Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 18.00.
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del loro ufficio, gli
onorevoli Moschetto e Speziale sono in missione dal 5 al 13
febbraio 2002.
COMUNICAZIONE DI SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO
PRESIDENTE. Comunico che in data 5 febbraio 2002 è pervenuta,
trasmessa dalla Cancelleria della Corte d'Appello di Palermo,
copia della sentenza n. 40/42 della Corte d'Appello medesima -
sez. I civile - depositata il 30 gennaio 2002. Il dispositivo
della sentenza così recita: "La Corte, uditi i procuratori delle
parti costituite; in riforma della sentenza del Tribunale di
Palermo del 19-25 ottobre 2001, appellata da Gaspare Vitrano,
rigetta il ricorso proposto da Giuseppe Faraone in data 31 luglio
2001" (Omissis).
Ricordo che l'onorevole Vitrano ha già prestato il
giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto regionale n.
1 del 25 luglio 2001.
L'Assemblea ne prende atto.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:
N. 171 - Accertamenti sulle cause del decesso della giovane
Giusy Grillo.
Firmatari:Raiti Salvatore
N. 80 - Regolamentazione dell'attività di guardia venatoria.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 102 - Tutela dell'agrumicoltura siciliana.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 112 - Risarcimento dei danni provocati dai conigli alle
colture ricadenti nelle aree del Parco dell'Etna.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. - da parte dell'Assessore per l'industria:
N. 144 - Notizie circa lo svolgimento delle operazioni
elettorali del 30 luglio 2001 relative all'elezione del
Presidente del consorzio ASI di Caltagirone.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Garofalo
Ottavio
N. 149 - Notizie sulle iniziative assunte al fine di garantire
il rispetto delle deliberazioni del Consorzio ASI di
Caltagirone.
Firmatari:Barbagallo Giovanni
- da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:
N. 78 - Interventi per ripulire i fondali del porticciolo di
Santa Tecla, nel comune di Acireale, in provincia di Catania.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 134 - Accertamento delle responsabilità per il mancato
completamento degli alloggi popolari siti in località
'Pannaria' (Centuripe).
Firmatari:Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino
- da parte dell'Assessore per il turismo:
N. 109 - Delucidazioni in merito ai criteri di selezione delle
manifestazioni turistico-culturali in Sicilia.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 167 - Pagamento dei contributi pregressi destinati al
potenziamento dell'attività sportiva a favore di società
sportive, enti di promozione e scuole.
Firmatari:Raiti Salvatore
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato in data 8
febbraio 2002 il seguente disegno di legge:
- "Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7, riguardante il procedimento per l'elezione a
suffragio popolare del sindaco nei comuni della Regione" (n.
330)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati ed inviati
alle competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di
legge:
AFFARI ISTITUZIONALI
- "Schema di disegno di legge da sottoporre al Parlamento
nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto 'Integrazione
dell'articolo 122 della Costituzione'" (n. 301)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Acierno in data 20 dicembre 2001;
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Nuove norme in materia di pubblici concorsi per la copertura
dei posti nelle pubbliche amministrazioni (n. 302)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Tricoli, Virzì in data 20 dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Provvedimenti finalizzati alla ripresa delle attività
produttive danneggiate dall'eruzione dell'Etna" (n. 304)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Beninati, Croce, Catania
Giuseppe in data 21 dicembre 2001
- PARERE III e IV Commissione
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Modifiche della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, recante
disposizioni per la costituzione delle province nel territorio
della Regione siciliana" (n. 314)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Crisafulli,
Barbagallo, Liotta, Raiti, Spampinato in data 18 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Interventi in favore dei dipendenti degli enti parco" (n.
323)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Mancuso, Villari,
Pistorio, Barbagallo, Basile in data 1 febbraio 2002
-Inviato in data 11 febbraio 2002
- "Interventi a favore del funzionamento degli organi e delle
strutture dell'Unione nazionale mutilati per servizio con
finalità di tutela e di promozione sociale dei cittadini
mutilati, invalidi e portatori di handicap nel territorio della
Regione siciliana" (n. 328)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Savona, Borzacchelli, Dina in data
6 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
"Modifiche alle leggi regionali 1 settembre 1997, n. 33; 31
agosto 1998, n. 15 e 8 maggio 2001, n. 7" (n. 303)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe in data
21 dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Integrazione all'articolo 75 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, recante 'Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2001" (n. 318)
- presentato dagli onorevoli Lo Curto, Antinoro, Croce in data
24 gennaio 2002
- inviato in data 1 febbraio 2002
- "Interventi per favorire la realizzazione di attività
lavorative di natura autonoma" (n. 325)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Croce, Catania Giuseppe,
in data 1 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- PARERE V COMMISSIONE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 aprile
1985, n. 21, riguardante 'Norme per l'esecuzione dei lavori
pubblici in Sicilia'" (n. 306)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Incardona, Formica, Infurna,
Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 24 dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori
della Sicilia ed interventi per la mobilità ciclistica" (n. 307)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
dell'Assessore per il turismo le comunicazioni ed i trasporti
(CASCIO) in data 9 gennaio 2002
- inviato in data 15 gennaio 2002
- "Istituzione della professione di guida naturalistica
subacquea" (n. 308)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 11 gennaio 2002
- inviato in data 15 gennaio 2002
- "Norme a tutela della pubblica e privata incolumità
relativamente alla conservazione, manutenzione, modificazione di
ogni fabbricato o parte di esso pubblico e/o privato esistente
sul territorio regionale. Istituzione del fascicolo fabbricato"
(n. 310)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Borzacchelli, Savona, Savarino,
Franchina, Dina, Sbona, Cintola, Pistorio in data 16 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Istituzione della Scuola di alta formazione ambientale in
Sicilia presso l'Osservatorio regionale siciliano per l'ambiente"
(n. 311)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 18 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Norme in favore dei sinistrati della città di Agrigento
colpiti dal movimento franoso del 19 luglio 1966" (n. 312)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Miccichè in data 18 gennaio
2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Norme per favorire l'occupazione professionale giovanile
nell'affidamento degli incarichi di progettazione di opere
pubbliche" (n. 313)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, Basile, D'Antoni,
Amendolia, Sanzeri in data 18 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Norme per la conservazione e la gestione della fauna minore
in Sicilia" (n. 315)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ferro, Raiti, Morinello in data 18
gennaio 2002
- PARERE III Commissione
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Interventi a favore dei comuni delle isole minori siciliane
in tema di trasporto dei rifiuti a mezzo nave e realizzazione e
manutenzione degli eliporti" (n. 316)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) in data 23
gennaio 2002 - inviato in data 1 febbraio 2002
- "Norme per il governo del territorio ed il riordino delle
coste" (n. 317)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (PELLEGRINO) in
data 23 gennaio 2002
- inviato in data 1 febbraio 2002
- "Norme per la conservazione e la gestione della fauna minore
in Sicilia" (n. 319)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
29 gennaio 2002
- PARERE III Commissione
- inviato in data 1 febbraio 2002
- "Modifiche alla legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 così
come modificato con la legge regionale 9 agosto 1988, n. 14,
concernente norme per l'istituzione nella Regione di parchi e
riserve naturali" (n. 320)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello,
Spampinato, in data 31 gennaio 2001
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- "Contributi per manifestazioni sportive a carattere
internazionale" (n. 327)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Beninati, Acierno, Spampinato,
Raiti in data 4 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- "Norme per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione
e lo sviluppo turistico culturale di Erice" (n. 329)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago, De
Benedictis, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, Giannopolo,
Panarello, Villari in data 7 febbraio 2002
- Inviato inn data 11 febbraio 2002
- PARERE III COMMISSIONE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO
- "Provvedimenti per la custodia, la manutenzione,
conservazione, tutela, valorizzazione e fruizione dei beni
culturali ed ambientali" (n. 305)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione f.f. (CASTIGLIONE)
su proposta dell'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione (GRANATA) in data 21
dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Interventi a sostegno dei diritti dei migranti in Sicilia"
(n. 309)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
16 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- PARERE I COMMISSIONE
- "Iniziative a sostegno della diffusione della cultura
d'impresa tra gli studenti delle scuole di base della Regione
siciliana (n. 324)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Mercadante, Giambrone in data 1 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- PARERE III COMMISSIONE
- "Norme per la stabilizzazione del personale assunto ai sensi
dell'articolo 23 quater, comma 3, della legge 31 marzo 1998, n.
61, proveniente dai progetti di lavori socialmente utili (n. 326)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data 1
febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
SERVIZI SOCIALI E SANITARI
- "Norme riguardanti il commercio, la vendita e l'uso dei
fitofarmaci" (n. 322)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Faraone, Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Zangara, in data 31 gennaio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- PARERE III COMMISSIONE
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati invitati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'istituzione del difensore civico della Regione
siciliana" (n. 289)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Nuove norme in materia di province regionali ed aree
metropolitane" (n. 291)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge
regionale 28 marzo 1995, n. 22, concernente norme sulla proroga
degli organi amministrativi e sulle procedure per le nomine di
competenza regionale, che ha recepito le disposizioni del decreto
legge 16 maggio 1994, n. 293 convertito con modificazioni dalla
legge 15 luglio 1994, n. 444" (n. 292)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Norme per la semplificazione amministrativa" (n. 293)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
BILANCIO (II)
- "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004" (n. 297)
- iniziativa governativa
- inviato in data 27 dicembre 2001
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE
- "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
(n. 298)
- iniziativa governativa
- inviato in data 27 dicembre 2001
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE
- "Prima nota di variazioni al disegno di legge concernente il
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2002 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004" (n.
299)
- iniziativa governativa
- inviato in data 27 dicembre 2001
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Modifiche delle leggi regionali 9 dicembre 1980, n. 127; 1
marzo 1995, n. 19 e 6 ottobre 1999, n. 25, riguardanti
'Disposizioni per la coltivazione dei giacimenti minerari da cava
e provvedimenti per il rilancio e lo sviluppo del comparto
lapideo di pregio nel territorio della Regione siciliana" (n.
285)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 21 dicembre 2001
- "Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico" (n. 287)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Contributi per la realizzazione di basi eliportuali nelle
isole minori" (n. 284) - iniziativa parlamentare
- inviato in data 21 dicembre 2001
- "Intervento a favore delle famiglie e dei commercianti
danneggiati nell'incendio dell'immobile sito in Piazza Generale
Cascino a Palermo, verificatosi il 27 agosto 1999" (n. 288) -
iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Nuove disposizioni in materia di lavori pubblici in Sicilia"
(n. 290) - iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Disciplina degli appalti di beni pubblici, di fornitura, di
servizi e nei settori esclusi" (n. 294)
- iniziativa governativa
- inviato in data 10 gennaio 2002
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Norme per l'erogazione del 'buono scuola'" (n. 286)
- iniziativa governativa
- inviato in data 21 dicembre 2001
- "Norme per l'erogazione di contributi a favore di emigranti
siciliani per il trasferimento delle loro attività sul territorio
della Regione siciliana" (n. 295)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 10 gennaio 2002
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per l'assegnazione di un contributo annuo
all'Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti -
ANPVI-ONLUS, operante in Sicilia" (n. 296)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 10 gennaio 2002
COMUNICAZIONE DI ASSEGNAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE AI SENSI
DELL'ARTICOLO 136 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
assegnato, ai sensi dell'articolo 136 bis del Regolamento
interno, alla Commissione legislativa "Servizi sociali e sanitari
(VI)":
- "Istituzione dell'Azienda ospedaliera per l'emergenza
pediatrica di terzo livello di Palermo 'G. Di Cristina-Casa del
Sole-Aiuto Materno'" (n. 321)
- (già disegno di legge n. 849/A nella XII Legislatura)
- fatto proprio dalla VI Commissione in data 23 gennaio 2001
- presentato in data 31 gennaio 2001.
COMUNICAZIONE DI STRALCIO DI ARTICOLI DAL DISEGNO DI LEGGE N.
298
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi del combinato disposto del
comma 2, dell'articolo 3 della legge n. 10 del 1999 e del comma
2, dell'articolo 73 ter del R.I., sono stati stralciati dal
disegno di legge n. 298 "Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2002" i seguenti articoli: 14, 30, 32,
33, 34, 35, 36, 37, 39, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 56, 57,
58, 59, 60, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74,
75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90,
91, 92. 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 104, 108, 110,
111, 113, 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124,
125, 126, 127, 128, 129, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137,
(parte del 138), 139, 140, 141, 143, 144.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo e che
sono state assegnate alle competenti Commissioni legislative le
seguenti richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
"Opera Pia Centro servizi sociali 'A. Rizzuti Caruso - Sacro
Cuore' di Caltabellotta. Nomina assessoriale di un componente
del consiglio di amministrazione" (n. 29)
- pervenuto in data 8 gennaio 2002
- trasmesso in data 10 gennaio 2002
"Azienda speciale servizi e promozione - Camera di commercio di
Agrigento. Designazione componente effettivo collegio dei
revisori e componente del consiglio di amministrazione" (n. 30)
- pervenuto in data 8 gennaio 2002
- trasmesso in data 10 gennaio 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Piano regionale di propaganda turistica per l'anno 2002' (n.
27)
- pervenuto in data 3 gennaio 2002
- trasmesso in data 9 gennaio 2002
- "Calendario delle manifestazioni 2002" (n. 28)
- pervenuto in data 3 gennaio 2002
- trasmesso in data 9 gennaio 2002
COMUNICAZIONE CONTESTUALE DI RICHIESTA DI PARERE E DI PARERE RESO
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è
stata assegnata alla competente Commissione legislativa "Servizi
sociali e sanitari (VI)" e che la stessa ha reso il relativo
parere:
- "Riassetto della rete infettivologica della Regione
siciliana" (n. 26)
- pervenuta in data 21 dicembre 2001
- trasmessa in data 21 dicembre 2001
- reso in data 22 dicembre 2001
- inviato in data 24 dicembre 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni nel periodo 27 dicembre 2001 - 7
febbraio 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 27.12.01: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO
BORZACCHELLI-CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI
SANZERI-SAVARINO-SCOMA
" " 9.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-IOPPOLO-SANZERI-SCOMA
" " 10.1.02: BARBAGALLO-IOPPOLO-ORTISI-SCOMA
" " 15.1.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
IOPPOLO-ORTISI-SANZERI
" " 16.1.02: LEANZA Edoardo-FRANCHINA-IOPPOLO
" " 23.1.02: CRISAFULLI
" " 24.1.02: LEANZA Edoardo-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI
" " 30.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-FRANCHINA-IOPPOLO-
LO MONTE-ORTISI
" " 31.1.02 (ant.): BARBAGALLO-CRISAFULLI-FRANCHINA-
" " 31.1.02 (pom.): LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-IOPPOLO-FRANCHINA-ORTISI
SAVARINO-SCOMA
" " 06.2.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-
SANZERI
" " 07.2.02: LEANZA EDOARDO-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI-SANZERI-
SAVARINO-SCOMA
SOSTITUZIONI
Riunione del 10.1.02: BORZACCHELLI sostituito da DINA
" " 23.1.02: FRANCHINA " " SAVONA
" " 24.1.02: FRANCHINA " " BORZACCHELLI
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 20.12.01: GENOVESE-LIOTTA-PAPANIA-ROTELLA
" " 9.1.02 (ant.): SAVONA-D'ANTONI-FLERES-LIOTTA-MANCUSO
PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 9.1.02 (pom.): D'ANTONI-FLERES-GENOVESE-ROTELLA
" " 16.1.02 (ant.): LEONTINI-D'ANTONI-FLERES-FORMICA
MANCUSO-ROTELLA
" " 16.1.02 (pom.): FLERES-GENOVESE-LEANZA V.-MANCUSO
" " 17.1.02: CAPODICASA-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 23.1.02: SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-FLERES-FORMICA
GENOVESE-MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
" " 24.1.02: (ant.): SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-CINTOLA
FLERES-GENOVESE-LEANZA V.- MANCUSO
ROTELLA-SPEZIALE
" " 24.1.02 (pom.): CAPODICASA-D'ANTONI-FLERES-GENOVESE
MANCUSO-SPEZIALE
" " 30.1.02: FORMICA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA
" " 31.1.02: SAVONA-CAPODICASA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA
" " 05.2.02: SAVONA-LEONTINI-D'ANTONI-FORMICA-LEANZA V.
MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 06.2.02: MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
SOSTITUZIONI
Riunione del 20.12.01: CINTOLA sostituito da PISTORIO
" " " " ": MANCUSO " " FRANCHINA
" " 9.1.02 (ant.): LEONTINI sostituito da MERCADANTE
" " 9.1.02 (pom.): LEONTINI " " MERCADANTE
: MANCUSO " " PISTORIO
" " 30.1.02: CAPODICASA " " VILLARI
D'ANTONI " " LO MONTE
SPEZIALE " " GIANNOPOLO
" " 31.1.02: LEONTINI " " CONFALONE
" " 06.2.02: D'ANTONI " " LO MONTE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
ASSENZE
Riunione del 9.1.02: CATANIA Giuseppe-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
" " 15.1.02 (ant.): INCARDONA-LO CURTO
" " 15.1.02 (pom.): BORZACCHELLI-CATANIA Giuseppe-INCARDONA
TURANO
" " 16.1.02 (ant.): GAROFALO-INCARDONA-TURANO
" " 16.1.02 (pom.): NICOTRA-BORZACCHELLI-CATANIA G.-GAROFALO-
GIAMBRONE-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
" " 24.1.02: GALLETTI-GAROFALO-TURANO
" " 29.1.02 (ant.): NICOTRA-GALLETTI-GAROFALO-PANARELLO
" " 29.1.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-CATANIA Giuseppe-GALLETTI
GAROFALO-INCARDONA-LO CURTO-MICCICHÉ
PANARELLO-TURANO
" " 06.2.02 (ant.): ODDO-BORZACCHELLI-GALLETTI
" " 06.2.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-BORZACCHELLI-CATANIA G.-
GALLETTI-GAROFALO-INCARDONA-TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 29.1.02 (ant.): TURANO sostituito da SAVARINO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 09.1.02: DE BENEDICTIS-INFURNA-VICARI
" " 10.1.02: CONFALONE-LO CURTO-VICARI
" " 16.1.02: DE BENEDICTIS
" " 06.2.02 (ant.): ACIERNO-LO CURTO
" " 06.2.02 (pom.): SBONA-ZAGO-ACIERNO-GURRIERI-INFURNA-
LO CURTO-VICARI
" " 07.2.02: BENINATI-GURRIERI-INFURNA-LO CURTO-
VICARI
SOSTITUZIONI
Riunione del 10.1.02: INFURNA sostituito da INCARDONA
" " 06.2.02 (ant.): MAURICI " " GAROFALO
VICARI " " GIAMBRONE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 28.12.01: BALDARI-VILLARI-LEANZA-CATANIA Franco-FERRO
FRATELLO-GALLETTI-GIAMBRONE-GIANNOPOLO
INFURNA-SEGRETO
" " 8.1.02 (ant.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-GALLETTI
INFURNA
" " 8.1.02 (pom.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-FERRO-
GALLETTI-INFURNA
" " 15.1.02 (ant.): CATANIA Franco
" " 15.1.02 (pom.): BALDARI-CATANIA Franco-FERRO-GIANNOPOLO
" " 23.1.02: CATANIA Franco
" " 29.1.02: CATANIA Franco
" " 30.1.02: VILLARI-CATANIA Franco-GIANNOPOLO
" " 06.2.02: CATANIA Franco-FARAONE-SEGRETO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 22.12.01: LEANZA Vincenzo-MERCADANTE-FORMICA-CRACOLICI
MANZULLO-BASILE
" " 16.1.02: LO GIUDICE-CRACOLICI-ZANGARA
" " 23.1.02: PISTORIO-ZANGARA
" " 24.1.02: ZANGARA
" " 30.1.02: FORMICA-MANZULLO-PISTORIO-ZANGARA
" " 31.1.02: PISTORIO-ZANGARA
SOSTITUZIONI
Riunione del 22.12.01: PISTORIO sostituito da BORZACCHELLI
" " 16.1.02: LEANZA Vincenzo " " BALDARI
CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 24.1.02: PISTORIO " " SBONA
" " " : CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 31.1.02: CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 05.2.02: CRISTAUDO " " ANTINORO
" " " MANZULLO " " SPAMPINATO
" " " MORINELLO " " RAITI
" " " MOSCHETTO " " LEONTINI
" " " ZANGARA " " BARBAGALLO
COMMISSIONE SPECIALE PER LA
REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
ASSENZE
Riunione dell'11.01.02: FORMICA-GURRIERI-ORLANDO-ORTISI-VIRZI'
" del 17.1.02: PISTORIO-CAPODICASA-FORGIONE-VIRZI'
" " 05.2.02: PISTORIO-CRISTAUDO-D'ANTONI-FORGIONE-FORMICA
VIRZI'
SOSTITUZIONI
Riunione del 5.2.02: ORLANDO sostituito da RAITI
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni adottate dalla
Giunta regionale:
- n. 437 del 5 novembre 2001 "Accordo di programma quadro
(APQ) Porti e Aeroporti - Rimodulazione" , ai sensi dell'articolo
1 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32;
- n. 518 del 22 dicembre 2001 "Leggi regionali 13 agosto 1979,
n. 200 e 12 gennaio 1993, n. 11 - Approvazione piano di
ripartizione dei contributi da assegnare alle Scuole di Servizio
sociale per l'anno accademico 2001/2002", ai sensi dell'art. 23
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6;
- nn. dalla 358 alla 520 relative ai mesi di ottobre, novembre
e dicembre 2001;
- n. 8 del 15 gennaio 2002 "Modifica POR 2000/2006 -
Inclusione sottomisura 2 'Attrezzature dei porti di pesca'"
COMUNICAZIONE DI INVIO DI ATTI DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei conti - Sezioni riunite
e sezione di controllo per la Regione siciliana ha inviato in
data 14 gennaio 2002:
- la parificazione del rendiconto generale della Regione
siciliana e rendiconto allegato relativi all'esercizio
finanziario 2000;
- la deliberazione della Sezione di controllo per la Regione
siciliana n. 9 in data 22 maggio 2001 con la quale è stato
approvato il programma di controllo successivo sulla gestione del
bilancio e del patrimonio della Regione siciliana da svolgere
nell'anno 2001, nell'ambito del quale è stata inserita
un'indagine volta alla verifica delle risultanze del rendiconto
generale dell'esercizio finanziario 2000 con riferimento alla
gestione degli accertamenti dei residui passivi.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 358 - Notizie sullo stato di funzionamento del servizio
consultoriale di Carini (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Enti Locali
Forgione Francesco
N. 374 - Estensione sino a Pollina del previsto raddoppio
della linea ferroviaria PA-ME.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Virzi' Gioacchino
N. 375 - Provvedimenti in merito alle visite per il
riconoscimento della qualifica di invalido civile presso il
distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Spampinato Giuseppe
N. 376 - Verifica sulle ultime elezioni del Comune di
Trapani.
- Assessore Enti Locali
Oddo Camillo
N. 377 - Interventi per la messa in sicurezza della strada
statale 121 Catania-Paternò.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore
N. 382 - Ispezione amministrativa presso il Comune di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Genovese Francantonio
N. 383 - Notizie circa la futura destinazione degli uffici
dell'Assessorato regionale per il lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Lavoro
Dina Antonino
N. 388 - Iniziative per impedire il ridimensionamento del
gruppo industriale Italtel a Carini.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico
N. 392 - Iniziative in merito all'assegnazione di
incarichi di primariato presso l'ospedale S. Elia di
Caltanissetta.
- Assessore Sanità
Cracolici Antonino
N. 395 - Attivazione degli strumenti contrattuali
necessari all'impiego degli LSU.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Lavoro
Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino;
Zago Salvatore
N. 396 - Notizie sullo smaltimento dei rifiuti nella città
di Messina.
- Presidente Regione
Ferro Giovanni
N. 410 - Pubblicazione degli elenchi delle imprese che
hanno diritto a contributi per le assunzioni a tempo
indeterminato.
- Assessore Lavoro
Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
Zago Salvatore
N. 411 - Indagine sui rapporti tra l'attività industriale
e l'elevata incidenza di malattie tumorali nell'area
Augusta-Priolo, e suo risanamento.
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
De Benedictis Roberto
N. 412 - Notizie circa la società Biosphera.
- Assessore Territorio
Giannopolo Domenico; Speziale Calogero; Panarello Filippo;
Villari Giovanni
N. 417 - Notizie circa il ritardo del Comune di Palermo
nell'impiego dei fondi per l'integrazione degli affitti.
- Assessore Lavori Pubblici
Cracolici Antonino
N. 420 - Risanamento ambientale dell'area delle ex
acciaierie AFEM a Campofelice di Roccella.
- Assessore Territorio
Giannopolo Domenico
- con richiesta di risposta scritta:
N. 359 - Verifica dello stato dei bacini di carenaggio
siti presso i Cantieri navali di Palermo.
- Assessore Industria
Cracolici Antonino
N. 360 - Interventi urgenti per la copertura dei posti
vacanti nell'organico dell'Ospedale Santa Marta e Santa
Venera di Acireale (CT).
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 361 - Risanamento del rione San Giorgio a Caltagirone.
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 362 - Rimborso dei danni causati dalla siccità nel
territorio di Mazzarone (CT).
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore
N. 363 - Notizie circa l'attività del Comune di Sant'Agata
Li Battiati (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 364 - Interventi per un'immediata soluzione alla crisi
idrica in provincia di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Galletti Giuseppe
N. 365 - Autorizzazione dei corsi di specializzazione per
docenti di sostegno.
- Assessore Beni Culturali
Moschetto Angelo
N. 366 - Misure urgenti in difesa del patrimonio ittico
siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Incardona Carmelo
N. 367 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale a
seguito dei danni provocati dalle gelate in provincia di
Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Incardona Carmelo
N. 368 - Iniziative urgenti allo scopo di porre fine alla
crisi in cui versa il settore della Formazione
professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Forgione Francesco
N. 369 - Erogazione dei contributi regionali per il
risparmio energetico.
- Assessore Industria
Giambrone Vincenzo
N. 370 - Ripristino del manto stradale nella zona di
Nesima superiore, a Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 371 - Interventi per rendere operativa la casa di
riposo di via Federico II, sita nel comune di Giarre, in
provincia di Catania.
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 372 - Provvedimenti relativi al trattamento economico
dei dipendenti dell'IRCAC.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 373 - Notizie sull'indagine ispettiva presso il Comune
di Vittoria sulle modalità di espletamento di concorsi.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Incardona Carmelo
N. 378 - Notizie in merito all'applicazione della legge
regionale n. 15 del del 2000.
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 379 - Iniziative per impedire il conferimento di
incarico di Direttore generale di AUSL, al dott. Francesco
Poli.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 380 - Provvedimenti urgenti in merito alla
incompatibilità ed ineleggibilità dell'attuale Sindaco di
Petralia Sottana (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Forgione Francesco
N. 381 - Notizie in ordine alla nomina dei Direttori
generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 384 - Controllo e verifica dei comportamenti adottati
dal Consorzio di bonifica 9 - Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Ioppolo Giovanni
N. 385 - Iniziative per il chiarimento del rapporto tra la
pianificazione territoriale devoluta alle Province regionali
e le attribuzioni degli Enti parco.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Ioppolo Giovanni
N. 386 - Garanzie di legalità e trasparenza nelle
procedure di assunzione presso i Consorzi di bonifica di
Lentini e Caltagirone.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Enti Locali
Liotta Santo
N. 387 - Sostegno al settore zootecnico del nisseno.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Galletti Giuseppe
N. 389 - Richiesta di interventi per la crisi vitivinicola
nella provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Virzi' Gioacchino
N. 390 - Interventi presso il Ministero dell'Industria per
garantire i livelli occupazionali nello stabilimento Italtel
di Carini (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 391 - Iniziative per impedire i lavori per la
costruzione di muraglioni nel centro storico di Piraino
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Miccichè Calogero
N. 393 - Verifica delle procedure di elezione del
direttivo della sezione dell'AIAS di Acireale.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Basile Giuseppe
N. 394 - Notizie sulle nomine degli amministratori delle
IPAB.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Barbagallo Giovanni
N. 397 - Iniziative per garantire il completamento del
nosocomio di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Liotta Santo
N. 398 - Interventi urgenti per garantire un'adeguata
politica nel settore del trasporto merci via mare.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Cooperazione
Basile Giuseppe
N. 399 - Provvedimenti urgenti per il rilancio del settore
agricolo siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Ioppolo Giovanni
N. 400 - Iniziative del Governo della Regione riguardanti
i lavoratori precari forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Bilancio
Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 401 - Chiarimenti sulle modalità di assunzione, di
inquadramento giuridico, retributivo e di impiego del
personale del servizio S.U.E.S..
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 402 - Ispezione presso il Consorzio di bonifica 9 di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Liotta Santo
N. 403 - Interventi in favore degli agrumicoltori operanti
nel Comune di Paternò (CT).
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore
N. 404 - Ripristino del decoro urbano in Corso delle
Province, a Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 405 - Erogazione dei contributi di assistenza economica
alle famiglie disagiate di Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 406 - Notizie sull'individuazione, rimozione e
smaltimento dell'amianto.
- Presidente Regione
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 407 - Ripristino del servizio bar-mensa presso il liceo
scientifico 'Ettore Majorana' di Scordia, in provincia di
Catania.
- Assessore Sanità
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 408 - Sostegno alle imprese operanti nel settore degli
imballaggi in legno.
- Assessore Cooperazione
Fleres Salvatore
N. 409 - Notizie sul completamento della diga di Blufi.
- Presidente Regione
Cracolici Antonino
N. 413 - Garanzie di una corretta ed equa compensazione
nella fornitura idrica nella provincia di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Miccichè Calogero
N. 414 - Erogazione delle somme previste per le borse
formative all'autoimpiego.
- Assessore Lavoro
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 415 - Iniziative urgenti per scongiurare la scissione
della direzione dell'Osservatorio per le malattie delle
piante di Acireale (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Basile Giuseppe
N. 416 - Notizie circa il precariato in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Fleres Salvatore
N. 418 - Completamento dei lavori della diga Pietra Rossa,
tra Palagonia ed Aidone, in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore
N. 419 - Adeguato rifornimento idrico delle isole Eolie.
- Presidente Regione
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Beninati Antonino;
Baldari Nicola Renato
N. 421 - Iniziative di controllo circa le attività di
edilizia agevolata-convenzionata.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Territorio
Ferro Giovanni.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 17 - Nomina del Direttore generale presso l'istituto
zootecnico sperimentale della Sicilia.
- Assessore Sanità
Cracolici Antonino
N. 18 - Iniziative per il superamento dello stato di
emergenza idrica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Raiti Salvatore
N. 19 - Notizie circa la nomina di un 'advisor' della
Regione per la vicenda Banco di Sicilia-Banca di Roma.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Ortisi Egidio; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Papania
Antonino
N. 20 - Ispezione presso il Comune di Palermo in merito al
servizio di assistenza domiciliare agli anziani.
- Assessore Enti Locali
Cracolici Antonino
N. 21 - Ispezione presso il Comune di Messina circa la
prevista realizzazione di un ipermercato nell'area ex cave
di sabbia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
Panarello Filippo
N. 22 - Restituzione alla competenza demaniale della
Regione delle aree portuali dell'Arenella, dell'Acquasanta e
di S. Erasmo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Turismo
Borzacchelli Antonio; Misuraca Salvatore; Savona Riccardo;
Antinoro Antonio; Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Cracolici
Antonino; Scoma Francesco; D'Antoni Sergio
N. 23 - Provvedimenti in favore dell'equipaggio del
peschereccio recentemente affondato al largo di Trabia
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Tricoli Marzio
N. 24 - Notizie sulla definizione dell'operazione di
fusione Banca di Roma - Banco di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Croce Antonino
N. 25 - Ispezione presso il Comune di Trapani.
- Assessore Enti Locali
Croce Antonino
N. 26 - Adozione di misure di sicurezza riguardo il
problema 'mucca pazza'.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
Comune di Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e di
Vena.
Fleres Salvatore; Mercadante Giovanni; Confalone
Giancarlo; Leanza Edoardo; Croce Antonino
Presentata il 20/12/01
N. 75 - Interventi in favore dell'agrumicoltura
siciliana.
Fleres Salvatore; Croce Antonino; Mercadante Giovanni;
Confalone Giancarlo
Presentata il 20/12/01
N. 76 - Interventi in favore della zootecnia siciliana.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Leontini Innocenzo;
Beninati Antonino; Mercadante Giovanni
Presentata il 20/12/01
N. 77 - Interventi in favore dei siciliani d'Argentina.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola Renato
Presentata il 18/01/02
N. 78 - Interventi in merito alla posizione previdenziale
dei dipendenti delle Camere di commercio della Sicilia.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Croce Antonino
Presentata il 23/01/02
N. 79 - Opportune iniziative allo scopo di introdurre una
tassa su tutte le transazioni finanziarie.
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
Giovanni
Presentata il 30/01/02
N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Spampinato Giuseppe
Presentata il 30/01/02
N. 81 - Tutela del personale ATA.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Spampinato Giuseppe
Presentata il 30/01/02
N. 82 - Interventi in materia di precariato in Sicilia.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Scoma Francesco
Presentata il 7/02/02
N. 83 - Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
legislative regionali alla Commissione parlamentare per le
questioni regionali.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Croce Antonino;
Beninati Antonino
Presentata il 7/02/02
N. 84 - Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
stabilimento Italtel di Carini (PA).
Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino; Speziale
Calogero; Capodicasa Angelo; Panarello Filippo; Oddo
Camillo; De Benedictis Roberto; Crisafulli Vladimiro;
Villari Giovanni; Zago Salvatore
Presentata il 12/02/02
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI NOMINA E COMPOSIZIONE DELLA
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 235 del 28 dicembre
2001 è stata nominata la Commissione speciale per la revisione
dello Statuto regionale composta dai seguenti deputati:
onorevoli Acierno, Cintola, Capodicasa, Cristaudo, D'Antoni,
Fleres, Forgione, Formica, Gurrieri, Leontini, Leanza, Orlando,
Ortisi, Pistorio, Savarino e Virzì.
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI NOMINA DI COMPONENTI DELLA
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO
DELLA MAFIA IN SICILIA
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 236 del 28 dicembre
2001 gli onorevoli Amendolia, Barbagallo, Burgaretta Aparo,
Catania, Forgione, Formica, Garofalo, Incardona, Mancuso,
Maurici, Papania, Rotella, Savarino, Segreto e Speziale sono
stati nominati componenti della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
COMUNICAZIONE RELATIVA ALLA COSTITUZIONE DEGLI UFFICI DI
PRESIDENZA DI COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
la Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
ha proceduto alla costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che
risulta così composto:
Presidente: on. LEANZA Vincenzo
Vice Presidente: on. PISTORIO Giovanni
Vice Presidente: on. CAPODICASA Angelo
Segretario: on. CRISTAUDO Giovanni.
Comunico, altresì, che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, ha proceduto alla costituzione
dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così composto:
Presidente: on. INCARDONA Carmelo
Vice Presidente: on. MANCUSO Fabio
Vice Presidente: on. CATANIA Giuseppe
Vice Presidente: on. BARBAGALLO Giovanni
Segretario: on. SEGRETO Giuseppe
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETI DI SOSTITUZIONE DI COMPONENTI
DI COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 7 dell'11 gennaio
2002 l'onorevole Antonio Borzacchelli è stato nominato componente
della Commissione speciale per la revisione dello Statuto
regionale, in sostituzione dell'onorevole Savarino dimissionaria.
Comunico che con decreto n. 8 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Giovanni Manzullo è stato nominato componente della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
delle Comunità europee (CEE), in sostituzione dell'onorevole
Tumino dimissionario.
Comunico che con decreto n. 9 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Carmelo Tumino è stato nominato componente della V
Commissione legislativa permanente "Cultura, formazione e
lavoro", in sostituzione dell'onorevole Galletti dimissionario.
Comunico che con decreto n. 10 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Giuseppe Franchina è stato nominato componente della
I Commissione legislativa permanente "Affari istituzionali", in
sostituzione dell'onorevole Borzacchelli dimissionario.
Comunico che con decreto n. 11 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Giuseppe Galletti è stato nominato componente della
III Commissione legislativa permanente "Attività produttive", in
sostituzione dell'onorevole D'Andrea deceduto.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Segreto ha chiesto
congedo per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E
FINANZIARIA DEL 2002/2004" (N. 297)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
"Discussione del Documento di programmazione economica e
finanziaria 2002/2004" (n. 297).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce, presidente della
Commissione Bilancio e relatore di maggioranza.
CROCE, relatore di maggioranza. Signor Presidente
dell'Assemblea, purtroppo non posso rimettermi al testo della
relazione scritta, dato che non si tratta di un disegno di legge;
sono quasi afono, ma riuscirò sicuramente a svolgere il mio
intervento.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, come voi sapete la
legge colloca il Documento di programmazione economica (Dpef)
nella fase di costruzione delle previsioni di bilancio. Con il
Dpef, infatti, il Governo traccia le linee della sua azione
programmatica proiettata nell'arco temporale del bilancio
pluriennale e il Parlamento è chiamato ad intervenire in tale
fase di determinazione delle opzioni programmatiche; sulla base
di tali indirizzi vengono costruite sia le previsioni di bilancio
sia i contenuti della legge finanziaria e il Parlamento è posto
nelle condizioni di operare una valutazione di coerenza
programmatica degli strumenti finanziari e normativi predisposti
rispetto agli obiettivi economici e finanziari che dovrebbero
essere raggiunti.
In parole ancora più semplici, il Documento di
programmazione economico-finanziaria precede la predisposizione
di bilancio e finanziaria: due documenti, appunto, che
appartengono alla iniziativa del Governo. Anzi, è anche sulla
base delle indicazioni che arrivano dal Parlamento con la
discussione e le deliberazioni sul Dpef che il Governo predispone
il progetto di nuovo bilancio e la relativa legge finanziaria.
Coerentemente con questo schema, la norma regionale colloca
la presentazione e la discussione del Dpef nei mesi di luglio ed
agosto di ogni anno; ad essa segue la predisposizione di bilancio
e finanziaria, la cui presentazione è prevista per il mese di
ottobre.
Purtroppo, fatti obiettivi riconducibili all'avvio della
legislatura, alla scadenza elettorale per le amministrative, ma
anche a qualche incertezza politica hanno condizionato tale
calendario collocando la discussione del Dpef in una fase in cui
legge finanziaria e bilancio di previsione sono in fase di esame
avanzato in Commissione.
E ciò, naturalmente, ci porta a considerare questa
discussione in una chiave in qualche modo diversa rispetto allo
schema delineato.
Ciò non di meno, ritengo utile che la discussione sul
Documento di programmazione economico-finanziaria non perda per
questo la valenza, la pregnanza e l'importanza strategica che
deve avere e va dunque adeguatamente valorizzata; non la perde
perchè la discussione sul Dpef, quest'anno, al di là delle
discrasie temporali, di cui si è detto, inaugura una stagione
politica e programmatica nuova per la nostra Regione. Intanto
perchè siamo nella fase di avvio della legislatura e poi -
ricordiamo cari colleghi - questa è la prima legislatura con un
Governo stabile, ove la stabilità è assicurata dal fatto che
quest'anno, per la prima volta nella storia dell'autonomia
siciliana, il Presidente della Regione è stato eletto
direttamente.
E' questa una condizione inedita che ci consente di guardare
la programmazione con uno spirito nuovo, con una serenità
maggiore rispetto agli anni passati sapendo che ogni politica può
essere traguardata in un arco temporale adeguato e ad una
condizione di stabilità che prima era sconosciuta. Teniamo conto
inoltre che l'arco di tempo della legislatura coincide largamente
con l'operatività di Agenda 2000 e che quindi dovremo misurarci
non soltanto con la programmazione della spesa dei fondi ordinari
della Regione ma anche con i fondi di Agenda 2000, ossia con
l'intervento integrato di Unione europea, Stato e Regione.
In questo scenario l'esame del Dpef da parte di questo
Parlamento diventa quindi un momento di riflessione politica
importante, un momento che ci consente di ragionare su questo
periodo di cinque anni che abbiamo davanti e che sono, per tanti
aspetti, decisivi per il processo di crescita dell'economia
regionale, per il completamento di grandi e piccole
infrastrutture ma anche per il necessario processo di risanamento
del bilancio e di riqualificazione della spesa pubblica
regionale. Oggi il Governo in materia di impostazione e di
gestione del bilancio ha acquisito una serie di prerogative in
più rispetto al passato non solo in virtù del nuovo quadro
istituzionale introdotto dalle modifiche statutarie, ma anche per
effetto di una delle riforme più importanti varate da questo
Parlamento sul finire della scorsa legislatura: la riforma della
contabilità e delle procedure di bilancio. Una riforma che va
giudicata positivamente, perchè riconduce all'Esecutivo la
possibilità di governare meglio, con maggiore autonomia, nella
piena assunzione delle responsabilità le politiche di bilancio,
mentre il Parlamento è chiamato a potenziare il suo ruolo di
partecipazione alle grandi opzioni programmatiche e, sopratutto,
di controllo sull'attività del Governo e di verifica dei
risultati. Una svolta culturale e politica che costituisce il
connotato essenziale di questa nuova fase di equilibrio
istituzionale post riforma.
Sono note le difficoltà che negli ultimi mesi hanno
contrassegnato l'economica mondiale. I fatti dell'11 settembre,
si sa, hanno lasciato un segno profondo nelle coscienze e anche
nelle aspettative e nei conti economici di molti Paesi
industrializzati. L'aumento del Pil (Prodotto interno lordo)
all'1,8%, risulta oggi rivisto all'1,2%. Il tutto a fronte del
3,8% registrato nel 2000. Tuttavia, il momento di congiuntura
sfavorevole, stando alle previsioni di autorevoli osservatori
economici e finanziari internazionali, sembra vicino ad un
momento di svolta. Questo avvio di 2002 sembra connotarsi per
previsioni di miglioramento, stante il riassorbimento del calo di
fiducia manifestato dagli operatori economici negli ultimi mesi
dell'anno scorso.
Per l'Italia, con riferimento sempre ad autorevoli
previsioni, la crescita del Pil, per l'anno in corso dovrebbe
attestarsi tra il 2% e il 2,3%. Anche per la nostra Regione le
prospettive possono essere definite moderatamente ottimistiche.
Dopo la crisi registrata nella prima metà degli anni Novanta, la
Sicilia ha fatto registrare un ritmo di crescita in alcuni casi
superiore al dato nazionale ed a quello di tutto il Meridione,
fino ad arrivare ad una crescita del Pil sorprendente, pari al
3,3% nel 2000.
La Sicilia ha inoltre fatto registrare una notevole ripresa
delle esportazioni, che segnano un +53,3%.
Il dato è positivo, e lo è ancor di più rispetto agli anni
passati perchè questo aumento dell'export non riguarda soltanto i
prodotti petroliferi (nella nostra Regione, è noto, si raffina
oltre il 50% del petrolio greggio lavorato in Italia), ma
interessa anche i prodotti non petroliferi.
Tra gli elementi strutturali che hanno consentito alla
Sicilia di raggiungere risultati economici apprezzabili vanno
segnalati:
1) la messa in moto, negli ultimi anni, del sistema degli
incentivi che ha sostituito il vecchio intervento straordinario
nel Mezzogiorno (legge numero 64 del 1986); mi riferisco, in
particolare, alla legge nazionale numero 488 del 1992 ed alle
misure nazionali e regionali che hanno stimolato le imprese a
ricorrere alle cosiddette forme di lavoro atipico (anche se il
ricorso al lavoro part time, nella nostra Regione, è ancora basso
rispetto al resto d'Italia). A queste misure va sommata una
migliore utilizzazione dei fondi comunitari, un punto questo
importante, se non altro perchè, fino a qualche mese fa, la
Sicilia era considerata una sorta di 'Cenerentola' in materia di
utilizzazione dei fondi europei, mentre oggi, per ciò che
riguarda l'utilizzazione dei fondi relativi al POP 1994-1999,
vanno emergendo risultati apprezzabili;
2) il maggiore peso acquisito dai settori più aperti al
mercato, con riferimento, in particolare, alle imprese che hanno
manifestato una buona propensione all'export; e mi riferisco,
anche, alle aziende manifatturiere e di servizi che hanno fatto
sempre più uso degli strumenti della new economy.
Questi elementi positivi, certamente importanti, non ci
devono far dimenticare i problemi che la nostra Regione deve
ancora affrontare e tentare di risolvere: a cominciare dalla
disoccupazione, che resta una grande questione aperta. Potrei
citare dati e percentuali che definiscono numericamente il
divario che ancora oggi divide, sul fronte della disoccupazione,
la Sicilia dal resto del Paese. Sono numeri che conosciamo già,
numeri a due cifre, che confermano come nella nostra Regione la
disoccupazione delle classi più giovani si mantenga su livelli
pressoché doppi rispetto alla media del Paese.
C'è inoltre un altro dato negativo: e cioè il fatto che la
Sicilia si conferma come la Regione che offre minime opportunità
di lavoro per le donne (argomento, questo, sul quale questo
Parlamento dovrebbe soffermarsi di più, se è vero che bisogna
creare le condizioni per la parità tra uomini e donne, sia in
politica, sia nel mercato del lavoro).
Ebbene, è proprio tra queste fasce di disoccupati, come
vedremo, che trova facile ricettacolo il fenomeno del precariato,
questione che merita un passaggio a se.
Un altro elemento che mi preme sottolineare è la ripresa del
fenomeno migratorio. Nel 2000 la Sicilia ha registrato un saldo
migratorio negativo totale pari a 3-4 persone per ogni mille
abitanti. E' un saldo negativo maggiore della media, mentre il
saldo migratorio estero della nostra regione (0,2) risulta molto
inferiore alla media nazionale (2,9) e meridionale, a
dimostrazione che l'immigrazione straniera è minima se
confrontata con il flusso di siciliani verso l'estero sempre più
consistente.
Sono, questi, dati che ci debbono far riflettere visto che
tali risultati, di fatto, annullano gli effetti del saldo
naturale che fa della Sicilia una delle poche regioni italiane
con differenza positiva tra nati vivi e morti, una situazione,
detto in parole ancora più semplici, che determina un calo della
popolazione residente, rievocando così vicissitudini demografiche
tipiche degli anni Cinquanta e Sessanta.
Lo scenario nel quale si inserisce il dibattito sul Dpef,
come possiamo notare, presenta ombre e luci.
Ci sono segnali positivi, che è giusto cogliere e
sottolineare, ma ci sono anche segnali negativi a cominciare
dalla disoccupazione, dal fenomeno del precariato, dalla spesa
sanitaria non ancora razionalizzata e, in generale, dalle tante
riforme strutturali necessarie per migliorare le condizioni
complessive dei conti economici regionali.
Da parecchi anni il Pil della Sicilia, nonostante le
performance positive degli ultimi tempi, non va oltre il 5,9 del
Pil nazionale, nello stesso tempo il peso delle entrate
tributarie sulle entrate correnti della Regione è passato dal 52%
del 1991 all'82% del 2000.
Che significa tutto ciò?
Significa che le entrate della Regione dipendono sempre più
dalle dinamiche del sistema produttivo e reddituale interno e
sempre meno dai trasferimenti dello Stato.
In conseguenza di ciò non potremo fronteggiare nuovi ed
ingenti oneri finanziari se l'economia regionale non marcerà più
in fretta di quella nazionale.
Gli obiettivi di crescita da raggiungere non sono facili; a
creare problemi e ostacoli, è inutile negarlo è la rigidità della
struttura di bilancio per la parte corrente, mentre la debolezza
del nostro apparato produttivo influenza negativamente
l'efficacia della spesa.
La quota rappresentata dagli investimenti sul totale della
spesa ha conosciuto un costante e continuo decremento (dal 35%
all'11% degli impegni di spesa tra il 1991 e il 2000).
A conti fatti la spesa regionale rischia di avvitarsi in un
circolo vizioso: minori investimenti, minore sviluppo, maggiori
oneri per la spesa sociale.
Una situazione che, se lasciata immutata, impedirebbe il
decollo di politiche volte al miglioramento della produttività,
dalla realizzazione di nuove infrastrutture alla creazione di
nuovi servizi.
Ebbene, sarebbe illusorio ritenere che tutto possa essere
delegato ai fondi di Agenda 2000 e non porsi il problema più
complessivo di una riqualificazione strutturale dell'intero
intervento regionale.
L'appuntamento con le risorse dell'Unione Europea è
importante. I 18.600 miliardi di lire, adesso chiamiamoli in
euro, da spendere nell'arco dei prossimi cinque anni sono
tutt'altro che poca cosa. Con molta probabilità la Sicilia avrà
l'opportunità di migliorare la propria rete infrastrutturale e di
puntare su moderni servizi alle imprese; le condizioni, insomma,
per creare un ambiente appetibile per le imprese disposte ad
investire in Sicilia ci sono tutte.
Tuttavia, lo ripeto, sarebbe un grave errore considerare
Agenda 2000 la panacea buona per risolvere tutti i mali, vecchi e
nuovi della Sicilia. Ben venga allora Agenda 2000 ma ben vengano
anche le riflessioni e l'elaborazione dei possibili rimedi per
risanare i conti pubblici della Regione. Ed è questo l'obiettivo
che la Commissione Bilancio e finanze vorrebbe tentare di
raggiungere insieme con il Governo della Regione. Cominciando da
una riflessione approfondita sulla materia delle entrate; vorrei
fare una sottolineatura proprio su questa priorità che la
Commissione si è data: partire da un esame e da un
approfondimento sulla struttura e sulle dinamiche delle entrate
della Regione per impostare un percorso virtuoso di risanamento.
Mi piace ricordare che la Commissione ha avviato i suoi lavori
proprio su tale priorità procedendo ad alcuni approfondimenti ed
ascoltando una prima relazione dell'assessore sul tema oltre che
i vertici della Montepaschi Serit, la società che riscuote i
tributi in Sicilia; concluso l'esame dei documenti di bilancio,
torneremo ad occuparci del problema.
I dati sulla riscossione in Sicilia sono dati gravi e
preoccupanti; lo avevamo già denunciato e la stessa Corte dei
Conti nella inaugurazione dell'anno giudiziario ha introdotto
ulteriori elementi di riflessione che noi intendiamo raccogliere
e valorizzare. Per dare la dimensione del problema posso qui
anticipare alcuni dati che ci sono stati confermati dai vertici
della Montepaschi Serit. Nella nostra Regione la riscossione dei
tributi non brilla. Nel complesso, i carichi affidati alla Serit
al 31 dicembre 2000 ammontano a più di 11 mila miliardi di lire.
Di questi, circa 7 mila miliardi sono relativi a ruoli ante
riforma, 4.450 miliardi sono carichi post riforma, la cui
cartellazione si è definita solo nel corso del 2001. A fronte di
tali carichi, a novembre 2001 risultavano riscossi 190 miliardi
di lire. Le previsioni della società ipotizzano una riscossione,
al 31 dicembre 2001, pari a 250 miliardi di lire. In prospettiva,
secondo le valutazioni fornite dalla stessa Serit, sui carichi
che residueranno si può prevedere di conseguire un ulteriore
incasso di 250 miliardi di lire. Tirando le somme, dunque, 500
miliardi in totale. E' un tema non secondario sul quale torneremo
anche in sede di discussione della Finanziaria dove vengono
prospettate alcune ipotesi di intervento su tali temi,
nell'ottica di migliorare il sistema della riscossione, ma anche
per prefigurare strumenti che possano consentire di capitalizzare
tali crediti; abbiamo avuto su questi elementi il conforto del
Governo che ci porrà nelle condizioni di lavorare su ipotesi
normative al riguardo.
Enumero questi dati per dare la dimensione di un problema
che angustia le finanze regionali e per ribadire che sul punto la
Commissione intende pervenire a conclusioni approfondite per
prospettare soluzioni legislative ed amministrative per
raddrizzare una situazione che è connotata da una profonda
patologia.
Ma questo non è il solo problema che, sul versante delle
entrate, va ricondotto ad un quadro giuridico e funzionale più
razionale, e vi è al riguardo il grande tema - ancora aperto -
della definitiva chiusura del contenzioso finanziario tra Stato e
Regione e del nuovo quadro giuridico che dovrà definirsi con la
emanazione delle nuove norme di attuazione in materia.
La chiusura del contenzioso sulla scia del lavoro della
Commissione Brancasi, la definitiva eliminazione delle riserve
all'erario, il recupero dell'art. 38 dello Statuto rimesso in
moto dalle ultime finanziarie nazionali anche se ancora si
attende la definizione di una organica norma a regime che
ridisciplini il meccanismo della solidarietà nazionale: sono
tutti aspetti essenziali del processo di riequilibrio dei conti;
ed in effetti il cammino di risanamento delineato dal DPEF affida
un ruolo essenziale a queste risorse che dovranno affluire al
bilancio regionale.
Auspichiamo sul tema una ripresa forte di iniziativa
politica presso il Governo nazionale per concordare un piano
pluriennale di impegni reciproci e di intese in grado di
disegnare un percorso virtuoso, all'interno dei parametri
definiti dal patto di stabilità, di assestamento degli equilibri
finanziari della Regione con interventi sulla dinamica delle
spese e sulla struttura delle sue risorse.
Per tornare ai contenuti del Documento, va ricordato che la
principale variabile di riferimento che il DPEF utilizza per
valutare gli andamenti tendenziali del bilancio e gli impatti
delle manovre correttive, è il ricorso al mercato finanziario.
Appare significativo, in questa sede, operare dunque un
raffronto tra le previsioni in materia di ricorso al mercato
finanziario contenute negli ultimi DPEF e i risultati effettivi
conseguiti con le manovre poste in essere.
Il DPEF 2000-2002 ipotizzava un percorso di azzeramento del
ricorso al mercato finanziario entro il 2002 da conseguire a
seguito di manovre di contenimento della spesa corrente e di
interventi sulle entrate, interventi che avrebbero dovuto essere
realizzati dalla Regione e dallo Stato.
Il successivo DPEF 2001-2003 spostava l'azzeramento del
ricorso al mercato finanziario dal 2002 al 2003.
Successivamente, le note di aggiornamento al DPEF mettevano
in luce l'emergere di difficoltà sia sul versante delle entrate,
sia su quello delle spese tali da rendere problematico il
conseguimento degli effetti di saldo ipotizzati dai documenti
programmatici.
L'attuale DPEF segnala la necessità di attuare una nuova
manovra correttiva basata, contemporaneamente, su interventi di
breve termine e su interventi di più lungo termine; una manovra
che dovrebbe ridurre progressivamente il ricorso al mercato
finanziario, senza, però, azzerarlo nel triennio di riferimento
del DPEF.
Stando alle previsioni, confermate nella proposta di
finanziaria sulla quale stiamo discutendo, il ricorso al mercato
finanziario si attesterebbe sui 413 milioni di euro nel 2002 e
nel 2003, per ridursi a 258 milioni di euro nel 2004.
Si tratta di un percorso realistico e significativo di
risanamento, anche se la condizione della finanza regionale
rimane connotata da elementi di preoccupazione che devono indurci
ad un ulteriore, graduale ma deciso mutamento di prospettiva; al
30 settembre 2001, i debiti di tesoreria hanno raggiunto la cifra
di 8.280 miliardi; il debito finanziario della Regione per mutui
ed operazioni obbligazionarie ammontava a fine esercizio 2000 a
5.405 miliardi.
Aggredire questi squilibri ed invertire queste tendenze è
obiettivo ineludibile di ogni politica.
Sono tanti i temi, cari colleghi, all'ordine del giorno del
dibattito politico e sui quali nelle prossime settimane, a
partire dalla Finanziaria, dovremo approntare soluzioni e
strategie. Qui mi limiterò ad indicarne soltanto alcuni, cercando
di delineare velocemente i tratti essenziali di essi.
Credo che un passaggio sui problemi del credito sia quanto
mai necessario alla luce degli sviluppi che stanno accompagnando
l'operazione di incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca
di Roma.
Prima di entrare in questa vicenda mi preme sottolineare
alcuni aspetti per altro stigmatizzati nel DPEF. In Sicilia, nel
2000, abbiamo registrato un costo del denaro in crescita: il
tasso attivo medio è passato dal 7,1% al 7,8%.
L'ingresso di nuovi operatori nell'Isola non ha eliminato il
divario tra i tassi d'interesse praticati nella nostra Regione e
i tassi praticati in altre aree del Paese.
In Sicilia, è inutile nasconderlo, il denaro costa di più
rispetto al resto d'Italia. E' questo il contesto in cui si
inserisce la vicenda del Banco di Sicilia. L'iniziativa portata
avanti in questi mesi e in questi giorni dal Parlamento, dal
Governo della Regione, dalle organizzazioni sindacali per il
pieno rispetto e la valorizzazione del ruolo e del futuro del
Banco di Sicilia è stata ed è una battaglia sacrosanta, nè
provinciale nè di retroguardia. Il raccordo e la determinazione
con cui sono state portate avanti le trattative con Banca di Roma
hanno certamente modificato alquanto le prospettive con cui la
stessa Banca di Roma riteneva di poter portare a termine
l'incorporazione del Banco di Sicilia; noi tutti ricordiamo
l'atteggiamento di arroganza e di sufficienza dei vertici di
Banca di Roma su tempi e modalità della incorporazione stessa;
dai tempi della prima audizione in Commissione Bilancio delle
organizzazioni sindacali, va dato atto al Presidente della
Regione di avere recuperato margini importanti per definire la
vicenda in termini accettabili per la Regione e di avere ribadito
la ferma intenzione comunque di riportare al Parlamento regionale
la determinazione finale sulla trattativa in corso. Ed in
effetti il pronunciamento dell'Assemblea, allora unanimemente
contraria ad una operazione che non tenesse in debito conto gli
interessi della Sicilia e dello stesso Banco, hanno avuto un peso
importante nello svolgimento degli sviluppi successivi ed è bene
riportare in tale sede la conclusione della partita. Ciò non di
meno oggi continuiamo ad essere preoccupati per come evolvono le
questioni. In questa fase è la trattativa sul concambio ad
essere al centro della vicenda.
Si tratta, com'é noto, del calcolo del valore delle azioni
di Banca di Roma e Banco di Sicilia in ordine alla costituenda
Holding di partecipazione che ingloberà anche partecipazioni di
altre banche previamente incorporate. Ebbene, cari colleghi, io
ho manifestato perplessità non tanto sull'operazione di
incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma -
operazione che, peraltro, l'attuale Governo regionale ha
ereditato - quanto sul modo con il quale si sta procedendo alla
detta incorporazione. Sull'argomento, lo ricordo a quest'Aula,
ho presentato un'interpellanza. E l'ho presentata non per creare
problemi al Governo, ma, al contrario, per cercare di dare forza
al Governo regionale che su tale delicata materia sta conducendo
una difficile trattativa.
Vedete, onorevoli colleghi, le mie perplessità circa il
calcolo del concambio nascono da un'attenta valutazione dei
bilanci di Banca di Roma e Banco di Sicilia; una valutazione che
ho effettuato insieme con i miei collaboratori. Dalla lettura
dei bilanci emergono con chiarezza alcuni passaggi che, a mio
avviso, vanno sottolineati e resi noti a quest'Aula.
Non sto qui ad elencare tutte le cifre esatte desunte dai
bilanci delle due banche; tuttavia, da un esame dei due bilanci
appare chiaro che, proseguendo sulla strada che si è intrapresa
nel calcolo del concambio, si corre il rischio di una
sopravvalutazione del patrimonio netto della Banca di Roma. Non è
difficile arguire che un'eventuale sopravvalutazione del
patrimonio netto di Banca di Roma comporterebbe una minore
presenza, in termini di partecipazione, del Banco di Sicilia
nella costituenda holding.
Scendendo nei particolari, mi piace sottolineare che la
Banca di Roma rettifica i propri dubbi esiti al 27% circa; la
stessa Banca di Roma rettifica le proprie sofferenze al 33,8%.
Viceversa, il Banco di Sicilia rettifica i propri dubbi esiti al
61% circa, mentre le sofferenze le rettifica al 66% circa.
Come potete notare, c'è un differenziale di almeno trenta
punti tra le modalità di rettifica adottate dalle due banche. Va
da sè che un siffatto modo di rettificare dubbi esiti e
sofferenze determina, in proporzione, condizioni positive per
Banca di Roma. Infatti, se nel calcolo del patrimonio netto si
applicassero alla Banca di Roma le stesse percentuali medie di
rettifica sui dubbi esiti e sulle sofferenze applicate al Banco
di Sicilia - cosa che dovrebbe essere fatta in sede di concambio
- si avrebbe una sensibile riduzione del patrimonio netto della
stessa Banca di Roma e, quindi, una partecipazione più
sostanziosa del Banco di Sicilia nella Holding che si sta andando
a costituire.
Tra l'altro, mi piace ricordare che il calcolo del concambio
delle azioni tra le due banche si sta facendo con riferimento ai
dati di bilancio del 2000. Altra cosa, questa, che non convince.
Perché, visto che ormai siamo nel 2002, e visto che sono già
disponibili i dati di bilancio delle due banche relativi al 2001,
non procedere al calcolo del concambio facendo riferimento al
bilancio 2001?
Tornando ai conti economici regionali, ribadisco che
l'obiettivo primario da perseguire è il graduale allentamento
della condizione di rigidità del bilancio della Regione; un
bilancio oggi troppo 'ingessato' da spese correnti con margini
ridotti di comprimibilità.
Sbaglia chi dovesse immaginare che il risanamento possa
essere conseguito con la dismissione di politiche residuali o di
impatto tutto sommato limitato; sono nodi che vanno aggrediti con
politiche coraggiose ad alta tensione anche sociale, che
comportano rinunce ed assunzioni di responsabilità per tanti, a
cominciare ovviamente dal governo, ma che non può risparmiare
parti sociali e livelli istituzionali diversi.
Sotto questo profilo, va dato atto all'attuale governo di
avere individuato con coerenza alcune priorità; oggi, grosso
modo, abbiamo chiari alcuni obiettivi da raggiungere. Adesso
bisogna mettere in campo gli strumenti per raggiungere tali
obiettivi.
In tema di razionalizzazione vorrei ricordare la formazione
professionale, un settore portante per l'economia siciliana. Un
settore per il quale riteniamo, e l'audizione svolta in
Commissione Bilancio dall'Assessore per il lavoro ce lo ha
confermato, vi siano margini importanti di intervento normativo e
di governo per migliorare il comparto e migliorare l'impiego
delle risorse. Oggi in questa attività confluiscono due grandi
aree di spesa: i fondi regionali (legge numero 24 del 1977) e i
fondi europei. Ebbene, condividiamo pienamente l'obiettivo
indicato nel Dpef di trasferire l'attività formativa a carico dei
fondi europei, limitando l'impegno finanziario della Regione alla
quota di cofinanziamento.
La formazione professionale degli anni a venire dovrà sempre
più essere legata alle reali esigenze del mercato del lavoro e
sempre meno all'assistenzialismo.
Un ruolo centrale per lo sviluppo della Sicilia dovrà essere
svolto dal turismo. Qui mi sembra quanto mai opportuno un breve
richiamo al rapporto Svimez del 2000 da cui viene fuori un dato
che non può essere ignorato: e cioè che il richiamo turistico
esercitato dal Mezzogiorno d'Italia continua ad essere debole.
Solo una presenza turistica su cinque viene trascorsa nel Sud
d'Italia e la quota scende al 14,6% se riferita agli stranieri
(anche se proprio su questo punto la Sicilia fa segnare qualche
elemento positivo, se è vero che nella nostra regione la
componente estera delle presenze turistiche ha fatto registrare
una quota del 39%, mostrando una crescita del 15% rispetto al
1999).
Del resto, questo dato è perfettamente in linea con quanto
verificato dalla Mercury di Firenze, la società che ha redatto il
Primo rapporto sul turismo in Sicilia. Da questo Rapporto emerge
che la nostra Isola è una delle poche regioni percepite dal
pubblico straniero con una sua specifica identità: elemento,
questo, che dovrebbe essere utilizzato e valorizzato per mettere
a punto un'offerta turistica competitiva. Le potenzialità, sul
fronte turistico, non mancano. Ciò nonostante i flussi
turistici, nella nostra regione, sono ancora oggi ben al di sotto
delle aspettative. Il perché di questo mancato decollo turistico
sta anzitutto nelle carenze strutturali e gestionali della nostra
rete di comunicazione e nell'inadeguatezza del sistema di
accoglienza.
Per ciò che concerne il primo punto - l'insufficienza della
rete di comunicazioni - torniamo sempre al discorso relativo alle
infrastrutture, che in Sicilia sono ancora carenti. Anche se sul
fronte della rete di comunicazione va dato atto all'attuale
Governo regionale di aver già siglato l'accordo-quadro in materia
di trasporti; si tratta di un programma di investimenti che mette
insieme fondi di varia natura (fondi europei, statali e
regionali), un 'pacchetto' di investimenti che, se attuati con
oculatezza e nel rispetto dei tempi di realizzazione, dovrebbero
consentire alla nostra regione di poter usufruire, nei prossimi
anni, di una rete di trasporti moderna e attrezzata, con
riferimento alle autostrade, alle strade, ai porti, agli
aeroporti ed al trasporto ferroviario.
Sempre in materia turistica, va dato atto all'attuale
assessore regionale per il turismo e i trasporti di aver
manifestato grande dinamismo non soltanto sul fronte dei
trasporti (penso al già citato accordo-quadro per il settore), ma
anche con riguardo alla questione, per troppi anni ignorata, dei
porti turistici; anzi, di una moderna rete di porti turistici, da
dislocare lungo il periplo della nostra regione, in grado di
attirare turismo di qualità. Va da sé che quando si parla di
porti turistici una riflessione va fatta anche sulla grande
questione delle isole minori; isole minori che sono le Eolie,
Egadi e Pelagie e, debbo dire, anche Pantelleria.
Anche per queste aree, pur nel rigoroso rispetto
dell'ambiente, va ipotizzato un 'pacchetto' di investimenti per
incrementare le presenze turistiche, in una logica che non sia
più quella delle 'belle d'estate', ma puntando, invece, anche per
le isole minori, ad un turismo, come dicono gli esperti,
destagionalizzato, ovvero su un'offerta turistica valida per
tutte le stagioni.
Mi piacerebbe al riguardo che si mettesse in piedi una
ipotesi che sfruttasse le sinergie che possono realizzarsi
immaginando un circuito di grandi eventi culturali che
interessano i luoghi siciliani maggiormente conosciuti nel mondo
come Taormina, Erice, Noto, Monreale, Piazza Armerina, Cefalù ed
altre realtà, che integrano e coordinano, in un circuito appunto
di grandi eventi culturali, una offerta turistico-culturale che
spazia nei diversi campi dell'arte ed interessi diversi momenti
dell'anno.
Mi soffermo molto sul turismo in sinergia con il patrimonio
culturale, perché su questo settore la nostra terra, nei prossimi
anni, gioca una scommessa strategica. Noi tutti ci aspettiamo
molto dal turismo, da un corretto sviluppo turistico; sicché
attendiamo con ansia che l'attuale assessore finisca di mettere a
punto il disegno di legge per il turismo.
Badate, questo Parlamento non vara una legge organica per il
turismo da quasi trent'anni. Se questo Governo, se questo
assessore riusciranno a consegnare all'Aula un disegno di legge
di ampio respiro, se il Parlamento siciliano, nei prossimi mesi,
riuscirà ad approvare la prima, vera legge sul turismo, ebbene,
cari colleghi, avremo raggiunto un grande obiettivo.
Un'altra questione che merita attenzione da parte di questa
Assemblea è rappresentata dalle privatizzazioni. E' una questione
alla quale bisogna dare un impulso decisivo. Si è già legiferato
in passato; con la finanziaria di quest'anno si ritorna sul tema.
Si tratta, adesso, di imprimere un più deciso impulso alla
dismissione delle partecipazioni regionali ed avviare la
trasformazione societaria e la privatizzazione dell'Eas,
dell'Esa, delle Aziende delle terme, rivitalizzando aziende e
comparti suscettibili di creare attività di impresa, reddito ed
occupazione. Verificare quanto fatto dal liquidatore degli enti
regionali; accertare lo stato dell'attività di dismissione; se ci
sono stati e se ci sono dei problemi, suggerendo, eventualmente,
possibili soluzioni.
Anche il pianeta dei trasporti merita un breve accenno. Non
mi riferisco, ovviamente, agli investimenti, peraltro già citati,
previsti dall'accordo-quadro. Il riferimento, in questo caso, è
ai contributi che la Regione eroga ogni anno alle aziende di
trasporto pubbliche (Ast, Amat di Palermo, Atm di Catania,
eccetera) e alle aziende di trasporto private (le cosiddette
autolinee).
Ci troviamo ad operare in questo campo in forza di un quadro
normativo inadeguato, con oneri a totale carico finanziario della
Regione: è inderogabile riformare il comparto, con una disciplina
organica che razionalizzi gli interventi.
Siamo alla vigilia di una settimana decisiva dei lavori
della Commissione Bilancio per la definizione dei documenti
finanziari; molte cose debbono ancora essere messe a punto,
abbiamo da esaminare molti emendamenti e da considerare tante
richieste ed aspettative che le stesse delegazioni, che abbiamo
audito, hanno manifestato.
Ebbene, io penso, in tutti i casi, di poter esprimere, a
nome della maggioranza ed in piena sintonia con il Governo, la
ferma determinazione di sottoporre all'esame dell'Aula i
documenti di bilancio ed una finanziaria che cercheranno di dare
risposte realistiche e credibili ma che saranno anzitutto
pienamente rispettosi ed in linea con i vincoli ed i saldi che il
Dpef ha posto per l'esercizio in corso e per gli altri
interessati dal bilancio pluriennale come tappe di un percorso
virtuoso di risanamento che dovrà completarsi in una prospettiva
temporale adeguata.
Il Dpef indica - ne facevo cenno prima - alcune opzioni
strategiche in tale strada di risanamento: accelerare sulla
strada delle privatizzazioni e razionalizzare talune politiche di
settore. Propongo che la risoluzione dell'Aula che approva il
Dpef impegni al contempo il Governo a presentare in Assemblea i
progetti di legge di riforma organica della formazione
professionale, del settore dei trasporti e della forestazione ed
a relazionare entro la sessione estiva sul progredire dei
processi di trasformazione e privatizzazione.
Solo cominciando a dare scadenze e strumenti precisi alle
nostre indicazioni renderemo credibile e tangibile un percorso di
risanamento che esce finalmente dalla stagione delle enunciazioni
e diviene pratica politica e politica riformista. Il lavoro,
dunque, comincia da oggi con l'approvazione delle linee
programmatiche, proseguirà con i documenti finanziari per
affrontare poi le grandi riforme che dovranno dare sostanza e
contenuto al cambio di prospettiva che vogliamo imprimere a
questa regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
svolgere la relazione di minoranza.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevole Assessore, onorevoli colleghi, credo che abbiamo fatto
bene a decidere di proporre all'Aula una relazione di minoranza
sul Documento di programmazione economica e finanziaria non solo
perché già nella discussione che abbiamo avuto in Commissione
era emersa una tale radicale divergenza di vedute tra il giudizio
che dava l'opposizione e quello del Governo e della maggioranza
sul documento che giustificava una più diffusa illustrazione
delle nostre posizioni in Aula ma, a sentire la relazione di
maggioranza conclusa poc'anzi dal Presidente della Commissione,
onorevole Croce, mi convinco che abbiamo fatto doppiamente bene,
perché egli non ha minimamente tenuto conto del dibattito
sviluppatosi in Commissione. Innanzitutto sulla validità dello
strumento: l'onorevole Croce ha affrontato il Documento di
programmazione economica e finanziaria come se tutto fosse
normale, in ordine.
Vorrei ricordare che proprio il dibattito in Commissione
aveva messo in luce la assoluta inadeguatezza del Documento non
tanto, o non solo, per il suo contenuto che, ovviamente, noi
giudichiamo tale, ma per la sua intempestività rispetto
all'andamento del ciclo economico, alla evoluzione che, nell'arco
di questi mesi, la situazione economica nazionale ed
internazionale ha avuto. Al punto che alcuni colleghi della
maggioranza hanno ritenuto di proporre di approvare il Dpef "a
prescindere" - come diceva Totò - "approviamolo tanto non serve a
niente e andiamo avanti con il resto dei documenti finanziari",
si sa, perché il documento era assolutamente inattuale, era -
diciamo - una proposta volta in positivo, non la critico ma la
richiamo esattamente per dire che il dato della sua
intempestività, dell'essere superato dai tempi, era patrimonio
comune della Commissione, compresi i colleghi della maggioranza.
In questo contesto, anche il Governo prese atto, alla luce
delle sottolineature da noi evidenziate in Commissione, della
necessità di apportare delle modifiche in Aula. Tali erano le
discrepanze - in alcuni casi, oserei dire, persino delle
inattualità - che lo stesso Governo sentiva la necessità di
dovere provvedere ad una sua riformulazione, perlomeno in alcune
parti.
Di tutto questo non ho trovato traccia nella relazione di
maggioranza, devo dedurne che questo proposito è bello e morto.
Non lo dico con compiacimento, lo dico con estremo rammarico,
perchè, quando nel 1999 abbiamo immaginato lo strumento del
Documento di programmazione economica e finanziaria, lo avevamo
immaginato allo scopo di ancorare l'intera manovra di bilancio,
che passa dal Dpef, dalla finanziaria e poi dal bilancio, a dati
di analisi economico-sociale e poi anche a dati finanziari che
fossero certi, comunque frutto di un ragionamento e di una
programmazione.
Però, come esordisce il nuovo Governo, eletto a furor di
popolo dal 57 per cento, credo, dei siciliani? Esordisce con la
presentazione del Documento di programmazione economica e
finanziaria il 30 di novembre - prego annotare - quando, invece,
la legge prescrive che tale Documento viene presentato entro il
30 giugno di ogni anno ed approvato dall'Aula entro la fine di
luglio dello stesso anno, quindi il mese successivo.
Nessuno poteva esigere che un Governo eletto la fine di
giugno presentasse il Dpef alla fine dello stesso mese. Credo
però che si potesse richiedere che fosse presentato alla fine di
luglio, alla fine di agosto, entro settembre per poi
conseguentemente elaborare i documenti finanziari, cioè bilancio
e finanziaria, in relazione alle scelte che il Dpef andava a
compiere. No, il Dpef è stato presentato il 30 novembre e lo
discutiamo in quest'Aula a metà del mese di febbraio successivo.
Vorrei ricordare che in questo periodo, cioè nei sei mesi
circa di cui noi discutiamo, è successo che il Governo nazionale
- eletto anch'esso, guarda caso, nel mese di maggio, quindi
rispetto al Governo regionale non ha avuto tempo in più se non un
mese circa - ha presentato il proprio Dpef, lo ha approvato, ha
presentato la propria finanziaria e il proprio bilancio, li ha
approvati.
Nello stesso tempo i dati economici, come giustamente rileva
lo stesso Dpef, sono mutati perchè la situazione economica
internazionale si è evoluta: vi è il rapporto del Fondo monetario
internazionale presentato il 30 ottobre ma elaborato prima
dell'11 settembre, che già ritoccava le previsioni dell'economia
internazionale un tantino in ribasso sui Paesi industrializzati e
questo, ovviamente, aveva un riflesso per la politica economica
italiana.
Alla luce di questo il ministro Tremonti, a metà circa del
mese di settembre (il 21 settembre), presentava la relazione
previsionale e programmatica per correggere già le previsioni del
Dpef nazionale presentato, che ritoccava anch'esso al ribasso
alla luce delle tendenze dell'economia, delle previsioni del
Fondo monetario internazionale ma anche, questo sì, alla luce dei
fatti dell'11 settembre. Si andava quindi all'approvazione di
tutti i documenti finanziari dello Stato. Noi invece siamo ancora
qui a lavorare, a discutere di un Dpef che di tutto questo non ha
tenuto minimamente conto.
Allora sorge un dubbio: che cos'è per il Governo e per la
maggioranza il Dpef? E' una incombenza di cui liberarsi al più
presto; per il Presidente della Regione è nulla, perché non si è
visto in Commissione, non si è visto in Aula. Si sa che il Dpef
non è un puro documento finanziario da delegare all'assessore
per la sanità, è un documento di programmazione triennale.
Addirittura il Governo Berlusconi ha fatto la scelta, discutibile
quanto si vuole, ma che comunque aveva un suo senso, di elaborare
un Dpef, non solo triennale ma per l'intera legislatura, per
indicare gli intendimenti del Governo appena eletto e della
maggioranza.
Il Presidente della Regione ritiene, come del resto per
altri aspetti, di non onorare l'Aula della sua presenza e neanche
la Commissione. Se non ricordo male, in 7 mesi di attività
parlamentare il Presidente si è visto in Aula solo due volte,
quando abbiamo discusso le dichiarazioni programmatiche e quando
abbiamo discusso la mozione sul Banco di Sicilia, una sola volta
in Commissione (in quarta), quando si è discusso del parere da
rendere all'accordo di programma quadro sui trasporti, dopo di
che non si è più visto.
Signor Presidente, ma nessuno pensa che forse
nell'assenteismo dei parlamentari, nel disinteresse per i lavori
di Commissione, nel disinteresse per l'attività legislativa non
sia da ricomprendere come motivo, come causa anche il
disinteresse del Governo e del suo Presidente per la vita di
questa Assemblea?
Ma se il Presidente non viene, perché gli altri parlamentari
dovrebbero lavorare con dedizione?
So bene la risposta qual è. E' quella che, comunque sia, i
deputati devono essere presenti. Ma io credo che ci sia anche un
modo di valorizzare il lavoro di parlamentare di Commissione e
d'Aula che non viene fatto.
Ad ogni modo, dicevo, per andare avanti, che il Governo ha
ritenuto che il Dpef non avesse l'importanza che, invece, la
legge gli attribuisce, tanto è vero che il Governo ha presentato
poi una legge finanziaria che non c'entra nulla con il Dpef per
quanto riguarda i contenuti finanziari ma anche per quanto
riguarda le modalità di svolgimento della discussione. E bene ha
fatto il Presidente dell'Assemblea, e di questo gliene siamo
grati, di avere utilizzato i poteri che gli conferisce la legge e
quindi anche il Regolamento d'Aula, l'articolo 73 ter, per dire
che vi sono finalmente delle regole che presiedono all'attività
parlamentare, che vanno rispettate da parte di tutti,
parlamentari e Governo, e non c'è di conseguenza un'idea
complessiva della manovra finanziaria che il Governo vuole
portare in Aula.
Noi abbiamo già svolto in Commissione Bilancio la
discussione generale sulla legge finanziaria; credo sia emerso
con palmare evidenza il fatto che la manovra nella sua totalità è
frutto di pura casualità. Al cospetto delle relazioni della
Corte dei conti, al cospetto delle tante dichiarate intenzioni da
parte della maggioranza di portare avanti una politica di rigore,
non c'è una corrispondente manovra finanziaria che abbia questo
contenuto e questa sostanza. Qualche provvedimentino qua e là,
ma nulla che aggredisca i nodi del deficit strutturale della
Regione, che avvii al risanamento i conti.
E allora, dobbiamo per forza di cose essere noi a
sottolineare come, in fondo, la discussione su questo Documento
di programmazione economica e finanziaria sia ormai un fatto,
direi quasi, di puro godimento oratorio, estetico perchè noi
sappiamo già che non avrà alcuna refluenza sulla discussione che
seguirà la legge finanziaria e sul bilancio, perchè quei due
documenti sono stati costruiti a prescindere da quello che noi
qui oggi stiamo discutendo, perchè la Commissione ha già
cominciato i lavori della finanziaria, perchè il bilancio è già
stato costruito. Quindi abbiamo un elemento distorsivo delle
procedure di lavoro e di esame dei documenti finanziari che, a
mio avviso, è molto grave.
Allora, comunque vogliamo entrare un po' più nel merito del
documento - mi si consentirà di farlo -.
Onorevole Assessore, il documento devo dire che ha in alcune
parti anche un suo pregio, evidentemente è un po' sfuggito di
mano perchè, mentre fa delle analisi corrette, però è il
documento della maggioranza e deve arrivare a certe conclusioni,
ma i dati sono oggettivi, sono dati statistici, non è facile
piegarli; c'è in alcune parti anche una certa onestà
intellettuale ad ammettere i dati, diciamo, negativi, strutturali
dell'economia e della finanza regionale, quindi è un coacervo di
contraddizioni, mentre afferma nega e poi riafferma di nuovo per
negare di nuovo. E mentre si dice che si possono fare tante
bellissime cose nell'arco - si badi bene - dei prossimi otto
mesi, una cosa magnifica, faremo riforme, ristruttureremo tutto,
riorganizzeremo, una cosa meravigliosa, nello stesso tempo dice,
però, che vi è una serie di impedimenti ma di tale natura e di
tale portata che sarà praticamente impossibile raggiungere quegli
obiettivi.
La verità è che questo Dpef è costruito su un disastro
finanziario non annunciato ma già operante di fatto, e con i dati
che galoppano in negativo e che da parte del Governo non ci sono
le indicazioni perchè si esca da questa situazione.
Noi abbiamo una descrizione del quadro economico e
finanziario pesantissima, è riconosciuto dal Dpef; non poteva
essere diversamente. E, però, dice il Dpef succederanno delle
cose importanti nei prossimi mesi, nel prossimo anno perchè il
documento è del 2001. L'anno prossimo avremo un intervento
massiccio del Governo nazionale sulla situazione economica e
finanziaria della Regione siciliana che riguarda il Mezzogiorno e
la Sicilia, che contribuirà a rivoluzionare totalmente il quadro
negativo che abbiamo. I provvedimenti sono: la 'Tremonti', la
legge sulle infrastrutture cosiddetta 'legge Lunardi' e la
Finanziaria 2002 del Governo.
Queste analisi e queste previsioni erano state fatte nel
mese di ottobre, il Dpef è stato presentato a novembre, immagino
che sia stato elaborato nel mese di ottobre quando ancora non era
stata approvata la legge finanziaria dello Stato, non si sapeva
ancora quali sarebbero stati gli effetti della legge Tremonti,
quali sarebbero stati i contenuti della legge Lunardi, per cui
era facile scrivere nel nostro Dpef che avremmo avuto un
ribaltamento della situazione in virtù di queste leggi.
Oggi siamo noi a tirare le somme: il diavolo ci ha messo la
coda perchè discutendo noi nel mese di febbraio, oggi siamo in
grado di dire che la Tremonti non sta dando alcun beneficio, non
solo in Sicilia ma a livello nazionale; credo che risulti a
tutti, poiché lo si è letto sui giornali, che lo stesso ministro
Tremonti riflette sulla opportunità di inibire la legge, di
ritirarla, perchè non sta dando nessun beneficio essendo fatta
male.
Intanto, è una legge che non aiuta il Mezzogiorno, al punto
che l'onorevole Tricoli, presidente della Commissione 'Attività
produttive', ha cercato di correre ai ripari presentando un
disegno di legge che carica alla Regione siciliana oneri
aggiuntivi rispetto alle imprese che utilizzeranno la 'Tremonti'
per rendere più appetibile l'investimento in Sicilia, perchè la
'Tremonti' non porta investimenti nel Mezzogiorno e in Sicilia.
Si sa, il meccanismo della 'Tremonti' agisce su tutto il
territorio nazionale e anzi dà più risultati laddove l'impresa è
più forte, il tessuto industriale è più competitivo.
Quindi, sul Nord del Paese dove abbiamo una incidenza del
tessuto industriale sull'intero prodotto del 12%, la 'Tremonti'
onestamente non si può dire che possa portare risultati, come poi
giustamente lo stesso Dpef ammette.
Vedete questo ondeggiare del Dpef, mentre dice 'la Tremonti
risolverà il problema', subito dopo dice però che il tessuto
industriale della Sicilia è piccolo e medio, anzi più piccolo che
medio e, come si sa, la Tremonti favorisce la grande impresa.
Dice poi, sempre il Dpef, che la Tremonti non è selettiva
nell'intervento e quindi non favorisce, poi afferma che gli
effetti della Tremonti, diciamo da un punto di vista temporale,
sono così brevi che non rendono appetibile, insomma una somma di
elementi che svuotano poi le affermazioni fatte.
La legge Lunardi all'epoca in cui il Dpef è stato elaborato
era legge-obiettivo ed era quindi legge-delega sostanzialmente.
Onorevoli colleghi oggi non è più nè legge obiettiva nè
legge delega, oggi è delibera del Cipe in cui sono state
individuate le opere.
Bene, le opere che riguardano la Sicilia sono pari pari le
opere che erano già contenute, tranne due - ora dirò quali sono -
nell'accordo di programma-quadro firmato dal Presidente della
Regione e del ministro Lunardi.
Su questo poi parlerò appositamente perchè è un capitolo
troppo interessante per affrontarlo in questo momento.
Non c'è, fatta eccezione per la Nord-Sud che viene
finanziata e per il finanziamento della sola progettazione per la
Palermo-Agrigento e per la Gela-Trapani, altro intervento di
nuova istituzione e di nuovo finanziamento.
Quindi, dalla grande legge sulle infrastrutture, poi c'è il
Ponte sullo Stretto ovviamente in questo grande intervento sulle
infrastrutture del Mezzogiorno, portiamo a casa solo la Nord-Sud
che, a mio parere, era già progettata, pronta per essere inserita
nell'accordo di programma-quadro che, per una serie di ragioni
che ora approfondiremo quando arriveremo all'accordo di
programma-quadro, non è stata inserita.
Null'altro
Tutto il resto è ciò che è contenuto nell'accordo di
programma-quadro il quale a sua volta contiene le opere
finanziate - andate a vedere le date dei decreti - dai governi di
centro-sinistra, tutti del 1999, nel governo di centro-sinistra
nazionale, che ovviamente arrivano ora ad operare e di cui il
ministro Lunardi ovviamente si fregia senza avere ovviamente
mosso un dito. Il Presidente della Regione, alle nostre
contestazioni circa l'inserimento nell'APQ di alcune grandi
opere, che erano presenti nell'accordo di programma-quadro
elaborato dalla giunta regionale di centrosinistra, e che era in
fase di discussione con il ministero, ha portato due motivazioni
(la seconda la discuteremo successivamente): ha detto che tutto
ciò che non c'è poi lo metteremo nella legge Lunardi, ha detto
che abbiamo un tavolo tecnico - ormai ci si riempie sempre la
bocca parlando di tavolo tecnico - con il Ministero ed entrerà.
Questo è il risultato di questa importante legge che dovrebbe
sconvolgere il panorama economico e sociale della Regione.
Il terzo punto riguarda la Finanziaria del 2002, che avrebbe
dovuto produrre anch'essa effetti a catena sull'economia della
Regione, tali da modificare il quadro analitico che era stato
prospettato. La legge finanziaria del 2002 ormai è approvata.
E' legge e sappiamo cosa contiene: con essa, rispetto alla legge
finanziaria del 2001, la Sicilia fa un nettissimo passo indietro.
Nella legge finanziaria del 2001 era previsto il pacchetto
Sicilia che portava da noi 600 miliardi solo per il pacchetto,
senza contare poi tutte le agevolazioni che vi erano contenute e
di cui il DPEF oggi incassa i risultati nella sua analisi. Il
risultato è il seguente: è ipotizzabile che nel 2002 questi
miseri provvedimenti fisiologici della Finanziaria, che
riguardano la Sicilia - assolutamente marginali, direi quasi
ordinari - per il 2002 possano mutare?
Quindi è un ragionamento costruito. E parla ancora della
"la legge dei 100 giorni", "il provvedimento dei cento giorni",
cioè il provvedimento sull'emersione dal sommerso. E se da un
lato sostiene che si tratta di un provvedimento che ci può
aiutare, poi dall' altro lato smonta lo stesso DPEF con un
ragionamento correttissimo. Io devo dare atto ai funzionari che
lo hanno scritto di onestà intellettuale, dice: "(...) si
presuppone - sulla base di calcoli che vi sono contenuti - che
con questo provvedimento in Sicilia sono circa 400 mila i
lavoratori che potrebbero venire in superficie", ma in realtà
fatti poi i calcoli complicati, le proiezioni, sono centomila le
unità che possono emergere dal sommerso. Però il DPEF è
elaborato nei mesi autunnali e dice che bisognerà vedere perché
ci sono delle controindicazioni in quanto il carattere del
sommerso in Sicilia è strutturale, ed è quindi difficile che
emerga, poi dice della brevità di tre anni della previsione.
Difficile che un imprenditore che sta nel sommerso, ovviamente
per ragioni ben complesse, decida per avere un vantaggio
triennale di uscire dal sommerso quando poi questo vantaggio
triennale se lo rimangia nell'arco di qualche anno
successivamente. Poi dice che l'interazione con la normativa
esistente di incentivazione ha già indotto, e parliamo ovviamente
del credito di imposta, di tutte le iniziative della legge Visco,
etc. etc., ha già consentito alle imprese più competitive, le
migliori che esistono in Sicilia, di uscire dal sommerso perché,
se vogliono utilizzare gli incentivi dello Stato, devono venire
fuori dal sommerso.
Quindi la parte migliore è già uscita, a prescindere dalle
agevolazioni che dà questa legge.
E ancora: la legge esclude il lavoro autonomo ed il lavoro
saltuario in Sicilia, realtà lavorativa che invece in Sicilia è
il dato preminente. Questo sommerso che dovrebbe venire fuori e
che dovrebbe garantire addirittura un gettito fiscale sensibile
per il bilancio della Regione come deve venire fuori se poi il
ragionamento e l'analisi che viene fatta è quella che è?
La verità è che oggi, sempre il famoso diavolo che ci mette
la coda, noi siamo in grado di verificare il risultato finale
della legge perché essa chiudeva alla fine di novembre, il 30
novembre 2001 bisognava fare le dichiarazioni di uscita dal
sommerso da parte delle imprese.
Bene, le notizie che noi abbiamo, e chiediamo all'Assessore
di darci ragione, è che in Sicilia è irrilevante, nell'ottica dei
conti macroeconomici, la richiesta di uscire dal sommerso da
parte delle imprese utilizzando la legge nazionale.
Si dice ancora che gli incentivi fiscali della Tremonti - si
cita sempre la Tremonti però con quegli accorgimenti di cui ho
parlato, ma noi sappiamo già che Tremonti la legge la vuole
ritirare, perché si è tradotta, peraltro, in un grande affare per
la Mercedes, per la BMW, per la Lancia, perché tutti i
proprietari di aziende, siccome oggi è possibile rispetto alla
prima Tremonti inserire tra i beni strumentali anche le auto e
quindi detrarle dalle tasse, si sono fatti tutti la grande
macchina, perché tanto è a carico dello Stato - finora sono
stati solo quelli alle grandi aziende automobilistiche, o cose
consimili che non hanno nessun effetto sull'economia della nostra
Regione e quindi anche del Paese.
Poi parliamo della legge sulle infrastrutture: la "Lunardi".
Io ho sentito dire da parte di un ministro della Repubblica,
adesso non ricordo chi, che la legge Lunardi è un gran risultato
perché destina il 47 per cento dei fondi per le infrastrutture
al Mezzogiorno, quindi per la prima volta il Mezzogiorno è
privilegiato.
Io sono andato a guardare la delibera CIPE, ho fatto un po'
di conti e, secondo me, questo è un altro colpo dato al
Mezzogiorno, perché se si vuole aiutare il Mezzogiorno in tema di
infrastrutture i dati sono obiettivi, si scelga quali: o quelli
dell'ISTAT o quelli dell'Istituto Tagliacarne, che sono i due
maggiori Istituti di statistica.
L'ISTAT dice che la differenza, il gap di
infrastrutturazione tra la Sicilia e il nord del Paese e la media
nazionale è del 35 per cento.
L'Istituto Tagliacarne questo 35 per cento lo porta al 45
per cento, ancora oltre, quindi dice: "No, il gap è più alto".
Allora, se si vuole fare un investimento volto a equilibrare
il Sud con il Nord non si può destinare il 47 per cento al
Mezzogiorno e il 53 per cento al resto del Paese, perché così
come sono le cose non si fa altro che incrementare ulteriormente
le infrastrutture nel Nord del Paese e rendere sempre più alto il
gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese.
Addirittura se si fa il paragone, questo mi sembra sia
dell'Istituto Tagliacarne, tra la infrastrutturazione della
Sicilia e la sola Lombardia - quindi senza calcolare la media
nazionale ma quella lombarda - il gap è abissale. Se, invece, si
va a guardare la destinazione degli investimenti per la grande
infrastrutturazione tutto va in quella direzione: trafori,
raddoppi, alta velocità e così continuando come idrovore a
succhiare soldi da parte delle grandi imprese.
Mi chiedo come si pensa, attraverso questo tipo di
indirizzo, di capovolgere la situazione Certe cose si possono
dire solo tanto per scherzare.
Poi si arriva all'economia regionale la quale dice: "Il
quadro contenuto nel DPEF è realistico"; l'economia, tutti i
deficit, tutte le diseconomie esterne all'impresa, ai problemi
della pubblica Amministrazione, il bilancio che ha nel 2000 una
percentuale di entrate tributarie sulle entrate correnti circa
dell'82 per cento.
E' un dato, onorevoli colleghi, sul quale - quando parliamo
di federalismo, almeno il federalismo che vuole l'onorevole Bossi
- bisogna riflettere; ciò significa, infatti, che il dato dell'82
per cento delle entrate tributarie sulle entrate correnti
significa che, come sostiene il DPEF, la Regione ormai si
finanzia con ciò che rappresenta.
Quello che noi abbiamo è questo, e se noi abbiamo un 82 per
cento del totale delle entrate sulle entrate correnti fatto da
entrate tributarie, se passa l'idea di Bossi noi possiamo
chiudere bottega
Questo è il federalismo su cui Bossi ha ricattato il Governo
nazionale riuscendo ad imporre la sua idea, il testo è passato
dal Consiglio dei Ministri - poi vedremo che fine farà - ma
intanto è passato.
Allora se questo è un dato, noi dobbiamo cominciare a
riflettere su cosa bisogna fare per aggredire questo elemento,
nel DPEF non c'è nulla di tutto questo, si parla di cose
generali, bisogna operare la svolta, benissimo Bisogna operare
la svolta e la svolta è il federalismo
Siccome ora abbiamo la legge nuova sul federalismo, allora
questo ci aiuterà. Ma in che cosa ci aiuterà? Come? Come ci
aiuterà? Può essere un ragionamento politico generale?
Ma i dati economici, cioè quello a cui ciò ci porta in
termini economici e finanziari, non vengono detti. Bisogna avere
una strategia di risanamento della finanza regionale. Perfetto
E dov'è la strategia di risanamento della finanza regionale?
Se io debbo giudicare dalla legge finanziaria presentata dal
Governo, ci vedo solo un tentativo di fare cassa Solo cassa, non
il tentativo di aggredire i nodi strutturali del deficit della
Regione. Fare cassa Pigliare i soldi dell'Irfis - che non sono
stati spesi - e incassarli Mettere la tassa sul metano e
incassare Mettere la tassa sui ticket, appena annunciata, e
incassare
Non c'è un intervento strutturale Significa, quindi, che
tutto questo ha il valore di un anno, un solo anno; vendiamo l'
AZASI e incassiamo i soldi della AZASI, ma l' AZASI la potremo
vendere una sola volta, e la stessa cosa vale per quanto concerne
l'EAS che ha un capitolo a sè - lo discuteremo poi quando
tratteremo l'articolo della Finanziaria che riguarda la materia
-, ma l'operazione la si può fare, anche qui, una sola volta: non
è una strategia di aggressione al deficit di carattere
strutturale.
E questo è il primo punto. Poi si dice misure settoriali,
improbabili misure settoriali, nessuno riesce a capire cosa si
voglia dire con 'misure settoriali'. Si fa riferimento alla legge
32 del 2000, una buona legge che, se debbo giudicare dagli
effetti che ha prodotto, anzi, non dagli effetti ma dal modo col
quale questa maggioranza e questo Governo l'hanno utilizzata,
debbo chiedervi, per piacere, di fermarci qui, perché è stata
totalmente definanziata nei settori portanti: quelli
dell'artigianato, della pesca etcetera. E' stata fatta man
bassa, ma giocoforza, considerato che la situazione finanziaria
della Regione è arrivata a questi livelli, adesso mettete mano a
tutto, non guardate se sono incentivi all'impresa, se sono
lavoratori forestali, adesso bloccate il turn-over poi
discuteremo la finanziaria dei lavoratori forestali, tanto ormai
dobbiamo segare tutto
E non si guarda alle conseguenze di carattere sociale che
tutto questo comporta. Poi si dice il POR: ecco, qui arriviamo al
punto centrale di tutto il ragionamento. Tutto il ragionamento
finisce per ruotare intorno al POR, ad Agenda 2000, al piano
operativo regionale.
Bene, io poi dirò qualcosa più avanti, poi si continua lo
svuotamento del precariato, viene descritta tutta la manovra di
misure del precariato e si dice - onorevole Giannopolo, mi
rivolgo a lei che è un esperto in materia di precariato - che
sarà completato l'assorbimento di tutto il precariato che viene
calcolato in 46 mila unità, e invece sappiamo che ammonta a più
di 50 mila entro il 2003. Miracolo Entro il 2003 il tessuto
economico regionale è in grado di assorbire 50 mila precari. Io
me lo auguro, se farete questo miracolo dovrò ricredermi in
materia spirituale. Lei, onorevole Assessore, che è un credente
molto ortodosso veda di fare il miracolo, chissà che non possa
ottenere qualche risultato
Cinquantamila lavoratori in una situazione come quella che
abbiamo Noi avevamo avviato delle procedure, dei meccanismi di
fuoriuscita, i piani. Quando poi arriverà il momento ne
discuteremo perché io voglio capire i contratti di diritto
privato alla fine ..
GIANNOPOLO.La vera fuoriuscita è se i contratti sono duemila.
CAPODICASA. Esattamente, l'autoimpiego e poi i 700 sulla base
dell'accordo fatto con il Ministero della Pubblica istruzione che
ne assorbe altri 700. Ma i contratti di diritto privato sono
9.000 non tutti finanziati, ne sono stati fatti solo qualche
migliaio. Ma noi dobbiamo dire: fra tre anni, finito il
contratto, questa gente che fa? La carichiamo agli Enti locali?
Gli Enti locali i soldi li hanno? E se non li hanno che fanno?
Li licenziano? O tornano di nuovo a carico della Regione? E' un
disastro fare un tale ragionamento che crea illusioni fondate sul
nulla. Io poi continuo, non voglio molto soffermarmi perché c'è
un infortunio che rasenta perfino il ridicolo.
Allora, nel DPEF si dice che questi precari verranno
assorbiti dalla economia regionale perché vi sono forti
incentivi al tessuto economico, che quindi crescerà ed assorbirà.
Si fa riferimento a proposito di questo dato (pag. 23) ad alcuni
cespiti di finanziamento, onorevole Presidente, ed è la legge 6
del 2001, cioè la Finanziaria dell'anno passato. Si dice "80
miliardi di lire per finanziare la legge 30/97", non discuto su
questo che è la legge Briguglio che dava gli incentivi, non
discuto sull'applicabilità, su come sono stati spesi, oggi
potremmo fare un primo bilancio, va bene gli 80 miliardi. Poi si
dice "110 miliardi per l'erogazione di contributi alle imprese
che a seguito dell'emanazione della legge regionale 27/91 hanno
effettuato assunzione di manodopera"; cioè il Dpef mi dice che
noi stiamo dando 110 miliardi alle imprese per assumere persone
che sono state assunte nel 1991. Sa cos'é questo? E'
esattamente il rimborso dei crediti che le imprese vantano nei
riguardi della Regione a seguito dell'applicazione della legge
27, articoli 9 e 10. C'è la cartolarizzazione in corso. Questi
sono debiti - altro che investimenti - per dare tono
all'economia della Regione. E continua ancora "lire 50 miliardi
per le imprese artigiane che hanno reclutato apprendisti".
Onorevole Presidente, è uno strazio
Sono andato a guardare questa legge, la legge n. 6 del 2001
approvata nel marzo o aprile del 2001 con le variazioni di
bilancio, ma il povero estensore del Dpef non poteva saperlo,
l'abbiamo definanziata, dei 50 miliardi ne abbiamo levati 42,
cioé noi diciamo che con questi finanziamenti dobbiamo lanciare
l'economia, assorbire i precari e nel frattempo l'abbiamo però
definanziata con provvedimento del Governo. La stessa cosa
riguarda 20 miliardi per il sostegno all'imprenditoria giovanile.
Bene, di questi 20 miliardi il Governo nelle variazioni di
bilancio ne ha tolti 7.500, cioè 7 miliardi e mezzo. Poi ci sono
i 40 miliardi per il possibile autoimpiego dei lavoratori dell'ex
art. 23, e noi sappiamo cos'è l'articolo 23. Quindi questa
grande manovra, questi grandi investimenti perché devono
assorbire, perché deve crescere l'economia? Dove sono? Qui
scadiamo nel ridicolo Correggiamolo, Assessore, finché siamo in
tempo, oggi appproveremo il Dpef; quindi, se può fare un
emendamento per modificarlo mi sembrerebbe una questione di
decenza per l'Assemblea, per non tirare fuori documenti che
possono farci rasentare il ridicolo.
E passiamo al terzo settore, che deve fare mirabilia,
l'economia sociale, la famiglia, e ci si appella alla legge 328.
La 328 del 2000 è la legge di riforma dell'intervento
sociale, la cosiddetta legge Turco, approvata nel novembre del
2000 al Parlamento nazionale durante il governo di
centrosinistra.
Lei lo sa signor Presidente, noi facciamo appello ad una
legge che, dopo quasi un anno e mezzo, in Sicilia non abbiamo
ancora recepito, la n. 328 non è stata recepita. Io ho
presentato proprio su quella che è diventata la legge 6 del 2001
un emendamento per tale recepimento, mi venne detto no come se
avessero detto sì. Noi abbiamo riproposto l'emendamento ora in
questa Finanziaria.
Questa è una bellissima legge, che modernizza l'assistenza
in Italia, la rende attuale, la universalizza e nello stesso
tempo punto sull'individuo, punta sul servizio alla persona.
Perché non dobbiamo recepirla in Sicilia? Perdiamo i soldi, lo
Stato i soldi non li da, come recita la legge, se noi non
facciamo il recepimento ed elaboriamo il piano di intervento.
Poi ovviamente non poteva mancare il bonus nel settore della
scuola, il bonus nel settore socio-sanitario, il toccasana dei
liberisti di tutto il mondo. Quando poi arriveremo a questa
materia, dimostreremo come invece sia una cosa assolutamente
inutile, ininfluente, ha solo un valore di 'bandierina' che il
Governo regionale vuole sbandierare per dire che è perfettamente
in linea.
Non mi soffermo su ciò come non mi soffermo sul tema della
formazione, della scuola, in cui si richiamano, come grandi
conquiste che creeranno una svolta, le leggi della riforma
Berlinguer. Stranissimo, perché proprio la signora Moratti le
ha bloccate.Come Noi qui ne decantiamo la beltà e la bontà con
l'obbligo formativo, l'educazione per adulti, la formazione
off-the-job, la formazione continua e nel frattempo la signora
Moratti le blocca? Questa è incongruenza
Io credo che, da parte del Governo, un minimo di attenzione
per le cose che scrive andrebbe fatta.
Poi abbiamo tutta la parte relativa all'industria e al ruolo
degli incentivi, la 488, i patti territoriali, la legge Visco. E
qui mi verrebbe di fare un lungo ragionamento ma finirei per
annoiarvi. Però vi vorrei ricordare che il ministro delle
infrastrutture, l'onorevole Micciché, la prima cosa che ha
pensato di fare, appena eletto, è stata quella di bloccare i
decreti di finanziamento dei patti territoriali in Sicilia. Essi
si sono rilevati solo un affare per le banche, perché sono
assolutamente improduttivi di posti di lavoro, ci sono state
istruttorie assolutamente sballate. Dopodiché, qui mi si dice
che tutto questo porterà - come io credo che porterà anche se in
ritardo perché è uno strumento imperfetto anche se è uno
strumento giusto - posti di lavoro e occupazione. La stessa cosa
vale per la numero 488, la legge Visco e tutto il resto.
E arriviamo al turismo, su cui il Presidente della
Commissione, nella sua relazione di maggioranza, si è molto
soffermato. Io sfido chiunque in Sicilia, a sostenere che il
turismo non è prioritario, centrale. Le dirò, signor Presidente
che quando abbiamo elaborato il Por - Agenda 2000 - lo schema
nazionale (e se andate a vedere le altre regioni vedete che è
così) non prevedeva una misura specifica per il turismo perché lo
sviluppo del turismo è affidato a ricadute di politiche di
settore: beni culturali, ambiente, trasporti e tutto il resto.
Noi abbiamo voluto invece una misura specifica in Sicilia
sul turismo che affrontasse il tema della promozione ed
affrontasse il tema della ricettività alberghiera, pur sapendo
che la 448 già interviene in materia di ricettività alberghiera.
E ciò in quanto qui noi partiamo da un gap, abbiamo un 3,7 per
cento di posti letto sul totale nazionale E' vero che abbiamo
avuto un incremento turistico, l'ultimo dato riporta 14 milioni
di presenze, ed è stato un incremento costante negli anni. Noi
abbiamo avuto negli ultimi cinque/sei anni, se non ricordo male,
il "trend" comincia nel '94, abbiamo avuto una crescita che ci ha
portato dai nove ai quattordici milioni di presenze. E in questi
quattordici milioni abbiamo una quota, sempre crescente, di
turismo straniero, dato assolutamente positivo come si
sa. Quindi è pacifico che il turismo è una scelta fondamentale da
fare. E, infatti, tutti l'abbiamo fatta: abbiamo destinato
duemila miliardi per i beni culturali del POR. Tutto quello che
abbiamo fatto. Però, io vorrei comunicare, signor Presidente ed
onorevoli colleghi, che questo Governo regionale che sceglie il
turismo come 'cavallo di battaglia' non ha fatto altro,non più
tardi di qualche mese fa, che approvare... Sarò più preciso.
Voi sapete che per la 448, i contributi vengono gestiti dal
Ministero. L'istruttoria viene fatta dal Ministero, però, gli
indirizzi per la formazione della graduatoria vengono dati dai
governi regionali. Si elabora un punteggio da assegnare secondo
le linee di intervento che il governo, la maggioranza, ritiene di
seguire. Bene, il Governo precedente, il Governo Leanza - dove
c'era il Rotella 2, ha dato un punteggio diverso. Come avevo già
accennato in Commissione, c'è un "Rotella 1" e un "Rotella 2".
C'è stato un "Rotella 1", membro del governo di centro-sinistra,
che nel decreto, nei criteri per comporre la graduatoria, ha
previsto un punteggio alto, il più alto possibile, per i nuovi
impianti. Il "Rotella 2", quello del Governo Leanza, invece,
cambia totalmente: dà il punteggio più alto alle ristrutturazioni
e agli ampliamenti. Risultato: la graduatoria che è venuta fuori
alla luce di quei criteri, è quasi totalmente appannaggio degli
alberghi esistenti che hanno ristrutturato, hanno ampliato, hanno
aggiustato, hanno messo le "tendine". Quest'anno il Governo ha
ripetuto l'operazione. Dà nuovamente venti punti, che è il
punteggio massimo, a quei progetti che ristrutturano gli
alberghi. Significa una cosa sola, signor Presidente, significa
che voi non volete nuova occupazione nel campo turistico, perché
voi alberghi non ne farete. Se tutti i progetti che prevedono
nuovi impianti vengono scavalcati nella graduatoria da quei
progetti che prevedono ristrutturazioni, è chiaro che tutto
questo è un cedimento alla lobby degli albergatori i quali, in un
colpo solo, hanno eliminato la concorrenza e, nello stesso tempo,
si sono ristrutturati gli alberghi. Cosa notevolissima, ma lo
devono fare a parità di condizioni con quelli che fanno nuovi
alberghi, perché l'occupazione, il lavoro, l'ampliamento, la
ricettività alberghiera viene da lì, non viene solo o viene poco
dalle ristrutturazioni. Allora dobbiamo cominciare a guardarci
in faccia. Alle parole devono corrispondere i fatti. Perché
altrimenti il risultato diventa una sorta di schizofrenia in cui
la gente sente belle parole, poi, però, i fatti vanno in un'altra
direzione e non si capisce più chi ha ragione e chi non ce l'ha.
Mi avvio a concludere. Il credito: io condivido le cose
dette dal Presidente della Commissione a proposito del Banco di
Sicilia, anche se aggiungo una sola cosa, e cioè che il
Presidente della Regione, a mio avviso, si è impegnato, però -
diciamoci le cose come stanno - non ha utilizzato l'unica vera
arma che aveva nelle mani, che era quella di interessare il
ministro Tremonti per bloccare l'operazione, cosa che poteva
fare, ma ne discuteremo poi.
Abbiamo il grosso bubbone della sanità, che è il tema
dolente di questo periodo. L'Assessore ha dichiarato ai giornali
che nel passato c'è stato un disastro a cui hanno partecipato
tutti i governi, quindi ora dobbiamo introdurre il ticket.
GIANNOPOLO. La gente è contenta di pagare il ticket
CAPODICASA, relatore di minoranza. La gente è contenta di
pagare il ticket e, infatti, balla, la senti ballare per ora per
le strade della Sicilia
Io amo documentarmi, onorevole Assessore, questo è il DPEF
2000-2002, non è un documento privato del gruppo dei DS. Dice
che fino al 1994 c'è stato l'accordo tombale, il disavanzo nella
sanità siciliana era di 193 miliardi; negli anni che vanno dal
1995 al 1999 - questa è previsione, ma poi i risultati hanno dato
ancora di meno - vi sono 379 miliardi di deficit, in totale
andiamo a 572; siccome qui siamo nel campo delle previsioni,
perchè si tratta del DPEF, i calcoli che abbiamo fatto noi in
base ai rendiconti ci dicono che è circa la metà, circa 300-400
miliardi il deficit fino al 1999.
Nel 1999, nel 2000 e nel 2001 scoppia la bomba - questi sono
dati ufficiali che vengono dal suo ex assessorato, onorevole
Pagano -: abbiamo 1200 miliardi di disavanzo nella sanità. 'La
Repubblica' si chiedeva: come è stato possibile che avvenisse
ciò? Basta andare a vedere il decreto Provenzano della
ripartizione dei fondi della sanità, in cui, siccome la spesa
farmaceutica in Italia è intorno al 35 per cento e non è
possibile che in Sicilia sia così bassa, allora per evitare che
si facciano bilanci falsi si autorizzava i manager delle USL ad
arrivare al 35 per cento e, se occorrevano i soldi, a ricorrere
al mercato finanziario, cioè a ricorrere al prestito. Ecco
spiegato il deficit della sanità. E' una istigazione a
delinquere Tu dici ai manager delle UUSSLL: sfora fino al 35 per
cento e ricorri al prestito se i soldi se non li hai
FORMICA. Onorevole Capodicasa, poteva provvedere lei subito
dopo
CAPODICASA, relatore di minoranza. No, Provenzano è venuto
dopo come assessore, - non come Presidente della Regione -, il
decreto è pubblicato nella Gazzetta del 26 ottobre 2001.
Di cosa vogliamo discutere nella sanità? Risolviamo il
problema con i ticket? Ora, a parte il fatto che io considero
odioso un intervento, così come è stato congegnato, uguale per
tutti, tra un deputato che guadagna quello che guadagna e un
poveraccio che si presenta in farmacia e deve pagare mezzo euro
per ogni medicinale o ogni ricetta, adesso non ricordo bene.
Siamo tutti uguali: il grande imprenditore con il poveraccio, non
c'è differenza tra l'ammalato grave, cronico, non c'è differenza
con chi ha l'influenza e va a pigliare l'aspirina, siamo tutti
uguali A parte il dato di iniquità, c'è un fatto, a mio avviso
strutturale: da lì, dice l'Assessore, ricaviamo 40 miliardi. Ma a
chi facciamo ridere con questi 40 miliardi? C'è l'effetto
psicologico, la gente così non va - dice l'Assessore - in
farmacia a fare shopping. Ora, a me sembra veramente offensivo
pensare che la gente vada in farmacia a fare shopping; forse, no,
senza forse, qualche spreco c'è, la gente si procura in casa più
medicinali di quanti non gliene occorrano, poi scadono, li butta,
si va a rifornire di nuovo, queste cose le sappiamo. Ma è con il
ticket che si fronteggia questa situazione o è con il prontuario
terapeutico? O è facendo controlli severi, che oggi si possono
fare attraverso l'informatizzazione, con i medici di famiglia che
fanno le prescrizioni? O è un modo di controllare in totale la
spesa sanitaria? O è il modo di dare gli input giusti ai manager
della sanità?
Allora io credo che ci sia materia di riflessione per tutti,
come dice il famoso spot televisivo "meditate gente, meditate"
prima che la finanziaria arrivi in Aula e avremo tempo da qui ad
allora per riflettere.
Poi abbiamo la questione finanziaria in senso stretto, e
chiudo il mio intervento. Abbiamo alcuni problemi che nel DPEF
vengono citati, c'è una sfilza enorme di provvedimenti che
secondo il DPEF dovremmo approvare nei prossimi 6 mesi, cose
importanti e si cita poi l'APQ Trasporti. Sull'APQ Trasporti,
come sugli altri APQ presenteremo una mozione specifica in Aula e
ne discuteremo più approfonditamente, ma non è questa grande cosa
che il Presidente della Regione spaccia ogni volta sui giornali o
in televisione come grandissimo risultato. Non solo perché lui
l'unica cosa che ha fatto è di prendere l'APQ che avevamo
approvato noi, di accettare l'impostazione del Ministero, di fare
un calcolo sui trasferimenti alla Regione nel quinquennio di 4
mila miliardi, quindi scende da 13.700 a circa 9.000, di questi
poi ne destina solo 3.200; 3.200 nell'APQ Trasporti hanno una
destinazione e sono l'autostrada Catania-Siracusa, la
Siracusa-Gela, la Palermo-Messina, poi sono porti, svincoli. C'è
tutto ciò che le Ferrovie dello Stato, tutto ciò che l'ANAS
avevano già programmato e che il Governo nazionale aveva già i
decreti, infatti, se andate a vedere la lista dei decreti sono
tutti del 1999, erano stati emessi e li ha inseriti. Per il
resto, neanche una lira, tutto messo in un mondicino di circa 5
mila miliardi, dove si dice, nello stesso APQ, che in seguito si
deciderà quale scelta si farà tra questo elenco di opere, e si
elenca una serie di opere.
Richiesto il perché avesse tolto la Palermo-Agrigento, la
Gela-Trapani, l'intercity Palermo-Catania - non ne cito più, sono
tantissime, ammodernamenti e roba varia -, il Presidente della
Regione ha risposto che mancavano i progetti esecutivi e non
potevano essere inseriti. Allora io ho dubitato del fatto, lo
dico onestamente anche perché gliel'ho detto in una conferenza
stampa e poi pubblicamente sui giornali, che il Presidente della
Regione avesse letto l'accordo di programma-quadro, perché, se lo
avesse letto, non mi avrebbe dato quella risposta. Perché
nell'accordo di programma-quadro firmato con il ministro Lunardi
ci sono per lo meno 5 opere che sono nella fase preliminare, non
hanno nessun progetto esecutivo e non è fare programmazione
quello di inserire solo i progetti esecutivi; i progetti
esecutivi li inserisci se l'opera deve essere cantierabile
domani, ma se tu hai un programma di 5 o 6 anni, oggi per i primi
anni inserisci quelli che hanno i progetti esecutivi, le altre
invece le inserisci nella parte finale del periodo di
programmazione, come avevamo fatto noi. E per dimostrare che
aveva torto gli ho portato l'accordo triennale - non di sei anni,
ma di tre anni - delle Ferrovie dello Stato, dove per la Liguria,
per la Campania, per molte altre regioni erano inserite tutte
opere che erano nella fase preliminare della progettazione.
Quindi, come si vede, i programmi, anche quando sono triennali,
cioè proprio un lampo di luce nel settore dei lavori pubblici, si
fanno con la programmazione.
La verità è che, invece, il Governo della Regione ha ceduto
all'impostazione del Ministero, perchè anch'io potevo firmare
l'accordo di programma-quadro, accettare l'impostazione
ministeriale e dire: va bene, 4 mila miliardi in meno e chi se ne
frega, firmiamo E venire qui a sventolare l'accordo di
programma-quadro. Non l'ho fatto, ho litigato anche con i miei
compagni che subivano l'impostazione dei funzionari del
Ministero, non l'ho firmato Il Presidente appena arrivato l'ha
subito fatto, quindi evidentemente è di palato un po' grossolano,
quindi questo rapporto fra Governo nazionale e Governo regionale,
che sono della stessa impostazione politica, onorevole Presidente
credo che non poterà frutti. Perchè se c'è un gioco politico
allora c'è contrasto e si combatte, ma che forza ha l'onorevole
Presidente della Regione, quando va a Roma a discutere con il
Ministero o - figuriamoci - quando lo chiama Berlusconi, di dire:
no, Presidente, non se ne fa nulla. La verità è, alla fine, che
vengono sottratte risorse serie, in quantità industriale alla
Regione siciliana.
Allora ci vuole uno scatto di orgoglio, io lo dico perchè
chiedo che il Governo della Regione faccia la sua parte, che dica
le sue cose e che quando le dice le faccia. Non si può dire,
come avviene nel DPEF, che noi risaneremo il bilancio della
Regione con le entrate che deriveranno - e vedo con rammarico che
il Presidente della Commissione nella sua relazione di
maggioranza l'ha ripreso come fosse un fatto serio - dalla
conclusione del contenzioso tra lo Stato e la Regione, perchè ciò
è ridicolo. Tanto è vero che poi, alla fine, si dice nel DPEF:
con la finanziaria e con le prossime leggi si avrà questa cosa.
Non c'è una lira nella finanziaria, non c'è una lira nelle altre
leggi, ormai la legislazione di programmazione annuale è
conclusa, è vero che non è arrivato nulla e noi abbiamo, se poi
facciamo un esame attento delle questioni, degli strafalcioni.
Si richiedono indietro ancora i soldi della legge 'Goria',
pensate un po', quando Goria era presidente del Consiglio, quando
ormai è pacifico, dopo anni e anni di dibattito, che quei soldi
non ci spettano per legge, perchè il decreto poi tramutato in
legge prevedeva un "eventuale" - grande come una casa - rimborso,
che lo Stato avrebbe 'eventualmente' poi rimborsato la Regione.
Quindi non c'è un obbligo di legge, non è stato fatto allora, non
l'hanno fatto dopo, ancora noi ripercorriamo questa vecchia
strada.
Poi, per andare subito alle questioni finali, sarebbe troppo
lungo, mi dispiace avervi intrattenuto così tanto, abbiamo due
problemi grossi che vengono individuati nella parte finanziaria,
e concludo, del resto siamo solo alla prima parte della
discussione della materia finanziaria e ci sarà poi modo di
tornarci sopra successivamente.
Secondo il DPEF noi abbiamo due grossi problemi: uno, i
residui passivi che ormai hanno raggiunto 9 mila e passa
miliardi, l'altro la questione della liquidità. L'onorevole
Presidente della Commissione ha apportato involontariamente un
aggiornamento al dato contenuto nel DPEF. Nel DPEF si dice che
siamo al 31 dicembre del 2000 a 5 mila e più miliardi di deficit
di cassa, al 30 settembre questo dato - lo aggiungo io, perchè
nel DPEF non c'è - arriva a ben 6 mila 256 miliardi. Il
Presidente ha aggiunto che siamo già a 8 mila, quindi da
settembre a oggi siamo a 8 mila miliardi di deficit di cassa.
Ecco spiegato perchè i farmacisti sono passati all' assistenza
indiretta dato che non ricevono una lira dal mese di maggio
dell'anno scorso; ecco perchè la formazione professionale è in
agitazione perchè non ricevono i soldi; ecco perchè gli enti
locali, molti vanno in dissesto quanto prima per la situazione
che c'è; ecco perchè ci sono imprese disperate che hanno fornito,
erogato servizi, beni alla Regione e non ricevono i soldi. Il
nostro bilancio ha un'incidenza sul prodotto interno lordo della
Sicilia superiore al 20 per cento. Quando il bilancio della
Regione crolla, come è crollato, ne risente tutta l'economia
della Regione. E' questo che ancora non si è capito, a mio
giudizio, da parte di questa maggioranza e di questo Governo. E
il tendenziale di cassa per il 2002 prevede un ricorso al mercato
di 3.926 miliardi ancora.
Allora abbiamo individuato i problemi, benissimo: i residui
passivi e la illiquidità, ma il DPEF non dice come dobbiamo
risolvere l'uno, nè come dobbiamo risolvere l'altro. I residui
passivi si affrontano pagando e non a caso il DPEF non dice nulla
in proposito; così come i problemi di liquidità si affrontano non
solo se c'è un forte contenimento delle spese - perchè dobbiamo
intenderci sui termini, contenimento delle spese non significa
riduzione delle spese - ma se c'è riduzione delle spese e questa
la dobbiamo fare in modo selettivo, non aggredendo gli aspetti
che hanno una ricaduta, una refluenza sul piano sociale ed
economico della Regione, quel poco che ancora abbiamo. E allora
io sono dell'avviso che la situazione così come si presenta è
veramente grave.
Il DPEF non dà la risposta, la stessa manovra correttiva che
conclude il ragionamento è sconcertante nella sua pochezza di
intervento, prevede entrate per 1.250 miliardi derivanti da fondi
dello Stato, ovviamente nessuno crede che arriveranno nell'arco
del 2002, prevede interventi che sono, come ho già detto, frutto
di momentanei benefici derivanti una tantum da provvedimenti di
legge, non c'è nulla di tutto questo.
Allora io esprimo una preoccupazione finale: se la
situazione è questa, ed è questa, dal momento in cui dovremo
aggiornare il rating della regione e avremo uno sforamento nella
sanità che, rispetto al momento in cui noi ci siamo presentati, a
Moody's e gli abbiamo mostrato i dati è quasi decuplicato, se noi
avremo problemi di illiquidità nella misura mai raggiunta fino ad
ora dalla Regione siciliana - 8 mila miliardi, il massimo erano
6.200 miliardi che abbiamo ereditato all'epoca del governo Drago
- se noi avremo i problemi dei residui passivi che continuano di
nuovo a lievitare - gli avevamo dato una botta, eravamo scesi a 7
mila miliardi, sono di nuovo a circa 10 mila miliardi -, se tutto
questo, che sono i fondamentali del bilancio della Regione,
continua ad avere questa performance, io voglio capire quale sarà
il rating che verrà accordato alla Regione nel momento in cui
sarà aggiornato. E, se malauguratamente il nostro rating verrà
abbassato, avremo ripercussioni sul servizio del debito in misura
oggi incalcolabile, perchè tutto è affidato al mercato.
Allora io vi prego di tirare le somme di tutto questo e
vedere qual è il risultato finale. Mi auguro, mi vorrei augurare
che queste analisi siano eccessivamente preoccupate, che non
corrispondano, perché sarebbe un bene per i siciliani, purtroppo
temo, signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
che siano invece del tutto veritiere e del tutto corrispondenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capodicasa. Dichiaro aperta la
discussione generale.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante mi
rispecchi quasi fedelmente nell'eccellente intervento esplicativo
fatto dall'onorevole Presidente Capodicasa, mi corre l'obbligo di
fare alcune riflessioni, alcune puntualizzazioni sul DPEF oggi
all'esame di quest'Aula. Cercherò di essere brevissimo e
puntualissimo, nonostante dall'esame del DPEF ci sia molto da
dire e forse bisognerebbe fare una relazione altrettanto lunga
come quella del Presidente Capodicasa per spiegare le
incongruenze, le inadempienze, le lacune che ritengo non possono
essere tollerate.
Questo DPEF sembra quasi un libro dei sogni, ma sono sogni
come quelli nati nella fase REM, cioè a dire sogni che dopo
qualche attimo, passata quella fase poi non si ricordano più e
poi perché anche dal punto di vista scientifico non si sa se quei
sogni siano il risultato di quali presupposti, di quali
ragionamenti della mente umana. Questo DPEF sembra proprio una
trasposizione di questa fase REM. E perché? Voglio precisare
innanzitutto alcune puntualizzazioni di carattere temporale. Il
DPEF doveva essere presentato entro il 31 agosto, invece è stato
presentato a novembre e siamo oggi a dibatterlo il 12 di febbraio
del 2002, cioè a dire in una fase in cui il Governo e la
maggioranza avrebbe già dovuto avere e tutti noi avremmo già
dovuto avere gli strumenti finanziari approvati, regolari. Oggi
dovremmo essere qui a ragionare di provvedimenti legislativi di
assoluta importanza, per cui la Regione ha necessità e tutti i
nostri cittadini hanno il diritto di avere, come la
semplificazione della legge sugli appalti, il problema del
riordino delle coste, i problemi che riguardano la pubblica
amministrazione, tutta una serie di cose di cui c'è l'urgenza di
affrontare, invece oggi siamo qui al 12 di febbraio a ragionare
sul DPEF che avrebbe dovuto essere presentato il 31 agosto.
Dal momento, comunque, in cui questo è stato presentato ad
oggi, questo ritardo avrebbe indotto l'onorevole Assessore quanto
meno a presentare una nota di aggiornamento sulla situazione
finanziaria di questa Regione alla fine del 31 dicembre 2001.
Perché a questo momento noi avremmo dovuto avere i dati e questi
dati avrebbero dovuto essere allegati a questo documento
finanziario, in maniera tale che tutti noi parlamentari, tutti i
Gruppi parlamentari avrebbero avuto modo di riflettere su dati
che dovrebbero essere acquisiti. Invece noi abbiamo fotografato
una situazione che risale a cinque mesi fa', l'affrontiamo con
notevole ritardo e non abbiamo avuto nemmeno l'accortezza, da
parte del Governo, di presentare un quadro riepilogativo che
riassumesse la situazione al 31 dicembre 2001, nonostante siano
trascorsi cinquanta giorni dalla chiusura di quell'esercizio
finanziario.
Ma, nonostante questa lacuna che io ritengo sia
assolutamente indispensabile e non giustificabile, vi sono altre
lacune. Per esempio, mancano alcuni degli elementi previsti dalla
legge regionale numero 10/99. Lo so che in questo clima di
totale libertà da tutto e da tutti, dove la soglia di legalità e
di rispetto delle norme viene ad essere usata come un ventaglio
che si allontana sempre più dalle posizioni per le quali essa è
stata emanata, e quindi questo è un riflesso, credo, anche di
quello, l'articolo 2, alle lettere c), d), e), prevede tutta una
serie di requisiti obbligatori che devono essere presenti nel
DPEF e che, invece, non lo sono.
Per capire la rilevanza e la notevole importanza che hanno
questi elementi, che dovevano essere obbligatoriamente presenti
per consentire a tutti noi di ragionare, di riflettere e di
votare con cognizione di causa, non per partito preso come
potrebbe sembrare, la minoranza vota contrario, la maggioranza
vota favorevole, io credo che tutti noi qui abbiamo la libertà di
coscienza, la libertà di ragionamento e dovremmo avere il diritto
di essere posti nelle condizioni di votare secondo coscienza.
Alcuni dei requisiti previsti dalla legge numero 10/1999,
che qui non sono presenti, sono, per esempio, il quadro
tendenziale, sia di competenza che di cassa, che prende in
considerazione il triennio 2002-2004; in questo DPEF di questo
quadro tendenziale non vi è traccia. Sempre nel triennio
2002-2004, ci dovrebbe essere il quadro tendenziale del settore
pubblico regionale allargato, sempre per il triennio 2002-2004,
invece di questo non vi è alcuna traccia. Non ci sono chiare
indicazioni sulla spesa del settore sanitario e su quella degli
enti locali; sappiamo tutti l'importanza di queste voci nella
spesa regionale. Noi questi elementi non li abbiamo. Io invito a
riflettere tutti noi, soprattutto i colleghi di maggioranza:
sulla base di quali dati andrete e andremo a votare un DPEF di
questa natura e di queste dimensioni e con queste lacune?
Non si capisce poi a che serve dedicare le due pagine finali
a spiegare come si è costruito questo tendenziale, perché nelle
pagine 85 e 86, allegato 1), non vi sono le tabelle, cioè a dire
è una enunciazione di principi sulla base dei quali non si
capisce come vengono concretizzati in queste spiegazioni. Forse
nel quadro di questa enunciazione di principi totali del DPEF è
naturale che fosse così, ma, secondo le normative che questa
Regione deve rispettare, non doveva essere e non deve essere
così.
Nell'ultima sezione, poi, del DPEF, dedicata alle
prospettive della finanza pubblica regionale, si svolge un lungo
discorso incentrato sulle rivendicazioni che questa Regione deve
fare nei confronti dello Stato e sul piagnisteo di quanto lo
Stato ci deve dare (si veda, per esempio, il punto 3.2.1.).
Si riconosce poi che i saldi di bilancio sono migliorati nel
1998 e 1999 per effetto delle manovre di leggi finanziarie. Si
riconosce, inoltre, che i predetti saldi sono peggiorati nel 2000
e tendono ulteriormente a peggiorare, anche se non si dice di chi
sono le responsabilità e per quale motivo nel 1998-1999 sono
migliorate e per quale motivo nel 1999-2000 sono peggiorate. Non
se ne accenna minimamente. Si riconosce che vi è questo quadro
tendenziale, ma anche qui la lacuna è assolutamente forte. Si
sarebbe dovuto dire che il peggioramento nei conti 1999-2000
scaturisce dalla gestione del governo Leanza e dell'Assessore
Nicolosi.
A questa nota, comunque, vanno fatti alcuni aggiornamenti
derivanti dal giudizio di parificazione della Corte dei Conti,
che io ho avuto la ventura di leggere per intero, e che,
purtroppo, qui non vi è fatto alcun riferimento, quando avrebbe
dovuto essere affrontato, analizzato in maniera totale, completa,
complessiva, perché quel giudizio della Corte dei Conti, in ogni
caso, traccia delle linee fondamentali, dà dei segnali veramente
inquietanti su come si dovrebbe procedere per eliminare il
dissesto che è dietro le porte di questa Regione, ma di questo
non se ne parla. Si dice solo, per quanto riguarda i debiti di
tesoreria, che questi sono 6.256 miliardi, sempre facendo
riferimento al 30 settembre 2001, a quando fa riferimento il
quadro tendenziale della Corte dei Conti, ma sappiamo tutti, e lo
è stato detto poco fa anche dal Presidente della Commissione
Bilancio, che al 31 dicembre 2001 i debiti di tesoreria sono
aumentati da 6.256 miliardi a 8.000 e più miliardi.
Recentemente, infatti, il Governo ha stipulato un mutuo di
1.000 miliardi con la Cassa Depositi e Prestiti, che alleggerisce
questa situazione di liquidità. Ma come potete pensare di andare
avanti con una tale situazione di totale dissesto, senza indicare
i modi con i quali pensate di riuscire ad affrontarla? Una delle
cause principali per cui noi ci troviamo ad affrontare una
situazione così disastrosa di 8 mila miliardi di debiti (se ne fa
riferimento nella relazione della Corte dei Conti che, credo,
l'onorevole Assessore conoscerà a menadito) è quella riguardante
la mancata riscossione del gettito. Abbiamo una situazione
veramente disastrosa che obbliga tutti noi ad affrontare
l'argomento della riscossione dei tributi da parte della
Montepaschi-Serit.
Nella relazione della Corte dei Conti si dice: "Basti in tal
senso considerare che a fronte dei ruoli emessi nel 2000 pari a
4420 miliari sono stati riscossi appena 153 miliardi,
corrispondenti al 3,4 per cento del carico".
La Regione paga alla Montepaschi-Serit un
contributo-riscossione di 200 miliardi l'anno, mentre
quest'ultima riscuote 153 miliardi Come possiamo far fronte al
debito pari a 8 mila miliardi quando si ha una situazione di
riscossione d questo genere e di cui nel Dpef non si fa alcun
cenno?
Noi potremmo fare una legge, onorevoli colleghi, onorevoli
Assessori, prevedendo che nella nostra regione si sopprimano le
tasse: risparmieremmo in tal modo 53 miliardi l'anno perché non
daremmo i 200 miliardi di contributi alla Montepaschi-Serit e
innesteremmo un circuito di produttività all'interno del sistema
regionale. Ma di ciò nel Dpef non se ne tiene per nulla conto
Eppure esso costituisce uno dei problemi assolutamente
importanti, se è vero che nel tendenziale di cassa è previsto per
il 2002 un ricorso al mercato pari a 3926 miliardi. A tal
proposito, al punto 3.4 si dice che si farà fronte alle esigenze
di liquidità. Ma in che modo, onorevole Assessore, faremo fronte
alle esigenze di liquidità? Forse faremo in modo che la gestione
della Montepaschi sia diversa, più efficiente, forse cambieremo
gestore? O forse faremo una legge come quella cui facevo
riferimento prima? Quale saranno i metodi e le misure atte ad
eliminare questa crisi di liquidità della Regione? Ma di ciò
nulla dice il Dpef.
La manovra collettiva poi si basa su alcuni interventi
contabili, sulla abolizione delle riserve, per esempio, che
durano lo spazio di un mattino Va ricordato che le riserve non
hanno operato già a partire da metà del 2000. Su maggiore entrate
e minori spese non chiaramente identificate nella tabella 3.2 si
indicano 1250 miliardi di maggiori entrate per definizione di
rapporti finanziari con lo Stato e minori spese del bilancio
regionale, ma non si specifica quali saranno le maggiori entrate
dello Stato e quali saranno le minori spese che questa Regione
assumerà. Sono solo enunciazioni di principio che lasciano il
tempo che trovano e che credo non possano avere la legittimità di
essere considerate all'interno di un Dpef davvero serio.
Sempre al punto 3.4 vengono individuati altri obiettivi,
come il "consolidamento del debito finanziario", ma poi non viene
detto nulla in merito al da farsi. Si ricordino oltretutto le
avventure di ristrutturazione del debito che aveva tentato
Nicolosi e che non sono riuscite. Quello era un tentativo di
consolidamento finanziario. Ma qui non si è specificato. E meno
male che non sono riuscite Ma qui non si è specificato nemmeno
quello.
Come si vuole fare questo consolidamento finanziario?
Poi si parla di "riduzione dei debiti di tesoreria e dei
residui passivi". Ma per questo è necessario attivare - e Lei,
onorevole Assessore, lo sa - la spesa e soprattutto pagare;
perché per ridurre questi debiti bisogna pagare.
Ma se la manovra correttiva riesce ad intervenire solo sul
cash-flow necessario per i pagamenti ordinari, con quali soldi
pensiamo di aggredire questi debiti di tesoreria a questi residui
passivi? Dovremmo saperlo. Ma di questo nessuna traccia
Nel 2000 l'Assessore Nicolosi ha fatto mutui per 2.397
miliardi ma, ciò nonostante, e i debiti di tesoreria sono
aumentati.
E così è stato nel 2001.
La situazione è drammatica ma non si sa come affrontarla.
Si enuncia il principio che si affronterà ma nessuna cosa
concreta, efficace, viene indicata.
Viene elencata poi una serie infinita di punti di programma,
per l'attuazione dei quali non basta un anno ma ci vorrebbe una
legislatura, che pure si pretende producano effetti già
quest'anno, sostenendo che saranno collegati alla finanziaria.
Però, noi siamo al 18 febbraio e ancora affrontiamo il Dpef,
siamo in esercizio provvisorio, non sappiamo quando affronteremo
la finanziaria e quando l'approveremo - sappiamo solo che nelle
Commissioni molto spesso, per esempio nella IV della quale faccio
parte, per molte sedute si è andato avanti perché il numero
legale lo ha garantito la minoranza ed anzi la minoranza molte
volte è stata maggioranza all'interno della Commissione - e mi si
viene a dire adesso che saranno affrontati problemi in un breve
arco di tempo.
Io ritengo, invece, con i tempi che corrono e con una
maggioranza così latitante, che noi affronteremo ben poca cosa e,
quindi, questi risultati che dovrebbero prodursi certamente si
produrranno nell'arco di 3-4 anni almeno. Ma di tutto questo non
se ne tiene conto; si dice solo che sarà realizzato, ma non si
dice né come, né quando, né perché.
Il Dpef riprende poi la litania nei confronti dello Stato,
il solito rivendicazionismo, come dicevo prima, e si ripropone
addirittura la questione del decreto Goria, quando sappiamo che
questa questione è già stata definitivamente risolta dalla
relazione Brancasi; che, però, in questo caso, noi accettiamo e
citiamo solo perché facciamo riferimento al fatto che potremmo
avere dei soldi in cassa per colmare il deficit lacunoso. Ma
sappiamo già che questo problema è assolutamente risolto perché
la relazione Brancasi ha messo un punto definitivo sulla
questione che oggi nessuno è in grado di riaprire.
Si parla poi di nuove norme di attuazione, ma non si dice
quali sono. Quali norme si intendono indicare come norme di
attuazione?
Al punto 3.5 vi è la sagra delle buone intenzioni; buone
intenzioni che sono state smentite già nei fatti dagli
atteggiamenti del Governo e di questa maggioranza. Per esempio,
al punto A) del Dpef si dice che "vi sarà il mantenimento del
blocco delle assunzioni e dei concorsi fino a quando non sarà
definita sulla base dei carichi di lavoro la pianta organica di
tutta l'Amministrazione regionale e la finalizzazione della
politica, del personale, del controllo della spesa, attraverso
gli incentivi di risparmio e relativi oneri". Sogni rispetto
all'attività che è stata fatta nel corso di questi mesi dal
Governo regionale
Al punto b) si dice poi che l'estensione di tale blocco sarà
fatta anche agli Enti regionali e viene detto, inoltre, che ci
saranno processi di mobilità del personale regionale agli enti
regionali. Ma ad oggi di tutto ciò cosa è stato fatto? Sono
trascorsi otto mesi: nessuna cosa, solo sogni
Al punto e) si dice "Vi sarà il contenimento e di
conseguenza la nuova quantificazione dei trasferimenti correnti
agli Enti regionali entro i limiti che non compromettano
l'equilibrio finanziario della Regione". Sappiamo che questo
assolutamente non è avvenuto.
Al punto f) si dice "La riduzione dei contributi a qualsiasi
titolo erogati dalla Regione in favore di Enti, organismi ed
associazioni varie". Di questo ne abbiamo una dimostrazione
concreta per quello che è stato fatto nelle variazioni di
bilancio, con le quali sono stati erogati contributi ad organi
vari, ad esempio sono stati erogati contributi per la
sistemazione del giardino di Palazzo d'Orleans ad una ditta che
non aveva nemmeno i requisiti e che lo detiene e lo gestisce in
maniera illegittima.
Sono questi i dati essenziali che scaturiscono dal Dpef,
cioè un programma su cose assolutamente inesistenti, una
riflessione ed un impegno su cose e su metodi che già questo
Governo ha dimostrato nel corso di questi mesi di non rispettare.
Ed inoltre una assoluta carenza ed illegittimità nei confronti
del rispetto degli impegni di legge che dovevano essere
rispettati nel momento in cui il Dpef è stato presentato.
Certamente queste lacune dovrebbero far riflettere tutti
noi, l'Assemblea e soprattutto i colleghi della maggioranza,
prima di esprimere un voto su un Dpef che presenta lacune di
questa enormità che non potrebbero dare alcuna indicazione
positiva in tal senso.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, cercherò di essere breve, anche se stimolanti sono
state alcune osservazioni e sicuramente sarebbe stato più utile
contribuire ad un dibattito ampio; ma mi rendo conto che l'ora
tarda e soprattutto la necessità di portare a compimento il Dpef
anche temporalmente in quest'Aula risulta prioritario rispetto
alla possibilità di poter dare contributi allo stesso.
Io partirei esattamente da dove è partita la relazione
dell'onorevole Croce, relazione che io giudico brillante, circa
questa nuova stagione programmatica e politica. Una stagione che
certamente ha dei grossi problemi, che comporta una eredità non
indifferente, eredità che in fondo è stata anche sottolineata
dalle parole dell'onorevole Capodicasa, perché di fatto tutte le
osservazioni che sono state previste, o meglio, sono state
individuate dall'ex Presidente della Regione di fatto confermano
che al di là di tutte quelle che sono le buone volontà del
Governo stesso ci si scontra rispetto ad un fatto strutturale,
oggettivo e che è purtroppo sotto gli occhi di tutti e su cui si
è scontrato lo stesso presidente Capodicasa. Tant'è - lo dico
solo per fatto statistico non per evidenziare passaggi di un
passato abbastanza prossimo - la riforma delle entrate che poi ha
comportato il ciclo delle entrate tributarie è datato 1999. Di
fatto il suo Governo, per intero, ha subìto quella riforma e di
fatto noi abbiamo oggi 4450 miliardi di residui attivi.
Non voglio dire che questo Governo è capace o meno capace,
però certamente ...
CAPODICASA. E' la legge nazionale, non potevamo disattenderla
PAGANO. Onorevole Capodicasa, io ho ascoltato in religioso
silenzio tutto ciò che di positivo c'era e soprattutto (apro una
parentesi e la chiudo subito) non voglio fare alcun tipo di
polemica. Tanto è vero che - ribadisco il concetto - i fatti
strutturali di questa Regione sono oggettivi e di fatto ci sono
passati tutti coloro che fino ad oggi si sono cimentati in opere
di Governo. Infatti, la riforma nazionale delle tributarie risale
al 1999 ed un governo, fra quelli che da quel momento si sono
susseguiti c'è stato anche il suo, quel governo ha subito un
fatto strutturale di questa Regione, cioè di non essere in grado
di incassare le risorse tributarie. E' un dato di fatto, non sto
dicendo che ci sono responsabilità.
Per cui, se 4450 miliardi oggi non si riescono ad incassare
si comprenderà che non c'è una oggettiva responsabilità di questo
Governo - qui volevo arrivare - ma che ciò deriva da
incrostazioni, da stratificazioni che certamente devono essere
superate e su cui stiamo lavorando.
Stiamo lavorando come? Cito qualche dato, visto che debbo
mantenere la relazione nei cinque minuti, cercando di essere 'il
più statistico possibile' e il meno prolisso nella formulazione
delle tesi.
Noi abbiamo avuto una eredità in risorse tributarie
incassate dal ruolo pari a 153 miliardi nell'anno 2000. L'anno
2001 si è chiuso, per la stessa voce, con un incasso da parte
della Regione da ruoli per un cifra compresa (stiamo definendo
tutte le somme) tra 200 e 210 miliardi.
Quindi il fatto stesso che ci siamo cimentati, che è stata
data una impostazione seria, rigorosa - forse si è cominciato a
curare anche in maniera adeguata questa specifica voce - ha
creato le condizioni (tengo a precisare che agosto e settembre
di fatto non siamo potuti intervenire, quindi in soli tre mesi)
per cui c'è stato un aumento del 35 per cento sulle entrate.
Certo, poca cosa rispetto ai 130 miliardi che costa il nostro
concessionario e certo poca cosa rispetto a quello che secondo i
nostri uffici è possibile incassare, cioè circa 1.500-2.000
miliardi l'anno. Però, abbiamo già dimostrato che la tendenza si
è invertita: abbiamo già dimostrato che siamo nelle condizioni di
potere intervenire in maniera efficace su uno dei problemi
strutturali di questa regione che, ripeto, ha comportato grossi
problemi a tutti gli ultimi governi.
Ci misuriamo anche su un fattore complessivo: la nostra
regione sta vivendo una stagione nuova. Ebbene, ufficializzo i
dati che sono stati emanati dagli organi competenti: abbiamo in
questo momento, per il terzo trimestre consecutivo, un aumento
dell'export. E' un fatto che ci inorgoglisce, che ci rende
contenti. Non so fino a che punto queste manovre derivino da
quelle che sono state le iniziative del Governo nazionale, perché
questi dati purtroppo non li sappiamo misurare ad oggi in maniera
assoluta da un punto di vista econometrico, però certamente è un
dato di fatto che da tre trimestri consecutivi questa regione ha
i più alti tassi di crescita nell'export.
Mi si dirà che un punto percentuale della Regione Lombardia
vale 1.000 miliardi, un punto percentuale della Regione Sicilia
ne vale 166, per cui è chiaro che il nostro differenziale di
crescita per raggiungere quei livelli e per superarli deve essere
di gran lunga superiore. Ma, è un dato di fatto che questa
regione, anche da un punto di vista macroeconomico, ha invertito
la tendenza. Certamente, è l'aumento del PIL quello su cui noi ci
vogliamo misurare. In questi mesi è passato un messaggio in
riferimento al quale anche l'Aula è stata fortemente positiva e
quindi ha coadiuvato l'azione di governo. Il messaggio è che è
finita un'epoca, che dobbiamo cambiare le cose, che bisogna
impostare tutto con rigore. Ormai questa è una voce diffusa, a
tutti i livelli: non c'è siciliano che non parli in questi
termini. E' un dato di fatto che la grande scommessa si muove su
due direttrici: la prima è quella di tagliare tutte le spese
inutili di questa regione assolutamente comprimibili che ha avuto
nel corso di questi decenni, l'altra è quella di aumentare il
prodotto interno lordo.
Lei, onorevole Capodicasa, diceva poc'anzi - e cito solo
perché in questo momento l'onorevole Cascio è qui - che ci sono
state delle iniziative da parte del Governo tese a non migliorare
la quantità dei posti letto in materia turistico-alberghiera.
Premesso che l'azione di governo si misura in cinque anni(e
lei lo sa meglio di me, e, quindi, da questo punto di vista non
mi lancio in una difesa d'ufficio) dobbiamo fare presente quello
che dicono le statistiche ufficiali e cioè che i nostri alberghi,
mediamente, non sono di qualità e noi vogliamo tendere non a un
turismo "di massa" ma ad un turismo "di qualità".
Quindi è chiaro che le manovre della 448, del POR, ben
orientate devono essere, intanto, per migliorare la nostra
offerta qualitativa. Perché se il nostro turista è quello che
deve venire a stare qui con 50/60 mila lire al giorno, io lo dico
senza ombra di dubbio, questo Governo è contrario. Noi vogliamo
un turismo d'élite che venga a spendere 500/600 mila lire al
giorno soltanto per il soggiorno alberghiero.
E' chiaro che su queste basi noi misuriamo la nostra
capacità di essere credibili sul mercato internazionale del
turismo.
Noi abbiamo la terra con le più alte risorse paesaggistiche,
naturalistiche, culturali, ambientali che il mondo ci invidia ed
è chiaro che non possiamo mettere a disposizione questo
patrimonio culturale alla mercè di chiunque. Non possiamo più
immaginare una Taormina fatta di "pub", ma dobbiamo immaginare,
come per un certo periodo storico abbiamo vissuto e visto, una
Sicilia che dia una offerta turistica adeguata.
Facendo questa velocissima panoramica, non posso non citare
i dati che vengono da quella parte di relazione dell'onorevole
Capodicasa sulla "Sanità".
E' un dato concreto, reale, sappiamo soltanto che il
Governo Provenzano portò quel settore specifico della sanità al
sostanziale pareggio; e poi Drago fu in linea.
Purtroppo, anno dopo anno, la spesa è cresciuta perché sono
successi dei fatti che sono noti e cioè che gli impegni sono
stati di anno in anno superiori rispetto a quelli che erano gli
stanziamenti e l'Assessorato ha, di fatto, avallato queste
scelte.
Ma perché venivano fatte quelle scelte? Venivano fatte
perché la politica nazionale di quegli anni, di quei governi,
ha fatto aumentare le spese per quanto riguarda i compensi al
settore medico e soprattutto perché quei governi, ed in
particolare il Governo Amato, hanno fatto scelte demagogiche e
finalizzate soprattutto alla eliminazione del ticket.
Io ora mi rendo conto che la spesa farmaceutica non può
essere fermata soltanto con questo. Siamo tutti d'accordo. però
è impensabile non confermare, non avere l'onestà intellettuale di
dire che certamente quella manovra ci ha fatto sforare in un solo
anno di 900 miliardi.
Allora delle due l'una: o interveniamo in maniera drastica,
seria, vera e quindi automaticamente anche in maniera rigorosa,
come tante volte è stato richiesto anche dalla opposizione,
oppure vuol dire che il rigore lo si richiede soltanto quando si
ha voglia di fare demagogia e non invece per correggere manovre o
situazioni economiche che in generale sono stratificate da un
passato che certamente abbiamo voglia di dimenticare.
Io colgo l'occasione per invitare questo autorevole
Parlamento e le commissioni competenti a misurare la prossima
manovra finanziaria che evidentemente sarà giocata nei prossimi
giorni in seconda commissione attraverso una capacità di saper
vagliare gli articoli su queste due grandi direttrici su cui
tutti ci siamo trovati d'accordo, maggioranza e opposizione. Cioè
capacità di fare aumentare il prodotto interno lordo e
razionalizzazione della spesa.
Se l'opposizione dovesse confermare questa linea sarò il
primo, e penso che da questo punto di vista non devo dimostrare
nulla dopo cinque anni, a dare pubblico riconoscimento di questo.
Se invece ci saranno manovre finalizzate a bloccare attraverso
procedure d'Aula iniziative che invece possono sicuramente
migliorare il sistema, nel caso specifico il sistema sanitario, è
chiaro che dovrò prendere atto che evidentemente si fa soltanto
una polemica fine a se stessa e non si vuole invece un reale
cambiamento.
Mi riferisco a tutte quelle norme che fanno parte del
pacchetto che sono state inserite nei collegati e che certamente
devono essere prelevate perchè sono assolutamente manovre
indispensabili per razionalizzare il sistema produttivo; nel
caso specifico il sistema sanitario di questa Regione.
Abbiamo la necessità di dire due cose essenziali, non solo a
questo autorevole Parlamento ma a tutta la regione. Questo DPEF
è un autentico miracolo in termini di tempistica. Siamo stati
accusati di averlo presentato fuori tempo massimo; questo
Parlamento sa che è stato presentato il 30 novembre: quattro mesi
dal giorno in cui ci siamo insediati, estate compresa e
nonostante i fatti sconvolgenti dell'11 settembre che da un certo
momento in poi ci hanno costretto a chiudere tutto quello che
avevamo fatto e a rifarlo ex novo.
Nonostante questo le nostre previsioni sono state improntate
alla massima serenità e senza azzardi. Rifiuto in maniera
categorica quello che è stato detto poc'anzi e cioè che abbiamo
giocato quasi come se fossimo dei giocherelloni, come se queste
cose che sono scritte qui non troveranno un riscontro concreto e
serio nei prossimi mesi.
Noi abbiamo detto che la Sicilia viaggerà con tasso di
crescita del prodotto interno lordo tra 1,9 per cento e 3,9 per
cento al netto della inflazione, esattamente molto ma molto meno
di quello che lo stesso Tremonti aveva immaginato. Quindi, è la
conferma, se queste sono le critiche che giungono dalla
opposizione, che siamo stati molto più prudenti del Governo
nazionale, il quale, tengo a precisarlo, orienta la crescita del
Mezzogiorno tra il 3,2 e il 4,3 per cento nel prossimo triennio.
Allora vuol dire che abbiamo lavorato bene...
CAPODICASA. Il valore è di 5,6.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Il 5,6 al
lordo dell'inflazione. Legga bene, onorevole Capodicasa.
Questo documento è stato impostato ex novo a seguito di un
programma di governo e certamente rispecchia quanto preannunciato
prima delle elezioni.
Allora è chiaro che quello che è stato detto qui e che si
sta dicendo, troverà una conferma, non sono eredità di governi
precedenti su cui evidentemente si lavorava e si rimasterizzava
per cercare di completarlo e tanto per dire per presentarlo. Qui
invece c'è un autentico documento che traduce un programma di
governo.
Allora, e con ciò concludo, noi ci misureremo con i numeri:
noi abbiamo indicato delle cifre, abbiamo individuato
specificità; è chiaro che su queste basi nei prossimi mesi e nei
prossimi anni ci confronteremo.
Abbiamo detto che il totale della manovra alla fine si dovrà
chiudere, quindi il ricorso al mercato per 3.926 miliardi alla
fine di quest'anno e per 3.260 miliardi, ovviamente in negativo
purtroppo, l'anno prossimo.
Noi, su questi numeri ci misureremo. Se alla fine del 31
dicembre noi saremo stati in grado di raggiungere questo
risultato o addirittura di migliorarlo vuol dire che allora
questo non è stato un libro dei sogni, vuol dire che questo non è
stato un documento scritto tanto per farlo, ma è stato frutto di
una elaborazione seria, di una elaborazione scientifica, di una
elaborazione che certamente deve essere la traccia e la misura
per i prossimi anni da un punto di vista economico-finanziario
non solo di questo Governo ma anche di questa Regione.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
N. 24 "Approvazione del documento di programmazione
economico-finanziaria 2002-2004", degli onorevoli Cintola,
Fleres, Croce, Formica e D'Antoni;
N. 27 "Non approvazione del documento di programmazione
economico-finanziaria 2002-2004", degli onorevoli Giannopolo,
Liotta e Raiti.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ESAMINATO il documento di programmazione economico-finanziaria per
gli anni 2002-2004 presentato dalla Giunta regionale,
Presidenza del presidente Lo Porto
LO APPROVA
CONSIDERATO il rilievo che ai fini del perseguimento degli
obiettivi di riequilibrio finanziario contenuti nel DPEF assumono
la adozione di riforme organiche di importanti settori di spesa,
oltre che l'accelerazione del processo di dismissione delle
partecipazioni regionali, così come indicato nello stesso DPEF;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a presentare entro 60 giorni i disegni di legge di riforma della
formazione professionale e la normativa sui trasporti e sulla
forestazione;
- a riferire entro 30 giorni sullo stato delle dismissioni delle
partecipazioni degli enti regionali e delle trasformazioni in
S.p.A. di istituti ed aziende regionali. (24)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il Documento di programmazione economico-finanziaria
approvato dalla Giunta regionale;
SENTITE le relazioni sul DPEF e l'intervento del Governo;
PRESO atto che il Documento di programmazione economico-finanziaria
risulta non essere conforme a quanto previsto e disposto
dall'articolo 2 della legge regionale n. 10 del 1999;
CONSIDERATO che il DPEF non affronta gli obiettivi fondamentali del
risanamento finanziario e dello sviluppo,
NON APPROVA
il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2002-2004. (27)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 24.
TURANO, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Presidente, colleghi, intervengo sull'ordine del
giorno presentato dai capigruppo di maggioranza per esprimere il
mio voto favorevole.
E' una relazione quella del Governo che ho sentito, che ho
ascoltato, che condivido, che sono certo verosimilmente porterà
ai risultati sperati. Però mi permetto fare rilevare che sulla
II parte dell'ordine del giorno, laddove si impegna il Governo
della Regione a riferire entro 30 giorni sullo stato delle
dismissioni delle partecipazioni degli Enti regionali e delle
trasformazioni in SPA degli istituti di aziende regionali, ho
qualche perplessità per il metodo che viene utilizzato per
impegnare il Governo su un punto.
CAPODICASA. Allora voti contro
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, lei si è messo in una
posizione strategica che permette interruzioni molto puntuali.
TURANO. Io la prego di non interpretare le mie intenzioni,
quelle ci penso da solo ad esplicitarle. Però sul secondo punto
vorrei fare qualche piccolo rilievo.
Se il secondo punto significa fare chiarezza sullo stato
delle dismissioni, io sono perfettamente d'accordo ma
bisognerebbe indicare le metodologie e i percorsi da seguire per
raggiungere questo tipo di obiettivo.
Siamo in un momento di tensione sociale elevatissimo. Io
che faccio il pendolare ogni mattina non riesco ad attraversare
la città serenamente, a trovare un percorso che mi porti qui,
nella mia sede di lavoro. Ci sono scioperi e scioperanti
dappertutto; e quello che ieri mi è sembrato veramente esagerato
non nella forma - ho rispettato infatti il loro modo di
protestare peraltro dignitosissimo - ma per la sostanza, è stato
lo sciopero organizzato dei lavoratori della Fincantieri.
Allora: o sulle partecipazioni questo Governo cambia pagina
e con un atto di coerenza e di coraggio pone fine a certe
vergognose, scandalose gestioni e a certi sperperi, oppure sul
punto mi fa piacere dissentire e manifestare le difficoltà.
Gli scioperanti della Fincantieri - ho letto poc'anzi una
interrogazione dell'onorevole Cracolici - vengono qua a
scioperare e a creare quel clima di disagio sociale nella
legittima forma di manifestazione (che io, al loro posto, farei e
condivido peraltro) perchè non sono state rispettate alcune
obbligazioni da parte della Fincantieri.
E quest'Aula, forse mai con l'attenzione di questa sera, può
capire come si è arrivati alla gestione della Fincantieri. Se
lei, signor Presidente, mi concede qualche secondo io ho
intenzione di dirlo perchè l'ho già espresso al commissario
liquidatore in Commissione 'Attività produttive'.
In sintesi mi sono permesso di prendere qualche appunto: la
Fincantieri era proprietaria di due bacini galleggianti di 7 mila
e 9 mila tonnellate circa, il cui valore certificato nel bilancio
- io vorrei che anche i capigruppo di maggioranza mi seguissero
con attenzione sul punto - era per il bacino più grosso pari a 17
miliardi, almeno questo certificava il bilancio della
Fincantieri, e per il bacino più piccolo pari ad un miliardo e
300 milioni. La Fincantieri costituì una società , la Bacini
Palermo, che è una società cartolare, gestita al 100 per cento
dalla Fincantieri, affinchè facesse con l'ESPI una società
chiamata "Bacini di carenaggio". La Regione siciliana -
Presidente, io capisco, ma il punto merita... se noi inseriamo
nell'approvazione del documento ...
PRESIDENTE. No, perchè, nel merito l'ordine del giorno di
approvazione del DPEF concerne tutt'altra materia.
TURANO. Signor Presidente, il secondo punto parla di
questo. Io posso sospendere l'intervento, approvare l'ordine del
giorno e, se lei mi dà la parola ai sensi del comma 2
dell'articolo 83 del Regolamento interno, continuare questo
ragionamento, pregando la Presidenza di seguire con attenzione.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Turano, concluda.
TURANO. Allora, concludo il mio intervento. L'ESPI e la
Bacini Palermo formarono la società "Bacini di carenaggio". La
Regione siciliana fece una legge dove appostò, in una delle
finanziarie, 52 miliardi. A tal riguardo, spero che questa
finanziaria non abbia il sapore di alcune altre precedenti
finanziarie che sono criticabili.
A questo punto diede 52 miliardi alla Fincantieri per
acquistare i due bacini galleggianti, previa ristrutturazione,
anzi riclassificazione. Il bacino, valutato 17 miliardi, la
Regione lo ha acquistato per 35 miliardi perchè la Fincantieri
spese più del doppio per la ristrutturazione; invece il bacino
valutato 1 miliardo e 300 milioni la Regione lo acquistò per 18
miliardi...
GIANNOPOLO. E' oltre il tempo
TURANO. No, onorevole Giannopolo. Sono soltanto 30 secondi
oltre il tempo concesso. Lei, secondo me, dovrebbe avere
interesse a seguire con attenzione.
In buona sostanza, i 52 miliardi della Regione siciliana
sono serviti alla Fincantieri che ha venduto due pezzi di ferro
vecchio alla Regione siciliana.
L'unica obbligazione che aveva preso era quella di assumere
cento operai, che non sono stati presi, ragione per la cui gli
stessi operai della Fincantieri allo stato protestano.
Io mi domando quale sia la volontà di questo Governo sulle
dismissioni. Ho bisogno di capire se il commissario liquidatore
sta operando in un certo modo, atteso che queste mie
dichiarazioni sono state dallo stesso attenzionate in Commissione
'Attività produttive'.
Se le dismissioni, che sono una cosa seria su cui vi sono
parecchie somme accantonate nei fondi a disposizione del
commissario, debbono essere trattate en passant io non sono
assolutamente disponibile, pur approvando il Documento di
programmazione economica e finanziaria.
Vorrei capire come, in quale sede, con quali strumenti e con
quali poteri, la Presidenza dell'Assemblea ed il Governo
ritengano di entrare nel merito e di capire come le dismissioni,
che sono state una vergogna e che comunque vada abbiamo fatto
bene a dismettere quella realtà ......
PRESIDENTE. Onorevole Turano mi dispiace, lei ha quasi
raddoppiato i tempi del suo intervento. Tenga presente che ci
sono delle regola da rispettare.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24
"Approvazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria 2002-2004", degli onorevoli Cintola,
Fleres, Croce, Formica e D'Antoni.
RICHIESTA DI VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE
PRESIDENTE. Gli onorevoli Capodicasa, De Benedictis,
Giannopolo, Miccichè, Orlando, Raiti e Zago chiedono che la
votazione avvenga per scrutinio nominale.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno
numero 24.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 37
L'Assemblea non è in numero legale.
(Gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe e Cintola chiedono che
venga inserito a verbale il loro voto favorevole).
PRESIDENTE. Sospendo la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà tra un'ora.
(La seduta sospesa alle ore 21.10, è ripresa alle ore 22.46)
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta richiesta di congedo per
la seduta odierna da parte degli onorevoli Castiglione, Catania
Franco, D'Aquino, Maurici, Misuraca e Scoma.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, anche dagli onorevoli Zago, De Benedictis,
Panarello, Capodicasa, Liotta e Micciché, indìco la votazione per
scrutinio nominale dell'ordine del giorno numero 24.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 29
L'Assemblea non è in numero legale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
13 febbraio 2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del
giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
comune di Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e
di Vena, degli onorevoli Fleres Salvatore; Mercadante
Giovanni; Confalone Giancarlo; Leanza Edoardo; Croce
Antonino;
N. 75 - Interventi in favore dell'agrumicoltura, degli
onorevoli Fleres Salvatore; Croce Antonino; Mercadante
Giovanni; Confalone Giancarlo;
N. 76 - Interventi in favore della zootecnia siciliana,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Leontini Innocenzo; Beninati Antonino; Mercadante
Giovanni;
N. 77 - Interventi in favore dei siciliani d'Argentina,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola;
N. 78 - Interventi in merito alla posizione previdenziale
dei dipendenti delle camere di commercio della Sicilia,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Croce Antonino;
N. 79 - Opportune iniziative allo scopo di introdurre una
tassa su tutte le transazioni finanziarie, degli onorevoli
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
Giovanni;
N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120, degli onorevo-
li Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Spampinato Giuseppe;
N. 81 - Tutela del personale ATA, degli onorevoli Raiti
Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore; Spampi-
nato Giuseppe;
N. 82 - Interventi in materia di precariato in Sicilia,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Scoma Francesco;
N. 83 - Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
legislative regionali alla Commissione parlamentare per le
questioni regionali, degli onorevoli Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe; Croce Antonino; Beninati Antonino;
N. 84 - Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
stabilimento Italtel di Carini (PA), degli onorevoli
Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
Capodicasa Angelo; Panarello Filippo;Oddo Camillo; De
Benedictis Roberto; Crisafulli Vladimiro; Villari
Giovanni; Zago Salvatore.
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA "BILANCIO E FINANZE".
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA "ENTI LOCALI".
V - VOTAZIONE FINALE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA E FINANZIARIA 2002-2004
VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004, e relativa nota di variazioni" ( 297-299).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
( 298).
La seduta è tolta alle ore 22.50
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.20 di mercoledì
13 febbraio 2002.
Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 18.00.
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del loro ufficio, gli
onorevoli Moschetto e Speziale sono in missione dal 5 al 13
febbraio 2002.
COMUNICAZIONE DI SENTENZA DELLA CORTE D'APPELLO
PRESIDENTE. Comunico che in data 5 febbraio 2002 è pervenuta,
trasmessa dalla Cancelleria della Corte d'Appello di Palermo,
copia della sentenza n. 40/42 della Corte d'Appello medesima -
sez. I civile - depositata il 30 gennaio 2002. Il dispositivo
della sentenza così recita: "La Corte, uditi i procuratori delle
parti costituite; in riforma della sentenza del Tribunale di
Palermo del 19-25 ottobre 2001, appellata da Gaspare Vitrano,
rigetta il ricorso proposto da Giuseppe Faraone in data 31 luglio
2001" (Omissis).
Ricordo che l'onorevole Vitrano ha già prestato il
giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto regionale n.
1 del 25 luglio 2001.
L'Assemblea ne prende atto.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura:
N. 171 - Accertamenti sulle cause del decesso della giovane
Giusy Grillo.
Firmatari:Raiti Salvatore
N. 80 - Regolamentazione dell'attività di guardia venatoria.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 102 - Tutela dell'agrumicoltura siciliana.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 112 - Risarcimento dei danni provocati dai conigli alle
colture ricadenti nelle aree del Parco dell'Etna.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. - da parte dell'Assessore per l'industria:
N. 144 - Notizie circa lo svolgimento delle operazioni
elettorali del 30 luglio 2001 relative all'elezione del
Presidente del consorzio ASI di Caltagirone.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Garofalo
Ottavio
N. 149 - Notizie sulle iniziative assunte al fine di garantire
il rispetto delle deliberazioni del Consorzio ASI di
Caltagirone.
Firmatari:Barbagallo Giovanni
- da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:
N. 78 - Interventi per ripulire i fondali del porticciolo di
Santa Tecla, nel comune di Acireale, in provincia di Catania.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 134 - Accertamento delle responsabilità per il mancato
completamento degli alloggi popolari siti in località
'Pannaria' (Centuripe).
Firmatari:Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino
- da parte dell'Assessore per il turismo:
N. 109 - Delucidazioni in merito ai criteri di selezione delle
manifestazioni turistico-culturali in Sicilia.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 167 - Pagamento dei contributi pregressi destinati al
potenziamento dell'attività sportiva a favore di società
sportive, enti di promozione e scuole.
Firmatari:Raiti Salvatore
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato in data 8
febbraio 2002 il seguente disegno di legge:
- "Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7, riguardante il procedimento per l'elezione a
suffragio popolare del sindaco nei comuni della Regione" (n.
330)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati ed inviati
alle competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di
legge:
AFFARI ISTITUZIONALI
- "Schema di disegno di legge da sottoporre al Parlamento
nazionale ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto 'Integrazione
dell'articolo 122 della Costituzione'" (n. 301)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Acierno in data 20 dicembre 2001;
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Nuove norme in materia di pubblici concorsi per la copertura
dei posti nelle pubbliche amministrazioni (n. 302)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Tricoli, Virzì in data 20 dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Provvedimenti finalizzati alla ripresa delle attività
produttive danneggiate dall'eruzione dell'Etna" (n. 304)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Beninati, Croce, Catania
Giuseppe in data 21 dicembre 2001
- PARERE III e IV Commissione
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Modifiche della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, recante
disposizioni per la costituzione delle province nel territorio
della Regione siciliana" (n. 314)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Crisafulli,
Barbagallo, Liotta, Raiti, Spampinato in data 18 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Interventi in favore dei dipendenti degli enti parco" (n.
323)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Mancuso, Villari,
Pistorio, Barbagallo, Basile in data 1 febbraio 2002
-Inviato in data 11 febbraio 2002
- "Interventi a favore del funzionamento degli organi e delle
strutture dell'Unione nazionale mutilati per servizio con
finalità di tutela e di promozione sociale dei cittadini
mutilati, invalidi e portatori di handicap nel territorio della
Regione siciliana" (n. 328)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Savona, Borzacchelli, Dina in data
6 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
"Modifiche alle leggi regionali 1 settembre 1997, n. 33; 31
agosto 1998, n. 15 e 8 maggio 2001, n. 7" (n. 303)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe in data
21 dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Integrazione all'articolo 75 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, recante 'Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2001" (n. 318)
- presentato dagli onorevoli Lo Curto, Antinoro, Croce in data
24 gennaio 2002
- inviato in data 1 febbraio 2002
- "Interventi per favorire la realizzazione di attività
lavorative di natura autonoma" (n. 325)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Croce, Catania Giuseppe,
in data 1 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- PARERE V COMMISSIONE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 29 aprile
1985, n. 21, riguardante 'Norme per l'esecuzione dei lavori
pubblici in Sicilia'" (n. 306)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Incardona, Formica, Infurna,
Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 24 dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori
della Sicilia ed interventi per la mobilità ciclistica" (n. 307)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
dell'Assessore per il turismo le comunicazioni ed i trasporti
(CASCIO) in data 9 gennaio 2002
- inviato in data 15 gennaio 2002
- "Istituzione della professione di guida naturalistica
subacquea" (n. 308)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 11 gennaio 2002
- inviato in data 15 gennaio 2002
- "Norme a tutela della pubblica e privata incolumità
relativamente alla conservazione, manutenzione, modificazione di
ogni fabbricato o parte di esso pubblico e/o privato esistente
sul territorio regionale. Istituzione del fascicolo fabbricato"
(n. 310)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Borzacchelli, Savona, Savarino,
Franchina, Dina, Sbona, Cintola, Pistorio in data 16 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Istituzione della Scuola di alta formazione ambientale in
Sicilia presso l'Osservatorio regionale siciliano per l'ambiente"
(n. 311)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 18 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Norme in favore dei sinistrati della città di Agrigento
colpiti dal movimento franoso del 19 luglio 1966" (n. 312)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Miccichè in data 18 gennaio
2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Norme per favorire l'occupazione professionale giovanile
nell'affidamento degli incarichi di progettazione di opere
pubbliche" (n. 313)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, Basile, D'Antoni,
Amendolia, Sanzeri in data 18 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Norme per la conservazione e la gestione della fauna minore
in Sicilia" (n. 315)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ferro, Raiti, Morinello in data 18
gennaio 2002
- PARERE III Commissione
- inviato in data 22 gennaio 2002
- "Interventi a favore dei comuni delle isole minori siciliane
in tema di trasporto dei rifiuti a mezzo nave e realizzazione e
manutenzione degli eliporti" (n. 316)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) in data 23
gennaio 2002 - inviato in data 1 febbraio 2002
- "Norme per il governo del territorio ed il riordino delle
coste" (n. 317)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (PELLEGRINO) in
data 23 gennaio 2002
- inviato in data 1 febbraio 2002
- "Norme per la conservazione e la gestione della fauna minore
in Sicilia" (n. 319)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
29 gennaio 2002
- PARERE III Commissione
- inviato in data 1 febbraio 2002
- "Modifiche alla legge regionale 6 maggio 1981, n. 98 così
come modificato con la legge regionale 9 agosto 1988, n. 14,
concernente norme per l'istituzione nella Regione di parchi e
riserve naturali" (n. 320)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello,
Spampinato, in data 31 gennaio 2001
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- "Contributi per manifestazioni sportive a carattere
internazionale" (n. 327)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Beninati, Acierno, Spampinato,
Raiti in data 4 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- "Norme per la tutela, la valorizzazione, la rivitalizzazione
e lo sviluppo turistico culturale di Erice" (n. 329)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago, De
Benedictis, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, Giannopolo,
Panarello, Villari in data 7 febbraio 2002
- Inviato inn data 11 febbraio 2002
- PARERE III COMMISSIONE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO
- "Provvedimenti per la custodia, la manutenzione,
conservazione, tutela, valorizzazione e fruizione dei beni
culturali ed ambientali" (n. 305)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione f.f. (CASTIGLIONE)
su proposta dell'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione (GRANATA) in data 21
dicembre 2001
- inviato in data 10 gennaio 2002
- "Interventi a sostegno dei diritti dei migranti in Sicilia"
(n. 309)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta, Miccichè in data
16 gennaio 2002
- inviato in data 22 gennaio 2002
- PARERE I COMMISSIONE
- "Iniziative a sostegno della diffusione della cultura
d'impresa tra gli studenti delle scuole di base della Regione
siciliana (n. 324)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Mercadante, Giambrone in data 1 febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- PARERE III COMMISSIONE
- "Norme per la stabilizzazione del personale assunto ai sensi
dell'articolo 23 quater, comma 3, della legge 31 marzo 1998, n.
61, proveniente dai progetti di lavori socialmente utili (n. 326)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data 1
febbraio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
SERVIZI SOCIALI E SANITARI
- "Norme riguardanti il commercio, la vendita e l'uso dei
fitofarmaci" (n. 322)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Faraone, Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Zangara, in data 31 gennaio 2002
- Inviato in data 11 febbraio 2002
- PARERE III COMMISSIONE
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati invitati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'istituzione del difensore civico della Regione
siciliana" (n. 289)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Nuove norme in materia di province regionali ed aree
metropolitane" (n. 291)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge
regionale 28 marzo 1995, n. 22, concernente norme sulla proroga
degli organi amministrativi e sulle procedure per le nomine di
competenza regionale, che ha recepito le disposizioni del decreto
legge 16 maggio 1994, n. 293 convertito con modificazioni dalla
legge 15 luglio 1994, n. 444" (n. 292)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Norme per la semplificazione amministrativa" (n. 293)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
BILANCIO (II)
- "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004" (n. 297)
- iniziativa governativa
- inviato in data 27 dicembre 2001
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE
- "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
(n. 298)
- iniziativa governativa
- inviato in data 27 dicembre 2001
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE
- "Prima nota di variazioni al disegno di legge concernente il
bilancio di previsione della Regione per l'esercizio finanziario
2002 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004" (n.
299)
- iniziativa governativa
- inviato in data 27 dicembre 2001
- PARERE I, III, IV, V E VI COMMISSIONE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Modifiche delle leggi regionali 9 dicembre 1980, n. 127; 1
marzo 1995, n. 19 e 6 ottobre 1999, n. 25, riguardanti
'Disposizioni per la coltivazione dei giacimenti minerari da cava
e provvedimenti per il rilancio e lo sviluppo del comparto
lapideo di pregio nel territorio della Regione siciliana" (n.
285)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 21 dicembre 2001
- "Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico" (n. 287)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Contributi per la realizzazione di basi eliportuali nelle
isole minori" (n. 284) - iniziativa parlamentare
- inviato in data 21 dicembre 2001
- "Intervento a favore delle famiglie e dei commercianti
danneggiati nell'incendio dell'immobile sito in Piazza Generale
Cascino a Palermo, verificatosi il 27 agosto 1999" (n. 288) -
iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Nuove disposizioni in materia di lavori pubblici in Sicilia"
(n. 290) - iniziativa parlamentare
- inviato in data 20 dicembre 2001
- "Disciplina degli appalti di beni pubblici, di fornitura, di
servizi e nei settori esclusi" (n. 294)
- iniziativa governativa
- inviato in data 10 gennaio 2002
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Norme per l'erogazione del 'buono scuola'" (n. 286)
- iniziativa governativa
- inviato in data 21 dicembre 2001
- "Norme per l'erogazione di contributi a favore di emigranti
siciliani per il trasferimento delle loro attività sul territorio
della Regione siciliana" (n. 295)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 10 gennaio 2002
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per l'assegnazione di un contributo annuo
all'Associazione nazionale privi della vista ed ipovedenti -
ANPVI-ONLUS, operante in Sicilia" (n. 296)
- iniziativa parlamentare
- inviato in data 10 gennaio 2002
COMUNICAZIONE DI ASSEGNAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE AI SENSI
DELL'ARTICOLO 136 BIS DEL REGOLAMENTO INTERNO
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
assegnato, ai sensi dell'articolo 136 bis del Regolamento
interno, alla Commissione legislativa "Servizi sociali e sanitari
(VI)":
- "Istituzione dell'Azienda ospedaliera per l'emergenza
pediatrica di terzo livello di Palermo 'G. Di Cristina-Casa del
Sole-Aiuto Materno'" (n. 321)
- (già disegno di legge n. 849/A nella XII Legislatura)
- fatto proprio dalla VI Commissione in data 23 gennaio 2001
- presentato in data 31 gennaio 2001.
COMUNICAZIONE DI STRALCIO DI ARTICOLI DAL DISEGNO DI LEGGE N.
298
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi del combinato disposto del
comma 2, dell'articolo 3 della legge n. 10 del 1999 e del comma
2, dell'articolo 73 ter del R.I., sono stati stralciati dal
disegno di legge n. 298 "Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2002" i seguenti articoli: 14, 30, 32,
33, 34, 35, 36, 37, 39, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 56, 57,
58, 59, 60, 62, 63, 64, 65, 66, 67, 68, 69, 70, 71, 72, 73, 74,
75, 76, 77, 78, 79, 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90,
91, 92. 93, 94, 95, 96, 97, 98, 99, 100, 101, 102, 104, 108, 110,
111, 113, 114, 115, 116, 117, 118, 119, 120, 121, 122, 123, 124,
125, 126, 127, 128, 129, 130, 131, 132, 133, 134, 135, 136, 137,
(parte del 138), 139, 140, 141, 143, 144.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo e che
sono state assegnate alle competenti Commissioni legislative le
seguenti richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
"Opera Pia Centro servizi sociali 'A. Rizzuti Caruso - Sacro
Cuore' di Caltabellotta. Nomina assessoriale di un componente
del consiglio di amministrazione" (n. 29)
- pervenuto in data 8 gennaio 2002
- trasmesso in data 10 gennaio 2002
"Azienda speciale servizi e promozione - Camera di commercio di
Agrigento. Designazione componente effettivo collegio dei
revisori e componente del consiglio di amministrazione" (n. 30)
- pervenuto in data 8 gennaio 2002
- trasmesso in data 10 gennaio 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Piano regionale di propaganda turistica per l'anno 2002' (n.
27)
- pervenuto in data 3 gennaio 2002
- trasmesso in data 9 gennaio 2002
- "Calendario delle manifestazioni 2002" (n. 28)
- pervenuto in data 3 gennaio 2002
- trasmesso in data 9 gennaio 2002
COMUNICAZIONE CONTESTUALE DI RICHIESTA DI PARERE E DI PARERE RESO
PRESIDENTE. Comunico che la seguente richiesta di parere è
stata assegnata alla competente Commissione legislativa "Servizi
sociali e sanitari (VI)" e che la stessa ha reso il relativo
parere:
- "Riassetto della rete infettivologica della Regione
siciliana" (n. 26)
- pervenuta in data 21 dicembre 2001
- trasmessa in data 21 dicembre 2001
- reso in data 22 dicembre 2001
- inviato in data 24 dicembre 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni nel periodo 27 dicembre 2001 - 7
febbraio 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 27.12.01: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO
BORZACCHELLI-CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI
SANZERI-SAVARINO-SCOMA
" " 9.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-IOPPOLO-SANZERI-SCOMA
" " 10.1.02: BARBAGALLO-IOPPOLO-ORTISI-SCOMA
" " 15.1.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
IOPPOLO-ORTISI-SANZERI
" " 16.1.02: LEANZA Edoardo-FRANCHINA-IOPPOLO
" " 23.1.02: CRISAFULLI
" " 24.1.02: LEANZA Edoardo-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI
" " 30.1.02: LEANZA Edoardo-CRISAFULLI-FRANCHINA-IOPPOLO-
LO MONTE-ORTISI
" " 31.1.02 (ant.): BARBAGALLO-CRISAFULLI-FRANCHINA-
" " 31.1.02 (pom.): LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-IOPPOLO-FRANCHINA-ORTISI
SAVARINO-SCOMA
" " 06.2.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-
SANZERI
" " 07.2.02: LEANZA EDOARDO-MOSCHETTO-BARBAGALLO-
CRISAFULLI-IOPPOLO-ORTISI-SANZERI-
SAVARINO-SCOMA
SOSTITUZIONI
Riunione del 10.1.02: BORZACCHELLI sostituito da DINA
" " 23.1.02: FRANCHINA " " SAVONA
" " 24.1.02: FRANCHINA " " BORZACCHELLI
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 20.12.01: GENOVESE-LIOTTA-PAPANIA-ROTELLA
" " 9.1.02 (ant.): SAVONA-D'ANTONI-FLERES-LIOTTA-MANCUSO
PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 9.1.02 (pom.): D'ANTONI-FLERES-GENOVESE-ROTELLA
" " 16.1.02 (ant.): LEONTINI-D'ANTONI-FLERES-FORMICA
MANCUSO-ROTELLA
" " 16.1.02 (pom.): FLERES-GENOVESE-LEANZA V.-MANCUSO
" " 17.1.02: CAPODICASA-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 23.1.02: SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-FLERES-FORMICA
GENOVESE-MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
" " 24.1.02: (ant.): SAVONA-LEONTINI-CAPODICASA-CINTOLA
FLERES-GENOVESE-LEANZA V.- MANCUSO
ROTELLA-SPEZIALE
" " 24.1.02 (pom.): CAPODICASA-D'ANTONI-FLERES-GENOVESE
MANCUSO-SPEZIALE
" " 30.1.02: FORMICA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA
" " 31.1.02: SAVONA-CAPODICASA-GENOVESE-MANCUSO-PAPANIA
" " 05.2.02: SAVONA-LEONTINI-D'ANTONI-FORMICA-LEANZA V.
MANCUSO-PAPANIA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 06.2.02: MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
SOSTITUZIONI
Riunione del 20.12.01: CINTOLA sostituito da PISTORIO
" " " " ": MANCUSO " " FRANCHINA
" " 9.1.02 (ant.): LEONTINI sostituito da MERCADANTE
" " 9.1.02 (pom.): LEONTINI " " MERCADANTE
: MANCUSO " " PISTORIO
" " 30.1.02: CAPODICASA " " VILLARI
D'ANTONI " " LO MONTE
SPEZIALE " " GIANNOPOLO
" " 31.1.02: LEONTINI " " CONFALONE
" " 06.2.02: D'ANTONI " " LO MONTE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
ASSENZE
Riunione del 9.1.02: CATANIA Giuseppe-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
" " 15.1.02 (ant.): INCARDONA-LO CURTO
" " 15.1.02 (pom.): BORZACCHELLI-CATANIA Giuseppe-INCARDONA
TURANO
" " 16.1.02 (ant.): GAROFALO-INCARDONA-TURANO
" " 16.1.02 (pom.): NICOTRA-BORZACCHELLI-CATANIA G.-GAROFALO-
GIAMBRONE-INCARDONA-LO CURTO-TURANO
" " 24.1.02: GALLETTI-GAROFALO-TURANO
" " 29.1.02 (ant.): NICOTRA-GALLETTI-GAROFALO-PANARELLO
" " 29.1.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-CATANIA Giuseppe-GALLETTI
GAROFALO-INCARDONA-LO CURTO-MICCICHÉ
PANARELLO-TURANO
" " 06.2.02 (ant.): ODDO-BORZACCHELLI-GALLETTI
" " 06.2.02 (pom.): NICOTRA-ODDO-BORZACCHELLI-CATANIA G.-
GALLETTI-GAROFALO-INCARDONA-TURANO
SOSTITUZIONI
Riunione del 29.1.02 (ant.): TURANO sostituito da SAVARINO
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 09.1.02: DE BENEDICTIS-INFURNA-VICARI
" " 10.1.02: CONFALONE-LO CURTO-VICARI
" " 16.1.02: DE BENEDICTIS
" " 06.2.02 (ant.): ACIERNO-LO CURTO
" " 06.2.02 (pom.): SBONA-ZAGO-ACIERNO-GURRIERI-INFURNA-
LO CURTO-VICARI
" " 07.2.02: BENINATI-GURRIERI-INFURNA-LO CURTO-
VICARI
SOSTITUZIONI
Riunione del 10.1.02: INFURNA sostituito da INCARDONA
" " 06.2.02 (ant.): MAURICI " " GAROFALO
VICARI " " GIAMBRONE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
ASSENZE
Riunione del 28.12.01: BALDARI-VILLARI-LEANZA-CATANIA Franco-FERRO
FRATELLO-GALLETTI-GIAMBRONE-GIANNOPOLO
INFURNA-SEGRETO
" " 8.1.02 (ant.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-GALLETTI
INFURNA
" " 8.1.02 (pom.): LEANZA Nicola-CATANIA Franco-FERRO-
GALLETTI-INFURNA
" " 15.1.02 (ant.): CATANIA Franco
" " 15.1.02 (pom.): BALDARI-CATANIA Franco-FERRO-GIANNOPOLO
" " 23.1.02: CATANIA Franco
" " 29.1.02: CATANIA Franco
" " 30.1.02: VILLARI-CATANIA Franco-GIANNOPOLO
" " 06.2.02: CATANIA Franco-FARAONE-SEGRETO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 22.12.01: LEANZA Vincenzo-MERCADANTE-FORMICA-CRACOLICI
MANZULLO-BASILE
" " 16.1.02: LO GIUDICE-CRACOLICI-ZANGARA
" " 23.1.02: PISTORIO-ZANGARA
" " 24.1.02: ZANGARA
" " 30.1.02: FORMICA-MANZULLO-PISTORIO-ZANGARA
" " 31.1.02: PISTORIO-ZANGARA
SOSTITUZIONI
Riunione del 22.12.01: PISTORIO sostituito da BORZACCHELLI
" " 16.1.02: LEANZA Vincenzo " " BALDARI
CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 24.1.02: PISTORIO " " SBONA
" " " : CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 31.1.02: CRISTAUDO " " ANTINORO
" " 05.2.02: CRISTAUDO " " ANTINORO
" " " MANZULLO " " SPAMPINATO
" " " MORINELLO " " RAITI
" " " MOSCHETTO " " LEONTINI
" " " ZANGARA " " BARBAGALLO
COMMISSIONE SPECIALE PER LA
REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
ASSENZE
Riunione dell'11.01.02: FORMICA-GURRIERI-ORLANDO-ORTISI-VIRZI'
" del 17.1.02: PISTORIO-CAPODICASA-FORGIONE-VIRZI'
" " 05.2.02: PISTORIO-CRISTAUDO-D'ANTONI-FORGIONE-FORMICA
VIRZI'
SOSTITUZIONI
Riunione del 5.2.02: ORLANDO sostituito da RAITI
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI ADOTTATE DALLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni adottate dalla
Giunta regionale:
- n. 437 del 5 novembre 2001 "Accordo di programma quadro
(APQ) Porti e Aeroporti - Rimodulazione" , ai sensi dell'articolo
1 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32;
- n. 518 del 22 dicembre 2001 "Leggi regionali 13 agosto 1979,
n. 200 e 12 gennaio 1993, n. 11 - Approvazione piano di
ripartizione dei contributi da assegnare alle Scuole di Servizio
sociale per l'anno accademico 2001/2002", ai sensi dell'art. 23
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6;
- nn. dalla 358 alla 520 relative ai mesi di ottobre, novembre
e dicembre 2001;
- n. 8 del 15 gennaio 2002 "Modifica POR 2000/2006 -
Inclusione sottomisura 2 'Attrezzature dei porti di pesca'"
COMUNICAZIONE DI INVIO DI ATTI DA PARTE DELLA CORTE DEI CONTI
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei conti - Sezioni riunite
e sezione di controllo per la Regione siciliana ha inviato in
data 14 gennaio 2002:
- la parificazione del rendiconto generale della Regione
siciliana e rendiconto allegato relativi all'esercizio
finanziario 2000;
- la deliberazione della Sezione di controllo per la Regione
siciliana n. 9 in data 22 maggio 2001 con la quale è stato
approvato il programma di controllo successivo sulla gestione del
bilancio e del patrimonio della Regione siciliana da svolgere
nell'anno 2001, nell'ambito del quale è stata inserita
un'indagine volta alla verifica delle risultanze del rendiconto
generale dell'esercizio finanziario 2000 con riferimento alla
gestione degli accertamenti dei residui passivi.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 358 - Notizie sullo stato di funzionamento del servizio
consultoriale di Carini (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Enti Locali
Forgione Francesco
N. 374 - Estensione sino a Pollina del previsto raddoppio
della linea ferroviaria PA-ME.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Virzi' Gioacchino
N. 375 - Provvedimenti in merito alle visite per il
riconoscimento della qualifica di invalido civile presso il
distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Spampinato Giuseppe
N. 376 - Verifica sulle ultime elezioni del Comune di
Trapani.
- Assessore Enti Locali
Oddo Camillo
N. 377 - Interventi per la messa in sicurezza della strada
statale 121 Catania-Paternò.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore
N. 383 - Notizie circa la futura destinazione degli uffici
dell'Assessorato regionale per il lavoro.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Lavoro
Dina Antonino
N. 388 - Iniziative per impedire il ridimensionamento del
gruppo industriale Italtel a Carini.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico
N. 392 - Iniziative in merito all'assegnazione di
incarichi di primariato presso l'ospedale S. Elia di
Caltanissetta.
- Assessore Sanità
Cracolici Antonino
N. 395 - Attivazione degli strumenti contrattuali
necessari all'impiego degli LSU.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Lavoro
Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino;
Zago Salvatore
N. 396 - Notizie sullo smaltimento dei rifiuti nella città
di Messina.
- Presidente Regione
Ferro Giovanni
N. 410 - Pubblicazione degli elenchi delle imprese che
hanno diritto a contributi per le assunzioni a tempo
indeterminato.
- Assessore Lavoro
Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
Zago Salvatore
N. 411 - Indagine sui rapporti tra l'attività industriale
e l'elevata incidenza di malattie tumorali nell'area
Augusta-Priolo, e suo risanamento.
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
De Benedictis Roberto
N. 412 - Notizie circa la società Biosphera.
- Assessore Territorio
Giannopolo Domenico; Speziale Calogero; Panarello Filippo;
Villari Giovanni
N. 417 - Notizie circa il ritardo del Comune di Palermo
nell'impiego dei fondi per l'integrazione degli affitti.
- Assessore Lavori Pubblici
Cracolici Antonino
N. 420 - Risanamento ambientale dell'area delle ex
acciaierie AFEM a Campofelice di Roccella.
- Assessore Territorio
Giannopolo Domenico
- con richiesta di risposta scritta:
N. 359 - Verifica dello stato dei bacini di carenaggio
siti presso i Cantieri navali di Palermo.
- Assessore Industria
Cracolici Antonino
N. 360 - Interventi urgenti per la copertura dei posti
vacanti nell'organico dell'Ospedale Santa Marta e Santa
Venera di Acireale (CT).
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 361 - Risanamento del rione San Giorgio a Caltagirone.
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 362 - Rimborso dei danni causati dalla siccità nel
territorio di Mazzarone (CT).
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore
N. 363 - Notizie circa l'attività del Comune di Sant'Agata
Li Battiati (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 364 - Interventi per un'immediata soluzione alla crisi
idrica in provincia di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Galletti Giuseppe
N. 365 - Autorizzazione dei corsi di specializzazione per
docenti di sostegno.
- Assessore Beni Culturali
Moschetto Angelo
N. 366 - Misure urgenti in difesa del patrimonio ittico
siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Incardona Carmelo
N. 367 - Dichiarazione dello stato di calamità naturale a
seguito dei danni provocati dalle gelate in provincia di
Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Incardona Carmelo
N. 368 - Iniziative urgenti allo scopo di porre fine alla
crisi in cui versa il settore della Formazione
professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Forgione Francesco
N. 369 - Erogazione dei contributi regionali per il
risparmio energetico.
- Assessore Industria
Giambrone Vincenzo
N. 370 - Ripristino del manto stradale nella zona di
Nesima superiore, a Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 371 - Interventi per rendere operativa la casa di
riposo di via Federico II, sita nel comune di Giarre, in
provincia di Catania.
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 372 - Provvedimenti relativi al trattamento economico
dei dipendenti dell'IRCAC.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 373 - Notizie sull'indagine ispettiva presso il Comune
di Vittoria sulle modalità di espletamento di concorsi.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Incardona Carmelo
N. 378 - Notizie in merito all'applicazione della legge
regionale n. 15 del del 2000.
- Assessore Sanità
Fleres Salvatore
N. 379 - Iniziative per impedire il conferimento di
incarico di Direttore generale di AUSL, al dott. Francesco
Poli.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 380 - Provvedimenti urgenti in merito alla
incompatibilità ed ineleggibilità dell'attuale Sindaco di
Petralia Sottana (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Forgione Francesco
N. 381 - Notizie in ordine alla nomina dei Direttori
generali delle Aziende sanitarie ed ospedaliere.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 382 - Ispezione amministrativa presso il Comune di
Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Genovese Francantonio
N. 384 - Controllo e verifica dei comportamenti adottati
dal Consorzio di bonifica 9 - Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Ioppolo Giovanni
N. 385 - Iniziative per il chiarimento del rapporto tra la
pianificazione territoriale devoluta alle Province regionali
e le attribuzioni degli Enti parco.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Ioppolo Giovanni
N. 386 - Garanzie di legalità e trasparenza nelle
procedure di assunzione presso i Consorzi di bonifica di
Lentini e Caltagirone.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Enti Locali
Liotta Santo
N. 387 - Sostegno al settore zootecnico del nisseno.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Galletti Giuseppe
N. 389 - Richiesta di interventi per la crisi vitivinicola
nella provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Virzi' Gioacchino
N. 390 - Interventi presso il Ministero dell'Industria per
garantire i livelli occupazionali nello stabilimento Italtel
di Carini (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 391 - Iniziative per impedire i lavori per la
costruzione di muraglioni nel centro storico di Piraino
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Miccichè Calogero
N. 393 - Verifica delle procedure di elezione del
direttivo della sezione dell'AIAS di Acireale.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Basile Giuseppe
N. 394 - Notizie sulle nomine degli amministratori delle
IPAB.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Barbagallo Giovanni
N. 397 - Iniziative per garantire il completamento del
nosocomio di Lentini (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Liotta Santo
N. 398 - Interventi urgenti per garantire un'adeguata
politica nel settore del trasporto merci via mare.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Cooperazione
Basile Giuseppe
N. 399 - Provvedimenti urgenti per il rilancio del settore
agricolo siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Ioppolo Giovanni
N. 400 - Iniziative del Governo della Regione riguardanti
i lavoratori precari forestali.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Bilancio
Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 401 - Chiarimenti sulle modalità di assunzione, di
inquadramento giuridico, retributivo e di impiego del
personale del servizio S.U.E.S..
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 402 - Ispezione presso il Consorzio di bonifica 9 di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Liotta Santo
N. 403 - Interventi in favore degli agrumicoltori operanti
nel Comune di Paternò (CT).
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore
N. 404 - Ripristino del decoro urbano in Corso delle
Province, a Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 405 - Erogazione dei contributi di assistenza economica
alle famiglie disagiate di Catania.
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 406 - Notizie sull'individuazione, rimozione e
smaltimento dell'amianto.
- Presidente Regione
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 407 - Ripristino del servizio bar-mensa presso il liceo
scientifico 'Ettore Majorana' di Scordia, in provincia di
Catania.
- Assessore Sanità
- Assessore Enti Locali
Fleres Salvatore
N. 408 - Sostegno alle imprese operanti nel settore degli
imballaggi in legno.
- Assessore Cooperazione
Fleres Salvatore
N. 409 - Notizie sul completamento della diga di Blufi.
- Presidente Regione
Cracolici Antonino
N. 413 - Garanzie di una corretta ed equa compensazione
nella fornitura idrica nella provincia di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Miccichè Calogero
N. 414 - Erogazione delle somme previste per le borse
formative all'autoimpiego.
- Assessore Lavoro
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 415 - Iniziative urgenti per scongiurare la scissione
della direzione dell'Osservatorio per le malattie delle
piante di Acireale (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Basile Giuseppe
N. 416 - Notizie circa il precariato in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Fleres Salvatore
N. 418 - Completamento dei lavori della diga Pietra Rossa,
tra Palagonia ed Aidone, in provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore
N. 419 - Adeguato rifornimento idrico delle isole Eolie.
- Presidente Regione
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Beninati Antonino;
Baldari Nicola Renato
N. 421 - Iniziative di controllo circa le attività di
edilizia agevolata-convenzionata.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Territorio
Ferro Giovanni.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 17 - Nomina del Direttore generale presso l'istituto
zootecnico sperimentale della Sicilia.
- Assessore Sanità
Cracolici Antonino
N. 18 - Iniziative per il superamento dello stato di
emergenza idrica in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Raiti Salvatore
N. 19 - Notizie circa la nomina di un 'advisor' della
Regione per la vicenda Banco di Sicilia-Banca di Roma.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Ortisi Egidio; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Papania
Antonino
N. 20 - Ispezione presso il Comune di Palermo in merito al
servizio di assistenza domiciliare agli anziani.
- Assessore Enti Locali
Cracolici Antonino
N. 21 - Ispezione presso il Comune di Messina circa la
prevista realizzazione di un ipermercato nell'area ex cave
di sabbia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
Panarello Filippo
N. 22 - Restituzione alla competenza demaniale della
Regione delle aree portuali dell'Arenella, dell'Acquasanta e
di S. Erasmo.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Turismo
Borzacchelli Antonio; Misuraca Salvatore; Savona Riccardo;
Antinoro Antonio; Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Cracolici
Antonino; Scoma Francesco; D'Antoni Sergio
N. 23 - Provvedimenti in favore dell'equipaggio del
peschereccio recentemente affondato al largo di Trabia
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Tricoli Marzio
N. 24 - Notizie sulla definizione dell'operazione di
fusione Banca di Roma - Banco di Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Croce Antonino
N. 25 - Ispezione presso il Comune di Trapani.
- Assessore Enti Locali
Croce Antonino
N. 26 - Adozione di misure di sicurezza riguardo il
problema 'mucca pazza'.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
Comune di Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e di
Vena.
Fleres Salvatore; Mercadante Giovanni; Confalone
Giancarlo; Leanza Edoardo; Croce Antonino
Presentata il 20/12/01
N. 75 - Interventi in favore dell'agrumicoltura
siciliana.
Fleres Salvatore; Croce Antonino; Mercadante Giovanni;
Confalone Giancarlo
Presentata il 20/12/01
N. 76 - Interventi in favore della zootecnia siciliana.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Leontini Innocenzo;
Beninati Antonino; Mercadante Giovanni
Presentata il 20/12/01
N. 77 - Interventi in favore dei siciliani d'Argentina.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola Renato
Presentata il 18/01/02
N. 78 - Interventi in merito alla posizione previdenziale
dei dipendenti delle Camere di commercio della Sicilia.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Croce Antonino
Presentata il 23/01/02
N. 79 - Opportune iniziative allo scopo di introdurre una
tassa su tutte le transazioni finanziarie.
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
Giovanni
Presentata il 30/01/02
N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Spampinato Giuseppe
Presentata il 30/01/02
N. 81 - Tutela del personale ATA.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Spampinato Giuseppe
Presentata il 30/01/02
N. 82 - Interventi in materia di precariato in Sicilia.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Scoma Francesco
Presentata il 7/02/02
N. 83 - Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
legislative regionali alla Commissione parlamentare per le
questioni regionali.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Croce Antonino;
Beninati Antonino
Presentata il 7/02/02
N. 84 - Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
stabilimento Italtel di Carini (PA).
Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino; Speziale
Calogero; Capodicasa Angelo; Panarello Filippo; Oddo
Camillo; De Benedictis Roberto; Crisafulli Vladimiro;
Villari Giovanni; Zago Salvatore
Presentata il 12/02/02
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI NOMINA E COMPOSIZIONE DELLA
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 235 del 28 dicembre
2001 è stata nominata la Commissione speciale per la revisione
dello Statuto regionale composta dai seguenti deputati:
onorevoli Acierno, Cintola, Capodicasa, Cristaudo, D'Antoni,
Fleres, Forgione, Formica, Gurrieri, Leontini, Leanza, Orlando,
Ortisi, Pistorio, Savarino e Virzì.
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI NOMINA DI COMPONENTI DELLA
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA E VIGILANZA SUL FENOMENO
DELLA MAFIA IN SICILIA
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 236 del 28 dicembre
2001 gli onorevoli Amendolia, Barbagallo, Burgaretta Aparo,
Catania, Forgione, Formica, Garofalo, Incardona, Mancuso,
Maurici, Papania, Rotella, Savarino, Segreto e Speziale sono
stati nominati componenti della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
COMUNICAZIONE RELATIVA ALLA COSTITUZIONE DEGLI UFFICI DI
PRESIDENZA DI COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
la Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
ha proceduto alla costituzione dell'Ufficio di Presidenza, che
risulta così composto:
Presidente: on. LEANZA Vincenzo
Vice Presidente: on. PISTORIO Giovanni
Vice Presidente: on. CAPODICASA Angelo
Segretario: on. CRISTAUDO Giovanni.
Comunico, altresì, che nella riunione dell'11 gennaio 2002,
la Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia, ha proceduto alla costituzione
dell'Ufficio di Presidenza, che risulta così composto:
Presidente: on. INCARDONA Carmelo
Vice Presidente: on. MANCUSO Fabio
Vice Presidente: on. CATANIA Giuseppe
Vice Presidente: on. BARBAGALLO Giovanni
Segretario: on. SEGRETO Giuseppe
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETI DI SOSTITUZIONE DI COMPONENTI
DI COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 7 dell'11 gennaio
2002 l'onorevole Antonio Borzacchelli è stato nominato componente
della Commissione speciale per la revisione dello Statuto
regionale, in sostituzione dell'onorevole Savarino dimissionaria.
Comunico che con decreto n. 8 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Giovanni Manzullo è stato nominato componente della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
delle Comunità europee (CEE), in sostituzione dell'onorevole
Tumino dimissionario.
Comunico che con decreto n. 9 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Carmelo Tumino è stato nominato componente della V
Commissione legislativa permanente "Cultura, formazione e
lavoro", in sostituzione dell'onorevole Galletti dimissionario.
Comunico che con decreto n. 10 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Giuseppe Franchina è stato nominato componente della
I Commissione legislativa permanente "Affari istituzionali", in
sostituzione dell'onorevole Borzacchelli dimissionario.
Comunico che con decreto n. 11 dell'11 gennaio 2002
l'onorevole Giuseppe Galletti è stato nominato componente della
III Commissione legislativa permanente "Attività produttive", in
sostituzione dell'onorevole D'Andrea deceduto.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Segreto ha chiesto
congedo per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E
FINANZIARIA DEL 2002/2004" (N. 297)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
"Discussione del Documento di programmazione economica e
finanziaria 2002/2004" (n. 297).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce, presidente della
Commissione Bilancio e relatore di maggioranza.
CROCE, relatore di maggioranza. Signor Presidente
dell'Assemblea, purtroppo non posso rimettermi al testo della
relazione scritta, dato che non si tratta di un disegno di legge;
sono quasi afono, ma riuscirò sicuramente a svolgere il mio
intervento.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, come voi sapete la
legge colloca il Documento di programmazione economica (Dpef)
nella fase di costruzione delle previsioni di bilancio. Con il
Dpef, infatti, il Governo traccia le linee della sua azione
programmatica proiettata nell'arco temporale del bilancio
pluriennale e il Parlamento è chiamato ad intervenire in tale
fase di determinazione delle opzioni programmatiche; sulla base
di tali indirizzi vengono costruite sia le previsioni di bilancio
sia i contenuti della legge finanziaria e il Parlamento è posto
nelle condizioni di operare una valutazione di coerenza
programmatica degli strumenti finanziari e normativi predisposti
rispetto agli obiettivi economici e finanziari che dovrebbero
essere raggiunti.
In parole ancora più semplici, il Documento di
programmazione economico-finanziaria precede la predisposizione
di bilancio e finanziaria: due documenti, appunto, che
appartengono alla iniziativa del Governo. Anzi, è anche sulla
base delle indicazioni che arrivano dal Parlamento con la
discussione e le deliberazioni sul Dpef che il Governo predispone
il progetto di nuovo bilancio e la relativa legge finanziaria.
Coerentemente con questo schema, la norma regionale colloca
la presentazione e la discussione del Dpef nei mesi di luglio ed
agosto di ogni anno; ad essa segue la predisposizione di bilancio
e finanziaria, la cui presentazione è prevista per il mese di
ottobre.
Purtroppo, fatti obiettivi riconducibili all'avvio della
legislatura, alla scadenza elettorale per le amministrative, ma
anche a qualche incertezza politica hanno condizionato tale
calendario collocando la discussione del Dpef in una fase in cui
legge finanziaria e bilancio di previsione sono in fase di esame
avanzato in Commissione.
E ciò, naturalmente, ci porta a considerare questa
discussione in una chiave in qualche modo diversa rispetto allo
schema delineato.
Ciò non di meno, ritengo utile che la discussione sul
Documento di programmazione economico-finanziaria non perda per
questo la valenza, la pregnanza e l'importanza strategica che
deve avere e va dunque adeguatamente valorizzata; non la perde
perchè la discussione sul Dpef, quest'anno, al di là delle
discrasie temporali, di cui si è detto, inaugura una stagione
politica e programmatica nuova per la nostra Regione. Intanto
perchè siamo nella fase di avvio della legislatura e poi -
ricordiamo cari colleghi - questa è la prima legislatura con un
Governo stabile, ove la stabilità è assicurata dal fatto che
quest'anno, per la prima volta nella storia dell'autonomia
siciliana, il Presidente della Regione è stato eletto
direttamente.
E' questa una condizione inedita che ci consente di guardare
la programmazione con uno spirito nuovo, con una serenità
maggiore rispetto agli anni passati sapendo che ogni politica può
essere traguardata in un arco temporale adeguato e ad una
condizione di stabilità che prima era sconosciuta. Teniamo conto
inoltre che l'arco di tempo della legislatura coincide largamente
con l'operatività di Agenda 2000 e che quindi dovremo misurarci
non soltanto con la programmazione della spesa dei fondi ordinari
della Regione ma anche con i fondi di Agenda 2000, ossia con
l'intervento integrato di Unione europea, Stato e Regione.
In questo scenario l'esame del Dpef da parte di questo
Parlamento diventa quindi un momento di riflessione politica
importante, un momento che ci consente di ragionare su questo
periodo di cinque anni che abbiamo davanti e che sono, per tanti
aspetti, decisivi per il processo di crescita dell'economia
regionale, per il completamento di grandi e piccole
infrastrutture ma anche per il necessario processo di risanamento
del bilancio e di riqualificazione della spesa pubblica
regionale. Oggi il Governo in materia di impostazione e di
gestione del bilancio ha acquisito una serie di prerogative in
più rispetto al passato non solo in virtù del nuovo quadro
istituzionale introdotto dalle modifiche statutarie, ma anche per
effetto di una delle riforme più importanti varate da questo
Parlamento sul finire della scorsa legislatura: la riforma della
contabilità e delle procedure di bilancio. Una riforma che va
giudicata positivamente, perchè riconduce all'Esecutivo la
possibilità di governare meglio, con maggiore autonomia, nella
piena assunzione delle responsabilità le politiche di bilancio,
mentre il Parlamento è chiamato a potenziare il suo ruolo di
partecipazione alle grandi opzioni programmatiche e, sopratutto,
di controllo sull'attività del Governo e di verifica dei
risultati. Una svolta culturale e politica che costituisce il
connotato essenziale di questa nuova fase di equilibrio
istituzionale post riforma.
Sono note le difficoltà che negli ultimi mesi hanno
contrassegnato l'economica mondiale. I fatti dell'11 settembre,
si sa, hanno lasciato un segno profondo nelle coscienze e anche
nelle aspettative e nei conti economici di molti Paesi
industrializzati. L'aumento del Pil (Prodotto interno lordo)
all'1,8%, risulta oggi rivisto all'1,2%. Il tutto a fronte del
3,8% registrato nel 2000. Tuttavia, il momento di congiuntura
sfavorevole, stando alle previsioni di autorevoli osservatori
economici e finanziari internazionali, sembra vicino ad un
momento di svolta. Questo avvio di 2002 sembra connotarsi per
previsioni di miglioramento, stante il riassorbimento del calo di
fiducia manifestato dagli operatori economici negli ultimi mesi
dell'anno scorso.
Per l'Italia, con riferimento sempre ad autorevoli
previsioni, la crescita del Pil, per l'anno in corso dovrebbe
attestarsi tra il 2% e il 2,3%. Anche per la nostra Regione le
prospettive possono essere definite moderatamente ottimistiche.
Dopo la crisi registrata nella prima metà degli anni Novanta, la
Sicilia ha fatto registrare un ritmo di crescita in alcuni casi
superiore al dato nazionale ed a quello di tutto il Meridione,
fino ad arrivare ad una crescita del Pil sorprendente, pari al
3,3% nel 2000.
La Sicilia ha inoltre fatto registrare una notevole ripresa
delle esportazioni, che segnano un +53,3%.
Il dato è positivo, e lo è ancor di più rispetto agli anni
passati perchè questo aumento dell'export non riguarda soltanto i
prodotti petroliferi (nella nostra Regione, è noto, si raffina
oltre il 50% del petrolio greggio lavorato in Italia), ma
interessa anche i prodotti non petroliferi.
Tra gli elementi strutturali che hanno consentito alla
Sicilia di raggiungere risultati economici apprezzabili vanno
segnalati:
1) la messa in moto, negli ultimi anni, del sistema degli
incentivi che ha sostituito il vecchio intervento straordinario
nel Mezzogiorno (legge numero 64 del 1986); mi riferisco, in
particolare, alla legge nazionale numero 488 del 1992 ed alle
misure nazionali e regionali che hanno stimolato le imprese a
ricorrere alle cosiddette forme di lavoro atipico (anche se il
ricorso al lavoro part time, nella nostra Regione, è ancora basso
rispetto al resto d'Italia). A queste misure va sommata una
migliore utilizzazione dei fondi comunitari, un punto questo
importante, se non altro perchè, fino a qualche mese fa, la
Sicilia era considerata una sorta di 'Cenerentola' in materia di
utilizzazione dei fondi europei, mentre oggi, per ciò che
riguarda l'utilizzazione dei fondi relativi al POP 1994-1999,
vanno emergendo risultati apprezzabili;
2) il maggiore peso acquisito dai settori più aperti al
mercato, con riferimento, in particolare, alle imprese che hanno
manifestato una buona propensione all'export; e mi riferisco,
anche, alle aziende manifatturiere e di servizi che hanno fatto
sempre più uso degli strumenti della new economy.
Questi elementi positivi, certamente importanti, non ci
devono far dimenticare i problemi che la nostra Regione deve
ancora affrontare e tentare di risolvere: a cominciare dalla
disoccupazione, che resta una grande questione aperta. Potrei
citare dati e percentuali che definiscono numericamente il
divario che ancora oggi divide, sul fronte della disoccupazione,
la Sicilia dal resto del Paese. Sono numeri che conosciamo già,
numeri a due cifre, che confermano come nella nostra Regione la
disoccupazione delle classi più giovani si mantenga su livelli
pressoché doppi rispetto alla media del Paese.
C'è inoltre un altro dato negativo: e cioè il fatto che la
Sicilia si conferma come la Regione che offre minime opportunità
di lavoro per le donne (argomento, questo, sul quale questo
Parlamento dovrebbe soffermarsi di più, se è vero che bisogna
creare le condizioni per la parità tra uomini e donne, sia in
politica, sia nel mercato del lavoro).
Ebbene, è proprio tra queste fasce di disoccupati, come
vedremo, che trova facile ricettacolo il fenomeno del precariato,
questione che merita un passaggio a se.
Un altro elemento che mi preme sottolineare è la ripresa del
fenomeno migratorio. Nel 2000 la Sicilia ha registrato un saldo
migratorio negativo totale pari a 3-4 persone per ogni mille
abitanti. E' un saldo negativo maggiore della media, mentre il
saldo migratorio estero della nostra regione (0,2) risulta molto
inferiore alla media nazionale (2,9) e meridionale, a
dimostrazione che l'immigrazione straniera è minima se
confrontata con il flusso di siciliani verso l'estero sempre più
consistente.
Sono, questi, dati che ci debbono far riflettere visto che
tali risultati, di fatto, annullano gli effetti del saldo
naturale che fa della Sicilia una delle poche regioni italiane
con differenza positiva tra nati vivi e morti, una situazione,
detto in parole ancora più semplici, che determina un calo della
popolazione residente, rievocando così vicissitudini demografiche
tipiche degli anni Cinquanta e Sessanta.
Lo scenario nel quale si inserisce il dibattito sul Dpef,
come possiamo notare, presenta ombre e luci.
Ci sono segnali positivi, che è giusto cogliere e
sottolineare, ma ci sono anche segnali negativi a cominciare
dalla disoccupazione, dal fenomeno del precariato, dalla spesa
sanitaria non ancora razionalizzata e, in generale, dalle tante
riforme strutturali necessarie per migliorare le condizioni
complessive dei conti economici regionali.
Da parecchi anni il Pil della Sicilia, nonostante le
performance positive degli ultimi tempi, non va oltre il 5,9 del
Pil nazionale, nello stesso tempo il peso delle entrate
tributarie sulle entrate correnti della Regione è passato dal 52%
del 1991 all'82% del 2000.
Che significa tutto ciò?
Significa che le entrate della Regione dipendono sempre più
dalle dinamiche del sistema produttivo e reddituale interno e
sempre meno dai trasferimenti dello Stato.
In conseguenza di ciò non potremo fronteggiare nuovi ed
ingenti oneri finanziari se l'economia regionale non marcerà più
in fretta di quella nazionale.
Gli obiettivi di crescita da raggiungere non sono facili; a
creare problemi e ostacoli, è inutile negarlo è la rigidità della
struttura di bilancio per la parte corrente, mentre la debolezza
del nostro apparato produttivo influenza negativamente
l'efficacia della spesa.
La quota rappresentata dagli investimenti sul totale della
spesa ha conosciuto un costante e continuo decremento (dal 35%
all'11% degli impegni di spesa tra il 1991 e il 2000).
A conti fatti la spesa regionale rischia di avvitarsi in un
circolo vizioso: minori investimenti, minore sviluppo, maggiori
oneri per la spesa sociale.
Una situazione che, se lasciata immutata, impedirebbe il
decollo di politiche volte al miglioramento della produttività,
dalla realizzazione di nuove infrastrutture alla creazione di
nuovi servizi.
Ebbene, sarebbe illusorio ritenere che tutto possa essere
delegato ai fondi di Agenda 2000 e non porsi il problema più
complessivo di una riqualificazione strutturale dell'intero
intervento regionale.
L'appuntamento con le risorse dell'Unione Europea è
importante. I 18.600 miliardi di lire, adesso chiamiamoli in
euro, da spendere nell'arco dei prossimi cinque anni sono
tutt'altro che poca cosa. Con molta probabilità la Sicilia avrà
l'opportunità di migliorare la propria rete infrastrutturale e di
puntare su moderni servizi alle imprese; le condizioni, insomma,
per creare un ambiente appetibile per le imprese disposte ad
investire in Sicilia ci sono tutte.
Tuttavia, lo ripeto, sarebbe un grave errore considerare
Agenda 2000 la panacea buona per risolvere tutti i mali, vecchi e
nuovi della Sicilia. Ben venga allora Agenda 2000 ma ben vengano
anche le riflessioni e l'elaborazione dei possibili rimedi per
risanare i conti pubblici della Regione. Ed è questo l'obiettivo
che la Commissione Bilancio e finanze vorrebbe tentare di
raggiungere insieme con il Governo della Regione. Cominciando da
una riflessione approfondita sulla materia delle entrate; vorrei
fare una sottolineatura proprio su questa priorità che la
Commissione si è data: partire da un esame e da un
approfondimento sulla struttura e sulle dinamiche delle entrate
della Regione per impostare un percorso virtuoso di risanamento.
Mi piace ricordare che la Commissione ha avviato i suoi lavori
proprio su tale priorità procedendo ad alcuni approfondimenti ed
ascoltando una prima relazione dell'assessore sul tema oltre che
i vertici della Montepaschi Serit, la società che riscuote i
tributi in Sicilia; concluso l'esame dei documenti di bilancio,
torneremo ad occuparci del problema.
I dati sulla riscossione in Sicilia sono dati gravi e
preoccupanti; lo avevamo già denunciato e la stessa Corte dei
Conti nella inaugurazione dell'anno giudiziario ha introdotto
ulteriori elementi di riflessione che noi intendiamo raccogliere
e valorizzare. Per dare la dimensione del problema posso qui
anticipare alcuni dati che ci sono stati confermati dai vertici
della Montepaschi Serit. Nella nostra Regione la riscossione dei
tributi non brilla. Nel complesso, i carichi affidati alla Serit
al 31 dicembre 2000 ammontano a più di 11 mila miliardi di lire.
Di questi, circa 7 mila miliardi sono relativi a ruoli ante
riforma, 4.450 miliardi sono carichi post riforma, la cui
cartellazione si è definita solo nel corso del 2001. A fronte di
tali carichi, a novembre 2001 risultavano riscossi 190 miliardi
di lire. Le previsioni della società ipotizzano una riscossione,
al 31 dicembre 2001, pari a 250 miliardi di lire. In prospettiva,
secondo le valutazioni fornite dalla stessa Serit, sui carichi
che residueranno si può prevedere di conseguire un ulteriore
incasso di 250 miliardi di lire. Tirando le somme, dunque, 500
miliardi in totale. E' un tema non secondario sul quale torneremo
anche in sede di discussione della Finanziaria dove vengono
prospettate alcune ipotesi di intervento su tali temi,
nell'ottica di migliorare il sistema della riscossione, ma anche
per prefigurare strumenti che possano consentire di capitalizzare
tali crediti; abbiamo avuto su questi elementi il conforto del
Governo che ci porrà nelle condizioni di lavorare su ipotesi
normative al riguardo.
Enumero questi dati per dare la dimensione di un problema
che angustia le finanze regionali e per ribadire che sul punto la
Commissione intende pervenire a conclusioni approfondite per
prospettare soluzioni legislative ed amministrative per
raddrizzare una situazione che è connotata da una profonda
patologia.
Ma questo non è il solo problema che, sul versante delle
entrate, va ricondotto ad un quadro giuridico e funzionale più
razionale, e vi è al riguardo il grande tema - ancora aperto -
della definitiva chiusura del contenzioso finanziario tra Stato e
Regione e del nuovo quadro giuridico che dovrà definirsi con la
emanazione delle nuove norme di attuazione in materia.
La chiusura del contenzioso sulla scia del lavoro della
Commissione Brancasi, la definitiva eliminazione delle riserve
all'erario, il recupero dell'art. 38 dello Statuto rimesso in
moto dalle ultime finanziarie nazionali anche se ancora si
attende la definizione di una organica norma a regime che
ridisciplini il meccanismo della solidarietà nazionale: sono
tutti aspetti essenziali del processo di riequilibrio dei conti;
ed in effetti il cammino di risanamento delineato dal DPEF affida
un ruolo essenziale a queste risorse che dovranno affluire al
bilancio regionale.
Auspichiamo sul tema una ripresa forte di iniziativa
politica presso il Governo nazionale per concordare un piano
pluriennale di impegni reciproci e di intese in grado di
disegnare un percorso virtuoso, all'interno dei parametri
definiti dal patto di stabilità, di assestamento degli equilibri
finanziari della Regione con interventi sulla dinamica delle
spese e sulla struttura delle sue risorse.
Per tornare ai contenuti del Documento, va ricordato che la
principale variabile di riferimento che il DPEF utilizza per
valutare gli andamenti tendenziali del bilancio e gli impatti
delle manovre correttive, è il ricorso al mercato finanziario.
Appare significativo, in questa sede, operare dunque un
raffronto tra le previsioni in materia di ricorso al mercato
finanziario contenute negli ultimi DPEF e i risultati effettivi
conseguiti con le manovre poste in essere.
Il DPEF 2000-2002 ipotizzava un percorso di azzeramento del
ricorso al mercato finanziario entro il 2002 da conseguire a
seguito di manovre di contenimento della spesa corrente e di
interventi sulle entrate, interventi che avrebbero dovuto essere
realizzati dalla Regione e dallo Stato.
Il successivo DPEF 2001-2003 spostava l'azzeramento del
ricorso al mercato finanziario dal 2002 al 2003.
Successivamente, le note di aggiornamento al DPEF mettevano
in luce l'emergere di difficoltà sia sul versante delle entrate,
sia su quello delle spese tali da rendere problematico il
conseguimento degli effetti di saldo ipotizzati dai documenti
programmatici.
L'attuale DPEF segnala la necessità di attuare una nuova
manovra correttiva basata, contemporaneamente, su interventi di
breve termine e su interventi di più lungo termine; una manovra
che dovrebbe ridurre progressivamente il ricorso al mercato
finanziario, senza, però, azzerarlo nel triennio di riferimento
del DPEF.
Stando alle previsioni, confermate nella proposta di
finanziaria sulla quale stiamo discutendo, il ricorso al mercato
finanziario si attesterebbe sui 413 milioni di euro nel 2002 e
nel 2003, per ridursi a 258 milioni di euro nel 2004.
Si tratta di un percorso realistico e significativo di
risanamento, anche se la condizione della finanza regionale
rimane connotata da elementi di preoccupazione che devono indurci
ad un ulteriore, graduale ma deciso mutamento di prospettiva; al
30 settembre 2001, i debiti di tesoreria hanno raggiunto la cifra
di 8.280 miliardi; il debito finanziario della Regione per mutui
ed operazioni obbligazionarie ammontava a fine esercizio 2000 a
5.405 miliardi.
Aggredire questi squilibri ed invertire queste tendenze è
obiettivo ineludibile di ogni politica.
Sono tanti i temi, cari colleghi, all'ordine del giorno del
dibattito politico e sui quali nelle prossime settimane, a
partire dalla Finanziaria, dovremo approntare soluzioni e
strategie. Qui mi limiterò ad indicarne soltanto alcuni, cercando
di delineare velocemente i tratti essenziali di essi.
Credo che un passaggio sui problemi del credito sia quanto
mai necessario alla luce degli sviluppi che stanno accompagnando
l'operazione di incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca
di Roma.
Prima di entrare in questa vicenda mi preme sottolineare
alcuni aspetti per altro stigmatizzati nel DPEF. In Sicilia, nel
2000, abbiamo registrato un costo del denaro in crescita: il
tasso attivo medio è passato dal 7,1% al 7,8%.
L'ingresso di nuovi operatori nell'Isola non ha eliminato il
divario tra i tassi d'interesse praticati nella nostra Regione e
i tassi praticati in altre aree del Paese.
In Sicilia, è inutile nasconderlo, il denaro costa di più
rispetto al resto d'Italia. E' questo il contesto in cui si
inserisce la vicenda del Banco di Sicilia. L'iniziativa portata
avanti in questi mesi e in questi giorni dal Parlamento, dal
Governo della Regione, dalle organizzazioni sindacali per il
pieno rispetto e la valorizzazione del ruolo e del futuro del
Banco di Sicilia è stata ed è una battaglia sacrosanta, nè
provinciale nè di retroguardia. Il raccordo e la determinazione
con cui sono state portate avanti le trattative con Banca di Roma
hanno certamente modificato alquanto le prospettive con cui la
stessa Banca di Roma riteneva di poter portare a termine
l'incorporazione del Banco di Sicilia; noi tutti ricordiamo
l'atteggiamento di arroganza e di sufficienza dei vertici di
Banca di Roma su tempi e modalità della incorporazione stessa;
dai tempi della prima audizione in Commissione Bilancio delle
organizzazioni sindacali, va dato atto al Presidente della
Regione di avere recuperato margini importanti per definire la
vicenda in termini accettabili per la Regione e di avere ribadito
la ferma intenzione comunque di riportare al Parlamento regionale
la determinazione finale sulla trattativa in corso. Ed in
effetti il pronunciamento dell'Assemblea, allora unanimemente
contraria ad una operazione che non tenesse in debito conto gli
interessi della Sicilia e dello stesso Banco, hanno avuto un peso
importante nello svolgimento degli sviluppi successivi ed è bene
riportare in tale sede la conclusione della partita. Ciò non di
meno oggi continuiamo ad essere preoccupati per come evolvono le
questioni. In questa fase è la trattativa sul concambio ad
essere al centro della vicenda.
Si tratta, com'é noto, del calcolo del valore delle azioni
di Banca di Roma e Banco di Sicilia in ordine alla costituenda
Holding di partecipazione che ingloberà anche partecipazioni di
altre banche previamente incorporate. Ebbene, cari colleghi, io
ho manifestato perplessità non tanto sull'operazione di
incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma -
operazione che, peraltro, l'attuale Governo regionale ha
ereditato - quanto sul modo con il quale si sta procedendo alla
detta incorporazione. Sull'argomento, lo ricordo a quest'Aula,
ho presentato un'interpellanza. E l'ho presentata non per creare
problemi al Governo, ma, al contrario, per cercare di dare forza
al Governo regionale che su tale delicata materia sta conducendo
una difficile trattativa.
Vedete, onorevoli colleghi, le mie perplessità circa il
calcolo del concambio nascono da un'attenta valutazione dei
bilanci di Banca di Roma e Banco di Sicilia; una valutazione che
ho effettuato insieme con i miei collaboratori. Dalla lettura
dei bilanci emergono con chiarezza alcuni passaggi che, a mio
avviso, vanno sottolineati e resi noti a quest'Aula.
Non sto qui ad elencare tutte le cifre esatte desunte dai
bilanci delle due banche; tuttavia, da un esame dei due bilanci
appare chiaro che, proseguendo sulla strada che si è intrapresa
nel calcolo del concambio, si corre il rischio di una
sopravvalutazione del patrimonio netto della Banca di Roma. Non è
difficile arguire che un'eventuale sopravvalutazione del
patrimonio netto di Banca di Roma comporterebbe una minore
presenza, in termini di partecipazione, del Banco di Sicilia
nella costituenda holding.
Scendendo nei particolari, mi piace sottolineare che la
Banca di Roma rettifica i propri dubbi esiti al 27% circa; la
stessa Banca di Roma rettifica le proprie sofferenze al 33,8%.
Viceversa, il Banco di Sicilia rettifica i propri dubbi esiti al
61% circa, mentre le sofferenze le rettifica al 66% circa.
Come potete notare, c'è un differenziale di almeno trenta
punti tra le modalità di rettifica adottate dalle due banche. Va
da sè che un siffatto modo di rettificare dubbi esiti e
sofferenze determina, in proporzione, condizioni positive per
Banca di Roma. Infatti, se nel calcolo del patrimonio netto si
applicassero alla Banca di Roma le stesse percentuali medie di
rettifica sui dubbi esiti e sulle sofferenze applicate al Banco
di Sicilia - cosa che dovrebbe essere fatta in sede di concambio
- si avrebbe una sensibile riduzione del patrimonio netto della
stessa Banca di Roma e, quindi, una partecipazione più
sostanziosa del Banco di Sicilia nella Holding che si sta andando
a costituire.
Tra l'altro, mi piace ricordare che il calcolo del concambio
delle azioni tra le due banche si sta facendo con riferimento ai
dati di bilancio del 2000. Altra cosa, questa, che non convince.
Perché, visto che ormai siamo nel 2002, e visto che sono già
disponibili i dati di bilancio delle due banche relativi al 2001,
non procedere al calcolo del concambio facendo riferimento al
bilancio 2001?
Tornando ai conti economici regionali, ribadisco che
l'obiettivo primario da perseguire è il graduale allentamento
della condizione di rigidità del bilancio della Regione; un
bilancio oggi troppo 'ingessato' da spese correnti con margini
ridotti di comprimibilità.
Sbaglia chi dovesse immaginare che il risanamento possa
essere conseguito con la dismissione di politiche residuali o di
impatto tutto sommato limitato; sono nodi che vanno aggrediti con
politiche coraggiose ad alta tensione anche sociale, che
comportano rinunce ed assunzioni di responsabilità per tanti, a
cominciare ovviamente dal governo, ma che non può risparmiare
parti sociali e livelli istituzionali diversi.
Sotto questo profilo, va dato atto all'attuale governo di
avere individuato con coerenza alcune priorità; oggi, grosso
modo, abbiamo chiari alcuni obiettivi da raggiungere. Adesso
bisogna mettere in campo gli strumenti per raggiungere tali
obiettivi.
In tema di razionalizzazione vorrei ricordare la formazione
professionale, un settore portante per l'economia siciliana. Un
settore per il quale riteniamo, e l'audizione svolta in
Commissione Bilancio dall'Assessore per il lavoro ce lo ha
confermato, vi siano margini importanti di intervento normativo e
di governo per migliorare il comparto e migliorare l'impiego
delle risorse. Oggi in questa attività confluiscono due grandi
aree di spesa: i fondi regionali (legge numero 24 del 1977) e i
fondi europei. Ebbene, condividiamo pienamente l'obiettivo
indicato nel Dpef di trasferire l'attività formativa a carico dei
fondi europei, limitando l'impegno finanziario della Regione alla
quota di cofinanziamento.
La formazione professionale degli anni a venire dovrà sempre
più essere legata alle reali esigenze del mercato del lavoro e
sempre meno all'assistenzialismo.
Un ruolo centrale per lo sviluppo della Sicilia dovrà essere
svolto dal turismo. Qui mi sembra quanto mai opportuno un breve
richiamo al rapporto Svimez del 2000 da cui viene fuori un dato
che non può essere ignorato: e cioè che il richiamo turistico
esercitato dal Mezzogiorno d'Italia continua ad essere debole.
Solo una presenza turistica su cinque viene trascorsa nel Sud
d'Italia e la quota scende al 14,6% se riferita agli stranieri
(anche se proprio su questo punto la Sicilia fa segnare qualche
elemento positivo, se è vero che nella nostra regione la
componente estera delle presenze turistiche ha fatto registrare
una quota del 39%, mostrando una crescita del 15% rispetto al
1999).
Del resto, questo dato è perfettamente in linea con quanto
verificato dalla Mercury di Firenze, la società che ha redatto il
Primo rapporto sul turismo in Sicilia. Da questo Rapporto emerge
che la nostra Isola è una delle poche regioni percepite dal
pubblico straniero con una sua specifica identità: elemento,
questo, che dovrebbe essere utilizzato e valorizzato per mettere
a punto un'offerta turistica competitiva. Le potenzialità, sul
fronte turistico, non mancano. Ciò nonostante i flussi
turistici, nella nostra regione, sono ancora oggi ben al di sotto
delle aspettative. Il perché di questo mancato decollo turistico
sta anzitutto nelle carenze strutturali e gestionali della nostra
rete di comunicazione e nell'inadeguatezza del sistema di
accoglienza.
Per ciò che concerne il primo punto - l'insufficienza della
rete di comunicazioni - torniamo sempre al discorso relativo alle
infrastrutture, che in Sicilia sono ancora carenti. Anche se sul
fronte della rete di comunicazione va dato atto all'attuale
Governo regionale di aver già siglato l'accordo-quadro in materia
di trasporti; si tratta di un programma di investimenti che mette
insieme fondi di varia natura (fondi europei, statali e
regionali), un 'pacchetto' di investimenti che, se attuati con
oculatezza e nel rispetto dei tempi di realizzazione, dovrebbero
consentire alla nostra regione di poter usufruire, nei prossimi
anni, di una rete di trasporti moderna e attrezzata, con
riferimento alle autostrade, alle strade, ai porti, agli
aeroporti ed al trasporto ferroviario.
Sempre in materia turistica, va dato atto all'attuale
assessore regionale per il turismo e i trasporti di aver
manifestato grande dinamismo non soltanto sul fronte dei
trasporti (penso al già citato accordo-quadro per il settore), ma
anche con riguardo alla questione, per troppi anni ignorata, dei
porti turistici; anzi, di una moderna rete di porti turistici, da
dislocare lungo il periplo della nostra regione, in grado di
attirare turismo di qualità. Va da sé che quando si parla di
porti turistici una riflessione va fatta anche sulla grande
questione delle isole minori; isole minori che sono le Eolie,
Egadi e Pelagie e, debbo dire, anche Pantelleria.
Anche per queste aree, pur nel rigoroso rispetto
dell'ambiente, va ipotizzato un 'pacchetto' di investimenti per
incrementare le presenze turistiche, in una logica che non sia
più quella delle 'belle d'estate', ma puntando, invece, anche per
le isole minori, ad un turismo, come dicono gli esperti,
destagionalizzato, ovvero su un'offerta turistica valida per
tutte le stagioni.
Mi piacerebbe al riguardo che si mettesse in piedi una
ipotesi che sfruttasse le sinergie che possono realizzarsi
immaginando un circuito di grandi eventi culturali che
interessano i luoghi siciliani maggiormente conosciuti nel mondo
come Taormina, Erice, Noto, Monreale, Piazza Armerina, Cefalù ed
altre realtà, che integrano e coordinano, in un circuito appunto
di grandi eventi culturali, una offerta turistico-culturale che
spazia nei diversi campi dell'arte ed interessi diversi momenti
dell'anno.
Mi soffermo molto sul turismo in sinergia con il patrimonio
culturale, perché su questo settore la nostra terra, nei prossimi
anni, gioca una scommessa strategica. Noi tutti ci aspettiamo
molto dal turismo, da un corretto sviluppo turistico; sicché
attendiamo con ansia che l'attuale assessore finisca di mettere a
punto il disegno di legge per il turismo.
Badate, questo Parlamento non vara una legge organica per il
turismo da quasi trent'anni. Se questo Governo, se questo
assessore riusciranno a consegnare all'Aula un disegno di legge
di ampio respiro, se il Parlamento siciliano, nei prossimi mesi,
riuscirà ad approvare la prima, vera legge sul turismo, ebbene,
cari colleghi, avremo raggiunto un grande obiettivo.
Un'altra questione che merita attenzione da parte di questa
Assemblea è rappresentata dalle privatizzazioni. E' una questione
alla quale bisogna dare un impulso decisivo. Si è già legiferato
in passato; con la finanziaria di quest'anno si ritorna sul tema.
Si tratta, adesso, di imprimere un più deciso impulso alla
dismissione delle partecipazioni regionali ed avviare la
trasformazione societaria e la privatizzazione dell'Eas,
dell'Esa, delle Aziende delle terme, rivitalizzando aziende e
comparti suscettibili di creare attività di impresa, reddito ed
occupazione. Verificare quanto fatto dal liquidatore degli enti
regionali; accertare lo stato dell'attività di dismissione; se ci
sono stati e se ci sono dei problemi, suggerendo, eventualmente,
possibili soluzioni.
Anche il pianeta dei trasporti merita un breve accenno. Non
mi riferisco, ovviamente, agli investimenti, peraltro già citati,
previsti dall'accordo-quadro. Il riferimento, in questo caso, è
ai contributi che la Regione eroga ogni anno alle aziende di
trasporto pubbliche (Ast, Amat di Palermo, Atm di Catania,
eccetera) e alle aziende di trasporto private (le cosiddette
autolinee).
Ci troviamo ad operare in questo campo in forza di un quadro
normativo inadeguato, con oneri a totale carico finanziario della
Regione: è inderogabile riformare il comparto, con una disciplina
organica che razionalizzi gli interventi.
Siamo alla vigilia di una settimana decisiva dei lavori
della Commissione Bilancio per la definizione dei documenti
finanziari; molte cose debbono ancora essere messe a punto,
abbiamo da esaminare molti emendamenti e da considerare tante
richieste ed aspettative che le stesse delegazioni, che abbiamo
audito, hanno manifestato.
Ebbene, io penso, in tutti i casi, di poter esprimere, a
nome della maggioranza ed in piena sintonia con il Governo, la
ferma determinazione di sottoporre all'esame dell'Aula i
documenti di bilancio ed una finanziaria che cercheranno di dare
risposte realistiche e credibili ma che saranno anzitutto
pienamente rispettosi ed in linea con i vincoli ed i saldi che il
Dpef ha posto per l'esercizio in corso e per gli altri
interessati dal bilancio pluriennale come tappe di un percorso
virtuoso di risanamento che dovrà completarsi in una prospettiva
temporale adeguata.
Il Dpef indica - ne facevo cenno prima - alcune opzioni
strategiche in tale strada di risanamento: accelerare sulla
strada delle privatizzazioni e razionalizzare talune politiche di
settore. Propongo che la risoluzione dell'Aula che approva il
Dpef impegni al contempo il Governo a presentare in Assemblea i
progetti di legge di riforma organica della formazione
professionale, del settore dei trasporti e della forestazione ed
a relazionare entro la sessione estiva sul progredire dei
processi di trasformazione e privatizzazione.
Solo cominciando a dare scadenze e strumenti precisi alle
nostre indicazioni renderemo credibile e tangibile un percorso di
risanamento che esce finalmente dalla stagione delle enunciazioni
e diviene pratica politica e politica riformista. Il lavoro,
dunque, comincia da oggi con l'approvazione delle linee
programmatiche, proseguirà con i documenti finanziari per
affrontare poi le grandi riforme che dovranno dare sostanza e
contenuto al cambio di prospettiva che vogliamo imprimere a
questa regione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
svolgere la relazione di minoranza.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevole Assessore, onorevoli colleghi, credo che abbiamo fatto
bene a decidere di proporre all'Aula una relazione di minoranza
sul Documento di programmazione economica e finanziaria non solo
perché già nella discussione che abbiamo avuto in Commissione
era emersa una tale radicale divergenza di vedute tra il giudizio
che dava l'opposizione e quello del Governo e della maggioranza
sul documento che giustificava una più diffusa illustrazione
delle nostre posizioni in Aula ma, a sentire la relazione di
maggioranza conclusa poc'anzi dal Presidente della Commissione,
onorevole Croce, mi convinco che abbiamo fatto doppiamente bene,
perché egli non ha minimamente tenuto conto del dibattito
sviluppatosi in Commissione. Innanzitutto sulla validità dello
strumento: l'onorevole Croce ha affrontato il Documento di
programmazione economica e finanziaria come se tutto fosse
normale, in ordine.
Vorrei ricordare che proprio il dibattito in Commissione
aveva messo in luce la assoluta inadeguatezza del Documento non
tanto, o non solo, per il suo contenuto che, ovviamente, noi
giudichiamo tale, ma per la sua intempestività rispetto
all'andamento del ciclo economico, alla evoluzione che, nell'arco
di questi mesi, la situazione economica nazionale ed
internazionale ha avuto. Al punto che alcuni colleghi della
maggioranza hanno ritenuto di proporre di approvare il Dpef "a
prescindere" - come diceva Totò - "approviamolo tanto non serve a
niente e andiamo avanti con il resto dei documenti finanziari",
si sa, perché il documento era assolutamente inattuale, era -
diciamo - una proposta volta in positivo, non la critico ma la
richiamo esattamente per dire che il dato della sua
intempestività, dell'essere superato dai tempi, era patrimonio
comune della Commissione, compresi i colleghi della maggioranza.
In questo contesto, anche il Governo prese atto, alla luce
delle sottolineature da noi evidenziate in Commissione, della
necessità di apportare delle modifiche in Aula. Tali erano le
discrepanze - in alcuni casi, oserei dire, persino delle
inattualità - che lo stesso Governo sentiva la necessità di
dovere provvedere ad una sua riformulazione, perlomeno in alcune
parti.
Di tutto questo non ho trovato traccia nella relazione di
maggioranza, devo dedurne che questo proposito è bello e morto.
Non lo dico con compiacimento, lo dico con estremo rammarico,
perchè, quando nel 1999 abbiamo immaginato lo strumento del
Documento di programmazione economica e finanziaria, lo avevamo
immaginato allo scopo di ancorare l'intera manovra di bilancio,
che passa dal Dpef, dalla finanziaria e poi dal bilancio, a dati
di analisi economico-sociale e poi anche a dati finanziari che
fossero certi, comunque frutto di un ragionamento e di una
programmazione.
Però, come esordisce il nuovo Governo, eletto a furor di
popolo dal 57 per cento, credo, dei siciliani? Esordisce con la
presentazione del Documento di programmazione economica e
finanziaria il 30 di novembre - prego annotare - quando, invece,
la legge prescrive che tale Documento viene presentato entro il
30 giugno di ogni anno ed approvato dall'Aula entro la fine di
luglio dello stesso anno, quindi il mese successivo.
Nessuno poteva esigere che un Governo eletto la fine di
giugno presentasse il Dpef alla fine dello stesso mese. Credo
però che si potesse richiedere che fosse presentato alla fine di
luglio, alla fine di agosto, entro settembre per poi
conseguentemente elaborare i documenti finanziari, cioè bilancio
e finanziaria, in relazione alle scelte che il Dpef andava a
compiere. No, il Dpef è stato presentato il 30 novembre e lo
discutiamo in quest'Aula a metà del mese di febbraio successivo.
Vorrei ricordare che in questo periodo, cioè nei sei mesi
circa di cui noi discutiamo, è successo che il Governo nazionale
- eletto anch'esso, guarda caso, nel mese di maggio, quindi
rispetto al Governo regionale non ha avuto tempo in più se non un
mese circa - ha presentato il proprio Dpef, lo ha approvato, ha
presentato la propria finanziaria e il proprio bilancio, li ha
approvati.
Nello stesso tempo i dati economici, come giustamente rileva
lo stesso Dpef, sono mutati perchè la situazione economica
internazionale si è evoluta: vi è il rapporto del Fondo monetario
internazionale presentato il 30 ottobre ma elaborato prima
dell'11 settembre, che già ritoccava le previsioni dell'economia
internazionale un tantino in ribasso sui Paesi industrializzati e
questo, ovviamente, aveva un riflesso per la politica economica
italiana.
Alla luce di questo il ministro Tremonti, a metà circa del
mese di settembre (il 21 settembre), presentava la relazione
previsionale e programmatica per correggere già le previsioni del
Dpef nazionale presentato, che ritoccava anch'esso al ribasso
alla luce delle tendenze dell'economia, delle previsioni del
Fondo monetario internazionale ma anche, questo sì, alla luce dei
fatti dell'11 settembre. Si andava quindi all'approvazione di
tutti i documenti finanziari dello Stato. Noi invece siamo ancora
qui a lavorare, a discutere di un Dpef che di tutto questo non ha
tenuto minimamente conto.
Allora sorge un dubbio: che cos'è per il Governo e per la
maggioranza il Dpef? E' una incombenza di cui liberarsi al più
presto; per il Presidente della Regione è nulla, perché non si è
visto in Commissione, non si è visto in Aula. Si sa che il Dpef
non è un puro documento finanziario da delegare all'assessore
per la sanità, è un documento di programmazione triennale.
Addirittura il Governo Berlusconi ha fatto la scelta, discutibile
quanto si vuole, ma che comunque aveva un suo senso, di elaborare
un Dpef, non solo triennale ma per l'intera legislatura, per
indicare gli intendimenti del Governo appena eletto e della
maggioranza.
Il Presidente della Regione ritiene, come del resto per
altri aspetti, di non onorare l'Aula della sua presenza e neanche
la Commissione. Se non ricordo male, in 7 mesi di attività
parlamentare il Presidente si è visto in Aula solo due volte,
quando abbiamo discusso le dichiarazioni programmatiche e quando
abbiamo discusso la mozione sul Banco di Sicilia, una sola volta
in Commissione (in quarta), quando si è discusso del parere da
rendere all'accordo di programma quadro sui trasporti, dopo di
che non si è più visto.
Signor Presidente, ma nessuno pensa che forse
nell'assenteismo dei parlamentari, nel disinteresse per i lavori
di Commissione, nel disinteresse per l'attività legislativa non
sia da ricomprendere come motivo, come causa anche il
disinteresse del Governo e del suo Presidente per la vita di
questa Assemblea?
Ma se il Presidente non viene, perché gli altri parlamentari
dovrebbero lavorare con dedizione?
So bene la risposta qual è. E' quella che, comunque sia, i
deputati devono essere presenti. Ma io credo che ci sia anche un
modo di valorizzare il lavoro di parlamentare di Commissione e
d'Aula che non viene fatto.
Ad ogni modo, dicevo, per andare avanti, che il Governo ha
ritenuto che il Dpef non avesse l'importanza che, invece, la
legge gli attribuisce, tanto è vero che il Governo ha presentato
poi una legge finanziaria che non c'entra nulla con il Dpef per
quanto riguarda i contenuti finanziari ma anche per quanto
riguarda le modalità di svolgimento della discussione. E bene ha
fatto il Presidente dell'Assemblea, e di questo gliene siamo
grati, di avere utilizzato i poteri che gli conferisce la legge e
quindi anche il Regolamento d'Aula, l'articolo 73 ter, per dire
che vi sono finalmente delle regole che presiedono all'attività
parlamentare, che vanno rispettate da parte di tutti,
parlamentari e Governo, e non c'è di conseguenza un'idea
complessiva della manovra finanziaria che il Governo vuole
portare in Aula.
Noi abbiamo già svolto in Commissione Bilancio la
discussione generale sulla legge finanziaria; credo sia emerso
con palmare evidenza il fatto che la manovra nella sua totalità è
frutto di pura casualità. Al cospetto delle relazioni della
Corte dei conti, al cospetto delle tante dichiarate intenzioni da
parte della maggioranza di portare avanti una politica di rigore,
non c'è una corrispondente manovra finanziaria che abbia questo
contenuto e questa sostanza. Qualche provvedimentino qua e là,
ma nulla che aggredisca i nodi del deficit strutturale della
Regione, che avvii al risanamento i conti.
E allora, dobbiamo per forza di cose essere noi a
sottolineare come, in fondo, la discussione su questo Documento
di programmazione economica e finanziaria sia ormai un fatto,
direi quasi, di puro godimento oratorio, estetico perchè noi
sappiamo già che non avrà alcuna refluenza sulla discussione che
seguirà la legge finanziaria e sul bilancio, perchè quei due
documenti sono stati costruiti a prescindere da quello che noi
qui oggi stiamo discutendo, perchè la Commissione ha già
cominciato i lavori della finanziaria, perchè il bilancio è già
stato costruito. Quindi abbiamo un elemento distorsivo delle
procedure di lavoro e di esame dei documenti finanziari che, a
mio avviso, è molto grave.
Allora, comunque vogliamo entrare un po' più nel merito del
documento - mi si consentirà di farlo -.
Onorevole Assessore, il documento devo dire che ha in alcune
parti anche un suo pregio, evidentemente è un po' sfuggito di
mano perchè, mentre fa delle analisi corrette, però è il
documento della maggioranza e deve arrivare a certe conclusioni,
ma i dati sono oggettivi, sono dati statistici, non è facile
piegarli; c'è in alcune parti anche una certa onestà
intellettuale ad ammettere i dati, diciamo, negativi, strutturali
dell'economia e della finanza regionale, quindi è un coacervo di
contraddizioni, mentre afferma nega e poi riafferma di nuovo per
negare di nuovo. E mentre si dice che si possono fare tante
bellissime cose nell'arco - si badi bene - dei prossimi otto
mesi, una cosa magnifica, faremo riforme, ristruttureremo tutto,
riorganizzeremo, una cosa meravigliosa, nello stesso tempo dice,
però, che vi è una serie di impedimenti ma di tale natura e di
tale portata che sarà praticamente impossibile raggiungere quegli
obiettivi.
La verità è che questo Dpef è costruito su un disastro
finanziario non annunciato ma già operante di fatto, e con i dati
che galoppano in negativo e che da parte del Governo non ci sono
le indicazioni perchè si esca da questa situazione.
Noi abbiamo una descrizione del quadro economico e
finanziario pesantissima, è riconosciuto dal Dpef; non poteva
essere diversamente. E, però, dice il Dpef succederanno delle
cose importanti nei prossimi mesi, nel prossimo anno perchè il
documento è del 2001. L'anno prossimo avremo un intervento
massiccio del Governo nazionale sulla situazione economica e
finanziaria della Regione siciliana che riguarda il Mezzogiorno e
la Sicilia, che contribuirà a rivoluzionare totalmente il quadro
negativo che abbiamo. I provvedimenti sono: la 'Tremonti', la
legge sulle infrastrutture cosiddetta 'legge Lunardi' e la
Finanziaria 2002 del Governo.
Queste analisi e queste previsioni erano state fatte nel
mese di ottobre, il Dpef è stato presentato a novembre, immagino
che sia stato elaborato nel mese di ottobre quando ancora non era
stata approvata la legge finanziaria dello Stato, non si sapeva
ancora quali sarebbero stati gli effetti della legge Tremonti,
quali sarebbero stati i contenuti della legge Lunardi, per cui
era facile scrivere nel nostro Dpef che avremmo avuto un
ribaltamento della situazione in virtù di queste leggi.
Oggi siamo noi a tirare le somme: il diavolo ci ha messo la
coda perchè discutendo noi nel mese di febbraio, oggi siamo in
grado di dire che la Tremonti non sta dando alcun beneficio, non
solo in Sicilia ma a livello nazionale; credo che risulti a
tutti, poiché lo si è letto sui giornali, che lo stesso ministro
Tremonti riflette sulla opportunità di inibire la legge, di
ritirarla, perchè non sta dando nessun beneficio essendo fatta
male.
Intanto, è una legge che non aiuta il Mezzogiorno, al punto
che l'onorevole Tricoli, presidente della Commissione 'Attività
produttive', ha cercato di correre ai ripari presentando un
disegno di legge che carica alla Regione siciliana oneri
aggiuntivi rispetto alle imprese che utilizzeranno la 'Tremonti'
per rendere più appetibile l'investimento in Sicilia, perchè la
'Tremonti' non porta investimenti nel Mezzogiorno e in Sicilia.
Si sa, il meccanismo della 'Tremonti' agisce su tutto il
territorio nazionale e anzi dà più risultati laddove l'impresa è
più forte, il tessuto industriale è più competitivo.
Quindi, sul Nord del Paese dove abbiamo una incidenza del
tessuto industriale sull'intero prodotto del 12%, la 'Tremonti'
onestamente non si può dire che possa portare risultati, come poi
giustamente lo stesso Dpef ammette.
Vedete questo ondeggiare del Dpef, mentre dice 'la Tremonti
risolverà il problema', subito dopo dice però che il tessuto
industriale della Sicilia è piccolo e medio, anzi più piccolo che
medio e, come si sa, la Tremonti favorisce la grande impresa.
Dice poi, sempre il Dpef, che la Tremonti non è selettiva
nell'intervento e quindi non favorisce, poi afferma che gli
effetti della Tremonti, diciamo da un punto di vista temporale,
sono così brevi che non rendono appetibile, insomma una somma di
elementi che svuotano poi le affermazioni fatte.
La legge Lunardi all'epoca in cui il Dpef è stato elaborato
era legge-obiettivo ed era quindi legge-delega sostanzialmente.
Onorevoli colleghi oggi non è più nè legge obiettiva nè
legge delega, oggi è delibera del Cipe in cui sono state
individuate le opere.
Bene, le opere che riguardano la Sicilia sono pari pari le
opere che erano già contenute, tranne due - ora dirò quali sono -
nell'accordo di programma-quadro firmato dal Presidente della
Regione e del ministro Lunardi.
Su questo poi parlerò appositamente perchè è un capitolo
troppo interessante per affrontarlo in questo momento.
Non c'è, fatta eccezione per la Nord-Sud che viene
finanziata e per il finanziamento della sola progettazione per la
Palermo-Agrigento e per la Gela-Trapani, altro intervento di
nuova istituzione e di nuovo finanziamento.
Quindi, dalla grande legge sulle infrastrutture, poi c'è il
Ponte sullo Stretto ovviamente in questo grande intervento sulle
infrastrutture del Mezzogiorno, portiamo a casa solo la Nord-Sud
che, a mio parere, era già progettata, pronta per essere inserita
nell'accordo di programma-quadro che, per una serie di ragioni
che ora approfondiremo quando arriveremo all'accordo di
programma-quadro, non è stata inserita.
Null'altro
Tutto il resto è ciò che è contenuto nell'accordo di
programma-quadro il quale a sua volta contiene le opere
finanziate - andate a vedere le date dei decreti - dai governi di
centro-sinistra, tutti del 1999, nel governo di centro-sinistra
nazionale, che ovviamente arrivano ora ad operare e di cui il
ministro Lunardi ovviamente si fregia senza avere ovviamente
mosso un dito. Il Presidente della Regione, alle nostre
contestazioni circa l'inserimento nell'APQ di alcune grandi
opere, che erano presenti nell'accordo di programma-quadro
elaborato dalla giunta regionale di centrosinistra, e che era in
fase di discussione con il ministero, ha portato due motivazioni
(la seconda la discuteremo successivamente): ha detto che tutto
ciò che non c'è poi lo metteremo nella legge Lunardi, ha detto
che abbiamo un tavolo tecnico - ormai ci si riempie sempre la
bocca parlando di tavolo tecnico - con il Ministero ed entrerà.
Questo è il risultato di questa importante legge che dovrebbe
sconvolgere il panorama economico e sociale della Regione.
Il terzo punto riguarda la Finanziaria del 2002, che avrebbe
dovuto produrre anch'essa effetti a catena sull'economia della
Regione, tali da modificare il quadro analitico che era stato
prospettato. La legge finanziaria del 2002 ormai è approvata.
E' legge e sappiamo cosa contiene: con essa, rispetto alla legge
finanziaria del 2001, la Sicilia fa un nettissimo passo indietro.
Nella legge finanziaria del 2001 era previsto il pacchetto
Sicilia che portava da noi 600 miliardi solo per il pacchetto,
senza contare poi tutte le agevolazioni che vi erano contenute e
di cui il DPEF oggi incassa i risultati nella sua analisi. Il
risultato è il seguente: è ipotizzabile che nel 2002 questi
miseri provvedimenti fisiologici della Finanziaria, che
riguardano la Sicilia - assolutamente marginali, direi quasi
ordinari - per il 2002 possano mutare?
Quindi è un ragionamento costruito. E parla ancora della
"la legge dei 100 giorni", "il provvedimento dei cento giorni",
cioè il provvedimento sull'emersione dal sommerso. E se da un
lato sostiene che si tratta di un provvedimento che ci può
aiutare, poi dall' altro lato smonta lo stesso DPEF con un
ragionamento correttissimo. Io devo dare atto ai funzionari che
lo hanno scritto di onestà intellettuale, dice: "(...) si
presuppone - sulla base di calcoli che vi sono contenuti - che
con questo provvedimento in Sicilia sono circa 400 mila i
lavoratori che potrebbero venire in superficie", ma in realtà
fatti poi i calcoli complicati, le proiezioni, sono centomila le
unità che possono emergere dal sommerso. Però il DPEF è
elaborato nei mesi autunnali e dice che bisognerà vedere perché
ci sono delle controindicazioni in quanto il carattere del
sommerso in Sicilia è strutturale, ed è quindi difficile che
emerga, poi dice della brevità di tre anni della previsione.
Difficile che un imprenditore che sta nel sommerso, ovviamente
per ragioni ben complesse, decida per avere un vantaggio
triennale di uscire dal sommerso quando poi questo vantaggio
triennale se lo rimangia nell'arco di qualche anno
successivamente. Poi dice che l'interazione con la normativa
esistente di incentivazione ha già indotto, e parliamo ovviamente
del credito di imposta, di tutte le iniziative della legge Visco,
etc. etc., ha già consentito alle imprese più competitive, le
migliori che esistono in Sicilia, di uscire dal sommerso perché,
se vogliono utilizzare gli incentivi dello Stato, devono venire
fuori dal sommerso.
Quindi la parte migliore è già uscita, a prescindere dalle
agevolazioni che dà questa legge.
E ancora: la legge esclude il lavoro autonomo ed il lavoro
saltuario in Sicilia, realtà lavorativa che invece in Sicilia è
il dato preminente. Questo sommerso che dovrebbe venire fuori e
che dovrebbe garantire addirittura un gettito fiscale sensibile
per il bilancio della Regione come deve venire fuori se poi il
ragionamento e l'analisi che viene fatta è quella che è?
La verità è che oggi, sempre il famoso diavolo che ci mette
la coda, noi siamo in grado di verificare il risultato finale
della legge perché essa chiudeva alla fine di novembre, il 30
novembre 2001 bisognava fare le dichiarazioni di uscita dal
sommerso da parte delle imprese.
Bene, le notizie che noi abbiamo, e chiediamo all'Assessore
di darci ragione, è che in Sicilia è irrilevante, nell'ottica dei
conti macroeconomici, la richiesta di uscire dal sommerso da
parte delle imprese utilizzando la legge nazionale.
Si dice ancora che gli incentivi fiscali della Tremonti - si
cita sempre la Tremonti però con quegli accorgimenti di cui ho
parlato, ma noi sappiamo già che Tremonti la legge la vuole
ritirare, perché si è tradotta, peraltro, in un grande affare per
la Mercedes, per la BMW, per la Lancia, perché tutti i
proprietari di aziende, siccome oggi è possibile rispetto alla
prima Tremonti inserire tra i beni strumentali anche le auto e
quindi detrarle dalle tasse, si sono fatti tutti la grande
macchina, perché tanto è a carico dello Stato - finora sono
stati solo quelli alle grandi aziende automobilistiche, o cose
consimili che non hanno nessun effetto sull'economia della nostra
Regione e quindi anche del Paese.
Poi parliamo della legge sulle infrastrutture: la "Lunardi".
Io ho sentito dire da parte di un ministro della Repubblica,
adesso non ricordo chi, che la legge Lunardi è un gran risultato
perché destina il 47 per cento dei fondi per le infrastrutture
al Mezzogiorno, quindi per la prima volta il Mezzogiorno è
privilegiato.
Io sono andato a guardare la delibera CIPE, ho fatto un po'
di conti e, secondo me, questo è un altro colpo dato al
Mezzogiorno, perché se si vuole aiutare il Mezzogiorno in tema di
infrastrutture i dati sono obiettivi, si scelga quali: o quelli
dell'ISTAT o quelli dell'Istituto Tagliacarne, che sono i due
maggiori Istituti di statistica.
L'ISTAT dice che la differenza, il gap di
infrastrutturazione tra la Sicilia e il nord del Paese e la media
nazionale è del 35 per cento.
L'Istituto Tagliacarne questo 35 per cento lo porta al 45
per cento, ancora oltre, quindi dice: "No, il gap è più alto".
Allora, se si vuole fare un investimento volto a equilibrare
il Sud con il Nord non si può destinare il 47 per cento al
Mezzogiorno e il 53 per cento al resto del Paese, perché così
come sono le cose non si fa altro che incrementare ulteriormente
le infrastrutture nel Nord del Paese e rendere sempre più alto il
gap tra il Mezzogiorno e il resto del Paese.
Addirittura se si fa il paragone, questo mi sembra sia
dell'Istituto Tagliacarne, tra la infrastrutturazione della
Sicilia e la sola Lombardia - quindi senza calcolare la media
nazionale ma quella lombarda - il gap è abissale. Se, invece, si
va a guardare la destinazione degli investimenti per la grande
infrastrutturazione tutto va in quella direzione: trafori,
raddoppi, alta velocità e così continuando come idrovore a
succhiare soldi da parte delle grandi imprese.
Mi chiedo come si pensa, attraverso questo tipo di
indirizzo, di capovolgere la situazione Certe cose si possono
dire solo tanto per scherzare.
Poi si arriva all'economia regionale la quale dice: "Il
quadro contenuto nel DPEF è realistico"; l'economia, tutti i
deficit, tutte le diseconomie esterne all'impresa, ai problemi
della pubblica Amministrazione, il bilancio che ha nel 2000 una
percentuale di entrate tributarie sulle entrate correnti circa
dell'82 per cento.
E' un dato, onorevoli colleghi, sul quale - quando parliamo
di federalismo, almeno il federalismo che vuole l'onorevole Bossi
- bisogna riflettere; ciò significa, infatti, che il dato dell'82
per cento delle entrate tributarie sulle entrate correnti
significa che, come sostiene il DPEF, la Regione ormai si
finanzia con ciò che rappresenta.
Quello che noi abbiamo è questo, e se noi abbiamo un 82 per
cento del totale delle entrate sulle entrate correnti fatto da
entrate tributarie, se passa l'idea di Bossi noi possiamo
chiudere bottega
Questo è il federalismo su cui Bossi ha ricattato il Governo
nazionale riuscendo ad imporre la sua idea, il testo è passato
dal Consiglio dei Ministri - poi vedremo che fine farà - ma
intanto è passato.
Allora se questo è un dato, noi dobbiamo cominciare a
riflettere su cosa bisogna fare per aggredire questo elemento,
nel DPEF non c'è nulla di tutto questo, si parla di cose
generali, bisogna operare la svolta, benissimo Bisogna operare
la svolta e la svolta è il federalismo
Siccome ora abbiamo la legge nuova sul federalismo, allora
questo ci aiuterà. Ma in che cosa ci aiuterà? Come? Come ci
aiuterà? Può essere un ragionamento politico generale?
Ma i dati economici, cioè quello a cui ciò ci porta in
termini economici e finanziari, non vengono detti. Bisogna avere
una strategia di risanamento della finanza regionale. Perfetto
E dov'è la strategia di risanamento della finanza regionale?
Se io debbo giudicare dalla legge finanziaria presentata dal
Governo, ci vedo solo un tentativo di fare cassa Solo cassa, non
il tentativo di aggredire i nodi strutturali del deficit della
Regione. Fare cassa Pigliare i soldi dell'Irfis - che non sono
stati spesi - e incassarli Mettere la tassa sul metano e
incassare Mettere la tassa sui ticket, appena annunciata, e
incassare
Non c'è un intervento strutturale Significa, quindi, che
tutto questo ha il valore di un anno, un solo anno; vendiamo l'
AZASI e incassiamo i soldi della AZASI, ma l' AZASI la potremo
vendere una sola volta, e la stessa cosa vale per quanto concerne
l'EAS che ha un capitolo a sè - lo discuteremo poi quando
tratteremo l'articolo della Finanziaria che riguarda la materia
-, ma l'operazione la si può fare, anche qui, una sola volta: non
è una strategia di aggressione al deficit di carattere
strutturale.
E questo è il primo punto. Poi si dice misure settoriali,
improbabili misure settoriali, nessuno riesce a capire cosa si
voglia dire con 'misure settoriali'. Si fa riferimento alla legge
32 del 2000, una buona legge che, se debbo giudicare dagli
effetti che ha prodotto, anzi, non dagli effetti ma dal modo col
quale questa maggioranza e questo Governo l'hanno utilizzata,
debbo chiedervi, per piacere, di fermarci qui, perché è stata
totalmente definanziata nei settori portanti: quelli
dell'artigianato, della pesca etcetera. E' stata fatta man
bassa, ma giocoforza, considerato che la situazione finanziaria
della Regione è arrivata a questi livelli, adesso mettete mano a
tutto, non guardate se sono incentivi all'impresa, se sono
lavoratori forestali, adesso bloccate il turn-over poi
discuteremo la finanziaria dei lavoratori forestali, tanto ormai
dobbiamo segare tutto
E non si guarda alle conseguenze di carattere sociale che
tutto questo comporta. Poi si dice il POR: ecco, qui arriviamo al
punto centrale di tutto il ragionamento. Tutto il ragionamento
finisce per ruotare intorno al POR, ad Agenda 2000, al piano
operativo regionale.
Bene, io poi dirò qualcosa più avanti, poi si continua lo
svuotamento del precariato, viene descritta tutta la manovra di
misure del precariato e si dice - onorevole Giannopolo, mi
rivolgo a lei che è un esperto in materia di precariato - che
sarà completato l'assorbimento di tutto il precariato che viene
calcolato in 46 mila unità, e invece sappiamo che ammonta a più
di 50 mila entro il 2003. Miracolo Entro il 2003 il tessuto
economico regionale è in grado di assorbire 50 mila precari. Io
me lo auguro, se farete questo miracolo dovrò ricredermi in
materia spirituale. Lei, onorevole Assessore, che è un credente
molto ortodosso veda di fare il miracolo, chissà che non possa
ottenere qualche risultato
Cinquantamila lavoratori in una situazione come quella che
abbiamo Noi avevamo avviato delle procedure, dei meccanismi di
fuoriuscita, i piani. Quando poi arriverà il momento ne
discuteremo perché io voglio capire i contratti di diritto
privato alla fine ..
GIANNOPOLO.La vera fuoriuscita è se i contratti sono duemila.
CAPODICASA. Esattamente, l'autoimpiego e poi i 700 sulla base
dell'accordo fatto con il Ministero della Pubblica istruzione che
ne assorbe altri 700. Ma i contratti di diritto privato sono
9.000 non tutti finanziati, ne sono stati fatti solo qualche
migliaio. Ma noi dobbiamo dire: fra tre anni, finito il
contratto, questa gente che fa? La carichiamo agli Enti locali?
Gli Enti locali i soldi li hanno? E se non li hanno che fanno?
Li licenziano? O tornano di nuovo a carico della Regione? E' un
disastro fare un tale ragionamento che crea illusioni fondate sul
nulla. Io poi continuo, non voglio molto soffermarmi perché c'è
un infortunio che rasenta perfino il ridicolo.
Allora, nel DPEF si dice che questi precari verranno
assorbiti dalla economia regionale perché vi sono forti
incentivi al tessuto economico, che quindi crescerà ed assorbirà.
Si fa riferimento a proposito di questo dato (pag. 23) ad alcuni
cespiti di finanziamento, onorevole Presidente, ed è la legge 6
del 2001, cioè la Finanziaria dell'anno passato. Si dice "80
miliardi di lire per finanziare la legge 30/97", non discuto su
questo che è la legge Briguglio che dava gli incentivi, non
discuto sull'applicabilità, su come sono stati spesi, oggi
potremmo fare un primo bilancio, va bene gli 80 miliardi. Poi si
dice "110 miliardi per l'erogazione di contributi alle imprese
che a seguito dell'emanazione della legge regionale 27/91 hanno
effettuato assunzione di manodopera"; cioè il Dpef mi dice che
noi stiamo dando 110 miliardi alle imprese per assumere persone
che sono state assunte nel 1991. Sa cos'é questo? E'
esattamente il rimborso dei crediti che le imprese vantano nei
riguardi della Regione a seguito dell'applicazione della legge
27, articoli 9 e 10. C'è la cartolarizzazione in corso. Questi
sono debiti - altro che investimenti - per dare tono
all'economia della Regione. E continua ancora "lire 50 miliardi
per le imprese artigiane che hanno reclutato apprendisti".
Onorevole Presidente, è uno strazio
Sono andato a guardare questa legge, la legge n. 6 del 2001
approvata nel marzo o aprile del 2001 con le variazioni di
bilancio, ma il povero estensore del Dpef non poteva saperlo,
l'abbiamo definanziata, dei 50 miliardi ne abbiamo levati 42,
cioé noi diciamo che con questi finanziamenti dobbiamo lanciare
l'economia, assorbire i precari e nel frattempo l'abbiamo però
definanziata con provvedimento del Governo. La stessa cosa
riguarda 20 miliardi per il sostegno all'imprenditoria giovanile.
Bene, di questi 20 miliardi il Governo nelle variazioni di
bilancio ne ha tolti 7.500, cioè 7 miliardi e mezzo. Poi ci sono
i 40 miliardi per il possibile autoimpiego dei lavoratori dell'ex
art. 23, e noi sappiamo cos'è l'articolo 23. Quindi questa
grande manovra, questi grandi investimenti perché devono
assorbire, perché deve crescere l'economia? Dove sono? Qui
scadiamo nel ridicolo Correggiamolo, Assessore, finché siamo in
tempo, oggi appproveremo il Dpef; quindi, se può fare un
emendamento per modificarlo mi sembrerebbe una questione di
decenza per l'Assemblea, per non tirare fuori documenti che
possono farci rasentare il ridicolo.
E passiamo al terzo settore, che deve fare mirabilia,
l'economia sociale, la famiglia, e ci si appella alla legge 328.
La 328 del 2000 è la legge di riforma dell'intervento
sociale, la cosiddetta legge Turco, approvata nel novembre del
2000 al Parlamento nazionale durante il governo di
centrosinistra.
Lei lo sa signor Presidente, noi facciamo appello ad una
legge che, dopo quasi un anno e mezzo, in Sicilia non abbiamo
ancora recepito, la n. 328 non è stata recepita. Io ho
presentato proprio su quella che è diventata la legge 6 del 2001
un emendamento per tale recepimento, mi venne detto no come se
avessero detto sì. Noi abbiamo riproposto l'emendamento ora in
questa Finanziaria.
Questa è una bellissima legge, che modernizza l'assistenza
in Italia, la rende attuale, la universalizza e nello stesso
tempo punto sull'individuo, punta sul servizio alla persona.
Perché non dobbiamo recepirla in Sicilia? Perdiamo i soldi, lo
Stato i soldi non li da, come recita la legge, se noi non
facciamo il recepimento ed elaboriamo il piano di intervento.
Poi ovviamente non poteva mancare il bonus nel settore della
scuola, il bonus nel settore socio-sanitario, il toccasana dei
liberisti di tutto il mondo. Quando poi arriveremo a questa
materia, dimostreremo come invece sia una cosa assolutamente
inutile, ininfluente, ha solo un valore di 'bandierina' che il
Governo regionale vuole sbandierare per dire che è perfettamente
in linea.
Non mi soffermo su ciò come non mi soffermo sul tema della
formazione, della scuola, in cui si richiamano, come grandi
conquiste che creeranno una svolta, le leggi della riforma
Berlinguer. Stranissimo, perché proprio la signora Moratti le
ha bloccate.Come Noi qui ne decantiamo la beltà e la bontà con
l'obbligo formativo, l'educazione per adulti, la formazione
off-the-job, la formazione continua e nel frattempo la signora
Moratti le blocca? Questa è incongruenza
Io credo che, da parte del Governo, un minimo di attenzione
per le cose che scrive andrebbe fatta.
Poi abbiamo tutta la parte relativa all'industria e al ruolo
degli incentivi, la 488, i patti territoriali, la legge Visco. E
qui mi verrebbe di fare un lungo ragionamento ma finirei per
annoiarvi. Però vi vorrei ricordare che il ministro delle
infrastrutture, l'onorevole Micciché, la prima cosa che ha
pensato di fare, appena eletto, è stata quella di bloccare i
decreti di finanziamento dei patti territoriali in Sicilia. Essi
si sono rilevati solo un affare per le banche, perché sono
assolutamente improduttivi di posti di lavoro, ci sono state
istruttorie assolutamente sballate. Dopodiché, qui mi si dice
che tutto questo porterà - come io credo che porterà anche se in
ritardo perché è uno strumento imperfetto anche se è uno
strumento giusto - posti di lavoro e occupazione. La stessa cosa
vale per la numero 488, la legge Visco e tutto il resto.
E arriviamo al turismo, su cui il Presidente della
Commissione, nella sua relazione di maggioranza, si è molto
soffermato. Io sfido chiunque in Sicilia, a sostenere che il
turismo non è prioritario, centrale. Le dirò, signor Presidente
che quando abbiamo elaborato il Por - Agenda 2000 - lo schema
nazionale (e se andate a vedere le altre regioni vedete che è
così) non prevedeva una misura specifica per il turismo perché lo
sviluppo del turismo è affidato a ricadute di politiche di
settore: beni culturali, ambiente, trasporti e tutto il resto.
Noi abbiamo voluto invece una misura specifica in Sicilia
sul turismo che affrontasse il tema della promozione ed
affrontasse il tema della ricettività alberghiera, pur sapendo
che la 448 già interviene in materia di ricettività alberghiera.
E ciò in quanto qui noi partiamo da un gap, abbiamo un 3,7 per
cento di posti letto sul totale nazionale E' vero che abbiamo
avuto un incremento turistico, l'ultimo dato riporta 14 milioni
di presenze, ed è stato un incremento costante negli anni. Noi
abbiamo avuto negli ultimi cinque/sei anni, se non ricordo male,
il "trend" comincia nel '94, abbiamo avuto una crescita che ci ha
portato dai nove ai quattordici milioni di presenze. E in questi
quattordici milioni abbiamo una quota, sempre crescente, di
turismo straniero, dato assolutamente positivo come si
sa. Quindi è pacifico che il turismo è una scelta fondamentale da
fare. E, infatti, tutti l'abbiamo fatta: abbiamo destinato
duemila miliardi per i beni culturali del POR. Tutto quello che
abbiamo fatto. Però, io vorrei comunicare, signor Presidente ed
onorevoli colleghi, che questo Governo regionale che sceglie il
turismo come 'cavallo di battaglia' non ha fatto altro,non più
tardi di qualche mese fa, che approvare... Sarò più preciso.
Voi sapete che per la 448, i contributi vengono gestiti dal
Ministero. L'istruttoria viene fatta dal Ministero, però, gli
indirizzi per la formazione della graduatoria vengono dati dai
governi regionali. Si elabora un punteggio da assegnare secondo
le linee di intervento che il governo, la maggioranza, ritiene di
seguire. Bene, il Governo precedente, il Governo Leanza - dove
c'era il Rotella 2, ha dato un punteggio diverso. Come avevo già
accennato in Commissione, c'è un "Rotella 1" e un "Rotella 2".
C'è stato un "Rotella 1", membro del governo di centro-sinistra,
che nel decreto, nei criteri per comporre la graduatoria, ha
previsto un punteggio alto, il più alto possibile, per i nuovi
impianti. Il "Rotella 2", quello del Governo Leanza, invece,
cambia totalmente: dà il punteggio più alto alle ristrutturazioni
e agli ampliamenti. Risultato: la graduatoria che è venuta fuori
alla luce di quei criteri, è quasi totalmente appannaggio degli
alberghi esistenti che hanno ristrutturato, hanno ampliato, hanno
aggiustato, hanno messo le "tendine". Quest'anno il Governo ha
ripetuto l'operazione. Dà nuovamente venti punti, che è il
punteggio massimo, a quei progetti che ristrutturano gli
alberghi. Significa una cosa sola, signor Presidente, significa
che voi non volete nuova occupazione nel campo turistico, perché
voi alberghi non ne farete. Se tutti i progetti che prevedono
nuovi impianti vengono scavalcati nella graduatoria da quei
progetti che prevedono ristrutturazioni, è chiaro che tutto
questo è un cedimento alla lobby degli albergatori i quali, in un
colpo solo, hanno eliminato la concorrenza e, nello stesso tempo,
si sono ristrutturati gli alberghi. Cosa notevolissima, ma lo
devono fare a parità di condizioni con quelli che fanno nuovi
alberghi, perché l'occupazione, il lavoro, l'ampliamento, la
ricettività alberghiera viene da lì, non viene solo o viene poco
dalle ristrutturazioni. Allora dobbiamo cominciare a guardarci
in faccia. Alle parole devono corrispondere i fatti. Perché
altrimenti il risultato diventa una sorta di schizofrenia in cui
la gente sente belle parole, poi, però, i fatti vanno in un'altra
direzione e non si capisce più chi ha ragione e chi non ce l'ha.
Mi avvio a concludere. Il credito: io condivido le cose
dette dal Presidente della Commissione a proposito del Banco di
Sicilia, anche se aggiungo una sola cosa, e cioè che il
Presidente della Regione, a mio avviso, si è impegnato, però -
diciamoci le cose come stanno - non ha utilizzato l'unica vera
arma che aveva nelle mani, che era quella di interessare il
ministro Tremonti per bloccare l'operazione, cosa che poteva
fare, ma ne discuteremo poi.
Abbiamo il grosso bubbone della sanità, che è il tema
dolente di questo periodo. L'Assessore ha dichiarato ai giornali
che nel passato c'è stato un disastro a cui hanno partecipato
tutti i governi, quindi ora dobbiamo introdurre il ticket.
GIANNOPOLO. La gente è contenta di pagare il ticket
CAPODICASA, relatore di minoranza. La gente è contenta di
pagare il ticket e, infatti, balla, la senti ballare per ora per
le strade della Sicilia
Io amo documentarmi, onorevole Assessore, questo è il DPEF
2000-2002, non è un documento privato del gruppo dei DS. Dice
che fino al 1994 c'è stato l'accordo tombale, il disavanzo nella
sanità siciliana era di 193 miliardi; negli anni che vanno dal
1995 al 1999 - questa è previsione, ma poi i risultati hanno dato
ancora di meno - vi sono 379 miliardi di deficit, in totale
andiamo a 572; siccome qui siamo nel campo delle previsioni,
perchè si tratta del DPEF, i calcoli che abbiamo fatto noi in
base ai rendiconti ci dicono che è circa la metà, circa 300-400
miliardi il deficit fino al 1999.
Nel 1999, nel 2000 e nel 2001 scoppia la bomba - questi sono
dati ufficiali che vengono dal suo ex assessorato, onorevole
Pagano -: abbiamo 1200 miliardi di disavanzo nella sanità. 'La
Repubblica' si chiedeva: come è stato possibile che avvenisse
ciò? Basta andare a vedere il decreto Provenzano della
ripartizione dei fondi della sanità, in cui, siccome la spesa
farmaceutica in Italia è intorno al 35 per cento e non è
possibile che in Sicilia sia così bassa, allora per evitare che
si facciano bilanci falsi si autorizzava i manager delle USL ad
arrivare al 35 per cento e, se occorrevano i soldi, a ricorrere
al mercato finanziario, cioè a ricorrere al prestito. Ecco
spiegato il deficit della sanità. E' una istigazione a
delinquere Tu dici ai manager delle UUSSLL: sfora fino al 35 per
cento e ricorri al prestito se i soldi se non li hai
FORMICA. Onorevole Capodicasa, poteva provvedere lei subito
dopo
CAPODICASA, relatore di minoranza. No, Provenzano è venuto
dopo come assessore, - non come Presidente della Regione -, il
decreto è pubblicato nella Gazzetta del 26 ottobre 2001.
Di cosa vogliamo discutere nella sanità? Risolviamo il
problema con i ticket? Ora, a parte il fatto che io considero
odioso un intervento, così come è stato congegnato, uguale per
tutti, tra un deputato che guadagna quello che guadagna e un
poveraccio che si presenta in farmacia e deve pagare mezzo euro
per ogni medicinale o ogni ricetta, adesso non ricordo bene.
Siamo tutti uguali: il grande imprenditore con il poveraccio, non
c'è differenza tra l'ammalato grave, cronico, non c'è differenza
con chi ha l'influenza e va a pigliare l'aspirina, siamo tutti
uguali A parte il dato di iniquità, c'è un fatto, a mio avviso
strutturale: da lì, dice l'Assessore, ricaviamo 40 miliardi. Ma a
chi facciamo ridere con questi 40 miliardi? C'è l'effetto
psicologico, la gente così non va - dice l'Assessore - in
farmacia a fare shopping. Ora, a me sembra veramente offensivo
pensare che la gente vada in farmacia a fare shopping; forse, no,
senza forse, qualche spreco c'è, la gente si procura in casa più
medicinali di quanti non gliene occorrano, poi scadono, li butta,
si va a rifornire di nuovo, queste cose le sappiamo. Ma è con il
ticket che si fronteggia questa situazione o è con il prontuario
terapeutico? O è facendo controlli severi, che oggi si possono
fare attraverso l'informatizzazione, con i medici di famiglia che
fanno le prescrizioni? O è un modo di controllare in totale la
spesa sanitaria? O è il modo di dare gli input giusti ai manager
della sanità?
Allora io credo che ci sia materia di riflessione per tutti,
come dice il famoso spot televisivo "meditate gente, meditate"
prima che la finanziaria arrivi in Aula e avremo tempo da qui ad
allora per riflettere.
Poi abbiamo la questione finanziaria in senso stretto, e
chiudo il mio intervento. Abbiamo alcuni problemi che nel DPEF
vengono citati, c'è una sfilza enorme di provvedimenti che
secondo il DPEF dovremmo approvare nei prossimi 6 mesi, cose
importanti e si cita poi l'APQ Trasporti. Sull'APQ Trasporti,
come sugli altri APQ presenteremo una mozione specifica in Aula e
ne discuteremo più approfonditamente, ma non è questa grande cosa
che il Presidente della Regione spaccia ogni volta sui giornali o
in televisione come grandissimo risultato. Non solo perché lui
l'unica cosa che ha fatto è di prendere l'APQ che avevamo
approvato noi, di accettare l'impostazione del Ministero, di fare
un calcolo sui trasferimenti alla Regione nel quinquennio di 4
mila miliardi, quindi scende da 13.700 a circa 9.000, di questi
poi ne destina solo 3.200; 3.200 nell'APQ Trasporti hanno una
destinazione e sono l'autostrada Catania-Siracusa, la
Siracusa-Gela, la Palermo-Messina, poi sono porti, svincoli. C'è
tutto ciò che le Ferrovie dello Stato, tutto ciò che l'ANAS
avevano già programmato e che il Governo nazionale aveva già i
decreti, infatti, se andate a vedere la lista dei decreti sono
tutti del 1999, erano stati emessi e li ha inseriti. Per il
resto, neanche una lira, tutto messo in un mondicino di circa 5
mila miliardi, dove si dice, nello stesso APQ, che in seguito si
deciderà quale scelta si farà tra questo elenco di opere, e si
elenca una serie di opere.
Richiesto il perché avesse tolto la Palermo-Agrigento, la
Gela-Trapani, l'intercity Palermo-Catania - non ne cito più, sono
tantissime, ammodernamenti e roba varia -, il Presidente della
Regione ha risposto che mancavano i progetti esecutivi e non
potevano essere inseriti. Allora io ho dubitato del fatto, lo
dico onestamente anche perché gliel'ho detto in una conferenza
stampa e poi pubblicamente sui giornali, che il Presidente della
Regione avesse letto l'accordo di programma-quadro, perché, se lo
avesse letto, non mi avrebbe dato quella risposta. Perché
nell'accordo di programma-quadro firmato con il ministro Lunardi
ci sono per lo meno 5 opere che sono nella fase preliminare, non
hanno nessun progetto esecutivo e non è fare programmazione
quello di inserire solo i progetti esecutivi; i progetti
esecutivi li inserisci se l'opera deve essere cantierabile
domani, ma se tu hai un programma di 5 o 6 anni, oggi per i primi
anni inserisci quelli che hanno i progetti esecutivi, le altre
invece le inserisci nella parte finale del periodo di
programmazione, come avevamo fatto noi. E per dimostrare che
aveva torto gli ho portato l'accordo triennale - non di sei anni,
ma di tre anni - delle Ferrovie dello Stato, dove per la Liguria,
per la Campania, per molte altre regioni erano inserite tutte
opere che erano nella fase preliminare della progettazione.
Quindi, come si vede, i programmi, anche quando sono triennali,
cioè proprio un lampo di luce nel settore dei lavori pubblici, si
fanno con la programmazione.
La verità è che, invece, il Governo della Regione ha ceduto
all'impostazione del Ministero, perchè anch'io potevo firmare
l'accordo di programma-quadro, accettare l'impostazione
ministeriale e dire: va bene, 4 mila miliardi in meno e chi se ne
frega, firmiamo E venire qui a sventolare l'accordo di
programma-quadro. Non l'ho fatto, ho litigato anche con i miei
compagni che subivano l'impostazione dei funzionari del
Ministero, non l'ho firmato Il Presidente appena arrivato l'ha
subito fatto, quindi evidentemente è di palato un po' grossolano,
quindi questo rapporto fra Governo nazionale e Governo regionale,
che sono della stessa impostazione politica, onorevole Presidente
credo che non poterà frutti. Perchè se c'è un gioco politico
allora c'è contrasto e si combatte, ma che forza ha l'onorevole
Presidente della Regione, quando va a Roma a discutere con il
Ministero o - figuriamoci - quando lo chiama Berlusconi, di dire:
no, Presidente, non se ne fa nulla. La verità è, alla fine, che
vengono sottratte risorse serie, in quantità industriale alla
Regione siciliana.
Allora ci vuole uno scatto di orgoglio, io lo dico perchè
chiedo che il Governo della Regione faccia la sua parte, che dica
le sue cose e che quando le dice le faccia. Non si può dire,
come avviene nel DPEF, che noi risaneremo il bilancio della
Regione con le entrate che deriveranno - e vedo con rammarico che
il Presidente della Commissione nella sua relazione di
maggioranza l'ha ripreso come fosse un fatto serio - dalla
conclusione del contenzioso tra lo Stato e la Regione, perchè ciò
è ridicolo. Tanto è vero che poi, alla fine, si dice nel DPEF:
con la finanziaria e con le prossime leggi si avrà questa cosa.
Non c'è una lira nella finanziaria, non c'è una lira nelle altre
leggi, ormai la legislazione di programmazione annuale è
conclusa, è vero che non è arrivato nulla e noi abbiamo, se poi
facciamo un esame attento delle questioni, degli strafalcioni.
Si richiedono indietro ancora i soldi della legge 'Goria',
pensate un po', quando Goria era presidente del Consiglio, quando
ormai è pacifico, dopo anni e anni di dibattito, che quei soldi
non ci spettano per legge, perchè il decreto poi tramutato in
legge prevedeva un "eventuale" - grande come una casa - rimborso,
che lo Stato avrebbe 'eventualmente' poi rimborsato la Regione.
Quindi non c'è un obbligo di legge, non è stato fatto allora, non
l'hanno fatto dopo, ancora noi ripercorriamo questa vecchia
strada.
Poi, per andare subito alle questioni finali, sarebbe troppo
lungo, mi dispiace avervi intrattenuto così tanto, abbiamo due
problemi grossi che vengono individuati nella parte finanziaria,
e concludo, del resto siamo solo alla prima parte della
discussione della materia finanziaria e ci sarà poi modo di
tornarci sopra successivamente.
Secondo il DPEF noi abbiamo due grossi problemi: uno, i
residui passivi che ormai hanno raggiunto 9 mila e passa
miliardi, l'altro la questione della liquidità. L'onorevole
Presidente della Commissione ha apportato involontariamente un
aggiornamento al dato contenuto nel DPEF. Nel DPEF si dice che
siamo al 31 dicembre del 2000 a 5 mila e più miliardi di deficit
di cassa, al 30 settembre questo dato - lo aggiungo io, perchè
nel DPEF non c'è - arriva a ben 6 mila 256 miliardi. Il
Presidente ha aggiunto che siamo già a 8 mila, quindi da
settembre a oggi siamo a 8 mila miliardi di deficit di cassa.
Ecco spiegato perchè i farmacisti sono passati all' assistenza
indiretta dato che non ricevono una lira dal mese di maggio
dell'anno scorso; ecco perchè la formazione professionale è in
agitazione perchè non ricevono i soldi; ecco perchè gli enti
locali, molti vanno in dissesto quanto prima per la situazione
che c'è; ecco perchè ci sono imprese disperate che hanno fornito,
erogato servizi, beni alla Regione e non ricevono i soldi. Il
nostro bilancio ha un'incidenza sul prodotto interno lordo della
Sicilia superiore al 20 per cento. Quando il bilancio della
Regione crolla, come è crollato, ne risente tutta l'economia
della Regione. E' questo che ancora non si è capito, a mio
giudizio, da parte di questa maggioranza e di questo Governo. E
il tendenziale di cassa per il 2002 prevede un ricorso al mercato
di 3.926 miliardi ancora.
Allora abbiamo individuato i problemi, benissimo: i residui
passivi e la illiquidità, ma il DPEF non dice come dobbiamo
risolvere l'uno, nè come dobbiamo risolvere l'altro. I residui
passivi si affrontano pagando e non a caso il DPEF non dice nulla
in proposito; così come i problemi di liquidità si affrontano non
solo se c'è un forte contenimento delle spese - perchè dobbiamo
intenderci sui termini, contenimento delle spese non significa
riduzione delle spese - ma se c'è riduzione delle spese e questa
la dobbiamo fare in modo selettivo, non aggredendo gli aspetti
che hanno una ricaduta, una refluenza sul piano sociale ed
economico della Regione, quel poco che ancora abbiamo. E allora
io sono dell'avviso che la situazione così come si presenta è
veramente grave.
Il DPEF non dà la risposta, la stessa manovra correttiva che
conclude il ragionamento è sconcertante nella sua pochezza di
intervento, prevede entrate per 1.250 miliardi derivanti da fondi
dello Stato, ovviamente nessuno crede che arriveranno nell'arco
del 2002, prevede interventi che sono, come ho già detto, frutto
di momentanei benefici derivanti una tantum da provvedimenti di
legge, non c'è nulla di tutto questo.
Allora io esprimo una preoccupazione finale: se la
situazione è questa, ed è questa, dal momento in cui dovremo
aggiornare il rating della regione e avremo uno sforamento nella
sanità che, rispetto al momento in cui noi ci siamo presentati, a
Moody's e gli abbiamo mostrato i dati è quasi decuplicato, se noi
avremo problemi di illiquidità nella misura mai raggiunta fino ad
ora dalla Regione siciliana - 8 mila miliardi, il massimo erano
6.200 miliardi che abbiamo ereditato all'epoca del governo Drago
- se noi avremo i problemi dei residui passivi che continuano di
nuovo a lievitare - gli avevamo dato una botta, eravamo scesi a 7
mila miliardi, sono di nuovo a circa 10 mila miliardi -, se tutto
questo, che sono i fondamentali del bilancio della Regione,
continua ad avere questa performance, io voglio capire quale sarà
il rating che verrà accordato alla Regione nel momento in cui
sarà aggiornato. E, se malauguratamente il nostro rating verrà
abbassato, avremo ripercussioni sul servizio del debito in misura
oggi incalcolabile, perchè tutto è affidato al mercato.
Allora io vi prego di tirare le somme di tutto questo e
vedere qual è il risultato finale. Mi auguro, mi vorrei augurare
che queste analisi siano eccessivamente preoccupate, che non
corrispondano, perché sarebbe un bene per i siciliani, purtroppo
temo, signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli colleghi,
che siano invece del tutto veritiere e del tutto corrispondenti.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capodicasa. Dichiaro aperta la
discussione generale.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante mi
rispecchi quasi fedelmente nell'eccellente intervento esplicativo
fatto dall'onorevole Presidente Capodicasa, mi corre l'obbligo di
fare alcune riflessioni, alcune puntualizzazioni sul DPEF oggi
all'esame di quest'Aula. Cercherò di essere brevissimo e
puntualissimo, nonostante dall'esame del DPEF ci sia molto da
dire e forse bisognerebbe fare una relazione altrettanto lunga
come quella del Presidente Capodicasa per spiegare le
incongruenze, le inadempienze, le lacune che ritengo non possono
essere tollerate.
Questo DPEF sembra quasi un libro dei sogni, ma sono sogni
come quelli nati nella fase REM, cioè a dire sogni che dopo
qualche attimo, passata quella fase poi non si ricordano più e
poi perché anche dal punto di vista scientifico non si sa se quei
sogni siano il risultato di quali presupposti, di quali
ragionamenti della mente umana. Questo DPEF sembra proprio una
trasposizione di questa fase REM. E perché? Voglio precisare
innanzitutto alcune puntualizzazioni di carattere temporale. Il
DPEF doveva essere presentato entro il 31 agosto, invece è stato
presentato a novembre e siamo oggi a dibatterlo il 12 di febbraio
del 2002, cioè a dire in una fase in cui il Governo e la
maggioranza avrebbe già dovuto avere e tutti noi avremmo già
dovuto avere gli strumenti finanziari approvati, regolari. Oggi
dovremmo essere qui a ragionare di provvedimenti legislativi di
assoluta importanza, per cui la Regione ha necessità e tutti i
nostri cittadini hanno il diritto di avere, come la
semplificazione della legge sugli appalti, il problema del
riordino delle coste, i problemi che riguardano la pubblica
amministrazione, tutta una serie di cose di cui c'è l'urgenza di
affrontare, invece oggi siamo qui al 12 di febbraio a ragionare
sul DPEF che avrebbe dovuto essere presentato il 31 agosto.
Dal momento, comunque, in cui questo è stato presentato ad
oggi, questo ritardo avrebbe indotto l'onorevole Assessore quanto
meno a presentare una nota di aggiornamento sulla situazione
finanziaria di questa Regione alla fine del 31 dicembre 2001.
Perché a questo momento noi avremmo dovuto avere i dati e questi
dati avrebbero dovuto essere allegati a questo documento
finanziario, in maniera tale che tutti noi parlamentari, tutti i
Gruppi parlamentari avrebbero avuto modo di riflettere su dati
che dovrebbero essere acquisiti. Invece noi abbiamo fotografato
una situazione che risale a cinque mesi fa', l'affrontiamo con
notevole ritardo e non abbiamo avuto nemmeno l'accortezza, da
parte del Governo, di presentare un quadro riepilogativo che
riassumesse la situazione al 31 dicembre 2001, nonostante siano
trascorsi cinquanta giorni dalla chiusura di quell'esercizio
finanziario.
Ma, nonostante questa lacuna che io ritengo sia
assolutamente indispensabile e non giustificabile, vi sono altre
lacune. Per esempio, mancano alcuni degli elementi previsti dalla
legge regionale numero 10/99. Lo so che in questo clima di
totale libertà da tutto e da tutti, dove la soglia di legalità e
di rispetto delle norme viene ad essere usata come un ventaglio
che si allontana sempre più dalle posizioni per le quali essa è
stata emanata, e quindi questo è un riflesso, credo, anche di
quello, l'articolo 2, alle lettere c), d), e), prevede tutta una
serie di requisiti obbligatori che devono essere presenti nel
DPEF e che, invece, non lo sono.
Per capire la rilevanza e la notevole importanza che hanno
questi elementi, che dovevano essere obbligatoriamente presenti
per consentire a tutti noi di ragionare, di riflettere e di
votare con cognizione di causa, non per partito preso come
potrebbe sembrare, la minoranza vota contrario, la maggioranza
vota favorevole, io credo che tutti noi qui abbiamo la libertà di
coscienza, la libertà di ragionamento e dovremmo avere il diritto
di essere posti nelle condizioni di votare secondo coscienza.
Alcuni dei requisiti previsti dalla legge numero 10/1999,
che qui non sono presenti, sono, per esempio, il quadro
tendenziale, sia di competenza che di cassa, che prende in
considerazione il triennio 2002-2004; in questo DPEF di questo
quadro tendenziale non vi è traccia. Sempre nel triennio
2002-2004, ci dovrebbe essere il quadro tendenziale del settore
pubblico regionale allargato, sempre per il triennio 2002-2004,
invece di questo non vi è alcuna traccia. Non ci sono chiare
indicazioni sulla spesa del settore sanitario e su quella degli
enti locali; sappiamo tutti l'importanza di queste voci nella
spesa regionale. Noi questi elementi non li abbiamo. Io invito a
riflettere tutti noi, soprattutto i colleghi di maggioranza:
sulla base di quali dati andrete e andremo a votare un DPEF di
questa natura e di queste dimensioni e con queste lacune?
Non si capisce poi a che serve dedicare le due pagine finali
a spiegare come si è costruito questo tendenziale, perché nelle
pagine 85 e 86, allegato 1), non vi sono le tabelle, cioè a dire
è una enunciazione di principi sulla base dei quali non si
capisce come vengono concretizzati in queste spiegazioni. Forse
nel quadro di questa enunciazione di principi totali del DPEF è
naturale che fosse così, ma, secondo le normative che questa
Regione deve rispettare, non doveva essere e non deve essere
così.
Nell'ultima sezione, poi, del DPEF, dedicata alle
prospettive della finanza pubblica regionale, si svolge un lungo
discorso incentrato sulle rivendicazioni che questa Regione deve
fare nei confronti dello Stato e sul piagnisteo di quanto lo
Stato ci deve dare (si veda, per esempio, il punto 3.2.1.).
Si riconosce poi che i saldi di bilancio sono migliorati nel
1998 e 1999 per effetto delle manovre di leggi finanziarie. Si
riconosce, inoltre, che i predetti saldi sono peggiorati nel 2000
e tendono ulteriormente a peggiorare, anche se non si dice di chi
sono le responsabilità e per quale motivo nel 1998-1999 sono
migliorate e per quale motivo nel 1999-2000 sono peggiorate. Non
se ne accenna minimamente. Si riconosce che vi è questo quadro
tendenziale, ma anche qui la lacuna è assolutamente forte. Si
sarebbe dovuto dire che il peggioramento nei conti 1999-2000
scaturisce dalla gestione del governo Leanza e dell'Assessore
Nicolosi.
A questa nota, comunque, vanno fatti alcuni aggiornamenti
derivanti dal giudizio di parificazione della Corte dei Conti,
che io ho avuto la ventura di leggere per intero, e che,
purtroppo, qui non vi è fatto alcun riferimento, quando avrebbe
dovuto essere affrontato, analizzato in maniera totale, completa,
complessiva, perché quel giudizio della Corte dei Conti, in ogni
caso, traccia delle linee fondamentali, dà dei segnali veramente
inquietanti su come si dovrebbe procedere per eliminare il
dissesto che è dietro le porte di questa Regione, ma di questo
non se ne parla. Si dice solo, per quanto riguarda i debiti di
tesoreria, che questi sono 6.256 miliardi, sempre facendo
riferimento al 30 settembre 2001, a quando fa riferimento il
quadro tendenziale della Corte dei Conti, ma sappiamo tutti, e lo
è stato detto poco fa anche dal Presidente della Commissione
Bilancio, che al 31 dicembre 2001 i debiti di tesoreria sono
aumentati da 6.256 miliardi a 8.000 e più miliardi.
Recentemente, infatti, il Governo ha stipulato un mutuo di
1.000 miliardi con la Cassa Depositi e Prestiti, che alleggerisce
questa situazione di liquidità. Ma come potete pensare di andare
avanti con una tale situazione di totale dissesto, senza indicare
i modi con i quali pensate di riuscire ad affrontarla? Una delle
cause principali per cui noi ci troviamo ad affrontare una
situazione così disastrosa di 8 mila miliardi di debiti (se ne fa
riferimento nella relazione della Corte dei Conti che, credo,
l'onorevole Assessore conoscerà a menadito) è quella riguardante
la mancata riscossione del gettito. Abbiamo una situazione
veramente disastrosa che obbliga tutti noi ad affrontare
l'argomento della riscossione dei tributi da parte della
Montepaschi-Serit.
Nella relazione della Corte dei Conti si dice: "Basti in tal
senso considerare che a fronte dei ruoli emessi nel 2000 pari a
4420 miliari sono stati riscossi appena 153 miliardi,
corrispondenti al 3,4 per cento del carico".
La Regione paga alla Montepaschi-Serit un
contributo-riscossione di 200 miliardi l'anno, mentre
quest'ultima riscuote 153 miliardi Come possiamo far fronte al
debito pari a 8 mila miliardi quando si ha una situazione di
riscossione d questo genere e di cui nel Dpef non si fa alcun
cenno?
Noi potremmo fare una legge, onorevoli colleghi, onorevoli
Assessori, prevedendo che nella nostra regione si sopprimano le
tasse: risparmieremmo in tal modo 53 miliardi l'anno perché non
daremmo i 200 miliardi di contributi alla Montepaschi-Serit e
innesteremmo un circuito di produttività all'interno del sistema
regionale. Ma di ciò nel Dpef non se ne tiene per nulla conto
Eppure esso costituisce uno dei problemi assolutamente
importanti, se è vero che nel tendenziale di cassa è previsto per
il 2002 un ricorso al mercato pari a 3926 miliardi. A tal
proposito, al punto 3.4 si dice che si farà fronte alle esigenze
di liquidità. Ma in che modo, onorevole Assessore, faremo fronte
alle esigenze di liquidità? Forse faremo in modo che la gestione
della Montepaschi sia diversa, più efficiente, forse cambieremo
gestore? O forse faremo una legge come quella cui facevo
riferimento prima? Quale saranno i metodi e le misure atte ad
eliminare questa crisi di liquidità della Regione? Ma di ciò
nulla dice il Dpef.
La manovra collettiva poi si basa su alcuni interventi
contabili, sulla abolizione delle riserve, per esempio, che
durano lo spazio di un mattino Va ricordato che le riserve non
hanno operato già a partire da metà del 2000. Su maggiore entrate
e minori spese non chiaramente identificate nella tabella 3.2 si
indicano 1250 miliardi di maggiori entrate per definizione di
rapporti finanziari con lo Stato e minori spese del bilancio
regionale, ma non si specifica quali saranno le maggiori entrate
dello Stato e quali saranno le minori spese che questa Regione
assumerà. Sono solo enunciazioni di principio che lasciano il
tempo che trovano e che credo non possano avere la legittimità di
essere considerate all'interno di un Dpef davvero serio.
Sempre al punto 3.4 vengono individuati altri obiettivi,
come il "consolidamento del debito finanziario", ma poi non viene
detto nulla in merito al da farsi. Si ricordino oltretutto le
avventure di ristrutturazione del debito che aveva tentato
Nicolosi e che non sono riuscite. Quello era un tentativo di
consolidamento finanziario. Ma qui non si è specificato. E meno
male che non sono riuscite Ma qui non si è specificato nemmeno
quello.
Come si vuole fare questo consolidamento finanziario?
Poi si parla di "riduzione dei debiti di tesoreria e dei
residui passivi". Ma per questo è necessario attivare - e Lei,
onorevole Assessore, lo sa - la spesa e soprattutto pagare;
perché per ridurre questi debiti bisogna pagare.
Ma se la manovra correttiva riesce ad intervenire solo sul
cash-flow necessario per i pagamenti ordinari, con quali soldi
pensiamo di aggredire questi debiti di tesoreria a questi residui
passivi? Dovremmo saperlo. Ma di questo nessuna traccia
Nel 2000 l'Assessore Nicolosi ha fatto mutui per 2.397
miliardi ma, ciò nonostante, e i debiti di tesoreria sono
aumentati.
E così è stato nel 2001.
La situazione è drammatica ma non si sa come affrontarla.
Si enuncia il principio che si affronterà ma nessuna cosa
concreta, efficace, viene indicata.
Viene elencata poi una serie infinita di punti di programma,
per l'attuazione dei quali non basta un anno ma ci vorrebbe una
legislatura, che pure si pretende producano effetti già
quest'anno, sostenendo che saranno collegati alla finanziaria.
Però, noi siamo al 18 febbraio e ancora affrontiamo il Dpef,
siamo in esercizio provvisorio, non sappiamo quando affronteremo
la finanziaria e quando l'approveremo - sappiamo solo che nelle
Commissioni molto spesso, per esempio nella IV della quale faccio
parte, per molte sedute si è andato avanti perché il numero
legale lo ha garantito la minoranza ed anzi la minoranza molte
volte è stata maggioranza all'interno della Commissione - e mi si
viene a dire adesso che saranno affrontati problemi in un breve
arco di tempo.
Io ritengo, invece, con i tempi che corrono e con una
maggioranza così latitante, che noi affronteremo ben poca cosa e,
quindi, questi risultati che dovrebbero prodursi certamente si
produrranno nell'arco di 3-4 anni almeno. Ma di tutto questo non
se ne tiene conto; si dice solo che sarà realizzato, ma non si
dice né come, né quando, né perché.
Il Dpef riprende poi la litania nei confronti dello Stato,
il solito rivendicazionismo, come dicevo prima, e si ripropone
addirittura la questione del decreto Goria, quando sappiamo che
questa questione è già stata definitivamente risolta dalla
relazione Brancasi; che, però, in questo caso, noi accettiamo e
citiamo solo perché facciamo riferimento al fatto che potremmo
avere dei soldi in cassa per colmare il deficit lacunoso. Ma
sappiamo già che questo problema è assolutamente risolto perché
la relazione Brancasi ha messo un punto definitivo sulla
questione che oggi nessuno è in grado di riaprire.
Si parla poi di nuove norme di attuazione, ma non si dice
quali sono. Quali norme si intendono indicare come norme di
attuazione?
Al punto 3.5 vi è la sagra delle buone intenzioni; buone
intenzioni che sono state smentite già nei fatti dagli
atteggiamenti del Governo e di questa maggioranza. Per esempio,
al punto A) del Dpef si dice che "vi sarà il mantenimento del
blocco delle assunzioni e dei concorsi fino a quando non sarà
definita sulla base dei carichi di lavoro la pianta organica di
tutta l'Amministrazione regionale e la finalizzazione della
politica, del personale, del controllo della spesa, attraverso
gli incentivi di risparmio e relativi oneri". Sogni rispetto
all'attività che è stata fatta nel corso di questi mesi dal
Governo regionale
Al punto b) si dice poi che l'estensione di tale blocco sarà
fatta anche agli Enti regionali e viene detto, inoltre, che ci
saranno processi di mobilità del personale regionale agli enti
regionali. Ma ad oggi di tutto ciò cosa è stato fatto? Sono
trascorsi otto mesi: nessuna cosa, solo sogni
Al punto e) si dice "Vi sarà il contenimento e di
conseguenza la nuova quantificazione dei trasferimenti correnti
agli Enti regionali entro i limiti che non compromettano
l'equilibrio finanziario della Regione". Sappiamo che questo
assolutamente non è avvenuto.
Al punto f) si dice "La riduzione dei contributi a qualsiasi
titolo erogati dalla Regione in favore di Enti, organismi ed
associazioni varie". Di questo ne abbiamo una dimostrazione
concreta per quello che è stato fatto nelle variazioni di
bilancio, con le quali sono stati erogati contributi ad organi
vari, ad esempio sono stati erogati contributi per la
sistemazione del giardino di Palazzo d'Orleans ad una ditta che
non aveva nemmeno i requisiti e che lo detiene e lo gestisce in
maniera illegittima.
Sono questi i dati essenziali che scaturiscono dal Dpef,
cioè un programma su cose assolutamente inesistenti, una
riflessione ed un impegno su cose e su metodi che già questo
Governo ha dimostrato nel corso di questi mesi di non rispettare.
Ed inoltre una assoluta carenza ed illegittimità nei confronti
del rispetto degli impegni di legge che dovevano essere
rispettati nel momento in cui il Dpef è stato presentato.
Certamente queste lacune dovrebbero far riflettere tutti
noi, l'Assemblea e soprattutto i colleghi della maggioranza,
prima di esprimere un voto su un Dpef che presenta lacune di
questa enormità che non potrebbero dare alcuna indicazione
positiva in tal senso.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, cercherò di essere breve, anche se stimolanti sono
state alcune osservazioni e sicuramente sarebbe stato più utile
contribuire ad un dibattito ampio; ma mi rendo conto che l'ora
tarda e soprattutto la necessità di portare a compimento il Dpef
anche temporalmente in quest'Aula risulta prioritario rispetto
alla possibilità di poter dare contributi allo stesso.
Io partirei esattamente da dove è partita la relazione
dell'onorevole Croce, relazione che io giudico brillante, circa
questa nuova stagione programmatica e politica. Una stagione che
certamente ha dei grossi problemi, che comporta una eredità non
indifferente, eredità che in fondo è stata anche sottolineata
dalle parole dell'onorevole Capodicasa, perché di fatto tutte le
osservazioni che sono state previste, o meglio, sono state
individuate dall'ex Presidente della Regione di fatto confermano
che al di là di tutte quelle che sono le buone volontà del
Governo stesso ci si scontra rispetto ad un fatto strutturale,
oggettivo e che è purtroppo sotto gli occhi di tutti e su cui si
è scontrato lo stesso presidente Capodicasa. Tant'è - lo dico
solo per fatto statistico non per evidenziare passaggi di un
passato abbastanza prossimo - la riforma delle entrate che poi ha
comportato il ciclo delle entrate tributarie è datato 1999. Di
fatto il suo Governo, per intero, ha subìto quella riforma e di
fatto noi abbiamo oggi 4450 miliardi di residui attivi.
Non voglio dire che questo Governo è capace o meno capace,
però certamente ...
CAPODICASA. E' la legge nazionale, non potevamo disattenderla
PAGANO. Onorevole Capodicasa, io ho ascoltato in religioso
silenzio tutto ciò che di positivo c'era e soprattutto (apro una
parentesi e la chiudo subito) non voglio fare alcun tipo di
polemica. Tanto è vero che - ribadisco il concetto - i fatti
strutturali di questa Regione sono oggettivi e di fatto ci sono
passati tutti coloro che fino ad oggi si sono cimentati in opere
di Governo. Infatti, la riforma nazionale delle tributarie risale
al 1999 ed un governo, fra quelli che da quel momento si sono
susseguiti c'è stato anche il suo, quel governo ha subito un
fatto strutturale di questa Regione, cioè di non essere in grado
di incassare le risorse tributarie. E' un dato di fatto, non sto
dicendo che ci sono responsabilità.
Per cui, se 4450 miliardi oggi non si riescono ad incassare
si comprenderà che non c'è una oggettiva responsabilità di questo
Governo - qui volevo arrivare - ma che ciò deriva da
incrostazioni, da stratificazioni che certamente devono essere
superate e su cui stiamo lavorando.
Stiamo lavorando come? Cito qualche dato, visto che debbo
mantenere la relazione nei cinque minuti, cercando di essere 'il
più statistico possibile' e il meno prolisso nella formulazione
delle tesi.
Noi abbiamo avuto una eredità in risorse tributarie
incassate dal ruolo pari a 153 miliardi nell'anno 2000. L'anno
2001 si è chiuso, per la stessa voce, con un incasso da parte
della Regione da ruoli per un cifra compresa (stiamo definendo
tutte le somme) tra 200 e 210 miliardi.
Quindi il fatto stesso che ci siamo cimentati, che è stata
data una impostazione seria, rigorosa - forse si è cominciato a
curare anche in maniera adeguata questa specifica voce - ha
creato le condizioni (tengo a precisare che agosto e settembre
di fatto non siamo potuti intervenire, quindi in soli tre mesi)
per cui c'è stato un aumento del 35 per cento sulle entrate.
Certo, poca cosa rispetto ai 130 miliardi che costa il nostro
concessionario e certo poca cosa rispetto a quello che secondo i
nostri uffici è possibile incassare, cioè circa 1.500-2.000
miliardi l'anno. Però, abbiamo già dimostrato che la tendenza si
è invertita: abbiamo già dimostrato che siamo nelle condizioni di
potere intervenire in maniera efficace su uno dei problemi
strutturali di questa regione che, ripeto, ha comportato grossi
problemi a tutti gli ultimi governi.
Ci misuriamo anche su un fattore complessivo: la nostra
regione sta vivendo una stagione nuova. Ebbene, ufficializzo i
dati che sono stati emanati dagli organi competenti: abbiamo in
questo momento, per il terzo trimestre consecutivo, un aumento
dell'export. E' un fatto che ci inorgoglisce, che ci rende
contenti. Non so fino a che punto queste manovre derivino da
quelle che sono state le iniziative del Governo nazionale, perché
questi dati purtroppo non li sappiamo misurare ad oggi in maniera
assoluta da un punto di vista econometrico, però certamente è un
dato di fatto che da tre trimestri consecutivi questa regione ha
i più alti tassi di crescita nell'export.
Mi si dirà che un punto percentuale della Regione Lombardia
vale 1.000 miliardi, un punto percentuale della Regione Sicilia
ne vale 166, per cui è chiaro che il nostro differenziale di
crescita per raggiungere quei livelli e per superarli deve essere
di gran lunga superiore. Ma, è un dato di fatto che questa
regione, anche da un punto di vista macroeconomico, ha invertito
la tendenza. Certamente, è l'aumento del PIL quello su cui noi ci
vogliamo misurare. In questi mesi è passato un messaggio in
riferimento al quale anche l'Aula è stata fortemente positiva e
quindi ha coadiuvato l'azione di governo. Il messaggio è che è
finita un'epoca, che dobbiamo cambiare le cose, che bisogna
impostare tutto con rigore. Ormai questa è una voce diffusa, a
tutti i livelli: non c'è siciliano che non parli in questi
termini. E' un dato di fatto che la grande scommessa si muove su
due direttrici: la prima è quella di tagliare tutte le spese
inutili di questa regione assolutamente comprimibili che ha avuto
nel corso di questi decenni, l'altra è quella di aumentare il
prodotto interno lordo.
Lei, onorevole Capodicasa, diceva poc'anzi - e cito solo
perché in questo momento l'onorevole Cascio è qui - che ci sono
state delle iniziative da parte del Governo tese a non migliorare
la quantità dei posti letto in materia turistico-alberghiera.
Premesso che l'azione di governo si misura in cinque anni(e
lei lo sa meglio di me, e, quindi, da questo punto di vista non
mi lancio in una difesa d'ufficio) dobbiamo fare presente quello
che dicono le statistiche ufficiali e cioè che i nostri alberghi,
mediamente, non sono di qualità e noi vogliamo tendere non a un
turismo "di massa" ma ad un turismo "di qualità".
Quindi è chiaro che le manovre della 448, del POR, ben
orientate devono essere, intanto, per migliorare la nostra
offerta qualitativa. Perché se il nostro turista è quello che
deve venire a stare qui con 50/60 mila lire al giorno, io lo dico
senza ombra di dubbio, questo Governo è contrario. Noi vogliamo
un turismo d'élite che venga a spendere 500/600 mila lire al
giorno soltanto per il soggiorno alberghiero.
E' chiaro che su queste basi noi misuriamo la nostra
capacità di essere credibili sul mercato internazionale del
turismo.
Noi abbiamo la terra con le più alte risorse paesaggistiche,
naturalistiche, culturali, ambientali che il mondo ci invidia ed
è chiaro che non possiamo mettere a disposizione questo
patrimonio culturale alla mercè di chiunque. Non possiamo più
immaginare una Taormina fatta di "pub", ma dobbiamo immaginare,
come per un certo periodo storico abbiamo vissuto e visto, una
Sicilia che dia una offerta turistica adeguata.
Facendo questa velocissima panoramica, non posso non citare
i dati che vengono da quella parte di relazione dell'onorevole
Capodicasa sulla "Sanità".
E' un dato concreto, reale, sappiamo soltanto che il
Governo Provenzano portò quel settore specifico della sanità al
sostanziale pareggio; e poi Drago fu in linea.
Purtroppo, anno dopo anno, la spesa è cresciuta perché sono
successi dei fatti che sono noti e cioè che gli impegni sono
stati di anno in anno superiori rispetto a quelli che erano gli
stanziamenti e l'Assessorato ha, di fatto, avallato queste
scelte.
Ma perché venivano fatte quelle scelte? Venivano fatte
perché la politica nazionale di quegli anni, di quei governi,
ha fatto aumentare le spese per quanto riguarda i compensi al
settore medico e soprattutto perché quei governi, ed in
particolare il Governo Amato, hanno fatto scelte demagogiche e
finalizzate soprattutto alla eliminazione del ticket.
Io ora mi rendo conto che la spesa farmaceutica non può
essere fermata soltanto con questo. Siamo tutti d'accordo. però
è impensabile non confermare, non avere l'onestà intellettuale di
dire che certamente quella manovra ci ha fatto sforare in un solo
anno di 900 miliardi.
Allora delle due l'una: o interveniamo in maniera drastica,
seria, vera e quindi automaticamente anche in maniera rigorosa,
come tante volte è stato richiesto anche dalla opposizione,
oppure vuol dire che il rigore lo si richiede soltanto quando si
ha voglia di fare demagogia e non invece per correggere manovre o
situazioni economiche che in generale sono stratificate da un
passato che certamente abbiamo voglia di dimenticare.
Io colgo l'occasione per invitare questo autorevole
Parlamento e le commissioni competenti a misurare la prossima
manovra finanziaria che evidentemente sarà giocata nei prossimi
giorni in seconda commissione attraverso una capacità di saper
vagliare gli articoli su queste due grandi direttrici su cui
tutti ci siamo trovati d'accordo, maggioranza e opposizione. Cioè
capacità di fare aumentare il prodotto interno lordo e
razionalizzazione della spesa.
Se l'opposizione dovesse confermare questa linea sarò il
primo, e penso che da questo punto di vista non devo dimostrare
nulla dopo cinque anni, a dare pubblico riconoscimento di questo.
Se invece ci saranno manovre finalizzate a bloccare attraverso
procedure d'Aula iniziative che invece possono sicuramente
migliorare il sistema, nel caso specifico il sistema sanitario, è
chiaro che dovrò prendere atto che evidentemente si fa soltanto
una polemica fine a se stessa e non si vuole invece un reale
cambiamento.
Mi riferisco a tutte quelle norme che fanno parte del
pacchetto che sono state inserite nei collegati e che certamente
devono essere prelevate perchè sono assolutamente manovre
indispensabili per razionalizzare il sistema produttivo; nel
caso specifico il sistema sanitario di questa Regione.
Abbiamo la necessità di dire due cose essenziali, non solo a
questo autorevole Parlamento ma a tutta la regione. Questo DPEF
è un autentico miracolo in termini di tempistica. Siamo stati
accusati di averlo presentato fuori tempo massimo; questo
Parlamento sa che è stato presentato il 30 novembre: quattro mesi
dal giorno in cui ci siamo insediati, estate compresa e
nonostante i fatti sconvolgenti dell'11 settembre che da un certo
momento in poi ci hanno costretto a chiudere tutto quello che
avevamo fatto e a rifarlo ex novo.
Nonostante questo le nostre previsioni sono state improntate
alla massima serenità e senza azzardi. Rifiuto in maniera
categorica quello che è stato detto poc'anzi e cioè che abbiamo
giocato quasi come se fossimo dei giocherelloni, come se queste
cose che sono scritte qui non troveranno un riscontro concreto e
serio nei prossimi mesi.
Noi abbiamo detto che la Sicilia viaggerà con tasso di
crescita del prodotto interno lordo tra 1,9 per cento e 3,9 per
cento al netto della inflazione, esattamente molto ma molto meno
di quello che lo stesso Tremonti aveva immaginato. Quindi, è la
conferma, se queste sono le critiche che giungono dalla
opposizione, che siamo stati molto più prudenti del Governo
nazionale, il quale, tengo a precisarlo, orienta la crescita del
Mezzogiorno tra il 3,2 e il 4,3 per cento nel prossimo triennio.
Allora vuol dire che abbiamo lavorato bene...
CAPODICASA. Il valore è di 5,6.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Il 5,6 al
lordo dell'inflazione. Legga bene, onorevole Capodicasa.
Questo documento è stato impostato ex novo a seguito di un
programma di governo e certamente rispecchia quanto preannunciato
prima delle elezioni.
Allora è chiaro che quello che è stato detto qui e che si
sta dicendo, troverà una conferma, non sono eredità di governi
precedenti su cui evidentemente si lavorava e si rimasterizzava
per cercare di completarlo e tanto per dire per presentarlo. Qui
invece c'è un autentico documento che traduce un programma di
governo.
Allora, e con ciò concludo, noi ci misureremo con i numeri:
noi abbiamo indicato delle cifre, abbiamo individuato
specificità; è chiaro che su queste basi nei prossimi mesi e nei
prossimi anni ci confronteremo.
Abbiamo detto che il totale della manovra alla fine si dovrà
chiudere, quindi il ricorso al mercato per 3.926 miliardi alla
fine di quest'anno e per 3.260 miliardi, ovviamente in negativo
purtroppo, l'anno prossimo.
Noi, su questi numeri ci misureremo. Se alla fine del 31
dicembre noi saremo stati in grado di raggiungere questo
risultato o addirittura di migliorarlo vuol dire che allora
questo non è stato un libro dei sogni, vuol dire che questo non è
stato un documento scritto tanto per farlo, ma è stato frutto di
una elaborazione seria, di una elaborazione scientifica, di una
elaborazione che certamente deve essere la traccia e la misura
per i prossimi anni da un punto di vista economico-finanziario
non solo di questo Governo ma anche di questa Regione.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
N. 24 "Approvazione del documento di programmazione
economico-finanziaria 2002-2004", degli onorevoli Cintola,
Fleres, Croce, Formica e D'Antoni;
N. 27 "Non approvazione del documento di programmazione
economico-finanziaria 2002-2004", degli onorevoli Giannopolo,
Liotta e Raiti.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
ESAMINATO il documento di programmazione economico-finanziaria per
gli anni 2002-2004 presentato dalla Giunta regionale,
Presidenza del presidente Lo Porto
LO APPROVA
CONSIDERATO il rilievo che ai fini del perseguimento degli
obiettivi di riequilibrio finanziario contenuti nel DPEF assumono
la adozione di riforme organiche di importanti settori di spesa,
oltre che l'accelerazione del processo di dismissione delle
partecipazioni regionali, così come indicato nello stesso DPEF;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a presentare entro 60 giorni i disegni di legge di riforma della
formazione professionale e la normativa sui trasporti e sulla
forestazione;
- a riferire entro 30 giorni sullo stato delle dismissioni delle
partecipazioni degli enti regionali e delle trasformazioni in
S.p.A. di istituti ed aziende regionali. (24)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il Documento di programmazione economico-finanziaria
approvato dalla Giunta regionale;
SENTITE le relazioni sul DPEF e l'intervento del Governo;
PRESO atto che il Documento di programmazione economico-finanziaria
risulta non essere conforme a quanto previsto e disposto
dall'articolo 2 della legge regionale n. 10 del 1999;
CONSIDERATO che il DPEF non affronta gli obiettivi fondamentali del
risanamento finanziario e dello sviluppo,
NON APPROVA
il Documento di programmazione economico-finanziaria per gli anni
2002-2004. (27)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 24.
TURANO, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Presidente, colleghi, intervengo sull'ordine del
giorno presentato dai capigruppo di maggioranza per esprimere il
mio voto favorevole.
E' una relazione quella del Governo che ho sentito, che ho
ascoltato, che condivido, che sono certo verosimilmente porterà
ai risultati sperati. Però mi permetto fare rilevare che sulla
II parte dell'ordine del giorno, laddove si impegna il Governo
della Regione a riferire entro 30 giorni sullo stato delle
dismissioni delle partecipazioni degli Enti regionali e delle
trasformazioni in SPA degli istituti di aziende regionali, ho
qualche perplessità per il metodo che viene utilizzato per
impegnare il Governo su un punto.
CAPODICASA. Allora voti contro
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, lei si è messo in una
posizione strategica che permette interruzioni molto puntuali.
TURANO. Io la prego di non interpretare le mie intenzioni,
quelle ci penso da solo ad esplicitarle. Però sul secondo punto
vorrei fare qualche piccolo rilievo.
Se il secondo punto significa fare chiarezza sullo stato
delle dismissioni, io sono perfettamente d'accordo ma
bisognerebbe indicare le metodologie e i percorsi da seguire per
raggiungere questo tipo di obiettivo.
Siamo in un momento di tensione sociale elevatissimo. Io
che faccio il pendolare ogni mattina non riesco ad attraversare
la città serenamente, a trovare un percorso che mi porti qui,
nella mia sede di lavoro. Ci sono scioperi e scioperanti
dappertutto; e quello che ieri mi è sembrato veramente esagerato
non nella forma - ho rispettato infatti il loro modo di
protestare peraltro dignitosissimo - ma per la sostanza, è stato
lo sciopero organizzato dei lavoratori della Fincantieri.
Allora: o sulle partecipazioni questo Governo cambia pagina
e con un atto di coerenza e di coraggio pone fine a certe
vergognose, scandalose gestioni e a certi sperperi, oppure sul
punto mi fa piacere dissentire e manifestare le difficoltà.
Gli scioperanti della Fincantieri - ho letto poc'anzi una
interrogazione dell'onorevole Cracolici - vengono qua a
scioperare e a creare quel clima di disagio sociale nella
legittima forma di manifestazione (che io, al loro posto, farei e
condivido peraltro) perchè non sono state rispettate alcune
obbligazioni da parte della Fincantieri.
E quest'Aula, forse mai con l'attenzione di questa sera, può
capire come si è arrivati alla gestione della Fincantieri. Se
lei, signor Presidente, mi concede qualche secondo io ho
intenzione di dirlo perchè l'ho già espresso al commissario
liquidatore in Commissione 'Attività produttive'.
In sintesi mi sono permesso di prendere qualche appunto: la
Fincantieri era proprietaria di due bacini galleggianti di 7 mila
e 9 mila tonnellate circa, il cui valore certificato nel bilancio
- io vorrei che anche i capigruppo di maggioranza mi seguissero
con attenzione sul punto - era per il bacino più grosso pari a 17
miliardi, almeno questo certificava il bilancio della
Fincantieri, e per il bacino più piccolo pari ad un miliardo e
300 milioni. La Fincantieri costituì una società , la Bacini
Palermo, che è una società cartolare, gestita al 100 per cento
dalla Fincantieri, affinchè facesse con l'ESPI una società
chiamata "Bacini di carenaggio". La Regione siciliana -
Presidente, io capisco, ma il punto merita... se noi inseriamo
nell'approvazione del documento ...
PRESIDENTE. No, perchè, nel merito l'ordine del giorno di
approvazione del DPEF concerne tutt'altra materia.
TURANO. Signor Presidente, il secondo punto parla di
questo. Io posso sospendere l'intervento, approvare l'ordine del
giorno e, se lei mi dà la parola ai sensi del comma 2
dell'articolo 83 del Regolamento interno, continuare questo
ragionamento, pregando la Presidenza di seguire con attenzione.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Turano, concluda.
TURANO. Allora, concludo il mio intervento. L'ESPI e la
Bacini Palermo formarono la società "Bacini di carenaggio". La
Regione siciliana fece una legge dove appostò, in una delle
finanziarie, 52 miliardi. A tal riguardo, spero che questa
finanziaria non abbia il sapore di alcune altre precedenti
finanziarie che sono criticabili.
A questo punto diede 52 miliardi alla Fincantieri per
acquistare i due bacini galleggianti, previa ristrutturazione,
anzi riclassificazione. Il bacino, valutato 17 miliardi, la
Regione lo ha acquistato per 35 miliardi perchè la Fincantieri
spese più del doppio per la ristrutturazione; invece il bacino
valutato 1 miliardo e 300 milioni la Regione lo acquistò per 18
miliardi...
GIANNOPOLO. E' oltre il tempo
TURANO. No, onorevole Giannopolo. Sono soltanto 30 secondi
oltre il tempo concesso. Lei, secondo me, dovrebbe avere
interesse a seguire con attenzione.
In buona sostanza, i 52 miliardi della Regione siciliana
sono serviti alla Fincantieri che ha venduto due pezzi di ferro
vecchio alla Regione siciliana.
L'unica obbligazione che aveva preso era quella di assumere
cento operai, che non sono stati presi, ragione per la cui gli
stessi operai della Fincantieri allo stato protestano.
Io mi domando quale sia la volontà di questo Governo sulle
dismissioni. Ho bisogno di capire se il commissario liquidatore
sta operando in un certo modo, atteso che queste mie
dichiarazioni sono state dallo stesso attenzionate in Commissione
'Attività produttive'.
Se le dismissioni, che sono una cosa seria su cui vi sono
parecchie somme accantonate nei fondi a disposizione del
commissario, debbono essere trattate en passant io non sono
assolutamente disponibile, pur approvando il Documento di
programmazione economica e finanziaria.
Vorrei capire come, in quale sede, con quali strumenti e con
quali poteri, la Presidenza dell'Assemblea ed il Governo
ritengano di entrare nel merito e di capire come le dismissioni,
che sono state una vergogna e che comunque vada abbiamo fatto
bene a dismettere quella realtà ......
PRESIDENTE. Onorevole Turano mi dispiace, lei ha quasi
raddoppiato i tempi del suo intervento. Tenga presente che ci
sono delle regola da rispettare.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24
"Approvazione del Documento di programmazione
economico-finanziaria 2002-2004", degli onorevoli Cintola,
Fleres, Croce, Formica e D'Antoni.
RICHIESTA DI VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE
PRESIDENTE. Gli onorevoli Capodicasa, De Benedictis,
Giannopolo, Miccichè, Orlando, Raiti e Zago chiedono che la
votazione avvenga per scrutinio nominale.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno
numero 24.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 37
L'Assemblea non è in numero legale.
(Gli onorevoli Baldari, Catania Giuseppe e Cintola chiedono che
venga inserito a verbale il loro voto favorevole).
PRESIDENTE. Sospendo la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà tra un'ora.
(La seduta sospesa alle ore 21.10, è ripresa alle ore 22.46)
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta richiesta di congedo per
la seduta odierna da parte degli onorevoli Castiglione, Catania
Franco, D'Aquino, Maurici, Misuraca e Scoma.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO N. 24
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 24.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, anche dagli onorevoli Zago, De Benedictis,
Panarello, Capodicasa, Liotta e Micciché, indìco la votazione per
scrutinio nominale dell'ordine del giorno numero 24.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 29
L'Assemblea non è in numero legale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
13 febbraio 2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del
giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 74 - Riapertura dell'Ufficio postale nel territorio del
comune di Piedimonte Etneo, presso le frazioni di Presa e
di Vena, degli onorevoli Fleres Salvatore; Mercadante
Giovanni; Confalone Giancarlo; Leanza Edoardo; Croce
Antonino;
N. 75 - Interventi in favore dell'agrumicoltura, degli
onorevoli Fleres Salvatore; Croce Antonino; Mercadante
Giovanni; Confalone Giancarlo;
N. 76 - Interventi in favore della zootecnia siciliana,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Leontini Innocenzo; Beninati Antonino; Mercadante
Giovanni;
N. 77 - Interventi in favore dei siciliani d'Argentina,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Giambrone Vincenzo; Baldari Nicola;
N. 78 - Interventi in merito alla posizione previdenziale
dei dipendenti delle camere di commercio della Sicilia,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Croce Antonino;
N. 79 - Opportune iniziative allo scopo di introdurre una
tassa su tutte le transazioni finanziarie, degli onorevoli
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Ferro
Giovanni;
N. 80 - Ammodernamento della statale n. 120, degli onorevo-
li Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Spampinato Giuseppe;
N. 81 - Tutela del personale ATA, degli onorevoli Raiti
Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore; Spampi-
nato Giuseppe;
N. 82 - Interventi in materia di precariato in Sicilia,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Scoma Francesco;
N. 83 - Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
legislative regionali alla Commissione parlamentare per le
questioni regionali, degli onorevoli Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe; Croce Antonino; Beninati Antonino;
N. 84 - Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
stabilimento Italtel di Carini (PA), degli onorevoli
Giannopolo Domenico; Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
Capodicasa Angelo; Panarello Filippo;Oddo Camillo; De
Benedictis Roberto; Crisafulli Vladimiro; Villari
Giovanni; Zago Salvatore.
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA "BILANCIO E FINANZE".
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA "ENTI LOCALI".
V - VOTAZIONE FINALE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA E FINANZIARIA 2002-2004
VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004, e relativa nota di variazioni" ( 297-299).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
( 298).
La seduta è tolta alle ore 22.50
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.20 di mercoledì
13 febbraio 2002.