Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Vitrano ha chiesto
congedo per la seduta odierna e l'onorevole D'Aquino per le
sedute del 4 e del 5 agosto 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Modifica dei confini territoriali tra il comune di Agrigento
e il comune di Raffadali (n. 1044)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Miccichè in data 3 agosto 2005
- Interventi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze
di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie,
trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (n. 1045)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Micciche in data 3 agosto 2005
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni del
Governo
PRESIDENTE. Comunico PRESIDENTE. Comunico che
che il Presidente della Regione ha trasmesso copia delle
seguenti deliberazioni:
-n. 342 e n. 343 del 21 luglio 2005 POR Sicilia 2000/2006 -
Complemento di programmazione - Adozione definitiva alle
modifiche approvate dal Comitato di sorveglianza del 6 luglio
2005 PIT e PIOS e delle misure 1.12, 3.14, 3.15, 4.06, 4.09,
4.11, 4.13, 4.14, 4.15, 4.18 e 4.19 (ai sensi del comma 3,
articolo 2 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32).
Comunicazione di trasmissione di copia di delibera della Corte
dei Conti
PRESIDENTE. Comunico che la Corte dei conti - Sezione di
controllo per la Regione siciliana, in data 3 agosto 2005, ha
trasmesso copia della delibera n. 13/2005/CONTR. con l'unita
relazione sulla verifica del rendiconto generale della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2004.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposa scritta:
N. 2331 - Notizie sulle presunte violazioni di legge
perpetrate dal Sindaco di Cattolica Eraclea (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Di Mauro Giovanni Roberto;
N. 2332 - Notizie sui motivi dello svuotamento della dighe
Furore e Gibbesi in provincia di Agrigento.
- Assessore Agricoltura
- Assessore Presidenza
Firmatari: Di Mauro Giovanni Roberto;
N. 2347 - Opportune iniziative al fine di non consentire
alla società DB Group S.p.A. la ricerca di acque
sotterranee per usi industriali.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Liotta Santo;
N. 2348 - Interventi per eliminare le lentezze e le
inefficienze determinatesi nel processo di ricostruzione
delle zone colpite dal terremoto dell'ottobre 2002 in
provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Barbagallo Giovanni;
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 270 - Notizie in ordine agli impianti della nuova
funivia Trapani-Erice ed interventi per garantirne la
sicurezza.
Presidente Regione
Assessore Territorio
Firmatario: Raiti Salvatore.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura della
mozione presentata.
BURGARETTA APARO segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
nel corso del 2004, in tutto il territorio della provincia di
Catania, si sono verificati eventi atmosferici che hanno
compromesso i raccolti;
oltre ai danni nel settore dell'agricoltura anche i lavoratori
hanno visto ridursi le giornate di effettivo lavoro, fatto questo
che non consente il raggiungimento delle giornate minime per il
pagamento dei contributi loro spettanti;
è stato da più parti e più volte sollecitato il riconoscimento
da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali dello
stato di calamità;
permanendo questo stato dei fatti i produttori non
otterrebbero alcun ristoro ed i braccianti non beneficeranno
delle giornate lavorative effettuate,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere quanto necessario perché il Ministero delle
Politiche agricole e forestali riconosca lo stato di calamità
naturale per l'anno 2004 in tutta la provincia di Catania,
consentendo così alle imprese di percepire un ristoro per la
mancata vendita dei prodotti ed ai braccianti la possibilità di
avere riconosciute le giornate lavorative prestate senza perdere
il diritto al pagamento dei contributi.» (447)
FLERES-CATANIA G-MAURICI-BALDARI-TURANO-BURGARETTA APARO
PRESIDENTE Avverto che la mozione testé annunziata sarà
iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva perché se
ne determini la data di discussione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Neri, Lo Curto, Leontini, Virzì.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno: Discussione
di disegni di legge.
Seguito della discussione del disegno di legge Norme per lo
sviluppo turistico della Sicilia (n. 788 - 376 - 550 - 957/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788 -
376 - 550 - 957/A), iscritto al numero 1).
Ricordo che la discussione del disegno di legge era stata
interrotta all'articolo 3, nella precedente seduta, numero 311
del 3 agosto 2005, in sede di votazione del subemendamento 3 R.1,
all'emendamento 3 R.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce del
contenuto dell'articolo 3, ma anche del contestuale contenuto
dell'articolo 6 che riguarda le Aziende autonome provinciali per
l'incremento turistico, ritengo sia propedeutica per una maggiore
chiarezza del percorso legislativo esaminare adesso l'articolo 6
per agevolare un percorso che abbia anche una razionalità
rispetto, successivamente, alla configurazione dell'articolo 3.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non nascondo
il mio sgomento per il comportamento del Governo e della
maggioranza.
Ieri sera l'Aula ha sospeso i lavori perché il Presidente
della Regione, replicando ad alcuni colleghi parlamentari, ha di
fatto collegato la sua permanenza al Governo della regione ad un
rapporto di fiducia con l'Aula sulla base dell'esito scaturito
qualche minuto prima, in riferimento all'articolo 2 del disegno
di legge al nostro esame.
Diversi di noi hanno fatto osservare al Presidente della
Regione che senza l'articolo 2, che definisce i compiti, le
funzione dell'Assessorato regionale al turismo, l'impianto del
disegno di legge perde una buona parte del suo significato.
Avevamo chiesto di sospendere l'esame del disegno di legge perché
questo potesse permettere alla maggioranza di fare un'autonoma
valutazione, di rinviare l'esame del disegno di legge a
settembre, alla riapertura dei lavori d'Aula per determinare una
possibilità di convergenza politica sul disegno di legge.
Il Governatore, invece, sembrerebbe, però è giusto che lo
comunichi...
CRACOLICI Il Presidente, non il Governatore
SPEZIALE Il Governatore, il Presidente della Regione,
l'onorevole Cuffaro, sembrerebbe avere scelto un'altra strada e
cioè quella di utilizzare l'arma ricattatoria della minaccia
delle proprie dimissioni nei confronti dei parlamentari per
mettere in riga una maggioranza che sul testo del disegno di
legge, liberamente, si era espressa in modo contrario,
determinando un vincolo oggettivo tra le scelte che fa il
Presidente della Regione e il Parlamento regionale, impedendo
così il libero esercizio dell'attività parlamentare a tanti
parlamentari che questo disegno di legge hanno dimostrato,
attraverso il voto segreto, di non condividere.
Onorevole Presidente della Regione, lei, anziché utilizzare
l'arma del ricatto delle dimissioni ad ogni pie' sospinto,
determinando uno sbandamento costante del Parlamento siciliano e
della politica siciliana, alla luce anche del suo recente
comportamento e del fallimento del suo Governo, non minacci più
le dimissioni; lo faccia Si dimetta Sgombri il campo da un
equivoco di fondo e permetta che i siciliani possano avere il
diritto sacrosanto di utilizzare l'arma democratica del voto per
darsi una nuova classe dirigente.
Non è più tollerabile che si facciano riunioni di maggioranza
in cui costantemente il Presidente della Regione, sulla base di
convenienze di parte, minacci le dimissioni vincolando il
Parlamento con le sue decisioni e, di fatto, ingessandolo.
DINA Onorevole Speziale, era presente?
SPEZIALE Ero presente, lo ha detto in Aula. Se vuole,
onorevole Dina, le leggo il resoconto parlamentare della
dichiarazione dell'onorevole Cuffaro resa in Aula, ieri sera, in
risposta al mio intervento. Egli ha espressamente detto che, di
fatto, riponeva la fiducia e la sua permanenza all'esito, cioè
all'approvazione di questo testo sul quale, un minuto prima, si
era registrato - in occasione della votazione dell'articolo 2 -
un voto contrario del Parlamento. Con il suo comportamento, di
fatto, determina un vincolo nei suoi rapporti con il
Parlamento, riducendo gli spazi del libero esercizio del
parlamentare di potersi esprimere liberamente. Non è successo un
fatto secondario, è successo un fatto gravissimo che, in qualche
modo, in questo Parlamento, incide sulla qualità dei rapporti
democratici e che non si può sottacere.
Ecco perché penso che il Presidente della Regione abbia
l'obbligo di chiarire quali siano le ragioni del suo
comportamento perché, altrimenti, signor Presidente, siccome
questa cosa viene agitata contro i parlamentari della maggioranza
i quali, ormai, sono nel marasma più totale, nell'incertezza più
totale, perché c'è una maggioranza, al di là dei singoli
parlamentari, che non sanno quali liste fare e quali liste non
fare, dove collocarsi, dove ricollocarsi, altrimenti sgombriamo
il campo da questa commedia degli equivoci e degli inganni.
Sgombri il campo
Lei, liberamente, oggi stesso, rassegni le dimissioni ed entro
tre mesi andiamo a votare. Dello stato di salute del
centrosinistra non si preoccupi. E' un problema che riguarda il
centrosinistra, se siete così convinti di potere rivincere le
elezioni. Ma è arrivato il momento in cui si deve mettere la
parola fine a una commedia che dura da troppo tempo: Lombardo
condiziona; Lombardo non condiziona; conviene a Lombardo, non
conviene e Lombardo; conviene ad una parte della maggioranza
Ma dove siamo arrivati? Si sta in politica per gli interessi
del Paese non per gli interessi di qualche trasformista di turno.
Si sta in politica per difendere gli interessi della Regione non
per equilibrare rapporti interni ai trasformisti che vanno da
una parte e dall'altra in vista delle prossime scadenze
elettorali. Pertanto, le chiediamo di avere un atto di orgoglio
e di rispetto nei confronti della Sicilia. Rassegni le
dimissioni Non è più quindi Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, si attenga al tema o le
devo togliere la parola.
SPEZIALE Non è un problema legato al testo o all'emendamento
all'articolo del disegno di legge, vi è un problema politico di
fondo che dovrebbe essere affrontato politicamente in questa Aula
ed io chiedo al Presidente della Regione di prendere la parola e
fare chiarezza una volta per tutte.
PRESIDENTE Sul problema non c'è stata nessuna pronuncia.
ORTISI Chiedo di parlare sul prelievo dell'articolo 6.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. L'intervento è sull'ordine dei
lavori ma purché abbia per tema la richiesta del Governo di un
prelievo perché siamo in questa fase della discussione.
SPEZIALE Signor Presidente, è stata sospesa l'Aula sulla base
del fatto che il Presidente della Regione ha dichiarato che si
sarebbe dimesso.
PRESIDENTE No E' stata sospesa l'Aula soltanto per la
mancanza del numero legale. I fatti politici non interessano ai
fini della interruzione della seduta.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, si ripete
quello che sembrerebbe essere un rito: sembrava tale ieri sera e
le altre sere, quando la maggioranza non aveva il numero legale
e, in modo disincantato, c'erano dei colloqui purché si
continuasse a discutere nel merito a prescindere da tutto. Adesso
nella maggioranza, temporaneamente attaccaticcia, si ritrova un
numero legale. Sembra che si voglia procedere col trattore
Siamo alle solite Non si accetta il colloquio, non si accetta
il ragionamento, si ha fretta ed aspettiamo da un'ora e mezza, si
ha fretta di concludere in maniera abborracciata ed approfittando
del numero legale e nel merito mi pare che non si dia a noi una
risposta su una domanda, penso, legittima che abbiamo posto. Come
si fa ad andare avanti a discutere su un argomento del quale la
testa è stata decapitata?
La bocciatura dell'articolo 2 indica che non esiste un percorso
coerente, tranne che venga riconsiderata la legge nel suo
complesso e che venga ripresentata all'Aula per un esame di
merito congruo e conducente. Questo non è avvenuto E' avvenuto
soltanto una chiama generale alle armi, fideistica, e che
prescinde nel merito, totalmente dal merito della legge. Difatti
adesso si chiede il prelievo di un articolo probabilmente perché
esso è fondamentale per la verifica della tenuta della
maggioranza ed il discorso, lo capiamo tutti, travalica ormai la
legge specifica ed il merito sul quale vorremmo confrontarci.
Noi abbiamo detto che certamente non surroghiamo la maggioranza
ma, se la maggioranza dimostra di avere il numero di autonomia,
siamo disponibile ad un percorso non ostruzionistico come
parlamentari responsabili ma ci aspetteremmo di discutere
ordinariamente sul merito della legge. Due cose ostano: la prima
cosa è che nessuno ci viene a spiegare nel merito come superiamo
il discorso della bocciatura dell'articolo 2; se qualcuno ce lo
spiega dal punto di vista delle procedure, della coerenza con il
disegno di legge generale noi ci riflettiamo; la seconda cosa è
che chiedete un prelievo non so per quale motivo, perché
l'articolo 6, senza l'articolo 2, dimostrerebbe che la legge
ancora esiste, a me pare che tutto il resto della legge sia come
la coda della lucertola quando viene tagliata che si muove per
sopravvivenza momentanea. Essa è legata alla presenza in Aula di
un numero, non di tante teste o di tanti colleghi che vogliono
ragionare su un disegno di legge sul quale, peraltro, ho capito
che in commissione si è lavorato e si è lavorato bene.
Vogliamo cominciare un braccio di ferro da Pasifae e Minosse?
Facciamolo, ma non penso che serva. La proposta che ieri sera
faceva qualche collega, avendo anche l'assenso di parecchi
colleghi della maggioranza, era di passare all'altro disegno di
legge in attesa che l'attuale disegno di legge in discussione
venisse rimodellato in maniera tale da discutere se era possibile
e superare la bocciatura dell'articolo 2.
Invece no. Approfittando del numero, volete andare avanti a
prescindere dal merito. Non facciamo una buona legge, non stiamo
per licenziare - se ci riusciamo - una legge. Stiamo per fare
l'ennesimo braccio di ferro che non serve a niente, non serve a
nessuno, non serve, penso, neanche alla maggioranza e al Governo,
non serve neanche al territorio sul quale ho capito che si è
spesa l'intera Commissione. A cosa serve? Ammettiamo per un
attimo che riusciate a raffazzonare una maggioranza e ad
approvare questo disegno di legge.
Quale applicabilità avrà sul territorio senza l'articolo 2?
Forse compenserete con l'introduzione di emendamenti aggiuntivi
di spesa sui quali chiederemmo il voto segreto? Pertanto,
rinviate l'agonia di qualche ora?
Perché allora non aderire alla proposta ragionevole di
cominciare con l'altro disegno di legge per riprendere nel
pomeriggio di oggi stesso con una proposta più convincente?
Infatti, occorre convincerci che, decapitato dell'articolo 2, il
testo della legge può sopravvivere. Cioè, che non sia coda di
lucertola' ma sia persona umana.
Presidenza del presidente Lo Porto
Per un richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per un richiamo al Regolamento sulla richiesta di prelievo.
Vorrei fare notare alla Presidenza e suggerire al Governo che
sarebbe opportuno, alla luce di quello che è già successo in
Aula, che si tornasse all'articolo 4 e non all'articolo 6 perché
il nostro 6, per come è scritto adesso, al di là di quelli che
potranno essere gli emendamenti che lo andranno a modificare, fa
riferimento esplicitamente all'articolo 4 della legge che, non
essendo stato ancora approvato, potrebbe creare un ulteriore
problema all'esame complessivo della legge.
Invece, se noi procedessimo accantonando l'articolo 3 e quindi
passassimo all'articolo 4, forse potremmo dare un senso compiuto
all'attività legislativa.
Presidenza del presidente Lo Porto
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, nella scrittura dell'articolato
l'articolo 6 è assolutamente da prelevare e da votare perché è
propedeutico alla giusta individuazione degli organismi politici
di rappresentanza che compongono la Conferenza regionale del
turismo perché all'articolo 3 si parla di una rappresentanza.
ACIERNO Ho detto accantoniamo l'articolo 3 e procediamo con
l'articolo 4
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Si deve fare il 6 prima di fare il 3, secondo la
logica e l'aritmetica...
ACIERNO Ho detto il 4 e non il 3
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Onorevole Acierno, lei è particolarmente nervoso
ACIERNO Lei ha confuso le cose e continua a confonderle.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Io le sto rispondendo, e sto rispondendo non soltanto
a lei ma anche al Parlamento. L'articolo 3 prevede la formazione
della Conferenza regionale del turismo.
C'è un nodo di rappresentanza all'interno di questa conferenza,
se viene approvato l'articolo 6 nella formulazione emendata dalla
Commissione o se non viene approvato.
Quindi, è chiaro che è propedeutico all'approvazione
dell'articolo 6, a proseguire nell'esame della legge con
l'articolo 3.
Quindi confermo la richiesta di prelevare l'articolo 6.
PRESIDENTE Poiché non c'è chi parla a favore del prelievo,
abbiamo sentito solo argomentazioni contrarie, devo porre in
votazione la proposta del Governo di prelevare l'articolo 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Riprende la discussione del disegno di legge n. 788 - 376 -
550 - 957/A
PRESIDENTE Si passa, pertanto, all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Aziende autonome provinciali per l'incremento turistico
1. Le aziende autonome provinciali per l'incremento turistico
esercitano funzioni di raccordo fra il territorio e l'Assessorato
regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti,
svolgendo compiti di monitoraggio, assistenza, vigilanza,
consulenza, progettazione e promozione nell'ambito delle linee di
programmazione contenute nel programma triennale di sviluppo
turistico regionale di cui all'articolo 4, nei territori di
propria competenza. Svolgono in particolare i seguenti compiti:
a) promozione ed organizzazione di manifestazioni finalizzate
alla valorizzazione ed alla propaganda delle risorse turistiche
per l'incremento del movimento turistico;
b) classificazione delle strutture ricettive in base ai
requisiti posseduti;
c) promozione e/o assunzione di iniziative per il potenziamento
dello sviluppo turistico;
d) raccolta ed elaborazione di dati statistici concernenti il
turismo;
e) proposta d'iscrizione delle associazioni turistiche pro-loco
nell'apposito albo regionale;
f) esercizio di ogni altra attività demandata dalle norme
vigenti alle aziende autonome provinciali per l'incremento
turistico.
2. Il consiglio di amministrazione di ciascuna azienda autonoma
provinciale per l'incremento turistico è nominato dall'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti, con i
seguenti componenti:
a) il presidente della provincia regionale o un assessore dal
medesimo delegato, con funzioni di presidente;
b) il sindaco del comune capoluogo di provincia o un assessore
dal medesimo delegato;
c) il presidente della Camera di commercio, industria e
artigianato;
d) un funzionario dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti;
e) due esperti di comprovata professionalità nel
settore turistico.
3. Il direttore dell'azienda autonoma provinciale
per l'incremento turistico svolge le funzioni di segretario del
consiglio di amministrazione.
4. Sono abrogati l'articolo 2 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 27 e l'articolo 6 del decreto del Presidente della
Regione siciliana del 19 settembre 1986.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 6.2;
dalla Commissione: 6.4; subemendamento 6.5.1
all'emendamento 6.5;
dall'onorevole Vicari, relatore: 6.3, interamente
sostitutivo;
dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 6.10,
soppressivo dell'articolo; 6.11, interamente sostitutivo;
6.12, interamente sostitutivo; 6.13;
dall'onorevole Moschetto: 6.1;
dall'onorevole Leanza Nicola: 6.5; 6.14;
dall'onorevole Tumino: 6.8, interamente sostitutivo; 6.9;
dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
6.7; 6.6; 6.15; 6.16.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare per illustrare il significato
complessivo dell'articolo 6.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare per rispetto del Parlamento e dei Gruppi perché bisogna
specificare su cosa il Governo e la maggioranza si sono attestati
relativamente alla configurazione dell'articolo 6 stesso.
Sostanzialmente il Governo darà parere favorevole
all'emendamento 6.C, dell'onorevole Leanza che, di fatto,
sopprime la struttura dell'articolo 6 e sopprime,
contemporaneamente, le AAPIT, le Aziende autonomi provinciali
per l'incremento turistico.
Quindi, la configurazione del dibattito deve tener conto di
questo basilare elemento perchè, altrimenti, rischiamo di aprire
una discussione generale su un articolato che sarà, invece,
radicalmente mutato dall'approvazione, richiesta dal Governo,
dell'emendamento 6.C.
Quindi, la discussione generale dovrebbe svolgersi
razionalmente proprio sull'emendamento 6.C che sarà approvato.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, in realtà vorrei semplicemente
sottoporre alla Presidenza che sono stati appena consegnati dei
subemendamenti all'emendamento 6.5. Siccome ce li avete appena
dati, vorrei sapere se ci concedete dieci minuti di sospensione
per potere subemendare i subemendamenti..
Vorrei soltanto sapere questo
PRESIDENTE Siamo in fase di discussione generale, quindi c'è
tutto il tempo per esaminarli. E' iscritto a parlare l'onorevole
Spampinato.
Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di
non farmi condizionare dall'andamento schizofrenico della
discussione su questo disegno di legge e cercherò di mantenere
una mia coerenza logica rispetto al percorso tenuto anche in
Commissione, avendo come punto di riferimento quell'equilibrio di
cui abbiamo spesso parlato, che era stato frutto di un lavoro ai
tempi apprezzato ed apprezzabile.
Mi dichiaro contrario alla nuova impostazione che il Governo
dà, che stravolge quella che è l'originale impostazione. Noi
abbiamo sempre criticato il centralismo, abbiamo criticato il
centralismo regionale e qua, però, cerchiamo di assecondare un
centralismo provinciale.
Ritengo che l'equilibrio della legge fosse garantito, invece,
dalla rivisitazione delle aziende, così come prevista
dall'originario disegno di legge.
La modifica del Consiglio di amministrazione, la
determinazione delle competenze rispetto a questo tema, rendevano
e determinavano un equilibrio che è coerente rispetto alla
filosofia della programmazione regionale e dell'attuazione a
livello provinciale, nonché del coinvolgimento anche dei privati,
della concertazione rispetto ad altri enti che sono determinanti
per garantire un proficuo sviluppo del turismo, e faccio
riferimento alla Camera di commercio, che è presente nel disegno
di legge con il presidente, il sindaco del capoluogo della
provincia, che ritengo essere fondamentale per quanto riguarda il
tema di cui stiamo discutendo, esperti di comprovata
professionalità del settore turistico che potrebbero essere quei
privati il cui coinvolgimento da tanta parte era stato richiesto.
Quindi, coerente con la logica che ho seguito nella
discussione, nell'approfondimento di questo disegno di legge,
nella discussione generale sull'articolo 6, vista la
precisazione fatta dal Governo, dall'assessore Granata, rispetto
ad un parere favorevole che si esprimerà ad un emendamento che
stravolge questa impostazione.
Ritengo di mantenere, e lo chiedo al Parlamento ed al Governo,
l'impostazione originaria e, quindi, di immaginare, di mantenere
in questa nuova formula, con questa nuova formula, con queste
nuove competenze, con questa nuova composizione del consiglio di
amministrazione, le aziende autonome provinciali per l'incremento
turistico.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole De Benedictis.
Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi
scandalizzo del fatto che si possa accedere all'idea di
sopprimere le aziende provinciali per l'incremento turistico,
così come già il testo della legge prevede per le aziende
autonome di soggiorno e turismo.
Sono stato fra coloro che hanno sottolineato come le proposte
di legge dei vari gruppi parlamentari, quasi integralmente, quasi
all'unanimità, già prevedevano la soppressione di entrambe queste
aziende.
Ed analogo orientamento seguono le legislazioni regionali,
molte altre legislazioni regionali che hanno recepito,
adattandoli, i criteri e gli orientamenti della legge quadro
numero 135.
In tutte queste proposte, però, ed in tutte queste leggi, alla
scomparsa degli organismi che regionalmente sono preposti, ed in
questo caso, in Sicilia, di questi nostri due organismi, fa luogo
la creazione di un'agenzia territoriale che possa svolgere
quelle funzioni di raccordo che, a mio avviso, opportunamente,
era l'idea della precedente formulazione di questo testo di
legge.
Cancellando e basta, invece, le aziende provinciali per
l'incremento turistico e trasferendo interamente le loro
competenze alle province regionali, secondo il mio parere, viene
a mancare quell'ufficio del territorio, con funzioni di regia e
di raccordo tra enti locali, territoriali, fra attori privati
dello sviluppo turistico e dell'amministrazione regionale
dall'altra parte, con funzioni, quest'ultima, di indirizzo, di
coordinamento, che abbiamo sottolineato, e viene a mancare anche
- e questo è l'aspetto sul quale invito il Parlamento a
riflettere - quell'organismo in cui, il territorio nel suo
insieme, quindi, non soltanto i comuni, gli enti territoriali,
gli enti locali, ma anche e soprattutto proprio i privati,
partecipano alla programmazione comune dell'attività in materia
turistica.
In questo modo, quindi, viene a mancare un elemento.
Dire di volere sopprimere le aziende autonome provinciali per
l'incremento turistico e trasferire tutto alla provincia,
significa cogliere una parte di quel disegno riformatore che, in
campo nazionale è stato attuato, ma non sostituirlo e non
portarlo a compimento. Si toglie, semplicemente, qualcosa e non
si aggiunge nient'altro.
Voglio dire che l'eventuale costituzione dei sistemi turistici
locali o distretti turistici locali, che dir si voglia, non
sopperisce a tale mancanza, perché innanzitutto non è
obbligatoria e poi perché i distretti possono essere
interprovinciali, sub-provinciali, non si identificano con il
territorio provinciale e, quindi, rimane un vuoto in
quell'ufficio, in quell'organismo che dovrebbe, ripeto, dettare
funzioni di regia e di raccordo fra il livello locale ed il
livello regionale.
A mio avviso, la soluzione può individuarsi ancora, se questo
Parlamento trova la giusta attenzione, ed invece mi sembra che
procedendo a colpi improvvisi non vada nella dimensione giusta.
La soluzione sarebbe stata quella di fare evolvere le aziende
autonome provinciali per l'incremento turistico verso vere
agenzie territoriali di promozione turistica, affidando ad esse
compiti gestionali, organizzativi, attuativi, quali quelli
previsti da questo disegno originario, progettuali, e dando alle
province, qui sì, per intero, riconoscendolo il ruolo di ente di
coordinamento politico che la legge regionale numero 9 del 1986
assegna loro.
Questo avrebbe significato aggiungere qualcosa in più
all'attuale sistema, mentre la loro soppressione senza la
creazione di un efficiente organismo gestionale attuativo,
organizzativo, a mio avviso comporta lo scioglimento e la
dispersione di tale personale qualificato, strutturato,
organizzato, oggi certamente non valorizzato. E, ancora,
disperdendolo dentro le amministrazioni delle Province regionali,
un deperimento di questa potenzialità che, invece, ci ritroviamo
e avremmo avuto più bisogno di valorizzare e potenziare, giacché
non credo che dentro le amministrazioni provinciali queste
professionalità potranno dare di più e di meglio di quanto oggi
non facciano e di quanto, invece, non ci sarebbe bisogno che
facessero.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che a
questo punto della discussione dovremmo riuscire, in questo
Parlamento, a ragionare in termini nuovi rispetto ad uno schema
di testo che ci era stato sottoposto.
Il voto di ieri sera ha sancito che bisogna costruire un
percorso che sia differente e che, nel contempo, sancisca una
nuova distribuzione delle funzioni e non dei poteri di come deve
essere gestito il turismo nella Regione siciliana.
Credo che tutto questo deve partire dall'assunto della
strumentazione che il Governo decide di avere nel territorio ed
il Governo, facendo una cosa saggia per la verità, decide di
puntare sugli enti locali territoriali, e dunque sulla Provincia
che ha la visione complessiva del territorio, per la garanzia del
Governo dell'attività della politica turistica, facendo
un'operazione che nel testo invece non era condivisibile in cui
rimaneva questo dualismo di strumentazione: da un lato
l'Assessorato al turismo dell'Amministrazione provinciale,
dall'altro lato l'AAPIT che veniva gestita in maniera distinta e
molto spesso distante rispetto ai percorsi politici.
Perché distinta e distante? Perché il Consiglio di
Amministrazione veniva nominato in buona sostanza dal Governo
regionale, facendo perno sulle risorse della Provincia per fare
l'attività turistica.
La scelta che si compie oggi condividendo, da quello che ho
capito da parte del Governo, l'emendamento 6 dell'onorevole
Leanza, che comunque diventa ormai testo del Governo, per cui il
Governo ci sottopone questa nuova impostazione, credo che vada
incontro alla stessa ipotesi avanzata dai Presidenti delle
Province.
Sono dell'opinione che in questi giorni i giornali nazionali
sia troppo enfatici sul fatto che in alcune regioni si
moltiplicano le sedi, si moltiplicano le commissioni, si
moltiplica tutto. Qui siamo in un'operazione esattamente inversa
in cui si razionalizza uno schema, si chiudono strumentazioni
moltiplicative di indennità, di incarichi, di esperti, di
consulenti e si mette il titolare della politica del territorio,
che è il Presidente della Provincia, nella condizione di
garantire questo percorso.
Se il Presidente della Provincia, che è, anzi era se passa
l'emendamento, nei fatti anche il Presidente dell'AAPIT, diventa
il titolare del servizio della funzione, del coordinamento, della
politica turistica nel territorio, è la cosa più giusta. Questa
istanza che è sottoposta peraltro all'attenzione del Governo e
delle forze politiche anche dei Presidenti delle Province, credo
che debba essere accolta perché tende ad andare incontro alla
parte della legge numero 10 che il Governo Cuffaro non ha mai
applicato, quella relativa al decentramento di funzioni,
compiti e risorse verso il territorio, verso gli enti locali
territoriali; nella fattispecie verso l'amministrazione delle
Province regionali siciliane, che sono parte essenziale del
Governo del territorio siciliano.
Ora, se si fa perno su questa scelta, è chiaro che tutto
diventa consequenziale e si capirà bene come formulare l'articolo
3 rispetto alla funzione che devono avere alcune figure
all'interno della Conferenza regionale che non possono essere più
di delega; i Presidente delle Province devono essere, insieme
con l'Assessore, il cuore della Conferenza regionale sul
turismo.
Si capirà bene quali debbano essere le funzioni da assegnare
alla Conferenza regionale; si capirà bene quali siano i
riferimenti che i Presidenti delle Province avranno con i
distretti; cioè la politica di decentramento, se passa questo
emendamento, comincia ad avere una logica ed una funzione.
Io mi permetto di dire che mi pare una scelta molto accorta.
Come vede, onorevole Assessore, come vede onorevole Presidente
della Regione, non solo non c'è un atteggiamento ostruzionistico,
almeno da parte mia, ma c'è la volontà di ragionare in termini
positivi su come dobbiamo complessivamente articolare la nostra
azione politica nel territorio.
Sulla base di ciò, non solo voterò a favore di questo
emendamento, ma credo che sia giusto che il Parlamento accolga
questa impostazione perchè mette in condizione il meccanismo del
turismo siciliano di avere un riferimento vicino, perchè lo
sportello della Provincia non è uno sportello astratto, in quanto
l'Assessorato alla Provincia c'è, e c'è pure il personale, ci
sarà il personale qualificato, ci sarà una politica e ci saranno
i dirimpettai territoriali; d'altronde, la Provincia nomina i
componenti della camera di commercio, assume in sé la
responsabilità del settore del turismo, io sono dell'opinione che
dovremmo decentrare altri compiti alle Province per poterle fare
diventare sempre di più un ente territoriale che nei fatti bada a
tutto ciò che riguarda il territorio.
So, per esempio, che è in questa direzione che dovremmo
andare con più coraggio di quello che è stato annunciato per
quanto riguarda gli strumenti urbanistici. Io toglierei ancora
funzioni e poteri all'Assessorato regionale che non può diventare
una sorta di strumento della grande programmazione, questo lo
facevano in Russia, in Unione Sovietica, onorevole Cuffaro, la
grande programmazione la faceva l'Unione Sovietica, ora vedo che
vi state adattando anche voi alla grande programmazione
regionale
Noi volevamo tendere a decentrare queste funzioni e ad avere un
ruolo più complessivo come Regione, di coordinamento, di
indirizzo e di verifica di tutto ciò che si va facendo nel
territorio. Su questa impostazione io credo che il Parlamento
possa cominciare ad esprimersi su una nuova ipotesi che ci viene
indicata dall'Assessore come ipotesi operativa.
Ritengo che tutto ciò possa essere effettuato.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, condivido le affermazioni
dell'onorevole Crisafulli però guardando un p' il testo che
abbiamo qui a disposizione, compreso anche l'emendamento
dell'onorevole Leanza, credo che se c'era un corpo poco fa che
era acefalo, senza testa, oggi, con questa modifica totale
dell'articolo 6, sarebbe addirittura senza gambe.
L'articolo 6, bene o male, faceva infatti riferimento non solo
alla programmazione ma anche al coordinamento fra gli enti
periferici o gli enti locali e la Regione che fa la
programmazione dal punto di vista economico.
CRISAFULLI La Provincia lo fa per legge......
MICCICHE' E' chiaro che i fondi vengono dalla Regione, non
vengono da Marte'. Quindi manca un riferimento, mi pare che
nell'emendamento, nonostante tutti gli sforzi fatti
dall'onorevole Leanza, manchi un riferimento all'aggancio
dell'Assessorato che, bene o male, ha una visione complessiva
regionale, cosa che in questo caso mancherebbe, con la
soppressione dell'articolo 2.
Ecco perché secondo me è fondamentale il ragionamento della
discussione dell'articolo, perché senza l'articolo 2 neanche
l'emendamento dell'onorevole Lenza ha un percorso di legittimità
amministrativa per poter svolgere le proprie funzioni.
Quindi, la questione delle funzioni di cui parlava l'onorevole
Crisafulli è importante, ma qui mancano le gambe.
Voi dell'opposizione potete dire di essere più per il
decentramento. Anch'io sono per il decentramento, ma, a parte
che è stata tolta un'altra parte di decentramento, quella di cui
parla l'emendamento dell'onorevole Lenza, con la soppressione
delle Aziende autonome provinciali, è chiaro però che manca poi
un punto di riferimento complessivo regionale, la politica
regionale.
In questo caso, la politica regionale del turismo, sopprimendo
l'articolo 2, viene a mancare, ma non come attività specifica di
tipo esecutivo, ma per quanto attiene alla programmazione delle
disponibilità e delle risorse, perché poi è la Regione che deve
distribuire alle province le risorse disponibili. Come le
distribuisce? Attraverso un coordinamento, un raccordo cui fa
riferimento l'articolo 6 che era agganciato all'articolo 2. Ora,
l'articolo 2 è stato decapitato per questioni politiche,
l'articolo 6 è stato decapitato per questioni tecniche che si
vogliono riferire ad altri ragionamenti politici, mi pare che
questo disegno di legge, così com'è, non abbia motivo di avere un
suo percorso sino alla fine, perché è un disegno di legge, in
questo caso, monco, che manca di un suo coordinamento.
Quindi, concordo con le cose che diceva all'inizio l'onorevole
Speziale. Qui bisogna rivedere un po' tutta la questione
complessivamente, perché così com'è non ha ragione di esistere;
quest'articolo modificato con l'emendamento Leanza è
assolutamente un articolo monco che stronca totalmente il disegno
di legge.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che ha chiesto di essere considerato in
congedo per la seduta odierna l'onorevole Scalici Antonino.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge«Norme per lo
sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti all'emendamento 6.5:
-dalla Commissione: 6.5.2;
-dall'onorevole Speziale: 6.5.3.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
premetto che mi sembra proceduralmente irrituale che la
discussione generale, per ammissione o imposizione
dell'Assessore, si svolga non sull'articolo ma su un emendamento
al quale è già stato presentato un sub emendamento, per cui la
discussione dovremmo farla, secondo procedura, cominciando dal
sub emendamento.
A me non è mai capitato in nove anni che si discutesse in
generale su un sub emendamento ad un emendamento all'articolo.
Quindi, mi permetta la protesta di ordine procedurale.
PRESIDENTE La procedura non c'entra, qui c'entra la capacità
del singolo di interpretare nel giusto modo il Regolamento. Lei
si attiene e me ne complimento, altri no.
ORTISI Se il singolo si deve adattare ad interpretare il
Regolamento, il Regolamento non è cosa certa. Ora non voglio fare
sfoggio di cultura, anzi il Presidente Cuffaro è più bravo di
me, ma vorrei sottolineare che il Regolamento ha una radice
indoeuropea che è REG . Reg indica una regimentazione rispetto
alla quale non esiste relatività, è assoluta. Quindi,
l'interpretazione personale è una contraddizione rispetto al
termine. Mi permetta, signor Presidente.
PRESIDENTE In teoria anche questo ragionamento è estraneo
all'argomento.
ORTISI Entriamo nel merito, signor Presidente. Io ho
ascoltato parecchie volte l'Assessore che faceva riferimento
all'ottimo lavoro della Commissione. Tale ottimo lavoro della
Commissione ha dato un testo rispetto al quale le vicende d'Aula
- ed ho capito anche extra Aula - determinano dei cambiamenti.
Uno dei cambiamenti è questo e ciò è dovuto ad una pressione
esercitata anche ufficialmente l'altro ieri sera in sede di IV
Commissione.
Non è che l'Assessore ed il Governo, quando parlano di
pressioni, facciano riferimento anche alle pressioni che
subiscono Questa è stata una pressione dei Presidenti della
province che hanno ottenuto di sostituirsi alle AA.P.I.T.
Io ne prendo atto e però dove è andato a finire il concetto di
sussidiarietà? La sussidiarietà è una cessione di competenze al
territorio. Per esempio, l'approvazione di questo emendamento è
schizofrenica rispetto alla creazione del distretto come figura
istituzionale, perchè l'una, la creazione del distretto, va in
senso di sussidiarietà che condividiamo (difatti l'articolo 1 lo
approvammo perchè condividevamo la filosofia di fondo di questo
disegno di legge, stravolto di giorno in giorno), e la scelta di
dare ai presidenti della provincia la sostituzione di organismi,
che si definiscono pletorici ma che si erano già nell'articolo
ridimensionati, va nel senso diametralmente opposto, cioè di una
struttura piramidale in cui al valvassore di turno - che sarà
l'assessore regionale di turno - si accodano i valvassini nelle
varie province che, nel rapporto di uno a nove, poi creeranno
una serie di sub valvassini, eccetera eccetera, vanificando la
filosofia di fondo dell'articolo 1 sul quale noi votammo a
favore.
Se voi permettete, le rappresentanze sul territorio
dell'assessorato, che giustamente prevede di dare una
impostazione generale conducente e coerente alla promozione del
turismo in Sicilia, devono essere supportato da figure,
professionali, parasociali, che rappresentano il territorio.
Il presidente della Provincia rappresenta la parte pubblica
istituzionale del territorio, ma ricordo che nell'articolo che
questo Governo, questo Assessore e l'intera Commissione hanno
prodotto, cioè l'articolo 6, si fa riferimento al sindaco del
comune capoluogo di provincia, al presidente delle camere di
commercio, industria ed artigianato, a due esperti di comprovata
professionalità nel settore turistico, che non possono
sostituire una figura istituzionale. Altrimenti, diciamo pure
che si crea un rapporto diretto all'interno della dimensione solo
pubblica che, ripeto, è ancora una volta in contrasto con
quell'articolo 1 che approvammo e con le competenze dell'articolo
2 che è stato bocciato dall'Aula.
Signor Presidente, se è possibile, vorrei sapere a che ora
sospenderà la parte mattutina dei lavori. Per motivi di salute,
infatti, devo organizzare l'assunzione di pillole e l'orario dei
pasti.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, la tendenza è quella di andare
ad oltranza perchè abbiamo cominciato tardi, però naturalmente i
capigruppo si possono pronunciare, potremmo fare una brevissima
pausa...
ORTISI Questa è una barbaria
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a questo punto
chiedo il prelievo dell'emendamento 6.5, e dei relativi sub
emendamenti specificando che quelle dei Presidenti delle Province
non sono state pressioni lobbistiche, ma sono state
istituzionali e legittime richieste di essere ascoltati rispetto
alla formazione di una normativa.
Sul 6.5 - i membri della Commissione lo ricordano - sia da
parte della maggioranza della Commissione, sia da parte del
Governo si era deciso già di rimettersi all'Aula perché vi era la
necessita, che si avvertiva anche anche dall'analisi lucida
dell'onorevole Crisafulli, di esprimere una coerenza rispetto
alla legge 9 sul decentramento alla Province regionali.
Per quanto riguarda la partecipazione, invece, un altro
emendamento creerà in sede provinciale un'apertura consultiva al
Presidente della Provincia, dell'ANCI, ai Presidenti delle
Camere di commercio e quindi abbiamo comunque supportato, pur
abrogando le AA.P.I.T un livello di partecipazione alla
programmazione, all'azione delle Province regionali. Quindi
chiedo il prelievo dell'emendamento 6.5 .
PRESIDENTE Grazie onorevole Granata, tenga presente che prima
di questo, essendo l'emendamento 6.10 soppressivo,
naturalmente deve precedere tutti gli altri. Allora direi metto
ai voti col parere...
Presidenza del presidente Lo Porto
Verifica del numero legale
ORTISI Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, se è per il problema dei motivi
di salute, ne ho preso atto. Ho già deciso la sospensione. Che
senso ha il numero legale? Se il problema è quello della sua
salute, il rinvio glielo concedo.
ORTISI . Chiedo la verifica del numero legale, è un mio
diritto
(Gli onorevoli Cracolici, Liotta, Spampinato, Miccichè
appoggiano la richiesta)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco le modalità della la verifica. E' sufficiente
pressare un qualsiasi tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla verifica del numero legale)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE . Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti: .................................47.
L'Assemblea è in numero legale.
ANTINORO Faccio rilevare la mia presenza in Aula, non
rilevata dal sistema di votazione elettronica.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge «Norme per lo
sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.10,
soppressivo, a firma dell'onorevole Barbagallo ed altri. Il
parere della Commissione?
VICARI relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.5.1. della Commissione.
(E' approvata)
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, mi permetto di suggerirle che
prima va posto in votazione il sub emendamento modificativo.
PRESIDENTE Pongo in votazione il sub emendamento 6.5.1.1
all'emendamento 6.5.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Chiedo di parlare per un fatto tecnico, essendo il
presentatore del sub-emendamento al sub-emendamento. Signor
Presidente, siccome oramai andiamo avanti di prelievo in
prelievo e, quindi, l'assessore chiede di prelevare l'emendamento
6.5 al quale sono stati presentati dei sub emendamenti ai quali
sub emendamenti sono stati presentati degli altri sub
emendamenti, lei, giustamente, dà la parola, se richiesta, sul
mio sub emendamento. E' ovvio però, alla luce di quanto ho detto
prima, che è anche complicato per l'Aula capire il senso del mio
sub emendamento in quanto esso abroga un sub emendamento che non
è neanche stato trattato.
Allora, il tema dovrebbe essere, aderendo anche alla richiesta
dell'onorevole Ortisi, che, essendoci da parte di esponenti di
maggioranza una riscrittura dell'emendamento a firma Leanza,
approfittando della pausa richiesta dall'onorevole Ortisi,
potremmo consentire alla Commissione di riformulare,
eventualmente, l'emendamento 6.5. Io per primo ancora non ho
chiaro che cosa dobbiamo votare, non so se si deve votare prima
l'emendamento Leanza e dopo i sub emendamenti, ma anche in quel
caso come si fa a mettere ai voti un sub emendamento su un
emendamento già approvato? Questo è il nodo che la Presidenza, in
qualche maniera, deve potere dirimere.
BENINATI , presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione. Onorevoli colleghi,
intervengo per cercare di rendere tutto chiaro. Penso che con un
po' di attenzione da parte di tutti risolviamo il problema.
All'emendamento dell'onorevole Leenza che, giustamente, il
Governo ritiene di condividere e di prendere come base, sono
stati presentati dei sub emendamenti dalla Presidenza, in
particolare il 6.5.1 dell'onorevole Acierno e dei sub
emendamenti. Il tutto va letto così:
Alla data dell'insediamento del Consiglio regionale del
Turismo e, comunque, non prima del 30 dicembre 2005 sono
soppresse le aziende autonome provinciali per l'incremento .
ORTISI Lo voglio vedere.
BENINATI Ci sono, sono stati presentati. Quindi, ho precisato
che la lettura dei sub emendamenti più quello dell'onorevole
Leanza è la seguente: alla data dell'insediamento del consiglio
regionale del Turismo e comunque non prima del 30/12/2005 sono
soppresse .... e via dicendo . Chiarisco perché altrimenti,
sopprimendo immediatamente le aziende, creeremmo un vuoto in
quanto c'è una programmazione organizzata delle aziende, cioè
AA.PP.I.T. in tutto questo periodo e quindi questa funziona da
norma transitoria.
SPEZIALE Va riscritto tutto l'articolo
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
SPAMPINATO Signor Presidente io le chiedo di sospendere
subito l'Aula sia per dare modo di determinare una riscrittura
comprensibile, anche visivamente, degli emendamenti e dei sub
emendamenti, sia per dare la possibilità di accedere alla
richiesta dell'onorevole Ortisi, che è condivisa: Ritengo
pertanto più che opportuno riuscire ad unificare l'esigenza
della riscrittura degli emendamenti e dei sub emendamenti
all'articolo 6.5, con l'esigenza di determinare una sospensione
dell'Aula.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente io credo che sia utile evitare
che dalla Presidenza e dagli uffici arrivino in Aula emendamenti
che sono di per sé improponibili. Ho capito lo schema
dell'emendamento e dei sub emendamenti e credo di poter dire che
hanno una ratio e funzionano, compreso quello dell'onorevole
Beninati che è una premessa, una sorta di norma transitoria per
mettere a regime tutto il percorso, per cui mi pare
sostanzialmente, anzi tecnicamente,ben fatto. Quello che non
capisco è come si possa stabilire che con un emendamento si
sopprime un altro emendamento.
Io lo dico per evitare problemi, capisco il tentativo del
collega di dire che esiste un problema per cui lo pone, quello
che non capisco è che qui si trovano fogli di carta che poi è
complicato riuscire ad intrecciare. Allora, se noi siamo in
condizione di fare in fretta e di capire bene il senso logico
delle cose, si vota per senso logico delle cose e sulla base
degli emendamenti, dei sub emendamenti e del testo da cui poi
deriverà tutto il meccanismo.
Se dovesse essere complicato tutto ciò e si ritiene utile
rendere chiaro il percorso normativo a tutto il Parlamento,
probabilmente è utile che si scriva il testo completo di ciò che
si vuole, in modo tale che in un testo unico si abbia il quadro
della situazione. Questo nel frattempo ci da la possibilità di
sospendere quel quarto d'ora necessario per potere fare le cose
che abbiamo detto.
PRESIDENTE Poiché la discussione è ormai esaurita e chiara,
sopratutto, e poiché c'è un precedente, onorevole Crisafulli,
costante precedente, per cui con un emendamento si sopprimono
persino gli articoli ...
CRISAFULLI Gli articoli, ma non i sub emendamenti
PRESIDENTE E' lo stesso il concetto.
CRISAFULLI Ma cosa dice
CRISAFULLI Io non dichiaro improponibile alcunchè, il
problema è che è successo di sopprimere un emendamento o un
articolo con un emendamento, quindi, se approviamo o comunque se
votiamo il 6.5.1, naturalmente tutto si risolve.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, siccome sono duro di comprendonio,
non mi è pervenuta la proposta dell'onorevole Beninati e,
tuttavia, mi sono arrivati gli altri subemendamenti: 6.5.1,
6.5.1.1, 6.5.1.2, 6.5.2, 6.5.3, 6.15 e 6.16.
Considerato che sono in crisi ipoglicemica non riesco a capire,
se lei mi consente di esercitare il mio ruolo di deputato, gliene
sarò grato.
Altrimenti, signor Presidente, lei me ne sta precludendo la
possibilità.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 14.32, è ripresa alle ore 16.08)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Moschetto ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge «Norme per lo
sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo un
emendamento interamente sostitutivo dell'articolo 6, quindi di
riscrittura.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Onorevoli colleghi, il Governo ha ritenuto opportuno
presentare l'emendamento interamente sostitutivo dell'articolo
6, perché, di fatto, le sottolineature avanzate dall'Aula sulla
confusione con cui, per motivi indipendenti dalla volontà sia
della Commissione che del Governo, si è arrivati all'analisi
degli emendamenti e dei subemendamenti, e si è giunti a questa
indicazione per approvare una legge che - come vedete - quanto
meno abbia il senso dell'assoluta leggibilità e anche
dell'assoluta immediata comprensione.
Noi abbiamo voluto, attraverso la riscrittura dell'articolo 6,
innanzitutto, garantire che non vi fosse un vuoto in una fase di
transizione, quella cha va dalla soppressione delle APT alla
creazione del Consiglio regionale del turismo e, comunque, poi
conseguentemente degli organismi conseguenziali, quindi, bisogna
prevedere un periodo in cui le APT possano proseguire la loro
attività.
Allo stesso tempo abbiamo voluto dare una risposta all'istanza
pervenuta in modo forte anche dal dibattito, ed assolutamente
condivisa dal Governo, di apertura non sulla Presidenza dell'APT
ma questa volta sulla Presidenza della Provincia attraverso una
conferenza provinciale del turismo, per dare una risposta ai
sindaci innanzitutto, quindi ai rappresentanti comunali che al
Presidente della Camera di Commercio, ed infine anche ad una
serie di privati che, in questo modo, potranno non soltanto
partecipare con funzione consultiva alla programmazione delle
province regionali, ma potranno esprimere indicazioni utili alla
redazione del programma di sviluppo e promozione turistica della
provincia regionale.
Pertanto, di fatto, si tratta di una piena applicazione del
principio della soppressione delle APT, della conseguente
semplificazione del quadro normativo in ossequio a tutte le
normative regionali, ma nello stesso tempo non chiudiamo ad una
partecipazione sia degli enti che degli operatori privati.
Si prevede inoltre che il personale delle APT soppresse oltre a
prestare il servizio presso la regione, le province e i comuni
possano prestare servizi presso quella parte del dipartimento
regionale, senza che questo, ovviamente, tramuti la propria
posizione giuridica del dipartimento turismo, vale a dire
aziende autonome di soggiorno e turismo in qualità di servizi
forniti dall'assessorato al turismo e del dipartimento al
turismo.
E' una specificazione utile perchè evitiamo così che apparati
di questo personale possano essere eccessivamente sbandati dalla
soppressione di una macchina complessa come quella che stiamo
innovando e modernizzando.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, noi abbiamo in Commissione a
lungo dibattuto sull'articolo 6, nella sua formulazione
originaria, e soprattutto sull'emendamenotio 6.5 a firma Lenza
Nicola.
In seno ai lavori della IV Commissione, dopo un ampio
dibattito, si era deciso di rimettere il parere alla volontà
dell'Aula. Perchè? Perché, in realtà, siccome abbiamo detto, e
qualcuno ha anche ampiamente scritto, che la nuova legge era un
passaggio epocale per il turismo della Sicilia e per il suo
sviluppo, la vicenda delle APT era una vicenda che sapeva di
antico.
Io vorrei ricapitolare brevemente quanto già sostenuto in IV
Commissione.
Le APT oggi non sono altro che un centro di spesa, una
duplicazione dell'assessorato provinciale al turismo. Allora
c'era una corrente di pensiero che sosteneva che le APT dovessero
rimanere in piedi, ce ne era un'altra alla quale io mi sono
iscritto che invece sosteneva che abolire le APT poiché ciò non
avrebbe comportato nessun problema per le province in quanto le
competenze delle APT venivano rinviate alla provincia, al
presidente ed al suo delegato, che è l'assessore provinciale al
turismo.
Con l'emendamento 6.R di riscrittura del Governo, con questa
grande legge quadro sul turismo che cambierà, di fatto noi non
facciamo altro che, per ora, cambiare il nome alle cose,
mantenendo tutto quello che c'era ieri e senza cambiare una
virgola, tant'è che il comma 1 di questa riscrittura dice che
alla data dell'insediamento del Consiglio regionale del turismo,
che è un organismo che ancora quest'Aula deve votare, quindi non
sappiamo neanche se verrà mai approvato, anche perchè il
Consiglio regionale del turismo non è previsto da nessun articolo
ma è soltanto proposto in un emendamento che tende a modificare
l'articolo 3 che recita che forse la Conferenza regionale del
turismo, questa è già la prima cosa anomala, comunque dice che
Insediato il consiglio regionale del turismo e comunque non
prima del 31 dicembre 2005 sono soppresse le APT .
Allora, voglio dire, perchè non dobbiamo avere il coraggio, se
vogliamo veramente dare una nuova legge sul turismo alla Sicilia,
di dire che le APT sono la duplicazione dell'assessorato
provinciale al turismo e creano un problema? Perché infatti: se
la provincia regionale, qualunque essa sia, ha un milione di euro
sul suo bilancio da investire sul turismo, avendo in piedi le
APT, dovrà diminuire quel milione per sostenere il costo delle
APT
E' come se noi dicessimo oggi che l'assessorato regionale del
turismo crea l'azienda regionale del turismo. Ma che vuol dire?
Le APT sono state frutto di una concertazione, di una trattativa
degli anni passati. Ma noi dobbiamo cambiare il turismo in
Sicilia? Allora, assumiamoci la responsabilità di abolirle, non
stiamo togliendo prerogative, non stiamo togliendo soldi, non
stiamo togliendo niente a nessuno, eliminiamo un costo inutile.
Invece no, perchè siccome noi siamo bravi e dobbiamo dare una
nuova grande legge sul turismo, così qualcuno dice, noi, finge
che aboliamo le APT per poi creare - noi che siamo la Regione -
diciamo alle province che devono fare la Conferenza provinciale
del turismo. Intanto noi parliamo del Consiglio regionale del
turismo e, invece, le province avranno la Conferenza provinciale
del turismo, un'altra pletora di persone che neanche si capisce,
per come è scritto questo emendamento, se vengono pagate o non
vengono pagate. E se vengono pagate da chi vengono pagate? Cioè
creiamo un nuovo soggetto che crea un ulteriore costo.
Allora, voglio dire, c'è l'emendamento 6.5, a firma
dell'onorevole Leanza, che abolisce le APT dando le stesse
competenze in capo alle province, quindi nessun dramma, nessuna
cosa viene tolta, non si incide sull'autonomia dell'Ente
provincia. Però diamo un segnale di grande novità.
Pertanto, invito il Governo a ritirare l'emendamento 6.R.
Peraltro, ho presentato un subemendamento soppressivo. Invito
quindi il Governo a ritirare il suo emendamento e a dare parere
positivo all'emendamento Leanza se vogliamo dare un segnale di
vero rinnovamento della politica siciliana sul turismo;
diversamente, annuncio il mio voto contrario all'emendamento 6.R.
PRESIDENTE Allora ha la precedenza l'emendamento soppressivo
dell'onorevole Acierno.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Onorevole Presidente, mi sembra di essere in un
parlamento anglosassone, nulla di scandaloso, le lobbyes, quelle
evidenti, hanno la meglio. Ed in questo caso, questa riscrittura
tiene conto delle forte pressioni derivanti dai presidenti delle
province. Non capisco cosa sarebbe successo se le stesse
pressioni fossero state fatte anche dai sindaci, totalmente
esclusi, sostanzialmente, e dai presidenti delle camere di
commercio.
Resto fedele alla iniziale proposta fatta dal Governo. Dobbiamo
capire di che cosa stiamo parlando.
Rispetto all'ipotesi, che condivido, di mantenere le vecchie
aziende, avevamo fatto, inizialmente, una proposta per
modificarle, onorevole Acierno, soltanto il nome sarebbe rimasto
uguale, ma sia funzioni che composizioni sarebbero state
totalmente diverse.
Si era immaginato, innanzitutto, un organismo che aveva
principalmente la funzione di raccordo tra l'assessorato ed il
territorio.
Abbiamo immaginato un organismo che aveva, poi, ulteriori
funzioni di progettazione e promozione nell'ambito della
programmazione triennale fatta dal consiglio regionale. Ed a tale
progettazione e promozione partecipavano realmente sia gli enti
locali, province e comuni, sia tutti gli altri enti che potevano
dare un apporto concreto allo sviluppo del turismo in Sicilia.
E' soltanto un surrogato quello di proporre oggi la
costituzione di queste nove sezioni provinciali del Consiglio
regionale, perché di questo si tratta, che hanno, esclusivamente,
funzioni consultive e viene mortificato, invece, il tentare di
determinare una concertazione partecipata rispetto alle linee
programmatiche di sviluppo del turismo.
Mi ricordo che, durante l'audizione dei presidenti della
Provincia, era stata fatta, dallo stesso Governo, una proposta
che, per determinare un maggiore coinvolgimento delle stesse
province, aveva immaginato la presenza dei presidenti della
Provincia all'interno del consiglio regionale per il turismo.
Rimango fedele a quella impostazione Rimango fedele
all'impostazione che prevede le aziende autonome provinciali per
l'incremento del turismo. Rimango fedele all'impostazione che
immagina la partecipazione diretta dei presidenti, e non di loro
delegati, al consiglio regionale per il turismo, affinché, come
giustamente è riconosciuto sia dalla legge n. 9, che dalla storia
della Regione siciliana, i presidenti svolgano la loro funzione.
Ecco, perché avendo l'Aula la libertà, e non vincolo rispetto
ad indicazioni del Governo o della commissione, dichiaro il mio
voto contrario all'emendamento 6.R, in maniera tale che rimanga
nella sua originaria scrittura l'ipotesi formulata dallo stesso
Governo.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
in parte il ragionamento del collega Acierno. Oltre alla
questione sulle competenze, vorrei capire queste nomine che farà
l'assessore per il turismo, per creare questa Conferenza
provinciale del turismo, mi sembra una mini organizzazione
burocratica, anzi, un piccolo consiglio provinciale per il
turismo.
Oltre ai problemi della competenza, si può capire per
consultivo che cosa intende? Chi lo nomina? Per esempio, i due
sindaci delle province, in base a quale criterio? Ci sono i
comuni più grossi della provincia, quale la provincia di
Agrigento per fare un esempio, il capoluogo, ovvero Sciacca e
Licata. Se a questo tipo di impostazione deve essere specificato
cosa si intende per due comuni', perché possono essere due
comuni come Naro, come Ioppolo Giancaxio Lo stesso potrei dire
per esempio per Palermo, Cefalù, Gangi, e così via. Cioè
qualcuno deve indicare che cosa vuole significare i sindaci
della Provincia .
Poi c'è la questione, io non ho niente in contrario con le
organizzazioni sindacali ed ambientaliste (faccio parte di un
partito ambientalista e sarei contento che questo argomento
venisse affrontato), però l'attinenza dovrebbe essere
specificata: chi saranno le organizzazioni sindacali ad essere
rappresentate, sono i maggiori rappresentanti delle
organizzazioni sindacali oppure così a discrezione
dell'Assessore?
La stessa cosa vale per le associazioni ambientaliste. O si
specificano con un regolamento che si demanda, però qui
allunghiamo ancora la discussione, cioé creiamo un'altra
struttura. Noi stiamo cercando di snellire la procedura per dare
efficienza a questo settore ed invece con questa prospettiva
andremmo a complicare ulteriormente il quadro con la creazione di
un'altra struttura che potrebbe avere una funzione, da un punto
di vista democratico, sicuramente positiva ma così come è
formulato non può procedersi assolutamente: Vorrei capire infatti
oltre al discorso che faceva l'onorevole Acierno se tale
prestazioni sono a titolo gratuito oppure se vi sono gettoni di
presenza e così via. Quindi il terzo comma di questo articolo che
è stato riscritto dovrebbe essere quanto meno più chiaro.
Pertanto, chiedo all'Assessore che l'ha fatto proprio di essere
ancora più preciso e non approssimativo perchè ciò sicuramente
creerà problemi di interpretazione e di applicazione.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, la mia contrarietà a
questa nuova filosofia del Governo l'ho già espressa in ordine
alla discussione generale. Mi pare di dover rilevare, anticipando
l'espressione del mio voto favorevole all'emendamento soppressivo
dell'onorevole Acierno, come questo articolo riscritto dal
Governo contenga oltre ad un'impostazione sbagliata per le
ragioni che ho detto, dal mio punto di vista, anche dei palesi
errori ed incongruenze perché intanto la data di insediamento del
Consiglio regionale del turismo, ancorché non votata e di questo
ha parlato l'onorevole Acierno, non fissa dei tempi perentori, ma
sono ordinatori, e quindi potrebbe non accadere mai.
Noi stiamo dicendo che questa soppressione delle Aziende non
dovrebbe avvenire prima del 31 dicembre 2005, dopodiché non
stiamo dando alcuna certezza sulla data in cui questo dovrebbe
avvenire. Poi c'è tutta una superficialità nella scrittura delle
lettere dell'art. 3 e evidenziarne alcune perché sono a mio
giudizio gravi. Il sindaco del Comune capoluogo non può nominare
o fare partecipare in sua vece un suo delegato, cosa che può fare
il Presidente - non si capisce perché; la stessa cosa per i
sindaci dei Comuni della Provincia, non ci sono delegati e non è
detto come questi dovrebbero essere individuati; la stessa cosa è
per i rappresentanti delle organizzazioni sindacali - nominati da
chi, scelti come, attraverso quale meccanismo, chi rappresentano?
Lo stesso per le associazioni ambientaliste.
Ma ancora più incongruo mi sembra l'ultimo periodo in cui si
dice che la Conferenza esprime indicazioni utili alla redazione
del programma di sviluppo e promozione turistica.
A parte il fatto che è puramente pleonastica la funzione di
questa Conferenza, evidentemente compensatoria di qualche cosa
che avremmo dovuto più seriamente fare, cioé consentire
un'espressione concreta delle organizzazioni di settore e dei
privati, in questo settore importante, come hanno chiesto e come
noi sordamente stiamo ignorando; ma soprattutto si parla di un
programma di sviluppo e promozione turistica che non ha riscontro
in nessun'altra parte della legge.
Quindi, stiamo dicendo che questa funzione, questo organismo si
pronuncia su una cosa che non esiste. Mi sembra veramente che ci
sia di tutto per dimostrare quanto affrettata e frettolosa sia
questa riscrittura o quanto in effetti sia frutto della
improvvisazione e non di un lavoro organico che precedentemente
era stato fatto ma che stiamo sconfessando.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, faccio presente, però, che a
questo punto, poiché si presentano sul tavolo della Presidenza
troppi e numerosi emendamenti, la ragionevole deroga al comma 6
dell'articolo 112 del Regolamento, sono costretto ad abbandonarla
perché rischio di rendere abusato questo uso.
I subemendamenti dei singoli deputati non sono consentiti dal
comma 7 dell'articolo 112, onorevole Acierno. Una situazione
ragionevole di composizione di aggiornamento è più che lecita ma
quando l'apertura ragionevole di un fattore regolamentare viene
poi interpretata per renderne un abuso, questo non posso
permetterlo. Sicché posso consentire solamente la presentazione
all'ultimo momento di emendamenti del Governo e della
Commissione.
ACIERNO Questa è la norma nuova...
PRESIDENTE Sì, ma questa è una norma precedente ancora. A
questo punto non apriamo il tema dei capigruppo, perché per
carità di Patria', non ne voglio parlare, dopodiché dobbiamo
essere ragionevoli. Io non voglio assolutamente fiscalizzare
nulla, meno che meno il Regolamento ma datemi una mano di aiuto.
Questo è un modo per protrarre una inutile discussione
all'infinito. Il Governo tenga presente anche questo
nell'accettare i subemendamenti.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio
apprezzamento per questo emendamento così come è stato riscritto
dalla Commissione e dal Governo e non viene evidenziato, secondo
me, qual è l'aspetto principale di questo argomento.
Indipendentemente dalla questione turismo' a distanza ormai
di quasi 20 anni, si cerca di dare attuazione alla legge numero 9
del 1986: la legge istitutiva delle province regionali siciliane.
Noi, a tutt'oggi, non riusciamo a dare una identità alle
nostre province. L'emendamento, così come è stato riscritto - lo
evidenziava il Presidente Beninati - cioè al fine di consentire
l'attuazione della programmazione al 31 dicembre 2005 e
all'insediamento del Consiglio regionale, dà la possibilità di
portare a compimento tutte le attività che sono state
programmate.
Non ritengo che ci sia la sostituzione e che si sia passati
dalle AAPIT a nuovi enti perché quest'ente, così come è stato
immaginato, è un ente consultivo con tutto ciò che ne comporta in
termini - lo diciamo chiaramente - di indennità e di
retribuzione, significa nulla. Quindi evitiamo equivoci.
Ma ripeto, la provincia che è soprattutto un ente di
programmazione, attraverso questa norma dà attuazione ad una
delle sue competenze precipue perché fino ad ora c'era stata
talmente confusione fra i compiti dell'Assessorato regionale del
turismo e i compiti delle AAPIT.
Io ritengo - e questo è il mio auspicio - che il Governo, in
particolare l'Assessore regionale per le autonomie locali, voglia
rivisitare la normativa delle province regionale andando ad
evidenziare tutti quegli enti cosiddetti sovracomunali',
cercando in qualche modo di coadiuvarli, di compensarli con il
ruolo e le competenze delle province regionali. Credo che vi sia
tanta confusione. Quale dovrebbe essere il ruolo delle province?
Quindi, sono in perfetta linea con l'emendamento così come è
stato riscritto dal Governo, e l'auspicio che il Governo e,
quindi, l'Assessore per le autonomie locali, voglia rivisitare al
più presto per dare attuazione, a distanza di venti anni, alla
legge numero 9, istitutiva delle cosiddette province regionali.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento soppressivo
6.R.1 dell'onorevole Acierno. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa al subemendamento 6.R.2 dell'onorevole Speziale. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.R.
VICARI relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, due
parole brevemente perché non c'è dubbio che questa concitata
discussione, proprio nei banchi della Commissione, trova un
imbarazzo da parte dei componenti, soprattutto nell'espressione,
e su questo vorrei che il Governo e l'Assessore Granata, che si è
distinto per il grande coraggio e coerenza nel proporre una
riforma, evitasse di scrivere e comunque non prima del 31
dicembre 2005 perché è chiaro che il messaggio politico
significa mai più. E' arrivato anche un altro subemendamento, del
quale non so di chi sia la firma, che posticipa questo 31
dicembre al 31 luglio.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Questa è una cosa di assoluta trasparenza. Siccome
questi funzionari dalle AAPIT possono trasferirsi anche ai
servizi del Dipartimento turismo, per evitare che una volta
approvata la legge siano nominati cento nuovi direttori che poi
transitano con quel tipo di funzione e di inquadramento abbiamo
bloccato l'inquadramento, per motivi di trasparenza, al 31 luglio
2005, cioè ieri non domani.
VICARI relatore. Comunque, sarebbe opportuno, invece di dire
e comunque non prima del 31 dicembre 2005 , come dire non
vogliamo fare questa soppressione', scrivere dall'1 gennaio
2006 . E' un termine categorico, un termine perentorio e,
comunque, non prima' significa anche mai'.
Secondo punto, onorevole Assessore: noi il Consiglio regionale
lo chiamiamo Consiglio regionale ; a livello provinciale le
chiamiamo Conferenze provinciali . Questa distinzione tra
Consiglio e Conferenza è voluta?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. E' voluta.
VICARI relatore. Ma anche questo ha poca chiarezza,
purtroppo.
SPEZIALE Nell'emendamento 6.R.2 sarebbe meglio sostituire la
parola segnalati con la parola indicati .
PRESIDENTE Avverto che in sede di coordinamento formale del
testo si provvederà in tal senso.
Si passa all'emendamento 6.R.3 del Governo, che in effetti è
una correzione che riguarda la precisazione di una data che
resterebbe indeterminata.
Onorevole Beninati, lei ci deve dare un parere solo
sull'emendamento 6.R.3 perché i subemendamenti di cui parla
l'onorevole Speziale sono appoggiati al vecchio testo che è stato
ritirato e non al nuovo.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.R.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il Governo ripresenta l'emendamento 6.5.3. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo di riscrittura 6.R.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo
solo precisare il mio voto contrario sull'emendamento che ha
posto in votazione.
PRESIDENTE Il parere della Commissione sull'emendamento 6.R?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.A, nel testo risultante.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Tutti gli altri emendamenti all'articolo 6 sono assorbiti.
Si torna all'articolo 3. Ne do lettura.
«Art. 3.
Conferenza regionale del turismo
1. Per favorire il confronto tra le istituzioni e le
rappresentanze del settore turistico, e' istituita, presso
l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti, la conferenza regionale del turismo.
2. La conferenza, presieduta dall'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, è costituita dal
dirigente generale del dipartimento regionale turismo, sport e
spettacolo, dai presidenti delle aziende autonome provinciali per
l'incremento turistico, dai rappresentanti dell'Associazione
nazionale comuni italiani sezione Sicilia, dell'Unione regionale
province siciliane, delle camere di commercio, delle associazioni
degli imprenditori turistici, dei consumatori, del turismo
sociale, delle associazioni ambientaliste, delle organizzazioni
sindacali più rappresentative, delle associazioni senza scopo di
lucro ed altri organismi operanti nel settore e dal
rappresentante delle associazioni pro-loco designato
dall'organizzazione regionale dell'Unione nazionale delle pro-
loco d'Italia.
3. La conferenza esprime indicazioni utili alla redazione del
programma triennale di sviluppo turistico regionale di cui
all'articolo 4 ed all'aggiornamento della Carta dei diritti del
turista.
4. La conferenza è convocata almeno una volta l'anno
dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti e, in sede di prima applicazione, entro sei mesi
dall'entrata in vigore della presente legge».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.R.4 del Governo
che supera ogni altro emendamento del Governo nell'articolo 3.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ritenuto
opportuno soprattutto per la chiarezza dei lavori parlamentari
riscrivere la complessa vicenda dell'articolo 3. Quindi, è in
distribuzione una riscrittura completa della Conferenza regionale
del turismo che diventa Consiglio regionale del turismo' ed è
quello il testo che assorbe la riscrittura del testo.
PRESIDENTE Quindi, abbiamo una ennesima riscrittura, questa
volta dell'articolo 3.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vista la
complessità del testo, chiedo tre minuti per poterlo leggere in
modo da potere esprimere un parere intanto come Commissione e poi
come deputati.
PRESIDENTE Va bene.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, per fortuna ci
ha concesso questi tre minuti perché, in realtà questa
riscrittura, che anche se sembra o vuole apparire come una
novità, sa anche questo di veramente antico.
Cercherò di spiegarmi: durante i lavori in IV Commissione
abbiamo esaminato l'emendamento a firma degli onorevoli Beninati,
Misuraca, Vicari che è l'emendamento 3.R che viene praticamente
riportato nella riscrittura del Governo. Qual è la novità che sa
di antico? Che nell'emendamento c'era la presenza tra questa
pletora di persone di tre esperti nominati dall'Assessore
regionale per il turismo.
La Commissione per il bilancio e le finanze - e la Presidenza
potrà prendere gli atti dei lavori della Commissione per il
bilancio e le finanze - ha bocciato l'ipotesi che ci potessero
essere tre esperti in seno al Consiglio regionale per il turismo.
Ma il Governo evidentemente non recepisce quanto viene detto
nelle Commissioni legislative di merito e ripropone in maniera
furbesca la proposizione di tre esperti. Allora, anche in questo
caso vorrei evitare di dover subemendare ma solo per ottemperare
al suo invito, signor Presidente.
Non presenterò, quindi, un subemendamento per chiedere la
soppressione della parte che riguarda i tre esperti ma invito il
Governo a rivedere di aver iscritto di nuovo questi tre esperti
dell'Assessore regionale, di rinunciare a questa prebenda, che
solo questa ha, e di mettermi in condizione di votare, almeno una
volta, una riscrittura del Governo diversamente. Anche in questa
occasione dovrò votare contro la risposta dell'assessore
regionale.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono rimasto
strabiliato nel leggere tutte queste pletore di soggetti che
dovrebbero costituire ilConsiglio regionale del Turismo. Dico che
in questo momento un po' di decenza dovrebbe essere il minimo al
quale ognuno di noi dovrebbe attenersi, quanto meno ad un
discorso di praticità.
Onorevole Granata, visto che il subemendamento all'articolo 3 è
firmato dal Governo, chiedo di soprassedere perché non è
assolutamente ammissibile che ci siano sessanta, settanta
soggetti, - a parte che non vi è un luogo nel quale riunirsi, si
dovrebbe creare un apposito parco o locale per costituire già
come inizio seduta - non è possibile manca solo l'onorevole
Virzì - come diceva qualcuno - settanta soggetti, ma com'è
possibile
E' pensabile che ci siano nove rappresentanti dell'Unione
consumatori, dell'Associazione del Turismo, sei rappresentanti
degli imprenditori turistici, tutti i Presidenti delle Camere di
Commercio, tutti i Presidenti delle Province, tutti i Presidenti
dell'ANCI, tre esperti - poi, gli esperti non mancano mai - un
rappresentante per ogni distretto turistico, altri nove - una
cosa veramente esagerata.
Cerchiamo di riformulare l'emendamento se vogliamo snellire la
burocrazia perché poi questo Consiglio regionale, senza
l'approvazione dell'articolo 2 non ha veramente nessuna ragione
d'essere.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza l'articolo 2
l'emanazione di questo articolo non serve Facciamo confusione,
si farà confusione. E' una legge tanto per farla, per metterci la
coscienza e chiudere la sessione estiva. Credo, quindi, che
sarebbe opportuno rivedere questo articolo alla luce delle
critiche magari fatte approssimativamente senza uno studio;
leggendo a prima vista si ha questa impressione negativa.
Pertanto, credo che sia opportuno, da parte dell'Assessore,
onorevole Granata, soprassedere su questo.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Chiedo, quindi, al Presidente dell'Assemblea che venga
accantonato l'articolo 3 e, siccome è perfettamente coerente con
la prosecuzione della norma, chiedo di passare all'articolo 4.
PRESIDENTE. Dispongo nel senso richiesto dal Governo.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Programma triennale e piano operativo annuale di sviluppo
turistico regionale
1. Per il perseguimento delle finalità dell'articolo 1, entro
sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge ed in ogni
caso entro il 30 giugno dell'anno precedente al triennio di
riferimento, la Giunta regionale approva su proposta
dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti, previo parere della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana, il programma triennale di
sviluppo turistico regionale. Il programma stabilisce gli
obiettivi complessivi e le priorità dell'azione amministrativa,
individua le azioni di incentivazione per le infrastrutture e per
le opere di valorizzazione turistica nel territorio, delinea il
piano di promozione e di commercializzazione dell'offerta
turistica, degli eventi e delle manifestazioni di richiamo
turistico, individua i progetti turistici elaborati dai distretti
turistici, determina i criteri di verifica dei risultati della
programmazione.
2. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti elabora il programma triennale di sviluppo turistico,
sulla base degli orientamenti espressi dalla conferenza regionale
del turismo e tenuto conto delle analisi e valutazioni
elaborate dall'osservatorio turistico dell'Assessorato, con
riferimento alle finalità di cui all'articolo 1.
3. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti elabora entro il 15 ottobre dell'anno precedente il
piano operativo annuale con il quale provvede a:
a) definire gli obiettivi specifici da raggiungere nel periodo
di riferimento, in relazione al contenuto del programma triennale
di sviluppo turistico;
b) definire gli interventi economici da realizzarsi nei vari
comparti, idonei per il raggiungimento degli obiettivi di cui
alla lettera a);
c) elaborare le strategie di comunicazione, promozione e
commercializzazione del prodotto turistico siciliano;
d) elaborare il calendario annuale delle manifestazioni ed
eventi di rilievo turistico che si svolgono nel territorio
regionale;
e) definire gli interventi in favore dei distretti turistici di
cui all'articolo 7;
f) promuovere il miglioramento della qualità professionale
degli operatori e delle imprese turistiche;
g) promuovere una migliore qualità urbana nonché dei servizi e
delle infrastrutture nel territorio.
4. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti informa annualmente l'Assemblea regionale siciliana
sullo stato di attuazione del piano operativo annuale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Vicari, relatore: 4.4, interamente sostitutivo;
A 11, aggiuntivo; A 12, aggiuntivo; A 13, aggiuntivo;
dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 4.9,
soppressivo dell'articolo; 4.10, interamente sostitutivo; 4.11;
4.8, aggiuntivo; A 32, aggiuntivo; A 24, aggiuntivo; A 25,
aggiuntivo; A 26, aggiuntivo;
dall'onorevole Moschetto: 4.0, aggiuntivo; 4.1; 4.2; 4.3;
dall'onorevole Tumino: 4.7;
dall'onorevole Leanza Nicola: 4.5;
dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 4.6;
Pongo in votazione l'emendamento 4.9. Il Parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 4.0, 4.1, 4.2, 4.3, A12 ed A13.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti A 32, A24, A25, A26, 4.4, 4.10, e 4.11 sono
ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 4.7 decade per assenza del firmatario.
L'emendamento 4.5 decade per assenza del firmatario.
L'emendamento 4.6 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 4.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta è appoggiata anche dagli onorevoli
Cracolici, De Benedictis, Forgione, Miccichè, Ortisi,
Raiti, Spampinato e Villari)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 4.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 40
Contrari 17
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Soppressione delle Aziende autonome di soggiorno e turismo e
istituzione dei servizi turistici regionali
1. In applicazione dell'art. 24, comma 1, della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10, le aziende autonome di soggiorno e turismo
sono poste in liquidazione e soppresse.
2. L'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e
dei trasporti subentra nei diritti e nelle obbligazioni di cui
sono titolari le aziende poste in liquidazione.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti i direttori delle aziende autonome di
soggiorno e turismo sono nominati commissari liquidatori per
ciascuna azienda. Sulla base di specifiche direttive
assessoriali, i commissari liquidatori, a pena di decadenza,
provvedono nel termine perentorio di centottanta giorni dalla
nomina alla definizione dello stato di consistenza patrimoniale
dei beni mobili ed immobili e di tutti i rapporti attivi e
passivi esistenti, al riassetto della cassa integrazione pensioni
nonché alla redazione del bilancio finale di liquidazione. Tale
termine può essere prorogato per una sola volta per comprovati ed
eccezionali motivi.
4. In luogo delle soppresse aziende autonome di soggiorno e
turismo sono istituiti i servizi turistici regionali quali
servizi del dipartimento regionale turismo, sport e spettacolo.
5. Il personale di ruolo in servizio presso le aziende poste in
liquidazione è immesso nel ruolo di cui all'articolo 5 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, conservando la posizione
giuridica, economica e previdenziale posseduta alla data
dell'entrata in vigore della presente legge. Tale personale è
assegnato presso i servizi turistici regionali.
6. Fermo restando il trattamento giuridico ed economico già
previsto, il personale di cui alle leggi regionali 21 dicembre
1995, n. 85 e 26 novembre 2000, n. 24 e successive modifiche ed
integrazioni, in servizio presso le soppresse aziende autonome di
soggiorno e turismo, continua a prestare la propria attività
lavorativa prioritariamente presso i servizi dell'Assessorato
regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.
7. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, è apportata per l'esercizio finanziario 2005 la seguente
modifica in migliaia di euro:
UPB 12.2.1.3.4 Capitolo 473303 + 4.100
All'onere derivante dal presente comma si provvede, per
l'esercizio finanziario 2005, con parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2, Capitolo 215704, accantonamento 1001. »
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Vicari, relatore: 5.1; 5.2; 5:3; 9.1,
aggiuntivo;
- dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 5.11,
interamente sostitutivo; 5.12, interamente sostitutivo; 5.13;
- dall'onorevole Moschetto: A3, aggiuntivo;
- dall'onorevole Tumino: 5.7; 5.8; 5.9; 5.10;
- dall'onorevole Panarello: 5.6;
- dagli onorevoli Speziale, Morinello, Zago, De Benedictis:
5.5;
- dall'onorevole Zago: 5.4.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti L'articolo più qualificante della legge, perché la
legge ha delle pagine di innovazione rispetto alla costruzione
del sistema turistico anche in altri articoli. Però, questo è un
articolo particolarmente significativo da un punto di vista
politico, poiché dal 1999 con una legge ci siamo detti di
sopprimere le aziende autonome di soggiorno e turismo, che sono
stati enti, nonostante le professionalità presenti al loro
interno, di moltiplicazione di spesa e di frantumazione
dell'offerta turistica regionale.
Con questo articolo si chiude una lunga pagina che per cinque
anni di seguito ci ha sempre posti all'attenzione della relazione
finale della Corte dei conti come dato da eliminare rispetto ai
cosiddetti sprechi della Regione.
Saranno pienamente salvaguardate le professionalità presenti
all'interno delle aziende e sarà razionalizzato il sistema poiché
questi uffici, che faranno parte del dipartimento del turismo,
saranno presenti (con un successivo emendamento lo abbiamo anche
indicato) almeno nella misura di uno in ogni provincia, ma non
con rilevanza esterna bensì con una rilevanza di interlocuzione,
di consulenza e di pianificazione rispetto anche ai nuovi
soggetti, per capirci, anche i cosiddetti distretti turistici che
saremo in grado di approvare all'articolo 7 del disegno di legge.
E', quindi, un articolo qualificante e allo stesso tempo di
grande rigore rispetto all'indicazione che ci siamo dati.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
scoprendo in queste ore che, a fronte di una legge che non è più
la legge ampiamente condivisa in Commissione, tutta la colpa di
tutto ciò che non funziona in questa terra sul turismo era delle
Aziende autonome per il turismo e delle Aziende provinciali del
turismo. Ancorché ridimensionarle e farle funzionare bene, si
eliminano e si sostituiscono con altri organismi che - come ho
detto in un precedente intervento - sono organismi schizofrenici
e contraddittori rispetto all'articolo 1. Peraltro, non so come
le competenze dell'articolo due le si stia spalmando lungo la
legge intera, ma a me pare che in questa furia contro il bambino
siano comprese anche le professionalità che hanno operato e che
operano nelle Aziende autonome turismo e nelle aziende
provinciali del turismo anche se a parole vengono difese.
La verità è che si cerca di dare l'impressione di una
rivoluzione che rivoluzione non è più rispetto alla quale poco fa
ascoltavo la relatrice designata della legge chiedere spiegazioni
all'Assessore che aveva disegnato il 6.R che era evidentemente di
tono, di impostazione, di indirizzo diverso rispetto a quanto la
Commissione, la relatrice medesima aveva suggerito, condivisa
devo dire, nella costruzione organica della legge. Per cui, il
fatto che si canti vittoria perché scompaiono le Aziende autonome
per il turismo e le Aziende provinciali del turismo avrebbe avuto
un senso se la legge fosse approdata in Aula e fosse stata
esitata dall'Aula così come era stata pensata; ma adesso così
come si sta riformulando in maniera estemporanea, e
l'estemporaneità è la cifra di questo Governo e di questa
maggioranza, non mi pare che ci sia da cantar vittoria.
Si sostituiscono alcuni elementi con altri elementi, alcuni
nomi con altri nomi; di mezzo, non solo di diritto, ci vanno le
professionalità, cioè tutte quelle persone, i dirigenti, gli
elementi, i professionisti, gli impiegati semplici che hanno
lavorato in queste strutture, i quali saranno sbandati dovunque
e poi, mediante raccomandazione individuale, andranno a finire la
loro carriera vicino a casa loro ed avranno sprecato tanti anni
di servizio alla collettività perché accantonati improvvisamente
e sostituiti dai yes man, da zerbini che di professionale,
probabilmente, non avranno niente, che dietro non avranno alcuna
esperienza e saranno gli ennesimi portaborse esecutivi di chi
accentrerà la gestione del turismo che non sono neanche i
privati. Infatti, un altro degli obiettivi che volevamo tutti
insieme raggiungere era di far contare di più i privati, in
effetti ci stiamo accorgendo che contano di più le figure
pubbliche: questo recupero dei presidenti dalla provincia,
l'Assessore pro tempore naturalmente, un paio di sindaci ogni
provincia - non so come scelti, lo chiedeva anche la relatrice -.
In effetti, non stiamo raggiungendo nessuno degli obiettivi che
tutti insieme ci eravamo proposti e che in Commissione avevano
trovato larga condivisione.
Questa è una legge che nel suo fieri è stata travalicata dalla
valenza del braccio di ferro attorno al quale una maggioranza -
consentitemi onorevoli colleghi - posticcia , momentaneamente
segrega, sorride istericamente quando scampa il pericolo 40
contro 17, ma che nel merito non è più la legge sul turismo,
tanto meno una legge epocale. E' una leggina, è un pastrocchio,
di quelle leggine pastrocchi che siamo abituati a vedere
realizzati dalla maggioranza che estemporaneamente e sotto
ricatto altro rispetto al merito della legge medesima si raduna
come in un happening prefestivo in ogni occasione. Non abbiamo,
fino a questo momento, la legge calderone, in cambio abbiamo un
calderone del turismo. Speriamo che poi riusciate a giustificarla
altrove. E' un fallimento
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, riproporrò
quanto già espresso durante i lavori in IV Commissione su questo
articolo 5.
Anche qui la grande novità della nuova legge sul turismo in
questo articolo 5 si perde tutta, perché vero è che c'è una
novità e cioè la soppressione e messa in liquidazione delle AST.
Benissimo Ci siamo anche preoccupati del personale di queste
aziende che verranno sciolte e messe in liquidazione e c'è un
emendamento a firma del relatore, condiviso da tutta la
Commissione a maggioranza o forse all'unanimità, ma questo non è
importante, che risolve il tema del personale.
Il tema che, invece, non si riesce a comprendere, che non ho
potuto comprendere in IV Commissione e continuo a non capire è il
fatto che noi sciogliamo e mettiamo in liquidazione le AST,
quindi cambiamo solo nome a questi servizi turistici regionali.
Mi chiedo dunque in che cosa consiste la novità? Nel cambiare
nome a una cosa che già c'è? Non si capisce perchè noi creiamo
questi servizi turistici che non vengono definiti nè nei loro
compiti, nè nelle loro funzioni, nè si rinvia ad uno schema
regolamentare. Si dice seccamente che, messe in liquidazione e
soppresse le AST, si creano i servizi regionali del turismo con
lo stesso personale; ma poichè il personale con questa norma
delle aziende soppresse e messe in liquidazione potrà scegliere
di andare a lavorare presso la Regione in altri settori, dovremo,
probabilmente, per mantenere in vita questi servizi turistici,
assumere nuovo personale.
Mi rivolgo ai miei colleghi di maggioranza: ma la novità in che
cosa consiste nel cambiare il nome alle AST? Allora, facciamo
finta di niente, perchè i servizi turistici avranno bisogno di
luoghi fisici e, quindi, mettiamo in liquidazione le aziende AST
e poi dovremo trovare nuovi locali Allora, anche questa è una
cosa scritta talmente male che non ha alcun significato ma
soprattutto non cambia la fotografia delle cose, cambia solo
nome.
Mi rifaccio a quanto detto tempo fa dall'attuale Assessore per
i Lavori pubblici: Bisogna rivedere la norma sulle case
popolari, innanzitutto cambiandogli il nome perchè il nome non mi
piace . Qui stiamo facendo la stessa cosa, stiamo cambiando il
nome alle AST facendo finta di liquidarle e di sopprimerle. E'
assolutamente inconcepibile, inammissibile, non ci potete
chiedere di sostenere il Governo su cose scritte in questa
maniera
Noi volevamo cambiare la Sicilia, vorremmo tentare ancora di
farlo e dovete metterci nelle condizioni di farlo
Il Governo su questo abbia il coraggio di dire che le AST sono
soppresse e che il personale con l'emendamento Vicari, che può
essere approvato, viene cautelato. E non parliamo di servizi
turistici ovvero se dobbiamo parlare di questo che ci mettano in
condizione di sapere che cosa sono, come funzioneranno, quanto
costeranno e di che cosa si occuperanno perchè in questo articolo
tutto questo non viene detto.
PRESIDENTE Si passa all'esame degli emendamenti.
Si passa all'emendamento 5.11, degli onorevoli Barbagallo,
Gurrieri, Zangara.
BARBAGALLO Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.12, degli onorevoli Barbagallo,
Gurrieri, Zangara.
BARBAGALLO Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A3, dell'onorevole Moschetto. Per
assenza dall'Aula del firmatario l'emendamento decade.
Si passa all'emendamento 5.7, dell'onorevole Tumino. Per
assenza dall'Aula del firmatario l'emendamento decade.
SPAMPINATO Ai sensi dell'articolo 114, comma 1, del
Regolamento interno, dichiaro di riprenderlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
opportuno prevedere questo ulteriore termine perchè stiamo
parlando dei termini entro cui bisogna procedere alla
liquidazione delle Aziende.
Noi abbiamo previsto un termine e una sanzione per quanto
riguarda l'ordinario. E' necessario, visto che si prevede anche
esclusivamente una proroga per quanto riguarda il termine in cui
può essere effettuata la liquidazione, che anche la proroga
abbia un termine, perché, se non tutto, il sistema potrebbe
essere vanificato qualora ciò non fosse previsto.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
VICARI relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.13, degli onorevoli Barbagallo,
Gurrieri, Zangara.
BARBAGALLO Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.8, dell'onorevole Tumino. Per
assenza dall'Aula del firmatario l'emendamento decade.
L'emendamento 5.4, dell'onorevole Zago, è superato.
L'emendamento 5.14, degli onorevoli De Benedictis ed altri, è
ritirato.
Il subemendamento 5.1.1, del Governo, è superato.
Si passa all'emendamento 5.1, dell'onorevole Vicari.
VICARI relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
VICARI relatore. Signor Presidente, intervengo per un
chiarimento, in quanto su questo la Commissione si è già espressa
favorevolmente insieme con il Governo. All'inizio, mi rivolgo
agli uffici, sostituire il comma 4 è sbagliato , è sostituire
il comma 5 ; poi l'ultimo rigo va omologato con l'emendamento che
si è approvato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.1. Il parere
del Governo?
GRANATA Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 5.6 è precluso.
Si passa all'emendamento 5.5, degli onorevoli Speziale ed
altri. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VICARI relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 5.2, dell'onorevole
Vicari.
VICARI relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.9 a firma dell'onorevole Tumino.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'emendamento decade.
Si passa all'emendamento 5.3, dell'onorevole Vicari. Lo pongo
in votazione.
Il parere del Governo?
GRANATA Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.10, dell'onorevole Tumino. Per
assenza dall'Aula del firmatario, l'emendamento decade.
Si passa all'emendamento 9.1, dell'onorevole Vicari.
VICARI relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 5.15 è improponibile in quanto tratta di materia
già affrontata nell'articolo 6.
Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, intervengo per testimoniare che
questa legge non è frutto di ideologia.
Dichiaro il mio voto favorevole all'articolo 5. La motivazione
principale è l'auspicio che in questa maniera viene meno
quell'organizzazione eccessivamente frantumata in tre o quattro
aziende che non possono svolgere unitariamente un'azione di
sviluppo per quanto riguarda il turismo.
L'auspicio, anche sulla base di uno degli emendamenti che
abbiamo appena approvato e cioè il 5.5 a firma Speziale ed altri,
è quello che - onorevole Assessore - questa organizzazione, e mi
riferisco a servizi turistici che fanno capo complessivamente
all'Assessorato, vengono organizzati non più di uno a provincia
perchè credo che questa era l'indicazione di massima che era
uscita dalla Commissione.
L'intento, a parte situazioni territoriali particolari, come ad
esempio Messina, era di evitare una prolificazione - così come è
avvenuto in passato - e tenere in considerazione solo le
esigenze reali del territorio.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Non avendo avuto alcun tipo di risposta da parte
dell'Assessore per il turismo - ma mi aspettavo anche questo -,
sull'articolo 5 che sta per essere votato, esprimendo il mio voto
contrario, voglio fare notare alla Presidenza che avendo
approvato l'emendamento 5.3, a firma dell'onorevole Vicari, che
recita che a domanda degli interessati e previa concertazione
sindacale, il personale delle soppresse aziende può essere
trasferito, in fase di attuazione, ad altri uffici
dell'amministrazione.
A questo punto si crea un problema con il comma 5 dell'articolo
che adesso dovremo votare perché noi avevamo previsto che il
comma 5 che recita che il personale delle soppresse aziende
viene....
BENINATI presidente della Commissione. Sostituisce il comma
5.
ACIERNO .. No, sostituisce il comma 6. Qui é indicato che
sostituisce il comma 6, mentre il comma 5 della legge dice che il
personale delle aziende soppresse viene, di fatto, messo in
questi fantomatici servizi turistici.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, se il problema é solo questo si
può risolvere in sede di coordinamento formale.
ACIERNO Allora, dobbiamo prendere atto che l'emendamento
Vicari, in realtà, sostituisce il comma 5 e non il comma 6.
PRESIDENTE Si provvederà in sede di coordinamento formale.
ACIERNO Signor presidente, noi abbiamo approvato due
emendamenti a firma dell'onorevole Vicari. Il primo é
l'emendamento 5.1, dove erroneamente era scritto che sostituiva
il comma 4 e invece, l'abbiamo passato al 5 e questo riguarda
solo il trattamento del personale, mentre, l'emendamento a cui io
facevo riferimento non interviene sul comma 5 ma sul comma 6.
Questo emendamento, così come é stato già approvato, è in
conflitto con il comma 5 dell'articolo che adesso dobbiamo votare
perché nel comma 5 é scritto che il personale, conservando la
posizione giuridica, così come é riscritto poi dall'emendamento
Vicari, viene assegnato presso i servizi turistici regionali.
Questa norma, a questo punto, è modificata perché, in realtà,
con l'emendamento Vicari diamo modo al personale di potersene
andare da altre parti.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, come le ho già detto si
provvederà in sede di coordinamento formale.
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.
«Articolo 7.
Distretti turistici
1. Si definiscono distretti turistici i contesti omogenei o
integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a
più province e caratterizzati da offerte qualificate di
attrazioni turistiche e/o di beni culturali, ambientali, ivi
compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e/o dell'artigianato
locale.
2. I distretti turistici possono essere promossi da enti locali
e/o soggetti privati che intendono concorrere allo sviluppo
turistico del proprio territorio o di più territori appartenenti
anche a province diverse, attraverso la predisposizione e
l'attuazione di specifici progetti.
3. Fermo restando i limiti previsti dalla disciplina
comunitaria in materia di aiuti alle imprese, la Regione
definisce, con decreto dell'Assessore regionale per il turismo,
le comunicazioni e i trasporti, le modalità e la misura del
finanziamento dei distretti turistici che perseguono in
particolare le seguenti finalità:
a) sostenere attività e processi di aggregazione e di
integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma
cooperativa, consortile e di affiliazione;
b) attuare interventi necessari alla qualificazione
dell'offerta turistica urbana e territoriale delle località ad
alta densità di insediamenti turistico-ricettivi;
c) sostenere l'innovazione tecnologica degli uffici di
informazione e di accoglienza ai turisti;
d) sostenere lo sviluppo di marchi di qualità, di
certificazione ecologica, nonché la riqualificazione delle
imprese turistiche con priorità alla standardizzazione dei
servizi turistici;
e) promuovere il marketing telematico del proprio distretto
turistico per l'ottimizzazione della relativa commercializzazione
in Italia e all'estero.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dalla Commissione: 7.4; 7.5; 7.6;
-dall'onorevole Vicari, relatore: 7.1, interamente sostitutivo;
7.2, aggiuntivo; 7.3, aggiuntivo;
-dagli onorevoli Barbagallo, Guerrieri, Zangara: 7.14,
soppressivo dell'articolo; 7.13, interamente sostitutivo; 7.15,
interamente sostitutivo;
-dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
7.10; 7.9; 7.7; 7.11;
-dagli onorevoli Panarello, Zago, De Benedictis: 7.12.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno
di legge é già riuscito a semplificare e a far ripensare
complessivamente all'organizzazione del sistema turistico
attraverso, checché ne pensi qualcuno, la soppressione delle
Aziende autonome di soggiorno e turismo e la soppressione delle
APIT e ad applicare, per la prima volta, una norma saggia e
fondamentale della legislazione regionale, quella del
decentramento verso le province regionali di alcuni compiti e
funzioni, attraverso una inutile e costosissima duplicazione di
organismi e soprattutto di competenze. Fino a ieri - come forse
tutti sanno ma, a sentire alcuni interventi in Aula, forse questa
vicenda non é ben conosciuta - la Provincia regionale poteva
avere un Assessorato al Turismo e poi c'era l'APIT, cioè c'erano
due fonti di promozione, di organizzazione, di eventi, di spesa.
L'articolo 7 chiude il sistema in termini innovativi, introduce
una grande novità che é costituita dai distretti turistici, che
sono con testi omogenei integrati che comprendono ambiti
territoriali che sfuggono alle ripartizioni burocratiche, quindi
ai confini provinciali e ai confini dei comuni, ma che invece
sono caratterizzati da un insieme di beni culturali ed
ambientali, attrazioni turistiche, prodotti tipici
dell'agricoltura, eccellenze del territorio e che, soprattutto,
decidono, insieme ai privati di costituire una politica di
marketing territoriale basata sulla qualità.
Quindi, é uno strumento di piena sussidiarietà orizzontale,
rafforzata dalla scelta del Governo, alla fine condivisa dalla
Commissione, di non prevedere prima quali sono i distretti
turistici, ma nello spirito della norma fare sorgere dal basso la
richiesta di riconoscimento dei distretti stessi e, quindi,
organizzare le eccedenze del territorio superando alcuni
parametri un po' burocratici nella promozione, ma dando corpo ad
una grande possibilità di marketing territoriale basato sulla
qualità e l'eccellenza del territorio.
E', quindi, un articolo estremamente qualificante della nuova
filosofia del sistema turistico siciliano.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
ci sia poco da aggiungere a quanto già detto, però vale la pena
sottolineare che l'articolo 7 è, in qualche modo, la vera novità
di questa legge. Direi quasi, da quello che si sta configurando
in quest'Aula in queste ore, l'articolo che salva la legge. Per
tutto il resto è un rimescolamento ed un aggiustamento di cose
sulla base di pressioni o accomodamenti che debbono tenere in
piedi la maggioranza.
Questo, invece, è un articolo che può effettivamente
introdurre una novità nella misura in cui consentiamo e
discipliniamo la possibilità che il territorio si organizzi per
dare luogo a sinergie fra pubblico e privato che promuovono
effettivamente uno sviluppo turistico che parta dal basso.
Credo, peraltro, che ci siano emendamenti che consentano un
miglioramento di questa norma e mi auguro che il Governo e la
maggioranza siano sufficientemente elastici ed attenti a
considerare questi come dei contributi utili nella stessa misura
in cui stiamo, con questo intervento, apprezzando la filosofia di
questo articolo.
PRESIDENTE Si passa all'esame degli emendamenti.
Si procede con l'emendamento 7.14, degli onorevoli Gurrieri,
Barbagallo e Zangara. Per assenza dall'Aula dei firmatari,
l'emendamento decade.
Gli emendamenti 7.13 e 7.15 sono preclusi.
Si passa all'emendamento 7.1, dell'onorevole Vicari.
VICARI relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.10, degli onorevoli De Benedictis,
Giannopolo, Zago e Speziale.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che
c'è una cieca opposizione a questo emendamento, però voglio dire
in Aula, così come ho avuto modo di dire in Commissione
all'Assessore, che la locuzione distretti turistici non è
soltanto sostitutiva dei sistemi turistici locali, non sono
fungibili. Il sistema fa allusione alle relazioni, il distretto
ha una connotazione geografica e poiché abbiamo scritto nel corpo
della legge che il sistema o distretto che sia, comunque questa
concezione, può mettere insieme sinergie nel territorio che non
necessariamente uniscono territori e porzioni contigue, non
necessariamente comuni che appartengono alla stessa provincia o
comuni confinanti fra loro, ma comuni, per esempio, che hanno
relazioni tematiche fra loro, ma si possono trovare anche in
punti distinti e diversi della Sicilia. Ecco che allora, in
questo senso, chiamarli distretti è assolutamente improprio.
Dico questo e se ci fosse qualcuno di buon senso potrebbe anche
ascoltare, ma mi sembra che non sia questa la giornata.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 7.10. Il parere
della Commissone?
BENINATI presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
GIANNOPOLO Il Governo può spiegare perché è contrario?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il distretto
turistico è altra cosa, come testardamente in Commissione abbiamo
discusso con l'onorevole De Benedictis, rispetto al sistema
turistico locale che per sua, non dato terminologico, ma
concezione e filosofia, è un insieme di Comuni confinanti che si
mettono insieme.
Il distretto turistico può essere, ad esempio, il circuito dei
borghi marinari della Regione siciliana che è un distretto che
supera la scelta del Governo non è un fatto terminologico, è un
fatto sostanziale, di organizzazione di un'idea diversa del tipo
di modello.
DE BENEDICTIS . Zingarelli alla mano, il significato è il
contrario di quello che lei dice.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 7.5, a firma della
Commissione.
BENINATI presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.6, a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.9, a firma degli onorevoli De
Benedictis, Giannopolo, Zago e Speziale.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse un
giorno faremo una norma di interpretazione autentica sul
significato del termine distretto turistico, però sarà una norma
di interpretazione autentica sul piano semantico e letterale,
dato che l'assessore Granata, così come lo ha esposto, afferma di
volere i sistemi turistici locali e non i distretti. Considerato
che è intestardito su questa cosa, va bene così.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, continui pure ad
illustrarlo, ma è superato.
GIANNOPOLO Considerato che la questione ha anche attinenza
all'emendamento che abbiamo presentato adesso, vorrei comprendere
il significato di questo emendamento. Il testo dell'articolato
recita che i distretti turistici possono essere promossi da enti
locali e per ente locale intendiamo comuni e province e basta,
non in forma associata, quindi solo comuni e province. Riteniamo
che vada inserito tra i soggetti che possono promuovere la
costituzione di distretti turistici anche enti territoriali che
possono essere, ad esempio, gli enti parco. Per questo motivo,
abbiamo presentato un emendamento. Vorrei comprendere se è
accolto o meno.
Non sto illustrando l'emendamento e se il Governo mi interrompe
e dice che è favorevole, concludo il mio intervento.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Interrompo e dico che sono favorevole.
GIANNOPOLO perfetto, quindi siete d'accordo anche ad inserire
quanto detto prima. Prendo atto che il Governo è d'accordo
all'emendamento.
BENINATI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento 7.6 superava questo
problema, perchè avevamo sostituito la parola locali con enti
pubblici , per cui rientra tutto, anche gli enti territoriali. Se
comunque si vuole aggiungere anche la formulazione enti
territoriali è qualcosa in più.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 7.9. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 7.8, a firma degli onorevoli De
Benedictis, Giannopolo, Zago e Speziale. Il parere della
Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Pongo ai voti l'emendamento 7.8 Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.12, a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 7.7, a firma della
Commissione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.4, a firma della Commissione. Il
parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.11.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fornire
una precisazione: si tratta di una opportuna garanzia
dell'esistenza effettiva giuridica, però bisogna sostituire la
dizione Stl con distretti .
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Invito gli Uffici a
tenerne conto in sede di coordinamento. Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.44, a firma degli onorevoli Tumino
e Barbagallo.
TUMINO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento riguarda il recepimento di una legge nazionale, la
378 del 2003, che prevede l'individuazione per la tutela e la
valorizzazione di particolari tipologie di architettura rurale,
realizzate tra il XII e il XX secolo. Questo a prescindere da
qualunque ipotesi di utilizzazione recettiva, ristorativa, ecc.,
anche per questo motivo e non soltanto, vi sono i fondi statali.
Non occorre quindi neppure caricare dei fondi regionali. Si
tratta solo di recepire la legge e di mettere in condizione la
Regione Siciliana di utilizzare le risorse nazionali.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A44. Il parere
della Commissione?
BENINATI Presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Il Governo si rimette all'Aula, ma il parere è legato
alla positività di ciò che si introduce anche se opportunamente
andava inserito nell'articolo 2 che è stato soppresso, ed è
favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.2, a firma dell'onorevole Vicari.
VICARI relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.3, a firma dell'onorevole Vicari.
VICARI relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'articolo 3 per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte la
querelle rispetto alla definizione di questa vera innovazione
della legge sul turismo, c'è una condivisione di quello che
stiamo approvando, sia per chi usa il termine distretti sia per
chi usa quello di sistema .
La novità vera della legge è un modo nuovo di vedere la
possibilità di creare condizioni di sviluppo per il turismo.
Auspico che l'Assessore attuale ed i prossimi Assessori per il
turismo della Regione Sicilia pongano in essere tutte quelle
condizioni previste dallo stesso articolo per promuovere e
favorire lo sviluppo e la creazione dei distretti turistici.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Riconoscimento e revoca dei distretti turistici
1. L'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, sentito il parere della
competente commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana, con proprio decreto stabilisce i
criteri e le modalità per il riconoscimento dei
distretti turistici.
2. Per il riconoscimento i distretti turistici
devono indicare i seguenti elementi:
a) numero, ubicazione dei soggetti partecipanti con
specifico riferimento alla consistenza demografica ed
alla estensione territoriale complessiva interessata;
b) presenza, nell'ambito del distretto turistico,
degli elementi di attrazione turistica e delle
emergenze culturali, ambientali e paesaggistiche che
caratterizzano il territorio nonché le sue
potenzialità;
c) partecipazione dei soggetti privati al
cofinanziamento dei progetti;
d) piano di sviluppo turistico non inferiore a tre
anni che contenga una dettagliata ricognizione delle
risorse turisticamente rilevanti disponibili
nell'area. Al piano di sviluppo turistico deve essere
annesso un programma finanziario nel quale risultino
specificate le risorse di cui si avvale il distretto
turistico.
3. Con il riconoscimento dei distretti turistici
l'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti approva il piano, di cui al comma 2,
valutando in particolare i seguenti elementi:
a) idoneità del piano a promuovere la
valorizzazione turistica del territorio;
b) caratteristiche, consistenza e idoneità del
tessuto imprenditoriale coinvolto direttamente e
indirettamente nella produzione dell'offerta
turistica;
c) adeguatezza delle risorse conferite dai
proponenti per la copertura a regime delle spese di
funzionamento dei distretti turistici.
4. L'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti può revocare il
riconoscimento concesso quando, nel periodo previsto,
i distretti turistici non abbiano realizzato gli
obiettivi indicati nel piano di sviluppo turistico».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 8.5,
soppressivo dell'articolo;
-dall'onorevole Moschetto: 8.1;
-dall'onorevole Tumino: 8.3; 8.4.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.5. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti.Contrario..
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento 8.1 è precluso.
Si passa all'emendamento 8.3, a firma dell'onorevole Tumino.
TUMINO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.2, a firma dell'onorevole Leanza
Nicola.
Per assenza dall'Aula del firmatario, lo dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento 8.4, a firma dell'onorevole Tumino.
TUMINO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento vuole sottolineare l'esigenza del riconoscimento dei
distretti turistici anche in una seconda fase, cioè durante il
tempo, per cui sarebbe opportuno se il Governo a prescindere
forse da quello che
BENINATI presidente della Commissione. La Commissione ha
espresso parere favorevole.
PRESIDENTE Come dichiarato dal Presidente, la Commissione è
favorevole.
Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.4. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Associazioni pro-loco
1. La Regione siciliana riconosce e favorisce le
attività delle associazioni pro-loco, quali
associazioni di volontariato senza finalità di lucro
che svolgono attività di valorizzazione turistica
delle realtà e delle potenzialità naturalistiche,
culturali, storiche, sociali e gastronomiche delle
località in cui operano e che si propongono i seguenti
obiettivi:
a) organizzazione, anche in collaborazione con enti
pubblici e/o privati, di iniziative quali visite,
escursioni, attività di animazione locale, azioni di
valorizzazione ambientale e gestione dei monumenti e
dei relativi servizi, finalizzati alla loro fruizione
turistica;
b) promozione del miglioramento dei servizi di
accoglienza ed informazione turistica, delle
infrastrutture e della ricettività alberghiera ed
extralberghiera;
c) sviluppo di attività di turismo sociale, con
particolare riguardo alla terza età, ai minori ed ai
disabili».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Zangara: 9.3,
soppressivo dell'articolo; 9.4, interamente sostitutivo;
-dall'onorevole Formica: 9.2, aggiuntivo.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirare gli emendamenti 9.3 e 9.4.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.2.
Per assenza dall'Aula del firmatario, lo dichiaro decaduto.
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Centri commerciali naturali
1. Al fine di migliorare la fruibilità turistica nel
territorio siciliano, ed in particolare per promuovere
l'immagine e l'accessibilità dei centri storici e
negli ambiti urbani a vocazione turistica, il
Presidente della Regione promuove tramite i comuni la
costituzione e l'attività dei centri commerciali
naturali.
2. Si definisce centro commerciale naturale
l'insieme di attività terziarie private fra loro
vicine e comunque risiedenti in un ambito urbano
definito che, sotto forma di comitato promotore o
associazione o ente o consorzio, agendo in rete come
soggetto di un'offerta commerciale integrata hanno lo
scopo di:
a) riqualificare l'immagine e migliorare la
vivibilità urbana negli spazi in cui operano;
b) accrescere le capacità attrattive delle attività
che ne fanno parte;
c) migliorare il servizio offerto ai consumatori ed
ai turisti.
3. I centri commerciali naturali possono ricevere
incentivi, sia economici che di supporto tecnico, sia
dalla Regione siciliana che dagli altri enti locali e
territoriali con i quali stipulano accordi per il
perseguimento delle loro finalità, elaborando e
realizzando iniziative per un comune marketing
territoriale».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: A14, aggiuntivo; A15, aggiuntivo; A36; A37;
-dall'onorevole Vicari, relatore: 10.1, soppressivo
dell'articolo;
-dalla Commissione: subemendamento 10.2.1, all'emendamento 10.2;
A.20;
-dall'onorevole Scoma: A4, aggiuntivo; A5, aggiuntivo; A6,
aggiuntivo; A7, aggiuntivo; A8, aggiuntivo; A9, aggiuntivo, A35,
aggiuntivo;
-dagli onorevoli Barbagallo, Guerrieri, Zangara: 10.3,
soppressivo dell'articolo; A22, aggiuntivo; A23, aggiuntivo; A27;
A28; A29; A34; A31; A33; A30;
-dall'onorevole Leanza Nicola: 10.4;
-dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 10.2;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Turano: A1,
aggiuntivo, A2, aggiuntivo;
-dagli onorevoli Misuraca e Confalone: A16;
-dall'onorevole Fleres: A10;
-dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
A.17, aggiuntivo;
-dall'onorevole Zago: A18;
-dagli onorevoli Zago, De Benedictis, Panarello: A21.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche su
questo articolo, ribadirò quanto già espresso durante i lavori
svoltisi in Commissione.
Pur condividendo l'impostazione nel merito, cioè la possibilità
di un ulteriore incentivo al richiamo del turista, questo
articolo, così come formulato, a prescindere dal fatto che quando
si parla di commercio credo che poca attinenza abbia con la legge
quadro sul turismo ma, ancor di più, non c'è il rispetto nei
confronti dei Sindaci delle città dove dovrebbero sorgere questi
centri commerciali naturali.
Queste cose le ho già evidenziate in IV Commissione e mi
auguravo che, in qualche maniera, arrivando in Aula, ci fosse
un'attività emendativa che raccogliesse queste mie perplessità.
Lo ripeto, siccome questo è uno degli articoli che è stato di
iniziativa dei gruppi di opposizione e che abbiamo, come spesso e
per fortuna accade nella normale dialettica, voluto accogliere
come nuovo articolo in questa legge, mantengo le mie perplessità
perché andiamo, di fatto, ad incidere sulla potestà del Sindaco
che con i piani regolatori e con i piani regolatori commerciali
si trova, di fatto, d'imperio una Regione che arriva a casa di un
qualunque Sindaco che stabilisce se, in una zona della sua città,
si crea o no il centro commerciale naturale.
Considerato che ne è stato promotore l'onorevole De Benedictis,
con un subemendamento, noi potremmo, in qualche modo, investire
fondamentalmente il Sindaco dell'attivazione della procedura e la
Regione, in qualche maniera, può garantire, un po' come è stato
fatto per i distretti, cioè su proposta dei commercianti che si
devono rivolgere al Sindaco del comune e il Sindaco si farà
promotore, presso la Regione, perché nel sul comune, nella sua
città si possa attivare il centro commerciale naturale.
Credo che se si apporta questa modifica, possiamo
tranquillamente approvare l'articolo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo soltanto per fornire una precisazione: i centri
commerciali naturali esistono in tutta Italia, hanno anche in
molte legislazioni regionali una loro codificazione, un loro
riconoscimento; non è una invenzione né mia, né di questo
Parlamento, né la definizione è originale. Esistono così. Se
andate nei siti, per esempio, della Confesercenti, troverete la
promozione di centri commerciali naturali in tutto il resto
d'Italia.
Voglio solo aggiungere che, attraverso questa norma, non si fa
altro che consentire alla Regione siciliana, al pari di altre
Regioni dell'Obiettivo 1, di mettere a disposizione risorse anche
pubbliche ma sopratutto sinergie fra pubblico e privato per la
realizzazione di questo importante strumento di riqualificazione
del commercio e dei centri storici o dei centri urbani a
vocazione turistica.
Quindi il fatto che sia scritto il Presidente della Regione
promuove tramite i comuni mi sembra che attribuisca un impulso
alla Regione, ma non sottrae la possibilità che i comuni stessi
come è detto dopo, si attivino in proprio per promuovere i centri
commerciali naturali e comunque non li nega.
VICARI relatore. Chiedo di parlare a nome della Commissione.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei precisare intanto che quello che inizialmente diceva
l'onorevole Acierno è superato dagli emendamenti 10.2 e 10.2.1
perché sostituiamo le parole il Presidente della Regione con la
formulazione l'assessore regionale alla cooperazione, d'intesa
con il turismo .
Sul secondo aspetto, la Commissione apprezza favorevolmente
l'indicazione dell'onorevole Acierno relativa ai sindaci e, per
questo motivo, la Commissione ha presentato un subemendamento.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 10.1.
VICARI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.3.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 10.2.1. Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.2, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.5. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 10.4.
LEANZA NICOLA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 3, precedentemente accantonato.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 3
vuole adesso chiarire quella che è la posizione e anche la scelta
che ha portato ad un organismo che nelle intenzioni della
Commissione, anche con un sostanziale consenso da parte di tutti
i colleghi componenti la stessa, è arrivata a definire la
composizione del Consiglio regionale del turismo. Abbiamo
ritenuto sbagliato ipotizzare la nascita, così come da qualche
parte legittimamente peraltro veniva richiesto, di una agenzia
regionale del turismo che ponesse in mano a soggetti privati, per
quanto competenti del settore, l'intera promozione e
programmazione dell'immagine turistica della promozione della
Regione siciliana.
Sentivamo forte però la necessità di creare un luogo, oltre che
di consultazione, anche di vera concertazione e programmazione
rispetto a quella indicazione che ci siamo dati di volere,
attraverso il piano triennale, verificare e programmare
l'attività della Regione; una forte interlocuzione innanzitutto
pubblico-privata, ma anche con altri rami dell'Amministrazione.
Signor Presidente, è chiaro a tutti che se all'articolo 1
poniamo, tra i dati fondativi della legge, l'attribuzione nel
settore del turismo, di un ruolo primario da parte della Regione
siciliana, non è pensabile una politica turistica che non abbia
una capacità e una precisa scelta di coordinamento con il
territorio e ambiente, con i beni culturali, con l'agricoltura.
Penso alle vie del vino, a ciò che rappresentano con
l'assessorato agli enti locali, con la pesca e abbiamo ritenuto,
visto che si tratta di una partecipazione politica e di
concertazione in un luogo fisico che è il Consiglio regionale,
non portatore di ulteriore spesa per la Regione, di coinvolgere
questi rami dell'Amministrazione per fare qualcosa di coordinato.
Abbiamo, altresì, ritenuto opportuno coinvolgere in pieno nella
sua funzione di controllo e di proposta la Commissione
legislativa, indicando due componenti che il buon senso vuole
essere rappresentanti di quelle che, nelle varie fase della vita
della Regione siciliana, saranno la maggioranza e l'opposizione
all'interno della quarta Commissione e poi un'apertura agli enti
locali, alle province regionali, a tre rappresentanti dell'ANCI e
una sacrosanta apertura a tutti quegli operatori privati che
compongono il variegato mondo dell'associazionismo, dell'impresa
turistica e che devono essere posti in condizione di avere un
luogo fisico, onorevoli colleghi, non pletorico, non elefantiaco,
un luogo fisico dove ogni tre mesi, non soltanto si vanno ad
approvare sostanzialmente e ad approfondire i temi della
programmazione triennale della Regione siciliana, ma anche
attraverso la scelta strategica che abbiamo voluto, signor
Presidente, di indicare una vicepresidenza dello stesso organismo
nella figura di un componente l'associazione degli imprenditori
turistici; abbiamo voluto aprire in modo forte ad una idea di
concertazione pubblico-privata che diventa il tratto distintivo
di questo Consiglio regionale del turismo.
Non capisco, quindi, perché questo timore della ampiezza,
quando si dice nove rappresentanti delle associazioni dei
consumatori , non si parla di nove rappresentanti per ognuna di
queste associazioni. E ovvio che sono nove rappresentanti in
tutto tra queste associazioni. E così via via, i rappresentanti
sindacali, i rappresentanti importanti delle varie associazioni,
anche delle associazioni ambientaliste per l'attenzione che il
Governo della Regione pone nei confronti del tema dello sviluppo
sostenibile.
Questo abbiamo voluto; questo la Commissione ha voluto ed io ho
condiviso questo.
Espongo un'ultima considerazione: avremmo potuto istituire un
Consiglio regionale nel quale, con successiva determina di
Giunta, su decreto dell'Assessore, sentito il parere della
Commissione, l'Assessore avrebbe indicato la composizione,
preservando i poteri e indicando comunque già la vicepresidenza
in capo ad un privato dell'associazionismo. Se la via che il
Parlamento ritiene essere più trasparente è questa, ricordo però
se avessimo fatto questo probabilmente avreste sollevato il
problema di non avere chiara la composizione dell'organismo
stesso.
Il Governo quindi ha proposto questo testo, ma è pronto a
tornare su una ipotesi di rimandare ad una determina di Giunta la
composizione del Consiglio regionale.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Assessore Granata, certe volte mi viene il dubbio
e non riesco a capire chi costituisce l'opposizione, per cui,
guardando l'assessore, spero che mi aiuti a capirlo.
Credo che la logica instaurata in questa legge debba avere una
coerenza. Mi chiedo se è mai pensabile che uno strumento
operativo, quale sarà questo strumento regionale, possa essere
composto da sessanta persone circa - credo siano 58 - tra i
quali, sette componenti della Giunta di Governo della Regione
siciliana, cioè la maggioranza della Giunta, per essere sicuri
che la Giunta possa deliberare, con l'assessore per il turismo
che svolge una funzione di Presidente di convocazione, perché poi
non ha altre funzioni.
Comprendo tutto, anche la stanchezza, il caldo, ma quello che
non capisco è che un Parlamento possa ritenere percorribile
questa strada, mentre l'Assessore ritiene sia trasparente
l'altra.
Non so se sia più trasparente quella che, con successivo
decreto del Presidente della Regione, si farà per il Consiglio
regionale per il Turismo, con la quale si fissa il numero di 25,
si stabilisce che ci sono i Presidenti delle province e il resto
dei componenti è costituito dai rappresentanti delle categorie,
dai rappresentanti dei distretti.
Non lo so se questo non è più trasparente. Quello che so è che
si sta tentando di portare a soluzione un percorso e, nonostante
i tentativi messi in atto in quest'Aula, si insiste in una scelta
sciagurata. Istituire un Consiglio regionale per il Turismo, così
pletorico, in cui c'è tutto e in più, oltre al tutto, c'è la
maggioranza della Giunta del Governo della Regione siciliana, è
una cosa che non credo abbia eguali in Italia.
Se da un lato, abbiamo fatto una scelta di snellimento, di
funzionalità, di individuazione del decentramento nelle province,
dall'altro lato si costruisce una cosa incredibile.
Invito l'assessore a fare uno sforzo...
SAMMARTINO Di sforzi ne ha fatti già abbastanza.
CRISAFULLI Credo che fare questo sforzo gli convenga. Deve
fare uno sforzo che vada incontro ad una razionalizzazione. Cosa
deve essere questo Consiglio se non lo strumento con cui la
politica regionale, cioè il Governo, e per Governo l'Assessore e
non diciotto assessori - e meno male che non abbiamo ancora
allargato la Giunta secondo il desiderato di Cuffaro altrimenti
ne dovremmo aggiungere altri quattro - l'Assessore incontra i
Presidenti delle province, i privati, i rappresentanti di qualche
struttura territoriale e programma le scelte di politica
turistica regionale.
Se ha bisogno di un supporto, di due supporti, li aggiunge ma
il resto non è possibile. Lo dico anche al Presidente della
Regione che vedo particolarmente attento alle sorti di questa
legge. Se non fosse stato per lui, probabilmente, ieri sera
l'avremmo fatta; invece, si è impegnato a farci arrivare a questa
sera.
Credo che questo vada recuperato, se non si vuole costringere
l'opposizione, lo ripeto con grande garbo, a dissentire su un
percorso. Credo che il lavoro fatto fino ad ora sia stato utile e
mi auguro che l'Assessore accolga le mie argomentazioni.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
ritengo che, dovendo disegnare e designare un organo esecutivo, o
anche soltanto di serio confronto sui problemi che vanno
nascendo, abbiamo disegnato un organismo pleonastico e credo
anche che ci sia una svista di natura formale e sostanziale nel
momento in cui si dice che fanno parte, naturalmente e per
diritto di posizione, i Presidenti delle province e gli Assessori
in carica. Si dice però che questo organismo deve essere
rinominato alla scadenza dei tre anni e che si può essere
rieletti una volta sola.
Può anche capitare che si debbano dimettere Presidenti di
provincia per designare i loro sostituti; può anche darsi che per
l'Assessore in carica, per esempio, all'agricoltura, sia lo
stesso. In Sicilia, vi sono delle cariche di lunga durata e mi
pare che il termina di tre anni e il vincolo di una sola
riconferma pongano, in qualche modo, in discussione, sul piano
della logica, la presenza di figure istituzionali, come i
Presidenti delle province e gli Assessori regionali.
Credo che rinviare ad un successivo atto assessoriale, un
decreto sia la cosa più saggia perché bisognerebbe affittare un
circo equestre o l'equivalente di un'Aula parlamentare come
questa, in quanto un calcolo più serio ci porta a valutare che si
tratterebbe di un organismo di 80 persone che, alla prima seduta,
deve darsi un regolamento, alla base del quale, credo che,
affinchè la seduta sia valida, necessiti del numero legale per
potersi riunire.
Credo che rischiamo di mettere in piedi un organismo che
rimarrebbe solo sulla carta.
ACIERNO. Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ACIERNO. Signor Presidente, vorrei sollecitare il Governo a
guardare e ad apprezzare il subemendamento alla riscrittura
dell'articolo 3 che riguarda le lettere b) c) d) e) che
modificano le parole assessore regionale ' con un
rappresentante dell'assessorato regionale competente' dato che
diventa poco credibile che un assessore presieda una riunione e
conduca i lavori con i colleghi di giunta, o meglio, che un
assessore guidi altri assessori: non mi sembra eticamente
corretto.
Quindi, visto il coinvolgimento degli altri assessorati per
potere fare una idonea programmazione che comporta l'interesse di
altri assessorati sul tema, anziché inserire l'assessore
regionale', sarebbe più opportuno inserire un rappresentante
dell'assessorato competente', dato che un rappresentante è già un
delegato.
Nella formulazione originaria si faceva riferimento
all'assessore o ad un suo delegato, di fatto fa parte
l'assessore. Se si specifica un rappresentante
dell'assessorato', è implicito che sarà di nomina
dell'assessore.
GRANATA, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
GRANATA, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, chiedo un termine che mi permetta
di riscrivere l'articolo 3 secondo le indicazioni anzidette.
PRESIDENTE. Assessore Granata, è già stata presentata una
riscrittura dell'articolo 3.
GRANATA, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, presenterò, pertanto, un
subemendamento. Credo di avere raccolto dall'Aula un metodo,
quello di istituire un Consiglio regionale del turismo' che sia
determinato dalla giunta regionale previa proposta.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CRISAFULLI. Signor Presidente, ho udito che l'assessore ha
preannunziato la presentazione di un nuovo testo dell'articolo 3.
Al di là della modalità di come verrà presentato, se
subemendamento interamente sostitutivo o meno, è inutile
procedere all'esame degli altri emendamenti, è opportuno dare
qualche minuto di tempo all'assessore Granata per riscrivere il
testo.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, avevamo già deciso in questo
senso.
CRISAFULLI. Mi fa piacere essere in sintonia con la Presidenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per due
minuti in attesa che il Governo presenti il subemendamento.
(La seduta sospesa alle ore 18.05 é ripresa alle ore 18.12)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha
presentato l'emendamento 3.4.R, bis di riscrittura
dell'emendamento 3 R.4.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
della composizione del Consiglio regionale del turismo fissa,
innanzitutto, un tetto massimo dei suoi componenti nella misura
di 25 soggetti, indica le categorie che intendiamo coinvolgere,
coerentemente alla volontà di creare un organismo consultivo, di
concertazione, di programmazione tra pubblico o privato, aperto
agli enti locali e alla sussidiarietà orizzontale e che abbia ben
delineati i propri compiti e funzioni.
In questo modo, con la garanzia che tutto questo passerà anche
dal parere della competente commissione legislativa, oltre che da
una determina di giunta, credo che chiuda in maniera molto più
semplice la vicenda della nomina del Consiglio regionale del
turismo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
dell'articolo 3, che ci è stata presentata adesso, recita al
comma 2: Il Consiglio è l'organo consultivo dell'Assessorato
regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti per
l'attività di programmazione, indirizzo e coordinamento delle
iniziative regionali in materia di turismo, la cui composizione
sarà successivamente stabilita con determina di Giunta, su
proposta dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti'.
Il comma 3, invece stabilisce che del Consiglio fanno parte i
rappresentati. Allora, vorrei capire: se la composizione la
stabilisce, su proposta dell'Assessore, la Giunta, è soltanto un
problema di qualità di una norma che si scrive.
Dunque, il Consiglio è nominato su proposta dell'Assessore
dalla Giunta che ne determina anche la sua composizione, io
eviterei di entrare, al comma 3, nel merito da chi deve essere o
non deve essere composto Ma quello che non eviterei - perché
così era già stato detto nei lavori di Commissione - è che previo
parere della Commissione legislativa dell'Assemblea, perché così
era stato stabilito, quindi, soltanto con questa precisazione,
se il Governo volesse farla sua, per il resto, il testo è
accettabile.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, la mia indicazione è stata poc'anzi
annunciata in Aula: previo parere della Commissione
legislativa , è solo una dimenticanza.
PRESIDENTE Allora s'intende inserita al testo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE Pertanto, resta stabilito che in sede di
coordinamento formale del testo, si provvederà d'ufficio ad
inserire previo parere della Commissione legislativa .
Pongo in votazione l'emendamento 3.4.R bis, interamente
sostitutivo dell'emendamento 3.R.
Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi comunico che con
l'approvazione dell'emendamento 3.4.R bis, decadono tutti i sub-
emendamenti presentati.
Si passa, pertanto, all'esame degli articoli aggiuntivi.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
ritiro dell'articolo aggiuntivo A2 ed il mantenimento dei due
articoli aggiuntivi A1 e A10 che affrontano due tematiche
estremamente importanti e per ora non del tutto definite dalla
legislazione regionale - in materia turistica - quella che
riguarda il turismo itinerante e soprattutto le aree di sosta del
turismo itinerante e la possibilità per coloro i quali esercitano
attività di Bed and Brekfast di potere utilizzare i benefici
connessi ai Consorzi di impresa previsti dalla legge n. 32.
Ho già sinteticamente illustrato i due emendamenti
all'Assessore Granata, ma se dovessero servire ulteriori
chiarimenti potrei entrare nel merito. Preannunzio che non
comportano alcuna spesa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, o facciamo una discussione
generale su tutti gli articoli aggiuntivi o sui singoli
argomenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile
negare quello che si è verificato questa mattina ed in sua
presenza, onorevole Presidente della Regione.
Questa mattina noi abbiamo consumato un passaggio importante
per la coalizione alla quale appartengo.
Si è svolta una riunione di maggioranza nella quale si è detto
del valore strategico di una legge che andava oggi discussa ed
approvata.
E'evidente che il valore strategico della legge si misura in
relazione alla riforma che la legge apporta nel settore del
Turismo.
Purtroppo mi accorgo che vengono presentati una serie di
emendamenti che già sono contenuti nel testo.
Non mi rivolgo ai colleghi dell'Assemblea, ma al Presidente
della Regione, dato che un patto si rispetta sino alla fine, e
noi siamo andati in Aula sapendo di approvare la legge di
riforma del Turismo: io sono disposto ad approvare solo quella
Se il Presidente della Regione, o il Governo nella sua
interezza, mi dice che possiamo parlare o discutere di tanti
altri problemi, sono pronto a farlo, e chiedo all'Assemblea di
farlo nella sua interezza: si faccia una legge omnibus
approfittando della riforma sul Turismo, perché è opportuno che
si faccia, ma con ciò conclamiamo il fallimento della riunione
di questa mattina che in nome della forza dell'alleanza e della
necessità di riformare il settore del Turismo ci ha fatto
decidere di proseguire nei lavori.
E' importante sapere quali siano le regole; non ho alcun
problema ad entrare nel merito di ogni singolo emendamento, ma
sono anche pronto a fermarmi con l'approvazione della legge di
riordino del settore Turismo.
Diversamente, quanto stabilito questa mattina è una burla, ed
io ne prendo atto. Verificheremo quello che succederà tra cinque
minuti, perché è chiaro che se così dovesse procedersi,
onorevole Presidente, chiederò la sospensione dei lavori, dato
che trasformando il testo in una legge omnibus ho la necessità
di presentare tutto ed il contrario di tutto, e non intendo
desistere da questo.
Vorrei che il Presidente della Regione dicesse qual è la
volontà del Governo su questo punto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge 788.376-550-957/A
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono presentatore
di alcuni emendamenti aggiuntivi, alcuni inerenti la materia, ma
uno invece, non ho alcuna difficoltà a riconoscerlo, non è
materia omogenea al Turismo. Però le chiedo di farmi esporre le
ragioni per le quali invece, pur riconoscendo la non attinenza
l'ho presentato.
Mi riferisco all'emendamento A21 di pag. 80 del fascicolo: è un
emendamento che riguarda le camere di commercio, ma non può
essere demandato ad altra legge perché non ci sono le condizioni
temporali. Ma se c'è la volontà di trasferirlo al disegno di
legge sui Cofidi questo mi sta bene.
Ma se rimandiamo il tutto a settembre o ad ottobre non
avremo sortito l'effetto sperato - se il Governo e l'Assemblea
concordano - chiedo l'applicazione della normativa nazionale,
180 giorni, anziché 45, ciò permetterebbe alle Camere di
Commercio il rinnovo dei consigli, diversamente i consigli delle
Camere di Commercio delle nove province siciliane verrebbero
commissariati.
E' per questo, che pur riconoscendo l'estraneità alla materia
mi sono permesso di presentarlo, assieme ad altri colleghi,
proprio perché i margini temporali non consentono altra
collocazione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sono iscritti a parlare
l'Assessore per il bilancio e le finanze, onorevole Cintola,
l'onorevole Beninati e l'onorevole Villari.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, intendo precisare che non entrerò nel merito degli
emendamenti, nè della loro bontà nè della loro compatibilità,
perchè è competenza del Presidente dell'Assemblea, che invito ad
essere più rigoroso possibile, affinché almeno una legge di
settore non diventa legge-omnibus. Però dico ufficialmente che
il Governo non darà copertura di spesa, anche di un solo euro,
ad alcun emendamento.
Non vi sono le condizioni di consentire agli onorevoli
colleghi dell'Assemblea di sperare in alcuna copertura
finanziaria.
BENINATI Presidente della commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Presidente della commissione. Signor Presidente, mi
riallaccio all'intervento dell'onorevole Turano, e in
particolare, avendo ascoltato anche l'Assessore per il bilancio
e le finanze, dato che la portata degli emendamenti aggiuntivi,
quelli che la Commissione ha avuto modo di esaminare,
effettivamente potrebbero essere omogenei al testo, molti altri
no
Signor Presidente dopo la precisazione fatta dall'onorevole
Cintola, io stesso, non ho ritenuto opportuno presentare un
emendamento su Taormina arte' dato che ho sempre saputo che
non avrebbe goduto della necessaria copertura di spesa.
Discutere su un emendamento che comporta spesa mi suscita un
certo imbarazzo, e mi troverei in contraddizione anche con i
componenti della IV Commissione dato che molti colleghi avevano
il diritto di formalizzare degli emendamenti attinenti con il
testo in discussione ma che ci metterebbero in difficoltà sul
proseguimento, anche alla luce di quanto dichiarato
dall'Assessore Cintola.
Quindi, condivido la posizione dell'Assessore Cintola e
dell'onorevole Turano dato che hanno perfettamente ragione, in
quanto si era deciso in tal senso.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
condividere il criterio a cui si richiamavano l'onorevole Turano
e altri colleghi, cioè che noi dobbiamo fare in modo che gli
emendamenti da assumere all'interno di questa legge debbano
riguardare la materia a cui ci riferiamo.
Intervengo per chiarire che l'emendamento da me presentato
assieme ad altri colleghi, l'emendamento A19, che però è stato
sostituito per renderlo ancora più chiaro fa riferimento ad una
norma sul turismo termale già esistente e che non richiede
alcuna copertura finanziaria.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
apporre la mia firma all'emendamento A1, dell'onorevole Fleres ed
altri, non solo perché condivido l'argomento e lo ritengo
attinente alla materia turismo', ma perché mi meraviglia come
mai questo punto non sia stato preso in considerazione dalla IV
Commissione.
In effetti il settore del turismo itinerante' è ormai la
punta più in crescita rispetto al discorso generale: forse non
abbiamo capito che ormai il turismo non è solo quello che
intendiamo nel modo tradizionale. Esiste anche questo settore
che, negli ultimi tempi, ha avuto una grandissima crescita e ciò
dimostra che, nel momento in cui non si percepiscono le novità
che si verificano nel costume della nostra società, non abbiamo
capito veramente che cosa vuol dire turismo.
Io sostengo questo emendamento perché ritengo che sia uno dei
punti più qualificanti, alla fine, di questa legge; lo dico con
franchezza e convinzione perché mi riconosco, perfettamente,
nelle motivazioni addotte da alcuni colleghi, anche se sono della
maggioranza, su questo punto. Ne do merito. Probabilmente, se
questa proposta fosse stata presentata da un componente
dell'opposizione, sicuramente, sarebbe stata cestinata.
Io ringrazio l'onorevole Fleres ed altri per avere messo in
luce uno degli aspetti più qualificanti, perché i camperisti sono
coloro i quali che, alla fine, danno un contributo, anche
sostanzioso, al diffondersi a macchia di leopardo' di tutta la
questione del turismo di massa.
Per cui, signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma a
questo emendamento e spero che l'Assessore al bilancio non ponga
veto, perché non credo che ciò possa comportare grandi spese,
grandi finanziamenti; queste sono materie che, poi, vengono
demandate ai Comuni.
Noi, dobbiamo obbligare i Comuni ad offrire questi tipi di
servizi ma, se necessitano dei contributi da parte della Regione,
è chiaro che, in una fase successiva, dobbiamo fissare - magari
nella fase più avanzata del Documento di Programmazione
Finanziaria o nella fase di bilancio per il 2006 -, in questa
legge, i principi fondamentali di questo settore; sarebbe
qualificante per questa legge, sarebbe, veramente, un passo
avanti.
CRACOLICI Signor Presidente, ma di cosa stiamo discutendo?
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, stiamo discutendo del
complesso degli emendamenti aggiuntivi, grosso modo; se si
potesse, infatti, procedere con un minimo di coerenza con i testi
sarebbe meglio.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
riferimento all'intervento dell'onorevole Turano, che mi è
sembrato estremamente pertinente, proporrei - una volta fatta la
legge sul turismo - una sospensione per capire quali sono gli
emendamenti ammissibili, quelli che sono andati già in
Commissione bilancio, da dove vengono compensati, in quanto -
avendo presentato un emendamento - troverei disdicevole che, alla
fine di una serata nella quale c'è un atteggiamento molto
costruttivo, ci fossero delle furbizie.
Se ciò accadesse, ci troveremmo tutti in difficoltà, in
imbarazzo; quindi, la invito, dopo la legge sul turismo, a
spiegarci di che cosa si parla.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
l'onorevole Barbagallo per le argomentazioni presentate; mi
permetto di condividerle e di sottolineare che l'Aula si trova di
fronte a due dichiarazioni, una del Presidente della Commissione,
il quale pone un problema procedurale insormontabile e l'altra
dell'Assessore per il bilancio, il quale pone un altro problema.
Allora, credo sia utile sospendere per dieci minuti, un quarto
d'ora, in modo tale che il Governo e la Commissione si facciano
un'idea delle cose che si devono e si possono fare perché non
hanno impegni finanziari, sul resto si deciderà successivamente.
Per quanto riguarda l'emendamento sulle Camere di Commercio,
dichiaro di apporre la mia firma, ma chiedo che venga transitato
nel testo più opportuno, cioè quello sui Consorzi fidi.
PRESIDENTE Infatti, non c'è alcuna pronuncia di
accettabilità, perché ho delle riserve sulla proponibilità.
CRISAFULLI Sul turismo?
PRESIDENTE Sì.
CRISAFULLI Signor Presidente, infatti, chiedo che venga
transitato nel testo sui Consorzi fidi, in modo tale sollevare
dall'imbarazzo la Presidenza sull'eventuale accettabilità o meno.
PRESIDENTE A questo punto, se il Governo aderisse alla
richiesta di sospensione potremmo evitare un inutile proseguo di
questo dibattito, assai atipico, secondo la giusta osservazione
dell'onorevole Cracolici.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono d'accordo
con la richiesta di sospensione, in quanto è necessario
verificare gli aggiuntivi, che sono tutti legittimi. Quando
abbiamo scelto di fare la legge in Parlamento, non abbiamo fatto
altro che - anche attraverso articoli aggiuntivi inerenti il tema
- far crescere la legge.
Vorrei, però, che prima della sospensione si approvasse un
articolo aggiuntivo che chiude il testo. E' un articolo
aggiuntivo che rimette ad una delibera di Giunta, su parere
dell'Assessorato regionale al turismo, previo parere della
Commissione competente, le nuove competenze e funzioni
dell'Assessorato regionale al turismo, alla luce della normativa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
FLERES Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché mi
sembra di avere compreso che i nodi di natura politica che si
erano registrati su questa legge siano stati superati, piuttosto
che una sospensione, anche per guadagnare tempo, potremmo
incardinare, nel frattempo, la legge sui Consorzi fidi e
procedere laddove non ci siano particolari ostacoli. Nel
frattempo, gli Uffici e l'Assessorato al turismo faranno le
verifiche.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, la proposta
dell'onorevole Granata viene integrata oppure non è ricevibile?
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, vorrei
integrare la proposta dell'onorevole Granata, tenendo conto anche
delle cose dette dal Presidente Fleres che mi sembrano opportune
per procedere più spediti nei nostri lavori e chiudere anche la
legge sui Consorzi fidi.
Chiedo di convocare una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, al fine di prendere una decisione in merito alla
legge sul turismo; credo che sia opportuno per capire
concretamente come proseguire. Se l'Aula, nel frattempo, volesse
continuare a lavorare, si potrebbe incardinare la legge sui
Consorzi fidi.
PRESIDENTE Accetto la proposta del Presidente. E' convocata
la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
In attesa della conclusione della Conferenza, la seduta
continua e sarà presieduta dal Vicepresidente vicario onorevole
Fleres.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 18.39)
Presidenza del Vicepresidente FLERES
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Riordino della
disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi»
(1019/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Riordino della disciplina dell'attività di garanzia
collettiva dei fidi » (1019/A) posto al numero 2).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si è interrotto nella
seduta n. 310 del 2 agosto 2005, dopo la chiusura della
discussione generale e l'approvazione del passaggio all'esame
degli articoli.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per chiedere la distribuzione dei fascicoli relativi al
disegno di legge in discussione, in modo da avere il tempo di
entrare, mentalmente, nella logica di una nuova legge; pertanto,
le chiedo un'ulteriore sospensione di qualche minuto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, come richiesto dall'onorevole
Spampinato, consentiamo agli assistenti parlamentari di procedere
alla distribuzione del fascicolo riguardante i confidi.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.42, è ripresa alle ore 18.43)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge 1019/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Finalità
1. Al fine di agevolare l'accesso al credito e di
potenziare il sistema delle garanzie prestate alle
microimprese, piccole e medie imprese, come definite
dalla normativa comunitaria, la Regione favorisce
l'incremento patrimoniale dei fondi rischi e di
garanzia e il processo di concentrazione dei confidi
aventi sede o operanti in Sicilia, in linea con gli
obiettivi previsti dal nuovo accordo di Basilea 2 e
con quanto stabilito dalla normativa nazionale in
materia di credito, in particolare dall'articolo 13
del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, come
convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, cui
si rinvia per quanto non diversamente disposto dalla
presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Beneficiari
1. Ai sensi della presente legge i confidi sono
costituiti da microimprese, da piccole e medie
imprese industriali, artigiane, commerciali,
turistiche, di servizi, agricole e da quelle attive
nel settore della produzione, trasformazione e
commercializzazione dei prodotti agricoli e dei
prodotti della pesca, da cooperative.
2. Le agevolazioni di cui alla presente legge si
applicano alle imprese di cui al comma 1, a
prescindere dalla natura giuridica rivestita, che
abbiano sede o un'unità operativa nel territorio
regionale, compresi i liberi professionisti che
esercitano attività professionale in forma di
impresa».
Comunico che all'articolo 2 è stato presentato il seguente
emendamento:
- dall'onorevole Zago ed altri: emendamento 2.1.
ZAGO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento è meramente tecnico, reso necessario, secondo me,
dalla constatazione che non necessariamente i liberi
professionisti devono costituire impresa, cioè i liberi
professionisti sono liberi professionisti a prescindere dal fatto
di essere associati in impresa o meno. Quindi, con l'emendamento
si vuole fare riferimento alle attività che esercitano, per dare
la possibilità anche ai professionisti non associati in impresa.
PRESIDENTE Onorevole Zago, mi permetto di interloquire per le
ragioni che le sono note, nel senso che il relatore del disegno
di legge è il sottoscritto. Abbiamo approfondito questa vicenda
lungamente; purtroppo, l'Unione europea non prevede i
professionisti a se stanti, in quanto tali, ma devono essere
professionisti che esercitano l'attività in forma di impresa, per
questo abbiamo utilizzato la formula che le ho appena riferito
che riguarda la dizione eurocompatibile'.
ZAGO Non ne ero a conoscenza, pertanto dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Integrazione regionale fondi rischi
1. L'Assessorato regionale al bilancio e alle
finanze è autorizzato ad integrare i fondi rischi
costituiti presso i confidi per la prestazione alle
imprese delle garanzie di cui alla presente legge,
volte a favorire il finanziamento delle banche e
degli altri soggetti operanti nel settore
finanziario, in misura pari ai nuovi apporti forniti
dalle imprese consorziate e, comunque, nel limite
massimo di centomila euro per ogni impresa e di tre
milioni di euro per ciascun confidi. Quest'ultimo
limite è elevato a sei milioni di euro in caso di
fusioni tra confidi effettuate ai sensi del comma 2.
I nuovi apporti possono essere conferiti dalle
imprese anche sotto forma di fideiussione, fino ad
un massimo del trenta per certo rispetto alle somme
versate.
2. In caso di operazioni di fusione effettuate
entro il 31 dicembre 2006, riguardanti in tutto o
in parte confidi esistenti al 31 dicembre 2004,
l'Assessorato regionale al bilancio e alle finanze
può corrispondere un'integrazione una tantum al
fondo rischi fino ad un massimo del 15 per cento
calcolato sulla differenza tra l'importo del fondo
rischi risultante dalla fusione e l'importo del
minore tra i fondi rischi iniziali. Nei nuovi fondi
rischi risultanti dalla fusione confluiscono gli
apporti finanziari derivanti dall'integrazione
regionale e da altri enti pubblici, restando
inalterati i vincoli di destinazione eventualmente
sussistenti.
3. Le garanzie sono prestate dai confidi nei
seguenti limiti, fermo restando che, anche in
presenza di intervento concomitante dei confidi di I
e II grado, la garanzia complessiva non può superare
l'80% dell'operazione assistita:
a) fino a 500.000 euro dai confidi in possesso
dei parametri di cui al comma 5;
b) per la parte eccedente i 500.000 euro e fino a
1.500.000 euro dai confidi in possesso,
nell'esercizio precedente, di uno dei seguenti
requisiti:
1) attività finanziaria minima pari a 51.000.000
euro;
2) patrimonio netto, comprensivo degli eventuali
fondi rischi indisponibili, pari almeno a 2.600.000
euro.
4. Qualora i confidi intendano concedere garanzie
oltre l'importo massimo assistito da agevolazioni
regionali provvedono, per la parte eccedente,
mediante separati fondi rischi costituiti senza il
concorso regionale.
5. L'integrazione regionale può avvenire
esclusivamente per i fondi rischi costituiti presso
i confidi che abbiano ottenuto il riconoscimento
regionale degli statuti e che siano in possesso, al
31 dicembre degli anni sotto indicati, anche a
seguito di accorpamenti, di almeno cinque dei
seguenti parametri:
ANNI
2005 2006
Attività finanziaria 5 milioni di 10 milioni
minima euro di euro
Patrimonio netto, 250.000 euro 250.000 euro
comprensivo degli
eventuali fondi rischi
indisponibili
Rapporto medio di 3 per cento 2,5 per
utilizzo del fondo di cento
garanzia negli ultimi
tre anni rispetto alle
garanzie in essere
Garanzie rilasciate su 10 per cento 15 per cento
finanziamenti a medio e
lungo termine sul
totale
Ambito operativo provinciale interprovinc
iale
Composizione dei settoriale intersettori
consorzi ale
6. I confidi assicurano, in sede di bilancio
annuale, che nella gestione del fondo rischi
l'impiego delle risorse regionali sia sempre
determinabile.
7. La durata della garanzia è pari alla durata del
finanziamento, con un massimo di 15 anni.
8. Sulla quota di garanzia imputabile all'apporto
regionale ai fondi rischi, nessun corrispettivo può
essere richiesto dai confidi.
9. Nel caso in cui ai confidi si associno imprese
aventi sede fuori dalla Sicilia o che non abbiano
una unità operativa nel territorio regionale sono
costituiti separati fondi rischi senza l'apporto
dell'integrazione regionale.
10. Per i consorzi di secondo grado
l'integrazione regionale non può concernere somme
già oggetto di integrazione presso i consorzi fidi
di primo grado.
11. Il Fondo rischi di ciascun confidi costituisce
un unicum a prescindere dai diversi interventi che
contribuiscono alla sua formazione per cui all'atto
dell'utilizzazione per la copertura di insolvenze la
perdita è attribuita al fondo stesso».
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato un
emendamento che sostituisce il secondo punto tecnico: in quanto
il rapporto medio di utilizzo del Fondo rischi, rispetto alle
garanzie in essere in un congruo periodo, determinato
dall'Assessorato regionale al Bilancio'. Questo per favorire la
fase di passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Come voi sapete,
è una delle cose che è stata sollecitata da diverse
organizzazioni.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, così come emendato.Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Fondo di garanzia
1. Presso l'Assessorato regionale del bilancio e
delle finanze, dipartimento finanze e credito, è
istituito un fondo regionale per la concessione di
controgaranzie ai confidi. La controgaranzia è
concessa ai confidi di primo e secondo grado a
fronte di garanzie dirette prestate dai confidi.
2. La gestione del fondo è affidata, nel rispetto
della normativa comunitaria, a società o enti in
possesso dei necessari requisiti tecnici e
organizzativi. Alla gestione del fondo sovrintende
un comitato, nominato dal Presidente della Regione,
che provvede sulla base dei criteri indicati dalla
Giunta regionale e proposti dall'Assessore regionale
al bilancio e alle finanze, a impartire le direttive
necessarie in ordine alla priorità degli interventi
e all'eventuale ripartizione del fondo fra i diversi
settori di attività economica. Il comitato è
composto dal dirigente generale, o da un dirigente
dallo stesso designato, dei dipartimenti regionali
industria, cooperazione, pesca, interventi
strutturali, bilancio e tesoro, finanze e credito e
da un rappresentante della società affidataria che
cura il servizio di segreteria del fondo. Il
comitato è integrato da tre rappresentanti dei
confidi designati dalle associazioni regionali di
categoria ed opera anche in assenza di tale
designazione.
3. La controgaranzia è deliberata dal Comitato ed
è concessa in misura non superiore al 60 per cento
dell'importo garantito dai confidi.
4. Le operazioni di garanzia effettuate dal
comitato di gestione di cui al presente articolo
operano nei limiti delle risorse finanziarie
attribuite al Fondo.
5. Il comitato, su direttiva dell'Assessore
regionale al bilancio e alle finanze, può deliberare
la partecipazione, mediante l'apporto di quote del
fondo di garanzia regionale, alla società di
gestione del Fondo di garanzia nazionale di cui al
comma 25 dell'art 13 del decreto legge 30 settembre
2003, n. 269, come convertito dalla legge 24
novembre 2003, n. 326».
Comunico che è stato presentato un emendamento; anche questo
favorisce la fase di transizione dal vecchio al nuovo sistema:
sostituire 60 per cento' con '90 per cento'.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Statuti consorzi fidi
1. Gli statuti dei confidi ai fini dell'ammissione
ai benefici di cui alla presente legge devono
espressamente prevedere:
a) la quota minima a carico della singola impresa
consorziata del concorso al fondo rischi;
b) la percentuale di ripartizione massima del
rischio tra il consorzio di primo grado, il
consorzio di secondo grado e l'istituto di credito
finanziatore;
c) la partecipazione in seno agli organi di
controllo di un rappresentante dell'amministrazione
regionale nominato dal dirigente generale del
dipartimento finanze e credito;
d) la sottoposizione a verifica, da parte
dell'amministrazione regionale, della sussistenza
dei requisiti di cui al presente comma nel caso di
modifiche dello statuto del consorzio;
e) la devoluzione, in caso di scioglimento o di
cessazione del consorzio, di quanto residuo
dell'integrazione regionale dalla liquidazione del
fondo rischi, al fondo di garanzia regionale;
f) l'obbligo di fare affluire integralmente ai
fondi rischi gli interessi maturati sui fondi
stessi, relativamente all'apporto regionale.
2. Ai fini del riconoscimento, il confidi
trasmette all'Assessorato regionale al bilancio e
alle finanze lo statuto contenente i requisiti di
cui al comma 1. L'assessorato emette il
provvedimento entro i successivi novanta giorni,
decorsi i quali il riconoscimento si intende reso.
Il difetto dei requisiti può essere accertato
successivamente, anche con verifiche a campione.
3. I confidi esistenti alla data di pubblicazione
della presente legge continuano ad operare sulla
base degli statuti approvati dall'amministrazione
regionale, a condizione che la comunicazione
dell'adeguamento degli statuti, ai sensi del comma
2, venga presentata entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge».
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato un emendamento,
anche questo tecnico poiché non tutti i consorzi aderiscono a
consorzi di secondo grado, la modifica di statuto è prevista solo
se questo accade'.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 , così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Regimi di aiuto esenti
1. L'amministrazione regionale è autorizzata a
concedere agevolazioni sotto forma di garanzia e di
contributi in conto interessi, per le categorie di
aiuti previsti e nel rispetto delle condizioni di
cui al Regolamento CE n. 70 del 2001 della
Commissione del 12 gennaio 2001 in GUCE L 10 del 13
gennaio 2001 e di cui al Regolamento CE n. 364/2004
della Commissione del 25 febbraio 2004, recante
modifica del regolamento CE n. 70/2001 per quanto
concerne l'estensione del suo campo di applicazione
agli aiuti alla ricerca e sviluppo in GUCE L 63 del
28 febbraio 2004. E' fatto salvo in ogni caso quanto
previsto dalla Comunicazione della Commissione
europea sull'applicazione degli articoli 87 e 88 del
Trattato agli aiuti concessi sotto forma di garanzia
2000/C 71/07.
2. Beneficiarie degli aiuti sono le micro, piccole
e medie imprese operanti nel settore industriale,
commerciale, artigianale, del turismo e dei servizi
che aderiscano a confidi».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Esclusioni
1. Gli aiuti di cui al presente Titolo non
possono essere concessi:
a) a favore di imprese in difficoltà, né a favore
della ristrutturazione finanziaria di imprese in
difficoltà, come definite dagli orientamenti
comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e
la ristrutturazione di imprese in difficoltà;
b) per programmi di investimento con spese
ammissibili superiori a 2,5 milioni di euro o che
prevedano aiuti di importo superiore a 400.000 euro;
c) per investimenti di sostituzione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Oggetto e forma degli aiuti
1. Gli aiuti sono concessi per investimenti
iniziali, per consulenze, altri servizi e attività
previsti e nel rispetto delle condizioni di cui al
Regolamento CE n. 70 del 2001 della Commissione del
12 gennaio 2001 in GUCE L 10 del 13 gennaio 2001 e
per gli aiuti alla ricerca e sviluppo previsti dal
Regolamento CE n. 364/2004 della Commissione del 25
febbraio 2004, recante modifica del regolamento CE
n. 70/2001 per quanto concerne l'estensione del suo
campo di applicazione agli aiuti alla ricerca e
sviluppo in GU L 63 del 28 febbraio 2004.
Gli aiuti possono essere concessi con le seguenti
modalità, attivabili anche disgiuntamente:
a) riduzione del costo a carico delle piccole e
medie imprese delle garanzie prestate dai confidi,
attraverso i fondi rischi, a fronte dei
finanziamenti ottenuti dalle stesse piccole e medie
imprese;
b) riduzione del costo degli interessi gravante
sulle PMI a fronte dei finanziamenti dalle stesse
ottenuti e garantiti dai confidi, ivi comprese le
operazioni di leasing;
c) rilascio di controgaranzie a fronte delle
garanzie di cui alla lett. a) da parte del fondo di
garanzia regionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Condizioni di ammissibilità
1. Per l'ammissibilità agli aiuti disposti dal
presente regime, devono essere soddisfatte, in
particolare, le seguenti condizioni:
a) partecipazione dell'impresa beneficiaria alla
copertura finanziaria del programma di investimento
con un apporto di risorse, esenti da qualsiasi
aiuto, in misura pari almeno al 25 per cento;
b) mantenimento dell'investimento agevolato nel
territorio della Regione e della destinazione
funzionale dei beni oggetto del programma di
investimento agevolato per un periodo minimo di
cinque anni dalla data di ultimazione del programma
stesso;
c) presentazione della domanda di aiuto prima
dell'inizio dell'esecuzione del programma di
investimento;
d) classificazione delle spese da agevolare tra
le immobilizzazioni di bilancio ed acquisto dei
relativi beni presso terzi alle condizioni di
mercato ed allo stato di 'nuovo di fabbrica'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Spese ammissibili
1. Sono ammissibili alle agevolazioni le spese
previste dal Regolamento CE n. 70 del 2001 della
Commissione del 12 gennaio 2001 in GUCE L 10 del 13
gennaio 2001 e, per gli aiuti alla ricerca e
sviluppo, dal Regolamento CE n. 364/2004 della
Commissione del 25 febbraio 2004, recante modifica
del regolamento CE n. 70/2001 per quanto concerne
l'estensione del suo campo di applicazione agli
aiuti alla ricerca e sviluppo in GU L 63 del 28
febbraio 2004, fatto salvo quanto stabilito con
eventuale provvedimento dell'assessorato bilancio e
finanze, entro i limiti stabiliti dai predetti
regolamenti comunitari.
2. Parte delle spese ammissibili, non superiore al
25 per cento delle stesse, può riguardare
investimenti immateriali, limitatamente all'acquisto
di brevetti, licenze, know- how o conoscenze
tecniche non brevettate.
3. Nel settore dei trasporti, i mezzi e le
attrezzature di trasporto, ad eccezione del
materiale rotabile ferroviario, non sono inclusi
nelle spese ammissibili».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Aiuti sotto forma di contributi in conto interessi
1. Le agevolazioni sotto forma di contributi in
conto interessi sulle operazioni creditizie
garantite dai confidi sono concesse dagli
Assessorati regionali competenti per settore di
attività delle imprese consorziate. Il contributo
regionale è pari al 60 per cento del tasso
applicato al finanziamento da agevolare fermo
restando che la base di calcolo non può essere
superiore al tasso di riferimento fissato dalla
Commissione europea vigente alla data di stipula del
finanziamento stesso, maggiorato di due punti,
anche quando il tasso di interesse praticato dagli
istituti di credito sia più elevato. Detto
contributo viene erogato all'impresa beneficiaria,
successivamente al pagamento delle rate del
finanziamento, per il tramite dei confidi».
Comunico che è stato presentato un emendamento:
- dall'onorevole Zago ed altri: emendamento 11.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
SAVONA vicepresidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Intensità e valore dell'aiuto
1. Gli aiuti di cui alla presente legge possono
essere concessi entro i massimali di intensità
previsti dalla Carta degli aiuti a finalità
regionale per la Sicilia, pari al 35 per cento ESN
aumentato di un 15 per cento ESL del valore delle
spese ammissibili.
2. Il valore dell'aiuto, da attualizzarsi al fine
di ottenere l'equivalente sovvenzione complessivo, è
calcolato secondo le seguenti modalità:
a) per gli aiuti sotto forma di garanzie, in
misura pari alla differenza tra il premio pagato
dall'impresa ai confidi per la garanzia e la media
delle commissioni ordinariamente praticate,
nell'anno precedente, dai cinque istituti di
credito, maggiori per numero di sportelli, operanti
nella Regione;
b) per gli interventi sotto forma di contributi
in conto interessi, in misura pari all'importo
concesso».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Cumulabilità
1. Gli aiuti di cui al presente titolo sono
cumulabili con altri regimi di aiuto a finalità
regionale, da qualunque fonte, locale, regionale,
nazionale o comunitaria, provengano, nel rispetto
per ciascun investimento dei limiti stabiliti dal
Regolamento n. 70/2001 e successive modifiche e
integrazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Controlli
1. Al fine di garantire il rispetto delle
condizioni e dei limiti di cui agli articoli
precedenti la Regione demanda ai confidi
convenzionati lo svolgimento di specifiche attività
di controllo, con riserva di verifiche dirette,
anche a campione, ai sensi dell'articolo 190
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
2. Ai fini della presente legge l'Assessorato
bilancio e finanze può avvalersi delle strutture
regionali con funzioni ispettive all'uopo
autorizzate».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Agevolazioni alle imprese
1. Le agevolazioni di cui al precedente Titolo
possono essere concesse, su richiesta dell'impresa
beneficiaria, secondo la regola de minimis, nel
rispetto delle condizioni, limiti e massimali
previsti dal Regolamento CE n. 69/2001.
2. In caso di applicazione in regime de minimis:
a) non si applicano gli articoli 9 e 10;
b) le agevolazioni sono estese anche a
finanziamenti riguardanti investimenti di
sostituzione e operazioni di consolidamento;
c ) possono essere agevolate anche operazioni
finanziarie diverse da quelle di cui al comma 1,
sotto qualsiasi forma tecnica, ivi comprese le
operazioni di factoring, e a prescindere dalla
durata dell'operazione. In tal caso le garanzie
possono essere concesse fino all'importo massimo di
500.000,00 euro e la maggiorazione di cui
all'articolo 11 per la concessione dei contributi in
conto interessi è elevata da due a tre punti.
3. Alle imprese ammesse al mutuo previsto
dall'art. 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, a
carico del Fondo di solidarietà per le vittime
dell'usura, possono essere concessi per il tramite
dei confidi i contributi in conto interessi su
prestiti bancari contratti nelle more
dell'erogazione delle somme relative al mutuo
medesimo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16
Regimi di aiuto per le imprese attive nel settore della
produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli
1. L'amministrazione regionale è autorizzata a
concedere agevolazioni sotto forma di garanzia, come
previste al Titolo I, e di contributo in conto
interessi secondo le modalità stabilite all'art. 11,
nel rispetto delle condizioni e per le finalità e
categorie di aiuti esenti previste dal Regolamento
CE n. 1/2004 della Commissione del 23 dicembre 2003
in GU L 1 del 3 gennaio 2004 nonché nel rispetto di
quanto previsto dalla Comunicazione della
Commissione europea sull'applicazione degli articoli
87 e 88 del Trattato agli aiuti concessi sotto forma
di garanzia 2000/C 71/07.
2. Beneficiarie degli aiuti sono le piccole e
medie imprese attive nel campo della produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli, che realizzino gli interventi previsti dal
citato Regolamento CE n. 1/2004 alle condizioni in
esso stabilite e che aderiscano a confidi.
3. In ordine agli investimenti nelle aziende
agricole e agli investimenti nel settore della
trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli, il controllo sulla conformità ai criteri
previsti dall'articolo 5 e dall'articolo 26 del
Regolamento CE 1257/1999 è effettuato, sulla base
di un campione comprendente almeno il 5 per cento
delle imprese interessate, dall'Ufficio speciale per
i controlli di secondo livello della Presidenza
della Regione. Devono, inoltre, essere disponibili
prove sufficienti che esistono in futuro normali
sbocchi di mercato per i prodotti agricoli
trasformati. Tale valutazione è effettuata, caso
per caso, sulla base del documento 'Le tendenze di
fondo del sistema agroalimentare siciliano -
Analisi dei normali sbocchi di mercato' che
costituisce allegato I al POR Sicilia 2000-2006.
4. L'amministrazione regionale è autorizzata a
concedere ai confidi i contributi di cui
all'articolo 99, comma 2, lett. b), della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e successive
modifiche e integrazioni alle condizioni stabilite
nella decisione della Commissione europea n. C
2004 (3352 Fin).
5. Ai fini della comunicazione alla Commissione
europea delle informazioni concernenti il presente
regime esente le risorse finanziarie per il periodo
2005-2006 non possono superare complessivamente
l'importo di euro ».
Onorevoli colleghi, all'articolo 16 c'è un refuso di stampa che
è il comma 5 che non deve essere tenuto in considerazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
Regimi di aiuto per le imprese attive nel settore
della produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti
della pesca
1. L'amministrazione regionale è autorizzata a
concedere agevolazioni sotto forma di garanzia come
previste al titolo I e di contributo in conto
interessi secondo le modalità stabilite all'art. 11,
nel rispetto delle condizioni e per le finalità e
categorie di aiuti previste dal Regolamento CE n.
1595/2004 della Commissione dell'8 settembre 2004 in
GU L 291 del 14 settembre 2004 nonché nel rispetto
di quanto previsto dalla Comunicazione della
Commissione europea sull'applicazione degli articoli
87 e 88 del Trattato agli aiuti concessi sotto forma
di garanzia 2000/C 71/07.
2. Beneficiarie degli aiuti sono le piccole e
medie imprese attive nel campo della produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti
della pesca, che realizzino gli interventi previsti
dal citato Regolamento CE n. 1595/2004 alle
condizioni in esso stabilite e che aderiscano a
confidi operanti in Sicilia.
3. Ai fini della comunicazione alla Commissione
europea delle informazioni concernenti il presente
regime esente le risorse finanziarie per il periodo
2005-2006 non possono superare complessivamente
l'importo di euro ».
Onorevoli colleghi, all'articolo 17 c'è lo stesso problema del
precedente articolo, ma si tratta, questa volta, del comma 3 che
non deve essere tenuto in considerazione, in quanto è un refuso
topografico.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Aiuti de minimis alle imprese attive nei settori
dell'agricoltura e della pesca
1. L'amministrazione regionale è autorizzata a
concedere, sotto forma di garanzia e di contributo
in conto interessi, aiuti de minimis, per operazioni
di credito agrario, compresi i crediti di
conduzione, e per ogni altra operazione creditizia
diversa da quelle di cui agli articoli 16 e 17,
sotto qualsiasi forma tecnica e a prescindere dalla
durata del finanziamento, nel rispetto dei limiti e
delle condizioni previste dal Regolamento CE
1860/2004 della Commissione del 6 ottobre 2004.
L'importo degli aiuti concessi a una medesima
impresa non può superare i 3000 euro nel triennio,
secondo quanto stabilito dal citato Regolamento CE
1860/2004.
2. Beneficiarie degli aiuti sono le piccole e
medie imprese attive nel campo della produzione,
trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli e della pesca, che aderiscano a confidi
operanti in Sicilia».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 18.1, dagli
onorevoli Villari ed altri.
Onorevole Villari, il contenuto dell'emendamento è già
contenuto all'articolo 16, comma 4.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, siccome lei in questo campo ha una
grande competenza ed ho molta fiducia nella sua onestà, mi fido
di quanto lei dice.
Però, vorrei chiarire questo punto. La questione che qui si
pone, se non vado errato, riguarda espressamente i consorzi fidi
del settore agricolo e si fa riferimento al conforme parere
della Commissione competente dell'Unione Europea, di cui si parla
al comma 4 dell'articolo 16.
Ma qui il punto è quello di permettere ai Consorzi fidi del
settore agricolo di beneficiare dell'agevolazione della legge del
2004, la numero 15; cosa che non mi pare che vi sia all'articolo
16. Quindi, credo che sia una necessaria integrazione rispetto a
una norma che, fra l'altro, è richiesta dai soggetti che operano
nel settore agricolo.
Peraltro, al secondo comma, come lei vede, o al quarto comma,
si fa riferimento anche all'adeguamento dei parametri previsti
dalle disposizioni nazionali, dando un anno di tempo ai soggetti
che...
PRESIDENTE Onorevole Villari, come le dicevo, all'articolo 4
del comma 16 si fa riferimento all'articolo 99 comma 2, lettera
b) della legge regionale numero 32 e successive modifiche.
Il riferimento che lei fa alla legge regionale numero 15 del
2004 è proprio una modifica di quell'articolo citato, quindi è
ricompreso.
VILLARI Ne prendo atto.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho capito
questo emendamento si riferisce al fatto che i Consorzi del
settore agricolo possono, ai fini dell'adeguamento, utilizzare un
tempo di dodici mesi che non è previsto per gli altri Consorzi.
Quindi, la ratio di questo emendamento, se ho capito bene, è
legata all'ultimo rigo dell'emendamento stesso che dice che, in
qualche modo, per i Consorzi fidi del settore agricolo, che hanno
avuto una vita particolarmente travagliata, c'è un regime
transitorio un po' più lungo rispetto agli altri.
PRESIDENTE La prima parte, come dicevo, è ricompresa; la
consideriamo perché consente di agganciare la seconda, diventa
una ridondanza.
Allora, facciamo così: lo votiamo ed in sede di coordinamento
evitiamo la ridondanza.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
SAVONA vicepresidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Disposizioni attuative
1. L'Assessore regionale del bilancio e delle finanze emana
direttive per l'attuazione degli interventi e per le convenzioni
di cui alla presente legge, compresa la disciplina delle
agevolazioni di cui all'art. 11, anche avvalendosi del comitato
che sovrintende alla gestione del fondo di garanzia regionale,
composto ai sensi di cui all'articolo 4, comma 2, con esclusione
dei rappresentanti dei confidi e della società affidataria».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20
Convenzioni
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad
affidare ai confidi in regime di convenzione lo
svolgimento delle attività istruttorie e di
erogazione relative alle agevolazioni previste
dalla presente legge. Nella convenzione vengono
disciplinati i compiti dei confidi, le modalità di
gestione e le obbligazioni dagli stessi assunte nei
confronti dell'Amministrazione regionale, nonché le
modalità e le condizioni per la concessione della
garanzia.
2. La convenzione deve altresì prevedere:
a) la trasmissione all'amministrazione regionale
di copia del bilancio dell'esercizio precedente
completo delle relazioni e attestazioni di legge
entro sessanta giorni dall'approvazione dello
stesso;
b) la comunicazione annuale all'amministrazione
regionale del rapporto tra la consistenza del fondo
rischi e il totale dei finanziamenti garantiti e di
quelli garantibili;
c) la comunicazione, da darsi entro il 31 marzo
dell'anno successivo a quello di riferimento, della
consistenza al 31 dicembre dell'ammontare della
quota del fondo rischi di parte regionale.
3. Nelle more della definizione delle convenzioni
di cui al comma 1 rimangono operative le convenzioni
stipulate dall'Amministrazione regionale con i
confidi e le modalità attuative applicate alla data
di entrata in vigore della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 21. Ne do lettura:
«Articolo 21
Contributi per i confidi che procedono alle fusioni
1. L'Assessorato regionale al bilancio e alle
finanze è autorizzato a concedere ai confidi che
procedano alle fusioni di cui all'art. 3, comma 2,
un contributo straordinario, nell'ambito del de
minimis, fino ad un massimo del settantacinque per
cento delle spese di consulenza e di servizi
notarili sostenute entro il 2006».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 22. Ne do lettura:
«Articolo 22
Norma finanziaria
1. Gli oneri finanziari, come di seguito
specificati, previsti per le finalità degli articoli
3, 4, 6, 16,17, 18 e 21 sono valutati, per
l'esercizio finanziario 2006, in complessivi 17.000
migliaia di euro.
2. Gli oneri di cui al comma 1, valutati in 17.000
migliaia di euro, trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per l'esercizio
finanziario 2006 U.P.B. 4.2.1.5.2 codice 12.02.01,
accantonamento 1001.
3. Una quota delle risorse discendenti dalle
residue disponibilità, non utilizzate alla data del
31 dicembre 2004, relative ai fondi assegnati alla
Regione ai sensi dell'articolo 30 della legge 27
dicembre 2002, n. 289 e delle risorse provenienti
dal P.O.R della Sicilia 2000-2006 possono essere
destinate ad integrazione dei finanziamenti previsti
dal precedente comma 1».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 23. Ne do lettura:
«Articolo 23
Abrogazione di norme
1. A far data dall'entrata in vigore della
presente legge, sono abrogate tutte le disposizioni
legislative che prevedono agevolazioni regionali da
erogarsi per il tramite o in favore dei confidi,
ad eccezione dell'art. 59 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17 e successive modifiche ed
integrazioni, relativamente alle operazioni di
cessione di crediti.
2. Sono in particolare abrogati:
a) Gli articoli 30,31,32 e 33 della legge
regionale 18 luglio 1974, n. 22 e successive
modifiche ed integrazioni;
b) gli articoli 12, 13 e 14, 82,83, 84 , 85 e 86,
90, 91, 92 e 93 della legge regionale 6 maggio 1981,
n. 96 e successive modifiche ed integrazioni;
c) l'art. 18 della legge regionale 9 maggio 1986,
n. 23;
d) gli articoli 9, 10 e 11 della legge regionale
23 maggio 1991, n. 34;
e) il titolo I, articoli da 1 a 15 della legge
regionale 28 marzo 1995, n. 23;
f) il Titolo X, articoli da 92 a 99, ad eccezione
del comma 5 dell'art. 95 e dei commi 2, lett. b),
e 4 dell'art. 99, della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed
integrazioni;
g) l'art. 5 della legge regionale 30 ottobre 2002,
n. 16;
h) l'art. 32 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20;
i) l'art. 58 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17;
l) l'art. 57, commi da 1 a 4, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17;
m) l'art. 36 della legge regionale 19 maggio 2005,
n. 5».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Disposizioni transitorie
1. I provvedimenti relativi alle istanze
presentate dai confidi entro il 30 giugno 2006
relativamente alle attività poste in essere
nell'anno 2005 per l'ottenimento delle agevolazioni
regionali, continuano a essere emanati dagli
assessorati regionali competenti ai sensi della
normativa precedentemente in vigore e dall'Ircac in
attuazione dell'art. 57, commi da 1 a 4, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo per qualche minuto la seduta, per
fare un coordinamento e per consentire che vengano distribuite le
fotocopie degli articoli aggiuntivi.
(La seduta, sospesa alle ore 18.54, è ripresa alle ore 18.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi sono consultato con il
Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, perché considerato
che il tema degli articoli aggiuntivi è comune a questo disegno
di legge ed al precedente è opportuno che gli emendamenti
aggiuntivi presentati al disegno di legge numero 1019/A vengano
trasferiti alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, al fine di fare un ragionamento unico, verificando
quelli che possono trovare accesso, ovviamente quelli senza spesa
- se devo attenermi alle indicazioni dell'Assessore Cintola -,
nel disegno di legge sul turismo e quelli che, invece, possono
trovare accesso nel disegno di legge dei cofidi.
INFURNA Signor Presidente, ci sono alcuni emendamenti che
dovrebbero passare anche dalle Commissioni competenti.
PRESIDENTE E' un tema che stanno discutendo i Presidenti dei
Gruppi parlamentari. Non c'è una preclusione rispetto a nessuno
dei percorsi. La procedura è stata demandata ad altra sede.
Ribadisco che si ritorna, in ogni caso, in Aula, in modo tale
che il percorso sia armonico per entrambi i disegni di legge.
La seduta è sospesa riprenderà alla conclusione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
(La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 20.15)
Presidenza del Presidente Lo Porto
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge Norme per
lo sviluppo turistico della Sicilia (n. 788 - 376 - 550 -
957/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, precisa che la Commissione
legislativa Bilancio , appositamente convocata, ha dato la
copertura soltanto ad alcuni emendamenti aggiuntivi.
Si procede, pertanto, con gli emendamenti che ha esaminato la
Commissione Bilancio e che hanno ottenuto copertura
finanziaria.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore Cintola, prima di passare all'esame degli emendamenti a
cui si è stata data copertura di spesa, io ritengo che lei debba
ammettere di avere detto delle cose non precise e che, invece,
per ragioni di opportunità e per tutte le ragioni che il Governo
ritiene, ci ha ripensato e la copertura di spesa c'è e il Governo
si fa carico di appoggiare emendamenti che prevedono aumenti di
spesa.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, l'emendamento di cui si parla ha una sua ragion
d'essere perché all'interno delle stesse misure che non
accrescono e non danno soldi a disposizioni ulteriori. E' una
compensazione interna allo stesso bilancio già approvato.
PRESIDENTE Si passa all''emendamento A 38, del Governo,
relativo all'Orchestra Sinfonica siciliana.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo solo
da qualche secondo l'emendamento presentato e vedo confermata la
dichiarazione, per quanto riguarda questo emendamento,
dell'onorevole Cintola che i tre milioni di euro di finanziamento
che vengono previsti per la Fondazione Orchestra Sinfonica
Siciliana sono compensati con ripartizione all'interno di
capitoli.
E' chiaro, però, che, tralasciando il dato formale, qui c'è una
sostanziale posizione politica rispetto ad un tema. Noi stiamo
finanziando per tre milioni di euro questo ente; vorrei capire,
innanzitutto da dove nasce l'esigenza di questo finanziamento,
perché se questo finanziamento nasce da cattiva gestione
dell'ente io credo che bisognerebbe parallelamente prendere
provvedimenti rispetto a chi gestisce male questi fondi, perché
la condizione complessiva degli enti che, alcuni aspiravano a
diventare fondazione ma che non sono riusciti a diventare
fondazione anche perché le amministrazioni locali non hanno
esercitato le loro funzioni, e tra le loro funzioni c'è la
funzione di controllo, dovrebbero essere necessariamente oggetto
di un'attenta analisi anche da parte dell'Assessorato competente
per suo verso e sollecitati anche dall'attività del Parlamento
siciliano. Io quindi, signor Presidente, prima di esprimere un
voto
PRESIDENTE Questo può essere oggetto di un ordine del giorno;
lo predisponga e lo presenti, onorevole Spampinato.
SPAMPINATO Io comunque avrei piacere di sentire su questo
tema l'onorevole Granata.
PRESIDENTE Se prepara un documento anch'io mi assocerei al
senso del suo intervento.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di
una necessità legata al rilancio dell'Orchestra Sinfonica
Siciliana e alla sua nuova struttura, legata a un sovrintendente
anch'esso nuovo. E peraltro, abbiamo anche esitato in Giunta un
disegno di legge da presentare all'Aula, favorevoli sia il
Presidente Cuffaro che il Vicepresidente Cascio, il cui obiettivo
è proprio quello di rilanciare uno dei più antichi istituti
culturali siciliani e che, tra le altre cose, è uno di quegli
istituti musicali che non hanno avuto quella esponenziale
crescita nella propria contribuzione che, invece, hanno avuto
altri enti grazie all'azione dei governi precedenti.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, intervengo perché già
troppe volte l'Aula votando concitatamente, non è ancora notte ma
il meccanismo è lo stesso, si è accorta qualche giorno dopo di
avere sottratto risorse da un capitolo senza saperlo. Qua adesso
noi abbiamo capito perché stiamo impinguando un capitolo, ma
vorremmo sapere almeno quali sono questi capitoli da cui stiamo
sottraendo delle risorse a 500 milioni alla volta. Quindi, chiedo
cortesemente che l'Aula sia messi nelle condizioni di sapere da
dove togliamo 500 mila euro, 250 mila euro e così via, perché ne
abbia contezza.
PRESIDENTE Il Governo intende precisare le fonti di questi
finanziamenti?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, i fondi legati ai capitoli di
bilancio per cui la spesa non può essere attivata immediatamente;
ad esempio su alcune questioni legate alle infrastrutture
sportive o alle iniziative promozionali che devono ancora essere
perfezionate e altri capitoli di bilancio che riguardano spese
comunque non immediatamente attivabili. E' ovvio che si tratta
poi, in un'azione di variazioni di bilancio, di somme che saranno
reintegrate all'interno del bilancio regionale.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, intervengo soltanto per dire
quali sono i capitoli: 500 mila euro sono sottratti al capitolo
dello sport, della stessa rubrica dell'Assessore Granata; 250
mila euro per la vigilanza venatoria; 500 mila euro per il buono
scuola; 250 mila euro per attività che riguardano la
cooperazione; 500 mila euro dal capitolo di rappresentanza del
Presidente della Regione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento A 38. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A 36 del Governo, con relativo
subemendamento A 36.1 dell'onorevole Savona.
Pongo in votazione il subemendamento A 36.1. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il Parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A 36, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti A 50, A 51, A 52, del Governo.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Signor Presidente, si tratta di una
compensazione tutta fatta con fondi interni delle mie rubriche e
serve a mettere a posto tutta una serie di errori che erano stati
perpetuati durante l'approvazione della finanziaria 2005 e di
conseguenza questi capitoli erano tutti carenti rispetto al dato
storico. In questa maniera viene riportato tutto alle voci
Bilancio 2004 . Ribadisco che si fa con compensazioni interne.
PRESIDENTE Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso la parte relativa agli
emendamenti aggiuntivi evasi dalla Commissione Bilancio.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, ci sono ancora degli emendamenti
che sono stati dichiarati ammissibili e che non hanno alcuna
copertura di spesa al testo e sono nel testo. Vanno affrontati.
PRESIDENTE Abbiamo parlato di quelli che richiedevano
copertura di spesa. ora ci occupiamo di questi che non comportano
spesa.
Onorevole Ortisi, l'ordine del fascicolo verde, che invocate,
non può essere seguito perché molti di questi emendamenti - e lo
sapete, visto che avete partecipato alla riunione dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari - sono stati trasferiti alla legge sui
Cofidi.
Pertanto, per quanto riguarda gli emendamenti sul turismo
seguirò un ordine diverso che potrete seguire attraverso il nuovo
fascicolo che è in distribuzione.
BENINATI presidente della Commissione. Signor Presidente, lei
chiede pareri ma io, purtroppo, non ho capito. Ci siamo fermati
all'articolo 10, il fascicolo dell'articolo 10, per gli
emendamenti presentati in Commissione e non quelli presentati
solo in Aula, che sono in aggiunta a quelli che sono stati
presentati in Commissione. Non so se è un metodo. Ci eravamo
fermati, se non ho capito male, iniziando a discutere gli
aggiuntivi e c'è un ordine ....
PRESIDENTE Onorevole Beninati, forse non ha seguito. Abbiamo
scorporato dal fascicolo che è sotto i suoi occhi gli articoli e
gli emendamenti che vanno alla legge sui cofidi. L'ordine
previsto lì è scomposto. E' valido quello che sta per essere
distribuito a tutti.
Preciso che saranno riferiti al disegno di legge n. 1019/A i
seguenti emendamenti:
- A4; A5 e A9, a firma dell'onorevole Scoma;
-A19, a firma dell'onorevole Villari ed altri, con relativo
subemendamento A19.1;
-A21, a firma degli onorevoli Zago ed altri;
-A40, a firma dell'onorevole Formica;
-A49, a firma dell'onorevole Savona.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché percepisco strane sensazioni e, siccome ho il dovere di
intercettare queste strane sensazioni, ho pure il dovere di
segnalarle alla sensibilità del Presidente dell'Assemblea, del
Presidente della Regione, del Governo e dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Signor Presidente, quando l'Aula stabilisce un termine per la
presentazione degli emendamenti, lo fa per disciplinare meglio i
propri lavori. In corso d'opera può rendersi necessario
correggere, modificare gli emendamenti che sono stati presentati
e, per fare ciò, esiste lo strumento del subemendamento.
Se l'Aula dovesse percepire, signor Presidente - ed ho la
sensazione di percepire una qualche furbizia - ho la sensazione
molto fondata che potremmo rischiare di sprecare o di aver
sprecato una settimana intera di lavoro. Mi rendo conto che ci
possono essere colleghi che hanno rispettato i termini...
PRESIDENTE Scusi onorevole Fleres, vorrei capire a cosa si
riferisce.
FLERES Lo spiego subito: ci sono colleghi che hanno
rispettato i termini per la presentazione degli emendamenti si
sono visti respingere quelli presentati fuori termine; ci sono
colleghi che non hanno presentato emendamenti perché, in corso
d'opera, non é possibile introdurre materie nuove. Ci sono
colleghi che sono rimasti e sono presenti in Aula per rispetto
nei confronti della maggioranza alla quale appartengono o della
opposizione alla quale appartengono e che hanno tenuto un
atteggiamento estremamente rigoroso e rispettoso delle
osservazioni che la maggioranza stessa ha fornito durante le
varie fasi dei lavori.
Prima della sospensione dell'Aula, signor Presidente, l'Aula
stessa ha delegato alla Conferenza dei capigruppo prima e alla
Commissione bilancio dopo, la definizione di alcune questioni,
quelle che già erano contenute negli emendamenti che erano già
stati depositati, che erano già stati inseriti nei fascicoli o,
immediatamente dopo la pubblicazione del fascicolo, entro i
termini previsti dai nostri lavori e dal Regolamento
parlamentare.
In particolare, la Commissione bilancio aveva un incarico a cui
ha adempiuto. L'Aula ha seguito, di conseguenza, le decisioni
della Commissione bilancio.
A questo punto, signor Presidente, il mio invito é che la
Presidenza stessa controlli bene gli emendamenti che mette in
circolazione perché, a fronte della buona fede di tanti, possono
verificarsi distrazioni o, in alcuni casi, omissioni.
Signor Presidente, controlliamo bene.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, sono costretto a chiederle, per
l'ultima volta, a cosa si riferisce.
Se lei si riferisce, come penso, agli emendamenti sulla legge
successiva, non é questa la sede, sono d'accordo. Sono d'accordo
sul fatto che non vanno accolti emendamenti prossimi.
FLERES Non mi riferisco a quelli sulla legge successiva; mi
riferisco a quelli su questa legge.
PRESIDENTE No, su questa legge non ce ne sono.
FLERES Mi faccia finire, se non ce ne sono, non ce ne sono ma
controlliamoli bene perché, se per caso, dovesse essercene
qualcuno, ciò provocherebbe un clima di sospetto tra i deputati,
ed è questa la segnalazione che mi permetto di sottoporre
all'attenzione sua e del Presidente della Regione. Sicuramente si
scatenerebbe un clima impregnato di difficoltà e di tensione e di
tutto questo l'Aula non ha bisogno, soprattutto in questo
momento, quando siamo alla soglia del voto finale di due
importanti disegni di legge.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, se l'argomento è reale e,
soprattutto, quello che lei denuncia è un fatto concreto, sarà
evitato. In questo momento, dobbiamo discutere solamente degli
emendamenti legati alla legge sul turismo, cosa che abbiamo già
fatto e completato questo argomento, tutto quello che la
Conferenza dei Capigruppo ha deciso di demandare a livello di
legge sui Consorzi fidi sarà discusso successivamente
premettendo, tuttavia, che non sarà tollerata nessuna
introduzione di emendamenti presentati fuori termine.
Si procede con l'esame degli emendamenti aggiuntivi al disegno
di legge sullo sviluppo turistico.
Si passa all'emendamento A 43, a firma dell'onorevole
Ardizzone.
ARDIZZONE Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
quanto detto dall'onorevole Fleres ed intervengo proprio per
evitare il sospetto, perché quello che ci deve caratterizzare è
l'onestà intellettuale delle nostre azioni.
Avevo già presentato questo emendamento alla legge dei Confidi,
leggendo che c'è una norma apprezzabilissima che riguarda i
centri commerciali naturali, che crea un nuovo istituto, quello
che dà la possibilità ai privati di mettersi assieme al fine di
avere delle agevolazioni e dei benefici ai fini della
riqualificazione del territorio.
Abbiamo i cosiddetti centri polifunzionali', centri in cui vi
sono insediamenti commerciali e insediamenti residenziali e
uffici; sono già qualificati e non abbiamo bisogno di elargire
dei soldi per qualificarli.
Ebbene, la legislazione regionale non dice niente su questo
aspetto. Allora sto dicendo: poniamo una toppa ladddove la
legislazione non dice nulla e, quindi, prendiamo pure in
considerazione la possibilità affinchè vengano autorizzati i
centri commerciali nei cosiddetti centri polifunzionali il che
sarebbe prettamente attinente con l'articolo 10 che abbiamo
approvato.
CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è una
norma di tipo urbanistico che non c'entra nulla con la materia
che stiamo trattando. Signor Presidente, è una destinazione
urbanistica e ricordo che gli standard per le attività
commerciali e dei centri commerciali sono diversi da altri
standard per la localizzazione di altro tipo di attività,
compresi i centri direzionali e comprese le attività industriali
o artigianali.
Detto questo, credo che questo emendamento non solo è improprio
rispetto alle legge sul turismo, perché i centri commerciali di
cui si parla in questa legge avevo capito che avessero un'altra
finalità. Immaginavo, ad esempio, quei centri commerciali come i
mercati storici delle città che possono essere luoghi attrattivi
della promozione turistica di una Regione: la Vucciria', per
citarne uno.
Mi chiedo che attinenza abbia questa norma con l'autorizzazione
agli esercizi di vicinato nei centri polifunzionali. Faccio,
inoltre, una considerazione legata al fatto che qui si fa
riferimento ai centri polifunzionali le cui attività diverse da
quelle commerciali siano non inferiori al 20 per cento. Non
inferiori al 20 per cento significa però che possono essere dal
99 al 20 per cento. Stiamo parlando cioè di cose diverse dai
centri commerciali.
Credo addirittura che queste emendamento debba essere
dichiarato improponibile proprio perché nulla ha a che fare con
la legge che stiamo trattando.
PRESIDENTE Comunico che l'emendamento A43 viene trasferito al
disegno di legge n. 1019/A.
Si passa all'emendamento A15, a firma del Governo.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A17, a firma degli onorevole De
Benedictis ed altri..
Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A27, a firma degli onorevoli
Barbagallo, Gurrieri ed altri.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirare gli emendamenti A27, A22,
A23, A33 e A34.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
VICARI relatore. Dichiaro di fare mio l'emendamento A23.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A16, a firma dell'onorevole Misuraca.
Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A23, fatto proprio
dall'onorevole Vicari.
Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A1 e al relativo
subemendamento A.1.1.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per un chiarimento perchè il subemendamento A1.1.
recita: è soppresso il comma 2 ma di cosa non si sa.
PRESIDENTE E' un subemendamento all'emendamento A.1.
ACIERNO Benissimo, signor Presidente, si scriva dunque: è
soppresso il comma 2 .
PRESIDENTE Va bene, onorevole Acierno.
Il parere della commissione sul subemendamento A.1.1?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Il parere della Commissione sull'emendamento A.1?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
tentare di seguire. Abbiamo approvato un emendamento che prevede
che all'emendamento A1 è soppresso il comma 2 ma, nel testo
dell'emendamento A1, non esiste un comma 2; vi è un unico comma e
non esiste il comma 2.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, esiste. Le faccio notare che i
commi possono anche non essere numerati.
ACIERNO Signor Presidente, vorrei comprendere qual è il comma
2.
PRESIDENTE La lascio alla sua intelligenza.
Si passa all'emendamento A10, a firma dell'onorevole Fleres.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Per un richiamo al Regolamento
MICCICHE' Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non deve
prendersela con me a titolo personale quando le chiedo la parola.
Comprendo che si rivolge, probabilmente, ad un settore di
questo Parlamento ma la sua visione deve essere a 360 gradi. Se
un deputato alza la mano o un dito per chiedere di intervenire,
lei deve prenderne atto e non fingere di non vedere. Deve stare
attento perchè, ogni volta che mi richiama dicendo che devo stare
attento, considero ciò un'offesa personale.
E' lei che deve essere attento perchè io potrei anche gridare
La prossima volta, prenderò un microfono, un altoparlante, un
megafono e dirò che intendo parlare.
Volevo dare il mio contributo sul ragionamento relativo
all'emendamento A.1 perchè la soppressione del secondo comma è
una cosa che non regge, considerato che, nel momento in cui si
passa alla soppressione del comma 2 dell'emendamento A1, questo
articolo non serve a niente. Si tratta di acqua fresca che non ha
esecutività e non serve assolutamente a niente.
Le chiedo se avevo il diritto o no di dire questo, signor
Presidente, oppure se si tratta di un fatto secondario. Secondo
me, lei lo considera un fatto secondario.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, comprendo il richiamo, ma lo
faccia tempestivamente, come sempre ha fatto perchè le
statistiche insegnano che lei è fra i deputati che intervengono
di più.
Riprende la discussione del disegno di legge 788-376-550-957/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A20, a firma della
Commissione.
Onorevole Beninati, ha chiesto di parlare?
BENINATI presidente della Commissione. Pensavo mi fosse
stato chiesto di illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Beninati, ha la possibilità di
intervenire visto che l'emendamento non è ancora stato posto in
votazione.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Beninati, l'ultimo comma dell'emendamento A20, così recita: «Al
comma 4 sono soppresse le parole da' e comporta' fino alla fine
del comma», ma vogliamo sapere il contenuto della fine del comma
che stiamo abrogando.
BENINATI presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ho chiesto la parola per chiarire.
Il quarto comma completa la parte prima dell'emendamento:oggi
un'attività di bed and breakfast può realizzarsi solo se il
gestore è residente nell'immobile in cui si vuole esercitare
tale attività. Mentre, invece, con l'emendamento proposto si dà
la possibilità, avendo la disponibilità di un immobile diverso
dalla propria dimora, di realizzare egualmente un'attività di
bed and breakfast .
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
d'accordo con la prima parte dell'emendamento ma non con l'ultimo
comma perché, onorevole Beninati, secondo me viene meno la
filosofia stessa del bed and breakfast.
Io credo che la filosofia del bed and breakfast sia quella di
fornire, oltre che l'ospitalità di un appartamento anche,
diciamo, il calore di una famiglia
PRESIDENTE Ha concluso?
SPAMPINATO No, non ho concluso, signor Presidente.
PRESIDENTE E allora si accinga a concludere, per piacere.
SPAMPINATO Quindi, credo che sia proprio nata con la
filosofia di rendere fruibile la propria dimora mettondola a
disposizione dei loro ospiti.
Pertanto, mi dichiaro contrario all'ultimo comma
dell'emendamento.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
cercato, infatti mi sono fatto chiarire dall'onorevole Beninati
il senso dell'emendamento, perché non mi ricordavo la norma.
Anch'io non condivido l'emendamento, e per una ragione.
La logica del bed and breakfast è quella in cui il residente,
nell'organizzazione della propria casa, prevede uno spazio che
mette a disposizione a terzi affittandolo e gestendo, quindi in
una dimensione familiare, il rapporto alberghiero.
Ma se l'immobile destinato a questa attività non è residenza o
domicilio, teniamo conto che si prevedono anche degli incentivi,
dei contributi, bisogna che vi sia un elemento di certezza. Se
uno non è residente in un appartamento e ha due appartamenti e
uno lo mette a disposizione per terzi, non è più un bed and
breakfast , è un'attività alberghiera.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, l'emendamento A20 viene
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'emendamento A47, a firma del Governo.
ORTISI. Chiedo, anche a nome dell'onorevole Spampinato, di
apporre la mia firma all'emendamento A47.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Assessore Granata, la frase successivo all'inserimento del
sito nella WHL dell'UNESCO viene cassata?
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE Comunico che in sede di coordinamento formale del
testo della legge d'ufficio si provvederà in tal senso.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho già avuto
modo, in IV Commissione, durante l'esame degli emendamenti che
l'Aula ci ha trasferito per il parere, di evidenziare, al
Presidente della Commissione, onorevole Beninati, e al relatore,
onorevole Vicari, che questo emendamento che, per altro, non è
l'emendamento originario ma un'ulteriore riscrittura, ma non ha
importanza perché il senso dell'emendamento è rimasto di fatto
invariato, non solo non era apprezzabile - così come risulta
dal verbale della quarta Commissione - e ciò in quanto è
competente l'UNESCO e non ha alcuna attinenza, pertanto, con il
Turismo ma con i Beni culturali, ma coinvolge pure l'Industria,
considerato che prevede anche revoche di concessioni che vengono
rilasciate dall'Assessorato all'Industria.
Anche su questo la IV Commissione, non avendo alcuna
competenza, non ha potuto esprimere parere, e in più il
Presidente Beninati si era impegnato, in merito a questo
emendamento, firmato prima dal Presidente Cuffaro, così come ci
era stato comunicato dall'Assessore Granata durante i lavori
della IV Commissione e oggi ripresentato invece a firma
dell'onorevole Granata, di scrivere una lettera al Presidente Lo
Porto con la quale avrebbe chiesto come mai anziché inviare
questo emendamento per il parere alle Commissioni competenti -
la V Commissione e la III Commissione - fosse stato inviato
invece alla IV Commissione.
Pur non di meno, ritenendo che evidentemente l'onorevole
Beninati ha dimenticato di mandare al Presidente Lo Porto la
suddetta lettera e trovandoci oggi, invece, a dovere esaminare
questo emendamento, ai sensi del Regolamento interno, signor
Presidente, chiediamo che lo stesso non venga discusso perchè
mancante del parere delle Commissioni di merito.
Entrando invece nel merito credo che titolare di questo
emendamento sia l'Assessore Granata e non il Governo. Forse
l'Assessore Granata firma a titolo personale...
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. La tua sfortuna è che sono in questo Governo. Per
sfortuna tua e degli interessi che difendi.
ACIERNO No, per tua sfortuna non per mia. Veda, assessore
Granata, io diversamente da lei, non ho assolutamente nulla da
nascondere della mia vita sia politica che professionale.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la prego di non trascendere.
Quando si parla dal microfono non si deve trascendere.
ACIERNO Signor Presidente, chiedo di parlare per fatto
personale, alla fine della seduta.
Entrando nel merito invece dell'emendamento e approfittando
della presenza dell'Assessore ai Beni culturali e del Presidente
della Regione, ritengo che proporre una norma che autorizzi la
revoca di concessioni già rilasciate dagli Uffici regionali, che
a suo tempo hanno rilasciato queste concessioni, ha fatto sì che
tutte le norme di legge collegate a questo tipo di concessioni,
siano state tutte assolutamente ben interpretate, e quindi non
so che ripercussioni si possano avere con le eventuali richieste
di risarcimento danni che le società, che stanno facendo
prospezioni, ricerche e sfruttamento dei giacimenti di
idrocarburi, possano avanzare alla Regione. Non so, pertanto, se
il mio voto su questa norma possa anche coinvolgermi in seguito
sotto il profilo strettamente personale, anche se dubito di
questo.
Però voglio che resti agli atti di questo Parlamento una mia
considerazione: quando l'UNESCO ha deciso di promuovere nella
World Eritage List alcuni comuni, per qualificare il barocco,
già la Regione aveva rilasciato le concessioni. Ciò significa che
per l'UNESCO non è stato assolutamente ostativo ai fini
dell'inserimento nella Eritage World List di quei comuni del
barocco' il fatto che la Regione avesse già autorizzato società a
prospezione e ricerca di idro-carburi.
Concludendo, voglio dire all'Aula che è vero che quando
qualcuno sente la parola idrocarburi pensa ai grandi centri di
raffinamento del petrolio, come quelli di Gela o di Milazzo. In
verità, in queste zone, stanno cercando solo il metano. E la
ricerca del metano corrisponde all'escavazione di un pozzo che
per dimensioni è identico ad un pozzo per la ricerca dell'acqua.
Qualcuno, e non so chi, sta ingigantendo la questione, come se
le società stessero cercando il metano all'interno delle chiese
barocche della Sicilia.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, ha raddoppiato il tempo
concessole.
ACIERNO Finisco esprimendo il mio voto contrario
all'emendamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che hanno chiesto di
parlare dieci colleghi, più il Governo.
CRISAFULLI Poi parla anche l'opposizione.
SAMMARTINO Ma lasciate parlare il voto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, desidero sapere se
l'onorevole Granata vuole ancora intervenire.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Ritiro la mia richiesta.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che questa vicenda sia nota a molti e tuttavia, proprio per
giustificare l'apposizione della firma e il voto favorevole che
evidentemente annuncio, è opportuno che io fornisca alcuni
chiarimenti.
L'UNESCO già nell'atto in cui si è pronunciata per inserire
questi siti nella sua lista dei siti di patrimonio dell'umanità,
ha preteso e chiesto, non soltanto che i siti avessero una
determinata caratteristica, ma che fossero dotati, attraverso le
amministrazioni locali e regionale, di un piano di gestione che
fosse coerentemente rivolto a un'idea di sviluppo compatibile con
le risorse stesse ed è importante che questo Parlamento sappia
che attività che non siano coerenti con questo modello di
sviluppo insito nella valorizzazione e promozione del sito UNESCO
comportano immediatamente da parte dello stesso organismo
procedimenti di revoca del riconoscimento adottato.
Questo ha conseguenze anche sull'apprezzamento turistico delle
aree, esattamente nella misura in cui il riconoscimento apporta
un incremento di presenze turistiche per la sola notorietà e
qualificazione dell'area, e la individuazione di elementi
contrastanti con questo tipo di messaggio comporta un detrimento
in termini di immagine, così come è stato osservato da parte di
molte testate nazionali che di questa vicenda hanno esaltato la
contraddittorietà.
Inoltre, c'è da dire che questo pronunciamento dell'Aula giunge
a valle del pronunciamento del territorio in cui, la vicenda più
nota di queste, e cioè il permesso di ricerca alla Panteroil
nella vasta area del Tellaro, ha suscitato.
Ci sono forti reazioni di tutti o quasi tutti i sindaci dei
comuni interessati, del presidente della provincia del territorio
interessato e di moltissime associazioni e comitati cittadini.
In ultimo, e non dovrei essere io a spiegarlo, la Giunta
regionale ha già adottato due provvedimenti, con chiarissimo
indirizzo politico, coerenti con quello di questo emendamento di
legge. Il punto è semplicemente che quegli indirizzi annunciano
la sospensione delle trivellazioni, ma sono inefficaci a produrre
questo effetto perché quelle trivellazioni in questo momento
proseguono sulla base di un decreto assessoriale e dovrebbe
valere analogo provvedimento, cioè analogo decreto assessoriale o
presidenziale per revocare il permesso o per annullare il decreto
già emesso. Questo non è accaduto, quindi assistiamo al paradosso
di due delibere di Giunta in cui si vuol fermare, o si dice di
voler fermare le trivellazioni, e questo non è possibile perché
se coerenza deve essere ciò sarà possibile solamente con il voto
a questo emendamento.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto
che questo emendamento debba essere bocciato, perché c'è un
problema di revoca di concessione già attivate.
Nelle stesse aree è altresì revocata ogni concessione già
attivata. Questo è oggettivamente illegittimo e creerebbe una
serie di enormi contenziosi.
Io sono contrario all'emendamento perché il problema è la
revoca...
SPAMPINATO Dove è scritto revoca?
TUMINO Il problema è quello dell'impatto ambientale. Io posso
capire che l'opera o la ricerca produca un impatto ambientale per
cui bisogna evitare che succeda, ma la ricerca del metano a cui
io ho assistito e che conosco, è oggettivamente pulita. Non crea
nessun tipo d'inquinamento né all'esterno né complessivamente su
quel pezzettino di territorio su cui opera. Quindi privarci, noi
come Regione Sicilia, della possibilità di avere delle risorse, è
ridicolo, quando questi fatti non intervengono minimamente né sui
beni culturali, né sul turismo. Ecco perché io ritengo che questo
emendamento vada bocciato e semmai si faccia un emendamento
diverso teso ad impedire la ricerca nella misura in cui determini
un impatto ambientale che possa pregiudicare il turismo e tutto
il resto. Allora ha un senso altrimenti diventa un modo con cui
noi ci facciamo del male.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò europeo.
Cominciamo con il dire che nella gerarchia delle fonti una
disposizione legislativa è sopra ogni disposizione giuntale, di
Giunta. Per cui se noi votiamo una disposizione legislativa
annulliamo tutto ciò che è a valle, dal punto di vista della
gerarchia delle fonti. Faccio due osservazioni, la prima: nella
filosofia del viaggiatore di cui parla spesso l'onorevole
Granata, e io sono d'accordo e penso che lo sia anche l'Assessore
Pagano, il viaggiatore, ed ecco perché c'entra la legge sul
turismo, viaggia per che cosa? Per vedere, per conoscere, per
apprendere, per cui il patrimonio dell'Unesco c'entra, perché è
la cosa per la quale si viaggia.
Seconda osservazione di merito, icastica. La Sicilia è talmente
bella che non va né perforata, né trivellata, ma soltanto
scavata
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
evitare che il mio intervento fosse interpretato erroneamente e
che possa essere considerato aggressivo nei confronti del
territorio siciliano...
Vorrei evitare che il dibattito su questa cosa fosse un
dibattito omogeneo, di moda, tutto appiattito.
Io, personalmente, capisco che la Regione siciliana ha un
grande patrimonio storico, artistico, culturale, che ha bellezze
paesaggistiche, che ha la spettacolarità dei suoi siti, ma
ritenere adesso che la Sicilia o l'Italia, perché fatti di questo
genere si possono determinare anche fuori dalla nostra Regione,
debbano decidere aprioristicamente che non solo si debba
impedire la coltivazione del giacimento, ma che si possano fare
delle ricerche sui giacimenti.
Che si sia determinata la situazione che tutti conosciamo a
Siracusa, per un'area grande, ma tutto sommato contenuta in un
territorio, io credo che sia del tutto legittimo che le forze
sociali, le forze economiche, le forze politiche, le istituzioni
abbiano potuto assumere l'atteggiamento che hanno assunto, ma che
si stabilisca che le aree riconosciute patrimonio dell'umanità
dall'UNESCO e dunque anche, faccio l'ipotesi, tutta la Val di
Noto ....
ORTISI E' circoscritto.
CRISAFULLI Questo lo dici tu. Nella proposta di
riconoscimento del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO è avviata
in maniera circoscritta. Io le posso assicurare, onorevole
Ortisi, siccome sono cittadino del mondo anch'io, che ci sono
parecchi che intendono inserirsi, essendo nell'area della Val di
Noto. Noi abbiamo una normativa in tal senso e decidere in
astratto che da Pachino a Piazza Armerina, che tecnicamente, a
norma della legge numero 433 che definisce le aree generali della
Val di Noto, si possa impedire anche la possibilità della
ricerca di un giacimento ...
ORTISI Non è così. C'è il barocco da salvaguardare.
CRISAFULLI ... a Piazza Armerina ci sono spettacolari
insediamenti di barocco inseriti nella legge 433 come area della
Val di Noto siciliana. Se lei mi dice che non è così, io la
invito a Piazza Armerina, ospite mio e dell'onorevole Tumino, le
facciamo vedere la spettacolarità di questi insediamenti.
Io sto facendo, se lei mi permette, un ragionamento: che si
impedisca in un'area, che si impedisca in un territorio, posso
anche ammetterlo, che si decida dopo che si è trovato il metano o
il petrolio, che non è utile coltivarlo perché è più utile avere
il Teatro greco di Siracusa che rende di più della coltivazione
del petrolio, lo comprendo.
Ma che si stabilisca che sotto Piazza Armerina, centro ricco di
monumenti, non si possa fare la ricerca di idrocarburi allo stato
liquido allora bene lo comprenderei, ma se si trattasse di quello
gassoso, del metano che è fonte riconosciuta universalmente meno
inquinante, pulita, costosa per noi che la importiamo
dall'Algeria, dalla Libia, allora non lo comprenderei. E dire che
sotto la Sicilia passano proprio i loro enormi gasdotti, senza
lasciare alcun utile alla Sicilia.
Ma se una classe dirigente che è tale non ritenga di dire
laddove il territorio ritiene di dovere apporre un vincolo di
intesa con l'Assessorato, con il Governo regionale il vincolo ha
un valore.
Ma non mi trovo d'accordo sul fatto che si stabilisca per legge
che una classe dirigente decida di non effettuare neanche delle
ricerche sul suo territorio e accertarsi se esista o meno la
possibilità di avere la benzina ad un costo diverso, il metano ad
un costo diverso, il petrolio ad un costo diverso.
Se a Piazza Armerina scoprissimo, ad esempio, una cava di
diamanti? Non potremmo fare nulla, non possiamo neanche capire se
esistono perchè non potremmo fare le ricerche.
Accolgo il sentimento e l'intenzione dei colleghi e sono
disponibile a trovare una formula legislativa.
Non possiamo però costruire una palizzata - dovrei assumere un
atteggiamento diverso secondo certe logiche - ma siccome credo
che la modernità di uno schieramento è anche nella capacità di
sapere governare fatti veri, come questi, e allora se riusciamo a
comprendere che così si determina anche una possibilità ulteriore
di crescita e di sviluppo allora noi ci misuriamo con un problema
vero non facendo la demagogia che ci porta invece a non toccare
nulla.
Ma non toccare niente sarebbe la soluzione più semplice.
Credo che noi abbiamo il dovere di non deturpare, di non
scassare, non dobbiamo aggredire il territorio ma dobbiamo
consentire all'attività di crescita di questa Regione di potere
andare avanti.
BENINATI presidente della Commissione. Signor Presidente,
sull'argomento sono stato chiamato in causa dai colleghi di
Commissione che sono intervenuti, quindi, devo chiarire che la
Commissione sull'argomento, sull'articolo che in effetti è stato
riscritto - anche se mi pare che l'emendamento A14 sia stato
ritirato dal Governo - si è trovata nell'impossibilità di
esprimersi, in quanto anche se noi inseriamo in molte norme la
parola del turismo' questa norma con il turismo non c'entra
nulla.
La Commissione quindi ha ritenuto che in ogni caso
necessitavano, di certo, sull'emendamento A14 i pareri della III
Commissione e della V Commissione, forse, anche quello della IV
Commissione.
Credo, Presidente, che su questo emendamento, sul quale ora si
sta ampliando la discussione più del previsto, non credo che
l'Aula possa esprimersi senza il preventivo parere della
Commissione, sempre che lei non decida, e la sua volontà é
sovrana, di metterlo ai voti.
Non comprendo - e questa é una mia valutazione personale e non
voglio confondere assolutamente il mio parere con altri -, come
il Presidente della Regione, in questo momento, non intervenga,
in quanto, in effetti, con questo articolo - che é improponibile
- dovremmo fare una sanatoria di qualcosa che non abbiamo in
alcun modo fatto. Inoltre - e questo é il mio pensiero -,
dichiaro il mio voto contrario, ma non in qualità di Presidente
della Commissione perché questa non si é espressa, proprio per le
motivazioni che ho detto.
Stiamo facendo una sanatoria di non so cosa; condivido gli
interventi degli onorevoli Crisafulli e Acierno perché,
effettivamente, sulle prospezioni si dovrebbe capire di cosa si
parla.
Io pongo un altro problema: in effetti, dovremo anche
precludere la realizzazione di pozzi di acqua in Sicilia, perché
é la stessa cosa. Aggiungiamo, allora, a questo emendamento ben
altro. Cominciamo a precludere anche i pozzi d'acqua perché, in
effetti, non vedo la differenza fra un pozzo di metano ed un
pozzo d'acqua
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Gurrieri. Ne ha
facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che su
un argomento come questo, così importante e delicato, il momento
non sia adatto, anche perché io immaginavo l'onorevole Crisafulli
un uomo di grande sensibilità ambientalista ed invece lo ho udito
dare un giudizio tranciante su chi si pone in modo corretto nel
dire di stare attenti, poichè abbiamo un territorio con una
visibilità storica particolare; chi vi parla in questo momento
può portare una testimonianza. Nell'altopiano ragusano c'é
un'impresa americana che sta perforando e ha già stravolto il
territorio, trovandosi d'accordo con qualche amministratore
incapace che ha la propensione ad accettare mance'.
In questo momento, in Sicilia c'é un business particolare. Ci
sono società che si formano per fare l'eolico ed anche qualche
amministrazione o qualche organo sensibile, emanazione
dell'Assessorato ai beni culturali, onorevole Pagano, mi
riferisco alla sovrintendenza di Ragusa, la quale é stata
denunciata da una società per avere detto no ad una centrale
eolica per installare 84 pali con un altezza di 110 metri.
Questa ditta ha chiesto un risarcimento di 13 miliardi di
vecchie lire per intimorire quei funzionari sensibili e
coraggiosi che hanno avuto il merito di fare da argine a questo
tipo di attività.
Io non sono innamorato solo di una tesi, ma se a livello
regionale c'é un Governo che ha un orientamento di salvaguardia
del territorio, devo avere l'onestà intellettuale di approfondire
questa posizione e quindi, al limite, confrontarmi per cercare di
non essere superficiale e dire che non possiamo impedire
un'eventuale opportunità economica al territorio. Ma quale?
Quando c'è l'estrazione, la proprietà è dello Stato, non può
essere del Sindaco o del Presidente della provincia.
Allora, se c'è questa consapevolezza, caro onorevole Granata,
sono disponibile a partecipare a tutte le iniziative per creare
questa opportunità di sensibilizzazione.
Se la mia provincia, tra tre anni avrà un aeroporto in cui ci
sono già operatori economici che stanno mettendo gli occhi su
quel territorio perché ci sarà l'aeroporto e ci sono già 7
villaggi che vi operano, ebbene, quel territorio ha una vocazione
particolare che è il turismo ed io non ho bisogno di fare questo
tipo di impianti; li vadano a fare in altri posti.
Su questo dobbiamo confrontarci e, per quanto mi riguarda, pur
rispettando la posizione di qualche mio collega di Gruppo, a cui
sono devoto, la libertà di ognuno di noi deve esprimersi secondo
coscienza ed io ho ritenuto di dare un modesto contributo a
questo argomento.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro,
sfidando un po' l'onorevole Acierno, che il mio voto, che
dichiaro essere favorevole a questo emendamento, possa
coinvolgermi, così come ventilato dall'intervento del collega, in
un eventuale risarcimento danni da parte di coloro i quali già
esercitano questo tipo di attività sul territorio.
Io so che ciò non accadrà, lo so io, lo sa l'onorevole Acierno,
perché un noto principio costituzionale, conosciuto anche dai
bambini, prevede che le opinioni espresse e i voti dati
nell'esercizio delle funzioni siano insindacabili.
Onorevole Acierno, lei ha fatto riferimento al fatto che
attraverso questo voto ci poteva anche essere un coinvolgimento
di natura economica, un'eventuale iniziativa risarcitoria da
parte dei concessionari.
Credo, che questo si possa definire terrorismo psicologico, in
quanto serve a non far comprendere concretamente di che cosa
stiamo parlando.
Noi non stiamo proponendo, non sta proponendo l'onorevole
Granata, il quale non firma questo emendamento né come componente
del Governo, né come deputato (forse da questo punto di vista
sarebbero anche ammissibili le richieste di ulteriori firme
all'emendamento); stiamo parlando di un territorio molto
circoscritto, oggetto di valutazione particolare da parte
dell'UNESCO per determinarne il riconoscimento.
Non stiamo parlando dell'intero territorio della Sicilia, per
cui così com'è cercate di farci passare - onorevole Crisafulli,
lei ha anche un po' accentuato i toni, fermo restando che poi ha
fatto delle proposte concrete - per i retrogradi che non vogliono
lo sviluppo della Sicilia, che non vogliono che si creino
condizioni ulteriori per lo sviluppo della società siciliana. Noi
vogliamo tutelare dei beni che non possono essere paragonabili a
nient'altro.
Il territorio oggetto di questa sensibilità da parte
dell'UNESCO non sarebbe lo stesso se dentro ci fossero i
trivellatori, non sarebbe lo stesso se all'interno ci fossero i
momenti di determinazione di coltivazione di idrocarburi; è
questo che noi chiediamo.
Credo, che l'Assessore Granata abbia già immaginato anche
qualche modifica rispetto a questo tema, affinché questo
emendamento possa essere migliorato. Ma è il principio che ci è
caro, per cui il territorio oggetto di riconoscimento da parte
dell'UNESCO deve essere necessariamente tutelato.
Onorevole Presidente della Regione, approfitto della sua
dichiarazione di volontà di intervenire sul tema, anche per
chiederle, considerato il fatto che da notizie giornaliere
sappiamo che la Giunta regionale ha deliberato la revoca di
concessioni riguardanti insediamenti nel territorio ragusano, se
questa deliberazione della Giunta abbia prodotto effetti concreti
o se al contrario, mancando il successivo atto amministrativo,
non stia producendo, invece, alcun effetto e le trivellazioni
continuano in questo territorio.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà:
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non solo
voterò a favore di questo emendamento, ma chiedo di poter apporre
la mia firma, perché questa è una delle poche cose coraggiose che
questo Governo sta proponendo, se si può ascrivere al Governo
questa decisione, dato che dalle voci che sento non mi sembra che
il Governo sia compatto.
Comunque siamo in un Parlamento e credo che il Parlamento sia
sovrano, diamo ora parola al Parlamento per poter prendere una
decisione.
Prima di passare alla votazione, signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi sembra giusto dare maggiori informazioni su
quest'argomento.
Io sono stato uno dei primi presentatori di un'interrogazione
relativa alla questione della Pantoil ed ancora - sono passati
più di dieci mesi - aspetto la risposta dell'Assessore
competente.
Probabilmente, l'Assessore non risponderà, perché chiaramente
dovrebbe sconfessare un collega che lo ha preceduto - l'assessore
Noè - , che ha dato l'autorizzazione alla società texana,
affinché potesse trivellare.
Quest'argomento è risaputo, ormai c'è una letteratura in
quest'ultimo periodo su quest'argomento e mi pare superfluo
spendere parole a favore di questa decisione di impedire a tutti
i costi uno scempio del territorio.
Ma è chiaro che, visto che l'onorevole Crisafulli ha fatto
riferimento a problemi di carattere sociale ed economico - io
posso anche capire quali siano le sue ragioni -, dico di fare
un'analisi degli ultimi cinquant'anni della storia della nostra
Regione, perché al riguardo questo tipo di attività produttiva
non ha recato alcun vantaggio alla nostra Regione; basta vedere
quello che è successo a Gela, a Milazzo, a Melilli e ad Augusta.
Andiamo a vedere che cosa ha dato questo tipo di attività
produttiva; assolutamente niente, anzi ha ucciso la speranza
della nostra Regione di diventare leader del turismo.
Io non capisco per quali ragioni il mondo intero dovrebbe
venire in Sicilia. Non certo per andare a vedere le
trivellazioni, assolutamente, non è questa l'aspirazione di
questa Regione. Essa ha bisogno di ben altro sviluppo e non di
quello che non ha potenzialità, potenzialità , tra l'altro che ha
fine economico per le altre società.
Ma a parte questo, lasciando un attimo quest'aspetto che
condivido ed appoggio, ne esiste un ultimo da valutare.
Noi abbiamo tralasciato quest'argomento. C'è questa società
texana che è venuta a colonizzare il nostro territorio. Io dico
che la nostra Regione ha un potenziale economico industriale che
si chiama Sarcis, che sta per essere svenduta dalla Regione.
Questa società faceva ricerche petrolifere non solo nella nostra
Regione ma addirittura fuori dalla Sicilia e noi la stiamo
svendendo, dando possibilità ad una società texana di fare
trivellazioni in Sicilia, quando noi, appunto, abbiamo una
struttura industriale che è la migliore in assoluto in Italia.
E' assurdo che avendo questa capacità economica nella nostra
Regione, la stiamo svendendo e per di più dando la possibilità
agli americani.
Questo è un aspetto che deve fare riflettere, signor
Presidente. Proprio su questo ho presentato un'interrogazione ed
aspetto una risposta. Ho fatto un paragone fra la concessione che
diamo alla Pantoil e la svendita della nostra società regionale
che fa le ricerche sugli idrocarburi non solo in Sicilia ma anche
all'estero.
Tutto ciò per dire che la contraddizione di fondo sta proprio
in questo e mi pare che - l'onorevole Presidente non mi ascolta,
ma probabilmente non sa cosa rispondere su quest'argomento -, il
nodo centrale sia proprio questo: da un lato diamo la possibilità
di svendere la nostra Regione e dall'altro svendiamo il nostro
patrimonio, la nostra società, che si chiama Sarcis, che è una
società a livello internazionale che produce attività di
estrazione di idrocarburi nelle zone dove è possibile farlo, dove
non si producono impatti ambientali o disastri di questo genere.
Quindi, la contraddizione di fondo sta in questo e mi pare che
questa sia stata l'occasione per poter parlare
dell'interrogazione che ho presentato lo scorso anno e quella
sulla Sages, in merito alla quale aspetto risposta.
Speravo che il Presidente ascoltasse questa mia accorata
dichiarazione. Vorrei conoscere il motivo per il quale lei,
onorevole Presidente, non risponde alle interrogazioni da me
presentate relative alla vicenda Sages, alla Pantoil, al fatto
che distruggiamo il nostro territorio e svendiamo la nostra
società regionale al primo venuto.
Sicuramente, oggi, lei, onorevole Presidente, non ha
possibilità di rispondere perché non è attrezzato. Ritengo, però,
che abbia la possibilità di rispondere nei tempi debiti; spero
che nelle prossime sedute risponderà, in modo tale che si possa
agganciare la tematica di oggi con la tematica generale della
ricerca sugli idrocarburi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Sbona. Ne ha
facoltà.
SBONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho partecipatoai
lavori della IV Commissione, in quanto ne sono vicepresidente e
vorrei fare due considerazioni brevissime.
Innanzitutto, di carattere regolamentare e procedurale. Mi
associo al parere del collega Presidente e dell'onorevole
Acierno, i quali, in maniera sintetica, dal punto di vista
regolamentare, hanno detto che in seno alla Commissione non è
stato fatto alcun apprezzamento, soprattutto perché si tratta di
un argomento non pertinente, che sicuramente aveva, invece, la
necessità di essere sottoposto all'esame di altri commissioni.
Un'altra considerazione, di carattere politico e personale,
voglio farla rivolgendomi all'assessore Granata. Caro Assessore,
noi siamo ancora qui a discutere in quanto, ieri, dopo un
incidente di maggioranza, c'è stato un ricompattamento della
maggioranza perché, alla fine, abbiamo riconosciuto la bontà di
una legge, però, contemporaneamente abbiamo detto che alcuni
pezzi di questa legge non potevano essere apprezzati.
Lei, caro Assessore, insieme alla Commissione hai preso atto
che questo era un argomento che non si confaceva e non si confà a
quello che è lo spirito della legge sul turismo. Entrando
brevemente nel merito, non capisco come mai ci sia stata una
delibera di Giunta che, in un tempo storico precedente, ha
autorizzato le trivellazioni; non capisco come mai ora, a
distanza di poco tempo, ci sia stata un'altra delibera di Giunta
che revoca questo.
A questo punto, dico che sarebbe opportuno capire di che cosa
stiamo parlando. Mi sembra che l'onorevole Crisafulli, in maniera
precisa, abbia espressamente detto - e lo condivido - che qui si
tratta non di trivellare per l'estrazione di petrolio, bensì di
fare degli studi, delle prove per potere estrarre quella che è
l'energia più importante e pulita: il gas metano.
Non capisco perché dobbiamo impelagarci in un discorso
ecologista; avremo la possibilità, poi, di parlare dei
termovalorizzatori, a settembre, e di tante altre cose che,
sicuramente,saranno motivo di discussione, considerato che c'è
qualcuno che la pensa in un modo e qualcuno in un altro.
Però, dobbiamo avere la forza di dire le cose come stanno.
Dal punto di vista procedurale, ritengo - ne abbiamo discusso
in Commissione -, che questo emendamento non sia stato
apprezzato e di questo ne ha preso atto anche l'assessore Granata
che, questa sera, vede una maggioranza ricompattata che vuole
dare, non solo un parere a questa legge, che è giusto fare dopo
15 anni di assenza di una legge sul turismo, però, non possiamo
tramutarla in una legge omnibus' dove, a convenienza, si fanno
deroghe su deroghe.
Caro Presidente - e concludo -, nel caso in cui si dovesse
votare questo emendamento, le preannuncio il mio voto contrario.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Vicari. Ne ha
facoltà.
VICARI relatore. Signor Presidente, onorevole Presidente
della Regione - che, in questo momento, deve assorbire posizioni
abbastanza diverse che, poi, probabilmente, dovrà anche prendere
una posizione che non invidio -, onorevoli colleghi, devo
precisare che la Commissione non si è espressa perché si è
ritenuta incompetente, però, la Presidenza dell'Assemblea, ci ha
trasmesso ugualmente l'emendamento, per cui, ritengo che abbia
ritenuto che la IV Commissione fosse competente.
Onorevoli colleghi, vedete, su un tema così importante, credo
ci sia la chiave di volta di questa riforma.
Tutto ciò che si è fatto fino a questo momento è una riforma;
si poteva fare, certamente, anche meglio, ma non costituisce quel
colpo di reni di cui si parlava, ieri, dopo quanto accaduto,
perché credo che, con questo tipo di atteggiamento, si sia fatta
una scelta precisa sull'identità della Regione siciliana, sul suo
sviluppo e anche su quello che significa turismo in Sicilia.
Io non sono assolutamente d'accordo sul fatto che questo
emendamento non sia coerente con il turismo anzi, probabilmente,
andava inserito all'articolo 1, perché poter scegliere e dare un
segnale chiaro e inequivocabile sullo sviluppo che la Sicilia
vuole intraprendere è abbastanza chiaro.
La correzione presentata dal Governo diminuisce la portata
dell'intervento fatto in Commissione; si levano dalla proposta
del Governo tutte le problematiche sull'energia eolica e si
stabilisce un principio che è sacrosanto.
Laddove un territorio pena mesi ed anni per farsi riconoscere
patrimonio dell'Unesco, significa che decide la propria identità,
significa che decide verso cosa vuole andare, significa che
decide qual è lo sviluppo che vuole adottare, non ci può essere
un altro ente che non in sintonia con un percorso che ha fatto un
territorio vada
ACIERNO Dobbiamo dire la verità, le concessioni erano già
rilasciate. Diciamo le cose come stanno, non mistifichiamo la
realtà
VICARI relatore. Io non sto mistificando alcunché, non l'ho
interrotta, onorevole Acierno, mi faccia esprimere il mio
pensiero
Se io fossi un membro del Governo, un autorevole membro di
questo Governo, come è l'assessore Granata o il presidente
Cuffaro, fare una scelta di questo tipo significherebbe far
scegliere alla Sicilia qual è il suo sviluppo preminente,
significherebbe far scegliere alla Sicilia qual è la strada che
vuole intraprendere nei prossimi venti anni, significherebbe
destinare risorse, uomini e scelte verso una strada che è quella
turistica.
Allora, una riforma del turismo non può prescindere dal dire
quali identità la Sicilia vuole intraprendere; ecco perché dico
che questo tipo di emendamento andava inserito all'articolo 1,
perché vi sono i principi e le finalità del turismo nella Regione
siciliana.
Tra l'altro la riscrittura stabilisce che dopo l'individuazione
dei siti dell'Unesco, ogni concessione successiva a questo
inserimento nella World List viene revocata, ma solo dopo che un
territorio ed un ente superiore alla Regione siciliana hanno
deciso che quello non appartiene né a Noto, né a Siracusa, né ad
Agrigento, ma ad a un patrimonio dell'umanità e nessuno ha il
diritto di andare a fare delle scelte diverse rispetto a questa
ipotesi. Per cui, non soltanto voterò favorevolmente a questo
emendamento, ma voglio complimentarmi di questo scatto d'orgoglio
che il Governo con questo emendamento ha rappresentato.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ritenuto
opportuno intervenire perché è evidente che non stiamo discutendo
soltanto sulla pertinenza o meno di un emendamento, anche perché
molto spesso la pertinenza dei testi, rispetto agli emendamenti
che vengono prodotti, è legata ad un atto di volontà.
Qui, siamo in presenza di una discussione che riguarda non una
visione vincolista o una visione di fondamentalismo ambientale.
La richiesta di assumere alcune porzioni ed eredità, che ci
consegna la storia del nostro territorio, a patrimonio mondiale,
costituisce - come dire - non una imposizione. Non credo che quel
territorio, quella porzione di territorio, quei siti che sono
presenti in quel territorio o in altre parti della Sicilia o del
mondo abbiano agito o subito la dichiarazione dell'Unesco di
patrimonio dell'umanità.
E' un valore e come tale dobbiamo valorizzarlo, come tale
dobbiamo assumerlo nella prospettiva che sempre abbiamo detto; io
non sono tra quelli che pensa che una grande Regione come la
Sicilia possa ipotecare il suo modello di sviluppo esclusivamente
sul turismo. Ho sempre pensato che una grande Regione abbia il
dovere di pensare ad uno sviluppo che sia in grado anche di
diversificare la propria capacità di produzione, di consumo e di
costruzione della ricchezza e quindi di redistribuzione della
stessa ricchezza.
Però, non c'è dubbio che noi, in questa Regione, siamo una
generazione che ha ereditato una idea dello sviluppo, che è stata
in qualche modo ipotecata secondo una teoria tutta
produttivistica, ma che vedeva la Sicilia come la pattumiera del
nostro Paese.
Che cosa sono diventate alcune nostre coste, immaginando un
modello di sviluppo fondato, ad esempio, sull'attività
petrolifera o sulla chimica - penso a quell'aria del siracusano -
; che cosa è diventato una porzione del territorio in nome di un
modello di sviluppo? Oltretutto, un modello di sviluppo che
quando si è esaurito ci ha lasciato, in eredità, non soltanto la
disperazione sociale, ma anche la devastazione ambientale.
Ed allora, da questo punto di vista, credo che fare la scelta
che stiamo facendo, che mi auguro il Parlamento faccia, fermo
restando che mi rendo conto che apporre vincoli in maniera estesa
rischia di produrre, di incentivare la dinamica di aggirare gli
stessi vincoli. Credo che la scelta che questa Regione debba
fare sia una scelta di modello, di idea, di prospettiva del suo
futuro.
Investire sulla nostra storia come capacità di dare e di
pensare alla ricchezza del futuro non è un valore indifferente
rispetto a cosa pensiamo, a quale futuro pensiamo per la nostra
Regione.
Ecco perché, credo che anche individuando le modalità c'è un
lavoro che si è fatto per verificare che le aree di pertinenza ai
siti possano essere le aree sulle quali la scelta che fa il
Parlamento siciliano sia di valore del futuro, perché non
appartiene solo a noi quel patrimonio, ma appartiene anche ai
nostri figli ed ai figli dei nostri figli.
Credo che sia giusto che il Parlamento approvi questo
emendamento, lo assuma e credo sia giusto che lo approvi anche in
maniera palese, in maniera tale che ognuno sia dinanzi alla
propria coscienza, ma anche dinanzi al rapporto con il popolo
siciliano, in grado di indicare e di dire per davvero cosa pensa
debba essere il futuro di questa Regione.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
più tardi di qualche settimana fa in Giunta di Governo abbiamo
avuto l'opportunità di dibattere su questo argomento.
In quell'occasione ci fu detto che l'UNESCO si era pronunziata
contro questo tipo di impostazione, e ci fu spiegato che, in
generale, la filosofia della massima autorità in materia
mondiale di beni culturali, ambientali e monumentali si era
pronunziata contro e che, di conseguenza, era opportuno che si
sospendessero i lavori o addirittura venissero bloccate e
revocate le concessioni.
Pur nella preoccupazione e difficoltà di prendere su due piedi
questo argomento, anche se in verità c'era stato un dibattito che
era iniziato in maniera monotematica da una parte del Governo,
abbiamo accettato questo tipo di impostazioni.
Abbiamo accettato perché ritenevamo giusto e prudente questo
tipo di osservazione e perché in generale il dubbio penso che sia
una delle componenti più importanti dell'uomo. Le certezze ci
hanno sempre terrorizzato da qualunque parte esse arrivassero, il
dubbio invece penso che sia una componente fondamentale; esso
probabilmente rende l'uomo intanto più umano e sicuramente gli
dà la possibilità di misurarsi con fatti e opinioni, di ascoltare
e poi decidere.
Ritornando in Assessorato ho chiesto ai miei dirigenti, ai miei
funzionari di avere tutta una serie di documentazione a supporto
di questo argomento sul quale, evidentemente non ero preparato,
e abbiamo scoperto che, in verità, l'UNESCO non soltanto non
aveva pronunziato nulla in materia, ma addirittura si era
pronunziata con una sorta di agnosticismo, di visione asettica
che mi aveva lasciato talmente perplesso da prendere in mano il
telefono e chiamare l'Ambasciatore in persona, con il quale era
nato un rapporto personale a seguito del fatto che la Sicilia
aveva avuto l'ennesimo successo con Pantalica che era diventato
quinto sito della Word Heritage List e di conseguenza,
all'interno di questa, avevamo chiesto consiglio e parere.
Il risultato è stato esattamente quello che ho detto io: che
l'UNESCO era assolutamente indifferente alla materia. Per cui
abbiamo cominciato a fare un minimo di indagine, un minimo di
ragionamenti che io oggi vi voglio riferire - sono giunti
ragionamenti da più parti, peraltro - e di conseguenza non vi
arrabbierete e non vi annoierete se io li riprenderò, però penso
che in questo caso e mai come in questo caso repetita iuvant.
Primo aspetto: avete mai riflettuto quanto è la dimensione di un
comune?
Secondo questo teorema fantascientifico, fantasmagorico - e non
aggiungo altri aggettivi - noi dovremmo bloccare lo sviluppo di
un comune che ha anche dimensioni molto ampie nell'ordine di
centinaia di chilometri quadrati e magari la campagna più
estrema, magari desolata e che nulla ha a che vedere da un punto
di vista paesaggistico, al punto che le Sovrintendenze, in tempi
non sospetti, non hanno avuto nulla da ridire, ebbene in quel
contesto noi dovremmo bloccare uno sviluppo sostenibile - ora
arriveremo allo sviluppo sostenibile che, guarda caso è una
definizione dell'UNESCO - solo perché a distanza di decine di
chilometri, magari dalla parte opposta del territorio, insiste un
sito importante, straordinariamente importante ma che è dentro la
città e non ha nulla a che vedere nei contesti in cui stiamo
parlando.
VICARI relatore. Onorevole Pagano, la richiesta non la fa il
comune.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Tengo a precisare che i comuni interessati
sono in questo momento otto ma non è finita, perché è chiaro che,
man mano che ci sono le condizioni di conoscenza, ovviamente
tanti altri comuni si stanno rendendo conto che è necessario
avanzare richieste legittime di allargamento dei siti in questo
caso specifici del patrimonio del barocco.
E' noto che Acireale, Ispica e Mazzarino hanno fatto richiesta
ufficiale di entrare ed io personalmente ho avuto modo di parlare
con gli esperti in materia e in particolare in due su tre di
questi Comuni non c'è nessuna difficoltà.
Quindi, come vedete, c'è una tendenza all'allargamento, una
tendenza che, probabilmente, non è finita a giudicare da quella
che è la proposta avanzata da Crisafulli. Perché Crisafulli dice
sostanzialmente, prendendo e facendo sua la legge 433, dice
sostanzialmente che l'espressione aree del barocco' è tutto e
quindi cominciamo ad entrare in una logica culturale, di
interesse artistico e monumentale talmente ampia e diffusa che
non è improbabile che da qui in avanti - questo è ciò che si
intuisce dal suo ragionamento - da qui in avanti ben più profondo
sarà l'interesse che verrà in questa materia.
Ma non voglio nemmeno entrare nel merito di questo argomento.
Faccio un ragionamento che è tutto legato allo sviluppo
sostenibile (ripeto che tale termine è stato utilizzato per la
prima volta dall'UNESCO). Lo sviluppo è sostenibile quando ha una
visione antropologica e noi, classe dirigente, non ci possiamo in
questo momento prendere la responsabilità di bloccare o
addirittura di revocare qualcosa che è nato in tempi non sospetti
quando né la Sovrintendenza né i precedenti Assessori per
l'industria, ricordo che tutto nasce con Assessori precedenti, di
colore politico diverso, che hanno avuto avalli politici diversi,
che erano stati anche loro parte di una giunta dove c'erano gli
stessi Assessori.
Ebbene questo che in tempi precedenti era considerata un'opera,
o per lo meno un'iniziativa imprenditoriale meritoria, in altre
epoche subisce una metamorfosi totale e assoluta, pur in presenza
di un Assessore per l'industria che in maniera chiara, pur nella
sua - consentitemi ma lo dico con grande affettuosità -
signorilità e timidezza, viene manifestata con documenti scritti,
senza bisogno di urlare e battere i pugni, perché ognuno ha il
suo stile.
Ebbene l'attuale Assessore per l'industria presenta una
documentazione che dice: Guardate che è tutto a posto e quindi
c'è una continuità amministrativa e governativa che penso non
vada sottaciuta. E lo sviluppo sostenibile a questo punto cos'è?
La capacità di fare passare delle tesi contrarie a quelle degli
stessi che invece erano favorevoli prima? Penso che in questo
caso non possiamo essere dei necrofili. Abbiamo bisogno di dare
al mondo una visione antropocentrica. Allora, il metano - la
domanda è questa - scavato a 2200 metri, non più di questo, è un
materiale inquinante? E' da paragonare agli scempi avvenuti negli
anni '50 quando la Sicilia, vittima del pensiero di Pasquale
Saraceno, divenne vittima di una logica assistenzialistica e
soprattutto contraria alle capacità imprenditoriali endogene di
questa nostra terra?
No Perché non c'è dubbio che quella scelta degli anni '50 e
'60 era una scelta che mortificava il Mezzogiorno d'Italia ed il
sud in particolare, mentre non mi pare di cogliere nessun segnale
in questo senso nelle scelte che sono legate allo sviluppo del
metano perché, come giustamente è stato detto da qualcuno che mi
ha preceduto, noi lo importiamo a caro prezzo da altre parti, e
da altre parti non mi pare che abbiano la puzza sotto il naso.
Né mi pare che la Regione Basilicata, che certamente non ha lo
stesso nostro colore politico, anzi è più vicina alle posizioni
della sinistra, anzi è di sinistra nel senso più pieno del
termine, col 66 per cento dei voti, mi dicono dalla mia sinistra,
abbia fatto scelte di tipo contrario, perché in Basilicata le
scelte vanno esattamente all'interno di quell'equilibrio che
stavamo accennando ed all'interno di quei siti, alla vicinanza di
quei siti che ricordo, anche in questo caso, essere patrimonio
dell'UNESCO. Nella provincia di Matera ci sono i sassi di Matera
e lì, a due passi, nello stesso territorio di Matera e confinante
con Potenza ci sono le trivellazioni del metano.
Allora, signori, penso che l'immagine nel mondo della Sicilia
non può essere affidata a questo dibattito che è passato sopra la
testa di tutto e di tutti, sopra la testa degli Assessore per i
beni culturali e sopra l'Assessorato all'industria, che nessuna
delle Commissioni interessate si è mai pronunziata, e che l'unica
che si è pronunziata si è dichiarata non idonea a giudicare la
stessa.
Penso che sia mortificante per questo Parlamento operare una
spaccatura dopo che per tanto tempo si è lavorato.
Pertanto, signor Presidente dell'Assemblea, le chiedo di
ritirare questo emendamento, perché è inammissibile alla materia,
e glielo chiedo anche a nome della maggioranza che, in questo
momento, di trovare altre spaccature, non ha bisogno, in questo
momento, di essere mortificata da posizioni che certamente non
corrispondono a quelle che sono le visioni generali del mondo e
di questo Parlamento.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, sono
intanto compiaciuto che questo Parlamento, quando si parla di
tematiche importanti, che attengono allo sviluppo di questa
Terra, ad una scelta di sviluppo di questa Terra, si infiammi e
trovi il modo, anche se dopo una giornata di lavoro e di
stanchezza, di dibattere, di riflettere e di svolgere
ragionamenti.
Credo che questo sia il ruolo vero del Parlamento e mi auguro
che ce ne siano tanti altri di questi argomenti che possano, in
qualche modo, suscitare l'interesse di questo Parlamento perché
stasera abbiamo fatto un ragionamento, delle riflessioni ad alta
voce su un argomento assolutamente importante che non attiene
certamente a scelte di partito ma attiene a quella che è una
maturazione di come debba avvenire, di cosa debba essere, di come
dobbiamo tentare che sia lo sviluppo di una Terra.
Che non siano scelte di partito lo si capisce non soltanto
dagli interventi che abbiamo appena finito di ascoltare, diciamo
bipartisan, ma dal fatto anche che, per esempio, l'unico comune
che ha attivato le concessioni in Sicilia è un comune a guida di
sinistra, mentre, per esempio, gli altri a guida di destra hanno
detto no, tanto per dirne una nella fattispecie. Stiamo parlando
di una attivazione di una concessione, quella della Panteroil che
è stata fatta dal solo comune di Ragusa che, come sapete, è a
guida di un sindaco di sinistra, che ha ritenuto giustamente e
nella legittimità...
SPEZIALE . Di centrosinistra...
CUFFARO presidente della Regione. ...che ha ritenuto
giustamente e nella sua legittimità di doverlo fare.
MICCICHE' Ha sicuramente sbagliato
CUFFARO presidente della Regione. No, non è vero che ha
sbagliato, onorevole Micciché, non mi faccia dire cose che non ho
detto, forse se io riesco a svolgere un ragionamento capirà
perfettamente che lungi da me dire che ha sbagliato. Sto dicendo
che è un ragionamento che attraversa i partiti che è, invece, un
ragionamento politico perché la politica non è fatta soltanto dai
partiti, mentre altro comune, per esempio Modica, a guida di un
sindaco di centrodestra, non ha dato le concessioni.
Fermo restando che qui c'è un procedimento amministrativo
assolutamente corretto che parte dalle richieste e arriva alle
concessioni, ai permessi dati alle regioni e poi alle concessioni
ai comuni, invece, questo Parlamento ha voluto far ergere questo
argomento ad una scelta vera, politica, ad una scelta di sviluppo
di questa Terra che ognuno di noi sta esprimendo, esprime e che
certamente fa onore a questo Parlamento.
E' difficile che noi stasera si possa capire se ha ragione lo
sviluppo che tanti anni fa immaginò Saraceno, o che fece Enrico
Mattei o altri; dico Saraceno per citare il professore di cui
parlava l'Assessore Pagano.
Qui c'è assolutamente una scelta di tipo politico che attiene a
quello che ognuno di noi sta tentando di portare avanti come
processo politico che nasca dal territorio.
Mi sono sforzato di dire in questi anni, e chi mi ha sentito
parlare sa che lo dico sino alla noia, che se alcuni risultati
abbiamo ottenuto in questi anni, se c'è uno sviluppo che in
questi anni siamo riusciti a portare avanti è uno sviluppo che è
partito dal territorio, che è nato dal territorio e che ha
coinvolto soprattutto scelte che attengono a quelli che nel
territorio vivono.
E, proprio perché parte dal territorio, uno sviluppo è più
vero, perché il territorio e le persone che nel territorio vivono
sanno che devono utilizzare quel territorio, che devono saperne
cogliere le vocazioni, che spesso, nel passato, sono state
violentate da chi ha fatto una programmazione verticistica
dall'alto, da chi ha distribuito risorse nel territorio senza che
ne incontrassero le vocazioni e spesso, invece, le violentassero.
Ho sempre detto, per esempio, che se oggi ci dovesse essere una
scelta del territorio di Gela di attivare un processo, quale
quello che fu fatto sessantanni fa, con le attuali scelte della
politica che sono affidate al territorio (è dal territorio che si
va incontro alle risorse, non come nel passato le risorse che
vengono distribuite nel territorio), se oggi si ponesse di nuovo
questa scelta, io ho l'assoluta certezza che difficilmente quello
che oggi c'è a Gela, a Priolo, a Melilli, a Milazzo rinascerebbe.
Diciamolo con franchezza: io non so se questo è giusto o è
sbagliato. So soltanto che le scelte che partono dal territorio
vanno incontro ad una filosofia diversa. Ed è così. Non a caso,
le stesse scelte che io ritengo indispensabili, come quelle dei
termovalorizzatori, stanno incontrando delle difficoltà nel
territorio di chi nel territorio ci vive. E, quindi, è
certamente questa la nuova filosofia della politica con la quale
bisogna far conto, lo si voglia o no.
Lungi da me pensare che noi stasera sceglieremo quale possa
essere la via giusta. Io, per quel che mi riguarda, non mi
sottrarrò dall'esprimere quel che penso, che è quello che ho
tentato di fare in questi anni. Per quel che mi riguarda, credo
che in quel territorio - e ho avuto modo di vederlo perché ho
parlato con sindaci, con cittadini, con persone che ci vivono -
non accettano un tipo di sviluppo qual è quello che, in qualche
modo, la ricerca di idrocarburi possa trovare. C'è da prenderne
atto.
Sono, altresì, convinto che però la politica non può non
mettere nelle condizioni, comunque, se uno sviluppo può e debba
esserci e, chi lo vuole, può e deve avere le possibilità di
poterlo fare nel territorio, che questo non avvenga. Allora, io
credo, cari amici di questo Parlamento che noi dobbiamo tentare
di trovare una soluzione che, nel ribadire - ma questo è il mio
pensiero - che dove l'Unesco ha stabilito esserci dei siti che
vanno valorizzati, allora - e lo voglio dire con grande
franchezza - che questo Parlamento dica che, almeno in quei siti,
dove già c'è una scelta del territorio perché il sito viene
dichiarato patrimonio dell'Unesco' perché c'è una iniziativa che
parte dal territorio, non è solo una iniziativa verticitstica. Se
quel territorio si è già espresso, se ha chiesto che quel sito
diventi patrimonio dell'Unesco, attivando una procedura di
sviluppo che è orientata verso tutt'altre possibilità che sono
quelle della ricerca di idrocarburi, allora io credo che noi
abbiamo il dovere di rispettare. Però, bisogna avere la capacità
di stabilire che cos'è il sito e dove arrivino le pertinenze del
sito, perché non possiamo inderogabilmente pensare che tutto sia
sito.
Allora, se questo Parlamento me lo concede io emenderei il
testo presentato dal Governo che dice in considerazione dello
straordinario valore turistico, ambientale e culturale nelle aree
della Regione siciliana ... , con in considerazione dello
straordinario valore turistico, ambientale e culturale nelle aree
di pertinenza dei siti della Regione siciliana dichiarate
patrimonio dell'umanità da parte dell'Unesco è vietata ogni
attività .
Quando avremo detto di pertinenza dei siti certamente avremo
valorizzato i siti e ristretto di molto la pertinenza che non
potrà essere a quaranta chilometri.
ACIERNO Che vuol dire di pertinenza'? La parola pertinenza'
non delimita.
CUFFARO presidente della Regione. Se pertinenza' è un
vocabolo che non vi piace troviamone uno che renda di più.
ACIERNO Signor Presidente, lei deve spiegare al Parlamento
una sola cosa: perché una concessione rilasciata dall'assessore
non viene revocata dall'assessore?
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Acierno, lo sto
spiegando.
ACIERNO Perché l'Assessore e la Giunta non revocano la
concessione anziché chiedere al Parlamento la revoca delle
concessioni?
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la richiamo all'ordine.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente e cari
amici del Parlamento, è soltanto appena il caso di ricordare che
la Giunta di Governo le ha già revocate.
ACIERNO E, allora, non serve questa norma
CUFFARO presidente della Regione. Non è vero, onorevole
Acierno. Non è vero, onorevole Acierno, la Giunta...
PRESIDENTE Onorevole Acierno, abbia rispetto di tutto il
Parlamento e di chi parla.
CUFFARO presidente della Regione. La Giunta di Governo le ha
già revocate e ha già notificato agli interessati la revoca.
Quello che sta facendo oggi il Parlamento è una cosa diversa.
Intanto in termini giuridici perché si evitano eventuali...
ORTISI Gerarchie delle fonti.
CUFFARO presidente della Regione. Appunto, perché
innanzitutto si evitano possibili ricorsi dal punto di vista di
TAR e Consiglio di Giustizia amministrativa. Poi, quando avremo
enunciato con una legge che non si possono più dare concessioni
in questi siti, nessuno potrà più fare richieste agli uffici
della Regione, dove in atto, invece, vige una legge secondo cui
si possono dare queste concessioni.
Quindi noi stiamo facendo una legge per dire che in questi siti
non se ne possono più dare.
SPEZIALE Non gliele dà
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Speziale,
siccome poi alla fine farò la mia proposta, lei poi voterà come
riterrà più opportuno.
La legge non è vero che non serve. La Giunta le ha già
revocate. Questa legge serve ad evitare che possano esserci
contenziosi e serve, altresì, ad evitare che ne sorgano degli
altri perché nulla osta ad altri che possano fare richieste e il
funzionario della Regione a cui la legge numero 10 ha dato
mandato di esercitare di dare un diritto o di non darlo non potrà
non dare quel diritto perché la legge oggi lo obbliga a darlo e
poi deve essere di nuovo la Giunta a revocarlo per essere chiari.
Questa legge serve. Io chiedo, però, che questa legge, così
com'è, venga emendata perché sono d'accordo con l'onorevole
Pagano quando dice che a quaranta chilometri da Ragusa, in
un'area dove non ci sono siti veri da salvaguardare non si possa
invece fare una ricerca di metano, io sono contrario comunque
alle ricerche petrolifere. Questo lo dico con grande franchezza.
Cosa diversa il metano dove a quaranta chilometri fuori dal
sito si può fare ed è giusto che si faccia. Quando mettiamo
nelle aree di pertinenza' non è vero che non abbiamo stabilito,
onorevole Acierno, perché le aree di pertinenza non sono
indefinite, sono aree di pertinenza di quelli che sono i siti.
Se vogliamo specificarlo meglio, facciamolo pure; io non ho una
parola migliore.
Voglio dire un'altra cosa che non condivido, onorevoli colleghi
dell'Assemblea. Io non so se il Governo, per firma dell'onorevole
Granata, ha presentato emendamenti a questo emendamento che ho
davanti.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Sono ritirati.
CUFFARO presidente della Regione. Una cosa è revocare le
concessioni in quei posti che sono stati riconosciuti siti UNESCO
anche e queste concessioni sono state date dopo il riconoscimento
del sito, una cosa è andare a revocare tutte quelle concessioni
che erano state date prima, quando il sito UNESCO non c'era e che
diventa un problema di carattere diverso, quindi, l'emendamento
non emendato, che è quello che ho qua davanti, in cui dice che
noi revochiamo quelle concessioni che sono state date dove è
stato già riconosciuto il sito UNESCO anche dopo.
Chiedo di inserire questa dizione di pertinenza dei siti che,
chiaramente, restringe e ci consente di poter salvaguardare i
siti e concretamente ci consente anche, dove si può e dove si può
perché non ci sono i siti, di poter fare una ricerca di metano.
Credo che l'argomento sia talmente importante che non può
essere affidato ad una singola scelta del Governo o del
Parlamento. Per questo, signor Presidente, intanto ritengo di
lasciare libera l'Aula, senza vincoli di Governo a volersi
esprimere secondo coscienza, come meglio ritiene; però, siccome
sono delle scelte politiche vere e sulle scelte politiche vere
ognuno deve assumersi la responsabilità del voto e poterlo fare
molto palesemente e con trasparenza dico che l'Aula deve essere
libera, ma chiedo altresì che possa esserci un voto palese, dove
ognuno esprima sinceramente come la pensa, perché qui parliamo di
un modello di sviluppo e comunque di scelte che incrociano la
nostra coscienza delle quali, qualunque esse siano, non bisogna
vergognarsi.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento A 47.1 di riscrittura dell'emendamento A 47.
ACIERNO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
MICCICHE' Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
PRESIDENTE Il voto segreto prevale sulla richiesta di
appello nominale.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il Governo ha già dichiarato che poiché c'è
libertà di voto perché bisogna procedere alla votazione per
scrutinio segreto? Ritengo che ognuno possa votare liberamente.
(Gli onorevoli Arcidiacono, Beninati, Confalone,
Crisafulli, Giambrone, Leanza Edoardo, Pagano, Sbona si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 47.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento A.47.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 25
Contrari 36
(L'Assemblea non approva)
Preciso che l'Assessore Granata ha votato con una tessera
intestata all'onorevole Lo Curto.
Si passa all'emendamento A 37. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
VICARI relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.52 bis.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VICARI relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A.53 bis dell'assessore Lo Monte.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
VICARI relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11.Ne dò lettura:
«Articolo 11
Oneri finanziari
1.Per le finalità degli articoli 3 e 4 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2006-2007, la spesa complessiva di 1.400
migliaia di euro, così distinta:
ARTICOLO ESERCIZIO FINANZIARIO ESERCIZIO
2006 FINANZIARIO 2007
3 100 100
4, lett. 1.000 ==
a)
4, lett. 200 ==
f)
T 1.300 100
TOTALE
2. Gli oneri di cui al comma precedente, pari a 1.300 migliaia di
euro per l'esercizio finanziario 2006 ed a 100 migliaia di euro
per l'esercizio finanziario 2007, trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, codice 12.02.01,
accantonamento 1001.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne dò lettura:
«Articolo 12
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale del disegno di legge Norme per lo sviluppo
turistico della Sicilia
( nn. 788-376-550-957/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale del disegno di
legge Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia ( nn. 788-
376-550-957/A)
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Turano, siamo in fase di votazione
finale, posso dare la parola per dichiarazione di voto ma non
per altro, considerando fra l'altro l'opportunità di stringere al
massimo perchè onestamente il dibattito è stato vasto, numeroso e
consistente.
TURANO Signor Presidente chiedo di parlare sull'ordine dei
lavori.
PRESIDENTE No, solo per dichiarazione di voto la posso fare
parlare
TURANO Presidente, questa sera lei sta stravolgendo una
regola che governava questo Palazzo da almeno dieci anni: quando
ci sono più provvedimenti all'ordine del giorno si è sempre fatto
che si sono votate tutte le leggi alla fine
PRESIDENTE No, assolutamente Lei ha fatto il suo richiamo
sull'ordine dei lavori, non l'accetto perchè si mette ai voti la
norma sul turismo.
Dichiaro aperta la votazione...
TURANO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non sono
venuto qua oggi a giocare, come tutti noi, sono venuto a fare
una cosa seria, sono venuto perchè sono stato chiamato dal
Presidente della Regione che, assieme al Presidente
dell'Assemblea, mi ha convocato questa mattina e mi ha spiegato
un fatto politico Quando c'è un fatto politico, un fatto
personale diventa una sciocchezza e però noi oggi siamo venuti
ed io poco fa ho fatto una domanda, l'ho fatta al Presidente
dell'Assemblea e l'ho fatta al Presidente della Regione.
Se ci fosse stato tempo e spazio per evadere l'altro
provvedimento che è tanto importante quanto questo, forse le
difficoltà che comincio ad avvertire personalmente - e come
diceva poco fa l'onorevole Fleres - che comincio a percepire in
generale nel viso di tanti colleghi, potrebbero risolversi. Se
così non si procede, il mio diventa un fatto personale, piccolo,
piccolo davanti al fatto politico, però ho la dignità come
persona di capire quello che è successo: siamo venuti per
blindare una legge di riforma e abbiamo fatto una legge di
riforma che contiene anche tante cose e tante piccole cose e
siccome queste cose ieri una parte della sinistra le ha affossate
su principi importanti ed oggi le ha recuperate, io non ci sto
Io non ho da rimproverare nessuno, però capisco come vanno le
cose e capisco la difficoltà che hanno i colleghi che sono seduti
qua e che cercano di capire come deve finire questa vicenda. Se
questa vicenda deve concludersi con il voto finale sulla legge di
riforma
PRESIDENTE E' logico questo, non è una cosa nuova che una
legge si concluda con il voto finale.
TURANO Certo, Presidente, non c'è dubbio. Lo dice la prassi
regolamentare dell'Assemblea che vuole che quando ci sono quattro
provvedimenti all'ordine del giorno alla fine si vota
PRESIDENTE Parli per dichiarazione di voto, onorevole
Turano, la prego. Il richiamo l'ha già fatto e l'ho respinto.
TURANO Lo so, Presidente.
PRESIDENTE E allora la dichiarazione di voto, perché non può
fare altro discorso.
TURANO Signor Presidente, io sono stato qua in maniera
disciplinata a sostenere, non posso votare questa legge, lo dico
con franchezza al Governo, lo dico con franchezza ai colleghi:
non voterò questa legge, perché ho capito bene dove dobbiamo
arrivare con questa legge e dove dobbiamo arrivare con l'altra
legge.
Mi avete chiamato qua su un fatto politico e su un fatto
politico sono venuto, non è solo un fatto politico, la mia è una
questione personale, piccola piccola, che davanti al fatto
politico scompare, ma alla mia dignità non intendo rinunciare
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, le
chiedo scusa, faccio anch'io una dichiarazione di voto. Annuncio
il voto favorevole per quel che mi riguarda e nell'annunciare il
voto favorevole vorrei tranquillizzare il Parlamento che, per
quel che mi riguarda, finito di votare la legge si continua con
l'altra legge, onorevole Turano, nessuno va via.
C'è l'impegno del Governo e del Parlamento che si approverà
anche l'altra legge. Se qualcuno pensa che il voto su questa
legge significa che non andremo avanti nei lavori, non
approveremo un'altra legge, dice una cosa che assolutamente non
ha senso.
Le assicuro, onorevole Turano, che voteremo questa legge,
perché questa è la decisione del Presidente, e che continueremo a
lavorare per approvare l'altra legge sui cofidi. Non c'è alcuna
preoccupazione che non si vada avanti nel rispetto dei
parlamentari che sono stati qui e che attendono di votare anche
l'altra legge con i relativi emendamenti, che discuteremo.
Quindi, non vedo una preoccupazione di questo tipo. C'è la
garanzia del Governo, per quel che mi riguarda, che
affronteremo anche l'altra legge, la valuteremo insieme e la
voteremo.
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Norme per lo sviluppo turistico
della Sicilia» (788-376-550-957/A bis).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 47
Contrari 9
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE L'onorevole Barbagallo e l'onorevole Crisafulli
dichiarano che avrebbero voluto votare contro ma il loro voto non
è stato rilevato dal sistema elettronico.
L'Assemblea ne prende atto.
L'onorevole Giuseppe Catania fa rilevare che avrebbe voluto
votare a favore e che il suo voto non è stato rilevato dal
sistema elettronico.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 23.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari non ha individuato un percorso condiviso
rispetto agli emendamenti che sono stati presentati.
A giudizio della Presidenza, l'unico emendamento ammissibile
che ha attinenza col disegno di legge che stiamo discutendo è
quello che riguarda l'emendamento A2 e A8 che è un subemendamento
all'emendamento A2 e riguarda la proroga delle Camere di
Commercio.
Di conseguenza, gli altri, su orientamento, peraltro condiviso
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, non
verranno considerati ammissibili.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perché sul tema che bisognerebbe trattare
non so di cosa si parla. Dico ciò nella qualità di componente
della Commissione Attività produttive, organo preposto ad
analizzare.
Faccio questo ragionamento non perché spero di arrivare ad una
conclusione ma perché questa regola, in questa sede, è stata
calpestata cento volte; lo faccio per i motivi politici da me in
precedenza evidenziati.
Se la Presidenza mette all'ordine del giorno questi
emendamenti che non conosco, conterranno cose di grande
saggezza.
Chiedo di convincere i colleghi a votare contro su un fatto
politico, tranne che non dovrei scoprire che questi emendamenti
interessano il centrosinistra perché, a nome di quella
maggioranza, questa volta, li sosterrei io. Faremmo prima e ciò
sarebbe più corretto deontologicamente e moralmente nei confronti
dei colleghi che sono stati qua chiamati su un fatto politico a
dare una risposta politica.
Non avevo capito niente e, invece, credo di aver capito bene.
Se riguardano questo centrodestra sbrindellato, non c'è ragione
di farlo; se riguardano, invece, il centrosinistra, li appoggiamo
noi. Ma siamo noi, quelli che tutto il giorno sono stati qua a
fare una cortesia al centrosinistra.
Signor Presidente, questo emendamento, la prego ironicamente,
di dire se appartiene al centrodestra o al centrosinistra. Lo so
che lei non può rispondere ma conosco pure la risposta.
PRESIDENTE Onorevole Turano, posso dire, come lei peraltro
sa, da chi è firmato, ma questo non c'entra.
La pronunzia della Presidenza riguarda l'ammissibilità o la non
ammissibilità e non la parte politica che lo ha presentato.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
nella vita - quindi anche nella vita e nei lavori parlamentari -
vi siano alcune regole fisse o che dovrebbero essere tali e
imprescindibili.
A cosa mi riferisco?
Da alcuni giorni siamo impegnati in quest'Aula per approvare
una riforma importante: la riforma sul turismo. E anche di fronte
alle difficoltà che si sono create intorno a questa riforma, i
colleghi parlamentari, tutti i colleghi parlamentari, hanno
dimostrato il loro impegno e la loro collaborazione affinché il
Parlamento esitasse questa norma, anche in virtù del fatto che
ben due Conferenze di Capigruppo, non una ma due Conferenze di
Capigruppo hanno stabilito che a chiusura di questa sessione
estiva si dovevano approvare due norme: una riguardante il
turismo e l'altra riguardante i Consorzi, i Confidi, i Consorzi
Fidi.
Ricordo pure che c'è stato un intervento dell'onorevole Santo
Liotta in Aula e lei, signor Presidente, ricorderà bene quello
che lo stesso sosteneva: Facciamo in modo che il provvedimento
sui Confidi non diventi un'altra omnibus .
Ma anche l'onorevole Liotta, con intervento in Aula, non ha
detto che al provvedimento sui Confidi non si doveva presentare
nessun emendamento.
Nelle Conferenze dei Capigruppo a cui accennavo prima, si è
stabilito che alcuni emendamenti andavano sul turismo; altri
emendamenti, ribadito in Aula, anche con decisione della
Presidenza, passavano ai Consorzi Fidi.
E' ovvio che, su questi emendamenti, l'Aula si deve determinare
e ci vuole, come dice lei, una convergenza di massima; ci vuole
un pettine per cercare di scremare gli emendamenti. Non ci sono
emendamenti di spesa. Bene. Si è dato un criterio di urgenza
sugli emendamenti.
I colleghi deputati sono stati qui ad ascoltare l'impegno del
Presidente della Regione che subito dopo si sarebbe affrontata la
legge sui Confidi e, ovviamente, accanto alla legge sui Confidi e
con la legge sui Confidi si sarebbero affrontati e discussi gli
emendamenti ritenuti ammissibili.
Nella vita, tutto si può fare, anche in quella parlamentare. Si
possono prendere anche in giro le persone. Lo si può fare. Ci
sono i cosiddetti peones che sono pronti ad essere immolati ma
lo si fa una volta, signor Presidente, una volta. Poi, ne va
della credibilità delle istituzioni e della credibilità degli
uomini.
Signor Presidente, la prego, abbiamo statuito ancora una volta,
in Conferenza dei Capigruppo che c'erano dei criteri e
soprattutto bisognerebbe stabilire sempre che il cervello lo si
usa e qui, fino a prova contraria, c'è gente che ha un cervello
ed è in grado di giudicare se un provvedimento è urgente oppure
no; se un provvedimento è essenziale oppure no; se un
provvedimento può essere spostato a settembre oppure no.
Ma cercare di fare forzature o assumere atteggiamenti da volta
gabbana, lo ripeto, lo si può fare. Nella vita si può fare tutto
però lo si paga sempre e lo si paga con conseguenze più gravi per
il Parlamento, per la maggioranza, per l'opposizione, per la
gestibilità e la gestione e la buona gestione dei lavori d'Aula.
La prego, signor Presidente, di affrontare assieme all'Aula -
ripeto, ognuno dei colleghi è dotato di un cervello - quali sono
gli emendamenti che possono essere ritenuti urgenti, senza spesa,
ma urgenti, in questa seduta e quali no, altrimenti, si è fatta
una biricchinata, una pinocchiata. La si è fatta una volta,
signor Presidente, ma diventa molto difficile continuare
serenamente i lavori d'Aula.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprenderò i
temi dell'onorevole Formica e non v'è dubbio che abbiamo il
dovere, come maggioranza, intanto di onorare un impegno nei
confronti dei Gruppi dell'opposizione che sono rimasti in questa
Aula e senza i quali la legge sul turismo non si sarebbe fatta.
Abbiamo notato tutti come, improvvisamente, i Gruppi di
opposizione hanno rinunziato all'ostruzionismo parlamentare
soltanto perché, in quest'Aula, in una delle tante modifiche
avvenute sul Regolamento, è stata anche fatta una norma,
purtroppo mai attuata se non in alcuni casi come quello di oggi
che dava modo ai Gruppi di opposizione di poter partecipare alla
formazione dell'ordine del giorno dell'Aula, mettendo all'ordine
del giorno anche una quota di disegni di legge che interessassero
e fossero ritenuti importanti da parte delle opposizioni.
Il Presidente della Regione, quando un deputato è intervenuto
in Aula chiedendo la motivazione per la quale, improvvisamente,
in questa Aula, si cambiava ancora una volta una regola, anche se
non scritta, ma determinata dalla prassi e cioè che, in presenza
di più disegni di legge, si procedeva prima all'esame di tutti i
disegni di legge e poi ai voti finali su tutte le leggi.
Incredibilmente, in quest'Aula, stasera, tutto questo è stato
cambiato ingenerando, sicuramente, un sospetto come se la
maggioranza volesse incassare un sostegno nella presenza dei
Gruppi di opposizione per garantire, comunque, il numero legale e
per poi, in qualche maniera, trovare il modo di svincolarsi dagli
impegni presi.
Ma il tema di stasera, signor Presidente, è un altro. Sempre
con il massimo rispetto nei confronti della Presidenza, ogni
qualvolta vicende esterne alla volontà parlamentare fanno
assumere alla Presidenza la decisione di dichiarare ammissibili
emendamenti che non sono stati valutati dalle Commissioni di
merito, che non hanno attinenza alla materia che si sta
trattando, si ingenera una prassi che poi porta ad un dibattito
come quello odierno.
Come facciamo a dire ai presentatori di emendamenti, sotto
forma di articoli aggiuntivi a questo disegno di legge, che non
li possiamo trattare per tutte le questioni che il nostro
Regolamento sancisce. Purtroppo, ripeto, signor Presidente, lei
sa, sempre con il massimo rispetto dovuto alla Presidenza, che il
tema dell'ammissibilità alla fine è nelle mani del Presidente e
potrei citare qui migliaia di esempi, come quando la Presidenza
ha assunto la decisione di dichiarare emendamenti ammissibili pur
violando le norme regolamentari.
Stasera, improvvisamente, vogliamo ripristinare una regola che,
anche se scritta, di fatto è superata dalla prassi e la prassi di
un Parlamento, anche se non scritta nel suo Regolamento, diventa
di fatto regola.
Credo che ci voglia soltanto il buon senso - in questi ultimi
giorni, sono stati più i contrasti che non la serenità - e,
ritengo opportuno, non con lo strumento della Conferenza dei
Capigruppo, organo ufficiale e nel quale si devono prendere delle
decisioni in base alle norme scritte. Sarebbe invece opportuno
sospendere i lavori per un quarto d'ora, venti minuti, per dare
modo al Parlamento, con il Governo, di riassumere in un
maxiemendamento tutte le materie che possono essere ritenute
importanti e non rinviabili, per tutti i motivi che già sappiamo,
a settembre per far sì che, anziché procedere con singoli fogli
di carta, che sarebbero tutti - ripeto - a norma del Regolamento
inammissibili, che diventano automaticamente ammissibili grazie
alla prassi consolidatasi in questa Aula. Ebbene, credo che
riassumendo tutto in un unico emendamento, risolveremmo tutti i
problemi. E' questo il consiglio che voglio dare alla Presidenza
e ai colleghi, perché se, invece, dobbiamo procedere con i
singoli emendamenti, credo che stasera, oltre a fare le ore
piccole, alla fine, rischiamo di non avere più i numeri per
approvare il disegno di legge.
INFURNA Io, in qualità di presidente della III Commissione
legislativa, le comunico che è giusto che vada in Commissione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché l'osservazione
formulata sia dall'onorevole Acierno, che dall'onorevole Turano e
Infurna, presidente della III Commissione, è assolutamente
pertinente, anche l'emendamento relativo alle Camere di commercio
è considerato improponibile.
Si passa pertanto all'articolo 25, recante le disposizioni in
materia di pubblicazione del disegno di legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riordino della disciplina dell'attività di garanzia collettiva
dei fidi» (1019/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Riordino della disciplina dell'attività
collettiva dei fidi» (1019/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riordino della disciplina
dell'attività collettiva dei fidi» (1019/A):
Presenti e votanti 39
Maggioranza 20
Favorevoli 34
Contrari 0
Astenuti 5
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta, avvertendo che riprenderà tra
un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 00.00, è ripresa alle ore 00.38)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13
settembre 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 447 - Interventi per il riconoscimento, da parte
del Ministero delle politiche agricole e
forestali, dello stato di calamità per l'anno
2004 nella provincia di Catania
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI TURANO - BURGARETTA APARO
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Riordino della disciplina dell'attività di
garanzia collettiva dei fidi (n. 1019/A)
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
vendita. (n. 1023/A) (Seguito)
- Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
774/A) (Seguito)
- Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di Camere di commercio (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
- Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciale II/A)
- Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 (n. 977/A) (Seguito)
V - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VI - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 00.40 di venerdì 5 agosto 2005
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 03.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 312 DEL 4 AGOSTO 2005
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 788-376-550-957/A BIS NORME PER LO
SVILUPPO TURISTICO DELLA SICILIA
-All'articolo 6:
Emendamento 6.R.2:
Dopo le parole tre rappresentanti' aggiungere la parola
indicati'.
Emendamento 6.R.3:
Le parole da all'atto della soppressione delle aziende' fino a
turistico ed' sono sostituite dalle seguenti al 31 luglio
2005'.
Emendamento 6.5.3:
Alla fine del secondo capoverso dopo le parole regione,
province, comuni' aggiungere le parole servizi turistici
regionali'.
Emendamento 6.R.:
L'articolo 6 è sostituito dal seguente:
Art. 6.
1. Alla data dell'insediamento del Consiglio regionale del
turismo e comunque non prima del 31 dicembre 2005 sono
soppresse le aziende autonome provinciali per l'incremento
turistico istituite con l'articolo 47 della legge regionale 6
marzo 1986, n. 9 e regolamentate dal decreto del Presidente
della Regione siciliana del 19 settembre 1986.. I beni, le
attività delle predette aziende vengono trasferiti alle
province regionali competenti per territorio. Il personale
conserva la posizione giuridica ed economica conseguita
all'atto della soppressione delle aziende provinciali per
l'incremento turistico ed allo stesso si applica la normativa
relativa ai dipendenti dell'amministrazione regionale. Il
personale delle predette aziende, su domanda degli aventi
diritto, è trasferito presso la regione, le province, i
comuni.
2. Vengono, altresì, assegnate alle province regionali le
competenze già proprie delle AAPIT, nonché la vigilanza sulle
imprese turistiche operanti sul territorio.
3. Presso ogni Provincia regionale è istituita, con funzioni
consultive, la Conferenza provinciale del Turismo. La
Conferenza, nominata con decreto dell'Assessore regionale per
il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, è composta da:
-il Presidente della Provincia regionale o suo delegato, che la
presiede;
-il Sindaco del Comune capoluogo;
-due Sindaci dei Comuni della Provincia;
-il Presidente della Camera di Commercio o suo delegato;
-tre rappresentanti delle confederazioni degli imprenditori di
settore maggiormente rappresentative nominati dall'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti ;
-due esperti del settore turistico nominati dall'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti;
-tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali;
-tre rappresentanti delle associazioni ambientaliste.
La Conferenza esprime indicazioni utili alla redazione del
programma di sviluppo e promozione turistica della provincia
regionale ed è convocata almeno una volta per ogni trimestre
ed ogni qualvolta il Presidente della Provincia regionale ne
ravvisi la necessità. .
-All'articolo 5:
Emendamento 5.7.:
Al comma 3, dopo la parola motivi aggiungere la seguente
frase: e per non più di sessanta giorni .
Emendamento 5.1.:
Sostituire il comma 5 con il seguente:
5. Il personale delle soppresse aziende autonome di soggiorno
e turismo viene inquadrato nel ruolo di cui all'articolo 5
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, conservando la
posizione giuridica economica e previdenziale posseduta alla
data di entrata in vigore della presente legge, ed assegnato,
previa concertazione con la consulta degli organismi del
distretto turistico territoriale di cui all'articolo 7 ter, ai
distretti turistici territoriali di cui al successivo articolo
7.
Emendamento 5.5.:
Al comma 4, dopo le parole turismo, sport e spettacolo ,
aggiungere: in numero di almeno uno per ogni provincia .
Emendamento 5.3.:
Sostituire il comma 6 con il seguente:
A domanda degli interessati e previa concertazione sindacale,
il personale delle soppresse aziende può essere trasferito in
fase di attuazione della presente legge presso altri uffici
dell'amministrazione regionale e, con le modalità di cui
all'articolo 6 della legge regionale 10 ottobre 1994 n. 38 e
successive modifiche ed integrazioni, presso le amministrazione
provinciali e comunali .
-All'articolo 7:
Emendamento 7.6:
Al comma 2 sostituire la parola locali con la parola
pubblici .
Emendamento 7.9:
Al comma 2 dopo le parole enti locali aggiungere e/o enti
territoriali .
Emendamento 7.12:
Al comma 3 sostituire la lettera c) con la seguente:
c) istituire punti di formazione e di accoglienza per il
turista anche telematici, secondo specifiche quantitative e
qualitative coerenti con standard minimi omogenei per tutto il
territorio della Regione, determinati dall'Assessorato
regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti per
tutti i distretti turistici riconosciuti .
Emendamento 7.7:
Al comma 3 aggiungere la seguente lettera:
f) promuovere le strutture ricettive, i servizi e le
infrastrutture volte al miglioramento dell'offerta turistica .
Emendamento 7.4:
Aggiungere il seguente comma:
4. I servizi turistici regionali, oltre ai compiti loro
attribuiti, svolgono attività di assistenza per la formazione
ed il riconoscimento dei distretti turistici .
Emendamento 7.11:
Aggiungere il seguente comma:
Ai fini del loro riconoscimento, i distretti devono essere
costituiti da soggetti pubblici e privati i quali devono
altresì specificare la natura giuridica del Sistema da loro
composto mediante l'invio alla Regione del relativo atto
costitutivo .
Emendamento A 44:
Al comma 3 aggiungere il seguente punto:
f) individuare e proporre particolari tipologie di
architettura rurale realizzate tra il dodicesimo ed il
ventesimo secolo, a prescindere da qualsiasi ipotesi di
utilizzazione di natura ricettiva, ristorativa e sportivo-
ricreativa, recependo la legge 24 dicembre 2003, n. 378 al fine
della loro tutela e valorizzazione. L'Assessorato del turismo,
le comunicazioni ed i trasporti, di concerto con l'Assessorato
dei beni culturali, ambientali e della pubblica istruzione,
individueranno i beni da tutelare e predisporranno gli
eventuali regolamenti di attuazione .
-All'articolo 8:
Emendamento 8.4:
Aggiungere il seguente comma:
4 bis. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
e i trasporti ogni anno, subito dopo l'approvazione del piano
triennale, esamina le richieste di riconoscimento di nuovi
distretti e, se sussistono i requisiti, li riconosce .
-All'articolo 10:
Subemendamento 10.2.1:
All'emendamento 10.2 dopo la parola pesca aggiungere le
seguenti altre di concerto con l'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni ed i trasporti .
Emendamento 10.2:
Al comma 1 sostituire le parole il Presidente della Regione'
con le parole l'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca'.
Emendamento 10.5:
Al comma 1 dopo le parole vocazione turistica aggiungere le
parole su proposta del Sindaco del comune interessato .
-All'articolo 3:
Emendamento 3.4.R bis:
Sostituire l'articolo 3 con il seguente:
Art. 3
Consiglio regionale del turismo
1. Presso l'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti, è istituito il Consiglio
regionale del turismo.
2. Il Consiglio è l'organo consultivo dell'Assessore regionale
per il turismo, le comunicazioni e i trasporti per l'attività
di programmazione, indirizzo e coordinamento delle iniziative
regionali in materia di turismo, la cui composizione sarà
successivamente stabilita con determina di Giunta, su proposta
dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.
3. Del Consiglio faranno parte i rappresentanti delle province
regionali, dell'ANCI, delle Camere di Commercio, delle
Confederazioni degli imprenditori turistici, delle Associazioni
dei consumatori, delle Associazioni del turismo sociale, delle
Associazioni ambientaliste, dei Sindacati, dei Distretti
turistici, ove costituiti, e da esperti nominati dall'Assessore
per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, con un tetto
massimo di 25 componenti.
4. Il Consiglio è nominato con decreto dell'Assessore regionale
per il turismo, le comunicazioni e i trasporti, dura in carica
tre anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati per
una sola volta.
5. Il Consiglio, nella sua prima riunione, elegge il
vicepresidente tra i componenti delle Associazioni degli
imprenditori turistici e adotta altresì il regolamento di
funzionamento.
6. Il Consiglio esprime indicazioni utili alla redazione del
programma triennale di sviluppo turistico regionale di cui
all'art. 4 nonché alla elaborazione del Piano operativo annuale
di sviluppo turistico regionale ed all'aggiornamento della
Carta dei diritti del turista ed elabora criteri omogenei per
la classificazione delle strutture ricettive. Il Consiglio si
esprime altresì su ogni altro argomento sottoposto
dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti.
7. Il Consiglio è convocato almeno una volta per ogni
trimestre, ed ogni qualvolta l'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti ne ravvisi la
necessità. .
Subemendamento 3.4 R bis 1:
Al comma 2 aggiungere il seguente periodo previo parere della
competente Commissione legislativa .
EMENDAMENTI AGGIUNTIVI
Emendamento A 38:
''Art.
1. Modifiche alla tabella H della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17
2005
U.P.B. 1.2.2.1.3.5 - cap. 473707 + 3.000
U.P.B. 1.2.2.1.3.3 - cap. 479709 - 500
U.P.B. 1.1.2.1.3.3 - cap. 443301 - 250
U.P.B. 1.1.2.1.3.3 - cap. 443302 - 250
Modifiche alla tabella B del bilancio
U.P.B. 9.4.1.1.3. - cap. 381701 - 500
U.P.B. 1.1.1.5.1 - cap. 100306 - 250
U.P.B. - cap. 143311 - 250
U.P.B. - cap. 242514 - 250
U.P.B. - cap. 342525 - 250
U.P.B. - cap. 472514 - 500
2. L'incremento del contributo di cui al comma 1 è rivolto
all'adeguamento della partecipazione finanziaria della Regione
quale socio fondatore della Fondazione Orchestra Sinfonica
Siciliana.
3. Per il ripianamento delle esposizioni debitorie sussistenti
alla data del 31 dicembre 2004 la Fondazione Orchestra
Sinfonica Siciliana è autorizzata ad accendere un mutuo con
istituti di credito con garanzia sussidiaria della Regione
prestata dall'Assessorato regionale del bilancio e le finanze.
La somma assistita da garanzia non può superare l'importo di 12
milioni di euro.
Emendamento A 36:
''Art.
1. Per la valorizzazione del turismo relazionale, con
particolare riferimento ai valori culturali dell'ambiente
antropico e naturale, il Presidente della Regione siciliana è
autorizzato a finanziare il progetto Motris - Turismo
relazionale integrato, approvato dalla Giunta di Governo con
deliberazione n. 18 del 18 gennaio 2005 per un importo di
200.000 euro per l'anno 2005.
Per la realizzazione del progetto il Presidente della Regione
potrà stipulare accordi e convenzioni anche con istituti
specializzati del settore.
Alla copertura della relativa spesa si provvederà mediante
l'utilizzo di parte dell'UPB n. 2 dell'Amministrazione Beni
culturali (capitolo n. 377712) del bilancio della Regione per
l'anno 2005.
2. Per gli esercizi finanziari successivi si provvederà ai
sensi dell'art. 3 della legge regionale 10/1999.
Subemendamento A 36.1:
Al comma 1 sostituire la somma 200 mila con la somma 150
mila e le parole UPB 2 cap. 377712 con le parole UPB
1.1.3.1.3.3 cap. 104538 .
Emendamento A 50:
1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio
2000, n. 6, così come sostituito dal comma 1 dell'articolo 79
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, dopo le parole
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e successive
modifiche ed integrazioni sono aggiunte le seguenti parole o
di cui all'articolo 57 del decreto del Ministero della Pubblica
Istruzione 1 febbraio 2001, n. 44 .
Emendamento A 51:
1. Alla tabella h) allegata alla legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005,
le seguenti modifiche in migliaia di euro:
UPB 9.3.1.3.7 - capitolo 377727 + 50 da destinare alla
fondazione Museo Mandralisca di Cefalù
UPB 9.3.1.3.2 - capitolo 377711 - 50
Emendamento A 52:
''Art.
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario 2005, sono apportate le
seguenti modifiche in migliaia di euro:
U.P.B. 9.1.1.1.2 - cap. 370302 + 40
U.P.B. 9.1.1.5.2 - cap. 370306 - 40
U.P.B. 9.2.1.3.1 - cap. 373306 + 676
U.P.B. 9.2.1.3.5 - cap. 373312 + 690
U.P.B. 9.2.1.1.2 - cap. 372510 + 20
U.P.B. 9.2.1.1.2 - cap. 372512 + 20
U.P.B. 9.3.1.3.2 - cap. 376528 + 250
U.P.B. 9.4.1.1.3 - cap. 381701 - 1.631
2. All'onere di cui al comma 1 pari a 25 migliaia di euro si
provvede mediante riduzione della spesa autorizzata dalla
tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17
UPB 9.3.1.3.2 cap. 377711.
Emendamento A 17:
''Art.
Imprese e professioni turistiche
1. Sono imprese turistiche quelle che esercitano attività
economiche, organizzate per la produzione, la
commercializzazione, l'intermediazione e la gestione di
prodotti e di servizi concorrenti alla formazione dell'offerta
turistica, inclusi il noleggio e/o la fornitura di mezzi e(o
servizi finalizzati alla fruizione turistica.
2. Sono professioni turistiche quelle che organizzano e
forniscono servizi di promozione dell'attività turistica,
nonché servizi di assistenza, accoglienza, accompagnamento e
guida dei turisti.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo,
comunicazioni e trasporti, da emanarsi entro 90 giorni
dall'approvazione della presente legge, sono riconosciute e
regolate le attività di quelle imprese e professioni non
altrimenti disciplinate nella normativa vigente.
4. Fermi restando i limiti previsti dalla disciplina
comunitaria in materia di aiuti di Stato alle imprese, sono
estese alle imprese turistiche le agevolazioni, i contributi,
le sovvenzioni, gli incentivi ed i benefici di qualsiasi genere
previsti dalle norme vigenti per il settore, nei limiti delle
risorse finanziarie a tale fine disponibili ed in conformità ai
criteri definiti dalla normativa vigente.
Emendamento A 16:
Art. 2 bis
Riconoscimento figura di Agenzia Immobiliare Turistica
1. Vengono definite Agenzie Immobiliari Turistiche quelle
agenzie immobiliari regolarmente iscritte all'albo della
propria Camera di Commercio che nell'ambito della propria
attività si occupano di locazioni brevi stagionali di case ed
appartamenti per vacanze.
2. Per essere riconosciute come Agenzie Immobiliari
Turistiche sarà necessario fare comunicazione all'Assessorato
del Turismo della Regione dimostrando la propria attività nel
settore turistico ed elencando le unità immobiliari a
disposizione, ricevendo dall'Assessorato stesso la necessaria
attestazione.
3. Le Agenzie Immobiliari Turistiche, una volta riconosciute
dalla Regione, godranno degli stessi benefici riservati nelle
agenzie di viaggio in termini di sovvenzioni, promozioni e
partecipazioni alle iniziative turistiche, potranno fornire
inoltre ai propri clienti servizi e accessori legati ai
soggiorni quali transfert e viaggi, formulare pacchetti,
fornire biancheria nelle case locate e quanto altro ritenuto
utile al miglioramento delle proprie offerte turistiche.
Emendamento A 23:
Art.
Carta dei diritti del turista
1. La Carta dei diritti del turista, redatta dall'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, in
raccordo con l'Agenzia regionale del turismo, viene tradotta
nelle lingue più diffuse e contiene:
a) informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda la
fruizione dei servizi turistico-ricettivi, ivi compresi quelli
relativi alla nautica da diporto ed agli spazi attrezzati per il
turismo itinerante, sulle procedure di ricorso, sulle forme di
arbitrato e di conciliazione per i casi di inadempienza
contrattuale dei fornitori dell'offerta turistica;
b) informazioni sui contratti di multiproprietà;
c) notizie sui sistemi di classificazione esistenti e sulla
segnaletica;
d) informazioni sui diritti del turista quale utente di mezzi di
trasporto aereo, ferroviario, marittimo, delle autostrade e dei
servizi di trasporto su gomma;
e) informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista quale
utente delle agenzie di viaggio e turismo, dei viaggi organizzati
e dei pacchetti turistici;
f) informazioni sulle polizze assicurative, sulle norme valutarie
e doganali, sull'assistenza sanitaria e sull'ubicazione delle
principali strutture ospedaliere pubbliche e private con le
relative specializzazioni e recapiti telefonici;
g) informazioni sulle norme in materia di rispetto e tutela del
sistema turistico ed artistico regionale e dei beni culturali;
h) informazioni concernenti gli usi e le consuetudini praticati a
livello locale ed ogni altra informazione che abbia attinenza con
la valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del
sistema turistico.
Subemendamento A 1.1:
E' soppresso il comma 2
Emendamento A 1:
Al fine di incentivare il turismo itinerante, la Regione
siciliana ed i comuni, d'intesa con le aministrazioni locali e
le assocazioni di camperisti possono provvedere
all'assegnazione di apposite aree da destinare all'accoglienza
dei camper.
Tali aree devono essere recintate, dotate almeno delle seguenti
strutture:
a) punti luce;
b) di appositi attacchi idrici ed elettrici;
c) scarichi.
Le aree da destinare a camper service sono classificate come
verde attrezzato.
Con decreto da emanarsi entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, l'Assessore regionale
per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti indica,
relativamente alle aree, gli standard minimi per il loro
riconoscimento.
Emendamento A 10:
Al comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, dopo la parola industriali aggiungere le
seguenti del turismo ed alle attività di Bed and Breakfast .
Al comma 2 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, aggiungere la seguente lettera:
d) a consorzi o cooperative di soggetti titolari di attività
turistiche e di Bed and Breakfast :
Emendamento A 37:
Articolo 10 bis
Norma transitoria.
Assessore regionale per il turismo, comunicazioni e trasporti,
sentito il parere del Consiglio regionale per il turismo
regolamenterà con provvedimenti amministrativi, entro 180
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, previo
parere delle Organizzazioni di categoria maggiormente
rappresentative a livello regionale, i settori delle Agenzie di
viaggi e tour operators, delle professioni turistiche, delle
strutture turistico-ricettive, nonché delle imprese turistiche
che saranno identificate successivamente all'entrata in vigore
della presente legge, operanti nel territorio regionale .
Emendamento A 52 bis:
Art.
Interpretazione autentica del quarto comma dell'articolo 25
della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21.
Le modifiche della natura dei contratti di cui al quarto comma
dell'articolo 25 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
vanno intese nel rispetto della qualifica posseduta ovvero, in
caso di assunzioni ai sensi dell'articolo 12, comma 4, del
decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni, nonché di assunzioni ai sensi
dell'articolo 78, comma 6, della legge 23 dicembre 2000, n.
388, con inquadramenti in profili appartenenti alla fascia B
del contratto collettivo di lavoro degli enti locali .
Emendamento A 53 bis:
Art.
Al fine di garantire il regolare esercizio dei servizi
affidati, nelle more della trasformazione in società per
azioni, l'A.S.T. è autorizzato a procedere alla stipula di
contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato di
cui al Titolo III, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276 e successive modifiche, nei limiti della
consistenza numerica dell'organico aziendale in vigore .
DISEGNO DI LEGGE N. 1019/A RIORDINO DELLA DISCIPLINA
DELL'ATTIVITà DI GARANZIA COLLETTIVA DEI FIDI
-All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
Sostituire le parole rapporto medio di utilizzo del fondo di
garanzia negli ultimi tre anni rispetto alle garanzie in
essere con le parole rapporto medio di utilizzo del fondo
rischi rispetto alle garanzie in essere in un congruo periodo
determinato dall'Assessorato regionale al Bilancio.
-All'articolo 4:
Emendamento 4.1:
All'articolo 4, comma 3, sostituire 60 per cento con 90
per cento .
-All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Al comma 1 aggiungere all'inizio della lettera b) le parole
nel caso di adesione a confidi di secondo grado .
-All'articolo 11:
Emendamento 11.1:
Alla fine dell'articolo sostituire le parole da Detto
contributo' fino a per il tramite dei confidi' con le parole:
Detto contributo viene erogato alle imprese beneficiarie per
il tramite dei confidi successivamente al pagamento degli
interessi e delle rate scadute e pagate secondo le modalità di
rientro stabilite dal contratto di finanziamento.'.
-All'articolo 18:
Emendamento 18.1:
Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti commi:
3. I consorzi fidi del settore agricolo possono beneficiare
delle agevolazioni previste dall'articolo 12 della legge
regionale n. 15 del 2004, così come da conforme parere della
competente commissione dell'Unione europea, ai fini della
consulenza finanziaria alle imprese agricole.
4. I consorzi fidi di cui al comma 3 dovranno osservare la
vigente normativa adeguandosi ai parametri economico-finanziari
previsti dalla stessa entro dodici mesi dall'entrata in vigore
della presente legge.'
Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
Emendamento 117 R.1
Sostituire l'emendamento A 51 con il seguente:
1) Alla tabella H allegata lla l.r. 28 dicembre 2004, n. 17
sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le seguenti
modifiche in migliaia di euro:
UPB 9.3.1.3.7 - cap. 377727 +50, di cui 21 da destinare alla
Fondazione Museo Mandralisca di Cefalù:
UPB 9.3.1.3.2 - cap. 377711 -50
UPB 9.3.1.3.4 capitolo 377701 +61
UPB 9.3.1.3.7 capitolo 377751 -61.
Emendamento 117 2:
All'emendamento A 23, relativo alla Carta dei diritti del turista
Al comma 1, primo periodo, sopprimere le parole: in raccordo con
l'Agenzia regionale del turismo.