Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che del verbale della
seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Vitrano ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute, da parte
dell'Assessore per la Famiglia, le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- N. 1106 - Provvedimenti circa la sottrazione all'uso
scolastico di alcune aule del Comune di Piana degli Albanesi
(PA).
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1123 - Iniziative circa alcune delibere di rimborso missione
adottate dalla Giunta comunale di Lampedusa e Linosa.
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 1136 - Provvedimenti circa l'assegnazione di incarichi di
progettazione da parte del Comune di Corleone (PA).
Firmatari: Speziale Calogero; Cracolici Antonino; Giannopolo
Domenico
N. 1141 - Ispezione presso il Comune di Messina in merito alla
prevista realizzazione di attività edilizia.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1176 - Iniziative per garantire l'erogazione dei fondi
regionali e statali agli enti locali.
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1203 - Notizie circa il diverso trattamento tra i dipendenti
dell'istituto per ciechi 'Florio e Salomone' di Palermo e quelli
dell''Ardizzone Gioieni' di Catania.
Firmatario: Amendolia Antonino
N. 1294 - Potenziamento dei servizi socio-assistenziali in
Sicilia.
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1332 - Iniziative per garantire il rispetto della legalità
nel Comune di Adrano.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1348 - Provvedimenti circa la nomina dei rappresentanti del
Comune di Contessa Entellina nella Commissione comunale per la
ricostruzione della Valle del Belice.
Firmatario: Cracolici Antonino.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica (n. 1037)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione in data 1 agosto 2005
Istituzione del Fondo per il microcredito nella Regione
siciliana (n. 1038)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Villari in data 1 agosto 2005
Norme per l'inquadramento in ruolo del personale precario
operante presso l'ARPA - Sicilia (n. 1039)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Villari,
Zago in data 1 agosto 2005
Norme per la rivitalizzazione ed il recupero del centro
storico di Erice (n. 1040)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Maurici in data 1 agosto 2005.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Misure di solidarietà in favore dei piccoli Giuseppe e Maria
Conti (n. 1035)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Barbagallo, Spampinato,
Ioppolo, Basile, Raiti, Liotta, Villari, Leanza Nicola, Mancuso
in data 28 luglio 2005
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Norme per la revisione del piano per l'assegnazione dei posti
letto nel settore della pediatria (n. 1036)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Virzì in data 28 luglio 2005.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo e sono state assegnate alla competente
Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente Parco dei Nebrodi. Designazione componenti del
collegio dei revisori (n. 399/I)
pervenuto in data 28 luglio 2005
- Ente Parco dell'Etna. Designazione componenti del collegio
dei revisori (n. 400/I)
pervenuto in data 28 luglio 2005
- Designazione componenti consiglio di amministrazione
Siciliacque (n. 401/I)
pervenuto in data 28 luglio 2005
Trasmessi in data 28 luglio 2005.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE Comunico che i seguenti pareri sono stati resi
dalle competenti Commissioni legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Piano di utilizzo del fondo regionale per la montagna per
l'anno 2004 (n. 395/III-IV)
reso in data 26 luglio 2005
inviato al Presidente della Regione in data 27 luglio 2005
APQ Trasporto stradale - Atto integrativo (Ammodernamento
dello svincolo IROSA A19) (n. 397/IV-II)
reso in data 20 luglio 2005
inviato al Presidente della Regione in data 27 luglio 2005
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Addendum all'APQ Arte contemporanea e valorizzazione di
contesti architettonici (n. 398/V-II)
reso in data 26 luglio 2005
trasmesso in data 28 luglio 2005
Comunicazione di trasmissione di relazione da parte del
Presidente della Regione
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso, in data 22 luglio 2005, ai sensi dell'articolo 3 della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, la relazione sulla
situazione economica della Regione siciliana per l'anno 2004,
predisposta dall'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 318
del 13 luglio 2005.
Comunico, altresì, che copia della sopraccitata relazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare in data 27
luglio 2005.
Comunicazione di trasmissione di relazione da parte
dell'Assessore per il bilancio e le finanze
PRESIDENTE Comunico che l'Assessore per il bilancio e le
finanze ha trasmesso, in data 20 luglio 2005, copia della
relazione concernente la situazione trimestrale di cassa e di
tesoreria della Regione siciliana riferita al 30 giugno 2005, in
attuazione dell'art. 52, comma 5 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6.
Comunico, altresì, che copia della sopracitata relazione è
stata trasmessa alla II Commissione parlamentare in data 27
luglio 2005.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2294
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, preciso che l'interrogazione
n. 2294 dell'onorevole Genovese Iniziative urgenti per
assicurare approdi sicuri ai natanti e ai turisti nell'isola di
Lipari (ME) , annunziata nella seduta n. 302 del 28 giugno 2005,
è da intendersi presentata quale interrogazione con richiesta di
risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposa orale
N. 2334 - Interventi per l'attuazione dell'art. 12 della l.r.
n. 15 del 2004 riguardante benefici in favore dei consorzi fidi e
delle imprese agricole.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Villari Giovanni;
L'interrogazione, ora annunziata, sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al suo turno.
con richiesta di risposta scritta
N. 2333 - Verifica dei requisiti posseduti dai difensori civici
eletti presso i comuni dell'Isola.
- Presidente Regione
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2335 - Interventi urgenti per garantire le condizioni minime
di sicurezza in alcune strade del comune di Valverde (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2336 - Misure urgenti per il recupero e la fruibilità del
salone polifunzionale sito nella frazione Trepunti del Comune di
Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2337 - Interventi urgenti per garantire la corretta
manutenzione delle strade dei quartieri periferici del comune di
Viagrande (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2338 - Interventi urgenti per bonificare la via Monaca nel
comune di Acireale (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2339 - Interventi urgenti per il recupero delle storiche Vie
dei mulini di Paternò (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2340 - Interventi per ripristinare le condizioni minime di
sicurezza nella via Nicola Coviello del comune di Gravina di
Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2341 - Misure per la riqualificazione del quartiere
Camposanto vecchio del comune di Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2342 - Interventi per ripristinare le condizioni minime di
transitabilità dei percorsi pedonali della Circonvallazione di
Ponente del comune di Caltagirone (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2343 - Interventi urgenti per risolvere la crisi idrica del
comune di Ramacca (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2344 - Interventi urgenti per la bonifica della via Pasiano
del comune di Acireale (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 2345 - Notizie concernenti l'indennizzo agli
agricoltori e alle imprese a seguito della crisi di mercato.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo;
N. 2346 - Indagine amministrativa sulla corretta
applicazione del comma 6 dell 'art. 57 della l.r. n. 16 del 1996
relativo ai limiti di età per l'accesso e l'inclusione nel
contingente distrettuale antincendio.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Gurrieri Sebastiano.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 268 - Chiarimenti circa la mancata indizione di nuove
elezioni nel Comune di Messina.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Ferro Giovanni;
N. 269 - Verifica di legittimità in ordine alla posizione ed
all'operato di un assessore della Giunta comunale di Carini (PA).
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte
al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
- N. 445 Iniziative per il rilancio dell'artigianato siciliano
, degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari e
Mercadante;
- N. 446 Provvedimenti urgenti per le zone colpite dal
terremoto e dall'eruzione vulcanica dell'ottobre 2002 , degli
onorevoli Raiti, Barbagallo, Ferro, Forgione, Ortisi, Speziale,
Fleres, Garofano, Liotta, Spampinato, Villari.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di adesione a Gruppi parlamentari
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che:
- con nota dell'1 agosto 2005, pervenuta alla Segreteria
generale il 2 agosto successivo, l'onorevole Giuseppe Franchina
ha dichiarato, a norma dell'articolo 23 del Regolamento interno,
che intende appartenere al Gruppo parlamentare Movimento per
l'Autonomia' (M.P.A.);
- con nota dell' 1 agosto 2005, pervenuta alla Segreteria
generale il 2 agosto successivo, l'onorevole Sebastiano Neri ha
dichiarato, a norma dell'articolo 23 del Regolamento interno, che
intende appartenere al Gruppo parlamentare Movimento per
l'Autonomia' (M.P.A.).
Conseguentemente, a seguito delle predette adesioni e a far
data dall'1 agosto 2005, l'onorevole Giuseppe Franchina cessa di
far parte del Gruppo parlamentare Unione Democraticacristiana e
di Centro' e l'onorevole Sebastiano Neri del Gruppo
parlamentare Misto'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 444
Interventi presso il Governo nazionale per il rilancio delle
aziende in crisi , degli onorevoli Capodicasa, Panarello,
Speziale, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Villari, Zago.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che, nel quadro della crisi economica e sociale che
riguarda in Sicilia tutti i settori produttivi, risultano
particolarmente gravi le condizioni dell'industria
metalmeccanica;
CONSIDERATO che:
la crisi della Fiat e la riduzione delle commesse per la
componentistica sta determinando nello stabilimento di Termini
Imerese, oltre all'aumento della cassa integrazione guadagni, la
chiusura di numerose aziende dell'indotto e l'avvio della
procedura di mobilità per centinaia di lavoratori;
la ST Microelectronics, con il mancato avvio del cosiddetto
modulo 6 nello stabilimento di Catania, la chiusura del
designcenter di Palermo ed il trasferimento di macchinari fuori
dalla regione, ha provocato l'esubero di 210 lavoratori ed il
ridimensionamento dei programmi produttivi in Sicilia;
oltre 500 lavoratori sono stati espulsi dalla produzione a
seguito della crisi o della chiusura di aziende insediate da
molti anni nella nostra regione (Tecnosistemi di Carini, SMEB di
Messina, Telecom s.r.l., etc..);
le predette crisi aziendali contraddicono impegni, anche
recenti, assunti dai grandi gruppi industriali e dai governi
nazionale e regionale per la salvaguardia o addirittura il
rilancio degli stabilimenti siciliani;
in particolare sembrano venuti meno:
l'impegno della Fiat a realizzare nuove produzioni a Termini
Imerese e ad assicurare il 70 per cento delle commesse alle
aziende dell'indotto;
i contenuti del contratto di programma del 2000 che prevedeva
il consolidamento della presenza ST in Sicilia;
l'impegno del Ministero delle Attività Produttive ad assicurare
una prospettiva produttiva alla Tecnosistemi nell'ambito della
realizzazione del progetto 'Tetra';
la prospettiva di una ricollocazione produttiva dei lavoratori
di Telecom s.r.l. nonostante siano stati attivati gli
investimenti per l'UMTS (Universal Mobile Telecomunication
System);
la ripresa dell'attività produttiva nei cantieri dell'ex SMEB,
dopo che è andata deserta la gara per l'utilizzazione del bacino
di carenaggio e delle aree attigue,
impegna il Governo della Regione
ad assumere tutte le iniziative necessarie presso il Governo
nazionale ed i Ministeri competenti per impedire il
ridimensionamento della presenza di FIAT ed ST in Sicilia e la
chiusura definitiva di Tecnosistemi, anche attraverso la
promozione di specifiche incentivazioni;
a vincolare le autorizzazioni per la realizzazione degli
investimenti previsti per l'UMTS in Sicilia al rilancio
del settore dell'impiantistica e dell'utilizzazione di
lavoratori ex Telecom s.r.l.;
ad eliminare gli ostacoli che hanno impedito l'assegnazione
delle aree ex SMEB per la ripresa dell'attività cantieristica a
Messina;
ad intervenire presso Governo nazionale perché attivi, alla
scadenza degli attuali ammortizzatori sociali, misure
straordinarie di tutela per i lavoratori siciliani licenziati e
sino al reinserimento nel processo produttivo, in analogia a
quanto realizzato per i lavoratori del bacino delle installazioni
telefoniche.» (444).
CAPODICASA - PANARELLO -SPEZIALE - CRACOLICI - CRISAFULLI - DE
BENEDICTIS -GIANNOPOLO - ODDO - VILLARI - ZAGO
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
data di discussione della predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per lo
sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788 - 376 - 550 - 957/A)
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788 -
376 - 550 - 957/A), iscritto al numero 1).
Invito i componenti la competente Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ricordo che la discussione si è interrotta nella seduta numero
308 del 26 luglio 2005, dopo l'approvazione dell'articolo 1.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
il mio intervento possa essere considerato superfluo, però,
vorrei che si stabilisse, in modo definitivo, ciò che già è stato
deciso in sede di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari o attraverso un'ulteriore e rapida Conferenza, o
attraverso la reiterazione di un impegno già assunto; in buona
sostanza, vorrei conoscere, con certezza, i tempi di chiusura dei
lavori d'Aula.
Ho sentito dire che potrebbe esserci l'eventualità di sforare
la data del 4 e non capisco in quale sede ciò sia stato
stabilito. Per questo motivo, le chiedo, signor Presidente, di
convocare, ora o domani mattina - non c'è alcuna difficoltà, per
me possiamo continuare i lavori d'Aula -, una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, per stabilire in modo chiaro
la data di chiusura dei lavori del Parlamento, a prescindere
dallo stato di approvazione delle norme.
Occorre valutare il da farsi. E' stato incardinato il disegno
di legge sui Consorzi fidi; ebbene, ritengo che questo sia uno
dei disegni di legge che dovremmo approvare entro la chiusura
della sessione. Comunque, lo ribadisco, è necessario stabilire la
data di chiusura dei lavori d'Aula, in modo tale che ognuno possa
organizzare, liberamente con la propria famiglia, le ferie.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, lei ha certamente ragione.
Come sa, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha
fissato il termine di chiusura della sessione per il 5 agosto e,
pertanto, fino a questo momento, siamo assolutamente in regola.
Comunque, lei pone un problema condivisibile, pertanto, se non
ci sono osservazioni, mi farò carico di riferire al Presidente
dell'Assemblea dell'opportunità di convocare domani mattina la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, al fine di
valutare se il termine stabilito sia congruo - come personalmente
mi auguro -, o se esistono esigenze o emergenze particolari che
impongano all'Assemblea di modificarlo.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'osservazione del Presidente sia di buon senso, però, rinviare a
domani mattina la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari implicherebbe, a mio avviso, che questa sera non si
lavori.
Se fosse possibile, signor Presidente, vorrei che lei ottenesse
una delega dal Presidente, onorevole Lo Porto, per presiedere la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in modo da
proseguire i lavori anche questa sera. E' intenzione
dell'opposizione, chiedere da subito il numero legale, per motivi
che non le sto a spiegare, ma che lei sicuramente intuisce.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, anche questo mi sembra un
suggerimento saggio. Per potermi orientare nella conversazione
che avrò col Presidente dell'Assemblea, le chiedo se le
osservazioni che l'opposizione ritiene di formulare riguardano
singoli argomenti o l'attività dell'Assemblea nel suo complesso.
ORTISI Signor Presidente, riguardano l'ordine dei lavori e
anche l'osservazione fatto da lei quando ha detto fino a questo
momento . Che significa fino a questo momento ? Lei, signor
Presidente, deve garantire il Parlamento ed i parlamentari; è
l'Aula che decide fino a quando lavorare, non esiste altro input
da parte di organo esterno quale può essere il Governo
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, con quella frase intendevo dire
che per il momento i lavori sono calendarizzati fino al 5 agosto.
E' chiaro che se, entro quella data, non dovessimo arrivare a
concludere il programma dei lavori, o dovesse accadere il
contrario - potrebbero esserci emergenze tali da suggerire
all'Aula una dilatazione dei tempi -, dovremmo vederlo giorno 5.
Comunque, onorevole Ortisi, poiché la proposta da lei formulata,
è funzionale ad un corretto andamento dei lavori, la Presidenza
ritiene opportuno proseguire con il disegno di legge sul turismo,
nell'attesa di un mio colloquio con il presidente Lo Porto.
ORTISI Verifichiamo subito il numero legale, signor
Presidente
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ho bisogno di consultarmi con
il Presidente dell'Assemblea che spero di riuscire a contattare
nell'arco di quindici, venti minuti, così da potere stabilire
l'andamento dei lavori. Intanto, cominciamo il dibattito
sull'articolo 2 della legge sul turismo.
Onorevoli colleghi - mi rivolgo ai colleghi della maggioranza -
, se non ci sono osservazioni, l'opposizione ha formulato una
proposta seconda la quale sarebbe opportuno, a parziale modifica
della proposta dell'onorevole Speziale, anticipare a questa sera
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Personalmente, ho bisogno di consultare il Presidente
dell'Assemblea relativamente a questa ipotesi.
Pertanto, la proposta che la Presidenza fa, è di andare avanti
con il disegno di legge sul turismo, in modo tale che io possa
avere il tempo necessario per potermi consultare; se poi sarà
necessario sospendere la seduta per tenere la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari lo stabiliremo dopo, intanto,
procediamo con l'esame dell'articolo 2 del disegno di legge sul
turismo.
Presidenza del vicepresidente Fleres
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è bene, per la
dignità di questo Parlamento, sottolineare che il tentativo e lo
sforzo di tutti i Gruppi parlamentari, ad iniziare da quelli
rappresentati in Commissione, è stato quello di redigere un
testo ampliamente condiviso che segnasse, realmente, un punto di
svolta nell'organizzazione del sistema turistico siciliano.
La coerenza vuole che, così come in modo molto leale è stato
sottolineato, ad esempio, dall'onorevole Ortisi, sulla stampa,
l'aver voluto fissare come principio che una certa idea di
sviluppo venisse posta al centro dell'idea stessa di sviluppo
della Regione siciliana sia un fatto che ci ha trovato, in Aula,
a dare un indirizzo, che è quello contenuto nella dichiarazione
programmatica dell'articolo1.
Ho avuto la comunicazione che i nove Presidenti delle Province
intendono incontrare i Presidenti dei Gruppi parlamentari o la
Commissione legislativa per un confronto su un aspetto singolo
della normativa, cioè quello che riguarda l'organizzazione
decentrata delle cosiddette Aziende provinciali del turismo che
restano in vita, per capirci le nove AAPIT.
La proposta che faccio al Parlamento - considerata la
delicatezza della materia ed il fatto che nessuno è
pregiudizialmente contrario ad un'interlocuzione legata alla
sussidiarietà orizzontale, insita anche nello spirito della legge
n. 9 sul decentramento verso il territorio e le Province
regionali di alcuni compiti - è di continuare l'esame di quelle
parti della legge non soltanto condivise ed approfondite ma sulle
quali, nella stessa Commissione, si è registrata una grossa
convergenza, anche alla luce della rilettura data della
Conferenza Consiglio regionale del turismo e poi sospendere dopo
l'approvazione dell'articolo 4, la trattazione della norma per
incontrare i nove Presidenti della Provincia, i quali
formalizzeranno questo incontro.
Forse, i parlamentari di una certa esperienza ed anzianità
riterranno informale questa mia comunicazione all'Aula, ma vorrei
spiegarne il motivo, signor Presidente.
Signor Presidente, essendo lei un parlamentare più anziano di
me, uno dei pochi sopravvissuti - nel senso politico - ai ritmi
dell'Assemblea regionale siciliana, saprà perfettamente che
l'ultima cosa che questo Parlamento deve fare è quella di dare la
percezione che le norme vengano scritte al di fuori dell'Aula e
delle Commissioni parlamentari.
Noi abbiamo il dovere di interlocuzione, di ascoltare le parti
sociali, di tenere conto degli interessi diffusi, come anche
questa normativa prevede, abbiamo il dovere di incontrare gli
enti locali e di ascoltarli. Preciso che il Parlamento fa le
leggi e queste vengono proposte dalla Commissione competente.
Allora, non vorrei che restasse una sorta di sottointeso, in
quest'Aula, dato che su questa norma qualcuno si è meravigliato
per il fatto che in apertura avessi detto che si erano registrate
delle strane dinamiche, anche incomprensibili da un punto di
vista politico.
Infatti, caro onorevole Cintola - che oggi vedo con piacere,
anche per il fatto di non essere solo al banco del Governo -, se
è vero che in Aula, si devono fare leggere le dinamiche
legislative in modo certamente concertato ed aperto ai contributi
che provengono dall'esterno, limpido e trasparente, cioè tradotto
in modo ancora più chiaro ed esplicito - voglio che resti a
verbale quello che dico -, se si deve continuare a dare l'idea
che questo Parlamento fa le leggi senza subire la pressione o
comunque il condizionamento di lobby esterne, ebbene, devo dire
pubblicamente che, in questo momento, ci sono delle pressioni su
questa normativa che vanno oltre il Parlamento, che sono state
registrate in modo intelligente, trasparente ed attento da parte
della Commissione e sono state filtrate in un testo.
Adesso, i Presidenti delle province chiedono un ulteriore
incontro, non ho ben capito se con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari, con la Commissione - ritengo con quest'ultima, a
titolo di competenza specifica rispetto al processo - o con la
Commissione allargata ai Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Ebbene, non ho nulla in contrario affinché questo incontro
avvenga stasera stessa, ma nel frattempo il Parlamento dimostri
che si continua nell'esame di una normativa che, ripeto, in
Commissione è stata considerata positivamente, anche con qualche
astensione da parte di tutte le forze politiche e non dia l'idea
che questa norma sia frenata per dinamiche del tutto esterne non
soltanto ai Presidenti delle province, ai sindaci, ma all'Aula,
perché tutelano interessi particolari .
Credo che il Parlamento debba esprimersi sulla volontà di
procedere questi lavori.
Presidenza del vicepresidente Fleres
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
la strategia dei piccoli passi', utilizzata dall'Assessore, tesa
a guadagnare terreno su un testo sul quale il Governo o quanto
meno l'Assessore e buona parte della Commissione mostrano di
riporre grandi speranze e grandi investimenti.
Secondo me c'è un po' di esagerazione in quanto non siamo in
presenza di un testo così rivoluzionario come molto spesso
l'assessore Granata ha teso a presentarlo.
Noi avevamo sospeso, signor Presidente e Governo, l'esame della
legge perché era venuto a mancare il numero legale.
Ora mi permetto di dire che l'aver fatto rilevare la mancanza
del numero legale non era soltanto un fatto di tecnica o di
tattica parlamentare, ma è stato anche un modo per evidenziare un
dibattito politico che molto spesso, come in tante altre
circostanze, compresa questa, si svolge - ho detto dibattito
politico perché voglio attribuirgli nobiltà e dignità -, al di
fuori delle aule parlamentari.
I punti di vista non vengono esplicitati e ciò, spesso, porta a
determinare una situazione in cui non c'è una maggioranza di
governo che sia in grado di reggere un processo legislativo
parlamentare che dovrebbe, comunque, segnare la presenza di un
punto di vista, di una presenza fisica, anche della maggioranza.
Noi, quindi, abbiamo sollevato questo problema. Non mi pare che
siamo in presenza di una novità da parte della maggioranza e del
Governo che ci metta nella condizione di avere un dibattito ed un
confronto chiaro sui nodi cruciali di questa legge, che sono
tutti scritti negli emendamenti e forse nelle intenzioni di
qualcuno, anche in qualche subemendamento o in qualche
emendamento fatto presentare dal Governo all'ultima ora.
Allora, non c'è solo la richiesta dei Presidenti delle
province, a cui è giusto accedere, che è quella appunto di
sentirli in ordine al contenuto della legge - occorreva sentirli
ancor prima della continuazione dell'esame del disegno di legge,
perché mi permetto fare rilevare che le proposte dei Presidenti
delle province potrebbero riguardare non solo e soltanto le
Aziende Provinciali per il turismo, per l'incremento turistico,
ma potrebbero riguardare l'assetto complessivo
dell'organizzazione della politica turistica in questa regione,
compresa anche l'articolazione delle competenze e delle funzioni
in materia di turismo in questa regione.
Quindi, trovo più giusto, prima di procedere ulteriormente
all'esame della legge, acquisire l'opinione ulteriore dei
Presidenti delle Province, tornare a discutere in commissione su
queste determinazioni, su queste ulteriori proposte, e continuo
ad invitare il Governo, così come ho detto chiaramente l'altra
volta, a prendere in esame quelle questioni che anche noi, come
Gruppo dei Democratici di sinistra abbiamo voluto porre, proprio
per dare un apporto qualificante a questa legge, in modo tale da
poterla configurare davvero come un tentativo di riforma del
turismo che supera privilegi, che supera nicchie di parassitismo,
momenti di arretratezza sul piano della politica turistica nella
nostra regione. Quindi, invito il Governo, il Parlamento a
soprassedere all'esame della legge e a tornare a vederci per
discutere quando saranno sciolti alcuni nodi che ancora rimangano
aperti.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, a questo punto vi sono delle
ipotesi alternative che sono state prospettate, una da parte
dell'assessore, di andare avanti relativamente agli articoli 2 e
3 e poi sospendere ed aspettare l'audizione dei Presidenti delle
province; un'altra, invece, dell'onorevole Ortisi, per la quale
io mi sono già munito di lasciapassare, che riguarda una
sospensione dei lavori a questo punto non soltanto per discutere
questa legge e le modalità di discussione di dibattito attorno a
questa legge, ma anche più complessivamente, come richiedeva
l'onorevole Speziale, l'andamento dei lavori parlamentari da qui
a giorno 5 agosto.
Darei adesso la parola all'assessore Granata e poi vorrei
sentire la Commissione per vedere se ci sono elementi ulteriori
dopo di che sospenderei la seduta per convocare la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, per il rispetto di questo
Parlamento ho il dovere di rispondere in modo garbato ma allo
stesso tempo sincero all'onorevole Giannopolo, perché è molto
grave ipotizzare serie alternative dopo che una norma è stata
approvata da una commissione che ha lavorato per mesi, che è
stata regolarmente convocata, che poi è stata riconvocata e che
ha concluso questo percorso legislativo con un sostanziale
accordo sul testo della legge, non si sa bene né dove né a quale
sede.
Un disegno di legge ha un iter, ha un iter di commissione e
poi un iter parlamentare dove non con il sistema del far venir
meno il numero legale, ma con il sistema delle convergenze sui
temi che la legge tratta, ma queste sono opzioni di tipo tattico,
che non posso ovviamente essere io a precludere alle opposizioni,
si trova a dovere affrontare in Parlamento che è luogo sovrano
per questo dibattito.
Signor Presidente, questo mio ragionamento è strettamente
connesso alla prima parte del mio discorso, perché su questa
normativa stiamo continuando a dare la sensazioni che il livello
di dibattito e di concertazione debba avvenire al di fuori
dell'Aula parlamentare, non tra le forze politiche presenti in
commissioni legislativa, né tra le forze politiche presenti in
Parlamento, né tanto meno tra il Governo, ma debba avvenire in
luoghi che siccome mi sono sconosciuti non posso condividere.
Detto questo non ho problema se questo dovesse servire ad
ipotizzare un percorso sia per quanto riguarda l'audizione dei
presidenti delle province...
GIANNOPOLO Assessore, dovrebbe essere più preciso
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti... sia per quanto riguarda la definizione del percorso,
così come dall'onorevole Speziale, se mi ascolta, è stato
sollecitato opportunamente, l'onorevole Speziale dice: dobbiamo
capire qual è il percorso rispetto alle norme che sono in Aula.
Io non ho una preclusione rispetto, per esempio, ad una sua
eventuale decisione di convocare immediatamente la Conferenza per
i capigruppi per tornare subito dopo la conferenza; certamente
ho una preclusione assoluta a ritenere che possa esistere una
sorta di messa in stand-by, in attesa che arrivi una benedizione,
non si capisce bene, da quale sede e da quale luogo, visto che,
ripeto, la legge è stata esitata dalla Commissione legislativa ed
è all'esame del Parlamento che, nella sua sovranità, deve
guardare la legge, dire dove è d'accordo e dove non lo è; le
forze di maggioranza devono esprimere con coerenza, attraverso la
presenza, quella condivisione che è stata espressa in modo
diretto in sede politica e le forze di opposizione atteggiarsi,
con il senso di responsabilità che le caratterizza, rispetto al
contenuto della legge stessa.
Credo che per la dignità, più che del Governo, del Parlamento,
questa non possa che essere l'unica posizione accettabile.
VICARI relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI relatore. Signor Presidente, ho necessità di fare
alcune integrazioni a ciò che è stato detto finora. In particolar
modo, mi riferisco a quanto sollevato da alcuni deputati, credo
in maniera assolutamente inopportuna, nel senso che,
probabilmente, alcune cose non le hanno sapute sino a questo
momento, perché mi sembra che dietro questa richiesta, o
atteggiamento di rinvio - perché i presidenti della province ci
chiedono un'audizione nel corso di una legge che è già
incardinata - ci sia qualcuno che si voglia nascondere dietro ad
un dito.
Mi spiego meglio: la commissione e i componenti della
commissione sanno e, quindi, ritengo anche i partiti di
espressione dei singoli componenti, sanno perfettamente come
all'articolo 6, quando in commissione si è discusso sulla
soppressione delle aziende, il Governo, in quella sede, proprio a
seguito di diverse proposte, ed in particolare quella che
riguardava la limitazione delle competenze delle aziende
provinciali, c'era e c'è la proposta, come emendamento,
dell'onorevole Nicola Leanza, che, invece, prevede la
soppressione totale di queste aziende, in quella sede, dopo
approfondite discussioni, il Governo e la commissione hanno
ritenuto, proprio su questo argomento, di rimettersi all'Aula,
senza prendere alcuna posizione precisa, ritenendo un argomento
piuttosto delicato che, comunque, coinvolgeva altri tipi di
scelte, per cui questa soluzione, onorevole Leanza, è già stata
presa proprio in sede di approfondimento in commissione.
Voler riportare di nuovo questo argomento, come se già fosse
stata presa una decisione a monte, credo che sia un po' una scusa
per non procedere su questo testo.
Altro argomento, che ritengo non sia da sottovalutare, ma che
invece possa nascondere altre posizioni, e credo abbia fatto
alzare alcuni scudi, è un emendamento del Governo circa il
divieto di concessioni in aree tutelate dall'UNESCO.
Credo che alcune parti del Governo, su queste posizioni, non
siano state favorevoli a questo tipo di indicazione ed allora
preferiamo sapere ciò piuttosto che chiedere un rinvio che
determinerà, certamente, la morte di questa legge solo perché si
ritiene di audire i componenti delle commissioni provinciali.
Allora, sintetizzo e ripeto, circa le posizioni sulle aziende
autonome provinciali la commissione si è già rimessa all'Aula,
perché una posizione era quella di ridurre le competenze,
un'altra posizione, quella di Nicola Leanza, di sopprimerle
totalmente. Proprio per questa discrasia all'interno di una
commissione, ed anche all'interno di una maggioranza, si è
preferito rimettersi all'Aula. Prima strada.
Altra ipotesi che ritengo molto più corposa, quella di non
aver aderito alla costituzione di alcune agenzie, quella che
crea fibrillazioni all'interno del Governo, è quella appunto
sulle zone tutelate dall'UNESCO. Se queste cose ci vengono dette
probabilmente in maniera più chiara credo che un rinvio
significhi non far ritornate più questa legge in Aula...
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Ma io sono contrario
VICARI L'onorevole Giannopolo, di fatto ne richiede un
rinvio. Se invece, tutto questo non c'è io credo che si possa
procedere tranquillamente, non si arriverà certamente
all'articolo 6 questa sera, ma se si dovesse arrivare
all'articolo 6, si può perfettamente accantonar, come si è fatto
altre volte, e dar corso a questo disegno di legge che forse è
una delle poche riforme che si siano effettivamente concretizzate
in questa legislatura.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Però se l'orientamento è quello di
convocare la Conferenza dei capigruppo, convochiamola
ORTISI Se questo è l'orientamento, non intervengo.
PRESIDENTE Sì, ma con una precisazione: stabiliamo il
percorso di questa Conferenza dei capigruppo ed il percorso, a
mio avviso non può che essere questo: verifica della discussione
del disegno di legge di riforma del turismo e, chiusa questa
partita, in modo o nell'altro, verifica della discussione degli
altri disegni di legge perché, altrimenti, torneremo in Aula e
non sapremo ancora come andare avanti, quindi affrontiamo questi
due aspetti.
SPEZIALE Entro la data di chiusura
PRESIDENTE Entro la data di chiusura o, non voglio mettere il
carro davanti ai buoi, se dovessero emergere delle questioni
particolari, lo vedremo in conferenza dei capigruppo. Quindi, i
due temi sono questi: da una parte l'andamento della discussione
del disegno di legge sul turismo, dall'altra il calendario dei
lavori e quindi i disegni di legge da affrontare da qui a giorno
5 agosto.
SPEZIALE Se potesse venire il Presidente Cuffaro sarebbe
meglio.
PRESIDENTE Lo posso avvertire, anzi lo devo avvertire ma non
so se potrà essere presente. Onorevole Granata, lei ritiene di
dovere intervenire prima della conferenza dei capigruppo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo aver
ascoltato l'intervento dell'onorevole Vicari, vorrei specificare
un aspetto.
I parlamentari dell'opposizione, il capogruppo Speziale e
anche altri parlamentari hanno chiesto la verifica di questo
percorso non della legge con una Conferenza dei capigruppo. Al
ritorno in Aula dalla Conferenza dei capigruppo, comunque, il
Governo intende proseguire con l'esame del testo presentato, dopo
le forze politiche si assumano la responsabilità, anche alla luce
di ciò che si diranno in conferenza dei capigruppo,
l'atteggiamento che ritengono avere in Aula.
Non è pensabile che si sospenda una volta per la Conferenza dei
capigruppo, poi si sospenda un'altra volta per incontrare i
presidenti delle province, poi ancora per incontrare chissà chi
Anche perché, voglio ricordare all'onorevole Formica, se mi
vuole ascoltare, che il Governo, che in questo momento è
rappresentato qui ai banchi sia dal vicepresidente Cascio che
dall'Assessore per il Turismo che ha la responsabilità per
delega, a quel punto, rispetto a un percorso nel quale
sostanzialmente, lo voglio sottolineare perché resti agli atti,
non si accetta l'idea di approfondire nell'Aula parlamentare
quali sono i nodi e i temi su cui non si è d'accordo, dovrebbe
prendere atto che le leggi non si fanno in questo Parlamento ma
fuori da questo Parlamento...
FORGIONE Ma dove si fanno? Le sue sono affermazioni gravi
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Io faccio le esternazioni che ritengo fare, me ne
assumo per intero le responsabilità e, ripeto, la sospensione che
mi viene chiesta dal Presidente dell'Assemblea in questo momento
per la Conferenza dei capigruppo non trova nessuno ostacolo nel
Governo ma, ovviamente, non si tratta di una sospensione
finalizzata a far fare alla Conferenza dei capigruppo un lavoro
parallelo a quello svolto dalla commissione perché mancherei di
rispetto nei confronti della commissione che, di fatto, insieme
all'assessore, ha scritto materialmente le normative di cui il
Parlamento si sta occupando. Volevo fare questa precisazione
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, se lei insiste le do la parola,
però, siccome il clima mi sembra piuttosto torrido, anche a causa
dello scarso funzionamento dei condizionatori, forse è meglio non
intervenire. Onorevoli colleghi, facciamo domani la Conferenza
dei capigruppo altrimenti ripetiamo sempre le stesse cose.
ORTISI Signor Presidente, abbiamo chiesto la sospensione dei
lavori perché vorremmo linearizzare i lavori stessi, però non
accettiamo dall'assessore Granata due cose che intorbidano
l'atmosfera.
La prima è che la Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari sarebbe condizionata; la seconda è questo richiamo
continuo a pressioni esterne e a luoghi extraparlamentari in cui
si deciderebbero le cose che poi noi parlamentari subiamo.
Sarebbe opportuno che lei, assessore, esplicitasse meglio il
concetto, altrimenti verrà meno l'atteggiamento responsabile
tenuto dall'opposizione fino a questo momento, se l'opposizione
medesima si fa mettere in un calderone generale per il quale se
esercita il suo diritto di opposizione diventa complice, se non
titolare, di queste pressioni esterne. Ciò depaupera non solo la
dignità di ognuno di noi oppositori, ma anche la buona
disponibilità a discutere di una legge che, per tantissimi
aspetti, è bipartisan.
Allora, o sospendiamo i lavori per tenere una Conferenza dei
capigruppo senza condizionamento alcuno o, se lei insiste, noi
ritiriamo la proposta della Conferenza e andiamo avanti e, fra un
secondo, chiederemo la verifica del numero legale per incassare
politicamente la vostra assenza.
Lei deve capire che ognuno svolge il suo ruolo. In termini
bipartisan, noi abbiamo chiesto la Conferenza dei capigruppo. Se
c'è questo clima bene, altrimenti ognuno per la sua parte.
BENINATI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, quale presidente della Commissione vorrei
fare alcune precisazioni.
Da un attento esame, gli articoli 2, 4 e 5 sono articoli che,
anche con la premessa fatta dal Governo, non inficiano
assolutamente l'iter del disegno di legge, per cui, se la
Conferenza dei capigruppo oggi stabilirà qualcosa, è ovvio che
tali articoli esulano da quanto l'assessore Granata ha,
sensibilmente, voluto attenzionare a proposito di rivisitazioni
sulle AAPIT.
Per il resto, questi articoli non comportano nessuna
problematica, si possono fare tranquillamente, alla ripresa dei
lavori di questa seduta, se si sospenderà per un minuto, dieci
minuti o mezz'ora, la seduta dell'Aula.
Penso che questi articoli, se c'è la volontà di portarli
avanti, si possono fare; per il resto, è ovvio che la Conferenza
dei capigruppo prenderà le opportune decisioni. Il 2, il 4 e il 5
sono articoli che non inficiano minimamente la portata della
premessa che l'assessore ha fatto. L'articolo 6 si può anche
discutere dopo.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, intervengo soltanto perché, come
ha detto l'assessore Granata, rimanga agli atti quello che dico.
Io ritengo che le affermazioni dell'assessore Granata siano
gravi, impegnative, pronunciate dai banchi del Governo e credo
che se il clima è torbido e torrido lo è per questo, signor
Presidente. Quando l'Assessore denuncia pressioni esterne,
volontà esterne al Parlamento per esautorarlo, esterne alla
Commissione per determinare gli indirizzi della legge, intanto a
chi parla, assessore Granata? Alla sua maggioranza Perché la sua
maggioranza ha una forza ed un'autosufficienza tale da poter
portare in porto qualunque legge in quest'Assemblea e in
quest'Aula.
Parla alla sua maggioranza, parla a pressioni e lobby interne
alla sua maggioranza e, dato che ha ripetuto almeno quattro volte
il fatto che c'è un clima di pressione intorno a questo disegno
di legge, allora lo dica esplicitamente. Ma non pretenda, però,
di dirci cosa deve fare la Conferenza dei capigruppo, svolgendo
lei egregiamente il ruolo di assessore e noi, modestamente,
quello di capigruppo sotto la guida del Presidente di turno.
Non ci dica cosa deve fare la Conferenza dei capigruppo che
indirizzi deve avere e come deve ritornare in Aula perché la
Conferenza dei capigruppo per la parte che le compete ha una sua
sovranità politica e di funzione in questo Parlamento. Allora
abbia la forza, onorevole Granata, che non le è rara tra l'altro,
di dire quali sono le pressioni e perché questa legge è ferma,
qual è l'atteggiamento della maggioranza, perché ha più o meno
ironizzato anche sulla presenza ai banchi del Governo oggi
dell'Assessore al bilancio, dica tutto questo e si vada avanti.
Non si chieda alla opposizione di non svolgere il proprio ruolo,
non si chieda all'opposizione di segnalare che una maggioranza
non c'è in questo momento in quest'Aula e non si chieda
all'opposizione di non denunciare almeno l'intorpidimento del
clima che lei con le sue affermazioni determina.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, molto brevemente, io riprenderò il
mio intervento svolto ad inizio dell'esame di questo disegno di
legge quando, rivolgendomi alla Presidenza, ho chiesto se
potevamo essere messi in condizione rispetto ad una numerosa
serie di articoli aggiuntivi che anche se qui dentro in questo
momento non se ne parla o da parte dell'onorevole relatore,
onorevole Vicari, è stato fatto cenno solo ad un problema, ma qua
il Governo ha presentato una serie di emendamento sotto forma di
articoli aggiuntivi sulle materie più disparate. Dall'industria
al lavoro, al finanziamento di eventi, temi che con la legge
quadro sul turismo non c'entrano niente.
Allora, io verrò con piacere a sedermi al tavolo della
Conferenza dei capigruppo però ritengo che ci sono questioni
politiche che attengono in parte alle forze di maggioranza ed in
parte alle forze di opposizione e non credo che la sede, con
tutto il rispetto della Conferenza dei capigruppo, sia una sede
per sciogliere un nodo fondamentale. Qua c'è una legge di
riforma, di iniziativa del Governo, e di fatto ancora oggi la
maggioranza è molto titubante.
Signor Presidente, prima di una Conferenza dei capigruppo nella
quale secondo me si corre solo il rischio di ritornare in Aula
per cadere miseramente come è stata nell'ultima seduta alla prima
verifica del numero legale.
Le chiedo la sospensione di un'ora dell'Aula ma di darci almeno
mezzora prima della Conferenza dei capigruppo per potere fare un
incontro tra i capigruppo di maggioranza per potere arrivare alla
Conferenza quanto meno con una posizione unitaria anziché dovere
mettere sul tavolo della discussione quello che ormai
politicamente abbiamo messo già nel tavolo del Parlamento
siciliano.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, così come stabilito, adesso
sospenderemo la seduta per tenere la Conferenza dei capigruppo.
Una cosa però dobbiamo stabilirla adesso ed in questo senso credo
abbia ragione l'onorevole Granata quando dice che la Conferenza
dei capigruppo non può sostituirsi né alla Commissione né
all'Aula.
Non c'è dubbio che l'interruzione debba esclusivamente
affrontare le modalità di prosecuzione o di non prosecuzione
nella discussione di questo disegno di legge e le modalità di
prosecuzione o di prolungamento della sessione, così come abbiamo
stabilito. Se durante la Conferenza dei capigruppo non dovessero
emergere elementi chiari rispetto alle modalità di prosecuzione
di questo disegno di legge, perché l'opposizione, per esempio,
insiste sulla richiesta del numero legale...
SPEZIALE Lasci stare l'opposizione
PRESIDENTE ...non c'è molto da discutere o se, nel frattempo,
la maggioranza non si attrezza dei numeri necessari per andare
avanti. Onorevole Speziale, io sono, da questo punto di vista,
assolutamente equidistante. Noi stiamo sospendendo la seduta per
non produrre alcuno effetto. Tuttavia, una cosa è certa: noi
discuteremo di questi due argomenti, non certo di merito perché
il merito non spetta alla Conferenza dai capigruppo, spetta
all'Aula o alla Commissione se si conviene che il testo venga
preliminarmente affrontato dalla Commissione.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa ed è immediatamente
convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in
Sala Rossa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.55, è ripresa alle ore 19.56)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunicazione delle determinazioni assunte dalla Conferenza dei
Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico il percorso
individuato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari relativamente alla materia in discussione, cioè la
legge di riforma del turismo, e relativamente all'ordine dei
lavori per le giornate fino al 5 agosto.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha
confermato la chiusura della sessione estiva per il prossimo 5
agosto. Ha stabilito, altresì, che questa sera verrà incardinato
il disegno di legge sui Consorzi fidi, rinviando la discussione
generale in sede di esame dell'articolo 1 e dando il termine per
la presentazione degli emendamenti alle ore 10.00 di domani
mattina.
La seduta verrà, quindi, sospesa per consentire lo svolgimento,
in IV Commissione, dell'audizione dei Presidenti delle province
siciliane - alla presenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
- che hanno chiesto di essere ascoltati relativamente al disegno
di legge in materia di riforma del turismo.
L'Aula verrà rinviata a domani mattina, alle 10,30, per
continuare l'esame del disegno di legge sul turismo e per poi
proseguire nel pomeriggio fino al completamento di entrambi i
disegni di legge.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbia deciso di
amministrare al meglio il poco tempo che rimane alla chiusura
della sessione estiva.
Tuttavia il risultato della Conferenza potrebbe apparire
vanificato da una pratica che, proprio a fine sessione, è
abitualmente in uso. Chiedo, pertanto, alla Presidenza di essere
rigorosa - come sempre ma se è il caso ancor di più - sulla
ammissibilità degli emendamenti.
D'altronde, se adesso procederemo ad incardinare il disegno di
legge sui consorzi fidi è perché in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari si è avvertita una convergenza
generale e complessiva rispetto a questo disegno di legge.
La preoccupazione che vorrei venisse esorcizzata dalla
Presidenza è che questo disegno di legge possa diventare il
veicolo per tutti gli emendamenti possibili, cioè che il disegno
di legge in questione diventi poi quella legge omnibus che invece
non è possibile incardinare per i tempi di chiusura della
sessione.
PRESIDENTE. La precisazione dell'onorevole Liotta è sicuramente
opportuna.
Ribadisco che adesso si procederà ad incardinare il disegno di
legge sui consorzi fidi dando il termine per la presentazione
degli emendamenti fino alle ore 10 di domani mattina, emendamenti
che devono essere esclusivamente legati al testo e al tema dei
consorzi fidi.
La Presidenza, pertanto, non considererà ammissibile alcun
emendamento estraneo alla materia specifica dei Consorzi fidi.
Peraltro, onorevoli colleghi, voi sapete che quella dei
Consorzi fidi è una materia estremamente tecnica, estremamente
delicata e quindi rischieremmo di compromettere il buon andamento
delle riunioni svoltesi fino a questo momento, con grande
fatica ma anche con molta attenzione da parte delle categorie
sociali, dei Gruppi parlamentari e dei tecnici e funzionari
dell'Assessorato, per elaborare il testo.
Dopo aver incardinato il disegno di legge, sospenderemo la
seduta, per consentire alla IV Commissione di ascoltare i
Presidenti delle Province e quindi aggiorneremo a domani
mattina i lavori.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Discussione del disegno di legge «Riordino della disciplina
dell'attività di garanzia collettiva dei fidi» (n. 1019/A)
PRESIDENTE Si passa all'esame del disegno di legge «Riordino
della disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi»
(n. 1019/A), posto al numero 7).
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
Essendo io stesso il relatore del disegno di legge, dichiaro di
rimettermi al testo della relazione.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine di cui
all'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno, per l'esame
degli emendamenti presentati.
La discussione generale si svolgerà sull'articolo 1.
Preciso che il termine ultimo per la presentazione degli
emendamenti resta comunque fissato per le ore 10.30 di domani
mercoledì 3 agosto 2005.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi mi è sorto
un dubbio: la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
ha deciso che da qui alla fine della sessione estiva verranno
approvati due disegni di legge?
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari ha stabilito che la sessione
chiuderà il 5 agosto, che intanto si vanno avanti il disegno di
legge sul turismo e quello sui Consorzi fidi; se dovessero
esserci le condizioni per fare altro, si farà altro.
Mi sembra, dall'andamento della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, che queste condizioni non ci siano, però,
quando nulla è certo, tutto è possibile.
SPAMPINATO Quindi la presenza di altri punti all'ordine del
giorno dipende dalla nostra produttività.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
domani, mercoledì 3 agosto alle ore 10.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia (nn. 788-376-
550-957/A Bis) (Seguito)
2) Riordino della disciplina dell'attività di garanzia
collettiva dei fidi (n. 1019/A) (Seguito)
3) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
4) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
(nn. 771-774/A) (Seguito)
5) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di Camere di commercio (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
6) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciale II/A)
7) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito)
III - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
IV - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 20.03
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazioni
GIANNOPOLO. -«All'Assessore per gli enti locali, premesso che
il Comune di Piana degli Albanesi dispone di diversi plessi
scolastici adibiti a scuole dell'obbligo e a scuola materna
realizzati molti anni fa con il contributo della Regione, di
altri rami dell'Amministrazione e del Comune;
considerato che il Sindaco del Comune di Piana degli Albanesi
senza alcun provvedimento formale ha inopinatamente disposto
l'occupazione di cinque aule della scuola media statale per
destinarle ad altre attività istituzionali del Comune;
considerato altresì che la sottrazione di cinque aule alla
scuola media ha comportato il venir meno di molte attività
didattiche e paradidattiche con conseguenze negative sulla
programmazione scolastica;
rilevato che molti insegnanti e genitori hanno inoltrato
richiesta di incontro in forma scritta al Sindaco per la
trattazione degli argomenti legati all'utilizzo dell'edilizia
scolastica, senza ottenere alcuna risposta;
per sapere:
se non ritenga opportuno accertare urgentemente la legittimità
delle procedure attraverso le quali il Sindaco di Piana degli
Albanesi si è impossessato di una parte degli edifici scolastici
per destinarla ad un utilizzo non consono all'originaria e
obbligatoria destinazione d'uso degli immobili che, anche in
forza degli obblighi assunti con gli enti finanziatori al momento
della realizzazione degli edifici, deve rimanere nell'ambito
delle attività scolastiche, a meno di una specifica
autorizzazione che deve essere rilasciata dall'Assessorato
regionale competente;
se non intenda invitare altresì il Sindaco a riscontrare, anche
ai sensi della legge sulla trasparenza, la richiesta di incontro
degli insegnanti e dei genitori avanzata in data 10 febbraio
scorso per il giusto approfondimento delle questioni legate
all'utilizzo dell'edilizia scolastica.» (1106)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1106,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto
segue.
Considerato il lungo lasso di tempo intercorso dalla data di
presentazione dell'interrogazione, erano già stati forniti
dall'Assessore del tempo elementi di risposta a codesta Assemblea
ed alla Presidenza della Regione in una nota del marzo 2004. Non
si può quindi che ribadire quanto riferito in quella nota,
predisposta alla luce delle comunicazioni inoltrate
all'Assessorato dal Comune di Piana degli Albanesi.
A partire dal momento dell'insediamento della nuova
Amministrazione comunale di Piana degli Albanesi, avvenuta nel
giugno 2002, pervenivano agli uffici tecnici comunali numerose
comunicazioni con le quali l'ASL competente manifestava
l'assoluta precarietà delle condizioni in cui versavano i locali
comunali di via Giorgio Kastriota, ove trovava sistemazione la
condotta medica e la Guardia medica.
Con le medesime missive, gli organi dell'azienda sanitaria
locale, evidenziavano, preliminarmente, di aver già da anni
provveduto, senza esito, ad interessare gli organi comunali
competenti al fine di poter predispone un intervento, quanto mai
necessario, di ripristino dei suddetti locali di via Giorgio
Kastriota e, al contempo, comunicavano che in caso di mancato
riscontro alle effettive esigenze, ancora una volta prospettate,
si sarebbe provveduto ad attivare la procedura per pervenire allo
spostamento, in altro comune limitrofo, dei servizi sanitari.
Valutata la effettiva inadeguatezza dei locali destinati
all'Ausl e ritenuto grave il disagio per l'intera comunità che si
sarebbe potuto prospettare con l'eventuale spostamento in altro
comune dei servizi sanitari della Condotta Medica e della Guardia
Medica, l'Amministrazione comunale attivava la procedura per
predispone gli interventi urgenti al fine dell'adeguamento dei
locali e, contestualmente, ricercava nell'ambito di altri
immobili comunali la possibilità di insediare, momentaneamente e
provvisoriamente, la struttura sanitaria in argomento.
A seguito di tale concreta necessità e solo dopo attenta
analisi del patrimonio immobiliare comunale, venivano individuati
i locali del piano superiore del plesso Skanderberg, come idonei
ad ospitare la Guardia Medica e la Condotta Medica, previa,
comunque, esecuzione di alcuni lavori.
Per di più, i locali del piano superiore del plesso di via
Skanderberg destinati ad uffici di segreteria ed amministrativi,
risultavano serviti da un autonomo ingresso rispetto ai locali
effettivamente destinati all'attività scolastica, aventi un
ingresso dal piano sottostante.
L'individuazione dei predetti locali avveniva soltanto dopo una
serie di incontri con i responsabili scolastici, i quali
manifestavano la propria disponibilità alla soluzione, stante,
non solo, la conoscenza del problema, ma la non indispensabile
utilizzazione dei locali stessi dal piano superiore del plesso
scolastico per il raggiungimento degli obiettivi e delle attività
didattiche e paradidattiche.
La soluzione prospettata, quindi, veniva discussa anche nel
corso di alcuni incontri con gli insegnanti e i genitori nel
corso di un consiglio comunale aperto, durante il quale si
analizzavano le numerose questioni inerenti l'edilizia scolastica
e si prendeva atto della assoluta necessità di allocare, seppur
momentaneamente, i servizi sanitari nel piano superiore del detto
plesso scolastico.
Con successiva nota, il Comune ha riferito di avere attivato le
procedure amministrative per la realizzazione dei lavori in via
Giorgio Kastriota, al fine di predispone un intervento
manutentivo dell'immobile.
Da notizie assunte per le vie brevi i lavori di manutenzione
dei locali del presidio sanitario di via Kastriota sono già stati
ultimati. E' stata, pertanto, invitata l'ASL a riprendere
possesso del predetto immobile; sicchè il trasferimento si
presume avverrà a breve termine.»
L'Assessore STANCANELLI
CAPODICASA - «All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
l'Amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa ha emesso
provvedimenti di giunta n. 282 del 30 luglio 2002, n. 295 del 30
luglio 2002, n. 357 del 18 ottobre 2002, n. 362 del 18 ottobre
2002, n. 377 del 15 novembre 2002, n. 429 del 13 dicembre 2002,
dichiarati di immediata esecutività e di fatto eseguiti;
con tali atti in assenza di preventiva delibera autorizzatoria
del Consiglio comunale, così come previsto dal vigente OREL, è
stato disposto il rimborso di spese di viaggio e di soggiorno
fuori dall'isola in favore di consiglieri comunali;
le somme erogate dal Comune risultano essere state imputate ad
un capitolo di bilancio specifico che prevede il rimborso a
favore del solo Sindaco e degli Assessori;
considerato che:
l'attuale Amministrazione si è insediata nel maggio dello
scorso anno e solamente nell'agosto del 2002 è stato nominato il
Collegio dei Revisori dei conti;
il termine di legge (D.leg.vo 267/2000 e D.l. 293/94) entro il
quale il Collegio predetto doveva essere nominato è stato
ampiamente violato e nelle more della nomina il predetto Collegio
ha operato in regime di prorogatio adottando pareri in ordine al
conto consuntivo dell'esercizio 2001, in ordine a storni di
bilancio etc.;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per verificare la
regolarità nella conduzione dell'Amministrazione comunale di
Lampedusa e Linosa, con riferimento sia alla liceità della
condotta assunta dall'Amministrazione attiva sia alla legittimità
dei pareri tecnico-contabili espressi ai fini dell'adozione dei
singoli atti deliberativi;
se non ritenga di dovere assumere iniziative per verificare la
legittimità e l'eventuale nullità degli atti assunti a seguito
dei pareri espressi dal Collegio dei Revisori, da ritenersi
decaduto con l'insediamento della nuova amministrazione.» (1123)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1123,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula numero 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente
quanto segue.
In ordine a quanto richiesto dall'onorevole interrogante si
comunica che, con decreto del Dirigente generale del Dipartimento
regionale della famiglia n. 172 del 2 febbraio 2005, è stato
disposto un apposito intervento ispettivo presso il comune di
Lampedusa e Linosa.
Non appena si conoscerà l'esito degli accertamenti ispettivi,
verrà riferito compiutamente anche in ordine agli eventuali
provvedimenti che saranno adottati.»
L'Assessore STANCANELLI
SPEZIALE - CRACOLICI - GIANNOPOLO.- «All'Assessore per i lavori
pubblici e all'Assessore per gli enti locali, premesso che l'art.
11 comma 10 della legge regionale n. 7 del 2002 prevede
l'affidamento fiduciario di incarichi relativi ad attività di
studio, progettazione, direzione di lavori e accessorie a
professionisti, singoli o associati, per compensi sino a 100.000
euro (IVA esclusa);
osservato che a Corleone, negli ultimi tempi, risultano
assegnati parecchi incarichi di progettazione applicando l'art.
11 della legge suddetta;
ricordato che lo stesso art. 11 al comma 17 prevede che
l'attività di direzione lavori sia affidata con priorità al
progettista incaricato e che, in tal caso, il conteggio
effettuato per stabilire l'importo stimato dell'incarico di
progettazione deve comprendere anche l'importo per la direzione
lavori;
rilevato che gli incarichi assegnati recentemente dal comune di
Corleone ai sensi della legge in questione tacciono invece sulla
direzione dei lavori, evidentemente al fine di tenere entro i
limiti previsti dal comma 10 l'importo degli incarichi assegnati;
ritenuto che tale procedura possa configurare il rischio di un
abuso d'ufficio determinando di fatto una esclusione di altri
professionisti che altrimenti potrebbero accedere a tali
incarichi attraverso gli atti di evidenza pubblica previsti per
importi superiori, quali risulterebbero da una più corretta e
legittima valutazione degli importi ai sensi del comma 17
dell'art. 11 della legge regionale n. 7 del 2002;
per sapere se non ritenga opportuno esercitare la vigilanza
dovuta e, in caso di riscontro delle anomalie denunciate,
revocare gli atti illegittimi attraverso atti amministrativi
utili a tutelare il diritto di ciascun professionista a
partecipare all'assegnazione d'incarichi di valore superiore ai
100.000 euro e tutelare il pubblico erario da esborsi fuori
controllo o, comunque, concessi attraverso percorsi contrari al
dettato di legge.» (1136)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, trasformata con richiesta di risposta scritta in
occasione della seduta d'Aula n. 297 dell' 1.06.2005, si fa
presente quanto segue.
Il comune di Corleone ha trasmesso all'Assessorato regionale
della famiglia una nota del gennaio 2004, in seguito alla quale
l'Assessore del tempo ha riferito a codesta Assemblea ed alla
Presidenza della Regione.
In quella nota il Comune ritenne necessario, preliminarmente,
per una migliore cognizione, indicare gli atti contestati e di
seguito riportati:
1) determinazione sindacale n. 14 del 17 febbraio 2003, con la
quale è stato conferito l'incarico per la redazione del progetto
di "Riqualificazione Urbana via Bentivegna e Villa Comunale di
Corleone" per l'importo complessivo di 103.216,16 comprensivodi
IVA al 20 per cento all'arch. Gabriele Garajo ed all'arch.
Concetta Lo Porto;
2) determinazione sindacale n. 15 del 17 febbraio 2003, con la
quale è stato conferito incarico per la redazione del progetto di
Riqualificazione urbana della frazione di Ficuzza per l'importo
complessivo di euro 111.909,10 comprensivo di IVA al 20 per cento
all'arch. Alessandra Agnello;
3) determinazione sindacale n. 188 del 31 dicembre 2002, con la
quale sono stati conferiti: incarico per la progettazione
esecutiva dei lavori per la riqualificazione' ambientale
dell'area Gole del Torrente Corleone e delle Due Rocche (parco
fluviale) - e cascata delle Due Rocche per l'importo
complessivo di euro 119.879,68 comprensivo di IVA al 20 per
cento, all'ing. Orazio Amenta ed all'arch. Stefano Tagliavia.
Per quanto riguarda invece le osservazioni e le censure mosse
in merito alla legittimità degli atti si osserva che:
a) la normativa regionale, vigente a quel tempo, consentiva al
Sindaco di affidare incarichi di importo inferiore a 100.000
euro, IVA esclusa, a professionisti singoli o associati di
propria fiducia;
b) agli incarichi conferiti è stato applicato il minimo
tariffario previsto dal D.M. 4 aprile 2001, rispetto al quale
nessun ulteriore sconto può essere applicato in conformità al
disposto dell'art. 17, comma 20, della legge n. 109/94, così come
recepito e modificato dalla l.r. 7/2002, il quale recita: I
corrispettivi determinati in conformità al decreto ministeriale 4
aprile 2001, e per quanto in esso non previsto, alla legge 2
marzo 1949, n. 143, e sue modifiche ed integrazioni, sono minimi
inderogabili ai sensi dell'aultimo comma dell'articolo unico
della legge 4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'articolo unico
della legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario è nullo ;
c) gli incarichi affidati sono di importo inferiore a 100.000
euro, IVA esclusa, per cui "le stazioni appaltanti possono
procedere all'affidamento a professionisti singoli o associati di
loro fiducia", ai sensi dell'art. 11, comma 11, della l.r. n.
7/2002. Inoltre, i professionisti incaricati non hanno ricevuto
dal comune di Corleone "incarichi fiduciari che cumulativamente
superino la soglia annua di 100.000 euro IVA esclusa", ai sensi
dell'art. 11, comma 13, della l.r. n. 7/2002;
d) gli uffici comunali hanno provveduto ai sensi dell'art. 11,
comma 14, della l.r. n. 7/2002, a darne adeguata pubblicità con
comunicazione scritta agli ordini e collegi professionali
competenti per territorio entro trenta giorni dal conferimento
dell'incarico;
e) il legislatore regionale, prevedendo all'art. 11, comma 17,
della l.r. n. 7/2002 che"nel caso di affidamento di incarichi di
progettazione, l'attività di direzione dei lavori è affidata, con
priorità rispetto ad altri professionisti esterni, al progettista
incaricato. In tal caso il conteggio effettuato per stabilire
l'importo stimato, ai fini dell'affidamento dell'incarico di
progettazione, deve comprendere l'importo della direzione dei
lavori , ha sancito espressamente che il compenso per l'incarico
di direzione lavori è da computarsi, per stabilire l'importo e
quindi la normativa applicabile ai fini dell'affidamento, con
l'incarico di progettazione solo nel caso in cui esso è affidato
contestualmente al medesimo progettista e non anche nel caso in
cui l'Amministrazione stabilisca di affidare la direzione lavori
ad altro soggetto interno;
f)nelle precedenti ipotesi e nelle ipotesi in cui il comune di
Corleone ha proceduto all'affidamento di incarichi fiduciari, ai
sensi della vigente normativa, non ha computato il compenso per
l'incarico di direzione lavori nel conteggio effettuato per
stabilire l'importo stimato dagli incarichi nei casi, come quelli
citati precedentemente, in cui l'Amministrazione ha stabilito di
procedere alla direzione lavori mediante personale interno;
g) il mancato riferimento all'affidamento della direzione
lavori, nelle determinazioni di incarico, del resto, è dovuto al
fatto che trattandosi di progetti per accedere ad eventuali fonti
di finanziamento, l'affidamento anche della direzione lavori
costituirebbe un inutile aggravio delle spese per l'Ente,
dovendosi assumere il necessario impegno di spesa e stante la
previsione dell'art. 11, comma 12, della l.r. n. 7/2002, il quale
stabilisce che: Gli enti appaltanti non possono subordinare la
corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento della
progettazionee delle attività tecnico-amministrative ad essa
connesse all'ottenimento del finanziamento dell'opera e tenuto
conto della possibilità normativa di affidarla in un secondo
momento».
L'Assessore STANCANELLI
PANARELLO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
gli enti locali, premesso che:
è stato pubblicato sulla GURS il decreto di indizione dei
comizi elettorali per il rinnovo degli organi amministrativi
degli Enti locali;
la consultazione elettorale si svolgerà nei giorni 25 e 26
maggio 2003;
gli organi degli Enti locali, pur rimanendo in carica sino
all'elezione dei nuovi, devono limitarsi, dopo l'indizione dei
comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e indifferibili;
da notizie apparse sulla stampa si è appreso che il Consiglio
comunale di Messina, in sessione permanentemente aperta, si
appresta a trattare affari che, ictu oculi, non rientrano tra
quelli indifferibili ed urgenti;
in particolare, si chiede l'approvazione di programmi
costruttivi di cooperative edilizie (sono previsti circa 500
nuovi alloggi nella vallata del torrente Trapani), la
sopraelevazione di un noto albergo cittadino, il cronoprogramma
degli interventi di risanamento delle aree degradate, con la
parziale modifica dell'elenco delle priorità;
per sapere:
se non ritengano di dovere diramare con la massima urgenza,
anche mediante circolare esplicativa, le necessarie direttive al
fine di impedire eventuali abusi nell'imminenza della
competizione elettorale;
se non ritengano di dover disporre immediatamente un'ispezione,
anche mediante la nomina di un Commissario provveditore, presso
il Comune di Messina e di segnalare eventuali abusi alle Autorità
competenti.» (1141)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1141,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula numero 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente
quanto segue.
Considerato il lungo lasso di tempo trascorso dalla data di
proposizione dell'interrogazione (17 aprile 2003), non si ritiene
rivesta ormai carattere di attualità disporre l'intervento
ispettivo richiesto dall'onorevole interrogante.
Si può solo riferire, tuttavia, così come comunicato dal
commissario straordinario del comune di Messina, in una nota
recentemente pervenuta che, relativamente al programma
costruttivo per la realizzazione di un complesso di edilizia
residenziale convenzionata in località Torrente Trapani, è stata
approvata dal Consiglio comunale, nella seduta del 16 aprile
2003, la delibera n. 26/C, preceduta dalla votazione unanime dei
votanti sulla urgenza ed indifferibilità dell'atto deliberativo,
connesso al bisogno di alloggi dei cittadini meno abbienti.
Per quanto riguarda l'eventuale sopraelevazione dell'albergo
cittadino Jolly Hotel, si rende noto che la proposta di delibera
presentata il 16 gennaio 2003 dal Dipartimento Politiche
Territorio è stata ritirata dall'Ufficio proponente il 15 aprile
2003 per integrazione atti; ripresentata in fase successiva, è
stata esaminata dal nuovo Consiglio comunale nella seduta del 21
ottobre 2003.
Il cronoprogramma degli interventi di risanamento delle aree
degradate, con modifica dell'elenco delle priorità, è stato
sottoposto al vaglio del Consiglio comunale nella seduta del 16
aprile 2003 ed approvato con delibera n. 28/C, preceduta dalla
votazione unanime dei votanti sull'urgenza ed indifferibilità
dell'atto deliberativo, per sanare le aree degradate del centro
cittadino».
L'Assessore STANCANELLI
ZAGO.«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per il bilancio e le finanze,
premesso che nei giorni scorsi i Comuni di Pozzallo, Comiso e
Modica hanno denunciato il ritardo nei trasferimenti finanziari
agli enti locali dei fondi regionali e statali e,
conseguentemente, hanno dato vita ad un comitato permanente degli
Assessori al bilancio per vigilare e intervenire sulle cause dei
ritardi nei trasferimenti dovuti ai Comuni;
rilevato che tale ritardo dura dall'inizio dell'anno e che,
quindi, sono già maturati sei dodicesimi di quanto spettante;
osservato che tale situazione sta mettendo in crisi diverse
realtà locali e causando parecchi disservizi in settori delicati
dell'assistenza e nel rapporto con le imprese che hanno svolto
attività o eseguito lavori per conto delle stesse Amministrazioni
locali;
ricordato che la Regione ha già emesso i mandati da oltre un
mese ma che non vi sarebbero i fondi necessari per mantenere gli
impegni assunti;
giudicata la situazione insostenibile e tale da mettere a
rischio gli equilibri socio-economici di intere comunità;
per sapere quali iniziative intendano assumere per porre fine a
una tale inaccettabile inadempienza istituzionale dei Governi,
regionale e nazionale, e ristabilire il normale flusso
dell'erogazione di fondi per assicurare i servizi ai cittadini.»
(1176)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1176,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula n. 297 dell' 1.06.2005, si fa presente quanto
segue.
Com'è noto, la determinazione del Fondo delle autonomie in
favore degli enti locali e la relativa normativa sono
disciplinati dall'art. 76 della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2, integrato con l'art. 64 della legge regionale 16 aprile 2003,
n. 4.
Secondo la predetta normativa, viene acquisito preventivamente
il parere della Conferenza Regioni - Autonomie locali, istituita
con decreti del Presidente della Regione n. 157 del 2 luglio 2002
e n. 151 del 28 luglio 2003; i criteri ed i parametri di riparto
individuati sono formalizzati in apposito decreto, adottato di
concerto con l'Assessore regionale per il Bilancio e Finanze.
Relativamente al 2003, oggetto dell'atto ispettivo cui si
risponde, per i Comuni, il Fondo è stato determinato in
complessivi C. 745.000.000,00 e la Conferenza ha espresso il
parere di competenza nella seduta del 5 novembre 2003.
I criteri ed i parametri proposti sono stati recepiti nel
decreto interassessoriale n. 3512 del 17 novembre 2003.
A seguito, poi, della variazione del bilancio 2003 e della
conseguente integrazione del Fondo, formalizzata con legge
regionale n. 20 del 3 dicembre 2003, è stato acquisito ulteriore
parere, reso nella seduta del 26 novembre 2003, sull'assegnazione
integrativa in favore dei comuni con popolazione superiore ai
5.000 abitanti ed i relativi criteri e parametri sono stati
formalizzati con decreto assessoriale del 28 novembre 2003.
Al fine di assicurare l'occorrente, minima disponibilità di
risorse, nelle more dell'acquisizione del parere della Conferenza
in ordine ai criteri riparto, con decreto del Dirigente Generale
del Dipartimento regionale della famiglia n. 1005 del 29 aprile
2003, è stata disposta un'anticipazione pari a sei dodicesimi
dell'ammontare del Fondo, al netto delle prescritte deduzioni.
Il saldo spettante, sulla base del disposto riparto definitivo
del complessivo importo di euro 604.902.125,00, è stato
determinato con decreto del Dirigente Generale n. 3668 del 19
novembre 2003, in esecuzione al quale sono stati emessi i
relativi titoli di spesa.
Successivamente, il riparto dell'integrazione di euro
40.000.000,00 in favore dei comuni con popolazione superiore ai
5.000 abitanti è stato disposto con decreto del Dirigente
Generale n. 4091 del 2/12/2003, provvedendosi, altresì, alla
emissione dei mandati di pagamento.
Occorre precisare ancora che ulteriori ritardi si sono
determinati nei confronti di comuni per i quali, d'Ufficio o su
segnalazione dell'Assessorato regionale del Bilancio e delle
Finanze, è stata accertata l'inadempienza all'obbligo della
riduzione dei sottoconti similari.
A norma dell'art. 93 della richiamata legge regionale n. 4 del
2003, invero, è fatto divieto alle amministrazioni regionali di
emettere mandati di pagamento in favore dei comuni che non
provvedono alla riduzione del 70 per cento dell'ammontare dei
sottoconti di Tesoreria giacenti ad inizio di esercizio.
E' da precisare, infine, che a decorrere dalla fine
dell'esercizio 2004 è stata legislativamente disciplinata
l'erogazione del Fondo.
Infatti, a norma dell'articolo 18 della legge regionale n. 15
del 5 novembre 2004, si è disposto che il Fondo é erogato a
trimestralità posticipate e che la quarta rata è erogata entro il
28 febbraio dell'anno successivo, tenendo conto della variazione
percentuale, in aumento o in diminuzione.»
L'Assessore STANCANELLI
AMENDOLIA.- «All'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, premesso che i dipendenti
dell'Istituto per ciechi Florio e Salomone di Palermo, pur
svolgendo le stesse mansioni dei dipendenti dell'Istituto per
ciechi Ardizzone Gioieni di Catania, sono posti a livelli
funzionali più alti.
considerato che i due istituti perseguono identiche finalità,
vale a dire l'assistenza e l'istruzione dei soggetti privi della
vista, e entrambi ricadono nella stessa Regione;
per sapere come tale stato di cose sia stato posto in essere e
si sia protratto fino ad oggi, e quali siano le modalità affinché
possa essere eliminata tale evidente disparità di trattamento tra
i dipendenti dei due suddetti Istituti.» (1203)
Risposta.«In riferimento all'interrogazione numero 1203,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula n. 297 dell' 1.06.2005, si fa presente che sono già
state comunicate notizie a codesta Assemblea ed alla Presidenza
della Regione dall'Assessore del tempo, con una nota del novembre
2003, nella quale veniva riferito che non è di competenza formale
dell'Assessorato regionale della famiglia lo stato giuridico ed
economico riconosciuto ai dipendenti dell'Istituto Florio
Salomone di Palermo, in quanto quest'ultimo, benché nato sotto
gli stessi presupposti giuridici dell'altra Opera Pia di Catania
già nel 1898, a seguito della riforma attuata nel 1890 con la
legge denominata "Crispi" n. 6972 del 17 luglio1890, fu
riconosciuto ente scolastico.
Infatti, la succitata riforma differenziava i successivi
riconoscimenti giuridici in Istituzioni pubbliche di assistenza e
beneficenza e Istituzioni scolastiche, sulla base di quelle che
risultavano essere, a norma delle singole tavole di fondazione,
le attività predominanti.
Tra le due istituzioni in argomento venne segnalata, a suo
tempo, una maggiore propensione alla "assistenza" ai soggetti non
vedenti da parte delle disposizioni statutarie dell'Istituto
Ardizzone Gioieni di Catania, mentre risultavano di "Istruzione"
per gli stessi soggetti, le disposizioni stabilite dallo statuto
dell'Istituto Florio e Salomone di Palermo.
Sin dal 1926, con regio decreto n. 2263 del 27 ottobre,
l'Istituto è stato dichiarato ente scolastico di diritto
pubblico.
A conferma di ciò in questi anni il controllo, la tutela e la
vigilanza è stata demandata, anche con il D.P.R. 246 del
14.5.1985, all'Amministrazione regionale e più specificatamente
all'Assessorato regionale dei Beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione.
Invero l'istituzione catanese, rimasta tra le istituzioni
pubbliche di assistenza e beneficenza, è sottoposta a controllo
tutela e vigilanza dell'oggi Assessorato della Famiglia per
effetto del D.P.R. 636/75.
Volendo entrare nello specifico della richiesta dell'onorevole
interrogante, il diverso trattamento giuridico ed economico tra
il personale delle due Istituzioni, che nel frattempo per
motivazioni diverse di natura gestionale hanno nel tempo reso
ancor simili i servizi offerti, nasce da diverso comparto
applicato, Enti locali per l'Opera Pia di Catania e Scuola per
l'Istituto di Palermo, oltre ad una diversa gestione delle
carriere dei singoli dipendenti che, con controlli di natura
completamente diversa, hanno avuto progressioni divergenti.
E' da sottolineare infine che l'Istituto Florio e Salomone di
Palermo è solo sottoposto ad un visto del Provveditorato agli
studi sui propri atti amministrativi, mentre l'Ardizzone e
Gioieni di Catania è sottoposto alle norme di cui alla legge
10/96 sul controllo degli atti delle II.PP.A.B..»
L'Assessore STANCANELLI
GIANNOPOLO.- «All'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, premesso che con decreto
dell'Assessorato regionale della Famiglia e delle Autonomie
locali del 15 aprile 2003, pubblicato nella GURS del 16 maggio
2003, sono stati stabiliti nuovi criteri di valutazione economica
per l'accesso agevolato ai servizi sociali;
considerato che l'applicazione di detto decreto, avendo
abbassato di molto la soglia reddituale oltre la quale viene
richiesta la compartecipazione finanziaria degli utenti
all'erogazione dei servizi socio-assistenziali, sta determinando
notevoli disagi tra le fasce di popolazione interessata;
per sapere:
se non ritenga opportuno revocare con effetto immediato il
decreto assessoriale del 15 aprile 2003 pubblicato nella GURS del
16 maggio 2003, dando al tempo stesso efficacia al precedente
decreto;
se non intenda ridefinire i nuovi parametri reddituali di
accesso ai servizi socio-assistenziali salvaguardando i bisogni
delle fasce più deboli alle quali garantire la gratuità dei
servizi e applicando in misura progressiva alle diverse fasce
reddituali la compartecipazione finanziaria;
se non consideri opportuno sentire, prima dell'emanazione del
nuovo decreto, il parere della Conferenza Regione-Autonomie
locali e le loro organizzazioni sindacali;
se non ritenga opportuno in sede di assestamento del bilancio
2003 recuperare ulteriori somme in favore degli enti locali per
garantire il miglioramento e il potenziamento dei servizi socio-
assistenziali nella nostra Regione.» (1294)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta.« In riferimento all'interrogazione numero 1294,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula n. 297 dell' 1.06.2005, si fa presente quanto
segue.
Si premette che il decreto assessoriale n. 867 del 15 aprile
2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana, riguardante "Accesso agevolato ai servizi sociali.
Criteri unificati di valutazione economica", è stato adottato a
conclusione di un lungo dibattito procedimentale, in risposta ed
in accoglimento ad una richiesta proveniente da un centinaio di
comuni dell'isola e salutato con soddisfazione da tutti gli
uffici sociali locali, perché coerente con le disposizioni
riportate dalla legge 8 novembre 2000, n. 328, "Legge quadro per
la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
sociali", e compatibile con il crescente squilibrio economico-
finanziario sofferto dai Comuni per effetto delle sempre più
ridotte capacità di spesa.
Il predetto decreto assessoriale riporta, infatti, direttive
per l'accesso agevolato ai servizi sociali, individuando da una
parte le prestazioni sociali gratuite per la totalità dei
cittadini a favore sia dei minori che anziani ed handicappati
(prevenzione, recupero, riabilitazione socio-educativa,
socializzazione, istruzione, trasporto, mobilità etc.) e
dall'altra fissa criteri di compartecipazione obbligatoria al
costo per i servizi residenziali (ricoveri) in rapporto alla
condizione economica posseduta (I.S.E.).
Per i servizi aperti e domiciliari a domanda individuale, il
medesimo decreto ne fissa la gratuità per redditi non eccedenti
la pensione minima INPS, maggiorata in rapporto alla composizione
del nucleo familiare e la compartecipazione per redditi
superiori.
Con ciò rimane impregiudicata la facoltà dei Comuni, quali enti
erogatori dei servizi, di individuare per specifici obiettivi di
tutela sociale una diversa composizione del nucleo familiare ai
fini della determinazione dell'indicatore della situazione
economica (I.S.E.) o di stabilire differenti elementi nella
valutazione della composizione patrimoniale.
Tuttavia, il citato decreto assessoriale n. 867 del 2003,
accogliendo le sollecitazioni provenienti dalle parti sociali ed
in coincidenza con le richieste avanzate dall'onorevole
interrogante, è stato sospeso in data 9 settembre 2003, con
conseguente rinvio della sua applicazione agli ulteriori
approfondimenti richiesti dalle medesime parti sociali. Dalla
data di insediamento dello scrivente presso questo Assessorato,
si sta operando affinché nel 2005 si possa superare lo stato di
incertezza che in atto si verifica presso le Amministrazioni
locali, tenuto conto anche delle recenti difficoltà finanziarie
dovute alle riduzioni di trasferimenti di risorse economiche sia
nazionali che regionali.
Si concorda quindi con l'onorevole interrogante in ordine
all'opportunità di sentire il parere della conferenza regione-
autonomie locali e delle organizzazioni sindacali prima
dell'emanazione di un nuovo decreto. Le procedure per
l'acquisizione dei predetti pareri sono già state avviate».
L'Assessore STANCANELLI
«All'Assessore la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali, premesso che nel Comune di Adrano nella seduta del 23
settembre c.a. il Presidente del Consiglio comunale ha ritenuto
di dover aprire e chiudere la seduta prima dell'orario di
convocazione, senza tenere conto della presenza di alcuni
consiglieri in aula;
preso atto che il fatto è stato verbalizzato da dieci
consiglieri comunali e il verbale consegnato alle autorità
competenti, già da tempo avvertite di ripetute violazioni di
regole e regolamenti;
osservato che a tale ultima limitazione del diritto
all'esercizio della funzione di consiglieri comunali, parecchi di
essi, anche componenti della maggioranza, hanno voluto
manifestare, al di là dell'appartenenza politica, il vivo allarme
per la conduzione dei lavori del Consiglio occupando l'Aula;
per sapere:
se non ritenga utile e necessario garantire il rispetto delle
regole e delle prerogative dei consiglieri comunali a tutela di
un corretto funzionamento della vita democratica in un importante
ente locale siciliano, quale il Comune di Adrano;
quali misure intenda adottare per assicurare un efficace
controllo sulla funzionalità dei Consigli comunali e sul rispetto
delle minoranze.» (1332)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1332,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula numero 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che
il comune di Adrano, con una nota trasmessa a questo Assessorato,
ha comunicato quanto segue.
La riunione del Consiglio comunale di giorno 23 settembre 2003
(quella cui fa riferimento l'onorevole interrogante) era di
seconda convocazione, e l'ora d'inizio era stata fissata alle ore
20,00.
A quell'ora arrivati in Aula, il Presidente, come di consueto,
invitava il Segretario a procedere all'appello, ultimato il quale
risultano esservi cinque consiglieri presenti e venticinque
assenti.
Il Presidente dichiarava, pertanto, deserta la seduta.
Circa l'indicazione contenuta nell'interrogazione, secondo cui
il Presidente del Consiglio comunale ha ritenuto di dover
aprire e concludere la seduta prima dell'orario di
convocazione , l'Amministrazione ha riferito che il Presidente
del Consiglio, prima di dare la parola al segretario per
procedere all'appello, ha dato atto che si era compiuta l'ora ,
dichiarando che erano le ore 20, ossia l'ora prevista dalla
convocazione per l'inizio dei lavori del consiglio comunale, e
che rispetto a tale dichiarazione, nessuno dei presenti ne ha,
nell'immediatezza, contestato la veridicità.
Sull'altra affermazione contenuta nell'interrogazione senza
tenere conto della presenza di alcuni consiglieri in aula , il
Presidente del Consiglio, dopo l'appello, ha proceduto in questi
termini: ha dichiarato il risultato dell'appello (5 presenti e 25
assenti) e neppure questa volta sono intervenute immediate
contestazioni; ha dichiarato conseguenzialmente la seduta
deserta, completando e concludendo così la fase di verifica per
la validità della riunione.
Successivamente, prima di lasciare l'aula, mentre comunicava
che avrebbe provveduto ad altra convocazione, entravano in aula
alcuni consiglieri comunali.
Il Presidente del Consiglio poteva tenere conto, ai fini del
computo della presenza e del connesso formarsi del numero legale,
soltanto di quei consiglieri comunali che risultavano presenti
all'atto dell'appello, così come è stato per tutti e cinque i
consiglieri dati presenti; degli altri consiglieri comunali,
ossia quelli che sono entrati in aula successivamente alla
dichiarazione di seduta deserta , il Presidente non poteva fare
altro che non tenerne conto.
In tali termini è stata la risposta fornita
dall'Amministrazione comunale.»
L'Assessore STANCANELLI
CRACOLICI.-«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali, premesso che:
- nei comuni del Belice colpiti dal terremoto del gennaio 1968
opera una Commissione speciale che ha il potere di deliberare
autonomamente sull'erogazione di fondi pubblici (circa tre
miliardi di vecchie lire sono rimasti in cassa alla data odierna)
destinati alla ricostruzione;
- l'art. 5 della legge 29 aprile 1976, n. 178, relativo alla
nomina della Commissione comunale per la ricostruzione della
Valle del Belice, prevede che quattro membri vengano eletti dal
Consiglio comunale, di cui due eletti dalla minoranza, oltre
all'elezione di un rappresentante sindacale tra una terna
proposta dalle organizzazioni maggiormente rappresentative;
visto che la relativa proposta è stata messa all'ordine del
giorno del Consiglio comunale di Contessa Entellina per ben tre
volte per essere approvata soltanto nell'ultima seduta del 5
settembre 2003;
evidenziato che nella prima occasione mancava addirittura la
stessa proposta di delibera, che nella seconda la proposta è
stata ritirata dal Sindaco in quanto sprovvista delle note dei
nominativi per la rappresentanza sindacale, mentre in ultimo,
sebbene approvata, la proposta di delibera non porta la data sul
parere del responsabile del servizio;
osservato che in nessun parte del documento istruttorio era
riportata la modalità di votazione che si sarebbe dovuta
applicare per la nomina dei quattro membri eletti del Consiglio,
né il Presidente del Consiglio ha informato preventivamente i
consiglieri comunali su tali modalità;
rilevato che il Presidente ha proposto di procedere con voto
limitato a due preferenze mentre il capogruppo DS ha
controproposto di limitare il voto a una preferenza ravvisando il
rischio che quattro dei sette componenti la maggioranza potessero
decidere le nomine di loro competenza e che nella minoranza
altrettanto potessero fare tre consiglieri su cinque;
preso atto che, ciò nonostante, il Presidente del Consiglio,
con il parere favorevole del Segretario comunale, ha deciso di
procedere alla votazione nel modo predetto e in assenza dei
rappresentanti DS, allontanatisi per protesta contro un metodo
che avrebbe fatto in modo che venisse rappresentata solo una
parte della minoranza;
ricordato che:
il Presidente del Consiglio è tenuto, a norma dell'art. 39
comma 4 del D.lgs 267 del 2000 nonchè dalla Legge regionale
48/1991 e successive, ad informare preventivamente i Consiglieri
comunali sulle proposte da sottoporre al loro esame;
le proposte di delibera devono sempre riportare la data e la
firma del responsabile del servizio;
lo Statuto comunale e il Regolamento sul funzionamento del
Consiglio comunale non riportano alcuna norma sulle modalità di
voto per la costituzione di commissioni comunali;
il Presidente in questa fattispecie ha proceduto secondo il suo
metodo senza mettere ai voti la controproposta di voto limitato a
una preferenza;
il Segretario comunale ha espresso parere di legittimità su una
norma che stabilisce principi e non procedure applicative;
in nessuno degli altri comuni del Belice si è applicata una
votazione con doppia preferenza e, in alcun caso, addirittura,
maggioranza e opposizione votano separatamente;
per sapere:
se non ritenga opportuno, visti i poteri della Commissione
comunale per la ricostruzione nella Valle del Belice, verificare
che le nomine non siano state prefigurate calpestando una
corretta rappresentanza della minoranza;
se non ritenga necessario diffidare il Comune di Contessa
Entellina e ripetere la votazione seguendo i criteri di
correttezza amministrativa e le regole democratiche.» (1348)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1348,
trasformata con richiesta di risposta scritta in occasione della
seduta d'Aula n. 297 dell' 1.06.2005, si fa presente che il
comune di Contessa Entellina ha riferito a questo Assessorato con
una nota pervenuta nel maggio 2004; in essa veniva evidenziato
che, come correttamente indicato nell'interrogazione cui si
risponde, ai sensi dell'art. 5 della legge 29 aprile 1976, n.
178, presso ciascuno dei Comuni nel cui territorio dovranno
essere realizzati alloggi da parte dei proprietari danneggiati, è
istituita una commissione composta da quattro membri di cui due
eletti dalla minoranza.
In mancanza di qualsivoglia disposizione normativa, il
Consiglio comunale, da quando la Commissione è stata istituita,
ha provveduto, ad ogni rinnovo dell'Amministrazione, all'adozione
della deliberazione avente ad oggetto "nomina Commissione
istituita ai sensi dell'art. 5 della legge 178/76", mediante il
sistema del voto limitato a due, al fine di ottemperare al
disposto normativo sopra citato. In nessun caso vi sono mai state
contestazioni a tale prassi consolidata, del resto utilizzata
anche durante la precedente amministrazione, quando il
consigliere di minoranza che ha sollevato il problema, rivestiva
la carica di vice Sindaco.
E' da sottolineare che, in ogni seduta, i consiglieri e di
maggioranza e di minoranza non hanno mai contestato tale sistema
dimostratosi conforme ai criteri di democrazia e correttezza
amministrativa.
Anche il legislatore, peraltro, ha previsto tale sistema di
votazione in analoghe fattispecie; basti pensare alla nomina
dell'organo dì revisione economico-finanziaria, di cui all'art.
234 del D.Lgs. 267 del 2000.
Tuttavia, nel corso della seduta del 5 settembre 2003, il
consigliere del gruppo di minoranza "democratici di sinistra"
Antonino Messina, dichiarava di ritenere non garantista tale
sistema di votazione. Nessuna obiezione, però, veniva sollevata
dagli altri 10 consiglieri; pertanto il Consiglio comunale, dopo
aver sentito il parere del Segretario comunale, il quale
dichiarava di non rinvenire elementi di illegittimità nel
criterio adottato dal Consiglio, procedeva con il sistema del
voto limitato a due.
Finita la votazione il capogruppo della minoranza "Riformista"
dichiarava che: "l'esito della votazione confermava l'avvenuta
elezione dei due candidati dell'opposizione...".
Analoga dichiarazione esprimeva il capogruppo di maggioranza.
In ordine alle affermazioni relative all'informazione dei
consiglieri, circa le deliberazioni da sottoporre al loro esame e
alla necessità della firma da parte dei responsabile del
Servizio, il comune ha precisato che, ai sensi del Regolamento
sul funzionamento del Consiglio comunale, l'Amministrazione
provvede a mettere a disposizione dei consiglieri le proposte
corredate dai relativi pareri tre giorni prima della data
stabilita la seduta del Consiglio comunale. Senza alcuna
eccezione, nemmeno nel caso di specie.
In tali termini è stata la risposta fornita
dall'Amministrazione interessata».
L'Assessore STANCANELLI