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Resoconto d'Aula della Seduta n. 31 di martedì 12 febbraio 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    La seduta è aperta alle ore 18.00.

     PAFFUMI, segretario, dà  lettura  del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

                               MISSIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che,  per  ragioni del loro ufficio, gli
  onorevoli Moschetto e Speziale   sono  in  missione  dal  5 al 13
  febbraio 2002.

           COMUNICAZIONE DI SENTENZA DELLA  CORTE D'APPELLO

     PRESIDENTE. Comunico che  in data 5 febbraio 2002 è pervenuta,
  trasmessa dalla  Cancelleria  della  Corte  d'Appello di Palermo,
  copia della sentenza  n.  40/42  della Corte d'Appello medesima -
  sez. I  civile -  depositata  il 30 gennaio 2002.  Il dispositivo
  della sentenza così recita:  "La Corte, uditi i procuratori delle
  parti costituite;  in  riforma  della  sentenza  del Tribunale di
  Palermo del 19-25  ottobre  2001,  appellata  da Gaspare Vitrano,
  rigetta il ricorso proposto da Giuseppe Faraone in data 31 luglio
  2001" (Omissis).
       Ricordo  che   l'onorevole   Vitrano   ha  già  prestato  il
  giuramento prescritto  dall'articolo 5 dello Statuto regionale n.
  1 del 25 luglio 2001.
       L'Assemblea ne prende atto.

             ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

    - da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:

    N.  171  -  Accertamenti  sulle cause del decesso della giovane
    Giusy Grillo.
    Firmatari:Raiti Salvatore

    N. 80 - Regolamentazione dell'attività di guardia venatoria.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N. 102 - Tutela dell'agrumicoltura siciliana.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N.  112  -  Risarcimento  dei  danni provocati dai conigli alle
    colture ricadenti nelle aree del Parco dell'Etna.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N. - da parte dell'Assessore per l'industria:

    N.   144  -  Notizie  circa  lo  svolgimento  delle  operazioni
    elettorali   del  30  luglio  2001  relative  all'elezione  del
    Presidente del consorzio ASI di Caltagirone.
    Firmatari:Fleres    Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Garofalo
    Ottavio

    N.  149 - Notizie sulle iniziative assunte al fine di garantire
    il   rispetto   delle   deliberazioni   del  Consorzio  ASI  di
    Caltagirone.
    Firmatari:Barbagallo Giovanni

    - da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:

    N.  78  -  Interventi per ripulire i fondali del porticciolo di
    Santa Tecla, nel comune di Acireale, in provincia di Catania.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N.  134  -  Accertamento  delle  responsabilità  per il mancato
    completamento   degli   alloggi   popolari   siti  in  località
    'Pannaria' (Centuripe).
    Firmatari:Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino

    - da parte dell'Assessore per il turismo:

    N.  109 - Delucidazioni in merito ai criteri di selezione delle
    manifestazioni turistico-culturali in Sicilia.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N.  167  -  Pagamento  dei  contributi  pregressi  destinati al
    potenziamento   dell'attività  sportiva  a  favore  di  società
    sportive, enti di promozione e scuole.
    Firmatari:Raiti Salvatore

       Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                  ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato  in  data  8
  febbraio 2002 il seguente disegno di legge:

    - "Modifiche  all'articolo  3  della  legge regionale 26 agosto
  1992,  n.   7,  riguardante  il  procedimento  per  l'elezione  a
  suffragio popolare  del  sindaco  nei  comuni  della Regione" (n.
  330)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile.

    ANNUNZIO DI  PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
    INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati ed inviati
  alle  competenti   Commissioni  legislative i seguenti disegni di
  legge:

                           AFFARI ISTITUZIONALI

    - "Schema  di  disegno  di  legge  da  sottoporre al Parlamento
  nazionale  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto 'Integrazione
  dell'articolo  122  della  Costituzione'"  (n.  301)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Acierno in data 20 dicembre 2001;
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Nuove norme in materia di pubblici concorsi per la copertura
  dei posti  nelle pubbliche amministrazioni (n.  302)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Ioppolo,  Formica,  Incardona,
  Infurna, Tricoli, Virzì in data 20 dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    -   "Provvedimenti  finalizzati  alla  ripresa  delle  attività
  produttive   danneggiate  dall'eruzione  dell'Etna"  (n.  304)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli onorevoli Fleres, Beninati, Croce, Catania
  Giuseppe in data 21 dicembre 2001
    - PARERE III e IV Commissione
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Modifiche  della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, recante
  disposizioni  per  la  costituzione delle province nel territorio
  della Regione siciliana" (n. 314)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Villari, Speziale, Crisafulli,
  Barbagallo, Liotta, Raiti, Spampinato in data 18 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Interventi  in  favore  dei dipendenti degli enti parco" (n.
  323)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli  Fleres,  Mancuso,  Villari,
  Pistorio, Barbagallo, Basile in data 1 febbraio 2002
    -Inviato in data 11 febbraio 2002

    - "Interventi  a  favore del funzionamento degli organi e delle
  strutture   dell'Unione   nazionale  mutilati  per  servizio  con
  finalità  di   tutela  e  di  promozione  sociale  dei  cittadini
  mutilati, invalidi  e  portatori di handicap nel territorio della
  Regione siciliana" (n. 328)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Savona, Borzacchelli, Dina in data
  6 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    "Modifiche alle  leggi  regionali  1  settembre 1997, n. 33; 31
  agosto 1998, n. 15 e 8 maggio 2001, n.  7" (n.  303)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato  dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe in data
  21 dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Integrazione  all'articolo 75 della legge regionale 3 maggio
  2001,  n.  6,  recante 'Disposizioni programmatiche e finanziarie
  per l'anno 2001" (n. 318)
    - presentato  dagli onorevoli Lo Curto, Antinoro, Croce in data
  24 gennaio 2002
    - inviato in data 1 febbraio 2002

    -   "Interventi  per  favorire  la  realizzazione  di  attività
  lavorative di natura autonoma" (n.  325)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli onorevoli Fleres, Croce, Catania Giuseppe,
  in data 1 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002
    - PARERE V COMMISSIONE

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Modifiche  ed  integrazioni  alla  legge regionale 29 aprile
  1985, n.  21,  riguardante  'Norme  per  l'esecuzione  dei lavori
  pubblici in Sicilia'" (n. 306)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Incardona,  Formica,  Infurna,
  Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 24 dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Nuove  norme  sui collegamenti marittimi con le isole minori
  della Sicilia ed interventi per la mobilità ciclistica" (n.  307)
    - iniziativa governativa
    - presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
  dell'Assessore per  il  turismo  le  comunicazioni ed i trasporti
  (CASCIO) in data 9 gennaio 2002
    - inviato in data 15 gennaio 2002

    -   "Istituzione   della  professione  di  guida  naturalistica
  subacquea" (n. 308)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  Formica,  Incardona,
  Infurna, Ioppolo, Virzì in data 11 gennaio 2002
    - inviato in data 15 gennaio 2002

    -  "Norme   a   tutela  della  pubblica  e  privata  incolumità
  relativamente  alla conservazione, manutenzione, modificazione di
  ogni fabbricato  o  parte  di esso pubblico e/o privato esistente
  sul  territorio  regionale. Istituzione del fascicolo fabbricato"
  (n. 310)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli Borzacchelli, Savona, Savarino,
  Franchina, Dina, Sbona, Cintola, Pistorio in data 16 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Istituzione  della  Scuola  di alta formazione ambientale in
  Sicilia presso l'Osservatorio regionale siciliano per l'ambiente"
  (n. 311)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  Formica,  Incardona,
  Infurna, Ioppolo, Virzì in data 18 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Norme  in  favore  dei  sinistrati  della città di Agrigento
  colpiti dal movimento franoso del 19 luglio 1966" (n. 312)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Miccichè in data 18 gennaio
    2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    -  "Norme  per  favorire  l'occupazione professionale giovanile
  nell'affidamento   degli  incarichi  di  progettazione  di  opere
  pubbliche" (n. 313)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Lo  Monte,  Basile,  D'Antoni,
  Amendolia, Sanzeri in data 18 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Norme  per la conservazione e la gestione della fauna minore
  in Sicilia" (n. 315)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Ferro, Raiti, Morinello in data 18
  gennaio 2002
    - PARERE III Commissione
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Interventi  a favore dei comuni delle isole minori siciliane
  in tema di  trasporto  dei rifiuti a mezzo nave e realizzazione e
  manutenzione degli eliporti" (n. 316)
    - iniziativa governativa
    - presentato  dal Presidente della Regione (CUFFARO) in data 23
  gennaio 2002 - inviato in data 1 febbraio 2002

    - "Norme  per  il  governo  del territorio ed il riordino delle
  coste" (n. 317)
    - iniziativa governativa
    - presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
  dell'Assessore  per  il  territorio  e l'ambiente (PELLEGRINO) in
  data 23 gennaio 2002
    - inviato in data 1 febbraio 2002

    - "Norme  per la conservazione e la gestione della fauna minore
  in Sicilia" (n. 319)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
  29 gennaio 2002
    - PARERE III Commissione
    - inviato in data 1 febbraio 2002

    - "Modifiche  alla  legge  regionale  6 maggio 1981, n. 98 così
  come modificato  con  la  legge  regionale 9 agosto 1988, n.  14,
  concernente norme  per  l'istituzione  nella  Regione di parchi e
  riserve naturali" (n. 320)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli   Raiti,  Ferro,  Morinello,
  Spampinato, in data 31 gennaio 2001
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

    -   "Contributi   per   manifestazioni   sportive  a  carattere
  internazionale" (n. 327)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Beninati, Acierno, Spampinato,
  Raiti in data 4 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

    - "Norme  per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione
  e lo sviluppo turistico culturale di Erice" (n. 329)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli   Oddo,   Speziale,   Zago,  De
  Benedictis,  Capodicasa,   Cracolici,   Crisafulli,   Giannopolo,
  Panarello, Villari in data 7 febbraio 2002
    - Inviato inn data 11 febbraio 2002
    - PARERE III COMMISSIONE

                       CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO

    -    "Provvedimenti   per   la   custodia,   la   manutenzione,
  conservazione,   tutela,  valorizzazione  e  fruizione  dei  beni
  culturali ed ambientali" (n. 305)
    - iniziativa governativa
    -  presentato  dal Presidente della Regione f.f.  (CASTIGLIONE)
  su proposta  dell'Assessore  regionale  per  i  beni culturali ed
  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione  (GRANATA) in data 21
  dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Interventi a  sostegno  dei diritti dei migranti in Sicilia"
  (n. 309)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
  16 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002
    - PARERE I COMMISSIONE

    -   "Iniziative  a  sostegno  della  diffusione  della  cultura
  d'impresa tra  gli  studenti  delle  scuole di base della Regione
  siciliana (n. 324)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Mercadante, Giambrone in data 1 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002
    - PARERE III COMMISSIONE

    - "Norme  per la stabilizzazione del personale assunto ai sensi
  dell'articolo 23  quater,  comma 3, della legge 31 marzo 1998, n.
  61, proveniente dai progetti di lavori socialmente utili (n. 326)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data 1
  febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI

    - "Norme  riguardanti  il  commercio,  la  vendita  e l'uso dei
  fitofarmaci" (n.  322)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Faraone, Barbagallo, Genovese,
  Gurrieri, Tumino, Zangara, in data 31 gennaio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002
    - PARERE III COMMISSIONE

    COMUNICAZIONE DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati invitati alle competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Norme  per  l'istituzione del difensore civico della Regione
  siciliana" (n. 289)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Nuove  norme  in  materia  di  province  regionali  ed  aree
  metropolitane" (n. 291)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    -   "Interpretazione  autentica  dell'articolo  1  della  legge
  regionale 28  marzo 1995, n.  22, concernente norme sulla proroga
  degli organi  amministrativi  e  sulle procedure per le nomine di
  competenza regionale, che ha recepito le disposizioni del decreto
  legge 16  maggio 1994, n.  293 convertito con modificazioni dalla
  legge 15 luglio 1994, n.  444" (n. 292)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Norme  per  la  semplificazione  amministrativa"  (n. 293)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

                                   BILANCIO (II)

    - "Bilancio  di  previsione  della Regione siciliana per l'anno
  finanziario   2002   e   bilancio  pluriennale  per  il  triennio
  2002-2004" (n. 297)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 27 dicembre 2001
    - PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE

    -  "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
  (n. 298)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 27 dicembre 2001
    - PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE

    - "Prima  nota di variazioni al disegno di legge concernente il
  bilancio  di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
  2002 ed  il  bilancio  pluriennale per il triennio 2002-2004" (n.
  299)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 27 dicembre 2001
    - PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE

                            ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - "Modifiche  delle leggi regionali 9 dicembre 1980, n. 127;  1
  marzo  1995,   n.  19  e  6  ottobre  1999,  n.  25,  riguardanti
  'Disposizioni per la coltivazione dei giacimenti minerari da cava
  e provvedimenti  per  il  rilancio  e  lo  sviluppo  del comparto
  lapideo di  pregio  nel  territorio  della Regione siciliana" (n.
  285)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 21 dicembre 2001

    - "Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico" (n.  287)
  - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Contributi  per  la  realizzazione di basi eliportuali nelle
  isole minori" (n. 284) - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 21 dicembre 2001

    - "Intervento  a  favore  delle  famiglie  e  dei  commercianti
  danneggiati  nell'incendio  dell'immobile sito in Piazza Generale
  Cascino a  Palermo,  verificatosi  il  27 agosto 1999" (n. 288) -
  iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Nuove disposizioni in materia di lavori pubblici in Sicilia"
  (n. 290) - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Disciplina  degli appalti di beni pubblici, di fornitura, di
  servizi e nei settori esclusi" (n.  294)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 10 gennaio 2002

                         CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - "Norme  per  l'erogazione  del  'buono  scuola'"  (n.  286)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 21 dicembre 2001

    - "Norme  per  l'erogazione di contributi a favore di emigranti
  siciliani per il trasferimento delle loro attività sul territorio
  della Regione siciliana" (n. 295)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 10 gennaio 2002

                          SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    -   "Norme   per   l'assegnazione   di   un   contributo  annuo
  all'Associazione  nazionale  privi  della  vista  ed ipovedenti -
  ANPVI-ONLUS, operante in Sicilia" (n. 296)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    COMUNICAZIONE DI  ASSEGNAZIONE  DI  DISEGNO  DI  LEGGE AI SENSI
    DELL'ARTICOLO 136 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO

     PRESIDENTE. Comunico  che il seguente disegno di legge è stato
  assegnato,   ai  sensi  dell'articolo  136  bis  del  Regolamento
  interno, alla Commissione legislativa "Servizi sociali e sanitari
  (VI)":

    -   "Istituzione   dell'Azienda   ospedaliera  per  l'emergenza
  pediatrica di  terzo  livello di Palermo 'G. Di Cristina-Casa del
  Sole-Aiuto Materno'" (n.  321)
    - (già disegno di legge n. 849/A nella XII Legislatura)
    - fatto proprio dalla VI Commissione in data 23 gennaio 2001
    - presentato in data 31 gennaio 2001.

    COMUNICAZIONE DI  STRALCIO  DI ARTICOLI DAL DISEGNO DI LEGGE N.
    298

     PRESIDENTE. Comunico  che, ai sensi del combinato disposto del
  comma 2, dell'articolo  3 della legge n.  10 del 1999 e del comma
  2, dell'articolo  73  ter  del  R.I.,  sono  stati stralciati dal
  disegno   di   legge   n.   298  "Disposizioni  programmatiche  e
  finanziarie per  l'anno  2002"  i seguenti articoli:  14, 30, 32,
  33, 34, 35, 36,  37,  39, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 56, 57,
  58, 59, 60, 62,  63,  64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74,
  75, 76, 77, 78,  79,  80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90,
  91, 92. 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 104, 108, 110,
  111, 113, 114,  115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124,
  125, 126, 127,  128, 129, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137,
  (parte del 138), 139, 140, 141, 143, 144.

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  pervenute  dal  Governo e che
  sono state  assegnate alle competenti Commissioni legislative  le
  seguenti richieste di parere:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    "Opera Pia  Centro  servizi sociali 'A.  Rizzuti Caruso - Sacro
  Cuore'  di  Caltabellotta.  Nomina  assessoriale di un componente
  del consiglio di amministrazione" (n. 29)
    - pervenuto in data 8 gennaio 2002
    - trasmesso in data 10 gennaio 2002

    "Azienda speciale servizi e promozione - Camera di commercio di
  Agrigento.   Designazione   componente   effettivo  collegio  dei
  revisori e componente del consiglio di amministrazione" (n.  30)
    - pervenuto in data 8 gennaio 2002
    - trasmesso in data 10 gennaio 2002

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Piano regionale di propaganda turistica per l'anno 2002' (n.
  27)
    - pervenuto in data 3 gennaio 2002
    - trasmesso in data 9 gennaio 2002

    - "Calendario delle manifestazioni 2002" (n. 28)
    - pervenuto in data 3 gennaio 2002
    - trasmesso in data 9 gennaio 2002

   COMUNICAZIONE CONTESTUALE DI RICHIESTA DI PARERE E DI PARERE RESO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  la  seguente richiesta di parere è
  stata  assegnata alla competente Commissione legislativa "Servizi
  sociali e sanitari (VI)"  e  che  la  stessa  ha reso il relativo
  parere:

    -   "Riassetto   della   rete   infettivologica  della  Regione
  siciliana" (n. 26)
    - pervenuta in data 21 dicembre 2001
    - trasmessa in data 21 dicembre 2001
    - reso in data 22 dicembre 2001
    - inviato in data 24 dicembre 2001

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle  Commissioni  nel  periodo  27  dicembre  2001 - 7
  febbraio 2002.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 27.12.01: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO
                         BORZACCHELLI-CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI
                         SANZERI-SAVARINO-SCOMA
     "      "   9.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-IOPPOLO-SANZERI-SCOMA
     "      "  10.1.02: BARBAGALLO-IOPPOLO-ORTISI-SCOMA
     "      "  15.1.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
                        IOPPOLO-ORTISI-SANZERI
     "      "  16.1.02: LEANZA Edoardo-FRANCHINA-IOPPOLO
     "      "  23.1.02: CRISAFULLI
     "      "  24.1.02: LEANZA Edoardo-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI
     "      "  30.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-FRANCHINA-IOPPOLO-
                        LO MONTE-ORTISI
     "      "  31.1.02 (ant.): BARBAGALLO-CRISAFULLI-FRANCHINA-
     "      "  31.1.02 (pom.): LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                               CRISAFULLI-IOPPOLO-FRANCHINA-ORTISI
                               SAVARINO-SCOMA
     "      "  06.2.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                        CRISAFULLI-IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-
                        SANZERI
     "      "  07.2.02: LEANZA EDOARDO-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                        CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI-SANZERI-
                         SAVARINO-SCOMA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 10.1.02:  BORZACCHELLI sostituito da DINA
     "      "  23.1.02:  FRANCHINA         "      " SAVONA
     "      "  24.1.02:  FRANCHINA         "      " BORZACCHELLI

                              BILANCIO (II)

  ASSENZE
  Riunione del 20.12.01: GENOVESE-LIOTTA-PAPANIA-ROTELLA
     "      "   9.1.02 (ant.): SAVONA-D'ANTONI-FLERES-LIOTTA-MANCUSO
                               PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "   9.1.02 (pom.): D'ANTONI-FLERES-GENOVESE-ROTELLA
     "      "  16.1.02 (ant.): LEONTINI-D'ANTONI-FLERES-FORMICA
                               MANCUSO-ROTELLA
     "      "  16.1.02 (pom.): FLERES-GENOVESE-LEANZA V.-MANCUSO
     "      "  17.1.02: CAPODICASA-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  23.1.02: SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-FLERES-FORMICA
                        GENOVESE-MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  24.1.02: (ant.): SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-CINTOLA
                                FLERES-GENOVESE-LEANZA V.- MANCUSO
                                ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  24.1.02 (pom.): CAPODICASA-D'ANTONI-FLERES-GENOVESE
                               MANCUSO-SPEZIALE
     "      "  30.1.02: FORMICA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA
     "      "  31.1.02: SAVONA-CAPODICASA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA
     "      "  05.2.02: SAVONA-LEONTINI-D'ANTONI-FORMICA-LEANZA V.
                        MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  06.2.02: MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 20.12.01: CINTOLA sostituito da PISTORIO
     "      "   "  "  ": MANCUSO      "     "  FRANCHINA
     "      "  9.1.02 (ant.): LEONTINI sostituito da MERCADANTE
     "      "  9.1.02 (pom.): LEONTINI      "      " MERCADANTE
                            : MANCUSO       "      " PISTORIO
     "      "  30.1.02: CAPODICASA    "      " VILLARI
                        D'ANTONI      "      " LO MONTE
                        SPEZIALE      "      " GIANNOPOLO
     "      "  31.1.02: LEONTINI      "      " CONFALONE
     "      "  06.2.02: D'ANTONI      "      " LO MONTE

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

  ASSENZE
  Riunione del  9.1.02: CATANIA Giuseppe-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
     "      "  15.1.02 (ant.): INCARDONA-LO CURTO
     "      "  15.1.02 (pom.): BORZACCHELLI-CATANIA Giuseppe-INCARDONA
                               TURANO
     "      "  16.1.02 (ant.): GAROFALO-INCARDONA-TURANO
     "      "  16.1.02 (pom.): NICOTRA-BORZACCHELLI-CATANIA G.-GAROFALO-
                               GIAMBRONE-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
     "      "  24.1.02: GALLETTI-GAROFALO-TURANO
     "      "  29.1.02 (ant.): NICOTRA-GALLETTI-GAROFALO-PANARELLO
     "      "  29.1.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-CATANIA Giuseppe-GALLETTI
                               GAROFALO-INCARDONA-LO CURTO-MICCICHÉ
                               PANARELLO-TURANO
     "      "  06.2.02 (ant.): ODDO-BORZACCHELLI-GALLETTI
     "      "  06.2.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-BORZACCHELLI-CATANIA G.-
                               GALLETTI-GAROFALO-INCARDONA-TURANO

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 29.1.02 (ant.): TURANO sostituito da SAVARINO

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

  ASSENZE
  Riunione del 09.1.02:        DE BENEDICTIS-INFURNA-VICARI
     "      "  10.1.02:        CONFALONE-LO CURTO-VICARI
     "      "  16.1.02:        DE BENEDICTIS
     "      "  06.2.02 (ant.): ACIERNO-LO CURTO
     "      "  06.2.02 (pom.): SBONA-ZAGO-ACIERNO-GURRIERI-INFURNA-
                               LO CURTO-VICARI
     "      "  07.2.02:        BENINATI-GURRIERI-INFURNA-LO CURTO-
                               VICARI

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 10.1.02:        INFURNA sostituito da INCARDONA
     "      "  06.2.02 (ant.): MAURICI      "      " GAROFALO
                               VICARI       "      " GIAMBRONE

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

  ASSENZE
  Riunione del 28.12.01: BALDARI-VILLARI-LEANZA-CATANIA Franco-FERRO
                         FRATELLO-GALLETTI-GIAMBRONE-GIANNOPOLO
                         INFURNA-SEGRETO
     "       "  8.1.02 (ant.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-GALLETTI
                               INFURNA
     "       "  8.1.02 (pom.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-FERRO-
                               GALLETTI-INFURNA
     "       "  15.1.02 (ant.): CATANIA Franco
     "       "  15.1.02 (pom.): BALDARI-CATANIA Franco-FERRO-GIANNOPOLO
     "       "  23.1.02: CATANIA Franco
     "       "  29.1.02: CATANIA Franco
     "       "  30.1.02: VILLARI-CATANIA Franco-GIANNOPOLO
     "       "  06.2.02: CATANIA Franco-FARAONE-SEGRETO

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

  ASSENZE
  Riunione del 22.12.01: LEANZA Vincenzo-MERCADANTE-FORMICA-CRACOLICI
                         MANZULLO-BASILE
     "      "  16.1.02: LO GIUDICE-CRACOLICI-ZANGARA
     "      "  23.1.02: PISTORIO-ZANGARA
     "      "  24.1.02: ZANGARA
     "      "  30.1.02: FORMICA-MANZULLO-PISTORIO-ZANGARA
     "      "  31.1.02: PISTORIO-ZANGARA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 22.12.01: PISTORIO sostituito da BORZACCHELLI
     "      "  16.1.02: LEANZA Vincenzo  "   "  BALDARI
                        CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "  24.1.02: PISTORIO         "   "  SBONA
     "      "     "   : CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "  31.1.02: CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "  05.2.02: CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "     "     MANZULLO         "   "  SPAMPINATO
     "      "     "     MORINELLO        "   "  RAITI
     "      "     "     MOSCHETTO        "   "  LEONTINI
     "      "     "     ZANGARA          "   "  BARBAGALLO

                      COMMISSIONE SPECIALE PER LA
                   REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

  ASSENZE
  Riunione dell'11.01.02: FORMICA-GURRIERI-ORLANDO-ORTISI-VIRZI'
     "     del 17.1.02: PISTORIO-CAPODICASA-FORGIONE-VIRZI'
     "      "  05.2.02: PISTORIO-CRISTAUDO-D'ANTONI-FORGIONE-FORMICA
                        VIRZI'

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 5.2.02: ORLANDO sostituito da RAITI

     COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  copia  delle  seguenti  deliberazioni  adottate  dalla
  Giunta regionale:

    - n.  437  del  5  novembre  2001  "Accordo di programma quadro
  (APQ) Porti e Aeroporti - Rimodulazione" , ai sensi dell'articolo
  1 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32;
    - n.  518 del 22 dicembre 2001 "Leggi regionali 13 agosto 1979,
  n.  200 e  12  gennaio  1993,  n.  11  -  Approvazione  piano  di
  ripartizione dei  contributi da assegnare alle Scuole di Servizio
  sociale per  l'anno  accademico 2001/2002", ai sensi dell'art. 23
  della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6;
    - nn.  dalla 358 alla 520 relative ai mesi di ottobre, novembre
  e dicembre 2001;
    -  n.   8  del  15  gennaio  2002  "Modifica  POR  2000/2006  -
  Inclusione sottomisura 2 'Attrezzature dei porti di pesca'"

    COMUNICAZIONE DI INVIO DI ATTI DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI

     PRESIDENTE. Comunico che  la Corte dei conti - Sezioni riunite
  e sezione di controllo  per  la  Regione  siciliana ha inviato in
  data 14 gennaio 2002:

    -  la  parificazione  del  rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana    e   rendiconto   allegato   relativi   all'esercizio
  finanziario 2000;

    - la deliberazione  della  Sezione  di controllo per la Regione
  siciliana n.  9 in data  22  maggio  2001  con  la  quale è stato
  approvato il programma di controllo successivo sulla gestione del
  bilancio e del  patrimonio  della  Regione  siciliana da svolgere
  nell'anno  2001,   nell'ambito   del   quale   è  stata  inserita
  un'indagine volta  alla  verifica delle risultanze del rendiconto
  generale dell'esercizio  finanziario  2000  con  riferimento alla
  gestione degli accertamenti dei residui passivi.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

            N. 358 - Notizie sullo stato di funzionamento del servizio
          consultoriale di Carini (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            - Assessore Enti Locali
          Forgione Francesco

            N. 374 - Estensione sino a Pollina del previsto  raddoppio
          della linea ferroviaria PA-ME.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
          Virzi' Gioacchino

            N. 375 -  Provvedimenti  in  merito  alle  visite  per  il
          riconoscimento della qualifica di invalido civile presso  il
          distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Spampinato Giuseppe

            N. 376 - Verifica sulle  ultime  elezioni  del  Comune  di
          Trapani.
            - Assessore Enti Locali
          Oddo Camillo

            N. 377 - Interventi per la messa in sicurezza della strada
          statale 121 Catania-Paternò.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore

            N. 382 - Ispezione  amministrativa  presso  il  Comune  di
          Messina.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Genovese Francantonio

            N. 383 - Notizie circa la futura destinazione degli uffici
          dell'Assessorato regionale per il lavoro.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Lavoro
          Dina Antonino

            N. 388 - Iniziative per impedire il ridimensionamento  del
          gruppo industriale Italtel a Carini.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico

            N.    392  -  Iniziative  in  merito  all'assegnazione  di
          incarichi   di  primariato  presso  l'ospedale  S.  Elia  di
          Caltanissetta.
            - Assessore Sanità
          Cracolici Antonino

            N.     395  -  Attivazione  degli  strumenti  contrattuali
          necessari all'impiego degli LSU.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Lavoro
          Villari Giovanni; Giannopolo Domenico;  Cracolici  Antonino;
          Zago Salvatore

            N. 396 - Notizie sullo smaltimento dei rifiuti nella città
          di Messina.
            - Presidente Regione
          Ferro Giovanni

            N. 410 - Pubblicazione degli  elenchi  delle  imprese  che
          hanno  diritto  a  contributi  per  le  assunzioni  a  tempo
          indeterminato.
            - Assessore Lavoro
          Speziale Calogero; Capodicasa  Angelo;  Cracolici  Antonino;
          Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis  Roberto;  Giannopolo
          Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
          Zago Salvatore

            N. 411 - Indagine sui rapporti tra l'attività  industriale
          e    l'elevata  incidenza  di  malattie  tumorali  nell'area
          Augusta-Priolo, e suo risanamento.
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
          De Benedictis Roberto

            N. 412 - Notizie circa la società Biosphera.
            - Assessore Territorio
          Giannopolo Domenico; Speziale Calogero;  Panarello  Filippo;
          Villari Giovanni

            N. 417 - Notizie circa il ritardo del  Comune  di  Palermo
          nell'impiego dei fondi per l'integrazione degli affitti.
            - Assessore Lavori Pubblici
          Cracolici Antonino

            N.   420  -  Risanamento  ambientale  dell'area  delle  ex
          acciaierie AFEM a Campofelice di Roccella.
            - Assessore Territorio
          Giannopolo Domenico

    - con richiesta di risposta scritta:

            N. 359 - Verifica dello stato  dei  bacini  di  carenaggio
          siti presso i Cantieri navali di Palermo.
            - Assessore Industria
          Cracolici Antonino

            N. 360 - Interventi urgenti per  la  copertura  dei  posti
          vacanti nell'organico  dell'Ospedale  Santa  Marta  e  Santa
          Venera di Acireale (CT).
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 361 - Risanamento del rione San Giorgio a Caltagirone.
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 362 - Rimborso dei  danni  causati  dalla  siccità  nel
          territorio di Mazzarone (CT).
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore

            N. 363 - Notizie circa l'attività del Comune di Sant'Agata
          Li Battiati (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 364 - Interventi per un'immediata soluzione alla  crisi
          idrica in provincia di Caltanissetta.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Galletti Giuseppe

            N. 365 - Autorizzazione dei corsi di specializzazione  per
          docenti di sostegno.
            - Assessore Beni Culturali
          Moschetto Angelo

            N. 366 - Misure urgenti in difesa  del  patrimonio  ittico
          siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Incardona Carmelo

            N. 367 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale  a
          seguito dei danni provocati dalle  gelate  in  provincia  di
          Ragusa.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Incardona Carmelo

            N. 368 - Iniziative urgenti allo scopo di porre fine  alla
          crisi in cui versa il settore della Formazione
          professionale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Forgione Francesco

            N. 369  -  Erogazione  dei  contributi  regionali  per  il
          risparmio energetico.
            - Assessore Industria
          Giambrone Vincenzo

            N. 370 - Ripristino  del  manto  stradale  nella  zona  di
          Nesima superiore, a Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N. 371 - Interventi  per  rendere  operativa  la  casa  di
          riposo di via Federico II, sita nel  comune  di  Giarre,  in
          provincia di Catania.
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 372 - Provvedimenti relativi al  trattamento  economico
          dei dipendenti dell'IRCAC.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

            N. 373 - Notizie sull'indagine ispettiva presso il  Comune
          di Vittoria sulle modalità di espletamento di concorsi.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Incardona Carmelo

            N. 378 - Notizie in merito  all'applicazione  della  legge
          regionale n. 15 del del 2000.
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 379  -  Iniziative  per  impedire  il  conferimento  di
          incarico di Direttore generale di AUSL, al  dott.  Francesco
          Poli.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

            N. 380 - Provvedimenti urgenti in merito alla
          incompatibilità ed ineleggibilità  dell'attuale  Sindaco  di
          Petralia Sottana (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Forgione Francesco

            N. 381 - Notizie  in  ordine  alla  nomina  dei  Direttori
          generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 384 - Controllo e verifica dei  comportamenti  adottati
          dal Consorzio di bonifica 9 - Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Ioppolo Giovanni

            N. 385 - Iniziative per il chiarimento del rapporto tra la
          pianificazione territoriale devoluta alle Province regionali
          e le attribuzioni degli Enti parco.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
          Ioppolo Giovanni

            N.   386  -  Garanzie  di  legalità  e  trasparenza  nelle
          procedure di assunzione presso i  Consorzi  di  bonifica  di
          Lentini e Caltagirone.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Enti Locali
          Liotta Santo

            N. 387 - Sostegno al settore zootecnico del nisseno.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Galletti Giuseppe

            N. 389 - Richiesta di interventi per la crisi vitivinicola
          nella provincia di Trapani.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Virzi' Gioacchino

            N. 390 - Interventi presso il Ministero dell'Industria per
          garantire i livelli occupazionali nello stabilimento Italtel
          di Carini (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

            N.   391  -  Iniziative  per  impedire  i  lavori  per  la
          costruzione di muraglioni  nel  centro  storico  di  Piraino
          (ME).
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
          Miccichè Calogero

            N.   393  -  Verifica  delle  procedure  di  elezione  del
          direttivo della sezione dell'AIAS di Acireale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Basile Giuseppe

            N. 394 - Notizie sulle nomine degli  amministratori  delle
          IPAB.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Barbagallo Giovanni

            N. 397 - Iniziative per  garantire  il  completamento  del
          nosocomio di Lentini (SR).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Liotta Santo

            N. 398 -  Interventi  urgenti  per  garantire  un'adeguata
          politica nel settore del trasporto merci via mare.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            - Assessore Cooperazione
          Basile Giuseppe

            N. 399 - Provvedimenti urgenti per il rilancio del settore
          agricolo siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Ioppolo Giovanni

            N. 400 - Iniziative del Governo della Regione  riguardanti
          i lavoratori precari forestali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Bilancio
          Gurrieri        Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Genovese
          Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 401 - Chiarimenti  sulle  modalità  di  assunzione,  di
          inquadramento   giuridico,  retributivo  e  di  impiego  del
          personale del servizio S.U.E.S..
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Gurrieri        Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Genovese
          Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 402 - Ispezione presso il Consorzio di  bonifica  9  di
          Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Liotta Santo

            N. 403 - Interventi in favore degli agrumicoltori operanti
          nel Comune di Paternò (CT).
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore

            N. 404 - Ripristino  del  decoro  urbano  in  Corso  delle
          Province, a Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N. 405 - Erogazione dei contributi di assistenza economica
          alle famiglie disagiate di Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N.     406  -  Notizie  sull'individuazione,  rimozione  e
          smaltimento dell'amianto.
            - Presidente Regione
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 407 - Ripristino del servizio bar-mensa presso il liceo
          scientifico 'Ettore Majorana' di Scordia,  in  provincia  di
          Catania.
            - Assessore Sanità
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N. 408 - Sostegno alle imprese operanti nel settore  degli
          imballaggi in legno.
            - Assessore Cooperazione
          Fleres Salvatore

            N. 409 - Notizie sul completamento della diga di Blufi.
            - Presidente Regione
          Cracolici Antonino

            N. 413 - Garanzie di una corretta  ed  equa  compensazione
          nella fornitura idrica nella provincia di Agrigento.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Miccichè Calogero

            N. 414 - Erogazione delle  somme  previste  per  le  borse
          formative all'autoimpiego.
            - Assessore Lavoro
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 415 - Iniziative urgenti per scongiurare  la  scissione
          della direzione  dell'Osservatorio  per  le  malattie  delle
          piante di Acireale (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Basile Giuseppe

            N. 416 - Notizie circa il precariato in Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Fleres Salvatore

            N. 418 - Completamento dei lavori della diga Pietra Rossa,
          tra Palagonia ed Aidone, in provincia di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore

            N. 419 - Adeguato rifornimento idrico delle isole Eolie.
            - Presidente Regione
          Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Beninati  Antonino;
          Baldari Nicola Renato

            N. 421 - Iniziative di  controllo  circa  le  attività  di
          edilizia agevolata-convenzionata.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            - Assessore Territorio
          Ferro Giovanni.

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interpellanze:

            N. 17 - Nomina del Direttore  generale  presso  l'istituto
          zootecnico sperimentale della Sicilia.
            - Assessore Sanità
          Cracolici Antonino

            N. 18 - Iniziative  per  il  superamento  dello  stato  di
          emergenza idrica in Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Raiti Salvatore

            N. 19 - Notizie circa la  nomina  di  un  'advisor'  della
          Regione per la vicenda Banco di Sicilia-Banca di Roma.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
          Ortisi Egidio; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Papania
          Antonino

            N. 20 - Ispezione presso il Comune di Palermo in merito al
          servizio di assistenza domiciliare agli anziani.
            - Assessore Enti Locali
          Cracolici Antonino

            N. 21 - Ispezione presso il Comune  di  Messina  circa  la
          prevista realizzazione di un ipermercato nell'area  ex  cave
          di sabbia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Enti Locali
          Panarello Filippo

            N. 22  -  Restituzione  alla  competenza  demaniale  della
          Regione delle aree portuali dell'Arenella, dell'Acquasanta e
          di S. Erasmo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Turismo
          Borzacchelli Antonio; Misuraca Salvatore;  Savona  Riccardo;
          Antinoro Antonio; Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Cracolici
          Antonino; Scoma Francesco; D'Antoni Sergio

            N.  23  -  Provvedimenti  in  favore  dell'equipaggio  del
          peschereccio  recentemente  affondato  al  largo  di  Trabia
          (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Tricoli Marzio

            N. 24  -  Notizie  sulla  definizione  dell'operazione  di
          fusione Banca di Roma - Banco di Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Croce Antonino

            N. 25 - Ispezione presso il Comune di Trapani.
            - Assessore Enti Locali
          Croce Antonino

            N. 26 -  Adozione  di  misure  di  sicurezza  riguardo  il
          problema 'mucca pazza'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
   mozioni:

            N. 74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
          Comune di Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e di
          Vena.
            Fleres        Salvatore;  Mercadante  Giovanni;  Confalone
          Giancarlo; Leanza Edoardo; Croce Antonino
          Presentata il 20/12/01

            N.       75  -  Interventi  in  favore  dell'agrumicoltura
          siciliana.
            Fleres Salvatore;  Croce  Antonino;  Mercadante  Giovanni;
          Confalone Giancarlo
          Presentata il 20/12/01

            N. 76 - Interventi in favore della zootecnia siciliana.
            Fleres Salvatore; Catania  Giuseppe;  Leontini  Innocenzo;
          Beninati Antonino; Mercadante Giovanni
          Presentata il 20/12/01

            N. 77 - Interventi in favore dei siciliani d'Argentina.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola Renato
          Presentata il 18/01/02

            N. 78 - Interventi in merito alla posizione  previdenziale
          dei dipendenti delle Camere di commercio della Sicilia.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Croce Antonino
          Presentata il 23/01/02

            N. 79 - Opportune iniziative allo scopo di introdurre  una
          tassa su tutte le transazioni finanziarie.
            Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
          Giovanni
          Presentata il 30/01/02

            N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120.
            Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Spampinato Giuseppe
          Presentata il 30/01/02

            N. 81 - Tutela del personale ATA.
            Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Spampinato Giuseppe
          Presentata il 30/01/02

            N. 82 - Interventi in materia di precariato in Sicilia.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Scoma Francesco
          Presentata il  7/02/02

            N. 83 - Partecipazione dei rappresentanti delle  Assemblee
          legislative regionali alla Commissione parlamentare  per  le
          questioni regionali.
            Fleres    Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Croce  Antonino;
          Beninati Antonino
          Presentata il  7/02/02

            N. 84 - Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
          stabilimento Italtel di Carini (PA).
            Giannopolo       Domenico;  Cracolici  Antonino;  Speziale
          Calogero;     Capodicasa  Angelo;  Panarello  Filippo;  Oddo
          Camillo;    De  Benedictis  Roberto;  Crisafulli  Vladimiro;
          Villari Giovanni; Zago Salvatore
          Presentata il 12/02/02

    COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI NOMINA E COMPOSIZIONE DELLA
    COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

     PRESIDENTE. Comunico  che  con decreto n.  235 del 28 dicembre
  2001 è  stata  nominata  la Commissione speciale per la revisione
  dello   Statuto   regionale   composta   dai  seguenti  deputati:
  onorevoli  Acierno,  Cintola,  Capodicasa,  Cristaudo,  D'Antoni,
  Fleres,  Forgione,  Formica, Gurrieri, Leontini, Leanza, Orlando,
  Ortisi, Pistorio, Savarino e Virzì.

    COMUNICAZIONE  RELATIVA A DECRETO DI NOMINA DI COMPONENTI DELLA
    COMMISSIONE  PARLAMENTARE DI INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO
    DELLA MAFIA IN SICILIA

     PRESIDENTE.  Comunico  che  con decreto n. 236 del 28 dicembre
  2001  gli  onorevoli  Amendolia,  Barbagallo,  Burgaretta  Aparo,
  Catania,   Forgione,   Formica,   Garofalo,  Incardona,  Mancuso,
  Maurici,  Papania,  Rotella,  Savarino,  Segreto  e Speziale sono
  stati  nominati  componenti  della  Commissione  parlamentare  di
  inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.

    COMUNICAZIONE  RELATIVA  ALLA   COSTITUZIONE  DEGLI  UFFICI  DI
    PRESIDENZA DI COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.  Comunico che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
  la  Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
  ha  proceduto  alla  costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che
  risulta così composto:
    Presidente: on. LEANZA Vincenzo
    Vice Presidente: on. PISTORIO Giovanni
    Vice Presidente: on. CAPODICASA Angelo
    Segretario: on. CRISTAUDO Giovanni.
       Comunico,  altresì, che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
  la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
  della   mafia   in   Sicilia,   ha  proceduto  alla  costituzione
  dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così composto:
    Presidente: on. INCARDONA Carmelo
    Vice Presidente: on. MANCUSO Fabio
    Vice Presidente: on. CATANIA Giuseppe
    Vice Presidente: on. BARBAGALLO Giovanni
    Segretario: on. SEGRETO Giuseppe
       L'Assemblea ne prende atto.

    COMUNICAZIONE  RELATIVA A DECRETI DI SOSTITUZIONE DI COMPONENTI
    DI COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  con  decreto  n. 7 dell'11 gennaio
  2002 l'onorevole Antonio Borzacchelli è stato nominato componente
  della   Commissione  speciale  per  la  revisione  dello  Statuto
  regionale, in sostituzione dell'onorevole Savarino dimissionaria.
       Comunico   che   con  decreto  n.  8  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Giovanni  Manzullo è stato nominato componente della
  Commissione  per  l'esame  delle questioni concernenti l'attività
  delle  Comunità  europee  (CEE),  in  sostituzione dell'onorevole
  Tumino dimissionario.
       Comunico   che   con  decreto  n.  9  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Carmelo  Tumino  è stato nominato componente della V
  Commissione   legislativa   permanente   "Cultura,  formazione  e
  lavoro", in sostituzione dell'onorevole Galletti dimissionario.
       Comunico   che  con  decreto  n.  10  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Giuseppe Franchina è stato nominato componente della
  I  Commissione  legislativa permanente "Affari istituzionali", in
  sostituzione dell'onorevole Borzacchelli dimissionario.
       Comunico   che  con  decreto  n.  11  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Giuseppe  Galletti è stato nominato componente della
  III  Commissione legislativa permanente "Attività produttive", in
  sostituzione dell'onorevole D'Andrea deceduto.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Segreto  ha  chiesto
  congedo per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

       Avverto,  ai  sensi  dell'articolo   127,   comma   9,   del
  Regolamento interno, che nel  corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    DISCUSSIONE  DEL  DOCUMENTO   DI   PROGRAMMAZIONE  ECONOMICA  E
    FINANZIARIA DEL 2002/2004" (N. 297)

     PRESIDENTE.  Si  passa al  II  punto  all'ordine  del  giorno:
  "Discussione  del   Documento   di   programmazione  economica  e
  finanziaria 2002/2004" (n.  297).
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Croce, presidente della
  Commissione Bilancio e relatore di maggioranza.

     CROCE,    relatore    di    maggioranza.   Signor   Presidente
  dell'Assemblea, purtroppo non posso  rimettermi  al  testo  della
  relazione scritta, dato che non si tratta di un disegno di legge;
  sono  quasi afono, ma riuscirò  sicuramente  a  svolgere  il  mio
  intervento.
       Signor Presidente, onorevoli  colleghi, come  voi  sapete la
  legge colloca il  Documento  di  programmazione  economica (Dpef)
  nella fase di costruzione  delle  previsioni  di bilancio. Con il
  Dpef, infatti, il Governo  traccia  le  linee  della  sua  azione
  programmatica  proiettata   nell'arco   temporale   del  bilancio
  pluriennale e il Parlamento  è  chiamato  ad  intervenire in tale
  fase di determinazione  delle  opzioni programmatiche; sulla base
  di tali indirizzi vengono costruite sia le previsioni di bilancio
  sia i contenuti della  legge  finanziaria e il Parlamento è posto
  nelle  condizioni  di   operare   una   valutazione  di  coerenza
  programmatica degli  strumenti finanziari e normativi predisposti
  rispetto agli obiettivi  economici  e  finanziari  che dovrebbero
  essere raggiunti.
       In   parole   ancora   più   semplici,   il   Documento   di
  programmazione  economico-finanziaria  precede la predisposizione
  di  bilancio  e   finanziaria:   due   documenti,   appunto,  che
  appartengono alla iniziativa  del  Governo.  Anzi,  è anche sulla
  base  delle  indicazioni  che  arrivano  dal  Parlamento  con  la
  discussione e le deliberazioni sul Dpef che il Governo predispone
  il progetto di nuovo bilancio e la relativa legge finanziaria.
       Coerentemente con questo  schema, la norma regionale colloca
  la presentazione e la discussione  del Dpef nei mesi di luglio ed
  agosto di ogni anno; ad essa segue la predisposizione di bilancio
  e finanziaria, la cui  presentazione  è  prevista  per il mese di
  ottobre.
       Purtroppo, fatti  obiettivi  riconducibili  all'avvio  della
  legislatura, alla scadenza  elettorale  per le amministrative, ma
  anche  a qualche  incertezza  politica  hanno  condizionato  tale
  calendario collocando la discussione  del Dpef in una fase in cui
  legge finanziaria e bilancio  di previsione sono in fase di esame
  avanzato in Commissione.
       E  ciò,  naturalmente,   ci   porta   a  considerare  questa
  discussione in una chiave  in  qualche modo diversa rispetto allo
  schema  delineato.
       Ciò  non di meno,  ritengo  utile  che  la  discussione  sul
  Documento di  programmazione  economico-finanziaria non perda per
  questo la valenza,  la  pregnanza  e  l'importanza strategica che
  deve avere e va  dunque  adeguatamente  valorizzata; non la perde
  perchè  la discussione sul  Dpef,  quest'anno,  al  di  là  delle
  discrasie temporali, di cui  si  è  detto,  inaugura una stagione
  politica e programmatica  nuova  per  la nostra Regione.  Intanto
  perchè siamo nella fase  di  avvio  della  legislatura  e  poi  -
  ricordiamo cari colleghi -  questa  è la prima legislatura con un
  Governo stabile, ove la  stabilità  è  assicurata  dal  fatto che
  quest'anno,  per  la  prima  volta  nella  storia  dell'autonomia
  siciliana,  il  Presidente   della   Regione   è   stato   eletto
  direttamente.
       E' questa una condizione inedita che ci consente di guardare
  la  programmazione  con  uno  spirito  nuovo,  con  una  serenità
  maggiore rispetto agli anni passati sapendo che ogni politica può
  essere  traguardata  in un  arco  temporale  adeguato  e  ad  una
  condizione di stabilità  che prima era sconosciuta. Teniamo conto
  inoltre che l'arco di tempo della legislatura coincide largamente
  con l'operatività di Agenda  2000  e che quindi dovremo misurarci
  non soltanto con la programmazione della spesa dei fondi ordinari
  della Regione ma anche con  i  fondi  di  Agenda  2000, ossia con
  l'intervento integrato di Unione europea, Stato e Regione.
       In questo scenario l'esame  del  Dpef  da  parte  di  questo
  Parlamento diventa quindi  un  momento  di  riflessione  politica
  importante, un momento che  ci  consente  di  ragionare su questo
  periodo di cinque anni che  abbiamo davanti e che sono, per tanti
  aspetti,  decisivi per  il  processo  di  crescita  dell'economia
  regionale,   per   il   completamento   di   grandi   e   piccole
  infrastrutture ma anche per il necessario processo di risanamento
  del  bilancio  e   di   riqualificazione   della  spesa  pubblica
  regionale.  Oggi il Governo  in  materia  di  impostazione  e  di
  gestione del bilancio ha  acquisito  una  serie di prerogative in
  più rispetto al passato  non  solo  in  virtù  del  nuovo  quadro
  istituzionale introdotto dalle modifiche statutarie, ma anche per
  effetto di una delle  riforme  più  importanti  varate  da questo
  Parlamento sul finire della scorsa legislatura:  la riforma della
  contabilità e delle procedure  di  bilancio.  Una  riforma che va
  giudicata  positivamente,   perchè   riconduce  all'Esecutivo  la
  possibilità di governare  meglio,  con  maggiore autonomia, nella
  piena assunzione delle  responsabilità  le politiche di bilancio,
  mentre il Parlamento è  chiamato  a  potenziare  il  suo ruolo di
  partecipazione alle  grandi opzioni programmatiche e, sopratutto,
  di  controllo  sull'attività   del  Governo  e  di  verifica  dei
  risultati.  Una svolta  culturale  e  politica che costituisce il
  connotato  essenziale  di   questa   nuova   fase  di  equilibrio
  istituzionale post riforma.
       Sono  note  le   difficoltà  che  negli  ultimi  mesi  hanno
  contrassegnato l'economica  mondiale.  I fatti dell'11 settembre,
  si sa, hanno lasciato  un  segno profondo nelle coscienze e anche
  nelle  aspettative  e   nei   conti   economici  di  molti  Paesi
  industrializzati.  L'aumento  del  Pil  (Prodotto  interno lordo)
  all'1,8%, risulta oggi rivisto  all'1,2%.  Il  tutto a fronte del
  3,8% registrato nel  2000.  Tuttavia,  il  momento di congiuntura
  sfavorevole, stando  alle  previsioni  di  autorevoli osservatori
  economici  e  finanziari  internazionali,  sembra  vicino  ad  un
  momento di svolta.  Questo  avvio  di  2002 sembra connotarsi per
  previsioni di miglioramento, stante il riassorbimento del calo di
  fiducia manifestato dagli  operatori  economici negli ultimi mesi
  dell'anno scorso.
       Per  l'Italia,   con   riferimento   sempre   ad  autorevoli
  previsioni, la crescita del  Pil,  per  l'anno  in corso dovrebbe
  attestarsi tra il 2% e  il  2,3%.  Anche per la nostra Regione le
  prospettive possono  essere  definite moderatamente ottimistiche.
  Dopo la crisi registrata  nella prima metà degli anni Novanta, la
  Sicilia ha fatto registrare  un  ritmo di crescita in alcuni casi
  superiore al dato nazionale  ed  a  quello di tutto il Meridione,
  fino ad arrivare ad  una  crescita  del Pil sorprendente, pari al
  3,3% nel 2000.
       La Sicilia ha  inoltre fatto registrare una notevole ripresa
  delle esportazioni, che segnano un +53,3%.
       Il dato è positivo, e  lo  è ancor di più rispetto agli anni
  passati perchè questo aumento dell'export non riguarda soltanto i
  prodotti petroliferi (nella  nostra  Regione,  è noto, si raffina
  oltre  il  50% del  petrolio  greggio  lavorato  in  Italia),  ma
  interessa anche i prodotti non petroliferi.
       Tra  gli elementi  strutturali  che  hanno  consentito  alla
  Sicilia di  raggiungere  risultati  economici  apprezzabili vanno
  segnalati:
       1) la messa in  moto,  negli  ultimi anni, del sistema degli
  incentivi che ha  sostituito  il vecchio intervento straordinario
  nel Mezzogiorno (legge numero  64  del  1986);  mi  riferisco, in
  particolare, alla legge nazionale  numero  488  del  1992 ed alle
  misure nazionali e regionali  che  hanno  stimolato  le imprese a
  ricorrere alle cosiddette forme  di  lavoro  atipico (anche se il
  ricorso al lavoro part time, nella nostra Regione, è ancora basso
  rispetto al resto d'Italia).  A  queste  misure  va  sommata  una
  migliore utilizzazione dei  fondi  comunitari,  un  punto  questo
  importante, se non altro  perchè,  fino  a  qualche  mese  fa, la
  Sicilia era considerata una  sorta di 'Cenerentola' in materia di
  utilizzazione  dei  fondi  europei,  mentre  oggi,  per  ciò  che
  riguarda l'utilizzazione dei  fondi  relativi  al  POP 1994-1999,
  vanno emergendo risultati apprezzabili;
       2) il maggiore peso  acquisito  dai  settori  più  aperti al
  mercato, con riferimento,  in particolare, alle imprese che hanno
  manifestato una buona  propensione  all'export;  e  mi riferisco,
  anche, alle aziende manifatturiere  e  di servizi che hanno fatto
  sempre più uso degli strumenti della new economy.
       Questi elementi  positivi,  certamente  importanti,  non  ci
  devono far dimenticare i  problemi  che  la  nostra  Regione deve
  ancora affrontare e  tentare  di  risolvere:  a  cominciare dalla
  disoccupazione, che resta  una  grande  questione  aperta. Potrei
  citare  dati  e  percentuali  che  definiscono  numericamente  il
  divario che ancora  oggi divide, sul fronte della disoccupazione,
  la Sicilia dal resto  del Paese.  Sono numeri che conosciamo già,
  numeri a due cifre,  che  confermano come nella nostra Regione la
  disoccupazione delle classi  più  giovani  si mantenga su livelli
  pressoché  doppi rispetto alla media del Paese.
       C'è inoltre un  altro  dato negativo: e cioè il fatto che la
  Sicilia si conferma  come la Regione che offre minime opportunità
  di  lavoro per  le  donne  (argomento, questo, sul  quale  questo
  Parlamento dovrebbe soffermarsi  di  più,  se  è vero che bisogna
  creare le condizioni  per  la  parità  tra uomini e donne, sia in
  politica, sia nel mercato del lavoro).
       Ebbene, è  proprio  tra  queste  fasce  di disoccupati, come
  vedremo, che trova facile ricettacolo il fenomeno del precariato,
  questione che merita un passaggio a se.
       Un altro elemento che mi preme sottolineare è la ripresa del
  fenomeno migratorio. Nel  2000  la Sicilia ha registrato un saldo
  migratorio negativo totale  pari  a  3-4  persone  per ogni mille
  abitanti. E' un saldo  negativo  maggiore  della media, mentre il
  saldo migratorio estero della  nostra regione (0,2) risulta molto
  inferiore  alla  media   nazionale   (2,9)   e   meridionale,   a
  dimostrazione   che  l'immigrazione   straniera   è   minima   se
  confrontata con il flusso  di siciliani verso l'estero sempre più
  consistente.
       Sono, questi, dati  che  ci debbono far riflettere visto che
  tali  risultati,  di  fatto,  annullano  gli  effetti  del  saldo
  naturale che fa della  Sicilia  una  delle poche regioni italiane
  con differenza positiva tra  nati  vivi  e morti, una situazione,
  detto in parole ancora più  semplici, che determina un calo della
  popolazione residente, rievocando così vicissitudini demografiche
  tipiche degli anni Cinquanta e Sessanta.
       Lo scenario nel  quale  si  inserisce il dibattito sul Dpef,
  come possiamo notare, presenta ombre e luci.
       Ci  sono   segnali   positivi,   che  è  giusto  cogliere  e
  sottolineare, ma ci sono  anche  segnali  negativi  a  cominciare
  dalla disoccupazione, dal  fenomeno  del  precariato, dalla spesa
  sanitaria non ancora razionalizzata  e,  in generale, dalle tante
  riforme  strutturali  necessarie  per  migliorare  le  condizioni
  complessive dei conti economici regionali.
       Da  parecchi  anni  il  Pil  della  Sicilia,  nonostante  le
  performance positive degli ultimi tempi,  non va oltre il 5,9 del
  Pil  nazionale,  nello  stesso   tempo   il  peso  delle  entrate
  tributarie sulle entrate correnti della Regione è passato dal 52%
  del 1991 all'82% del 2000.
       Che significa tutto ciò?
       Significa che le entrate  della Regione dipendono sempre più
  dalle dinamiche del sistema  produttivo  e  reddituale  interno e
  sempre meno dai trasferimenti dello Stato.
       In conseguenza  di  ciò  non  potremo  fronteggiare nuovi ed
  ingenti oneri  finanziari se l'economia regionale non marcerà più
  in fretta di quella nazionale.
       Gli obiettivi di  crescita da raggiungere non sono facili; a
  creare problemi e ostacoli, è inutile negarlo è la rigidità della
  struttura di bilancio  per la parte corrente, mentre la debolezza
  del    nostro   apparato   produttivo   influenza   negativamente
  l'efficacia della spesa.
       La quota  rappresentata  dagli investimenti sul totale della
  spesa ha conosciuto  un  costante  e continuo decremento (dal 35%
  all'11% degli impegni di spesa tra il 1991 e il 2000).
       A conti fatti  la spesa regionale rischia di avvitarsi in un
  circolo vizioso: minori  investimenti, minore  sviluppo, maggiori
  oneri per la spesa sociale.
       Una situazione che, se  lasciata  immutata,  impedirebbe  il
  decollo di politiche  volte  al miglioramento della produttività,
  dalla realizzazione di  nuove  infrastrutture  alla  creazione di
  nuovi servizi.
       Ebbene, sarebbe  illusorio  ritenere  che tutto possa essere
  delegato ai fondi  di  Agenda  2000  e  non porsi il problema più
  complessivo   di  una  riqualificazione  strutturale  dell'intero
  intervento regionale.
       L'appuntamento  con  le   risorse   dell'Unione   Europea  è
  importante.  I  18.600  miliardi  di  lire, adesso chiamiamoli in
  euro,  da  spendere  nell'arco  dei  prossimi  cinque  anni  sono
  tutt'altro  che  poca cosa. Con molta probabilità la Sicilia avrà
  l'opportunità di migliorare la propria rete infrastrutturale e di
  puntare  su moderni servizi alle imprese; le condizioni, insomma,
  per  creare  un  ambiente  appetibile  per le imprese disposte ad
  investire in Sicilia ci sono tutte.
       Tuttavia,  lo  ripeto,  sarebbe  un grave errore considerare
  Agenda 2000 la panacea buona per risolvere tutti i mali, vecchi e
  nuovi  della Sicilia. Ben venga allora Agenda 2000 ma ben vengano
  anche  le  riflessioni  e l'elaborazione dei possibili rimedi per
  risanare i conti pubblici della Regione.  Ed è questo l'obiettivo
  che  la  Commissione  Bilancio  e  finanze  vorrebbe  tentare  di
  raggiungere insieme con il Governo della Regione.  Cominciando da
  una riflessione approfondita sulla materia delle entrate;  vorrei
  fare  una  sottolineatura  proprio  su  questa  priorità  che  la
  Commissione   si   è   data:   partire   da  un  esame  e  da  un
  approfondimento  sulla  struttura e sulle dinamiche delle entrate
  della  Regione per impostare un percorso virtuoso di risanamento.
  Mi  piace  ricordare  che la Commissione ha avviato i suoi lavori
  proprio  su tale priorità procedendo ad alcuni approfondimenti ed
  ascoltando  una prima relazione dell'assessore sul tema oltre che
  i  vertici  della  Montepaschi  Serit,  la società che riscuote i
  tributi  in Sicilia;  concluso l'esame dei documenti di bilancio,
  torneremo ad occuparci del problema.
       I dati sulla  riscossione  in  Sicilia  sono  dati  gravi  e
  preoccupanti; lo avevamo  già  denunciato  e  la stessa Corte dei
  Conti nella  inaugurazione  dell'anno  giudiziario  ha introdotto
  ulteriori elementi  di riflessione che noi intendiamo raccogliere
  e valorizzare. Per  dare  la  dimensione  del  problema posso qui
  anticipare alcuni dati  che  ci sono stati confermati dai vertici
  della Montepaschi Serit.  Nella nostra Regione la riscossione dei
  tributi non brilla.  Nel complesso, i carichi affidati alla Serit
  al 31 dicembre 2000 ammontano  a più di 11 mila miliardi di lire.
  Di questi, circa 7  mila  miliardi  sono  relativi  a  ruoli ante
  riforma,  4.450  miliardi  sono  carichi  post  riforma,  la  cui
  cartellazione si è definita  solo nel corso del 2001. A fronte di
  tali carichi, a  novembre  2001 risultavano riscossi 190 miliardi
  di lire. Le  previsioni della società ipotizzano una riscossione,
  al 31 dicembre 2001, pari a 250 miliardi di lire. In prospettiva,
  secondo le valutazioni  fornite  dalla  stessa Serit, sui carichi
  che residueranno si  può  prevedere  di  conseguire  un ulteriore
  incasso di 250 miliardi  di  lire.  Tirando le somme, dunque, 500
  miliardi in totale. E' un tema non secondario sul quale torneremo
  anche in sede  di  discussione  della  Finanziaria  dove  vengono
  prospettate  alcune   ipotesi   di   intervento   su  tali  temi,
  nell'ottica di migliorare  il sistema della riscossione, ma anche
  per prefigurare strumenti che possano consentire di capitalizzare
  tali crediti; abbiamo  avuto  su  questi elementi il conforto del
  Governo che ci  porrà  nelle  condizioni  di  lavorare su ipotesi
  normative al riguardo.
       Enumero questi dati  per  dare  la dimensione di un problema
  che angustia le finanze regionali e per ribadire che sul punto la
  Commissione intende  pervenire  a  conclusioni  approfondite  per
  prospettare   soluzioni   legislative   ed   amministrative   per
  raddrizzare  una situazione  che  è  connotata  da  una  profonda
  patologia.
       Ma questo non è  il  solo  problema  che, sul versante delle
  entrate, va ricondotto  ad  un  quadro giuridico e funzionale più
  razionale, e vi è al  riguardo  il  grande tema - ancora aperto -
  della definitiva chiusura del contenzioso finanziario tra Stato e
  Regione e del nuovo  quadro  giuridico che dovrà definirsi con la
  emanazione delle nuove norme di attuazione in materia.
       La chiusura del  contenzioso  sulla  scia  del  lavoro della
  Commissione Brancasi,  la  definitiva  eliminazione delle riserve
  all'erario, il recupero  dell'art.  38  dello  Statuto rimesso in
  moto  dalle ultime  finanziarie  nazionali  anche  se  ancora  si
  attende  la definizione  di  una  organica  norma  a  regime  che
  ridisciplini il  meccanismo  della  solidarietà  nazionale:  sono
  tutti aspetti essenziali  del processo di riequilibrio dei conti;
  ed in effetti il cammino di risanamento delineato dal DPEF affida
  un ruolo essenziale  a  queste  risorse  che dovranno affluire al
  bilancio regionale.
       Auspichiamo  sul   tema  una  ripresa  forte  di  iniziativa
  politica presso il  Governo  nazionale  per  concordare  un piano
  pluriennale  di  impegni  reciproci  e  di  intese  in  grado  di
  disegnare  un   percorso   virtuoso,  all'interno  dei  parametri
  definiti dal patto  di stabilità, di assestamento degli equilibri
  finanziari della  Regione  con  interventi  sulla  dinamica delle
  spese e sulla struttura delle sue risorse.
       Per tornare ai  contenuti del Documento, va ricordato che la
  principale variabile di  riferimento  che  il  DPEF  utilizza per
  valutare gli andamenti  tendenziali  del  bilancio  e gli impatti
  delle manovre correttive, è il ricorso al mercato finanziario.
       Appare significativo,  in  questa  sede,  operare  dunque un
  raffronto tra le  previsioni  in  materia  di  ricorso al mercato
  finanziario contenute negli  ultimi  DPEF e i risultati effettivi
  conseguiti con le manovre poste in essere.
       Il DPEF 2000-2002  ipotizzava un percorso di azzeramento del
  ricorso al mercato  finanziario  entro  il  2002  da conseguire a
  seguito di manovre  di  contenimento  della  spesa  corrente e di
  interventi sulle  entrate, interventi che avrebbero dovuto essere
  realizzati dalla Regione e dallo Stato.
       Il successivo  DPEF  2001-2003   spostava  l'azzeramento del
  ricorso al mercato finanziario dal 2002 al 2003.
       Successivamente, le  note di aggiornamento al DPEF mettevano
  in luce l'emergere  di difficoltà sia sul versante delle entrate,
  sia  su quello  delle  spese  tali  da  rendere  problematico  il
  conseguimento degli  effetti  di  saldo  ipotizzati dai documenti
  programmatici.
       L'attuale DPEF segnala  la  necessità  di  attuare una nuova
  manovra correttiva  basata,  contemporaneamente, su interventi di
  breve termine e su  interventi  di più lungo termine; una manovra
  che dovrebbe  ridurre  progressivamente  il  ricorso  al  mercato
  finanziario, senza,  però,  azzerarlo nel triennio di riferimento
  del DPEF.
       Stando  alle   previsioni,   confermate  nella  proposta  di
  finanziaria sulla quale  stiamo discutendo, il ricorso al mercato
  finanziario si attesterebbe sui  413  milioni  di euro nel 2002 e
  nel 2003, per ridursi a 258 milioni di euro nel 2004.
       Si tratta di  un  percorso  realistico  e  significativo  di
  risanamento, anche  se  la  condizione  della  finanza  regionale
  rimane connotata da elementi di preoccupazione che devono indurci
  ad un ulteriore,  graduale ma deciso mutamento di prospettiva; al
  30 settembre 2001, i debiti di tesoreria hanno raggiunto la cifra
  di 8.280 miliardi;  il debito finanziario della Regione per mutui
  ed operazioni obbligazionarie  ammontava  a fine esercizio 2000 a
  5.405 miliardi.
       Aggredire questi  squilibri  ed  invertire queste tendenze è
  obiettivo ineludibile di ogni politica.
       Sono tanti i  temi, cari colleghi, all'ordine del giorno del
  dibattito  politico e  sui  quali  nelle  prossime  settimane,  a
  partire  dalla   Finanziaria,   dovremo  approntare  soluzioni  e
  strategie. Qui mi limiterò ad indicarne soltanto alcuni, cercando
  di delineare velocemente i tratti essenziali di essi.
       Credo che un  passaggio  sui problemi del credito sia quanto
  mai necessario alla  luce degli sviluppi che stanno accompagnando
  l'operazione di incorporazione  del  Banco di Sicilia nella Banca
  di Roma.
       Prima di entrare  in  questa  vicenda  mi preme sottolineare
  alcuni aspetti per  altro stigmatizzati nel DPEF. In Sicilia, nel
  2000, abbiamo registrato  un  costo  del  denaro  in crescita: il
  tasso attivo medio è passato dal 7,1% al 7,8%.
       L'ingresso di nuovi operatori nell'Isola non ha eliminato il
  divario tra i  tassi d'interesse praticati nella nostra Regione e
  i tassi praticati in  altre aree del Paese.
       In Sicilia, è inutile nasconderlo,  il  denaro  costa di più
  rispetto al  resto  d'Italia.  E'  questo  il  contesto in cui si
  inserisce  la  vicenda del Banco di Sicilia. L'iniziativa portata
  avanti in  questi  mesi  e  in  questi giorni dal Parlamento, dal
  Governo  della  Regione,  dalle  organizzazioni  sindacali per il
  pieno  rispetto  e  la  valorizzazione del ruolo e del futuro del
  Banco  di  Sicilia  è  stata ed è una  battaglia  sacrosanta,  nè
  provinciale nè di retroguardia.  Il raccordo  e la determinazione
  con cui sono state portate avanti le trattative con Banca di Roma
  hanno certamente modificato alquanto le prospettive  con  cui  la
  stessa  Banca  di  Roma  riteneva  di  poter  portare  a  termine
  l'incorporazione  del  Banco  di Sicilia;  noi  tutti  ricordiamo
  l'atteggiamento  di  arroganza e di sufficienza  dei  vertici  di
  Banca di Roma su tempi e modalità  della  incorporazione  stessa;
  dai  tempi della prima audizione in  Commissione  Bilancio  delle
  organizzazioni  sindacali,  va  dato  atto  al  Presidente  della
  Regione di avere recuperato margini importanti  per  definire  la
  vicenda in termini accettabili per la Regione e di avere ribadito
  la ferma intenzione comunque di riportare al Parlamento regionale
  la  determinazione  finale  sulla  trattativa  in  corso.  Ed  in
  effetti  il  pronunciamento  dell'Assemblea, allora  unanimemente
  contraria ad una operazione che non tenesse in  debito  conto gli
  interessi della Sicilia e dello stesso Banco, hanno avuto un peso
  importante nello svolgimento degli sviluppi successivi  ed è bene
  riportare in tale sede la conclusione della partita.  Ciò  non di
  meno oggi continuiamo ad essere preoccupati per  come evolvono le
  questioni.   In  questa  fase è la trattativa  sul  concambio  ad
  essere al centro della vicenda.
       Si  tratta,  com'é noto, del calcolo del valore delle azioni
  di Banca  di  Roma  e Banco di Sicilia in ordine alla costituenda
  Holding di partecipazione che ingloberà  anche  partecipazioni di
  altre banche previamente incorporate.  Ebbene,  cari colleghi, io
  ho   manifestato  perplessità  non   tanto   sull'operazione   di
  incorporazione  del  Banco  di  Sicilia  nella Banca  di  Roma  -
  operazione  che,  peraltro,  l'attuale   Governo   regionale   ha
  ereditato - quanto sul modo con il quale  si  sta procedendo alla
  detta incorporazione.  Sull'argomento, lo  ricordo  a quest'Aula,
  ho presentato un'interpellanza.  E l'ho presentata non per creare
  problemi al Governo, ma, al contrario, per cercare  di dare forza
  al Governo regionale che su tale delicata  materia sta conducendo
  una  difficile  trattativa.
       Vedete,  onorevoli  colleghi, le mie  perplessità  circa  il
  calcolo  del  concambio  nascono da  un'attenta  valutazione  dei
  bilanci di Banca di Roma e Banco di  Sicilia; una valutazione che
  ho  effettuato insieme con i miei  collaboratori.  Dalla  lettura
  dei  bilanci emergono con chiarezza alcuni passaggi  che,  a  mio
  avviso, vanno sottolineati e resi noti a quest'Aula.
       Non  sto  qui  ad elencare tutte le cifre esatte desunte dai
  bilanci  delle  due banche; tuttavia, da un esame dei due bilanci
  appare  chiaro  che, proseguendo sulla strada che si è intrapresa
  nel   calcolo   del   concambio,  si  corre  il  rischio  di  una
  sopravvalutazione del patrimonio netto della Banca di Roma. Non è
  difficile   arguire   che   un'eventuale   sopravvalutazione  del
  patrimonio  netto  di  Banca  di  Roma  comporterebbe  una minore
  presenza,  in  termini di partecipazione, del  Banco  di  Sicilia
  nella costituenda holding.
       Scendendo  nei  particolari,  mi  piace  sottolineare che la
  Banca di  Roma  rettifica  i propri dubbi esiti al 27% circa;  la
  stessa  Banca  di  Roma rettifica le proprie sofferenze al 33,8%.
  Viceversa,  il Banco di Sicilia rettifica i propri dubbi esiti al
  61% circa, mentre le sofferenze le rettifica al 66% circa.
       Come  potete  notare,  c'è un differenziale di almeno trenta
  punti  tra le modalità di rettifica adottate dalle due banche. Va
  da  sè  che  un  siffatto  modo  di  rettificare  dubbi  esiti  e
  sofferenze  determina,  in  proporzione,  condizioni positive per
  Banca  di  Roma.  Infatti, se nel calcolo del patrimonio netto si
  applicassero  alla  Banca  di Roma le stesse percentuali medie di
  rettifica  sui  dubbi esiti e sulle sofferenze applicate al Banco
  di Sicilia  - cosa che dovrebbe essere fatta in sede di concambio
  -  si  avrebbe una sensibile riduzione del patrimonio netto della
  stessa   Banca   di   Roma  e,  quindi,  una  partecipazione  più
  sostanziosa del Banco di Sicilia nella Holding che si sta andando
  a costituire.
       Tra l'altro, mi piace ricordare che il calcolo del concambio
  delle azioni  tra le due banche si sta facendo con riferimento ai
  dati di bilancio del 2000.  Altra cosa, questa, che non convince.
       Perché, visto che ormai siamo nel 2002, e visto che sono già
  disponibili i dati di bilancio delle due banche relativi al 2001,
  non  procedere  al  calcolo  del concambio facendo riferimento al
  bilancio 2001?
       Tornando  ai  conti  economici   regionali,   ribadisco  che
  l'obiettivo  primario da perseguire è  il  graduale  allentamento
  della  condizione  di  rigidità del bilancio  della  Regione;  un
  bilancio oggi troppo 'ingessato' da spese  correnti  con  margini
  ridotti di comprimibilità.
       Sbaglia chi dovesse  immaginare  che  il  risanamento  possa
  essere conseguito con la  dismissione di politiche residuali o di
  impatto tutto sommato limitato; sono nodi che vanno aggrediti con
  politiche  coraggiose  ad   alta   tensione  anche  sociale,  che
  comportano rinunce ed assunzioni  di  responsabilità per tanti, a
  cominciare ovviamente dal governo,  ma  che  non  può risparmiare
  parti sociali e livelli istituzionali diversi.
       Sotto questo profilo, va  dato  atto  all'attuale governo di
  avere individuato con  coerenza  alcune  priorità;  oggi,  grosso
  modo, abbiamo chiari  alcuni  obiettivi  da  raggiungere.  Adesso
  bisogna  mettere in campo  gli  strumenti  per  raggiungere  tali
  obiettivi.
       In tema di  razionalizzazione vorrei ricordare la formazione
  professionale, un settore  portante  per l'economia siciliana. Un
  settore  per  il  quale   riteniamo,   e  l'audizione  svolta  in
  Commissione  Bilancio  dall'Assessore  per il lavoro   ce  lo  ha
  confermato, vi siano margini importanti di intervento normativo e
  di  governo  per migliorare il comparto  e  migliorare  l'impiego
  delle risorse. Oggi in questa attività  confluiscono  due  grandi
  aree di spesa: i fondi regionali (legge numero 24  del  1977) e i
  fondi  europei.   Ebbene,   condividiamo  pienamente  l'obiettivo
  indicato nel Dpef di trasferire l'attività formativa a carico dei
  fondi europei, limitando l'impegno finanziario della Regione alla
  quota di cofinanziamento.
       La formazione professionale degli anni a venire dovrà sempre
  più essere legata alle reali  esigenze  del  mercato del lavoro e
  sempre meno all'assistenzialismo.
       Un ruolo centrale per lo sviluppo della Sicilia dovrà essere
  svolto dal turismo. Qui mi  sembra  quanto mai opportuno un breve
  richiamo al rapporto Svimez del 2000  da  cui viene fuori un dato
  che non può essere ignorato:  e  cioè  che  il richiamo turistico
  esercitato dal Mezzogiorno  d'Italia  continua  ad essere debole.
  Solo una presenza turistica  su  cinque  viene  trascorsa nel Sud
  d'Italia e la quota scende  al  14,6%  se riferita agli stranieri
  (anche se proprio su questo  punto  la Sicilia fa segnare qualche
  elemento  positivo,  se  è  vero  che  nella  nostra  regione  la
  componente estera delle  presenze  turistiche ha fatto registrare
  una quota del 39%, mostrando  una  crescita  del  15% rispetto al
  1999).
       Del resto, questo dato  è  perfettamente in linea con quanto
  verificato dalla Mercury di Firenze, la società che ha redatto il
  Primo rapporto sul turismo  in Sicilia. Da questo Rapporto emerge
  che la nostra Isola è  una  delle  poche  regioni  percepite  dal
  pubblico straniero con  una  sua  specifica  identità:  elemento,
  questo, che dovrebbe essere  utilizzato e valorizzato per mettere
  a punto un'offerta  turistica  competitiva.  Le potenzialità, sul
  fronte  turistico,  non  mancano.   Ciò   nonostante   i   flussi
  turistici, nella nostra regione, sono ancora oggi ben al di sotto
  delle aspettative. Il perché di questo  mancato decollo turistico
  sta anzitutto nelle carenze strutturali e gestionali della nostra
  rete  di  comunicazione  e  nell'inadeguatezza   del  sistema  di
  accoglienza.
       Per ciò che concerne  il primo punto - l'insufficienza della
  rete di comunicazioni - torniamo sempre al discorso relativo alle
  infrastrutture, che in Sicilia  sono ancora carenti. Anche se sul
  fronte  della rete di  comunicazione  va  dato  atto  all'attuale
  Governo regionale di aver già siglato l'accordo-quadro in materia
  di trasporti; si tratta di un programma di investimenti che mette
  insieme  fondi  di  varia   natura   (fondi  europei,  statali  e
  regionali), un 'pacchetto' di  investimenti  che,  se attuati con
  oculatezza e nel rispetto  dei tempi di realizzazione, dovrebbero
  consentire alla nostra regione  di  poter usufruire, nei prossimi
  anni,  di  una  rete  di  trasporti  moderna  e  attrezzata,  con
  riferimento  alle  autostrade,   alle   strade,  ai  porti,  agli
  aeroporti ed al trasporto ferroviario.
       Sempre  in  materia  turistica,  va  dato  atto  all'attuale
  assessore  regionale  per  il  turismo  e  i  trasporti  di  aver
  manifestato  grande  dinamismo   non   soltanto  sul  fronte  dei
  trasporti (penso al già citato accordo-quadro per il settore), ma
  anche con riguardo alla  questione, per troppi anni ignorata, dei
  porti turistici; anzi, di una moderna rete di porti turistici, da
  dislocare lungo il periplo  della  nostra  regione,  in  grado di
  attirare turismo di qualità.  Va  da  sé  che  quando si parla di
  porti turistici una  riflessione  va  fatta  anche  sulla  grande
  questione delle isole minori;  isole  minori  che  sono le Eolie,
  Egadi e Pelagie e, debbo dire, anche Pantelleria.
       Anche   per   queste   aree,   pur   nel  rigoroso  rispetto
  dell'ambiente,  va  ipotizzato un 'pacchetto' di investimenti per
  incrementare  le  presenze  turistiche, in una logica che non sia
  più quella delle 'belle d'estate', ma puntando, invece, anche per
  le  isole  minori,  ad  un  turismo,  come  dicono  gli  esperti,
  destagionalizzato,  ovvero  su  un'offerta  turistica  valida per
  tutte le stagioni.
       Mi  piacerebbe  al  riguardo  che  si  mettesse in piedi una
  ipotesi  che  sfruttasse  le  sinergie  che  possono  realizzarsi
  immaginando   un   circuito   di   grandi  eventi  culturali  che
  interessano  i luoghi siciliani maggiormente conosciuti nel mondo
  come  Taormina, Erice, Noto, Monreale, Piazza Armerina, Cefalù ed
  altre  realtà, che integrano e coordinano, in un circuito appunto
  di  grandi  eventi culturali, una offerta turistico-culturale che
  spazia  nei  diversi campi dell'arte ed interessi diversi momenti
  dell'anno.
       Mi  soffermo molto sul turismo in sinergia con il patrimonio
  culturale, perché su questo settore la nostra terra, nei prossimi
  anni,  gioca  una  scommessa  strategica. Noi tutti ci aspettiamo
  molto  dal  turismo,  da  un  corretto sviluppo turistico; sicché
  attendiamo con ansia che l'attuale assessore finisca di mettere a
  punto il disegno di legge per il turismo.
       Badate, questo Parlamento non vara una legge organica per il
  turismo  da  quasi  trent'anni.  Se  questo  Governo,  se  questo
  assessore  riusciranno  a consegnare all'Aula un disegno di legge
  di  ampio respiro, se il Parlamento siciliano, nei prossimi mesi,
  riuscirà  ad  approvare la prima, vera legge sul turismo, ebbene,
  cari colleghi, avremo raggiunto un grande obiettivo.
       Un'altra  questione che merita attenzione da parte di questa
  Assemblea è rappresentata dalle privatizzazioni. E' una questione
  alla quale bisogna dare  un impulso decisivo. Si è già legiferato
  in passato; con la finanziaria di quest'anno si ritorna sul tema.
  Si  tratta,  adesso,  di  imprimere  un  più  deciso impulso alla
  dismissione   delle   partecipazioni   regionali  ed  avviare  la
  trasformazione   societaria   e   la   privatizzazione  dell'Eas,
  dell'Esa,  delle  Aziende  delle  terme, rivitalizzando aziende e
  comparti  suscettibili  di creare attività di impresa, reddito ed
  occupazione.  Verificare  quanto fatto dal liquidatore degli enti
  regionali; accertare lo stato dell'attività di dismissione; se ci
  sono  stati e se ci sono dei problemi, suggerendo, eventualmente,
  possibili soluzioni.
       Anche il pianeta  dei trasporti merita un breve accenno. Non
  mi riferisco, ovviamente, agli investimenti, peraltro già citati,
  previsti dall'accordo-quadro.  Il  riferimento, in questo caso, è
  ai contributi che  la  Regione  eroga  ogni  anno alle aziende di
  trasporto pubbliche  (Ast,  Amat  di  Palermo,  Atm  di  Catania,
  eccetera)  e  alle  aziende  di  trasporto private (le cosiddette
  autolinee).
       Ci troviamo ad operare in questo campo in forza di un quadro
  normativo inadeguato, con oneri a totale carico finanziario della
  Regione: è inderogabile riformare il comparto, con una disciplina
  organica che razionalizzi gli interventi.
       Siamo  alla  vigilia  di  una  settimana decisiva dei lavori
  della  Commissione  Bilancio  per  la  definizione  dei documenti
  finanziari;   molte  cose  debbono  ancora  essere messe a punto,
  abbiamo  da  esaminare  molti  emendamenti e da considerare tante
  richieste  ed  aspettative che le stesse delegazioni, che abbiamo
  audito, hanno manifestato.
       Ebbene,  io penso, in tutti i casi, di  poter  esprimere,  a
  nome della maggioranza ed in piena sintonia con  il  Governo,  la
  ferma  determinazione  di  sottoporre   all'esame   dell'Aula   i
  documenti di bilancio ed una finanziaria che  cercheranno di dare
  risposte  realistiche  e  credibili  ma   che  saranno  anzitutto
  pienamente rispettosi ed in linea con i vincoli ed i saldi che il
  Dpef  ha  posto  per  l'esercizio  in  corso  e   per  gli  altri
  interessati dal bilancio pluriennale come tappe  di  un  percorso
  virtuoso di risanamento che dovrà completarsi  in una prospettiva
  temporale adeguata.
       Il  Dpef indica - ne  facevo  cenno  prima - alcune  opzioni
  strategiche in  tale  strada  di  risanamento:  accelerare  sulla
  strada delle privatizzazioni e razionalizzare talune politiche di
  settore.  Propongo  che  la  risoluzione dell'Aula che approva il
  Dpef impegni al  contempo  il Governo a presentare in Assemblea i
  progetti  di   legge   di   riforma   organica  della  formazione
  professionale, del  settore dei trasporti e della forestazione ed
  a  relazionare  entro  la  sessione  estiva  sul  progredire  dei
  processi di  trasformazione e privatizzazione.
       Solo cominciando  a  dare  scadenze e strumenti precisi alle
  nostre indicazioni renderemo credibile e tangibile un percorso di
  risanamento che esce finalmente dalla stagione delle enunciazioni
  e  diviene  pratica politica e politica  riformista.  Il  lavoro,
  dunque,  comincia  da  oggi  con   l'approvazione   delle   linee
  programmatiche,  proseguirà  con  i   documenti   finanziari  per
  affrontare  poi le grandi riforme che dovranno  dare  sostanza  e
  contenuto  al  cambio  di prospettiva che  vogliamo  imprimere  a
  questa regione.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Capodicasa per
  svolgere la relazione di minoranza.

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.   Signor  Presidente,
  onorevole Assessore,  onorevoli colleghi, credo che abbiamo fatto
  bene a decidere  di  proporre all'Aula una relazione di minoranza
  sul Documento  di programmazione economica e finanziaria non solo
  perché  già nella discussione che abbiamo  avuto  in  Commissione
  era emersa una tale radicale divergenza di vedute tra il giudizio
  che dava l'opposizione e quello del Governo  e  della maggioranza
  sul  documento che  giustificava una  più  diffusa  illustrazione
  delle  nostre  posizioni in Aula ma, a sentire  la  relazione  di
  maggioranza conclusa poc'anzi dal Presidente  della  Commissione,
  onorevole Croce, mi convinco che abbiamo  fatto doppiamente bene,
  perché  egli  non  ha  minimamente  tenuto  conto  del  dibattito
  sviluppatosi in  Commissione.  Innanzitutto  sulla validità dello
  strumento:  l'onorevole  Croce  ha  affrontato  il  Documento  di
  programmazione  economica  e  finanziaria  come  se  tutto  fosse
  normale, in ordine.
       Vorrei ricordare  che  proprio  il  dibattito in Commissione
  aveva messo in  luce  la assoluta inadeguatezza del Documento non
  tanto, o non  solo,  per  il  suo  contenuto che, ovviamente, noi
  giudichiamo  tale,   ma   per   la  sua  intempestività  rispetto
  all'andamento del ciclo economico, alla evoluzione che, nell'arco
  di   questi   mesi,   la  situazione   economica   nazionale   ed
  internazionale  ha  avuto.  Al punto che  alcuni  colleghi  della
  maggioranza hanno ritenuto di proporre  di approvare  il  Dpef "a
  prescindere" - come diceva Totò - "approviamolo tanto non serve a
  niente e andiamo  avanti  con il resto dei documenti finanziari",
  si sa, perché  il  documento  era  assolutamente inattuale, era -
  diciamo - una proposta  volta  in  positivo, non la critico ma la
  richiamo  esattamente  per   dire   che   il   dato   della   sua
  intempestività, dell'essere  superato  dai  tempi, era patrimonio
  comune della Commissione, compresi i colleghi della maggioranza.
       In questo contesto,  anche  il Governo prese atto, alla luce
  delle sottolineature  da  noi  evidenziate  in Commissione, della
  necessità di apportare  delle  modifiche  in  Aula. Tali erano le
  discrepanze  -  in   alcuni  casi,  oserei  dire,  persino  delle
  inattualità - che  lo  stesso  Governo  sentiva  la  necessità di
  dovere provvedere ad  una sua riformulazione, perlomeno in alcune
  parti.
       Di tutto questo non ho trovato traccia  nella  relazione  di
  maggioranza, devo dedurne che questo proposito è  bello  e morto.
  Non  lo dico con compiacimento, lo dico  con  estremo  rammarico,
  perchè, quando  nel  1999  abbiamo immaginato  lo  strumento  del
  Documento di  programmazione  economica e finanziaria, lo avevamo
  immaginato allo scopo  di  ancorare l'intera manovra di bilancio,
  che passa dal Dpef,  dalla finanziaria e poi dal bilancio, a dati
  di analisi economico-sociale  e  poi  anche a dati finanziari che
  fossero certi, comunque  frutto  di  un  ragionamento  e  di  una
  programmazione.
       Però, come  esordisce  il  nuovo  Governo, eletto a furor di
  popolo dal 57  per cento, credo, dei siciliani?  Esordisce con la
  presentazione   del   Documento  di  programmazione  economica  e
  finanziaria il 30 di novembre - prego annotare  - quando, invece,
  la legge prescrive  che  tale Documento viene presentato entro il
  30 giugno di ogni  anno  ed  approvato dall'Aula entro la fine di
  luglio dello stesso anno, quindi il mese successivo.
       Nessuno poteva esigere  che  un  Governo  eletto  la fine di
  giugno presentasse il  Dpef  alla  fine  dello stesso mese. Credo
  però che si potesse  richiedere che fosse presentato alla fine di
  luglio,  alla  fine   di   agosto,   entro   settembre   per  poi
  conseguentemente elaborare  i documenti finanziari, cioè bilancio
  e finanziaria, in relazione  alle  scelte  che  il  Dpef andava a
  compiere.  No, il Dpef  è  stato  presentato  il 30 novembre e lo
  discutiamo in quest'Aula a metà del mese di febbraio successivo.
       Vorrei  ricordare  che  in questo periodo, cioè nei sei mesi
  circa di cui noi  discutiamo, è successo che il Governo nazionale
  - eletto anch'esso,  guarda  caso,  nel  mese  di  maggio, quindi
  rispetto al Governo regionale non ha avuto tempo in più se non un
  mese circa - ha  presentato  il proprio Dpef, lo ha approvato, ha
  presentato la propria  finanziaria  e  il proprio bilancio, li ha
  approvati.
       Nello stesso tempo i dati economici, come giustamente rileva
  lo  stesso  Dpef, sono  mutati  perchè  la  situazione  economica
  internazionale si è evoluta: vi è il rapporto del Fondo monetario
  internazionale  presentato  il  30  ottobre  ma  elaborato  prima
  dell'11 settembre,  che già ritoccava le previsioni dell'economia
  internazionale un tantino in ribasso sui Paesi industrializzati e
  questo, ovviamente,  aveva  un riflesso per la politica economica
  italiana.
       Alla luce di questo il ministro Tremonti, a  metà  circa del
  mese  di  settembre  (il 21 settembre), presentava  la  relazione
  previsionale e programmatica per correggere già le previsioni del
  Dpef nazionale  presentato,  che  ritoccava  anch'esso al ribasso
  alla luce  delle  tendenze  dell'economia,  delle  previsioni del
  Fondo monetario internazionale ma anche, questo sì, alla luce dei
  fatti dell'11  settembre.  Si  andava  quindi all'approvazione di
  tutti i documenti finanziari dello Stato. Noi invece siamo ancora
  qui a lavorare, a discutere di un Dpef che di tutto questo non ha
  tenuto minimamente conto.
       Allora sorge un dubbio: che  cos'è  per  il Governo e per la
  maggioranza il Dpef? E' una  incombenza  di  cui liberarsi al più
  presto; per il Presidente della  Regione è nulla, perché non si è
  visto in Commissione, non si è visto  in  Aula. Si sa che il Dpef
  non è un puro  documento  finanziario  da  delegare all'assessore
  per la  sanità,  è  un  documento  di  programmazione  triennale.
  Addirittura il Governo Berlusconi ha fatto la scelta, discutibile
  quanto si vuole, ma che comunque aveva un suo senso, di elaborare
  un Dpef, non  solo  triennale  ma  per  l'intera legislatura, per
  indicare gli intendimenti  del  Governo  appena  eletto  e  della
  maggioranza.
       Il Presidente  della  Regione  ritiene,  come  del resto per
  altri aspetti, di non onorare l'Aula della sua presenza e neanche
  la Commissione.  Se non  ricordo  male,  in  7  mesi  di attività
  parlamentare il Presidente si  è  visto  in  Aula solo due volte,
  quando abbiamo  discusso le dichiarazioni programmatiche e quando
  abbiamo discusso la mozione  sul Banco di Sicilia, una sola volta
  in Commissione (in quarta),  quando  si  è discusso del parere da
  rendere all'accordo di  programma  quadro  sui trasporti, dopo di
  che non si è più visto.
       Signor    Presidente,    ma    nessuno   pensa   che   forse
  nell'assenteismo dei  parlamentari, nel disinteresse per i lavori
  di Commissione,  nel  disinteresse per l'attività legislativa non
  sia  da   ricomprendere   come   motivo,   come  causa  anche  il
  disinteresse del Governo  e  del  suo  Presidente  per la vita di
  questa Assemblea?
       Ma se il Presidente non viene, perché gli altri parlamentari
  dovrebbero lavorare con dedizione?
       So bene la  risposta  qual è. E' quella che, comunque sia, i
  deputati devono essere  presenti. Ma io credo che ci sia anche un
  modo di valorizzare  il  lavoro  di parlamentare di Commissione e
  d'Aula che  non viene fatto.
       Ad ogni  modo,  dicevo, per andare avanti, che il Governo ha
  ritenuto che  il  Dpef  non  avesse  l'importanza che, invece, la
  legge gli  attribuisce, tanto è vero che il Governo ha presentato
  poi una  legge  finanziaria che non c'entra nulla con il Dpef per
  quanto  riguarda  i  contenuti  finanziari  ma  anche  per quanto
  riguarda le  modalità di svolgimento della discussione. E bene ha
  fatto  il  Presidente  dell'Assemblea,  e  di questo gliene siamo
  grati, di avere utilizzato i poteri che gli conferisce la legge e
  quindi anche  il  Regolamento d'Aula, l'articolo 73 ter, per dire
  che  vi  sono finalmente delle regole che presiedono all'attività
  parlamentare,   che   vanno   rispettate   da   parte  di  tutti,
  parlamentari   e  Governo,  e  non  c'è  di  conseguenza  un'idea
  complessiva  della  manovra  finanziaria  che  il  Governo  vuole
  portare in Aula.
       Noi   abbiamo   già   svolto   in  Commissione  Bilancio  la
  discussione generale  sulla  legge finanziaria;  credo sia emerso
  con palmare evidenza il fatto che la manovra nella sua totalità è
  frutto di pura  casualità.  Al  cospetto  delle  relazioni  della
  Corte dei conti, al cospetto delle tante dichiarate intenzioni da
  parte della maggioranza di portare avanti una politica di rigore,
  non c'è una  corrispondente  manovra finanziaria che abbia questo
  contenuto e questa  sostanza.  Qualche  provvedimentino qua e là,
  ma nulla che  aggredisca  i  nodi  del  deficit strutturale della
  Regione, che avvii al risanamento i conti.
       E  allora,  dobbiamo  per   forza   di  cose  essere  noi  a
  sottolineare  come,  in fondo, la discussione su questo Documento
  di  programmazione  economica  e  finanziaria sia ormai un fatto,
  direi  quasi,  di  puro  godimento  oratorio, estetico perchè noi
  sappiamo  già che non avrà alcuna refluenza sulla discussione che
  seguirà  la  legge  finanziaria  e  sul bilancio, perchè quei due
  documenti  sono  stati  costruiti a prescindere da quello che noi
  qui   oggi  stiamo  discutendo,  perchè  la  Commissione  ha  già
  cominciato  i  lavori della finanziaria, perchè il bilancio è già
  stato  costruito.  Quindi  abbiamo  un  elemento distorsivo delle
  procedure di  lavoro  e  di esame dei documenti finanziari che, a
  mio avviso, è molto grave.
       Allora, comunque vogliamo entrare  un po' più nel merito del
  documento - mi si consentirà di farlo -.
       Onorevole Assessore, il documento devo dire che ha in alcune
  parti anche  un  suo  pregio,  evidentemente è un po' sfuggito di
  mano  perchè,  mentre  fa  delle  analisi  corrette,  però  è  il
  documento  della maggioranza e deve arrivare a certe conclusioni,
  ma i  dati  sono  oggettivi,  sono  dati statistici, non è facile
  piegarli;   c'è   in   alcune   parti   anche  una  certa  onestà
  intellettuale ad ammettere i dati, diciamo, negativi, strutturali
  dell'economia  e della finanza regionale, quindi è un coacervo di
  contraddizioni,  mentre afferma nega e poi riafferma di nuovo per
  negare di  nuovo.  E  mentre  si  dice  che si possono fare tante
  bellissime cose  nell'arco  -  si  badi  bene - dei prossimi otto
  mesi,  una cosa magnifica, faremo riforme, ristruttureremo tutto,
  riorganizzeremo,  una cosa meravigliosa, nello stesso tempo dice,
  però, che vi  è  una  serie di impedimenti ma di tale natura e di
  tale portata che sarà praticamente impossibile raggiungere quegli
  obiettivi.
       La verità è che questo  Dpef  è  costruito  su  un  disastro
  finanziario non annunciato ma già operante di fatto, e con i dati
  che galoppano  in negativo e che da parte del Governo non ci sono
  le  indicazioni perchè si esca da questa situazione.
       Noi   abbiamo   una   descrizione  del  quadro  economico  e
  finanziario  pesantissima,  è  riconosciuto dal Dpef;  non poteva
  essere  diversamente.  E,  però,  dice il Dpef succederanno delle
  cose importanti  nei  prossimi  mesi, nel prossimo anno perchè il
  documento  è  del  2001.  L'anno  prossimo  avremo  un intervento
  massiccio  del  Governo  nazionale  sulla  situazione economica e
  finanziaria della Regione siciliana che riguarda il Mezzogiorno e
  la  Sicilia, che contribuirà a rivoluzionare totalmente il quadro
  negativo  che  abbiamo.  I provvedimenti sono:  la 'Tremonti', la
  legge  sulle  infrastrutture  cosiddetta  'legge  Lunardi'  e  la
  Finanziaria 2002 del Governo.
       Queste  analisi  e  queste  previsioni erano state fatte nel
  mese di  ottobre, il Dpef è stato presentato a novembre, immagino
  che sia stato elaborato nel mese di ottobre quando ancora non era
  stata  approvata  la legge finanziaria dello Stato, non si sapeva
  ancora  quali  sarebbero  stati gli effetti della legge Tremonti,
  quali  sarebbero  stati  i contenuti della legge Lunardi, per cui
  era  facile  scrivere  nel  nostro  Dpef  che  avremmo  avuto  un
  ribaltamento della situazione in virtù di queste leggi.
       Oggi siamo noi  a tirare le somme: il diavolo ci ha messo la
  coda perchè  discutendo  noi  nel mese di febbraio, oggi siamo in
  grado di  dire che la Tremonti non sta dando alcun beneficio, non
  solo in  Sicilia  ma  a  livello  nazionale;  credo che risulti a
  tutti, poiché  lo si è letto sui giornali, che lo stesso ministro
  Tremonti  riflette  sulla  opportunità  di  inibire  la legge, di
  ritirarla,  perchè  non  sta dando nessun beneficio essendo fatta
  male.
       Intanto, è  una legge che non aiuta il Mezzogiorno, al punto
  che  l'onorevole  Tricoli, presidente della Commissione 'Attività
  produttive', ha  cercato  di  correre  ai  ripari  presentando un
  disegno   di  legge  che  carica  alla  Regione  siciliana  oneri
  aggiuntivi  rispetto alle imprese che utilizzeranno la 'Tremonti'
  per  rendere  più appetibile l'investimento in Sicilia, perchè la
  'Tremonti' non porta investimenti nel Mezzogiorno e in Sicilia.
       Si  sa, il  meccanismo  della  'Tremonti' agisce su tutto il
  territorio  nazionale e anzi dà più risultati laddove l'impresa è
  più forte, il tessuto industriale è più competitivo.
       Quindi,  sul  Nord  del Paese dove abbiamo una incidenza del
  tessuto  industriale  sull'intero prodotto del 12%, la 'Tremonti'
  onestamente non si può dire che possa portare risultati, come poi
  giustamente lo stesso Dpef ammette.
       Vedete  questo ondeggiare del Dpef, mentre dice 'la Tremonti
  risolverà il  problema',  subito  dopo  dice  però che il tessuto
  industriale della Sicilia è piccolo e medio, anzi più piccolo che
  medio e, come si sa, la Tremonti favorisce la grande impresa.
       Dice poi,  sempre  il  Dpef, che la Tremonti non è selettiva
  nell'intervento  e  quindi  non  favorisce,  poi  afferma che gli
  effetti della  Tremonti,  diciamo da un punto di vista temporale,
  sono così  brevi che non rendono appetibile, insomma una somma di
  elementi che svuotano poi le affermazioni fatte.
       La legge  Lunardi all'epoca in cui il Dpef è stato elaborato
  era legge-obiettivo ed era quindi legge-delega sostanzialmente.
       Onorevoli colleghi  oggi  non  è  più  nè legge obiettiva nè
  legge delega,  oggi  è  delibera  del  Cipe  in  cui  sono  state
  individuate le opere.
       Bene, le  opere  che riguardano la Sicilia sono pari pari le
  opere che erano già contenute, tranne due - ora dirò quali sono -
  nell'accordo  di  programma-quadro  firmato  dal Presidente della
  Regione e del ministro Lunardi.
       Su  questo  poi  parlerò  appositamente perchè è un capitolo
  troppo interessante per affrontarlo in questo momento.
       Non   c'è,   fatta  eccezione  per  la  Nord-Sud  che  viene
  finanziata e per il finanziamento della sola progettazione per la
  Palermo-Agrigento e  per  la  Gela-Trapani,  altro  intervento di
  nuova istituzione e di nuovo finanziamento.
       Quindi, dalla  grande legge sulle infrastrutture, poi c'è il
  Ponte sullo Stretto ovviamente  in questo grande intervento sulle
  infrastrutture del  Mezzogiorno, portiamo a casa solo la Nord-Sud
  che, a mio parere, era già progettata, pronta per essere inserita
  nell'accordo di  programma-quadro  che,  per una serie di ragioni
  che   ora   approfondiremo   quando   arriveremo  all'accordo  di
  programma-quadro, non è stata inserita.
       Null'altro
       Tutto il  resto  è  ciò  che  è  contenuto  nell'accordo  di
  programma-quadro   il   quale  a  sua  volta  contiene  le  opere
  finanziate - andate a vedere le date dei decreti - dai governi di
  centro-sinistra, tutti del  1999,  nel governo di centro-sinistra
  nazionale, che ovviamente arrivano  ora  ad  operare  e di cui il
  ministro Lunardi ovviamente  si  fregia  senza  avere  ovviamente
  mosso  un  dito.   Il   Presidente   della  Regione, alle  nostre
  contestazioni  circa  l'inserimento  nell'APQ  di  alcune  grandi
  opere,   che  erano  presenti  nell'accordo  di  programma-quadro
  elaborato dalla giunta  regionale di centrosinistra, e che era in
  fase di discussione  con il ministero, ha portato due motivazioni
  (la seconda  la  discuteremo successivamente): ha detto che tutto
  ciò che non  c'è  poi  lo metteremo nella legge Lunardi, ha detto
  che abbiamo un  tavolo  tecnico  -  ormai ci si riempie sempre la
  bocca parlando di  tavolo  tecnico - con il Ministero ed entrerà.
  Questo è il  risultato  di  questa  importante legge che dovrebbe
  sconvolgere il panorama economico e sociale della Regione.
       Il terzo punto riguarda la Finanziaria del 2002, che avrebbe
  dovuto produrre anch'essa  effetti  a  catena sull'economia della
  Regione, tali da modificare  il  quadro  analitico  che era stato
  prospettato.  La legge  finanziaria  del  2002 ormai è approvata.
  E' legge e sappiamo  cosa contiene: con essa, rispetto alla legge
  finanziaria del 2001, la Sicilia fa un nettissimo passo indietro.
  Nella  legge finanziaria  del  2001  era  previsto  il  pacchetto
  Sicilia che portava da  noi  600  miliardi solo per il pacchetto,
  senza contare poi tutte  le agevolazioni che vi erano contenute e
  di cui il DPEF oggi  incassa  i  risultati nella sua analisi.  Il
  risultato è il seguente:  è  ipotizzabile  che  nel  2002  questi
  miseri   provvedimenti   fisiologici   della   Finanziaria,   che
  riguardano la Sicilia  -  assolutamente  marginali,  direi  quasi
  ordinari - per il 2002 possano mutare?
       Quindi è un  ragionamento  costruito.  E  parla ancora della
  "la legge dei 100  giorni",  "il provvedimento dei cento giorni",
  cioè il provvedimento sull'emersione  dal  sommerso.  E  se da un
  lato sostiene che si  tratta  di  un  provvedimento  che  ci  può
  aiutare, poi dall' altro  lato  smonta  lo  stesso  DPEF  con  un
  ragionamento correttissimo.  Io  devo dare atto ai funzionari che
  lo  hanno  scritto   di   onestà  intellettuale,  dice: "(...) si
  presuppone - sulla base di  calcoli  che  vi sono contenuti - che
  con  questo  provvedimento in  Sicilia  sono  circa  400  mila  i
  lavoratori che potrebbero  venire  in  superficie",  ma in realtà
  fatti poi i calcoli  complicati, le proiezioni, sono centomila le
  unità  che  possono  emergere   dal  sommerso.  Però  il  DPEF  è
  elaborato nei mesi autunnali  e  dice che bisognerà vedere perché
  ci  sono  delle   controindicazioni in quanto  il  carattere  del
  sommerso in Sicilia è  strutturale, ed  è  quindi  difficile  che
  emerga, poi dice della  brevità  di  tre  anni  della previsione.
  Difficile che un  imprenditore  che  sta nel sommerso, ovviamente
  per  ragioni  ben   complesse,  decida  per  avere  un  vantaggio
  triennale di uscire  dal  sommerso  quando  poi  questo vantaggio
  triennale   se   lo    rimangia   nell'arco   di   qualche   anno
  successivamente.  Poi dice  che  l'interazione  con  la normativa
  esistente di incentivazione ha già indotto, e parliamo ovviamente
  del credito di imposta, di tutte le iniziative della legge Visco,
  etc.  etc., ha già  consentito  alle  imprese più competitive, le
  migliori che esistono in  Sicilia, di uscire dal sommerso perché,
  se vogliono utilizzare gli  incentivi  dello Stato, devono venire
  fuori dal sommerso.
       Quindi la  parte  migliore è già uscita, a prescindere dalle
  agevolazioni che  dà  questa  legge.
       E ancora: la legge  esclude  il lavoro autonomo ed il lavoro
  saltuario in Sicilia, realtà  lavorativa  che invece in Sicilia è
  il dato preminente. Questo  sommerso  che dovrebbe venire fuori e
  che dovrebbe garantire  addirittura  un gettito fiscale sensibile
  per il bilancio della Regione  come  deve  venire fuori se poi il
  ragionamento e l'analisi che viene fatta è quella che è?
       La verità è che oggi,  sempre il famoso diavolo che ci mette
  la coda, noi siamo  in  grado  di  verificare il risultato finale
  della legge perché  essa  chiudeva  alla  fine di novembre, il 30
  novembre 2001  bisognava  fare  le  dichiarazioni  di  uscita dal
  sommerso da parte delle imprese.
       Bene, le notizie  che noi abbiamo, e chiediamo all'Assessore
  di darci ragione, è che in Sicilia è irrilevante, nell'ottica dei
  conti macroeconomici, la  richiesta  di  uscire  dal  sommerso da
  parte delle imprese utilizzando la legge nazionale.
       Si dice ancora che gli incentivi fiscali della Tremonti - si
  cita sempre la Tremonti  però  con  quegli accorgimenti di cui ho
  parlato, ma noi sappiamo  già  che  Tremonti  la  legge  la vuole
  ritirare, perché si è tradotta, peraltro, in un grande affare per
  la  Mercedes,  per  la   BMW,  per  la  Lancia,  perché  tutti  i
  proprietari di aziende,  siccome  oggi  è possibile rispetto alla
  prima Tremonti inserire  tra  i  beni strumentali anche le auto e
  quindi detrarle dalle  tasse,  si  sono  fatti  tutti  la  grande
  macchina, perché  tanto  è  a  carico  dello  Stato - finora sono
  stati solo  quelli  alle  grandi aziende automobilistiche, o cose
  consimili che non hanno nessun effetto sull'economia della nostra
  Regione e quindi anche del Paese.
       Poi parliamo della legge sulle infrastrutture: la "Lunardi".
  Io ho sentito  dire  da  parte  di  un ministro della Repubblica,
  adesso non ricordo  chi, che la legge Lunardi è un gran risultato
  perché  destina il  47  per cento dei fondi per le infrastrutture
  al Mezzogiorno, quindi  per  la  prima  volta  il  Mezzogiorno  è
  privilegiato.
       Io sono andato  a guardare la delibera CIPE, ho fatto un po'
  di  conti  e,  secondo  me, questo  è  un  altro  colpo  dato  al
  Mezzogiorno, perché se si vuole aiutare il Mezzogiorno in tema di
  infrastrutture i  dati  sono obiettivi, si scelga quali: o quelli
  dell'ISTAT o  quelli  dell'Istituto  Tagliacarne,  che sono i due
  maggiori Istituti di statistica.
       L'ISTAT    dice    che    la    differenza,    il   gap   di
  infrastrutturazione tra la Sicilia e il nord del Paese e la media
  nazionale è del 35 per cento.
       L'Istituto Tagliacarne questo 35  per  cento  lo porta al 45
  per cento, ancora oltre, quindi dice: "No, il gap è più alto".
       Allora, se si vuole fare un investimento volto a equilibrare
  il Sud con il Nord non  si  può  destinare  il  47  per  cento al
  Mezzogiorno e il 53 per  cento  al  resto  del Paese, perché così
  come sono le cose  non si fa altro che incrementare ulteriormente
  le infrastrutture nel Nord del Paese e rendere sempre più alto il
  gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese.
       Addirittura se  si  fa  il  paragone,  questo  mi sembra sia
  dell'Istituto   Tagliacarne,  tra  la  infrastrutturazione  della
  Sicilia e  la  sola  Lombardia - quindi  senza calcolare la media
  nazionale ma quella  lombarda - il gap è abissale. Se, invece, si
  va a  guardare  la  destinazione degli investimenti per la grande
  infrastrutturazione   tutto  va  in  quella  direzione:  trafori,
  raddoppi, alta  velocità  e  così  continuando  come  idrovore  a
  succhiare soldi da parte delle grandi imprese.
       Mi  chiedo  come   si   pensa,  attraverso  questo  tipo  di
  indirizzo, di capovolgere  la  situazione   Certe cose si possono
  dire solo tanto per scherzare.
       Poi si  arriva  all'economia  regionale  la  quale dice: "Il
  quadro contenuto  nel  DPEF  è  realistico";  l'economia, tutti i
  deficit,  tutte  le  diseconomie esterne all'impresa, ai problemi
  della pubblica  Amministrazione,  il bilancio che ha nel 2000 una
  percentuale  di  entrate  tributarie sulle entrate correnti circa
  dell'82 per cento.
       E' un dato, onorevoli  colleghi, sul quale - quando parliamo
  di federalismo, almeno il federalismo che vuole l'onorevole Bossi
  - bisogna riflettere; ciò significa, infatti, che il dato dell'82
  per  cento  delle   entrate  tributarie  sulle  entrate  correnti
  significa  che, come  sostiene  il  DPEF,  la  Regione  ormai  si
  finanzia con ciò che rappresenta.
       Quello che noi abbiamo è questo, e  se noi abbiamo un 82 per
  cento del totale  delle  entrate  sulle entrate correnti fatto da
  entrate  tributarie,  se  passa  l'idea  di  Bossi  noi  possiamo
  chiudere bottega
       Questo è il federalismo su cui Bossi ha ricattato il Governo
  nazionale riuscendo ad imporre  la  sua  idea, il testo è passato
  dal Consiglio dei Ministri -  poi  vedremo  che  fine  farà  - ma
  intanto è passato.
       Allora  se questo è  un  dato,  noi  dobbiamo  cominciare  a
  riflettere su cosa  bisogna  fare per  aggredire questo elemento,
  nel  DPEF  non c'è nulla  di  tutto  questo,  si  parla  di  cose
  generali, bisogna operare  la  svolta, benissimo  Bisogna operare
  la svolta e la svolta  è  il  federalismo
       Siccome ora abbiamo  la  legge nuova sul federalismo, allora
  questo ci aiuterà. Ma in  che  cosa  ci  aiuterà?  Come?  Come ci
  aiuterà?  Può essere  un  ragionamento  politico  generale?
       Ma i dati economici, cioè  quello  a  cui  ciò  ci  porta in
  termini economici e finanziari, non vengono detti.  Bisogna avere
  una  strategia di  risanamento della finanza regionale. Perfetto
  E dov'è la strategia di risanamento della finanza regionale?
       Se io debbo giudicare dalla legge finanziaria presentata dal
  Governo, ci vedo solo un tentativo di fare cassa  Solo cassa, non
  il tentativo di aggredire  i  nodi  strutturali del deficit della
  Regione. Fare cassa  Pigliare  i  soldi dell'Irfis - che non sono
  stati  spesi - e  incassarli   Mettere  la  tassa  sul  metano  e
  incassare  Mettere la  tassa  sui  ticket,  appena  annunciata, e
  incassare
       Non c'è un  intervento  strutturale   Significa, quindi, che
  tutto questo ha il  valore  di un anno, un solo anno; vendiamo l'
  AZASI e incassiamo  i  soldi  della AZASI, ma l' AZASI la potremo
  vendere una sola volta, e la stessa cosa vale per quanto concerne
  l'EAS che ha  un  capitolo  a  sè  -  lo  discuteremo  poi quando
  tratteremo l'articolo  della  Finanziaria che riguarda la materia
  -, ma l'operazione la si può fare, anche qui, una sola volta: non
  è  una   strategia   di   aggressione  al  deficit  di  carattere
  strutturale.
       E questo è il  primo  punto. Poi  si dice misure settoriali,
  improbabili misure settoriali,  nessuno  riesce  a capire cosa si
  voglia dire con 'misure settoriali'. Si fa riferimento alla legge
  32 del 2000,  una  buona  legge  che,  se  debbo  giudicare dagli
  effetti che ha  prodotto, anzi, non dagli effetti ma dal modo col
  quale questa  maggioranza  e  questo  Governo l'hanno utilizzata,
  debbo chiedervi, per  piacere,  di  fermarci qui, perché  è stata
  totalmente    definanziata    nei    settori   portanti:   quelli
  dell'artigianato,  della  pesca  etcetera.  E'  stata  fatta  man
  bassa, ma  giocoforza,  considerato che la situazione finanziaria
  della Regione è  arrivata a questi livelli, adesso mettete mano a
  tutto, non  guardate  se  sono  incentivi  all'impresa,  se  sono
  lavoratori   forestali,   adesso   bloccate   il   turn-over  poi
  discuteremo la  finanziaria dei lavoratori forestali, tanto ormai
  dobbiamo segare tutto
       E non si guarda  alle  conseguenze  di carattere sociale che
  tutto questo comporta. Poi si dice il POR: ecco, qui arriviamo al
  punto centrale di  tutto  il ragionamento.  Tutto il ragionamento
  finisce per ruotare  intorno  al  POR,  ad  Agenda 2000, al piano
  operativo regionale.
       Bene, io poi dirò  qualcosa  più  avanti, poi si continua lo
  svuotamento del  precariato, viene descritta tutta la manovra di
  misure  del precariato e  si  dice  -  onorevole  Giannopolo,  mi
  rivolgo a lei che è un  esperto  in  materia  di precariato - che
  sarà completato l'assorbimento  di  tutto il precariato che viene
  calcolato in 46 mila unità,  e  invece sappiamo che ammonta a più
  di 50 mila entro il  2003.  Miracolo   Entro  il  2003 il tessuto
  economico regionale è in  grado di assorbire 50 mila precari.  Io
  me lo auguro, se  farete  questo  miracolo  dovrò  ricredermi  in
  materia spirituale.  Lei,  onorevole Assessore, che è un credente
  molto ortodosso veda  di  fare  il miracolo, chissà che non possa
  ottenere qualche risultato
       Cinquantamila lavoratori  in  una situazione come quella che
  abbiamo  Noi  avevamo  avviato delle procedure, dei meccanismi di
  fuoriuscita,  i   piani.   Quando  poi  arriverà  il  momento  ne
  discuteremo perché  io  voglio  capire  i  contratti  di  diritto
  privato alla fine ..

     GIANNOPOLO.La vera fuoriuscita è se i contratti sono duemila.

     CAPODICASA. Esattamente, l'autoimpiego  e poi i 700 sulla base
  dell'accordo fatto con il Ministero della Pubblica istruzione che
  ne assorbe altri 700.  Ma  i  contratti  di  diritto privato sono
  9.000 non tutti  finanziati,  ne  sono  stati  fatti solo qualche
  migliaio.  Ma  noi  dobbiamo   dire:  fra  tre  anni,  finito  il
  contratto, questa gente che  fa?  La carichiamo agli Enti locali?
  Gli Enti locali i soldi li  hanno?  E  se non li hanno che fanno?
  Li licenziano? O tornano di  nuovo  a carico della Regione? E' un
  disastro fare un tale ragionamento che crea illusioni fondate sul
  nulla.  Io poi continuo, non voglio molto soffermarmi perché  c'è
  un infortunio che rasenta perfino il ridicolo.
       Allora,  nel  DPEF  si  dice  che  questi  precari  verranno
  assorbiti  dalla   economia   regionale   perché  vi  sono  forti
  incentivi al tessuto economico, che quindi crescerà ed assorbirà.
  Si fa riferimento a proposito  di questo dato (pag. 23) ad alcuni
  cespiti di finanziamento,  onorevole  Presidente, ed è la legge 6
  del 2001, cioè  la  Finanziaria  dell'anno  passato.  Si dice "80
  miliardi di lire  per  finanziare la legge 30/97", non discuto su
  questo che è  la  legge  Briguglio  che  dava  gli incentivi, non
  discuto  sull'applicabilità,  su  come  sono  stati  spesi,  oggi
  potremmo fare un primo bilancio, va bene gli 80 miliardi.  Poi si
  dice "110  miliardi  per  l'erogazione di contributi alle imprese
  che a  seguito  dell'emanazione della legge regionale 27/91 hanno
  effettuato assunzione di  manodopera";  cioè  il Dpef mi dice che
  noi stiamo dando  110  miliardi alle imprese per assumere persone
  che  sono  state   assunte   nel   1991.   Sa  cos'é  questo?  E'
  esattamente il rimborso  dei  crediti  che le imprese vantano nei
  riguardi della  Regione  a  seguito dell'applicazione della legge
  27, articoli 9  e  10.  C'è la cartolarizzazione in corso. Questi
  sono  debiti  -   altro   che   investimenti   -  per  dare  tono
  all'economia della  Regione.  E continua ancora "lire 50 miliardi
  per le imprese artigiane che hanno reclutato apprendisti".
       Onorevole Presidente, è uno strazio
       Sono andato a guardare questa  legge, la legge n. 6 del 2001
  approvata nel marzo o  aprile  del  2001  con  le  variazioni  di
  bilancio, ma il povero  estensore  del  Dpef  non poteva saperlo,
  l'abbiamo definanziata, dei  50  miliardi  ne  abbiamo levati 42,
  cioé  noi diciamo  che con questi finanziamenti dobbiamo lanciare
  l'economia, assorbire i  precari  e  nel frattempo l'abbiamo però
  definanziata  con  provvedimento  del  Governo.  La  stessa  cosa
  riguarda 20 miliardi per il sostegno all'imprenditoria giovanile.
  Bene,  di questi 20  miliardi  il  Governo  nelle  variazioni  di
  bilancio ne ha tolti 7.500, cioè 7 miliardi e mezzo.  Poi ci sono
  i 40 miliardi per il possibile autoimpiego dei lavoratori dell'ex
  art.  23, e  noi  sappiamo  cos'è  l'articolo  23.  Quindi questa
  grande   manovra,   questi   grandi  investimenti  perché  devono
  assorbire,  perché  deve  crescere  l'economia?  Dove  sono?  Qui
  scadiamo nel ridicolo  Correggiamolo, Assessore, finché  siamo in
  tempo,  oggi  appproveremo  il  Dpef;  quindi,  se  può  fare  un
  emendamento per  modificarlo  mi  sembrerebbe  una  questione  di
  decenza per  l'Assemblea,  per  non  tirare  fuori  documenti che
  possono farci rasentare il ridicolo.
       E  passiamo al  terzo  settore,  che  deve  fare  mirabilia,
  l'economia sociale, la famiglia, e ci si appella alla legge 328.
       La 328 del  2000  è  la  legge  di  riforma  dell'intervento
  sociale, la  cosiddetta  legge  Turco, approvata nel novembre del
  2000   al    Parlamento   nazionale   durante   il   governo   di
  centrosinistra.
       Lei lo sa  signor  Presidente,  noi  facciamo appello ad una
  legge che, dopo  quasi  un  anno  e mezzo, in Sicilia non abbiamo
  ancora  recepito,  la   n.  328  non  è  stata  recepita.  Io  ho
  presentato proprio su  quella che è diventata la legge 6 del 2001
  un emendamento per  tale  recepimento,  mi venne detto no come se
  avessero detto  sì.  Noi  abbiamo riproposto l'emendamento ora in
  questa Finanziaria.
       Questa è una  bellissima  legge, che modernizza l'assistenza
  in Italia, la rende  attuale,  la  universalizza  e  nello stesso
  tempo punto sull'individuo,  punta  sul  servizio  alla  persona.
  Perché non dobbiamo recepirla  in  Sicilia?  Perdiamo i soldi, lo
  Stato  i soldi non li da,  come  recita  la  legge,  se  noi  non
  facciamo il recepimento ed elaboriamo il piano di intervento.
       Poi ovviamente non poteva mancare il bonus nel settore della
  scuola, il bonus  nel  settore  socio-sanitario, il toccasana dei
  liberisti  di tutto  il  mondo.  Quando  poi  arriveremo a questa
  materia, dimostreremo come  invece  sia  una  cosa  assolutamente
  inutile, ininfluente, ha solo  un  valore  di 'bandierina' che il
  Governo regionale vuole  sbandierare per dire che è perfettamente
  in linea.
       Non mi soffermo su ciò  come  non mi soffermo sul tema della
  formazione, della scuola,  in  cui  si  richiamano,  come  grandi
  conquiste  che creeranno  una  svolta,  le  leggi  della  riforma
  Berlinguer.  Stranissimo, perché  proprio  la  signora Moratti le
  ha bloccate.Come  Noi qui ne  decantiamo  la beltà e la bontà con
  l'obbligo  formativo,  l'educazione  per  adulti,  la  formazione
  off-the-job, la formazione  continua  e  nel frattempo la signora
  Moratti le blocca?  Questa è incongruenza
       Io credo che, da  parte del Governo, un minimo di attenzione
  per le cose che scrive andrebbe fatta.
       Poi abbiamo tutta la parte relativa all'industria e al ruolo
  degli incentivi, la 488, i patti territoriali, la legge Visco.  E
  qui mi verrebbe  di  fare  un  lungo  ragionamento ma finirei per
  annoiarvi.  Però  vi  vorrei  ricordare  che  il  ministro  delle
  infrastrutture,  l'onorevole  Micciché,  la  prima  cosa  che  ha
  pensato di fare,  appena  eletto,  è  stata  quella di bloccare i
  decreti di finanziamento dei patti territoriali in Sicilia.  Essi
  si sono rilevati  solo  un  affare  per  le  banche,  perché sono
  assolutamente improduttivi  di  posti  di  lavoro,  ci sono state
  istruttorie assolutamente  sballate.  Dopodiché,  qui  mi si dice
  che tutto questo porterà  - come io credo che porterà anche se in
  ritardo  perché  è  uno  strumento  imperfetto  anche  se  è  uno
  strumento giusto -  posti di lavoro e occupazione. La stessa cosa
  vale per la numero 488, la legge Visco e tutto il resto.
       E  arriviamo  al   turismo,  su   cui  il  Presidente  della
  Commissione, nella sua  relazione  di  maggioranza,  si  è  molto
  soffermato. Io sfido chiunque  in  Sicilia,  a  sostenere  che il
  turismo non è  prioritario,  centrale. Le dirò, signor Presidente
  che quando abbiamo elaborato il  Por  -  Agenda  2000 - lo schema
  nazionale (e se andate a  vedere  le  altre  regioni vedete che è
  così) non prevedeva una misura specifica per il turismo perché lo
  sviluppo  del turismo è  affidato  a  ricadute  di  politiche  di
  settore: beni culturali, ambiente, trasporti e tutto il resto.
       Noi abbiamo voluto  invece  una  misura specifica in Sicilia
  sul  turismo  che   affrontasse   il  tema  della  promozione  ed
  affrontasse il tema  della  ricettività  alberghiera, pur sapendo
  che la 448 già  interviene in materia di ricettività alberghiera.
  E ciò in quanto qui noi  partiamo  da  un gap, abbiamo un 3,7 per
  cento di posti letto  sul  totale nazionale   E' vero che abbiamo
  avuto un incremento  turistico,  l'ultimo dato riporta 14 milioni
  di presenze, ed è  stato  un incremento costante negli anni.  Noi
  abbiamo avuto negli ultimi  cinque/sei anni, se non ricordo male,
  il "trend" comincia nel '94, abbiamo avuto una crescita che ci ha
  portato dai nove ai quattordici milioni di presenze.  E in questi
  quattordici  milioni abbiamo  una  quota,  sempre  crescente,  di
  turismo  straniero,   dato   assolutamente   positivo   come   si
  sa. Quindi è pacifico che il turismo è una scelta fondamentale da
  fare.   E, infatti,  tutti  l'abbiamo  fatta:  abbiamo  destinato
  duemila miliardi per i  beni  culturali del POR. Tutto quello che
  abbiamo fatto.  Però,  io vorrei comunicare, signor Presidente ed
  onorevoli colleghi,  che  questo Governo regionale che sceglie il
  turismo come 'cavallo  di  battaglia'  non ha fatto altro,non più
  tardi di qualche mese fa, che approvare... Sarò più preciso.
       Voi sapete che per la 448, i contributi  vengono gestiti dal
  Ministero.  L'istruttoria  viene  fatta  dal Ministero, però, gli
  indirizzi per  la  formazione  della graduatoria vengono dati dai
  governi regionali.  Si  elabora un punteggio da assegnare secondo
  le linee di intervento che il governo, la maggioranza, ritiene di
  seguire. Bene, il  Governo  precedente,  il Governo Leanza - dove
  c'era il Rotella  2, ha dato un punteggio diverso. Come avevo già
  accennato in Commissione,  c'è  un  "Rotella 1" e un "Rotella 2".
  C'è stato un  "Rotella 1", membro del governo di centro-sinistra,
  che nel decreto,  nei  criteri  per  comporre  la graduatoria, ha
  previsto un punteggio  alto,  il  più alto possibile, per i nuovi
  impianti. Il  "Rotella  2",  quello  del  Governo Leanza, invece,
  cambia totalmente: dà il punteggio più alto alle ristrutturazioni
  e agli ampliamenti.  Risultato: la graduatoria che è venuta fuori
  alla luce di  quei  criteri, è quasi totalmente appannaggio degli
  alberghi esistenti che hanno ristrutturato, hanno ampliato, hanno
  aggiustato, hanno  messo  le "tendine".  Quest'anno il Governo ha
  ripetuto l'operazione.  Dà  nuovamente  venti  punti,  che  è  il
  punteggio  massimo,   a   quei  progetti  che  ristrutturano  gli
  alberghi. Significa  una  cosa sola, signor Presidente, significa
  che voi non  volete nuova occupazione nel campo turistico, perché
  voi alberghi non  ne  farete.  Se  tutti i progetti che prevedono
  nuovi impianti  vengono  scavalcati  nella  graduatoria  da  quei
  progetti che  prevedono  ristrutturazioni,  è  chiaro  che  tutto
  questo è un cedimento alla lobby degli albergatori i quali, in un
  colpo solo, hanno eliminato la concorrenza e, nello stesso tempo,
  si sono  ristrutturati  gli  alberghi.  Cosa notevolissima, ma lo
  devono fare a  parità  di  condizioni  con quelli che fanno nuovi
  alberghi,  perché  l'occupazione,  il  lavoro,  l'ampliamento, la
  ricettività alberghiera viene  da lì, non viene solo o viene poco
  dalle  ristrutturazioni.  Allora  dobbiamo cominciare a guardarci
  in faccia.  Alle  parole  devono  corrispondere  i fatti.  Perché
  altrimenti il risultato  diventa una sorta di schizofrenia in cui
  la gente sente belle parole, poi, però, i fatti vanno in un'altra
  direzione e non si capisce più chi ha ragione e chi non ce l'ha.
       Mi avvio  a  concludere.  Il  credito:  io condivido le cose
  dette dal  Presidente  della Commissione a proposito del Banco di
  Sicilia,  anche  se  aggiungo  una  sola  cosa,  e  cioè  che  il
  Presidente della  Regione,  a  mio avviso, si è impegnato, però -
  diciamoci le  cose  come  stanno - non ha utilizzato l'unica vera
  arma che  aveva  nelle  mani,  che  era  quella di interessare il
  ministro  Tremonti  per  bloccare  l'operazione,  cosa che poteva
  fare, ma ne discuteremo poi.
       Abbiamo il  grosso  bubbone  della  sanità,  che  è  il tema
  dolente  di questo periodo. L'Assessore ha dichiarato ai giornali
  che nel  passato  c'è  stato  un disastro a cui hanno partecipato
  tutti i governi, quindi ora dobbiamo introdurre il ticket.

     GIANNOPOLO. La gente è contenta di pagare il ticket

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  La  gente è contenta di
  pagare il  ticket e, infatti, balla, la senti ballare per ora per
  le strade della Sicilia
       Io  amo  documentarmi, onorevole Assessore, questo è il DPEF
  2000-2002, non  è  un  documento privato del gruppo dei DS.  Dice
  che fino  al 1994 c'è stato l'accordo tombale, il disavanzo nella
  sanità siciliana  era  di  193 miliardi; negli anni che vanno dal
  1995 al 1999 - questa è previsione, ma poi i risultati hanno dato
  ancora di  meno  -  vi  sono  379  miliardi di deficit, in totale
  andiamo a  572;  siccome  qui  siamo  nel campo delle previsioni,
  perchè si  tratta  del  DPEF,  i calcoli che abbiamo fatto noi in
  base ai  rendiconti  ci dicono che è circa la metà, circa 300-400
  miliardi il deficit fino al 1999.
       Nel 1999, nel 2000 e nel 2001 scoppia la bomba - questi sono
  dati  ufficiali  che  vengono  dal  suo ex assessorato, onorevole
  Pagano -:  abbiamo  1200  miliardi di disavanzo nella sanità. 'La
  Repubblica' si  chiedeva:  come  è  stato possibile che avvenisse
  ciò?   Basta   andare   a  vedere  il  decreto  Provenzano  della
  ripartizione dei fondi  della  sanità,  in  cui, siccome la spesa
  farmaceutica in Italia  è  intorno  al  35  per  cento  e  non  è
  possibile che in  Sicilia  sia così bassa, allora per evitare che
  si facciano bilanci  falsi  si autorizzava i manager delle USL ad
  arrivare al 35  per  cento e, se occorrevano i soldi, a ricorrere
  al mercato  finanziario,  cioè  a  ricorrere  al  prestito.  Ecco
  spiegato  il   deficit   della   sanità.  E'  una  istigazione  a
  delinquere  Tu dici ai manager delle UUSSLL: sfora fino al 35 per
  cento e ricorri al prestito se i soldi se non li hai

     FORMICA.  Onorevole  Capodicasa,  poteva provvedere lei subito
  dopo

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  No, Provenzano è venuto
  dopo come  assessore,  -  non come Presidente della Regione -, il
  decreto è pubblicato nella Gazzetta del 26 ottobre 2001.
       Di  cosa  vogliamo  discutere  nella  sanità?  Risolviamo il
  problema con  i  ticket?  Ora,  a parte il fatto che io considero
  odioso un  intervento,  così  come è stato congegnato, uguale per
  tutti, tra  un  deputato  che  guadagna  quello che guadagna e un
  poveraccio che  si  presenta in farmacia e deve pagare mezzo euro
  per ogni  medicinale  o  ogni  ricetta,  adesso non ricordo bene.
  Siamo tutti uguali: il grande imprenditore con il poveraccio, non
  c'è  differenza tra l'ammalato grave, cronico, non c'è differenza
  con chi  ha  l'influenza  e va a pigliare l'aspirina, siamo tutti
  uguali  A parte  il  dato di iniquità, c'è un fatto, a mio avviso
  strutturale: da lì, dice l'Assessore, ricaviamo 40 miliardi. Ma a
  chi  facciamo  ridere  con  questi  40  miliardi?  C'è  l'effetto
  psicologico, la  gente  così  non  va  -  dice  l'Assessore  - in
  farmacia a  fare  shopping.  Ora, a me sembra veramente offensivo
  pensare che la gente vada in farmacia a fare shopping; forse, no,
  senza forse,  qualche spreco c'è, la gente si procura in casa più
  medicinali di quanti non gliene occorrano, poi scadono, li butta,
  si va a  rifornire di nuovo, queste cose le sappiamo. Ma è con il
  ticket che  si fronteggia questa situazione o è con il prontuario
  terapeutico?  O  è  facendo controlli severi, che oggi si possono
  fare attraverso l'informatizzazione, con i medici di famiglia che
  fanno le  prescrizioni?  O  è un modo di controllare in totale la
  spesa sanitaria? O  è il modo di dare gli input giusti ai manager
  della sanità?
       Allora io credo che ci sia materia di riflessione per tutti,
  come  dice  il  famoso spot televisivo "meditate gente, meditate"
  prima che la  finanziaria arrivi in Aula e avremo tempo da qui ad
  allora per riflettere.
       Poi  abbiamo  la  questione  finanziaria in senso stretto, e
  chiudo il  mio  intervento.  Abbiamo alcuni problemi che nel DPEF
  vengono  citati,  c'è  una  sfilza  enorme  di  provvedimenti che
  secondo il  DPEF  dovremmo  approvare  nei  prossimi 6 mesi, cose
  importanti  e  si  cita  poi l'APQ Trasporti. Sull'APQ Trasporti,
  come sugli altri APQ presenteremo una mozione specifica in Aula e
  ne discuteremo più approfonditamente, ma non è questa grande cosa
  che il Presidente della Regione spaccia ogni volta sui giornali o
  in televisione  come grandissimo risultato.  Non solo perché  lui
  l'unica cosa che  ha  fatto  è  di  prendere  l'APQ  che  avevamo
  approvato noi, di accettare l'impostazione del Ministero, di fare
  un calcolo sui  trasferimenti  alla  Regione nel quinquennio di 4
  mila miliardi, quindi  scende  da 13.700 a circa 9.000, di questi
  poi ne destina  solo  3.200;  3.200  nell'APQ Trasporti hanno una
  destinazione    e    sono   l'autostrada   Catania-Siracusa,   la
  Siracusa-Gela, la  Palermo-Messina, poi sono porti, svincoli. C'è
  tutto ciò che  le  Ferrovie  dello  Stato,  tutto  ciò che l'ANAS
  avevano già programmato  e  che  il Governo nazionale aveva già i
  decreti, infatti, se  andate  a  vedere la lista dei decreti sono
  tutti del 1999,  erano  stati  emessi  e  li  ha inseriti. Per il
  resto, neanche una  lira,  tutto messo in un mondicino di circa 5
  mila miliardi, dove  si dice, nello stesso APQ, che in seguito si
  deciderà quale scelta  si  farà  tra questo elenco di opere, e si
  elenca una serie di opere.
       Richiesto  il  perché  avesse tolto la Palermo-Agrigento, la
  Gela-Trapani, l'intercity Palermo-Catania - non ne cito più, sono
  tantissime,  ammodernamenti  e  roba varia -, il Presidente della
  Regione ha  risposto  che  mancavano  i  progetti esecutivi e non
  potevano essere  inseriti.  Allora  io  ho dubitato del fatto, lo
  dico  onestamente  anche perché  gliel'ho detto in una conferenza
  stampa e  poi pubblicamente sui giornali, che il Presidente della
  Regione avesse letto l'accordo di programma-quadro, perché, se lo
  avesse  letto,  non  mi  avrebbe  dato  quella  risposta.  Perché
  nell'accordo di  programma-quadro firmato con il ministro Lunardi
  ci sono per lo  meno 5 opere che sono nella fase preliminare, non
  hanno nessun  progetto  esecutivo  e  non  è  fare programmazione
  quello  di   inserire  solo  i  progetti  esecutivi;  i  progetti
  esecutivi  li  inserisci  se  l'opera  deve  essere  cantierabile
  domani, ma se tu hai un programma di 5 o 6 anni, oggi per i primi
  anni inserisci quelli  che  hanno  i progetti esecutivi, le altre
  invece  le   inserisci   nella   parte   finale  del  periodo  di
  programmazione, come  avevamo  fatto  noi.  E  per dimostrare che
  aveva torto gli ho portato l'accordo triennale - non di sei anni,
  ma di tre anni - delle Ferrovie dello Stato, dove per la Liguria,
  per la Campania,  per  molte  altre  regioni erano inserite tutte
  opere che  erano  nella  fase  preliminare  della  progettazione.
  Quindi, come si  vede,  i programmi, anche quando sono triennali,
  cioè proprio un lampo di luce nel settore dei lavori pubblici, si
  fanno con la programmazione.
       La verità è  che, invece, il Governo della Regione ha ceduto
  all'impostazione  del  Ministero,  perchè  anch'io potevo firmare
  l'accordo    di    programma-quadro,   accettare   l'impostazione
  ministeriale e dire: va bene, 4 mila miliardi in meno e chi se ne
  frega,   firmiamo    E  venire  qui  a  sventolare  l'accordo  di
  programma-quadro.  Non  l'ho  fatto, ho litigato anche con i miei
  compagni   che   subivano   l'impostazione   dei  funzionari  del
  Ministero,  non  l'ho firmato  Il Presidente appena arrivato l'ha
  subito fatto, quindi evidentemente è di palato un po' grossolano,
  quindi questo rapporto fra Governo nazionale e Governo regionale,
  che sono della stessa impostazione politica, onorevole Presidente
  credo che  non  poterà  frutti.  Perchè  se c'è un gioco politico
  allora c'è  contrasto  e si combatte, ma che forza ha l'onorevole
  Presidente della  Regione,  quando  va  a Roma a discutere con il
  Ministero o - figuriamoci - quando lo chiama Berlusconi, di dire:
  no, Presidente, non  se ne fa nulla.  La verità è, alla fine, che
  vengono  sottratte  risorse  serie,  in quantità industriale alla
  Regione siciliana.
       Allora ci  vuole  uno  scatto di orgoglio, io lo dico perchè
  chiedo che il Governo della Regione faccia la sua parte, che dica
  le sue cose e  che  quando  le  dice le faccia.  Non si può dire,
  come avviene  nel  DPEF,  che  noi  risaneremo  il bilancio della
  Regione con le entrate che deriveranno - e vedo con rammarico che
  il  Presidente   della   Commissione   nella   sua  relazione  di
  maggioranza l'ha ripreso  come  fosse  un  fatto  serio  -  dalla
  conclusione del contenzioso tra lo Stato e la Regione, perchè ciò
  è ridicolo.  Tanto è  vero  che poi, alla fine, si dice nel DPEF:
  con la finanziaria  e  con le prossime leggi si avrà questa cosa.
  Non c'è una  lira nella finanziaria, non c'è una lira nelle altre
  leggi,  ormai   la   legislazione  di  programmazione  annuale  è
  conclusa, è vero che  non  è arrivato nulla e noi abbiamo, se poi
  facciamo un  esame  attento  delle questioni, degli strafalcioni.
  Si richiedono  indietro  ancora  i  soldi  della  legge  'Goria',
  pensate un po', quando Goria era presidente del Consiglio, quando
  ormai è pacifico,  dopo  anni e anni di dibattito, che quei soldi
  non ci spettano  per  legge,  perchè  il decreto poi tramutato in
  legge prevedeva un "eventuale" - grande come una casa - rimborso,
  che lo  Stato  avrebbe 'eventualmente' poi rimborsato la Regione.
  Quindi non c'è un obbligo di legge, non è stato fatto allora, non
  l'hanno fatto  dopo,  ancora  noi  ripercorriamo  questa  vecchia
  strada.
       Poi, per andare subito alle questioni finali, sarebbe troppo
  lungo, mi  dispiace  avervi  intrattenuto così tanto, abbiamo due
  problemi grossi  che vengono individuati nella parte finanziaria,
  e  concludo,  del   resto  siamo  solo  alla  prima  parte  della
  discussione della materia  finanziaria  e  ci  sarà  poi  modo di
  tornarci sopra successivamente.
       Secondo il DPEF  noi  abbiamo  due  grossi  problemi: uno, i
  residui  passivi  che  ormai  hanno  raggiunto  9  mila  e  passa
  miliardi,  l'altro  la  questione  della  liquidità.  L'onorevole
  Presidente  della  Commissione  ha apportato involontariamente un
  aggiornamento al dato  contenuto  nel DPEF.  Nel DPEF si dice che
  siamo al 31 dicembre  del 2000 a 5 mila e più miliardi di deficit
  di cassa, al  30  settembre  questo dato - lo aggiungo io, perchè
  nel  DPEF non c'è  -  arriva  a  ben  6  mila  256  miliardi.  Il
  Presidente  ha aggiunto  che  siamo  già  a  8  mila,  quindi  da
  settembre a oggi  siamo  a  8  mila miliardi di deficit di cassa.
  Ecco spiegato  perchè  i  farmacisti sono passati all' assistenza
  indiretta dato che  non  ricevono  una  lira  dal  mese di maggio
  dell'anno scorso;  ecco  perchè  la formazione professionale è in
  agitazione perchè non  ricevono  i  soldi;  ecco  perchè gli enti
  locali, molti vanno  in  dissesto  quanto prima per la situazione
  che c'è; ecco perchè ci sono imprese disperate che hanno fornito,
  erogato servizi, beni  alla  Regione  e  non ricevono i soldi. Il
  nostro bilancio  ha un'incidenza sul prodotto interno lordo della
  Sicilia superiore al  20  per  cento.  Quando  il  bilancio della
  Regione crolla,  come  è  crollato,  ne  risente tutta l'economia
  della Regione.  E'  questo  che  ancora  non  si  è capito, a mio
  giudizio, da parte  di  questa maggioranza e di questo Governo. E
  il tendenziale di cassa per il 2002 prevede un ricorso al mercato
  di 3.926 miliardi ancora.
       Allora  abbiamo individuato i problemi, benissimo: i residui
  passivi e  la  illiquidità,  ma  il  DPEF  non dice come dobbiamo
  risolvere  l'uno,  nè  come dobbiamo risolvere l'altro. I residui
  passivi si affrontano pagando e non a caso il DPEF non dice nulla
  in proposito; così come i problemi di liquidità si affrontano non
  solo se  c'è  un forte contenimento delle spese - perchè dobbiamo
  intenderci  sui  termini,  contenimento delle spese non significa
  riduzione delle spese  - ma se c'è riduzione delle spese e questa
  la dobbiamo fare  in  modo  selettivo, non aggredendo gli aspetti
  che hanno una  ricaduta,  una  refluenza  sul  piano  sociale  ed
  economico della Regione,  quel  poco che ancora abbiamo. E allora
  io sono dell'avviso  che  la  situazione  così come si presenta è
  veramente grave.
       Il DPEF non dà la risposta, la stessa manovra correttiva che
  conclude  il  ragionamento  è  sconcertante nella sua pochezza di
  intervento, prevede entrate per 1.250 miliardi derivanti da fondi
  dello  Stato,  ovviamente nessuno crede che arriveranno nell'arco
  del 2002,  prevede interventi che sono, come ho già detto, frutto
  di  momentanei  benefici derivanti una tantum da provvedimenti di
  legge, non c'è nulla di tutto questo.
       Allora   io   esprimo   una  preoccupazione  finale:  se  la
  situazione è  questa,  ed  è  questa,  dal momento in cui dovremo
  aggiornare il  rating della regione e avremo uno sforamento nella
  sanità che, rispetto al momento in cui noi ci siamo presentati, a
  Moody's e gli abbiamo mostrato i dati è quasi decuplicato, se noi
  avremo problemi di illiquidità nella misura mai raggiunta fino ad
  ora dalla  Regione  siciliana - 8 mila miliardi, il massimo erano
  6.200  miliardi che abbiamo ereditato all'epoca del governo Drago
  - se  noi avremo i problemi dei residui passivi che continuano di
  nuovo a lievitare - gli avevamo dato una botta, eravamo scesi a 7
  mila miliardi, sono di nuovo a circa 10 mila miliardi -, se tutto
  questo,  che  sono  i  fondamentali  del  bilancio della Regione,
  continua ad avere questa performance, io voglio capire quale sarà
  il rating  che  verrà  accordato  alla Regione nel momento in cui
  sarà  aggiornato.  E,  se malauguratamente il nostro rating verrà
  abbassato, avremo ripercussioni sul servizio del debito in misura
  oggi incalcolabile, perchè tutto è affidato al mercato.
       Allora  io  vi  prego  di  tirare le somme di tutto questo e
  vedere qual è il risultato finale.  Mi auguro, mi vorrei augurare
  che  queste  analisi  siano  eccessivamente  preoccupate, che non
  corrispondano, perché  sarebbe un bene per i siciliani, purtroppo
  temo, signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
  che siano invece del tutto veritiere e del tutto corrispondenti.

    PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Capodicasa.  Dichiaro aperta la
  discussione generale.

    RAITI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, nonostante mi
  rispecchi quasi fedelmente nell'eccellente intervento esplicativo
  fatto dall'onorevole Presidente Capodicasa, mi corre l'obbligo di
  fare  alcune  riflessioni,  alcune puntualizzazioni sul DPEF oggi
  all'esame   di   quest'Aula.  Cercherò  di  essere  brevissimo  e
  puntualissimo,  nonostante  dall'esame  del  DPEF ci sia molto da
  dire  e  forse  bisognerebbe fare una relazione altrettanto lunga
  come   quella   del   Presidente   Capodicasa   per  spiegare  le
  incongruenze,  le inadempienze, le lacune che ritengo non possono
  essere tollerate.
       Questo DPEF  sembra  quasi un libro dei sogni, ma sono sogni
  come quelli  nati  nella  fase  REM,  cioè  a dire sogni che dopo
  qualche attimo,  passata  quella  fase poi non si ricordano più e
  poi perché anche dal punto di vista scientifico non si sa se quei
  sogni   siano   il  risultato  di  quali  presupposti,  di  quali
  ragionamenti  della  mente umana.  Questo DPEF sembra proprio una
  trasposizione  di  questa  fase REM.  E perché?  Voglio precisare
  innanzitutto  alcune  puntualizzazioni di carattere temporale. Il
  DPEF doveva  essere presentato entro il 31 agosto, invece è stato
  presentato a novembre e siamo oggi a dibatterlo il 12 di febbraio
  del 2002, cioè  a  dire  in  una  fase  in  cui  il  Governo e la
  maggioranza avrebbe  già  dovuto  avere  e  tutti noi avremmo già
  dovuto  avere  gli strumenti finanziari approvati, regolari. Oggi
  dovremmo  essere  qui a ragionare di provvedimenti legislativi di
  assoluta importanza,  per  cui  la Regione ha necessità e tutti i
  nostri   cittadini   hanno   il   diritto   di   avere,  come  la
  semplificazione  della  legge  sugli  appalti,  il  problema  del
  riordino  delle  coste,  i  problemi  che  riguardano la pubblica
  amministrazione, tutta  una serie di cose di cui c'è l'urgenza di
  affrontare, invece  oggi  siamo qui al 12 di febbraio a ragionare
  sul DPEF che avrebbe dovuto essere presentato il 31 agosto.
       Dal momento,  comunque,  in cui questo è stato presentato ad
  oggi, questo ritardo avrebbe indotto l'onorevole Assessore quanto
  meno  a  presentare  una  nota  di aggiornamento sulla situazione
  finanziaria di  questa  Regione  alla  fine del 31 dicembre 2001.
  Perché a  questo momento noi avremmo dovuto avere i dati e questi
  dati   avrebbero   dovuto  essere  allegati  a  questo  documento
  finanziario, in  maniera tale che tutti noi parlamentari, tutti i
  Gruppi  parlamentari  avrebbero  avuto modo di riflettere su dati
  che  dovrebbero  essere acquisiti. Invece noi abbiamo fotografato
  una situazione  che  risale  a cinque mesi fa', l'affrontiamo con
  notevole  ritardo  e  non  abbiamo avuto nemmeno l'accortezza, da
  parte  del  Governo,  di  presentare  un quadro riepilogativo che
  riassumesse  la  situazione al 31 dicembre 2001, nonostante siano
  trascorsi  cinquanta  giorni  dalla  chiusura  di quell'esercizio
  finanziario.
       Ma,   nonostante   questa   lacuna   che   io   ritengo  sia
  assolutamente  indispensabile e non giustificabile, vi sono altre
  lacune. Per esempio, mancano alcuni degli elementi previsti dalla
  legge regionale  numero  10/99.  Lo  so  che  in  questo clima di
  totale libertà da  tutto e da tutti, dove la soglia di legalità e
  di rispetto  delle  norme viene ad essere usata come un ventaglio
  che si  allontana  sempre più dalle posizioni per le quali essa è
  stata emanata,  e  quindi  questo  è un riflesso, credo, anche di
  quello, l'articolo  2, alle lettere c), d), e), prevede tutta una
  serie  di  requisiti  obbligatori  che devono essere presenti nel
  DPEF e che, invece, non lo sono.
       Per  capire  la rilevanza e la notevole importanza che hanno
  questi  elementi,  che dovevano essere obbligatoriamente presenti
  per consentire  a  tutti  noi  di  ragionare,  di riflettere e di
  votare  con  cognizione  di  causa, non  per  partito  preso come
  potrebbe  sembrare,  la  minoranza vota contrario, la maggioranza
  vota favorevole, io credo che tutti noi qui abbiamo la libertà di
  coscienza, la libertà di ragionamento e dovremmo avere il diritto
  di essere posti nelle condizioni di votare secondo coscienza.
       Alcuni  dei  requisiti  previsti dalla legge numero 10/1999,
  che  qui   non  sono  presenti,  sono,  per  esempio,  il  quadro
  tendenziale, sia  di  competenza  che  di  cassa,  che  prende in
  considerazione  il  triennio  2002-2004; in questo DPEF di questo
  quadro   tendenziale  non  vi  è  traccia.  Sempre  nel  triennio
  2002-2004,  ci  dovrebbe essere il quadro tendenziale del settore
  pubblico  regionale  allargato, sempre per il triennio 2002-2004,
  invece di  questo  non  vi  è  alcuna traccia. Non ci sono chiare
  indicazioni sulla  spesa  del settore sanitario e su quella degli
  enti  locali;  sappiamo  tutti  l'importanza di queste voci nella
  spesa regionale.  Noi questi elementi non li abbiamo. Io invito a
  riflettere  tutti  noi,  soprattutto  i  colleghi di maggioranza:
  sulla base di  quali  dati  andrete e andremo a votare un DPEF di
  questa natura e di queste dimensioni e con queste lacune?
       Non si capisce poi a che serve dedicare le due pagine finali
  a spiegare  come  si è costruito questo tendenziale, perché nelle
  pagine 85 e  86, allegato 1), non vi sono le tabelle, cioè a dire
  è una  enunciazione  di  principi  sulla  base  dei  quali non si
  capisce  come  vengono concretizzati in queste spiegazioni. Forse
  nel quadro  di  questa enunciazione di principi totali del DPEF è
  naturale che  fosse  così,  ma,  secondo  le normative che questa
  Regione deve  rispettare,  non  doveva  essere  e non deve essere
  così.
       Nell'ultima   sezione,   poi,   del   DPEF,   dedicata  alle
  prospettive  della finanza pubblica regionale, si svolge un lungo
  discorso  incentrato sulle rivendicazioni che questa Regione deve
  fare nei  confronti  dello  Stato  e  sul piagnisteo di quanto lo
  Stato ci deve dare (si veda, per esempio, il punto 3.2.1.).
       Si riconosce poi che i saldi di bilancio sono migliorati nel
  1998 e  1999  per  effetto delle manovre di leggi finanziarie. Si
  riconosce, inoltre, che i predetti saldi sono peggiorati nel 2000
  e tendono ulteriormente a peggiorare, anche se non si dice di chi
  sono le  responsabilità  e  per  quale  motivo nel 1998-1999 sono
  migliorate e  per quale motivo nel 1999-2000 sono peggiorate. Non
  se ne  accenna  minimamente.  Si riconosce che vi è questo quadro
  tendenziale, ma  anche  qui  la  lacuna è assolutamente forte. Si
  sarebbe  dovuto  dire  che  il  peggioramento nei conti 1999-2000
  scaturisce  dalla  gestione  del  governo Leanza e dell'Assessore
  Nicolosi.
       A  questa  nota,  comunque, vanno fatti alcuni aggiornamenti
  derivanti  dal  giudizio  di parificazione della Corte dei Conti,
  che io  ho  avuto  la  ventura  di  leggere  per  intero,  e che,
  purtroppo, qui  non  vi è fatto alcun riferimento, quando avrebbe
  dovuto essere affrontato, analizzato in maniera totale, completa,
  complessiva, perché  quel giudizio della Corte dei Conti, in ogni
  caso,  traccia delle linee fondamentali, dà dei segnali veramente
  inquietanti  su  come  si  dovrebbe  procedere  per  eliminare il
  dissesto che  è  dietro  le porte di questa Regione, ma di questo
  non se ne  parla.  Si  dice solo, per quanto riguarda i debiti di
  tesoreria,   che  questi  sono  6.256  miliardi,  sempre  facendo
  riferimento al  30  settembre  2001,  a  quando fa riferimento il
  quadro tendenziale della Corte dei Conti, ma sappiamo tutti, e lo
  è stato  detto  poco  fa  anche  dal Presidente della Commissione
  Bilancio, che  al  31  dicembre  2001  i debiti di tesoreria sono
  aumentati da 6.256 miliardi a 8.000 e più miliardi.
       Recentemente,  infatti,  il Governo ha stipulato un mutuo di
  1.000 miliardi con la Cassa Depositi e Prestiti, che alleggerisce
  questa situazione di liquidità.  Ma come potete pensare di andare
  avanti con una tale situazione di totale dissesto, senza indicare
  i modi con i quali pensate di riuscire ad affrontarla?  Una delle
  cause  principali per cui  noi  ci  troviamo  ad  affrontare  una
  situazione così disastrosa di 8 mila miliardi di debiti (se ne fa
  riferimento nella relazione della  Corte  dei  Conti  che, credo,
  l'onorevole Assessore conoscerà  a menadito) è quella riguardante
  la  mancata  riscossione  del  gettito.  Abbiamo  una  situazione
  veramente  disastrosa  che   obbliga   tutti  noi  ad  affrontare
  l'argomento  della  riscossione   dei   tributi  da  parte  della
  Montepaschi-Serit.
       Nella relazione della Corte dei Conti si dice: "Basti in tal
  senso considerare che a fronte dei  ruoli  emessi nel 2000 pari a
  4420  miliari  sono   stati   riscossi   appena   153   miliardi,
  corrispondenti al 3,4 per cento del carico".
       La    Regione     paga     alla     Montepaschi-Serit     un
  contributo-riscossione   di    200    miliardi   l'anno,   mentre
  quest'ultima riscuote 153 miliardi   Come  possiamo far fronte al
  debito pari a 8 mila miliardi  quando  si  ha  una  situazione di
  riscossione d questo genere e di  cui  nel  Dpef  non si fa alcun
  cenno?
       Noi potremmo fare  una  legge, onorevoli colleghi, onorevoli
  Assessori, prevedendo che nella  nostra  regione si sopprimano le
  tasse:  risparmieremmo in tal modo 53 miliardi l'anno perché  non
  daremmo i 200 miliardi  di  contributi  alla  Montepaschi-Serit e
  innesteremmo un circuito  di produttività all'interno del sistema
  regionale. Ma di ciò nel Dpef non se ne tiene per nulla conto
       Eppure  esso  costituisce  uno  dei  problemi  assolutamente
  importanti, se è vero che nel tendenziale di cassa è previsto per
  il  2002 un ricorso al  mercato  pari  a  3926  miliardi.  A  tal
  proposito, al punto 3.4 si  dice che si farà fronte alle esigenze
  di liquidità.  Ma in che modo, onorevole Assessore, faremo fronte
  alle esigenze di liquidità?  Forse faremo in modo che la gestione
  della Montepaschi sia  diversa,  più efficiente, forse cambieremo
  gestore?   O  forse faremo  una  legge  come  quella  cui  facevo
  riferimento prima? Quale saranno  i  metodi  e  le misure atte ad
  eliminare questa crisi di  liquidità  della  Regione?  Ma  di ciò
  nulla dice il Dpef.
       La  manovra  collettiva  poi  si  basa  su alcuni interventi
  contabili,  sulla abolizione  delle  riserve,  per  esempio,  che
  durano lo spazio di un mattino   Va  ricordato che le riserve non
  hanno operato già a partire da metà del 2000. Su maggiore entrate
  e minori spese non  chiaramente identificate nella tabella 3.2 si
  indicano 1250 miliardi di  maggiori  entrate  per  definizione di
  rapporti finanziari con lo  Stato  e  minori  spese  del bilancio
  regionale, ma non si  specifica quali saranno le maggiori entrate
  dello Stato e quali saranno  le  minori  spese che questa Regione
  assumerà. Sono solo enunciazioni  di  principio  che  lasciano il
  tempo che trovano e che credo non possano avere la legittimità di
  essere considerate all'interno di un Dpef davvero serio.
       Sempre al punto  3.4  vengono  individuati  altri obiettivi,
  come il "consolidamento del debito finanziario", ma poi non viene
  detto nulla in merito al  da  farsi.  Si  ricordino oltretutto le
  avventure  di  ristrutturazione  del  debito  che  aveva  tentato
  Nicolosi e che non sono  riuscite.  Quello  era  un  tentativo di
  consolidamento finanziario. Ma qui  non si è specificato.  E meno
  male che non sono riuscite  Ma  qui  non si è specificato nemmeno
  quello.
       Come si vuole fare questo consolidamento finanziario?
       Poi si parla di "riduzione  dei  debiti  di  tesoreria e dei
  residui passivi". Ma per questo  è  necessario  attivare - e Lei,
  onorevole Assessore, lo sa  -  la  spesa  e  soprattutto  pagare;
  perché   per ridurre questi  debiti  bisogna  pagare.
       Ma se la manovra  correttiva  riesce ad intervenire solo sul
  cash-flow necessario per i  pagamenti  ordinari,  con quali soldi
  pensiamo di aggredire questi debiti di tesoreria a questi residui
  passivi? Dovremmo saperlo.  Ma di questo nessuna traccia
       Nel  2000 l'Assessore Nicolosi  ha  fatto  mutui  per  2.397
  miliardi  ma,  ciò nonostante,  e  i  debiti  di  tesoreria  sono
  aumentati.
       E così è stato nel 2001.
       La situazione è drammatica  ma  non  si sa come affrontarla.
  Si  enuncia  il principio  che  si  affronterà  ma  nessuna  cosa
  concreta, efficace, viene  indicata.
       Viene elencata poi una serie infinita di punti di programma,
  per l'attuazione dei quali non basta  un  anno ma ci vorrebbe una
  legislatura,  che  pure   si   pretende   producano  effetti  già
  quest'anno, sostenendo che  saranno  collegati  alla finanziaria.
       Però, noi siamo al 18 febbraio e ancora affrontiamo il Dpef,
  siamo in esercizio  provvisorio, non sappiamo quando affronteremo
  la finanziaria e quando  l'approveremo  - sappiamo solo che nelle
  Commissioni molto spesso, per esempio nella IV della quale faccio
  parte, per molte sedute si  è  andato  avanti  perché  il  numero
  legale lo ha garantito la  minoranza  ed  anzi la minoranza molte
  volte è stata maggioranza all'interno della Commissione - e mi si
  viene a dire adesso che  saranno  affrontati problemi in un breve
  arco di tempo.
       Io  ritengo, invece, con i  tempi  che  corrono  e  con  una
  maggioranza così latitante, che noi affronteremo ben poca cosa e,
  quindi, questi risultati  che  dovrebbero  prodursi certamente si
  produrranno nell'arco di 3-4 anni  almeno. Ma di tutto questo non
  se ne tiene conto; si dice  solo  che  sarà realizzato, ma non si
  dice né come, né quando, né  perché.
       Il Dpef riprende poi  la  litania nei confronti dello Stato,
  il solito rivendicazionismo, come  dicevo  prima,  e si ripropone
  addirittura la questione del  decreto  Goria, quando sappiamo che
  questa  questione  è  già  stata  definitivamente  risolta  dalla
  relazione Brancasi;  che, però,  in questo caso, noi accettiamo e
  citiamo solo perché  facciamo  riferimento  al fatto che potremmo
  avere dei soldi in cassa  per  colmare  il  deficit  lacunoso. Ma
  sappiamo già che questo  problema  è assolutamente risolto perché
  la  relazione  Brancasi  ha   messo  un  punto  definitivo  sulla
  questione che oggi nessuno è in grado di riaprire.
       Si parla poi  di  nuove  norme di attuazione, ma non si dice
  quali sono.  Quali  norme  si  intendono  indicare  come norme di
  attuazione?
       Al punto 3.5  vi è  la  sagra  delle buone intenzioni; buone
  intenzioni  che  sono  state   smentite   già   nei  fatti  dagli
  atteggiamenti del Governo e  di questa maggioranza.  Per esempio,
  al punto A) del Dpef si  dice  che  "vi  sarà il mantenimento del
  blocco delle assunzioni e dei  concorsi  fino  a  quando non sarà
  definita sulla base dei carichi  di  lavoro la pianta organica di
  tutta  l'Amministrazione  regionale  e  la  finalizzazione  della
  politica, del personale,  del  controllo  della spesa, attraverso
  gli incentivi di risparmio  e  relativi  oneri".  Sogni  rispetto
  all'attività che è stata fatta  nel  corso  di  questi  mesi  dal
  Governo regionale
       Al punto b) si dice poi che l'estensione di tale blocco sarà
  fatta anche agli Enti regionali  e  viene  detto, inoltre, che ci
  saranno processi di mobilità  del  personale  regionale agli enti
  regionali.  Ma ad oggi di tutto  ciò  cosa  è  stato fatto?  Sono
  trascorsi otto mesi: nessuna cosa, solo sogni
       Al  punto  e)  si  dice   "Vi  sarà  il  contenimento  e  di
  conseguenza la nuova  quantificazione  dei trasferimenti correnti
  agli  Enti  regionali  entro   i  limiti  che  non  compromettano
  l'equilibrio  finanziario della  Regione".  Sappiamo  che  questo
  assolutamente  non  è  avvenuto.
       Al punto f) si dice "La riduzione dei contributi a qualsiasi
  titolo erogati dalla Regione  in  favore  di  Enti,  organismi ed
  associazioni varie".  Di  questo  ne  abbiamo  una  dimostrazione
  concreta  per  quello che  è  stato  fatto  nelle  variazioni  di
  bilancio, con le quali  sono  stati  erogati contributi ad organi
  vari,  ad  esempio  sono   stati   erogati   contributi   per  la
  sistemazione del giardino di  Palazzo  d'Orleans ad una ditta che
  non aveva nemmeno i requisiti e  che  lo detiene e lo gestisce in
  maniera  illegittima.
       Sono  questi i dati  essenziali  che  scaturiscono dal Dpef,
  cioè  un  programma   su   cose  assolutamente  inesistenti,  una
  riflessione ed un impegno su cose  e  su  metodi  che  già questo
  Governo ha dimostrato nel corso di questi mesi di non rispettare.
  Ed inoltre una assoluta  carenza  ed  illegittimità nei confronti
  del  rispetto  degli  impegni   di   legge  che  dovevano  essere
  rispettati  nel  momento in  cui  il  Dpef  è  stato  presentato.
       Certamente queste lacune  dovrebbero  far  riflettere  tutti
  noi, l'Assemblea e  soprattutto  i  colleghi  della  maggioranza,
  prima di esprimere un voto su  un  Dpef  che  presenta  lacune di
  questa  enormità  che  non  potrebbero  dare  alcuna  indicazione
  positiva in tal senso.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, cercherò di essere  breve,  anche  se stimolanti sono
  state alcune osservazioni e  sicuramente  sarebbe stato più utile
  contribuire ad un dibattito ampio;  ma  mi  rendo conto che l'ora
  tarda e soprattutto la necessità  di portare a compimento il Dpef
  anche temporalmente in  quest'Aula  risulta  prioritario rispetto
  alla possibilità di poter dare contributi allo stesso.
       Io partirei  esattamente  da  dove  è  partita  la relazione
  dell'onorevole Croce,  relazione  che io giudico brillante, circa
  questa nuova  stagione programmatica e politica. Una stagione che
  certamente ha dei  grossi  problemi, che comporta una eredità non
  indifferente, eredità che  in  fondo  è  stata anche sottolineata
  dalle parole dell'onorevole  Capodicasa, perché di fatto tutte le
  osservazioni  che sono  state  previste,  o  meglio,  sono  state
  individuate dall'ex Presidente  della Regione di fatto confermano
  che al di là di  tutte  quelle  che  sono  le  buone  volontà del
  Governo stesso ci si  scontra  rispetto  ad un fatto strutturale,
  oggettivo e che è purtroppo sotto  gli occhi di tutti e su cui si
  è scontrato lo stesso  presidente  Capodicasa.  Tant'è  - lo dico
  solo per fatto statistico  non  per  evidenziare  passaggi  di un
  passato abbastanza prossimo - la riforma delle entrate che poi ha
  comportato il ciclo delle  entrate  tributarie  è datato 1999. Di
  fatto il suo Governo, per  intero,  ha subìto quella riforma e di
  fatto noi abbiamo oggi 4450 miliardi di residui attivi.
       Non voglio dire che questo  Governo  è capace o meno capace,
  però certamente ...

     CAPODICASA. E' la legge nazionale, non potevamo disattenderla

     PAGANO. Onorevole  Capodicasa,  io  ho  ascoltato in religioso
  silenzio tutto ciò che di  positivo c'era e soprattutto (apro una
  parentesi e la chiudo subito)  non  voglio  fare  alcun   tipo di
  polemica.  Tanto è vero  che - ribadisco  il  concetto - i  fatti
  strutturali di questa Regione sono  oggettivi  e di fatto ci sono
  passati tutti coloro che fino ad  oggi si sono cimentati in opere
  di Governo. Infatti, la riforma nazionale delle tributarie risale
  al 1999 ed un governo, fra  quelli  che  da  quel momento si sono
  susseguiti c'è stato anche il  suo,  quel  governo  ha  subito un
  fatto strutturale di questa Regione,  cioè di non essere in grado
  di incassare le risorse tributarie.  E' un dato di fatto, non sto
  dicendo che ci sono responsabilità.
       Per cui, se 4450 miliardi  oggi non si riescono ad incassare
  si comprenderà che non c'è una oggettiva responsabilità di questo
  Governo  -  qui  volevo  arrivare    -   ma  che  ciò  deriva  da
  incrostazioni, da stratificazioni  che  certamente  devono essere
  superate e su cui stiamo lavorando.
       Stiamo lavorando come?  Cito  qualche  dato, visto che debbo
  mantenere la relazione nei  cinque minuti, cercando di essere 'il
  più statistico possibile' e  il  meno prolisso nella formulazione
  delle tesi.
       Noi  abbiamo   avuto   una  eredità  in  risorse  tributarie
  incassate dal ruolo pari  a  153  miliardi nell'anno 2000. L'anno
  2001 si è chiuso, per la  stessa  voce,  con  un incasso da parte
  della Regione da ruoli  per  un  cifra compresa (stiamo definendo
  tutte le somme) tra 200 e 210 miliardi.
       Quindi il fatto  stesso  che ci siamo cimentati, che è stata
  data una impostazione seria, rigorosa  -  forse si è cominciato a
  curare anche in maniera  adeguata  questa  specifica  voce  -  ha
  creato le condizioni  (tengo  a  precisare che agosto e settembre
  di fatto non siamo potuti  intervenire,  quindi in soli tre mesi)
  per cui c'è stato un aumento  del  35  per  cento  sulle entrate.
  Certo, poca cosa rispetto ai  130  miliardi  che  costa il nostro
  concessionario e certo poca cosa  rispetto a quello che secondo i
  nostri  uffici è  possibile  incassare,  cioè  circa  1.500-2.000
  miliardi l'anno. Però, abbiamo  già dimostrato che la tendenza si
  è invertita: abbiamo già dimostrato che siamo nelle condizioni di
  potere  intervenire  in maniera  efficace  su  uno  dei  problemi
  strutturali di questa regione  che,  ripeto, ha comportato grossi
  problemi a tutti gli ultimi  governi.
       Ci misuriamo anche su  un  fattore  complessivo:  la  nostra
  regione sta vivendo una  stagione  nuova.  Ebbene, ufficializzo i
  dati che sono stati emanati dagli organi competenti: abbiamo   in
  questo momento,  per il  terzo trimestre consecutivo,  un aumento
  dell'export.  E' un fatto  che  ci  inorgoglisce,  che  ci  rende
  contenti.  Non so fino a  che  punto  queste  manovre derivino da
  quelle che sono state le iniziative del Governo nazionale, perché
  questi dati purtroppo non li sappiamo misurare ad oggi in maniera
  assoluta da un punto di  vista econometrico, però certamente è un
  dato di fatto che da  tre trimestri consecutivi questa regione ha
  i più alti tassi di crescita  nell'export.
       Mi si dirà che  un punto percentuale della Regione Lombardia
  vale 1.000 miliardi, un  punto  percentuale della Regione Sicilia
  ne vale 166, per cui è  chiaro  che  il  nostro  differenziale di
  crescita per raggiungere quei livelli e per superarli deve essere
  di gran lunga superiore.  Ma, è  un  dato  di  fatto  che  questa
  regione, anche da un  punto di vista macroeconomico, ha invertito
  la tendenza. Certamente, è l'aumento del PIL quello su cui noi ci
  vogliamo misurare. In questi  mesi  è  passato  un  messaggio  in
  riferimento al quale anche  l'Aula  è stata fortemente positiva e
  quindi ha coadiuvato l'azione di  governo.  Il  messaggio è che è
  finita  un'epoca, che dobbiamo  cambiare  le  cose,  che  bisogna
  impostare tutto con rigore.  Ormai  questa  è una voce diffusa, a
  tutti  i livelli: non c'è  siciliano  che  non  parli  in  questi
  termini. E' un dato di fatto  che la grande scommessa si muove su
  due direttrici: la prima è  quella  di  tagliare  tutte  le spese
  inutili di questa regione assolutamente comprimibili che ha avuto
  nel corso di questi decenni,  l'altra  è  quella  di aumentare il
  prodotto interno lordo.
       Lei, onorevole Capodicasa, diceva  poc'anzi  -  e  cito solo
  perché in questo momento l'onorevole Cascio  è  qui - che ci sono
  state delle iniziative da parte del Governo tese a non migliorare
  la quantità dei  posti  letto  in  materia turistico-alberghiera.
       Premesso che l'azione di  governo si misura in cinque anni(e
  lei lo sa meglio di me, e,  quindi,  da questo punto di vista non
  mi lancio in una  difesa d'ufficio) dobbiamo fare presente quello
  che dicono le statistiche ufficiali e cioè che i nostri alberghi,
  mediamente, non sono di qualità e  noi  vogliamo tendere non a un
  turismo "di massa" ma ad un turismo "di qualità".
       Quindi è chiaro che le  manovre  della  448,  del  POR,  ben
  orientate  devono  essere,  intanto,  per  migliorare  la  nostra
  offerta qualitativa.  Perché  se  il  nostro turista è quello che
  deve venire a stare qui con 50/60 mila lire al giorno, io lo dico
  senza ombra di dubbio,  questo Governo è contrario.  Noi vogliamo
  un turismo d'élite che venga  a  spendere  500/600  mila  lire al
  giorno soltanto per il  soggiorno  alberghiero.
       E'  chiaro  che su  queste  basi  noi  misuriamo  la  nostra
  capacità  di essere  credibili  sul  mercato  internazionale  del
  turismo.
       Noi abbiamo la terra con le più alte risorse paesaggistiche,
  naturalistiche, culturali, ambientali che  il mondo ci invidia ed
  è  chiaro  che  non   possiamo   mettere  a  disposizione  questo
  patrimonio culturale alla mercè  di  chiunque.  Non  possiamo più
  immaginare una Taormina fatta  di  "pub", ma dobbiamo immaginare,
  come per un certo periodo  storico  abbiamo  vissuto e visto, una
  Sicilia che dia una  offerta  turistica adeguata.
       Facendo questa velocissima  panoramica, non posso non citare
  i dati che vengono  da  quella  parte di relazione dell'onorevole
  Capodicasa sulla "Sanità".
       E'  un  dato  concreto,  reale,  sappiamo  soltanto  che  il
  Governo Provenzano portò quel  settore  specifico della sanità al
  sostanziale pareggio; e poi  Drago  fu in linea.
       Purtroppo, anno dopo anno, la spesa è cresciuta perché  sono
  successi dei fatti che sono noti  e  cioè  che  gli  impegni sono
  stati di anno in anno superiori  rispetto  a quelli che erano gli
  stanziamenti  e  l'Assessorato  ha,  di  fatto,  avallato  queste
  scelte.
       Ma perché  venivano  fatte  quelle  scelte?  Venivano  fatte
  perché  la politica nazionale  di  quegli  anni, di quei governi,
  ha fatto aumentare le spese  per  quanto  riguarda  i compensi al
  settore  medico  e  soprattutto   perché   quei  governi,  ed  in
  particolare il Governo Amato,  hanno  fatto  scelte demagogiche e
  finalizzate soprattutto alla eliminazione  del ticket.
       Io ora mi rendo conto  che  la  spesa  farmaceutica  non può
  essere fermata soltanto con questo.  Siamo tutti d'accordo.  però
  è impensabile non confermare, non avere l'onestà intellettuale di
  dire che certamente quella manovra ci ha fatto sforare in un solo
  anno di 900 miliardi.
       Allora delle due l'una:  o interveniamo in maniera drastica,
  seria, vera e quindi  automaticamente  anche in maniera rigorosa,
  come  tante volte è  stato  richiesto  anche  dalla  opposizione,
  oppure vuol dire che il rigore  lo si richiede soltanto quando si
  ha voglia di fare demagogia e non invece per correggere manovre o
  situazioni economiche che in  generale  sono  stratificate  da un
  passato che certamente abbiamo voglia di dimenticare.
       Io  colgo  l'occasione   per   invitare   questo  autorevole
  Parlamento e le commissioni  competenti  a  misurare  la prossima
  manovra finanziaria che  evidentemente  sarà giocata nei prossimi
  giorni in seconda commissione  attraverso  una  capacità di saper
  vagliare gli articoli su  queste  due  grandi  direttrici  su cui
  tutti ci siamo trovati d'accordo, maggioranza e opposizione. Cioè
  capacità  di  fare  aumentare   il   prodotto   interno  lordo  e
  razionalizzazione   della   spesa.
       Se l'opposizione dovesse  confermare  questa  linea  sarò il
  primo, e penso che da questo  punto  di vista non devo dimostrare
  nulla dopo cinque anni, a dare pubblico riconoscimento di questo.
  Se invece ci saranno  manovre  finalizzate  a bloccare attraverso
  procedure  d'Aula  iniziative   che  invece  possono  sicuramente
  migliorare il sistema, nel caso specifico il sistema sanitario, è
  chiaro che dovrò prendere  atto  che evidentemente si fa soltanto
  una polemica fine a se stessa  e  non  si  vuole  invece un reale
  cambiamento.
       Mi  riferisco a tutte  quelle  norme  che  fanno  parte  del
  pacchetto che sono state  inserite nei collegati e che certamente
  devono  essere   prelevate   perchè  sono  assolutamente  manovre
  indispensabili  per razionalizzare  il  sistema  produttivo;  nel
  caso specifico il sistema sanitario di questa Regione.
       Abbiamo la necessità di dire due cose essenziali, non solo a
  questo autorevole Parlamento ma  a tutta la regione.  Questo DPEF
  è un autentico miracolo  in  termini  di  tempistica. Siamo stati
  accusati  di  averlo   presentato  fuori  tempo  massimo;  questo
  Parlamento sa che è stato presentato il 30 novembre: quattro mesi
  dal  giorno  in  cui   ci  siamo  insediati,  estate  compresa  e
  nonostante i fatti sconvolgenti dell'11 settembre che da un certo
  momento in poi ci hanno  costretto  a  chiudere  tutto quello che
  avevamo fatto e a rifarlo ex novo.
       Nonostante questo le nostre previsioni sono state improntate
  alla  massima  serenità  e  senza  azzardi.  Rifiuto  in  maniera
  categorica quello che è stato  detto  poc'anzi e cioè che abbiamo
  giocato quasi come se  fossimo  dei giocherelloni, come se queste
  cose che sono scritte qui  non troveranno un riscontro concreto e
  serio nei prossimi mesi.
       Noi abbiamo detto che  la  Sicilia  viaggerà  con  tasso  di
  crescita del prodotto interno lordo  tra  1,9 per cento e 3,9 per
  cento al netto della  inflazione, esattamente molto ma molto meno
  di quello che lo stesso  Tremonti  aveva immaginato. Quindi, è la
  conferma, se  queste  sono   le   critiche   che  giungono  dalla
  opposizione, che  siamo stati  molto  più  prudenti  del  Governo
  nazionale, il quale, tengo  a precisarlo, orienta la crescita del
  Mezzogiorno tra il 3,2 e il  4,3 per cento nel prossimo triennio.
  Allora vuol dire che abbiamo lavorato bene...

     CAPODICASA.  Il valore è di 5,6.

     PAGANO, Assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Il  5,6 al
  lordo  dell'inflazione.   Legga   bene,   onorevole   Capodicasa.
       Questo documento è stato impostato  ex  novo a seguito di un
  programma di governo e certamente rispecchia quanto preannunciato
  prima delle elezioni.
       Allora è chiaro che quello che  è  stato  detto qui e che si
  sta dicendo, troverà una  conferma,  non  sono eredità di governi
  precedenti su cui evidentemente  si  lavorava e si rimasterizzava
  per cercare di completarlo e  tanto per dire per presentarlo. Qui
  invece c'è un autentico  documento  che  traduce  un programma di
  governo.
       Allora, e con ciò concludo,  noi ci misureremo con i numeri:
  noi   abbiamo   indicato   delle   cifre,   abbiamo   individuato
  specificità; è chiaro che su queste  basi nei prossimi mesi e nei
  prossimi anni ci confronteremo.
       Abbiamo detto che il totale della manovra alla fine si dovrà
  chiudere, quindi il ricorso  al  mercato  per 3.926 miliardi alla
  fine di quest'anno e  per  3.260 miliardi, ovviamente in negativo
  purtroppo, l'anno prossimo.
       Noi, su  questi  numeri  ci  misureremo. Se alla fine del 31
  dicembre  noi  saremo  stati   in  grado  di  raggiungere  questo
  risultato  o addirittura di  migliorarlo  vuol  dire  che  allora
  questo non è stato un libro dei sogni, vuol dire che questo non è
  stato un documento scritto tanto per  farlo, ma è stato frutto di
  una elaborazione seria, di  una  elaborazione scientifica, di una
  elaborazione che certamente deve  essere  la  traccia e la misura
  per i prossimi anni  da  un  punto di vista economico-finanziario
  non solo di questo Governo ma anche di questa Regione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  stati  presentati  i seguenti
  ordini  del  giorno:
       N.   24  "Approvazione   del   documento  di  programmazione
  economico-finanziaria   2002-2004",   degli   onorevoli  Cintola,
  Fleres, Croce, Formica e D'Antoni;
       N.  27 "Non  approvazione  del  documento  di programmazione
  economico-finanziaria  2002-2004",  degli  onorevoli  Giannopolo,
  Liotta e Raiti.
       Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     ESAMINATO  il documento di programmazione economico-finanziaria per
     gli anni 2002-2004 presentato dalla Giunta regionale,


   Presidenza del presidente Lo Porto


                                  LO APPROVA

     CONSIDERATO   il  rilievo  che  ai  fini  del  perseguimento  degli
     obiettivi  di  riequilibrio finanziario contenuti nel DPEF assumono
     la  adozione  di  riforme organiche di importanti settori di spesa,
     oltre   che  l'accelerazione  del  processo  di  dismissione  delle
     partecipazioni regionali, così come indicato nello stesso DPEF;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a presentare entro 60 giorni i disegni di legge di riforma della
     formazione  professionale  e  la  normativa  sui  trasporti e sulla
     forestazione;

     -  a  riferire  entro 30 giorni sullo stato delle dismissioni delle
     partecipazioni  degli  enti  regionali  e  delle  trasformazioni in
     S.p.A. di istituti ed aziende regionali. (24)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     VISTO   il   Documento   di   programmazione  economico-finanziaria
     approvato dalla Giunta regionale;

     SENTITE le relazioni sul DPEF e l'intervento del Governo;

     PRESO atto che il Documento di programmazione economico-finanziaria
     risulta  non   essere   conforme   a  quanto  previsto  e  disposto
     dall'articolo 2 della legge regionale n. 10 del 1999;

     CONSIDERATO che il DPEF non affronta gli obiettivi fondamentali del
     risanamento finanziario e dello sviluppo,

                               NON APPROVA

     il  Documento  di programmazione economico-finanziaria per gli anni
     2002-2004. (27)
       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 24.

     TURANO, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.   Presidente,  colleghi,  intervengo  sull'ordine  del
  giorno presentato dai  capigruppo di maggioranza per esprimere il
  mio voto favorevole.
       E' una relazione quella  del  Governo che ho sentito, che ho
  ascoltato, che condivido,  che  sono certo verosimilmente porterà
  ai risultati sperati.  Però  mi  permetto fare rilevare che sulla
  II parte dell'ordine del  giorno,  laddove  si impegna il Governo
  della  Regione a riferire  entro  30  giorni  sullo  stato  delle
  dismissioni delle partecipazioni  degli  Enti  regionali  e delle
  trasformazioni in SPA  degli  istituti  di  aziende regionali, ho
  qualche  perplessità per  il  metodo  che  viene  utilizzato  per
  impegnare il Governo su un punto.

     CAPODICASA. Allora voti contro

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  lei  si  è  messo  in una
  posizione strategica che permette interruzioni molto puntuali.

        TURANO.  Io la prego di non interpretare le mie intenzioni,
  quelle ci penso da  solo  ad esplicitarle. Però sul secondo punto
  vorrei fare qualche piccolo  rilievo.
       Se il secondo  punto  significa  fare  chiarezza sullo stato
  delle   dismissioni,   io   sono   perfettamente   d'accordo   ma
  bisognerebbe indicare le metodologie  e i percorsi da seguire per
  raggiungere questo tipo di obiettivo.
       Siamo  in  un  momento di tensione sociale elevatissimo.  Io
  che  faccio  il pendolare ogni mattina non riesco ad attraversare
  la  città  serenamente,  a  trovare un percorso che mi porti qui,
  nella   mia  sede  di  lavoro.  Ci sono  scioperi  e  scioperanti
  dappertutto; e  quello che ieri mi è sembrato veramente esagerato
  non  nella  forma  -  ho  rispettato  infatti  il  loro  modo  di
  protestare  peraltro dignitosissimo - ma per la sostanza, è stato
  lo sciopero organizzato dei lavoratori della Fincantieri.
       Allora:  o sulle partecipazioni questo Governo cambia pagina
  e con un  atto  di  coerenza  e  di  coraggio  pone  fine a certe
  vergognose,  scandalose  gestioni  e a certi sperperi, oppure sul
  punto  mi fa piacere dissentire e manifestare le difficoltà.
       Gli  scioperanti  della  Fincantieri - ho letto poc'anzi una
  interrogazione   dell'onorevole   Cracolici  -  vengono   qua   a
  scioperare  e  a  creare  quel  clima  di disagio  sociale  nella
  legittima forma di manifestazione (che io, al loro posto, farei e
  condivido  peraltro)  perchè  non  sono  state  rispettate alcune
  obbligazioni da parte della Fincantieri.
       E quest'Aula, forse mai con l'attenzione di questa sera, può
  capire  come  si  è arrivati alla gestione della Fincantieri.  Se
  lei,  signor   Presidente,  mi  concede  qualche  secondo  io  ho
  intenzione  di  dirlo  perchè  l'ho  già  espresso al commissario
  liquidatore in Commissione 'Attività produttive'.
       In sintesi mi sono permesso di prendere qualche  appunto: la
  Fincantieri era proprietaria di due bacini galleggianti di 7 mila
  e 9 mila tonnellate circa, il cui valore certificato nel bilancio
  - io vorrei che anche i capigruppo di maggioranza  mi  seguissero
  con attenzione sul punto - era per il bacino più grosso pari a 17
  miliardi,   almeno   questo   certificava   il   bilancio   della
  Fincantieri,  e per il bacino più piccolo pari ad un  miliardo  e
  300  milioni.  La  Fincantieri  costituì  una società , la Bacini
  Palermo,  che  è  una società cartolare, gestita al 100 per cento
  dalla  Fincantieri,  affinchè  facesse  con  l'ESPI  una  società
  chiamata   "Bacini   di   carenaggio".  La  Regione  siciliana  -
  Presidente,  io  capisco, ma il punto merita...  se noi inseriamo
  nell'approvazione del documento ...

     PRESIDENTE.   No, perchè, nel merito  l'ordine del  giorno  di
  approvazione del DPEF concerne tutt'altra materia.

     TURANO.   Signor  Presidente,  il  secondo  punto   parla   di
  questo.  Io posso sospendere l'intervento, approvare l'ordine del
  giorno  e,  se  lei  mi  dà  la  parola  ai  sensi  del  comma  2
  dell'articolo  83  del  Regolamento  interno,  continuare  questo
  ragionamento, pregando la Presidenza di seguire con attenzione.

     PRESIDENTE.  Prego, onorevole Turano, concluda.

     TURANO.  Allora,  concludo  il  mio  intervento.  L'ESPI  e la
  Bacini Palermo  formarono la  società "Bacini di carenaggio".  La
  Regione  siciliana  fece  una  legge dove appostò, in  una  delle
  finanziarie,  52  miliardi.   A  tal riguardo, spero  che  questa
  finanziaria  non  abbia  il  sapore  di  alcune  altre precedenti
  finanziarie che sono criticabili.
       A  questo  punto  diede  52  miliardi alla  Fincantieri  per
  acquistare  i  due bacini galleggianti, previa  ristrutturazione,
  anzi  riclassificazione.   Il  bacino, valutato  17  miliardi, la
  Regione  lo ha acquistato per 35 miliardi perchè  la  Fincantieri
  spese  più del doppio per la ristrutturazione; invece  il  bacino
  valutato 1 miliardo e 300 milioni la Regione lo acquistò  per  18
  miliardi...

     GIANNOPOLO.  E' oltre il tempo

     TURANO.  No,  onorevole  Giannopolo.  Sono soltanto 30 secondi
  oltre  il  tempo  concesso.   Lei,  secondo  me,  dovrebbe  avere
  interesse  a  seguire  con attenzione.
       In  buona  sostanza, i 52 miliardi della  Regione  siciliana
  sono serviti alla Fincantieri che ha venduto due pezzi  di  ferro
  vecchio alla Regione siciliana.
       L'unica  obbligazione che aveva preso era quella di assumere
  cento  operai,  che  non sono stati presi, ragione per la cui gli
  stessi operai della Fincantieri allo stato protestano.
       Io mi domando quale sia la volontà di questo  Governo  sulle
  dismissioni.  Ho  bisogno di capire se il commissario liquidatore
  sta   operando   in   un   certo  modo,  atteso  che  queste  mie
  dichiarazioni sono state dallo stesso attenzionate in Commissione
  'Attività produttive'.
       Se  le  dismissioni,  che sono una cosa seria su cui vi sono
  parecchie   somme   accantonate  nei  fondi  a  disposizione  del
  commissario,  debbono  essere  trattate  en  passant  io non sono
  assolutamente   disponibile,   pur  approvando  il  Documento  di
  programmazione economica e finanziaria.
       Vorrei capire come, in quale sede, con quali strumenti e con
  quali  poteri,  la  Presidenza  dell'Assemblea  ed   il   Governo
  ritengano  di entrare nel merito e di capire come le dismissioni,
  che  sono  state  una  vergogna e che comunque vada abbiamo fatto
  bene a dismettere quella realtà ......

     PRESIDENTE.   Onorevole  Turano   mi  dispiace, lei  ha  quasi
  raddoppiato i tempi del  suo  intervento.  Tenga  presente che ci
  sono delle regola da rispettare.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 24
  "Approvazione      del      Documento      di      programmazione
  economico-finanziaria   2002-2004",   degli   onorevoli  Cintola,
  Fleres, Croce, Formica e D'Antoni.

            RICHIESTA DI VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE

     PRESIDENTE.    Gli   onorevoli  Capodicasa,   De   Benedictis,
    Giannopolo,  Miccichè,  Orlando, Raiti e Zago chiedono  che  la
    votazione avvenga per scrutinio nominale.
       Essendo  la richiesta appoggiata a termini  di  Regolamento,
  indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno
  numero  24.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

               Presenti e votanti 37

               L'Assemblea non è in numero legale.

    (Gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe e Cintola chiedono che
    venga inserito a verbale il loro voto favorevole).

     PRESIDENTE.   Sospendo  la  seduta, avvertendo che  la  stessa
  riprenderà tra un'ora.

    (La seduta sospesa alle ore 21.10, è ripresa alle ore 22.46)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               CONGEDI

    PRESIDENTE. Comunico  che  è pervenuta richiesta di congedo per
  la seduta  odierna  da parte degli onorevoli Castiglione, Catania
  Franco, D'Aquino, Maurici, Misuraca e Scoma.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                VOTAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
  per scrutinio nominale.

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,   anche   dagli   onorevoli   Zago,  De  Benedictis,
  Panarello, Capodicasa, Liotta e Micciché, indìco la votazione per
  scrutinio nominale dell'ordine del giorno numero 24.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

        PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

               Presenti 29

       L'Assemblea non è in numero legale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
  13 febbraio  2002,  alle  ore  10.30,  con il seguente ordine del
  giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA,  AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

          N.  74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
          comune  di  Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e
          di  Vena,  degli  onorevoli  Fleres  Salvatore;  Mercadante
          Giovanni;   Confalone   Giancarlo;  Leanza  Edoardo;  Croce
          Antonino;

          N.  75  -  Interventi  in  favore dell'agrumicoltura, degli
          onorevoli  Fleres  Salvatore;  Croce  Antonino;  Mercadante
          Giovanni;  Confalone Giancarlo;

          N.  76  -  Interventi  in favore della zootecnia siciliana,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Leontini    Innocenzo;    Beninati   Antonino;   Mercadante
          Giovanni;

          N.  77  -  Interventi  in favore dei siciliani d'Argentina,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni;  Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola;

          N. 78 -  Interventi  in merito alla posizione previdenziale
          dei  dipendenti  delle  camere  di commercio della Sicilia,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni;  Croce Antonino;

          N. 79 -  Opportune  iniziative allo scopo di introdurre una
          tassa su tutte le transazioni finanziarie, degli  onorevoli
          Forgione  Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
          Giovanni;

          N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120, degli onorevo-
          li  Raiti Salvatore;  Ferro Giovanni;  Morinello Salvatore;
          Spampinato Giuseppe;

          N.  81  -  Tutela  del personale ATA, degli onorevoli Raiti
          Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello Salvatore;  Spampi-
          nato Giuseppe;

          N.  82  -  Interventi  in materia di precariato in Sicilia,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni;  Scoma Francesco;

          N. 83  -  Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
          legislative regionali  alla Commissione parlamentare per le
          questioni  regionali,  degli  onorevoli  Fleres  Salvatore;
          Catania Giuseppe;  Croce Antonino;  Beninati Antonino;

          N. 84 -  Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
          stabilimento Italtel di Carini (PA), degli onorevoli
          Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
          Capodicasa   Angelo;  Panarello  Filippo;Oddo  Camillo;  De
          Benedictis    Roberto;    Crisafulli   Vladimiro;   Villari
          Giovanni; Zago Salvatore.

    III - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA   "BILANCIO E FINANZE".

     IV - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA   "ENTI LOCALI".

      V - VOTAZIONE   FINALE   DEL    DOCUMENTO   DI   PROGRAMMAZIONE
          ECONOMICA E FINANZIARIA 2002-2004

     VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004, e relativa nota di variazioni" ( 297-299).

       2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
          ( 298).

    La seduta è tolta alle ore 22.50

    Licenziato dal  Servizio  Resoconti alle ore 00.20 di mercoledì
    13 febbraio 2002.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    La seduta è aperta alle ore 18.00.

     PAFFUMI, segretario, dà  lettura  del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

                               MISSIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che,  per  ragioni del loro ufficio, gli
  onorevoli Moschetto e Speziale   sono  in  missione  dal  5 al 13
  febbraio 2002.

           COMUNICAZIONE DI SENTENZA DELLA  CORTE D'APPELLO

     PRESIDENTE. Comunico che  in data 5 febbraio 2002 è pervenuta,
  trasmessa dalla  Cancelleria  della  Corte  d'Appello di Palermo,
  copia della sentenza  n.  40/42  della Corte d'Appello medesima -
  sez. I  civile -  depositata  il 30 gennaio 2002.  Il dispositivo
  della sentenza così recita:  "La Corte, uditi i procuratori delle
  parti costituite;  in  riforma  della  sentenza  del Tribunale di
  Palermo del 19-25  ottobre  2001,  appellata  da Gaspare Vitrano,
  rigetta il ricorso proposto da Giuseppe Faraone in data 31 luglio
  2001" (Omissis).
       Ricordo  che   l'onorevole   Vitrano   ha  già  prestato  il
  giuramento prescritto  dall'articolo 5 dello Statuto regionale n.
  1 del 25 luglio 2001.
       L'Assemblea ne prende atto.

             ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

    - da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:

    N.  171  -  Accertamenti  sulle cause del decesso della giovane
    Giusy Grillo.
    Firmatari:Raiti Salvatore

    N. 80 - Regolamentazione dell'attività di guardia venatoria.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N. 102 - Tutela dell'agrumicoltura siciliana.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N.  112  -  Risarcimento  dei  danni provocati dai conigli alle
    colture ricadenti nelle aree del Parco dell'Etna.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N. - da parte dell'Assessore per l'industria:

    N.   144  -  Notizie  circa  lo  svolgimento  delle  operazioni
    elettorali   del  30  luglio  2001  relative  all'elezione  del
    Presidente del consorzio ASI di Caltagirone.
    Firmatari:Fleres    Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Garofalo
    Ottavio

    N.  149 - Notizie sulle iniziative assunte al fine di garantire
    il   rispetto   delle   deliberazioni   del  Consorzio  ASI  di
    Caltagirone.
    Firmatari:Barbagallo Giovanni

    - da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:

    N.  78  -  Interventi per ripulire i fondali del porticciolo di
    Santa Tecla, nel comune di Acireale, in provincia di Catania.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N.  134  -  Accertamento  delle  responsabilità  per il mancato
    completamento   degli   alloggi   popolari   siti  in  località
    'Pannaria' (Centuripe).
    Firmatari:Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino

    - da parte dell'Assessore per il turismo:

    N.  109 - Delucidazioni in merito ai criteri di selezione delle
    manifestazioni turistico-culturali in Sicilia.
    Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

    N.  167  -  Pagamento  dei  contributi  pregressi  destinati al
    potenziamento   dell'attività  sportiva  a  favore  di  società
    sportive, enti di promozione e scuole.
    Firmatari:Raiti Salvatore

       Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                  ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.   Comunico  che  è  stato  presentato  in  data  8
  febbraio 2002 il seguente disegno di legge:

    - "Modifiche  all'articolo  3  della  legge regionale 26 agosto
  1992,  n.   7,  riguardante  il  procedimento  per  l'elezione  a
  suffragio popolare  del  sindaco  nei  comuni  della Regione" (n.
  330)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile.

    ANNUNZIO DI  PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
    INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati ed inviati
  alle  competenti   Commissioni  legislative i seguenti disegni di
  legge:

                           AFFARI ISTITUZIONALI

    - "Schema  di  disegno  di  legge  da  sottoporre al Parlamento
  nazionale  ai  sensi dell'articolo 18 dello Statuto 'Integrazione
  dell'articolo  122  della  Costituzione'"  (n.  301)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Acierno in data 20 dicembre 2001;
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Nuove norme in materia di pubblici concorsi per la copertura
  dei posti  nelle pubbliche amministrazioni (n.  302)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Ioppolo,  Formica,  Incardona,
  Infurna, Tricoli, Virzì in data 20 dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    -   "Provvedimenti  finalizzati  alla  ripresa  delle  attività
  produttive   danneggiate  dall'eruzione  dell'Etna"  (n.  304)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli onorevoli Fleres, Beninati, Croce, Catania
  Giuseppe in data 21 dicembre 2001
    - PARERE III e IV Commissione
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Modifiche  della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, recante
  disposizioni  per  la  costituzione delle province nel territorio
  della Regione siciliana" (n. 314)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Villari, Speziale, Crisafulli,
  Barbagallo, Liotta, Raiti, Spampinato in data 18 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Interventi  in  favore  dei dipendenti degli enti parco" (n.
  323)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli  Fleres,  Mancuso,  Villari,
  Pistorio, Barbagallo, Basile in data 1 febbraio 2002
    -Inviato in data 11 febbraio 2002

    - "Interventi  a  favore del funzionamento degli organi e delle
  strutture   dell'Unione   nazionale  mutilati  per  servizio  con
  finalità  di   tutela  e  di  promozione  sociale  dei  cittadini
  mutilati, invalidi  e  portatori di handicap nel territorio della
  Regione siciliana" (n. 328)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Savona, Borzacchelli, Dina in data
  6 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    "Modifiche alle  leggi  regionali  1  settembre 1997, n. 33; 31
  agosto 1998, n. 15 e 8 maggio 2001, n.  7" (n.  303)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato  dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe in data
  21 dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Integrazione  all'articolo 75 della legge regionale 3 maggio
  2001,  n.  6,  recante 'Disposizioni programmatiche e finanziarie
  per l'anno 2001" (n. 318)
    - presentato  dagli onorevoli Lo Curto, Antinoro, Croce in data
  24 gennaio 2002
    - inviato in data 1 febbraio 2002

    -   "Interventi  per  favorire  la  realizzazione  di  attività
  lavorative di natura autonoma" (n.  325)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli onorevoli Fleres, Croce, Catania Giuseppe,
  in data 1 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002
    - PARERE V COMMISSIONE

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Modifiche  ed  integrazioni  alla  legge regionale 29 aprile
  1985, n.  21,  riguardante  'Norme  per  l'esecuzione  dei lavori
  pubblici in Sicilia'" (n. 306)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Incardona,  Formica,  Infurna,
  Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 24 dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Nuove  norme  sui collegamenti marittimi con le isole minori
  della Sicilia ed interventi per la mobilità ciclistica" (n.  307)
    - iniziativa governativa
    - presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
  dell'Assessore per  il  turismo  le  comunicazioni ed i trasporti
  (CASCIO) in data 9 gennaio 2002
    - inviato in data 15 gennaio 2002

    -   "Istituzione   della  professione  di  guida  naturalistica
  subacquea" (n. 308)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  Formica,  Incardona,
  Infurna, Ioppolo, Virzì in data 11 gennaio 2002
    - inviato in data 15 gennaio 2002

    -  "Norme   a   tutela  della  pubblica  e  privata  incolumità
  relativamente  alla conservazione, manutenzione, modificazione di
  ogni fabbricato  o  parte  di esso pubblico e/o privato esistente
  sul  territorio  regionale. Istituzione del fascicolo fabbricato"
  (n. 310)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli Borzacchelli, Savona, Savarino,
  Franchina, Dina, Sbona, Cintola, Pistorio in data 16 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Istituzione  della  Scuola  di alta formazione ambientale in
  Sicilia presso l'Osservatorio regionale siciliano per l'ambiente"
  (n. 311)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli,  Formica,  Incardona,
  Infurna, Ioppolo, Virzì in data 18 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Norme  in  favore  dei  sinistrati  della città di Agrigento
  colpiti dal movimento franoso del 19 luglio 1966" (n. 312)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dall'onorevole Miccichè in data 18 gennaio
    2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    -  "Norme  per  favorire  l'occupazione professionale giovanile
  nell'affidamento   degli  incarichi  di  progettazione  di  opere
  pubbliche" (n. 313)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Lo  Monte,  Basile,  D'Antoni,
  Amendolia, Sanzeri in data 18 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Norme  per la conservazione e la gestione della fauna minore
  in Sicilia" (n. 315)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Ferro, Raiti, Morinello in data 18
  gennaio 2002
    - PARERE III Commissione
    - inviato in data 22 gennaio 2002

    - "Interventi  a favore dei comuni delle isole minori siciliane
  in tema di  trasporto  dei rifiuti a mezzo nave e realizzazione e
  manutenzione degli eliporti" (n. 316)
    - iniziativa governativa
    - presentato  dal Presidente della Regione (CUFFARO) in data 23
  gennaio 2002 - inviato in data 1 febbraio 2002

    - "Norme  per  il  governo  del territorio ed il riordino delle
  coste" (n. 317)
    - iniziativa governativa
    - presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
  dell'Assessore  per  il  territorio  e l'ambiente (PELLEGRINO) in
  data 23 gennaio 2002
    - inviato in data 1 febbraio 2002

    - "Norme  per la conservazione e la gestione della fauna minore
  in Sicilia" (n. 319)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
  29 gennaio 2002
    - PARERE III Commissione
    - inviato in data 1 febbraio 2002

    - "Modifiche  alla  legge  regionale  6 maggio 1981, n. 98 così
  come modificato  con  la  legge  regionale 9 agosto 1988, n.  14,
  concernente norme  per  l'istituzione  nella  Regione di parchi e
  riserve naturali" (n. 320)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli   Raiti,  Ferro,  Morinello,
  Spampinato, in data 31 gennaio 2001
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

    -   "Contributi   per   manifestazioni   sportive  a  carattere
  internazionale" (n. 327)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Beninati, Acierno, Spampinato,
  Raiti in data 4 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

    - "Norme  per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione
  e lo sviluppo turistico culturale di Erice" (n. 329)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli   Oddo,   Speziale,   Zago,  De
  Benedictis,  Capodicasa,   Cracolici,   Crisafulli,   Giannopolo,
  Panarello, Villari in data 7 febbraio 2002
    - Inviato inn data 11 febbraio 2002
    - PARERE III COMMISSIONE

                       CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO

    -    "Provvedimenti   per   la   custodia,   la   manutenzione,
  conservazione,   tutela,  valorizzazione  e  fruizione  dei  beni
  culturali ed ambientali" (n. 305)
    - iniziativa governativa
    -  presentato  dal Presidente della Regione f.f.  (CASTIGLIONE)
  su proposta  dell'Assessore  regionale  per  i  beni culturali ed
  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione  (GRANATA) in data 21
  dicembre 2001
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    - "Interventi a  sostegno  dei diritti dei migranti in Sicilia"
  (n. 309)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
  16 gennaio 2002
    - inviato in data 22 gennaio 2002
    - PARERE I COMMISSIONE

    -   "Iniziative  a  sostegno  della  diffusione  della  cultura
  d'impresa tra  gli  studenti  delle  scuole di base della Regione
  siciliana (n. 324)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Mercadante, Giambrone in data 1 febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002
    - PARERE III COMMISSIONE

    - "Norme  per la stabilizzazione del personale assunto ai sensi
  dell'articolo 23  quater,  comma 3, della legge 31 marzo 1998, n.
  61, proveniente dai progetti di lavori socialmente utili (n. 326)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data 1
  febbraio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI

    - "Norme  riguardanti  il  commercio,  la  vendita  e l'uso dei
  fitofarmaci" (n.  322)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Faraone, Barbagallo, Genovese,
  Gurrieri, Tumino, Zangara, in data 31 gennaio 2002
    - Inviato in data 11 febbraio 2002
    - PARERE III COMMISSIONE

    COMUNICAZIONE DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati invitati alle competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Norme  per  l'istituzione del difensore civico della Regione
  siciliana" (n. 289)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Nuove  norme  in  materia  di  province  regionali  ed  aree
  metropolitane" (n. 291)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    -   "Interpretazione  autentica  dell'articolo  1  della  legge
  regionale 28  marzo 1995, n.  22, concernente norme sulla proroga
  degli organi  amministrativi  e  sulle procedure per le nomine di
  competenza regionale, che ha recepito le disposizioni del decreto
  legge 16  maggio 1994, n.  293 convertito con modificazioni dalla
  legge 15 luglio 1994, n.  444" (n. 292)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Norme  per  la  semplificazione  amministrativa"  (n. 293)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

                                   BILANCIO (II)

    - "Bilancio  di  previsione  della Regione siciliana per l'anno
  finanziario   2002   e   bilancio  pluriennale  per  il  triennio
  2002-2004" (n. 297)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 27 dicembre 2001
    - PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE

    -  "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
  (n. 298)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 27 dicembre 2001
    - PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE

    - "Prima  nota di variazioni al disegno di legge concernente il
  bilancio  di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
  2002 ed  il  bilancio  pluriennale per il triennio 2002-2004" (n.
  299)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 27 dicembre 2001
    - PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE

                            ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - "Modifiche  delle leggi regionali 9 dicembre 1980, n. 127;  1
  marzo  1995,   n.  19  e  6  ottobre  1999,  n.  25,  riguardanti
  'Disposizioni per la coltivazione dei giacimenti minerari da cava
  e provvedimenti  per  il  rilancio  e  lo  sviluppo  del comparto
  lapideo di  pregio  nel  territorio  della Regione siciliana" (n.
  285)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 21 dicembre 2001

    - "Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico" (n.  287)
  - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Contributi  per  la  realizzazione di basi eliportuali nelle
  isole minori" (n. 284) - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 21 dicembre 2001

    - "Intervento  a  favore  delle  famiglie  e  dei  commercianti
  danneggiati  nell'incendio  dell'immobile sito in Piazza Generale
  Cascino a  Palermo,  verificatosi  il  27 agosto 1999" (n. 288) -
  iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Nuove disposizioni in materia di lavori pubblici in Sicilia"
  (n. 290) - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 20 dicembre 2001

    - "Disciplina  degli appalti di beni pubblici, di fornitura, di
  servizi e nei settori esclusi" (n.  294)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 10 gennaio 2002

                         CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - "Norme  per  l'erogazione  del  'buono  scuola'"  (n.  286)
    - iniziativa governativa
    - inviato in data 21 dicembre 2001

    - "Norme  per  l'erogazione di contributi a favore di emigranti
  siciliani per il trasferimento delle loro attività sul territorio
  della Regione siciliana" (n. 295)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 10 gennaio 2002

                          SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    -   "Norme   per   l'assegnazione   di   un   contributo  annuo
  all'Associazione  nazionale  privi  della  vista  ed ipovedenti -
  ANPVI-ONLUS, operante in Sicilia" (n. 296)
    - iniziativa parlamentare
    - inviato in data 10 gennaio 2002

    COMUNICAZIONE DI  ASSEGNAZIONE  DI  DISEGNO  DI  LEGGE AI SENSI
    DELL'ARTICOLO 136 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO

     PRESIDENTE. Comunico  che il seguente disegno di legge è stato
  assegnato,   ai  sensi  dell'articolo  136  bis  del  Regolamento
  interno, alla Commissione legislativa "Servizi sociali e sanitari
  (VI)":

    -   "Istituzione   dell'Azienda   ospedaliera  per  l'emergenza
  pediatrica di  terzo  livello di Palermo 'G. Di Cristina-Casa del
  Sole-Aiuto Materno'" (n.  321)
    - (già disegno di legge n. 849/A nella XII Legislatura)
    - fatto proprio dalla VI Commissione in data 23 gennaio 2001
    - presentato in data 31 gennaio 2001.

    COMUNICAZIONE DI  STRALCIO  DI ARTICOLI DAL DISEGNO DI LEGGE N.
    298

     PRESIDENTE. Comunico  che, ai sensi del combinato disposto del
  comma 2, dell'articolo  3 della legge n.  10 del 1999 e del comma
  2, dell'articolo  73  ter  del  R.I.,  sono  stati stralciati dal
  disegno   di   legge   n.   298  "Disposizioni  programmatiche  e
  finanziarie per  l'anno  2002"  i seguenti articoli:  14, 30, 32,
  33, 34, 35, 36,  37,  39, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 56, 57,
  58, 59, 60, 62,  63,  64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74,
  75, 76, 77, 78,  79,  80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90,
  91, 92. 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 104, 108, 110,
  111, 113, 114,  115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124,
  125, 126, 127,  128, 129, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137,
  (parte del 138), 139, 140, 141, 143, 144.

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  pervenute  dal  Governo e che
  sono state  assegnate alle competenti Commissioni legislative  le
  seguenti richieste di parere:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    "Opera Pia  Centro  servizi sociali 'A.  Rizzuti Caruso - Sacro
  Cuore'  di  Caltabellotta.  Nomina  assessoriale di un componente
  del consiglio di amministrazione" (n. 29)
    - pervenuto in data 8 gennaio 2002
    - trasmesso in data 10 gennaio 2002

    "Azienda speciale servizi e promozione - Camera di commercio di
  Agrigento.   Designazione   componente   effettivo  collegio  dei
  revisori e componente del consiglio di amministrazione" (n.  30)
    - pervenuto in data 8 gennaio 2002
    - trasmesso in data 10 gennaio 2002

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Piano regionale di propaganda turistica per l'anno 2002' (n.
  27)
    - pervenuto in data 3 gennaio 2002
    - trasmesso in data 9 gennaio 2002

    - "Calendario delle manifestazioni 2002" (n. 28)
    - pervenuto in data 3 gennaio 2002
    - trasmesso in data 9 gennaio 2002

   COMUNICAZIONE CONTESTUALE DI RICHIESTA DI PARERE E DI PARERE RESO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  la  seguente richiesta di parere è
  stata  assegnata alla competente Commissione legislativa "Servizi
  sociali e sanitari (VI)"  e  che  la  stessa  ha reso il relativo
  parere:

    -   "Riassetto   della   rete   infettivologica  della  Regione
  siciliana" (n. 26)
    - pervenuta in data 21 dicembre 2001
    - trasmessa in data 21 dicembre 2001
    - reso in data 22 dicembre 2001
    - inviato in data 24 dicembre 2001

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle  Commissioni  nel  periodo  27  dicembre  2001 - 7
  febbraio 2002.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 27.12.01: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO
                         BORZACCHELLI-CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI
                         SANZERI-SAVARINO-SCOMA
     "      "   9.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-IOPPOLO-SANZERI-SCOMA
     "      "  10.1.02: BARBAGALLO-IOPPOLO-ORTISI-SCOMA
     "      "  15.1.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
                        IOPPOLO-ORTISI-SANZERI
     "      "  16.1.02: LEANZA Edoardo-FRANCHINA-IOPPOLO
     "      "  23.1.02: CRISAFULLI
     "      "  24.1.02: LEANZA Edoardo-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI
     "      "  30.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-FRANCHINA-IOPPOLO-
                        LO MONTE-ORTISI
     "      "  31.1.02 (ant.): BARBAGALLO-CRISAFULLI-FRANCHINA-
     "      "  31.1.02 (pom.): LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                               CRISAFULLI-IOPPOLO-FRANCHINA-ORTISI
                               SAVARINO-SCOMA
     "      "  06.2.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                        CRISAFULLI-IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-
                        SANZERI
     "      "  07.2.02: LEANZA EDOARDO-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
                        CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI-SANZERI-
                         SAVARINO-SCOMA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 10.1.02:  BORZACCHELLI sostituito da DINA
     "      "  23.1.02:  FRANCHINA         "      " SAVONA
     "      "  24.1.02:  FRANCHINA         "      " BORZACCHELLI

                              BILANCIO (II)

  ASSENZE
  Riunione del 20.12.01: GENOVESE-LIOTTA-PAPANIA-ROTELLA
     "      "   9.1.02 (ant.): SAVONA-D'ANTONI-FLERES-LIOTTA-MANCUSO
                               PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "   9.1.02 (pom.): D'ANTONI-FLERES-GENOVESE-ROTELLA
     "      "  16.1.02 (ant.): LEONTINI-D'ANTONI-FLERES-FORMICA
                               MANCUSO-ROTELLA
     "      "  16.1.02 (pom.): FLERES-GENOVESE-LEANZA V.-MANCUSO
     "      "  17.1.02: CAPODICASA-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  23.1.02: SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-FLERES-FORMICA
                        GENOVESE-MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  24.1.02: (ant.): SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-CINTOLA
                                FLERES-GENOVESE-LEANZA V.- MANCUSO
                                ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  24.1.02 (pom.): CAPODICASA-D'ANTONI-FLERES-GENOVESE
                               MANCUSO-SPEZIALE
     "      "  30.1.02: FORMICA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA
     "      "  31.1.02: SAVONA-CAPODICASA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA
     "      "  05.2.02: SAVONA-LEONTINI-D'ANTONI-FORMICA-LEANZA V.
                        MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  06.2.02: MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 20.12.01: CINTOLA sostituito da PISTORIO
     "      "   "  "  ": MANCUSO      "     "  FRANCHINA
     "      "  9.1.02 (ant.): LEONTINI sostituito da MERCADANTE
     "      "  9.1.02 (pom.): LEONTINI      "      " MERCADANTE
                            : MANCUSO       "      " PISTORIO
     "      "  30.1.02: CAPODICASA    "      " VILLARI
                        D'ANTONI      "      " LO MONTE
                        SPEZIALE      "      " GIANNOPOLO
     "      "  31.1.02: LEONTINI      "      " CONFALONE
     "      "  06.2.02: D'ANTONI      "      " LO MONTE

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

  ASSENZE
  Riunione del  9.1.02: CATANIA Giuseppe-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
     "      "  15.1.02 (ant.): INCARDONA-LO CURTO
     "      "  15.1.02 (pom.): BORZACCHELLI-CATANIA Giuseppe-INCARDONA
                               TURANO
     "      "  16.1.02 (ant.): GAROFALO-INCARDONA-TURANO
     "      "  16.1.02 (pom.): NICOTRA-BORZACCHELLI-CATANIA G.-GAROFALO-
                               GIAMBRONE-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
     "      "  24.1.02: GALLETTI-GAROFALO-TURANO
     "      "  29.1.02 (ant.): NICOTRA-GALLETTI-GAROFALO-PANARELLO
     "      "  29.1.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-CATANIA Giuseppe-GALLETTI
                               GAROFALO-INCARDONA-LO CURTO-MICCICHÉ
                               PANARELLO-TURANO
     "      "  06.2.02 (ant.): ODDO-BORZACCHELLI-GALLETTI
     "      "  06.2.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-BORZACCHELLI-CATANIA G.-
                               GALLETTI-GAROFALO-INCARDONA-TURANO

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 29.1.02 (ant.): TURANO sostituito da SAVARINO

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

  ASSENZE
  Riunione del 09.1.02:        DE BENEDICTIS-INFURNA-VICARI
     "      "  10.1.02:        CONFALONE-LO CURTO-VICARI
     "      "  16.1.02:        DE BENEDICTIS
     "      "  06.2.02 (ant.): ACIERNO-LO CURTO
     "      "  06.2.02 (pom.): SBONA-ZAGO-ACIERNO-GURRIERI-INFURNA-
                               LO CURTO-VICARI
     "      "  07.2.02:        BENINATI-GURRIERI-INFURNA-LO CURTO-
                               VICARI

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 10.1.02:        INFURNA sostituito da INCARDONA
     "      "  06.2.02 (ant.): MAURICI      "      " GAROFALO
                               VICARI       "      " GIAMBRONE

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

  ASSENZE
  Riunione del 28.12.01: BALDARI-VILLARI-LEANZA-CATANIA Franco-FERRO
                         FRATELLO-GALLETTI-GIAMBRONE-GIANNOPOLO
                         INFURNA-SEGRETO
     "       "  8.1.02 (ant.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-GALLETTI
                               INFURNA
     "       "  8.1.02 (pom.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-FERRO-
                               GALLETTI-INFURNA
     "       "  15.1.02 (ant.): CATANIA Franco
     "       "  15.1.02 (pom.): BALDARI-CATANIA Franco-FERRO-GIANNOPOLO
     "       "  23.1.02: CATANIA Franco
     "       "  29.1.02: CATANIA Franco
     "       "  30.1.02: VILLARI-CATANIA Franco-GIANNOPOLO
     "       "  06.2.02: CATANIA Franco-FARAONE-SEGRETO

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

  ASSENZE
  Riunione del 22.12.01: LEANZA Vincenzo-MERCADANTE-FORMICA-CRACOLICI
                         MANZULLO-BASILE
     "      "  16.1.02: LO GIUDICE-CRACOLICI-ZANGARA
     "      "  23.1.02: PISTORIO-ZANGARA
     "      "  24.1.02: ZANGARA
     "      "  30.1.02: FORMICA-MANZULLO-PISTORIO-ZANGARA
     "      "  31.1.02: PISTORIO-ZANGARA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 22.12.01: PISTORIO sostituito da BORZACCHELLI
     "      "  16.1.02: LEANZA Vincenzo  "   "  BALDARI
                        CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "  24.1.02: PISTORIO         "   "  SBONA
     "      "     "   : CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "  31.1.02: CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "  05.2.02: CRISTAUDO        "   "  ANTINORO
     "      "     "     MANZULLO         "   "  SPAMPINATO
     "      "     "     MORINELLO        "   "  RAITI
     "      "     "     MOSCHETTO        "   "  LEONTINI
     "      "     "     ZANGARA          "   "  BARBAGALLO

                      COMMISSIONE SPECIALE PER LA
                   REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

  ASSENZE
  Riunione dell'11.01.02: FORMICA-GURRIERI-ORLANDO-ORTISI-VIRZI'
     "     del 17.1.02: PISTORIO-CAPODICASA-FORGIONE-VIRZI'
     "      "  05.2.02: PISTORIO-CRISTAUDO-D'ANTONI-FORGIONE-FORMICA
                        VIRZI'

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 5.2.02: ORLANDO sostituito da RAITI

     COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  copia  delle  seguenti  deliberazioni  adottate  dalla
  Giunta regionale:

    - n.  437  del  5  novembre  2001  "Accordo di programma quadro
  (APQ) Porti e Aeroporti - Rimodulazione" , ai sensi dell'articolo
  1 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32;
    - n.  518 del 22 dicembre 2001 "Leggi regionali 13 agosto 1979,
  n.  200 e  12  gennaio  1993,  n.  11  -  Approvazione  piano  di
  ripartizione dei  contributi da assegnare alle Scuole di Servizio
  sociale per  l'anno  accademico 2001/2002", ai sensi dell'art. 23
  della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6;
    - nn.  dalla 358 alla 520 relative ai mesi di ottobre, novembre
  e dicembre 2001;
    -  n.   8  del  15  gennaio  2002  "Modifica  POR  2000/2006  -
  Inclusione sottomisura 2 'Attrezzature dei porti di pesca'"

    COMUNICAZIONE DI INVIO DI ATTI DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI

     PRESIDENTE. Comunico che  la Corte dei conti - Sezioni riunite
  e sezione di controllo  per  la  Regione  siciliana ha inviato in
  data 14 gennaio 2002:

    -  la  parificazione  del  rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana    e   rendiconto   allegato   relativi   all'esercizio
  finanziario 2000;

    - la deliberazione  della  Sezione  di controllo per la Regione
  siciliana n.  9 in data  22  maggio  2001  con  la  quale è stato
  approvato il programma di controllo successivo sulla gestione del
  bilancio e del  patrimonio  della  Regione  siciliana da svolgere
  nell'anno  2001,   nell'ambito   del   quale   è  stata  inserita
  un'indagine volta  alla  verifica delle risultanze del rendiconto
  generale dell'esercizio  finanziario  2000  con  riferimento alla
  gestione degli accertamenti dei residui passivi.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

            N. 358 - Notizie sullo stato di funzionamento del servizio
          consultoriale di Carini (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            - Assessore Enti Locali
          Forgione Francesco

            N. 374 - Estensione sino a Pollina del previsto  raddoppio
          della linea ferroviaria PA-ME.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
          Virzi' Gioacchino

            N. 375 -  Provvedimenti  in  merito  alle  visite  per  il
          riconoscimento della qualifica di invalido civile presso  il
          distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Spampinato Giuseppe

            N. 376 - Verifica sulle  ultime  elezioni  del  Comune  di
          Trapani.
            - Assessore Enti Locali
          Oddo Camillo

            N. 377 - Interventi per la messa in sicurezza della strada
          statale 121 Catania-Paternò.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore

            N. 383 - Notizie circa la futura destinazione degli uffici
          dell'Assessorato regionale per il lavoro.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Lavoro
          Dina Antonino

            N. 388 - Iniziative per impedire il ridimensionamento  del
          gruppo industriale Italtel a Carini.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico

            N.    392  -  Iniziative  in  merito  all'assegnazione  di
          incarichi   di  primariato  presso  l'ospedale  S.  Elia  di
          Caltanissetta.
            - Assessore Sanità
          Cracolici Antonino

            N.     395  -  Attivazione  degli  strumenti  contrattuali
          necessari all'impiego degli LSU.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Lavoro
          Villari Giovanni; Giannopolo Domenico;  Cracolici  Antonino;
          Zago Salvatore

            N. 396 - Notizie sullo smaltimento dei rifiuti nella città
          di Messina.
            - Presidente Regione
          Ferro Giovanni

            N. 410 - Pubblicazione degli  elenchi  delle  imprese  che
          hanno  diritto  a  contributi  per  le  assunzioni  a  tempo
          indeterminato.
            - Assessore Lavoro
          Speziale Calogero; Capodicasa  Angelo;  Cracolici  Antonino;
          Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis  Roberto;  Giannopolo
          Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
          Zago Salvatore

            N. 411 - Indagine sui rapporti tra l'attività  industriale
          e    l'elevata  incidenza  di  malattie  tumorali  nell'area
          Augusta-Priolo, e suo risanamento.
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
          De Benedictis Roberto

            N. 412 - Notizie circa la società Biosphera.
            - Assessore Territorio
          Giannopolo Domenico; Speziale Calogero;  Panarello  Filippo;
          Villari Giovanni

            N. 417 - Notizie circa il ritardo del  Comune  di  Palermo
          nell'impiego dei fondi per l'integrazione degli affitti.
            - Assessore Lavori Pubblici
          Cracolici Antonino

            N.   420  -  Risanamento  ambientale  dell'area  delle  ex
          acciaierie AFEM a Campofelice di Roccella.
            - Assessore Territorio
          Giannopolo Domenico

    - con richiesta di risposta scritta:

            N. 359 - Verifica dello stato  dei  bacini  di  carenaggio
          siti presso i Cantieri navali di Palermo.
            - Assessore Industria
          Cracolici Antonino

            N. 360 - Interventi urgenti per  la  copertura  dei  posti
          vacanti nell'organico  dell'Ospedale  Santa  Marta  e  Santa
          Venera di Acireale (CT).
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 361 - Risanamento del rione San Giorgio a Caltagirone.
            - Assessore Territorio
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 362 - Rimborso dei  danni  causati  dalla  siccità  nel
          territorio di Mazzarone (CT).
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore

            N. 363 - Notizie circa l'attività del Comune di Sant'Agata
          Li Battiati (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 364 - Interventi per un'immediata soluzione alla  crisi
          idrica in provincia di Caltanissetta.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Galletti Giuseppe

            N. 365 - Autorizzazione dei corsi di specializzazione  per
          docenti di sostegno.
            - Assessore Beni Culturali
          Moschetto Angelo

            N. 366 - Misure urgenti in difesa  del  patrimonio  ittico
          siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Incardona Carmelo

            N. 367 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale  a
          seguito dei danni provocati dalle  gelate  in  provincia  di
          Ragusa.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Incardona Carmelo

            N. 368 - Iniziative urgenti allo scopo di porre fine  alla
          crisi in cui versa il settore della Formazione
          professionale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Forgione Francesco

            N. 369  -  Erogazione  dei  contributi  regionali  per  il
          risparmio energetico.
            - Assessore Industria
          Giambrone Vincenzo

            N. 370 - Ripristino  del  manto  stradale  nella  zona  di
          Nesima superiore, a Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N. 371 - Interventi  per  rendere  operativa  la  casa  di
          riposo di via Federico II, sita nel  comune  di  Giarre,  in
          provincia di Catania.
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 372 - Provvedimenti relativi al  trattamento  economico
          dei dipendenti dell'IRCAC.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

            N. 373 - Notizie sull'indagine ispettiva presso il  Comune
          di Vittoria sulle modalità di espletamento di concorsi.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Incardona Carmelo

            N. 378 - Notizie in merito  all'applicazione  della  legge
          regionale n. 15 del del 2000.
            - Assessore Sanità
          Fleres Salvatore

            N. 379  -  Iniziative  per  impedire  il  conferimento  di
          incarico di Direttore generale di AUSL, al  dott.  Francesco
          Poli.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

            N. 380 - Provvedimenti urgenti in merito alla
          incompatibilità ed ineleggibilità  dell'attuale  Sindaco  di
          Petralia Sottana (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Forgione Francesco

            N. 381 - Notizie  in  ordine  alla  nomina  dei  Direttori
          generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 382 - Ispezione  amministrativa  presso  il  Comune  di
          Messina.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Genovese Francantonio

            N. 384 - Controllo e verifica dei  comportamenti  adottati
          dal Consorzio di bonifica 9 - Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Ioppolo Giovanni

            N. 385 - Iniziative per il chiarimento del rapporto tra la
          pianificazione territoriale devoluta alle Province regionali
          e le attribuzioni degli Enti parco.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
          Ioppolo Giovanni

            N.   386  -  Garanzie  di  legalità  e  trasparenza  nelle
          procedure di assunzione presso i  Consorzi  di  bonifica  di
          Lentini e Caltagirone.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Enti Locali
          Liotta Santo

            N. 387 - Sostegno al settore zootecnico del nisseno.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Galletti Giuseppe

            N. 389 - Richiesta di interventi per la crisi vitivinicola
          nella provincia di Trapani.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Virzi' Gioacchino

            N. 390 - Interventi presso il Ministero dell'Industria per
          garantire i livelli occupazionali nello stabilimento Italtel
          di Carini (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

            N.   391  -  Iniziative  per  impedire  i  lavori  per  la
          costruzione di muraglioni  nel  centro  storico  di  Piraino
          (ME).
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
          Miccichè Calogero

            N.   393  -  Verifica  delle  procedure  di  elezione  del
          direttivo della sezione dell'AIAS di Acireale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Basile Giuseppe

            N. 394 - Notizie sulle nomine degli  amministratori  delle
          IPAB.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Barbagallo Giovanni

            N. 397 - Iniziative per  garantire  il  completamento  del
          nosocomio di Lentini (SR).
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Liotta Santo

            N. 398 -  Interventi  urgenti  per  garantire  un'adeguata
          politica nel settore del trasporto merci via mare.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            - Assessore Cooperazione
          Basile Giuseppe

            N. 399 - Provvedimenti urgenti per il rilancio del settore
          agricolo siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Ioppolo Giovanni

            N. 400 - Iniziative del Governo della Regione  riguardanti
          i lavoratori precari forestali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Bilancio
          Gurrieri        Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Genovese
          Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 401 - Chiarimenti  sulle  modalità  di  assunzione,  di
          inquadramento   giuridico,  retributivo  e  di  impiego  del
          personale del servizio S.U.E.S..
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Gurrieri        Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Genovese
          Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

            N. 402 - Ispezione presso il Consorzio di  bonifica  9  di
          Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Liotta Santo

            N. 403 - Interventi in favore degli agrumicoltori operanti
          nel Comune di Paternò (CT).
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore

            N. 404 - Ripristino  del  decoro  urbano  in  Corso  delle
          Province, a Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N. 405 - Erogazione dei contributi di assistenza economica
          alle famiglie disagiate di Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N.     406  -  Notizie  sull'individuazione,  rimozione  e
          smaltimento dell'amianto.
            - Presidente Regione
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

            N. 407 - Ripristino del servizio bar-mensa presso il liceo
          scientifico 'Ettore Majorana' di Scordia,  in  provincia  di
          Catania.
            - Assessore Sanità
            - Assessore Enti Locali
          Fleres Salvatore

            N. 408 - Sostegno alle imprese operanti nel settore  degli
          imballaggi in legno.
            - Assessore Cooperazione
          Fleres Salvatore

            N. 409 - Notizie sul completamento della diga di Blufi.
            - Presidente Regione
          Cracolici Antonino

            N. 413 - Garanzie di una corretta  ed  equa  compensazione
          nella fornitura idrica nella provincia di Agrigento.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Miccichè Calogero

            N. 414 - Erogazione delle  somme  previste  per  le  borse
          formative all'autoimpiego.
            - Assessore Lavoro
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

            N. 415 - Iniziative urgenti per scongiurare  la  scissione
          della direzione  dell'Osservatorio  per  le  malattie  delle
          piante di Acireale (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Basile Giuseppe

            N. 416 - Notizie circa il precariato in Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Fleres Salvatore

            N. 418 - Completamento dei lavori della diga Pietra Rossa,
          tra Palagonia ed Aidone, in provincia di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore

            N. 419 - Adeguato rifornimento idrico delle isole Eolie.
            - Presidente Regione
          Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Beninati  Antonino;
          Baldari Nicola Renato

            N. 421 - Iniziative di  controllo  circa  le  attività  di
          edilizia agevolata-convenzionata.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            - Assessore Territorio
          Ferro Giovanni.

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interpellanze:

            N. 17 - Nomina del Direttore  generale  presso  l'istituto
          zootecnico sperimentale della Sicilia.
            - Assessore Sanità
          Cracolici Antonino

            N. 18 - Iniziative  per  il  superamento  dello  stato  di
          emergenza idrica in Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
          Raiti Salvatore

            N. 19 - Notizie circa la  nomina  di  un  'advisor'  della
          Regione per la vicenda Banco di Sicilia-Banca di Roma.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
          Ortisi Egidio; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Papania
          Antonino

            N. 20 - Ispezione presso il Comune di Palermo in merito al
          servizio di assistenza domiciliare agli anziani.
            - Assessore Enti Locali
          Cracolici Antonino

            N. 21 - Ispezione presso il Comune  di  Messina  circa  la
          prevista realizzazione di un ipermercato nell'area  ex  cave
          di sabbia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Enti Locali
          Panarello Filippo

            N. 22  -  Restituzione  alla  competenza  demaniale  della
          Regione delle aree portuali dell'Arenella, dell'Acquasanta e
          di S. Erasmo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Turismo
          Borzacchelli Antonio; Misuraca Salvatore;  Savona  Riccardo;
          Antinoro Antonio; Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Cracolici
          Antonino; Scoma Francesco; D'Antoni Sergio

            N.  23  -  Provvedimenti  in  favore  dell'equipaggio  del
          peschereccio  recentemente  affondato  al  largo  di  Trabia
          (PA).
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
          Tricoli Marzio

            N. 24  -  Notizie  sulla  definizione  dell'operazione  di
          fusione Banca di Roma - Banco di Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Croce Antonino

            N. 25 - Ispezione presso il Comune di Trapani.
            - Assessore Enti Locali
          Croce Antonino

            N. 26 -  Adozione  di  misure  di  sicurezza  riguardo  il
          problema 'mucca pazza'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
   mozioni:

            N. 74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
          Comune di Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e di
          Vena.
            Fleres        Salvatore;  Mercadante  Giovanni;  Confalone
          Giancarlo; Leanza Edoardo; Croce Antonino
          Presentata il 20/12/01

            N.       75  -  Interventi  in  favore  dell'agrumicoltura
          siciliana.
            Fleres Salvatore;  Croce  Antonino;  Mercadante  Giovanni;
          Confalone Giancarlo
          Presentata il 20/12/01

            N. 76 - Interventi in favore della zootecnia siciliana.
            Fleres Salvatore; Catania  Giuseppe;  Leontini  Innocenzo;
          Beninati Antonino; Mercadante Giovanni
          Presentata il 20/12/01

            N. 77 - Interventi in favore dei siciliani d'Argentina.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola Renato
          Presentata il 18/01/02

            N. 78 - Interventi in merito alla posizione  previdenziale
          dei dipendenti delle Camere di commercio della Sicilia.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Croce Antonino
          Presentata il 23/01/02

            N. 79 - Opportune iniziative allo scopo di introdurre  una
          tassa su tutte le transazioni finanziarie.
            Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
          Giovanni
          Presentata il 30/01/02

            N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120.
            Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Spampinato Giuseppe
          Presentata il 30/01/02

            N. 81 - Tutela del personale ATA.
            Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Spampinato Giuseppe
          Presentata il 30/01/02

            N. 82 - Interventi in materia di precariato in Sicilia.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Scoma Francesco
          Presentata il  7/02/02

            N. 83 - Partecipazione dei rappresentanti delle  Assemblee
          legislative regionali alla Commissione parlamentare  per  le
          questioni regionali.
            Fleres    Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Croce  Antonino;
          Beninati Antonino
          Presentata il  7/02/02

            N. 84 - Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
          stabilimento Italtel di Carini (PA).
            Giannopolo       Domenico;  Cracolici  Antonino;  Speziale
          Calogero;     Capodicasa  Angelo;  Panarello  Filippo;  Oddo
          Camillo;    De  Benedictis  Roberto;  Crisafulli  Vladimiro;
          Villari Giovanni; Zago Salvatore
          Presentata il 12/02/02

    COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI NOMINA E COMPOSIZIONE DELLA
    COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

     PRESIDENTE. Comunico  che  con decreto n.  235 del 28 dicembre
  2001 è  stata  nominata  la Commissione speciale per la revisione
  dello   Statuto   regionale   composta   dai  seguenti  deputati:
  onorevoli  Acierno,  Cintola,  Capodicasa,  Cristaudo,  D'Antoni,
  Fleres,  Forgione,  Formica, Gurrieri, Leontini, Leanza, Orlando,
  Ortisi, Pistorio, Savarino e Virzì.

    COMUNICAZIONE  RELATIVA A DECRETO DI NOMINA DI COMPONENTI DELLA
    COMMISSIONE  PARLAMENTARE DI INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO
    DELLA MAFIA IN SICILIA

     PRESIDENTE.  Comunico  che  con decreto n. 236 del 28 dicembre
  2001  gli  onorevoli  Amendolia,  Barbagallo,  Burgaretta  Aparo,
  Catania,   Forgione,   Formica,   Garofalo,  Incardona,  Mancuso,
  Maurici,  Papania,  Rotella,  Savarino,  Segreto  e Speziale sono
  stati  nominati  componenti  della  Commissione  parlamentare  di
  inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.

    COMUNICAZIONE  RELATIVA  ALLA   COSTITUZIONE  DEGLI  UFFICI  DI
    PRESIDENZA DI COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.  Comunico che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
  la  Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
  ha  proceduto  alla  costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che
  risulta così composto:
    Presidente: on. LEANZA Vincenzo
    Vice Presidente: on. PISTORIO Giovanni
    Vice Presidente: on. CAPODICASA Angelo
    Segretario: on. CRISTAUDO Giovanni.
       Comunico,  altresì, che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
  la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
  della   mafia   in   Sicilia,   ha  proceduto  alla  costituzione
  dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così composto:
    Presidente: on. INCARDONA Carmelo
    Vice Presidente: on. MANCUSO Fabio
    Vice Presidente: on. CATANIA Giuseppe
    Vice Presidente: on. BARBAGALLO Giovanni
    Segretario: on. SEGRETO Giuseppe
       L'Assemblea ne prende atto.

    COMUNICAZIONE  RELATIVA A DECRETI DI SOSTITUZIONE DI COMPONENTI
    DI COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  con  decreto  n. 7 dell'11 gennaio
  2002 l'onorevole Antonio Borzacchelli è stato nominato componente
  della   Commissione  speciale  per  la  revisione  dello  Statuto
  regionale, in sostituzione dell'onorevole Savarino dimissionaria.
       Comunico   che   con  decreto  n.  8  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Giovanni  Manzullo è stato nominato componente della
  Commissione  per  l'esame  delle questioni concernenti l'attività
  delle  Comunità  europee  (CEE),  in  sostituzione dell'onorevole
  Tumino dimissionario.
       Comunico   che   con  decreto  n.  9  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Carmelo  Tumino  è stato nominato componente della V
  Commissione   legislativa   permanente   "Cultura,  formazione  e
  lavoro", in sostituzione dell'onorevole Galletti dimissionario.
       Comunico   che  con  decreto  n.  10  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Giuseppe Franchina è stato nominato componente della
  I  Commissione  legislativa permanente "Affari istituzionali", in
  sostituzione dell'onorevole Borzacchelli dimissionario.
       Comunico   che  con  decreto  n.  11  dell'11  gennaio  2002
  l'onorevole  Giuseppe  Galletti è stato nominato componente della
  III  Commissione legislativa permanente "Attività produttive", in
  sostituzione dell'onorevole D'Andrea deceduto.

                               CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Segreto  ha  chiesto
  congedo per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

       Avverto,  ai  sensi  dell'articolo   127,   comma   9,   del
  Regolamento interno, che nel  corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    DISCUSSIONE  DEL  DOCUMENTO   DI   PROGRAMMAZIONE  ECONOMICA  E
    FINANZIARIA DEL 2002/2004" (N. 297)

     PRESIDENTE.  Si  passa al  II  punto  all'ordine  del  giorno:
  "Discussione  del   Documento   di   programmazione  economica  e
  finanziaria 2002/2004" (n.  297).
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Croce, presidente della
  Commissione Bilancio e relatore di maggioranza.

     CROCE,    relatore    di    maggioranza.   Signor   Presidente
  dell'Assemblea, purtroppo non posso  rimettermi  al  testo  della
  relazione scritta, dato che non si tratta di un disegno di legge;
  sono  quasi afono, ma riuscirò  sicuramente  a  svolgere  il  mio
  intervento.
       Signor Presidente, onorevoli  colleghi, come  voi  sapete la
  legge colloca il  Documento  di  programmazione  economica (Dpef)
  nella fase di costruzione  delle  previsioni  di bilancio. Con il
  Dpef, infatti, il Governo  traccia  le  linee  della  sua  azione
  programmatica  proiettata   nell'arco   temporale   del  bilancio
  pluriennale e il Parlamento  è  chiamato  ad  intervenire in tale
  fase di determinazione  delle  opzioni programmatiche; sulla base
  di tali indirizzi vengono costruite sia le previsioni di bilancio
  sia i contenuti della  legge  finanziaria e il Parlamento è posto
  nelle  condizioni  di   operare   una   valutazione  di  coerenza
  programmatica degli  strumenti finanziari e normativi predisposti
  rispetto agli obiettivi  economici  e  finanziari  che dovrebbero
  essere raggiunti.
       In   parole   ancora   più   semplici,   il   Documento   di
  programmazione  economico-finanziaria  precede la predisposizione
  di  bilancio  e   finanziaria:   due   documenti,   appunto,  che
  appartengono alla iniziativa  del  Governo.  Anzi,  è anche sulla
  base  delle  indicazioni  che  arrivano  dal  Parlamento  con  la
  discussione e le deliberazioni sul Dpef che il Governo predispone
  il progetto di nuovo bilancio e la relativa legge finanziaria.
       Coerentemente con questo  schema, la norma regionale colloca
  la presentazione e la discussione  del Dpef nei mesi di luglio ed
  agosto di ogni anno; ad essa segue la predisposizione di bilancio
  e finanziaria, la cui  presentazione  è  prevista  per il mese di
  ottobre.
       Purtroppo, fatti  obiettivi  riconducibili  all'avvio  della
  legislatura, alla scadenza  elettorale  per le amministrative, ma
  anche  a qualche  incertezza  politica  hanno  condizionato  tale
  calendario collocando la discussione  del Dpef in una fase in cui
  legge finanziaria e bilancio  di previsione sono in fase di esame
  avanzato in Commissione.
       E  ciò,  naturalmente,   ci   porta   a  considerare  questa
  discussione in una chiave  in  qualche modo diversa rispetto allo
  schema  delineato.
       Ciò  non di meno,  ritengo  utile  che  la  discussione  sul
  Documento di  programmazione  economico-finanziaria non perda per
  questo la valenza,  la  pregnanza  e  l'importanza strategica che
  deve avere e va  dunque  adeguatamente  valorizzata; non la perde
  perchè  la discussione sul  Dpef,  quest'anno,  al  di  là  delle
  discrasie temporali, di cui  si  è  detto,  inaugura una stagione
  politica e programmatica  nuova  per  la nostra Regione.  Intanto
  perchè siamo nella fase  di  avvio  della  legislatura  e  poi  -
  ricordiamo cari colleghi -  questa  è la prima legislatura con un
  Governo stabile, ove la  stabilità  è  assicurata  dal  fatto che
  quest'anno,  per  la  prima  volta  nella  storia  dell'autonomia
  siciliana,  il  Presidente   della   Regione   è   stato   eletto
  direttamente.
       E' questa una condizione inedita che ci consente di guardare
  la  programmazione  con  uno  spirito  nuovo,  con  una  serenità
  maggiore rispetto agli anni passati sapendo che ogni politica può
  essere  traguardata  in un  arco  temporale  adeguato  e  ad  una
  condizione di stabilità  che prima era sconosciuta. Teniamo conto
  inoltre che l'arco di tempo della legislatura coincide largamente
  con l'operatività di Agenda  2000  e che quindi dovremo misurarci
  non soltanto con la programmazione della spesa dei fondi ordinari
  della Regione ma anche con  i  fondi  di  Agenda  2000, ossia con
  l'intervento integrato di Unione europea, Stato e Regione.
       In questo scenario l'esame  del  Dpef  da  parte  di  questo
  Parlamento diventa quindi  un  momento  di  riflessione  politica
  importante, un momento che  ci  consente  di  ragionare su questo
  periodo di cinque anni che  abbiamo davanti e che sono, per tanti
  aspetti,  decisivi per  il  processo  di  crescita  dell'economia
  regionale,   per   il   completamento   di   grandi   e   piccole
  infrastrutture ma anche per il necessario processo di risanamento
  del  bilancio  e   di   riqualificazione   della  spesa  pubblica
  regionale.  Oggi il Governo  in  materia  di  impostazione  e  di
  gestione del bilancio ha  acquisito  una  serie di prerogative in
  più rispetto al passato  non  solo  in  virtù  del  nuovo  quadro
  istituzionale introdotto dalle modifiche statutarie, ma anche per
  effetto di una delle  riforme  più  importanti  varate  da questo
  Parlamento sul finire della scorsa legislatura:  la riforma della
  contabilità e delle procedure  di  bilancio.  Una  riforma che va
  giudicata  positivamente,   perchè   riconduce  all'Esecutivo  la
  possibilità di governare  meglio,  con  maggiore autonomia, nella
  piena assunzione delle  responsabilità  le politiche di bilancio,
  mentre il Parlamento è  chiamato  a  potenziare  il  suo ruolo di
  partecipazione alle  grandi opzioni programmatiche e, sopratutto,
  di  controllo  sull'attività   del  Governo  e  di  verifica  dei
  risultati.  Una svolta  culturale  e  politica che costituisce il
  connotato  essenziale  di   questa   nuova   fase  di  equilibrio
  istituzionale post riforma.
       Sono  note  le   difficoltà  che  negli  ultimi  mesi  hanno
  contrassegnato l'economica  mondiale.  I fatti dell'11 settembre,
  si sa, hanno lasciato  un  segno profondo nelle coscienze e anche
  nelle  aspettative  e   nei   conti   economici  di  molti  Paesi
  industrializzati.  L'aumento  del  Pil  (Prodotto  interno lordo)
  all'1,8%, risulta oggi rivisto  all'1,2%.  Il  tutto a fronte del
  3,8% registrato nel  2000.  Tuttavia,  il  momento di congiuntura
  sfavorevole, stando  alle  previsioni  di  autorevoli osservatori
  economici  e  finanziari  internazionali,  sembra  vicino  ad  un
  momento di svolta.  Questo  avvio  di  2002 sembra connotarsi per
  previsioni di miglioramento, stante il riassorbimento del calo di
  fiducia manifestato dagli  operatori  economici negli ultimi mesi
  dell'anno scorso.
       Per  l'Italia,   con   riferimento   sempre   ad  autorevoli
  previsioni, la crescita del  Pil,  per  l'anno  in corso dovrebbe
  attestarsi tra il 2% e  il  2,3%.  Anche per la nostra Regione le
  prospettive possono  essere  definite moderatamente ottimistiche.
  Dopo la crisi registrata  nella prima metà degli anni Novanta, la
  Sicilia ha fatto registrare  un  ritmo di crescita in alcuni casi
  superiore al dato nazionale  ed  a  quello di tutto il Meridione,
  fino ad arrivare ad  una  crescita  del Pil sorprendente, pari al
  3,3% nel 2000.
       La Sicilia ha  inoltre fatto registrare una notevole ripresa
  delle esportazioni, che segnano un +53,3%.
       Il dato è positivo, e  lo  è ancor di più rispetto agli anni
  passati perchè questo aumento dell'export non riguarda soltanto i
  prodotti petroliferi (nella  nostra  Regione,  è noto, si raffina
  oltre  il  50% del  petrolio  greggio  lavorato  in  Italia),  ma
  interessa anche i prodotti non petroliferi.
       Tra  gli elementi  strutturali  che  hanno  consentito  alla
  Sicilia di  raggiungere  risultati  economici  apprezzabili vanno
  segnalati:
       1) la messa in  moto,  negli  ultimi anni, del sistema degli
  incentivi che ha  sostituito  il vecchio intervento straordinario
  nel Mezzogiorno (legge numero  64  del  1986);  mi  riferisco, in
  particolare, alla legge nazionale  numero  488  del  1992 ed alle
  misure nazionali e regionali  che  hanno  stimolato  le imprese a
  ricorrere alle cosiddette forme  di  lavoro  atipico (anche se il
  ricorso al lavoro part time, nella nostra Regione, è ancora basso
  rispetto al resto d'Italia).  A  queste  misure  va  sommata  una
  migliore utilizzazione dei  fondi  comunitari,  un  punto  questo
  importante, se non altro  perchè,  fino  a  qualche  mese  fa, la
  Sicilia era considerata una  sorta di 'Cenerentola' in materia di
  utilizzazione  dei  fondi  europei,  mentre  oggi,  per  ciò  che
  riguarda l'utilizzazione dei  fondi  relativi  al  POP 1994-1999,
  vanno emergendo risultati apprezzabili;
       2) il maggiore peso  acquisito  dai  settori  più  aperti al
  mercato, con riferimento,  in particolare, alle imprese che hanno
  manifestato una buona  propensione  all'export;  e  mi riferisco,
  anche, alle aziende manifatturiere  e  di servizi che hanno fatto
  sempre più uso degli strumenti della new economy.
       Questi elementi  positivi,  certamente  importanti,  non  ci
  devono far dimenticare i  problemi  che  la  nostra  Regione deve
  ancora affrontare e  tentare  di  risolvere:  a  cominciare dalla
  disoccupazione, che resta  una  grande  questione  aperta. Potrei
  citare  dati  e  percentuali  che  definiscono  numericamente  il
  divario che ancora  oggi divide, sul fronte della disoccupazione,
  la Sicilia dal resto  del Paese.  Sono numeri che conosciamo già,
  numeri a due cifre,  che  confermano come nella nostra Regione la
  disoccupazione delle classi  più  giovani  si mantenga su livelli
  pressoché  doppi rispetto alla media del Paese.
       C'è inoltre un  altro  dato negativo: e cioè il fatto che la
  Sicilia si conferma  come la Regione che offre minime opportunità
  di  lavoro per  le  donne  (argomento, questo, sul  quale  questo
  Parlamento dovrebbe soffermarsi  di  più,  se  è vero che bisogna
  creare le condizioni  per  la  parità  tra uomini e donne, sia in
  politica, sia nel mercato del lavoro).
       Ebbene, è  proprio  tra  queste  fasce  di disoccupati, come
  vedremo, che trova facile ricettacolo il fenomeno del precariato,
  questione che merita un passaggio a se.
       Un altro elemento che mi preme sottolineare è la ripresa del
  fenomeno migratorio. Nel  2000  la Sicilia ha registrato un saldo
  migratorio negativo totale  pari  a  3-4  persone  per ogni mille
  abitanti. E' un saldo  negativo  maggiore  della media, mentre il
  saldo migratorio estero della  nostra regione (0,2) risulta molto
  inferiore  alla  media   nazionale   (2,9)   e   meridionale,   a
  dimostrazione   che  l'immigrazione   straniera   è   minima   se
  confrontata con il flusso  di siciliani verso l'estero sempre più
  consistente.
       Sono, questi, dati  che  ci debbono far riflettere visto che
  tali  risultati,  di  fatto,  annullano  gli  effetti  del  saldo
  naturale che fa della  Sicilia  una  delle poche regioni italiane
  con differenza positiva tra  nati  vivi  e morti, una situazione,
  detto in parole ancora più  semplici, che determina un calo della
  popolazione residente, rievocando così vicissitudini demografiche
  tipiche degli anni Cinquanta e Sessanta.
       Lo scenario nel  quale  si  inserisce il dibattito sul Dpef,
  come possiamo notare, presenta ombre e luci.
       Ci  sono   segnali   positivi,   che  è  giusto  cogliere  e
  sottolineare, ma ci sono  anche  segnali  negativi  a  cominciare
  dalla disoccupazione, dal  fenomeno  del  precariato, dalla spesa
  sanitaria non ancora razionalizzata  e,  in generale, dalle tante
  riforme  strutturali  necessarie  per  migliorare  le  condizioni
  complessive dei conti economici regionali.
       Da  parecchi  anni  il  Pil  della  Sicilia,  nonostante  le
  performance positive degli ultimi tempi,  non va oltre il 5,9 del
  Pil  nazionale,  nello  stesso   tempo   il  peso  delle  entrate
  tributarie sulle entrate correnti della Regione è passato dal 52%
  del 1991 all'82% del 2000.
       Che significa tutto ciò?
       Significa che le entrate  della Regione dipendono sempre più
  dalle dinamiche del sistema  produttivo  e  reddituale  interno e
  sempre meno dai trasferimenti dello Stato.
       In conseguenza  di  ciò  non  potremo  fronteggiare nuovi ed
  ingenti oneri  finanziari se l'economia regionale non marcerà più
  in fretta di quella nazionale.
       Gli obiettivi di  crescita da raggiungere non sono facili; a
  creare problemi e ostacoli, è inutile negarlo è la rigidità della
  struttura di bilancio  per la parte corrente, mentre la debolezza
  del    nostro   apparato   produttivo   influenza   negativamente
  l'efficacia della spesa.
       La quota  rappresentata  dagli investimenti sul totale della
  spesa ha conosciuto  un  costante  e continuo decremento (dal 35%
  all'11% degli impegni di spesa tra il 1991 e il 2000).
       A conti fatti  la spesa regionale rischia di avvitarsi in un
  circolo vizioso: minori  investimenti, minore  sviluppo, maggiori
  oneri per la spesa sociale.
       Una situazione che, se  lasciata  immutata,  impedirebbe  il
  decollo di politiche  volte  al miglioramento della produttività,
  dalla realizzazione di  nuove  infrastrutture  alla  creazione di
  nuovi servizi.
       Ebbene, sarebbe  illusorio  ritenere  che tutto possa essere
  delegato ai fondi  di  Agenda  2000  e  non porsi il problema più
  complessivo   di  una  riqualificazione  strutturale  dell'intero
  intervento regionale.
       L'appuntamento  con  le   risorse   dell'Unione   Europea  è
  importante.  I  18.600  miliardi  di  lire, adesso chiamiamoli in
  euro,  da  spendere  nell'arco  dei  prossimi  cinque  anni  sono
  tutt'altro  che  poca cosa. Con molta probabilità la Sicilia avrà
  l'opportunità di migliorare la propria rete infrastrutturale e di
  puntare  su moderni servizi alle imprese; le condizioni, insomma,
  per  creare  un  ambiente  appetibile  per le imprese disposte ad
  investire in Sicilia ci sono tutte.
       Tuttavia,  lo  ripeto,  sarebbe  un grave errore considerare
  Agenda 2000 la panacea buona per risolvere tutti i mali, vecchi e
  nuovi  della Sicilia. Ben venga allora Agenda 2000 ma ben vengano
  anche  le  riflessioni  e l'elaborazione dei possibili rimedi per
  risanare i conti pubblici della Regione.  Ed è questo l'obiettivo
  che  la  Commissione  Bilancio  e  finanze  vorrebbe  tentare  di
  raggiungere insieme con il Governo della Regione.  Cominciando da
  una riflessione approfondita sulla materia delle entrate;  vorrei
  fare  una  sottolineatura  proprio  su  questa  priorità  che  la
  Commissione   si   è   data:   partire   da  un  esame  e  da  un
  approfondimento  sulla  struttura e sulle dinamiche delle entrate
  della  Regione per impostare un percorso virtuoso di risanamento.
  Mi  piace  ricordare  che la Commissione ha avviato i suoi lavori
  proprio  su tale priorità procedendo ad alcuni approfondimenti ed
  ascoltando  una prima relazione dell'assessore sul tema oltre che
  i  vertici  della  Montepaschi  Serit,  la società che riscuote i
  tributi  in Sicilia;  concluso l'esame dei documenti di bilancio,
  torneremo ad occuparci del problema.
       I dati sulla  riscossione  in  Sicilia  sono  dati  gravi  e
  preoccupanti; lo avevamo  già  denunciato  e  la stessa Corte dei
  Conti nella  inaugurazione  dell'anno  giudiziario  ha introdotto
  ulteriori elementi  di riflessione che noi intendiamo raccogliere
  e valorizzare. Per  dare  la  dimensione  del  problema posso qui
  anticipare alcuni dati  che  ci sono stati confermati dai vertici
  della Montepaschi Serit.  Nella nostra Regione la riscossione dei
  tributi non brilla.  Nel complesso, i carichi affidati alla Serit
  al 31 dicembre 2000 ammontano  a più di 11 mila miliardi di lire.
  Di questi, circa 7  mila  miliardi  sono  relativi  a  ruoli ante
  riforma,  4.450  miliardi  sono  carichi  post  riforma,  la  cui
  cartellazione si è definita  solo nel corso del 2001. A fronte di
  tali carichi, a  novembre  2001 risultavano riscossi 190 miliardi
  di lire. Le  previsioni della società ipotizzano una riscossione,
  al 31 dicembre 2001, pari a 250 miliardi di lire. In prospettiva,
  secondo le valutazioni  fornite  dalla  stessa Serit, sui carichi
  che residueranno si  può  prevedere  di  conseguire  un ulteriore
  incasso di 250 miliardi  di  lire.  Tirando le somme, dunque, 500
  miliardi in totale. E' un tema non secondario sul quale torneremo
  anche in sede  di  discussione  della  Finanziaria  dove  vengono
  prospettate  alcune   ipotesi   di   intervento   su  tali  temi,
  nell'ottica di migliorare  il sistema della riscossione, ma anche
  per prefigurare strumenti che possano consentire di capitalizzare
  tali crediti; abbiamo  avuto  su  questi elementi il conforto del
  Governo che ci  porrà  nelle  condizioni  di  lavorare su ipotesi
  normative al riguardo.
       Enumero questi dati  per  dare  la dimensione di un problema
  che angustia le finanze regionali e per ribadire che sul punto la
  Commissione intende  pervenire  a  conclusioni  approfondite  per
  prospettare   soluzioni   legislative   ed   amministrative   per
  raddrizzare  una situazione  che  è  connotata  da  una  profonda
  patologia.
       Ma questo non è  il  solo  problema  che, sul versante delle
  entrate, va ricondotto  ad  un  quadro giuridico e funzionale più
  razionale, e vi è al  riguardo  il  grande tema - ancora aperto -
  della definitiva chiusura del contenzioso finanziario tra Stato e
  Regione e del nuovo  quadro  giuridico che dovrà definirsi con la
  emanazione delle nuove norme di attuazione in materia.
       La chiusura del  contenzioso  sulla  scia  del  lavoro della
  Commissione Brancasi,  la  definitiva  eliminazione delle riserve
  all'erario, il recupero  dell'art.  38  dello  Statuto rimesso in
  moto  dalle ultime  finanziarie  nazionali  anche  se  ancora  si
  attende  la definizione  di  una  organica  norma  a  regime  che
  ridisciplini il  meccanismo  della  solidarietà  nazionale:  sono
  tutti aspetti essenziali  del processo di riequilibrio dei conti;
  ed in effetti il cammino di risanamento delineato dal DPEF affida
  un ruolo essenziale  a  queste  risorse  che dovranno affluire al
  bilancio regionale.
       Auspichiamo  sul   tema  una  ripresa  forte  di  iniziativa
  politica presso il  Governo  nazionale  per  concordare  un piano
  pluriennale  di  impegni  reciproci  e  di  intese  in  grado  di
  disegnare  un   percorso   virtuoso,  all'interno  dei  parametri
  definiti dal patto  di stabilità, di assestamento degli equilibri
  finanziari della  Regione  con  interventi  sulla  dinamica delle
  spese e sulla struttura delle sue risorse.
       Per tornare ai  contenuti del Documento, va ricordato che la
  principale variabile di  riferimento  che  il  DPEF  utilizza per
  valutare gli andamenti  tendenziali  del  bilancio  e gli impatti
  delle manovre correttive, è il ricorso al mercato finanziario.
       Appare significativo,  in  questa  sede,  operare  dunque un
  raffronto tra le  previsioni  in  materia  di  ricorso al mercato
  finanziario contenute negli  ultimi  DPEF e i risultati effettivi
  conseguiti con le manovre poste in essere.
       Il DPEF 2000-2002  ipotizzava un percorso di azzeramento del
  ricorso al mercato  finanziario  entro  il  2002  da conseguire a
  seguito di manovre  di  contenimento  della  spesa  corrente e di
  interventi sulle  entrate, interventi che avrebbero dovuto essere
  realizzati dalla Regione e dallo Stato.
       Il successivo  DPEF  2001-2003   spostava  l'azzeramento del
  ricorso al mercato finanziario dal 2002 al 2003.
       Successivamente, le  note di aggiornamento al DPEF mettevano
  in luce l'emergere  di difficoltà sia sul versante delle entrate,
  sia  su quello  delle  spese  tali  da  rendere  problematico  il
  conseguimento degli  effetti  di  saldo  ipotizzati dai documenti
  programmatici.
       L'attuale DPEF segnala  la  necessità  di  attuare una nuova
  manovra correttiva  basata,  contemporaneamente, su interventi di
  breve termine e su  interventi  di più lungo termine; una manovra
  che dovrebbe  ridurre  progressivamente  il  ricorso  al  mercato
  finanziario, senza,  però,  azzerarlo nel triennio di riferimento
  del DPEF.
       Stando  alle   previsioni,   confermate  nella  proposta  di
  finanziaria sulla quale  stiamo discutendo, il ricorso al mercato
  finanziario si attesterebbe sui  413  milioni  di euro nel 2002 e
  nel 2003, per ridursi a 258 milioni di euro nel 2004.
       Si tratta di  un  percorso  realistico  e  significativo  di
  risanamento, anche  se  la  condizione  della  finanza  regionale
  rimane connotata da elementi di preoccupazione che devono indurci
  ad un ulteriore,  graduale ma deciso mutamento di prospettiva; al
  30 settembre 2001, i debiti di tesoreria hanno raggiunto la cifra
  di 8.280 miliardi;  il debito finanziario della Regione per mutui
  ed operazioni obbligazionarie  ammontava  a fine esercizio 2000 a
  5.405 miliardi.
       Aggredire questi  squilibri  ed  invertire queste tendenze è
  obiettivo ineludibile di ogni politica.
       Sono tanti i  temi, cari colleghi, all'ordine del giorno del
  dibattito  politico e  sui  quali  nelle  prossime  settimane,  a
  partire  dalla   Finanziaria,   dovremo  approntare  soluzioni  e
  strategie. Qui mi limiterò ad indicarne soltanto alcuni, cercando
  di delineare velocemente i tratti essenziali di essi.
       Credo che un  passaggio  sui problemi del credito sia quanto
  mai necessario alla  luce degli sviluppi che stanno accompagnando
  l'operazione di incorporazione  del  Banco di Sicilia nella Banca
  di Roma.
       Prima di entrare  in  questa  vicenda  mi preme sottolineare
  alcuni aspetti per  altro stigmatizzati nel DPEF. In Sicilia, nel
  2000, abbiamo registrato  un  costo  del  denaro  in crescita: il
  tasso attivo medio è passato dal 7,1% al 7,8%.
       L'ingresso di nuovi operatori nell'Isola non ha eliminato il
  divario tra i  tassi d'interesse praticati nella nostra Regione e
  i tassi praticati in  altre aree del Paese.
       In Sicilia, è inutile nasconderlo,  il  denaro  costa di più
  rispetto al  resto  d'Italia.  E'  questo  il  contesto in cui si
  inserisce  la  vicenda del Banco di Sicilia. L'iniziativa portata
  avanti in  questi  mesi  e  in  questi giorni dal Parlamento, dal
  Governo  della  Regione,  dalle  organizzazioni  sindacali per il
  pieno  rispetto  e  la  valorizzazione del ruolo e del futuro del
  Banco  di  Sicilia  è  stata ed è una  battaglia  sacrosanta,  nè
  provinciale nè di retroguardia.  Il raccordo  e la determinazione
  con cui sono state portate avanti le trattative con Banca di Roma
  hanno certamente modificato alquanto le prospettive  con  cui  la
  stessa  Banca  di  Roma  riteneva  di  poter  portare  a  termine
  l'incorporazione  del  Banco  di Sicilia;  noi  tutti  ricordiamo
  l'atteggiamento  di  arroganza e di sufficienza  dei  vertici  di
  Banca di Roma su tempi e modalità  della  incorporazione  stessa;
  dai  tempi della prima audizione in  Commissione  Bilancio  delle
  organizzazioni  sindacali,  va  dato  atto  al  Presidente  della
  Regione di avere recuperato margini importanti  per  definire  la
  vicenda in termini accettabili per la Regione e di avere ribadito
  la ferma intenzione comunque di riportare al Parlamento regionale
  la  determinazione  finale  sulla  trattativa  in  corso.  Ed  in
  effetti  il  pronunciamento  dell'Assemblea, allora  unanimemente
  contraria ad una operazione che non tenesse in  debito  conto gli
  interessi della Sicilia e dello stesso Banco, hanno avuto un peso
  importante nello svolgimento degli sviluppi successivi  ed è bene
  riportare in tale sede la conclusione della partita.  Ciò  non di
  meno oggi continuiamo ad essere preoccupati per  come evolvono le
  questioni.   In  questa  fase è la trattativa  sul  concambio  ad
  essere al centro della vicenda.
       Si  tratta,  com'é noto, del calcolo del valore delle azioni
  di Banca  di  Roma  e Banco di Sicilia in ordine alla costituenda
  Holding di partecipazione che ingloberà  anche  partecipazioni di
  altre banche previamente incorporate.  Ebbene,  cari colleghi, io
  ho   manifestato  perplessità  non   tanto   sull'operazione   di
  incorporazione  del  Banco  di  Sicilia  nella Banca  di  Roma  -
  operazione  che,  peraltro,  l'attuale   Governo   regionale   ha
  ereditato - quanto sul modo con il quale  si  sta procedendo alla
  detta incorporazione.  Sull'argomento, lo  ricordo  a quest'Aula,
  ho presentato un'interpellanza.  E l'ho presentata non per creare
  problemi al Governo, ma, al contrario, per cercare  di dare forza
  al Governo regionale che su tale delicata  materia sta conducendo
  una  difficile  trattativa.
       Vedete,  onorevoli  colleghi, le mie  perplessità  circa  il
  calcolo  del  concambio  nascono da  un'attenta  valutazione  dei
  bilanci di Banca di Roma e Banco di  Sicilia; una valutazione che
  ho  effettuato insieme con i miei  collaboratori.  Dalla  lettura
  dei  bilanci emergono con chiarezza alcuni passaggi  che,  a  mio
  avviso, vanno sottolineati e resi noti a quest'Aula.
       Non  sto  qui  ad elencare tutte le cifre esatte desunte dai
  bilanci  delle  due banche; tuttavia, da un esame dei due bilanci
  appare  chiaro  che, proseguendo sulla strada che si è intrapresa
  nel   calcolo   del   concambio,  si  corre  il  rischio  di  una
  sopravvalutazione del patrimonio netto della Banca di Roma. Non è
  difficile   arguire   che   un'eventuale   sopravvalutazione  del
  patrimonio  netto  di  Banca  di  Roma  comporterebbe  una minore
  presenza,  in  termini di partecipazione, del  Banco  di  Sicilia
  nella costituenda holding.
       Scendendo  nei  particolari,  mi  piace  sottolineare che la
  Banca di  Roma  rettifica  i propri dubbi esiti al 27% circa;  la
  stessa  Banca  di  Roma rettifica le proprie sofferenze al 33,8%.
  Viceversa,  il Banco di Sicilia rettifica i propri dubbi esiti al
  61% circa, mentre le sofferenze le rettifica al 66% circa.
       Come  potete  notare,  c'è un differenziale di almeno trenta
  punti  tra le modalità di rettifica adottate dalle due banche. Va
  da  sè  che  un  siffatto  modo  di  rettificare  dubbi  esiti  e
  sofferenze  determina,  in  proporzione,  condizioni positive per
  Banca  di  Roma.  Infatti, se nel calcolo del patrimonio netto si
  applicassero  alla  Banca  di Roma le stesse percentuali medie di
  rettifica  sui  dubbi esiti e sulle sofferenze applicate al Banco
  di Sicilia  - cosa che dovrebbe essere fatta in sede di concambio
  -  si  avrebbe una sensibile riduzione del patrimonio netto della
  stessa   Banca   di   Roma  e,  quindi,  una  partecipazione  più
  sostanziosa del Banco di Sicilia nella Holding che si sta andando
  a costituire.
       Tra l'altro, mi piace ricordare che il calcolo del concambio
  delle azioni  tra le due banche si sta facendo con riferimento ai
  dati di bilancio del 2000.  Altra cosa, questa, che non convince.
       Perché, visto che ormai siamo nel 2002, e visto che sono già
  disponibili i dati di bilancio delle due banche relativi al 2001,
  non  procedere  al  calcolo  del concambio facendo riferimento al
  bilancio 2001?
       Tornando  ai  conti  economici   regionali,   ribadisco  che
  l'obiettivo  primario da perseguire è  il  graduale  allentamento
  della  condizione  di  rigidità del bilancio  della  Regione;  un
  bilancio oggi troppo 'ingessato' da spese  correnti  con  margini
  ridotti di comprimibilità.
       Sbaglia chi dovesse  immaginare  che  il  risanamento  possa
  essere conseguito con la  dismissione di politiche residuali o di
  impatto tutto sommato limitato; sono nodi che vanno aggrediti con
  politiche  coraggiose  ad   alta   tensione  anche  sociale,  che
  comportano rinunce ed assunzioni  di  responsabilità per tanti, a
  cominciare ovviamente dal governo,  ma  che  non  può risparmiare
  parti sociali e livelli istituzionali diversi.
       Sotto questo profilo, va  dato  atto  all'attuale governo di
  avere individuato con  coerenza  alcune  priorità;  oggi,  grosso
  modo, abbiamo chiari  alcuni  obiettivi  da  raggiungere.  Adesso
  bisogna  mettere in campo  gli  strumenti  per  raggiungere  tali
  obiettivi.
       In tema di  razionalizzazione vorrei ricordare la formazione
  professionale, un settore  portante  per l'economia siciliana. Un
  settore  per  il  quale   riteniamo,   e  l'audizione  svolta  in
  Commissione  Bilancio  dall'Assessore  per il lavoro   ce  lo  ha
  confermato, vi siano margini importanti di intervento normativo e
  di  governo  per migliorare il comparto  e  migliorare  l'impiego
  delle risorse. Oggi in questa attività  confluiscono  due  grandi
  aree di spesa: i fondi regionali (legge numero 24  del  1977) e i
  fondi  europei.   Ebbene,   condividiamo  pienamente  l'obiettivo
  indicato nel Dpef di trasferire l'attività formativa a carico dei
  fondi europei, limitando l'impegno finanziario della Regione alla
  quota di cofinanziamento.
       La formazione professionale degli anni a venire dovrà sempre
  più essere legata alle reali  esigenze  del  mercato del lavoro e
  sempre meno all'assistenzialismo.
       Un ruolo centrale per lo sviluppo della Sicilia dovrà essere
  svolto dal turismo. Qui mi  sembra  quanto mai opportuno un breve
  richiamo al rapporto Svimez del 2000  da  cui viene fuori un dato
  che non può essere ignorato:  e  cioè  che  il richiamo turistico
  esercitato dal Mezzogiorno  d'Italia  continua  ad essere debole.
  Solo una presenza turistica  su  cinque  viene  trascorsa nel Sud
  d'Italia e la quota scende  al  14,6%  se riferita agli stranieri
  (anche se proprio su questo  punto  la Sicilia fa segnare qualche
  elemento  positivo,  se  è  vero  che  nella  nostra  regione  la
  componente estera delle  presenze  turistiche ha fatto registrare
  una quota del 39%, mostrando  una  crescita  del  15% rispetto al
  1999).
       Del resto, questo dato  è  perfettamente in linea con quanto
  verificato dalla Mercury di Firenze, la società che ha redatto il
  Primo rapporto sul turismo  in Sicilia. Da questo Rapporto emerge
  che la nostra Isola è  una  delle  poche  regioni  percepite  dal
  pubblico straniero con  una  sua  specifica  identità:  elemento,
  questo, che dovrebbe essere  utilizzato e valorizzato per mettere
  a punto un'offerta  turistica  competitiva.  Le potenzialità, sul
  fronte  turistico,  non  mancano.   Ciò   nonostante   i   flussi
  turistici, nella nostra regione, sono ancora oggi ben al di sotto
  delle aspettative. Il perché di questo  mancato decollo turistico
  sta anzitutto nelle carenze strutturali e gestionali della nostra
  rete  di  comunicazione  e  nell'inadeguatezza   del  sistema  di
  accoglienza.
       Per ciò che concerne  il primo punto - l'insufficienza della
  rete di comunicazioni - torniamo sempre al discorso relativo alle
  infrastrutture, che in Sicilia  sono ancora carenti. Anche se sul
  fronte  della rete di  comunicazione  va  dato  atto  all'attuale
  Governo regionale di aver già siglato l'accordo-quadro in materia
  di trasporti; si tratta di un programma di investimenti che mette
  insieme  fondi  di  varia   natura   (fondi  europei,  statali  e
  regionali), un 'pacchetto' di  investimenti  che,  se attuati con
  oculatezza e nel rispetto  dei tempi di realizzazione, dovrebbero
  consentire alla nostra regione  di  poter usufruire, nei prossimi
  anni,  di  una  rete  di  trasporti  moderna  e  attrezzata,  con
  riferimento  alle  autostrade,   alle   strade,  ai  porti,  agli
  aeroporti ed al trasporto ferroviario.
       Sempre  in  materia  turistica,  va  dato  atto  all'attuale
  assessore  regionale  per  il  turismo  e  i  trasporti  di  aver
  manifestato  grande  dinamismo   non   soltanto  sul  fronte  dei
  trasporti (penso al già citato accordo-quadro per il settore), ma
  anche con riguardo alla  questione, per troppi anni ignorata, dei
  porti turistici; anzi, di una moderna rete di porti turistici, da
  dislocare lungo il periplo  della  nostra  regione,  in  grado di
  attirare turismo di qualità.  Va  da  sé  che  quando si parla di
  porti turistici una  riflessione  va  fatta  anche  sulla  grande
  questione delle isole minori;  isole  minori  che  sono le Eolie,
  Egadi e Pelagie e, debbo dire, anche Pantelleria.
       Anche   per   queste   aree,   pur   nel  rigoroso  rispetto
  dell'ambiente,  va  ipotizzato un 'pacchetto' di investimenti per
  incrementare  le  presenze  turistiche, in una logica che non sia
  più quella delle 'belle d'estate', ma puntando, invece, anche per
  le  isole  minori,  ad  un  turismo,  come  dicono  gli  esperti,
  destagionalizzato,  ovvero  su  un'offerta  turistica  valida per
  tutte le stagioni.
       Mi  piacerebbe  al  riguardo  che  si  mettesse in piedi una
  ipotesi  che  sfruttasse  le  sinergie  che  possono  realizzarsi
  immaginando   un   circuito   di   grandi  eventi  culturali  che
  interessano  i luoghi siciliani maggiormente conosciuti nel mondo
  come  Taormina, Erice, Noto, Monreale, Piazza Armerina, Cefalù ed
  altre  realtà, che integrano e coordinano, in un circuito appunto
  di  grandi  eventi culturali, una offerta turistico-culturale che
  spazia  nei  diversi campi dell'arte ed interessi diversi momenti
  dell'anno.
       Mi  soffermo molto sul turismo in sinergia con il patrimonio
  culturale, perché su questo settore la nostra terra, nei prossimi
  anni,  gioca  una  scommessa  strategica. Noi tutti ci aspettiamo
  molto  dal  turismo,  da  un  corretto sviluppo turistico; sicché
  attendiamo con ansia che l'attuale assessore finisca di mettere a
  punto il disegno di legge per il turismo.
       Badate, questo Parlamento non vara una legge organica per il
  turismo  da  quasi  trent'anni.  Se  questo  Governo,  se  questo
  assessore  riusciranno  a consegnare all'Aula un disegno di legge
  di  ampio respiro, se il Parlamento siciliano, nei prossimi mesi,
  riuscirà  ad  approvare la prima, vera legge sul turismo, ebbene,
  cari colleghi, avremo raggiunto un grande obiettivo.
       Un'altra  questione che merita attenzione da parte di questa
  Assemblea è rappresentata dalle privatizzazioni. E' una questione
  alla quale bisogna dare  un impulso decisivo. Si è già legiferato
  in passato; con la finanziaria di quest'anno si ritorna sul tema.
  Si  tratta,  adesso,  di  imprimere  un  più  deciso impulso alla
  dismissione   delle   partecipazioni   regionali  ed  avviare  la
  trasformazione   societaria   e   la   privatizzazione  dell'Eas,
  dell'Esa,  delle  Aziende  delle  terme, rivitalizzando aziende e
  comparti  suscettibili  di creare attività di impresa, reddito ed
  occupazione.  Verificare  quanto fatto dal liquidatore degli enti
  regionali; accertare lo stato dell'attività di dismissione; se ci
  sono  stati e se ci sono dei problemi, suggerendo, eventualmente,
  possibili soluzioni.
       Anche il pianeta  dei trasporti merita un breve accenno. Non
  mi riferisco, ovviamente, agli investimenti, peraltro già citati,
  previsti dall'accordo-quadro.  Il  riferimento, in questo caso, è
  ai contributi che  la  Regione  eroga  ogni  anno alle aziende di
  trasporto pubbliche  (Ast,  Amat  di  Palermo,  Atm  di  Catania,
  eccetera)  e  alle  aziende  di  trasporto private (le cosiddette
  autolinee).
       Ci troviamo ad operare in questo campo in forza di un quadro
  normativo inadeguato, con oneri a totale carico finanziario della
  Regione: è inderogabile riformare il comparto, con una disciplina
  organica che razionalizzi gli interventi.
       Siamo  alla  vigilia  di  una  settimana decisiva dei lavori
  della  Commissione  Bilancio  per  la  definizione  dei documenti
  finanziari;   molte  cose  debbono  ancora  essere messe a punto,
  abbiamo  da  esaminare  molti  emendamenti e da considerare tante
  richieste  ed  aspettative che le stesse delegazioni, che abbiamo
  audito, hanno manifestato.
       Ebbene,  io penso, in tutti i casi, di  poter  esprimere,  a
  nome della maggioranza ed in piena sintonia con  il  Governo,  la
  ferma  determinazione  di  sottoporre   all'esame   dell'Aula   i
  documenti di bilancio ed una finanziaria che  cercheranno di dare
  risposte  realistiche  e  credibili  ma   che  saranno  anzitutto
  pienamente rispettosi ed in linea con i vincoli ed i saldi che il
  Dpef  ha  posto  per  l'esercizio  in  corso  e   per  gli  altri
  interessati dal bilancio pluriennale come tappe  di  un  percorso
  virtuoso di risanamento che dovrà completarsi  in una prospettiva
  temporale adeguata.
       Il  Dpef indica - ne  facevo  cenno  prima - alcune  opzioni
  strategiche in  tale  strada  di  risanamento:  accelerare  sulla
  strada delle privatizzazioni e razionalizzare talune politiche di
  settore.  Propongo  che  la  risoluzione dell'Aula che approva il
  Dpef impegni al  contempo  il Governo a presentare in Assemblea i
  progetti  di   legge   di   riforma   organica  della  formazione
  professionale, del  settore dei trasporti e della forestazione ed
  a  relazionare  entro  la  sessione  estiva  sul  progredire  dei
  processi di  trasformazione e privatizzazione.
       Solo cominciando  a  dare  scadenze e strumenti precisi alle
  nostre indicazioni renderemo credibile e tangibile un percorso di
  risanamento che esce finalmente dalla stagione delle enunciazioni
  e  diviene  pratica politica e politica  riformista.  Il  lavoro,
  dunque,  comincia  da  oggi  con   l'approvazione   delle   linee
  programmatiche,  proseguirà  con  i   documenti   finanziari  per
  affrontare  poi le grandi riforme che dovranno  dare  sostanza  e
  contenuto  al  cambio  di prospettiva che  vogliamo  imprimere  a
  questa regione.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Capodicasa per
  svolgere la relazione di minoranza.

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.   Signor  Presidente,
  onorevole Assessore,  onorevoli colleghi, credo che abbiamo fatto
  bene a decidere  di  proporre all'Aula una relazione di minoranza
  sul Documento  di programmazione economica e finanziaria non solo
  perché  già nella discussione che abbiamo  avuto  in  Commissione
  era emersa una tale radicale divergenza di vedute tra il giudizio
  che dava l'opposizione e quello del Governo  e  della maggioranza
  sul  documento che  giustificava una  più  diffusa  illustrazione
  delle  nostre  posizioni in Aula ma, a sentire  la  relazione  di
  maggioranza conclusa poc'anzi dal Presidente  della  Commissione,
  onorevole Croce, mi convinco che abbiamo  fatto doppiamente bene,
  perché  egli  non  ha  minimamente  tenuto  conto  del  dibattito
  sviluppatosi in  Commissione.  Innanzitutto  sulla validità dello
  strumento:  l'onorevole  Croce  ha  affrontato  il  Documento  di
  programmazione  economica  e  finanziaria  come  se  tutto  fosse
  normale, in ordine.
       Vorrei ricordare  che  proprio  il  dibattito in Commissione
  aveva messo in  luce  la assoluta inadeguatezza del Documento non
  tanto, o non  solo,  per  il  suo  contenuto che, ovviamente, noi
  giudichiamo  tale,   ma   per   la  sua  intempestività  rispetto
  all'andamento del ciclo economico, alla evoluzione che, nell'arco
  di   questi   mesi,   la  situazione   economica   nazionale   ed
  internazionale  ha  avuto.  Al punto che  alcuni  colleghi  della
  maggioranza hanno ritenuto di proporre  di approvare  il  Dpef "a
  prescindere" - come diceva Totò - "approviamolo tanto non serve a
  niente e andiamo  avanti  con il resto dei documenti finanziari",
  si sa, perché  il  documento  era  assolutamente inattuale, era -
  diciamo - una proposta  volta  in  positivo, non la critico ma la
  richiamo  esattamente  per   dire   che   il   dato   della   sua
  intempestività, dell'essere  superato  dai  tempi, era patrimonio
  comune della Commissione, compresi i colleghi della maggioranza.
       In questo contesto,  anche  il Governo prese atto, alla luce
  delle sottolineature  da  noi  evidenziate  in Commissione, della
  necessità di apportare  delle  modifiche  in  Aula. Tali erano le
  discrepanze  -  in   alcuni  casi,  oserei  dire,  persino  delle
  inattualità - che  lo  stesso  Governo  sentiva  la  necessità di
  dovere provvedere ad  una sua riformulazione, perlomeno in alcune
  parti.
       Di tutto questo non ho trovato traccia  nella  relazione  di
  maggioranza, devo dedurne che questo proposito è  bello  e morto.
  Non  lo dico con compiacimento, lo dico  con  estremo  rammarico,
  perchè, quando  nel  1999  abbiamo immaginato  lo  strumento  del
  Documento di  programmazione  economica e finanziaria, lo avevamo
  immaginato allo scopo  di  ancorare l'intera manovra di bilancio,
  che passa dal Dpef,  dalla finanziaria e poi dal bilancio, a dati
  di analisi economico-sociale  e  poi  anche a dati finanziari che
  fossero certi, comunque  frutto  di  un  ragionamento  e  di  una
  programmazione.
       Però, come  esordisce  il  nuovo  Governo, eletto a furor di
  popolo dal 57  per cento, credo, dei siciliani?  Esordisce con la
  presentazione   del   Documento  di  programmazione  economica  e
  finanziaria il 30 di novembre - prego annotare  - quando, invece,
  la legge prescrive  che  tale Documento viene presentato entro il
  30 giugno di ogni  anno  ed  approvato dall'Aula entro la fine di
  luglio dello stesso anno, quindi il mese successivo.
       Nessuno poteva esigere  che  un  Governo  eletto  la fine di
  giugno presentasse il  Dpef  alla  fine  dello stesso mese. Credo
  però che si potesse  richiedere che fosse presentato alla fine di
  luglio,  alla  fine   di   agosto,   entro   settembre   per  poi
  conseguentemente elaborare  i documenti finanziari, cioè bilancio
  e finanziaria, in relazione  alle  scelte  che  il  Dpef andava a
  compiere.  No, il Dpef  è  stato  presentato  il 30 novembre e lo
  discutiamo in quest'Aula a metà del mese di febbraio successivo.
       Vorrei  ricordare  che  in questo periodo, cioè nei sei mesi
  circa di cui noi  discutiamo, è successo che il Governo nazionale
  - eletto anch'esso,  guarda  caso,  nel  mese  di  maggio, quindi
  rispetto al Governo regionale non ha avuto tempo in più se non un
  mese circa - ha  presentato  il proprio Dpef, lo ha approvato, ha
  presentato la propria  finanziaria  e  il proprio bilancio, li ha
  approvati.
       Nello stesso tempo i dati economici, come giustamente rileva
  lo  stesso  Dpef, sono  mutati  perchè  la  situazione  economica
  internazionale si è evoluta: vi è il rapporto del Fondo monetario
  internazionale  presentato  il  30  ottobre  ma  elaborato  prima
  dell'11 settembre,  che già ritoccava le previsioni dell'economia
  internazionale un tantino in ribasso sui Paesi industrializzati e
  questo, ovviamente,  aveva  un riflesso per la politica economica
  italiana.
       Alla luce di questo il ministro Tremonti, a  metà  circa del
  mese  di  settembre  (il 21 settembre), presentava  la  relazione
  previsionale e programmatica per correggere già le previsioni del
  Dpef nazionale  presentato,  che  ritoccava  anch'esso al ribasso
  alla luce  delle  tendenze  dell'economia,  delle  previsioni del
  Fondo monetario internazionale ma anche, questo sì, alla luce dei
  fatti dell'11  settembre.  Si  andava  quindi all'approvazione di
  tutti i documenti finanziari dello Stato. Noi invece siamo ancora
  qui a lavorare, a discutere di un Dpef che di tutto questo non ha
  tenuto minimamente conto.
       Allora sorge un dubbio: che  cos'è  per  il Governo e per la
  maggioranza il Dpef? E' una  incombenza  di  cui liberarsi al più
  presto; per il Presidente della  Regione è nulla, perché non si è
  visto in Commissione, non si è visto  in  Aula. Si sa che il Dpef
  non è un puro  documento  finanziario  da  delegare all'assessore
  per la  sanità,  è  un  documento  di  programmazione  triennale.
  Addirittura il Governo Berlusconi ha fatto la scelta, discutibile
  quanto si vuole, ma che comunque aveva un suo senso, di elaborare
  un Dpef, non  solo  triennale  ma  per  l'intera legislatura, per
  indicare gli intendimenti  del  Governo  appena  eletto  e  della
  maggioranza.
       Il Presidente  della  Regione  ritiene,  come  del resto per
  altri aspetti, di non onorare l'Aula della sua presenza e neanche
  la Commissione.  Se non  ricordo  male,  in  7  mesi  di attività
  parlamentare il Presidente si  è  visto  in  Aula solo due volte,
  quando abbiamo  discusso le dichiarazioni programmatiche e quando
  abbiamo discusso la mozione  sul Banco di Sicilia, una sola volta
  in Commissione (in quarta),  quando  si  è discusso del parere da
  rendere all'accordo di  programma  quadro  sui trasporti, dopo di
  che non si è più visto.
       Signor    Presidente,    ma    nessuno   pensa   che   forse
  nell'assenteismo dei  parlamentari, nel disinteresse per i lavori
  di Commissione,  nel  disinteresse per l'attività legislativa non
  sia  da   ricomprendere   come   motivo,   come  causa  anche  il
  disinteresse del Governo  e  del  suo  Presidente  per la vita di
  questa Assemblea?
       Ma se il Presidente non viene, perché gli altri parlamentari
  dovrebbero lavorare con dedizione?
       So bene la  risposta  qual è. E' quella che, comunque sia, i
  deputati devono essere  presenti. Ma io credo che ci sia anche un
  modo di valorizzare  il  lavoro  di parlamentare di Commissione e
  d'Aula che  non viene fatto.
       Ad ogni  modo,  dicevo, per andare avanti, che il Governo ha
  ritenuto che  il  Dpef  non  avesse  l'importanza che, invece, la
  legge gli  attribuisce, tanto è vero che il Governo ha presentato
  poi una  legge  finanziaria che non c'entra nulla con il Dpef per
  quanto  riguarda  i  contenuti  finanziari  ma  anche  per quanto
  riguarda le  modalità di svolgimento della discussione. E bene ha
  fatto  il  Presidente  dell'Assemblea,  e  di questo gliene siamo
  grati, di avere utilizzato i poteri che gli conferisce la legge e
  quindi anche  il  Regolamento d'Aula, l'articolo 73 ter, per dire
  che  vi  sono finalmente delle regole che presiedono all'attività
  parlamentare,   che   vanno   rispettate   da   parte  di  tutti,
  parlamentari   e  Governo,  e  non  c'è  di  conseguenza  un'idea
  complessiva  della  manovra  finanziaria  che  il  Governo  vuole
  portare in Aula.
       Noi   abbiamo   già   svolto   in  Commissione  Bilancio  la
  discussione generale  sulla  legge finanziaria;  credo sia emerso
  con palmare evidenza il fatto che la manovra nella sua totalità è
  frutto di pura  casualità.  Al  cospetto  delle  relazioni  della
  Corte dei conti, al cospetto delle tante dichiarate intenzioni da
  parte della maggioranza di portare avanti una politica di rigore,
  non c'è una  corrispondente  manovra finanziaria che abbia questo
  contenuto e questa  sostanza.  Qualche  provvedimentino qua e là,
  ma nulla che  aggredisca  i  nodi  del  deficit strutturale della
  Regione, che avvii al risanamento i conti.
       E  allora,  dobbiamo  per   forza   di  cose  essere  noi  a
  sottolineare  come,  in fondo, la discussione su questo Documento
  di  programmazione  economica  e  finanziaria sia ormai un fatto,
  direi  quasi,  di  puro  godimento  oratorio, estetico perchè noi
  sappiamo  già che non avrà alcuna refluenza sulla discussione che
  seguirà  la  legge  finanziaria  e  sul bilancio, perchè quei due
  documenti  sono  stati  costruiti a prescindere da quello che noi
  qui   oggi  stiamo  discutendo,  perchè  la  Commissione  ha  già
  cominciato  i  lavori della finanziaria, perchè il bilancio è già
  stato  costruito.  Quindi  abbiamo  un  elemento distorsivo delle
  procedure di  lavoro  e  di esame dei documenti finanziari che, a
  mio avviso, è molto grave.
       Allora, comunque vogliamo entrare  un po' più nel merito del
  documento - mi si consentirà di farlo -.
       Onorevole Assessore, il documento devo dire che ha in alcune
  parti anche  un  suo  pregio,  evidentemente è un po' sfuggito di
  mano  perchè,  mentre  fa  delle  analisi  corrette,  però  è  il
  documento  della maggioranza e deve arrivare a certe conclusioni,
  ma i  dati  sono  oggettivi,  sono  dati statistici, non è facile
  piegarli;   c'è   in   alcune   parti   anche  una  certa  onestà
  intellettuale ad ammettere i dati, diciamo, negativi, strutturali
  dell'economia  e della finanza regionale, quindi è un coacervo di
  contraddizioni,  mentre afferma nega e poi riafferma di nuovo per
  negare di  nuovo.  E  mentre  si  dice  che si possono fare tante
  bellissime cose  nell'arco  -  si  badi  bene - dei prossimi otto
  mesi,  una cosa magnifica, faremo riforme, ristruttureremo tutto,
  riorganizzeremo,  una cosa meravigliosa, nello stesso tempo dice,
  però, che vi  è  una  serie di impedimenti ma di tale natura e di
  tale portata che sarà praticamente impossibile raggiungere quegli
  obiettivi.
       La verità è che questo  Dpef  è  costruito  su  un  disastro
  finanziario non annunciato ma già operante di fatto, e con i dati
  che galoppano  in negativo e che da parte del Governo non ci sono
  le  indicazioni perchè si esca da questa situazione.
       Noi   abbiamo   una   descrizione  del  quadro  economico  e
  finanziario  pesantissima,  è  riconosciuto dal Dpef;  non poteva
  essere  diversamente.  E,  però,  dice il Dpef succederanno delle
  cose importanti  nei  prossimi  mesi, nel prossimo anno perchè il
  documento  è  del  2001.  L'anno  prossimo  avremo  un intervento
  massiccio  del  Governo  nazionale  sulla  situazione economica e
  finanziaria della Regione siciliana che riguarda il Mezzogiorno e
  la  Sicilia, che contribuirà a rivoluzionare totalmente il quadro
  negativo  che  abbiamo.  I provvedimenti sono:  la 'Tremonti', la
  legge  sulle  infrastrutture  cosiddetta  'legge  Lunardi'  e  la
  Finanziaria 2002 del Governo.
       Queste  analisi  e  queste  previsioni erano state fatte nel
  mese di  ottobre, il Dpef è stato presentato a novembre, immagino
  che sia stato elaborato nel mese di ottobre quando ancora non era
  stata  approvata  la legge finanziaria dello Stato, non si sapeva
  ancora  quali  sarebbero  stati gli effetti della legge Tremonti,
  quali  sarebbero  stati  i contenuti della legge Lunardi, per cui
  era  facile  scrivere  nel  nostro  Dpef  che  avremmo  avuto  un
  ribaltamento della situazione in virtù di queste leggi.
       Oggi siamo noi  a tirare le somme: il diavolo ci ha messo la
  coda perchè  discutendo  noi  nel mese di febbraio, oggi siamo in
  grado di  dire che la Tremonti non sta dando alcun beneficio, non
  solo in  Sicilia  ma  a  livello  nazionale;  credo che risulti a
  tutti, poiché  lo si è letto sui giornali, che lo stesso ministro
  Tremonti  riflette  sulla  opportunità  di  inibire  la legge, di
  ritirarla,  perchè  non  sta dando nessun beneficio essendo fatta
  male.
       Intanto, è  una legge che non aiuta il Mezzogiorno, al punto
  che  l'onorevole  Tricoli, presidente della Commissione 'Attività
  produttive', ha  cercato  di  correre  ai  ripari  presentando un
  disegno   di  legge  che  carica  alla  Regione  siciliana  oneri
  aggiuntivi  rispetto alle imprese che utilizzeranno la 'Tremonti'
  per  rendere  più appetibile l'investimento in Sicilia, perchè la
  'Tremonti' non porta investimenti nel Mezzogiorno e in Sicilia.
       Si  sa, il  meccanismo  della  'Tremonti' agisce su tutto il
  territorio  nazionale e anzi dà più risultati laddove l'impresa è
  più forte, il tessuto industriale è più competitivo.
       Quindi,  sul  Nord  del Paese dove abbiamo una incidenza del
  tessuto  industriale  sull'intero prodotto del 12%, la 'Tremonti'
  onestamente non si può dire che possa portare risultati, come poi
  giustamente lo stesso Dpef ammette.
       Vedete  questo ondeggiare del Dpef, mentre dice 'la Tremonti
  risolverà il  problema',  subito  dopo  dice  però che il tessuto
  industriale della Sicilia è piccolo e medio, anzi più piccolo che
  medio e, come si sa, la Tremonti favorisce la grande impresa.
       Dice poi,  sempre  il  Dpef, che la Tremonti non è selettiva
  nell'intervento  e  quindi  non  favorisce,  poi  afferma che gli
  effetti della  Tremonti,  diciamo da un punto di vista temporale,
  sono così  brevi che non rendono appetibile, insomma una somma di
  elementi che svuotano poi le affermazioni fatte.
       La legge  Lunardi all'epoca in cui il Dpef è stato elaborato
  era legge-obiettivo ed era quindi legge-delega sostanzialmente.
       Onorevoli colleghi  oggi  non  è  più  nè legge obiettiva nè
  legge delega,  oggi  è  delibera  del  Cipe  in  cui  sono  state
  individuate le opere.
       Bene, le  opere  che riguardano la Sicilia sono pari pari le
  opere che erano già contenute, tranne due - ora dirò quali sono -
  nell'accordo  di  programma-quadro  firmato  dal Presidente della
  Regione e del ministro Lunardi.
       Su  questo  poi  parlerò  appositamente perchè è un capitolo
  troppo interessante per affrontarlo in questo momento.
       Non   c'è,   fatta  eccezione  per  la  Nord-Sud  che  viene
  finanziata e per il finanziamento della sola progettazione per la
  Palermo-Agrigento e  per  la  Gela-Trapani,  altro  intervento di
  nuova istituzione e di nuovo finanziamento.
       Quindi, dalla  grande legge sulle infrastrutture, poi c'è il
  Ponte sullo Stretto ovviamente  in questo grande intervento sulle
  infrastrutture del  Mezzogiorno, portiamo a casa solo la Nord-Sud
  che, a mio parere, era già progettata, pronta per essere inserita
  nell'accordo di  programma-quadro  che,  per una serie di ragioni
  che   ora   approfondiremo   quando   arriveremo  all'accordo  di
  programma-quadro, non è stata inserita.
       Null'altro
       Tutto il  resto  è  ciò  che  è  contenuto  nell'accordo  di
  programma-quadro   il   quale  a  sua  volta  contiene  le  opere
  finanziate - andate a vedere le date dei decreti - dai governi di
  centro-sinistra, tutti del  1999,  nel governo di centro-sinistra
  nazionale, che ovviamente arrivano  ora  ad  operare  e di cui il
  ministro Lunardi ovviamente  si  fregia  senza  avere  ovviamente
  mosso  un  dito.   Il   Presidente   della  Regione, alle  nostre
  contestazioni  circa  l'inserimento  nell'APQ  di  alcune  grandi
  opere,   che  erano  presenti  nell'accordo  di  programma-quadro
  elaborato dalla giunta  regionale di centrosinistra, e che era in
  fase di discussione  con il ministero, ha portato due motivazioni
  (la seconda  la  discuteremo successivamente): ha detto che tutto
  ciò che non  c'è  poi  lo metteremo nella legge Lunardi, ha detto
  che abbiamo un  tavolo  tecnico  -  ormai ci si riempie sempre la
  bocca parlando di  tavolo  tecnico - con il Ministero ed entrerà.
  Questo è il  risultato  di  questa  importante legge che dovrebbe
  sconvolgere il panorama economico e sociale della Regione.
       Il terzo punto riguarda la Finanziaria del 2002, che avrebbe
  dovuto produrre anch'essa  effetti  a  catena sull'economia della
  Regione, tali da modificare  il  quadro  analitico  che era stato
  prospettato.  La legge  finanziaria  del  2002 ormai è approvata.
  E' legge e sappiamo  cosa contiene: con essa, rispetto alla legge
  finanziaria del 2001, la Sicilia fa un nettissimo passo indietro.
  Nella  legge finanziaria  del  2001  era  previsto  il  pacchetto
  Sicilia che portava da  noi  600  miliardi solo per il pacchetto,
  senza contare poi tutte  le agevolazioni che vi erano contenute e
  di cui il DPEF oggi  incassa  i  risultati nella sua analisi.  Il
  risultato è il seguente:  è  ipotizzabile  che  nel  2002  questi
  miseri   provvedimenti   fisiologici   della   Finanziaria,   che
  riguardano la Sicilia  -  assolutamente  marginali,  direi  quasi
  ordinari - per il 2002 possano mutare?
       Quindi è un  ragionamento  costruito.  E  parla ancora della
  "la legge dei 100  giorni",  "il provvedimento dei cento giorni",
  cioè il provvedimento sull'emersione  dal  sommerso.  E  se da un
  lato sostiene che si  tratta  di  un  provvedimento  che  ci  può
  aiutare, poi dall' altro  lato  smonta  lo  stesso  DPEF  con  un
  ragionamento correttissimo.  Io  devo dare atto ai funzionari che
  lo  hanno  scritto   di   onestà  intellettuale,  dice: "(...) si
  presuppone - sulla base di  calcoli  che  vi sono contenuti - che
  con  questo  provvedimento in  Sicilia  sono  circa  400  mila  i
  lavoratori che potrebbero  venire  in  superficie",  ma in realtà
  fatti poi i calcoli  complicati, le proiezioni, sono centomila le
  unità  che  possono  emergere   dal  sommerso.  Però  il  DPEF  è
  elaborato nei mesi autunnali  e  dice che bisognerà vedere perché
  ci  sono  delle   controindicazioni in quanto  il  carattere  del
  sommerso in Sicilia è  strutturale, ed  è  quindi  difficile  che
  emerga, poi dice della  brevità  di  tre  anni  della previsione.
  Difficile che un  imprenditore  che  sta nel sommerso, ovviamente
  per  ragioni  ben   complesse,  decida  per  avere  un  vantaggio
  triennale di uscire  dal  sommerso  quando  poi  questo vantaggio
  triennale   se   lo    rimangia   nell'arco   di   qualche   anno
  successivamente.  Poi dice  che  l'interazione  con  la normativa
  esistente di incentivazione ha già indotto, e parliamo ovviamente
  del credito di imposta, di tutte le iniziative della legge Visco,
  etc.  etc., ha già  consentito  alle  imprese più competitive, le
  migliori che esistono in  Sicilia, di uscire dal sommerso perché,
  se vogliono utilizzare gli  incentivi  dello Stato, devono venire
  fuori dal sommerso.
       Quindi la  parte  migliore è già uscita, a prescindere dalle
  agevolazioni che  dà  questa  legge.
       E ancora: la legge  esclude  il lavoro autonomo ed il lavoro
  saltuario in Sicilia, realtà  lavorativa  che invece in Sicilia è
  il dato preminente. Questo  sommerso  che dovrebbe venire fuori e
  che dovrebbe garantire  addirittura  un gettito fiscale sensibile
  per il bilancio della Regione  come  deve  venire fuori se poi il
  ragionamento e l'analisi che viene fatta è quella che è?
       La verità è che oggi,  sempre il famoso diavolo che ci mette
  la coda, noi siamo  in  grado  di  verificare il risultato finale
  della legge perché  essa  chiudeva  alla  fine di novembre, il 30
  novembre 2001  bisognava  fare  le  dichiarazioni  di  uscita dal
  sommerso da parte delle imprese.
       Bene, le notizie  che noi abbiamo, e chiediamo all'Assessore
  di darci ragione, è che in Sicilia è irrilevante, nell'ottica dei
  conti macroeconomici, la  richiesta  di  uscire  dal  sommerso da
  parte delle imprese utilizzando la legge nazionale.
       Si dice ancora che gli incentivi fiscali della Tremonti - si
  cita sempre la Tremonti  però  con  quegli accorgimenti di cui ho
  parlato, ma noi sappiamo  già  che  Tremonti  la  legge  la vuole
  ritirare, perché si è tradotta, peraltro, in un grande affare per
  la  Mercedes,  per  la   BMW,  per  la  Lancia,  perché  tutti  i
  proprietari di aziende,  siccome  oggi  è possibile rispetto alla
  prima Tremonti inserire  tra  i  beni strumentali anche le auto e
  quindi detrarle dalle  tasse,  si  sono  fatti  tutti  la  grande
  macchina, perché  tanto  è  a  carico  dello  Stato - finora sono
  stati solo  quelli  alle  grandi aziende automobilistiche, o cose
  consimili che non hanno nessun effetto sull'economia della nostra
  Regione e quindi anche del Paese.
       Poi parliamo della legge sulle infrastrutture: la "Lunardi".
  Io ho sentito  dire  da  parte  di  un ministro della Repubblica,
  adesso non ricordo  chi, che la legge Lunardi è un gran risultato
  perché  destina il  47  per cento dei fondi per le infrastrutture
  al Mezzogiorno, quindi  per  la  prima  volta  il  Mezzogiorno  è
  privilegiato.
       Io sono andato  a guardare la delibera CIPE, ho fatto un po'
  di  conti  e,  secondo  me, questo  è  un  altro  colpo  dato  al
  Mezzogiorno, perché se si vuole aiutare il Mezzogiorno in tema di
  infrastrutture i  dati  sono obiettivi, si scelga quali: o quelli
  dell'ISTAT o  quelli  dell'Istituto  Tagliacarne,  che sono i due
  maggiori Istituti di statistica.
       L'ISTAT    dice    che    la    differenza,    il   gap   di
  infrastrutturazione tra la Sicilia e il nord del Paese e la media
  nazionale è del 35 per cento.
       L'Istituto Tagliacarne questo 35  per  cento  lo porta al 45
  per cento, ancora oltre, quindi dice: "No, il gap è più alto".
       Allora, se si vuole fare un investimento volto a equilibrare
  il Sud con il Nord non  si  può  destinare  il  47  per  cento al
  Mezzogiorno e il 53 per  cento  al  resto  del Paese, perché così
  come sono le cose  non si fa altro che incrementare ulteriormente
  le infrastrutture nel Nord del Paese e rendere sempre più alto il
  gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese.
       Addirittura se  si  fa  il  paragone,  questo  mi sembra sia
  dell'Istituto   Tagliacarne,  tra  la  infrastrutturazione  della
  Sicilia e  la  sola  Lombardia - quindi  senza calcolare la media
  nazionale ma quella  lombarda - il gap è abissale. Se, invece, si
  va a  guardare  la  destinazione degli investimenti per la grande
  infrastrutturazione   tutto  va  in  quella  direzione:  trafori,
  raddoppi, alta  velocità  e  così  continuando  come  idrovore  a
  succhiare soldi da parte delle grandi imprese.
       Mi  chiedo  come   si   pensa,  attraverso  questo  tipo  di
  indirizzo, di capovolgere  la  situazione   Certe cose si possono
  dire solo tanto per scherzare.
       Poi si  arriva  all'economia  regionale  la  quale dice: "Il
  quadro contenuto  nel  DPEF  è  realistico";  l'economia, tutti i
  deficit,  tutte  le  diseconomie esterne all'impresa, ai problemi
  della pubblica  Amministrazione,  il bilancio che ha nel 2000 una
  percentuale  di  entrate  tributarie sulle entrate correnti circa
  dell'82 per cento.
       E' un dato, onorevoli  colleghi, sul quale - quando parliamo
  di federalismo, almeno il federalismo che vuole l'onorevole Bossi
  - bisogna riflettere; ciò significa, infatti, che il dato dell'82
  per  cento  delle   entrate  tributarie  sulle  entrate  correnti
  significa  che, come  sostiene  il  DPEF,  la  Regione  ormai  si
  finanzia con ciò che rappresenta.
       Quello che noi abbiamo è questo, e  se noi abbiamo un 82 per
  cento del totale  delle  entrate  sulle entrate correnti fatto da
  entrate  tributarie,  se  passa  l'idea  di  Bossi  noi  possiamo
  chiudere bottega
       Questo è il federalismo su cui Bossi ha ricattato il Governo
  nazionale riuscendo ad imporre  la  sua  idea, il testo è passato
  dal Consiglio dei Ministri -  poi  vedremo  che  fine  farà  - ma
  intanto è passato.
       Allora  se questo è  un  dato,  noi  dobbiamo  cominciare  a
  riflettere su cosa  bisogna  fare per  aggredire questo elemento,
  nel  DPEF  non c'è nulla  di  tutto  questo,  si  parla  di  cose
  generali, bisogna operare  la  svolta, benissimo  Bisogna operare
  la svolta e la svolta  è  il  federalismo
       Siccome ora abbiamo  la  legge nuova sul federalismo, allora
  questo ci aiuterà. Ma in  che  cosa  ci  aiuterà?  Come?  Come ci
  aiuterà?  Può essere  un  ragionamento  politico  generale?
       Ma i dati economici, cioè  quello  a  cui  ciò  ci  porta in
  termini economici e finanziari, non vengono detti.  Bisogna avere
  una  strategia di  risanamento della finanza regionale. Perfetto
  E dov'è la strategia di risanamento della finanza regionale?
       Se io debbo giudicare dalla legge finanziaria presentata dal
  Governo, ci vedo solo un tentativo di fare cassa  Solo cassa, non
  il tentativo di aggredire  i  nodi  strutturali del deficit della
  Regione. Fare cassa  Pigliare  i  soldi dell'Irfis - che non sono
  stati  spesi - e  incassarli   Mettere  la  tassa  sul  metano  e
  incassare  Mettere la  tassa  sui  ticket,  appena  annunciata, e
  incassare
       Non c'è un  intervento  strutturale   Significa, quindi, che
  tutto questo ha il  valore  di un anno, un solo anno; vendiamo l'
  AZASI e incassiamo  i  soldi  della AZASI, ma l' AZASI la potremo
  vendere una sola volta, e la stessa cosa vale per quanto concerne
  l'EAS che ha  un  capitolo  a  sè  -  lo  discuteremo  poi quando
  tratteremo l'articolo  della  Finanziaria che riguarda la materia
  -, ma l'operazione la si può fare, anche qui, una sola volta: non
  è  una   strategia   di   aggressione  al  deficit  di  carattere
  strutturale.
       E questo è il  primo  punto. Poi  si dice misure settoriali,
  improbabili misure settoriali,  nessuno  riesce  a capire cosa si
  voglia dire con 'misure settoriali'. Si fa riferimento alla legge
  32 del 2000,  una  buona  legge  che,  se  debbo  giudicare dagli
  effetti che ha  prodotto, anzi, non dagli effetti ma dal modo col
  quale questa  maggioranza  e  questo  Governo l'hanno utilizzata,
  debbo chiedervi, per  piacere,  di  fermarci qui, perché  è stata
  totalmente    definanziata    nei    settori   portanti:   quelli
  dell'artigianato,  della  pesca  etcetera.  E'  stata  fatta  man
  bassa, ma  giocoforza,  considerato che la situazione finanziaria
  della Regione è  arrivata a questi livelli, adesso mettete mano a
  tutto, non  guardate  se  sono  incentivi  all'impresa,  se  sono
  lavoratori   forestali,   adesso   bloccate   il   turn-over  poi
  discuteremo la  finanziaria dei lavoratori forestali, tanto ormai
  dobbiamo segare tutto
       E non si guarda  alle  conseguenze  di carattere sociale che
  tutto questo comporta. Poi si dice il POR: ecco, qui arriviamo al
  punto centrale di  tutto  il ragionamento.  Tutto il ragionamento
  finisce per ruotare  intorno  al  POR,  ad  Agenda 2000, al piano
  operativo regionale.
       Bene, io poi dirò  qualcosa  più  avanti, poi si continua lo
  svuotamento del  precariato, viene descritta tutta la manovra di
  misure  del precariato e  si  dice  -  onorevole  Giannopolo,  mi
  rivolgo a lei che è un  esperto  in  materia  di precariato - che
  sarà completato l'assorbimento  di  tutto il precariato che viene
  calcolato in 46 mila unità,  e  invece sappiamo che ammonta a più
  di 50 mila entro il  2003.  Miracolo   Entro  il  2003 il tessuto
  economico regionale è in  grado di assorbire 50 mila precari.  Io
  me lo auguro, se  farete  questo  miracolo  dovrò  ricredermi  in
  materia spirituale.  Lei,  onorevole Assessore, che è un credente
  molto ortodosso veda  di  fare  il miracolo, chissà che non possa
  ottenere qualche risultato
       Cinquantamila lavoratori  in  una situazione come quella che
  abbiamo  Noi  avevamo  avviato delle procedure, dei meccanismi di
  fuoriuscita,  i   piani.   Quando  poi  arriverà  il  momento  ne
  discuteremo perché  io  voglio  capire  i  contratti  di  diritto
  privato alla fine ..

     GIANNOPOLO.La vera fuoriuscita è se i contratti sono duemila.

     CAPODICASA. Esattamente, l'autoimpiego  e poi i 700 sulla base
  dell'accordo fatto con il Ministero della Pubblica istruzione che
  ne assorbe altri 700.  Ma  i  contratti  di  diritto privato sono
  9.000 non tutti  finanziati,  ne  sono  stati  fatti solo qualche
  migliaio.  Ma  noi  dobbiamo   dire:  fra  tre  anni,  finito  il
  contratto, questa gente che  fa?  La carichiamo agli Enti locali?
  Gli Enti locali i soldi li  hanno?  E  se non li hanno che fanno?
  Li licenziano? O tornano di  nuovo  a carico della Regione? E' un
  disastro fare un tale ragionamento che crea illusioni fondate sul
  nulla.  Io poi continuo, non voglio molto soffermarmi perché  c'è
  un infortunio che rasenta perfino il ridicolo.
       Allora,  nel  DPEF  si  dice  che  questi  precari  verranno
  assorbiti  dalla   economia   regionale   perché  vi  sono  forti
  incentivi al tessuto economico, che quindi crescerà ed assorbirà.
  Si fa riferimento a proposito  di questo dato (pag. 23) ad alcuni
  cespiti di finanziamento,  onorevole  Presidente, ed è la legge 6
  del 2001, cioè  la  Finanziaria  dell'anno  passato.  Si dice "80
  miliardi di lire  per  finanziare la legge 30/97", non discuto su
  questo che è  la  legge  Briguglio  che  dava  gli incentivi, non
  discuto  sull'applicabilità,  su  come  sono  stati  spesi,  oggi
  potremmo fare un primo bilancio, va bene gli 80 miliardi.  Poi si
  dice "110  miliardi  per  l'erogazione di contributi alle imprese
  che a  seguito  dell'emanazione della legge regionale 27/91 hanno
  effettuato assunzione di  manodopera";  cioè  il Dpef mi dice che
  noi stiamo dando  110  miliardi alle imprese per assumere persone
  che  sono  state   assunte   nel   1991.   Sa  cos'é  questo?  E'
  esattamente il rimborso  dei  crediti  che le imprese vantano nei
  riguardi della  Regione  a  seguito dell'applicazione della legge
  27, articoli 9  e  10.  C'è la cartolarizzazione in corso. Questi
  sono  debiti  -   altro   che   investimenti   -  per  dare  tono
  all'economia della  Regione.  E continua ancora "lire 50 miliardi
  per le imprese artigiane che hanno reclutato apprendisti".
       Onorevole Presidente, è uno strazio
       Sono andato a guardare questa  legge, la legge n. 6 del 2001
  approvata nel marzo o  aprile  del  2001  con  le  variazioni  di
  bilancio, ma il povero  estensore  del  Dpef  non poteva saperlo,
  l'abbiamo definanziata, dei  50  miliardi  ne  abbiamo levati 42,
  cioé  noi diciamo  che con questi finanziamenti dobbiamo lanciare
  l'economia, assorbire i  precari  e  nel frattempo l'abbiamo però
  definanziata  con  provvedimento  del  Governo.  La  stessa  cosa
  riguarda 20 miliardi per il sostegno all'imprenditoria giovanile.
  Bene,  di questi 20  miliardi  il  Governo  nelle  variazioni  di
  bilancio ne ha tolti 7.500, cioè 7 miliardi e mezzo.  Poi ci sono
  i 40 miliardi per il possibile autoimpiego dei lavoratori dell'ex
  art.  23, e  noi  sappiamo  cos'è  l'articolo  23.  Quindi questa
  grande   manovra,   questi   grandi  investimenti  perché  devono
  assorbire,  perché  deve  crescere  l'economia?  Dove  sono?  Qui
  scadiamo nel ridicolo  Correggiamolo, Assessore, finché  siamo in
  tempo,  oggi  appproveremo  il  Dpef;  quindi,  se  può  fare  un
  emendamento per  modificarlo  mi  sembrerebbe  una  questione  di
  decenza per  l'Assemblea,  per  non  tirare  fuori  documenti che
  possono farci rasentare il ridicolo.
       E  passiamo al  terzo  settore,  che  deve  fare  mirabilia,
  l'economia sociale, la famiglia, e ci si appella alla legge 328.
       La 328 del  2000  è  la  legge  di  riforma  dell'intervento
  sociale, la  cosiddetta  legge  Turco, approvata nel novembre del
  2000   al    Parlamento   nazionale   durante   il   governo   di
  centrosinistra.
       Lei lo sa  signor  Presidente,  noi  facciamo appello ad una
  legge che, dopo  quasi  un  anno  e mezzo, in Sicilia non abbiamo
  ancora  recepito,  la   n.  328  non  è  stata  recepita.  Io  ho
  presentato proprio su  quella che è diventata la legge 6 del 2001
  un emendamento per  tale  recepimento,  mi venne detto no come se
  avessero detto  sì.  Noi  abbiamo riproposto l'emendamento ora in
  questa Finanziaria.
       Questa è una  bellissima  legge, che modernizza l'assistenza
  in Italia, la rende  attuale,  la  universalizza  e  nello stesso
  tempo punto sull'individuo,  punta  sul  servizio  alla  persona.
  Perché non dobbiamo recepirla  in  Sicilia?  Perdiamo i soldi, lo
  Stato  i soldi non li da,  come  recita  la  legge,  se  noi  non
  facciamo il recepimento ed elaboriamo il piano di intervento.
       Poi ovviamente non poteva mancare il bonus nel settore della
  scuola, il bonus  nel  settore  socio-sanitario, il toccasana dei
  liberisti  di tutto  il  mondo.  Quando  poi  arriveremo a questa
  materia, dimostreremo come  invece  sia  una  cosa  assolutamente
  inutile, ininfluente, ha solo  un  valore  di 'bandierina' che il
  Governo regionale vuole  sbandierare per dire che è perfettamente
  in linea.
       Non mi soffermo su ciò  come  non mi soffermo sul tema della
  formazione, della scuola,  in  cui  si  richiamano,  come  grandi
  conquiste  che creeranno  una  svolta,  le  leggi  della  riforma
  Berlinguer.  Stranissimo, perché  proprio  la  signora Moratti le
  ha bloccate.Come  Noi qui ne  decantiamo  la beltà e la bontà con
  l'obbligo  formativo,  l'educazione  per  adulti,  la  formazione
  off-the-job, la formazione  continua  e  nel frattempo la signora
  Moratti le blocca?  Questa è incongruenza
       Io credo che, da  parte del Governo, un minimo di attenzione
  per le cose che scrive andrebbe fatta.
       Poi abbiamo tutta la parte relativa all'industria e al ruolo
  degli incentivi, la 488, i patti territoriali, la legge Visco.  E
  qui mi verrebbe  di  fare  un  lungo  ragionamento ma finirei per
  annoiarvi.  Però  vi  vorrei  ricordare  che  il  ministro  delle
  infrastrutture,  l'onorevole  Micciché,  la  prima  cosa  che  ha
  pensato di fare,  appena  eletto,  è  stata  quella di bloccare i
  decreti di finanziamento dei patti territoriali in Sicilia.  Essi
  si sono rilevati  solo  un  affare  per  le  banche,  perché sono
  assolutamente improduttivi  di  posti  di  lavoro,  ci sono state
  istruttorie assolutamente  sballate.  Dopodiché,  qui  mi si dice
  che tutto questo porterà  - come io credo che porterà anche se in
  ritardo  perché  è  uno  strumento  imperfetto  anche  se  è  uno
  strumento giusto -  posti di lavoro e occupazione. La stessa cosa
  vale per la numero 488, la legge Visco e tutto il resto.
       E  arriviamo  al   turismo,  su   cui  il  Presidente  della
  Commissione, nella sua  relazione  di  maggioranza,  si  è  molto
  soffermato. Io sfido chiunque  in  Sicilia,  a  sostenere  che il
  turismo non è  prioritario,  centrale. Le dirò, signor Presidente
  che quando abbiamo elaborato il  Por  -  Agenda  2000 - lo schema
  nazionale (e se andate a  vedere  le  altre  regioni vedete che è
  così) non prevedeva una misura specifica per il turismo perché lo
  sviluppo  del turismo è  affidato  a  ricadute  di  politiche  di
  settore: beni culturali, ambiente, trasporti e tutto il resto.
       Noi abbiamo voluto  invece  una  misura specifica in Sicilia
  sul  turismo  che   affrontasse   il  tema  della  promozione  ed
  affrontasse il tema  della  ricettività  alberghiera, pur sapendo
  che la 448 già  interviene in materia di ricettività alberghiera.
  E ciò in quanto qui noi  partiamo  da  un gap, abbiamo un 3,7 per
  cento di posti letto  sul  totale nazionale   E' vero che abbiamo
  avuto un incremento  turistico,  l'ultimo dato riporta 14 milioni
  di presenze, ed è  stato  un incremento costante negli anni.  Noi
  abbiamo avuto negli ultimi  cinque/sei anni, se non ricordo male,
  il "trend" comincia nel '94, abbiamo avuto una crescita che ci ha
  portato dai nove ai quattordici milioni di presenze.  E in questi
  quattordici  milioni abbiamo  una  quota,  sempre  crescente,  di
  turismo  straniero,   dato   assolutamente   positivo   come   si
  sa. Quindi è pacifico che il turismo è una scelta fondamentale da
  fare.   E, infatti,  tutti  l'abbiamo  fatta:  abbiamo  destinato
  duemila miliardi per i  beni  culturali del POR. Tutto quello che
  abbiamo fatto.  Però,  io vorrei comunicare, signor Presidente ed
  onorevoli colleghi,  che  questo Governo regionale che sceglie il
  turismo come 'cavallo  di  battaglia'  non ha fatto altro,non più
  tardi di qualche mese fa, che approvare... Sarò più preciso.
       Voi sapete che per la 448, i contributi  vengono gestiti dal
  Ministero.  L'istruttoria  viene  fatta  dal Ministero, però, gli
  indirizzi per  la  formazione  della graduatoria vengono dati dai
  governi regionali.  Si  elabora un punteggio da assegnare secondo
  le linee di intervento che il governo, la maggioranza, ritiene di
  seguire. Bene, il  Governo  precedente,  il Governo Leanza - dove
  c'era il Rotella  2, ha dato un punteggio diverso. Come avevo già
  accennato in Commissione,  c'è  un  "Rotella 1" e un "Rotella 2".
  C'è stato un  "Rotella 1", membro del governo di centro-sinistra,
  che nel decreto,  nei  criteri  per  comporre  la graduatoria, ha
  previsto un punteggio  alto,  il  più alto possibile, per i nuovi
  impianti. Il  "Rotella  2",  quello  del  Governo Leanza, invece,
  cambia totalmente: dà il punteggio più alto alle ristrutturazioni
  e agli ampliamenti.  Risultato: la graduatoria che è venuta fuori
  alla luce di  quei  criteri, è quasi totalmente appannaggio degli
  alberghi esistenti che hanno ristrutturato, hanno ampliato, hanno
  aggiustato, hanno  messo  le "tendine".  Quest'anno il Governo ha
  ripetuto l'operazione.  Dà  nuovamente  venti  punti,  che  è  il
  punteggio  massimo,   a   quei  progetti  che  ristrutturano  gli
  alberghi. Significa  una  cosa sola, signor Presidente, significa
  che voi non  volete nuova occupazione nel campo turistico, perché
  voi alberghi non  ne  farete.  Se  tutti i progetti che prevedono
  nuovi impianti  vengono  scavalcati  nella  graduatoria  da  quei
  progetti che  prevedono  ristrutturazioni,  è  chiaro  che  tutto
  questo è un cedimento alla lobby degli albergatori i quali, in un
  colpo solo, hanno eliminato la concorrenza e, nello stesso tempo,
  si sono  ristrutturati  gli  alberghi.  Cosa notevolissima, ma lo
  devono fare a  parità  di  condizioni  con quelli che fanno nuovi
  alberghi,  perché  l'occupazione,  il  lavoro,  l'ampliamento, la
  ricettività alberghiera viene  da lì, non viene solo o viene poco
  dalle  ristrutturazioni.  Allora  dobbiamo cominciare a guardarci
  in faccia.  Alle  parole  devono  corrispondere  i fatti.  Perché
  altrimenti il risultato  diventa una sorta di schizofrenia in cui
  la gente sente belle parole, poi, però, i fatti vanno in un'altra
  direzione e non si capisce più chi ha ragione e chi non ce l'ha.
       Mi avvio  a  concludere.  Il  credito:  io condivido le cose
  dette dal  Presidente  della Commissione a proposito del Banco di
  Sicilia,  anche  se  aggiungo  una  sola  cosa,  e  cioè  che  il
  Presidente della  Regione,  a  mio avviso, si è impegnato, però -
  diciamoci le  cose  come  stanno - non ha utilizzato l'unica vera
  arma che  aveva  nelle  mani,  che  era  quella di interessare il
  ministro  Tremonti  per  bloccare  l'operazione,  cosa che poteva
  fare, ma ne discuteremo poi.
       Abbiamo il  grosso  bubbone  della  sanità,  che  è  il tema
  dolente  di questo periodo. L'Assessore ha dichiarato ai giornali
  che nel  passato  c'è  stato  un disastro a cui hanno partecipato
  tutti i governi, quindi ora dobbiamo introdurre il ticket.

     GIANNOPOLO. La gente è contenta di pagare il ticket

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  La  gente è contenta di
  pagare il  ticket e, infatti, balla, la senti ballare per ora per
  le strade della Sicilia
       Io  amo  documentarmi, onorevole Assessore, questo è il DPEF
  2000-2002, non  è  un  documento privato del gruppo dei DS.  Dice
  che fino  al 1994 c'è stato l'accordo tombale, il disavanzo nella
  sanità siciliana  era  di  193 miliardi; negli anni che vanno dal
  1995 al 1999 - questa è previsione, ma poi i risultati hanno dato
  ancora di  meno  -  vi  sono  379  miliardi di deficit, in totale
  andiamo a  572;  siccome  qui  siamo  nel campo delle previsioni,
  perchè si  tratta  del  DPEF,  i calcoli che abbiamo fatto noi in
  base ai  rendiconti  ci dicono che è circa la metà, circa 300-400
  miliardi il deficit fino al 1999.
       Nel 1999, nel 2000 e nel 2001 scoppia la bomba - questi sono
  dati  ufficiali  che  vengono  dal  suo ex assessorato, onorevole
  Pagano -:  abbiamo  1200  miliardi di disavanzo nella sanità. 'La
  Repubblica' si  chiedeva:  come  è  stato possibile che avvenisse
  ciò?   Basta   andare   a  vedere  il  decreto  Provenzano  della
  ripartizione dei fondi  della  sanità,  in  cui, siccome la spesa
  farmaceutica in Italia  è  intorno  al  35  per  cento  e  non  è
  possibile che in  Sicilia  sia così bassa, allora per evitare che
  si facciano bilanci  falsi  si autorizzava i manager delle USL ad
  arrivare al 35  per  cento e, se occorrevano i soldi, a ricorrere
  al mercato  finanziario,  cioè  a  ricorrere  al  prestito.  Ecco
  spiegato  il   deficit   della   sanità.  E'  una  istigazione  a
  delinquere  Tu dici ai manager delle UUSSLL: sfora fino al 35 per
  cento e ricorri al prestito se i soldi se non li hai

     FORMICA.  Onorevole  Capodicasa,  poteva provvedere lei subito
  dopo

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  No, Provenzano è venuto
  dopo come  assessore,  -  non come Presidente della Regione -, il
  decreto è pubblicato nella Gazzetta del 26 ottobre 2001.
       Di  cosa  vogliamo  discutere  nella  sanità?  Risolviamo il
  problema con  i  ticket?  Ora,  a parte il fatto che io considero
  odioso un  intervento,  così  come è stato congegnato, uguale per
  tutti, tra  un  deputato  che  guadagna  quello che guadagna e un
  poveraccio che  si  presenta in farmacia e deve pagare mezzo euro
  per ogni  medicinale  o  ogni  ricetta,  adesso non ricordo bene.
  Siamo tutti uguali: il grande imprenditore con il poveraccio, non
  c'è  differenza tra l'ammalato grave, cronico, non c'è differenza
  con chi  ha  l'influenza  e va a pigliare l'aspirina, siamo tutti
  uguali  A parte  il  dato di iniquità, c'è un fatto, a mio avviso
  strutturale: da lì, dice l'Assessore, ricaviamo 40 miliardi. Ma a
  chi  facciamo  ridere  con  questi  40  miliardi?  C'è  l'effetto
  psicologico, la  gente  così  non  va  -  dice  l'Assessore  - in
  farmacia a  fare  shopping.  Ora, a me sembra veramente offensivo
  pensare che la gente vada in farmacia a fare shopping; forse, no,
  senza forse,  qualche spreco c'è, la gente si procura in casa più
  medicinali di quanti non gliene occorrano, poi scadono, li butta,
  si va a  rifornire di nuovo, queste cose le sappiamo. Ma è con il
  ticket che  si fronteggia questa situazione o è con il prontuario
  terapeutico?  O  è  facendo controlli severi, che oggi si possono
  fare attraverso l'informatizzazione, con i medici di famiglia che
  fanno le  prescrizioni?  O  è un modo di controllare in totale la
  spesa sanitaria? O  è il modo di dare gli input giusti ai manager
  della sanità?
       Allora io credo che ci sia materia di riflessione per tutti,
  come  dice  il  famoso spot televisivo "meditate gente, meditate"
  prima che la  finanziaria arrivi in Aula e avremo tempo da qui ad
  allora per riflettere.
       Poi  abbiamo  la  questione  finanziaria in senso stretto, e
  chiudo il  mio  intervento.  Abbiamo alcuni problemi che nel DPEF
  vengono  citati,  c'è  una  sfilza  enorme  di  provvedimenti che
  secondo il  DPEF  dovremmo  approvare  nei  prossimi 6 mesi, cose
  importanti  e  si  cita  poi l'APQ Trasporti. Sull'APQ Trasporti,
  come sugli altri APQ presenteremo una mozione specifica in Aula e
  ne discuteremo più approfonditamente, ma non è questa grande cosa
  che il Presidente della Regione spaccia ogni volta sui giornali o
  in televisione  come grandissimo risultato.  Non solo perché  lui
  l'unica cosa che  ha  fatto  è  di  prendere  l'APQ  che  avevamo
  approvato noi, di accettare l'impostazione del Ministero, di fare
  un calcolo sui  trasferimenti  alla  Regione nel quinquennio di 4
  mila miliardi, quindi  scende  da 13.700 a circa 9.000, di questi
  poi ne destina  solo  3.200;  3.200  nell'APQ Trasporti hanno una
  destinazione    e    sono   l'autostrada   Catania-Siracusa,   la
  Siracusa-Gela, la  Palermo-Messina, poi sono porti, svincoli. C'è
  tutto ciò che  le  Ferrovie  dello  Stato,  tutto  ciò che l'ANAS
  avevano già programmato  e  che  il Governo nazionale aveva già i
  decreti, infatti, se  andate  a  vedere la lista dei decreti sono
  tutti del 1999,  erano  stati  emessi  e  li  ha inseriti. Per il
  resto, neanche una  lira,  tutto messo in un mondicino di circa 5
  mila miliardi, dove  si dice, nello stesso APQ, che in seguito si
  deciderà quale scelta  si  farà  tra questo elenco di opere, e si
  elenca una serie di opere.
       Richiesto  il  perché  avesse tolto la Palermo-Agrigento, la
  Gela-Trapani, l'intercity Palermo-Catania - non ne cito più, sono
  tantissime,  ammodernamenti  e  roba varia -, il Presidente della
  Regione ha  risposto  che  mancavano  i  progetti esecutivi e non
  potevano essere  inseriti.  Allora  io  ho dubitato del fatto, lo
  dico  onestamente  anche perché  gliel'ho detto in una conferenza
  stampa e  poi pubblicamente sui giornali, che il Presidente della
  Regione avesse letto l'accordo di programma-quadro, perché, se lo
  avesse  letto,  non  mi  avrebbe  dato  quella  risposta.  Perché
  nell'accordo di  programma-quadro firmato con il ministro Lunardi
  ci sono per lo  meno 5 opere che sono nella fase preliminare, non
  hanno nessun  progetto  esecutivo  e  non  è  fare programmazione
  quello  di   inserire  solo  i  progetti  esecutivi;  i  progetti
  esecutivi  li  inserisci  se  l'opera  deve  essere  cantierabile
  domani, ma se tu hai un programma di 5 o 6 anni, oggi per i primi
  anni inserisci quelli  che  hanno  i progetti esecutivi, le altre
  invece  le   inserisci   nella   parte   finale  del  periodo  di
  programmazione, come  avevamo  fatto  noi.  E  per dimostrare che
  aveva torto gli ho portato l'accordo triennale - non di sei anni,
  ma di tre anni - delle Ferrovie dello Stato, dove per la Liguria,
  per la Campania,  per  molte  altre  regioni erano inserite tutte
  opere che  erano  nella  fase  preliminare  della  progettazione.
  Quindi, come si  vede,  i programmi, anche quando sono triennali,
  cioè proprio un lampo di luce nel settore dei lavori pubblici, si
  fanno con la programmazione.
       La verità è  che, invece, il Governo della Regione ha ceduto
  all'impostazione  del  Ministero,  perchè  anch'io potevo firmare
  l'accordo    di    programma-quadro,   accettare   l'impostazione
  ministeriale e dire: va bene, 4 mila miliardi in meno e chi se ne
  frega,   firmiamo    E  venire  qui  a  sventolare  l'accordo  di
  programma-quadro.  Non  l'ho  fatto, ho litigato anche con i miei
  compagni   che   subivano   l'impostazione   dei  funzionari  del
  Ministero,  non  l'ho firmato  Il Presidente appena arrivato l'ha
  subito fatto, quindi evidentemente è di palato un po' grossolano,
  quindi questo rapporto fra Governo nazionale e Governo regionale,
  che sono della stessa impostazione politica, onorevole Presidente
  credo che  non  poterà  frutti.  Perchè  se c'è un gioco politico
  allora c'è  contrasto  e si combatte, ma che forza ha l'onorevole
  Presidente della  Regione,  quando  va  a Roma a discutere con il
  Ministero o - figuriamoci - quando lo chiama Berlusconi, di dire:
  no, Presidente, non  se ne fa nulla.  La verità è, alla fine, che
  vengono  sottratte  risorse  serie,  in quantità industriale alla
  Regione siciliana.
       Allora ci  vuole  uno  scatto di orgoglio, io lo dico perchè
  chiedo che il Governo della Regione faccia la sua parte, che dica
  le sue cose e  che  quando  le  dice le faccia.  Non si può dire,
  come avviene  nel  DPEF,  che  noi  risaneremo  il bilancio della
  Regione con le entrate che deriveranno - e vedo con rammarico che
  il  Presidente   della   Commissione   nella   sua  relazione  di
  maggioranza l'ha ripreso  come  fosse  un  fatto  serio  -  dalla
  conclusione del contenzioso tra lo Stato e la Regione, perchè ciò
  è ridicolo.  Tanto è  vero  che poi, alla fine, si dice nel DPEF:
  con la finanziaria  e  con le prossime leggi si avrà questa cosa.
  Non c'è una  lira nella finanziaria, non c'è una lira nelle altre
  leggi,  ormai   la   legislazione  di  programmazione  annuale  è
  conclusa, è vero che  non  è arrivato nulla e noi abbiamo, se poi
  facciamo un  esame  attento  delle questioni, degli strafalcioni.
  Si richiedono  indietro  ancora  i  soldi  della  legge  'Goria',
  pensate un po', quando Goria era presidente del Consiglio, quando
  ormai è pacifico,  dopo  anni e anni di dibattito, che quei soldi
  non ci spettano  per  legge,  perchè  il decreto poi tramutato in
  legge prevedeva un "eventuale" - grande come una casa - rimborso,
  che lo  Stato  avrebbe 'eventualmente' poi rimborsato la Regione.
  Quindi non c'è un obbligo di legge, non è stato fatto allora, non
  l'hanno fatto  dopo,  ancora  noi  ripercorriamo  questa  vecchia
  strada.
       Poi, per andare subito alle questioni finali, sarebbe troppo
  lungo, mi  dispiace  avervi  intrattenuto così tanto, abbiamo due
  problemi grossi  che vengono individuati nella parte finanziaria,
  e  concludo,  del   resto  siamo  solo  alla  prima  parte  della
  discussione della materia  finanziaria  e  ci  sarà  poi  modo di
  tornarci sopra successivamente.
       Secondo il DPEF  noi  abbiamo  due  grossi  problemi: uno, i
  residui  passivi  che  ormai  hanno  raggiunto  9  mila  e  passa
  miliardi,  l'altro  la  questione  della  liquidità.  L'onorevole
  Presidente  della  Commissione  ha apportato involontariamente un
  aggiornamento al dato  contenuto  nel DPEF.  Nel DPEF si dice che
  siamo al 31 dicembre  del 2000 a 5 mila e più miliardi di deficit
  di cassa, al  30  settembre  questo dato - lo aggiungo io, perchè
  nel  DPEF non c'è  -  arriva  a  ben  6  mila  256  miliardi.  Il
  Presidente  ha aggiunto  che  siamo  già  a  8  mila,  quindi  da
  settembre a oggi  siamo  a  8  mila miliardi di deficit di cassa.
  Ecco spiegato  perchè  i  farmacisti sono passati all' assistenza
  indiretta dato che  non  ricevono  una  lira  dal  mese di maggio
  dell'anno scorso;  ecco  perchè  la formazione professionale è in
  agitazione perchè non  ricevono  i  soldi;  ecco  perchè gli enti
  locali, molti vanno  in  dissesto  quanto prima per la situazione
  che c'è; ecco perchè ci sono imprese disperate che hanno fornito,
  erogato servizi, beni  alla  Regione  e  non ricevono i soldi. Il
  nostro bilancio  ha un'incidenza sul prodotto interno lordo della
  Sicilia superiore al  20  per  cento.  Quando  il  bilancio della
  Regione crolla,  come  è  crollato,  ne  risente tutta l'economia
  della Regione.  E'  questo  che  ancora  non  si  è capito, a mio
  giudizio, da parte  di  questa maggioranza e di questo Governo. E
  il tendenziale di cassa per il 2002 prevede un ricorso al mercato
  di 3.926 miliardi ancora.
       Allora  abbiamo individuato i problemi, benissimo: i residui
  passivi e  la  illiquidità,  ma  il  DPEF  non dice come dobbiamo
  risolvere  l'uno,  nè  come dobbiamo risolvere l'altro. I residui
  passivi si affrontano pagando e non a caso il DPEF non dice nulla
  in proposito; così come i problemi di liquidità si affrontano non
  solo se  c'è  un forte contenimento delle spese - perchè dobbiamo
  intenderci  sui  termini,  contenimento delle spese non significa
  riduzione delle spese  - ma se c'è riduzione delle spese e questa
  la dobbiamo fare  in  modo  selettivo, non aggredendo gli aspetti
  che hanno una  ricaduta,  una  refluenza  sul  piano  sociale  ed
  economico della Regione,  quel  poco che ancora abbiamo. E allora
  io sono dell'avviso  che  la  situazione  così come si presenta è
  veramente grave.
       Il DPEF non dà la risposta, la stessa manovra correttiva che
  conclude  il  ragionamento  è  sconcertante nella sua pochezza di
  intervento, prevede entrate per 1.250 miliardi derivanti da fondi
  dello  Stato,  ovviamente nessuno crede che arriveranno nell'arco
  del 2002,  prevede interventi che sono, come ho già detto, frutto
  di  momentanei  benefici derivanti una tantum da provvedimenti di
  legge, non c'è nulla di tutto questo.
       Allora   io   esprimo   una  preoccupazione  finale:  se  la
  situazione è  questa,  ed  è  questa,  dal momento in cui dovremo
  aggiornare il  rating della regione e avremo uno sforamento nella
  sanità che, rispetto al momento in cui noi ci siamo presentati, a
  Moody's e gli abbiamo mostrato i dati è quasi decuplicato, se noi
  avremo problemi di illiquidità nella misura mai raggiunta fino ad
  ora dalla  Regione  siciliana - 8 mila miliardi, il massimo erano
  6.200  miliardi che abbiamo ereditato all'epoca del governo Drago
  - se  noi avremo i problemi dei residui passivi che continuano di
  nuovo a lievitare - gli avevamo dato una botta, eravamo scesi a 7
  mila miliardi, sono di nuovo a circa 10 mila miliardi -, se tutto
  questo,  che  sono  i  fondamentali  del  bilancio della Regione,
  continua ad avere questa performance, io voglio capire quale sarà
  il rating  che  verrà  accordato  alla Regione nel momento in cui
  sarà  aggiornato.  E,  se malauguratamente il nostro rating verrà
  abbassato, avremo ripercussioni sul servizio del debito in misura
  oggi incalcolabile, perchè tutto è affidato al mercato.
       Allora  io  vi  prego  di  tirare le somme di tutto questo e
  vedere qual è il risultato finale.  Mi auguro, mi vorrei augurare
  che  queste  analisi  siano  eccessivamente  preoccupate, che non
  corrispondano, perché  sarebbe un bene per i siciliani, purtroppo
  temo, signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
  che siano invece del tutto veritiere e del tutto corrispondenti.

    PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Capodicasa.  Dichiaro aperta la
  discussione generale.

    RAITI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, nonostante mi
  rispecchi quasi fedelmente nell'eccellente intervento esplicativo
  fatto dall'onorevole Presidente Capodicasa, mi corre l'obbligo di
  fare  alcune  riflessioni,  alcune puntualizzazioni sul DPEF oggi
  all'esame   di   quest'Aula.  Cercherò  di  essere  brevissimo  e
  puntualissimo,  nonostante  dall'esame  del  DPEF ci sia molto da
  dire  e  forse  bisognerebbe fare una relazione altrettanto lunga
  come   quella   del   Presidente   Capodicasa   per  spiegare  le
  incongruenze,  le inadempienze, le lacune che ritengo non possono
  essere tollerate.
       Questo DPEF  sembra  quasi un libro dei sogni, ma sono sogni
  come quelli  nati  nella  fase  REM,  cioè  a dire sogni che dopo
  qualche attimo,  passata  quella  fase poi non si ricordano più e
  poi perché anche dal punto di vista scientifico non si sa se quei
  sogni   siano   il  risultato  di  quali  presupposti,  di  quali
  ragionamenti  della  mente umana.  Questo DPEF sembra proprio una
  trasposizione  di  questa  fase REM.  E perché?  Voglio precisare
  innanzitutto  alcune  puntualizzazioni di carattere temporale. Il
  DPEF doveva  essere presentato entro il 31 agosto, invece è stato
  presentato a novembre e siamo oggi a dibatterlo il 12 di febbraio
  del 2002, cioè  a  dire  in  una  fase  in  cui  il  Governo e la
  maggioranza avrebbe  già  dovuto  avere  e  tutti noi avremmo già
  dovuto  avere  gli strumenti finanziari approvati, regolari. Oggi
  dovremmo  essere  qui a ragionare di provvedimenti legislativi di
  assoluta importanza,  per  cui  la Regione ha necessità e tutti i
  nostri   cittadini   hanno   il   diritto   di   avere,  come  la
  semplificazione  della  legge  sugli  appalti,  il  problema  del
  riordino  delle  coste,  i  problemi  che  riguardano la pubblica
  amministrazione, tutta  una serie di cose di cui c'è l'urgenza di
  affrontare, invece  oggi  siamo qui al 12 di febbraio a ragionare
  sul DPEF che avrebbe dovuto essere presentato il 31 agosto.
       Dal momento,  comunque,  in cui questo è stato presentato ad
  oggi, questo ritardo avrebbe indotto l'onorevole Assessore quanto
  meno  a  presentare  una  nota  di aggiornamento sulla situazione
  finanziaria di  questa  Regione  alla  fine del 31 dicembre 2001.
  Perché a  questo momento noi avremmo dovuto avere i dati e questi
  dati   avrebbero   dovuto  essere  allegati  a  questo  documento
  finanziario, in  maniera tale che tutti noi parlamentari, tutti i
  Gruppi  parlamentari  avrebbero  avuto modo di riflettere su dati
  che  dovrebbero  essere acquisiti. Invece noi abbiamo fotografato
  una situazione  che  risale  a cinque mesi fa', l'affrontiamo con
  notevole  ritardo  e  non  abbiamo avuto nemmeno l'accortezza, da
  parte  del  Governo,  di  presentare  un quadro riepilogativo che
  riassumesse  la  situazione al 31 dicembre 2001, nonostante siano
  trascorsi  cinquanta  giorni  dalla  chiusura  di quell'esercizio
  finanziario.
       Ma,   nonostante   questa   lacuna   che   io   ritengo  sia
  assolutamente  indispensabile e non giustificabile, vi sono altre
  lacune. Per esempio, mancano alcuni degli elementi previsti dalla
  legge regionale  numero  10/99.  Lo  so  che  in  questo clima di
  totale libertà da  tutto e da tutti, dove la soglia di legalità e
  di rispetto  delle  norme viene ad essere usata come un ventaglio
  che si  allontana  sempre più dalle posizioni per le quali essa è
  stata emanata,  e  quindi  questo  è un riflesso, credo, anche di
  quello, l'articolo  2, alle lettere c), d), e), prevede tutta una
  serie  di  requisiti  obbligatori  che devono essere presenti nel
  DPEF e che, invece, non lo sono.
       Per  capire  la rilevanza e la notevole importanza che hanno
  questi  elementi,  che dovevano essere obbligatoriamente presenti
  per consentire  a  tutti  noi  di  ragionare,  di riflettere e di
  votare  con  cognizione  di  causa, non  per  partito  preso come
  potrebbe  sembrare,  la  minoranza vota contrario, la maggioranza
  vota favorevole, io credo che tutti noi qui abbiamo la libertà di
  coscienza, la libertà di ragionamento e dovremmo avere il diritto
  di essere posti nelle condizioni di votare secondo coscienza.
       Alcuni  dei  requisiti  previsti dalla legge numero 10/1999,
  che  qui   non  sono  presenti,  sono,  per  esempio,  il  quadro
  tendenziale, sia  di  competenza  che  di  cassa,  che  prende in
  considerazione  il  triennio  2002-2004; in questo DPEF di questo
  quadro   tendenziale  non  vi  è  traccia.  Sempre  nel  triennio
  2002-2004,  ci  dovrebbe essere il quadro tendenziale del settore
  pubblico  regionale  allargato, sempre per il triennio 2002-2004,
  invece di  questo  non  vi  è  alcuna traccia. Non ci sono chiare
  indicazioni sulla  spesa  del settore sanitario e su quella degli
  enti  locali;  sappiamo  tutti  l'importanza di queste voci nella
  spesa regionale.  Noi questi elementi non li abbiamo. Io invito a
  riflettere  tutti  noi,  soprattutto  i  colleghi di maggioranza:
  sulla base di  quali  dati  andrete e andremo a votare un DPEF di
  questa natura e di queste dimensioni e con queste lacune?
       Non si capisce poi a che serve dedicare le due pagine finali
  a spiegare  come  si è costruito questo tendenziale, perché nelle
  pagine 85 e  86, allegato 1), non vi sono le tabelle, cioè a dire
  è una  enunciazione  di  principi  sulla  base  dei  quali non si
  capisce  come  vengono concretizzati in queste spiegazioni. Forse
  nel quadro  di  questa enunciazione di principi totali del DPEF è
  naturale che  fosse  così,  ma,  secondo  le normative che questa
  Regione deve  rispettare,  non  doveva  essere  e non deve essere
  così.
       Nell'ultima   sezione,   poi,   del   DPEF,   dedicata  alle
  prospettive  della finanza pubblica regionale, si svolge un lungo
  discorso  incentrato sulle rivendicazioni che questa Regione deve
  fare nei  confronti  dello  Stato  e  sul piagnisteo di quanto lo
  Stato ci deve dare (si veda, per esempio, il punto 3.2.1.).
       Si riconosce poi che i saldi di bilancio sono migliorati nel
  1998 e  1999  per  effetto delle manovre di leggi finanziarie. Si
  riconosce, inoltre, che i predetti saldi sono peggiorati nel 2000
  e tendono ulteriormente a peggiorare, anche se non si dice di chi
  sono le  responsabilità  e  per  quale  motivo nel 1998-1999 sono
  migliorate e  per quale motivo nel 1999-2000 sono peggiorate. Non
  se ne  accenna  minimamente.  Si riconosce che vi è questo quadro
  tendenziale, ma  anche  qui  la  lacuna è assolutamente forte. Si
  sarebbe  dovuto  dire  che  il  peggioramento nei conti 1999-2000
  scaturisce  dalla  gestione  del  governo Leanza e dell'Assessore
  Nicolosi.
       A  questa  nota,  comunque, vanno fatti alcuni aggiornamenti
  derivanti  dal  giudizio  di parificazione della Corte dei Conti,
  che io  ho  avuto  la  ventura  di  leggere  per  intero,  e che,
  purtroppo, qui  non  vi è fatto alcun riferimento, quando avrebbe
  dovuto essere affrontato, analizzato in maniera totale, completa,
  complessiva, perché  quel giudizio della Corte dei Conti, in ogni
  caso,  traccia delle linee fondamentali, dà dei segnali veramente
  inquietanti  su  come  si  dovrebbe  procedere  per  eliminare il
  dissesto che  è  dietro  le porte di questa Regione, ma di questo
  non se ne  parla.  Si  dice solo, per quanto riguarda i debiti di
  tesoreria,   che  questi  sono  6.256  miliardi,  sempre  facendo
  riferimento al  30  settembre  2001,  a  quando fa riferimento il
  quadro tendenziale della Corte dei Conti, ma sappiamo tutti, e lo
  è stato  detto  poco  fa  anche  dal Presidente della Commissione
  Bilancio, che  al  31  dicembre  2001  i debiti di tesoreria sono
  aumentati da 6.256 miliardi a 8.000 e più miliardi.
       Recentemente,  infatti,  il Governo ha stipulato un mutuo di
  1.000 miliardi con la Cassa Depositi e Prestiti, che alleggerisce
  questa situazione di liquidità.  Ma come potete pensare di andare
  avanti con una tale situazione di totale dissesto, senza indicare
  i modi con i quali pensate di riuscire ad affrontarla?  Una delle
  cause  principali per cui  noi  ci  troviamo  ad  affrontare  una
  situazione così disastrosa di 8 mila miliardi di debiti (se ne fa
  riferimento nella relazione della  Corte  dei  Conti  che, credo,
  l'onorevole Assessore conoscerà  a menadito) è quella riguardante
  la  mancata  riscossione  del  gettito.  Abbiamo  una  situazione
  veramente  disastrosa  che   obbliga   tutti  noi  ad  affrontare
  l'argomento  della  riscossione   dei   tributi  da  parte  della
  Montepaschi-Serit.
       Nella relazione della Corte dei Conti si dice: "Basti in tal
  senso considerare che a fronte dei  ruoli  emessi nel 2000 pari a
  4420  miliari  sono   stati   riscossi   appena   153   miliardi,
  corrispondenti al 3,4 per cento del carico".
       La    Regione     paga     alla     Montepaschi-Serit     un
  contributo-riscossione   di    200    miliardi   l'anno,   mentre
  quest'ultima riscuote 153 miliardi   Come  possiamo far fronte al
  debito pari a 8 mila miliardi  quando  si  ha  una  situazione di
  riscossione d questo genere e di  cui  nel  Dpef  non si fa alcun
  cenno?
       Noi potremmo fare  una  legge, onorevoli colleghi, onorevoli
  Assessori, prevedendo che nella  nostra  regione si sopprimano le
  tasse:  risparmieremmo in tal modo 53 miliardi l'anno perché  non
  daremmo i 200 miliardi  di  contributi  alla  Montepaschi-Serit e
  innesteremmo un circuito  di produttività all'interno del sistema
  regionale. Ma di ciò nel Dpef non se ne tiene per nulla conto
       Eppure  esso  costituisce  uno  dei  problemi  assolutamente
  importanti, se è vero che nel tendenziale di cassa è previsto per
  il  2002 un ricorso al  mercato  pari  a  3926  miliardi.  A  tal
  proposito, al punto 3.4 si  dice che si farà fronte alle esigenze
  di liquidità.  Ma in che modo, onorevole Assessore, faremo fronte
  alle esigenze di liquidità?  Forse faremo in modo che la gestione
  della Montepaschi sia  diversa,  più efficiente, forse cambieremo
  gestore?   O  forse faremo  una  legge  come  quella  cui  facevo
  riferimento prima? Quale saranno  i  metodi  e  le misure atte ad
  eliminare questa crisi di  liquidità  della  Regione?  Ma  di ciò
  nulla dice il Dpef.
       La  manovra  collettiva  poi  si  basa  su alcuni interventi
  contabili,  sulla abolizione  delle  riserve,  per  esempio,  che
  durano lo spazio di un mattino   Va  ricordato che le riserve non
  hanno operato già a partire da metà del 2000. Su maggiore entrate
  e minori spese non  chiaramente identificate nella tabella 3.2 si
  indicano 1250 miliardi di  maggiori  entrate  per  definizione di
  rapporti finanziari con lo  Stato  e  minori  spese  del bilancio
  regionale, ma non si  specifica quali saranno le maggiori entrate
  dello Stato e quali saranno  le  minori  spese che questa Regione
  assumerà. Sono solo enunciazioni  di  principio  che  lasciano il
  tempo che trovano e che credo non possano avere la legittimità di
  essere considerate all'interno di un Dpef davvero serio.
       Sempre al punto  3.4  vengono  individuati  altri obiettivi,
  come il "consolidamento del debito finanziario", ma poi non viene
  detto nulla in merito al  da  farsi.  Si  ricordino oltretutto le
  avventure  di  ristrutturazione  del  debito  che  aveva  tentato
  Nicolosi e che non sono  riuscite.  Quello  era  un  tentativo di
  consolidamento finanziario. Ma qui  non si è specificato.  E meno
  male che non sono riuscite  Ma  qui  non si è specificato nemmeno
  quello.
       Come si vuole fare questo consolidamento finanziario?
       Poi si parla di "riduzione  dei  debiti  di  tesoreria e dei
  residui passivi". Ma per questo  è  necessario  attivare - e Lei,
  onorevole Assessore, lo sa  -  la  spesa  e  soprattutto  pagare;
  perché   per ridurre questi  debiti  bisogna  pagare.
       Ma se la manovra  correttiva  riesce ad intervenire solo sul
  cash-flow necessario per i  pagamenti  ordinari,  con quali soldi
  pensiamo di aggredire questi debiti di tesoreria a questi residui
  passivi? Dovremmo saperlo.  Ma di questo nessuna traccia
       Nel  2000 l'Assessore Nicolosi  ha  fatto  mutui  per  2.397
  miliardi  ma,  ciò nonostante,  e  i  debiti  di  tesoreria  sono
  aumentati.
       E così è stato nel 2001.
       La situazione è drammatica  ma  non  si sa come affrontarla.
  Si  enuncia  il principio  che  si  affronterà  ma  nessuna  cosa
  concreta, efficace, viene  indicata.
       Viene elencata poi una serie infinita di punti di programma,
  per l'attuazione dei quali non basta  un  anno ma ci vorrebbe una
  legislatura,  che  pure   si   pretende   producano  effetti  già
  quest'anno, sostenendo che  saranno  collegati  alla finanziaria.
       Però, noi siamo al 18 febbraio e ancora affrontiamo il Dpef,
  siamo in esercizio  provvisorio, non sappiamo quando affronteremo
  la finanziaria e quando  l'approveremo  - sappiamo solo che nelle
  Commissioni molto spesso, per esempio nella IV della quale faccio
  parte, per molte sedute si  è  andato  avanti  perché  il  numero
  legale lo ha garantito la  minoranza  ed  anzi la minoranza molte
  volte è stata maggioranza all'interno della Commissione - e mi si
  viene a dire adesso che  saranno  affrontati problemi in un breve
  arco di tempo.
       Io  ritengo, invece, con i  tempi  che  corrono  e  con  una
  maggioranza così latitante, che noi affronteremo ben poca cosa e,
  quindi, questi risultati  che  dovrebbero  prodursi certamente si
  produrranno nell'arco di 3-4 anni  almeno. Ma di tutto questo non
  se ne tiene conto; si dice  solo  che  sarà realizzato, ma non si
  dice né come, né quando, né  perché.
       Il Dpef riprende poi  la  litania nei confronti dello Stato,
  il solito rivendicazionismo, come  dicevo  prima,  e si ripropone
  addirittura la questione del  decreto  Goria, quando sappiamo che
  questa  questione  è  già  stata  definitivamente  risolta  dalla
  relazione Brancasi;  che, però,  in questo caso, noi accettiamo e
  citiamo solo perché  facciamo  riferimento  al fatto che potremmo
  avere dei soldi in cassa  per  colmare  il  deficit  lacunoso. Ma
  sappiamo già che questo  problema  è assolutamente risolto perché
  la  relazione  Brancasi  ha   messo  un  punto  definitivo  sulla
  questione che oggi nessuno è in grado di riaprire.
       Si parla poi  di  nuove  norme di attuazione, ma non si dice
  quali sono.  Quali  norme  si  intendono  indicare  come norme di
  attuazione?
       Al punto 3.5  vi è  la  sagra  delle buone intenzioni; buone
  intenzioni  che  sono  state   smentite   già   nei  fatti  dagli
  atteggiamenti del Governo e  di questa maggioranza.  Per esempio,
  al punto A) del Dpef si  dice  che  "vi  sarà il mantenimento del
  blocco delle assunzioni e dei  concorsi  fino  a  quando non sarà
  definita sulla base dei carichi  di  lavoro la pianta organica di
  tutta  l'Amministrazione  regionale  e  la  finalizzazione  della
  politica, del personale,  del  controllo  della spesa, attraverso
  gli incentivi di risparmio  e  relativi  oneri".  Sogni  rispetto
  all'attività che è stata fatta  nel  corso  di  questi  mesi  dal
  Governo regionale
       Al punto b) si dice poi che l'estensione di tale blocco sarà
  fatta anche agli Enti regionali  e  viene  detto, inoltre, che ci
  saranno processi di mobilità  del  personale  regionale agli enti
  regionali.  Ma ad oggi di tutto  ciò  cosa  è  stato fatto?  Sono
  trascorsi otto mesi: nessuna cosa, solo sogni
       Al  punto  e)  si  dice   "Vi  sarà  il  contenimento  e  di
  conseguenza la nuova  quantificazione  dei trasferimenti correnti
  agli  Enti  regionali  entro   i  limiti  che  non  compromettano
  l'equilibrio  finanziario della  Regione".  Sappiamo  che  questo
  assolutamente  non  è  avvenuto.
       Al punto f) si dice "La riduzione dei contributi a qualsiasi
  titolo erogati dalla Regione  in  favore  di  Enti,  organismi ed
  associazioni varie".  Di  questo  ne  abbiamo  una  dimostrazione
  concreta  per  quello che  è  stato  fatto  nelle  variazioni  di
  bilancio, con le quali  sono  stati  erogati contributi ad organi
  vari,  ad  esempio  sono   stati   erogati   contributi   per  la
  sistemazione del giardino di  Palazzo  d'Orleans ad una ditta che
  non aveva nemmeno i requisiti e  che  lo detiene e lo gestisce in
  maniera  illegittima.
       Sono  questi i dati  essenziali  che  scaturiscono dal Dpef,
  cioè  un  programma   su   cose  assolutamente  inesistenti,  una
  riflessione ed un impegno su cose  e  su  metodi  che  già questo
  Governo ha dimostrato nel corso di questi mesi di non rispettare.
  Ed inoltre una assoluta  carenza  ed  illegittimità nei confronti
  del  rispetto  degli  impegni   di   legge  che  dovevano  essere
  rispettati  nel  momento in  cui  il  Dpef  è  stato  presentato.
       Certamente queste lacune  dovrebbero  far  riflettere  tutti
  noi, l'Assemblea e  soprattutto  i  colleghi  della  maggioranza,
  prima di esprimere un voto su  un  Dpef  che  presenta  lacune di
  questa  enormità  che  non  potrebbero  dare  alcuna  indicazione
  positiva in tal senso.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, cercherò di essere  breve,  anche  se stimolanti sono
  state alcune osservazioni e  sicuramente  sarebbe stato più utile
  contribuire ad un dibattito ampio;  ma  mi  rendo conto che l'ora
  tarda e soprattutto la necessità  di portare a compimento il Dpef
  anche temporalmente in  quest'Aula  risulta  prioritario rispetto
  alla possibilità di poter dare contributi allo stesso.
       Io partirei  esattamente  da  dove  è  partita  la relazione
  dell'onorevole Croce,  relazione  che io giudico brillante, circa
  questa nuova  stagione programmatica e politica. Una stagione che
  certamente ha dei  grossi  problemi, che comporta una eredità non
  indifferente, eredità che  in  fondo  è  stata anche sottolineata
  dalle parole dell'onorevole  Capodicasa, perché di fatto tutte le
  osservazioni  che sono  state  previste,  o  meglio,  sono  state
  individuate dall'ex Presidente  della Regione di fatto confermano
  che al di là di  tutte  quelle  che  sono  le  buone  volontà del
  Governo stesso ci si  scontra  rispetto  ad un fatto strutturale,
  oggettivo e che è purtroppo sotto  gli occhi di tutti e su cui si
  è scontrato lo stesso  presidente  Capodicasa.  Tant'è  - lo dico
  solo per fatto statistico  non  per  evidenziare  passaggi  di un
  passato abbastanza prossimo - la riforma delle entrate che poi ha
  comportato il ciclo delle  entrate  tributarie  è datato 1999. Di
  fatto il suo Governo, per  intero,  ha subìto quella riforma e di
  fatto noi abbiamo oggi 4450 miliardi di residui attivi.
       Non voglio dire che questo  Governo  è capace o meno capace,
  però certamente ...

     CAPODICASA. E' la legge nazionale, non potevamo disattenderla

     PAGANO. Onorevole  Capodicasa,  io  ho  ascoltato in religioso
  silenzio tutto ciò che di  positivo c'era e soprattutto (apro una
  parentesi e la chiudo subito)  non  voglio  fare  alcun   tipo di
  polemica.  Tanto è vero  che - ribadisco  il  concetto - i  fatti
  strutturali di questa Regione sono  oggettivi  e di fatto ci sono
  passati tutti coloro che fino ad  oggi si sono cimentati in opere
  di Governo. Infatti, la riforma nazionale delle tributarie risale
  al 1999 ed un governo, fra  quelli  che  da  quel momento si sono
  susseguiti c'è stato anche il  suo,  quel  governo  ha  subito un
  fatto strutturale di questa Regione,  cioè di non essere in grado
  di incassare le risorse tributarie.  E' un dato di fatto, non sto
  dicendo che ci sono responsabilità.
       Per cui, se 4450 miliardi  oggi non si riescono ad incassare
  si comprenderà che non c'è una oggettiva responsabilità di questo
  Governo  -  qui  volevo  arrivare    -   ma  che  ciò  deriva  da
  incrostazioni, da stratificazioni  che  certamente  devono essere
  superate e su cui stiamo lavorando.
       Stiamo lavorando come?  Cito  qualche  dato, visto che debbo
  mantenere la relazione nei  cinque minuti, cercando di essere 'il
  più statistico possibile' e  il  meno prolisso nella formulazione
  delle tesi.
       Noi  abbiamo   avuto   una  eredità  in  risorse  tributarie
  incassate dal ruolo pari  a  153  miliardi nell'anno 2000. L'anno
  2001 si è chiuso, per la  stessa  voce,  con  un incasso da parte
  della Regione da ruoli  per  un  cifra compresa (stiamo definendo
  tutte le somme) tra 200 e 210 miliardi.
       Quindi il fatto  stesso  che ci siamo cimentati, che è stata
  data una impostazione seria, rigorosa  -  forse si è cominciato a
  curare anche in maniera  adeguata  questa  specifica  voce  -  ha
  creato le condizioni  (tengo  a  precisare che agosto e settembre
  di fatto non siamo potuti  intervenire,  quindi in soli tre mesi)
  per cui c'è stato un aumento  del  35  per  cento  sulle entrate.
  Certo, poca cosa rispetto ai  130  miliardi  che  costa il nostro
  concessionario e certo poca cosa  rispetto a quello che secondo i
  nostri  uffici è  possibile  incassare,  cioè  circa  1.500-2.000
  miliardi l'anno. Però, abbiamo  già dimostrato che la tendenza si
  è invertita: abbiamo già dimostrato che siamo nelle condizioni di
  potere  intervenire  in maniera  efficace  su  uno  dei  problemi
  strutturali di questa regione  che,  ripeto, ha comportato grossi
  problemi a tutti gli ultimi  governi.
       Ci misuriamo anche su  un  fattore  complessivo:  la  nostra
  regione sta vivendo una  stagione  nuova.  Ebbene, ufficializzo i
  dati che sono stati emanati dagli organi competenti: abbiamo   in
  questo momento,  per il  terzo trimestre consecutivo,  un aumento
  dell'export.  E' un fatto  che  ci  inorgoglisce,  che  ci  rende
  contenti.  Non so fino a  che  punto  queste  manovre derivino da
  quelle che sono state le iniziative del Governo nazionale, perché
  questi dati purtroppo non li sappiamo misurare ad oggi in maniera
  assoluta da un punto di  vista econometrico, però certamente è un
  dato di fatto che da  tre trimestri consecutivi questa regione ha
  i più alti tassi di crescita  nell'export.
       Mi si dirà che  un punto percentuale della Regione Lombardia
  vale 1.000 miliardi, un  punto  percentuale della Regione Sicilia
  ne vale 166, per cui è  chiaro  che  il  nostro  differenziale di
  crescita per raggiungere quei livelli e per superarli deve essere
  di gran lunga superiore.  Ma, è  un  dato  di  fatto  che  questa
  regione, anche da un  punto di vista macroeconomico, ha invertito
  la tendenza. Certamente, è l'aumento del PIL quello su cui noi ci
  vogliamo misurare. In questi  mesi  è  passato  un  messaggio  in
  riferimento al quale anche  l'Aula  è stata fortemente positiva e
  quindi ha coadiuvato l'azione di  governo.  Il  messaggio è che è
  finita  un'epoca, che dobbiamo  cambiare  le  cose,  che  bisogna
  impostare tutto con rigore.  Ormai  questa  è una voce diffusa, a
  tutti  i livelli: non c'è  siciliano  che  non  parli  in  questi
  termini. E' un dato di fatto  che la grande scommessa si muove su
  due direttrici: la prima è  quella  di  tagliare  tutte  le spese
  inutili di questa regione assolutamente comprimibili che ha avuto
  nel corso di questi decenni,  l'altra  è  quella  di aumentare il
  prodotto interno lordo.
       Lei, onorevole Capodicasa, diceva  poc'anzi  -  e  cito solo
  perché in questo momento l'onorevole Cascio  è  qui - che ci sono
  state delle iniziative da parte del Governo tese a non migliorare
  la quantità dei  posti  letto  in  materia turistico-alberghiera.
       Premesso che l'azione di  governo si misura in cinque anni(e
  lei lo sa meglio di me, e,  quindi,  da questo punto di vista non
  mi lancio in una  difesa d'ufficio) dobbiamo fare presente quello
  che dicono le statistiche ufficiali e cioè che i nostri alberghi,
  mediamente, non sono di qualità e  noi  vogliamo tendere non a un
  turismo "di massa" ma ad un turismo "di qualità".
       Quindi è chiaro che le  manovre  della  448,  del  POR,  ben
  orientate  devono  essere,  intanto,  per  migliorare  la  nostra
  offerta qualitativa.  Perché  se  il  nostro turista è quello che
  deve venire a stare qui con 50/60 mila lire al giorno, io lo dico
  senza ombra di dubbio,  questo Governo è contrario.  Noi vogliamo
  un turismo d'élite che venga  a  spendere  500/600  mila  lire al
  giorno soltanto per il  soggiorno  alberghiero.
       E'  chiaro  che su  queste  basi  noi  misuriamo  la  nostra
  capacità  di essere  credibili  sul  mercato  internazionale  del
  turismo.
       Noi abbiamo la terra con le più alte risorse paesaggistiche,
  naturalistiche, culturali, ambientali che  il mondo ci invidia ed
  è  chiaro  che  non   possiamo   mettere  a  disposizione  questo
  patrimonio culturale alla mercè  di  chiunque.  Non  possiamo più
  immaginare una Taormina fatta  di  "pub", ma dobbiamo immaginare,
  come per un certo periodo  storico  abbiamo  vissuto e visto, una
  Sicilia che dia una  offerta  turistica adeguata.
       Facendo questa velocissima  panoramica, non posso non citare
  i dati che vengono  da  quella  parte di relazione dell'onorevole
  Capodicasa sulla "Sanità".
       E'  un  dato  concreto,  reale,  sappiamo  soltanto  che  il
  Governo Provenzano portò quel  settore  specifico della sanità al
  sostanziale pareggio; e poi  Drago  fu in linea.
       Purtroppo, anno dopo anno, la spesa è cresciuta perché  sono
  successi dei fatti che sono noti  e  cioè  che  gli  impegni sono
  stati di anno in anno superiori  rispetto  a quelli che erano gli
  stanziamenti  e  l'Assessorato  ha,  di  fatto,  avallato  queste
  scelte.
       Ma perché  venivano  fatte  quelle  scelte?  Venivano  fatte
  perché  la politica nazionale  di  quegli  anni, di quei governi,
  ha fatto aumentare le spese  per  quanto  riguarda  i compensi al
  settore  medico  e  soprattutto   perché   quei  governi,  ed  in
  particolare il Governo Amato,  hanno  fatto  scelte demagogiche e
  finalizzate soprattutto alla eliminazione  del ticket.
       Io ora mi rendo conto  che  la  spesa  farmaceutica  non può
  essere fermata soltanto con questo.  Siamo tutti d'accordo.  però
  è impensabile non confermare, non avere l'onestà intellettuale di
  dire che certamente quella manovra ci ha fatto sforare in un solo
  anno di 900 miliardi.
       Allora delle due l'una:  o interveniamo in maniera drastica,
  seria, vera e quindi  automaticamente  anche in maniera rigorosa,
  come  tante volte è  stato  richiesto  anche  dalla  opposizione,
  oppure vuol dire che il rigore  lo si richiede soltanto quando si
  ha voglia di fare demagogia e non invece per correggere manovre o
  situazioni economiche che in  generale  sono  stratificate  da un
  passato che certamente abbiamo voglia di dimenticare.
       Io  colgo  l'occasione   per   invitare   questo  autorevole
  Parlamento e le commissioni  competenti  a  misurare  la prossima
  manovra finanziaria che  evidentemente  sarà giocata nei prossimi
  giorni in seconda commissione  attraverso  una  capacità di saper
  vagliare gli articoli su  queste  due  grandi  direttrici  su cui
  tutti ci siamo trovati d'accordo, maggioranza e opposizione. Cioè
  capacità  di  fare  aumentare   il   prodotto   interno  lordo  e
  razionalizzazione   della   spesa.
       Se l'opposizione dovesse  confermare  questa  linea  sarò il
  primo, e penso che da questo  punto  di vista non devo dimostrare
  nulla dopo cinque anni, a dare pubblico riconoscimento di questo.
  Se invece ci saranno  manovre  finalizzate  a bloccare attraverso
  procedure  d'Aula  iniziative   che  invece  possono  sicuramente
  migliorare il sistema, nel caso specifico il sistema sanitario, è
  chiaro che dovrò prendere  atto  che evidentemente si fa soltanto
  una polemica fine a se stessa  e  non  si  vuole  invece un reale
  cambiamento.
       Mi  riferisco a tutte  quelle  norme  che  fanno  parte  del
  pacchetto che sono state  inserite nei collegati e che certamente
  devono  essere   prelevate   perchè  sono  assolutamente  manovre
  indispensabili  per razionalizzare  il  sistema  produttivo;  nel
  caso specifico il sistema sanitario di questa Regione.
       Abbiamo la necessità di dire due cose essenziali, non solo a
  questo autorevole Parlamento ma  a tutta la regione.  Questo DPEF
  è un autentico miracolo  in  termini  di  tempistica. Siamo stati
  accusati  di  averlo   presentato  fuori  tempo  massimo;  questo
  Parlamento sa che è stato presentato il 30 novembre: quattro mesi
  dal  giorno  in  cui   ci  siamo  insediati,  estate  compresa  e
  nonostante i fatti sconvolgenti dell'11 settembre che da un certo
  momento in poi ci hanno  costretto  a  chiudere  tutto quello che
  avevamo fatto e a rifarlo ex novo.
       Nonostante questo le nostre previsioni sono state improntate
  alla  massima  serenità  e  senza  azzardi.  Rifiuto  in  maniera
  categorica quello che è stato  detto  poc'anzi e cioè che abbiamo
  giocato quasi come se  fossimo  dei giocherelloni, come se queste
  cose che sono scritte qui  non troveranno un riscontro concreto e
  serio nei prossimi mesi.
       Noi abbiamo detto che  la  Sicilia  viaggerà  con  tasso  di
  crescita del prodotto interno lordo  tra  1,9 per cento e 3,9 per
  cento al netto della  inflazione, esattamente molto ma molto meno
  di quello che lo stesso  Tremonti  aveva immaginato. Quindi, è la
  conferma, se  queste  sono   le   critiche   che  giungono  dalla
  opposizione, che  siamo stati  molto  più  prudenti  del  Governo
  nazionale, il quale, tengo  a precisarlo, orienta la crescita del
  Mezzogiorno tra il 3,2 e il  4,3 per cento nel prossimo triennio.
  Allora vuol dire che abbiamo lavorato bene...

     CAPODICASA.  Il valore è di 5,6.

     PAGANO, Assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Il  5,6 al
  lordo  dell'inflazione.   Legga   bene,   onorevole   Capodicasa.
       Questo documento è stato impostato  ex  novo a seguito di un
  programma di governo e certamente rispecchia quanto preannunciato
  prima delle elezioni.
       Allora è chiaro che quello che  è  stato  detto qui e che si
  sta dicendo, troverà una  conferma,  non  sono eredità di governi
  precedenti su cui evidentemente  si  lavorava e si rimasterizzava
  per cercare di completarlo e  tanto per dire per presentarlo. Qui
  invece c'è un autentico  documento  che  traduce  un programma di
  governo.
       Allora, e con ciò concludo,  noi ci misureremo con i numeri:
  noi   abbiamo   indicato   delle   cifre,   abbiamo   individuato
  specificità; è chiaro che su queste  basi nei prossimi mesi e nei
  prossimi anni ci confronteremo.
       Abbiamo detto che il totale della manovra alla fine si dovrà
  chiudere, quindi il ricorso  al  mercato  per 3.926 miliardi alla
  fine di quest'anno e  per  3.260 miliardi, ovviamente in negativo
  purtroppo, l'anno prossimo.
       Noi, su  questi  numeri  ci  misureremo. Se alla fine del 31
  dicembre  noi  saremo  stati   in  grado  di  raggiungere  questo
  risultato  o addirittura di  migliorarlo  vuol  dire  che  allora
  questo non è stato un libro dei sogni, vuol dire che questo non è
  stato un documento scritto tanto per  farlo, ma è stato frutto di
  una elaborazione seria, di  una  elaborazione scientifica, di una
  elaborazione che certamente deve  essere  la  traccia e la misura
  per i prossimi anni  da  un  punto di vista economico-finanziario
  non solo di questo Governo ma anche di questa Regione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  stati  presentati  i seguenti
  ordini  del  giorno:
       N.   24  "Approvazione   del   documento  di  programmazione
  economico-finanziaria   2002-2004",   degli   onorevoli  Cintola,
  Fleres, Croce, Formica e D'Antoni;
       N.  27 "Non  approvazione  del  documento  di programmazione
  economico-finanziaria  2002-2004",  degli  onorevoli  Giannopolo,
  Liotta e Raiti.
       Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     ESAMINATO  il documento di programmazione economico-finanziaria per
     gli anni 2002-2004 presentato dalla Giunta regionale,


   Presidenza del presidente Lo Porto


                                  LO APPROVA

     CONSIDERATO   il  rilievo  che  ai  fini  del  perseguimento  degli
     obiettivi  di  riequilibrio finanziario contenuti nel DPEF assumono
     la  adozione  di  riforme organiche di importanti settori di spesa,
     oltre   che  l'accelerazione  del  processo  di  dismissione  delle
     partecipazioni regionali, così come indicato nello stesso DPEF;

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a presentare entro 60 giorni i disegni di legge di riforma della
     formazione  professionale  e  la  normativa  sui  trasporti e sulla
     forestazione;

     -  a  riferire  entro 30 giorni sullo stato delle dismissioni delle
     partecipazioni  degli  enti  regionali  e  delle  trasformazioni in
     S.p.A. di istituti ed aziende regionali. (24)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     VISTO   il   Documento   di   programmazione  economico-finanziaria
     approvato dalla Giunta regionale;

     SENTITE le relazioni sul DPEF e l'intervento del Governo;

     PRESO atto che il Documento di programmazione economico-finanziaria
     risulta  non   essere   conforme   a  quanto  previsto  e  disposto
     dall'articolo 2 della legge regionale n. 10 del 1999;

     CONSIDERATO che il DPEF non affronta gli obiettivi fondamentali del
     risanamento finanziario e dello sviluppo,

                               NON APPROVA

     il  Documento  di programmazione economico-finanziaria per gli anni
     2002-2004. (27)
       Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 24.

     TURANO, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.   Presidente,  colleghi,  intervengo  sull'ordine  del
  giorno presentato dai  capigruppo di maggioranza per esprimere il
  mio voto favorevole.
       E' una relazione quella  del  Governo che ho sentito, che ho
  ascoltato, che condivido,  che  sono certo verosimilmente porterà
  ai risultati sperati.  Però  mi  permetto fare rilevare che sulla
  II parte dell'ordine del  giorno,  laddove  si impegna il Governo
  della  Regione a riferire  entro  30  giorni  sullo  stato  delle
  dismissioni delle partecipazioni  degli  Enti  regionali  e delle
  trasformazioni in SPA  degli  istituti  di  aziende regionali, ho
  qualche  perplessità per  il  metodo  che  viene  utilizzato  per
  impegnare il Governo su un punto.

     CAPODICASA. Allora voti contro

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  lei  si  è  messo  in una
  posizione strategica che permette interruzioni molto puntuali.

        TURANO.  Io la prego di non interpretare le mie intenzioni,
  quelle ci penso da  solo  ad esplicitarle. Però sul secondo punto
  vorrei fare qualche piccolo  rilievo.
       Se il secondo  punto  significa  fare  chiarezza sullo stato
  delle   dismissioni,   io   sono   perfettamente   d'accordo   ma
  bisognerebbe indicare le metodologie  e i percorsi da seguire per
  raggiungere questo tipo di obiettivo.
       Siamo  in  un  momento di tensione sociale elevatissimo.  Io
  che  faccio  il pendolare ogni mattina non riesco ad attraversare
  la  città  serenamente,  a  trovare un percorso che mi porti qui,
  nella   mia  sede  di  lavoro.  Ci sono  scioperi  e  scioperanti
  dappertutto; e  quello che ieri mi è sembrato veramente esagerato
  non  nella  forma  -  ho  rispettato  infatti  il  loro  modo  di
  protestare  peraltro dignitosissimo - ma per la sostanza, è stato
  lo sciopero organizzato dei lavoratori della Fincantieri.
       Allora:  o sulle partecipazioni questo Governo cambia pagina
  e con un  atto  di  coerenza  e  di  coraggio  pone  fine a certe
  vergognose,  scandalose  gestioni  e a certi sperperi, oppure sul
  punto  mi fa piacere dissentire e manifestare le difficoltà.
       Gli  scioperanti  della  Fincantieri - ho letto poc'anzi una
  interrogazione   dell'onorevole   Cracolici  -  vengono   qua   a
  scioperare  e  a  creare  quel  clima  di disagio  sociale  nella
  legittima forma di manifestazione (che io, al loro posto, farei e
  condivido  peraltro)  perchè  non  sono  state  rispettate alcune
  obbligazioni da parte della Fincantieri.
       E quest'Aula, forse mai con l'attenzione di questa sera, può
  capire  come  si  è arrivati alla gestione della Fincantieri.  Se
  lei,  signor   Presidente,  mi  concede  qualche  secondo  io  ho
  intenzione  di  dirlo  perchè  l'ho  già  espresso al commissario
  liquidatore in Commissione 'Attività produttive'.
       In sintesi mi sono permesso di prendere qualche  appunto: la
  Fincantieri era proprietaria di due bacini galleggianti di 7 mila
  e 9 mila tonnellate circa, il cui valore certificato nel bilancio
  - io vorrei che anche i capigruppo di maggioranza  mi  seguissero
  con attenzione sul punto - era per il bacino più grosso pari a 17
  miliardi,   almeno   questo   certificava   il   bilancio   della
  Fincantieri,  e per il bacino più piccolo pari ad un  miliardo  e
  300  milioni.  La  Fincantieri  costituì  una società , la Bacini
  Palermo,  che  è  una società cartolare, gestita al 100 per cento
  dalla  Fincantieri,  affinchè  facesse  con  l'ESPI  una  società
  chiamata   "Bacini   di   carenaggio".  La  Regione  siciliana  -
  Presidente,  io  capisco, ma il punto merita...  se noi inseriamo
  nell'approvazione del documento ...

     PRESIDENTE.   No, perchè, nel merito  l'ordine del  giorno  di
  approvazione del DPEF concerne tutt'altra materia.

     TURANO.   Signor  Presidente,  il  secondo  punto   parla   di
  questo.  Io posso sospendere l'intervento, approvare l'ordine del
  giorno  e,  se  lei  mi  dà  la  parola  ai  sensi  del  comma  2
  dell'articolo  83  del  Regolamento  interno,  continuare  questo
  ragionamento, pregando la Presidenza di seguire con attenzione.

     PRESIDENTE.  Prego, onorevole Turano, concluda.

     TURANO.  Allora,  concludo  il  mio  intervento.  L'ESPI  e la
  Bacini Palermo  formarono la  società "Bacini di carenaggio".  La
  Regione  siciliana  fece  una  legge dove appostò, in  una  delle
  finanziarie,  52  miliardi.   A  tal riguardo, spero  che  questa
  finanziaria  non  abbia  il  sapore  di  alcune  altre precedenti
  finanziarie che sono criticabili.
       A  questo  punto  diede  52  miliardi alla  Fincantieri  per
  acquistare  i  due bacini galleggianti, previa  ristrutturazione,
  anzi  riclassificazione.   Il  bacino, valutato  17  miliardi, la
  Regione  lo ha acquistato per 35 miliardi perchè  la  Fincantieri
  spese  più del doppio per la ristrutturazione; invece  il  bacino
  valutato 1 miliardo e 300 milioni la Regione lo acquistò  per  18
  miliardi...

     GIANNOPOLO.  E' oltre il tempo

     TURANO.  No,  onorevole  Giannopolo.  Sono soltanto 30 secondi
  oltre  il  tempo  concesso.   Lei,  secondo  me,  dovrebbe  avere
  interesse  a  seguire  con attenzione.
       In  buona  sostanza, i 52 miliardi della  Regione  siciliana
  sono serviti alla Fincantieri che ha venduto due pezzi  di  ferro
  vecchio alla Regione siciliana.
       L'unica  obbligazione che aveva preso era quella di assumere
  cento  operai,  che  non sono stati presi, ragione per la cui gli
  stessi operai della Fincantieri allo stato protestano.
       Io mi domando quale sia la volontà di questo  Governo  sulle
  dismissioni.  Ho  bisogno di capire se il commissario liquidatore
  sta   operando   in   un   certo  modo,  atteso  che  queste  mie
  dichiarazioni sono state dallo stesso attenzionate in Commissione
  'Attività produttive'.
       Se  le  dismissioni,  che sono una cosa seria su cui vi sono
  parecchie   somme   accantonate  nei  fondi  a  disposizione  del
  commissario,  debbono  essere  trattate  en  passant  io non sono
  assolutamente   disponibile,   pur  approvando  il  Documento  di
  programmazione economica e finanziaria.
       Vorrei capire come, in quale sede, con quali strumenti e con
  quali  poteri,  la  Presidenza  dell'Assemblea  ed   il   Governo
  ritengano  di entrare nel merito e di capire come le dismissioni,
  che  sono  state  una  vergogna e che comunque vada abbiamo fatto
  bene a dismettere quella realtà ......

     PRESIDENTE.   Onorevole  Turano   mi  dispiace, lei  ha  quasi
  raddoppiato i tempi del  suo  intervento.  Tenga  presente che ci
  sono delle regola da rispettare.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'ordine del giorno numero 24
  "Approvazione      del      Documento      di      programmazione
  economico-finanziaria   2002-2004",   degli   onorevoli  Cintola,
  Fleres, Croce, Formica e D'Antoni.

            RICHIESTA DI VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE

     PRESIDENTE.    Gli   onorevoli  Capodicasa,   De   Benedictis,
    Giannopolo,  Miccichè,  Orlando, Raiti e Zago chiedono  che  la
    votazione avvenga per scrutinio nominale.
       Essendo  la richiesta appoggiata a termini  di  Regolamento,
  indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno
  numero  24.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

               Presenti e votanti 37

               L'Assemblea non è in numero legale.

    (Gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe e Cintola chiedono che
    venga inserito a verbale il loro voto favorevole).

     PRESIDENTE.   Sospendo  la  seduta, avvertendo che  la  stessa
  riprenderà tra un'ora.

    (La seduta sospesa alle ore 21.10, è ripresa alle ore 22.46)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               CONGEDI

    PRESIDENTE. Comunico  che  è pervenuta richiesta di congedo per
  la seduta  odierna  da parte degli onorevoli Castiglione, Catania
  Franco, D'Aquino, Maurici, Misuraca e Scoma.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                VOTAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
  per scrutinio nominale.

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,   anche   dagli   onorevoli   Zago,  De  Benedictis,
  Panarello, Capodicasa, Liotta e Micciché, indìco la votazione per
  scrutinio nominale dell'ordine del giorno numero 24.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

        PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

               Presenti 29

       L'Assemblea non è in numero legale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
  13 febbraio  2002,  alle  ore  10.30,  con il seguente ordine del
  giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA,  AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

          N.  74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
          comune  di  Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e
          di  Vena,  degli  onorevoli  Fleres  Salvatore;  Mercadante
          Giovanni;   Confalone   Giancarlo;  Leanza  Edoardo;  Croce
          Antonino;

          N.  75  -  Interventi  in  favore dell'agrumicoltura, degli
          onorevoli  Fleres  Salvatore;  Croce  Antonino;  Mercadante
          Giovanni;  Confalone Giancarlo;

          N.  76  -  Interventi  in favore della zootecnia siciliana,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Leontini    Innocenzo;    Beninati   Antonino;   Mercadante
          Giovanni;

          N.  77  -  Interventi  in favore dei siciliani d'Argentina,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni;  Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola;

          N. 78 -  Interventi  in merito alla posizione previdenziale
          dei  dipendenti  delle  camere  di commercio della Sicilia,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni;  Croce Antonino;

          N. 79 -  Opportune  iniziative allo scopo di introdurre una
          tassa su tutte le transazioni finanziarie, degli  onorevoli
          Forgione  Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
          Giovanni;

          N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120, degli onorevo-
          li  Raiti Salvatore;  Ferro Giovanni;  Morinello Salvatore;
          Spampinato Giuseppe;

          N.  81  -  Tutela  del personale ATA, degli onorevoli Raiti
          Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello Salvatore;  Spampi-
          nato Giuseppe;

          N.  82  -  Interventi  in materia di precariato in Sicilia,
          degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;  Catania  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni;  Scoma Francesco;

          N. 83  -  Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
          legislative regionali  alla Commissione parlamentare per le
          questioni  regionali,  degli  onorevoli  Fleres  Salvatore;
          Catania Giuseppe;  Croce Antonino;  Beninati Antonino;

          N. 84 -  Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
          stabilimento Italtel di Carini (PA), degli onorevoli
          Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
          Capodicasa   Angelo;  Panarello  Filippo;Oddo  Camillo;  De
          Benedictis    Roberto;    Crisafulli   Vladimiro;   Villari
          Giovanni; Zago Salvatore.

    III - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA   "BILANCIO E FINANZE".

     IV - SVOLGIMENTO   DI   INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA   "ENTI LOCALI".

      V - VOTAZIONE   FINALE   DEL    DOCUMENTO   DI   PROGRAMMAZIONE
          ECONOMICA E FINANZIARIA 2002-2004

     VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004, e relativa nota di variazioni" ( 297-299).

       2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
          ( 298).

    La seduta è tolta alle ore 22.50

    Licenziato dal  Servizio  Resoconti alle ore 00.20 di mercoledì
    13 febbraio 2002.