Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Avverto che del processo verbale della seduta
precedente, sarà data lettura nella prossima seduta.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Dibattito sulla situazione dell'agricoltura ed, in particolare,
della vitivinicoltura in Sicilia
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Dibattito sulla situazione dell'agricoltura ed, in particolare,
della vitivinicoltura in Sicilia.
Onorevole colleghi, l'ordine del giorno non prevede un
documento, né dell'onorevole Speziale né dell'onorevole Leontini,
ma prevede soltanto un dibattito sulla situazione
dell'agricoltura ed, in particolare, della vitivinicoltura in
Sicilia.
Se ci fosse stato un ordine del giorno, avremmo dovuto farlo
illustrare. Si tratta invece di una discussione su un problema
pertinente una materia che è interamente di competenza
dell'assessorato cui lei è preposto, onorevole Leontini, con
particolare riferimento alla vitivinicoltura. Per cui ho ritenuto
più opportuno che si aprisse il dibattito con una sua, seppure
breve, relazione.
Se poi si vorrà procedere alla votazione di un documento,
certo non lo impedirò, ma in atto non c'è alcun documento
materiale.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per illustrare la posizione
del Governo sulla questione affrontata nel corso della giornata
anche in altre sedi.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo affrontato in questi
ultimi giorni, in queste ultime settimane, il problema relativo
alla crisi del settore vitivinicolo con particolare attenzione,
cercando di conciliare interventi di natura emergenziale con
alcuni impegni, sin da oggi predisposti, per una serie di
programmazioni e di destinazione di risorse in prospettiva, per
il potenziamento del settore.
E lo abbiamo fatto, tenendo proprio conto delle prime
necessità, poste dai produttori, riguardanti il ricorso alla
distillazione di crisi - che è stata da noi richiesta nell'aprile
di quest'anno - e che è stata inoltrata, a sua volta, da parte
del Governo nazionale, all'Unione europea, dopo che la nostra
richiesta fu corredata e integrata da quelle avanzate da altre
regioni che, nel frattempo, avevano espletato le incombenze
elettorali.
La nostra Regione è stata la prima ad inoltrare la richiesta di
distillazione di crisi. E' vero. Ma se è vero che era un periodo
nel quale era possibile ritenere che questa richiesta fosse
stata inoltrata troppo tardi, tardi non era, in quanto un
Governo e una produzione (impegnati in una attuazione di
programmi, destinati alla qualità, anche a livello nazionale),
tendono a considerare la necessità di un ricorso alla
distillazione di crisi come extrema ratio rispetto a tante altre
iniziative e interventi che, nel settore, sono finalizzati
proprio alla qualificazione della produzione.
Abbiamo ottenuto, da parte del Governo nazionale, una
autorizzazione ad una quantità di distillazione di due milioni di
ettolitri che, rispetto alle originarie necessità indicate dal
Governo regionale, si mostra sicuramente insufficiente. Ma,
proprio per questo, abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro,
proprio l'altro ieri sera da parte del Ministro Alemanno, nel
quale abbiamo sottolineato la necessità, comunque, di pervenire
ad una quantità di ettolitri da distillare che sia rispondente al
fabbisogno indicato dai produttori siciliani. Che ciò possa
avvenire con l'integrazione che abbiamo fortemente richiesto
rispetto all'autorizzazione già ottenuta (da 2 milioni a 4
milioni di ettolitri) o con il soddisfacimento della quota
indicata dalla Sicilia, nell'ambito dei 2 milioni, questo lo
vedremo nei prossimi giorni, perché il Ministero delle Politiche
agricole ci fornirà una risposta sull'iniziativa che, nel
frattempo, è stata inoltrata all'Unione Europea, proprio per
pervenire ad una quantità superiore di ettolitri destinati alla
distillazione.
Abbiamo anche affrontato, in un tavolo tecnico istituito
all'indomani di un incontro svoltosi in Presidenza, tra il
Governo e le parti che rappresentavano i produttori, un lavoro
finalizzato a fissare e valutare i livelli dei prezzi minimi
indicativi che si ritengono congrui per sconfiggere ricorsi alla
speculazione che, per certi aspetti, si temono o, per altri, si
intravedono in questo momento di difficoltà.
Gli incontri si sono susseguiti con le organizzazioni dei
produttori, le cooperative, le categorie agricole e, ritenuto
necessario ed urgente un intervento a sostegno del comparto
vitivinicolo, abbiamo predisposto un apposito protocollo d'intesa
con la Guardia di Finanza; ci siamo avvalsi dei dati e degli
elementi in possesso dell'Osservatorio dei prezzi della Regione e
del Ministero delle Politiche agricole e forestali, abbiamo anche
cominciato ad attivare controlli mirati, a rilevare i prezzi
lungo la filiera vitivinicola e abbiamo fissato, altresì, i
prezzi minimi indicativi per quanto riguarda, così come i
produttori chiedevano, sia le uve pregiate che le uve comuni.
Pertanto, vi leggo l'elenco delle soluzioni, relative alla
vendemmia 2005, che il tavolo tecnico ha indicato con un atto di
indirizzo emanato dal Governo, da me personalmente come Assessore
al ramo:
Merlot 50 centesimi; Cirà: 45 centesimi; Nero d'Avola: 40
centesimi; Cabernet Sauvignon: 50 centesimi; Sangiovese: 35
centesimi; Nerello Mascalese: 30 centesimi; altre uve nere: 35
centesimi; Inzolia: 30 centesimi; Cataratto: 25 centesimi;
Trebbiano: 22 centesimi; Grecanico: 25 centesimi; Chardonnet: 50
centesimi e altre uve bianche: 25 centesimi.
Nel frattempo, con il collega al Territorio e all'ambiente
abbiamo affrontato, il problema della utilizzazione dello
smaltimento delle vinacce e, quindi, della concreta possibilità
di ottemperare alle operazioni di distillazione, così come
previste nell'intesa con il Governo nazionale e con i produttori.
Proprio oggi, in un incontro con i produttori, il collega al
Territorio, l'assessore Cascio, ha indicato tutta la procedura
espletata finora e quindi l'indicazione fornita dal Governo ed
anche gli adempimenti che il Governo ha posto in essere, in
attesa del provvedimento definitivo da parte dell'autorità
giudiziaria, inerente l'attività della Distilleria Bertolino.
Abbiamo anche indicato alcune possibilità concrete di
utilizzazione di programmi e risorse che possano riguardare, in
questo momento, l'emergenza ma, nello stesso tempo, possono far
guardare ad interventi, in prospettiva, di potenziamento del
comparto.
C'è da valutare che il ricorso a una legge con dotazione
finanziaria, in questo senso orientata, può incorrere nelle
medesime censure della Comunità Europea, in cui si sono imbattute
le precedenti nostre iniziative parlamentari e legislative
(vedi,ad esempio, legge sullo smaltimento delle carcasse in
zootecnia), che pur prevedendo una dotazione ben precisa e pur
rispondendo ad una finalità ben precisa, che il mondo dei
produttori in quel caso aveva inoltrato, è incorsa nella riserva
prima e nella censura dopo, da parte degli uffici dell'Unione
europea per la solita procedura di infrazione e la valutazione
dell'intervento assistenziale come aiuto di Stato.
Questo, ovviamente, ci impone oggi di guardare al comparto con
la necessità di forgiare strumenti che siano di più immediata
utilizzazione e di concreta attuazione.
Uno di questi lo indicavo proprio oggi, nell'incontro con gli
altri colleghi parlamentari e con i produttori, riguarda
l'attività di redistribuzione e di programmazione delle risorse
relative ai fondi POR, che sto guidando proprio in questi giorni
in Assessorato, e che ci porterà, tra qualche giorno, a
destinare, in modo diverso, alcune somme che, inserite fino ad
oggi nella misura 4.11, e non spendibili entro il 31 dicembre di
quest'anno, possono, così individuate, essere stornate per una
misura più rispondente alle finalità di cui stiamo parlando.
La misura é quella della 4.09, rispondente alle necessità di
commercializzazione e trasformazione e, con una congrua
destinazione di risorse, che in questo momento non voglio
anticipare, ma che può essere quantificata nei prossimi giorni e,
comunque, non inferiore a 30 milioni di euro, si potrà emanare un
bando che possa riguardare in modo specifico la viticoltura, la
vitivinicoltura, le esigenze di qualificazione, di promozione, di
commercializzazione e di trasformazione; con una finalità,
ovviamente, ben precisa, relativa all'imbottigliamento, che può
riguardare da vicino la necessità di qualificazione che questa
produzione avverte e con la quale, proprio in questi giorni,
stiamo facendo i conti.
E' questa una delle necessità messe in campo dai produttori per
questa prospettiva e questa è la risposta concreta del Governo
che, nei prossimi giorni, avendo attivato tutti i tavoli di
confronto necessari con i produttori, ma anche i tavoli tecnici,
cercherà di attuare.
Lo abbiamo fatto anche tenendo conto, e oggi il Presidente
della Regione lo ha confermato, di una somma che, direttamente,
il Governo destinerà al comparto e sceglieremo, nei prossimi
giorni, sia attraverso un confronto parlamentare, che attraverso
un confronto con i produttori, come utilizzare questa stessa
somma e come ritagliarla dal budget complessivo che, proprio in
questi giorni, nell'interlocuzione con il Governo nazionale e con
il ministro Siniscalco, il Governo regionale, e soprattutto il
Presidente Cuffaro, è riuscito ad ottenere, al fine di destinare
anche uno stanziamento del bilancio regionale a questa finalità
emergenziale. Non dimenticando che, all'emergenza, si deve
accompagnare una concreta attività di potenziamento del settore
in prospettiva, per l'avvenire, onde evitare che, nei prossimi
mesi, il problema possa ricorrere, con le medesime
caratteristiche, le medesime modalità, con le quali si è
presentato in questi ultimi mesi.
Abbiamo anche messo in campo tutta una serie di iniziative che
riguardano la promozione, l'OCM, le strade e le rotte del vino,
la circolare sui vigneti irregolari.
Nei giorni scorsi, abbiamo anche tenuto conto di un'altra
possibilità: la proposta del Governo nazionale, nei mesi scorsi,
di un disegno di legge, poi convertito in legge, la n. 71 del
febbraio scorso, che prevedeva interventi nei settori agricoli, a
ristoro dei territori colpiti da crisi di mercato.
Come Governo della Regione contribuimmo ad interloquire con il
Governo nazionale nella elaborazione dei contenuti di quella
norma.
L'articolo 1, che stanzia i fondi da destinare a ristoro dei
territori colpiti dalla crisi di mercato, è anch'essa incappata
nelle censure dell'Unione europea.
Abbiamo ottenuto nei giorni scorsi, da parte del Governo
nazionale che, pur mantenendo l'impegno ad utilizzare quella
dotazione finanziaria, un intervento immediato, che
corrispondesse alle necessità presentate dalle emergenze
siciliana e pugliese, dovesse essere messo in campo.
Un decreto, in questo senso, è stato emanato dal Ministro
Alemanno, riguardante una dotazione finanziaria di circa 90
milioni di euro, con una destinazione di 80,4 milioni di euro per
le uve destinate alla trasformazione e circa 9 milioni di euro
per le uve da tavola.
Questo è il decreto che, nei prossimi giorni, sarà in
Commissione, il 22 settembre, per un'audizione e,
successivamente, in Aula per la conversione in legge.
E' un altro strumento che si aggiunge e che è stato richiesto
da noi stessi. Così come abbiamo ottenuto un decreto per il
risarcimento dei danni provocati dalle calamità, per gli anni
2004-2005, provvisto di una dotazione finanziaria di trenta
milioni di euro, solo per la Sicilia.
Una dotazione finanziaria che è la più cospicua, riguardante
una serie di eventi calamitosi che sono stati riconosciuti e
declarati, sia con atto del Governo regionale, che con relazioni
degli Ispettorati provinciali.
Gli eventi calamitosi sono ventinove in tutto e sono quelli
inseriti nella fascia temporale che va dal gennaio 2004
all'ultimo evento calamitoso, declarato nel 2005.
Per quanto riguarda, invece, le calamità pregresse - e in modo
particolare i fondi della siccità del 2002, che rimasero bloccati
dopo un decreto che ne prevedeva l'utilizzazione attraverso
limiti d'impegno fissati nel 2003, ma da attualizzare in
strumenti legislativi successivi - abbiamo ottenuto, proprio con
la legge 71, la possibilità di sbloccare quei limiti d'impegno:
c'era cioè una dotazione economica bloccata con la finanziaria
del 2003 e 2004 e per i quali non si erano potuti attualizzare
quegli stessi limiti d'impegno. Con la legge 71, invece, si è
sbloccata questa materia.
Tuttavia, proprio nella riunione che l'altro giorno si è svolta
al Ministero, tra il Governo regionale ed il Ministro delle
politiche agricole, abbiamo fatto uno schema delle quote relative
alle attualizzazioni che il Governo nazionale deve ancora versare
alla Sicilia, ossia un censimento dei trasferimenti dovuti al
territorio siciliano.
Nei prossimi giorni, il Ministero delle politiche agricole
provvederà ad una verifica di tale riparto di somme negli anni,
dunque delle annualità dovute e di quelle già corrisposte e anche
questa sarà una materia che potremo definire sbloccata.
Per quanto riguarda un altro aspetto fondamentale, riguardante
la crisi del mercato del settore che attanaglia i produttori, in
modo particolare, e cioè le esposizioni debitorie nei confronti
degli istituti di credito, siamo intervenuti con una iniziativa,
non soltanto nei confronti degli istituti di credito medesimi,
con i quali già abbiamo attuato una serie di incontri per
pervenire ad una sorta di protocollo d'intesa ed indurre gli
stessi ad una politica più sensibile alle esigenze della nostra
produzione, mediate proprio dalla sensibilizzazione del Governo,
ma abbiamo ottenuto, da parte del Ministro Alemanno, la
rassicurazione di un intervento particolare condotto presso
l'Unione Europea, nei prossimi giorni, che potrebbe portarci,
nel breve periodo, a stipulare una convenzione con l'ISMEA,
affinché si possa avere come finalità la ristrutturazione dei
debiti, cioè la rimodulazione delle esposizioni debitorie nei
confronti degli istituti bancari, con un abbattimento delle
stesse esposizioni ed un calcolo degli interessi da diluire in un
periodo che va dai quindici ai vent'anni: si consente così alle
aziende di potere rientrare, secondo una frammentazione rateale
più consona alle attuali difficoltà del mondo della produzione.
Questo è l'oggetto di una convenzione che è già pronta e che
abbiamo concordato con l'ISMEA, la quale, ottenuta
l'autorizzazione comunitaria, diventerà lo strumento per
un'importante attività di rinegoziazione dei mutui e
ristrutturazione dei debiti, nella quale interverremo
direttamente proprio attraverso l'Ismea e tale convenzione.
Questi sono alcuni interventi che abbiamo messo in campo nel
tempo, cercando di conciliare le emergenze con la prospettiva,
tenendo conto del fatto che una somma derivante dai trasferimenti
che il Governo nazionale, in questi giorni, ha anticipato e che
dovranno pervenire proprio al nostro Governo e al nostro
territorio, possa essere utilizzata come somma del nostro
bilancio per un'iniziativa legislativa che, proprio oggi
pomeriggio, è stata argomento di discussione nell'incontro
promosso dal Presidente dell'Assemblea con i produttori ed i
rappresentanti di questi e che auspico si possa concordare
insieme affinché non incappi, come altre precedenti misure
legislative da noi adottate in questa Aula nel recente passato,
nelle riserve dell'Unione europea, dei suoi uffici e nella
procedura di infrazione.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Cracolici, Speziale, Capodicasa, Crisafulli, De Benedictis,
Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, e Zago l'ordine del giorno
n. 597 Provvidenze per il settore vitivinicolo . Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
Considerato:
·la crisi di mercato del settore vitivinicolo, provocata dalla
mancanza di adeguate politiche e di misure strutturali e
congiunturali le quali non hanno saputo accompagnare la crescita
del settore, rallentandone l'ammodernamento tecnologico e la
competitività;
·l'insufficiente sostegno delle politiche pubbliche alla
possibilità di autorganizzazione del sistema vitivinicolo
siciliano che, alla data di oggi, registra due differenti
velocità di crescita tra un gruppo d'imprese singole e
cooperative capaci di confrontarsi sul mercato di qualità e un
maggior numero d'imprese singole e cooperative che accusano
ritardi nel loro adeguamento tecnologico, produttivo e
commerciale;
·che le giacenze accumulatesi soprattutto nelle cantine sociali
hanno appesantito il mercato favorendo manovre speculative al
ribasso;
impegna il Governo regionale
·a pubblicare, come concordato con le organizzazioni di
categoria, il prezzo di orientamento su cui calcolare la misura
di anticipazione per le uve della vendemmia 2005;
·ad approntare un intervento finanziario da corrispondere alle
cantine sociali che saranno costrette a distillare le vinacce in
impianti industriali ubicati al di fuori della Sicilia, la
differenza dei costi di trasporto;
·a negoziare col Governo nazionale un quantitativo di vino
siciliano da avviare alla distillazione di crisi e consentire con
un maggiore finanziamento dello Stato un ampliamento della
distillazione facoltativa;
·a reperire le risorse finanziarie per anticipare la
liquidazione del pregresso dovuto alle imprese agricole singole e
associate colpite da calamità naturali;
·a rendere possibile la cessione all'INPS di crediti vantati
dalle imprese agricole singole e associate verso la Regione e lo
Stato;
·a recepire nella normativa regionale gli aiuti consentiti per
l'ammodernamento del settore agroalimentare previsti dal
regolamento CE n. 1/2004, che consentirebbe alle cooperative
agricole di accedere all'IRCAC;
·a intervenire affinché le riforme delle OCM del vino e
dell'ortofrutta prevedano il trasferimento degli aiuti di settore
direttamente ai produttori;
·a predisporre il potenziamento e la riforma dell'Istituto Vite
Vino;
·a finanziare progetti di ricerca e innovazione nel settore
agricolo;
·a rivedere la legislazione sulla cooperazione per consentire il
potenziamento e l'adeguamento alle nuove realtà di mercati
globali, alle nuove opportunità di sistema e di distretti di
qualità, basati sull'autocertificazione e sull'origine geografica
dei prodotti sostenendo con un piano di settore la promozione e
il marketing del vino siciliano;
·a favorire le politiche pubbliche e fiscali per la riduzione
dei costi di produzione: gasolio, trasporti, servizi materiali e
immateriali alle imprese.» (597)
CRACOLICI, SPEZIALE, CAPODICASA, CRISAFULLI,DE BENEDICTIS,
GIANNOPOLO, ODDO, PANARELLO, VILLARI, ZAGO
ORTISI Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del giorno
numero 597.
BARBAGALLO Dichiaro di apporre anche la mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che dalle parole dell'Assessore, sia questo pomeriggio in Aula ma
anche qualche ora fa in quella lunga discussione con i produttori
vitivinicoli siciliani, sembra di vivere in un Paese
completamente diverso .
Vorrei sapere perché questa mattina migliaia di produttori
vitivinicoli hanno invaso la città di Palermo con mezzi agricoli;
hanno manifestato, non soltanto, un punto di vista, una
difficoltà, ma la disperazione di un settore che rischia di
cancellare migliaia di imprese e di operatori che vivono del
reddito che producono attraverso il lavoro in campagna
Ho la netta sensazione che non vi sia consapevolezza della
polveriera' che esiste nelle nostre campagne, nei comuni,
soprattutto in quelli ad alta concentrazione vitivinicola, e
dello stato di disperazione sociale che si sta delineando.
E mi ha colpito un fatto. Come è noto il Presidente ha scelto
di svolgere questo incontro, sebbene fosse stata richiesta la
partecipazione a tutti i Gruppi parlamentari, attraverso un
confronto tra Governo e produttori, quindi, non è stato
consentito di mettere a disposizione di quell'incontro punti di
vista, ma anche proposte, ipotesi di lavoro per fronteggiare la
crisi, ma anche per assumere il tema della crisi agricola, ed
oggi vitivinicola, come un tema che, in qualche modo, assume una
sua priorità nell'agenda di questo Parlamento e della politica
siciliana.
La seduta di oggi derivava da una richiesta avanzata dal Gruppo
parlamentare DS. Si era deciso, infatti, di inaugurare la
sessione post feriale con una seduta appositamente convocata, non
solo, da un punto di vista culturale, al fine di arricchire gli
elementi di conoscenza del problema o acquisire anche un
linguaggio tecnico che consente di comprendere le questioni, ma
per capire come questo Parlamento sia in grado di fare la propria
parte e di mettere in campo iniziative legislative ed
amministrative che sappiano muoversi nella doppia direzione:
fronteggiare immediatamente la crisi ed avere una politica che
sappia anche rettificare le politiche che si sono sviluppate in
tutti questi anni; se c'è una crisi non è solo figlia di una
congiuntura sfavorevole Diciamoci le cose come stanno.
Vorrei citare un dato per rappresentare, forse plasticamente,
la dimensione dei problemi di cui parliamo. In questi anni
abbiamo realizzato una grande operazione di immagine; persino
l'Assessore per l'agricoltura che qualche settimana fa è stato
ospite in un convegno di Comunione e liberazione a Rimini, ha
detto - come risulta dal resoconto diffuso dalla stampa -, che
l'agricoltura siciliana va benissimo, che siamo una Regione, da
questo punto di vista, che ha innalzato la sua qualità di
produzione e di commercializzazione dei prodotti, insomma,
viviamo in una sorta di Eden, teoria secondo la quale se questa
rappresenta il problema, non si capisce perché bisognerebbe
occuparsi della crisi di questo settore.
Infatti, occuparsi della crisi rischia di negare il modello
politico virtuale che si è inaugurato in questi anni a partire
dal prodotto vino, prodotto grazie al quale la Sicilia sta
conoscendo mercati prima d'ora mai esplorati e, quindi, il
marchio Sicilia va in giro per il mondo.
Dai dati pubblicati dall'Istituto Vite e Vino risulta che sugli
oltre 360 operatori dell'imbottigliamento, che operano nel
territorio siciliano, soltanto 28 di essi imbottigliano l'85 per
cento del vino che viene imbottigliato in tutto il territorio
siciliano. Ciò significa che meno del 9 per cento degli operatori
delle cantine, case vitivinicole che imbottigliano il vino,
soltanto il 9 per cento di essi, imbottiglia l'85 per cento del
prodotto; significa che c'è un 91,92 per cento degli operatori
del settore vitivinicolo che riesce a commercializzare o a
tentare di commercializzare il 15 per cento del prodotto che
viene commercializzato in Sicilia.
Credo, allora, che stia qui il gap delineatosi in questo
settore. Se non partiamo dai dati strutturali non riusciremo a
comprendere le iniziative idonee e necessarie per affrontare il
problema.
Poco fa, il Presidente della Regione ha annunciato che una
parte delle risorse negoziate con il Governo nazionale - che era
stato annunciato dovevano servire per ripianare il debito nella
sanità, (1.600 miliardi di vecchie lire), per intervenire per la
stabilizzazione del precariato in Sicilia, (qualche altro
centinaio di miliardi delle vecchie lire) - saranno utilizzate
per l'agricoltura. Il Presidente della Regione ha detto ai
produttori, alle associazioni: ditemi come volete utilizzarle.
Ora, in questa finta idea democratica, secondo la quale c'è una
piena disponibilità ad accogliere istanze, idee, progetti, vi è
anche la plastica rappresentazione dell'assenza di qualunque
progetto agricoltura. Cioè la difficoltà ad avere un'idea che, in
qualche modo, sia in grado di fronteggiare la crisi, ma anche di
indicare una strategia in un mercato globale che rischia di
marginalizzarci.
Allora, dobbiamo chiederci, signor Presidente, onorevole
Assessore, perché nella vitivinicoltura - ma questo vale per il
cerealicolo, per l'ortofrutta, per tutti i settori ed i prodotti
dell'agricoltura siciliana -, negli ultimi anni, si è determinata
una condizione paradossale: il prodotto che arriva sulle tavole
del consumatore aumenta, ed a volte in maniera assurda, mentre il
prodotto che viene comprato dal produttore diminuisce rispetto a
qualche anno fa.
Allora, nella dicotomia delineatasi negli ultimi anni c'è la
chiave per capire che esistono storture nel sistema e nella
filiera dei prodotti agricoli e che le politiche che, fino ad
oggi, sono state utilizzate, non hanno inciso per consentire di
garantire il reddito di chi produce e lavora in campagna.
Noi dobbiamo affrontare in questi termini, a mio avviso, il
problema. Occorre avere consapevolezza che c'è un'emergenza, c'è
una casa che brucia e quando la casa brucia bisogna chiamare i
vigili del fuoco, provare a spegnere il fuoco, ma
contemporaneamente attrezzarsi per realizzare con materiale
ignifugo la futura casa, per consentire che non bruci più o,
almeno, tentarci.
Sono rimasto anche abbastanza deluso dagli argomenti che questo
Governo, dalle parole che ha appena pronunciato l'Assessore, ha
usato nei confronti della questione agricola in Sicilia.
Allora, proviamo ad affrontare in termini concreti le questioni
che sono in campo; c'è bisogno di una serie di interventi
urgenti. Partiamo dal primo che è stato, anche oggi, un argomento
assai immediato.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, la invito a concludere.
CRACOLICI Signor Presidente, le chiedo qualche minuto in più.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, le concederò molto di più, se
crede. Le ricordo, però, che il tempo a disposizione è di dieci
minuti in tutto, con un certo margine di discrezionalità,
ovviamente.
CRACOLICI Signor Presidente, sto cercando di illustrare il
famoso ordine del giorno.
Il conferimento delle vinacce è il tema immediato; la vendemmia
è in corso. Il problema è raccogliere l'uva e poterla
trasformare.
Bene, il Governo in questi mesi ha operato affinché si
determinasse questa situazione di emergenza che stiamo vivendo.
Perché?
Il fatto che la distilleria Bertolino, la quale trasforma il 60
per cento del prodotto vitivinicolo, era stata chiusa
dall'autorità giudiziaria, lo si sapeva da qualche mese.
Allora, bisognava probabilmente - sapendo che la vendemmia ci
sarebbe stata, in quanto non è un evento che accade una volta
ogni tanto, un evento naturale -, per tempo, attrezzarsi al fine
di avere una via d'uscita.
Noi diciamo in maniera chiara che il Governo può ancora. Vorrei
capire come si chiuderà questa vicenda con la Magistratura, ma in
ogni caso il Governo deve garantire e non deve farsi difensore
degli interessi di un singolo imprenditore della distillazione,
per essere chiari; cosa che ha fatto in queste settimane, con
atti assai gravi.
Il Governo doveva, in qualche modo, a mio avviso, definire una
strategia che consentisse ai produttori, di smaltire queste
vinacce senza perdere il reddito che in qualche modo è dato
proprio dalla trasformazione delle vinacce.
Allora, l'ipotesi di prevedere un aiuto all'eventuale costo
aggiuntivo nel trasporto delle vinacce, anche per conferire
queste vinacce fuori dal territorio siciliano doveva e può essere
ancora una possibile via d'uscita ad una situazione di drammatica
crisi che vive il settore.
Ma tutto questo è stato negato, in quanto creare l'emergenza
doveva servire a dare la spallata sulla vicenda Bertolino,
diversamente non si capisce cosa è avvenuto in queste ore.
In questa Regione, in queste ore sono avvenute cose gravissime:
un funzionario è stato rimosso soltanto perché ha adoperato la
legge come riferimento della propria azione amministrativa; un
funzionario è stato rimosso dopo aver emesso per due volte un
decreto e dopo che per due volte il dirigente generale - io
sapevo che, almeno questo dicono i testi di diritto, laddove ci
sono provvedimenti con valenza definitiva da parte della Pubblica
amministrazione (che fanno chiaramente i funzionari), i ricorsi
possono essere fatti o all'autorità giudiziaria attraverso i
T.A.R. oppure vi è il ricorso straordinario al Presidente della
Regione che si avvale del C.G.A. come organo consultivo per
esprimere pareri sui ricorsi - ha fatto un ricorso gerarchico nei
confronti di un funzionario, rivolgendosi al funzionario
direttamente superiore, avocando il provvedimento, revocandolo e
emettendo un nuovo provvedimento.
Onorevole Assessore, avete violato la legge 10 che recepisce,
in Sicilia, la 241 dove il responsabile del procedimento e del
provvedimento, fino a prova contraria, è il funzionario preposto
considerato che è stato preposto dall'Amministrazione pubblica in
quel settore.
Credo che su questa vicenda vi siano anche gravi
responsabilità, non solo politiche, ma anche di natura penale per
coloro che hanno operato in queste ore.
Mi sono preoccupato - questa è una questione che riguarda a
margine il dibattito che stiamo discutendo - di presentare
un'interrogazione all'Assessore per il territorio, vista la
competenza specifica e di inviare gli atti alla Procura della
Repubblica per le valutazioni di eventuali reati determinati
dall'Amministrazione pubblica.
Ma voglio stare al merito. Allora, le vinacce ci potevano
essere. Stamattina, il Presidente della Regione ci ha sfidato;
visto che il Sindaco di Partinico è giunto con la proposta di
utilizzare la deroga consentita alle Isole minori, vista
l'emergenza e vista la difficoltà di conferimento, si chiede che
questa deroga venga utilizzata anche per la Regione siciliana, in
questo momento, denaturalizzando il prodotto vinacce o
riutilizzandolo in agricoltura. E' evidente che occorrerà un
provvedimento finanziario, perché comunque non ci può essere una
perdita di reddito per chi deve certificare la vinificazione
delle vinacce stesse. Questi sono temi concreti, immediati.
E' stato detto il prezzo di orientamento. Ebbene, io capisco
che i prezzi non sono fissati dall'Assessore, né dal Presidente
della Regione, però, non prendiamoci in giro; il tema non è che
sostituiamo il mercato con l'assessore Leontini, ma che di fronte
ad una situazione in cui la crisi rischia di favorire soltanto
gli speculatori, presenti in queste ore nelle campagne, come il
prezzo di orientamento non sia un atto burocratico e formale, ma
sia un atto che in qualche modo, a partire dal sistema
creditizio, sia in grado di garantire quelle anticipazioni ai
produttori affinché quel prezzo sia un prezzo davvero orientativo
e non un prezzo dichiarato sulla carta, tanto poi tutto quello
che succede a valle solo Dio lo sa.
Allora, questi sono temi concreti che servono ad affermare ed
affrontare l'emergenza.
Oggi, è stato annunciato dal Presidente della Regione e
dall'Assessore per l'Agricoltura che è stato emesso un
provvedimento - che qui è stato letto - relativo al prezzo
orientantivo rispetto alle uve, che la Regione in qualche modo
determina.
Desidererei sapere qual è l'azione conseguente con gli
Istituti di credito. E questo è uno dei punti contenuti
nell'ordine del giorno.
Ci sono altri strumenti su cui bisogna intervenire.
Ieri, in una riunione, mi hanno riferito un dato che è
emblematico: in un anno, un mezzo di trasporto percorre
normalmente circa 150 mila chilometri per trasportare i prodotti
agricoli siciliani, negli ultimi tre anni il prezzo del gasolio è
aumentato di circa 700 delle vecchie lire. Se facciamo i conti,
cosa significano per un mezzo che percorre 150 mila chilometri
all'anno 700 lire di aumento medio nel triennio?
C'è un costo aggiuntivo a parità di prodotto trasportato di
circa 20 mila euro l'anno in più per gli autotrasportatori e
questo riguarda il trasporto ma anche il gasolio agricolo, il cui
costo ha avuto un'impennata che fa aumentare i costi di
produzione.
Allora, non giocando sulle questioni dell'Unione europea,
vorrei ricordare all'onorevole Assessore che i provvedimenti di
sostegno alle politiche di trasporto fanno parte già di un
provvedimento legislativo che è stato varato dal Parlamento
nazionale, il cosiddetto pacchetto Sicilia, che nel 2000 varò una
serie di misure legate alla vicenda siciliana, proprio a partire
dalla vicenda degli autotrasportatori che, in qualche modo,
potevano essere utilizzati con il sistema del cofinanziamento da
parte della Regione.
La verità è che non si sono più cofinanziati questi
provvedimenti; lo strumento quindi c'è, il problema è che non si
sono messe in moto le risorse per sostenere concretamente
l'economia agricola siciliana.
Io credo che vadano fatte anche delle battaglie coraggiose ed
in questo vorrei ricordare che la Regione siciliana ha un
rapporto, alquanto strano, con il Ministero, al di là delle
responsabilità di Alemanno; rapporto strano, viste le nostre
competenze esclusive in materia agricola che, in qualche modo, ci
vengono rappresentate dal Ministro per l'agricoltura in sede
comunitaria. C'è un problema istituzionale che non abbiamo mai
risolto. Ma non vi è dubbio che uno dei temi con i quali ci
dovremmo misurare è quello della riforma dell'OCM vino.
Allora, credo che dobbiamo cominciare a pensare, ed è un
dibattito che si è già aperto nell'Unione europea. Il tema è se
il Governo regionale lo farà proprio con gli strumenti che ha a
disposizione. La riforma dell'OCM vino, come quella
dell'ortofrutta, deve consentire un aiuto diretto, cioè che il
regime di aiuti si determini in maniera diretta al produttore e
non più nella filiera di trasformazione, prevedendo altri
strumenti di sostegno alla trasformazione. Noi abbiamo avanzato
una proposta: 2.500 euro ogni ettaro di prodotto vitivinicolo
come strumento di aiuto diretto a partire dalla riforma dell'OCM
vino.
Noi abbiamo presentato anche un disegno di legge, depositato
agli atti di questo Parlamento.
Allora, signor Presidente, considerato che abbiamo sentito di
tutto e di più, ad esempio dei 4 milioni di ettolitri di
distillazione di crisi che poi si è scoperto essere soltanto 2
milioni - il Ministro ha firmato un protocollo in Puglia sui 4
milioni -, considerato che il Governo nazionale ha la possibilità
di consentire e di ampliare la distillazione facoltativa, visto
che le risorse sono nazionali, facciamo una battaglia affinché
nella prossima finanziaria lo Stato metta maggiori risorse per
estendere la possibilità di utilizzare la facoltativa, oltretutto
è pagata anche un po' meglio rispetto alla distillazione di
crisi, e vorrei ricordare che la distillazione di crisi ottenuta
in Italia ed in Sicilia è quella pagata al minor prezzo rispetto
a tutti gli altri Paesi dell'Unione.
Noi abbiamo ottenuto 1,91 euro per ettogrado di distillazione a
fronte di 1,94 della Spagna che ha ottenuto 8 milioni tre mesi
prima dell'Italia e della Francia che ha ottenuto una maggiore
quantità rispetto all'Italia mesi prima perché in Italia la crisi
non esisteva.
Questa è la verità, non il ritardo dovuto alle elezioni
Onorevole Assessore, il Ministro non ha presentato la
dichiarazione dello stato di crisi agricolo perché c'erano le
elezioni in Puglia, infatti, dell'invenduto nelle cantine
siciliane, pugliesi e in altre cantine italiane lo si sapeva a
partire dal mese di dicembre e di febbraio, tant'è che voi,
governo regionale, avete approvato due risoluzioni in giunta, una
a dicembre ed una a febbraio, in cui non avete mai parlato della
crisi del settore vitivinicolo.
Per voi la crisi non esisteva, era un problema assolutamente
estraneo, salvo poi scoprire quello che è avvenuto oggi e quello
che sta avvenendo in queste ore.
Allora, noi chiediamo al Parlamento se riguardo ad una serie
di misure si vuole dare una risposta in questa sessione.
Noi siamo disponibili con il nostro disegno di legge; non
aspettiamo novembre per capire quali risorse mettere nel settore
agricolo. Visto che abbiamo il morto in casa', decidiamo ora
quali sono le misure ed i settori rispetto ai quali dobbiamo in
qualche modo agire e sostenere l'agricoltura.
Io credo che questo possa essere un concreto modo di aiutare
questo comparto. Aggiungo qualcosa sul tema delle passività e
concludo, signor Presidente, scusandomi per aver parlato qualche
minuto in più.
Onorevole Assessore, lei ha annunciato che sta per trasferire
le somme della misura 4.11 alla misura 4.09. Lei ha ascoltato
come me, oggi, chi era presente, quella piccola rappresentanza di
quanti erano fuori; mi riferisco al mondo dei produttori agricoli
che, oggi, è il mondo più ipotecato perché ci sono le ipoteche
delle banche e dell'INPS, tra l'altro con diecimila euro di
crediti vantati dall'INPS si ipoteca un'intera proprietà a fronte
di diecimila euro di credito vantato.
Dall'altro ci sono crediti che vantano gli agricoltori, la
siccità e le altre calamità verificatesi dal 2000 al 2005; vorrei
ricordare, infatti, che quella di cui parliamo nel 2002 è quella
in cui il Presidente Berlusconi in un famoso decreto sulla
siccità aveva detto che in Sicilia avremmo risolto il problema
delle acque portando le navi.
Vi ricordate che il problema dell'acqua in Sicilia si doveva
risolvere portando le navi, salvo poi che nessuno si chiedeva
come sarebbe stata portata l'acqua dalle navi ai cittadini, ma
quello era un problema secondario.
Ebbene, in quel decreto furono annunciate una serie di misure
immediate, urgenti per l'agricoltura, la zootecnia, i prodotti
agricoli. Sono passati tre anni ed una lira non c'è stata
Allora, onorevole Assessore, lei ha parlato dell'ISMEA per la
ristrutturazione dei debiti delle aziende, io le faccio una
proposta: il Governo - è già previsto dalla legge -, contragga
dei mutui per negoziare e cartolarizzare i crediti vantati da
parte dei produttori.
Onorevole Assessore, lei potrà fare le misure del POR, ma le
vorrei ricordare che per attivarsi i produttori necessitano del
50 per cento di cofinanziamento da parte del privato più il 20
per cento di IVA, cioè per investire un miliardo occorre averne
700 milioni da parte del privato.
Io credo che con quel sistema produttivo che abbiamo
conosciuto stamattina nessuno di loro potrà attingere alle misure
che lei ha in mente di attivare con la misura 4.09. Questo è il
problema.
Allora, come possiamo aiutare davvero e non soltanto alcuni
produttori agricoli siciliani? In questo senso le cantine
sociali rappresentano una risorsa che dobbiamo difendere, perché
a differenza che in altre regioni europee, le cantine sociali
sono il luogo dove si fa massa, si mette insieme il prodotto,
sono centinaia e migliaia di ettari di prodotto che arrivano
nella cantina sociale e allora non devono essere il luogo
marginale della nostra economia, perché lo sono state in questi
anni, lo sono state nelle politiche di commercializzazione, di
promozione, di marketing, infatti, il marketing e la
commercializzazione in Sicilia sono stati fatti soltanto con
alcuni produttori e sempre gli stessi. Ci sono, invece, centinaia
di produttori che non hanno mai conosciuto una fiera, che non
sanno cosa sia una operazione di commercializzazione del proprio
prodotto ed allora se vogliamo sostenere l'economia, sosteniamola
tutta e non soltanto quella degli amici
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei ricordare a tutti
coloro che interverranno che il tempo a propria disposizione è di
dieci minuti per il presentatore. Possiamo pure largheggiare, ma
non tanto, perché i tempi sono stretti, essendoci altri otto
iscritti a parlare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ortisi. Raccomando a tutti di
rispettare i tempi.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
partecipiamo, come è doveroso, al dibattito assembleare e non
parliamo di questi soldi che lo Stato ci deve, già promessi ai
precari, alla sanità, agli artigiani e oggi anche agli
agricoltori. Ma non rinunciamo ad avanzare seri dubbi sul senso
e la volontà di quello che è diventato un rito utile solo a
lanciare messaggi di attenzione a questa o a quella categoria, ma
non ha nessun risvolto decisionale né su questa né su altre
vicende che accadono sul territorio regionale.
La legge elettorale, positiva in sé, ma sprecata dal Governo
Cuffaro, ha assolutamente svuotato d'importanza l'attività
parlamentare; l'arroganza di questo Governo ha fatto il resto.
Mi chiedo che fine abbia fatto l'indicazione unanime del
Parlamento siciliano che a luglio indirizzò l'attività di Governo
verso una ridiscussione del piano gestionale dei rifiuti entro la
fine di settembre.
Anche stasera ci si lascerà sfogare - come oggi è avvenuto in
Sala Gialla con i manifestanti - si imbonirà la categoria di
belle e umanistiche intenzioni e poi tutto verrà deciso secondo
interessi che si intrecciano, che vengono prese al di fuori del
Parlamento e che in Aula trovano solo appendici ventriloque.
Il problema specifico del quale ci interessiamo presenta due
dimensioni: una di ordine contingente ed immediato, un' altra di
ordine strutturale e di medio-lungo termine.
Sul secondo aspetto, visti i pochi minuti concessimi dal
Regolamento, interverremo in altra sede, ma dinnanzi a quanto
abbiamo assistito oggi in Sala Gialla voglio dire qualcosa.
Davanti alla disperazione, commovente a volte, di gente che ha
rinunziato agli studi pur di fare l'imprenditore agricolo, a
fronte di osservazioni sensate - qualcuno diceva, oggi, che in
questa Regione salviamo il calcio, ma non l'agricoltura - davanti
ad osservazioni disperate - un produttore diceva che noi
vendiamo 20 centesimi al chilo l'uva e la ritroviamo a 30 euro la
bottiglia - il Governo ha mostrato buona volontà, solo buona
volontà, nel voler tamponare una manifestazione, una protesta,
una crisi che gli è scoppiata tra le mani.
Perché è vero quanto sostenuto dal collega Cracolici che alle
fiere partecipano solo alcuni. Noi proponiamo un milione e 200
mila litri di vino, ma degli altri 7 milioni e oltre non sappiamo
niente.
E ho ascoltato con sorriso il collega Leontini, quell'atto di
indirizzo che lo stesso ha sciorinato davanti a uomini disperati,
che era come un volersi coprire la faccia con un velo perché
questo atto di indirizzo non serve a niente se non esprimere
quella buona volontà rispetto alla quale il Governo deve produrre
molto di più.
E il Presidente Cuffaro sosteneva che l'anno prossimo la
distillazione facoltativa partirà prima poiché, ammetteva,
quest'anno è partita in ritardo.
L'Assessore sosteneva che saranno inseriti quote finanziarie
nella misura 4.09 del POR e poi il Presidente Cuffaro replica che
le quote saranno inserite, ma vuole sapere da noi dove.
Il Presidente della Regione, un Presidente di un Governo,
chiede agli interlocutori venuti in audizione, fondamentalmente,
solo per rabbonirli, «ditemi voi dove io, Presidente, devo
destinare i fondi».
Ma la politica previene, studia, organizza, non insegue solo
per dimostrare una buona volontà, essa ha bisogno di competenze,
non di petizioni di principi.
E non voglio aprire il capitolo sul rinvio delle
responsabilità rimbalzate dall'Assessore Leontini al Ministro
Alemanno, dal Ministro Alemanno al governo regionale, dal
Presidente Cuffaro ad un funzionario. Per non parlare dei
soldi che lo Stato deve alla Regione, già promessi ai precari,
alla sanità, agli artigiani e oggi anche agli agricoltori, che
somigliano alle vacche che si mostravano a Mussolini quando
girava per la Sicilia, sempre le stesse, ma che gli davano
l'impressione di chissà quale abbondanza e forza.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, per la precisione l'episodio
delle vacche era collegato a Fanfani, a Mussolini i carri
armati.
ORTISI Sì, i carri armati. Oggi, invece, parliamo, signor
Presidente, di bottiglie e di trattori, quindi la metafora, il
ricordo può servire. E poi le promesse. Il ministro Alemanno ci
ha promesso tutta una serie di buone intenzioni, di anticipi che
si risolveranno come è già accaduto fino ad oggi, in un puntuale
volevo ma non posso , non fosse altro perché da qui a poco il
Ministro Alemanno non sarà più tale.
Allora, intervenga subito il Governo regionale nel senso che
il nostro ordine del giorno suggerisce, si intervenga sui debiti,
sui costi del trasporto, sulla quantità di uve destinate alla
distillazione di crisi, e alla distillazione facoltativa, ma lo
si faccia subito, perchè mentre gli scienziati studiano la
malattia, il malato sta già morendo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO Signor Presidente e onorevoli colleghi, l'assessore per
l'agricoltura e le foreste, onorevole Leontini, mi scuserà se
definisco, non sicuramente in maniera presuntuosa, la cosiddetta
piattaforma , che è stata esposta all'inizio della seduta di
oggi, per dir poco debole e poco efficace rispetto a quelle che
sono le questioni in campo. Vorrei, pertanto, mettere subito le
mani avanti per evitare di trasformare l'appuntamento di questa
sera in un momento dove si sciorinano analisi mentre, però,
l'ammalato continua seriamente ad aggravarsi.
Ma un Governo che segue attentamente, che imposta una seria
strategia, non può arrivare inspiegabilmente - rispetto anche
alla distillazione di crisi - per ultimo, dopo la Spagna, dopo
gli altri paesi che hanno destinato maggiori fondi.
Onorevole assessore Leontini, la mia sarà una provocazione,
spero positiva, però non le risparmierò niente. Il Governo è
arrivato per ultimo e in maniera assolutamente distratta
perdendo risorse finanziarie, e ciò non è cosa di poco conto.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Onorevole
Oddo, forse voleva far riferimento al Governo nazionale?
ODDO Sia al Governo nazionale che a quello regionale, dato
che lavorate in simbiosi: quindi non mi pare che ci sia grande
differenza, gli annunci li avete fatti sempre con il canto e il
controcanto, , con gli annunci con la propaganda, con le parate,
con i manifesti fasulli, con le campagne giornalistiche.
Voglio fare al riguardo un esempio, e non solo quello della
distillazione, per essere più concreti e per interpretare lo
stato d'animo di chi, finita la vendemmia non riesce, se non
accettando logiche che sono al di fuori di ogni regola del libero
mercato, voglio aprire a tal proposito una parentesi,
chiedete agli agricoltori cosa accade quando trattano con alcuni
privati speculatori che operano indisturbati. Pensate alle
famiglie di agricoltori che tutto l'anno lavorano la campagna e
non riescono, facendo i conti, a coprire i costi di conduzione
di quel fondo. Allora, io affermo che non solo si è arrivati
tardi sulla distillazione di crisi - io non sono molto convinto
che anche su questo argomento il Governo non debba essere più
attento - perché le problematiche che riguardano il superamento
della distillazione sono ormai imminenti, si parla di pochi anni,
non di molto, eppure ci si accorge che quanto è accaduto dopo 4
anni e mezzo di Governo, vi ricordo che è da quattro anni e
mezzo che governate, e mi permetto di evidenziare che non una
delle cose annunciate dal Ministro Alemanno, col controcanto
del nostro Governo regionale sia stata portata in porto, nemmeno
una, assessore Leontini.
La mia è una sfida, la invito a enunciarmi quanto è stato
fatto rispetto alla questione famosa e quale livello di
negoziazione sia stato raggiunto per quanto concerne il decreto
71 del 2005 eppure abbiamo visto i muri delle nostre città
tappezzati di manifesti nei quali si sbandierava l'arrivo di
380 milioni di euro per gli agricoltori siciliani, risolvendo
addirittura il contenzioso anche con l'INPS, legato al
pregresso.
Col quel decreto omnibus, divenuto legge, che viene
strombazzata come la legge che per la prima volta mette in campo
la logica della crisi di mercato, avete, per circa un mese,
illuso migliaia di agricoltori.
Io non voglio indicare in voi, i responsabili anche di una
certa esasperazione e del dilagare di forme di qualunquismo, che
sono secondo me legate a questo modo di agire, ma devo
necessariamente parlare di cosa possa significare l'esperienza
della Puglia, ma non per scimmiottare, dato che l'articolazione
del mondo produttivo, in Puglia, è diversa, e questo è un dato
che non dobbiamo sottacere, dato che non è nostra intenzione
assumere atteggiamenti demagogici, ma in Puglia il Governo della
Regione assieme al Governo nazionale
PRESIDENTE Onorevole Oddo la invito a concludere, dato che
sono scaduti i termini previsti dal Regolamento.
ODDO Signor Presidente, sono appena trascorsi sei minuti dei
dieci concessi per l'intervento.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, dieci minuti erano messi a
disposizione per l'illustratore dell'ordine del giorno. Cinque
sono i minuti che le spettano, comunque se vuole proseguire le do
tutto il tempo necessario per concludere.
ODDO Signor Presidente, la ringrazio, dicevo che in Puglia il
Governo regionale assieme al Governo nazionale è riuscito a fare
incontrare le parti per discutere e trovare l'intesa, stilando
accordi ed intervenendo così celermente alla soluzione della
questione.
Non voglio trascurare il solito argomento relativo a quanto
deciderà in seguito l'Unione europea che potrà intervenire
diversamente: è come se fossimo ogni volta dinanzi a governi
composti da ignoranti, anche se dotti, che si stupiscono
delle scelte dell'Unione europea e questo avviene quando,
evidentemente, non si sa interpretare il Regolamento.
Non è vero che i Regolamenti, a partire per esempio dall'1 del
2004 non prevedono forme di intervento, senza che vi sia la
necessità di aprire procedure di infrazione o diffide, inviti a
ritirare il provvedimento, non è vero E' un alibi rispetto a
coloro che non hanno in testa una strategia per l'agricoltura e
per il rilancio dell'agricoltura siciliana.
Si è arrivati addirittura a fissare dei prezzi che
sostanzialmente rispetto anche ai 15 gradi, a base 15 significa,
17,50 a base 15, più un euro ogni ettogrado in più.
Bene o male rispetto anche a quello che è stato il costo
dell'anno scorso, i nostri agricoltori anche rispetto all'esempio
fatto, dove ricordiamo che c'è scappato il morto, anche lì uno
stato di esasperazione e una situazione molto difficile, facendo
i conti, bene o male, l'agricoltore riesce a capire che può
coprire i costi e quindi dare alla sua azienda un minimo di
prospettiva, e invece no
Ho sentito alcuni colleghi di maggioranza, in incontri che si
sono fatti qua e là - l'altra sera in un incontro molto
partecipato a Marsala che è una delle realtà, come il Governo
sa molto bene, molto interessante, dal punto di vista delle
superficie vitate ma anche della qualità delle uve -, sostenere
che non si può fare quello che si è fatto in Puglia perché lì
sono organizzati in maniera diversa.
Ma si può fare un'altra cosa, innanzitutto, chiamare le parti
prima e non dopo che migliaia di persone si riversino a Palermo
e, quindi, si è costretti ad incontrare le delegazioni. Gli
incontri si fanno per programmare e si deve necessariamente
conoscere la materia, starci dentro.
Invece, ci troviamo nuovamente a liquidare una giornata con una
manifestazione fatta con estrema partecipazione, estremo
interesse con quell'incontro che noi tutti sappiamo e proponendo,
secondo me, una piattaforma debole, poco credibile che
sicuramente non supererà la questione legata alla crisi reale che
stanno vivendo i nostri agricoltori.
L'ultimo argomento, signor Presidente, non perché non ce ne
siano altri per la verità, lo vorrei riprendere da quanto detto
dal collega Cracolici.
Il 25 maggio abbiamo presentato un disegno di legge che
riteniamo non sia assolutamente la riscrittura del Vangelo, ma è
uno sforzo, una serie di proposte dovute anche ad
approfondimenti, a contatti non solo a livello regionale, ma
anche di natura europea, al fine di mettere in campo, anche in
Sicilia, le esperienze delle O.P., delle organizzazioni dei
produttori, gli associati delle cantine sociali possono di fatto
essere configurabili come le OP.
Abbiamo proposto, per esempio, come poter accedere al credito
IRCAC, l'esperienza dell'ortofrutta, come poter mettere in campo,
già a partire d'ora, il futuro, rispetto al superamento della
distillazione - lo diceva l'onorevole Cracolici prima di me.
In questi giorni stanno arrivando agli agricoltori le lettere
della GEA che riguardano la modifica del sistema per quanto
concerne il contributo rispetto all'olio.
Significa - come lei sa onorevole Assessore - un modo ben
diverso d'intendere il regime d'aiuti mirato all'olicoltura,
dando un contributo ad ettaro.
Vedete, non è demagogia. Avremmo potuto evitare di scrivere
2005. Ripensandoci , siccome si fa anche dell'autocritica, oggi
non lo riscriverei il dato 2005.
Ma è vero che l'orientamento ormai è questo. La riforma della
PAC, assessore Leontini, mira sostanzialmente a tenere alto il
metodo della coltivazione e a salvaguardare, anche dal punto di
vista ambientale, mi permetto di scomodare un altro argomento,
quel sito, quel luogo, quella campagna.
E, su questo, non vi siete nemmeno preoccupati di approfondire
questi aspetti, di capire in che modo recepiamo la normativa
nazionale rispetto ad esperienze che sono sul campo al fine di
dare, anche in questa direzione, risposte che non vedano quasi
sempre lo stop di Bruxelles.
Vedete, lo dico per l'ennesima volta, non siamo più
disponibili, Assessore, a fare quello sforzo che sempre abbiamo
fatto nei momenti particolari, non solo rispetto alla crisi
dell'agricoltura, ma anche alla crisi di altri settori, ad
assumere quell'atteggiamento ecumenico di analizzare quegli
articoli che possono tamponare la questione, non siamo più
disponibili.
Qualcuno dice che agiamo così perché siamo ormai a sette mesi
dalle elezioni, perché siamo convinti che questo Governo debba
assumersi fino in fondo le responsabilità di quanto non ha saputo
fare e di come ha fatto degradare l'agricoltura siciliana,
assessore Leontini, anche se Lei lo è da poco, me ne rendo conto,
e so che quando mi rivolgo a lei faccio, in un certo senso, una
forzatura, però il vostro Governo, questo Governo deve
assolutamente recuperare il ritardo enorme sotto il profilo
della mancanza di strategia, e deve sicuramente dimostrare,
oggi, con una opposizione che ha già fatto delle proposte
precise, che ha delle proposte.
Presidente Cuffaro, mi rivolgo a lei anche se non è presente
in Aula, aspettavamo delle proposte che non sono arrivate, le
chiediamo di dimostrare seriamente che non ha abbandonato gli
agricoltori siciliani e, mi permetto di dire, non solo i
viticoltori che sono quelli più colpiti in questo momento da
questa crisi, ma l'intera agricoltura siciliana.
Io a conclusione le vorrei dire, Assessore Leontini, che i
venti sciroccali, hanno arrecato seri danni, e non mi scomodi i
Regolamenti europei, sa anche che la siccità ha fatto danni. Ma
da quanti anni si annuncia che rispetto al pregresso, caro
onorevole Turano.
TURANO Onorevole Oddo, non è nostra la colpa, lo sa bene
ODDO Onorevole Turano, il pregresso deve essere finalmente
liquidato dall'omnibus, dalla mancata conversione della legge. Ma
chi ci crede più? Abbiamo addirittura detto: studiamo un sistema
di cartolarizzazione, vediamo come metterci mano, facciamo un
tavolo di un certo tipo, parliamo veramente di penetrare i
mercati, vediamo il nostro vino cosa può ottenere rispetto
all'attenzione dei mercati...', parliamo un linguaggio totalmente
diverso.
Questo Governo ha dimostrato non solo una certa sordità, ma
anche una certa insensibilità come se fosse impegnato a fare
altro, a dirimere le questioni interne ma e dirimendo le
questioni interne di chi va e di chi viene, di chi abbandona i
vari partiti che compongono la maggioranza, fa pagare ancora una
volta un prezzo, ecco perchè bisogna che andiate via, onorevole
Leontini, dovete andare via, perché fate pagare un prezzo enorme
alla nostra economia.
Io vi parlo in questo momento non perché legato al Collegio di
Trapani, ma quella è la superficie più vitata, e chi partecipa
alle manifestazioni può toccare con mano l'esasperazione
arrivata ormai a limiti di insopportabilità. Allora, o in queste
ore si tira fuori una seria ricetta scevra da demagogie, senza
politica degli annunci, senza propaganda dando risposte, oppure
avrà fallito, non solo questo Governo, ma la politica
siciliana. Noi a questo non ci stiamo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà. La invito a rispettare i termini fissati dal
Regolamento.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetterò i
tempi anche perchè i colleghi, in particolare l'onorevole
Cracolici, hanno affrontato la tematica anche dal punto di vista
tecnico, quindi io dovrei fare solo delle puntualizzazioni.
Fermo restando che la proposta avanzata dai produttori, in
quella riunione in cui noi non abbiamo avuto possibilità di
intervenire, è il minimo in quanto questa è una richiesta già
avanzata da diverso tempo, non è una richiesta improvvisa perchè
come diceva l'onorevole Cracolici «le vendemmie non arrivano per
calamità improvvise ma sono un fatto naturale».
Noi siamo cresciuti in una realtà agricola secolare. La
Sicilia, forse da poco tempo ha capito che la quantità deve
essere sostituita dalla qualità e, mi pare che lo sforzo dei
produttori agricoli, specialmente della vite e del vino, hanno
fatto uno sforzo che pare non trovi una sponda consenziente da
parte del Governo. Perchè dico questo? Perchè non credo che
bisogna nascondersi dietro la preoccupazione che la Comunità
europea possa bocciare i provvedimenti che sono stati emanati sia
in campo nazionale, che in campo regionale per la contribuzione
del sostegno all'agricoltura. Io credo che noi non dovremmo
essere gli avvocati difensori' della Commissione europea perché
naturalmente le responsabilità ci sono, ma è chiaro che tutto
nasce da una cattiva politica, anzi da una non politica' nel
campo dell'agricoltura. Questa la dice lunga, dato che questo è
il risultato del ritardo e dell'improvvisazione in questo campo,
perché se da un lato gli agricoltori chiedono un aumento di 25
centesimi per kg per l'uva qualificata normale' e 50 centesimi,
per quella pregiata', è chiaro che si arriva, dopo una
situazione di crisi drammatica, e che la cosiddetta distillazione
di crisi è diventata la soluzione che non è a favore degli
agricoltori, ma è a favore dei distillatori.
Mi è sembrato che ad un certo punto della riunione di oggi ci
sia stata una divisione fra coloro che difendevano i distillatori
e coloro che difendevano i produttori. Io, sono dell'idea che
bisogna difendere sempre i produttori; i distillatori sono la
minima parte, la maggioranza sono gli agricoltori, onorevole
Presidente della Regione, e mi rivolgo a lei anche se in questo
momento non è presente in Aula. Mi meraviglia e non poco sentire
che il Presidente della Regione non vuole parlare con 250 mila
agricoltori, ma il Presidente della Regione deve parlare con
tutti gli agricoli, con le organizzazioni che hanno la loro
importanza, ma è chiaro che i provvedimenti sono riferiti a
tutti.
Ma nel momento in cui il Governo accetta una proposta,
firmata anche dall'assessore per l'agricoltura e le foreste,
onorevole Leontini, bisogna sapere se verrà avallata dalla
Commissione europea, e non bisogna avere paura che non venga
accettata. La paura è perché non si ha un progetto, e non mi pare
che questo sia un progetto a 360 gradi.
Cosa bisogna fare per evitare un'eventuale bocciatura? Avere un
programma E, mi pare, che i produttori qualcosa di buono
l'abbiano già detto, sta scritto in un foglio di carta, non mi
pare però che questo sia un documento che possa alla fine
riuscire a far quadrare il cerchio dei veri problemi, perché uno
dei problemi fondamentali che lamentano i produttori è questo:
perché dare 2.500 euro per ettaro ai distillatori, e non ai
produttori? E' il produttore che deve garantire la produzione di
qualità e non mi pare che noi stiamo andando in questa direzione,
perché solo il 15 per cento di quello che si produce va
imbottigliato, il che significa che non esiste qualità, dato che
il restante 85 per cento è destinata alla distillazione. E'
chiaro che così non può crescere la nostra produzione sia in
campo europeo che mondiale, per cui invito alla creazione di un
programma che possa essere, con i piedi per terra, facendo
scegliere ai produttori , sì onorevole Presidente, i produttori
sono il punto di riferimento e non solo quelli che vengono a
protestare.
Sono venuti a protestare a Palermo non perché hanno voluto
manifestare un'intenzione di carattere politico, ma perché sono
disperati dato che le imprese stanno chiudendo, e si stanno
indebitando e noi, con i provvedimenti che abbiamo fatto e che
stiamo cercando di fare, aiutiamo soltanto le distillerie, con
tutte le conseguenze che conosciamo.
Ma noi questi fondi anziché darli alle distillerie dobbiamo
destinarli ai produttori agricoli, che fanno crescere il Paese,
l'economia, e sostengono con la loro impresa le famiglie della
nostra Regione.
Per queste ragioni, onorevole Presidente, onorevole Assessore,
credo che questo tavolo tecnico debba mettere in primo piano gli
interessi di questa Regione. Io non ho alcuna paura dell'Europa
nel momento in cui lavoro per far crescere l'Europa. Non credo
che il giudizio della Commissione europea sia soltanto un alibi,
spero che non sia così, e che non si dica poi: «noi ce l'abbiamo
messa tutta, abbiamo messo i fondi, poi questo denaro non si
spende, non si utilizza» e, magari, avremo la possibilità di
recriminare contro la comunità Europea.
Dobbiamo sederci intorno ad un tavolo e bisogna capire quali
sono le priorità. L'agricoltura è la prima priorità in Sicilia,
si è sempre detto che se dovesse morire l'agricoltura morirebbe
la Sicilia perchè la nostra Regione si fonda sull'agricoltura.
Per queste ragioni, signor Presidente credo che questo
provvedimento, che è stato annunciato oggi e che si cercherà di
stilare quanto prima, non sia secondario all'interno della
finanziaria, ma deve essere il perno del programma economico di
questa regione.
Io mi auguro che sia questa la vera carta da giocare a
prescindere da tutti i provvedimenti elencati, dall'agevolazione
bancaria all'utilizzo dei carburanti biologici per l'agricoltura
per renderla di qualità ed ecologicamente compatibile con
l'ambiente.
L'economia e la produzione deve badare assolutamente alla
tutela del paesaggio, devono badare alla tutela della qualità dei
prodotti e alla salute dei cittadini, ma non avviene.
Entrambe le cose sono concatenate. Infatti, rispettando
l'ambiente e facendo sviluppare l'agricoltura si fa sviluppare
l'economia della nostra regione. La nostra è una Regione a
Statuto autonomo quindi dobbiamo fare tutto ciò che possiamo
senza tenere conto di lacci e laccioli che a livello nazionale ci
possono mettere. Spesso si dice che tutto dipende dal Ministro
Alemanno, sembra quasi una barzelletta che i problemi che ci sono
in Sicilia li debba risolvere Alemanno Il Ministro Alemanno può
risolvere i problemi di carattere nazionale, ma a livello
regionale deve essere la Regione siciliana, deve essere
l'Assemblea a dettare le condizioni per lo sviluppo di questa
regione.
PRESIDENTE E' iscritta a parlare l'onorevole Brandara. Ne ha
facoltà.
BRANDARA Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, questo è un dibattito dal quale gli addetti ai lavori
si attendono non più promesse ma scelte, non più lusinghe ma
impegni, non più discorsi di circostanza ma proposte concrete che
entrino nel merito dei problemi.
Il mio coinvolgimento è stato determinato e dal mio ruolo di
parlamentare e dai miei impegni di sindaco di una zona tra le più
colpite dalla crisi di cui si discute in quest'Aula.
Come sindaco di Naro mi sono adoperata per richiamare
l'attenzione sui problemi che riguardano principalmente il
conferimento dell'uva alle cantine. Su mia sollecitazione il
Prefetto di Agrigento - devo dire con grande sensibilità e
celerità - ha attivato un tavolo tecnico per entrare nel merito
delle problematiche che si sono manifestate offrendo un
contributo non indifferente per stemperare i toni di un'atmosfera
che ha rischiato e rischia di farsi sempre più pesante.
La decisione del Governo nazionale di estendere alle province
siciliane le provvidenze previste per la Regione Puglia in campo
vitivinicolo ha rappresentato sì una boccata di ossigeno per un
settore gravemente colpito da una crisi di mercato che trova
origine in diverse cause. Il sostegno una tantum, il cosiddetto
de minimis, che dà il via libera alla distillazione di crisi, fa
recuperare leggero ottimismo per l'empasse di un comparto che
appariva ormai senza vie d'uscita.
Ma al di là della stretta emergenza, questa, onorevoli
colleghi, è la sede e questo è il momento per definire una vera
strategia che possa aggredire i problemi del settore.
Intanto, il settore vitivinicolo siciliano necessita di
interventi non più differibili orientati a garantire ai
produttori locali le stesse condizioni dei concorrenti nazionali
ed europei, perchè non è possibile che ad altri paesi europei sia
data la facoltà di accedere tempestivamente alla distillazione di
crisi in misura decisamente maggiore rispetto a quella assegnata
all'Italia.
Ritengo che tutti noi possiamo convenire sul fatto che è
arrivato il momento di pensare ad un piano di settore, un piano
di settore all'interno della politica agricola siciliana in cui
vengono introdotti interventi strutturali in grado di scongiurare
il pericolo delle eccedenze ed assicurare stabilità ed equilibrio
al mercato del vino. Contestualmente, per l'immediato, si impone
la ristrutturazione dei debiti che possa ridare un minimo di
serenità e prospettive alle aziende in crisi.
Certo, non si tratta di chiedere l'azzeramento dei debiti, ma
interventi di sostegno che non siano configurabili come
contributi, perché le aziende agricole debbono essere vere
imprese, capaci di stare sul mercato, ma non certo in condizioni
di svantaggio rispetto ai concorrenti che operano in altre aree.
E ben venga, onorevole Assessore, la convenzione tra la Regione e
l'ISMEA per consentire alle aziende agricole di poter essere
affiancate dall'istituto nei rapporti con le banche e potere
rivedere le posizioni debitorie pregresse e, quindi, potere
ritornare ad usufruire di linee di credito dedicate guardando a
quelle norme specifiche sulla ristrutturazione del credito già
individuate dal legislatore nazionale con interventi mirati e che
si intestano a due ex ministri dell'agricoltura Saccomandi e
Mannino.
Se oggi siamo pressati dall'esigenza di dare rapide esecuzioni
alle procedure per rispondere alla contingente emergenza tutti
noi - ed è vero, onorevole Speziale - che viviamo maggiormente in
provincia di Agrigento per le cose che sappiamo, questo dramma
che vivono i nostri agricoltori non possiamo non pensare che
stiamo vivendo un momento di grande emergenza.
Diceva prima l'onorevole Cracolici: la casa va a fuoco e
quindi ora dobbiamo chiamare i pompieri, ora è il momento
dell'emergenza ; però, fermarsi qui, sarebbe veramente delittuoso
per il nostro impegno di parlamentari e per l'impegno che abbiamo
assunto nei confronti del popolo siciliano.
Dicevo, rispondere sì alla contingente emergenza, tuttavia, non
possiamo sottrarci alla necessità di individuare un percorso che
deve prevedere interventi strutturali che possono favorire la
definizione degli orizzonti del settore e che possono ridare
slancio e competitività alle nostre aziende agricole impegnate in
questo importante settore economico.
Una prospettiva che ci riporta a strategie che privilegiano la
qualità dei nostri prodotti in armonia a quel binomio
inscindibile tra coltura e cultura che individua, nell'eccellenza
e nel prodotto tipico, l'unica arma che rimane all'agricoltura
siciliana per difendersi dal mercato internazionale
caratterizzato dalla globalizzazione.
Per concludere, signor Presidente, bisogna stare davvero
accanto ai nostri agricoltori per capire la disperazione che
vivono in questo momento. Certo, ben vengano le nostre riunioni,
però davvero cerchiamo di capire che cosa bisogna fare per non
trovarci, il prossimo anno, nelle medesime oppure in peggiori
situazioni.
PRESIDENTE E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, non nascondo
il mio imbarazzo, in questo momento, nell'intervenire in un
dibattito nel quale avrei voluto trovare l'Aula del Parlamento
assolutamente piena; avrei voluto trovare i 90 parlamentari
attenti nell'esame di un problema che riguarda non soltanto i
vitivinicoltori trapanesi o gli agricoltori siciliani, ma che
riguarda l'intera economia della nostra terra.
Nutro un profondo imbarazzo per questa assenza che non può e
non deve segnare disattenzione da parte di questa Istituzione che
rappresenta il popolo tutto siciliano, quel popolo che ha eletto
una classe dirigente, una maggioranza ed una opposizione perché
nell'esercizio delle regole democratiche siano prodotti atti,
siano prodotte azioni a favore e a sostegno della nostra
economia.
Ebbene, l'imbarazzo è anche nel trovarmi maggioranza, forza di
maggioranza, ma nel trovarmi anche in opposizione rispetto a
quello che fino a oggi è stato fatto, troppo poco signor
Presidente, troppo poco onorevole Assessore, nei confronti di
una categoria produttiva che non chiede elemosine ma rivendica il
proprio legittimo diritto a fare impresa, a vivere del proprio
onesto lavoro, sacrificando il proprio tempo, sacrificando la
propria vita, spendendo questa vita in mezzo alle intemperie per
ricevere quel giusto e onesto tributo, contributo economico che
serve a sostenere la famiglia.
E' drammatico constatare - purtroppo per me, forza di
maggioranza, drammatico - che c'è troppo lentezza, poco idee,
scarse e neanche buone rispetto a ciò che questo settore grida a
viva voce e cioè l'attenzione del Governo, dell'Assessore sui
nodi strutturali che oggi attraversano l'agricoltura. Eebbene,
questa attenzione non c'è.
Troppa lentezza, troppa burocrazia forse, ma io ricordo che dal
mese di novembre quando si discusse dei problemi
dell'agricoltura, quando la terza Commissione di questo
Parlamento si è spostata a Trapani per incontrare gli
agricoltori, io dissi al Presidente di quella Commissione -
allora l'assessore Leontini non era presente - che era necessario
che il Parlamento facesse una full immersion nei problemi
dell'agricoltura e della vitivinicoltura, che era necessario che
si percepisse il palpito e le vibrazioni di questa protesta che
non è protesta legata ad una rivendicazione di qualsivoglia
natura, ma è la protesta di chi chiede alle istituzioni , di chi
bussa alle istituzioni, al proprio Governo, al proprio Assessore
per essere ascoltato, doverosamente ascoltato.
E' drammatico constatare che le cose che abbiamo detto a
novembre ci sono piovute addosso tutte quante quasi si trattasse
di un uragano. E, invece, non ci troviamo di fronte all'uragano
Katrina. Questa è la cronaca di una morte annunciata, la crisi
dell'agricoltura, è la cronaca di una morte annunciata perchè a
novembre sono state dette le stesse cose che sono state ripetute
stamattina in questa giornata di protesta di fronte al Governo,
di fronte a lei, signor Presidente Lo Porto, di fronte
all'assessore Leontini, di fronte a pochi parlamentari.
Ebbene, le proteste degli agricoltori non possono restare
inascoltate e non può essere invocata - dirò una cosa
provocatoria signor Presidente, onorevole Assessore, dirò una
cosa fuori dal coro - non può essere invocata la distillazione
come il rimedio dei mali dell'agricoltura.
Onorevole assessore, noi lavoriamo per vedere gratificato,
attraverso il prodotto che noi produciamo, l'impegno che abbiamo
profuso nel nostro lavoro; non è pensabile che i produttori
agricoli, che gli agricoltori lavorino e alla fine debbano vedere
bruciare il proprio prodotto, il proprio vino, che lo debbano
portare nelle distillerie per vederlo bruciare. Non è logico, c'è
qualcosa nel sistema che non funzione. Allora, io dico ben venga
la distillazione di crisi e la distillazione facoltativa, che
recuperiamo autorevolezza, però in Europa, in quella Europa,
Assessore, dove fra poco sarà vietata la distillazione.
Ebbene, noi che siamo classe dirigente eletta in Sicilia per
governare, ossia per amministrare, ossia per dare risposte, io mi
chiedo e le chiedo quali sono le nostre idee, quali sono le
nostre proposte per governare il progetto di globalizzazione, per
inserirci in un mercato nel quale noi siamo già perdenti, non
competitivi e assolutamente marginali? Siamo in grado di
recuperare la centralità della nostra azione politica e di
governo in Europa, in questa Europa nella quale noi non abbiamo
più spazio, se mai l'abbiamo avuto nel passato? Siamo in grado di
mettere la cartina geografica per terra, piuttosto che appesa al
muro, per vedere la Sicilia al centro del Mediterraneo e non al
sud del mondo? Siamo in grado di recuperare in termini di
autorevolezza, di prestigio, di capacità di incidere nelle scelte
di questa Europa?
Onorevole assessore, io non sono in opposizione alle sue
scelte, ma io voglio conoscere le sue scelte, voglio partecipare
a quelle che sono le sue idee, perché io sono responsabile di
fare maggioranza con lei e non posso presentarmi nella mia
provincia perché ricevo gli insulti degli agricoltori, ricevo
gli insulti di quel popolo che mi ha eletta per potere
rappresentare il diritto sacrosanto di fare impresa, di lavorare,
di servirsi del loro lavoro.
Signor Presidente, lei mi fa segno di concludere, però questa è
una crisi talmente grave che noi dobbiamo superare il burocratese
anche del nostro Regolamento. Stiamo parlando tra noi, tra
l'altro, non ci sono gli agricoltori, io non sto facendo
populismo e non sto strumentalizzando il bisogno di questa gente,
ma devo assolutamente dire le cose che devo dire, anche perché da
quattro mesi sono assente da questo Parlamento per un incidente
che mi ha costretto a stare lontana e, certo, non chiedo di
recuperare in una volta l'assenza che ho maturato mio malgrado;
oggi, però, ho bisogno di dire le cose che i cittadini si
aspettano che vengano dette anche da chi lavora per un progetto
autonomistico per recuperare ....
PRESIDENTE La prego di concludere, onorevole Lo Curto.
LO CURTO . Signor Presidente, noi stiamo parlando di una
mozione che è stata presentata dai DS ed anche questo mi
imbarazza, perché io che sono maggioranza vorrei che il Governo
venisse incontro senza la sollecitazione né dell'opposizione e
neanche degli agricoltori e dei vitinivicoltori, di questo stiamo
parlando.
E allora, io chiedo quali sono le risposte per ripianare i
deficit delle aziende, quale contrattualità possiamo recuperare
nei confronti di un sistema creditizio che non dà più credito,
che dichiara fallite le persone, le aziende agricole, padri di
famiglia che hanno lavorato sempre onestamente e non vogliono
accontentarsi né del tozzo di pane, né dell'elemosina.
Io ritengo che ci sono delle domande alle quali noi dobbiamo
rispondere. Anch'io - ripeto nella qualità di classe dirigente
- ho il dovere di dare risposte attraverso lei onorevole
Assessore, ma soprattutto, sulle questioni cruciali che
riguardano lo sviluppo dell'agricoltura, chiedo di sapere quale
idea, quale pensiero, quale strategia, quale proposta questo
Governo e sopratutto l'Assessore competente mette in campo per
sostenere un settore produttivo che - e su questo richiamo
l'attenzione di tutti - se non responsabilmente sostenuto da una
azione politica e di Governo, non solo rischia il tracollo ma di
portare al tracollo e al collasso economico l'intera Sicilia, con
gravissime ripercussioni anche di ordine pubblico legate alla
sicurezza dei cittadini e legata alla sicurezza del nostro
territorio.
La legalità noi la costruiamo, la difendiamo e la garantiamo
attraverso la garanzia che offriamo a chi nel territorio vuole
fare impresa ed oggi la disperazione, l'umiliazione, la
mortificazione degli agricoltori siciliani io me la sento tutta
addosso perché onoro con il mio lavoro di parlamentare il voto
che i cittadini mi hanno dato.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Villari. Ne ha
facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
trarre spunto dalla manifestazione di oggi legata alla crisi
della vitivinicoltura siciliana che è stata oggetto di attenzione
anche da parte dell'opinione pubblica non solo dei parlamentari
oggi presenti, per sollevare una preoccupazione rispetto al
rischio che la crisi generale del comparto agricolo, rischia di
degenerare anche in altri comparti.
Voglio esimermi dal riprendere le cose che sono state dette
perché oltre che condivisibili sono già state abbastanza
approfondite, motivate, sono state oggetto anche di un ordine del
giorno che è stata predisposto, di altri atti, di iniziative di
vario tipo, da parte dei parlamentari, da parte dei vari Gruppi e
da parte anche e soprattutto delle associazioni che rappresentano
questo pezzo importante del mondo agricolo.
Ciò che mi preme dire è che noi abbiamo davanti questioni che
toccano il complesso dell'economia agricola. Abbiamo problemi che
riguardano il settore agrumicolo - l'agrumicoltura siciliana
rappresenta quasi il 60 per cento della produzione agrumicola
nazionale -; la zootecnia di cui si è parlato in altre occasioni
con problemi specifici e particolari. La vicenda che riguarda il
rapporto tra il costo della produzione agricola con il costo al
consumo. Faccio l'esempio del grano che viene venduto dai
produttori a meno di 200 lire mentre poi il costo del pane
sappiamo a che livelli è arrivato, con differenziazione nelle
diverse province. Siamo con un rapporto che è il 10 per cento il
costo del grano alla produzione rispetto al prezzo del pane al
consumo.
Io penso anche alla questione della serricoltura, alla crisi
idrica che investe la Regione complessivamente, alle grandi
incompiute. Penso anche ad alcune dighe che hanno rappresentato
il simbolo della grande difficoltà - oltre che burocratica -
anche di scontri ideologici all'interno delle forze politiche. In
questo senso penso alla diga Pietrarossa dove scontri di varia
natura hanno reso impossibile il completamento di quella diga.
Personalmente, sono perché si vada al suo completamento.
Tutto questo assieme a preoccupazioni che vengono continuamente
manifestate che riguardano uno dei settori portanti dell'economia
siciliana - per quanto mi riguarda lo ritengo uno dei settori
fondamentali della nostra economia - che chiedono un intervento
organico e complessivo da parte del Governo regionale, pur
comprendendo che questo può articolarsi all'interno di politiche
che poi hanno anche a che fare con limiti che sono quelli anche
dell'Unione Europea, però richiedono un serio approfondimento di
queste tematiche, riconoscendo che il settore agricolo in Sicilia
rappresenta uno dei capisaldi su cui si può sviluppare la nostra
economia. Se è vero questo, l'iniziativa e la sollecitazione, che
qui è stata fatta da diversi interventi e che è contenuta anche
nell'ordine del giorno, di indire una Conferenza regionale
sull'agricoltura per approfondire questi temi e di evitare di
trovarci continuamente di fronte ad emergenze di questa natura è
la cosa più importante e immediata da fare, senza aspettare che
si entri nella fase elettorale per poi registrare pressioni che
rischiano di far fare delle scelte non giuste.
Io intervengo perché da parlamentare catanese - sono convinto
di avere anche il conforto degli altri colleghi di Catania -
voglio sollevare un problema che è anche esempio di un modo di
operare su cui noi dobbiamo intervenire anche con molta energia e
molto rigore evitando facili populismi e demagogie di varia
natura.
Nel 2004 nella provincia di Catania si sono verificati, in
diversi periodi, due eventi calamitosi abbastanza preoccupanti
con forti piogge e grandine, problemi che rientrano nella
fattispecie della normativa che lei, signor Presidente, conosce
bene e conosce bene anche l'Assessore, la legge 185 del 1992, la
cosiddetta legge sulle calamità naturali, che prevede, tra le
altre cose, il riconoscimento delle giornate lavorative in
riferimento a quelle lavorate l'anno precedente per i braccianti
e i lavoratori forestali.
Signor Presidente, ho partecipato a due incontri che ci sono
stati in Assessorato (l'Assessore Leontini non era presente per
motivi personali) e in quei due incontri fu assicurato che era
stato inviato tutto al Ministero perchè quel riconoscimento ai
braccianti, ai fini delle giornate lavorative, era cosa ormai
scontata. Successivamente ho, però, appreso dal Ministro
Alemanno, il quale rispondeva ad una interrogazione presentata da
un parlamentare nazionale alcuni giorni fa, che non risultano
essere state inviate al Ministero gran parte dei documenti
richiesti.
Siamo di fronte a cose che non possono accadere in una regione
come la nostra, che non è l'ultima regione ma che rischia di
essere marginale proprio per tutta una serie di scelte politiche
mancate, per l'incapacità che si registra nel portare avanti,
anche da parte degli uffici, alcune questioni che dovrebbero
essere di ordinaria amministrazione.
Per questo io chiedo che si valuti con attenzione ciò che è
stato richiesto e non solo dal Gruppo dei Democratici di
sinistra, dai parlamentari del centrosinistra; spero che ci sia
l'impegno di tutta l'Aula, un impegno trasversale su questo, una
Conferenza regionale che affronti tutte queste tematiche e che
faccia in modo che questa regione abbia una visione organica
anche del suo modello di sviluppo perchè ogni cosa rischia di
essere di volta in volta oggetto convegnistico: una volta
parliamo della vitivinicoltura ed è giusto perché è un dato reale
che è stato giustamente evidenziato, poi della crisi agrumicola,
poi dei problemi del grano, poi della zootecnia e poi delle
serre. Vogliamo fermarci un attimo, se è vero, come è vero, che
sulla questione agricola va fatto un approfondimento da parte di
tutti? Se è così io penso che su questo si possa uscire con un
grande impegno da parte di tutti.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Zago. Ne ha
facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, le cose dette dai colleghi del mio stesso Gruppo che mi
hanno preceduto, gli onorevoli Cracolici, Oddo, Villari, alcune
riflessioni che sono emerse durante lo svolgimento del
dibattito, l'ordine del giorno presentato dal Gruppo parlamentare
DS - sul quale, probabilmente, ci sarà la convergenza di tutta
l'Aula - che scaturisce da un confronto avuto con parlamentari,
organizzazioni professionali, associazioni di produttori, mi
permettono di saltare questa parte che è stata trattata anche dal
Governo nell'introduzione. Intendo fare, invece, qualche
riflessione di carattere generale, qualche considerazione
sull'andamento di questo dibattito che - devo dire - mi ha
deluso, probabilmente, per responsabilità complessiva.
All'ordine del giorno, Signor Presidente, c'è il dibattito
sull'agricoltura e, in particolare, sulla crisi della
vitivinicoltura. Non poteva che essere così, però, in questo
modo, noi stiamo perdendo un'occasione che inseguiamo dal 2001,
quando è stato eletto questo Governo, cioè un'occasione durante
la quale avremmo voluto capire quale sia la politica, quale sia
la strategia del Governo Cuffaro in direzione dell'agricoltura.
Invece questi quattro anni sono trascorsi inseguendo le
emergenze, anche il dibattito di stasera è condizionato da questa
emergenza, non poteva che essere così, io condivido.
Noi non possiamo gestire i problemi dell'agricoltura
affrontando le emergenze tutte le volte che si manifestano. Non
possiamo parlare della crisi dei prodotti serricoli come abbiamo
fatto l'anno scorso, come abbiamo fatto a novembre. Non possiamo
parlare della vitivinicoltura perché adesso scoppia il caso.
Speriamo non scoppi il problema, ma non è da escludere,
dell'agrumicultura fra qualche mese, i problemi del grano, quello
che diceva l'onorevole Villari.
Io credo che questa sia una pratica nefasta, una cultura da
superare, che scaturisce, però, evidentemente, da una mancanza
di strategia, da una politica nei confronti delle tematiche
agricole. E dire che le tematiche agricole nella nostra Regione
devono essere affrontate, devono avere un peso rilevante perché
l'agricoltura, pur con le evoluzioni, rimane uno dei comparti
principali, uno dei settori portanti dell'economia siciliana
Quindi noi abbiamo il dovere di affrontare queste tematiche,
tenendo conto degli aspetti, delle crisi congiunturali, dei nodi
congiunturali ma, tenendo conto, signor Presidente, anche dei
nodi strutturali dell'agricoltura. E' per questo che era
necessario, onorevole Assessore, un disegno di legge organico, un
disegno di legge quadro, tante volte annunciato e fino a stasera
ribadito.
In questo senso non è mai troppo tardi, anche se può sembrare
bizzarro che dopo quattro anni si possa pensare ad avere in Aula
un intervento legislativo complessivo, però le intenzioni
manifestate dal Governo, i disegni di legge presentati dal mio
Gruppo, quello sul rinnovamento tecnologico e strutturale delle
serre, quello sull'istituzione dei distretti agro-alimentari,
quello per il rilancio delle aziende agricole cui è stato fatto
riferimento, se si vuole, assieme a quello del Governo, possono
costituire l'occasione per intervenire, per quello che è
possibile, anche se siamo a fine legislatura.
Dicevo dei fattori congiunturali che conosciamo tutti, ma
soprattutto mi vorrei soffermare sulla crisi che scaturisce dai
nodi strutturali che non sono stati affrontati, e quinti tanto
meno risolti, dal mancato adeguamento delle imprese ai processi
di globalizzazione alle nuove sfide di competizione nei mercati
nazionali ed internazionali, il raccordo con le nuove domande di
qualità, tipicità, salubrità dei prodotti agricoli che vengono
dai consumatori, il rapporto con le dinamiche della grande
distribuzione organizzata, la frammentazione produttiva e quindi
la polverizzazione dell'offerta, l'insufficienza
dell'associazionismo che in Sicilia è al 3 per cento a fronte del
60 per cento indicato dalla Comunità europea e delle alte
percentuali che esistono in altre parti d'Italia.
Insomma, tutta una serie di nodi che non vengono affrontati,
tutta una serie di questioni, non ultime quelle che riguardano il
gap infrastrutturale che viene a costituire un costo, un aggravio
nei costi di produzione dell'agricoltura, ed i problemi della
sicurezza nelle campagne, i problemi dell'associazionismo, tutti
i problemi che dibattiamo di volta in volta quando c'è
un'emergenza e che invece devono essere ricondotti in un disegno
complessivo per affrontare tutto quello che è affrontabile.
Concludo, signor Presidente, prendendo atto delle intenzioni di
reperimento di risorse, di stanziamenti, di utilizzo di fondi
comunitari, ma non è questo, non è solo questo che può bastare.
Bisogna intervenire per risolvere ed affrontare i nodi
strutturali. Bisogna intervenire per avere una politica, una
strategia per avere delle misure di accompagnamento delle imprese
agricole, che non devono essere lasciate sole nei nuovi scenari
che cambiano in Italia, in Europa e nel mondo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Incardona. Ne ha
facoltà. Si tratta dell'ultimo intervento perché l'onorevole
Culicchia, iscritto a parlare, dichiara di rifarsi alle
dichiarazioni dei suoi colleghi di Gruppo e, pertanto, rinuncia a
parlare. Poi seguirà la replica dell'Assessore, onorevole
Leontini.
INCARDONA Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, intervengo per manifestare a nome mio, ma anche a nome
del Gruppo di Alleanza Nazionale, tutta la solidarietà agli
agricoltori siciliani che vivono questo momento di grande
difficoltà e - come si è detto - non è un momento di difficoltà
che riguarda un solo settore del comparto agricolo, ma è una
difficoltà complessiva. E' una difficoltà che nasce da una serie
di problematiche mai affrontate e risolte con sistematicità, con
organicità d'interventi.
In questo senso condivido l'ultimo intervento dell'onorevole
Zago che ha posto sul tappeto una serie di problematiche
individuandole in maniera molto puntuale e precisa, soprattutto
indicando quali sono gli interventi che dovrebbero essere o
almeno i settore in cui si dovrebbe intervenire per cercare, non
di risolvere, ma quanto meno di affrontare da qui in poi una
problematica così complessa in maniera diversa.
Ritengo che il Governo in questi anni abbia tentato di svolgere
a sostegno degli agricoltori siciliani una sua attività, ha avuto
una sua strategia, ha puntato sulla tipicizzazione dei prodotti,
ha puntato sulla promozione, soprattutto sull' esportazione di
un'immagine positiva del nostro territorio legata anche, appunto,
ai prodotti tipici agricoli, utilizzando gli stessi come
strumenti di valorizzazione del territorio.
E tuttavia i problemi dell'agricoltura rimangono lì, tutti sul
tappeto. C'è una difficoltà complessiva del settore che è legata
molto sicuramente al problema che il commercio delle produzioni,
non solo agricole, ma anche di altri settori, vivono perché
evidentemente c'è una politica non solo regionale, e non è un
nascondersi dietro il dito quando si fa riferimento alla politica
comunitaria.
Abbiamo il dovere di riferirci alla politica comunitaria e io
ritengo che fino a quando la politica siciliana non affronterà in
maniera decisa e determinata la questione legata ai rapporti
commerciali e ai rapporti commercial internazionali, e quindi
non farà effettivo riferimento alla normativa comunitaria che
disciplina i rapporti commerciali all'interno delle nazioni,
all'interno quindi del mondo, non si potrà certamente mai
affrontare in maniera organica un problema legato, non solo al
momento della commercializzazione, ma al momento della
produzione. Abbiamo oggi qui, in Sicilia, come in Italia, un
problema legato a dei costi che sono eccessivi, costi che
certamente impongono ai nostri produttori di fare manifestazioni
come quella di oggi nel momento in cui il prezzo di vendita non
riesce più a coprire nemmeno i costi
Allora si può, a mio avviso, intervenire e si deve intervenire
su molte delle cose che sono state dette, a partire
dall'associazionismo per evitare la frammentazione dell'offerta,
a partire da una rivisitazione, onorevole Assessore, del rapporto
tra la pubblica Amministrazione, la Regione e il settore
bancario, che certamente ha un ruolo determinante, non solo in
campo agricolo, ma anche in tutta l'economia, perchè in
Sicilia, certamente, il rapporto tra imprese e banche va
rivisto e qui il Governo può, a mio modo di vedere, intervenire
esercitando tutto il suo peso, avendo un ruolo determinante.
Ma c'è anche un altro settore, un altro momento in cui ritengo
il Governo possa immediatamente intervenire: quello dello
snellimento della burocrazia, dell'accelerazione degli interventi
burocratici. Così come è stato detto, purtroppo, anche se in
passato il Governo ha stanziato alcune somme per il pagamento
dei danni derivanti da calamità, si registrano comunque delle
lentezze burocratiche che fino ad oggi, è vero, non hanno
consentito agli agricoltori siciliani di percepire le indennità
che pure erano state stanziate.
Allora su questo, caro Assessore, il Governo può e deve
intervenire immediatamente. La nostra burocrazia, i nostri
funzionari della Regione siciliana, che sono tra i più pagati
d'Europa, devono lavorare, devono mettersi una volta per tutte a
lavorare perchè c'è questo problema che è un problema assai
grave
Gli agricoltori, in provincia di Ragusa, nonostante gli
stanziamenti, non riescono ad ottenere quello che è loro dovuto.
Ebbene, certamente, in questo caso, non è un problema di
mancanza di volontà da parte dei dipendenti della Regione,
dell'Ispettorato, ma è un problema di esiguità di numero di
dipendenti, di funzionari addetti a quell'Ispettorato.
Ad esempio, presso l'Ispettorato della provincia di Ragusa -
questo non lo dico solo per parlare dell'Ispettorato di Ragusa,
ma per esplicitare che c'è un problema complessivo di
distribuzione delle risorse umane all'interno dei vari
Ispettorati - a fronte di un numero elevatissimo di pratiche da
esitare, noi registriamo un numero ancora molto ridotto di
funzionari competenti ad esaminare ed esitare quelle pratiche.
Allora, proporrei - è una proposta che già è stata lanciata, mi
pare che lei, onorevole Assessore l'avesse raccolta - di
predisporre una conferenza programmatica dell'agricoltura perchè
finalmente si faccia in modo che si programmi una serie di
interventi organici, strutturali, fondati su una idea-forza,
quella di intervenire sui costi e far comprendere all'Unione
europea che la Sicilia ha dei costi aggiuntivi e per questo non
merita dell'elemosina, ma deve ottenere a favore delle nostre
imprese delle parità di condizioni per avere una stessa linea
di partenza rispetto alle altre.
Quindi parità di condizione per garantire quel principio, il
principio liberale della libera concorrenza, il principio
liberale che vuole che sia il mercato a regolare i rapporti
commerciali, però ad una condizione, alla condizione che vengano
rispettate le pari opportunità, le pari condizioni di partenza.
Ad oggi questo noi non lo registriamo.
E poi, caro Assessore, bisogna finalmente dire fine' a quello
che riguarda il passato. Oggi, gli agricoltori, purtroppo ancora
oggi, risentono di una serie di promesse, ma non sono promesse di
questo Governo. In questo senso mi è dispiaciuto, mi sono
dispiaciute alcune cose che ho sentito. Era il 1998, poi il 1999,
poi il 2000, allora ero capogruppo al Consiglio provinciale di
Alleanza nazionale della provincia regionale di Ragusa. Ebbene,
allora c'era il Governo di centro-sinistra, Presidente
Capodicasa. Ho partecipato a diverse manifestazioni ed i
problemi erano gli stessi. Quindi non è corretto, così come
qualcuno ha fatto, esporre in questo modo, strumentalizzare,
proporsi sempre con parole e discorsi demagogici, approfittando
della disperazione degli agricoltori. Se questa sensibilità
esiste, caro onorevole Ortisi, non si possono usare le parole che
ho sentito in questa Aula per affrontare il problema
ORTISI Se fossimo demagogici, tutto andrebbe a guerra e
fuoco
INCARDONA Qui è un problema che nasce da lontano, non voglio
qui assolvere nessuno nè certamente difendere qualcuno, però
ricordo - faccio testimonianza della mia esperienza - che ho
partecipato personalmente a delle manifestazioni presso
l'Assemblea regionale siciliana, le problematiche erano le
stesse, quindi c'è un vizio di origine che va sanato e va sanato
dicendo ai nostri agricoltori, per esempio, che quello che ci si
aspettava nel POP 94/99
PRESIDENTE Fra qualche secondo le tolgo la parola, perché ha
parlato il doppio del tempo concesso, un po' di rispetto .
INCARDONA Solo un minuto, onorevole Presidente e concludo.
Dicevo che c'è un problema di rispetto di regole, troppe cose gli
agricoltori avrebbero dovuto ricevere nel passato, ad esempio
anche la legge n. 13 del 1986 è stata una legge che ha promesso
tanto e che ha dato pochissimo: gente che otteneva il nulla osta
per realizzare degli impianti e poi non ha ricevuto quello che
aspettava.
Questo ha creato problemi finanziari alle imprese che oggi,
come è stato detto giustamente, non solo sono ipotecate dalle
banche, ma sono ipotecate anche dall'INPS per una serie di
problematiche e per costi anche lì troppo esagerati di assistenza
previdenziale, troppo esagerati che le nostre imprese pagano,
e non solo esagerati rispetto a quelli che non esistono nei paesi
in via di sviluppo, che pur competono con noi, ma addirittura
all'interno della nostra Unione Europea.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per
l'agricoltura, onorevole Leontini, per la replica.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che un dibattito del
genere, per quanto rispondente a delle necessità che sono state
dolorosamente evidenziate da una categoria di produttori in
difficoltà, a volte mostra le maglie di una tentazione, sempre
incombente, alla strumentalizzazione ed allo sciacallaggio o
alla ciarlataneria. Allora, ho il dovere di dire, laddove in
questo dibattito siamo tutti insieme uniti nel medesimo, laddove,
invece la ciarlataneria ha avuto la meglio è prevalsa ed è andata
oltre i limiti.
Qualcuno ha detto in questo dibattito ripercorriamo e
riproduciamo gli stessi termini del dibattito che si si è svolto
a dicembre dell'anno scorso sulla crisi agricola. Falso Non c'è
una sola riga del dibattito svoltosi a dicembre nel quale si sia
parlato di crisi di mercato nel settore vitivinicolo.
Sarebbe veramente da cialtroni - e nessuno in quest'Aula lo è e
lo è stato anche stasera - immaginare che ad un mese e mezzo di
distanza dalla vendemmia ci fosse uno scienziato capace di
stabilire nel settore la consistenza e l'entità di una crisi di
mercato.
Quando a dicembre si affrontò, prima in Commissione e poi in
Aula e poi con strumenti di Governo, nell' interlocuzione col
Governo nazionale, il problema della crisi di mercato, furono
interpellate tutte le categorie dei produttori, tutte le
Prefetture, tutti gli Ispettorati agrari ed il problema
riguardava una crisi di mercato mirata e tutta fondata su ciò che
accadeva in un settore della produzione agricola che era quello
dell'ortofrutta.
In quel momento non era possibile individuare giacenze
invendute, perché il mercato e l'andamento del mercato,
ovviamente, lo si poteva riscontrare e registrare - se non siamo
cialtroni - qualche mese dopo, non a quindici giorni dalla
vendemmia
Il primo incontro con il Governo nazionale sulla crisi di
mercato avvenne ad ottobre, a novembre ed a dicembre noi
facemmo il dibattito in Aula e stabilimmo alcune misure che
portarono a gennaio a produrre quel decreto legge che poi fu
convertito nella legge n. 71 del 2005 approvata in Aula a
febbraio e pubblicata a marzo.
Questo è l'iter, quindi, stasera non si può dire bisogna
esserci dentro, bisogna anticipare. Ma chi mai ha anticipato in
quest'Aula e con quali strumenti ieri, come oggi, ma con quali
previsioni e con quali capacità di aggressione del problema
rispetto alle presunte lacune del Governo che questo non avrebbe
fatto?
Non è mai accaduto, abbiamo affrontato il dibattito sulla crisi
di mercato proprio partendo da quelli che erano gli indicatori
del momento, quelli che riguardavano in quel caso un territorio
afflitto da alcuni motivi di debolezza ed in modo particolare il
costo aggiuntivo nel raggiungimento dei mercati e quindi nei
trasporti e l'apertura maggiore del nostro territorio agli
ingressi provenienti da prodotti di paesi terzi che
destabilizzando il mercato lo alteravano e producevano una
concorrenza sleale che nel giro di qualche mese acuiva fenomeni
che anche stasera avremmo dovuto avere l'onestà di definire non
regionali, non regionalizzabili, perchè altrimenti sconfineremmo
nella ciarlataneria.
Il problema è acuto ed è congiunturale, riguarda sicuramente
gli andamenti di una crisi agricola globale di mercato che oggi
investe una filiera, domani un'altra, ma che proprio nel settore
vitivinicolo ha visto la Sicilia come la Puglia, come l'Emilia,
come la Toscana, come l'Abruzzo gridare più forsennatamente a
misure che potessero sorreggere il comparto.
In Puglia, in Abruzzo, in Toscana, in Emilia, il problema è
ancora più acuto con percentuali, con entità, con gravità ancora
più consistenti, così come nelle interlocuzioni con il Governo
nazionale e negli incontri con i colleghi di governo delle altre
regioni appuriamo, riscontriamo, e non c'è stata la mancanza di
un'adeguata politica a sostegno, perchè in questo caso, nella
fattispecie di questo dibattito, avviene che nessuno mette in
risalto il fatto la visione organica che questo Governo ha
dimostrato di avere sulla necessità di potenziare i sistemi di
qualità, di sicurezza alimentare.
In riferimento alla sperimentazione e alla ricerca di cui si
parla nell'ordine del giorno, accoglibile, abbiamo finanziato
progetti di ricerca e di sperimentazione che vanno ben al di là
della percentuale per tre, della moltiplicazione per tre di
investimenti precedenti, sia per quanto riguarda la qualità che
la sicurezza alimentare, i primi nel Paese Caso mai c'è da dire
che in quest'Aula ci vuole più coraggio, ci vuole più capacità
di affrontare i problemi, perchè grazie a Dio siamo tra di noi,
c'è qualcuno dei rappresentanti dei produttori che ascolta, ma
non c'è il pericolo dell'aggressione fisica da parte di alcuno,
mentre in certe manifestazioni potrebbe esserci
Allora si ha il dovere e l'onestà di affrontare certe
questioni, laddove una produzione - ne parlavo poc'anzi con il
collega Cracolici - fatta cento una produzione in Sicilia,
per una un percentuale del 20 - 25 per cento, si attesta su
livelli di qualità elevata che hanno visto nel ventennio finale
recente, sia in vigna che in cantina che in marketing,
comunicazione, immagine e imbottigliamento, una classe
imprenditoriale impegnarsi in una certa direzione e produrre dei
risultati che hanno già conquistato dei mercati nazionale ed
internazionali, fatta cento questa produzione, c'è l'altro 70
per cento che è quello che oggi è afflitto da questa crisi.
La cui produzione dobbiamo oggi, a seguito di questa crisi che
non è siciliana, ma è siciliana come pugliese, pugliese, come
abruzzese, abruzzese come toscana, toscana come emiliana, che fa
parte dell'andamento globale dell'economia agricola, oggi
dobbiamo sostenere affinchè sia assimilata al territorio della
qualità nel suo complesso, perchè una produzione fino ad oggi in
gran parte destinata alla quantità, allo sfuso, al mosto muto non
all'imbottigliamento e le cui difficoltà sono acuite anche da
queste motivazioni.
Certo c'è nell'ambito di questa produzione una produzione che
ha significativamente fatto dei passi avanti, ma la maggior
parte, dal punto di vista quantitativo, chiede proprio questi
interventi, tanto è vero che oggi, quando abbiamo preannunciato
che si può nel campo della commercializzazione, nel campo della
trasformazione, nel campo dell'imbottigliamento e quindi nel
campo del marketing, sostenere uno sforzo congiunto che veda la
classe parlamentare, il governo ed i produttori sedersi attorno
allo stesso tavolo e stabilire un percorso comune rispetto al
quale nessuno debba tralignare come forse è accaduto nel passato,
probabilmente nel breve giro di qualche stagione la filiera potrà
essere tutta risollevata, perchè la politica che stiamo mettendo
in campo e che anche con questi strumenti abbiamo preannunciato,
collega Cracolici, riguarda una necessità sulla quale io convengo
rispetto a quanto segnalato nell'ordine del giorno.
La necessità è quella di assimilare questa produzione, non
soltanto al territorio della qualità nel suo complesso, parlo nel
suo complesso perché una parte impegnata in questo senso già c'è,
ma nella fascia del rapporto qualità-prezzo che è quella che
eleva la qualità abbassando o mantenendo il prezzo basso con i
nostri sostegni; cioè mi riferisco alla fascia del 2 euro, del 2
euro e mezz, che è quella nella quale voi sapete essere la
Sicilia colonizzata da prodotti vitivinicoli provenienti da altri
territori che, magari, nelle ultime settimane con spot
pubblicitari della serie il mondo di Quark perché durano 21
minuti, propagandano qualità che io non vorrei da questi banchi
definire inesistenti ma che sicuramente non sono paragonabili
alle qualità che potrebbe produrre la nostra produzione di quel
territorio e del territorio complessivamente della Sicilia.
E allora questo è l'indirizzo organico e la visione organica
che stiamo dando al sistema: quello di equiparare queste due
parti della medesima famiglia, non è vero che ci sono gli amici
ed i privilegiati ed i negletti, non è vero che vogliono essere
negletti i rappresentanti di questa produzione, vogliono essere
invece sostenuti in un orientamento diverso che vada proprio
verso le uniche residue possibilità di concorrenzialità e di
competizione, altrimenti questa produzione, domani, giacerà
invenduta, tornerà ad essere invenduta, tornerà a non avere
mercato e quindi a non avere immagine e quindi a non avere
imbottigliamento e quindi a non avere tutto quello che oggi
stiamo lamentando. E' questo lo sforzo organico che stiamo
facendo con i nostri strumenti, con la ricerca, con la
sperimentazione,con la selezione dei vitigni autoctoni.
Le calamità che abbiamo declarato. Io vado in giro con degli
amuleti, Presidente, perché da quando sono assessore e qualcuno
ha ricordato che lo sono da qualche mese, ho dovuto dichiarare
solo io ed i miei uffici 20 calamità; bene a queste 20 calamità,
tra il 2004 e il 2005 complessivamente se ne aggiungono altre 9,
sono 29 e tutte e 29 sono state non soltanto oggetto della
declaratoria di riconoscimento, ma destinatarie di un
finanziamento che il Ministero delle Politiche agricole, proprio
15 giorni fa, ha decretato con uno strumento che è stato inviato
e pubblicato in Gazzetta, si tratta di 30 milioni di Euro per il
riconoscimento delle calamità declarate, 28-29 episodi calamitosi
nel 2004 e nel 2005.
Certo, per quanto riguarda il 2002 i colleghi hanno
sottolineato il palleggiamento delle responsabilità negli anni
precedenti e abbiamo anche assistito a finanziarie che hanno
bloccato dotazioni finanziarie precedentemente indicate. In
merito alla siccità del 2002, richiamata dall'onorevole Oddo, che
fine ha fatto?
Avevamo dei limiti di impegno che dovevano essere attualizzati,
sono stati bloccati nelle finanziarie, siamo riusciti finalmente
a sboccarli con questa legge 71, adesso è intervenuta la censura
comunitaria che non viene citata come alibi perché tutti insieme
abbiamo lavorato alla legge sulle carcasse.
Vi ricordo che la legge sulle carcasse, sebbene portasse la
prima firma degli onorevoli Gurrieri, Zago, Incardona e Leontini,
è stata votata all'unanimità da questo Parlamento; io non
immagino che tutto il Parlamento, in quel momento, avesse
inalberato il vessillo della demagogia, è un Parlamento che
andava nella direzione degli interessi dei produttori, ha fatto
la legge consapevolmente, coscientemente, tentando di fare quanto
la produzione e la categoria chiedeva.
Bene, quella legge si è bloccata perché, in quella dotazione
finanziaria di 2000 Euro, siamo rimasti in questo momento appesi
allo scioglimento della riserva da parte dell'Unione europea che
non ci consente di funzionare se non attraverso il regine del de
minimis che è quello al quale stiamo facendo ricorso per potere
erogare i fondi a tutti i produttori zootecnici.
Allora chiudo, Presidente, dicendo che l'ordine del giorno che
è stato presentato nella parte che impegna il Governo, in gran
parte è già oggetto di attuazione, quindi è accoglibile
sicuramente come raccomandazione.
Certo, nella premessa è modificabile e suscettibile di
modificazione da parte di chi, ovviamente, non può che respingere
quanto nella premessa è indicato, ma credo che sia stato
modificato e quindi sarà valutato e apprezzato e votato se
ricondotto alla parte che impegna il Governo, cioè all'oggetto
concreto dell'azione comune che dovrà vedere Governo e Parlamento
solidali un tutta una serie di iniziativa che, anche in un
eventuale disegno di legge che voglia essere fatto coscientemente
e non demagogicamente, insieme potremo formulare nelle prossime
settimane.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale.
SPEZIALE Sono d'accordo sulla proposta dell'assessore
Leontini..
PRESIDENTE La proposta dell'onorevole Leontini è accettata da
uno dei firmatari, l'onorevole Speziale,. Il primo firmatario è
l'onorevole Cracolici. Cosa ne pensa?
CRACOLICI Vorrei evitare che in italiano non funzioni. Sono
d'accordo a togliere il primo comma.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. «Il
Parlamento della Regione siciliana per rispondere alle esigenze
della produzione vitivinicola afflitta da momenti di grande crisi
e pesantezza intende impegnare il governo nella direzione
illustrata dai seguenti punti».
PRESIDENTE Si cassa il primo capoverso. E' d'accordo,
onorevole Leontini? Non basta cassare il primo capoverso?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Personalmente propongo la seguente formulazione:
«L'Assemblea regionale siciliana considerata la crisi di
mercato del settore vitivinicolo che rischia di mettere in
ginocchio l'intero comparto, considerato il necessario sostegno
delle politiche pubbliche alla possibilità di autorganizzazione
del sistema vitivinicolo siciliano che alla data registra due
differenti velocità ..... che le giacenze accumulatesi
soprattutto nelle cantine sociali hanno appesantito il mercato
favorendo manovre ... »
PRESIDENTE. L'ordine del giorno numero 597 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici,
Speziale, Capodicasa, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
Oddo, Panarello, Villari, Zago, Ortisi e Barbagallo l'ordine del
giorno n. 598 Provvidenze per il settore vitivinicolo . Ne do
lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
Considerato:
·la crisi di mercato del settore vitivinicolo, che rischia di
mettere in ginocchio l'intero comparto;
·il necessario sostegno delle politiche pubbliche alla
possibilità di autorganizzazione del sistema vitivinicolo
siciliano che, alla data di oggi, registra due differenti
velocità di crescita tra un gruppo d'imprese singole e
cooperative capaci di confrontarsi sul mercato di qualità e un
maggior numero d'imprese singole e cooperative che accusano
ritardi nel loro adeguamento tecnologico, produttivo e
commerciale;
·che le giacenze accumulatesi soprattutto nelle cantine sociali
hanno appesantito il mercato favorendo manovre speculative al
ribasso,
impegna il Governo della Regione
·a pubblicare, come concordato con le organizzazioni di
categoria, il prezzo di orientamento su cui calcolare la misura
di anticipazione per le uve della vendemmia 2005;
·ad approntare un intervento finanziario da corrispondere alle
cantine sociali che saranno costrette a distillare le vinacce in
impianti industriali ubicati al di fuori della Sicilia, la
differenza dei costi di trasporto;
·a negoziare col Governo nazionale un quantitativo di vino
siciliano da avviare alla distillazione di crisi e consentire con
un maggiore finanziamento dello Stato un ampliamento della
distillazione facoltativa;
·a reperire le risorse finanziarie per anticipare la
liquidazione del pregresso dovuto alle imprese agricole singole e
associate colpite da calamità naturali;
·a rendere possibile la cessione all'INPS di crediti vantati
dalle imprese agricole singole e associate verso la Regione e lo
Stato;
·a recepire nella normativa regionale gli aiuti consentiti per
l'ammodernamento del settore agroalimentare previsti dal
regolamento CE n. 1/2004, che consentirebbe alle cooperative
agricole di accedere all'IRCAC;
·a intervenire affinché le riforme delle OCM del vino e
dell'ortofrutta prevedano il trasferimento degli aiuti di settore
direttamente ai produttori;
·a predisporre il potenziamento e la riforma dell'Istituto Vite
Vino;
·a finanziare progetti di ricerca e innovazione nel settore
agricolo;
·a rivedere la legislazione sulla cooperazione per consentire il
potenziamento e l'adeguamento alle nuove realtà di mercati
globali, alle nuove opportunità di sistema e di distretti di
qualità, basati sull'autocertificazione e sull'origine geografica
dei prodotti sostenendo con un piano di settore la promozione e
il marketing del vino siciliano;
·a favorire le politiche pubbliche e fiscali per la riduzione
dei costi di produzione: gasolio, trasporti, servizi materiali e
immateriali alle imprese.» (598)
CRACOLICI, SPEZIALE, CAPODICASA, CRISAFULLI,DE
BENEDICTIS,
GIANNOPOLO, ODDO, PANARELLO, VILLARI, ZAGO, ORTISI, BARBAGALLO
Presidenza del presidente Lo Porto
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 598.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La seduta è sospesa e riprenderà domani, mercoledì 21 settembre
2005, alle ore 10.30.
(la seduta, sospesa alle ore 21.05, è ripresa alle ore 11.35 di
mercoledì, 21 settembre 2005)
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente FLERES
BURGARETTA APARO , segretario, da lettura del verbale della
seduta numero 313 di martedì 13 settembre 2005 che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
Congedi e missione
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo per oggi, mercoledì
21 settembre 2005, l'Assessore D'Aquino e gli onorevoli Genovese
e Moschetto.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che l'onorevole Paffumi è in missione oggi,
il 21 settembre 2005, per ragioni del suo ufficio.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Famiglia
N. 1353 - Accertamenti su precari e stagisti in servizio presso
il Comune di Palermo.
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 1431 - Iniziative volte a ricondurre l'amministrazione
comunale di Borgetto (PA) ai principi di legalità e trasparenza.
Firmatari: Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino; Giannopolo
Domenico
N. 1435 - Interventi in favore dei territori dei comuni di Gela
e Niscemi colpiti dal maltempo.
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 1442 - Notizie in merito al funzionamento del Consiglio
comunale di San Gregorio (CT).
Firmatario:Villari Giovanni
N. 1462 - Notizie in ordine al mancato coinvolgimento del
Consiglio comunale di Catania nella redazione del Piano di zona
per la realizzazione del sistema integrato di
interventi e servizi sociali.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1473 - Notizie in merito al bando di concorso per
l'assegnazione in locazione semplice di alloggi popolari di
proprietà del comune di Palermo e dell'IACP.
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1579 - Urgenti iniziative per assicurare trasparenza nei
rapporti tra Comune di Catania ed istituti educativo-
assistenziali per i minori in condizioni socio-economiche
disagiate.
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1592 - Elezione del difensore civico presso il Comune di
Licodia Eubea (CT ).
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1824 - Notizie a proposito delle irregolarità compiute dal
sindaco e dalla giunta comunale di Ucria (ME).
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1854 - Interventi volti a far cessare interferenze e/o
limitazioni nei confronti del Presidente del Consiglio comunale
di Floridia (SR).
Firmatario: Ortisi Egidio
N. 1867 - Interventi urgenti per la riqualificazione della
piazza Spirito Santo di Catania.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 2112 - Interventi urgenti per evitare il susseguirsi di
furti in appartamenti e presso attività commerciali nel comune di
Niscemi (CL).
Firmatario: Raiti Salvatore
- da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici
N. 2228 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza della
strada provinciale n. 59 nel tratto Avola-Fiumara-Calabernardo-
Lido di Noto-Pizzuta-Eloro.
Firmatari: Burgaretta Aparo Sebastiano
- da parte dell'Assessore per il Lavoro
N. 2177 - Attuazione delle misure di fuoriuscita dal precariato
dei lavoratori ASU impegnati nell'Amministrazione regionale.
Firmatario: Incardona Carmelo
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
Disposizioni per l'inquadramento in ruolo del personale
precario operante presso le sedi dell'Agenzia regionale
protezione ambiente (ARPA) della Sicilia' (n. 1054)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Villari, De Benedictis, Giannopolo,
Zago in data 15 settembre 2005
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alle
competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative, in data 15 settembre 2005:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Interventi per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario
della riapertura del teatro greco di Tindari (n. 1052)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Panarello ed altri in data 15
settembre 2005
Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi con le
isole minori (n. 1053)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Beninanti e Misuraca in data 15
settembre 2005
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate alla competente Commissione
legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente autonomo regionale Teatro di Messina - Nomina
sovrintendente' (n. 403/I)
- pervenuto in data 14 settembre 2005
- inviato in data 15 settembre 2005
- Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di
Agrigento - Nomina Commissario straordinario' (n. 404/I)
- pervenuto in data 14 settembre 2005
- inviato in data 15 settembre 2005
- Consorzio per le autostrade siciliane - Nomina vice
commissario' (n. 405/I)
- pervenuto in data 16 settembre 2005
- inviato in data 16 settembre 2005
- Nomine commissioni di gara ex art. 7 ter, comma 9 della
legge n. 109 del 1994' (n. 406/I)
- pervenuto in data 16 settembre 2005
- inviato in data 16 settembre 2005
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 2367 - Notizie sull'esito dell'ispezione disposta
dall'Assessore per la sanità presso la struttura ospedaliera
Buccheri La Ferla e il servizio di emergenza 118 di Palermo a
seguito della morte della signora Angela Pagano.
- Assessore Sanità
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2370 - Iniziative per una diversa previsione del
'Dipartimento aziendale per l'integrazione socio-sanitaria', che
tenga conto delle fasce deboli di cui alla legge 328 del 2000.
- Assessore Sanità
Firmatari: Villari Giovanni; Cracolici Antonino; Giannopolo
Domenico;
Zago Salvatore; Spampinato Giuseppe; Tumino
Carmelo;Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Panarello
Filippo; Capodicasa Angelo; Leanza Nicola
N. 2378 - Notizie circa i criteri di selezione adottati per
l'assunzione di personale tecnico presso l'Assessorato Beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 2379 - Interventi urgenti per la manutenzione del fiume
Soria in provincia di Trapani.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2380 - Interventi nei confronti della distilleria Bertolino
di Partinico (PA).
- Assessore Territorio
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2381 - Interventi per la creazione di un Ufficio speciale a
favore dei disabili per la verifica e la promozione dello stato
di attuazione delle leggi sulla disabilità.
- Presidente Regione
Firmatario: Oddo Camillo
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta
N. 2366 - Graduatoria degli interventi ammissibili relativi
alla sottomisura 4.01.d 'Aiuti al commercio ed all'artigianato'
del POR Sicilia 2000/2006: erronea attribuzione del punteggio
relativo a due progetti ricadenti nel territorio del comune di
Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Ioppolo Giovanni
N. 2368 - Provvedimenti urgenti per il ripristino della
legalità e della trasparenza amministrativa nel Comune di Naso
(ME).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 2369 - Iniziative urgenti a sostegno del comparto agricolo
del territorio ennese.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 2371 - Interventi urgenti per il ripristino della rete
fognaria e delle caditoie di raccolta acqua piovana in via
Villalba ad Acireale (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2372 - Interventi urgenti per il recupero del castello
normanno di Acicastello in provincia di Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2373 - Interventi urgenti per il ripristino della rete
fognaria del complesso di edilizia popolare di contrada Jungo a
Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2374 - Interventi urgenti per il ripristino del Parco Gioeni
di Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2375 - Interventi urgenti per il ripristino della villetta
di Altarello a Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2376 - Interventi urgenti per il ripristino del 'Borgo di
Santo Pietro' in Caltagirone.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2377 - Interventi urgenti per il ripristino delle strade e
della rete fognaria di contrada Anzalone in Acireale.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2382 - Interventi urgenti per il finanziamento delle zone
artigianali delle comunità montane della provincia di Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Gurrieri Sebastiano.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 271 - Sollecita definizione della situazione presso il
Comune di Carini (PA) già segnalata con l'interpellanza n. 269.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca.
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Comunicazione relativa allo schema di programma dei lavori
parlamentari
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, riunitasi il 20 settembre 2005 sotto la
presidenza del Presidente dell'ARS, onorevole Lo Porto, e con la
partecipazione dei Vicepresidenti dell'ARS, onorevoli Fleres e
Crisafulli e del Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, non
avendo raggiunto la prescritta maggioranza di cui al comma 4
dell'articolo 98 quater del Regolamento non è pervenuta alla
approvazione di un programma dei lavori per la corrente sessione
autunnale.
Conseguentemente, ai sensi dell'articolo 98 quater.1, il
Presidente si è riservato di comunicare all'Assemblea gli schemi
di programma dei lavori emersi nella riunione, onde procedere
alla loro votazione in Aula.
Pertanto, gli schemi che vengono sottoposti al voto
dell'Assemblea, per alzata e seduta, sono i seguenti:
a) schema di programma proposto dal Governo, concernente i
disegni di legge già esitati per l'Aula:
ddl appalti (nn. 771-774/A);
ddl istituzione ulteriore turno elettorale autunnale (n.
977/A);
ddl poli turistici (nn. 986-987/A);
ddl sui prezzi (n. 1023/A);
ddl cooperative agricole e Camere di commercio (nn. 392-402-
763-stralcio I/A);
ddl disposizioni finanziarie urgenti e razionalizzazione
attività amministrativa (n.151-Norme stralciate II/A).
Inoltre, all'interno del citato schema di programma, il Governo
ha proposto l'esame in Aula, ove venisse per tempo esitato dalla
competente Commissione, il disegno di legge in materia di
formazione professionale.
b) ulteriore schema di programma proposto da una parte della
stessa Conferenza, concernente sempre i disegni di legge già
esitati per l'Aula:
ddl concernente istituzione ulteriore turno elettorale
autunnale (n. 977/A);
ddl in materia di appalti (nn. 771-774/A);
ddl in materia di poli turistici (nn. 986-987/A);
ddl sui prezzi (n. 1023/A);
ddl cooperative agricole e Camere di commercio (nn. 392-402-
763-stralcio I/A);
ddl disposizioni finanziarie urgenti e razionalizzazione
attività amministrativa (n.151-Norme stralciate II/A).
Ricordo, infine, che ai sensi del comma 2 dello stesso articolo
98 quater.1 del Regolamento, la Presidenza dell'Assemblea si è
riservata di convocare una nuova Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, per deliberare sul nuovo programma dei
lavori.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per rappresentare l'esigenza e il problema che nasce, appunto, da
una condizione parimenti problematica della questione, che è
quella di mettere al primo punto all'ordine del giorno,
l'istituzione del turno elettorale autunnale 2005. Ciò, per una
semplice ragione: innanzitutto, abbiamo il dovere di istituire
questo turno elettorale autunnale. E abbiamo il dovere di farlo
perché non possiamo pensare che i comuni che hanno votato nel
2000, possano protrarre la rispettiva legislatura, il relativo
mandato, oltre i cinque anni previsti dalla legge.
C'è l'urgenza di intervenire perché dovremmo mettere in
condizione la struttura assessoriale, l'Assessorato per le
autonomie locali, ma anche le stesse rappresentanze politiche, di
affrontare per tempo, sul piano politico e organizzativo, lo
stesso turno elettorale che abbiamo visto essere stato fissato,
per il comune di Messina, per la fine di novembre.
Ritengo quindi che sia necessario anticipare, vista l'urgenza,
il punto che riguarda il disegno di legge sull'istituzione del
turno elettorale e, successivamente, passare agli altri argomenti
che sono inseriti nell'altro schema di programma dei lavori.
PRESIDENTE Il suo intervento è già incluso in uno dei due
schemi di ordine del giorno. Pertanto, se viene approvato quello,
è in re ipsa.
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
dei due schemi che si andranno a votare, mi rivolgo proprio a
lei, per segnalarle che uno degli argomenti posti all'ordine del
giorno, presente fra l'altro in tutti e due gli schemi, sia pure
in posizione diversa - mi riferisco al turno elettorale - non può
essere comunque discusso in quanto è privo della copertura
finanziaria. Le ricordo, infatti, che aveva una copertura
finanziaria precedente a quando è stato esitato per l'Aula.
In seguito, infatti, sono stati approvati degli emendamenti...
GIANNOPOLO Non necessita di copertura finanziaria il disegno
di legge che riguarda l'istituzione del turno elettorale
FORMICA ...Dicevo, sono stati approvati degli emendamenti con
i quali si è esteso il turno elettorale ad altre annualità e ad
altri comuni il che, automaticamente, comporta un nuovo passaggio
in Commissione Bilancio.
Pertanto le segnalo che, comunque, quell'argomento non può
essere posto all'ordine del giorno.
BENINATI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire sull'organizzazione dei lavori perché, sinceramente,
la mia assenza nella giornata di ieri, era dovuta in quanto la
Commissione svolgeva un'audizione su un tema che l'Aula ha
attribuito, in particolare sulle problematiche dei rifiuti, ed è
proprio per questo il mio intervento, signor Presidente.
Prego la Presidenza a rivedere, anche per la settimana
prossima, l'organizzazione dei lavori dell'Aula ed evitare
possibilmente che nelle mattinate si tengano sedute d'Aula perché
il sottoscritto, che deve continuare in Commissione le audizioni
in materia di rifiuti, non può invitare persone (oltretutto, mi
risulta che alcuni vengano anche dall'estero) per poi non poter
svolgere la prescritta audizione medesima.
Pertanto io sono bloccato anche da questo: sarebbe quindi
opportuno, intanto, che domani mattina si evitasse di organizzare
i lavori d'Aula, perché è già prevista l'audizione in Commissione
di alcune figure che, anch'esse, vengono da fuori, per cui non si
tratta di poter svolgere i lavori compatibilmente a quelli
dell'Aula, purtroppo la Commissione non si può tenere se c'è
Aula
Sarebbe opportuno, quindi, mettere un attimo a registro questa
problematica, perché altrimenti la Commissione non può adempiere
ad un obbligo che l'Aula stessa ha dato in primo punto.
In secondo luogo, la Commissione, nella giornata di oggi, ha
esitato un testo che invito cortesemente la Conferenza dei
Capigruppo, se si terrà, a porre con urgenza all'ordine del
giorno; si tratta di un testo che ha impedito nell'estate che i
trasporti marittimi si bloccassero. Con l'Assessore Granata si
era convenuto un percorso, questa mattina la Commissione ha
adempiuto a questo stesso percorso, pertanto ora bisognerà
approvare, con urgenza, un articolo di legge che sbloccherebbe
l'opportunità di dare dei fondi (era già stata data questa
copertura economica, mancava appunto l'articolo di legge).
Anche questa norma, relativa ai trasporti marittimi per le
isole minori, è stata esitata dalla Commissione, pertanto chiedo
di inserirla in quanto è già pronta per essere esitata.
In terzo luogo, e concludo, abbiamo un altro problema, signor
Presidente. La Commissione cerca di adempiere al suo dovere
istituzionale, di lavorare, purtroppo ci sono delle difficoltà...
PRESIDENTE Onorevole Beninati, io ho compreso il significato
del suo intervento. Poiché, in questo momento, dobbiamo soltanto
porre in votazione l'ordine del giorno, il merito verrà demandato
a una successiva fase.
Desidero invitarla a concludere, perché è intenzione della
Presidenza, stabilito quale dei due ordini del giorno verrà
approvato, di sospendere brevemente la seduta, per convocare i
Capigruppo, anche perché ieri non abbiamo stabilito il
calendario: a prescindere dall'ordine del giorno che verrà
approvato, bisognerà stabilire un calendario dei lavori e,
dunque, quando l'Aula si riunirà. L'Aula ha ascoltato il suo
intervento e credo che verrà presa in considerazione la sua
esigenza.
BENINATI Nell'ordine dei lavori d'Aula, in entrambi gli
ordini del giorno, non vedo due testi già esitati da diversi mesi
dalla Commissione Quarta, purtroppo non sono ancora esitati dalla
Commissione Seconda, e tuttavia giungono altri testi, giunti
successivamente.
Allora, si deve risolvere anche questo problema: politicamente,
si deve capire se dobbiamo rinunziare a portare avanti le leggi
che esitiamo, perché poi non si riunisce la Commissione Seconda,
quindi è un problema serio. Abbiamo infatti la legge sul demanio
e un'altra legge, esitate mesi fa...
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per sostenere, con ulteriori motivazioni, la richiesta
dell'onorevole Giannopolo e, comunque, per chiedere un impegno
alla Presidenza dell'Assemblea al fine di dare priorità alla
legge sul turno elettorale: ciò significa far riacquistare un
minimo di dignità anche a questo Parlamento. Stiamo parlando,
infatti, di una legge il cui iter era sostanzialmente in fase
avanzata (il dibattito era in Aula) e che è stato trasmesso poi
in Commissione con motivazioni molto discutibili; allora,
utilizzai l'esempio del bambino che gioca a pallone e, siccome è
il proprietario del pallone, quando le cose non vanno bene, se lo
prende e dice fermiamo la partita
Questa è una partita che, comunque, deve essere conclusa e
quindi auspico che il primo punto all'ordine del giorno, alla
ripresa dei lavori, sia appunto la legge sul turno elettorale, ma
comunque chiedo, signor Presidente, per le medesime ragioni
espresse dall'onorevole Giannopolo (perché poi non avrebbe senso
discutere più in là di questa legge) che, qualora non sia posta
al primo punto all'ordine del giorno, venga comunque
calendarizzata in maniera tale che la discussione abbia un senso
e cioè che il Parlamento si possa esprimere, anche in senso
contrario, ma cercando di dare dignità rispetto a un percorso che
non deve essere messo nelle retrovie, con strategie di dubbia
qualità.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetterà
di osservare che il problema, anche nella Conferenza dei
Capigruppo, è stato mal posto. Come lei ricorderà, visto che ha
partecipato alla Conferenza dei Capigruppo, nel predisporre il
programma dei lavori d'Aula, è nata una querelle interpretativa
sul Regolamento. Noi abbiamo sostenuto che, nel caso di richiamo
in Aula di un disegno di legge, già esaminato ed in parte votato
dall'Aula, rimandato in Commissione, sul richiamo dell'Aula, il
Regolamento prescrive che va riesaminato dall'Aula, viene portato
nuovamente all'esame dei lavori d'Aula.
Ieri ho formalizzato, come lei ricorderà, che non c'entra
niente con il primo comma dell'articolo 98 quater, quella è
un'altra fattispecie. Non possiamo qui porre in discussione una
interpretazione regolamentare che è abbastanza chiara.
Il disegno di legge sul turno elettorale era stato già
esaminato dall'Aula. Era stato votato l'articolo 1. In quella
occasione, il Parlamento decise di restituire il disegno di
legge alla Commissione. Successivamente, fu chiesto che il
disegno di legge stesso venisse riportato in Aula. A tal
proposito, prescrive il Regolamento, che il disegno di legge
viene sottoposto all'esame dell'Aula che, implicitamente,
riconosce una gerarchia di priorità che prescinde dall'ordine dei
lavori stabiliti dalla Conferenza dei Capigruppo che viene
regolamentato dal primo comma dell'articolo 98 quater.
Sono due fattispecie distinte. Ora, se in forza di principi di
maggioranza, si vuole di volta in volta stravolgere
l'applicazione regolamentare, signor Presidente, noi non possiamo
permettere che si vada da vulnus a vulnus, da precedente a
precedente, e di piegare il Regolamento sulle basi delle esigenze
della maggioranza
Inoltre, c'è anche un argomento di buon senso che dovrebbe
indurre l'Aula a discutere il disegno di legge sul turno
elettorale di novembre. Novembre, infatti, come lei sa e come i
colleghi sanno, è fra due mesi Il turno elettorale a novembre si
può fare soltanto se l'Aula si rideterminerà nell'approvazione
immediata della legge, per dare la possibilità, da qui a qualche
giorno, di essere pubblicata, in modo tale che il Governo possa
compiere tutti gli atti amministrativi per indire le elezioni e
mettere dunque in condizioni il Parlamento di valutare...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, mi scusi se la interrompo.
Dobbiamo essere proficui nell'andamento dei lavori, anche perché
questo dibattito si è svolto ampiamente durante la Conferenza dei
Capigruppo.
Il quarto comma dell'articolo 121 quater prescrive che
trascorsi quindici giorni, il disegno di legge sarà reiscritto
all'ordine del giorno dell'Assemblea . Cosa che gli Uffici e la
Presidenza hanno già provveduto a fare, tant'è che lei,
all'ordine del giorno della seduta di oggi - i lavori sono
prosecuzione di quelli sospesi ieri - trova al quinto punto
Istituzione di un ulteriore turno elettorale .
Lei mi insegna che l'iscrizione all'ordine del giorno, non
significa che venga seguito quella sequenza, perché lei sa che
l'Aula, in qualunque momento, su richiesta motivata e secondo le
procedure regolamentari, può scegliere di modificare le priorità
dell'ordine del giorno.
SPEZIALE Signor Presidente, stavo portando alla valutazione
del Parlamento che deve determinarsi, una considerazione che
riguarda il buon senso.
PRESIDENTE Questo però è il merito, se il disegno di legge
verrà discusso, ciascuno si atteggerà come ritiene, ma oggi
dobbiamo stabilire l'ordine del giorno.
SPEZIALE Sull'ordine del giorno stavo cercando di richiamare
alla ragionevolezza il Parlamento e anche la Presidenza:
discutere, fra qualche giorno, di un turno elettorale a novembre,
è vanificare una scelta del Parlamento.
Il buon senso conduce a mettere al primo punto dell'ordine del
giorno il disegno di legge riguardante il turno elettorale. Tra
l'altro, il primo articolo, quello più significativo, è già stato
approvato: si approvi il secondo articolo, si dia il voto finale,
il tutto può farsi in 5 minuti
Se l'Assemblea si determina con voto contrario, quella partita
non possiamo più affrontarla e diamo certezza di comportamento
anche agli Uffici della Regione.
E' per questo che mi permetto di insistere nuovamente sulla
inversione dell'ordine dei lavori proposto ieri dal Governo, e
fatto proprio dal Presidente dell'Assemblea, e cioè di inserire
prima la legge sul turno elettorale e, successivamente, stabilire
il calendario dei lavori, così come si era deciso.
Mi permetto ancora una volta di reiterare, così come hanno
fatto già i miei colleghi, la richiesta che venga discussa in via
prioritaria la legge di istituzione del turno elettorale a
novembre.
ROTELLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Dovremmo tuttavia votare
quest'ordine del giorno. Mi pare che si stia sviluppando
impropriamente un dibattito sul merito.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per evitare che si inflazioni ulteriormente il
dibattito. All'ordine del giorno, l'argomento c'è
Il Regolamento prevede che un numero di deputati possa chiedere
il prelievo di un punto. Lo poniamo ai voti, se l'Aula lo
approva, procediamo di conseguenza, ma discutere su questo
argomento, ulteriormente, a me sembra sinceramente una perdita di
tempo.
PRESIDENTE Pongo in votazione lo schema proposta del Governo,
avvertendo che, in caso di approvazione, il secondo schema è
precluso.
La proposta del Governo è quella che prevede, al primo punto di
trattazione, la materia degli appalti.
Specifico che il voto avverrà per alzata e seduta.
Chi è favorevole allo schema A, che prevede al primo punto la
trattazione degli appalti, resti seduto; chi è contrario si alzi.
(si procede alla votazione)
Onorevoli colleghi, si rende necessaria una controprova.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(proteste in Aula dai banchi del centro-sinistra)
Il secondo schema è, pertanto, precluso.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per convocare,
immediatamente, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari e stabilire il calendario dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 12.00, è ripresa alle ore 12.33)
La seduta è ripresa.
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Comunicazione di nuova denominazione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, a far data da oggi, il gruppo
parlamentare Centro democratico' costituito all'Ars, cambia la
propria denominazione in 'Movimento Iniziativa Popolare (MIP)'
così come stabilito dalla riunione dei parlamentari che lo
compongono.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 448 Iniziative
per la valorizzazione del personale del Corpo forestale della
Sicilia , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe; Baldari Nicola Renato.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
premesso che:
ormai da troppi anni i lavoratori forestali non vedono
valorizzata la loro opera e la loro professionalità;
pur essendo sempre presenti sui luoghi loro assegnati, malgrado
le estenuanti turnazioni e le condizioni atmosferiche che rendono
il lavoro particolarmente faticoso, l'attenzione del Governo e
del Parlamento è sempre stata particolarmente scarsa;
è necessario garantire ai lavoratori forestali lo stesso
trattamento dei loro colleghi del resto del Paese,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere quanto necessario affinché i lavoratori
forestali siciliani possano svolgere il proprio difficile compito
avendo garantite le medesime condizioni dei forestali del resto
del Paese;
a prevedere apposite convenzioni con il Ministero dell'Ambiente
affinché possano essere predisposti programmi finalizzati alla
prevenzione, spegnimento e ricostituzione della superficie
boschiva ed ulteriori contatti con la Protezione civile per il
loro impiego in caso di frane o per dissesto idrogeologico,
problemi questi che interessano particolarmente la nostra
Regione.» (448)
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Comunicazione del calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi in data odierna sotto la
Presidenza del Vicepresidente dell'Assemblea regionale siciliana,
onorevole Fleres, ha stabilito il seguente calendario dei lavori:
l'Aula terrà seduta nel pomeriggio di oggi, mercoledì 21
settembre 2005;
l'Aula terrà, altresì, seduta nei pomeriggi di martedì 27
(alle ore 17.30), mercoledì 28 e giovedì 29 settembre 2005;
le Commissioni si riuniranno nelle mattine di martedì 27,
mercoledì 28 e giovedì 29 settembre 2005;
l'Aula terrà poi seduta nei pomeriggi dei giorni 4-5-6 e 11
ottobre 2005;
le Commissioni si riuniranno nelle mattine dei giorni 4-5-6 e
11 ottobre 2005.
Preciso che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per lunedì 26 settembre 2005.
Successivamente la Presidenza convocherà una nuova riunione
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per il
prosieguo dei lavori.
L'Assemblea ne prende atto.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
concerne l'applicazione delle norme regolamentari riguardanti il
programma ed il calendario dei lavori d'Aula devo dire che il
Regolamento, così come rinnovato, ha già subito parecchi vulnera
in questo Parlamento.
Per esempio non si è mai discusso di alcun disegno di legge
presentato dall'opposizione, nonostante il nuovo Regolamento
preveda che un terzo dei disegni di legge debba essere discusso
perché presentato dalle opposizioni.
In Aula sono passati, alla spicciolata, già tanti disegni di
legge, tutti del Governo e della maggioranza e, siccome, il terzo
di uno è 0,3 periodico, è chiaro che lo 0,3 periodico di un
nostro disegno di legge non poteva che essere discusso in Aula.
Ieri, durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, abbiamo posto il problema ed il Presidente Lo Porto
ci ha dato ragione.
Pensavamo che, di conseguenza, anche per recuperare lo
svantaggio numerico dei mesi precedenti, si sarebbe discusso un
disegno di legge dell'opposizione.
L'onorevole Speziale aveva individuato tale disegno di legge in
quello che è stato oggetto della querelle di oggi.
Nonostante alcuni tentativi bonari, si è votato in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e sei Presidenti hanno
deciso in un senso, cinque in un altro.
Come prevede il Regolamento, si è messo ai voti, oggi, da parte
del Presidente Fleres, il passaggio ai lavori d'Aula secondo il
calendario proposto dalla maggioranza ed il risultato di tale
voto è stato controverso.
Noi crediamo che non sia controverso perché siccome non si
tratta di seicento voti, ma di 33 voti e visto che noi sappiamo
contare fino a 33 - il Presidente Fleres fino a 35, perché gli
altri numeri si possono aggiungere - sosteniamo che, la prima
volta in cui si è votato, i voti contro la proposta della
maggioranza erano più di 17 e successivamente, tramite interventi
politici, che io impropriamente ho chiamato intimidazioni, ma che
chiaramente ci sono stati alcuni colleghi che se ne sono pentiti
- e lo capisco - ma al voto successivo, che il Presidente ha
chiamato controprova, la controprova avrebbe dovuto vedere il
procedimento al contrario, cioè seduti i contrari, alzati i
favorevoli.
Ad ogni modo, non è questo il fatto importante, il Presidente
Fleres si è arrogato il diritto di truccare i numeri, e mi consta
perché li ho contati ad uno ad uno, signor Presidente, chiedo che
venga anche qua, perché siamo ridotti a questo punto, adoperata
la prova televisiva perché credo che Biscardi condurrebbe meglio
questo Parlamento.
Siccome non è la prima volta - e mi assumo la responsabilità
della denuncia - che la dignità non solo del Parlamento, ma di
ognuno di noi, capisco che ci può essere in Aula anche chi in
cambio di alzare o abbassare la mano ottiene non so che cosa, ma
la dignità di chi vuole svolgere il suo ruolo di parlamentare -
anche folklorico, per carità - non va calpestata.
Credo che se la prova televisiva, sospendendo i lavori d'Aula,
non sarà utilizzata saremo costretti a ricorrere ad opposizione
dura, significa che questo Parlamento verrà bloccato.
Credo che discutere, come diceva il collega Speziale, per un
minuto, il disegno di legge che riguarda la modifica dei turni
elettorali, la reintroduzione del secondo turno, che
probabilmente anche fra noi vedrebbe chi lo boccia, riaprirebbe
la possibilità di un dialogo fattivo, costruttivo dei lavori
dell'Aula.
In ogni caso, signor Presidente, questa Conferenza da lei
convocata, mi dice qualche collega che lo ha detto dal microfono,
io francamente non l'ho ascoltato, ma probabilmente lo ha detto,
in ogni caso è una decisione che è presa da una parte dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, quindi, va sottoposta di
nuovo al voto d'Aula e per votare cominceremo a chiedere il
numero legale, vediamo come andate avanti nei lavori, voi
maggioranza coesa, compatta, ma estemporanea Vediamo
PRESIDENTE Grazie onorevole Ortisi, ovviamente non tengo
conto delle offese che lei ha rivolto alla Presidenza perché
altrimenti dovrei replicare.
ORTISI L'offesa la fa lei con i suoi comportamenti e non è la
prima volta.
PRESIDENTE Come lei sa, onorevole Ortisi, il conteggio che la
Presidenza svolge non lo svolge da sola, bensì con l'assistenza
degli uffici, lei, quindi, ha avuto l'abilità di offendere
contemporaneamente la Presidenza e gli uffici.
ORTISI Non me ne pento perché non ho offeso nessuno. C'è la
prova televisiva.
PRESIDENTE La Presidenza non intende replicare alle sue
offese, però le posso garantire che il conteggio è stato esatto.
Mentre è molto più probabile che una sola persona possa non
avere visto qualche cosa, onorevole Ortisi, e siccome lei è
figlio della filosofia del dubbio di Socrate, per questo motivo
non tengo conto delle cose che lei ha detto.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, personalmente mi dissocio da quanto
ha detto dall'onorevole Ortisi nei confronti della Presidenza,
perché quanto ha rappresentato non risponde al vero.
Però mi chiedo - e farò un ragionamento politico - perché
talvolta questa maggioranza - oserei dire una maggioranza
sbrindella - non coglie le opportunità che una opposizione
sbrindellatissima propone.
Voglio spiegare le ragioni per le quali poco fa ho votato in
maniera diversa dalla maggioranza.
L'election day è stata una legge fatta in Sicilia perché varata
prima dal Governo nazionale di centro sinistra che introduceva il
turno unico non come necessità per regolamentare i lavori, bensì
per evitare il cosiddetto mercato delle vacche dei consigli
comunali .
In quel periodo, ero assessore pro-tempore agli enti locali e
l'onorevole Ortisi era il Presidente della prima Commissione, si
convenne, dopo avere studiato gli atti, che tutte le mozioni di
sfiducia che venivano fatte in un momento storico, rispetto alla
buona amministrazione di un comune, non sarebbero state
riproposte qualora ci fosse stata una sola data per votare.
Questo ragionamento è stato fatto dal Governo nazionale di
centro sinistra, così come fece quest'Assemblea.
Avrei voluto vedere l'imbarazzo che avrebbe avuto oggi questo
centro sinistra nello scegliere la prima legge delle opposizioni
e nel sostenere le motivazioni diametralmente opposte a quelle
che cinque anni fa aveva sostenuto in quest'Aula.
E questa maggioranza avrebbe potuto avere l'opportunità di
bocciare questa legge che merita di essere bocciata per due
diverse ragioni.
La prima è di tipo politica, perché non serve alla Sicilia
avere più turni elettorali, cosa che loro propongono per un mero
interesse di bottega. Questo dobbiamo dirlo, avevamo un'occasione
storica per bocciare quella legge.
La seconda ragione è rappresentata dal fatto che, appena la
prossima settimana questa legge verrà discussa, potremmo mettere
in imbarazzo il Governo che vede introdotto il turno elettorale
per alcuni Comuni della Sicilia e che non ha più - essendo la
data di indizione dei comizi elettorali regolamentata dalla legge
n. 35 del 1997 - il tempo tecnico per indire i comizi elettorale
nei Comuni che già dovrebbero tornare a votare perché l'articolo
1 della legge stessa, non in esame, non si può più modificare.
Pertanto, chiedo di fare autocritica e che si dica,
onestamente, che politicamente abbiamo sbagliato nel non fare
passare quella proposta perché quella stessa doveva essere
bocciata per le ragioni tecniche che ho evidenziato e per le
ragioni politiche che ho detto.
Bisognava fare incartare il centrosinistra su un ragionamento
politico diametralmente opposto a quello che aveva fatto 5 anni
addietro e che era insostenibile.
Dispiace che i colleghi non abbiano colto questa occasione,
così come dispiace che qualcuno speculi sul fatto che io abbia
votato in maniera diversa.
L'ho fatto consapevolmente, sapendo di poter raccogliere
un'occasione che serviva per bocciare la prima legge del centro
sinistra voluta da loro, non come fatto politico sterile, ma come
fatto politico che li incartava in un ragionamento che loro
avrebbero fatto diametralmente opposto a quello che avevano fatto
qui.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
ringrazio per la possibilità di poter riunione la Commissione
così come avevamo chiesto.
Inoltre, le chiedo, devo essere autorizzato dalla Presidenza,
se è possibile domani, in IV Commissione, per i lavori che
riguardano i rifiuti, di avere l'assistenza per la parte
stenodattilografata per avere immediatamente la documentazione.
PRESIDENTE Il Segretario Generale ha già provveduto ad
autorizzare la presenza degli stenografi per resocontare i
lavori.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, se la
Presidenza dell'Assemblea con molto savoir faire non ha raccolto,
come è uso e consuetudine, le provocazioni che spesso vengono
dall'Aula, non intendo farlo neppure io.
E non perché non stimi i colleghi parlamentari, anzi, tutti
sanno quanta stima ho per ciascuno di loro, per il collega Ortisi
in particolare che ritengo una persona per bene, onesta,
preparata e colta.
Però non bisogna mettere assieme le due cose: l'agone politico
e la ricerca della verità.
Si comprende bene - e lo comprendiamo tutti - che di fronte ad
una contesa politica, ad una battaglia politica quando i numeri
sono ristretti c'è sempre la rabbia, l'ardore, la vis polemica
che tende a confutare le cose.
Ma da qui a cercare di contestare una procedura che è stata
corretta fino all'inverosimile, rispetto anche alla storia di
questa Assemblea, di fronte ad una prima votazione che ha visto
un risultato altamente incerto, anche per le modalità con cui si
è votato.
Non si è votato con la scheda, bensì con l'alzata e seduta dei
colleghi del cento-sinistra; cito, per esempio, l'onorevole
Guerrieri della Margherita' che era seduto accanto a me.
CRACOLICI Era alzato.
FORMICA Si, onorevole Cracolici, se mi segue, con una
distribuzione della disposizione dei votanti, non tutta da un
lato e gli altri dall'altro lato, mi segua signor Presidente, ma
con una commistione di votanti nell'uno e nell'altro lato
dell'emiciclo.
Alla fine, la differenza, essendo minima, impediva una corretta
conta, per cui correttamente, essendo stata chiesta la
controprova, la Presidenza ha proceduto in tal senso.
La modalità della controprova è stata duplice: prima, seduti,
quelli favorevoli, poi, alzati, quelli favorevoli.
Per cui non c'era modo di sbagliare e, oltretutto, a questa
controprova hanno proceduto nella conta, non solo il Presidente,
ma il Presidente più i funzionari.
La differenza è stata di uno o due voti a nostro favore. Vero è
quello che diceva l'onorevole Ortisi che, rispetto alla prima
votazione, magari c'è stato qualche collega di maggioranza che ha
cambiato opinione, ma cosa c'entra con la regolarità?
Questo è del tutto normale, evidente, succede giorno per
giorno, succede in tutte le elezioni e in tutti i contesti, guai
se non fosse così.
Da qui a mettere in dubbio il corretto operato della Presidenza
e degli uffici non è accettabile, anche per l'apprezzamento che
ho nei confronti dei colleghi e del collega Ortisi in
particolare.
Riguardo a quello che ha detto l'onorevole Turano, sono
d'accordo con lui, ma, caro onorevole, intanto nei due ordini del
giorno che ci sono stati, quello del Governo, di parte della
maggioranza e della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari vedeva al primo posto gli appalti ed all'ultimo
posto la legge elettorale; la proposta del centro-sinistra
prevedeva, invece, al primo posto il turno elettorale e via via
gli appalti e tutti gli altri disegni di legge.
Già rispetto a quella decisione, intanto, è arrivato, qui,
formalizzato nella proposta della maggioranza, il disegno di
legge del turno elettorale al secondo posto - e non era uscita
così dalla decisione di maggioranza, perché doveva essere
all'ultimo posto - pur tuttavia, onorevole Turano, mi convinco
delle sue ragioni e argomentazioni perché sono corrette, serie ed
hanno anche un dato strumentale di vantaggio politico a favore
della maggioranza.
Bene, dopo l'approvazione della legge sugli appalti, avremo
modo di mettere in pratica i suoi suggerimenti e di fare uscire
allo scoperto i sotterfugi, l'ipocrisia portata avanti dal centro-
sinistra.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà:
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché vorrei riportare - anche perché mi rendo conto che ci sono
spinte interne alla maggioranza che tendono a ricondurre tutto
sul terreno politico - una vicenda che per noi aveva, ed ha, il
sapore soltanto di rispetto ed applicazione del Regolamento.
C'è una tendenza, si è visto anche ieri nella Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari, anziché ad attenersi allo
spirito ed alla lettera del Regolamento, a prevaricare lo stesso
per farne oggetto di valutazione della maggioranza.
Mi è sembrato di cogliere che anche lei, signor Presidente, non
è stato estraneo a questo comportamento.
Mi è sembrato che lei, preso dalla foga del suo ruolo di leader
della componente azzurra di Forza Italia, non si sia sottratto a
questa passione, ed è comprensibile; anziché fare l'arbitro, ha
fatto il tifoso nella vicenda che ha riguardato il calendario
dei lavori.
FORGIONE Ha pure votato, con una prassi inconsueta, per i
Presidenti.
SPEZIALE Ti posso assicurare che in campo, involontariamente,
avrebbe giocato per noi Avrebbe fatto autogol perché so che non
è assolutamente bravo, confonde le porte.
Signor Presidente, lei ha convocato, mi si dice, una
Conferenza, dopo il voto dell'Aula, per stabilire il calendario
dei lavori.
Converrà con me che questa materia è tutta quanta regolamentata
dall'articolo 98 quinquies e la invito a leggere.
Ha assunto una decisione, e poteva farlo, soltanto in presenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari che rappresentino almeno i
2/3 del Parlamento; avrebbe dovuto iscrivere - ieri era equivoco,
oggi è chiaro - all'ordine del giorno, cosa che le faremo
pervenire rapidamente, i disegni di legge, almeno per un terzo,
proposti dalla opposizione.
Il primo comma dell'articolo 98 quinquies prescrive che, nel
convocare la Conferenza dei capigruppo, avrebbe dovuto dare 24
ore di tempo - è tutto regolamentato - e programmare, come lei
giustamente ha fatto, i lavori di una settimana. Tutto questo è
regolamentato
Ora, veda, la forzatura precedente, la forzatura regolamentare,
il fatto che non si tenga conto, neanche per un istante,
dell'assenza dei Capigruppo di opposizione, nell'ambito della
Conferenza, e si tende piuttosto a forzare una decisione,
ebbene, danno il senso che non ci troviamo più di fronte ad un
Parlamento che segue un Regolamento.
Lei, per primo, signor Presidente, non può farlo, sta
lavorando per stralciare questo Regolamento e per operarsi, nello
scorcio finale di questa legislatura, a piegare l'Assemblea alle
ragioni della maggioranza.
Signor Presidente, capirà, che questo per noi ha il sapore di
una provocazione. E alla provocazione, siamo autorizzati a
rispondere con l'arma della legittima difesa
Non tanto, perché vogliamo difendere una parte politica, ma
perché vogliamo difendere il Regolamento e intendiamo difendere
l'autorevolezza e il prestigio del Parlamento medesimo, volendo
evitare che ci sia uno scadimento, nella parte finale della
legislatura, che tende soltanto a utilizzare il Parlamento per
finalità di ordine politico, o peggio, di ordine elettorale.
Detto questo, signor Presidente, la invito a sospendere l'Aula,
ad evitare che, attraverso questi continui atteggiamenti, che dal
nostro punto di vista tendono a determinare forzature inutili, si
possa creare un clima che non vogliamo.
Vogliamo affrontare le leggi ed esprimere le nostre posizioni.
Siamo convinti che le nostre posizioni sono quelle più corrette e
più giuste.
Sappiamo, tuttavia, che ci confrontiamo in un Parlamento che è
stato segnato dal voto del 2001, dove i nostri orientamenti,
corretti e giusti, possono avere la maggioranza in questo
Parlamento.
Non ci si può, però, impedire, e non si può permettere che
dobbiamo rincorrerla con un atteggiamento che è quello di dovere
per forza, di volta in volta, alzare la barricate per difendere
principi fondamentali già regolamentati.
Non possiamo far passare ore ed ore del dibattito parlamentare
soltanto sulla discussione che riguarda le modalità di
applicazione di un Regolamento
Vogliamo discutere le leggi nel merito, sapendo bene che c'è
una maggioranza che non é in grado di produrre alcun risultato
per la nostra Regione, che si tratta di una maggioranza confusa,
incerta, che ha determinato danni alla nostra Regione, come tutti
sappiamo, e che ancora continua a nascondere con la prova di
forza - attraverso l'assoluta litigiosità, l'assoluta incertezza
- una incapacità politica ad affrontare le questioni di merito.
Signor Presidente, la invito a non piegarsi a questo disegno.
Non vogliamo metterla in discussione, non vogliamo mettere in
discussione il prestigio della Presidenza, intendiamo, però, che
venga rispettato lo spirito e la lettera del Regolamento, ed
intendiamo, soprattutto, che lei abbia rispetto per una parte
politica, che, seppur minoranza in questo Parlamento, é una
parte significativa del Paese che noi rappresentiamo.
Quando si ha disprezzo per l'assenza di parlamentari nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e lei, senza
chiedersi la ragione di questa assenza, va avanti segna un
disprezzo nei confronti di una parte del Parlamento e di un
Presidente dell'Assemblea che non dovrebbe avere perché quel
disprezzo nei confronti di quella parte è il disprezzo della
parte che noi rappresentiamo e posso assicurale, signor
Presidente, che è molto più ampia di quello che voi crediate.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, per quanto riguarda le
osservazioni di natura procedurale, la rinvio ad una lettura più
puntuale del Regolamento e, in particolare, degli articoli 98
quater, quater 1 e 98 quinquies. Per quanto riguarda invece le
questioni relative alle modalità di votazione, sono state già
ampiamente esplicitate e la verifica è stata compiuta due volte,
come lei avrà potuto notare. Relativamente ...
SPEZIALE Abbiamo la verifica televisiva che dice il
contrario.
PRESIDENTE Lo vedremo quando sarà introdotta. Sarà
sicuramente utile
Ritengo vergognoso un altro aspetto, onorevole Speziale, che
non emerge e che non è scritto in nessun Regolamento, cioè
l'assenza di una classe dirigente che è in grado di organizzare
ed articolare complessivamente l'andamento dei lavori delle
Istituzioni. Questo è sicuramente un problema delle istituzioni
ma anche della classe dirigente di ciascun partito, di centro, di
destra, di sinistra e di opposizione.
Per quanto riguarda infine la convocazione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, lei mi insegna che è prassi
consolidata che in corso d'opera e in corso di seduta la stessa
può essere convocata dalla Presidenza, così come la stessa può
convocare le Commissioni in Aula se l'esigenza dell'andamento dei
lavori lo richiede.
Nello specifico, stabilito l'ordine del giorno sulla base di
una votazione e non potendo questa Presidenza andare avanti a
vista - e l'alternativa era questa, onorevole Speziale e ciò
sarebbe stato peggio -, la Presidenza ha convocato una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Comprendo che ci sono ragioni di natura politica che possono
pure determinare comportamenti particolari, assenze, presenze,
partecipazioni o meno e di ciò non mi meraviglio affatto - in
questa Assemblea sono stato maggioranza ed opposizione e conosco
bene gli strumenti di natura parlamentare che vengono adoperati -
tant'è che la Presidenza non ha organizzato tutta la fase
terminale di questa sessione ma si è limitata a due settimane,
dicendo che nel corso di queste due settimane si sarebbe tenuta
una ulteriore Conferenza dei capigruppo perché non vi è dubbio
che la Presidenza ha notato e registrato l'assenza
dell'opposizione. L'ha fatta notare anzi anche ad un collega
dell'opposizione che è stato presente in una prima fase e che poi
si è allontanato.
Tuttavia, il problema era quello di convocare una Conferenza
dei capigruppo oppure, motu proprio, potevo decidere da solo.
Ritenendo che una democrazia, sia pure con i problemi che
travagliano la nostra, sia sempre meglio di una assenza di
democrazia, lei mi consentirà che il passaggio dalla Conferenza
dei capigruppo, dal punto di vista deontologico, è certamente più
corretto.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, mi rivolgerò, come sempre, con il
massimo rispetto a lei perché oggi sta presiedendo la seduta di
quest'Aula, ma le cose che dirò avrei preferito dirle al
Presidente Lo Porto che ritengo, nella sua qualità di Presidente,
il garante del rispetto del Regolamento e sono anche
dell'avviso che, proprio per questo motivo, dovremmo sempre più
rinunciare ad utilizzare la poltrona della Presidenza per
risolvere i problemi che la politica, seduta invece dall'altra
parte, spesso e volentieri, non riesce a risolvere.
Abbiamo perso infatti una intera giornata di lavoro su un tema
che non è risolto: se la legge sul doppio turno è al primo, al
secondo o al terzo punto dell'ordine del giorno, perché la legge
sul doppio turno è all'ordine del giorno, la legge sugli appalti
verrà trattata prima soltanto per un mero ordine cronologico. Ad
un certo punto, si completerà e si dovrà passare alla legge sul
doppio turno che più che una legge elettorale è la dimostrazione
della incapacità di quella classe dirigente alla quale lei faceva
riferimento nella sua replica all'onorevole Speziale.
Ricordo a me stesso, ai colleghi ed a lei, signor Presidente
che, mentre eravamo ancora in fase di discussione generale sulla
legge sul doppio turno, sono intervenuto rivolgendomi alla
Presidenza e richiamando il clima che già si era creato attorno a
quella legge, invitando il Presidente dell'Assemblea a rinviare
in Commissione quella legge e la risposta fu, come spesso accade
in quest'Aula, immediata. Mi fu detto che non c'erano ragioni che
consentissero ciò ma, dopo alcune ore, si sono improvvisamente
create. Mi riferisco all'emendamento del collega Cracolici che
sconquassava il progetto che alcuni dirigenti di questo
Parlamento avevano messo in piedi con quella legge sul doppio
turno. In seguito ad un improvviso cambiamento, infatti, la legge
è tornata in Commissione. Spesso e volentieri non vi è la
capacità di intuire che poi c'è un Regolamento che prevede che,
decorso un termine, la legge ritorna in Aula.
Ciò che continuo a non capire - mi rivolgo ai miei colleghi di
maggioranza - è che adesso si vince una battaglia - lo dico
sempre con il massimo rispetto e riconoscendo in lei delle doti e
delle capacità che mi sarebbe piaciuto avesse qualcun altro nella
conduzione di quest'Aula - ma non le nascondo, signor Presidente,
che forse oggi sarebbe stato meglio, allorquando è stata chiesta
la verifica, utilizzare quella che è una prassi consolidata, cioè
l'utilizzo delle schede elettroniche.
Personalmente, ho votato contro - tra virgolette - le
indicazioni della maggioranza - lo ripeto -soltanto perché
ritengo inutile avere vinto la battaglia e avere posto al secondo
punto dell'ordine del giorno la legge sul doppio turno. Così non
è stato risolto il problema; è stato solo rinviato.
Anch'io ho verificato la ripresa televisiva ma mi rendo conto
che qui non siamo nella Federazione italiana del gioco calcio,
per cui discutiamo se la palla è entrata in rete o meno,
attraverso l'uso della moviola, ma anche la ripresa televisiva
dimostra che eravamo maggioranza quelli che votavamo contro la
proposta dell'ordine del giorno e non viceversa. Ciò però non ha
importanza questo. Non sto addebitando questo episodio come un
fatto di scorrettezza ma dico soltanto che, quando si crea un
precedente, diventa prassi e, basta una sola volta, che un
precedente diventa prassi. Purtroppo dimentichiamo spesso e
volentieri.
Ho vissuto sulla mia pelle, quando ero deputato nazionale, un
episodio simile. Ricordo che, in una seduta complicata, il
presidente Violante ritenne di poter computare ai fini del numero
legale i deputati che erano presenti in Aula e che, pure avendo
esercitato il loro diritto di non partecipare al voto proprio per
far mancare il numero legale furono considerati presenti ai fini
del numero legale. Il Presidente Violante, infatti, in quella
sede, fece riferimento ad una votazione del '65 cioè di
trent'anni prima, dove la presidentessa allora Nilde Jotti
computò la presenza fisica dei deputati nell'Aula di Montecitorio
ai fini del numero legale.
Rischiamo, forzando e istituendo prassi, di consegnare domani a
chi potrebbe venire a governare la Regione al posto nostro, una
serie di metodi che pagheremo pesantemente e, ripeto, se fosse
stato necessario il voto di oggi per risolvere il problema
politico legato alla legge sul doppio turno allora, avrei potuto
anche comprendere. Come disse una volta Gesù Cristo: chi è senza
peccato, scagli la prima pietra .
Oggi invece abbiamo scatenato un putiferio e la responsabilità
non è sua, signor Presidente ma è sempre di quei dirigenti a cui
lei si è riferito e alla loro, spesso provata, incapacità di
rinviare di qualche giorno quello che sarà un fatto drammatico
per una legge del centrodestra che il centrodestra non ha avuto
la capacità di difendere, facendo approvare emendamenti che non
erano, come dire, ben visti. Ma ora che dovrà fare, appena
arriveremo al secondo punto dell'ordine del giorno?
Sarà la stessa maggioranza a dover fare mancare il numero
legale. Ma fino a quando?
Come lei sa, il Regolamento prevede che quando manca il numero
legale si ricomincia da quella votazione. E quindi rischiamo di
rimanere fermi in quest'Aula fino a quando non si trovano i
numeri?
Forse sarebbe stato meglio - come ho sostenuto ieri nella
riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e oggi esprimendo
il mio voto - mettere al primo punto dell'ordine del giorno il
problema della legge sul doppio turno perchè il rischio è che,
per colpa della nostra incapacità, non riusciremo ad approvare la
riforma sugli appalti che invece è sentita dalle imprese, dai
professionisti.
Abbiamo la legge sul demanio che oggi è stata esitata dalla IV
Commissione e trasmessa alla Commissione Bilancio. Ma anche lì
vediamo se la maggioranza avrà la sensibilità di esserci per dare
il parere sulla legge che risolve il tema dei trasporti
marittimi. Devo dare ampio riconoscimento ai colleghi
dell'opposizione allorquando oggi, con l'assenza del Governo in
Commissione - perchè l'assessore Granata ha sempre cose più
importanti da fare che non occuparsi delle leggi del Governo e
non si è presentato, come spesso avviene in IV Commissione - nel
momento in cui l'assessore Granata avrebbe dovuto essere
presente, i colleghi dell'opposizione - l'onorevole De
Benedictis, l'onorevole Zago, l'onorevole Spampinato - non solo
hanno consentito di avere i sette voti per approvare la norma ma
non hanno eccepito l'assenza del Governo.
Dico ciò perchè questo credo sia più che soddisfacente per
dimostrare - mi duole dirlo - che forse i dirigenti a cui lei si
riferiva sono molto più presenti per ora nella maggioranza che
non nell'opposizione, signor Presidente. Forse sarebbe opportuno,
visto e considerato che ci apprestiamo ad aprire la sessione di
bilancio, predisporre un calendario serio senza fare forzature
per interessi di singoli partiti.
In verità, se andiamo a rivedere gli inghippi creati sulla
norma del doppio turno, una norma che viene rinviata in
Commissione, dopodichè una sola parte di questa norma - e mi
riferisco all'elezione di Messina - viene stralciata da una norma
che è in Commissione per essere inserita in un testo di legge nel
quale non poteva essere inserita, notiamo che vengono, di volta
in volta, fatte delle forzature delle quali poi la Presidenza se
ne assume la responsabilità avendo coscienza - e questa è la cosa
più drammatica - che si assume la responsabilità della gestione
politica che non le è dovuta.
Allora, signor Presidente, vorrei che lei che ha sempre
dimostrato grande capacità e grande saggezza, riferisse
dell'incidente d'Aula di oggi al Presidente Lo Porto, affinchè si
faccia carico egli stesso, perchè credo che ciò sia cosa giusta,
di riconvocare la Conferenza de Presidenti dei Gruppi
parlamentari per quanto attiene al programma. L'assenza di tutti
i capigruppo dell'opposizione, oggi, crea un ulteriore grave
precedente e credo che, a furia di precedenti, questo è un prezzo
che prima o poi pagheremo. La ringrazio, signor Presidente e le
chiedo scusa se per caso le ho mancato di rispetto.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
siamo addentrati in una bruttissima discussione e in una pessima
vicenda per quanto riguarda il rispetto delle istituzioni. Lei si
appellava, signor Presidente, alla necessità di avere una classe
dirigente in Sicilia o almeno in quest'Aula. Guardi, intanto, chi
ha la principale responsabilità del Governo di questa Regione;
guardi i suoi banchi, signor Presidente, quelli nei quali lei
siede quando non presiede; guardi il suo Gruppo parlamentare, il
suo Partito, quello che lei ha chiamato a raccolta a Pergusa con
grandi squilli di trombe e rifletta un poco sulla necessità di
forzare i Regolamenti e la correttezza istituzionale di
quest'Aula.
Lei, infatti, ha forzato il Regolamento.
Continuiamo a dire che ha forzato la conta dei deputati e su
questo, ora, l'onorevole Cracolici meglio di me spiegherà come
lei ha contato e, se anche gli Uffici l'hanno supportata in
questo, hanno sbagliato e se diciamo che hanno sbagliato anche
gli Uffici, non offendiamo gli Uffici ma chiediamo agli stessi
quella neutralità che è dovuta nell'espletamento delle loro
funzioni in quest'Aula e sui banchi della Presidenza.
E se diciamo ciò, signor Presidente, non la stiamo offendendo;
la richiamiamo al suo ruolo di super partes che lei non ha
voluto avere neanche al momento del voto quando ha votato, invece
che astenersi, come normalmente la Presidenza fa.
Vede, signor Presidente, non è così che lei può favorire il
ricompattamento di una maggioranza che non c'è. Adesso lei ha
ottenuto il risultato, falsando quei numeri, di un ordine dei
lavori...
PRESIDENTE Onorevole Forgione, il fatto che lei contesti, dal
punto di vista regolamentare, una procedura è assolutamente
insito nella posizione politica che lei assume. Il fatto però che
lei offenda questa Presidenza ...
FORGIONE Non sto offendendo.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, lei ed altri deputati
continuate a sostenere che la Presidenza ha falsato i dati e
questo non è consentito né a lei né a nessun'altro deputato
perché la Presidenza non ha falsato alcun dato.
Se qualcuno dell'opposizione ha contato in maniera diversa, è
possibile perché errori ne possono commettere tutti, ma non la
Presidenza, nel caso specifico, che può commettere errori
comunque, ma non nel caso specifico perché la conta é stata
effettuata da tre persone; è stata ripetuta due volte.
La invito, dunque, anche per la stima che nutro nei suoi
confronti, a non insistere su questo piano perché é un piano
molto fastidioso.
FORGIONE E' fastidioso anche per noi, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, esprima le sue opinioni ma non
affermi delle verità di cui non é certo perché, seguendo il suo
stesso ragionamento, potrei dirle che lei è un bugiardo ma non
lo dico. Dico che lei ha contato e ha commesso un errore,
probabilmente. Noi abbiamo contato in tre.
FORGIONE Stiamo parlando, però, di numeri e non di filosofia.
E' per richiamare il dibattito tra lei e l'onorevole Ortisi sul
fatto che i numeri sono numeri. Alcuni numeri, comunque, adesso
li citerà l'onorevole Cracolici con nomi e cognomi così vediamo
quanti erano in nomi e cognomi i presenti. Forse, visti questi
dubbi che rimangono, signor Presidente, tra di noi, d'ora in poi
sarà sempre bene fare la verifica con il tesserino, così almeno
abbiamo certezza.
Signor Presidente, il problema di questa mattina non lo ha
risolto perché siamo qui da quattro ore. Se pensava di
accelerare. Siamo qui da quattro ore a discutere di procedimenti
e di regolamenti e, addirittura, con questa discussione che non è
bella per nessuno, sul ruolo della Presidenza.
Ma, lei pensa che con questa che noi riteniamo una forzatura,
si risolve il problema di questa maggioranza e di questi banchi?
A noi bastano cinque deputati, da qui ad altre due settimane,
per inchiodare questa maggioranza che non c'é. Ci bastano cinque
deputati e lei sa cosa voglio dire quando cito il numero di
cinque.
Alla maggioranza, invece, ne servono almeno una trentina e dove
sono? C'è uno sfaldamento, non si va avanti con procedure e con
forzature. Lo state vedendo alla Camera dei Deputati quali
figuracce state sommando una dietro all'altra a partire dalla
legge elettorale. Siete arrivati al punto che, ormai, vi definite
vermiciattoli, tumori terminali, metastasi, tra di voi per
l'incapacità di compattarvi politicamente e se pensate che le
cose si risolvono così, almeno salviamo la correttezza dei
Regolamenti. E la correttezza dei Regolamenti, signor Presidente,
lei, che è uno di buon senso politico - non posso dire
regolamentare perché altrimenti mi smentirei - lo coglie bene nel
senso di una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
convocata come lei l'ha convocata, dove non c'è un Capogruppo
dell'opposizione, dove quelli della maggioranza sono divisi
perché due Gruppi politici hanno votato in modo difforme
all'unanimita?
Abbiamo visto come ha votato l'onorevole Acierno. L'abbiamo
vista l'unanimità dov'é, ce l'ha a fianco, girandosi attorno,
guardando l'unanimità del suo Gruppo, onorevole Formica , ce l'ha
attorno. L'unanimità fantasma del suo Gruppo ce l'ha attorno.
Signor Presidente, può pensare di tornare qui e fare una
programmazione di tre settimane?
Pensa ciò anche affermando a norma di Regolamento la sua
interpretazione, non la nostra perchè in quelle condizioni,
secondo noi, lei non può programmare neanche una settimana e lo
dice il Regolamento?
Lei arriva qui con una programmazione di tre settimane e questa
cosa ha a che fare con la politica o no? E, se ha a che fare con
la politica, la guardi la politica.
Allora, fermatevi un attimo a riflettere: se si deve fare una
Conferenza dei capigruppo la si convochi secondo il Regolamento e
si affrontino i nodi politici lì, senza forzare il Regolamento.
Se avete intenzione di andare avanti, poi andate avanti. In
queste condizioni però è chiaro che potete fare tutte le
Conferenze dei capigruppo senza tenere conto del Regolamento,
senza la presenza dei capigruppo dell'opposizione e poi, se siete
in grado di andar avanti, fatelo pure.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, ho la sensazione che quando
qualche pasdaran pensa di forzare, poi, produce gli effetti
contrari determinando una condizione come quella alla quale
stiamo assistendo. Faccio una premessa sui numeri. Non metto in
dubbio la conta, però vorrei qui ricordare il fatto che non siamo
in tanti. E' stato acclarato anche il fatto che alcuni deputati
della cosiddetta maggioranza hanno votato contro l'ordine dei
lavori proposto dalla Presidenza come hanno dichiarato da questo
scranno l'onorevole Acierno, l'onorevole Turano, assieme alla
collega Brandara e all'onorevole Fratello che, nella prima
votazione, aveva votato in un modo e prendiamo per buono che
nella seconda non ha manifestato la stessa intenzione di voto. I
deputati dei DS presenti al momento della votazione, come è
facile accertare, erano otto su dieci, scusate, ho sbagliato,
erano nove su dieci perchè l'unico assente al momento della
votazione era l'onorevole Zago. Poi erano presenti i colleghi:
Ortisi, Spampinato, Gurrieri, Culicchia e Manzullo della
Margherita. Se li sommiamo ai nove, fanno quattordici.
L'onorevole Ferro, l'onorevole Miccichè e l'onorevole Forgione si
sommano ai precedenti e il totale fa diciassette, più i tre della
cosiddetta maggioranza che hanno votato e hanno dichiarato da
questo podio di avere votato. Mi pare che diciassette più tre
faccia venti.
Dico ciò, perchè la vicenda della conta diventa una cosa un po'
antipatica. Al di là del fatto che il meccanismo della
controprova da lei utilizzato era evidente fin dalla prima prova,
essendo un voto per alzata e seduta ed era evidente la posizione
della maggioranza, signor Presidente, anche perchè alcuni
colleghi in seconda votazione hanno fatto un'altra scelta.
C'è la prova televisiva ed eventualmente si può verificare il
tutto.
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Cracolici, lei ha dato i nomi
...
CRACOLICI E ho detto che l'onorevole Zago che è qui
presente, al momento della votazione, non era presente.
PRESIDENTE In assenza di possibilità di confutarli, se lei
avesse voluto confutare l'esito della votazione, avrebbe potuto
chiedere insieme al suo Gruppo parlamentare e a quanti altri, il
voto con il sistema elettronico, cosa che non è accaduta.
Aggiungo un'altra cosa: visto che esiste un metodo, che è
quello di una bugia ripetuta più volte che diventa una verità,
non so cosa sia la prova televisiva in un Parlamento; so che è
uno strumento di natura calcistica e siccome è ridicolo - e
questo sì che fa diventare ridicolo il ruolo di un Parlamento -
prego lei ed i colleghi di non ripetere questa barzelletta perchè
offende, ridicolizza, minimizza il ruolo di un Parlamento.
CRACOLICI Signor Presidente, io non ho fatto riferimento alla
prova televisiva; ho dato i nomi dei colleghi presenti in
quest'Aula al momento della votazione fino a prova contraria. E
qualcuno deve dimostrare, al contrario, che questi colleghi non
erano presenti. Questo è il punto.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. L'onorevole
Panarello non c'era e l'onorevole Zago nemmeno.
CRACOLICI L'onorevole Panarello non c'era e l'onorevole Zago
nemmeno, scusi, ho detto otto. Non dica che l'onorevole a
Brandara ha votato come lei perché non è vero. Dopodiché, ad una
acclarata valutazione diversa, il Presidente ha proceduto con
un'altra forzatura regolamentare.
Signor Presidente, dunque, replicando all'intervento
dell'onorevole Speziale, ha usato una serie di argomentazioni
nelle quali ha premesso: io credo, io credo, io credo... .
Lei non è chiamato a credere nulla ma a rispettare il
Regolamento e l'articolo 98 quinquies recita come si applica il
Regolamento. Lei non può organizzare il calendario dei lavori al
di fuori di una settimana perchè nessuno l'autorizza. In
Conferenza dei Capigruppo, il calendario dei lavori va approvato
dai due terzi del Parlamento e, fino a prova contraria, pur
essendo pochi, i colleghi del centrosinistra sono 31 su 90 e,
fino a prova contraria, i due terzi fanno 60 su 90.
Allora, o stabiliamo di rispettare in maniera serena le regole
oppure è evidente che l'Aula resterà paralizzata, perché mi pare
che non ci siano le condizioni neanche per fare le forzature
regolamentari che siano supportate dai numeri parlamentari.
Al di là del fatto che siamo già arrivati all'ora di pranzo,
non mi pare che ci siano le condizioni perché quest'Aula possa
lavorare serenamente. Per questo motivo, signor Presidente, la
invito a sospendere la seduta, a determinare una condizione di
maggiore convivenza delle parti politiche in Aula e a determinare
un calendario dei lavori, così come prevede il Regolamento.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
manifestare la posizione del Gruppo La Margherita, ho la
necessità di precisare, anche a seguito di alcune cose che lei ha
avuto modo di dire poco fa quando ha risposto a delle accuse
fatte da alcuni miei colleghi, alcune cose che riguardano la
riunione dei Capigruppo. Lei ha affermato che, per un certo
periodo della riunione, era presente anche qualcuno del
centrosinistra e questo qualcuno sono io. Sono entrato in
Conferenza dei Capigruppo e, quando ho notato che non erano
presenti altri miei colleghi del centrosinistra, mi sono alzato e
me ne sono andato, tant'é che lei ha detto: dove sono gli altri
del centrosinistra? . Io ho detto: vado a cercarli io, Signor
Presidente . Mi sono alzato e sono andato via.
Vorrei chiederle, cortesemente, di non considerarmi tra i
presenti alla riunione.
PRESIDENTE Non è stato considerato presente alla riunione,
onorevole Gurrieri, ma ho detto che, per una parte della
riunione, era presente un deputato dell'opposizione che poi è
andato via.
GURRIERI No, detto così, è incompleto perché lascia il dubbio
che io abbia fatto il pentito.
PRESIDENTE No, onorevole Gurrieri, ho fotografato la realtà e
cioè che lei, per una parte della riunione, era presente e poi è
andato via.
GURRIERI Il chiarimento attraverso la mia precisazione penso
sia una cosa doverosa; tra persone per bene si chiariscono le
cose.
Per quanto riguarda l'invito che io le rivolgo, signor
Presidente, di sospendere la seduta e di non ufficializzare il
calendario che è stato elaborato da una parte di questo
Parlamento, mi pare una cosa ovvia e giusta, piuttosto che creare
un precedente alterando la temperatura già molto pesante che c'è
in quest'Aula e soprattutto all'interno della maggioranza.
Una persona può mostrare i propri muscoli quando ha la forza
per farlo, ma voi siete un corpo obeso , e quando un corpo è
obeso non è in grado di fare una gara di velocità, anche solo i
centro metri. Quindi, se siete un corpo obeso siete affetti da
alcune patologie: potreste avere la pressione alta o magari un
problema nel sangue, comunque avete bisogno di un check up.
Allora il problema vero è che voi, in quattro anni di
legislatura, avete fallito - e questo lo sanno tutti in Sicilia -
perché non siete stati capaci di trasformare l'eccesso di
consensi in prodotto politico. Nessuno può contestare questo
dato.
Se dobbiamo continuare a lavorare - ed io sono espressione di
una forza moderata - dobbiamo fare in modo di cancellare la
pagina negativa che stiamo scrivendo questa mattina.
Tra l'altro, signor Presidente, non essendo lei il titolare
dal punto di visto istituzionale, non può portare all'esterno
questo incidente di percorso e amplificarlo di più. Le consiglio,
anche come collega, di fare tesoro delle cose che sono state
dette e di annullare la votazione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza - ed in
particolare il sottoscritto - non ha la vocazione del martire né
del martirio e dunque, certamente, non può condividere le
osservazioni che sono state formulate a suo carico relativamente
alle modalità adoperate per organizzare i lavori.
Il dato certo è che questo Parlamento, per le ragioni che
sostenevo poc'anzi, ha dibattuto per circa due ore sul fatto che
la Presidenza, utilizzando gli strumenti regolamentari, ha
proposto - e l'Aula, non sorgendo osservazioni, ha accolto - un
calendario dei lavori che prevede che questo Parlamento lavori.
Il Parlamento - così come i singoli Gruppi parlamentari sanno -
può, con gli strumenti regolamentari a sua disposizione,
richiedere che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari si riunisca nuovamente e cambi il calendario dei
lavori.
Ma, in assenza di altre disposizioni, questo Parlamento e
questa Presidenza hanno programmato i lavori facendo in modo che
gli stessi consentano al Parlamento di essere produttivo e per un
tempo congruo non indefinito perché - ha precisato la Presidenza
- che questo sarà stabilito in una successiva Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari da tenersi da qui all'11 di
ottobre per organizzare quanto di altro e di più importante
questo Parlamento debba decidere di svolgere.
Il contrario di questo è l'assenza di organizzazione dei
lavori.
Mi rendo conto che qualcuno vorrebbe che questi lavori non
andassero avanti e, dall'andamento della discussione che si è
sviluppata, anche l'opinione pubblica è nelle condizioni di
comprendere chi vuole che il Parlamento lavori e chi vuole che il
Parlamento non lavori.
Ciò premesso, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi,
mercoledì 21 settembre 2005, alle ore 18.00, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del Vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici
del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
774/A) (Seguito)
2) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 (n. 977/A) (Seguito)
3) Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
4) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
vendita (n. 1023/A) (Seguito)
5) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di Camere di commercio (nn. 392-402-763- Stralcio I/A)
6) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciale II/A)
III - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
IV - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 13.35.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazioni
VIRZI'.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che l'opinione pubblica palermitana è stata informata dalla
stampa che 'gli LSU di AMIA e AMAP presidiano i posti di lavoro
in attesa che tutte le misure anti infortunistiche vengano
applicate e chiedono di non dover recuperare le ore di
integrazione, etc.' e che, presto, 'incroceranno le braccia anche
alcuni dei precari in attesa di segnali in direzione del posto
fisso e che ad oltranza sciopereranno gli LSU addetti al
trasporto dei disabili';
considerato, in definitiva, che tale fascia di precariato
rivendica legittimamente 'diritti' mentre la pubblica
amministrazione è istituzionalmente investita della funzione di
accertare che compiano anche il loro dovere;
per sapere:
se risponda a verità che per circa cinquecento di questi
precari gli accertamenti compiuti da dirigenti del settore
abbiano accertato casi in cui il lavoratore abbia dichiarato di
aver lavorato in siti i cui responsabili dicono di non averli mai
visti, mentre altri sarebbero stati in realtà utilizzati in
luoghi diversi da quelli in cui erano registrati e, addirittura,
alcuni (forse un centinaio) sarebbero rientrati nelle patrie
galere con l'aggiunta che continuerebbero a risultare
regolarmente retribuiti anche alcuni stagisti in realtà deceduti
da tempo;
se il Governo della Regione in relazione a tale incresciosa
situazione non ritenga di dover attivare in tempi reali
un'ispezione presso il Comune di Palermo, tenuto conto che, con
ogni evidenzia, ci si trova dinnanzi ad una sequela di illeciti
amministrativi e fors'anche di natura penale, allo scopo di
accertare tutte le responsabilità oggettivamente riscontrabili
nello sviluppo di tale vicenda e per verificare che gli
accertamenti intrapresi dal Comune siano stati tempestivi,
imparziali e tali da produrre effetti concreti in rapporto
all'obiettivo riscontro di comportamenti, anche omissivi, contra
legem». (1353)
Risposta. In riferimento all'interrogazione numero 1353,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che il comune di
Palermo - Ufficio attività socialmente utili - con una recente
nota, ha riferito quanto segue.
Per ciò che concerne gli stagisti , il predetto Ufficio ha
comunicato che da verifiche effettuate dal Dirigente coordinatore
degli Affari Generali del Settore Area Servizi alle Imprese
sull'operato dell'ex Ufficio Emergenza Palermo, sono emerse
numerose irregolarità di varia natura, così come dettagliatamente
relazionate dallo stesso Dirigente nelle note riservate
indirizzate alla Procura della Repubblica di Palermo, alla
Procura generale della Corte dei Conti, nonché alla DIGOS -
Questura di Palermo.
Nelle suddette relazioni si evidenziava, tra l'altro,
l'esistenza di casi di manomissioni e falsicazione degli elenchi
relativi alle liquidazioni degli ex stagisti, allo scopo,
probabile, di erogare somme non dovute in favore di soggetti
detenuti o comunque non effettivamente impegnati nelle attività
formative del progetto, nonché l'esistenza di casi di difformità
tra le certificazioni prodotte dalle Associazioni, in merito ai
siti di formazione e utilizzo degli ex stagisti, e la
documentazione prodotta dai siti stessi.
E' bene precisare che l'Ufficio Area Servizi alle Imprese,
venuto a conoscenza dei fatti contestati, si è immediatamente
attivato, per quanto di competenza, provvedendo a riferire alle
autorità preposte gli esiti delle verifiche effettuate e nel
contempo a "risanare" le anomalie rilevate circa le precedenti
gestioni del progetto, attuando una politica di gestione
improntata a criteri di trasparenza ed a maggiore controllo sulle
attività svolte.
Per quanto riguarda i "precari" - riferisce sempre il comune
interessato - tra la fine del 2002 e l'inizio del 2003 il Settore
Area Servizi alle Imprese ha provveduto, dopo una vertenza
sindacale, a fornire i dispositivi di protezione individuale per
circa 400 lavoratori socialmente utili in servizio presso
l'A.M.I.A. Il 1 luglio 2003 ha avuto inizio il periodo di
tirocinio per detti lavoratori presso A.M.I.A. ed A.M.A.P.; il
che ha portato, esattamente un anno dopo, alla loro
stabilizzazione.
Dopo la stipula della convenzione con le suddette Aziende, è
emerso l'obbligo per il comune di provvedere alla fornitura dei
dispositivi di protezione individuale ai lavoratori socialmente
utili assegnati alle citate Società. A far data dal 30 settembre
2003 l'Amministrazione comunale ha provveduto ad avviare le
procedure per l'acquisizione del suddetto materiale, cercando di
accelerare il relativo iter burocratico ormai giunto a
conclusione».
L'Assessore STANCANELLI
CAPODICASA - CRACOLICI - GIANNOPOLO.- «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
nel Comune di Borgetto, a seguito di atti e comportamenti posti
in essere dagli amministratori locali, sono state avanzate da una
parte del Consiglio comunale obiezioni e contestazioni alle
scelte dell'amministrazione attiva;
tali contestazioni trovano fondamento in reiterati
comportamenti amministrativi ritenuti lesivi dei principi di
legalità e trasparenza;
tali comportamenti sono stati assunti su materie delicate,
quali quelle degli appalti e dell'affidamento di incarichi e
consulenze;
ciò si è accompagnato ad atteggiamenti assunti dal presidente
del Consiglio comunale, il quale, in evidente e palese raccordo
con il sindaco, ha apertamente violato le norme regolamentari
sciogliendo senza giustificato motivo una seduta consiliare
determinando la giusta reazione dei consiglieri i quali hanno
simbolicamente e pacificamente occupato l'Aula consiliare per
esprimere la loro protesta;
gli stessi consiglieri hanno esposto i fatti succintamente
sopra richiamati all'attenzione di codesto Assessorato affinché
assumesse le iniziative di propria competenza a tutela
dell'interesse pubblico e del buon andamento della pubblica
Amministrazione;
ad oggi nessun intervento è stato attivato da codesto
Assessorato per verificare la fondatezza delle denunce e per
individuare le eventuali misure idonee a ricondurre
l'amministrazione comunale di Borgetto ad ispirare la propria
attività ai principi di legalità e trasparenza;
per sapere:
se abbia tra i suoi intendimenti quello di promuovere attività
ispettive presso il Comune di Borgetto;
se, alla luce delle contestazioni mosse, ritenga meritevoli di
attenzione la situazione amministrativa di Borgetto e i
comportamenti del presidente del Consiglio comunale;
se non ritenga, ove riscontrasse eventuali violazioni di legge,
di segnalarle all'Autorità giudiziaria per le iniziative di
propria competenza.» (1431)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1431,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che da tempo è stato
interessato il Comune di Borgetto, i cui organi, Consiglio e
Sindaco, sono stati rinnovati nelle elezioni del maggio 2003.
Con nota del 13 aprile 2004, l'Amministrazione comunale ha
riferito che tutti gli atti adottati dal Sindaco sono ispirati ai
principi della legalità e trasparenza, in ossequio alle leggi ed
ai regolamenti vigenti, fermo restando la separazione dei poteri,
di indirizzo e controllo, che spettano al Sindaco da quelli di
gestione che spettano ai funzionari responsabili dei servizi.
Tra l'attività svolta negli ultimi anni, l'Amministrazione
comunale ha evidenziato di aver appaltato i seguenti lavori:
-Riparazione urgente fognatura via Bandalacqua e rete idrica di
via Montegrappa. Trattativa privata aggiudicata in data 29
ottobre 2003 imp. a.b.a., 3.000,00 (ribasso 8,50%)
-Lavori urgenti ripristino strada Chiusi-Iazzo Vecchio.
Trattativa privata aggiudicata in data 26 gennaio 2004, imp.
a.b.a. 3.000,00 (ribasso 11,73%)
-Manutenzione rete idrica e fognante. Asta pubblica aggiudicata
in data 4 marzo 2004 imp. a.b.a. 11.458,62 (ribasso 13,23%)
-Sistemazione biblioteca comunale. Asta pubblica aggiudicata in
data 2 aprile 2004 imp. a.b.a. E. 9.892,38.
Per quanto concerne il conferimento di incarichi ad esperti
estranei all'Amministrazione, la materia è prevista e
disciplinata dall'art. 14 della l.r. n. 7 del 1992, così come
modificato dall'art. 41 della l.r. n. 26 del 1993 e dall'art. 48,
comma 1, l.r. n. 6 del 1997.
Detti incarichi, in un Comune come quello di Borgetto
(inferiore a 30 mila abitanti), non possono essere superiori a
due, fermo restando la comprovata e documentata professionalità
degli esperti.
Riferisce ancora il Sindaco di non aver mai nominato esperti,
sottolineando la differenza sostanziale che passa, secondo la
normativa vigente in materia, tra il conferimento di incarichi ad
esperti ed il conferimento di incarichi di consulenza, cosa che è
invece avvenuta.
La nomina da parte del Sindaco di consulenti non è soggetta
alla stessa normativa, fermo restando il possesso di determinati
requisiti professionali, e la specifica delega sulle materie da
trattare e sviluppare. A tal fine il Sindaco ha proceduto alla
nomina dei consulenti per materie specifiche, al fine di
potenziare quei settori dell'Amministrazione che abbisognavano di
una attenzione maggiore e di cui viene fornito elenco con la data
di nomina e di revoca:
A. avv. Giamo Giuseppe e Vitale Angelo, incarico il 30 giugno
2003; revoca il 6 ottobre 2003. Oggetto: Contenzioso, personale
affari generali;
B. sig. Barbaro Giuseppe, incarico il 30 giugno 2003; revoca i
6 ottobre 2003. Oggetto: Agricoltura e Zootecnia;
C. La Puma Luigi, incarico il 18 giugno 2003; revoca il 6
ottobre 2003. Oggetto: Urbanistica, piano regolatore, Sanatoria,
edilizia privata;
D. Dott. Riina Vito, incarico 18 giugno 2003; revoca 6 ottobre
2003. Oggetto: analisi e coinvolgimento realtà giovanili.
Rispetto all'ipotizzato accordo tra il Sindaco ed il Presidente
del Consiglio comunale nella seduta dell'8 ottobre 2003 occorre
precisare quanto segue:
1. Non risulta che il Sindaco abbia mai suggerito al
Presidente del Consiglio comunale la chiusura dei lavori del
Consiglio; questa azione avrebbe mortificato l'autorevolezza ed
il ruolo istituzionale del Presidente.
2. Il Presidente del Consiglio comunale non ha mai compiuto
atti raffiguranti abusi di potere; ha cercato, invece, di
svolgere un ruolo super partes in un momento delicato dei lavori
consiliari, quando la maggioranza, in palese violazione della
legge, voleva variare un punto all'o.d.g. da "discussione ad
approvazione "
E' norma che la trattazione cronologica dei punti inseriti
all'o.d.g. può essere variata da parte del Consiglio comunale, ma
non è ammissibile invece nella stessa seduta variare la dizione
dei punti, in quanto ciò rappresenta una diversa proposta che
deve essere corredata da pareri di merito, per essere sottoposta
a deliberazione.
Nella seduta del Consiglio comunale n. 82 dell'8 ottobre 2003,
cui fa probabilmente riferimento l'onorevole interrogante, il
Presidente ha ritenuto di poter chiudere i lavori consiliari di
quella giornata riconvocandoli per il 13 ottobre 2003 alle ore
10,00.
Questo risulta dalla copia della delibera trasmessa
dall'Assessorato regionale della famiglia.
Alla luce di quanto riferito, non pare sussistano i presupposti
per promuovere attività ispettive presso il Comune di Borgetto,
nè sembrano evidenziarsi violazioni di legge per le quali, se
fossero esistite, non si sarebbe omesso di segnalarle
all'autorità giudiziaria competente. Tanto più che risulta dagli
atti pervenuti all'Assessorato, che due consiglieri comunali che,
in un primo momento, hanno avanzato obiezioni, successivamente
hanno dichiarato di assumere posizioni a sostegno del Sindaco».
L'Assessore STANCANELLI
MORINELLO.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
il giorno 26 novembre 2003 una violenta tromba d'aria ha
colpito i territori di Gela e Niscemi, spazzando via gli impianti
serricoli, scoperchiando capannoni e distruggendo numerosi alberi
di ulivo;
gli impianti serricoli producono il 60 per cento del PIL locale
e danno lavoro a circa tremila persone;
l'economia gelese e niscemese hanno subito ingenti danni, che
ammonterebbero, secondo una prima stima, a centinaia di milioni
di vecchie lire;
durante quest'anno l'agricoltura gelese è stata già duramente
colpita dalla tromba d'aria dell'8 settembre scorso e dalla
virosi, che ha fatto strage della produzione;
preso atto che le leggi sul risarcimento dei danni derivanti da
calamità naturali hanno tempi lunghi di applicazione non
compatibili con la situazione di emergenza in cui versano i
comuni di Gela e Niscemi;
ritenuto che:
è necessario procedere tempestivamente ad indennizzare gli
agricoltori colpiti dall'evento calamitoso;
occorre intervenire presso le banche che hanno accordato
prestiti agli agricoltori per differire le scadenze dei pagamenti
delle rate;
per sapere se il Governo della Regione intenda intervenire
presso il Governo nazionale affinché venga riconosciuto lo stato
di calamità naturale per le zone colpite dal maltempo e si
indennizzino immediatamente gli agricoltori e gli operatori
economici danneggiati.» (1435)
Risposta. «In merito alla interrogazione numero 1435,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si ritiene di non poter direttamente
intervenire per procedere ad indennizzi o far accordare, da
istituti di credito, prestiti agli agricoltori di gela e Niscemi,
colpiti dal maltempo o da eventi calamitosi, trattandosi di
materia che esula dalla competenza dell'Assessorato regionale
della famiglia.
Forse più esaustiva risposta avrebbe potuto essere fornita
dall'Assessore regionale per l'agricoltura, cui però
l'interrogazione non risulta indirizzata, riguardando la
problematica in questione i danni subiti da impianti terricoli di
agricoltori ed operatori economici del settore agricolo.
Tuttavia, per quanto di competenza dello scrivente, è stata
interessata della vicenda l'Amministrazione comunale di gela, la
quale, con nota datata 11 giugno 2004, ha comunicato che un primo
intervento finanziario è stato già attivato con regolamento
approvato dal Consiglio comunale in favore degli imprenditori che
hanno subito la distruzione delle strutture adibite a
coltivazioni in ambiente protetto, a mero titolo di
anticipazione, nelle more che vengano attivate le provvidenze
statali e/o regionali o il regime d'aiuto previsto dalle vigenti
disposizioni.
A tal fine è stato interessato anche l'Assessorato regionale
dell'agricoltura, al quale sono state chieste notizie in merito
ad eventuali iniziative intraprese o da intraprendere in
proposito».
L'Assessore STANCANELLI
VILLARI.- «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali, premesso che a seguito di una
circostanziata denuncia da parte di alcuni consiglieri comunali
di San Gregorio (CT) emergerebbe una gestione gravemente lacunosa
delle attività del Consiglio comunale da parte del suo
Presidente, quali:
1. negli ordini del giorno del Consiglio comunale non
verrebbero inserite le interrogazioni e le interpellanze, le
quali, quindi, non vengono trattate in aula;
2. le mozioni presentate non verrebbero iscritte e discusse
nella prima riunione consiliare utile;
3. alcune deliberazioni non verrebbero trasmesse alle
competenti commissioni consiliari per il parere obbligatorio;
4. atti amministrativi di particolare importanza che la Regione
invia al Presidente non sarebbero stati comunicati per tempo ai
consiglieri comunali;
5. una nota inviata dal Presidente al capo area urbanistica ed
ai consiglieri comunali disporrebbe che l'Ufficio urbanistica non
può rilasciare copia, neanche dietro richiesta scritta, degli
atti allegati al piano regolatore generale, quali le prescrizioni
esecutive e il regolamento edilizio, trasmessi dal competente
Assessorato regionale;
osservato che tali comportamenti, oltre a violare l'art. 43 del
D.Lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, il regolamento interno e lo
statuto comunale, finiscono col ledere il ruolo dei consiglieri
comunali e la dignità del Consiglio stesso;
per sapere:
se non ritenga di verificare l'esistenza di comportamenti non
corretti, violazioni di leggi e regolamenti che mortificano la
necessaria dialettica e il civile confronto;
quali misure intenda eventualmente adottare, qualora fosse
confermata la gravità dei rilievi sopra riportati, per
ripristinare il corretto funzionamento del Consiglio comunale e
garantire il pieno svolgimento del mandato di consigliere
comunale nel comune di San Gregorio (CT).» (1442)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1442,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Come già evidenziato con nota del 14 aprile 2004
(dell'Assessore del tempo) si premette che quanto evidenziato
dall'onorevole interrogante è identico, nel contenuto,
all'esposto presentato da taluni consiglieri del comune di San
Gregorio di Catania, riguardante presunte inadempienze ed
irregolarità del Consiglio comunale.
Ciò posto, l'affermazione che negli ordini del giorno del
predetto comune non sono inserite le interrogazioni e le
interpellanze, è smentita dalle convocazioni del Consiglio
comunale del 28 ottobre 2003, prot. n. 18091, del 10 novembre
2003, prot. n. 18827, del 18 dicembre 2003, prot. n. 21377, del
29 dicembre 2003, prot. n. 21894, del 22 gennaio 2004, prot. n.
1111, dalle quali chiaramente risulta che le interrogazioni
vengono sistematicamente inserite nei vari ordini del giorno;
mentre risulta, inoltre, dagli atti dell'Amministrazione comunale
di San Gregorio di Catania, che nessun consigliere ha mai
presentato interpellanze.
Relativamente all'asserita mancata iscrizione e discussione
delle mozioni nella prima riunione consiliare utile, risulta,
sempre dagli atti dell'amministrazione comunale, come le stesse
vengano regolarmente trattate nei vari Consigli comunali.
A tal proposito giova ricordare che l'art. 31, comma 2, del
regolamento interno del Consiglio comunale testualmente
recita: L'affare relativo alla mozione approvata va iscritto
possibilmente nell'ordine del giorno dell'adunanza consiliare
successiva .
Conseguentemente, la Presidenza del Consiglio comunale ha
provveduto ad inserire le mozioni all'ordine del giorno,
compatibilmente con le preminenti esigenze di pubblico interesse
che suggerivano di posticiparne la trattazione, che comunque è
avvenuta entro tempi ragionevoli.
Non risulta dagli atti d'ufficio dell'Amministrazione comunale
la mancata trasmissione di alcune deliberazioni alle competenti
commissioni consiliari permanenti, diversamente da quanto
asserito dai consiglieri comunali nell'esposto prima citato, sia
nell'atto ispettivo in discussione.
E' opportuno, però, precisare in proposito che la proposta di
deliberazione relativa al regolamento del difensore civico non è
stata trasmessa alla competente Commissione consiliare
permanente, in quanto la suddetta proposta di deliberazione si
poneva in contrasto con lo schema del nuovo Statuto comunale,
approvato nel frattempo dalla Giunta comunale con deliberazione
n. 172 del 30 ottobre 2003, ed inserito all'ordine del giorno del
Consiglio comunale convocato per il 20 gennaio 2004, con nota
prot. n. 538 del 13 gennaio 2004.
Si precisa inoltre che lo schema del nuovo Statuto comunale è
stato discusso in Consiglio comunale e ritirato, per essere
inviato alla competente Commissione consiliare permanente per gli
adempimenti di propria competenza.
Infine, giova evidenziare che il Presidente del Consiglio
comunale ha sempre comunicato ai consiglieri comunali, senza
ritardo, tutti gli atti amministrativi di particolare importanza
inviati dalla regione e che agli stessi consiglieri sono state
rilasciate le copie degli atti richiesti all'Ufficio urbanistico,
ma nel rispetto della legislazione e regolamentazione vigente».
L'Assessore STANCANELLI
VILLARI.- «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali e all'Assessore per la sanità, premesso che
con la legge 328/2000 si è avviata una nuova modalità
d'intervento rispetto ai servizi sociali;
osservato che secondo tale nuova modalità, il Comune di
Catania, componente di un distretto sociosanitario, dovrebbe
individuare un Piano di zona capace di rispondere alle esigenze
del territorio;
ritenuto che nella fase d'individuazione delle problematiche
territoriali il Consiglio comunale dovrebbe essere coinvolto;
ricordato che la legge in oggetto prevede la costituzione di un
gruppo-piano che deve predisporre la relazione sociale, quale
rapporto di analisi e di valutazione dei bisogni locali, del
livello dei servizi socio-sanitari e delle risorse professionali
presenti a livello distrettuale;
sottolineato che per la redazione del piano di zona, è
necessario che ogni gruppo-piano individui al suo interno un
gruppo di lavoro tecnico, con esperti di progettazione sociale;
per sapere:
- per quali ragioni la redazione del piano di zona relativo al
territorio catanese e la stesura della relazione sociale siano
state affidate, con determinazione dell'Assessorato della Sanità
n. 2/322 del 28 ottobre 2003, ad un gruppo appositamente
istituito in violazione di quanto previsto nell'Indice Ragionato
per la stesura del piano di zona (GURS n. 15 del 4 aprile 2003);
- per quali ragioni non sia stato investito dell'intera vicenda
il competente Consiglio comunale;
- se non ritengano necessario, comunque, istituire all'interno
del gruppo-piano un gruppo operativo per la redazione del piano
di zona;
- se, in ogni caso, non ritengano doveroso fare in modo che
siano resi noti al Consiglio comunale i criteri utilizzati per
l'istituzione del gruppo-piano.» (1462)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1462,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Per quanto concerne la prima domanda posta dall'onorevole
interrogante, non pare sussistente la paventata violazione delle
disposizioni di cui all'Indice ragionato, con il quale,
unitamente alle Linee guida, la Regione ha fornito gli indirizzi
e le direttive per la redazione dei Piani di Zona.
Risulta, infatti, che il Comune di Catania (comune capofila del
Distretto socio-sanitario D16), con provvedimento del sindaco del
17 giugno 2003, prot. n. 110, ha istituito, in attuazione della
legge 328/2000, e previsto la composizione della Segreteria
tecnica, che nelle città metropolitane assorbe le funzioni del
Gruppo Piano.
Dall'esame del Piano di Zona del Distretto socio-sanitario D16,
approvato dal Comitato dei sindaci il 24 dicembre 2003, è emerso
che la Relazione sociale è stata predisposta, così come
previsto dall'Indice ragionato, proprio dal Gruppo Piano,
formalmente costituito, in seguito alla riunione del Comitato dei
Sindaci avvenuta il 16 giugno 2003.
Per ciò che riguarda la seconda domanda, è utile precisare che
al Consiglio comunale, nella redazione dei Piani di Zona, non è
attribuita alcuna competenza. La Regione, infatti, nelle diverse
fasi che compongono il percorso operativo mirato alla redazione
ed approvazione dei Piani di Zona, ha preposto una serie di
organismi e strutture, ognuna con specifiche attribuzioni
funzionali.
A livello distrettuale (cioè per ciascuno dei 55 Distretti
socio-sanitari individuati, con un comune capofila all'interno di
ogni Distretto) è stato previsto un Comitato dei sindaci ed un
supporto tecnico costituito dal Gruppo Piano. Quest'ultimo è
proprio l'organo preposto alla redazione del Piano di Zona, alla
gestione dello stesso ed alla predisposizione della Relazione
sociale , quale strumento di analisi e valutazione dei bisogni
locali, del livello dei servizi socio-sanitari e delle risorse
professionali presenti nell'ambito distrettuale.
Sulla terza domanda è opportuno far presente che l'Indice
ragionato prevede che il Gruppo Piano possa costituire un Gruppo
ristretto per la redazione del Piano di Zona; ma ciò rientra
nella discrezionalità del Distretto socio-sanitario e non certo
in quella dell'Assessore regionale, che nel merito non ha alcuna
competenza.
In ordine alla quarta ed ultima domanda, nulla vieterebbe che
vengano resi noti al Consiglio comunale di Catania i criteri
utilizzati per l'istituzione del gruppo Piano del Distretto D16;
ma esso è stato costituito - giova ribadirlo - così come prevede
la legge ed è composto da 66 soggetti rappresentativi e portatori
di vari bisogni ed istanze, di legittimi interessi economici e di
diverse prospettive amministrative e politiche».
L'Assessore STANCANELLI
GIANNOPOLO.- «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che
in data 15 dicembre 2003 il Comune di Palermo ha pubblicato il
bando generale di concorso per l'assegnazione in locazione
semplice di alloggi popolari in corso di costruzione di proprietà
del Comune e dello IACP con scadenza 15 maggio 2004;
considerato che il bando ad un esame attento appare viziato da
evidenti illegittimità, da errori e/o omissioni che possono
inficiarne la validità; in particolare:
1. manca il riferimento agli estremi dell'atto amministrativo
che approva il bando;
2. al punto e) il riferimento al limite di reddito di 11.453,48
non è aggiornato al 2002, così come fissato e rivalutato dal
decreto dell'Assessore per i lavori pubblici del 2003;
3. i riferimenti di legge allo stesso punto e) e al primo comma
delle modalità di compilazione sono totalmente errati;
4. al punto 2) delle modalità di compilazione è inserita
erroneamente la coabitazione'; sempre al punto 2) è prevista, in
contrasto con i commi 1 e 2 dell'articolo 21 della legge
nazionale n. 25 del 1980, la inadempienza contrattuale' fra le
condizioni che non determinano attribuzione di punteggio;
5. non viene esplicitato il soggetto che deve redigere la
graduatoria;
6. non viene detto come e dove viene pubblicata la graduatoria;
7. non viene individuato il soggetto al quale indirizzare le
opposizioni individuali;
8. vengono erroneamente individuati gli impiegati all'estero' e
non invece i semplici emigrati' quali beneficiari del bando;
9. illegittimamente viene previsto che, a seguito della nuova
graduatoria, decadono tutti i precedenti bandi, in quanto
l'articolo 9 del DPR 1035 del 1972, cui nominalmente il bando
stesso fa riferimento, prevede che le graduatorie precedenti
restano valide fin tanto che non vengano rinnovate con bandi
integrativi;
10. il riferimento all'art. 6 della legge n. 513 del 1977 è
totalmente errato; andrebbe richiamato l'articolo 6 della legge
regionale n. 68 del 1981;
11. il riferimento alla legge 513 del 1977 in relazione al
finanziamento dell'opera è improprio; infatti andrebbe citato
soltanto l'art. 19 della stessa legge sulle riserve;
12. nel modello di domanda l'inserimento della specificazione
del canone è ininfluente e fuorviante, in quanto la Regione non
ha mai fissato i parametri di capacità economica media' rispetto
alla quale misurare l'incidenza del canone e l'attribuzione per i
maggiori canoni dei due punti previsti;
13. sempre nel modello di domanda, si fa riferimento a 3
componenti' il nucleo familiare, senza specificare che trattasi
di genitori e un figlio, come prevede il DPR 1035 del 1972;
per sapere se non ritenga opportuno, alla luce delle
illegittimità e delle omissioni evidenziate in premessa, disporre
una verifica immediata presso gli uffici del Comune di Palermo
per giungere, previa diffida, alla revoca e alla migliore
riformulazione del bando allo scopo di rendere efficace lo stesso
ai fini della salvaguardia dei diritti e delle aspettative dei
cittadini senza casa.» (1473)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1473,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente che sono stati
trasmessi allo scrivente, dall'Assessorato regionale LL.PP.,
taluni atti del Settore Interventi abitativi - Servizio
assegnazione alloggi del Comune di Palermo, dai quali si rileva
quanto segue.
a) Il bando è stato approvato con decreto dirigenziale n. 395
del 10 dicembre 2003 e pubblicato all'albo pretorio il 14
dicembre 2003, contestualmente al provvedimento di cui è parte
integrante.
b) Il decreto assessoriale del 2003, indicato dall'atto
ispettivo, eleva il limite di reddito "per l'anno 2003" e
pertanto non può essere applicato per il concorso in oggetto,
considerato che la scadenza del termine di presentazione delle
domande (12 febbraio) non consentiva di indicare il reddito del
2003.
c) Il reddito, come correttamente indicato nel bando, va
determinato applicando le detrazioni previste dalla legge 457 del
5 agosto 1978, art. 21, comma 1, come sostituito dall'art. 2, del
decreto legge n. 9 del 23 gennaio 1982, convertito con legge n.
94 del 25 marzo 1982, richiamato dal successivo art. 22, che,
prevedendo il limite di reddito per l'assegnazione di case
popolari, testualmente recita, al comma 2, "Al limite di cui al
comma precedente si applicano le disposizioni del primo comma del
precedente art. 21".
d') L'art. 7, punto 1, del DPR 1035/72, nel determinare il
punteggio da attribuire alla situazione alloggiativa, tra cui
anche quella di cui al punto 2 del bando, richiede espressamente
che il richiedente abiti nell'alloggio indicato insieme al suo
nucleo familiare; ciò significa che il punteggio può essere
attribuito soltanto se l'abitazione è comune a tutto il nucleo
familiare; naturalmente, se il nucleo familiare è composto dal
solo richiedente, il punteggio è attribuito ugualmente.
d'') Relativamente all'inadempienza contrattuale, la legge
25/80, emanata a mitigare una situazione di emergenza e quindi
temporalmente limitata, non costituisce "normativa statale di
principio" (Cons. Stato, sez. IV, 27 novembre 1997 n 1320) ed è
quindi applicabile soltanto nei casi ivi indicati; in particolare
, l'art. 21 prevede l'applicazione in via eccezionale del
punteggio di cui al n. 10 dell'art. 7 DPR 1035/72, senza
modificarlo, " ai soggetti già collocati nelle graduatorie" e
sottoposti a riesame per la presentazione di opposizioni. Il
riferimento alle sole graduatorie già approvate anche se in forma
provvisoria, indica chiaramente la volontà di limitare
l'efficacia della norma alla situazione contingente del periodo
di emanazione della legge.
e) Il soggetto deputato alla redazione della graduatoria è lo
stesso che ha adottato il bando e non è necessaria l'indicazione
nel bando.
f) Le graduatorie (provvisorie e definitive) vanno pubblicate
ai sensi di legge, come indicato dal bando.
g) Le opposizioni possono essere presentate allo stesso
soggetto che ha disposto il bando e le graduatorie; tale
indicazione è stata adeguatamente comunicata agli interessati con
la pubblicazione della graduatoria provvisoria.
h) Il riferimento del bando si intende ai lavoratori che
prestano - impiegano - la propria attività all'estero. Peraltro,
tale dizione è contenuta nell'indicazione dei termini per
presentare ricorso in opposizione alla graduatoria e non ha
impedito la partecipazione al bando a tutti i lavoratori emigrati
all'estero.
i) Se la validità delle graduatorie è limitata sino al rinnovo
con bandi integrativi, a maggior ragione la graduatoria a seguito
di bando generale sostituisce le precedenti. Naturalmente le
graduatorie relative a bandi speciali mantengono la loro validità
e non possono essere sostituite dalla graduatoria relativa al
bando generale.
j) Il riferimento alla legge 513/77 è un errore di stampa ed è
stato corretto con idonea pubblicazione. Tale erronea indicazione
non comporta un difetto di informazione, dato che gli utenti
interessati hanno comunque avuto notizia della riserva ed hanno
avuto la possibilità di parteciparvi.
k) L'art. 19 della legge 513/77 impone la riserva "delle
abitazioni realizzate dai singoli programmi di intervento di cui
al primo comma dell'art. 16 della presente legge". Non si prevede
quindi l'applicazione in via generale a tutti gli alloggi di
edilizia residenziale pubblica. Peraltro la riserva di cui alla
legge citata è materialmente incompatibile con la riserva
parzialmente diversa dalla legge reg. 68/81.
l) Il punteggio di cui al punto 7 dell'art. 7, DPR 1035/72, può
essere attribuito valutando il reddito familiare non nella sua
totalità, ma come indicato dalla normativa richiamata al punto 3
del bando. Infatti, il punto 7 citato rinvia all'art. 19, comma
3, per la determinazione della capacità economica media,
necessaria anche per la determinazione del canone da porre a
carico dell'utente; tale canone viene determinato appunto in base
al reddito, come decurtato dalla normativa citata al punto 1 del
bando.
m) Contrariamente a quanto indicato nell'atto ispettivo, il DPR
1035/72 non può fare riferimento alla composizione dei nuclei di
nuova formazione, dato che la riserva è disposta da altra norma;
è chiaro che, trattandosi di coppie di nuova formazione che
devono contrarre matrimonio, tra i tre componenti non possono
mancare i due coniugi.
Il Comune, infine, ha fatto presente che, con determinazione
dirigenziale n. 59 del 12 marzo 2004, è stato pubblicato il nuovo
bando di concorso i cui termini di partecipazione sono scaduti il
13 maggio 2004».
L'Assessore STANCANELLI
RAITI.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e la pubblica istruzione e all'Assessore
per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
l'amministrazione comunale di Catania, nell'ambito delle
attività assistenziali in favore dei minori che vivono situazioni
di disagio socio-economico, provvede ai minori sottoposti
all'autorità giudiziaria tutelati dal Tribunale anche attraverso
il ricovero presso gli istituti educativo-assistenziali con i
quali stipula apposite convenzioni;
tali istituti si attrezzano con personale qualificato e
strutture idonee per i loro compiti istituzionali anticipando
costi cospicui rimborsati con notevole ritardo dall'Ente
erogatore;
per errori gestionali i centri educativo-assistenziali vivono
in condizioni di disagio poiché spesso gli assistiti non sono ben
distribuiti nelle strutture e ciò crea casi di sovraffollamento
con conseguente malfunzionamento delle stesse;
dal mese di novembre dello scorso anno, è stato manifestato
disagio in riferimento alla mancata erogazione delle spettanze
risalenti al luglio 2003, nonostante i trasferimenti regionali
siano già avvenuti; ciò ha comportato la crescita delle
difficoltà gestionali e rischi per i livelli occupazionali;
per sapere quali iniziative urgenti intendano adottare al fine
di assicurare la trasparenza nei rapporti tra il Comune e gli
istituti predetti per la risoluzione delle istanze dei soggetti
lavoratori nell'interesse dei minori, ai quali, comunque, per
legge e per diritto va garantita tutta l'assistenza
indispensabile per una vita serena nel rispetto della dignità
umana.»(1579)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1579,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
La direzione Servizi socio-sanitari del comune di Catania, con
nota del mese di gennaio c.a., ha comunicato di avere emanato un
ordine di servizio con il quale sono stati stabiliti,
relativamente all'anno scolastico 2004-2005, le modalità ed i
termini per l'inserimento dei minori presso gli istituti
educativi assistenziali in convenzione con l'Amministrazione
comunale.
Il medesimo comune ha altresì riferito che i ritardi dei
pagamenti delle rette sono stati causati da difficoltà di
carattere contabile, peraltro in via di risoluzione; tant'è che
le liquidazioni sono state già effettuate fino al mese di ottobre
2004.»
L'Assessore STANCANELLI
VILLARI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che l'Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali, nel mese di luglio 2003 ha diffidato il Comune
di Licodia Eubea a procedere alla elezione del difensore civico
per il comune stesso;
considerato che:
in data 17 luglio 2003 il presidente del consiglio comunale ha
scritto all'amministrazione comunale per gli adempimenti di
competenza;
l'amministrazione comunale di Licodia Eubea ha pubblicato in
data 13 ottobre 2003 l'avviso per le candidature a difensore
civico con termine perentorio di 30 giorni; in data 12 novembre
2003 sono state presentate due candidature alla carica di
difensore civico;
constatato che:
in data 28 novembre 2003 il presidente del consiglio comunale
ha convocato il consiglio comunale senza porre all'ordine del
giorno l'elezione del difensore civico;
in data 3 dicembre 2003 i consiglieri comunali della lista
civica Libera Arcobaleno, nel numero di 2/5 dei consiglieri in
carica, hanno chiesto la convocazione del consiglio comunale ai
sensi dell'art. 19, comma 2,lettera c) dello statuto comunale per
l'elezione del difensore civico;
preso atto che:
in data 4 dicembre 2003 il presidente del consiglio comunale di
Licodia Eubea ha risposto di non poter sottoporre all'esame del
consiglio comunale l'elezione del difensore civico considerando
ciò inspiegabilmente 'atto deliberativo preposto al civico
consesso da altri organi comunali responsabili per norma';
rilevato che:
il 23 dicembre 2003 sono scaduti i 20 giorni previsti dalla
legge per la convocazione del consiglio comunale, a norma
dell'art. 19, comma 3, dello statuto comunale;
in data 30 dicembre 2003 è stato convocato il consiglio
comunale in seduta straordinaria ed urgente senza che all'ordine
del giorno fosse inserita l'elezione del difensore civico;
per sapere:
se non ritengano siano stati violati l'articolo 39, comma 2,
del D.L. 18 agosto 2000 n. 267 e l'art. 19, comma 3, dello
statuto comunale;
se non ricorrano gli estremi per intervenire affinché siano
fatte rispettare le norme e le leggi vigenti eventualmente
intervenendo in via sostitutiva attraverso un commissario ad
acta.» (1592)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, trasformata con richiesta di risposta scritta nella
seduta d'Aula n. 297 dell' 1 giugno 2005, si fa presente quanto
segue.
Il comune di Licodia Eubea era già stato diffidato
dall'Assessorato Regionale della Famiglia, con una nota del
giugno 2003, a provvedere all'elezione del difensore civico entro
il 30 ottobre dello stesso anno. Il Sindaco, pertanto, si era
attivato a diramare un avviso pubblico per la presentazione delle
candidature presso la Segreteria del comune. Venivano cosi
presentate due candidature.
Tuttavia, l'elezione del difensore civico non è stata portata
in Consiglio comunale, cosi come richiesto da sei consiglieri di
minoranza della lista civica "Arcobaleno", poiché l'Ufficio di
segreteria del comune aveva accertato che la dichiarazione
relativa al possesso dei requisiti di uno dei due candidati era
difforme dagli atti in possesso dell'Ufficio stesso.
Pertanto - così ha precisato l'Amministrazione interessata - si
è dovuto procedere all'espletamento di una istruttoria interna,
al termine della quale, il 15 marzo 2004, tutti gli atti sono
stati trasmessi al Presidente del Consiglio comunale, che ha
provveduto ad inserire, immediatamente, l'elezione del difensore
civico nell'ordine del giorno della seduta consiliare del 30
marzo 2004.
La seduta, però, si è conclusa con un nulla di fatto, in quanto
non è stato raggiunto il "quorum" richiesto.
Pertanto, l'Amministrazione si è attivata, cosi come dichiarato
dal Sindaco in una nota recentemente trasmessa a questo
Assessorato, al fine di pervenire nel più breve tempo possibile
alla elezione del difensore civico, avviando, attraverso un nuovo
bando, le procedure per la raccolta delle candidature da
sottoporre al consiglio comunale per la elezione di competenza.
Sull'elezione del difensore civico, occorre far presente che,
con una nota del 31 gennaio 2005, si è provveduto a diffidare
tutti i Presidenti delle Province regionali e i Sindaci dei
comuni della Sicilia, che non abbiano ancora eletto il difensore
civico, a procedere entro 30 giorni alla predetta elezione e a
dame immediata comunicazione all'Assessorato regionale della
famiglia, compilando un'apposita scheda anagrafica.
Nella stessa nota è stato evidenziato che in mancanza del
rispetto dei suddetti termini, si sarebbe provveduto in via
sostitutiva con la nomina di un commissario ad acta.
Con decreto dirigenziale n. 1349 del 9 maggio 2005 è stato
nominato commissario ad acta un funzionario regionale».
L'Assessore STANCANELLI
PANARELLO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che il Sindaco e la Giunta del comune di Ucria (ME), nonostante i
termini perentori per l'approvazione del bilancio consuntivo 2003
e del bilancio di previsione 2004, a tutt'oggi non hanno proposto
le relative delibere all'approvazione del Consiglio comunale;
considerato che:
sulla base delle norme vigenti è stato nominato, con D.D.G. n.
1744/Serv. 2 del 24.6.2004, un commissario ad acta per promuovere
tutti gli atti necessari all'approvazione del bilancio;
il commissario ad acta, in data 30.6.2004, ha invitato
formalmente la Giunta a predisporre lo schema di bilancio per
l'esercizio finanziario 2004, assegnando come termine ultimo il
12.7. 2004;
nonostante la diffida, il Sindaco e la Giunta non hanno
adempiuto all'obbligo di trasmettere la delibera di bilancio al
Presidente del Consiglio comunale;
il conto consuntivo all'esercizio finanziario 2003, la cui
approvazione è fissata al 30 giugno, non risulta ancora
deliberato dalla Giunta per il necessario inoltro al Consiglio
comunale;
il Sindaco, eletto nel maggio 2003, non ha presentato alcuna
relazione semestrale al Consiglio comunale, in aperta violazione
dell'art. 17 della legge regionale n. 7/1992;
malgrado la diffida dell'Assessorato regionale competente, non
ha istituito il difensore civico, previsto dall'art. 12 del
vigente Statuto comunale;
sembrerebbe che il Sindaco e la Giunta abbiano ritardato
l'approvazione dello schema di bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2004 per introdurre, contro il parere del
responsabile finanziario e del commissario ad acta, variazioni di
entrata e di uscita, compromettendo la veridicità dello stesso
bilancio;
sembrerebbe, altresì, che il responsabile finanziario si sia
rifiutato, altresì, di apportare al bilancio le modifiche,
richieste dal Sindaco e dalla Giunta, che presentavano delle vere
e proprie irregolarità contabili;
la minoranza consiliare ha segnalato le predette irregolarità
all'Assessorato regionale competente ed al Presidente della
Regione;
per sapere:
se non valutino necessario intervenire urgentemente per
impedire il perpetuarsi di comportamenti contrari alla legge e
che rischiano di procurare un grave danno alla comunità di Ucria;
se non ritengano di perseguire le gravi violazioni di legge
predette;
se non considerino opportuno, ricorrendone gli estremi,
procedere alla rimozione del Sindaco e della Giunta per gravi e
persistenti violazioni di legge, ai sensi dell'articolo 40 della
legge n. 142/90, come recepito e modificato dalla legge regionale
n. 48/91.» (1824)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1824,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Si ritiene che quanto richiesto dall'onorevole interrogante
possa ritenersi ormai superato. Infatti con nota del 16 dicembre
2004, il comune di Ucria ha riferito che:
- il bilancio di previsione è stato approvato nella seduta
consiliare del 24 agosto 2004;
- il consuntivo 2003 è stato approvato nella seduta consiliare
del 16 ottobre 2004;
- il riequilibrio di bilancio è stato approvato nella seduta
consiliare del 3 novembre 2004;
-l'assestamento di bilancio è stato approvato nella seduta
consiliare del 30 novembre 2004.
Per quanto riguarda la mancata istituzione del difensore civico
risulta che il problema, portato per ben due volte all'esame del
Consiglio comunale, non ha trovato soluzione poiché le relative
votazioni non hanno raggiunto il quorum richiesto.
Pertanto, con decreto del Dirigente generale del Dipartimento
regionale della famiglia n. 1416 del 9 maggio 2005, è stato
nominato, presso il comune interessato, un commissario ad acta».
L'Assessore STANCANELLI
ORTISI.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che in data 13 settembre 2004 il Presidente del Consiglio
comunale di Floridia (SR), con grande stupore, ha verificato che
l'apparecchio telefonico del proprio ufficio, all'interno del
palazzo comunale di Floridia, era stato disattivato, così da non
consentirgli di comunicare con l'esterno se non attraverso
centralino, funzionante solo nelle ore antimeridiane e il martedì
e il giovedì fino alle ore 18.00;
ritenuto che tale atto arbitrario ed inqualificabile
dell'amministrazione comunale ha impedito e continua ad impedire
il regolare esercizio delle funzioni istituzionali da parte del
Presidente, le quali, notoriamente, si esplicano durante l'intero
arco della giornata;
considerato che, nonostante la formale protesta (nota
protocollo n. 17 del 13 settembre 2004) da parte del Presidente
del Consiglio comunale, l'amministrazione comunale non ha
ritenuto di ripristinare il servizio, indispensabile per il
normale svolgimento dell'attività che giornalmente viene
espletata in relazione all'incarico ricevuto;
per sapere se non ritengano di intervenire per fare cessare le
arbitrarie interferenze e/o limitazioni imposte
dall'amministrazione comunale, tutelando così il diritto del
Presidente del Consiglio comunale, garantito dall'art. 15, comma
1 della l. r. 30/2000, di potere svolgere con serenità il mandato
ricevuto con regolare e democratica votazione da parte del
Consiglio comunale.» (1854)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione indicata in
oggetto, trasformata con richiesta di risposta scritta nella
seduta d'Aula n. 297 dell' 1 giugno 2005, si fa presente quanto
segue.
Il comune di Floridia, in una nota del gennaio 2005, ha
comunicato che nessuna disattivazione dell'apparecchio telefonico
dell'ufficio del Presidente del Consiglio comunale è stata
operata, in quanto lo stesso funziona regolarmente secondo
modalità identiche e comuni agli altri apparecchi degli uffici
del Palazzo, compresi quelli del sindaco e degli assessori. Tale
funzionalità, preventivamente comunicata al Presidente, si
inquadra in una precisa logica di contenimento della spesa
pubblica e di adeguamento delle risorse strumentali ai livelli
essenziali dei servizi di qualità che pretendono un filtro anche
alle telefonate. Tant'é che dalla introduzione della predetta
modalità di funzionamento si sono registrati considerevoli minori
consumi.
E' noto che le funzioni dei presidenti dei Consigli comunali
sono limitate ai compiti di convocazione e direzione dei lavori
del Consiglio. Agli stessi la legge riconosce compiti di
rappresentanza o di incidenza esterna. Per gli adempimenti
connessi alla garanzia dell'autonomia funzionale dei Consigli
comunali, i supporti strumentali di cui è dotato l'ufficio del
Presidente del Consiglio comunale garantiscono il regolare
svolgimento dell'attività, considerato, fra l'altro, che nessuna
lamentela sull'argomento è stata avanzata dai consiglieri
comunali.
In questi termini è stata la risposta fornita
dall'Amministrazione comunale. Tuttavia, essendo pervenute allo
scrivente talune osservazioni integrative all'interrogazione
parlamentare, dalle quali sembra evincersi che le notizie
riferite dall'Amministrazione comunale di Floridia non siano del
tutto rispondenti alla realtà, è stato disposto un intervento
ispettivo, presso il comune interessato, volto ad accertare i
fatti e le circostanze denunciati. L'esito degli accertamenti
ispettivi sarà comunicato non appena gli stessi verranno portati
a compimento».
L'Assessore STANCANELLI
VILLARI.- «All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali e all'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che la piazza
Spirito Santo di Catania rappresenta per la città uno dei
numerosi e pregevoli siti architettonici di cui fruiscono i
cittadini ed i giovani in particolare, i quali vi si ritrovano
quotidianamente, insieme a tanti turisti che la visitano;
constatato che il luogo necessita di una maggiore attenzione da
parte delle autorità pubbliche che dovrebbero intervenire per una
fruizione più consona alla sua bellezza architettonica e più
adeguata alla popolazione che la frequenta;
considerato che nella piazza si trova un impianto di
distribuzione di carburanti la cui presenza è in contrasto con
quanto sopra detto e soprattutto con l'articolo 6 della legge
regionale n. 97 del 1982 riguardante gli impianti marginali di
distribuzione del carburante, quale risulta essere l'impianto
citato;
per sapere se non ritengano indispensabile intervenire con
sollecitudine affinché sia dedicata maggiore attenzione da parte
delle autorità pubbliche ed in particolare cittadine nei
confronti di quella piazza della città di Catania e soprattutto
affinché sia immediatamente chiuso l'impianto di distribuzione di
carburante esistente in loco in quanto marginale e in palese
contrasto con la normativa vigente in materia.» (1867)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1867,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Così come richiesto dall'onorevole interrogante è stato
interessato il Comune di Catania, nei confronti del quale è stata
sollecitata l'attivazione dei competenti uffici, al fine di
risolvere il problema posto nell'atto ispettivo cui si risponde.
Con una recente nota del Direttore del Servizio Commercio su
aree pubbliche del predetto comune, è stato riferito che il
distributore di carburanti ricadente su Piazza Santo Spirito a
Catania è inserito nelle proposte operative di riqualificazione
previste dal piano di razionalizzazione e ristrutturazione della
rete di distribuzione carburanti, che fa parte integrante ed
inscindibile del piano regolatore generale.
Pertanto, non appena diverrà esecutivo il predetto Piano sarà
disposta la rimozione del citato impianto, nella considerazione
che l'attuale ubicazione turba i valori dei beni storici ed
ambientali siti nella Piazza».
L'Assessore STANCANELLI
RAITI.-«Al Presidente della Regione, premesso che:
da diversi giorni le abitazioni, le attività commerciali e le
aziende agricole del comune di
Niscemi (CL) sono vittime di ripetuti e sistematici
furti da parte di ignoti;
si sta creando fra gli abitanti un clima di tensione e di paura
per possibili nuovi eventi criminosi;
numerosi cittadini, non sentendosi tutelati adeguatamente
dall'esigua presenza di forze dell'ordine, stanno chiedendo il
rilascio della licenza di porto d'armi;
ritenuto che:
è indispensabile intervenire al più presto per tutelare
l'integrità patrimoniale e fisica dei cittadini di Niscemi;
il clima di tensione, sommato alle numerose richieste di
licenza di porto d'armi, ove fossero rilasciate, non farebbe
altro che aumentare i rischi per l'incolumità dei cittadini
tutti;
considerato che la facilità con cui i ladri possono agire
dipende soprattutto dall'esiguità del numero di mezzi e uomini
delle forze dell'ordine presente in quel territorio;
per sapere:
se il Presidente della Regione sia a conoscenza dei fatti su
esposti;
se non ritenga opportuno intervenire al più presto presso gli
organi competenti al fine di garantire la tutela dei cittadini e
il potenziamento della dotazione di mezzi e uomini delle forze di
polizia attualmente assegnata al territorio di Niscemi.» (2112)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2112,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta d'Aula
n. 297 dall'1 giugno 2005, si rappresenta quanto segue.
Sulla vicenda prospettata dall'onorevole interrogante sono
state chieste notizie al comune interessato, sollecitando
interventi da parte degli organi competenti.
La Commissione straordinaria (il comune, com'è noto, è
commissariato) ha riferito, con nota prot. 9427 dell'11 maggio
2005, che i furti sono avvenuti presso abitazioni e depositi di
attività commerciali posti alla periferia del centro abitato e
nelle campagne.
La Polizia municipale, nel quotidiano servizio di vigilanza,
effettua regolari controlli giornalieri anche nelel campagne, non
solo per reprimere reati edilizi ma anche rati contro il
patrimonio, segnalando all'Autorità giudiziaria la presenza di
soggetti o autovetture che possano destare sospetti.
E' stato anche riferito che il locale Commissariato di PS ha
predisposto un programma di interazione con la Caserma dei
Carabinieri e con il Comando di Polizia municipale, al fine di
individuare misure e strategie volte ad una più incisiva e
coordinata attività di contrasto nei confronti dei fenomeni
delittuosi, quali quelli recentemente verificatisi.
La Polizia municipale, che possiede un organico di 25 unità, è
stata particolarmente allertata in seguito a tali eventi
criminosi; sono stati, infatti, disposti due turni lavorativi che
coprono l'attività giornaliera dalle ore 8,00 alle ore 21,00 nel
periodo invernale, e dalle ore 8,00 alle 14,00 e dalle 16,00 alle
22,00 durante il periodo estivo, al fine di contrastare
efficacemente il fenomeno descritto».
L'Assessore STANCANELLI
BURGARETTA APARO-. All'Assessore per i lavori pubblici e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che:
il tratto della strada provinciale n. 59 Avola - Fiumara -
Calabernardo - Lido di Noto - Pizzuta - Eloro, insistente sulla
costa marina prospiciente la dismessa stazione ferroviaria di
Falconara-Noto, costituisce un grave pericolo per i cittadini;
pericolo costituito dall'ingrottamento delle acque del mare
proprio sotto il manto stradale, che dista dal dirupo costiero a
strapiombo soltanto un metro e mezzo; ciò a causa dell'azione
erosiva del moto ondoso, che ha scavato al di sotto del tracciato
stradale, provocando negli ultimi anni crolli e smottamenti lungo
la linea della costa;
il pericolo è reale e grave, come del resto denunciato negli
ultimi mesi più volte dalla stampa locale;
per sapere:
se siano a conoscenza di questa grave situazione;
quali provvedimenti urgenti intendano assumere, anche in vista
dell'incipiente stagione balneare che interesserà quella
zona, per affrontare adeguatamente il problema, anche al
fine di non trovarsi, magari in un futuro prossimo, a dover
registrare omissioni di responsabilità nel malaugurato caso di
una qualche sciagura che dovesse prodursi nel posto; cosa
peraltro facilmente prevedibile, data l'evidenza del caso.»
(2228)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 2228, si
rappresenta quanto segue.
La legge regionale 9/86, all'articolo 3, cita che la
costruzione e manutenzione della rete stradale regionale,
infraregionale, provinciale, intercomunale, rurale e di bonifica
e delle ex trazzere competono alle Province regionali.
Si rappresenta inoltre che, a decorrere dal 1994, il capitolo
relativo al finanziamento delle stesse è stato soppresso dal
bilancio della Regione siciliana.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
INCARDONA.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
i lavoratori ASU costituiscono, ormai da 15 anni, un'autentica
e qualificata forza lavoro operante all'interno
dell'Amministrazione regionale, le cui strutture, senza il loro
apporto, non sarebbero state in grado di funzionare
perfettamente, con grave danno all'utenza e con particolare
riguardo per le fasce deboli e le categorie a rischio;
per sapere:
se rientri nei programmi del Governo regionale procedere con
urgenza all'attuazione delle misure di fuoriuscita dal precariato
previste dalla normativa vigente in favore dei lavoratori ASU in
atto impegnati nell'Amministrazione regionale;
quale specifica misura intenda attuare e quali siano i tempi di
realizzazione della stessa;
se, nelle more del perfezionamento del processo di
stabilizzazione, il Governo intenda continuare ad erogare per
intero l'integrazione salariale già concessa in passato, la cui
eventuale interruzione comporterebbe un grave pregiudizio alla
stabilità economica e sociale dei nuclei familiari dei lavoratori
ASU.» (2177)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2177,
tenuto conto delle notizie fornite dal Dipartimento Agenzia
regionale per l'impiego, si rassegna quanto di seguito.
Il Governo regionale ha trattato, in diverse sedute della
Giunta, la problematica del precariato e specificatamente dei
lavoratori utilizzati in attività socialmente utili (asu) e dei
lavoratori contrattualizzati ai sensi degli articoli 11 e 12
della l.r. 85/1995, impegnati in progetti di utilità collettiva
(puc) presso i vari rami dell'Amministrazione regionale.
Il Governo regionale, nell'analizzare la delicata tematica con
l'unanime intenzione di trovare una o più soluzioni per porre
fine all'annosa vicenda del precariato, ha individuato, sulla
base delle indicazioni delle parti sociali, due possibilità:
1. L'assunzione nei ruoli dell'amministrazione, utilizzando
l'articolo 25 della l.r. n. 21/2003.
2. Esternalizzare i servizi ad una società da costituire, con
capitale interamente regionale.
Tali possibili percorsi sono stati oggetto di numerosi incontri
tra il Governo e le OO.SS.. Nel corso di tali incontri la prima
possibilità è stata scartata sia per i tempi di realizzazione
piuttosto lunghi (iter di approvazione di apposita legge
regionale), sia per il rischio di impugnativa da parte del
Commissario dello Stato; pertanto, per concretare il percorso di
stabilizzazione, è stato dato corso alla seconda possibilità con
apposita circolare dello scrivente (n. 56/AG/2005 del 9 giugno
2005). Tale circolare, tra l'altro, prevedeva la possibilità di
optare tra l'assunzione nella costituenda società a capitale
pubblico e il contratto in essere per i PUC e di diritto privato
per gli ASU. Il termine di detta opzione inizialmente fissato per
il 20 giugno c.a. è stato ulteriormente differito al 30 luglio
2005.
Il Governo regionale, preso atto delle opzioni pervenute, ha
incontrato le OO.SS. per l'esame della problematica in questione.
Da detto incontro è emerso che tutti i predetti lavoratori hanno
optato per il contratto scartando la scelta della costituenda
società a capitale pubblico, conseguentemente i lavoratori ASU
saranno stabilizzati dal 1 gennaio 2006 con contratto di diritto
privato quinquennale a tempo pieno, mentre per i lavoratori PUC
il contratto in essere verrà elevato a 36 ore settimanali,
procedendo alle eventuali - ove necessario - conferme dei
contratti stessi.
In dipendenza di ciò lo scrivente ha formulato apposita
proposta alla Giunta regionale che, nella seduta del 2 agosto
u.s., oltre a condividerla, ha autorizzato lo scrivente a
procedere alla modifica del programma di fuoriuscita dal bacino
dei lavori socialmente utili di cui all'articolo 5 della l.r. n.
24/2000.
In ultimo si rassicura l'onorevole interrogante che nelle more
del perfezionamento del processo di stabilizzazione, con più
direttive dello scrivente, è stata confermata l'utilizzazione dei
lavoratori ASU in parola oltre le 20 settimanali per lo stesso
monte orario integrativo autorizzato nell'anno 2004».
L'Assessore SCOMA