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Resoconto d'Aula della Seduta n. 308 di martedì 26 luglio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BASILE,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Cordoglio per le vittime della sciagura di Sharm el Sheik

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, le notizie da poco  giunte  dal
  Ministero  degli Esteri ci confermano la gravità  dei  lutti  che
  hanno  colpito il nostro Paese e la nostra Regione.Tra  i  periti
  della  strage terroristica di sabato 23 luglio a Sharm el  Sheikh
  figurano  infatti  i  nostri concittadini  Sebastiano  Conti,  la
  moglie    Daniela  Maiorana  e  Giovanni  Conti,    fratello   di
  Sebastiano,    mentre   è  ancora  dispersa   la   fidanzata   di
  quest'ultimo, Rita Privitera.
   L'Assemblea  regionale  siciliana esprime  le  condoglianze  più
  sincere  alle  famiglie  delle  vittime  e  manifesta,   a   nome
  dell'intera  comunità  siciliana, un  particolare  sentimento  di
  vicinanza  e  solidarietà nei confronti dei  due  figlioletti  di
  Sebastiano e Daniela Conti, Maria e Giuseppe.
   Il  fanatismo  religioso  che sembra nelle  coscienze  di  tanti
  giovani  musulmani che guardano all'occidente con odio disperato,
  seminatore  di  morte  di ignari cittadini, ci  lascia  sgomenti,
  addolorati  e  indignati.  Nonostante gli  sforzi  che  l'ONU,  i
  governi  occidentali,  la Chiesa e le tante organizzazioni  della
  società  civile compiono ogni giorno per condannare  la  barbarie
  del  terrorismo  di matrice islamica richiamando al  dialogo,  al
  confronto,   al  rispetto  delle  regole  del  diritto   e   alla
  tolleranza,   si  succedono,  con  ritmo  purtroppo   incalzante,
  attentati  terroristici programmati con cieco  furore  e  brutale
  efferatezza.
   Noi  non  crediamo ad uno scontro di civiltà, alla  violenza  di
  pochi  fanatici  che  si illudono di seminare  il  terrore  nelle
  nostre case con una sorta di martirio criminale
   Noi  non  intendiamo  fermarci  alla  generica  deplorazione   e
  nemmeno  opporre  una  risposta  basata  sulla  intransigenza   e
  sull'odio razziale e religioso
   Noi  desideriamo  convivere pacificamente con  gli  appartenenti
  alla  religione  musulmana,  sia  continuando  ad  accogliere   i
  lavoratori  extracomunitari che vivono  nelle  nostre  città  sia
  costituendo  con  gli  Stati  in cui  è  praticata  la  religione
  musulmana,  rapporti  di  pace,  reciproco  rispetto,   amicizia,
  collaborazione economica ed interscambio culturale.
   La  Sicilia,  crocevia del Mediterraneo, è da  sempre  in  prima
  fila nella cultura dell'accoglienza dei popoli arabi e del vicino
  Oriente e continuerà ad adoperarsi per favorire l'integrazione ed
  il   dialogo  interculturale  ed  interreligioso  tra  il   mondo
  cristiano e quello musulmano, ma occorre uno sforzo congiunto  di
  tutte le istituzioni.

    (Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che hanno chiesto congedo  gli  onorevoli:
  D'Aquino,  Culicchia,  Mercadante  e  Moschetto,  per  la  seduta
  odierna  e l'onorevole Genovese ha chiesto congedo dal 26  luglio
  al 4 agosto 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Annunzio di presentazione di disegni di legge  e contestuale
         comunicazione di invio alle competenti commissioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - Norme in materia di esposizione dei prezzi  (n. 1032)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Ioppolo,  Formica, Infurna, Virzì
  in data 21 luglio 2005
  -inviato in data 22 luglio 2005

    - Norme per la pianificazione delle grandi strutture di vendita
       in Sicilia  (n. 1034)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
  Panarello, Villari, Zago in data 22 luglio 2005
  -inviato in data  25 luglio 2005

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    - Interventi in favore della Fondazione Don Giuseppe Puglisi  E
       se ognuno fa qualcosa  (n. 1033)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Ortisi, Segreto,  Barbagallo,
  Speziale, Raiti  in data 22 luglio 2005
  -PARERE V Commissione
        inviato in data 25 luglio 2005

           Comunicazione di invio di disegno di legge alla
                       commissione competente

     PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge è  stato
  inviato alla competente Commissione legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Modifiche all'articolo 8 della legge regionale 20 marzo 1951,
       n. 29 recante  Elezione dei deputati all'Assemblea regionale
       siciliana' (n. 1031)
  -di iniziativa parlamentare
  -inviato in data 22 luglio 2005

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che la seguente richiesta  di  parere  è
  pervenuta  dal  Governo  ed  è stata  assegnata  alla  competente
  Commissione legislativa:

                        CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

                            BILANCIO (II)

    - Addendum all'APQ Arte contemporanea e valorizzazione di
       contesti architettonici ed urbanistici  (n. 398/V-II)
  -pervenuto in data 25 luglio 2005
  -trasmesso in data 25 luglio 2005

                    Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE  Comunico che da parte della competente  Commissione
  è stato reso il seguente parere:

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - APQ Trasporto stradale - Atto integrativo (n. 396/IV-II)
  -reso in data 20 luglio 2005
  -inviato al Presidente della Regione in data 21 luglio 2005

     Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazione del
                               Governo

    PRESIDENTE. Comunico che il  Presidente della Regione ha
  trasmesso copia della deliberazione n. 288  P.O.R. Sicilia
  2000/2006 - Adozione definitiva del complemento di programmazione
  - Procedura scritta n. 01/2005   del 29 giugno 2005.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

    -N. 2327 - Notizie sulle conclusioni dell'ispezione condotta
       dall'Assessorato dell'industria presso il Consorzio ASI di
       Catania.
  -- Assessore Industria
  -Firmatario: Spampinato Giuseppe

    -N. 2328 - Notizie sulla gestione della grotta 'Monello' in
       territorio di Siracusa da parte dell'organismo scientifico
       denominato CUTGANA.
  -Presidente Regione
  -Assessore Territorio
  -Firmatario: Ortisi Egidio

    -N. 2329 - Interventi per evitare la soppressione del corso di
       chimica biologica presso l'Istituto professionale statale G.
       Marconi di Vittoria (RG).
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Zago Salvatore

    -N. 2330  -  Interventi  per  garantire  il  corretto
       funzionamento del Consorzio ASI di Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Industria
  -Assessore Presidenza
  -Firmatario: Formica Santi

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testé   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE. Comunico che, in data 22 luglio, è  stata
  presentata la seguente mozione:

        N.  444   Interventi presso il Governo nazionale  per  il
      rilancio delle aziende siciliane in crisi , degli onorevoli
      Capodicasa  Angelo;  Panarello Filippo; Speziale  Calogero;
      Cracolici  Antonino;  Crisafulli Vladimiro;  De  Benedictis
      Roberto;  Giannopolo   Domenico;  Oddo   Camillo;   Villari
      Giovanni; Zago Salvatore.

    Avverto  che  la  stessa  sarà iscritta all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

                 Comunicazione di ritiro di mozione

    PRESIDENTE. Comunico che in riferimento alla mozione n. 437
   Interventi per migliorare la funzionalità delle attività  di
  individuazione delle aree ad elevato rischio idrogeologico e per
  l'adozione delle misure di salvaguardia nell'ambito  dei
  bacini , l'onorevole Fleres, con nota del 20 luglio 2005, anche a
  nome degli altri firmatari,  ha dichiarato di  volerla ritirare.
    L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di nomina di componenti di Commissione

    PRESIDENTE. Comunico che con decreto del Presidente
  dell'Assemblea regionale n. 316 del 21 luglio 2005,  l'onorevole
  Franco Catania  è nominato componente della I Commissione
  legislativa permanente  Affari Istituzionali', in sostituzione
  dell'onorevole  Giovanni Barbagallo  dimissionario;
     l'onorevole Vincenzino Culicchia  è nominato componente della
  V Commissione legislativa permanente  Cultura, formazione e
  lavoro', in sostituzione dell'onorevole  Franco Catania
  dimissionario.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

  N. 442  Predisposizione di un adeguato programma di finanziamenti
  per  il rilancio del settore dell'artigianato in Sicilia ,  degli
  onorevoli  Oddo  Camillo; Panarello Filippo;  Speziale  Calogero;
  Capodicasa  Angelo; Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro;  De
  Benedictis Roberto; Giannopolo  Domenico;  Villari Giovanni; Zago
  Salvatore;

  N.  443  Interventi per migliorare la funzionalità delle attività
  di  individuazione delle aree ad elevato rischio idrogeologico  e
  per  l'adozione  delle misure di salvaguardia ,  degli  onorevoli
  Fleres  Salvatore;  Catania Giuseppe; Maurici  Giuseppe;  Baldari
  Nicola Renato; Turano Girolamo.

        Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  il  settore  dell'artigianato,  secondo  i   dati
  raccolti  dall'Osservatorio regionale per il 2004 e i  primi  tre
  mesi  del  2005,  in Sicilia è a crescita zero (-0,01  per  cento
  rispetto all'anno precedente);

   Osservato che nel primo trimestre del 2005 il tasso di  crescita
  del  settore artigianale in Sicilia è in flessione dello 0,57 per
  cento con un calo del 4,7 per cento nella produzione, del 5,1 per
  cento nel fatturato, del 2,4 per cento nell'export e del 4,9  per
  cento negli ordinativi;

   Considerate  inoltre  le  difficoltà  per  accedere  al  credito
  (nella  graduatoria  nazionale sui  finanziamenti  erogati  dalle
  banche  alle imprese artigiane l'artigianato siciliano occupa  il
  quart'ultimo  posto)  e  le  carenze  di  aree  per  insediamenti
  produttivi;

   Rilevato,  peraltro,  che a causa delle  difficoltà  finanziarie
  dei  comuni,  l'acquisto e la urbanizzazione delle medesime  aree
  spesso ricade interamente a carico degli artigiani;

   Ricordate,  infine,  la  difficoltà delle  imprese  artigiane  a
  riscuotere   i  crediti  vantati  nei  confronti  della   Regione
  siciliana  (circa 100 milioni di euro per investimenti effettuati
  dal  1998  a  fine giugno 2001, relativi ai contributi  in  conto
  capitale  artt. 43 e 47 della legge regionale n.  3  del  1986  e
  circa 200 milioni relativi al 70 per cento dei contributi versati
  per l'assunzione degli apprendisti);

                  impegna il Governo della Regione
                             e per esso
            l'Assessore per la cooperazione il commercio,
                      l'artigianato e la pesca

   ad  individuare  adeguate  risorse  finanziarie  per  varare  un
  programma  di finanziamenti al fine di sostenere gli enti  locali
  nella  redazione  di  piani di insediamenti  produttivi  per  gli
  artigiani e la loro urbanizzazione;

   a  procedere  rapidamente alla liquidazione  dei  contributi  in
  conto  capitale  e dei contributi per l'apprendistato  più  volte
  promesse agli artigiani;

   al  rilancio  e  ulteriore potenziamento dei consorzi  fidi  per
  agevolare  l'accesso al credito di migliaia di imprese  artigiane
  siciliane.» (442)

         ODDO-PANARELLO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI-CRISAFULLI-
         DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO-VILLARI-ZAGO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   l'art.  2,  comma  2,  del  decreto  legge  n.  180  del   1988,
  convertito con modificazioni, nella Legge 3 agosto 1988, n.  267,
  prevede  che  le  regioni possano assumere, anche  in  deroga  ai
  propri  ordinamenti e con procedure d'urgenza, personale  tecnico
  con   contratti  di  diritto  privato  a  tempo  determinato  per
  l'individuazione  delle aree ad elevato rischio  idrogeologico  e
  l'adozione  delle misure di salvaguardia nell'ambito  dei  bacini
  individuati;

   l'art.  15  della legge regionale 9 marzo 2005,  n.  3,  prevede
  l'utilizzo   del   personale  precedentemente   contrattualizzato
  dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente  e  dal
  Ministero  dell'Ambiente e della tutela  del  territorio  per  un
  triennio,  al fine di completare la redazione del Piano  stralcio
  di bacino per l'assetto idrogeologico (PAI);

   dopo  la  conclusione  della prima fase  del  PAI  di  tutta  la
  Sicilia,  appare opportuno prevedere che le attività  del  citato
  personale   tecnico  (geologi,  ingegneri  e  geometri)   possano
  svolgersi in strutture decentrate, almeno di livello provinciale,
  con eventuali due sedi di coordinamento a Catania e Palermo;

   tali   uffici   periferici  potrebbero  così  più  adeguatamente
  rapportarsi  alle articolate e diffuse problematiche  concernenti
  il  dissesto idrogeologico ed operare in funzionale sinergia  con
  gli  uffici  del Genio civile e della Protezione civile  di  pari
  livello territoriale;

   i contratti a tempo determinato di detto
   personale tecnico scadranno il 31 dicembre 2007,

                  impegna il Governo della Regione

   a  valutare  ogni  ipotesi possibile per  meglio  utilizzare  le
  citate unità di personale destinate alla redazione del PAI per la
  salvaguardia dei siti come in premessa indicati, prevedendo  dopo
  la conclusione della prima fase del PAI, la loro utilizzazione in
  strutture   decentrate,  di  livello  almeno   provinciale,   con
  eventuali  due  sedi  (Palermo  e  Catania)  di  coordinamento  e
  prevedendo, altresì, periodiche verifiche di raccordo  funzionale
  con la sede centrale dell'Assessorato Territorio ed ambiente;

   a  predisporre  un  apposito disegno di  legge  che  preveda  la
  stabilizzazione del personale sopra citato per lo svolgimento  di
  tutte  le  attività di gestione, aggiornamento ed approfondimento
  dei  Piano  stralcio del bacino per l'assetto idrogeologico,  che
  costituiscono  gli strumenti imprescindibili per  la  difesa  dal
  rischio idrogeologico;

   a  recepire  la Legge n. 183 del 1989 sulla difesa  del  suolo.»
  (443)

                   FLERES-CATANIA G.-MAURICI-BALDARI-TURANO

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  rifacendomi  all'ultima  seduta,
   così  come  avevamo stabilito, chiedo un'inversione  dell'ordine
   del  giorno  e cioè di passare  prima all'esame del  disegno  di
   legge   n.   1020/A   «Disposizioni   urgenti   per   consentire
   l'espletamento  delle  gare  d'appalto  dei  lavori   pubblici»,
   iscritto al numero 4) del III punto dell'ordine del giorno.

    PRESIDENTE   Poiché analoga richiesta è stata  formulata  anche
  dall'Assessore per i lavori pubblici e non sorgendo osservazioni,
  così rimane stabilito.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Discussione del disegno di legge  Disposizioni urgenti per
      consentire l'espletamento delle gare di appalto di lavori
                         pubblici  (1020/A)

    PRESIDENTE.  Si  passa alla discussione del  disegno  di  legge
   Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento delle gare di
  appalto di lavori pubblici  (1020/A), iscritto al numero 4.
    Invito  i  componenti la commissione a prendere posto al  banco
  delle commissioni.
    Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Beninati per  svolgere  la
  relazione.

    BENINATI, presidente  della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  al testo della relazione.

    PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
    Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1

        1.  Al  comma 18 dell'articolo 7 ter della  legge  11
      febbraio  1994,  n. 109, come introdotto  dall'articolo
      5,  comma 1, della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
      le  parole  'novantesimo giorno' sono sostituite  dalle
      parole 'duecentosettantesimo giorno'.»

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  penso  che  prima  di  passare
  all'approvazione dell'articolo 1, la cui fondatezza  è  evidente,
  chiederei  all'Assessore, poichè noi prevediamo  uno  spostamento
  dal  novantesimo giorno al duecentodecimo giorno e  mi  pare  che
  siano  centoventi giorni in più rispetto al termine, ai  fini  di
  valutare la congruità di questo lasso di  tempo, di conoscere  lo
  stato  di  attuazione  e  di  insediamento  di  previsione  e  di
  operatività delle future stazioni uniche appaltanti.
  Credo  che tale chiarimento da parte dell'Assessore debba  essere
  fatto, impegnandosi davanti al Parlamento in modo molto preciso e
  concreto. Mi sembra doveroso dal momento che stiamo trattando  di
  materia  particolarmente  importante e  delicata,  rispetto  alla
  quale la stessa previsione e la stessa disposizione di legge deve
  essere riferita.
   Inoltre,    chiedo  anche  maggiori  lumi  circa  la  nomina   e
  l'insediamento  dei singoli componenti, della  procedura  seguita
  per  la  nomina  dei  singoli componenti  delle  stazioni  uniche
  appaltanti. Da notizie di stampa apprendiamo, infatti, che  anche
  lo  stesso  Presidente della Regione avanza ipotesi di presidenza
  in  queste  stazioni  uniche.  Anche  rispetto  a  queste  ultime
  notizie, vorremmo  maggiori  ragguagli.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor   Presidente,   anch'io   vorrei   chiedere
  all'assessore al ramo, prima di passare al voto sull'articolo  1,
  che  ci  chiarisse anche alcune questioni attinenti al  tema  che
  stiamo  trattando,  ferma  restando la mia  condivisione  per  la
  necessità  che  si  operi  il rinvio  previsto  dalla  legge  per
  consentire anche agli enti che sono bloccati di potere  espletare
  le gare.
   Detto  questo  però,  credo  che al  di  là  di  alcune  notizie
  giornalistiche, nulla di più si conosce. Ho letto qualche  giorno
  fa l'intenzione del Presidente della regione di voler individuare
  alcune figure, tra cui alcuni ex prefetti,  per la individuazione
  della  figura  dei  presidenti delle commissioni  provinciali  di
  gara.
   C'é  una fase conoscitiva e vi sono già delle istanze presentate
  da  alcuni funzionari e dipendenti dell'amministrazione regionale
  che chiedono appunto di essere assegnati a questo nuovo compito e
  a questi nuovi uffici.
     Io ho posto qualche settimana fa, in merito ad una notizia che
  ho avuto, assumendo quella notizia un po' come valore generale  e
  come  valore  simbolico e ho posto un tema  su  come  l'assessore
  intenda individuare i criteri di assegnazione del personale della
  Regione presso queste stazioni uniche.
   In  particolare, ritengo di buon senso, possiamo dire  così,  il
  fatto  che  in  questa nuova struttura possano  essere  assegnati
  funzionari   che,  oltre  a  garantire  la  qualità   sul   piano
  professionale, in grado di garantire l'attività  e  siano  al  di
  sopra  di  qualunque dubbio sul piano morale  e  in  merito  alla
  procedura delle nomina, considerato  che può inficiare le  stesse
  strutture amministrative che vengono a definirsi con le  stazioni
  uniche.
   Lo  chiedo  perché siamo in presenza di un passaggio  importante
  della  vita della nostra Regione. In fondo siamo la prima Regione
  che sta attuando un modello di riforma di questo tipo. La portata
  non  é di poco conto e proprio per questo anche il rigore con  il
  quale  il  Governo  procederà alla definizione e all'assegnazione
  del  personale  presso  questi uffici, credo  costituisca  quella
  condizione importante perché si parta con il piede giusto.
   Nessun   giustizialismo,  però,  credo  che   proprio   per   la
  delicatezza dell'ufficio si impone che l'assessore e  il  Governo
  operino   il  massimo   rigore  ed  attenzione  affinché   nessun
  indagato,   nessuna  persona  che  sia  sottoposta  ad   indagini
  giudiziarie  nell'ambito delle attività svolte o  in  qualità  di
  funzionario    o    in    relazione   agli   incarichi    esterni
  all'amministrazione regionale, possa essere designato ed indicato
  quale componente di detti uffici.
   Lo  ritengo  un atto di buon senso. Nessuna vena giustizialista,
  però,  credo  che  partire con il piede giusto sia  importante  e
  fondamentale  per  dare  il  senso di marcia  rispetto  a  questi
  istituendi uffici delle stazioni uniche appaltanti.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    pur
  condividendo  le  preoccupazioni  che  sono  state  espresse  sia
  dall'onorevole  Giannopolo che dall'onorevole Cracolici,  tenterò
  di riportare la questione ai fatti odierni.
   Le  sollecitazioni, le richieste di chiarimenti sono proprie  di
  un'attività  di  sindacato ispettivo più che di  una  discussione
  generale.  Però, ognuno ha il diritto di approfondire la  materia
  il più possibile.
   Il  tema è un altro: poiché è passato il termine di maggio,  che
  era  il  termine  che la legge aveva già dato  per  istituire  le
  stazioni  uniche appaltanti, queste argomentazioni  -   scusatemi
  se lo dico -, sono tardive.
   Il   problema  è  che  il  Parlamento,  per  fortuna,  sta   già
  intervenendo  con  questa proroga di termini.  E  credo  che  una
  risposta al vostro quesito è già data dal disegno di legge perché
  il  Governo non ha ancora presentato alcun emendamento al termine
  previsto  dalla norma di proroga. Ciò  vuol dire che di fatto  ha
  ritenuto  che  questa proroga sia sufficiente a  far  sì  che  si
  possano istituire e quindi mettere in funzione le stazioni uniche
  appaltanti. Questo è un quesito già risolto.
   Se  il  tentativo, però, è quello di aprire un dibattito, ripeto
  tardivo dal mio punto di vista, non è utile in quanto le stazioni
  uniche  appaltanti  sono  già previste dalla  nuova  legge  sugli
  appalti.  Cosa  diversa  invece è il fatto  che  dovevano  essere
  insediate nel mese di maggio di quest'anno, ma, purtroppo, non si
  è arrivati ad insediarle.
   Le  questioni  che voi ponete,  avreste dovute  porle  a  marzo,
  aprile ovvero a maggio, non oggi.
   Oggi   il   Parlamento,  concedendo  una  proroga,  vuole   dare
  semplicemente  un  segnale  di estrema  trasparenza,  di  estrema
  linearità visto che siamo in un momento di vacatio per il termine
  scaduto.
   Dato  che  il  Governo ha accettato senza  emendarla  la  nostra
  proposta  di proroga, chiederei, ai colleghi di proseguire  anche
  perché  tutti i vostri dubbi in merito, con l'entrata  in  vigore
  della   stessa   legge,  dovranno  e  potranno  essere   chiariti
  attraverso il normale strumento del sindacato ispettivo.

    ROTELLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ROTELLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto  modo
  di   scrivere   una  lettera  al  Presidente  della   Regione   e
  all'Assessore ai lavori pubblici, in merito alla necessità  -  lo
  dico   al   Governo   perché   potrebbe  essere   particolarmente
  interessato   -  di  verificare  alcuni  passaggi   della   legge
  istitutiva  sulle stazioni appaltanti e sul relativo  regolamento
  in  quanto  la  legge da noi  approvata è una  legge  sicuramente
  innovativa   ma  imperfetta  ed  incompleta.  E  mi   assumo   la
  responsabilità di quello che dico, poiché sono stato  fra  coloro
  che hanno votato questa legge.
   L'attuale assessore ai lavori pubblici  è subentrato solo  nella
  fase  successiva all'approvazione della legge e alla  definizione
  del  regolamento; regolamento che stava per essere approvato  dal
  Consiglio   di  Giustizia  Amministrativa  e  quindi  lo   stesso
  assessore ha potuto soltanto prendere atto di quello che era  già
  avvenuto.
   Questa  legge  sugli  appalti, lo dico al Governo  e  poi  passo
  anche alla proposta che intendo fare sull'argomento, ha una serie
  di imperfezioni.

    BENINATI   presidente della Commissione e relatore.  Ma  quale
  legge? Non stiamo parlando della legge sugli appalti.

    ROTELLA   Lo  so  che  non stiamo parlando  della  legge  sugli
  appalti  ma  stiamo parlando di una proroga,  di  una  legge  che
  ritengo una proposta da fare al Governo e all'intero Parlamento.
   Gli  appalti  che debbono andare nelle stazioni appaltanti  sono
  soltanto gli appalti al ribasso.
      Nulla osta ai vari comuni di potere utilizzare tutte le altre
  forme  concorsuali o di appalto che, per esempio,  riguardano  il
  progetto di finanza o che riguardano, la migliore offerta.  Altre
  forme  di appalto che possono essere utilizzate dai comuni e  che
  non  sono  previsti  dalla legge sugli appalti,   possono  essere
  utilizzate dalla stazione appaltante.
   C'è  l'eventualità, inoltre, che le nuove commissioni potrebbero
  non  essere sufficienti per far fronte alla enorme mole di lavoro
  di  cui dovrebbero occuparsi. Per cui, queste stazioni appaltanti
  potrebbero, di fatto,  diventare dei colli di bottiglia.
     Io  queste cose le ho dette e  le ho scritte. Vi sono  inoltre
  altre cose che possono essere verificate o modificate visto  che,
  naturalmente,  una  legge è sempre perfettibile,  tuttavia,  essa
  presenta subito alcune evidenti contraddizioni o alcuni vuoti che
  naturalmente possono essere colmati dal Parlamento, e il  termine
  di cui stiamo parlando in questo disegno di legge potrebbe essere
  un modo per apportare tale correttivo.
   Un  assessore che trovasse un regolamento già predisposto, o una
  legge definita, non può certamente limitarsi alla presa d'atto di
  ciò  che è avvenuto. Il termine di cui noi stiamo parlando è  una
  necessità  però, mi permetto dire, bisogna farlo nei modi  e  nei
  termini in cui le correzioni  possono essere apportate.
   In  una lettera che io ho inviato al Presidente della Regione  e
  all'assessore  al  ramo  in cui chiedevo che  si  prendessero  in
  considerazione  anche  altre   proposte,  in  modo   che   questo
  Parlamento  possa  apportare alcune correzioni necessarie,  come,
  per   esempio,   quella   che  prevede  che   in   alcune   città
  metropolitane  via sia  una stazione appaltante  dove  convergano
  tutti gli appalti.
   A  questo  proposito,  ho  elaborato uno  studio.  Ogni  appalto
  quando   tutto   va   bene,   dalla  stesura   alla   definizione
  dell'appalto,  dura una settimana, a pieno regime,  e  se  questa
  Commissione non trova intoppi. Noi ci rendiamo conto di cosa  può
  accadere se, per esempio, in una provincia dovesse accadere che i
  comuni  che  possono  utilizzare, lo dice la legge,  le  stazioni
  appaltanti  arrivassero tutte in una volta una serie  di  appalti
  che  si  andrebbero a congestionare in una vicenda che  vedrà  il
  sistema degli appalti imbrigliato o, addirittura, congelato.
   Signor  Presidente,  io  vorrei  che  su  questo,che  non  è  un
  dettaglio,  si approfondisse; voglio ribadire che  la  legge  una
  volta  approvata  renderà  operative  le  stazioni  appaltanti  e
  potrebbe  verificarsi il non conseguimento del vantaggio sperato.
  Pertanto,   alcune   correzioni  al  sistema  potrebbero   essere
  terapeutiche  da parte di questo Parlamento. Quindi,  nulla  osta
  che noi si approvi un differimento di date, che è necessario,  ma
  sarebbe opportuno che questo Parlamento tornasse nuovamente sull'
  argomento per apportare le modifiche necessarie.

    PARLAVECCHIO   assessore  per i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PARLAVECCHIO    assessore  per  i  lavori   pubblici.    Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  chiarire all'Aula  quello
  che  è  stato  l'iter  relativo all'insediamento  delle  stazioni
  appaltanti e del perché si è proceduto in questa maniera,  e  ciò
  nella considerazione di alcuni commenti riportati dalla stampa  -
  che,  secondo me, sono anche imprecisi -  e di alcuni  interventi
  svolti   qui   in   Aula    che   ritengo  polemici   e   frutto,
  sostanzialmente, di disinformazione.
   Leggo   pertanto    tale  mia  comunicazione  che  chiedo   alla
  Presidenza sia messa agli atti dell'Asssemblea.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, a tal riguardo mi  corre
  l'obbligo  di ripercorrere le tappe dell'attività profusa in tale
  direzione dal ramo di amministrazione al quale sono preposto  per
  gli aspetti rientranti nella mia competenza.
   Subito  dopo il mio insediamento, quale Assessore per  i  lavori
  pubblici,  ho  immediatamente dato  avvio  alla  creazione  degli
  strumenti  ed  organismi operativi che costituiscono  presupposto
  per  rendere  applicabile la nuova legge che, a più di  due  anni
  dalla sua entrata in vigore, stentava a decollare.
   E'  stato  così  pubblicato sulla GURS n. 8  del  25/02/2005  il
  Regolamento  di  cui  al comma 17 dell'art. 7  ter  della  Legge,
  condizione   per  imporre  agli  enti  appaltanti  l'obbligo   di
  applicazione delle nuove procedure.
   Contestualmente  ho  elaborato  una  proposta  di  modifica   ed
  integrazione  del  suddetto regolamento al fine  di  migliorarne,
  come  dice l'onorevole Rotella, il contenuto. Il testo che è  già
  passato    al   vaglio   dell'ufficio   legislativo   e    legale
  dell'amministrazione, si trova all'esame del  CGA.
   E'  stato quindi incardinato presso l'Osservatorio regionale dei
  lavori  pubblici  personale dirigenziale per lo  svolgimento  dei
  compiti    di    organizzazione   propedeutici    all'attivazione
  dell'Ufficio  regionale per l'espletamento delle  gare  d'appalto
  (UREG)  ed  è stato designato il dirigente preposto alla  sezione
  centrale dell'ufficio medesimo.
   A  ragione  della mancanza di risorse non previste  nella  legge
  ordinaria,   le  sedi  degli  UREG  sono  state  provvisoriamente
  individuate presso l'Assessorato, per quanto attiene alla Sezione
  centrale,  e  presso le sedi degli uffici del  Genio  civile  per
  quanto attiene alle sezioni provinciali.
     Sono  stati  inoltre individuati i dirigenti  e  i  funzionari
  regionali  che  costituiranno  il personale  di  segreteria  e  i
  relativi  nominativi sono stati trasmessi al  dirigente  generale
  dell'assessorato, competente alla nomina.
   Con  decreto  108/Gab,  del 5/07/2005 dell'assessore  ai  lavori
  pubblici è stato istituito l'Albo previsto dalla  l.r. n. 17/2004
  degli aspiranti a comporre le commissioni di gara.
   Si   trovano   alla  firma  del  Presidente  della   Regione   i
  provvedimenti di nomina dei componenti le commissioni su proposta
  dell'assessore  ai  lavori  pubblici, operazione  questa  che  ha
  incontrato  non  poche difficoltà in ordine all'accertamento  dei
  requisiti richiesti per legge.
     Ricordo  agli  onorevoli  deputati che  la  legge  prevede  la
  possibilità  che siano o prefetti in pensione oppure   magistrati
  non  ordinari o, in alternativa, siano ex questori o questori  in
  attività,  oppure   avvocati cassazionisti. La proposta  riguarda
  sei  prefetti in pensione, due questori in pensione e un avvocato
  cassazionista.  I nominativi sono stati trasmessi  al  Presidente
  della  Regione  il  quale,  in  questi  giorni,  definirà  l'iter
  procedurale dopodiché, previo esame nelle commissioni di  merito,
  predisporrà i relativi decreti.
   Questo  è il percorso compiuto per tutto quello che si  è  detto
  in questa Aula. Ma c'è anche di più e vorrei chiarirlo anche alla
  luce di quanto è stato finora detto.
   Inoltre  è  stato elaborato e proposto l'approfondimento  di  un
  testo  di legge modificativo ed integrativo della legge n. 7/2002
  che oggi si trova in IV Commissione.
     Tutto  ciò  in  soli  dieci mesi, nel  corso  dei  quali  sono
  intervenute  modifiche legislative - come la legge  regionale  n.
  17/2004 - delle quali si è dovuto pure tenere conto.
   Quanto    precede    è   indicativo   degli   sforzi    compiuti
  dall'Assessorato  al quale sono preposto per superare  difficoltà
  che,  francamente, non erano prevedibili nella misura della quale
  si sono via via presentate.
   Al  fine poi di chiarire alcuni aspetti applicativi delle  nuove
  disposizioni  e  sfatare  alcuni  dubbi  e  perplessità  insorti,
  aggiungo  che non avendo effetto retroattivo il nuovo sistema  si
  applica nei procedimenti di appalto instaurati successivamente al
  26  maggio  2005, dalla quale data il regolamento  ha  introdotto
  l'obbligo  della  trasmissione alle segreterie provinciali  dello
   schema'  del  bando di gara. Ciò significa in altre  parole  che
  tutti  i  bandi  di  gara approvati prima del 26  maggio  possono
  trovare  applicazione come gara attraverso le stazioni appaltanti
  ancora  esistenti.  Dal 26 maggio scatta la nuova  procedura.  In
  quanto agli appalti il cui iter procedimentale si è concluso  con
  l'approvazione  del bando da parte delle stazioni appaltanti,  in
  epoca anteriore a tale data, non può che continuare ad applicarsi
  la disciplina previgente.
   E'  da  evidenziare che l'istruttoria  delle stazioni appaltanti
  dei procedimenti da instaurarsi successivamente al 26 maggio, per
  l'approntamento dello schema di bando da trasmettere  all'ufficio
  regionale  per  l'espletamento delle gare d'appalto  comporta  un
  tempo  di  lavoro  mediamente non inferiore a mesi  due.  Il  che
  avrebbe consentito all'Amministrazione regionale di costituire  i
  previsti organismi evitando ristagni o ritardi.
   Volevo  aggiungere,  inoltre, che  sono  incardinati  presso  la
  stazione regionale semplicemente nove schemi di bando di gara che
  dovrebbero essere esitati secondo il nuovo ordinamento. Gli altri
  che  abbiamo monitorato  sono tutti precedenti al 26 maggio e per
  quello  che  ho  detto le stazioni appaltanti  esistenti  possono
  continuare a fare.  E comunque, in ogni caso, per quello  che  ho
  detto,  sono  convinto  di  poter dare  oggi  la  possibilità  di
  approvare l'emendamento della IV Commissione, spostando i termini
  del  regolamento da 90 a 210 giorni, cioè a fine settembre, nella
  convinzione di quello che qui è stato detto.
   Infine   si  è  ritenuto  di  dover  riferire  con  la  presente
  relazione,  che chiedo di allegare al verbale della  seduta,  per
  una  seria  valutazione  della  situazione,  assicurando  il  mio
  migliore  impegno  per quanto di competenza,  affinché  il  nuovo
  sistema  normativo introdotto dalla legge 7/2002 non rimanga  una
  sterile  demagogica  esercitazione del legislatore  siciliano  ma
  costituisca  il  fondamento  di  una  nuova  disciplina   vieppiù
  informata al rispetto dei principi di trasparenza e legalità.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2

       1.  La  presente legge sarà pubblicata nella  Gazzetta
      ufficiale della Regione siciliana.

       2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e
      di farla osservare come legge della Regione.»

   BENINATI,  presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  che
  la   legge   entri   in  vigore  il  giorno  stesso   della   sua
  pubblicazione. Preannunzio  la formalizzazione di un  emendamento
  in tal senso, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  emendamento  della  Commissione ai sensi  dell'articolo  117  del
  Regolamento interno:
   Emendamento 117.2:

  «Al comma 1, dopo la parola   siciliana  aggiungere le seguenti
  altre   ed  entrerà  in  vigore  il  giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione.

   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE Comunico  che hanno chiesto congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Cimino, Leontini, Scoma, Pagano.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento delle gare di
                appalto di lavori pubblici» (1020/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del disegno di legge
   «Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento  delle  gare
  di appalto di lavori pubblici» (1020/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          49
   Astenuto             1

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per lo
   sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788 - 376 - 550 - 957/A)

    PRESIDENTE   Si procede con il seguito della  discussione  del
  disegno di legge «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia »
  (nn.788-376-550-957/A), iscritto al numero 1).
   Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,   ricordo  che  nella  precedente   seduta,
  numero  306  del  19  luglio 2005, si era chiusa  la  discussione
  generale  ed  era  stato approvato il passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo1

                         Principi e finalità

   1.  La  Regione  siciliana  attribuisce  un  ruolo  primario   e
  centrale  al  turismo  per lo sviluppo sostenibile  economico  ed
  occupazionale  del  territorio  e  per  la  crescita  sociale   e
  culturale   della  collettività,  tenuto  conto   della   diffusa
  potenzialità  turistica della Sicilia. Indirizza  e  coordina  la
  programmazione economica, la pianificazione territoriale e quella
  relativa  agli  interventi infrastrutturali, sia specificatamente
  turistici   che  funzionali  al  miglioramento  della  fruibilità
  turistica del territorio.

   2.  La Regione siciliana riconosce il ruolo centrale degli  enti
  locali  territoriali  nella valorizzazione  del  territorio,  con
  particolare   riguardo   alle   politiche   intersettoriali    ed
  infrastrutturali  utili  per  la  qualificazione   del   prodotto
  turistico  e per l'accoglienza e l'informazione dei turisti.  Per
  il  perseguimento  di  tali  finalità  la  Regione  favorisce  la
  crescita   quantitativa  e  qualitativa  del  sistema   turistico
  attraverso:

   a)  la creazione di circuiti di informazione, di assistenza e di
  tutela  dei  soggetti  che  accedono ai  servizi  turistici,  con
  particolare riferimento ai soggetti diversamente abili;

   b)   il   potenziamento  e  la  regolamentazione  delle  imprese
  turistiche;

   c)  gli  interventi infrastrutturali con particolare riferimento
  allo sviluppo del turismo;

   d) la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali;

   e)   l'attuazione   di   politiche   di   concertazione   e   di
  programmazione  negoziata  tra  i  soggetti  pubblici  e  privati
  interessati    alla   formazione   e   alla   commercializzazione
  dell'offerta turistica siciliana;

   f) la promozione dell'immagine della Sicilia.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       dagli  onorevoli  Barbagallo,  Gurrieri  e  Zangara:  1.5,
       interamente sostitutivo; 1.6, interamente sostitutivo;
       dall'onorevole Vicari, relatore: 1.1;
       dall'onorevole Zago: 1.3;
       dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 1.4;
       dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
       1.2.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, poiché l'articolo 1  affronta  i
  principi  e  le finalità del presente disegno di  legge,  sarebbe
  utile  che  venissero sciolti alcuni nodi che  ritengo  si  siano
  gradatamente presentati e aggrovigliati attorno ad  esso.
     Credo che dovrebbe essere l'Assessore a chiarirci il dibattito
  che in questi giorni si è sviluppato anche sulla stampa attorno a
  questo  disegno  di legge e a fugarci il dubbio sulla  pesantezza
  del clima che si registra attorno allo stesso.
   In  questi  giorni  l'Assessore ha  lanciato  dei  messaggi  che
  sarebbe opportuno chiarire e specificare in questa sede.
     Tuttavia,  al  di  là di questo, credo che l'articolo  1,  che
  descrive i principi e le finalità del presente disegno di  legge,
  dovrebbe  costituire l'architrave, dovrebbe essere il simbolo  di
  una moderna e riformata politica turistica nella nostra regione.
   Rispetto   alla  formulazione  che  viene  fatta  col   presente
  articolo,  dubito seriamente che ci stiamo apprestando  a  varare
  una  riforma  organica  del settore del  turismo;  penso  che  ci
  stiamo,  invece,  accomodando ad una legge sul  turismo  che  non
  scioglie i nodi fondamentali che sono strutturali di una politica
  turistica  e  che  riguarda  l'offerta  turistica  nella   nostra
  regione,  la  quale  dovrebbe assumere la centralità  totale  del
  turismo  nelle politiche di sviluppo territoriali,   economico  e
  civile della Sicilia.
   Vorrei  anche  che l'Assessore ci mettesse nella  condizione  di
  affrontare  con  serenità la discussione  su  questo  disegno  di
  legge  e  non  raccogliesse  le  polemiche  da   qualunque  parte
  provengano,  anche di coloro i quali hanno riportato dati persino
  sulla  stampa di oggi e che testimoniano ciò che in parte avevamo
  detto  nella  passata  seduta, in sede di  discussione  generale,
  circa la perdita di posizione non solo dell'Italia ma anche della
  Regione  Sicilia in materia di presenze, in materia di  fatturato
  nel settore del  turismo.
   Al  di là di questo,  credo sarebbe utile chiarire una volta per
  tutte   che intenzione si ha circa l'attuazione del principio  di
  sussidiarietà,  l'attuazione del principio di  decentramento,  di
  riforma  della  Regione che, non solo è contenuto  in  precedenti
  leggi,  ma è contenuto anche in leggi nazionali di settore (parlo
  del  turismo) oltre che di modifiche costituzionali che prevedono
  il  turismo  come  uno  dei settori su cui sperimentare,  su  cui
  attuare politiche di sussidiarietà, cioè a dire di valorizzazione
  del territorio e di valorizzazione anche del privato.
   Il  privato ci ha chiesto di avere un ruolo maggiore,  un  ruolo
  più  importante nella politica turistica di questa  regione.  Non
  solo  l'articolo  1, ma tutto l'articolato della  legge  nega  un
  ruolo  ai  privati,  cosa che invece è prevista  in  altre  leggi
  regionali e nazionali.
   Io   non   vivo  della  cultura  dell'esaltazione  del   privato
  nell'economia  e  nell'organizzazione istituzionale  dei  servizi
  anche  nella  nostra Regione, e tuttavia proprio nel settore  del
  turismo  l'impresa  turistica  non  può  essere  concepita   come
  un'impresa  avulsa  dal  contesto  istituzionale,  dal   contesto
  politico  generale  che  matura  miglioramenti,  che  matura  poi
  un'offerta turistica complessiva.
   Non  esiste,  non  è  possibile scindere il  ruolo  dell'impresa
  turistica  dalla politica più complessiva dell'offerta turistica.
  L'impresa   può   fare  offerta  turistica  se  è   perfettamente
  contestualizzata. Questa legge nega tale contestualità.
   Adesso  non  voglio  aderire  tout court  alla  richiesta  della
  Confindustria di istituire l'agenzia, di demandare ad un  agenzia
  regionale, soggetto giuridico di diritto privato, della  gestione
  di  tutta la politica turistica, non voglio aderire tout court  a
  questa  proposta.  Ma  non  si  può  rispondere,  non  solo  alla
  Confindustria,  ma anche al resto dei privati  dicendo  loro  che
  concediamo  loro qualche posto in più nella Conferenza  regionale
  del  turismo;  questa  è  una presa in giro   Questa  non  è  una
  risposta che serve a risolvere le questioni
   L'altra  questione che noi solleviamo, anche con un  emendamento
  presentato all'articolo 1,  è quella del ruolo degli enti  locali
  territoriali, non solo perchè questo disegno di  legge al comma 2
  nega  la centralità anche degli enti locali nella definizione  di
  una   politica  organica  dell'offerta  turistica.  Il  comma   2
  prefigura  un ruolo centrale degli enti locali territoriali nella
  determinazione   solo   e  semplicemente   delle   politiche   di
  valorizzazione del territorio e non, invece, della determinazione
  della  politica più complessiva di promozione e di qualificazione
  dell'offerta   turistica  nella  nostra  Regione.   Nega   questa
  centralità.
     Noi  riteniamo, invece, che questa centralità vada  recuperata
  nell'organizzazione più complessiva dell'offerta turistica e  non
  solo  di  pezzettini marginali dell'offerta turistica. Come  pure
  riteniamo  che tutto questo possa meglio inverarsi attraverso  un
  ruolo  fondamentale che bisogna attribuire ai  sistemi  turistici
  locali  così  come  li  definisce  la  legge  nazionale;  sistemi
  turistici  locali che sono da un lato territorio, ma  sono  anche
  momenti   omogenei  di  offerta  turistica  legata  ad  un   bene
  culturale,  legata  ad un bene archeologico, ad  una  fase  della
  storia,  legata  ad  un  aspetto di  natura  ambientale  che  può
  travalicare   contiguità  territoriale   sul   piano   fisico   e
  proiettarsi,  come dice anche la legge nazionale, addirittura  su
  basi infraregionali.
   Queste  sono  le  questioni  che  devono  essere  sciolte.   Noi
  ipotizziamo  la  trasformazione  delle  aziende  provinciali   in
  agenzie  provinciali alle quali attribuire un ruolo  fondamentale
  dentro cui recuperare la funzione e la partecipazione dei privati
  sul  modello  delle  Camere  di  commercio  alla  gestione  della
  politica turistica.
   La  stessa   cosa  diciamo per i sistemi  turistici  locali  che
  comunque ci preoccupiamo, nel corso dell'articolato, di  definire
  come  soggetti  giuridici che gestiscono risorse, che  gestiscono
  programmazione,   che   gestiscono  cioè  momenti   concreti   di
  intervento  in  materia di politica dell'offerta turistica  e  di
  organizzazione anche della stessa domanda.
   I  sistemi turistici locali voi li chiamate distretti turistici,
  ma  questo  aspetto della configurazione giuridica non è  neanche
  risolto  nella  proposta che ci viene presentata e rispetto  alla
  quale  io penso che, comunque, il Parlamento debba fare chiarezza
  su  che  cosa è il distretto turistico, se è un momento episodico
  di  sinergia  che  si  realizza o è  un  momento  strutturale  di
  intervento  in  materia di organizzazione della domanda  e  della
  offerta turistica.
   Questi   sono  i  nodi  che  bisogna  sciogliere,  che   bisogna
  risolvere. Se questi nodi vengono sciolti e risolti è chiaro  che
  il  Parlamento  può  avere quel coraggio in più  che  l'Assessore
  rivendica a questo Parlamento in ordine alla radicalità, anche  -
  se  volete,   e non sembri un termine brutto, che necessariamente
  debba incutere paura - alla radicalità che un momento riformatore
  deve  comunque mettere nel conto. E io penso che nel settore  del
  turismo bisogna davvero pensare ad una riforma e pensare  non  ad
  un  sistema  in cui al centro c'è sempre la Regione,  in  cui  al
  centro c'è sempre il neocentralismo della Regione.

                Presidenza del Vice Presidente Fleres

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  farò
  un  breve  intervento per motivare anche la  scelta  di  ritirare
  alcuni  emendamenti.
   Noi  dopo ventidue anni stiamo intervenendo con il desiderio  di
  approvare una legge organica sul turismo (la legge 217,  infatti,
  risale  al  1983). Ci sono ritardi che dobbiamo colmare  con  una
  buona legge. L'idea di approvare la legge in un paio di sedute mi
  sembra  una  forzatura, anche perché tutti hanno  la  volontà  di
  contribuire a migliorare il testo presentato dal Governo.
   Ho  colto   negli  interventi dell'Assessore  soprattutto  e  in
  Commissione  una  disponibilità ad accettare contributi,  idee  e
  proposte, soprattutto con riferimento agli articoli aggiuntivi.
   Per  quanto riguarda il testo e l'emendamento all'articolo  1  e
  poi anche l'emendamento all'articolo 2, ha ragione la Commissione
  quando  dice  che si tratta di autentica riscrittura;  ma  non  è
  detto che le riscritture siano negative né che la Commissione  si
  può  chiudere  in maniera blindata dicendo che poichè  su  questo
  testo  ci abbiamo lavorato per molto tempo, non si può all'ultimo
  minuto  stravolgere  o riscrivere interi commi   e  articoli  che
  prefigurano  una  impostazione diversa sul piano della  filosofia
  della legge.
   Io   non   voglio  ridurre  il  significato  del  lavoro   della
  Commissione  che mi sembra positivo ed estremamente significativo
  per quello che ha prodotto in termini di argomenti, ci può essere
  però  la  possibilità di accogliere alcune indicazioni di massima
  che   migliorano i singoli articoli, perché sugli argomenti siamo
  in gran parte d'accordo.
   In  linea di massima il disegno di legge dell'Assessore Granata,
  approvato  dalla Commissione, prevede quasi tutte  le  iniziative
  proposte dal mio disegno di legge.
   Ricordo  a  me  stesso che quando ci sono disegni  di  legge  di
  iniziativa parlamentare e di iniziativa del Governo, i disegni di
  legge si integrano, non vengono annullati perché c'è qualcosa che
  viene prima e qualcosa che viene dopo, si integrano per formulare
  un testo più valido possibile sul piano dei contenuti anche della
  qualità della legislazione.
   Io  comunque per manifestare anche una mia disponibilità,  fermo
  restando  poi il giudizio complessivo che formuleremo  nel  corso
  dei lavori e poi in sede di votazione finale, per quanto riguarda
  alcuni emendamenti, soprattutto quelli connessi alla costituzione
  dell'Agenzia,  dichiaro  fin d'ora che  li  ritirerò.  Così  come
  dichiaro  di  ritirare quelli a mia firma su  questo  articolo  e
  all'articolo  2. Preferirei che il Presidente li comunicasse   di
  volta  in volta  in modo che io possa dire quali sono quelli  che
  ritiro  e  quelli che mantengo. Questi, comunque lo annuncio  sin
  d'ora,  verranno  ritirati. Verranno ritirati, nonostante  quando
  parlavo di filosofia, parlavo di impostazioni culturali diverse.
       L'Assessore    stamattina   ha   fatto   una    introduzione
  significativa;  però,  non  siamo  ancora  all'accoglimento    di
  un'idea del turismo, che  è un'idea largamente condivisa,  che  è
  passata  nel resto del Paese, come mentalità, come cultura,  cioè
  quella  di  considerare  il turismo essenzialmente  un  fatto  di
  impresa  e, quindi, di assegnare un ruolo estremamente importante
  alle imprese turistiche, al mondo imprenditoriale.
   La  creazione  dell'Agenzia era il riconoscimento di  un  ruolo,
  soprattutto  in  Sicilia,  importante  alle  strutture   e   agli
  imprenditori  privati.  Abbiamo tentato di  dare  un  segnale  di
  apertura a queste realtà, cambiando la Conferenza del turismo  in
  Consiglio  regionale del turismo, con uno spazio di concertazione
  che noi consideriamo positivo. Lo stesso segnale di attribuire la
  vicepresidenza  del  Consiglio  regionale  al   turismo   ad   un
  rappresentante   delle  associazioni  del  mondo  imprenditoriale
  privato è un segnale significativo e di apertura.
   Noi  dobbiamo,  però, lavorare in questi giorni,  senza  fretta,
  perché  io  sono  convinto che questa legge può essere  approvata
  benissimo  prima  della  chiusura estiva, dobbiamo  lavorare  per
  tentare di non  arroccarci  su nessuna delle nostre posizioni. Io
  potrei  dire che il mio disegno di legge è più valido  di  quello
  del  Governo. Non  sto dicendo questo e anzi ritiro gli  articoli
  di  riscrittura a mia firma,  nonostante molti colleghi  avendoli
  letto  hanno riconosciuto la validità sul piano soprattutto della
  cornice legislativa che manca  nel disegno di legge del Governo.
   Tuttavia,  proprio  per favorire un percorso positivo  a  questo
  disegno di legge, io ritiro questo emendamento e, man mano che il
  Presidente  li  comunicherà, dichiarerò  quali  sono  quelli  che
  ritiro e quelli che mantengo.

    PRESIDENTE   L'Assemblea  prende  atto  del  ritiro,  da  parte
  dell'onorevole  Barbagallo, degli emendamenti 1.5,  1.6,  2.17  e
  2.18.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   io,   a
  differenza dell'onorevole Giannopolo, ritengo, pur confermando la
  mia  idea, che la migliore legge è sempre  quella che deve essere
  ancora  scritta,  che però oggi con l'inizio dell'esame  in  Aula
  della  legge-quadro sul turismo mi pare che finalmente si  compia
  un grosso passo avanti.
   Io  non  so alla fine quale testo l'Aula, rispetto alla proposta
  che la Commissione ha voluto fare, esiterà. Non v'è dubbio, però,
  che  riguardo a quanto sancito dall'articolo 1 - il cui  comma  1
  così  recita: «La Regione siciliana attribuisce un ruolo primario
  e  centrale al turismo per lo sviluppo sostenibile, economico  ed
  occupazionale  del territorio e anche per la crescita  sociale  e
  culturale  della collettività  » -  credo che se questo principio
  sancito nel comma 1 dell'articolo 1 della legge diventa il motivo
  che  spingerà  questo Governo e i futuri governi  a  guardare  al
  turismo  finalmente  come  una,  non  come  la,  come  una  delle
  possibilità  di  sviluppo,  di crescita  economica-sociale  della
  nostra  terra, credo che già questo costituisca un  grosso  passo
  avanti.
   Non  condivido neanche l'affermazione dell'onorevole  Giannopolo
  che lamenta il centralismo rispetto al decentramento.
   Il  comma  2  dell'articolo  1  recita:  «La  Regione  siciliana
  riconosce il ruolo centrale degli enti locali territoriali  nella
  valorizzazione  del  territorio, con  particolare  riguardo  alle
  politiche  intersettoriali  ed  infrastrutturali  utili  per   la
  qualificazione  del prodotto turistico ...». Anche  questo  è  un
  principio  che  il  legislatore ha voluto  sancire  nel  comma  2
  dell'articolo  1  proprio per evitare che  il  turismo  possa  in
  qualunque  modo e in qualunque maniera diventare una  vicenda  di
  tipo verticistico.
   Non  v'è  dubbio  che nell'esame degli articoli troveremo  delle
  contraddizioni - lo dico fin da adesso - in quanto su alcuni temi
  non  mi  sono  potuto trovare d'accordo con la maggioranza  della
  Commissione   proprio perché, a mio avviso, in alcuni emendamenti
  su  alcuni degli articoli rinneghiamo quei principi e quei valori
  che, invece, con l'articolo 1 abbiamo voluto sancire.
   Mi  rivolgo  alla  Presidenza. Spesso in questi  anni  ci  siamo
  trovati  ad  iniziare un iter procedurale  su  una  legge  e  poi
  attraverso  l'attività emendativa spesso e volentieri  alla  fine
  abbiamo in qualche maniera snaturato quella che doveva essere  la
  legge presentata all'Aula.
   E  fin   da  oggi,  che stiamo iniziando ad esaminare  la  nuova
  legge  quadro  sul  turismo, rivolgo  a  lei,  signor  Presidente
  dell'Assemblea,  una richiesta. La nostra Commissione ha lavorato
  in  questi  mesi  ed  oggi ancor di più -  perché  abbiamo  avuto
  un'unica  seduta  fiume dalle 11.00 del mattino alle  17.00,  per
  esaminare  tutti  gli emendamenti che l'Aula  ci  aveva  inviato.
  Poiché ci saremmo dati un indirizzo,   le chiedo di fare sì   che
  quello esitato dalla Commissione resti il testo della nuova legge
  quadro  sul  turismo,  nel  senso  che  essendo  competenza   del
  Presidente  dell'Assemblea  dichiarare  ammissibile  o  meno   un
  emendamento, ai sensi del Regolamento, le chiedo di  tutelare  la
  legge   quadro  sul  turismo  non  consentendo  di   mettere   in
  discussione  il  testo  nel senso  di non dichiarare  ammissibili
  emendamenti che nulla hanno a che vedere con una legge  quadro  e
  che  nulla hanno a che vedere con la materia che stiamo trattando
  e  che  nulla possono avere avuto a che vedere con i lavori della
  quarta  Commissione non avendone competenza sulle materie che  ci
  siamo  trovati a dovere guardare e non affrontare proprio  perché
  non ne avevamo competenza.
   Mi  auguro   che  noi  si  possa lavorare con  grande  serenità.
  Abbiamo  avuto  la  capacità  Governo  e  Parlamento  insieme  di
  riuscire, per come merita una legge quadro, ad esitare  un  testo
  con  dieci  articoli. Ci sono decine di emendamenti  di  articoli
  aggiuntivi che vedo stampati nel fascicolo e, quindi, ritengo non
  abbiano avuto un preventivo esame da parte della Presidenza,   ma
  mi  auguro  che la Presidenza con grande serenità e rispetto  del
  Parlamento  faccia in modo che la legge quadro sul turismo  resti
  tale.

    DE BENEDICTIS^. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
  che  non  sfugga  ad alcuno il fatto che sicuramente  la  Regione
  siciliana  con  questa  legge  tenta  di  agganciarsi  nella  sua
  programmazione e negli indirizzi politici generali ad un fenomeno
  a cui già da prima doveva prestare più attenzione.
   Quello del turismo non é soltanto un ambito dello svago e  della
  ricreazione  culturale, ma é un'economia a tutti gli effetti.  In
  quanto   tale,   si   devono  allontanare  molte  interpretazioni
  superficiali  sui dati che soprattutto in questi mesi  vengono  a
  essere   promosse  anche  da  parte  dell'Assessore.  Con  troppo
  facilità  si  danno incrementi delle presenze turistiche  che  si
  riferiscono  a  dati globali che assai meglio  dovrebbero  essere
  analizzati al loro interno per scoprire che ci sono luci ed ombre
  ancora molto forti.
   Con  soddisfazione possiamo dire di essere stati  fra  coloro  i
  quali hanno contribuito a scrivere nell'articolo 1 che la Regione
  siciliana  attribuisce un ruolo primario e centrale  al  turismo,
  per  lo sviluppo economico del proprio territorio e non già  come
  era  nella formulazione iniziale. Quindi, c'é un protagonismo che
  la Regione vuole darsi e vuole attribuire al turismo.
   Tuttavia,   una  considerazione  generale  bisogna  farla.   Noi
  sbaglieremmo  se in questo momento pensassimo con troppa  enfasi,
  ma  forse  -  ripeto  - con troppa superficialità,  all'idea  del
  turismo come chiave di volta della nostra situazione.
   E'  sbagliato intendere, oggi soprattutto più di prima,  culture
  che  abbiano  riferimenti in un solo settore e, quindi,  economie
  monoculturali.  E' stato uno sbaglio per la Sicilia,  negli  anni
  '50 e '60, puntare esclusivamente sulla chimera industriale. Lo é
  stato tanto di più perché quelli dovevano essere gli anni in  cui
  investire proprio sul turismo. Sarebbe uno sbaglio, oggi, puntare
  esclusivamente  sul turismo e non allargarsi,  invece,  a  quella
  pluralità  di  interventi  e di settori  dell'economia,  fra  cui
  l'industria, l'agricoltura, i servizi e il tecnologico  avanzato,
  che  possono,  insieme al turismo, aiutare la nostra  Regione  ad
  uscire dalle secche in cui attualmente si trova.
   E'  velleitario o semplicemente da incompetenti pensare  che  il
  turismo  possa  da solo trainare la nostra economia.  Questo  può
  accadere per un Paese sottosviluppato; tutti gli economisti e gli
  analisti smentiscono che per una Regione di un Paese civile e  ad
  avanzato  stato di sviluppo economico come il nostro, o  come  il
  nostro vorrebbe essere, ciò sia possibile.
   Peraltro,  é  opportuno  sottolineare come  l'enfasi  di  queste
  ultime  dichiarazioni, di un ritrovato slancio verso il  turismo,
  deve fare i conti con una realtà che ci vede ancora molto lontani
  dal  poterci  dire pienamente competitivi anche solo sul  mercato
  nazionale.
   A  confrontare i dati, non solo assoluti, rispetto ai  quali  la
  Sicilia  é ancora molto indietro nel panorama nazionale,  fra  le
  ultime  regioni  per presenza complessiva, ma confrontando  anche
  soltanto  gli incrementi di presenza avvenuti negli ultimi  anni,
  noi  oggi riscontriamo un incremento inferiore a quello di  molte
  altre  Regioni  d'Italia.  Cito  dati  ufficiali  che  lo  stesso
  Ministero  fornisce:  la  Calabria,  il  Molise,  la  Puglia,  la
  Basilicata,  l'Abruzzo, la Sardegna, tutte regioni dell'Obiettivo
  1  che  hanno  utilizzato fondi strutturali, hanno  speso  meglio
  questi  fondi  per incrementare, più di quanto non abbiamo  fatto
  noi, il livello di presenza turistica.
   E'  chiaro che siamo ancora molto lontani dal fare meglio o  dal
  fare almeno quanto le altre regioni d'Italia, e mi riferisco alle
  regioni  del sud, hanno già fatto; per non parlare di quelle  del
  Nord che, purtroppo, ci vedono tutte quante da lontano.
   Il  disegno  di  legge  che  oggi  è  al  nostro  esame,   e  in
  particolare l'articolo 1, fa bene a sottolineare il ruolo che  il
  turismo  deve avere, con le precisazioni e i limiti che  poc'anzi
  ho illustrato.
   Lo  fa  con la consapevolezza di enunciare quei ritardi  che  la
  Regione possiede in termini strutturali e infrastrutturali a cui,
  proprio  nel  comma 2 dell'articolo stesso, la Commissione  si  è
  sforzata di dare accoglimento.
   Quindi,    quando   parliamo   del   potenziamento    e    della
  regolamentazione delle imprese turistiche o citiamo la  necessità
  di  intervenire sulle infrastrutture, con particolare riferimento
  allo  sviluppo  del turismo, quando pensiamo alle città  che  non
  possono  essere  attraenti,  non possono  essere  pronte  ad  una
  offerta competitiva nel mercato del turismo senza essere, di  per
  sé  stesse, vivibili ed  ambientalmente compatibili, naturalmente
  esuliamo  o  per  meglio  dire  saltiamo  dallo  stretto   ambito
  dell'economia turistica a quella della vivibilità e della qualità
  dell'ambiente della Regione tout court.
   Ecco  perché credo che questo disegno di legge abbia  ancora  di
  più  necessità di essere approvato e di rimanere, così  come  per
  altro è nelle sue intenzioni, un disegno di legge-quadro per dare
  quella  spinta necessaria, a valle di questo disegno stesso,  per
  tutte  quelle  iniziative  che servono a  dare  concretezza  allo
  sviluppo  turistico,  ma  anche  al  miglioramento  della  nostra
  Regione.
   Sarebbe  un  errore  -  ed  in  questo  condivido  quanto  detto
  dall'onorevole  Acierno  e  che  è  stato  detto  da   molti   in
  Commissione,  almeno vorremmo che fosse confermato  nei  fatti  e
  sostenuto anche da altri - se questa legge finisse per contenere,
  su  spinte che nulla hanno a che fare con il suo spirito interno,
  altre  direzioni, altri emendamenti, altri articoli che in realtà
  non ne coglierebbero il senso.
   Credo,  quindi, che con queste osservazioni si può ben dire  che
  lo   sforzo   che   è   stato  fatto,  seppure   non   pienamente
  condivisibile, può essere considerato uno sforzo maturo.
   Tuttavia,  è  anche da sottolineare che molte delle impostazioni
  che  sono  state date, e che in questo articolo 1  si  ritrovano,
  sono  assai riduttive rispetto all'impianto che in molti  disegni
  di legge, dei vari gruppi parlamentari, avevano contenuto.
   Si  era  tentato di slanciare un po'  più alto la sfida, quindi,
  ragioniamo su questo disegno di legge che, comunque è  un  punto,
  di partenza e ci auspichiamo il ragionamento ci porti comunque  a
  migliorarlo e non a stravolgerlo.

    PRESIDENTE   Sono  iscritti  a  parlare  l'onorevole  Zago   e
  l'onorevole  Oddo. Avverto che da questo momento sono  chiuse  le
  iscrizioni a parlare su questo articolo.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento  si
  illustra da sè e non è in contrasto, credo, con l'articolo 1  che
  enuncia i principi e le finalità.
   Infatti,  esso è agganciato al punto b) del comma 2  allorquando
  si  ritiene che, tra le attività da favorire per lo sviluppo  del
  sistema  turistico,  ci  sia anche la  gestione  di  stabilimenti
  balneari e di strutture relative ad attività sportive, ricreative
  e di intrattenimento e svago.
   Non   si  capisce  come  queste  strutture  non  possano  essere
  interpretate  come uno strumento, non dico tra i più  importanti,
  ma  altrettanto rilevante come gli altri riferimenti che si fanno
  non  solo  nella lettera b) del comma  2, ma anche nelle  lettere
  successive.
   Quindi,  non  in contrasto con l'impostazione di  essere  questa
  una  legge-quadro, ma per una ulteriore specificazione, anzi, per
  una integrazione a quanto già indicato nel comma 2.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di apporre
  la firma all'emendamento 1.2, non solo perché è condivisibile, ma
  perché vorrei da ciò trarre una considerazione senza scomodare la
  riforma   del  titolo  V  della  Costituzione,  che  è   materia,
  evidentemente,  che  impegnerebbe tutti noi  in  una  discussione
  abbastanza lunga e complessa.
   Però,  ispirato anche da ciò che in  questi anni abbiamo un  po'
  tutti declamato, penso che entrare nel merito della questione  di
  come   effettuare,  anche  rispetto  ad  interventi   legislativi
  importanti  come  questo, un vero decentramento  delle  funzioni,
  secondo la mia valutazione, è molto importante.
   Perché  l'impressione che spesso si dà è di  coltivare,  invece,
  una  logica accentratrice, priva di quel respiro, anche  rispetto
  alle  funzioni  del territorio, degli enti locali,  e  non  solo,
  delle  agenzie  provinciali e così via, che desta  da  parte  mia
  anche qualche preoccupazione.
   Infatti,  non  è  vero che fino ad oggi siamo dinanzi  a  chissà
  quali   strategie  dal  punto  di  vista  anche  delle  politiche
  turistiche in grado di potere, tutto sommato, convincerci che  si
  è  fatto  bene fino ad oggi e che i governi che si sono succeduti
  hanno,  evidentemente, su questo argomento,  fatto  chissà  quali
  passi  avanti  per  quanto concerne lo  sviluppo  del  turismo  e
  l'organizzazione dell'industria turistica siciliana.
   Quindi,  è  evidente  che l'argomento posto  all'attenzione  dei
  colleghi con l'emendamento 1.2 è un argomento che intriga.  Ed  è
  un  argomento che spinge, appunto, a discutere sulla vera volontà
  di  questo  Governo  nel porre in essere effettive  politiche  di
  decentramento o se invece continuare ad accentrare  attorno  agli
  assessorati  politiche che, indubbiamente, hanno bisogno  di  una
  forte connessione con il territorio e, soprattutto, hanno bisogno
  di  un momento sinergico, vero, tra le grandi progettualità  e  i
  grandi  interventi, e ciò che rappresenta oggi,  sempre  di  più,
  l'ente  locale rispetto anche alla riforma che citavo  prima  del
  Titolo V della Costituzione.
   Personalmente  noto  molta distrazione, caro assessore  Granata:
  c'è  una  maggioranza sfilacciata che non si sta  impegnando  per
  come sicuramente ha fatto per altre occasioni, per carità, su  un
  testo così delicato, perché credo che stiamo parlando...

    BENINATI  Presidente della Commissione. Tutto risolto.

    ODDO   Ho capito che l'onorevole Beninati rappresenta  bene  la
  maggioranza però, evidentemente, guardando l'Aula non mi pare  ci
  sia molta attenzione per questo testo.
     Non  voglio  attivare  speculazioni,  però  mi  pare  che  c'è
  distrazione ed ho notato, invece, un fuggi  fuggi, poco  fa,  che
  mi  ha dato una sensazione diversa da quella che si vuole dare ad
  intendere.
   C'è,  cioè,   una  situazione interna alla maggioranza  diversa,
  poi possiamo condividere molte cose, le scelte si possono fare in
  maniera  sempre più condivisa, però obiettivamente lo  spettacolo
  dell'Aula  non manifesta che ci si trova  dinanzi a chissà  quale
  momento  di  confronto  per  una legge  che  segnerà  la  storia,
  onorevole Virzì.
   Mi  pare,  invece,  che siamo in una situazione  dove  il  fuggi
  fuggi è generale e questa legge non si vuole fare.
   Questa  è la mia impressione,  non voglio fare Cassandra, sembra
  che questa legge non si voglia fare.
   Vorremmo,  invece,  ed ho concluso signor Presidente,  discutere
  - qualora si riesca ad ascoltarmi, perché è difficile connettersi
  se non si riesce ad ascoltarsi - vorremmo  confrontarci su questo
  testo a partire dall'articolo 1 che, mi pare, tutto sommato,  non
  vado  a scoprire la carta vetrata, è un po' l'articolo, per tutte
  le  leggi,  che segna un percorso, che indica una strategia,  che
  tira  fuori  le  linee generali, non sto evidentemente  scoprendo
  niente di nuovo.
   E  proprio  su questo articolo, rispetto anche agli emendamenti,
  credo  che  il Governo, e la sensibilità dell'onorevole assessore
  Granata,    dovrebbe   portare   ad   attenzionare   maggiormente
  l'emendamento 1.2, a dichiararsi disponibile a fare in modo che i
  comuni, qui definiti enti locali -  mi sta bene la vecchia logica
  del comune anche rispetto a quelle che sono le origini,e mi pare,
  dal  punto  di  vista del comune,  importante  -   e  le  agenzie
  territoriali siano protagonisti.
   Poi   è   ovvio  che  nessuno  vuole  togliere  al   Governo   e
  all'Assessorato competente, rispetto ai punti d), e), i)  ed  l),
  le  funzioni  che  si  ritengono di maggiore  respiro,  ossia  la
  programmazione di livello superiore.
   Lo  ritengo  ragionevole e non solo,  i  nostri  interventi  non
  vogliono  essere  di  natura  ostruzionista,  però  desidereremmo
  maggiore  attenzione, maggiore flessibilità, maggiore possibilità
  di  parlare un linguaggio senza declamarlo di decentramento vero,
  dare  segnali precisi e fare in modo che si comprenda dove questa
  maggioranza vuole andare in queste ore.
   Perché  se  si vuole andare a ripetere momenti in cui in  questa
  Aula  c'è non solo il deserto, ma anche molta distrazione  e  poi
  l'indomani mattina fare il solito propagandismo sulla  stampa,  è
  una  scelta  che  potete  fare, ma che  non  condividiamo  perché
  pensiamo  che  le  buone  leggi  e  i  buoni  segnali  ai  nostri
  cittadini,  anche  da questo punto di vista, si  danno  sempre  e
  comunque  dimostrando di essere attenti, disponibili al confronto
  e, soprattutto, ispirandosi alle logiche vere di un decentramento
  per fare seriamente decollare il turismo in Sicilia.

    PRESIDENTE  Nell'interesse della Sicilia e dei siciliani.

    ODDO  Questo lo ha detto lei, non io.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento  1.3  a  firma
  dell'onorevole Zago.
   Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  Governo,
  nella   sostanza,   non  è  contrario.  Però   questa   ulteriore
  specificazione serve ad aprire dei varchi e delle voragini  nella
  legge anziché specificare.
   Perché  quando  si  fa  riferimento alle imprese  turistiche  si
  intendono   quelle  che  poi, anche attraverso  decreti,  possono
  essere   sempre  meglio  specificati  e,  in  ogni   caso,   sono
  individuate dalla legge.
   Quindi,  non  sono  tendenzialmente contrario  ad  allargare  ai
  gestori  degli stabilimenti balneari, ma mi rimetto  all'Aula  in
  questo senso.
   Però  attenzione, perché questo modo di procedere e di allargare
  la platea implica poi che alcune categorie escluse non si sentono
  citate espressamente e ce le ritroviamo contro.
   Pertanto,  mi  atterrei al tipo di impostazione che l'articolato
  aveva originariamente.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI    Presidente  della  Commissione.   La   Commissione
  esprime  il  parere contrario, come già espresso,  anche  per  le
  motivazioni che in parte ha espresso il Governo.

    VICARI    relatore.  Chiedo di parlare per  esprimere  il  mio
  parere come relatrice su questo emendamento.

    PRESIDENTE   Il  parere  contrario  lo  ha  già  espresso   il
  Presidente della Commissione.

    VICARI  Se lei ritiene che il relatore non debba esprimere  il
  parere, va bene.

    PRESIDENTE   Onorevole Vicari, la Presidenza non  ritiene  che
  il relatore non debba esprimere il parere.
   La  Presidenza  chiede il parere al Governo e il  Governo  si  è
  rimesso   all'Aula.  Successivamente   chiede  il   parere   alla
  Commissione  e  questa si esprime o attraverso  il  Presidente  o
  attraverso il relatore.
   In  assenza  dell'uno e dell'altro attraverso il vice presidente
  o  attraverso  altro deputato indicato. Considerato  che  già  il
  Presidente  si  è  espresso  il Presidente,  penso  che  ciò  sia
  sufficiente.
   Se   lei  ritiene  di  doversi  esprimere  in  maniera  difforme
  rispetto al Presidente può farlo.

    VICARI   Mi  spieghi la funzione del relatore anche  ai  sensi
  del Regolamento, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevole Vicari, vuole che le  mandi  una  copia
  del Regolamento?

    VICARI   Signor Presidente, l'altra volta già non mi  ha  dato
  la  parola  inviando,  nei confronti della  mia  persona,  alcuni
  insulti,  e  sto  riscontrando che il  suo  atteggiamento  rimane
  costante.

    PRESIDENTE  Intanto non insulti l'Aula e stia in piedi  quando
  interviene.

    VICARI   Certo  signor Presidente,  spero che lo  chieda  anche
  agli altri componenti della Commissione.
   Siccome  l'altra volta ha rivolto alla mia persona degli insulti
  assolutamente  gratuiti, vorrei capire se  il  suo  atteggiamento
  permane  nei  confronti della mia persona  e,  quindi,  anche  in
  questo caso anche nei confronti dell'oratore oppure no.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Non intendo entrare  in
  questa  polemica che non comprendo, il Presidente ha  chiesto  il
  parere alla Commissione...

    VICARI   Lo  può  chiedere  a  chiunque,  è  il  rispetto   del
  Regolamento.  C'è o non c'è un relatore?

    BENINATI   presidente della Commissione. Dopo di  che  mantengo
  quello che ho espresso prima, per il futuro c'è la relatrice  che
  chiede di esprimere il parere e lo esprimerà per tutto quello che
  è giusto che ella esprima.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.3,  con  il
  parere  contrario  della Commissione e  con  il  Governo  che  si
  rimette all'aula.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Passiamo agli emendamenti 1.1 ed 1.4, di identico contenuto.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  posizione
  del Gruppo parlamentare che rappresento è già stata espressa bene
  dall'onorevole Spampinato e confermata dall'onorevole Barbagallo,
  quindi,  non mi dilungo sulle considerazioni di ordine  generale,
  però, puntualmente vorrei proporre un'osservazione.
   Non  credo  che  questi  due emendamenti siano  conducenti,  nel
  senso  che  questi  sono restrittivi rispetto alla  filosofia  di
  fondo del disegno di legge.

    ACIERNO  Entrambi gli emendamenti sono ritirati.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 1.2.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Volevo segnalare che, forse   per  un  errore,
  tale emendamento è finito in questa pagina, ma in realtà è legato
  all'articolo 2.

    PRESIDENTE  Lo spostiamo all'articolo 2.

                     Per richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  riprenderò  il  mio  intervento
  svolto in discussione generale.
   Ho  la  sensazione,  e  lo  dico con  il  massimo  rispetto  nei
  confronti  della  Presidenza, che ,al  di  là  dell'esercizio  di
  stampa  degli  emendamenti presentati dai colleghi,  non  ci  sia
  stato  quel controllo preventivo che la Presidenza deve  svolgere
  sugli emendamenti.
   Lo  dico,  signor Presidente, perché più avanti troveremo  altre
  situazioni con emendamenti che si riferiscono ad un testo che non
  quello presentato in Aula perché modificato.
   Quindi, chiedo, ma lo dico solo per l'economia dei lavori e  per
  evitare di ingenerare inutili discussioni, se non sia il caso che
  la   Presidenza   faccia   un  ulteriore   controllo   preventivo
  sull'attività  emendativa;  che  si  faccia,  signor  Presidente,
  perché poi diventa complicato mettere in votazione un emendamento
  e  il  presentatore poi dire alla Presidenza che l'emendamento  è
  messo in un articolo che non è quello riferito dall'emendamento.
   Lo  dico  questo  per  il rispetto che ho  nei  confronti  della
  Presidenza e del Parlamento.

    PRESIDENTE   Onorevole Acierno, l'equivoco nasce perché  non  è
  precisato   nell'emendamento  il  riferimento   all'articolo   e,
  siccome,  la formulazione si presta sia a considerarlo aggiuntivo
  all'articolo 1, sia all'articolo 2, questo è l'equivoco.
   Tra  l'altro,  nel  testo presentato risulta  essere  appoggiato
  all'articolo 1. Poi, evidentemente, l'onorevole De Benedictis  ha
  cambiato idea.
   Ne  prendiamo  atto e lo spostiamo all'articolo 2  non  ci  sono
  difficoltà, non è questo il tema.
   Al  contrario,  il  tema che lei pone, quello dell'ammissibilità
  degli emendamenti, è estremamente importante.
   Volevo  rasserenarla  su un dato: la trascrizione  dei  medesimi
  nel bozzone non significa ammissibilità, questa, come si è sempre
  fatto,  verrà  stabilita,  di volta in  volta,  ad  insindacabile
  giudizio  della  Presidenza che tiene conto anche  degli  accordi
  politici  che riguardano l'esito e l'andamento di un  disegno  di
  legge.
   Quando   ci   sono  delle  interpretazioni  elastiche   rispetto
  all'ammissibilità   degli  emendamenti  è   perché   esiste   una
  condivisione di natura politica su questa elasticità.

    ACIERNO   Purtroppo  non c'è dubbio.  Su  questo  sa  che  sono
  sempre d'accordo. Che prevalga la politica.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 1.

               Richiesta di verifica del numero legale

    GIANNOPOLO  Chiedo la verifica del numero legale.

  (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Oddo, Zago
                             e Villari)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

    PRESIDENTE   Per  problemi  di  malfunzionamento  del   sistema
  elettronico,  apprezzate le circostanze, annullo la  votazione  e
  dispongo,  ai  sensi dell'articolo 1334 del Regolamento,  che  si
  ripeta la votazione per la verifica del numero legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            24

   Preciso  che  ai  predetti  deputati,   risultanti  dal  sistema
  elettronico, si devono aggiungere i cinque richiedenti;  pertanto
  il numero totale dei presenti è    29.

                 L'Assemblea non è in numero legale

   Onorevoli   colleghi,   sospendo  la  seduta,   avvertendo   che
  riprenderà alle ore 21.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.25, è ripresa alle ore 21.38)

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  La  decisione  del Parlamento è di potere  approvare,
  dopo  un'ovvia discussione, alcuni dei primi articoli del disegno
  di legge, almeno fino all'articolo 3.
   Un  momento prima si parlava dell'articolo 3; adesso  c'é  stato
  un   contrordine.  La  prossima  volta,  fatemi  la  cortesia  di
  avvertirmi  prima.  Fate  come credete;  il  Governo  è  qui.  Se
  vogliamo  incardinare  l'articolo 1, lo votiamo;  se  volete  far
  venir meno il numero legale, lo fate.
   E'  chiaro  che  c'é  un problema politico che  in  questa  sede
  sottolineo   perché   una   norma  quadro   importante   dovrebbe
  interessare  innanzitutto il Governo  e  la  maggioranza  che  lo
  sostiene   e  poi  deve  interessare,  così  come  è  stato,   la
  Commissione  che  ha lavorato per giorni e che ha  approntato  il
  disegno di legge.
   Ricordo  che  oggi  i  membri  della  IV  Commissione  e  alcuni
  Presidenti  di  Gruppi parlamentari che hanno  voluto  seguire  i
  lavori hanno lavorato ininterrottamente dalle 11 alle 18.
   Alla   luce   di  questo  importante  contributo  fornito   alla
  formazione  della legge, credo che un segnale per  andare  avanti
  sui primi articoli di questa legge il Parlamento possa darlo.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente,  onorevoli colleghi, l'esordio  del
  disegno  di  legge  ha  visto in Aula uno schieramento  mai  così
  unanime nel giudicare positivamente il disegno di legge medesimo.
   Vi  é, infatti, una predisposizione positiva da parte dell'Aula.
  Ciò  non  toglie che, dal punto di vista politico,  la  minoranza
  nota  uno  sfilacciamento  che diventa un'assenza  pervasiva,  di
  giorno in giorno metaforicamente e stasera in maniera concreta.
   Di  fronte  a  tale atteggiamento della maggioranza -  ringrazio
  anche l'assessore Granata per averlo sottolineato - l'opposizione
  fa  il  suo mestiere e fermo restando il giudizio di fondo  sulla
  legge  sul  turismo che vogliamo approvare, non c'é  dubbio  che,
  dopo  aver  chiesto il numero legale per far notare politicamente
  lo  sfaldamento  della  maggioranza, l'opposizione  non  può  che
  continuare  su  questo piano. Se l'Aula intera  darà  un  segnale
  positivo nell'approvare l'articolo 1, articolo che suggerisce  la
  filosofia di fondo dell'intera legge che condividiamo, si faranno
  i necessari approfondimenti.
   Voi  vi rinsaldate come maggioranza perché non potete pretendere
  che un input del Governo e della maggiornaza vada avanti solo con
  il  senso  di  responsabilità  della   minoranza,  tranne  poi  a
  diventare  maggioranza  in  Aula  e  ad  atteggiarvi  in  maniera
  prepotente come spesso è successo.
   Troviamo  una via di mezzo di buon senso: approviamo  l'articolo
  1 e rinviamo in attesa di ulteriori chiarimenti all'interno della
  maggioranza in particolare. Questa è la nostra proposta,  se  non
  venisse accettata, chiederemo il numero legale.

    GIANNOPOLO   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO    Signor  Presidente,  onorevoli    colleghi,   non
  abbiamo niente in contrario se si decide di incardinare la  legge
  e  di votare l'articolo 1, anche se il contenuto dello stesso non
  ci  convince.  Vogliamo dimostrare che condividiamo l'esigenza  e
  l'obiettivo di una legge quadro di riforma del turismo.
   Riteniamo però che il tempo che dovrà trascorrere tra la  seduta
  odierna e la prossima seduta dovrà servire a ripensare ad  alcuni
  aspetti della legge.
   Invito  sinceramente  ed  in modo molto convinto  l'Assessore  a
  prendere in considerazione molti degli emendamenti che sono stati
  presentati  e che servono non a negare la legge ma a migliorarla,
  a legarla di più a contenuti avanzati.
   Non   abbiamo  niente  in  contrario  sull'eventuale   votazione
  dell'articolo 1 questa sera, su un aggiornamento della seduta  se
  nel  lasso di tempo che ci separa dalla prossima riunione,  dalla
  prossima seduta dell'Aula, si fa un ulteriore approfondimento che
  ci  consenta, entro la chiusura della sessione estiva, di  potere
  varare  una  legge  di  riforma del turismo.  Vorremmo  però,  in
  qualche modo, riconoscerci in questa legge.
   Fino  ad  ora  gli  atteggiamenti che ho  notato  da  parte  del
  Governo  sono stati invece atteggiamenti finalizzati a negare  la
  possibilità  che  l'intero Parlamento possa  contribuire  a  fare
  questa legge e ad  approvarla in tempi rapidi.
   Questo  è  l'orientamento. Questa è la posizione che  intendiamo
  ribadire anche in questa circostanza.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente,
  sia  in  qualità  di  componente  della  IV  Commissione  che  di
  componente di una maggioranza, o presunta tale, devo dire che  ho
  ascoltato   con   interesse   sia   l'intervento   dell'onorevole
  Giannopolo  sia quello dell'onorevole Ortisi e devo dire,  signor
  Presidente - mi rivolgo soprattutto ai colleghi di maggioranza  -
  che sono fortemente preoccupato.
   Dico  ciò  perché  non riesco più a capire cosa sta  succedendo.
  C'è  un'opposizione che vuole partecipare alla  formazione  della
  legge quadro del Governo Cuffaro.
   Prendo  atto, con grande piacere, di tutto questo. Ero  abituato
  ad altre cose.
   Normalmente l'opposizione, sicuramente, da sempre, in  qualunque
  legge,  un  contributo  costruttivo, ma che  venga  a  porre  una
  mediazione  ufficiale, mandando a dire di fatto alla maggioranza,
  e  quindi anche al sottoscritto:  siccome non siete in condizione
  di  fare  una legge, noi vi garantiamo il sostegno in  Aula  e  i
  numeri  per  portare in porto questa legge  perché  il  tema  che
  abbiamo  affrontato alla riapertura dell'Aula dopo che è  mancato
  il numero legale è questo.
   Credo  che, al di là di quella che è la mediazione politica  che
  normalmente avviene - normalmente, in stanze, come dire, segrete,
  alla  Regione  siciliana,  nel  Parlamento  siciliano  -  adesso,
  invece,  la  mediazione  si  fa  dai  microfoni,  dall'Aula   del
  Parlamento, dove si legifera.

    FORMICA  Trasparenza e democrazia.

    ACIERNO   Ed  è  perfetto.  Quello  che  però  non   riesco   a
  comprendere  riguarda il lavoro che è stato fatto  fino  ad  oggi
  pomeriggio,  con il contributo dei gruppi di opposizione,  perché
  in  questa  legge ci sono articoli che sono stati recepiti  dalla
  Commissione  su  proposta  dei Gruppi  di  opposizione.  L'esatto
  lavoro  di  mediazione è stato fatto. Non  vorrei  che  la  legge
  quadro  diventasse  una cosa diversa rispetto  a  quello  che  la
  maggioranza alla fine ha definito.

    ORTISI  La maggioranza deve essere in Aula.

    ACIERNO   No,  onorevole Ortisi, l'ho detto io. Sono  stato  il
  primo  a dire di appartenere ad  una maggioranza o presunta tale,
  visto   che   la  maggioranza  deve  continuamente  sentir   dire
  all'opposizione  che  è  una maggioranza granitica.  Vi  ricordo,
  onorevoli  colleghi  della  maggioranza  che,  grazie  a   questa
  fantastica legge elettorale che si è votata in Parlamento,  nella
  prossima  legislatura,  i  numeri che ci  sono  quest'anno  nella
  maggioranza  non  ci  saranno  più.  Ed  io  mi  chiedo   se  una
  maggioranza  che  ha  più di sessanta deputati  si  deve  sentire
  dire:    Ragazzi,  non  abbiate problemi,  noi  la  legge  ve  la
  facciamo, ma a condizione che venga fatta come diciamo noi .
   Mi  auguro  che  le proposte del Governo, rappresentato  da  due
  esponenti dei maggiori partiti di opposizione,  vengano  da  lei,
  signor Presidente, formalmente respinte in questa Aula, in questa
  seduta.
   Assessore  Granata,  se  questa  legge  alla  fine  deve  essere
  partorita  perché  i  Gruppi di opposizione  non  chiederanno  il
  numero  legale,  voteranno  gli  emendamenti  e  gli  articoli  a
  condizione  che entrerà nella legge qualche novità  -  perché  di
  questo  stiamo parlando - rispetto al lavoro fatto oggi, sono  il
  primo  a  dirle  che non mi sta bene. Mi rivolgo  agli  onorevoli
  Giannopolo ed Ortisi e al rappresentante del Governo.
   Le  preannuncio che farò io stesso opposizione in Aula su questa
  legge.   Dico  ciò  non  perché  ne  vorrei  la  paternità   come
  maggioranza,  ma perché non sono più disponibile a  lavorare  per
  ore   intere   per   poi  arrivare  in  Aula  e   sentirmi   dire
  dall'opposizione  che non c'è problema; basta che  accettiamo  le
  quattro o cinque proposte dell'opposizione  e la legge si fa.
   Questo non può essere più un metodo, Assessore Granata.

    GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Ma io non l'ho mai detto.

    ACIERNO   No,  infatti,  non ho detto  questo.  La  invito  ad
  andare  al  di  là  dei  problemi interni alla  maggioranza  che,
  evidentemente, possono anche esserci, anche se io  sono  convinto
  che oggi è solo un fatto  climatico  e poi la concomitanza con  i
  congressi nazionali che si svolgeranno domani e dopodomani  hanno
  portato già tanta gente a dovere lasciare la Sicilia per andare a
  Roma a seguire questi importanti convegni.
   Dia un conforto alla sua maggioranza e la metta alla prova.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  hanno  chiesto  di  parlare
  diversi deputati. Qui il tema è molto più semplice di quanto  non
  si  pensi. Considerato che gli interventi riguardano l'ordine dei
  lavori,   si   tratta   di  condividere  il  percorso   tracciato
  dall'assessore  Granata, il quale ha comunicato all'Aula  che  in
  questo  senso ci sarebbe una possibilità di percorso,  o  di  non
  condividerlo.
   Non  penso  che  questo  sia il momento, considerata  l'ora,  di
  aprire  un dibattito surrettizio sul senso generale della  legge,
  sulle  scelte politiche che con la legge si intendono compiere  o
  non compiere.
   Faccio  appello  ai  deputati che si sono  iscritti  a  parlare,
  onorevoli  Leanza, Oddo, Gurrieri, di limitarsi ad  esprimere  il
  proprio parere relativamente al percorso tracciato. Ci sono stati
  altri  momenti  durante i quali invece si è  scelto  di  fare  un
  discorso più articolato.

    LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA .   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  accolgo  con favore l'invito che ci è pervenuto dalla  minoranza,
  quello cioè di fermarci all'articolo 1. E' ovvio che si tratta di
  un  problema  della maggioranza. Accettiamo con  grande  serenità
  questa  apertura  e quindi invito anche l'Assessore  affinché  si
  possa approvare l'articolo 1 per aggiornare i lavori ad una  data
  successiva. Se poi la maggioranza vuole approvare la  legge,  può
  farlo,  ma stasera, ovviamente, molti esponenti della maggioranza
  non sono interessati a questa legge.
   Ritengo  che,  ogni  tanto,  sia il  caso  di  fare  un  po'  di
  autocritica. Che ben venga questa disponibilità, questo  atto  di
  maturità  da  parte dell'opposizione e quindi di votare  soltanto
  l'articolo 1 e poi andare avanti.

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  semplicemente  per  dire all'onorevole  Acierno  che  non  ci  ha
  convinto a chiedere il numero legale anche se ci ha provato.
   Onorevole Acierno, non ci ha davvero convinto perchè abbiamo  la
  consapevolezza  che, con l'atteggiamento di grande responsabilità
  che  abbiamo dimostrato nei lavori della Commissione  di  merito,
  sappiamo che non possiamo capitalizzare nulla di questa legge. In
  Sicilia,  infatti, non vi  è una democrazia compiuta, soprattutto
  su  alcuni  organi di stampa, perchè i risultati li ha  incassati
  l'Assessore  da sei mesi e poi, nella conferenza stampa  ci  sarà
  solo lo spazio per la maggioranza di governo.
   Questa è la nostra consapevolezza. Per concludere,  quindi,   le
  dico  che  siamo  veramente una minoranza che   ha  un  senso  di
  responsabilità  diverso rispetto alla maggioranza.  Questo  è  il
  dato  storico. Quando vedo che è presente soltanto il  capogruppo
  di  Forza Italia o quasi, è chiaro che c'è un dato politico. Devo
  insistere sul numero legale e alle 11.00 convocare una conferenza
  stampa delle opposizioni per domani. Questo posso fare.
   Assessore  Granata, io so quanto si è speso  per  questa  legge
  Ribadiamo   la   questione  dell'articolo  1  proprio   per   non
  mortificare  l'istituzione  dell'Assemblea  regionale:  dopo   la
  richiesta  del  numero legale, ci riconvochiamo  alle  22.00  per
  andarcene senza fare niente.
   Trattiamo  il  primo  punto perchè, se  andiamo  avanti  con  il
  secondo  e  terzo punto, ci sarà sempre un deputato  Acierno  che
  dirà  che  siamo  inciuciati  ma non  è  così.  Stiamo  parlando,
  infatti,  in  una  sede  istituzionale  in  cui  vi  sono   delle
  telecamere  accese e quindi, stiamo dimostrando un  comportamento
  coerente  che   abbiamo  esplicitato  in  un  modo  forte   nella
  Commissione di merito e che stiamo portando avanti.
   La  gelosia  da parte di qualche collega che non avevo  compreso
  facesse   parte   della  maggioranza,  considerato   che,   negli
  interventi precedenti, l'onorevole Acierno, proprio la  settimana
  scorsa, aveva dato segnali di un certo tipo. Ciò mi ha confuso le
  idee  ma  adesso  mi  sforzerò di più per non  commettere  questo
  errore di leggerezza.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpretazione
  dell'onorevole  Gurrieri  mi lascia un po'  perplesso.  Comprendo
  soltanto  che l'onorevole Acierno è contro questa legge.  Non  la
  vuole  perchè evidentemente si tratta di una legge che non  viene
  posta all'attenzione di tutto il Parlamento. Una maggioranza  che
  ritiene  di riscrivere il Vangelo quando mette mano ai  testi  di
  legge,  che non affronta un dibattito d'Aula in maniera  sgombra,
  serena,  se  confronta  se ci sono proposte dell'opposizione  che
  vanno  dentro,  è  una  maggioranza che ha una  concezione  della
  democrazia,  soprattutto come si esercita nelle aule  consiliari,
  assolutamente aberrante.
   Ho  capito  che  l'onorevole Acierno, sostanzialmente,  stasera,
  voleva costringerci a chiedere il numero legale; ho capito che  è
  uno  di quelli che non vuole che questa legge vada avanti. Questo
  l'ho  capito così come, evidentemente, si capisce bene -  perchè,
  secondo me, le cose poi vanno chiamate per nome e cognome  -  che
  c'è  una buona parte della maggioranza che, se messa di traverso,
  non  è  sostanzialmente convinta di procedere per quanto concerne
  questa legge e che, è ovvio, si articola nella maniera in cui può
  farlo.
   In  precedenza,  si  sono  manifestati  ulteriori  dissensi  per
  l'assenza   di  Alleanza  Nazionale  e  questa  sera  si   stanno
  manifestando per l'assenza di Forza Italia. Tutto qua.
   Alcuni colleghi presenti, tranne quelli che non ne possono  fare
  a meno, hanno una reazione del tutto particolare quando si tratta
  di attivare un confronto vero e democratico
   A  me  sembra che l'impostazione data dall'onorevole Giannopolo,
  parlando  a nome del Gruppo DS, sia stata assolutamente razionale
  e  ragionevole:  egli parla il linguaggio di chi si  sente  parte
  integrante   di  un  Parlamento  che  non  è  fatto  solo   delle
  maggioranze   pigliatutto  e delle maggioranze  che  procedono  a
  carro armato, ma è fatto di un confronto vero, serio, di merito.
   E  poiché nel confronto di merito ci sono alcune proposte serie,
  fatte sicuramente per migliorare il testo, credo che chiedere  al
  Governo di porre la giusta attenzione  è  cosa normalissima.  Non
  c'è  niente  di  straordinario e penso  che  l'opposizione  debba
  continuare a ragionare così, perché questa è l'opposizione che si
  candida  a sostituire questa maggioranza che ritiene che le  cose
  vadano governate in questa maniera

   MISURACA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MISURACA.  Vorrei dare un modestissimo contributo.  Volevo  dire
  alla opposizione che volere interpretare, adesso, le assenze come
  un  mal di pancia di questa maggioranza è una esagerazione.
   Comincio  a  pensare che rispetto ad alcuni temi importanti  che
  oggi  qui  in Aula potremmo affrontare è più facile  dire  che  i
  problemi sono da una parte rispetto all'altra.
   Quindi,  l'assunzione di responsabilità non è né a tempo,  né  -
  come   diceva  qualche  amico  della  scorsa  legislatura   -   a
   molletta , cioè si fa partire e poi si richiama.
   Siccome credo che all'interno della maggioranza e certamente  in
  Forza  Italia  non  c'è alcuna ritrosia a voler  trattare  questa
  legge,   se  l'opposizione  vuole  cogliere  la  possibilità   di
  affrontare  questi  temi, noi il nostro dovere istituzionale  qui
  questa  sera lo vogliamo fare, vogliamo affrontare il  primo,  il
  secondo,  il terzo e il quarto articolo se voi siete disponibili;
  ma non ci dite che noi.....
   Se  volete  stare  qui in Aula ad affrontare gli  articoli,  noi
  siamo  assolutamente disponibili. Ma che voi  dobbiate  dire  che
  l'articolo 1, che è una vostra scelta. caro Ortisi, debba  essere
  poi  anche  una  nostra scelta, così non è  Se la  responsabilità
  istituzionale, onorevole Guerrieri, vi appartiene,  rimaniamo  in
  Aula ad affrontare i temi. Noi non abbiamo questi problemi.

   ORTISI. Gli assenti della maggioranza sono responsabili.

   MISURACA.   Certamente,  ma  non  ci  dite  che   non   vogliamo
  affrontare  il  tema  della  legge e che  dietro  qualche  nostra
  assenza   c'è  una  forma  di  ritrosia.  Non  voglio   incorrere
  nell'errore di non fare neanche l'articolo 1. Se vogliamo  farlo,
  lo  esaminiamo  adesso,  se  siete disponibili  Forza  Italia  vi
  dichiara  la sua disponibilità a rimanere in Aula e ad affrontare
  oltre  all'articolo 1 anche gli articoli 2, 3, 4, 5 e  quanti  ne
  vogliate.
   La  disponibilità  istituzionale, ripeto,  non  è  certamente  a
  tempo.

   GRANATA,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRANATA,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti. Onorevoli colleghi, quello che finora abbiamo svolto è
  uno  strano  dibattito  perché l'esordio di  questa  giornata  di
  lavori    parlamentari   da   parte   dell'onorevole   Giannopolo
  sottolineava  alcune  questioni che  ho  voluto  porre  in  modo,
  assolutamente, trasparente e diretto e cioè che su questo disegno
  di  legge  ci sono molte fibrillazioni che attraversano  in  modo
  trasversale  le forze politiche perché questa è una legge  quadro
  che  per certi versi e in un certo senso riscrive il sistema  del
  turismo in Sicilia.
   Innanzitutto, devo respingere la tesi secondo cui questa  è  una
  legge   imposta  dal  Governo  al  Parlamento  e  che   non   sia
  modificabile  perché il testo che è uscito dalla  Commissione  di
  merito   è   stato   esitato  non  dopo   una   mediazione   come
  scandalosamente qualcuno vuole sottolineare, il testo   è  uscito
  dal  lavoro  parlamentare  di  una Commissione  in  cui  si  sono
  confrontate  idee,  in  cui nessuno di questi  temi  è  un  fatto
  ideologico,  ma  è  un  tentativo di  costruire  un  sistema  che
  funziona, si sono individuate delle soluzioni, si sono, per certi
  versi,  approntati  dei rimedi rispetto a delle  deficienze   del
  sistema turistico siciliano.
   Si  sono,  perchè non dirlo, lo dobbiamo dire, in Parlamento  va
  detta  sempre la verità, si sono intaccati interessi  consolidati
  all'interno  dell'Amministrazione regionale,  nel  sistema  delle
  venti  aziende autonome di soggiorno e turismo che per diciannove
  anni  hanno  fatto ognuna una politica turistica a se stante,  si
  sono   andati   ad   intaccare  interessi  consolidati   in   uno
  establishment del turismo siciliano che ritiene che  nulla  debba
  cambiare  nell'organizzazione del sistema perchè, ad esempio,  si
  dà  grande dignità alle strutture ricettive non tradizionali,  si
  pianifica  programmando per tre anni, si dà dignità al  distretto
  turistico  col  massimo del risalto, onorevole  Giannopolo,  alla
  sussidiarietà  orizzontale  molto accentuata,  si  apre  in  modo
  determinante   ed   intelligente  grazie  al   contributo   della
  Commissione  all'imprenditoria privata, così  come  deve  essere,
  addirittura  facendo  sì  che il vice  presidente  del  Consiglio
  regionale    del   turismo,   che   diventa   organo   consultivo
  dell'Assessorato,   sia   un  privato  eletto   dagli   organismi
  rappresentativi degli imprenditori.
   In  una  parola, grazie al contributo di tutti si è proposta  al
  Parlamento  una  legge  equilibrata  che  non  è  frutto  di  una
  mediazione: è frutto di un lavoro della Commissione  che  è  cosa
  diversa.
   La  mediazione  si  attua  su  interessi  privati,  personali  e
  particolari.
   Noi  abbiamo  fatto  ore  e  ore di  sedute  in  Commissione  su
  interessi  legittimi  e  trasparenti della  collettività,  tutti,
  compresi   coloro   i   quali   hanno   proposto,   secondo   me,
  brillantemente, l'articolo 10 della legge che oggi è stato difeso
  in  assenza di alcuni membri della Commissione perchè si trattava
  di  un percorso politico condiviso, non come mediazione, ma  come
  metodo.
   Siccome  la  legge consta di dieci articoli e  al  di  là  della
  scelta  di  fondo, questa sì politica, ed irrinunciabile  di  non
  voler  far nascere l'Agenzia regionale del turismo perchè abbiamo
  fatto  scelta  diversa,  è  una legge  che  sopprime  le  aziende
  autonome   di  soggiorno  e  turismo,  fa  nascere  i   distretti
  turistici,  inserisce alcuni elementi importanti di  innovazione,
  certo è migliorabile.
   Ma  da qui a dire che si debba aprire una stagione di mediazioni
  d'Aula  per cambiare alcuni questioni che riguardano la normativa
  c'è  uno spazio molto ampio, per cui l'onorevole Giannopolo  deve
  stare  assolutamente sereno in quanto non c'è alcuno  spazio  per
  creare  un  condizionamento del lavoro svolto dalla  Commissione,
  non del Governo.
   Detto  questo  però  -  e  qui  mi  rivolgo  ai  colleghi  della
  maggioranza  -  dobbiamo un po' smetterla di mostrare  i  muscoli
  quando  non  li  abbiamo:  cioè dobbiamo  prendere  atto  di  una
  questione  e cioè che in occasione della discussione   di  questa
  legge  sono  mancati  tutti i membri del Governo  fino  a  cinque
  minuti fa, e sono altresì mancati interi gruppi parlamentari  C'è
  una situazione oggettivamente riscontrabile, anche visivamente.
   E'  il  caso?  E' il tempo? E' l'orario? Ci sono indisposti?  Ci
  sono  gli  organismi? Facciamo il partito unico? C'è  Berlusconi?
  Non  lo  so. Fatto sta che in Parlamento, su una legge  condivisa
  dalla  Commissione, si è creato un percorso che politicamente  ha
  una  sua rilevanza e non possiamo chiedere all'opposizione di far
  finta che questo non succede.
   Quindi,  ritengo che stasera andare al voto dell'articolo  1  dà
  una  direzione  di  marcia, sottolinea che  il  Parlamento  vuole
  l'approvazione di questa legge e si va a martedì, in cui,  avendo
  chiarito  il  quadro politico e noi come Gruppo  parlamentare  lo
  dovremmo  fare  in modo formale e sostanziale, si proseguirà  nel
  percorso dell'approvazione di una legge che non è voluta solo dal
  Governo   o   dalla  maggioranza,  ma  che  è  stata   condivisa,
  approfondita  e  gestita  da un grande lavoro  della  Commissione
  parlamentare.  Questo  è  il  tema.  Quindi  propongo  di  votare
  l'articolo  1  e  di  andare a martedì o per  la  data    che  il
  Presidente vorrà indicare.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo  1.  Il  parere  del
  Governo?

    GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   così   come    stabilito,
  l'Assemblea è rinviata a  martedì 2 agosto 2005, alle ore  17.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - Comunicazioni
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

         N. 444 -     Interventi presso il Governo nazionale  per
                  il rilancio delle aziende in crisi .

                          CAPODICASA-PANARELLO-SPEZIALE-CRACOLICI
                CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO-ODDO VILLARI-
                                                             ZAGO

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

  1)   Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  (nn. 788-376-
  550-957/A bis)(Seguito)
  2)   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
  in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
  3)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  Uffici del Genio Civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn. 771-774/A) (Seguito)
  4)  Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di Camere di commercio   (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
  5)   Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n.151 - Stralcio II/A)
  6)   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
  il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A)

  IV  - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
  Commissione per l'esame delle questioni concernenti l' attività
  dell'Unione europea
  V   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 22.12

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 12.05

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

                  SEDUTA N. 308 DEL 26 LUGLIO 2005

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE N. 1020/A  DISPOSIZIONI URGENTI PER CONSENTIRE
  L'ESPLETAMENTO DELLE GARE DI APPALTO DI LAVORI PUBBLICI

     Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

    -All'articolo  2:

   Emendamento 117.2:

  Al  comma 1, dopo la parola   siciliana  aggiungere le seguenti
  altre   ed  entrerà  in  vigore  il  giorno  stesso  della  sua
  pubblicazione.