Presidenza del presidente Lo Porto
Comunica che sono state presentate le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia
N. 1091 - Rimedi alla mancata applicazione in Sicilia del
regolamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche
negli edifici pubblici.
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 1423 - Notizie in merito al rinvenimento di discariche
abusive in provincia di Caltanissetta.
Firmatari: Morinello Salvatore; Raiti Salvatore
N. 1446 - Notizie circa l'imposizione di un tributo per
finanziare i controlli sugli impianti termici da parte
dell'amministrazione comunale di Messina.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1456 - Notizie sulle modalità di costituzione della
Commissione prevista dall'art. 5 della legge n. 178 del 1976
presso il Consiglio comunale di Partanna (TP).
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 1495 - Notizie in merito al mancato rinnovo del Consiglio
d'amministrazione della 'Fondazione Lucifero' di Milazzo (ME).
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1549 - Notizie in ordine al finanziamento di società
sportive da parte del commissario nominato presso il comune di
Lentini (SR).
Firmatario: Neri Sebastiano
N. 1550 - Interventi urgenti per porre fine alla condotta
arbitraria del commissario nominato presso il comune di Lentini
(SR).
Firmatario: Neri Sebastiano
N. 1629 - Notizie in ordine all'operato del Commissario
straordinario del Comune di Scordia (CT).
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero
N. 1876 - Opportune iniziative al fine di annullare la Delibera
n. 57 del 27 settembre 2004 'Esercizio dell'attività venatoria
nel territorio di Tortorici (ME)' e garantire la tutela del Parco
dei Nebrodi.
Firmatari:Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 1925 - Notizie sul mancato insediamento del consiglio di
amministrazione della Casa di riposo Maria Bugio Corsello di
Canicattì (AG).
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 1928 - Interventi per la riqualificazione delle attività e
dei servizi di assistenza e beneficenza pubblica istituzionale e
notizie sull'accordo del 28 giugno 2002 sottoscritto dal
Dirigente generale dell'Assessorato della famiglia.
Firmatario: Cracolici Antonino
- da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici
N. 1240 - Notizie su mancati interventi EAS sulla rete idrica
di Marineo.
Firmatario: Virzi' Gioacchino
- da parte dell'Assessore per il Lavoro
N. 2159 - Iniziative urgenti per riformare il settore della
formazione professionale e per assicurare ai lavoratori
dello stesso regolarità nella corresponsione degli emolumenti.
Firmatario: Scalici Antonino
- da parte dell'Assessore per il Territorio
N. 1556 - Notizie circa lo stato dell'Oasi del Simeto e della
riserva naturale 'Fiume Fiumefreddo'.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1716 - Blocco dei lavori di realizzazione di una spiaggia in
località Punta Spalmatore nell'isola di Ustica.
Firmatario: Forgione Francesco
N. 1727 - Interventi per l'eliminazione dell'infestazione di
'processionaria' all'interno delle pinete nel Parco dell'Etna.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2272 - Interventi allo scopo di far luce sulla gestione
delle spiagge libere di Palermo.
Firmatario: Forgione Francesco
- da parte del Presidente della Regione
N. 413 - Garanzie di una corretta ed equa compensazione nella
fornitura idrica nella provincia di Agrigento.
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1877 - Interventi in favore dei consumatori.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato
N. 2182 - Notizie circa i disservizi nella sezione distaccata
del tribunale di Caltagirone presso il Comune di Grammichele
(CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato.
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative, in data 9 settembre 2005:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Modifiche dei confini territoriali tra il comune di Agrigento
e il comune di Raffadali
(n. 1044)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Miccichè in data 3 agosto 2005
Norme regionali in materia di protezione civile e sicurezza
del territorio siciliano
(n. 1050)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale alla presidenza (Cimino) in data 5
settembre 2005
parere IV e VI Commissione
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Integrazione all'articolo 33 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 concernente la trasformazione in società per azioni
dell'Azienda siciliana trasporti (n. 1046)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Misuraca in data 4 agosto 2005
Interventi a favore dei centri storici minori della Sicilia
(n. 1047)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Brandara ed altri in data 10 agosto
2005
Norme per il governo del territorio (n. 1048)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente (Cascio)
in data 10 agosto 2005
Norme finanziarie in favore della fondazione Orchestra
sinfonica siciliana (n. 1049)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti (Granata) in data 19 agosto 2005
Modificazioni ed integrazioni alla legge 11 febbraio 1994, n.
109 come introdotta dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modificazioni ed integrazioni concernente Norme in
materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti di lavori
pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori esclusi' (n.
1051)
d'iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per i lavori pubblici (Parlavecchio) in
data 5 settembre 2005
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Interventi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di
tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie,
trasfusioni e somministrazioni di emoderivati (n. 1045)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Miccichè in data 3 agosto 2005.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme per l'inquadramento in ruolo del personale precario
operante presso l'ARPA Sicilia (n. 1039)
di iniziativa parlamentare
Parere IV Commissione
trasmesso in data 4 agosto 2005
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre
1997, n. 33 concernente norme per la protezione, la tutela e
l'incremento della fauna selvatica e per la regolamentazione del
prelievo venatorio. Disposizioni per il settore agricolo e
forestale (n. 1042)
d'iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 9 settembre 2005
Modifiche ed integrazioni all'articolo 1 e all'articolo 2
della legge regionale 5 luglio 2004, n. 10 e recupero ambientale
delle cave dimesse (n. 1043)
d'iniziativa parlamentare
parere IV Commissione
- trasmesso in data 9 settembre 2005
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Norme per la rivitalizzazione ed il recupero del centro
storico di Erice (n. 1040)
di iniziativa parlamentare
trasmesso in data 4 agosto 2005
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica (n. 1037)
di iniziativa governativa
Parere IV Commissione
trasmesso in data 9 agosto 2005
Modifiche all'articolo 35 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 recante Trasformazione enti lirici, sinfonici e comitato
Taormina arte' (n. 1041)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Barbagallo ed altri in data 2 agosto
2005
parere IV Commissione
trasmesso in data 9 settembre 2005
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Istituzione del Fondo per il microcredito nella Regione
siciliana' (n. 1038)
di iniziativa parlamentare
trasmesso in data 4 agosto 2005.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere è
pervenuta dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni
legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
BILANCIO (II)
- Trasferimento alla provincia regionale di Ragusa dei fondi
provenienti dai saldi di liquidazione degli enti dismessi ex
articolo 77 legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e successive
modifiche ed integrazioni - Accordo di programma (n. 402/III-II)
- pervenuto in data 12 agosto 2005
inviato in data 6 settembre 2005.
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni, pervenute in data 1
settembre 2005:
dal n. 131 al n. 157 del 14 aprile 2005, dal n. 158 al n. 172
del 21 aprile 2005, dal n. 173 al n. 177 del 28 aprile 2005;
dal n. 178 al n. 201 del 5 maggio 2005, dal n. 202 al 204 del 9
maggio 2005, dal n. 205 al n. 221 del 20 maggio 2005;
dal n. 222 al n. 279 del 10 giugno 2005, dal n. 280 al n. 309
del 29 giugno 2005;
dal n. 310 al n. 337 del 13 luglio 2005, dal n. 338 al n. 343
del 21 luglio 2005 e nn. 344 e 345 del 26 luglio 2005.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
Stato
PRESIDENTE Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso del 12 agosto 2005 ha impugnato i
seguenti articoli della legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana, nella seduta n. 312 del il 4-5 agosto 2005, nn. 788-
376-550-957 Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia e
norme finanziarie urgenti :
- articolo 4, il primo periodo del comma 3 per violazione
dell'articolo 97 della Costituzione, e i commi 5 e 6 per
violazione degli articoli 3, 97 e 81, quarto comma, della
Costituzione;
- articolo 5, comma 1 l'inciso ed allo stesso si applica la
normativa relativa ai dipendenti dell'amministrazione regionale.
Il personale delle predette aziende, su domanda degli aventi
diritto, è trasferito presso la Regione, le province regionali, i
comuni o i servizi turistici regionali' per violazione degli
articoli 3, 97 e 81, quarto comma, della Costituzione;
- articolo 14, comma 3, per violazione degli articoli 117, terzo
comma della Costituzione e 12 dello Statuto speciale;
- articolo 19 per violazione degli articoli 81, quarto comma, e
97 della Costituzione.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposa orale
N. 2351 - Interventi urgenti per garantire la regolare
erogazione del servizio idrico ai comuni della provincia di
Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2352 - Interventi per la proroga della scadenza della
graduatoria del concorso per mestieri (184 posti) nel Corpo
nazionale dei vigili del fuoco bandito nel 1998.
- Presidente Regione
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2353 - Interventi per garantire la corretta
interpretazione, ai fini dell'istruttoria delle pratiche
presentate, dei contenuti del bando di gara relativo al POR
Sicilia 2000/2006- misura 4.01 - Sottomisura 4.01 E.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2357 - Verifica della regolarità del comportamento
amministrativo del C.S.A. (Centro Servizi Amministrativi) di
Catania
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Villari Giovanni
N. 2359 - Interventi per impedire il trasferimento di un
dipendente del Consorzio di bonifica 3 di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 2364 - Erogazione contributi per calamità naturali e
potenziamento organico dell'IPA di Ragusa per consentire la
decretazione delle pratiche POR 2003.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2365 - Interventi per il reinserimento in graduatoria di
tutti i progetti relativi al bando OCM 2004 (Piano regionale di
ristrutturazione e riconversione dei vigneti), ammessi nella
graduatoria definitiva e non inclusi negli elenchi di
liquidazione.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Oddo Camillo.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposa scritta
N. 2349 - Interventi urgenti per il ripristino dell'area di
Corso Italia del comune di Acireale (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Territorio
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2350 - Interventi urgenti nei territori dei comuni di
Militello in Val di Catania e Scordia per il ripristino di
condizioni igienico-sanitarie adeguate in alcune zone degli
stessi.
- Assessore Famiglia
- Assessore Territorio
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2354 - Nomina di un commissario ad acta per accertare
l'idoneità al servizio di alcuni dipendenti operai N.U. del
settore X del Comune di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Di Mauro Giovanni Roberto
N. 2355 - Interventi urgenti per la tutela della riserva
orientata dello Stagnone di Marsala.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 2356 - Interventi per assicurare la corretta
applicazione della legge regionale n. 4 del 2003 per un'
ispezione presso l'Ufficio provinciale del lavoro e della massima
occupazione di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatari: Sbona Sebastiano; Acanto Giuseppe; Basile Giuseppe;
Scalici Antonino
N. 2358 - Interventi urgenti per l' indizione dei comizi
elettorali per il rinnovo degli organi amministrativi a Messina
nel turno elettorale del 2005.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2360 - Interventi urgenti per riaprire il centro comunale
per minori nel quartiere Librino di Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2361 - Interventi per la normalizzazione dei servizi
sanitari presso il poliambulatorio (ex Inam) di Giarre (CT).
- Assessore Sanità
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2362 - Interventi per il recupero della pista ciclabile
Caltagirone - S. Michele di Ganzaria.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2363 - Interventi per la riparazione del manto stradale di
via Macello a S. Giovanni Galermo (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, il 4 agosto 2005,
la seguente mozione:
N. 448 - Iniziative per la valorizzazione del personale del
Corpo forestale della Sicilia.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
ormai da troppi anni i lavoratori forestali non vedono
valorizzata la loro opera e la loro professionalità;
pur essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
il lavoro particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo e
del Parlamento è sempre stata particolarmente scarsa;
è necessario garantire ai lavoratori forestali lo stesso
trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere quanto necessario affinché i lavoratori
forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
avendo garantite le medesime condizioni dei forestali del resto
del Paese;
a prevedere apposite convenzioni con il Ministero dell'Ambiente
affinché possano essere predisposti programmi finalizzati alla
prevenzione, spegnimento e ricostituzione della superficie
boschiva ed ulteriori contatti con la Protezione civile per il
loro impiego in caso di frane o per dissesto idrogeologico,
problemi questi che interessano particolarmente la nostra
Regione.» (448)
FLERES - CATANIA G. -
BALDARI - MAURICI
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Moschetto, ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di incarichi da parte di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che con nota del 4 agosto 2005,
pervenuta in pari data alla Segreteria generale, l'onorevole
Nicola Leanza, Presidente del Gruppo parlamentare Movimento per
l'Autonomia' ha comunicato che il Gruppo stesso ha attribuito
l'incarico di Vicepresidente all'onorevole Giovanni Roberto Di
Mauro e quello di Segretario all'onorevole Eleonora Lo Curto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di elezione di vicepresidente da parte di
Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che, nella seduta del 4 agosto 2005, la
II Commissione legislativa permanente Bilancio' ha proceduto
all'elezione del Vicepresidente ed è risultato eletto
l'onorevole Egidio Ortisi.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa al punto secondo
dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli
articoli 83, lettera d) e 153 del Regolamento interno, della
mozione n. 447 Interventi per il riconoscimento, da parte del
Ministero delle politiche agricole e forestali, dello stato di
calamità per l'anno 2004 nella provincia di Catania , degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici, Baldari, Turano e
Burgaretta Aparo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
nel corso del 2004, in tutto il territorio della provincia di
Catania, si sono verificati eventi atmosferici che hanno
compromesso i raccolti;
oltre ai danni nel settore dell'agricoltura anche i lavoratori
hanno visto ridursi le giornate di effettivo lavoro, fatto questo
che non consente il raggiungimento delle giornate minime per il
pagamento dei contributi loro spettanti;
è stato da più parti e più volte sollecitato il riconoscimento
da parte del Ministero delle Politiche agricole e forestali dello
stato di calamità;
permanendo questo stato dei fatti i produttori non otterrebbero
alcun ristoro ed i braccianti non beneficeranno delle giornate
lavorative effettuate,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere quanto necessario perché il Ministero delle
Politiche agricole e forestali riconosca lo stato di calamità
naturale per l'anno 2004 in tutta la provincia di Catania,
consentendo così alle imprese di percepire un ristoro per la
mancata vendita dei prodotti ed ai braccianti la possibilità di
avere riconosciute le giornate lavorative prestate senza perdere
il diritto al pagamento dei contributi.» (447)
FLERES-CATANIA G-MAURICI-BALDARI-TURANO-BURGARETTA APARO
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la mozione predetta sia
demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunicazione di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
- n. 595 «Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
della legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 312 del 4-5 agosto 2005, recante Norme per lo sviluppo
turistico della Sicilia e norme finanziarie urgenti'» (ddl. nn.
788-376-550-957/A), a firma degli onorevoli Formica, Sammartino,
Vicari, Vitrano, Basile e Fleres;
- n. 596 «Promulgazione, senza l'omissione delle parti
impugnate, della legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 312 del 4-5 agosto 2005, recante Norme
per lo sviluppo turistico della Sicilia e norme finanziarie
urgenti'» (ddl. nn. 788-376-550-957/A), degli onorevoli Scalici,
Acanto e Sbona.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ancora una volta ribadito il principio che la
promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
Regione ha come conseguenza la consumazione del potere di
promulgazione da parte dello stesso Presidente, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
CONSIDERATO che:
- la legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 312 del 4 agosto 2005, recante Norme per lo sviluppo
turistico della Sicilia e norme finanziarie urgenti' è stata
impugnata dal Commissario dello Stato in modo parziale e che, in
pendenza del giudizio, non può essere integralmente promulgata;
- non può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il potere
di valutare se e in quale misura la promulgazione parziale sia
suscettibile di alterare il contenuto della legge, e se sia
comunque opportuno che tale contenuto, formalmente unitario
all'origine, venga scisso in disposizioni autonome ed immesso
nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;
- la citata sentenza della Corte n. 205/96 ha affermato il
principio che, a seguito dell'impugnazione parziale della legge
regionale, il Presidente della Regione può essere vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da porre in essere, non solo
con 'delibere legislative' (abrogativa l'una e riapprovativa
l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
ordini del giorno);
- occorre conciliare l'esigenza che la legge, ancorché
impugnata dal Commissario dello Stato, venga urgentemente
promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della Regione,
con l'altra che discende dalla convinzione che sulle norme
impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,
impegna il Presidente della Regione
- a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 312
del 4 agosto 2005.» (595)
FORMICA - SAMMARTINO-VICARI - VITRANO - BASILE - FLERES
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
- la legge regionale concernente Norme per lo sviluppo
turistico della Sicilia e norme finanziarie urgenti', approvata
dall'Aula lo scorso agosto, è stata impugnata dal Commissario
dello Stato;
- tra gli altri, sono stati impugnati gli articoli 4 e 5, che
riguardano le disposizioni normative per i lavoratori delle
Aziende turistiche regionali;
CONSIDERATO che:
la promulgazione della legge, senza gli articoli impugnati,
pone i lavoratori delle AAPIT in uno stato di crisi;
i lavoratori hanno espresso in più sedi ed in più occasioni la
viva preoccupazione per quello che potrebbe accadere loro se la
legge entrasse in vigore così come impugnata dal Commissario
dello Stato;
oltre ad esprimere tutta la nostra solidarietà riteniamo
necessario sensibilizzare il Governo della Regione a farsi
garante e portavoce dei diritti dei lavoratori delle AAPIT,
impegna il Presidente della Regione
a non promulgare la legge approvata dall'Aula lo scorso agosto,
recante «Norme per lo sviluppo turistico della Sicilia e norme
finanziarie urgenti», con l'omissione delle parti impugnate, la
legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
n. 312 del 4 agosto 2005.» (596)
SCALICI-ACANTO-SBONA
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine del giorno numero
595.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
non ci sia dubbio che l'impugnativa del Commissario dello Stato
di alcuni commi degli articoli 4 e 5, e credo anche dell'articolo
14, in qualche modo, introduce dei vuoti nell'impianto
legislativo che possono pregiudicarne anche la logicità,
l'organicità e, quindi, l'applicazione della legge.
Come è noto, leggendo l'impugnativa del Commissario dello
Stato, la questione riguarda il destino e l'inquadramento del
personale delle aziende in via di scioglimento o di liquidazione,
aziende soggiorno e turismo e le stesse aziende provinciali per
l'incremento turistico.
Inoltre, penso che se c'è un fondamento in alcune motivazioni
del Commissario dello Stato, dovrebbero essere abbastanza note,
perché si ripetono nel corso degli anni, al legislatore, e
soprattutto al Governo, che a mio avviso avrebbe potuto porvi
rimedio anzitempo, nel momento cioè in cui, in particolare, è
stato riformulato l'articolo 5.
A questo punto, personalmente, riterrei che il Governo farebbe
cosa buona se si fermasse a riflettere.
Tuttavia, penso che il Governo, in questo preciso momento in
cui si presenta un ordine del giorno che ha natura tecnica, debba
spiegarci come intende fronteggiare il vuoto che si viene a
creare dal punto di vista delle aspettative della stessa legge, e
che lo stesso Parlamento aveva abbracciato ed intrapreso.
Come intende fare fronte a questa situazione che si è venuta a
creare a seguito della impugnativa da parte del Commissario dello
Stato?
Sono dell'opinione che i motivi dell'impugnativa possono essere
affrontati attraverso un ripensamento delle norme, venendo
incontro alle esigenze che pone il Commissario dello Stato in
tema di revisione della pianta organica, Sulla copertura
finanziaria, peraltro, non si è spiegato bene che trattavasi di
una copertura finanziaria che, comunque, c'era già. Infatti, nel
momento in cui il personale delle disciolte AAPIT doveva
transitare presso i servizi turistici della Regione veniva meno
il finanziamento che a quel titolo la Regione eroga alle
province. Quindi, questo andava spiegato nella legge e al
Commissario dello Stato che aveva chiesto chiarimenti in merito.
Io sono convinto che si possa risolvere la questione posta dal
Commissario dello Stato nel senso di rispondere positivamente a
quelle esigenze che sono state poste, senza compiere passi
indietro come potrebbe verificarsi affrontando la questione.
Allora chiedo che il Governo ci dica come intende far fronte a
questa problematica che si è venuta a determinare.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
di intervenire per porre alla sua attenzione una questione di
carattere generale.
Già da alcuni mesi in Sicilia drammaticamente si è evidenziato
che uno dei settori fondanti della nostra economia, quello
dell'agricoltura, sta entrando in crisi, ci sono movimenti di
massa e preoccupazioni generalizzate.
In particolare nell'ultimo periodo questo ha riguardato il
settore della vitinicoltura.
Io chiedo Signor Presidente - non voglio farla lunga - di poter
impegnare l'Aula con il Presidente della Regione e l'assessore
per l'agricoltura per affrontare in una opportuna seduta questo
drammatico problema, prima che lo stesso possa avere carattere di
particolare ..
PRESIDENTE Grazie onorevole Speziale, raccolgo il suo invito
che, peraltro, condivido, ma non è questo lo spazio in cui ne
possiamo discutere. Poiché è argomento, credo, condiviso
unanimemente vedremo a fine seduta di poter fissare la data di
un'apposita seduta.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione sull'ordine del giorno numero 595
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Granata,
assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti per
rispondere all'onorevole Giannopolo.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda le questioni opportunamente sollevate dall'onorevole
Giannopolo sull'ordine del giorno numero 595, che invita il
Presidente della Regione alla promulgazione delle norme, devo
ovviamente tenere informato il Parlamento del percorso che si è
intrapreso, perché è chiaro che l'intenzione del Governo è quella
di arrivare alla promulgazione eliminando dal testo le norme
impugnate.
Il Governo è convinto che attraverso la promulgazione, dopo
aver avviato un tavolo tecnico di confronto - così com'è doveroso
fare - con i sindacati rappresentativi dei lavoratori, sia delle
Aziende autonome soggiorno e turismo che delle AAPIT, la legge va
promulgata perché può trovare piena applicazione tutta
l'impalcatura della normativa che deve, comunque, partire ad
iniziare dalla liquidazione delle Aziende autonome soggiorno e
turismo e la promulgazione non intacca minimamente i diritti
acquisiti da parte dei lavoratori.
C'è una questione fondamentale che va ribadita e sottolineata.
All'interno della norma sono state individuate le risorse per
poter opportunamente intervenire nel pagamento delle spettanze di
tutti i lavoratori delle Aziende Autonome soggiorno e turismo che
erano rimaste impantanate, bloccate rispetto alle procedure che
si sono avute nei mesi precedenti sul bilancio della Regione, dal
quale erano state tolte delle somme che la legge opportunamente
ha ripristinato per garantire il pagamento degli stipendi.
Ma, soprattutto, ciò che conta è che la norma, così come è
impugnata - per una parte, a ragione, dal Commissario dello
Stato, cioè quella parte dove a seguito di emendamenti, sia pur
legittimamente presentati in Aula, ma che non erano presenti
nell'impostazione originaria della normativa, si fa riferimento
agli istituendi distretti turistici - opportunamente il Governo
non ritiene che si possa promulgare una norma che prevede lo
spostamento di personale all'interno di contenitori che ancora,
allo stato, sono inesistenti.
Quindi, il ragionamento sulla pianta organica di questi
organismi è assolutamente fondato.
Allora, insieme alle organizzazioni sindacali abbiamo
individuato un percorso, contenuto in un apposito disegno di
legge di pochi articoli che il Presidente della Regione porterà
con procedura d'urgenza domani in Giunta.
Lo stesso disegno di legge seguirà il suo iter legislativo nel
corso del quale ci sarà un confronto, ovviamente, con le forze
parlamentari e in modo parallelo e contestuale, si risolverà il
problema che riguarda soprattutto i lavoratori delle AAPIT.
Infatti, per quanto riguarda i lavoratori, che sono più di
duecento, e le professionalità presenti all'interno delle Aziende
Autonome Soggiorno e Turismo, la normativa non fa altro che
riferirsi al particolare ruolo che rivestono e, quindi, al ruolo
speciale che attualmente ricoprono senza modificare il rapporto
nei riguardi di queste professionalità.
Per quanto riguarda le AAPIT c'è un ragionamento ancora aperto
che riguarda la possibilità della cosiddetta mobilità rispetto
alle province che io credo sia un tema che possa essere utilmente
affrontato in Commissione. Questa disponibilità esiste, ma
certamente non nella direzione dei distretti turistici per il
semplice fatto che i distretti turistici sono dei contenitori non
sono ancora esistenti in quanto tali e, soprattutto, nella
filosofia della legge, non prevedono, così come ho cercato
inutilmente per altro di spiegare sia in Commissione che in
Parlamento, un personale e, quindi, una pianta organica adeguata
al distretto turistico, che è una struttura molto leggera e molto
diversa rispetto a come alcuni parlamentari l'hanno individuata e
concepita.
Ritengo, quindi che, approvando l'ordine del giorno numero 595,
il Parlamento darà via libera innanzitutto all'applicazione della
norme, quindi all'insediamento dei Consigli e alla liquidazione
delle Aziende Autonome Soggiorno e Turismo.
Si parte con le procedure istruttorie sui distretti turistici
e parallelamente si liberano le somme relative al pagamento delle
spettanze dei lavoratori delle Aziende Autonome Soggiorno e
Turismo.
Siamo perfettamente consapevoli degli interessi in gioco:
nessuno potrebbe giocare con gli interessi sacrosanti dei
lavoratori del comparto turistico sia delle Aziende Autonome
Soggiorno e Turismo che delle AAPIT se non ci fosse una certa
consapevolezza che il percorso avviato è di assoluta garanzia per
queste professionalità, sia per quanto riguarda la qualità
dell'impiego di prospettiva, sia per quanto riguarda soprattutto
i diritti acquisiti alla retribuzione, i diritti previdenziali ed
il particolare status di cui godono.
Il Governo, quindi, ritiene che si debba passare alla votazione
dell'ordine del giorno opportunamente presentato e quindi
sostanzialmente garantendo questo percorso che è già stato
avviato, ripeto, con una concertazione sindacale e che porterà
in Aula in tempi brevi, entro il mese di settembre, il disegno di
legge che chiuderà questo incidente di percorso legato
all'impugnativa del Commissario dello Stato.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l'ordine del giorno n. 595 che chiede
di promulgare la legge priva delle parti impugnate. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro, quindi, precluso l'ordine del giorno numero 596
presentato dagli onorevoli Scalici, Acanto e Sbona.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale del disegno di legge n. 1019/A Riordino della
disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Votazione finale del disegno di legge numero 1019/A Riordino
della disciplina dell'attività di garanzia collettiva dei fidi.
Presidenza del presidente Lo Porto
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa
prima parte, visto che i banchi del Governo sono sempre vuoti,
sistematicamente ogni qual volta che si tratti di affrontare
normative serie come quella che nella fattispecie riguarda i
Consorzi Fidi, pur condividendo l'impianto normativo e avendo
contribuito all'elaborazione del disegno di legge, noi in questa
prima battuta non intendiamo votare, non perché manifestiamo una
contrarietà nei confronti del disegno di legge, ma perché
vogliamo evidenziare l'assoluta assenza del Governo, tranne
l'Assessore Granata che si trova occasionalmente qui perché
doveva affrontare un altro argomento, quello relativo al turismo.
L'assenza del Governo è una delle piaghe dell'Assemblea
regionale siciliana. Pertanto, noi, soltanto per un atteggiamento
disinvolto del Governo nei confronti di provvedimenti
significativi come quello dei consorzi fidi, noi in questa prima
fase non votiamo, riservandoci di votare in una fase successiva.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, devo consultarmi con i
Presidenti dei Gruppi parlamentari, seppure informalmente, anche
se, qualora fosse necessario, convocherò la Conferenza dei
Capigruppo. Pertanto sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 19.00)
La seduta è ripresa.
FLERES Chiede di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor presidente, onorevoli colleghi, le osservazioni
formulate dall'onorevole Speziale sono puntuali; non c'è dubbio
che rispetto ad alcuni questioni sarebbe opportuno, vorrei dire
sarebbe indispensabile, una maggiore attenzione sia da parte del
Governo sia da parte dei deputati, dei deputati tutti e non
voglio da questo punto di vista alimentare alcuna polemica.
Ho compreso - così come, peraltro, abbiamo compreso tutti - il
senso delle dichiarazioni dell'onorevole Speziale e per quanto mi
riguarda non posso che sottoscrivere un dato: la legge che ci
accingiamo a votare è stata lungamente discussa e dibattuta tra
le forze politiche e con le categorie interessate, è stata
condivisa dalle forze politiche e dalle categorie interessate, ma
per la verità all'interno del Governo qualche difficoltà la si è
registrata, anche perchè la legge introduce delle novità
significative rispetto alle competenze attribuite ai singoli
assessorati e questo senza dubbio qualche disagio soprattutto
nella prima fase lo ha determinato.
Dunque, onorevole Speziale, dando atto e condividendo, sia pure
a malincuore ma così è, che le osservazioni che lei formulava e
condividendo anche l'urgenza che questa Aula affronti i problemi
legati all'agricoltura, al settore vitivinicolo ma anche a quello
cerealicolo che sappiamo essere in forte crisi, come peraltro è
stato più volte segnalato dai quotidiani, io penso di potere
formulare, avendo ascoltato un po' l'orientamento dei diversi
Gruppi parlamentari, un'ipotesi, cioè che questa sera si voti la
legge secondo l'ordine del giorno dopodiché, ovviamente se il
Presidente dell'Assemblea è d'accordo, si potrebbe convocare la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari nella mattina
di martedì prossimo e nel pomeriggio di quella stessa giornata
convocare l'Aula per affrontare l'urgente tema legato alle
condizioni di disagio vissute dagli agricoltori siciliani, i
vitivinicoltori i granicoltori i produttori ortofrutticoli e
quanti altri si trovano in questo momento, come tutti noi
sappiamo, in una situazione di difficoltà legata non soltanto
alla contingenza nazionale, al fenomeno dei prezzi, ma anche
legata ad una serie di ritardi che riguardano la messa a regime
degli aiuti previsti in questo settore, nei casi di calamità, nei
casi di crisi palese del mercato.
Dunque, signor presidente, la proposta che mi permetto di
formulare è quella di procedere questa sera con la votazione
finale del disegno di legge all'ordine del giorno, convocare
per la mattina di martedì prossimo la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari e nel pomeriggio di quella stessa
giornata l'Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la proposta dell'onorevole
Fleres ritengo sia coerente con quanto formulato dall'onorevole
Speziale ad inizio di seduta. Condivido l'opinione di procedere
il più celermente possibile con il dibattito sui problemi della
viticoltura siciliana e dell'agricoltura in genere.
Pertanto, dopo aver proceduto alla votazione finale sul disegno
di legge all'ordine del giorno, la seduta sarà rinviata a martedì
pomeriggio con all'ordine del giorno l'argomento precipuo
dell'agricoltura e nella mattina di martedì si terrà la
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Mercadante, Pagano,
Giambrone, Cimino, Savarino, Cintola, Lo Curto e Pistorio hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riordino della disciplina dell'attività di garanzia collettiva
dei fidi» (1019/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Riordino della disciplina dell'attività di
garanzia collettiva dei fidi» (1019/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 45
Maggioranza 23
Favorevoli 40
Astenuti 5
(L'Assemblea approva)
Comunicazione resa ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno
SPAMPINATO Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, desidero porre alla sua
attenzione e alla attenzione del Parlamento - chiederò alla fine
un suo autorevole intervento - una vicenda che riguarda il
rispetto delle stesse prerogative del parlamentare.
Sulla base di circostanziata denuncia di funzionari delle aree
di sviluppo industriale di Catania, l'Assessore per l'industria
ha predisposto un'ispezione presso tale ente e su questa vicenda
sia io che altri parlamentari di varie forze politiche abbiamo
presentato sia un'interrogazione che una richiesta di accesso
agli atti riguardanti il contenuto dell'ispezione stessa.
Sulla base di tale richiesta, l'Assessorato dell'Industria ha
chiesto un parere all'Ufficio legislativo della Regione
siciliana. L'Assessorato dell'Industria ha negato, a me
parlamentare, l'accesso agli atti.
Le chiedo ancora un minuto per dare lettura del passo che
riguarda questo parere anche per capire e confrontarmi con lei
rispetto ad una illogicità dello stesso parere che credo di poter
rinvenire: «Per quanto concerne, infine, l'accesso richiesto dal
deputato regionale, l'articolo 28 bis della L.R. 10/91
attribuisce ai deputati dell'Assemblea regionale siciliana per
l'esercizio delle loro funzioni, il diritto di accesso secondo le
disposizioni di cui agli articoli precedenti, specificando che le
esigenze conoscitive connesse con la relativa funzione devono
essere considerate motivazioni sufficienti per l'esercizio del
diritto di accesso». Quindi, sembrerebbe accogliere la richiesta
di diritto di accesso.
Il passo successivo, invece, contraddice quanto ho appena detto
perché così recita: «Tali norme, quindi» -non riesco a comprender
né logicamente né giuridicamente né politicamente questo quindi -
«non attribuisce ai deputati regionali un discriminato diritto di
accesso, il quale tale diritto è attribuito secondo le
disposizioni di cui agli articoli precedenti che fa riferimento
al diritto di accesso del cittadino».
Io non capisco perché il legislatore regionale nel 1991, anche
di recente, nel 2003, avrebbe dovuto specificare ulteriormente la
possibilità di accesso del deputato diversificandolo da quello
del cittadino e non comprendo il perché di questo diniego.
Ecco perché, signor Presidente, Le chiedo, a tutela delle
prerogative del parlamentare, un intervento non rispetto al caso
specifico, ma a tutela del principio di potere espletare ed
esercitare il parlamentare le proprie funzioni.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, la prego al riguardo di
farmi avere il testo del documento che è oggetto della sua
legittima richiesta.
Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata per martedì 20 settembre 2005 alle ore
10.30.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 20 settembre
2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 448 - Iniziative per la valorizzazione del
personale del Corpo forestale della Sicilia.
FLERES - CATANIA G. - BALDARI - MAURICI
III - DIBATTITO SULLA SITUAZIONE DELL'AGRICOLTURA ED, IN
PARTICOLARE, DELLA VITIVINICOLTURA IN SICILIA
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei
prodotti in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
2) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
(nn. 771-774/A) (Seguito)
3) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di Camere di commercio (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
4) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciale II/A)
5) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito)
V - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VI - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 19.15.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazioni
MICCICHE'.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
in molti comuni della provincia di Agrigento, compreso il
capoluogo, si è già proceduto ad una riduzione pari al 30 per
cento della fornitura idrica, per una durata di 15 giorni;
la causa di detta riduzione è derivata dalla normale
manutenzione che dovrà essere effettuata sul dissalatore di Gela;
la mancanza d'acqua comporterà l'allungamento dei turni di
erogazione, con prevedibili disagi per le popolazioni dei comuni
interessati, già provati a causa della cronica carenza idrica;
per sapere:
se prima della riduzione della fornitura, attuata da parte
degli organi preposti, non sia stata predisposta una soluzione
alternativa, come per esempio l'utilizzo della diga leone;
se tali disfunzioni possano essere addebitate anche ad una
sbagliata individuazione ed organizzazione degli A.T.O., in via
di completamento;
quali provvedimenti si intendano adottare per garantire
un'adeguata compensazione nella fornitura idrica nella provincia
di Agrigento.» (413)
Risposta. «In esito alla interrogazione numero 413, si
trasmette copia della nota della segreteria generale di questa
Presidenza n. 2280 del 7 luglio 2005, con l'unito foglio
dell'Ufficio di Gabinetto dell'Assessore regionale per i lavori
pubblici prot. 3679 del 18 maggio 2005, con il quale l'Assessore
medesimo rappresenta che il contenuto dell'interrogazione in
oggetto non rientra tra le competenze di quella Amministrazione.
Si trasmette altresì il foglio dell'Ufficio del Commissario
delegato per l'emergenza idrica prot. 8153 del 1 luglio 2005 che
fornisce i chiarimenti richiesti in ordine alla materia oggetto
dell'interrogazione stessa.»
Il Presidente della Regione CUFFARO
«Ufficio del Commissario delegato per l'emergenza idrica
In riscontro alla nota riguardante l'interrogazione n. 413
dell'onorevole Miccichè, si premette che:
l'interrogazione n. 413, pervenuta a questo Ufficio con nota
del 15 giugno 2005 e datata 5 febbraio 2002 (antecedente alla
stessa costituzione dell'Ufficio del Commissario delegato),
periodo in cui la disponibilità complessiva delle riserve idriche
contenute nei bacini artificiali ad uso potabile e misto (laghi
Ancia, Castello, Fanaco, Garcia, Leone e Prizzi) a servizio della
provincia di Agrigento era pari a 140 milioni di mc. a fronte dei
660 mmc. registrati nello stesso periodo di quest'anno;
la grave carenza di quel periodo, le condizioni funzionali in
cui versavano i grandi acquedotti e gran parte delle reti interne
dei comuni, la conflittualità fra settore irriguo e settore
potabile sull'uso dell'acqua nonché la sovrapposizione di
competenze tra i diversi gestori acquedottistici sono state
affrontate dall'Ufficio del Commissario delegato (istituito con
l'ordinanza di protezione civile n. 3189 del 22 marzo 2002 ma
effettivamente operativo a partire dal mese successivo) con
un'intensa attività di monitoraggio e pianificazione delle
risorse, di programmazione degli interventi più urgenti e mirati,
con l'attuazione dei lavori per la ricostruzione dei grandi
acquedotti e degli impianti più importanti, con il coordinamento
dei numerosi gestori del servizio per l'utilizzazione delle
risorse idriche regionali;
l'attività fin qui svolta dall'ufficio del Commissario delegato
ha consentito di ridurre al minimo i disagi sofferti dalla
popolazione, mantenendo un costante controllo sui prelievi dagli
invasi e sull'utilizzo delle principali fonti, allo scopo di
attuare una programmazione pluriennale delle risorse idriche e
superare future situazioni di emergenze provocate dal verificarsi
di sfavorevoli condizioni meteo-climatiche.
Per quanto premesso ed in riferimento agli specifici quesiti
posti nell'interrogazione in oggetto, si comunica che:
1. il Commissario delegato ha sempre predisposto per la Provincia
di Agrigento piani di emergenza e di soccorso per le zone in
situazioni di emergenza idrica a causa di interruzioni del
servizio utilizzando le interconnessioni ed i collegamenti fra i
grandi acquedotti (integrazione dagli acquedotti Fanaco, Blufi e
Ancia, scambi di volumi idrici fra i sistemi acquedottistici,
rimodulazione dei prelievi dagli invasi, razionalizzazione
dell'uso della risorsa); a tal riguardo il lago Leone (citato
nella predetta interrogazione) è una delle fonti del sistema
acquedottistico regionale ma certamente non l'unica e non la più
importante per il territorio agrigentino; inoltre,
specificatamente alle eventuali riduzioni di disponibilità
idriche provocate dagli interventi di manutenzione nel
dissalatore di Gela, il Commissario delegato ha attivato, ormai
da più di due anni, il V modulo bis che è utilizzato in caso di
fermo degli altri moduli del polo di dissalazione e può
sostituire ed integrare, fino ad un massimo di 200 l/s, la
portata complessiva (520 l/s) in testa all'acquedotto Gela -
Aragona; infine, attraverso l'acquedotto Blufi ed in rapporto
alla produzione dell'omonimo potabilizzatore, il Commissario
delegato ha disposto, già dal 2003, una portata integrativa per
il sistema Gela - Aragona che può variare da un minimo di 50 ad
un massimo di 150 l/s.
2. La regione siciliana ha adottato una delimitazione degli
Ambiti territoriali ottimali coincidente con i limiti delle 9
province siciliane come, tra l'altro, è stato fatto anche da
Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Marche e Calabria; la
costituzione di un gestore unico inter-ambito del complesso
sistema acquedottistico regionale (Sicilacque S.p.A.) permetterà
di superare le eventuali frammentazioni gestionali ancora
presenti e la diversa collocazione delle principali fonti
idriche, garantendo un servizio migliore (minori perdite di
risorse idriche e maggiore costanza delle forniture potabili) ed
una tariffa omogenea su tutto il territorio servito;
3. in questi tre anni, periodo in cui l'Ufficio del Commissario
delegato ha affrontato e gestito lo stato di emergenza idrica in
Sicilia, la situazione complessiva dell'approvvigionamento
idropotabile è sensibilmente migliorata; in particolare per la
provincia di Agrigento la dotazione media pro capite per abitante
(litri x abitante al giorno) è aumentata del 25 per cento,
passando da 238 lxab./g nel 2002 a 296 lxab./g nel 2005 con un
recupero complessivo di risorse idriche territoriali pari a 24
milioni di mc.»
Il Dirigente preposto alla Struttura ing. Marcello Loria
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI-. «Al Presidente della
Regione, premesso che:
sono diverse le associazioni di consumatori operanti nel
territorio regionale;
più volte si è cercato di tutelare i consumatori ma,
considerati gli ultimi articoli di stampa, pare che i risultati
siano deludenti;
infatti, è sorta una mailing list che consente a parlamentari
ed amministratori degli enti locali di collaborare con le
associazioni stesse, per il perseguimento degli obiettivi a
tutela dei consumatori;
tale atto è il chiaro sintomo di una non proprio adeguata
politica verso gli utenti;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere al fine di
rendere concreti tutti quegli atti che nel tempo sono stati
emanati a tutela dei consumatori e degli utenti.» (1877)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «In esito alla interrogazione numero 1877, si
trasmette copia della nota della Segreteria Generale di questa
Presidenza n. 2047 del 15 giugno 2005, con l'allegato carteggio
che fornisce i chiarimenti richiesti in ordine alla materia
oggetto dell'interrogazione stessa.
Il Presidente della Regione CUFFARO
«Regione Siciliana - Presidenza
Segreteria Generale - Area 2 Unità operativa
Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana
All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente della Regione
SEDE
Con atto di indirizzo presidenziale di cui alla nota prot.
12037 dell'8 ottobre 2004 dell'Ufficio di Gabinetto è stato
statuito che l'attività istruttoria prodromica alla risposta del
Presidente della Regione, per interrogazioni ed interpellanze a
quest'ultimo dirette, anche in via esclusiva, non può che essere
condotta dalla Segreteria Generale di questa Presidenza .
Per l'esecuzione del citato atto di indirizzo presidenziale, è
stata individuata, per competenza, l'Unità operativa Rapporti
con l'Assemblea regionale siciliana .
Ciò posto, in adempimento all'atto di indirizzo presidenziale,
per il tramite di codesto Ufficio di Gabinetto, è pervenuta la
nota prot. n. 17001 del 28 ottobre 2004, con la quale l'ARS ha
trasmesso l'interrogazione n. 1877 Interventi a favore dei
consumatori , di cui si allega copia, diretta al Presidente della
Regione.
Questa Unità operativa ha richiesto all'Area 3 della Segreteria
Generale, che assolve anche funzioni di Segreteria del Consiglio
regionale dei consumatori e degli utenti (CRCU), di fornire
elementi di conoscenza utili per la proposta.
L'Area 3 - S.G., con nota prot. n. 140 del 21 gennaio 2004, di
cui si allega copia, ha comunicato che in relazione al contenuto
dell'interrogazione di cui all'oggetto, non ha da fornire alcun
nuovo elemento aggiuntivo alle esaurienti conoscenze
dell'onorevole Fleres .
Successivamente, nel sito Internet della Segreteria Generale di
questa Presidenza della Regione, sotto la voce Notizie è stato
pubblicato il D.P.Reg. n. 67/Servizio 6/SG del 30 marzo 2005
Programma generale della Regione siciliana per la realizzazione
di interventi mirati al miglioramento della condizione
informativa dei consumatori e degli utenti .
Ciò posto, questa Unità operativa ha richiesto al servizio 6
della Segreteria Generale Coordinamento attività economiche e
produttive - contributi di fornire elementi di conoscenza utili
per la risposta alla interrogazione n. 1877.
Pertanto si trasmette copia della nota prot. n. 1347 del 9
giugno 2005 del Servizio 6 /S G., contenente le notizie rese in
ordine a quanto contenuto nella interrogazione sopra citata.
Si fa presente che l'Avv. Maria Castri, dirigente preposto al
Servizio 6 S G., è stata individuata dal Segretario Generale di
questa Presidenza della Regione quale responsabile delle
iniziative a vantaggio dei consumatori e degli utenti per la
Regione siciliana ed è stata designata quale nuovo rappresentante
della Regione siciliana da inserire nei gruppi di lavoro del
CNCU.
Si allega altresì copia del D.P.Reg. n. 67/S.G. del 30 marzo
2005 sopracitato, pubblicato nel sito Internet della Segreteria
Generale di questa Presidenza della Regione, nel quale sono
esplicitate le iniziative assunte dalla Presidenza della Regione
siciliana per il miglioramento della condizione informativa dei
consumatori e degli utenti.
Questa Unità operativa, con il presente atto, in virtù di
quanto alla stessa attribuito, esaurisce l'attività istruttoria
prodromica alla risposta del Presidente della Regione.
Quanto sopra si rimette a codesto Ufficio per le conseguenti
valutazioni e le determinazioni finali proprie dell'onorevole
Presidente, ai sensi dell'art. 2, comma 8, del D.P. 10 maggio
2001.
Il Dirigente preposto
Dott.ssa Maria Accardi»
«Repubblica Italiana
Regione siciliana
Presidenza
Segreteria Generale
Servizio 6 - Coordinamento attività economiche e produttive -
Contributi
Prot. n. 1347
Palermo, 9 giugno 2005
Oggetto: Interrogazione n. 1877 dell'onorevole Fleres.
All'Area 2 Rapporti con gli organi istituzionali
U.O. Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana
SEDE
Si riscontra la nota n. 1880 del 30 maggio 2005 di pari oggetto
ed, al fine di consentire all'onorevole Presidente della Regione
di rendere completa ed esaustiva risposta all'interrogazione
dell'onorevole Fleres relativa ad Interventi in favore dei
consumatori , si comunica quanto segue ad integrazione di quanto
già rappresentato dal Dirigente dell'Area 3 con la nota n. 140
del 21 gennaio 2005.
L'esigenza di fornire una chiara e precisa risposta alle sempre
più pressanti richieste da parte dei consumatori e degli utenti è
particolarmente sentita dall'onorevole Presidente della Regione;
ed anche per questo, con D.P.Reg.S. n. 354 del 29 dicembre 2004 è
stato costituito un nuovo Servizio, il 6 , denominato Attività
economiche e produttive - Contributi , nel quale è stata
inserita, tra le altre, l'attività relativa alla tutela dei
consumatori e degli utenti.
Con la creazione di questo nuovo Servizio 6 questa Regione ha
dato un forte impulso alle attività per la tutela dei consumatori
e degli utenti: è stato, infatti, nominatoli responsabile della
Regione siciliana per l'attività in parola, responsabile che è
stato, ancora, designato a rappresentare questa Regione in seno
ai gruppi di lavoro del Consiglio nazionale dei consumatori e
degli utenti, la cui sede istituzionale è presso il Ministero
delle attività produttive.
Il responsabile delle iniziative a vantaggio dei consumatori e
degli utenti per la Regione siciliana ha, in questa sua veste,
partecipato a molteplici seminari e tavoli tecnici; fra l'altro,
lo stesso è stato individuato dal Ministero delle attività
produttive quale relatore, in rappresentanza di tutte le Regioni
e Province autonome, al convegno svoltosi presso il Forum P.A.
2005 titolato I progetti a vantaggio dei consumatori realizzati
dalle Associazioni rappresentative dei cittadini e dalle Regioni;
nuove modalità di rapporto della P.A. con il cittadino:
esperienze e prospettive .
Ed ancora: è stato pubblicato, nella GURS n. 7 del 18 febbraio
2005 un apposito bando, aperto alle associazioni di consumatori,
per la presentazione dei progetti di intervento a favore dei
consumatori e degli utenti da attuarsi con i fondi destinati a
questa Regione stanziati dal Ministero delle attività produttive
con D.M. 23 novembre 2004.
I progetti presentati dalle associazioni di consumatori a
seguito del sopra indicato bando ritenuti ammissibili sono stati,
quindi, inseriti nel Programma generale di intervento della
Regione siciliana denominato: La Sicilia apre ai consumatori .
Questo Programma è stato, quindi, sottoposto all'esame del
Consiglio regionale dei consumatori e degli utenti, presieduto
dall'onorevole Salvo Fleres, Consiglio che, nella seduta del 22
marzo 2005, ha espresso parere favorevole.
Con la deliberazione n. 125 del 30 marzo 2005, la Giunta di
Governo ha poi approvato il Programma generale in parola; infine,
l'onorevole Presidente della Regione, con D.P. n. 67 del 30 marzo
2005, pubblicato nella GURS n. 16 del 15 aprile 2005, ne ha
approvato la sua realizzazione.
Ma l'attività posta in essere dal nuovo Servizio 6 in favore
dei consumatori e degli utenti non si è certamente fermata qui: è
stato istituito un capitolo in entrata ed un correlativo capitolo
di spesa per le azioni da effettuarsi in concerto con il
Ministero delle attività produttive; sono stati presi contatti
con le altre Regioni al fine di intraprendere azioni comuni per
le stesse linee di attività; è all'esame la partecipazione della
Regione siciliana nell'istituendo Centro europeo di ricerca sui
consumatori , si sta lavorando per attuare dei protocolli
d'intesa con le nove Province siciliane per tutelare i
consumatori e gli utenti.
Inoltre, è all'esame del Governo l'istituzione, nel bilancio
della Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2005, di un
apposito capitolo di spesa vincolato per attuare in pieno quelli
che sono gli obiettivi, fino ad oggi solo enunciati, contenuti
nell'art. 2 della l.r. 23 maggio 1994, n. 7.
Da quanto sopra si rileva che l'onorevole Presidente della
Regione sente più che mai la necessità di vedere la Regione
siciliana presente e protagonista, nel panorama sia nazionale che
comunitario, in tutte le iniziative mirate alla tutela dei
consumatori e degli utenti; si intende infatti promuovere la
nascita e la crescita di una vera e propria cultura
consumeristica così da superare la logica di intervento legato
all'emergenza, logica che ha contraddistinto, in tutti questi
anni, l'azione delle associazioni dei consumatori.
Il Dirigente del Servizio
(Avv. Maria Castri)»
«Repubblica Italiana
Regione siciliana
Presidenza
Segreteria Generale - Area 3
Promozione della cittadinanza europea attiva.
Diritti dell'uomo - Persone giuridiche - Privacy - PALERMO
Prot. n. 140
Palermo, 21 gennaio 2005
Oggetto: Interrogazione n. 1877 dell'onorevole Fleres.
Segreteria Generale - Area 2
U.O. Rapporti con l'ARS
Palazzo d'Orleans
Palermo
Si riscontra la nota prot. n. 44/IN 13 dell'11 gennaio 2005 per
comunicare che la scrivente Area, che assolve anche funzioni di
segreteria del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti
(CRCU), in relazione al contenuto dell'interrogazione di cui
all'oggetto, non ha da fornire alcun nuovo elemento aggiuntivo
alle esaurienti conoscenze dell'onorevole Fleres che, come è
noto, per effetto del decreto del Presidente della Regione n. 53
del 20 marzo 2001, è stato delegato a presiedere in via
permanente il CRCU previsto dall'art. 4 della l.r. 23 maggio
1994, n. 7, per il quadriennio 2001-2004.
Il Dirigente dell'Area 3
(Avv. Lino Buscemi)»
«D.P.Reg. n. 67/Serv. 6 S G.
Repubblica Italiana
Regione siciliana
Presidenza
Il Presidente
(omissis)
decreta
Art. 1
Programma generale e risorse finanziarie
1. E' approvato il programma generale della Regione siciliana
per la realizzazione di interventi esclusivamente e direttamente
mirati al miglioramento della condizione informativa dei
consumatori e degli utenti.
2. Tale programma sarà realizzato con le risorse finanziarie di
cui al decreto del Ministro delle attività produttive del 23
novembre 2004, registrato alla Corte dei conti il 2 dicembre
2004, reg. n.5, fgl. N. 34, pari ad euro 1.228.472,00 ed è
finalizzato all'espletamento di interventi mirati
all'informazione a favore dei consumatori ed utenti.
Art. 2
Oggetto del programma e contenuto degli interventi
1. Il programma generale di intervento, approvato con il
presente decreto, sarà trasmesso al Ministero delle attività
produttive a cura della Regione siciliana entro il 31 marzo 2005.
2. Il programma generale della Regione siciliana di cui
all'art. 1, comma 1, del presente decreto comprende tutti gli
interventi meglio descritti nell'allegata scheda A che viene
unita al presente decreto per farne parte integrante.
Art. 3
Compatibilità con ulteriori risorse
1. Il programma generale della Regione siciliana per la
realizzazione di interventi esclusivamente e direttamente mirati
al miglioramento della condizione informativa dei consumatori e
degli utenti è compatibile con ulteriori risorse finanziarie da
parte dello stesso soggetto beneficiario e/o di altri soggetti
pubblici o privati, ivi compresi i finanziamenti comunitari
dichiarati nel programma di intervento.
Art. 4
Termine per la realizzazione degli interventi
1. Gli interventi previsti nel presente programma generale
della Regione siciliana devono essere completati, pena la revoca
del contributo concesso, entro due anni dalla data
dell'ammissione a contributo del programma da parte del Ministero
delle attività produttive.
Art. 5
Monitoraggio e controlli
1. Al fine di verificare sia lo stato di avanzamento, sia la
completa realizzazione del presente programma nonché le spese
sostenute, la Regione siciliana nominerà una Commissione
incaricata di effettuare i predetti accertamenti; tale
Commissione sarà composta da un dirigente della Regione siciliana
e da un rappresentante della Direzione generale per
l'armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori,
quest'ultimo designato dalla stessa Direzione. Gli oneri della
Commissione, da determinarsi con successivo provvedimento, sono a
carico del programma generale di cui all'art. 1 del presente
decreto.
Art. 6
Norme di salvaguardia
1. Per tutto quanto non previsto nel presente decreto, si
applicano le disposizioni contenute nel D.M. 23 novembre 2004,
nel decreto attuativo del 10 febbraio 2005, nel D.S.G. n. 31 del
10 febbraio 2005 nonché la legislazione vigente.
Art. 7
Pubblicazione
1. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana nonché sul sito internet della Regione
siciliana al seguente indirizzo:www.presidenzaregione.it.
Palermo, li 30 marzo 2005
Il Presidente on.le Salvatore Cuffaro»
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI.- «Al Presidente della
Regione, premesso che:
sulla sezione distaccata di Grammichele del Tribunale di
Caltagirone gravano gli utenti di sette dei tredici comuni del
Calatino;
ciò comporta una quantità di lavoro che il personale in
servizio non riesce a smaltire poiché l'organico, come è stato
più volte evidenziato, è carente;
di ciò ne risente anche l'utenza, poiché il semplice rilascio
di documenti avviene dopo diversi giorni;
è necessario procedere nel più breve tempo possibile alla
sistemazione della sezione di Grammichele del tribunale di
Caltagirone;
per sapere come intenda verificare quanto in premessa indicato
e come intenda risolvere le problematiche evidenziate.» (2182)
Risposta.«In esito alla interrogazione numero 2182, si
trasmette copia della nota della Segreteria Generale di questa
Presidenza n. 2370 del 13 luglio 2005, con l'unito allegato del
Dipartimento dell'Organizzazione giudiziaria del Personale e dei
servizi del Ministero di grazia e giustizia del 30 giugno 2005,
che fornisce i chiarimenti richiesti in ordine alla materia
oggetto dell'interrogazione stessa.»
Il Presidente della Regione CUFFARO
«Regione Siciliana - Presidenza
Segreteria Generale - Area 2 Unità operativa
Rapporti con l'Assemblea regionale siciliana
All'Ufficio di Gabinetto dell'On.le Presidente della Regione
SEDE
Per il seguito di competenza, si trasmette copia della nota del
Ministero della Giustizia, pervenuta in fax, datata 30 giugno
2005, prot. n. 0029138.U, contenente le notizie rese in ordine a
quanto contenuto nell'interrogazione n. 2182 dell'onorevole
Fleres, di cui si allega copia, diretta al Presidente della
Regione.
Il Dirigente preposto
(Dott.ssa Maria Accardi)»
«Ministero della Giustizia
Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del personale e
dei servizi
All'On.le Presidente della Regione siciliana
Piazza Indipendenza, 21
90129 - PALERMO
Oggetto: Interrogazione n. 2182 dell'onorevole Fleres.
In risconto alla nota del 19 maggio 2005, relativamente al
quesito contenuto nella interrogazione indicata in oggetto ed
alle doglianze relative ai disservizi dovuti alle carenze di
personale nel Tribunale di Caltagirone, Sezione distaccata di
Grammichele, si rappresenta che a fronte di una dotazione
organica di dieci unità, le risorse umane ivi presenti sono
sette. I tre posti vacanti, cui si riferiscono peraltro le
doglianze degli avvocati, sono tutti relativi al profilo
professionale di cancelliere C2.
La mancanza di personale delle posizioni apicali determina,
senza dubbio, difficoltà che gli uffici possono fronteggiare
ricorrendo ad opportune misure organizzative. In particolare
rivestono estrema importanza, ai fini dell'ottimizzazione delle
risorse esistenti, quelle rese possibili dall'interfungibilità
prevista all'interno delle figure professionali dal vigente
contratto di amministrazione.
Al fine che qui interessa giova evidenziare che nell'Ufficio
sono presenti tre cancellieri C1 che, oltre a compiere tutti gli
atti attribuiti dalla legge alla competenza del cancelliere,
possono svolgere attività di direzione di una unità organica
nell'ambito degli uffici di cancelleria o di quest'ultima nel
complesso quando, per le dimensioni dell'ufficio, non sia
necessaria ed opportuna la sua ulteriore articolazione.
Nondimeno, va precisato che nella sede centrale del tribunale
di Caltagirone sono presenti il dirigente, un direttore di
cancelleria C3 e tre cancellieri C2 che certamente potranno
fornire al personale della Sezione di Grammichele l'ausilio della
loro professionalità per garantire la funzionalità dei servizi
nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed
economicità.
Del resto, gli strumenti di cui dispone l'Amministrazione per
ridurre le attuali vacanze sono assai limitati. Basti pensare al
perdurante blocco dell'assunzione di personale che non soltanto
impedisce di provvedere alla copertura delle vacanze, ma induce
ad un aggravamento della situazione quando il fisiologico
raggiungimento dei limiti di età depaupera, senza ricambio, i già
deficienti organici.
In tale contesto il ricorso ad istituti di natura temporanea
costituisce una delle poche risorse utili per risolvere, sia pure
entro limiti di tempo circoscritti, i problemi di carenza di
personale.
Si fa riferimento, in particolare, all'istituto
dell'applicazione temporanea di personale ai sensi dell'art. 18
dell'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali il 28
luglio 1998 il quale costituisce un rilevante strumento di
gestione delle risorse umane esistenti negli uffici del
distretto.
Tali applicazioni sono rimesse alla valutazione del Presidente
della Corte di appello, il quale titolare del potere di
sorveglianza sugli uffici giudiziari di competenza, può conoscere
le effettive esigenze, anche temporanee, degli uffici del
distretto e disporre gli opportuni spostamenti di personale
necessari per fronteggiarle attraverso una redistribuzione delle
risorse esistenti.
Peraltro, proprio in considerazione della rilevanza di tale
istituto, è stata emanata la circolare n. 2/3-S-448 del 7 aprile
2000 dall'allora Direzione generale dell'Organizzazione
giudiziaria e degli Affari generali in cui si chiarisce che il
ricorso all'applicazione, in quanto connesso alle esigenze di
copertura delle vacanze degli organici, è ammesso anche per
periodi di tempo particolarmente lunghi durante i quali dovrà
essere assicurato, ove possibile, quell'avvicendamento di
personale - di cui al citato art. 18, co. 4 dell'accordo sui
criteri per la mobilità interna del 28 luglio 1998 - che vale ad
evitare che il peso dell'applicazione gravi su un'unica persona
ovvero su un unico ufficio.
Il Capo Dipartimento
Nicola Cerrato»
INCARDONA.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
il decreto del Presidente della Repubblica del 24 luglio 1996,
n. 503, contiene il regolamento recante 'Norme per l'eliminazione
delle barriere architettoniche negli edifici, negli spazi e nei
servizi pubblici';
a sette anni dall'entrata in vigore del regolamento, in molti
comuni siciliani tale decreto è del tutto disatteso, con grave
nocumento per la popolazione disabile;
ritengo che sia un dovere primario di questo Governo porre
maggiore attenzione verso quella parte di popolazione siciliana
che vede, nella colpevole disattenzione degli enti locali che
hanno disatteso il decreto, un grave segnale di emarginazione, al
fine di pervenire ad una più compiuta applicazione dei principi
di una democrazia partecipativa moderna;
per sapere:
se il Governo della Regione non ritenga di dover disporre
opportuni sopralluoghi presso gli enti locali per accertare
eventuali casi di violazione o di mancata applicazione del
decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 24 luglio
1996;
se il Governo della Regione non valuti opportuno emettere
provvedimenti sanzionatori, ivi compreso l'eventuale
commissariamento ad acta, per quegli enti che risultassero aver
disatteso la norma succitata.» (1091)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1091,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che sulle problematiche
in essa sollevate erano già state fornite notizie a codesta
Assemblea ed alla Presidenza della Regione, con una nota del
marzo 2004 dell'Assessore del tempo. Allo stato non si può che
confermare quanto riferito in quella nota.
In particolare era stato rappresentato che a seguito di un
esposto, datato marzo 1998, presentato dall'Associazione
siciliana Medullolesi Spinali, l'Assessorato ha diffidato gli
organi delle province regionali e dei comuni dell'isola ad
adottare i piani per l'abbattimento delle barriere
architettoniche.
Con successivi decreti assessoriali, emanati nell'anno 1999,
sono stati nominati i commissari ad acta, in sostituzione degli
enti inadempienti, per espletare gli adempimenti posti a carico
degli stessi.
Predisposti i piani in questione da parte degli enti locali, si
è conclusa l'attività di vigilanza dell'Assessorato; pertanto non
si è in grado di conoscere esattamente quali amministratori
abbiano dato esecuzione ai piani, realizzando le opere ivi
previste.
La realizzazione di tali piani, che rientra nella piena
autonomia dell'ente locale, evidentemente, presuppone l'impiego
di risorse finanziarie, a volte anche ingenti, soprattutto per
l'adeguamento degli immobili monumentali di pregio, spesso
ubicati nei centri storici e sottoposti a vincoli. Risorse non
sempre reperibili sia a livello centrale che regionale.
Si ritiene che solo un intervento finanziario regionale
finalizzato può impegnare, in tempi brevi, gli enti alla
risoluzione della problematica in questione.»
L'Assessore STANCANELLI
MORINELLO - RAITI.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
è stata rinvenuta nella zona di contrada Giulfidifesa nella
provincia di Caltanissetta una grandissima discarica abusiva;
tutta l'area è stata posta sotto sequestro per disposizione del
pubblico ministero;
nell'alveo del torrente Furiana, poco oltre contrada Torretta,
sempre nella zona di Caltanissetta, i vigili urbani hanno
rinvenuto una grande quantità di pezzi in eternit e dunque di
amianto;
considerato che:
in diverse occasioni le forze dell'ordine hanno rinvenuto nella
zona di Caltanissetta discariche abusive;
l'amministrazione provinciale per evitare danni alla salute e
per salvaguardare l'ambiente dovrà bonificare le zone adibite a
discariche abusive;
la pubblica Amministrazione dovrà sostenere le spese necessarie
per bonificare i terreni e i cittadini ne sopporteranno i costi
anche in termini di degrado dell'ambiente circostante, senza
contare i danni alla salute causati da materiali pericolosi quale
l'amianto;
preso atto che maggiori controlli preventivi, anche attraverso
ispezioni periodiche, permetterebbero di evitare elevati costi
sia economici che sociali;
per sapere:
se gli Assessori chiamati in causa e il Presidente della
Regione, anche nella sua qualità di Commissario straordinario per
l'emergenza rifiuti, siano a conoscenza del fatto;
se intendano destinare maggiori risorse alle amministrazioni
comunali per il potenziamento delle strutture che si occupano di
vigilare sul corretto utilizzo del territorio.» (1423)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1423,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
L'Amministrazione comunale, con nota del maggio 2004, ha
riferito che per quanto attiene alla segnalazione relativa alla
Contrada Gulfi-Difesa , trattasi di una vasta area recintata,
all'interno della quale sono stati abbandonati vari cumuli di
sfridi di demolizione, ferraglia, materiale legnoso, un traliccio
di gru in disuso ed un grosso serbatoio in chiaro stato di
deterioramento e svariati rifiuti scaricati sul versante
posteriore del sito, lungo tutta la scarpata. L'area in questione
risulta di proprietà di Narbone Eduardo ed in atto facente parte
dei beni posti in liquidazione a causa del fallimento della
società Fratelli Narbone s.n.c. , la cui curatela fallimentare è
stata affidata al rag. Scuto Gaetano Michele.
Per quanto sopra, in data 29 marzo 2004 - riferisce il comune
interessato - è stata emessa ordinanza sindacale n. 143 di
rimozione rifiuti e ripristino dei luoghi, ai sensi dell'art. 14
del decreto legislativo 22/97, a carico del sopra menzionato
curatore fallimentare.
Per quanto attiene invece ai rifiuti abbandonati,
verosimilmente da ignoti, nell'alveo del torrente Buriana e lungo
tutta la scarpata adiacente la strada provinciale 164, il comune
precisa, da sopralluogo esperito in data 13 novembre 2003, che
trattasi in gran parte di rifiuti urbani e di alcune lastre di
ondulino verosimilmente in cemento.
Considerato che l'alveo di un torrente si configura come area
naturale protetta, ai sensi dell'art. 160, commi 1 e 2, della
l.r. 25/93 (dettante norme sulle attività delle province
regionali in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi
urbani e speciali nelle parti di territorio esterne ai centri
abitati) e visti i pareri emessi dall'Assessorato regionale
territorio ed ambiente, in merito alle competenze delle
amministrazioni provinciali alla rimozione dei rifiuti
abbandonati sulle aree di propria pertinenza, l'Amministrazione
comunale ha provveduto a notificare, in data 29 aprile 2004, alla
provincia regionale di Caltanissetta (e quindi a carico della
stessa) ordinanza sindacale, ai sensi dell'art. 14 del decreto
legislativo 22/97.
Risulta ancora, da una recente nota dell'Assessorato regionale
territorio ed ambiente, sempre in riferimento alla situazione di
abbandono abusivo di rifiuti in Contrada Gulfi-Difesa , che è
stata emessa ordinanza sindacale n. 24 dell'11 febbraio 2003 nei
confronti di soggetti privati, proprietari dell'area interessata.
Successivamente, poiché i privati avevano ottemperato solo in
parte alla predetta ordinanza sindacale di rimozione dei rifiuti,
l'Ufficio ordinanze del Comando di Polizia municipale di
Caltanissetta ha inoltrato all'Autorità giudiziaria comunicazione
di reato, ai sensi dell'art. 347 del c.p.p..»
L'Assessore STANCANELLI
PANARELLO-. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che il Comune di Messina, con delibera di giunta del maggio 2002,
ha determinato, nell'ambito dell'operazione caldaia sicura' un
tributo a carico dei cittadini per finanziare i controlli sugli
impianti termici;
considerato che:
il Consiglio di Stato, con sentenza n. 7235 dell'8 luglio 2003,
depositata il 12 novembre 2003, ha annullato un'ordinanza del
sindaco del Comune di Lecce relativa alla stessa tematica;
il predetto annullamento discende dall'illegittimità del
provvedimento, impugnato sotto il profilo dell'incompetenza
dell'autorità sindacale, in quanto, ai sensi dell'art. 42, comma
2, lettera f) del D.Lgs. n. 267 del 2000 la disciplina generale
delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi è
inderogabilmente demandata al Consiglio comunale;
la giunta comunale di Messina non ha sottoposto la predetta
delibera all'approvazione del Consiglio comunale;
la somma richiesta e le motivazioni addotte per la
quantificazione degli oneri discendenti dal servizio hanno
suscitato reazioni negative da parte della cittadinanza e delle
associazioni dei consumatori;
in particolare l'Adiconsum-CISL ha contestato pubblicamente (e
preannunciato iniziative legali) le procedure per la messa in
opera dei controlli, il costo complessivo dell'operazione e
l'onere posto a carico dei cittadini;
per sapere:
se non ritengano di promuovere immediati accertamenti sui
contenuti (sotto il profilo dei costi per l'Ente e degli oneri
per i cittadini) della delibera adottata dalla giunta del Comune
di Messina;
se non valutino necessario, stante la palese illegittimità,
alla luce della sentenza del Consiglio di Stato, sollecitare
l'annullamento in autotutela della predetta delibera per
prevenire un possibile contenzioso che produrrebbe consistenti
oneri a carico del Comune.» (1446)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1446,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Il problema sollevato dall'onorevole interrogante è stato
particolarmente attenzionato dal comune di Messina.
Infatti, con distinte note, rispettivamente del febbraio e
marzo 2005, il commissario straordinario ha comunicato che, in
merito alla delibera di Giunta municipale n. 147 del 2 maggio
2002, nella Commissione consiliare competente si sta esaminando
il nuovo regolamento, redatto dalla Direzione Dipartimentale
Politiche del territorio, relativo alle disposizioni per il
servizio di controllo degli impianti termici da effettuare, ai
sensi dell'art. 31 della legge n. 10/91 e dei decreti del
Presidente della Repubblica n. 412/93 e 551/99, nel territorio
del comune di Messina, per la successiva approvazione da parte
del Consiglio comunale.
Si ritiene, pertanto, che la problematica in questione potrà
essere risolta non appena l'organo consiliare avrà approvato il
predetto regolamento.»
L'Assessore STANCANELLI
FERRO-. «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che:
in data 13 ottobre 2003, con delibera n. 98 il Consiglio
comunale di Partanna ha costituito la Commissione ex art. 5 della
legge 29 aprile 1976 n. 178;
la Commissione in questione è competente, in sostituzione di
ogni parere e determinazione degli organi di amministrazione
locale o statale, all'assegnazione delle aree necessarie
alla ricostruzione degli alloggi danneggiati a seguito del sisma
del 1968, all'esame delle domande di contributo, all'approvazione
dei relativi progetti delle opere da seguire per la
ricostruzione, alla determinazione del contributo da concedersi
agli aventi titolo;
ai sensi del suddetto art. 5 della legge 178, del 1976 il
Consiglio comunale deve procedere all'elezione di n. 4
rappresentanti, di cui due eletti dalla minoranza;
preso atto che:
nella seduta del 13 ottobre 2003 la Presidenza del Consiglio
comunale, nonostante la richiesta della minoranza di procedere
alla votazione a scrutinio segreto con espressione di una sola
preferenza, optava per la votazione a scrutinio segreto, con
manifestazione di due preferenze per consigliere;
effettuate le operazioni di voto, riportavano preferenze
rispettivamente: tre consiglieri della minoranza e due membri
esterni al consiglio rappresentativi della maggioranza;
il Presidente, anziché proclamare eletti i primi quattro
classificati (i tre consiglieri della minoranza e un membro
esterno), procedeva alla proclamazione dei due consiglieri della
minoranza e dei membri esterni;
il consigliere, risultato terzo nella votazione ma non
proclamato eletto, ha presentato ricorso al T.A.R.;
ritenuto che:
l'art. 5 della legge n. 178 del 1976 pone una riserva
esclusivamente in seno alla minoranza a cui è riservata la nomina
di due dei quattro componenti scelti dal consiglio;
la proclamazione dei componenti la Commissione è avvenuta in
virtù di un'errata interpretazione della norma, estendendo a
favore della maggioranza la riserva riconosciuta alla
minoranza;
i due rimanenti membri da eleggere, dovranno scaturire dalle
normali regole democratiche di votazione e proclamazione
dell'elezione di chi, nell'ordine, riporta più voti sino al
raggiungimento del numero dei rappresentanti da eleggere;
per sapere:
se l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali sia a conoscenza della delibera del Consiglio
comunale;
quali interventi intenda prendere al fine di ottenere, nelle
more della definizione del giudizio amministrativo, la
sospensione degli effetti degli atti impugnati onde evitare
sicuri ed irreparabili danni alla pubblica amministrazione.»
(1456)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1456,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Si ritiene di non poter adottare alcun provvedimento in merito
alla vicenda descritta dall'onorevole interrogante, posto che è
in corso un procedimento giurisdizionale dinanzi al TAR di
Palermo, instaurato a seguito dell'impugnativa proposta avverso
la delibera del Consiglio comunale di Partanna, di cui si chiede
di sospenderne gli effetti nelle more della definizione del
giudizio.
Si può solo riferire che, molto probabilmente sarà noto
all'onorevole interrogante, con ordinanza n. 241 del 3 febbraio
2004, il TAR Palermo-Sezione I ha respinto la domanda di
sospensione cautelare dell'esecuzione del provvedimento
impugnato, ritenuto che i motivi di censura dedotti in ricorso
non appaiono supportati da sufficiente fumus boni juris, tale da
indurre ad una ragionevole previsione sull'esito favorevole del
giudizio.»
L'Assessore STANCANELLI
PANARELLO -. «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che la fondazione Lucifero di Milazzo, in provincia di Messina, è
commissariata da circa cinque mesi;
considerato che:
il predetto commissariamento è intervenuto a seguito della
decadenza, per conclusione del mandato, del Consiglio
d'amministrazione,
gli enti previsti dallo statuto della Fondazione (Comune di
Milazzo, Prefettura di Messina, Arcivescovado di Messina) hanno
provveduto a fare le loro designazioni;
presumibilmente anche l'Assessorato regionale della Famiglia ha
indicato il proprio rappresentante in seno al CdA;
il perdurare del commissariamento limita l'attività della
Fondazione;
stante il rilievo che la Fondazione storicamente ha nella
realtà di Milazzo, si è determinata una comprensibile
preoccupazione nell'opinione pubblica cittadina;
per sapere:
quali ostacoli si frappongano al rinnovo del Consiglio
d'amministrazione della Fondazione Lucifero;
se non ritengano di procedere con la necessaria tempestività,
superando ritardi ed inerzie ingiustificati, alla ricostruzione
degli organi di quell'importante istituto di beneficenza,
considerato dai Milazzesi un patrimonio della loro città.» (1495)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1495,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
La Fondazione Barone Lucifero di S. Nicolò Milazzo è in atto
gestita da un Consiglio di amministrazione ricostituito con D.A.
n. 3245 del 5 novembre 2004 per la durata di un quinquennio, a
seguito del nuovo statuto approvato con D.P.Reg. n. 136 del 12
maggio 2004, che ha modificato la composizione del Consiglio di
amministrazione relativamente al numero dei componenti.»
L'Assessore STANCANELLI
NERI-. «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che:
il comune di Lentini (SR) è attualmente retto, essendo stata
votata la sfiducia nei confronti del sindaco, dal commissario
nominato a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale
eletto nel maggio 2002;
le finanze del comune di Lentini sono ai limiti del dissesto
sostanziale e tecnico ed imporrebbero ad un commissario, titolare
dei poteri per la sola ordinaria amministrazione, di operare con
grande oculatezza soprattutto nell'elargizione di contributi non
essenziali per la vita e l'attività di società sportive o
presunte tali;
tra i beneficiari di tali contributi risulta, per ben settemila
euro, la 'Polisportiva Circolo Lentini', la quale, oltre a non
vantare precedenti di attività sportiva in quel comune, subito
dopo l'elargizione del contributo ha provveduto a cedere il
titolo sportivo (cioè si è trasferita) a società operante nel
viciniore comune di Francofonte, soltanto casualmente comune di
provenienza del commissario reggente il comune di Lentini;
per sapere quali immediate misure intenda adottare per impedire
che il comune di Lentini veda ulteriormente distratte somme di
sua pertinenza per arbitrari e forse illegittimi finanziamenti a
società sportive che pare abbiano operato a Lentini soltanto per
il tempo strettamente necessario a percepirli.» (1549)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1549,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta n. 297
dell' 1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Si ritiene opportuno, preliminarmente, fornire taluni
chiarimenti in merito al contenuto dell'interrogazione, sulla
base di quanto riferito dal Commissario Straordinario del comune
di Lentini.
Occorre, anzitutto, precisare che il sistema dei contributi
comunali è regolato, nel comune di Lentini, da un regolamento
approvato dal Consiglio comunale, con deliberazione n. 47 del 21
maggio 1992.
L'art. 10 del suddetto regolamento definisce i settori per i
quali l'amministrazione comunale può concedere contributi e
benefici economici, nei limiti delle risorse disponibili. Alla
lettera a) di tale articolo si legge: attività sportive e
ricreative del tempo libero" . L'articolo 11 stabilisce, poi, i
soggetti ai quali poter erogare i contributi: associazioni,
società, enti, gruppi, comitati non aventi personalità giuridica
e finalità di lucro , purchè (comma 2 dello stesso articolo), in
possesso dei seguenti requisiti: "- operare ed avere sede sociale
nell'ambito del Comune di Lentini; - operare senza scopo di
lucro; - non avere finalità di propaganda politica o partitica .
Fatta questa premessa è avvenuto che la Polisportiva Circolo,
al pari di tre società calcistiche operanti a Lentini nell'annata
sportiva 2002/2003, ha avanzato richiesta secondo le modalità del
regolamento comunale sui contributi, nei termini richiesti dal
regolamento medesimo.
Esaminata l'istanza, con esito favorevole, la suddetta Ditta è
stata ammessa tra le società di calcio alle quali sarebbe stato
erogato un contributo che è stato sempre quantificato
(nell'apposito piano di riparto predisposto dalla G.M., entro i
limiti delle disponibilità di bilancio) sulla base
dell'importanza e sul numero di manifestazioni extracampionato
alle quali la società ha partecipato nel corso dell'annata
sportiva di riferimento (nel caso specifico 2002/2003).
(Il piano di riparto viene predisposto ad annata agonistica
chiusa ed in seguito alla presentazione di una documentazione
consuntiva.)
Con deliberazione n. 71 del 4 dicembre 2003 del Commissario
straordinario, si è proceduto ad approvare il piano di riparto
relativo all'anno sportivo 2002/2003. Detto piano di riparto
prendeva in considerazione, quanto ad attività calcistica,
quattro società.
1. Polisportiva "Rinascita l.eonzio", partecipante al campionato
regionale di 1" Categoria;
2. Polisportiva "Circolo Lentini", partecipante al campionato
regionale di 2A Categoria, oltre che vari campionati giovanili
(Juniores, allievi, giovanissimi, esordienti, pulcini. fair play.
ecc...);
3. Polisportiva "Lentinese 90", partecipante a vari campionati
giovanili, al pari della Polisportiva Circolo;
4. Unione Nazionale Veterinari dello Sport . partecipante al
campionato specifico di anziani.
Per tali società è stato previsto il seguente contributo:
Polisportiva "Rinascita Leonzio":E. 10.329,13;
Polisportiva "Circolo Lentini":E. 1.549.37;
Polisportiva"Lentinese 90": E. 1.549,37;
Polisportiva "Circolo Lentini":E. 1.549,37.
Nella predisposizione del piano di riparto, approvato con la
deliberazione del Commissario straordinario n. 71 del 4 dicembre
2003, tuttavia, è stato commesso un errore: la Polisportiva
Circolo è stata presa in considerazione limitatamente ai
campionati giovanili, trascurando di considerare il campionato di
calcio principale e cioè il torneo di 2" categoria; per cui la
differenza di contributo, rispetto alla Polisportiva Rinascita
Leonzio, che aveva disputato il campionato di V categoria,
appariva eccessivo, così come ingiusta era apparsa la valutazione
della "Polisportiva Circolo" rispetto alle altre due società
minori, pur avendo partecipato ad un numero maggiore di
campionali (disputando un numero ben più alto di partite).
Così che è stata adottata, al fine di eliminare il sopra
indicato errore, la deliberazione del Commissario straordinario
n. 103 del 23 dicembre 2003, che ha corretto il piano di riparto,
di cui alla precedente deliberazione commissariale, portando il
contributo della Polisportiva Circolo da euro 1.549,37 ad euro
7.000,00.
Quanto al trasferimento del titolo di seconda categoria a
Francofonte, esso è avvenuto con riferimento alla stagione
2003/2004 e già prima della formulazione del piano di riparto
2002/2003, con le nuove iscrizioni ai campionati federali, che
avvengono in autunno. Ciò non ha significato il trasferimento
della Polisportiva Circolo a Francofonte, in quanto la stessa è
rimasta a Lentini dove continua a svolgere la propria attività di
promozione sportiva dei giovani, partecipando ai campionati
giovanili federali».
L'Assessore STANCANELLI
NERI-. «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che:
il comune di Lentini (SR) è attualmente retto, essendo stata
votata la sfiducia nei confronti del sindaco, dal commissario
nominato a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale
eletto nel maggio 2002;
i poteri del commissario reggente sono quelli tesi ad
assicurare la normale amministrazione dell'Ente fino all'elezione
del nuovo Consiglio comunale e della giunta e devono quindi
essere contenuti in quella che dottrina e giurisprudenza hanno
ormai compiutamente definito 'ordinaria
amministrazione', cioè nel compimento degli atti dovuti e di
quelli necessari per il regolare funzionamento dell'Ente;
restano esclusi dai poteri e dalle facoltà del commissario
quelli non riconducibili alla 'ordinaria amministrazione' e
segnatamente quelli che attengono al potere discrezionale
correlato alle competenze specifiche degli organi amministrativi
regolarmente eletti e quelli che impegnano l'Ente per un periodo
eccedente il periodo di commissariamento;
considerato che:
il commissario attualmente reggente il comune di Lentini sta
invece operando in più occasioni in violazione dei limiti che la
legge pone ai suoi poteri e segnatamente modificando gli
strumenti urbanistici esistenti con arbitrari cambi di
destinazione d'uso di taluni fondi e con il rilascio di
autorizzazioni e concessioni per la realizzazione di un mega-
centro commerciale, dunque, in palese violazione di legge, con
eccesso di potere ed incompetenza specifica;
nessun pregiudizio deriverebbe all'Ente dal rinvio di scelte di
straordinaria amministrazione riservate agli organi
amministrativi regolarmente eletti, stante, altresì, che le
elezioni de quo sono fissate per la primavera 2004 e cioè tra
pochi mesi;
per sapere:
quali immediate misure intenda adottare per porre fine alla
condotta arbitraria ed illegittima del commissario reggente il
comune di Lentini;
quali immediate misure intenda adottare per assicurare che il
comune di Lentini non abbia a subire pregiudizio alcuno a causa
dell'operato del commissario reggente.» (1550)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1550,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Il Commissario straordinario del Comune di Lentini si è
insediato in data 24 settembre 2003 ed ha operato, fin
dall'insediamento, con i poteri che il decreto presidenziale n.
175 del 19 settembre 2003 gli conferiva, e cioè: poteri
sindacali, poteri della giunta, poteri consiliari.
Non si ritiene che il Commissario straordinario debba
assicurare solo l'ordinaria amministrazione; così operando il
Commissario straordinario si renderebbe in alcuni casi autore di
omissioni di atti d'ufficio e in altre ipotesi di danni erariali
per l'Ente comunale amministrato.
A tal proposito non appare superfluo fare presente che, secondo
il parere n. 290/2001, reso dal CGA nell'adunanza del 2 maggio
2001, è stato affermato che la nomina del Commissario
straordinario è finalizzata a garantire la continuità
dell'esercizio delle funzioni e dei compiti dell'ente locale,
nonostante la cessazione degli organi ordinari e che, pertanto,
non sussistono limitazioni all'iniziativa del Commissario
straordinario .
Fatta questa premessa, facendo ingresso nel merito
dell'interrogazione, ed alla luce di quanto riferito dal
Commissario straordinario e dall'Ufficio tecnico del Comune di
Lentini in una nota del 28 giugno 2004, si osserva quanto
appresso.
Con nota prot. 17243 del 12 agosto 2003, la ditta Roberto
Abbate SpA ha trasmesso al Comune di Lentini la proposta di
realizzazione di un centro commerciale in Via Ventimiglia - Zona
F.4 del vigente piano regolatore generale destinata ad
attrezzature sportive - in variante al Piano regolatore generale
vigente.
Il Commissario straordinario del Comune di Lentini ha invitato
il Coordinatore del 10 Settore a proporre ogni iniziativa utile
che consentisse la realizzazione di un così importante
investimento.
Con nota prot. 1343 del 31 ottobre 2003, il predetto
funzionario ha trasmesso la pratica in oggetto al responsabile
del Servizio, per gli adempimenti di competenza, ai sensi
dell'art. 5 del DPR 447/98 integrato dal DPR 440/00, in quanto
l'intervento richiesto avrebbe comportato varianti alle
previsioni dello strumento urbanistico vigente.
Considerato che:
il PRG vigente prevede, all'interno della zonizzazione, delle
aree classificate zone produttive D destinate ad insediamenti
produttivi ed in particolare:
Sottozona D1: comprende le aree del nucleo industriale ASI
destinate ad attività artigianali ed industriali;
Sottozona D2: sono le zone ricettive per nuove piccole
industrie non nocive e per le aziende artigianali (PIP). E' stato
redatto apposito piano particolareggiato approvato con atto n.
648 del 12 novembre 1985, ad oggi scaduto, limitatamente ai
vincoli preordinati all'espropriazione, e comunque non ancora
urbanizzato, da parte della pubblica Amministrazione;
Sottozona D3 così distinta:
D3-1 e D3-2: aree per insediamenti industriali e commerciali
già esistenti adiacenti alla stazione ferroviaria, già sature di
opifici destinati prevalentemente ad attività per la lavorazione
agrumicola. In tali comparti non risultano aree inedificate tali
da consentire la realizzazione di nuove attività produttive.
D3-3 e D3-4: sono le zone di espansione industriale e
commerciale la cui attuazione era demandata alla redazione del
pano particolareggiato di inziativa comunale. Tale piano
urbanistico attuativo non è stato mai redatto
dall'Amministrazione e, in conseguenza al PRG scaduto, tali aree
non risultano disponibili.
Sottozona D4: sono le zone ricettive per gli insediamenti di
industrie per la lavorazione e la commercializzazione di prodotti
agricoli, la cui attuazione era demandata alla redazione del
piano particolareggiato di iniziativa comunale. Tale piano
urbanistico attuativo non è stato mai redatto
dall'Amministrazione e, in conseguenza al PRG scaduto, tali aree
non risultano disponibili.
Il piano regolatore generale vigente, approvato con DA n. 1267
del 7 ottobre 1989, risulta scaduto e, per effetto del decorso
del termine decennale di validità, si è verificata la decadenza
dei vincoli urbanistici preordinati alle espropriazioni. Ad oggi
quindi non è possibile realizzare una struttura di tal genere
all'interno delle zone conformemente destinate.
L'intervento proposto ricade all'interno del piano
particolareggiato urbanistico della zona F.4 del PRG vigente,
destinata ad attrezzature sportive territoriali - approvato con
deliberazione del Consiglio comunale n. 23 dell'1 febbraio 1989.
Tale strumento attuativo di iniziativa pubblica, risultando
scaduto, ha determinato una situazione equiparabile all'assenza
di destinazione urbanistica della zona, che comunque non risulta
conforme alla destinazione prevista dall'intervento proposto, in
quanto l'edificabilità delle aree non più vincolate è ammessa
soltanto entro i limiti previsti dall'ultimo comma dell'art. 4
della legge n. 10/1977, che consente la facoltà di edificare
soltanto fuori dal perimetro dei centri abitati e nel limitato
rapporto planovolumetrico di 0,03 mc/mq (zona agricola).
Ricorre quindi l'ipotesi dell'art. 5 DPR 447/98 che consente al
responsabile del procedimento, qualora il progetto presentato sia
in contrasto con lo strumento urbanistico o comunque richieda una
sua variazione, di convocare la conferenza di servizi per le
conseguenti decisioni. Qualora l'esito della conferenza comporti
la variazione dello strumento urbanistico, la determinazione
costituisce proposta di variante sulla quale, tenuto conto delle
eventuali osservazioni formulate dagli aventi titolo, ai sensi
della legge 1150/42, si pronuncia definitivamente entro 60 giorni
il Consiglio comunale (non è richiesta l'approvazione della
Regione, le cui attribuzioni sono fatte salve dall'art. 14, comma
3 bis, della legge 241/90).
In data 2 febbraio 2004 e successivamente il 16 febbraio 2004
si sono svolti i lavori della conferenza dei servizi composta da:
Assessorato regionale territorio ed ambiente (PA), Genio civile
(SR), AUSL Lentini, Vigili del Fuoco di SR, Soprintendenza beni
culturali SR, Commissario straordinario di Lentini, Dirigente 10
Settore Lentini, Ditta Abate, Presidente Associazione
commercianti di Lentini.
In data 3 maggio 2004, l'Assessorato regionale territorio ed
ambiente - Dipartimento Urbanistica - Servizio 4 - ha espresso il
seguente parere che sia meritevole di approvazione il progetto
per la realizzazione di un centro commerciale, in variante allo
strumento urbanistico, proposto dalla ditta Roberto Abate SpA ai
sensi dell'art. 37 della l.r. 10/2000 e dell'art. 5 del DPR
447/98. Tale assenso è condizionato all'effettiva realizzazione
del progetto approvato. Il Consiglio comunale è pertanto onerato,
in sede di approvazione definitiva del progetto, a fissare i
termini entro cui devono essere eseguiti i relativi lavori,
decorsi i quali la variante urbanistica connessa al progetto
approvato deve intendersi decaduta, con l'automatica
acquisizione, per l'area interessata, della destinazione
urbanistica precedente. Sono fatti salvi i termini e le
condizioni fissati dall'art. 36 della l.r. 71/78 relativi alla
validità della necessaria concessione edilizia e l'eventuale
proroga della stessa .
In data 6 maggio 2004, visti i superiori pareri favorevoli, la
Conferenza dei Servizi ha approvato la proposta di variante
urbanistica promossa dalla ditta Abate SpA.
Con deliberazione n. 128 del 13 maggio 2004 il Commissario
straordinario ha, a sua volta, approvato l'intervento produttivo
in variante allo strumento urbanistico per la realizzazione del
centro commerciale in Via Ventimiglia di proprietà della ditta
Abate SpA.
Fin qui l'iter procedurale seguito ai sensi dell'art. 5 DPR
447/98 integrato dal DPR 440/2000.
A conforto di quanto esposto, si confronti il parere del 23
aprile 2004 espresso dall'Ufficio Legislativo e legale della
Presidenza della Regione siciliana, nonché la circolare n. 5 del
25 maggio 2004 emanata dall'Assessore regionale per il territorio
e l'ambiente.
Risulta comunque opportuno fare rilevare che il vincolo
urbanistico preordinato all'espropriazione fu apposto, nell'area
in oggetto, nel lontano 1989 e a distanza di 15 anni
l'Amministrazione comunale non ha provveduto all'esproprio e alla
conseguente realizzazione dell'opera prevista, superando quindi
la durata che il legislatore ha determinato come limite, non
irragionevole e non arbitrario, alla sopportabilità del vincolo
urbanistico da parte del singolo soggetto titolare del bene
determinato colpito dal vincolo e superando inoltre la normale
tollerabilità secondo una concezione della proprietà che resta
regolata dalla legge per i modi di godimento ed i limiti
preordinati alla funzione sociale. Pensare dunque ad una
reiterazione del vincolo decaduto (rientrante certamente nella
potestà pianificatoria dell'Amministrazione comunale),
comporterebbe necessariamente un'adeguata motivazione in
relazione alle effettive esigenze urbanistiche a condizione che
l'esercizio di detta potestà non determini situazioni
incompatibili con la garanzia della proprietà secondo i principi
affermati dalla giurisprudenza.
In tale ipotesi quindi la reiterazione dei vincoli urbanistici
decaduti per effetto del decorso del termine può ritenersi
legittima sul piano amministrativo se corredata da una congrua e
specifica motivazione sull'attualità della previsione, con una
nuova ed adeguata comparazione degli interessi pubblici e privati
coinvolti, e con giustificazione delle scelte urbanistiche di
piano, tanto più dettagliata e concreta quanto più volte viene
ripetuta la reiterazione del vincolo. Le motivazioni e le
valutazioni dell'Amministrazione devono essere pertanto così
ampie e circostanziate da evidenziare l'avvenuta ponderazione
degli interessi in conflitto, dalla quale emerga l'inesistenza di
aree alternative aventi le medesime caratteristiche di quelle
nuovamente assoggettate al vincolo.
Inoltre, permanendo il vincolo urbanistico a seguito di
reiterazione, lo stesso non può essere dissociato dalla
previsione di un equo indennizzo commisurato all'entità del danno
effettivamente prodotto (Corte Costituzionale - sentenza 12-20
maggio 1999, n. 179). L'omissione di tale previsione costituisce
motivo di illegittimità.
Quanto sopra vale per meglio far comprendere come l'eventuale
reiterazione dei vincoli decaduti comporterebbe un onere per
l'Amministrazione comunale, nella considerazione che il vigente
PRG prevede uno standard urbanistico sovradimensionato rispetto a
quanto stabilito dal DM 2 aprile 1968, n. 1444».
L'Assessore STANCANELLI
VILLARI - SPEZIALE-. «All'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che il
Consiglio comunale di Scordia (CT) il 18 novembre 2003 ha
approvato a larga maggioranza la mozione di sfiducia al sindaco,
sig.ra Gambera, per le sue scelte politiche e amministrative
considerate inaccettabili per una comunità di antica tradizione
democratica e civile;
osservato che la nomina del Commissario straordinario, dr.
Visigoti, è stata salutata come una fase di decongestionamento
delle tensioni accumulate e di ripristino di un'amministrazione
imparziale utile a favorire un ritorno all'equilibrio e a un
metodo di confronto tra istituzioni, partiti e società locale
rispettoso delle regole e attento alle legittime istanze della
popolazione;
rilevato che il Consiglio comunale, nel promuovere e approvare
la mozione di sfiducia,ha esercitato un diritto secondo legge e
ha, così, manifestato una propria vitalità e volontà di tutelare
gli interessi della collettività contro comportamenti ritenuti
prevaricatori e rappresentativi di altri e più circoscritti
interessi;
considerato quindi che, nell'interesse più generale della
popolazione di Scordia, il Consiglio comunale ha esercitato
legittimamente la propria funzione di vigilanza, così come
precedentemente aveva ribadito la propria funzione di
orientamento e di indirizzo entro il quale esercitare il mandato
e il programma dell'esecutivo;
ribadito così che il Commissario non si è trovato a dover
gestire un Comune sciolto per irregolarità amministrative o per
condizionamenti esterni tali da impedirne il corretto e
democratico funzionamento, ma, semmai, una comunità vigile e non
disposta a farsi condizionare;
ricordato che:
quel Consiglio comunale si era espresso con nettezza a favore
della gestione pubblica dei servizi idrici e della depurazione;
aveva invitato a mantenere alta la vigilanza sugli atti e sulle
procedure necessarie all'avvio dei lavori di metanizzazione, ma
soprattutto sul sistema di gestione dei lavori, sulle imprese e
sugli appalti relativi;
aveva fatto chiare scelte sul Piano regolatore generale che
appare opportuno ribadire, in fase di trasmissione degli atti,
procedendo rapidamente (a cura del Commissario) alle formali
integrazioni richieste dall'Assessorato del territorio e
dell'ambiente;
ricordato, ancora, che la scadenza dell'attuale composizione
della Commissione edilizia comunale non obbliga, in
considerazione della prossimità delle elezioni, alla nomina di
nuovi componenti la cui rappresentatività, oltre che di merito,
va rapportata a quanto le elezioni vorranno esprimere circa la
composizione della Giunta come del Consiglio comunale;
rilevato, tuttavia, che il concreto comportamento del
Commissario, dr. Visigoti, non configura la terzietà che dovrebbe
ispirare la sua funzione, ma invece sembra garantire quel Sindaco
sfiduciato dal Consiglio comunale e un ristretto gruppo di suoi
collaboratori, la cui nefasta influenza sembra continuare a
pesare nelle scelte amministrative operate dal Commissario;
considerato politicamente inopportuno e istituzionalmente
prevaricatore l'atto preannunciato dal commissario di voler
rinnovare la Commissione edilizia a tre mesi dalle elezioni;
per sapere se non valuti opportuno, oltre che necessario,
garantire il ripristino di una condizione di imparzialità nel
comune di Scordia verificando, al contempo, la coerenza con tale
principio del comportamento e delle scelte adottate dal
Commissario straordinario, dr. Visigoti.» (1629)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1629,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si precisa preliminarmente che non
risulta che il commissario straordinario del comune di Scordia
abbia intrapreso alcuna azione in tema di servizi idrici.
Per quanto concerne la vicenda della depurazione, vista
l'assenza di qualunque tipo di gestione del depuratore,
consegnato nell'anno 1992 e mai attivato, il commissario si è
preoccupato di segnalare tale circostanza all'ATO e all'Autorità
giudiziaria ed ha provveduto ad attivare le procedure per avviare
il servizio.
Quanto ai lavori di metanizzazione si rappresenta che la ditta,
alla quale è stata affidata la concessione con delibera del
Consiglio comunale n. 51 del 27 giugno 2001, non era stata
notiziata della decisione del CORECO che aveva annullato in parte
tale provvedimento.
Con nota prot. n. 4988 del 10 dicembre 2003, la ditta stessa è
stata portata a conoscenza di tale circostanza (quindi prima
dell'insediamento del commissario).
Avverso la decisione del CORECO la ditta ha proposto ricorso al
TAR - Sezione staccata di Catania, il quale, con ordinanza
128/2004, ha accolto la domanda di sospensione cautelare.
Con provvedimenti n. 10 del 19 aprile 2004 e n. 16 del 7 giugno
2004, adottati con i poteri del Consiglio, il commissario
straordinario ha preso atto di tale decisione e disposto la
stipula del contratto, avvenuta in data 9 giugno 2004, previa
acquisizione della documentazione, ivi compresi i certificati del
Casellario giudiziario, i carichi pendenti dell'Amministratore,
del Direttore dei lavori e dei componenti del Collegio sindacale,
nonché della certificazione antimafia, rilasciata dalla
Prefettura di Catania in data 14 maggio 2004, e della cauzione a
garanzia dei lavori.
A tale riguardo sono state attivate le procedure per il
controllo di legalità fissato nei primi di maggio con la
Prefettura di Catania, ma il trascorrere del tempo ha consigliato
che tale misura fosse portata a termine dalla nuova
Amministrazione comunale, scaturita dalle elezioni amministrative
del 2004.
Quanto al Piano regolatore non risulta che gli atti siano stati
trasmessi con tutta la documentazione richiesta dall'Assessorato
regionale territorio ed ambiente, infatti il pino appare privo
degli studi propedeutici (quali: studio agricolo-forestale
aggiornato, piano urbanista commerciale etc.).
Di fronte a tali importanti carenze l'Assessorato competente ha
restituito lo strumento urbanistico per le dovute integrazioni.
Per quanto concerne la Commissione edilizia, scaduta il 7
aprile 2004, non risulta che essa, data la natura tecnica, sia
espressione della Giunta e del Consiglio comunale. Pertanto,
giudicando ineludibili le richieste di concessione avanzate dai
cittadini, il commissario ha ritenuto di dover tempestivamente
assicurare la continuità dei lavori dell'organo tecnico con
determina n. 21 del 13 maggio 2004.
I provvedimenti adottati dal commissario straordinario
rispondono a precise disposizioni di legge; provvedimenti che le
precedenti Amministrazioni hanno omesso di emanare (vedasi per
tutte le vicende del bilancio 2004 e la notevole mole di delibere
di riconoscimento dei debiti fuori bilancio risalenti ad oltre
dieci anni).
Il commissario, pertanto, si è limitato a garantire la regolare
attività amministrativa, non potendo fare scelte di lungo
periodo, attesa la carenza di risorse economiche e la necessità d
fronteggiare emergenze quotidiane.
L'attività amministrativa è stata improntata al massimo rigore
ed effettuata con trasparenza e legalità, assumendo il carattere
della terzietà.
Ad ogni buon fine gli atti della gestione commissariale possono
essere agevolmente visionati per stabilire se il commissario
abbia agito in condizioni di imparzialità».
L'Assessore STANCANELLI
FORGIONE - LIOTTA -. «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, all'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
il Consiglio comunale di Tortorici (ME), con delibera n. 57 del
27/09/2004, ha approvato una proposta con la quale invita il
sindaco ad attivarsi al fine di favorire l'esercizio
dell'attività venatoria all'interno del Parco dei Nebrodi,
ivi comprese le zone a tutela integrale (richiesta analoga, sia
pure entro limiti ben più ristretti, è stata di recente avanzata
dal Comune di Alcara li Fusi);
la proposta di delibera che ha dato origine alla convocazione
della seduta consiliare richiedeva di considerare la possibilità
dell'apertura della caccia nelle sole zone 'C' e D' in quanto
ritenute (erroneamente) aree contigue, ai sensi della legge
394/1991, art. 32;
nonostante durante la seduta uno dei consiglieri abbia
sostenuto che le disposizioni regolamentari del Parco dei Nebrodi
vietano l'attività venatoria sull'intero territorio protetto, a
maggioranza, è stato approvato un emendamento che ha esteso la
proposta all'intero territorio del Parco;
la delibera, come sopra approvata, risulta essere in netto
contrasto con l'orientamento normativo e con i principi
dell'Ordinamento italiano, comunitario e pattizio;
considerato che:
la Convenzione sulla biodiversità, elaborata a Rio de Janeiro
nel giugno 1992, ratificata dall'Italia con legge 14 febbraio
1994, n. 124, recita perentoriamente 'Nelle aree protette la
caccia è vietata';
la Corte Costituzionale, con sentenza n. 389 dell'ottobre 1999
e n. 20 del 27 gennaio 2000, ha affermato che il divieto di
attività venatoria nei parchi e riserve costituisce, in quanto
principio generale desumibile sia dalla Costituzione sia dalla
legislazione statale di settore, un limite inderogabile per la
potestà legislativa regionale anche primaria. (Norme di legge:
art. 22, comma 6 legge 394/1991; artt. 21 e 30 legge 157/1992;
D.P.R. 670/1972; artt. 97, 25 e 3 Cost.);
il divieto di caccia nella zona protetta assurge al rango di
principio generale che trova la propria fonte direttamente negli
artt. 9 e 32 della Costituzione e, come tale, costituisce un
limite costituzionale comune a qualunque tipo di legislazione
regionale;
la disciplina per l'esercizio dell'attività venatoria e delle
aree protette contenuta nella legge quadro 394/1991 è stata
integrata dalla legge 11 febbraio 1992, n. 157, che all'art. 21,
comma 1, lett. b) vieta l'esercizio venatorio nei parchi
nazionali, nei parchi naturali regionali e nelle riserve
naturali, in conformità alla legislazione nazionale in materia di
aree protette;
il 28 gennaio 2004 la Commissione Ambiente della Camera ha
iniziato l'esame della proposta di modifica della legge 394/1991
e il Ministero dell'Ambiente ha dato motivato parere negativo
all'inserimento della caccia nelle aree protette;
ritenuto che:
la delibera consiliare nel merito crea fraintendimenti circa la
legittimità dell'esercizio venatorio entro i confini del Parco
dei Nebrodi e ciò determina la possibile commissione di reati da
parte di chi faccia legittimo affidamento su quanto stabilito;
l'esercizio venatorio all'interno del perimetro del Parco
rischia di danneggiare irreparabilmente le condizioni del suo
ecosistema;
per sapere:
se non ritengano necessario ed urgente, ciascuno nelle
rispettive competenze, adottare ogni misura possibile affinché
sia invalidata la delibera in oggetto e conseguentemente venga
riaffermato il divieto di caccia nel Parco dei Nebrodi;
se non ritengano di dover accertare eventuali responsabilità
circa l'adozione della delibera adottata dal Comune di Tortorici
(ME);
se non ritengano urgente predisporre una massiccia campagna
d'informazione finalizzata ad impedire ogni possibile violazione
delle norme in materia di esercizio venatorio e tutela ambientale
ed a scongiurare incidenti di caccia all'interno dell'area
protetta.» (1876)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1876,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che relativamente alla
delibera consiliare sopra indicata è stato disposto, con decreto
del Dirigente generale del Dipartimento regionale della famiglia
n. 176 del 2 febbraio 2004, uno specifico accertamento ispettivo,
che è già stato portato a termine da un funzionario regionale
appositamente incaricato.
Dalle indagini espletate è emerso che la delibera in questione
è stata votata per venire incontro alle richieste manifestate dai
cacciatori residenti nel comune di Tortorici.
Infatti, con nota datata 20 settembre 2004, indirizzata al
sindaco ed al presidente del Consiglio comunale, i presidenti dei
circoli comunali per l'esercizio dell'attività venatoria, hanno
chiesto che con delibera di Consiglio sia ridata possibilità di
esercitare la caccia all'interno del territorio del comune di
Tortrici, almeno della selvaggina migratoria, solo ed
esclusivamente ai cacciatori residenti nel territorio del comune,
nel rispetto delle vigenti leggi e regolamenti in materia di
caccia .
Il Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria per il
27 settembre 2004, ha inserito al punto 10 dell'ordine del
giorno: presa d'atto richiesta attività faunistica nel
territorio del comune di Tortrici ricadente nel parco dei
Nebrodi .
La proposta di delibera richiedeva originariamente di
considerare la possibilità dell'apertura alla caccia nelle sole
zone contigue C e D del parco, ma, a seguito dell'emendamento
presentato da un consigliere comunale e votato da 9 consiglieri a
favore e 3 contrari, la proposta è stata cambiata estendendo la
possibilità di esercitare l'attività faunistico-venatoria
all'interno di tutto il territorio del parco.
Pertanto, con 9 voti favorevoli e 4 astenuti il Consiglio
comunale ha approvato l'emendamento votando la relativa proposta
di delibera.
Dall'esame degli atti nonché dal tenore letterale della citata
delibera, non emerge l'intendimento del Consiglio comunale di
emanare un atto contrario alla legge, al fine di consentire
l'esercizio dell'attività venatoria all'interno di una zona
protetta; diversamente, l'atto deliberativo ha inteso coinvolgere
nel dibattito le istituzioni preposte alla problematica oggetto
dell'intervento.
Infatti, la delibera in questione è stata inviata agli Enti
citati nella stessa, al fine di addivenire - qualora le
disposizioni normative lo avessero consentito ed a seguito di
ampio confronto tra gli enti interessati - ad una deroga al
divieto di caccia. Che poi la richiesta non possa trovare
accoglimento, in quanto contrastante con le vigenti disposizioni
di legge, ciò è notorio, ma sarà oggetto di valutazione degli
enti competenti in materia.
In ordine alla richiesta dell'onorevole interrogante circa la
possibilità di invalidare la delibera oggetto dell'intervento,
nonché riaffermare il divieto di caccia nel parco dei Nebrodi, è
noto che questo potere, che rientrava nella competenza
dell'organo di controllo, non può essere più esercitato in
considerazione dell'evoluzione legislativa che ha avuto la
materia dei controlli sugli enti locali.
Tuttavia occorre fare presente in proposito che dagli atti non
risulta che sia mai venuto meno il divieto all'esercizio
dell'attività venatoria nel parco dei Nebrodi.
Ad ogni buon conto, allo scopo di eliminare dubbi,
fraintendimenti o erronee interpretazioni, con nota n. 1840 del
14 marzo 2005, il sindaco di Tortorici è stato invitato a
predisporre apposito avviso, da diffondere nei luoghi
maggiormente frequentati, al fine di informare i cittadini della
persistenza del divieto di caccia all'interno del parco dei
Nebrodi.
L'invito è stato accolto.»
L'Assessore STANCANELLI
CAPODICASA-. All'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, premesso che diversi mesi or sono
è stato nominato il consiglio di amministrazione della casa di
riposo Maria Bugio Corsello di Canicattì (AG);
visto che, nonostante l'iter formativo di quel consiglio sia
stato completato, si continua ad affidare la direzione della Casa
di riposo a commissari di nomina regionale;
per sapere le ragioni per le quali non si proceda
all'insediamento del consiglio di amministrazione e, dunque,
all'affidamento della gestione dell'Ente ai normali organi
statutari.» (1925)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1925,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Con determinazione n. 28 dell'8 aprile 2004, il vicesindaco del
comune di Canicattì ha provveduto a designare i componenti del
consiglio di amministrazione dell'Istituto assistenziale Burgio-
Corsello.
Avverso tale determinazione alcuni consiglieri comunali hanno
avanzato un esposto, datato 15 aprile 2004, chiedendo
l'annullamento dell'atto di designazione, in quanto non conforme
alle vigenti disposizioni di legge.
Nel frattempo si è insediata la Commissione straordinaria, di
nomina prefettizia, cui è stata affidata la gestione del comune.
Detta Commissione che, com'è noto, esercita le attribuzioni
spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco, con
atto n. 66 del 22 ottobre 2004, ha revocato la determinazione n.
28 dell'8 aprile 2004 ed ha contestualmente designato i cinque
componenti il Consiglio di amministrazione dell'Istituto
assistenziale in questione.
Mentre era in corso l'emanazione del decreto assessoriale di
costituzione del consiglio di amministrazione, è pervenuto allo
scrivente un ulteriore esposto-denuncia, a firma di un
consigliere comunale uscente, con il quale sono stati sollevati
seri dubbi di legittimità sull'operato della Commissione, in
ordine al metodo di scelta delle designazioni da questa
effettuate ed alla rilevata mancanza di curricula vitae dei
nominativi indicati.
Sulla questione è stato chiesto un parere all'Ufficio
legislativo e legale della Regione; nelle more è stata disposta
la prosecuzione della gestione commissariale dell'istituto.
Pervenuto il parere dell'Organo consultivo, che ha ritenuto
legittimo l'operato della Commissione straordinaria, è stato
disposto agli uffici di elaborare il decreto assessoriale di
costituzione del Consiglio di amministrazione dell'Opera Pia.
Il provvedimento è stato firmato in data 23 maggio 2005 al n.
1956 di repertorio».
L'Assessore STANCANELLI
CRACOLICI -. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che le IPAB che operano nella città di Palermo hanno attraversato
e attraversano una difficile crisi finanziaria;
ricordato che per tali ragioni l'Opera pia Istituto S. Lucia,
ente morale con scopi di beneficenza e assistenza, è stata
commissariata dall'Assessore alla famiglia onorevole D'Aquino,
indicando il dr. Giuseppe Oliva presidente del Cda del suddetto
ente per un quadriennio;
osservato che tale gestione commissariale è riuscita a
riportare in attivo il bilancio dell'Istituto S. Lucia,
recuperando un deficit di 70 mila euro, eliminando gli sprechi
che per molti anni avevano caratterizzato la gestione dell'opera
pia e producendo un avanzo di 500 mila euro;
visto il rapporto che lega l'Istituto S. Lucia alla
Congregazione Gesù e Maria degli Angeli (CGMA Ente ecclesiastico
legalmente riconosciuto) per la utilizzazione dei locali di via
Belmonte, concessi alla scuola privata S. Lucia;
preso atto della crisi della CGMA, il cui consiglio di
amministrazione è stato dimesso senza darne comunicazione
all'Opera pia e sostituito da un commissario, mentre non vengono
pagati gli stipendi agli insegnanti, con i conseguenti disagi
anche per gli studenti e le loro famiglie;
rilevato che la CGMA, sulla base del rapporto intercorrente con
l'Istituto S. Lucia ma sulla base di titoli inesistenti,
rivendica illegittimamente nei confronti dell'Opera pia il
pagamento di ingenti contributi nonostante abbia già in uso i
locali sostanzialmente a titolo gratuito (unico caso tra le
scuole private di Palermo) e goda di un contributo di circa
150.000,00 euro l'anno, del 92% delle rette e del pagamento delle
rette degli assistiti da parte dell'Opera pia e del Comune di
Palermo;
considerato, peraltro, che le somme rivendicate dalla CGMA
avrebbero potuto a suo tempo essere pagate dal Presidente della
Congregazione, visto che, contestualmente, ricopriva anche la
carica di vice presidente del CdA dell'Opera Pia S. Lucia e che
evidentemente non è avvenuto per la palese infondatezza delle
pretese;
preso nota che la CGMA attribuisce al mancato pagamento da
parte dell'Opera pia delle somme ulteriormente richieste la
pesante situazione di deficit in cui si trova e che la difficile
situazione sembra che si voglia risolvere attraverso una
rivendicazione risarcitoria che mira in primis a svuotare le
casse e successivamente ad acquisire il patrimonio immobiliare
dell'Opera pia;
ritenuto che una serie di manovre che da mesi riguarda i
consigli di amministrazione sia dell'uno che dell'altro ente, sia
iniziative e proposte più generali avanzate dal Comune per una
fusione e privatizzazione di tutte le ex Ipab, sembra delineare
una inquietante operazione tesa a coprire ingiustificati e
ingiustificabili esempi di malagestione, utilizzando il notevole
patrimonio immobiliare che si verrebbe a determinare e le
rilevanti risorse finanziarie attualmente disponibili nella
risanata Opera pia S. Lucia;
constatato che contro tali ipotesi, comunque, si sono
registrate ripetute iniziative del personale interessato (17
nell'Istituto Pignatelli-Gulì e 7 nell'Opera pia S. Lucia) e
dello stesso commissario dell'Istituto S. Lucia, dr. Giuseppe
Oliva, oltre alla mobilitazione di docenti, studenti e genitori
preoccupati per l'andamento dell'attuale anno scolastico;
visto che, ciò nonostante, continuano a susseguirsi manovre nei
consigli di amministrazione, tra le quali, in ultimo, la
decisione di revocare il dr. Oliva e di nominare al suo posto un
nuovo commissario;
ritenuto immotivata la rimozione di un commissario che si è
dimostrato capace di portare l'ente da lui gestito al risanamento
finanziario e di opporsi a spregiudicati assalti al suo
patrimonio;
considerato che tale pervicace insistenza si comprenderebbe
solo alla luce di un accordo fra la Curia, il Comune di Palermo e
la Regione per la fusione delle opere pie;
per sapere:
se il Governo regionale sia pienamente consapevole della
sostanziale dismissione di un immenso patrimonio, senza alcun
ritorno per le casse regionali, che si sta delineando con i
processi sopra ricordati;
se sia consapevole che tali processi stanno già mettendo i
lavoratori dipendenti in una situazione di difficoltà e rischiano
di lasciarli senza prospettiva per il futuro;
se non ritenga che questi processi e le difficoltà più
complessive che si registrano nelle ex Ipab rendano urgente un
progetto di riqualificazione delle attività e dei servizi di
assistenza e beneficenza pubblica istituzionale;
quali ragioni abbiano portato alla rimozione del dr. Oliva
dalla Presidenza del CdA della Pia Opera Istituto S. Lucia;
sulla base di quali leggi e regolamenti sia stato sottoscritto
dal Dirigente regionale dell'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali, dr. Luigi
Castellucci, l'accordo del 28 giugno 2002 che prevedeva la
erogazione alla CGMA da parte dell'Opera Pia Istituto S. Lucia di
Euro 157.519,35.» (1928)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1928,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
L'Istituto Santa Lucia di Palermo, al fine di perseguire il
fine statutario di assistere... minori e studenti bisognosi
provvedendo al ricovero, mantenimento e istruzione scolastica
religiosa , ha stipulalo con la Congregazione di Gesù e Maria
degli Angeli - ente ecclesiastico civilmente riconosciuto - una
convenzione datata 27 luglio 2000, di durata quinquennale, per la
organizzazione e la gestione, tra l'altro, dell'istruzione e
dell'assistenza dei propri allievi e dei minori dalla stessa
assistiti.
L'art. 9 della Convenzione prevede un compenso annuo alla
Congregazione per il servizio svolto pari al 92% dell'importo
delle rette a qualsiasi titolo incassate.
A carico della Pia Opera resta l'obbligo di corrispondere un
indennizzo per i maggiori oneri sostenuti dalla Congregazione nel
primo biennio dell'attività ed altri obblighi di manutenzione
straordinaria.
In data 4 luglio 2002 è stata stipulata, ad integrazione della
precedente, una nuova convenzione, in forza della quale è stato
previsto che l'indennizzo venisse erogato per l'intera durata
della convenzione stessa e non soltanto per il primo biennio.
Con nota del 22 maggio 2004, il Presidente della Congregazione,
nel comunicare al Commissario dell'Opera Pia che era stato
approvato il bilancio con un disavanzo di euro 404.167,00, ha
posto una serie di richieste comprendenti, tra l'altro, la
refusione di tale somma e tutti gli interventi di manutenzione
straordinaria per rendere agibili e funzionali i locali della
scuola.
Tale richiesta non è stata accolta dal Commissario, ritenendosi
non dovuta, a norma di convenzione, la somma costituente il
disavanzo della Congregazione.
Quest'ultima, con nota del 22 luglio 2004, ha inviato al
Commissario uno schema di accordo interpretativo ed integrativo
della precedente convenzione, nonché uno schema di una
convenzione normativa destinata a disciplinare ex novo i rapporti
tra le parti.
Il legale incaricato dal Commissario ha riscontrato la suddetta
proposta, rappresentando che il rapporto tra i due Enti è già
disciplinato dalla convenzione vigente.
Dalla documentazione agli atti dell'Assessorato non risulta
l'ulteriore sviluppo della vertenza tra l'Opera Pia e la
Congregazione.
Per quanto riguarda la prospettata dismissione del patrimonio
non risulta alcuna iniziativa in proposito, e conseguentemente
non sembra sussistere la situazione di precarietà per il
personale dipendente.
Circa la eventuale riqualificazione delle attività e dei
servizi di assistenza e beneficenza dell'I.P.A.B. non può non
sottolinearsi che ogni iniziativa compete a quest'ultima che la
esprime attraverso il proprio Organo di amministrazione attiva.
E' evidente che a ciò potrà provvedere il Consiglio di
amministrazione di nuova costituzione, deputato per legge alla
gestione ordinaria e straordinaria dell'Ente.
Per quanto concerne la sostituzione del commissario occorre
precisare che, con decreto assessoriale n. 3436/S6 del 15
novembre 2004, si è provveduto alla ricostituzione del Consiglio
di Amministrazione, per la durata di un quadriennio.
Il Consiglio di amministrazione si è regolarmente insediato in
data 3 dicembre 2004, con conseguente cessazione dalla carica di
Commissario del dr. Oliva Giuseppe.
Quest'ultimo, pertanto, non risulta essere stato rimosso ma,
piuttosto, sostituito dall'Organo di ordinaria amministrazione,
essendo venute meno le ragioni della gestione commissariale.
Relativamente all'accordo del 28 giugno 2002 (più esattamente
del 6 giugno 2002) indicato nell'interrogazione, si precisa che
trattasi di un protocollo di intenti sottoscritto non già dal
Dirigente Generale, ma dall'Assessore pro-tempore e dal
Presidente del Consiglio di Amministrazione della Congregazione
Gesù e Maria degli Angeli; in tale protocollo d'intenti è stato
convenuto di rilanciare l'attività istituzionale dell'Opera Pia
nel suo complesso e in particolar modo quella afferente la
realizzazione delle finalità principali rappresentate
dall'assistenza e dall'istruzione di giovani palermitani.
Per il raggiungimento di tali obiettivi è stato disposto
l'erogazione di un contributo di euro 25.825,00, pari a lire
50.000.000, che, in aggiunta alla somma prevista in bilancio
dell'Opera Pia, pari a euro 131.696,00 avrebbe consentito alla
Congregazione di percepire entro il termine del 30 giugno 2002 la
somma complessiva di euro 157.519,00.
La determinazione assessoriale rientra nella sfera di
competenza del titolare del ramo di
amministrazione a norma della legislazione vigente, adottata
nell'interesse pubblico, al fine di assicurare il normale
svolgimento dell'attività statutaria dell'IPAB che, nella
fattispecie, è stata esercitata per il tramite della
Congregazione Gesù e Maria degli Angeli in dipendenza di apposita
convenzione.
Si rappresenta, in conclusione, che è stato predisposto un
disegno di legge per la riforma delle IPAB in Sicilia con il
riordino del numero e delle dimensioni delle Opere Pie, correlate
alle attività socio-assistenziali previste nell'ambito dei piani
di zona ex lege 328 dell'8 novembre 2000, in attuazione di quanto
disposto in campo nazionale dalla normativa vigente».
L'Assessore STANCANELLI
VIRZI'-. «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
lavori pubblici e all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali, per sapere:
se il Governo della Regione sia a conoscenza della gravissima
situazione idrica di Marineo (PA), più volte denunciata dalla
locale Amministrazione comunale, a causa delle mancate
riparazioni da parte dell'EAS delle perdite della rete idrica
interna ed esterna;
se risponda a verità che l'EAS, a più riprese, avrebbe risposto
di non aver più risorse sul capitolo 55 per la manutenzione
ordinaria e le somme urgenze, creando, di fatto, una serie
ripetuta di interruzioni nel servizio di distribuzione idrica;
se corrisponda al vero che, pur incamerando regolarmente le
tariffe di propria spettanza, l'EAS, largamente inadempiente
rispetto ad un obbligo contrattuale, oltre a non fornire
regolarmente un servizio indispensabile alla vita civile, non
avrebbe versato nelle casse comunali di Marineo le quote del
canone di depurazione acqua e fognatura e non avrebbe rimborsato
allo stesso Comune le somme da esso anticipate per lavori di
somma urgenza per il ripristino della rete idrica, relativamente
alle annate 2001 e 2002;
se il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire
sollecitamente su tale vicenda, attivando e coinvolgendo anche il
Commissario per l'emergenza idrica e richiamando l'EAS alle sue
normali funzioni istituzionali che dovrebbero prevedere, specie
in una Regione come la Sicilia, gli interventi emergenziali per
assicurare un approvvigionamento idrico quanto più regolare
possibile, specie in Comuni che non solo appaiono non lontani dai
grandi bacini di riserve idriche (certamente entro accettabili
livelli di guardia) ma che, in relazione a difficoltà già
insorte, hanno fatto più che il loro dovere anticipando somme che
ad altri spettava erogare.» (1240)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1240 ed a
seguito delle informazioni assunte dagli uffici preposti di
questo Assessorato, si rappresenta quanto segue.
In data 25 marzo 2003 sono stati ultimati i lavori inerenti la
manutenzione ordinaria del 2002 di alcuni acquedotti le cui reti
idriche sono gestire dal reparto EAS di Palermo, tra i quali
anche l'acquedotto civico di Marineo. Gli interventi per la
manutenzione ed il ripristino della rete idrica di Marineo sono
stati in tutto 72.
Nelle more dell'espletamento delle gare d'appalto per
l'aggiudicazione dei lavori di manutenzione ordinaria 2003, è
stata data la possibilità al sindaco del Comune di Marineo di
eseguire gli interventi di riparazione nella rete idrica, in via
sostituiva; infatti, vista la procedura resasi necessaria per
motivi di urgente manutenzione è previsto il rimborso da parte
dell'EAS all'Amministrazione comunale di Marineo per interventi
effettuati sulla rete idrica.
E' da rilevare che per motivi di bilancio relativi all'anno
2003 ed avendo esaurito le somme a disposizione, l'EAS con nota
n. 8460 del 14 maggio 2003, ha chiesto alla struttura
commissariale un primo intervento di finanziamento di euro 700,00
oltre IVA per l'esecuzione di n. 2 interventi di riparazione di
perdite presenti nell'acquedotto in questione; con successiva
nota n. 11064 del 28 maggio 2003 indirizzata sempre all'autorità
competente, l'EAS ha richiesto un secondo intervento di
finanziamento per euro 2.550,00+IVA per n. 8 interventi di
riparazione di perdite presenti nell'acquedotto di Marineo.
In seguiti l'EAS, grazie all'intervento del commissario per
l'emergenza idrica, ha dato la possibilità di intervenire con la
massima tempestività per riparazioni inerenti le perdite nelle
reti idriche dei comuni gestiti dall'EAS, facendo ricorso anche
alle procedure previste dagli artt. 146 e 147 del DPR 554/99
riguardanti i lavori di urgenza e somma urgenza.
In relazione a quanto sopra esposto, l'EAS per l'acquedotto di
Marineo ha richiesto all'Ufficio del commissario delegato per
l'emergenza idrica, dal 13 giugno 2003 e fino al 26 novembre
2003, la copertura finanziaria di n. 9 interventi che hanno
comportato un finanziamento complessivo di euro 39.188,29+IVA.
Si fa presente inoltre che nell'anno 2004, per la manutenzione
della condotta idrica interna ed esterna dell'acquedotto di
Marineo, sono stati effettuati interventi finalizzati alla
risoluzione delle problematiche emergenziali, per i quali è stata
necessaria la copertura finanziaria di euro 47.820,77+IVA.
Per tutto quanto sopra rappresentato, risulta evidente
l'impegno profuso dall'EAS che non ha disatteso i propri compiti
istituzionali, attivando di volta in volta le necessarie
procedure finalizzate alla risoluzione delle problematiche
emergenziali dovute alle frequenti perdite che si sono verificate
e purtroppo continuano a verificarsi nell'acquedotto di
competenza.
Sarebbe auspicabile che le istituzioni competenti intraprendano
urgentemente iniziative radicali atte alla vera e propria
ricostruzione degli acquedotti esterni, con i relativi impianti
al servizio dell'approvvigionamento idropotabile del comune di
Marineo secondo i criteri espressamente dettati dalla legge
36/94».
L'Assessore PARLAVECCHIO
SCALICI-. «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione e all'Assessore per il bilancio e finanze, premesso
che:
la crisi in cui versa il settore della formazione professionale
in Sicilia, aggravata di giorno in giorno dallo stato di
precarietà in cui sono costretti i lavoratori del settore, è
stata più volte posta all'attenzione delle istituzioni regionali;
in termini di cifre, i lavoratori che gravitano intorno al
mondo della formazione in Sicilia sono suddivisi in contrattisti
e dipendenti, oltre 6500 inquadrati a tempo indeterminato, così
come previsto dalla legge regionale 24/1976;
considerato che:
gli assessori preposti al ramo della formazione professionale
hanno periodicamente annunciato provvedimenti risolutivi in
favore del personale della formazione a proposito della certezza
del pagamento delle spettanze mensili;
l'Assessorato regionale del bilancio sembra abbia reperito le
somme necessarie al pagamento degli stipendi arretrati da oltre
sei mesi;
quelle somme non sono ancora state trasmesse agli enti di
formazione nei quali sono dislocati i dipendenti;
il ritardo nella corresponsione degli stipendi causa nelle
famiglie dei lavoratori della formazione professionale
l'indebitamento con enti erogatori del credito a tassi
esasperanti, indebitamento necessario però a fare fronte alle
esigenze quotidiane;
sottolineato che ad oggi non viene pienamente compreso il
motivo del ritardo nella erogazione degli stipendi, nonostante a
parole tutti i soggetti preposti a questa funzione si dicano
disponibili nell'immediato a dare soluzione chiara e definitiva
al problema;
ritenuto che l'unica vera strada da percorrere per assicurare
ai lavoratori della formazione professionale ed alle loro
famiglie certezza di remunerazione sia quella di prevedere un
meccanismo automatico di accredito delle risorse regionali e
nazionali stanziate ad hoc e quindi affrancare i medesimi
lavoratori da logiche perverse e clientelari;
per sapere:
se siano o meno a conoscenza dello stato di estrema precarietà
in cui versano i lavoratori della formazione professionale;
se non ritengano di dovere disporre con la massima urgenza
tutti quegli atti necessari a svincolare gli emolumenti destinati
ai lavoratori della formazione e di dovere individuare la formula
più idonea per garantire agli stessi nell'immediato futuro la
regolare corresponsione delle spettanze dovute;
se non ritengano, altresì, di accelerare i tempi per varare
entro la legislatura in corso la riforma della formazione
professionale.» (2159)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2159,
tenuto conto delle notizie fornite dall'Assessorato regionale
bilancio e finanze e dal Dipartimento formazione professionale,
si rassegna quanto di seguito.
Preliminarmente occorre evidenziare che il personale addetto
alle attività formative, seppur iscritto ad apposito albo tenuto
dall'Amministrazione regionale, è dipendente degli Enti gestori
dei centri di formazione che ne disciplinano il trattamento
economico e normativo nel rispetto delle norme stabilite nei
contratti collettivi di lavoro .
L'Amministrazione regionale, pertanto, è del tutto estranea ai
rapporti di lavoro di cui trattasi, ma ha la facoltà di stabilire
i criteri cui si atterrà nell'ammettere a rendicontazione le
spese per il personale in questione, stante che finanzia i corsi
di formazione.
In merito agli stipendi arretrati relativi all'intervento
formativo del corrente anno, si riferisce che il PROF (Piano
regionale dell'offerta formativa) è stato approvato con D.A. n.
563 dell'11 marzo 2005 e con successivi decreti attuativi, previa
iscrizione delle somme necessarie all'integrazione del
finanziamento del predetto PROF 2005 nel bilancio regionale da
parte del competente Dipartimento regionale Bilancio e tesoro,
sono state impegnate le somme afferenti gli interventi formativi
previsti e risultano emessi i mandati di pagamento relativi alla
voce personale nella misura di 7/12, cioè sino a totale copertura
della mensilità di luglio del corrente anno.
Detta procedura, ancorata all'iter dei mandati di pagamento che
i Dipartimenti competenti di questa amministrazione emettono con
cadenza mensile, ad avviso dello scrivente non ha consentito il
puntuale pagamento mensile degli stipendi del personale
dipendente degli Enti di formazione, stante che gli stessi non
dispongono in tempo utile delle risorse necessarie.
Lo scrivente, pertanto, con atto d'indirizzo interpretativo del
2 agosto 2005, ha stabilito che i Dipartimenti competenti di
questa amministrazione dovranno provvedere ad emettere con
cadenza quadrimestrale i mandati di pagamento a favore degli Enti
di formazione relativi alla voce spese del personale , al fine
di dare certezza del pagamento delle spettanze mensili ai
lavoratori della formazione con conseguente snellimento delle
procedure amministrative.
Infine, sulla riforma del settore della formazione
professionale, è noto all'onorevole interrogante che il disegno
di legge d'iniziativa governativa n. 906 del 3 agosto 2004
Disciplina del sistema dell'offerta formativa della Regione
siciliana , nella seduta del 2 agosto u.s., è stato licenziato
dalla V Commissione legislativa e che lo stesso è stato inviato
alla II Commissione Bilancio e programmazione competente per il
parere sulla copertura finanziaria».
L'Assessore SCOMA
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
tutti i divieti imposti dalle normative in vigore non sono mai
stati rispettati né all'interno dell'Oasi del Simeto né
all'interno della riserva naturale 'Fiume Fiumefreddo';
in particolare, l'Oasi del Simeto è ormai ridotta ad una
discarica al suo interno sono state edificate abusivamente
costruzioni e l'omonimo fiume è completamente prosciugato;
nella riserva Fiumefreddo sono stati invece effettuati degli
sbancamenti che hanno completamente distrutto la vegetazione;
è divenuto ormai improcrastinabile un intervento che consenta
alle due riserve di poter ritornare al loro stato iniziale.
per sapere quali iniziative intenda adottare per ripristinare
nei territori in premessa citati la condizione di 'riserva'.»
(1556)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1556, si
comunica che il competente Servizio 6 Patrimonio naturale del
Dipartimento regionale territorio ed ambiente di questo
Assessorato ha riferito che dalle relazioni annuali inviate dalla
Provincia di Catania, ente gestore delle riserve dell'Oasi del
Simeto e della Riserva Fiumefreddo, risulta che essa si è sempre
attivata nell'espletamento delle competenti attività di gestione
per l'osservanza delle norme regolamentari.
Invero, specie per quanto riguarda l'Oasi del Simeto, la
particolare situazione di coesistenza della Riserva con interi
insediamenti urbani in zona B è causa dell'elevato numero delle
lamentate violazioni dei divieti richiamati dalla S.V.
Sul punto, la Provincia di Catania, in sede di audizione presso
il CRPPN, ha fatto presente di avere attivato numerose azioni di
tutela, quali, ad esempio, recinzione della zona A, rimozione di
rifiuti etc.
Per quanto concerne la Riserva Fiumefreddo, come emerso sempre
nel corso della predetta audizione, nonché in seguito ai
sopralluoghi effettuati in loco, la problematica principale è
rappresentata dalla mancanza d'acqua a causa di prelievi
effettuati alla sorgente del fiume.
Poiché la sorgente non ricade all'interno della Riserva, il
regime dei prelievi sfugge, pertanto, alle attività di controllo
espletate dall'Ente gestore, nonché da questo Assessorato.
Tuttavia, la Provincia di Catania ha prodotto uno studio per la
stima del deflusso minimo vitale del fiume e questa
Amministrazione regionale sta valutando l'opportunità di
richiedere all'Autorità competente al rilascio della concessione
idrica di tenere conto di tale valore al fine di garantire
l'equilibrio ecosistemico della riserva.
Infine, per completezza, si fa presente che l'Ente gestore
della Riserva, a seguito della citata audizione presso il CRPPN,
è stato incaricato di redigere un progetto di modifica del
perimetro della Riserva stessa in modo da includervi la
sorgente».
L'Assessore CASCIO
FORGIONE.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
la SIATAS, società con sede in Irpinia che gestisce il
villaggio turistico di Punta Spalmatore ad Ustica, ha avviato dei
lavori di sistemazione dell'area demaniale con una colmata di
sabbia nera sulla scogliera per impiantare 14 cabine e
camminamenti in calcestruzzo;
la delibera di convenzione n. 741, stipulata nell'aprile del
2003 tra la precedente amministrazione comunale e la società in
questione, nel rispetto dei vincoli della riserva marina,
stabiliva l'intangibilità dei luoghi, la possibilità di
posizionare attrezzature in legno rimovibili e l'obbligo di
rendere l'intera area fruibile anche ai bagnanti non ospiti del
villaggio;
dagli uffici della Provincia di Palermo, dove ha sede la
riserva, era stata bocciata anche l'ipotesi di realizzare una
passerella in legno;
i lavori in corso, effettuati con l'utilizzo di macchinari
pesanti, hanno gravemente modificato quella porzione di
scogliera, tra le meno impervie per l'accesso al mare;
rilevato che il WWf ha presentato un esposto-denuncia relativo
ai lavori e alle modifiche apportate al litorale, che, secondo
l'associazione ambientalista, è irreversibilmente danneggiato;
per sapere:
se l'Assessore sia a conoscenza dei lavori sopra descritti che
interessano il territorio demaniale e della riserva e se non
intenda intervenire per bloccare i lavori di realizzazione della
spiaggia e ripristinare lo stato dei luoghi;
se non ritenga necessario revocare la concessione alla società
SIATAS e quali strumenti intenda adottare per accertare le
responsabilità circa le autorizzazioni rilasciate.» (1716)
Risposta.«In risposta alla interrogazione numero 1716 si rileva
che gli interventi in questione ricadono su area non appartenente
al demanio marittimo e che, pertanto, eventuali provvedimenti
volti ad interdire l'esecuzione dei lavori esulano dalle
competenze di questo Assessorato.
Per completezza di informazione si allega copia della nota
pervenuta dal Compartimento marittimo di Palermo, Delegazione di
spiaggia di Ustica».
L'Assessore CASCIO
«Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Compartimento marittimo di Palermo
Delegazione di spiaggia
USTICA
Sezione P.G.
Relazione di Servizio n. ¾
L'anno 2004, addì 26 del mese di maggio, il sottoscritto Capo
2 Classe Np. Tumminia Luigi, nella qualità di Ufficiale di
Polizia giudiziaria in servizio presso l'Ufficio in intestazione,
in esito a talune segnalazioni pervenute, da alcuni locali
residenti, in merito ai lavori per la realizzazione di un
complesso di strutture da asservire alla balneazione nel tratto
di litorale sottostante il villaggio turistico sito in località
Punta Spalmatore del comune di Ustica, relaziona quanto segue:
alle ore 18.00 circa del giorno citato in premessa, il
sottoscritto espletava un apposito sopralluogo nel tratto
costiero sopra indicato, al fine di constatare la natura dei
lavori oggetto della segnalazione ed i soggetti committenti.
A seguito di una ricognizione generale dei luoghi, si
constatava che nel tratto di costa sottostante il villaggio
citato nelle premesse e, più precisamente, presso l'area posta a
ridosso del muretto in pietra che delimita la strada vicinale (p.
catastale n. 173 del f.d.m. n. 10), erano in corso di
realizzazione i lavori di posa di materiale alla rinfusa che
presentava, per quanto visivamente possibile constatare,
caratteristiche simili al sassolino in pietra, di colore
abbastanza scuro e simile a quello delle rocce preesistenti, che
caratterizzano il tratto di litorale in esame.
Interpellate pertanto, alcune persone presenti sui luoghi, si
apprendeva che il materiale steso sul suolo (senza fare comunque
uso di malta cementizia) sarebbe servito al fine di adattare
l'area, peraltro morfologicamente rocciosa, scoscesa ed
abbastanza impraticabile, per la successiva posa di un gruppo di
cabine, box di ristorazione e servizi igienici; il tutto facente
parte del realizzando complesso balneare che sarà utilizzato
dalla SIATAS , gestore anche del soprastante villaggio
turistico.
Per tale ragione si procedeva a convocare, nei locali della
sede dell'Ufficio, il titolare della Società committente i
lavori, al fine di acquisire, nell'ambito delle specifiche
attribuzioni dell'Autorità marittima, le autorizzazioni e/o nulla
osta eventualmente in loro possesso e necessari al fine di poter
svolgere i lavori riscontrati.
Dal raffronto degli atti in possesso dell'Ufficio con quelli
prodotti, contestualmente, dalla parte interessata, è emerso che
la Ditta committente i lavori è in possesso:
di concessione demaniale marittima, ex art. 36 del Codice della
navigazione, n. 119 del 1 ottobre 2003 della Capitaneria di
Porto di Palermo, per l'occupazione di mq. 1.500 di pubblico
demanio marittimo, che prevede, in buona sostanza, la
realizzazione di alcuni camminamenti in graticcio di legno che si
estendono fino al mare e la posa di ombrelloni e sdraio;
di autorizzazione, ex art. 55 C.d.N., n. 1266 del 21 giugno
2003 della Capitaneria di Porto di Palermo, per la realizzazione
su suolo comunale posto contiguamente alla fascia demaniale ivi
esistente, un piccolo complesso balneare composto, in buona
sostanza, da cabine, servizi igienici, box per il ristoro dei
bagnanti ed alcune passerelle in legno che si collegano con
quelle previste dall'atto concessorio indicato al precedente
punto.
Dall'esame, inoltre, della documentazione tecnica facente parte
integrante dei documenti autorizzativi richiesti ed ottenuti
dalla parte interessata (concessione demaniale marittima ed
autorizzazione ex art. 55 del C.d.N.), è emerso che il materiale
rinvenuto (interamente su suolo comunale) è da attribuire alla
prevista realizzazione di un basamento in pietra lavica
dell'altezza di cm. 40, compiutamente indicato nel paragrafo
caratteristiche costruttive della menzionata relazione tecnica.
Per quanto attiene invece il segnalato accesso, nella zona in
questione, di una pala meccanica utilizzata per la sistemazione
dell'area in questione, pur non avendone riscontrato, in sede del
sopralluogo, l'effettiva presenza sui luoghi, il titolare della
Ditta committente i lavori ha dichiarato che il predetto mezzo è
stato adoperato effettivamente, al fine di livellare la pietra
lavica depositata su suolo comunale, senza intervenire, in alcun
modo, sulla morfologia generale dei luoghi.
Al fine di evitare pertanto possibili danni allo stato
geomorfologico dei luoghi, ricadenti peraltro all'interno della
zona B dell'area marina protetta, il sottoscritto ha esortato
il titolare della Ditta convocato presso gli uffici del Comando
ad astenersi, per il futuro, dall'adoperare mezzi che
contrastino, anche solo potenzialmente, con l'esigenza di
tutelare, sotto il profilo ambientale, la zona dell'area marina
protetta ove è prevista la realizzazione del piccolo complesso
balneare.
Letto, confermato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra
Gli Ufficiali/Agenti di P.G.
C 2 Cl. Np. Tumminia Luigi»
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. -«All'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, all'Assessore per la sanità,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che:
le pinete dell'Etna a causa della presenza dei numerosi nidi
sui pini, sono infestate dalla 'processionaria';
le larve infatti, oltre a danneggiare le piante, spostandosi in
'processione', diventano fonte di pericolose malattie sia per gli
animali sia per gli uomini;
il pericolo diventa ancor più allarmante considerato che molti
bambini frequentano tali luoghi e sono i più soggetti al contatto
con le larve;
malgrado esistano delle specifiche norme per procedere alla
disinfestazione dei luoghi, non si provvede, aumentando i rischi
che comunque si accentuano proprio in primavera;
per sapere come intendano intervenire al fine di provvedere
alla disinfestazione dei luoghi di cui in premessa, considerata
la gravità sia per la flora sia per i numerosi visitatori delle
pinete.» (1727)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1727, si
rappresenta che, successivamente alla sua istituzione, l'Ente
parco dell'Etna, in assenza di un chiaro quadro normativo circa
le competenze sulla problematica fitosanitaria, ha promosso un
programma sperimentale dal 1994 al 1999, finalizzato al
contenimento biologico integrato del lepidottero e concordato con
l'IRF, l'Ufficio speciale per la difesa del suolo e dell'ambiente
e l'Osservatorio di Acireale per le malattie delle piante.
Sebbene il D.M. 17 aprile 1998 abbia assegnato ad altre
amministrazioni la competenza relativa alla materia, attesa la
gravità della problematica ed il conseguente allarme sociale,
l'Ente Parco ha indetto una conferenza di servizi con le
Amministrazioni preposte nel corso della quale sono emerse tanto
la valenza forestale ed ambientale quanto quella sanitaria.
Inoltre, l'Ente Parco, venuto a conoscenza delle difficoltà
dell'Ufficio speciale per la difesa del suolo a proseguire
l'attività di monitoraggio della specie, ha avviato contatti per
la stipula di apposita convenzione col Dipartimento di Scienze
fitosanitarie dell'Università di Catania finalizzata a dare
continuità al predetto lavoro di monitoraggio ed i risultati, una
volta acquisiti dall'Ente, saranno messi a disposizione degli
Enti competenti al controllo fitosanitario della specie».
L'Assessore CASCIO
FORGIONE.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
il Comune di Palermo, in applicazione della l.r. n. 17/1998,
con delibera n. 126 del 3/5/2004 e con successiva nota prot. 229
del 27/1/2005, ha individuato le spiagge libere balneabili e non
balneabili: Mondello, Addaura, Sferracavallo Via Barcarello,
Addaura Punta Priola, Vergine Maria e Romagnolo allo scopo di
giungere all'affidamento a terzi della gestione mediante
esperimento di apposita gara;
l'Assessorato territorio e ambiente, Servizio 5 - demanio
marittimo, ha indirizzato al comune di Palermo una nota, prot.
26203 del 22/04/2005, nella quale si rilasciavano le concessioni
stagionali per le aree individuate nella succitata delibera
tranne per:
Sferracavallo Via Barcarello, su cui si sospendeva ogni
determinazione, nelle more che la ditta produca copia del parere
dell'Agenzia del demanio ed il parere dell'ente gestore della
Riserva marina prospiciente l'area chiesta in concessione;
Addaura Punta Priola, si concedeva solo una parte di area
mentre per la restante parte, su cui insiste un manufatto
abusivo, si rinviava per il concorso di più domande;
l'Assessorato ha stabilito il concorso, ai sensi dell'art. 37
del Codice della navigazione, per l'assegnazione a privati delle
aree di Sferracavallo e dell'Addaura riferendo che su di esse vi
era il concorso di più domande senza applicare il principio della
massima garanzia dell'esercizio pubblico e non considerando
peraltro che i privati interessati non hanno prodotto la
documentazione necessaria per gli interventi che ricadono sui SIC
(siti di interesse comunitario);
la Ditta che ha presentato richiesta per l'area di
Sferracavallo Via Barcarello è Playa Bonita s.a.s. con sede in
Via Cassandra 5 a Palermo il cui rappresentante legale risulta
essere il sig. Lorenzo Di Domenico;
nel caso dell'Addaura Punta Priola, il cui richiedente risulta
essere il sig. Francesco Cicala, Via del Nocciolo 21 - Carini,
siamo dinanzi alla richiesta di una concessione di un'area su cui
insiste un manufatto abusivo privo di qualunque licenza e dunque
senza alcuna destinazione d'uso in attesa dei piani
particolareggiati esecutivi previsti dal vigente strumento
urbanistico;
in assenza della destinazione d'uso del manufatto in questione
non si comprende quale legittima attività possa svolgere un
privato;
il 9 giugno 2005 nell'area di Punta Priola, su cui è stata
chiesta la sdemanializzazione del manufatto abusivo, sono stati
apposti i sigilli dalla Capitaneria di Porto per la ripresa dei
lavori abusivi;
rilevato che:
l'art. 36 del Codice della navigazione (concessione di beni
demaniali) stabilisce che, compatibilmente con le esigenze del
pubblico uso, l'amministrazione marittima (oggi la Regione) può
concedere l'occupazione e l'uso, anche esclusivo, dei beni
demaniali e di zone di mare territoriale per un determinato
periodo;
l'art. 37 del C.d.N. prevede che nel caso di più domande per la
stessa area è preferito il richiedente che offre maggior garanzie
di proficua utilizzazione della concessione e risponda ad un
rilevante interesse pubblico;
la l.r. n. 37/1985 stabilisce che per edifici non sanabili
ricadenti su aree demaniali non alienabili, il comune preveda la
demolizione del manufatto o l'utilizzo pubblico dello stesso con
delibera del Consiglio comunale;
per sapere:
se non ritenga che la mancata assegnazione al comune di Palermo
delle aree di Sferracavallo Via Barcarello e dell'Addaura Punta
Priola costituisca una violazione dell'articolo 37 del Codice
della navigazione;
quali criteri spingano a ritenere che la Ditta Playa Bonita
s.a.s. possa meglio garantire un 'rilevante interesse pubblico'
rispetto al Comune di Palermo che istituzionalmente è preposto a
tale funzione e se sussistano rapporti diretti tra il
rappresentante legale della società in questione, il sig. Lorenzo
Di Domenico, e componenti della segreteria particolare
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente;
qualora sussistessero rapporti d'interesse diretto tra
componenti della segreteria particolare dell'Assessore predetto e
i rappresentanti della società Playa Bonita, quali misure intenda
adottare per garantire una imparziale e trasparente gestione
amministrativa relativamente alle spiagge interessate;
per quali ragioni si propenda per l'assegnazione a privati di
un'area su cui ricade un manufatto abusivo, nel caso di Punta
Priola, la cui destinazione può essere ricompresa solamente in
aree di libero varco a mare;
se risponda al vero che il sig. Francesco Cicala, richiedente
per la sdemanializzazione dell'area Addaura Punta Priola, sia
anche consulente della Capitaneria di porto.» (2272)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2272 e
tenuto conto degli articoli 2, 7 e 8 della l.r. 15 maggio 2000,
n. 10 che disciplinano funzioni, responsabilità e compiti
dell'Amministrazione regionale, preliminarmente riferisco quanto
rassegnato dal Servizio 5 Demanio marittimo del Dipartimento
territorio ed ambiente:
In esito alle notizie chieste dall'Ufficio di diretta
collaborazione all'opera dell'Assessore, con nota prot. n. 3606
del 27 luglio 2005, si deve osservare preliminarmente che le
notizie riportate nell'interrogazione in oggetto risultano
piuttosto confuse e non veritiere.
In particolare si evidenzia che la l.r. n. 17/98 afferisce
esclusivamente all'espletamento del servizio di salvataggio nei
tratti di spiaggia destinati alla balneazione, mentre le
richieste di concessione avanzate dal Comune di Palermo,
riguardano la realizzazione di strutture balneari, dotate di
tutti i servizi essenziali, tra cui anche il servizio di
salvataggio, nonché quelli accessori, quali noleggio sedie,
ombrelloni, chiosco bar etc.
Inoltre il piano di utilizzo delle spiagge predisposto dal
Comune non è stato approvato da questo Assessorato e, quindi, non
spiega alcuna efficacia.
Peraltro, per quanto riguarda le spiagge di Addaura (accanto
alla Marsa) e Mondello, il Comune di Palermo risulta già
concessionario da diversi anni e annualmente provvede
all'affidamento in gestione dei relativi servizi a terzi
soggetti. Per queste aree non esiste, pertanto, alcun contenzioso
o concorso di sorta.
Avuto riguardo, invece, alle altre aree più recentemente
chieste in concessione dall'Amministrazione civica, si
rappresenta quanto segue:
1) Area di Romagnolo
Tale area è compresa in un più ampio tratto di litorale per il
quale era già stata rilasciata concessione in favore
dell'Amministrazione provinciale di Palermo al fine di realizzare
un intervento di riqualificazione del litorale.
Ciò nondimeno si è provveduto a rilasciare in favore del Comune
una concessione per la corrente stagione a condizione che la
Provincia regionale di Palermo iniziasse i relativi interventi
oltre il termine del periodo di balneazione e con alcune
ulteriori riduzioni e prescrizioni.
2) Area Addaura (Punta Priola ex Bellavista)
La richiesta comprende una zona demaniale già oggetto di una
procedura concorsuale ex art. 37 C.N., precedentemente attivata
ed in corso di definizione.
Poiché la richiesta del Comune è pervenuta oltre i termini
fissati dalla pubblicazione esperita nell'ambito del suddetto
concorso, la richiesta stessa doveva essere rigettata:
Peraltro, il progetto del Comune non prevede né l'utilizzo né
alcun intervento di manutenzione e/o ristrutturazione
dell'immobile demaniale ex bellavista (non abusivo) insistente
sull'area richiesta.
Tenuto conto delle finalità pubbliche dell'intervento proposto
e della disponibilità in tal senso manifestata dai funzionari
dell'Amministrazione comunale questo Assessorato ha ritenuto,
invece, di dover prendere in esame la richiesta in argomento
limitatamente alla porzione di suolo non interessata dal concorso
di cui sopra, ed a tal fine è stata rilasciata una concessione.
Entro tali limiti è stata rilasciata una concessione stagionale
in favore del Comune di Palermo.
E' stata posta come condizione preliminare, al pari di quanto
richiesto alla ditta aggiudicataria del concorso di domande della
confinante area, la definizione, con esito favorevole, delle
procedure relative alla valutazione d'incidenza, essendo l'area
stessa interessata da un SIC.
In merito alle altre osservazioni formulate dall'interrogante
relativamente a tale area, giova evidenziare che il concorso di
domande sopra richiamato non riguarda la ditta Cicala Francesco.
La suddetta ditta ha, invero, avanzato richiesta di
sdemanializzazione di un'altra d.m., sempre in loc. Addaura, ma
ben distante da quella in argomento, su cui insiste una porzione
di fabbricato. Tale richiesta non è stata accolta.
Di recente, su segnalazione della stessa ditta Cicala, la
Capitaneria di Porto ha accertato l'esecuzione di interventi
abusivi sul citato manufatto, ad opera di ignoti, operando
conseguentemente il sequestro delle opere ed apponendovi i
sigilli.
3) Spiaggia di Vergine Maria
L'area si sovrappone ad altre tre richieste di concessione. In
seguito al concorso di domande instauratosi ai sensi dell'art. 37
C.N. questo Assessorato ha autorizzato la Capitaneria di Porto a
procedere al rilascio della concessione stagionale in favore del
Comune di Palermo, sia pure a condizione che venisse ridotta
l'area richiesta e la struttura da realizzare, mediante
l'eliminazione dei due elementi aggregativi esterni e la
collocazione, in posizione centrale di uno solo dei due moduli
chiosco bar deposito previsti in progetto. Tale preferenza è
stata accordata rispetto ai progetti in concorrenza, in quanto si
è ritenuto che l'accesso libero all'arenile e l'utilizzo gratuito
dei servizi esenziali connessi alla balneazione (salvataggio,
servizi igienici, docce) rispondesse ad un più rilevante
interesse pubblico.
4) Area di Sferracavallo (Via Barcarello)
La richiesta è in concorso con quella della ditta Playa Bonita.
Per tale area questo Assessorato, con nota prot. n. 26351 del
22 aprile 2005, ha sospeso ogni determinazione in merito al
rilascio della concessione, non essendosi ancora concluso il
relativo iter istruttorio.
Solo di recente, con nota prot. n. 2006, pervenuta l'11 luglio
2005, la capitaneria di Porto ha relazionato in merito alla
conclusione dell'istruttoria.
Nessuna determinazione è stata ancora assunta in ordine
all'assegnazione dell'area.
Ciò premesso ed al fine di fornire riscontro alle specifiche
interrogazioni formulate, si ribadisce che:
-al Comune di Palermo sono state già assegnate, per la corrente
stagione estiva, le aree di Romagnolo, Vergine Maria ed Addaura
(Punta Priola - limitatamente alla parte di richiesta
ammissibile), oltre alle concessioni già da tempo rilasciate
relative alle aree di Mondello ed Addaura (Marsa);
-l'area di Sferrecavallo (Via Barcarello), non è stata ancora
assegnata, essendosi definita la relativa procedura istruttoria
solo di recente;
-non è stato violato il principio contenuto dall'art. 37 C.N.
ed anzi, le determinazioni ad oggi assunte ai fini
dell'assegnazione delle aree di Vergine Maria, Addaura (Punta
Priola) e Barcarello, sono state ispirate al rigoroso rispetto
della norma e delle procedure previste dallo stesso Codice della
Navigazione e dalle altre norme vigenti in materia (pubblicazione
domande);
-il manufatto ex Bellavista (Punta Priola) non è abusivo.
Necessita tuttavia di urgenti interventi di manutenzione
(comunque mai previsti dall'Amministrazione comunale) che la
ditta aggiudicataria della licitazione privata assicurerà, nel
rispetto dei pareri e delle prescrizioni formulate da tutti gli
enti chiamati ad esprimersi in sede istruttoria, ivi compreso lo
stesso Comune di Palermo, per i profili urbanistici;
-la richiesta di sdemanializzazione (e non di concessione)
avanzata dalla ditta Cicala Francesco non riguarda le aree ed i
manufatti chiesti in concessione dal Comune di Palermo né, per
quanto a conoscenza di questo Ufficio, risulta che lo stesso sia
consulente della capitaneria di Porto.
Alla luce delle considerazioni che precedono risulta priva di
riscontro l'affermazione dell'interrogante in ordine alla
preferenza accordata al privato rispetto al Comune.
Sembra tuttavia opportuno rilevare che, comunque,
l'Amministrazione comunale non gestisce direttamente le
concessioni in argomento ma le affida in gestione, ai sensi
dell'art. 45 bis C.N., a terzi soggetti privati, previa stipula
di appositi contratti a titolo oneroso per la pubblica
Amministrazione.
Premesso quanto sopra, riporto il testo dell'art. 37 C.N.
relativo al concorso di più domande di concessione, secondo il
quale:
Nel caso di più domande di concessione, è preferito il
richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione
della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso
che, a giudizio dell'Amministrazione, risponda ad un più
rilevante interesse pubblico.
Al fine della tutela dell'ambiente costiero, per il rilascio di
nuove concessioni demaniali marittime per attività turistico-
ricreative è data preferenza alle richieste che importino
attrezzature non fisse e completamente amovibili. E' altresì data
preferenza alle precedenti concessioni, già rilasciate, in sede
di rinnovo rispetto alle nuove istanze. Qualora non ricorrano le
ragioni di preferenza di cui ai precedenti commi, si provvede a
licitazione privata .
Pertanto, come è evidente, il rilevante interesse pubblico al
quale si riferisce la predetta norma va principalmente valutato
in termini sostanziali, come può evincersi dai progetti in
concorso e non presuntivamente ed in modo esclusivo in relazione
alla sola qualità di soggetto pubblico del proponente.
In ultimo, nella ferma convinzione che le interrogazioni, le
interpellanze e gli altri strumenti dei quali può avvalersi il
parlamentare nell'espletamento del proprio mandato assolvono ad
una importante ed irrinunciabile funzione di controllo
democratico del Parlamento sull'operato del Governo, non posso
esimermi dal fare le considerazioni che seguono.
Ciò che sorprende non è la legittima richiesta di informazioni
in ordine agli affidamenti in concessione delle spiagge del
litorale isolano, ma l'improprio utilizzo di un così importante
atto parlamentare ispettivo per sollevare sospetti infondati e
indiscriminati, che respingo con fermezza, in quanto strumentali
solo ad un attacco contro la persona dell'Assessore per il
territorio e l'ambiente ed i suoi uffici.
Tale metodo è inaccettabile in un confronto democratico e
politicamente corretto che meglio si addice ad un Parlamento
dalle antiche tradizioni quale è quello dell'Assemblea regionale
siciliana.
In conclusione, alla luce delle superiori informazioni che
smentiscono e disvelano prive di fondamento le allusioni
contenute nell'atto ispettivo cui rispondo, rassicuro l'onorevole
Forgione che tutte le misure adottate o in corso di adozione sono
pienamente conformate al dettato della legge ed ai principi di
imparzialità, trasparenza, efficienza e buon andamento della
pubblica Amministrazione.
Comunque, ove l'onorevole interrogante non ritenga soddisfatte
le sue richieste attraverso il presente atto ispettivo
parlamentare, può rassegnare le sue illazioni presso le apposite
sedi istituzionali».
L'Assessore CASCIO