Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 319 di martedì 11 ottobre 2005
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto


   ODDO,  segretario  f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                              Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli: Moschetto  dall'8 al 16 ottobre;  Sbona
  dall'8 al 19 ottobre; Acanto dall'8 al 19 ottobre; Oddo dal 27 al
  29 ottobre 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che è in congedo l'onorevole Gurrieri  per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte  ad interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

  - da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:

      N.  1704 - Interventi per il risanamento, l'apertura  e  la
      valorizzazione  della Chiesa del Convento  sita  in  piazza
      Macherione a Giarre (CT).
      Firmatari:Fleres        Salvatore;    Catania     Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

  - da parte dell'Assessore per la Presidenza:

      N.  1994  - Notizie sul mancato inserimento della provincia
      di Enna nel CO.MO.RE.V. 1 della Sicilia orientale.
      Firmatario: Tumino Carmelo

      N.  2084 - Interventi per il riconoscimento dello stato  di
      calamità naturale per il territorio del comune di Mussomeli
      (CL).
      Firmatari:  Galletti Giuseppe;  Ortisi   Egidio;   Manzullo
      Giovanni; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare

      N.  2236  - Delucidazioni a proposito dei criteri  adottati
      per  la scelta degli uffici decentrati della Regione  nella
      provincia di Catania.
      Firmatario: Liotta Santo

   Annunzio di presentazione e comunicazione di contestuale invio
           di disegni di legge alle commissioni competenti

        PRESIDENTE.  Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge
      sono  stati presentati ed inviati, in data 7 ottobre  2005,
      alle competenti  Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Interventi regionali per la costituzione di un  sistema
       integrato per la sicurezza dei cittadini e l'educazione alla
       legalità e alla civile convivenza. Costituzione dell'Osservatorio
       regionale per le politiche integrate di sicurezza  (n. 1070)
    -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Barbagallo, Culicchia, Genovese,
  Gurrieri, Tumino, Zangara  in data 6 ottobre 2005
  -PARERE V e VI Commissione

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    - Istituzione del Fondo regionale di solidarietà. Decurtazione
       dell'indennità di carica  (n. 1068)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Ioppolo in data 5 ottobre 2005
  -PARERE I  Commissione

    - Misure per lo sviluppo della chirurgia endoscopica  (n. 1069)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Ioppolo in data 6ottobre 2005.

                     Annunzio di interrogazioni

        PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  state  presentate   le
      seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      N.  2419  -  Interventi per ricondurre  al  rispetto  della
      vigente  normativa l'organizzazione dirigenziale del  Corpo
      di polizia municipale presso il Comune di Ribera (AG).
      - Presidente Regione
      - Assessore Famiglia
      Firmatario: Manzullo Giovanni

      N.      2420  -  Interventi  urgenti  per  la  manutenzione
      dell'impianto di illuminazione dell'autostrada A 29 Palermo-
      Mazara del Vallo, nel tratto dello svincolo di Balestrate.
      - Presidente Regione
      Firmatario: Ferro Giovanni

      N.  2426  - Interventi per l'avvio del servizio di genetica
      medica presso il comune di Gela (CL).
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Speziale Calogero

      N.   2427   -   Iniziative  a  tutela  di  una  lavoratrice
      dell'Azienda   foreste  demaniali  e   per   l'applicazione
      puntuale della legge n. 626 del 1994.
      - Assessore Agricoltura
      Firmatari:   Cracolici   Antonino;   Giannopolo   Domenico;
      Capodicasa Angelo

      N.  2428 - Notizie sul pagamento del bonus per i nuovi nati
      alle   famiglie   della  città  di  Palermo   inserite   in
      graduatoria.
      - Presidente Regione
      - Assessore Famiglia
      Firmatario: Virzì Gioacchino

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di  risposta scritta:

      -   N.   2418   -   Interventi   urgenti   per   verificare
      l'accessibilità  per tutte le imprese  della  provincia  di
      Trapani,  che  ne  abbiano titolo, del bando  per  la  gara
      d'appalto indetta dall'Airgest di Trapani.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Turano Girolamo

      N.  2421  -  Interventi  urgenti al fine  di  annullare  il
      licenziamento  della  signora Anna  Maria  Rao,  bracciante
      agricolo cinquantunista.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      Firmatario: Forgione Francesco

      N.  2422  - Rispetto delle norme in materia di legislazione
      del  lavoro  e  di  espletamento dei  pubblici  servizi  in
      concessione  presso  le  ditte SAIS  Trasporti,  Tua  Gallo
      Gianporcaro,  SARP Trasporti.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Liotta Santo

      N.  2423  -  Iniziative per l'annullamento  delle  delibere
      relative  alla  nomina dei Revisori  dei  conti  presso  il
      Comune di Limina (ME).
      - Presidente Regione
      - Assessore Famiglia
      Firmatario: Liotta Santo

      N.  2424  -  Notizie  circa  la mancata  reintegrazione  in
      servizio   del  dott.  Santino  Cantarella  come  Dirigente
      responsabile dell'Area M.C.T.C. di Catania.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatari:  Acierno  Alberto; Cristaudo Giovanni;  Misuraca
      Salvatore;  Dina  Antonino; Arcidiacono  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe;  Moschetto  Angelo; Franchina  Giuseppe;  Sanzeri
      Salvatore; Paffumi Angelo; Segreto Giuseppe; Baldari Nicola
      Renato;  Confalone  Giancarlo; Ardizzone  Giovanni;  Leanza
      Nicola;   Formica   Santi;  Amendolia  Antonino;   Fratello
      Onofrio; Basile Giuseppe

      N.  2425  - Notizie sul Servizio Unità di terapia intensiva
      coronarica (U.T.C.) dell'Ospedale d'area Avola-Noto.
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Burgaretta Aparo Sebastiano

      N.  2429 - Iniziative per far fronte alla gravissima  crisi
      della scuola pubblica siciliana.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      Firmatario: Barbagallo Giovanni

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                         Annunzio di mozione

        PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata,  in data  10
      ottobre 2005,  la seguente mozione:

      N.  453  Interventi per scongiurare la chiusura, a Palermo,
      del  Centro Unificato Automazione Servizi di Poste S.p.A. ,
      degli   onorevoli  Zangara  Andrea;  Barbagallo   Giovanni;
      Gurrieri Sebastiano; Genovese Francantonio.
        Informo  che  la  stessa  sarà  iscritta  all'ordine  del
      giorno  della  seduta successiva perchè se ne determini  la
      data di discussione.

        Comunicazione di nomina di componente di commissione

        PRESIDENTE.  Comunico   che con  decreto  n.  394  del  5
      ottobre  2005, l'onorevole Giuseppe Arcidiacono  è nominato
      componente  della  VI  Commissione  legislativa  permanente
       Servizi    sociali   e   sanitari ,     in    sostituzione
      dell'onorevole Giancarlo Confalone, dimissionario.

        Avverto,  ai  sensi  dell'articolo  127,  comma  9,   del
      Regolamento  interno,  che  nel corso  della  seduta  potrà
      procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


        Saluto agli studenti del Liceo pedagogico di Ravanusa

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, siamo lieti di ospitare  questa
  sera  una  fitta  scolaresca  di studenti  del  liceo  pedagogico
  «Giudici  Saetta e Livatino» di Ravanusa.
   Saluto  la scolaresca con l'auspicio che il contatto con  questo
  Parlamento  consolidi  sempre  più  l'affetto  degli  stessi  nei
  confronti delle istituzioni pubbliche regionali.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  452
  «Interventi per assicurare il corretto comportamento dell'azienda
  ATA   -   HANDLING  S.p.A.,  gestore  di  alcuni  servizi  presso
  l'aeroporto   di   Catania»,  degli  onorevoli  Fleres,   Catania
  Giuseppe, Maurici, Baldari e Mercadante.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    ODDO  segretario f.f.:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  società  ATA  - HANDLING S.p.A. è gestore di alcuni  servizi
  presso l'aeroporto di Catania;

   presso tale società, che dispone di un esiguo parco macchine  ed
  attrezzature,  operano in prevalenza dipendenti già  in  servizio
  presso  la  società  SAC, che gestisce altri  servizi  presso  il
  medesimo scalo aeroportuale ed è diretta emanazione dell' ASAC;

   le  attrezzature  necessarie all'effettuazione  dei  servizi  da
  parte  della  società  ATA-HANDLING S.p.A.  sono  prevalentemente
  fornite dalla società SAC;

   da  diversi  mesi,  i dipendenti della società  ATA  -  HANDLING
  S.p.A. vivono una condizione di precarietà lavorativa;

   la  citata  ATA - HANDLING, nonostante una specifica  previsione
  contenuta  nel  decreto  legislativo  13  gennaio  1999,  n.   18
  'attuazione  della direttiva 96/67/CE relativa al libero  accesso
  al  mercato  dei  servizi di assistenza a terra  negli  aeroporti
  della Comunità', in materia di trattamento del personale, non  ha
  ancora sottoscritto il contratto di lavoro collettivo per i  suoi
  dipendenti, con ciò arrecando loro notevoli disagi;

   la  gestione  dei  servizi affidati alla ATA -  HANDLING  S.p.A.
  presenta  notevoli  lati  oscuri,  tanto  da  ipotizzare  precise
  violazioni di legge;

   è   opportuno,   nell'interesse  dell'utenza  e  del   personale
  interessato,  disporre  le opportune verifiche  anche  attraverso
  accurate  ispezioni miranti ad accertare il rispetto degli  oneri
  contrattuali da parte della società ATA - HANDLING S.p.A.,

                 impegna il Presidente della Regione
                             e per esso
     l'Assessore per il Turismo, le Comunicazioni e i Trasporti
                                  e
        l'Assessore per il Lavoro, la Previdenza Sociale, la
              Formazione Professionale e l'Emigrazione

   a  disporre  un'immediata ispezione presso  la  ATA  -  HANDLING
  S.p.A.  di  Catania per accertare la regolarità  del  trattamento
  contrattuale del personale;

   ad  intervenire  presso l'ENAC affinché accerti  tempestivamente
  il  rispetto, da parte dell'ATA - HANDLING S.p.A. di Catania, del
  dettato  del decreto legislativo del 13 gennaio 1999, n.  18,  in
  ogni sua parte;

   ad  intervenire presso il Ministero delle Infrastrutture  e  dei
  Trasporti ed il Ministero dell'Economia e delle Finanze, affinché
  accertino,  verifichino, per le parti di competenza, la  corretta
  gestione  della  società,  sia  per  le  parti  amministrative  e
  contabili,  sia  per  le  parti riguardanti  il  trattamento  del
  personale.» (452)

               FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI - MERCADANTE

   Dispongo  che  la mozione testé annunziata venga demandata  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ODDO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, da  parte  nostra
  non   c'è   alcuna  intenzione  di  operare  forme   subdole   di
  ostruzionismo.
   Chiediamo,  però,  alla Presidenza di prelevare  il  disegno  di
  legge  numeri  392  -  402 - 763 - Stralcio  I/A  «Interventi  in
  materia  di cooperative agricole e norme in materia di camera  di
  commercio», posto al punto 5) dell'ordine del giorno, di cui sono
  relatore.
   I  colleghi  sicuramente  hanno seguito l'annosa  questione  che
  riguarda migliaia di famiglie, le quali aspettano risposte  ormai
  dal  1994.  Si  tratta  semplicemente di esaminare  l'emendamento
  presentato  dall'assessore competente  e  dalla  Commissione  per
  l'esame  delle  questioni concernenti l'attività  della  Comunità
  Europea.
   Se  avviassimo la discussione del disegno di legge, daremmo  già
  un  primo  segnale,  e  in  tempi  brevi  potrebbe  ritornare  in
  Commissione   Bilancio   per  il  parere   sull'emendamento   che
  presenteremmo  assieme  al  Presidente  della  III   Commissione,
  onorevole Infurna.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  siamo  in  presenza  di  una
  proposta di inversione dell'ordine del giorno.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  presidente, onorevoli  colleghi,  se  questa
  richiesta di prelievo ha il solo scopo di incardinare il  disegno
  di  legge per consentire la presentazione degli emendamenti,  non
  penso ci possano essere difficoltà; l'abbiamo fatto anche per  il
  disegno di legge n. 1053/A relativo ai collegamenti marittimi con
  le isole minori.
   Se,  invece,  l'intenzione è quella di  aprire  un  dibattito  e
  posticipare  ulteriormente  l'iter del  disegno  di  legge  sugli
  appalti, allora sono contrario.

    PRESIDENTE  Penso di aver capito che si tratti solo di  questo,
  onorevole Beninati.
   Non  essendoci  ulteriori osservazioni, pongo  in  votazione  la
  proposta di inversione dell'ordine del giorno.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Discussione del disegno di legge «Interventi  in materia di
                        cooperative agricole
      e norme in materia di camere di commercio» (392-402-763 -
                            Stralcio I/A)

    PRESIDENTE   Si  passa, pertanto, al punto III dell'ordine  del
  giorno: Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di  legge «Interventi
  in  materia di cooperative agricole e norme in materia di  camere
  di commercio» (392-402-763-Stralcio I/A) posto al numero 5).
   Invito  i  componenti  la III Commissione a  prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il relatore, onorevole Oddo per  svolgere
  la relazione.

    ODDO  relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112,  comma  5, del  Regolamento  interno  per  la
  presentazione degli emendamenti.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
    integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti.
        Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
   Genio civile e la prevenzione del rischio sismico» (771-774/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Si  procede con il seguito della  discussione  del
  disegno  di  legge  «Modifiche  ed  integrazioni  alla  normativa
  regionale   in  materia  di  appalti.  Disposizioni   concernenti
  l'attività  degli  uffici del Genio civile e la  prevenzione  del
  rischio sismico» (771-774/A) posto al numero 1).
   Invito  i componenti la Commissione competente a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
        Ricordo  che  nella precedente seduta l'esame  era  stato
      sospeso in sede di votazione dell'emendamento 1.1.6.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  -  e  vorrei che il Governo e i colleghi  Capigruppo
  della  maggioranza mi prestassero attenzione - per sollevare  una
  questione.
   Maldestramente é stato detto che  l'opposizione avrebbe  assunto
  un atteggiamento ostruzionistico su questo disegno di legge.
   Vorrei  precisare  che  noi  non abbiamo  alcuna  difficoltà  ad
  andare  avanti col disegno di legge sulla riforma degli  appalti,
  sulla  base  degli emendamenti che abbiamo già  presentato  e  di
  quelli  che  presenteremo  in  corso  dei  lavori,  tentando   di
  affermare il nostro punto di vista.
   Tuttavia,  signor  Presidente, mi permetto  di  farle  osservare
  che,  essendo questo un disegno di legge di ampia portata -  così
  come   é   stato   definito  -  abbiamo  il  vago  sospetto   che
  l'atteggiamento  ostruzionistico possa essere  all'interno  della
  maggioranza.
   Si  tratta di una questione prevalentemente politica al fine  di
  evidenziare  l'assenza dei deputati nei banchi della  maggioranza
  e,  quindi, l'interesse della maggioranza nei confronti di questo
  disegno  di  legge. L'unico modo al quale possiamo ricorrere  per
  evidenziare ciò  è quello previsto dal Regolamento, vale  a  dire
  la richiesta del numero legale.
   Se  la maggioranza viene in Aula a sostenere in modo compatto il
  testo  del disegno di legge, lo stesso testo potrà essere esitato
  nel giro di qualche ora o di qualche giorno.
   Pertanto,  signor Presidente, io le preannuncio  che,  essendoci
  una  questione politica che precede tutte le altre  e  avendo  la
  vaga impressione che nella maggioranza - come dimostra l'assoluta
  assenza  nei  banchi della maggioranza - ci sia  un  orientamento
  neanche tanto ovattato di voler impedire l'approvazione di questo
  testo,  ovviamente  noi  ricorreremo all'unico  strumento  che  è
  previsto  e  che  è  dato all'opposizione per  poter  evidenziare
  questa contraddizione interna alla maggioranza.
   Anche   l'assenza   dei  rappresentati  del  Governo   sono   la
  testimonianza del fatto che l'Assessore, con tutta la  sua  buona
  volontà,  è  lasciato  solo, seppure ogni tanto  appare  in  Aula
  qualche   altro   esponente   del  Governo   che   poi   scompare
  immediatamente.  (Anzi  stasera il Governo  è  presente  in  modo
  robusto considerato che si sono visti  quattro assessori.)
   In  ogni  caso,  vogliamo  evidenziare questo  elemento,  signor
  Presidente,  e  dico questo non soltanto per ragioni  interne  al
  dibattito  parlamentare, ma anche esterne. Se poi  da  parte  del
  Governo  c'è  l'effettivo orientamento a fare questo  disegno  di
  legge ci sono anche modalità che riguardano l'azione positiva del
  Governo,  che si intrattenga con i partiti dell'opposizione,  che
  tenga  conto  del  punto di vista che noi vogliamo  formulare  in
  questa  sede. Insomma, ci sono possibilità di trovare una  strada
  diversa rispetto a quella che è stata imboccata.
   Pertanto,  signor Presidente, preannunciamo che  già  dal  primo
  articolo saremo costretti a ricorrere alla richiesta  del  numero
  legale  in modo tale da accertare l'assenza della maggioranza  in
  occasione della discussione  di tale disegno di legge.

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là  delle
  censure,  più  o  meno  corrette,  dell'onorevole  Speziale   nei
  riguardi  della  presenza  in  Aula dei  Gruppi  di  maggioranza,
  ritengo  che un'altra osservazione, ben più importante,  dovrebbe
  essere  colta nella stessa dichiarazione dell'onorevole Speziale,
  ancorchè  libero,  nel suo  ruolo di opposizione,  di  utilizzare
  tutti  gli strumenti che il Regolamento gli consente, non  ultimo
  la  continua richiesta di  verifica del numero legale, che  è  un
  atto  sicuramente  legittimo ancorchè non  obbligatorio.  Intendo
  ricordare  a  me  stesso e a tutti che, nel  momento  in  cui  si
  legifera  in quest'Aula, al di là delle posizioni politiche,  c'è
  comunque  un interlocutore prioritario che è il popolo  siciliano
  che,   in   qualche   modo,  da  ogni  momento   legislativo   ha
  un'aspettativa. Affermo ciò se vero è - come è vero - che  questa
  è  un'ulteriore  modifica che il Parlamento vuole apportare  alla
  legge sugli appalti, che è una legge innovativa che, pur partendo
  dal  testo  base della legge nazionale, ha voluto introdurre  una
  serie  di  nuovi meccanismi o di miglioramenti per conciliare  la
  bontà delle opere pubbliche in Sicilia con quello che deve essere
  il  rispetto delle regole, ed in questo ci sono stati  circa  due
  anni  di  prove  ed il Parlamento, a tutela dell'intera  comunità
  siciliana e, quindi, non di questa o di quella parte politica, ha
  ritenuto  oggi  di  dover apportare una serie  di  modifiche  per
  migliorare ulteriormente il famoso testo della legge 7.
   Quindi  -  ripeto - pur rispettando quanto detto  dall'onorevole
  Speziale,  se  invece  da  parte delle opposizioni  c'è  -   come
  sembrava  dalle  parole  dette  dall'onorevole  Speziale   -   un
  ulteriore momento di confronto tra le posizioni politiche assunte
  nel  nuovo testo all'esame dell'Aula, credo che fermare i  lavori
  utilizzando  lo  strumento del numero legale  non  fa  altro  che
  esacerbare i rapporti.
   Ritengo  che sarebbe più opportuno cercare di procedere,  perchè
  non  sarebbe  la  prima volta che mentre l'Aula  lavora  c'è  chi
  continua,  a latere, a costruire e a migliorare ulteriormente  le
  cose già scritte e già emendate.

    FLERES  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  l'intervento  dell'onorevole  Speziale  e  credo  che   ponga   a
  quest'Aula   un   problema  di  identità  che  non   può   essere
  sottovalutato.
   L'onorevole Speziale sostiene che il Parlamento, cioè  il  luogo
  in cui sono presenti tutte le forze politiche e che ha il compito
  precipuo di legiferare tenendo conto delle posizioni di tutte  le
  forze  politiche,  non  sia un luogo in cui  il  confronto  debba
  svilupparsi   in   maniera   aperta  e   in   maniera   vincolata
  esclusivamente  a quello che è il contenuto di una  disposizione,
  ma   debba essere, invece, ma sia il luogo in cui l'attività  del
  Parlamento sia del tutto appiattita, caricata o scaricata su  una
  parte  di  esso,  nella fattispecie sulla maggioranza.  Onorevole
  Speziale, se così fosse, questo Parlamento non avrebbe bisogno di
  novanta  deputati, ne sarebbero sufficienti una sessantina  circa
  perché tale è la dimensione della maggioranza.
   Credo  che  questo Parlamento, come qualsiasi altro  Parlamento,
  debba   giovarsi   della  collaborazione,   dell'apporto,   della
  partecipazione  della  maggioranza,  quanto  della   opposizione,
  soprattutto quando non si discutono questioni che hanno rilevanza
  ideologica, come nel caso in specie, dove il tema del confronto o
  della lacerazione politica si sviluppa sulla base di un assenso o
  di  un  dissenso, su una percentuale di ribasso, o sulla presenza
  di  un  documento  piuttosto che di un  altro  in  una  procedura
  istruttoria di una gara di appalto.
   Non  stiamo discutendo dei fattori macroeconomici della  Regione
  siciliana,  non stiamo discutendo delle evoluzioni intellettuali,
  culturali  e  persino religiose della società  siciliana,  stiamo
  discutendo  di  una  disposizione  che  ha  valore  precipuamente
  tecnico  che  deve indurci un po' tutti a riflettere  rispetto  a
  quello  che  è  stato negli anni l'andamento del  fenomeno  degli
  appalti in Sicilia per fare in modo che gli eventuali errori  che
  sono  stati commessi in passato vengano corretti impedendo  tutto
  quello che mediaticamente sappiamo deve essere impedito non  solo
  in questa Regione, ma in tutte le Regioni.
   Onorevole  Speziale, qui non c'è una maggioranza che deve  farsi
  carico dell'attività del Parlamento e un'opposizione che, invece,
  si sente assolutamente deresponsabilizzata rispetto all'efficacia
  dell'azione parlamentare che viene svolta. C'è una maggioranza ed
  un'opposizione   che   hanno   entrambe   responsabilità    nelle
  determinazioni che il Parlamento assume nel momento stesso in cui
  vota.
   Onorevoli  colleghi, se noi dovessimo fare  un  ragionamento  di
  maggioranza,  dovremmo dire che, per esempio, c'è  maggioranza  e
  maggioranza; così come c'è opposizione ed opposizione. In  questo
  momento,  per esempio, il Gruppo parlamentare di Forza  Italia  è
  presente  quasi  nella sua totalità, il Gruppo dell'UDC,  anzi  i
  Gruppi  della  ex o della UDC non sono presenti in egual  numero.
  Allora,  dovremmo,  all'interno del ragionamento  generale  fatto
  dall'onorevole Speziale, ulteriormente sezionarlo per poi  vedere
  quali  porzioni percentuali di responsabilità sono da  attribuire
  alle  singole porzioni in percentuali di assenza o meno;  non  mi
  pare  che sia questo il modo migliore per andare avanti,  non  mi
  pare  che sia questo il modo migliore per consegnare alla Sicilia
  un  prodotto  legislativo che la Sicilia si attende.  E,  ripeto,
  basta  sfogliare  le  pagine dei giornali per  capire  quanto  si
  attende.
   Se  poi l'onorevole Speziale e quanti altri, ritengono di potere
  facilmente  distinguere le proprie responsabilità  da  quelle  di
  un'inefficienza generalizzata del Parlamento, io mi  permetto  di
  dirle, onorevole Speziale,  con la serenità e la simpatia che  ha
  sempre  contraddistinto i nostri rapporti,  che  si  sbaglia.  Le
  garantisco   che  non  è  affatto  facile  spiegare  all'opinione
  pubblica  che ci sono i buoni e i cattivi, quando  i  buoni  e  i
  cattivi  si interscambiano tra loro di volta in volta e diventano
  ora   buoni  ora  cattivi  in  funzione  di  quello  che  si  sta
  discutendo.  E' molto difficile. E' molto più semplice  sostenere
  una  posizione  e  affermarla,  sottoponendola  alla  valutazione
  dell'Aula prima e dell'elettorato dopo, nel momento in cui quella
  affermazione  si  consolida,  si  realizza,  si  formalizza   con
  l'approvazione di un testo e di una legge.
     Allora,  per  quanto riguarda il Gruppo di  Forza  Italia  noi
  siamo  qui,  e  siamo  qui per votare e andare  avanti.  Noi  non
  intendiamo  partecipare ad un gioco al massacro e al ribasso  nel
  numero  delle presenze che certamente non ci appartiene;  non  ci
  siamo  mai  posti questo problema neanche quando  abbiamo  votato
  disegni  di  legge dichiaratamente ispirati dalla  sinistra,  non
  ultimo   il  prelievo  appena  compiuto.  Non  ci  siamo  opposti
  all'ultimo  prelievo, non ci siamo chiesti se quella  è una legge
  che favorisce il centro, la destra, la sinistra, abbiamo ritenuto
  che quella fosse una legge che andava e andrà discussa in maniera
  accelerata  perché  interessa decine e decine di  lavoratori  che
  vivono  una  condizione  di disagio e  che  rischiano  di  dovere
  rimettere di tasca propria parecchia migliaia di euro.
   Onorevoli  colleghi, delle due l'una: o si va  avanti  e  si  va
  avanti  ciascuno per la propria parte partecipando, oppure questo
  meccanismo  di attribuzione di responsabilità solo ad  una  parte
  del  Parlamento  e non a tutto il Parlamento potrebbe  ribaltarsi
  tale e quale in uno qualsiasi degli altri provvedimenti o in  uno
  qualsiasi degli altri emendamenti o in uno qualsiasi degli  altri
  articoli  che  dovessero essere ispirati da  posizioni  politiche
  diverse da quelle della maggioranza.
   Non è serio tutto questo. Certo, la maggioranza farebbe bene  ad
  essere più presente e quando dico maggioranza dico in particolare
  quella  parte  della   maggioranza che oggi non  è,  francamente,
  molto  presente  e che non lo è stata nelle ultime  settimane  di
  attività   di  questo  Parlamento.  Non  intendo  confondere   le
  responsabilità, intendo specificarle e non c'è dubbio che c'è una
  parte  della  maggioranza che sta vivendo un disagio interno  che
  produce assenze parlamentari. Di queste assenze parlamenti  e  di
  questo  disagio possiamo farci carico nella misura in cui ci  sia
  una  chiamata complessiva a partecipare, a sostenere, ad  aiutare
  il  superamento del disagio medesimo,  ma quando questo  non  c'è
  non  ci si può chiedere di assumerci parte di responsabilità  che
  non ci riguardano, che non appartengono al nostro partito.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi, la  mia  proposta  è  quella  di
  andare  avanti non guardando il dito di chi indica  la  luna,  ma
  guardando la luna.

    FORGIONE  E' nuvoloso

      FLERES   non guardando la tattica dell'attività parlamentare,
  ma  la  strategia  dell'azione politica  di  un  Parlamento;  non
  soffermandoci   su  una  battuta  seppure  gradevole,   onorevole
  Forgione,  ma  in  un  cabaret  non  in  un  Parlamento  che  sta
  affrontando questioni delicate come queste.
   Signor  Presidente, se esistono - e lo diciamo con  chiarezza  -
  le  condizioni  politiche generali di partecipazione  complessiva
  alla  discussione di questo disegno di legge, noi siamo pronti  a
  restare, a discutere e a portare fino in fondo l'azione politica,
  dividendoci di volta in volta se è il caso o unendoci di volta in
  volta  se è il caso. Se queste condizioni non ci sono,   noi  non
  abbiamo  alcun interesse ad assecondare inefficienze che  non  ci
  appartengono, non abbiamo alcun interesse a condividere ritardi o
  rinvii  che  non ci appartengono, non abbiamo alcun  interesse  a
  bruciare  altre  due settimane d'Aula dopo le due precedenti  che
  abbiamo bruciato, solo assecondando una logica che è quella della
  responsabilità   di  parte  rispetto  ad  un  provvedimento.   Il
  Parlamento  è bello perché ci sono tutte le forze politiche;  poi
  c'è il Governo, quello sì che è di parte perchè è espressione  di
  una maggioranza.
   Concludo, signor  Presidente, con questa proposta: se attorno  a
  questo  disegno  di  legge esiste l'agibilità d'Aula  per  andare
  avanti  noi  non  chiediamo  di  meglio;  se  l'agibilità  d'Aula
  rispetto  a  questo  disegno di legge non dovesse  esistere,  noi
  siamo  contrari  a qualsiasi ulteriore rinvio, siamo  disposti  a
  rimanere in Aula tutta la notte, siamo disposti a discutere tutti
  gli   altri  -  sei,  sette,  otto  -disegni  di  legge  iscritti
  all'ordine del giorno su cui, invece, l'agibilità d'Aula  si  può
  pure  trovare se si vuole;  se non si trova, qualcuno si assumerà
  la responsabilità della impossibilità di andare avanti.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, purtroppo non posso darle  la
  parola  perché non si può aprire un dibattito sul diritto o  meno
  di  un  Gruppo  parlamentare di chiedere la verifica  del  numero
  legale.  Non è stata ancora avanzata la richiesta di verifica del
  numero  legale, quindi  non posso permettere che  si  continui  a
  discutere  su una proposta inesistente. Se l'argomento sul  quale
  volete   parlare  è  questo,  sono  già  intervenuti  l'onorevole
  Speziale  prima e l'onorevole Fleres dopo. E' questo  il  crinale
  sul   quale  ci  dobbiamo  confrontare.  Qualora  si  presentasse
  l'occasione  di una richiesta di verifica del numero legale  sarà
  compito vostro illustrarne la ratio.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia di
    appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
    Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (nn.  771-
                               774/A)

    PRESIDENTE  Riprende il seguito della discussione  del  disegno
  di  legge  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale  in
  materia  di  appalti. Disposizioni concernenti  l'attività  degli
  uffici  del  Genio  civile e la prevenzione del rischio  sismico
  (nn.  771-774/A)
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  1.1.6.  Il  parere   della
  Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

               Richiesta di verifica del numero legale

    SPEZIALE  Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Miccichè,
                      Panarello e Spampinato )

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            35

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore
                               20.25)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole D'Aquino è in congedo  per
  la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                        Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  se   il
  Governo  è  d'accordo,  come  mi  è  sembrato  nel  corso   della
  discussione   informale  che  si  è  svolta  durante   l'ora   di
  sospensione  dovuta alla mancanza del numero  legale,  chiedo  di
  rinviare  i  lavori d'Aula per un approfondimento delle  proposte
  formulate.  Ciò allo scopo di vedere se attorno a  tali  proposte
  sia   possibile  costruire  un profilo  normativo  da  presentare
  domani  al  dibattito d'Aula, quando riprenderemo la  discussione
  del disegno di legge sugli appalti.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, agganciandomi
  a   quanto  proposto  dall'onorevole  Speziale,  a  seguito   dei
  colloqui  avuti durante  la sospensione dell'Aula, se il  Governo
  dovesse accogliere l'invito dell'onorevole Speziale a rinviare la
  trattazione   della  legge  sugli  appalti,  chiedo  l'inversione
  dell'ordine del giorno e, quindi, di passare alla trattazione del
  disegno di legge numero 1053/A:  Norme sui contratti relativi  ai
  collegamenti marittimi con le Isole minori .

    PARLAVECCHIO   assessore  per  i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PARLAVECCHIO    assessore  per  i   lavori   pubblici.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non è d'accordo a  che
  non si discuta.

    PRESIDENTE  Non è d'accordo sulla richiesta di sospensione?  Le
  proposte  sono due:  una di sospensione, in attesa di chiarimenti
  fra   maggioranza  o  fra  Governo  e  opposizione   e   l'altra,
  dell'onorevole Acierno, di inversione dell'ordine del giorno.
   Vorrei  che si chiarisse a cosa vi riferite quando vi dichiarate
  contrari,  perchè se vi riferite all'inversione  dell'ordine  del
  giorno è un conto, se vi riferite alla richiesta di sospensione è
  un  altro conto. Desidero che questo venga chiarito perché da ciò
  dipende la regolarità della discussione.

    CASCIO   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo scambiato delle  opinioni
  con  l'Assessore al ramo, siccome le proposte sono  due,  quindi,
  non  investono soltanto la responsabilità del collega  ai  lavori
  pubblici, parlo nella qualità di vicepresidente, le proposte sono
  due  sul  tappeto:  una  di  inversione dell'ordine  del  giorno,
  legittima  dell'onorevole Acierno, un'altra  di  sospensione  dei
  lavori  per quanto riguarda la legge sui lavori pubblici, per  un
  approfondimento  che nel merito riteniamo -  ne  ho  parlato  con
  l'Assessore - possa essere condiviso.
   Chiedo,  se  è  possibile, di trovare una  sintesi  fra  le  due
  proposte:   da  un  lato,  invertire  l'ordine  del  giorno   per
  consentire  al  Parlamento  di  approvare  una  legge  largamente
  condivisa,  che  va  a  riparare  un  problema  che  investe   la
  responsabilità  del  Governo,  ma  che  soprattutto  rischia   di
  interrompere i collegamenti con le isole minori; e dall'altro, al
  Governo, alla maggioranza e all'opposizione di trovare un momento
  di confronto sul merito della questione che riguarda la legge sui
  lavori   pubblici   che,  a  detta  del   collega,   può   essere
  condivisibile  da  parte  del  Governo.  In  tal  modo,  infatti,
  riusciremmo a fare due cose utili e a sbloccare l'impasse che  si
  è  creata su questa norma e incassare il risultato politico, cioè
  di   approvare  una  legge  che  è  condivisa  da  tutto   l'arco
  parlamentare e lo potremmo fare anche stasera.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  colgo   un
  aspetto  di  grande  novità nella proposta lanciata  questa  sera
  dalle opposizioni.
   Di   grande  novità  anche  alla  luce  di  una  considerazione,
  Presidente, e cioè del fatto che la legge sugli appalti  è  stata
  fatta  da  questo  Parlamento con il  concorso  importante  delle
  opposizioni.
   Quindi,  la  richiesta  che  è pervenuta  dalle  opposizioni  di
  vedere  assieme  come esitare questa mini riforma che,  comunque,
  interviene  sull'impianto  di una legge  che  è  stata  condivisa
  dall'intero  Parlamento, ritengo che sia una base utilissima  per
  andare  avanti  e  per  consentire al Parlamento  di  lavorare  e
  lavorare  pure  bene, esitare cioè una norma  condivisa  che  può
  certamente risolvere i problemi che intendiamo risolvere  con  la
  modifica della legge  e che ci sono richiesti un po' da tutti.
   Quindi, sostanzialmente la  leggina  per le isole minori, che  è
  stata  incardinata  e per la quale è scaduto il  termine  per  la
  presentazione  degli emendamenti, ritengo che si possa  discutere
  pure  subito,  non  è  in  contrapposizione  con  il  fatto   che
  contestualmente  in  Commissione,  che  credo  sia  la  sede  più
  opportuna,  ci  sia un incontro tra il Governo e  il  Parlamento,
  maggioranza  e  opposizione, per addivenire  velocemente,  perché
  questo  è  il  senso  della proposta avanzata dall'opposizione  e
  condivisa  dal  Governo, ad esitare un provvedimento  quanto  più
  largamente condiviso anche alla luce del fatto di quello  che  ho
  detto prima e cioè che la riforma è stata fatta tutti insieme.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cascio, lei  ha   parlato  a  nome  del
  Governo e d'intesa con l'Assessore al ramo. La questione, secondo
  me,  è  puramente platonica nel senso che non ha senso discettare
  se  sospendere la discussione sugli appalti o invertire  l'ordine
  del  giorno per passare al disegno di legge sui collegamenti  con
  le isole minori.
   Se  decidiamo di sospendere poi ne parleremo, perché viene  dopo
  e quindi è automatico il discorso.
   Il  problema  principale  e  serio è solo  quello:  abbiamo  una
  discussione in corso sugli appalti, sulla stessa viene  richiesta
  la  sospensione; qualora venga concessa, potremmo parlare, ma non
  possiamo  scavalcare  i disegni di legge l'uno  sull'altro  senza
  comprendere che successivamente alla legge sugli appalti  vengono
  le  isole minori, anche se nell'ambito di questi disegni di legge
  occorrerà  un  voto per l'inversione, ma intanto si decide  sulla
  questione principale, cioè la sospensione.
   L'inversione dell'ordine del giorno è successivo alla  decisione
  della sospensione, per cui o il governo ci dice la sua opinione o
  io metto ai voti la proposta dell'onorevole Speziale.

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.   Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  la questione è molto sottile nel senso che  parliamo
  di   due  cose  che  io  ritenevo  potessero  essere  risolvibili
  contestualmente.  Se  prima  dobbiamo  dare   un   parere   sulla
  sospensione  di  questa  norma per  consentirci  di  entrare  nel
  merito,  il  parere del Governo è favorevole, ma è  ovvio  che  è
  favorevole nella misura in cui l'Aula continua a lavorare stasera
  e  affronta un altro punto all'ordine del giorno che è quello dei
  collegamenti marittimi con le isole minori.

    PRESIDENTE   Assessore Cascio, sia chiaro che non  è  possibile
  secondo il Regolamento invertire un ordine del giorno mentre  c'è
  in  corso una discussione su un argomento. Se c'è una discussione
  su un punto all'ordine del giorno unanimemente noto e accettato e
  su  quello  viene  chiesta  la sospensione,  si  può  parlare  di
  arrivare  all'argomento successivo, ma io non posso invertire  un
  ordine   del   giorno  su  una  materia  in  questo  momento   in
  discussione. Questo sia chiaro. Non accetto dibattito  su  questo
  che è di  evidenza lapalissiana.
   Pongo  ai voti la richiesta dell'onorevole Speziale di pervenire
  alla  sospensione  della materia appalti. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Sulla   sospensione   dell'argomento,   poiché   sembrava    che
  l'onorevole  Speziale  accennasse ad una forma  di  intesa  e  di
  colloquio  con il Governo, bisogna decidere a quando rinviare  la
  discussione.
   Posso  sospendere  in  questo istante i lavori  d'Aula  per  due
  minuti per stabilire quando trattare nuovamente la materia.
   Se  non  ci  sono obiezioni, posso stabilirlo nella giornata  di
  domani, avremo il tempo la notte e la mattinata di domani e nella
  tarda mattinata riprendere la seduta, ma chiaramente occorre  che
  qualcuno si pronunci.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  ribadisco
  quanto  è stato detto prima. Abbiamo avuto dei colloqui,  sia  in
  Commissione che con i rappresentanti dell'opposizione, rispetto a
  quello che si è venuto a creare in Aula.
   Credo  che  domattina, essendo già convocata la IV  Commissione,
  che  è  la  sede  istituzionale per dirimere  la  possibilità  di
  integrare con un emendamento della Commissione quanto discusso.
   Non  c'è  ritorno  in Commissione, la legge è in  Aula,  abbiamo
  sospeso  la  trattazione della norma perché  probabilmente  si  è
  addivenuti   alla   formulazione  che  sarà   presentata   domani
  pomeriggio   stesso   dalla  Commissione  che   è   il   soggetto
  istituzionalmente  preposto  a ciò  e  che  dovrebbe  raccogliere
  quanto  discusso  con i Gruppi di opposizione,  peraltro  risulta
  largamente condiviso anche dalla maggioranza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno, questa  sua  precisazione  non
  occorre, in quanto  l'Aula è sovrana.

    ACIERNO   Signor  Presidente, lei ha  chiesto  i  tempi  ed  io
  volevo  aiutarla.  La  IV  Commissione  è  già  convocata  domani
  mattina  e,  in  quella sede, si potrà formalizzare l'emendamento
  della Commissione che verrà prontamente presentato in Aula domani
  pomeriggio.

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, credo che, alla fine, si  possa
  arrivare a questa soluzione.  Lei non l'ha ascoltata.

    SPEZIALE   L'ho ascoltata, ma è il Governo che  deve  decidere.
  Non  ho  fatto nessuna proposta per un approfondimento ed era  il
  Governo  a  chiedere la sospensione, sempre che  il  Governo  non
  intende più chiedere una sospensione.

    PRESIDENTE  Ha deciso l'Aula; questo ha un valore relativo.  La
  sospensione c'è stata.

    SPEZIALE  Non c'era una proposta di sospensione.

    PRESIDENTE   Non c'era, onorevole Speziale? Questo  è  assurdo,
  le farò avere il resoconto domattina.

    BARBAGALLO  Ormai abbiamo votato.

    PRESIDENTE   Non  solo abbiamo votato, ma lo abbiamo  fatto  su
  una  proposta precisa. La sospensione è  stabilita fino a  domani
  pomeriggio, alle ore 17.00.

    SPEZIALE  Non abbiamo difficoltà affinché la Commissione  possa
  formulare  un emendamento che tenga conto di alcune osservazioni,
  non  ha  nulla  a  che  vedere  con l'impianto  della  legge.  E'
  preliminare per andare avanti con la legge.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione la  richiesta  dell'onorevole
  Acierno relativa all'inversione di questo punto.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Seguito della discussione del disegno di legge «Norme sui
  contratti relativi ai collegamenti marittimi con le isole minori»
                              (1053/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  «  Norme sui contratti relativi ai collegamenti  marittimi
  con le isole minori » (1053/A) posto al numero 6).
   Invito i componenti la IV Commissione  Ambiente e territorio   a
  prendere posto al banco delle Commissioni.

    ACIERNO  relatore.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  relatore.   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la
  Commissione    ha    presentato   un   emendamento    sostitutivo
  dell'articolo 1 che risolve i problemi interpretativi per far  sì
  che  la  Regione e le imprese possano rivisitare  il  prezzo  del
  contratto davanti ad aumenti spropositati, com'è accaduto per  il
  petrolio.
   Chiaramente,  l'emendamento  ha  la  stessa  copertura  ottenuta
  dall'articolo  1  e  non  necessita,  quindi,  di  un   ulteriore
  passaggio in Commissione Bilancio.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione il passaggio  all'esame  degli
  articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
           Contratti di servizi di collegamento marittimo

   1.  A  tutti  i  contratti già stipulati o  da  stipulare  dalla
  Regione  in  esecuzione dei bandi di gara per  l'affidamento  dei
  servizi  di  collegamento  marittimo  con  le  isole  minori   si
  applicano le disposizioni dei commi 4 e 6 dell'articolo  6  della
  legge 24 dicembre 1993, n. 537.»

   Poiché  nessuno  ha  chiesto  di  parlare,  dichiaro  chiusa  la
  discussione generale sull'articolo 1.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  è  stato  presentato  dalla
  Commissione    l'emendamento   1.1,    interamente    sostitutivo
  dell'articolo 1, la cui copertura finanziaria è la stessa.
   Il parere del Governo?

    CASCIO   assessore  regionale per il territorio  e  l'ambiente.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento A1 del Governo.  E' ritirato.
   L' Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
                         Norma finanziaria.

   1. Per  le  finalità  della presente legge  è  autorizzata,  per
       l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 1.500 migliaia di euro
       cui  si  provvede  con  parte delle  disponibilità  dell'UPB
       12.3.1.3.1, capitolo 478110.»

   Poiché  nessuno chiede di parlare sull'articolo 2  lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

  (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                             «Articolo 3

   .1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  alla sua pubblicazione.
     2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   La votazione finale avverrà nella seduta successiva.

    SPEZIALE   Signor Presidente, abbiamo deciso di  andare  avanti
  con  l'ordine  del giorno e non può interromperlo,  c'è  un'altra
  legge  all'ordine del giorno. Abbiamo votato per l'inversione  di
  un punto dell'ordine del giorno ed ora bisogna andare avanti.

    PRESIDENTE    Rimane   il   disegno  di   legge    Disposizioni
  finanziarie   urgenti  per  la  razionalizzazione   dell'attività
  amministrativa  (151/A).

                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,   non   ci   può   essere   un
  atteggiamento, a parte l'intolleranza di qualche collega e che mi
  rincresce,  che  non tiene conto della correttezza  dei  rapporti
  formali.
   Nell'ordine  del giorno, come primo punto, troviamo  il  disegno
  di  legge  sugli appalti, come secondo punto, il turno elettorale
  del mese di novembre e poi altri disegni di legge.
   Il  collega  Acierno  ha chiesto che uno  dei  punti  successivi
  venisse  prelevato  e discusso; lo abbiamo fatto,  ma  adesso  si
  potrebbe  ritornare  all'ordine e trattare il  disegno  di  legge
  numero 977/A, il turno elettorale autunnale.
   Pertanto,  signor Presidente, siccome l'impegno con  i  colleghi
  era  quello  di  continuare la discussione, le chiedo  che  venga
  continuata  la discussione sul turno elettorale per  il  mese  di
  novembre  nei  comuni  siciliani.  E  peraltro,  come  ha   detto
  l'onorevole Fleres e anche  altri colleghi,  più volte si è detto
  che occorre aumentare l'attività produttiva dell'Assemblea.

    PRESIDENTE   Ho bisogno di un chiarimento. Se la materia  degli
  appalti,  che era al primo punto all'ordine del giorno,  è  stata
  sospesa  ed  è  stata  richiesta una inversione  dell'ordine  del
  giorno  relativamente  al disegno di legge  sulle  Isole  minori,
  probabilmente,  da un punto di vista strettamente  regolamentare,
  lo  stesso bisognerà fare per gli altri disegni di legge,  perché
  ad  una  sospensione ne seguono altre, altrimenti si sovverte  la
  decisione della Conferenza dei capigruppo.
   L'Aula,  naturalmente,  è  sovrana, ma  personalmente  la  dovrò
  consultare,  onorevole  Speziale, avendo  cambiato  l'ordine  dei
  lavori.

    SPEZIALE   Se   vuole avallare la scelta della maggioranza  che
  non vuole discutere la legge, se ne assuma la responsabilità.

    PRESIDENTE   Non  voglio  avallare niente. Bisogna  votare.  Ho
  potuto  incardinare  una legge diversa da  quella  sugli  appalti
  solamente  perché  c'è stata una votazione,   devo  procedere  al
  voto.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche noi  siamo
  d'accordo  a continuare la seduta d'Aula ed andare avanti  con  i
  disegni di legge che è possibile esaminare.
   Per  quanto ci riguarda chiediamo, mi sono consultato anche  con
  i  colleghi di Alleanza Nazionale, che credo siano d'accordo,  il
  prelievo del disegno di legge numero 1023 sul doppio prezzo.

    PRESIDENTE   E'  una  richiesta di inversione  dell'ordine  del
  giorno.  La pongo ai voti. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvata)

     Discussione del disegno di legge «Norme sull'esposizione al
        pubblico dei prezzi dei prodotti in vendita» (1023/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la discussione del disegno di  legge  «  Norme
  sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in vendita »
  (1023/A) posto al numero 4).
   Invito  i  componenti  la III Commissione a  prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.

    SPEZIALE   Ci  troviamo  di fronte  a  colpi  di  mano  di  una
  maggioranza che, non solo è squalificata, ma è anche arrogante.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  come  vede,  alla  fine   le
  dinamiche parlamentari  possono provocare una impasse,  nel  caso
  specifico,  assolutamente inutile perché è evidente che  dobbiamo
  spostare  il  tutto  alla  seduta  di  domani  perché  le  misure
  parlamentari possono essere prese da tutti, dall'opposizione come
  anche dalla maggioranza.
   Quest'ultima  ha  chiesto un'inversione, l'ha approvata  e  devo
  procedere, ma voglio richiamarmi al senso di responsabilità.
   Affrontare  le  leggi  con  questo  metodo  è  assolutamente  da
  incoscienti, ecco perché insisto nel rinvio a domani.
   Comunque,  siete  padronissimi di  incardinare  questa  ennesima
  legge.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor   Presidente,   desidero   formulare   una
  richiesta.  Più  volte  l'iter  della  legge  sul  doppio   turno
  elettorale  ha  trovato  evidenti ostacoli  da  parte  di  questa
  maggioranza.
   Più  volte abbiamo denunciato questa situazione e chiedo di  non
  inserire nessun punto all'ordine del giorno sino a quando non  si
  completi  questo,  perché  sino a quando  andremo  avanti  con  i
  prelievi  è  chiaro  che la maggioranza avrà la  meglio;  se  non
  inseriamo più punti all'ordine del giorno arriverà il momento  in
  cui  si  dovrà discutere di questa legge, così come  tante  volte
  abbiamo chiesto.
   Mi   permetto,  quindi,  di  chiederle  la  possibilità  di  non
  inserire   più  nuovi  punti  all'ordine  del  giorno   sino   al
  completamento di questo in esame.

    PRESIDENTE   Sono così d'accordo che ripeto  che  necessita  il
  rinvio  dei  lavori  d'Aula, fermo restando che  la  legge  sugli
  appalti  precede tutti gli altri punti, tranne che  l'Aula  nella
  sua sovranità non decida diversamente.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    SPEZIALE   Signor  Presidente, lei  si  renderà   perfettamente
  conto  che  stiamo procedendo con comportamenti che   violano  il
  regolare rapporto che deve essere mantenuto in Aula intanto tra i
  Gruppi parlamentari, ancor prima che tra questi ed il Governo,  e
  tra il Parlamento ed il Presidente dell'Assemblea.
   Pongo  la  questione e voglio dirlo in modo tale che sia  chiaro
  che  qui  ci troviamo di fronte ad una maggioranza che, oltre  ad
  essere profondamente squalificata, è anche arrogante
   La   vicenda   riguarda  una  legge  che  abbiamo,  più   volte,
  richiesto.

    SAMMARTINO     Siamo   in   un'Aula  parlamentare.   Non   deve
  utilizzare questi termini.

    SPEZIALE    Siete  arroganti  e prepotenti,  oltre  che  essere
  squalificati e vi spiego perché.

    SAMMARTINO  E' lei che è arrogante, lei che insulta,  non  deve
  usare questi termini

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, sta per scadere il termine  per
  il suo intervento.

    SPEZIALE  Signor Presidente non deve richiamare me, ma  il  suo
  collega  di  partito che interrompe non me che ho il  diritto  di
  esprimere le mie valutazioni.

    SAMMARTINO  Io non  mi riferisco all'arroganza.

    PRESIDENTE  Onorevole Sammartino, la prego.

    SPEZIALE    Signor Presidente, lo dico a lei perché conosco  la
  sua  accortezza, il suo garbo e, soprattutto, il suo  equilibrio,
  c'era  una  legge  che  è  stata esitata  dal  Parlamento  e  che
  riguardava  il turno elettorale, cioè attribuire ai siciliani  il
  diritto  di  votare,  anche al Comune di  Palermo,  nel  mese  di
  novembre del 2006.
   E'  stato  approvato un emendamento, la maggioranza, preoccupata
  dal  voto  -  perché non c'è una buona atmosfera - ha  deciso  di
  rinviare la legge in Commissione.
   In  forza  di una norma regolamentare abbiamo richiesto  che  la
  legge venisse reinserita e riscritta nei lavori d'Aula. Questo  è
  stato deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.
   Ogni volta che  si arriva alla discussione sulla possibilità  di
  istituire un turno elettorale per il mese di novembre...

    SAMMARTINO   Signor  Presidente, di che cosa  stiamo  parlando
  Abbiamo approvato il prelievo della legge sul doppio prezzo

    PRESIDENTE  Sull'ordine dei lavori.

    SPEZIALE  Onorevole Sammartino, il diritto che ha di parlare  è
  esattamente  come  il  mio, ma da qui,  non  ha   il  diritto  di
  interrompere perché non è corretto gridare ed interrompere, anche
  perché le interruzioni  preoccupano qualcuno, questo lo capisce.
   Ripeto,  si  tende ancora una volta,  attraverso un atto  che  è
  stato quello consumato prima dall'onorevole Fleres con un voto di
  maggioranza, di impedire che ai siciliani, come abbiamo fatto per
  il  comune  di Messina, venga dato il diritto di potere scegliere
  le  proprie amministrazioni comunali ormai scadute o  che  stanno
  per scadere finito il quinquennio di gestione amministrativa.
   La  maggioranza decide di non discutere queste cose,  dopodiché,
  si decide di andare avanti con la legge sul doppio prezzo,  sulla
  quale  ciascuno di noi dovrà entrare nel merito, potrà fare delle
  proprie   valutazioni,   ma  voglio  evidenziare   che   c'è   un
  atteggiamento di poco rispetto.
   Se  dovesse continuare questo andazzo, viene violata  una  norma
  regolamentare, ma anche una prerogativa politica che è quella che
  attribuisce ai gruppi parlamentari di opposizione il diritto e le
  prerogative di potere discutere in Aula un terzo dei  disegni  di
  legge che vengono presentati.
   Ora,  signor  Presidente,  avevamo indicato  alcuni  punti   tra
  questi  il  disegno  di  legge  n.  977,   ma  non  perché  siamo
  particolarmente  affezionati ad esso;  mi dicevano  che  anche  a
  Messina  ci potrebbe essere  la possibilità che il centrosinistra
  vinca,  il  fatto  che vogliate fare slittare  le  elezioni,  non
  pensiate che ciò possa impedirlo.
   L'onorevole   Stancanelli  mi  ha  comunicato  che   esiste   un
  sondaggio su Messina ed il collega Genovese, fra l'altro,  ci  ha
  detto che un nostro collega è fortemente dato in avanti anche  al
  comune di Messina, dove c'è un centro destra che è allo sbando  e
  non  è  riuscito a trovare ancora un candidato, che  ha  problemi
  interni al centrodestra.
   Voi  vi  illudete che facendo slittare le elezioni,  in  qualche
  modo, ritarderete  il giudizio politico nei vostri confronti, che
  è  un giudizio pesante; vi illudete perché o nel mese di novembre
  o  nel  mese  di giugno bisognerà pur andare a votare  in  questo
  Paese e quando si andrà a votare il giudizio degli elettori  sarà
  inappellabile.
   Quindi,  il  tentativo  di sfuggire alle  vostre  responsabilità
  attraverso  il  marchingegno  del  rinvio  della  possibilità  di
  stabilire, con certezza, le date elettorali in molti comuni della
  Sicilia,  ivi compreso il comune di Palermo, è una responsabilità
  che vi assumete.
   Tuttavia,  a  questo punto, signor Presidente, sulla  legge  che
  viene  proposta vedo ancora una volta un problema riguardante  la
  tenuta dei lavori d'Aula, abbiamo permesso l'incardinamento   del
  disegno  di legge,  siamo nella fase preliminare, ci attrezzeremo
  secondo  quanto  previsto dal Regolamento,  anche  se  su  questo
  disegno di legge non c'era un atteggiamento di pregiudizio, visto
  però  che la maggioranza, anziché interloquire e dialogare, tende
  ad  andare  avanti  con  colpi  di mano,  ovviamente,  scatta  il
  meccanismo della legittima difesa e noi ci difenderemo.

    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevole  colleghi  l'intervento
  dell'onorevole Speziale mi spinge, gioco forza, anche  contro  la
  mia  volontà, a riassumere quali sono i termini della discussione
  in atto a proposito del turno elettorale di novembre.
   Come  tutti  sanno,   abbiamo legiferato in  materia  istituendo
  l'election  day che era un elemento di grandissima  novità,   una
  legge che ci è stata richiesta a gran voce dalla sinistra.
   Istituire  l'election  day, cioè il turno unico  elettorale  per
  far  sì  che  si  risparmiassero dei soldi,  molti  soldi  per  i
  contribuente,  per far sì che i cittadini non venissero  chiamati
  continuamente ad esprimersi con cadenza quasi mensile sulle varie
  scadenze sfalsate delle amministrazioni dei comuni siciliani.
   Dopodiché,  si  é posto il problema dei comuni commissariati  da
  lungo  tempo,  segnatamente il comune di Messina ed il  consiglio
  comunale  di Augusta, eccezione che é stata sollevata durante  la
  discussione  del turno speciale per questi comuni  dall'onorevole
  Egidio Ortisi.
   Stiamo  parlando di due questioni completamente diverse,  perché
  mai  e in nessun caso si é posto il problema del turno elettorale
  autunnale,  bensì  si  era  posta correttamente  la  problematica
  relativa a come risolvere il nodo riguardante i comuni e anche le
  grandi  città che, da lunghissimo tempo, da oltre un anno,  erano
  commissariati.
   Durante  la discussione di questa norma, che riguardava  Messina
  e,   incidentalmente,  il  consiglio  comunale  di  Augusta,   la
  sinistra,  per  motivi meramente utilitaristici  e  di  carattere
  elettorale e di convenienza elettorale e, quindi, pro  domo  sua,
  si  é  inserita,  approfittando  della  necessità,  dell'obbligo,
  oserei dire, del Parlamento di risolvere il problema delle  città
  commissariate, per tentare, strumentalmente e artificialmente, di
  inserire   nella  discussione  nuovamente  il  turno   elettorale
  autunnale,  in  contrasto con l'election day,  in  contrasto  con
  quanto  avviene a livello nazionale, in contrasto con  quanto  la
  sinistra stessa aveva proposto qualche mese prima.
   Detto  questo,  vorrei  rassicurare  l'onorevole  Speziale  -  e
  vorrei  che  gli uffici e la Presidenza ne prendessero  nota,  ho
  chiesto  di  mettere  a  verbale, nella discussione  di  quindici
  giorni  fa riguardo la stessa tematica - che questa legge, quella
  che  é iscritta all'ordine del giorno, cioè sul turno elettorale,
  non può essere discussa perché manca la copertura finanziaria,  e
  voglio  che  gli uffici ne prendano nota, in quanto la  copertura
  era  stata assicurata per la prima stesura, quando in Aula  si  é
  votato   ed   é  passato  l'emendamento  proposto  dall'onorevole
  Cracolici  che estendeva anche ai comuni del 2001 la  possibilità
  di votare in un turno elettorale autunnale, é ovvio quindi che la
  legge  ritorni in commissione Bilancio e, pertanto, non  potrebbe
  essere discussa.
   Altra  questione  importante, e voglio  rassicurare  l'onorevole
  Speziale, il voto anticipato a Messina é stato richiesto e voluto
  dal  Polo,  dalla  Casa delle libertà ed é stata  quest'ultima  a
  chiedere    di  votare  prima  a  Messina,  mentre   l'Ulivo,   e
  segnatamente  i  Democratici di Sinistra,  hanno  presentato,  su
  quella  legge,  una  grandissima  quantità  di  emendamenti   per
  impedire che si andasse a votare prima.
   Ci  vuole  buona  memoria e i bugiardi, si  dice,  devono  avere
  buona memoria.
   Quanto   all'esito  del  voto  su  Messina,  vorrei  rassicurare
  l'onorevole Speziale che le proporzioni, siamo qui per  accettare
  scommesse, sono tra 67 e 33 e 70 a 30, naturalmente a favore  del
  Polo.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, posso dare la parola  a  tutti,
  ma   devo   richiamare  l'attenzione  di  tutti   su   un   punto
  fonda,entale:  si  parla  del disegno  di  legge  all'ordine  del
  giorno;  non si parla di un altro disegno di legge Non posso  più
  permettere che si parli di Messina o del doppio turno elettorale.
   Si  deve parlare solamente della legge sul doppio prezzo, perché
  così ha deciso l'Aula.
   L'onorevole  Speziale  non ha interesse  a  quanto  sto  dicendo
  perché  parte  dal presupposto che sia vittima di  non  so  quali
  congiure.  Lei non é vittima di niente. E' soltanto  protagonista
  di  una  battaglia parlamentare che si può vincere  come  si  può
  anche  perdere:  la battaglia parlamentare sulla questione  degli
  appalti è stata superata con il rinvio della materia a domani; né
  con la vittoria né con la sconfitta dell'una o dell'altra parte.
   Per   ben   tre   volte,  in  questa  seduta,   abbiamo   votato
  un'inversione  dell'ordine del giorno, malgrado  la  sua  diversa
  opinione  personale,  onorevole Speziale, e soltanto  alla  terza
  volta lei eccepisce qualche problema.
   Adesso  io  posso concedere la parola soltanto  sul  disegno  di
  legge  n.  1023/A  Norme sull'esposizione al pubblico dei  prezzi
  dei prodotti in vendita , del quale è stato chiesto il prelievo.
   Mi  appello al senso di responsabilità di tutta l'Assemblea  per
  chiedere,  ancora una volta, di non discutere un  argomento  così
  delicato come quello del doppio prezzo in questo clima. Credo che
  sarebbe opportuno rinviare tutto a domani.

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  capogruppo
  di  Alleanza  nazionale, onorevole Formica, nel  suo  intervento,
  ancorchè   fuori  tema  ma  sull'ordine  dei  lavori,  visto   il
  precedente  intervento dell'onorevole Speziale che riguardava  la
  legge  del  doppio  turno  elettorale - nella  quale  non  voglio
  entrare  nel  merito perché sto facendo soltanto un  richiamo  al
  Regolamento - ha eccepito alla Presidenza un tema che io mi sento
  di sottoscrivere.
   Al  punto  2)  dell'ordine del giorno è inserito il  disegno  di
  legge  sul  doppio  turno, che però non ha  avuto  la  necessaria
  copertura  finanziaria. Ritengo, pertanto che sarebbe  opportuno,
  per l'economia dei nostri lavori in futuro, ......

    PRESIDENTE    Onorevole  Acierno,  la  prego   di   concludere,
  peraltro lei ha chiesto la parola per un richiamo al Regolamento,
  ma  di  fatto sta parlando sull'ordine dei lavori e noi  staremmo
  discutendo il disegno di legge sul doppio prezzo.
   L'onorevole Formica ha abusato della parola che io gli  ho  dato
  parlando  di  un argomento diverso. Ciò non vuol dire  che  posso
  continuare a permettere gli abusi.

       Riprende la discussione del disegno di legge n. 1023/A

   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
   Obbligo della doppia indicazione a scopo informativo del prezzo
                   espresso in euro anche in lire

   1.  All'articolo 15 della legge regionale 22 dicembre  1999,  n.
  28  e successive modificazioni, dopo il comma 1, sono aggiunti  i
  seguenti:

   1   bis.  Il  prezzo  è  indicato  in  euro  ed,  a  solo  scopo
  informativo,   anche  nel  corrispondente  ammontare   in   lire.
  L'obbligo  di  indicare anche in lire il  prezzo  di  vendita  al
  pubblico del prodotto non trova applicazione esclusivamente per i
  farmacisti  ed i direttori di farmacia limitatamente ai  prodotti
  farmaceutici,  per  le rivendite di giornali  e  per  i  soggetti
  indicati all'articolo 2, comma 2, lettere b) ed e) della presente
  legge.  Tale  obbligo non si applica altresì  agli  esercizi  che
  effettuano    esclusivamente   vendite   attraverso    apparecchi
  automatici in appositi locali a ciò adibiti.

   1  ter.  Fatte  salve  le sanzioni di cui  all'articolo  22,  la
  mancata  osservanza  della disposizione di cui  al  comma  1  bis
  comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa accessoria
  pari  al  prezzo  al  dettaglio del prodotto  posto  in  vendita,
  ridotto del 50 per cento, per ciascuno dei prodotti sprovvisti di
  cartello  recante  il  prezzo di vendita  al  pubblico  senza  il
  corrispondente ammontare in lire, e pari al prezzo  al  dettaglio
  del  prodotto medesimo moltiplicato per dieci nel caso di assenza
  del cartello con il prezzo di vendita al pubblico.

   1  quater.  Al  controllo sull'osservanza delle disposizioni  di
  cui  ai commi precedenti provvede la polizia annonaria del comune
  ove si svolge la vendita al pubblico. I comuni sono autorizzati a
  stipulare convenzioni con le associazioni dei consumatori miranti
  ad estendere i controlli di cui ai commi precedenti.

   1  quinquies.  I proventi derivanti dalle sanzioni comminate  ai
  sensi  del  comma  1  ter e limitatamente alla  violazione  dello
  specifico  obbligo dettato dal comma 1 bis, sono ripartiti  nella
  misura del 30 per cento alla Regione siciliana e del restante  70
  per cento ai comuni, i quali possono destinare una quota fino  al
  10  per  cento di quella di propria spettanza alla stipula  delle
  convenzioni previste dal comma 1 quater.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, ed  altri:
  1.3; 1.2; 1.1;
   -   dagli   onorevoli  Speziale,  Zago,  Panarello,  Oddo:   A1,
  interamente sostitutivo dell'articolo;
   - dall'onorevole Leanza Nicola: 1.4. aggiuntivo.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  illustrare  gli  emendamenti  presentati  all'articolo  1  e  per
  documentare  l'inconsistenza delle  osservazioni  che  su  questo
  disegno  di  legge  sono state formulate attraverso  i  mezzi  di
  informazione.
   Una   delle  principali  osservazioni  formulate  è  quella  che
  riguarderebbe  un  presunto aggravio di costi che  gli  esercenti
  dovrebbero  sopportare nel caso in cui si dovesse approvare  tale
  disegno di legge.
   Ebbene,   questo   argomento  è  assolutamente   destituito   di
  fondamento  per una semplice ragione: le modalità di  apposizione
  del  doppio  prezzo  sono  previste sulla  base  di  un  apposito
  regolamento   che   noi   pensiamo  di   poter   introdurre   con
  l'emendamento 1.1. Dunque, non è nelle intenzioni dei  proponenti
  imporre  l'apposizione del doppio prezzo prodotto  per  prodotto,
  cosa  che  potrebbe  determinare potenzialmente  un  aggravio  di
  costo, in quanto riteniamo che il doppio prezzo possa pure essere
  indicato   nei  cartelli  espositori  che  raggruppano   prodotti
  analoghi, azzerando così qualsiasi tipo di costo aggiuntivo.
   A   riprova   della   validità  della  nostra  ipotesi,   vorrei
  sottoporre all'attenzione dell'Aula alcuni depliants  di  cui  mi
  sono  munito,  uno  dei  quali riguarda una  struttura  di  media
  dimensione di cui è titolare uno dei nostri colleghi.
   Ebbene,   nei  supermercati  -  dove  è  maggiore   il   rischio
  potenziale di aggravio dei costi - la pratica del doppio prezzo è
  ricorrente, anzi frequentissima. Sono nelle condizioni  di  poter
  documentare  come  supermercati  di  piccola,  media   e   grande
  dimensione  praticano già, nel rispetto della trasparenza  e  del
  rapporto  con la clientela, il doppio prezzo. Lo fanno  Crai  SG,
  Auchan, Cityper, Alis, e lo fanno anche piccoli esercizi come una
  gelateria,   un  negozio  di  materiale  elettrico,  persino   un
  distributore di benzina.
   Insomma  esiste un'ampia casistica che dimostra come la  pratica
  della  doppia indicazione del prezzo a scopo meramente indicativo
  -  come  abbiamo  detto  più volte - non  comporta  nessun  onere
  aggiuntivo.
   Il  dato,  però,  è  che qualcuno lo fa ed altri  no.  E  questo
  determina  sicuramente una sperequazione tra i diversi  esercizi,
  sperequazione che verrebbe meno con una legge che  è  quella  che
  noi sottoponiamo all'attenzione di questo Parlamento.
   Tra  l'altro voglio sottolineare, onorevole Liotta, che  il  suo
  compagno  di partito, il presidente della Puglia, Nichy  Vendola,
  ha già adottato la pratica del doppio prezzo con la legge n. 103,
  la  quale,  all'articolo 26, disciplina  la  materia  del  doppio
  prezzo  copiando pedissequamente la disposizione che noi  avevamo
  proposto nella nostra legge.
   Dunque,  come vedete, tutto quello che abbiamo sentito  e  letto
  non risponde a verità.
   Tuttavia,  negli emendamenti presentati all'articolo 1,  firmati
  dal  Presidente  della Commissione, da alcuni colleghi  di  Forza
  Italia  e  anche di altri partiti, abbiamo proposto una serie  di
  correttivi  al  testo originario, che servono ad  escludere  ogni
  ipotesi  di  costo aggiuntivo per gli esercenti, considerato  che
  non è questo che vogliamo determinare.
   Vogliamo  rendere  trasparente  e  chiaro  il  rapporto  tra  il
  commerciante ed il cittadino offrendo questo servizio in più,  un
  servizio che, tra l'altro, viene incontro soprattutto agli strati
  sociali più deboli, a quelli che con maggiore difficoltà si  sono
  adattati all'introduzione dell'euro.
   Chi,  come  molti di noi, continua a frequentare i cittadini  ed
  evita  di rimanere chiuso all'interno delle strutture di partito,
  si  rende conto come sia molto attesa una disposizione di  questo
  genere,  perchè viene incontro alle problematiche di  adattamento
  degli  anziani, dei ceti socialmente più deboli,  non  certo  dei
  ragazzini che sono nati con l'euro e che certamente hanno un  più
  facile adattamento all'introduzione della nuova moneta.
   Tra  l'altro, il disegno di legge, nell'ipotesi formulata  dalla
  Commissione,  ha  un  termine, il 2009: quindi,  sostanzialmente,
  introdurremo  questo periodo sperimentale del doppio  prezzo  per
  tre anni, proprio perché siamo convinti che in tre anni la doppia
  posizione   del   prezzo,   e  dunque  la   possibile   immediata
  comparazione del costo in euro e in lire favorisca la trasparenza
  nel rapporto tra commercianti ed utenti.
   Con   l'emendamento  1.1  si  rinvia  ad  un   regolamento   che
  disciplini  in  maniera semplice la questione; con  l'emendamento
  1.3  si precisa che il doppio prezzo va indicato anche ai servizi
  pubblici;  con  l'emendamento 1.2 si prevede una riduzione  delle
  ammende per coloro i quali non osservano la legge.
   Per  quanto  riguarda  invece l'emendamento  1.4  dell'onorevole
  Leanza,  preannuncio  la presentazione di un subemendamento  che,
  pur mantenendo intatto lo spirito dell'emendamento, semplifica il
  percorso attraverso cui pervenire alla identificazione dei prezzi
  dei  prodotti ortofrutticoli. Anche questo è un problema serio  e
  io  non  ho  difficoltà a sostenerlo; probabilmente,  in  maniera
  frettolosa,   mi  sono  espresso  contro  una  analoga   proposta
  dell'onorevole Speziale di qualche mese fa, ma non c'è dubbio che
  la   problematica   scaturita  dalla   indicazione   del   prezzo
  all'origine, dall'indicazione del prezzo al consumo dei  prodotti
  ortofrutticoli, ha oggettivamente prodotto qualche difficoltà tra
  i  consumatori  e dunque è possibile ed e giusto, a  mio  avviso,
  porre un rimedio a questo problema.
   Ripeto,  alcuni mesi addietro pensavo - e non ho motivo  di  non
  ammetterlo  -  che  non  fosse  necessario,  ma  mi  sono  dovuto
  ricredere  perché  il rapporto diretto con i consumatori  da  una
  parte   e  con  i  commercianti  dall'altra  parte  mi  ha  fatto
  comprendere  come,  invece,  questo  tipo  di  disposizione   sia
  particolarmente   utile   proprio   per   rendere    chiara    la
  individuazione del prezzo finale dei prodotti ortofrutticoli.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me  dispiace
  che  un  argomento  di  tale rilievo debba essere  affrontato  in
  un'Aula così distratta e con molte assenze.
   Tuttavia,  mi  sforzerò  di esprimere  il  mio  punto  di  vista
  rispetto all'obbligo della doppia indicazione del prezzo che, per
  quello che capisco, è soltanto a scopo informativo.
   Come ci ricordava l'onorevole Berlusconi, si tratta soltanto  di
  fare  una semplice moltiplicazione, semplifichiamo tutto  dicendo
  che un euro equivale a due mila lire ed invece dobbiamo ricordare
  che un euro è uguale a 1.936,27 lire.
   Vede  onorevole  Fleres,  questo non produce  alcun  effetto  di
  calmierazione  dell'aumento del costo della vita,  anzi  è  stato
  spiegato   più   volte  dalle  associazioni  di   categoria   che
  l'introduzione   del  doppio  prezzo  potrebbe   determinare   un
  incremento dei costi di gestione, che potrebbero alla fine essere
  più gravosi nei confronti dei consumatori. Quindi, se si tende  a
  mettere in moto un rimedio rispetto all'incremento che c'è  stato
  nel corso della vita, non mi pare che la norma che viene proposta
  possa raggiungere questo risultato.
   Piuttosto  ci sarebbe da interrogarsi per quale ragione,  quando
  è stato introdotto l'euro, così come è stato fatto in tanti altri
  Paesi europei, per un tempo ragionevole, il Governo nazionale non
  abbia   messo   in  atto  dei  controlli  che  avrebbero   dovuto
  accompagnare a regime il doppio prezzo, con i prezzi previsti  in
  euro ed in lire.
   Altra cosa è la proposta che noi facciamo con l'emendamento  A1,
  più   volte  sostenuta  e  precedentemente  respinta  da   questo
  Parlamento.
   L'emendamento  si riferisce allo scarto che c'è  tra  il  prezzo
  che  viene  pagato  ai produttori agricoli, di tutti  i  prodotti
  ortofrutticoli, che hanno subìto una forte contrazione in termini
  di  valore;  mi  viene ricordato che negli ultimi dieci  anni  le
  produzioni agricole hanno mantenuto lo stesso prezzo, invece,  al
  consumo  questi prodotti aumentano di sei, sette,  otto  volte  e
  forse anche di più.
   Abbiamo  condotto  qui  una battaglia; ricordo  che  durante  le
  variazioni di bilancio, il Gruppo parlamentare che rappresento ha
  presentato  un  emendamento  che,  in  quell'occasione,  è  stato
  respinto dall'Aula e che adesso abbiamo riproposto.
   Con  l'emendamento  noi vogliamo incidere  su  una  filiera  che
  alimenta  i  settori  di speculazione che inspiegabilmente  fanno
  arrivare sul mercato del consumo al dettaglio i prodotti agricoli
  a prezzi esorbitanti.
   Chi appartiene alla provincia di Trapani o di Ragusa sa bene  la
  sofferenza  che vivono i produttori di quelle zone, ed  è  questo
  che  ci  ha  spinto  a chiedere che nei prezzi al  consumo  venga
  esposto  un  cartello - anche solo in euro, non ci interessa  che
  sia  in lire - che indichi chiaramente quanto è stato pagato quel
  prodotto  al produttore e quanto viene invece esposto al consumo,
  in   modo  tale  che  il  consumatore  possa  cogliere  la   vera
  differenza,  evitando di scaricare sui produttori, ingiustamente,
  la responsabilità dell'aumento del prezzo, che invece è legata  a
  responsabilità  precise,  a  mancati  controlli,  agli  eccessivi
  passaggi   che   ci   sono   nella   produzione,   alla   mancata
  razionalizzazione del settore, eccetera.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intento  dei
  proponenti  di  questo  disegno di  legge  è  sicuramente  nobile
  rispetto all'effetto devastante che ha avuto l'entrata in  vigore
  dell'euro nel sistema Italia.
   Vero  è  che  ci sono state responsabilità da parte  dell'allora
  Governo nazionale di centrosinistra, che non è stato in grado  di
  guidare questo stravolgente processo di cambiamento. Allora, come
  componente  della  Camera dei Deputati, ricordo  l'esultanza  del
  Presidente   del   Consiglio  Prodi  per  questo  importantissimo
  risultato ottenuto dall'Italia, e ricordo a me stesso che  questo
  importantissimo  risultato  fu conseguito  grazie  alla  capacità
  dell'allora  Presidente del Consiglio di  far  pagare  la  famosa
  tassa per l'Europa agli italiani. Quindi, una grande capacità  da
  parte di quel Governo, che non ebbe invece la capacità di intuire
  esattamente il processo che dovevamo attuare. Come si  fa  quando
  ad  un bambino bisogna insegnare una nuova lingua, al di là della
  propaganda che il Governo di centrosinistra in quegli  anni  fece
  nei  confronti  della nuova moneta, delle grandi opportunità,  il
  solito  paese  di  Bengodi che qualcuno  mostrava,  arrivammo  al
  fatidico  appuntamento dell'1 gennaio 2002  passando  in  maniera
  assolutamente cruenta da un sistema di moneta a un altro.
   Abbiamo   avuto,   però,  un'aggravante:  rispetto   alla   lira
  (nonostante la mia ancor giovane età, ricordo quando usavamo le 5
  lire,  le  10  lire, le 20 lire, che erano monete correnti  ormai
  scomparse   da  decenni),  l'euro  ha  introdotto  i   centesimi,
  complicando ancora di più l'esperienza pratica del quotidiano. Io
  non  ho  nessuna vergogna ad ammettere che ho impiegato almeno  i
  primi  sei  mesi  del  2002 per rendermi  conto  che  quel  gesto
  automatico  che  avevo  compiuto  centinaia  di  volte  al   bar,
  prendendo  il caffè - poggiare una moneta insieme allo  scontrino
  in  segno di ringraziamento per chi mi serviva il caffè nel banco
  del  bar -, significa dare 2.000 lire di mancia e non più le  100
  lire che per anni ero abituato a lasciare insieme allo scontrino,
  e questo è accaduto a tutti.
   L'impoverimento  è  stato  la mancanza  di  accompagnamento  che
  bisognava sicuramente fare, ancor più per quelle fasce  che  oggi
  il  proponente vorrebbe proteggere; però, con tutto  il  rispetto
  per i colleghi presentatori di questo disegno di legge, credo che
  questa iniziativa sia sbagliata.
   Se   l'iniziativa  è  volta  a  risolvere  il   problema   della
  calmierazione  dei  prezzi, non è sicuramente la  traduzione  tra
  euro e lira che potrà calmierare il mercato; sappiamo bene che il
  concambio  dell'euro  non  è stato a 1.900  lire  circa.  Fino  a
  stamattina,  in  una rete nazionale si dibatteva  dei  conti  dei
  ristoranti e si diceva che oggi il prezzo medio di una trattoria,
  che  dovrebbe non essere superiore a 15 euro per un pasto,  varia
  invece tra i 25 e i 30 euro, mentre ai tempi della lire un  pasto
  completo  in una trattoria si aggirava intorno alle 25,  30  mila
  lire.
   Intervenire  oggi  con  un  disegno  di  legge  che  sicuramente
  aumenta i costi, perché qualunque nuova cosa introduciamo - penso
  ai  dettaglianti che hanno migliaia di articoli giacenti nei loro
  magazzini  e  che dovranno provvedere a concambiare di  nuovo  in
  lire  migliaia  di articoli - è un costo che alla  fine  paga  il
  consumatore, perché qualunque costo aggiuntivo avrà il commercio,
  sarà l'utente finale a pagare.
   La  difficoltà è anche quella di tradurre i centesimi  in  lire,
  perché   allora   rischieremo  l'arrotondamento,   che   potrebbe
  diventare  una violazione della norma: diventa una cosa complessa
  ma soprattutto diseducativa a distanza ormai di tre anni.
   E'  esattamente  come  se prendessimo un ragazzo  italian0o  che
  abbiamo mandato a studiare in Inghilterra per imparare l'inglese,
  inserendolo  in una famiglia inglese senza avere più  possibilità
  di parlare l'italiano per acquisire al meglio quella nuova lingua
  e improvvisamente lo rimettiamo a parlare italiano.
   Credo  che, pur essendo l'intento giusto e condivisibile, questa
  era  una  legge  che doveva probabilmente entrare in  vigore  nel
  2000,  al  fine  di  educare il consumatore, il  commerciante  ad
  accompagnare il prezzo in lire in euro. Ma che oggi si faccia una
  norma  che accompagna il prezzo dell'euro in lire, credo che  sia
  senza  significato,  anche  perché, essendo  una  traduzione  del
  prezzo  in  euro,  non  porterà il commerciante  ad  abbassare  i
  prezzi.
   E'   come  se  dicessimo,  oggi,   che  l'italiano  deve  essere
  accompagnato dal latino che è la sua lingua madre.
   L'euro  è  l'evoluzione della lira, la lira  oramai  non  esiste
  più,  fa parte della storia del nostro Paese, è numismatica,  non
  ha  nessun  valore,  è  esattamente  come  le  monete  che  hanno
  accompagnato l'evoluzione dell'umanità.
   Allora,  invito i presentatori del disegno di legge ad usare  la
  nostra  moneta,  che  è l'euro; continuare a ragionare  in  lire,
  perché  di  questo si tratta, servirà solo a confondere  le  idee
  alle persone.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente,  la  Commissione  ritiene  che  la
  proposta formulata dall'onorevole Speziale sia condivisibile,  ma
  non  nel  senso di sostituire l'articolo 1, perché altrimenti  si
  stravolge il significato della legge. Se non ci sono osservazioni
  contrarie, noi siamo favorevoli ad aggiungere l'emendamento A1 al
  testo della legge e quindi possiamo votarlo in quanto emendamento
  aggiuntivo non sostitutivo dell'articolo 1.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  questa
  discussione  il  rischio è che si faccia un ragionamento  un  po'
  contraddittorio.
   Io,  per  principio,  sono d'accordo con le questioni  sollevate
  dall'onorevole  Fleres  su  questa  proposta,  e   mi   ero   già
  pronunciato  favorevolmente rispetto alla  questione  del  doppio
  prezzo,  anche  se comunque continuo ad essere  dell'idea  che  è
  troppo  tardiva  e  che i suoi effetti oggi possono  essere  poco
  efficaci rispetto al fine che si propone.
   Credo   che  le  questioni  affrontate  dall'onorevole   Acierno
  potrebbero essere condivise, ma, ripeto, questi ragionamenti  non
  hanno  più motivo di essere affrontati, perché è ridicolo pensare
  di  dare  la colpa ad un Governo precedente che non ha  avuto  la
  possibilità  di  vedere  attuare la  norma  dell'euro.  Onorevole
  Acierno,  le  ricordo che questo Governo è in carica  da  quattro
  anni  e  mezzo  e  da quattro anni e mezzo non ha  fatto  nessuna
  proposta,  tranne  questa che oggi stiamo affrontando,  che,  tra
  l'altro,  proviene  non  dal  Governo  ma,  addirittura,   è   di
  iniziativa  parlamentare,  cioè  di singoli  deputati  che  hanno
  proposto   questo  disegno  di  legge,  non  è   una   emanazione
  governativa su criteri di politica nazionale.
   Quindi,  onorevole Acierno, lei dovrebbe fare una  critica  alla
  sua  maggioranza politica nazionale di riferimento,  che  non  ha
  assolutamente  fatto  niente per poter bloccare  questa  tendenza
  dell'aumento vertiginoso dei prezzi, specialmente dei prezzi  dei
  generi  alimentari  che  sono  quelli  che  di  più  sentono   le
  popolazioni del nostro Paese.
   Dunque,   quale  strumento migliore potrebbe  essere  il  doppio
  prezzo?  Il doppio prezzo si sta realizzaendo in enorme  ritardo,
  un  ritardo che, probabilmente, provocherà quelle conseguenze  di
  cui  parlava  l'onorevole  Acierno,  ma  la  colpa  non  possiamo
  attribuirla  ad un Governo che non c'è più,  dobbiamo attribuirla
  al Governo  in carica che non ha fatto assolutamente nulla.
   Chi  ha  usufruito  di  questa vittoria iniziale  con  l'entrata
  dell'euro?  Ricordo  perfettamente  che  nel  gennaio   2002   le
  affermazioni  trionfalistiche del Governo  Berlusconi  su  questo
  argomento   sono  state  a  iosa  E  mi  chiedo  come  sia  stato
  possibile che il Governo - che aveva lo strumento  adeguato,  che
  era  stato varato dal Governo di centrosinistra, quello cioè  del
  comitato  di controllo dei prezzi che però non è mai  entrato  in
  funzione   -   non  abbia  avuto  la  capacità  di   guidare   la
  trasformazione monetaria.
   Quindi, onorevole Acierno, credo che la responsabilità non   può
  darla  a chi in questo momento non può assolutamente fare niente,
  perché al Governo c'è la vostra maggioranza.
   Su  questo  disegno  di  legge   mi  sono  trovato  inizialmente
  d'accordo,   anche  se  il  proponente   è  un   componente   del
  centrodestra  e  anche  se  ho  sempre  detto  che   è   tardivo,
  probabilmente avrà delle conseguenze di inapplicabilità in  tutti
  i  settori di cui si è parlato, specialmente nel campo agricolo.
   In  questi giorni ho avuto modo di parlare con alcuni produttori
  agricoli.  Stamattina  si  è  svolta   una  manifestazione  degli
  agricoltori  e   con  alcuni di loro  si  parlava   di  come  sia
  possibile  che la pesca, il cui prezzo iniziale è di18 centesimi,
  si  trovi sui banchi di vendita al prezzo di  2 euro o 3 euro  al
  chilo.  Quindi,  una tale  tracciabilità  serve? Sicuramente  sì,
  però non basta, è insufficiente;  potrebbe essere un elemento per
  dare  la  sensazione  che si stia facendo  qualcosa;   ma,  nella
  realtà, si fa qualcosa?
   Io  ho  i  miei  dubbi  che  questo  possa  essere  efficace   e
  risolutivo  per  il problema della vertiginosa corsa  all'aumento
  dei prezzi, di conseguenza  sono d'accordo purché questo tipo  di
  ragionamento, dopo questo mio intervento, possa essere  meditato,
  anche  alla  luce degli emendamenti che sono stati presentati.  A
  mio  avviso bisogna trovare una mediazione, trovare una soluzione
  migliore rispetto a quanto viene proposto.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, questa  norma,
  non  c'è dubbio, è importante e, certamente, va nel senso di  una
  maggiore  trasparenza per il cittadino ed anche   per  correggere
  gli  errori,  oserei dire gli  orrori , a cui gli  italiani  sono
  stati sottoposti con  la introduzione di una moneta........

    SPAMPINATO  Ma basta

    FORMICA  Lo chieda ai cittadini anziché dirlo a me

    SPAMPINATO  Chiedete i controlli

    FORMICA   I  controlli li chieda alla Francia  che  non  li  ha
  fatti,  alla Germania che non li ha fatti, all'Olanda che non  li
  ha fatti. Su questa materia siamo abbastanza preparati
   Vi  voglio  fare  capire che un marco valeva  980  lire,  se  vi
  ricordate;  con l'introduzione dell'euro, tutto ciò  che  era  un
  marco è diventato un euro.
   Se  andate  a leggere le statistiche, in Germania i prezzi  sono
  raddoppiati   così  come  in Italia; in  Francia  i  prezzi  sono
  raddoppiati  così come in Italia, tant'è che il Governo  francese
  ha   chiesto   all'Associazione  dei  Commercianti  francesi   di
  abbassare  i  prezzi,  pena  l'introduzione  di  un  abbassamento
  forzoso  da parte del Governo stesso. Quindi, non continuate  con
  la  filastrocca che in Italia i prezzi sono aumentati perché sono
  mancati i controlli

    SAMMARTINO    Abbiamo  pure  pagato  una  tassa   per   entrare
  nell'Euro

    FORMICA   Bravo, onorevole Sammartino, abbiamo pure pagato  per
  pagare   di   più   Ma  di  questo  avremo  modo   di   discutere
  abbondantemente   e   gli  italiani  sanno  a   chi   rivolgersi,
  eventualmente, per protestare.
   L'introduzione  con  questo di legge della  possibilità  per  il
  cittadino di vederci chiaro su quello che è il prezzo di  vendita
  in  lire  ed  in  euro,  certamente ha un  effetto  calmieratore.
  Certamente,  se un prodotto agroalimentare da un costo  di  mille
  lire, 800 lire, è passato ad un costo di due euro, ovviamente  la
  traduzione  di  due euro in quattromila lire certamente  avrà  un
  effetto calmieratore.
   Sono  d'accordo anch'io che bisogna introdurre ed accogliere  in
  questo    senso    l'aggiustamento   proposto    dall'emendamento
  dell'onorevole   Speziale,  nel  senso   di   introdurre,   anche
  trimestralmente,  un  controllo rispetto al prezzo  di  acquisto,
  magari in raccordo con le Camere di Commercio che trimestralmente
  fanno  questa verifica, ma bisogna anche pensare a  ciò  che,  in
  termini  di costi, questo provvedimento comporterà per  tutto  il
  settore  del  commercio. Per cui è dovere del  legislatore,   nel
  momento  in cui introduce una norma di questo genere, proporre  e
  prevedere una forma di contribuzione da dare ai commercianti  per
  far   sì   che   possano,  attraverso  un  contributo  regionale,
  modificare tutta la materia che riguarda i cartellini, tutto  ciò
  che  riguarda  la modifica all'interno dei moderni  sistemi,  dei
  software  e  dei  computers, perché oggi la maggior  parte  hanno
  questi sistemi per la catalogazione dei prezzi e, certamente, ciò
  comporterà un costo.
   Quindi,    ritengo   che  la  norma  debba   essere   certamente
  approvata, ma necessiti della previsione di un contributo per far
  sì che questa modifica venga attuata da parte dei commercianti ed
  anche  dei piccoli commercianti. Infatti,  ci sono tanti  piccoli
  negozianti  che,  a mio avviso, non sono in grado  da  subito  di
  addivenire a questa trasformazione senza avere una qualche  forma
  di contributo previsto per legge.
   Preannuncio che presenterò un emendamento in tal senso  affinchè
  il  Governo  si impegni in  Commissione  Bilancio  a reperire  le
  risorse finanziarie relative.

    PRESIDENTE  Onorevole Formica,  formalizzi la sua proposta  con
  un emendamento.

    INCARDONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questo
  disegno  di  legge nasce dall'esigenza di comprendere le  ragioni
  per  le  quali  il  costo  della vita è  aumentato  notevolmente.
  Personalmente, anticipo sin d'ora che voterò a favore del disegno
  di  legge  e  voterò  anche  a  favore dell'emendamento  proposto
  dall'onorevole Speziale non perché  ritengo  sia  una  norma  che
  salvaguarderà  effettivamente le produzioni e  che  risolverà  il
  problema.  Però, si è innescato un meccanismo,  perverso   a  mio
  avviso, per il quale si ritiene ormai che questa sia la soluzione
  di tutti i mali. E mi riferisco soprattutto al fatto della doppia
  indicazione  del  prezzo  di  vendita  al  produttore  e  poi  al
  consumatore,  perché  - immaginate un po'- si  chiede  che  venga
  indicato  il doppio prezzo all'origine e al consumo nei prodotti,
  ad esempio, agricoli e dell'ortofrutta.
     Ebbene,  immaginiamo per un attimo il consumatore che vede  la
  differenza  di  prezzo che c'è tra la produzione ed  il  consumo,
  certamente  non  sarà  indotta  ad  acquistare  a  cuor  leggero.
  Ricordiamoci  che  il  prodotto  ortofrutticolo  è  un   prodotto
  deperibile  e  quando il mercato si intasa perché il  consumo  si
  riduce  ulteriormente  i prezzi crollano ancora  di  più.  E  pur
  tuttavia,  signor Presidente, è un provvedimento  sentito,  è  un
  provvedimento che i produttori agricoli rivendicano  a gran voce,
  perché?   Perché  nasce  da  una  considerazione   viziata   che,
  purtroppo,  è  data da un fatto  accaduto nel febbraio  del  2002
  quando nella trasmissione televisiva  Porta a Porta , condotta da
  Bruno  Vespa,  si disse che i produttori stavano  speculando  sul
  prezzo  al consumo, perché le zucchine si vendevano ad  un  certo
  prezzo   e   certamente  i  produttori  si   sentirono   accusati
  ingiustamente di speculare nei mercati, di trattenere addirittura
  i prodotti nella loro azienda per fare aumentare il prezzo. Nulla
  di più falso di quello che fu detto in quella sede, di quello che
  fu lasciato intendere.
      Ebbene,  da  lì  nasce  questo  movimento  di  opinione;   il
  produttore  vuole  fare sapere che  riceve  un  prezzo  veramente
  basso  e  non  riesce a coprire i costi. E però,   io  penso  che
  sopratutto  in  questa  materia, nella  materia  dell'ortofrutta,
  nella materia dei prodotti agricoli che sono prodotti deperibili,
  noi  in questo modo non faremo altro che ridurre ulteriormente  i
  consumi perché non sarà facile spiegare tutti i passaggi  che  ci
  sono dalla produzione al consumo e, quindi, anche gli aumenti  di
  costo.
   Signor   Presidente,  personalmente  ritengo   che  questo   non
  risolverà il problema, però, poiché ho rispetto dell'opinione dei
  produttori, voglio che rimanga agli atti che questa  non   è  una
  soluzione;   pur tuttavia, la voterò perché questa é  la  volontà
  dei  produttori. Quindi, mi faccio mero esecutore  della  volontà
  dei  produttori  agricoli che vogliono  questa  legge,  anche  se
  ritengo  che  si tratti di una norma che aggraverà la  situazione
  perché farà aumentare, comunque, i costi.

    ZAGO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO  Signor Presidente, onorevoli colleghi io voglio dare  una
  lettura  diversa del significato dell'emendamento A1,  al  quale,
  fra l'altro, abbiamo presentato un subemendamento esplicativo.
   So  bene  che con questo provvedimento, se passerà,  non  avremo
  risolto  tutti  i  problemi.  Se così  fosse  saremmo  stati  dei
  criminali per non averlo fatto prima; è importante, però, per  un
  elementare  principio  di trasparenza. E' importante,  non  tanto
  perché con questo provocheremo, onorevole Incardona, un'ulteriore
  contrazione dei consumi che non é l'obiettivo di nessuno di  noi,
  quanto invece perché il doppio prezzo, all'origine ed al consumo,
  secondo me costituirà un deterrente nella catena speculativa, nel
  senso  che durante tutti i passaggi sia il consumatore  che   gli
  organi  preposti ai controlli  sapranno che quel prezzo é partito
  da  un valore infinitamente più basso. Quindi, più che un effetto
  immediato  sui  prezzi al consumo, avrà un effetto di  deterrenza
  nella formazione del prezzo per colpire la catena speculativa. Da
  questo  punto  di vista, ritengo sia un provvedimento  importante
  sul  quale abbiamo sempre creduto e che riproponiamo perché anche
  se   non   risolverà  i  problemi,  rappresenta  un   contributo,
  attraverso   la   trasparenza  e  l'effetto  di  deterrenza,    a
  conseguire qualche risultato.
   Certo,  più  in generale, stasera é rimasto fuori dal  dibattito
  l'elemento  principe  che forse ha ispirato la  presentazione  di
  questo disegno di legge e che forse giustifica o spiega la  crisi
  dell'agricoltura: la contrazione dei consumi che  deriva,  a  sua
  volta,  dalla  perdita del valore di acquisto  dei  redditi,  dei
  salari  e degli stipendi, cioè la crisi economica nella quale  ci
  hanno  fatto  strapiombare i Governi di centrodestra nazionale  e
  regionale  con le loro politiche, con le loro scelte,  per  mezzo
  delle  quali saremmo dovuto diventare tutti più ricchi e a  causa
  delle  quali, invece, molte famiglie hanno difficoltà a  superare
  la quarta settimana.
   Dico  ciò  per evidenziare che per noi questa non é la soluzione
  di  tutti  i mali, ma é un segnale ben preciso di attenzione,  di
  accoglimento  di istanze legittime, ma soprattutto comunque  male
  non  farà, aiuterà a far calare i prezzi al consumo per un giusto
  criterio   di  distribuzione,  ma  anche  per  una  tutela    dei
  produttori   all'origine   e    dei   consumatori   al    momento
  dell'acquisto.

    PRESIDENTE    Si  passa  all'emendamento  A1,  degli  onorevoli
  Speziale ed altri.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Speziale,  Zago,
  Panarello,  Oddo il subemendamento A 1.1 all'emendamento  A1.  Lo
  pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    FLERES  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     STANCANELLI   assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento A1 come modificato.  Il parere
  della Commissione?

     FLERES   Se  l'emendamento fosse aggiuntivo il parere  sarebbe
  favorevole.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  pensavo  di
  essere  stato chiaro, ma forse l'onorevole Fleres non ha  sentito
  il  mio  intervento.  Io  ho contestato  alla  radice  l'impianto
  all'articolo 1 proposto in questo disegno di legge da  lui  e  da
  altri.  E'  stato  detto da alcuni colleghi di Alleanza nazionale
  che, avendo accertato che c'è un incremento dei costi che si  può
  caricare sul consumo, noi rischiamo di avere un aumento dei costi
  al  consumo  e,  quindi, produrre un effetto contrario  a  quello
  desiderato. Ad esempio, approvando il testo dell'articolo 1  così
  come  esitato  dalla   Commissione,  dovendo  procedersi  in   un
  negozio, che ha già codificato tutti i prezzi, alla modifica  dei
  cartellini

    FLERES  Non si deve fare niente, l'onorevole Nicotra ce  lo  ha
  già spiegato.

    SPEZIALE  si determinerebbe un aumento dei costi che  finirebbe
  col  gravare  sul consumatore; quindi un costo aggiuntivo  per  i
  commercianti  che  si  scaricherebbe sui consumatori.  Lo  stesso
  onorevole  Formica, preoccupato dell'effetto prodotto  da  questa
  norma,  ha presentato un emendamento con l'intento di determinare
  un  contributo a sostegno della categoria al fine di  ridurre  il
  più possibile il costo.
   Questa  è  una filosofia; atra filosofia è quella sostenuta  nel
  mio  emendamento in cui, appunto,  si sostiene una cosa  diversa.
  Non  sono  innamorato del prezzo in euro e in lire  perché  ormai
  sono  convinto  che l'euro è entrato nella pratica  quotidiana  e
  che,  dunque, il provvedimento sia fortemente tardivo.  Bisognava
  pensarci  nella  fase di passaggio dalla lira all'euro.  Oggi  un
  provvedimento   in   tal   senso  non  produrrà   alcun   effetto
  calmierante; ha un sapore di presa in giro.
   Altra  cosa  è  il mio emendamento che prevede  una  cosa  molto
  semplice.  C'è   una denuncia da parte dei produttori  che  è  al
  centro  in  questo momento della polemica politica  nazionale.  I
  produttori siciliani sostengono, a ragion veduta, che vendono  il
  prodotto  (è  stato  fatto l'esempio dell'uva)  a  10  centesimi,
  massimo  a  20  centesimi, e sul mercato  quello stesso  prodotto
  viene   rivenduto  a 3,50 euro. Il pomodorino cosiddetto  Pachino
  viene  venduto  a  60 centesimi e arriva al mercato  a  3,50/5,00
  euro.  Si  tratta, attraverso un intervento normativo, di  capire
  qual è la filiera speculativa che c'è attorno alla formazione del
  prezzo  al  consumo. Quindi, la mia impostazione o l'impostazione
  dell'emendamento  presentato  dal  mio  Gruppo  è   assolutamente
  diversa rispetto a quella dell'onorevole Fleres.  Ecco perché noi
  abbiamo presentato l'emendamento interamente sostitutivo.
   Se  poi  si ritiene, invece, che le due cose possano in  qualche
  modo  sposarsi, coniugarsi attraverso una mediazione d'Aula,  non
  c'è  fretta,  se non lo facciamo stasera, onorevole  Fleres,  non
  casca  il  mondo,  possiamo sospendere.  Potremmo  aggiornarci  a
  domani,  valutando  con più attenzione se  le  due  cose  possano
  coniugarsi.  In  questo momento ritengo che le   due  cose  siano
  alternative:  o  l'una o l'altra. Ritengo che il mio  emendamento
  risponda  di  più al sentire comune sia dei produttori,  sia  dei
  consumatori  e  permetta   di potere  colpire  la  filiera  della
  speculazione nella formazione del prezzo che è il punto  centrale
  su  cui  noi  vorremmo  intervenire. Ecco  perché  è  interamente
  sostitutivo.
     Mi  sembrava  essere stato chiaro nella fase di  illustrazione
  dell'emendamento.  Potrà dispiacere a qualcuno  ma  questo  è  il
  punto  di  vista: il contenuto dell'emendamento  non è aggiuntivo
  all'articolo del disegno di legge, ma è sostitutivo.  L'onorevole
  Fleres dice che le due cose possono coniugarsi e che quindi lo si
  potrebbe  presentare come aggiuntivo anziché sostitutivo.  Poichè
  non  ho  avuto  la  possibilità di approfondire  questo  aspetto,
  sarebbe opportuno sospenderne l'esame per riprenderlo domani così
  da  avere un quadro più chiaro. Non ho preclusione, ma se si vota
  questa   sera  debbo  mantenere  l'emendamento  come  emendamento
  sostitutivo.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  la  proposta
  proveniente  dalla Commissione tiene conto di un problema  che  è
  avvertito;   quello legato alla tracciabilità.  Tant'è  che  noi,
  come maggioranza, abbiamo ben due emendamenti che si occupano  di
  questo  tema:  l'emendamento  a  firma  dell'onorevole  Leanza  e
  l'emendamento  a  firma  mia e di altri  colleghi  che  prevedono
  proprio  un  percorso attraverso cui assicurare la  tracciabilità
  dei prezzi al consumo dei prodotti ortofrutticoli.
   Dunque,  il  concetto noi lo condividiamo assolutamente.  Quello
  che  non  condividiamo è lo strumento attraverso cui  l'onorevole
  Speziale introduce questo tema. Perché? Perché è un tema  che  si
  aggiunge al tema principale della legge. Il tema principale della
  legge  è  l'indicazione del doppio prezzo in lire e in  euro  con
  tutte le argomentazioni che abbiamo detto, sentito, ascoltato;con
  tutte  le  osservazioni che abbiamo respinto nella  pretestuosità
  che esse manifestavano.
   Onorevole  Speziale,  il  tema è il seguente:  o  ci  schieriamo
  dalla parte delle persone oneste o da quella dei delinquenti.
   Noi  difendiamo tutte quelle disposizioni che puntano a favorire
  la  posizione  delle  persone  oneste   e  difendiamo  quindi  il
  percorso  di  tracciabilità del prezzo al  consumo  dei  prodotti
  ortofrutticoli;   non  possiamo  però  non  chiederle   di   fare
  altrettanto relativamente all'altro tema, quello dell'indicazione
  del  doppio  prezzo,  considerato che vi è lo  stesso  obiettivo,
  quello di difendere le persone oneste, quello di non favorire  le
  speculazioni,  di  nessun genere, quando  maturano  nel  percorso
  produttore-consumatore e quando maturano nel percorso  interno  a
  ciascun esercizio commerciale, negli arrotondamenti e negli altri
  fenomeni che abbiamo visto ed accertato tutti, perché tutti siamo
  consumatori.
   Onorevole  Speziale,  mi permetto, ancora  una  volta,  di  fare
  appello  alla  sua  sensibilità. Siamo favorevoli  ad  aggiungere
  l'emendamento  che  lei ha presentato al  testo  del  disegno  di
  legge;   non  possiamo  però  essere  favorevoli  al  fatto   che
  quell'emendamento faccia venir meno l'intero contesto del disegno
  di legge, perché l'intero contesto del disegno di legge introduce
  un  ulteriore  elemento  di  garanzia  per  i  consumatori  e  di
  trasparenza nel rapporto tra consumatori e commercianti  che,  in
  prevalenza,  sono anch'esse persone oneste. Perchè  non  dobbiamo
  favorire questo rapporto trasparente tra le due categorie? Perché
  dobbiamo impuntarci visto che, a questo punto, si tratta soltanto
  di  una  impuntatura,  considerato  che  l'Aula  è  assolutamente
  favorevole; non ho visto nessuna posizione...

    SCALICI  Credo sia favorevole.

    FLERES   Dico ciò proprio perchè non ho visto nessuna posizione
  divergente  rispetto  a questa situazione,  almeno  per  le  cose
  udite,  onorevole Scalici, ma per quelle che non ho  sentito  non
  posso  usare l'intuizione. Posso esprimermi soltanto per ciò  che
  ho sentito ed in ciò che ho sentito non ho registrato dissensi.
   Perchè  dunque  rinviare  a domani una cosa  che  possiamo  fare
  oggi?
   Questo è quello che chiedo.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  fare  una  breve riflessione rispetto all'ipotesi avanzata  dalla
  Commissione  di  considerare aggiuntivo l'emendamento  presentato
  dall'onorevole Speziale.
   A  maggior  ragione, onorevole Speziale, non  entro  nel  merito
  delle considerazioni della legge e non rispondo alle provocazioni
  demagogiche di chi ha utilizzato, ancora una volta, la  tavoletta
  dell'euro  per provare ad attaccare chi sarà domani il Presidente
  del Consiglio.
   Onorevole Fleres, onorevole Speziale, signor Presidente,  se  si
  approva come aggiuntivo questo emendamento, non dobbiamo definire
  più  questa  la  legge del doppio prezzo ma del triplice  prezzo,
  perché  vi sarà il prezzo in euro, il prezzo in lire e quello  da
  fatturazione.
   Credo  che  dobbiamo essere coscienti, prescindendo  dall'essere
  favorevoli  o  no  sull'impianto  della  legge,  del  fatto  che,
  approvare  l'emendamento dell'onorevole Speziale come emendamento
  aggiuntivo,  di  una nuova connaturazione alla legge,  che  sarà,
  come ho detto prima, la legge del triplice prezzo.
   Il  commerciante sarà costretto ad esporre la propria merce  con
  tre  prezzi - vorrei che questo fosse chiaro - e credo che le due
  cose siano incompatibili.
   Mi dichiaro contrario a questo tipo di soluzione.

    PRESIDENTE   Abbiamo  capito  che  finisce  per  avere  ragione
  l'onorevole Spampinato sulle sue argomentazioni.

    SPAMPINATO   Mi  fa  piacere sentirle dire  che  anch'io  posso
  avere ragione.

     PRESIDENTE     Non   perchè   lei   sia   un    rappresentante
  dell'opposizione   il  fatto  che  abbia   ragione   per   me   è
  sorprendente,  ma  rientra nella logica  della  democrazia  anche
  questo.

     SPEZIALE  Dichiaro di ritenere l'emendamento aggiuntivo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Non  ho difficoltà a porlo in votazione però devo dire una cosa,
  onorevole  Fleres,  me lo consenta:  questa  è  una  materia  che
  attiene  ai diritti fondamentali, ai doveri fondamentali,  ad  un
  tema così importante che riguarda decine e decine di migliaia  di
  operatori  che difficilmente possono riconoscersi in un  processo
  legislativo, quale stiamo vivendo in questo istante così caotico,
  confuso e compromissorio.
   Onorevole  Fleres, se lei come ha dimostrato di fare  nel  corso
  di  questi  mesi, tiene molto a questa legge, in questo  momento,
  sta  dimostrando di tenerci relativamente, perché la  legge,  con
  questa introduzione, subisce un radicale cambiamento.
   Non  è compito mio entrare nel merito; sono il Presidente e devo
  attenermi ai fatti.
   Chiedo  soltanto  un  moto  di  senso  di  responsabilità,   per
  discutere  meglio della cosa, non questa sera, ma nella  pienezza
  dei  poteri dell'Assemblea, sia numericamente, sia dal  punto  di
  vista dell'attenzione.
   Facendo   riferimento  all'emendamento  dell'onorevole  Formica,
  aggiungo  che si tratta di un emendamento sostanziale,  anche  se
  improvvisamente  presentato  e, probabilmente,  estemporaneamente
  presentato.  E'  un emendamento che si prefigge  di  ristorare  i
  danni che fatalmente questa legge potrebbe provocare al mondo dei
  commercianti che, in questo momento, ...

    LIOTTA  E che si scaricherebbe sui consumatori di nuovo.

    PRESIDENTE   Onorevole  Liotta,  anch'io  ho  il   diritto   di
  esprimere  un'opinione che, in questo  momento,  non  intendo  nè
  demonizzare   nè   lasciare   a  delibitum,   nell'interesse   di
  un'Assemblea in questo istante molto distratta e molto  legata  a
  fattori di schieramento.
   Non  posso  quindi  dichiarare improponibile, onorevole  Fleres,
  l'emendamento dell'onorevole Formica, perchè...

    FLERES  Non ha copertura finanziaria.

    PRESIDENTE  Un momento, fatemi finire di parlare. Si tratta  di
  un  argomento assolutamente legato alla materia e stiamo parlando
  di un emendamento coerente con la materia e, per la copertura, si
  può benissimo rinviare alla Commissione Bilancio.
   Qualora   la  Commissione  Bilancio  lo  respinga,  il  discorso
  cambia, ma dire - come mi è stato detto informalmente - che,  non
  avendo   copertura,  va  rinviato  alla  finanziaria,   significa
  ammettere che un danno ai commercianti viene provocato, rinviando
  la soluzione ad un livello successivo.
   Questo non mi sembra un buon modo di approvare una legge.
   Vorrei   muovere  quindi  un  ultimo  richiamo   al   senso   di
  responsabilità e sospendere, come peraltro molti di voi hanno già
  fatto,  la materia per arrivare a domani e riflettere meglio.  Se
  c'è,  come  vedo, un orientamento di base abbastanza  collegiale,
  una soluzione si trova.
   Devo   ripetere   però   che,  a  questo  punto,   il   richiamo
  dell'onorevole Spampinato è da me condiviso perfettamente ed è un
  richiamo  che  mi  porta a tornare all'invito di  soprassedere  e
  rinviare a domani.
   La  mia  non è una proposta formale. Potrei avvalermi   del  mio
  diritto di sospendere, ma capisco che è materia così delicata che
  un  atto  di forza del Presidente non avrebbe nessuna motivazione
  e, soprattutto, nessun riconoscimento.
   Mi appello alla volontà dei Gruppi parlamentari.

    MICCICHE'  Ma c'è anche una mia richiesta in questo senso.

    PRESIDENTE   Ed  è  proprio per questo che ritengo  che  stiamo
  agendo con estrema disinvoltura.
   Si  tratta  comunque  di una discussione che posso  interrompere
  affidandomi al senso di responsabilità dell'Assemblea.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   raccolgo
  assolutamente  l'invito della Presidenza, ancorché  l'emendamento
  presentato  dall'onorevole  Formica,  che  pone  un  problema  di
  copertura  finanziaria; esso non fa altro  che  risolvere  quanto
  avevo   lamentato  nel  corso  della  discussione  generale   nei
  confronti di questa legge.
   L'emendamento   del  Presidente  del  Gruppo   AN,   gruppo   di
  maggioranza,  non  fa  altro che ribadire che  questa  norma  che
  stiamo  discutendo  è  un  aggravio di costo  nei  confronti  dei
  commercianti.
   E  per  quanta  copertura finanziaria noi  potremo  trovare  nei
  confronti di questa norma, mi chiedo -   e mi rivolgo sicuramente
  alla  maggioranza  -  qual è, quale doveva  essere  l'intento  di
  questa legge.
   Aiutare il consumatore?
   Aiutare il consumatore, gravando sul bilancio della Regione?
   Personalmente, non la ritengo un aiuto.
   Ricordo  che,  nei primi anni '80, c'era uno Stato che  stampava
  BOT  e  CCT  pagando interessi stratosferici e la gente  comprava
  questi titoli senza rendersi conto che, parallelamente. aumentava
  l'indebitamento dello Stato e, quindi, la pressione  fiscale;  il
  costo  del  denaro  andava alle stelle e ci  siamo  ritrovati,  a
  distanza  di  vent'anni,  con  una voragine  nel  bilancio  dello
  Stato.
   Anche con questa formulazione, pertanto, onorevole Formica,  che
  è logica,  non si fa altro che certificare che questa è una legge
  sbagliata.
   Non  capisco  perché dobbiamo intestardirci  a  fare  norme  che
  sanno  - scusatemi, non voglio mancare di rispetto ai proponenti,
  lungi  da  me  il  mancare di rispetto  -   di  demagogia  e  non
  producono effetti reali.
   Ripeto,  la  tecnica del prezzo in lire e in euro avrebbe  avuto
  una  logica due anni prima dell'entrata in vigore dell'euro,  non
  dopo  tre  anni. Ho voluto fare l'esempio di chi vende i prodotti
  per l'edilizia e si trova con 50 mila articoli nel suo magazzino.
   Approviamo  una   legge  che  chiede a  questo  commerciante  di
  mettere  mano a 50 mila articoli e fare di nuovo una  conversione
  con  una  moneta  che  non esiste più; di questo  infatti  stiamo
  parlando.
   E'  un ritorno al passato. E' offensivo nei confronti del popolo
  perché  è come se il Parlamento si arrogasse il diritto  di  dire
  che  i siciliani, siccome non sanno leggere l'euro, hanno bisogno
  di  una  norma  che li porti di nuovo a leggere la  lira.  Questo
  stiamo dicendo.

     FLERES  Lei vuole difendere i commercianti disonesti.

     ACIERNO  Voglio difendere ancora il mio diritto di parlare  in
  quest'Aula  e  non  è  il  Parlamento che  si  deve  occupare  di
  commercianti disonesti, sono altri gli organi.
   Ho  assistito  spesso, da parte del centrosinistra,  a  processi
  giudiziari  in  quest'Aula alla politica e non mi  metterò  dalla
  parte di questi. Mi auguro che anche lei abbia la serenità di non
  fare giudizi sommari nell'Aula.
   Siamo   preposti  a  fare  leggi  e  mi  rifiuto,  a  tre   anni
  dall'entrata in vigore della nuova moneta in Italia,  di  tornare
  ad  una  moneta che non esiste più e, inoltre,  andare  a  pesare
  sulle casse della Regione e, quindi, sui contribuenti, perché  la
  Regione  si  fa pagare le tasse dai cittadini, per approvare  una
  legge che non serve a niente se non a fare un po' di demagogia  e
  illudere ancora una volta.
   Noi  siamo  quelli  -  e  ce  ne  dobbiamo  assumere  tutti   la
  responsabilità  -  di avere illuso gli italiani  che  con  l'euro
  eravamo  diventati  tutti ricchi e ci siamo impoveriti  tutti.  E
  adesso  la  Regione siciliana vuole varare una  legge  che  vuole
  illudere ancora una volta i cittadini di tornare ad essere ricchi
  perché  da  domani troveranno il prezzo in lire e  il  prezzo  in
  euro. Questo per me non è un modo di procedere.
   Credo,  signor Presidente, lei ha dichiarato, ed è sua  facoltà,
  ammissibile questo emendamento.
   Considerati   i   precedenti  molto  recenti   sul   rinvio   in
  Commissione Bilancio e sulla sospensione della trattazione  della
  legge  -  e  mi riferisco a non più tardi di una settimana  fa  -
  forte della prassi, anche se lei sa che odio la prassi, anche  io
  preferirei  sempre  lavorare sulle norme scritte,  ma  la  prassi
  diventa  norma perché ormai  è stato stabilito in più  sedute  in
  quest'Aula,  avendo  lei  dichiarato  ammissibile  l'emendamento,
  chiedo  di  sospendere  i  lavori sulla  legge,  di  rinviare  in
  Commissione  l'emendamento a firma dell'onorevole  Formica  e  di
  ritornare ad esaminare la legge dopo che la Commissione  Bilancio
  si sarà espressa sull'emendamento.

    INCARDONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA  Signor Presidente,  rinuncio al mio intervento e  mi
  rimetto a quanto detto dall'onorevole Acierno.

    NICOTRA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     NICOTRA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prendo  la
  parola  questa sera nella doppia veste di commerciante perché  ho
  fornito i volantini all'onorevole Fleres.
   Ritengo  che  non ci sia bisogno dell'emendamento dell'onorevole
  Formica  perché non c'è nessun aggravio di costi  ad  attuare  il
  doppio prezzo; questo è solo un modo per mettere un dischetto nel
  computer ed indicare non solo l'euro, ma il prezzo in lire.
   Non  è sicuramente un aggravio di spesa e, se vogliamo approvare
  quest'emendamento  e  dare un rimborso ai commercianti,  ne  sarò
  lieto  perché  sono  il  primo  ad usufruire  di  quest'eventuale
  rimborso.
   Ma  dico   -  e lo sottoscrivo - che non c'è nessun aggravio  di
  spesa; cosa diversa è l'eventuale proposta e  sono d'accordo  con
  l'onorevole Spampinato, di indicare il triplo prezzo:  il  prezzo
  all'origine,.
   Qual è il prezzo all'origine di un prodotto agricolo, quando  il
  prodotto  agricolo passa da quattro o cinque eventuali mani,  per
  arrivare al consumatore finale?
   Qual  è  il  prezzo in fattura che bisogna poi  evidenziare  nel
  battente  al  prezzo  al  pubblico. A  quel  punto,  diventerebbe
  veramente un problema ed un aggravio per il commerciante.
   Ritengo  quindi  che questa legge la si vuole  far  passare  per
  facilitare  ancor oggi chi ha problemi, per esempio,  le  persone
  anziane  che  hanno  ancora  delle difficoltà  nella  conversione
  dell'euro in lire. Indubbiamente, qual è la questione?
   Sicuramente, quando andiamo in pizzeria, al ristorante  -  e  là
  non  si  cambia  ogni giorno - far capire che  effettivamente  un
  pizza  costa  non più dieci euro, ma vale ventimila lire  di  una
  volta.  Il consumatore si renderà conto effettivamente del cambio
  che c'è stato.
   Il  doppio  prezzo  va evidenziato su alcune cose  ed  è  giusto
  perché,  così facendo, questa legge evidenzia come,  per   alcuni
  prodotti,  il cambio abbia prodotto effetti negativi.
   Ritengo  dunque  che  il  problema  dell'emendamento  non  abbia
  bisogno  neanche di essere discusso, perché non c'è assolutamente
  quest'aggravio di spesa nel mettere il doppio prezzo. E'  infatti
  una  cosa che facciamo dall'inizio, che continuiamo a fare e  che
  continueremo a fare, perché non ci costa nulla.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
  a quanti sostengono che il doppio prezzo non ha nessuna efficacia
  e  che è tardivo,  voglio solo ricordare che, quando in Francia i
  vecchi  franchi sono stati tramutati in nuovi franchi, il Governo
  ha  imposto, per dieci anni, il doppio prezzo e che, ancora oggi,
  in Francia la gente ragiona in vecchi franchi e nuovi franchi,  a
  distanza di trent'anni.
   Non  è  vero quindi che l'introduzione del doppio prezzo non  ha
  un   effetto  calmieratore.  Qual  è  la  ratio  dell'emendamento
  presentato?
   Un  conto  era  se  il  doppio prezzo fosse  stato  previsto  al
  momento del concambio e, in quel momento, certamente, non avrebbe
  avuto  costi aggiuntivi, perché ciò era obbligatorio  per  tutti,
  perché si passava dalla lira all'euro; in quella fase non avrebbe
  avuto nessun costo aggiuntivo.
   Oggi,   invece,   anche  in  ragione  ed  in  virtù   dell'altro
  emendamento  approvato e del fatto che si passa  a  prevedere  il
  prezzo   alla  fonte,  per  molti  commercianti,  per  i  piccoli
  commercianti, soprattutto, questo rappresenta un costo.
   Un  Parlamento non può legiferare scaricando su una categoria  i
  costi della legge che va ad approvare, senza tenere conto di  ciò
  che  poi  si  riverbererà sui prezzi che,  comunque,  pagherà  il
  cittadino.
   Considerato quindi il fatto che questo disegno di legge  entrerà
  in  vigore  dopo  quattro anni, bisogna prevedere  una  forma  di
  provvidenza  a  favore  di  coloro  i  quali  non  hanno  risorse
  economiche per provvedere e, quindi, non scaricare poi sul prezzo
  finale.
   Un   Parlamento  responsabile  non  può,  nel  momento  in   cui
  legifera,   non  andare  a  prevedere  quelle  che   saranno   le
  conseguenze   della  legge  che sta approvando.  Ecco  perchè  ho
  presentato l'emendamento 1.1.1.

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  invitare  la  Commissione  a  prestare  una  maggiore  attenzione
  all'emendamento aggiuntivo dell'onorevole Speziale.
   In   più   circostanze,  anche  insieme  al   Presidente   della
  Commissione,  onorevole Infurna, abbiamo  partecipato  a  diversi
  incontri con produttori, con commercianti e devo dire che  questa
  individuazione del doppio prezzo, della tracciabilità del prezzo,
  rispetto  al  prezzo  del produttore e quello  ad  dettaglio  può
  nascondere un'arma a doppio taglio perchè, oltre all'aggravio  di
  costi  che  sono non pochi per il commerciante - e lì ha  ragione
  l'onorevole Formica - c'è in più l'eventuale e non difficile,  un
  corollario   quasi  naturale,  mettere  contro  la   classe   dei
  commercianti  e  quella dei produttori e, comunque,  inasprire  i
  consumatori  rispetto  al  commerciante perchè  difficilmente  il
  consumatore  potrà  capire quali sono gli aggravi  dei  costi  di
  quella  merce  rispetto alla produzione e,  quindi,  creiamo  una
  guerra tra poveri che non serve a nessuno.
   Cosa   diversa  credo  sia  la  natura  del  disegno  di   legge
  presentato dagli onorevoli Fleres e Catania che certamente,  come
  dice  l'onorevole  Nicotra, non hanno nessun aggravio  di  costi,
  basta  una  calcolatrice,  serve solo a  creare  trasparenza  nel
  prezzo;  si  può  essere d'accordo o meno con questo  disegno  di
  legge  ma  ci  sono  certamente delle persone anziane  che  hanno
  tuttora  difficoltà a capire il valore dell'euro  e,  quindi,  la
  maggiora  trasparenza dell'indicazione del prezzo anche  in  lire
  può servire innanzi tutto all'anziano.
   Io  stessa,  da trentenne laureata, vi confesso che  alla  cassa
  spesso  e volentieri calcolo il cambio in lire per capire  quanto
  mi  sta  costando un paio di scarpe. Devo dire che  la  lira  non
  esiste più da tre anni ma, onorevole Acierno, esiste ancora nella
  nostra  testa  E, purtroppo, nella testa di molti anziani  esiste
  esclusivamente la lira.
   Cosa  diversa  è l'emendamento dell'onorevole Speziale,  per  il
  quale  devo dire che sono personalmente in disaccordo perchè crea
  una   guerra   tra  classi,  tra  produttore  e  commerciante   e
  consumatore  perchè davvero crea un aggravio  di  costi;  per  il
  doppio  prezzo  euro-lire basta una calcolatrice,  serve  a  fare
  trasparenza  e andare incontro anche all'esigenza di qualcuno  un
  po'  più ignorante o dell'anziano che ha difficoltà a recepire  -
  mi  riferisco ad un ottantenne o ad un settantenne  quello che  è
  l'euro; la lira invece è rimasta nella loro testa, come è rimasta
  nella testa di molti di noi, onorevole Acierno.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  a
  difesa   del  doppio  regolamento,  anzichè  del  doppio  prezzo,
  invitando questa Presidenza ad una conduzione dei lavori  d'Aula,
  sebbene l'ora tarda, ma nel rispetto del regolamento e certamente
  del  lavoro  e dello sforzo di quei parlamentari che,  fino  alle
  22.30, sono qui a svolgere il loro compito.
   Sull'emendamento  dell'onorevole Formica, lo  dico  al  collega,
  pare  che  non  ci  sia la copertura necessaria.  Possiamo  anche
  condividere il merito dell'emendamento ma invito la Presidenza  e
  l'Assemblea a tenere in debito conto che l'emendamento presentato
  dall'onorevole  Formica  non  ha la copertura  finanziaria  e,  a
  questo  punto,  per  dare conto del lavoro  svolto  in  Aula  nel
  pomeriggio e in serata, Signor Presidente, la invito al  rispetto
  del  regolamento,  del  nostro sforzo ed a  continuare  i  lavori
  d'Aula,  considerato che sono stati già presi degli altri impegni
  che  dovranno essere portati a termine domani, andando avanti  su
  questo disegno di legge.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  sento  il
  bisogno  di intervenire                             perché  si  è
  fatto  tardi  e si sta trascinando una discussione, sinceramente,
  incredibile.
   Stiamo  tentando  di approvare un disegno di legge  che  avrebbe
  avuto  bisogno  di una discussione molto più semplice  che  si  è
  complicata  e  credo che sia doveroso, per tutto  il  Parlamento,
  prendere atto dello stato dell'arte per renderci conto che non ci
  sono le condizioni per procedere.
   Lei  aveva  fatto una ipotesi di aggiornare a domani,  sistemare
  meglio probabilmente i testi e le disponibilità della Commissione
  sui singoli emendamenti e ritengo che la sua ipotesi debba essere
  accolta perché, altrimenti, ci si costringe, appena si passa alla
  votazione,  a  richiedere la verifica del  numero  legale  ed  il
  problema lo risolviamo; facciamo questo e si verifica che non  ci
  siete  perché vi siete fatti l'ostruzionismo sulla legge,  perché
  volevate farla e vi siete fatti l'ostruzionismo.
   Della  maggioranza  avete parlato in sette. Adesso  prendo  atto
  che  siete  impegnati a farvi l'ostruzionismo; ma noi  non  siamo
  disponibili  a  sopportarlo oltre tutto ciò  Noi volevamo  votare
  subito.

    SAVARINO  Abbiamo parlato sul vostro emendamento.

    CRISAFULLI   Ho  capito cosa ha fatto lei, onorevole  Savarino.
  Lei  ha  contribuito  a fare in modo che io chiedessi  il  numero
  legale, così adesso la discussione è chiusa.

    PRESIDENTE  Scusi, onorevole Crisafulli, non ho ascoltato  bene
  il passaggio sulla richiesta del numero legale.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, io mi sono  adeguato  alla  sua
  richiesta  e se non dovesse essere accolta, chiederò la  verifica
  del numero legale.

    FLERES  Anche noi chiediamo la verifica del numero legale.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRISAFULLI  Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Miccichè, Oddo,
                        Speziale e Culicchia)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indico  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo l'esito della votazione per  la  verifica
  del numero legale:

   Presenti ......24

                 L'Assemblea non è in numero legale

   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  mercoledì,  12
  ottobre 2005, ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

         N. 453  -  Interventi  per scongiurare  la  chiusura,  a
                  Palermo,   del  Centro  Unificato   Automazione
                  Servizi di Poste S.p.A..

                   ZANGARA - BARBAGALLO - GURRIERI - GENOVESE

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
             di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
             Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (nn. 771-
             774/A) (Seguito)

  2)   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
  in vendita                 (n. 1023/A) (Seguito)
  3)  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
  rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
  Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002,  n.
  7  (n. 977/A) (Seguito)
  4)   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie   (nn. 986-987/A)
  5)   Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di camere di commercio   (nn. 392-402-763 - Stralcio I/A)
  (Seguito)
  6)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciate II/A)

       IV   - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi con le
             isole minori          (n. 1053/A)

       V   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  VI   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 22.31

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.15

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO:
     EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA N. 319

  DISEGNO  DI  LEGGE  N. 1053/A  NORME SUI CONTRATTI  RELATIVI  AI
  COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

   L'articolo 1 è sostituito dal seguente:

                               Art. 1

  Il richiamo contenuto nei contratti di affidamento del servizio
  di collegamento marittimo con le isole minori alla norma di cui
  all'articolo  44 della legge 23.12.1994, n. 724 va interpretato
  ed  applicato nel senso che la revisione periodica  dei  prezzi
  deve essere calcolata secondo le disposizioni dell'articolo  6,
  commi  4  e  6,  della  legge 24.12.1993,  n.  537  (nel  testo
  modificato dalla legge n. 724/94) mediante istruttoria condotta
  dai  dirigenti  responsabili con l'ausilio dell'ISTAT  e  delle
  Camere   di   Commercio  previo  accertamento  da  parte   loro
  dell'incidenza   dei  singoli  costi  eventualmente   aumentati
  rispetto al costo complessivo del servizio.

  DISEGNO  DI LEGGE N. 1023/A  NORME SULL'ESPOSIZIONE AL  PUBBLICO
  DEI PREZZI DEI PRODOTTI IN VENDITA

    -All'articolo 1:

   Subemendamento A1.1:

  Dopo    la    parola     prodotti    aggiungere    la    parola
   ortofrutticoli .

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   la  Chiesa  del Convento è stata chiusa al culto nel 1960  e  da
  allora  ha subìto numerosi saccheggi nel corso dei quali è  stata
  depredata di gran parte degli arredi e delle suppellettili;

   in  merito al recupero e alla valorizzazione dell'istituto sacro
  in oggetto si era espressa anche la Sovrintendenza di Catania che
  aveva provveduto a tracciare un progetto di massima;

   per sapere:

   quale  ente  o autorità avrebbe dovuto provvedere al recupero  e
  alla  tutela della Chiesa del Convento e per quali motivi non  vi
  abbia provveduto lasciandola in balìa di ladri e saccheggiatori;

   quali  interventi  intenda  porre in  essere  per  ristrutturare
  l'antico edificio e quale destinazione ritiene di dover conferire
  allo stesso.» (1704)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza).

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  n.  1704,  si
  comunica  che questo Assessorato ha pubblicato sulla GURS  n.  53
  del  10 dicembre 2004 la circolare del 12 novembre 2004, n. 3243,
  contenente   le  direttive  agli  enti  di  culto  e   formazione
  religiosa, di beneficenza ed assistenza, l.r. 26 gennaio 1953, n.
  2 (cap. 672005), ed agli enti morali di assistenza e beneficenza,
  aventi  finalità culturali, educative e sociali, l.r. 30.12.1960,
  n.  47  (capitolo 672005), per la presentazione delle istanze  di
  finanziamento  entro  il  31 marzo 2005,  data  di  scadenza  dei
  termini  di  presentazione. In relazione a ciò ed  effettuate  le
  opportune ricerche non è risultata agli atti della UOB competente
  nessuna  istanza  di finanziamento riferita alla  Chiesa  di  cui
  all'interrogazione.
   Pertanto si rimanda all'uscita della prossima circolare».

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   TUMINO.-  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  alla
  Presidenza, premesso che:

   nella  G.U.R.S.  n.  53  del 10/12/2004 è  stato  pubblicato  il
  decreto della Protezione Civile del 23/11/2004 Regolamento  della
  costituzione  della  colonna  mobile regionale  del  volontariato
  della  Sicilia  orientale e quadro riepilogativo  della  relativa
  composizione  che  riguarda,  appunto,  la  costituzione   e   il
  funzionamento  della  colonna  mobile  del  volontariato  per  le
  attività   di   protezione   civile   della   Sicilia   orientale
  (CO.MO.RE.V.1) e precisamente delle Province di Catania, Messina,
  Ragusa e Siracusa;

   la  CO.MO.RE.V.1  è  una  struttura di pronto  impiego  composta
  dalle  organizzazioni di volontariato ed è in grado di  attivarsi
  rapidamente, con proprie risorse, per fronteggiare le  situazioni
  di emergenza nell'ambito del territorio regionale;

   con  la  mia  interrogazione n. 596 del  27/05/2002,  rivolta  a
  codeste  autorità, ho chiesto l'applicazione anche alla provincia
  di  Enna  dei benefici e delle disposizioni previste per le  zone
  colpite  dagli  eventi  sismici  del  1990  che  si  limitano   a
  considerare Catania, Messina, Siracusa e Ragusa;

   per   ciò  che  concerne  la  formazione,  le  associazioni   di
  volontariato  dell'Ennese sono state inserite  tra  quelle  della
  Sicilia orientale;

   esiste  una  Unità  Operativa di Base,  la  XVII,  del  Servizio
  Sicilia orientale del Dipartimento regionale di Protezione Civile
  con sede in Enna;

   la  struttura  della protezione civile della provincia  di  Enna
  viene,  con  intelligenza e lungimiranza,  potenziata  prevedendo
  anche la presenza di importanti sedi regionali;

   per sapere:

   perché  la Provincia di Enna non sia stata inserita, pur facendo
  parte   integrante  della  Sicilia  orientale,   nella   suddetta
  CO.MO.RE.V.1;

   come  ed  entro  quali tempi il Governo ritiene  di  intervenire
  affinché  la  provincia di Enna venga inserita nel CO.MO.RE.V.  1
  della Sicilia Orientale.» (1994)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  n.  1994,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  DDG  n.  9 del 24 gennaio 2002 e integrato con i successivi
  DDG  n. 15 del 18 febbraio 2002 e n 32 del 2 aprile 2002 è  stato
  costituito un gruppo di lavoro con il compito di individuare  gli
  atti procedurali per la formale costituzione della colonna mobile
  del  volontariato della Sicilia orientale; tale gruppo di  lavoro
  ha pertanto curato la redazione del regolamento di costituzione e
  funzionamento della Colonna mobile del volontariato di protezione
  civile della Sicilia orientale, nonché la dotazione in termini di
  attrezzatura   e   mezzi   da  affidare   in   convenzione   alle
  Organizzazioni di volontariato.
   Nell'attività di prima stesura del regolamento, la provincia  di
  Enna  era  inserita  quale componente della  colonna  mobile  del
  volontariato; pur tuttavia all'epoca si è ritenuto  che  non  era
  possibile  continuare a mantenere all'interno del  CO.MO.RE.V.  1
  anche   tale  provincia  in  quanto  la  fonte  di  finanziamento
  individuata per la costituzione e funzionamento di tale colonna è
  quella  relativa agli eventi sismici del 1990, che, come è  noto,
  destina le risorse alle province di Messina, Catania, Siracusa  e
  Ragusa.
   Si  tiene  a  precisare,  tuttavia, che  la  costituzione  della
  colonna  mobile,  così  come prevista  dal  decreto  dirigenziale
  pubblicato  sulla GURS n. 53 del 10 dicembre 2004, è in  atto  in
  fase  di  riconsiderazione, alla luce  delle  recenti  esperienze
  maturate,  in  quanto si ritiene che la struttura prevista  possa
  essere    migliorata    nella   sua   flessibilità,    aggiornata
  tecnologicamente  e  idoneamente  raccordata  con  quella   della
  Sicilia  occidentale,  ovvero, improntata su  un'unica  struttura
  regionale articolata per provincia.
   Si  rassicura,  pertanto, sull'inserimento  della  Provincia  di
  Enna fra quelle che costituiranno la Colonna mobile regionale.»

                                                 L'Assessore CIMINO

   GALLETTI  -  ORTISI  -  MANZULLO - SPAMPINATO  -  VITRANO.-  «Al
  Presidente  della Regione e all'Assessore per i lavori  pubblici,
  premesso che:

   le  avverse condizioni metereologiche con le eccezionali  piogge
  e  nevicate hanno messo a dura prova il territorio circostante il
  comune di Mussomeli (CL), provocando una voragine di oltre  1  Km
  nelle  vie  di  accesso  al  territorio  dello  stesso  comune  e
  impedendo la viabilità con conseguente isolamento della zona;

   considerato  che la popolazione di Mussomeli non  è  disposta  a
  sopportare  ulteriori  condizioni  di  disagio  oltre  a   quelle
  derivanti dalla grave crisi economica, sociale ed occupazionale;

   ritenuto che la soluzione recentemente adottata, cioè quella  di
  deviare  il  traffico sulla provinciale per Mappa e sulla  Sutera
  Fondo  -  Valle, non può reggere a lungo termine, trattandosi  di
  strade  per lo più rurali, adatte soltanto per gite turistiche  e
  non  certamente  idonee a sopportare il passaggio  quotidiano  di
  autovetture e di mezzi pesanti;

   accertato  che  anche  la strada che da Sutera  scende  a  valle
  comincia a registrare i primi fenomeni franosi;

   per  sapere  se non ritenga urgente intervenire per  riconoscere
  lo  stato  di  calamità  naturale  e  per  richiedere  tutti  gli
  interventi  necessari di protezione civile, con adeguate  risorse
  finanziarie.» (2084)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2084,  si
  rappresenta quanto segue.
   In  data  1-2  febbraio 2005 si è verificato un  evento  franoso
  sulla  S.P.  23,  dal km 28+700 al km 28+950, nel  territorio  di
  Mussomeli,  che  ha provocato l'interruzione della  suddetta  via
  creando notevole vulnus agli abitanti della cittadina e dei paesi
  limitrofi; l'evento non ha direttamente coinvolto alcuna  persona
  e nella zona insistono soltanto attività agricole.
   Nei  giorni immediatamente successivi, il Dipartimento regionale
  di  protezione  civile  ha  provveduto  ad  effettuare  opportuni
  sopralluoghi ed accertamenti tecnici per verificare  lo  sviluppo
  del   fenomeno;   per  la  determinazione  del  più   appropriato
  intervento  è  stato istituito un tavolo tecnico, coordinato  dal
  Dipartimento   regionale  di  protezione  civile,  composto   dal
  dirigente  dell'Ufficio del Genio civile  di  Caltanissetta,  dal
  dirigente dell'UTC di Mussomeli, da funzionari dell'U.T. e  della
  P.C.  della Provincia regionale di Caltanissetta e dal  dirigente
  della  UOB  X  del  DRPC  che ha verificato  tutte  le  possibili
  soluzioni  tecniche, compresa la realizzazione  di  un  tracciato
  alternativo.
   La  Giunta  regionale  di Governo, con delibera  n.  39  dell'11
  febbraio 2005, ha dichiarato, ai sensi dell'art. 3 della l.r.  18
  maggio 1995, n. 42, lo stato di calamità naturale nella provincia
  di  Caltanissetta  per  i territori dei  comuni  di  Mussomeli  e
  Sutera, e con delibera n. 40 dell'11 febbraio 2005 ha avanzato ai
  competenti  organi dello Stato, ai sensi dell'art. 5 della  legge
  24 febbraio 1992, n. 225, la richiesta dello stato di emergenza.
   Il  DRPC  ha, quindi, affidato la progettazione di una viabilità
  alternativa  a  quella interrotta sulla S.P. 23 e suo  ripristino
  nel  territorio di Mussomeli, compreso un primo ed urgente studio
  geologico comprensivo di indagini e monitoraggi che è già in  via
  di ultimazione.
   Con  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24  marzo
  2005  è  stato  dichiarato lo stato di emergenza  del  comune  di
  Mussomeli   e  per  l'attuazione  degli  interventi   diretti   a
  fronteggiare  l'emergenza  è  stata emanata  l'OPCM  n.  3432/05,
  nominando  quale  commissario delegato per il  superamento  dello
  stato di emergenza il Prefetto di Caltanissetta.
   Il  DRPC ha predisposto, nelle more di un intervento definitivo,
  il  progetto per la realizzazione dei lavori in imperiosa urgenza
  per il ripristino provvisorio della viabilità sul tratto in frana
  della  S.P.  23  in  contrada  Gorgazzi-Testacotta  in  agro   di
  Mussomeli.  L'importo complessivo della perizia ammonta  ad  euro
  233.000,00,  di  cui euro 179.116,54 per lavori a  b.a.  ed  euro
  53.883,46 per somme a disposizione dell'Amministrazione.
   In  data  16  giugno  2005 è stata espletata  la  relativa  gara
  informale che è stata aggiudicata alla ditta PM Costruzioni  srl,
  con sede in Mussomeli, via Milano n. 3. La consegna dei lavori  è
  avvenuta  il  giorno  29  luglio  2005  e  gli  stessi  procedono
  regolarmente e saranno completati puntualmente entro il  mese  di
  settembre  con  la riapertura al traffico. Nel  mese  di  agosto,
  tuttavia,  potrà  essere consentito già il  traffico  ai  veicoli
  anche se in modo controllato.»

                                                 L'Assessore CIMINO

   LIOTTA.-  «Al  Presidente  della Regione  e  all'Assessore  alla
  Presidenza, premesso che:

   la  circolare  n.  71  del  14/12/2004  della  Presidenza  della
  Regione  indicava le linee di indirizzo per la individuazione  di
  edifici   da   adibire  a  nuove  sedi  degli  uffici  periferici
  regionali,   quali  l'IPA  di  Catania,  la  SOAT,  l'Ispettorato
  ripartimentale   delle   foreste,  la   ripartizione   faunistico
  venatoria;

   la  suddetta  circolare   chiarisce  inequivocabilmente  che  si
  possa  procedere ad una ricerca di mercato, per le  sedi  di  cui
  trattasi,  soltanto  'una  volta  accertata  l'impossibilità   di
  utilizzare  in loco edifici demaniali da adibire all'uso  di  cui
  sopra';

   considerato che:

   la  Presidenza della Regione ha privilegiato la scelta di locali
  decentrati  in  zona periferica priva di adeguati collegamenti  e
  parcheggi  nonostante vi siano immobili di proprietà del  demanio
  regionale,  come  il Palazzo dell'ex ESA in Piazza  S.  Domenico,
  situati nel centro di Catania e idonei ad ospitare gli uffici;

   la  soluzione individuata comporta sia per il personale che  per
  gli  utenti  un  aggravio di spesa e naturalmente  un  incremento
  nella spesa degli affitti, come si può evincere dal prospetto qui
  riportato:

   Uffici                              Affitti     vecchie     sedi
  Affitti nuova sede

   I.P.A.       Catania                      euro        190.123,36
  euro  249.922,80
   Ispett.       Forestale      CT.           euro        86.000,00
  euro  250.000,00 circa
   Soat      Catania      21                  euro        18.592,45
  euro   60.360,00
   Ripart.        Faunistica-               euro          25.218,59
  euro   48.000,00
   venatoria Catania
   Totale                                   euro         319.934,20
  euro  608.282,80

   per  sapere  quali  misure  intendano  adottare  allo  scopo  di
  ottemperare  a  quanto  dichiarato  nell'ultimo  capoverso  della
  citata  circolare n. 71 del 14/12/2004 in cui si legge  che  'tra
  gli  obiettivi del Governo regionale vi è l'ottimizzazione  e  la
  razionalizzazione dell'uso degli immobili di proprietà  regionale
  ai fini del contenimento della spesa'.» (2236)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2236,  si
  rappresenta quanto segue.
   Corre   l'obbligo   informare  che  la   Presidenza   privilegia
  l'utilizzo   del   patrimonio  immobiliare  regionale   ai   fini
  istituzionali, ove ciò sia compatibile con l'uso preordinato  cui
  l'immobile  ex lege o iure privatorum è destinato.  Resta  inteso
  che,  ove  l'immobile  non  assolva più  la  funzione  originaria
  impressagli, lo stesso viene riqualificato per un uso  in  primis
  governativo-istituzionale.
   Nel  caso,  gli  immobili suscettibili di utilizzo  governativo,
  ubicati  nel  territorio di Catania, sono già  destinati  all'uso
  pubblico  per i compiti istituzionali della regione  e  di  altri
  enti pubblici; in conseguenza di ciò si è reso necessario, attese
  le  esigenze logistiche manifestate dai capi degli Uffici  ,  che
  rivestono  ex  lege  la qualità di datore di lavoro,  ricorre  al
  mercato  immobiliare privato, essendo disponibili, per  i  motivi
  suddetti, immobili demaniali.
   Per  quanto  concerne nello specifico gli immobili  di  via  San
  Giuseppe  La  Rena, si deve rimandare, in ordine  alle  procedure
  esperite,  ai  verbali redatti e sottoscritti anche dai  predetti
  datori  di  lavoro  -  da cui risulta che  i  locali  sono  stati
  rilevati  previa pubblicazione di bando di ricerca di mercato  su
  quotidiano locale.
   La   trattativa  si  è  poi  sviluppata  negli   anni   fino   a
  concludersi, previa acquisizione dei relativi pareri di congruità
  rilasciati  dall'Agenzia  del demanio e della  documentazione  di
  rito, con la stipula dei contratti di locazione sottoscritti  cai
  capi degli Uffici che previamente hanno verificato l'idoneità dei
  locali in rapporto alle esigenze del proprio ufficio ed ai lavori
  eseguiti dalla Proprietà giusta loro richiesta.
   Vale  la  pena  di  aggiungere che lo  schema  di  contratto  di
  locazione  adottato dalla Presidenza, anche per gli immobili  che
  qui     interessano,    contiene,    secondo    le     istruzioni
  dell'Amministrazione finanziaria, altresì all'art. 9 l'opzione di
  acquisto  da  parte  della  Regione  affinché  la  stessa   possa
  eventualmente  procedere ex art. 47 l.r.  4  del  2003,  mediante
  accensione  mutuo  con  i  canoni  liquidati  nel  biennio  quale
  anticipo del prezzo di acquisto.
   Per  quanto riguarda l'immobile di proprietà dell'ESA,  sito  in
  via Bernardo Beato n. 5, Catania, con nota prot. n. 54031 del  25
  maggio  2005,  questa  Presidenza  ha  richiesto  all'Assessorato
  agricoltura  e foreste notizie al riguardo al fine di utilizzarlo
  per  allocarvi uffici regionali, atteso che l'articolo  70  della
  l.r.  6  del  2001  ha  previsto  l'utilizzo  gratuito  per  fini
  istituzionali dei beni immobili di proprietà degli enti  e  delle
  aziende autonome, finanziati dalla Regione e sottoposti a  tutela
  e vigilanza della medesima.
   L'Ente  medesimo,  con nota prot. 465 del  15  giugno  2005,  ha
  comunicato che il  Palazzo ESA' è utilizzato come segue:
   1. 1  piano  sede provinciale ESA che ospita gli uffici dell'ICE;
  2. 2  piano  in locazione all'Università di Catania;
  3. 3  piano  in locazione al CIFDA, al CORERAS;
  4. 4 , 5  e 6  piano: in locazione al Comune di Catania il quale
  non intende rilasciarli, nonostante sia pendente una sentenza di
  sfratto per finita locazione.
   Con  la stessa nota, l'ESA ha altresì comunicato che, allo stato
  attuale,  nel Palazzo sono disponibili solamente n. 9,5  vani  al
  terzo  piano  utilizzabili  dopo  un  sostanzioso  intervento  di
  manutenzione straordinaria.»

                                                 L'Assessore CIMINO