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Resoconto d'Aula della Seduta n. 314 di martedì 20 settembre 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Avverto  che  del processo  verbale  della  seduta
  precedente, sarà data lettura nella prossima seduta.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Dibattito sulla situazione dell'agricoltura ed, in particolare,
                  della vitivinicoltura in Sicilia

    PRESIDENTE   Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Dibattito  sulla situazione dell'agricoltura ed, in  particolare,
  della vitivinicoltura in Sicilia.
   Onorevole   colleghi,  l'ordine  del  giorno  non   prevede   un
  documento, né dell'onorevole Speziale né dell'onorevole Leontini,
  ma    prevede    soltanto   un   dibattito    sulla    situazione
  dell'agricoltura  ed,  in particolare, della  vitivinicoltura  in
  Sicilia.
   Se  ci  fosse  stato un ordine del giorno, avremmo dovuto  farlo
  illustrare.  Si tratta invece di una discussione su  un  problema
  pertinente   una   materia  che  è  interamente   di   competenza
  dell'assessorato  cui  lei è preposto,  onorevole  Leontini,  con
  particolare riferimento alla vitivinicoltura. Per cui ho ritenuto
  più  opportuno che si aprisse il dibattito con una  sua,  seppure
  breve, relazione.
   Se  poi  si  vorrà procedere alla  votazione di   un  documento,
  certo  non  lo  impedirò,  ma in atto  non  c'è  alcun  documento
  materiale.
   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per illustrare la  posizione
  del  Governo sulla questione affrontata nel corso della  giornata
  anche in altre sedi.

    LEONTINI   assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, abbiamo  affrontato  in  questi
  ultimi  giorni, in queste ultime settimane, il problema  relativo
  alla  crisi  del settore vitivinicolo con particolare attenzione,
  cercando  di  conciliare  interventi di natura  emergenziale  con
  alcuni  impegni,  sin  da  oggi predisposti,  per  una  serie  di
  programmazioni  e di destinazione di risorse in prospettiva,  per
  il potenziamento del settore.
   E   lo   abbiamo  fatto,  tenendo  proprio  conto  delle   prime
  necessità,  poste  dai produttori, riguardanti  il  ricorso  alla
  distillazione di crisi - che è stata da noi richiesta nell'aprile
  di  quest'anno - e che è stata inoltrata, a sua volta,  da  parte
  del  Governo  nazionale, all'Unione europea, dopo che  la  nostra
  richiesta  fu corredata e integrata da quelle avanzate  da  altre
  regioni  che,  nel  frattempo, avevano  espletato  le  incombenze
  elettorali.
   La  nostra Regione è stata la prima ad inoltrare la richiesta di
  distillazione di crisi. E' vero. Ma se è vero che era un  periodo
  nel  quale  era  possibile ritenere che  questa  richiesta  fosse
  stata  inoltrata  troppo tardi,  tardi  non  era,  in  quanto  un
  Governo  e  una  produzione  (impegnati  in  una  attuazione   di
  programmi,  destinati alla qualità, anche a  livello  nazionale),
  tendono   a   considerare  la  necessità  di  un   ricorso   alla
  distillazione di crisi come extrema ratio rispetto a tante  altre
  iniziative  e  interventi  che,  nel  settore,  sono  finalizzati
  proprio alla qualificazione della produzione.
   Abbiamo   ottenuto,   da  parte  del  Governo   nazionale,   una
  autorizzazione ad una quantità di distillazione di due milioni di
  ettolitri  che, rispetto alle originarie necessità  indicate  dal
  Governo  regionale,  si  mostra  sicuramente  insufficiente.  Ma,
  proprio  per  questo,  abbiamo chiesto ed ottenuto  un  incontro,
  proprio  l'altro  ieri sera da parte del Ministro  Alemanno,  nel
  quale  abbiamo sottolineato la necessità, comunque, di  pervenire
  ad una quantità di ettolitri da distillare che sia rispondente al
  fabbisogno  indicato  dai  produttori siciliani.  Che  ciò  possa
  avvenire  con  l'integrazione  che abbiamo  fortemente  richiesto
  rispetto  all'autorizzazione già  ottenuta  (da  2  milioni  a  4
  milioni  di  ettolitri)  o  con  il soddisfacimento  della  quota
  indicata  dalla  Sicilia, nell'ambito dei 2  milioni,  questo  lo
  vedremo  nei prossimi giorni, perché il Ministero delle Politiche
  agricole  ci  fornirà  una  risposta  sull'iniziativa  che,   nel
  frattempo,  è  stata  inoltrata all'Unione Europea,  proprio  per
  pervenire  ad una quantità superiore di ettolitri destinati  alla
  distillazione.
   Abbiamo   anche  affrontato,  in  un  tavolo  tecnico  istituito
  all'indomani  di  un  incontro svoltosi  in  Presidenza,  tra  il
  Governo  e  le parti che rappresentavano i produttori, un  lavoro
  finalizzato  a  fissare e valutare i livelli  dei  prezzi  minimi
  indicativi che si ritengono congrui per sconfiggere ricorsi  alla
  speculazione che, per certi aspetti, si temono o, per  altri,  si
  intravedono in questo momento di difficoltà.
   Gli  incontri  si  sono  susseguiti con  le  organizzazioni  dei
  produttori,  le  cooperative, le categorie agricole  e,  ritenuto
  necessario  ed  urgente  un intervento a  sostegno  del  comparto
  vitivinicolo, abbiamo predisposto un apposito protocollo d'intesa
  con  la  Guardia di Finanza; ci siamo avvalsi dei  dati  e  degli
  elementi in possesso dell'Osservatorio dei prezzi della Regione e
  del Ministero delle Politiche agricole e forestali, abbiamo anche
  cominciato  ad  attivare controlli mirati, a  rilevare  i  prezzi
  lungo  la  filiera  vitivinicola e abbiamo  fissato,  altresì,  i
  prezzi  minimi  indicativi  per  quanto  riguarda,  così  come  i
  produttori chiedevano, sia le uve pregiate che le uve comuni.
   Pertanto,  vi  leggo  l'elenco delle  soluzioni,  relative  alla
  vendemmia 2005, che il tavolo tecnico ha indicato con un atto  di
  indirizzo emanato dal Governo, da me personalmente come Assessore
  al ramo:
     Merlot  50  centesimi; Cirà: 45 centesimi;  Nero  d'Avola:  40
  centesimi;  Cabernet  Sauvignon:  50  centesimi;  Sangiovese:  35
  centesimi;  Nerello Mascalese: 30 centesimi; altre uve  nere:  35
  centesimi;   Inzolia:  30  centesimi;  Cataratto:  25  centesimi;
  Trebbiano: 22 centesimi; Grecanico: 25 centesimi; Chardonnet:  50
  centesimi e altre uve bianche: 25 centesimi.
   Nel  frattempo,  con  il  collega al Territorio  e  all'ambiente
  abbiamo   affrontato,  il  problema  della  utilizzazione   dello
  smaltimento  delle vinacce e, quindi, della concreta  possibilità
  di  ottemperare  alle  operazioni  di  distillazione,  così  come
  previste nell'intesa con il Governo nazionale e con i produttori.
   Proprio  oggi,  in un incontro con i produttori, il  collega  al
  Territorio,  l'assessore Cascio, ha indicato tutta  la  procedura
  espletata  finora e quindi l'indicazione fornita dal  Governo  ed
  anche  gli  adempimenti che il Governo ha  posto  in  essere,  in
  attesa   del  provvedimento  definitivo  da  parte  dell'autorità
  giudiziaria, inerente l'attività della Distilleria Bertolino.
   Abbiamo   anche   indicato   alcune  possibilità   concrete   di
  utilizzazione  di programmi e risorse che possano riguardare,  in
  questo  momento, l'emergenza ma, nello stesso tempo, possono  far
  guardare  ad  interventi, in prospettiva,  di  potenziamento  del
  comparto.
   C'è  da  valutare  che  il  ricorso a una  legge  con  dotazione
  finanziaria,  in  questo  senso orientata,  può  incorrere  nelle
  medesime censure della Comunità Europea, in cui si sono imbattute
  le   precedenti  nostre  iniziative  parlamentari  e  legislative
  (vedi,ad  esempio,  legge  sullo smaltimento  delle  carcasse  in
  zootecnia),  che pur prevedendo una dotazione ben precisa  e  pur
  rispondendo  ad  una  finalità ben  precisa,  che  il  mondo  dei
  produttori in quel caso aveva inoltrato, è incorsa nella  riserva
  prima  e  nella  censura dopo, da parte degli uffici  dell'Unione
  europea  per  la solita procedura di infrazione e la  valutazione
  dell'intervento assistenziale come aiuto di Stato.
   Questo,  ovviamente, ci impone oggi di guardare al comparto  con
  la  necessità  di forgiare strumenti che siano di  più  immediata
  utilizzazione e di concreta attuazione.
   Uno  di  questi lo indicavo proprio oggi, nell'incontro con  gli
  altri   colleghi  parlamentari  e  con  i  produttori,   riguarda
  l'attività di redistribuzione  e di programmazione delle  risorse
  relative ai fondi POR, che sto guidando proprio in questi  giorni
  in  Assessorato,  e  che  ci  porterà,  tra  qualche  giorno,   a
  destinare,  in modo diverso, alcune somme che, inserite  fino  ad
  oggi nella misura 4.11, e non spendibili entro il 31 dicembre  di
  quest'anno,  possono, così individuate, essere stornate  per  una
  misura più rispondente alle finalità di cui stiamo parlando.
   La  misura   é quella della 4.09, rispondente alle necessità  di
  commercializzazione  e  trasformazione   e,   con   una   congrua
  destinazione  di  risorse,  che  in  questo  momento  non  voglio
  anticipare, ma che può essere quantificata nei prossimi giorni e,
  comunque, non inferiore a 30 milioni di euro, si potrà emanare un
  bando  che possa riguardare in modo specifico la viticoltura,  la
  vitivinicoltura, le esigenze di qualificazione, di promozione, di
  commercializzazione  e  di  trasformazione;  con  una   finalità,
  ovviamente, ben precisa, relativa all'imbottigliamento,  che  può
  riguardare  da vicino la necessità di qualificazione  che  questa
  produzione  avverte  e con la quale, proprio  in  questi  giorni,
  stiamo  facendo i conti.
   E'  questa una delle necessità messe in campo dai produttori per
  questa  prospettiva e questa è la risposta concreta del   Governo
  che,  nei  prossimi  giorni, avendo attivato tutti  i  tavoli  di
  confronto necessari con i produttori, ma anche i tavoli  tecnici,
  cercherà di attuare.
   Lo  abbiamo  fatto  anche tenendo conto, e  oggi  il  Presidente
  della  Regione  lo ha confermato, di una somma che, direttamente,
  il  Governo  destinerà  al comparto e sceglieremo,  nei  prossimi
  giorni,  sia attraverso un confronto parlamentare, che attraverso
  un  confronto  con  i produttori, come utilizzare  questa  stessa
  somma  e come ritagliarla dal budget complessivo che, proprio  in
  questi giorni, nell'interlocuzione con il Governo nazionale e con
  il  ministro  Siniscalco, il Governo regionale, e soprattutto  il
  Presidente Cuffaro, è riuscito ad ottenere, al fine di  destinare
  anche  uno stanziamento del bilancio regionale a questa  finalità
  emergenziale.  Non  dimenticando  che,  all'emergenza,  si   deve
  accompagnare una concreta attività di potenziamento  del  settore
  in  prospettiva, per l'avvenire, onde evitare che,  nei  prossimi
  mesi,    il   problema   possa   ricorrere,   con   le   medesime
  caratteristiche,  le  medesime  modalità,  con  le  quali  si   è
  presentato in questi ultimi mesi.
   Abbiamo  anche messo in campo tutta una serie di iniziative  che
  riguardano la promozione, l'OCM, le strade e le rotte  del  vino,
  la circolare sui vigneti irregolari.
   Nei  giorni  scorsi,  abbiamo anche  tenuto  conto  di  un'altra
  possibilità: la proposta del Governo nazionale, nei mesi  scorsi,
  di  un  disegno di legge, poi convertito in legge, la  n. 71  del
  febbraio scorso, che prevedeva interventi nei settori agricoli, a
  ristoro dei territori colpiti da crisi di mercato.
   Come  Governo della Regione contribuimmo ad interloquire con  il
  Governo  nazionale  nella elaborazione dei  contenuti  di  quella
  norma.
   L'articolo  1,  che stanzia i fondi da destinare a  ristoro  dei
  territori  colpiti dalla crisi di mercato, è anch'essa  incappata
  nelle censure dell'Unione europea.
   Abbiamo  ottenuto  nei  giorni  scorsi,  da  parte  del  Governo
  nazionale  che,  pur  mantenendo l'impegno ad  utilizzare  quella
  dotazione    finanziaria,    un   intervento    immediato,    che
  corrispondesse   alle   necessità  presentate   dalle   emergenze
  siciliana e pugliese, dovesse essere messo in campo.
   Un  decreto,  in  questo  senso, è stato  emanato  dal  Ministro
  Alemanno,  riguardante  una dotazione  finanziaria  di  circa  90
  milioni di euro, con una destinazione di 80,4 milioni di euro per
  le  uve  destinate alla trasformazione e circa 9 milioni di  euro
  per le uve da tavola.
   Questo   è  il  decreto  che,  nei  prossimi  giorni,  sarà   in
  Commissione,    il    22   settembre,   per    un'audizione    e,
  successivamente, in Aula per la conversione in legge.
   E'  un  altro strumento che si aggiunge e che è stato  richiesto
  da  noi  stessi.  Così come abbiamo ottenuto un  decreto  per  il
  risarcimento  dei danni provocati dalle calamità,  per  gli  anni
  2004-2005,  provvisto  di  una dotazione  finanziaria  di  trenta
  milioni di euro, solo per la Sicilia.
   Una  dotazione  finanziaria che è la più  cospicua,  riguardante
  una  serie  di  eventi calamitosi che sono stati  riconosciuti  e
  declarati, sia con atto del Governo regionale, che con  relazioni
  degli Ispettorati provinciali.
   Gli  eventi  calamitosi sono ventinove in tutto  e  sono  quelli
  inseriti   nella  fascia  temporale  che  va  dal  gennaio   2004
  all'ultimo evento calamitoso, declarato nel 2005.
   Per  quanto riguarda, invece, le calamità pregresse - e in  modo
  particolare i fondi della siccità del 2002, che rimasero bloccati
  dopo  un  decreto  che  ne  prevedeva l'utilizzazione  attraverso
  limiti  d'impegno  fissati  nel  2003,  ma  da  attualizzare   in
  strumenti legislativi successivi - abbiamo ottenuto, proprio  con
  la  legge  71, la possibilità di sbloccare quei limiti d'impegno:
  c'era  cioè  una dotazione economica bloccata con la  finanziaria
  del  2003  e  2004 e per i quali non si erano potuti attualizzare
  quegli  stessi limiti d'impegno. Con la legge 71,  invece,  si  è
  sbloccata questa materia.
   Tuttavia, proprio nella riunione che l'altro giorno si è  svolta
  al  Ministero,  tra  il Governo regionale ed  il  Ministro  delle
  politiche agricole, abbiamo fatto uno schema delle quote relative
  alle attualizzazioni che il Governo nazionale deve ancora versare
  alla  Sicilia,  ossia un censimento dei trasferimenti  dovuti  al
  territorio siciliano.
   Nei  prossimi  giorni,  il  Ministero delle  politiche  agricole
  provvederà  ad una verifica di tale riparto di somme negli  anni,
  dunque delle annualità dovute e di quelle già corrisposte e anche
  questa sarà una materia che potremo definire sbloccata.
   Per  quanto  riguarda un altro aspetto fondamentale, riguardante
  la  crisi del mercato del settore che attanaglia i produttori, in
  modo  particolare, e cioè le esposizioni debitorie nei  confronti
  degli  istituti di credito, siamo intervenuti con una iniziativa,
  non  soltanto  nei confronti degli istituti di credito  medesimi,
  con  i  quali  già  abbiamo attuato una  serie  di  incontri  per
  pervenire  ad  una sorta di protocollo d'intesa  ed  indurre  gli
  stessi  ad una politica più sensibile alle esigenze della  nostra
  produzione, mediate proprio dalla sensibilizzazione del  Governo,
  ma   abbiamo  ottenuto,  da  parte  del  Ministro  Alemanno,   la
  rassicurazione  di  un  intervento  particolare  condotto  presso
  l'Unione  Europea,  nei prossimi giorni, che  potrebbe  portarci,
  nel  breve  periodo,  a  stipulare una convenzione  con  l'ISMEA,
  affinché  si  possa  avere come finalità la ristrutturazione  dei
  debiti,  cioè  la rimodulazione delle esposizioni  debitorie  nei
  confronti  degli  istituti  bancari, con  un  abbattimento  delle
  stesse esposizioni ed un calcolo degli interessi da diluire in un
  periodo  che va dai quindici ai vent'anni: si consente così  alle
  aziende  di potere rientrare, secondo una frammentazione  rateale
  più consona alle attuali difficoltà del mondo della produzione.
   Questo  è  l'oggetto di una convenzione che è già pronta  e  che
  abbiamo    concordato   con   l'ISMEA,   la    quale,    ottenuta
  l'autorizzazione   comunitaria,  diventerà   lo   strumento   per
  un'importante   attività   di   rinegoziazione   dei   mutui    e
  ristrutturazione    dei   debiti,   nella   quale    interverremo
  direttamente proprio attraverso l'Ismea e tale convenzione.
   Questi  sono  alcuni interventi che abbiamo messo in  campo  nel
  tempo,  cercando  di conciliare le emergenze con la  prospettiva,
  tenendo conto del fatto che una somma derivante dai trasferimenti
  che  il Governo nazionale, in questi giorni, ha anticipato e  che
  dovranno  pervenire  proprio  al  nostro  Governo  e  al   nostro
  territorio,  possa  essere  utilizzata  come  somma  del   nostro
  bilancio   per   un'iniziativa  legislativa  che,  proprio   oggi
  pomeriggio,   è  stata  argomento  di  discussione  nell'incontro
  promosso  dal  Presidente dell'Assemblea con i  produttori  ed  i
  rappresentanti  di  questi  e  che auspico  si  possa  concordare
  insieme  affinché  non  incappi,  come  altre  precedenti  misure
  legislative  da noi adottate in questa Aula nel recente  passato,
  nelle  riserve  dell'Unione europea,  dei  suoi  uffici  e  nella
  procedura di infrazione.

    PRESIDENTE   Comunico  che è stato presentato  dagli  onorevoli
  Cracolici,   Speziale,  Capodicasa,  Crisafulli,  De  Benedictis,
  Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, e Zago l'ordine del  giorno
  n. 597  Provvidenze per il settore vitivinicolo . Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

  Considerato:

    ·la crisi di mercato del settore vitivinicolo, provocata dalla
       mancanza di adeguate politiche e di misure strutturali e
       congiunturali le quali non hanno saputo accompagnare la crescita
       del settore, rallentandone l'ammodernamento tecnologico e la
       competitività;
  ·l'insufficiente sostegno delle politiche pubbliche alla
  possibilità di autorganizzazione del sistema vitivinicolo
  siciliano  che,  alla data di oggi,  registra due differenti
  velocità di crescita tra un gruppo d'imprese singole e
  cooperative capaci di confrontarsi sul mercato di qualità e un
  maggior numero d'imprese singole e cooperative che accusano
  ritardi nel loro adeguamento tecnologico, produttivo e
  commerciale;
  ·che le giacenze accumulatesi soprattutto nelle cantine sociali
  hanno appesantito il mercato favorendo manovre speculative al
  ribasso;

                    impegna il Governo regionale

    ·a pubblicare, come concordato con le organizzazioni di
       categoria, il prezzo di orientamento su cui calcolare la misura
       di anticipazione per le uve della vendemmia 2005;
  ·ad approntare un intervento finanziario da corrispondere alle
  cantine sociali che saranno costrette a distillare le vinacce in
  impianti industriali ubicati al di fuori della Sicilia, la
  differenza dei costi di trasporto;
  ·a negoziare col Governo nazionale un quantitativo di vino
  siciliano da avviare alla distillazione di crisi e consentire con
  un maggiore finanziamento dello Stato un ampliamento della
  distillazione facoltativa;
  ·a reperire le risorse finanziarie per anticipare la
  liquidazione del pregresso dovuto alle imprese agricole singole e
  associate colpite da calamità naturali;
  ·a rendere possibile la cessione all'INPS di crediti vantati
  dalle imprese agricole singole e associate verso la Regione e lo
  Stato;
  ·a recepire nella normativa regionale gli aiuti consentiti per
  l'ammodernamento del settore agroalimentare previsti dal
  regolamento CE n. 1/2004, che consentirebbe alle cooperative
  agricole di accedere all'IRCAC;
  ·a intervenire affinché le riforme delle OCM del vino e
  dell'ortofrutta prevedano il trasferimento degli aiuti di settore
  direttamente ai produttori;
  ·a predisporre il potenziamento e la riforma dell'Istituto Vite
  Vino;
  ·a finanziare progetti di ricerca e innovazione nel settore
  agricolo;
  ·a rivedere la legislazione sulla cooperazione per consentire il
  potenziamento e l'adeguamento alle nuove realtà di mercati
  globali, alle nuove opportunità di sistema e di distretti di
  qualità, basati sull'autocertificazione e sull'origine geografica
  dei prodotti sostenendo con un piano di settore la promozione e
  il marketing del vino siciliano;
  ·a favorire le politiche pubbliche e fiscali per la riduzione
  dei costi di produzione: gasolio, trasporti, servizi materiali e
  immateriali alle imprese.» (597)

         CRACOLICI, SPEZIALE, CAPODICASA, CRISAFULLI,DE BENEDICTIS,
                         GIANNOPOLO, ODDO, PANARELLO, VILLARI, ZAGO

    ORTISI  Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del  giorno
  numero 597.

    BARBAGALLO  Dichiaro di apporre anche la mia firma.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire
  che dalle parole dell'Assessore, sia questo pomeriggio in Aula ma
  anche qualche ora fa in quella lunga discussione con i produttori
  vitivinicoli   siciliani,  sembra   di   vivere   in   un   Paese
  completamente diverso .
   Vorrei  sapere  perché  questa mattina  migliaia  di  produttori
  vitivinicoli hanno invaso la città di Palermo con mezzi agricoli;
  hanno   manifestato,  non  soltanto,  un  punto  di  vista,   una
  difficoltà,  ma  la  disperazione di un settore  che  rischia  di
  cancellare  migliaia  di imprese e di operatori  che  vivono  del
  reddito che producono attraverso il lavoro in campagna
   Ho  la  netta  sensazione  che non vi sia  consapevolezza  della
   polveriera'  che  esiste  nelle  nostre  campagne,  nei  comuni,
  soprattutto  in  quelli  ad alta concentrazione  vitivinicola,  e
  dello stato di disperazione sociale che si sta delineando.
   E  mi  ha colpito un fatto. Come è noto il Presidente ha  scelto
  di  svolgere  questo incontro, sebbene fosse stata  richiesta  la
  partecipazione  a  tutti  i Gruppi parlamentari,   attraverso  un
  confronto  tra  Governo  e  produttori,  quindi,  non   è   stato
  consentito di mettere a disposizione di quell'incontro  punti  di
  vista,  ma anche proposte, ipotesi di lavoro per fronteggiare  la
  crisi,  ma  anche per assumere il tema della crisi  agricola,  ed
  oggi vitivinicola, come un tema che, in qualche modo, assume  una
  sua  priorità  nell'agenda di questo Parlamento e della  politica
  siciliana.
   La  seduta di oggi derivava da una richiesta avanzata dal Gruppo
  parlamentare  DS.  Si  era  deciso,  infatti,  di  inaugurare  la
  sessione post feriale con una seduta appositamente convocata, non
  solo,  da un punto di vista culturale, al fine di arricchire  gli
  elementi  di  conoscenza  del  problema  o  acquisire  anche   un
  linguaggio  tecnico che consente di comprendere le questioni,  ma
  per capire come questo Parlamento sia in grado di fare la propria
  parte   e   di   mettere  in  campo  iniziative  legislative   ed
  amministrative  che  sappiano muoversi  nella  doppia  direzione:
  fronteggiare   immediatamente la crisi ed avere una politica  che
  sappia  anche rettificare le politiche che si sono sviluppate  in
  tutti  questi  anni; se c'è una crisi non è solo  figlia  di  una
  congiuntura sfavorevole  Diciamoci le cose come stanno.
   Vorrei  citare  un dato per rappresentare, forse  plasticamente,
  la  dimensione  dei  problemi di cui  parliamo.  In  questi  anni
  abbiamo  realizzato  una grande operazione di  immagine;  persino
  l'Assessore per l'agricoltura che qualche settimana  fa  è  stato
  ospite  in  un convegno di Comunione e liberazione a  Rimini,  ha
  detto  - come risulta dal resoconto diffuso dalla stampa  -,  che
  l'agricoltura siciliana va benissimo, che siamo una  Regione,  da
  questo  punto  di  vista,  che ha innalzato  la  sua  qualità  di
  produzione  e  di  commercializzazione  dei  prodotti,   insomma,
  viviamo  in una sorta di Eden, teoria secondo la quale se  questa
  rappresenta  il  problema,  non si  capisce  perché  bisognerebbe
  occuparsi della crisi di questo settore.
   Infatti,  occuparsi  della crisi rischia di  negare  il  modello
  politico  virtuale che si è inaugurato in questi anni  a  partire
  dal  prodotto  vino,  prodotto grazie al  quale  la  Sicilia  sta
  conoscendo  mercati  prima  d'ora mai  esplorati  e,  quindi,  il
  marchio Sicilia va in giro per il mondo.
   Dai  dati pubblicati dall'Istituto Vite e Vino risulta che sugli
  oltre  360  operatori  dell'imbottigliamento,  che  operano   nel
  territorio siciliano, soltanto 28 di essi imbottigliano l'85  per
  cento  del  vino che viene imbottigliato in tutto  il  territorio
  siciliano. Ciò significa che meno del 9 per cento degli operatori
  delle  cantine,  case  vitivinicole che  imbottigliano  il  vino,
  soltanto  il 9 per cento di essi, imbottiglia l'85 per cento  del
  prodotto;  significa che c'è un 91,92 per cento  degli  operatori
  del  settore  vitivinicolo  che riesce  a  commercializzare  o  a
  tentare  di  commercializzare il 15 per cento  del  prodotto  che
  viene commercializzato in Sicilia.
   Credo,  allora,  che  stia  qui il  gap  delineatosi  in  questo
  settore.  Se  non partiamo dai dati strutturali non riusciremo  a
  comprendere  le iniziative idonee e necessarie per affrontare  il
  problema.
   Poco  fa,  il  Presidente della Regione ha  annunciato  che  una
  parte delle risorse negoziate con il Governo nazionale - che  era
  stato  annunciato dovevano servire per ripianare il debito  nella
  sanità, (1.600 miliardi di vecchie lire),  per intervenire per la
  stabilizzazione  del  precariato  in  Sicilia,   (qualche   altro
  centinaio  di  miliardi delle vecchie lire) - saranno  utilizzate
  per  l'agricoltura.  Il  Presidente della  Regione  ha  detto  ai
  produttori, alle associazioni: ditemi come volete utilizzarle.
   Ora, in questa finta idea democratica, secondo la quale c'è  una
  piena disponibilità ad accogliere istanze, idee, progetti,  vi  è
  anche  la  plastica  rappresentazione dell'assenza  di  qualunque
  progetto agricoltura. Cioè la difficoltà ad avere un'idea che, in
  qualche modo, sia in grado di fronteggiare la crisi, ma anche  di
  indicare  una  strategia  in un mercato globale  che  rischia  di
  marginalizzarci.
   Allora,   dobbiamo   chiederci,  signor  Presidente,   onorevole
  Assessore, perché nella vitivinicoltura - ma questo vale  per  il
  cerealicolo, per l'ortofrutta, per tutti i settori ed i  prodotti
  dell'agricoltura siciliana -, negli ultimi anni, si è determinata
  una  condizione paradossale: il prodotto che arriva sulle  tavole
  del consumatore aumenta, ed a volte in maniera assurda, mentre il
  prodotto che viene comprato dal produttore diminuisce  rispetto a
  qualche anno fa.
   Allora,  nella dicotomia delineatasi negli ultimi  anni  c'è  la
  chiave  per  capire  che esistono storture nel  sistema  e  nella
  filiera  dei  prodotti agricoli e che le politiche che,  fino  ad
  oggi,  sono state utilizzate, non hanno inciso per consentire  di
  garantire il reddito di chi produce e lavora in campagna.
   Noi  dobbiamo  affrontare in questi termini, a  mio  avviso,  il
  problema. Occorre avere consapevolezza che c'è un'emergenza,  c'è
  una  casa  che brucia e quando la casa brucia bisogna chiamare  i
  vigili   del   fuoco,   provare   a   spegnere   il   fuoco,   ma
  contemporaneamente  attrezzarsi  per  realizzare  con   materiale
  ignifugo  la  futura casa, per consentire che non  bruci  più  o,
  almeno, tentarci.
   Sono  rimasto anche abbastanza deluso dagli argomenti che questo
  Governo,  dalle parole che ha appena pronunciato l'Assessore,  ha
  usato nei confronti della questione agricola in Sicilia.
   Allora,  proviamo ad affrontare in termini concreti le questioni
  che  sono  in  campo;  c'è  bisogno di una  serie  di  interventi
  urgenti. Partiamo dal primo che è stato, anche oggi, un argomento
  assai immediato.

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, la invito a concludere.

    CRACOLICI  Signor Presidente, le chiedo qualche minuto in più.

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, le concederò molto di più,  se
  crede.  Le ricordo, però, che il tempo a disposizione è di  dieci
  minuti  in  tutto,  con  un  certo  margine  di  discrezionalità,
  ovviamente.

    CRACOLICI   Signor Presidente, sto cercando di   illustrare  il
  famoso ordine del giorno.
   Il  conferimento delle vinacce è il tema immediato; la vendemmia
  è   in   corso.  Il  problema  è  raccogliere  l'uva  e   poterla
  trasformare.
   Bene,  il  Governo  in  questi  mesi  ha  operato  affinché   si
  determinasse  questa situazione di emergenza che stiamo  vivendo.
  Perché?
   Il  fatto che la distilleria Bertolino, la quale trasforma il 60
  per   cento   del   prodotto  vitivinicolo,  era   stata   chiusa
  dall'autorità giudiziaria, lo si sapeva da qualche mese.
   Allora,  bisognava probabilmente - sapendo che la  vendemmia  ci
  sarebbe  stata,  in quanto non è un evento che accade  una  volta
  ogni  tanto, un evento naturale -, per tempo, attrezzarsi al fine
  di avere  una via d'uscita.
   Noi  diciamo in maniera chiara che il Governo può ancora. Vorrei
  capire come si chiuderà questa vicenda con la Magistratura, ma in
  ogni  caso  il Governo deve garantire e non deve farsi  difensore
  degli  interessi di un singolo imprenditore della  distillazione,
  per  essere  chiari; cosa che ha fatto in queste  settimane,  con
  atti assai gravi.
   Il  Governo doveva, in qualche modo, a mio avviso, definire  una
  strategia  che  consentisse ai produttori,  di   smaltire  queste
  vinacce  senza  perdere il reddito che in  qualche  modo  è  dato
  proprio dalla trasformazione delle vinacce.
   Allora,  l'ipotesi  di  prevedere un aiuto  all'eventuale  costo
  aggiuntivo  nel  trasporto  delle vinacce,  anche  per  conferire
  queste vinacce fuori dal territorio siciliano doveva e può essere
  ancora una possibile via d'uscita ad una situazione di drammatica
  crisi che vive il settore.
     Ma  tutto  questo è stato negato, in quanto creare l'emergenza
  doveva  servire  a  dare  la  spallata sulla  vicenda  Bertolino,
  diversamente non si capisce cosa è avvenuto in queste ore.
   In  questa Regione, in queste ore sono avvenute cose gravissime:
  un  funzionario è stato rimosso soltanto perché ha  adoperato  la
  legge  come  riferimento della propria azione amministrativa;  un
  funzionario  è stato rimosso dopo aver emesso per  due  volte  un
  decreto  e  dopo  che per due volte il dirigente  generale  -  io
  sapevo  che, almeno questo dicono i testi di diritto, laddove  ci
  sono provvedimenti con valenza definitiva da parte della Pubblica
  amministrazione (che fanno chiaramente i funzionari),  i  ricorsi
  possono  essere  fatti  o all'autorità giudiziaria  attraverso  i
  T.A.R.  oppure vi è il ricorso straordinario al Presidente  della
  Regione  che  si  avvale  del C.G.A. come organo  consultivo  per
  esprimere pareri sui ricorsi - ha fatto un ricorso gerarchico nei
  confronti   di   un  funzionario,  rivolgendosi  al   funzionario
  direttamente superiore, avocando il provvedimento, revocandolo  e
  emettendo un nuovo provvedimento.
   Onorevole  Assessore, avete violato la legge 10  che  recepisce,
  in  Sicilia, la 241 dove il responsabile del procedimento  e  del
  provvedimento, fino a prova contraria, è il funzionario  preposto
  considerato che è stato preposto dall'Amministrazione pubblica in
  quel settore.
   Credo   che   su   questa   vicenda   vi   siano   anche   gravi
  responsabilità, non solo politiche, ma anche di natura penale per
  coloro che hanno operato in queste ore.
   Mi  sono  preoccupato - questa è una questione  che  riguarda  a
  margine  il  dibattito  che  stiamo discutendo  -  di  presentare
  un'interrogazione  all'Assessore  per  il  territorio,  vista  la
  competenza  specifica e di inviare gli atti  alla  Procura  della
  Repubblica  per  le  valutazioni di eventuali  reati  determinati
  dall'Amministrazione pubblica.
   Ma  voglio  stare  al  merito. Allora, le  vinacce  ci  potevano
  essere.  Stamattina, il Presidente della Regione ci  ha  sfidato;
  visto  che  il Sindaco di Partinico è giunto con la  proposta  di
  utilizzare   la  deroga  consentita  alle  Isole  minori,   vista
  l'emergenza e vista la difficoltà di conferimento, si chiede  che
  questa deroga venga utilizzata anche per la Regione siciliana, in
  questo   momento,   denaturalizzando  il   prodotto   vinacce   o
  riutilizzandolo  in  agricoltura. E' evidente  che  occorrerà  un
  provvedimento finanziario, perché comunque non ci può essere  una
  perdita  di  reddito  per chi deve certificare  la  vinificazione
  delle vinacce stesse. Questi sono temi concreti, immediati.
   E'  stato  detto il prezzo di orientamento. Ebbene,  io  capisco
  che  i  prezzi non sono fissati dall'Assessore, né dal Presidente
  della  Regione, però, non prendiamoci in giro; il tema non è  che
  sostituiamo il mercato con l'assessore Leontini, ma che di fronte
  ad  una  situazione in cui la crisi rischia di favorire  soltanto
  gli  speculatori, presenti in queste ore nelle campagne, come  il
  prezzo di orientamento non sia un atto burocratico e formale,  ma
  sia  un  atto  che  in  qualche  modo,   a  partire  dal  sistema
  creditizio,  sia  in grado di garantire quelle  anticipazioni  ai
  produttori affinché quel prezzo sia un prezzo davvero orientativo
  e  non  un prezzo dichiarato sulla carta, tanto poi tutto  quello
  che succede a valle solo Dio lo sa.
   Allora,  questi sono temi concreti che servono ad  affermare  ed
  affrontare l'emergenza.
   Oggi,  è  stato  annunciato  dal  Presidente  della  Regione   e
  dall'Assessore   per  l'Agricoltura  che  è   stato   emesso   un
  provvedimento  -  che  qui è stato letto  -  relativo  al  prezzo
  orientantivo  rispetto alle uve, che la Regione in  qualche  modo
  determina.
   Desidererei   sapere  qual  è  l'azione  conseguente   con   gli
  Istituti   di  credito.  E  questo  è  uno  dei  punti  contenuti
  nell'ordine del giorno.
   Ci sono altri strumenti su cui bisogna intervenire.
   Ieri,  in  una  riunione,  mi  hanno  riferito  un  dato  che  è
  emblematico:   in  un  anno,  un  mezzo  di  trasporto   percorre
  normalmente circa 150 mila chilometri per trasportare i  prodotti
  agricoli siciliani, negli ultimi tre anni il prezzo del gasolio è
  aumentato di circa 700 delle vecchie lire. Se facciamo  i  conti,
  cosa  significano per un mezzo che percorre 150  mila  chilometri
  all'anno 700 lire di aumento medio nel triennio?
   C'è  un  costo  aggiuntivo a parità di prodotto  trasportato  di
  circa  20  mila  euro  l'anno in più per gli autotrasportatori  e
  questo riguarda il trasporto ma anche il gasolio agricolo, il cui
  costo  ha  avuto  un'impennata  che  fa  aumentare  i  costi   di
  produzione.
   Allora,   non  giocando  sulle  questioni  dell'Unione  europea,
  vorrei  ricordare all'onorevole Assessore che i provvedimenti  di
  sostegno  alle  politiche di trasporto  fanno  parte  già  di  un
  provvedimento  legislativo  che è  stato  varato  dal  Parlamento
  nazionale, il cosiddetto pacchetto Sicilia, che nel 2000 varò una
  serie  di misure legate alla vicenda siciliana, proprio a partire
  dalla  vicenda  degli  autotrasportatori che,  in  qualche  modo,
  potevano essere utilizzati con il sistema del cofinanziamento  da
  parte della Regione.
      La   verità  è  che  non  si  sono  più  cofinanziati  questi
  provvedimenti; lo strumento quindi c'è, il problema è che non  si
  sono  messe  in  moto  le  risorse  per  sostenere  concretamente
  l'economia agricola siciliana.
   Io  credo  che vadano fatte anche delle battaglie coraggiose  ed
  in  questo  vorrei  ricordare  che la  Regione  siciliana  ha  un
  rapporto,  alquanto  strano, con il Ministero,  al  di  là  delle
  responsabilità  di  Alemanno; rapporto strano,  viste  le  nostre
  competenze esclusive in materia agricola che, in qualche modo, ci
  vengono  rappresentate  dal Ministro per  l'agricoltura  in  sede
  comunitaria.  C'è un problema istituzionale che non  abbiamo  mai
  risolto.  Ma  non vi è dubbio che uno dei temi  con  i  quali  ci
  dovremmo misurare è quello della riforma dell'OCM vino.
   Allora,  credo  che  dobbiamo cominciare  a  pensare,  ed  è  un
  dibattito che si è già aperto nell'Unione europea.  Il tema è  se
  il  Governo regionale lo farà proprio con gli strumenti che ha  a
  disposizione.   La   riforma   dell'OCM   vino,    come    quella
  dell'ortofrutta, deve consentire un aiuto diretto,  cioè  che  il
  regime  di aiuti si determini in maniera diretta al produttore  e
  non   più  nella  filiera  di  trasformazione,  prevedendo  altri
  strumenti  di sostegno alla trasformazione. Noi abbiamo  avanzato
  una  proposta:  2.500  euro ogni ettaro di prodotto  vitivinicolo
  come  strumento di aiuto diretto a partire dalla riforma dell'OCM
  vino.
   Noi  abbiamo  presentato anche un disegno di  legge,  depositato
  agli atti di questo Parlamento.
   Allora,  signor Presidente, considerato che abbiamo  sentito  di
  tutto  e  di  più,  ad  esempio dei 4  milioni  di  ettolitri  di
  distillazione  di crisi che poi si è scoperto essere  soltanto  2
  milioni  - il Ministro ha firmato un protocollo in Puglia  sui  4
  milioni -, considerato che il Governo nazionale ha la possibilità
  di  consentire e di ampliare la distillazione facoltativa,  visto
  che  le  risorse sono nazionali,  facciamo una battaglia affinché
  nella  prossima finanziaria lo Stato metta maggiori  risorse  per
  estendere la possibilità di utilizzare la facoltativa, oltretutto
  è  pagata  anche  un  po' meglio rispetto alla  distillazione  di
  crisi,  e vorrei ricordare che la distillazione di crisi ottenuta
  in  Italia ed in Sicilia è quella pagata al minor prezzo rispetto
  a tutti gli altri Paesi dell'Unione.
   Noi abbiamo ottenuto 1,91 euro per ettogrado di distillazione  a
  fronte  di 1,94 della Spagna che ha ottenuto 8 milioni  tre  mesi
  prima  dell'Italia e della Francia che ha ottenuto  una  maggiore
  quantità rispetto all'Italia mesi prima perché in Italia la crisi
  non esisteva.
   Questa  è  la  verità,  non  il ritardo  dovuto  alle  elezioni
  Onorevole   Assessore,   il  Ministro  non   ha   presentato   la
  dichiarazione  dello stato di crisi agricolo  perché  c'erano  le
  elezioni   in  Puglia,  infatti,  dell'invenduto  nelle   cantine
  siciliane,  pugliesi e in altre cantine italiane lo si  sapeva  a
  partire  dal  mese  di dicembre e di febbraio,  tant'è  che  voi,
  governo regionale, avete approvato due risoluzioni in giunta, una
  a  dicembre ed una a febbraio, in cui non avete mai parlato della
  crisi del settore vitivinicolo.
   Per  voi  la  crisi non esisteva, era un problema  assolutamente
  estraneo, salvo poi  scoprire quello che è avvenuto oggi e quello
  che sta avvenendo in queste ore.
   Allora,  noi chiediamo al Parlamento se riguardo ad   una  serie
  di misure si vuole dare una risposta in questa sessione.
   Noi  siamo  disponibili  con il nostro  disegno  di  legge;  non
  aspettiamo novembre per capire quali risorse mettere nel  settore
  agricolo.  Visto  che abbiamo  il morto in casa',  decidiamo  ora
  quali  sono le misure ed i settori rispetto ai quali dobbiamo  in
  qualche modo agire e sostenere l'agricoltura.
   Io  credo  che questo possa essere un concreto modo  di  aiutare
  questo  comparto.  Aggiungo qualcosa sul tema delle  passività  e
  concludo, signor Presidente, scusandomi per aver parlato  qualche
  minuto in più.
   Onorevole  Assessore, lei ha annunciato che sta  per  trasferire
  le  somme  della misura 4.11 alla misura 4.09. Lei  ha  ascoltato
  come me, oggi, chi era presente, quella piccola rappresentanza di
  quanti erano fuori; mi riferisco al mondo dei produttori agricoli
  che,  oggi,  è il mondo più ipotecato perché ci sono le  ipoteche
  delle  banche  e  dell'INPS, tra l'altro con  diecimila  euro  di
  crediti vantati dall'INPS si ipoteca un'intera proprietà a fronte
  di diecimila euro di credito vantato.
   Dall'altro  ci  sono  crediti che vantano  gli  agricoltori,  la
  siccità e le altre calamità verificatesi dal 2000 al 2005; vorrei
  ricordare, infatti, che quella di cui parliamo nel 2002 è  quella
  in  cui  il  Presidente  Berlusconi in un  famoso  decreto  sulla
  siccità  aveva detto che in Sicilia avremmo risolto  il  problema
  delle acque portando le navi.
   Vi  ricordate  che il problema dell'acqua in Sicilia  si  doveva
  risolvere  portando  le navi, salvo poi che nessuno  si  chiedeva
  come  sarebbe  stata portata l'acqua dalle navi ai cittadini,  ma
  quello era un problema secondario.
   Ebbene,  in quel decreto furono annunciate una serie  di  misure
  immediate,  urgenti per l'agricoltura, la zootecnia,  i  prodotti
  agricoli. Sono passati tre anni ed una lira non c'è stata
   Allora,  onorevole Assessore, lei ha parlato dell'ISMEA  per  la
  ristrutturazione  dei  debiti delle aziende,  io  le  faccio  una
  proposta:  il  Governo - è già previsto dalla legge -,  contragga
  dei  mutui  per negoziare e cartolarizzare i crediti  vantati  da
  parte dei produttori.
   Onorevole  Assessore, lei potrà fare le misure del  POR,  ma  le
  vorrei  ricordare che per attivarsi i produttori necessitano  del
  50  per cento di cofinanziamento da parte del privato più  il  20
  per  cento di IVA, cioè per investire un miliardo occorre  averne
  700 milioni da parte del privato.
      Io   credo  che  con  quel  sistema  produttivo  che  abbiamo
  conosciuto stamattina nessuno di loro potrà attingere alle misure
  che  lei ha in mente di attivare con la misura 4.09. Questo è  il
  problema.
   Allora,  come  possiamo  aiutare davvero e non  soltanto  alcuni
  produttori  agricoli   siciliani?  In  questo  senso  le  cantine
  sociali rappresentano una risorsa che dobbiamo difendere,  perché
  a  differenza  che in altre regioni europee, le  cantine  sociali
  sono  il  luogo dove si fa massa, si mette insieme  il  prodotto,
  sono  centinaia  e  migliaia di ettari di prodotto  che  arrivano
  nella  cantina  sociale  e  allora non  devono  essere  il  luogo
  marginale  della nostra economia, perché lo sono state in  questi
  anni,  lo  sono state nelle politiche di commercializzazione,  di
  promozione,   di   marketing,  infatti,   il   marketing   e   la
  commercializzazione  in  Sicilia sono stati  fatti  soltanto  con
  alcuni produttori e sempre gli stessi. Ci sono, invece, centinaia
  di  produttori che non hanno mai conosciuto una fiera,   che  non
  sanno  cosa sia una operazione di commercializzazione del proprio
  prodotto ed allora se vogliamo sostenere l'economia, sosteniamola
  tutta e non soltanto quella degli amici

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  vorrei  ricordare  a  tutti
  coloro che interverranno che il tempo a propria disposizione è di
  dieci  minuti per il presentatore. Possiamo pure largheggiare, ma
  non  tanto,  perché  i tempi sono stretti, essendoci  altri  otto
  iscritti a parlare.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Ortisi. Raccomando a tutti di
  rispettare i tempi.

    ORTISI     Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    noi
  partecipiamo,  come è doveroso, al dibattito  assembleare  e  non
  parliamo  di  questi soldi che lo Stato ci deve, già promessi  ai
  precari,   alla  sanità,  agli  artigiani  e  oggi   anche   agli
  agricoltori. Ma non rinunciamo ad avanzare  seri dubbi sul  senso
  e  la  volontà  di quello che è diventato un rito utile   solo  a
  lanciare messaggi di attenzione a questa o a quella categoria, ma
  non  ha  nessun  risvolto decisionale né su questa  né  su  altre
  vicende che accadono sul territorio regionale.
   La  legge  elettorale, positiva in sé, ma sprecata  dal  Governo
  Cuffaro,   ha  assolutamente  svuotato  d'importanza   l'attività
  parlamentare; l'arroganza di questo Governo ha fatto il resto.
   Mi  chiedo  che  fine  abbia  fatto  l'indicazione  unanime  del
  Parlamento siciliano che a luglio indirizzò l'attività di Governo
  verso una ridiscussione del piano gestionale dei rifiuti entro la
  fine di settembre.
     Anche stasera ci si lascerà sfogare - come oggi è avvenuto  in
  Sala  Gialla  con  i manifestanti - si imbonirà la  categoria  di
  belle  e umanistiche intenzioni e poi  tutto verrà deciso secondo
  interessi  che si intrecciano, che vengono prese al di fuori  del
  Parlamento e che in Aula trovano solo appendici ventriloque.
   Il  problema  specifico del quale ci interessiamo  presenta  due
  dimensioni: una di ordine contingente ed immediato, un' altra  di
  ordine strutturale e di medio-lungo termine.
   Sul  secondo  aspetto,  visti  i  pochi  minuti  concessimi  dal
  Regolamento,  interverremo in altra sede, ma  dinnanzi  a  quanto
  abbiamo assistito oggi in Sala Gialla voglio dire qualcosa.
   Davanti alla disperazione, commovente a volte, di gente  che  ha
  rinunziato  agli  studi  pur di fare l'imprenditore  agricolo,  a
  fronte  di osservazioni sensate - qualcuno diceva, oggi,  che  in
  questa Regione salviamo il calcio, ma non l'agricoltura - davanti
  ad  osservazioni  disperate  - un  produttore   diceva  che   noi
  vendiamo 20 centesimi al chilo l'uva e la ritroviamo a 30 euro la
  bottiglia  -  il  Governo ha mostrato buona volontà,  solo  buona
  volontà,  nel  voler tamponare una manifestazione, una  protesta,
  una crisi che gli è scoppiata tra le mani.
   Perché  è  vero quanto sostenuto dal collega Cracolici che  alle
  fiere  partecipano solo alcuni. Noi proponiamo un milione  e  200
  mila litri di vino, ma degli altri 7 milioni e oltre non sappiamo
  niente.
   E  ho  ascoltato con sorriso il collega Leontini, quell'atto  di
  indirizzo che lo stesso ha sciorinato davanti a uomini disperati,
  che  era  come  un volersi coprire la faccia con un  velo  perché
  questo  atto  di  indirizzo non serve a niente se  non  esprimere
  quella buona volontà rispetto alla quale il Governo deve produrre
  molto di più.
   E  il  Presidente  Cuffaro  sosteneva  che  l'anno  prossimo  la
  distillazione   facoltativa  partirà  prima  poiché,   ammetteva,
  quest'anno è partita in ritardo.
   L'Assessore  sosteneva  che saranno inseriti  quote  finanziarie
  nella misura 4.09 del POR e poi il Presidente Cuffaro replica che
  le quote saranno inserite, ma vuole sapere da noi dove.
   Il  Presidente  della  Regione, un  Presidente  di  un  Governo,
  chiede agli interlocutori venuti in audizione,  fondamentalmente,
  solo  per  rabbonirli,  «ditemi voi  dove  io,  Presidente,  devo
  destinare i fondi».
   Ma  la  politica previene, studia, organizza, non  insegue  solo
  per  dimostrare una buona volontà, essa ha bisogno di competenze,
  non di petizioni di principi.
   E   non   voglio    aprire   il  capitolo   sul   rinvio   delle
  responsabilità  rimbalzate dall'Assessore  Leontini  al  Ministro
  Alemanno,  dal  Ministro  Alemanno  al  governo  regionale,   dal
  Presidente  Cuffaro  ad un funzionario.   Per  non   parlare  dei
  soldi  che lo Stato  deve alla Regione, già promessi ai  precari,
  alla  sanità,  agli artigiani e oggi anche agli agricoltori,  che
  somigliano  alle  vacche  che si mostravano  a  Mussolini  quando
  girava  per  la  Sicilia, sempre le stesse, ma   che  gli  davano
  l'impressione di chissà quale abbondanza e forza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, per  la  precisione  l'episodio
  delle  vacche  era  collegato a Fanfani,  a   Mussolini  i  carri
  armati.

    ORTISI   Sì,  i  carri armati. Oggi, invece,  parliamo,  signor
  Presidente,  di bottiglie e di trattori, quindi la metafora,   il
  ricordo  può servire. E poi le promesse. Il ministro Alemanno  ci
  ha  promesso tutta una serie di buone intenzioni, di anticipi che
  si  risolveranno come è già accaduto fino ad oggi, in un puntuale
   volevo  ma non posso , non fosse altro perché da qui a  poco  il
  Ministro Alemanno non sarà più tale.
   Allora,   intervenga subito il Governo regionale nel  senso  che
  il nostro ordine del giorno suggerisce, si intervenga sui debiti,
  sui  costi  del  trasporto, sulla quantità di uve destinate  alla
  distillazione di crisi,  e alla distillazione facoltativa,  ma lo
  si  faccia   subito, perchè mentre gli  scienziati   studiano  la
  malattia, il malato sta già morendo.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

    ODDO   Signor Presidente e onorevoli colleghi, l'assessore  per
  l'agricoltura  e le foreste, onorevole Leontini,  mi  scuserà  se
  definisco,  non sicuramente in maniera presuntuosa, la cosiddetta
   piattaforma ,  che è stata esposta all'inizio  della  seduta  di
  oggi,  per dir poco debole e poco efficace rispetto a quelle  che
  sono le questioni in campo.  Vorrei, pertanto, mettere subito  le
  mani  avanti  per evitare di trasformare l'appuntamento di questa
  sera  in  un  momento  dove si sciorinano analisi  mentre,  però,
  l'ammalato continua seriamente ad aggravarsi.
   Ma  un  Governo  che segue attentamente, che imposta  una  seria
  strategia,  non può arrivare  inspiegabilmente -  rispetto  anche
  alla  distillazione di crisi -  per ultimo, dopo la Spagna,  dopo
  gli altri paesi che hanno destinato maggiori fondi.
   Onorevole  assessore  Leontini, la mia  sarà  una  provocazione,
  spero  positiva,  però non le risparmierò niente.  Il  Governo  è
  arrivato   per  ultimo  e   in  maniera  assolutamente  distratta
  perdendo risorse finanziarie,  e ciò non è cosa di poco conto.

    LEONTINI   assessore per l'agricoltura e le foreste.  Onorevole
  Oddo, forse voleva far riferimento al Governo nazionale?

    ODDO    Sia al Governo nazionale che a quello  regionale,  dato
  che   lavorate in simbiosi:  quindi non mi pare che ci sia grande
  differenza, gli annunci li avete fatti sempre con il canto  e  il
  controcanto, , con gli annunci con la propaganda, con le  parate,
  con i manifesti fasulli, con le campagne giornalistiche.
   Voglio  fare  al  riguardo un esempio, e non solo  quello  della
  distillazione,  per  essere più concreti e  per  interpretare  lo
  stato  d'animo  di chi, finita la vendemmia non  riesce,  se  non
  accettando logiche che sono al di fuori di ogni regola del libero
  mercato,    voglio   aprire  a  tal  proposito   una   parentesi,
  chiedete agli agricoltori cosa accade  quando trattano con alcuni
  privati  speculatori  che  operano  indisturbati.  Pensate   alle
  famiglie  di agricoltori che tutto l'anno lavorano la campagna  e
  non  riescono,  facendo i conti, a coprire i costi di  conduzione
  di  quel  fondo.  Allora, io affermo che  non solo si è  arrivati
  tardi  sulla distillazione di crisi - io non sono molto  convinto
  che  anche  su questo argomento il Governo non debba  essere  più
  attento  -  perché le problematiche che riguardano il superamento
  della distillazione sono ormai imminenti, si parla di pochi anni,
  non di molto, eppure ci si accorge che quanto  è accaduto dopo  4
  anni  e  mezzo  di Governo, vi ricordo che  è da quattro  anni  e
  mezzo  che governate, e mi permetto di evidenziare che  non   una
  delle  cose  annunciate dal Ministro Alemanno,   col  controcanto
  del  nostro Governo regionale sia stata portata in porto, nemmeno
  una, assessore Leontini.
   La  mia  è  una  sfida, la invito a  enunciarmi quanto  è  stato
  fatto   rispetto  alla  questione  famosa  e  quale  livello   di
  negoziazione sia  stato raggiunto  per quanto concerne il decreto
  71   del  2005  eppure  abbiamo visto i muri delle  nostre  città
  tappezzati  di   manifesti nei quali si sbandierava  l'arrivo  di
  380  milioni di euro  per gli agricoltori siciliani,   risolvendo
  addirittura   il  contenzioso   anche  con  l'INPS,   legato   al
  pregresso.
   Col   quel   decreto   omnibus,   divenuto  legge,   che   viene
  strombazzata come la  legge che per la prima volta mette in campo
  la  logica  della crisi di mercato, avete,  per  circa  un  mese,
  illuso migliaia di agricoltori.
   Io  non  voglio indicare in voi,  i responsabili  anche  di  una
  certa esasperazione e del dilagare di forme di qualunquismo,  che
  sono  secondo  me  legate  a  questo  modo  di  agire,  ma   devo
  necessariamente  parlare  di cosa possa significare  l'esperienza
  della  Puglia,  ma non per scimmiottare, dato che l'articolazione
  del   mondo produttivo, in Puglia,  è diversa, e questo è un dato
  che  non  dobbiamo  sottacere, dato che non è  nostra  intenzione
  assumere atteggiamenti demagogici, ma  in Puglia il Governo della
  Regione assieme al Governo nazionale

     PRESIDENTE   Onorevole Oddo la invito a concludere,  dato  che
  sono scaduti i termini previsti dal Regolamento.

    ODDO   Signor Presidente, sono appena trascorsi sei minuti  dei
  dieci concessi per l'intervento.

       PRESIDENTE   Onorevole  Oddo, dieci  minuti  erano  messi  a
  disposizione  per l'illustratore dell'ordine del  giorno.  Cinque
  sono i minuti che le spettano, comunque se vuole proseguire le do
  tutto il tempo necessario per concludere.

    ODDO  Signor Presidente, la ringrazio, dicevo che in Puglia  il
  Governo regionale assieme al Governo nazionale è riuscito a  fare
  incontrare  le parti per  discutere e trovare l'intesa,  stilando
  accordi  ed   intervenendo così celermente alla  soluzione  della
  questione.
   Non  voglio  trascurare il solito argomento  relativo  a  quanto
  deciderà  in  seguito  l'Unione  europea  che  potrà  intervenire
  diversamente:   è come se fossimo ogni volta  dinanzi  a  governi
  composti    da  ignoranti,   anche se dotti,  che  si  stupiscono
  delle   scelte  dell'Unione  europea  e  questo  avviene  quando,
  evidentemente, non si sa interpretare il Regolamento.
   Non  è vero che i Regolamenti, a partire per esempio dall'1  del
  2004  non  prevedono forme di intervento, senza  che  vi  sia  la
  necessità di aprire procedure di infrazione o diffide,  inviti  a
  ritirare  il  provvedimento, non è vero  E' un alibi  rispetto  a
  coloro  che non hanno in testa una strategia per l'agricoltura  e
  per il rilancio dell'agricoltura siciliana.
   Si   è   arrivati   addirittura   a  fissare  dei   prezzi   che
  sostanzialmente rispetto anche ai 15 gradi, a base 15  significa,
  17,50 a base 15, più un euro ogni ettogrado in più.
   Bene  o  male  rispetto  anche a quello che  è  stato  il  costo
  dell'anno scorso, i nostri agricoltori anche rispetto all'esempio
  fatto,  dove ricordiamo che c'è scappato il morto,  anche lì  uno
  stato  di esasperazione e una situazione molto difficile, facendo
  i  conti,  bene  o male, l'agricoltore riesce a  capire  che  può
  coprire  i  costi e quindi  dare alla sua azienda  un  minimo  di
  prospettiva,  e invece no
   Ho  sentito alcuni colleghi di maggioranza,  in incontri che  si
  sono  fatti  qua  e  là  -  l'altra sera  in  un  incontro  molto
  partecipato a Marsala   che è una delle realtà,  come il  Governo
  sa  molto  bene,   molto interessante, dal punto di  vista  delle
  superficie vitate  ma anche della qualità delle uve -,  sostenere
  che  non  si può fare quello che si è fatto in Puglia  perché  lì
  sono organizzati in  maniera diversa.
   Ma  si  può fare un'altra cosa, innanzitutto, chiamare le  parti
  prima  e  non dopo che migliaia di persone si riversino a Palermo
  e,  quindi,  si  è  costretti ad incontrare le  delegazioni.  Gli
  incontri  si  fanno  per  programmare e si  deve  necessariamente
  conoscere la materia, starci dentro.
   Invece, ci troviamo nuovamente a liquidare una giornata con  una
  manifestazione   fatta   con  estrema   partecipazione,   estremo
  interesse con quell'incontro che noi tutti sappiamo e proponendo,
  secondo   me,   una  piattaforma  debole,  poco   credibile   che
  sicuramente non supererà la questione legata alla crisi reale che
  stanno vivendo i nostri agricoltori.
   L'ultimo  argomento, signor Presidente, non  perché  non  ce  ne
  siano  altri per la verità, lo vorrei riprendere da quanto  detto
  dal collega Cracolici.
   Il  25  maggio  abbiamo  presentato  un  disegno  di  legge  che
  riteniamo non sia assolutamente la riscrittura del  Vangelo, ma è
  uno   sforzo,   una    serie   di  proposte   dovute   anche   ad
  approfondimenti,  a  contatti non solo a  livello  regionale,  ma
  anche  di natura europea,  al fine di mettere in campo, anche  in
  Sicilia,  le  esperienze  delle O.P.,  delle  organizzazioni  dei
  produttori, gli associati delle cantine sociali possono di  fatto
  essere configurabili come le OP.
   Abbiamo  proposto, per esempio, come poter accedere  al  credito
  IRCAC, l'esperienza dell'ortofrutta, come poter mettere in campo,
  già  a  partire d'ora, il  futuro, rispetto al superamento  della
  distillazione - lo diceva l'onorevole Cracolici prima di me.
   In  questi  giorni stanno arrivando agli agricoltori le  lettere
  della  GEA  che  riguardano la modifica del  sistema  per  quanto
  concerne il contributo rispetto all'olio.
   Significa  -  come lei sa onorevole  Assessore  -  un  modo  ben
  diverso  d'intendere  il  regime d'aiuti  mirato  all'olicoltura,
  dando un contributo ad ettaro.
   Vedete,  non  è  demagogia. Avremmo potuto evitare  di  scrivere
  2005.  Ripensandoci , siccome si fa anche dell'autocritica,  oggi
  non lo riscriverei il dato  2005.
   Ma  è   vero che l'orientamento ormai è questo. La riforma della
  PAC,  assessore Leontini, mira sostanzialmente a tenere  alto  il
  metodo  della coltivazione e a salvaguardare, anche dal punto  di
  vista  ambientale, mi permetto di scomodare un  altro  argomento,
  quel sito, quel luogo, quella campagna.
   E,  su  questo, non vi siete nemmeno preoccupati di approfondire
  questi  aspetti,  di  capire in che modo recepiamo  la  normativa
  nazionale  rispetto ad esperienze che sono sul campo al  fine  di
  dare,  anche in questa direzione, risposte che non  vedano  quasi
  sempre lo stop di Bruxelles.
   Vedete,   lo   dico  per  l'ennesima   volta,  non   siamo   più
  disponibili,  Assessore, a fare quello sforzo che sempre  abbiamo
  fatto  nei  momenti  particolari, non solo  rispetto  alla  crisi
  dell'agricoltura,  ma  anche  alla crisi  di  altri  settori,  ad
  assumere  quell'atteggiamento  ecumenico  di  analizzare   quegli
  articoli  che  possono  tamponare la  questione,  non  siamo  più
  disponibili.
   Qualcuno  dice che agiamo così  perché siamo ormai a sette  mesi
  dalle  elezioni, perché siamo convinti che questo  Governo  debba
  assumersi fino in fondo le responsabilità di quanto non ha saputo
  fare  e  di  come  ha  fatto  degradare l'agricoltura  siciliana,
  assessore Leontini, anche se Lei lo è da poco, me ne rendo conto,
  e  so che  quando mi rivolgo a lei faccio, in un certo senso, una
  forzatura,   però   il  vostro  Governo,  questo   Governo   deve
  assolutamente  recuperare il  ritardo  enorme  sotto  il  profilo
  della  mancanza  di  strategia,  e deve  sicuramente  dimostrare,
  oggi,  con  una  opposizione  che ha  già  fatto  delle  proposte
  precise, che ha delle proposte.
     Presidente Cuffaro, mi rivolgo a lei anche se non  è  presente
  in  Aula,  aspettavamo delle proposte che non sono  arrivate,  le
  chiediamo  di  dimostrare seriamente che non ha  abbandonato  gli
  agricoltori  siciliani  e,  mi  permetto  di  dire,  non  solo  i
  viticoltori  che  sono quelli più colpiti in  questo  momento  da
  questa crisi, ma l'intera agricoltura siciliana.
     Io  a  conclusione le vorrei dire, Assessore Leontini, che   i
  venti sciroccali, hanno arrecato seri  danni, e  non mi scomodi i
  Regolamenti europei, sa anche che la siccità ha fatto  danni.  Ma
  da  quanti  anni  si  annuncia che rispetto  al  pregresso,  caro
  onorevole Turano.

    TURANO  Onorevole Oddo, non è nostra la colpa, lo sa bene

    ODDO   Onorevole  Turano, il pregresso deve  essere  finalmente
  liquidato dall'omnibus, dalla mancata conversione della legge. Ma
  chi ci crede più? Abbiamo addirittura detto:  studiamo un sistema
  di  cartolarizzazione, vediamo come metterci  mano,  facciamo  un
  tavolo  di  un  certo  tipo, parliamo veramente  di  penetrare  i
  mercati,  vediamo  il  nostro  vino cosa  può  ottenere  rispetto
  all'attenzione dei mercati...', parliamo un linguaggio totalmente
  diverso.
   Questo  Governo  ha  dimostrato non solo una certa  sordità,  ma
  anche  una  certa  insensibilità come se fosse impegnato  a  fare
  altro,  a  dirimere  le  questioni  interne  ma  e  dirimendo  le
  questioni  interne di chi va e di chi viene, di chi  abbandona  i
  vari partiti che compongono la maggioranza, fa pagare ancora  una
  volta  un  prezzo, ecco perchè bisogna che andiate via, onorevole
  Leontini, dovete andare via, perché fate pagare un prezzo  enorme
  alla nostra economia.
   Io  vi parlo in questo momento non perché legato al  Collegio di
  Trapani,  ma quella è la superficie più vitata, e  chi  partecipa
  alle   manifestazioni  può  toccare  con  mano    l'esasperazione
  arrivata ormai a limiti di insopportabilità. Allora, o in  queste
  ore  si  tira fuori una seria ricetta scevra da demagogie,  senza
  politica  degli annunci, senza propaganda dando risposte,  oppure
  avrà    fallito,  non  solo  questo  Governo,  ma  la    politica
  siciliana. Noi a questo non ci stiamo.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè.  Ne  ha
  facoltà.   La   invito  a   rispettare  i  termini  fissati   dal
  Regolamento.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetterò  i
  tempi   anche  perchè  i  colleghi,  in  particolare  l'onorevole
  Cracolici, hanno affrontato la tematica anche dal punto di  vista
  tecnico, quindi  io dovrei fare solo delle puntualizzazioni.
   Fermo  restando  che  la proposta avanzata  dai  produttori,  in
  quella  riunione  in  cui noi non abbiamo  avuto  possibilità  di
  intervenire,  è  il minimo in quanto questa è una  richiesta  già
  avanzata da diverso tempo, non è una richiesta  improvvisa perchè
  come diceva l'onorevole Cracolici «le vendemmie non arrivano  per
  calamità improvvise ma sono un fatto naturale».
   Noi  siamo  cresciuti  in  una  realtà  agricola  secolare.   La
  Sicilia,  forse  da  poco tempo ha capito che  la  quantità  deve
  essere  sostituita  dalla qualità e, mi pare che  lo  sforzo  dei
  produttori agricoli,  specialmente  della vite e del vino,  hanno
  fatto  uno  sforzo che pare non trovi una sponda consenziente  da
  parte  del  Governo.  Perchè dico questo? Perchè  non  credo  che
  bisogna  nascondersi  dietro la preoccupazione  che  la  Comunità
  europea possa bocciare i provvedimenti che sono stati emanati sia
  in  campo  nazionale, che in campo regionale per la contribuzione
  del  sostegno  all'agricoltura. Io credo  che  noi  non  dovremmo
  essere  gli  avvocati difensori' della Commissione europea perché
  naturalmente  le  responsabilità ci sono, ma è chiaro  che  tutto
  nasce  da  una  cattiva politica, anzi da una  non politica'  nel
  campo dell'agricoltura. Questa la dice lunga, dato che  questo  è
  il  risultato del ritardo e dell'improvvisazione in questo campo,
  perché  se da un lato gli agricoltori chiedono un aumento  di  25
  centesimi  per kg per l'uva qualificata  normale' e 50 centesimi,
  per   quella   pregiata',  è  chiaro  che  si  arriva,  dopo  una
  situazione di crisi drammatica, e che la cosiddetta distillazione
  di  crisi  è  diventata la soluzione che non  è  a  favore  degli
  agricoltori, ma è a favore dei distillatori.
   Mi  è  sembrato che ad un certo punto della riunione di oggi  ci
  sia stata una divisione fra coloro che difendevano i distillatori
  e  coloro  che  difendevano i produttori. Io, sono dell'idea  che
  bisogna  difendere  sempre i produttori; i distillatori  sono  la
  minima  parte,  la  maggioranza sono gli  agricoltori,  onorevole
  Presidente della Regione, e mi rivolgo a lei anche se  in  questo
  momento  non è presente in Aula. Mi meraviglia e non poco sentire
  che  il Presidente della Regione  non vuole parlare con 250  mila
  agricoltori,  ma  il Presidente della Regione  deve  parlare  con
  tutti  gli  agricoli, con  le organizzazioni che  hanno  la  loro
  importanza,  ma  è  chiaro che i provvedimenti  sono  riferiti  a
  tutti.
   Ma   nel  momento  in  cui  il  Governo  accetta  una  proposta,
  firmata  anche  dall'assessore per l'agricoltura  e  le  foreste,
  onorevole  Leontini,   bisogna sapere  se  verrà  avallata  dalla
  Commissione  europea, e non bisogna avere  paura  che  non  venga
  accettata. La paura è perché non si ha un progetto, e non mi pare
  che questo sia un progetto a 360 gradi.
   Cosa bisogna fare per evitare un'eventuale bocciatura? Avere  un
  programma   E,  mi  pare,  che  i produttori  qualcosa  di  buono
  l'abbiano  già detto, sta scritto in un foglio di carta,  non  mi
  pare  però  che  questo  sia un documento  che  possa  alla  fine
  riuscire a far quadrare il cerchio dei veri problemi, perché  uno
  dei  problemi fondamentali che lamentano i produttori  è  questo:
  perché  dare  2.500  euro per ettaro ai distillatori,  e  non  ai
  produttori? E' il produttore che deve garantire la produzione  di
  qualità e non mi pare che noi stiamo andando in questa direzione,
  perché  solo  il  15  per  cento di  quello  che  si  produce  va
  imbottigliato, il che significa che non esiste qualità, dato  che
  il  restante  85  per cento è destinata alla  distillazione.   E'
  chiaro  che  così  non può crescere la nostra produzione  sia  in
  campo europeo che mondiale, per cui invito alla creazione di   un
  programma  che  possa  essere, con i  piedi  per  terra,  facendo
  scegliere  ai produttori  , sì onorevole Presidente, i produttori
  sono  il  punto di riferimento e non solo quelli che   vengono  a
  protestare.
   Sono  venuti  a  protestare a Palermo non  perché  hanno  voluto
  manifestare  un'intenzione di carattere politico, ma perché  sono
  disperati  dato  che  le imprese stanno chiudendo,  e  si  stanno
  indebitando  e noi, con i provvedimenti che abbiamo fatto  e  che
  stiamo  cercando di fare, aiutiamo soltanto le distillerie,   con
  tutte le conseguenze che conosciamo.
   Ma  noi   questi fondi anziché darli alle distillerie   dobbiamo
  destinarli  ai produttori  agricoli, che fanno crescere il Paese,
  l'economia,  e sostengono con la loro impresa  le famiglie  della
  nostra Regione.
   Per  queste  ragioni, onorevole Presidente, onorevole Assessore,
  credo che questo tavolo tecnico debba mettere in primo piano  gli
  interessi  di questa Regione. Io non ho alcuna  paura dell'Europa
  nel  momento in cui lavoro per far crescere l'Europa.  Non  credo
  che  il giudizio della Commissione europea sia soltanto un alibi,
  spero  che non sia così, e che non si dica poi: «noi ce l'abbiamo
  messa  tutta,  abbiamo messo i fondi, poi questo  denaro  non  si
  spende,  non  si  utilizza» e, magari, avremo la  possibilità  di
  recriminare contro la comunità Europea.
   Dobbiamo  sederci  intorno ad un tavolo e bisogna  capire  quali
  sono  le  priorità. L'agricoltura è la prima priorità in Sicilia,
  si  è  sempre detto che se dovesse morire l'agricoltura morirebbe
  la Sicilia perchè la nostra Regione si fonda sull'agricoltura.
   Per   queste   ragioni,  signor  Presidente  credo  che   questo
  provvedimento, che è stato annunciato oggi e che si  cercherà  di
  stilare  quanto  prima,  non  sia  secondario  all'interno  della
  finanziaria,  ma deve essere il perno del programma economico  di
  questa regione.
   Io  mi  auguro  che  sia  questa la  vera  carta  da  giocare  a
  prescindere  da tutti i provvedimenti elencati, dall'agevolazione
  bancaria  all'utilizzo dei carburanti biologici per l'agricoltura
  per   renderla  di  qualità  ed  ecologicamente  compatibile  con
  l'ambiente.
     L'economia  e  la  produzione deve badare  assolutamente  alla
  tutela del paesaggio, devono badare alla tutela della qualità dei
  prodotti e alla salute dei cittadini, ma non  avviene.
   Entrambe   le   cose  sono  concatenate.  Infatti,   rispettando
  l'ambiente  e  facendo sviluppare l'agricoltura si fa  sviluppare
  l'economia  della  nostra regione. La  nostra  è  una  Regione  a
  Statuto  autonomo  quindi dobbiamo fare tutto  ciò  che  possiamo
  senza tenere conto di lacci e laccioli che a livello nazionale ci
  possono  mettere. Spesso si dice che tutto dipende  dal  Ministro
  Alemanno, sembra quasi una barzelletta che i problemi che ci sono
  in Sicilia  li debba risolvere Alemanno  Il Ministro Alemanno può
  risolvere  i  problemi  di  carattere  nazionale,  ma  a  livello
  regionale   deve  essere  la  Regione  siciliana,   deve   essere
  l'Assemblea  a dettare le  condizioni per lo sviluppo  di  questa
  regione.

    PRESIDENTE  E' iscritta a parlare l'onorevole Brandara.  Ne  ha
  facoltà.

    BRANDARA   Signor  Presidente, onorevole  Assessore,  onorevoli
  colleghi,  questo è un dibattito dal quale gli addetti ai  lavori
  si  attendono  non più promesse ma scelte, non  più  lusinghe  ma
  impegni, non più discorsi di circostanza ma proposte concrete che
  entrino nel merito dei problemi.
   Il  mio  coinvolgimento è stato determinato e dal mio  ruolo  di
  parlamentare e dai miei impegni di sindaco di una zona tra le più
  colpite dalla crisi di cui si discute in quest'Aula.
   Come   sindaco   di  Naro  mi  sono  adoperata  per   richiamare
  l'attenzione  sui  problemi  che  riguardano  principalmente   il
  conferimento  dell'uva  alle cantine. Su  mia  sollecitazione  il
  Prefetto  di  Agrigento  -  devo dire con  grande  sensibilità  e
  celerità  - ha attivato un tavolo tecnico per entrare nel  merito
  delle   problematiche  che  si  sono  manifestate   offrendo   un
  contributo non indifferente per stemperare i toni di un'atmosfera
  che ha rischiato e rischia di farsi sempre più pesante.
   La  decisione  del Governo nazionale di estendere alle  province
  siciliane le provvidenze previste per la Regione Puglia in  campo
  vitivinicolo ha rappresentato sì una boccata di ossigeno  per  un
  settore  gravemente  colpito da una crisi di  mercato  che  trova
  origine  in  diverse cause. Il sostegno una tantum, il cosiddetto
  de  minimis, che dà il via libera alla distillazione di crisi, fa
  recuperare  leggero ottimismo per l'empasse di  un  comparto  che
  appariva ormai senza vie d'uscita.
   Ma   al  di  là  della  stretta  emergenza,   questa,  onorevoli
  colleghi, è la sede e questo è il momento per definire  una  vera
  strategia che possa aggredire i problemi del settore.
   Intanto,   il   settore  vitivinicolo  siciliano  necessita   di
  interventi   non  più  differibili  orientati  a   garantire   ai
  produttori locali le stesse condizioni dei concorrenti  nazionali
  ed europei, perchè non è possibile che ad altri paesi europei sia
  data la facoltà di accedere tempestivamente alla distillazione di
  crisi  in misura decisamente maggiore rispetto a quella assegnata
  all'Italia.
   Ritengo  che  tutti  noi  possiamo convenire  sul  fatto  che  è
  arrivato  il momento di pensare ad un piano di settore, un  piano
  di  settore all'interno della politica agricola siciliana in  cui
  vengono introdotti interventi strutturali in grado di scongiurare
  il pericolo delle eccedenze ed assicurare stabilità ed equilibrio
  al  mercato del vino. Contestualmente, per l'immediato, si impone
  la  ristrutturazione  dei debiti che possa ridare  un  minimo  di
  serenità e prospettive alle aziende in crisi.
   Certo,  non  si tratta di chiedere l'azzeramento dei debiti,  ma
  interventi   di   sostegno  che  non  siano  configurabili   come
  contributi,  perché  le  aziende  agricole  debbono  essere  vere
  imprese,  capaci di stare sul mercato, ma non certo in condizioni
  di  svantaggio rispetto ai concorrenti che operano in altre aree.
  E ben venga, onorevole Assessore, la convenzione tra la Regione e
  l'ISMEA  per  consentire alle aziende agricole  di  poter  essere
  affiancate  dall'istituto nei rapporti con  le  banche  e  potere
  rivedere  le  posizioni  debitorie pregresse  e,  quindi,  potere
  ritornare  ad usufruire di linee di credito dedicate guardando  a
  quelle   norme specifiche sulla ristrutturazione del credito  già
  individuate dal legislatore nazionale con interventi mirati e che
  si  intestano  a  due ex ministri dell'agricoltura  Saccomandi  e
  Mannino.
   Se  oggi  siamo pressati dall'esigenza di dare rapide esecuzioni
  alle  procedure  per rispondere alla contingente emergenza  tutti
  noi - ed è vero, onorevole Speziale - che viviamo maggiormente in
  provincia  di  Agrigento per le cose che sappiamo, questo  dramma
  che  vivono  i  nostri agricoltori non possiamo non  pensare  che
  stiamo vivendo un momento di grande emergenza.
   Diceva  prima  l'onorevole Cracolici:  la  casa  va  a  fuoco  e
  quindi  ora  dobbiamo  chiamare i  pompieri,  ora  è  il  momento
  dell'emergenza ; però, fermarsi qui, sarebbe veramente delittuoso
  per il nostro impegno di parlamentari e per l'impegno che abbiamo
  assunto nei confronti del popolo siciliano.
   Dicevo, rispondere sì alla contingente emergenza, tuttavia,  non
  possiamo sottrarci alla necessità di individuare un percorso  che
  deve  prevedere  interventi strutturali che possono  favorire  la
  definizione  degli  orizzonti del settore e  che  possono  ridare
  slancio e competitività alle nostre aziende agricole impegnate in
  questo importante settore economico.
   Una  prospettiva che ci riporta a strategie che privilegiano  la
  qualità   dei   nostri  prodotti  in  armonia  a   quel   binomio
  inscindibile tra coltura e cultura che individua, nell'eccellenza
  e  nel  prodotto  tipico, l'unica arma che rimane all'agricoltura
  siciliana    per    difendersi   dal    mercato    internazionale
  caratterizzato dalla globalizzazione.
   Per   concludere,  signor  Presidente,  bisogna  stare   davvero
  accanto  ai  nostri  agricoltori per capire la  disperazione  che
  vivono  in questo momento. Certo, ben vengano le nostre riunioni,
  però  davvero cerchiamo di capire che cosa bisogna fare  per  non
  trovarci,  il  prossimo anno, nelle medesime oppure  in  peggiori
  situazioni.

    PRESIDENTE  E' iscritta a parlare l'onorevole  Lo Curto. Ne  ha
  facoltà.

    LO  CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non nascondo
  il  mio  imbarazzo,  in  questo momento, nell'intervenire  in  un
  dibattito  nel  quale avrei voluto trovare l'Aula del  Parlamento
  assolutamente  piena;  avrei voluto  trovare  i  90  parlamentari
  attenti  nell'esame di un problema che riguarda  non  soltanto  i
  vitivinicoltori  trapanesi o gli agricoltori  siciliani,  ma  che
  riguarda l'intera economia della nostra terra.
   Nutro  un  profondo imbarazzo per questa assenza che non  può  e
  non deve segnare disattenzione da parte di questa Istituzione che
  rappresenta il popolo tutto siciliano, quel popolo che ha  eletto
  una  classe dirigente, una maggioranza ed una opposizione  perché
  nell'esercizio  delle  regole democratiche siano  prodotti  atti,
  siano  prodotte  azioni  a  favore  e  a  sostegno  della  nostra
  economia.
   Ebbene,  l'imbarazzo è anche nel trovarmi maggioranza, forza  di
  maggioranza,  ma  nel  trovarmi anche in opposizione  rispetto  a
  quello  che  fino  a  oggi  è  stato fatto,  troppo  poco  signor
  Presidente,  troppo poco onorevole Assessore,  nei  confronti  di
  una categoria produttiva che non chiede elemosine ma rivendica il
  proprio  legittimo diritto a fare impresa, a vivere  del  proprio
  onesto  lavoro,  sacrificando il proprio tempo,  sacrificando  la
  propria vita, spendendo questa vita in mezzo alle intemperie  per
  ricevere  quel giusto e onesto tributo, contributo economico  che
  serve a sostenere la famiglia.
   E'   drammatico  constatare  -  purtroppo  per  me,   forza   di
  maggioranza,  drammatico - che c'è troppo  lentezza,  poco  idee,
  scarse e neanche buone rispetto a ciò che questo settore grida  a
  viva  voce  e cioè  l'attenzione del Governo, dell'Assessore  sui
  nodi  strutturali  che oggi attraversano l'agricoltura.  Eebbene,
  questa attenzione non c'è.
   Troppa lentezza, troppa burocrazia forse, ma io ricordo che  dal
  mese    di    novembre   quando   si   discusse   dei    problemi
  dell'agricoltura,   quando  la  terza   Commissione   di   questo
  Parlamento   si   è  spostata  a  Trapani  per   incontrare   gli
  agricoltori,  io  dissi  al Presidente di  quella  Commissione  -
  allora l'assessore Leontini non era presente - che era necessario
  che  il  Parlamento  facesse  una  full  immersion  nei  problemi
  dell'agricoltura e della vitivinicoltura, che era necessario  che
  si  percepisse il palpito e le vibrazioni di questa  protesta che
  non  è  protesta  legata  ad una rivendicazione  di  qualsivoglia
  natura, ma  è la protesta di chi chiede alle istituzioni , di chi
  bussa  alle istituzioni, al proprio Governo, al proprio Assessore
  per essere ascoltato, doverosamente ascoltato.
   E'  drammatico  constatare  che le  cose  che  abbiamo  detto  a
  novembre ci sono piovute addosso  tutte quante quasi si trattasse
  di  un  uragano. E, invece, non ci troviamo di fronte all'uragano
  Katrina.  Questa è la cronaca di una morte annunciata,  la  crisi
  dell'agricoltura, è la cronaca di una morte annunciata  perchè  a
  novembre  sono state dette le stesse cose che sono state ripetute
  stamattina  in questa giornata di protesta di fronte al  Governo,
  di   fronte  a  lei,  signor  Presidente  Lo  Porto,  di   fronte
  all'assessore Leontini, di fronte a pochi parlamentari.
   Ebbene,  le  proteste  degli  agricoltori  non  possono  restare
  inascoltate   e  non  può  essere  invocata  -  dirò   una   cosa
  provocatoria signor  Presidente, onorevole  Assessore,  dirò  una
  cosa  fuori  dal coro - non può essere invocata la  distillazione
  come il rimedio dei mali dell'agricoltura.
   Onorevole  assessore,  noi  lavoriamo  per  vedere  gratificato,
  attraverso il prodotto che noi produciamo, l'impegno che  abbiamo
  profuso  nel  nostro  lavoro; non è pensabile  che  i  produttori
  agricoli, che gli agricoltori lavorino e alla fine debbano vedere
  bruciare  il  proprio prodotto, il proprio vino, che  lo  debbano
  portare nelle distillerie per vederlo bruciare. Non è logico, c'è
  qualcosa nel sistema  che non funzione. Allora, io dico ben venga
  la  distillazione  di crisi e la distillazione  facoltativa,  che
  recuperiamo  autorevolezza, però in  Europa,  in  quella  Europa,
  Assessore, dove fra poco sarà vietata la distillazione.
   Ebbene,  noi  che siamo classe dirigente eletta in  Sicilia  per
  governare, ossia per amministrare, ossia per dare risposte, io mi
  chiedo  e  le  chiedo quali sono le nostre idee,  quali  sono  le
  nostre proposte per governare il progetto di globalizzazione, per
  inserirci  in  un mercato nel quale noi siamo già  perdenti,  non
  competitivi  e  assolutamente  marginali?  Siamo  in   grado   di
  recuperare  la  centralità  della nostra  azione  politica  e  di
  governo  in Europa, in questa Europa nella quale noi non  abbiamo
  più spazio, se mai l'abbiamo avuto nel passato? Siamo in grado di
  mettere la cartina geografica per terra, piuttosto che appesa  al
  muro,  per vedere la Sicilia al centro del Mediterraneo e non  al
  sud  del  mondo?  Siamo  in  grado di recuperare  in  termini  di
  autorevolezza, di prestigio, di capacità di incidere nelle scelte
  di questa Europa?
     Onorevole  assessore,  io non sono  in  opposizione  alle  sue
  scelte,  ma io voglio conoscere le sue scelte, voglio partecipare
  a  quelle  che  sono le sue idee, perché io sono responsabile  di
  fare  maggioranza  con  lei  e non posso  presentarmi  nella  mia
  provincia  perché   ricevo gli insulti degli agricoltori,  ricevo
  gli   insulti  di  quel  popolo  che  mi  ha  eletta  per  potere
  rappresentare il diritto sacrosanto di fare impresa, di lavorare,
  di servirsi del loro lavoro.
   Signor Presidente, lei mi fa segno di concludere, però questa  è
  una crisi talmente grave che noi dobbiamo superare il burocratese
  anche  del  nostro  Regolamento. Stiamo  parlando  tra  noi,  tra
  l'altro,  non  ci  sono  gli  agricoltori,  io  non  sto  facendo
  populismo e non sto strumentalizzando il bisogno di questa gente,
  ma devo assolutamente dire le cose che devo dire, anche perché da
  quattro  mesi sono assente da questo Parlamento per un  incidente
  che  mi  ha  costretto a stare lontana e, certo,  non  chiedo  di
  recuperare  in una volta l'assenza che ho maturato mio  malgrado;
  oggi,  però,    ho  bisogno di dire le cose che  i  cittadini  si
  aspettano  che vengano dette anche da chi lavora per un  progetto
  autonomistico  per recuperare ....

    PRESIDENTE  La prego di concludere, onorevole Lo Curto.

    LO  CURTO .  Signor  Presidente, noi  stiamo  parlando  di  una
  mozione  che  è  stata  presentata dai  DS  ed  anche  questo  mi
  imbarazza,  perché io che sono maggioranza vorrei che il  Governo
  venisse  incontro  senza la sollecitazione né dell'opposizione  e
  neanche degli agricoltori e dei vitinivicoltori, di questo stiamo
  parlando.
   E  allora,  io  chiedo quali sono le risposte  per  ripianare  i
  deficit  delle aziende, quale contrattualità possiamo  recuperare
  nei  confronti di un sistema creditizio che non dà  più  credito,
  che  dichiara fallite le persone, le aziende agricole,  padri  di
  famiglia  che  hanno lavorato sempre onestamente e  non  vogliono
  accontentarsi né del tozzo di pane, né dell'elemosina.
   Io  ritengo  che ci sono delle domande alle quali  noi  dobbiamo
  rispondere. Anch'io  - ripeto  nella qualità di classe  dirigente
  -  ho  il  dovere  di  dare  risposte  attraverso  lei  onorevole
  Assessore,   ma   soprattutto,  sulle  questioni   cruciali   che
  riguardano  lo sviluppo dell'agricoltura, chiedo di sapere  quale
  idea,  quale  pensiero,  quale strategia, quale  proposta  questo
  Governo  e  sopratutto l'Assessore competente mette in campo  per
  sostenere  un  settore  produttivo che -  e  su  questo  richiamo
  l'attenzione di tutti - se non responsabilmente sostenuto da  una
  azione politica e di Governo, non solo rischia il tracollo ma  di
  portare al tracollo e al collasso economico l'intera Sicilia, con
  gravissime  ripercussioni anche di ordine  pubblico  legate  alla
  sicurezza  dei  cittadini  e  legata alla  sicurezza  del  nostro
  territorio.
     La  legalità noi la costruiamo, la difendiamo e la  garantiamo
  attraverso  la  garanzia che offriamo a chi nel territorio  vuole
  fare   impresa   ed  oggi  la  disperazione,  l'umiliazione,   la
  mortificazione degli agricoltori siciliani io me la  sento  tutta
  addosso  perché onoro con il mio lavoro di parlamentare  il  voto
  che i cittadini mi hanno dato.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Villari.  Ne  ha
  facoltà.

    VILLARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  trarre  spunto  dalla manifestazione di oggi  legata  alla  crisi
  della vitivinicoltura siciliana che è stata oggetto di attenzione
  anche  da  parte dell'opinione pubblica non solo dei parlamentari
  oggi  presenti,  per  sollevare una  preoccupazione  rispetto  al
  rischio  che la crisi generale del comparto agricolo, rischia  di
  degenerare anche  in altri comparti.
   Voglio  esimermi  dal riprendere le cose che  sono  state  dette
  perché   oltre  che  condivisibili  sono  già  state   abbastanza
  approfondite, motivate, sono state oggetto anche di un ordine del
  giorno  che è stata predisposto, di altri atti, di iniziative  di
  vario tipo, da parte dei parlamentari, da parte dei vari Gruppi e
  da parte anche e soprattutto delle associazioni che rappresentano
  questo pezzo importante del mondo agricolo.
     Ciò che mi preme dire è che noi abbiamo davanti questioni  che
  toccano il complesso dell'economia agricola. Abbiamo problemi che
  riguardano  il  settore  agrumicolo -  l'agrumicoltura  siciliana
  rappresenta  quasi  il  60 per cento della produzione  agrumicola
  nazionale  -; la zootecnia di cui si è parlato in altre occasioni
  con problemi specifici e particolari. La vicenda che riguarda  il
  rapporto  tra il costo della produzione agricola con il costo  al
  consumo.  Faccio  l'esempio  del  grano  che  viene  venduto  dai
  produttori  a  meno  di 200 lire mentre poi  il  costo  del  pane
  sappiamo  a  che  livelli è arrivato, con differenziazione  nelle
  diverse province. Siamo con un rapporto che è il 10 per cento  il
  costo  del grano alla produzione rispetto al prezzo del  pane  al
  consumo.
   Io  penso  anche alla questione della serricoltura,  alla  crisi
  idrica  che  investe  la  Regione complessivamente,  alle  grandi
  incompiute.  Penso anche ad alcune dighe che hanno  rappresentato
  il  simbolo  della grande difficoltà  - oltre che  burocratica  -
  anche di scontri ideologici all'interno delle forze politiche. In
  questo  senso penso alla diga Pietrarossa dove scontri  di  varia
  natura  hanno  reso impossibile il completamento di quella  diga.
  Personalmente, sono perché si vada al suo completamento.
   Tutto  questo assieme a preoccupazioni che vengono continuamente
  manifestate che riguardano uno dei settori portanti dell'economia
  siciliana  -   per quanto mi riguarda lo ritengo uno dei  settori
  fondamentali  della nostra economia - che chiedono un  intervento
  organico  e  complessivo  da  parte del  Governo  regionale,  pur
  comprendendo che questo può articolarsi all'interno di  politiche
  che  poi hanno anche a che fare con limiti che sono quelli  anche
  dell'Unione Europea, però richiedono un serio approfondimento  di
  queste tematiche, riconoscendo che il settore agricolo in Sicilia
  rappresenta uno dei capisaldi su cui si può sviluppare la  nostra
  economia. Se è vero questo, l'iniziativa e la sollecitazione, che
  qui  è  stata fatta da diversi interventi e che è contenuta anche
  nell'ordine  del  giorno,  di  indire  una  Conferenza  regionale
  sull'agricoltura per approfondire questi temi  e  di  evitare  di
  trovarci continuamente di fronte ad emergenze di questa natura  è
  la  cosa più importante e immediata da fare, senza aspettare  che
  si  entri nella fase elettorale per poi registrare pressioni  che
  rischiano di far fare delle scelte non giuste.
   Io  intervengo  perché da parlamentare catanese - sono  convinto
  di  avere  anche il conforto degli altri colleghi  di  Catania  -
  voglio  sollevare un problema che è anche esempio di un  modo  di
  operare su cui noi dobbiamo intervenire anche con molta energia e
  molto  rigore  evitando facili populismi  e  demagogie  di  varia
  natura.
   Nel  2004  nella  provincia di Catania si  sono  verificati,  in
  diversi  periodi,  due eventi calamitosi abbastanza  preoccupanti
  con  forti  piogge  e  grandine,  problemi  che  rientrano  nella
  fattispecie  della normativa che lei, signor Presidente,  conosce
  bene e conosce bene anche l'Assessore, la legge 185 del 1992,  la
  cosiddetta  legge sulle calamità naturali, che  prevede,  tra  le
  altre  cose,  il  riconoscimento  delle  giornate  lavorative  in
  riferimento a quelle lavorate l'anno precedente per i  braccianti
  e i lavoratori forestali.
     Signor  Presidente, ho partecipato a due incontri che ci  sono
  stati in Assessorato (l'Assessore Leontini  non era presente  per
  motivi  personali)  e in quei due incontri fu assicurato che  era
  stato  inviato  tutto al Ministero perchè quel riconoscimento  ai
  braccianti,  ai  fini delle giornate lavorative, era  cosa  ormai
  scontata.   Successivamente  ho,  però,  appreso  dal    Ministro
  Alemanno, il quale rispondeva ad una interrogazione presentata da
  un  parlamentare  nazionale alcuni giorni fa, che  non  risultano
  essere  state  inviate  al  Ministero gran  parte  dei  documenti
  richiesti.
   Siamo  di fronte a cose che non possono accadere in una  regione
  come  la  nostra, che non è l'ultima regione ma  che  rischia  di
  essere  marginale proprio per tutta una serie di scelte politiche
  mancate,  per  l'incapacità che si registra nel  portare  avanti,
  anche  da  parte  degli uffici, alcune questioni  che  dovrebbero
  essere di ordinaria amministrazione.
   Per  questo  io chiedo che si valuti con attenzione  ciò  che  è
  stato  richiesto  e  non  solo  dal  Gruppo  dei  Democratici  di
  sinistra, dai parlamentari del centrosinistra; spero che  ci  sia
  l'impegno di tutta l'Aula, un impegno trasversale su questo,  una
  Conferenza  regionale che affronti tutte queste tematiche  e  che
  faccia  in  modo  che questa regione abbia una  visione  organica
  anche  del  suo modello di sviluppo perchè ogni cosa  rischia  di
  essere  di  volta  in  volta oggetto  convegnistico:  una   volta
  parliamo della vitivinicoltura ed è giusto perché è un dato reale
  che  è stato giustamente evidenziato, poi della crisi agrumicola,
  poi  dei  problemi del grano,  poi della zootecnia  e  poi  delle
  serre.  Vogliamo fermarci un attimo, se è vero, come è vero,  che
  sulla questione agricola va fatto un approfondimento da parte  di
  tutti?  Se è così io penso che su questo si possa uscire  con  un
  grande impegno da parte di tutti.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Zago.  Ne  ha
  facoltà.

    ZAGO    Signor   Presidente,  onorevole  Assessore,   onorevoli
  colleghi, le cose dette dai colleghi del mio stesso Gruppo che mi
  hanno  preceduto, gli onorevoli Cracolici, Oddo, Villari,  alcune
  riflessioni   che   sono  emerse  durante   lo  svolgimento   del
  dibattito, l'ordine del giorno presentato dal Gruppo parlamentare
  DS  -  sul quale, probabilmente, ci sarà la convergenza di  tutta
  l'Aula  -  che scaturisce da un confronto avuto con parlamentari,
  organizzazioni  professionali,  associazioni  di  produttori,  mi
  permettono di saltare questa parte che è stata trattata anche dal
  Governo   nell'introduzione.  Intendo   fare,   invece,   qualche
  riflessione   di   carattere  generale,  qualche   considerazione
  sull'andamento  di  questo dibattito che -  devo  dire  -  mi  ha
  deluso, probabilmente, per responsabilità complessiva.
   All'ordine  del  giorno, Signor Presidente,  c'è   il  dibattito
  sull'agricoltura   e,   in   particolare,   sulla   crisi   della
  vitivinicoltura.  Non  poteva che essere così,  però,  in  questo
  modo,  noi stiamo perdendo un'occasione che inseguiamo dal  2001,
  quando  è stato eletto questo Governo, cioè un'occasione  durante
  la  quale avremmo voluto capire quale sia  la politica, quale sia
  la  strategia  del Governo Cuffaro in direzione dell'agricoltura.
  Invece   questi   quattro  anni  sono  trascorsi  inseguendo   le
  emergenze, anche il dibattito di stasera è condizionato da questa
  emergenza, non poteva che essere così, io condivido.
   Noi   non   possiamo   gestire   i   problemi   dell'agricoltura
  affrontando  le emergenze tutte le volte che si manifestano.  Non
  possiamo parlare della crisi dei prodotti serricoli come  abbiamo
  fatto  l'anno scorso, come abbiamo fatto a novembre. Non possiamo
  parlare  della  vitivinicoltura perché adesso  scoppia  il  caso.
  Speriamo   non  scoppi  il  problema,  ma  non  è  da  escludere,
  dell'agrumicultura fra qualche mese, i problemi del grano, quello
  che diceva l'onorevole Villari.
   Io  credo  che  questa sia una pratica nefasta, una  cultura  da
  superare,  che scaturisce, però, evidentemente,  da una  mancanza
  di  strategia,  da  una  politica nei confronti  delle  tematiche
  agricole.  E dire che le tematiche agricole nella nostra  Regione
  devono  essere affrontate, devono avere un peso rilevante  perché
  l'agricoltura,  pur con le evoluzioni, rimane  uno  dei  comparti
  principali, uno dei settori portanti dell'economia siciliana
   Quindi  noi  abbiamo il dovere di affrontare  queste  tematiche,
  tenendo conto degli aspetti, delle crisi congiunturali, dei  nodi
  congiunturali  ma,  tenendo conto, signor Presidente,  anche  dei
  nodi   strutturali  dell'agricoltura.  E'  per  questo  che   era
  necessario, onorevole Assessore, un disegno di legge organico, un
  disegno di legge quadro,  tante volte annunciato e fino a stasera
  ribadito.
   In  questo  senso non è mai troppo tardi, anche se può  sembrare
  bizzarro che dopo quattro anni si possa pensare ad avere in  Aula
  un   intervento  legislativo  complessivo,  però  le   intenzioni
  manifestate  dal Governo, i disegni di legge presentati  dal  mio
  Gruppo,  quello sul rinnovamento tecnologico e strutturale  delle
  serre,  quello  sull'istituzione dei  distretti  agro-alimentari,
  quello  per il rilancio delle aziende agricole cui è stato  fatto
  riferimento,  se si vuole, assieme a quello del Governo,  possono
  costituire  l'occasione  per  intervenire,  per  quello   che   è
  possibile, anche se siamo a fine legislatura.
   Dicevo  dei  fattori  congiunturali  che  conosciamo  tutti,  ma
  soprattutto  mi vorrei soffermare sulla crisi che scaturisce  dai
  nodi  strutturali che non sono stati affrontati,  e quinti  tanto
  meno  risolti, dal mancato adeguamento delle imprese ai  processi
  di  globalizzazione alle nuove sfide di competizione nei  mercati
  nazionali ed internazionali, il raccordo con le nuove domande  di
  qualità,  tipicità, salubrità dei prodotti agricoli  che  vengono
  dai  consumatori,  il  rapporto con  le  dinamiche  della  grande
  distribuzione organizzata, la frammentazione produttiva e  quindi
  la       polverizzazione      dell'offerta,       l'insufficienza
  dell'associazionismo che in Sicilia è al 3 per cento a fronte del
  60  per  cento  indicato  dalla Comunità  europea  e  delle  alte
  percentuali che esistono in altre parti d'Italia.
   Insomma,  tutta  una  serie di nodi che non vengono  affrontati,
  tutta una serie di questioni, non ultime quelle che riguardano il
  gap infrastrutturale che viene a costituire un costo, un aggravio
  nei  costi  di produzione dell'agricoltura,  ed i problemi  della
  sicurezza nelle campagne, i problemi dell'associazionismo,  tutti
  i   problemi  che  dibattiamo  di  volta  in  volta  quando   c'è
  un'emergenza e che invece devono essere ricondotti in un  disegno
  complessivo per affrontare tutto quello che è affrontabile.
   Concludo, signor Presidente, prendendo atto delle intenzioni  di
  reperimento  di  risorse, di stanziamenti, di utilizzo  di  fondi
  comunitari,  ma non è questo, non è solo questo che può  bastare.
  Bisogna   intervenire  per  risolvere  ed   affrontare   i   nodi
  strutturali.  Bisogna  intervenire per avere  una  politica,  una
  strategia per avere delle misure di accompagnamento delle imprese
  agricole,  che non devono essere lasciate sole nei nuovi  scenari
  che cambiano in Italia, in Europa e nel mondo.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne  ha
  facoltà.  Si  tratta  dell'ultimo intervento  perché  l'onorevole
  Culicchia,   iscritto  a  parlare,  dichiara  di   rifarsi   alle
  dichiarazioni dei suoi colleghi di Gruppo e, pertanto, rinuncia a
  parlare.   Poi  seguirà  la  replica  dell'Assessore,   onorevole
  Leontini.

    INCARDONA   Signor  Presidente, onorevole Assessore,  onorevoli
  colleghi,  intervengo per manifestare a nome mio, ma anche a nome
  del  Gruppo  di  Alleanza Nazionale, tutta  la  solidarietà  agli
  agricoltori  siciliani  che  vivono  questo  momento  di   grande
  difficoltà  e - come si è detto -  non è un momento di difficoltà
  che  riguarda  un solo settore del comparto agricolo,  ma  è  una
  difficoltà complessiva. E' una difficoltà che nasce da una  serie
  di  problematiche mai affrontate e risolte con sistematicità, con
  organicità d'interventi.
   In  questo  senso  condivido l'ultimo intervento  dell'onorevole
  Zago  che  ha  posto  sul  tappeto  una  serie  di  problematiche
  individuandole  in maniera molto puntuale e precisa,  soprattutto
  indicando  quali  sono  gli interventi che  dovrebbero  essere  o
  almeno i settore in cui si dovrebbe intervenire per cercare,  non
  di  risolvere,  ma quanto meno di affrontare da qui  in  poi  una
  problematica così complessa in maniera diversa.
   Ritengo  che il Governo in questi anni abbia tentato di svolgere
  a sostegno degli agricoltori siciliani una sua attività, ha avuto
  una  sua strategia, ha puntato sulla tipicizzazione dei prodotti,
  ha  puntato  sulla promozione, soprattutto sull' esportazione  di
  un'immagine positiva del nostro territorio legata anche, appunto,
  ai   prodotti  tipici  agricoli,  utilizzando  gli  stessi   come
  strumenti di valorizzazione del territorio.
   E  tuttavia i problemi dell'agricoltura rimangono lì, tutti  sul
  tappeto. C'è una difficoltà complessiva del settore che è  legata
  molto  sicuramente al problema che il commercio delle produzioni,
  non  solo  agricole,  ma  anche di altri settori,  vivono  perché
  evidentemente c'è una politica non solo regionale,  e  non  è  un
  nascondersi dietro il dito quando si fa riferimento alla politica
  comunitaria.
   Abbiamo il dovere di riferirci alla politica comunitaria   e  io
  ritengo che fino a quando la politica siciliana non affronterà in
  maniera  decisa  e  determinata la questione legata  ai  rapporti
  commerciali  e ai rapporti commercial internazionali,   e  quindi
  non  farà  effettivo riferimento alla  normativa  comunitaria che
  disciplina  i  rapporti  commerciali all'interno  delle  nazioni,
  all'interno  quindi  del  mondo,  non  si  potrà  certamente  mai
  affrontare  in maniera organica un problema legato, non  solo  al
  momento   della   commercializzazione,  ma   al   momento   della
  produzione.  Abbiamo oggi qui, in Sicilia,  come  in  Italia,  un
  problema  legato  a  dei  costi che  sono  eccessivi,  costi  che
  certamente impongono ai nostri  produttori di fare manifestazioni
  come quella di  oggi nel momento in cui il prezzo di vendita  non
  riesce più a coprire  nemmeno i costi
   Allora  si  può, a mio avviso, intervenire e si deve intervenire
  su   molte   delle  cose  che  sono  state  dette,    a   partire
  dall'associazionismo per evitare la frammentazione  dell'offerta,
  a partire da una rivisitazione, onorevole Assessore, del rapporto
  tra   la  pubblica  Amministrazione,  la  Regione  e  il  settore
  bancario,  che certamente ha un ruolo determinante, non  solo  in
  campo  agricolo,   ma  anche  in  tutta  l'economia,   perchè  in
  Sicilia,   certamente,   il  rapporto tra  imprese  e  banche  va
  rivisto  e  qui il Governo può, a mio modo di vedere, intervenire
  esercitando tutto il suo peso,  avendo un ruolo determinante.
   Ma  c'è  anche un altro settore, un altro momento in cui ritengo
  il   Governo  possa  immediatamente  intervenire:  quello   dello
  snellimento della burocrazia, dell'accelerazione degli interventi
  burocratici. Così come è stato detto,  purtroppo,   anche  se  in
  passato   il  Governo ha stanziato alcune somme per il  pagamento
  dei  danni  derivanti da calamità, si registrano  comunque  delle
  lentezze  burocratiche  che  fino ad  oggi,  è  vero,  non  hanno
  consentito  agli agricoltori siciliani di percepire le  indennità
  che pure erano state stanziate.
     Allora  su  questo,  caro Assessore, il  Governo  può  e  deve
  intervenire  immediatamente.  La  nostra  burocrazia,  i   nostri
  funzionari  della Regione siciliana,  che sono tra i  più  pagati
  d'Europa,  devono lavorare, devono mettersi una volta per tutte a
  lavorare  perchè  c'è  questo problema che è  un  problema  assai
  grave
   Gli   agricoltori,   in  provincia  di  Ragusa,  nonostante  gli
  stanziamenti, non riescono ad ottenere quello che è loro  dovuto.
  Ebbene,  certamente,  in  questo caso,   non  è  un  problema  di
  mancanza   di  volontà  da  parte dei dipendenti  della  Regione,
  dell'Ispettorato,  ma  è un problema di  esiguità  di  numero  di
  dipendenti, di funzionari addetti a quell'Ispettorato.
   Ad   esempio, presso l'Ispettorato della provincia di  Ragusa  -
  questo  non lo dico solo per parlare dell'Ispettorato di  Ragusa,
  ma   per  esplicitare   che  c'è  un  problema  complessivo    di
  distribuzione   delle   risorse  umane   all'interno   dei   vari
  Ispettorati -  a fronte di  un numero elevatissimo di pratiche da
  esitare,  noi   registriamo un numero  ancora  molto  ridotto  di
  funzionari competenti  ad esaminare ed esitare quelle pratiche.
   Allora, proporrei - è una proposta che già è stata lanciata,  mi
  pare  che  lei,  onorevole  Assessore  l'avesse  raccolta  -   di
  predisporre una conferenza programmatica dell'agricoltura  perchè
  finalmente  si  faccia  in modo che si  programmi  una  serie  di
  interventi  organici,  strutturali, fondati  su  una  idea-forza,
  quella  di  intervenire  sui costi e far  comprendere  all'Unione
  europea  che la Sicilia ha dei costi aggiuntivi e per questo  non
  merita  dell'elemosina,  ma deve  ottenere a favore delle  nostre
  imprese   delle parità di condizioni per avere una  stessa  linea
  di partenza rispetto alle altre.
   Quindi  parità  di condizione per garantire quel  principio,  il
  principio   liberale  della  libera  concorrenza,  il   principio
  liberale  che  vuole  che sia il mercato a  regolare  i  rapporti
  commerciali,  però ad una condizione, alla condizione che vengano
  rispettate  le pari opportunità, le pari condizioni di  partenza.
  Ad oggi questo noi non lo registriamo.
   E  poi,  caro Assessore, bisogna finalmente dire  fine' a quello
  che  riguarda il passato. Oggi, gli agricoltori, purtroppo ancora
  oggi, risentono di una serie di promesse, ma non sono promesse di
  questo  Governo.  In  questo senso mi  è  dispiaciuto,  mi   sono
  dispiaciute alcune cose che ho sentito. Era il 1998, poi il 1999,
  poi  il  2000, allora ero capogruppo al Consiglio provinciale  di
  Alleanza  nazionale della provincia regionale di Ragusa.  Ebbene,
  allora   c'era   il   Governo   di  centro-sinistra,   Presidente
  Capodicasa.  Ho  partecipato  a  diverse  manifestazioni  ed    i
  problemi  erano  gli  stessi. Quindi non è  corretto,  così  come
  qualcuno  ha  fatto,   esporre in questo modo,  strumentalizzare,
  proporsi sempre con parole e discorsi demagogici,   approfittando
  della  disperazione  degli  agricoltori.  Se  questa  sensibilità
  esiste, caro onorevole Ortisi, non si possono usare le parole che
  ho sentito in questa Aula per affrontare il problema

    ORTISI   Se  fossimo  demagogici, tutto  andrebbe  a  guerra  e
  fuoco

    INCARDONA  Qui è un problema che nasce da lontano,  non  voglio
  qui  assolvere  nessuno nè certamente difendere  qualcuno,   però
  ricordo  -  faccio testimonianza della mia esperienza -   che  ho
  partecipato   personalmente   a   delle   manifestazioni   presso
  l'Assemblea  regionale  siciliana,  le  problematiche  erano   le
  stesse, quindi c'è un vizio di origine che va sanato e va  sanato
  dicendo ai nostri agricoltori, per esempio,  che quello che ci si
  aspettava  nel POP 94/99

    PRESIDENTE  Fra qualche secondo le tolgo la parola,  perché  ha
  parlato il doppio del tempo concesso, un po' di rispetto .

    INCARDONA   Solo  un minuto, onorevole Presidente  e  concludo.
  Dicevo che c'è un problema di rispetto di regole, troppe cose gli
  agricoltori  avrebbero dovuto ricevere nel  passato,  ad  esempio
  anche  la  legge n. 13 del 1986 è stata una legge che ha promesso
  tanto e che ha dato pochissimo: gente che otteneva il nulla  osta
  per  realizzare degli impianti e poi non ha ricevuto  quello  che
  aspettava.
   Questo  ha  creato  problemi finanziari alle imprese  che  oggi,
  come  è  stato  detto giustamente, non solo sono ipotecate  dalle
  banche,  ma  sono  ipotecate anche dall'INPS  per  una  serie  di
  problematiche e per costi anche lì troppo esagerati di assistenza
  previdenziale,    troppo esagerati che le nostre imprese  pagano,
  e non solo esagerati rispetto a quelli che non esistono nei paesi
  in  via  di  sviluppo, che pur competono con noi, ma  addirittura
  all'interno della nostra Unione Europea.

    PRESIDENTE    Ha    facoltà   di   parlare   l'Assessore    per
  l'agricoltura, onorevole Leontini, per la replica.

    LEONTINI   assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi,  è chiaro che un  dibattito  del
  genere,  per quanto rispondente a delle necessità che sono  state
  dolorosamente  evidenziate  da una  categoria  di  produttori  in
  difficoltà,  a volte mostra le maglie di una tentazione,   sempre
  incombente,   alla  strumentalizzazione ed allo  sciacallaggio  o
  alla  ciarlataneria.  Allora, ho il dovere di  dire,  laddove  in
  questo dibattito siamo tutti insieme uniti nel medesimo, laddove,
  invece la ciarlataneria ha avuto la meglio è prevalsa ed è andata
  oltre i limiti.
   Qualcuno   ha   detto  in  questo  dibattito   ripercorriamo   e
  riproduciamo gli stessi termini del dibattito che si si è  svolto
  a  dicembre dell'anno scorso sulla crisi agricola. Falso  Non c'è
  una  sola riga del dibattito svoltosi a dicembre nel quale si sia
  parlato di crisi di mercato nel settore vitivinicolo.
   Sarebbe veramente da cialtroni - e nessuno in quest'Aula lo è  e
  lo  è stato anche stasera -  immaginare che ad un mese e mezzo di
  distanza  dalla  vendemmia  ci fosse  uno  scienziato  capace  di
  stabilire nel settore la consistenza e l'entità di una  crisi  di
  mercato.
   Quando  a  dicembre si affrontò, prima in Commissione e  poi  in
  Aula  e  poi  con strumenti di Governo, nell' interlocuzione  col
  Governo  nazionale,  il problema della crisi di  mercato,  furono
  interpellate   tutte  le  categorie  dei  produttori,  tutte   le
  Prefetture,   tutti  gli  Ispettorati  agrari  ed   il   problema
  riguardava una crisi di mercato mirata e tutta fondata su ciò che
  accadeva  in un settore della produzione agricola che era  quello
  dell'ortofrutta.
   In   quel   momento  non  era  possibile  individuare   giacenze
  invendute,   perché  il  mercato  e  l'andamento   del   mercato,
  ovviamente, lo si poteva riscontrare e registrare - se non  siamo
  cialtroni  -  qualche  mese dopo, non  a  quindici  giorni  dalla
  vendemmia
   Il  primo  incontro  con  il Governo nazionale  sulla  crisi  di
  mercato   avvenne  ad  ottobre, a novembre  ed  a   dicembre  noi
  facemmo  il  dibattito in  Aula e stabilimmo  alcune  misure  che
  portarono  a  gennaio a produrre quel decreto legge  che  poi  fu
  convertito  nella  legge  n. 71 del 2005   approvata  in  Aula  a
  febbraio e pubblicata a marzo.
   Questo  è  l'iter,  quindi, stasera  non  si  può  dire  bisogna
  esserci  dentro, bisogna anticipare. Ma chi mai ha anticipato  in
  quest'Aula  e con quali strumenti ieri, come oggi, ma  con  quali
  previsioni  e  con  quali  capacità di aggressione  del  problema
  rispetto alle presunte lacune del Governo che questo non  avrebbe
  fatto?
   Non  è mai accaduto, abbiamo affrontato il dibattito sulla crisi
  di  mercato  proprio partendo da quelli che erano gli  indicatori
  del  momento, quelli che riguardavano in quel caso un  territorio
  afflitto da alcuni motivi di debolezza ed in modo particolare  il
  costo  aggiuntivo  nel raggiungimento dei mercati  e  quindi  nei
  trasporti  e  l'apertura  maggiore  del  nostro  territorio  agli
  ingressi   provenienti   da   prodotti   di   paesi   terzi   che
  destabilizzando  il  mercato  lo  alteravano  e  producevano  una
  concorrenza  sleale che nel giro di qualche mese acuiva  fenomeni
  che  anche stasera avremmo dovuto  avere l'onestà di definire non
  regionali,  non regionalizzabili, perchè altrimenti sconfineremmo
  nella ciarlataneria.
   Il  problema  è  acuto ed è congiunturale, riguarda  sicuramente
  gli  andamenti di una crisi agricola globale di mercato che  oggi
  investe  una filiera, domani un'altra, ma che proprio nel settore
  vitivinicolo  ha visto la Sicilia come la Puglia, come  l'Emilia,
  come  la  Toscana,  come l'Abruzzo gridare più forsennatamente  a
  misure che potessero sorreggere il comparto.
   In  Puglia,  in  Abruzzo, in Toscana, in Emilia, il  problema  è
  ancora più acuto con  percentuali, con entità, con gravità ancora
  più  consistenti,  così come nelle interlocuzioni con il  Governo
  nazionale e negli incontri con i colleghi di governo delle  altre
  regioni appuriamo, riscontriamo,  e non c'è stata la mancanza  di
  un'adeguata  politica a sostegno, perchè in  questo  caso,  nella
  fattispecie  di questo dibattito,  avviene che nessuno  mette  in
  risalto  il  fatto  la  visione organica che  questo  Governo  ha
  dimostrato  di avere sulla necessità di potenziare i  sistemi  di
  qualità, di sicurezza alimentare.
     In  riferimento alla sperimentazione e alla ricerca di cui  si
  parla  nell'ordine del giorno,  accoglibile,  abbiamo  finanziato
  progetti di ricerca e di sperimentazione che vanno ben al  di  là
  della  percentuale  per  tre, della moltiplicazione  per  tre  di
  investimenti precedenti, sia per quanto riguarda la  qualità  che
  la sicurezza alimentare, i primi nel Paese   Caso mai c'è da dire
  che   in  quest'Aula ci vuole più coraggio, ci vuole più capacità
  di  affrontare i problemi, perchè grazie a Dio siamo tra di  noi,
  c'è  qualcuno dei rappresentanti dei produttori che  ascolta,  ma
  non  c'è il pericolo dell'aggressione fisica da  parte di alcuno,
  mentre in certe manifestazioni potrebbe esserci
   Allora   si  ha  il  dovere  e  l'onestà  di  affrontare   certe
  questioni, laddove una produzione -  ne parlavo poc'anzi  con  il
  collega  Cracolici -    fatta cento una produzione   in  Sicilia,
  per  una  un  percentuale del 20 - 25 per cento,  si  attesta  su
  livelli  di qualità elevata che hanno visto nel ventennio  finale
  recente,   sia  in  vigna  che  in  cantina  che  in   marketing,
  comunicazione,    immagine   e   imbottigliamento,   una   classe
  imprenditoriale impegnarsi in una certa direzione e produrre  dei
  risultati  che  hanno  già conquistato dei mercati  nazionale  ed
  internazionali, fatta cento questa produzione, c'è    l'altro  70
  per  cento  che  è quello che  oggi  è afflitto da  questa crisi.
  La  cui  produzione dobbiamo oggi, a seguito di questa crisi  che
  non  è  siciliana, ma è siciliana come pugliese,  pugliese,  come
  abruzzese, abruzzese come toscana, toscana come emiliana, che  fa
  parte   dell'andamento  globale  dell'economia   agricola,   oggi
  dobbiamo  sostenere affinchè sia assimilata al  territorio  della
  qualità nel suo complesso, perchè una produzione fino ad oggi  in
  gran parte destinata alla quantità, allo sfuso, al mosto muto non
  all'imbottigliamento  e le cui difficoltà sono  acuite  anche  da
  queste motivazioni.
   Certo  c'è  nell'ambito di questa produzione una produzione  che
  ha  significativamente  fatto dei passi  avanti,  ma  la  maggior
  parte,  dal  punto di vista quantitativo, chiede  proprio  questi
  interventi,  tanto è vero che oggi,  quando abbiamo preannunciato
  che  si può nel campo della commercializzazione, nel campo  della
  trasformazione,  nel  campo dell'imbottigliamento  e  quindi  nel
  campo del marketing,  sostenere uno sforzo congiunto che veda  la
  classe  parlamentare, il governo ed i produttori sedersi  attorno
  allo  stesso  tavolo e stabilire un percorso comune  rispetto  al
  quale nessuno debba tralignare come forse è accaduto nel passato,
  probabilmente nel breve giro di qualche stagione la filiera potrà
  essere  tutta risollevata, perchè la politica che stiamo mettendo
  in  campo e che anche con questi strumenti abbiamo preannunciato,
  collega Cracolici, riguarda una necessità sulla quale io convengo
  rispetto a quanto segnalato nell'ordine del giorno.
   La  necessità  è  quella  di assimilare questa  produzione,  non
  soltanto al territorio della qualità nel suo complesso, parlo nel
  suo complesso perché una parte impegnata in questo senso già c'è,
  ma  nella  fascia del rapporto qualità-prezzo che  è  quella  che
  eleva  la qualità abbassando o mantenendo il prezzo basso  con  i
  nostri sostegni; cioè mi riferisco alla fascia del 2 euro,  del 2
  euro  e  mezz,   che  è quella nella quale voi sapete  essere  la
  Sicilia colonizzata da prodotti vitivinicoli provenienti da altri
  territori   che,   magari,  nelle  ultime  settimane   con   spot
  pubblicitari  della  serie il mondo di  Quark  perché  durano  21
  minuti,  propagandano qualità che io non vorrei da questi  banchi
  definire  inesistenti  ma che sicuramente non  sono  paragonabili
  alle  qualità che potrebbe produrre la nostra produzione di  quel
  territorio e del territorio complessivamente della Sicilia.
   E  allora  questo  è l'indirizzo organico e la visione  organica
  che  stiamo  dando  al sistema: quello di equiparare  queste  due
  parti  della medesima famiglia, non è vero che ci sono gli  amici
  ed  i  privilegiati ed i negletti, non è vero che vogliono essere
  negletti  i rappresentanti di questa produzione, vogliono  essere
  invece  sostenuti  in un orientamento diverso  che  vada  proprio
  verso  le  uniche  residue possibilità di concorrenzialità  e  di
  competizione,  altrimenti  questa  produzione,  domani,   giacerà
  invenduta,  tornerà  ad essere invenduta,  tornerà  a  non  avere
  mercato  e  quindi  a  non avere immagine e quindi  a  non  avere
  imbottigliamento  e  quindi a non avere  tutto  quello  che  oggi
  stiamo  lamentando.  E'  questo lo  sforzo  organico  che  stiamo
  facendo  con  i  nostri  strumenti,  con  la  ricerca,   con   la
  sperimentazione,con la selezione dei vitigni autoctoni.
   Le  calamità  che abbiamo declarato. Io vado in giro  con  degli
  amuleti,  Presidente, perché da quando sono assessore e  qualcuno
  ha  ricordato  che lo sono da qualche mese, ho dovuto  dichiarare
  solo io ed i miei uffici 20 calamità; bene a  queste 20 calamità,
  tra il 2004 e il 2005 complessivamente se ne aggiungono altre  9,
  sono  29  e  tutte  e  29 sono state non soltanto  oggetto  della
  declaratoria   di   riconoscimento,   ma   destinatarie   di   un
  finanziamento che il Ministero delle Politiche agricole,  proprio
  15 giorni fa, ha decretato con uno strumento che  è stato inviato
  e  pubblicato in Gazzetta, si tratta di 30 milioni di Euro per il
  riconoscimento delle calamità declarate, 28-29 episodi calamitosi
  nel 2004 e nel 2005.
   Certo,   per   quanto  riguarda  il  2002   i   colleghi   hanno
  sottolineato  il palleggiamento delle responsabilità  negli  anni
  precedenti  e  abbiamo  anche assistito a finanziarie  che  hanno
  bloccato  dotazioni  finanziarie  precedentemente  indicate.   In
  merito alla siccità del 2002, richiamata dall'onorevole Oddo, che
  fine ha fatto?
   Avevamo  dei limiti di impegno che dovevano essere attualizzati,
  sono  stati bloccati nelle finanziarie, siamo riusciti finalmente
  a sboccarli con questa  legge 71, adesso è intervenuta la censura
  comunitaria che non viene citata come alibi perché tutti  insieme
  abbiamo lavorato alla legge sulle carcasse.
   Vi  ricordo  che  la legge sulle carcasse, sebbene  portasse  la
  prima firma degli onorevoli Gurrieri, Zago, Incardona e Leontini,
  è  stata  votata  all'unanimità  da  questo  Parlamento;  io  non
  immagino  che  tutto  il  Parlamento,  in  quel  momento,  avesse
  inalberato  il  vessillo della demagogia,  è  un  Parlamento  che
  andava  nella direzione degli interessi dei produttori, ha  fatto
  la legge consapevolmente, coscientemente, tentando di fare quanto
  la produzione e la categoria chiedeva.
   Bene,  quella  legge si è bloccata perché, in  quella  dotazione
  finanziaria di 2000 Euro, siamo rimasti in questo momento  appesi
  allo scioglimento della riserva da parte dell'Unione europea  che
  non ci consente di funzionare se non attraverso il regine del  de
  minimis  che è quello al quale stiamo facendo ricorso per  potere
  erogare i fondi a tutti i produttori zootecnici.
   Allora  chiudo, Presidente, dicendo che l'ordine del giorno  che
  è  stato  presentato nella parte che impegna il Governo, in  gran
  parte   è  già  oggetto  di  attuazione,   quindi  è  accoglibile
  sicuramente come raccomandazione.
   Certo,   nella   premessa  è  modificabile  e  suscettibile   di
  modificazione da parte di chi, ovviamente, non può che respingere
  quanto  nella  premessa  è  indicato,  ma  credo  che  sia  stato
  modificato  e  quindi  sarà valutato e  apprezzato  e  votato  se
  ricondotto  alla  parte che impegna il Governo, cioè  all'oggetto
  concreto dell'azione comune che dovrà vedere Governo e Parlamento
  solidali  un  tutta  una serie di iniziativa  che,  anche  in  un
  eventuale disegno di legge che voglia essere fatto coscientemente
  e  non  demagogicamente, insieme potremo formulare nelle prossime
  settimane.

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la discussione generale.

    SPEZIALE    Sono   d'accordo  sulla   proposta   dell'assessore
  Leontini..

    PRESIDENTE  La proposta dell'onorevole Leontini è accettata  da
  uno  dei firmatari, l'onorevole Speziale,. Il primo firmatario  è
  l'onorevole Cracolici. Cosa ne pensa?

    CRACOLICI   Vorrei evitare che in italiano non  funzioni.  Sono
  d'accordo a togliere il primo comma.

    LEONTINI   assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.   «Il
  Parlamento  della Regione siciliana per rispondere alle  esigenze
  della produzione vitivinicola afflitta da momenti di grande crisi
  e   pesantezza  intende  impegnare  il  governo  nella  direzione
  illustrata dai seguenti punti».

    PRESIDENTE    Si  cassa  il  primo  capoverso.  E'   d'accordo,
  onorevole Leontini? Non basta cassare il primo capoverso?

    LEONTINI    assessore   per   l'agricoltura   e   le   foreste.
  Personalmente propongo la seguente formulazione:
   «L'Assemblea  regionale  siciliana  considerata  la   crisi   di
  mercato  del  settore  vitivinicolo che  rischia  di  mettere  in
  ginocchio  l'intero comparto, considerato il necessario  sostegno
  delle  politiche  pubbliche alla possibilità di autorganizzazione
  del  sistema  vitivinicolo siciliano che alla data  registra  due
  differenti   velocità   .....  che   le   giacenze   accumulatesi
  soprattutto  nelle cantine sociali hanno appesantito  il  mercato
  favorendo manovre ... »

   PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 597 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Comunico  che  è  stato  presentato dagli  onorevoli  Cracolici,
  Speziale,  Capodicasa,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Giannopolo,
  Oddo, Panarello, Villari, Zago, Ortisi e Barbagallo  l'ordine del
  giorno  n. 598  Provvidenze per il settore vitivinicolo .  Ne  do
  lettura:

                  «L'Assemblea Regionale Siciliana

  Considerato:

    ·la crisi di mercato del settore vitivinicolo, che rischia di
       mettere in ginocchio l'intero comparto;
  ·il necessario sostegno delle politiche pubbliche alla
  possibilità di autorganizzazione del sistema vitivinicolo
  siciliano  che,  alla data di oggi,  registra due differenti
  velocità di crescita tra un gruppo d'imprese singole e
  cooperative capaci di confrontarsi sul mercato di qualità e un
  maggior numero d'imprese singole e cooperative che accusano
  ritardi nel loro adeguamento tecnologico, produttivo e
  commerciale;
  ·che le giacenze accumulatesi soprattutto nelle cantine sociali
  hanno appesantito il mercato favorendo manovre speculative al
  ribasso,

                  impegna il Governo della Regione

    ·a pubblicare, come concordato con le organizzazioni di
       categoria, il prezzo di orientamento su cui calcolare la misura
       di anticipazione per le uve della vendemmia 2005;
  ·ad approntare un intervento finanziario da corrispondere alle
  cantine sociali che saranno costrette a distillare le vinacce in
  impianti industriali ubicati al di fuori della Sicilia, la
  differenza dei costi di trasporto;
  ·a negoziare col Governo nazionale un quantitativo di vino
  siciliano da avviare alla distillazione di crisi e consentire con
  un maggiore finanziamento dello Stato un ampliamento della
  distillazione facoltativa;
  ·a reperire le risorse finanziarie per anticipare la
  liquidazione del pregresso dovuto alle imprese agricole singole e
  associate colpite da calamità naturali;
  ·a rendere possibile la cessione all'INPS di crediti vantati
  dalle imprese agricole singole e associate verso la Regione e lo
  Stato;
  ·a recepire nella normativa regionale gli aiuti consentiti per
  l'ammodernamento del settore agroalimentare previsti dal
  regolamento CE n. 1/2004, che consentirebbe alle cooperative
  agricole di accedere all'IRCAC;
  ·a intervenire affinché le riforme delle OCM del vino e
  dell'ortofrutta prevedano il trasferimento degli aiuti di settore
  direttamente ai produttori;
  ·a predisporre il potenziamento e la riforma dell'Istituto Vite
  Vino;
  ·a finanziare progetti di ricerca e innovazione nel settore
  agricolo;
  ·a rivedere la legislazione sulla cooperazione per consentire il
  potenziamento e l'adeguamento alle nuove realtà di mercati
  globali, alle nuove opportunità di sistema e di distretti di
  qualità, basati sull'autocertificazione e sull'origine geografica
  dei prodotti sostenendo con un piano di settore la promozione e
  il marketing del vino siciliano;
  ·a favorire le politiche pubbliche e fiscali per la riduzione
  dei costi di produzione: gasolio, trasporti, servizi materiali e
  immateriali alle imprese.» (598)

                     CRACOLICI, SPEZIALE, CAPODICASA, CRISAFULLI,DE
                                                        BENEDICTIS,
     GIANNOPOLO, ODDO, PANARELLO, VILLARI, ZAGO, ORTISI, BARBAGALLO


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 598.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   La seduta è sospesa e riprenderà domani, mercoledì 21 settembre
  2005, alle ore 10.30.

   (la seduta, sospesa alle ore 21.05, è ripresa alle ore 11.35 di
                    mercoledì, 21 settembre 2005)


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


                Presidenza del vicepresidente FLERES

    BURGARETTA  APARO ,  segretario, da lettura del verbale della
  seduta numero 313 di martedì 13 settembre 2005 che, non sorgendo
  osservazioni,  si intende approvato.

                         Congedi e missione

    PRESIDENTE  Comunico che sono in congedo per oggi, mercoledì
  21 settembre 2005, l'Assessore D'Aquino e gli onorevoli  Genovese
  e Moschetto.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico, altresì, che l'onorevole Paffumi è in missione oggi,
  il 21 settembre 2005,  per ragioni del suo ufficio.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono pervenute le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per la Famiglia

   N. 1353 - Accertamenti su precari e stagisti in servizio presso
  il Comune di Palermo.
   Firmatario:  Virzi' Gioacchino

   N. 1431 - Iniziative volte a ricondurre l'amministrazione
  comunale di Borgetto (PA) ai principi di legalità e trasparenza.
   Firmatari: Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino; Giannopolo
  Domenico

   N. 1435 - Interventi in favore dei territori dei comuni di Gela
  e Niscemi colpiti dal maltempo.
   Firmatario: Morinello Salvatore

   N. 1442 - Notizie in merito al funzionamento del Consiglio
  comunale di San Gregorio (CT).
   Firmatario:Villari Giovanni

   N. 1462 - Notizie in ordine al mancato coinvolgimento del
  Consiglio comunale di Catania nella redazione del Piano di zona
  per  la  realizzazione  del  sistema  integrato  di
   interventi e servizi sociali.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N. 1473 - Notizie in merito al bando di concorso per
  l'assegnazione in locazione semplice di alloggi popolari di
  proprietà del comune di Palermo e dell'IACP.
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N. 1579 - Urgenti iniziative per assicurare trasparenza nei
  rapporti tra Comune di Catania ed istituti educativo-
  assistenziali  per  i  minori  in  condizioni socio-economiche
  disagiate.
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N. 1592 - Elezione del difensore civico presso il Comune di
  Licodia Eubea (CT ).
   Firmatario: Villari Giovanni

   N. 1824 - Notizie a proposito delle irregolarità compiute dal
  sindaco e dalla giunta comunale di Ucria (ME).
   Firmatario: Panarello Filippo

   N. 1854 - Interventi volti a far cessare interferenze e/o
  limitazioni nei confronti del Presidente del Consiglio comunale
  di Floridia (SR).
   Firmatario: Ortisi Egidio

   N. 1867 - Interventi urgenti per la riqualificazione della
  piazza Spirito Santo di Catania.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N. 2112 - Interventi urgenti per evitare il susseguirsi di
  furti in appartamenti e presso attività commerciali nel comune di
  Niscemi (CL).
   Firmatario: Raiti Salvatore

   - da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici

   N. 2228 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza della
  strada provinciale n. 59 nel tratto Avola-Fiumara-Calabernardo-
  Lido di Noto-Pizzuta-Eloro.
   Firmatari: Burgaretta Aparo Sebastiano

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro

   N. 2177 - Attuazione delle misure di fuoriuscita dal precariato
  dei lavoratori ASU impegnati nell'Amministrazione regionale.
   Firmatario: Incardona Carmelo

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato il seguente
  disegno di legge:

    Disposizioni per l'inquadramento in ruolo del personale
  precario operante presso le sedi dell'Agenzia regionale
  protezione ambiente (ARPA) della Sicilia' (n. 1054)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Villari, De Benedictis, Giannopolo,
  Zago in data 15 settembre 2005

   Comunicazione  di disegni di legge presentati  ed  inviati  alle
  competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative, in data 15 settembre 2005:

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Interventi per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario
  della riapertura del teatro greco di Tindari   (n. 1052)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli  Panarello  ed  altri  in  data  15
  settembre  2005

    Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi con le
  isole minori  (n. 1053)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Beninanti e Misuraca in data 15
  settembre 2005

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di parere sono
  pervenute dal Governo ed assegnate alla competente Commissione
  legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Ente autonomo regionale Teatro di Messina - Nomina
  sovrintendente' (n. 403/I)
   - pervenuto in data 14 settembre 2005
   - inviato in data 15 settembre 2005

   -  Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di
  Agrigento - Nomina Commissario straordinario' (n. 404/I)
   -    pervenuto in data 14 settembre 2005
   - inviato in data 15 settembre 2005

   -  Consorzio per le autostrade siciliane - Nomina vice
  commissario' (n. 405/I)
   -  pervenuto in data 16 settembre 2005
   -  inviato in data 16 settembre 2005

   -   Nomine commissioni di gara ex art. 7 ter, comma 9 della
  legge n. 109 del     1994' (n. 406/I)
   -    pervenuto in data 16 settembre 2005
   -    inviato in data 16 settembre 2005

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate le seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N. 2367 - Notizie sull'esito dell'ispezione disposta
  dall'Assessore per la sanità presso la struttura ospedaliera
  Buccheri La Ferla e il servizio di emergenza 118 di Palermo a
  seguito della morte della signora Angela Pagano.
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N. 2370 - Iniziative per una diversa previsione del
  'Dipartimento aziendale per l'integrazione socio-sanitaria', che
  tenga conto delle fasce deboli di cui alla legge 328 del 2000.
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Villari Giovanni; Cracolici Antonino; Giannopolo
  Domenico;
   Zago Salvatore;  Spampinato  Giuseppe;  Tumino
  Carmelo;Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Panarello
  Filippo; Capodicasa Angelo; Leanza Nicola

   N. 2378 - Notizie circa i criteri di selezione adottati per
  l'assunzione di personale tecnico presso l'Assessorato Beni
  culturali e ambientali e pubblica istruzione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N. 2379 - Interventi urgenti per la manutenzione del fiume
  Soria in provincia di Trapani.
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Oddo Camillo

   N. 2380 - Interventi nei confronti della distilleria Bertolino
  di Partinico (PA).
   - Assessore Territorio
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N. 2381 - Interventi per la creazione di un Ufficio speciale a
  favore dei disabili per la verifica e la promozione dello stato
  di attuazione delle leggi sulla disabilità.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Oddo Camillo

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposta scritta

   N. 2366 - Graduatoria degli interventi ammissibili relativi
  alla sottomisura 4.01.d 'Aiuti al commercio ed all'artigianato'
  del  POR  Sicilia  2000/2006:  erronea attribuzione del punteggio
  relativo a due progetti ricadenti nel territorio del comune di
  Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Cooperazione
   Firmatario: Ioppolo Giovanni

   N. 2368 - Provvedimenti urgenti per il ripristino della
  legalità e della trasparenza amministrativa nel Comune di Naso
  (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

   N. 2369 - Iniziative urgenti a sostegno del comparto agricolo
  del territorio ennese.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Tumino Carmelo

   N. 2371 - Interventi urgenti per il ripristino della rete
  fognaria e delle caditoie di raccolta acqua piovana in via
  Villalba ad Acireale (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2372 - Interventi urgenti per il recupero del castello
  normanno di Acicastello in provincia di Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   - Assessore Turismo
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2373 - Interventi urgenti per il ripristino della rete
  fognaria del complesso di edilizia popolare di contrada Jungo a
  Giarre (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2374 - Interventi urgenti per il ripristino del Parco Gioeni
  di Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   - Assessore Turismo
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2375 - Interventi urgenti per il ripristino della villetta
  di Altarello a Giarre (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2376 - Interventi urgenti per il ripristino del 'Borgo di
  Santo Pietro' in Caltagirone.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2377 - Interventi urgenti per il ripristino delle strade e
  della rete fognaria di contrada Anzalone in Acireale.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N. 2382 - Interventi urgenti per il finanziamento delle zone
  artigianali delle comunità montane della provincia di Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Cooperazione
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata la seguente
  interpellanza:

   N. 271 - Sollecita definizione della situazione presso il
  Comune di Carini (PA) già segnalata con l'interpellanza n. 269.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca.


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


     Comunicazione relativa allo schema di programma dei lavori
                            parlamentari

    PRESIDENTE   Comunico  che  la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari,  riunitasi il 20 settembre  2005  sotto  la
  presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole Lo Porto, e con  la
  partecipazione  dei Vicepresidenti dell'ARS, onorevoli  Fleres  e
  Crisafulli e del Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, non
  avendo  raggiunto la prescritta maggioranza di  cui  al  comma  4
  dell'articolo  98  quater del Regolamento non  è  pervenuta  alla
  approvazione di un programma dei lavori per la corrente  sessione
  autunnale.
   Conseguentemente,  ai  sensi  dell'articolo  98   quater.1,   il
  Presidente si è riservato di comunicare all'Assemblea gli  schemi
  di  programma  dei lavori emersi nella riunione,  onde  procedere
  alla loro votazione in Aula.
   Pertanto,   gli   schemi   che  vengono   sottoposti   al   voto
  dell'Assemblea, per alzata e seduta, sono i seguenti:

   a) schema di programma proposto dal Governo, concernente i
  disegni di legge già esitati per l'Aula:

    ddl  appalti (nn. 771-774/A);
    ddl  istituzione ulteriore turno elettorale autunnale (n.
  977/A);
    ddl  poli turistici (nn. 986-987/A);
    ddl sui prezzi (n. 1023/A);
    ddl cooperative agricole e Camere di commercio (nn. 392-402-
  763-stralcio I/A);
    ddl disposizioni finanziarie urgenti e razionalizzazione
  attività amministrativa (n.151-Norme stralciate II/A).

   Inoltre, all'interno del citato schema di programma, il  Governo
  ha  proposto l'esame in Aula, ove venisse per tempo esitato dalla
  competente  Commissione,  il  disegno  di  legge  in  materia  di
  formazione professionale.

   b)  ulteriore  schema di programma proposto da una  parte  della
  stessa  Conferenza,  concernente sempre i disegni  di  legge  già
  esitati per l'Aula:

      ddl   concernente  istituzione  ulteriore  turno   elettorale
  autunnale (n. 977/A);
    ddl in materia di appalti (nn. 771-774/A);
    ddl in materia di poli turistici (nn. 986-987/A);
    ddl sui prezzi (n. 1023/A);
     ddl  cooperative agricole e Camere di commercio (nn.  392-402-
  763-stralcio I/A);
      ddl  disposizioni  finanziarie  urgenti  e  razionalizzazione
  attività amministrativa (n.151-Norme stralciate II/A).

   Ricordo,  infine, che ai sensi del comma 2 dello stesso articolo
  98  quater.1 del Regolamento, la Presidenza dell'Assemblea  si  è
  riservata  di  convocare una nuova Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  per deliberare  sul  nuovo  programma  dei
  lavori.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per rappresentare l'esigenza e il problema che nasce, appunto, da
  una  condizione  parimenti problematica della  questione,  che  è
  quella   di  mettere  al  primo  punto  all'ordine  del   giorno,
  l'istituzione del turno elettorale autunnale 2005. Ciò,  per  una
  semplice  ragione: innanzitutto, abbiamo il dovere  di  istituire
  questo  turno elettorale autunnale. E abbiamo il dovere di  farlo
  perché  non  possiamo pensare che i comuni che hanno  votato  nel
  2000,  possano protrarre la rispettiva legislatura,  il  relativo
  mandato, oltre i cinque anni previsti dalla legge.
   C'è   l'urgenza  di  intervenire  perché  dovremmo  mettere   in
  condizione  la  struttura  assessoriale,  l'Assessorato  per   le
  autonomie locali, ma anche le stesse rappresentanze politiche, di
  affrontare  per  tempo, sul piano politico  e  organizzativo,  lo
  stesso  turno elettorale che abbiamo visto essere stato  fissato,
  per il comune di Messina, per la fine di novembre.
   Ritengo  quindi che sia necessario anticipare, vista  l'urgenza,
  il  punto  che riguarda il disegno di legge sull'istituzione  del
  turno elettorale e, successivamente, passare agli altri argomenti
  che sono inseriti nell'altro schema di programma dei lavori.

    PRESIDENTE   Il suo intervento è già incluso  in  uno  dei  due
  schemi di ordine del giorno. Pertanto, se viene approvato quello,
  è in re ipsa.

    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito
  dei  due  schemi che si andranno a votare, mi rivolgo  proprio  a
  lei, per segnalarle che uno degli argomenti posti all'ordine  del
  giorno, presente fra l'altro in tutti e due gli schemi, sia  pure
  in posizione diversa - mi riferisco al turno elettorale - non può
  essere  comunque  discusso  in quanto  è  privo  della  copertura
  finanziaria.  Le  ricordo,  infatti,  che  aveva  una   copertura
  finanziaria precedente a quando è stato esitato per l'Aula.
   In seguito, infatti, sono stati approvati degli emendamenti...

    GIANNOPOLO  Non necessita di copertura finanziaria  il  disegno
  di legge che riguarda l'istituzione del turno elettorale

    FORMICA  ...Dicevo, sono stati approvati degli emendamenti  con
  i  quali si è esteso il turno elettorale ad altre annualità e  ad
  altri comuni il che, automaticamente, comporta un nuovo passaggio
  in Commissione Bilancio.
   Pertanto  le  segnalo  che,  comunque, quell'argomento  non  può
  essere posto all'ordine del giorno.

    BENINATI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  intervenire  sull'organizzazione dei lavori perché, sinceramente,
  la  mia  assenza nella giornata di ieri, era dovuta in quanto  la
  Commissione  svolgeva  un'audizione su  un  tema  che  l'Aula  ha
  attribuito, in particolare sulle problematiche dei rifiuti, ed  è
  proprio per questo il mio intervento, signor Presidente.
   Prego   la   Presidenza  a  rivedere,  anche  per  la  settimana
  prossima,  l'organizzazione  dei  lavori  dell'Aula  ed   evitare
  possibilmente che nelle mattinate si tengano sedute d'Aula perché
  il  sottoscritto, che deve continuare in Commissione le audizioni
  in  materia di rifiuti, non può invitare persone (oltretutto,  mi
  risulta  che alcuni vengano anche dall'estero) per poi non  poter
  svolgere la prescritta audizione medesima.
   Pertanto  io  sono  bloccato  anche da  questo:  sarebbe  quindi
  opportuno, intanto, che domani mattina si evitasse di organizzare
  i lavori d'Aula, perché è già prevista l'audizione in Commissione
  di alcune figure che, anch'esse, vengono da fuori, per cui non si
  tratta  di  poter  svolgere  i lavori  compatibilmente  a  quelli
  dell'Aula,  purtroppo la Commissione non si  può  tenere  se  c'è
  Aula
   Sarebbe  opportuno, quindi, mettere un attimo a registro  questa
  problematica, perché altrimenti la Commissione non può  adempiere
  ad un obbligo che l'Aula stessa ha dato in primo punto.
   In  secondo  luogo, la Commissione, nella giornata di  oggi,  ha
  esitato  un  testo  che  invito cortesemente  la  Conferenza  dei
  Capigruppo,  se  si  terrà, a porre con  urgenza  all'ordine  del
  giorno; si tratta di un testo che ha impedito nell'estate  che  i
  trasporti  marittimi si bloccassero. Con l'Assessore  Granata  si
  era  convenuto  un  percorso, questa mattina  la  Commissione  ha
  adempiuto  a  questo  stesso  percorso,  pertanto  ora  bisognerà
  approvare,  con urgenza,  un articolo di legge che  sbloccherebbe
  l'opportunità  di  dare  dei fondi (era  già  stata  data  questa
  copertura economica, mancava appunto l'articolo di legge).
   Anche  questa  norma,  relativa ai trasporti  marittimi  per  le
  isole  minori, è stata esitata dalla Commissione, pertanto chiedo
  di inserirla in quanto è già pronta per essere esitata.
   In  terzo  luogo, e concludo, abbiamo un altro problema,  signor
  Presidente.  La  Commissione cerca di  adempiere  al  suo  dovere
  istituzionale, di lavorare, purtroppo ci sono delle difficoltà...

    PRESIDENTE   Onorevole Beninati, io ho compreso il  significato
  del  suo intervento. Poiché, in questo momento, dobbiamo soltanto
  porre in votazione l'ordine del giorno, il merito verrà demandato
  a una successiva fase.
   Desidero  invitarla  a  concludere, perché  è  intenzione  della
  Presidenza,  stabilito  quale dei due  ordini  del  giorno  verrà
  approvato,  di sospendere brevemente la seduta, per  convocare  i
  Capigruppo,   anche   perché  ieri  non  abbiamo   stabilito   il
  calendario:  a  prescindere  dall'ordine  del  giorno  che  verrà
  approvato,  bisognerà  stabilire  un  calendario  dei  lavori  e,
  dunque,  quando  l'Aula si riunirà. L'Aula ha  ascoltato  il  suo
  intervento  e  credo  che verrà presa in  considerazione  la  sua
  esigenza.

    BENINATI   Nell'ordine  dei  lavori  d'Aula,  in  entrambi  gli
  ordini del giorno, non vedo due testi già esitati da diversi mesi
  dalla Commissione Quarta, purtroppo non sono ancora esitati dalla
  Commissione  Seconda,  e tuttavia giungono  altri  testi,  giunti
  successivamente.
   Allora,  si deve risolvere anche questo problema: politicamente,
  si  deve capire se dobbiamo  rinunziare a portare avanti le leggi
  che  esitiamo, perché poi non si riunisce la Commissione Seconda,
  quindi  è un problema serio. Abbiamo infatti la legge sul demanio
  e un'altra legge, esitate mesi fa...

    SPAMPINATO   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  brevemente per sostenere, con ulteriori motivazioni, la richiesta
  dell'onorevole  Giannopolo e, comunque, per chiedere  un  impegno
  alla  Presidenza  dell'Assemblea al fine di  dare  priorità  alla
  legge  sul  turno  elettorale: ciò significa far riacquistare  un
  minimo  di  dignità anche a questo Parlamento.  Stiamo  parlando,
  infatti,  di  una legge il cui iter era sostanzialmente  in  fase
  avanzata  (il dibattito era in Aula) e che è stato trasmesso  poi
  in   Commissione  con  motivazioni  molto  discutibili;   allora,
  utilizzai l'esempio del bambino che gioca a pallone e, siccome  è
  il proprietario del pallone, quando le cose non vanno bene, se lo
  prende e dice  fermiamo la partita
   Questa  è  una  partita che, comunque, deve  essere  conclusa  e
  quindi  auspico  che il primo punto all'ordine del  giorno,  alla
  ripresa dei lavori, sia appunto la legge sul turno elettorale, ma
  comunque  chiedo,  signor  Presidente, per  le  medesime  ragioni
  espresse dall'onorevole Giannopolo (perché poi non avrebbe  senso
  discutere  più in là di questa legge) che, qualora non sia  posta
  al   primo   punto   all'ordine  del   giorno,   venga   comunque
  calendarizzata in maniera tale che la discussione abbia un  senso
  e  cioè  che  il  Parlamento si possa esprimere, anche  in  senso
  contrario, ma cercando di dare dignità rispetto a un percorso che
  non  deve  essere messo nelle retrovie, con strategie  di  dubbia
  qualità.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetterà
  di   osservare  che  il  problema,  anche  nella  Conferenza  dei
  Capigruppo, è stato mal posto. Come lei ricorderà, visto  che  ha
  partecipato  alla Conferenza dei Capigruppo, nel  predisporre  il
  programma  dei  lavori d'Aula, è nata una querelle interpretativa
  sul  Regolamento. Noi abbiamo sostenuto che, nel caso di richiamo
  in  Aula di un disegno di legge, già esaminato ed in parte votato
  dall'Aula,  rimandato in Commissione, sul richiamo dell'Aula,  il
  Regolamento prescrive che va riesaminato dall'Aula, viene portato
  nuovamente all'esame dei lavori d'Aula.
   Ieri  ho  formalizzato,  come  lei ricorderà,  che  non  c'entra
  niente  con  il  primo comma dell'articolo 98  quater,  quella  è
  un'altra  fattispecie. Non possiamo qui porre in discussione  una
  interpretazione regolamentare che è abbastanza chiara.
   Il   disegno  di  legge  sul  turno  elettorale  era  stato  già
  esaminato  dall'Aula. Era stato votato l'articolo  1.  In  quella
  occasione,  il  Parlamento decise di restituire   il  disegno  di
  legge  alla  Commissione.  Successivamente,  fu  chiesto  che  il
  disegno  di  legge  stesso  venisse  riportato  in  Aula.  A  tal
  proposito,  prescrive il Regolamento, che  il  disegno  di  legge
  viene   sottoposto   all'esame  dell'Aula  che,   implicitamente,
  riconosce una gerarchia di priorità che prescinde dall'ordine dei
  lavori  stabiliti  dalla  Conferenza  dei  Capigruppo  che  viene
  regolamentato dal primo comma dell'articolo 98 quater.
   Sono  due fattispecie distinte. Ora, se in forza di principi  di
  maggioranza,   si   vuole   di   volta   in   volta   stravolgere
  l'applicazione regolamentare, signor Presidente, noi non possiamo
  permettere  che  si  vada  da vulnus a vulnus,  da  precedente  a
  precedente, e di piegare il Regolamento sulle basi delle esigenze
  della maggioranza
   Inoltre,  c'è  anche  un argomento di buon  senso  che  dovrebbe
  indurre  l'Aula  a  discutere  il  disegno  di  legge  sul  turno
  elettorale di novembre. Novembre, infatti, come lei sa e  come  i
  colleghi sanno, è fra due mesi  Il turno elettorale a novembre si
  può  fare  soltanto  se l'Aula si rideterminerà nell'approvazione
  immediata della legge, per dare la possibilità, da qui a  qualche
  giorno,  di essere pubblicata, in modo tale che il Governo  possa
  compiere  tutti gli atti amministrativi per indire le elezioni  e
  mettere dunque in condizioni il Parlamento di valutare...

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale, mi scusi  se  la  interrompo.
  Dobbiamo essere proficui nell'andamento dei lavori, anche  perché
  questo dibattito si è svolto ampiamente durante la Conferenza dei
  Capigruppo.
   Il   quarto   comma  dell'articolo  121  quater  prescrive   che
   trascorsi  quindici giorni, il disegno di legge sarà  reiscritto
  all'ordine del giorno dell'Assemblea . Cosa che gli Uffici  e  la
  Presidenza  hanno  già  provveduto  a  fare,  tant'è   che   lei,
  all'ordine  del  giorno della seduta di  oggi  -  i  lavori  sono
  prosecuzione  di  quelli sospesi ieri -  trova  al  quinto  punto
   Istituzione di un ulteriore turno elettorale .
   Lei  mi  insegna  che l'iscrizione all'ordine  del  giorno,  non
  significa  che venga seguito quella sequenza, perché lei  sa  che
  l'Aula, in qualunque momento, su richiesta motivata e secondo  le
  procedure regolamentari, può scegliere di modificare le  priorità
  dell'ordine del giorno.

    SPEZIALE   Signor Presidente, stavo portando  alla  valutazione
  del  Parlamento  che  deve determinarsi, una  considerazione  che
  riguarda il buon senso.

    PRESIDENTE   Questo però è il merito, se il  disegno  di  legge
  verrà  discusso,  ciascuno si atteggerà  come  ritiene,  ma  oggi
  dobbiamo stabilire l'ordine del giorno.

    SPEZIALE   Sull'ordine del giorno stavo cercando di  richiamare
  alla   ragionevolezza  il  Parlamento  e  anche  la   Presidenza:
  discutere, fra qualche giorno, di un turno elettorale a novembre,
  è vanificare una scelta del Parlamento.
   Il  buon senso conduce a mettere al primo punto dell'ordine  del
  giorno  il disegno di legge riguardante il turno elettorale.  Tra
  l'altro, il primo articolo, quello più significativo, è già stato
  approvato: si approvi il secondo articolo, si dia il voto finale,
  il tutto può farsi in 5 minuti
   Se  l'Assemblea si determina con voto contrario, quella  partita
  non  possiamo  più affrontarla e diamo certezza di  comportamento
  anche agli Uffici della Regione.
   E'  per  questo  che mi permetto di insistere  nuovamente  sulla
  inversione  dell'ordine dei lavori proposto ieri dal  Governo,  e
  fatto  proprio dal Presidente dell'Assemblea, e cioè di  inserire
  prima la legge sul turno elettorale e, successivamente, stabilire
  il calendario dei lavori, così come si era deciso.
   Mi  permetto  ancora  una volta di reiterare,  così  come  hanno
  fatto già i miei colleghi, la richiesta che venga discussa in via
  prioritaria  la  legge  di istituzione  del  turno  elettorale  a
  novembre.

    ROTELLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE    Ne   ha   facoltà.   Dovremmo   tuttavia   votare
  quest'ordine  del  giorno.  Mi  pare  che  si  stia   sviluppando
  impropriamente un dibattito sul merito.

    ROTELLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto   per   evitare  che  si  inflazioni  ulteriormente   il
  dibattito. All'ordine del giorno, l'argomento c'è
   Il  Regolamento prevede che un numero di deputati possa chiedere
  il  prelievo  di  un  punto. Lo poniamo ai  voti,  se  l'Aula  lo
  approva,  procediamo  di  conseguenza,  ma  discutere  su  questo
  argomento, ulteriormente, a me sembra sinceramente una perdita di
  tempo.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione lo schema proposta del  Governo,
  avvertendo  che,  in caso di approvazione, il  secondo  schema  è
  precluso.
   La  proposta del Governo è quella che prevede, al primo punto di
  trattazione, la materia degli appalti.
   Specifico che il voto avverrà per alzata e seduta.
   Chi  è  favorevole allo schema A, che prevede al primo punto  la
  trattazione degli appalti, resti seduto; chi è contrario si alzi.

                     (si procede alla votazione)

   Onorevoli colleghi, si rende necessaria una controprova.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

          (proteste in Aula dai banchi del centro-sinistra)

   Il secondo schema è, pertanto, precluso.
   Onorevoli   colleghi,   sospendo  la   seduta   per   convocare,
  immediatamente,   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari e stabilire il calendario dei lavori.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.00, è ripresa alle ore 12.33)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


     Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che,  a far  data  da  oggi,  il  gruppo
  parlamentare  Centro democratico' costituito all'Ars,  cambia  la
  propria  denominazione in 'Movimento Iniziativa Popolare  (MIP)'
  così  come  stabilito  dalla riunione  dei  parlamentari  che  lo
  compongono.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e  153 del Regolamento interno, della mozione n. 448   Iniziative
  per  la  valorizzazione del personale del Corpo  forestale  della
  Sicilia ,  degli  onorevoli Fleres Salvatore;  Catania  Giuseppe;
  Maurici Giuseppe; Baldari Nicola Renato.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea Regionale siciliana

   premesso che:

   ormai   da  troppi  anni  i  lavoratori  forestali  non   vedono
  valorizzata la loro opera e la loro professionalità;

   pur  essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
  le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
  il  lavoro  particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo  e
  del Parlamento è sempre stata particolarmente scarsa;

   è   necessario  garantire  ai  lavoratori  forestali  lo  stesso
  trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,

                  impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere  quanto necessario  affinché  i  lavoratori
  forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
  avendo  garantite le medesime condizioni dei forestali del  resto
  del Paese;

   a  prevedere apposite convenzioni con il Ministero dell'Ambiente
  affinché  possano  essere predisposti programmi finalizzati  alla
  prevenzione,   spegnimento  e  ricostituzione  della   superficie
  boschiva  ed ulteriori contatti con la Protezione civile  per  il
  loro  impiego  in  caso  di  frane o per dissesto  idrogeologico,
  problemi   questi  che  interessano  particolarmente  la   nostra
  Regione.» (448)


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


        Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari

    PRESIDENTE   Comunico  che  la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari,  riunitasi  in  data  odierna   sotto   la
  Presidenza del Vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana,
  onorevole Fleres, ha stabilito il seguente calendario dei lavori:

   l'Aula  terrà  seduta  nel  pomeriggio  di  oggi,  mercoledì  21
  settembre 2005;
   l'Aula  terrà,  altresì,  seduta nei pomeriggi  di   martedì  27
  (alle ore 17.30),  mercoledì 28 e giovedì 29 settembre 2005;
   le  Commissioni  si  riuniranno nelle  mattine  di  martedì  27,
  mercoledì 28 e giovedì 29 settembre 2005;
   l'Aula  terrà poi seduta nei pomeriggi dei giorni   4-5-6  e  11
  ottobre 2005;
   le  Commissioni si riuniranno nelle mattine dei giorni  4-5-6  e
  11 ottobre 2005.

   Preciso che il termine per la presentazione degli emendamenti  è
  fissato per lunedì 26 settembre 2005.

   Successivamente  la  Presidenza convocherà  una  nuova  riunione
  della  Conferenza dei Presidenti  dei Gruppi parlamentari per  il
  prosieguo dei lavori.

   L'Assemblea ne prende atto.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per  quanto
  concerne l'applicazione delle norme regolamentari riguardanti  il
  programma  ed il calendario dei lavori d'Aula devo  dire  che  il
  Regolamento, così come rinnovato, ha già subito parecchi  vulnera
  in questo Parlamento.
   Per  esempio  non  si è mai discusso di alcun disegno  di  legge
  presentato  dall'opposizione,  nonostante  il  nuovo  Regolamento
  preveda  che un terzo dei disegni di legge debba essere  discusso
  perché presentato dalle opposizioni.
   In  Aula  sono passati, alla spicciolata, già tanti  disegni  di
  legge, tutti del Governo e della maggioranza e, siccome, il terzo
  di  uno  è  0,3  periodico, è chiaro che lo 0,3 periodico  di  un
  nostro disegno di legge non poteva che essere discusso in Aula.
   Ieri,   durante   la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari, abbiamo posto il problema ed il Presidente Lo Porto
  ci ha dato ragione.
   Pensavamo   che,  di  conseguenza,  anche  per   recuperare   lo
  svantaggio  numerico dei mesi precedenti, si sarebbe discusso  un
  disegno di legge dell'opposizione.
   L'onorevole Speziale aveva individuato tale disegno di legge  in
  quello che è stato oggetto della querelle di oggi.
   Nonostante  alcuni tentativi bonari, si è votato  in  Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari e sei  Presidenti  hanno
  deciso in un senso, cinque in un altro.
   Come  prevede il Regolamento, si è messo ai voti, oggi, da parte
  del  Presidente Fleres, il passaggio ai lavori d'Aula secondo  il
  calendario  proposto dalla maggioranza ed il  risultato  di  tale
  voto è stato controverso.
   Noi  crediamo  che  non sia controverso perché  siccome  non  si
  tratta  di seicento voti, ma di 33 voti e visto che noi  sappiamo
  contare  fino a 33 - il Presidente Fleres fino a 35,  perché  gli
  altri  numeri  si possono aggiungere - sosteniamo che,  la  prima
  volta   in  cui  si  è  votato, i voti contro la  proposta  della
  maggioranza erano più di 17 e successivamente, tramite interventi
  politici, che io impropriamente ho chiamato intimidazioni, ma che
  chiaramente ci sono stati alcuni colleghi che se ne sono  pentiti
  -  e  lo  capisco - ma al voto successivo, che il  Presidente  ha
  chiamato  controprova, la  controprova avrebbe dovuto  vedere  il
  procedimento  al  contrario, cioè seduti  i  contrari,  alzati  i
  favorevoli.
   Ad  ogni  modo, non è questo il fatto importante, il  Presidente
  Fleres si è arrogato il diritto di truccare i numeri, e mi consta
  perché li ho contati ad uno ad uno, signor Presidente, chiedo che
  venga  anche qua, perché siamo ridotti a questo punto,  adoperata
  la  prova televisiva perché credo che Biscardi condurrebbe meglio
  questo Parlamento.
   Siccome  non  è  la prima volta - e mi assumo la  responsabilità
  della  denuncia - che la dignità non solo del Parlamento,  ma  di
  ognuno  di  noi, capisco che ci può essere in Aula anche  chi  in
  cambio di alzare o abbassare la mano ottiene non so che cosa,  ma
  la  dignità di chi vuole svolgere il suo ruolo di parlamentare  -
  anche folklorico, per carità - non va calpestata.
   Credo  che se la prova televisiva, sospendendo i lavori  d'Aula,
  non  sarà  utilizzata saremo costretti a ricorrere ad opposizione
  dura, significa che questo Parlamento verrà bloccato.
   Credo  che  discutere, come diceva il collega Speziale,  per  un
  minuto,  il disegno di legge che riguarda la modifica  dei  turni
  elettorali,   la   reintroduzione   del   secondo   turno,    che
  probabilmente  anche fra noi vedrebbe chi  lo boccia, riaprirebbe
  la  possibilità  di  un dialogo fattivo, costruttivo  dei  lavori
  dell'Aula.
   In  ogni  caso,  signor  Presidente, questa  Conferenza  da  lei
  convocata, mi dice qualche collega che lo ha detto dal microfono,
  io  francamente non l'ho ascoltato, ma probabilmente lo ha detto,
  in  ogni  caso  è  una decisione che è presa  da  una  parte  dei
  Presidenti  dei  gruppi parlamentari, quindi,  va  sottoposta  di
  nuovo  al  voto  d'Aula e per votare cominceremo  a  chiedere  il
  numero  legale,  vediamo  come  andate  avanti  nei  lavori,  voi
  maggioranza coesa, compatta, ma estemporanea  Vediamo

    PRESIDENTE   Grazie  onorevole  Ortisi,  ovviamente  non  tengo
  conto  delle  offese  che lei ha rivolto alla  Presidenza  perché
  altrimenti dovrei replicare.

    ORTISI  L'offesa la fa lei con i suoi comportamenti e non è  la
  prima volta.

    PRESIDENTE  Come lei sa, onorevole Ortisi, il conteggio che  la
  Presidenza  svolge non lo svolge da sola, bensì con  l'assistenza
  degli  uffici,  lei,  quindi,  ha avuto  l'abilità  di  offendere
  contemporaneamente la Presidenza e gli uffici.

    ORTISI   Non me ne pento perché non ho offeso nessuno.  C'è  la
  prova televisiva.

    PRESIDENTE   La  Presidenza  non  intende  replicare  alle  sue
  offese, però le posso garantire che il conteggio è stato esatto.
   Mentre  è  molto  più probabile che una sola persona  possa  non
  avere  visto  qualche cosa, onorevole Ortisi,  e  siccome  lei  è
  figlio  della filosofia del dubbio di Socrate, per questo  motivo
  non tengo conto delle cose che lei ha detto.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  Signor Presidente, personalmente mi dissocio da  quanto
  ha  detto  dall'onorevole Ortisi nei confronti della  Presidenza,
  perché quanto ha rappresentato non risponde al vero.
   Però  mi  chiedo  -  e farò un ragionamento  politico  -  perché
  talvolta   questa  maggioranza  -  oserei  dire  una  maggioranza
  sbrindella  -   non  coglie le opportunità  che  una  opposizione
  sbrindellatissima propone.
   Voglio  spiegare le ragioni per le quali poco fa  ho  votato  in
  maniera diversa dalla maggioranza.
   L'election day è stata una legge fatta in Sicilia perché  varata
  prima dal Governo nazionale di centro sinistra che introduceva il
  turno  unico non come necessità per regolamentare i lavori, bensì
  per  evitare  il  cosiddetto  mercato delle vacche  dei  consigli
  comunali .
   In  quel  periodo, ero assessore pro-tempore agli enti locali  e
  l'onorevole Ortisi era il Presidente della prima Commissione,  si
  convenne,  dopo avere studiato gli atti, che tutte le mozioni  di
  sfiducia che venivano fatte in un momento storico, rispetto  alla
  buona   amministrazione  di  un  comune,  non   sarebbero   state
  riproposte qualora ci fosse stata una sola data per votare.
   Questo  ragionamento  è  stato fatto dal  Governo  nazionale  di
  centro sinistra, così come fece quest'Assemblea.
   Avrei  voluto vedere l'imbarazzo che avrebbe avuto  oggi  questo
  centro  sinistra nello scegliere la prima legge delle opposizioni
  e  nel  sostenere le motivazioni diametralmente opposte a  quelle
  che cinque anni fa aveva sostenuto in quest'Aula.
   E  questa  maggioranza  avrebbe potuto  avere  l'opportunità  di
  bocciare  questa  legge  che merita di essere  bocciata  per  due
  diverse ragioni.
   La  prima  è  di  tipo politica, perché non serve  alla  Sicilia
  avere più turni elettorali, cosa che loro propongono per un  mero
  interesse di bottega. Questo dobbiamo dirlo, avevamo un'occasione
  storica per bocciare quella legge.
   La  seconda  ragione è rappresentata dal fatto  che,  appena  la
  prossima settimana questa legge verrà discussa, potremmo  mettere
  in  imbarazzo il Governo che vede introdotto il turno  elettorale
  per  alcuni  Comuni della Sicilia e che non ha più -  essendo  la
  data di indizione dei comizi elettorali regolamentata dalla legge
  n.  35 del 1997 - il tempo tecnico per indire i comizi elettorale
  nei  Comuni che già dovrebbero tornare a votare perché l'articolo
  1 della legge stessa, non in esame, non si può più modificare.
   Pertanto,   chiedo  di  fare  autocritica   e   che   si   dica,
  onestamente,  che politicamente abbiamo sbagliato  nel  non  fare
  passare  quella  proposta  perché  quella  stessa  doveva  essere
  bocciata  per  le ragioni tecniche che ho evidenziato  e  per  le
  ragioni politiche che ho detto.
   Bisognava  fare  incartare il centrosinistra su un  ragionamento
  politico diametralmente opposto a quello che aveva fatto  5  anni
  addietro e che era insostenibile.
   Dispiace  che  i  colleghi non abbiano colto  questa  occasione,
  così  come dispiace che qualcuno speculi sul fatto che  io  abbia
  votato in maniera diversa.
   L'ho   fatto   consapevolmente,  sapendo  di  poter  raccogliere
  un'occasione che serviva per bocciare la prima legge  del  centro
  sinistra voluta da loro, non come fatto politico sterile, ma come
  fatto  politico  che  li  incartava in un ragionamento  che  loro
  avrebbero fatto diametralmente opposto a quello che avevano fatto
  qui.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intanto  la
  ringrazio  per  la possibilità di poter riunione  la  Commissione
  così come avevamo chiesto.
   Inoltre,  le  chiedo, devo essere autorizzato dalla  Presidenza,
  se  è  possibile  domani, in IV Commissione,  per  i  lavori  che
  riguardano  i  rifiuti,  di  avere  l'assistenza  per  la   parte
  stenodattilografata per avere immediatamente la documentazione.

    PRESIDENTE   Il  Segretario  Generale  ha  già  provveduto   ad
  autorizzare  la  presenza  degli  stenografi  per  resocontare  i
  lavori.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   se   la
  Presidenza dell'Assemblea con molto savoir faire non ha raccolto,
  come  è  uso  e consuetudine, le provocazioni che spesso  vengono
  dall'Aula, non intendo farlo neppure io.
   E  non  perché  non stimi i colleghi parlamentari,  anzi,  tutti
  sanno quanta stima ho per ciascuno di loro, per il collega Ortisi
  in   particolare  che  ritengo  una  persona  per  bene,  onesta,
  preparata e colta.
   Però  non  bisogna mettere assieme le due cose: l'agone politico
  e la ricerca della verità.
   Si  comprende bene - e lo comprendiamo tutti - che di fronte  ad
  una  contesa politica, ad una battaglia politica quando i  numeri
  sono  ristretti c'è sempre la rabbia, l'ardore, la  vis  polemica
  che tende a confutare le cose.
   Ma  da  qui  a cercare di contestare una procedura che  è  stata
  corretta  fino  all'inverosimile, rispetto anche alla  storia  di
  questa  Assemblea, di fronte ad una prima votazione che ha  visto
  un  risultato altamente incerto, anche per le modalità con cui si
  è votato.
   Non  si è votato con la scheda, bensì con l'alzata e seduta  dei
  colleghi  del  cento-sinistra;  cito,  per  esempio,  l'onorevole
  Guerrieri della  Margherita' che era seduto accanto a me.

    CRACOLICI  Era alzato.

    FORMICA   Si,  onorevole  Cracolici,  se  mi  segue,  con   una
  distribuzione  della disposizione dei votanti, non  tutta  da  un
  lato e gli altri dall'altro lato, mi segua signor Presidente,  ma
  con  una  commistione  di  votanti  nell'uno  e  nell'altro  lato
  dell'emiciclo.
   Alla  fine, la differenza, essendo minima, impediva una corretta
  conta,   per   cui  correttamente,  essendo  stata   chiesta   la
  controprova, la Presidenza ha proceduto in tal senso.
   La   modalità della controprova è stata duplice: prima,  seduti,
  quelli favorevoli, poi, alzati, quelli favorevoli.
   Per  cui  non  c'era modo di sbagliare e, oltretutto,  a  questa
  controprova  hanno proceduto nella conta, non solo il Presidente,
  ma il Presidente più i funzionari.
   La differenza è stata di uno o due voti a nostro favore. Vero  è
  quello  che  diceva l'onorevole Ortisi che, rispetto  alla  prima
  votazione, magari c'è stato qualche collega di maggioranza che ha
  cambiato opinione, ma cosa c'entra con la regolarità?
   Questo  è  del  tutto  normale,  evidente,  succede  giorno  per
  giorno, succede in tutte le elezioni e in tutti i contesti,  guai
  se non fosse così.
   Da  qui a mettere in dubbio il corretto operato della Presidenza
  e  degli uffici non è accettabile, anche per l'apprezzamento  che
  ho   nei   confronti  dei  colleghi  e  del  collega  Ortisi   in
  particolare.
   Riguardo  a  quello  che  ha  detto  l'onorevole  Turano,   sono
  d'accordo con lui, ma, caro onorevole, intanto nei due ordini del
  giorno  che  ci  sono stati, quello del Governo, di  parte  della
  maggioranza  e  della  Conferenza  dei  Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari  vedeva  al primo posto gli  appalti  ed  all'ultimo
  posto  la  legge  elettorale;  la  proposta  del  centro-sinistra
  prevedeva, invece, al primo posto il turno elettorale e  via  via
  gli appalti e tutti gli altri disegni di legge.
   Già  rispetto  a  quella decisione, intanto,  è  arrivato,  qui,
  formalizzato  nella  proposta della maggioranza,  il  disegno  di
  legge  del turno elettorale  al secondo posto - e non era  uscita
  così   dalla  decisione  di  maggioranza,  perché  doveva  essere
  all'ultimo  posto - pur tuttavia, onorevole Turano,  mi  convinco
  delle sue ragioni e argomentazioni perché sono corrette, serie ed
  hanno  anche un dato strumentale di vantaggio politico  a  favore
  della maggioranza.
   Bene,  dopo  l'approvazione della legge  sugli  appalti,  avremo
  modo  di mettere in pratica i suoi suggerimenti e di fare  uscire
  allo scoperto i sotterfugi, l'ipocrisia portata avanti dal centro-
  sinistra.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà:

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  perché vorrei riportare - anche perché mi rendo conto che ci sono
  spinte  interne  alla maggioranza che tendono a ricondurre  tutto
  sul  terreno politico - una vicenda che per noi aveva, ed ha,  il
  sapore soltanto di rispetto ed applicazione del Regolamento.
   C'è  una  tendenza, si è visto anche ieri nella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi parlamentari, anziché ad  attenersi  allo
  spirito ed alla lettera del Regolamento, a prevaricare lo  stesso
  per farne oggetto di valutazione della maggioranza.
   Mi  è sembrato di cogliere che anche lei, signor Presidente, non
  è stato estraneo  a questo comportamento.
   Mi  è sembrato che lei, preso dalla foga del suo ruolo di leader
  della componente azzurra di Forza Italia, non si sia sottratto  a
  questa  passione, ed è comprensibile; anziché fare l'arbitro,  ha
  fatto  il   tifoso nella vicenda che ha riguardato il  calendario
  dei lavori.

    FORGIONE   Ha  pure votato, con una prassi  inconsueta,  per  i
  Presidenti.

    SPEZIALE   Ti posso assicurare che in campo, involontariamente,
  avrebbe giocato per noi  Avrebbe fatto autogol perché so che  non
  è assolutamente bravo, confonde le porte.
   Signor   Presidente,  lei  ha  convocato,  mi   si   dice,   una
  Conferenza,  dopo il voto dell'Aula, per stabilire il  calendario
  dei lavori.
   Converrà  con me che questa materia è tutta quanta regolamentata
  dall'articolo  98 quinquies e la invito a leggere.
   Ha  assunto una decisione, e poteva farlo, soltanto in  presenza
  dei Presidenti dei gruppi parlamentari che rappresentino almeno i
  2/3 del Parlamento; avrebbe dovuto iscrivere - ieri era equivoco,
  oggi  è  chiaro  -  all'ordine del giorno,  cosa  che  le  faremo
  pervenire  rapidamente, i disegni di legge, almeno per un  terzo,
  proposti dalla opposizione.
   Il primo  comma  dell'articolo 98  quinquies  prescrive che, nel
  convocare  la Conferenza dei capigruppo, avrebbe dovuto  dare  24
  ore  di  tempo - è tutto regolamentato - e programmare, come  lei
  giustamente ha fatto, i lavori di una settimana. Tutto  questo  è
  regolamentato
   Ora,  veda, la forzatura precedente, la forzatura regolamentare,
  il  fatto  che  non  si  tenga conto,  neanche  per  un  istante,
  dell'assenza  dei  Capigruppo di opposizione,  nell'ambito  della
  Conferenza,   e  si  tende  piuttosto a  forzare  una  decisione,
  ebbene,  danno il senso che non ci troviamo più di fronte  ad  un
  Parlamento che segue un Regolamento.
      Lei,  per  primo,  signor  Presidente,  non  può  farlo,  sta
  lavorando per stralciare questo Regolamento e per operarsi, nello
  scorcio finale di questa legislatura, a piegare l'Assemblea  alle
  ragioni della maggioranza.
   Signor  Presidente, capirà, che questo per noi ha il  sapore  di
  una  provocazione.  E  alla  provocazione,  siamo  autorizzati  a
  rispondere con l'arma della legittima difesa
   Non  tanto,  perché  vogliamo difendere una parte  politica,  ma
  perché  vogliamo difendere il Regolamento e intendiamo  difendere
  l'autorevolezza  e il prestigio del Parlamento medesimo,  volendo
  evitare  che  ci  sia  uno scadimento, nella parte  finale  della
  legislatura,  che tende soltanto a utilizzare il  Parlamento  per
  finalità di ordine politico, o peggio, di ordine elettorale.
   Detto  questo, signor Presidente, la invito a sospendere l'Aula,
  ad evitare che, attraverso questi continui atteggiamenti, che dal
  nostro punto di vista tendono a determinare forzature inutili, si
  possa creare un clima  che non vogliamo.
   Vogliamo  affrontare le leggi ed esprimere le nostre  posizioni.
  Siamo convinti che le nostre posizioni sono quelle più corrette e
  più giuste.
   Sappiamo, tuttavia, che ci confrontiamo in un Parlamento  che  è
  stato  segnato  dal  voto del 2001, dove i  nostri  orientamenti,
  corretti  e  giusti,  possono  avere  la  maggioranza  in  questo
  Parlamento.
   Non  ci  si  può,  però, impedire, e non si può  permettere  che
  dobbiamo rincorrerla con un atteggiamento che è quello di  dovere
  per  forza, di volta in volta, alzare la barricate per  difendere
  principi fondamentali già regolamentati.
   Non  possiamo  far passare ore ed ore del dibattito parlamentare
  soltanto   sulla   discussione  che  riguarda  le   modalità   di
  applicazione di un Regolamento
   Vogliamo  discutere le leggi nel merito, sapendo  bene  che  c'è
  una  maggioranza  che non é in grado di produrre alcun  risultato
  per  la nostra Regione, che si tratta di una maggioranza confusa,
  incerta, che ha determinato danni alla nostra Regione, come tutti
  sappiamo,  e  che ancora continua a nascondere con  la  prova  di
  forza  - attraverso l'assoluta litigiosità, l'assoluta incertezza
  - una incapacità politica ad affrontare le questioni di merito.
   Signor  Presidente, la invito a non piegarsi a  questo  disegno.
  Non  vogliamo  metterla in discussione, non vogliamo  mettere  in
  discussione il prestigio della Presidenza, intendiamo, però,  che
  venga  rispettato  lo spirito e la lettera del  Regolamento,   ed
  intendiamo,  soprattutto, che lei abbia rispetto  per  una  parte
  politica,  che,  seppur  minoranza in questo  Parlamento,  é  una
  parte significativa del Paese che noi rappresentiamo.
   Quando  si  ha  disprezzo per l'assenza  di  parlamentari  nella
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e lei,  senza
  chiedersi  la  ragione di questa assenza,  va  avanti   segna  un
  disprezzo  nei  confronti di una parte del  Parlamento  e  di  un
  Presidente  dell'Assemblea  che non dovrebbe  avere  perché  quel
  disprezzo  nei  confronti di quella parte è  il  disprezzo  della
  parte   che   noi  rappresentiamo  e  posso  assicurale,   signor
  Presidente, che è molto più ampia di quello che voi crediate.

    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,  per  quanto   riguarda   le
  osservazioni di natura procedurale, la rinvio ad una lettura  più
  puntuale  del  Regolamento e, in particolare, degli  articoli  98
  quater,  quater 1 e 98 quinquies. Per quanto riguarda  invece  le
  questioni  relative alle modalità di votazione,  sono  state  già
  ampiamente esplicitate e la verifica è stata compiuta due  volte,
  come lei avrà potuto notare. Relativamente ...

    SPEZIALE    Abbiamo  la  verifica  televisiva   che   dice   il
  contrario.

    PRESIDENTE    Lo   vedremo   quando   sarà   introdotta.   Sarà
  sicuramente utile
   Ritengo  vergognoso  un altro aspetto, onorevole  Speziale,  che
  non  emerge  e  che  non  è scritto in nessun  Regolamento,  cioè
  l'assenza  di una classe dirigente che è in grado di  organizzare
  ed  articolare  complessivamente  l'andamento  dei  lavori  delle
  Istituzioni.  Questo è sicuramente un problema delle  istituzioni
  ma anche della classe dirigente di ciascun partito, di centro, di
  destra, di sinistra e di opposizione.
   Per  quanto riguarda infine la convocazione della Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari, lei mi insegna che  è  prassi
  consolidata che in corso d'opera e in corso di seduta  la  stessa
  può  essere  convocata dalla Presidenza, così come la stessa  può
  convocare le Commissioni in Aula se l'esigenza dell'andamento dei
  lavori lo richiede.
   Nello  specifico, stabilito l'ordine del giorno  sulla  base  di
  una  votazione  e non potendo questa Presidenza andare  avanti  a
  vista  -  e  l'alternativa era questa, onorevole Speziale  e  ciò
  sarebbe stato peggio -, la Presidenza ha convocato una Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Comprendo  che  ci sono ragioni di natura politica  che  possono
  pure  determinare  comportamenti particolari, assenze,  presenze,
  partecipazioni  o meno e di ciò non mi meraviglio  affatto  -  in
  questa  Assemblea sono stato maggioranza ed opposizione e conosco
  bene gli strumenti di natura parlamentare che vengono adoperati -
  tant'è  che  la  Presidenza  non ha  organizzato  tutta  la  fase
  terminale  di  questa sessione ma si è limitata a due  settimane,
  dicendo  che nel corso di queste due settimane si sarebbe  tenuta
  una  ulteriore Conferenza dei capigruppo perché non vi  è  dubbio
  che    la   Presidenza   ha   notato   e   registrato   l'assenza
  dell'opposizione.  L'ha fatta notare anzi  anche  ad  un  collega
  dell'opposizione che è stato presente in una prima fase e che poi
  si è allontanato.
   Tuttavia,  il  problema era quello di convocare  una  Conferenza
  dei  capigruppo  oppure, motu proprio, potevo decidere  da  solo.
  Ritenendo  che  una  democrazia, sia  pure  con  i  problemi  che
  travagliano  la  nostra,  sia sempre meglio  di  una  assenza  di
  democrazia,  lei mi consentirà che il passaggio dalla  Conferenza
  dei capigruppo, dal punto di vista deontologico, è certamente più
  corretto.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, mi rivolgerò, come sempre,  con  il
  massimo  rispetto a lei perché oggi sta presiedendo la seduta  di
  quest'Aula,  ma  le  cose  che  dirò  avrei  preferito  dirle  al
  Presidente Lo Porto che ritengo, nella sua qualità di Presidente,
  il    garante   del  rispetto  del  Regolamento  e   sono   anche
  dell'avviso che, proprio per questo motivo, dovremmo  sempre  più
  rinunciare  ad  utilizzare  la  poltrona  della  Presidenza   per
  risolvere  i  problemi che la politica, seduta invece  dall'altra
  parte, spesso e volentieri, non riesce a risolvere.
   Abbiamo  perso infatti una intera giornata di lavoro su un  tema
  che  non  è risolto: se la legge sul doppio turno è al primo,  al
  secondo o al terzo punto dell'ordine del giorno, perché la  legge
  sul  doppio turno è all'ordine del giorno, la legge sugli appalti
  verrà trattata prima soltanto per un mero ordine cronologico.  Ad
  un  certo punto, si completerà e si dovrà passare alla legge  sul
  doppio  turno che più che una legge elettorale è la dimostrazione
  della incapacità di quella classe dirigente alla quale lei faceva
  riferimento nella sua replica all'onorevole Speziale.
   Ricordo  a  me  stesso, ai colleghi ed a lei, signor  Presidente
  che, mentre eravamo ancora in fase di  discussione generale sulla
  legge  sul  doppio  turno,  sono  intervenuto  rivolgendomi  alla
  Presidenza e richiamando il clima che già si era creato attorno a
  quella  legge, invitando il Presidente dell'Assemblea a  rinviare
  in  Commissione quella legge e la risposta fu, come spesso accade
  in quest'Aula, immediata. Mi fu detto che non c'erano ragioni che
  consentissero  ciò  ma, dopo alcune ore, si sono  improvvisamente
  create.  Mi  riferisco all'emendamento del collega Cracolici  che
  sconquassava   il  progetto  che  alcuni  dirigenti   di   questo
  Parlamento  avevano messo in piedi con quella  legge  sul  doppio
  turno. In seguito ad un improvviso cambiamento, infatti, la legge
  è  tornata  in  Commissione. Spesso e  volentieri  non  vi  è  la
  capacità  di intuire che poi c'è un Regolamento che prevede  che,
  decorso un termine, la legge ritorna in Aula.
   Ciò  che continuo a non capire - mi rivolgo ai miei colleghi  di
  maggioranza  -  è  che adesso si vince una battaglia  -  lo  dico
  sempre con il massimo rispetto e riconoscendo in lei delle doti e
  delle capacità che mi sarebbe piaciuto avesse qualcun altro nella
  conduzione di quest'Aula - ma non le nascondo, signor Presidente,
  che  forse oggi sarebbe stato meglio, allorquando è stata chiesta
  la verifica, utilizzare quella che è una prassi consolidata, cioè
  l'utilizzo delle schede elettroniche.
   Personalmente,   ho  votato  contro  -  tra  virgolette   -   le
  indicazioni  della  maggioranza  -  lo  ripeto  -soltanto  perché
  ritengo inutile avere vinto la battaglia e avere posto al secondo
  punto dell'ordine del giorno la legge sul doppio turno. Così  non
  è stato risolto il problema; è stato solo rinviato.
   Anch'io  ho  verificato la ripresa televisiva ma mi rendo  conto
  che  qui  non siamo nella Federazione italiana del gioco  calcio,
  per  cui  discutiamo  se  la palla è  entrata  in  rete  o  meno,
  attraverso  l'uso  della moviola, ma anche la ripresa  televisiva
  dimostra  che eravamo maggioranza quelli che votavamo  contro  la
  proposta dell'ordine del giorno e non viceversa. Ciò però non  ha
  importanza  questo. Non sto addebitando questo episodio  come  un
  fatto  di  scorrettezza ma dico soltanto che, quando si  crea  un
  precedente,  diventa  prassi e, basta  una  sola  volta,  che  un
  precedente  diventa  prassi.  Purtroppo  dimentichiamo  spesso  e
  volentieri.
   Ho  vissuto  sulla mia pelle, quando ero deputato nazionale,  un
  episodio  simile.  Ricordo  che, in  una  seduta  complicata,  il
  presidente Violante ritenne di poter computare ai fini del numero
  legale  i deputati che erano presenti in Aula e che, pure  avendo
  esercitato il loro diritto di non partecipare al voto proprio per
  far  mancare il numero legale furono considerati presenti ai fini
  del  numero  legale. Il Presidente Violante, infatti,  in  quella
  sede,  fece  riferimento  ad  una  votazione  del  '65  cioè   di
  trent'anni  prima,  dove  la  presidentessa  allora  Nilde  Jotti
  computò la presenza fisica dei deputati nell'Aula di Montecitorio
  ai fini del  numero legale.
   Rischiamo, forzando e istituendo prassi, di consegnare domani  a
  chi  potrebbe venire a governare la Regione al posto nostro,  una
  serie  di  metodi che pagheremo pesantemente e, ripeto, se  fosse
  stato  necessario  il  voto  di oggi per  risolvere  il  problema
  politico legato alla legge sul doppio turno allora, avrei  potuto
  anche comprendere. Come disse una volta Gesù Cristo:  chi è senza
  peccato, scagli la prima pietra .
   Oggi  invece  abbiamo scatenato un putiferio e la responsabilità
  non  è sua, signor Presidente ma è sempre di quei dirigenti a cui
  lei  si  è  riferito e alla loro, spesso provata,  incapacità  di
  rinviare  di  qualche giorno quello che sarà un fatto  drammatico
  per  una legge del centrodestra che il centrodestra non ha  avuto
  la  capacità di difendere, facendo approvare emendamenti che  non
  erano,  come  dire,  ben  visti. Ma ora che  dovrà  fare,  appena
  arriveremo al secondo punto dell'ordine del giorno?
   Sarà  la  stessa  maggioranza a dover  fare  mancare  il  numero
  legale. Ma fino a quando?
   Come  lei sa, il Regolamento prevede che quando manca il  numero
  legale  si ricomincia da quella votazione. E quindi rischiamo  di
  rimanere  fermi  in quest'Aula fino a quando  non  si  trovano  i
  numeri?
   Forse  sarebbe  stato  meglio - come  ho  sostenuto  ieri  nella
  riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e oggi esprimendo
  il  mio  voto - mettere al primo punto dell'ordine del giorno  il
  problema  della legge sul doppio turno perchè il rischio  è  che,
  per colpa della nostra incapacità, non riusciremo ad approvare la
  riforma  sugli  appalti che invece è sentita dalle  imprese,  dai
  professionisti.
   Abbiamo  la legge sul demanio che oggi è stata esitata dalla  IV
  Commissione  e trasmessa alla Commissione Bilancio. Ma  anche  lì
  vediamo se la maggioranza avrà la sensibilità di esserci per dare
  il   parere  sulla  legge  che  risolve  il  tema  dei  trasporti
  marittimi.   Devo   dare   ampio   riconoscimento   ai   colleghi
  dell'opposizione allorquando oggi, con l'assenza del  Governo  in
  Commissione  -  perchè l'assessore Granata  ha  sempre  cose  più
  importanti  da fare che non occuparsi delle leggi del  Governo  e
  non si è presentato, come spesso avviene  in IV Commissione - nel
  momento   in  cui  l'assessore  Granata  avrebbe  dovuto   essere
  presente,   i   colleghi  dell'opposizione   -   l'onorevole   De
  Benedictis, l'onorevole Zago, l'onorevole Spampinato -  non  solo
  hanno consentito di avere i sette voti per approvare la norma  ma
  non hanno eccepito l'assenza del Governo.
   Dico  ciò  perchè  questo credo sia più  che  soddisfacente  per
  dimostrare - mi duole dirlo - che forse i dirigenti a cui lei  si
  riferiva  sono  molto più presenti per ora nella maggioranza  che
  non nell'opposizione, signor Presidente. Forse sarebbe opportuno,
  visto  e considerato che ci apprestiamo ad aprire la sessione  di
  bilancio,  predisporre un calendario serio senza  fare  forzature
  per interessi di singoli partiti.
   In  verità,  se  andiamo  a rivedere gli inghippi  creati  sulla
  norma  del  doppio  turno,  una  norma  che  viene  rinviata   in
  Commissione,  dopodichè una sola parte di questa  norma  -  e  mi
  riferisco all'elezione di Messina - viene stralciata da una norma
  che è in Commissione per essere inserita in un testo di legge nel
  quale  non poteva essere inserita, notiamo che vengono, di  volta
  in  volta, fatte delle forzature delle quali poi la Presidenza se
  ne assume la responsabilità avendo coscienza - e questa è la cosa
  più  drammatica - che si assume la responsabilità della  gestione
  politica che non le è dovuta.
   Allora,  signor  Presidente,  vorrei  che  lei  che  ha   sempre
  dimostrato   grande   capacità  e  grande   saggezza,   riferisse
  dell'incidente d'Aula di oggi al Presidente Lo Porto, affinchè si
  faccia  carico egli stesso, perchè credo che ciò sia cosa giusta,
  di    riconvocare   la  Conferenza  de  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari per quanto attiene al programma. L'assenza di  tutti
  i  capigruppo  dell'opposizione, oggi, crea  un  ulteriore  grave
  precedente e credo che, a furia di precedenti, questo è un prezzo
  che  prima o poi pagheremo. La ringrazio, signor Presidente e  le
  chiedo scusa se per caso le ho mancato di rispetto.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  ci
  siamo  addentrati in una bruttissima discussione e in una pessima
  vicenda per quanto riguarda il rispetto delle istituzioni. Lei si
  appellava, signor Presidente, alla necessità di avere una  classe
  dirigente in Sicilia o almeno in quest'Aula. Guardi, intanto, chi
  ha  la  principale responsabilità del Governo di questa  Regione;
  guardi  i  suoi banchi, signor Presidente, quelli nei  quali  lei
  siede quando non presiede; guardi il suo Gruppo parlamentare,  il
  suo  Partito, quello che lei ha chiamato a raccolta a Pergusa con
  grandi  squilli di trombe e rifletta un poco sulla  necessità  di
  forzare   i   Regolamenti  e  la  correttezza  istituzionale   di
  quest'Aula.
   Lei, infatti, ha forzato il Regolamento.
   Continuiamo  a  dire che ha forzato la conta dei deputati  e  su
  questo,  ora,  l'onorevole Cracolici meglio di me spiegherà  come
  lei  ha  contato  e,  se anche gli Uffici l'hanno  supportata  in
  questo,  hanno  sbagliato e se diciamo che hanno sbagliato  anche
  gli  Uffici,  non offendiamo gli Uffici ma chiediamo agli  stessi
  quella  neutralità  che  è  dovuta nell'espletamento  delle  loro
  funzioni in quest'Aula e sui banchi della Presidenza.
   E  se  diciamo ciò, signor Presidente, non la stiamo offendendo;
  la  richiamiamo  al suo ruolo di  super partes  che  lei  non  ha
  voluto avere neanche al momento del voto quando ha votato, invece
  che astenersi, come normalmente la Presidenza fa.
   Vede,  signor  Presidente, non è così che lei  può  favorire  il
  ricompattamento  di una maggioranza che non c'è.  Adesso  lei  ha
  ottenuto  il  risultato, falsando quei numeri, di un  ordine  dei
  lavori...

    PRESIDENTE  Onorevole Forgione, il fatto che lei contesti,  dal
  punto  di  vista  regolamentare, una  procedura  è  assolutamente
  insito nella posizione politica che lei assume. Il fatto però che
  lei offenda questa Presidenza ...

    FORGIONE  Non sto offendendo.

    PRESIDENTE    Onorevole  Forgione,  lei   ed   altri   deputati
  continuate  a  sostenere che la Presidenza ha falsato  i  dati  e
  questo  non  è  consentito  né a lei né a  nessun'altro  deputato
  perché la Presidenza non ha falsato alcun dato.
   Se  qualcuno dell'opposizione ha contato in maniera  diversa,  è
  possibile  perché errori ne possono commettere tutti, ma  non  la
  Presidenza,  nel  caso  specifico,  che  può  commettere   errori
  comunque,  ma  non  nel caso specifico perché la  conta  é  stata
  effettuata da tre persone; è stata ripetuta due volte.
   La  invito,  dunque,  anche  per la stima  che  nutro  nei  suoi
  confronti,  a  non insistere su questo piano perché  é  un  piano
  molto fastidioso.

    FORGIONE  E' fastidioso anche per noi, signor Presidente.

    PRESIDENTE  Onorevole Forgione, esprima le sue opinioni ma  non
  affermi delle verità di cui non é certo perché, seguendo  il  suo
  stesso  ragionamento,  potrei dirle che lei è un bugiardo ma  non
  lo  dico.  Dico  che  lei  ha contato e ha  commesso  un  errore,
  probabilmente. Noi abbiamo contato in tre.

    FORGIONE   Stiamo parlando, però, di numeri e non di filosofia.
  E'  per richiamare il dibattito tra lei e l'onorevole Ortisi  sul
  fatto  che i numeri sono numeri. Alcuni numeri, comunque,  adesso
  li  citerà l'onorevole Cracolici con nomi e cognomi così  vediamo
  quanti  erano  in nomi e cognomi i presenti. Forse, visti  questi
  dubbi che rimangono, signor Presidente, tra di noi, d'ora in  poi
  sarà  sempre bene fare la verifica con il tesserino, così  almeno
  abbiamo certezza.
   Signor  Presidente,  il problema di questa  mattina  non  lo  ha
  risolto   perché  siamo  qui  da  quattro  ore.  Se  pensava   di
  accelerare.  Siamo qui da quattro ore a discutere di procedimenti
  e di regolamenti e, addirittura, con questa discussione che non è
  bella per nessuno, sul ruolo della Presidenza.
   Ma,  lei  pensa che con questa che noi riteniamo una  forzatura,
  si risolve il problema di questa maggioranza e di questi banchi?
   A  noi  bastano cinque deputati, da qui ad altre due  settimane,
  per  inchiodare questa maggioranza che non c'é. Ci bastano cinque
  deputati  e  lei sa  cosa voglio dire quando cito  il  numero  di
  cinque.
   Alla  maggioranza, invece, ne servono almeno una trentina e dove
  sono?  C'è uno sfaldamento, non si va avanti con procedure e  con
  forzature.  Lo  state  vedendo alla  Camera  dei  Deputati  quali
  figuracce  state  sommando una dietro all'altra a  partire  dalla
  legge elettorale. Siete arrivati al punto che, ormai, vi definite
  vermiciattoli,  tumori  terminali,  metastasi,  tra  di  voi  per
  l'incapacità  di compattarvi politicamente e se  pensate  che  le
  cose  si  risolvono  così,  almeno salviamo  la  correttezza  dei
  Regolamenti. E la correttezza dei Regolamenti, signor Presidente,
  lei,  che  è  uno  di  buon  senso  politico  -  non  posso  dire
  regolamentare perché altrimenti mi smentirei - lo coglie bene nel
  senso  di  una  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  convocata  come  lei l'ha convocata, dove non c'è  un  Capogruppo
  dell'opposizione,  dove  quelli  della  maggioranza  sono  divisi
  perché   due  Gruppi  politici  hanno  votato  in  modo  difforme
  all'unanimita?
   Abbiamo  visto  come  ha votato l'onorevole  Acierno.  L'abbiamo
  vista  l'unanimità  dov'é, ce l'ha  a fianco, girandosi  attorno,
  guardando l'unanimità del suo Gruppo, onorevole Formica , ce l'ha
  attorno. L'unanimità fantasma del suo Gruppo ce l'ha attorno.
   Signor  Presidente,  può  pensare di  tornare  qui  e  fare  una
  programmazione di tre settimane?
   Pensa  ciò  anche  affermando  a norma  di  Regolamento  la  sua
  interpretazione,  non  la  nostra perchè  in  quelle  condizioni,
  secondo noi, lei non può programmare neanche una settimana  e  lo
  dice il Regolamento?
   Lei  arriva qui con una programmazione di tre settimane e questa
  cosa ha a che fare con la politica o no? E, se ha a che fare  con
  la politica, la guardi la politica.
   Allora,  fermatevi un attimo a riflettere: se si deve  fare  una
  Conferenza dei capigruppo la si convochi secondo il Regolamento e
  si  affrontino i nodi politici lì, senza forzare il  Regolamento.
  Se  avete  intenzione  di andare avanti, poi  andate  avanti.  In
  queste  condizioni  però  è  chiaro  che  potete  fare  tutte  le
  Conferenze  dei  capigruppo senza tenere conto  del  Regolamento,
  senza la presenza dei capigruppo dell'opposizione e poi, se siete
  in grado di andar avanti, fatelo pure.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, ho  la  sensazione  che  quando
  qualche  pasdaran  pensa  di forzare, poi,  produce  gli  effetti
  contrari  determinando  una condizione  come  quella  alla  quale
  stiamo  assistendo. Faccio una premessa sui numeri. Non metto  in
  dubbio la conta, però vorrei qui ricordare il fatto che non siamo
  in  tanti. E' stato acclarato anche il fatto che alcuni  deputati
  della  cosiddetta  maggioranza  hanno votato contro l'ordine  dei
  lavori  proposto dalla Presidenza come hanno dichiarato da questo
  scranno  l'onorevole  Acierno, l'onorevole Turano,  assieme  alla
  collega  Brandara  e  all'onorevole  Fratello  che,  nella  prima
  votazione,  aveva  votato in un modo e prendiamo  per  buono  che
  nella seconda non ha manifestato la stessa intenzione di voto.  I
  deputati  dei  DS  presenti al momento della  votazione,  come  è
  facile  accertare, erano otto  su dieci, scusate,  ho  sbagliato,
  erano  nove  su  dieci perchè l'unico assente  al  momento  della
  votazione  era l'onorevole Zago. Poi erano presenti  i  colleghi:
  Ortisi,   Spampinato,  Gurrieri,  Culicchia  e   Manzullo   della
  Margherita.   Se   li   sommiamo  ai  nove,  fanno   quattordici.
  L'onorevole Ferro, l'onorevole Miccichè e l'onorevole Forgione si
  sommano ai precedenti e il totale fa diciassette, più i tre della
  cosiddetta   maggioranza  che hanno votato e hanno dichiarato  da
  questo  podio  di avere votato. Mi pare che diciassette  più  tre
  faccia venti.
   Dico ciò, perchè la vicenda della conta diventa una cosa un  po'
  antipatica.   Al  di  là  del  fatto  che  il  meccanismo   della
  controprova da lei utilizzato era evidente fin dalla prima prova,
  essendo  un voto per alzata e seduta ed era evidente la posizione
  della   maggioranza,  signor  Presidente,  anche  perchè   alcuni
  colleghi in seconda votazione hanno fatto un'altra scelta.
   C'è  la  prova televisiva ed eventualmente si può verificare  il
  tutto.

    PRESIDENTE  Mi scusi, onorevole Cracolici, lei ha dato i   nomi
  ...

      CRACOLICI   E  ho  detto  che  l'onorevole  Zago  che  è  qui
  presente, al momento della votazione, non era presente.

    PRESIDENTE   In  assenza di possibilità di confutarli,  se  lei
  avesse  voluto confutare l'esito della votazione, avrebbe  potuto
  chiedere insieme al suo Gruppo parlamentare e a quanti altri,  il
  voto con il sistema elettronico, cosa che non è accaduta.
   Aggiungo  un'altra  cosa:  visto che esiste  un  metodo,  che  è
  quello  di  una bugia ripetuta più volte che diventa una  verità,
  non  so cosa sia la prova televisiva in un Parlamento; so  che  è
  uno  strumento  di natura calcistica e siccome  è  ridicolo  -  e
  questo  sì che fa diventare ridicolo il ruolo di un Parlamento  -
  prego lei ed i colleghi di non ripetere questa barzelletta perchè
  offende, ridicolizza, minimizza il ruolo di un Parlamento.

    CRACOLICI  Signor Presidente, io non ho fatto riferimento  alla
  prova  televisiva;  ho  dato  i nomi  dei  colleghi  presenti  in
  quest'Aula  al momento della votazione fino a prova contraria.  E
  qualcuno  deve dimostrare, al contrario, che questi colleghi  non
  erano presenti. Questo è il punto.

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.  L'onorevole
  Panarello non c'era e l'onorevole Zago nemmeno.

    CRACOLICI   L'onorevole Panarello non c'era e l'onorevole  Zago
  nemmeno,  scusi,  ho  detto  otto. Non  dica  che  l'onorevole  a
  Brandara ha votato come lei perché non è vero. Dopodiché, ad  una
  acclarata  valutazione diversa, il Presidente  ha  proceduto  con
  un'altra forzatura regolamentare.
   Signor    Presidente,    dunque,    replicando    all'intervento
  dell'onorevole  Speziale, ha usato una  serie  di  argomentazioni
  nelle quali ha premesso:  io credo, io credo, io credo... .
     Lei  non  è  chiamato  a  credere nulla  ma  a  rispettare  il
  Regolamento e l'articolo 98 quinquies recita come si  applica  il
  Regolamento. Lei non può organizzare il calendario dei lavori  al
  di   fuori  di  una  settimana  perchè  nessuno  l'autorizza.  In
  Conferenza dei Capigruppo, il calendario dei lavori va  approvato
  dai  due  terzi  del  Parlamento e, fino a prova  contraria,  pur
  essendo  pochi, i colleghi del centrosinistra sono 31  su  90  e,
  fino a prova contraria, i due terzi fanno 60 su 90.
   Allora,  o stabiliamo di rispettare in maniera serena le  regole
  oppure è evidente che l'Aula resterà paralizzata, perché mi  pare
  che  non  ci  siano le condizioni neanche per fare  le  forzature
  regolamentari che siano supportate dai numeri parlamentari.
   Al  di  là  del fatto che siamo già arrivati all'ora di  pranzo,
  non  mi  pare che ci siano le condizioni perché quest'Aula  possa
  lavorare  serenamente. Per questo motivo, signor  Presidente,  la
  invito  a  sospendere la seduta, a determinare una condizione  di
  maggiore convivenza delle parti politiche in Aula e a determinare
  un calendario dei lavori, così come prevede il Regolamento.

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prima  di
  manifestare  la  posizione  del  Gruppo  La  Margherita,  ho   la
  necessità di precisare, anche a seguito di alcune cose che lei ha
  avuto  modo  di  dire poco fa quando ha risposto a  delle  accuse
  fatte  da  alcuni  miei colleghi, alcune cose che  riguardano  la
  riunione  dei  Capigruppo. Lei ha affermato  che,  per  un  certo
  periodo   della  riunione,  era  presente  anche   qualcuno   del
  centrosinistra  e  questo  qualcuno  sono  io.  Sono  entrato  in
  Conferenza  dei  Capigruppo e, quando ho  notato  che  non  erano
  presenti altri miei colleghi del centrosinistra, mi sono alzato e
  me  ne sono andato, tant'é che lei ha detto:  dove sono gli altri
  del  centrosinistra? . Io ho detto:  vado a cercarli  io,  Signor
  Presidente . Mi sono alzato e sono andato via.
   Vorrei  chiederle,  cortesemente,  di  non  considerarmi  tra  i
  presenti alla riunione.

    PRESIDENTE   Non  è stato considerato presente  alla  riunione,
  onorevole  Gurrieri,  ma  ho  detto  che,  per  una  parte  della
  riunione,  era presente un deputato dell'opposizione  che  poi  è
  andato via.

    GURRIERI  No, detto così, è incompleto perché lascia il  dubbio
  che io abbia fatto il pentito.

    PRESIDENTE  No, onorevole Gurrieri, ho fotografato la realtà  e
  cioè che lei, per una parte della riunione, era presente e poi  è
  andato via.

    GURRIERI   Il chiarimento attraverso la mia precisazione  penso
  sia  una  cosa  doverosa; tra persone per bene si chiariscono  le
  cose.
   Per   quanto  riguarda  l'invito  che  io  le  rivolgo,   signor
  Presidente,  di  sospendere la seduta e di non ufficializzare  il
  calendario  che  è  stato  elaborato  da  una  parte  di   questo
  Parlamento, mi pare una cosa ovvia e giusta, piuttosto che creare
  un  precedente alterando la temperatura già molto pesante che c'è
  in quest'Aula e soprattutto all'interno della maggioranza.
   Una  persona  può mostrare i propri muscoli quando ha  la  forza
  per  farlo,  ma voi siete un corpo  obeso , e quando un  corpo  è
  obeso  non è in grado di fare una gara di velocità, anche solo  i
  centro metri. Quindi, se siete un corpo  obeso  siete affetti  da
  alcune  patologie: potreste avere la pressione alta o  magari  un
  problema nel sangue, comunque avete bisogno di un check up.
   Allora  il  problema  vero  è  che  voi,  in  quattro  anni   di
  legislatura, avete fallito - e questo lo sanno tutti in Sicilia -
  perché  non  siete  stati  capaci  di  trasformare  l'eccesso  di
  consensi  in  prodotto  politico. Nessuno può  contestare  questo
  dato.
   Se  dobbiamo  continuare a lavorare - ed io sono espressione  di
  una  forza  moderata  - dobbiamo fare in modo  di  cancellare  la
  pagina negativa che stiamo scrivendo questa mattina.
   Tra  l'altro,  signor Presidente, non essendo lei il   titolare
  dal  punto  di  visto istituzionale, non può portare  all'esterno
  questo incidente di percorso e amplificarlo di più. Le consiglio,
  anche  come  collega, di fare tesoro delle cose  che  sono  state
  dette e di annullare la votazione.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza   -   ed   in
  particolare il sottoscritto - non ha la vocazione del martire  né
  del  martirio  e  dunque,  certamente,  non  può  condividere  le
  osservazioni  che sono state formulate a suo carico relativamente
  alle modalità adoperate per organizzare i lavori.
   Il  dato  certo  è  che questo Parlamento, per  le  ragioni  che
  sostenevo poc'anzi, ha dibattuto per circa due ore sul fatto  che
  la   Presidenza,  utilizzando  gli  strumenti  regolamentari,  ha
  proposto - e l'Aula, non sorgendo osservazioni, ha accolto  -  un
  calendario dei lavori che prevede che questo Parlamento lavori.
   Il Parlamento - così come i singoli Gruppi parlamentari sanno  -
  può,   con   gli  strumenti  regolamentari  a  sua  disposizione,
  richiedere   che   la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  si  riunisca nuovamente e cambi il  calendario  dei
  lavori.
   Ma,  in  assenza  di  altre disposizioni,  questo  Parlamento  e
  questa Presidenza hanno programmato i lavori facendo in modo  che
  gli stessi consentano al Parlamento di essere produttivo e per un
  tempo  congruo non indefinito perché - ha precisato la Presidenza
  -  che  questo  sarà stabilito in una successiva  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari da tenersi da qui  all'11  di
  ottobre  per  organizzare quanto di altro  e  di  più  importante
  questo Parlamento debba decidere di svolgere.
   Il  contrario  di  questo  è  l'assenza  di  organizzazione  dei
  lavori.
   Mi  rendo  conto  che qualcuno vorrebbe che  questi  lavori  non
  andassero  avanti e, dall'andamento della discussione  che  si  è
  sviluppata,  anche  l'opinione pubblica  è  nelle  condizioni  di
  comprendere chi vuole che il Parlamento lavori e chi vuole che il
  Parlamento non lavori.
   Ciò  premesso, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
  mercoledì  21  settembre 2005, alle ore 18.00,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del Vicepresidente Fleres


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli  uffici
  del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
  774/A) (Seguito)
  2)  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
  rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
  Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
  7  (n. 977/A) (Seguito)
  3)  Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A)
  4)  Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
  vendita  (n. 1023/A) (Seguito)
  5)  Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di Camere di commercio  (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
  6)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciale II/A)

  III  - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
         DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
         L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
  IV   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
                  La seduta è tolta alle ore 13.35.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott. ssa Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazioni

   VIRZI'.-  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che  l'opinione  pubblica  palermitana è  stata  informata  dalla
  stampa  che 'gli LSU di AMIA e AMAP presidiano i posti di  lavoro
  in  attesa  che  tutte  le  misure anti  infortunistiche  vengano
  applicate  e  chiedono  di  non  dover  recuperare  le   ore   di
  integrazione, etc.' e che, presto, 'incroceranno le braccia anche
  alcuni  dei precari in attesa di segnali in direzione  del  posto
  fisso  e  che  ad  oltranza  sciopereranno  gli  LSU  addetti  al
  trasporto dei disabili';

   considerato,  in  definitiva,  che  tale  fascia  di  precariato
  rivendica    legittimamente   'diritti'   mentre   la    pubblica
  amministrazione è istituzionalmente investita della  funzione  di
  accertare che compiano anche il loro dovere;

   per sapere:

   se  risponda  a  verità  che  per circa  cinquecento  di  questi
  precari  gli  accertamenti  compiuti  da  dirigenti  del  settore
  abbiano  accertato casi in cui il lavoratore abbia dichiarato  di
  aver lavorato in siti i cui responsabili dicono di non averli mai
  visti,  mentre  altri  sarebbero stati in  realtà  utilizzati  in
  luoghi  diversi da quelli in cui erano registrati e, addirittura,
  alcuni  (forse  un  centinaio) sarebbero rientrati  nelle  patrie
  galere   con   l'aggiunta   che   continuerebbero   a   risultare
  regolarmente retribuiti anche alcuni stagisti in realtà  deceduti
  da tempo;

   se  il  Governo  della Regione in relazione a  tale  incresciosa
  situazione   non  ritenga  di  dover  attivare  in  tempi   reali
  un'ispezione presso il Comune di Palermo, tenuto conto  che,  con
  ogni  evidenzia, ci si trova dinnanzi ad una sequela di  illeciti
  amministrativi  e  fors'anche di natura  penale,  allo  scopo  di
  accertare  tutte  le responsabilità oggettivamente  riscontrabili
  nello  sviluppo  di  tale  vicenda  e  per  verificare  che   gli
  accertamenti  intrapresi  dal  Comune  siano  stati   tempestivi,
  imparziali  e  tali  da  produrre effetti  concreti  in  rapporto
  all'obiettivo riscontro di comportamenti, anche omissivi,  contra
  legem». (1353)

   Risposta.   In   riferimento  all'interrogazione  numero   1353,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n.  297  dell'1  giugno 2005, si fa presente  che  il  comune  di
  Palermo  -  Ufficio attività socialmente utili - con una  recente
  nota, ha riferito quanto segue.
   Per  ciò  che  concerne gli  stagisti , il predetto  Ufficio  ha
  comunicato che da verifiche effettuate dal Dirigente coordinatore
  degli  Affari  Generali  del Settore Area  Servizi  alle  Imprese
  sull'operato  dell'ex  Ufficio  Emergenza  Palermo,  sono  emerse
  numerose irregolarità di varia natura, così come dettagliatamente
  relazionate   dallo   stesso  Dirigente  nelle   note   riservate
  indirizzate  alla  Procura  della  Repubblica  di  Palermo,  alla
  Procura  generale  della Corte dei Conti,  nonché  alla  DIGOS  -
  Questura di Palermo.
   Nelle   suddette   relazioni   si  evidenziava,   tra   l'altro,
  l'esistenza di casi di manomissioni e falsicazione degli  elenchi
  relativi  alle  liquidazioni  degli  ex  stagisti,  allo   scopo,
  probabile,  di  erogare somme non dovute in  favore  di  soggetti
  detenuti  o comunque non effettivamente impegnati nelle  attività
  formative  del progetto, nonché l'esistenza di casi di difformità
  tra  le certificazioni prodotte dalle Associazioni, in merito  ai
  siti   di  formazione  e  utilizzo  degli  ex  stagisti,   e   la
  documentazione prodotta dai siti stessi.
   E'  bene  precisare  che  l'Ufficio Area Servizi  alle  Imprese,
  venuto  a  conoscenza dei fatti contestati, si  è  immediatamente
  attivato,  per quanto di competenza, provvedendo a riferire  alle
  autorità  preposte  gli esiti delle verifiche  effettuate  e  nel
  contempo  a  "risanare" le anomalie rilevate circa le  precedenti
  gestioni   del  progetto,  attuando  una  politica  di   gestione
  improntata a criteri di trasparenza ed a maggiore controllo sulle
  attività svolte.
   Per  quanto  riguarda i "precari" - riferisce sempre  il  comune
  interessato - tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 il Settore
  Area  Servizi  alle  Imprese  ha provveduto,  dopo  una  vertenza
  sindacale, a fornire i dispositivi di protezione individuale  per
  circa   400  lavoratori  socialmente  utili  in  servizio  presso
  l'A.M.I.A.  Il  1   luglio 2003 ha avuto  inizio  il  periodo  di
  tirocinio  per detti lavoratori presso A.M.I.A. ed  A.M.A.P.;  il
  che   ha   portato,   esattamente  un  anno   dopo,   alla   loro
  stabilizzazione.
   Dopo  la  stipula della convenzione con le suddette  Aziende,  è
  emerso  l'obbligo per il comune di provvedere alla fornitura  dei
  dispositivi  di protezione individuale ai lavoratori  socialmente
  utili  assegnati alle citate Società. A far data dal 30 settembre
  2003  l'Amministrazione  comunale ha  provveduto  ad  avviare  le
  procedure per l'acquisizione del suddetto materiale, cercando  di
  accelerare   il   relativo  iter  burocratico  ormai   giunto   a
  conclusione».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   CAPODICASA  -  CRACOLICI - GIANNOPOLO.-  «All'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   nel  Comune di Borgetto, a seguito di atti e comportamenti posti
  in essere dagli amministratori locali, sono state avanzate da una
  parte  del  Consiglio  comunale obiezioni  e  contestazioni  alle
  scelte dell'amministrazione attiva;

   tali    contestazioni    trovano   fondamento    in    reiterati
  comportamenti  amministrativi ritenuti  lesivi  dei  principi  di
  legalità e trasparenza;

   tali  comportamenti  sono  stati assunti  su  materie  delicate,
  quali  quelle  degli appalti e dell'affidamento  di  incarichi  e
  consulenze;

   ciò  si  è  accompagnato ad atteggiamenti assunti dal presidente
  del  Consiglio comunale, il quale, in evidente e palese  raccordo
  con  il  sindaco,  ha apertamente violato le norme  regolamentari
  sciogliendo  senza  giustificato  motivo  una  seduta  consiliare
  determinando  la giusta reazione dei consiglieri  i  quali  hanno
  simbolicamente  e  pacificamente occupato l'Aula  consiliare  per
  esprimere la loro protesta;

   gli  stessi  consiglieri  hanno esposto  i  fatti  succintamente
  sopra  richiamati all'attenzione di codesto Assessorato  affinché
  assumesse   le   iniziative  di  propria  competenza   a   tutela
  dell'interesse  pubblico  e  del buon  andamento  della  pubblica
  Amministrazione;

   ad   oggi   nessun  intervento  è  stato  attivato  da   codesto
  Assessorato  per  verificare la fondatezza delle  denunce  e  per
  individuare    le   eventuali   misure   idonee   a    ricondurre
  l'amministrazione  comunale di Borgetto ad  ispirare  la  propria
  attività ai principi di legalità e trasparenza;

   per sapere:

   se  abbia  tra i suoi intendimenti quello di promuovere attività
  ispettive presso il Comune di Borgetto;
   se,  alla luce delle contestazioni mosse, ritenga meritevoli  di
  attenzione   la  situazione  amministrativa  di  Borgetto   e   i
  comportamenti del presidente del Consiglio comunale;

   se  non ritenga, ove riscontrasse eventuali violazioni di legge,
  di  segnalarle  all'Autorità giudiziaria  per  le  iniziative  di
  propria competenza.» (1431)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1431,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n.  297  dell'1 giugno 2005, si fa presente che da tempo è  stato
  interessato  il  Comune di Borgetto, i cui  organi,  Consiglio  e
  Sindaco, sono stati rinnovati nelle elezioni del maggio 2003.
   Con  nota  del  13  aprile 2004, l'Amministrazione  comunale  ha
  riferito che tutti gli atti adottati dal Sindaco sono ispirati ai
  principi della legalità e trasparenza, in ossequio alle leggi  ed
  ai regolamenti vigenti, fermo restando la separazione dei poteri,
  di  indirizzo e controllo, che spettano al Sindaco da  quelli  di
  gestione che spettano ai funzionari responsabili dei servizi.
   Tra  l'attività  svolta  negli  ultimi  anni,  l'Amministrazione
  comunale ha evidenziato di aver appaltato i seguenti lavori:
   -Riparazione urgente fognatura via Bandalacqua e rete idrica  di
  via  Montegrappa.  Trattativa  privata  aggiudicata  in  data  29
  ottobre 2003 imp. a.b.a.,   3.000,00 (ribasso 8,50%)
   -Lavori   urgenti   ripristino  strada   Chiusi-Iazzo   Vecchio.
  Trattativa  privata  aggiudicata in data 26  gennaio  2004,  imp.
  a.b.a.   3.000,00 (ribasso 11,73%)
   -Manutenzione rete idrica e fognante. Asta pubblica  aggiudicata
  in data 4 marzo 2004 imp. a.b.a.   11.458,62 (ribasso 13,23%)
   -Sistemazione biblioteca comunale. Asta pubblica aggiudicata  in
  data 2 aprile 2004 imp. a.b.a. E. 9.892,38.
   Per  quanto  concerne  il conferimento di incarichi  ad  esperti
  estranei   all'Amministrazione,   la   materia   è   prevista   e
  disciplinata  dall'art. 14 della l.r. n. 7 del  1992,  così  come
  modificato dall'art. 41 della l.r. n. 26 del 1993 e dall'art. 48,
  comma 1, l.r. n. 6 del 1997.
   Detti   incarichi,  in  un  Comune  come  quello   di   Borgetto
  (inferiore  a 30 mila abitanti), non possono essere  superiori  a
  due,  fermo  restando la comprovata e documentata professionalità
  degli esperti.
   Riferisce  ancora  il Sindaco di non aver mai nominato  esperti,
  sottolineando  la  differenza sostanziale che passa,  secondo  la
  normativa vigente in materia, tra il conferimento di incarichi ad
  esperti ed il conferimento di incarichi di consulenza, cosa che è
  invece avvenuta.
   La  nomina  da  parte del Sindaco di consulenti non  è  soggetta
  alla  stessa normativa, fermo restando il possesso di determinati
  requisiti  professionali, e la specifica delega sulle materie  da
  trattare  e  sviluppare. A tal fine il Sindaco ha proceduto  alla
  nomina  dei  consulenti  per  materie  specifiche,  al  fine   di
  potenziare quei settori dell'Amministrazione che abbisognavano di
  una attenzione maggiore e di cui viene fornito elenco con la data
  di nomina e di revoca:
   A.  avv.  Giamo Giuseppe e Vitale Angelo, incarico il 30  giugno
  2003;  revoca il 6 ottobre 2003. Oggetto: Contenzioso,  personale
  affari generali;

   B.  sig. Barbaro Giuseppe, incarico il 30 giugno 2003; revoca  i
  6 ottobre 2003. Oggetto: Agricoltura e Zootecnia;

   C.  La  Puma  Luigi,  incarico il 18 giugno 2003;  revoca  il  6
  ottobre  2003. Oggetto: Urbanistica, piano regolatore, Sanatoria,
  edilizia privata;

   D.  Dott. Riina Vito, incarico 18 giugno 2003; revoca 6  ottobre
  2003. Oggetto: analisi e coinvolgimento realtà giovanili.

   Rispetto  all'ipotizzato accordo tra il Sindaco ed il Presidente
  del  Consiglio comunale nella seduta dell'8 ottobre 2003  occorre
  precisare quanto segue:
   1.    Non  risulta  che  il  Sindaco  abbia  mai  suggerito   al
  Presidente  del  Consiglio comunale la chiusura  dei  lavori  del
  Consiglio;  questa azione avrebbe mortificato l'autorevolezza  ed
  il ruolo istituzionale del Presidente.
   2.   Il  Presidente del Consiglio comunale non ha  mai  compiuto
  atti  raffiguranti  abusi  di  potere;  ha  cercato,  invece,  di
  svolgere un ruolo super partes in un momento delicato dei  lavori
  consiliari,  quando  la maggioranza, in palese  violazione  della
  legge,  voleva  variare un punto all'o.d.g. da  "discussione   ad
  approvazione "
   E'  norma  che  la  trattazione cronologica dei  punti  inseriti
  all'o.d.g. può essere variata da parte del Consiglio comunale, ma
  non  è  ammissibile invece nella stessa seduta variare la dizione
  dei  punti,  in quanto ciò rappresenta una diversa  proposta  che
  deve  essere corredata da pareri di merito, per essere sottoposta
  a deliberazione.
   Nella  seduta del Consiglio comunale n. 82 dell'8 ottobre  2003,
  cui  fa  probabilmente riferimento l'onorevole  interrogante,  il
  Presidente  ha ritenuto di poter chiudere i lavori consiliari  di
  quella  giornata riconvocandoli per il 13 ottobre 2003  alle  ore
  10,00.
   Questo    risulta   dalla   copia   della   delibera   trasmessa
  dall'Assessorato regionale della famiglia.
   Alla  luce di quanto riferito, non pare sussistano i presupposti
  per  promuovere attività ispettive presso il Comune di  Borgetto,
  nè  sembrano  evidenziarsi violazioni di legge per le  quali,  se
  fossero   esistite,   non  si  sarebbe   omesso   di   segnalarle
  all'autorità giudiziaria competente. Tanto più che risulta  dagli
  atti pervenuti all'Assessorato, che due consiglieri comunali che,
  in  un  primo  momento, hanno avanzato obiezioni, successivamente
  hanno dichiarato di assumere posizioni a sostegno del Sindaco».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   MORINELLO.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente e all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   il  giorno  26  novembre  2003 una  violenta  tromba  d'aria  ha
  colpito i territori di Gela e Niscemi, spazzando via gli impianti
  serricoli, scoperchiando capannoni e distruggendo numerosi alberi
  di ulivo;

   gli  impianti serricoli producono il 60 per cento del PIL locale
  e danno lavoro a circa tremila persone;

   l'economia  gelese e niscemese hanno subito ingenti  danni,  che
  ammonterebbero, secondo una prima stima, a centinaia  di  milioni
  di vecchie lire;

   durante  quest'anno l'agricoltura gelese è stata  già  duramente
  colpita  dalla  tromba  d'aria dell'8 settembre  scorso  e  dalla
  virosi, che ha fatto strage della produzione;

   preso atto che le leggi sul risarcimento dei danni derivanti  da
  calamità   naturali  hanno  tempi  lunghi  di  applicazione   non
  compatibili  con  la situazione di emergenza  in  cui  versano  i
  comuni di Gela e Niscemi;

   ritenuto che:

     è  necessario  procedere tempestivamente ad  indennizzare  gli
  agricoltori colpiti dall'evento calamitoso;
   occorre   intervenire  presso  le  banche  che  hanno  accordato
  prestiti agli agricoltori per differire le scadenze dei pagamenti
  delle rate;

   per  sapere  se  il  Governo della Regione  intenda  intervenire
  presso il Governo nazionale affinché venga riconosciuto lo  stato
  di  calamità  naturale  per le zone colpite  dal  maltempo  e  si
  indennizzino  immediatamente  gli  agricoltori  e  gli  operatori
  economici danneggiati.» (1435)

   Risposta.   «In   merito   alla  interrogazione   numero   1435,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n.  297  dell'1 giugno 2005, si ritiene di non poter direttamente
  intervenire  per  procedere ad indennizzi  o  far  accordare,  da
  istituti di credito, prestiti agli agricoltori di gela e Niscemi,
  colpiti  dal  maltempo  o  da eventi calamitosi,  trattandosi  di
  materia  che  esula  dalla competenza dell'Assessorato  regionale
  della famiglia.
   Forse  più  esaustiva  risposta avrebbe  potuto  essere  fornita
  dall'Assessore    regionale   per   l'agricoltura,    cui    però
  l'interrogazione   non   risulta  indirizzata,   riguardando   la
  problematica in questione i danni subiti da impianti terricoli di
  agricoltori ed operatori economici del settore agricolo.
   Tuttavia,  per  quanto di competenza dello  scrivente,  è  stata
  interessata della vicenda l'Amministrazione comunale di gela,  la
  quale, con nota datata 11 giugno 2004, ha comunicato che un primo
  intervento  finanziario  è  stato già  attivato  con  regolamento
  approvato dal Consiglio comunale in favore degli imprenditori che
  hanno   subito   la   distruzione  delle  strutture   adibite   a
  coltivazioni   in   ambiente   protetto,   a   mero   titolo   di
  anticipazione,  nelle  more che vengano attivate  le  provvidenze
  statali  e/o regionali o il regime d'aiuto previsto dalle vigenti
  disposizioni.
   A  tal  fine  è stato interessato anche l'Assessorato  regionale
  dell'agricoltura, al quale sono state chieste notizie  in  merito
  ad   eventuali  iniziative  intraprese  o  da  intraprendere   in
  proposito».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI.-  «All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e   le   autonomie  locali,  premesso  che  a  seguito   di   una
  circostanziata  denuncia da parte di alcuni consiglieri  comunali
  di San Gregorio (CT) emergerebbe una gestione gravemente lacunosa
  delle   attività  del  Consiglio  comunale  da  parte   del   suo
  Presidente, quali:

   1.   negli   ordini  del  giorno  del  Consiglio  comunale   non
  verrebbero  inserite  le interrogazioni e  le  interpellanze,  le
  quali, quindi, non vengono trattate in aula;
   2.  le  mozioni  presentate non verrebbero iscritte  e  discusse
  nella prima riunione consiliare utile;
   3.   alcune   deliberazioni   non  verrebbero   trasmesse   alle
  competenti commissioni consiliari per il parere obbligatorio;
   4.  atti amministrativi di particolare importanza che la Regione
  invia  al Presidente non sarebbero stati comunicati per tempo  ai
  consiglieri comunali;
   5.  una nota inviata dal Presidente al capo area urbanistica  ed
  ai consiglieri comunali disporrebbe che l'Ufficio urbanistica non
  può  rilasciare  copia, neanche dietro richiesta  scritta,  degli
  atti allegati al piano regolatore generale, quali le prescrizioni
  esecutive  e  il  regolamento edilizio, trasmessi dal  competente
  Assessorato regionale;

   osservato che tali comportamenti, oltre a violare l'art. 43  del
  D.Lgs.  n.  267 del 18 agosto 2000, il regolamento interno  e  lo
  statuto  comunale, finiscono col ledere il ruolo dei  consiglieri
  comunali e la dignità del Consiglio stesso;

   per sapere:

   se  non  ritenga di verificare l'esistenza di comportamenti  non
  corretti,  violazioni di leggi e regolamenti che  mortificano  la
  necessaria dialettica e il civile confronto;

   quali  misure  intenda  eventualmente  adottare,  qualora  fosse
  confermata   la   gravità  dei  rilievi  sopra   riportati,   per
  ripristinare il corretto funzionamento del Consiglio  comunale  e
  garantire   il  pieno  svolgimento  del  mandato  di  consigliere
  comunale nel comune di San Gregorio (CT).» (1442)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1442,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Come   già   evidenziato   con   nota   del   14   aprile   2004
  (dell'Assessore  del  tempo) si premette che  quanto  evidenziato
  dall'onorevole   interrogante   è   identico,   nel    contenuto,
  all'esposto  presentato da taluni consiglieri del comune  di  San
  Gregorio   di  Catania,  riguardante  presunte  inadempienze   ed
  irregolarità del Consiglio comunale.
   Ciò  posto,  l'affermazione  che negli  ordini  del  giorno  del
  predetto  comune  non  sono  inserite  le  interrogazioni  e   le
  interpellanze,  è  smentita  dalle  convocazioni  del   Consiglio
  comunale  del  28 ottobre 2003, prot. n. 18091, del  10  novembre
  2003,  prot. n. 18827, del 18 dicembre 2003, prot. n. 21377,  del
  29  dicembre 2003, prot. n. 21894, del 22 gennaio 2004, prot.  n.
  1111,  dalle  quali  chiaramente risulta  che  le  interrogazioni
  vengono  sistematicamente inserite nei vari  ordini  del  giorno;
  mentre risulta, inoltre, dagli atti dell'Amministrazione comunale
  di  San  Gregorio  di  Catania, che  nessun  consigliere  ha  mai
  presentato interpellanze.
   Relativamente  all'asserita  mancata  iscrizione  e  discussione
  delle  mozioni  nella prima riunione consiliare  utile,  risulta,
  sempre  dagli atti dell'amministrazione comunale, come le  stesse
  vengano regolarmente trattate nei vari Consigli comunali.
   A  tal  proposito giova ricordare che l'art. 31,  comma  2,  del
  regolamento   interno   del   Consiglio   comunale   testualmente
  recita: L'affare  relativo  alla mozione  approvata  va  iscritto
  possibilmente  nell'ordine  del giorno  dell'adunanza  consiliare
  successiva .
   Conseguentemente,  la  Presidenza  del  Consiglio  comunale   ha
  provveduto   ad  inserire  le  mozioni  all'ordine  del   giorno,
  compatibilmente con le preminenti esigenze di pubblico  interesse
  che  suggerivano di posticiparne la trattazione, che  comunque  è
  avvenuta entro tempi ragionevoli.
   Non  risulta dagli atti d'ufficio dell'Amministrazione  comunale
  la  mancata  trasmissione di alcune deliberazioni alle competenti
  commissioni   consiliari  permanenti,  diversamente   da   quanto
  asserito dai consiglieri comunali nell'esposto prima citato,  sia
  nell'atto ispettivo in discussione.
   E'  opportuno, però, precisare in proposito che la  proposta  di
  deliberazione relativa al regolamento del difensore civico non  è
  stata    trasmessa   alla   competente   Commissione   consiliare
  permanente,  in  quanto la suddetta proposta di deliberazione  si
  poneva  in  contrasto con lo schema del nuovo  Statuto  comunale,
  approvato  nel  frattempo dalla Giunta comunale con deliberazione
  n. 172 del 30 ottobre 2003, ed inserito all'ordine del giorno del
  Consiglio  comunale convocato per il 20 gennaio  2004,  con  nota
  prot. n. 538 del 13 gennaio 2004.
   Si  precisa  inoltre che lo schema del nuovo Statuto comunale  è
  stato  discusso  in  Consiglio comunale e  ritirato,  per  essere
  inviato alla competente Commissione consiliare permanente per gli
  adempimenti di propria competenza.
   Infine,  giova  evidenziare  che  il  Presidente  del  Consiglio
  comunale  ha  sempre  comunicato ai consiglieri  comunali,  senza
  ritardo,  tutti gli atti amministrativi di particolare importanza
  inviati  dalla regione e che agli stessi consiglieri  sono  state
  rilasciate le copie degli atti richiesti all'Ufficio urbanistico,
  ma nel rispetto della legislazione e regolamentazione vigente».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI.-  «All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali e all'Assessore per la sanità, premesso che
  con   la   legge  328/2000  si  è  avviata  una  nuova   modalità
  d'intervento rispetto ai servizi sociali;

   osservato  che  secondo  tale  nuova  modalità,  il  Comune   di
  Catania,  componente  di  un distretto  sociosanitario,  dovrebbe
  individuare  un Piano di zona capace di rispondere alle  esigenze
  del territorio;

   ritenuto  che  nella  fase d'individuazione delle  problematiche
  territoriali il Consiglio comunale dovrebbe essere coinvolto;

   ricordato che la legge in oggetto prevede la costituzione di  un
  gruppo-piano  che  deve predisporre la relazione  sociale,  quale
  rapporto  di  analisi  e di valutazione dei bisogni  locali,  del
  livello  dei servizi socio-sanitari e delle risorse professionali
  presenti a livello distrettuale;

   sottolineato  che  per  la  redazione  del  piano  di  zona,   è
  necessario  che  ogni gruppo-piano individui al  suo  interno  un
  gruppo di lavoro tecnico, con esperti di progettazione sociale;

   per sapere:

   -  per quali ragioni la redazione del piano di zona relativo  al
  territorio  catanese e la stesura della relazione  sociale  siano
  state  affidate, con determinazione dell'Assessorato della Sanità
  n.  2/322  del  28  ottobre  2003,  ad  un  gruppo  appositamente
  istituito  in violazione di quanto previsto nell'Indice Ragionato
  per la stesura del piano di zona (GURS n. 15 del 4 aprile 2003);
   -  per quali ragioni non sia stato investito dell'intera vicenda
  il competente   Consiglio comunale;
   -  se  non ritengano necessario, comunque, istituire all'interno
  del  gruppo-piano un gruppo operativo per la redazione del  piano
  di zona;
   -  se,  in  ogni caso, non ritengano doveroso fare in  modo  che
  siano  resi  noti al Consiglio comunale i criteri utilizzati  per
  l'istituzione del gruppo-piano.» (1462)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1462,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Per  quanto  concerne  la  prima  domanda  posta  dall'onorevole
  interrogante, non pare sussistente la paventata violazione  delle
  disposizioni   di  cui  all'Indice  ragionato,  con   il   quale,
  unitamente alle Linee guida, la Regione ha fornito gli  indirizzi
  e le direttive per la redazione dei Piani di Zona.
   Risulta, infatti, che il Comune di Catania (comune capofila  del
  Distretto socio-sanitario D16), con provvedimento del sindaco del
  17  giugno 2003, prot. n. 110, ha istituito, in attuazione  della
  legge  328/2000,  e  previsto  la composizione  della  Segreteria
  tecnica,  che  nelle città metropolitane assorbe le funzioni  del
  Gruppo Piano.
   Dall'esame del Piano di Zona del Distretto socio-sanitario  D16,
  approvato dal Comitato dei sindaci il 24 dicembre 2003, è  emerso
  che  la   Relazione  sociale   è  stata  predisposta,  così  come
  previsto   dall'Indice  ragionato,  proprio  dal  Gruppo   Piano,
  formalmente costituito, in seguito alla riunione del Comitato dei
  Sindaci avvenuta il 16 giugno 2003.
   Per  ciò che riguarda la seconda domanda, è utile precisare  che
  al  Consiglio comunale, nella redazione dei Piani di Zona, non  è
  attribuita alcuna competenza. La Regione, infatti, nelle  diverse
  fasi  che  compongono il percorso operativo mirato alla redazione
  ed  approvazione  dei  Piani di Zona, ha preposto  una  serie  di
  organismi   e   strutture,  ognuna  con  specifiche  attribuzioni
  funzionali.
   A  livello  distrettuale  (cioè per ciascuno  dei  55  Distretti
  socio-sanitari individuati, con un comune capofila all'interno di
  ogni  Distretto) è stato previsto un Comitato dei sindaci  ed  un
  supporto  tecnico  costituito dal Gruppo  Piano.  Quest'ultimo  è
  proprio l'organo preposto alla redazione del Piano di Zona,  alla
  gestione  dello  stesso ed alla predisposizione della   Relazione
  sociale ,  quale strumento di analisi e valutazione  dei  bisogni
  locali,  del  livello dei servizi socio-sanitari e delle  risorse
  professionali presenti nell'ambito distrettuale.
   Sulla  terza  domanda  è  opportuno far  presente  che  l'Indice
  ragionato prevede che il Gruppo Piano possa costituire un  Gruppo
  ristretto  per  la redazione del Piano di Zona;  ma  ciò  rientra
  nella  discrezionalità del Distretto socio-sanitario e non  certo
  in  quella dell'Assessore regionale, che nel merito non ha alcuna
  competenza.
   In  ordine  alla quarta ed ultima domanda, nulla vieterebbe  che
  vengano  resi  noti  al Consiglio comunale di Catania  i  criteri
  utilizzati per l'istituzione del gruppo Piano del Distretto  D16;
  ma  esso è stato costituito - giova ribadirlo - così come prevede
  la legge ed è composto da 66 soggetti rappresentativi e portatori
  di vari bisogni ed istanze, di legittimi interessi economici e di
  diverse prospettive amministrative e politiche».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   GIANNOPOLO.- «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso  che
  in  data  15 dicembre 2003 il Comune di Palermo ha pubblicato  il
  bando  generale  di  concorso  per  l'assegnazione  in  locazione
  semplice di alloggi popolari in corso di costruzione di proprietà
  del Comune e dello IACP con scadenza 15 maggio 2004;

   considerato che il bando ad un esame attento appare  viziato  da
  evidenti  illegittimità,  da errori  e/o  omissioni  che  possono
  inficiarne la validità; in particolare:

   1.  manca  il  riferimento agli estremi dell'atto amministrativo
  che approva il bando;

   2.  al punto e) il riferimento al limite di reddito di 11.453,48
  non  è  aggiornato  al 2002, così come fissato e  rivalutato  dal
  decreto dell'Assessore per i lavori pubblici del 2003;

   3.  i riferimenti di legge allo stesso punto e) e al primo comma
  delle modalità di compilazione sono totalmente errati;

   4.  al  punto  2)  delle  modalità di  compilazione  è  inserita
  erroneamente la coabitazione'; sempre al punto 2) è prevista,  in
  contrasto  con  i  commi  1  e  2 dell'articolo  21  della  legge
  nazionale  n. 25 del 1980, la inadempienza contrattuale'  fra  le
  condizioni che non determinano attribuzione di punteggio;

   5.  non  viene  esplicitato il soggetto  che  deve  redigere  la
  graduatoria;

   6. non viene detto come e dove viene pubblicata la graduatoria;

   7.  non  viene  individuato il soggetto al quale indirizzare  le
  opposizioni individuali;

   8. vengono erroneamente individuati gli impiegati all'estero'  e
  non invece i semplici emigrati' quali beneficiari del bando;

   9.  illegittimamente viene previsto che, a seguito  della  nuova
  graduatoria,  decadono  tutti  i  precedenti  bandi,  in   quanto
  l'articolo  9  del DPR 1035 del 1972, cui nominalmente  il  bando
  stesso  fa  riferimento,  prevede che le  graduatorie  precedenti
  restano  valide  fin  tanto che non vengano rinnovate  con  bandi
  integrativi;

   10.  il  riferimento all'art. 6 della legge n. 513  del  1977  è
  totalmente  errato; andrebbe richiamato l'articolo 6 della  legge
  regionale n. 68 del 1981;

   11.  il  riferimento  alla legge 513 del 1977  in  relazione  al
  finanziamento  dell'opera è improprio;  infatti  andrebbe  citato
  soltanto l'art. 19 della stessa legge sulle riserve;

   12.  nel  modello di domanda l'inserimento della  specificazione
  del  canone è ininfluente e fuorviante, in quanto la Regione  non
  ha  mai fissato i parametri di capacità economica media' rispetto
  alla quale misurare l'incidenza del canone e l'attribuzione per i
  maggiori canoni dei due punti previsti;

   13.  sempre  nel  modello di domanda,  si  fa  riferimento  a  3
  componenti'  il nucleo familiare, senza specificare che  trattasi
  di genitori e un figlio, come prevede il DPR 1035 del 1972;

   per   sapere   se  non  ritenga  opportuno,  alla   luce   delle
  illegittimità e delle omissioni evidenziate in premessa, disporre
  una  verifica immediata presso gli uffici del Comune  di  Palermo
  per  giungere,  previa  diffida,  alla  revoca  e  alla  migliore
  riformulazione del bando allo scopo di rendere efficace lo stesso
  ai  fini  della salvaguardia dei diritti e delle aspettative  dei
  cittadini senza casa.» (1473)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1473,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n.  297  dell'1  giugno  2005,  si fa  presente  che  sono  stati
  trasmessi  allo  scrivente,  dall'Assessorato  regionale  LL.PP.,
  taluni   atti  del   Settore  Interventi  abitativi  -   Servizio
  assegnazione alloggi  del Comune di Palermo, dai quali si  rileva
  quanto segue.
   a)  Il  bando è stato approvato con decreto dirigenziale n.  395
  del  10  dicembre  2003  e  pubblicato all'albo  pretorio  il  14
  dicembre  2003, contestualmente al provvedimento di cui  è  parte
  integrante.
   b)   Il   decreto  assessoriale  del  2003,  indicato  dall'atto
  ispettivo,  eleva  il  limite  di reddito  "per  l'anno  2003"  e
  pertanto  non  può essere applicato per il concorso  in  oggetto,
  considerato  che  la scadenza del termine di presentazione  delle
  domande  (12 febbraio) non consentiva di indicare il reddito  del
  2003.
   c)  Il  reddito,  come  correttamente  indicato  nel  bando,  va
  determinato applicando le detrazioni previste dalla legge 457 del
  5 agosto 1978, art. 21, comma 1, come sostituito dall'art. 2, del
  decreto  legge n. 9 del 23 gennaio 1982, convertito con legge  n.
  94  del  25 marzo 1982, richiamato dal successivo art.  22,  che,
  prevedendo  il  limite  di  reddito per  l'assegnazione  di  case
  popolari, testualmente recita, al comma 2, "Al limite di  cui  al
  comma precedente si applicano le disposizioni del primo comma del
  precedente art. 21".
   d')  L'art.  7,  punto 1, del DPR 1035/72,  nel  determinare  il
  punteggio  da  attribuire alla situazione alloggiativa,  tra  cui
  anche  quella di cui al punto 2 del bando, richiede espressamente
  che  il  richiedente abiti nell'alloggio indicato insieme al  suo
  nucleo  familiare;  ciò  significa che il  punteggio  può  essere
  attribuito  soltanto se l'abitazione è comune a tutto  il  nucleo
  familiare;  naturalmente, se il nucleo familiare è  composto  dal
  solo richiedente, il punteggio è attribuito ugualmente.
   d'')   Relativamente  all'inadempienza  contrattuale,  la  legge
  25/80,  emanata a mitigare una situazione di emergenza  e  quindi
  temporalmente  limitata, non costituisce  "normativa  statale  di
  principio" (Cons. Stato, sez. IV, 27 novembre 1997 n  1320) ed  è
  quindi applicabile soltanto nei casi ivi indicati; in particolare
  ,  l'art.  21  prevede  l'applicazione  in  via  eccezionale  del
  punteggio  di  cui  al  n.  10 dell'art.  7  DPR  1035/72,  senza
  modificarlo,  "  ai soggetti già collocati nelle  graduatorie"  e
  sottoposti  a  riesame per la presentazione  di  opposizioni.  Il
  riferimento alle sole graduatorie già approvate anche se in forma
  provvisoria,   indica   chiaramente  la   volontà   di   limitare
  l'efficacia  della norma alla situazione contingente del  periodo
  di emanazione della legge.
   e)  Il soggetto deputato alla redazione della graduatoria  è  lo
  stesso  che ha adottato il bando e non è necessaria l'indicazione
  nel bando.
   f)  Le  graduatorie (provvisorie e definitive) vanno  pubblicate
  ai sensi di legge, come indicato dal bando.
   g)   Le   opposizioni  possono  essere  presentate  allo  stesso
  soggetto  che  ha  disposto  il  bando  e  le  graduatorie;  tale
  indicazione è stata adeguatamente comunicata agli interessati con
  la pubblicazione della graduatoria provvisoria.
   h)  Il  riferimento  del  bando si  intende  ai  lavoratori  che
  prestano  - impiegano - la propria attività all'estero. Peraltro,
  tale  dizione  è  contenuta  nell'indicazione  dei  termini   per
  presentare  ricorso  in opposizione alla  graduatoria  e  non  ha
  impedito la partecipazione al bando a tutti i lavoratori emigrati
  all'estero.
   i)  Se  la validità delle graduatorie è limitata sino al rinnovo
  con bandi integrativi, a maggior ragione la graduatoria a seguito
  di  bando  generale  sostituisce le precedenti.  Naturalmente  le
  graduatorie relative a bandi speciali mantengono la loro validità
  e  non  possono essere sostituite dalla graduatoria  relativa  al
  bando generale.
   j)  Il riferimento alla legge 513/77 è un errore di stampa ed  è
  stato corretto con idonea pubblicazione. Tale erronea indicazione
  non  comporta  un difetto di informazione, dato  che  gli  utenti
  interessati hanno comunque avuto notizia della riserva  ed  hanno
  avuto la possibilità di parteciparvi.
   k)  L'art.  19  della  legge  513/77 impone  la  riserva  "delle
  abitazioni realizzate dai singoli programmi di intervento di  cui
  al primo comma dell'art. 16 della presente legge". Non si prevede
  quindi  l'applicazione in via generale a  tutti  gli  alloggi  di
  edilizia  residenziale pubblica. Peraltro la riserva di cui  alla
  legge   citata  è  materialmente  incompatibile  con  la  riserva
  parzialmente diversa dalla legge reg. 68/81.
   l)  Il punteggio di cui al punto 7 dell'art. 7, DPR 1035/72, può
  essere  attribuito valutando il reddito familiare non  nella  sua
  totalità, ma come indicato dalla normativa richiamata al punto  3
  del  bando. Infatti, il punto 7 citato rinvia all'art. 19,  comma
  3,   per   la  determinazione  della  capacità  economica  media,
  necessaria  anche  per la determinazione del canone  da  porre  a
  carico dell'utente; tale canone viene determinato appunto in base
  al  reddito, come decurtato dalla normativa citata al punto 1 del
  bando.
   m)  Contrariamente a quanto indicato nell'atto ispettivo, il DPR
  1035/72 non può fare riferimento alla composizione dei nuclei  di
  nuova  formazione, dato che la riserva è disposta da altra norma;
  è  chiaro  che,  trattandosi di coppie di  nuova  formazione  che
  devono  contrarre  matrimonio, tra i tre componenti  non  possono
  mancare i due coniugi.
   Il  Comune,  infine,  ha fatto presente che, con  determinazione
  dirigenziale n. 59 del 12 marzo 2004, è stato pubblicato il nuovo
  bando di concorso i cui termini di partecipazione sono scaduti il
  13 maggio 2004».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   RAITI.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per  i  beni
  culturali  ed ambientali e la pubblica istruzione e all'Assessore
  per  la  famiglia, le politiche sociali e le autonomie  locali  e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'amministrazione   comunale  di  Catania,   nell'ambito   delle
  attività assistenziali in favore dei minori che vivono situazioni
  di   disagio   socio-economico,  provvede  ai  minori  sottoposti
  all'autorità giudiziaria tutelati dal Tribunale anche  attraverso
  il  ricovero  presso gli istituti educativo-assistenziali  con  i
  quali stipula apposite convenzioni;

   tali   istituti  si  attrezzano  con  personale  qualificato   e
  strutture  idonee  per  i loro compiti istituzionali  anticipando
  costi   cospicui   rimborsati  con  notevole  ritardo   dall'Ente
  erogatore;

   per  errori  gestionali i centri educativo-assistenziali  vivono
  in condizioni di disagio poiché spesso gli assistiti non sono ben
  distribuiti  nelle strutture e ciò crea casi di  sovraffollamento
  con  conseguente malfunzionamento delle stesse;

   dal  mese  di  novembre dello scorso anno, è  stato  manifestato
  disagio  in  riferimento alla mancata erogazione delle  spettanze
  risalenti  al  luglio 2003, nonostante i trasferimenti  regionali
  siano   già  avvenuti;  ciò  ha  comportato  la  crescita   delle
  difficoltà gestionali e rischi per i livelli occupazionali;

   per  sapere quali iniziative urgenti intendano adottare al  fine
  di  assicurare la trasparenza nei rapporti tra il  Comune  e  gli
  istituti  predetti per la risoluzione delle istanze dei  soggetti
  lavoratori  nell'interesse dei minori, ai  quali,  comunque,  per
  legge   e   per   diritto   va   garantita   tutta   l'assistenza
  indispensabile  per  una vita serena nel rispetto  della  dignità
  umana.»(1579)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1579,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   La  direzione Servizi socio-sanitari del comune di Catania,  con
  nota del mese di gennaio c.a., ha comunicato di avere emanato  un
  ordine   di   servizio  con  il  quale  sono   stati   stabiliti,
  relativamente  all'anno scolastico 2004-2005, le  modalità  ed  i
  termini   per  l'inserimento  dei  minori  presso  gli   istituti
  educativi  assistenziali  in  convenzione  con  l'Amministrazione
  comunale.
   Il  medesimo  comune  ha  altresì riferito  che  i  ritardi  dei
  pagamenti  delle  rette  sono  stati  causati  da  difficoltà  di
  carattere  contabile, peraltro in via di risoluzione; tant'è  che
  le liquidazioni sono state già effettuate fino al mese di ottobre
  2004.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI.-  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle
  autonomie locali, nel mese di luglio 2003 ha diffidato il  Comune
  di  Licodia Eubea a procedere alla elezione del difensore  civico
  per il comune stesso;

   considerato che:

   in  data 17 luglio 2003 il presidente del consiglio comunale  ha
  scritto  all'amministrazione  comunale  per  gli  adempimenti  di
  competenza;

   l'amministrazione  comunale di Licodia Eubea  ha  pubblicato  in
  data  13  ottobre  2003 l'avviso per le candidature  a  difensore
  civico  con termine perentorio di 30 giorni; in data 12  novembre
  2003  sono  state  presentate  due  candidature  alla  carica  di
  difensore civico;

   constatato che:

   in  data  28 novembre 2003 il presidente del consiglio  comunale
  ha  convocato  il consiglio comunale senza porre  all'ordine  del
  giorno l'elezione del difensore civico;

   in  data  3  dicembre  2003 i consiglieri comunali  della  lista
  civica  Libera  Arcobaleno, nel numero di 2/5 dei consiglieri  in
  carica,  hanno chiesto la convocazione del consiglio comunale  ai
  sensi dell'art. 19, comma 2,lettera c) dello statuto comunale per
  l'elezione del difensore civico;

   preso atto che:

   in  data 4 dicembre 2003 il presidente del consiglio comunale di
  Licodia  Eubea ha risposto di non poter sottoporre all'esame  del
  consiglio  comunale l'elezione del difensore civico  considerando
  ciò   inspiegabilmente  'atto  deliberativo  preposto  al  civico
  consesso da altri organi comunali responsabili per norma';

   rilevato che:

   il  23  dicembre  2003 sono scaduti i 20 giorni  previsti  dalla
  legge  per  la  convocazione  del  consiglio  comunale,  a  norma
  dell'art. 19, comma 3, dello statuto comunale;

   in  data  30  dicembre  2003  è  stato  convocato  il  consiglio
  comunale  in seduta straordinaria ed urgente senza che all'ordine
  del giorno fosse inserita l'elezione del difensore civico;

   per sapere:

   se  non  ritengano siano stati violati l'articolo 39,  comma  2,
  del  D.L.  18  agosto  2000 n. 267 e l'art. 19,  comma  3,  dello
  statuto comunale;

   se  non  ricorrano  gli estremi per intervenire  affinché  siano
  fatte  rispettare  le  norme  e  le leggi  vigenti  eventualmente
  intervenendo  in  via sostitutiva attraverso  un  commissario  ad
  acta.» (1592)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione   indicata   in
  oggetto,  trasformata  con richiesta di  risposta  scritta  nella
  seduta  d'Aula n. 297 dell' 1 giugno 2005, si fa presente  quanto
  segue.
   Il   comune   di   Licodia  Eubea  era   già   stato   diffidato
  dall'Assessorato  Regionale  della Famiglia,  con  una  nota  del
  giugno 2003, a provvedere all'elezione del difensore civico entro
  il  30  ottobre dello stesso anno. Il Sindaco, pertanto,  si  era
  attivato a diramare un avviso pubblico per la presentazione delle
  candidature  presso  la  Segreteria  del  comune.  Venivano  cosi
  presentate due candidature.
   Tuttavia,  l'elezione del difensore civico non è  stata  portata
  in  Consiglio comunale, cosi come richiesto da sei consiglieri di
  minoranza  della lista civica "Arcobaleno", poiché  l'Ufficio  di
  segreteria  del  comune  aveva  accertato  che  la  dichiarazione
  relativa  al possesso dei requisiti di uno dei due candidati  era
  difforme dagli atti in possesso dell'Ufficio stesso.
   Pertanto - così ha precisato l'Amministrazione interessata -  si
  è  dovuto  procedere all'espletamento di una istruttoria interna,
  al  termine  della quale, il 15 marzo 2004, tutti gli  atti  sono
  stati  trasmessi  al Presidente del Consiglio  comunale,  che  ha
  provveduto ad inserire, immediatamente, l'elezione del  difensore
  civico  nell'ordine  del giorno della seduta  consiliare  del  30
  marzo 2004.
   La  seduta, però, si è conclusa con un nulla di fatto, in quanto
  non è stato raggiunto il "quorum" richiesto.
   Pertanto,  l'Amministrazione si è attivata, cosi come dichiarato
  dal   Sindaco  in  una  nota  recentemente  trasmessa  a   questo
  Assessorato,  al fine di pervenire nel più breve tempo  possibile
  alla elezione del difensore civico, avviando, attraverso un nuovo
  bando,  le  procedure  per  la  raccolta  delle  candidature   da
  sottoporre al consiglio comunale per la elezione di competenza.
   Sull'elezione  del difensore civico, occorre far  presente  che,
  con  una  nota del 31 gennaio 2005, si è provveduto  a  diffidare
  tutti  i  Presidenti delle Province regionali  e  i  Sindaci  dei
  comuni  della Sicilia, che non abbiano ancora eletto il difensore
  civico,  a procedere entro 30 giorni alla predetta elezione  e  a
  dame  immediata  comunicazione  all'Assessorato  regionale  della
  famiglia, compilando un'apposita scheda anagrafica.
   Nella  stessa  nota  è  stato evidenziato che  in  mancanza  del
  rispetto  dei  suddetti  termini, si sarebbe  provveduto  in  via
  sostitutiva con la nomina di un commissario ad acta.
   Con  decreto  dirigenziale n. 1349 del 9  maggio  2005  è  stato
  nominato commissario ad acta un funzionario regionale».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   PANARELLO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che il Sindaco e la Giunta del comune di Ucria (ME), nonostante i
  termini perentori per l'approvazione del bilancio consuntivo 2003
  e del bilancio di previsione 2004, a tutt'oggi non hanno proposto
  le relative delibere all'approvazione del Consiglio comunale;

   considerato che:

   sulla  base delle norme vigenti è stato nominato, con D.D.G.  n.
  1744/Serv. 2 del 24.6.2004, un commissario ad acta per promuovere
  tutti gli atti necessari all'approvazione del bilancio;

   il   commissario  ad  acta,  in  data  30.6.2004,  ha   invitato
  formalmente  la  Giunta a predisporre lo schema di  bilancio  per
  l'esercizio finanziario 2004, assegnando come termine  ultimo  il
  12.7. 2004;

   nonostante  la  diffida,  il  Sindaco  e  la  Giunta  non  hanno
  adempiuto  all'obbligo di trasmettere la delibera di bilancio  al
  Presidente del Consiglio comunale;

   il  conto  consuntivo  all'esercizio finanziario  2003,  la  cui
  approvazione   è  fissata  al  30  giugno,  non  risulta   ancora
  deliberato  dalla Giunta per il necessario inoltro  al  Consiglio
  comunale;

   il  Sindaco,  eletto nel maggio 2003, non ha  presentato  alcuna
  relazione  semestrale al Consiglio comunale, in aperta violazione
  dell'art. 17 della legge regionale n. 7/1992;

   malgrado  la diffida dell'Assessorato regionale competente,  non
  ha  istituito  il  difensore civico, previsto  dall'art.  12  del
  vigente Statuto comunale;

   sembrerebbe  che  il  Sindaco  e  la  Giunta  abbiano  ritardato
  l'approvazione  dello  schema  di  bilancio  di  previsione   per
  l'esercizio finanziario 2004 per introdurre, contro il parere del
  responsabile finanziario e del commissario ad acta, variazioni di
  entrata  e  di uscita, compromettendo la veridicità dello  stesso
  bilancio;

   sembrerebbe,  altresì, che il responsabile  finanziario  si  sia
  rifiutato,  altresì,  di  apportare  al  bilancio  le  modifiche,
  richieste dal Sindaco e dalla Giunta, che presentavano delle vere
  e proprie irregolarità contabili;

   la  minoranza  consiliare ha segnalato le predette  irregolarità
  all'Assessorato  regionale  competente  ed  al  Presidente  della
  Regione;

   per sapere:

   se   non   valutino  necessario  intervenire  urgentemente   per
  impedire  il perpetuarsi di comportamenti contrari alla  legge  e
  che rischiano di procurare un grave danno alla comunità di Ucria;

   se  non  ritengano  di perseguire le gravi violazioni  di  legge
  predette;

   se   non   considerino  opportuno,  ricorrendone  gli   estremi,
  procedere alla rimozione del Sindaco e della Giunta per  gravi  e
  persistenti violazioni di legge, ai sensi dell'articolo 40  della
  legge n. 142/90, come recepito e modificato dalla legge regionale
  n. 48/91.» (1824)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1824,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Si  ritiene  che  quanto  richiesto dall'onorevole  interrogante
  possa  ritenersi ormai superato. Infatti con nota del 16 dicembre
  2004, il comune di Ucria ha riferito che:
   -  il  bilancio  di  previsione è stato approvato  nella  seduta
  consiliare del 24 agosto 2004;
   -  il  consuntivo 2003 è stato approvato nella seduta consiliare
  del 16 ottobre 2004;
   -  il  riequilibrio di bilancio è stato approvato  nella  seduta
  consiliare del 3 novembre 2004;
   -l'assestamento  di  bilancio  è stato  approvato  nella  seduta
  consiliare del 30 novembre 2004.
   Per  quanto riguarda la mancata istituzione del difensore civico
  risulta che il problema, portato per ben due volte all'esame  del
  Consiglio  comunale, non ha trovato soluzione poiché le  relative
  votazioni non hanno raggiunto il quorum richiesto.
   Pertanto,  con  decreto del Dirigente generale del  Dipartimento
  regionale  della  famiglia n. 1416 del 9  maggio  2005,  è  stato
  nominato, presso il comune interessato, un commissario ad acta».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   ORTISI.-  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che  in  data  13  settembre  2004 il  Presidente  del  Consiglio
  comunale di Floridia (SR), con grande stupore, ha verificato  che
  l'apparecchio  telefonico  del proprio ufficio,  all'interno  del
  palazzo comunale di Floridia, era stato disattivato, così da  non
  consentirgli  di  comunicare  con  l'esterno  se  non  attraverso
  centralino, funzionante solo nelle ore antimeridiane e il martedì
  e il giovedì fino alle ore 18.00;

   ritenuto    che   tale  atto   arbitrario   ed   inqualificabile
  dell'amministrazione comunale ha impedito e continua ad  impedire
  il  regolare esercizio delle funzioni istituzionali da parte  del
  Presidente, le quali, notoriamente, si esplicano durante l'intero
  arco della giornata;

   considerato   che,   nonostante  la   formale   protesta   (nota
  protocollo  n. 17 del 13 settembre 2004) da parte del  Presidente
  del   Consiglio  comunale,  l'amministrazione  comunale  non   ha
  ritenuto  di  ripristinare  il servizio,  indispensabile  per  il
  normale   svolgimento   dell'attività  che   giornalmente   viene
  espletata in relazione all'incarico ricevuto;

   per  sapere se non ritengano di intervenire per fare cessare  le
  arbitrarie      interferenze     e/o     limitazioni      imposte
  dall'amministrazione  comunale, tutelando  così  il  diritto  del
  Presidente del Consiglio comunale, garantito dall'art. 15,  comma
  1 della l. r. 30/2000, di potere svolgere con serenità il mandato
  ricevuto  con  regolare  e democratica  votazione  da  parte  del
  Consiglio comunale.» (1854)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione   indicata   in
  oggetto,  trasformata  con richiesta di  risposta  scritta  nella
  seduta  d'Aula n. 297 dell' 1 giugno 2005, si fa presente  quanto
  segue.
   Il  comune  di  Floridia,  in  una nota  del  gennaio  2005,  ha
  comunicato che nessuna disattivazione dell'apparecchio telefonico
  dell'ufficio  del  Presidente  del  Consiglio  comunale  è  stata
  operata,  in  quanto  lo  stesso  funziona  regolarmente  secondo
  modalità  identiche e comuni agli altri apparecchi  degli  uffici
  del  Palazzo, compresi quelli del sindaco e degli assessori. Tale
  funzionalità,   preventivamente  comunicata  al  Presidente,   si
  inquadra  in  una  precisa  logica di  contenimento  della  spesa
  pubblica  e  di adeguamento delle risorse strumentali ai  livelli
  essenziali dei servizi di qualità che pretendono un filtro  anche
  alle  telefonate.  Tant'é che dalla introduzione  della  predetta
  modalità di funzionamento si sono registrati considerevoli minori
  consumi.
   E'  noto  che  le funzioni dei presidenti dei Consigli  comunali
  sono  limitate ai compiti di convocazione e direzione dei  lavori
  del  Consiglio.  Agli  stessi  la  legge  riconosce  compiti   di
  rappresentanza  o  di  incidenza  esterna.  Per  gli  adempimenti
  connessi  alla  garanzia dell'autonomia funzionale  dei  Consigli
  comunali,  i  supporti strumentali di cui è dotato l'ufficio  del
  Presidente  del  Consiglio  comunale  garantiscono  il   regolare
  svolgimento dell'attività, considerato, fra l'altro, che  nessuna
  lamentela   sull'argomento  è  stata  avanzata  dai   consiglieri
  comunali.

   In    questi    termini    è   stata   la    risposta    fornita
  dall'Amministrazione comunale. Tuttavia, essendo  pervenute  allo
  scrivente   talune  osservazioni  integrative  all'interrogazione
  parlamentare,  dalle  quali  sembra  evincersi  che  le   notizie
  riferite dall'Amministrazione comunale di Floridia non siano  del
  tutto  rispondenti  alla realtà, è stato disposto  un  intervento
  ispettivo,  presso il comune interessato, volto  ad  accertare  i
  fatti  e  le  circostanze denunciati. L'esito degli  accertamenti
  ispettivi sarà comunicato non appena gli stessi verranno  portati
  a compimento».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI.-  «All'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e  le  autonomie locali e all'Assessore per i beni  culturali  ed
  ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che  la  piazza
  Spirito  Santo  di  Catania rappresenta  per  la  città  uno  dei
  numerosi  e  pregevoli siti architettonici  di  cui  fruiscono  i
  cittadini  ed  i giovani in particolare, i quali vi si  ritrovano
  quotidianamente, insieme a tanti turisti che la visitano;

   constatato che il luogo necessita di una maggiore attenzione  da
  parte delle autorità pubbliche che dovrebbero intervenire per una
  fruizione  più  consona alla sua bellezza  architettonica  e  più
  adeguata alla popolazione che la frequenta;

   considerato   che  nella  piazza  si  trova   un   impianto   di
  distribuzione  di carburanti la cui presenza è in  contrasto  con
  quanto  sopra  detto e soprattutto con l'articolo 6  della  legge
  regionale  n.  97 del 1982 riguardante gli impianti marginali  di
  distribuzione  del  carburante, quale risulta  essere  l'impianto
  citato;

   per  sapere  se  non  ritengano indispensabile  intervenire  con
  sollecitudine affinché sia dedicata maggiore attenzione da  parte
  delle   autorità  pubbliche  ed  in  particolare  cittadine   nei
  confronti  di quella piazza della città di Catania e  soprattutto
  affinché sia immediatamente chiuso l'impianto di distribuzione di
  carburante  esistente  in loco in quanto marginale  e  in  palese
  contrasto con la normativa vigente in materia.» (1867)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  alla  interrogazione  numero  1867,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Così   come  richiesto  dall'onorevole  interrogante   è   stato
  interessato il Comune di Catania, nei confronti del quale è stata
  sollecitata  l'attivazione  dei competenti  uffici,  al  fine  di
  risolvere il problema posto nell'atto ispettivo cui si risponde.
   Con  una  recente nota del Direttore del Servizio  Commercio  su
  aree  pubbliche  del  predetto comune, è stato  riferito  che  il
  distributore  di carburanti ricadente su Piazza Santo  Spirito  a
  Catania  è  inserito nelle proposte operative di riqualificazione
  previste dal piano di razionalizzazione e ristrutturazione  della
  rete  di  distribuzione carburanti, che fa  parte  integrante  ed
  inscindibile del piano regolatore generale.
   Pertanto,  non appena diverrà esecutivo il predetto  Piano  sarà
  disposta  la  rimozione del citato impianto, nella considerazione
  che  l'attuale  ubicazione turba i valori  dei  beni  storici  ed
  ambientali siti nella Piazza».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   RAITI.-«Al Presidente della Regione, premesso che:

   da  diversi giorni le abitazioni, le attività commerciali  e  le
  aziende agricole del comune di
   Niscemi   (CL)   sono   vittime   di   ripetuti   e  sistematici
  furti da parte di ignoti;

   si  sta creando fra gli abitanti un clima di tensione e di paura
  per possibili nuovi eventi criminosi;

   numerosi   cittadini,  non  sentendosi  tutelati   adeguatamente
  dall'esigua  presenza di forze dell'ordine, stanno  chiedendo  il
  rilascio della licenza di porto d'armi;

   ritenuto che:

   è   indispensabile  intervenire  al  più  presto  per   tutelare
  l'integrità patrimoniale e fisica dei cittadini di Niscemi;

   il  clima  di  tensione,  sommato  alle  numerose  richieste  di
  licenza  di  porto  d'armi, ove fossero rilasciate,  non  farebbe
  altro  che  aumentare  i  rischi per l'incolumità  dei  cittadini
  tutti;

   considerato  che  la  facilità con cui  i  ladri  possono  agire
  dipende  soprattutto dall'esiguità del numero di mezzi  e  uomini
  delle forze dell'ordine presente in quel territorio;

   per sapere:

   se  il  Presidente della Regione sia a conoscenza dei  fatti  su
  esposti;

   se  non  ritenga opportuno intervenire al più presto presso  gli
  organi competenti al fine di garantire la tutela dei cittadini  e
  il potenziamento della dotazione di mezzi e uomini delle forze di
  polizia attualmente assegnata al territorio di Niscemi.» (2112)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2112,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
  n. 297 dall'1 giugno 2005, si rappresenta quanto segue.
   Sulla  vicenda  prospettata  dall'onorevole  interrogante   sono
  state   chieste  notizie  al  comune  interessato,   sollecitando
  interventi da parte degli organi competenti.
   La   Commissione  straordinaria  (il  comune,  com'è   noto,   è
  commissariato)  ha riferito, con nota prot. 9427  dell'11  maggio
  2005,  che i furti sono avvenuti presso abitazioni e depositi  di
  attività  commerciali posti alla periferia del centro  abitato  e
  nelle campagne.
   La  Polizia  municipale, nel quotidiano servizio  di  vigilanza,
  effettua regolari controlli giornalieri anche nelel campagne, non
  solo  per  reprimere  reati  edilizi  ma  anche  rati  contro  il
  patrimonio,  segnalando all'Autorità giudiziaria la  presenza  di
  soggetti o autovetture che possano destare sospetti.
   E'  stato  anche riferito che il locale Commissariato di  PS  ha
  predisposto  un  programma  di interazione  con  la  Caserma  dei
  Carabinieri e con il Comando di Polizia municipale,  al  fine  di
  individuare  misure  e  strategie volte ad  una  più  incisiva  e
  coordinata  attività  di  contrasto nei  confronti  dei  fenomeni
  delittuosi, quali quelli recentemente verificatisi.
   La  Polizia municipale, che possiede un organico di 25 unità,  è
  stata   particolarmente  allertata  in  seguito  a  tali   eventi
  criminosi; sono stati, infatti, disposti due turni lavorativi che
  coprono l'attività giornaliera dalle ore 8,00 alle ore 21,00  nel
  periodo invernale, e dalle ore 8,00 alle 14,00 e dalle 16,00 alle
  22,00   durante  il  periodo  estivo,  al  fine  di   contrastare
  efficacemente il fenomeno descritto».

                                            L'Assessore STANCANELLI

   BURGARETTA  APARO-.  All'Assessore  per  i  lavori  pubblici   e
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:

   il  tratto  della  strada provinciale n. 59 Avola  -  Fiumara  -
  Calabernardo  - Lido di Noto - Pizzuta - Eloro, insistente  sulla
  costa  marina  prospiciente la dismessa stazione  ferroviaria  di
  Falconara-Noto,  costituisce un grave pericolo per  i  cittadini;
  pericolo  costituito  dall'ingrottamento  delle  acque  del  mare
  proprio sotto il manto stradale, che dista dal dirupo costiero  a
  strapiombo  soltanto  un metro e mezzo; ciò a  causa  dell'azione
  erosiva del moto ondoso, che ha scavato al di sotto del tracciato
  stradale, provocando negli ultimi anni crolli e smottamenti lungo
  la linea della costa;

   il  pericolo  è  reale e grave, come del resto denunciato  negli
  ultimi mesi più volte dalla stampa locale;

   per sapere:

   se siano a conoscenza di questa grave situazione;

   quali  provvedimenti urgenti intendano assumere, anche in  vista
  dell'incipiente  stagione  balneare  che  interesserà      quella
  zona,     per     affrontare adeguatamente il problema, anche  al
  fine  di  non  trovarsi, magari in un futuro  prossimo,  a  dover
  registrare  omissioni di responsabilità nel malaugurato  caso  di
  una  qualche  sciagura  che  dovesse  prodursi  nel  posto;  cosa
  peraltro  facilmente  prevedibile,  data  l'evidenza  del  caso.»
  (2228)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta.  «In riferimento alla interrogazione numero  2228,  si
  rappresenta quanto segue.
   La   legge  regionale  9/86,  all'articolo  3,  cita   che    la
  costruzione   e  manutenzione  della  rete  stradale   regionale,
  infraregionale, provinciale, intercomunale, rurale e di  bonifica
  e delle ex trazzere  competono alle Province regionali.
   Si  rappresenta inoltre che, a decorrere dal 1994,  il  capitolo
  relativo  al  finanziamento delle stesse è  stato  soppresso  dal
  bilancio della Regione siciliana.»

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   INCARDONA.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   i  lavoratori  ASU costituiscono, ormai da 15 anni, un'autentica
  e     qualificata     forza    lavoro    operante     all'interno
  dell'Amministrazione regionale, le cui strutture, senza  il  loro
  apporto,   non   sarebbero   state   in   grado   di   funzionare
  perfettamente,  con  grave  danno all'utenza  e  con  particolare
  riguardo per le fasce deboli e le categorie a rischio;

   per sapere:

   se  rientri  nei programmi del Governo regionale  procedere  con
  urgenza all'attuazione delle misure di fuoriuscita dal precariato
  previste dalla normativa vigente in favore dei lavoratori ASU  in
  atto impegnati nell'Amministrazione regionale;

   quale specifica misura intenda attuare e quali siano i tempi  di
  realizzazione della stessa;

   se,   nelle   more   del   perfezionamento   del   processo   di
  stabilizzazione,  il Governo intenda continuare  ad  erogare  per
  intero  l'integrazione salariale già concessa in passato, la  cui
  eventuale  interruzione comporterebbe un grave  pregiudizio  alla
  stabilità economica e sociale dei nuclei familiari dei lavoratori
  ASU.» (2177)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  2177,
  tenuto  conto  delle  notizie fornite  dal  Dipartimento  Agenzia
  regionale per l'impiego, si rassegna quanto di seguito.
   Il  Governo  regionale  ha  trattato, in  diverse  sedute  della
  Giunta,  la  problematica del precariato e  specificatamente  dei
  lavoratori utilizzati in attività socialmente utili (asu)  e  dei
  lavoratori  contrattualizzati ai sensi degli  articoli  11  e  12
  della  l.r.  85/1995, impegnati in progetti di utilità collettiva
  (puc) presso i vari rami dell'Amministrazione regionale.
   Il  Governo regionale, nell'analizzare la delicata tematica  con
  l'unanime  intenzione di trovare una o più  soluzioni  per  porre
  fine  all'annosa  vicenda del precariato, ha  individuato,  sulla
  base delle indicazioni delle parti sociali, due possibilità:
   1. L'assunzione  nei  ruoli  dell'amministrazione,   utilizzando
      l'articolo 25 della l.r. n. 21/2003.
  2. Esternalizzare i servizi ad una società da costituire, con
  capitale interamente regionale.
   Tali  possibili percorsi sono stati oggetto di numerosi incontri
  tra  il Governo e le OO.SS.. Nel corso di tali incontri la  prima
  possibilità  è  stata scartata sia per i tempi  di  realizzazione
  piuttosto   lunghi  (iter  di  approvazione  di  apposita   legge
  regionale),  sia  per  il  rischio di impugnativa  da  parte  del
  Commissario dello Stato; pertanto, per concretare il percorso  di
  stabilizzazione, è stato dato corso alla seconda possibilità  con
  apposita  circolare dello scrivente (n. 56/AG/2005 del  9  giugno
  2005).  Tale circolare, tra l'altro, prevedeva la possibilità  di
  optare  tra  l'assunzione nella costituenda  società  a  capitale
  pubblico e il contratto in essere per i PUC e di diritto  privato
  per gli ASU. Il termine di detta opzione inizialmente fissato per
  il  20  giugno c.a. è stato ulteriormente differito al 30  luglio
  2005.
   Il  Governo  regionale, preso atto delle opzioni  pervenute,  ha
  incontrato le OO.SS. per l'esame della problematica in questione.
  Da  detto incontro è emerso che tutti i predetti lavoratori hanno
  optato  per  il  contratto scartando la scelta della  costituenda
  società  a  capitale pubblico, conseguentemente i lavoratori  ASU
  saranno stabilizzati dal 1  gennaio 2006 con contratto di diritto
  privato  quinquennale a tempo pieno, mentre per i lavoratori  PUC
  il  contratto  in  essere verrà elevato  a  36  ore  settimanali,
  procedendo  alle  eventuali  -  ove  necessario  -  conferme  dei
  contratti stessi.
   In   dipendenza  di  ciò  lo  scrivente  ha  formulato  apposita
  proposta  alla Giunta regionale che, nella seduta  del  2  agosto
  u.s.,  oltre  a  condividerla,  ha  autorizzato  lo  scrivente  a
  procedere  alla modifica del programma di fuoriuscita dal  bacino
  dei lavori socialmente utili di cui all'articolo 5 della l.r.  n.
  24/2000.
   In  ultimo si rassicura l'onorevole interrogante che nelle  more
  del  perfezionamento  del  processo di stabilizzazione,  con  più
  direttive dello scrivente, è stata confermata l'utilizzazione dei
  lavoratori  ASU in parola oltre le 20 settimanali per  lo  stesso
  monte orario integrativo autorizzato nell'anno 2004».

                                                  L'Assessore SCOMA