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Resoconto d'Aula della Seduta n. 310 di martedì 02 agosto 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, avverto che del verbale  della
  seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Vitrano   ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico   che   sono    pervenute,   da    parte
  dell'Assessore  per  la   Famiglia,  le  risposte  scritte   alle
  seguenti interrogazioni:

   -   N.   1106  -  Provvedimenti  circa  la  sottrazione  all'uso
  scolastico  di  alcune  aule del Comune di Piana  degli  Albanesi
  (PA).
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N.  1123 - Iniziative circa alcune delibere di rimborso missione
  adottate dalla Giunta comunale di Lampedusa e Linosa.
   Firmatario: Capodicasa Angelo

   N.  1136  -  Provvedimenti circa l'assegnazione di incarichi  di
  progettazione da parte del Comune di Corleone (PA).
   Firmatari:  Speziale  Calogero; Cracolici  Antonino;  Giannopolo
  Domenico

   N.  1141 - Ispezione presso il Comune di Messina in merito  alla
  prevista realizzazione di attività edilizia.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1176  -  Iniziative  per garantire  l'erogazione  dei  fondi
  regionali e statali agli enti locali.
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  1203 - Notizie circa il diverso trattamento tra i dipendenti
  dell'istituto per ciechi 'Florio e Salomone' di Palermo e  quelli
  dell''Ardizzone Gioieni' di Catania.
   Firmatario: Amendolia Antonino

   N.  1294  -  Potenziamento  dei servizi  socio-assistenziali  in
  Sicilia.
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N.  1332  - Iniziative per garantire il rispetto della  legalità
  nel Comune di Adrano.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1348 - Provvedimenti circa la nomina dei rappresentanti  del
  Comune  di Contessa Entellina nella Commissione comunale  per  la
  ricostruzione della Valle del Belice.
   Firmatario: Cracolici Antonino.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Disposizioni   in   materia  di  tutela   ed   uso   dei   beni
  paesaggistici  e  di promozione della qualità  architettonica  ed
  urbanistica   (n. 1037)
   di iniziativa  governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali  e  per
  la pubblica istruzione  in data 1 agosto 2005

    Istituzione  del   Fondo  per  il  microcredito  nella  Regione
  siciliana   (n. 1038)
   di iniziativa  parlamentare
   presentato dall'onorevole Villari  in data 1 agosto 2005

    Norme  per  l'inquadramento  in ruolo  del  personale  precario
  operante presso l'ARPA - Sicilia   (n. 1039)
   di iniziativa  parlamentare
   presentato  dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo,  Villari,
  Zago  in data 1 agosto 2005

    Norme  per  la  rivitalizzazione  ed  il  recupero  del  centro
  storico di Erice   (n. 1040)
   di iniziativa  parlamentare
   presentato dall'onorevole Maurici in data 1 agosto 2005.

   Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
  legge alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Misure  di solidarietà in favore dei piccoli Giuseppe  e  Maria
  Conti (n. 1035)
   di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli  onorevoli  Fleres,  Barbagallo,  Spampinato,
  Ioppolo,  Basile, Raiti, Liotta, Villari, Leanza Nicola,  Mancuso
  in data 28 luglio 2005

   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Norme  per la revisione del piano per l'assegnazione dei  posti
  letto nel settore della pediatria (n. 1036)
   di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli  Ioppolo,   Formica,   Incardona,
  Infurna, Virzì in data 28 luglio 2005.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  pervenute  dal  Governo e sono  state assegnate  alla  competente
  Commissione legislativa:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -    Ente  Parco   dei  Nebrodi.  Designazione  componenti   del
  collegio dei revisori  (n. 399/I)
   pervenuto in data 28 luglio 2005

   -   Ente  Parco dell'Etna. Designazione componenti del  collegio
  dei revisori  (n. 400/I)
   pervenuto in data 28 luglio 2005

   -    Designazione   componenti  consiglio   di   amministrazione
  Siciliacque  (n. 401/I)
   pervenuto in data 28 luglio 2005

   Trasmessi in data  28  luglio 2005.

                    Comunicazione di pareri resi

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti pareri  sono  stati  resi
  dalle competenti Commissioni legislative:

   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Piano  di  utilizzo  del fondo regionale per  la  montagna  per
  l'anno 2004  (n. 395/III-IV)
   reso in data  26 luglio 2005
   inviato al Presidente della Regione in data 27 luglio 2005

    APQ  Trasporto  stradale  -  Atto  integrativo  (Ammodernamento
  dello svincolo IROSA A19)  (n. 397/IV-II)
   reso in data  20 luglio 2005
   inviato al Presidente della Regione in data 27 luglio 2005

   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Addendum   all'APQ  Arte  contemporanea  e  valorizzazione   di
  contesti architettonici (n. 398/V-II)
   reso in data 26 luglio 2005
   trasmesso in data 28 luglio 2005

       Comunicazione di trasmissione di relazione da parte del
                      Presidente della Regione

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso, in data 22 luglio 2005, ai sensi dell'articolo 3 della
  legge  regionale  8  luglio  1977,  n.  47,  la  relazione  sulla
  situazione  economica della Regione siciliana  per  l'anno  2004,
  predisposta  dall'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle
  finanze, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 318
  del 13 luglio 2005.

   Comunico,  altresì,  che  copia della sopraccitata  relazione  è
  stata  trasmessa  alla  II Commissione parlamentare  in  data  27
  luglio 2005.

   Comunicazione di trasmissione di relazione da parte
  dell'Assessore per il bilancio e le finanze

    PRESIDENTE   Comunico che l'Assessore  per  il  bilancio  e  le
  finanze   ha  trasmesso,  in  data 20 luglio  2005,  copia  della
  relazione  concernente la situazione trimestrale di  cassa  e  di
  tesoreria della Regione siciliana riferita al 30 giugno 2005,  in
  attuazione dell'art. 52, comma 5 della legge regionale  3  maggio
  2001, n. 6.

   Comunico,  altresì,   che  copia della sopracitata  relazione  è
  stata  trasmessa  alla  II Commissione parlamentare  in  data  27
  luglio 2005.

        Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2294

      PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, preciso  che l'interrogazione
  n.   2294    dell'onorevole  Genovese   Iniziative  urgenti   per
  assicurare  approdi sicuri ai natanti e ai turisti nell'isola  di
  Lipari (ME) ,  annunziata nella seduta n. 302 del 28 giugno 2005,
  è da  intendersi presentata quale interrogazione con richiesta di
  risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposa orale

   N.  2334  - Interventi per l'attuazione dell'art. 12 della  l.r.
  n. 15 del 2004 riguardante benefici in favore dei consorzi fidi e
  delle imprese agricole.
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Villari Giovanni;

   L'interrogazione, ora annunziata, sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al suo turno.

   con richiesta di risposta scritta

   N.  2333 - Verifica dei requisiti posseduti dai difensori civici
  eletti presso i comuni dell'Isola.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2335 - Interventi urgenti per garantire le condizioni minime
  di sicurezza in alcune strade del comune di Valverde (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2336  -  Misure urgenti per il recupero e la fruibilità  del
  salone polifunzionale sito nella frazione Trepunti del Comune  di
  Giarre (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.   2337   -  Interventi  urgenti  per  garantire  la  corretta
  manutenzione delle strade dei quartieri periferici del comune  di
  Viagrande (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2338  - Interventi urgenti per bonificare la via Monaca  nel
  comune di Acireale (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2339 - Interventi urgenti per il recupero delle storiche Vie
  dei mulini di Paternò (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Turismo
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2340  - Interventi per ripristinare le condizioni minime  di
  sicurezza  nella  via Nicola Coviello del comune  di  Gravina  di
  Catania.
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.   2341   -  Misure  per  la  riqualificazione  del  quartiere
  Camposanto vecchio del comune di Giarre (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2342  - Interventi per ripristinare le condizioni minime  di
  transitabilità  dei  percorsi pedonali della Circonvallazione  di
  Ponente del comune di Caltagirone (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2343 - Interventi urgenti per risolvere la crisi idrica  del
  comune di Ramacca (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.  2344  - Interventi urgenti per la bonifica della via Pasiano
  del comune di Acireale (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatario:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   N.        2345   -   Notizie   concernenti   l'indennizzo   agli
  agricoltori e alle imprese a seguito della crisi di mercato.
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Incardona Carmelo;

   N.       2346   -   Indagine   amministrativa   sulla   corretta
  applicazione del comma 6 dell 'art. 57 della l.r. n. 16 del  1996
  relativo  ai  limiti  di  età per l'accesso  e  l'inclusione  nel
  contingente distrettuale antincendio.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavoro
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico che  sono  state presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  268  -  Chiarimenti  circa  la mancata  indizione  di  nuove
  elezioni nel Comune di Messina.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Ferro Giovanni;

   N.  269  -  Verifica di legittimità in ordine alla posizione  ed
  all'operato di un assessore della Giunta comunale di Carini (PA).
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato di respingere le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolte
  al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   -  N. 445  Iniziative per il rilancio dell'artigianato siciliano
   ,  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari  e
  Mercadante;

   -  N.  446   Provvedimenti  urgenti  per  le  zone  colpite  dal
  terremoto  e  dall'eruzione vulcanica dell'ottobre  2002 ,  degli
  onorevoli  Raiti, Barbagallo, Ferro, Forgione, Ortisi,  Speziale,
  Fleres, Garofano, Liotta, Spampinato, Villari.

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

           Comunicazione di adesione a Gruppi parlamentari

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che:
   -   con  nota  dell'1  agosto 2005,   pervenuta alla  Segreteria
  generale  il 2 agosto successivo, l'onorevole Giuseppe  Franchina
  ha  dichiarato, a norma dell'articolo 23 del Regolamento interno,
  che  intende  appartenere al Gruppo parlamentare   Movimento  per
  l'Autonomia' (M.P.A.);
   -  con  nota  dell' 1  agosto 2005,  pervenuta  alla  Segreteria
  generale il 2 agosto successivo, l'onorevole Sebastiano  Neri  ha
  dichiarato, a norma dell'articolo 23 del Regolamento interno, che
  intende   appartenere  al  Gruppo  parlamentare   Movimento   per
  l'Autonomia' (M.P.A.).
   Conseguentemente,  a seguito delle predette  adesioni  e  a  far
  data dall'1 agosto 2005, l'onorevole Giuseppe Franchina cessa  di
  far parte del Gruppo parlamentare  Unione Democraticacristiana  e
  di   Centro'    e  l'onorevole  Sebastiano  Neri     del   Gruppo
  parlamentare  Misto'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  444
   Interventi  presso il Governo nazionale per  il  rilancio  delle
  aziende   in   crisi ,  degli  onorevoli  Capodicasa,  Panarello,
  Speziale, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
  Villari, Zago.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che,  nel quadro della crisi economica e  sociale  che
  riguarda   in  Sicilia  tutti  i  settori  produttivi,  risultano
  particolarmente     gravi     le    condizioni     dell'industria
  metalmeccanica;

   CONSIDERATO che:

   la  crisi  della  Fiat  e  la riduzione delle  commesse  per  la
  componentistica  sta determinando nello stabilimento  di  Termini
  Imerese, oltre all'aumento della cassa integrazione guadagni,  la
  chiusura  di  numerose  aziende  dell'indotto  e  l'avvio   della
  procedura di mobilità per centinaia di lavoratori;

   la  ST  Microelectronics, con il mancato  avvio  del  cosiddetto
  modulo   6  nello  stabilimento  di  Catania,  la  chiusura   del
  designcenter  di Palermo ed il trasferimento di macchinari  fuori
  dalla  regione,  ha provocato l'esubero di 210 lavoratori  ed  il
  ridimensionamento dei programmi produttivi in Sicilia;

   oltre  500  lavoratori  sono stati espulsi  dalla  produzione  a
  seguito  della  crisi  o della chiusura di aziende  insediate  da
  molti anni nella nostra regione (Tecnosistemi di Carini, SMEB  di
  Messina, Telecom s.r.l., etc..);

   le   predette  crisi  aziendali  contraddicono  impegni,   anche
  recenti,  assunti  dai grandi gruppi industriali  e  dai  governi
  nazionale  e  regionale  per  la salvaguardia  o  addirittura  il
  rilancio degli stabilimenti siciliani;

   in particolare sembrano venuti meno:

   l'impegno  della  Fiat a realizzare nuove produzioni  a  Termini
  Imerese  e  ad  assicurare il 70 per cento  delle  commesse  alle
  aziende dell'indotto;

   i  contenuti  del contratto di programma del 2000 che  prevedeva
  il consolidamento della presenza ST in Sicilia;

   l'impegno  del Ministero delle Attività Produttive ad assicurare
  una  prospettiva  produttiva alla Tecnosistemi nell'ambito  della
  realizzazione del progetto 'Tetra';

   la  prospettiva di una ricollocazione produttiva dei  lavoratori
  di   Telecom   s.r.l.   nonostante  siano  stati   attivati   gli
  investimenti   per   l'UMTS  (Universal  Mobile  Telecomunication
  System);

   la  ripresa dell'attività produttiva nei cantieri dell'ex  SMEB,
  dopo  che è andata deserta la gara per l'utilizzazione del bacino
  di carenaggio e delle aree attigue,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  tutte le iniziative necessarie presso  il  Governo
  nazionale   ed   i   Ministeri   competenti   per   impedire   il
  ridimensionamento della presenza di FIAT ed ST in  Sicilia  e  la
  chiusura   definitiva  di  Tecnosistemi,  anche   attraverso   la
  promozione di specifiche incentivazioni;

   a   vincolare  le  autorizzazioni  per  la  realizzazione  degli
  investimenti previsti per l'UMTS in    Sicilia    al     rilancio
  del      settore dell'impiantistica    e  dell'utilizzazione   di
  lavoratori ex Telecom s.r.l.;

   ad  eliminare  gli  ostacoli che hanno  impedito  l'assegnazione
  delle  aree ex SMEB per la ripresa dell'attività cantieristica  a
  Messina;

   ad  intervenire  presso Governo nazionale  perché  attivi,  alla
  scadenza    degli   attuali   ammortizzatori   sociali,    misure
  straordinarie di tutela per i lavoratori siciliani  licenziati  e
  sino  al  reinserimento nel processo produttivo,  in  analogia  a
  quanto realizzato per i lavoratori del bacino delle installazioni
  telefoniche.» (444).

     CAPODICASA - PANARELLO -SPEZIALE - CRACOLICI - CRISAFULLI - DE
                     BENEDICTIS -GIANNOPOLO - ODDO - VILLARI - ZAGO

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
  data  di discussione della predetta mozione venga demandata  alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

  Seguito  della  discussione del disegno di legge  «Norme  per  lo
  sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788 - 376 - 550 - 957/A)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788  -
  376 - 550 - 957/A), iscritto al numero 1).
   Invito  i componenti la competente Commissione a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che la discussione si è interrotta nella seduta  numero
  308 del 26 luglio 2005, dopo l'approvazione dell'articolo 1.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che
  il  mio  intervento  possa  essere considerato  superfluo,  però,
  vorrei che si stabilisse, in modo definitivo, ciò che già è stato
  deciso   in  sede  di  Conferenza  dei   Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari  o  attraverso un'ulteriore e rapida  Conferenza,  o
  attraverso  la reiterazione di un impegno già assunto;  in  buona
  sostanza, vorrei conoscere, con certezza, i tempi di chiusura dei
  lavori d'Aula.
   Ho  sentito  dire che potrebbe esserci l'eventualità di  sforare
  la  data  del  4  e  non  capisco in quale  sede  ciò  sia  stato
  stabilito.  Per  questo motivo, le chiedo, signor Presidente,  di
  convocare, ora o domani mattina - non c'è alcuna difficoltà,  per
  me  possiamo  continuare i lavori d'Aula -,  una  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, per stabilire in modo  chiaro
  la  data  di  chiusura dei lavori del Parlamento,  a  prescindere
  dallo stato di approvazione delle norme.
   Occorre  valutare il da farsi. E' stato incardinato  il  disegno
  di  legge sui Consorzi fidi; ebbene, ritengo che questo  sia  uno
  dei  disegni  di legge che dovremmo approvare entro  la  chiusura
  della sessione. Comunque, lo ribadisco, è necessario stabilire la
  data di chiusura dei lavori d'Aula, in modo tale che ognuno possa
  organizzare, liberamente con la propria famiglia, le ferie.

     PRESIDENTE   Onorevole Speziale, lei  ha  certamente  ragione.
  Come sa, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  ha
  fissato il termine di chiusura della sessione per il 5 agosto  e,
  pertanto, fino a questo momento, siamo assolutamente in regola.
   Comunque, lei pone un problema condivisibile, pertanto,  se  non
  ci  sono  osservazioni, mi farò carico di riferire al  Presidente
  dell'Assemblea  dell'opportunità di convocare domani  mattina  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  al  fine  di
  valutare se il termine stabilito sia congruo - come personalmente
  mi  auguro -, o se esistono esigenze o emergenze particolari  che
  impongano all'Assemblea di modificarlo.

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'osservazione del Presidente sia di buon senso, però, rinviare a
  domani   mattina   la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari implicherebbe, a mio avviso, che questa sera non  si
  lavori.
   Se  fosse possibile, signor Presidente, vorrei che lei ottenesse
  una delega dal Presidente, onorevole Lo Porto, per presiedere  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  in  modo  da
  proseguire   i   lavori   anche  questa   sera.   E'   intenzione
  dell'opposizione, chiedere da subito il numero legale, per motivi
  che non le sto a spiegare, ma che lei sicuramente intuisce.

     PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  anche  questo  mi  sembra  un
  suggerimento  saggio. Per potermi orientare  nella  conversazione
  che   avrò  col  Presidente  dell'Assemblea,  le  chiedo  se   le
  osservazioni  che  l'opposizione ritiene di formulare  riguardano
  singoli argomenti o l'attività dell'Assemblea nel suo complesso.

    ORTISI   Signor Presidente, riguardano l'ordine  dei  lavori  e
  anche  l'osservazione fatto da lei quando ha detto  fino a questo
  momento .  Che  significa  fino a questo  momento ?  Lei,  signor
  Presidente,  deve  garantire il Parlamento ed i  parlamentari;  è
  l'Aula che decide fino a quando lavorare, non esiste altro  input
  da parte di organo esterno quale può essere il Governo

     PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, con quella frase intendevo  dire
  che per il momento i lavori sono calendarizzati fino al 5 agosto.
  E'  chiaro  che se, entro quella data, non dovessimo  arrivare  a
  concludere  il  programma  dei  lavori,  o  dovesse  accadere  il
  contrario  -   potrebbero  esserci emergenze  tali  da  suggerire
  all'Aula una dilatazione dei tempi -, dovremmo vederlo giorno  5.
  Comunque,  onorevole Ortisi, poiché la proposta da lei formulata,
  è  funzionale ad un corretto andamento dei lavori, la  Presidenza
  ritiene opportuno proseguire con il disegno di legge sul turismo,
  nell'attesa di un mio colloquio con il presidente Lo Porto.

     ORTISI    Verifichiamo  subito  il   numero   legale,   signor
  Presidente

     PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, ho bisogno di  consultarmi  con
  il  Presidente dell'Assemblea che spero di riuscire a  contattare
  nell'arco  di  quindici, venti minuti, così da  potere  stabilire
  l'andamento   dei  lavori.  Intanto,  cominciamo   il   dibattito
  sull'articolo 2 della legge sul turismo.
   Onorevoli colleghi - mi rivolgo ai colleghi della maggioranza  -
  ,  se  non  ci sono osservazioni, l'opposizione ha formulato  una
  proposta  seconda la quale sarebbe opportuno, a parziale modifica
  della proposta dell'onorevole Speziale, anticipare a questa  sera
  la   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari.
  Personalmente,   ho   bisogno   di   consultare   il   Presidente
  dell'Assemblea relativamente a questa ipotesi.
   Pertanto,  la proposta che la Presidenza fa, è di andare  avanti
  con  il  disegno di legge sul turismo, in modo tale che io  possa
  avere  il  tempo necessario per potermi consultare; se  poi  sarà
  necessario  sospendere  la seduta per tenere  la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari lo stabiliremo dopo,  intanto,
  procediamo con l'esame dell'articolo 2 del disegno di  legge  sul
  turismo.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è bene, per  la
  dignità di questo Parlamento, sottolineare che il tentativo e  lo
  sforzo  di  tutti  i Gruppi parlamentari, ad iniziare  da  quelli
  rappresentati   in  Commissione, è stato quello  di  redigere  un
  testo ampliamente condiviso che segnasse, realmente, un punto  di
  svolta nell'organizzazione del sistema turistico siciliano.
   La  coerenza  vuole che, così come in modo molto leale  è  stato
  sottolineato,  ad esempio, dall'onorevole Ortisi,  sulla  stampa,
  l'aver  voluto  fissare  come principio che  una  certa  idea  di
  sviluppo  venisse  posta al centro dell'idea stessa  di  sviluppo
  della  Regione siciliana sia un fatto che ci ha trovato, in Aula,
  a  dare  un indirizzo, che è quello contenuto nella dichiarazione
  programmatica dell'articolo1.
   Ho  avuto  la comunicazione che i nove Presidenti delle Province
  intendono  incontrare i Presidenti dei Gruppi parlamentari  o  la
  Commissione  legislativa per un confronto su un  aspetto  singolo
  della   normativa,  cioè  quello  che  riguarda  l'organizzazione
  decentrata  delle cosiddette Aziende provinciali del turismo  che
  restano in vita, per capirci le nove AAPIT.
   La   proposta   che  faccio  al  Parlamento  -  considerata   la
  delicatezza   della   materia  ed  il   fatto   che   nessuno   è
  pregiudizialmente  contrario  ad  un'interlocuzione  legata  alla
  sussidiarietà orizzontale, insita anche nello spirito della legge
  n.  9  sul  decentramento  verso  il  territorio  e  le  Province
  regionali  di alcuni compiti - è di continuare l'esame di  quelle
  parti della legge non soltanto condivise ed approfondite ma sulle
  quali,  nella  stessa  Commissione, si è  registrata  una  grossa
  convergenza,   anche  alla  luce  della  rilettura   data   della
  Conferenza Consiglio regionale del turismo e poi sospendere  dopo
  l'approvazione  dell'articolo 4, la trattazione della  norma  per
  incontrare   i   nove   Presidenti  della  Provincia,   i   quali
  formalizzeranno questo incontro.
   Forse,  i  parlamentari  di una certa  esperienza  ed  anzianità
  riterranno informale questa mia comunicazione all'Aula, ma vorrei
  spiegarne il motivo, signor Presidente.
   Signor  Presidente, essendo lei un parlamentare più  anziano  di
  me,  uno dei pochi sopravvissuti - nel senso politico - ai  ritmi
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  saprà  perfettamente   che
  l'ultima cosa che questo Parlamento deve fare è quella di dare la
  percezione  che le norme vengano scritte al di fuori dell'Aula  e
  delle Commissioni parlamentari.
   Noi  abbiamo il dovere di interlocuzione, di ascoltare le  parti
  sociali,  di  tenere  conto degli interessi diffusi,  come  anche
  questa  normativa  prevede, abbiamo il dovere di  incontrare  gli
  enti  locali  e  di ascoltarli. Preciso che il Parlamento  fa  le
  leggi e queste vengono proposte dalla Commissione competente.
   Allora,  non  vorrei che restasse una sorta di  sottointeso,  in
  quest'Aula,  dato che su questa norma qualcuno si è  meravigliato
  per il fatto che in apertura avessi detto che si erano registrate
  delle  strane  dinamiche, anche incomprensibili da  un  punto  di
  vista politico.
   Infatti,  caro  onorevole Cintola - che oggi vedo  con  piacere,
  anche per il fatto di  non essere solo al banco del Governo -, se
  è  vero  che  in  Aula,  si  devono  fare  leggere  le  dinamiche
  legislative in modo certamente concertato ed aperto ai contributi
  che provengono dall'esterno, limpido e trasparente, cioè tradotto
  in  modo  ancora  più chiaro ed esplicito - voglio  che  resti  a
  verbale  quello che dico -, se si deve continuare a  dare  l'idea
  che  questo  Parlamento fa le leggi senza subire la  pressione  o
  comunque  il condizionamento di lobby esterne, ebbene, devo  dire
  pubblicamente che, in questo momento, ci sono delle pressioni  su
  questa  normativa che vanno oltre il Parlamento, che  sono  state
  registrate in modo intelligente, trasparente ed attento da  parte
  della Commissione e sono state filtrate in un testo.
   Adesso,  i  Presidenti  delle  province  chiedono  un  ulteriore
  incontro,  non  ho  ben  capito se con i  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari,  con la Commissione - ritengo con  quest'ultima,  a
  titolo  di competenza specifica rispetto al processo - o  con  la
  Commissione  allargata  ai  Presidenti dei  Gruppi  parlamentari.
  Ebbene,  non  ho  nulla  in  contrario affinché  questo  incontro
  avvenga  stasera stessa, ma nel frattempo il Parlamento  dimostri
  che  si  continua  nell'esame di una normativa  che,  ripeto,  in
  Commissione è stata considerata positivamente, anche con  qualche
  astensione da parte di tutte le forze politiche e non dia  l'idea
  che  questa norma sia frenata per dinamiche del tutto esterne non
  soltanto  ai Presidenti delle province, ai sindaci, ma  all'Aula,
  perché tutelano interessi particolari .
   Credo  che  il  Parlamento  debba esprimersi  sulla  volontà  di
  procedere questi lavori.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  comprendo
   la strategia dei piccoli passi', utilizzata dall'Assessore, tesa
  a  guadagnare terreno su un testo sul quale il Governo  o  quanto
  meno  l'Assessore  e  buona parte della Commissione  mostrano  di
  riporre grandi speranze e grandi investimenti.
   Secondo  me  c'è un po' di esagerazione in quanto non  siamo  in
  presenza  di  un  testo  così rivoluzionario  come  molto  spesso
  l'assessore Granata ha teso a presentarlo.
   Noi  avevamo sospeso, signor Presidente e Governo, l'esame della
  legge perché era venuto a mancare il numero legale.
   Ora  mi  permetto di dire che l'aver fatto rilevare la  mancanza
  del  numero  legale non era soltanto un fatto  di  tecnica  o  di
  tattica parlamentare, ma è stato anche un modo per evidenziare un
  dibattito  politico  che  molto  spesso,  come  in   tante  altre
  circostanze,  compresa questa, si svolge  -  ho  detto  dibattito
  politico  perché voglio attribuirgli nobiltà e dignità -,  al  di
  fuori delle aule parlamentari.
   I  punti di vista non vengono esplicitati e ciò, spesso, porta a
  determinare  una  situazione in cui non c'è  una  maggioranza  di
  governo  che  sia  in  grado di reggere un  processo  legislativo
  parlamentare  che dovrebbe, comunque, segnare la presenza  di  un
  punto di vista, di una presenza fisica, anche della maggioranza.
   Noi, quindi, abbiamo sollevato questo problema. Non mi pare  che
  siamo in presenza di una novità da parte della maggioranza e  del
  Governo che ci metta nella condizione di avere un dibattito ed un
  confronto  chiaro  sui nodi cruciali di questa  legge,  che  sono
  tutti  scritti  negli  emendamenti e forse  nelle  intenzioni  di
  qualcuno,   anche  in  qualche  subemendamento   o   in   qualche
  emendamento fatto presentare dal Governo all'ultima ora.
   Allora,   non  c'è  solo  la  richiesta  dei  Presidenti   delle
  province,  a  cui  è  giusto accedere, che è  quella  appunto  di
  sentirli  in ordine al contenuto della legge - occorreva sentirli
  ancor  prima della continuazione dell'esame del disegno di legge,
  perché  mi  permetto fare rilevare che le proposte dei Presidenti
  delle  province  potrebbero riguardare non  solo  e  soltanto  le
  Aziende  Provinciali per il turismo, per l'incremento  turistico,
  ma      potrebbero      riguardare     l'assetto      complessivo
  dell'organizzazione della politica turistica in  questa  regione,
  compresa  anche l'articolazione delle competenze e delle funzioni
  in materia di turismo in questa regione.
   Quindi,  trovo  più  giusto,  prima di  procedere  ulteriormente
  all'esame   della  legge,  acquisire  l'opinione  ulteriore   dei
  Presidenti delle Province, tornare a discutere in commissione  su
  queste  determinazioni, su queste ulteriori proposte, e  continuo
  ad  invitare  il Governo, così come ho detto chiaramente  l'altra
  volta,  a prendere in esame quelle questioni che anche noi,  come
  Gruppo  dei Democratici di sinistra abbiamo voluto porre, proprio
  per dare un apporto qualificante a questa legge, in modo tale  da
  poterla  configurare  davvero come un tentativo  di  riforma  del
  turismo che supera privilegi, che supera nicchie di parassitismo,
  momenti di arretratezza sul piano della politica turistica  nella
  nostra  regione.  Quindi,  invito il  Governo,  il  Parlamento  a
  soprassedere  all'esame della legge e a  tornare  a  vederci  per
  discutere quando saranno sciolti alcuni nodi che ancora rimangano
  aperti.

    PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo, a questo punto vi sono  delle
  ipotesi  alternative  che sono state prospettate,  una  da  parte
  dell'assessore, di andare avanti relativamente agli articoli 2  e
  3  e poi sospendere ed aspettare l'audizione dei Presidenti delle
  province; un'altra, invece, dell'onorevole Ortisi, per  la  quale
  io  mi  sono  già  munito  di  lasciapassare,  che  riguarda  una
  sospensione dei lavori a questo punto non soltanto per  discutere
  questa legge e le modalità di discussione di dibattito attorno  a
  questa  legge,  ma  anche più complessivamente,  come  richiedeva
  l'onorevole Speziale, l'andamento dei lavori parlamentari da  qui
  a giorno 5 agosto.
   Darei  adesso  la  parola all'assessore  Granata  e  poi  vorrei
  sentire  la Commissione per vedere se ci sono elementi  ulteriori
  dopo  di  che sospenderei  la seduta per convocare la  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor  Presidente,  per  il  rispetto   di   questo
  Parlamento  ho  il dovere di rispondere in modo garbato  ma  allo
  stesso  tempo  sincero all'onorevole Giannopolo, perché  è  molto
  grave  ipotizzare serie alternative dopo che una  norma  è  stata
  approvata  da  una commissione che ha lavorato per  mesi,  che  è
  stata  regolarmente convocata, che poi è stata riconvocata e  che
  ha  concluso  questo  percorso  legislativo  con  un  sostanziale
  accordo sul testo della legge, non si sa bene né dove né a  quale
  sede.
   Un  disegno  di  legge  ha un iter, ha un iter di commissione  e
  poi  un  iter parlamentare dove non con il sistema del far  venir
  meno  il  numero legale, ma con il sistema delle convergenze  sui
  temi che la legge tratta, ma queste sono opzioni di tipo tattico,
  che non posso ovviamente essere io a precludere alle opposizioni,
  si  trova  a dovere affrontare in Parlamento che è luogo  sovrano
  per questo dibattito.
   Signor   Presidente,  questo  mio  ragionamento  è  strettamente
  connesso  alla  prima parte del mio discorso,  perché  su  questa
  normativa stiamo continuando a dare la sensazioni che il  livello
  di  dibattito  e  di  concertazione debba avvenire  al  di  fuori
  dell'Aula  parlamentare, non tra le forze politiche  presenti  in
  commissioni  legislativa, né tra le forze politiche  presenti  in
  Parlamento,  né tanto meno tra il Governo, ma debba  avvenire  in
  luoghi che siccome mi sono sconosciuti non posso condividere.
   Detto  questo  non  ho  problema se questo  dovesse  servire  ad
  ipotizzare  un  percorso sia per quanto riguarda l'audizione  dei
  presidenti delle province...

     GIANNOPOLO  Assessore, dovrebbe essere più preciso

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti... sia per quanto riguarda la definizione del percorso,
  così  come  dall'onorevole  Speziale,  se  mi  ascolta,  è  stato
  sollecitato  opportunamente, l'onorevole Speziale dice:  dobbiamo
  capire  qual è il percorso rispetto alle norme che sono in  Aula.
  Io  non  ho  una preclusione rispetto, per esempio,  ad  una  sua
  eventuale decisione di convocare immediatamente la Conferenza per
  i  capigruppi per tornare subito dopo la conferenza;   certamente
  ho  una  preclusione assoluta a ritenere che possa  esistere  una
  sorta di messa in stand-by, in attesa che arrivi una benedizione,
  non  si capisce bene, da quale sede e da quale luogo, visto  che,
  ripeto, la legge è stata esitata dalla Commissione legislativa ed
  è  all'esame  del  Parlamento  che,  nella  sua  sovranità,  deve
  guardare  la  legge, dire dove è d'accordo e dove non  lo  è;  le
  forze di maggioranza devono esprimere con coerenza, attraverso la
  presenza,  quella  condivisione che  è  stata  espressa  in  modo
  diretto  in  sede politica e le forze di opposizione atteggiarsi,
  con  il senso di responsabilità che le caratterizza, rispetto  al
  contenuto della legge stessa.
   Credo  che  per la dignità, più che del Governo, del Parlamento,
  questa non possa che essere l'unica posizione accettabile.

     VICARI  relatore. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     VICARI   relatore.  Signor Presidente, ho  necessità  di  fare
  alcune integrazioni a ciò che è stato detto finora. In particolar
  modo,  mi riferisco a quanto sollevato da alcuni deputati,  credo
  in    maniera   assolutamente   inopportuna,   nel   senso   che,
  probabilmente,  alcune cose non le hanno  sapute  sino  a  questo
  momento,  perché  mi  sembra  che  dietro  questa  richiesta,   o
  atteggiamento di rinvio - perché i presidenti della  province  ci
  chiedono  un'audizione  nel  corso  di  una  legge  che   è   già
  incardinata - ci sia qualcuno che si voglia nascondere dietro  ad
  un dito.
   Mi   spiego  meglio:  la  commissione  e  i   componenti   della
  commissione  sanno  e,  quindi,  ritengo  anche  i   partiti   di
  espressione  dei  singoli  componenti, sanno  perfettamente  come
  all'articolo  6,  quando  in  commissione  si  è  discusso  sulla
  soppressione delle aziende, il Governo, in quella sede, proprio a
  seguito  di  diverse  proposte, ed   in  particolare  quella  che
  riguardava   la   limitazione  delle  competenze  delle   aziende
  provinciali,   c'era  e  c'è  la  proposta,   come   emendamento,
  dell'onorevole   Nicola   Leanza,   che,   invece,   prevede   la
  soppressione  totale  di queste aziende,  in  quella  sede,  dopo
  approfondite  discussioni,  il Governo  e  la  commissione  hanno
  ritenuto,  proprio  su questo argomento, di rimettersi  all'Aula,
  senza  prendere alcuna posizione precisa,  ritenendo un argomento
  piuttosto  delicato  che,  comunque, coinvolgeva  altri  tipi  di
  scelte, per cui questa soluzione, onorevole Leanza,  è già  stata
  presa proprio in sede di approfondimento in commissione.
   Voler  riportare di nuovo questo argomento, come  se  già  fosse
  stata presa una decisione a monte, credo che sia un po' una scusa
  per non  procedere su questo testo.
   Altro  argomento, che ritengo non sia da sottovalutare,  ma  che
  invece  possa  nascondere  altre posizioni, e credo  abbia  fatto
  alzare  alcuni  scudi,  è un emendamento  del  Governo  circa  il
  divieto di concessioni in aree tutelate dall'UNESCO.
   Credo  che  alcune parti del Governo, su queste  posizioni,  non
  siano  state  favorevoli a questo tipo di indicazione  ed  allora
  preferiamo  sapere  ciò  piuttosto che  chiedere  un  rinvio  che
  determinerà, certamente, la morte di questa legge solo perché  si
  ritiene di audire i componenti delle commissioni provinciali.
   Allora,  sintetizzo e ripeto, circa le posizioni  sulle  aziende
  autonome  provinciali la commissione si è già  rimessa  all'Aula,
  perché   una  posizione  era quella di   ridurre  le  competenze,
  un'altra  posizione,  quella di Nicola  Leanza,   di  sopprimerle
  totalmente.  Proprio  per  questa discrasia  all'interno  di  una
  commissione,  ed   anche  all'interno di una  maggioranza,  si  è
  preferito rimettersi all'Aula. Prima strada.
   Altra  ipotesi  che ritengo molto più corposa,   quella  di  non
  aver    aderito alla costituzione di alcune agenzie,  quella  che
  crea  fibrillazioni  all'interno del Governo,  è  quella  appunto
  sulle  zone tutelate dall'UNESCO. Se queste cose ci vengono dette
  probabilmente  in  maniera  più  chiara  credo   che  un   rinvio
  significhi non far ritornate più questa legge in Aula...

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Ma io sono contrario

    VICARI   L'onorevole  Giannopolo,  di  fatto  ne  richiede   un
  rinvio.  Se  invece, tutto questo non c'è io credo che  si  possa
  procedere    tranquillamente,   non   si   arriverà    certamente
  all'articolo   6   questa  sera,  ma  se  si   dovesse   arrivare
  all'articolo 6, si può perfettamente accantonar, come si è  fatto
  altre  volte, e dar corso a questo disegno di legge che  forse  è
  una delle poche riforme che si siano effettivamente concretizzate
  in questa legislatura.

     ORTISI   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà. Però se l'orientamento è  quello  di
  convocare la Conferenza dei capigruppo, convochiamola

    ORTISI  Se questo è l'orientamento, non intervengo.

    PRESIDENTE    Sì,  ma  con  una  precisazione:  stabiliamo   il
  percorso  di  questa Conferenza dei capigruppo ed il percorso,  a
  mio  avviso non può che essere questo: verifica della discussione
  del  disegno  di  legge di riforma del turismo e,  chiusa  questa
  partita, in  modo o nell'altro, verifica della discussione  degli
  altri  disegni di legge perché, altrimenti, torneremo in  Aula  e
  non  sapremo ancora come andare avanti, quindi affrontiamo questi
  due aspetti.

    SPEZIALE  Entro la data di chiusura

    PRESIDENTE  Entro la data di chiusura o, non voglio mettere  il
  carro  davanti  ai  buoi, se dovessero emergere  delle  questioni
  particolari, lo vedremo in conferenza dei capigruppo.  Quindi,  i
  due  temi sono questi: da una parte l'andamento della discussione
  del  disegno  di legge sul turismo, dall'altra il calendario  dei
  lavori  e quindi i disegni di legge da affrontare da qui a giorno
  5 agosto.

    SPEZIALE   Se  potesse  venire il  Presidente  Cuffaro  sarebbe
  meglio.

    PRESIDENTE  Lo posso avvertire, anzi lo devo avvertire  ma  non
  so  se  potrà essere presente. Onorevole Granata, lei ritiene  di
  dovere intervenire prima della conferenza dei capigruppo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  dopo  aver
  ascoltato  l'intervento dell'onorevole Vicari, vorrei specificare
  un aspetto.
   I   parlamentari  dell'opposizione,  il  capogruppo  Speziale  e
  anche  altri  parlamentari hanno chiesto la  verifica  di  questo
  percorso  non  della legge con una Conferenza dei capigruppo.  Al
  ritorno  in  Aula dalla Conferenza dei capigruppo,  comunque,  il
  Governo intende proseguire con l'esame del testo presentato, dopo
  le forze politiche si assumano la responsabilità, anche alla luce
  di   ciò   che   si   diranno  in  conferenza   dei   capigruppo,
  l'atteggiamento che ritengono avere in Aula.
   Non  è pensabile che si sospenda una volta per la Conferenza dei
  capigruppo,  poi  si  sospenda un'altra volta  per  incontrare  i
  presidenti delle province, poi ancora per incontrare chissà chi
   Anche  perché,  voglio ricordare all'onorevole  Formica,  se  mi
  vuole  ascoltare,   che  il Governo,  che  in  questo  momento  è
  rappresentato  qui  ai banchi sia dal vicepresidente  Cascio  che
  dall'Assessore  per  il  Turismo che  ha  la  responsabilità  per
  delega,   a  quel  punto,  rispetto  a  un  percorso  nel   quale
  sostanzialmente, lo voglio sottolineare perché resti  agli  atti,
  non  si  accetta  l'idea  di approfondire nell'Aula  parlamentare
  quali  sono  i nodi e i temi su cui non si è d'accordo,  dovrebbe
  prendere  atto che le leggi non si fanno in questo Parlamento  ma
  fuori da questo Parlamento...

     FORGIONE   Ma dove si fanno? Le sue sono affermazioni gravi

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Io  faccio le esternazioni che ritengo  fare,  me  ne
  assumo per intero le responsabilità e, ripeto, la sospensione che
  mi  viene chiesta dal Presidente dell'Assemblea in questo momento
  per  la Conferenza dei capigruppo non trova nessuno ostacolo  nel
  Governo   ma,  ovviamente,  non  si  tratta  di  una  sospensione
  finalizzata a far fare alla Conferenza dei capigruppo  un  lavoro
  parallelo  a quello svolto dalla commissione perché mancherei  di
  rispetto  nei confronti della commissione che, di fatto,  insieme
  all'assessore, ha scritto materialmente le normative  di  cui  il
  Parlamento si sta occupando. Volevo fare questa precisazione

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, se lei insiste le do  la  parola,
  però, siccome il clima mi sembra piuttosto torrido, anche a causa
  dello scarso funzionamento dei condizionatori, forse è meglio non
  intervenire.  Onorevoli colleghi, facciamo domani  la  Conferenza
  dei capigruppo altrimenti ripetiamo sempre le stesse cose.

    ORTISI   Signor Presidente, abbiamo chiesto la sospensione  dei
  lavori  perché  vorremmo linearizzare i lavori stessi,  però  non
  accettiamo   dall'assessore  Granata  due  cose  che  intorbidano
  l'atmosfera.
   La   prima  è  che  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari  sarebbe condizionata; la seconda è questo  richiamo
  continuo a pressioni esterne e a luoghi extraparlamentari in  cui
  si deciderebbero le cose che poi noi parlamentari subiamo.
   Sarebbe  opportuno  che lei, assessore, esplicitasse  meglio  il
  concetto,  altrimenti  verrà  meno  l'atteggiamento  responsabile
  tenuto  dall'opposizione fino a questo momento, se  l'opposizione
  medesima  si fa mettere in un calderone generale per il quale  se
  esercita il suo diritto di opposizione diventa complice,  se  non
  titolare, di queste pressioni esterne. Ciò depaupera non solo  la
  dignità   di  ognuno  di  noi  oppositori,  ma  anche  la   buona
  disponibilità  a  discutere  di una  legge  che,  per  tantissimi
  aspetti, è bipartisan.
   Allora,  o  sospendiamo i lavori per tenere una  Conferenza  dei
  capigruppo  senza condizionamento alcuno o, se lei  insiste,  noi
  ritiriamo la proposta della Conferenza e andiamo avanti e, fra un
  secondo,  chiederemo la verifica del numero legale per  incassare
  politicamente la vostra assenza.
   Lei  deve  capire  che ognuno svolge il suo  ruolo.  In  termini
  bipartisan, noi abbiamo chiesto la Conferenza dei capigruppo.  Se
  c'è questo clima bene, altrimenti ognuno per la sua parte.

    BENINATI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  quale presidente della  Commissione  vorrei
  fare alcune precisazioni.
   Da  un  attento esame, gli articoli 2, 4 e 5 sono articoli  che,
  anche   con   la  premessa  fatta  dal  Governo,  non   inficiano
  assolutamente  l'iter  del  disegno di  legge,  per  cui,  se  la
  Conferenza  dei capigruppo oggi stabilirà qualcosa, è  ovvio  che
  tali   articoli  esulano  da  quanto  l'assessore   Granata   ha,
  sensibilmente,  voluto attenzionare a proposito di  rivisitazioni
  sulle AAPIT.
   Per   il   resto,   questi  articoli  non   comportano   nessuna
  problematica, si possono fare tranquillamente, alla  ripresa  dei
  lavori  di  questa seduta, se si sospenderà per un minuto,  dieci
  minuti o mezz'ora, la seduta dell'Aula.
   Penso  che  questi  articoli,  se c'è  la  volontà  di  portarli
  avanti,  si possono fare; per il resto, è ovvio che la Conferenza
  dei capigruppo prenderà le opportune decisioni. Il 2, il 4 e il 5
  sono  articoli  che non inficiano minimamente  la  portata  della
  premessa  che  l'assessore ha fatto. L'articolo 6  si  può  anche
  discutere dopo.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, intervengo soltanto perché,  come
  ha detto l'assessore Granata, rimanga agli atti quello che dico.
   Io  ritengo  che  le affermazioni dell'assessore  Granata  siano
  gravi,  impegnative, pronunciate dai banchi del Governo  e  credo
  che  se  il  clima  è torbido e torrido lo è per  questo,  signor
  Presidente.   Quando  l'Assessore  denuncia  pressioni   esterne,
  volontà  esterne  al  Parlamento per  esautorarlo,  esterne  alla
  Commissione per determinare gli indirizzi della legge, intanto  a
  chi parla, assessore Granata? Alla sua maggioranza  Perché la sua
  maggioranza  ha  una forza ed un'autosufficienza  tale  da  poter
  portare  in  porto  qualunque  legge  in  quest'Assemblea  e   in
  quest'Aula.
   Parla  alla  sua maggioranza, parla a pressioni e lobby  interne
  alla sua maggioranza e, dato che ha ripetuto almeno quattro volte
  il  fatto che c'è un clima di pressione intorno a questo  disegno
  di  legge, allora lo dica esplicitamente. Ma non pretenda,  però,
  di  dirci  cosa deve fare la Conferenza dei capigruppo, svolgendo
  lei  egregiamente  il  ruolo di assessore  e  noi,  modestamente,
  quello di capigruppo  sotto la guida del Presidente di turno.
   Non  ci  dica  cosa deve fare la Conferenza dei  capigruppo  che
  indirizzi  deve  avere e come deve ritornare in  Aula  perché  la
  Conferenza dei capigruppo per la parte che le compete ha una  sua
  sovranità  politica  e di funzione in questo  Parlamento.  Allora
  abbia la forza, onorevole Granata, che non le è rara tra l'altro,
  di  dire  quali sono le pressioni e perché questa legge è  ferma,
  qual  è  l'atteggiamento della maggioranza, perché ha più o  meno
  ironizzato  anche  sulla  presenza ai  banchi  del  Governo  oggi
  dell'Assessore al bilancio, dica tutto questo e si  vada  avanti.
  Non  si chieda alla opposizione di non svolgere il proprio ruolo,
  non  si  chieda all'opposizione di segnalare che una  maggioranza
  non  c'è  in  questo  momento  in  quest'Aula  e  non  si  chieda
  all'opposizione  di  non denunciare almeno  l'intorpidimento  del
  clima che lei con le sue affermazioni determina.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, molto brevemente, io riprenderò  il
  mio  intervento svolto ad inizio dell'esame di questo disegno  di
  legge  quando,  rivolgendomi  alla  Presidenza,  ho  chiesto   se
  potevamo  essere  messi in condizione rispetto  ad  una  numerosa
  serie  di  articoli aggiuntivi che anche se qui dentro in  questo
  momento  non  se  ne  parla  o da parte dell'onorevole  relatore,
  onorevole Vicari, è stato fatto cenno solo ad un problema, ma qua
  il  Governo ha presentato una serie di emendamento sotto forma di
  articoli  aggiuntivi sulle materie più disparate.  Dall'industria
  al  lavoro,  al finanziamento di eventi, temi che  con  la  legge
  quadro sul turismo non c'entrano niente.
   Allora,  io  verrò  con  piacere  a  sedermi  al  tavolo   della
  Conferenza  dei  capigruppo però ritengo che  ci  sono  questioni
  politiche che attengono in parte alle forze di maggioranza ed  in
  parte  alle  forze di opposizione e non credo che  la  sede,  con
  tutto il rispetto della Conferenza dei capigruppo, sia  una  sede
  per  sciogliere  un  nodo fondamentale.  Qua  c'è  una  legge  di
  riforma,  di  iniziativa del Governo, e di fatto ancora  oggi  la
  maggioranza è molto titubante.
   Signor Presidente, prima di una Conferenza dei capigruppo  nella
  quale  secondo me si corre solo il rischio di ritornare  in  Aula
  per cadere miseramente come è stata nell'ultima seduta alla prima
  verifica del numero legale.
   Le  chiedo la sospensione di un'ora dell'Aula ma di darci almeno
  mezzora prima della Conferenza dei capigruppo per potere fare  un
  incontro tra i capigruppo di maggioranza per potere arrivare alla
  Conferenza  quanto meno con una posizione unitaria anziché dovere
  mettere   sul   tavolo  della  discussione   quello   che   ormai
  politicamente  abbiamo  messo  già  nel  tavolo  del   Parlamento
  siciliano.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, così come  stabilito,  adesso
  sospenderemo  la seduta per tenere la Conferenza dei  capigruppo.
  Una cosa però dobbiamo stabilirla adesso ed in questo senso credo
  abbia  ragione l'onorevole Granata quando dice che la  Conferenza
  dei  capigruppo  non  può  sostituirsi  né  alla  Commissione  né
  all'Aula.
   Non   c'è   dubbio   che  l'interruzione  debba   esclusivamente
  affrontare  le  modalità di prosecuzione o  di  non  prosecuzione
  nella  discussione di questo disegno di legge e  le  modalità  di
  prosecuzione o di prolungamento della sessione, così come abbiamo
  stabilito. Se durante la Conferenza dei capigruppo non  dovessero
  emergere  elementi chiari rispetto alle modalità di  prosecuzione
  di  questo  disegno di legge, perché l'opposizione, per  esempio,
  insiste sulla richiesta del numero legale...

    SPEZIALE  Lasci stare l'opposizione

    PRESIDENTE  ...non c'è molto da discutere o se, nel  frattempo,
  la  maggioranza non si attrezza dei numeri necessari  per  andare
  avanti.  Onorevole Speziale, io sono, da questo punto  di  vista,
  assolutamente equidistante. Noi stiamo sospendendo la seduta  per
  non  produrre  alcuno effetto. Tuttavia, una cosa  è  certa:  noi
  discuteremo  di questi due argomenti, non certo di merito  perché
  il  merito  non  spetta  alla Conferenza dai  capigruppo,  spetta
  all'Aula  o  alla Commissione se si conviene che il  testo  venga
  preliminarmente affrontato dalla Commissione.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa  ed  è  immediatamente
  convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in
  Sala Rossa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.55, è ripresa alle ore 19.56)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Comunicazione delle determinazioni assunte dalla Conferenza dei
                             Presidenti
                       dei Gruppi parlamentari

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   comunico   il    percorso
  individuato   dalla   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari relativamente alla materia in discussione,  cioè  la
  legge  di  riforma  del turismo, e relativamente  all'ordine  dei
  lavori per le giornate fino al 5 agosto.
   La   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   ha
  confermato  la chiusura della sessione estiva per il  prossimo  5
  agosto.  Ha stabilito, altresì, che questa sera verrà incardinato
  il  disegno  di legge sui Consorzi fidi, rinviando la discussione
  generale in sede di esame dell'articolo 1 e dando il termine  per
  la  presentazione  degli emendamenti alle  ore  10.00  di  domani
  mattina.
   La  seduta verrà, quindi, sospesa per consentire lo svolgimento,
  in  IV  Commissione, dell'audizione dei Presidenti delle province
  siciliane  - alla presenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  -  che hanno chiesto di essere ascoltati relativamente al disegno
  di legge in materia di riforma del turismo.
   L'Aula  verrà  rinviata  a  domani  mattina,  alle  10,30,   per
  continuare  l'esame del disegno di legge sul turismo  e  per  poi
  proseguire  nel pomeriggio fino al completamento  di  entrambi  i
  disegni di legge.

   LIOTTA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LIOTTA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbia deciso di
  amministrare  al  meglio il poco tempo che rimane  alla  chiusura
  della sessione estiva.
   Tuttavia   il  risultato  della  Conferenza  potrebbe   apparire
  vanificato  da  una  pratica  che, proprio  a  fine  sessione,  è
  abitualmente in uso. Chiedo, pertanto, alla Presidenza di  essere
  rigorosa  -  come sempre ma se è il caso ancor  di  più  -  sulla
  ammissibilità degli emendamenti.
   D'altronde, se adesso procederemo ad incardinare il  disegno  di
  legge  sui  consorzi  fidi è perché in  sede  di  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari si è avvertita una convergenza
  generale e complessiva rispetto a questo disegno di legge.
   La   preoccupazione   che  vorrei  venisse   esorcizzata   dalla
  Presidenza  è  che  questo disegno di legge  possa  diventare  il
  veicolo  per tutti gli emendamenti possibili, cioè che il disegno
  di legge in questione diventi poi quella legge omnibus che invece
  non  è  possibile  incardinare per  i  tempi  di  chiusura  della
  sessione.

   PRESIDENTE.  La precisazione dell'onorevole Liotta è sicuramente
  opportuna.
   Ribadisco  che adesso si procederà ad incardinare il disegno  di
  legge  sui  consorzi fidi dando il termine per  la  presentazione
  degli emendamenti fino alle ore 10 di domani mattina, emendamenti
  che  devono essere esclusivamente legati al testo e al  tema  dei
  consorzi fidi.
   La  Presidenza,  pertanto,   non considererà  ammissibile  alcun
  emendamento estraneo alla materia specifica dei Consorzi fidi.
     Peraltro,   onorevoli  colleghi, voi  sapete  che  quella  dei
  Consorzi  fidi  è una materia estremamente tecnica,  estremamente
  delicata e quindi rischieremmo di compromettere il buon andamento
  delle  riunioni  svoltesi  fino a questo  momento,    con  grande
  fatica    ma  anche con molta attenzione da parte delle categorie
  sociali,   dei  Gruppi  parlamentari e dei tecnici  e  funzionari
  dell'Assessorato, per elaborare il testo.
   Dopo  aver  incardinato  il disegno di legge,  sospenderemo   la
  seduta,  per  consentire   alla IV  Commissione  di  ascoltare  i
  Presidenti  delle  Province  e  quindi  aggiorneremo    a  domani
  mattina i  lavori.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Discussione del disegno di legge «Riordino della disciplina
   dell'attività di garanzia collettiva dei fidi» (n. 1019/A)

    PRESIDENTE   Si passa all'esame del disegno di legge  «Riordino
  della  disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei  fidi»
  (n. 1019/A), posto al numero 7).
   Invito  i  componenti  la II Commissione legislativa  permanente
   Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Essendo io stesso il relatore del disegno di legge, dichiaro  di
  rimettermi al testo della relazione.
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare,  dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  di  cui
  all'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno,  per  l'esame
  degli emendamenti presentati.
   La discussione generale si svolgerà sull'articolo 1.
   Preciso  che  il  termine  ultimo  per  la  presentazione  degli
  emendamenti  resta comunque fissato per le ore  10.30  di  domani
  mercoledì 3 agosto 2005.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi mi  è  sorto
  un  dubbio:  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  ha  deciso  che  da qui alla fine della sessione estiva  verranno
  approvati due disegni di legge?

     PRESIDENTE    Onorevole   Spampinato,   la   Conferenza    dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari ha stabilito che la  sessione
  chiuderà il 5 agosto, che intanto si vanno  avanti il disegno  di
  legge   sul  turismo  e  quello sui Consorzi fidi;  se  dovessero
  esserci le condizioni per fare altro,  si farà altro.
   Mi  sembra,  dall'andamento della Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, che queste condizioni  non ci siano,  però,
  quando nulla è certo,  tutto è possibile.

     SPAMPINATO   Quindi la presenza di altri punti all'ordine  del
  giorno dipende dalla nostra produttività.

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a
  domani, mercoledì 3 agosto alle ore 10.30, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)   Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  (nn. 788-376-
       550-957/A Bis)    (Seguito)
  2)   Riordino della disciplina dell'attività di garanzia
  collettiva dei fidi                  (n. 1019/A) (Seguito)
  3)   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
  in vendita                  (n. 1023/A) (Seguito)
  4)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn.  771-774/A) (Seguito)
  5)   Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di Camere di commercio   (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
  6)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciale II/A)
  7)   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
  il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito)

       III   -  ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
       DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
       L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

       IV   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 20.03

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.15

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazioni

   GIANNOPOLO.  -«All'Assessore per gli enti locali,  premesso  che
  il  Comune  di  Piana degli Albanesi dispone  di  diversi  plessi
  scolastici  adibiti  a scuole dell'obbligo  e  a  scuola  materna
  realizzati  molti  anni fa con il contributo  della  Regione,  di
  altri rami dell'Amministrazione e del Comune;

   considerato  che il Sindaco del Comune di Piana  degli  Albanesi
  senza  alcun  provvedimento  formale ha  inopinatamente  disposto
  l'occupazione  di  cinque  aule della scuola  media  statale  per
  destinarle ad altre attività istituzionali del Comune;

   considerato  altresì  che la sottrazione  di  cinque  aule  alla
  scuola  media  ha  comportato il venir  meno  di  molte  attività
  didattiche  e  paradidattiche  con  conseguenze  negative   sulla
  programmazione scolastica;

   rilevato   che  molti  insegnanti  e  genitori  hanno  inoltrato
  richiesta  di  incontro  in  forma  scritta  al  Sindaco  per  la
  trattazione  degli  argomenti legati  all'utilizzo  dell'edilizia
  scolastica, senza ottenere alcuna risposta;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno accertare urgentemente la legittimità
  delle  procedure attraverso le quali il Sindaco  di  Piana  degli
  Albanesi  si è impossessato di una parte degli edifici scolastici
  per  destinarla  ad  un  utilizzo non  consono  all'originaria  e
  obbligatoria  destinazione d'uso degli  immobili  che,  anche  in
  forza degli obblighi assunti con gli enti finanziatori al momento
  della  realizzazione  degli  edifici, deve  rimanere  nell'ambito
  delle   attività   scolastiche,   a   meno   di   una   specifica
  autorizzazione   che  deve  essere  rilasciata   dall'Assessorato
  regionale competente;

   se  non intenda invitare altresì il Sindaco a riscontrare, anche
  ai  sensi della legge sulla trasparenza, la richiesta di incontro
  degli  insegnanti  e dei genitori avanzata in  data  10  febbraio
  scorso  per  il  giusto  approfondimento delle  questioni  legate
  all'utilizzo dell'edilizia scolastica.» (1106)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1106,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente  quanto
  segue.
   Considerato  il lungo lasso di tempo intercorso  dalla  data  di
  presentazione   dell'interrogazione,  erano  già  stati   forniti
  dall'Assessore del tempo elementi di risposta a codesta Assemblea
  ed  alla Presidenza della Regione in una nota del marzo 2004. Non
  si  può  quindi  che  ribadire quanto riferito  in  quella  nota,
  predisposta    alla    luce    delle   comunicazioni    inoltrate
  all'Assessorato dal Comune di Piana degli Albanesi.
   A    partire   dal   momento   dell'insediamento   della   nuova
  Amministrazione  comunale di Piana degli Albanesi,  avvenuta  nel
  giugno  2002,  pervenivano agli uffici tecnici comunali  numerose
  comunicazioni   con   le   quali  l'ASL  competente   manifestava
  l'assoluta precarietà delle condizioni in cui versavano i  locali
  comunali  di  via Giorgio Kastriota, ove trovava sistemazione  la
  condotta medica e la Guardia medica.
   Con  le  medesime  missive,  gli organi  dell'azienda  sanitaria
  locale,  evidenziavano, preliminarmente,  di  aver  già  da  anni
  provveduto,  senza  esito,  ad interessare  gli  organi  comunali
  competenti al fine di poter predispone un intervento, quanto  mai
  necessario,  di  ripristino dei suddetti locali  di  via  Giorgio
  Kastriota  e,  al contempo, comunicavano che in caso  di  mancato
  riscontro  alle effettive esigenze, ancora una volta prospettate,
  si sarebbe provveduto ad attivare la procedura per pervenire allo
  spostamento, in altro comune limitrofo, dei servizi sanitari.
   Valutata   la  effettiva  inadeguatezza  dei  locali   destinati
  all'Ausl e ritenuto grave il disagio per l'intera comunità che si
  sarebbe  potuto prospettare con l'eventuale spostamento in  altro
  comune dei servizi sanitari della Condotta Medica e della Guardia
  Medica,  l'Amministrazione  comunale attivava  la  procedura  per
  predispone  gli  interventi urgenti al fine dell'adeguamento  dei
  locali   e,  contestualmente,  ricercava  nell'ambito  di   altri
  immobili comunali la possibilità di insediare, momentaneamente  e
  provvisoriamente, la struttura sanitaria in argomento.
   A  seguito  di  tale  concreta necessità  e  solo  dopo  attenta
  analisi del patrimonio immobiliare comunale, venivano individuati
  i  locali del piano superiore del plesso Skanderberg, come idonei
  ad  ospitare  la  Guardia  Medica e la Condotta  Medica,  previa,
  comunque, esecuzione di alcuni lavori.
   Per  di  più,  i  locali del piano superiore del plesso  di  via
  Skanderberg  destinati ad uffici di segreteria ed amministrativi,
  risultavano  serviti da un autonomo ingresso rispetto  ai  locali
  effettivamente  destinati  all'attività  scolastica,  aventi   un
  ingresso dal piano sottostante.
   L'individuazione dei predetti locali avveniva soltanto dopo  una
  serie   di  incontri  con  i  responsabili  scolastici,  i  quali
  manifestavano  la  propria disponibilità alla soluzione,  stante,
  non  solo,  la  conoscenza del problema, ma la non indispensabile
  utilizzazione  dei locali stessi dal piano superiore  del  plesso
  scolastico per il raggiungimento degli obiettivi e delle attività
  didattiche e paradidattiche.
   La  soluzione  prospettata, quindi, veniva  discussa  anche  nel
  corso  di  alcuni incontri con gli insegnanti e  i  genitori  nel
  corso  di  un  consiglio comunale aperto,  durante  il  quale  si
  analizzavano le numerose questioni inerenti l'edilizia scolastica
  e  si  prendeva atto della assoluta necessità di allocare, seppur
  momentaneamente, i servizi sanitari nel piano superiore del detto
  plesso scolastico.
   Con successiva nota, il Comune ha riferito di avere attivato  le
  procedure amministrative per la realizzazione dei lavori  in  via
  Giorgio   Kastriota,   al  fine  di  predispone   un   intervento
  manutentivo dell'immobile.
   Da  notizie  assunte per le vie brevi i lavori  di  manutenzione
  dei locali del presidio sanitario di via Kastriota sono già stati
  ultimati.   E'  stata,  pertanto,  invitata  l'ASL  a  riprendere
  possesso  del  predetto  immobile;  sicchè  il  trasferimento  si
  presume avverrà a  breve termine.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   CAPODICASA - «All'Assessore per gli enti locali, premesso che:

   l'Amministrazione  comunale  di Lampedusa  e  Linosa  ha  emesso
  provvedimenti di giunta n. 282 del 30 luglio 2002, n. 295 del  30
  luglio  2002, n. 357 del 18 ottobre 2002, n. 362 del  18  ottobre
  2002,  n. 377 del 15 novembre 2002, n. 429 del 13 dicembre  2002,
  dichiarati di immediata esecutività e di fatto eseguiti;

   con  tali  atti in assenza di preventiva delibera autorizzatoria
  del  Consiglio comunale, così come previsto dal vigente  OREL,  è
  stato  disposto  il rimborso di spese di viaggio e  di  soggiorno
  fuori dall'isola in favore di consiglieri comunali;

   le  somme erogate dal Comune risultano essere state imputate  ad
  un  capitolo  di  bilancio specifico che prevede  il  rimborso  a
  favore del solo Sindaco e degli Assessori;

   considerato che:

   l'attuale  Amministrazione  si  è  insediata  nel  maggio  dello
  scorso anno e solamente nell'agosto del 2002 è stato nominato  il
  Collegio dei Revisori dei conti;

   il  termine di legge (D.leg.vo 267/2000 e D.l. 293/94) entro  il
  quale  il  Collegio  predetto  doveva  essere  nominato  è  stato
  ampiamente violato e nelle more della nomina il predetto Collegio
  ha  operato in regime di prorogatio adottando pareri in ordine al
  conto  consuntivo  dell'esercizio 2001, in  ordine  a  storni  di
  bilancio etc.;

   per sapere:

   quali   iniziative  intenda  intraprendere  per  verificare   la
  regolarità  nella  conduzione  dell'Amministrazione  comunale  di
  Lampedusa  e  Linosa,  con riferimento  sia  alla  liceità  della
  condotta assunta dall'Amministrazione attiva sia alla legittimità
  dei  pareri tecnico-contabili espressi ai fini dell'adozione  dei
  singoli atti deliberativi;

   se  non ritenga di dovere assumere iniziative per verificare  la
  legittimità  e l'eventuale nullità degli atti assunti  a  seguito
  dei  pareri  espressi  dal Collegio dei  Revisori,  da  ritenersi
  decaduto con l'insediamento della nuova amministrazione.» (1123)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1123,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula  numero  297 dell'1 giugno 2005,  si  fa  presente
  quanto segue.
   In  ordine  a  quanto richiesto dall'onorevole  interrogante  si
  comunica che, con decreto del Dirigente generale del Dipartimento
  regionale  della  famiglia n. 172 del 2 febbraio  2005,  è  stato
  disposto  un  apposito intervento ispettivo presso il  comune  di
  Lampedusa e Linosa.
   Non  appena  si conoscerà l'esito degli accertamenti  ispettivi,
  verrà  riferito  compiutamente anche  in  ordine  agli  eventuali
  provvedimenti che saranno adottati.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   SPEZIALE - CRACOLICI - GIANNOPOLO.- «All'Assessore per i  lavori
  pubblici e all'Assessore per gli enti locali, premesso che l'art.
  11  comma  10  della  legge  regionale  n.  7  del  2002  prevede
  l'affidamento  fiduciario di incarichi relativi  ad  attività  di
  studio,  progettazione,  direzione  di  lavori  e  accessorie   a
  professionisti, singoli o associati, per compensi sino a  100.000
  euro (IVA esclusa);

   osservato   che  a  Corleone,  negli  ultimi  tempi,   risultano
  assegnati  parecchi incarichi di progettazione applicando  l'art.
  11 della legge suddetta;

   ricordato  che  lo  stesso  art. 11  al  comma  17  prevede  che
  l'attività  di  direzione  lavori sia affidata  con  priorità  al
  progettista   incaricato  e  che,  in  tal  caso,  il   conteggio
  effettuato  per  stabilire  l'importo  stimato  dell'incarico  di
  progettazione deve comprendere anche l'importo per  la  direzione
  lavori;

   rilevato che gli incarichi assegnati recentemente dal comune  di
  Corleone ai sensi della legge in questione tacciono invece  sulla
  direzione  dei  lavori, evidentemente al fine di tenere  entro  i
  limiti previsti dal comma 10 l'importo degli incarichi assegnati;

   ritenuto che tale procedura possa configurare il rischio  di  un
  abuso  d'ufficio  determinando di fatto una esclusione  di  altri
  professionisti   che  altrimenti  potrebbero  accedere   a   tali
  incarichi  attraverso gli atti di evidenza pubblica previsti  per
  importi  superiori, quali risulterebbero da una  più  corretta  e
  legittima  valutazione  degli  importi  ai  sensi  del  comma  17
  dell'art. 11 della legge regionale n. 7 del 2002;

   per  sapere  se  non ritenga opportuno esercitare  la  vigilanza
  dovuta  e,  in  caso  di  riscontro  delle  anomalie  denunciate,
  revocare  gli  atti  illegittimi attraverso  atti  amministrativi
  utili   a  tutelare  il  diritto  di  ciascun  professionista   a
  partecipare  all'assegnazione d'incarichi di valore superiore  ai
  100.000  euro  e  tutelare il pubblico erario  da  esborsi  fuori
  controllo  o, comunque, concessi attraverso percorsi contrari  al
  dettato di legge.» (1136)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione   indicata   in
  oggetto,  trasformata  con  richiesta  di  risposta  scritta   in
  occasione  della  seduta  d'Aula n. 297 dell'  1.06.2005,  si  fa
  presente quanto segue.
   Il  comune  di  Corleone ha trasmesso all'Assessorato  regionale
  della  famiglia una nota del gennaio 2004, in seguito alla  quale
  l'Assessore  del  tempo ha riferito a codesta Assemblea  ed  alla
  Presidenza della Regione.
   In  quella  nota  il Comune ritenne necessario, preliminarmente,
  per  una migliore cognizione, indicare gli atti contestati  e  di
  seguito riportati:
   1)  determinazione sindacale n. 14 del 17 febbraio 2003, con  la
  quale  è stato conferito l'incarico per la redazione del progetto
  di  "Riqualificazione Urbana via Bentivegna e Villa  Comunale  di
  Corleone" per l'importo complessivo di   103.216,16 comprensivodi
  IVA  al  20  per  cento  all'arch. Gabriele Garajo  ed  all'arch.
  Concetta Lo Porto;
   2)  determinazione sindacale n. 15 del 17 febbraio 2003, con  la
  quale è stato conferito incarico per la redazione del progetto di
   Riqualificazione urbana della frazione di Ficuzza  per l'importo
  complessivo di euro 111.909,10 comprensivo di IVA al 20 per cento
  all'arch. Alessandra Agnello;
   3)  determinazione sindacale n. 188 del 31 dicembre 2002, con la
  quale   sono  stati  conferiti:  incarico  per  la  progettazione
  esecutiva   dei  lavori  per  la   riqualificazione'   ambientale
  dell'area  Gole del Torrente Corleone e delle Due  Rocche  (parco
  fluviale)   -   e  cascata  delle   Due  Rocche   per   l'importo
  complessivo  di  euro 119.879,68 comprensivo di  IVA  al  20  per
  cento, all'ing. Orazio Amenta ed all'arch. Stefano Tagliavia.
   Per  quanto  riguarda invece le osservazioni e le censure  mosse
  in merito alla legittimità degli atti si osserva che:
   a)  la normativa regionale, vigente a quel tempo, consentiva  al
  Sindaco  di  affidare  incarichi di importo inferiore  a  100.000
  euro,  IVA  esclusa,  a  professionisti singoli  o  associati  di
  propria fiducia;
   b)   agli  incarichi  conferiti  è  stato  applicato  il  minimo
  tariffario  previsto dal D.M. 4 aprile 2001,  rispetto  al  quale
  nessun  ulteriore  sconto può essere applicato in  conformità  al
  disposto dell'art. 17, comma 20, della legge n. 109/94, così come
  recepito  e  modificato dalla l.r. 7/2002, il  quale  recita:   I
  corrispettivi determinati in conformità al decreto ministeriale 4
  aprile  2001,  e per quanto in esso non previsto,  alla  legge  2
  marzo  1949, n. 143, e sue modifiche ed integrazioni, sono minimi
  inderogabili  ai  sensi  dell'aultimo comma  dell'articolo  unico
  della  legge 4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'articolo unico
  della legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario è nullo ;

   c)  gli  incarichi affidati sono di importo inferiore a  100.000
  euro,  IVA  esclusa,  per  cui  "le stazioni  appaltanti  possono
  procedere all'affidamento a professionisti singoli o associati di
  loro  fiducia", ai sensi dell'art. 11, comma 11,  della  l.r.  n.
  7/2002.  Inoltre, i professionisti incaricati non hanno  ricevuto
  dal  comune  di Corleone "incarichi fiduciari che cumulativamente
  superino  la soglia annua di 100.000 euro IVA esclusa", ai  sensi
  dell'art. 11, comma 13, della l.r. n. 7/2002;
   d)  gli uffici comunali hanno provveduto ai sensi dell'art.  11,
  comma  14, della l.r. n. 7/2002, a darne adeguata pubblicità  con
  comunicazione   scritta  agli  ordini  e  collegi   professionali
  competenti  per  territorio entro trenta giorni dal  conferimento
  dell'incarico;
   e)  il legislatore regionale, prevedendo all'art. 11, comma  17,
  della l.r. n. 7/2002 che"nel caso di affidamento di incarichi  di
  progettazione, l'attività di direzione dei lavori è affidata, con
  priorità rispetto ad altri professionisti esterni, al progettista
  incaricato.  In  tal caso il conteggio effettuato  per  stabilire
  l'importo  stimato,  ai  fini dell'affidamento  dell'incarico  di
  progettazione,  deve  comprendere l'importo della  direzione  dei
  lavori ,  ha sancito espressamente che il compenso per l'incarico
  di  direzione lavori è da computarsi, per stabilire  l'importo  e
  quindi  la  normativa  applicabile ai fini dell'affidamento,  con
  l'incarico di progettazione solo nel caso in cui esso è  affidato
  contestualmente al medesimo progettista e non anche nel  caso  in
  cui  l'Amministrazione stabilisca di affidare la direzione lavori
  ad altro soggetto interno;
   f)nelle  precedenti ipotesi e nelle ipotesi in cui il comune  di
  Corleone ha proceduto all'affidamento di incarichi fiduciari,  ai
  sensi  della vigente normativa, non ha computato il compenso  per
  l'incarico  di  direzione  lavori nel  conteggio  effettuato  per
  stabilire l'importo stimato dagli incarichi nei casi, come quelli
  citati precedentemente, in cui l'Amministrazione ha stabilito  di
  procedere alla direzione lavori mediante personale interno;
   g)   il  mancato  riferimento  all'affidamento  della  direzione
  lavori, nelle determinazioni di incarico, del resto, è dovuto  al
  fatto che trattandosi di progetti per accedere ad eventuali fonti
  di  finanziamento,  l'affidamento anche  della  direzione  lavori
  costituirebbe  un  inutile  aggravio  delle  spese  per   l'Ente,
  dovendosi  assumere il necessario impegno di spesa  e  stante  la
  previsione dell'art. 11, comma 12, della l.r. n. 7/2002, il quale
  stabilisce  che: Gli enti appaltanti non possono  subordinare  la
  corresponsione  dei  compensi  relativi  allo  svolgimento  della
  progettazionee  delle  attività  tecnico-amministrative  ad  essa
  connesse  all'ottenimento del finanziamento dell'opera  e  tenuto
  conto  della  possibilità normativa di affidarla  in  un  secondo
  momento».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   PANARELLO.  -«Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  gli enti locali, premesso che:

   è  stato  pubblicato  sulla  GURS il decreto  di  indizione  dei
  comizi  elettorali  per  il rinnovo degli  organi  amministrativi
  degli Enti locali;

   la  consultazione  elettorale si svolgerà nei  giorni  25  e  26
  maggio 2003;

   gli  organi  degli  Enti locali, pur rimanendo  in  carica  sino
  all'elezione  dei nuovi, devono limitarsi, dopo  l'indizione  dei
  comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e indifferibili;

   da  notizie  apparse sulla stampa si è appreso che il  Consiglio
  comunale  di  Messina,  in  sessione permanentemente  aperta,  si
  appresta  a  trattare affari che, ictu oculi, non  rientrano  tra
  quelli indifferibili ed urgenti;

   in   particolare,   si   chiede  l'approvazione   di   programmi
  costruttivi  di  cooperative edilizie (sono  previsti  circa  500
  nuovi   alloggi   nella   vallata  del  torrente   Trapani),   la
  sopraelevazione  di un noto albergo cittadino, il  cronoprogramma
  degli  interventi  di risanamento delle aree  degradate,  con  la
  parziale modifica dell'elenco delle priorità;

   per sapere:

   se  non  ritengano  di dovere diramare con la  massima  urgenza,
  anche mediante circolare esplicativa, le necessarie direttive  al
  fine   di   impedire   eventuali   abusi   nell'imminenza   della
  competizione elettorale;

   se  non ritengano di dover disporre immediatamente un'ispezione,
  anche  mediante la nomina di un Commissario provveditore,  presso
  il Comune di Messina e di segnalare eventuali abusi alle Autorità
  competenti.» (1141)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1141,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula  numero  297 dell'1 giugno 2005,  si  fa  presente
  quanto segue.
   Considerato  il  lungo lasso di tempo trascorso  dalla  data  di
  proposizione dell'interrogazione (17 aprile 2003), non si ritiene
  rivesta   ormai  carattere  di  attualità  disporre  l'intervento
  ispettivo richiesto dall'onorevole interrogante.
   Si  può  solo  riferire,  tuttavia,  così  come  comunicato  dal
  commissario  straordinario del comune di  Messina,  in  una  nota
  recentemente   pervenuta   che,   relativamente   al    programma
  costruttivo  per  la  realizzazione di un complesso  di  edilizia
  residenziale convenzionata in località Torrente Trapani, è  stata
  approvata  dal  Consiglio comunale, nella seduta  del  16  aprile
  2003, la delibera n. 26/C, preceduta dalla votazione unanime  dei
  votanti  sulla urgenza ed indifferibilità dell'atto deliberativo,
  connesso al bisogno di alloggi dei cittadini meno abbienti.
   Per  quanto  riguarda  l'eventuale sopraelevazione  dell'albergo
  cittadino Jolly Hotel, si rende noto che la proposta di  delibera
  presentata   il  16  gennaio  2003  dal  Dipartimento   Politiche
  Territorio è stata ritirata dall'Ufficio proponente il 15  aprile
  2003  per  integrazione atti; ripresentata in fase successiva,  è
  stata esaminata dal nuovo Consiglio comunale nella seduta del  21
  ottobre 2003.
   Il  cronoprogramma  degli interventi di risanamento  delle  aree
  degradate,  con  modifica  dell'elenco delle  priorità,  è  stato
  sottoposto al vaglio del Consiglio comunale nella seduta  del  16
  aprile  2003  ed approvato con delibera n. 28/C, preceduta  dalla
  votazione  unanime  dei votanti sull'urgenza  ed  indifferibilità
  dell'atto  deliberativo, per sanare le aree degradate del  centro
  cittadino».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   ZAGO.«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  le
  autonomie  locali e all'Assessore per il bilancio e  le  finanze,
  premesso  che  nei giorni scorsi i Comuni di Pozzallo,  Comiso  e
  Modica  hanno denunciato il ritardo nei trasferimenti  finanziari
  agli   enti   locali   dei   fondi   regionali   e   statali   e,
  conseguentemente, hanno dato vita ad un comitato permanente degli
  Assessori al bilancio per vigilare e intervenire sulle cause  dei
  ritardi nei trasferimenti dovuti ai Comuni;

   rilevato  che  tale ritardo dura dall'inizio  dell'anno  e  che,
  quindi, sono già maturati sei dodicesimi di quanto spettante;

   osservato  che  tale situazione sta mettendo  in  crisi  diverse
  realtà  locali e causando parecchi disservizi in settori delicati
  dell'assistenza  e nel rapporto con le imprese che  hanno  svolto
  attività o eseguito lavori per conto delle stesse Amministrazioni
  locali;

   ricordato  che la Regione ha già emesso i mandati  da  oltre  un
  mese ma che non vi sarebbero i fondi necessari per mantenere  gli
  impegni assunti;

   giudicata  la  situazione insostenibile  e  tale  da  mettere  a
  rischio gli equilibri socio-economici di intere comunità;

   per sapere quali iniziative intendano assumere per porre fine  a
  una  tale  inaccettabile inadempienza istituzionale dei  Governi,
  regionale   e   nazionale,  e  ristabilire  il   normale   flusso
  dell'erogazione di fondi per assicurare i servizi ai  cittadini.»
  (1176)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1176,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula  n.  297 dell' 1.06.2005, si  fa  presente  quanto
  segue.
   Com'è  noto,  la  determinazione del Fondo  delle  autonomie  in
  favore   degli   enti  locali  e  la  relativa   normativa   sono
  disciplinati dall'art. 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n.
  2,  integrato con l'art. 64 della legge regionale 16 aprile 2003,
  n. 4.
   Secondo  la  predetta normativa, viene acquisito preventivamente
  il  parere della Conferenza Regioni - Autonomie locali, istituita
  con decreti del Presidente della Regione n. 157 del 2 luglio 2002
  e  n. 151 del 28 luglio 2003; i criteri ed i parametri di riparto
  individuati  sono formalizzati in apposito decreto,  adottato  di
  concerto con l'Assessore regionale per il Bilancio e Finanze.
   Relativamente  al  2003,  oggetto  dell'atto  ispettivo  cui  si
  risponde,  per  i  Comuni,  il  Fondo  è  stato  determinato   in
  complessivi  C.  745.000.000,00 e la Conferenza  ha  espresso  il
  parere di competenza nella seduta del 5 novembre 2003.
   I  criteri  ed  i  parametri proposti sono  stati  recepiti  nel
  decreto interassessoriale n. 3512 del 17 novembre 2003.
   A  seguito,  poi,  della variazione del bilancio  2003  e  della
  conseguente  integrazione  del  Fondo,  formalizzata  con   legge
  regionale  n. 20 del 3 dicembre 2003, è stato acquisito ulteriore
  parere, reso nella seduta del 26 novembre 2003, sull'assegnazione
  integrativa  in  favore dei comuni con popolazione  superiore  ai
  5.000  abitanti  ed  i  relativi criteri e parametri  sono  stati
  formalizzati con decreto assessoriale del 28 novembre 2003.
   Al  fine  di  assicurare l'occorrente, minima  disponibilità  di
  risorse, nelle more dell'acquisizione del parere della Conferenza
  in  ordine ai criteri riparto, con decreto del Dirigente Generale
  del  Dipartimento regionale della famiglia n. 1005 del 29  aprile
  2003,  è  stata  disposta un'anticipazione pari a sei  dodicesimi
  dell'ammontare del Fondo, al netto delle prescritte deduzioni.
   Il  saldo  spettante, sulla base del disposto riparto definitivo
  del   complessivo  importo  di  euro  604.902.125,00,   è   stato
  determinato  con decreto del Dirigente Generale n.  3668  del  19
  novembre  2003,  in  esecuzione al  quale  sono  stati  emessi  i
  relativi titoli di spesa.
   Successivamente,   il   riparto   dell'integrazione   di    euro
  40.000.000,00 in favore dei comuni con popolazione  superiore  ai
  5.000  abitanti  è  stato  disposto  con  decreto  del  Dirigente
  Generale  n.  4091  del 2/12/2003, provvedendosi,  altresì,  alla
  emissione dei mandati di pagamento.
   Occorre   precisare  ancora  che  ulteriori  ritardi   si   sono
  determinati nei confronti di comuni per i quali, d'Ufficio  o  su
  segnalazione  dell'Assessorato regionale  del  Bilancio  e  delle
  Finanze,  è  stata  accertata  l'inadempienza  all'obbligo  della
  riduzione dei sottoconti similari.
   A  norma dell'art. 93 della richiamata legge regionale n. 4  del
  2003,  invero, è fatto divieto alle amministrazioni regionali  di
  emettere  mandati  di  pagamento in favore  dei  comuni  che  non
  provvedono  alla  riduzione del 70 per cento  dell'ammontare  dei
  sottoconti di Tesoreria giacenti ad inizio di esercizio.
   E'   da   precisare,   infine,  che  a  decorrere   dalla   fine
  dell'esercizio   2004   è  stata  legislativamente   disciplinata
  l'erogazione del Fondo.
   Infatti,  a norma dell'articolo 18 della legge regionale  n.  15
  del  5  novembre  2004, si è disposto che il Fondo  é  erogato  a
  trimestralità posticipate e che la quarta rata è erogata entro il
  28  febbraio dell'anno successivo, tenendo conto della variazione
  percentuale, in aumento o in diminuzione.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   AMENDOLIA.-   «All'Assessore  per  la  famiglia,  le   politiche
  sociali   e  le  autonomie  locali,  premesso  che  i  dipendenti
  dell'Istituto  per  ciechi  Florio e  Salomone  di  Palermo,  pur
  svolgendo  le  stesse mansioni dei dipendenti  dell'Istituto  per
  ciechi  Ardizzone  Gioieni  di  Catania,  sono  posti  a  livelli
  funzionali più alti.

   considerato  che  i due istituti perseguono identiche  finalità,
  vale  a dire l'assistenza e l'istruzione dei soggetti privi della
  vista, e entrambi ricadono nella stessa Regione;

   per  sapere come tale stato di cose sia stato posto in essere  e
  si sia protratto fino ad oggi, e quali siano le modalità affinché
  possa essere eliminata tale evidente disparità di trattamento tra
  i dipendenti dei due suddetti Istituti.» (1203)

   Risposta.«In   riferimento   all'interrogazione   numero   1203,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta d'Aula n. 297 dell' 1.06.2005, si fa presente che sono già
  state  comunicate notizie a codesta Assemblea ed alla  Presidenza
  della Regione dall'Assessore del tempo, con una nota del novembre
  2003, nella quale veniva riferito che non è di competenza formale
  dell'Assessorato regionale della famiglia lo stato  giuridico  ed
  economico   riconosciuto  ai  dipendenti   dell'Istituto   Florio
  Salomone  di Palermo, in quanto quest'ultimo, benché  nato  sotto
  gli  stessi presupposti giuridici dell'altra Opera Pia di Catania
  già  nel  1898, a seguito della riforma attuata nel 1890  con  la
  legge   denominata  "Crispi"  n.  6972  del  17  luglio1890,   fu
  riconosciuto ente scolastico.
   Infatti,   la  succitata  riforma  differenziava  i   successivi
  riconoscimenti giuridici in Istituzioni pubbliche di assistenza e
  beneficenza e Istituzioni scolastiche, sulla base di  quelle  che
  risultavano  essere, a norma delle singole tavole di  fondazione,
  le attività predominanti.
   Tra  le  due  istituzioni in argomento venne  segnalata,  a  suo
  tempo, una maggiore propensione alla "assistenza" ai soggetti non
  vedenti  da  parte  delle  disposizioni statutarie  dell'Istituto
  Ardizzone  Gioieni di Catania, mentre risultavano di "Istruzione"
  per  gli stessi soggetti, le disposizioni stabilite dallo statuto
  dell'Istituto Florio e Salomone di Palermo.
   Sin  dal  1926,  con  regio  decreto n.  2263  del  27  ottobre,
  l'Istituto   è  stato  dichiarato  ente  scolastico  di   diritto
  pubblico.
   A  conferma di ciò in questi anni il controllo, la tutela  e  la
  vigilanza  è  stata  demandata,  anche  con  il  D.P.R.  246  del
  14.5.1985,  all'Amministrazione regionale e più  specificatamente
  all'Assessorato  regionale dei Beni culturali   ed  ambientali  e
  della pubblica istruzione.
   Invero   l'istituzione  catanese,  rimasta  tra  le  istituzioni
  pubbliche  di assistenza e beneficenza, è sottoposta a  controllo
  tutela  e  vigilanza  dell'oggi Assessorato  della  Famiglia  per
  effetto del D.P.R. 636/75.
   Volendo  entrare nello specifico della richiesta  dell'onorevole
  interrogante,  il diverso trattamento giuridico ed economico  tra
  il  personale  delle  due  Istituzioni,  che  nel  frattempo  per
  motivazioni  diverse di natura gestionale hanno  nel  tempo  reso
  ancor  simili  i  servizi  offerti,  nasce  da  diverso  comparto
  applicato,  Enti locali per l'Opera Pia di Catania e  Scuola  per
  l'Istituto  di  Palermo,  oltre ad  una  diversa  gestione  delle
  carriere  dei  singoli dipendenti che, con  controlli  di  natura
  completamente diversa, hanno avuto progressioni divergenti.
   E'  da  sottolineare infine che l'Istituto Florio e Salomone  di
  Palermo  è  solo  sottoposto ad un visto del Provveditorato  agli
  studi  sui  propri  atti  amministrativi,  mentre  l'Ardizzone  e
  Gioieni  di  Catania è sottoposto alle norme di  cui  alla  legge
  10/96 sul controllo degli atti delle II.PP.A.B..»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   GIANNOPOLO.-  «All'Assessore  per  la  famiglia,  le   politiche
  sociali   e  le  autonomie  locali,  premesso  che  con   decreto
  dell'Assessorato  regionale  della  Famiglia  e  delle  Autonomie
  locali  del 15 aprile 2003, pubblicato nella GURS del  16  maggio
  2003, sono stati stabiliti nuovi criteri di valutazione economica
  per l'accesso agevolato ai servizi sociali;

   considerato   che   l'applicazione  di  detto  decreto,   avendo
  abbassato  di  molto la soglia reddituale oltre  la  quale  viene
  richiesta   la   compartecipazione   finanziaria   degli   utenti
  all'erogazione dei servizi socio-assistenziali, sta  determinando
  notevoli disagi tra le fasce di popolazione interessata;

   per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno revocare con  effetto  immediato  il
  decreto assessoriale del 15 aprile 2003 pubblicato nella GURS del
  16  maggio  2003, dando al tempo stesso efficacia  al  precedente
  decreto;

   se  non  intenda  ridefinire  i nuovi  parametri  reddituali  di
  accesso  ai servizi socio-assistenziali salvaguardando i  bisogni
  delle  fasce  più  deboli alle quali garantire  la  gratuità  dei
  servizi  e  applicando in misura progressiva alle  diverse  fasce
  reddituali la compartecipazione finanziaria;

   se  non  consideri opportuno sentire, prima dell'emanazione  del
  nuovo  decreto,  il  parere  della  Conferenza  Regione-Autonomie
  locali e le loro organizzazioni sindacali;

   se  non  ritenga opportuno in sede di assestamento del  bilancio
  2003  recuperare ulteriori somme in favore degli enti locali  per
  garantire il miglioramento e il potenziamento dei servizi  socio-
  assistenziali nella nostra Regione.» (1294)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«   In  riferimento  all'interrogazione  numero   1294,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula  n.  297 dell' 1.06.2005, si  fa  presente  quanto
  segue.
   Si  premette  che il decreto assessoriale n. 867 del  15  aprile
  2003,   pubblicato   nella  Gazzetta  Ufficiale   della   Regione
  siciliana,  riguardante "Accesso agevolato  ai  servizi  sociali.
  Criteri  unificati di valutazione economica", è stato adottato  a
  conclusione di un lungo dibattito procedimentale, in risposta  ed
  in  accoglimento ad una richiesta proveniente da un centinaio  di
  comuni  dell'isola  e  salutato con soddisfazione  da  tutti  gli
  uffici  sociali  locali,  perché  coerente  con  le  disposizioni
  riportate dalla legge 8 novembre 2000, n. 328, "Legge quadro  per
  la  realizzazione del sistema integrato di interventi  e  servizi
  sociali",  e  compatibile con il crescente squilibrio  economico-
  finanziario  sofferto  dai Comuni per effetto  delle  sempre  più
  ridotte capacità di spesa.
   Il  predetto  decreto assessoriale riporta,  infatti,  direttive
  per  l'accesso agevolato ai servizi sociali, individuando da  una
  parte  le  prestazioni  sociali  gratuite  per  la  totalità  dei
  cittadini  a  favore sia dei minori che anziani  ed  handicappati
  (prevenzione,     recupero,    riabilitazione    socio-educativa,
  socializzazione,   istruzione,  trasporto,   mobilità   etc.)   e
  dall'altra  fissa  criteri di compartecipazione  obbligatoria  al
  costo  per  i  servizi residenziali (ricoveri) in  rapporto  alla
  condizione economica posseduta (I.S.E.).
   Per  i  servizi  aperti e domiciliari a domanda individuale,  il
  medesimo  decreto ne fissa la gratuità per redditi non  eccedenti
  la pensione minima INPS, maggiorata in rapporto alla composizione
  del   nucleo   familiare  e  la  compartecipazione  per   redditi
  superiori.
   Con  ciò rimane impregiudicata la facoltà dei Comuni, quali enti
  erogatori dei servizi, di individuare per specifici obiettivi  di
  tutela  sociale una diversa composizione del nucleo familiare  ai
  fini   della   determinazione  dell'indicatore  della  situazione
  economica  (I.S.E.)  o  di  stabilire differenti  elementi  nella
  valutazione della composizione patrimoniale.
   Tuttavia,  il  citato  decreto assessoriale  n.  867  del  2003,
  accogliendo le sollecitazioni provenienti dalle parti sociali  ed
  in   coincidenza   con   le  richieste  avanzate   dall'onorevole
  interrogante,  è  stato  sospeso in data 9  settembre  2003,  con
  conseguente   rinvio  della  sua  applicazione   agli   ulteriori
  approfondimenti  richiesti dalle medesime  parti  sociali.  Dalla
  data  di  insediamento dello scrivente presso questo Assessorato,
  si  sta operando affinché nel 2005 si possa superare lo stato  di
  incertezza  che  in  atto si verifica presso  le  Amministrazioni
  locali,  tenuto conto anche delle recenti difficoltà  finanziarie
  dovute alle riduzioni di trasferimenti di risorse economiche  sia
  nazionali che regionali.
   Si  concorda  quindi  con  l'onorevole  interrogante  in  ordine
  all'opportunità  di  sentire il parere della conferenza  regione-
  autonomie   locali   e  delle  organizzazioni   sindacali   prima
  dell'emanazione   di   un  nuovo  decreto.   Le   procedure   per
  l'acquisizione dei predetti pareri sono già state avviate».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   «All'Assessore la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali,  premesso che nel Comune di Adrano nella  seduta  del  23
  settembre  c.a. il Presidente del Consiglio comunale ha  ritenuto
  di  dover  aprire  e  chiudere  la seduta  prima  dell'orario  di
  convocazione,  senza  tenere  conto  della  presenza  di   alcuni
  consiglieri in aula;

   preso   atto  che  il  fatto  è  stato  verbalizzato  da   dieci
  consiglieri  comunali  e  il  verbale  consegnato  alle  autorità
  competenti,  già  da  tempo avvertite di ripetute  violazioni  di
  regole e regolamenti;

   osservato   che   a   tale   ultima  limitazione   del   diritto
  all'esercizio della funzione di consiglieri comunali, parecchi di
  essi,   anche   componenti   della  maggioranza,   hanno   voluto
  manifestare, al di là dell'appartenenza politica, il vivo allarme
  per la conduzione dei lavori del Consiglio occupando l'Aula;

   per sapere:

   se  non  ritenga utile e necessario garantire il rispetto  delle
  regole  e delle prerogative dei consiglieri comunali a tutela  di
  un corretto funzionamento della vita democratica in un importante
  ente locale siciliano, quale il Comune di Adrano;

   quali   misure  intenda  adottare  per  assicurare  un  efficace
  controllo sulla funzionalità dei Consigli comunali e sul rispetto
  delle minoranze.» (1332)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1332,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula numero 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente  che
  il comune di Adrano, con una nota trasmessa a questo Assessorato,
  ha comunicato quanto segue.
   La  riunione del Consiglio comunale di giorno 23 settembre  2003
  (quella  cui  fa  riferimento l'onorevole  interrogante)  era  di
  seconda convocazione, e l'ora d'inizio era stata fissata alle ore
  20,00.
   A  quell'ora arrivati in Aula, il Presidente, come di  consueto,
  invitava il Segretario a procedere all'appello, ultimato il quale
  risultano  esservi  cinque  consiglieri  presenti  e  venticinque
  assenti.
   Il Presidente dichiarava, pertanto, deserta la seduta.
   Circa  l'indicazione contenuta nell'interrogazione, secondo  cui
    il  Presidente  del  Consiglio comunale ha  ritenuto  di  dover
  aprire   e   concludere   la   seduta   prima   dell'orario    di
  convocazione  , l'Amministrazione ha riferito che  il  Presidente
  del  Consiglio,  prima  di  dare  la  parola  al  segretario  per
  procedere all'appello, ha dato atto che  si era compiuta  l'ora ,
  dichiarando  che  erano  le ore 20, ossia  l'ora  prevista  dalla
  convocazione  per l'inizio dei lavori del consiglio  comunale,  e
  che  rispetto a tale dichiarazione, nessuno dei presenti  ne  ha,
  nell'immediatezza, contestato la veridicità.
   Sull'altra  affermazione  contenuta nell'interrogazione    senza
  tenere  conto della presenza di alcuni consiglieri in aula  ,  il
  Presidente del Consiglio, dopo l'appello, ha proceduto in  questi
  termini: ha dichiarato il risultato dell'appello (5 presenti e 25
  assenti)  e  neppure  questa  volta  sono  intervenute  immediate
  contestazioni;   ha  dichiarato  conseguenzialmente   la   seduta
  deserta,  completando e concludendo così la fase di verifica  per
  la validità della riunione.
   Successivamente,  prima  di lasciare l'aula,  mentre  comunicava
  che  avrebbe provveduto ad altra convocazione, entravano in  aula
  alcuni consiglieri comunali.
   Il  Presidente del Consiglio poteva tenere conto,  ai  fini  del
  computo della presenza e del connesso formarsi del numero legale,
  soltanto  di  quei consiglieri comunali che risultavano  presenti
  all'atto  dell'appello, così come è stato per tutti  e  cinque  i
  consiglieri  dati  presenti;  degli altri  consiglieri  comunali,
  ossia  quelli  che  sono  entrati in  aula  successivamente  alla
  dichiarazione di  seduta deserta , il Presidente non poteva  fare
  altro che non tenerne conto.
   In    tali    termini    è    stata    la    risposta    fornita
  dall'Amministrazione comunale.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   CRACOLICI.-«All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali, premesso che:

   -  nei comuni del Belice colpiti dal terremoto del gennaio  1968
  opera  una  Commissione speciale che ha il potere  di  deliberare
  autonomamente  sull'erogazione  di  fondi  pubblici  (circa   tre
  miliardi di vecchie lire sono rimasti in cassa alla data odierna)
  destinati alla ricostruzione;

   -  l'art.  5  della legge 29 aprile 1976, n. 178, relativo  alla
  nomina  della  Commissione comunale per  la  ricostruzione  della
  Valle  del Belice, prevede che quattro membri vengano eletti  dal
  Consiglio  comunale,  di  cui due eletti dalla  minoranza,  oltre
  all'elezione  di  un  rappresentante  sindacale  tra  una   terna
  proposta dalle organizzazioni maggiormente rappresentative;

   visto  che  la  relativa proposta è stata messa  all'ordine  del
  giorno  del Consiglio comunale di Contessa Entellina per ben  tre
  volte  per  essere approvata soltanto nell'ultima  seduta  del  5
  settembre 2003;

   evidenziato  che  nella prima occasione mancava  addirittura  la
  stessa  proposta  di delibera, che nella seconda  la  proposta  è
  stata  ritirata dal Sindaco in quanto sprovvista delle  note  dei
  nominativi  per  la rappresentanza sindacale, mentre  in  ultimo,
  sebbene approvata, la proposta di delibera non porta la data  sul
  parere del responsabile del servizio;

   osservato  che  in  nessun parte del documento  istruttorio  era
  riportata  la  modalità  di  votazione  che  si  sarebbe   dovuta
  applicare  per la nomina dei quattro membri eletti del Consiglio,
  né  il  Presidente  del Consiglio ha informato preventivamente  i
  consiglieri comunali su tali modalità;

   rilevato  che  il Presidente ha proposto di procedere  con  voto
  limitato   a   due   preferenze  mentre  il  capogruppo   DS   ha
  controproposto di limitare il voto a una preferenza ravvisando il
  rischio che quattro dei sette componenti la maggioranza potessero
  decidere  le  nomine  di loro competenza e  che  nella  minoranza
  altrettanto potessero fare tre consiglieri su cinque;

   preso  atto  che, ciò nonostante, il Presidente  del  Consiglio,
  con  il  parere favorevole del Segretario comunale, ha deciso  di
  procedere  alla  votazione nel modo predetto  e  in  assenza  dei
  rappresentanti  DS, allontanatisi per protesta contro  un  metodo
  che  avrebbe  fatto  in modo che venisse rappresentata  solo  una
  parte della minoranza;

   ricordato che:

   il  Presidente  del  Consiglio è tenuto, a  norma  dell'art.  39
  comma  4  del  D.lgs  267 del 2000 nonchè dalla  Legge  regionale
  48/1991  e successive, ad informare preventivamente i Consiglieri
  comunali sulle proposte da sottoporre al loro esame;

   le  proposte di delibera devono sempre riportare la  data  e  la
  firma del responsabile del servizio;

   lo  Statuto  comunale  e  il Regolamento sul  funzionamento  del
  Consiglio  comunale non riportano alcuna norma sulle modalità  di
  voto per la costituzione di commissioni comunali;

   il  Presidente in questa fattispecie ha proceduto secondo il suo
  metodo senza mettere ai voti la controproposta di voto limitato a
  una preferenza;

   il  Segretario comunale ha espresso parere di legittimità su una
  norma che stabilisce principi e non procedure applicative;

   in  nessuno  degli altri comuni del Belice si  è  applicata  una
  votazione  con  doppia preferenza e, in alcun caso,  addirittura,
  maggioranza e opposizione votano separatamente;

   per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno, visti i  poteri  della  Commissione
  comunale  per la ricostruzione nella Valle del Belice, verificare
  che  le  nomine  non  siano  state  prefigurate  calpestando  una
  corretta rappresentanza della minoranza;

   se  non  ritenga  necessario diffidare  il  Comune  di  Contessa
  Entellina   e  ripetere  la  votazione  seguendo  i  criteri   di
  correttezza amministrativa e le regole democratiche.» (1348)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1348,
  trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione  della
  seduta  d'Aula  n.  297 dell' 1.06.2005, si fa  presente  che  il
  comune di Contessa Entellina ha riferito a questo Assessorato con
  una  nota  pervenuta nel maggio 2004; in essa veniva  evidenziato
  che,  come  correttamente  indicato  nell'interrogazione  cui  si
  risponde,  ai  sensi dell'art. 5 della legge 29 aprile  1976,  n.
  178,  presso  ciascuno  dei Comuni nel  cui  territorio  dovranno
  essere realizzati alloggi da parte dei proprietari danneggiati, è
  istituita una commissione composta da quattro membri di  cui  due
  eletti dalla minoranza.
   In   mancanza   di  qualsivoglia  disposizione   normativa,   il
  Consiglio  comunale, da quando la Commissione è stata  istituita,
  ha provveduto, ad ogni rinnovo dell'Amministrazione, all'adozione
  della   deliberazione  avente  ad  oggetto  "nomina   Commissione
  istituita  ai sensi dell'art. 5 della legge 178/76", mediante  il
  sistema  del  voto  limitato a due, al  fine  di  ottemperare  al
  disposto normativo sopra citato. In nessun caso vi sono mai state
  contestazioni  a  tale prassi consolidata, del  resto  utilizzata
  anche   durante   la   precedente  amministrazione,   quando   il
  consigliere di minoranza che ha sollevato il problema,  rivestiva
  la carica di vice Sindaco.
   E'  da  sottolineare  che, in ogni seduta, i  consiglieri  e  di
  maggioranza e di minoranza non hanno mai contestato tale  sistema
  dimostratosi  conforme  ai  criteri di democrazia  e  correttezza
  amministrativa.
   Anche  il  legislatore, peraltro, ha previsto  tale  sistema  di
  votazione  in  analoghe fattispecie; basti  pensare  alla  nomina
  dell'organo  dì revisione economico-finanziaria, di cui  all'art.
  234 del D.Lgs. 267 del 2000.
   Tuttavia,  nel  corso  della seduta del  5  settembre  2003,  il
  consigliere  del  gruppo di minoranza "democratici  di  sinistra"
  Antonino  Messina,  dichiarava di ritenere  non  garantista  tale
  sistema  di votazione. Nessuna obiezione, però, veniva  sollevata
  dagli altri 10 consiglieri; pertanto il Consiglio comunale,  dopo
  aver   sentito  il  parere  del  Segretario  comunale,  il  quale
  dichiarava  di  non  rinvenire  elementi  di  illegittimità   nel
  criterio  adottato dal Consiglio, procedeva con  il  sistema  del
  voto limitato a due.
   Finita  la  votazione il capogruppo della minoranza "Riformista"
  dichiarava  che:  "l'esito della votazione confermava  l'avvenuta
  elezione dei due candidati dell'opposizione...".
   Analoga dichiarazione esprimeva il capogruppo di maggioranza.
   In   ordine  alle  affermazioni  relative  all'informazione  dei
  consiglieri, circa le deliberazioni da sottoporre al loro esame e
  alla  necessità  della  firma  da  parte  dei  responsabile   del
  Servizio,  il  comune ha precisato che, ai sensi del  Regolamento
  sul   funzionamento  del  Consiglio  comunale,  l'Amministrazione
  provvede  a  mettere a disposizione dei consiglieri  le  proposte
  corredate  dai  relativi  pareri  tre  giorni  prima  della  data
  stabilita   la  seduta  del  Consiglio  comunale.  Senza   alcuna
  eccezione, nemmeno nel caso di specie.
   In    tali    termini    è    stata    la    risposta    fornita
  dall'Amministrazione interessata».

                                            L'Assessore STANCANELLI