osservatorio un ruolo  importante
  nella lotta alle ecomafie;

   -  a  garantire il rispetto degli obiettivi della  raccolta
  differenziata  previsti dal decreto  legislativo  n.  22/97,
  attraverso un piano che preveda il metodo del porta a porta,
  che potrebbe impiegare ottomila nuovi operatori (il rispetto
  degli  obiettivi si rende necessario anche in considerazione
  della   dimensione  imprenditoriale  che  può  assumere   la
  raccolta  differenziata che è il sistema economicamente  più
  competitivo  rispetto  sia alle discariche  controllate  che
  agli  inceneritori, che a differenza, del 'porta  a  porta',
  richiedono poche decine di operatori addetti);

   -  a  pubblicare  in Gurs le linee guida  per  la  raccolta
  differenziata;

   -  a modificare il Piano regionale sui centri di stoccaggio
  provvisori dei rifiuti speciali e pericolosi, prevedendo  un
  numero  proporzionato  al  reale fabbisogno,  stabilendo  la
  destinazione   finale   di   tali   rifiuti   da    stoccare
  provvisoriamente  e  da  controllare  rigorosamente  con  un
  sistema  di  rilevamento delle diverse fasi di trasferimento
  dei rifiuti, e reintroducendo la titolarità pubblica di tali
  centri;

   -  a dare immediata attuazione, d'intesa con i Prefetti, al
  Piano   di   realizzazione   delle  discariche   consortili,
  controllate  secondo le destinazioni funzionali previste  ed
  approvate;

   -  ad  istituire un tavolo di confronto permanente  tra  la
  Regione,  le  Prefetture dell'Isola, i Comuni e  le  Aziende
  municipalizzate,  allo  scopo  di  concordare  le  politiche
  tariffarie nel caso di conferimento obbligatorio a  soggetti
  privati,  valutarne l'utilità e verificarne  la  trasparenza
  nelle  procedure di affidamento, che comunque devono  essere
  di evidenza pubblica;

   -  a  modificare l'Ordinanza commissariale  del  28  agosto
  2001,  al fine di vietare l'ingresso in Sicilia dei  rifiuti
  speciali  e  pericolosi, con la sola eccezionale deroga  per
  quei rifiuti destinati al riciclaggio o al riuso in impianti
  appositamente   autorizzati,   vietandone   ogni   possibile
  stoccaggio provvisorio;

   -  a  chiedere  al  Ministro dell'Interno di  ridefinire  i
  contenuti  dell'ordinanza n. 3190  del  22  marzo  2002,  in
  direzione della piena attuazione del P.I.E.R.;

   -  a non derogare ad alcuna norma nazionale e regionale  in
  tema  di  compatibilità  e di regime di  autorizzazioni  nel
  campo  ambientale  e in tema di procedure  di  appalti,  che
  dovranno  garantire  il massimo della    trasparenza,  della
  concorrenzialità     e   dell'interesse    della    pubblica
  amministrazione;

   -  a definire criteri oggettivi e modalità di finanziamento
  e  di  realizzazione per gli interventi di bonifica dei siti
  inquinati finanziati dal Ministero per l'Ambiente;

   -  a stipulare con le Prefetture dell'Isola e con i vertici
  delle  forze dell'ordine protocolli di legalità e  sicurezza
  nella   gestione  dell'emergenza  rifiuti  in  Sicilia,   in
  considerazione del fatto che, da più parti e  da  più  fonti
  investigative, è emersa la presenza in questo settore  delle
  organizzazioni mafiose siciliane ed internazionali.» (125)

         GIANNOPOLO   -  SPEZIALE-CAPODICASA  -  CRACOLICI   -
             CRISAFULLI  -  DE  BENEDICTIS-ODDO  -  PANARELLO-
             VILLARI - ZAGO

                «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   -  con circolare n. 3222 del 30 marzo 2001, cui hanno fatto
  seguito le note del 22 maggio 2001, del 5 settembre 2002  e,
  da  ultimo, dell'11 novembre 2002, l'Ufficio del Commissario
  delegato  per  l'emergenza rifiuti ha ribadito la  necessità
  che i Comuni e le Province pongano in essere gli adempimenti
  volti   alla   costituzione  delle  società   che   dovranno
  assicurare la gestione integrata dei rifiuti;

   -  nella  nota dell'11 novembre 2002 sono state individuate
  le scadenze temporali inerenti ai singoli adempimenti;

   -  particolare  importanza, tra  le  scadenze,  riveste  la
  deliberazione consiliare con la quale si autorizza il legale
  rappresentante  dell'ente o un suo delegato a  sottoscrivere
  l'atto  costitutivo  della società e ad  adottare  gli  atti
  connessi;

   Considerato  che l'argomento è stato oggetto di un'apposita
  riunione  svoltasi il 28 novembre, presieduta dal presidente
  della  regione,  on. salvatore cuffaro, cui  ha  partecipato
  anche il vice commissario per l'emergenza rifiuti;

   Preso atto del fatto che:

   -  in  data  3  dicembre  è stata  inviata,  a  mezzo  fax,
  comunicazione  a  tutti  i  Comuni  interessati,   per   gli
  adempimenti di propria competenza per la costituzione  delle
  società per la gestione integrata dei rifiuti;

   -  il fax di cui al punto precedente prevedeva di adempiere
  a tutte le incombenze entro le 24 ore dalla ricezione;

   -  i  Consigli comunali, secondo quanto indicato  nel  fax,
  avrebbero  dovuto  deliberare  entro  cinque  giorni   sugli
  adempimenti necessari alla costituzione delle società per la
  gestione dei rifiuti;

   -  nel  caso  in  cui  i  termini precedentemente  indicati
  fossero  trascorsi  infruttuosamente, si sarebbe  provveduto
  alla  nomina  in  via sostitutiva, mediante  Commissario  ad
  acta, con oneri a carico degli Enti inadempienti;

   -   successivamente   alla  scadenza   dei   termini,   ben
  quattrocento   Commissari  ad  acta   sono   stati   inviati
  dall'Assessore regionale per gli enti locali presso i Comuni
  e  le Province inadempienti, con spese ed oneri a carico  di
  questi ultimi;

   Ritenuto che:

   -  i  termini previsti sono troppo brevi, per cui  è  stato
  impossibile  per  gli Enti provvedere a compiere  tutti  gli
  adempimenti  richiesti cosicché tutti si troveranno  in  una
  situazione di inadempienza;

   -  un  margine temporale adeguato è necessario  affinché  i
  Consigli    comunali   e   provinciali,   possono   studiare
  l'argomento ed esprimere le proprie determinazioni,

                impegna il Governo della Regione

   -  ad intervenire prevedendo termini che possano permettere
  agli Enti locali di adeguarsi alla normativa che prevede  la
  costituzione  di  società  per  la  gestione  dei   rifiuti,
  evitando che gli stessi Enti si trovino in una situazione di
  inadempienza  che  sicuramente non  permette  di  realizzare
  quello che è lo spirito della legge e aumenta inutilmente  e
  ingiustificatamente gli oneri a carico dei cittadini;

   -  a  sottoporre al dibattito d'Aula il Piano  dei  rifiuti
  approvato.» (188)

               RAITI - FERRO - MORINELLO - MICCICHE' - ORLANDO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   -  con  sentenza n. 1148 del 14 febbraio 2001, il Tribunale
  Amministrativo Regionale del Lazio, a seguito di un  ricorso
  presentato da alcune ditte private ha annullato 'nei  limiti
  indicati  in  motivazione' l'ordinanza  del  Presidente  del
  Consiglio dei Ministri 2983 del 31 maggio 1999 inerente alla
  dichiarazione  dello stato di emergenza  per  i  rifiuti  in
  Sicilia  ed  al  conferimento  di  poteri  straordinari   al
  Commissario nella persona del Presidente della Regione;

   -  nella  successiva ordinanza n. 1057 del 23 maggio  2001,
  il  TAR Catania, Sezione prima, nel pronunciarsi su un altro
  ricorso, ha affermato che 'l'annullamento giurisdizionale ha
  effetti  caducanti e non meramente vizianti delle successive
  ordinanze del 31.3.2000 e del 21.7.2000 di parziale modifica
  ed integrazione della prima';

   -  le  'successive  ordinanze' cui fa  riferimento  il  TAR
  Catania sono quelle emesse dalla Presidenza del Consiglio  a
  parziale   integrazione  e  modifica  della  prima,   sempre
  riguardanti l'emergenza rifiuti e l'ampliamento  dei  poteri
  del Commissario;

   -  ancora  il  9  ottobre 2002, il Consiglio  di  Giustizia
  Amministrativa  ha  emesso un'ordinanza,  adottata  in  sede
  cautelare, in cui viene espresso chiaramente il giudizio che
  considera  interamente  annullata  la  prima  ordinanza  del
  Presidente del Consiglio;

   ritenuto che:

   -  secondo  quanto espresso dal TAR Catania e dal Consiglio
  di   Giustizia  Amministrativa,  tutte  le  ordinanze  e   i
  provvedimenti   adottati   a  seguito   dell'ordinanza   del
  Presidente del Consiglio n. 2983 del 1999 sono da intendersi
  non 'viziati' ma nulli di fatto e quindi illegittimi;

   -  tale  nullità vale anche per il Piano di  emergenza  dei
  rifiuti di recente presentato con grande clamore;

   considerato  che  è  prevista una  notevole  partecipazione
  finanziaria da parte dell'Unione Europea per la  gestione  e
  la soluzione dell'emergenza rifiuti in Sicilia e che qualora
  fosse  accertata l'illegittimità degli atti emessi la stessa
  Unione potrebbe avviare una procedura di infrazione da parte
  dell'Italia  e quindi chiedere la restituzione  delle  somme
  erogate;

   per conoscere:

   -  se  il  Presidente della Regione sia  a  conoscenza  dei
  provvedimenti   degli  organi  di  giustizia  amministrativa
  adottati con riferimento alle ordinanze della Presidenza del
  Consiglio in materia di emergenza rifiuti;

   -  se alla luce di tali provvedimenti non ritenga che tutti
  gli  atti adottati in qualità di Commissario delegato  siano
  da considerarsi nulli di fatto;

   -  quali iniziative intenda assumere per porre rimedio alla
  situazione   di  vacatio  normativa  determinata   da   tali
  provvedimenti;

   -  se  non ritenga di dover sospendere l'emanazione di atti
  e   disposizioni   di   qualsiasi  tipo   che   scaturiscano
  direttamente   ed   indirettamente   dalle   ordinanze   del
  Presidente del Consiglio 2983/99, 3048/2000 e 3072/2000  che
  sono  state dichiarate nulle con ordinanze del TAR  Lazio  e
  del TAR Catania;

   -  se  non  ritenga di dover dare comunicazione  agli  Enti
  locali  ed  ai  Commissari già nominati della nullità  degli
  atti  adottati,  invitandoli ad astenersi  dall'adozione  di
  ulteriori provvedimenti la cui validità è di fatto nulla;

   quali  iniziative siano state assunte o si intenda assumere
  per fronteggiare l'eventuale richiesta di restituzione delle
  somme da parte dell'Unione Europea.» (78)

               FERRO - ORLANDO - MICCICHE' - MORINELLO - RAITI

   «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per   il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   -  nella zona ASI tra Agrigento ed Aragona verrà installato
  un   termoconvertitore  finalizzato   alla   lavorazione   e
  bruciatura dei rifiuti solidi urbani;

   -  il  termoconvertitore servirà un'utenza di un milione  e
  centomila abitanti, raccogliendo i rifiuti di ben 92 comuni;

   -  nonostante  la struttura brucerà tutti i rifiuti,  oltre
  il  30  per cento, rappresentato da polveri e altre  scorie,
  verrà  posizionato in un'altra discarica presso la struttura
  del termovalorizzatore;

   ritenuto che:

   -  la  discarica verrà collocata nella zona industriale  di
  Casteltermini,  in  località 'Serra Palermo',  pregiudicando
  l'economia del comprensorio basata principalmente su aziende
  produttrici di prodotti alimentari;

   -  la  gestione affidata ai privati farà lievitare il costo
  per  i  rifiuti  sopportato  dagli  abitanti  attraverso  il
  pagamento della tassa rifiuti solidi urbani;

   preso atto che:

   -  tutti  i  sindaci  della zona hanno  manifestato  a  più
  riprese la loro contrarietà;

   -  la  costruzione del termoconvertitore  avrà  un  impatto
  estremamente  negativo sull'economia locale, avendo  diverse
  aziende  agricole già manifestato la volontà di  abbandonare
  la produzione nella zona;

   -  non  è  stato  ancora  fatto alcuno  studio  di  impatto
  ambientale;

   per conoscere:

   -  quali siano state le motivazioni che hanno portato  alla
  scelta   di  dislocare  il  termoconvertitore  in  zona   di
  Casteltermini   e   se  siano  state   valutate   tutte   le
  ripercussioni sia di carattere ambientale che economiche;

   -  se si possano riconsiderare le scelte operate in materia
  di  trattamento dei rifiuti solidi urbani e optare  per  una
  zona alternativa ove dislocare la discarica.» (139)

                                               MORINELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nel 1999, con Ordinanza della Protezione civile n. 2983,  è
  stato dichiarato lo stato di emergenza rifiuti e che con  la
  stessa   si   nominava   il   Presidente    della    Regione
  Commissario straordinario per fronteggiare tale emergenza;

   il  Presidente della Regione, commissario straordinario, ha
  stipulato  con gli operatori industriali alcune  convenzioni
  ventennali   che  prevedono      la     costruzione       di
  quattro   termovalirizzatori,   di   svariati   centri    di
  trasferenza,  di  impianti  di secco-umido  e  discariche  a
  servizio dei medesimi;

   considerato  che  l'attivazione ed il  potenziamento  della
  raccolta  differenziata  permetterebbero  di  migliorare  il
  piano ed evitare la costruzione di strutture pericolose  per
  la salute della popolazione;

   preso atto che :

   uno   dei  quattro  termovalizzatori  verrà  realizzato   a
  Casteltermini  (AG)  e lo stesso avrà  a  suo  servizio  una
  megadiscarica ad Aragona (AG);

   la  megadiscarica in territorio di Aragona occuperà un'area
  di  circa  trenta ettari e raccoglierà i rifiuti giornalieri
  di ben quattro province;

   sia  il  termovalorizzatore  che  la  discarica  nasceranno
  vicini ai centri abitati;

      la discarica sarà allocata su un territorio sottoposto a
  vincolo  idrogeologico, vicina ad una zona boschiva, inoltre
  tutta  la  zona  è  classificata come zona  sismica  e,  per
  ultimo,  ma  non  in  ordine di importanza,  le  strade  che
  portano alla discarica, le statali 189, 115, 640, 118  e  la
  provinciale  3, non sono adeguate al traffico pesante  degli
  autoarticolati che trasporteranno i rifiuti ad Aragona;

   ritenuto che:

   la   scelta   di   siti   su  cui  verranno   costruiti   i
  termovalorizzatori e le discariche è stata sbagliata  ed  ha
  risposto  unicamente  alle esigenze dei  privati  che  hanno
  stipulato le convenzioni ventennali;

   proseguire su questa strada causerà sicuramente  azioni  di
  pesante protesta da parte dei cittadini, come è già avvenuto
  ad Acerra e in altre regioni d'Italia;

   per conoscere:

   quali  iniziative  intenda  adottare  il  Presidente  della
  Regione-Commissario  straordinario per l'emergenza  rifiuti,
  per rimettere il piano di gestione dei rifiuti all'esame dei
  competenti organi dell'Assemblea regionale siciliana  che  è
  stata  illegittimamente spogliata delle  sue  competenze  in
  materia;

   quali    interventi   immediati   intenda   prendere    per
  salvaguardare  la  salute dei siciliani ed evitare  proteste
  clamorose.» (193)

               FERRO - ORLANDO - RAITI - MICCICHE' - MORINELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   -  con  ordinanza n. 2983 del 31 maggio 1999  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, emessa dal Ministro dell'interno
  delegato  al  coordinamento della  Protezione  civile,  sono
  stati  adottati  'immediati interventi per  fronteggiare  la
  situazione  di  emergenza determinatasi  nel  settore  dello
  smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione siciliana';

   -  ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo n.  22
  del 1997, ai Comuni è attribuito il potere di decidere sulla
  costituzione di società miste in materia, mentre  l'articolo
  22  della legge n. 142 del 1990 consente ai soggetti privati
  di partecipare alla costituzione delle citate società miste;

   -  il  TAR  Lazio con le sentenze nn. 1148/2001 e 1161/2001
  (oltre  al  TAR  Catania ed al CGA), oltre a  'bloccare'  il
  ricorso  a  poteri gestionali di emergenza  in  mancanza  di
  reali impedimenti all'applicazione delle modalità ordinarie,
  ha  annullato le disposizioni inerenti alla costituzione  di
  società miste extra ordinem, che, potenzialmente, potrebbero
  avvantaggiare  le  aziende pubbliche e le  società  miste  a
  prevalente  capitale  pubblico, a  discapito  delle  imprese
  private;

   -  ciò  nonostante, il Presidente della Regione  siciliana,
  nella qualità di Commissario delegato, ha approvato le linee
  guida per la gestione integrata dei rifiuti, nonchè gli atti
  per la costituzione delle società d'ambito;

   -   recentemente,  con  ordinanza  commissariale   del   28
  novembre  2002, n. 1069, dopo mesi di silenzio,  sono  stati
  riapprovati,  con modificazioni, gli schemi di deliberazione
  e  lo  Statuto  per  la costituzione della  società  per  la
  gestione  integrata  dei rifiuti negli  ambiti  territoriali
  ottimali, di cui all'allegato A dell'ordinanza commissariale
  n. 280 del 19 aprile 2001;

   -  in particolare, la nuova formulazione dell'articolo  17,
  oltre  ad  escludere  la  presenza  di  soci  privati  nella
  costituenda  società per azioni conferma,  illegittimamente,
  la  modalità  di  votazione del Consiglio di amministrazione
  della  società, prevedendo diverse e separate votazioni  per
  l'elezione dell'organo;

   -  la  disposizione statutaria, predisposta unilateralmente
  dal  Commissario,  determina una lesione  delle  prerogative
  dell'Assemblea,  menomando l'esercizio del diritto  di  voto
  dei singoli soci;

   -  ciascuna  azione  potrà, invece, essere  utilizzata  per
  presentare o esprimere il voto ad un solo candidato;

   -   i  superiori  provvedimenti  non  sono  improntati   al
  rispetto  dei principi costituzionali in materia  di  libera
  iniziativa  economica  ed  impediscono  di  ottimizzare   la
  gestione  dei  rifiuti, ritardando lo sviluppo  del  tessuto
  industriale in un quadro coerente di indirizzi;

   per sapere:

   -  quali  disposizioni vigenti, non annullate  dal  giudice
  amministrativo,  consentano  al  Commissario  delegato   per
  l'emergenza  rifiuti di ordinare agli enti locali,  anche  a
  mezzo di commissario ad acta, di costituire società miste  a
  livello di ambiti territoriali cui possono partecipare  solo
  soggetti  pubblici,  prevedendo disposizioni  statutarie  in
  contrasto con il Codice civile;

   -   quali   motivi  abbiano  determinato  il  ritardo   per
  l'attuazione,  ove possibile, della gestione  integrata  dei
  rifiuti  nella  Regione siciliana, così  da  determinare  il
  commissariamento di tutti i comuni dell'Isola;

   -  quali urgenti iniziative intenda adottare al fine di non
  pregiudicare   la  partecipazione  di  soci   privati   alle
  costituende   società   e  garantire,  contestualmente,   il
  corretto   esercizio  delle  modalità  di  voto   dei   soci
  partecipanti all'Assemblea.» (965)

                                               PANARELLO

   «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  Commissario  delegato  per  l'emergenza  rifiuti  e  la
  tutela  delle  acque  in  Sicilia,  ha  firmato  l'ordinanza
  commissariale n. 362 del 27 aprile 2005, avente per oggetto:
  'Progetto   del  sistema  integrato  per  l'utilizzo   della
  frazione   residua  dei  r.s.u.  al  netto  della   raccolta
  differenziata  prodotta  nei comuni  della  Sicilia  Sistema
  Agrigento - Ato: AG 1 - AG 2 - AG 3 - CL 1 - CL 2 - PA 4 sud
  - TP 2'; progetto che, tra l'altro, prevede l'impianto di un
  cosiddetto termovalorizzatore (inceneritore) nei  comuni  di
  Castetermini e Campofranco, nell'area ASI della provincia di
  Agrigento (agglomerato industriale Casteltermini 'Valle  del
  Platani');

   il       progetto       prevede      la       realizzazione
  dell'inceneritore,  collocandolo  all'interno   di   un'area
  ricadente  nel letto fluviale, ad una distanza inferiore  ai
  150  metri  dalla  sponda  o  piede  dell'argine  del  fiume
  Platani.  Per  quanto  sopra  detto,  nella  suddetta   area
  vincolata non è possibile la sdemanializzazione del  terreno
  interessato.    Inoltre,   le   opere   di   urbanizzazione,
  propedeutiche alla sua costruzione, ultimate nel 1997,  sono
  da  considerarsi  abusive in quanto  eseguite,  dall'ASI  di
  Agrigento, in assenza delle relative autorizzazioni,  quindi
  non  aventi diritto alla sanatoria ordinaria prevista  dalla
  legge regionale n. 37 del 1985 e sue successive modifiche  e
  integrazioni;

   posto che:

   il  progetto del sistema integrato di cui in oggetto e,  in
  particolare,  l'impianto  industriale  di  Casteltermini   e
  Campofranco   per  l'incenerimento  dei  rifiuti,   presenta
  contraddizioni,  lacune e incongruenze     nell'acquisizione
  dei     pareri autorizzativi per la realizzazione dell'opera
  e si pone in contrasto con il decreto legislativo 5 febbraio
  1997, n. 22;

   le  suddette contraddizioni del Piano regionale dei rifiuti
  sono  state  evidenziate  il  2  agosto  2004  in  sede   di
  Conferenza  dei  servizi,  svoltasi  presso  l'ufficio   del
  Commissario   delegato,  alla  presenza   dei   sindaci   di
  Casteltermini,   Campofranco  ed  Aragona   nonché   di   un
  rappresentante della Provincia regionale di Caltanissetta, i
  quali hanno fatto rilevare i propri pareri contrari al Piano
  stesso e riportati sinteticamente nella stessa ordinanza  n.
  362  (parere  contrario  alla  istituzione  di  discarica  e
  inceneritore, ma questo non rilevato nell'ordinanza  di  cui
  sopra, è stato espresso anche da rappresentanti dei comitati
  civici presenti alla Conferenza dei servizi);

   a  pagina  14 dell'ordinanza n. 362 è scritto testualmente:
  'dal  verbale di riunione svoltasi in data 08.02.2005 presso
  l'ufficio  del Vice Commissario per l'Emergenza rifiuti,  al
  fine  di chiarire la situazione vincolistica della zona  ASI
  dove  sono  previsti  gli  impianti,  le  Soprintendenze  di
  Agrigento   e   di   Caltanissetta  hanno   confermato   che
  effettivamente l'attuale corso del Fiume Platani dista oltre
  150 metri (vincolo secondo D.Lgs. 42 del 2004) dal perimetro
  del  progetto, ma che il corso d'acqua pubblica del Fiume  è
  identificato  come alveo abbandonato ma non sdemanializzato.
  Pertanto, il vincolo imposto ex legge Galasso resta  vigente
  fino a che l'area d'interesse non verrà sdemanializzata';

   tale   parere   favorevole,  sopra   riportato,   è   stato
  rettificato   per   autotutela   della   Soprintendenza   di
  Caltanisetta, per competenza territoriale, con nota  del  23
  febbraio 2005, protocollo n. 890, trasmessa all'ufficio  del
  Commissario delegato per l'emergenza rifiuti;

   con  tale  nota  viene  revocato a  tutti  gli  effetti  il
  precedente   parere  favorevole,  dato  che   gli   impianti
  rientrano nella fascia di 150 metri del Fiume Platani;

   la   suddetta  nota  di  revoca  della  Soprintendenza   di
  Caltanissetta non è stata riportata nell'ordinanza  n.  362,
  nonostante   essa   sia  stata  trasmessa  all'ufficio   del
  Commissario delegato per l'emergenza rifiuti 59 giorni prima
  che il Commissario delegato firmasse la suddetta ordinanza;

   il  Piano paesistico redatto dalla Soprintendenza  ai  beni
  culturali  di  Caltanissetta è stato trasmesso nel  dicembre
  del  2003  all'Assessorato  Beni culturali  e  ambientali  e
  pubblica  istruzione per il relativo parere, e  malgrado  si
  rimanga  ancora in attesa della sua approvazione definitiva,
  le  linee  guida  dello stesso Piano, dove è  indicata,  tra
  l'altro,  la  zona  d'ambito della Valle del  Platani,  sono
  state  approvate con decreto assessoriale  n.  6080  del  21
  maggio  1999  e  pubblicate nella Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione siciliana del 24 dicembre 1999; queste linee  guida,
  anche per quanto riguarda l'area interessata, stabiliscono i
  massimi livelli di tutela e protezione ambientale;

   l'iter  procedurale adottato dall'Ufficio  del  Commissario
  delegato  per l'emergenza rifiuti si ascrive al di fuori  di
  ogni regola di buona amministrazione e viola palesemente  le
  norme  che  prescrivono  la  tutela  ambientale  delle  aree
  demaniali   fluviali:  fra  l'altro,  l'ordinanza   n.   362
  assurdamente  definisce  il  sito,  ove  si  vuolerealizzare
  l'inceneritore, quale  'alveo abbandonato';

   non   è   tollerabile  che  chi  è  deputato  alla   tutela
  ambientale  ignori il disposto dell'articolo 3  della  legge
  nazionale n. 37 del 1994, che sostituisce l'articolo 946 del
  codice civile, il quale testualmente recita: 'se un fiume  o
  un  torrente si forma un nuovo letto, abbandonando l'antico,
  il terreno abbandonato rimane assoggettato al regime proprio
  del demanio pubblico';

   l'andamento  fluviale è comunque assoggettato  a  modifiche
  naturali  del  letto e ciò è dimostrato dai fogli  di  mappa
  catastale  n. 75 del Comune di Casteltermini  e  n.  11  del
  Comune  di  Campofranco; si precisa però che, anche  se  c'è
  stato  un parziale abbandono dell'alveo del fiume,  il  sito
  interessato   alla   costruzione  dell'inceneritore   rimane
  comunque al di sotto dei 150 metri dagli argini, cioè  nella
  fascia  di  rispetto, e questo lo si rileva in due documenti
  planimetrici  dell'allegato 4 del Piano paesistico     della
  Provincia    regionale    di  Caltanissetta,   Carta   delle
  Invarianti  del paesaggio del Comune di Campofranco  a  cura
  della  Soprintendenza  ai  beni Culturali  e  ambientali  di
  Caltanissetta, a sua volta si trova allegata una foto e  una
  planimetria del sito, che con estrema precisione rileva  che
  la  fascia  di  rispetto dei 150 metri arriva dentro  l'area
  industriale dell'ASI (che, come abbiamo detto sopra, è opera
  realizzata  in difformità dall'ex legge Galasso),  e  qui  è
  stata      progettata       dall'operatore       industriale
  l'installazione          dell'inceneritore,         chiamato
  termovalorizzatore;

   appurato che:

   con  nota del 24 marzo 2004, l'ufficio del Genio civile  di
  Caltanissetta, sulla scorta della relazione tecnica dell'ASI
  di   Agrigento,   ha   espresso   parere   favorevole   alla
  sdemanializzazzione del sito;

   a  pagina 18 dell'ordinanza n. 362 del Commissario delegato
  per   l'emergenza  rifiuti  si  legge:  'ritenuto  di  poter
  derogare, ai sensi del citato art. 15 dell'Ordinanza n. 2983
  del  31.05.1999  (omissis)  relativamente  alla  fascia   di
  rispetto  di 150 metri dell'alveo storico del Fiume Platani,
  in  quanto  le  opere  in progetto sono posizionate  ad  una
  distanza  superiore  ai  150 metri  dall'attuale  alveo  del
  fiume';

   la  decisione del Commissario delegato di derogare in forza
  del  disposto  di  cui all'art. 15 dell'ordinanza  n.  2983,
  contrasta in principio con due fattori fondamentali:

   1)  il  potere  di  derogare è ammissibile soltanto  quando
  questa   facoltà   rientri   nei  confini   della   legalità
  costituzionale  e  nella legittimità amministrativa  in  via
  sostitutiva,  cioè  quando un ente  rifiuti,  per  qualsiasi
  motivo,  il  rilascio  di  pareri e  autorizzazioni  dovute,
  mentre  è  un'altra cosa superare il confine della legalità,
  della   trasparenza  e  della  legittimità.   Infatti,   con
  l'ordinanza 362, si è violato il disposto vincolo di  tutela
  paesaggistico  e  ambientale,  in  pieno  contrasto  con  il
  disposto  di  cui  all'art. 142 del decreto  legislativo  22
  gennaio  2004, n. 42, detto anche 'Codice Urbani'. Pertanto,
  le  aree  demaniali dove sono state realizzate, dall'ASI  di
  Agrigento,   le   opere  abusive,  non   sono   soggette   a
  sdemanializzazione né a sanatorie;

   2)  con  la nota della Soprintendenza di Caltanissetta  del
  23  febbraio 2005 si attesta in autotutela la reale distanza
  tra il sito e l'argine del fiume Platani;

   pertanto,  il  Commissario delegato ha firmato  l'ordinanza
  362  dichiarando il falso circa la distanza della fascia  di
  rispetto;

   ritenuto  che  altro elemento, a nostro avviso  ancora  più
  scandaloso,  riguarda  l'altro aspetto  del  problema  della
  mancata tutela ambientale e, conseguentemente, di protezione
  civile. I recenti disastri verificatisi ad Alba in Piemonte,
  a  Sarno  in Campania, a Soverato in Calabria, ci  insegnano
  che  la  prevenzione e la difesa ambientale contro i  rischi
  idrogeologici sono doveri primari delle istituzioni;

   considerato che:

   il  sottoscritto interrogante ha presentato un  disegno  di
  legge  (n.  521  dell'11 novembre 2002) avente  per  oggetto
  'Norme  per  il  riassetto organizzativo e funzionale  della
  difesa  del  suolo',  con  il  quale  si  vuol  disporre  il
  recepimento  della legge nazionale 19 maggio 1989,  n.  183,
  relativa   alla  disciplina,  all'attività  conoscitiva   di
  pianificazione  e attuazione della pubblica Amministrazione,
  al  fine  di  assicurare la difesa del suolo, il risanamento
  delle  acque,  la  fruizione e la  gestione  del  patrimonio
  idrico;

   a  causa del mancato dibattito e relativa approvazione  del
  suddetto  DDL, la Sicilia è rimasta l'unica Regione d'Italia
  a non recepire questa fondamentale legge dello Stato; e che,
  nonostante  il mancato recepimento della legge  n.  183  del
  1989, l'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente
  ha  redatto  il  Piano  stralcio  di  bacino  per  l'assetto
  idrogeologico (P.A.I.) ai sensi dell'art. 1 del D.L. 180 del
  1998,  convertito con modificazioni con la legge n. 267  del
  1998, e successive modifiche e integrazioni;

   fra   i   diversi  piani  redatti,  riguardanti  i   bacini
  dell'Isola,  c'è  quello sul bacino  idrografico  del  fiume
  Platani  (063)  con  la  relativa carta  della  pericolosità
  idraulica  per fenomeni di esondazione. n. 41.  Il  suddetto
  Piano  è  stato  pubblicato negli albi pretori  di  tutti  i
  comuni  della  Valle  del Platani, di  conseguenza  compresi
  Campofranco e Casteltermini, che vedono la propria area  già
  ritenuta  'zona  a  rischio di pericolosità  idraulica  e  a
  rischio  di  esondazione', in particolare  per  la  presenza
  della  diga Fanaco che, proprio nell'ultimo periodo di  alta
  piovosità,  ha  destato preoccupazione presso la  Protezione
  civile e la Prefettura di Agrigento, tanto che l'ESA è stato
  autorizzato al suo svuotamento fino al di sotto dei  livelli
  di  guardia.  Le acque della Fanaco si riversano  nel  fiume
  Platani, provocando rischi di esondazione. Un esempio di ciò
  è   fornito   da   una  fotografia,  che   il   sottoscritto
  interrogante si riserva di consegnare qualora il  Presidente
  della  Regione  ne faccia richiesta; in quell'occasione,  le
  acque  sono arrivate fin sotto l'abusiva strada ASI  che  ha
  impedito  il  loro  naturale ritorno nel proprio  alveo.  Il
  naturale  rientro  delle  acque è storicamente  provato  nei
  fogli mappali dei comuni di Casteltermini e di Campofranco;

   la  lettera  e)  dell'articolo 6  dell'ordinanza  362  così
  recita:  'le  aree destinate agli impianti devono  prevedere
  una  barriera di protezione ambientale, realizzata con siepi
  e  alberatura  d'alto  fusto', mentre  il  Genio  civile  di
  Agrigento,  con  nota del 15 ottobre 2003  (prot.  5772/03),
  specifica:  'che  non  vengano effettuate  piantumazioni  di
  alberi  di alto fusto nelle immediate vicinanze del  confine
  dell'alveo e movimenti di terra che alterino l'assetto plano-
  altimetrico esistente';

   osservato che:

   in  sostanza,  il progetto di costruzione dell'inceneritore
  (che è anche un potenziale pericolo per l'ambiente e per  la
  salute  delle  popolazioni dei comuni vicini) che  si  vuole
  ubicare  in  un'area ove già, per responsabilità  ancora  da
  accertare,  è  stato intaccato il corso naturale  del  fiume
  Platani,  area  che,  per  le leggi  dello  Stato  in  parte
  recepite  nei  rispettivi  piani  regionali  (paesistici   e
  idrogeologici), è sotto tutela pubblica nonché non  soggetta
  a sdemanializzazione, è inaccettabile;

   i  documenti sopra citati sono facilmente reperibili presso
  enti locali, assessorati e uffici pubblici controllati dalla
  Regione,  e  chiaramente  'spiegano'  come  non  è   affatto
  giustificabile   ogni  inadempienza  e  ogni   illegittimità
  commessa dai rappresentanti delle istituzioni;

   per sapere, alla luce di quanto sopra esposto, se ritenga:

   di  verificare  quanto illustrato e valutare  l'opportunità
  di revocare l'ordinanza n. 362;

   di  porre sotto tutela la fascia di rispetto dei 150  metri
  dall'argine del fiume Platani.»(2291)

                                                     MICCICHE'

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per una serie  di  circostanze,
  non  si  è  ancora concluso l'iter di questi atti  ispettivi.  Il
  Governo  si  è impegnato a riferire ulteriormente, nel  corso  di
  questa seduta, nel merito delle questioni sollevate dall'Aula.
   Propongo,  pertanto, in attesa dell'arrivo del Presidente  della
  Regione  -  che  è  già  nel  Palazzo  -  di  continuare  con  le
  dichiarazioni di voto oppure sospendere brevemente la seduta.

                     Sull'ordine dei lavori

   ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, vorrei ricordare che la discussione
  sulla  mozione  numero  125  si  è  già  conclusa,  comprese  le
  dichiarazioni di voto, e che la seduta precedente è stata  tolta
  per mancanza di numero legale dopo la richiesta di votazione per
  appello   nominale.  Pertanto,  dovremmo  solo  precedere   alla
  votazione della mozione.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti in  attesa  che
  arrivi il Presidente della Regione.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.56, è ripresa alle ore
                             12.55)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                             Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che gli onorevoli  Cascio,  Leontini  e
  Scoma hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Riprende la discussione unificata delle mozioni nn. 274, 125,
  188, delle interpellanze nn. 78, 139, 193 e delle interrogazioni
        nn. 965 e 2291 (Gestione dei rifiuti in Sicilia)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,   siamo   alla   discussione
  unificata  delle  mozioni  collegate al  problema  dei  rifiuti.
  Considerata la presenza del Presidente della Regione, credo  che
  si possa proseguire con il dibattito.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, in questi giorni il Parlamento ha affrontato
  un tema di importanza straordinaria per la nostra Terra. E lo ha
  affrontato  con  la partecipazione dei parlamentari,  sia  della
  maggioranza  che  della  minoranza,  che  sono  intervenuti  non
  soltanto numerosi, ma in modo anche qualificato,  al di là delle
  battute che ognuno di noi, me per primo, ha voluto fare, ma  era
  solo  per  svelenire  qualche tema posto  forse  con  una  certa
  irruenza da parte un po' di tutti, anche mia.
   I  parlamentari hanno fatto uno sforzo di ricerca  scientifica,
  ma  anche  politica, per tentare di capire qual è  la  soluzione
  migliore  per  affrontare  costruttivamente  tale  problema   in
  Sicilia.
   Lo  stesso  piano,  proposto  dal  Governo  e  approvato  dalla
  Commissione europea, è al vaglio di tutti e nessuno di noi pensa
  che un piano non possa essere migliorato e migliorabile.
   Non  posso  che prendere atto che su questo tema il Parlamento,
  ma  anche  l'opinione pubblica, ha voluto attivare un  dibattito
  che  è sì nelle aule parlamentari, ma è anche nella società, tra
  la  gente  e pertanto credo sia giusto promuovere da  parte  mia
  anche un momento di riflessione.
   Nel  ribadire,  onorevole  Presidente, onorevoli  parlamentari,
  che  la  termovalorizzazione non può e non deve essere messa  in
  discussione perché oggi non abbiamo modi diversi e migliori  per
  sostituirla,    credo    che   sia    giusto    ragionare    più
  approfonditamente   su   cosa   debba   essere   portato    alla
  termovalorizzazione.
   Nel  dibattito all'interno dell'Aula - tra i parlamentari,  tra
  il  Governo,  tra  la  maggioranza -  non  è  venuto  fuori  con
  chiarezza se deve essere CDR o frazione secca.
   Le  mie  conoscenze mi portano a sostenere che la differenza  è
  minima  e,  comunque,  se questa stessa  differenza  può  essere
  eliminata, il Governo è assolutamente disponibile a rimuovere la
  differenza  di prodotto che va portato alla termovalorizzazione,
  tra  quello  che potrebbe diventare CDR e quello che invece,  in
  questo momento, è frazione secca.
   Su  tale  tema  c'è una assoluta disponibilità ad essere  anche
  più rigidi nelle parti da termovalorizzare, che siano più vicine
  a  quanto  poi  diventerebbe, qualora  si  scegliesse  un  altro
  criterio, il CDR.
   Questo  Governo  ha già ribadito che non ha  alcun  problema  a
  rivedere  alcune allocazioni di discariche - ne  abbiamo  citata
  qualcuna,  ma  possiamo fare un ragionamento complessivo  -  non
  soltanto sulle allocazioni, ma anche sulla quantità del prodotto
  che deve andare in discarica.
   Ho  già ribadito altresì, in questi giorni, ma lo voglio   dire
  qui,   che,  fermo restando che non può esserci tecnica  diversa
  dalla  termovalorizzazione, se si vuole fare una riflessione  su
  alcuni  siti, c'è un'assoluta disponibilità per ciò che va  alla
  termovalorizzazione.
   Possiamo   cogliere,   tra  l'altro,  l'occasione   del   tempo
  necessario  per la  sentenza del TAR affinché questa riflessione
  possa  essere  continuata in altre sedi, dove  più  ristrette  e
  specifiche  competenze possono essere coinvolte per  individuare
  la soluzione migliore per tale problema, affinchè non si rinunci
  ad  una  scelta ma la si porti ad essere utile per una  migliore
  condizione della salvaguardia ambientale.
   Credo  di  aver  capito che questo è il tema che  meglio  si  è
  sviluppato e che più sta a cuore a questo Parlamento; che c'è la
  disponibilità  del Governo l'ho più volte dichiarato,  chiederei
  all'opposizione  di ritirare la mozione che è  più  elaborata  e
  complessa  e che affronta tanti altri temi (ad alcuni dei  quali
  abbiamo  già dato risposta) per votare un ordine del  giorno  in
  cui  si  chiede al Governo di impegnarsi su alcune cose.  Se  il
  Parlamento è d'accordo, lo  ptremmo elaborare  insieme.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA.  Signor Presidente, è chiaro che i firmatari  della
  mozione  guardano con interesse alla posizione espressa ora  dal
  Presidente  della  Regione  perché,  come  è  stato  più   volte
  dichiarato,  non  c'è  alcuna   intenzionalità  politica ,  cioè
  nessuna   strumentalizzazione   politica   nell'affrontare    la
  questione  dei  rifiuti.  C'è tuttavia una reale  preoccupazione
  che  ogni giorno si arricchisce di nuovi elementi. Pensiamo,  ad
  esempio, alla trasmissione che Rai 3 ha mandato in onda ieri  in
  prima serata,   Rifiuti d'Italia ; essa ha ulteriormente dipinto
  a  fosche  tinte il tema dello smaltimento dei rifiuti e  quindi
  anche della termovalorizzazione.
   A  me corre l'obbligo, come primo firmatario della mozione,  di
  dichiarare  subito  che la posizione del Governo  ci  interessa.
  Naturalmente,  essa non si deve tradurre in un modo per prendere
  tempo mentre le cose scorrono e vanno avanti
   Se  c'è  un'intenzione  reale, e credo  che  dalle  parole  del
  Presidente della Regione si evince la disponibilità e la volontà
  di  discutere non solo del sistema delle discariche al  servizio
  dei  termovalorizzatori ma anche del sito, del  numero  e  della
  qualità  del rifiuto da mandare a termovalorizzatore, che  è  il
  vero   problema   che  angoscia  cittadini,   forze   politiche,
  rappresentanze, istituzioni, eccetera.
   Si  tratta di una discussione prettamente tecnica dove ciascuno
  di  noi ha cercato di entrare nel merito dotandosi di elementari
  spunti  raccolti  attraverso  la letteratura  scientifica  e  le
  informazioni disponibili; ma oggi non siamo di sicuro  in  grado
  di affrontare una discussione simile con la dovuta cognizione di
  causa. Se questa disponibilità del Governo esiste, è chiaro  che
  la  discussione dovrà essere fatta da rappresentanti  che  hanno
  competenza  tecnica  siano essi i Comitati cittadini,  i  Gruppi
  parlamentari, il Presidente del Governo...

   CUFFARO,  presidente  della Regione. I comitati  cittadini  non
  hanno competenza tecnica.

   CAPODICASA.  Non  loro  direttamente,   ma  qualcuno  da   loro
  nominato  che abbia  le qualità scientifiche e la competenza  in
  materia, con i quali si possa, quindi, discutere nel merito.
   A  conclusione di questo percorso, mi auguro che si  trovi  una
  intesa,  poi magari noi manterremo il nostro giudizio  contrario
  al  piano  regionale dei rifiuti, ma se, comunque, le  posizioni
  possono  riavvicinarsi su alcuni punti sarà tanto di  guadagnato
  per  tutti.  Naturalmente,  se poi non  si  dovesse  trovare  un
  accordo, ognuno rimane nella propria posizione; da parte nostra,
  se  dovessimo  decidere di ritirare la mozione in risposta  alla
  proposta  del Presidente della regione,  torneremmo di  nuovo  a
  proporla  e  se  ne  riparlerebbe in Aula e ognuno  in  fase  di
  votazione si atteggerebbe come riterrebbe più opportuno.
   Pertanto,  io,  per  la mia parte, avendo ascoltato  anche  gli
  altri  colleghi  firmatari della mozione, sia pure  rapidamente,
  credo  che  se  vogliamo procedere oltre,  bisogna  tecnicamente
  scrivere l'ordine del giorno.
   Suggerisco  quindi  alla Presidenza, dopo che  avranno  parlato
  gli  altri  colleghi che hanno chiesto di parlare, di sospendere
  l'Aula  per  dieci  minuti in modo tale  da  dare  il  tempo  di
  scrivere  l'ordine  del  giorno e di sottoporlo  alla  votazione
  dell'Assemblea.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, ricordo  che  i
  tempi per la dichiarazione di voto sono di cinque minuti.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Alleanza
  Nazionale è molto soddisfatta delle dichiarazioni rese  in  Aula
  dal presidente Cuffaro. E lo è per una serie di motivi.
     Primo,  bisogna  partire  dal  presupposto  che  noi  abbiamo
  ribadito più volte e che è quello della necessità che il sistema
  della  raccolta  dei rifiuti  dalla culla alla tomba ,  come  si
  suol dire, si metta a regime.
   Secondo,  bisogna  prendere atto  che  su  questo  tema  non  è
  consentito  fare  demagogia perché è un  tema  fondamentale  che
  interessa la vita di tutti i cittadini; è un tema per  il  quale
  nessun  partito,  nessuna forza politica e  nessun  governo  può
  esimersi  dall'assumersi  le  proprie  responsabilità.   La   on
  assunzione  di  responsabilità ha portato alle  conseguenze  che
  tutti noi oggi conosciamo sul sistema della raccolta rifiuti.  E
  vediamo  anche  le conseguenze che le mancate  decisioni   hanno
  prodotto in altre regioni, vedi la Campania.
   Per  cui,  è  fondamentale stabilire che il piano rifiuti  deve
  andare  avanti ed è anche fondamentale stabilire in questa  sede
  che,  della  cosiddetta termovalorizzazione, non si può  fare  a
  meno.
   Detto  questo,  però, noi apprezziamo molto  il  fatto  che  il
  Governo  si  sia  reso  disponibile ad  apportare  le  modifiche
  necessarie  affinché si abbia la migliore gestione possibile  di
  questo  delicatissimo settore, posto che è  un  settore  in  cui
  grandi   sono   le   ricadute   sull'ambiente   e    su    tutti
  indistintamente: E soprattutto è un settore delicato  perché  lì
  le  ecomafie  hanno  prosperato e in alcune regioni,  per  certi
  versi,  continuano a prosperare. E' necessario dunque  portare a
  regime  il  piano rifiuti ed è necessario tenere gli occhi  bene
  aperti  affinché da questo sistema venga espulso  ogni  tipo  di
  interesse illecito.
   Siamo  d'accordo dunque che il Governo ponga più attenzione  al
  territorio, ascolti con più attenzione i cittadini ed  operi  di
  concerto,   in  maniera  orizzontale,  oserei  dire,    con   le
  amministrazioni locali e con i cittadini per trovare la migliore
  soluzione    sia   per   l'allocazione   degli    impianti    di
  termovalorizzazione, sia anche per il numero degli impianti. Non
  è  detto  infatti  che  ce  ne vogliano quattro  sul  territorio
  designato.
   Pertanto,  Alleanza  nazionale si dichiara soddisfatta  per  la
  precisazione  portata avanti dal Governo e si dichiara  concorde
  con il proposito annunciato dal Governo.

    ORTISI  Chiedo di parlare.
    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche  noi
  apprezziamo  l'apertura  del  Governo  rispetto  alla  posizione
  rigida  che  si  era delineata  all'inizio nei  confronti  della
  lettura  della  vicenda che a parte il Governo e  alcuni  altri,
  vedeva sul territorio, ma anche sul piano dell'intervento  delle
  figure  istituzionali,  una  netta  contrarietà  a   tale  piano
  gestionale dei rifiuti.
   Noi  abbiamo  dei  dubbi  circa  il  fatto  che  l'unica  forma
  possibile  sia  quella  della  termovalorizzazione.  E  tuttavia
  accettiamo la proposta perchè pensiamo di poter far valere,   al
  tavolo  che si formerà, i valori di una filosofia di  fondo  che
  ribalta quello che è avvenuto fino ad oggi.
     Noi  pensiamo alla termovalorizzazione  come ad uno strumento
  residuale  e finale del piano gestionale dei rifiuti,  cioè  uno
  strumento  che tenga conto che a monte deve esserci la  raccolta
  differenziata spinta.
     E'  chiaro che da un processo di intervento, che non  si  può
  limitare  a finanziare qualche piano di propaganda delle  scuole
  ma   deve  invece  tradursi nella sollecitazione alle  famiglie,
  alle  comunità  ad  utilizzare  per  convenienza  economica   la
  raccolta differenziata spinta, è ovvio che poi si dedurrà che su
  una  percentuale  di raccolta differenziata non  sia  detto  che
  debbano costruirsi  più di quattro termovalorizzatori .  Ciò  mi
  pare ovvio.
   In  questo  spirito  accettiamo la proposta del Governo  purchè
  ci  si metta d'accordo sin da adesso intanto su un atto formale,
  cioè  che  si aggiunga come allegato ad un eventuale ordine  del
  giorno   proprio la formulazione della composizione  del  tavolo
  che  si  va  a  formare; che non si escluda che  alla  fine  del
  percorso  ognuno resti nelle proprie posizioni; che naturalmente
  nel  prendere in considerazione non solo la nostra  proposta  ma
  anche  il numero dei termovalorizzatori si tenga in conto quello
  che  è  apparso come fatto obiettivo che per motivi  ambientali,
  motivi  culturali, archeologici, motivi logistici, cito il  caso
  di  Augusta  per  tutti, come si può pensare  che  centinaia  di
  camion da Enna, da Ragusa, da Catania e da tutta la provincia di
  Siracusa vadano a imbuto sulla 114?
   Se  si  prendono in considerazione tutti questi  elementi,  noi
  non  abbiamo  nessuna remora a modificare in  una  posizione  di
  attesa   quella   che   è   stata   la   nostra   posizione   di
  contrapposizione  rigida. Vorremmo però che di  questo  comitato
  facesse  parte  almeno  una rappresentanza  del  territorio,  mi
  riferisco ai comitati ognuno dei quali al proprio interno ha  un
  tecnico  competente  nella materia, che  dovrebbe  esprimere  il
  proprio   parere; e ciò  non tanto perchè si deve discutere  sul
  piano  politico, ma proprio perchè  - l'ho  già  detto  un'altra
  volta  -  noi parlamentari non siamo in questa Aula i depositari
  della scienza, anzi è vero proprio  il contrario ,  noi dobbiamo
  decidere  solo  politicamente dietro alle quali naturalmente  vi
  sono  anche suggerimenti scientifici, per esempio, di professori
  universitari  (questi  ultimi, molto spesso,  hanno  contrastato
  questo piano gestionale dei rifiuti).
   In  conclusione,  purché  ci siano delle  garanzie,  noi  siamo
  disponibili  alla  sospensione  dell'Aula  e  a  trasformare  la
  mozione in un ordine del giorno.

    LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà. Onorevole Leanza, le raccomando  di
  non  entrare  nel merito della tematica sulla quale abbiamo  già
  dibattuto  abbondantemente, vorrei  precisare  che   si  discute
  soltanto sulla proposta dell'onorevole Capodicasa.

   LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono
  felice,   sono  soddisfatto  per  quanto  detto  dal  presidente
  Cuffaro;  sono soddisfatto perchè egli lo dichiara  nel  momento
  in  cui  in Aula è presente la maggioranza e quindi egli  ha  in
  qualche  modo  il risultato garantito. E sono soddisfatto  anche
  perchè  accetta  una proposta che anche noi come  Movimento  per
  l'autonomia gli avevamo fatto, vale a dire considerato  il  tema
  molto  importante di cui stiamo discutendo la sua  decisione  di
  prendere  due  mesi  di  tempo per vedere   in  che  modo  poter
  migliorare  il  piano dei rifiuti sapendo perfettamente  che  la
  temovalorizzazione va fatta ma sapendo anche  che  è  importante
  capire  ciò che ci dobbiamo mettere dentro. L'allocazione dunque
  diventa  un  fatto  importante ed è importante,  ovviamente,  il
  sentire non solo il territorio ma soprattutto i tecnici  che  in
  quanto  super partes garantiscono  l' imparzialità su  un  fatto
  importante quale quello della salute umana.
   Do  atto al presidente Cuffaro e al suo governo di avere,  dopo
  ampio  dibattito e senza alcun preconcetto, accettato con grande
  intelligenza  e con grande senso istituzionale questo  confronto
  sereno  e  franco che certamente migliorerà non solo i  rapporti
  con  il Parlamento ma, certamente, i rapporti con le popolazioni
  amministrate.
   Voglio  sottolineare  ancora una volta  che  tra  due  mesi  ci
  rincontreremo con la consapevolezza che nessuno ha la verità  in
  tasca,  ma con lo spirito di  cercare - e possibilmente  trovare
  - il miglior rimedio possibile, la migliore soluzione possibile.
     Questo  è  quello che deve garantirci e garantire  tutti.  Se
  andremo  con  questo  spirito saranno due mesi   importanti  che
  certamente ci potranno fare sperare in qualcosa di più.
   In  qualità  di  rappresentante del Movimento per  l'autonomia,
  dichiaro di essere assolutamente soddisfatto.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Onorevole Presidente della Regione,  credo che  la
  sua  dichiarazione abbia qualificato questo Parlamento in quanto
  temevamo  che  il dibattito scaturito dalla presentazione  della
  mozione  fosse  un  dibattito inutile anche se  il  un  tema  in
  discussione sia  importante.
   Il  timore era che le decisioni già fossero state prese  e  che
  nulla valesse discutere perché già era stato tutto deciso.
   Con  soddisfazione dichiaro di essermi sbagliato, perché questa
  era  la  mia  sensazione e, probabilmente, i meriti vanno  anche
  alle  motivazioni che sono state portate all'interno  di  questo
  dibattito  da  tutte  le  parti  politiche  che  hanno   indotto
  probabilmente il Governo a rivedere la sua posizione.
   Nel  merito  della  mozione mi è capitato di citare  ipotetiche
  violazioni  di norme che stavano anche alla base dell'emanazione
  del  provvedimento. Mi è sembrato di tornare  sui  banchi  della
  professione  di  avvocato, specificando però che la  motivazione
  per cui venivano citate queste eventuali violazioni di norme non
  erano  quelle  di  dimostrare  la nullità  di  un  provvedimento
  amministrativo,  ma  era  quella di  chiedere  la  tutela  degli
  interessi  che  stavano alla base di queste norme ipoteticamente
  violate.
   Le  sue  dichiarazioni rispetto la localizzazione dei siti,  le
  sue  dichiarazioni rispetto il dimensionamento dei siti, le  sue
  dichiarazioni  rispetto  il prodotto  che  deve  essere  oggetto
  dell'attività    dei   termovalorizzatori    sono    sicuramente
  motivazioni che ci incoraggiano e ci soddisfano.
   La  raccomandazione  che vogliamo porre  in  essere,  comunque,
  l'ha  espressa in maniera perfetta l'onorevole Ortisi e riguarda
  la  politica  generale  rispetto alla  raccolta  dei  rifiuti  e
  l'incentivazione  concreta e seria della raccolta differenziata.
   Penso  che   queste  siano le dichiarazioni che  nobilitano  il
  nostro  Parlamento, che danno un senso e un ruolo  all'Assemblea
  regionale.

    ROTELLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ROTELLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  naturalmente
  io  non  posso che esprimere un giudizio positivo  su  quanto  è
  stato   annunciato  dal  Presidente  della  Regione,  in  quanto
  l'argomento -  che è importante - è stato riportato in un  clima
  di assoluta collaborazione e costruttività.
   Devo  dire  anche  che è stato valorizzato il ruolo  di  questo
  Parlamento  e delle forze politiche che in esso sono  impegnate.
  Raccolgo  positivamente la disponibilità  del  Presidente  della
  Regione  a   mantenere aperto un ragionamento che può essere  in
  ogni  momento  aggiornato, modificato o reso  più  funzionale  a
  seconda delle necessità, delle disponibilità e delle novità  che
  emergeranno.  Sono  particolarmente  contento  perchè  qui  oggi
  assistiamo al vero senso che dovrebbe avere la politica, cioè un
  fenomeno  che tende a  costruire sulla base di proposte.
   E'  scaturita  oggi una cosa importantissima: la  formazione  e
  l'educazione  ad  un sistema dello smaltimento dei  rifiuti  che
  potrebbe  sembrare anche un concetto lontano, ma è  un  concetto
  che  ci  appartiene, perchè è un problema del  nostro  ambiente,
  della  tutela  del  nostro  ambiente,  di  una  condizione   che
  naturalmente spesso aggrava alcuni territori a fronte  di  altri
  territori  che vengono salvaguardati, ad un sistema  tecnologico
  che  avanza e che deve essere ogni giorno aggiornato e messo  in
  discussione.
   Allora,  tutto  questo mi apre assolutamente costruttivo,  come
  mi  pare  assolutamente  costruttiva anche  l'esigenza  che  noi
  dobbiamo   attrezzare,  caro  Presidente  della   Regione,   una
  condizione  attraverso  la  quale  noi  garantiamo  che   queste
  strutture   che  vengono  costruite  vengano  in  qualche   modo
  monitorate e vangano accompagnate davanti ad una questione a cui
  saranno  sottoposti  purtroppo  i  nostri  cittadini,  cioè   il
  maggiore   costo  che  deriverà  da  tutto  il   sistema   dello
  smaltimento  dei rifiuti, anche su questo sarà opportuno  aprire
  una discussione molto franca e molto seria in questo Parlamento,
  sono cose che appartengono alla nostra società.
   Pertanto, non posso che esprimere un giudizio positivo.  Vorrei
  anche  dare  un  mio personale contributo, se  fosse  possibile,
  dicendo che naturalmente intorno allo smaltimento dei rifiuti ed
  a  tutto  il  sistema  che ruota intorno  al  problema  c'è  una
  questione     che    riguarda    intanto    l'attenzione     che
  l'amministrazione regionale deve avere rispetto ad  un  problema
  che  si  chiama ecomafia. Su questo credo che bisogna porre  uno
  sbarramento allo scopo di potere arginare il più possibile  tale
  fenomeno.
   Sono queste le cose che mi piace ascoltare qui, sono queste  le
  cose   che   ci  fanno  onore,  che  giustificano   le   ragioni
  dell'esistenza del nostro Parlamento che così dimostra  di  aver
  un  suo  ruolo,  una  sua  competenza e  probabilmente  una  sua
  dignità.
   Signor Presidente,  siamo pertanto d'accordo alla proposta  del
  Presidente della Regione.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo  atto
  dell'autocritica del Presidente della regione rispetto alle cose
  dette,  ne apprezzo i toni e  quindi ritiro la mia richiesta  di
  intervento per fatto personale.
   In  merito alle cose che il Presidente della Regione  ha  detto
  poc'anzi, le accolgo con moderata soddisfazione,  perchè  ancora
  non ho ben compreso se in questo suo intervento fossero inserite
  anche  le procedure ufficiali che egli ha adottato in seno  agli
  atti   che oggi sono atti ufficiali e che in alcuni casi pendono
  dei  ricorsi  ovvero  vi  sono  già  in  corso  procedimenti  di
  sospensione.
   Vorrei  quindi  capire  se in questa sua posizione,che  accolgo
  con  moderata soddisfazione (dico moderata perché vorrei  capire
  se  le  intenzioni del presidente Cuffaro di rivedere  tutta  la
  questione  venivano  anche inserite le precedenti  proposte  che
  oggi  sono  ufficiali),  vi sia  anche  una  moratoria  di  tipo
  ufficiale  della sospensione dei provvedimenti  da  lei  emanati
  attraverso  gli  ordini  decretati e pubblicati  sulla  Gazzetta
  Ufficiale. Come ho detto infatti esistono provvedimenti che sono
  nel loro  percorso attuativi; vi sono ricorsi pendenti,  vi sono
  delle sospensioni negli organi giurisdizionali competenti.
   Vorrei  capire  dunque se questa moratoria  sia  ufficiale,  se
  preclude  -  e quindi anche l'approvazione di questo ordine  del
  giorno  -  un passaggio di tipo pratico, tecnico, istituzionale.
  Perchè oggi quello che noi stiamo per compiere è un passaggio di
  tipo  politico; vorrei capire se esso conseguentemente bloccherà
  anche  le  procedure  da  lei  emanate  con  provvedimenti   già
  pubblicati e resi attuativi.
   Vorrei  che  il Presidente della regione replicasse  su  questa
  mia  richiesta  di  chiarimenti al  fine  di  avere  poi  l'Aula
  maggiori  elementi per potere successivamente  dare un  giudizio
  complessivo.

    GIAMBRONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIAMBRONE     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  preliminarmente,  debbo esprimere un mio  sentito  apprezzamento
  per  la  dichiarazione che ha fatto il Presidente della regione,
  per questo momento di riflessione che ha qui consegnato in Aula.
   Debbo  rilevare  anche  la soddisfazione  di  tutti  noi  della
  maggioranza  per  questa  posizione che  si  sta  assumendo,  in
  quanto,  l'abbiamo  detto  da  più  parti  e  a  più  voci,   la
  salvaguardia e la salute dell'ambiente non appartengono  né alla
  destra né alla sinistra.
   La  salvaguardia  e  la  salute del  cittadino  appartengono  a
  tutti.
   E  noi  siamo  nelle condizioni, oggi come maggioranza,  perché
  oggi  la  maggioranza è presente massicciamente e non è, quindi,
  un momento di debolezza che porta il Presidente della regione  a
  fare   questa   riflessione,  questa   dichiarazione.   E'   una
  dichiarazione fatta con vero senso di responsabilità  e  ciò  mi
  riempie di soddisfazione.
   Vedete,  lo  dicevo  anche nel mio precedente  intervento,  c'é
  stata una mobilitazione civile della gente, mobilitazione civile
  sentita  sia dalla persona anziana sia dal giovane,  sentita  da
  tutti,  perché ormai si stava facendo un gran parlare attorno  a
  questi  termovalorizzatori, a questi veleni che vengono  immessi
  nell'atmosfera.  E  sembrava che si facesse  di  tutto  per  far
  passare   il   messaggio  che  questo  Governo  e   che   questa
  maggioranza fossero insensibili a questo argomento.
   La  verità  è  comunque che questa materia va  affrontata  ed  è
  stata affrontata.
   Noi  riteniamo  che  queste discariche abusive  sono  fortemente
  inquinanti;  siamo  preoccupati anche  della  diossina  che  sarà
  emessa dai  bruciatori. Allora, questo momento di riflessione   è
  salutare perché, per mezzo di studi più approfonditi, di incontri
  più  organizzati, di un coinvolgimento da parte della Commissione
  legislativa,  coinvolgendo anche la deputazione  interessata  per
  territorio,  si  possa arrivare ad una determinazione  che  possa
  essere la meno dannosa possibile.
   Per  quel  che  ci  riguarda,  esprimiamo la  soddisfazione  in
  ordine  a  questo momento di riflessione ma esso deve portare  a
  risultati  concreti, perché non è solamente la gente  che  starà
  attenta   a  quelle  che  saranno  le  determinazioni   che   ne
  conseguiranno  ma  saremo anche noi, come deputati,  a  vigilare
  affinché i termovalorizzatori siano fatti nella maniera migliore
  e siano più innocui possibile.
   Signor   Presidente,  vorrei  sottoporle  anche  qualche   altra
  considerazione  in  ordine alla revisione  dei  siti,  perché  in
  alcuni  di essi, onestamente, queste strutture sono accettate,  o
  accettabili, mentre  in altri, invece, ci sono grosse perplessità
  e ancora, attorno a questa materia, mi pare  che ci sia necessità
  di ulteriori riflessioni.
   Per  quanto  riguarda l'intervento della Commissione  credo  che
  sia  indispensabile  fare   anche  delle  audizioni  con  tecnici
  specializzati  in  materia  perché  c'è  occorre  dare   maggiore
  tranquillità,  in quanto, considerato il gran parlare  che  si  è
  registrato attorno alla  materia c'è molta preoccupazione e  ogni
  cittadino vuole essere rasserenato in merito.
   Che  ben  venga, dunque,  questa riflessione ma che sia proficua
  affinché  emerga   che  l'ambiente e  la  salute  devono  essere,
  comunque,  salvaguardati

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo la  seduta  per  dare
  modo  ai  Gruppi  parlamentari di definire un ordine  del  giorno
  largamente condiviso.

    ORTISI   L'accordo non è questo. Non si ritira  preventivamente
  la  mozione  in attesa dell'ordine del giorno, ma  si  ritira  la
  mozione secondo l'esito dell'ordine del giorno, se condiviso.

    PRESIDENTE   Ciò è assolutamente irrituale perché  non  si  può
  subordinare un atto parlamentare ad un altro.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.

        (La seduta, sospesa alle ore 13.35, è ripresa alle
                           ore 14.16)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine  del
  giorno  numero 581 a firma degli onorevoli Misuraca,  Ortisi,  De
  Benedicitis, Leanza Nicola, Dina, Formica, Liotta ed altri.
   Ne do lettura:

                «L'Assemblea regionale siciliana

     sentita  la  relazione del Presidente della Regione,  on.
  Cuffaro,    che   individua   il   metodo   della   raccolta
  differenziata  e  della  termovalorizzazione   come   scelta
  strategica per lo smaltimento dei rifiuti;

     considerato  il  dibattito parlamentare  scaturito  dalle
  mozioni n. 274 ed altre in materia;

     alla  luce  della  necessità emersa  di  approfondire  la
  complessa problematica;

     preso   atto   della   disponibilità   del   Governo   di
  riconsiderare  le  scelte  inerenti  il  numero  ed  i  siti
  prescelti per l'intero ciclo di smaltimento e la quantità  e
  la qualità del prodotto da avviare alla termovalorizzazione,
  oltre    che   l'impegno   ad   incrementare   la   raccolta
  differenziata;

     alla  luce,  altresì,  dei rilievi  sollevati  da  alcune
  delle comunità locali interessate al piano, nel rispetto del
  principio di sussidiarietà

                             impegna
                    il Governo  della Regione

      a  sospendere  le attività conseguenziali  al  piano  di
  gestione  dei rifiuti fino al 30 settembre 2005, data  entro
  la  quale  la competente Commissione parlamentare, integrata
  dal  Presidente della Regione, Commissario straordinario per
  l'emergenza  rifiuti, o da un suo delegato,  avvalendosi  di
  tecnici   del   settore,   approfondirà   le   problematiche
  sollevate nel corso del dibattito parlamentare.

      a  definire tempi e modalità certe per l'incremento  del
  metodo   della   raccolta  differenziata  dei   rifiuti   in
  Sicilia».

   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,
  prendo atto, con soddisfazione, che i lavori parlamentari di
  questi giorni sono giunti ad una decisione unanime, proposta
  dal Governo.
   L'ordine  del  giorno  che è stato presentato,  impegna  il
  Governo a far sì che nei prossimi giorni  si attivino  tutta
  una  serie  di  procedure;  tra  l'altro  ho  chiesto  anche
  l'impegno della Commissione legislativa competente, affinché
  si  possa  affrontare  meglio la  materia  e  giungere  alla
  soluzione che tutti auspichiamo.
   Ritengo  che quando ci si incontra, si parla, si  riflette,
  quando  si lavora per risolvere un problema, alla fine,  non
  può  che  venir fuori una soluzione che sia in  assoluto  la
  migliore  possibile. Magari, una volta trovata la soluzione,
  questa  potrà essere non totalmente gradita a qualcuno,  sia
  esso  facente  parte  della maggioranza o  dell'opposizione,
  però,  credo  e lo ribadisco che quando si lavora  e  ci  si
  incontra,  e  lo  si fa nell'interesse della  Sicilia,  allo
  scopo di risolvere un problema, non si possa fare altro  che
  prenderne atto favorevolmente.
   Signor  Presidente, vorrei sottolineare che  questa  scelta
  del  Governo  è nata da una profonda riflessione,  condivisa
  anche   dall'intera  maggioranza  che,  oggi,  pur   essendo
  disponibile  a  votare  la  bocciatura  della  mozione,   ha
  ritenuto,  insieme a me, che questo problema dovesse  essere
  affrontato  unitariamente, al fine di trovare una  soluzione
  ampia e condivisa da parte di tutti.
   Per questo, pur essendo pronti a votare la bocciatura della
  mozione,  abbiamo ritenuto ingiusto che il  contributo  dato
  anche  da  molti  firmatari della mozione, condivisibile  in
  molte  parti, dovesse ricevere, da parte nostra, un giudizio
  negativo che, in realtà non esiste.
   Quindi,  abbiamo ritenuto opportuno aprire  questo  tavolo,
  coinvolgere  il  Parlamento  e  la  Commissione  di  merito,
  individuare  e  far  partecipare a  questi  lavori  eminenti
  presenze  scientifiche ed avviarci alla  risoluzione  di  un
  problema   che   ha   bisogno  di  essere   affrontato   con
  sollecitudine  e  determinazione, in quanto l'interesse  dei
  siciliani ad avere la possibilità di smaltire i rifiuti  nel
  miglior  modo possibile ed in assoluto il meno inquinante  è
  fuori discussione.
   Signor  Presidente,  la  ringrazio anche  per  la  pazienza
  dimostrataci  nell'aver atteso la scrittura dell'ordine  del
  giorno.  Mi  auguro che, a partire da oggi, i siciliani  che
  hanno vissuto questo dibattito, e soprattutto quelli che  lo
  hanno   sollecitato,  non  mi  riferisco  ai   parlamentari,
  comincino  a dare l'esempio facendo in modo che si  sviluppi
  la raccolta differenziata, che è il vero problema.
   Se questo dibattito, oltre a trovare una riflessione comune
  del  Parlamento, troverà anche la sensibilità dei  siciliani
  che,  a  partire  da  oggi, cominceranno  una  più  concreta
  raccolta differenziata, avremo fatto il primo passo affinché
  possa  essere  più  concretamente affrontato  e  risolto  il
  problema dei rifiuti.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, dichiaro che  le  mozioni
  numeri 274, 125 e 188 sono ritirate e che gli atti ispettivi
  abbinati, si intendono assorbiti.
   Dichiaro, altresì, superato l'ordine del giorno numero 570.
   La  seduta  è rinviata a martedì 19 luglio 2005,  alle  ore
  17.30...

    VIRZI'    Signor   Presidente,  il   19   luglio   ricorre
  l'anniversario  della  morte  di  Borsellino.  Ci  sarà  una
  manifestazione.

   PRESIDENTE  Onorevole Virzì, la manifestazione si  svolgerà
  il  18 luglio. Non possiamo rinviare la seduta. L'Assemblea,
  celebrerà l'anniversario il giorno prima.
  La  seduta  è  pertanto  rinviata a martedì 19 luglio  2005,
  alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - Comunicazioni
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
  83, lettera d) e 153 del regolamento interno, della mozione:

         N. 440 -   Interventi per l'istituzione  di  uffici
                 speciali   a   favore   dei   disabili   in
                 applicazione   dell'art.  4   della   legge
                 regionale n. 10 del 2000.

                     BARBAGALLO - ZANGARA - CULICCHIA GENOVESE
                                           - GURRIERI - TUMINO

       III   -  Discussione unificata delle mozioni:

         N. 291  -    Valutazione  dell'operato  dell'Ambito
                   territoriale    ottimale    1     Palermo
                   nell'affidamento  del   servizio   idrico
                   integrato   nell'A.T.O.   1   Palermo   e
                   provvedimenti consequenziali.

                   GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE -  ZAGO

         N. 304  -      Affidamento  del   Servizio   idrico
                    integrato    nell'Ambito    territoriale
                    ottimale 1 Palermo.

                               ORLANDO - CRACOLICI - FERRO -
                                         FORGIONE GIANNOPOLO

       IV   - Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità   produttive  delle   imprese
                   metalmeccaniche  del settore  ferroviario
                   operanti in Sicilia.

                   FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -  VIRZI'

       V   - Discussione dei disegni di legge:

         1)  Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  (n.
             788/A)
         2)   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei
             prodotti in vendita  (1023/A)
         3)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
         materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività
         degli Uffici del Genio Civile e la prevenzione del rischio
         sismico  (nn.  771-774/A)
         4)   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale
         per il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province
         della Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge
         regionale 2 agosto 2002, n. 7  (n. 977/A)

       VI   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione europea

       VII   -  Elezione di deputati segretari

                La seduta è tolta alle ore 14.23

      Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 17.00

                   DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                          Il Direttore
                    Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

     Nota relativa alla mozione numero 313 e all'ordine del
                        giorno numero 481

    «In  relazione  all'oggetto si rappresenta  che  l'Assessorato
  regionale   all'Agricoltura  e  alle   Foreste   ha   provveduto
  all'inserimento  dell'allevamento dello struzzo  tra  i  settori
  della  zootecnia che possono beneficiare degli aiuti recati  dal
  POR Sicilia 2000/2006.
    Infatti,  nel  documento  POR Sicilia 2000/2006  adottato  con
  delibera  di  Giunta n. 23 del 26 gennaio 2005 e nel Complemento
  di   Programmazione,  adottato  con  Deliberazione  n.  404  del
  21.12.2004,   si   è   provveduto  allo  specifico   inserimento
  dell'allevamento  degli  struzzi  tra  i  settori  del  comparto
  zootecnico  ammessi a finanziamento nell'ambito  rispettivamente
  delle  misure: 4.06 «Investimenti aziendali per l'irrobustimento
  delle  filiere  agricole e zootecniche»  e  4.09  «Miglioramento
  delle   condizioni   di  trasformazione  e  commercializzazione»
  previste  nell'Asse  IV - Sistemi locali di  sviluppo,  del  POR
  Sicilia 2000/2006.
    Pertanto,  con la Misura 4.06 sono f:inanziabili  investimenti
  quali:  costruzione  o ristrutturazione di locali,  compresa  la
  costruzione di tettoie e recinzioni, adibiti all'allevamento  di
  struzzi,  alla  macellazione di carni ed  alla  lavorazione  dei
  relativi   prodotti;   acquisto  di  impianti,   macchinari   ed
  attrezzature  mobili; primo acquisto di capi di allevamento  per
  l'avvio  dell'attività; acquisto di attrezzature e realizzazione
  di impianti per l'utilizzazione idrica (comma 4, lettere a, b, c
  e  d,  art.  109  della legge regionale 32/2000). Altresì,  sono
  ammissibili  investimenti  tendenti a migliorare  le  condizioni
  d'igiene   e  benessere  degli  animali  nonché  sono   previsti
  incentivi  per l'introduzione di sistemi di gestione  ambientale
  non obbligatori.
      Investimenti  nel  settore degli allevamenti  degli  struzzi
  sono  altresì ammissibili a valere della Misura 4.09. Le  azioni
  previste   sono  specificatamente  rivolte  alla  realizzazione,
  all'ammodernamento  ed  al  potenziamento  di  impianti  per  la
  lavorazione,   la  trasformazione,  il  confezionamento   e   la
  commercializzazione   dei  prodotti   agricoli   e   zootecnici.
  L'allevamento degli struzzi è compreso tra gli allevamenti per i
  quali  sono  ammissibili  investimenti  quali:  macellazione   e
  taglio; trasformazione e commercializzazione; sottoprodotti.
    Tutti   gli  aiuti  sono  concessi  a  condizione  che   siano
  rispettati  i  requisiti  di professionalità  dell'imprenditore,
  redditività  dell'azienda e rispetto  dei  requisiti  minimi  in
  materia  di ambiente ed igiene degli alimenti e benessere  degli
  animali, comuni a tutte le misure analoghe del POR.
    Con  la pubblicazione a breve di due bandi, per ciascuna delle
  misure  in argomento, anche gli allevatori siciliani di  struzzi
  in  analogia  agli allevatori degli altri settori  del  compatto
  zootecnico  potranno concorrere per l'assegnazione  degli  aiuti
  destinati al settore agricolo e zootecnico.»

                                          L'Assessore LEONTINI