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Resoconto d'Aula della Seduta n. 311 di mercoledì 03 agosto 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BASILE   segretario,  dà  lettura dei  processi  verbali  delle
  sedute   309  e  310  del  2  agosto  2005   che,  non   sorgendo
  osservazioni, si intendono  approvati.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Manzullo  ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    - Modifiche  dell'articolo 35 della legge  regionale  26  marzo
       2002, n. 2 recante  Trasformazione enti lirici, sinfonici  e
       comitato Taormina arte   (n. 1041)
  -di iniziativa  parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Barbagallo, Fleres, Catania Franco,
  Moschetto, Leanza Nicola, Mancuso, Villari, Ioppolo, Amendolia,
  Nicotra, Spampinato, Cristaudo, Raiti, Basile, Liotta, Garofalo,
  Neri, Arcidiacono  in data 2 agosto 2005

    - Modifiche  ed  integrazioni alla legge regionale 1  settembre
       1997, n. 33 concernente  Norme per la protezione, la tutela e
       l'incremento della fauna selvatica e per la regolamentazione del
       prelievo  venatorio. Disposizioni per il settore agricolo  e
       forestale  (n. 1042)
  -di iniziativa  parlamentare
  -presentato dagli onorevoli  Oddo, Panarello, Villari, Zago  in
  data 2 agosto 2005

    - Modifiche  ed  integrazioni all'articolo 1 e  all'articolo  2
       della legge regionale 5 luglio 2004, n. 10 e recupero ambientale
       delle cave dismesse   (n. 1043)
  -di iniziativa  parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Culicchia,
  Fratello, Lo Curto, Maurici, Turano   in data 2 agosto 2005.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

     N.  445  Iniziative per il rilancio dell'artigianato siciliano
   ,  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari  e
  Mercadante;

      N.  446   Provvedimenti  urgenti  per  le  zone  colpite  dal
  terremoto  e  dall'eruzione vulcanica dell'ottobre  2002 ,  degli
  onorevoli  Raiti, Barbagallo, Ferro, Forgione, Ortisi,  Speziale,
  Fleres, Garofano, Liotta, Spampinato, Villari.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   da   diverse   indagini   effettuate,  l'artigianato   siciliano
  registra una flessione sia del fatturato sia della produzione  ed
  ovviamente anche rispetto alla nascita di nuove realtà;

   inoltre,  le  difficoltà  che  si  registrano  per  accedere  al
  credito  alle  imprese, la carenza di insediamenti produttivi,  i
  cui  oneri  peraltro  sono  interamente  a  carico  dei  soggetti
  destinatari, non agevolano la situazione;

   infine,  sono  notevoli le difficoltà che  si  registrano  nella
  riscossione  dei  crediti  vantati nei  confronti  della  Regione
  siciliana;

   è  opportuno  porre in essere interventi miranti ad un  rilancio
  del settore,

                  impegna il Governo della Regione

   a  valutare  l'ipotesi di assegnazione di somme in favore  degli
  enti  locali  al  fine  di agevolare la  redazione  di  piani  di
  insediamento   produttivo   per   gli   artigiani   e   la   loro
  urbanizzazione;

   ad  incentivare  i  consorzi  fidi per  agevolare  l'accesso  al
  credito  per  le  imprese artigiane e sveltire le  procedure  per
  l'erogazione     dei     contributi    ancora     non     erogati
  dall'Amministrazione regionale;

   ad  utilizzare  parte  delle disponibilità  dei  fondi  POR  per
  destinarle agli artigiani.» (445)

                      FLERES-CATANIA G.- MAURICI-BALDARI-MERCADANTE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   l'art.  1  della  legge  n.  286  del  2002  ha  attribuito   al
  Presidente della Regione i poteri di Commissario delegato per  la
  ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici del 29 e 31
  ottobre  2002,  con  il compito di provvedere  agli  ulteriori  e
  diversi        interventi       correlati       al        rientro
  nell'ordinario e per le fasi di ricostruzione e ripristino  degli
  immobili, sia pubblici che privati, tramite l'adozione,  d'intesa
  con i Comuni interessati, di appositi piani che possono prevedere
  eventuali   localizzazioni   alternative   dei   centri   abitati
  maggiormente colpiti dai medesimi eventi sismici;

   in  data 29 novembre 2002 è stato presentato il disegno di legge
  n.  538 'Istituzione dell'ufficio permanente per l'emergenza Etna
  ed   interventi  urgenti  per  la  stazione  turistica  di  Piano
  Provenzana  a  Linguaglossa (Ct) e per i comuni  danneggiati  dai
  terremoti  del  27  e 29 ottobre 2002 e dalla  successiva  colata
  lavica',  del quale sono stati approvati, nella legge finanziaria
  regionale  n. 4 del 2003, alcuni articoli di indirizzo  generale,
  senza alcun impegno di spesa;

   con  Direttiva  presidenziale n. 2463 dell'11  giugno  2003,  il
  Presidente  della  Regione  ha  emanato  la  'Direttiva  per  gli
  interventi  di  riparazione degli edifici gravemente  danneggiati
  dagli  eventi  sismici del 27-29 ottobre 2002 e successivi  nella
  provincia di Catania';

   la   Direttiva    all'art.  2  'stabilisce    la  perimetrazione
  delle  aree  con  effetti di sito evidenti o zone di  fagliazione
  superficiali,  con  il  congelamento  di  dette  aree   fino   al
  completamento degli studi di microzonazione';

   all'art.  7  'indica  termini e scadenze  per  la  presentazione
  delle pratiche e degli elaborati';

   all'art. 9 'stabilisce con quali risorse si devono riparare  gli
  immobili  danneggiati  ..' che sono quelle previste  dal  decreto
  legge 7 febbraio 2003, n. 15;

   la   Direttiva  non  prevede  la  ricostruzione  ex  novo  degli
  immobili irrimediabilmente danneggiati o crollati;

   l'art.  2  dell'Ordinanza  presidenziale  n.  3254  concede   un
  contributo per l'autonoma sistemazione (CAS) ai terremotati a cui
  è  stata notificata l'ordinanza di sgombero dall'evento sismico e
  fino al rientro nella propria abitazione;

   con   la   mozione  n.  239  dell'1   ottobre  2003,   approvata
  dall'Assemblea  regionale siciliana nella seduta del  14  ottobre
  2003,  si  impegnava  il  Governo della Regione  a  prorogare  il
  termine  di  scadenza  della  presentazione  dei  progetti  ed  a
  convocare  immediatamente una commissione formata dagli organismi
  interessati  (organi  tecnici interessati, ordini  professionali,
  sindacati   dei  liberi  professionisti  tecnici)   che   potesse
  determinare,   in   brevissimo  tempo,  le   direttive   tecniche
  inesistenti nella Direttiva;

   in  data  7  novembre 2003 veniva pubblicata la nuova  Direttiva
  presidenziale (datata 29 ottobre 2003) che prorogava di  soli  30
  giorni il termine di presentazione dei progetti, determinando  di
  fatto  una scadenza perentoria del suddetto termine per il giorno
  24  novembre  2003 ed una proroga dei termini di soli  15  giorni
  effettivi.  Neanche  quest'ultima  Direttiva  ha  esplicitato  le
  disposizioni tecniche necessarie per la corretta elaborazione dei
  progetti,  tantomeno ha istituito il 'Tavolo tecnico', così  come
  previsto dalla mozione n. 239;

   in  data  27 novembre 2003 veniva presentata una nuova  mozione,
  la  n. 248, che impegnava il Presidente della Regione a prorogare
  al   30   giugno   2004  i  termini  (previsti  nelle   Direttive
  presidenziali  dell'11  giugno 2003 e del  29  ottobre  2003)  di
  presentazione  dei  progetti per gli  interventi  di  riparazione
  degli edifici danneggiati dagli eventi sismici dell'ottobre 2002,
  e  ad  insediare un 'Tavolo tecnico' per emanare le  disposizioni
  tecniche inesistenti nelle suesposte Direttive presidenziali;

   nelle  frazioni di Acireale interessate dal terremoto sono stati
  applicati  vincoli di inedificabilità temporanei dal Dipartimento
  di  Protezione  civile,  dal  Genio civile  di  Catania  e  dalla
  Commissione  regionale Urbanistica in attesa  che  gli  studi  di
  microzonazione sismica venissero affidati al fine di definire gli
  areali in cui poter ricostruire;

   ATTESO  che  permane  lo  stato di  emergenza  in  tutta  l'area
  colpita  dagli  eventi sismici ed eruttivi e molte  persone  sono
  ancora  sfollate,  con  gravissimi disagi economici,  sociali  ed
  anche di relazione;

   CONSIDERATO che:

   il  pagamento del CAS nel Comune di Acireale è fermo al mese  di
  luglio 2004 e nel Comune di Santa Venerina a dicembre 2004;

   l'anticipo  del 25 per cento per i progetti di riparazione,  già
  approvati e con i lavori iniziati, non viene erogato;

   l'assenza  di  una  Commissione incaricata  ad  elaborare  delle
  direttive tecniche uguali per tutti i comuni terremotati comporta
  ritardi  notevoli  nell'esame  dei  progetti  e  che,  anche   se
  nell'ultimo anno le commissioni per il Comune di Acireale  e  per
  Santa  Venerina sono raddoppiate, l'esame dei progetti ha  invece
  subito  una  riduzione, tanto che nell'ultimo  anno  se  ne  sono
  approvati pochissimi;

   una  delle commissioni che opera ad Acireale, dietro parere  del
  Dipartimento  di  Protezione civile regionale,  sta  cercando  di
  finanziare  alcuni  progetti di ricostruzione  ex  novo  con  gli
  stessi  parametri  economici,  cioè  160  /mc,  previsti  per  le
  riparazioni  degli  immobili,  causando  molta  disparità  tra  i
  terremotati ed un notevole aggravio di spesa per le famiglie  già
  allo stremo per quanto hanno subito;

   le         commissioni         esaminatrici,          riunendosi
  saltuariamente, rischiano di prolungare l'analisi delle  pratiche
  ancora per parecchi anni;

   non  sono  state  diramate le direttive tecniche correlate  alla
  Direttiva presidenziale, né è stata data una congrua proroga  per
  la   consegna  dei  progetti,  nonostante  la  mozione  approvata
  dall'ARS impegnasse il Governo della Regione in tale direzione;

   l'assenza  di  direttive tecniche comporta, inoltre,  il  rinvio
  delle  problematiche  tecniche all'esame ed  all'operato  di  una
  commissione,  senza regole valide per tutti  e  con  il  concreto
  timore,  in  fase istruttoria, di possibili risultati  incoerenti
  tra loro;

   la    mancata   concessione   di   un'adeguata   proroga    alla
  presentazione  dei  progetti di ristrutturazione  ha  comportato,
  solo  ad  Acireale, l'esclusione dal CAS di 30 terremotati,  solo
  perché  i  propri  tecnici hanno presentato  il  progetto  alcuni
  giorni dopo la scadenza dei termini;

   esiste  il  problema  di  un migliore coordinamento  degli  enti
  interessati  (Comuni,  Provincia,  Regione,  Protezione   civile,
  Commissario straordinario);

   TENUTO CONTO che:

   la  responsabilità diretta di tutti i disagi e ritardi suesposti
  è  da  imputare  prima  di  tutto al  Commissario  delegato  alla
  ricostruzione  che non ha mantenuto fede agli impegni  assunti  e
  non ha coordinato gli enti preposti;

   in  uno stato di emergenza non si possono tollerare tutti questi
  ritardi ed inefficienze che si ripercuotono su persone sinistrate
  che  vivono giornalmente, da quasi tre anni, fuori dalle  proprie
  abitazioni, con tutti i disagi che si possono immaginare;

   la  mancata  effettuazione degli studi di  microzonazione  nelle
  aree   perimetrate   ai  sensi  dell'art.   2   della   Direttiva
  presidenziale  ha  determinato  l'accantonamento   dei   relativi
  progetti,  lasciando nell'assoluta indeterminatezza  le  famiglie
  interessate;

   si  rende necessaria l'emanazione di una Direttiva presidenziale
  che consenta la ricostruzione ex novo degli immobili maggiormente
  danneggiati  e  consenta agli aventi diritto,  che  sono  rimasti
  esclusi dai precedenti termini di presentazione dei progetti,  di
  predisporre i relativi progetti,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  emanare  una  circolare  contenente  le  direttive  tecniche
  necessarie,   concertate  con  i  rappresentanti   degli   Ordini
  professionali, ed un'ulteriore proroga per la ricostruzione degli
  immobili danneggiati;

   a   consentire   la   ricostruzione  ex  novo   degli   immobili
  maggiormente  danneggiati, se necessario in altri siti,  mediante
  un  congruo contributo differenziato rispetto agli interventi  di
  ristrutturazione  o,  in  alternativa,  realizzare   alloggi   di
  edilizia convenzionata;

   ad   attivarsi  affinché  venga  immediatamente  corrisposto  il
  pagamento arretrato del CAS e l'anticipo del 25 per cento  per  i
  progetti di riparazione già approvati e con i lavori iniziati;

   a  sollecitare  l'effettuazione degli  studi  di  microzonazione
  sismica;

   a   coordinare   gli   interventi  nel  territorio,   attraverso
  l'istituzione   di   un  Ufficio  permanente   per   far   fronte
  all'emergenza Etna, per dare sostegno alle popolazioni colpite  e
  snellire e velocizzare tutti gli adempimenti burocratici;

   a  dare seguito alla delibera di Giunta regionale n. 358 dell'1
  novembre 2002, tenutasi nel municipio di Linguaglossa (CT).

        RAITI - BARBAGALLO - FERRO - FORGIONE - ORTISI - SPEZIALE -
                  FLERES - GAROFALO - LIOTTA - SPAMPINATO - VILLARI

   Dispongo   che  le  mozioni  predette  vengano  demandate   alla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè  se  ne
  determini la data di discussione.

   Onorevoli  colleghi, per consentire al Presidente della  Regione
  di  partecipare  ai lavori d'Aula, sospendo la seduta  avvertendo
  che riprenderà alle ore 12.30.


   Presidenza del Presidente LO PORTO


                 Presidenza del Presidente LO PORTO

       (La seduta, sospesa alle ore 12.05, è ripresa alle ore
                               12.45)

  La seduta è ripresa.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che l'onorevole  assessore  D'Aquino  ha
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente LO PORTO


  Discussione del disegno di legge «Norme per lo sviluppo turistico
                           della Sicilia»
                    (788-376-550-957/A) (Seguito)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  all'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
   Si  riprende l'esame del disegno di legge «Norme per lo sviluppo
  turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A), iscritto al  numero
  1).
   Ricordo  che la discussione si è interrotta nella seduta  numero
  308 del 26 luglio 2005, dopo l'approvazione dell'articolo 1.
   Do lettura dell'articolo 2:

                             «Articolo 2

             Competenze regionali in materia di turismo

        1.       L'Assessorato   regionale    del    turismo,
      delle   comunicazioni  e  dei  trasporti  esercita   in
      materia  di  turismo,  ai  sensi  dell'articolo  2  del
      decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile  1956,
      n.   510,  modificato  ed  integrato  con  decreto  del
      Presidente della Repubblica 30 agosto 1975, n. 640,  le
      seguenti funzioni:

        a) indirizzo e programmazione;

        b)   definizione   e  disciplina  dell'organizzazione
      turistica    regionale    nonché    coordinamento     e
      armonizzazione delle azioni degli enti locali  e  degli
      organismi    interessati   operanti   nel   territorio,
      finalizzati   alla   crescita  dell'offerta   turistica
      complessiva;

        c)  disciplina e vigilanza dell'attività di  imprese,
      associazioni  e professioni turistiche e determinazione
      dei   criteri   identificativi  e  delle  modalità   di
      esercizio,  nel rispetto degli standard  minimi  comuni
      applicati  nel  territorio  nazionale  e  negli   stati
      dell'Unione  europea.  con  particolare  riguardo  alla
      qualità  dei servizi offerti, alla tutela del  turista,
      al  principio  della libera concorrenza e  al  possesso
      della certificazione di qualità delle imprese;

        d)   promozione  dello  sviluppo  turistico  mediante
      attività   di   sostegno  e  di  incentivazione   degli
      operatori  del settore e determinazione dei  criteri  e
      delle  modalità  per la concessione dei  finanziamenti,
      favorendo  in  particolare le iniziative  dirette  allo
      sviluppo  di  aggregazioni,  sistemi,  reti  ed   altre
      modalità utili alle attività imprenditoriali;

        e)  promozione  dell'immagine  unitaria  dell'offerta
      turistica  della  Sicilia  nel  mercato  nazionale   ed
      internazionale,  per la diffusione e la  valorizzazione
      del prodotto turistico 'Sicilia';

        f)    promozione    degli   interventi    volti    al
      miglioramento  dei servizi e della qualità  della  vita
      nel   territorio   della   Regione,   con   particolare
      attenzione ai centri urbani;

        g)   individuazione  delle  località   di   interesse
        turistico;

        h)  promozione della formazione e del perfezionamento
      professionale  degli operatori pubblici e  privati  del
      settore  turistico, in collaborazione con l'Assessorato
      regionale  del lavoro, della previdenza sociale,  della
      formazione professionale e dell'emigrazione;

        i)  promozione delle attività di ricerca e di  studio
      sulle  caratteristiche e sulla potenzialità del mercato
      turistico  regionale;  monitoraggio  della  rilevazione
      dei  flussi turistici avvalendosi di esperti esterni  e
      del  proprio  osservatorio  che  pubblica  annualmente,
      entro  il  mese  di  febbraio, un rapporto  sull'intero
      sistema del settore turistico;

        l)   organizzazione   di  manifestazioni   turistiche
      dirette  all'incremento di flussi  turistici  verso  la
      Sicilia;

        m)  valorizzazione turistica del patrimonio culturale
      ed ambientale;

        n) redazione della carta dei diritti del turista».

        Comunico   che   sono   stati   presentati   i   seguenti
      emendamenti:

      -dal Governo: 2.2;
  -dalla Commissione: 2.5; 2.21; 2.22; 2.23;
  -dall'onorevole Vicari, relatore: 2.3; 2.4;
  -dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 2.17,
  interamente sostitutivo; 2.18, interamente sostitutivo; 2.19;
  -dall'onorevole Tumino: 2.13; 2.14; 2.15; 2.16;
  -dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
  2.11; 2.9; 2.8; 2.10;
  -dall'onorevole Antinoro: 2.1;
  -dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 2.12;
  -dall'onorevole Misuraca: 2.7;
  -dall'onorevole Leanza Nicola: 2.20;
  -dall'onorevole De Benedictis: 1.2.
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 2.24.

        Ricordo  che  nella seduta numero 308 del 26 luglio  2005
      gli   emendamenti   2.17  e  2.18   sono   stati   ritirati
      dall'onorevole Barbagallo.

               Richiesta di verifica del numero legale

    LIOTTA  Chiedo la verifica del numero legale.

  (Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo, Panarello,
                          Raiti e Villari)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

       (dai banchi della destra, diversi deputati lamentano il
                          malfunzionamento
                del sistema elettronico di votazione)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica:
   Presenti, 24.
   L'Assemblea non è in numero legale.
   Sospendo, quindi, la seduta, avvertendo che riprenderà alle  ore
  16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.50, è ripresa alle ore 16.25)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,  si  riprende  l'esame  degli  emendamenti
  all'articolo 2, in precedenza comunicati.
   Dichiaro  decaduti gli emendamenti 2.11, 2.13, 2.19 e  2.14  per
  assenza in Aula dei firmatari.
   Si passa all'emendamento 2.21 della Commissione.
   Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE    Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.5 della Commissione.

    BENINATI   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  questo emendamento è stato riscritto.

    PRESIDENTE     Sarà   esaminato  al   suo   turno.   Si   passa
  all'emendamento 2.2 del Governo.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE    Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro  decaduto l'emendamento 2.24 per assenza  in  Aula  dei
  firmatari.
   Si passa all'emendamento 2.12 degli onorevoli Sbona ed altri.

    SBONA  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Dichiaro  superati  gli emendamenti 2.2 del Governo,  2.9,  2.3,
  2.15 e 2.8.
   Si passa all'emendamento 2.22. Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE    Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 2.4 è stato ritirato.
    L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa agli emendamenti 2.6 e 2.7 di identico contenuto.

    MISURACA  Dichiaro di ritirarli.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 2.16. Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.

               Richiesta di verifica del numero legale

    BARBAGALLO  Chiedo la verifica del numero legale.

  (Alla richiesta si associano gli onorevoli De Benedictis, Raiti,
                          Speziale e Zago)

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   essendo   la    richiesta
  appoggiata a termini di Regolamento, indìco la votazione  per  la
  verifica del numero legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            34

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.33 è ripresa alle ore 18.00)

   La seduta è ripresa.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli:   Lo  Curto,  Neri,  Burgaretta   Aparo,
  Leontini.

   L'Assemblea ne prende atto.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per lo
        sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  riprende  il  seguito  della
  discussione del disegno di legge nn. 788-376-550-957/A «Norme per
  lo sviluppo turistico della Sicilia».
   L'emendamento 2.16 decade per assenza del firmatario.
   Si passa all'emendamento 2.10.

   DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DE  BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,   questo
  emendamento,  così  come   il 2.11,  tende  a  precisare  che  le
  funzioni  di indirizzo e di controllo che la Regione  assume  con
  questa  norma e che comunque le sono proprie, tali debbono essere
  e  rimanere  senza  andare oltre nelle  funzioni  di  gestione  e
  attuazione.  Tuttavia  è  riconoscibile  che  alcune  di   queste
  funzioni che sono ad esempio quelle di  un marketing unitario per
  la  Sicilia,  debbono essere svolte in capo alla  Regione,  ed  è
  altresì  evidente  che talune manifestazioni  turistiche  possono
  esser svolte, organizzate, promosse, direttamente dalla Regione.
   Sembra,  pertanto,  assolutamente ovvio che si  precisi  che  la
  Regione  non  può svolgere manifestazioni turistiche  di  livello
  locale  o  provinciale, e quindi la precisazione che  con  questo
  emendamento  si  vuole  introdurre è semplicemente  coerente  con
  quanto   si   è  detto  riportando  all'ambito  regionale,   come
  l'emendamento   chiede,  l'organizzazione  delle   manifestazioni
  turistiche che la Regione  attraverso l'Assessorato può svolgere.
   Quindi, è una precisazione che va nel senso della legge.
   Non  si capirebbe un voto contrario a questo emendamento se  non
  per negare lo stesso spirito della legge che agli articoli 1 e  2
  viene   proclamato,   cioè   quello   di   mantenere   in    capo
  all'Assessorato,  e quindi al livello regionale  le  funzioni  di
  indirizzo, di coordinamento e di promozione.

   Chiedo,   pertanto,  che  questo  emendamento  venga  votato   e
  apprezzato  positivamente per dare coerenza a quello che  già  in
  altre  parti  di  questa legge la Commissione e  l'Aula  si  sono
  sforzati  di dare.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prendo  la
  parola  per  esprimere  il  mio voto contrario,  esattamente  per
  l'opposto di quanto ha dichiarato l'onorevole De Benedictis.  Noi
  abbiamo  tutto  l'interesse  di  promuovere  qualunque  tipo   di
  iniziative e di manifestazioni in qualunque parte del pianeta per
  portare  più turisti possibili in ambito di Sicilia, per cui  non
  si  capisce  l'intendimento  dell'onorevole  De  Benedictis   che
  vorrebbe  che  qualunque tipo di manifestazione  si dovesse  fare
  solo  ed  esclusivamente  in terra di Sicilia.  Apprezzabile,  ma
  inutile.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, prendo la parola nel  tentativo
  di  evitare  un equivoco. Noi non stiamo parlando di  promozione'
  ma  di   organizzazione', onorevole Acierno, quindi sotto  questo
  punto di vista, la lettera l) parla di  organizzazione' e non  di
   promozione'.
   L'ipotesi   proposta  dall'onorevole  De  Benedictis,  pertanto,
  credo sia degna di apprezzamento positivo.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della commissione.  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti,  Signor  Presidente voglio  argomentare  perché  siamo
  contrari  all'emendamento. L'onorevole Acierno ha ragione  perché
  nelle  intenzioni  dell'onorevole De Benedictis,  a  mio  avviso,
  c'era  la  volontà  di circoscrivere l'azione  della  Regione  in
  manifestazioni quanto meno di ambito regionale.
   Ma   l'effetto  che  produce  questo  emendamento  è  invece  di
  precludere   per   la  Regione  la  possibilità  di   organizzare
  manifestazioni,  ad  esempio, fuori  dall'ambito  regionale,  per
  promuovere   il  turismo  in  Sicilia.  Quindi  andrebbe   almeno
  riscritto, se lo spirito è quello che lei ha sottolineato.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, a questo punto la discussione  mi
  sembra  un  po' singolare. A prescindere dal fatto che  dire   di
  ambito   non è la stessa cosa di dire  in ambito regionale .  Con
  la  locuzione   in  ambito  avrebbe ragione l'onorevole  Acierno,
  cioè si circoscriverebbe alla dimensione del territorio regionale
  siciliano  le manifestazioni turistiche; dire  di ambito

   vuol  dire  che  c'è  una  dimensione,  un  interesse,  di  tipo
  regionale  che  va  al  di là della dimensione  territoriale.  Ma
  anche   se   venisse  riportato    in  ambito ,   dato   che   la
  manifestazione   si fa in una città o in un comune  siciliano,  è
  evidente  che è nella dimensione territoriale laddove  fosse   in
  ambito .   La   locuzione   di  ambito    non   vincolerebbe   al
  territorio.
   L'emendamento  mi  sembra opportuno non perché  aggiunga  chissà
  cosa, ma perché rispetto ad una preoccupazione che alcuni di  noi
  hanno sul testo di questo disegno di  legge, vi sia una eccessiva
  dose  di  centralismo  regionale,  quasi  sostitutivo  di  poteri
  territoriali e locali.
   Quindi,  precisare che la dimensione su cui agisce l'Assessorato
  per  il    turismo,  le  comunicazioni  ed  i  trasporti  per  le
  manifestazioni  turistiche  debba  essere  legato  proprio   alla
  dimensione  dell'interesse regionale e non locale che,  comunque,
  rimane   a   carico  delle  Amministrazioni  all'uopo  destinate.
  Pertanto dichiaro il mio voto favorevole.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor   Presidente  vorrei   fare   una   proposta:
  sostituire  la  parola   ambito   con  le  parole   di    livello
  regionale .  Su  questo testo il Governo darà parere  favorevole.
  Perchè non essendo  in ambito  ma  di ambito , che  vuol dire  di
  livello  regionale . si fugano i dubbi che  la Regione stabilisca
  la programmazione minuziosa, che è potestà  dei comuni.

    PRESIDENTE  Pongo ai voti l'emendamento 2.10, con  la  modifica
  proposta  dal  Governo.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.20, a firma dell'onorevole  Leanza.
  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole

    PRESIDENTE   Lo pongo ai voti. Chi è favorevole  resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.23 a firma della Commissione.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  volevo
  porre  l'attenzione su come verrebbe a definirsi  la  lettera  m)
  dell'articolo  2  nell'ipotesi in cui  venisse  approvato  questo
  emendamento. Ovvero, l  articolo 2 reciterebbe così:  L'Assessore
  regionale del turismo esercita in materia di turismo le  seguenti
  funzioni:
   -valorizzazione turistica del patrimonio culturale e ambientale;
  -promozione del recupero e della valorizzazione turistico-
  culturale dei centri storici dei comuni montani, nonchè delle
  tipologie    .
   Io  credo che, a parte le considerazioni di tipo linguistico, in
  questa  maniera mantenendolo comunque nella lettera m),  noi  non
  faremmo  nient'altro che specificare un qualche cosa rispetto  ad
  un   principio   generale  che  abbiamo  già  enunciato,   quindi
  escludendo  tutto ciò che prevede, in generale, la valorizzazione
  turistica del patrimonio culturale ed ambientale.
   Per  queste motivazioni, chiedo che l'emendamento 2.23 non venga
  approvato.

    PRESIDENTE   Ha chiesto di parlare l'onorevole  Vicari.  Ne  ha
  facoltà.

    VICARI   relatore.   Signor Presidente, ricordo  ai  componenti
  della Commissione, non so se era presente l'onorevole Spampinato,
  che proprio su questo argomento, alla presenza del Governo, si  è
  discusso  e   si  è scritto un nuovo  testo che recepiva   quanto
  proposto dall'onorevole Tumino e dall'onorevole Barbagallo  dando
  vita,  appunto,  al 2.23, sintesi di alcuni emendamenti  proposti
  all'Aula dalla Commissione che ha già votato all'unanimità.

    PRESIDENTE   Chiede  di parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ho  molto
  rispetto per i comuni montani e faremmo bene in questa Regione  a
  legiferare in maniera specifica per i comuni delle aree montane.
   Però con il massimo  rispetto per l'assessore Granata, dico  che
  tra  le  competenze  regionali in materia di turismo  vi  sia  il
  recupero  turistico-culturale  dei  centri  storici  dei   comuni
  montani,  anche  se   mi  sembra una  competenza  di  altro  ramo
  dell'Amministrazione che non del Turismo.
   Qui   stiamo   parlando   di    interventi   di   recupero,   di
  architettura.  Da questo punto di vista credo che  noi  scriviamo
  una  norma  che sappiamo non sarà mai attuata se non  in  maniera
  declaratoria introducendo elementi di confusione.
   Suggerirei ai colleghi proponenti della Commissione di  ritirare
  quest'emendamento.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente il Governo è favorevole a patto  che
  la trascrizione dell'articolo venga trasformato in una successiva
  lettera o) da aggiungere all'articolo 2,  specificando che non si
  tratta   di  interventi  di recupero sui centri  storici,  ma  si
  occupa,  opportunamente,  della  valorizzazione  turistica  della
  Sicilia interna delle comunità rurali, delle tradizioni e  quindi
  è  perfettamente  pertinente con la volontà  di  sottolineare  il
  valore  di  questo patrimonio, specificandolo.  Così  facendo  il
  Governo darebbe parere favorevole.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  sia  utile accantonare il testo dell'emendamento perché così come
  scritto  crea  un  sostanziale  equivoco  e  confusione  fra   le
  competenze  degli assessorati. Verosimilmente, le  argomentazioni
  dell'onorevole  Cracolici  e  dell'assessore  Granata  sono   due
  argomentazioni  che se non hanno una chiara demarcazione  corrono
  il  rischio di non fare capire quale assessorato è competente  ed
  in quali settori.
   Mi  dichiaro  d'accordo  con  le  argomentazioni  dell'onorevole
  Granata se queste vengono messe per iscritto.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Onorevole Crisafulli basta sostituire   recupero   con
   valorizzazione .

    CRISAFULLI   Assessore  Granata,  non  possiamo  approvare  che
  emendamenti,  non  parole. Ho capito che si  sta  cominciando  ad
  approvare  emendamenti orali. Gli emendamenti  vanno  scritti  in
  modo  tale  che  si  possano  leggere  e  valutare.  Capisco  che
  l'Assessore  per  i  beni  culturali  sarebbe  contento  se   gli
  togliessimo  tutte le competenze.

    PRESIDENTE    Onorevole   Granata,   se   raccoglie    l'invito
  dell'onorevole  Crisafulli, resto in attesa che  lei  traduca  in
  iscritto quanto pronunziato.

    ORTISI    Signor Presidente, onorevoli colleghi,  alla  lettera
  m)  dell'articolo 2 così si legge:  valorizzazione turistica  del
  patrimonio  culturale  ed  ambientale   io  non  sapevo  che   la
  promozione   del  recupero  e  della  valorizzazione   turistico-
  culturale  dei centri storici dei comuni montani non appartenesse
  alla  Regione  siciliana.  Che cosa è un'appendice  ulteriore  al
  Commonwealth  dell'Impero britannico? Non  appartiene  pure  alla
  Regione  siciliana un comune montano? C'è bisogno  di  aggiungere
  questa  ulteriore  chiosa?  Quando  alla  lettera  m)  si   legge
   valorizzazione turistica del patrimonio culturale ed ambientale
  s'intende  dell'intera  Sicilia in tutte  le  sue  articolazioni.
  L'aggiunta,  mi  pare,  che  depauperi  il  senso  del  comma  e,
  dall'altra aggiunga, inutilmente, come se suggerisse di ricorrere
  ogni volta  .
   Chiederei,  quindi, all'onorevole Beninati, non di  accantonarlo
  ma di ritirarlo perché è proprio pleonastico.

    PRESIDENTE     Comunico   che   il   Governo   ha    presentato
  l'emendamento 2.231.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
  che  valga  la  pena  ripetere quello che  ha  detto  l'onorevole
  Ortisi, non per dire due volte la stessa cosa ma per sperare  che
  il   Parlamento  ascolti  una  motivazione  che  va   tenuta   in
  considerazione.
   Perché non soltanto la lettera m) dello stesso articolo 2  prima
  citata  dall'onorevole Ortisi ma anche la lettera  f),  in  senso
  assolutamente omnicomprensivo, promuove gli interventi  volti  al
  miglioramento  dei  servizi  e  della  qualità  della  vita   nel
  territorio  della Regione, con particolare attenzione  ai  centri
  urbani.  E  voglio  ricordare  che all'articolo  1,  che  abbiamo
  approvato è esplicitamente fatto riferimento, fra i compiti della
  Regione,  agli  interventi  infrastrutturali  da  promuovere  con
  particolare  riferimento  allo  sviluppo  del  turismo   e   alla
  valorizzazione delle risorse ambientali e culturali.
   Qui  c'è già tutto: non si capirebbe per quale motivo con questa
  precisazione  non  operiamo un richiamo verso i borghi  marinari.
  Forse  l'Assemblea riconosce minore dignità ai  borghi  marinari?
  Certamente no  Così come nessuno di noi non riconosce quanto sono
  importanti i comuni montani che vi sono già compresi. Questa, non
  soltanto  è  un'inutile sottolineatura, ma rischia di  essere  un
  dispregio  verso tutto quello che dimentichiamo nella  logica  di
  una  legge che deve essere scritta in termini generali. Così come
  non  si  capirebbe perché non dobbiamo scrivere  della promozione
  degli  elementi della cultura materiale, delle imbarcazioni,  dei
  mulini .  Nella  totale considerazione delle  argomentazioni  che
  sottendono  all'emendamento  dell'onorevole  Beninati,   che   io
  condivido perfettamente, ma che nello spirito della scrittura  di
  una legge trovo in questo momento incongruo.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, com'è accaduto
  in  altre occasioni l'elencazione analitica va contro ogni logica
  sintetica,  per cui l'articolo 2 che dà indirizzi  generali,  nel
  momento in cui si esplicitasse in analisi finirebbe per escludere
  tutto quello che analiticamente non è mentovato.
   Io  proporrei un compromesso se è possibile: alla lettera f)  lì
  dove   è   scritto    promozione  degli   interventi   volti   al
  miglioramento  dei  servizi  e  della  qualità  della  vita   nel
  territorio  della  regione con particolare attenzione  ai  centri
  urbani  o si toglie  con particolare attenzione ai centri urbani
  o si aggiunge ciò che dice l'onorevole Beninati.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  il  Governo   dichiara   di
  ritirare l'emendamento 2.231.

    ACIERNO  No, signor Presidente, appongo la mia firma  e  chiedo
  di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente siccome ho  ascoltato  con  grande
  attenzione,   come  spesso  faccio,  l'intervento  dell'onorevole
  Ortisi ritengo che egli potrebbe anche avere un pò di ragione, ma
  abbiamo  già approvato l'articolo 1 di questa legge che al  primo
  comma   riporta:   La  Regione  siciliana  attribuisce  un  ruolo
  primario  e  centrale  al  turismo per  lo  sviluppo  sostenibile
  economico  ed  occupazionale del territorio  e  per  la  crescita
  sociale  e  culturale  della  collettività,  tenuto  conto  della
  diffusa   potenzialità  turistica  della  Sicilia.  Indirizza   e
  coordina   la   programmazione   economica,   la   pianificazione
  territoriale  e quella relativa agli interventi infrastrutturali,
  sia  specificatamente turistici che funzionali  al  miglioramento
  della fruibilità turistica del territorio.
   Questo  è  il  comma  1,  dell'articolo  1,  già  approvato  che
  potrebbe a questo punto, secondo il suo dire, risolvere la legge;
  avendo  approvato  questo comma abbiamo già detto  tutto,  scusi,
  quindi  non c'è nessun motivo di aggiungere altro.
   Invece  la IV Commissione, non più tardi della settimana scorsa,
  ha dato parere favorevole al piano di promozione della montagna.
   Noi  riceviamo  ancora dallo Stato fondi che  investiamo  per  i
  comuni  montani  ed è per questa ragione che abbiamo  inteso  nei
  lavori   di  commissione  scrivere  la  lettera  o)  per  potere,
  dall'entrata in vigore di questa legge, utilizzare i soldi che lo
  Stato   dà, non la Regione, per il piano di propaganda dei comuni
  montani  e  utilizzando  la lettera o)  dell'articolo  2  potremo
  utilizzare quelle somme anche per questo tipo di intervento.

   Credo,   e   per   questo  ho  voluto  apporre  la   mia   firma
  all'emendamento, per metterlo ai voti, che non  è  ostativo  alla
  legge  quadro sul turismo, è semplicemente per potere  avere  una
  parola  in  più  che  ci aiuti ad utilizzare anche  i  soldi  che
  giungono dallo Stato.

    VILLARI   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  manifestare  una preoccupazione che è questa: mi pare,  come  già
  accennato  dall'onorevole Cracolici, che si  stia  rischiando  di
  fare diventare, con questo emendamento, questo articolo una sorta
  di  condizione particolare per cui entrano competenze  che  hanno
  una   loro   continuità   ma  che  attengono   a   rami   diversi
  dell'Amministrazione.
     E  per  motivare  questo, signor Presidente,  vorrei  fare  un
  esempio:  i comuni, nei quali ricadono  strutture rurali  su  cui
  potere intervenire ai fini della valorizzazione, possono ricadere
  in area parco e la competenza ed il parere per potere intervenire
  in quelle aree sottoposte a vincolo di parco coinvolge i sindaci,
  i comitati tecnico-scientifico dei parchi e così via.
   Quindi mi pare che in questo vi sia una forzatura.
   Io  ritengo che quello che quanto fatto dall'assessore  Granata,
  cioè  il  ritiro dell'emendamento sia stato una cosa dettata  dal
  buon senso, pertanto  ritengo un errore politico - mi permetto di
  dire - che  l'onorevole Acierno l'abbia fatto proprio,  apre  una
  questione che crea una grande confusione.
   Lei  che è abituato a fare chiarezza, spero che questa volta  si
  renda conto di avere fatto un'esagerazione.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  poiché  l'onorevole  Acierno
  insiste,  pongo in votazione l'emendamento 2.231,  fatto  proprio
  dallo stesso.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

    ACIERNO  Ma che sta dicendo, signor Presidente, siamo tutti
  seduti. E' approvato.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno gli onorevoli in piedi sono in
  numero maggiore rispetto ai  seduti, Pertanto è respinto.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.23.

    VICARI  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI   relatore. Signor Presidente, l'emendamento  2.23,  che
  era  stato  riscritto  a firma dell'onorevole  Beninati  e  dalla
  Commissione, per ovviare a questa grande confusione può diventare
  una  lettera  aggiuntiva, la lettera o)  lasciando  invariato  il
  testo

    PRESIDENTE    Onorevole Vicari questo lo  possiamo  predisporre
  nel coordinamento del   testo ma non c'è dubbio che l'emendamento
  2.231 è stato ritirato.

    CRACOLICI    Forse  non  si  poteva,  era  un  emendamento   di
  riscrittura.

    PRESIDENTE   In effetti, l'emendamento dell'onorevole  Beninati
  era stato ritirato ed il Governo lo ha sostituito con questo.
   Onorevole  Bennati, io non ho difficoltà a fare una controprova;
  ritengo,    però,   che   se   l'Assessore   ha   proposto    una
  riscritturazione, naturalmente, lo ha fatto perché  l'emendamento
  era stato ritirato.
   Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente, la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.33)

   La seduta è ripresa.
   Onorevole  Granata,  la  invito ad  indicarci,  esattamente,  la
  natura  dell'emendamento del Governo ritirato,  che  verteva  sul
  cambio  di  una piccola parte dell'emendamento Beninati  riferito
  all'emendamento  2.23.  Se le cose stanno  come  credo  di  avere
  capito,  in  sostanza, l'emendamento 2.23 viene da lei  ritirato,
  rimanendo  coinvolto  nel  ritiro  -  a  mio  avviso   -,   anche
  l'emendamento Beninati. Ritengo, però, che ciò sia  bene  che  lo
  chiariate  lei, in qualità di sottoscrittore dell'emendamento  di
  riscrittura,    e   l'onorevole   Beninati,   come   presentatore
  dell'emendamento, senza consultazioni e senza chiarimenti. E' una
  cosa semplicissima.

    BENINATI   presidente della Commissione. Dichiaro  di  ritirare
  l'emendamento 2.23.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 1.2.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS  . Signor Presidente, ho bisogno di  un  po'  di
  silenzio.

    PRESIDENTE   La ascolterò io, onorevole De Benedictis.  So  che
  lei  tiene  molto alle sue convincenti parole, però  le  pronunci
  prima di essere pessimista

    DE  BENEDICTIS  . Signor Presidente, allora,  vengo  da  lei  a
  parlare. Se mi consentite, onorevoli colleghi, vado a colloquiare
  dal Presidente

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  De   Benedictis
  chiede un po' di attenzione.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, chiedo soltanto un  po'  di
  silenzio.

    ACIERNO   L'emendamento  è  inammissibile  perché  tratta   una
  materia  inesistente,  tratta di soggetti che  non  esistono,  mi
  riferisco alle Agenzie provinciali per l'incremento turistico.

    DE  BENEDICTIS . Questo è pretestuoso. L'onorevole  Acierno  sa
  benissimo  di  affermare una cosa senza fondamento  e  ne  spiego
  anche il motivo.
   Al  di  là  della nominalistica - che può essere  differente  -,
  questo   emendamento  risulta  coerente  con   il   resto   degli
  emendamenti da me presentati, quindi il senso può rimanere  anche
  se  le  definizioni  cambiano. Preciso subito  che  in  luogo  di
   Agenzie  provinciali per l'incremento turistico' si può  leggere
  nell'attuale testo di legge  Aziende provinciali per l'incremento

   turistico'  -  e  non cambia nulla - ed in luogo dei   distretti
  turistici'  dell'attuale legge utilizzare la dizione   i  sistemi
  turistici locali', e la cosa non cambia assolutamente.
   Il  punto è un altro. All'articolo 2 abbiamo enucleato una serie
  di  attività di indirizzo e programmazione che la Regione riserva
  all'Assessorato  regionale  del turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Vorrei sottolineare, agli onorevoli colleghi e a  lei,
  signor   Presidente,  che  fra  questi  sono  inclusi  anche   la
  definizione   della   disciplina  dell'organizzazione   turistica
  regionale;  la  disciplina  e  la  vigilanza  delle  attività  di
  imprese,  associazioni, professioni turistiche; la promozione  di
  interventi  volti al miglioramento dei servizi  e  della  qualità
  della  vita  nel  territorio della Regione; la  promozione  della
  formazione  e  del perfezionamento professionale degli  operatori
  pubblici.
   Se  tutto  ciò è vero e se abbiamo posto in capo all'Assessorato
  le   funzioni  di  indirizzo,  programmazione  e  controllo,   va
  sottolineato  che  tali  attività - appena  elencate,  così  come
  nell'emendamento   si   propone  -,   rimangono   di   competenza
  dell'Assessorato,  ma limitatamente alle funzioni  di  indirizzo,
  programmazione  e  controllo,  altrimenti  il  decentramento,  la
  sussidiarietà  alla quale vogliamo informare  questo  disegno  di
  legge non avrebbero alcun senso.
   Questo  emendamento, quindi, mira a circoscrivere gli ambiti  di
  attività di queste funzioni che riconosciamo,  esclusivamente  ai
  livelli  di  indirizzo e di programmazione, così come è  ribadito
  nella  lettera a), comma 1 di questo stesso articolo,  precisando
  che per l'attuazione e la gestione di queste stesse attività,  in
  realtà,  si  opera  attraverso gli  enti locali  e  territoriali,
  attraverso quindi il territorio che a questo è demandato.
   E'   quindi   la  disposizione,  l'attuazione  di  un  principio
  legislativo   che,  senza  tali  parole,  verrebbe  assolutamente
  negato, non reso confuso ma - lo ribadisco -, negato.
   Tuttavia,  nella seconda parte di questo comma  si  precisa  che
  alcune  di  queste attività - in particolare quelle di  cui  alle
  lettere  d),  e),  i) ed l) che riconosciamo essere,  invece,  di
  diverso tenore e di possibile competenza della Regione -, possono
  essere attuate e gestite direttamente dall'Assessorato  regionale
  al  turismo, le comunicazioni ed i trasporti, che potrà avvalersi
  - se lo ritiene -, delle strutture ad esso collegate.
   Si   tratta,  pertanto,  di  una  precisazione  dei  livelli  di
  competenza di cui si deve interessare l'Assessorato.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevole Assessore,  onorevoli
  colleghi, chiederei di porre attenzione a questa proposta  perché
  in  questo  emendamento risiede un po' la filosofia della  stessa
  legge  e  può  far venir meno quelle contestazioni,  avanzate  da
  parte di alcuni, che stanno alla base di questa stessa legge.
   Lasciando   stare  le   Agenzie  provinciali  per   l'incremento
  turistico'  che,  probabilmente,  non  esisteranno;  chiamando  i
   sistemi turistici'  distretti turistici', il concetto, così come
  lo ha espresso il presentatore, onorevole De Benedictis, é quello
  di   evidenziare   e   separare  il  livello   di   indirizzo   e
  programmazione  dal  livello di attuazione,  fermo  restando  che
  determinate  funzioni  sono attribuite, comunque,  all'attuazione
  concreta dello stesso Assessore.
   Abbiamo,   in  parte,  contestato  il  principio  di   eccessivo
  centralismo regionale di questa legge.
   Credo  che  attraverso  l'approvazione  di  questo  emendamento,
  attraverso  la  specificazione che una cosa é  l'indirizzo  e  la
  programmazione   ed   altra  cosa  é  l'attuazione,   soprattutto
  attraverso  gli  enti  locali,  possa  venire  meno   una   delle
  contestazioni di fondo di questa legge che é quella di eccesso di
  centralismo.

   Pertanto,  chiedo anche a lei, onorevole Assessore, di  valutare
  l'ipotesi  e  la proposta e di immaginare un parere positivo  del
  Governo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  so  se  la
  Presidenza, con tutto il rispetto, abbia avuto modo di leggere il
  testo di questo emendamento. Esso, non parla soltanto di  Agenzie
  provinciali  per  l'incremento turistico', che non  esistono,  ma
  ancor  di  più   parla  di  sistemi turistici  locali',  che  non
  esistono.
   Allora, vorrei capire secondo quale principio regolamentare,  la
  Presidenza  possa  dichiarare ammissibile una  legge,  in  quanto
  questo  emendamento  messo  ai voti,  semmai  venisse  approvato,
  diventerebbe  una  norma  della  Regione  relativa   a   soggetti
  inesistenti.
   Allora,    il    tema   dell'ammissibilità,   intervenendo    in
  dichiarazione di voto, é un tema che ho già sollevato  all'inizio
  dell'esame  della legge, invitando la Presidenza,  con  tutto  il
  rispetto,  a valutare prima di mettere in discussione emendamenti
  il cui testo non fosse trattabile perché totalmente estraneo alla
  materia  o  perché  parlava di cose inesistenti,  come  nel  caso
  specifico.
   Lei,  signor Presidente, invece, si ostina a dare la  parola  su
  questo emendamento per dichiarazione di voto

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, siamo nel secondo  caso  da  lei
  proposto, cioè in quello che mi consente di dire che non  solo  é
  ammissibile,  ma  é  molto pertinente perché riguarda  la  stessa
  materia  e  perché  é stata invocata l'azione  del  coordinamento
  della norma che può correggere eventuali punti non possibili  per
  la  coerenza della materia o addirittura, se credete, con il 117.
  Pertanto,  pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il parere  della
  Commissione?

    VICARI  relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2 nel suo complesso,  come  in
  precedenza emendato.

    ORTISI  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Gli  onorevoli Arcidiacono, Cracolici, Liotta, Micciché, Raiti,
  Spampinato, Speziale, Tumino e Villari appoggiano la richiesta)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 2.

   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

                      Risultato della votazione

     PRESIDENTE    Proclamo   l'esito   della   votazione   per
  scrutinio segreto:

    Presenti e votanti......53
    Maggioranza.............27
    Favorevoli.................26
    Contrari.....................27

                      (L'Assemblea non approva)

    Onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

   (La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore  18.51)

    La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   apprezzate  le   circostanze,   sospendo
  nuovamente  la  seduta per consentire ai Gruppi  parlamentari  di
  valutare come atteggiarsi in ordine al prosieguo dei lavori.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 19.20)

   La seduta è ripresa.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, propongo, considerata l'importanza
  della legge e che nel Parlamento c'è una condivisione espressa su
  questa  norma,  di  continuare l'iter  del  disegno  con  l'esame
  dell'articolo  3  e  successivamente ovviare  a  quanto  accaduto
  ricorrendo  all'articolo  117 o con una riscrittura  della  norma
  rispettando anche il voto del Parlamento.


   Presidenza del Presidente LO PORTO


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ortisi,  non  c'è   nessun   dibattito
  sull'ordine dei lavori.

    CRACOLICI   Signor Presidente, è stata chiesta  la  sospensione
  da parte del Governo e vorremmo conoscerne i motivi.

    PRESIDENTE   Non è stato il Governo a chiedere la  sospensione,
  bensì  è  stata  una mia iniziativa  considerate le  circostanze.
  Sono tenuto ad andare avanti con l'iter legislativo.

    ORTISI   Signor Presidente, lei ha dato la parola all'onorevole
  Formica ed io ho lo stesso diritto.

    PRESIDENTE  L'onorevole Formica mi ha chiesto la parola.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne  ha facoltà, ma non apriamo un dibattito  sulla
  proposta dell'onorevole Formica perché così non è.

    ORTISI   Signor  Presidente,  non  so  su  cosa  abbia  parlato
  l'onorevole  Formica  atteso che lo  stesso  non  ha  chiesto  di
  parlare   sull'ordine   dei  lavori;  ha  piuttosto   fatto   una
  comunicazione  all'Aula  in  nome  della  maggioranza,  anzi  del
  Governo,   sostenendo   qualcosa  che   fa   impallidire   questo
  Parlamento.
   Ha   cioè   esplicitato   quello  che  era   probabilmente   una
  intenzione  segreta  nelle  emozioni e  nelle  contraddizioni  di
  queste ultime ore, affermando che si vuole ricorrere all'articolo
  117 che è un insulto al Parlamento

    CAPODICASA  E' un reato penale, non un insulto.

    ORTISI  Fra l'altro  Essendo stato bocciato l'articolo  2,  che
  insieme  all'articolo  1 è parte fondamentale  di  questa  legge,
  questa non ha più senso.
   Il   fatto   che  si  vuole  portare  avanti  la   coesione   di
  maggioranza,   sfide  in  Aula,  resa  dei  conti   sono   vostre
  argomentazioni,  probabilmente neppure politici,  forse  emotivi,
  umorali,  personali, di prospettiva individuale, ma  non  possono
  consentire a questo Parlamento di specchiarsi nei lavori  d'Aula,
  nelle procedure perché si tratta di qualcos'altro.
   Onorevole   Formica,  lei  premette  che  questa  è  una   legge
  condivisa  in  maniera  larghissima,  vorrei  aggiungere  come  è
  dimostrato  dal voto sull'articolo 2; almeno che  lei  abbia  una
  confidenza tale con i numeri,  26 a favore e 27 contrari, un  po'
  stramba rispetto alla sua affermazione.
   Largamente  condivisa significa che su 53 deputati,  45  sono  a
  favore e 8 contrari e non mi pare che sia accaduto ciò.
   La  verità  è  che  siete usciti con i  calzoncini  corti  e  la
  maglietta di Pelè sulle spalle convinti, almeno per dieci minuti,
  di venire a spaccare il mondo .
   Ma  contatevi, guardatevi, siete in rotta totale  Non si dimette
  l'Assessore, si dimette il Governo
   Peraltro  l'onorevole  Cuffaro  avrebbe  l'occasione  di  votare
  anticipatamente, così come ha preconizzato diverse volte.
   Vi  ritenete  così forti? Dimettetevi  Rimettete il  mandato  al
  territorio  e questi non solo vi darà ragione perché siete  stati
  coerenti  ed estemporanei, ma vi riporterà in sella possibilmente
  più coesi, punirà tutti i franchi tiratori di stasera, farete una
  formazione  davvero  bella, di casa della  libertà  e  non  delle
  libertà  dove ognuno può ciò che vuole e governerete, finalmente,
  questo  territorio e noi all'opposizione ci confronteremo con  un
  Governo e con un programma, quanto non abbiamo mai potuto fare in
  questi  anni inseguendovi solo nei sottogoverni perché  vi  siete
  tenuti  insieme soltanto con qualche direttore, qualche cameriere
  e  qualche  precario. Ma sui problemi di politica non  siete  mai
  stati coerenti, mai coesi, avete sempre  toppato'.
   Non  si  tratta di una legge largamente condivisa, bensì di  una
  legge  ostacolata da lobby esterne - come dice  l'Assessore  e  a
  buon   diritto  -  che  hanno  nella  maggioranza  rappresentanti
  altrettanto accaniti rispetto alle lobby esterne.

   Avete  bocciato, al vostro Assessore, l'articolo 2 e ricordatevi
  che  l'articolo  1  è  stato approvato  soltanto  perché  noi  lo
  consentimmo con il buon senso dell'Assessore.
   Onorevoli  colleghi,  non  possiamo  andare  avanti  in   questa
  maniera.  Non  ha  più senso portare avanti questa  legge  che  è
  fallita per colpa vostra.
   Dichiarate,  in questa legge, il fallimento della maggioranza  e
  noi  saremo  disposti  -  così come fu  per  l'articolo  1  -  ad
   inciuciarci'.
   Ma  se  è  una legge condivisa lo sarà dopo la dichiarazione  di
  fallimento  della  maggioranza e non potrà più essere   condivisa
  perché,   di   conseguenza,   l'onorevole   Presidente   dovrebbe
  dimettersi.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per lo
        sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  riprende  il  seguito  della
  discussione  del  disegno di legge nn. 788-376-550-957/A   «Norme
  per lo sviluppo turistico della Sicilia».
   Si passa all'articolo 3.  Ne do lettura:

                            «Articolo  3.
                  Conferenza regionale sul turismo

   1.   Per  favorire  il  confronto  tra  le  istituzioni   e   le
  rappresentanze   del  settore  turistico,  è  istituita,   presso
  l'Assessorato  regionale del turismo, delle comunicazioni  e  dei
  trasporti, la conferenza regionale del turismo.

   2.  La  conferenza, presieduta dall'Assessore regionale  per  il
  turismo,  le  comunicazioni  e  i  trasporti,  è  costituita  dal
  dirigente  generale del dipartimento regionale turismo,  sport  e
  spettacolo, dai presidenti delle aziende autonome provinciali per
  l'incremento   turistico,  dai  rappresentanti  dell'Associazione
  nazionale  comuni italiani sezione Sicilia, dell'Unione regionale
  province siciliane, delle camere di commercio, delle associazioni
  degli   imprenditori  turistici,  dei  consumatori,  del  turismo
  sociale,  delle  associazioni ambientaliste, delle organizzazioni
  sindacali più rappresentative, delle associazioni senza scopo  di
  lucro   ed   altri   organismi  operanti  nel   settore   e   dal
  rappresentante    delle    associazioni    pro-loco     designato
  dall'organizzazione  regionale dell'Unione nazionale  delle  pro-
  loco d'Italia.

   3.  La  conferenza esprime indicazioni utili alla redazione  del
  programma  triennale  di  sviluppo  turistico  regionale  di  cui
  all'articolo 4 ed all'aggiornamento della Carta dei  diritti  del
  turista.

   4.   La   conferenza  è  convocata  almeno  una   volta   l'anno
  dall'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  e  i
  trasporti  e,  in  sede  di prima applicazione,  entro  sei  mesi
  dall'entrata in vigore della presente legge.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dalla Commissione: 3 R, interamente sostitutivo dell'articolo;
  -dall'onorevole Vicari, relatore: 3.2;
  -dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 3.7,
  interamente sostitutivo; 3.5, interamente sostitutivo; 3.8; 3.6,
  aggiuntivo;
  -dall'onorevole Tumino: 3.4;

      -dall'onorevole Misuraca: 3.3, aggiuntivo; 3 R.1, subemendamento
        all'emendamento 3 R;

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, mi permetto di fare osservare  che
  l'Aula,  nell'esercizio delle proprie prerogative e nell'assoluta
  libertà, ha espresso una valutazione negativa all'articolo 2, che
  è una delle parti fondamentali della legge.
   La  domanda che si pone alla maggioranza, all'Assemblea e a  lei
  signor  Presidente, al di là delle refluenze politiche  del  voto
  che dovrebbero indurre il Governo ed in particolare il Presidente
  della  Regione,  più che l'Assessore, a trarne le conseguenze,  è
  una  domanda  di  fondo: venuto meno uno dei  punti  cardine  del
  disegno  di legge riguardante le competenze in materia di turismo
  da parte dell'Assessore regionale per il turismo, di cosa potremo
  parlare?
   Vorrei  spiegato per capire come andare avanti, considerando  il
  fatto  che,  essendo  emersa  una  tale  differenza  di  opinione
  all'interno del Parlamento e attorno al disegno di legge,  questo
  induce l'opposizione a ricorrere a strumenti regolamentari perché
  non  possa essere compressa la libera volontà del Parlamento che,
  in questo caso, si è espressa negativamente.
   Siamo  costretti, di volta in volta, a chiedere il voto  segreto
  perché  vogliamo  verificare  se  c'è  una  rispondenza  tra   la
  maggioranza del Parlamento e il disegno di legge.
   Signor  Presidente, non so che significhino questi atteggiamenti
  garibaldini dell'onorevole Formica che sostiene di andare  avanti
  comunque, di violare regolamenti.
   Non  so se questi atteggiamenti risultano utili alla maggioranza
  o mettano in difficoltà per primo lei, signor Presidente.
   Penso  che  mai  il  Presidente  dell'Assemblea  possa  avallare
  l'idea di modificare qualcosa con l'articolo 117.

    PRESIDENTE  E' escluso.

    SPEZIALE    Quindi,  il  ragionamento  condotto  dall'onorevole
  Formica mette in difficoltà anche lei, signor Presidente.
   Ma  voglio rivolgermi al Presidente della Regione dicendo che ci
  sentiamo  obbligati a ricorrere agli strumenti  regolamentari  in
  nostro  possesso, perché una legge deve avere una conformità  tra
  la  maggioranza  e il Parlamento ed il contenuto del  disegno  di
  legge.
   Non  voglio qui sottolineare che la vostra maggioranza  è  ormai
  sconfitta   politicamente   -   questa   potrebbe   essere    una
  considerazione di carattere generale -, ma volete valutare se sul
  testo  del disegno di legge c'é un'oggettiva maggioranza,  che  a
  noi  risulta  non esserci? Volete valutare l'ipotesi di  bloccare
  l'iter legislativo di questo disegno di legge in Aula pensando  a
  risolvere  i vostri problemi interni e riproporlo, eventualmente,
  modificato nel mese di settembre?
   Questo ci eviterebbe di ricorre agli strumenti regolamentari  in
  nostro  possesso  per  capire se c'é  una  volontà  maggioritaria
  nell'Aula nell'approvare il disegno di legge.
   Faccia  una  riflessione di questa natura, onorevole  Presidente
  Cuffaro,  dopodiché lo comunichi, responsabilmente, al Parlamento
  e noi ci orienteremo sulla base delle sue valutazioni.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, il Governo é consapevole che l'articolo 2 non
  possa  essere ripreso ai sensi dell'articolo 117 del  Regolamento
  interno in quanto si tratta di una norma sostanziale che riscrive
  le  competenze regionali in materia di turismo, e mi rendo  conto
  che il voto del Parlamento é assolutamente da accettare.
   La  Regione siciliana ha già una legge sul turismo ed  è  chiaro
  che  se  l'articolo  2  non  dovesse essere  più  riproposto,  le
  competenze  in  materia  rimangono quelle stabilite  dalla  legge
  regionale in vigore.
   Prendiamo  atto  che  dobbiamo  comunque  affrontare   un   dato
  politico,  per  cui  questo  Governo  ha  chiesto  al  Presidente
  dell'Assembla di andare avanti con l'articolo 3, rendendoci conto
  che  l'opposizione deve fare le sue scelte per verificare  se  la
  maggioranza in Aula vuole ancora questo disegno di legge.
   Condivido  le osservazioni dell'onorevole Speziale, ritengo  che
  abbiano  un loro significato, così come ha un significato  quello
  che noi stiamo chiedendo alla nostra maggioranza e al Parlamento,
  cioè verificare se per tutto il resto dell'articolato del disegno
  di  legge  c'é  la  volontà, oltre che del Governo,  anche  della
  maggioranza  di supportare un'iniziativa legislativa  che  é  del
  Governo e che il Governo ritiene indispensabile.
   Se  questa  maggioranza non dovesse condividere tale  iniziativa
  del  Governo, non potremo che prenderne atto e farà le sue scelte
  in merito prendendo atto del dato politico.
   Chiedo, pertanto, al Presidente dell'Assemblea di procedere  con
  la  discussione  dell'articolo  3 ed  auspico  che  l'opposizione
  chieda nuovamente la votazione segreta, perché è proprio sul voto
  segreto  che  questo Governo potrà capire se  la  maggioranza  ha
  scelto di portare avanti iniziative del Governo.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   con   la    precisazione
  dell'onorevole  Cuffaro  ritengo  di  poter  avere  la  coscienza
  tranquilla   nel  proseguire  i  lavori,  in  quanto   con   tale
  precisazioni viene meno il dubbio che la bocciatura dell'articolo
  2 possa inficiare l'intera proposta di legge.
   Ma  c'é  di  più:  ho  già  preso  impegno  con  gli  uffici  di
  verificare  gli  articoli  successivi  punto  per  punto,  perché
  potrebbe  accadere  che alcuni di essi, sia pure  indirettamente,
  siano collegati al contenuto dell'articolo 2. Qualora ciò accada,
  onorevole Speziale, posso assicurare che mi rendo garante di quel
  voto e non potrò portare avanti il dibattito.
   Ad  ogni  modo sull'articolo 3 la verifica é gia stata  fatta  e
  non c'é nessun punto di contatto con l'articolo 2.
   Si passa pertanto all'articolo 3.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  al  comma  3
  dell'articolo   3   leggiamo   che   la   Conferenza   presieduta
  dall'Assessore  regionale per il turismo, le comunicazioni  ed  i
  trasporti  esprime indicazioni utili alla redazione del programma
  triennale di sviluppo turistico regionale di cui all'articolo 4 e
  all'aggiornamento delle carte dei diritti del turista.
   Però,  nonostante l'indicazione formale che richiama  l'articolo
  4,  non c'è dubbio che tale Conferenza non può non prendere  atto
  degli    argomenti   previsti   e   delle   dimensioni   previste
  nell'articolo  2.  Per  cui,  per che  cosa  si  riunisce  questa
  Conferenza dal momento che non ha l'argomento del dibattere? E  a
  quale legge regionale sul turismo ci si riferisce in ordine  alle
  competenze sulle quali discutere, onorevole Presidente?
   Esiste  una legge nazionale sul turismo che noi non abbiamo  mai
  recepito,  e  c'erano  tanti  riferimenti  polemici  sul  mancato
  recepimento di tale legge. C'era anche l'ironia di chi  sosteneva
  che  facciamo  una  legge nuova quando, in  20  anni,  non  siamo
  riusciti a recepire i principi della legge nazionale.
   Allora   già  nell'articolo  3  si  nota  l'incongruenza   della
  decisione  di  merito  di  andare avanti,  che  è  una  decisione
  soltanto  politica, partitica, faziosa - nel senso letterale  del
  termine, non negativo - di una parte che si vuole misurare con se
  stessa, come ha esplicitato il Presidente Cuffaro. Ci sono  tante
  maniere  per misurarsi con se stessi, per esempio  la  legge  sui
  Consorzi  fidi.  Ma  su questo argomento credo  che  stiamo  solo
  perdendo tempo, è una strada che non porta da nessuna parte,  che
  non ha l'argomento del contendere.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  permetto
  di sollevare alcune osservazioni di carattere procedurale.
   Il  Presidente  Cuffaro  ha detto poc'anzi  che  ci  sono  delle
  competenze  e  noi - come ha ricordato l'onorevole Ortisi  -  non
  abbiamo recepito la legge quadro nazionale, che risale a 21  anni
  fa. Ci sono degli articoli previsti, in maniera frammentaria,  in
  qualche  altra normativa, ma tranne le competenze statutarie  non
  c'è un provvedimento organico sul turismo.
   Ad  ogni  modo non è vero che si può andare avanti sull'articolo
  3   perché  parlando  del  Consiglio  regionale  del  Turismo  si
  affrontano  argomenti  che riguardano  le  competenze.  Su  quali
  argomenti  avviene  il confronto con i privati  se  non  sappiamo
  quali  compiti  dobbiamo esercitare, se compiti di indirizzo,  di
  promozione,  di  valorizzazione o di altro tipo  in  ordine  alla
  strategia che la Regione siciliana si dà in materia di turismo.
   Il  mio atteggiamento è stato fin adesso molto disponibile, come
  del  resto  quello  di tutta l'opposizione, ho  ritirato  4  o  5
  emendamenti  e  mi  ero riproposto anche di ritirarne  altri  per
  agevolare l'iter della legge perché mi rendo conto che una  legge
  sul  turismo è necessaria; ma al punto in cui siamo non  possiamo
  più  andare avanti perché, ammesso che si riscriva l'articolo  2,
  non  si  può proseguire con gli altri articoli perché tutti  sono
  connessi o attinenti alle competenze della Regione in materia  di
  turismo.
   Pertanto   condivido  la  proposta  dell'onorevole   Ortisi   di
  riscrivere un altro disegno di legge e riproporlo nella  sessione
  autunnale  e  di  approvare,  entro la  chiusura  della  sessione
  estiva,  se  possibile,  anche con  un  atteggiamento  di  grande
  apertura, la legge sui consorzi fidi.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  più  volte
  sia  in Commissione che in Aula è stato detto che questa legge  è
  frutto di un equilibrio che si è riusciti a trovare attraverso un
  produttivo lavoro in Commissione tra le diverse parti della legge
  e le diverse figure che questa andava a delineare.
   Questo  equilibrio  è  venuto meno nella maniera  più  assoluta,
  perché  uno dei punti fondamentali, ovvero l'articolo che disegna
  quelle  che sono le funzioni dell'Assessore al turismo, è  venuto
  meno.
   Io  non  capisco  - a prescindere dalle considerazioni  di  tipo
  meramente  formale - come si può procedere da un punto  di  vista
  prettamente  politico  rispetto ad  un  disequilibrio  che  si  è
  determinato con la bocciatura di questo articolo.
   Vorrei  capire  come fa l'Assessore al turismo  a  presiedere  -
  parliamo  dell'articolo 3 - la Conferenza regionale  del  turismo
  quando non ha più la competenza di indirizzo e programmazione nel
  campo   del   turismo,  quando  non  ha  più  il   potere   della
  programmazione  dello sviluppo turistico. Non  capisco  come  può
  promuovere un'iniziativa di questo genere quando non  ha  più  la
  promozione  dell'immagine  unitaria  dell'offerta  turistica   in
  Sicilia,  e  ho  citato soltanto alcune delle funzioni  che  sono
  state sostanzialmente bocciate.
   Devo  dire  che  ho vissuto un po' con imbarazzo questa  vicenda
  del  voto  segreto  perché  devo  dare  atto  che  il  lavoro  in
  Commissione,   il   dialogo,  il  dibattito  è   stato   favorito
  dall'Assessore Granata rispetto a questa legge.
   E' vero che c'è stata convergenza su molte parti della legge,  e
  per qualche minuto sono stato rammaricato che l'Assessore Granata
  non  abbia  tenuto  in considerazione l'ultimo degli  emendamenti
  presentati all'articolo 2, che poteva far venire meno  una  delle
  eccezioni che facevamo a lui e alla sua proposta di legge.
   Poi  però  mi  sono reso conto, onorevoli colleghi,  che  questa
  legge non c'entra niente col momento che sta vivendo l'Aula: è un
  problema estremamente ed esclusivamente politico.
   Io  sono  convinto che se anche l'Assessore Granata avesse  dato
  retta alle eccezioni che abbiamo presentato, il voto segreto  non
  sarebbe  stato  diverso,  forse sarebbe  stato  ancora  peggiore.
  Quindi,  non capisco perché una verifica esclusivamente  politica
  deve  essere  fatta attraverso una valutazione di un  disegno  di
  legge.
   I  momenti  di  verifica  politica sono  diversi,  non  possiamo
  accettare  che il Presidente sfidi la sua stessa maggioranza  con
  noi  spettatori  di  questa sfida all'interno di  quest'Assemblea
  regionale  perché la sfida è chiara, il Presidente della  Regione
  ha  detto  mi dimetto , non lo ha detto ma lo ha fatto intendere,
  se questa legge non va avanti.
   Noi  non possiamo accettare che questa sfida sia all'interno  di
  un contesto diverso, che è quello dell'approvazione di un disegno
  di  legge,  di una legge fondamentale per la Sicilia che  non  ha
  nulla  a  che vedere con quello a cui stiamo assistendo oggi;  mi
  riferisco  allo  scontro durissimo all'interno della  maggioranza
  che ha prodotto quell'esito della votazione segreta.
   Concludo, rivolgendo un invito al Presidente: è chiaro  che  noi
  non  temiamo  alcuna  delle iniziative che si vorranno  prendere;
  vorremmo che non si chiamasse il Parlamento ad assistere a questa
  disfida,  ma  che  si  procedesse attraverso diversi  sistemi  di
  verifica per valutare lo stato di salute della maggioranza.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, vorrei porre un  quesito:  vogliamo
  fare la legge sul turismo o vogliamo verificare se il Governo  ha
  una maggioranza in questa Aula? Mi permetto di dire che si tratta
  di  due  questioni assolutamente diverse che vanno affrontate  in
  sedi diverse.
   Per   stessa   ammissione  del  Presidente  della   Regione,   a
  differenza del collega Formica, questa legge manca di  una  parte
  importante  e fondamentale. E' stato qui spiegato da  altri  miei
  colleghi  che  il riferimento fatto dal Presidente della  Regione
  non  sussiste, perché non c'è una legge sul turismo in vigore  in
  Sicilia,  né c'è una legge che definisce le competenze  che,  tra
  l'altro,  questa  legge,  nel dispiegarsi successivamente,  sulla
  base delle competenze che sono state individuate nell'ex articolo
  2,  attua  attraverso una serie di strumenti  come  il  programma
  triennale.  Mi pare chiaro che, per come è andata,  questa  legge
  non potrà avere alcun esito in questa sessione.
   Oltretutto,  in questa legislatura è già successo.  Addirittura,
  qualche  mese  fa,  il  Governo, dopo la bocciatura  di  una  sua
  proposta,  ha  ritirato - se non ricordo male - le variazioni  di
  bilancio e le ha riproposto in sessione diversa da quella in  cui
  le stavamo trattando.
   Ora,  io  non  credo che questa legge abbia delle scadenze,  per
  cui si possa andare incontro a problemi come perdita di risorse o
  altro, non succede nulla, sul piano amministrativo, se il Governo
  rinvii  la  discussione della legge. C'è il  gioco  delle  parti,
  ognuno di noi ha posizioni che può confrontare liberamente,  però
  bisogna fare una legge, non fare finta di fare una legge
   Per onestà, se andiamo avanti, faremo finta di fare una legge  e
  ci   logoreremo,  inevitabilmente  si  logorerà  l'Aula  con   un
  meccanismo che ci porterà ad appesantire il confronto  in  questa
  Aula.
   Io  credo  che  sia una cosa giusta che il Governo fermi  l'iter
  della  legge e lo ripresenti, nelle forme che riterrà  opportune,
  nella sessione che va ad aprirsi dopo le ferie.
   Altra cosa è la questione che pone qui il Governo.
   Devo  dire, signor Presidente, che c'è un problema che, di tanto
  in  tanto,  si  pone  e  ripropone. Forse Lei,  che  viene  dalla
  precedente esperienza istituzionale - a differenza mia  che  sono
  figlio   dell'elezione  del  Presidente,   quindi,   figlio   del
  meccanismo istituzionale introdotto con la riforma del 2000 -, si
  renderà conto che c'è un equivoco.
   Signor Presidente, Lei qui non è chiamato a verificare il  fatto
  di  avere una maggioranza, lei ha avuto una maggioranza, è  stato
  eletto dai cittadini. Il Parlamento può solo sfiduciarla, non può
   fiduciarla ,  né  può fiduciare le sue leggi.  Il  Parlamento  è
  sovrano; il Presidente ed il Parlamento sono organi separati.
   Da  questo punto di vista, dire - come lei ha detto - che  vuole
  andare  avanti, non per portare a conclusione l'iter del  disegno
  di  legge ma per verificare se esiste ancora una maggioranza  che
  sostiene  i  provvedimenti del Governo, questo lo deve verificare
  fuori da quest'Aula.
   L'Aula  esercita con il voto, nei momenti necessari e opportuni,
  la  verifica  delle  condizioni di condivisione  o  meno  di   un
  provvedimento legislativo.
   Leggendo gli articoli successivi, l'articolo 3, l'articolo 4,  è
  evidente  che, nel momento in cui questa legge non  definisce  le
  competenze,  gli  strumenti che sono propri di questa  legge  non
  possono  misurarsi  sulla  base  di  niente,  proprio  perché  le
  competenze non sono definite.
   La   Conferenza  regionale  sul  turismo,  una  volta   che   si
  istituisce, si riunisce per discutere cosa e su quali  strumenti?
  Si  occuperà della carta dei diritti del turista, che tra l'altro
  non c'è più?
   Signor  Presidente, evitiamo di andare avanti su  questa  legge.
  Completiamo l'iter di questa sessione con gli altri provvedimenti
  che  sono  all'ordine del giorno così da consentire  di  chiudere
  questa  sessione  non  solo  in un  orario  decente,  ma  in  una
  condizione per noi tutti più serena.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Crisafulli.  Ne
  ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione, onorevoli colleghi, credo che l'Assemblea ed il  Governo
  hanno  un  dovere  fondamentale, quello di  procedere  per  prove
  d'affetto,  perché se si fa una legge bisogna dare uno  strumento
  ai  siciliani  che  abbia  una sua funzionalità,  un  suo  rigore
  logico.
   Il  lavoro  svolto  dal Governo insieme alla Commissione  aveva,
  nel  bene  o  nel male, una sua logica, una logica  che  è  stata
  sottoposta  alla valutazione dell'Aula. Con un voto l'Aula  si  è
  pronunciata non condividendo questa filosofia all'articolo 2.
   Noi   tutti  sappiamo  che  c'è  un'intesa  di  massima  con   i
  Presidenti delle province, con l'Unione regionale delle  province
  siciliane  (URPS)  per  ridefinire alcune  funzioni,  e  c'è  nel
  contempo   la   decisone  assunta  da  quest'Aula  di   procedere
  sull'articolo  3  perché  l'articolo  3  non  ha  attinenza   con
  l'articolo  2.  Io credo, invece, che tale attinenza  ci  sia  in
  quanto la funzione esercitata dall'articolo 3 viene garantita dai
  poteri   inseriti   nell'articolo  2.   Se   mancano   i   poteri
  dell'articolo  2,  il rigore legislativo cade.  E'  come  se  una
  persona  chiedesse  la licenza per un'attività commerciale  senza
  specificare  quale tipo di attività deve svolgere, demandando  ad
  una  conferenza di tutti i clienti potenziali per vedere  di  che
  cosa si può occupare.
   Credo  che non possiamo procedere in questo modo. Allora  io  mi
  permetto di dire, perché secondo me ci sono ancora i margini  per
  tentare  di  fare una legge che abbia un minino di  decenza,  non
  foss'altro  per i siciliani, ma anche per quelli che  qui  stanno
  tentando  di  contribuire ad esercitare una funzione legislativa,
  quella di ricostruire una filosofia della legge.
   Mi   permetto   di   dire  all'Assessore  che   già   il   testo
  dell'articolo  viene emendato dallo stesso Governo  e  da  alcuni
  colleghi.  L'articolo  3  che dovremmo approvare,  non  è  quello
  scritto   nel   testo,   bensì  è  un   emendamento   interamente
  sostitutivo.  Se procediamo così non rendiamo all'Aula  il  senso
  logico  di una articolazione legislativa e della riorganizzazione
  del settore turistico.
   Se,  invece,  si  dovesse  approvare  l'articolo  6,  così  come
  concordato con le province siciliane, si ridefinirebbe  un  punto
  di  certezza,  in  quanto se non passa anche quello  il  problema
  sussiste.
   Se,  invece, dovesse essere accolta l'idea dei Presidenti  delle
  province,  supportata  credo da un emendamento  del  Governo,  si
  ridefinirebbe  una  funzione certa  attorno  a  cui  si  potrebbe
  costruire il meccanismo funzionale.
   Se  questo  schema  può  aiutare, allora,  l'Assessore  dovrebbe
  fermarsi  e  ridefinire il percorso logico della riorganizzazione
  del settore turistico in Sicilia; altrimenti, corriamo il rischio
  che  per  troppo  affetto  nei  confronti  del  Presidente  della
  Regione, per non creargli difficoltà, si finirà per approvare una
  legge di nessuna utilità, in quanto sarà una specie di collage di
  tanti  spezzoni  e di tante spinte che negano la filosofia  della
  riorganizzazione del settore turistico.
   Al  di  là  delle  battute e dei proclami affettivi,  credo  che
  abbiamo il dovere, come Parlamento regionale, di fare un percorso
  legislativo  che  abbia una logica. Nello sforzo che  l'Assessore
  stava facendo la logica aveva - condivisibile o no - un senso.
   Oggi,   questa   logica  deve  essere  ricostruita   ed   invito
  l'Assessore  e il Governo a fare questo ragionamento,  rimettendo
  le  cose  al  giusto  posto, ripartendo non  dall'articolo  3  ma
  dall'articolo  6.  Ricostruendo il  percorso,  si  metterebbe  il
  Parlamento  nelle  condizioni di capire  che  cosa  sta  votando.
  Altrimenti procederemo a tentoni.
   L'articolo  3 è scritto in un modo e approveremo un  emendamento
  che  è  interamente  sostitutivo e a  quell'emendamento  ci  sono
  subemendamenti che lo modificheranno completamente. Il Parlamento
  così  non  è  messo nelle condizioni di capire in  che  direzione
  andare per produrre un atto legislativo.
   Questo  non  è  il  modo migliore. Tutti siamo  d'accordo  sulla
  legge  sul  turismo,  ma  bisogna  vedere  come.  Credo  che  sia
  necessario che il Governo illustri, alla luce di un atto  chiaro,
  di  un punto fermo che vorrà determinare, qual sia il percorso da
  costruire nel fare questa legge.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi,  questa sera ho  l'impressione  che  ci  sia
  un'architettura  già  predisposta, già  preparata,  che  dovrebbe
  determinare il teorema che vi enuncerò.
   Il  Presidente  Cuffaro,  traendo le  conseguenze  di  quanto  è
  successo  e  se  possibile verificandolo nuovamente,  in  qualche
  modo,  nella prosecutio della discussione della legge che insiste
  a  discutere,  sulla  testa del nostro Assessore  Granata,  vuole
  costruire il percorso per andarsene a casa.
   Io  interpreto quanto è successo come un ragionamento  costruito
  a  tavolino e che potrebbe avere questa conseguenza. Questo fatto
  potrà avere interessi più o meno politici, chiari od oscuri, però
  avverto questo.
   Nel    merito    dell'articolo   3,   le   osservazioni    fatte
  dall'onorevole  Crisafulli  e  dagli  altri,  sono  assolutamente
  evidenti.  Non si può proseguire la discussione di un disegno  di
  legge  come  se  non fosse successo niente  Il Governo  dovrebbe,
  quanto meno, ritirare la legge e poi riproporla a settembre.  Non
  abbiamo  eliminato nessuno, si può sempre rifare questo discorso.
  Perchè non si fa?
   Vorrei  capire,  Presidente Cuffaro,  se  fosse  possibile,  una
  precisazione da parte sua, cioè se c'è la volontà di scommettersi
  in  termini  di  fiducia  e,  quindi,  in  termini  di  possibili
  dimissioni  come  conseguenza di una eventuale  conferma  di  una
  inesistenza  della maggioranza che lo sostiene o  se,  viceversa,
  quello che io enuncio, cioè questo teorema, è solo frutto di  una
  fantasia che non riesce a guardare la verità.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  penso
  sia  opportuno  ricordare  che siamo fra  coloro  i  quali  hanno
  contribuito, non attraverso dichiarazioni e parole ma  attraverso
  la  pratica  parlamentare e cioè gli emendamenti e  il  dibattito
  sia in Commissione che in Aula, a far sì che questa legge venisse
  data  ai siciliani nella maniera in cui il contributo che abbiamo
  dato ci fa apparire migliore.
   Da  questo  punto  di  vista non possiamo  che  rammaricarci  se
  questo   non   dovesse  accadere,  perchè  non   sarebbe   nostra
  intenzione.
   Certamente,  prendendo  atto dei problemi  politici  che  questa
  maggioranza  sta  oggi appalesando, dobbiamo dire  che  non  sono
  questi i problemi che a noi tocca risolvere; se problemi politici
  ci  sono, penso che sia assolutamente sbagliato, così come  altri
  colleghi  che  mi hanno preceduto hanno sottolineato,  usare  una
  legge  come collante, come grimaldello, come mazza per risolverli
  oppure  per verificarli.  Questo è assolutamente improprio perchè
  le  conseguenze  di  ciò sarebbero dare ai  siciliani  una  legge
  parziale e incongrua.
   Voglio  precisare il contenuto di ciò che sto dicendo perchè  le
  parole  del Presidente Cuffaro che facevano riferimento alla  non
  indispensabilità dell'articolo 2 trovano smentita  proprio  nelle
  competenze  che la Regione siciliana, in questo momento,  assegna
  all'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e  dei
  trasporti.
   Se  si  va  a consultare qual è la ripartizione dei compiti  fra
  gli  Assessorati che discendono dalla legge regionale 28/62 e  le
  successive  modifiche e integrazioni si vede come  mancano  parti
  essenziali  che  in  questo  articolo 2  sono  state  giustamente
  previste e richiamate.
   Infatti,  la elencazione di quelle competenze, che il Presidente
  Cuffaro vorrebbe fare valere comunque all'interno della legge che
  stiamo  discutendo  e ritenere sufficienti a dargli  corpo,  sono
  assolutamente   generiche   e   vorrei   dire   anche    desuete,
  insufficienti, giustamente superate dai tempi che  la  norma  che
  stiamo discutendo invece mirava a integrare.
   Faccio  un  esempio. Non si parla in quella formulazione  di  un
  caposaldo di questa disciplina che stiamo discutendo e cioè delle
  attività  delle imprese private e non soltanto quelle alberghiere
  e   quelle   di   viaggio   ma  giustamente   quelle   richiamate
  nell'articolo  2,   al comma 1, lettera c), che costituiscono  un
  banco  di  prova  essenziale del turismo attuale e  futuro  nella
  nostra regione.
   Non  si  parla,  fra  le  competenze che  ancora  una  volta  il
  Presidente Cuffaro vorrebbe surrogare a quelle che qui vengono  a
  mancare, della necessità di attuare un percorso di formazione, di
  perfezionamento professionale cioè di qualificazione dell'offerta
  e  degli operatori che oggi nel mercato turistico è essenziale  e
  di cui la Sicilia ha profondamente bisogno.
   Se  queste  non vengono incluse come competenze nella disciplina
  dell'Assessorato   al   turismo   noi   facciamo    una    legge,
  evidentemente, monca.
   Non  si  parla, anche, di quel rapporto con gli enti locali  che
  nel  principio di sussidiarietà più volte invocato e nella stessa
  ratio dei sistemi turistici locali o dei distretti turisti locali
  che  dir si vogliano, in realtà costituiscono l'elemento fondante
  di questa proposta di legge.
   In  sostanza  l'articolo 2 così come è stato  concepito  e  così
  come è stato bocciato da questo Parlamento non è surrogabile, non
  è ultroneo, non è evitabile.
   Vorrei,  quindi, aggiungermi a quanti in questo  Parlamento,  da
  parte  della minoranza, hanno richiamato  la necessità che ci  si
  fermi   e  non  per  risolvere  i  problemi  politici  di  questa
  maggioranza  che non è compito nostro attendere, ma per  dare  ai
  siciliani  una  legge  giusta o meglio per  evitare  di  dare  ai
  siciliani una legge sbagliata.

    PRESIDENTE   Si passa all'esame degli emendamenti.  Si  procede
  con  l'emendamento  3 R 1, dell'onorevole Misuraca. Lo  pongo  in
  votazione.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Paffumi, Raiti,
                         Speziale, Villari)

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            29.

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.10, è ripresa alle ore 21.07)

    La seduta è ripresa.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  il
  prelievo  del disegno di legge numero 1019/A, iscritto al  numero
  2.
   Mi  permetto  di chiedere ciò per rendere produttivo  il  lavoro
  d'Aula.

    PRESIDENTE   Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Il  parere è ovviamente contrario alla  richiesta  di
  prelievo e chiediamo che si prosegua nei lavori d'Aula.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa, Liotta,
                         Spampinato e Zago)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla verifica)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica:

   Presenti...  33

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  4
  agosto 2005, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Presidente LO PORTO


       I   -  Comunicazioni

       II   - Discussione dei disegni di legge:

         1)  Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  (788-376-550-
             957/A Bis)    (Seguito)
  2)  Riordino della disciplina dell'attività di garanzia
  collettiva dei fidi   (1019/A) (Seguito)
  3)  Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
  vendita                  (1023/A) (Seguito)
  4)  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
  Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (771-774/A)
  (Seguito)
  5)  Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di Camere di commercio   (392-402-763- Stralcio I/A)
  6)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (151 - Norme stralciale II/A)
  7)  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
  rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
  Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
  7  (977/A) (Seguito)

       III   -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
         della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
         l'attività dell'Unione europea.
  IV   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 21.12

       (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.30)

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  NN.  788-376-550-957/A  BIS   NORME  PER  LO
  SVILUPPO TURISTICO DELLA SICILIA

    -All'articolo 2:  (v. nota)

   Emendamento 2.2:

  Alla lettera d) dopo le parole   modalità utili   aggiungere le
  parole   e connesse .

   Emendamento 2.21:

  Al  comma  1,  lettera c) sostituire le parole  agrituristiche,
  esercenti   con  le  parole  turistiche, agrituristiche,  degli
  esercenti l'attività di .

   Emendamento 2.22:

  La lettera l) è così modificata:

   l) organizzazione, promozione e sostegno, anche finanziario di
  eventi diretti all'incremento di flussi turistici. .

   Emendamento 2.10:

  Alla  lettera  l)  dopo  le parole  manifestazioni  turistiche
  aggiungere le parole  di livello regionale .

   Emendamento 2.20:

  Alla  lettera  m)  dopo  le parole   culturale  ed  ambientale
  aggiungere le parole  agro-alimentare ed eno-gastronomico .

  -----------------------
  NOTA  -  L'articolo 2, nel testo risultante dalla  approvazione
  degli emendamenti sopra riportati, non è stato approvato.