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Resoconto d'Aula della Seduta n. 312 di giovedì 04 agosto 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Vitrano   ha   chiesto
  congedo  per  la  seduta odierna e l'onorevole  D'Aquino  per  le
  sedute del 4 e del 5 agosto 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    -  Modifica dei confini territoriali tra il comune di Agrigento
       e il comune di Raffadali  (n. 1044)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Miccichè in data 3 agosto 2005

    - Interventi a favore dei soggetti danneggiati da  complicanze
       di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie,
       trasfusioni e somministrazioni di emoderivati  (n. 1045)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Micciche in data 3 agosto 2005

     Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni del
                               Governo

   PRESIDENTE. Comunico PRESIDENTE. Comunico che
   che  il   Presidente  della Regione ha trasmesso  copia  delle
  seguenti deliberazioni:

    -n. 342 e n. 343 del 21 luglio 2005  POR Sicilia 2000/2006 -
       Complemento di programmazione - Adozione definitiva alle
       modifiche approvate dal Comitato di sorveglianza del 6 luglio
       2005 PIT e PIOS e delle misure 1.12, 3.14, 3.15, 4.06, 4.09,
       4.11, 4.13, 4.14, 4.15, 4.18 e 4.19 (ai sensi del comma 3,
       articolo 2 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32).

   Comunicazione di trasmissione di copia di delibera della Corte
                              dei Conti

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Corte  dei  conti  -  Sezione  di
  controllo  per  la Regione siciliana, in data 3 agosto  2005,  ha
  trasmesso  copia  della  delibera n. 13/2005/CONTR.  con  l'unita
  relazione  sulla verifica del rendiconto generale  della  Regione
  siciliana per l'esercizio finanziario 2004.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposa scritta:

      N.  2331  -  Notizie  sulle presunte  violazioni  di  legge
      perpetrate dal Sindaco di    Cattolica Eraclea (AG).
      - Presidente Regione
      - Assessore Famiglia
      Firmatari: Di Mauro Giovanni Roberto;

      N.  2332 - Notizie sui motivi dello svuotamento della dighe
      Furore e Gibbesi in provincia di Agrigento.
      - Assessore Agricoltura
      - Assessore Presidenza
      Firmatari: Di Mauro Giovanni Roberto;

      N.  2347  -  Opportune iniziative al fine di non consentire
      alla   società  DB  Group  S.p.A.  la  ricerca   di   acque
      sotterranee per usi industriali.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      Firmatario: Liotta Santo;

      N.  2348  -  Interventi  per eliminare  le  lentezze  e  le
      inefficienze  determinatesi nel processo  di  ricostruzione
      delle  zone  colpite  dal terremoto  dell'ottobre  2002  in
      provincia di Catania.
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   Avverto  che le interrogazioni testè annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Comunico  che   è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

      N.  270  -  Notizie  in  ordine agli impianti  della  nuova
      funivia  Trapani-Erice  ed  interventi  per  garantirne  la
      sicurezza.
      Presidente Regione
      Assessore Territorio
      Firmatario: Raiti Salvatore.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  mozione presentata.

   BURGARETTA APARO segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

    Premesso che:

    nel  corso del 2004, in tutto il territorio della provincia  di
  Catania,   si  sono  verificati  eventi  atmosferici  che   hanno
  compromesso i raccolti;

    oltre  ai danni nel settore dell'agricoltura anche i lavoratori
  hanno visto ridursi le giornate di effettivo lavoro, fatto questo
  che  non consente il raggiungimento delle giornate minime per  il
  pagamento dei contributi loro spettanti;

    è  stato da più parti e più volte sollecitato il riconoscimento
  da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali dello
  stato di calamità;

    permanendo   questo   stato  dei   fatti   i   produttori   non
  otterrebbero  alcun  ristoro  ed i braccianti  non  beneficeranno
  delle giornate lavorative effettuate,

                  impegna il Governo della Regione

    a  porre in essere quanto necessario perché il Ministero  delle
  Politiche  agricole e forestali riconosca lo  stato  di  calamità
  naturale  per  l'anno  2004  in tutta la  provincia  di  Catania,
  consentendo  così  alle imprese di percepire un  ristoro  per  la
  mancata  vendita dei prodotti ed ai braccianti la possibilità  di
  avere  riconosciute le giornate lavorative prestate senza perdere
  il diritto al pagamento dei contributi.» (447)

         FLERES-CATANIA G-MAURICI-BALDARI-TURANO-BURGARETTA APARO

    PRESIDENTE   Avverto  che  la  mozione  testé  annunziata  sarà
  iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva perché  se
  ne determini la data di discussione.

                               Congedo

    PRESIDENTE. Comunico che  hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna gli onorevoli Neri, Lo Curto, Leontini, Virzì.
    L'Assemblea ne prende atto.

    Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno: Discussione
  di disegni di legge.

    Seguito della discussione del disegno di legge  Norme per lo
   sviluppo turistico della Sicilia  (n. 788 - 376 - 550 - 957/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia» (nn. 788  -
  376 - 550 - 957/A), iscritto al numero 1).
   Ricordo  che  la  discussione del disegno  di  legge  era  stata
  interrotta  all'articolo 3, nella precedente seduta,  numero  311
  del 3 agosto 2005, in sede di votazione del subemendamento 3 R.1,
  all'emendamento 3 R.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla  luce  del
  contenuto  dell'articolo  3, ma anche del  contestuale  contenuto
  dell'articolo 6 che riguarda le Aziende autonome provinciali  per
  l'incremento turistico, ritengo sia propedeutica per una maggiore
  chiarezza del percorso legislativo  esaminare adesso l'articolo 6
  per  agevolare  un  percorso  che  abbia  anche  una  razionalità
  rispetto, successivamente, alla configurazione dell'articolo 3.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  nascondo
  il  mio  sgomento  per  il  comportamento  del  Governo  e  della
  maggioranza.
     Ieri  sera  l'Aula  ha sospeso i lavori perché  il  Presidente
  della Regione, replicando ad alcuni colleghi parlamentari, ha  di
  fatto collegato la sua permanenza al Governo della regione ad  un
  rapporto  di fiducia con  l'Aula sulla base dell'esito  scaturito
  qualche  minuto prima, in riferimento all'articolo 2 del  disegno
  di legge al nostro esame.
   Diversi  di  noi  hanno  fatto  osservare  al  Presidente  della
  Regione  che  senza  l'articolo 2, che definisce  i  compiti,  le
  funzione  dell'Assessorato regionale al turismo,  l'impianto  del
  disegno  di  legge  perde una buona parte  del  suo  significato.
  Avevamo chiesto di sospendere l'esame del disegno di legge perché
  questo  potesse  permettere alla maggioranza di fare  un'autonoma
  valutazione,  di  rinviare  l'esame  del  disegno  di   legge   a
  settembre, alla riapertura dei lavori d'Aula per determinare  una
  possibilità di convergenza politica sul disegno di legge.
   Il  Governatore,  invece, sembrerebbe,  però  è  giusto  che  lo
  comunichi...

    CRACOLICI  Il Presidente, non il Governatore

    SPEZIALE    Il   Governatore,  il  Presidente  della   Regione,
  l'onorevole Cuffaro, sembrerebbe avere  scelto un'altra strada  e
  cioè  quella  di  utilizzare l'arma ricattatoria  della  minaccia
  delle  proprie  dimissioni  nei confronti  dei  parlamentari  per
  mettere  in  riga una maggioranza che sul testo  del  disegno  di
  legge,   liberamente,  si  era  espressa   in   modo   contrario,
  determinando  un  vincolo  oggettivo tra  le  scelte  che  fa  il
  Presidente  della  Regione e il Parlamento  regionale,  impedendo
  così  il  libero  esercizio dell'attività  parlamentare  a  tanti
  parlamentari  che  questo  disegno  di  legge  hanno  dimostrato,
  attraverso il voto segreto, di non condividere.
   Onorevole  Presidente  della Regione,  lei,  anziché  utilizzare
  l'arma  del  ricatto  delle dimissioni  ad  ogni  pie'  sospinto,
  determinando uno sbandamento costante del Parlamento siciliano  e
  della  politica  siciliana,  alla  luce  anche  del  suo  recente
  comportamento e del fallimento del suo Governo, non  minacci  più
  le  dimissioni;  lo faccia  Si dimetta  Sgombri il  campo  da  un
  equivoco  di  fondo e permetta che i siciliani possano  avere  il
  diritto sacrosanto di utilizzare l'arma democratica del voto  per
  darsi una nuova classe dirigente.
   Non  è  più  tollerabile che si facciano riunioni di maggioranza
  in  cui costantemente il Presidente della Regione, sulla base  di
  convenienze  di  parte,  minacci  le  dimissioni  vincolando   il
  Parlamento con le sue decisioni e, di fatto, ingessandolo.

    DINA  Onorevole Speziale, era presente?

    SPEZIALE   Ero  presente,  lo  ha  detto  in  Aula.  Se  vuole,
  onorevole   Dina,  le  leggo  il  resoconto  parlamentare   della
  dichiarazione dell'onorevole Cuffaro resa in Aula, ieri sera,  in
  risposta al mio intervento. Egli ha espressamente detto  che,  di
  fatto,  riponeva  la fiducia e la sua permanenza all'esito,  cioè
  all'approvazione di questo testo sul quale, un minuto  prima,  si
  era  registrato - in occasione della votazione dell'articolo 2  -
  un  voto  contrario del Parlamento. Con il suo comportamento,  di
  fatto,    determina  un  vincolo  nei  suoi  rapporti   con    il
  Parlamento,   riducendo  gli  spazi  del  libero  esercizio   del
  parlamentare di potersi esprimere liberamente. Non è successo  un
  fatto  secondario, è successo un fatto gravissimo che, in qualche
  modo,  in  questo Parlamento,  incide sulla qualità dei  rapporti
  democratici  e che non si può sottacere.
   Ecco  perché   penso  che  il  Presidente  della  Regione  abbia
  l'obbligo   di   chiarire  quali  siano  le   ragioni   del   suo
  comportamento  perché,  altrimenti,  signor  Presidente,  siccome
  questa cosa viene agitata contro i parlamentari della maggioranza
  i  quali, ormai, sono nel marasma più totale, nell'incertezza più
  totale,  perché  c'è  una  maggioranza,  al  di  là  dei  singoli
  parlamentari,  che non sanno quali liste fare e quali  liste  non
  fare,  dove  collocarsi, dove ricollocarsi, altrimenti sgombriamo
  il  campo  da  questa commedia degli equivoci  e  degli  inganni.
  Sgombri il campo
   Lei,  liberamente, oggi stesso, rassegni le dimissioni ed  entro
  tre   mesi   andiamo  a  votare.  Dello  stato  di   salute   del
  centrosinistra non si preoccupi. E' un problema che  riguarda  il
  centrosinistra,  se  siete così convinti di potere  rivincere  le
  elezioni.  Ma  è  arrivato il momento in cui si deve  mettere  la
  parola   fine  a una commedia che dura da troppo tempo:  Lombardo
  condiziona;  Lombardo non condiziona; conviene  a  Lombardo,  non
  conviene e Lombardo; conviene ad una parte della maggioranza
   Ma  dove  siamo  arrivati? Si sta in politica per gli  interessi
  del Paese non per gli interessi di qualche trasformista di turno.
  Si  sta in politica per difendere gli interessi della Regione non
  per  equilibrare rapporti interni  ai trasformisti che  vanno  da
  una   parte  e  dall'altra  in  vista  delle  prossime   scadenze
  elettorali. Pertanto,  le chiediamo di avere un atto di  orgoglio
  e   di   rispetto  nei  confronti  della  Sicilia.  Rassegni   le
  dimissioni  Non è più quindi Presidente.

     PRESIDENTE    Onorevole Speziale, si attenga  al  tema  o   le
  devo togliere la parola.

     SPEZIALE   Non è un problema legato al testo o all'emendamento
  all'articolo del disegno di legge, vi è un problema  politico  di
  fondo che dovrebbe essere affrontato politicamente in questa Aula
  ed io chiedo al Presidente della Regione di prendere la parola  e
  fare chiarezza una volta per tutte.

     PRESIDENTE  Sul problema non c'è stata nessuna pronuncia.

    ORTISI  Chiedo di parlare sul prelievo dell'articolo 6.

    PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà. L'intervento  è  sull'ordine  dei
  lavori  ma purché abbia per tema la richiesta del Governo  di  un
  prelievo perché siamo in questa fase della discussione.

    SPEZIALE  Signor Presidente, è stata sospesa l'Aula sulla  base
  del  fatto che il Presidente della Regione ha dichiarato  che  si
  sarebbe dimesso.

     PRESIDENTE   No   E'  stata sospesa  l'Aula  soltanto  per  la
  mancanza  del numero legale. I fatti politici non interessano  ai
  fini della interruzione della seduta.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  si   ripete
  quello che sembrerebbe essere un rito: sembrava tale  ieri sera e
  le  altre sere, quando la maggioranza non aveva il numero  legale
  e,   in  modo  disincantato,  c'erano  dei  colloqui  purché   si
  continuasse a discutere nel merito a prescindere da tutto. Adesso
  nella maggioranza, temporaneamente  attaccaticcia, si ritrova  un
  numero legale. Sembra che si voglia procedere col trattore
   Siamo  alle solite  Non si accetta il colloquio, non si  accetta
  il ragionamento, si ha fretta ed aspettiamo da un'ora e mezza, si
  ha fretta di concludere in maniera abborracciata ed approfittando
  del  numero legale e nel merito mi pare che non si dia a  noi una
  risposta su una domanda, penso, legittima che abbiamo posto. Come
  si  fa ad andare avanti a discutere su un argomento del quale  la
  testa è stata decapitata?
   La  bocciatura dell'articolo 2 indica che non esiste un percorso
  coerente,  tranne  che  venga  riconsiderata  la  legge  nel  suo
  complesso  e  che  venga ripresentata all'Aula per  un  esame  di
  merito  congruo e conducente. Questo non è avvenuto  E'  avvenuto
  soltanto  una  chiama  generale  alle  armi,  fideistica,  e  che
  prescinde nel merito, totalmente dal merito della legge.  Difatti
  adesso  si chiede il prelievo di un articolo probabilmente perché
  esso   è  fondamentale  per  la   verifica  della  tenuta   della
  maggioranza ed il discorso, lo capiamo tutti, travalica ormai  la
  legge specifica ed il merito sul quale vorremmo confrontarci.
   Noi  abbiamo detto che certamente non surroghiamo la maggioranza
  ma,   se la maggioranza dimostra di avere il numero di autonomia,
  siamo  disponibile  ad  un  percorso  non  ostruzionistico   come
  parlamentari   responsabili  ma  ci  aspetteremmo  di   discutere
  ordinariamente sul merito della legge. Due cose ostano: la  prima
  cosa  è che nessuno ci viene a spiegare nel merito come superiamo
  il  discorso della bocciatura dell'articolo 2; se qualcuno ce  lo
  spiega dal punto di vista delle procedure, della coerenza con  il
  disegno di legge generale noi ci riflettiamo; la seconda  cosa  è
  che  chiedete  un  prelievo  non  so  per  quale  motivo,  perché
  l'articolo  6,  senza l'articolo 2, dimostrerebbe  che  la  legge
  ancora esiste, a me pare che tutto il resto della legge sia  come
  la  coda della lucertola quando viene  tagliata che si muove  per
  sopravvivenza momentanea. Essa è legata alla presenza in Aula  di
  un  numero,  non di tante teste o di tanti colleghi che  vogliono
  ragionare su un disegno di legge sul quale, peraltro,  ho  capito
  che in commissione si è lavorato e si è lavorato bene.
   Vogliamo  cominciare un braccio di ferro da Pasifae  e  Minosse?
  Facciamolo,  ma non penso che serva. La proposta  che  ieri  sera
  faceva  qualche  collega,  avendo  anche  l'assenso  di  parecchi
  colleghi  della maggioranza, era di passare all'altro disegno  di
  legge  in  attesa che l'attuale disegno di legge  in  discussione
  venisse rimodellato in maniera tale da discutere se era possibile
  e superare la bocciatura dell'articolo 2.
   Invece  no.  Approfittando del numero, volete  andare  avanti  a
  prescindere dal merito. Non facciamo una buona legge, non  stiamo
  per  licenziare  - se ci riusciamo - una legge. Stiamo  per  fare
  l'ennesimo braccio di ferro che non serve a niente, non  serve  a
  nessuno, non serve, penso, neanche alla maggioranza e al Governo,
  non  serve  neanche al territorio sul quale ho capito  che  si  è
  spesa  l'intera  Commissione. A cosa  serve?  Ammettiamo  per  un
  attimo  che  riusciate  a  raffazzonare  una  maggioranza  e   ad
  approvare questo disegno di legge.
   Quale  applicabilità  avrà sul territorio  senza  l'articolo  2?
  Forse  compenserete con l'introduzione di emendamenti  aggiuntivi
  di  spesa  sui  quali  chiederemmo  il  voto  segreto?  Pertanto,
  rinviate l'agonia di qualche ora?
   Perché   allora   non  aderire  alla  proposta  ragionevole   di
  cominciare  con  l'altro  disegno di legge  per  riprendere   nel
  pomeriggio  di  oggi  stesso con  una proposta  più  convincente?
  Infatti, occorre convincerci che, decapitato dell'articolo 2,  il
  testo  della legge può sopravvivere. Cioè,  che non sia  coda  di
  lucertola' ma sia persona umana.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   Per un richiamo al Regolamento

     ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  per  un  richiamo  al  Regolamento sulla richiesta  di  prelievo.
  Vorrei  fare  notare alla Presidenza e suggerire al  Governo  che
  sarebbe  opportuno, alla luce di quello che  è  già  successo  in
  Aula,  che si tornasse all'articolo 4 e non all'articolo 6 perché
  il  nostro  6, per come è scritto adesso, al di là di quelli  che
  potranno essere gli emendamenti che lo andranno a modificare,  fa
  riferimento  esplicitamente all'articolo 4 della legge  che,  non
  essendo  stato  ancora approvato, potrebbe  creare  un  ulteriore
  problema all'esame complessivo della legge.
   Invece,  se noi procedessimo accantonando l'articolo 3 e  quindi
  passassimo all'articolo 4, forse potremmo dare un senso  compiuto
  all'attività legislativa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente, nella  scrittura  dell'articolato
  l'articolo 6 è assolutamente da prelevare e da votare   perché  è
  propedeutico alla giusta individuazione degli organismi  politici
  di  rappresentanza   che compongono la Conferenza  regionale  del
  turismo perché all'articolo 3 si parla di una rappresentanza.

    ACIERNO   Ho  detto accantoniamo l'articolo 3 e procediamo  con
  l'articolo 4

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Si  deve fare il 6 prima di fare  il  3,  secondo  la
  logica e l'aritmetica...

     ACIERNO  Ho detto il 4 e non il 3

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Onorevole Acierno, lei è particolarmente nervoso

     ACIERNO  Lei ha confuso le cose e continua a confonderle.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Io le sto rispondendo, e sto rispondendo non  soltanto
  a  lei ma anche al Parlamento. L'articolo 3 prevede la formazione
  della Conferenza regionale del turismo.
   C'è  un nodo di rappresentanza all'interno di questa conferenza,
  se viene approvato l'articolo 6 nella formulazione emendata dalla
  Commissione o se non viene approvato.
   Quindi,   è   chiaro   che   è   propedeutico   all'approvazione
  dell'articolo  6,  a  proseguire  nell'esame  della   legge   con
  l'articolo 3.
   Quindi confermo la richiesta di prelevare l'articolo 6.

     PRESIDENTE   Poiché non c'è chi parla a favore  del  prelievo,
  abbiamo  sentito  solo argomentazioni contrarie,  devo  porre  in
  votazione  la proposta del Governo di prelevare l'articolo 6.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

     Riprende la discussione del disegno di legge n. 788 - 376 -
                             550 - 957/A

    PRESIDENTE  Si passa, pertanto, all'articolo 6. Ne do lettura:

                            «Articolo 6
       Aziende autonome provinciali per l'incremento turistico

   1.  Le  aziende autonome provinciali per l'incremento  turistico
  esercitano funzioni di raccordo fra il territorio e l'Assessorato
  regionale  del  turismo,  delle comunicazioni  e  dei  trasporti,
  svolgendo   compiti   di  monitoraggio,  assistenza,   vigilanza,
  consulenza, progettazione e promozione nell'ambito delle linee di
  programmazione  contenute  nel programma  triennale  di  sviluppo
  turistico  regionale  di cui all'articolo  4,  nei  territori  di
  propria competenza. Svolgono in particolare i seguenti compiti:

   a)  promozione  ed organizzazione di manifestazioni  finalizzate
  alla  valorizzazione ed alla propaganda delle risorse  turistiche
  per l'incremento del movimento turistico;

   b)   classificazione  delle  strutture  ricettive  in  base   ai
  requisiti posseduti;

   c)  promozione e/o assunzione di iniziative per il potenziamento
  dello sviluppo turistico;

   d)  raccolta  ed elaborazione di dati statistici concernenti  il
  turismo;

   e)  proposta d'iscrizione delle associazioni turistiche pro-loco
  nell'apposito albo regionale;

   f)  esercizio  di  ogni  altra attività  demandata  dalle  norme
  vigenti   alle  aziende  autonome  provinciali  per  l'incremento
  turistico.

   2.  Il consiglio di amministrazione di ciascuna azienda autonoma
  provinciale  per l'incremento turistico è nominato dall'Assessore
  regionale per il turismo, le comunicazioni e i trasporti,  con  i
  seguenti componenti:

   a)  il  presidente della provincia regionale o un assessore  dal
  medesimo delegato, con funzioni di presidente;

   b)  il  sindaco del comune capoluogo di provincia o un assessore
  dal medesimo delegato;

   c)  il  presidente  della  Camera  di  commercio,  industria   e
  artigianato;

   d)  un funzionario dell'Assessorato regionale del turismo, delle
  comunicazioni e dei trasporti;

   e)     due  esperti  di  comprovata  professionalità  nel
   settore turistico.

   3. Il direttore dell'azienda autonoma provinciale
   per  l'incremento turistico svolge le funzioni di segretario del
  consiglio di amministrazione.

   4.  Sono  abrogati l'articolo 2 della legge regionale  6  aprile
  1996,  n.  27  e  l'articolo 6 del decreto del  Presidente  della
  Regione siciliana del 19 settembre 1986.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      dal Governo: 6.2;
      dalla     Commissione:    6.4;    subemendamento      6.5.1
      all'emendamento 6.5;
      dall'onorevole    Vicari,   relatore:   6.3,    interamente
      sostitutivo;
      dagli  onorevoli  Barbagallo,  Gurrieri  e  Zangara:  6.10,
      soppressivo  dell'articolo; 6.11, interamente  sostitutivo;
      6.12,  interamente sostitutivo; 6.13;
      dall'onorevole Moschetto: 6.1;
      dall'onorevole Leanza Nicola: 6.5; 6.14;
      dall'onorevole Tumino: 6.8,  interamente sostitutivo; 6.9;
      dagli  onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
      6.7; 6.6; 6.15;  6.16.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Chiedo  di  parlare  per  illustrare  il  significato
  complessivo dell'articolo 6.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo  di
  parlare  per rispetto del Parlamento e dei Gruppi perché  bisogna
  specificare su cosa il Governo e la maggioranza si sono attestati
  relativamente alla configurazione dell'articolo 6 stesso.
   Sostanzialmente    il    Governo    darà    parere    favorevole
  all'emendamento  6.C,  dell'onorevole  Leanza  che,   di   fatto,
  sopprime    la    struttura   dell'articolo   6    e    sopprime,
  contemporaneamente,  le AAPIT,  le Aziende  autonomi  provinciali
  per l'incremento turistico.
   Quindi,  la  configurazione del dibattito deve  tener  conto  di
  questo  basilare elemento perchè, altrimenti, rischiamo di aprire
  una  discussione  generale  su un articolato  che  sarà,  invece,
  radicalmente  mutato  dall'approvazione, richiesta  dal  Governo,
  dell'emendamento 6.C.
   Quindi,    la    discussione   generale    dovrebbe    svolgersi
  razionalmente proprio sull'emendamento 6.C che sarà approvato.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  in realtà  vorrei  semplicemente
  sottoporre  alla Presidenza che sono stati appena consegnati  dei
  subemendamenti  all'emendamento 6.5. Siccome ce li  avete  appena
  dati,  vorrei sapere se ci concedete  dieci minuti di sospensione
  per potere subemendare i subemendamenti..
    Vorrei soltanto sapere questo

    PRESIDENTE  Siamo in fase di discussione generale,  quindi  c'è
  tutto  il tempo per esaminarli. E' iscritto a parlare l'onorevole
  Spampinato.
   Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò  di
  non   farmi   condizionare  dall'andamento  schizofrenico   della
  discussione  su questo disegno di legge e cercherò  di  mantenere
  una  mia  coerenza logica rispetto al percorso  tenuto  anche  in
  Commissione, avendo come punto di riferimento quell'equilibrio di
  cui abbiamo spesso parlato, che era stato frutto di un lavoro  ai
  tempi apprezzato ed apprezzabile.
   Mi  dichiaro  contrario alla nuova impostazione che  il  Governo
  dà,  che  stravolge  quella che è l'originale  impostazione.  Noi
  abbiamo  sempre  criticato il centralismo, abbiamo  criticato  il
  centralismo  regionale e qua, però, cerchiamo di  assecondare  un
  centralismo provinciale.
   Ritengo  che  l'equilibrio della legge fosse garantito,  invece,
  dalla   rivisitazione   delle   aziende,   così   come   prevista
  dall'originario disegno di legge.
       La   modifica   del   Consiglio   di   amministrazione,   la
  determinazione delle competenze rispetto a questo tema, rendevano
  e  determinavano  un  equilibrio che  è  coerente  rispetto  alla
  filosofia  della  programmazione regionale  e  dell'attuazione  a
  livello provinciale, nonché del coinvolgimento anche dei privati,
  della  concertazione rispetto ad altri enti che sono determinanti
  per   garantire  un  proficuo  sviluppo  del  turismo,  e  faccio
  riferimento alla Camera di commercio, che è presente nel  disegno
  di  legge  con  il  presidente, il sindaco  del  capoluogo  della
  provincia, che ritengo essere fondamentale per quanto riguarda il
  tema   di   cui   stiamo   discutendo,  esperti   di   comprovata
  professionalità del settore turistico che potrebbero essere  quei
  privati il cui coinvolgimento da tanta parte era stato richiesto.
   Quindi,   coerente   con  la  logica  che   ho   seguito   nella
  discussione,  nell'approfondimento di questo  disegno  di  legge,
   nella   discussione   generale   sull'articolo   6,   vista   la
  precisazione fatta dal Governo, dall'assessore Granata,  rispetto
  ad  un  parere favorevole che si esprimerà ad un emendamento  che
  stravolge questa impostazione.
   Ritengo  di mantenere, e lo chiedo al Parlamento ed al  Governo,
  l'impostazione originaria e, quindi, di immaginare, di  mantenere
  in  questa  nuova formula, con questa nuova formula,  con  queste
  nuove competenze, con questa nuova composizione del consiglio  di
  amministrazione, le aziende autonome provinciali per l'incremento
  turistico.

     PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole De  Benedictis.
  Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  mi
  scandalizzo   del  fatto  che  si  possa  accedere  all'idea   di
  sopprimere  le  aziende  provinciali per l'incremento  turistico,
  così  come  già  il  testo  della legge prevede  per  le  aziende
  autonome di soggiorno e turismo.
   Sono  stato  fra coloro che hanno sottolineato come le  proposte
  di legge dei vari gruppi parlamentari, quasi integralmente, quasi
  all'unanimità, già prevedevano la soppressione di entrambe queste
  aziende.
   Ed  analogo  orientamento  seguono  le  legislazioni  regionali,
  molte   altre   legislazioni  regionali   che   hanno   recepito,
  adattandoli,  i  criteri e gli orientamenti  della  legge  quadro
  numero 135.
   In  tutte queste proposte, però, ed in tutte queste leggi,  alla
  scomparsa degli organismi che regionalmente sono preposti, ed  in
  questo caso, in Sicilia, di questi nostri due organismi, fa luogo
  la   creazione  di  un'agenzia territoriale  che  possa  svolgere
  quelle  funzioni  di raccordo che, a mio avviso,  opportunamente,
  era  l'idea  della  precedente formulazione di  questo  testo  di
  legge.
   Cancellando   e  basta,  invece,  le  aziende  provinciali   per
  l'incremento   turistico  e  trasferendo  interamente   le   loro
  competenze alle province regionali, secondo il mio parere,  viene
  a  mancare quell'ufficio  del territorio, con funzioni di regia e
  di  raccordo  tra enti locali, territoriali, fra  attori  privati
  dello   sviluppo   turistico  e  dell'amministrazione   regionale
  dall'altra  parte, con funzioni, quest'ultima, di  indirizzo,  di
  coordinamento, che abbiamo sottolineato, e viene a mancare  anche
  -   e  questo  è  l'aspetto  sul quale  invito  il  Parlamento  a
  riflettere  -  quell'organismo in  cui,  il  territorio  nel  suo
  insieme,  quindi,  non soltanto i comuni, gli enti  territoriali,
  gli  enti  locali,  ma anche e soprattutto  proprio   i  privati,
  partecipano alla programmazione comune dell'attività  in  materia
  turistica.
   In questo modo, quindi, viene a mancare un elemento.
   Dire  di  volere sopprimere le aziende autonome provinciali  per
  l'incremento   turistico  e  trasferire  tutto  alla   provincia,
  significa cogliere una parte di quel disegno riformatore che,  in
  campo  nazionale  è  stato  attuato, ma  non  sostituirlo  e  non
  portarlo a compimento. Si toglie, semplicemente, qualcosa  e  non
  si aggiunge nient'altro.
   Voglio  dire che l'eventuale costituzione dei sistemi  turistici
  locali  o  distretti  turistici locali, che dir  si  voglia,  non
  sopperisce   a   tale   mancanza,  perché  innanzitutto   non   è
  obbligatoria   e   poi   perché  i   distretti   possono   essere
  interprovinciali,  sub-provinciali, non si  identificano  con  il
  territorio   provinciale   e,  quindi,   rimane   un   vuoto   in
  quell'ufficio, in quell'organismo che dovrebbe, ripeto,   dettare
  funzioni  di  regia  e di raccordo fra il livello  locale  ed  il
  livello regionale.
   A  mio  avviso, la soluzione può individuarsi ancora, se  questo
  Parlamento  trova la giusta attenzione, ed invece mi  sembra  che
  procedendo  a colpi improvvisi non vada nella dimensione  giusta.
  La  soluzione  sarebbe stata quella di fare evolvere  le  aziende
  autonome  provinciali  per  l'incremento  turistico  verso   vere
  agenzie  territoriali di promozione turistica, affidando ad  esse
  compiti   gestionali,  organizzativi,  attuativi,  quali   quelli
  previsti da  questo disegno originario, progettuali, e dando alle
  province, qui sì, per intero, riconoscendolo il ruolo di ente  di
  coordinamento politico che la legge regionale numero  9 del  1986
  assegna loro.
   Questo   avrebbe   significato  aggiungere   qualcosa   in   più
  all'attuale  sistema,  mentre  la  loro  soppressione  senza   la
  creazione   di  un  efficiente  organismo  gestionale  attuativo,
  organizzativo,  a  mio  avviso  comporta  lo  scioglimento  e  la
  dispersione   di   tale   personale   qualificato,   strutturato,
  organizzato,   oggi  certamente  non  valorizzato.   E,   ancora,
  disperdendolo dentro le amministrazioni delle Province regionali,
  un deperimento di questa potenzialità che, invece,  ci ritroviamo
  e avremmo avuto più bisogno di valorizzare e  potenziare, giacché
  non  credo  che  dentro  le  amministrazioni  provinciali  queste
  professionalità potranno dare di più e di meglio di  quanto  oggi
  non  facciano  e  di quanto, invece, non ci sarebbe  bisogno  che
  facessero.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare  l'onorevole Crisafulli.  Ne
  ha facoltà.

    CRISAFULLI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  a
  questo  punto  della  discussione dovremmo  riuscire,  in  questo
  Parlamento, a ragionare in termini nuovi rispetto ad  uno  schema
  di testo che ci era stato sottoposto.
   Il  voto  di  ieri  sera  ha sancito che  bisogna  costruire  un
  percorso  che  sia differente e che, nel contempo,  sancisca  una
  nuova distribuzione delle funzioni e non dei poteri di come  deve
  essere gestito il turismo nella Regione siciliana.
   Credo   che   tutto  questo  deve  partire  dall'assunto   della
  strumentazione che il Governo decide di avere nel  territorio  ed
  il  Governo,  facendo una cosa saggia per la  verità,  decide  di
  puntare  sugli enti locali territoriali, e dunque sulla Provincia
  che ha la visione complessiva del territorio, per la garanzia del
  Governo   dell'attività   della   politica   turistica,   facendo
  un'operazione che nel testo invece non era condivisibile  in  cui
  rimaneva   questo  dualismo  di  strumentazione:   da   un   lato
  l'Assessorato   al   turismo  dell'Amministrazione   provinciale,
  dall'altro lato l'AAPIT che veniva gestita in maniera distinta  e
  molto spesso distante rispetto ai percorsi politici.
   Perché   distinta   e   distante?   Perché   il   Consiglio   di
  Amministrazione  veniva nominato in buona  sostanza  dal  Governo
  regionale, facendo perno sulle risorse della Provincia  per  fare
  l'attività turistica.
   La  scelta  che  si compie oggi condividendo, da quello  che  ho
  capito  da  parte  del  Governo, l'emendamento  6  dell'onorevole
  Leanza, che comunque diventa ormai testo del Governo, per cui  il
  Governo  ci sottopone questa nuova impostazione, credo  che  vada
  incontro  alla  stessa  ipotesi  avanzata  dai  Presidenti  delle
  Province.
   Sono  dell'opinione  che in questi giorni i  giornali  nazionali
  sia   troppo  enfatici  sul  fatto  che  in  alcune  regioni   si
  moltiplicano   le  sedi,  si  moltiplicano  le  commissioni,   si
  moltiplica tutto. Qui siamo in un'operazione esattamente  inversa
  in  cui  si  razionalizza uno schema, si chiudono  strumentazioni
  moltiplicative  di  indennità,  di  incarichi,  di  esperti,   di
  consulenti  e si mette il titolare della politica del territorio,
  che  è  il  Presidente  della  Provincia,  nella  condizione   di
  garantire questo percorso.
   Se  il  Presidente  della Provincia, che è, anzi  era  se  passa
  l'emendamento, nei fatti anche il Presidente dell'AAPIT,  diventa
  il titolare del servizio della funzione, del coordinamento, della
  politica  turistica nel territorio, è la cosa più giusta.  Questa
  istanza  che è sottoposta peraltro all'attenzione del  Governo  e
  delle  forze politiche anche dei Presidenti delle Province, credo
  che  debba  essere accolta perché tende ad andare  incontro  alla
  parte  della legge numero 10 che il Governo Cuffaro  non  ha  mai
  applicato,   quella   relativa  al  decentramento  di   funzioni,
  compiti  e  risorse verso il territorio, verso  gli  enti  locali
  territoriali;  nella  fattispecie verso  l'amministrazione  delle
  Province  regionali  siciliane,  che sono  parte  essenziale  del
  Governo del territorio siciliano.
   Ora,  se  si  fa  perno su questa scelta,  è  chiaro  che  tutto
  diventa consequenziale e si capirà bene come formulare l'articolo
  3   rispetto  alla  funzione  che  devono  avere  alcune   figure
  all'interno della Conferenza regionale che non possono essere più
  di  delega;  i Presidente delle Province devono essere,   insieme
  con   l'Assessore,   il  cuore  della  Conferenza  regionale  sul
  turismo.
   Si  capirà  bene quali debbano essere le funzioni  da  assegnare
  alla   Conferenza  regionale;  si  capirà  bene  quali  siano   i
  riferimenti  che  i  Presidenti delle  Province  avranno   con  i
  distretti;  cioè la politica di decentramento,  se  passa  questo
  emendamento, comincia ad avere una logica ed una funzione.
   Io  mi  permetto  di dire che mi pare una scelta molto  accorta.
  Come  vede,  onorevole Assessore, come vede  onorevole Presidente
  della Regione, non solo non c'è un atteggiamento ostruzionistico,
  almeno  da parte mia, ma c'è la volontà  di ragionare in  termini
  positivi  su come dobbiamo complessivamente articolare la  nostra
  azione politica nel territorio.
   Sulla   base  di  ciò,  non  solo  voterò  a  favore  di  questo
  emendamento,  ma  credo che sia giusto che il Parlamento  accolga
  questa impostazione perchè mette in condizione il meccanismo  del
  turismo  siciliano  di  avere un riferimento  vicino,  perchè  lo
  sportello della Provincia non è uno sportello astratto, in quanto
  l'Assessorato  alla Provincia c'è, e c'è pure  il  personale,  ci
  sarà  il personale qualificato, ci sarà una politica e ci saranno
  i  dirimpettai  territoriali; d'altronde, la Provincia  nomina  i
  componenti   della  camera  di  commercio,  assume   in   sé   la
  responsabilità del settore del turismo, io sono dell'opinione che
  dovremmo decentrare altri compiti alle Province per poterle  fare
  diventare sempre di più un ente territoriale che nei fatti bada a
  tutto ciò che riguarda il territorio.
   So,   per  esempio,   che  è  in questa direzione  che  dovremmo
  andare  con  più  coraggio di quello che è stato  annunciato  per
  quanto  riguarda  gli strumenti urbanistici. Io toglierei  ancora
  funzioni e poteri all'Assessorato regionale che non può diventare
  una  sorta  di strumento della grande programmazione,  questo  lo
  facevano  in Russia, in Unione Sovietica,  onorevole Cuffaro,  la
  grande programmazione la faceva l'Unione Sovietica, ora vedo  che
  vi   state   adattando  anche  voi  alla  grande   programmazione
  regionale
   Noi volevamo tendere a decentrare queste funzioni e ad avere  un
  ruolo   più  complessivo  come  Regione,  di  coordinamento,   di
  indirizzo  e  di  verifica di tutto ciò che  si  va  facendo  nel
  territorio.  Su  questa impostazione io credo che  il  Parlamento
  possa  cominciare ad esprimersi su una nuova ipotesi che ci viene
  indicata dall'Assessore come ipotesi operativa.
   Ritengo che tutto ciò possa essere effettuato.

    MICCICHE' Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  condivido   le   affermazioni
  dell'onorevole  Crisafulli però guardando  un  p'  il  testo  che
  abbiamo   qui   a   disposizione,  compreso  anche  l'emendamento
  dell'onorevole Leanza, credo che se c'era un corpo  poco  fa  che
  era  acefalo,  senza testa,   oggi,  con questa  modifica  totale
  dell'articolo 6, sarebbe addirittura  senza gambe.
   L'articolo 6, bene o male,  faceva infatti riferimento non  solo
  alla  programmazione  ma  anche al  coordinamento  fra  gli  enti
  periferici   o  gli  enti  locali  e  la  Regione   che   fa   la
  programmazione dal punto di vista economico.

    CRISAFULLI La Provincia lo fa per legge......

    MICCICHE'   E' chiaro che i fondi vengono dalla  Regione,   non
  vengono  da   Marte'. Quindi manca un riferimento,  mi  pare  che
  nell'emendamento,    nonostante   tutti    gli    sforzi    fatti
  dall'onorevole   Leanza,   manchi  un  riferimento   all'aggancio
  dell'Assessorato  che,  bene o male, ha una  visione  complessiva
  regionale,   cosa  che  in  questo  caso  mancherebbe,   con   la
  soppressione dell'articolo 2.
   Ecco  perché  secondo  me è fondamentale il  ragionamento  della
  discussione  dell'articolo,  perché senza  l'articolo  2  neanche
  l'emendamento dell'onorevole Lenza ha un percorso di  legittimità
  amministrativa per poter svolgere le proprie funzioni.
   Quindi,  la  questione delle funzioni di cui parlava l'onorevole
  Crisafulli è importante, ma qui mancano le gambe.
   Voi   dell'opposizione  potete  dire  di  essere  più   per   il
  decentramento. Anch'io sono per il decentramento,  ma,   a  parte
  che è stata tolta un'altra parte di decentramento, quella  di cui
  parla  l'emendamento dell'onorevole Lenza,  con  la  soppressione
  delle  Aziende autonome provinciali, è chiaro però che manca  poi
  un  punto  di  riferimento  complessivo  regionale,  la  politica
  regionale.
     In questo caso, la politica regionale del turismo, sopprimendo
  l'articolo 2,  viene a mancare, ma non come attività specifica di
  tipo  esecutivo, ma per quanto attiene alla programmazione  delle
  disponibilità e delle risorse, perché poi è la Regione  che  deve
  distribuire  alle  province  le  risorse  disponibili.  Come   le
  distribuisce?  Attraverso un coordinamento, un  raccordo  cui  fa
  riferimento l'articolo 6 che era agganciato all'articolo 2.  Ora,
  l'articolo   2  è  stato  decapitato  per  questioni   politiche,
  l'articolo  6  è stato decapitato per questioni tecniche  che  si
  vogliono  riferire ad altri ragionamenti politici,  mi  pare  che
  questo disegno di legge, così com'è, non abbia motivo di avere un
  suo  percorso  sino alla fine, perché è un disegno di  legge,  in
  questo caso,  monco, che manca di un suo coordinamento.
   Quindi,  concordo con le cose che diceva all'inizio  l'onorevole
  Speziale.   Qui  bisogna  rivedere  un  po'  tutta  la  questione
  complessivamente, perché così com'è non ha ragione  di  esistere;
  quest'articolo    modificato   con   l'emendamento    Leanza    è
  assolutamente un articolo monco che stronca totalmente il disegno
  di legge.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che ha chiesto di essere  considerato  in
  congedo per la seduta odierna l'onorevole Scalici Antonino.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Riprende  la discussione del disegno di legge«Norme per lo
        sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  subemendamenti all'emendamento 6.5:

    -dalla Commissione: 6.5.2;
  -dall'onorevole Speziale: 6.5.3.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intanto
  premetto   che  mi  sembra  proceduralmente  irrituale   che   la
  discussione    generale,    per    ammissione    o    imposizione
  dell'Assessore, si svolga non sull'articolo ma su un  emendamento
  al  quale è già stato presentato un sub emendamento, per  cui  la
  discussione  dovremmo farla, secondo procedura,  cominciando  dal
  sub emendamento.
   A  me  non  è  mai  capitato in nove anni che si  discutesse  in
  generale  su  un sub emendamento ad un emendamento  all'articolo.
  Quindi, mi permetta la protesta di ordine procedurale.

    PRESIDENTE  La procedura non c'entra, qui c'entra  la  capacità
  del  singolo di interpretare nel giusto modo il Regolamento.  Lei
  si attiene e me ne complimento, altri no.

    ORTISI   Se  il  singolo si deve adattare  ad  interpretare  il
  Regolamento, il Regolamento non è cosa certa. Ora non voglio fare
  sfoggio  di cultura, anzi il Presidente Cuffaro  è più  bravo  di
  me,   ma  vorrei  sottolineare che il Regolamento ha  una  radice
  indoeuropea  che è  REG . Reg indica una regimentazione  rispetto
  alla   quale   non   esiste  relatività,  è   assoluta.   Quindi,
  l'interpretazione  personale  è una  contraddizione  rispetto  al
  termine. Mi permetta, signor Presidente.

    PRESIDENTE   In  teoria  anche questo ragionamento  è  estraneo
  all'argomento.

    ORTISI    Entriamo  nel  merito,  signor  Presidente.   Io   ho
  ascoltato  parecchie  volte l'Assessore  che  faceva  riferimento
  all'ottimo  lavoro  della Commissione. Tale ottimo  lavoro  della
  Commissione ha dato un testo rispetto al quale le vicende  d'Aula
  -  ed  ho  capito anche extra Aula - determinano dei cambiamenti.
  Uno  dei  cambiamenti è questo e ciò è dovuto  ad  una  pressione
  esercitata  anche ufficialmente l'altro ieri sera in sede  di  IV
  Commissione.
   Non  è  che  l'Assessore  ed  il  Governo,  quando  parlano   di
  pressioni,   facciano  riferimento  anche  alle   pressioni   che
  subiscono   Questa  è  stata una pressione dei  Presidenti  della
  province che hanno ottenuto di sostituirsi alle AA.P.I.T.
     Io ne prendo atto e però dove è andato a finire il concetto di
  sussidiarietà?  La sussidiarietà è una  cessione di competenze al
  territorio.  Per esempio, l'approvazione di questo emendamento  è
  schizofrenica rispetto alla creazione del distretto  come  figura
  istituzionale,  perchè l'una, la creazione del distretto,  va  in
  senso di sussidiarietà che condividiamo (difatti l'articolo 1  lo
  approvammo perchè condividevamo la filosofia di fondo  di  questo
  disegno di legge, stravolto di giorno in giorno), e la scelta  di
  dare  ai presidenti della provincia la sostituzione di organismi,
  che  si  definiscono pletorici ma  che si erano già nell'articolo
  ridimensionati, va nel senso diametralmente opposto,  cioè di una
  struttura  piramidale in cui al valvassore di turno -   che  sarà
  l'assessore regionale di turno - si  accodano i valvassini  nelle
  varie  province che,  nel rapporto di uno a nove,  poi  creeranno
  una  serie di sub valvassini,  eccetera eccetera, vanificando  la
  filosofia  di  fondo  dell'articolo 1 sul  quale  noi  votammo  a
  favore.
   Se    voi   permettete,   le   rappresentanze   sul   territorio
  dell'assessorato,    che  giustamente   prevede   di   dare   una
  impostazione  generale conducente e coerente alla promozione  del
  turismo   in  Sicilia,   devono  essere  supportato  da   figure,
  professionali, parasociali, che rappresentano il territorio.
     Il  presidente  della Provincia rappresenta la parte  pubblica
  istituzionale  del  territorio, ma ricordo che nell'articolo  che
  questo  Governo,  questo Assessore e l'intera  Commissione  hanno
  prodotto,  cioè  l'articolo 6, si fa riferimento al  sindaco  del
  comune  capoluogo  di provincia, al presidente  delle  camere  di
  commercio,  industria ed artigianato, a due esperti di comprovata
  professionalità   nel  settore  turistico,    che   non   possono
  sostituire  una figura istituzionale.  Altrimenti,  diciamo  pure
  che si crea un rapporto diretto all'interno della dimensione solo
  pubblica  che,  ripeto,  è  ancora una  volta  in  contrasto  con
  quell'articolo 1 che approvammo e con le competenze dell'articolo
  2 che è stato bocciato dall'Aula.
   Signor  Presidente,  se è possibile, vorrei  sapere  a  che  ora
  sospenderà  la parte mattutina dei lavori. Per motivi di  salute,
  infatti, devo organizzare l'assunzione di pillole e l'orario  dei
  pasti.

   PRESIDENTE.   Onorevole Ortisi, la tendenza è quella  di  andare
  ad oltranza perchè abbiamo cominciato tardi, però naturalmente  i
  capigruppo  si possono pronunciare, potremmo fare una  brevissima
  pausa...

    ORTISI  Questa è una barbaria

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a questo  punto
  chiedo  il  prelievo dell'emendamento 6.5,  e  dei  relativi  sub
  emendamenti specificando che quelle dei Presidenti delle Province
  non   sono   state   pressioni  lobbistiche,    ma   sono   state
  istituzionali e legittime richieste di essere ascoltati  rispetto
  alla formazione di una normativa.
   Sul  6.5  -  i membri della Commissione lo ricordano -   sia  da
  parte  della  maggioranza della Commissione,  sia  da  parte  del
  Governo si era deciso già di rimettersi all'Aula perché vi era la
  necessita,  che   si  avvertiva anche anche  dall'analisi  lucida
  dell'onorevole  Crisafulli,  di esprimere una  coerenza  rispetto
  alla legge 9 sul decentramento alla Province regionali.
     Per  quanto  riguarda  la  partecipazione,  invece,  un  altro
  emendamento creerà in sede provinciale un'apertura consultiva  al
  Presidente  della  Provincia,  dell'ANCI,  ai   Presidenti  delle
  Camere  di  commercio e quindi abbiamo comunque  supportato,  pur
  abrogando   le   AA.P.I.T  un  livello  di  partecipazione   alla
  programmazione,  all'azione  delle  Province  regionali.   Quindi
  chiedo il prelievo dell'emendamento 6.5 .

    PRESIDENTE  Grazie onorevole Granata, tenga presente che  prima
  di    questo,     essendo   l'emendamento    6.10    soppressivo,
  naturalmente deve precedere tutti gli altri. Allora  direi  metto
  ai voti col parere...


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     Verifica del numero legale

    ORTISI  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, se è per il problema dei   motivi
  di  salute,  ne ho preso atto. Ho già deciso la sospensione.  Che
  senso  ha  il  numero legale? Se il problema è quello  della  sua
  salute,  il rinvio glielo concedo.

    ORTISI  .  Chiedo   la verifica del numero  legale,  è  un  mio
  diritto

       (Gli onorevoli Cracolici, Liotta, Spampinato, Miccichè
                      appoggiano la richiesta)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
   Chiarisco   le  modalità  della  la  verifica.  E'   sufficiente
  pressare un qualsiasi tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

            (Si procede alla verifica del numero legale)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  .  Proclamo  l'esito  della  verifica  del   numero
  legale:

        Presenti: .................................47.

        L'Assemblea è in numero legale.

    ANTINORO   Faccio  rilevare  la  mia  presenza  in  Aula,   non
  rilevata dal sistema di votazione elettronica.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende  la discussione del disegno di legge «Norme per lo
        sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE     Pongo   in   votazione    l'emendamento    6.10,
  soppressivo,  a  firma  dell'onorevole Barbagallo  ed  altri.  Il
  parere della Commissione?

    VICARI  relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.5.1. della Commissione.

                           (E' approvata)

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, mi permetto di  suggerirle  che
  prima va posto in votazione il sub emendamento modificativo.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione il  sub  emendamento  6.5.1.1
  all'emendamento 6.5.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Chiedo  di parlare per un fatto tecnico,  essendo  il
  presentatore  del  sub-emendamento  al  sub-emendamento.   Signor
  Presidente,  siccome   oramai  andiamo  avanti  di  prelievo   in
  prelievo e, quindi, l'assessore chiede di prelevare l'emendamento
  6.5  al quale sono stati presentati dei sub emendamenti ai  quali
  sub   emendamenti   sono  stati  presentati   degli   altri   sub
  emendamenti, lei, giustamente,  dà la parola, se richiesta,   sul
  mio  sub emendamento. E' ovvio però, alla luce di quanto ho detto
  prima, che è anche complicato per l'Aula capire il senso del  mio
  sub  emendamento in quanto esso abroga un sub emendamento che non
  è neanche stato trattato.
     Allora, il tema dovrebbe essere, aderendo anche alla richiesta
  dell'onorevole Ortisi,  che, essendoci da parte di  esponenti  di
  maggioranza  una   riscrittura dell'emendamento a  firma  Leanza,
  approfittando   della  pausa  richiesta  dall'onorevole   Ortisi,
  potremmo    consentire    alla   Commissione   di    riformulare,
  eventualmente,  l'emendamento 6.5. Io per primo   ancora  non  ho
  chiaro che cosa dobbiamo votare, non so se si deve votare   prima
  l'emendamento Leanza e dopo i sub emendamenti, ma anche  in  quel
  caso  come  si  fa  a  mettere ai voti un sub emendamento  su  un
  emendamento già approvato? Questo è il nodo che la Presidenza, in
  qualche maniera, deve potere dirimere.

    BENINATI , presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BENINATI    presidente della Commissione.  Onorevoli  colleghi,
  intervengo per cercare di rendere tutto chiaro. Penso che con  un
  po'  di  attenzione  da parte  di tutti risolviamo  il  problema.
  All'emendamento   dell'onorevole  Leenza  che,  giustamente,   il
  Governo  ritiene  di condividere e di prendere  come  base,  sono
  stati  presentati  dei  sub  emendamenti  dalla  Presidenza,   in
  particolare   il  6.5.1  dell'onorevole  Acierno    e   dei   sub
  emendamenti. Il tutto va letto così:
    Alla   data  dell'insediamento  del  Consiglio  regionale   del
  Turismo  e,  comunque,  non  prima del   30  dicembre  2005  sono
  soppresse le aziende autonome provinciali per l'incremento .

    ORTISI  Lo voglio vedere.

    BENINATI  Ci sono, sono stati presentati. Quindi, ho  precisato
  che  la  lettura  dei  sub emendamenti più quello  dell'onorevole
  Leanza è la seguente:   alla data dell'insediamento del consiglio
  regionale  del  Turismo e comunque non prima del 30/12/2005  sono
  soppresse  ....  e  via  dicendo . Chiarisco  perché  altrimenti,
  sopprimendo  immediatamente le aziende,  creeremmo  un  vuoto  in
  quanto  c'è  una programmazione organizzata delle  aziende,  cioè
  AA.PP.I.T.  in tutto questo periodo e quindi questa  funziona  da
  norma transitoria.

    SPEZIALE  Va riscritto tutto l'articolo


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    SPAMPINATO   Signor  Presidente  io  le  chiedo  di  sospendere
  subito  l'Aula  sia per dare modo di determinare una  riscrittura
  comprensibile,  anche visivamente, degli emendamenti  e  dei  sub
  emendamenti,  sia  per  dare  la  possibilità  di  accedere  alla
  richiesta  dell'onorevole  Ortisi,   che  è  condivisa:   Ritengo
  pertanto  più  che  opportuno riuscire  ad  unificare  l'esigenza
  della   riscrittura  degli  emendamenti  e  dei  sub  emendamenti
  all'articolo  6.5, con l'esigenza di determinare una  sospensione
  dell'Aula.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente io credo che sia  utile  evitare
  che  dalla Presidenza e dagli uffici arrivino in Aula emendamenti
  che   sono   di  per  sé  improponibili.  Ho  capito  lo   schema
  dell'emendamento e dei sub emendamenti e credo di poter dire  che
  hanno  una  ratio  e  funzionano, compreso quello  dell'onorevole
  Beninati  che è una premessa, una sorta di norma transitoria  per
  mettere   a   regime  tutto  il  percorso,  per   cui   mi   pare
  sostanzialmente,  anzi  tecnicamente,ben fatto.  Quello  che  non
  capisco  è  come  si  possa stabilire che con un  emendamento  si
  sopprime un altro emendamento.
     Io  lo  dico  per evitare problemi, capisco il  tentativo  del
  collega  di dire che  esiste un problema per cui lo pone,  quello
  che  non  capisco è che qui si trovano fogli di carta che  poi  è
  complicato  riuscire ad intrecciare. Allora,   se  noi  siamo  in
  condizione  di  fare in fretta e di capire bene il  senso  logico
  delle  cose,   si vota per senso logico delle cose e  sulla  base
  degli  emendamenti, dei sub emendamenti e del testo  da  cui  poi
  deriverà tutto il meccanismo.
     Se  dovesse  essere complicato tutto ciò e  si  ritiene  utile
  rendere  chiaro  il  percorso normativo a  tutto  il  Parlamento,
  probabilmente è utile che si scriva il testo completo di ciò  che
  si  vuole,  in modo tale che in un testo unico si abbia il quadro
  della  situazione. Questo nel frattempo ci da la  possibilità  di
  sospendere quel quarto d'ora necessario per potere fare  le  cose
  che abbiamo detto.

    PRESIDENTE   Poiché la discussione è ormai esaurita  e  chiara,
  sopratutto,  e  poiché  c'è un precedente, onorevole  Crisafulli,
  costante  precedente, per cui  con un emendamento  si  sopprimono
  persino gli articoli ...

    CRISAFULLI  Gli articoli, ma non i sub emendamenti

    PRESIDENTE  E' lo stesso il concetto.

    CRISAFULLI  Ma cosa dice

    CRISAFULLI    Io  non  dichiaro  improponibile   alcunchè,   il
  problema  è  che  è  successo di sopprimere un emendamento  o  un
  articolo con un emendamento, quindi,  se approviamo o comunque se
  votiamo il 6.5.1,  naturalmente tutto si risolve.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, siccome sono duro di  comprendonio,
  non  mi  è  pervenuta  la  proposta  dell'onorevole  Beninati  e,
  tuttavia,  mi  sono  arrivati gli altri  subemendamenti:   6.5.1,
  6.5.1.1, 6.5.1.2, 6.5.2, 6.5.3, 6.15 e 6.16.
   Considerato che sono in crisi ipoglicemica non riesco a  capire,
  se lei mi consente di esercitare il mio ruolo di deputato, gliene
  sarò grato.
   Altrimenti,  signor  Presidente, lei me ne  sta  precludendo  la
  possibilità.

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa per un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.32, è ripresa alle ore 16.08)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Moschetto  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Riprende la discussione del disegno di legge «Norme per lo
        sviluppo turistico della Sicilia» (788-376-550-957/A)

    PRESIDENTE   Comunico  che è stato presentato  dal  Governo  un
  emendamento  interamente sostitutivo dell'articolo 6,  quindi  di
  riscrittura.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Onorevoli colleghi, il Governo ha ritenuto  opportuno
  presentare   l'emendamento interamente sostitutivo  dell'articolo
  6,   perché, di fatto, le sottolineature avanzate dall'Aula sulla
  confusione  con  cui, per motivi indipendenti dalla  volontà  sia
  della  Commissione  che  del Governo, si è  arrivati  all'analisi
  degli  emendamenti e dei subemendamenti, e si è giunti  a  questa
  indicazione  per approvare una legge che - come vedete  -  quanto
  meno    abbia   il  senso  dell'assoluta  leggibilità   e   anche
  dell'assoluta immediata comprensione.
   Noi  abbiamo voluto, attraverso la riscrittura dell'articolo  6,
  innanzitutto, garantire che non vi fosse un vuoto in una fase  di
  transizione,  quella  cha va dalla soppressione  delle  APT  alla
  creazione  del  Consiglio regionale del turismo e, comunque,  poi
  conseguentemente degli organismi conseguenziali, quindi,  bisogna
  prevedere  un  periodo in cui le APT possano proseguire  la  loro
  attività.
   Allo  stesso  tempo abbiamo voluto dare una risposta all'istanza
  pervenuta   in  modo forte anche dal dibattito, ed  assolutamente
  condivisa dal Governo, di apertura non sulla Presidenza  dell'APT
  ma  questa volta sulla Presidenza della Provincia attraverso  una
  conferenza  provinciale del turismo, per  dare  una  risposta  ai
  sindaci  innanzitutto, quindi ai rappresentanti comunali  che  al
  Presidente  della  Camera di Commercio, ed infine  anche  ad  una
  serie  di  privati  che,  in questo modo, potranno  non  soltanto
  partecipare  con  funzione consultiva alla  programmazione  delle
  province regionali, ma potranno esprimere indicazioni utili  alla
  redazione del programma di sviluppo e promozione turistica  della
  provincia regionale.
   Pertanto,  di  fatto,  si tratta di una piena  applicazione  del
  principio   della  soppressione  delle  APT,  della   conseguente
  semplificazione  del  quadro normativo in  ossequio  a  tutte  le
  normative regionali, ma nello stesso tempo non chiudiamo  ad  una
  partecipazione sia degli enti che degli operatori privati.
   Si prevede inoltre che il personale delle APT soppresse oltre  a
  prestare  il servizio presso la regione, le province e  i  comuni
  possano  prestare  servizi presso quella parte  del  dipartimento
  regionale,  senza  che  questo, ovviamente,  tramuti  la  propria
  posizione  giuridica  del  dipartimento  turismo,  vale  a   dire
  aziende  autonome  di soggiorno e turismo in qualità  di  servizi
  forniti  dall'assessorato  al  turismo  e  del  dipartimento   al
  turismo.
   E'  una  specificazione utile perchè evitiamo così che  apparati
  di  questo personale possano essere eccessivamente sbandati dalla
  soppressione  di  una macchina complessa come quella  che  stiamo
  innovando e modernizzando.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente, noi  abbiamo  in  Commissione  a
  lungo   dibattuto    sull'articolo  6,  nella  sua   formulazione
  originaria,  e soprattutto sull'emendamenotio 6.5 a  firma  Lenza
  Nicola.
   In   seno  ai  lavori  della  IV  Commissione,  dopo  un   ampio
  dibattito,  si  era  deciso di rimettere il parere  alla  volontà
  dell'Aula.  Perchè? Perché, in realtà, siccome abbiamo  detto,  e
  qualcuno ha anche ampiamente scritto, che la nuova legge  era  un
  passaggio  epocale  per il turismo della Sicilia  e  per  il  suo
  sviluppo,  la  vicenda delle APT era una vicenda  che  sapeva  di
  antico.
   Io  vorrei  ricapitolare brevemente quanto già sostenuto  in  IV
  Commissione.
   Le  APT  oggi  non  sono  altro che  un  centro  di  spesa,  una
  duplicazione  dell'assessorato  provinciale  al  turismo.  Allora
  c'era una corrente di pensiero che sosteneva che le APT dovessero
  rimanere  in  piedi, ce ne era un'altra alla  quale  io  mi  sono
  iscritto  che invece sosteneva che abolire le APT poiché ciò  non
  avrebbe  comportato nessun problema per le province in quanto  le
  competenze  delle  APT  venivano  rinviate  alla  provincia,   al
  presidente  ed al suo delegato, che è l'assessore provinciale  al
  turismo.
   Con  l'emendamento  6.R di riscrittura del Governo,  con  questa
  grande  legge quadro sul turismo che cambierà, di fatto  noi  non
  facciamo  altro  che,  per  ora,  cambiare  il  nome  alle  cose,
  mantenendo  tutto  quello che c'era ieri  e  senza  cambiare  una
  virgola,  tant'è  che il comma 1 di questa riscrittura  dice  che
  alla  data dell'insediamento del Consiglio regionale del turismo,
  che  è un organismo che ancora quest'Aula deve votare, quindi non
  sappiamo  neanche  se  verrà  mai  approvato,  anche  perchè   il
  Consiglio regionale del turismo non è previsto da nessun articolo
  ma  è  soltanto proposto in un emendamento che tende a modificare
  l'articolo  3  che recita che  forse la Conferenza regionale  del
  turismo,  questa è già la prima cosa anomala, comunque  dice  che
   Insediato  il  consiglio regionale del turismo  e  comunque  non
  prima del 31 dicembre 2005 sono soppresse le APT .
   Allora,  voglio dire, perchè non dobbiamo avere il coraggio,  se
  vogliamo veramente dare una nuova legge sul turismo alla Sicilia,
  di   dire  che  le  APT  sono  la  duplicazione  dell'assessorato
  provinciale  al turismo e creano un problema? Perché infatti:  se
  la provincia regionale, qualunque essa sia, ha un milione di euro
  sul  suo  bilancio da investire sul turismo, avendo in  piedi  le
  APT,  dovrà  diminuire quel milione per sostenere il costo  delle
  APT
   E'  come  se noi dicessimo oggi che l'assessorato regionale  del
  turismo  crea l'azienda regionale del turismo. Ma che vuol  dire?
  Le  APT sono state frutto di una concertazione, di una trattativa
  degli  anni  passati.  Ma  noi dobbiamo cambiare  il  turismo  in
  Sicilia?  Allora, assumiamoci la responsabilità di abolirle,  non
  stiamo  togliendo  prerogative, non stiamo togliendo  soldi,  non
  stiamo togliendo niente a nessuno, eliminiamo un costo inutile.
   Invece  no, perchè siccome noi siamo bravi e dobbiamo  dare  una
  nuova  grande legge sul turismo, così qualcuno dice,  noi,  finge
  che  aboliamo le APT per poi creare - noi che siamo la Regione  -
  diciamo  alle province che devono fare la Conferenza  provinciale
  del  turismo.  Intanto noi parliamo del Consiglio  regionale  del
  turismo  e, invece, le province avranno la Conferenza provinciale
  del  turismo, un'altra pletora di persone che neanche si capisce,
  per  come è scritto questo emendamento, se vengono pagate  o  non
  vengono  pagate. E se vengono pagate da chi vengono pagate?  Cioè
  creiamo un nuovo soggetto che crea  un ulteriore costo.
   Allora,   voglio   dire,   c'è  l'emendamento   6.5,   a   firma
  dell'onorevole  Leanza,  che abolisce  le  APT  dando  le  stesse
  competenze  in capo alle province, quindi nessun dramma,  nessuna
  cosa   viene  tolta,  non  si  incide  sull'autonomia   dell'Ente
  provincia. Però diamo un segnale di grande novità.
   Pertanto,  invito  il  Governo  a  ritirare  l'emendamento  6.R.
  Peraltro,  ho  presentato un subemendamento  soppressivo.  Invito
  quindi  il Governo a ritirare il suo emendamento e a dare  parere
  positivo  all'emendamento Leanza se vogliamo dare un  segnale  di
  vero   rinnovamento   della  politica  siciliana   sul   turismo;
  diversamente, annuncio il mio voto contrario all'emendamento 6.R.

    PRESIDENTE   Allora ha la precedenza l'emendamento  soppressivo
  dell'onorevole Acierno.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Onorevole Presidente, mi sembra di  essere  in  un
  parlamento anglosassone, nulla di  scandaloso, le lobbyes, quelle
  evidenti,  hanno la meglio. Ed in questo caso, questa riscrittura
  tiene  conto delle forte pressioni derivanti dai presidenti delle
  province.  Non  capisco  cosa  sarebbe  successo  se  le   stesse
  pressioni   fossero  state  fatte anche dai  sindaci,  totalmente
  esclusi,  sostanzialmente,   e dai  presidenti  delle  camere  di
  commercio.
   Resto  fedele alla iniziale proposta fatta dal Governo. Dobbiamo
  capire di che cosa stiamo parlando.
   Rispetto  all'ipotesi, che condivido, di  mantenere  le  vecchie
  aziende,   avevamo   fatto,  inizialmente,   una   proposta   per
  modificarle, onorevole Acierno, soltanto il nome sarebbe  rimasto
  uguale,  ma  sia  funzioni   che  composizioni  sarebbero   state
  totalmente diverse.
   Si   era  immaginato,  innanzitutto,  un  organismo  che   aveva
  principalmente  la funzione di raccordo tra l'assessorato  ed  il
  territorio.
   Abbiamo  immaginato  un  organismo  che  aveva,  poi,  ulteriori
  funzioni   di   progettazione  e  promozione  nell'ambito   della
  programmazione triennale fatta dal consiglio regionale. Ed a tale
  progettazione e promozione partecipavano realmente sia  gli  enti
  locali,  province e comuni, sia tutti gli altri enti che potevano
  dare un apporto concreto allo sviluppo del turismo in Sicilia.
   E'   soltanto   un   surrogato  quello  di  proporre   oggi   la
  costituzione  di  queste nove sezioni provinciali  del  Consiglio
  regionale, perché di questo si tratta, che hanno, esclusivamente,
  funzioni  consultive e viene mortificato, invece, il  tentare  di
  determinare  una  concertazione partecipata rispetto  alle  linee
  programmatiche di sviluppo del turismo.
   Mi   ricordo  che,  durante  l'audizione  dei  presidenti  della
  Provincia,  era stata fatta, dallo stesso Governo,  una  proposta
  che,  per  determinare  un maggiore coinvolgimento  delle  stesse
  province,  aveva  immaginato  la presenza  dei  presidenti  della
  Provincia all'interno del consiglio regionale per il turismo.
   Rimango   fedele   a   quella   impostazione    Rimango   fedele
  all'impostazione che prevede le  aziende autonome provinciali per
  l'incremento  del  turismo. Rimango fedele  all'impostazione  che
  immagina la partecipazione diretta dei presidenti, e non di  loro
  delegati,  al consiglio regionale per il turismo, affinché,  come
  giustamente è riconosciuto sia dalla legge n. 9, che dalla storia
  della Regione siciliana, i presidenti svolgano la loro funzione.
   Ecco,  perché  avendo l'Aula la libertà, e non vincolo  rispetto
  ad  indicazioni del Governo o della commissione, dichiaro il  mio
  voto  contrario all'emendamento 6.R, in maniera tale che  rimanga
  nella  sua originaria scrittura l'ipotesi formulata dallo  stesso
  Governo.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  condivido
  in   parte  il  ragionamento  del  collega  Acierno.  Oltre  alla
  questione sulle competenze, vorrei capire queste nomine che  farà
  l'assessore   per  il  turismo,  per  creare  questa   Conferenza
  provinciale  del  turismo,  mi  sembra  una  mini  organizzazione
  burocratica,  anzi,  un  piccolo  consiglio  provinciale  per  il
  turismo.
      Oltre  ai  problemi  della  competenza,  si  può  capire  per
  consultivo  che cosa intende? Chi lo nomina? Per esempio,  i  due
  sindaci  delle  province, in base a quale  criterio?  Ci  sono  i
  comuni  più  grossi  della  provincia,  quale  la   provincia  di
  Agrigento  per fare un esempio,  il capoluogo, ovvero  Sciacca  e
  Licata.  Se a questo tipo di impostazione deve essere specificato
  cosa  si  intende  per  due comuni', perché  possono  essere  due
  comuni   come Naro, come Ioppolo Giancaxio Lo stesso potrei  dire
  per  esempio  per  Palermo,  Cefalù,  Gangi,  e  così  via.  Cioè
  qualcuno  deve  indicare  che cosa vuole significare   i  sindaci
  della Provincia .
   Poi  c'è  la  questione, io non ho niente in  contrario  con  le
  organizzazioni  sindacali ed ambientaliste (faccio  parte  di  un
  partito  ambientalista  e  sarei contento  che  questo  argomento
  venisse    affrontato),   però   l'attinenza   dovrebbe    essere
  specificata:  chi saranno le organizzazioni sindacali  ad  essere
  rappresentate,    sono    i   maggiori    rappresentanti    delle
  organizzazioni    sindacali    oppure    così    a    discrezione
  dell'Assessore?
     La  stessa cosa vale per le associazioni ambientaliste.  O  si
  specificano  con  un  regolamento  che  si  demanda,   però   qui
  allunghiamo   ancora  la  discussione,  cioé   creiamo   un'altra
  struttura. Noi stiamo cercando di snellire la procedura per  dare
  efficienza  a  questo  settore ed invece con  questa  prospettiva
  andremmo a complicare ulteriormente il quadro con la creazione di
  un'altra  struttura che potrebbe avere una funzione, da un  punto
  di  vista  democratico,  sicuramente  positiva  ma  così  come  è
  formulato non può procedersi assolutamente: Vorrei capire infatti
  oltre  al  discorso  che  faceva  l'onorevole  Acierno  se   tale
  prestazioni sono a titolo gratuito oppure se vi sono  gettoni  di
  presenza e così via. Quindi il terzo comma di questo articolo che
  è  stato  riscritto  dovrebbe  essere  quanto  meno  più  chiaro.
  Pertanto,  chiedo all'Assessore che l'ha fatto proprio di  essere
  ancora  più  preciso e non approssimativo perchè ciò  sicuramente
  creerà problemi di interpretazione e di applicazione.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  la  mia  contrarietà  a
  questa  nuova filosofia del Governo l'ho già espressa  in  ordine
  alla discussione generale. Mi pare di dover rilevare, anticipando
  l'espressione del mio voto favorevole all'emendamento soppressivo
  dell'onorevole  Acierno,  come  questo  articolo  riscritto   dal
  Governo  contenga  oltre  ad  un'impostazione  sbagliata  per  le
  ragioni  che ho detto, dal mio punto di vista, anche  dei  palesi
  errori ed incongruenze perché intanto la data di insediamento del
  Consiglio regionale del turismo, ancorché non votata e di  questo
  ha parlato l'onorevole Acierno, non fissa dei tempi perentori, ma
  sono ordinatori, e quindi potrebbe non accadere mai.
     Noi  stiamo dicendo che questa soppressione delle Aziende  non
  dovrebbe  avvenire  prima  del 31 dicembre  2005,  dopodiché  non
  stiamo  dando  alcuna certezza sulla data in cui questo  dovrebbe
  avvenire. Poi c'è tutta una superficialità nella scrittura  delle
  lettere  dell'art.  3 e evidenziarne alcune  perché  sono  a  mio
  giudizio  gravi. Il sindaco del Comune capoluogo non può nominare
  o fare partecipare in sua vece un suo delegato, cosa che può fare
  il  Presidente  -  non si capisce perché; la stessa  cosa  per  i
  sindaci dei Comuni della Provincia, non ci sono delegati e non  è
  detto come questi dovrebbero essere individuati; la stessa cosa è
  per i rappresentanti delle organizzazioni sindacali - nominati da
  chi, scelti come, attraverso quale meccanismo, chi rappresentano?
   Lo stesso per le associazioni ambientaliste.
     Ma  ancora più incongruo mi sembra l'ultimo periodo in cui  si
  dice  che  la Conferenza esprime indicazioni utili alla redazione
  del programma di sviluppo e promozione turistica.
   A  parte  il  fatto che è puramente pleonastica la  funzione  di
  questa  Conferenza, evidentemente compensatoria di  qualche  cosa
  che   avremmo   dovuto  più  seriamente  fare,  cioé   consentire
  un'espressione  concreta delle organizzazioni di  settore  e  dei
  privati, in questo settore importante, come hanno chiesto e  come
  noi  sordamente stiamo ignorando; ma soprattutto si parla  di  un
  programma di sviluppo e promozione turistica che non ha riscontro
  in nessun'altra parte della legge.
   Quindi, stiamo dicendo che questa funzione, questo organismo  si
  pronuncia su una cosa che non esiste. Mi sembra veramente che  ci
  sia  di  tutto per dimostrare quanto affrettata e frettolosa  sia
  questa   riscrittura  o  quanto  in  effetti  sia  frutto   della
  improvvisazione  e non di un lavoro organico che  precedentemente
  era stato fatto ma che stiamo sconfessando.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, faccio presente,  però,  che  a
  questo  punto,  poiché si presentano sul tavolo della  Presidenza
  troppi  e numerosi emendamenti, la ragionevole deroga al comma  6
  dell'articolo 112 del Regolamento, sono costretto ad abbandonarla
  perché rischio di rendere abusato questo uso.
   I  subemendamenti dei singoli deputati non sono  consentiti  dal
  comma  7  dell'articolo  112, onorevole Acierno.  Una  situazione
  ragionevole di composizione di aggiornamento è più che lecita  ma
  quando  l'apertura ragionevole di un fattore regolamentare  viene
  poi   interpretata  per  renderne  un  abuso,  questo  non  posso
  permetterlo.  Sicché posso consentire solamente la  presentazione
  all'ultimo   momento   di  emendamenti  del   Governo   e   della
  Commissione.

    ACIERNO  Questa è la norma nuova...

    PRESIDENTE   Sì,  ma  questa è una norma precedente  ancora.  A
  questo  punto  non  apriamo il tema dei capigruppo,  perché   per
  carità  di  Patria',  non ne voglio parlare,  dopodiché  dobbiamo
  essere  ragionevoli.  Io  non  voglio assolutamente  fiscalizzare
  nulla, meno che meno il Regolamento  ma datemi una mano di aiuto.
  Questo   è   un   modo  per  protrarre  una  inutile  discussione
  all'infinito.   Il   Governo   tenga   presente   anche    questo
  nell'accettare i subemendamenti.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      ARDIZZONE  Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio
  apprezzamento per questo emendamento così come è stato  riscritto
  dalla  Commissione e dal Governo e non viene evidenziato, secondo
  me, qual è l'aspetto principale di questo argomento.
     Indipendentemente dalla questione  turismo' a  distanza  ormai
  di quasi 20 anni, si cerca di dare attuazione alla legge numero 9
  del 1986: la legge istitutiva delle province regionali siciliane.
   Noi,  a  tutt'oggi,  non  riusciamo a  dare  una  identità  alle
  nostre province. L'emendamento, così come è stato riscritto -  lo
  evidenziava  il Presidente Beninati - cioè al fine di  consentire
  l'attuazione   della  programmazione  al  31  dicembre   2005   e
  all'insediamento  del Consiglio regionale, dà la  possibilità  di
  portare   a   compimento  tutte  le  attività  che   sono   state
  programmate.
   Non  ritengo  che ci sia la sostituzione e che  si  sia  passati
  dalle  AAPIT  a nuovi enti perché quest'ente, così come  è  stato
  immaginato, è un ente consultivo con tutto ciò che ne comporta in
  termini   -   lo  diciamo  chiaramente  -  di  indennità   e   di
  retribuzione, significa nulla. Quindi evitiamo equivoci.
   Ma   ripeto,  la  provincia  che  è  soprattutto  un   ente   di
  programmazione,   attraverso questa norma dà  attuazione  ad  una
  delle  sue  competenze precipue perché fino ad ora   c'era  stata
  talmente confusione fra i compiti dell'Assessorato regionale  del
  turismo e i compiti delle AAPIT.
   Io  ritengo  - e questo è il mio auspicio - che il  Governo,  in
  particolare l'Assessore regionale per le autonomie locali, voglia
  rivisitare  la  normativa  delle province  regionale  andando  ad
  evidenziare   tutti   quegli  enti  cosiddetti    sovracomunali',
  cercando  in qualche modo di coadiuvarli, di compensarli  con  il
  ruolo e le competenze delle province regionali. Credo che vi  sia
  tanta  confusione. Quale dovrebbe essere il ruolo delle province?
  Quindi,  sono  in perfetta linea con l'emendamento  così  come  è
  stato  riscritto  dal Governo, e l'auspicio  che  il  Governo  e,
  quindi, l'Assessore per le autonomie locali, voglia rivisitare al
  più  presto  per dare attuazione, a distanza di venti anni,  alla
  legge numero  9, istitutiva delle cosiddette province regionali.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione il subemendamento  soppressivo
  6.R.1 dell'onorevole Acierno. Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non   è  approvato)

   Si  passa  al  subemendamento 6.R.2 dell'onorevole Speziale.  Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA    assessore  per  il  turismo,   comunicazioni   e   i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                     (E'  approvato)

   Si passa all'emendamento 6.R.

    VICARI  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI   relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  due
  parole  brevemente  perché non c'è dubbio  che  questa  concitata
  discussione,  proprio  nei  banchi della  Commissione,  trova  un
  imbarazzo  da parte dei componenti, soprattutto nell'espressione,
  e su questo vorrei che il Governo e l'Assessore Granata, che si è
  distinto  per  il  grande coraggio e coerenza  nel  proporre  una
  riforma,  evitasse  di  scrivere  e comunque  non  prima  del  31
  dicembre   2005   perché  è  chiaro  che  il  messaggio  politico
  significa mai più. E' arrivato anche un altro subemendamento, del
  quale  non  so  di  chi  sia la firma, che  posticipa  questo  31
  dicembre al 31 luglio.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Questa  è una cosa di assoluta trasparenza.  Siccome
  questi  funzionari  dalle  AAPIT  possono  trasferirsi  anche  ai
  servizi  del  Dipartimento turismo, per  evitare  che  una  volta
  approvata la legge siano nominati cento nuovi direttori  che  poi
  transitano  con quel tipo di funzione e di inquadramento  abbiamo
  bloccato l'inquadramento, per motivi di trasparenza, al 31 luglio
  2005, cioè ieri non domani.

    VICARI  relatore. Comunque, sarebbe opportuno, invece  di  dire
   e  comunque  non  prima del 31 dicembre 2005 ,  come  dire   non
  vogliamo  fare  questa soppressione', scrivere   dall'1   gennaio
  2006 .  E'  un  termine  categorico,  un  termine  perentorio  e,
  comunque,  non prima' significa anche  mai'.
   Secondo  punto, onorevole Assessore: noi il Consiglio  regionale
  lo  chiamiamo   Consiglio regionale ; a  livello  provinciale  le
  chiamiamo   Conferenze  provinciali .  Questa  distinzione    tra
  Consiglio e Conferenza è voluta?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. E' voluta.

    VICARI    relatore.   Ma  anche  questo  ha   poca   chiarezza,
  purtroppo.

    SPEZIALE  Nell'emendamento 6.R.2  sarebbe meglio sostituire  la
  parola  segnalati  con la parola  indicati .

    PRESIDENTE   Avverto che in sede di coordinamento  formale  del
  testo si provvederà in tal senso.
   Si  passa  all'emendamento 6.R.3 del Governo, che in  effetti  è
  una  correzione  che riguarda la precisazione  di  una  data  che
  resterebbe indeterminata.
   Onorevole   Beninati,   lei  ci  deve  dare   un   parere   solo
  sull'emendamento  6.R.3  perché i  subemendamenti  di  cui  parla
  l'onorevole Speziale sono appoggiati al vecchio testo che è stato
  ritirato e non al nuovo.
  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento  6.R.3.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Il   Governo  ripresenta  l'emendamento  6.5.3.  Lo   pongo   in
  votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo di riscrittura  6.R.

    DE BENEDICTIS.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi volevo
  solo  precisare il mio voto contrario sull'emendamento che ha
  posto in votazione.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione sull'emendamento 6.R?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA  assessore per il turismo,  le comunicazioni ed i
  trasporti.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.A, nel testo risultante.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA  assessore per il turismo,  le comunicazioni ed i
  trasporti.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Tutti gli altri emendamenti all'articolo 6 sono assorbiti.
   Si torna all'articolo 3.  Ne do lettura.

                            «Art. 3.
                  Conferenza regionale del turismo

   1.   Per  favorire  il  confronto  tra  le  istituzioni   e   le
  rappresentanze  del  settore  turistico,  e'  istituita,   presso
  l'Assessorato  regionale del turismo, delle comunicazioni  e  dei
  trasporti, la conferenza regionale del turismo.

   2.  La  conferenza, presieduta dall'Assessore regionale  per  il
  turismo,  le  comunicazioni  e  i  trasporti,  è  costituita  dal
  dirigente  generale del dipartimento regionale turismo,  sport  e
  spettacolo, dai presidenti delle aziende autonome provinciali per
  l'incremento   turistico,  dai  rappresentanti  dell'Associazione
  nazionale  comuni italiani sezione Sicilia, dell'Unione regionale
  province siciliane, delle camere di commercio, delle associazioni
  degli   imprenditori  turistici,  dei  consumatori,  del  turismo
  sociale,  delle  associazioni ambientaliste, delle organizzazioni
  sindacali più rappresentative, delle associazioni senza scopo  di
  lucro   ed   altri   organismi  operanti  nel   settore   e   dal
  rappresentante    delle    associazioni    pro-loco     designato
  dall'organizzazione  regionale dell'Unione nazionale  delle  pro-
  loco d'Italia.

   3.  La  conferenza esprime indicazioni utili alla redazione  del
  programma  triennale  di  sviluppo  turistico  regionale  di  cui
  all'articolo 4 ed all'aggiornamento della Carta dei  diritti  del
  turista.

   4.   La   conferenza  è  convocata  almeno  una   volta   l'anno
  dall'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  e  i
  trasporti  e,  in  sede  di prima applicazione,  entro  sei  mesi
  dall'entrata in vigore della presente legge».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 3.R.4 del  Governo
  che supera ogni altro emendamento del Governo nell'articolo 3.

    GRANATA  assessore per il turismo,  le comunicazioni ed i
  trasporti.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ritenuto
  opportuno  soprattutto per la chiarezza  dei lavori  parlamentari
  riscrivere  la complessa vicenda dell'articolo 3.  Quindi,  è  in
  distribuzione una riscrittura completa della Conferenza regionale
  del  turismo che diventa  Consiglio regionale del turismo'  ed  è
  quello il testo che assorbe la riscrittura del testo.

    PRESIDENTE    Quindi, abbiamo una ennesima riscrittura,  questa
  volta dell'articolo 3.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vista   la
  complessità del testo, chiedo tre minuti per poterlo  leggere  in
  modo da potere esprimere un parere intanto come Commissione e poi
  come deputati.

    PRESIDENTE  Va bene.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per fortuna  ci
  ha   concesso   questi  tre  minuti  perché,  in  realtà   questa
  riscrittura,  che  anche  se sembra o  vuole  apparire  come  una
  novità, sa anche questo di veramente antico.
   Cercherò  di  spiegarmi:  durante i  lavori  in  IV  Commissione
  abbiamo esaminato l'emendamento a firma degli onorevoli Beninati,
  Misuraca,  Vicari che è l'emendamento 3.R che viene  praticamente
  riportato nella riscrittura del Governo. Qual è la novità che  sa
  di  antico?  Che  nell'emendamento c'era la presenza  tra  questa
  pletora   di  persone  di  tre  esperti  nominati  dall'Assessore
  regionale per il turismo.
   La  Commissione per il bilancio e le finanze - e  la  Presidenza
  potrà  prendere  gli  atti dei lavori della  Commissione  per  il
  bilancio  e  le finanze - ha bocciato l'ipotesi che ci  potessero
  essere tre esperti in seno al Consiglio regionale per il turismo.
  Ma  il  Governo  evidentemente non recepisce quanto  viene  detto
  nelle  Commissioni legislative di merito e ripropone  in  maniera
  furbesca la proposizione di tre esperti. Allora, anche in  questo
  caso  vorrei evitare di dover subemendare ma solo per ottemperare
  al suo invito, signor Presidente.
   Non  presenterò,  quindi,  un  subemendamento  per  chiedere  la
  soppressione della parte che riguarda i tre esperti ma invito  il
  Governo  a rivedere di aver iscritto di nuovo questi tre  esperti
  dell'Assessore  regionale, di rinunciare a questa  prebenda,  che
  solo questa ha, e di mettermi in condizione di votare, almeno una
  volta,  una riscrittura del Governo diversamente. Anche in questa
  occasione   dovrò   votare  contro  la  risposta   dell'assessore
  regionale.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  rimasto
  strabiliato  nel  leggere tutte queste pletore  di  soggetti  che
  dovrebbero costituire ilConsiglio regionale del Turismo. Dico che
  in  questo momento un po' di decenza dovrebbe essere il minimo al
  quale  ognuno  di  noi  dovrebbe attenersi,  quanto  meno  ad  un
  discorso di praticità.
   Onorevole Granata, visto che il subemendamento all'articolo 3  è
  firmato  dal  Governo,  chiedo  di  soprassedere   perché  non  è
  assolutamente   ammissibile  che  ci  siano  sessanta,   settanta
  soggetti,  - a parte che non vi è un luogo nel quale riunirsi, si
  dovrebbe  creare un apposito parco o locale per   costituire  già
  come  inizio  seduta   - non è possibile manca  solo  l'onorevole
  Virzì  -  come  diceva  qualcuno - settanta  soggetti,  ma  com'è
  possibile
   E'  pensabile  che  ci  siano  nove  rappresentanti  dell'Unione
  consumatori,  dell'Associazione del Turismo,  sei  rappresentanti
  degli imprenditori turistici, tutti i Presidenti delle Camere  di
  Commercio,  tutti i Presidenti delle Province, tutti i Presidenti
  dell'ANCI, tre esperti - poi, gli esperti non mancano  mai  -  un
  rappresentante  per ogni distretto turistico, altri  nove  -  una
  cosa veramente esagerata.
   Cerchiamo di riformulare l'emendamento  se vogliamo snellire  la
  burocrazia   perché   poi  questo  Consiglio   regionale,   senza
  l'approvazione  dell'articolo 2 non ha veramente nessuna  ragione
  d'essere.
   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  senza  l'articolo   2
  l'emanazione  di questo articolo non serve  Facciamo  confusione,
  si farà confusione. E' una legge tanto per farla, per metterci la
  coscienza  e  chiudere  la sessione estiva.  Credo,  quindi,  che
  sarebbe  opportuno  rivedere  questo  articolo  alla  luce  delle
  critiche  magari  fatte  approssimativamente  senza  uno  studio;
  leggendo a prima vista si ha questa impressione negativa.
   Pertanto,  credo  che  sia opportuno, da  parte  dell'Assessore,
  onorevole Granata, soprassedere su questo.

    GRANATA   assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Chiedo, quindi, al Presidente dell'Assemblea che venga
  accantonato l'articolo 3 e, siccome è perfettamente coerente  con
  la prosecuzione della norma, chiedo di passare all'articolo 4.

   PRESIDENTE. Dispongo nel senso richiesto dal Governo.
   Si passa all'articolo 4.  Ne do lettura:

                            «Articolo 4
      Programma triennale e piano operativo annuale di sviluppo
                         turistico regionale

   1.  Per  il perseguimento delle finalità dell'articolo 1,  entro
  sei  mesi dall'entrata in vigore della presente legge ed in  ogni
  caso  entro  il  30 giugno dell'anno precedente  al  triennio  di
  riferimento,   la   Giunta   regionale   approva   su    proposta
  dell'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  e  i
  trasporti, previo parere della competente Commissione legislativa
  dell'Assemblea  regionale siciliana, il  programma  triennale  di
  sviluppo   turistico  regionale.  Il  programma  stabilisce   gli
  obiettivi  complessivi e le priorità dell'azione  amministrativa,
  individua le azioni di incentivazione per le infrastrutture e per
  le  opere di valorizzazione turistica nel territorio, delinea  il
  piano   di   promozione  e  di  commercializzazione  dell'offerta
  turistica,  degli  eventi  e  delle  manifestazioni  di  richiamo
  turistico, individua i progetti turistici elaborati dai distretti
  turistici,  determina i criteri di verifica dei  risultati  della
  programmazione.

   2.  L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti  elabora il programma triennale di sviluppo  turistico,
  sulla base degli orientamenti espressi dalla conferenza regionale
  del  turismo  e  tenuto  conto delle    analisi   e   valutazioni
  elaborate dall'osservatorio  turistico    dell'Assessorato,   con
  riferimento alle finalità di cui all'articolo 1.

   3.  L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti  elabora  entro il 15 ottobre dell'anno  precedente  il
  piano operativo annuale con il quale provvede a:

   a)  definire gli obiettivi specifici da raggiungere nel  periodo
  di riferimento, in relazione al contenuto del programma triennale
  di sviluppo turistico;

   b)  definire  gli interventi economici da realizzarsi  nei  vari
  comparti,  idonei  per il raggiungimento degli obiettivi  di  cui
  alla lettera a);

   c)  elaborare  le  strategie  di  comunicazione,  promozione   e
  commercializzazione del prodotto turistico siciliano;

   d)  elaborare  il  calendario annuale  delle  manifestazioni  ed
  eventi  di  rilievo  turistico che  si  svolgono  nel  territorio
  regionale;

   e)  definire gli interventi in favore dei distretti turistici di
  cui all'articolo 7;

   f)  promuovere  il  miglioramento  della  qualità  professionale
  degli operatori e delle imprese turistiche;

   g)  promuovere una migliore qualità urbana nonché dei servizi  e
  delle infrastrutture nel territorio.

   4.  L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti  informa  annualmente l'Assemblea  regionale  siciliana
  sullo stato di attuazione del piano operativo annuale».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole  Vicari, relatore: 4.4, interamente  sostitutivo;
  A 11, aggiuntivo; A 12, aggiuntivo; A 13, aggiuntivo;
   dagli   onorevoli   Barbagallo,   Gurrieri   e   Zangara:   4.9,
  soppressivo  dell'articolo; 4.10, interamente sostitutivo;  4.11;
  4.8,  aggiuntivo;  A  32, aggiuntivo; A  24,  aggiuntivo;  A  25,
  aggiuntivo; A 26, aggiuntivo;
   dall'onorevole Moschetto: 4.0, aggiuntivo; 4.1; 4.2; 4.3;
   dall'onorevole Tumino: 4.7;
   dall'onorevole Leanza Nicola: 4.5;
   dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 4.6;

   Pongo in votazione l'emendamento 4.9.  Il Parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione.  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Gli emendamenti  4.0, 4.1, 4.2, 4.3, A12 ed  A13.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti  A 32, A24, A25, A26, 4.4, 4.10,  e  4.11  sono
  ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  4.7 decade per assenza del firmatario.
   L'emendamento 4.5 decade per assenza del firmatario.
   L'emendamento 4.6 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'articolo 4.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

        (La   richiesta   è  appoggiata  anche  dagli   onorevoli
      Cracolici,  De  Benedictis,  Forgione,  Miccichè,   Ortisi,
      Raiti, Spampinato e Villari)

          Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 4.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 4.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          40
   Contrari            17

                        (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                            «Articolo 5

    Soppressione delle Aziende autonome di soggiorno e turismo e
             istituzione dei servizi turistici regionali

   1.  In applicazione dell'art. 24, comma 1, della legge regionale
  27 aprile 1999, n. 10, le aziende autonome di soggiorno e turismo
  sono poste in liquidazione e soppresse.

   2.  L'Assessorato regionale del turismo, delle  comunicazioni  e
  dei  trasporti subentra nei diritti e nelle obbligazioni  di  cui
  sono titolari le aziende poste in liquidazione.

   3.  Con  decreto  dell'Assessore regionale per  il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti i direttori delle aziende autonome di
  soggiorno  e  turismo  sono nominati commissari  liquidatori  per
  ciascuna    azienda.   Sulla   base   di   specifiche   direttive
  assessoriali,  i  commissari liquidatori, a  pena  di  decadenza,
  provvedono  nel  termine perentorio di centottanta  giorni  dalla
  nomina  alla  definizione dello stato di consistenza patrimoniale
  dei  beni  mobili  ed  immobili e di tutti i  rapporti  attivi  e
  passivi esistenti, al riassetto della cassa integrazione pensioni
  nonché  alla redazione del bilancio finale di liquidazione.  Tale
  termine può essere prorogato per una sola volta per comprovati ed
  eccezionali motivi.

   4.  In  luogo  delle soppresse aziende autonome di  soggiorno  e
  turismo  sono  istituiti  i  servizi  turistici  regionali  quali
  servizi del dipartimento regionale turismo, sport e spettacolo.

   5.  Il personale di ruolo in servizio presso le aziende poste in
  liquidazione  è  immesso nel ruolo di cui  all'articolo  5  della
  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10, conservando la  posizione
  giuridica,   economica  e  previdenziale  posseduta   alla   data
  dell'entrata  in  vigore della presente legge. Tale  personale  è
  assegnato presso i servizi turistici regionali.

   6.  Fermo  restando il trattamento giuridico  ed  economico  già
  previsto,  il personale di cui alle leggi regionali  21  dicembre
  1995,  n. 85 e 26 novembre 2000, n. 24 e successive modifiche  ed
  integrazioni, in servizio presso le soppresse aziende autonome di
  soggiorno  e  turismo, continua a prestare  la  propria  attività
  lavorativa  prioritariamente presso  i  servizi  dell'Assessorato
  regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti.

  7. Alla Tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
  n.  17,  è apportata per l'esercizio finanziario 2005 la seguente
  modifica in migliaia di euro:
  UPB 12.2.1.3.4  Capitolo 473303    + 4.100
     All'onere  derivante  dal  presente  comma  si  provvede,  per
  l'esercizio  finanziario  2005,  con  parte  delle  disponibilità
  dell'UPB 4.2.1.5.2, Capitolo 215704, accantonamento 1001. »

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dall'onorevole  Vicari,  relatore:  5.1;  5.2;   5:3;   9.1,
  aggiuntivo;
   -   dagli  onorevoli  Barbagallo,  Gurrieri  e  Zangara:   5.11,
  interamente sostitutivo; 5.12, interamente  sostitutivo;  5.13;
   - dall'onorevole Moschetto: A3, aggiuntivo;
   - dall'onorevole Tumino: 5.7; 5.8; 5.9; 5.10;
   - dall'onorevole Panarello: 5.6;
   -  dagli  onorevoli  Speziale, Morinello, Zago,  De  Benedictis:
  5.5;
    - dall'onorevole Zago: 5.4.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti L'articolo  più qualificante  della  legge,  perché  la
  legge  ha  delle pagine di innovazione rispetto alla  costruzione
  del sistema turistico anche in altri articoli. Però, questo è  un
  articolo  particolarmente significativo  da  un  punto  di  vista
  politico,  poiché  dal  1999 con una  legge  ci  siamo  detti  di
  sopprimere le aziende autonome di soggiorno e turismo,  che  sono
  stati  enti,  nonostante  le  professionalità  presenti  al  loro
  interno,   di   moltiplicazione  di  spesa  e  di   frantumazione
  dell'offerta turistica regionale.
     Con  questo articolo si chiude una lunga pagina che per cinque
  anni di seguito ci ha sempre posti all'attenzione della relazione
  finale  della Corte dei conti come dato da eliminare rispetto  ai
  cosiddetti sprechi della Regione.
     Saranno  pienamente salvaguardate le professionalità  presenti
  all'interno delle aziende e sarà razionalizzato il sistema poiché
  questi  uffici, che faranno parte del dipartimento  del  turismo,
  saranno presenti (con un successivo emendamento lo abbiamo  anche
  indicato)  almeno nella misura di uno in ogni provincia,  ma  non
  con  rilevanza esterna bensì con una rilevanza di interlocuzione,
  di  consulenza  e  di  pianificazione  rispetto  anche  ai  nuovi
  soggetti, per capirci, anche i cosiddetti distretti turistici che
  saremo in grado di approvare all'articolo 7 del disegno di legge.
     E',  quindi, un articolo qualificante e allo stesso  tempo  di
  grande rigore rispetto all'indicazione che ci siamo dati.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   stiamo
  scoprendo in queste ore che, a fronte di una legge che non è  più
  la  legge ampiamente condivisa in Commissione, tutta la colpa  di
  tutto  ciò che non funziona in questa terra sul turismo era delle
  Aziende  autonome per il turismo e delle Aziende provinciali  del
  turismo.  Ancorché  ridimensionarle e farle funzionare  bene,  si
  eliminano  e si sostituiscono con altri organismi che -  come  ho
  detto  in un precedente intervento - sono organismi schizofrenici
  e  contraddittori rispetto all'articolo 1. Peraltro, non so  come
  le  competenze  dell'articolo due le si stia spalmando  lungo  la
  legge  intera, ma a me pare che in questa furia contro il bambino
  siano  comprese anche le professionalità che hanno operato e  che
  operano   nelle   Aziende  autonome  turismo  e   nelle   aziende
  provinciali del turismo anche se a parole vengono difese.
   La   verità  è  che  si  cerca  di  dare  l'impressione  di  una
  rivoluzione che rivoluzione non è più rispetto alla quale poco fa
  ascoltavo la relatrice designata della legge chiedere spiegazioni
  all'Assessore che aveva disegnato il 6.R che era evidentemente di
  tono, di impostazione, di indirizzo diverso rispetto a  quanto la
  Commissione,  la  relatrice medesima aveva  suggerito,  condivisa
  devo  dire, nella costruzione organica della legge. Per  cui,  il
  fatto che si canti vittoria perché scompaiono le Aziende autonome
  per il turismo e le Aziende provinciali del turismo avrebbe avuto
  un  senso  se  la  legge fosse approdata in Aula  e  fosse  stata
  esitata  dall'Aula così come era stata pensata;  ma  adesso  così
  come   si   sta   riformulando   in   maniera   estemporanea,   e
  l'estemporaneità  è  la  cifra di questo  Governo  e   di  questa
  maggioranza,  non mi pare che ci sia da cantar vittoria.
     Si  sostituiscono alcuni elementi con altri  elementi,  alcuni
  nomi con altri nomi;  di mezzo, non solo di diritto, ci vanno  le
  professionalità,  cioè  tutte quelle persone,  i  dirigenti,  gli
  elementi,  i  professionisti, gli impiegati  semplici  che  hanno
  lavorato  in queste strutture, i quali  saranno sbandati dovunque
  e poi, mediante raccomandazione individuale, andranno a finire la
  loro  carriera vicino a casa loro ed avranno sprecato tanti  anni
  di servizio  alla collettività perché accantonati improvvisamente
  e  sostituiti  dai   yes  man, da zerbini che  di  professionale,
  probabilmente, non avranno niente, che dietro non avranno  alcuna
  esperienza  e  saranno gli ennesimi portaborse esecutivi  di  chi
  accentrerà  la  gestione  del turismo  che  non  sono  neanche  i
  privati.  Infatti,  un altro degli obiettivi che  volevamo  tutti
  insieme  raggiungere  era di far contare di  più  i  privati,  in
  effetti  ci  stiamo  accorgendo che  contano  di  più  le  figure
  pubbliche:   questo  recupero  dei  presidenti  dalla  provincia,
  l'Assessore  pro  tempore naturalmente, un paio di  sindaci  ogni
  provincia - non so come scelti, lo chiedeva anche la relatrice -.
  In  effetti, non stiamo raggiungendo nessuno degli obiettivi  che
  tutti  insieme  ci eravamo proposti e che in Commissione  avevano
  trovato  larga condivisione.
   Questa  è una legge che nel suo fieri è stata travalicata  dalla
  valenza del braccio di ferro  attorno al quale una maggioranza  -
  consentitemi  onorevoli  colleghi -  posticcia ,  momentaneamente
  segrega,  sorride  istericamente quando scampa  il  pericolo   40
  contro  17,  ma  che nel merito non è più la legge  sul  turismo,
  tanto  meno  una legge epocale. E' una leggina, è un pastrocchio,
  di   quelle  leggine  pastrocchi  che  siamo  abituati  a  vedere
  realizzati  dalla  maggioranza  che  estemporaneamente  e   sotto
  ricatto  altro rispetto al merito della legge medesima si  raduna
  come  in un  happening prefestivo in ogni occasione. Non abbiamo,
  fino  a questo momento, la legge calderone, in cambio abbiamo  un
  calderone del turismo. Speriamo che poi riusciate a giustificarla
  altrove. E' un fallimento

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,   riproporrò
  quanto  già espresso durante i lavori in IV Commissione su questo
  articolo 5.
     Anche  qui  la grande novità della nuova legge sul turismo  in
  questo  articolo  5 si perde tutta, perché vero  è  che  c'è  una
  novità e cioè la soppressione e messa in liquidazione delle  AST.
  Benissimo   Ci  siamo anche preoccupati del personale  di  queste
  aziende  che verranno sciolte e messe in liquidazione  e  c'è  un
  emendamento  a  firma  del  relatore,  condiviso  da   tutta   la
  Commissione a maggioranza o forse all'unanimità, ma questo non  è
  importante, che risolve il tema del personale.
     Il  tema che, invece, non si riesce a comprendere, che non  ho
  potuto comprendere in IV Commissione e continuo a non capire è il
  fatto  che  noi  sciogliamo e mettiamo in  liquidazione  le  AST,
  quindi cambiamo solo nome a questi servizi turistici regionali.
   Mi  chiedo  dunque in che cosa consiste la novità? Nel  cambiare
  nome  a  una cosa che già c'è? Non si capisce perchè noi  creiamo
  questi  servizi turistici che non vengono definiti  nè  nei  loro
  compiti,  nè  nelle  loro funzioni, nè si rinvia  ad  uno  schema
  regolamentare.  Si dice seccamente che, messe in  liquidazione  e
  soppresse  le AST, si creano i servizi regionali del turismo  con
  lo  stesso  personale;  ma poichè il personale con  questa  norma
  delle  aziende soppresse e messe in liquidazione potrà  scegliere
  di andare a lavorare presso la Regione in altri settori, dovremo,
  probabilmente,  per mantenere in vita  questi servizi  turistici,
  assumere nuovo personale.
   Mi  rivolgo ai miei colleghi di maggioranza: ma la novità in che
  cosa  consiste  nel cambiare il nome alle AST?  Allora,  facciamo
  finta  di niente,  perchè i servizi turistici avranno bisogno  di
  luoghi fisici e, quindi,  mettiamo in liquidazione le aziende AST
  e  poi  dovremo trovare nuovi locali  Allora, anche questa è  una
  cosa  scritta  talmente  male che non  ha  alcun  significato  ma
  soprattutto  non  cambia la fotografia delle  cose,  cambia  solo
  nome.
   Mi  rifaccio a quanto detto tempo fa dall'attuale Assessore  per
  i   Lavori  pubblici:   Bisogna  rivedere  la  norma  sulle  case
  popolari, innanzitutto cambiandogli il nome perchè il nome non mi
  piace .  Qui  stiamo facendo la stessa cosa, stiamo cambiando  il
  nome  alle  AST facendo finta di liquidarle e di sopprimerle.  E'
  assolutamente   inconcepibile,  inammissibile,  non   ci   potete
  chiedere  di  sostenere  il Governo su  cose  scritte  in  questa
  maniera
   Noi  volevamo cambiare la Sicilia,  vorremmo tentare  ancora  di
  farlo e dovete metterci nelle condizioni di farlo
   Il  Governo su questo abbia il coraggio di dire che le AST  sono
  soppresse  e che il personale con l'emendamento Vicari,  che  può
  essere  approvato,  viene cautelato. E non  parliamo  di  servizi
  turistici ovvero se dobbiamo parlare di questo che ci mettano  in
  condizione  di  sapere che cosa sono, come funzioneranno,  quanto
  costeranno e di che cosa si occuperanno perchè in questo articolo
  tutto questo non viene detto.

     PRESIDENTE  Si passa all'esame degli emendamenti.
   Si  passa  all'emendamento  5.11,  degli  onorevoli  Barbagallo,
  Gurrieri, Zangara.

    BARBAGALLO   Anche  a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
     Si  passa  all'emendamento 5.12,  degli onorevoli  Barbagallo,
  Gurrieri, Zangara.

    BARBAGALLO   Anche  a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  A3,  dell'onorevole  Moschetto.  Per
  assenza dall'Aula del firmatario l'emendamento decade.
   Si   passa  all'emendamento  5.7,  dell'onorevole  Tumino.   Per
  assenza dall'Aula del firmatario l'emendamento decade.

    SPAMPINATO    Ai  sensi  dell'articolo  114,   comma   1,   del
  Regolamento interno,  dichiaro di riprenderlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  sia
  opportuno  prevedere  questo  ulteriore  termine  perchè   stiamo
  parlando   dei   termini   entro  cui  bisogna   procedere   alla
  liquidazione delle Aziende.
   Noi  abbiamo  previsto  un  termine e una  sanzione  per  quanto
  riguarda  l'ordinario. E' necessario, visto che si prevede  anche
  esclusivamente una proroga per quanto riguarda il termine in  cui
  può  essere  effettuata la liquidazione,  che  anche  la  proroga
  abbia  un  termine,  perché, se non tutto,  il  sistema  potrebbe
  essere vanificato qualora ciò non fosse previsto.

     PRESIDENTE    Lo   pongo  in  votazione.   Il   parere   della
  Commissione?

    VICARI  relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.13,  degli  onorevoli  Barbagallo,
  Gurrieri, Zangara.

    BARBAGALLO   Anche  a nome degli altri firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  5.8,  dell'onorevole  Tumino.   Per
  assenza dall'Aula del firmatario l'emendamento decade.
   L'emendamento 5.4, dell'onorevole Zago, è superato.
   L'emendamento 5.14, degli onorevoli De Benedictis  ed  altri,  è
  ritirato.
   Il subemendamento 5.1.1,  del Governo, è superato.
   Si passa all'emendamento 5.1, dell'onorevole Vicari.

    VICARI  relatore. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    VICARI   relatore.    Signor  Presidente,  intervengo  per   un
  chiarimento, in quanto su questo la Commissione si è già espressa
  favorevolmente  insieme  con il Governo. All'inizio,  mi  rivolgo
  agli  uffici,  sostituire il comma 4 è sbagliato , è   sostituire
  il comma 5 ; poi l'ultimo rigo va omologato con l'emendamento che
  si è approvato.

     PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 5.1.  Il  parere
  del Governo?

    GRANATA   Assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 5.6 è  precluso.
   Si  passa  all'emendamento  5.5,  degli  onorevoli  Speziale  ed
  altri. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    VICARI  relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   Assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si  passa  all'emendamento  5.2,   dell'onorevole
  Vicari.

    VICARI  relatore. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  5.9 a firma  dell'onorevole  Tumino.
  Per assenza dall'Aula del firmatario,  l'emendamento decade.

   Si  passa  all'emendamento 5.3, dell'onorevole Vicari. Lo  pongo
  in votazione.
    Il parere del Governo?

    GRANATA   Assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  5.10,  dell'onorevole  Tumino.  Per
  assenza dall'Aula del firmatario, l'emendamento decade.
   Si passa all'emendamento 9.1, dell'onorevole Vicari.

     VICARI  relatore. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 5.15 è improponibile in quanto tratta  di  materia
  già affrontata nell'articolo 6.
    Pongo in votazione l'articolo 5, nel testo risultante.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, intervengo per testimoniare  che
  questa legge non è frutto di ideologia.
     Dichiaro il mio voto favorevole all'articolo 5. La motivazione
  principale  è  l'auspicio  che   in  questa  maniera  viene  meno
  quell'organizzazione eccessivamente frantumata in tre  o  quattro
  aziende   che  non  possono svolgere unitariamente  un'azione  di
  sviluppo per quanto riguarda il turismo.
   L'auspicio,  anche  sulla  base di  uno  degli  emendamenti  che
  abbiamo appena approvato e cioè il 5.5 a firma Speziale ed altri,
  è  quello che - onorevole Assessore - questa organizzazione, e mi
  riferisco  a  servizi  turistici che fanno capo  complessivamente
  all'Assessorato, vengono organizzati non più di uno  a  provincia
  perchè  credo  che questa era l'indicazione di  massima  che  era
  uscita dalla Commissione.
   L'intento, a parte situazioni territoriali particolari, come  ad
  esempio Messina, era di evitare una  prolificazione - così come è
  avvenuto  in  passato  -   e  tenere in  considerazione  solo  le
  esigenze reali del territorio.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Non  avendo avuto alcun  tipo di  risposta  da  parte
  dell'Assessore per il turismo - ma mi aspettavo anche  questo  -,
  sull'articolo 5 che sta per essere votato, esprimendo il mio voto
  contrario,   voglio  fare  notare  alla  Presidenza  che   avendo
  approvato  l'emendamento 5.3, a firma dell'onorevole Vicari,  che
  recita  che  a  domanda degli interessati e previa  concertazione
  sindacale,  il  personale  delle  soppresse  aziende  può  essere
  trasferito,   in   fase   di   attuazione,   ad   altri    uffici
  dell'amministrazione.
   A  questo punto si crea un problema con il comma 5 dell'articolo
  che  adesso  dovremo votare perché noi avevamo  previsto  che  il
  comma  5  che  recita  che il personale delle  soppresse  aziende
  viene....

    BENINATI  presidente della Commissione.  Sostituisce  il  comma
  5.

    ACIERNO ..  No,   sostituisce il comma 6. Qui  é  indicato  che
  sostituisce il comma 6, mentre il comma 5 della legge dice che il
  personale  delle  aziende soppresse viene,  di  fatto,  messo  in
  questi fantomatici servizi turistici.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, se il problema é solo questo  si
  può risolvere in sede di coordinamento formale.

    ACIERNO   Allora,  dobbiamo  prendere  atto  che  l'emendamento
  Vicari, in realtà, sostituisce il comma 5 e non  il comma 6.

    PRESIDENTE  Si provvederà in sede di coordinamento formale.

    ACIERNO    Signor   presidente,  noi  abbiamo   approvato   due
  emendamenti   a   firma  dell'onorevole  Vicari.   Il   primo   é
  l'emendamento  5.1, dove erroneamente era scritto che  sostituiva
  il  comma  4  e invece, l'abbiamo passato al 5 e questo  riguarda
  solo il trattamento del personale, mentre, l'emendamento a cui io
  facevo  riferimento non interviene sul comma 5 ma  sul  comma  6.
  Questo  emendamento,  così  come é  stato  già  approvato,  è  in
  conflitto con il comma 5 dell'articolo che adesso dobbiamo votare
  perché  nel  comma 5 é scritto che il personale,  conservando  la
  posizione  giuridica, così come é riscritto poi  dall'emendamento
  Vicari, viene assegnato presso i servizi turistici regionali.
   Questa  norma, a questo punto, è modificata perché,  in  realtà,
  con  l'emendamento  Vicari diamo modo al personale  di  potersene
  andare da altre parti.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno,  come  le  ho  già  detto   si
  provvederà in sede di coordinamento formale.
   Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura.

                            «Articolo 7.
                               Distretti turistici

   1.  Si  definiscono  distretti turistici i contesti  omogenei  o
  integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti  anche  a
  più   province   e  caratterizzati  da  offerte  qualificate   di
  attrazioni  turistiche  e/o  di beni culturali,  ambientali,  ivi
  compresi  i prodotti tipici dell'agricoltura e/o dell'artigianato
  locale.

   2.  I distretti turistici possono essere promossi da enti locali
  e/o  soggetti  privati  che  intendono concorrere  allo  sviluppo
  turistico  del proprio territorio o di più territori appartenenti
  anche  a  province  diverse,  attraverso  la  predisposizione   e
  l'attuazione di specifici progetti.

   3.   Fermo   restando   i  limiti  previsti   dalla   disciplina
  comunitaria  in  materia  di  aiuti  alle  imprese,  la   Regione
  definisce,  con decreto dell'Assessore regionale per il  turismo,
  le  comunicazioni  e i trasporti, le modalità  e  la  misura  del
  finanziamento   dei   distretti  turistici  che   perseguono   in
  particolare le seguenti finalità:

   a)   sostenere  attività  e  processi  di  aggregazione   e   di
  integrazione   tra  le  imprese  turistiche,   anche   in   forma
  cooperativa, consortile e di affiliazione;

   b)    attuare    interventi   necessari   alla    qualificazione
  dell'offerta  turistica urbana e territoriale delle  località  ad
  alta densità di insediamenti turistico-ricettivi;

   c)   sostenere   l'innovazione  tecnologica  degli   uffici   di
  informazione e di accoglienza ai turisti;

   d)   sostenere   lo   sviluppo  di   marchi   di   qualità,   di
  certificazione   ecologica,  nonché  la  riqualificazione   delle
  imprese  turistiche  con  priorità  alla  standardizzazione   dei
  servizi turistici;

   e)  promuovere  il  marketing telematico del  proprio  distretto
  turistico per l'ottimizzazione della relativa commercializzazione
  in Italia e all'estero.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dalla Commissione: 7.4; 7.5; 7.6;
  -dall'onorevole Vicari, relatore: 7.1, interamente sostitutivo;
  7.2, aggiuntivo; 7.3, aggiuntivo;
  -dagli onorevoli Barbagallo, Guerrieri, Zangara: 7.14,
  soppressivo dell'articolo; 7.13, interamente sostitutivo; 7.15,
  interamente sostitutivo;
  -dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
  7.10; 7.9; 7.7; 7.11;
  -dagli onorevoli Panarello, Zago, De Benedictis: 7.12.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  disegno
  di  legge  é  già  riuscito  a semplificare  e  a  far  ripensare
  complessivamente   all'organizzazione   del   sistema   turistico
  attraverso,  checché  ne pensi qualcuno,  la  soppressione  delle
  Aziende  autonome di soggiorno e turismo e la soppressione  delle
  APIT  e  ad  applicare, per la prima volta, una  norma  saggia  e
  fondamentale   della   legislazione   regionale,    quella    del
  decentramento  verso le province regionali di  alcuni  compiti  e
  funzioni,  attraverso una inutile e costosissima duplicazione  di
  organismi  e soprattutto di competenze. Fino a ieri - come  forse
  tutti sanno ma, a sentire alcuni interventi in Aula, forse questa
  vicenda  non  é  ben conosciuta - la Provincia  regionale  poteva
  avere  un Assessorato al Turismo e poi c'era l'APIT, cioè c'erano
  due fonti di promozione, di organizzazione, di eventi, di spesa.
   L'articolo 7 chiude il sistema in termini innovativi,  introduce
  una  grande novità che é costituita dai distretti turistici,  che
  sono   con  testi  omogenei  integrati  che  comprendono   ambiti
  territoriali che sfuggono alle ripartizioni burocratiche,  quindi
  ai  confini  provinciali e ai confini dei comuni,  ma che  invece
  sono   caratterizzati  da  un  insieme  di  beni   culturali   ed
  ambientali,     attrazioni    turistiche,     prodotti     tipici
  dell'agricoltura,  eccellenze del territorio e che,  soprattutto,
  decidono,  insieme  ai  privati di  costituire  una  politica  di
  marketing territoriale basata sulla qualità.
   Quindi,  é  uno  strumento  di piena sussidiarietà  orizzontale,
  rafforzata  dalla scelta del Governo, alla fine  condivisa  dalla
  Commissione,  di  non  prevedere prima  quali  sono  i  distretti
  turistici, ma nello spirito della norma fare sorgere dal basso la
  richiesta  di  riconoscimento  dei distretti  stessi  e,  quindi,
  organizzare   le   eccedenze  del  territorio  superando   alcuni
  parametri un po' burocratici nella promozione, ma dando corpo  ad
  una  grande  possibilità di marketing territoriale  basato  sulla
  qualità e l'eccellenza del territorio.
   E',  quindi,  un articolo estremamente qualificante della  nuova
  filosofia del sistema turistico siciliano.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
  ci  sia poco da aggiungere a quanto già detto, però vale la  pena
  sottolineare che l'articolo 7 è, in qualche modo, la vera  novità
  di  questa legge.  Direi quasi, da quello che si sta configurando
  in  quest'Aula in queste ore,  l'articolo che salva la legge. Per
  tutto  il resto è un rimescolamento ed un aggiustamento  di  cose
  sulla  base  di pressioni o accomodamenti che debbono  tenere  in
  piedi la maggioranza.
      Questo,   invece,  è  un  articolo  che  può   effettivamente
  introdurre   una  novità  nella  misura  in  cui  consentiamo   e
  discipliniamo  la possibilità che il territorio si organizzi  per
  dare  luogo  a  sinergie  fra pubblico e privato  che  promuovono
  effettivamente uno sviluppo turistico che parta dal basso.
   Credo,  peraltro,  che ci siano emendamenti  che  consentano  un
  miglioramento  di questa norma e mi auguro che il  Governo  e  la
  maggioranza   siano  sufficientemente  elastici  ed   attenti   a
  considerare questi come dei contributi utili nella stessa  misura
  in cui stiamo, con questo intervento, apprezzando la filosofia di
  questo articolo.

    PRESIDENTE  Si passa all'esame degli emendamenti.
     Si  procede con l'emendamento 7.14, degli onorevoli  Gurrieri,
  Barbagallo  e  Zangara.  Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,
  l'emendamento decade.
   Gli emendamenti 7.13 e 7.15  sono preclusi.
   Si passa all'emendamento 7.1, dell'onorevole Vicari.

    VICARI  relatore. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.10, degli onorevoli De  Benedictis,
  Giannopolo, Zago e Speziale.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, so  che
  c'è  una cieca opposizione a questo emendamento, però voglio dire
  in  Aula,  così  come  ho  avuto  modo  di  dire  in  Commissione
  all'Assessore,   che  la locuzione  distretti  turistici   non  è
  soltanto  sostitutiva  dei  sistemi turistici  locali,  non  sono
  fungibili.  Il sistema fa allusione alle relazioni, il  distretto
  ha una connotazione geografica e poiché abbiamo scritto nel corpo
  della  legge che il sistema o distretto che sia, comunque  questa
  concezione, può mettere insieme sinergie nel territorio  che  non
  necessariamente  uniscono  territori  e  porzioni  contigue,  non
  necessariamente comuni che appartengono alla stessa  provincia  o
  comuni  confinanti fra  loro, ma comuni, per esempio,  che  hanno
  relazioni  tematiche fra  loro, ma si possono  trovare  anche  in
  punti  distinti  e  diversi della Sicilia. Ecco  che  allora,  in
  questo senso, chiamarli distretti è assolutamente improprio.
   Dico  questo e se ci fosse qualcuno di buon senso potrebbe anche
  ascoltare, ma mi sembra che non sia questa la giornata.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 7.10.  Il  parere
  della Commissone?

    BENINATI  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

      PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

      GIANNOPOLO  Il Governo può spiegare perché è contrario?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  distretto
  turistico è altra cosa, come testardamente in Commissione abbiamo
  discusso  con  l'onorevole  De Benedictis,  rispetto  al  sistema
  turistico  locale  che  per  sua,  non  dato  terminologico,   ma
  concezione e filosofia, è un insieme di Comuni confinanti che  si
  mettono insieme.
   Il  distretto turistico può essere, ad esempio, il circuito  dei
  borghi  marinari della Regione siciliana che è un  distretto  che
  supera la scelta del Governo non è un fatto terminologico,  è  un
  fatto sostanziale, di organizzazione di un'idea diversa del  tipo
  di modello.

    DE  BENEDICTIS  . Zingarelli alla mano,  il  significato  è  il
  contrario di quello che lei dice.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  7.5,  a  firma   della
  Commissione.

    BENINATI  presidente della Commissione. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 7.6, a firma  della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  7.9,  a  firma  degli  onorevoli  De
  Benedictis, Giannopolo, Zago e Speziale.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  forse  un
  giorno   faremo  una  norma  di  interpretazione  autentica   sul
  significato del termine distretto turistico, però sarà una  norma
  di  interpretazione  autentica sul piano semantico  e  letterale,
  dato che l'assessore Granata, così come lo ha esposto, afferma di
  volere  i sistemi turistici locali e non i distretti. Considerato
  che è intestardito su questa cosa, va bene così.

    PRESIDENTE     Onorevole   Giannopolo,   continui    pure    ad
  illustrarlo, ma è superato.

    GIANNOPOLO   Considerato che la questione  ha  anche  attinenza
  all'emendamento che abbiamo presentato adesso, vorrei comprendere
  il  significato  di questo emendamento. Il testo  dell'articolato
  recita che i distretti turistici possono essere promossi da  enti
  locali  e  per ente locale intendiamo comuni e province e  basta,
  non  in forma associata, quindi solo comuni e province. Riteniamo
  che  vada  inserito  tra  i soggetti che  possono  promuovere  la
  costituzione  di distretti turistici anche enti territoriali  che
  possono  essere, ad esempio, gli enti parco. Per  questo  motivo,
  abbiamo  presentato  un  emendamento.  Vorrei  comprendere  se  è
  accolto o meno.
   Non  sto illustrando l'emendamento e se il Governo mi interrompe
  e dice che è favorevole, concludo il mio intervento.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Interrompo e dico che sono favorevole.

    GIANNOPOLO  perfetto, quindi siete d'accordo anche ad  inserire
  quanto  detto  prima.  Prendo atto che  il  Governo  è  d'accordo
  all'emendamento.

    BENINATI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento 7.6 superava questo
  problema, perchè avevamo sostituito la parola  locali  con   enti
  pubblici , per cui rientra tutto, anche gli enti territoriali. Se
  comunque   si  vuole  aggiungere  anche  la  formulazione    enti
  territoriali  è qualcosa in più.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  7.9.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI   presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E'approvato)

   Si  passa  all'emendamento  7.8,  a  firma  degli  onorevoli  De
  Benedictis,   Giannopolo,  Zago  e  Speziale.  Il  parere   della
  Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Contrario.

    PRESIDENTE   Pongo ai voti l'emendamento 7.8 Chi  è  favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.12, a firma della  Commissione.  Il
  parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  7.7,  a  firma   della
  Commissione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.4, a firma della  Commissione.   Il
  parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 7.11.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fornire
  una   precisazione:   si   tratta  di  una   opportuna   garanzia
  dell'esistenza  effettiva giuridica, però bisogna  sostituire  la
  dizione  Stl  con  distretti .

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto. Invito  gli  Uffici  a
  tenerne conto in sede di coordinamento. Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento A.44, a firma degli onorevoli   Tumino
  e Barbagallo.

     TUMINO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento  riguarda il recepimento di una legge  nazionale,  la
  378  del  2003, che prevede l'individuazione per la tutela  e  la
  valorizzazione  di particolari tipologie di architettura  rurale,
  realizzate  tra  il XII e il XX secolo. Questo a  prescindere  da
  qualunque ipotesi di utilizzazione recettiva, ristorativa,  ecc.,
  anche  per questo motivo e non soltanto, vi sono i fondi statali.
  Non  occorre  quindi  neppure caricare dei  fondi  regionali.  Si
  tratta  solo  di recepire la legge e di mettere in condizione  la
  Regione Siciliana di utilizzare le risorse nazionali.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  A44.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI  Presidente della commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Il  Governo si rimette all'Aula, ma il parere è legato
  alla  positività di ciò che si introduce anche se  opportunamente
  andava  inserito  nell'articolo 2 che è  stato  soppresso,  ed  è
  favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 7.2, a firma dell'onorevole Vicari.

    VICARI  relatore. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 7.3, a firma dell'onorevole Vicari.

    VICARI  relatore. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPAMPINATO    Chiedo   di   parlare   sull'articolo    3    per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte  la
  querelle  rispetto  alla definizione di questa  vera  innovazione
  della   legge  sul turismo, c'è una condivisione  di  quello  che
  stiamo approvando, sia per chi usa il termine  distretti  sia per
  chi usa quello di  sistema .
     La  novità  vera  della legge è un modo  nuovo  di  vedere  la
  possibilità  di  creare condizioni di sviluppo  per  il  turismo.
  Auspico  che l'Assessore attuale ed i prossimi Assessori  per  il
  turismo  della  Regione Sicilia pongano in  essere  tutte  quelle
  condizioni  previste  dallo  stesso  articolo  per  promuovere  e
  favorire lo sviluppo e la creazione dei distretti turistici.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  7,  nel   testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                   «Art. 8.

           Riconoscimento e revoca dei distretti turistici

        1.   L'Assessore   regionale  per  il   turismo,   le
      comunicazioni  e i trasporti, sentito il  parere  della
      competente   commissione   legislativa   dell'Assemblea
      regionale  siciliana, con proprio decreto stabilisce  i
      criteri  e  le  modalità  per  il  riconoscimento   dei
      distretti turistici.

        2.   Per  il  riconoscimento  i  distretti  turistici
      devono indicare i seguenti elementi:

        a)  numero, ubicazione dei soggetti partecipanti  con
      specifico  riferimento alla consistenza demografica  ed
      alla estensione territoriale complessiva interessata;

        b)  presenza,  nell'ambito del  distretto  turistico,
      degli   elementi  di  attrazione  turistica   e   delle
      emergenze  culturali, ambientali e  paesaggistiche  che
      caratterizzano   il   territorio    nonché    le    sue
      potenzialità;

        c)    partecipazione   dei   soggetti   privati    al
        cofinanziamento dei progetti;

        d)  piano di sviluppo turistico non inferiore  a  tre
      anni  che  contenga una dettagliata ricognizione  delle
      risorse     turisticamente    rilevanti     disponibili
      nell'area.  Al piano di sviluppo turistico deve  essere
      annesso  un  programma finanziario nel quale  risultino
      specificate  le risorse di cui si avvale  il  distretto
      turistico.

          3.  Con  il  riconoscimento dei distretti turistici
      l'Assessore  regionale per il turismo, le comunicazioni
      e  i  trasporti approva il piano, di cui  al  comma  2,
      valutando in particolare i seguenti elementi:

            a)   idoneità   del   piano   a   promuovere   la
       valorizzazione turistica del territorio;

            b)  caratteristiche, consistenza e  idoneità  del
       tessuto  imprenditoriale   coinvolto  direttamente   e
       indirettamente    nella    produzione     dell'offerta
       turistica;

            c)   adeguatezza  delle  risorse  conferite   dai
       proponenti  per la copertura a regime delle  spese  di
       funzionamento dei distretti turistici.

        4.   L'Assessore   regionale  per  il   turismo,   le
      comunicazioni   e   i   trasporti   può   revocare   il
      riconoscimento  concesso quando, nel periodo  previsto,
      i   distretti  turistici  non  abbiano  realizzato  gli
      obiettivi indicati nel piano di sviluppo turistico».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
        -dagli  onorevoli  Barbagallo, Gurrieri e  Zangara:  8.5,
          soppressivo dell'articolo;
  -dall'onorevole Moschetto: 8.1;
  -dall'onorevole Tumino: 8.3; 8.4.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  8.5.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI   presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.Contrario..

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Comunico che l'emendamento 8.1 è precluso.
   Si passa all'emendamento 8.3, a firma dell'onorevole Tumino.

    TUMINO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  8.2, a firma  dell'onorevole  Leanza
  Nicola.
   Per assenza dall'Aula del firmatario, lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'emendamento 8.4, a firma dell'onorevole Tumino.

    TUMINO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento vuole sottolineare l'esigenza del riconoscimento  dei
  distretti  turistici anche in una seconda fase, cioè  durante  il
  tempo,  per  cui  sarebbe opportuno se il Governo  a  prescindere
  forse da quello che

    BENINATI   presidente  della  Commissione.  La  Commissione  ha
  espresso parere favorevole.

    PRESIDENTE   Come dichiarato dal Presidente, la  Commissione  è
  favorevole.
   Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  8.4.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                        Associazioni pro-loco

        1.  La  Regione  siciliana riconosce e  favorisce  le
      attività    delle    associazioni    pro-loco,    quali
      associazioni  di volontariato senza finalità  di  lucro
      che   svolgono  attività  di  valorizzazione  turistica
      delle   realtà  e  delle  potenzialità  naturalistiche,
      culturali,  storiche,  sociali  e  gastronomiche  delle
      località  in cui operano e che si propongono i seguenti
      obiettivi:

       a)  organizzazione, anche in collaborazione  con  enti
      pubblici  e/o  privati,  di  iniziative  quali  visite,
      escursioni,  attività di animazione locale,  azioni  di
      valorizzazione  ambientale e gestione dei  monumenti  e
      dei  relativi servizi, finalizzati alla loro  fruizione
      turistica;

       b)   promozione  del  miglioramento  dei  servizi   di
      accoglienza    ed    informazione   turistica,    delle
      infrastrutture  e  della  ricettività  alberghiera   ed
      extralberghiera;

       c)  sviluppo  di  attività  di  turismo  sociale,  con
      particolare  riguardo alla terza età, ai minori  ed  ai
      disabili».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
        -dagli  onorevoli  Barbagallo,  Gurrieri  e  Zangara:  9.3,
          soppressivo dell'articolo; 9.4, interamente sostitutivo;
  -dall'onorevole Formica: 9.2, aggiuntivo.

    BARBAGALLO  Dichiaro di ritirare gli emendamenti 9.3 e 9.4.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 9.2.
   Per assenza dall'Aula del firmatario, lo dichiaro decaduto.
   Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
                     Centri commerciali naturali

        1.  Al fine di migliorare la fruibilità turistica nel
      territorio  siciliano, ed in particolare per promuovere
      l'immagine  e  l'accessibilità  dei  centri  storici  e
      negli   ambiti   urbani  a  vocazione   turistica,   il
      Presidente della Regione promuove tramite i  comuni  la
      costituzione   e  l'attività  dei  centri   commerciali
      naturali.

        2.   Si   definisce   centro   commerciale   naturale
      l'insieme  di  attività  terziarie  private  fra   loro
      vicine  e  comunque  risiedenti  in  un  ambito  urbano
      definito  che,  sotto  forma di  comitato  promotore  o
      associazione  o ente o consorzio, agendo in  rete  come
      soggetto  di un'offerta commerciale integrata hanno  lo
      scopo di:

        a)   riqualificare   l'immagine   e   migliorare   la
      vivibilità urbana negli spazi in cui operano;

       b)  accrescere  le capacità attrattive delle  attività
      che ne fanno parte;

       c)  migliorare  il servizio offerto ai consumatori  ed
      ai turisti.

        3.  I  centri  commerciali naturali possono  ricevere
      incentivi,  sia economici che di supporto tecnico,  sia
      dalla  Regione siciliana che dagli altri enti locali  e
      territoriali  con  i  quali stipulano  accordi  per  il
      perseguimento   delle  loro  finalità,   elaborando   e
      realizzando   iniziative  per   un   comune   marketing
      territoriale».

    Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dal Governo: A14, aggiuntivo; A15, aggiuntivo; A36; A37;
        -dall'onorevole   Vicari,  relatore:  10.1,   soppressivo
          dell'articolo;
  -dalla Commissione: subemendamento 10.2.1, all'emendamento 10.2;
  A.20;
  -dall'onorevole Scoma: A4, aggiuntivo; A5, aggiuntivo; A6,
  aggiuntivo; A7, aggiuntivo; A8, aggiuntivo; A9, aggiuntivo, A35,
  aggiuntivo;
  -dagli onorevoli Barbagallo, Guerrieri, Zangara: 10.3,
  soppressivo dell'articolo; A22, aggiuntivo; A23, aggiuntivo; A27;
  A28; A29; A34; A31; A33; A30;
  -dall'onorevole Leanza Nicola: 10.4;
  -dagli onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici: 10.2;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Turano: A1,
  aggiuntivo, A2, aggiuntivo;
  -dagli onorevoli Misuraca e Confalone: A16;
  -dall'onorevole Fleres: A10;
  -dagli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Zago, Speziale:
  A.17, aggiuntivo;
  -dall'onorevole Zago: A18;
  -dagli onorevoli Zago, De Benedictis, Panarello: A21.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche   su
  questo  articolo, ribadirò quanto già espresso durante  i  lavori
  svoltisi in Commissione.
   Pur  condividendo l'impostazione nel merito, cioè la possibilità
  di  un  ulteriore  incentivo  al  richiamo  del  turista,  questo
  articolo, così come formulato, a prescindere dal fatto che quando
  si parla di commercio credo che poca attinenza abbia con la legge
  quadro  sul  turismo ma, ancor di più, non c'è  il  rispetto  nei
  confronti dei Sindaci delle città dove dovrebbero sorgere  questi
  centri commerciali naturali.
   Queste  cose  le  ho  già evidenziate in  IV  Commissione  e  mi
  auguravo  che,  in qualche maniera, arrivando in Aula,  ci  fosse
  un'attività  emendativa che raccogliesse queste mie  perplessità.
  Lo  ripeto,  siccome questo è uno degli articoli che è  stato  di
  iniziativa dei gruppi di opposizione e che abbiamo, come spesso e
  per  fortuna  accade nella normale dialettica, voluto  accogliere
  come  nuovo articolo in questa legge, mantengo le mie perplessità
  perché  andiamo, di fatto, ad incidere sulla potestà del  Sindaco
  che  con  i piani regolatori e con i piani regolatori commerciali
  si trova, di fatto, d'imperio una Regione che arriva a casa di un
  qualunque Sindaco che stabilisce se, in una zona della sua città,
  si crea o no il centro commerciale naturale.
   Considerato  che ne è stato promotore l'onorevole De Benedictis,
  con  un  subemendamento, noi potremmo, in qualche modo, investire
  fondamentalmente il Sindaco dell'attivazione della procedura e la
  Regione, in qualche maniera, può garantire, un po' come  è  stato
  fatto  per i distretti, cioè su proposta dei commercianti che  si
  devono  rivolgere  al Sindaco del comune e  il  Sindaco  si  farà
  promotore,  presso la Regione, perché nel sul comune,  nella  sua
  città si possa attivare il centro commerciale naturale.
   Credo    che   se   si   apporta   questa   modifica,   possiamo
  tranquillamente approvare l'articolo.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  soltanto  per  fornire  una  precisazione:  i  centri
  commerciali  naturali esistono in tutta Italia,  hanno  anche  in
  molte  legislazioni  regionali una loro  codificazione,  un  loro
  riconoscimento;  non  è una invenzione  né   mia,  né  di  questo
  Parlamento,  né  la  definizione è originale. Esistono  così.  Se
  andate  nei siti, per esempio, della Confesercenti, troverete  la
  promozione  di  centri commerciali naturali  in  tutto  il  resto
  d'Italia.
   Voglio solo aggiungere che, attraverso questa norma, non  si  fa
  altro  che  consentire alla Regione siciliana, al pari  di  altre
  Regioni dell'Obiettivo 1, di mettere a disposizione risorse anche
  pubbliche  ma sopratutto sinergie fra pubblico e privato  per  la
  realizzazione  di questo importante strumento di riqualificazione
  del  commercio  e  dei  centri storici  o  dei  centri  urbani  a
  vocazione turistica.
   Quindi  il  fatto che sia scritto  il Presidente  della  Regione
  promuove  tramite i comuni  mi sembra che attribuisca un  impulso
  alla  Regione, ma non sottrae la possibilità che i comuni  stessi
  come è detto dopo, si attivino in proprio per promuovere i centri
  commerciali naturali e comunque non li nega.

    VICARI  relatore. Chiedo di parlare a nome della Commissione.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI    relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  vorrei  precisare  intanto  che quello  che  inizialmente  diceva
  l'onorevole  Acierno è superato dagli emendamenti 10.2  e  10.2.1
  perché sostituiamo le parole  il Presidente della Regione  con la
  formulazione   l'assessore regionale alla cooperazione,  d'intesa
  con il turismo .
   Sul  secondo  aspetto,  la  Commissione apprezza  favorevolmente
  l'indicazione dell'onorevole Acierno relativa ai sindaci  e,  per
  questo motivo, la Commissione ha presentato un subemendamento.

     PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 10.1.

    VICARI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.3.

    BARBAGALLO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 10.2.1. Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 10.2, nel testo risultante.
   Il parere della Commissione?

     BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.5. Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 10.4.

    LEANZA NICOLA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si torna all'articolo 3, precedentemente accantonato.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  3
  vuole adesso chiarire quella che è la posizione e anche la scelta
  che  ha  portato  ad  un  organismo che  nelle  intenzioni  della
  Commissione, anche con un sostanziale consenso da parte di  tutti
  i  colleghi  componenti  la  stessa, è  arrivata  a  definire  la
  composizione   del  Consiglio  regionale  del  turismo.   Abbiamo
  ritenuto  sbagliato ipotizzare la nascita, così come  da  qualche
  parte  legittimamente peraltro veniva richiesto, di  una  agenzia
  regionale del turismo che ponesse in mano a soggetti privati, per
  quanto   competenti   del   settore,   l'intera   promozione    e
  programmazione  dell'immagine turistica  della  promozione  della
  Regione siciliana.
   Sentivamo forte però la necessità di creare un luogo, oltre  che
  di  consultazione, anche di vera concertazione  e  programmazione
  rispetto  a  quella  indicazione che ci  siamo  dati  di  volere,
  attraverso   il   piano  triennale,  verificare   e   programmare
  l'attività  della Regione;  una forte interlocuzione innanzitutto
  pubblico-privata, ma anche con altri rami dell'Amministrazione.
   Signor  Presidente,  è  chiaro a tutti  che  se  all'articolo  1
  poniamo,  tra  i  dati fondativi della legge, l'attribuzione  nel
  settore  del turismo, di un ruolo primario da parte della Regione
  siciliana, non è pensabile una politica turistica che  non  abbia
  una  capacità  e  una  precisa scelta  di  coordinamento  con  il
  territorio  e  ambiente, con i beni culturali, con l'agricoltura.
  Penso   alle   vie   del  vino,  a  ciò  che  rappresentano   con
  l'assessorato agli enti locali, con la pesca e abbiamo  ritenuto,
  visto  che  si  tratta  di  una  partecipazione  politica  e   di
  concertazione in un luogo  fisico  che è il  Consiglio regionale,
  non  portatore di ulteriore spesa per la Regione, di  coinvolgere
  questi rami dell'Amministrazione per fare qualcosa di coordinato.
   Abbiamo, altresì, ritenuto opportuno coinvolgere in pieno  nella
  sua   funzione   di  controllo  e  di  proposta  la   Commissione
  legislativa,  indicando due componenti che il  buon  senso  vuole
  essere rappresentanti di quelle che, nelle varie fase della  vita
  della  Regione  siciliana, saranno la maggioranza e l'opposizione
  all'interno della quarta Commissione e poi un'apertura agli  enti
  locali, alle province regionali, a tre rappresentanti dell'ANCI e
  una  sacrosanta  apertura a tutti quegli  operatori  privati  che
  compongono  il variegato mondo dell'associazionismo, dell'impresa
  turistica  e  che devono essere posti in condizione di  avere  un
  luogo fisico, onorevoli colleghi, non pletorico, non elefantiaco,
  un  luogo  fisico dove ogni tre mesi, non soltanto  si  vanno  ad
  approvare   sostanzialmente  e  ad  approfondire  i  temi   della
  programmazione  triennale  della  Regione  siciliana,  ma   anche
  attraverso  la  scelta  strategica  che  abbiamo  voluto,  signor
  Presidente, di indicare una vicepresidenza dello stesso organismo
  nella  figura  di un componente l'associazione degli imprenditori
  turistici;  abbiamo voluto aprire in modo forte ad  una  idea  di
  concertazione  pubblico-privata che diventa il tratto  distintivo
  di questo Consiglio regionale del turismo.
   Non  capisco,  quindi,  perché  questo  timore  della  ampiezza,
  quando  si  dice   nove  rappresentanti  delle  associazioni  dei
  consumatori , non si parla di nove rappresentanti per  ognuna  di
  queste  associazioni.  E  ovvio che sono nove  rappresentanti  in
  tutto  tra  queste associazioni. E così via via, i rappresentanti
  sindacali, i rappresentanti importanti delle  varie associazioni,
  anche  delle associazioni ambientaliste per l'attenzione  che  il
  Governo  della Regione pone nei confronti del tema dello sviluppo
  sostenibile.
   Questo abbiamo voluto; questo la Commissione ha voluto ed io  ho
  condiviso questo.
   Espongo   un'ultima considerazione: avremmo potuto istituire  un
  Consiglio  regionale  nel  quale,  con  successiva  determina  di
  Giunta,  su  decreto  dell'Assessore,  sentito  il  parere  della
  Commissione,   l'Assessore  avrebbe  indicato  la   composizione,
  preservando  i  poteri e indicando comunque già la vicepresidenza
  in  capo  ad  un privato dell'associazionismo. Se la via  che  il
  Parlamento ritiene essere più trasparente è questa, ricordo  però
  se  avessimo  fatto  questo probabilmente  avreste  sollevato  il
  problema  di  non  avere  chiara la  composizione  dell'organismo
  stesso.
   Il  Governo  quindi  ha proposto questo testo,  ma  è  pronto  a
  tornare su una ipotesi di rimandare ad una determina di Giunta la
  composizione del Consiglio regionale.

     CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI  Assessore Granata, certe volte mi viene il  dubbio
  e  non  riesco a capire chi costituisce l'opposizione,  per  cui,
  guardando l'assessore, spero che mi aiuti a capirlo.
   Credo  che la logica instaurata in questa legge debba avere  una
  coerenza.  Mi  chiedo  se  è  mai  pensabile  che  uno  strumento
  operativo,  quale sarà questo strumento regionale,  possa  essere
  composto  da  sessanta persone circa - credo siano  58  -  tra  i
  quali,  sette  componenti della Giunta di Governo  della  Regione
  siciliana,  cioè la maggioranza della Giunta, per  essere  sicuri
  che  la  Giunta possa deliberare, con l'assessore per il  turismo
  che svolge una funzione di Presidente di convocazione, perché poi
  non ha altre funzioni.
   Comprendo  tutto, anche la stanchezza, il caldo, ma  quello  che
  non  capisco  è  che  un  Parlamento possa ritenere  percorribile
  questa   strada,  mentre  l'Assessore  ritiene  sia   trasparente
  l'altra.
   Non  so  se  sia  più  trasparente quella  che,  con  successivo
  decreto  del  Presidente della Regione, si farà per il  Consiglio
  regionale per il Turismo, con la quale si fissa il numero di  25,
  si  stabilisce che ci sono i Presidenti delle province e il resto
  dei  componenti è costituito dai rappresentanti delle  categorie,
  dai rappresentanti dei distretti.
   Non  lo so se questo non è più trasparente. Quello che so è  che
  si  sta tentando di portare a soluzione un percorso e, nonostante
  i tentativi messi in atto in quest'Aula, si insiste in una scelta
  sciagurata. Istituire un Consiglio regionale per il Turismo, così
  pletorico,  in  cui c'è tutto e in più, oltre al  tutto,  c'è  la
  maggioranza  della Giunta del Governo della Regione siciliana,  è
  una cosa che non credo abbia eguali in Italia.
   Se  da  un  lato,  abbiamo fatto una scelta di  snellimento,  di
  funzionalità, di individuazione del decentramento nelle province,
  dall'altro lato si costruisce una cosa incredibile.
   Invito l'assessore a fare uno sforzo...

    SAMMARTINO  Di sforzi ne ha fatti già abbastanza.

    CRISAFULLI   Credo  che fare questo sforzo gli  convenga.  Deve
  fare  uno sforzo che vada incontro ad una razionalizzazione. Cosa
  deve  essere  questo  Consiglio se non lo strumento  con  cui  la
  politica regionale, cioè il Governo, e per Governo l'Assessore  e
  non  diciotto  assessori  - e meno male che  non  abbiamo  ancora
  allargato  la Giunta secondo il desiderato di Cuffaro  altrimenti
  ne  dovremmo  aggiungere altri quattro - l'Assessore  incontra  i
  Presidenti delle province, i privati, i rappresentanti di qualche
  struttura   territoriale  e  programma  le  scelte  di   politica
  turistica regionale.
   Se  ha  bisogno di un supporto, di due supporti, li aggiunge  ma
  il  resto  non  è  possibile. Lo dico anche al  Presidente  della
  Regione  che  vedo particolarmente attento alle sorti  di  questa
  legge.  Se  non  fosse  stato per lui, probabilmente,  ieri  sera
  l'avremmo fatta; invece, si è impegnato a farci arrivare a questa
  sera.
   Credo  che  questo vada recuperato, se non si vuole  costringere
  l'opposizione,  lo ripeto con grande garbo, a  dissentire  su  un
  percorso. Credo che il lavoro fatto fino ad ora sia stato utile e
  mi auguro che l'Assessore accolga le mie argomentazioni.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     VIRZI'    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   anch'io
  ritengo che, dovendo disegnare e designare un organo esecutivo, o
  anche   soltanto  di  serio  confronto  sui  problemi  che  vanno
  nascendo,  abbiamo  disegnato un organismo  pleonastico  e  credo
  anche  che ci sia una svista di natura formale e sostanziale  nel
  momento  in  cui  si  dice che fanno parte,  naturalmente  e  per
  diritto di posizione, i Presidenti delle province e gli Assessori
  in  carica.  Si  dice  però  che  questo  organismo  deve  essere
  rinominato  alla  scadenza  dei tre anni  e  che  si  può  essere
  rieletti una volta sola.
   Può  anche  capitare  che  si debbano  dimettere  Presidenti  di
  provincia per designare i loro sostituti; può anche darsi che per
  l'Assessore  in  carica,  per esempio,  all'agricoltura,  sia  lo
  stesso.  In Sicilia, vi sono delle cariche di lunga durata  e  mi
  pare  che  il  termina  di  tre anni e il  vincolo  di  una  sola
  riconferma  pongano, in qualche modo, in discussione,  sul  piano
  della  logica,  la  presenza  di figure   istituzionali,  come  i
  Presidenti delle province e gli Assessori regionali.
   Credo  che  rinviare  ad  un successivo  atto  assessoriale,  un
  decreto  sia la cosa più saggia perché bisognerebbe affittare  un
  circo  equestre  o  l'equivalente di  un'Aula  parlamentare  come
  questa, in quanto un calcolo più serio ci porta a valutare che si
  tratterebbe di un organismo di 80 persone che, alla prima seduta,
  deve  darsi  un  regolamento, alla base  del  quale,  credo  che,
  affinchè  la seduta sia valida,  necessiti del  numero legale per
  potersi riunire.
   Credo  che  rischiamo  di  mettere in  piedi  un  organismo  che
  rimarrebbe solo sulla carta.

    ACIERNO. Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

   ACIERNO.  Signor  Presidente, vorrei sollecitare  il  Governo  a
  guardare  e  ad  apprezzare  il subemendamento  alla  riscrittura
  dell'articolo  3  che  riguarda  le  lettere  b)  c)  d)  e)  che
  modificano   le   parole    assessore   regionale   '   con    un
  rappresentante dell'assessorato regionale competente'   dato  che
  diventa  poco credibile che un assessore presieda una riunione  e
  conduca  i  lavori con i  colleghi di giunta, o meglio,   che  un
  assessore  guidi  altri  assessori:  non  mi  sembra   eticamente
  corretto.
     Quindi,  visto  il coinvolgimento degli altri assessorati  per
  potere fare una idonea programmazione che comporta l'interesse di
  altri  assessorati  sul  tema,  anziché   inserire    l'assessore
  regionale',  sarebbe più opportuno inserire    un  rappresentante
  dell'assessorato competente', dato che un rappresentante è già un
  delegato.
      Nella   formulazione   originaria   si   faceva   riferimento
  all'assessore  o  ad   un  suo  delegato,  di  fatto   fa   parte
  l'assessore.     Se    si    specifica      un     rappresentante
  dell'assessorato',   è   implicito   che    sarà    di     nomina
  dell'assessore.

   GRANATA,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

   GRANATA,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor Presidente, chiedo un termine che mi  permetta
  di  riscrivere l'articolo 3 secondo le indicazioni  anzidette.

   PRESIDENTE.  Assessore   Granata, è  già  stata  presentata  una
  riscrittura dell'articolo 3.

   GRANATA,  assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.   Signor   Presidente,   presenterò,   pertanto,    un
  subemendamento.  Credo di  avere  raccolto  dall'Aula  un metodo,
  quello di istituire un  Consiglio regionale del turismo' che  sia
  determinato dalla giunta regionale previa proposta.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

   CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CRISAFULLI.  Signor  Presidente, ho  udito  che  l'assessore  ha
  preannunziato la presentazione di un nuovo testo dell'articolo 3.
  Al   di   là   della  modalità  di  come  verrà  presentato,   se
  subemendamento   interamente  sostitutivo  o  meno,   è   inutile
  procedere  all'esame degli  altri emendamenti, è opportuno   dare
  qualche  minuto di tempo all'assessore Granata per riscrivere  il
  testo.

   PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, avevamo già deciso  in  questo
  senso.

   CRISAFULLI. Mi fa piacere essere in sintonia con la Presidenza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta  è  sospesa  per  due
  minuti in attesa che il Governo presenti  il subemendamento.

     (La seduta sospesa alle ore 18.05 é ripresa alle ore 18.12)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  che  il  Governo  ha
  presentato    l'emendamento    3.4.R,    bis    di    riscrittura
  dell'emendamento 3 R.4.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
  della  composizione  del Consiglio regionale del  turismo  fissa,
  innanzitutto, un tetto massimo dei suoi componenti  nella  misura
  di  25  soggetti, indica le categorie che intendiamo coinvolgere,
  coerentemente alla volontà di creare un organismo consultivo,  di
  concertazione, di programmazione  tra pubblico o privato,  aperto
  agli enti locali e alla sussidiarietà orizzontale e che abbia ben
  delineati i propri compiti e funzioni.
   In  questo modo, con la garanzia che tutto questo passerà  anche
  dal parere della competente commissione legislativa, oltre che da
  una  determina di giunta, credo che chiuda in maniera  molto  più
  semplice  la  vicenda  della nomina del Consiglio  regionale  del
  turismo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura
  dell'articolo  3,  che ci è stata presentata  adesso,  recita  al
  comma  2:   Il  Consiglio è l'organo consultivo  dell'Assessorato
  regionale  per  il turismo, le comunicazioni e  i  trasporti  per
  l'attività  di  programmazione, indirizzo e  coordinamento  delle
  iniziative  regionali in materia di turismo, la cui  composizione
  sarà  successivamente  stabilita  con  determina  di  Giunta,  su
  proposta  dell'Assessore per il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti'.
   Il  comma 3, invece stabilisce che del Consiglio fanno  parte  i
  rappresentati.  Allora,  vorrei capire:  se  la  composizione  la
  stabilisce, su proposta dell'Assessore, la Giunta, è soltanto  un
  problema di qualità di una norma che si scrive.
     Dunque,  il  Consiglio  è nominato su proposta  dell'Assessore
  dalla  Giunta  che  ne  determina anche la sua  composizione,  io
  eviterei di entrare, al comma 3, nel merito da chi deve essere  o
  non  deve  essere composto  Ma quello che non eviterei  -  perché
  così era già stato detto nei lavori di Commissione - è che previo
  parere della Commissione legislativa dell'Assemblea, perché  così
  era  stato  stabilito, quindi, soltanto  con questa precisazione,
  se  il  Governo  volesse farla sua, per il  resto,  il  testo   è
  accettabile.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, la mia indicazione è stata poc'anzi
  annunciata   in   Aula:     previo   parere   della   Commissione
  legislativa , è solo una dimenticanza.

    PRESIDENTE  Allora s'intende inserita al testo?

    GRANATA   assessore per il turismo, le comunicazioni  ed  i
  trasporti. Sì, signor Presidente.

    PRESIDENTE    Pertanto,  resta  stabilito  che   in   sede   di
  coordinamento  formale   del testo, si  provvederà  d'ufficio  ad
  inserire  previo parere della Commissione legislativa .
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  3.4.R  bis,   interamente
  sostitutivo dell'emendamento 3.R.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi   comunico   che    con
  l'approvazione dell'emendamento  3.4.R bis, decadono tutti i sub-
  emendamenti presentati.
    Si passa, pertanto, all'esame degli articoli aggiuntivi.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  annuncio  il
  ritiro  dell'articolo  aggiuntivo A2 ed il mantenimento  dei  due
  articoli  aggiuntivi  A1  e  A10  che  affrontano  due  tematiche
  estremamente  importanti e per ora non del tutto  definite  dalla
  legislazione  regionale  -  in materia turistica  -   quella  che
  riguarda il turismo itinerante e soprattutto le aree di sosta del
  turismo itinerante e la possibilità per coloro i quali esercitano
  attività  di  Bed  and Brekfast di potere utilizzare  i  benefici
  connessi ai Consorzi di impresa previsti dalla legge n. 32.
   Ho    già    sinteticamente   illustrato   i   due   emendamenti
  all'Assessore   Granata,  ma  se  dovessero  servire    ulteriori
  chiarimenti  potrei  entrare  nel  merito.  Preannunzio  che  non
  comportano alcuna spesa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, o  facciamo  una  discussione
  generale   su  tutti  gli  articoli  aggiuntivi  o  sui   singoli
  argomenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   inutile
  negare  quello  che  si è verificato questa  mattina  ed  in  sua
  presenza, onorevole Presidente della Regione.
   Questa  mattina  noi  abbiamo consumato un passaggio  importante
  per la coalizione alla quale appartengo.
   Si  è svolta una riunione di maggioranza nella quale  si è detto
  del  valore  strategico di una legge che andava oggi discussa  ed
  approvata.
   E'evidente   che il valore strategico della legge si  misura  in
  relazione  alla  riforma  che la legge apporta  nel  settore  del
  Turismo.
   Purtroppo  mi  accorgo  che vengono  presentati   una  serie  di
  emendamenti che già sono contenuti nel testo.
   Non  mi  rivolgo  ai colleghi dell'Assemblea, ma  al  Presidente
  della  Regione, dato che un patto si rispetta sino alla  fine,  e
  noi  siamo  andati  in  Aula  sapendo di approvare  la  legge  di
  riforma del Turismo: io sono disposto ad approvare solo quella
   Se   il  Presidente  della  Regione,  o  il  Governo  nella  sua
  interezza,  mi  dice  che possiamo parlare o discutere  di  tanti
  altri problemi,  sono pronto a farlo,  e chiedo all'Assemblea  di
  farlo   nella  sua  interezza:  si   faccia  una  legge   omnibus
  approfittando della riforma sul  Turismo,  perché è opportuno che
  si  faccia, ma con ciò  conclamiamo il fallimento della  riunione
  di  questa mattina che in nome della forza dell'alleanza e  della
  necessità  di  riformare  il settore  del  Turismo  ci  ha  fatto
  decidere di  proseguire nei lavori.
   E'  importante   sapere  quali siano le regole;   non  ho  alcun
  problema  ad  entrare nel merito di ogni singolo emendamento,  ma
  sono  anche pronto a fermarmi con l'approvazione della  legge  di
  riordino del  settore Turismo.
   Diversamente, quanto stabilito questa mattina è una  burla,   ed
  io  ne prendo atto. Verificheremo quello che succederà tra cinque
  minuti,   perché  è  chiaro  che  se  così   dovesse  procedersi,
  onorevole  Presidente, chiederò  la sospensione dei lavori,  dato
  che   trasformando il testo in una legge  omnibus ho la necessità
  di  presentare  tutto  ed il contrario di tutto,  e  non  intendo
  desistere da questo.
   Vorrei  che  il  Presidente  della Regione  dicesse  qual  è  la
  volontà del  Governo su questo punto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Riprende la discussione del disegno di legge 788.376-550-957/A

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono presentatore
  di alcuni emendamenti  aggiuntivi, alcuni inerenti la materia, ma
  uno  invece,  non  ho  alcuna difficoltà a  riconoscerlo,  non  è
  materia  omogenea al Turismo. Però le chiedo di farmi esporre  le
  ragioni  per  le quali invece, pur riconoscendo la non  attinenza
  l'ho presentato.
   Mi  riferisco all'emendamento A21 di pag. 80 del fascicolo: è un
  emendamento  che  riguarda le camere di commercio,  ma   non  può
  essere  demandato ad altra legge perché non ci sono le condizioni
  temporali.  Ma   se c'è la volontà di trasferirlo al  disegno  di
  legge sui  Cofidi questo mi sta bene.
     Ma   se  rimandiamo il tutto a settembre  o  ad   ottobre  non
  avremo  sortito l'effetto sperato - se il Governo  e  l'Assemblea
  concordano  -   chiedo l'applicazione della normativa  nazionale,
  180  giorni,  anziché   45,  ciò  permetterebbe  alle  Camere  di
  Commercio il rinnovo dei consigli, diversamente  i consigli delle
  Camere  di  Commercio  delle  nove province siciliane  verrebbero
  commissariati.
   E'  per  questo, che pur riconoscendo l'estraneità alla  materia
  mi  sono  permesso di presentarlo,   assieme ad  altri  colleghi,
  proprio   perché   i  margini  temporali  non  consentono   altra
  collocazione.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  sono  iscritti  a   parlare
  l'Assessore  per  il  bilancio e le finanze, onorevole   Cintola,
  l'onorevole Beninati e l'onorevole  Villari.

     CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  intendo precisare che non  entrerò nel merito  degli
  emendamenti,  nè  della loro bontà nè della  loro  compatibilità,
  perchè è competenza del Presidente dell'Assemblea,  che invito ad
  essere  più  rigoroso possibile, affinché almeno  una  legge   di
  settore  non diventa legge-omnibus. Però dico  ufficialmente  che
  il  Governo non darà  copertura di spesa, anche di  un solo euro,
  ad alcun emendamento.
     Non  vi  sono  le  condizioni di   consentire  agli  onorevoli
  colleghi   dell'Assemblea   di  sperare   in   alcuna   copertura
  finanziaria.

     BENINATI  Presidente della commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Presidente della commissione. Signor Presidente,  mi
  riallaccio   all'intervento   dell'onorevole   Turano,    e    in
  particolare, avendo ascoltato  anche l'Assessore per il  bilancio
  e  le finanze, dato che  la portata degli emendamenti aggiuntivi,
  quelli   che   la   Commissione  ha  avuto  modo  di   esaminare,
  effettivamente potrebbero essere omogenei al  testo, molti  altri
  no
   Signor  Presidente  dopo  la precisazione  fatta  dall'onorevole
  Cintola,  io  stesso,  non ho ritenuto opportuno   presentare  un
  emendamento  su   Taormina arte' dato che  ho sempre  saputo  che
  non avrebbe goduto della necessaria  copertura di spesa.
     Discutere  su un emendamento che comporta spesa mi suscita  un
  certo   imbarazzo, e mi troverei in contraddizione  anche  con  i
  componenti della IV Commissione dato che  molti colleghi  avevano
  il  diritto  di formalizzare degli emendamenti attinenti  con  il
  testo  in  discussione ma che ci metterebbero in  difficoltà  sul
  proseguimento,    anche   alla   luce   di   quanto    dichiarato
  dall'Assessore Cintola.
     Quindi,   condivido  la  posizione dell'Assessore   Cintola  e
  dell'onorevole Turano dato che hanno  perfettamente  ragione,  in
  quanto si era deciso in tal senso.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  volevo  solo
  condividere il criterio a cui si richiamavano  l'onorevole Turano
  e  altri  colleghi, cioè che noi dobbiamo fare in  modo  che  gli
  emendamenti  da  assumere  all'interno di  questa  legge  debbano
  riguardare la materia a cui ci riferiamo.
   Intervengo  per  chiarire che l'emendamento  da  me   presentato
  assieme  ad altri colleghi, l'emendamento  A19, che però è  stato
  sostituito per renderlo ancora più  chiaro fa riferimento ad  una
  norma  sul  turismo  termale già esistente e   che  non  richiede
  alcuna copertura finanziaria.

    MICCICHE' Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  di
  apporre la mia firma all'emendamento A1, dell'onorevole Fleres ed
  altri,  non  solo  perché  condivido  l'argomento  e  lo  ritengo
  attinente alla materia   turismo', ma perché  mi meraviglia  come
  mai questo punto non sia stato preso in considerazione dalla   IV
  Commissione.
   In  effetti  il  settore del  turismo  itinerante'  è  ormai  la
  punta  più  in crescita rispetto al discorso generale: forse  non
  abbiamo  capito  che  ormai il turismo  non  è  solo  quello  che
  intendiamo  nel  modo tradizionale. Esiste anche  questo  settore
  che, negli ultimi tempi, ha avuto una grandissima crescita e  ciò
  dimostra  che, nel momento in cui non si percepiscono  le  novità
  che  si verificano  nel costume della nostra società, non abbiamo
  capito veramente che cosa vuol dire turismo.
   Io  sostengo questo emendamento perché ritengo che sia  uno  dei
  punti  più qualificanti, alla fine, di questa legge; lo dico  con
  franchezza  e  convinzione  perché mi  riconosco,  perfettamente,
  nelle motivazioni addotte da alcuni colleghi, anche se sono della
  maggioranza,  su  questo punto. Ne do merito.  Probabilmente,  se
  questa   proposta  fosse  stata  presentata  da   un   componente
  dell'opposizione, sicuramente, sarebbe stata cestinata.
   Io  ringrazio  l'onorevole Fleres ed altri per  avere  messo  in
  luce uno degli aspetti più qualificanti, perché i camperisti sono
  coloro  i  quali  che,  alla  fine, danno  un  contributo,  anche
  sostanzioso, al diffondersi a  macchia di leopardo' di  tutta  la
  questione del turismo di massa.
   Per  cui, signor Presidente, dichiaro di apporre la mia firma  a
  questo emendamento e spero che l'Assessore al bilancio non  ponga
  veto,  perché  non credo che ciò possa comportare  grandi  spese,
  grandi  finanziamenti;  queste sono materie  che,  poi,   vengono
  demandate ai Comuni.
   Noi,  dobbiamo  obbligare i Comuni ad  offrire  questi  tipi  di
  servizi ma, se necessitano dei contributi da parte della Regione,
  è  chiaro che, in una fase successiva, dobbiamo fissare -  magari
  nella   fase   più   avanzata  del  Documento  di  Programmazione
  Finanziaria  o nella fase di bilancio per il 2006  -,  in  questa
  legge,   i  principi  fondamentali  di  questo  settore;  sarebbe
  qualificante  per  questa  legge, sarebbe,  veramente,  un  passo
  avanti.

    CRACOLICI  Signor Presidente, ma di cosa stiamo discutendo?

    PRESIDENTE    Onorevole  Cracolici,   stiamo   discutendo   del
  complesso  degli  emendamenti  aggiuntivi,  grosso  modo;  se  si
  potesse, infatti, procedere con un minimo di coerenza con i testi
  sarebbe meglio.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   con
  riferimento  all'intervento  dell'onorevole  Turano,  che  mi   è
  sembrato estremamente pertinente, proporrei - una volta fatta  la
  legge  sul  turismo - una sospensione per capire quali  sono  gli
  emendamenti   ammissibili,  quelli  che  sono   andati   già   in
  Commissione  bilancio, da dove vengono compensati,  in  quanto  -
  avendo presentato un emendamento - troverei disdicevole che, alla
  fine  di  una  serata  nella  quale c'è  un  atteggiamento  molto
  costruttivo, ci fossero delle furbizie.
   Se   ciò  accadesse,  ci  troveremmo  tutti  in  difficoltà,  in
  imbarazzo;  quindi,  la  invito, dopo la  legge  sul  turismo,  a
  spiegarci di che cosa si parla.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio
  l'onorevole  Barbagallo  per  le  argomentazioni  presentate;  mi
  permetto di condividerle e di sottolineare che l'Aula si trova di
  fronte a due dichiarazioni, una del Presidente della Commissione,
  il  quale  pone un problema procedurale insormontabile e  l'altra
  dell'Assessore per il bilancio, il quale pone un altro problema.
   Allora,  credo sia utile sospendere per dieci minuti, un  quarto
  d'ora,  in modo tale che il Governo e la Commissione si  facciano
  un'idea  delle  cose che si devono e si possono fare  perché  non
  hanno impegni finanziari, sul resto si deciderà successivamente.
   Per  quanto  riguarda l'emendamento sulle Camere  di  Commercio,
  dichiaro  di apporre la mia firma, ma chiedo che venga transitato
  nel testo più opportuno, cioè quello sui Consorzi fidi.

    PRESIDENTE     Infatti,   non   c'è   alcuna    pronuncia    di
  accettabilità, perché ho delle riserve sulla proponibilità.

    CRISAFULLI  Sul turismo?

    PRESIDENTE  Sì.

    CRISAFULLI   Signor  Presidente,  infatti,  chiedo  che   venga
  transitato  nel  testo sui Consorzi fidi, in modo tale  sollevare
  dall'imbarazzo la Presidenza sull'eventuale accettabilità o meno.

    PRESIDENTE   A  questo  punto,  se  il  Governo  aderisse  alla
  richiesta di sospensione potremmo evitare un inutile proseguo  di
  questo  dibattito, assai atipico, secondo la giusta  osservazione
  dell'onorevole Cracolici.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  d'accordo
  con   la   richiesta  di  sospensione,  in  quanto  è  necessario
  verificare  gli  aggiuntivi,  che sono  tutti  legittimi.  Quando
  abbiamo scelto di fare la legge in Parlamento, non abbiamo  fatto
  altro che - anche attraverso articoli aggiuntivi inerenti il tema
  - far crescere la legge.
   Vorrei,  però,  che  prima della sospensione  si  approvasse  un
  articolo   aggiuntivo  che  chiude  il  testo.  E'  un   articolo
  aggiuntivo  che  rimette ad una delibera  di  Giunta,  su  parere
  dell'Assessorato  regionale  al  turismo,  previo  parere   della
  Commissione   competente,   le  nuove   competenze   e   funzioni
  dell'Assessorato regionale al turismo, alla luce della normativa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    FLERES  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poiché   mi
  sembra  di  avere compreso che i nodi di natura politica  che  si
  erano  registrati su questa legge siano stati superati, piuttosto
  che   una  sospensione,  anche  per  guadagnare  tempo,  potremmo
  incardinare,  nel  frattempo,  la  legge  sui  Consorzi  fidi   e
  procedere   laddove  non  ci  siano  particolari  ostacoli.   Nel
  frattempo,  gli  Uffici  e l'Assessorato al  turismo  faranno  le
  verifiche.

    PRESIDENTE   Onorevole Presidente della  Regione,  la  proposta
  dell'onorevole Granata viene integrata oppure non è ricevibile?

    CUFFARO   presidente della Regione. Signor  Presidente,  vorrei
  integrare la proposta dell'onorevole Granata, tenendo conto anche
  delle  cose dette dal Presidente Fleres che mi sembrano opportune
  per  procedere più spediti nei nostri lavori e chiudere anche  la
  legge sui Consorzi fidi.
   Chiedo  di  convocare una Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari, al fine di  prendere una decisione in  merito  alla
  legge   sul   turismo;  credo  che  sia  opportuno   per   capire
  concretamente come proseguire. Se l'Aula, nel frattempo,  volesse
  continuare  a  lavorare,  si potrebbe incardinare  la  legge  sui
  Consorzi fidi.

    PRESIDENTE   Accetto la proposta del Presidente.  E'  convocata
  la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   In   attesa  della  conclusione  della  Conferenza,  la   seduta
  continua  e sarà presieduta dal Vicepresidente vicario  onorevole
  Fleres.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 18.39)

                Presidenza del Vicepresidente FLERES

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito della discussione del disegno di legge «Riordino della
      disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi»
                              (1019/A)

    PRESIDENTE   Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge   «Riordino  della  disciplina  dell'attività  di  garanzia
  collettiva dei fidi » (1019/A) posto al numero 2).
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ricordo  che l'esame del disegno di legge si è interrotto  nella
  seduta  n.  310  del  2  agosto  2005,  dopo  la  chiusura  della
  discussione  generale  e l'approvazione del  passaggio  all'esame
  degli articoli.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  soltanto per chiedere la distribuzione dei fascicoli relativi  al
  disegno  di  legge in discussione, in modo da avere il  tempo  di
  entrare,  mentalmente, nella logica di una nuova legge; pertanto,
  le chiedo un'ulteriore sospensione di qualche minuto.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, come richiesto  dall'onorevole
  Spampinato, consentiamo agli assistenti parlamentari di procedere
  alla distribuzione del fascicolo riguardante i confidi.
   La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.42, è ripresa alle ore 18.43)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Riprende la discussione del disegno di legge 1019/A

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
                              Finalità

            1. Al fine di agevolare l'accesso al credito e di
        potenziare  il  sistema delle garanzie prestate  alle
        microimprese, piccole e medie imprese, come  definite
        dalla  normativa  comunitaria, la  Regione  favorisce
        l'incremento  patrimoniale  dei  fondi  rischi  e  di
        garanzia e il processo di concentrazione dei  confidi
        aventi  sede o operanti in Sicilia, in linea con  gli
        obiettivi previsti dal nuovo accordo di Basilea  2  e
        con  quanto  stabilito dalla normativa  nazionale  in
        materia  di credito, in particolare dall'articolo  13
        del  decreto  legge 30 settembre 2003, n.  269,  come
        convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,  cui
        si  rinvia per quanto non diversamente disposto dalla
        presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
                             Beneficiari

          1.  Ai  sensi  della presente legge i confidi  sono
        costituiti  da  microimprese,  da  piccole  e   medie
        imprese    industriali,    artigiane,    commerciali,
        turistiche,  di servizi, agricole e da quelle  attive
        nel   settore  della  produzione,  trasformazione   e
        commercializzazione  dei  prodotti  agricoli  e   dei
        prodotti della pesca, da cooperative.
          2.  Le  agevolazioni di cui alla presente legge  si
        applicano  alle  imprese  di  cui  al  comma   1,   a
        prescindere  dalla  natura giuridica  rivestita,  che
        abbiano  sede  o  un'unità operativa  nel  territorio
        regionale,  compresi  i  liberi  professionisti   che
        esercitano   attività  professionale  in   forma   di
        impresa».

   Comunico  che  all'articolo  2 è stato  presentato  il  seguente
  emendamento:

   - dall'onorevole Zago ed altri: emendamento 2.1.

    ZAGO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    questo
  emendamento  è  meramente tecnico, reso necessario,  secondo  me,
  dalla    constatazione   che   non   necessariamente   i   liberi
  professionisti   devono  costituire  impresa,   cioè   i   liberi
  professionisti sono liberi professionisti a prescindere dal fatto
  di  essere associati in impresa o meno. Quindi, con l'emendamento
  si  vuole fare riferimento alle attività che esercitano, per dare
  la possibilità anche ai professionisti non associati in impresa.

    PRESIDENTE  Onorevole Zago, mi permetto di interloquire per  le
  ragioni  che le sono note, nel senso che il relatore del  disegno
  di  legge è il sottoscritto. Abbiamo approfondito questa  vicenda
  lungamente;   purtroppo,  l'Unione   europea    non   prevede   i
  professionisti  a  se stanti, in quanto tali,  ma  devono  essere
  professionisti che esercitano l'attività in forma di impresa, per
  questo  abbiamo  utilizzato la formula che le ho appena  riferito
  che riguarda la dizione  eurocompatibile'.

    ZAGO  Non ne ero a conoscenza, pertanto dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
                 Integrazione regionale fondi rischi

          1.  L'Assessorato  regionale  al  bilancio  e  alle
        finanze  è  autorizzato ad integrare i  fondi  rischi
        costituiti  presso i confidi per la prestazione  alle
        imprese  delle  garanzie di cui alla presente  legge,
        volte  a  favorire il finanziamento  delle  banche  e
        degli    altri   soggetti   operanti   nel    settore
        finanziario, in misura pari ai nuovi apporti  forniti
        dalle  imprese  consorziate e, comunque,  nel  limite
        massimo di centomila euro per ogni impresa e  di  tre
        milioni  di  euro  per ciascun confidi.  Quest'ultimo
        limite  è  elevato a sei milioni di euro in  caso  di
        fusioni tra confidi effettuate ai sensi del comma  2.
        I   nuovi  apporti  possono  essere  conferiti  dalle
        imprese  anche sotto forma di fideiussione,  fino  ad
        un  massimo del trenta per certo rispetto alle  somme
        versate.
          2.  In  caso  di  operazioni di fusione  effettuate
        entro  il 31 dicembre 2006,  riguardanti in  tutto  o
        in  parte   confidi  esistenti al 31  dicembre  2004,
        l'Assessorato  regionale al bilancio e  alle  finanze
        può  corrispondere  un'integrazione  una  tantum   al
        fondo  rischi  fino ad un massimo del  15  per  cento
        calcolato  sulla differenza tra l'importo  del  fondo
        rischi  risultante  dalla  fusione  e  l'importo  del
        minore tra i fondi rischi iniziali. Nei nuovi   fondi
        rischi  risultanti  dalla  fusione  confluiscono  gli
        apporti    finanziari   derivanti   dall'integrazione
        regionale   e   da  altri  enti  pubblici,   restando
        inalterati  i  vincoli di destinazione  eventualmente
        sussistenti.
          3.   Le  garanzie  sono prestate  dai  confidi  nei
        seguenti   limiti,  fermo  restando  che,  anche   in
        presenza di intervento concomitante dei confidi di  I
        e  II grado, la garanzia complessiva non può superare
        l'80% dell'operazione assistita:
            a)  fino a 500.000 euro dai  confidi  in possesso
        dei parametri di cui al comma 5;
            b) per la parte eccedente i 500.000 euro e fino a
        1.500.000    euro    dai   confidi    in    possesso,
        nell'esercizio  precedente,  di  uno   dei   seguenti
        requisiti:
            1)  attività finanziaria minima pari a 51.000.000
        euro;
            2)  patrimonio netto, comprensivo degli eventuali
        fondi  rischi indisponibili, pari almeno a  2.600.000
        euro.
          4.  Qualora i confidi intendano concedere  garanzie
        oltre  l'importo  massimo assistito  da  agevolazioni
        regionali   provvedono,  per  la   parte   eccedente,
        mediante  separati fondi rischi costituiti  senza  il
        concorso regionale.
          5.    L'integrazione   regionale    può    avvenire
        esclusivamente  per i fondi rischi costituiti  presso
        i  confidi  che  abbiano ottenuto  il  riconoscimento
        regionale  degli statuti e che siano in possesso,  al
        31  dicembre  degli  anni  sotto  indicati,  anche  a
        seguito   di  accorpamenti,  di  almeno  cinque   dei
        seguenti parametri:

                  ANNI
                                      2005           2006
          Attività finanziaria    5 milioni di    10 milioni
                 minima               euro          di euro
        Patrimonio        netto,  250.000 euro   250.000 euro
        comprensivo        degli
        eventuali  fondi  rischi
        indisponibili
        Rapporto    medio     di   3 per cento      2,5 per
        utilizzo  del  fondo  di                     cento
        garanzia  negli   ultimi
        tre  anni rispetto  alle
        garanzie in essere
        Garanzie rilasciate su    10 per cento   15 per cento
        finanziamenti a medio e
        lungo termine sul
        totale
        Ambito operativo           provinciale   interprovinc
                                                     iale
        Composizione dei           settoriale    intersettori
        consorzi                                      ale

          6.  I  confidi  assicurano,  in  sede  di  bilancio
        annuale,   che   nella  gestione  del  fondo   rischi
        l'impiego   delle   risorse  regionali   sia   sempre
        determinabile.
          7.  La durata della garanzia è pari alla durata del
        finanziamento, con  un massimo di 15 anni.
          8.  Sulla  quota di garanzia imputabile all'apporto
        regionale  ai fondi rischi, nessun corrispettivo  può
        essere richiesto dai confidi.
          9.  Nel  caso in cui ai confidi si associno imprese
        aventi  sede  fuori dalla Sicilia o che  non  abbiano
        una  unità  operativa nel territorio  regionale  sono
        costituiti  separati  fondi  rischi  senza  l'apporto
        dell'integrazione regionale.
          10.   Per     i    consorzi   di   secondo    grado
        l'integrazione regionale  non  può concernere   somme
        già  oggetto  di integrazione presso i consorzi  fidi
        di primo grado.
          11.  Il Fondo rischi di ciascun confidi costituisce
        un  unicum a prescindere dai  diversi interventi  che
        contribuiscono alla sua formazione per  cui  all'atto
        dell'utilizzazione per la copertura di insolvenze  la
        perdita è attribuita al fondo stesso».

   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  è  stato   presentato   un
  emendamento che sostituisce il secondo punto tecnico:  in  quanto
  il  rapporto  medio di utilizzo del Fondo rischi,  rispetto  alle
  garanzie   in   essere   in  un  congruo   periodo,   determinato
  dall'Assessorato regionale al Bilancio'. Questo per  favorire  la
  fase  di passaggio dal vecchio sistema al nuovo. Come voi sapete,
  è   una   delle   cose  che  è  stata  sollecitata   da   diverse
  organizzazioni.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3,  così  come  emendato.Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
                          Fondo di garanzia

          1.  Presso  l'Assessorato regionale del bilancio  e
        delle  finanze,  dipartimento finanze  e  credito,  è
        istituito  un  fondo regionale per la concessione  di
        controgaranzie   ai  confidi.  La  controgaranzia   è
        concessa  ai  confidi  di primo  e  secondo  grado  a
        fronte di garanzie dirette prestate dai confidi.
          2.  La  gestione del fondo è affidata, nel rispetto
        della  normativa  comunitaria, a società  o  enti  in
        possesso   dei   necessari   requisiti   tecnici    e
        organizzativi.  Alla gestione del  fondo  sovrintende
        un  comitato, nominato dal Presidente della  Regione,
        che  provvede  sulla base dei criteri indicati  dalla
        Giunta  regionale e proposti dall'Assessore regionale
        al  bilancio e alle finanze, a impartire le direttive
        necessarie  in ordine alla priorità degli  interventi
        e  all'eventuale ripartizione del fondo fra i diversi
        settori   di   attività  economica.  Il  comitato   è
        composto  dal  dirigente generale, o da un  dirigente
        dallo  stesso  designato, dei dipartimenti  regionali
        industria,     cooperazione,    pesca,     interventi
        strutturali, bilancio e tesoro, finanze e  credito  e
        da  un  rappresentante della società affidataria  che
        cura   il  servizio  di  segreteria  del  fondo.   Il
        comitato  è  integrato  da  tre  rappresentanti   dei
        confidi  designati  dalle associazioni  regionali  di
        categoria   ed  opera  anche  in  assenza   di   tale
        designazione.
          3.  La controgaranzia è deliberata dal Comitato  ed
        è  concessa in misura non superiore al 60  per  cento
        dell'importo garantito dai confidi.
          4.   Le  operazioni  di  garanzia  effettuate   dal
        comitato  di  gestione  di cui al  presente  articolo
        operano   nei   limiti   delle  risorse   finanziarie
        attribuite al Fondo.
          5.   Il   comitato,  su  direttiva   dell'Assessore
        regionale  al bilancio e alle finanze, può deliberare
        la  partecipazione, mediante l'apporto di  quote  del
        fondo   di   garanzia  regionale,  alla  società   di
        gestione del Fondo di garanzia nazionale  di  cui  al
        comma  25  dell'art 13 del decreto legge 30 settembre
        2003,   n.  269,  come  convertito  dalla  legge   24
        novembre 2003, n. 326».

   Comunico  che  è stato presentato un emendamento;  anche  questo
  favorisce  la  fase di transizione dal vecchio al nuovo  sistema:
  sostituire  60 per cento' con '90 per cento'.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
                        Statuti consorzi fidi

          1.  Gli statuti dei confidi ai fini dell'ammissione
        ai   benefici  di  cui  alla  presente  legge  devono
        espressamente prevedere:
          a)  la  quota minima a carico della singola impresa
        consorziata del concorso al fondo rischi;
          b)  la  percentuale  di  ripartizione  massima  del
        rischio   tra  il  consorzio  di  primo   grado,   il
        consorzio  di secondo grado e l'istituto  di  credito
        finanziatore;
          c)   la  partecipazione  in  seno  agli  organi  di
        controllo  di  un rappresentante dell'amministrazione
        regionale   nominato  dal  dirigente   generale   del
        dipartimento finanze e credito;
          d)   la   sottoposizione  a  verifica,   da   parte
        dell'amministrazione  regionale,  della   sussistenza
        dei  requisiti di cui al presente comma nel  caso  di
        modifiche dello statuto del consorzio;
          e)  la  devoluzione, in caso di scioglimento  o  di
        cessazione   del   consorzio,   di   quanto   residuo
        dell'integrazione  regionale dalla  liquidazione  del
        fondo rischi, al fondo di garanzia regionale;
          f)   l'obbligo  di  fare affluire integralmente  ai
        fondi   rischi  gli  interessi  maturati  sui   fondi
        stessi, relativamente all'apporto regionale.
          2.   Ai   fini   del  riconoscimento,  il   confidi
        trasmette  all'Assessorato regionale  al  bilancio  e
        alle  finanze  lo statuto contenente i  requisiti  di
        cui    al   comma   1.   L'assessorato   emette    il
        provvedimento  entro  i  successivi  novanta  giorni,
        decorsi  i  quali il riconoscimento si intende  reso.
        Il   difetto  dei  requisiti  può  essere   accertato
        successivamente, anche con verifiche a campione.
          3.  I  confidi esistenti alla data di pubblicazione
        della  presente  legge continuano  ad  operare  sulla
        base  degli  statuti  approvati  dall'amministrazione
        regionale,   a   condizione  che   la   comunicazione
        dell'adeguamento degli statuti, ai  sensi  del  comma
        2,  venga  presentata entro sei mesi  dalla  data  di
        entrata in vigore della presente legge».

   Comunico  che  all'articolo 5 è stato presentato un emendamento,
  anche  questo  tecnico  poiché non tutti i consorzi aderiscono  a
  consorzi di secondo grado, la modifica di statuto è prevista solo
  se questo accade'.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 5 , così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
                       Regimi di aiuto esenti

            1.  L'amministrazione regionale è  autorizzata  a
        concedere agevolazioni sotto forma di garanzia  e  di
        contributi  in conto interessi, per le  categorie  di
        aiuti  previsti  e nel rispetto delle  condizioni  di
        cui   al   Regolamento  CE  n.  70  del  2001   della
        Commissione del 12 gennaio 2001 in GUCE L 10  del  13
        gennaio  2001 e di cui al Regolamento CE  n. 364/2004
        della  Commissione  del  25  febbraio  2004,  recante
        modifica  del regolamento CE  n. 70/2001  per  quanto
        concerne  l'estensione del suo campo di  applicazione
        agli  aiuti alla ricerca e sviluppo in GUCE L 63  del
        28  febbraio 2004. E' fatto salvo in ogni caso quanto
        previsto   dalla   Comunicazione  della   Commissione
        europea sull'applicazione degli articoli 87 e 88  del
        Trattato  agli aiuti concessi sotto forma di garanzia
        2000/C 71/07.
          2.  Beneficiarie degli aiuti sono le micro, piccole
        e  medie  imprese  operanti nel settore  industriale,
        commerciale, artigianale, del turismo e  dei  servizi
        che aderiscano a confidi».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
                             Esclusioni

            1.  Gli  aiuti  di  cui al  presente  Titolo  non
        possono essere concessi:

            a) a favore di imprese in difficoltà, né a favore
        della  ristrutturazione  finanziaria  di  imprese  in
        difficoltà,    come   definite   dagli   orientamenti
        comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio  e
        la ristrutturazione di imprese in difficoltà;
             b)  per  programmi  di  investimento  con  spese
        ammissibili  superiori a 2,5 milioni di  euro  o  che
        prevedano aiuti di importo superiore a 400.000 euro;
          c) per investimenti di sostituzione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8
                     Oggetto e forma degli aiuti

            1.  Gli  aiuti  sono  concessi  per  investimenti
        iniziali,  per consulenze, altri servizi  e  attività
        previsti  e nel rispetto delle condizioni di  cui  al
        Regolamento  CE n. 70 del 2001 della Commissione  del
        12  gennaio 2001 in GUCE L 10 del 13 gennaio 2001   e
        per  gli  aiuti alla ricerca e sviluppo previsti  dal
        Regolamento CE  n. 364/2004 della Commissione del  25
        febbraio  2004,  recante modifica del regolamento  CE
        n.  70/2001 per quanto concerne l'estensione del  suo
        campo  di  applicazione agli  aiuti  alla  ricerca  e
        sviluppo in GU L 63 del 28 febbraio 2004.
          Gli  aiuti possono essere concessi con le  seguenti
        modalità, attivabili anche disgiuntamente:
            a)  riduzione del costo a carico delle piccole  e
        medie  imprese delle garanzie prestate  dai  confidi,
        attraverso    i   fondi   rischi,   a   fronte    dei
        finanziamenti ottenuti dalle stesse piccole  e  medie
        imprese;
            b)  riduzione del costo degli interessi  gravante
        sulle  PMI  a  fronte dei finanziamenti dalle  stesse
        ottenuti  e  garantiti dai confidi, ivi  comprese  le
        operazioni di leasing;
          c)   rilascio  di  controgaranzie  a  fronte  delle
        garanzie  di cui alla lett. a) da parte del fondo  di
        garanzia regionale».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                     Condizioni di ammissibilità

            1.  Per  l'ammissibilità agli aiuti disposti  dal
        presente   regime,  devono  essere  soddisfatte,   in
        particolare, le seguenti condizioni:
            a)  partecipazione dell'impresa beneficiaria alla
        copertura  finanziaria del programma di  investimento
        con  un  apporto  di  risorse,  esenti  da  qualsiasi
        aiuto, in misura pari almeno al 25 per cento;
            b)  mantenimento dell'investimento agevolato  nel
        territorio   della   Regione  e  della   destinazione
        funzionale   dei  beni  oggetto  del   programma   di
        investimento  agevolato  per  un  periodo  minimo  di
        cinque  anni dalla data di ultimazione del  programma
        stesso;
            c)  presentazione della domanda  di  aiuto  prima
        dell'inizio   dell'esecuzione   del   programma    di
        investimento;
            d)  classificazione delle spese da agevolare  tra
        le  immobilizzazioni  di  bilancio  ed  acquisto  dei
        relativi   beni  presso  terzi  alle  condizioni   di
        mercato ed allo stato di 'nuovo di fabbrica'.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
                          Spese ammissibili

          1.  Sono  ammissibili  alle agevolazioni  le  spese
        previste  dal  Regolamento CE n. 70  del  2001  della
        Commissione del 12 gennaio 2001 in GUCE L 10  del  13
        gennaio  2001  e,  per  gli  aiuti  alla  ricerca   e
        sviluppo,   dal  Regolamento CE   n.  364/2004  della
        Commissione  del  25 febbraio 2004, recante  modifica
        del  regolamento  CE  n. 70/2001 per quanto  concerne
        l'estensione  del  suo  campo  di  applicazione  agli
        aiuti  alla  ricerca e sviluppo in GU  L  63  del  28
        febbraio  2004,  fatto  salvo  quanto  stabilito  con
        eventuale  provvedimento dell'assessorato bilancio  e
        finanze,   entro  i  limiti  stabiliti  dai  predetti
        regolamenti comunitari.
          2.  Parte delle spese ammissibili, non superiore al
        25   per   cento   delle   stesse,   può   riguardare
        investimenti  immateriali, limitatamente all'acquisto
        di   brevetti,   licenze,  know-  how  o   conoscenze
        tecniche non brevettate.
          3.   Nel  settore  dei  trasporti,  i  mezzi  e  le
        attrezzature   di   trasporto,   ad   eccezione   del
        materiale  rotabile  ferroviario,  non  sono  inclusi
        nelle spese ammissibili».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo 11
         Aiuti sotto forma di contributi in conto interessi

            1.  Le agevolazioni sotto forma di contributi  in
        conto    interessi   sulle   operazioni    creditizie
        garantite    dai   confidi   sono   concesse    dagli
        Assessorati  regionali  competenti  per  settore   di
        attività  delle  imprese consorziate.  Il  contributo
        regionale    è  pari  al  60  per  cento  del   tasso
        applicato   al   finanziamento  da  agevolare   fermo
        restando  che  la  base  di calcolo  non  può  essere
        superiore  al  tasso  di  riferimento  fissato  dalla
        Commissione europea vigente alla data di stipula  del
        finanziamento   stesso,   maggiorato  di  due  punti,
        anche  quando  il tasso di interesse praticato  dagli
        istituti   di   credito  sia   più   elevato.   Detto
        contributo  viene  erogato all'impresa  beneficiaria,
        successivamente   al   pagamento   delle   rate   del
        finanziamento, per il tramite dei confidi».

   Comunico che è stato presentato un emendamento:

   - dall'onorevole Zago ed altri: emendamento 11.1.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    SAVONA  vicepresidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 11, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo 12
                    Intensità e valore dell'aiuto

            1.  Gli  aiuti di cui alla presente legge possono
        essere   concessi  entro  i  massimali  di  intensità
        previsti   dalla   Carta  degli  aiuti   a   finalità
        regionale  per la Sicilia, pari al 35 per  cento  ESN
        aumentato  di  un 15 per cento ESL del  valore  delle
        spese ammissibili.
          2.  Il valore dell'aiuto, da attualizzarsi al  fine
        di ottenere l'equivalente sovvenzione complessivo,  è
        calcolato secondo le seguenti modalità:
            a)  per  gli  aiuti sotto forma di  garanzie,  in
        misura  pari  alla  differenza tra il  premio  pagato
        dall'impresa ai confidi per la garanzia  e  la  media
        delle     commissioni    ordinariamente    praticate,
        nell'anno   precedente,  dai   cinque   istituti   di
        credito,  maggiori per numero di sportelli,  operanti
        nella Regione;
            b)  per  gli interventi sotto forma di contributi
        in   conto  interessi,  in  misura  pari  all'importo
        concesso».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'esame dell'articolo 13. Ne do lettura:

                            «Articolo 13
                            Cumulabilità

            1.  Gli  aiuti  di  cui al presente  titolo  sono
        cumulabili  con  altri regimi  di  aiuto  a  finalità
        regionale,  da  qualunque fonte,  locale,  regionale,
        nazionale  o  comunitaria, provengano,  nel  rispetto
        per  ciascun  investimento dei limiti  stabiliti  dal
        Regolamento  n.  70/2001  e  successive  modifiche  e
        integrazioni».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14
                              Controlli

             1.  Al  fine  di  garantire  il  rispetto  delle
        condizioni   e  dei  limiti  di  cui  agli   articoli
        precedenti    la   Regione   demanda    ai    confidi
        convenzionati  lo svolgimento di specifiche  attività
        di  controllo,  con  riserva  di  verifiche  dirette,
        anche  a  campione,  ai   sensi   dell'articolo   190
        della  legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32.
          2.  Ai  fini  della  presente  legge  l'Assessorato
        bilancio  e  finanze  può avvalersi  delle  strutture
        regionali    con    funzioni    ispettive    all'uopo
        autorizzate».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 15. Ne do lettura:

                            «Articolo 15
                      Agevolazioni alle imprese

            1.  Le  agevolazioni di cui al precedente  Titolo
        possono  essere  concesse, su richiesta  dell'impresa
        beneficiaria,  secondo  la  regola  de  minimis,  nel
        rispetto   delle  condizioni,  limiti   e   massimali
        previsti dal Regolamento CE n. 69/2001.
           2. In caso di applicazione in regime de minimis:
          a) non si applicano gli articoli 9 e 10;
          b)   le   agevolazioni   sono   estese   anche    a
        finanziamenti     riguardanti     investimenti     di
        sostituzione e operazioni di consolidamento;
          c  )  possono  essere  agevolate  anche  operazioni
        finanziarie  diverse da quelle di  cui  al  comma  1,
        sotto  qualsiasi  forma  tecnica,  ivi  comprese   le
        operazioni  di  factoring,  e  a  prescindere   dalla
        durata  dell'operazione.  In  tal  caso  le  garanzie
        possono  essere concesse fino all'importo massimo  di
        500.000,00   euro   e   la   maggiorazione   di   cui
        all'articolo 11 per la concessione dei contributi  in
        conto interessi è elevata da due a tre punti.
          3.   Alle   imprese  ammesse  al   mutuo   previsto
        dall'art.  14  della legge 7 marzo 1996,  n.  108,  a
        carico  del  Fondo  di  solidarietà  per  le  vittime
        dell'usura,  possono essere concessi per  il  tramite
        dei  confidi  i  contributi  in  conto  interessi  su
        prestiti     bancari     contratti     nelle     more
        dell'erogazione   delle  somme  relative   al   mutuo
        medesimo».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 16. Ne do lettura:

                            «Articolo 16
      Regimi di aiuto per le imprese  attive nel settore della
    produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti
                              agricoli

          1.  L'amministrazione  regionale  è  autorizzata  a
        concedere agevolazioni sotto forma di garanzia,  come
        previste  al  Titolo  I,  e di  contributo  in  conto
        interessi secondo le modalità stabilite all'art.  11,
        nel  rispetto  delle condizioni e per le  finalità  e
        categorie  di  aiuti esenti previste dal  Regolamento
        CE  n. 1/2004 della Commissione del 23 dicembre  2003
        in  GU L 1 del 3 gennaio 2004 nonché nel rispetto  di
        quanto    previsto    dalla    Comunicazione    della
        Commissione europea sull'applicazione degli  articoli
        87  e 88 del Trattato agli aiuti concessi sotto forma
        di garanzia 2000/C 71/07.
          2.  Beneficiarie  degli aiuti  sono  le  piccole  e
        medie  imprese  attive  nel campo  della  produzione,
        trasformazione  e  commercializzazione  dei  prodotti
        agricoli, che realizzino gli interventi previsti  dal
        citato  Regolamento CE  n. 1/2004 alle condizioni  in
        esso stabilite e che aderiscano a confidi.
          3.   In  ordine  agli  investimenti  nelle  aziende
        agricole  e  agli  investimenti  nel  settore   della
        trasformazione  e  commercializzazione  dei  prodotti
        agricoli,  il controllo sulla conformità  ai  criteri
        previsti  dall'articolo  5  e  dall'articolo  26  del
        Regolamento  CE 1257/1999 è effettuato,  sulla   base
        di  un  campione comprendente almeno il 5  per  cento
        delle imprese interessate, dall'Ufficio speciale  per
        i   controlli  di  secondo livello  della  Presidenza
        della   Regione. Devono, inoltre, essere  disponibili
        prove   sufficienti  che esistono in  futuro  normali
        sbocchi   di    mercato  per  i   prodotti   agricoli
        trasformati.  Tale   valutazione è  effettuata,  caso
        per  caso, sulla base del  documento 'Le tendenze  di
        fondo   del   sistema   agroalimentare  siciliano   -
        Analisi   dei   normali  sbocchi   di  mercato'   che
        costituisce allegato I al POR Sicilia  2000-2006.
          4.  L'amministrazione  regionale  è  autorizzata  a
        concedere   ai   confidi   i   contributi   di    cui
        all'articolo  99,  comma 2,  lett.  b),  della  legge
        regionale  23  dicembre  2000,  n.  32  e  successive
        modifiche  e  integrazioni alle condizioni  stabilite
        nella  decisione   della Commissione  europea   n.  C
        2004 (3352 Fin).
          5.  Ai  fini  della comunicazione alla  Commissione
        europea  delle informazioni concernenti  il  presente
        regime  esente le risorse finanziarie per il  periodo
        2005-2006   non   possono  superare  complessivamente
        l'importo di euro ».

   Onorevoli colleghi, all'articolo 16 c'è un refuso di stampa  che
  è il comma 5 che non deve essere tenuto in considerazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 17. Ne do lettura:

                            «Articolo 17
          Regimi di aiuto per le imprese attive nel settore
                          della produzione,
          trasformazione e commercializzazione dei prodotti
                             della pesca

          1.  L'amministrazione  regionale  è  autorizzata  a
        concedere agevolazioni  sotto forma di garanzia  come
        previste  al  titolo  I  e  di  contributo  in  conto
        interessi secondo le modalità stabilite all'art.  11,
        nel  rispetto  delle condizioni e per le  finalità  e
        categorie  di  aiuti previste dal Regolamento  CE  n.
        1595/2004 della Commissione dell'8 settembre 2004  in
        GU  L  291  del 14 settembre 2004 nonché nel rispetto
        di   quanto   previsto   dalla  Comunicazione   della
        Commissione europea sull'applicazione degli  articoli
        87  e 88 del Trattato agli aiuti concessi sotto forma
        di garanzia 2000/C 71/07.
          2.  Beneficiarie  degli aiuti  sono  le  piccole  e
        medie  imprese  attive  nel campo  della  produzione,
        trasformazione  e  commercializzazione  dei  prodotti
        della  pesca, che realizzino gli interventi  previsti
        dal   citato   Regolamento  CE  n.   1595/2004   alle
        condizioni  in  esso  stabilite e  che  aderiscano  a
        confidi operanti in Sicilia.
          3.  Ai  fini  della comunicazione alla  Commissione
        europea  delle informazioni concernenti  il  presente
        regime  esente le risorse finanziarie per il  periodo
        2005-2006   non   possono  superare  complessivamente
        l'importo di euro ».

   Onorevoli  colleghi, all'articolo 17 c'è lo stesso problema  del
  precedente articolo, ma si tratta, questa volta, del comma 3  che
  non  deve essere tenuto in considerazione, in quanto è un  refuso
  topografico.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 18. Ne do lettura:

                            «Articolo 18
          Aiuti de minimis alle imprese attive nei  settori
                   dell'agricoltura e della pesca

          1.  L'amministrazione  regionale  è  autorizzata  a
        concedere,  sotto forma di garanzia e  di  contributo
        in  conto interessi, aiuti de minimis, per operazioni
        di   credito   agrario,   compresi   i   crediti   di
        conduzione,  e  per ogni altra operazione  creditizia
        diversa  da  quelle  di cui agli articoli  16  e  17,
        sotto  qualsiasi forma tecnica e a prescindere  dalla
        durata  del finanziamento, nel rispetto dei limiti  e
        delle   condizioni   previste  dal   Regolamento   CE
        1860/2004  della  Commissione  del  6  ottobre  2004.
        L'importo   degli  aiuti  concessi  a  una   medesima
        impresa  non  può superare i 3000 euro nel  triennio,
        secondo  quanto  stabilito dal citato Regolamento  CE
        1860/2004.
          2.  Beneficiarie  degli aiuti  sono  le  piccole  e
        medie  imprese  attive  nel campo  della  produzione,
        trasformazione  e  commercializzazione  dei  prodotti
        agricoli  e  della  pesca, che aderiscano  a  confidi
        operanti in Sicilia».

   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  18.1,   dagli
  onorevoli Villari ed altri.
   Onorevole   Villari,   il  contenuto  dell'emendamento   è   già
   contenuto all'articolo 16, comma 4.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI  Signor Presidente, siccome lei in questo campo ha  una
  grande  competenza ed ho molta fiducia nella sua onestà, mi  fido
  di quanto lei dice.
   Però,  vorrei  chiarire questo punto. La questione  che  qui  si
  pone, se non vado errato, riguarda espressamente i consorzi  fidi
  del  settore  agricolo  e si fa riferimento  al  conforme  parere
  della Commissione competente dell'Unione Europea, di cui si parla
  al comma 4 dell'articolo 16.
   Ma  qui  il  punto è quello di permettere ai Consorzi  fidi  del
  settore agricolo di beneficiare dell'agevolazione della legge del
  2004,  la numero 15; cosa che non mi pare che vi sia all'articolo
  16. Quindi, credo che sia una necessaria integrazione rispetto  a
  una  norma che, fra l'altro, è richiesta dai soggetti che operano
  nel settore agricolo.
   Peraltro,  al  secondo comma, come lei vede, o al quarto  comma,
  si  fa  riferimento anche all'adeguamento dei parametri  previsti
  dalle  disposizioni nazionali, dando un anno di tempo ai soggetti
  che...

    PRESIDENTE   Onorevole Villari, come le dicevo, all'articolo  4
  del  comma 16 si fa riferimento all'articolo 99 comma 2,  lettera
  b)  della legge regionale numero 32 e successive modifiche.
   Il  riferimento che lei fa alla legge regionale  numero  15  del
  2004  è  proprio una modifica di quell'articolo citato, quindi  è
  ricompreso.

    VILLARI  Ne prendo atto.

    CRACOLICI Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  ho  capito
  questo  emendamento  si riferisce al fatto  che  i  Consorzi  del
  settore agricolo possono, ai fini dell'adeguamento, utilizzare un
  tempo  di dodici mesi  che non è previsto per gli altri Consorzi.
  Quindi,  la  ratio di questo emendamento, se ho capito   bene,  è
  legata  all'ultimo rigo dell'emendamento stesso che dice che,  in
  qualche modo, per i Consorzi fidi del settore agricolo, che hanno
  avuto   una  vita  particolarmente  travagliata,  c'è  un  regime
  transitorio un po' più lungo  rispetto agli altri.

    PRESIDENTE   La  prima  parte, come dicevo,  è  ricompresa;  la
  consideriamo  perché consente di agganciare la  seconda,  diventa
  una ridondanza.
   Allora,  facciamo  così: lo votiamo ed in sede di  coordinamento
  evitiamo la ridondanza.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    SAVONA  vicepresidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 18, così come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 19. Ne do lettura:

                            «Articolo 19
                       Disposizioni attuative

   1.  L'Assessore  regionale del bilancio e  delle  finanze  emana
  direttive  per l'attuazione degli interventi e per le convenzioni
  di   cui  alla  presente  legge,  compresa  la  disciplina  delle
  agevolazioni  di cui all'art. 11, anche avvalendosi del  comitato
  che  sovrintende  alla gestione del fondo di garanzia  regionale,
  composto  ai sensi di cui all'articolo 4, comma 2, con esclusione
  dei rappresentanti dei confidi e  della società affidataria».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 20. Ne do lettura:

                            «Articolo  20
                             Convenzioni

          1.  L'Amministrazione  regionale  è autorizzata  ad
        affidare  ai  confidi in regime di  convenzione    lo
        svolgimento   delle   attività   istruttorie   e   di
        erogazione   relative  alle  agevolazioni    previste
        dalla   presente  legge.  Nella  convenzione  vengono
        disciplinati  i compiti dei confidi, le  modalità  di
        gestione  e le obbligazioni dagli stessi assunte  nei
        confronti  dell'Amministrazione regionale, nonché  le
        modalità  e  le  condizioni per la concessione  della
        garanzia.
          2. La convenzione deve altresì prevedere:
          a)  la  trasmissione all'amministrazione  regionale
        di   copia  del  bilancio  dell'esercizio  precedente
        completo  delle  relazioni e  attestazioni  di  legge
        entro   sessanta   giorni   dall'approvazione   dello
        stesso;
          b)  la  comunicazione  annuale  all'amministrazione
        regionale  del rapporto tra la consistenza del  fondo
        rischi e il totale dei finanziamenti garantiti  e  di
        quelli garantibili;
          c)  la  comunicazione, da darsi entro il  31  marzo
        dell'anno  successivo a quello di riferimento,  della
        consistenza  al  31  dicembre  dell'ammontare   della
        quota del fondo rischi di parte regionale.
          3.  Nelle  more della definizione delle convenzioni
        di  cui al comma 1 rimangono operative le convenzioni
        stipulate   dall'Amministrazione  regionale   con   i
        confidi  e le modalità attuative applicate alla  data
        di entrata in vigore della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 21. Ne do lettura:

                            «Articolo 21
         Contributi per i confidi che procedono alle fusioni

          1.  L'Assessorato  regionale  al  bilancio  e  alle
        finanze  è  autorizzato a concedere  ai  confidi  che
        procedano  alle fusioni di cui all'art. 3,  comma  2,
        un   contributo  straordinario,  nell'ambito  del  de
        minimis,   fino ad un massimo del settantacinque  per
        cento   delle  spese  di  consulenza  e  di   servizi
        notarili sostenute entro il 2006».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 22. Ne do lettura:

                            «Articolo 22
                          Norma finanziaria

          1.   Gli   oneri   finanziari,  come   di   seguito
        specificati, previsti per le finalità degli  articoli
        3,   4,  6,  16,17,  18  e  21  sono  valutati,   per
        l'esercizio  finanziario 2006, in complessivi  17.000
        migliaia di euro.

          2.  Gli oneri di cui al comma 1, valutati in 17.000
        migliaia  di  euro,  trovano riscontro  nel  bilancio
        pluriennale    della    Regione    per    l'esercizio
        finanziario  2006  U.P.B. 4.2.1.5.2 codice  12.02.01,
        accantonamento 1001.
          3.   Una  quota  delle  risorse  discendenti  dalle
        residue  disponibilità, non utilizzate alla data  del
        31  dicembre 2004,  relative ai fondi assegnati  alla
        Regione  ai  sensi dell'articolo 30  della  legge  27
        dicembre  2002,  n.  289 e delle risorse  provenienti
        dal  P.O.R  della  Sicilia 2000-2006  possono  essere
        destinate ad integrazione dei finanziamenti  previsti
        dal precedente comma 1».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 23. Ne do lettura:

                            «Articolo 23
                        Abrogazione di norme

          1.   A   far  data  dall'entrata  in  vigore  della
        presente  legge, sono abrogate tutte le  disposizioni
        legislative  che prevedono agevolazioni regionali  da
        erogarsi  per il tramite o  in  favore  dei  confidi,
        ad   eccezione dell'art. 59 della legge regionale  28
        dicembre  2004,  n.  17  e  successive  modifiche  ed
        integrazioni,   relativamente  alle   operazioni   di
        cessione di crediti.
          2. Sono in particolare abrogati:
          a)   Gli   articoli  30,31,32  e  33  della   legge
        regionale   18  luglio  1974,  n.  22  e   successive
        modifiche ed integrazioni;
          b)  gli articoli  12, 13 e 14, 82,83, 84 , 85 e 86,
        90,  91, 92 e 93 della legge regionale 6 maggio 1981,
        n. 96 e successive modifiche ed integrazioni;
          c)  l'art. 18 della legge regionale 9 maggio  1986,
        n. 23;
          d)  gli  articoli 9, 10 e 11 della legge  regionale
        23 maggio 1991, n. 34;
          e)  il  titolo  I, articoli da 1 a 15  della  legge
        regionale 28 marzo 1995, n. 23;
          f)  il  Titolo X, articoli da 92 a 99, ad eccezione
        del  comma 5 dell'art. 95  e  dei commi 2, lett.  b),
        e   4   dell'art.  99,   della   legge  regionale  23
        dicembre  2000,  n.  32  e  successive  modifiche  ed
        integrazioni;
          g)  l'art. 5 della legge regionale 30 ottobre 2002,
        n. 16;
          h)  l'art.  32  della  legge regionale  3  dicembre
        2003, n. 20;
          i)  l'art.  58  della legge regionale  28  dicembre
        2004,  n. 17;
          l)  l'art.  57,  commi  da  1  a  4,   della  legge
        regionale 28 dicembre 2004, n. 17;
          m)  l'art. 36 della legge regionale 19 maggio 2005,
        n. 5».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E'  approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 24. Ne do lettura:

                            «Articolo 24
                      Disposizioni transitorie

          1.    I   provvedimenti   relativi   alle   istanze
        presentate  dai  confidi  entro  il  30  giugno  2006
        relativamente   alle   attività   poste   in   essere
        nell'anno  2005 per l'ottenimento delle  agevolazioni
        regionali,   continuano  a   essere   emanati   dagli
        assessorati  regionali  competenti  ai  sensi   della
        normativa precedentemente in vigore e dall'Ircac   in
        attuazione dell'art. 57, commi da 1 a 4, della  legge
        regionale 28 dicembre 2004, n. 17».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E'  approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo per qualche minuto la seduta,  per
  fare un coordinamento e per consentire che vengano distribuite le
  fotocopie degli articoli aggiuntivi.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.54, è ripresa alle ore 18.56)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, mi  sono  consultato  con  il
  Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, perché considerato
  che  il  tema degli articoli aggiuntivi è comune a questo disegno
  di  legge  ed  al  precedente  è opportuno  che  gli  emendamenti
  aggiuntivi  presentati al disegno di legge numero 1019/A  vengano
  trasferiti   alla   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari, al fine di fare un ragionamento unico,  verificando
  quelli che possono trovare accesso, ovviamente quelli senza spesa
  -  se  devo attenermi alle indicazioni dell'Assessore Cintola  -,
  nel  disegno  di legge sul turismo e quelli che, invece,  possono
  trovare accesso nel disegno di legge dei cofidi.

    INFURNA   Signor  Presidente, ci sono  alcuni  emendamenti  che
  dovrebbero passare anche dalle Commissioni competenti.

    PRESIDENTE   E' un tema che stanno discutendo i Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari. Non c'è una preclusione rispetto a  nessuno
  dei percorsi. La procedura è stata demandata ad altra sede.
   Ribadisco  che si ritorna, in ogni caso, in Aula, in  modo  tale
  che il percorso sia armonico per entrambi i disegni di legge.
   La   seduta   è   sospesa  riprenderà  alla  conclusione   della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.59, è ripresa alle ore 20.15)

                 Presidenza del Presidente Lo Porto

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Riprende la discussione del disegno di legge  Norme per
     lo sviluppo turistico della Sicilia  (n. 788 - 376 - 550 -
                               957/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, precisa  che  la  Commissione
  legislativa   Bilancio ,  appositamente  convocata,  ha  dato  la
  copertura soltanto ad alcuni emendamenti aggiuntivi.
   Si  procede, pertanto,  con gli emendamenti che ha esaminato  la
  Commissione    Bilancio    e   che   hanno   ottenuto   copertura
  finanziaria.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     TUMINO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore Cintola, prima di passare all'esame degli emendamenti a
  cui  si è stata data copertura di spesa, io ritengo che lei debba
  ammettere  di  avere detto delle cose non precise e che,  invece,
  per  ragioni di opportunità e per tutte le ragioni che il Governo
  ritiene, ci ha ripensato e la copertura di spesa c'è e il Governo
  si  fa carico di appoggiare emendamenti che prevedono aumenti  di
  spesa.

     CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  l'emendamento di cui si  parla  ha  una  sua  ragion
  d'essere   perché  all'interno  delle  stesse  misure   che   non
  accrescono  e  non danno soldi a disposizioni ulteriori.  E'  una
  compensazione interna allo stesso bilancio già approvato.

     PRESIDENTE   Si  passa all''emendamento  A  38,  del  Governo,
  relativo all'Orchestra Sinfonica  siciliana.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, leggo  solo
  da  qualche secondo l'emendamento presentato e vedo confermata la
  dichiarazione,   per   quanto   riguarda   questo    emendamento,
  dell'onorevole Cintola che i tre milioni di euro di finanziamento
  che  vengono  previsti  per  la  Fondazione  Orchestra  Sinfonica
  Siciliana   sono  compensati  con  ripartizione  all'interno   di
  capitoli.
   E'  chiaro, però, che, tralasciando il dato formale, qui c'è una
  sostanziale  posizione politica rispetto ad un tema.  Noi  stiamo
  finanziando per tre milioni di euro questo ente;  vorrei  capire,
  innanzitutto  da  dove nasce l'esigenza di questo  finanziamento,
  perché   se  questo  finanziamento  nasce  da  cattiva   gestione
  dell'ente  io  credo  che  bisognerebbe  parallelamente  prendere
  provvedimenti  rispetto a chi gestisce male questi fondi,  perché
  la  condizione  complessiva degli enti che, alcuni  aspiravano  a
  diventare  fondazione  ma  che  non  sono  riusciti  a  diventare
  fondazione  anche  perché  le amministrazioni  locali  non  hanno
  esercitato  le  loro  funzioni, e tra le  loro  funzioni  c'è  la
  funzione di controllo, dovrebbero essere necessariamente  oggetto
  di  un'attenta analisi anche da parte dell'Assessorato competente
  per  suo  verso e sollecitati anche dall'attività del  Parlamento
  siciliano.  Io quindi, signor Presidente, prima di  esprimere  un
  voto

    PRESIDENTE  Questo può essere oggetto di un ordine del  giorno;
  lo predisponga  e lo presenti, onorevole Spampinato.

    SPAMPINATO   Io  comunque avrei piacere di  sentire  su  questo
  tema l'onorevole Granata.

    PRESIDENTE   Se  prepara un documento anch'io mi  assocerei  al
  senso del suo intervento.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, si  tratta  di
  una   necessità  legata  al  rilancio  dell'Orchestra   Sinfonica
  Siciliana  e alla sua nuova struttura, legata a un sovrintendente
  anch'esso nuovo. E peraltro, abbiamo  anche esitato  in Giunta un
  disegno  di  legge  da presentare all'Aula,  favorevoli   sia  il
  Presidente Cuffaro che il Vicepresidente Cascio, il cui obiettivo
  è  proprio  quello  di  rilanciare uno dei più  antichi  istituti
  culturali  siciliani e che, tra le altre cose, è  uno  di  quegli
  istituti   musicali  che  non  hanno  avuto  quella  esponenziale
  crescita  nella  propria contribuzione che, invece,  hanno  avuto
  altri enti grazie all'azione dei governi precedenti.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  intervengo  perché  già
  troppe volte l'Aula votando concitatamente, non è ancora notte ma
  il  meccanismo è lo stesso, si è accorta qualche giorno  dopo  di
  avere  sottratto risorse da un capitolo senza saperlo. Qua adesso
  noi  abbiamo  capito perché stiamo impinguando  un  capitolo,  ma
  vorremmo  sapere almeno quali sono questi capitoli da cui  stiamo
  sottraendo delle risorse a 500 milioni alla volta. Quindi, chiedo
  cortesemente che l'Aula sia messi nelle condizioni di  sapere  da
  dove togliamo 500 mila euro, 250 mila euro e così via, perché  ne
  abbia contezza.

     PRESIDENTE   Il Governo intende precisare le fonti  di  questi
  finanziamenti?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente, i fondi  legati  ai  capitoli  di
  bilancio per cui la spesa non può essere attivata immediatamente;
  ad   esempio  su  alcune  questioni  legate  alle  infrastrutture
  sportive o alle iniziative promozionali che devono ancora  essere
  perfezionate  e  altri capitoli di bilancio che riguardano  spese
  comunque  non immediatamente attivabili. E' ovvio che  si  tratta
  poi, in un'azione di variazioni di bilancio, di somme che saranno
  reintegrate all'interno del bilancio regionale.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor Presidente, intervengo  soltanto  per  dire
  quali  sono i capitoli:  500 mila euro sono sottratti al capitolo
  dello  sport,  della stessa rubrica dell'Assessore  Granata;  250
  mila  euro per la vigilanza venatoria; 500 mila euro per il buono
  scuola;   250   mila   euro  per  attività  che   riguardano   la
  cooperazione;  500  mila euro dal capitolo di rappresentanza  del
  Presidente della Regione.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  A 38.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa  all'emendamento  A  36  del  Governo,  con  relativo
  subemendamento A 36.1 dell'onorevole Savona.
   Pongo  in  votazione il subemendamento A 36.1.  Il parere  della
  Commissione?

     BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il Parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A 36, come emendato.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti  A 50, A 51, A 52, del Governo.

     PAGANO   assessore  per  i  beni culturali,  ambientali  e  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PAGANO   assessore  per  i  beni culturali,  ambientali  e  la
  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,  si  tratta   di   una
  compensazione tutta fatta con fondi interni delle mie rubriche  e
  serve a mettere a posto tutta una serie di errori che erano stati
  perpetuati  durante l'approvazione della finanziaria  2005  e  di
  conseguenza questi capitoli erano tutti carenti rispetto al  dato
  storico.  In  questa  maniera viene  riportato  tutto  alle  voci
   Bilancio 2004 . Ribadisco che si fa con compensazioni interne.

    PRESIDENTE   Li  pongo congiuntamente in votazione.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   Onorevoli  colleghi,  abbiamo concluso la  parte  relativa  agli
  emendamenti aggiuntivi evasi dalla Commissione Bilancio.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente, ci sono ancora degli  emendamenti
  che  sono  stati  dichiarati ammissibili e che non  hanno  alcuna
  copertura di spesa al testo e sono nel testo. Vanno affrontati.

    PRESIDENTE    Abbiamo  parlato  di  quelli   che   richiedevano
  copertura di spesa. ora ci occupiamo di questi che non comportano
  spesa.
   Onorevole  Ortisi, l'ordine del fascicolo verde,  che  invocate,
  non può essere seguito perché molti di questi emendamenti - e  lo
  sapete,  visto che avete partecipato alla riunione dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari - sono stati trasferiti alla  legge  sui
  Cofidi.
   Pertanto,  per  quanto  riguarda  gli  emendamenti  sul  turismo
  seguirò un ordine diverso che potrete seguire attraverso il nuovo
  fascicolo che è in distribuzione.

    BENINATI  presidente della Commissione. Signor Presidente,  lei
  chiede  pareri ma io,  purtroppo, non ho capito. Ci siamo fermati
  all'articolo  10,  il  fascicolo  dell'articolo   10,   per   gli
  emendamenti  presentati in Commissione  e non  quelli  presentati
  solo  in  Aula,  che  sono in aggiunta a quelli  che  sono  stati
  presentati  in  Commissione. Non so se è un  metodo.  Ci  eravamo
  fermati,  se  non  ho  capito  male, iniziando  a  discutere  gli
  aggiuntivi e c'è un ordine ....

    PRESIDENTE   Onorevole Beninati, forse non ha seguito.  Abbiamo
  scorporato dal fascicolo che è sotto i suoi occhi gli articoli  e
  gli  emendamenti  che  vanno  alla  legge  sui  cofidi.  L'ordine
  previsto  lì  è  scomposto. E' valido quello che sta  per  essere
  distribuito a tutti.
   Preciso  che  saranno riferiti al disegno di legge n.  1019/A  i
  seguenti emendamenti:
   -    A4; A5 e A9, a firma dell'onorevole Scoma;
   -A19,  a  firma  dell'onorevole Villari ed altri,  con  relativo
      subemendamento A19.1;
  -A21, a firma degli onorevoli Zago ed altri;
  -A40, a firma dell'onorevole Formica;
  -A49, a firma dell'onorevole Savona.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché  percepisco strane sensazioni e, siccome ho il  dovere  di
  intercettare  queste  strane sensazioni, ho  pure  il  dovere  di
  segnalarle  alla  sensibilità del Presidente dell'Assemblea,  del
  Presidente della Regione, del Governo e dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari.
   Signor  Presidente, quando l'Aula stabilisce un termine  per  la
  presentazione degli emendamenti, lo fa per disciplinare meglio  i
  propri   lavori.   In  corso  d'opera  può  rendersi   necessario
  correggere,  modificare gli emendamenti che sono stati presentati
  e, per fare ciò, esiste lo strumento del subemendamento.
   Se  l'Aula  dovesse  percepire, signor Presidente  -  ed  ho  la
  sensazione  di percepire una qualche furbizia - ho la  sensazione
  molto  fondata  che  potremmo rischiare di  sprecare  o  di  aver
  sprecato  una settimana intera di lavoro. Mi rendo conto  che  ci
  possono essere colleghi che hanno rispettato i termini...

    PRESIDENTE   Scusi onorevole Fleres, vorrei capire  a  cosa  si
  riferisce.

     FLERES    Lo  spiego  subito:  ci  sono  colleghi  che   hanno
  rispettato  i  termini per la presentazione degli emendamenti  si
  sono  visti respingere quelli presentati fuori termine;  ci  sono
  colleghi  che non hanno presentato emendamenti perché,  in  corso
  d'opera,  non  é  possibile introdurre  materie  nuove.  Ci  sono
  colleghi  che  sono rimasti e sono presenti in Aula per  rispetto
  nei  confronti della maggioranza alla quale appartengono o  della
  opposizione  alla  quale  appartengono  e  che  hanno  tenuto  un
  atteggiamento   estremamente   rigoroso   e   rispettoso    delle
  osservazioni  che  la maggioranza stessa ha  fornito  durante  le
  varie fasi dei lavori.
   Prima  della  sospensione dell'Aula, signor  Presidente,  l'Aula
  stessa  ha delegato alla Conferenza dei capigruppo prima  e  alla
  Commissione  bilancio dopo, la definizione di  alcune  questioni,
  quelle  che già erano contenute negli emendamenti che  erano  già
  stati  depositati, che erano già stati inseriti nei fascicoli  o,
  immediatamente  dopo  la  pubblicazione del  fascicolo,  entro  i
  termini   previsti   dai   nostri  lavori   e   dal   Regolamento
  parlamentare.
   In  particolare, la Commissione bilancio aveva un incarico a cui
  ha  adempiuto.  L'Aula ha seguito, di conseguenza,  le  decisioni
  della Commissione bilancio.
   A  questo  punto,  signor Presidente, il mio  invito  é  che  la
  Presidenza  stessa controlli bene gli emendamenti  che  mette  in
  circolazione perché, a fronte della buona fede di tanti,  possono
  verificarsi distrazioni o, in alcuni casi, omissioni.
   Signor Presidente, controlliamo bene.

    PRESIDENTE   Onorevole Fleres, sono costretto a chiederle,  per
  l'ultima volta, a cosa si riferisce.
   Se  lei  si riferisce, come penso, agli emendamenti sulla  legge
  successiva, non é questa la sede, sono d'accordo. Sono  d'accordo
  sul fatto che non vanno accolti emendamenti prossimi.

    FLERES   Non  mi riferisco a quelli sulla legge successiva;  mi
  riferisco a quelli su questa legge.

    PRESIDENTE  No, su questa legge non ce ne sono.

    FLERES  Mi faccia finire, se non ce ne sono, non ce ne sono  ma
  controlliamoli  bene  perché,  se  per  caso,  dovesse  essercene
  qualcuno,  ciò provocherebbe un clima di sospetto tra i deputati,
  ed  è  questa  la  segnalazione che  mi  permetto  di  sottoporre
  all'attenzione sua e del Presidente della Regione. Sicuramente si
  scatenerebbe un clima impregnato di difficoltà e di tensione e di
  tutto  questo  l'Aula  non  ha  bisogno,  soprattutto  in  questo
  momento,  quando  siamo  alla  soglia  del  voto  finale  di  due
  importanti disegni di legge.

    PRESIDENTE   Onorevole  Fleres,  se  l'argomento  è  reale   e,
  soprattutto,  quello che lei denuncia è un fatto  concreto,  sarà
  evitato.  In  questo momento, dobbiamo discutere solamente  degli
  emendamenti  legati alla legge sul turismo, cosa che abbiamo  già
  fatto  e  completato  questo  argomento,  tutto  quello  che   la
  Conferenza  dei Capigruppo ha deciso di demandare  a  livello  di
  legge   sui   Consorzi   fidi   sarà   discusso   successivamente
  premettendo,   tuttavia,   che   non   sarà   tollerata   nessuna
  introduzione di emendamenti presentati fuori termine.
   Si  procede con l'esame degli emendamenti aggiuntivi al  disegno
  di legge sullo sviluppo turistico.
   Si   passa   all'emendamento  A  43,  a   firma   dell'onorevole
  Ardizzone.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido
  quanto  detto  dall'onorevole Fleres ed  intervengo  proprio  per
  evitare  il sospetto, perché quello che ci deve caratterizzare  è
  l'onestà intellettuale delle nostre azioni.
   Avevo  già presentato questo emendamento alla legge dei Confidi,
  leggendo  che  c'è  una norma apprezzabilissima  che  riguarda  i
  centri  commerciali naturali, che crea un nuovo istituto,  quello
  che  dà la possibilità ai privati di mettersi assieme al fine  di
  avere   delle  agevolazioni  e  dei  benefici  ai    fini   della
  riqualificazione del territorio.
   Abbiamo i cosiddetti  centri polifunzionali', centri in  cui  vi
  sono  insediamenti  commerciali  e  insediamenti  residenziali  e
  uffici;  sono già qualificati e non abbiamo bisogno  di  elargire
  dei soldi per qualificarli.
   Ebbene,  la  legislazione regionale non dice  niente  su  questo
  aspetto.  Allora  sto  dicendo: poniamo  una  toppa  ladddove  la
  legislazione  non  dice  nulla  e,  quindi,  prendiamo  pure   in
  considerazione  la  possibilità affinchè  vengano  autorizzati  i
  centri  commerciali nei cosiddetti centri polifunzionali  il  che
  sarebbe  prettamente  attinente con  l'articolo  10  che  abbiamo
  approvato.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è  una
  norma  di  tipo urbanistico che non c'entra nulla con la  materia
  che  stiamo  trattando.  Signor Presidente,  è  una  destinazione
  urbanistica   e  ricordo  che  gli  standard  per   le   attività
  commerciali  e  dei  centri commerciali  sono  diversi  da  altri
  standard  per  la  localizzazione  di  altro  tipo  di  attività,
  compresi  i centri direzionali e comprese le attività industriali
  o artigianali.
   Detto  questo, credo che questo emendamento non solo è improprio
  rispetto  alle legge sul turismo, perché i centri commerciali  di
  cui  si  parla in questa legge avevo capito che avessero un'altra
  finalità. Immaginavo, ad esempio, quei centri commerciali come  i
  mercati  storici delle città che possono essere luoghi attrattivi
  della  promozione  turistica di una Regione: la   Vucciria',  per
  citarne uno.
   Mi  chiedo che attinenza abbia questa norma con l'autorizzazione
  agli  esercizi  di  vicinato nei centri  polifunzionali.  Faccio,
  inoltre,  una  considerazione legata  al  fatto  che  qui  si  fa
  riferimento ai centri polifunzionali le cui attività  diverse  da
  quelle  commerciali  siano non inferiori al  20  per  cento.  Non
  inferiori  al 20 per cento significa però che possono essere  dal
  99  al  20  per cento. Stiamo parlando cioè di cose  diverse  dai
  centri commerciali.
   Credo   addirittura   che   queste  emendamento   debba   essere
  dichiarato improponibile proprio perché nulla ha a che  fare  con
  la legge che stiamo trattando.

    PRESIDENTE  Comunico che l'emendamento A43 viene trasferito  al
  disegno di legge n. 1019/A.
   Si passa all'emendamento A15, a firma del Governo.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  A17,  a  firma  degli  onorevole  De
  Benedictis ed altri..
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  A27,  a  firma   degli   onorevoli
  Barbagallo, Gurrieri ed altri.

    BARBAGALLO   Dichiaro  di ritirare gli  emendamenti  A27,  A22,
  A23, A33 e A34.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    VICARI  relatore. Dichiaro di fare mio l'emendamento A23.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento A16, a firma dell'onorevole Misuraca.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si  passa  all'emendamento  A23,  fatto   proprio
  dall'onorevole Vicari.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si  passa  all'emendamento  A1  e   al   relativo
  subemendamento A.1.1.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto  per  un  chiarimento  perchè  il  subemendamento  A1.1.
  recita:  è soppresso il comma 2  ma di cosa non si sa.

    PRESIDENTE  E' un subemendamento all'emendamento A.1.

    ACIERNO   Benissimo, signor Presidente, si  scriva  dunque:   è
  soppresso il comma 2 .

    PRESIDENTE  Va bene, onorevole Acierno.
   Il parere della commissione sul subemendamento A.1.1?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione sull'emendamento A.1?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  soltanto  per
  tentare  di seguire. Abbiamo approvato un emendamento che prevede
  che  all'emendamento  A1 è soppresso il comma  2  ma,  nel  testo
  dell'emendamento A1, non esiste un comma 2; vi è un unico comma e
  non esiste il comma 2.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, esiste. Le faccio notare  che  i
  commi possono anche non essere numerati.

    ACIERNO  Signor Presidente, vorrei comprendere qual è il  comma
  2.

    PRESIDENTE  La lascio alla sua intelligenza.
   Si passa all'emendamento A10, a firma dell'onorevole Fleres.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   Per  un richiamo al Regolamento

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  deve
  prendersela con me a titolo personale quando le chiedo la parola.
   Comprendo  che  si  rivolge, probabilmente, ad   un  settore  di
  questo  Parlamento ma la sua visione deve essere a 360 gradi.  Se
  un  deputato  alza la mano o un dito per chiedere di intervenire,
  lei  deve prenderne atto e non fingere di non vedere. Deve  stare
  attento perchè, ogni volta che mi richiama dicendo che devo stare
  attento, considero ciò un'offesa personale.
   E'  lei che deve essere  attento perchè io potrei anche gridare
  La  prossima  volta, prenderò un microfono, un  altoparlante,  un
  megafono e dirò che intendo parlare.
   Volevo   dare  il  mio  contributo  sul  ragionamento   relativo
  all'emendamento  A.1 perchè la soppressione del secondo  comma  è
  una  cosa che non regge, considerato che, nel momento in  cui  si
  passa  alla soppressione del comma 2 dell'emendamento A1,  questo
  articolo non serve a niente. Si tratta di acqua fresca che non ha
  esecutività e non serve assolutamente a niente.
   Le  chiedo  se  avevo  il diritto o no di  dire  questo,  signor
  Presidente,  oppure se si tratta di un fatto secondario.  Secondo
  me, lei lo considera un fatto secondario.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, comprendo il richiamo,  ma  lo
  faccia   tempestivamente,  come  sempre  ha   fatto   perchè   le
  statistiche  insegnano che lei è fra i deputati che  intervengono
  di più.

   Riprende la discussione del disegno di legge 788-376-550-957/A

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  A20,  a  firma   della
  Commissione.
   Onorevole Beninati, ha chiesto di parlare?

     BENINATI   presidente  della  Commissione.  Pensavo  mi  fosse
  stato chiesto di illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE    Onorevole  Beninati,   ha   la   possibilità   di
  intervenire visto che l'emendamento non è ancora stato  posto  in
  votazione.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  onorevole
  Beninati,  l'ultimo comma dell'emendamento A20, così recita:  «Al
  comma 4 sono soppresse le parole  da' e  comporta' fino alla fine
  del comma», ma vogliamo  sapere il contenuto della fine del comma
  che stiamo abrogando.

    BENINATI  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, ho chiesto  la parola per chiarire.
   Il  quarto  comma  completa la parte prima dell'emendamento:oggi
  un'attività di  bed and breakfast  può realizzarsi   solo  se  il
  gestore   è  residente nell'immobile in cui si  vuole  esercitare
  tale  attività. Mentre, invece, con l'emendamento proposto si  dà
  la  possibilità,  avendo la disponibilità di un immobile  diverso
  dalla  propria  dimora, di realizzare egualmente  un'attività  di
   bed and breakfast .

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io  sono
  d'accordo con la prima parte dell'emendamento ma non con l'ultimo
  comma  perché,  onorevole  Beninati, secondo  me  viene  meno  la
  filosofia stessa del bed and breakfast.
   Io  credo  che la filosofia del bed and breakfast sia quella  di
  fornire,  oltre  che  l'ospitalità  di  un  appartamento   anche,
  diciamo, il calore di una famiglia

     PRESIDENTE  Ha concluso?

     SPAMPINATO  No, non ho concluso, signor Presidente.

     PRESIDENTE  E allora si accinga a concludere, per piacere.

     SPAMPINATO   Quindi,  credo  che  sia  proprio  nata  con   la
  filosofia  di  rendere  fruibile la propria dimora  mettondola  a
  disposizione dei loro ospiti.
   Pertanto,     mi    dichiaro    contrario    all'ultimo    comma
  dell'emendamento.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   ho
  cercato,  infatti mi sono fatto chiarire dall'onorevole  Beninati
  il senso dell'emendamento,  perché non mi ricordavo la norma.
   Anch'io non condivido l'emendamento, e  per una ragione.
   La  logica del  bed and breakfast  è quella in cui il residente,
  nell'organizzazione della propria casa, prevede  uno  spazio  che
  mette  a disposizione a terzi affittandolo e gestendo, quindi  in
  una dimensione familiare, il rapporto alberghiero.
   Ma se l'immobile destinato a questa attività  non è residenza  o
  domicilio, teniamo conto che si prevedono  anche degli incentivi,
  dei  contributi, bisogna che vi sia un  elemento di certezza.  Se
  uno  non  è residente in un appartamento e ha due appartamenti  e
  uno  lo  mette a disposizione per terzi, non è più  un   bed  and
  breakfast , è un'attività alberghiera.

     PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,  l'emendamento  A20   viene
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'esame dell'emendamento A47, a firma del Governo.

   ORTISI.  Chiedo,  anche  a  nome dell'onorevole  Spampinato,  di
  apporre la mia firma all'emendamento A47.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Assessore  Granata,  la  frase  successivo  all'inserimento  del
  sito nella WHL dell'UNESCO  viene cassata?

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Sì, signor Presidente.

    PRESIDENTE  Comunico che in sede di coordinamento  formale  del
  testo della legge d'ufficio si provvederà in tal senso.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  già  avuto
  modo,  in  IV Commissione, durante l'esame degli emendamenti  che
  l'Aula  ci  ha  trasferito  per il  parere,  di  evidenziare,  al
  Presidente della Commissione, onorevole Beninati, e al  relatore,
  onorevole  Vicari, che questo emendamento che, per altro,  non  è
  l'emendamento originario ma  un'ulteriore riscrittura, ma non  ha
  importanza  perché il senso dell'emendamento è rimasto  di  fatto
  invariato,  non solo non era apprezzabile  - così  come   risulta
  dal  verbale  della  quarta Commissione -  e  ciò  in  quanto   è
  competente l'UNESCO e non ha alcuna attinenza, pertanto,  con  il
  Turismo  ma  con i Beni culturali, ma coinvolge pure l'Industria,
  considerato che prevede anche revoche di concessioni che  vengono
  rilasciate dall'Assessorato all'Industria.
   Anche   su   questo  la  IV  Commissione,  non   avendo   alcuna
  competenza,  non  ha  potuto  esprimere  parere,  e  in  più   il
  Presidente  Beninati  si  era   impegnato,  in  merito  a  questo
  emendamento, firmato prima dal Presidente Cuffaro, così  come  ci
  era  stato  comunicato dall'Assessore Granata  durante  i  lavori
  della   IV  Commissione  e  oggi  ripresentato  invece  a   firma
  dell'onorevole Granata, di scrivere una lettera al Presidente  Lo
  Porto  con  la  quale  avrebbe chiesto come mai  anziché  inviare
  questo  emendamento per il  parere alle Commissioni competenti  -
  la  V  Commissione   e la III Commissione - fosse  stato  inviato
  invece alla IV Commissione.
     Pur  non  di  meno,  ritenendo che  evidentemente  l'onorevole
  Beninati  ha  dimenticato di mandare al Presidente  Lo  Porto  la
  suddetta  lettera  e trovandoci oggi, invece, a dovere  esaminare
  questo  emendamento,   ai sensi del Regolamento  interno,  signor
  Presidente,  chiediamo  che lo stesso non venga  discusso  perchè
  mancante del parere delle Commissioni di merito.
   Entrando  invece  nel  merito  credo  che  titolare  di   questo
  emendamento  sia  l'Assessore Granata  e non  il  Governo.  Forse
  l'Assessore Granata firma a titolo personale...

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  La  tua  sfortuna è che sono in questo  Governo.  Per
  sfortuna tua e degli interessi che difendi.

    ACIERNO   No,  per  tua sfortuna non per mia.  Veda,  assessore
  Granata,  io diversamente da lei,  non ho assolutamente nulla  da
  nascondere della mia vita sia politica che professionale.

     PRESIDENTE   Onorevole Acierno, la prego di  non  trascendere.
  Quando si parla dal microfono non si deve trascendere.

     ACIERNO   Signor  Presidente,  chiedo  di  parlare  per  fatto
  personale,  alla fine della seduta.
   Entrando  nel  merito  invece dell'emendamento  e  approfittando
  della  presenza dell'Assessore ai Beni culturali e del Presidente
  della Regione,  ritengo che proporre  una norma che autorizzi  la
  revoca di concessioni già rilasciate dagli  Uffici regionali, che
  a  suo tempo hanno rilasciato queste concessioni, ha fatto sì che
  tutte  le  norme di legge collegate a questo tipo di concessioni,
  siano  state tutte assolutamente ben interpretate,  e quindi  non
  so  che ripercussioni si possano avere con le eventuali richieste
  di  risarcimento  danni  che  le  società,   che  stanno  facendo
  prospezioni,   ricerche  e   sfruttamento   dei   giacimenti   di
  idrocarburi, possano avanzare alla Regione. Non so, pertanto,  se
  il  mio voto su questa norma possa anche  coinvolgermi in seguito
  sotto  il  profilo strettamente personale,  anche  se  dubito  di
  questo.
   Però  voglio  che resti agli atti di questo Parlamento  una  mia
  considerazione:  quando l'UNESCO ha deciso  di  promuovere  nella
   World  Eritage List  alcuni comuni, per qualificare il  barocco,
  già la Regione aveva rilasciato le concessioni. Ciò significa che
  per   l'UNESCO  non  è  stato  assolutamente  ostativo  ai   fini
  dell'inserimento nella  Eritage World List  di quei   comuni  del
  barocco' il fatto che la Regione avesse già autorizzato società a
  prospezione e ricerca di idro-carburi.
   Concludendo,  voglio  dire  all'Aula  che  è  vero  che   quando
  qualcuno sente la parola  idrocarburi  pensa ai grandi centri  di
  raffinamento del petrolio, come quelli di Gela o di  Milazzo.  In
  verità,  in  queste zone, stanno cercando solo il  metano.  E  la
  ricerca  del metano corrisponde all'escavazione di un  pozzo  che
  per dimensioni è identico ad un pozzo per la ricerca dell'acqua.
   Qualcuno, e non so chi, sta ingigantendo la questione,  come  se
  le  società stessero cercando il metano all'interno delle  chiese
  barocche della Sicilia.

    PRESIDENTE    Onorevole  Acierno,  ha  raddoppiato   il   tempo
  concessole.

    ACIERNO     Finisco   esprimendo   il   mio   voto    contrario
  all'emendamento.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, avverto che hanno  chiesto  di
  parlare dieci colleghi, più il Governo.

    CRISAFULLI  Poi parla anche l'opposizione.

    SAMMARTINO  Ma lasciate parlare il voto

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   desidero   sapere     se
  l'onorevole Granata vuole ancora  intervenire.

     GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Ritiro la mia richiesta.

     DE BENEDICTIS  . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
  che  questa  vicenda  sia nota a molti e  tuttavia,  proprio  per
  giustificare  l'apposizione della firma e il voto favorevole  che
  evidentemente  annuncio,  è  opportuno  che  io  fornisca  alcuni
  chiarimenti.
   L'UNESCO  già  nell'atto  in cui si è pronunciata  per  inserire
  questi  siti nella sua lista dei siti di patrimonio dell'umanità,
  ha  preteso  e  chiesto, non soltanto che  i  siti  avessero  una
  determinata caratteristica, ma che fossero dotati, attraverso  le
  amministrazioni locali e regionale, di un piano di  gestione  che
  fosse coerentemente rivolto a un'idea di sviluppo compatibile con
  le  risorse  stesse ed è importante che questo Parlamento  sappia
  che  attività  che  non  siano coerenti  con  questo  modello  di
  sviluppo insito nella valorizzazione e promozione del sito UNESCO
  comportano   immediatamente  da  parte  dello  stesso   organismo
  procedimenti di revoca del riconoscimento adottato.
   Questo  ha conseguenze anche sull'apprezzamento turistico  delle
  aree,  esattamente nella misura in cui il riconoscimento  apporta
  un  incremento  di  presenze turistiche per la sola  notorietà  e
  qualificazione  dell'area,  e   la  individuazione  di   elementi
  contrastanti con questo tipo di messaggio comporta un  detrimento
  in  termini di immagine, così come è stato osservato da parte  di
  molte  testate nazionali che di questa vicenda hanno esaltato  la
  contraddittorietà.
   Inoltre, c'è da dire che questo pronunciamento dell'Aula  giunge
  a  valle del pronunciamento del territorio in cui, la vicenda più
  nota  di  queste,  e cioè il permesso di ricerca  alla  Panteroil
  nella vasta area del Tellaro, ha suscitato.
   Ci  sono  forti  reazioni di tutti o quasi tutti i  sindaci  dei
  comuni interessati, del presidente della provincia del territorio
  interessato e di moltissime associazioni e comitati cittadini.
     In  ultimo,  e  non  dovrei essere io a spiegarlo,  la  Giunta
  regionale  ha  già  adottato due provvedimenti,  con  chiarissimo
  indirizzo politico, coerenti con quello di questo emendamento  di
  legge.  Il  punto è semplicemente che quegli indirizzi annunciano
  la sospensione delle trivellazioni, ma sono inefficaci a produrre
  questo  effetto  perché quelle trivellazioni  in  questo  momento
  proseguono  sulla  base  di un decreto  assessoriale  e  dovrebbe
  valere analogo provvedimento, cioè analogo decreto assessoriale o
  presidenziale per revocare il permesso o per annullare il decreto
  già emesso. Questo non è accaduto, quindi assistiamo al paradosso
  di  due  delibere di Giunta in cui si vuol fermare, o si dice  di
  voler  fermare le trivellazioni, e questo non è possibile  perché
  se  coerenza deve essere ciò sarà possibile solamente con il voto
  a questo emendamento.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  convinto
  che  questo  emendamento  debba essere bocciato,  perché  c'è  un
  problema di revoca di concessione già attivate.
   Nelle  stesse  aree  è  altresì revocata  ogni  concessione  già
  attivata.  Questo è oggettivamente illegittimo  e  creerebbe  una
  serie di enormi contenziosi.
   Io  sono  contrario  all'emendamento perché  il  problema  è  la
  revoca...

    SPAMPINATO  Dove è scritto revoca?

    TUMINO  Il problema è quello dell'impatto ambientale. Io  posso
  capire che l'opera o la ricerca produca un impatto ambientale per
  cui  bisogna evitare che succeda, ma la ricerca del metano a  cui
  io  ho assistito e che conosco, è oggettivamente pulita. Non crea
  nessun tipo d'inquinamento né all'esterno né complessivamente  su
  quel pezzettino di territorio su cui opera. Quindi privarci,  noi
  come Regione Sicilia, della possibilità di avere delle risorse, è
  ridicolo, quando questi fatti non intervengono minimamente né sui
  beni culturali, né sul turismo. Ecco perché io ritengo che questo
  emendamento  vada  bocciato e semmai  si  faccia  un  emendamento
  diverso teso ad impedire la ricerca nella misura in cui determini
  un  impatto ambientale che possa pregiudicare il turismo e  tutto
  il  resto. Allora ha un senso altrimenti diventa un modo con  cui
  noi ci facciamo del male.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sarò  europeo.
  Cominciamo  con  il   dire che nella gerarchia  delle  fonti  una
  disposizione  legislativa è sopra ogni disposizione giuntale,  di
  Giunta.  Per  cui  se  noi  votiamo una disposizione  legislativa
  annulliamo  tutto ciò che è a valle,  dal punto  di  vista  della
  gerarchia  delle fonti. Faccio due osservazioni, la prima:  nella
  filosofia   del  viaggiatore  di  cui  parla  spesso  l'onorevole
  Granata, e io sono d'accordo e penso che lo sia anche l'Assessore
  Pagano,  il  viaggiatore, ed ecco perché  c'entra  la  legge  sul
  turismo,   viaggia per che cosa? Per vedere, per  conoscere,  per
  apprendere, per cui il patrimonio dell'Unesco c'entra,  perché  è
  la cosa per la quale si viaggia.
   Seconda  osservazione di merito, icastica. La Sicilia è talmente
  bella  che  non  va  né  perforata, né  trivellata,  ma  soltanto
  scavata

     CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  vorrei
  evitare  che il mio intervento fosse interpretato erroneamente  e
  che   possa  essere  considerato  aggressivo  nei  confronti  del
  territorio siciliano...
   Vorrei  evitare  che  il  dibattito  su  questa  cosa  fosse  un
  dibattito omogeneo, di moda, tutto appiattito.
   Io,  personalmente,  capisco  che la  Regione  siciliana  ha  un
  grande  patrimonio storico, artistico, culturale, che ha bellezze
  paesaggistiche,  che  ha  la spettacolarità  dei  suoi  siti,  ma
  ritenere adesso che la Sicilia o l'Italia, perché fatti di questo
  genere  si possono determinare anche fuori dalla nostra  Regione,
  debbano  decidere  aprioristicamente  che  non  solo   si   debba
  impedire la coltivazione del giacimento, ma  che si possano  fare
  delle ricerche sui giacimenti.
   Che  si  sia  determinata la situazione che tutti  conosciamo  a
  Siracusa,  per un'area grande, ma tutto sommato contenuta  in  un
  territorio,  io credo che sia del tutto legittimo  che  le  forze
  sociali,  le forze economiche, le forze politiche, le istituzioni
  abbiano potuto assumere l'atteggiamento che hanno assunto, ma che
  si  stabilisca  che le aree riconosciute patrimonio  dell'umanità
  dall'UNESCO  e dunque anche, faccio l'ipotesi, tutta  la  Val  di
  Noto ....

     ORTISI  E' circoscritto.

     CRISAFULLI    Questo   lo   dici   tu.   Nella   proposta   di
  riconoscimento del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO è  avviata
  in  maniera  circoscritta.  Io  le  posso  assicurare,  onorevole
  Ortisi,  siccome sono cittadino del mondo anch'io,  che  ci  sono
  parecchi che intendono inserirsi, essendo nell'area della Val  di
  Noto.  Noi  abbiamo  una normativa in tal  senso  e  decidere  in
  astratto  che  da Pachino a Piazza Armerina, che tecnicamente,  a
  norma della legge numero 433 che definisce le aree generali della
  Val  di  Noto,  si  possa impedire anche   la  possibilità  della
  ricerca di un giacimento ...

     ORTISI  Non è così. C'è il barocco da salvaguardare.

     CRISAFULLI   ...  a  Piazza  Armerina  ci  sono   spettacolari
  insediamenti di barocco inseriti nella legge 433 come area  della
  Val  di  Noto  siciliana. Se lei mi dice che non è  così,  io  la
  invito a Piazza Armerina, ospite mio e dell'onorevole Tumino,  le
  facciamo vedere la spettacolarità di questi insediamenti.
   Io  sto  facendo,  se lei mi permette, un ragionamento:  che  si
  impedisca  in  un'area, che si impedisca in un territorio,  posso
  anche ammetterlo, che si decida dopo che si è trovato il metano o
  il  petrolio, che non è utile coltivarlo perché è più utile avere
  il  Teatro  greco di Siracusa che rende di più della coltivazione
  del petrolio,  lo comprendo.
   Ma  che si stabilisca che sotto Piazza Armerina, centro ricco di
  monumenti, non si possa fare la ricerca di idrocarburi allo stato
  liquido allora bene lo comprenderei, ma se si trattasse di quello
  gassoso, del metano che è fonte riconosciuta universalmente  meno
  inquinante,   pulita,   costosa  per  noi   che   la   importiamo
  dall'Algeria, dalla Libia, allora non lo comprenderei. E dire che
  sotto  la Sicilia passano proprio  i loro enormi gasdotti,  senza
  lasciare alcun utile alla Sicilia.
   Ma  se  una  classe dirigente che  è tale non  ritenga  di  dire
  laddove  il  territorio ritiene di dovere apporre un  vincolo  di
  intesa con l'Assessorato, con il Governo regionale il vincolo  ha
  un valore.
   Ma  non mi trovo d'accordo sul fatto che si stabilisca per legge
  che  una classe dirigente decida di non effettuare neanche  delle
  ricerche  sul  suo territorio e accertarsi se esista  o  meno  la
  possibilità di avere la benzina ad un costo diverso, il metano ad
  un costo diverso, il petrolio ad un costo diverso.
   Se  a  Piazza  Armerina  scoprissimo, ad esempio,  una  cava  di
  diamanti? Non potremmo fare nulla, non possiamo neanche capire se
  esistono perchè non potremmo fare le ricerche.
   Accolgo  il  sentimento  e  l'intenzione  dei  colleghi  e  sono
  disponibile a trovare una formula legislativa.
   Non possiamo però costruire una palizzata -  dovrei assumere  un
  atteggiamento  diverso secondo certe logiche - ma  siccome  credo
  che  la  modernità di uno schieramento è anche nella capacità  di
  sapere governare fatti veri, come questi, e allora se riusciamo a
  comprendere che così si determina anche una possibilità ulteriore
  di crescita e di sviluppo allora noi ci misuriamo con un problema
  vero  non facendo la demagogia che ci porta invece a non  toccare
  nulla.
   Ma non toccare niente sarebbe la soluzione più semplice.
   Credo  che  noi  abbiamo  il dovere di  non  deturpare,  di  non
  scassare,  non   dobbiamo  aggredire il  territorio  ma  dobbiamo
  consentire all'attività di crescita di questa Regione  di  potere
  andare avanti.

    BENINATI   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  sull'argomento  sono  stato chiamato in  causa  dai  colleghi  di
  Commissione  che sono intervenuti, quindi, devo chiarire  che  la
  Commissione sull'argomento, sull'articolo che in effetti è  stato
  riscritto  -  anche se mi pare che l'emendamento  A14  sia  stato
  ritirato  dal  Governo  -   si  è trovata  nell'impossibilità  di
  esprimersi,  in quanto anche se noi inseriamo in molte  norme  la
  parola   del  turismo' questa norma con il  turismo  non  c'entra
  nulla.
   La   Commissione   quindi  ha  ritenuto   che   in   ogni   caso
  necessitavano, di certo, sull'emendamento A14 i pareri della  III
  Commissione e della V Commissione, forse,  anche quello della  IV
  Commissione.
   Credo, Presidente, che su questo emendamento, sul quale  ora  si
  sta  ampliando  la discussione più del previsto,  non  credo  che
  l'Aula   possa  esprimersi  senza  il  preventivo  parere   della
  Commissione,  sempre che lei non decida,  e  la   sua  volontà  é
  sovrana, di metterlo ai voti.
   Non  comprendo - e questa é una mia valutazione personale e  non
  voglio  confondere assolutamente il mio parere con altri -,  come
  il  Presidente della Regione, in questo momento, non  intervenga,
  in  quanto, in effetti, con questo articolo - che é improponibile
  -  dovremmo  fare una sanatoria di qualcosa che  non  abbiamo  in
  alcun  modo  fatto.  Inoltre - e questo  é  il  mio  pensiero  -,
  dichiaro  il mio voto contrario, ma non in qualità di  Presidente
  della Commissione perché questa non si é espressa, proprio per le
  motivazioni che ho detto.
   Stiamo  facendo  una  sanatoria di non so  cosa;  condivido  gli
  interventi   degli   onorevoli  Crisafulli  e   Acierno   perché,
  effettivamente, sulle prospezioni si dovrebbe capire di  cosa  si
  parla.
   Io   pongo   un  altro  problema:  in  effetti,  dovremo   anche
  precludere la realizzazione di pozzi di acqua in Sicilia,  perché
  é  la stessa cosa. Aggiungiamo, allora, a questo emendamento  ben
  altro.  Cominciamo a precludere anche i pozzi d'acqua perché,  in
  effetti,  non  vedo la differenza fra un pozzo di  metano  ed  un
  pozzo d'acqua

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Gurrieri.  Ne  ha
  facoltà.

    GURRIERI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso che  su
  un  argomento come questo, così importante e delicato, il momento
  non sia adatto, anche perché io immaginavo l'onorevole Crisafulli
  un uomo di grande sensibilità ambientalista ed invece lo ho udito
  dare  un giudizio tranciante su chi si pone in modo corretto  nel
  dire  di  stare  attenti, poichè abbiamo un  territorio  con  una
  visibilità  storica particolare; chi vi parla in  questo  momento
  può   portare  una  testimonianza.  Nell'altopiano  ragusano  c'é
  un'impresa  americana che sta perforando e ha  già  stravolto  il
  territorio,   trovandosi  d'accordo  con  qualche  amministratore
  incapace che ha la propensione ad accettare  mance'.
   In  questo momento,  in Sicilia c'é un business particolare.  Ci
  sono  società  che si formano per fare l'eolico ed anche  qualche
  amministrazione   o   qualche   organo   sensibile,    emanazione
  dell'Assessorato   ai  beni  culturali,  onorevole   Pagano,   mi
  riferisco  alla  sovrintendenza  di  Ragusa,  la  quale  é  stata
  denunciata  da  una società per avere detto no  ad  una  centrale
  eolica per installare 84 pali con un altezza di 110 metri.
   Questa  ditta  ha  chiesto un risarcimento  di  13  miliardi  di
  vecchie   lire  per  intimorire  quei  funzionari   sensibili   e
  coraggiosi che hanno avuto il merito di fare da argine  a  questo
  tipo di attività.
   Io  non  sono  innamorato solo di una  tesi,  ma  se  a  livello
  regionale  c'é un Governo che ha un orientamento di  salvaguardia
  del territorio, devo avere l'onestà intellettuale di approfondire
  questa posizione e quindi, al limite, confrontarmi per cercare di
  non   essere  superficiale  e  dire  che  non  possiamo  impedire
  un'eventuale  opportunità  economica  al  territorio.  Ma  quale?
  Quando  c'è  l'estrazione, la proprietà è dello  Stato,  non  può
  essere del Sindaco o del Presidente della provincia.
   Allora,  se  c'è questa consapevolezza, caro onorevole  Granata,
  sono  disponibile a partecipare a tutte le iniziative per  creare
  questa opportunità di sensibilizzazione.
   Se  la  mia provincia, tra tre anni avrà un aeroporto in cui  ci
  sono  già  operatori economici che stanno mettendo gli  occhi  su
  quel  territorio  perché ci sarà l'aeroporto  e  ci  sono  già  7
  villaggi che vi operano, ebbene, quel territorio ha una vocazione
  particolare che è il turismo ed io non ho bisogno di fare  questo
  tipo di impianti; li vadano a fare in altri posti.
   Su  questo dobbiamo confrontarci e, per quanto mi riguarda,  pur
  rispettando la posizione di qualche mio collega di Gruppo, a  cui
  sono  devoto, la libertà di ognuno di noi deve esprimersi secondo
  coscienza  ed  io  ho  ritenuto di dare un modesto  contributo  a
  questo argomento.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Spampinato.  Ne
  ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  auguro,
  sfidando  un  po'  l'onorevole Acierno,  che  il  mio  voto,  che
  dichiaro   essere   favorevole  a   questo   emendamento,   possa
  coinvolgermi, così come ventilato dall'intervento del collega, in
  un  eventuale risarcimento danni da parte di coloro i  quali  già
  esercitano questo tipo di attività sul territorio.
   Io  so che ciò non accadrà, lo so io, lo sa l'onorevole Acierno,
  perché  un  noto principio costituzionale, conosciuto  anche  dai
  bambini,  prevede  che  le  opinioni  espresse  e  i  voti   dati
  nell'esercizio delle funzioni siano insindacabili.
   Onorevole  Acierno,  lei  ha  fatto  riferimento  al  fatto  che
  attraverso  questo voto ci poteva anche essere un  coinvolgimento
  di  natura  economica,  un'eventuale iniziativa  risarcitoria  da
  parte dei concessionari.
   Credo,  che questo si possa definire terrorismo psicologico,  in
  quanto  serve  a non far comprendere concretamente  di  che  cosa
  stiamo parlando.
   Noi  non  stiamo  proponendo,  non  sta  proponendo  l'onorevole
  Granata, il quale non firma questo emendamento né come componente
  del  Governo,  né come deputato (forse da questo punto  di  vista
  sarebbero  anche  ammissibili  le richieste  di  ulteriori  firme
  all'emendamento);   stiamo  parlando  di  un   territorio   molto
  circoscritto,  oggetto  di  valutazione  particolare   da   parte
  dell'UNESCO per determinarne il riconoscimento.
   Non  stiamo  parlando dell'intero territorio della Sicilia,  per
  cui  così  com'è cercate di farci passare - onorevole Crisafulli,
  lei ha anche un po' accentuato i toni, fermo restando che poi  ha
  fatto delle proposte concrete - per i retrogradi che non vogliono
  lo  sviluppo  della  Sicilia,  che non  vogliono  che  si  creino
  condizioni ulteriori per lo sviluppo della società siciliana. Noi
  vogliamo tutelare dei beni che non possono essere paragonabili  a
  nient'altro.
   Il   territorio   oggetto  di  questa   sensibilità   da   parte
  dell'UNESCO  non  sarebbe  lo  stesso  se  dentro  ci  fossero  i
  trivellatori, non sarebbe lo stesso se all'interno ci  fossero  i
  momenti  di  determinazione  di coltivazione  di  idrocarburi;  è
  questo che noi chiediamo.
   Credo,  che  l'Assessore  Granata  abbia  già  immaginato  anche
  qualche   modifica  rispetto  a  questo  tema,  affinché   questo
  emendamento possa essere migliorato. Ma è il principio che  ci  è
  caro,  per cui il territorio oggetto di riconoscimento  da  parte
  dell'UNESCO deve essere necessariamente tutelato.
   Onorevole  Presidente  della  Regione,   approfitto  della   sua
  dichiarazione  di  volontà di intervenire  sul  tema,  anche  per
  chiederle,  considerato  il  fatto  che  da  notizie  giornaliere
  sappiamo  che  la  Giunta regionale ha deliberato  la  revoca  di
  concessioni riguardanti insediamenti nel territorio ragusano,  se
  questa deliberazione della Giunta abbia prodotto effetti concreti
  o  se  al  contrario, mancando il successivo atto amministrativo,
  non  stia  producendo, invece, alcun effetto e  le  trivellazioni
  continuano in questo territorio.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché.  Ne  ha
  facoltà:

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  solo
  voterò a favore di questo emendamento, ma chiedo di poter apporre
  la mia firma, perché questa è una delle poche cose coraggiose che
  questo  Governo  sta proponendo, se si può ascrivere  al  Governo
  questa decisione, dato che dalle voci che sento non mi sembra che
  il Governo sia compatto.
   Comunque  siamo  in un Parlamento e credo che il Parlamento  sia
  sovrano,  diamo ora parola al Parlamento per poter  prendere  una
  decisione.
   Prima  di  passare alla votazione, signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   mi  sembra  giusto  dare  maggiori  informazioni   su
  quest'argomento.
   Io  sono  stato  uno dei primi presentatori di un'interrogazione
  relativa  alla questione della Pantoil ed  ancora - sono  passati
  più   di   dieci   mesi  -  aspetto  la  risposta  dell'Assessore
  competente.
   Probabilmente,  l'Assessore non risponderà,  perché  chiaramente
  dovrebbe sconfessare un collega che lo ha preceduto - l'assessore
  Noè  -  ,  che  ha  dato  l'autorizzazione alla  società  texana,
  affinché potesse trivellare.
   Quest'argomento  è  risaputo,  ormai  c'è  una  letteratura   in
  quest'ultimo  periodo  su quest'argomento  e  mi  pare  superfluo
  spendere parole a favore di questa decisione di impedire a  tutti
  i costi uno scempio del territorio.
   Ma  è  chiaro  che,  visto che l'onorevole Crisafulli  ha  fatto
  riferimento  a  problemi di carattere sociale ed economico  -  io
  posso  anche  capire quali siano le sue ragioni -, dico  di  fare
  un'analisi  degli ultimi cinquant'anni della storia della  nostra
  Regione,  perché  al riguardo questo tipo di attività  produttiva
  non  ha  recato alcun vantaggio alla nostra Regione; basta vedere
  quello  che è successo a Gela, a Milazzo, a Melilli e ad Augusta.
  Andiamo  a  vedere  che  cosa ha dato  questo  tipo  di  attività
  produttiva;  assolutamente niente, anzi  ha  ucciso  la  speranza
  della nostra Regione di diventare leader del turismo.
   Io  non  capisco  per  quali ragioni il  mondo  intero  dovrebbe
  venire   in   Sicilia.  Non  certo  per  andare   a   vedere   le
  trivellazioni,  assolutamente,  non  è  questa  l'aspirazione  di
  questa  Regione. Essa ha bisogno di ben altro sviluppo e  non  di
  quello che non ha potenzialità, potenzialità , tra l'altro che ha
  fine economico per le altre società.
   Ma  a  parte  questo,  lasciando  un  attimo  quest'aspetto  che
  condivido ed appoggio, ne esiste un ultimo da valutare.
   Noi   abbiamo  tralasciato quest'argomento. C'è  questa  società
  texana  che è venuta a colonizzare il nostro territorio. Io  dico
  che  la nostra Regione ha un potenziale economico industriale che
  si  chiama  Sarcis,  che sta per essere svenduta  dalla  Regione.
  Questa  società faceva ricerche petrolifere non solo nella nostra
  Regione  ma  addirittura  fuori dalla Sicilia  e  noi  la  stiamo
  svendendo,  dando  possibilità ad  una  società  texana  di  fare
  trivellazioni  in  Sicilia,  quando  noi,  appunto,  abbiamo  una
  struttura industriale che è la migliore in assoluto in Italia.
   E'  assurdo  che avendo questa capacità economica  nella  nostra
  Regione,  la  stiamo svendendo e per di più dando la  possibilità
  agli americani.
   Questo   è   un   aspetto  che  deve  fare  riflettere,   signor
  Presidente. Proprio su questo ho presentato un'interrogazione  ed
  aspetto una risposta. Ho fatto un paragone fra la concessione che
  diamo  alla Pantoil e la svendita della nostra società  regionale
  che fa le ricerche sugli idrocarburi non solo in Sicilia ma anche
  all'estero.
   Tutto  ciò  per dire che la contraddizione di fondo sta  proprio
  in  questo e mi pare che - l'onorevole Presidente non mi ascolta,
  ma  probabilmente non sa cosa rispondere su quest'argomento -, il
  nodo centrale sia proprio questo: da un lato diamo la possibilità
  di  svendere la nostra Regione e dall'altro svendiamo  il  nostro
  patrimonio,  la nostra società, che si chiama Sarcis, che  è  una
  società   a  livello  internazionale  che  produce  attività   di
  estrazione di idrocarburi nelle zone dove è possibile farlo, dove
  non si producono impatti ambientali o disastri di questo genere.
   Quindi,  la contraddizione di fondo sta in questo e mi pare  che
  questa     sia    stata    l'occasione    per    poter    parlare
  dell'interrogazione  che ho presentato lo scorso  anno  e  quella
  sulla Sages, in merito alla quale aspetto risposta.
   Speravo   che  il  Presidente  ascoltasse  questa  mia  accorata
  dichiarazione.  Vorrei  conoscere il motivo  per  il  quale  lei,
  onorevole  Presidente,  non risponde alle  interrogazioni  da  me
  presentate  relative alla vicenda Sages, alla Pantoil,  al  fatto
  che  distruggiamo  il  nostro territorio e  svendiamo  la  nostra
  società regionale al primo venuto.
   Sicuramente,   oggi,   lei,   onorevole   Presidente,   non   ha
  possibilità di rispondere perché non è attrezzato. Ritengo, però,
  che  abbia  la possibilità di rispondere nei tempi debiti;  spero
  che  nelle prossime sedute  risponderà, in modo tale che si possa
  agganciare  la  tematica di oggi con la tematica  generale  della
  ricerca sugli idrocarburi.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Sbona.  Ne  ha
  facoltà.

    SBONA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho partecipatoai
  lavori  della IV Commissione, in quanto ne sono vicepresidente  e
  vorrei fare due considerazioni brevissime.
   Innanzitutto,  di  carattere  regolamentare  e  procedurale.  Mi
  associo  al  parere  del  collega  Presidente   e  dell'onorevole
  Acierno,  i  quali,  in maniera sintetica,  dal  punto  di  vista
  regolamentare,  hanno detto che in seno alla  Commissione  non  è
  stato fatto alcun apprezzamento, soprattutto perché si tratta  di
  un  argomento non pertinente, che sicuramente aveva,  invece,  la
  necessità di essere sottoposto all'esame di altri commissioni.
   Un'altra  considerazione,  di carattere  politico  e  personale,
  voglio  farla rivolgendomi all'assessore Granata. Caro Assessore,
  noi  siamo  ancora  qui  a discutere in  quanto,  ieri,  dopo  un
  incidente  di  maggioranza, c'è stato  un  ricompattamento  della
  maggioranza perché, alla fine, abbiamo riconosciuto la  bontà  di
  una  legge,  però,  contemporaneamente abbiamo detto  che  alcuni
  pezzi di questa legge non potevano essere apprezzati.
   Lei,  caro  Assessore, insieme alla Commissione hai  preso  atto
  che questo era un argomento che non si confaceva e non si confà a
  quello  che  è  lo  spirito  della legge  sul  turismo.  Entrando
  brevemente  nel  merito, non capisco come mai ci  sia  stata  una
  delibera  di  Giunta  che,  in un tempo  storico  precedente,  ha
  autorizzato  le  trivellazioni;  non  capisco  come  mai  ora,  a
  distanza di poco tempo, ci sia stata un'altra delibera di  Giunta
  che revoca questo.
   A  questo  punto, dico che sarebbe opportuno capire di che  cosa
  stiamo parlando. Mi sembra che l'onorevole Crisafulli, in maniera
  precisa, abbia espressamente detto  - e lo condivido - che qui si
  tratta non di trivellare per l'estrazione di petrolio, bensì   di
  fare  degli studi, delle prove per potere estrarre quella  che  è
  l'energia più importante e pulita: il gas metano.
   Non   capisco   perché  dobbiamo  impelagarci  in  un   discorso
  ecologista;   avremo  la  possibilità,  poi,   di   parlare   dei
  termovalorizzatori,  a  settembre, e di  tante  altre  cose  che,
  sicuramente,saranno  motivo di discussione, considerato  che  c'è
  qualcuno che la pensa in un modo e qualcuno in un altro.
   Però, dobbiamo avere la forza di dire le cose come stanno.
   Dal  punto  di vista procedurale, ritengo - ne abbiamo  discusso
  in   Commissione  -,  che  questo  emendamento  non  sia    stato
  apprezzato e di questo ne ha preso atto anche l'assessore Granata
  che,  questa  sera, vede una maggioranza ricompattata  che  vuole
  dare,  non solo un parere a questa legge, che è giusto fare  dopo
  15  anni di assenza di una legge sul turismo, però,  non possiamo
  tramutarla in una  legge omnibus' dove, a convenienza,  si  fanno
  deroghe su deroghe.
   Caro  Presidente  -  e concludo -, nel caso in  cui  si  dovesse
  votare questo emendamento, le preannuncio il mio  voto contrario.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Vicari.  Ne  ha
  facoltà.

    VICARI    relatore.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente
  della  Regione - che, in questo momento, deve assorbire posizioni
  abbastanza diverse che, poi, probabilmente, dovrà anche  prendere
  una  posizione  che  non  invidio  -,  onorevoli  colleghi,  devo
  precisare  che  la  Commissione non si è  espressa  perché  si  è
  ritenuta incompetente, però, la Presidenza dell'Assemblea, ci  ha
  trasmesso  ugualmente l'emendamento, per cui, ritengo che   abbia
  ritenuto che la IV Commissione fosse competente.
   Onorevoli  colleghi, vedete, su un tema così  importante,  credo
  ci sia la  chiave di volta  di questa riforma.
   Tutto  ciò  che si è fatto fino a questo momento è una  riforma;
  si poteva fare, certamente, anche meglio, ma non costituisce quel
  colpo  di  reni  di  cui si parlava, ieri, dopo quanto  accaduto,
  perché credo che, con questo tipo di atteggiamento, si sia  fatta
  una scelta precisa sull'identità della Regione siciliana, sul suo
  sviluppo e anche su quello che significa turismo in Sicilia.
   Io  non  sono  assolutamente  d'accordo  sul  fatto  che  questo
  emendamento  non sia coerente con il turismo anzi, probabilmente,
  andava inserito all'articolo 1, perché poter scegliere e dare  un
  segnale  chiaro  e inequivocabile sullo sviluppo che  la  Sicilia
  vuole intraprendere è abbastanza chiaro.
   La  correzione  presentata  dal Governo  diminuisce  la  portata
  dell'intervento  fatto in Commissione; si levano  dalla  proposta
  del  Governo  tutte  le problematiche sull'energia  eolica  e  si
  stabilisce un principio che è sacrosanto.
   Laddove  un  territorio pena mesi ed anni per farsi  riconoscere
  patrimonio dell'Unesco, significa che decide la propria identità,
  significa  che  decide  verso cosa vuole  andare,  significa  che
  decide  qual è lo sviluppo che vuole adottare, non ci può  essere
  un altro ente che non in sintonia con un percorso che ha fatto un
  territorio vada

    ACIERNO   Dobbiamo  dire la verità, le  concessioni  erano  già
  rilasciate.  Diciamo  le cose come stanno, non  mistifichiamo  la
  realtà

    VICARI   relatore. Io non sto mistificando alcunché,  non  l'ho
  interrotta,  onorevole  Acierno,  mi  faccia  esprimere  il   mio
  pensiero
   Se  io  fossi  un  membro del Governo, un autorevole  membro  di
  questo  Governo,  come  è  l'assessore Granata  o  il  presidente
  Cuffaro,  fare  una  scelta  di questo tipo  significherebbe  far
  scegliere  alla  Sicilia  qual  è  il  suo  sviluppo  preminente,
  significherebbe far scegliere alla Sicilia qual è la  strada  che
  vuole  intraprendere  nei  prossimi venti  anni,  significherebbe
  destinare risorse, uomini e scelte verso una strada che è  quella
  turistica.
   Allora,  una  riforma del turismo non può prescindere  dal  dire
  quali  identità la Sicilia vuole intraprendere; ecco perché  dico
  che  questo  tipo di emendamento andava inserito all'articolo  1,
  perché vi sono i principi e le finalità del turismo nella Regione
  siciliana.
   Tra  l'altro la riscrittura stabilisce che dopo l'individuazione
  dei  siti  dell'Unesco,  ogni  concessione  successiva  a  questo
  inserimento nella World List viene revocata, ma solo dopo che  un
  territorio  ed  un  ente superiore alla Regione  siciliana  hanno
  deciso che quello non appartiene né a Noto, né a Siracusa, né  ad
  Agrigento,  ma  ad a un patrimonio dell'umanità e nessuno  ha  il
  diritto  di andare a fare delle scelte diverse rispetto a  questa
  ipotesi.  Per  cui, non soltanto voterò favorevolmente  a  questo
  emendamento, ma voglio complimentarmi di questo scatto d'orgoglio
  che il Governo con questo emendamento ha rappresentato.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  ritenuto
  opportuno intervenire perché è evidente che non stiamo discutendo
  soltanto sulla pertinenza o meno di un emendamento, anche  perché
  molto  spesso la pertinenza dei testi, rispetto agli  emendamenti
  che vengono prodotti, è legata ad un atto di volontà.
   Qui,  siamo in presenza di una discussione che riguarda non  una
  visione  vincolista o una visione di fondamentalismo  ambientale.
  La  richiesta  di  assumere alcune porzioni ed  eredità,  che  ci
  consegna  la storia del nostro territorio, a patrimonio mondiale,
  costituisce - come dire - non una imposizione. Non credo che quel
  territorio,  quella porzione di territorio, quei  siti  che  sono
  presenti in quel territorio o in altre parti della Sicilia o  del
  mondo  abbiano  agito o subito la dichiarazione  dell'Unesco   di
  patrimonio dell'umanità.
   E'  un  valore  e  come  tale dobbiamo valorizzarlo,  come  tale
  dobbiamo assumerlo nella prospettiva che sempre abbiamo detto; io
  non  sono  tra  quelli che pensa che una grande Regione  come  la
  Sicilia possa ipotecare il suo modello di sviluppo esclusivamente
  sul  turismo. Ho sempre pensato che una grande Regione  abbia  il
  dovere  di  pensare  ad uno sviluppo che sia in  grado  anche  di
  diversificare la propria capacità di produzione, di consumo e  di
  costruzione  della  ricchezza e quindi di  redistribuzione  della
  stessa ricchezza.
   Però,  non  c'è  dubbio che noi, in questa  Regione,  siamo  una
  generazione che ha ereditato una idea dello sviluppo, che è stata
  in    qualche   modo   ipotecata   secondo   una   teoria   tutta
  produttivistica, ma che vedeva la Sicilia come la pattumiera  del
  nostro Paese.
   Che  cosa  sono  diventate alcune nostre coste,  immaginando  un
  modello   di   sviluppo   fondato,  ad   esempio,   sull'attività
  petrolifera o sulla chimica - penso a quell'aria del siracusano -
  ;  che cosa è diventato una porzione del territorio in nome di un
  modello  di  sviluppo?  Oltretutto, un modello  di  sviluppo  che
  quando si è esaurito ci ha lasciato, in eredità, non soltanto  la
  disperazione sociale, ma anche la devastazione ambientale.
   Ed  allora, da questo punto di vista, credo che fare  la  scelta
  che   stiamo  facendo, che mi auguro il Parlamento faccia,  fermo
  restando che mi rendo conto che apporre vincoli in maniera estesa
  rischia  di produrre, di incentivare la dinamica di aggirare  gli
  stessi  vincoli.  Credo che  la scelta che questa  Regione  debba
  fare  sia una scelta di modello, di idea, di prospettiva del  suo
  futuro.
   Investire  sulla  nostra  storia come  capacità  di  dare  e  di
  pensare  alla  ricchezza del futuro non è un valore  indifferente
  rispetto a  cosa pensiamo, a quale futuro pensiamo per la  nostra
  Regione.
   Ecco  perché,  credo che anche individuando le modalità  c'è  un
  lavoro che si è fatto per verificare che le aree di pertinenza ai
  siti  possano  essere le aree sulle quali la  scelta  che  fa  il
  Parlamento  siciliano  sia  di  valore  del  futuro,  perché  non
  appartiene  solo  a noi quel patrimonio, ma appartiene  anche  ai
  nostri figli ed ai figli dei nostri figli.
   Credo   che   sia  giusto  che  il  Parlamento  approvi   questo
  emendamento, lo assuma e credo sia giusto che lo approvi anche in
  maniera  palese,  in  maniera tale che ognuno  sia  dinanzi  alla
  propria  coscienza, ma anche dinanzi al rapporto  con  il  popolo
  siciliano, in grado di indicare e di dire per davvero cosa  pensa
  debba essere il futuro di questa Regione.

    PAGANO   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non
  più  tardi  di qualche settimana fa in Giunta di Governo  abbiamo
  avuto l'opportunità di dibattere su questo argomento.
   In  quell'occasione ci fu detto che l'UNESCO si era  pronunziata
  contro  questo  tipo di impostazione, e ci  fu spiegato  che,  in
  generale,  la  filosofia   della  massima  autorità  in   materia
  mondiale  di  beni  culturali, ambientali e  monumentali  si  era
  pronunziata  contro e che, di conseguenza, era opportuno  che  si
  sospendessero  i  lavori  o  addirittura  venissero  bloccate   e
  revocate le concessioni.
   Pur  nella preoccupazione e difficoltà di prendere su due  piedi
  questo argomento, anche se in verità c'era stato un dibattito che
  era  iniziato  in maniera monotematica da una parte del  Governo,
  abbiamo accettato questo tipo di impostazioni.
   Abbiamo  accettato  perché ritenevamo giusto e  prudente  questo
  tipo di osservazione e perché in generale il dubbio penso che sia
  una  delle  componenti più importanti dell'uomo. Le  certezze  ci
  hanno sempre terrorizzato da qualunque parte esse arrivassero, il
  dubbio  invece  penso che sia una componente  fondamentale;  esso
  probabilmente  rende l'uomo intanto più umano e sicuramente   gli
  dà la possibilità di misurarsi con fatti e opinioni, di ascoltare
  e poi decidere.
   Ritornando in Assessorato ho chiesto ai miei dirigenti, ai  miei
  funzionari di avere tutta una serie di documentazione a  supporto
  di  questo argomento sul quale, evidentemente  non ero preparato,
  e  abbiamo  scoperto che, in verità, l'UNESCO  non  soltanto  non
  aveva  pronunziato  nulla  in  materia,  ma  addirittura  si  era
  pronunziata  con  una sorta di agnosticismo, di visione  asettica
  che  mi aveva lasciato talmente perplesso da prendere in mano  il
  telefono  e chiamare l'Ambasciatore in persona, con il quale  era
  nato  un  rapporto personale a seguito del fatto che  la  Sicilia
  aveva  avuto l'ennesimo successo con Pantalica che era  diventato
  quinto   sito   della  Word  Heritage  List   e  di  conseguenza,
  all'interno di questa, avevamo chiesto consiglio e parere.
   Il  risultato  è stato esattamente quello che ho detto  io:  che
  l'UNESCO  era  assolutamente indifferente alla materia.  Per  cui
  abbiamo  cominciato a fare un minimo di indagine,  un  minimo  di
  ragionamenti  che  io  oggi vi voglio  riferire  -  sono   giunti
  ragionamenti   da più parti, peraltro - e di conseguenza  non  vi
  arrabbierete e non vi annoierete se io li riprenderò, però  penso
  che  in  questo caso e mai come in questo caso repetita   iuvant.
  Primo aspetto: avete mai riflettuto quanto è la dimensione di  un
  comune?
   Secondo questo teorema fantascientifico, fantasmagorico - e  non
  aggiungo  altri aggettivi - noi dovremmo bloccare lo sviluppo  di
  un  comune  che  ha anche dimensioni molto ampie  nell'ordine  di
  centinaia  di  chilometri  quadrati  e  magari  la  campagna  più
  estrema, magari desolata e che nulla ha a che vedere da un  punto
  di  vista paesaggistico, al punto che le Sovrintendenze, in tempi
  non  sospetti,  non hanno avuto nulla da ridire, ebbene  in  quel
  contesto  noi  dovremmo bloccare uno sviluppo sostenibile  -  ora
  arriveremo  allo  sviluppo sostenibile che,  guarda  caso  è  una
  definizione  dell'UNESCO - solo perché a distanza  di  decine  di
  chilometri, magari dalla parte opposta del territorio, insiste un
  sito importante, straordinariamente importante ma che è dentro la
  città  e  non  ha nulla a che vedere nei contesti in  cui  stiamo
  parlando.

    VICARI  relatore. Onorevole Pagano, la richiesta non la  fa  il
  comune.

    PAGANO   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica  istruzione. Tengo a precisare che i comuni  interessati
  sono in questo momento otto ma non è finita, perché è chiaro che,
  man  mano  che  ci  sono le condizioni di conoscenza,  ovviamente
  tanti  altri  comuni si stanno rendendo conto  che  è  necessario
  avanzare  richieste legittime di allargamento dei siti in  questo
  caso specifici del patrimonio del barocco.
   E'  noto  che Acireale, Ispica e Mazzarino hanno fatto richiesta
  ufficiale di entrare ed io personalmente ho avuto modo di parlare
  con  gli  esperti in materia e in particolare in due  su  tre  di
  questi Comuni non c'è nessuna difficoltà.
   Quindi,  come  vedete,  c'è una tendenza  all'allargamento,  una
  tendenza  che, probabilmente, non è finita a giudicare da  quella
  che  è la proposta avanzata da Crisafulli. Perché Crisafulli dice
  sostanzialmente,  prendendo e facendo  sua  la  legge  433,  dice
  sostanzialmente che l'espressione   aree del barocco' è  tutto  e
  quindi  cominciamo  ad  entrare  in  una  logica  culturale,   di
  interesse  artistico e monumentale talmente ampia e  diffusa  che
  non  è  improbabile che da qui in avanti - questo è  ciò  che  si
  intuisce dal suo ragionamento - da qui in avanti ben più profondo
  sarà l'interesse che verrà in questa materia.
     Ma  non voglio nemmeno entrare nel merito di questo argomento.
  Faccio   un  ragionamento  che  è  tutto  legato  allo   sviluppo
  sostenibile (ripeto che tale termine è stato  utilizzato  per  la
  prima volta dall'UNESCO). Lo sviluppo è sostenibile quando ha una
  visione antropologica e noi, classe dirigente, non ci possiamo in
  questo   momento  prendere  la  responsabilità  di   bloccare   o
  addirittura di revocare qualcosa che è nato in tempi non sospetti
  quando  né  la  Sovrintendenza  né  i  precedenti  Assessori  per
  l'industria, ricordo che tutto nasce con Assessori precedenti, di
  colore politico diverso, che hanno avuto avalli politici diversi,
  che  erano stati anche loro parte di una giunta dove c'erano  gli
  stessi Assessori.
   Ebbene  questo che in tempi precedenti era considerata un'opera,
  o  per  lo meno un'iniziativa imprenditoriale meritoria, in altre
  epoche subisce una metamorfosi totale e assoluta, pur in presenza
  di  un Assessore per l'industria che in maniera chiara, pur nella
  sua  -  consentitemi  ma  lo  dico  con  grande  affettuosità   -
  signorilità e timidezza, viene manifestata con documenti scritti,
  senza  bisogno di urlare e battere i pugni, perché ognuno  ha  il
  suo stile.
   Ebbene   l'attuale  Assessore  per  l'industria   presenta   una
  documentazione che dice:  Guardate che è tutto a posto  e  quindi
  c'è  una  continuità amministrativa e governativa che  penso  non
  vada  sottaciuta. E lo sviluppo sostenibile a questo punto cos'è?
  La  capacità di fare passare delle tesi contrarie a quelle  degli
  stessi  che  invece erano favorevoli prima? Penso che  in  questo
  caso  non possiamo essere dei necrofili. Abbiamo bisogno di  dare
  al  mondo  una visione antropocentrica. Allora, il  metano  -  la
  domanda è questa - scavato a 2200 metri, non più di questo, è  un
  materiale inquinante? E' da paragonare agli scempi avvenuti negli
  anni  '50  quando  la Sicilia, vittima del pensiero  di  Pasquale
  Saraceno,  divenne  vittima  di una logica  assistenzialistica  e
  soprattutto  contraria alle capacità imprenditoriali endogene  di
  questa nostra terra?
   No   Perché  non c'è dubbio che quella scelta degli anni  '50  e
  '60 era una scelta che mortificava il Mezzogiorno d'Italia ed  il
  sud in particolare, mentre non mi pare di cogliere nessun segnale
  in  questo  senso nelle scelte che sono legate allo sviluppo  del
  metano perché, come giustamente è stato detto da qualcuno che  mi
  ha  preceduto, noi lo importiamo a caro prezzo da altre parti,  e
  da altre parti non mi pare che abbiano la puzza sotto il naso.
   Né  mi pare che la Regione Basilicata, che certamente non ha  lo
  stesso  nostro colore politico,  anzi è più vicina alle posizioni
  della  sinistra,  anzi  è di sinistra nel  senso  più  pieno  del
  termine, col 66 per cento dei voti, mi dicono dalla mia sinistra,
  abbia  fatto  scelte di tipo contrario, perché in  Basilicata  le
  scelte  vanno  esattamente all'interno  di  quell'equilibrio  che
  stavamo accennando ed all'interno di quei siti, alla vicinanza di
  quei  siti  che ricordo, anche in questo caso, essere  patrimonio
  dell'UNESCO. Nella provincia di Matera ci sono i sassi di  Matera
  e lì, a due passi, nello stesso territorio di Matera e confinante
  con Potenza ci sono le trivellazioni del metano.
   Allora,  signori, penso che l'immagine nel mondo  della  Sicilia
  non può essere affidata a questo dibattito che è passato sopra la
  testa  di tutto e di tutti, sopra la testa degli Assessore per  i
  beni  culturali e sopra l'Assessorato all'industria, che  nessuna
  delle Commissioni interessate si è mai pronunziata, e che l'unica
  che  si  è pronunziata si è dichiarata non idonea a giudicare  la
  stessa.
   Penso  che  sia mortificante per questo Parlamento  operare  una
  spaccatura dopo che per tanto tempo si è lavorato.
   Pertanto,   signor  Presidente  dell'Assemblea,  le  chiedo   di
  ritirare questo emendamento, perché è inammissibile alla materia,
  e  glielo  chiedo anche a nome della maggioranza che,  in  questo
  momento,  di trovare altre spaccature, non ha bisogno, in  questo
  momento,  di  essere mortificata da posizioni che certamente  non
  corrispondono a quelle che sono le visioni generali del  mondo  e
  di questo Parlamento.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO   presidente  della Regione. Signor  Presidente,  sono
  intanto  compiaciuto che questo Parlamento, quando  si  parla  di
  tematiche  importanti,  che attengono  allo  sviluppo  di  questa
  Terra,  ad una scelta di sviluppo di questa Terra, si infiammi  e
  trovi  il  modo,  anche  se  dopo una giornata  di  lavoro  e  di
  stanchezza,    di  dibattere,  di  riflettere   e   di   svolgere
  ragionamenti.
   Credo  che  questo sia il ruolo vero del Parlamento e mi  auguro
  che  ce ne siano tanti altri di questi argomenti che possano,  in
  qualche  modo, suscitare l'interesse di questo Parlamento  perché
  stasera abbiamo fatto un ragionamento, delle riflessioni ad  alta
  voce  su  un  argomento assolutamente importante che non  attiene
  certamente  a  scelte di partito ma attiene a quella  che  è  una
  maturazione di come debba avvenire, di cosa debba essere, di come
  dobbiamo tentare che sia lo sviluppo di una Terra.
   Che  non  siano  scelte  di partito lo si capisce  non  soltanto
  dagli interventi che abbiamo appena finito di ascoltare,  diciamo
  bipartisan,  ma dal fatto anche che, per esempio, l'unico  comune
  che ha attivato le concessioni in Sicilia è un comune a guida  di
  sinistra, mentre, per esempio, gli altri a guida di destra  hanno
  detto  no, tanto per dirne una nella fattispecie. Stiamo parlando
  di una attivazione di una concessione, quella della Panteroil che
  è  stata  fatta dal solo comune di Ragusa che, come sapete,  è  a
  guida  di  un sindaco di sinistra, che ha ritenuto giustamente  e
  nella legittimità...

    SPEZIALE . Di centrosinistra...

     CUFFARO    presidente  della  Regione.  ...che   ha   ritenuto
  giustamente e nella sua legittimità di doverlo fare.

    MICCICHE'  Ha sicuramente sbagliato

     CUFFARO   presidente della Regione. No,  non  è  vero  che  ha
  sbagliato, onorevole Micciché, non mi faccia dire cose che non ho
  detto,  forse  se  io  riesco a svolgere un  ragionamento  capirà
  perfettamente che lungi da me dire che ha sbagliato. Sto  dicendo
  che è un ragionamento che attraversa i partiti che è, invece,  un
  ragionamento politico perché la politica non è fatta soltanto dai
  partiti, mentre altro comune, per esempio Modica, a guida  di  un
  sindaco di centrodestra, non ha dato le concessioni.
   Fermo  restando  che  qui  c'è  un  procedimento  amministrativo
  assolutamente  corretto che parte dalle richieste e  arriva  alle
  concessioni, ai permessi dati alle regioni e poi alle concessioni
  ai  comuni, invece, questo Parlamento ha voluto far ergere questo
  argomento ad una scelta vera, politica, ad una scelta di sviluppo
  di  questa Terra che ognuno di noi sta esprimendo, esprime e  che
  certamente fa onore a questo Parlamento.
   E'  difficile che noi stasera si possa capire se ha  ragione  lo
  sviluppo  che tanti anni fa immaginò Saraceno, o che fece  Enrico
  Mattei  o  altri; dico Saraceno per citare il professore  di  cui
  parlava l'Assessore Pagano.
   Qui c'è assolutamente una scelta di tipo politico che attiene  a
  quello  che  ognuno di noi  sta tentando di portare  avanti  come
  processo politico che nasca dal territorio.
   Mi  sono  sforzato di dire in questi anni, e chi mi  ha  sentito
  parlare  sa  che lo dico sino alla noia, che se alcuni  risultati
  abbiamo  ottenuto  in  questi anni, se c'è uno  sviluppo  che  in
  questi anni siamo riusciti a portare avanti è uno sviluppo che  è
  partito  dal  territorio,  che è nato dal  territorio  e  che  ha
  coinvolto  soprattutto  scelte che attengono  a  quelli  che  nel
  territorio  vivono.
   E,  proprio  perché parte dal territorio,  uno  sviluppo  è  più
  vero, perché il territorio e le persone che nel territorio vivono
  sanno  che devono utilizzare quel territorio, che devono  saperne
  cogliere  le  vocazioni,  che spesso,  nel  passato,  sono  state
  violentate  da  chi  ha  fatto  una  programmazione  verticistica
  dall'alto, da chi ha distribuito risorse nel territorio senza che
  ne incontrassero le vocazioni e spesso, invece, le violentassero.
   Ho  sempre detto, per esempio, che se oggi ci dovesse essere una
  scelta  del  territorio di Gela di attivare  un  processo,  quale
  quello  che fu fatto sessantanni fa, con le attuali scelte  della
  politica che sono affidate al territorio (è dal territorio che si
  va  incontro  alle risorse, non come nel passato le  risorse  che
  vengono distribuite nel territorio), se oggi si ponesse di  nuovo
  questa scelta, io ho l'assoluta certezza che difficilmente quello
  che oggi c'è a Gela, a Priolo, a Melilli, a Milazzo rinascerebbe.
  Diciamolo  con  franchezza: io  non so se questo  è  giusto  o  è
  sbagliato.   So soltanto che le scelte che partono dal territorio
  vanno  incontro ad una filosofia diversa. Ed è così. Non  a caso,
  le  stesse scelte che io ritengo indispensabili, come quelle  dei
  termovalorizzatori,  stanno   incontrando  delle  difficoltà  nel
  territorio  di  chi  nel  territorio  ci  vive.  E,   quindi,   è
  certamente questa la nuova filosofia della politica con la  quale
  bisogna far conto, lo si voglia o no.
   Lungi  da  me  pensare che noi stasera sceglieremo  quale  possa
  essere  la  via  giusta. Io, per quel che  mi  riguarda,  non  mi
  sottrarrò  dall'esprimere quel che penso, che  è  quello  che  ho
  tentato  di fare in questi anni. Per quel che mi riguarda,  credo
  che  in  quel territorio - e ho avuto modo di vederlo  perché  ho
  parlato  con sindaci, con cittadini, con persone che ci vivono  -
  non  accettano un tipo di sviluppo qual è quello che, in  qualche
  modo,  la ricerca di  idrocarburi possa trovare. C'è da prenderne
  atto.
   Sono,  altresì,  convinto  che però  la  politica  non  può  non
  mettere nelle condizioni, comunque, se uno sviluppo può  e  debba
  esserci  e,  chi  lo  vuole, può e deve avere le  possibilità  di
  poterlo  fare nel territorio, che questo non avvenga. Allora,  io
  credo,  cari amici di questo Parlamento che noi dobbiamo  tentare
  di  trovare una soluzione che, nel ribadire - ma questo è il  mio
  pensiero  - che dove l'Unesco ha stabilito esserci dei  siti  che
  vanno   valorizzati,  allora  -  e  lo  voglio  dire  con  grande
  franchezza - che questo Parlamento dica che, almeno in quei siti,
  dove  già  c'è  una scelta del territorio perché  il  sito  viene
  dichiarato  patrimonio dell'Unesco' perché c'è una iniziativa che
  parte dal territorio, non è solo una iniziativa verticitstica. Se
  quel  territorio si è già espresso, se ha chiesto che  quel  sito
  diventi  patrimonio  dell'Unesco,  attivando  una  procedura   di
  sviluppo  che è orientata verso tutt'altre possibilità  che  sono
  quelle  della  ricerca di idrocarburi, allora io  credo  che  noi
  abbiamo  il dovere di rispettare. Però, bisogna avere la capacità
  di  stabilire che cos'è il sito e dove arrivino le pertinenze del
  sito, perché non possiamo inderogabilmente pensare che tutto  sia
  sito.
   Allora,  se  questo  Parlamento me lo concede  io  emenderei  il
  testo  presentato  dal Governo che dice  in considerazione  dello
  straordinario valore turistico, ambientale e culturale nelle aree
  della  Regione  siciliana  ... , con    in  considerazione  dello
  straordinario valore turistico, ambientale e culturale nelle aree
  di   pertinenza  dei  siti  della  Regione  siciliana  dichiarate
  patrimonio  dell'umanità  da  parte dell'Unesco  è  vietata  ogni
  attività .
   Quando  avremo detto di  pertinenza dei siti   certamente avremo
  valorizzato  i  siti e ristretto di molto la pertinenza  che  non
  potrà essere a quaranta chilometri.

    ACIERNO   Che vuol dire  di pertinenza'? La parola  pertinenza'
  non delimita.

     CUFFARO   presidente  della  Regione.  Se   pertinenza'  è  un
  vocabolo che non vi piace troviamone uno che renda di più.

    ACIERNO   Signor  Presidente, lei deve spiegare  al  Parlamento
  una  sola  cosa: perché una concessione rilasciata dall'assessore
  non viene revocata dall'assessore?

     CUFFARO  presidente della Regione. Onorevole Acierno,  lo  sto
  spiegando.

    ACIERNO   Perché  l'Assessore  e  la  Giunta  non  revocano  la
  concessione  anziché  chiedere  al  Parlamento  la  revoca  delle
  concessioni?

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, la richiamo all'ordine.

     CUFFARO  presidente della Regione. Signor  Presidente  e  cari
  amici del Parlamento, è soltanto appena il caso di ricordare  che
  la Giunta di Governo le ha già revocate.

    ACIERNO  E, allora, non serve questa norma

     CUFFARO   presidente  della Regione.  Non  è  vero,  onorevole
  Acierno. Non è vero, onorevole Acierno, la Giunta...

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno, abbia  rispetto  di  tutto  il
  Parlamento e di chi parla.

     CUFFARO  presidente della Regione. La Giunta di Governo le  ha
  già  revocate  e  ha già notificato agli interessati  la  revoca.
  Quello che sta facendo oggi il Parlamento è una cosa diversa.
   Intanto in termini giuridici perché si evitano eventuali...

    ORTISI  Gerarchie delle fonti.

     CUFFARO     presidente   della   Regione.   Appunto,    perché
  innanzitutto  si evitano possibili ricorsi dal punto di vista  di
  TAR  e Consiglio di Giustizia amministrativa. Poi,  quando avremo
  enunciato  con una legge che non si possono più dare  concessioni
  in  questi  siti,  nessuno potrà più fare richieste  agli  uffici
  della  Regione, dove in atto, invece, vige una legge secondo  cui
  si possono dare queste concessioni.
   Quindi noi stiamo facendo una legge per dire che in questi  siti
  non se ne possono più dare.

    SPEZIALE  Non gliele dà

     CUFFARO    presidente  della  Regione.   Onorevole   Speziale,
  siccome  poi alla fine farò la mia proposta, lei poi voterà  come
  riterrà più opportuno.
   La  legge  non  è  vero  che non serve.  La  Giunta  le  ha  già
  revocate.  Questa  legge  serve ad evitare  che  possano  esserci
  contenziosi  e  serve, altresì, ad evitare che ne  sorgano  degli
  altri perché nulla osta ad altri che possano fare richieste e  il
  funzionario  della  Regione a cui la  legge  numero  10  ha  dato
  mandato di esercitare di dare un diritto o di non darlo non potrà
  non  dare quel diritto perché la legge oggi lo obbliga a darlo  e
  poi deve essere di nuovo la Giunta a revocarlo per essere chiari.
   Questa  legge  serve. Io chiedo, però, che  questa  legge,  così
  com'è,  venga  emendata  perché sono  d'accordo  con  l'onorevole
  Pagano  quando  dice  che  a quaranta chilometri  da  Ragusa,  in
  un'area dove non ci sono siti veri da salvaguardare non si  possa
  invece  fare  una ricerca di metano, io sono  contrario  comunque
  alle ricerche petrolifere. Questo lo dico con grande franchezza.
   Cosa  diversa  il  metano dove a quaranta chilometri  fuori  dal
  sito  si  può  fare  ed è giusto che si faccia.  Quando  mettiamo
   nelle  aree di pertinenza' non è vero che non abbiamo stabilito,
  onorevole  Acierno,  perché  le  aree  di  pertinenza  non   sono
  indefinite, sono  aree di pertinenza di quelli che sono  i  siti.
  Se  vogliamo specificarlo meglio, facciamolo pure; io non ho  una
  parola migliore.
   Voglio  dire un'altra cosa che non condivido, onorevoli colleghi
  dell'Assemblea. Io non so se il Governo, per firma dell'onorevole
  Granata,  ha presentato emendamenti a questo emendamento  che  ho
  davanti.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Sono ritirati.

    CUFFARO   presidente della Regione.  Una  cosa  è  revocare  le
  concessioni in quei posti che sono stati riconosciuti siti UNESCO
  anche e queste concessioni sono state date dopo il riconoscimento
  del  sito,  una cosa è andare a revocare tutte quelle concessioni
  che erano state date prima, quando il sito UNESCO non c'era e che
  diventa  un  problema di carattere diverso, quindi, l'emendamento
  non  emendato, che è quello che ho qua davanti, in cui  dice  che
  noi  revochiamo  quelle concessioni che sono state  date  dove  è
  stato già riconosciuto il sito UNESCO anche dopo.
   Chiedo  di  inserire questa dizione di pertinenza dei siti  che,
  chiaramente,  restringe e ci consente di  poter  salvaguardare  i
  siti e concretamente ci consente anche, dove si può e dove si può
  perché non ci sono i siti, di poter fare una ricerca di metano.
   Credo  che  l'argomento  sia talmente  importante  che  non  può
  essere  affidato  ad  una  singola  scelta  del  Governo  o   del
  Parlamento.  Per questo, signor  Presidente, intanto  ritengo  di
  lasciare  libera  l'Aula,  senza vincoli  di  Governo  a  volersi
  esprimere  secondo coscienza, come meglio ritiene; però,  siccome
  sono  delle  scelte politiche vere e sulle scelte politiche  vere
  ognuno  deve assumersi la responsabilità del voto e poterlo  fare
  molto  palesemente e con trasparenza dico che l'Aula deve  essere
  libera, ma chiedo altresì che possa esserci un voto palese,  dove
  ognuno esprima sinceramente come la pensa, perché qui parliamo di
  un  modello  di  sviluppo e comunque di scelte che incrociano  la
  nostra  coscienza delle quali, qualunque esse siano, non  bisogna
  vergognarsi.

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  dal   Governo
  l'emendamento A 47.1 di riscrittura dell'emendamento A 47.

    ACIERNO    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

     MICCICHE'    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  appello
  nominale.

     PRESIDENTE    Il  voto  segreto  prevale  sulla  richiesta  di
  appello nominale.

     CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, il Governo ha già dichiarato  che  poiché c'è
  libertà  di  voto  perché bisogna procedere  alla  votazione  per
  scrutinio segreto? Ritengo che ognuno possa votare liberamente.

          (Gli onorevoli Arcidiacono, Beninati, Confalone,
       Crisafulli, Giambrone, Leanza Edoardo, Pagano, Sbona si
                      associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento A 47.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento A.47.1
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          25
   Contrari            36

                      (L'Assemblea non approva)

   Preciso  che  l'Assessore  Granata ha  votato  con  una  tessera
  intestata all'onorevole Lo Curto.

   Si passa all'emendamento A 37. Lo pongo in votazione.
    Il parere della Commissione?

    VICARI  relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.52 bis.
    Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    VICARI  relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A.53 bis dell'assessore Lo Monte.
    Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    VICARI  relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

   (E' approvato)

    Si passa all'articolo 11.Ne dò lettura:

                            «Articolo 11
                          Oneri finanziari

   1.Per  le  finalità  degli articoli 3 e  4  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2006-2007, la spesa complessiva di  1.400
  migliaia di euro, così distinta:

      ARTICOLO    ESERCIZIO FINANZIARIO         ESERCIZIO
                           2006             FINANZIARIO 2007
          3                100                     100
      4, lett.            1.000                    ==
         a)
      4, lett.             200                     ==
         f)
     T                             1.300                     100
     TOTALE

  2. Gli oneri di cui al comma precedente, pari a 1.300 migliaia di
  euro  per l'esercizio finanziario 2006 ed a 100 migliaia di  euro
  per  l'esercizio finanziario 2007, trovano riscontro nel bilancio
  pluriennale  della  Regione,  UPB  4.2.1.5.2,  codice   12.02.01,
  accantonamento 1001.'.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne dò lettura:

                            «Articolo 12

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

     Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Votazione  finale del disegno di legge  Norme  per  lo  sviluppo
  turistico della Sicilia
                      ( nn. 788-376-550-957/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione finale  del  disegno  di
  legge   Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia ( nn.  788-
  376-550-957/A)

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Turano,  siamo  in  fase  di  votazione
  finale,   posso dare la parola per dichiarazione di voto  ma  non
  per altro, considerando fra l'altro l'opportunità di stringere al
  massimo perchè onestamente il dibattito è stato vasto, numeroso e
  consistente.

    TURANO   Signor  Presidente chiedo di parlare  sull'ordine  dei
  lavori.

     PRESIDENTE  No, solo per dichiarazione di voto la  posso  fare
  parlare

     TURANO   Presidente,  questa sera  lei  sta  stravolgendo  una
  regola che governava questo Palazzo da almeno dieci  anni: quando
  ci sono più provvedimenti all'ordine del giorno si è sempre fatto
  che si sono  votate tutte le leggi alla fine

     PRESIDENTE   No, assolutamente  Lei ha fatto il  suo  richiamo
  sull'ordine dei lavori, non l'accetto perchè si mette ai voti  la
  norma sul turismo.
   Dichiaro aperta la votazione...

    TURANO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  sono
  venuto  qua oggi a giocare,  come tutti noi, sono venuto  a  fare
  una  cosa  seria,  sono  venuto perchè sono  stato  chiamato  dal
  Presidente    della   Regione   che,   assieme   al    Presidente
  dell'Assemblea, mi ha convocato questa mattina e mi  ha  spiegato
  un  fatto  politico   Quando  c'è un  fatto  politico,  un  fatto
  personale diventa una sciocchezza e  però noi oggi siamo   venuti
  ed  io  poco  fa  ho fatto una domanda, l'ho fatta al  Presidente
  dell'Assemblea e l'ho fatta al Presidente della Regione.
      Se  ci  fosse  stato  tempo  e  spazio  per  evadere  l'altro
  provvedimento  che  è tanto importante quanto  questo,  forse  le
  difficoltà  che  comincio ad avvertire  personalmente  -  e  come
  diceva poco fa l'onorevole Fleres -  che comincio a percepire  in
  generale  nel  viso di tanti colleghi, potrebbero risolversi.  Se
  così  non si procede, il mio diventa un fatto personale, piccolo,
  piccolo  davanti  al  fatto politico, però  ho  la  dignità  come
  persona  di  capire  quello  che è  successo:  siamo  venuti  per
  blindare  una  legge  di riforma e abbiamo  fatto  una  legge  di
  riforma  che  contiene anche tante cose e tante  piccole  cose  e
  siccome queste cose ieri una parte della sinistra le ha affossate
  su principi importanti ed oggi le ha recuperate, io non ci sto
   Io  non  ho da rimproverare nessuno, però capisco come vanno  le
  cose e capisco la difficoltà che hanno i colleghi che sono seduti
  qua  e che cercano di capire come deve finire questa vicenda.  Se
  questa vicenda deve concludersi con il voto finale sulla legge di
  riforma

    PRESIDENTE   E'  logico questo, non è una cosa  nuova  che  una
  legge si concluda con il voto finale.

    TURANO   Certo, Presidente, non c'è dubbio. Lo dice  la  prassi
  regolamentare dell'Assemblea che vuole che quando ci sono quattro
  provvedimenti all'ordine del giorno alla fine si vota

    PRESIDENTE     Parli  per  dichiarazione  di  voto,   onorevole
  Turano, la prego. Il richiamo l'ha già fatto e l'ho respinto.

    TURANO  Lo so,  Presidente.

    PRESIDENTE  E allora la dichiarazione di voto, perché  non  può
  fare altro discorso.

    TURANO   Signor  Presidente,  io  sono  stato  qua  in  maniera
  disciplinata a sostenere, non posso votare questa legge, lo  dico
  con  franchezza al Governo, lo dico con franchezza  ai  colleghi:
  non  voterò  questa  legge, perché ho capito bene  dove  dobbiamo
  arrivare  con questa legge e dove dobbiamo arrivare  con  l'altra
  legge.
     Mi  avete  chiamato qua su un fatto politico  e  su  un  fatto
  politico sono venuto, non è solo un fatto politico, la mia è  una
  questione  personale,  piccola  piccola,  che  davanti  al  fatto
  politico scompare,  ma alla mia dignità non intendo rinunciare

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  le
  chiedo  scusa, faccio anch'io una dichiarazione di voto. Annuncio
  il  voto favorevole per quel che mi riguarda e nell'annunciare il
  voto  favorevole vorrei tranquillizzare il Parlamento  che,   per
  quel  che mi riguarda, finito di votare la legge si continua  con
  l'altra legge, onorevole Turano, nessuno va via.
     C'è  l'impegno del Governo e del Parlamento che  si  approverà
  anche  l'altra  legge. Se qualcuno pensa che il  voto  su  questa
  legge   significa  che  non  andremo  avanti  nei   lavori,   non
  approveremo un'altra legge,  dice una cosa che assolutamente  non
  ha senso.
     Le  assicuro,   onorevole Turano,  che voteremo questa  legge,
  perché questa è la decisione del Presidente, e che continueremo a
  lavorare  per approvare l'altra legge sui cofidi. Non c'è  alcuna
  preoccupazione   che  non  si  vada  avanti  nel   rispetto   dei
  parlamentari  che sono stati qui e che attendono di votare  anche
  l'altra legge con i relativi  emendamenti,  che discuteremo.
     Quindi,  non  vedo una preoccupazione di questo tipo.  C'è  la
  garanzia   del   Governo,   per  quel  che  mi   riguarda,    che
  affronteremo  anche  l'altra legge, la valuteremo  insieme  e  la
  voteremo.

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge «Norme per lo sviluppo  turistico
  della Sicilia» (788-376-550-957/A bis).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli         47
   Contrari            9
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE   L'onorevole  Barbagallo e  l'onorevole  Crisafulli
  dichiarano che avrebbero voluto votare contro ma il loro voto non
  è stato rilevato dal sistema elettronico.
   L'Assemblea ne prende atto.

   L'onorevole  Giuseppe  Catania fa rilevare  che  avrebbe  voluto
  votare  a  favore  e  che il suo voto non è  stato  rilevato  dal
  sistema elettronico.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi  sospendo la seduta per dieci minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 23.40)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, la Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari non ha individuato un percorso condiviso
  rispetto agli emendamenti che sono stati presentati.
   A  giudizio  della  Presidenza, l'unico emendamento  ammissibile
  che  ha  attinenza col disegno di legge che stiamo  discutendo  è
  quello che riguarda l'emendamento A2 e A8 che è un subemendamento
  all'emendamento  A2  e  riguarda  la  proroga  delle  Camere   di
  Commercio.
   Di  conseguenza, gli altri, su orientamento, peraltro  condiviso
  della  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  non
  verranno considerati ammissibili.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine dei lavori perché sul tema che bisognerebbe  trattare
  non  so  di  cosa si parla. Dico ciò nella qualità di  componente
  della  Commissione  Attività  produttive,  organo  preposto    ad
  analizzare.
   Faccio  questo ragionamento non perché spero di arrivare ad  una
  conclusione  ma  perché questa regola, in questa  sede,  è  stata
  calpestata cento volte; lo faccio per i motivi politici da me  in
  precedenza evidenziati.
      Se   la   Presidenza  mette  all'ordine  del  giorno   questi
  emendamenti   che  non  conosco,  conterranno  cose   di   grande
  saggezza.
   Chiedo  di  convincere i colleghi a votare contro  su  un  fatto
  politico,  tranne che non dovrei scoprire che questi  emendamenti
  interessano   il   centrosinistra  perché,  a  nome   di   quella
  maggioranza, questa volta, li sosterrei io. Faremmo prima  e  ciò
  sarebbe più corretto deontologicamente e moralmente nei confronti
  dei  colleghi che sono stati qua chiamati su un fatto politico  a
  dare una risposta politica.
   Non  avevo  capito niente e, invece, credo di aver capito  bene.
  Se  riguardano questo centrodestra sbrindellato, non c'è  ragione
  di farlo; se riguardano, invece, il centrosinistra, li appoggiamo
  noi.  Ma siamo noi, quelli che tutto il giorno sono stati  qua  a
  fare una cortesia al centrosinistra.
   Signor  Presidente,  questo emendamento, la prego  ironicamente,
  di  dire se appartiene al centrodestra o al centrosinistra. Lo so
  che lei non può rispondere ma conosco pure la risposta.

    PRESIDENTE   Onorevole Turano, posso dire,  come  lei  peraltro
  sa, da chi è firmato, ma questo non c'entra.
   La  pronunzia della Presidenza riguarda l'ammissibilità o la non
  ammissibilità e non la parte politica che lo ha presentato.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che
  nella vita - quindi anche nella vita e nei lavori parlamentari  -
  vi  siano  alcune  regole fisse o che dovrebbero  essere  tali  e
  imprescindibili.
   A cosa mi riferisco?
   Da  alcuni  giorni siamo impegnati in quest'Aula  per  approvare
  una riforma importante: la riforma sul turismo. E anche di fronte
  alle  difficoltà che si sono create intorno a questa  riforma,  i
  colleghi  parlamentari,  tutti  i  colleghi  parlamentari,  hanno
  dimostrato  il loro impegno e la loro collaborazione affinché  il
  Parlamento  esitasse questa norma, anche in virtù del  fatto  che
  ben  due  Conferenze di Capigruppo, non una ma due Conferenze  di
  Capigruppo  hanno  stabilito che a chiusura  di  questa  sessione
  estiva  si  dovevano  approvare due  norme:  una  riguardante  il
  turismo  e l'altra riguardante i Consorzi, i Confidi, i  Consorzi
  Fidi.
   Ricordo  pure  che c'è stato un intervento dell'onorevole  Santo
  Liotta  in Aula e lei, signor  Presidente, ricorderà bene  quello
  che  lo  stesso sosteneva:  Facciamo in modo che il provvedimento
  sui Confidi non diventi un'altra omnibus .
   Ma  anche  l'onorevole Liotta, con intervento in  Aula,  non  ha
  detto  che  al provvedimento sui Confidi non si doveva presentare
  nessun emendamento.
   Nelle  Conferenze  dei Capigruppo a cui accennavo  prima,  si  è
  stabilito  che  alcuni emendamenti andavano  sul  turismo;  altri
  emendamenti,   ribadito  in  Aula,  anche  con  decisione   della
  Presidenza, passavano ai Consorzi Fidi.
   E'  ovvio che, su questi emendamenti, l'Aula si deve determinare
  e  ci  vuole, come dice lei, una convergenza di massima; ci vuole
  un  pettine per cercare di scremare gli emendamenti. Non ci  sono
  emendamenti  di  spesa. Bene. Si è dato un  criterio  di  urgenza
  sugli emendamenti.
   I  colleghi  deputati sono stati qui ad ascoltare l'impegno  del
  Presidente della Regione che subito dopo si sarebbe affrontata la
  legge sui Confidi e, ovviamente, accanto alla legge sui Confidi e
  con  la legge sui Confidi si sarebbero affrontati e discussi  gli
  emendamenti ritenuti ammissibili.
   Nella vita, tutto si può fare, anche in quella parlamentare.  Si
  possono  prendere anche in giro le persone. Lo si  può  fare.  Ci
  sono i cosiddetti  peones  che sono pronti ad essere immolati  ma
  lo  si  fa  una volta, signor Presidente, una volta. Poi,  ne  va
  della  credibilità  delle istituzioni e della  credibilità  degli
  uomini.
   Signor  Presidente, la prego, abbiamo statuito ancora una volta,
  in   Conferenza  dei  Capigruppo  che  c'erano  dei   criteri   e
  soprattutto bisognerebbe stabilire sempre che il cervello  lo  si
  usa  e  qui, fino a prova contraria, c'è gente che ha un cervello
  ed  è  in grado di giudicare se un provvedimento è urgente oppure
  no;   se  un  provvedimento  è  essenziale  oppure  no;   se   un
  provvedimento può essere spostato a settembre oppure no.
   Ma  cercare di fare forzature o assumere atteggiamenti da  volta
  gabbana, lo ripeto, lo si può fare. Nella vita si può fare  tutto
  però lo si paga sempre e lo si paga con conseguenze più gravi per
  il  Parlamento,  per  la maggioranza, per l'opposizione,  per  la
  gestibilità e la gestione e la buona gestione dei lavori d'Aula.
   La  prego,  signor Presidente, di affrontare assieme all'Aula  -
  ripeto, ognuno dei colleghi è dotato di un cervello - quali  sono
  gli emendamenti che possono essere ritenuti urgenti, senza spesa,
  ma  urgenti, in questa seduta e quali no, altrimenti, si è  fatta
  una  biricchinata,  una pinocchiata. La si  è  fatta  una  volta,
  signor   Presidente,   ma  diventa  molto  difficile   continuare
  serenamente i lavori d'Aula.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  riprenderò  i
  temi  dell'onorevole  Formica e non v'è  dubbio  che  abbiamo  il
  dovere,  come  maggioranza, intanto di  onorare  un  impegno  nei
  confronti dei Gruppi dell'opposizione che sono rimasti in  questa
  Aula e senza i quali la legge sul turismo non si sarebbe fatta.
   Abbiamo   notato  tutti  come,  improvvisamente,  i  Gruppi   di
  opposizione   hanno  rinunziato  all'ostruzionismo   parlamentare
  soltanto  perché,  in  quest'Aula, in una delle  tante  modifiche
  avvenute  sul  Regolamento,  è  stata  anche  fatta  una   norma,
  purtroppo mai attuata se non in alcuni casi come quello  di  oggi
  che  dava modo ai Gruppi di opposizione di poter partecipare alla
  formazione  dell'ordine del giorno dell'Aula, mettendo all'ordine
  del giorno anche una quota di disegni di legge che interessassero
  e fossero ritenuti importanti da parte delle opposizioni.
   Il  Presidente  della Regione, quando un deputato è  intervenuto
  in  Aula  chiedendo la motivazione per la quale, improvvisamente,
  in questa Aula, si cambiava ancora una volta una regola, anche se
  non  scritta, ma determinata dalla prassi e cioè che, in presenza
  di più disegni di legge, si procedeva prima all'esame di tutti  i
  disegni di legge e poi ai voti finali su tutte le leggi.
   Incredibilmente, in quest'Aula, stasera, tutto  questo  è  stato
  cambiato  ingenerando,  sicuramente,  un  sospetto  come  se   la
  maggioranza  volesse  incassare un sostegno  nella  presenza  dei
  Gruppi di opposizione per garantire, comunque, il numero legale e
  per poi, in qualche maniera, trovare il modo di svincolarsi dagli
  impegni presi.
   Ma  il  tema  di stasera, signor Presidente, è un altro.  Sempre
  con  il  massimo  rispetto nei confronti della  Presidenza,  ogni
  qualvolta   vicende  esterne  alla  volontà  parlamentare   fanno
  assumere  alla Presidenza la decisione di dichiarare  ammissibili
  emendamenti  che  non  sono stati valutati dalle  Commissioni  di
  merito,  che  non  hanno  attinenza  alla  materia  che  si   sta
  trattando,  si ingenera una prassi che poi porta ad un  dibattito
  come quello odierno.
   Come  facciamo  a  dire  ai presentatori di  emendamenti,  sotto
  forma  di articoli aggiuntivi a questo disegno di legge, che  non
  li  possiamo  trattare  per  tutte le  questioni  che  il  nostro
  Regolamento  sancisce. Purtroppo, ripeto, signor Presidente,  lei
  sa, sempre con il massimo rispetto dovuto alla Presidenza, che il
  tema  dell'ammissibilità alla fine è nelle mani del Presidente  e
  potrei  citare qui migliaia di esempi, come quando la  Presidenza
  ha assunto la decisione di dichiarare emendamenti ammissibili pur
  violando le norme regolamentari.
   Stasera, improvvisamente, vogliamo ripristinare una regola  che,
  anche se scritta, di fatto è superata dalla prassi e la prassi di
  un  Parlamento, anche se non scritta nel suo Regolamento, diventa
  di fatto regola.
   Credo  che  ci voglia soltanto il buon senso - in questi  ultimi
  giorni,  sono  stati più i contrasti che non  la  serenità  -  e,
  ritengo  opportuno,  non con lo strumento  della  Conferenza  dei
  Capigruppo, organo ufficiale e nel quale si devono prendere delle
  decisioni  in base alle norme scritte. Sarebbe  invece  opportuno
  sospendere i lavori per un quarto d'ora, venti minuti,  per  dare
  modo  al  Parlamento,  con  il  Governo,  di  riassumere  in   un
  maxiemendamento  tutte  le materie che  possono  essere  ritenute
  importanti e non rinviabili, per tutti i motivi che già sappiamo,
  a  settembre per far sì che, anziché procedere con singoli  fogli
  di  carta, che sarebbero tutti - ripeto - a norma del Regolamento
  inammissibili,  che diventano automaticamente ammissibili  grazie
  alla  prassi  consolidatasi in questa  Aula.  Ebbene,  credo  che
  riassumendo tutto in un unico emendamento, risolveremmo  tutti  i
  problemi.  E' questo il consiglio che voglio dare alla Presidenza
  e  ai  colleghi,  perché  se, invece, dobbiamo  procedere  con  i
  singoli  emendamenti, credo che stasera,  oltre  a  fare  le  ore
  piccole,  alla  fine, rischiamo di non avere  più  i  numeri  per
  approvare il disegno di legge.

    INFURNA   Io,  in qualità di presidente della  III  Commissione
  legislativa, le comunico che è giusto che vada in Commissione

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   poiché    l'osservazione
  formulata sia dall'onorevole Acierno, che dall'onorevole Turano e
  Infurna,   presidente  della  III  Commissione,  è  assolutamente
  pertinente, anche l'emendamento relativo alle Camere di commercio
  è considerato improponibile.
   Si  passa  pertanto all'articolo 25, recante le disposizioni  in
  materia di pubblicazione del disegno di legge.
     Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Riordino della disciplina dell'attività di garanzia collettiva
                         dei fidi» (1019/A)

    PRESIDENTE   Indìco la votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Riordino della disciplina  dell'attività
  collettiva dei fidi» (1019/A).
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale   del  disegno  di  legge  «Riordino  della   disciplina
  dell'attività collettiva dei fidi» (1019/A):

   Presenti e votanti  39
   Maggioranza         20
   Favorevoli          34
   Contrari              0
   Astenuti              5

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Sospendo  pertanto  la  seduta, avvertendo  che  riprenderà  tra
  un'ora.

   (La seduta, sospesa alle ore 00.00, è ripresa alle ore  00.38)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  martedì,   13
  settembre  2005,  alle  ore 17.30, con  il  seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

         N. 447 -     Interventi per il riconoscimento, da  parte
                  del   Ministero  delle  politiche  agricole   e
                  forestali,  dello stato di calamità per  l'anno
                  2004 nella provincia di Catania

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                              BALDARI   TURANO - BURGARETTA APARO

       III   -  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
         -    Riordino   della   disciplina   dell'attività    di
                  garanzia collettiva dei fidi  (n. 1019/A)

       IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  - Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
    vendita. (n. 1023/A) (Seguito)
  - Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
  Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (nn.  771-
  774/A) (Seguito)
  -  Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di Camere di commercio   (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
  -  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciale II/A)
  -  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
  rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
  Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
  7  (n. 977/A) (Seguito)

       V   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  VI   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
      La seduta è tolta alle ore 00.40 di venerdì 5 agosto 2005

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 03.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

                   SEDUTA N. 312 DEL 4 AGOSTO 2005

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  NN.  788-376-550-957/A  BIS   NORME  PER  LO
  SVILUPPO TURISTICO DELLA SICILIA

    -All'articolo  6:

   Emendamento 6.R.2:

  Dopo  le  parole   tre  rappresentanti'  aggiungere  la  parola
   indicati'.

   Emendamento 6.R.3:

  Le parole da  all'atto della soppressione delle aziende' fino a
   turistico  ed' sono sostituite dalle seguenti   al  31  luglio
  2005'.

   Emendamento 6.5.3:

  Alla  fine  del  secondo  capoverso dopo  le  parole   regione,
  province,  comuni'  aggiungere  le  parole   servizi  turistici
  regionali'.

   Emendamento 6.R.:

  L'articolo 6 è sostituito dal seguente:

                               Art. 6.

  1.  Alla  data  dell'insediamento del Consiglio  regionale  del
  turismo  e  comunque  non  prima  del  31  dicembre  2005  sono
  soppresse  le  aziende  autonome provinciali  per  l'incremento
  turistico  istituite con l'articolo 47 della legge regionale  6
  marzo  1986,  n.  9 e regolamentate dal decreto del  Presidente
  della  Regione  siciliana del 19 settembre 1986..  I  beni,  le
  attività   delle  predette  aziende  vengono  trasferiti   alle
  province  regionali  competenti per  territorio.  Il  personale
  conserva   la  posizione  giuridica  ed  economica   conseguita
  all'atto  della  soppressione  delle  aziende  provinciali  per
  l'incremento  turistico ed allo stesso si applica la  normativa
  relativa  ai  dipendenti  dell'amministrazione  regionale.   Il
  personale  delle  predette aziende,  su  domanda  degli  aventi
  diritto,  è  trasferito  presso la  regione,  le   province,  i
  comuni.

  2.  Vengono,  altresì,  assegnate alle  province  regionali  le
  competenze  già proprie delle AAPIT, nonché la vigilanza  sulle
  imprese turistiche operanti sul territorio.

  3.  Presso  ogni Provincia regionale è istituita, con  funzioni
  consultive,   la   Conferenza  provinciale  del   Turismo.   La
  Conferenza,  nominata con decreto dell'Assessore regionale  per
  il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, è composta da:

  -il Presidente della Provincia regionale o suo delegato, che la
     presiede;
  -il Sindaco del Comune capoluogo;
  -due Sindaci dei Comuni della Provincia;
  -il Presidente della Camera di Commercio o suo delegato;
  -tre rappresentanti delle confederazioni degli imprenditori di
  settore maggiormente rappresentative nominati dall'Assessore
  regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti ;
  -due esperti del settore turistico nominati dall'Assessore
  regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti;
  -tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali;
  -tre rappresentanti delle associazioni ambientaliste.
  La   Conferenza  esprime indicazioni utili alla  redazione  del
  programma  di sviluppo e promozione turistica della   provincia
  regionale  ed è convocata  almeno una volta per ogni  trimestre
  ed  ogni  qualvolta il Presidente della Provincia regionale  ne
  ravvisi la necessità. .

    -All'articolo  5:

   Emendamento 5.7.:

  Al  comma  3,  dopo la parola  motivi  aggiungere  la  seguente
  frase:  e per non più di sessanta giorni .

   Emendamento 5.1.:

  Sostituire il comma 5 con il seguente:

    5. Il personale delle soppresse aziende autonome di soggiorno
  e  turismo  viene  inquadrato nel ruolo di cui  all'articolo  5
  della  legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10,  conservando  la
  posizione  giuridica economica e previdenziale  posseduta  alla
  data  di  entrata in vigore della presente legge, ed assegnato,
  previa  concertazione  con  la  consulta  degli  organismi  del
  distretto turistico territoriale di cui all'articolo 7 ter,  ai
  distretti turistici territoriali di cui al successivo  articolo
  7.

      Emendamento 5.5.:

  Al  comma  4,  dopo  le parole  turismo, sport  e  spettacolo ,
  aggiungere:  in numero di almeno uno per ogni provincia .

   Emendamento 5.3.:

  Sostituire il comma 6 con il seguente:

    A domanda degli interessati e previa concertazione sindacale,
  il  personale delle soppresse aziende può essere trasferito  in
  fase  di  attuazione della presente legge presso  altri  uffici
  dell'amministrazione  regionale  e,  con  le  modalità  di  cui
  all'articolo 6 della legge regionale 10 ottobre 1994  n.  38  e
  successive modifiche ed integrazioni, presso le amministrazione
  provinciali e comunali .

    -All'articolo  7:

   Emendamento 7.6:

  Al  comma  2  sostituire  la  parola   locali   con  la  parola
   pubblici .

   Emendamento 7.9:

  Al  comma 2 dopo le parole  enti locali  aggiungere   e/o  enti
  territoriali .

   Emendamento 7.12:

  Al comma 3 sostituire la lettera c) con la seguente:

   c)  istituire  punti  di formazione e di  accoglienza  per  il
  turista  anche  telematici, secondo specifiche  quantitative  e
  qualitative coerenti con standard minimi omogenei per tutto  il
  territorio    della   Regione,   determinati   dall'Assessorato
  regionale del turismo, delle comunicazioni e dei trasporti  per
  tutti i distretti turistici riconosciuti .

   Emendamento 7.7:

  Al comma 3 aggiungere la seguente lettera:

   f)   promuovere  le  strutture  ricettive,  i  servizi  e   le
  infrastrutture volte al miglioramento dell'offerta turistica .

   Emendamento 7.4:

  Aggiungere il seguente comma:

   4.  I  servizi  turistici regionali,  oltre  ai  compiti  loro
  attribuiti,  svolgono attività di assistenza per la  formazione
  ed il riconoscimento dei distretti turistici .

   Emendamento 7.11:

  Aggiungere il seguente comma:

   Ai  fini  del  loro riconoscimento, i distretti devono  essere
  costituiti  da  soggetti  pubblici e  privati  i  quali  devono
  altresì  specificare la natura giuridica del  Sistema  da  loro
  composto  mediante  l'invio  alla  Regione  del  relativo  atto
  costitutivo .

   Emendamento A 44:

  Al comma 3 aggiungere il seguente punto:

   f)   individuare   e   proporre   particolari   tipologie   di
  architettura  rurale  realizzate  tra  il  dodicesimo   ed   il
  ventesimo  secolo,  a  prescindere  da  qualsiasi  ipotesi   di
  utilizzazione  di  natura  ricettiva, ristorativa  e  sportivo-
  ricreativa, recependo la legge 24 dicembre 2003, n. 378 al fine
  della  loro tutela e valorizzazione. L'Assessorato del turismo,
  le  comunicazioni ed i trasporti, di concerto con l'Assessorato
  dei  beni  culturali,  ambientali e della pubblica  istruzione,
  individueranno   i  beni  da  tutelare  e  predisporranno   gli
  eventuali regolamenti di attuazione .

    -All'articolo  8:

   Emendamento 8.4:

  Aggiungere il seguente comma:

   4  bis. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
  e  i  trasporti ogni anno, subito dopo l'approvazione del piano
  triennale,  esamina  le  richieste di riconoscimento  di  nuovi
  distretti e, se sussistono i requisiti, li riconosce .

    -All'articolo  10:

   Subemendamento 10.2.1:

  All'emendamento  10.2  dopo  la parola   pesca   aggiungere  le
  seguenti  altre  di concerto con l'Assessore regionale  per  il
  turismo, le comunicazioni ed i trasporti .

   Emendamento 10.2:

  Al  comma  1 sostituire le parole  il Presidente della Regione'
  con  le parole   l'Assessore regionale per la cooperazione,  il
  commercio, l'artigianato e la pesca'.

   Emendamento 10.5:

  Al  comma 1 dopo le parole  vocazione turistica  aggiungere  le
  parole  su proposta del Sindaco del comune interessato .

    -All'articolo  3:

   Emendamento 3.4.R bis:

  Sostituire l'articolo 3 con il seguente:

                                Art. 3

                   Consiglio regionale del turismo

  1.   Presso   l'Assessorato  regionale   del   turismo,   delle
  comunicazioni  e  dei  trasporti,  è  istituito  il   Consiglio
  regionale del turismo.

  2.  Il Consiglio è l'organo consultivo dell'Assessore regionale
  per  il  turismo, le comunicazioni e i trasporti per l'attività
  di  programmazione, indirizzo e coordinamento delle  iniziative
  regionali  in  materia  di turismo, la  cui  composizione  sarà
  successivamente stabilita con determina di Giunta, su  proposta
  dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti.

  3.  Del Consiglio faranno parte i rappresentanti delle province
  regionali,   dell'ANCI,  delle  Camere  di   Commercio,   delle
  Confederazioni degli imprenditori turistici, delle Associazioni
  dei  consumatori, delle Associazioni del turismo sociale, delle
  Associazioni   ambientaliste,  dei  Sindacati,  dei   Distretti
  turistici, ove costituiti, e da esperti nominati dall'Assessore
  per  il turismo, le comunicazioni ed i trasporti, con un  tetto
  massimo di 25 componenti.

  4. Il Consiglio è nominato con decreto dell'Assessore regionale
  per  il turismo, le comunicazioni e i trasporti, dura in carica
  tre  anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati  per
  una sola volta.

  5.   Il   Consiglio,  nella  sua  prima  riunione,  elegge   il
  vicepresidente  tra  i  componenti  delle  Associazioni   degli
  imprenditori  turistici  e  adotta altresì  il  regolamento  di
  funzionamento.

  6.  Il  Consiglio esprime indicazioni utili alla redazione  del
  programma  triennale  di sviluppo turistico  regionale  di  cui
  all'art. 4 nonché alla elaborazione del Piano operativo annuale
  di  sviluppo  turistico  regionale ed  all'aggiornamento  della
  Carta  dei diritti del turista ed elabora criteri omogenei  per
  la  classificazione delle strutture ricettive. Il Consiglio  si
  esprime    altresì   su   ogni   altro   argomento   sottoposto
  dall'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti.

  7.   Il  Consiglio  è  convocato  almeno  una  volta  per  ogni
  trimestre,  ed  ogni  qualvolta l'Assessore  regionale  per  il
  turismo,   le  comunicazioni  e  i  trasporti  ne  ravvisi   la
  necessità. .

   Subemendamento 3.4 R bis 1:

  Al  comma 2 aggiungere il seguente periodo  previo parere della
  competente Commissione legislativa .

                       EMENDAMENTI AGGIUNTIVI

   Emendamento A 38:

                               ''Art.

  1.  Modifiche alla tabella H della legge regionale 28  dicembre
  2004, n. 17

                                  2005

  U.P.B. 1.2.2.1.3.5 - cap. 473707  + 3.000

  U.P.B. 1.2.2.1.3.3 - cap. 479709  -    500

  U.P.B. 1.1.2.1.3.3 - cap. 443301  -    250

  U.P.B. 1.1.2.1.3.3 - cap. 443302  -    250

  Modifiche alla tabella B del bilancio

  U.P.B.  9.4.1.1.3.  - cap. 381701 -    500

  U.P.B. 1.1.1.5.1    - cap. 100306 -    250

  U.P.B.                   -  cap. 143311 -    250

  U.P.B.                    - cap. 242514 -    250

  U.P.B.                    - cap. 342525 -    250

  U.P.B.                    - cap. 472514 -    500

  2.  L'incremento  del contributo di cui al comma  1  è  rivolto
  all'adeguamento della partecipazione finanziaria della  Regione
  quale  socio  fondatore  della Fondazione  Orchestra  Sinfonica
  Siciliana.

  3.  Per il ripianamento delle esposizioni debitorie sussistenti
  alla   data  del  31  dicembre  2004  la  Fondazione  Orchestra
  Sinfonica  Siciliana è autorizzata ad accendere  un  mutuo  con
  istituti  di  credito  con garanzia sussidiaria  della  Regione
  prestata  dall'Assessorato regionale del bilancio e le finanze.
  La somma assistita da garanzia non può superare l'importo di 12
  milioni di euro.

   Emendamento A 36:

                               ''Art.

  1.   Per   la  valorizzazione  del  turismo  relazionale,   con
  particolare   riferimento  ai  valori  culturali  dell'ambiente
  antropico  e naturale, il Presidente della Regione siciliana  è
  autorizzato   a  finanziare  il  progetto  Motris   -   Turismo
  relazionale  integrato, approvato dalla Giunta di  Governo  con
  deliberazione  n.  18 del 18 gennaio 2005  per  un  importo  di
  200.000 euro per l'anno 2005.

  Per  la  realizzazione del progetto il Presidente della Regione
  potrà  stipulare  accordi  e  convenzioni  anche  con  istituti
  specializzati del settore.

  Alla  copertura  della  relativa spesa si  provvederà  mediante
  l'utilizzo  di  parte  dell'UPB n. 2 dell'Amministrazione  Beni
  culturali  (capitolo n. 377712) del bilancio della Regione  per
  l'anno 2005.

  2.  Per  gli  esercizi finanziari successivi si  provvederà  ai
  sensi dell'art. 3 della legge regionale 10/1999.

   Subemendamento A 36.1:

  Al  comma 1 sostituire la somma   200 mila  con la somma    150
  mila   e  le parole   UPB  2 cap. 377712   con le parole    UPB
  1.1.3.1.3.3  cap. 104538 .

   Emendamento A 50:

  1. Al comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio
  2000,  n. 6, così come sostituito dal comma 1 dell'articolo  79
  della  legge  regionale 3 maggio 2001, n.  6,  dopo  le  parole
   decreto  legislativo  27  gennaio 1992,  n.  88  e  successive
  modifiche ed integrazioni  sono aggiunte le seguenti parole   o
  di cui all'articolo 57 del decreto del Ministero della Pubblica
  Istruzione 1 febbraio 2001,  n. 44 .

   Emendamento A 51:

  1.  Alla  tabella h) allegata alla legge regionale 28  dicembre
  2004,  n. 17 sono apportate, per l'esercizio finanziario  2005,
  le seguenti modifiche in migliaia di euro:

  UPB  9.3.1.3.7   -  capitolo 377727  +  50  da  destinare  alla
  fondazione Museo Mandralisca di Cefalù

  UPB 9.3.1.3.2  - capitolo 377711  - 50

   Emendamento A 52:

                               ''Art.

  1.  Nello  stato  di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione,  per  l'esercizio finanziario 2005, sono apportate  le
  seguenti modifiche in migliaia di euro:

  U.P.B. 9.1.1.1.2 - cap. 370302  +     40

  U.P.B. 9.1.1.5.2 - cap. 370306  -      40

  U.P.B. 9.2.1.3.1 - cap. 373306  +   676

  U.P.B. 9.2.1.3.5 - cap. 373312  +   690

  U.P.B. 9.2.1.1.2 - cap. 372510  +     20

  U.P.B. 9.2.1.1.2 - cap. 372512  +     20

  U.P.B. 9.3.1.3.2 - cap. 376528  +   250

  U.P.B. 9.4.1.1.3 - cap. 381701  -  1.631

  2.  All'onere di cui al comma 1 pari a 25 migliaia di  euro  si
  provvede  mediante  riduzione  della  spesa  autorizzata  dalla
  tabella H allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17
  UPB 9.3.1.3.2 cap. 377711.

   Emendamento A 17:

                               ''Art.

                  Imprese e professioni turistiche

  1.  Sono  imprese  turistiche quelle  che  esercitano  attività
  economiche,     organizzate    per    la     produzione,     la
  commercializzazione,  l'intermediazione  e   la   gestione   di
  prodotti  e di servizi concorrenti alla formazione dell'offerta
  turistica,  inclusi il noleggio e/o la fornitura di  mezzi  e(o
  servizi finalizzati alla fruizione turistica.

  2.  Sono  professioni  turistiche  quelle  che  organizzano   e
  forniscono   servizi  di  promozione  dell'attività  turistica,
  nonché  servizi  di assistenza, accoglienza, accompagnamento  e
  guida dei turisti.

  3.   Con  decreto  dell'Assessore  regionale  per  il  turismo,
  comunicazioni  e  trasporti,  da  emanarsi  entro   90   giorni
  dall'approvazione  della presente legge,  sono  riconosciute  e
  regolate  le  attività  di  quelle imprese  e  professioni  non
  altrimenti disciplinate nella normativa vigente.

  4.   Fermi   restando  i  limiti  previsti   dalla   disciplina
  comunitaria  in  materia di aiuti di Stato alle  imprese,  sono
  estese  alle  imprese turistiche le agevolazioni, i contributi,
  le sovvenzioni, gli incentivi ed i benefici di qualsiasi genere
  previsti  dalle norme vigenti per il settore, nei limiti  delle
  risorse finanziarie a tale fine disponibili ed in conformità ai
  criteri definiti dalla normativa vigente.

   Emendamento A 16:

                              Art. 2 bis

       Riconoscimento figura di Agenzia Immobiliare Turistica

  1.  Vengono  definite  Agenzie Immobiliari  Turistiche   quelle
  agenzie   immobiliari  regolarmente  iscritte  all'albo   della
  propria  Camera  di  Commercio che  nell'ambito  della  propria
  attività si  occupano di locazioni brevi stagionali di case  ed
  appartamenti per vacanze.

  2.   Per   essere   riconosciute  come    Agenzie   Immobiliari
  Turistiche   sarà necessario fare comunicazione all'Assessorato
  del  Turismo della Regione dimostrando la propria attività  nel
  settore   turistico  ed  elencando  le  unità   immobiliari   a
  disposizione,  ricevendo dall'Assessorato stesso la  necessaria
  attestazione.

  3.  Le  Agenzie Immobiliari Turistiche, una volta  riconosciute
  dalla  Regione, godranno degli stessi benefici riservati  nelle
  agenzie  di  viaggio  in termini di sovvenzioni,  promozioni  e
  partecipazioni  alle  iniziative turistiche,  potranno  fornire
  inoltre  ai  propri  clienti  servizi  e  accessori  legati  ai
  soggiorni   quali  transfert  e  viaggi,  formulare  pacchetti,
  fornire  biancheria nelle case locate e quanto  altro  ritenuto
  utile al miglioramento delle proprie offerte turistiche.

   Emendamento A 23:

                                 Art.

                    Carta dei diritti del turista

  1.  La  Carta  dei diritti del turista, redatta  dall'Assessore
  regionale  per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,  in
  raccordo  con  l'Agenzia regionale del turismo, viene  tradotta
  nelle lingue più diffuse e contiene:

    a) informazioni sui diritti del turista per quanto riguarda la
       fruizione dei servizi turistico-ricettivi, ivi compresi quelli
       relativi alla nautica da diporto ed agli spazi attrezzati per il
       turismo itinerante, sulle procedure di ricorso, sulle forme di
       arbitrato  e  di conciliazione per i casi di  inadempienza
       contrattuale dei fornitori dell'offerta turistica;

  b) informazioni sui contratti di multiproprietà;
  c) notizie sui sistemi di classificazione esistenti e sulla
  segnaletica;
  d) informazioni  sui diritti del turista quale utente di mezzi di
  trasporto aereo, ferroviario, marittimo, delle autostrade e dei
  servizi di trasporto su gomma;
  e) informazioni sui diritti e sugli obblighi del turista quale
  utente delle agenzie di viaggio e turismo, dei viaggi organizzati
  e dei pacchetti turistici;
  f) informazioni sulle polizze assicurative, sulle norme valutarie
  e doganali, sull'assistenza sanitaria e sull'ubicazione delle
  principali strutture ospedaliere pubbliche e private con le
  relative specializzazioni e recapiti telefonici;
  g) informazioni sulle norme in materia di rispetto e tutela del
  sistema turistico ed artistico regionale e dei beni culturali;
  h) informazioni concernenti gli usi e le consuetudini praticati a
  livello locale ed ogni altra informazione che abbia attinenza con
  la valorizzazione, la qualificazione e la riconoscibilità del
  sistema turistico.

   Subemendamento A 1.1:

  E' soppresso il comma 2

   Emendamento A 1:

  Al  fine  di  incentivare  il turismo  itinerante,  la  Regione
  siciliana ed i comuni, d'intesa con le aministrazioni locali  e
  le     assocazioni    di    camperisti    possono    provvedere
  all'assegnazione di apposite aree da destinare  all'accoglienza
  dei camper.

  Tali aree devono essere recintate, dotate almeno delle seguenti
  strutture:

    a) punti luce;

  b) di appositi attacchi idrici ed elettrici;
  c) scarichi.
  Le  aree da destinare a  camper service  sono classificate come
  verde attrezzato.

  Con  decreto  da emanarsi entro novanta giorni  dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, l'Assessore  regionale
  per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i  trasporti  indica,
  relativamente  alle  aree,  gli standard  minimi  per  il  loro
  riconoscimento.

   Emendamento A 10:

  Al  comma  1 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre
  2000,  n.  32,  dopo  la  parola   industriali   aggiungere  le
  seguenti  del turismo ed alle attività di Bed and Breakfast .

  Al  comma  2 dell'articolo 35 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32, aggiungere la seguente lettera:

   d)  a  consorzi o cooperative di soggetti titolari di attività
  turistiche e di Bed and Breakfast :

   Emendamento A 37:

                           Articolo 10 bis

                          Norma transitoria.

   Assessore regionale per il turismo, comunicazioni e trasporti,
  sentito  il  parere  del  Consiglio regionale  per  il  turismo
  regolamenterà  con  provvedimenti  amministrativi,  entro   180
  giorni  dall'entrata  in  vigore della presente  legge,  previo
  parere   delle   Organizzazioni   di   categoria   maggiormente
  rappresentative a livello regionale, i settori delle Agenzie di
  viaggi  e  tour operators, delle professioni turistiche,  delle
  strutture  turistico-ricettive, nonché delle imprese turistiche
  che  saranno identificate successivamente all'entrata in vigore
  della presente legge, operanti nel territorio regionale .

   Emendamento A 52 bis:

                                Art.

     Interpretazione autentica del quarto comma dell'articolo 25
           della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21.

   Le modifiche della natura dei contratti di cui al quarto comma
  dell'articolo 25 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
  vanno intese nel rispetto della qualifica posseduta ovvero,  in
  caso  di  assunzioni ai sensi dell'articolo 12,  comma  4,  del
  decreto  legislativo  1  dicembre 1997,  n.  468  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  nonché  di  assunzioni  ai  sensi
  dell'articolo  78,  comma 6, della legge 23 dicembre  2000,  n.
  388, con inquadramenti in profili appartenenti alla fascia   B
  del contratto collettivo di lavoro degli enti locali .

   Emendamento A 53 bis:

                                Art.

   Al  fine  di  garantire  il  regolare  esercizio  dei  servizi
  affidati,  nelle  more  della  trasformazione  in  società  per
  azioni,  l'A.S.T.  è autorizzato a procedere  alla  stipula  di
  contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato  di
  cui al Titolo III, Capo I, del decreto legislativo 10 settembre
  2003,   n.  276  e  successive  modifiche,  nei  limiti   della
  consistenza numerica dell'organico aziendale in vigore .

  DISEGNO   DI   LEGGE   N.  1019/A   RIORDINO  DELLA   DISCIPLINA
  DELL'ATTIVITà DI GARANZIA COLLETTIVA DEI FIDI

    -All'articolo  3:

   Emendamento 3.1:

  Sostituire le parole  rapporto medio di utilizzo del  fondo  di
  garanzia  negli  ultimi  tre  anni rispetto  alle  garanzie  in
  essere   con  le parole  rapporto medio di utilizzo  del  fondo
  rischi  rispetto alle garanzie in essere in un congruo  periodo
  determinato dall'Assessorato regionale al Bilancio.

    -All'articolo  4:

   Emendamento 4.1:

  All'articolo  4, comma 3, sostituire   60 per cento   con    90
  per cento .

    -All'articolo  5:

   Emendamento 5.1:

  Al  comma  1 aggiungere all'inizio della lettera b)  le  parole
   nel caso di adesione a confidi di secondo grado .

    -All'articolo  11:

   Emendamento 11.1:

  Alla   fine  dell'articolo  sostituire  le  parole  da    Detto
  contributo' fino a   per il tramite dei confidi' con le parole:
   Detto  contributo viene erogato alle imprese beneficiarie  per
  il  tramite  dei  confidi successivamente  al  pagamento  degli
  interessi e delle rate scadute e pagate secondo le modalità  di
  rientro stabilite dal contratto di finanziamento.'.

    -All'articolo  18:

   Emendamento 18.1:

  Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti commi:

   3.  I  consorzi fidi del settore agricolo possono  beneficiare
  delle   agevolazioni  previste  dall'articolo  12  della  legge
  regionale  n.  15 del 2004, così come da conforme parere  della
  competente  commissione  dell'Unione  europea,  ai  fini  della
  consulenza finanziaria alle imprese agricole.

  4.  I  consorzi  fidi di cui al comma 3 dovranno  osservare  la
  vigente normativa adeguandosi ai parametri economico-finanziari
  previsti dalla stessa entro dodici mesi dall'entrata in  vigore
  della presente legge.'


  Emendamenti ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

  Emendamento 117 R.1
  Sostituire l'emendamento A 51 con il seguente:
  1) Alla tabella H   allegata  lla l.r. 28 dicembre 2004, n. 17
  sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le  seguenti
  modifiche in migliaia di euro:
  UPB 9.3.1.3.7 - cap. 377727 +50, di cui 21 da  destinare  alla
  Fondazione Museo Mandralisca di Cefalù:

  UPB 9.3.1.3.2 - cap. 377711 -50
  UPB 9.3.1.3.4 capitolo 377701 +61
  UPB 9.3.1.3.7 capitolo 377751 -61.

  Emendamento 117 2:
  All'emendamento A 23, relativo alla Carta dei diritti del turista
  Al comma 1, primo periodo, sopprimere le  parole: in raccordo con
  l'Agenzia regionale del turismo.