Presidenza del presidente Lo Porto
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del presidente Lo Porto
Cordoglio per le vittime della sciagura di Sharm el Sheik
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, le notizie da poco giunte dal
Ministero degli Esteri ci confermano la gravità dei lutti che
hanno colpito il nostro Paese e la nostra Regione.Tra i periti
della strage terroristica di sabato 23 luglio a Sharm el Sheikh
figurano infatti i nostri concittadini Sebastiano Conti, la
moglie Daniela Maiorana e Giovanni Conti, fratello di
Sebastiano, mentre è ancora dispersa la fidanzata di
quest'ultimo, Rita Privitera.
L'Assemblea regionale siciliana esprime le condoglianze più
sincere alle famiglie delle vittime e manifesta, a nome
dell'intera comunità siciliana, un particolare sentimento di
vicinanza e solidarietà nei confronti dei due figlioletti di
Sebastiano e Daniela Conti, Maria e Giuseppe.
Il fanatismo religioso che sembra nelle coscienze di tanti
giovani musulmani che guardano all'occidente con odio disperato,
seminatore di morte di ignari cittadini, ci lascia sgomenti,
addolorati e indignati. Nonostante gli sforzi che l'ONU, i
governi occidentali, la Chiesa e le tante organizzazioni della
società civile compiono ogni giorno per condannare la barbarie
del terrorismo di matrice islamica richiamando al dialogo, al
confronto, al rispetto delle regole del diritto e alla
tolleranza, si succedono, con ritmo purtroppo incalzante,
attentati terroristici programmati con cieco furore e brutale
efferatezza.
Noi non crediamo ad uno scontro di civiltà, alla violenza di
pochi fanatici che si illudono di seminare il terrore nelle
nostre case con una sorta di martirio criminale
Noi non intendiamo fermarci alla generica deplorazione e
nemmeno opporre una risposta basata sulla intransigenza e
sull'odio razziale e religioso
Noi desideriamo convivere pacificamente con gli appartenenti
alla religione musulmana, sia continuando ad accogliere i
lavoratori extracomunitari che vivono nelle nostre città sia
costituendo con gli Stati in cui è praticata la religione
musulmana, rapporti di pace, reciproco rispetto, amicizia,
collaborazione economica ed interscambio culturale.
La Sicilia, crocevia del Mediterraneo, è da sempre in prima
fila nella cultura dell'accoglienza dei popoli arabi e del vicino
Oriente e continuerà ad adoperarsi per favorire l'integrazione ed
il dialogo interculturale ed interreligioso tra il mondo
cristiano e quello musulmano, ma occorre uno sforzo congiunto di
tutte le istituzioni.
(Tutti i deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
D'Aquino, Culicchia, Mercadante e Moschetto, per la seduta
odierna e l'onorevole Genovese ha chiesto congedo dal 26 luglio
al 4 agosto 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e contestuale
comunicazione di invio alle competenti commissioni
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme in materia di esposizione dei prezzi (n. 1032)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Infurna, Virzì
in data 21 luglio 2005
-inviato in data 22 luglio 2005
- Norme per la pianificazione delle grandi strutture di vendita
in Sicilia (n. 1034)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Villari, Zago in data 22 luglio 2005
-inviato in data 25 luglio 2005
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Interventi in favore della Fondazione Don Giuseppe Puglisi E
se ognuno fa qualcosa (n. 1033)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Ortisi, Segreto, Barbagallo,
Speziale, Raiti in data 22 luglio 2005
-PARERE V Commissione
inviato in data 25 luglio 2005
Comunicazione di invio di disegno di legge alla
commissione competente
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla competente Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche all'articolo 8 della legge regionale 20 marzo 1951,
n. 29 recante Elezione dei deputati all'Assemblea regionale
siciliana' (n. 1031)
-di iniziativa parlamentare
-inviato in data 22 luglio 2005
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere è
pervenuta dal Governo ed è stata assegnata alla competente
Commissione legislativa:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
BILANCIO (II)
- Addendum all'APQ Arte contemporanea e valorizzazione di
contesti architettonici ed urbanistici (n. 398/V-II)
-pervenuto in data 25 luglio 2005
-trasmesso in data 25 luglio 2005
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico che da parte della competente Commissione
è stato reso il seguente parere:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- APQ Trasporto stradale - Atto integrativo (n. 396/IV-II)
-reso in data 20 luglio 2005
-inviato al Presidente della Regione in data 21 luglio 2005
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazione del
Governo
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della deliberazione n. 288 P.O.R. Sicilia
2000/2006 - Adozione definitiva del complemento di programmazione
- Procedura scritta n. 01/2005 del 29 giugno 2005.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
-N. 2327 - Notizie sulle conclusioni dell'ispezione condotta
dall'Assessorato dell'industria presso il Consorzio ASI di
Catania.
-- Assessore Industria
-Firmatario: Spampinato Giuseppe
-N. 2328 - Notizie sulla gestione della grotta 'Monello' in
territorio di Siracusa da parte dell'organismo scientifico
denominato CUTGANA.
-Presidente Regione
-Assessore Territorio
-Firmatario: Ortisi Egidio
-N. 2329 - Interventi per evitare la soppressione del corso di
chimica biologica presso l'Istituto professionale statale G.
Marconi di Vittoria (RG).
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Zago Salvatore
-N. 2330 - Interventi per garantire il corretto
funzionamento del Consorzio ASI di Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Industria
-Assessore Presidenza
-Firmatario: Formica Santi
PRESIDENTE Le interrogazioni testé annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che, in data 22 luglio, è stata
presentata la seguente mozione:
N. 444 Interventi presso il Governo nazionale per il
rilancio delle aziende siciliane in crisi , degli onorevoli
Capodicasa Angelo; Panarello Filippo; Speziale Calogero;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo Camillo; Villari
Giovanni; Zago Salvatore.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di ritiro di mozione
PRESIDENTE. Comunico che in riferimento alla mozione n. 437
Interventi per migliorare la funzionalità delle attività di
individuazione delle aree ad elevato rischio idrogeologico e per
l'adozione delle misure di salvaguardia nell'ambito dei
bacini , l'onorevole Fleres, con nota del 20 luglio 2005, anche a
nome degli altri firmatari, ha dichiarato di volerla ritirare.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di nomina di componenti di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che con decreto del Presidente
dell'Assemblea regionale n. 316 del 21 luglio 2005, l'onorevole
Franco Catania è nominato componente della I Commissione
legislativa permanente Affari Istituzionali', in sostituzione
dell'onorevole Giovanni Barbagallo dimissionario;
l'onorevole Vincenzino Culicchia è nominato componente della
V Commissione legislativa permanente Cultura, formazione e
lavoro', in sostituzione dell'onorevole Franco Catania
dimissionario.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 442 Predisposizione di un adeguato programma di finanziamenti
per il rilancio del settore dell'artigianato in Sicilia , degli
onorevoli Oddo Camillo; Panarello Filippo; Speziale Calogero;
Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De
Benedictis Roberto; Giannopolo Domenico; Villari Giovanni; Zago
Salvatore;
N. 443 Interventi per migliorare la funzionalità delle attività
di individuazione delle aree ad elevato rischio idrogeologico e
per l'adozione delle misure di salvaguardia , degli onorevoli
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Baldari
Nicola Renato; Turano Girolamo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che il settore dell'artigianato, secondo i dati
raccolti dall'Osservatorio regionale per il 2004 e i primi tre
mesi del 2005, in Sicilia è a crescita zero (-0,01 per cento
rispetto all'anno precedente);
Osservato che nel primo trimestre del 2005 il tasso di crescita
del settore artigianale in Sicilia è in flessione dello 0,57 per
cento con un calo del 4,7 per cento nella produzione, del 5,1 per
cento nel fatturato, del 2,4 per cento nell'export e del 4,9 per
cento negli ordinativi;
Considerate inoltre le difficoltà per accedere al credito
(nella graduatoria nazionale sui finanziamenti erogati dalle
banche alle imprese artigiane l'artigianato siciliano occupa il
quart'ultimo posto) e le carenze di aree per insediamenti
produttivi;
Rilevato, peraltro, che a causa delle difficoltà finanziarie
dei comuni, l'acquisto e la urbanizzazione delle medesime aree
spesso ricade interamente a carico degli artigiani;
Ricordate, infine, la difficoltà delle imprese artigiane a
riscuotere i crediti vantati nei confronti della Regione
siciliana (circa 100 milioni di euro per investimenti effettuati
dal 1998 a fine giugno 2001, relativi ai contributi in conto
capitale artt. 43 e 47 della legge regionale n. 3 del 1986 e
circa 200 milioni relativi al 70 per cento dei contributi versati
per l'assunzione degli apprendisti);
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per la cooperazione il commercio,
l'artigianato e la pesca
ad individuare adeguate risorse finanziarie per varare un
programma di finanziamenti al fine di sostenere gli enti locali
nella redazione di piani di insediamenti produttivi per gli
artigiani e la loro urbanizzazione;
a procedere rapidamente alla liquidazione dei contributi in
conto capitale e dei contributi per l'apprendistato più volte
promesse agli artigiani;
al rilancio e ulteriore potenziamento dei consorzi fidi per
agevolare l'accesso al credito di migliaia di imprese artigiane
siciliane.» (442)
ODDO-PANARELLO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI-CRISAFULLI-
DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO-VILLARI-ZAGO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
l'art. 2, comma 2, del decreto legge n. 180 del 1988,
convertito con modificazioni, nella Legge 3 agosto 1988, n. 267,
prevede che le regioni possano assumere, anche in deroga ai
propri ordinamenti e con procedure d'urgenza, personale tecnico
con contratti di diritto privato a tempo determinato per
l'individuazione delle aree ad elevato rischio idrogeologico e
l'adozione delle misure di salvaguardia nell'ambito dei bacini
individuati;
l'art. 15 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, prevede
l'utilizzo del personale precedentemente contrattualizzato
dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente e dal
Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio per un
triennio, al fine di completare la redazione del Piano stralcio
di bacino per l'assetto idrogeologico (PAI);
dopo la conclusione della prima fase del PAI di tutta la
Sicilia, appare opportuno prevedere che le attività del citato
personale tecnico (geologi, ingegneri e geometri) possano
svolgersi in strutture decentrate, almeno di livello provinciale,
con eventuali due sedi di coordinamento a Catania e Palermo;
tali uffici periferici potrebbero così più adeguatamente
rapportarsi alle articolate e diffuse problematiche concernenti
il dissesto idrogeologico ed operare in funzionale sinergia con
gli uffici del Genio civile e della Protezione civile di pari
livello territoriale;
i contratti a tempo determinato di detto
personale tecnico scadranno il 31 dicembre 2007,
impegna il Governo della Regione
a valutare ogni ipotesi possibile per meglio utilizzare le
citate unità di personale destinate alla redazione del PAI per la
salvaguardia dei siti come in premessa indicati, prevedendo dopo
la conclusione della prima fase del PAI, la loro utilizzazione in
strutture decentrate, di livello almeno provinciale, con
eventuali due sedi (Palermo e Catania) di coordinamento e
prevedendo, altresì, periodiche verifiche di raccordo funzionale
con la sede centrale dell'Assessorato Territorio ed ambiente;
a predisporre un apposito disegno di legge che preveda la
stabilizzazione del personale sopra citato per lo svolgimento di
tutte le attività di gestione, aggiornamento ed approfondimento
dei Piano stralcio del bacino per l'assetto idrogeologico, che
costituiscono gli strumenti imprescindibili per la difesa dal
rischio idrogeologico;
a recepire la Legge n. 183 del 1989 sulla difesa del suolo.»
(443)
FLERES-CATANIA G.-MAURICI-BALDARI-TURANO
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, rifacendomi all'ultima seduta,
così come avevamo stabilito, chiedo un'inversione dell'ordine
del giorno e cioè di passare prima all'esame del disegno di
legge n. 1020/A «Disposizioni urgenti per consentire
l'espletamento delle gare d'appalto dei lavori pubblici»,
iscritto al numero 4) del III punto dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE Poiché analoga richiesta è stata formulata anche
dall'Assessore per i lavori pubblici e non sorgendo osservazioni,
così rimane stabilito.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge Disposizioni urgenti per
consentire l'espletamento delle gare di appalto di lavori
pubblici (1020/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge
Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento delle gare di
appalto di lavori pubblici (1020/A), iscritto al numero 4.
Invito i componenti la commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati per svolgere la
relazione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
1. Al comma 18 dell'articolo 7 ter della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come introdotto dall'articolo
5, comma 1, della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
le parole 'novantesimo giorno' sono sostituite dalle
parole 'duecentosettantesimo giorno'.»
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, penso che prima di passare
all'approvazione dell'articolo 1, la cui fondatezza è evidente,
chiederei all'Assessore, poichè noi prevediamo uno spostamento
dal novantesimo giorno al duecentodecimo giorno e mi pare che
siano centoventi giorni in più rispetto al termine, ai fini di
valutare la congruità di questo lasso di tempo, di conoscere lo
stato di attuazione e di insediamento di previsione e di
operatività delle future stazioni uniche appaltanti.
Credo che tale chiarimento da parte dell'Assessore debba essere
fatto, impegnandosi davanti al Parlamento in modo molto preciso e
concreto. Mi sembra doveroso dal momento che stiamo trattando di
materia particolarmente importante e delicata, rispetto alla
quale la stessa previsione e la stessa disposizione di legge deve
essere riferita.
Inoltre, chiedo anche maggiori lumi circa la nomina e
l'insediamento dei singoli componenti, della procedura seguita
per la nomina dei singoli componenti delle stazioni uniche
appaltanti. Da notizie di stampa apprendiamo, infatti, che anche
lo stesso Presidente della Regione avanza ipotesi di presidenza
in queste stazioni uniche. Anche rispetto a queste ultime
notizie, vorremmo maggiori ragguagli.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, anch'io vorrei chiedere
all'assessore al ramo, prima di passare al voto sull'articolo 1,
che ci chiarisse anche alcune questioni attinenti al tema che
stiamo trattando, ferma restando la mia condivisione per la
necessità che si operi il rinvio previsto dalla legge per
consentire anche agli enti che sono bloccati di potere espletare
le gare.
Detto questo però, credo che al di là di alcune notizie
giornalistiche, nulla di più si conosce. Ho letto qualche giorno
fa l'intenzione del Presidente della regione di voler individuare
alcune figure, tra cui alcuni ex prefetti, per la individuazione
della figura dei presidenti delle commissioni provinciali di
gara.
C'é una fase conoscitiva e vi sono già delle istanze presentate
da alcuni funzionari e dipendenti dell'amministrazione regionale
che chiedono appunto di essere assegnati a questo nuovo compito e
a questi nuovi uffici.
Io ho posto qualche settimana fa, in merito ad una notizia che
ho avuto, assumendo quella notizia un po' come valore generale e
come valore simbolico e ho posto un tema su come l'assessore
intenda individuare i criteri di assegnazione del personale della
Regione presso queste stazioni uniche.
In particolare, ritengo di buon senso, possiamo dire così, il
fatto che in questa nuova struttura possano essere assegnati
funzionari che, oltre a garantire la qualità sul piano
professionale, in grado di garantire l'attività e siano al di
sopra di qualunque dubbio sul piano morale e in merito alla
procedura delle nomina, considerato che può inficiare le stesse
strutture amministrative che vengono a definirsi con le stazioni
uniche.
Lo chiedo perché siamo in presenza di un passaggio importante
della vita della nostra Regione. In fondo siamo la prima Regione
che sta attuando un modello di riforma di questo tipo. La portata
non é di poco conto e proprio per questo anche il rigore con il
quale il Governo procederà alla definizione e all'assegnazione
del personale presso questi uffici, credo costituisca quella
condizione importante perché si parta con il piede giusto.
Nessun giustizialismo, però, credo che proprio per la
delicatezza dell'ufficio si impone che l'assessore e il Governo
operino il massimo rigore ed attenzione affinché nessun
indagato, nessuna persona che sia sottoposta ad indagini
giudiziarie nell'ambito delle attività svolte o in qualità di
funzionario o in relazione agli incarichi esterni
all'amministrazione regionale, possa essere designato ed indicato
quale componente di detti uffici.
Lo ritengo un atto di buon senso. Nessuna vena giustizialista,
però, credo che partire con il piede giusto sia importante e
fondamentale per dare il senso di marcia rispetto a questi
istituendi uffici delle stazioni uniche appaltanti.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur
condividendo le preoccupazioni che sono state espresse sia
dall'onorevole Giannopolo che dall'onorevole Cracolici, tenterò
di riportare la questione ai fatti odierni.
Le sollecitazioni, le richieste di chiarimenti sono proprie di
un'attività di sindacato ispettivo più che di una discussione
generale. Però, ognuno ha il diritto di approfondire la materia
il più possibile.
Il tema è un altro: poiché è passato il termine di maggio, che
era il termine che la legge aveva già dato per istituire le
stazioni uniche appaltanti, queste argomentazioni - scusatemi
se lo dico -, sono tardive.
Il problema è che il Parlamento, per fortuna, sta già
intervenendo con questa proroga di termini. E credo che una
risposta al vostro quesito è già data dal disegno di legge perché
il Governo non ha ancora presentato alcun emendamento al termine
previsto dalla norma di proroga. Ciò vuol dire che di fatto ha
ritenuto che questa proroga sia sufficiente a far sì che si
possano istituire e quindi mettere in funzione le stazioni uniche
appaltanti. Questo è un quesito già risolto.
Se il tentativo, però, è quello di aprire un dibattito, ripeto
tardivo dal mio punto di vista, non è utile in quanto le stazioni
uniche appaltanti sono già previste dalla nuova legge sugli
appalti. Cosa diversa invece è il fatto che dovevano essere
insediate nel mese di maggio di quest'anno, ma, purtroppo, non si
è arrivati ad insediarle.
Le questioni che voi ponete, avreste dovute porle a marzo,
aprile ovvero a maggio, non oggi.
Oggi il Parlamento, concedendo una proroga, vuole dare
semplicemente un segnale di estrema trasparenza, di estrema
linearità visto che siamo in un momento di vacatio per il termine
scaduto.
Dato che il Governo ha accettato senza emendarla la nostra
proposta di proroga, chiederei, ai colleghi di proseguire anche
perché tutti i vostri dubbi in merito, con l'entrata in vigore
della stessa legge, dovranno e potranno essere chiariti
attraverso il normale strumento del sindacato ispettivo.
ROTELLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto modo
di scrivere una lettera al Presidente della Regione e
all'Assessore ai lavori pubblici, in merito alla necessità - lo
dico al Governo perché potrebbe essere particolarmente
interessato - di verificare alcuni passaggi della legge
istitutiva sulle stazioni appaltanti e sul relativo regolamento
in quanto la legge da noi approvata è una legge sicuramente
innovativa ma imperfetta ed incompleta. E mi assumo la
responsabilità di quello che dico, poiché sono stato fra coloro
che hanno votato questa legge.
L'attuale assessore ai lavori pubblici è subentrato solo nella
fase successiva all'approvazione della legge e alla definizione
del regolamento; regolamento che stava per essere approvato dal
Consiglio di Giustizia Amministrativa e quindi lo stesso
assessore ha potuto soltanto prendere atto di quello che era già
avvenuto.
Questa legge sugli appalti, lo dico al Governo e poi passo
anche alla proposta che intendo fare sull'argomento, ha una serie
di imperfezioni.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Ma quale
legge? Non stiamo parlando della legge sugli appalti.
ROTELLA Lo so che non stiamo parlando della legge sugli
appalti ma stiamo parlando di una proroga, di una legge che
ritengo una proposta da fare al Governo e all'intero Parlamento.
Gli appalti che debbono andare nelle stazioni appaltanti sono
soltanto gli appalti al ribasso.
Nulla osta ai vari comuni di potere utilizzare tutte le altre
forme concorsuali o di appalto che, per esempio, riguardano il
progetto di finanza o che riguardano, la migliore offerta. Altre
forme di appalto che possono essere utilizzate dai comuni e che
non sono previsti dalla legge sugli appalti, possono essere
utilizzate dalla stazione appaltante.
C'è l'eventualità, inoltre, che le nuove commissioni potrebbero
non essere sufficienti per far fronte alla enorme mole di lavoro
di cui dovrebbero occuparsi. Per cui, queste stazioni appaltanti
potrebbero, di fatto, diventare dei colli di bottiglia.
Io queste cose le ho dette e le ho scritte. Vi sono inoltre
altre cose che possono essere verificate o modificate visto che,
naturalmente, una legge è sempre perfettibile, tuttavia, essa
presenta subito alcune evidenti contraddizioni o alcuni vuoti che
naturalmente possono essere colmati dal Parlamento, e il termine
di cui stiamo parlando in questo disegno di legge potrebbe essere
un modo per apportare tale correttivo.
Un assessore che trovasse un regolamento già predisposto, o una
legge definita, non può certamente limitarsi alla presa d'atto di
ciò che è avvenuto. Il termine di cui noi stiamo parlando è una
necessità però, mi permetto dire, bisogna farlo nei modi e nei
termini in cui le correzioni possono essere apportate.
In una lettera che io ho inviato al Presidente della Regione e
all'assessore al ramo in cui chiedevo che si prendessero in
considerazione anche altre proposte, in modo che questo
Parlamento possa apportare alcune correzioni necessarie, come,
per esempio, quella che prevede che in alcune città
metropolitane via sia una stazione appaltante dove convergano
tutti gli appalti.
A questo proposito, ho elaborato uno studio. Ogni appalto
quando tutto va bene, dalla stesura alla definizione
dell'appalto, dura una settimana, a pieno regime, e se questa
Commissione non trova intoppi. Noi ci rendiamo conto di cosa può
accadere se, per esempio, in una provincia dovesse accadere che i
comuni che possono utilizzare, lo dice la legge, le stazioni
appaltanti arrivassero tutte in una volta una serie di appalti
che si andrebbero a congestionare in una vicenda che vedrà il
sistema degli appalti imbrigliato o, addirittura, congelato.
Signor Presidente, io vorrei che su questo,che non è un
dettaglio, si approfondisse; voglio ribadire che la legge una
volta approvata renderà operative le stazioni appaltanti e
potrebbe verificarsi il non conseguimento del vantaggio sperato.
Pertanto, alcune correzioni al sistema potrebbero essere
terapeutiche da parte di questo Parlamento. Quindi, nulla osta
che noi si approvi un differimento di date, che è necessario, ma
sarebbe opportuno che questo Parlamento tornasse nuovamente sull'
argomento per apportare le modifiche necessarie.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire all'Aula quello
che è stato l'iter relativo all'insediamento delle stazioni
appaltanti e del perché si è proceduto in questa maniera, e ciò
nella considerazione di alcuni commenti riportati dalla stampa -
che, secondo me, sono anche imprecisi - e di alcuni interventi
svolti qui in Aula che ritengo polemici e frutto,
sostanzialmente, di disinformazione.
Leggo pertanto tale mia comunicazione che chiedo alla
Presidenza sia messa agli atti dell'Asssemblea.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, a tal riguardo mi corre
l'obbligo di ripercorrere le tappe dell'attività profusa in tale
direzione dal ramo di amministrazione al quale sono preposto per
gli aspetti rientranti nella mia competenza.
Subito dopo il mio insediamento, quale Assessore per i lavori
pubblici, ho immediatamente dato avvio alla creazione degli
strumenti ed organismi operativi che costituiscono presupposto
per rendere applicabile la nuova legge che, a più di due anni
dalla sua entrata in vigore, stentava a decollare.
E' stato così pubblicato sulla GURS n. 8 del 25/02/2005 il
Regolamento di cui al comma 17 dell'art. 7 ter della Legge,
condizione per imporre agli enti appaltanti l'obbligo di
applicazione delle nuove procedure.
Contestualmente ho elaborato una proposta di modifica ed
integrazione del suddetto regolamento al fine di migliorarne,
come dice l'onorevole Rotella, il contenuto. Il testo che è già
passato al vaglio dell'ufficio legislativo e legale
dell'amministrazione, si trova all'esame del CGA.
E' stato quindi incardinato presso l'Osservatorio regionale dei
lavori pubblici personale dirigenziale per lo svolgimento dei
compiti di organizzazione propedeutici all'attivazione
dell'Ufficio regionale per l'espletamento delle gare d'appalto
(UREG) ed è stato designato il dirigente preposto alla sezione
centrale dell'ufficio medesimo.
A ragione della mancanza di risorse non previste nella legge
ordinaria, le sedi degli UREG sono state provvisoriamente
individuate presso l'Assessorato, per quanto attiene alla Sezione
centrale, e presso le sedi degli uffici del Genio civile per
quanto attiene alle sezioni provinciali.
Sono stati inoltre individuati i dirigenti e i funzionari
regionali che costituiranno il personale di segreteria e i
relativi nominativi sono stati trasmessi al dirigente generale
dell'assessorato, competente alla nomina.
Con decreto 108/Gab, del 5/07/2005 dell'assessore ai lavori
pubblici è stato istituito l'Albo previsto dalla l.r. n. 17/2004
degli aspiranti a comporre le commissioni di gara.
Si trovano alla firma del Presidente della Regione i
provvedimenti di nomina dei componenti le commissioni su proposta
dell'assessore ai lavori pubblici, operazione questa che ha
incontrato non poche difficoltà in ordine all'accertamento dei
requisiti richiesti per legge.
Ricordo agli onorevoli deputati che la legge prevede la
possibilità che siano o prefetti in pensione oppure magistrati
non ordinari o, in alternativa, siano ex questori o questori in
attività, oppure avvocati cassazionisti. La proposta riguarda
sei prefetti in pensione, due questori in pensione e un avvocato
cassazionista. I nominativi sono stati trasmessi al Presidente
della Regione il quale, in questi giorni, definirà l'iter
procedurale dopodiché, previo esame nelle commissioni di merito,
predisporrà i relativi decreti.
Questo è il percorso compiuto per tutto quello che si è detto
in questa Aula. Ma c'è anche di più e vorrei chiarirlo anche alla
luce di quanto è stato finora detto.
Inoltre è stato elaborato e proposto l'approfondimento di un
testo di legge modificativo ed integrativo della legge n. 7/2002
che oggi si trova in IV Commissione.
Tutto ciò in soli dieci mesi, nel corso dei quali sono
intervenute modifiche legislative - come la legge regionale n.
17/2004 - delle quali si è dovuto pure tenere conto.
Quanto precede è indicativo degli sforzi compiuti
dall'Assessorato al quale sono preposto per superare difficoltà
che, francamente, non erano prevedibili nella misura della quale
si sono via via presentate.
Al fine poi di chiarire alcuni aspetti applicativi delle nuove
disposizioni e sfatare alcuni dubbi e perplessità insorti,
aggiungo che non avendo effetto retroattivo il nuovo sistema si
applica nei procedimenti di appalto instaurati successivamente al
26 maggio 2005, dalla quale data il regolamento ha introdotto
l'obbligo della trasmissione alle segreterie provinciali dello
schema' del bando di gara. Ciò significa in altre parole che
tutti i bandi di gara approvati prima del 26 maggio possono
trovare applicazione come gara attraverso le stazioni appaltanti
ancora esistenti. Dal 26 maggio scatta la nuova procedura. In
quanto agli appalti il cui iter procedimentale si è concluso con
l'approvazione del bando da parte delle stazioni appaltanti, in
epoca anteriore a tale data, non può che continuare ad applicarsi
la disciplina previgente.
E' da evidenziare che l'istruttoria delle stazioni appaltanti
dei procedimenti da instaurarsi successivamente al 26 maggio, per
l'approntamento dello schema di bando da trasmettere all'ufficio
regionale per l'espletamento delle gare d'appalto comporta un
tempo di lavoro mediamente non inferiore a mesi due. Il che
avrebbe consentito all'Amministrazione regionale di costituire i
previsti organismi evitando ristagni o ritardi.
Volevo aggiungere, inoltre, che sono incardinati presso la
stazione regionale semplicemente nove schemi di bando di gara che
dovrebbero essere esitati secondo il nuovo ordinamento. Gli altri
che abbiamo monitorato sono tutti precedenti al 26 maggio e per
quello che ho detto le stazioni appaltanti esistenti possono
continuare a fare. E comunque, in ogni caso, per quello che ho
detto, sono convinto di poter dare oggi la possibilità di
approvare l'emendamento della IV Commissione, spostando i termini
del regolamento da 90 a 210 giorni, cioè a fine settembre, nella
convinzione di quello che qui è stato detto.
Infine si è ritenuto di dover riferire con la presente
relazione, che chiedo di allegare al verbale della seduta, per
una seria valutazione della situazione, assicurando il mio
migliore impegno per quanto di competenza, affinché il nuovo
sistema normativo introdotto dalla legge 7/2002 non rimanga una
sterile demagogica esercitazione del legislatore siciliano ma
costituisca il fondamento di una nuova disciplina vieppiù
informata al rispetto dei principi di trasparenza e legalità.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.»
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo che
la legge entri in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione. Preannunzio la formalizzazione di un emendamento
in tal senso, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
emendamento della Commissione ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno:
Emendamento 117.2:
«Al comma 1, dopo la parola siciliana aggiungere le seguenti
altre ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Cimino, Leontini, Scoma, Pagano.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento delle gare di
appalto di lavori pubblici» (1020/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge
«Disposizioni urgenti per consentire l'espletamento delle gare
di appalto di lavori pubblici» (1020/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 49
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per lo
sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788 - 376 - 550 - 957/A)
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia »
(nn.788-376-550-957/A), iscritto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella precedente seduta,
numero 306 del 19 luglio 2005, si era chiusa la discussione
generale ed era stato approvato il passaggio all'esame degli
articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo1
Principi e finalità
1. La Regione siciliana attribuisce un ruolo primario e
centrale al turismo per lo sviluppo sostenibile economico ed
occupazionale del territorio e per la crescita sociale e
culturale della collettività, tenuto conto della diffusa
potenzialità turistica della Sicilia. Indirizza e coordina la
programmazione economica, la pianificazione territoriale e quella
relativa agli interventi infrastrutturali, sia specificatamente
turistici che funzionali al miglioramento della fruibilità
turistica del territorio.
2. La Regione siciliana riconosce il ruolo centrale degli enti
locali territoriali nella valorizzazione del territorio, con
particolare riguardo alle politiche intersettoriali ed
infrastrutturali utili per la qualificazione del prodotto
turistico e per l'accoglienza e l'informazione dei turisti. Per
il perseguimento di tali finalità la Regione favorisce la
crescita quantitativa e qualitativa del sistema turistico
attraverso:
a) la creazione di circuiti di informazione, di assistenza e di
tutela dei soggetti che accedono ai servizi turistici, con
particolare riferimento ai soggetti diversamente abili;
b) il potenziamento e la regolamentazione delle imprese
turistiche;
c) gli interventi infrastrutturali con particolare riferimento
allo sviluppo del turismo;
d) la valorizzazione delle risorse ambientali e culturali;
e) l'attuazione di politiche di concertazione e di
programmazione negoziata tra i soggetti pubblici e privati
interessati alla formazione e alla commercializzazione
dell'offerta turistica siciliana;
f) la promozione dell'immagine della Sicilia.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 1.5,
interamente sostitutivo; 1.6, interamente sostitutivo;
dall'onorevole Vicari, relatore: 1.1;
dall'onorevole Zago: 1.3;
dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 1.4;
dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
1.2.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, poiché l'articolo 1 affronta i
principi e le finalità del presente disegno di legge, sarebbe
utile che venissero sciolti alcuni nodi che ritengo si siano
gradatamente presentati e aggrovigliati attorno ad esso.
Credo che dovrebbe essere l'Assessore a chiarirci il dibattito
che in questi giorni si è sviluppato anche sulla stampa attorno a
questo disegno di legge e a fugarci il dubbio sulla pesantezza
del clima che si registra attorno allo stesso.
In questi giorni l'Assessore ha lanciato dei messaggi che
sarebbe opportuno chiarire e specificare in questa sede.
Tuttavia, al di là di questo, credo che l'articolo 1, che
descrive i principi e le finalità del presente disegno di legge,
dovrebbe costituire l'architrave, dovrebbe essere il simbolo di
una moderna e riformata politica turistica nella nostra regione.
Rispetto alla formulazione che viene fatta col presente
articolo, dubito seriamente che ci stiamo apprestando a varare
una riforma organica del settore del turismo; penso che ci
stiamo, invece, accomodando ad una legge sul turismo che non
scioglie i nodi fondamentali che sono strutturali di una politica
turistica e che riguarda l'offerta turistica nella nostra
regione, la quale dovrebbe assumere la centralità totale del
turismo nelle politiche di sviluppo territoriali, economico e
civile della Sicilia.
Vorrei anche che l'Assessore ci mettesse nella condizione di
affrontare con serenità la discussione su questo disegno di
legge e non raccogliesse le polemiche da qualunque parte
provengano, anche di coloro i quali hanno riportato dati persino
sulla stampa di oggi e che testimoniano ciò che in parte avevamo
detto nella passata seduta, in sede di discussione generale,
circa la perdita di posizione non solo dell'Italia ma anche della
Regione Sicilia in materia di presenze, in materia di fatturato
nel settore del turismo.
Al di là di questo, credo sarebbe utile chiarire una volta per
tutte che intenzione si ha circa l'attuazione del principio di
sussidiarietà, l'attuazione del principio di decentramento, di
riforma della Regione che, non solo è contenuto in precedenti
leggi, ma è contenuto anche in leggi nazionali di settore (parlo
del turismo) oltre che di modifiche costituzionali che prevedono
il turismo come uno dei settori su cui sperimentare, su cui
attuare politiche di sussidiarietà, cioè a dire di valorizzazione
del territorio e di valorizzazione anche del privato.
Il privato ci ha chiesto di avere un ruolo maggiore, un ruolo
più importante nella politica turistica di questa regione. Non
solo l'articolo 1, ma tutto l'articolato della legge nega un
ruolo ai privati, cosa che invece è prevista in altre leggi
regionali e nazionali.
Io non vivo della cultura dell'esaltazione del privato
nell'economia e nell'organizzazione istituzionale dei servizi
anche nella nostra Regione, e tuttavia proprio nel settore del
turismo l'impresa turistica non può essere concepita come
un'impresa avulsa dal contesto istituzionale, dal contesto
politico generale che matura miglioramenti, che matura poi
un'offerta turistica complessiva.
Non esiste, non è possibile scindere il ruolo dell'impresa
turistica dalla politica più complessiva dell'offerta turistica.
L'impresa può fare offerta turistica se è perfettamente
contestualizzata. Questa legge nega tale contestualità.
Adesso non voglio aderire tout court alla richiesta della
Confindustria di istituire l'agenzia, di demandare ad un agenzia
regionale, soggetto giuridico di diritto privato, della gestione
di tutta la politica turistica, non voglio aderire tout court a
questa proposta. Ma non si può rispondere, non solo alla
Confindustria, ma anche al resto dei privati dicendo loro che
concediamo loro qualche posto in più nella Conferenza regionale
del turismo; questa è una presa in giro Questa non è una
risposta che serve a risolvere le questioni
L'altra questione che noi solleviamo, anche con un emendamento
presentato all'articolo 1, è quella del ruolo degli enti locali
territoriali, non solo perchè questo disegno di legge al comma 2
nega la centralità anche degli enti locali nella definizione di
una politica organica dell'offerta turistica. Il comma 2
prefigura un ruolo centrale degli enti locali territoriali nella
determinazione solo e semplicemente delle politiche di
valorizzazione del territorio e non, invece, della determinazione
della politica più complessiva di promozione e di qualificazione
dell'offerta turistica nella nostra Regione. Nega questa
centralità.
Noi riteniamo, invece, che questa centralità vada recuperata
nell'organizzazione più complessiva dell'offerta turistica e non
solo di pezzettini marginali dell'offerta turistica. Come pure
riteniamo che tutto questo possa meglio inverarsi attraverso un
ruolo fondamentale che bisogna attribuire ai sistemi turistici
locali così come li definisce la legge nazionale; sistemi
turistici locali che sono da un lato territorio, ma sono anche
momenti omogenei di offerta turistica legata ad un bene
culturale, legata ad un bene archeologico, ad una fase della
storia, legata ad un aspetto di natura ambientale che può
travalicare contiguità territoriale sul piano fisico e
proiettarsi, come dice anche la legge nazionale, addirittura su
basi infraregionali.
Queste sono le questioni che devono essere sciolte. Noi
ipotizziamo la trasformazione delle aziende provinciali in
agenzie provinciali alle quali attribuire un ruolo fondamentale
dentro cui recuperare la funzione e la partecipazione dei privati
sul modello delle Camere di commercio alla gestione della
politica turistica.
La stessa cosa diciamo per i sistemi turistici locali che
comunque ci preoccupiamo, nel corso dell'articolato, di definire
come soggetti giuridici che gestiscono risorse, che gestiscono
programmazione, che gestiscono cioè momenti concreti di
intervento in materia di politica dell'offerta turistica e di
organizzazione anche della stessa domanda.
I sistemi turistici locali voi li chiamate distretti turistici,
ma questo aspetto della configurazione giuridica non è neanche
risolto nella proposta che ci viene presentata e rispetto alla
quale io penso che, comunque, il Parlamento debba fare chiarezza
su che cosa è il distretto turistico, se è un momento episodico
di sinergia che si realizza o è un momento strutturale di
intervento in materia di organizzazione della domanda e della
offerta turistica.
Questi sono i nodi che bisogna sciogliere, che bisogna
risolvere. Se questi nodi vengono sciolti e risolti è chiaro che
il Parlamento può avere quel coraggio in più che l'Assessore
rivendica a questo Parlamento in ordine alla radicalità, anche -
se volete, e non sembri un termine brutto, che necessariamente
debba incutere paura - alla radicalità che un momento riformatore
deve comunque mettere nel conto. E io penso che nel settore del
turismo bisogna davvero pensare ad una riforma e pensare non ad
un sistema in cui al centro c'è sempre la Regione, in cui al
centro c'è sempre il neocentralismo della Regione.
Presidenza del Vice Presidente Fleres
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io farò
un breve intervento per motivare anche la scelta di ritirare
alcuni emendamenti.
Noi dopo ventidue anni stiamo intervenendo con il desiderio di
approvare una legge organica sul turismo (la legge 217, infatti,
risale al 1983). Ci sono ritardi che dobbiamo colmare con una
buona legge. L'idea di approvare la legge in un paio di sedute mi
sembra una forzatura, anche perché tutti hanno la volontà di
contribuire a migliorare il testo presentato dal Governo.
Ho colto negli interventi dell'Assessore soprattutto e in
Commissione una disponibilità ad accettare contributi, idee e
proposte, soprattutto con riferimento agli articoli aggiuntivi.
Per quanto riguarda il testo e l'emendamento all'articolo 1 e
poi anche l'emendamento all'articolo 2, ha ragione la Commissione
quando dice che si tratta di autentica riscrittura; ma non è
detto che le riscritture siano negative né che la Commissione si
può chiudere in maniera blindata dicendo che poichè su questo
testo ci abbiamo lavorato per molto tempo, non si può all'ultimo
minuto stravolgere o riscrivere interi commi e articoli che
prefigurano una impostazione diversa sul piano della filosofia
della legge.
Io non voglio ridurre il significato del lavoro della
Commissione che mi sembra positivo ed estremamente significativo
per quello che ha prodotto in termini di argomenti, ci può essere
però la possibilità di accogliere alcune indicazioni di massima
che migliorano i singoli articoli, perché sugli argomenti siamo
in gran parte d'accordo.
In linea di massima il disegno di legge dell'Assessore Granata,
approvato dalla Commissione, prevede quasi tutte le iniziative
proposte dal mio disegno di legge.
Ricordo a me stesso che quando ci sono disegni di legge di
iniziativa parlamentare e di iniziativa del Governo, i disegni di
legge si integrano, non vengono annullati perché c'è qualcosa che
viene prima e qualcosa che viene dopo, si integrano per formulare
un testo più valido possibile sul piano dei contenuti anche della
qualità della legislazione.
Io comunque per manifestare anche una mia disponibilità, fermo
restando poi il giudizio complessivo che formuleremo nel corso
dei lavori e poi in sede di votazione finale, per quanto riguarda
alcuni emendamenti, soprattutto quelli connessi alla costituzione
dell'Agenzia, dichiaro fin d'ora che li ritirerò. Così come
dichiaro di ritirare quelli a mia firma su questo articolo e
all'articolo 2. Preferirei che il Presidente li comunicasse di
volta in volta in modo che io possa dire quali sono quelli che
ritiro e quelli che mantengo. Questi, comunque lo annuncio sin
d'ora, verranno ritirati. Verranno ritirati, nonostante quando
parlavo di filosofia, parlavo di impostazioni culturali diverse.
L'Assessore stamattina ha fatto una introduzione
significativa; però, non siamo ancora all'accoglimento di
un'idea del turismo, che è un'idea largamente condivisa, che è
passata nel resto del Paese, come mentalità, come cultura, cioè
quella di considerare il turismo essenzialmente un fatto di
impresa e, quindi, di assegnare un ruolo estremamente importante
alle imprese turistiche, al mondo imprenditoriale.
La creazione dell'Agenzia era il riconoscimento di un ruolo,
soprattutto in Sicilia, importante alle strutture e agli
imprenditori privati. Abbiamo tentato di dare un segnale di
apertura a queste realtà, cambiando la Conferenza del turismo in
Consiglio regionale del turismo, con uno spazio di concertazione
che noi consideriamo positivo. Lo stesso segnale di attribuire la
vicepresidenza del Consiglio regionale al turismo ad un
rappresentante delle associazioni del mondo imprenditoriale
privato è un segnale significativo e di apertura.
Noi dobbiamo, però, lavorare in questi giorni, senza fretta,
perché io sono convinto che questa legge può essere approvata
benissimo prima della chiusura estiva, dobbiamo lavorare per
tentare di non arroccarci su nessuna delle nostre posizioni. Io
potrei dire che il mio disegno di legge è più valido di quello
del Governo. Non sto dicendo questo e anzi ritiro gli articoli
di riscrittura a mia firma, nonostante molti colleghi avendoli
letto hanno riconosciuto la validità sul piano soprattutto della
cornice legislativa che manca nel disegno di legge del Governo.
Tuttavia, proprio per favorire un percorso positivo a questo
disegno di legge, io ritiro questo emendamento e, man mano che il
Presidente li comunicherà, dichiarerò quali sono quelli che
ritiro e quelli che mantengo.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro, da parte
dell'onorevole Barbagallo, degli emendamenti 1.5, 1.6, 2.17 e
2.18.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, a
differenza dell'onorevole Giannopolo, ritengo, pur confermando la
mia idea, che la migliore legge è sempre quella che deve essere
ancora scritta, che però oggi con l'inizio dell'esame in Aula
della legge-quadro sul turismo mi pare che finalmente si compia
un grosso passo avanti.
Io non so alla fine quale testo l'Aula, rispetto alla proposta
che la Commissione ha voluto fare, esiterà. Non v'è dubbio, però,
che riguardo a quanto sancito dall'articolo 1 - il cui comma 1
così recita: «La Regione siciliana attribuisce un ruolo primario
e centrale al turismo per lo sviluppo sostenibile, economico ed
occupazionale del territorio e anche per la crescita sociale e
culturale della collettività » - credo che se questo principio
sancito nel comma 1 dell'articolo 1 della legge diventa il motivo
che spingerà questo Governo e i futuri governi a guardare al
turismo finalmente come una, non come la, come una delle
possibilità di sviluppo, di crescita economica-sociale della
nostra terra, credo che già questo costituisca un grosso passo
avanti.
Non condivido neanche l'affermazione dell'onorevole Giannopolo
che lamenta il centralismo rispetto al decentramento.
Il comma 2 dell'articolo 1 recita: «La Regione siciliana
riconosce il ruolo centrale degli enti locali territoriali nella
valorizzazione del territorio, con particolare riguardo alle
politiche intersettoriali ed infrastrutturali utili per la
qualificazione del prodotto turistico ...». Anche questo è un
principio che il legislatore ha voluto sancire nel comma 2
dell'articolo 1 proprio per evitare che il turismo possa in
qualunque modo e in qualunque maniera diventare una vicenda di
tipo verticistico.
Non v'è dubbio che nell'esame degli articoli troveremo delle
contraddizioni - lo dico fin da adesso - in quanto su alcuni temi
non mi sono potuto trovare d'accordo con la maggioranza della
Commissione proprio perché, a mio avviso, in alcuni emendamenti
su alcuni degli articoli rinneghiamo quei principi e quei valori
che, invece, con l'articolo 1 abbiamo voluto sancire.
Mi rivolgo alla Presidenza. Spesso in questi anni ci siamo
trovati ad iniziare un iter procedurale su una legge e poi
attraverso l'attività emendativa spesso e volentieri alla fine
abbiamo in qualche maniera snaturato quella che doveva essere la
legge presentata all'Aula.
E fin da oggi, che stiamo iniziando ad esaminare la nuova
legge quadro sul turismo, rivolgo a lei, signor Presidente
dell'Assemblea, una richiesta. La nostra Commissione ha lavorato
in questi mesi ed oggi ancor di più - perché abbiamo avuto
un'unica seduta fiume dalle 11.00 del mattino alle 17.00, per
esaminare tutti gli emendamenti che l'Aula ci aveva inviato.
Poiché ci saremmo dati un indirizzo, le chiedo di fare sì che
quello esitato dalla Commissione resti il testo della nuova legge
quadro sul turismo, nel senso che essendo competenza del
Presidente dell'Assemblea dichiarare ammissibile o meno un
emendamento, ai sensi del Regolamento, le chiedo di tutelare la
legge quadro sul turismo non consentendo di mettere in
discussione il testo nel senso di non dichiarare ammissibili
emendamenti che nulla hanno a che vedere con una legge quadro e
che nulla hanno a che vedere con la materia che stiamo trattando
e che nulla possono avere avuto a che vedere con i lavori della
quarta Commissione non avendone competenza sulle materie che ci
siamo trovati a dovere guardare e non affrontare proprio perché
non ne avevamo competenza.
Mi auguro che noi si possa lavorare con grande serenità.
Abbiamo avuto la capacità Governo e Parlamento insieme di
riuscire, per come merita una legge quadro, ad esitare un testo
con dieci articoli. Ci sono decine di emendamenti di articoli
aggiuntivi che vedo stampati nel fascicolo e, quindi, ritengo non
abbiano avuto un preventivo esame da parte della Presidenza, ma
mi auguro che la Presidenza con grande serenità e rispetto del
Parlamento faccia in modo che la legge quadro sul turismo resti
tale.
DE BENEDICTIS^. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che non sfugga ad alcuno il fatto che sicuramente la Regione
siciliana con questa legge tenta di agganciarsi nella sua
programmazione e negli indirizzi politici generali ad un fenomeno
a cui già da prima doveva prestare più attenzione.
Quello del turismo non é soltanto un ambito dello svago e della
ricreazione culturale, ma é un'economia a tutti gli effetti. In
quanto tale, si devono allontanare molte interpretazioni
superficiali sui dati che soprattutto in questi mesi vengono a
essere promosse anche da parte dell'Assessore. Con troppo
facilità si danno incrementi delle presenze turistiche che si
riferiscono a dati globali che assai meglio dovrebbero essere
analizzati al loro interno per scoprire che ci sono luci ed ombre
ancora molto forti.
Con soddisfazione possiamo dire di essere stati fra coloro i
quali hanno contribuito a scrivere nell'articolo 1 che la Regione
siciliana attribuisce un ruolo primario e centrale al turismo,
per lo sviluppo economico del proprio territorio e non già come
era nella formulazione iniziale. Quindi, c'é un protagonismo che
la Regione vuole darsi e vuole attribuire al turismo.
Tuttavia, una considerazione generale bisogna farla. Noi
sbaglieremmo se in questo momento pensassimo con troppa enfasi,
ma forse - ripeto - con troppa superficialità, all'idea del
turismo come chiave di volta della nostra situazione.
E' sbagliato intendere, oggi soprattutto più di prima, culture
che abbiano riferimenti in un solo settore e, quindi, economie
monoculturali. E' stato uno sbaglio per la Sicilia, negli anni
'50 e '60, puntare esclusivamente sulla chimera industriale. Lo é
stato tanto di più perché quelli dovevano essere gli anni in cui
investire proprio sul turismo. Sarebbe uno sbaglio, oggi, puntare
esclusivamente sul turismo e non allargarsi, invece, a quella
pluralità di interventi e di settori dell'economia, fra cui
l'industria, l'agricoltura, i servizi e il tecnologico avanzato,
che possono, insieme al turismo, aiutare la nostra Regione ad
uscire dalle secche in cui attualmente si trova.
E' velleitario o semplicemente da incompetenti pensare che il
turismo possa da solo trainare la nostra economia. Questo può
accadere per un Paese sottosviluppato; tutti gli economisti e gli
analisti smentiscono che per una Regione di un Paese civile e ad
avanzato stato di sviluppo economico come il nostro, o come il
nostro vorrebbe essere, ciò sia possibile.
Peraltro, é opportuno sottolineare come l'enfasi di queste
ultime dichiarazioni, di un ritrovato slancio verso il turismo,
deve fare i conti con una realtà che ci vede ancora molto lontani
dal poterci dire pienamente competitivi anche solo sul mercato
nazionale.
A confrontare i dati, non solo assoluti, rispetto ai quali la
Sicilia é ancora molto indietro nel panorama nazionale, fra le
ultime regioni per presenza complessiva, ma confrontando anche
soltanto gli incrementi di presenza avvenuti negli ultimi anni,
noi oggi riscontriamo un incremento inferiore a quello di molte
altre Regioni d'Italia. Cito dati ufficiali che lo stesso
Ministero fornisce: la Calabria, il Molise, la Puglia, la
Basilicata, l'Abruzzo, la Sardegna, tutte regioni dell'Obiettivo
1 che hanno utilizzato fondi strutturali, hanno speso meglio
questi fondi per incrementare, più di quanto non abbiamo fatto
noi, il livello di presenza turistica.
E' chiaro che siamo ancora molto lontani dal fare meglio o dal
fare almeno quanto le altre regioni d'Italia, e mi riferisco alle
regioni del sud, hanno già fatto; per non parlare di quelle del
Nord che, purtroppo, ci vedono tutte quante da lontano.
Il disegno di legge che oggi è al nostro esame, e in
particolare l'articolo 1, fa bene a sottolineare il ruolo che il
turismo deve avere, con le precisazioni e i limiti che poc'anzi
ho illustrato.
Lo fa con la consapevolezza di enunciare quei ritardi che la
Regione possiede in termini strutturali e infrastrutturali a cui,
proprio nel comma 2 dell'articolo stesso, la Commissione si è
sforzata di dare accoglimento.
Quindi, quando parliamo del potenziamento e della
regolamentazione delle imprese turistiche o citiamo la necessità
di intervenire sulle infrastrutture, con particolare riferimento
allo sviluppo del turismo, quando pensiamo alle città che non
possono essere attraenti, non possono essere pronte ad una
offerta competitiva nel mercato del turismo senza essere, di per
sé stesse, vivibili ed ambientalmente compatibili, naturalmente
esuliamo o per meglio dire saltiamo dallo stretto ambito
dell'economia turistica a quella della vivibilità e della qualità
dell'ambiente della Regione tout court.
Ecco perché credo che questo disegno di legge abbia ancora di
più necessità di essere approvato e di rimanere, così come per
altro è nelle sue intenzioni, un disegno di legge-quadro per dare
quella spinta necessaria, a valle di questo disegno stesso, per
tutte quelle iniziative che servono a dare concretezza allo
sviluppo turistico, ma anche al miglioramento della nostra
Regione.
Sarebbe un errore - ed in questo condivido quanto detto
dall'onorevole Acierno e che è stato detto da molti in
Commissione, almeno vorremmo che fosse confermato nei fatti e
sostenuto anche da altri - se questa legge finisse per contenere,
su spinte che nulla hanno a che fare con il suo spirito interno,
altre direzioni, altri emendamenti, altri articoli che in realtà
non ne coglierebbero il senso.
Credo, quindi, che con queste osservazioni si può ben dire che
lo sforzo che è stato fatto, seppure non pienamente
condivisibile, può essere considerato uno sforzo maturo.
Tuttavia, è anche da sottolineare che molte delle impostazioni
che sono state date, e che in questo articolo 1 si ritrovano,
sono assai riduttive rispetto all'impianto che in molti disegni
di legge, dei vari gruppi parlamentari, avevano contenuto.
Si era tentato di slanciare un po' più alto la sfida, quindi,
ragioniamo su questo disegno di legge che, comunque è un punto,
di partenza e ci auspichiamo il ragionamento ci porti comunque a
migliorarlo e non a stravolgerlo.
PRESIDENTE Sono iscritti a parlare l'onorevole Zago e
l'onorevole Oddo. Avverto che da questo momento sono chiuse le
iscrizioni a parlare su questo articolo.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento si
illustra da sè e non è in contrasto, credo, con l'articolo 1 che
enuncia i principi e le finalità.
Infatti, esso è agganciato al punto b) del comma 2 allorquando
si ritiene che, tra le attività da favorire per lo sviluppo del
sistema turistico, ci sia anche la gestione di stabilimenti
balneari e di strutture relative ad attività sportive, ricreative
e di intrattenimento e svago.
Non si capisce come queste strutture non possano essere
interpretate come uno strumento, non dico tra i più importanti,
ma altrettanto rilevante come gli altri riferimenti che si fanno
non solo nella lettera b) del comma 2, ma anche nelle lettere
successive.
Quindi, non in contrasto con l'impostazione di essere questa
una legge-quadro, ma per una ulteriore specificazione, anzi, per
una integrazione a quanto già indicato nel comma 2.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di apporre
la firma all'emendamento 1.2, non solo perché è condivisibile, ma
perché vorrei da ciò trarre una considerazione senza scomodare la
riforma del titolo V della Costituzione, che è materia,
evidentemente, che impegnerebbe tutti noi in una discussione
abbastanza lunga e complessa.
Però, ispirato anche da ciò che in questi anni abbiamo un po'
tutti declamato, penso che entrare nel merito della questione di
come effettuare, anche rispetto ad interventi legislativi
importanti come questo, un vero decentramento delle funzioni,
secondo la mia valutazione, è molto importante.
Perché l'impressione che spesso si dà è di coltivare, invece,
una logica accentratrice, priva di quel respiro, anche rispetto
alle funzioni del territorio, degli enti locali, e non solo,
delle agenzie provinciali e così via, che desta da parte mia
anche qualche preoccupazione.
Infatti, non è vero che fino ad oggi siamo dinanzi a chissà
quali strategie dal punto di vista anche delle politiche
turistiche in grado di potere, tutto sommato, convincerci che si
è fatto bene fino ad oggi e che i governi che si sono succeduti
hanno, evidentemente, su questo argomento, fatto chissà quali
passi avanti per quanto concerne lo sviluppo del turismo e
l'organizzazione dell'industria turistica siciliana.
Quindi, è evidente che l'argomento posto all'attenzione dei
colleghi con l'emendamento 1.2 è un argomento che intriga. Ed è
un argomento che spinge, appunto, a discutere sulla vera volontà
di questo Governo nel porre in essere effettive politiche di
decentramento o se invece continuare ad accentrare attorno agli
assessorati politiche che, indubbiamente, hanno bisogno di una
forte connessione con il territorio e, soprattutto, hanno bisogno
di un momento sinergico, vero, tra le grandi progettualità e i
grandi interventi, e ciò che rappresenta oggi, sempre di più,
l'ente locale rispetto anche alla riforma che citavo prima del
Titolo V della Costituzione.
Personalmente noto molta distrazione, caro assessore Granata:
c'è una maggioranza sfilacciata che non si sta impegnando per
come sicuramente ha fatto per altre occasioni, per carità, su un
testo così delicato, perché credo che stiamo parlando...
BENINATI Presidente della Commissione. Tutto risolto.
ODDO Ho capito che l'onorevole Beninati rappresenta bene la
maggioranza però, evidentemente, guardando l'Aula non mi pare ci
sia molta attenzione per questo testo.
Non voglio attivare speculazioni, però mi pare che c'è
distrazione ed ho notato, invece, un fuggi fuggi, poco fa, che
mi ha dato una sensazione diversa da quella che si vuole dare ad
intendere.
C'è, cioè, una situazione interna alla maggioranza diversa,
poi possiamo condividere molte cose, le scelte si possono fare in
maniera sempre più condivisa, però obiettivamente lo spettacolo
dell'Aula non manifesta che ci si trova dinanzi a chissà quale
momento di confronto per una legge che segnerà la storia,
onorevole Virzì.
Mi pare, invece, che siamo in una situazione dove il fuggi
fuggi è generale e questa legge non si vuole fare.
Questa è la mia impressione, non voglio fare Cassandra, sembra
che questa legge non si voglia fare.
Vorremmo, invece, ed ho concluso signor Presidente, discutere
- qualora si riesca ad ascoltarmi, perché è difficile connettersi
se non si riesce ad ascoltarsi - vorremmo confrontarci su questo
testo a partire dall'articolo 1 che, mi pare, tutto sommato, non
vado a scoprire la carta vetrata, è un po' l'articolo, per tutte
le leggi, che segna un percorso, che indica una strategia, che
tira fuori le linee generali, non sto evidentemente scoprendo
niente di nuovo.
E proprio su questo articolo, rispetto anche agli emendamenti,
credo che il Governo, e la sensibilità dell'onorevole assessore
Granata, dovrebbe portare ad attenzionare maggiormente
l'emendamento 1.2, a dichiararsi disponibile a fare in modo che i
comuni, qui definiti enti locali - mi sta bene la vecchia logica
del comune anche rispetto a quelle che sono le origini,e mi pare,
dal punto di vista del comune, importante - e le agenzie
territoriali siano protagonisti.
Poi è ovvio che nessuno vuole togliere al Governo e
all'Assessorato competente, rispetto ai punti d), e), i) ed l),
le funzioni che si ritengono di maggiore respiro, ossia la
programmazione di livello superiore.
Lo ritengo ragionevole e non solo, i nostri interventi non
vogliono essere di natura ostruzionista, però desidereremmo
maggiore attenzione, maggiore flessibilità, maggiore possibilità
di parlare un linguaggio senza declamarlo di decentramento vero,
dare segnali precisi e fare in modo che si comprenda dove questa
maggioranza vuole andare in queste ore.
Perché se si vuole andare a ripetere momenti in cui in questa
Aula c'è non solo il deserto, ma anche molta distrazione e poi
l'indomani mattina fare il solito propagandismo sulla stampa, è
una scelta che potete fare, ma che non condividiamo perché
pensiamo che le buone leggi e i buoni segnali ai nostri
cittadini, anche da questo punto di vista, si danno sempre e
comunque dimostrando di essere attenti, disponibili al confronto
e, soprattutto, ispirandosi alle logiche vere di un decentramento
per fare seriamente decollare il turismo in Sicilia.
PRESIDENTE Nell'interesse della Sicilia e dei siciliani.
ODDO Questo lo ha detto lei, non io.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.3 a firma
dell'onorevole Zago.
Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo,
nella sostanza, non è contrario. Però questa ulteriore
specificazione serve ad aprire dei varchi e delle voragini nella
legge anziché specificare.
Perché quando si fa riferimento alle imprese turistiche si
intendono quelle che poi, anche attraverso decreti, possono
essere sempre meglio specificati e, in ogni caso, sono
individuate dalla legge.
Quindi, non sono tendenzialmente contrario ad allargare ai
gestori degli stabilimenti balneari, ma mi rimetto all'Aula in
questo senso.
Però attenzione, perché questo modo di procedere e di allargare
la platea implica poi che alcune categorie escluse non si sentono
citate espressamente e ce le ritroviamo contro.
Pertanto, mi atterrei al tipo di impostazione che l'articolato
aveva originariamente.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione. La Commissione
esprime il parere contrario, come già espresso, anche per le
motivazioni che in parte ha espresso il Governo.
VICARI relatore. Chiedo di parlare per esprimere il mio
parere come relatrice su questo emendamento.
PRESIDENTE Il parere contrario lo ha già espresso il
Presidente della Commissione.
VICARI Se lei ritiene che il relatore non debba esprimere il
parere, va bene.
PRESIDENTE Onorevole Vicari, la Presidenza non ritiene che
il relatore non debba esprimere il parere.
La Presidenza chiede il parere al Governo e il Governo si è
rimesso all'Aula. Successivamente chiede il parere alla
Commissione e questa si esprime o attraverso il Presidente o
attraverso il relatore.
In assenza dell'uno e dell'altro attraverso il vice presidente
o attraverso altro deputato indicato. Considerato che già il
Presidente si è espresso il Presidente, penso che ciò sia
sufficiente.
Se lei ritiene di doversi esprimere in maniera difforme
rispetto al Presidente può farlo.
VICARI Mi spieghi la funzione del relatore anche ai sensi
del Regolamento, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Vicari, vuole che le mandi una copia
del Regolamento?
VICARI Signor Presidente, l'altra volta già non mi ha dato
la parola inviando, nei confronti della mia persona, alcuni
insulti, e sto riscontrando che il suo atteggiamento rimane
costante.
PRESIDENTE Intanto non insulti l'Aula e stia in piedi quando
interviene.
VICARI Certo signor Presidente, spero che lo chieda anche
agli altri componenti della Commissione.
Siccome l'altra volta ha rivolto alla mia persona degli insulti
assolutamente gratuiti, vorrei capire se il suo atteggiamento
permane nei confronti della mia persona e, quindi, anche in
questo caso anche nei confronti dell'oratore oppure no.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Non intendo entrare in
questa polemica che non comprendo, il Presidente ha chiesto il
parere alla Commissione...
VICARI Lo può chiedere a chiunque, è il rispetto del
Regolamento. C'è o non c'è un relatore?
BENINATI presidente della Commissione. Dopo di che mantengo
quello che ho espresso prima, per il futuro c'è la relatrice che
chiede di esprimere il parere e lo esprimerà per tutto quello che
è giusto che ella esprima.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.3, con il
parere contrario della Commissione e con il Governo che si
rimette all'aula.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Passiamo agli emendamenti 1.1 ed 1.4, di identico contenuto.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la posizione
del Gruppo parlamentare che rappresento è già stata espressa bene
dall'onorevole Spampinato e confermata dall'onorevole Barbagallo,
quindi, non mi dilungo sulle considerazioni di ordine generale,
però, puntualmente vorrei proporre un'osservazione.
Non credo che questi due emendamenti siano conducenti, nel
senso che questi sono restrittivi rispetto alla filosofia di
fondo del disegno di legge.
ACIERNO Entrambi gli emendamenti sono ritirati.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 1.2.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Volevo segnalare che, forse per un errore,
tale emendamento è finito in questa pagina, ma in realtà è legato
all'articolo 2.
PRESIDENTE Lo spostiamo all'articolo 2.
Per richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, riprenderò il mio intervento
svolto in discussione generale.
Ho la sensazione, e lo dico con il massimo rispetto nei
confronti della Presidenza, che ,al di là dell'esercizio di
stampa degli emendamenti presentati dai colleghi, non ci sia
stato quel controllo preventivo che la Presidenza deve svolgere
sugli emendamenti.
Lo dico, signor Presidente, perché più avanti troveremo altre
situazioni con emendamenti che si riferiscono ad un testo che non
quello presentato in Aula perché modificato.
Quindi, chiedo, ma lo dico solo per l'economia dei lavori e per
evitare di ingenerare inutili discussioni, se non sia il caso che
la Presidenza faccia un ulteriore controllo preventivo
sull'attività emendativa; che si faccia, signor Presidente,
perché poi diventa complicato mettere in votazione un emendamento
e il presentatore poi dire alla Presidenza che l'emendamento è
messo in un articolo che non è quello riferito dall'emendamento.
Lo dico questo per il rispetto che ho nei confronti della
Presidenza e del Parlamento.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, l'equivoco nasce perché non è
precisato nell'emendamento il riferimento all'articolo e,
siccome, la formulazione si presta sia a considerarlo aggiuntivo
all'articolo 1, sia all'articolo 2, questo è l'equivoco.
Tra l'altro, nel testo presentato risulta essere appoggiato
all'articolo 1. Poi, evidentemente, l'onorevole De Benedictis ha
cambiato idea.
Ne prendiamo atto e lo spostiamo all'articolo 2 non ci sono
difficoltà, non è questo il tema.
Al contrario, il tema che lei pone, quello dell'ammissibilità
degli emendamenti, è estremamente importante.
Volevo rasserenarla su un dato: la trascrizione dei medesimi
nel bozzone non significa ammissibilità, questa, come si è sempre
fatto, verrà stabilita, di volta in volta, ad insindacabile
giudizio della Presidenza che tiene conto anche degli accordi
politici che riguardano l'esito e l'andamento di un disegno di
legge.
Quando ci sono delle interpretazioni elastiche rispetto
all'ammissibilità degli emendamenti è perché esiste una
condivisione di natura politica su questa elasticità.
ACIERNO Purtroppo non c'è dubbio. Su questo sa che sono
sempre d'accordo. Che prevalga la politica.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1.
Richiesta di verifica del numero legale
GIANNOPOLO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Oddo, Zago
e Villari)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
PRESIDENTE Per problemi di malfunzionamento del sistema
elettronico, apprezzate le circostanze, annullo la votazione e
dispongo, ai sensi dell'articolo 1334 del Regolamento, che si
ripeta la votazione per la verifica del numero legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 24
Preciso che ai predetti deputati, risultanti dal sistema
elettronico, si devono aggiungere i cinque richiedenti; pertanto
il numero totale dei presenti è 29.
L'Assemblea non è in numero legale
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 21.30.
(La seduta, sospesa alle ore 20.25, è ripresa alle ore 21.38)
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. La decisione del Parlamento è di potere approvare,
dopo un'ovvia discussione, alcuni dei primi articoli del disegno
di legge, almeno fino all'articolo 3.
Un momento prima si parlava dell'articolo 3; adesso c'é stato
un contrordine. La prossima volta, fatemi la cortesia di
avvertirmi prima. Fate come credete; il Governo è qui. Se
vogliamo incardinare l'articolo 1, lo votiamo; se volete far
venir meno il numero legale, lo fate.
E' chiaro che c'é un problema politico che in questa sede
sottolineo perché una norma quadro importante dovrebbe
interessare innanzitutto il Governo e la maggioranza che lo
sostiene e poi deve interessare, così come è stato, la
Commissione che ha lavorato per giorni e che ha approntato il
disegno di legge.
Ricordo che oggi i membri della IV Commissione e alcuni
Presidenti di Gruppi parlamentari che hanno voluto seguire i
lavori hanno lavorato ininterrottamente dalle 11 alle 18.
Alla luce di questo importante contributo fornito alla
formazione della legge, credo che un segnale per andare avanti
sui primi articoli di questa legge il Parlamento possa darlo.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'esordio del
disegno di legge ha visto in Aula uno schieramento mai così
unanime nel giudicare positivamente il disegno di legge medesimo.
Vi é, infatti, una predisposizione positiva da parte dell'Aula.
Ciò non toglie che, dal punto di vista politico, la minoranza
nota uno sfilacciamento che diventa un'assenza pervasiva, di
giorno in giorno metaforicamente e stasera in maniera concreta.
Di fronte a tale atteggiamento della maggioranza - ringrazio
anche l'assessore Granata per averlo sottolineato - l'opposizione
fa il suo mestiere e fermo restando il giudizio di fondo sulla
legge sul turismo che vogliamo approvare, non c'é dubbio che,
dopo aver chiesto il numero legale per far notare politicamente
lo sfaldamento della maggioranza, l'opposizione non può che
continuare su questo piano. Se l'Aula intera darà un segnale
positivo nell'approvare l'articolo 1, articolo che suggerisce la
filosofia di fondo dell'intera legge che condividiamo, si faranno
i necessari approfondimenti.
Voi vi rinsaldate come maggioranza perché non potete pretendere
che un input del Governo e della maggiornaza vada avanti solo con
il senso di responsabilità della minoranza, tranne poi a
diventare maggioranza in Aula e ad atteggiarvi in maniera
prepotente come spesso è successo.
Troviamo una via di mezzo di buon senso: approviamo l'articolo
1 e rinviamo in attesa di ulteriori chiarimenti all'interno della
maggioranza in particolare. Questa è la nostra proposta, se non
venisse accettata, chiederemo il numero legale.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
abbiamo niente in contrario se si decide di incardinare la legge
e di votare l'articolo 1, anche se il contenuto dello stesso non
ci convince. Vogliamo dimostrare che condividiamo l'esigenza e
l'obiettivo di una legge quadro di riforma del turismo.
Riteniamo però che il tempo che dovrà trascorrere tra la seduta
odierna e la prossima seduta dovrà servire a ripensare ad alcuni
aspetti della legge.
Invito sinceramente ed in modo molto convinto l'Assessore a
prendere in considerazione molti degli emendamenti che sono stati
presentati e che servono non a negare la legge ma a migliorarla,
a legarla di più a contenuti avanzati.
Non abbiamo niente in contrario sull'eventuale votazione
dell'articolo 1 questa sera, su un aggiornamento della seduta se
nel lasso di tempo che ci separa dalla prossima riunione, dalla
prossima seduta dell'Aula, si fa un ulteriore approfondimento che
ci consenta, entro la chiusura della sessione estiva, di potere
varare una legge di riforma del turismo. Vorremmo però, in
qualche modo, riconoscerci in questa legge.
Fino ad ora gli atteggiamenti che ho notato da parte del
Governo sono stati invece atteggiamenti finalizzati a negare la
possibilità che l'intero Parlamento possa contribuire a fare
questa legge e ad approvarla in tempi rapidi.
Questo è l'orientamento. Questa è la posizione che intendiamo
ribadire anche in questa circostanza.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, personalmente,
sia in qualità di componente della IV Commissione che di
componente di una maggioranza, o presunta tale, devo dire che ho
ascoltato con interesse sia l'intervento dell'onorevole
Giannopolo sia quello dell'onorevole Ortisi e devo dire, signor
Presidente - mi rivolgo soprattutto ai colleghi di maggioranza -
che sono fortemente preoccupato.
Dico ciò perché non riesco più a capire cosa sta succedendo.
C'è un'opposizione che vuole partecipare alla formazione della
legge quadro del Governo Cuffaro.
Prendo atto, con grande piacere, di tutto questo. Ero abituato
ad altre cose.
Normalmente l'opposizione, sicuramente, da sempre, in qualunque
legge, un contributo costruttivo, ma che venga a porre una
mediazione ufficiale, mandando a dire di fatto alla maggioranza,
e quindi anche al sottoscritto: siccome non siete in condizione
di fare una legge, noi vi garantiamo il sostegno in Aula e i
numeri per portare in porto questa legge perché il tema che
abbiamo affrontato alla riapertura dell'Aula dopo che è mancato
il numero legale è questo.
Credo che, al di là di quella che è la mediazione politica che
normalmente avviene - normalmente, in stanze, come dire, segrete,
alla Regione siciliana, nel Parlamento siciliano - adesso,
invece, la mediazione si fa dai microfoni, dall'Aula del
Parlamento, dove si legifera.
FORMICA Trasparenza e democrazia.
ACIERNO Ed è perfetto. Quello che però non riesco a
comprendere riguarda il lavoro che è stato fatto fino ad oggi
pomeriggio, con il contributo dei gruppi di opposizione, perché
in questa legge ci sono articoli che sono stati recepiti dalla
Commissione su proposta dei Gruppi di opposizione. L'esatto
lavoro di mediazione è stato fatto. Non vorrei che la legge
quadro diventasse una cosa diversa rispetto a quello che la
maggioranza alla fine ha definito.
ORTISI La maggioranza deve essere in Aula.
ACIERNO No, onorevole Ortisi, l'ho detto io. Sono stato il
primo a dire di appartenere ad una maggioranza o presunta tale,
visto che la maggioranza deve continuamente sentir dire
all'opposizione che è una maggioranza granitica. Vi ricordo,
onorevoli colleghi della maggioranza che, grazie a questa
fantastica legge elettorale che si è votata in Parlamento, nella
prossima legislatura, i numeri che ci sono quest'anno nella
maggioranza non ci saranno più. Ed io mi chiedo se una
maggioranza che ha più di sessanta deputati si deve sentire
dire: Ragazzi, non abbiate problemi, noi la legge ve la
facciamo, ma a condizione che venga fatta come diciamo noi .
Mi auguro che le proposte del Governo, rappresentato da due
esponenti dei maggiori partiti di opposizione, vengano da lei,
signor Presidente, formalmente respinte in questa Aula, in questa
seduta.
Assessore Granata, se questa legge alla fine deve essere
partorita perché i Gruppi di opposizione non chiederanno il
numero legale, voteranno gli emendamenti e gli articoli a
condizione che entrerà nella legge qualche novità - perché di
questo stiamo parlando - rispetto al lavoro fatto oggi, sono il
primo a dirle che non mi sta bene. Mi rivolgo agli onorevoli
Giannopolo ed Ortisi e al rappresentante del Governo.
Le preannuncio che farò io stesso opposizione in Aula su questa
legge. Dico ciò non perché ne vorrei la paternità come
maggioranza, ma perché non sono più disponibile a lavorare per
ore intere per poi arrivare in Aula e sentirmi dire
dall'opposizione che non c'è problema; basta che accettiamo le
quattro o cinque proposte dell'opposizione e la legge si fa.
Questo non può essere più un metodo, Assessore Granata.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Ma io non l'ho mai detto.
ACIERNO No, infatti, non ho detto questo. La invito ad
andare al di là dei problemi interni alla maggioranza che,
evidentemente, possono anche esserci, anche se io sono convinto
che oggi è solo un fatto climatico e poi la concomitanza con i
congressi nazionali che si svolgeranno domani e dopodomani hanno
portato già tanta gente a dovere lasciare la Sicilia per andare a
Roma a seguire questi importanti convegni.
Dia un conforto alla sua maggioranza e la metta alla prova.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare
diversi deputati. Qui il tema è molto più semplice di quanto non
si pensi. Considerato che gli interventi riguardano l'ordine dei
lavori, si tratta di condividere il percorso tracciato
dall'assessore Granata, il quale ha comunicato all'Aula che in
questo senso ci sarebbe una possibilità di percorso, o di non
condividerlo.
Non penso che questo sia il momento, considerata l'ora, di
aprire un dibattito surrettizio sul senso generale della legge,
sulle scelte politiche che con la legge si intendono compiere o
non compiere.
Faccio appello ai deputati che si sono iscritti a parlare,
onorevoli Leanza, Oddo, Gurrieri, di limitarsi ad esprimere il
proprio parere relativamente al percorso tracciato. Ci sono stati
altri momenti durante i quali invece si è scelto di fare un
discorso più articolato.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
accolgo con favore l'invito che ci è pervenuto dalla minoranza,
quello cioè di fermarci all'articolo 1. E' ovvio che si tratta di
un problema della maggioranza. Accettiamo con grande serenità
questa apertura e quindi invito anche l'Assessore affinché si
possa approvare l'articolo 1 per aggiornare i lavori ad una data
successiva. Se poi la maggioranza vuole approvare la legge, può
farlo, ma stasera, ovviamente, molti esponenti della maggioranza
non sono interessati a questa legge.
Ritengo che, ogni tanto, sia il caso di fare un po' di
autocritica. Che ben venga questa disponibilità, questo atto di
maturità da parte dell'opposizione e quindi di votare soltanto
l'articolo 1 e poi andare avanti.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
semplicemente per dire all'onorevole Acierno che non ci ha
convinto a chiedere il numero legale anche se ci ha provato.
Onorevole Acierno, non ci ha davvero convinto perchè abbiamo la
consapevolezza che, con l'atteggiamento di grande responsabilità
che abbiamo dimostrato nei lavori della Commissione di merito,
sappiamo che non possiamo capitalizzare nulla di questa legge. In
Sicilia, infatti, non vi è una democrazia compiuta, soprattutto
su alcuni organi di stampa, perchè i risultati li ha incassati
l'Assessore da sei mesi e poi, nella conferenza stampa ci sarà
solo lo spazio per la maggioranza di governo.
Questa è la nostra consapevolezza. Per concludere, quindi, le
dico che siamo veramente una minoranza che ha un senso di
responsabilità diverso rispetto alla maggioranza. Questo è il
dato storico. Quando vedo che è presente soltanto il capogruppo
di Forza Italia o quasi, è chiaro che c'è un dato politico. Devo
insistere sul numero legale e alle 11.00 convocare una conferenza
stampa delle opposizioni per domani. Questo posso fare.
Assessore Granata, io so quanto si è speso per questa legge
Ribadiamo la questione dell'articolo 1 proprio per non
mortificare l'istituzione dell'Assemblea regionale: dopo la
richiesta del numero legale, ci riconvochiamo alle 22.00 per
andarcene senza fare niente.
Trattiamo il primo punto perchè, se andiamo avanti con il
secondo e terzo punto, ci sarà sempre un deputato Acierno che
dirà che siamo inciuciati ma non è così. Stiamo parlando,
infatti, in una sede istituzionale in cui vi sono delle
telecamere accese e quindi, stiamo dimostrando un comportamento
coerente che abbiamo esplicitato in un modo forte nella
Commissione di merito e che stiamo portando avanti.
La gelosia da parte di qualche collega che non avevo compreso
facesse parte della maggioranza, considerato che, negli
interventi precedenti, l'onorevole Acierno, proprio la settimana
scorsa, aveva dato segnali di un certo tipo. Ciò mi ha confuso le
idee ma adesso mi sforzerò di più per non commettere questo
errore di leggerezza.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpretazione
dell'onorevole Gurrieri mi lascia un po' perplesso. Comprendo
soltanto che l'onorevole Acierno è contro questa legge. Non la
vuole perchè evidentemente si tratta di una legge che non viene
posta all'attenzione di tutto il Parlamento. Una maggioranza che
ritiene di riscrivere il Vangelo quando mette mano ai testi di
legge, che non affronta un dibattito d'Aula in maniera sgombra,
serena, se confronta se ci sono proposte dell'opposizione che
vanno dentro, è una maggioranza che ha una concezione della
democrazia, soprattutto come si esercita nelle aule consiliari,
assolutamente aberrante.
Ho capito che l'onorevole Acierno, sostanzialmente, stasera,
voleva costringerci a chiedere il numero legale; ho capito che è
uno di quelli che non vuole che questa legge vada avanti. Questo
l'ho capito così come, evidentemente, si capisce bene - perchè,
secondo me, le cose poi vanno chiamate per nome e cognome - che
c'è una buona parte della maggioranza che, se messa di traverso,
non è sostanzialmente convinta di procedere per quanto concerne
questa legge e che, è ovvio, si articola nella maniera in cui può
farlo.
In precedenza, si sono manifestati ulteriori dissensi per
l'assenza di Alleanza Nazionale e questa sera si stanno
manifestando per l'assenza di Forza Italia. Tutto qua.
Alcuni colleghi presenti, tranne quelli che non ne possono fare
a meno, hanno una reazione del tutto particolare quando si tratta
di attivare un confronto vero e democratico
A me sembra che l'impostazione data dall'onorevole Giannopolo,
parlando a nome del Gruppo DS, sia stata assolutamente razionale
e ragionevole: egli parla il linguaggio di chi si sente parte
integrante di un Parlamento che non è fatto solo delle
maggioranze pigliatutto e delle maggioranze che procedono a
carro armato, ma è fatto di un confronto vero, serio, di merito.
E poiché nel confronto di merito ci sono alcune proposte serie,
fatte sicuramente per migliorare il testo, credo che chiedere al
Governo di porre la giusta attenzione è cosa normalissima. Non
c'è niente di straordinario e penso che l'opposizione debba
continuare a ragionare così, perché questa è l'opposizione che si
candida a sostituire questa maggioranza che ritiene che le cose
vadano governate in questa maniera
MISURACA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MISURACA. Vorrei dare un modestissimo contributo. Volevo dire
alla opposizione che volere interpretare, adesso, le assenze come
un mal di pancia di questa maggioranza è una esagerazione.
Comincio a pensare che rispetto ad alcuni temi importanti che
oggi qui in Aula potremmo affrontare è più facile dire che i
problemi sono da una parte rispetto all'altra.
Quindi, l'assunzione di responsabilità non è né a tempo, né -
come diceva qualche amico della scorsa legislatura - a
molletta , cioè si fa partire e poi si richiama.
Siccome credo che all'interno della maggioranza e certamente in
Forza Italia non c'è alcuna ritrosia a voler trattare questa
legge, se l'opposizione vuole cogliere la possibilità di
affrontare questi temi, noi il nostro dovere istituzionale qui
questa sera lo vogliamo fare, vogliamo affrontare il primo, il
secondo, il terzo e il quarto articolo se voi siete disponibili;
ma non ci dite che noi.....
Se volete stare qui in Aula ad affrontare gli articoli, noi
siamo assolutamente disponibili. Ma che voi dobbiate dire che
l'articolo 1, che è una vostra scelta. caro Ortisi, debba essere
poi anche una nostra scelta, così non è Se la responsabilità
istituzionale, onorevole Guerrieri, vi appartiene, rimaniamo in
Aula ad affrontare i temi. Noi non abbiamo questi problemi.
ORTISI. Gli assenti della maggioranza sono responsabili.
MISURACA. Certamente, ma non ci dite che non vogliamo
affrontare il tema della legge e che dietro qualche nostra
assenza c'è una forma di ritrosia. Non voglio incorrere
nell'errore di non fare neanche l'articolo 1. Se vogliamo farlo,
lo esaminiamo adesso, se siete disponibili Forza Italia vi
dichiara la sua disponibilità a rimanere in Aula e ad affrontare
oltre all'articolo 1 anche gli articoli 2, 3, 4, 5 e quanti ne
vogliate.
La disponibilità istituzionale, ripeto, non è certamente a
tempo.
GRANATA, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Onorevoli colleghi, quello che finora abbiamo svolto è
uno strano dibattito perché l'esordio di questa giornata di
lavori parlamentari da parte dell'onorevole Giannopolo
sottolineava alcune questioni che ho voluto porre in modo,
assolutamente, trasparente e diretto e cioè che su questo disegno
di legge ci sono molte fibrillazioni che attraversano in modo
trasversale le forze politiche perché questa è una legge quadro
che per certi versi e in un certo senso riscrive il sistema del
turismo in Sicilia.
Innanzitutto, devo respingere la tesi secondo cui questa è una
legge imposta dal Governo al Parlamento e che non sia
modificabile perché il testo che è uscito dalla Commissione di
merito è stato esitato non dopo una mediazione come
scandalosamente qualcuno vuole sottolineare, il testo è uscito
dal lavoro parlamentare di una Commissione in cui si sono
confrontate idee, in cui nessuno di questi temi è un fatto
ideologico, ma è un tentativo di costruire un sistema che
funziona, si sono individuate delle soluzioni, si sono, per certi
versi, approntati dei rimedi rispetto a delle deficienze del
sistema turistico siciliano.
Si sono, perchè non dirlo, lo dobbiamo dire, in Parlamento va
detta sempre la verità, si sono intaccati interessi consolidati
all'interno dell'Amministrazione regionale, nel sistema delle
venti aziende autonome di soggiorno e turismo che per diciannove
anni hanno fatto ognuna una politica turistica a se stante, si
sono andati ad intaccare interessi consolidati in uno
establishment del turismo siciliano che ritiene che nulla debba
cambiare nell'organizzazione del sistema perchè, ad esempio, si
dà grande dignità alle strutture ricettive non tradizionali, si
pianifica programmando per tre anni, si dà dignità al distretto
turistico col massimo del risalto, onorevole Giannopolo, alla
sussidiarietà orizzontale molto accentuata, si apre in modo
determinante ed intelligente grazie al contributo della
Commissione all'imprenditoria privata, così come deve essere,
addirittura facendo sì che il vice presidente del Consiglio
regionale del turismo, che diventa organo consultivo
dell'Assessorato, sia un privato eletto dagli organismi
rappresentativi degli imprenditori.
In una parola, grazie al contributo di tutti si è proposta al
Parlamento una legge equilibrata che non è frutto di una
mediazione: è frutto di un lavoro della Commissione che è cosa
diversa.
La mediazione si attua su interessi privati, personali e
particolari.
Noi abbiamo fatto ore e ore di sedute in Commissione su
interessi legittimi e trasparenti della collettività, tutti,
compresi coloro i quali hanno proposto, secondo me,
brillantemente, l'articolo 10 della legge che oggi è stato difeso
in assenza di alcuni membri della Commissione perchè si trattava
di un percorso politico condiviso, non come mediazione, ma come
metodo.
Siccome la legge consta di dieci articoli e al di là della
scelta di fondo, questa sì politica, ed irrinunciabile di non
voler far nascere l'Agenzia regionale del turismo perchè abbiamo
fatto scelta diversa, è una legge che sopprime le aziende
autonome di soggiorno e turismo, fa nascere i distretti
turistici, inserisce alcuni elementi importanti di innovazione,
certo è migliorabile.
Ma da qui a dire che si debba aprire una stagione di mediazioni
d'Aula per cambiare alcuni questioni che riguardano la normativa
c'è uno spazio molto ampio, per cui l'onorevole Giannopolo deve
stare assolutamente sereno in quanto non c'è alcuno spazio per
creare un condizionamento del lavoro svolto dalla Commissione,
non del Governo.
Detto questo però - e qui mi rivolgo ai colleghi della
maggioranza - dobbiamo un po' smetterla di mostrare i muscoli
quando non li abbiamo: cioè dobbiamo prendere atto di una
questione e cioè che in occasione della discussione di questa
legge sono mancati tutti i membri del Governo fino a cinque
minuti fa, e sono altresì mancati interi gruppi parlamentari C'è
una situazione oggettivamente riscontrabile, anche visivamente.
E' il caso? E' il tempo? E' l'orario? Ci sono indisposti? Ci
sono gli organismi? Facciamo il partito unico? C'è Berlusconi?
Non lo so. Fatto sta che in Parlamento, su una legge condivisa
dalla Commissione, si è creato un percorso che politicamente ha
una sua rilevanza e non possiamo chiedere all'opposizione di far
finta che questo non succede.
Quindi, ritengo che stasera andare al voto dell'articolo 1 dà
una direzione di marcia, sottolinea che il Parlamento vuole
l'approvazione di questa legge e si va a martedì, in cui, avendo
chiarito il quadro politico e noi come Gruppo parlamentare lo
dovremmo fare in modo formale e sostanziale, si proseguirà nel
percorso dell'approvazione di una legge che non è voluta solo dal
Governo o dalla maggioranza, ma che è stata condivisa,
approfondita e gestita da un grande lavoro della Commissione
parlamentare. Questo è il tema. Quindi propongo di votare
l'articolo 1 e di andare a martedì o per la data che il
Presidente vorrà indicare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1. Il parere del
Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, così come stabilito,
l'Assemblea è rinviata a martedì 2 agosto 2005, alle ore 17.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 444 - Interventi presso il Governo nazionale per
il rilancio delle aziende in crisi .
CAPODICASA-PANARELLO-SPEZIALE-CRACOLICI
CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO-ODDO VILLARI-
ZAGO
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia (nn. 788-376-
550-957/A bis)(Seguito)
2) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
3) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
Uffici del Genio Civile e la prevenzione del rischio sismico
(nn. 771-774/A) (Seguito)
4) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di Camere di commercio (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
5) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n.151 - Stralcio II/A)
6) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A)
IV - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l' attività
dell'Unione europea
V - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 22.12
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 12.05
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 308 DEL 26 LUGLIO 2005
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 1020/A DISPOSIZIONI URGENTI PER CONSENTIRE
L'ESPLETAMENTO DELLE GARE DI APPALTO DI LAVORI PUBBLICI
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
-All'articolo 2:
Emendamento 117.2:
Al comma 1, dopo la parola siciliana aggiungere le seguenti
altre ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione.