Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 313 di martedì 13 settembre 2005
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto

  Comunica che sono state presentate le risposte scritte alle seguenti
  interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per la Famiglia

   N.  1091  -  Rimedi  alla mancata applicazione  in  Sicilia  del
  regolamento  per  l'eliminazione delle  barriere  architettoniche
  negli edifici pubblici.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  1423  -  Notizie  in  merito al rinvenimento  di  discariche
  abusive in provincia di Caltanissetta.
   Firmatari: Morinello Salvatore; Raiti Salvatore

   N.  1446  -  Notizie  circa  l'imposizione  di  un  tributo  per
  finanziare   i   controlli  sugli  impianti  termici   da   parte
  dell'amministrazione comunale di Messina.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.   1456  -  Notizie  sulle  modalità  di  costituzione   della
  Commissione  prevista dall'art. 5 della legge  n.  178  del  1976
  presso il Consiglio comunale di Partanna (TP).
   Firmatario: Ferro Giovanni

   N.  1495  -  Notizie in merito al mancato rinnovo del  Consiglio
  d'amministrazione della 'Fondazione Lucifero' di Milazzo (ME).
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1549  -  Notizie  in  ordine  al  finanziamento  di  società
  sportive  da parte del commissario nominato presso il  comune  di
  Lentini (SR).
   Firmatario: Neri Sebastiano

   N.  1550  -  Interventi  urgenti per porre  fine  alla  condotta
  arbitraria  del commissario nominato presso il comune di  Lentini
  (SR).
   Firmatario: Neri Sebastiano

   N.   1629  -  Notizie  in  ordine  all'operato  del  Commissario
  straordinario del Comune di Scordia (CT).
   Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero

   N.  1876 - Opportune iniziative al fine di annullare la Delibera
  n.  57  del  27 settembre 2004 'Esercizio dell'attività venatoria
  nel territorio di Tortorici (ME)' e garantire la tutela del Parco
  dei Nebrodi.
   Firmatari:Forgione Francesco; Liotta Santo

   N.  1925  -  Notizie sul mancato insediamento del  consiglio  di
  amministrazione  della  Casa di riposo Maria  Bugio  Corsello  di
  Canicattì (AG).
   Firmatario: Capodicasa Angelo

   N.  1928  - Interventi per la riqualificazione delle attività  e
  dei servizi di assistenza e beneficenza pubblica istituzionale  e
  notizie   sull'accordo  del  28  giugno  2002  sottoscritto   dal
  Dirigente generale dell'Assessorato della famiglia.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   - da parte dell'Assessore per i  Lavori Pubblici

   N.  1240  - Notizie su mancati interventi EAS sulla rete  idrica
  di Marineo.
   Firmatario: Virzi' Gioacchino

   - da parte dell'Assessore per il  Lavoro

   N.  2159  -  Iniziative urgenti per riformare il  settore  della
  formazione   professionale   e  per   assicurare   ai  lavoratori
  dello stesso regolarità nella corresponsione degli emolumenti.
   Firmatario: Scalici Antonino

   - da parte dell'Assessore per il  Territorio

   N.  1556  - Notizie circa lo stato dell'Oasi del Simeto e  della
  riserva naturale 'Fiume Fiumefreddo'.

   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe

   N.  1716 - Blocco dei lavori di realizzazione di una spiaggia in
  località Punta Spalmatore nell'isola di Ustica.
   Firmatario: Forgione Francesco

   N.  1727  -  Interventi per l'eliminazione dell'infestazione  di
  'processionaria' all'interno delle pinete nel Parco dell'Etna.
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe

   N.  2272  -  Interventi allo scopo di far  luce  sulla  gestione
  delle spiagge libere di Palermo.
   Firmatario: Forgione Francesco

   - da parte del Presidente della Regione

   N.  413  - Garanzie di una corretta ed equa compensazione  nella
  fornitura idrica nella provincia di Agrigento.
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N. 1877 - Interventi in favore dei consumatori.
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania  Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe; Baldari Nicola Renato

   N.  2182  -  Notizie circa i disservizi nella sezione distaccata
  del  tribunale  di  Caltagirone presso il Comune  di  Grammichele
  (CT).
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe; Baldari Nicola Renato.

   Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
            legge alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative, in data 9 settembre 2005:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Modifiche  dei confini territoriali tra il comune di  Agrigento
  e il comune di Raffadali
         (n. 1044)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Miccichè in data 3 agosto 2005

      Norme  regionali in materia di protezione civile e  sicurezza
  del territorio siciliano
         (n. 1050)
   d'iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale alla presidenza  (Cimino)   in  data  5
  settembre 2005
   parere IV e VI Commissione

   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Integrazione  all'articolo 33 della legge  regionale  26  marzo
  2002,  n.  2 concernente la trasformazione in società per  azioni
  dell'Azienda siciliana trasporti  (n. 1046)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Misuraca in data 4 agosto 2005

    Interventi  a  favore dei centri storici minori della  Sicilia
  (n. 1047)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Brandara ed altri in data  10  agosto
  2005

    Norme per il governo del territorio  (n. 1048)
   d'iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore regionale  per il territorio e l'ambiente (Cascio)
  in data 10 agosto 2005

    Norme   finanziarie   in  favore  della  fondazione   Orchestra
  sinfonica siciliana  (n. 1049)
   d'iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  e  i
  trasporti (Granata)  in data 19 agosto 2005

    Modificazioni ed integrazioni alla legge 11 febbraio  1994,  n.
  109  come introdotta dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7  e
  successive  modificazioni ed integrazioni concernente   Norme  in
  materia  di opere pubbliche. Disciplina degli appalti  di  lavori
  pubblici,  di  fornitura, di servizi e nei settori esclusi'   (n.
  1051)
   d'iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore regionale per i lavori pubblici (Parlavecchio)  in
  data 5 settembre 2005

   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Interventi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze  di
  tipo   irreversibile   a  causa  di  vaccinazioni   obbligatorie,
  trasfusioni e somministrazioni di emoderivati  (n. 1045)
   d'iniziativa parlamentare
    presentato dall'onorevole Miccichè in data 3 agosto 2005.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

      PRESIDENTE   Comunico che i seguenti disegni  di  legge  sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Norme  per  l'inquadramento  in ruolo  del  personale  precario
  operante presso l'ARPA  Sicilia   (n. 1039)
   di iniziativa  parlamentare
   Parere  IV Commissione
   trasmesso in data 4 agosto 2005

   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Modifiche  ed  integrazioni alla legge  regionale  1  settembre
  1997,  n.  33  concernente norme per la protezione, la  tutela  e
  l'incremento della fauna selvatica e per la regolamentazione  del
  prelievo  venatorio.  Disposizioni  per  il  settore  agricolo  e
  forestale  (n. 1042)
   d'iniziativa parlamentare
   -     trasmesso in data 9 settembre 2005
    Modifiche  ed  integrazioni all'articolo  1  e  all'articolo  2
  della  legge regionale 5 luglio 2004, n. 10 e recupero ambientale
  delle cave dimesse  (n. 1043)
   d'iniziativa parlamentare
   parere IV Commissione
   -     trasmesso in data  9 settembre 2005

   AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Norme  per  la  rivitalizzazione  ed  il  recupero  del  centro
  storico di Erice   (n. 1040)
   di iniziativa  parlamentare
   trasmesso in data 4 agosto 2005

   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Disposizioni   in   materia  di  tutela   ed   uso   dei   beni
  paesaggistici  e  di promozione della qualità  architettonica  ed
  urbanistica   (n. 1037)
   di iniziativa  governativa
   Parere IV Commissione
   trasmesso in data 9 agosto 2005

    Modifiche all'articolo 35 della legge regionale 26 marzo  2002,
  n.  2  recante  Trasformazione enti lirici, sinfonici e  comitato
  Taormina arte'  (n. 1041)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Barbagallo ed altri in data 2  agosto
  2005
   parere IV Commissione
   trasmesso in data 9 settembre 2005

   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Istituzione  del   Fondo  per  il  microcredito  nella  Regione
  siciliana'   (n. 1038)
   di iniziativa  parlamentare
   trasmesso in data 4 agosto 2005.

                Comunicazione  di richiesta di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che la seguente richiesta  di  parere  è
  pervenuta  dal  Governo ed assegnate alle competenti  Commissioni
  legislative:

   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   BILANCIO (II)

   -   Trasferimento alla provincia regionale di Ragusa  dei  fondi
  provenienti  dai  saldi di liquidazione degli  enti  dismessi  ex
  articolo  77  legge regionale 3 maggio 2001, n.  6  e  successive
  modifiche ed integrazioni - Accordo di programma  (n. 402/III-II)
   - pervenuto in data 12 agosto 2005
   inviato in data 6 settembre 2005.

       Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  il   Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni, pervenute in data 1
  settembre 2005:

   dal  n.  131 al n. 157 del 14 aprile 2005, dal n. 158 al n.  172
  del 21 aprile 2005, dal n. 173 al n. 177 del 28 aprile 2005;
   dal n. 178 al n. 201 del 5 maggio 2005, dal n. 202 al 204 del  9
  maggio 2005, dal n. 205 al n. 221 del 20 maggio 2005;
   dal  n.  222 al n. 279 del 10 giugno 2005, dal n. 280 al n.  309
  del 29 giugno 2005;
   dal  n.  310 al n. 337 del 13 luglio 2005, dal n. 338 al n.  343
  del 21 luglio 2005 e nn. 344 e 345 del 26 luglio 2005.

     Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
                                Stato

    PRESIDENTE   Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione  siciliana con ricorso del 12 agosto 2005 ha impugnato  i
  seguenti articoli della legge approvata  dall'Assemblea regionale
  siciliana,  nella seduta n. 312 del il 4-5  agosto 2005,  nn. 788-
  376-550-957   Norme  per lo sviluppo turistico  della  Sicilia  e
  norme finanziarie urgenti  :
   -  articolo  4,  il  primo periodo del comma  3  per  violazione
  dell'articolo  97  della Costituzione, e  i  commi  5  e  6   per
  violazione degli     articoli 3,  97  e 81, quarto comma,   della
  Costituzione;
   -  articolo  5, comma 1 l'inciso  ed allo stesso si  applica  la
  normativa  relativa ai dipendenti dell'amministrazione regionale.
  Il  personale  delle  predette aziende, su domanda  degli  aventi
  diritto, è trasferito presso la Regione, le province regionali, i
  comuni  o  i  servizi turistici regionali' per  violazione  degli
  articoli 3, 97 e 81, quarto comma, della Costituzione;
  - articolo 14,  comma 3, per violazione degli articoli 117, terzo
  comma della Costituzione e 12 dello Statuto speciale;
   - articolo 19 per violazione degli articoli 81, quarto  comma, e
     97 della Costituzione.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposa orale

   N.   2351   -  Interventi  urgenti  per  garantire  la  regolare
  erogazione  del  servizio  idrico ai comuni  della  provincia  di
  Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2352  -  Interventi  per  la proroga  della  scadenza  della
  graduatoria  del  concorso per mestieri  (184  posti)  nel  Corpo
  nazionale dei vigili del fuoco bandito nel 1998.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.   2353    -    Interventi   per   garantire    la    corretta
  interpretazione,   ai   fini  dell'istruttoria   delle   pratiche
  presentate,  dei  contenuti del bando di  gara  relativo  al  POR
  Sicilia 2000/2006- misura 4.01 - Sottomisura 4.01 E.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.   2357   -   Verifica  della  regolarità  del   comportamento
  amministrativo  del  C.S.A.  (Centro Servizi  Amministrativi)  di
  Catania
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  2359  -  Interventi  per impedire  il  trasferimento  di  un
  dipendente del Consorzio di bonifica 3 di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Capodicasa Angelo

   N.  2364  -  Erogazione  contributi  per  calamità  naturali   e
  potenziamento  organico  dell'IPA di  Ragusa  per  consentire  la
  decretazione delle pratiche POR 2003.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  2365  -  Interventi per il reinserimento in  graduatoria  di
  tutti  i progetti relativi al bando OCM 2004 (Piano regionale  di
  ristrutturazione  e  riconversione dei  vigneti),  ammessi  nella
  graduatoria   definitiva   e  non  inclusi   negli   elenchi   di
  liquidazione.
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Oddo Camillo.

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposa scritta

   N.  2349  -  Interventi urgenti per il ripristino  dell'area  di
  Corso Italia del comune di Acireale (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Territorio
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2350  -  Interventi  urgenti nei  territori  dei  comuni  di
  Militello  in  Val  di  Catania e Scordia per  il  ripristino  di
  condizioni  igienico-sanitarie  adeguate  in  alcune  zone  degli
  stessi.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Territorio
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2354  -  Nomina  di  un commissario ad  acta  per  accertare
  l'idoneità  al  servizio  di alcuni dipendenti  operai  N.U.  del
  settore X del Comune di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Di Mauro Giovanni Roberto

   N.  2355  -  Interventi  urgenti per  la  tutela  della  riserva
  orientata dello Stagnone di Marsala.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio
   Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

   N.    2356    -   Interventi   per   assicurare   la    corretta
  applicazione  della  legge  regionale  n.  4  del  2003  per  un'
  ispezione presso l'Ufficio provinciale del lavoro e della massima
  occupazione di Siracusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavoro
   Firmatari:  Sbona Sebastiano; Acanto Giuseppe; Basile  Giuseppe;
  Scalici Antonino

   N.  2358  -  Interventi  urgenti per  l'  indizione  dei  comizi
  elettorali per il rinnovo degli organi amministrativi  a  Messina
  nel turno elettorale del 2005.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2360  -  Interventi urgenti per riaprire il centro  comunale
  per minori nel quartiere Librino di Catania.
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.   2361  -  Interventi  per  la  normalizzazione  dei  servizi
  sanitari presso il poliambulatorio (ex Inam) di Giarre (CT).
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2362  -  Interventi  per il recupero della  pista  ciclabile
  Caltagirone - S. Michele di Ganzaria.
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2363  - Interventi per la riparazione del manto stradale  di
  via Macello a S. Giovanni Galermo (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata, il 4 agosto  2005,
  la seguente mozione:

   N.  448  -  Iniziative per la valorizzazione del  personale  del
  Corpo forestale della Sicilia.
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe; Baldari Nicola Renato.

  Ne do lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

  PREMESSO che:

  ormai   da   troppi  anni  i  lavoratori  forestali  non   vedono
  valorizzata la loro opera e la loro professionalità;

  pur  essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati,  malgrado
  le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
  il  lavoro  particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo  e
  del Parlamento è sempre stata particolarmente scarsa;

  è   necessario  garantire  ai  lavoratori  forestali  lo   stesso
  trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

  a  porre  in  essere  quanto  necessario  affinché  i  lavoratori
  forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
  avendo  garantite le medesime condizioni dei forestali del  resto
  del Paese;

  a  prevedere  apposite convenzioni con il Ministero dell'Ambiente
  affinché  possano  essere predisposti programmi finalizzati  alla
  prevenzione,   spegnimento  e  ricostituzione  della   superficie
  boschiva  ed ulteriori contatti con la Protezione civile  per  il
  loro  impiego  in  caso  di  frane o per dissesto  idrogeologico,
  problemi   questi  che  interessano  particolarmente  la   nostra
  Regione.» (448)

  FLERES - CATANIA G. -
  BALDARI - MAURICI

   Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che l'onorevole  Moschetto,  ha  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di incarichi da parte di Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che  con  nota  del   4  agosto    2005,
  pervenuta   in  pari data  alla Segreteria generale,  l'onorevole
  Nicola Leanza, Presidente del Gruppo parlamentare  Movimento  per
  l'Autonomia' ha  comunicato che il Gruppo stesso   ha  attribuito
  l'incarico  di Vicepresidente all'onorevole Giovanni Roberto   Di
  Mauro e quello di  Segretario all'onorevole Eleonora Lo Curto.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di elezione di vicepresidente da parte di
                       Commissione legislativa

    PRESIDENTE   Comunico che, nella seduta del 4 agosto  2005,  la
  II  Commissione  legislativa permanente  Bilancio'  ha  proceduto
  all'elezione   del   Vicepresidente   ed   è   risultato   eletto
  l'onorevole Egidio Ortisi.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto

         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si  passa  al  punto  secondo
  dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli
  articoli  83,  lettera  d) e 153 del Regolamento  interno,  della
  mozione  n. 447  Interventi per il riconoscimento, da  parte  del
  Ministero  delle politiche agricole e forestali, dello  stato  di
  calamità  per  l'anno  2004 nella provincia  di  Catania ,  degli
  onorevoli  Fleres,  Catania  G.,  Maurici,  Baldari,   Turano   e
  Burgaretta Aparo.
   Ne do lettura:
                         «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   nel  corso  del 2004, in tutto il territorio della provincia  di
  Catania,   si  sono  verificati  eventi  atmosferici  che   hanno
  compromesso i raccolti;

   oltre  ai  danni nel settore dell'agricoltura anche i lavoratori
  hanno visto ridursi le giornate di effettivo lavoro, fatto questo
  che  non consente il raggiungimento delle giornate minime per  il
  pagamento dei contributi loro spettanti;

   è  stato  da più parti e più volte sollecitato il riconoscimento
  da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali dello
  stato di calamità;

   permanendo  questo stato dei fatti i produttori non otterrebbero
  alcun  ristoro  ed i braccianti non beneficeranno delle  giornate
  lavorative effettuate,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  porre  in essere quanto necessario perché il Ministero  delle
  Politiche  agricole e forestali riconosca lo  stato  di  calamità
  naturale  per  l'anno  2004  in tutta la  provincia  di  Catania,
  consentendo  così  alle imprese di percepire un  ristoro  per  la
  mancata  vendita dei prodotti ed ai braccianti la possibilità  di
  avere  riconosciute le giornate lavorative prestate senza perdere
  il diritto al pagamento dei contributi.» (447)

    FLERES-CATANIA G-MAURICI-BALDARI-TURANO-BURGARETTA APARO

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la mozione predetta sia
  demandata  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto

         Comunicazione di presentazione di ordini del giorno

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   -  n. 595 «Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
  della  legge  approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta n. 312 del 4-5 agosto 2005, recante  Norme per lo sviluppo
  turistico  della Sicilia e norme finanziarie urgenti'» (ddl.  nn.
  788-376-550-957/A), a firma degli onorevoli Formica,  Sammartino,
  Vicari, Vitrano, Basile e Fleres;

   -   n.   596  «Promulgazione,  senza  l'omissione  delle   parti
  impugnate,   della   legge  approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana nella seduta n. 312 del 4-5 agosto 2005, recante  Norme
  per  lo  sviluppo  turistico della Sicilia  e  norme  finanziarie
  urgenti'» (ddl. nn. 788-376-550-957/A), degli onorevoli  Scalici,
  Acanto e Sbona.

   Ne do lettura:

                    «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205  del
  1996,   ha  ancora  una  volta  ribadito  il  principio  che   la
  promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
  Regione  ha  come  conseguenza  la  consumazione  del  potere  di
  promulgazione  da  parte dello stesso Presidente,  provocando  la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   CONSIDERATO che:

   -  la  legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta  n. 312 del 4 agosto 2005, recante  Norme per lo  sviluppo
  turistico  della  Sicilia e norme finanziarie  urgenti'  è  stata
  impugnata dal Commissario dello Stato in modo parziale e che,  in
  pendenza del giudizio, non può essere integralmente promulgata;

   -  non  può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il  potere
  di  valutare  se e in quale misura la promulgazione parziale  sia
  suscettibile  di  alterare il contenuto della  legge,  e  se  sia
  comunque  opportuno  che  tale  contenuto,  formalmente  unitario
  all'origine,  venga  scisso in disposizioni autonome  ed  immesso
  nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;

   -  la  citata  sentenza della Corte n. 205/96  ha  affermato  il
  principio  che, a seguito dell'impugnazione parziale della  legge
  regionale,  il  Presidente della Regione  può  essere  vincolato,
  riguardo  al tipo di promulgazione da porre in essere,  non  solo
  con  'delibere  legislative' (abrogativa  l'una  e  riapprovativa
  l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
  ordini del giorno);

   -   occorre   conciliare  l'esigenza  che  la  legge,   ancorché
  impugnata   dal  Commissario  dello  Stato,  venga   urgentemente
  promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della  Regione,
  con  l'altra  che  discende  dalla convinzione  che  sulle  norme
  impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,

                 impegna il Presidente della Regione

   -  a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
  approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  312
  del 4 agosto  2005.» (595)

            FORMICA - SAMMARTINO-VICARI - VITRANO - BASILE - FLERES

                    «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   -   la  legge  regionale  concernente   Norme  per  lo  sviluppo
  turistico  della Sicilia e norme finanziarie urgenti',  approvata
  dall'Aula  lo  scorso agosto, è stata impugnata  dal  Commissario
  dello Stato;

   -  tra  gli altri, sono stati impugnati gli articoli 4 e 5,  che
  riguardano  le  disposizioni normative  per  i  lavoratori  delle
  Aziende turistiche regionali;

   CONSIDERATO che:

   la  promulgazione  della  legge, senza gli  articoli  impugnati,
  pone i lavoratori delle AAPIT in uno stato di crisi;

   i  lavoratori hanno espresso in più sedi ed in più occasioni  la
  viva  preoccupazione per quello che potrebbe accadere loro se  la
  legge  entrasse  in  vigore così come impugnata  dal  Commissario
  dello Stato;

   oltre   ad  esprimere  tutta  la  nostra  solidarietà  riteniamo
  necessario  sensibilizzare  il  Governo  della  Regione  a  farsi
  garante e portavoce dei diritti dei lavoratori delle AAPIT,

                   impegna il Presidente della Regione

   a  non promulgare la legge approvata dall'Aula lo scorso agosto,
  recante  «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia  e  norme
  finanziarie  urgenti», con l'omissione delle parti impugnate,  la
  legge  approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  n. 312 del 4 agosto  2005.» (596)

                                               SCALICI-ACANTO-SBONA

    GIANNOPOLO   Chiedo di parlare sull'ordine  del  giorno  numero
  595.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  non  ci sia dubbio che l'impugnativa del Commissario dello  Stato
  di alcuni commi degli articoli 4 e 5, e credo anche dell'articolo
  14,   in   qualche   modo,  introduce  dei  vuoti   nell'impianto
  legislativo   che  possono  pregiudicarne  anche   la   logicità,
  l'organicità e, quindi, l'applicazione della legge.
   Come  è  noto,  leggendo  l'impugnativa  del  Commissario  dello
  Stato,  la  questione  riguarda il destino e l'inquadramento  del
  personale delle aziende in via di scioglimento o di liquidazione,
  aziende  soggiorno e turismo e le stesse aziende provinciali  per
  l'incremento turistico.
   Inoltre,  penso  che se c'è un fondamento in alcune  motivazioni
  del  Commissario dello Stato, dovrebbero essere abbastanza  note,
  perché  si  ripetono  nel  corso degli anni,  al  legislatore,  e
  soprattutto  al  Governo, che a mio avviso avrebbe  potuto  porvi
  rimedio  anzitempo, nel momento cioè in cui,  in  particolare,  è
  stato riformulato l'articolo 5.
   A  questo punto, personalmente, riterrei che il Governo  farebbe
  cosa buona se si fermasse  a riflettere.
     Tuttavia,  penso che il Governo, in questo preciso momento  in
  cui si presenta un ordine del giorno che ha natura tecnica, debba
  spiegarci  come  intende fronteggiare il vuoto  che  si  viene  a
  creare dal punto di vista delle aspettative della stessa legge, e
  che lo stesso Parlamento aveva abbracciato ed intrapreso.
   Come  intende fare fronte a questa situazione che si è venuta  a
  creare a seguito della impugnativa da parte del Commissario dello
  Stato?
   Sono  dell'opinione che i motivi dell'impugnativa possono essere
  affrontati  attraverso  un  ripensamento  delle  norme,   venendo
  incontro  alle  esigenze che pone il Commissario dello  Stato  in
  tema   di   revisione  della  pianta  organica,  Sulla  copertura
  finanziaria,  peraltro, non si è spiegato bene che trattavasi  di
  una  copertura finanziaria che, comunque, c'era già. Infatti, nel
  momento  in  cui  il  personale  delle  disciolte  AAPIT   doveva
  transitare  presso i servizi turistici della Regione veniva  meno
  il  finanziamento  che  a  quel  titolo  la  Regione  eroga  alle
  province.  Quindi,  questo  andava  spiegato  nella  legge  e  al
  Commissario dello Stato che aveva chiesto chiarimenti in merito.
   Io  sono convinto che si possa risolvere la questione posta  dal
  Commissario  dello Stato nel senso di rispondere positivamente  a
  quelle  esigenze  che  sono  state poste,  senza  compiere  passi
  indietro come potrebbe verificarsi affrontando la questione.
   Allora  chiedo che il Governo ci dica come intende far fronte  a
  questa problematica che si è venuta a determinare.


   Presidenza del presidente Lo Porto

                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto
  di  intervenire  per porre alla sua attenzione una  questione  di
  carattere generale.
   Già  da  alcuni mesi in Sicilia drammaticamente si è evidenziato
  che  uno  dei  settori  fondanti della  nostra  economia,  quello
  dell'agricoltura,  sta entrando in crisi, ci  sono  movimenti  di
  massa e preoccupazioni generalizzate.
   In  particolare  nell'ultimo periodo  questo  ha  riguardato  il
  settore della vitinicoltura.
   Io  chiedo Signor Presidente - non voglio farla lunga - di poter
  impegnare  l'Aula con il Presidente della Regione  e  l'assessore
  per  l'agricoltura per affrontare in una opportuna seduta  questo
  drammatico problema, prima che lo stesso possa avere carattere di
  particolare  ..

    PRESIDENTE  Grazie onorevole Speziale, raccolgo il  suo  invito
  che,  peraltro, condivido, ma non è questo lo spazio  in  cui  ne
  possiamo   discutere.  Poiché  è  argomento,   credo,   condiviso
  unanimemente vedremo a fine seduta di poter fissare  la  data  di
  un'apposita seduta.


   Presidenza del presidente Lo Porto

      Riprende la discussione sull'ordine del giorno numero 595

    PRESIDENTE    Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Granata,
  assessore  per  il turismo, le comunicazioni ed i  trasporti  per
  rispondere all'onorevole Giannopolo.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  quanto
  riguarda  le  questioni  opportunamente sollevate  dall'onorevole
  Giannopolo  sull'ordine  del giorno numero  595,  che  invita  il
  Presidente  della Regione alla promulgazione delle  norme,   devo
  ovviamente tenere informato il Parlamento del percorso che  si  è
  intrapreso, perché è chiaro che l'intenzione del Governo è quella
  di  arrivare  alla promulgazione eliminando dal  testo  le  norme
  impugnate.
   Il  Governo  è  convinto che attraverso la  promulgazione,  dopo
  aver avviato un tavolo tecnico di confronto - così com'è doveroso
  fare  - con i sindacati rappresentativi dei lavoratori, sia delle
  Aziende autonome soggiorno e turismo che delle AAPIT, la legge va
  promulgata   perché   può   trovare  piena   applicazione   tutta
  l'impalcatura  della  normativa che deve,  comunque,  partire  ad
  iniziare  dalla liquidazione delle Aziende autonome  soggiorno  e
  turismo  e  la  promulgazione non intacca minimamente  i  diritti
  acquisiti da parte dei lavoratori.
   C'è  una  questione fondamentale che va ribadita e sottolineata.
  All'interno  della norma sono state individuate  le  risorse  per
  poter opportunamente intervenire nel pagamento delle spettanze di
  tutti i lavoratori delle Aziende Autonome soggiorno e turismo che
  erano  rimaste impantanate, bloccate rispetto alle procedure  che
  si sono avute nei mesi precedenti sul bilancio della Regione, dal
  quale  erano  state tolte delle somme che la legge opportunamente
  ha ripristinato per garantire il pagamento degli stipendi.
   Ma,  soprattutto,  ciò che conta è che la  norma,  così  come  è
  impugnata  -  per   una parte, a ragione, dal  Commissario  dello
  Stato, cioè  quella parte dove a seguito di emendamenti, sia  pur
  legittimamente  presentati in Aula, ma  che  non  erano  presenti
  nell'impostazione originaria della normativa, si  fa  riferimento
  agli  istituendi distretti turistici - opportunamente il  Governo
  non  ritiene  che si possa promulgare una norma  che  prevede  lo
  spostamento  di personale all'interno di contenitori che  ancora,
  allo stato, sono inesistenti.
   Quindi,   il  ragionamento  sulla  pianta  organica  di   questi
  organismi è assolutamente fondato.
      Allora,   insieme   alle  organizzazioni  sindacali   abbiamo
  individuato  un  percorso, contenuto in un  apposito  disegno  di
  legge  di pochi articoli che il Presidente della Regione  porterà
  con procedura d'urgenza domani in Giunta.
   Lo  stesso disegno di legge seguirà il suo iter legislativo  nel
  corso  del quale ci sarà un confronto, ovviamente, con  le  forze
  parlamentari  e in modo parallelo e contestuale, si risolverà  il
  problema che riguarda soprattutto i lavoratori delle AAPIT.
   Infatti,  per  quanto riguarda i lavoratori,  che  sono  più  di
  duecento, e le professionalità presenti all'interno delle Aziende
  Autonome  Soggiorno  e Turismo, la normativa  non  fa  altro  che
  riferirsi al particolare ruolo che rivestono e, quindi, al  ruolo
  speciale  che attualmente ricoprono senza modificare il  rapporto
  nei riguardi di queste professionalità.
     Per quanto riguarda le AAPIT c'è un ragionamento ancora aperto
  che  riguarda  la possibilità della cosiddetta mobilità  rispetto
  alle province che io credo sia un tema che possa essere utilmente
  affrontato  in  Commissione.  Questa  disponibilità  esiste,   ma
  certamente  non  nella direzione dei distretti turistici  per  il
  semplice fatto che i distretti turistici sono dei contenitori non
  sono  ancora  esistenti  in  quanto tali  e,  soprattutto,  nella
  filosofia  della  legge,  non prevedono,  così  come  ho  cercato
  inutilmente  per  altro  di spiegare sia in  Commissione  che  in
  Parlamento, un personale e, quindi, una pianta organica  adeguata
  al distretto turistico, che è una struttura molto leggera e molto
  diversa rispetto a come alcuni parlamentari l'hanno individuata e
  concepita.
   Ritengo, quindi che, approvando l'ordine del giorno numero  595,
  il Parlamento darà via libera innanzitutto all'applicazione della
  norme,  quindi all'insediamento dei Consigli e alla  liquidazione
  delle Aziende Autonome Soggiorno e Turismo.
     Si  parte con le procedure istruttorie sui distretti turistici
  e parallelamente si liberano le somme relative al pagamento delle
  spettanze  dei  lavoratori  delle Aziende  Autonome  Soggiorno  e
  Turismo.
   Siamo   perfettamente  consapevoli  degli  interessi  in  gioco:
  nessuno  potrebbe  giocare  con  gli  interessi  sacrosanti   dei
  lavoratori  del  comparto turistico sia  delle  Aziende  Autonome
  Soggiorno  e Turismo che  delle AAPIT se non ci fosse  una  certa
  consapevolezza che il percorso avviato è di assoluta garanzia per
  queste  professionalità,  sia  per  quanto  riguarda  la  qualità
  dell'impiego di prospettiva, sia per quanto riguarda  soprattutto
  i diritti acquisiti alla retribuzione, i diritti previdenziali ed
  il particolare status di cui godono.
   Il  Governo, quindi, ritiene che si debba passare alla votazione
  dell'ordine  del  giorno  opportunamente  presentato   e   quindi
  sostanzialmente  garantendo  questo  percorso  che  è  già  stato
  avviato,  ripeto, con una  concertazione sindacale e che  porterà
  in Aula in tempi brevi, entro il mese di settembre, il disegno di
  legge   che   chiuderà  questo  incidente  di   percorso   legato
  all'impugnativa del Commissario dello Stato.

   PRESIDENTE. Pongo ai voti l'ordine del giorno n. 595 che  chiede
  di  promulgare  la  legge  priva delle  parti  impugnate.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro,  quindi,  precluso  l'ordine  del  giorno  numero  596
  presentato dagli onorevoli Scalici, Acanto e Sbona.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Votazione finale del disegno di legge n. 1019/A Riordino della
      disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi

   PRESIDENTE.  Si  passa  al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Votazione  finale  del disegno di legge numero  1019/A   Riordino
  della disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  questa
  prima  parte,  visto che i banchi del Governo sono sempre  vuoti,
  sistematicamente  ogni  qual volta che si  tratti  di  affrontare
  normative  serie come quella  che nella fattispecie   riguarda  i
  Consorzi  Fidi,  pur condividendo l'impianto normativo  e  avendo
  contribuito all'elaborazione del disegno di legge, noi in  questa
  prima battuta non intendiamo votare, non perché manifestiamo  una
  contrarietà  nei  confronti  del  disegno  di  legge,  ma  perché
  vogliamo  evidenziare  l'assoluta  assenza  del  Governo,  tranne
  l'Assessore  Granata  che  si  trova occasionalmente  qui  perché
  doveva affrontare un altro argomento, quello relativo al turismo.
     L'assenza  del  Governo  è  una  delle  piaghe  dell'Assemblea
  regionale siciliana. Pertanto, noi, soltanto per un atteggiamento
  disinvolto   del   Governo   nei   confronti   di   provvedimenti
  significativi come quello dei consorzi fidi, noi in questa  prima
  fase non votiamo, riservandoci di votare in una fase successiva.


   Presidenza del presidente Lo Porto

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  devo  consultarmi   con   i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, seppure informalmente,  anche
  se,  qualora  fosse  necessario,  convocherò  la  Conferenza  dei
  Capigruppo. Pertanto sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 19.00)

   La seduta è ripresa.

    FLERES  Chiede di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor presidente, onorevoli colleghi, le osservazioni
  formulate  dall'onorevole Speziale sono puntuali; non c'è  dubbio
  che  rispetto ad alcuni questioni sarebbe opportuno, vorrei  dire
  sarebbe indispensabile, una maggiore attenzione sia da parte  del
  Governo  sia  da  parte dei deputati, dei deputati  tutti  e  non
  voglio da questo punto di vista alimentare alcuna polemica.
   Ho  compreso - così  come, peraltro, abbiamo compreso tutti - il
  senso delle dichiarazioni dell'onorevole Speziale e per quanto mi
  riguarda  non  posso che sottoscrivere un dato: la legge  che  ci
  accingiamo  a votare è stata lungamente discussa e dibattuta  tra
  le  forze  politiche  e  con le categorie  interessate,  è  stata
  condivisa dalle forze politiche e dalle categorie interessate, ma
  per la verità all'interno del Governo qualche difficoltà la si  è
  registrata,   anche  perchè  la  legge  introduce  delle   novità
  significative   rispetto alle competenze  attribuite  ai  singoli
  assessorati  e  questo senza  dubbio qualche disagio  soprattutto
  nella prima fase lo ha determinato.
   Dunque, onorevole Speziale, dando atto e condividendo, sia  pure
  a  malincuore ma così è, che le osservazioni che lei formulava  e
  condividendo anche l'urgenza che questa Aula affronti i  problemi
  legati all'agricoltura, al settore vitivinicolo ma anche a quello
  cerealicolo che sappiamo essere in forte crisi, come  peraltro  è
  stato  più  volte  segnalato dai quotidiani, io penso  di  potere
  formulare,  avendo  ascoltato un po' l'orientamento  dei  diversi
  Gruppi parlamentari, un'ipotesi, cioè che questa sera si voti  la
  legge  secondo  l'ordine del giorno dopodiché, ovviamente  se  il
  Presidente  dell'Assemblea è d'accordo, si potrebbe convocare  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  nella  mattina
  di  martedì  prossimo e nel pomeriggio di quella stessa  giornata
  convocare   l'Aula  per  affrontare l'urgente  tema  legato  alle
  condizioni  di  disagio  vissute dagli agricoltori  siciliani,  i
  vitivinicoltori   i  granicoltori i produttori  ortofrutticoli  e
  quanti  altri  si  trovano  in questo  momento,  come  tutti  noi
  sappiamo,  in  una situazione di difficoltà legata  non  soltanto
  alla  contingenza  nazionale, al fenomeno dei  prezzi,  ma  anche
  legata  ad una serie di ritardi che riguardano la messa a  regime
  degli aiuti previsti in questo settore, nei casi di calamità, nei
  casi di crisi palese del mercato.
   Dunque,   signor   presidente,  la proposta che mi  permetto  di
  formulare  è  quella di procedere  questa sera con  la  votazione
  finale  del  disegno di legge all'ordine del  giorno,   convocare
  per  la  mattina di martedì prossimo la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  e  nel  pomeriggio  di  quella  stessa
  giornata l'Aula.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  proposta  dell'onorevole
  Fleres  ritengo  sia coerente con quanto formulato dall'onorevole
  Speziale  ad inizio di seduta. Condivido l'opinione di  procedere
  il  più celermente possibile con il dibattito sui problemi  della
  viticoltura  siciliana e dell'agricoltura in genere.
   Pertanto, dopo aver proceduto alla votazione finale sul  disegno
  di legge all'ordine del giorno, la seduta sarà rinviata a martedì
  pomeriggio   con  all'ordine  del  giorno  l'argomento   precipuo
  dell'agricoltura  e  nella  mattina  di  martedì  si   terrà   la
  Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli onorevoli  Mercadante,  Pagano,
  Giambrone, Cimino, Savarino, Cintola, Lo Curto e Pistorio   hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto


   Presidenza del presidente Lo Porto

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   «Riordino della disciplina dell'attività di garanzia collettiva
                         dei fidi» (1019/A)

    PRESIDENTE  Indìco  la votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Riordino della disciplina dell'attività  di
  garanzia collettiva dei fidi» (1019/A).
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  45
   Maggioranza         23
   Favorevoli          40
   Astenuti            5

                        (L'Assemblea approva)

     Comunicazione resa ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
                         Regolamento interno

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma
  2, del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor  Presidente,  desidero  porre   alla   sua
  attenzione e alla attenzione del Parlamento - chiederò alla  fine
  un  suo  autorevole  intervento - una  vicenda  che  riguarda  il
  rispetto delle stesse prerogative del parlamentare.
   Sulla  base di circostanziata denuncia di funzionari delle  aree
  di  sviluppo  industriale di Catania, l'Assessore per l'industria
  ha  predisposto un'ispezione presso tale ente e su questa vicenda
  sia  io  che altri parlamentari di varie forze politiche  abbiamo
  presentato  sia  un'interrogazione che una richiesta  di  accesso
  agli atti riguardanti il contenuto dell'ispezione stessa.
   Sulla  base  di tale richiesta, l'Assessorato dell'Industria  ha
  chiesto   un   parere  all'Ufficio  legislativo   della   Regione
  siciliana.   L'Assessorato  dell'Industria  ha   negato,   a   me
  parlamentare,  l'accesso agli atti.
     Le  chiedo  ancora un minuto per dare lettura  del  passo  che
  riguarda questo parere anche per capire e confrontarmi  con   lei
  rispetto ad una illogicità dello stesso parere che credo di poter
  rinvenire: «Per quanto concerne, infine, l'accesso richiesto  dal
  deputato   regionale,  l'articolo  28  bis   della   L.R.   10/91
  attribuisce  ai deputati dell'Assemblea regionale  siciliana  per
  l'esercizio delle loro funzioni, il diritto di accesso secondo le
  disposizioni di cui agli articoli precedenti, specificando che le
  esigenze  conoscitive  connesse con la relativa  funzione  devono
  essere  considerate motivazioni sufficienti per  l'esercizio  del
  diritto  di accesso». Quindi, sembrerebbe accogliere la richiesta
  di diritto di accesso.
   Il  passo successivo, invece, contraddice quanto ho appena detto
  perché così recita: «Tali norme, quindi» -non riesco a comprender
  né logicamente né giuridicamente né politicamente questo  quindi -
  «non attribuisce ai deputati regionali un discriminato diritto di
  accesso,   il  quale  tale  diritto  è  attribuito   secondo   le
  disposizioni  di cui agli articoli precedenti che fa  riferimento
  al diritto di accesso del cittadino».
   Io  non capisco perché il legislatore regionale nel 1991,  anche
  di recente, nel 2003, avrebbe dovuto specificare ulteriormente la
  possibilità  di accesso del deputato diversificandolo  da  quello
  del cittadino e non comprendo il perché di questo diniego.
   Ecco  perché,  signor  Presidente, Le  chiedo,  a  tutela  delle
  prerogative del parlamentare, un intervento non rispetto al  caso
  specifico,  ma  a  tutela del principio di  potere  espletare  ed
  esercitare il parlamentare le proprie funzioni.

    PRESIDENTE   Onorevole  Spampinato, la  prego  al  riguardo  di
  farmi  avere  il  testo del documento che  è  oggetto  della  sua
  legittima richiesta.
   Comunico   che   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari è convocata  per martedì 20 settembre 2005 alle  ore
  10.30.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì 20 settembre
  2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

         N. 448  -     Iniziative   per  la  valorizzazione   del
                  personale del Corpo forestale della Sicilia.

                  FLERES - CATANIA G. - BALDARI -  MAURICI

  III  - DIBATTITO SULLA SITUAZIONE DELL'AGRICOLTURA ED, IN
         PARTICOLARE,  DELLA VITIVINICOLTURA  IN  SICILIA

  IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei
  prodotti in vendita  (n. 1023/A) (Seguito)
  2)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn.  771-774/A) (Seguito)
  3)   Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di Camere di commercio   (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
  4)   Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciale II/A)
  5)   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
  il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito)

  V   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
        COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
        DELL'UNIONE EUROPEA

  VI  -  ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 19.15.
        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.15

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                       Dott. Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazioni

   MICCICHE'.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   in  molti  comuni  della  provincia di  Agrigento,  compreso  il
  capoluogo,  si è già proceduto ad una riduzione pari  al  30  per
  cento della fornitura idrica, per una durata di 15 giorni;

   la   causa   di   detta  riduzione  è  derivata  dalla   normale
  manutenzione che dovrà essere effettuata sul dissalatore di Gela;

   la  mancanza  d'acqua  comporterà l'allungamento  dei  turni  di
  erogazione, con prevedibili disagi per le popolazioni dei  comuni
  interessati, già provati a causa della cronica carenza idrica;

   per sapere:

   se  prima  della  riduzione della fornitura,  attuata  da  parte
  degli  organi  preposti, non sia stata predisposta una  soluzione
  alternativa, come per esempio l'utilizzo della diga leone;

   se  tali  disfunzioni  possano essere addebitate  anche  ad  una
  sbagliata individuazione ed organizzazione degli A.T.O.,  in  via
  di completamento;

   quali   provvedimenti  si  intendano  adottare   per   garantire
  un'adeguata compensazione nella fornitura idrica nella  provincia
  di Agrigento.» (413)

   Risposta.   «In  esito  alla  interrogazione  numero   413,   si
  trasmette  copia della nota della segreteria generale  di  questa
  Presidenza  n.  2280  del  7  luglio  2005,  con  l'unito  foglio
  dell'Ufficio di Gabinetto dell'Assessore regionale per  i  lavori
  pubblici  prot. 3679 del 18 maggio 2005, con il quale l'Assessore
  medesimo  rappresenta  che  il contenuto  dell'interrogazione  in
  oggetto non rientra tra le competenze di quella Amministrazione.
   Si  trasmette  altresì  il foglio dell'Ufficio  del  Commissario
  delegato per l'emergenza idrica prot. 8153 del 1  luglio 2005 che
  fornisce  i chiarimenti richiesti in ordine alla materia  oggetto
  dell'interrogazione stessa.»

                                Il Presidente della Regione CUFFARO

      «Ufficio del Commissario delegato per l'emergenza idrica
   In  riscontro  alla  nota  riguardante l'interrogazione  n.  413
  dell'onorevole Miccichè, si premette che:
   l'interrogazione  n. 413, pervenuta a questo  Ufficio  con  nota
  del  15  giugno  2005 e datata 5 febbraio 2002 (antecedente  alla
  stessa   costituzione  dell'Ufficio  del  Commissario  delegato),
  periodo in cui la disponibilità complessiva delle riserve idriche
  contenute  nei bacini artificiali ad uso potabile e misto  (laghi
  Ancia, Castello, Fanaco, Garcia, Leone e Prizzi) a servizio della
  provincia di Agrigento era pari a 140 milioni di mc. a fronte dei
  660 mmc. registrati nello stesso periodo di quest'anno;
   la  grave  carenza di quel periodo, le condizioni funzionali  in
  cui versavano i grandi acquedotti e gran parte delle reti interne
  dei  comuni,  la  conflittualità fra settore  irriguo  e  settore
  potabile   sull'uso  dell'acqua  nonché  la  sovrapposizione   di
  competenze  tra  i  diversi  gestori acquedottistici  sono  state
  affrontate  dall'Ufficio del Commissario delegato (istituito  con
  l'ordinanza  di protezione civile n. 3189 del 22  marzo  2002  ma
  effettivamente  operativo  a partire  dal  mese  successivo)  con
  un'intensa  attività  di  monitoraggio  e  pianificazione   delle
  risorse, di programmazione degli interventi più urgenti e mirati,
  con  l'attuazione  dei  lavori per la  ricostruzione  dei  grandi
  acquedotti  e degli impianti più importanti, con il coordinamento
  dei  numerosi  gestori  del  servizio per  l'utilizzazione  delle
  risorse idriche regionali;
   l'attività fin qui svolta dall'ufficio del Commissario  delegato
  ha  consentito  di  ridurre al minimo  i  disagi  sofferti  dalla
  popolazione, mantenendo un costante controllo sui prelievi  dagli
  invasi  e  sull'utilizzo delle principali fonti,  allo  scopo  di
  attuare  una programmazione pluriennale delle risorse  idriche  e
  superare future situazioni di emergenze provocate dal verificarsi
  di sfavorevoli condizioni meteo-climatiche.
   Per  quanto  premesso ed in riferimento agli  specifici  quesiti
  posti nell'interrogazione in oggetto, si comunica che:
   1. il Commissario delegato ha sempre predisposto per la Provincia
       di Agrigento piani di emergenza e di soccorso per le zone in
       situazioni  di emergenza idrica a causa di interruzioni  del
       servizio utilizzando le interconnessioni ed i collegamenti fra i
       grandi acquedotti (integrazione dagli acquedotti Fanaco, Blufi e
       Ancia, scambi di volumi idrici fra i sistemi acquedottistici,
       rimodulazione  dei  prelievi dagli invasi, razionalizzazione
       dell'uso della risorsa); a tal riguardo il lago Leone (citato
       nella predetta interrogazione) è una delle fonti del sistema
       acquedottistico regionale ma certamente non l'unica e non la più
       importante   per   il   territorio   agrigentino;   inoltre,
       specificatamente  alle eventuali riduzioni di  disponibilità
       idriche  provocate  dagli  interventi  di  manutenzione  nel
       dissalatore di Gela, il Commissario delegato ha attivato, ormai
       da più di due anni, il V modulo bis che è utilizzato in caso di
       fermo  degli  altri  moduli del polo di dissalazione  e  può
       sostituire ed integrare, fino ad un massimo di 200  l/s,  la
       portata complessiva (520 l/s) in testa all'acquedotto Gela -
       Aragona; infine, attraverso l'acquedotto Blufi ed in rapporto
       alla produzione dell'omonimo potabilizzatore, il Commissario
       delegato ha disposto, già dal 2003, una portata integrativa per
       il sistema Gela - Aragona che può variare da un minimo di 50 ad
       un massimo di 150 l/s.
  2. La regione siciliana ha adottato una delimitazione degli
  Ambiti territoriali ottimali coincidente con i limiti delle 9
  province siciliane come, tra l'altro, è stato fatto anche da
  Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Marche e Calabria; la
  costituzione di un gestore unico inter-ambito del complesso
  sistema acquedottistico regionale (Sicilacque S.p.A.) permetterà
  di superare le eventuali frammentazioni gestionali ancora
  presenti e la diversa collocazione delle principali fonti
  idriche, garantendo un servizio migliore (minori perdite di
  risorse idriche e maggiore costanza delle forniture potabili) ed
  una tariffa omogenea su tutto il territorio servito;
  3. in questi tre anni, periodo in cui l'Ufficio del Commissario
  delegato ha affrontato e gestito lo stato di emergenza idrica in
  Sicilia, la situazione complessiva dell'approvvigionamento
  idropotabile è sensibilmente migliorata; in particolare per la
  provincia di Agrigento la dotazione media pro capite per abitante
  (litri x abitante al giorno) è aumentata del 25 per cento,
  passando da 238 lxab./g nel 2002 a 296 lxab./g nel 2005 con un
  recupero complessivo di risorse idriche territoriali pari a 24
  milioni di mc.»

           Il Dirigente preposto alla Struttura ing. Marcello Loria

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI-. «Al Presidente  della
  Regione, premesso che:

   sono  diverse  le  associazioni  di  consumatori  operanti   nel
  territorio regionale;

   più   volte   si  è  cercato  di  tutelare  i  consumatori   ma,
  considerati  gli ultimi articoli di stampa, pare che i  risultati
  siano deludenti;

   infatti,  è  sorta una mailing list che consente a  parlamentari
  ed  amministratori  degli  enti  locali  di  collaborare  con  le
  associazioni  stesse,  per  il perseguimento  degli  obiettivi  a
  tutela dei consumatori;

   tale  atto  è  il  chiaro sintomo di una  non  proprio  adeguata
  politica verso gli utenti;

   per  sapere  quali iniziative intenda intraprendere al  fine  di
  rendere  concreti  tutti quegli atti che  nel  tempo  sono  stati
  emanati a tutela dei consumatori e degli utenti.» (1877)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «In  esito  alla  interrogazione  numero   1877,   si
  trasmette  copia della nota della Segreteria Generale  di  questa
  Presidenza  n. 2047 del 15 giugno 2005, con l'allegato  carteggio
  che  fornisce  i  chiarimenti richiesti in  ordine  alla  materia
  oggetto dell'interrogazione stessa.

                                Il Presidente della Regione CUFFARO

   «Regione Siciliana - Presidenza
   Segreteria Generale - Area 2  Unità operativa
    Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana

       All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente della Regione
                                                               SEDE

   Con  atto  di  indirizzo presidenziale di cui  alla  nota  prot.
  12037  dell'8  ottobre  2004 dell'Ufficio di  Gabinetto  è  stato
  statuito che  l'attività istruttoria prodromica alla risposta del
  Presidente  della Regione, per interrogazioni ed interpellanze  a
  quest'ultimo dirette, anche in via esclusiva, non può che  essere
  condotta dalla Segreteria Generale di questa Presidenza .
   Per  l'esecuzione del citato atto di indirizzo presidenziale,  è
  stata  individuata,  per competenza, l'Unità operativa   Rapporti
  con l'Assemblea regionale siciliana .
   Ciò  posto,  in adempimento all'atto di indirizzo presidenziale,
  per  il  tramite di codesto Ufficio di Gabinetto, è pervenuta  la
  nota  prot. n. 17001 del 28 ottobre 2004, con la quale  l'ARS  ha
  trasmesso  l'interrogazione  n. 1877   Interventi  a  favore  dei
  consumatori , di cui si allega copia, diretta al Presidente della
  Regione.
   Questa  Unità operativa ha richiesto all'Area 3 della Segreteria
  Generale,  che assolve anche funzioni di Segreteria del Consiglio
  regionale  dei  consumatori  e degli utenti  (CRCU),  di  fornire
  elementi di conoscenza utili per la proposta.
   L'Area  3 - S.G., con nota prot. n. 140 del 21 gennaio 2004,  di
  cui si allega copia, ha comunicato che  in relazione al contenuto
  dell'interrogazione di cui all'oggetto, non ha da  fornire  alcun
  nuovo    elemento    aggiuntivo   alle   esaurienti    conoscenze
  dell'onorevole Fleres .
   Successivamente, nel sito Internet della Segreteria Generale  di
  questa  Presidenza della Regione, sotto la voce Notizie  è  stato
  pubblicato  il  D.P.Reg. n. 67/Servizio 6/SG del  30  marzo  2005
   Programma  generale della Regione siciliana per la realizzazione
  di   interventi   mirati   al  miglioramento   della   condizione
  informativa dei consumatori e degli utenti .
   Ciò  posto,  questa Unità operativa ha richiesto al servizio  6
  della  Segreteria Generale  Coordinamento attività  economiche  e
  produttive - contributi  di fornire elementi di conoscenza  utili
  per la risposta alla interrogazione n. 1877.
   Pertanto  si  trasmette copia della nota prot.  n.  1347  del  9
  giugno  2005 del Servizio 6 /S G., contenente le notizie rese  in
  ordine a quanto contenuto nella interrogazione sopra citata.
   Si  fa  presente che l'Avv. Maria Castri, dirigente preposto  al
  Servizio 6  S G., è stata individuata dal Segretario Generale  di
  questa   Presidenza   della  Regione  quale  responsabile   delle
  iniziative  a  vantaggio dei consumatori e degli  utenti  per  la
  Regione siciliana ed è stata designata quale nuovo rappresentante
  della  Regione  siciliana da inserire nei gruppi  di  lavoro  del
  CNCU.
   Si  allega  altresì copia del D.P.Reg. n. 67/S.G. del  30  marzo
  2005  sopracitato, pubblicato nel sito Internet della  Segreteria
  Generale  di  questa  Presidenza della Regione,  nel  quale  sono
  esplicitate le iniziative assunte dalla Presidenza della  Regione
  siciliana  per il miglioramento della condizione informativa  dei
  consumatori e degli utenti.
   Questa  Unità  operativa,  con il presente  atto,  in  virtù  di
  quanto  alla  stessa attribuito, esaurisce l'attività istruttoria
  prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
   Quanto  sopra  si rimette a codesto Ufficio per  le  conseguenti
  valutazioni  e  le  determinazioni finali proprie  dell'onorevole
  Presidente,  ai  sensi dell'art. 2, comma 8, del D.P.  10  maggio
  2001.
                                              Il Dirigente preposto
                                            Dott.ssa Maria Accardi»

   «Repubblica Italiana
   Regione siciliana
   Presidenza
   Segreteria Generale
   Servizio 6  - Coordinamento attività economiche e produttive -
  Contributi

   Prot. n. 1347
  Palermo, 9 giugno 2005

   Oggetto: Interrogazione n. 1877 dell'onorevole Fleres.

                All'Area 2   Rapporti con gli organi istituzionali
                U.O.  Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana
                                                               SEDE

   Si  riscontra la nota n. 1880 del 30 maggio 2005 di pari oggetto
  ed,  al fine di consentire all'onorevole Presidente della Regione
  di  rendere  completa  ed  esaustiva risposta  all'interrogazione
  dell'onorevole  Fleres  relativa ad   Interventi  in  favore  dei
  consumatori , si comunica quanto segue ad integrazione di  quanto
  già  rappresentato dal Dirigente dell'Area 3  con la nota n.  140
  del 21 gennaio 2005.
   L'esigenza di fornire una chiara e precisa risposta alle  sempre
  più pressanti richieste da parte dei consumatori e degli utenti è
  particolarmente sentita dall'onorevole Presidente della  Regione;
  ed anche per questo, con D.P.Reg.S. n. 354 del 29 dicembre 2004 è
  stato  costituito un nuovo Servizio, il 6 , denominato   Attività
  economiche  e  produttive  -  Contributi ,  nel  quale  è   stata
  inserita,  tra  le  altre, l'attività relativa  alla  tutela  dei
  consumatori e degli utenti.
   Con  la creazione di questo nuovo Servizio 6  questa Regione  ha
  dato un forte impulso alle attività per la tutela dei consumatori
  e  degli utenti: è stato, infatti, nominatoli responsabile  della
  Regione  siciliana per l'attività in parola, responsabile  che  è
  stato,  ancora, designato a rappresentare questa Regione in  seno
  ai  gruppi  di  lavoro del Consiglio nazionale dei consumatori  e
  degli  utenti,  la cui sede istituzionale è presso  il  Ministero
  delle attività produttive.
   Il  responsabile delle iniziative a vantaggio dei consumatori  e
  degli  utenti per la Regione siciliana ha, in questa  sua  veste,
  partecipato a molteplici seminari e tavoli tecnici; fra  l'altro,
  lo  stesso  è  stato  individuato dal  Ministero  delle  attività
  produttive quale relatore, in rappresentanza di tutte le  Regioni
  e  Province autonome, al convegno svoltosi presso il  Forum  P.A.
  2005  titolato  I progetti a vantaggio dei consumatori realizzati
  dalle Associazioni rappresentative dei cittadini e dalle Regioni;
  nuove   modalità  di  rapporto  della  P.A.  con  il   cittadino:
  esperienze e prospettive .
   Ed  ancora: è stato pubblicato, nella GURS n. 7 del 18  febbraio
  2005  un apposito bando, aperto alle associazioni di consumatori,
  per  la  presentazione dei progetti di intervento  a  favore  dei
  consumatori  e degli utenti da attuarsi con i fondi  destinati  a
  questa  Regione stanziati dal Ministero delle attività produttive
  con D.M. 23 novembre 2004.
   I  progetti  presentati  dalle  associazioni  di  consumatori  a
  seguito del sopra indicato bando ritenuti ammissibili sono stati,
  quindi,  inseriti  nel  Programma generale  di  intervento  della
  Regione siciliana  denominato:  La Sicilia apre ai consumatori .
   Questo  Programma  è  stato, quindi,  sottoposto  all'esame  del
  Consiglio  regionale dei consumatori e degli  utenti,  presieduto
  dall'onorevole Salvo Fleres, Consiglio che, nella seduta  del  22
  marzo 2005, ha espresso parere favorevole.
   Con  la  deliberazione n. 125 del 30 marzo 2005,  la  Giunta  di
  Governo ha poi approvato il Programma generale in parola; infine,
  l'onorevole Presidente della Regione, con D.P. n. 67 del 30 marzo
  2005,  pubblicato  nella GURS n. 16 del 15  aprile  2005,  ne  ha
  approvato la sua realizzazione.
   Ma  l'attività posta in essere dal nuovo Servizio 6   in  favore
  dei consumatori e degli utenti non si è certamente fermata qui: è
  stato istituito un capitolo in entrata ed un correlativo capitolo
  di  spesa  per  le  azioni  da effettuarsi  in  concerto  con  il
  Ministero  delle attività produttive; sono stati  presi  contatti
  con  le altre Regioni al fine di intraprendere azioni comuni  per
  le  stesse linee di attività; è all'esame la partecipazione della
  Regione siciliana nell'istituendo  Centro europeo di ricerca  sui
  consumatori ,  si  sta  lavorando  per  attuare  dei   protocolli
  d'intesa    con  le  nove  Province  siciliane  per  tutelare   i
  consumatori e gli utenti.
   Inoltre,  è  all'esame del Governo l'istituzione,  nel  bilancio
  della  Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005, di  un
  apposito capitolo di spesa vincolato per attuare in pieno  quelli
  che  sono  gli obiettivi, fino ad oggi solo enunciati,  contenuti
  nell'art. 2 della l.r. 23 maggio 1994, n. 7.
   Da  quanto  sopra  si  rileva che l'onorevole  Presidente  della
  Regione  sente  più  che mai la necessità di  vedere  la  Regione
  siciliana presente e protagonista, nel panorama sia nazionale che
  comunitario,  in  tutte  le iniziative  mirate  alla  tutela  dei
  consumatori  e  degli  utenti; si intende infatti  promuovere  la
  nascita   e   la   crescita  di  una  vera  e  propria    cultura
  consumeristica   così da superare la logica di intervento  legato
  all'emergenza,  logica che ha contraddistinto,  in  tutti  questi
  anni, l'azione delle associazioni dei consumatori.
                                          Il Dirigente del Servizio
                                               (Avv. Maria Castri)»

   «Repubblica Italiana
   Regione siciliana
   Presidenza
   Segreteria Generale - Area 3
   Promozione della cittadinanza europea attiva.
   Diritti dell'uomo - Persone giuridiche - Privacy - PALERMO

   Prot. n. 140
  Palermo, 21 gennaio 2005

   Oggetto: Interrogazione n. 1877 dell'onorevole Fleres.

                                      Segreteria Generale - Area 2
                                          U.O.  Rapporti con l'ARS
                                                  Palazzo d'Orleans
                                                            Palermo

   Si  riscontra la nota prot. n. 44/IN 13 dell'11 gennaio 2005 per
  comunicare  che la scrivente Area, che assolve anche funzioni  di
  segreteria del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti
  (CRCU),  in  relazione  al contenuto dell'interrogazione  di  cui
  all'oggetto,  non  ha da fornire alcun nuovo elemento  aggiuntivo
  alle  esaurienti  conoscenze dell'onorevole Fleres  che,  come  è
  noto, per effetto del decreto del Presidente della Regione n.  53
  del  20  marzo  2001,  è  stato  delegato  a  presiedere  in  via
  permanente  il  CRCU previsto dall'art. 4 della  l.r.  23  maggio
  1994, n. 7, per il quadriennio 2001-2004.
                                          Il Dirigente dell'Area 3
                                               (Avv. Lino Buscemi)»

   «D.P.Reg. n. 67/Serv. 6  S G.

                         Repubblica Italiana
                          Regione siciliana
                             Presidenza
                            Il Presidente

                              (omissis)
                               decreta

                               Art. 1
              Programma generale e risorse finanziarie
   1.  E'  approvato il programma generale della Regione  siciliana
  per  la realizzazione di interventi esclusivamente e direttamente
  mirati   al   miglioramento  della  condizione  informativa   dei
  consumatori e degli utenti.
   2.  Tale programma sarà realizzato con le risorse finanziarie di
  cui  al  decreto  del Ministro delle attività produttive  del  23
  novembre  2004,  registrato alla Corte dei conti  il  2  dicembre
  2004,  reg.  n.5,  fgl.  N. 34, pari ad euro  1.228.472,00  ed  è
  finalizzato     all'espletamento     di     interventi     mirati
  all'informazione a favore dei consumatori ed utenti.

                               Art. 2
         Oggetto del programma e contenuto degli interventi
   1.  Il  programma  generale  di  intervento,  approvato  con  il
  presente  decreto,  sarà  trasmesso al Ministero  delle  attività
  produttive a cura della Regione siciliana entro il 31 marzo 2005.
   2.   Il  programma  generale  della  Regione  siciliana  di  cui
  all'art.  1,  comma 1, del presente decreto comprende  tutti  gli
  interventi  meglio descritti nell'allegata scheda  A   che  viene
  unita al presente decreto per farne parte integrante.

                               Art. 3
                 Compatibilità con ulteriori risorse
   1.   Il  programma  generale  della  Regione  siciliana  per  la
  realizzazione di interventi esclusivamente e direttamente  mirati
  al  miglioramento della condizione informativa dei consumatori  e
  degli  utenti è compatibile con ulteriori risorse finanziarie  da
  parte  dello  stesso soggetto beneficiario e/o di altri  soggetti
  pubblici  o  privati,  ivi  compresi i  finanziamenti  comunitari
  dichiarati nel programma di intervento.

                               Art. 4
            Termine per la realizzazione degli interventi
   1.  Gli  interventi  previsti  nel presente  programma  generale
  della  Regione siciliana devono essere completati, pena la revoca
  del    contributo   concesso,   entro   due   anni   dalla   data
  dell'ammissione a contributo del programma da parte del Ministero
  delle attività produttive.

                               Art. 5
                      Monitoraggio e controlli
   1.  Al  fine di verificare sia lo stato di avanzamento,  sia  la
  completa  realizzazione del presente programma  nonché  le  spese
  sostenute,   la   Regione  siciliana  nominerà  una   Commissione
  incaricata   di   effettuare   i  predetti   accertamenti;   tale
  Commissione sarà composta da un dirigente della Regione siciliana
  e   da   un   rappresentante   della   Direzione   generale   per
  l'armonizzazione  del  mercato  e  la  tutela  dei   consumatori,
  quest'ultimo  designato dalla stessa Direzione. Gli  oneri  della
  Commissione, da determinarsi con successivo provvedimento, sono a
  carico  del  programma generale di cui all'art.  1  del  presente
  decreto.

                               Art. 6
                        Norme di salvaguardia
   1.  Per  tutto  quanto  non previsto nel  presente  decreto,  si
  applicano  le  disposizioni contenute nel D.M. 23 novembre  2004,
  nel  decreto attuativo del 10 febbraio 2005, nel D.S.G. n. 31 del
  10 febbraio 2005 nonché la legislazione vigente.

                               Art. 7
                            Pubblicazione
   1.  Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
  della  Regione  siciliana nonché sul sito internet della  Regione
  siciliana al seguente indirizzo:www.presidenzaregione.it.

   Palermo, li 30 marzo 2005
                             Il Presidente on.le Salvatore Cuffaro»

   FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI.- «Al Presidente della
  Regione, premesso che:

   sulla  sezione  distaccata  di  Grammichele  del  Tribunale   di
  Caltagirone  gravano gli utenti di sette dei tredici  comuni  del
  Calatino;

   ciò  comporta  una  quantità  di  lavoro  che  il  personale  in
  servizio  non riesce a smaltire poiché l'organico, come  è  stato
  più volte evidenziato, è carente;

   di  ciò  ne risente anche l'utenza, poiché il semplice  rilascio
  di documenti avviene dopo diversi giorni;

   è  necessario  procedere  nel  più breve  tempo  possibile  alla
  sistemazione  della  sezione  di  Grammichele  del  tribunale  di
  Caltagirone;

   per  sapere come intenda verificare quanto in premessa  indicato
  e come intenda risolvere le problematiche evidenziate.» (2182)

   Risposta.«In   esito  alla  interrogazione   numero   2182,   si
  trasmette  copia della nota della Segreteria Generale  di  questa
  Presidenza  n. 2370 del 13 luglio 2005, con l'unito allegato  del
  Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria del Personale e  dei
  servizi  del Ministero di grazia e giustizia del 30 giugno  2005,
  che  fornisce  i  chiarimenti richiesti in  ordine  alla  materia
  oggetto dell'interrogazione stessa.»

                                Il Presidente della Regione CUFFARO

   «Regione Siciliana - Presidenza
   Segreteria Generale - Area 2  Unità operativa
    Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana

       All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente della Regione
                                                               SEDE

   Per  il seguito di competenza, si trasmette copia della nota del
  Ministero  della  Giustizia, pervenuta in fax, datata  30  giugno
  2005, prot. n. 0029138.U, contenente le notizie rese in ordine  a
  quanto   contenuto  nell'interrogazione  n.  2182  dell'onorevole
  Fleres,  di  cui  si  allega copia, diretta al  Presidente  della
  Regione.
                                              Il Dirigente preposto
                                          (Dott.ssa Maria Accardi)»

   «Ministero della Giustizia
   Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e
  dei servizi

                       All'On.le Presidente della Regione siciliana
                                            Piazza Indipendenza, 21
                                                    90129 - PALERMO

   Oggetto: Interrogazione n. 2182 dell'onorevole Fleres.

   In  risconto  alla  nota  del 19 maggio 2005,  relativamente  al
  quesito  contenuto nella interrogazione indicata  in  oggetto  ed
  alle  doglianze  relative ai disservizi dovuti  alle  carenze  di
  personale  nel  Tribunale di Caltagirone, Sezione  distaccata  di
  Grammichele,  si  rappresenta  che  a  fronte  di  una  dotazione
  organica  di  dieci  unità, le risorse umane  ivi  presenti  sono
  sette.  I  tre  posti  vacanti, cui si  riferiscono  peraltro  le
  doglianze   degli  avvocati,  sono  tutti  relativi  al   profilo
  professionale di cancelliere C2.
   La  mancanza  di  personale delle posizioni  apicali  determina,
  senza  dubbio,  difficoltà  che gli uffici  possono  fronteggiare
  ricorrendo  ad  opportune  misure organizzative.  In  particolare
  rivestono  estrema importanza, ai fini dell'ottimizzazione  delle
  risorse  esistenti,  quelle rese possibili  dall'interfungibilità
  prevista  all'interno  delle  figure  professionali  dal  vigente
  contratto di amministrazione.
   Al  fine  che  qui interessa giova evidenziare che  nell'Ufficio
  sono presenti tre cancellieri C1 che, oltre a compiere tutti  gli
  atti  attribuiti  dalla  legge alla competenza  del  cancelliere,
  possono  svolgere  attività di direzione di  una  unità  organica
  nell'ambito  degli  uffici di cancelleria o di  quest'ultima  nel
  complesso  quando,  per  le  dimensioni  dell'ufficio,  non   sia
  necessaria ed opportuna la sua ulteriore articolazione.
   Nondimeno,  va  precisato che nella sede centrale del  tribunale
  di  Caltagirone  sono  presenti il  dirigente,  un  direttore  di
  cancelleria  C3  e  tre  cancellieri C2 che  certamente  potranno
  fornire al personale della Sezione di Grammichele l'ausilio della
  loro  professionalità per garantire la funzionalità  dei  servizi
  nel  perseguimento  degli obiettivi di efficienza,  efficacia  ed
  economicità.
   Del  resto,  gli strumenti di cui dispone l'Amministrazione  per
  ridurre le attuali vacanze sono assai limitati. Basti pensare  al
  perdurante  blocco dell'assunzione di personale che non  soltanto
  impedisce  di provvedere alla copertura delle vacanze, ma  induce
  ad   un  aggravamento  della  situazione  quando  il  fisiologico
  raggiungimento dei limiti di età depaupera, senza ricambio, i già
  deficienti organici.
   In  tale  contesto  il ricorso ad istituti di natura  temporanea
  costituisce una delle poche risorse utili per risolvere, sia pure
  entro  limiti  di tempo circoscritti, i problemi  di  carenza  di
  personale.
   Si     fa     riferimento,    in    particolare,    all'istituto
  dell'applicazione temporanea di personale ai sensi  dell'art.  18
  dell'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali  il  28
  luglio  1998  il  quale  costituisce un  rilevante  strumento  di
  gestione   delle  risorse  umane  esistenti  negli   uffici   del
  distretto.
   Tali  applicazioni sono rimesse alla valutazione del  Presidente
  della  Corte  di  appello,  il  quale  titolare  del  potere   di
  sorveglianza sugli uffici giudiziari di competenza, può conoscere
  le   effettive  esigenze,  anche  temporanee,  degli  uffici  del
  distretto  e  disporre  gli  opportuni spostamenti  di  personale
  necessari per fronteggiarle attraverso una redistribuzione  delle
  risorse esistenti.
   Peraltro,  proprio  in considerazione della  rilevanza  di  tale
  istituto, è stata emanata la circolare n. 2/3-S-448 del 7  aprile
  2000    dall'allora    Direzione   generale   dell'Organizzazione
  giudiziaria  e degli Affari generali in cui si chiarisce  che  il
  ricorso  all'applicazione, in quanto connesso  alle  esigenze  di
  copertura  delle  vacanze degli organici,  è  ammesso  anche  per
  periodi  di  tempo particolarmente lunghi durante i  quali  dovrà
  essere   assicurato,   ove  possibile,  quell'avvicendamento   di
  personale  -  di  cui al citato art. 18, co. 4  dell'accordo  sui
  criteri per la mobilità interna del 28 luglio 1998 - che vale  ad
  evitare  che il peso dell'applicazione gravi su un'unica  persona
  ovvero su un unico ufficio.
                                               Il Capo Dipartimento
                                                    Nicola Cerrato»

   INCARDONA.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  sanità, premesso che:

   il  decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio  1996,
  n. 503, contiene il regolamento recante 'Norme per l'eliminazione
  delle  barriere architettoniche negli edifici, negli spazi e  nei
  servizi pubblici';

   a  sette  anni dall'entrata in vigore del regolamento, in  molti
  comuni  siciliani tale decreto è del tutto disatteso,  con  grave
  nocumento per la popolazione disabile;

   ritengo  che  sia  un  dovere primario di questo  Governo  porre
  maggiore  attenzione verso quella parte di popolazione  siciliana
  che  vede,  nella colpevole disattenzione degli enti  locali  che
  hanno disatteso il decreto, un grave segnale di emarginazione, al
  fine  di  pervenire ad una più compiuta applicazione dei principi
  di una democrazia partecipativa moderna;

   per sapere:

   se  il  Governo  della  Regione non ritenga  di  dover  disporre
  opportuni  sopralluoghi  presso gli  enti  locali  per  accertare
  eventuali  casi  di  violazione o  di  mancata  applicazione  del
  decreto  del  Presidente della Repubblica n. 503  del  24  luglio
  1996;

   se  il  Governo  della  Regione non  valuti  opportuno  emettere
  provvedimenti    sanzionatori,    ivi    compreso     l'eventuale
  commissariamento  ad acta, per quegli enti che risultassero  aver
  disatteso la norma succitata.» (1091)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1091,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che sulle problematiche
  in  essa  sollevate  erano già state fornite  notizie  a  codesta
  Assemblea  ed  alla Presidenza della Regione, con  una  nota  del
  marzo  2004 dell'Assessore del tempo. Allo stato non si  può  che
  confermare quanto riferito in quella nota.
   In  particolare  era stato rappresentato che  a  seguito  di  un
  esposto,   datato   marzo   1998,  presentato   dall'Associazione
  siciliana  Medullolesi Spinali, l'Assessorato  ha  diffidato  gli
  organi  delle  province  regionali e  dei  comuni  dell'isola  ad
  adottare    i    piani   per   l'abbattimento   delle    barriere
  architettoniche.
   Con  successivi  decreti assessoriali, emanati  nell'anno  1999,
  sono  stati nominati i commissari ad acta, in sostituzione  degli
  enti  inadempienti, per espletare gli adempimenti posti a  carico
  degli stessi.
   Predisposti i piani in questione da parte degli enti locali,  si
  è conclusa l'attività di vigilanza dell'Assessorato; pertanto non
  si  è  in  grado  di  conoscere esattamente quali  amministratori
  abbiano  dato  esecuzione  ai piani,  realizzando  le  opere  ivi
  previste.
   La   realizzazione  di  tali  piani,  che  rientra  nella  piena
  autonomia  dell'ente locale, evidentemente, presuppone  l'impiego
  di  risorse  finanziarie, a volte anche ingenti, soprattutto  per
  l'adeguamento  degli  immobili  monumentali  di  pregio,   spesso
  ubicati  nei  centri storici e sottoposti a vincoli. Risorse  non
  sempre reperibili sia a livello centrale che regionale.
   Si   ritiene  che  solo  un  intervento  finanziario   regionale
  finalizzato  può  impegnare,  in  tempi  brevi,  gli  enti   alla
  risoluzione della problematica in questione.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   MORINELLO  - RAITI.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per  la  famiglia, le politiche sociali e le autonomie  locali  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   è  stata  rinvenuta  nella zona di contrada  Giulfidifesa  nella
  provincia di Caltanissetta una grandissima discarica abusiva;

   tutta l'area è stata posta sotto sequestro per disposizione  del
  pubblico ministero;

   nell'alveo  del torrente Furiana, poco oltre contrada  Torretta,
  sempre  nella  zona  di  Caltanissetta,  i  vigili  urbani  hanno
  rinvenuto  una grande quantità di pezzi in eternit  e  dunque  di
  amianto;

   considerato che:

   in  diverse occasioni le forze dell'ordine hanno rinvenuto nella
  zona di Caltanissetta discariche abusive;

   l'amministrazione provinciale per evitare danni  alla  salute  e
  per  salvaguardare l'ambiente dovrà bonificare le zone adibite  a
  discariche abusive;

   la  pubblica Amministrazione dovrà sostenere le spese necessarie
  per  bonificare i terreni e i cittadini ne sopporteranno i  costi
  anche  in  termini  di degrado dell'ambiente  circostante,  senza
  contare i danni alla salute causati da materiali pericolosi quale
  l'amianto;

   preso  atto  che maggiori controlli preventivi, anche attraverso
  ispezioni  periodiche, permetterebbero di evitare  elevati  costi
  sia economici che sociali;

   per sapere:

   se  gli  Assessori  chiamati  in causa  e  il  Presidente  della
  Regione, anche nella sua qualità di Commissario straordinario per
  l'emergenza rifiuti, siano a conoscenza del fatto;

   se  intendano  destinare maggiori risorse  alle  amministrazioni
  comunali per il potenziamento delle strutture che si occupano  di
  vigilare sul corretto utilizzo del territorio.» (1423)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1423,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   L'Amministrazione  comunale,  con  nota  del  maggio  2004,   ha
  riferito  che per quanto attiene alla segnalazione relativa  alla
   Contrada  Gulfi-Difesa , trattasi di una vasta  area  recintata,
  all'interno  della quale sono stati abbandonati  vari  cumuli  di
  sfridi di demolizione, ferraglia, materiale legnoso, un traliccio
  di  gru  in  disuso  ed un grosso serbatoio in  chiaro  stato  di
  deterioramento   e  svariati  rifiuti  scaricati   sul   versante
  posteriore del sito, lungo tutta la scarpata. L'area in questione
  risulta di proprietà di Narbone Eduardo ed in atto facente  parte
  dei  beni  posti  in  liquidazione a causa del  fallimento  della
  società  Fratelli Narbone s.n.c. , la cui curatela fallimentare è
  stata affidata al rag. Scuto Gaetano Michele.
   Per  quanto sopra, in data 29 marzo 2004 - riferisce  il  comune
  interessato  -  è  stata emessa ordinanza  sindacale  n.  143  di
  rimozione rifiuti e ripristino dei luoghi, ai sensi dell'art.  14
  del  decreto  legislativo 22/97, a carico  del  sopra  menzionato
  curatore fallimentare.
   Per    quanto    attiene   invece   ai   rifiuti    abbandonati,
  verosimilmente da ignoti, nell'alveo del torrente Buriana e lungo
  tutta  la scarpata adiacente la strada provinciale 164, il comune
  precisa,  da sopralluogo esperito in data 13 novembre  2003,  che
  trattasi  in gran parte di rifiuti urbani e di alcune  lastre  di
  ondulino verosimilmente in cemento.
   Considerato  che l'alveo di un torrente si configura  come  area
  naturale  protetta, ai sensi dell'art. 160, commi 1  e  2,  della
  l.r.   25/93  (dettante  norme  sulle  attività  delle   province
  regionali in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi
  urbani  e  speciali nelle parti di territorio esterne  ai  centri
  abitati)  e  visti  i  pareri  emessi dall'Assessorato  regionale
  territorio   ed   ambiente,  in  merito  alle  competenze   delle
  amministrazioni   provinciali   alla   rimozione   dei    rifiuti
  abbandonati  sulle  aree di propria pertinenza, l'Amministrazione
  comunale ha provveduto a notificare, in data 29 aprile 2004, alla
  provincia  regionale di Caltanissetta (e quindi  a  carico  della
  stessa)  ordinanza sindacale, ai sensi dell'art. 14  del  decreto
  legislativo 22/97.
   Risulta  ancora, da una recente nota dell'Assessorato  regionale
  territorio ed ambiente, sempre in riferimento alla situazione  di
  abbandono  abusivo di rifiuti in  Contrada Gulfi-Difesa ,  che  è
  stata emessa ordinanza sindacale n. 24 dell'11 febbraio 2003  nei
  confronti di soggetti privati, proprietari dell'area interessata.
   Successivamente,  poiché i privati avevano ottemperato  solo  in
  parte alla predetta ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti,
  l'Ufficio   ordinanze  del  Comando  di  Polizia  municipale   di
  Caltanissetta ha inoltrato all'Autorità giudiziaria comunicazione
  di reato, ai sensi dell'art. 347 del c.p.p..»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   PANARELLO-. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che il Comune di Messina, con delibera di giunta del maggio 2002,
  ha  determinato, nell'ambito dell'operazione caldaia  sicura'  un
  tributo  a carico dei cittadini per finanziare i controlli  sugli
  impianti termici;

   considerato che:

   il  Consiglio di Stato, con sentenza n. 7235 dell'8 luglio 2003,
  depositata  il  12  novembre 2003, ha annullato un'ordinanza  del
  sindaco del Comune di Lecce relativa alla stessa tematica;

   il   predetto   annullamento  discende  dall'illegittimità   del
  provvedimento,   impugnato  sotto  il  profilo  dell'incompetenza
  dell'autorità sindacale, in quanto, ai sensi dell'art. 42,  comma
  2,  lettera f) del D.Lgs. n. 267 del 2000 la disciplina  generale
  delle  tariffe  per  la  fruizione  dei  beni  e  dei  servizi  è
  inderogabilmente demandata al Consiglio comunale;

   la  giunta  comunale  di Messina non ha sottoposto  la  predetta
  delibera all'approvazione del Consiglio comunale;

   la   somma   richiesta   e  le  motivazioni   addotte   per   la
  quantificazione  degli  oneri  discendenti  dal  servizio   hanno
  suscitato reazioni negative da parte della cittadinanza  e  delle
  associazioni dei consumatori;

   in  particolare l'Adiconsum-CISL ha contestato pubblicamente  (e
  preannunciato  iniziative legali) le procedure per  la  messa  in
  opera  dei  controlli,  il  costo complessivo  dell'operazione  e
  l'onere posto a carico dei cittadini;

   per sapere:

   se  non  ritengano  di  promuovere  immediati  accertamenti  sui
  contenuti  (sotto il profilo dei costi per l'Ente e  degli  oneri
  per  i cittadini) della delibera adottata dalla giunta del Comune
  di Messina;

   se  non  valutino  necessario, stante la  palese  illegittimità,
  alla  luce  della  sentenza del Consiglio di  Stato,  sollecitare
  l'annullamento   in  autotutela  della  predetta   delibera   per
  prevenire  un  possibile contenzioso che produrrebbe  consistenti
  oneri a carico del Comune.» (1446)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1446,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Il   problema  sollevato  dall'onorevole  interrogante  è  stato
  particolarmente attenzionato dal comune di Messina.
   Infatti,  con  distinte  note, rispettivamente  del  febbraio  e
  marzo  2005, il commissario straordinario ha comunicato  che,  in
  merito  alla  delibera di Giunta municipale n. 147 del  2  maggio
  2002,  nella Commissione consiliare competente si sta  esaminando
  il  nuovo  regolamento,  redatto dalla  Direzione  Dipartimentale
  Politiche  del  territorio, relativo  alle  disposizioni  per  il
  servizio  di  controllo degli impianti termici da effettuare,  ai
  sensi  dell'art.  31  della legge n.  10/91  e  dei  decreti  del
  Presidente  della Repubblica n. 412/93 e 551/99,  nel  territorio
  del  comune di Messina, per la successiva approvazione  da  parte
  del Consiglio comunale.
   Si  ritiene,  pertanto, che la problematica in  questione  potrà
  essere  risolta non appena l'organo consiliare avrà approvato  il
  predetto regolamento.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FERRO-.  «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le autonomie locali, premesso che:

   in  data  13  ottobre  2003, con delibera  n.  98  il  Consiglio
  comunale di Partanna ha costituito la Commissione ex art. 5 della
  legge 29 aprile 1976 n. 178;

   la  Commissione  in questione è competente, in  sostituzione  di
  ogni  parere  e  determinazione degli organi  di  amministrazione
  locale o statale, all'assegnazione    delle    aree    necessarie
  alla  ricostruzione degli alloggi danneggiati a seguito del sisma
  del 1968, all'esame delle domande di contributo, all'approvazione
  dei   relativi   progetti  delle  opere   da   seguire   per   la
  ricostruzione, alla determinazione del contributo  da  concedersi
  agli aventi titolo;

   ai  sensi  del  suddetto art. 5 della legge  178,  del  1976  il
  Consiglio   comunale  deve  procedere  all'elezione   di   n.   4
  rappresentanti, di cui due eletti dalla minoranza;

   preso atto che:

   nella  seduta  del 13 ottobre 2003 la Presidenza  del  Consiglio
  comunale,  nonostante la richiesta della minoranza  di  procedere
  alla  votazione a scrutinio segreto con espressione di  una  sola
  preferenza,  optava  per  la votazione a scrutinio  segreto,  con
  manifestazione di due preferenze per consigliere;

   effettuate   le  operazioni  di  voto,  riportavano   preferenze
  rispettivamente:  tre consiglieri della minoranza  e  due  membri
  esterni al consiglio rappresentativi della maggioranza;

   il   Presidente,  anziché  proclamare  eletti  i  primi  quattro
  classificati  (i  tre  consiglieri della minoranza  e  un  membro
  esterno), procedeva alla proclamazione dei due consiglieri  della
  minoranza e dei membri esterni;

   il   consigliere,  risultato  terzo  nella  votazione   ma   non
  proclamato eletto, ha presentato ricorso al T.A.R.;

   ritenuto che:

   l'art.   5  della  legge  n.  178  del  1976  pone  una  riserva
  esclusivamente in seno alla minoranza a cui è riservata la nomina
  di due dei quattro componenti scelti dal consiglio;

   la  proclamazione dei componenti la Commissione  è  avvenuta  in
  virtù  di  un'errata interpretazione della norma,   estendendo  a
  favore     della   maggioranza   la  riserva  riconosciuta   alla
  minoranza;

   i  due  rimanenti  membri da eleggere, dovranno scaturire  dalle
  normali   regole   democratiche  di  votazione  e   proclamazione
  dell'elezione  di  chi, nell'ordine, riporta  più  voti  sino  al
  raggiungimento del numero dei rappresentanti da eleggere;

   per sapere:

   se  l'Assessore  per  la  famiglia, le politiche  sociali  e  le
  autonomie  locali sia a conoscenza della delibera  del  Consiglio
  comunale;

   quali  interventi  intenda prendere al fine di  ottenere,  nelle
  more   della   definizione   del  giudizio   amministrativo,   la
  sospensione  degli  effetti  degli atti  impugnati  onde  evitare
  sicuri  ed  irreparabili  danni alla  pubblica  amministrazione.»
  (1456)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1456,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Si  ritiene di non poter adottare alcun provvedimento in  merito
  alla  vicenda descritta dall'onorevole interrogante, posto che  è
  in  corso  un  procedimento giurisdizionale  dinanzi  al  TAR  di
  Palermo,  instaurato a seguito dell'impugnativa proposta  avverso
  la  delibera del Consiglio comunale di Partanna, di cui si chiede
  di  sospenderne  gli  effetti nelle more  della  definizione  del
  giudizio.
   Si   può  solo  riferire  che,  molto  probabilmente  sarà  noto
  all'onorevole interrogante, con ordinanza n. 241 del  3  febbraio
  2004,  il  TAR  Palermo-Sezione  I  ha  respinto  la  domanda  di
  sospensione    cautelare   dell'esecuzione   del    provvedimento
  impugnato,  ritenuto che i motivi di censura dedotti  in  ricorso
  non appaiono supportati da sufficiente fumus boni juris, tale  da
  indurre  ad una ragionevole previsione sull'esito favorevole  del
  giudizio.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   PANARELLO  -. «Al Presidente della Regione ed all'Assessore  per
  la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
  che la fondazione Lucifero di Milazzo, in provincia di Messina, è
  commissariata da circa cinque mesi;

   considerato che:

   il  predetto  commissariamento è  intervenuto  a  seguito  della
  decadenza,   per   conclusione   del   mandato,   del   Consiglio
  d'amministrazione,

   gli  enti  previsti  dallo statuto della Fondazione  (Comune  di
  Milazzo,  Prefettura di Messina, Arcivescovado di Messina)  hanno
  provveduto a fare le loro designazioni;

   presumibilmente anche l'Assessorato regionale della Famiglia  ha
  indicato il proprio rappresentante in seno al CdA;

   il   perdurare  del  commissariamento  limita  l'attività  della
  Fondazione;

   stante  il  rilievo  che  la Fondazione  storicamente  ha  nella
  realtà   di   Milazzo,   si  è  determinata   una   comprensibile
  preoccupazione nell'opinione pubblica cittadina;

   per sapere:

   quali   ostacoli  si  frappongano  al  rinnovo   del   Consiglio
  d'amministrazione della Fondazione Lucifero;

   se  non  ritengano di procedere con la necessaria  tempestività,
  superando  ritardi ed inerzie ingiustificati, alla  ricostruzione
  degli   organi   di  quell'importante  istituto  di  beneficenza,
  considerato dai Milazzesi un patrimonio della loro città.» (1495)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1495,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   La  Fondazione Barone Lucifero di S. Nicolò Milazzo  è  in  atto
  gestita da un Consiglio di amministrazione ricostituito con  D.A.
  n.  3245  del 5 novembre 2004 per la durata di un quinquennio,  a
  seguito  del nuovo statuto approvato con D.P.Reg. n. 136  del  12
  maggio  2004, che ha modificato la composizione del Consiglio  di
  amministrazione relativamente al numero dei componenti.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   NERI-.  «All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e
  le autonomie locali, premesso che:

   il  comune  di  Lentini (SR) è attualmente retto, essendo  stata
  votata  la  sfiducia nei confronti del sindaco,  dal  commissario
  nominato  a  seguito  dello scioglimento del  Consiglio  comunale
  eletto nel maggio 2002;

   le  finanze  del comune di Lentini sono ai limiti  del  dissesto
  sostanziale e tecnico ed imporrebbero ad un commissario, titolare
  dei  poteri per la sola ordinaria amministrazione, di operare con
  grande oculatezza soprattutto nell'elargizione di contributi  non
  essenziali  per  la  vita  e l'attività  di  società  sportive  o
  presunte tali;

   tra  i beneficiari di tali contributi risulta, per ben settemila
  euro,  la 'Polisportiva Circolo Lentini', la quale, oltre  a  non
  vantare  precedenti di attività sportiva in quel  comune,  subito
  dopo  l'elargizione  del  contributo ha provveduto  a  cedere  il
  titolo  sportivo  (cioè si è trasferita) a società  operante  nel
  viciniore  comune di Francofonte, soltanto casualmente comune  di
  provenienza del commissario reggente il comune di Lentini;

   per  sapere quali immediate misure intenda adottare per impedire
  che  il  comune di Lentini veda ulteriormente distratte somme  di
  sua pertinenza per arbitrari e forse illegittimi finanziamenti  a
  società sportive che pare abbiano operato a Lentini soltanto  per
  il tempo strettamente necessario a percepirli.» (1549)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1549,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta n. 297
  dell' 1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Si    ritiene   opportuno,   preliminarmente,   fornire   taluni
  chiarimenti  in  merito  al contenuto dell'interrogazione,  sulla
  base  di quanto riferito dal Commissario Straordinario del comune
  di Lentini.
   Occorre,  anzitutto,  precisare che il  sistema  dei  contributi
  comunali  è  regolato, nel comune di Lentini, da  un  regolamento
  approvato dal Consiglio comunale, con deliberazione n. 47 del  21
  maggio 1992.
   L'art.  10  del suddetto regolamento definisce i settori  per  i
  quali  l'amministrazione  comunale  può  concedere  contributi  e
  benefici  economici, nei limiti delle risorse  disponibili.  Alla
  lettera  a)  di  tale  articolo si  legge:  attività  sportive  e
  ricreative del tempo libero" . L'articolo 11 stabilisce,  poi,  i
  soggetti  ai  quali  poter  erogare i contributi:   associazioni,
  società,  enti, gruppi, comitati non aventi personalità giuridica
  e finalità di lucro , purchè (comma 2  dello stesso articolo), in
  possesso dei seguenti requisiti: "- operare ed avere sede sociale
  nell'ambito  del  Comune  di Lentini; - operare  senza  scopo  di
  lucro; - non avere finalità di propaganda politica o partitica .
   Fatta  questa  premessa è avvenuto che la Polisportiva  Circolo,
  al pari di tre società calcistiche operanti a Lentini nell'annata
  sportiva 2002/2003, ha avanzato richiesta secondo le modalità del
  regolamento  comunale sui contributi, nei termini  richiesti  dal
  regolamento medesimo.
   Esaminata l'istanza, con esito favorevole, la suddetta  Ditta  è
  stata  ammessa tra le società di calcio alle quali sarebbe  stato
  erogato   un   contributo   che  è  stato   sempre   quantificato
  (nell'apposito piano di riparto predisposto dalla G.M.,  entro  i
  limiti    delle   disponibilità   di   bilancio)    sulla    base
  dell'importanza  e  sul numero di manifestazioni  extracampionato
  alle  quali  la  società  ha partecipato  nel  corso  dell'annata
  sportiva di riferimento (nel caso specifico 2002/2003).
   (Il  piano  di  riparto viene predisposto ad  annata  agonistica
  chiusa  ed  in  seguito alla presentazione di una  documentazione
  consuntiva.)
   Con  deliberazione  n.  71 del 4 dicembre 2003  del  Commissario
  straordinario,  si è proceduto ad approvare il piano  di  riparto
  relativo  all'anno  sportivo 2002/2003. Detto  piano  di  riparto
  prendeva   in  considerazione,  quanto  ad  attività  calcistica,
  quattro società.
     1. Polisportiva "Rinascita l.eonzio", partecipante al campionato
               regionale di 1" Categoria;
     2.  Polisportiva "Circolo Lentini", partecipante al campionato
               regionale di 2A Categoria, oltre che vari campionati giovanili
               (Juniores, allievi, giovanissimi, esordienti, pulcini. fair play.
               ecc...);
     3. Polisportiva "Lentinese 90", partecipante a vari campionati
               giovanili, al pari della Polisportiva Circolo;
     4. Unione Nazionale Veterinari dello Sport . partecipante al
               campionato specifico di anziani.

   Per tali società è stato previsto il seguente contributo:

           Polisportiva "Rinascita Leonzio":E. 10.329,13;
           Polisportiva "Circolo Lentini":E. 1.549.37;
           Polisportiva"Lentinese 90":   E. 1.549,37;
           Polisportiva "Circolo Lentini":E. 1.549,37.

   Nella  predisposizione del piano di riparto,  approvato  con  la
  deliberazione del Commissario straordinario n. 71 del 4  dicembre
  2003,  tuttavia,  è  stato  commesso un errore:  la  Polisportiva
  Circolo   è  stata  presa  in  considerazione  limitatamente   ai
  campionati giovanili, trascurando di considerare il campionato di
  calcio  principale e cioè il torneo di 2" categoria; per  cui  la
  differenza  di  contributo, rispetto alla Polisportiva  Rinascita
  Leonzio,  che  aveva  disputato il  campionato  di  V  categoria,
  appariva eccessivo, così come ingiusta era apparsa la valutazione
  della  "Polisportiva  Circolo" rispetto alle  altre  due  società
  minori,   pur  avendo  partecipato  ad  un  numero  maggiore   di
  campionali (disputando un numero ben più alto di partite).
   Così  che  è  stata  adottata, al fine  di  eliminare  il  sopra
  indicato  errore, la deliberazione del Commissario  straordinario
  n. 103 del 23 dicembre 2003, che ha corretto il piano di riparto,
  di  cui alla precedente deliberazione commissariale, portando  il
  contributo  della Polisportiva Circolo da euro 1.549,37  ad  euro
  7.000,00.
   Quanto  al  trasferimento  del titolo  di  seconda  categoria  a
  Francofonte,  esso  è  avvenuto  con  riferimento  alla  stagione
  2003/2004  e  già prima della formulazione del piano  di  riparto
  2002/2003,  con le nuove iscrizioni ai campionati  federali,  che
  avvengono  in  autunno. Ciò non ha significato  il  trasferimento
  della  Polisportiva Circolo a Francofonte, in quanto la stessa  è
  rimasta a Lentini dove continua a svolgere la propria attività di
  promozione  sportiva  dei  giovani,  partecipando  ai  campionati
  giovanili federali».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   NERI-.  «All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e
  le autonomie locali, premesso che:

   il  comune  di  Lentini (SR) è attualmente retto, essendo  stata
  votata  la  sfiducia nei confronti del sindaco,  dal  commissario
  nominato  a  seguito  dello scioglimento del  Consiglio  comunale
  eletto nel maggio 2002;

   i   poteri  del  commissario  reggente  sono  quelli   tesi   ad
  assicurare la normale amministrazione dell'Ente fino all'elezione
  del  nuovo  Consiglio  comunale e della giunta  e  devono  quindi
  essere  contenuti  in quella che dottrina e giurisprudenza  hanno
  ormai       compiutamente      definito                'ordinaria
  amministrazione',  cioè nel compimento degli  atti  dovuti  e  di
  quelli necessari per il regolare funzionamento dell'Ente;

   restano  esclusi  dai  poteri e dalle  facoltà  del  commissario
  quelli  non  riconducibili  alla  'ordinaria  amministrazione'  e
  segnatamente   quelli  che  attengono  al  potere   discrezionale
  correlato  alle competenze specifiche degli organi amministrativi
  regolarmente eletti e quelli che impegnano l'Ente per un  periodo
  eccedente il periodo di commissariamento;

   considerato che:

   il  commissario  attualmente reggente il comune di  Lentini  sta
  invece operando in più occasioni in violazione dei limiti che  la
  legge  pone  ai  suoi  poteri  e  segnatamente  modificando   gli
  strumenti   urbanistici   esistenti  con   arbitrari   cambi   di
  destinazione  d'uso  di  taluni  fondi  e  con  il  rilascio   di
  autorizzazioni  e concessioni per la realizzazione  di  un  mega-
  centro  commerciale, dunque, in palese violazione di  legge,  con
  eccesso di potere ed incompetenza specifica;

   nessun pregiudizio deriverebbe all'Ente dal rinvio di scelte  di
  straordinaria    amministrazione    riservate     agli     organi
  amministrativi  regolarmente  eletti,  stante,  altresì,  che  le
  elezioni  de quo sono fissate per la primavera 2004  e  cioè  tra
  pochi mesi;

   per sapere:

   quali  immediate  misure intenda adottare per  porre  fine  alla
  condotta  arbitraria ed illegittima del commissario  reggente  il
  comune di Lentini;

   quali  immediate misure intenda adottare per assicurare  che  il
  comune  di Lentini non abbia a subire pregiudizio alcuno a  causa
  dell'operato del commissario reggente.» (1550)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1550,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Il  Commissario  straordinario  del  Comune  di  Lentini  si   è
  insediato   in  data  24  settembre  2003  ed  ha  operato,   fin
  dall'insediamento, con i poteri che il decreto  presidenziale  n.
  175   del  19  settembre  2003  gli  conferiva,  e  cioè:  poteri
  sindacali, poteri della giunta, poteri consiliari.
   Non   si   ritiene   che  il  Commissario  straordinario   debba
  assicurare  solo  l'ordinaria amministrazione; così  operando  il
  Commissario straordinario si renderebbe in alcuni casi autore  di
  omissioni di atti d'ufficio e in altre ipotesi di danni  erariali
  per l'Ente comunale amministrato.
   A  tal proposito non appare superfluo fare presente che, secondo
  il  parere n. 290/2001, reso dal CGA nell'adunanza del  2  maggio
  2001,   è   stato  affermato  che   la  nomina  del   Commissario
  straordinario   è   finalizzata   a   garantire   la   continuità
  dell'esercizio  delle  funzioni e dei compiti  dell'ente  locale,
  nonostante  la cessazione degli organi ordinari e che,  pertanto,
  non   sussistono   limitazioni  all'iniziativa  del   Commissario
  straordinario .
   Fatta    questa   premessa,   facendo   ingresso   nel    merito
  dell'interrogazione,  ed  alla  luce  di  quanto   riferito   dal
  Commissario  straordinario e dall'Ufficio tecnico del  Comune  di
  Lentini  in  una  nota  del  28 giugno 2004,  si  osserva  quanto
  appresso.
   Con  nota  prot.  17243  del 12 agosto 2003,  la  ditta  Roberto
  Abbate  SpA  ha  trasmesso al Comune di Lentini  la  proposta  di
  realizzazione di un centro commerciale in Via Ventimiglia -  Zona
  F.4   del   vigente  piano  regolatore  generale   destinata   ad
  attrezzature sportive - in variante al Piano regolatore  generale
  vigente.
   Il  Commissario straordinario del Comune di Lentini ha  invitato
  il  Coordinatore del 10  Settore a proporre ogni iniziativa utile
  che   consentisse   la  realizzazione  di  un   così   importante
  investimento.
   Con   nota   prot.  1343  del  31  ottobre  2003,  il   predetto
  funzionario  ha  trasmesso la pratica in oggetto al  responsabile
  del  Servizio,  per  gli  adempimenti  di  competenza,  ai  sensi
  dell'art.  5 del DPR 447/98 integrato dal DPR 440/00,  in  quanto
  l'intervento   richiesto   avrebbe   comportato   varianti   alle
  previsioni dello strumento urbanistico vigente.
   Considerato che:
   il  PRG  vigente prevede, all'interno della zonizzazione,  delle
  aree  classificate  zone produttive D  destinate ad  insediamenti
  produttivi ed in particolare:
   Sottozona  D1:  comprende  le aree del  nucleo  industriale  ASI
  destinate ad attività artigianali ed industriali;
   Sottozona   D2:  sono  le  zone  ricettive  per  nuove   piccole
  industrie non nocive e per le aziende artigianali (PIP). E' stato
  redatto  apposito piano particolareggiato approvato con  atto  n.
  648  del  12  novembre  1985, ad oggi scaduto,  limitatamente  ai
  vincoli  preordinati  all'espropriazione, e comunque  non  ancora
  urbanizzato, da parte della pubblica Amministrazione;
   Sottozona D3 così distinta:
   D3-1  e  D3-2:  aree per insediamenti industriali e  commerciali
  già esistenti adiacenti alla stazione ferroviaria, già sature  di
  opifici  destinati prevalentemente ad attività per la lavorazione
  agrumicola. In tali comparti non risultano aree inedificate  tali
  da consentire la realizzazione di nuove attività produttive.
   D3-3   e  D3-4:  sono  le  zone  di  espansione  industriale   e
  commerciale  la cui attuazione era demandata alla  redazione  del
  pano   particolareggiato  di  inziativa  comunale.   Tale   piano
  urbanistico     attuativo    non    è    stato    mai     redatto
  dall'Amministrazione e, in conseguenza al PRG scaduto, tali  aree
  non risultano disponibili.
   Sottozona  D4:  sono le zone ricettive per gli  insediamenti  di
  industrie per la lavorazione e la commercializzazione di prodotti
  agricoli,  la  cui  attuazione era demandata alla  redazione  del
  piano   particolareggiato  di  iniziativa  comunale.  Tale  piano
  urbanistico     attuativo    non    è    stato    mai     redatto
  dall'Amministrazione e, in conseguenza al PRG scaduto, tali  aree
  non risultano disponibili.
   Il  piano regolatore generale vigente, approvato con DA n.  1267
  del  7  ottobre 1989, risulta scaduto e, per effetto del  decorso
  del  termine decennale di validità, si è verificata la  decadenza
  dei  vincoli urbanistici preordinati alle espropriazioni. Ad oggi
  quindi  non  è possibile realizzare una struttura di  tal  genere
  all'interno delle zone conformemente destinate.
   L'intervento    proposto    ricade   all'interno    del    piano
  particolareggiato  urbanistico della zona F.4  del  PRG  vigente,
  destinata  ad attrezzature sportive territoriali - approvato  con
  deliberazione del Consiglio comunale n. 23 dell'1 febbraio  1989.
  Tale  strumento  attuativo  di  iniziativa  pubblica,  risultando
  scaduto,  ha  determinato una situazione equiparabile all'assenza
  di  destinazione urbanistica della zona, che comunque non risulta
  conforme alla destinazione prevista dall'intervento proposto,  in
  quanto  l'edificabilità delle aree non più  vincolate  è  ammessa
  soltanto  entro i limiti previsti dall'ultimo comma  dell'art.  4
  della  legge  n.  10/1977, che consente la facoltà  di  edificare
  soltanto  fuori dal perimetro dei centri abitati e  nel  limitato
  rapporto planovolumetrico di 0,03 mc/mq (zona agricola).
   Ricorre quindi l'ipotesi dell'art. 5 DPR 447/98 che consente  al
  responsabile del procedimento, qualora il progetto presentato sia
  in contrasto con lo strumento urbanistico o comunque richieda una
  sua  variazione,  di convocare la conferenza di  servizi  per  le
  conseguenti decisioni. Qualora l'esito della conferenza  comporti
  la  variazione  dello  strumento urbanistico,  la  determinazione
  costituisce proposta di variante sulla quale, tenuto conto  delle
  eventuali  osservazioni formulate dagli aventi titolo,  ai  sensi
  della legge 1150/42, si pronuncia definitivamente entro 60 giorni
  il  Consiglio  comunale  (non  è richiesta  l'approvazione  della
  Regione, le cui attribuzioni sono fatte salve dall'art. 14, comma
  3 bis, della legge 241/90).
   In  data  2 febbraio 2004 e successivamente il 16 febbraio  2004
  si sono svolti i lavori della conferenza dei servizi composta da:
  Assessorato  regionale territorio ed ambiente (PA), Genio  civile
  (SR),  AUSL Lentini, Vigili del Fuoco di SR, Soprintendenza  beni
  culturali SR, Commissario straordinario di Lentini, Dirigente 10
  Settore    Lentini,   Ditta   Abate,   Presidente    Associazione
  commercianti di Lentini.
   In  data  3  maggio 2004, l'Assessorato regionale territorio  ed
  ambiente - Dipartimento Urbanistica - Servizio 4 - ha espresso il
  seguente  parere  che sia meritevole di approvazione il  progetto
  per  la realizzazione di un centro commerciale, in variante  allo
  strumento urbanistico, proposto dalla ditta Roberto Abate SpA  ai
  sensi  dell'art.  37  della l.r. 10/2000 e dell'art.  5  del  DPR
  447/98.  Tale  assenso è condizionato all'effettiva realizzazione
  del progetto approvato. Il Consiglio comunale è pertanto onerato,
  in  sede  di  approvazione definitiva del progetto, a  fissare  i
  termini  entro  cui  devono essere eseguiti  i  relativi  lavori,
  decorsi  i  quali  la variante urbanistica connessa  al  progetto
  approvato    deve    intendersi   decaduta,   con    l'automatica
  acquisizione,   per   l'area  interessata,   della   destinazione
  urbanistica  precedente.  Sono  fatti  salvi  i  termini   e   le
  condizioni  fissati dall'art. 36 della l.r. 71/78  relativi  alla
  validità  della  necessaria concessione  edilizia  e  l'eventuale
  proroga della stessa .
   In  data 6 maggio 2004, visti i superiori pareri favorevoli,  la
  Conferenza  dei  Servizi  ha approvato la  proposta  di  variante
  urbanistica promossa dalla ditta Abate SpA.
   Con  deliberazione  n.  128 del 13 maggio  2004  il  Commissario
  straordinario ha, a sua volta, approvato l'intervento  produttivo
  in  variante allo strumento urbanistico per la realizzazione  del
  centro  commerciale in Via Ventimiglia di proprietà  della  ditta
  Abate SpA.
   Fin  qui  l'iter  procedurale seguito ai sensi dell'art.  5  DPR
  447/98 integrato dal DPR 440/2000.
   A  conforto  di  quanto esposto, si confronti il parere  del  23
  aprile  2004  espresso dall'Ufficio Legislativo  e  legale  della
  Presidenza della Regione siciliana, nonché la circolare n. 5  del
  25 maggio 2004 emanata dall'Assessore regionale per il territorio
  e l'ambiente.
   Risulta   comunque  opportuno  fare  rilevare  che  il   vincolo
  urbanistico preordinato all'espropriazione fu apposto,  nell'area
  in   oggetto,  nel  lontano  1989  e  a  distanza  di   15   anni
  l'Amministrazione comunale non ha provveduto all'esproprio e alla
  conseguente  realizzazione dell'opera prevista, superando  quindi
  la  durata  che  il legislatore ha determinato come  limite,  non
  irragionevole e non arbitrario, alla sopportabilità  del  vincolo
  urbanistico  da  parte  del singolo soggetto  titolare  del  bene
  determinato  colpito dal vincolo e superando inoltre  la  normale
  tollerabilità  secondo una concezione della proprietà  che  resta
  regolata  dalla  legge  per  i modi  di  godimento  ed  i  limiti
  preordinati  alla  funzione  sociale.  Pensare  dunque   ad   una
  reiterazione  del  vincolo decaduto (rientrante certamente  nella
  potestà     pianificatoria    dell'Amministrazione     comunale),
  comporterebbe   necessariamente   un'adeguata   motivazione    in
  relazione  alle effettive esigenze urbanistiche a condizione  che
  l'esercizio   di   detta   potestà   non   determini   situazioni
  incompatibili con la garanzia della proprietà secondo i  principi
  affermati dalla giurisprudenza.
   In  tale  ipotesi quindi la reiterazione dei vincoli urbanistici
  decaduti  per  effetto  del  decorso del  termine  può  ritenersi
  legittima sul piano amministrativo se corredata da una congrua  e
  specifica  motivazione sull'attualità della previsione,  con  una
  nuova ed adeguata comparazione degli interessi pubblici e privati
  coinvolti,  e  con giustificazione delle scelte  urbanistiche  di
  piano,  tanto più dettagliata e concreta quanto più  volte  viene
  ripetuta  la  reiterazione  del  vincolo.  Le  motivazioni  e  le
  valutazioni  dell'Amministrazione  devono  essere  pertanto  così
  ampie  e  circostanziate  da evidenziare l'avvenuta  ponderazione
  degli interessi in conflitto, dalla quale emerga l'inesistenza di
  aree  alternative  aventi le medesime caratteristiche  di  quelle
  nuovamente assoggettate al vincolo.
   Inoltre,   permanendo  il  vincolo  urbanistico  a  seguito   di
  reiterazione,   lo   stesso  non  può  essere  dissociato   dalla
  previsione di un equo indennizzo commisurato all'entità del danno
  effettivamente  prodotto (Corte Costituzionale -  sentenza  12-20
  maggio  1999, n. 179). L'omissione di tale previsione costituisce
  motivo di illegittimità.
   Quanto  sopra  vale per meglio far comprendere come  l'eventuale
  reiterazione  dei  vincoli decaduti comporterebbe  un  onere  per
  l'Amministrazione comunale, nella considerazione che  il  vigente
  PRG prevede uno standard urbanistico sovradimensionato rispetto a
  quanto stabilito dal DM 2 aprile 1968, n. 1444».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI   -  SPEZIALE-.  «All'Assessore  per  la  famiglia,   le
  politiche  sociali  e  le  autonomie  locali,  premesso  che   il
  Consiglio  comunale  di  Scordia (CT)  il  18  novembre  2003  ha
  approvato a larga maggioranza la mozione di sfiducia al  sindaco,
  sig.ra  Gambera,  per  le sue scelte politiche  e  amministrative
  considerate  inaccettabili per una comunità di antica  tradizione
  democratica e civile;

   osservato  che  la  nomina  del Commissario  straordinario,  dr.
  Visigoti,  è  stata  salutata come una fase di decongestionamento
  delle  tensioni  accumulate e di ripristino di un'amministrazione
  imparziale  utile  a favorire un ritorno all'equilibrio  e  a  un
  metodo  di  confronto tra istituzioni, partiti e  società  locale
  rispettoso  delle regole e attento alle legittime  istanze  della
  popolazione;

   rilevato  che il Consiglio comunale, nel promuovere e  approvare
  la  mozione di sfiducia,ha esercitato un diritto secondo legge  e
  ha,  così, manifestato una propria vitalità e volontà di tutelare
  gli  interessi  della collettività contro comportamenti  ritenuti
  prevaricatori  e  rappresentativi di  altri  e  più  circoscritti
  interessi;

   considerato  quindi  che,  nell'interesse  più  generale   della
  popolazione  di  Scordia,  il Consiglio  comunale  ha  esercitato
  legittimamente  la  propria  funzione  di  vigilanza,  così  come
  precedentemente   aveva   ribadito   la   propria   funzione   di
  orientamento e di indirizzo entro il quale esercitare il  mandato
  e il programma dell'esecutivo;

   ribadito  così  che  il Commissario non si  è  trovato  a  dover
  gestire un Comune sciolto per irregolarità amministrative  o  per
  condizionamenti  esterni  tali  da  impedirne   il   corretto   e
  democratico funzionamento, ma, semmai, una comunità vigile e  non
  disposta a farsi condizionare;

   ricordato che:

   quel  Consiglio comunale si era espresso con nettezza  a  favore
  della gestione pubblica dei servizi idrici e della depurazione;

   aveva  invitato a mantenere alta la vigilanza sugli atti e sulle
  procedure  necessarie all'avvio dei lavori di metanizzazione,  ma
  soprattutto sul sistema di gestione dei lavori, sulle  imprese  e
  sugli appalti relativi;

   aveva  fatto  chiare  scelte sul Piano regolatore  generale  che
  appare  opportuno ribadire, in fase di trasmissione  degli  atti,
  procedendo  rapidamente  (a  cura del Commissario)  alle  formali
  integrazioni   richieste  dall'Assessorato   del   territorio   e
  dell'ambiente;

   ricordato,  ancora,  che  la scadenza dell'attuale  composizione
  della    Commissione   edilizia   comunale   non   obbliga,    in
  considerazione  della prossimità delle elezioni, alla  nomina  di
  nuovi  componenti la cui rappresentatività, oltre che di  merito,
  va  rapportata a quanto le elezioni vorranno esprimere  circa  la
  composizione della Giunta come del Consiglio comunale;

   rilevato,   tuttavia,   che   il  concreto   comportamento   del
  Commissario, dr. Visigoti, non configura la terzietà che dovrebbe
  ispirare la sua funzione, ma invece sembra garantire quel Sindaco
  sfiduciato dal Consiglio comunale e un ristretto gruppo  di  suoi
  collaboratori,  la  cui  nefasta influenza  sembra  continuare  a
  pesare nelle scelte amministrative operate dal Commissario;

   considerato   politicamente  inopportuno   e   istituzionalmente
  prevaricatore l'atto     preannunciato   dal commissario di voler
  rinnovare la Commissione edilizia a tre mesi dalle elezioni;

   per  sapere  se  non  valuti opportuno,  oltre  che  necessario,
  garantire  il  ripristino di una condizione di  imparzialità  nel
  comune di Scordia verificando, al contempo, la coerenza con  tale
  principio   del  comportamento  e  delle  scelte   adottate   dal
  Commissario straordinario, dr. Visigoti.» (1629)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1629,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n.  297  dell'1 giugno 2005, si precisa preliminarmente  che  non
  risulta  che il commissario straordinario del comune  di  Scordia
  abbia intrapreso alcuna azione in tema di servizi idrici.
   Per   quanto  concerne  la  vicenda  della  depurazione,   vista
  l'assenza   di   qualunque  tipo  di  gestione  del   depuratore,
  consegnato  nell'anno 1992 e mai attivato, il  commissario  si  è
  preoccupato  di segnalare tale circostanza all'ATO e all'Autorità
  giudiziaria ed ha provveduto ad attivare le procedure per avviare
  il servizio.
   Quanto  ai lavori di metanizzazione si rappresenta che la ditta,
  alla  quale  è  stata affidata la concessione  con  delibera  del
  Consiglio  comunale  n.  51 del 27 giugno  2001,  non  era  stata
  notiziata della decisione del CORECO che aveva annullato in parte
  tale provvedimento.
   Con  nota prot. n. 4988 del 10 dicembre 2003, la ditta stessa  è
  stata  portata  a  conoscenza di tale circostanza  (quindi  prima
  dell'insediamento del commissario).
   Avverso la decisione del CORECO la ditta ha proposto ricorso  al
  TAR  -  Sezione  staccata  di Catania, il  quale,  con  ordinanza
  128/2004, ha accolto la domanda di sospensione cautelare.
   Con  provvedimenti n. 10 del 19 aprile 2004 e n. 16 del 7 giugno
  2004,  adottati  con  i  poteri  del  Consiglio,  il  commissario
  straordinario  ha  preso  atto di tale decisione  e  disposto  la
  stipula  del  contratto, avvenuta in data 9 giugno  2004,  previa
  acquisizione della documentazione, ivi compresi i certificati del
  Casellario  giudiziario, i carichi pendenti  dell'Amministratore,
  del Direttore dei lavori e dei componenti del Collegio sindacale,
  nonché   della   certificazione   antimafia,   rilasciata   dalla
  Prefettura di Catania in data 14 maggio 2004, e della cauzione  a
  garanzia dei lavori.
   A  tale  riguardo  sono  state  attivate  le  procedure  per  il
  controllo  di  legalità  fissato  nei  primi  di  maggio  con  la
  Prefettura di Catania, ma il trascorrere del tempo ha consigliato
  che   tale   misura   fosse  portata  a   termine   dalla   nuova
  Amministrazione comunale, scaturita dalle elezioni amministrative
  del 2004.
   Quanto al Piano regolatore non risulta che gli atti siano  stati
  trasmessi  con tutta la documentazione richiesta dall'Assessorato
  regionale  territorio ed ambiente, infatti il pino  appare  privo
  degli   studi   propedeutici  (quali:  studio  agricolo-forestale
  aggiornato, piano urbanista commerciale etc.).
   Di  fronte a tali importanti carenze l'Assessorato competente ha
  restituito lo strumento urbanistico per le dovute integrazioni.
   Per  quanto  concerne  la  Commissione edilizia,  scaduta  il  7
  aprile  2004,  non risulta che essa, data la natura tecnica,  sia
  espressione  della  Giunta  e del Consiglio  comunale.  Pertanto,
  giudicando  ineludibili le richieste di concessione avanzate  dai
  cittadini,  il  commissario ha ritenuto di dover  tempestivamente
  assicurare  la  continuità  dei lavori  dell'organo  tecnico  con
  determina n. 21 del 13 maggio 2004.
   I   provvedimenti   adottati   dal   commissario   straordinario
  rispondono a precise disposizioni di legge; provvedimenti che  le
  precedenti  Amministrazioni hanno omesso di emanare  (vedasi  per
  tutte le vicende del bilancio 2004 e la notevole mole di delibere
  di  riconoscimento dei debiti fuori bilancio risalenti  ad  oltre
  dieci anni).
   Il  commissario, pertanto, si è limitato a garantire la regolare
  attività  amministrativa,  non  potendo  fare  scelte  di   lungo
  periodo, attesa la carenza di risorse economiche e la necessità d
  fronteggiare emergenze quotidiane.
   L'attività  amministrativa è stata improntata al massimo  rigore
  ed  effettuata con trasparenza e legalità, assumendo il carattere
  della terzietà.
   Ad  ogni buon fine gli atti della gestione commissariale possono
  essere  agevolmente  visionati per stabilire  se  il  commissario
  abbia agito in condizioni di imparzialità».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FORGIONE   -   LIOTTA   -.   «Al   Presidente   della   Regione,
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, all'Assessore per il territorio e l'ambiente  e
  all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   il  Consiglio comunale di Tortorici (ME), con delibera n. 57 del
  27/09/2004,  ha  approvato una proposta con la  quale  invita  il
  sindaco   ad   attivarsi   al   fine  di   favorire   l'esercizio
  dell'attività      venatoria all'interno del Parco  dei  Nebrodi,
  ivi  comprese le zone a tutela integrale (richiesta analoga,  sia
  pure  entro limiti ben più ristretti, è stata di recente avanzata
  dal Comune di Alcara li Fusi);

   la  proposta  di delibera che ha dato origine alla  convocazione
  della  seduta consiliare richiedeva di considerare la possibilità
  dell'apertura  della caccia nelle sole zone 'C' e  D'  in  quanto
  ritenute  (erroneamente)  aree contigue,  ai  sensi  della  legge
  394/1991, art. 32;

   nonostante   durante  la  seduta  uno  dei   consiglieri   abbia
  sostenuto che le disposizioni regolamentari del Parco dei Nebrodi
  vietano  l'attività venatoria sull'intero territorio protetto,  a
  maggioranza,  è stato approvato un emendamento che ha  esteso  la
  proposta all'intero territorio del Parco;

   la  delibera,  come  sopra approvata, risulta  essere  in  netto
  contrasto   con  l'orientamento  normativo  e  con   i   principi
  dell'Ordinamento italiano, comunitario e pattizio;

   considerato che:

   la  Convenzione sulla biodiversità, elaborata a Rio  de  Janeiro
  nel  giugno  1992, ratificata dall'Italia con legge  14  febbraio
  1994,  n.  124,  recita perentoriamente 'Nelle aree  protette  la
  caccia è vietata';

   la  Corte Costituzionale, con sentenza n. 389 dell'ottobre  1999
  e  n.  20  del  27 gennaio 2000, ha affermato che il  divieto  di
  attività  venatoria nei parchi e riserve costituisce,  in  quanto
  principio  generale desumibile sia dalla Costituzione  sia  dalla
  legislazione  statale di settore, un limite inderogabile  per  la
  potestà  legislativa regionale anche primaria. (Norme  di  legge:
  art.  22,  comma 6 legge 394/1991; artt. 21 e 30 legge  157/1992;
  D.P.R. 670/1972; artt. 97, 25 e 3 Cost.);

   il  divieto  di caccia nella zona protetta assurge al  rango  di
  principio generale che trova la propria fonte direttamente  negli
  artt.  9  e  32  della Costituzione e, come tale, costituisce  un
  limite  costituzionale comune a qualunque  tipo  di  legislazione
  regionale;

   la  disciplina per l'esercizio dell'attività venatoria  e  delle
  aree  protette  contenuta  nella legge quadro  394/1991  è  stata
  integrata dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157, che all'art.  21,
  comma   1,  lett.  b)  vieta  l'esercizio  venatorio  nei  parchi
  nazionali,   nei  parchi  naturali  regionali  e  nelle   riserve
  naturali, in conformità alla legislazione nazionale in materia di
  aree protette;

   il  28  gennaio  2004 la Commissione Ambiente  della  Camera  ha
  iniziato  l'esame della proposta di modifica della legge 394/1991
  e  il  Ministero  dell'Ambiente ha dato motivato parere  negativo
  all'inserimento della caccia nelle aree protette;

   ritenuto che:

   la  delibera consiliare nel merito crea fraintendimenti circa la
  legittimità  dell'esercizio venatorio entro i confini  del  Parco
  dei Nebrodi e ciò determina la possibile commissione di reati  da
  parte di chi faccia legittimo affidamento su quanto stabilito;

   l'esercizio  venatorio  all'interno  del  perimetro  del   Parco
  rischia  di  danneggiare irreparabilmente le condizioni  del  suo
  ecosistema;

   per sapere:

   se   non   ritengano  necessario  ed  urgente,  ciascuno   nelle
  rispettive  competenze, adottare ogni misura  possibile  affinché
  sia  invalidata  la delibera in oggetto e conseguentemente  venga
  riaffermato il divieto di caccia nel Parco dei Nebrodi;

   se  non  ritengano  di dover accertare eventuali  responsabilità
  circa  l'adozione della delibera adottata dal Comune di Tortorici
  (ME);

   se  non  ritengano  urgente predisporre una  massiccia  campagna
  d'informazione finalizzata ad impedire ogni possibile  violazione
  delle norme in materia di esercizio venatorio e tutela ambientale
  ed  a  scongiurare  incidenti  di  caccia  all'interno  dell'area
  protetta.» (1876)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1876,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n.  297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che relativamente alla
  delibera consiliare sopra indicata è stato disposto, con  decreto
  del  Dirigente generale del Dipartimento regionale della famiglia
  n. 176 del 2 febbraio 2004, uno specifico accertamento ispettivo,
  che  è  già  stato portato a termine da un funzionario  regionale
  appositamente incaricato.
   Dalle  indagini espletate è emerso che la delibera in  questione
  è stata votata per venire incontro alle richieste manifestate dai
  cacciatori residenti nel comune di Tortorici.
   Infatti,  con  nota  datata 20 settembre  2004,  indirizzata  al
  sindaco ed al presidente del Consiglio comunale, i presidenti dei
  circoli  comunali per l'esercizio dell'attività venatoria,  hanno
  chiesto che con delibera di Consiglio  sia ridata possibilità  di
  esercitare  la  caccia all'interno del territorio del  comune  di
  Tortrici,   almeno   della   selvaggina   migratoria,   solo   ed
  esclusivamente ai cacciatori residenti nel territorio del comune,
  nel  rispetto  delle vigenti leggi e regolamenti  in  materia  di
  caccia .
   Il  Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria per il
  27  settembre  2004,  ha  inserito al punto  10  dell'ordine  del
  giorno:    presa   d'atto  richiesta  attività   faunistica   nel
  territorio  del  comune  di  Tortrici  ricadente  nel  parco  dei
  Nebrodi .
   La   proposta   di   delibera  richiedeva   originariamente   di
  considerare la possibilità dell'apertura alla caccia  nelle  sole
  zone  contigue  C  e D del parco, ma, a seguito  dell'emendamento
  presentato da un consigliere comunale e votato da 9 consiglieri a
  favore  e 3 contrari, la proposta è stata cambiata estendendo  la
  possibilità   di   esercitare   l'attività   faunistico-venatoria
  all'interno di tutto il territorio del parco.
   Pertanto,  con  9  voti  favorevoli e 4  astenuti  il  Consiglio
  comunale  ha approvato l'emendamento votando la relativa proposta
  di delibera.
   Dall'esame  degli atti nonché dal tenore letterale della  citata
  delibera,  non  emerge l'intendimento del Consiglio  comunale  di
  emanare  un  atto  contrario alla legge, al  fine  di  consentire
  l'esercizio  dell'attività  venatoria  all'interno  di  una  zona
  protetta; diversamente, l'atto deliberativo ha inteso coinvolgere
  nel  dibattito le istituzioni preposte alla problematica  oggetto
  dell'intervento.
   Infatti,  la  delibera in questione è stata  inviata  agli  Enti
  citati  nella  stessa,  al  fine  di  addivenire  -  qualora   le
  disposizioni  normative lo avessero consentito ed  a  seguito  di
  ampio  confronto  tra gli enti interessati -  ad  una  deroga  al
  divieto  di  caccia.  Che  poi  la richiesta  non  possa  trovare
  accoglimento, in quanto contrastante con le vigenti  disposizioni
  di  legge,  ciò  è notorio, ma sarà oggetto di valutazione  degli
  enti competenti in materia.
   In  ordine alla richiesta dell'onorevole interrogante  circa  la
  possibilità  di  invalidare la delibera oggetto  dell'intervento,
  nonché riaffermare il divieto di caccia nel parco dei Nebrodi,  è
  noto   che   questo   potere,  che  rientrava  nella   competenza
  dell'organo  di  controllo,  non può  essere  più  esercitato  in
  considerazione  dell'evoluzione  legislativa  che  ha  avuto   la
  materia dei controlli sugli enti locali.
   Tuttavia  occorre fare presente in proposito che dagli atti  non
  risulta   che  sia  mai  venuto  meno  il  divieto  all'esercizio
  dell'attività venatoria nel parco dei Nebrodi.
   Ad   ogni   buon   conto,   allo  scopo  di   eliminare   dubbi,
  fraintendimenti o erronee interpretazioni, con nota n.  1840  del
  14  marzo  2005,  il  sindaco di Tortorici  è  stato  invitato  a
  predisporre   apposito   avviso,   da   diffondere   nei   luoghi
  maggiormente frequentati, al fine di informare i cittadini  della
  persistenza  del  divieto  di caccia all'interno  del  parco  dei
  Nebrodi.
   L'invito è stato accolto.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   CAPODICASA-.   All'Assessore  per  la  famiglia,  le   politiche
  sociali e le autonomie locali, premesso che diversi mesi or  sono
  è  stato  nominato il consiglio di amministrazione della casa  di
  riposo Maria Bugio Corsello di Canicattì (AG);

   visto  che,  nonostante l'iter formativo di quel  consiglio  sia
  stato completato, si continua ad affidare la direzione della Casa
  di riposo a commissari di nomina regionale;

   per   sapere   le   ragioni  per  le  quali   non   si   proceda
  all'insediamento  del  consiglio di  amministrazione  e,  dunque,
  all'affidamento  della  gestione  dell'Ente  ai  normali   organi
  statutari.» (1925)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1925,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Con  determinazione n. 28 dell'8 aprile 2004, il vicesindaco del
  comune  di  Canicattì ha provveduto a designare i componenti  del
  consiglio di amministrazione dell'Istituto assistenziale  Burgio-
  Corsello.
   Avverso  tale  determinazione alcuni consiglieri comunali  hanno
  avanzato   un   esposto,   datato  15  aprile   2004,   chiedendo
  l'annullamento dell'atto di designazione, in quanto non  conforme
  alle vigenti disposizioni di legge.
   Nel  frattempo  si è insediata la Commissione straordinaria,  di
  nomina prefettizia, cui è stata affidata la gestione del comune.
   Detta  Commissione  che,  com'è noto, esercita  le  attribuzioni
  spettanti  al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco,  con
  atto n. 66 del 22 ottobre 2004, ha revocato la determinazione  n.
  28  dell'8 aprile 2004 ed ha contestualmente designato  i  cinque
  componenti   il   Consiglio   di  amministrazione   dell'Istituto
  assistenziale in questione.
   Mentre  era  in  corso l'emanazione del decreto assessoriale  di
  costituzione  del consiglio di amministrazione, è pervenuto  allo
  scrivente   un  ulteriore  esposto-denuncia,  a   firma   di   un
  consigliere  comunale uscente, con il quale sono stati  sollevati
  seri  dubbi  di  legittimità sull'operato della  Commissione,  in
  ordine   al  metodo  di  scelta  delle  designazioni  da   questa
  effettuate  ed  alla  rilevata mancanza di  curricula  vitae  dei
  nominativi indicati.
   Sulla   questione   è   stato  chiesto  un  parere   all'Ufficio
  legislativo  e legale della Regione; nelle more è stata  disposta
  la prosecuzione della gestione commissariale dell'istituto.
   Pervenuto  il  parere dell'Organo consultivo,  che  ha  ritenuto
  legittimo  l'operato  della Commissione  straordinaria,  è  stato
  disposto  agli  uffici  di elaborare il decreto  assessoriale  di
  costituzione del Consiglio di amministrazione dell'Opera Pia.
   Il  provvedimento è stato firmato in data 23 maggio 2005  al  n.
  1956 di repertorio».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   CRACOLICI  -.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
  che le IPAB che operano nella città di Palermo hanno attraversato
  e attraversano una difficile crisi finanziaria;

   ricordato  che per tali ragioni l'Opera pia Istituto  S.  Lucia,
  ente  morale  con  scopi  di beneficenza e  assistenza,  è  stata
  commissariata  dall'Assessore alla famiglia  onorevole  D'Aquino,
  indicando  il dr. Giuseppe Oliva presidente del Cda del  suddetto
  ente per un quadriennio;

   osservato   che  tale  gestione  commissariale  è   riuscita   a
  riportare   in  attivo  il  bilancio  dell'Istituto   S.   Lucia,
  recuperando  un deficit di 70 mila euro, eliminando  gli  sprechi
  che  per molti anni avevano caratterizzato la gestione dell'opera
  pia e producendo un avanzo di 500 mila euro;

   visto   il   rapporto  che  lega  l'Istituto   S.   Lucia   alla
  Congregazione  Gesù e Maria degli Angeli (CGMA Ente ecclesiastico
  legalmente riconosciuto) per la utilizzazione dei locali  di  via
  Belmonte, concessi alla scuola privata S. Lucia;

   preso  atto  della  crisi  della  CGMA,  il  cui  consiglio   di
  amministrazione  è  stato  dimesso     senza  darne comunicazione
  all'Opera pia e sostituito da un commissario, mentre non  vengono
  pagati  gli  stipendi agli insegnanti, con i  conseguenti  disagi
  anche per gli studenti e le loro famiglie;

   rilevato che la CGMA, sulla base del rapporto intercorrente  con
  l'Istituto   S.  Lucia  ma  sulla  base  di  titoli  inesistenti,
  rivendica  illegittimamente  nei  confronti  dell'Opera  pia   il
  pagamento  di ingenti contributi nonostante abbia già  in  uso  i
  locali  sostanzialmente  a titolo gratuito  (unico  caso  tra  le
  scuole  private  di  Palermo) e goda di un  contributo  di  circa
  150.000,00 euro l'anno, del 92% delle rette e del pagamento delle
  rette  degli  assistiti da parte dell'Opera pia e del  Comune  di
  Palermo;

   considerato,  peraltro,  che  le somme  rivendicate  dalla  CGMA
  avrebbero  potuto a suo tempo essere pagate dal Presidente  della
  Congregazione,  visto che, contestualmente,  ricopriva  anche  la
  carica di vice presidente del CdA dell'Opera Pia S. Lucia  e  che
  evidentemente  non  è avvenuto per la palese  infondatezza  delle
  pretese;

   preso  nota  che  la  CGMA attribuisce al mancato  pagamento  da
  parte  dell'Opera  pia  delle  somme ulteriormente  richieste  la
  pesante  situazione di deficit in cui si trova e che la difficile
  situazione   sembra  che  si  voglia  risolvere  attraverso   una
  rivendicazione  risarcitoria che mira in  primis  a  svuotare  le
  casse  e  successivamente ad acquisire il patrimonio  immobiliare
  dell'Opera pia;

   ritenuto  che  una  serie  di manovre che  da  mesi  riguarda  i
  consigli di amministrazione sia dell'uno che dell'altro ente, sia
  iniziative  e proposte più generali avanzate dal Comune  per  una
  fusione  e  privatizzazione di tutte le ex Ipab, sembra delineare
  una  inquietante  operazione  tesa  a  coprire  ingiustificati  e
  ingiustificabili esempi di malagestione, utilizzando il  notevole
  patrimonio  immobiliare  che  si  verrebbe  a  determinare  e  le
  rilevanti  risorse  finanziarie  attualmente  disponibili   nella
  risanata Opera pia S. Lucia;

   constatato   che   contro  tali  ipotesi,  comunque,   si   sono
  registrate  ripetute  iniziative del  personale  interessato  (17
  nell'Istituto  Pignatelli-Gulì e 7 nell'Opera  pia  S.  Lucia)  e
  dello  stesso  commissario dell'Istituto S. Lucia,  dr.  Giuseppe
  Oliva,  oltre alla mobilitazione di docenti, studenti e  genitori
  preoccupati per l'andamento dell'attuale anno scolastico;

   visto che, ciò nonostante, continuano a susseguirsi manovre  nei
  consigli  di  amministrazione,  tra  le  quali,  in  ultimo,   la
  decisione di revocare il dr. Oliva e di nominare al suo posto  un
  nuovo commissario;

   ritenuto  immotivata la rimozione di un commissario   che  si  è
  dimostrato capace di portare l'ente da lui gestito al risanamento
  finanziario  e  di  opporsi  a  spregiudicati  assalti   al   suo
  patrimonio;

   considerato  che  tale  pervicace insistenza  si  comprenderebbe
  solo alla luce di un accordo fra la Curia, il Comune di Palermo e
  la Regione per la fusione delle opere pie;

   per sapere:

   se   il  Governo  regionale  sia  pienamente  consapevole  della
  sostanziale  dismissione  di un immenso patrimonio,  senza  alcun
  ritorno  per  le  casse regionali, che si sta  delineando  con  i
  processi sopra ricordati;

   se  sia  consapevole  che tali processi stanno  già  mettendo  i
  lavoratori dipendenti in una situazione di difficoltà e rischiano
  di lasciarli senza prospettiva per il futuro;

   se   non  ritenga  che  questi  processi  e  le  difficoltà  più
  complessive  che si registrano nelle ex Ipab rendano  urgente  un
  progetto  di  riqualificazione delle attività e  dei  servizi  di
  assistenza e beneficenza pubblica istituzionale;

   quali  ragioni  abbiano  portato alla rimozione  del  dr.  Oliva
  dalla Presidenza del CdA della Pia Opera Istituto S. Lucia;

   sulla  base  di quali leggi e regolamenti sia stato sottoscritto
  dal  Dirigente  regionale dell'Assessorato della famiglia,  delle
  politiche   sociali   e  delle  autonomie   locali,   dr.   Luigi
  Castellucci,  l'accordo  del  28 giugno  2002  che  prevedeva  la
  erogazione alla CGMA da parte dell'Opera Pia Istituto S. Lucia di
  Euro 157.519,35.» (1928)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1928,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   L'Istituto  Santa  Lucia di Palermo, al fine  di  perseguire  il
  fine  statutario  di   assistere... minori e  studenti  bisognosi
  provvedendo  al  ricovero, mantenimento e  istruzione  scolastica
  religiosa ,  ha stipulalo con la Congregazione di  Gesù  e  Maria
  degli  Angeli - ente ecclesiastico civilmente riconosciuto -  una
  convenzione datata 27 luglio 2000, di durata quinquennale, per la
  organizzazione  e  la  gestione, tra l'altro,  dell'istruzione  e
  dell'assistenza  dei  propri allievi e dei  minori  dalla  stessa
  assistiti.
   L'art.  9  della  Convenzione prevede  un  compenso  annuo  alla
  Congregazione  per  il servizio svolto pari al  92%  dell'importo
  delle rette a qualsiasi titolo incassate.
   A  carico  della  Pia Opera resta l'obbligo di corrispondere  un
  indennizzo per i maggiori oneri sostenuti dalla Congregazione nel
  primo  biennio  dell'attività ed altri obblighi  di  manutenzione
  straordinaria.
   In  data 4 luglio 2002 è stata stipulata, ad integrazione  della
  precedente, una nuova convenzione, in forza della quale  è  stato
  previsto  che  l'indennizzo venisse erogato per  l'intera  durata
  della convenzione stessa e non soltanto per il primo biennio.
   Con  nota del 22 maggio 2004, il Presidente della Congregazione,
  nel  comunicare  al  Commissario dell'Opera  Pia  che  era  stato
  approvato  il  bilancio con un disavanzo di euro  404.167,00,  ha
  posto  una  serie  di  richieste comprendenti,  tra  l'altro,  la
  refusione  di  tale somma e tutti gli interventi di  manutenzione
  straordinaria  per rendere agibili e funzionali  i  locali  della
  scuola.
   Tale  richiesta non è stata accolta dal Commissario, ritenendosi
  non  dovuta,  a  norma  di convenzione, la somma  costituente  il
  disavanzo della Congregazione.
   Quest'ultima,  con  nota  del  22 luglio  2004,  ha  inviato  al
  Commissario  uno schema di accordo interpretativo ed  integrativo
  della   precedente  convenzione,  nonché  uno   schema   di   una
  convenzione normativa destinata a disciplinare ex novo i rapporti
  tra le parti.
   Il  legale incaricato dal Commissario ha riscontrato la suddetta
  proposta,  rappresentando che il rapporto tra i due  Enti  è  già
  disciplinato dalla convenzione vigente.
   Dalla  documentazione  agli  atti dell'Assessorato  non  risulta
  l'ulteriore  sviluppo  della  vertenza  tra  l'Opera  Pia  e   la
  Congregazione.
   Per  quanto  riguarda la prospettata dismissione del  patrimonio
  non  risulta  alcuna iniziativa in proposito, e  conseguentemente
  non  sembra  sussistere  la  situazione  di  precarietà  per   il
  personale dipendente.
   Circa  la  eventuale  riqualificazione  delle  attività  e   dei
  servizi  di  assistenza e beneficenza dell'I.P.A.B. non  può  non
  sottolinearsi che ogni iniziativa compete a quest'ultima  che  la
  esprime attraverso il proprio Organo di amministrazione attiva.
   E'   evidente  che  a  ciò  potrà  provvedere  il  Consiglio  di
  amministrazione di nuova costituzione, deputato  per  legge  alla
  gestione ordinaria e straordinaria dell'Ente.
   Per  quanto  concerne  la sostituzione del  commissario  occorre
  precisare  che,  con  decreto  assessoriale  n.  3436/S6  del  15
  novembre  2004, si è provveduto alla ricostituzione del Consiglio
  di Amministrazione, per la durata di un quadriennio.
   Il  Consiglio di amministrazione si è regolarmente insediato  in
  data 3 dicembre 2004, con conseguente cessazione dalla carica  di
  Commissario del dr. Oliva Giuseppe.
   Quest'ultimo,  pertanto, non risulta essere  stato  rimosso  ma,
  piuttosto,  sostituito dall'Organo di ordinaria  amministrazione,
  essendo venute meno le ragioni della gestione commissariale.
   Relativamente  all'accordo del 28 giugno 2002  (più  esattamente
  del  6 giugno 2002) indicato nell'interrogazione, si precisa  che
  trattasi  di  un protocollo di intenti sottoscritto non  già  dal
  Dirigente   Generale,  ma  dall'Assessore   pro-tempore   e   dal
  Presidente  del Consiglio di Amministrazione della  Congregazione
  Gesù  e Maria degli Angeli; in tale protocollo d'intenti è  stato
  convenuto  di rilanciare l'attività istituzionale dell'Opera  Pia
  nel  suo  complesso  e  in particolar modo  quella  afferente  la
  realizzazione    delle    finalità    principali    rappresentate
  dall'assistenza e dall'istruzione di giovani palermitani.
   Per  il  raggiungimento  di  tali  obiettivi  è  stato  disposto
  l'erogazione  di  un contributo di euro 25.825,00,  pari  a  lire
  50.000.000,  che,  in  aggiunta alla somma prevista  in  bilancio
  dell'Opera  Pia,  pari a euro 131.696,00 avrebbe consentito  alla
  Congregazione di percepire entro il termine del 30 giugno 2002 la
  somma complessiva di euro 157.519,00.
   La   determinazione   assessoriale  rientra   nella   sfera   di
  competenza del titolare del ramo di
  amministrazione  a  norma  della legislazione  vigente,  adottata
  nell'interesse  pubblico,  al  fine  di  assicurare  il   normale
  svolgimento   dell'attività  statutaria  dell'IPAB   che,   nella
  fattispecie,   è   stata   esercitata  per   il   tramite   della
  Congregazione Gesù e Maria degli Angeli in dipendenza di apposita
  convenzione.
   Si  rappresenta,  in  conclusione, che è  stato  predisposto  un
  disegno  di  legge per la riforma delle IPAB in  Sicilia  con  il
  riordino del numero e delle dimensioni delle Opere Pie, correlate
  alle  attività socio-assistenziali previste nell'ambito dei piani
  di zona ex lege 328 dell'8 novembre 2000, in attuazione di quanto
  disposto in campo nazionale dalla normativa vigente».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VIRZI'-.  «Al  Presidente  della Regione,  all'Assessore  per  i
  lavori  pubblici  e all'Assessore per la famiglia,  le  politiche
  sociali e le autonomie locali, per sapere:

   se  il  Governo della Regione sia a conoscenza della  gravissima
  situazione  idrica  di Marineo (PA), più volte  denunciata  dalla
  locale   Amministrazione  comunale,   a   causa   delle   mancate
  riparazioni  da  parte dell'EAS delle perdite della  rete  idrica
  interna ed esterna;

   se  risponda a verità che l'EAS, a più riprese, avrebbe risposto
  di  non  aver  più  risorse sul capitolo 55 per  la  manutenzione
  ordinaria  e  le  somme urgenze, creando,  di  fatto,  una  serie
  ripetuta di interruzioni nel servizio di distribuzione idrica;

   se  corrisponda  al  vero che, pur incamerando  regolarmente  le
  tariffe  di  propria  spettanza, l'EAS,  largamente  inadempiente
  rispetto  ad  un  obbligo  contrattuale,  oltre  a  non   fornire
  regolarmente  un  servizio indispensabile alla vita  civile,  non
  avrebbe  versato  nelle casse comunali di Marineo  le  quote  del
  canone  di depurazione acqua e fognatura e non avrebbe rimborsato
  allo  stesso  Comune le somme da esso anticipate  per  lavori  di
  somma  urgenza per il ripristino della rete idrica, relativamente
  alle annate 2001 e 2002;

   se  il  Governo  della Regione non ritenga di dover  intervenire
  sollecitamente su tale vicenda, attivando e coinvolgendo anche il
  Commissario per l'emergenza idrica e richiamando l'EAS  alle  sue
  normali  funzioni istituzionali che dovrebbero prevedere,  specie
  in  una Regione come la Sicilia, gli interventi emergenziali  per
  assicurare  un  approvvigionamento  idrico  quanto  più  regolare
  possibile, specie in Comuni che non solo appaiono non lontani dai
  grandi  bacini  di riserve idriche (certamente entro  accettabili
  livelli  di  guardia)  ma  che, in  relazione  a  difficoltà  già
  insorte, hanno fatto più che il loro dovere anticipando somme che
  ad altri spettava erogare.» (1240)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1240 ed  a
  seguito  delle  informazioni assunte  dagli  uffici  preposti  di
  questo Assessorato, si rappresenta quanto segue.
   In  data 25 marzo 2003 sono stati ultimati i lavori inerenti  la
  manutenzione ordinaria del 2002 di alcuni acquedotti le cui  reti
  idriche  sono  gestire dal reparto EAS di Palermo,  tra  i  quali
  anche  l'acquedotto  civico di Marineo.  Gli  interventi  per  la
  manutenzione  ed il ripristino della rete idrica di Marineo  sono
  stati in tutto 72.
   Nelle   more   dell'espletamento  delle   gare   d'appalto   per
  l'aggiudicazione  dei lavori di manutenzione  ordinaria  2003,  è
  stata  data  la possibilità al sindaco del Comune di  Marineo  di
  eseguire gli interventi di riparazione nella rete idrica, in  via
  sostituiva;  infatti,  vista la procedura resasi  necessaria  per
  motivi  di urgente manutenzione è previsto il rimborso  da  parte
  dell'EAS  all'Amministrazione comunale di Marineo per  interventi
  effettuati sulla rete idrica.
   E'  da  rilevare  che per motivi di bilancio  relativi  all'anno
  2003  ed avendo esaurito le somme a disposizione, l'EAS con  nota
  n.   8460   del  14  maggio  2003,  ha  chiesto  alla   struttura
  commissariale un primo intervento di finanziamento di euro 700,00
  oltre  IVA per l'esecuzione di n. 2 interventi di riparazione  di
  perdite  presenti  nell'acquedotto in questione;  con  successiva
  nota  n. 11064 del 28 maggio 2003 indirizzata sempre all'autorità
  competente,   l'EAS  ha  richiesto  un  secondo   intervento   di
  finanziamento  per  euro  2.550,00+IVA per  n.  8  interventi  di
  riparazione di perdite presenti nell'acquedotto di Marineo.
   In  seguiti  l'EAS,  grazie all'intervento del  commissario  per
  l'emergenza idrica, ha dato la possibilità di intervenire con  la
  massima  tempestività per riparazioni inerenti le  perdite  nelle
  reti  idriche dei comuni gestiti dall'EAS, facendo ricorso  anche
  alle  procedure  previste dagli artt. 146 e 147  del  DPR  554/99
  riguardanti i lavori di urgenza e somma urgenza.
   In  relazione a quanto sopra esposto, l'EAS per l'acquedotto  di
  Marineo  ha  richiesto all'Ufficio del commissario  delegato  per
  l'emergenza  idrica,  dal 13 giugno 2003 e fino  al  26  novembre
  2003,  la  copertura  finanziaria di n. 9  interventi  che  hanno
  comportato un finanziamento complessivo di euro 39.188,29+IVA.
   Si  fa  presente inoltre che nell'anno 2004, per la manutenzione
  della  condotta  idrica  interna ed  esterna  dell'acquedotto  di
  Marineo,  sono  stati  effettuati  interventi  finalizzati   alla
  risoluzione delle problematiche emergenziali, per i quali è stata
  necessaria la copertura finanziaria di euro 47.820,77+IVA.
   Per   tutto   quanto   sopra  rappresentato,  risulta   evidente
  l'impegno profuso dall'EAS che non ha disatteso i propri  compiti
  istituzionali,  attivando  di  volta  in  volta   le   necessarie
  procedure   finalizzate  alla  risoluzione  delle   problematiche
  emergenziali dovute alle frequenti perdite che si sono verificate
  e   purtroppo   continuano  a  verificarsi   nell'acquedotto   di
  competenza.
   Sarebbe  auspicabile che le istituzioni competenti intraprendano
  urgentemente  iniziative  radicali  atte  alla  vera  e   propria
  ricostruzione  degli acquedotti esterni, con i relativi  impianti
  al  servizio dell'approvvigionamento idropotabile del  comune  di
  Marineo  secondo  i  criteri espressamente  dettati  dalla  legge
  36/94».

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   SCALICI-.  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione e all'Assessore per il bilancio e finanze, premesso
  che:

   la  crisi in cui versa il settore della formazione professionale
  in  Sicilia,  aggravata  di  giorno  in  giorno  dallo  stato  di
  precarietà  in  cui sono costretti i lavoratori  del  settore,  è
  stata più volte posta all'attenzione delle istituzioni regionali;

   in  termini  di  cifre,  i lavoratori che gravitano  intorno  al
  mondo  della formazione in Sicilia sono suddivisi in contrattisti
  e  dipendenti, oltre 6500 inquadrati a tempo indeterminato,  così
  come previsto dalla legge regionale 24/1976;

   considerato che:

   gli  assessori  preposti al ramo della formazione  professionale
  hanno  periodicamente  annunciato  provvedimenti  risolutivi   in
  favore  del personale della formazione a proposito della certezza
  del pagamento delle spettanze mensili;

   l'Assessorato  regionale del bilancio sembra abbia  reperito  le
  somme  necessarie al pagamento degli stipendi arretrati da  oltre
  sei mesi;

   quelle  somme  non  sono  ancora state trasmesse  agli  enti  di
  formazione nei quali sono dislocati i dipendenti;

   il  ritardo  nella  corresponsione degli  stipendi  causa  nelle
  famiglie    dei   lavoratori   della   formazione   professionale
  l'indebitamento   con  enti  erogatori  del   credito   a   tassi
  esasperanti,  indebitamento necessario però a  fare  fronte  alle
  esigenze quotidiane;

   sottolineato  che  ad  oggi  non viene  pienamente  compreso  il
  motivo del ritardo nella erogazione degli stipendi, nonostante  a
  parole  tutti  i  soggetti preposti a questa funzione  si  dicano
  disponibili  nell'immediato a dare soluzione chiara e  definitiva
  al problema;

   ritenuto  che  l'unica vera strada da percorrere per  assicurare
  ai   lavoratori  della  formazione  professionale  ed  alle  loro
  famiglie  certezza di remunerazione sia quella  di  prevedere  un
  meccanismo  automatico  di accredito delle  risorse  regionali  e
  nazionali  stanziate  ad  hoc  e  quindi  affrancare  i  medesimi
  lavoratori da logiche perverse e clientelari;

   per sapere:

   se  siano  o meno a conoscenza dello stato di estrema precarietà
  in cui versano i lavoratori della formazione professionale;

   se  non  ritengano  di dovere disporre con  la  massima  urgenza
  tutti quegli atti necessari a svincolare gli emolumenti destinati
  ai lavoratori della formazione e di dovere individuare la formula
  più  idonea  per garantire agli stessi nell'immediato  futuro  la
  regolare corresponsione delle spettanze dovute;

   se  non  ritengano, altresì, di accelerare i  tempi  per  varare
  entro  la  legislatura  in  corso  la  riforma  della  formazione
  professionale.» (2159)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2159,
  tenuto  conto  delle  notizie fornite dall'Assessorato  regionale
  bilancio  e  finanze e dal Dipartimento formazione professionale,
  si rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente  occorre evidenziare che  il  personale  addetto
  alle  attività formative, seppur iscritto ad apposito albo tenuto
  dall'Amministrazione regionale, è dipendente degli  Enti  gestori
  dei  centri  di  formazione che ne disciplinano   il  trattamento
  economico  e  normativo nel rispetto delle  norme  stabilite  nei
  contratti collettivi di lavoro .
   L'Amministrazione regionale, pertanto, è del tutto  estranea  ai
  rapporti di lavoro di cui trattasi, ma ha la facoltà di stabilire
  i  criteri  cui  si  atterrà nell'ammettere a rendicontazione  le
  spese  per il personale in questione, stante che finanzia i corsi
  di formazione.
   In   merito  agli  stipendi  arretrati  relativi  all'intervento
  formativo  del  corrente anno, si riferisce che  il  PROF  (Piano
  regionale dell'offerta formativa) è stato approvato con  D.A.  n.
  563 dell'11 marzo 2005 e con successivi decreti attuativi, previa
  iscrizione   delle   somme   necessarie   all'integrazione    del
  finanziamento  del predetto PROF 2005 nel bilancio  regionale  da
  parte  del  competente Dipartimento regionale Bilancio e  tesoro,
  sono  state impegnate le somme afferenti gli interventi formativi
  previsti e risultano emessi i mandati di pagamento relativi  alla
  voce personale nella misura di 7/12, cioè sino a totale copertura
  della mensilità di luglio del corrente anno.
   Detta procedura, ancorata all'iter dei mandati di pagamento  che
  i  Dipartimenti competenti di questa amministrazione emettono con
  cadenza  mensile, ad avviso dello scrivente non ha consentito  il
  puntuale   pagamento   mensile  degli  stipendi   del   personale
  dipendente  degli Enti di formazione, stante che gli  stessi  non
  dispongono in tempo utile delle risorse necessarie.
   Lo  scrivente, pertanto, con atto d'indirizzo interpretativo del
  2  agosto  2005,  ha stabilito che i Dipartimenti  competenti  di
  questa  amministrazione  dovranno  provvedere  ad  emettere   con
  cadenza quadrimestrale i mandati di pagamento a favore degli Enti
  di  formazione relativi alla voce  spese del personale , al  fine
  di  dare  certezza  del  pagamento  delle  spettanze  mensili  ai
  lavoratori  della  formazione con conseguente  snellimento  delle
  procedure amministrative.
   Infine,    sulla   riforma   del   settore   della    formazione
  professionale, è noto all'onorevole interrogante che  il  disegno
  di  legge  d'iniziativa  governativa n. 906  del  3  agosto  2004
   Disciplina  del  sistema  dell'offerta formativa  della  Regione
  siciliana ,  nella seduta del 2 agosto u.s., è  stato  licenziato
  dalla  V  Commissione legislativa e che lo stesso è stato inviato
  alla  II Commissione Bilancio e programmazione competente per  il
  parere sulla copertura finanziaria».

                                                  L'Assessore SCOMA

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI.- «Al Presidente della  Regione,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore  per
  la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
  che:

   tutti  i divieti imposti dalle normative in vigore non sono  mai
  stati   rispettati  né  all'interno  dell'Oasi  del   Simeto   né
  all'interno della riserva naturale 'Fiume Fiumefreddo';

   in  particolare,  l'Oasi  del Simeto  è  ormai  ridotta  ad  una
  discarica  al  suo  interno  sono  state  edificate  abusivamente
  costruzioni e l'omonimo fiume è completamente prosciugato;

   nella  riserva  Fiumefreddo sono stati invece  effettuati  degli
  sbancamenti che hanno completamente distrutto la vegetazione;

   è  divenuto  ormai improcrastinabile un intervento che  consenta
  alle due riserve di poter ritornare al loro stato iniziale.

   per  sapere  quali iniziative intenda adottare per  ripristinare
  nei  territori  in premessa citati la condizione  di  'riserva'.»
  (1556)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1556,  si
  comunica  che il competente Servizio 6  Patrimonio naturale   del
  Dipartimento   regionale  territorio  ed   ambiente   di   questo
  Assessorato ha riferito che dalle relazioni annuali inviate dalla
  Provincia  di  Catania, ente gestore delle riserve dell'Oasi  del
  Simeto  e della Riserva Fiumefreddo, risulta che essa si è sempre
  attivata  nell'espletamento delle competenti attività di gestione
  per l'osservanza delle norme regolamentari.
   Invero,  specie  per  quanto  riguarda  l'Oasi  del  Simeto,  la
  particolare  situazione di coesistenza della Riserva  con  interi
  insediamenti  urbani in zona B è causa dell'elevato numero  delle
  lamentate violazioni dei divieti richiamati dalla S.V.
   Sul  punto, la Provincia di Catania, in sede di audizione presso
  il  CRPPN, ha fatto presente di avere attivato numerose azioni di
  tutela, quali, ad esempio, recinzione della zona A, rimozione  di
  rifiuti etc.
   Per  quanto concerne la Riserva Fiumefreddo, come emerso  sempre
  nel  corso  della  predetta  audizione,  nonché  in  seguito   ai
  sopralluoghi  effettuati  in loco, la problematica  principale  è
  rappresentata  dalla  mancanza  d'acqua  a  causa   di   prelievi
  effettuati alla sorgente del fiume.
   Poiché  la  sorgente non ricade all'interno  della  Riserva,  il
  regime  dei prelievi sfugge, pertanto, alle attività di controllo
  espletate dall'Ente gestore, nonché da questo Assessorato.
   Tuttavia, la Provincia di Catania ha prodotto uno studio per  la
  stima   del   deflusso   minimo  vitale  del   fiume   e   questa
  Amministrazione   regionale   sta  valutando   l'opportunità   di
  richiedere  all'Autorità competente al rilascio della concessione
  idrica  di  tenere  conto di tale valore  al  fine  di  garantire
  l'equilibrio ecosistemico della riserva.
   Infine,  per  completezza,  si fa presente  che  l'Ente  gestore
  della  Riserva, a seguito della citata audizione presso il CRPPN,
  è  stato  incaricato  di  redigere un progetto  di  modifica  del
  perimetro   della  Riserva  stessa  in  modo  da  includervi   la
  sorgente».

                                                 L'Assessore CASCIO

   FORGIONE.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   la   SIATAS,  società  con  sede  in  Irpinia  che  gestisce  il
  villaggio turistico di Punta Spalmatore ad Ustica, ha avviato dei
  lavori  di  sistemazione dell'area demaniale con una  colmata  di
  sabbia   nera  sulla  scogliera  per  impiantare  14   cabine   e
  camminamenti in calcestruzzo;

   la  delibera  di  convenzione n. 741, stipulata nell'aprile  del
  2003  tra la precedente amministrazione comunale e la società  in
  questione,  nel  rispetto  dei  vincoli  della  riserva   marina,
  stabiliva   l'intangibilità  dei  luoghi,   la   possibilità   di
  posizionare  attrezzature  in legno  rimovibili  e  l'obbligo  di
  rendere  l'intera area fruibile anche ai bagnanti non ospiti  del
  villaggio;

   dagli  uffici  della  Provincia di  Palermo,  dove  ha  sede  la
  riserva,  era  stata bocciata anche l'ipotesi di  realizzare  una
  passerella in legno;

   i  lavori  in  corso,  effettuati con l'utilizzo  di  macchinari
  pesanti,   hanno   gravemente  modificato  quella   porzione   di
  scogliera, tra le meno impervie per l'accesso al mare;

   rilevato  che il WWf ha presentato un esposto-denuncia  relativo
  ai  lavori  e alle modifiche apportate al litorale, che,  secondo
  l'associazione ambientalista, è irreversibilmente danneggiato;

   per sapere:

   se  l'Assessore sia a conoscenza dei lavori sopra descritti  che
  interessano  il  territorio demaniale e della riserva  e  se  non
  intenda intervenire per bloccare i lavori di realizzazione  della
  spiaggia e ripristinare lo stato dei luoghi;

   se  non  ritenga necessario revocare la concessione alla società
  SIATAS  e  quali  strumenti  intenda adottare  per  accertare  le
  responsabilità circa le autorizzazioni rilasciate.» (1716)

   Risposta.«In risposta alla interrogazione numero 1716 si  rileva
  che gli interventi in questione ricadono su area non appartenente
  al  demanio  marittimo  e che, pertanto, eventuali  provvedimenti
  volti   ad  interdire  l'esecuzione  dei  lavori  esulano   dalle
  competenze di questo Assessorato.
   Per  completezza  di  informazione si allega  copia  della  nota
  pervenuta dal Compartimento marittimo di Palermo, Delegazione  di
  spiaggia di Ustica».

                                                 L'Assessore CASCIO

  «Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
  Compartimento marittimo di Palermo
  Delegazione di spiaggia
  USTICA

  Sezione P.G.
  Relazione di Servizio n. ¾

   L'anno  2004,  addì 26 del mese di maggio, il sottoscritto  Capo
  2   Classe  Np.  Tumminia Luigi, nella qualità  di  Ufficiale  di
  Polizia giudiziaria in servizio presso l'Ufficio in intestazione,
  in  esito  a  talune  segnalazioni pervenute,  da  alcuni  locali
  residenti,  in  merito  ai  lavori per  la  realizzazione  di  un
  complesso  di strutture da asservire alla balneazione nel  tratto
  di  litorale sottostante il villaggio turistico sito in  località
   Punta Spalmatore  del comune di Ustica, relaziona quanto segue:
   alle  ore  18.00  circa  del  giorno  citato  in  premessa,   il
  sottoscritto  espletava  un  apposito  sopralluogo   nel   tratto
  costiero  sopra  indicato, al fine di constatare  la  natura  dei
  lavori oggetto della segnalazione ed i soggetti committenti.
   A   seguito   di  una  ricognizione  generale  dei  luoghi,   si
  constatava  che  nel  tratto di costa  sottostante  il  villaggio
  citato nelle premesse e, più precisamente, presso l'area posta  a
  ridosso del muretto in pietra che delimita la strada vicinale (p.
  catastale  n.  173  del  f.d.m.  n.  10),  erano  in   corso   di
  realizzazione  i  lavori di posa di materiale  alla  rinfusa  che
  presentava,   per   quanto  visivamente   possibile   constatare,
  caratteristiche  simili  al  sassolino  in  pietra,   di   colore
  abbastanza scuro e simile a quello delle rocce preesistenti,  che
  caratterizzano il tratto di litorale in esame.
   Interpellate  pertanto, alcune persone presenti sui  luoghi,  si
  apprendeva che il materiale steso sul suolo (senza fare  comunque
  uso  di  malta  cementizia) sarebbe servito al fine  di  adattare
  l'area,   peraltro   morfologicamente   rocciosa,   scoscesa   ed
  abbastanza impraticabile, per la successiva posa di un gruppo  di
  cabine,  box di ristorazione e servizi igienici; il tutto facente
  parte  del  realizzando complesso balneare  che  sarà  utilizzato
  dalla    SIATAS ,   gestore  anche  del   soprastante   villaggio
  turistico.
   Per  tale  ragione  si procedeva a convocare, nei  locali  della
  sede  dell'Ufficio,  il  titolare  della  Società  committente  i
  lavori,  al  fine  di  acquisire,  nell'ambito  delle  specifiche
  attribuzioni dell'Autorità marittima, le autorizzazioni e/o nulla
  osta  eventualmente in loro possesso e necessari al fine di poter
  svolgere i lavori riscontrati.
   Dal  raffronto  degli atti in possesso dell'Ufficio  con  quelli
  prodotti, contestualmente, dalla parte interessata, è emerso  che
  la Ditta committente i lavori è in possesso:
   di  concessione demaniale marittima, ex art. 36 del Codice della
  navigazione,  n.  119  del 1  ottobre 2003 della  Capitaneria  di
  Porto  di  Palermo,  per l'occupazione di mq. 1.500  di  pubblico
  demanio   marittimo,   che  prevede,  in   buona   sostanza,   la
  realizzazione di alcuni camminamenti in graticcio di legno che si
  estendono fino al mare e la posa di ombrelloni e sdraio;
   di  autorizzazione,  ex art. 55 C.d.N., n. 1266  del  21  giugno
  2003  della Capitaneria di Porto di Palermo, per la realizzazione
  su  suolo comunale posto contiguamente alla fascia demaniale  ivi
  esistente,  un  piccolo  complesso balneare  composto,  in  buona
  sostanza,  da  cabine, servizi igienici, box per il  ristoro  dei
  bagnanti  ed  alcune  passerelle in legno che  si  collegano  con
  quelle  previste  dall'atto concessorio  indicato  al  precedente
  punto.
   Dall'esame, inoltre, della documentazione tecnica facente  parte
  integrante  dei  documenti autorizzativi  richiesti  ed  ottenuti
  dalla  parte  interessata  (concessione  demaniale  marittima  ed
  autorizzazione ex art. 55 del C.d.N.), è emerso che il  materiale
  rinvenuto  (interamente su suolo comunale) è da  attribuire  alla
  prevista   realizzazione  di  un  basamento  in   pietra   lavica
  dell'altezza  di  cm.  40, compiutamente indicato  nel  paragrafo
   caratteristiche costruttive  della menzionata relazione tecnica.
   Per  quanto attiene invece il segnalato accesso, nella  zona  in
  questione,  di una pala meccanica utilizzata per la  sistemazione
  dell'area in questione, pur non avendone riscontrato, in sede del
  sopralluogo,  l'effettiva presenza sui luoghi, il titolare  della
  Ditta committente i lavori ha dichiarato che il predetto mezzo  è
  stato  adoperato effettivamente, al fine di livellare  la  pietra
  lavica depositata su suolo comunale, senza intervenire, in  alcun
  modo, sulla morfologia generale dei luoghi.
   Al   fine  di  evitare  pertanto  possibili  danni  allo   stato
  geomorfologico  dei luoghi, ricadenti peraltro all'interno  della
  zona   B   dell'area marina protetta, il sottoscritto ha esortato
  il  titolare della Ditta convocato presso gli uffici del  Comando
  ad   astenersi,   per   il  futuro,  dall'adoperare   mezzi   che
  contrastino,   anche  solo  potenzialmente,  con  l'esigenza   di
  tutelare,  sotto il profilo ambientale, la zona dell'area  marina
  protetta  ove  è prevista la realizzazione del piccolo  complesso
  balneare.
   Letto, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra
                                       Gli Ufficiali/Agenti di P.G.
                                      C  2  Cl. Np. Tumminia Luigi»

   FLERES   -   CATANIA   G.   -   MAURICI.   -«All'Assessore   per
  l'agricoltura  e  le  foreste,  all'Assessore  per   la   sanità,
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie  locali e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
  premesso che:

   le  pinete  dell'Etna a causa della presenza dei  numerosi  nidi
  sui pini, sono infestate dalla 'processionaria';

   le  larve infatti, oltre a danneggiare le piante, spostandosi in
  'processione', diventano fonte di pericolose malattie sia per gli
  animali sia per gli uomini;

   il  pericolo diventa ancor più allarmante considerato che  molti
  bambini frequentano tali luoghi e sono i più soggetti al contatto
  con le larve;

   malgrado  esistano  delle specifiche norme  per  procedere  alla
  disinfestazione dei luoghi, non si provvede, aumentando i  rischi
  che comunque si accentuano proprio in primavera;

   per  sapere  come  intendano intervenire al fine  di  provvedere
  alla  disinfestazione dei luoghi di cui in premessa,  considerata
  la  gravità sia per la flora sia per i numerosi visitatori  delle
  pinete.» (1727)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1727,  si
  rappresenta  che,  successivamente alla sua  istituzione,  l'Ente
  parco  dell'Etna, in assenza di un chiaro quadro normativo  circa
  le  competenze sulla problematica fitosanitaria, ha  promosso  un
  programma   sperimentale  dal  1994  al  1999,   finalizzato   al
  contenimento biologico integrato del lepidottero e concordato con
  l'IRF, l'Ufficio speciale per la difesa del suolo e dell'ambiente
  e l'Osservatorio di Acireale per le malattie delle piante.
   Sebbene  il  D.M.  17  aprile  1998  abbia  assegnato  ad  altre
  amministrazioni  la competenza relativa alla materia,  attesa  la
  gravità  della  problematica ed il conseguente  allarme  sociale,
  l'Ente  Parco  ha  indetto  una  conferenza  di  servizi  con  le
  Amministrazioni preposte nel corso della quale sono emerse  tanto
  la valenza forestale ed ambientale quanto quella sanitaria.
   Inoltre,  l'Ente  Parco,  venuto a conoscenza  delle  difficoltà
  dell'Ufficio  speciale  per  la difesa  del  suolo  a  proseguire
  l'attività di monitoraggio della specie, ha avviato contatti  per
  la  stipula  di apposita convenzione col Dipartimento di  Scienze
  fitosanitarie  dell'Università  di  Catania  finalizzata  a  dare
  continuità al predetto lavoro di monitoraggio ed i risultati, una
  volta  acquisiti  dall'Ente, saranno messi a  disposizione  degli
  Enti competenti al controllo fitosanitario della specie».

                                                 L'Assessore CASCIO

   FORGIONE.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   il  Comune  di Palermo, in applicazione della l.r.  n.  17/1998,
  con  delibera n. 126 del 3/5/2004 e con successiva nota prot. 229
  del  27/1/2005, ha individuato le spiagge libere balneabili e non
  balneabili:  Mondello,  Addaura,  Sferracavallo  Via  Barcarello,
  Addaura  Punta  Priola, Vergine Maria e Romagnolo allo  scopo  di
  giungere   all'affidamento  a  terzi  della   gestione   mediante
  esperimento di apposita gara;

   l'Assessorato  territorio  e  ambiente,  Servizio  5  -  demanio
  marittimo,  ha indirizzato al comune di Palermo una  nota,  prot.
  26203  del 22/04/2005, nella quale si rilasciavano le concessioni
  stagionali  per  le  aree  individuate nella  succitata  delibera
  tranne per:

   Sferracavallo   Via  Barcarello,  su  cui  si  sospendeva   ogni
  determinazione, nelle more che la ditta produca copia del  parere
  dell'Agenzia  del  demanio ed il parere dell'ente  gestore  della
  Riserva marina prospiciente l'area chiesta in concessione;

   Addaura  Punta  Priola,  si concedeva solo  una  parte  di  area
  mentre  per  la  restante  parte, su  cui  insiste  un  manufatto
  abusivo, si rinviava per il concorso di più domande;

   l'Assessorato  ha stabilito il concorso, ai sensi  dell'art.  37
  del  Codice della navigazione, per l'assegnazione a privati delle
  aree di Sferracavallo e dell'Addaura riferendo che su di esse  vi
  era il concorso di più domande senza applicare il principio della
  massima  garanzia  dell'esercizio  pubblico  e  non  considerando
  peraltro  che  i  privati  interessati  non  hanno  prodotto   la
  documentazione necessaria per gli interventi che ricadono sui SIC
  (siti di interesse comunitario);

   la   Ditta   che   ha  presentato  richiesta   per   l'area   di
  Sferracavallo Via Barcarello è Playa Bonita s.a.s.  con  sede  in
  Via  Cassandra  5 a Palermo il cui rappresentante legale  risulta
  essere il sig. Lorenzo Di Domenico;

   nel  caso dell'Addaura Punta Priola, il cui richiedente  risulta
  essere  il  sig. Francesco Cicala, Via del Nocciolo 21 -  Carini,
  siamo dinanzi alla richiesta di una concessione di un'area su cui
  insiste un manufatto abusivo privo di qualunque licenza e  dunque
  senza   alcuna   destinazione   d'uso   in   attesa   dei   piani
  particolareggiati   esecutivi  previsti  dal  vigente   strumento
  urbanistico;

   in  assenza della destinazione d'uso del manufatto in  questione
  non  si  comprende  quale legittima attività  possa  svolgere  un
  privato;

   il  9  giugno  2005 nell'area di Punta Priola, su  cui  è  stata
  chiesta  la sdemanializzazione del manufatto abusivo, sono  stati
  apposti  i sigilli dalla Capitaneria di Porto per la ripresa  dei
  lavori abusivi;

   rilevato che:

   l'art.  36  del  Codice della navigazione (concessione  di  beni
  demaniali)  stabilisce che, compatibilmente con le  esigenze  del
  pubblico  uso, l'amministrazione marittima (oggi la Regione)  può
  concedere  l'occupazione  e  l'uso,  anche  esclusivo,  dei  beni
  demaniali  e  di  zone di mare territoriale  per  un  determinato
  periodo;

   l'art. 37 del C.d.N. prevede che nel caso di più domande per  la
  stessa area è preferito il richiedente che offre maggior garanzie
  di  proficua  utilizzazione della concessione e  risponda  ad  un
  rilevante interesse pubblico;

   la  l.r.  n.  37/1985  stabilisce che per edifici  non  sanabili
  ricadenti su aree demaniali non alienabili, il comune preveda  la
  demolizione del manufatto o l'utilizzo pubblico dello stesso  con
  delibera del Consiglio comunale;

   per sapere:

   se  non ritenga che la mancata assegnazione al comune di Palermo
  delle  aree di Sferracavallo Via Barcarello e dell'Addaura  Punta
  Priola  costituisca una violazione dell'articolo  37  del  Codice
  della navigazione;

   quali  criteri  spingano a ritenere che la  Ditta  Playa  Bonita
  s.a.s.  possa meglio garantire un 'rilevante interesse  pubblico'
  rispetto al Comune di Palermo che istituzionalmente è preposto  a
  tale   funzione   e  se  sussistano  rapporti  diretti   tra   il
  rappresentante legale della società in questione, il sig. Lorenzo
  Di   Domenico,   e   componenti  della   segreteria   particolare
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente;

   qualora   sussistessero   rapporti   d'interesse   diretto   tra
  componenti della segreteria particolare dell'Assessore predetto e
  i rappresentanti della società Playa Bonita, quali misure intenda
  adottare  per  garantire  una imparziale e  trasparente  gestione
  amministrativa relativamente     alle spiagge interessate;

   per  quali  ragioni si propenda per l'assegnazione a privati  di
  un'area  su  cui ricade un manufatto abusivo, nel caso  di  Punta
  Priola,  la  cui destinazione può essere ricompresa solamente  in
  aree di libero varco a mare;

   se  risponda  al vero che il sig. Francesco Cicala,  richiedente
  per  la  sdemanializzazione dell'area Addaura Punta  Priola,  sia
  anche consulente della Capitaneria di porto.» (2272)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione  numero  2272  e
  tenuto  conto degli articoli 2, 7 e 8 della l.r. 15 maggio  2000,
  n.   10  che  disciplinano  funzioni,  responsabilità  e  compiti
  dell'Amministrazione regionale, preliminarmente riferisco  quanto
  rassegnato  dal  Servizio  5 Demanio marittimo  del  Dipartimento
  territorio ed ambiente:
    In   esito   alle  notizie  chieste  dall'Ufficio  di   diretta
  collaborazione all'opera dell'Assessore, con nota prot.  n.  3606
  del  27  luglio  2005, si deve osservare preliminarmente  che  le
  notizie   riportate  nell'interrogazione  in  oggetto   risultano
  piuttosto confuse e non veritiere.
   In  particolare  si  evidenzia che la l.r.  n.  17/98  afferisce
  esclusivamente  all'espletamento del servizio di salvataggio  nei
  tratti   di  spiaggia  destinati  alla  balneazione,  mentre   le
  richieste   di  concessione  avanzate  dal  Comune  di   Palermo,
  riguardano  la  realizzazione di strutture  balneari,  dotate  di
  tutti  i  servizi  essenziali,  tra  cui  anche  il  servizio  di
  salvataggio,  nonché  quelli  accessori,  quali  noleggio  sedie,
  ombrelloni, chiosco bar etc.
   Inoltre  il  piano  di  utilizzo delle spiagge  predisposto  dal
  Comune non è stato approvato da questo Assessorato e, quindi, non
  spiega alcuna efficacia.
   Peraltro,  per  quanto riguarda le spiagge di  Addaura  (accanto
  alla  Marsa)  e  Mondello,  il  Comune  di  Palermo  risulta  già
  concessionario   da   diversi   anni   e   annualmente   provvede
  all'affidamento  in  gestione  dei  relativi  servizi   a   terzi
  soggetti. Per queste aree non esiste, pertanto, alcun contenzioso
  o concorso di sorta.
   Avuto   riguardo,  invece,  alle  altre  aree  più  recentemente
  chieste   in   concessione   dall'Amministrazione   civica,    si
  rappresenta quanto segue:
   1) Area di Romagnolo
   Tale  area è compresa in un più ampio tratto di litorale per  il
  quale   era   già   stata   rilasciata  concessione   in   favore
  dell'Amministrazione provinciale di Palermo al fine di realizzare
  un intervento di riqualificazione del litorale.
   Ciò  nondimeno si è provveduto a rilasciare in favore del Comune
  una  concessione  per la corrente stagione a  condizione  che  la
  Provincia  regionale  di Palermo iniziasse i relativi  interventi
  oltre  il  termine  del  periodo  di  balneazione  e  con  alcune
  ulteriori riduzioni e prescrizioni.

   2) Area Addaura (Punta Priola ex Bellavista)
   La  richiesta  comprende una zona demaniale già oggetto  di  una
  procedura  concorsuale ex art. 37 C.N., precedentemente  attivata
  ed in corso di definizione.
   Poiché  la  richiesta  del Comune è pervenuta  oltre  i  termini
  fissati  dalla  pubblicazione esperita nell'ambito  del  suddetto
  concorso, la richiesta stessa doveva essere rigettata:
   Peraltro,  il  progetto del Comune non prevede né l'utilizzo  né
  alcun    intervento    di   manutenzione   e/o   ristrutturazione
  dell'immobile demaniale  ex bellavista  (non abusivo)  insistente
  sull'area richiesta.
   Tenuto  conto delle finalità pubbliche dell'intervento  proposto
  e  della  disponibilità in tal senso manifestata  dai  funzionari
  dell'Amministrazione  comunale questo  Assessorato  ha  ritenuto,
  invece,  di  dover  prendere in esame la richiesta  in  argomento
  limitatamente alla porzione di suolo non interessata dal concorso
  di cui sopra, ed a tal fine è stata rilasciata una concessione.
   Entro  tali limiti è stata rilasciata una concessione stagionale
  in favore del Comune di Palermo.
   E'  stata  posta come condizione preliminare, al pari di  quanto
  richiesto alla ditta aggiudicataria del concorso di domande della
  confinante  area,  la  definizione, con esito  favorevole,  delle
  procedure  relative alla valutazione d'incidenza, essendo  l'area
  stessa interessata da un SIC.
   In  merito  alle  altre osservazioni formulate dall'interrogante
  relativamente a tale area, giova evidenziare che il  concorso  di
  domande sopra richiamato non riguarda la ditta Cicala Francesco.
   La   suddetta   ditta   ha,   invero,  avanzato   richiesta   di
  sdemanializzazione di un'altra d.m., sempre in loc.  Addaura,  ma
  ben  distante da quella in argomento, su cui insiste una porzione
  di fabbricato. Tale richiesta non è stata accolta.
   Di  recente,  su  segnalazione della  stessa  ditta  Cicala,  la
  Capitaneria  di  Porto  ha accertato l'esecuzione  di  interventi
  abusivi  sul  citato  manufatto, ad  opera  di  ignoti,  operando
  conseguentemente  il  sequestro  delle  opere  ed  apponendovi  i
  sigilli.

   3) Spiaggia di Vergine Maria
   L'area  si sovrappone ad altre tre richieste di concessione.  In
  seguito al concorso di domande instauratosi ai sensi dell'art. 37
  C.N.  questo Assessorato ha autorizzato la Capitaneria di Porto a
  procedere al rilascio della concessione stagionale in favore  del
  Comune  di  Palermo,  sia pure a condizione che  venisse  ridotta
  l'area   richiesta   e  la  struttura  da  realizzare,   mediante
  l'eliminazione  dei  due  elementi  aggregativi  esterni   e   la
  collocazione,  in posizione centrale di uno solo dei  due  moduli
   chiosco  bar  deposito  previsti in progetto. Tale preferenza  è
  stata accordata rispetto ai progetti in concorrenza, in quanto si
  è ritenuto che l'accesso libero all'arenile e l'utilizzo gratuito
  dei  servizi  esenziali  connessi alla balneazione  (salvataggio,
  servizi   igienici,  docce)  rispondesse  ad  un  più   rilevante
  interesse pubblico.

   4) Area di Sferracavallo (Via Barcarello)
   La richiesta è in concorso con quella della ditta Playa Bonita.
   Per  tale  area questo Assessorato, con nota prot. n. 26351  del
  22  aprile  2005,  ha sospeso ogni determinazione  in  merito  al
  rilascio  della  concessione, non essendosi  ancora  concluso  il
  relativo iter istruttorio.
   Solo  di recente, con nota prot. n. 2006, pervenuta l'11  luglio
  2005,  la  capitaneria  di Porto ha relazionato  in  merito  alla
  conclusione dell'istruttoria.
   Nessuna   determinazione  è  stata  ancora  assunta  in   ordine
  all'assegnazione dell'area.
   Ciò  premesso  ed  al fine di fornire riscontro alle  specifiche
  interrogazioni formulate, si ribadisce che:
   -al  Comune di Palermo sono state già assegnate, per la corrente
  stagione  estiva, le aree di Romagnolo, Vergine Maria ed  Addaura
  (Punta   Priola   -   limitatamente  alla  parte   di   richiesta
  ammissibile),  oltre  alle concessioni già  da  tempo  rilasciate
  relative alle aree di Mondello ed Addaura (Marsa);
   -l'area  di  Sferrecavallo (Via Barcarello), non è stata  ancora
  assegnata,  essendosi definita la relativa procedura  istruttoria
  solo di recente;
   -non  è  stato violato il principio contenuto dall'art. 37  C.N.
  ed   anzi,   le   determinazioni  ad   oggi   assunte   ai   fini
  dell'assegnazione  delle aree di Vergine  Maria,  Addaura  (Punta
  Priola)  e  Barcarello, sono state ispirate al rigoroso  rispetto
  della  norma e delle procedure previste dallo stesso Codice della
  Navigazione e dalle altre norme vigenti in materia (pubblicazione
  domande);
   -il  manufatto  ex  Bellavista (Punta  Priola)  non  è  abusivo.
  Necessita   tuttavia  di  urgenti  interventi   di   manutenzione
  (comunque  mai  previsti dall'Amministrazione  comunale)  che  la
  ditta  aggiudicataria della licitazione privata  assicurerà,  nel
  rispetto  dei pareri e delle prescrizioni formulate da tutti  gli
  enti chiamati ad esprimersi in sede istruttoria, ivi compreso  lo
  stesso Comune di Palermo, per i profili urbanistici;
   -la  richiesta  di  sdemanializzazione (e  non  di  concessione)
  avanzata dalla ditta Cicala Francesco non riguarda le aree  ed  i
  manufatti  chiesti in concessione dal Comune di Palermo  né,  per
  quanto a conoscenza di questo Ufficio, risulta che lo stesso  sia
  consulente della capitaneria di Porto.
   Alla  luce delle considerazioni che precedono risulta  priva  di
  riscontro   l'affermazione  dell'interrogante  in   ordine   alla
  preferenza accordata al privato rispetto al Comune.
   Sembra    tuttavia    opportuno    rilevare    che,    comunque,
  l'Amministrazione   comunale   non   gestisce   direttamente   le
  concessioni  in  argomento ma le affida  in  gestione,  ai  sensi
  dell'art.  45 bis C.N., a terzi soggetti privati, previa  stipula
  di   appositi   contratti  a  titolo  oneroso  per  la   pubblica
  Amministrazione.

   Premesso  quanto  sopra,  riporto il  testo  dell'art.  37  C.N.
  relativo  al concorso di più domande di concessione,  secondo  il
  quale:
    Nel  caso  di  più  domande  di  concessione,  è  preferito  il
  richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione
  della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso
  che,   a  giudizio  dell'Amministrazione,  risponda  ad  un   più
  rilevante interesse pubblico.
   Al  fine della tutela dell'ambiente costiero, per il rilascio di
  nuove  concessioni  demaniali marittime per  attività  turistico-
  ricreative  è  data  preferenza  alle  richieste  che   importino
  attrezzature non fisse e completamente amovibili. E' altresì data
  preferenza alle precedenti concessioni, già rilasciate,  in  sede
  di  rinnovo rispetto alle nuove istanze. Qualora non ricorrano le
  ragioni  di preferenza di cui ai precedenti commi, si provvede  a
  licitazione privata .
   Pertanto, come è evidente, il  rilevante interesse pubblico   al
  quale  si  riferisce la predetta norma va principalmente valutato
  in  termini  sostanziali,  come può  evincersi  dai  progetti  in
  concorso  e non presuntivamente ed in modo esclusivo in relazione
  alla sola qualità di soggetto pubblico del proponente.
   In  ultimo,  nella  ferma convinzione che le interrogazioni,  le
  interpellanze  e gli altri strumenti dei quali può  avvalersi  il
  parlamentare  nell'espletamento del proprio mandato assolvono  ad
  una   importante   ed   irrinunciabile  funzione   di   controllo
  democratico  del Parlamento sull'operato del Governo,  non  posso
  esimermi dal fare le considerazioni che seguono.
   Ciò  che  sorprende non è la legittima richiesta di informazioni
  in  ordine  agli  affidamenti in concessione  delle  spiagge  del
  litorale  isolano, ma l'improprio utilizzo di un così  importante
  atto  parlamentare ispettivo per sollevare sospetti  infondati  e
  indiscriminati, che respingo con fermezza, in quanto  strumentali
  solo  ad  un  attacco  contro la persona  dell'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente ed i suoi uffici.
   Tale  metodo  è  inaccettabile in  un  confronto  democratico  e
  politicamente  corretto  che meglio si addice  ad  un  Parlamento
  dalle  antiche tradizioni quale è quello dell'Assemblea regionale
  siciliana.
   In  conclusione,  alla  luce  delle superiori  informazioni  che
  smentiscono   e  disvelano  prive  di  fondamento  le   allusioni
  contenute nell'atto ispettivo cui rispondo, rassicuro l'onorevole
  Forgione che tutte le misure adottate o in corso di adozione sono
  pienamente  conformate al dettato della legge ed ai  principi  di
  imparzialità,  trasparenza, efficienza  e  buon  andamento  della
  pubblica Amministrazione.
   Comunque,  ove l'onorevole interrogante non ritenga  soddisfatte
  le   sue   richieste  attraverso  il  presente   atto   ispettivo
  parlamentare, può rassegnare le sue illazioni presso le  apposite
  sedi istituzionali».

                                                 L'Assessore CASCIO