Presidenza del presidente Lo Porto
ODDO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Moschetto dall'8 al 16 ottobre; Sbona
dall'8 al 19 ottobre; Acanto dall'8 al 19 ottobre; Oddo dal 27 al
29 ottobre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo l'onorevole Gurrieri per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:
N. 1704 - Interventi per il risanamento, l'apertura e la
valorizzazione della Chiesa del Convento sita in piazza
Macherione a Giarre (CT).
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
- da parte dell'Assessore per la Presidenza:
N. 1994 - Notizie sul mancato inserimento della provincia
di Enna nel CO.MO.RE.V. 1 della Sicilia orientale.
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 2084 - Interventi per il riconoscimento dello stato di
calamità naturale per il territorio del comune di Mussomeli
(CL).
Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo
Giovanni; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare
N. 2236 - Delucidazioni a proposito dei criteri adottati
per la scelta degli uffici decentrati della Regione nella
provincia di Catania.
Firmatario: Liotta Santo
Annunzio di presentazione e comunicazione di contestuale invio
di disegni di legge alle commissioni competenti
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge
sono stati presentati ed inviati, in data 7 ottobre 2005,
alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Interventi regionali per la costituzione di un sistema
integrato per la sicurezza dei cittadini e l'educazione alla
legalità e alla civile convivenza. Costituzione dell'Osservatorio
regionale per le politiche integrate di sicurezza (n. 1070)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Barbagallo, Culicchia, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Zangara in data 6 ottobre 2005
-PARERE V e VI Commissione
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione del Fondo regionale di solidarietà. Decurtazione
dell'indennità di carica (n. 1068)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Ioppolo in data 5 ottobre 2005
-PARERE I Commissione
- Misure per lo sviluppo della chirurgia endoscopica (n. 1069)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Ioppolo in data 6ottobre 2005.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2419 - Interventi per ricondurre al rispetto della
vigente normativa l'organizzazione dirigenziale del Corpo
di polizia municipale presso il Comune di Ribera (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Manzullo Giovanni
N. 2420 - Interventi urgenti per la manutenzione
dell'impianto di illuminazione dell'autostrada A 29 Palermo-
Mazara del Vallo, nel tratto dello svincolo di Balestrate.
- Presidente Regione
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 2426 - Interventi per l'avvio del servizio di genetica
medica presso il comune di Gela (CL).
- Assessore Sanità
Firmatario: Speziale Calogero
N. 2427 - Iniziative a tutela di una lavoratrice
dell'Azienda foreste demaniali e per l'applicazione
puntuale della legge n. 626 del 1994.
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Cracolici Antonino; Giannopolo Domenico;
Capodicasa Angelo
N. 2428 - Notizie sul pagamento del bonus per i nuovi nati
alle famiglie della città di Palermo inserite in
graduatoria.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Virzì Gioacchino
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
- N. 2418 - Interventi urgenti per verificare
l'accessibilità per tutte le imprese della provincia di
Trapani, che ne abbiano titolo, del bando per la gara
d'appalto indetta dall'Airgest di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Turano Girolamo
N. 2421 - Interventi urgenti al fine di annullare il
licenziamento della signora Anna Maria Rao, bracciante
agricolo cinquantunista.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Forgione Francesco
N. 2422 - Rispetto delle norme in materia di legislazione
del lavoro e di espletamento dei pubblici servizi in
concessione presso le ditte SAIS Trasporti, Tua Gallo
Gianporcaro, SARP Trasporti.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Liotta Santo
N. 2423 - Iniziative per l'annullamento delle delibere
relative alla nomina dei Revisori dei conti presso il
Comune di Limina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Liotta Santo
N. 2424 - Notizie circa la mancata reintegrazione in
servizio del dott. Santino Cantarella come Dirigente
responsabile dell'Area M.C.T.C. di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Acierno Alberto; Cristaudo Giovanni; Misuraca
Salvatore; Dina Antonino; Arcidiacono Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Moschetto Angelo; Franchina Giuseppe; Sanzeri
Salvatore; Paffumi Angelo; Segreto Giuseppe; Baldari Nicola
Renato; Confalone Giancarlo; Ardizzone Giovanni; Leanza
Nicola; Formica Santi; Amendolia Antonino; Fratello
Onofrio; Basile Giuseppe
N. 2425 - Notizie sul Servizio Unità di terapia intensiva
coronarica (U.T.C.) dell'Ospedale d'area Avola-Noto.
- Assessore Sanità
Firmatario: Burgaretta Aparo Sebastiano
N. 2429 - Iniziative per far fronte alla gravissima crisi
della scuola pubblica siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Barbagallo Giovanni
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 10
ottobre 2005, la seguente mozione:
N. 453 Interventi per scongiurare la chiusura, a Palermo,
del Centro Unificato Automazione Servizi di Poste S.p.A. ,
degli onorevoli Zangara Andrea; Barbagallo Giovanni;
Gurrieri Sebastiano; Genovese Francantonio.
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la
data di discussione.
Comunicazione di nomina di componente di commissione
PRESIDENTE. Comunico che con decreto n. 394 del 5
ottobre 2005, l'onorevole Giuseppe Arcidiacono è nominato
componente della VI Commissione legislativa permanente
Servizi sociali e sanitari , in sostituzione
dell'onorevole Giancarlo Confalone, dimissionario.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Saluto agli studenti del Liceo pedagogico di Ravanusa
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, siamo lieti di ospitare questa
sera una fitta scolaresca di studenti del liceo pedagogico
«Giudici Saetta e Livatino» di Ravanusa.
Saluto la scolaresca con l'auspicio che il contatto con questo
Parlamento consolidi sempre più l'affetto degli stessi nei
confronti delle istituzioni pubbliche regionali.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 452
«Interventi per assicurare il corretto comportamento dell'azienda
ATA - HANDLING S.p.A., gestore di alcuni servizi presso
l'aeroporto di Catania», degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Baldari e Mercadante.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ODDO segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la società ATA - HANDLING S.p.A. è gestore di alcuni servizi
presso l'aeroporto di Catania;
presso tale società, che dispone di un esiguo parco macchine ed
attrezzature, operano in prevalenza dipendenti già in servizio
presso la società SAC, che gestisce altri servizi presso il
medesimo scalo aeroportuale ed è diretta emanazione dell' ASAC;
le attrezzature necessarie all'effettuazione dei servizi da
parte della società ATA-HANDLING S.p.A. sono prevalentemente
fornite dalla società SAC;
da diversi mesi, i dipendenti della società ATA - HANDLING
S.p.A. vivono una condizione di precarietà lavorativa;
la citata ATA - HANDLING, nonostante una specifica previsione
contenuta nel decreto legislativo 13 gennaio 1999, n. 18
'attuazione della direttiva 96/67/CE relativa al libero accesso
al mercato dei servizi di assistenza a terra negli aeroporti
della Comunità', in materia di trattamento del personale, non ha
ancora sottoscritto il contratto di lavoro collettivo per i suoi
dipendenti, con ciò arrecando loro notevoli disagi;
la gestione dei servizi affidati alla ATA - HANDLING S.p.A.
presenta notevoli lati oscuri, tanto da ipotizzare precise
violazioni di legge;
è opportuno, nell'interesse dell'utenza e del personale
interessato, disporre le opportune verifiche anche attraverso
accurate ispezioni miranti ad accertare il rispetto degli oneri
contrattuali da parte della società ATA - HANDLING S.p.A.,
impegna il Presidente della Regione
e per esso
l'Assessore per il Turismo, le Comunicazioni e i Trasporti
e
l'Assessore per il Lavoro, la Previdenza Sociale, la
Formazione Professionale e l'Emigrazione
a disporre un'immediata ispezione presso la ATA - HANDLING
S.p.A. di Catania per accertare la regolarità del trattamento
contrattuale del personale;
ad intervenire presso l'ENAC affinché accerti tempestivamente
il rispetto, da parte dell'ATA - HANDLING S.p.A. di Catania, del
dettato del decreto legislativo del 13 gennaio 1999, n. 18, in
ogni sua parte;
ad intervenire presso il Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti ed il Ministero dell'Economia e delle Finanze, affinché
accertino, verifichino, per le parti di competenza, la corretta
gestione della società, sia per le parti amministrative e
contabili, sia per le parti riguardanti il trattamento del
personale.» (452)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI - MERCADANTE
Dispongo che la mozione testé annunziata venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ODDO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, da parte nostra
non c'è alcuna intenzione di operare forme subdole di
ostruzionismo.
Chiediamo, però, alla Presidenza di prelevare il disegno di
legge numeri 392 - 402 - 763 - Stralcio I/A «Interventi in
materia di cooperative agricole e norme in materia di camera di
commercio», posto al punto 5) dell'ordine del giorno, di cui sono
relatore.
I colleghi sicuramente hanno seguito l'annosa questione che
riguarda migliaia di famiglie, le quali aspettano risposte ormai
dal 1994. Si tratta semplicemente di esaminare l'emendamento
presentato dall'assessore competente e dalla Commissione per
l'esame delle questioni concernenti l'attività della Comunità
Europea.
Se avviassimo la discussione del disegno di legge, daremmo già
un primo segnale, e in tempi brevi potrebbe ritornare in
Commissione Bilancio per il parere sull'emendamento che
presenteremmo assieme al Presidente della III Commissione,
onorevole Infurna.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, siamo in presenza di una
proposta di inversione dell'ordine del giorno.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor presidente, onorevoli colleghi, se questa
richiesta di prelievo ha il solo scopo di incardinare il disegno
di legge per consentire la presentazione degli emendamenti, non
penso ci possano essere difficoltà; l'abbiamo fatto anche per il
disegno di legge n. 1053/A relativo ai collegamenti marittimi con
le isole minori.
Se, invece, l'intenzione è quella di aprire un dibattito e
posticipare ulteriormente l'iter del disegno di legge sugli
appalti, allora sono contrario.
PRESIDENTE Penso di aver capito che si tratti solo di questo,
onorevole Beninati.
Non essendoci ulteriori osservazioni, pongo in votazione la
proposta di inversione dell'ordine del giorno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Interventi in materia di
cooperative agricole
e norme in materia di camere di commercio» (392-402-763 -
Stralcio I/A)
PRESIDENTE Si passa, pertanto, al punto III dell'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge «Interventi
in materia di cooperative agricole e norme in materia di camere
di commercio» (392-402-763-Stralcio I/A) posto al numero 5).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Oddo per svolgere
la relazione.
ODDO relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti.
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti.
Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico» (771-774/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Modifiche ed integrazioni alla normativa
regionale in materia di appalti. Disposizioni concernenti
l'attività degli uffici del Genio civile e la prevenzione del
rischio sismico» (771-774/A) posto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione competente a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta l'esame era stato
sospeso in sede di votazione dell'emendamento 1.1.6.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire - e vorrei che il Governo e i colleghi Capigruppo
della maggioranza mi prestassero attenzione - per sollevare una
questione.
Maldestramente é stato detto che l'opposizione avrebbe assunto
un atteggiamento ostruzionistico su questo disegno di legge.
Vorrei precisare che noi non abbiamo alcuna difficoltà ad
andare avanti col disegno di legge sulla riforma degli appalti,
sulla base degli emendamenti che abbiamo già presentato e di
quelli che presenteremo in corso dei lavori, tentando di
affermare il nostro punto di vista.
Tuttavia, signor Presidente, mi permetto di farle osservare
che, essendo questo un disegno di legge di ampia portata - così
come é stato definito - abbiamo il vago sospetto che
l'atteggiamento ostruzionistico possa essere all'interno della
maggioranza.
Si tratta di una questione prevalentemente politica al fine di
evidenziare l'assenza dei deputati nei banchi della maggioranza
e, quindi, l'interesse della maggioranza nei confronti di questo
disegno di legge. L'unico modo al quale possiamo ricorrere per
evidenziare ciò è quello previsto dal Regolamento, vale a dire
la richiesta del numero legale.
Se la maggioranza viene in Aula a sostenere in modo compatto il
testo del disegno di legge, lo stesso testo potrà essere esitato
nel giro di qualche ora o di qualche giorno.
Pertanto, signor Presidente, io le preannuncio che, essendoci
una questione politica che precede tutte le altre e avendo la
vaga impressione che nella maggioranza - come dimostra l'assoluta
assenza nei banchi della maggioranza - ci sia un orientamento
neanche tanto ovattato di voler impedire l'approvazione di questo
testo, ovviamente noi ricorreremo all'unico strumento che è
previsto e che è dato all'opposizione per poter evidenziare
questa contraddizione interna alla maggioranza.
Anche l'assenza dei rappresentati del Governo sono la
testimonianza del fatto che l'Assessore, con tutta la sua buona
volontà, è lasciato solo, seppure ogni tanto appare in Aula
qualche altro esponente del Governo che poi scompare
immediatamente. (Anzi stasera il Governo è presente in modo
robusto considerato che si sono visti quattro assessori.)
In ogni caso, vogliamo evidenziare questo elemento, signor
Presidente, e dico questo non soltanto per ragioni interne al
dibattito parlamentare, ma anche esterne. Se poi da parte del
Governo c'è l'effettivo orientamento a fare questo disegno di
legge ci sono anche modalità che riguardano l'azione positiva del
Governo, che si intrattenga con i partiti dell'opposizione, che
tenga conto del punto di vista che noi vogliamo formulare in
questa sede. Insomma, ci sono possibilità di trovare una strada
diversa rispetto a quella che è stata imboccata.
Pertanto, signor Presidente, preannunciamo che già dal primo
articolo saremo costretti a ricorrere alla richiesta del numero
legale in modo tale da accertare l'assenza della maggioranza in
occasione della discussione di tale disegno di legge.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là delle
censure, più o meno corrette, dell'onorevole Speziale nei
riguardi della presenza in Aula dei Gruppi di maggioranza,
ritengo che un'altra osservazione, ben più importante, dovrebbe
essere colta nella stessa dichiarazione dell'onorevole Speziale,
ancorchè libero, nel suo ruolo di opposizione, di utilizzare
tutti gli strumenti che il Regolamento gli consente, non ultimo
la continua richiesta di verifica del numero legale, che è un
atto sicuramente legittimo ancorchè non obbligatorio. Intendo
ricordare a me stesso e a tutti che, nel momento in cui si
legifera in quest'Aula, al di là delle posizioni politiche, c'è
comunque un interlocutore prioritario che è il popolo siciliano
che, in qualche modo, da ogni momento legislativo ha
un'aspettativa. Affermo ciò se vero è - come è vero - che questa
è un'ulteriore modifica che il Parlamento vuole apportare alla
legge sugli appalti, che è una legge innovativa che, pur partendo
dal testo base della legge nazionale, ha voluto introdurre una
serie di nuovi meccanismi o di miglioramenti per conciliare la
bontà delle opere pubbliche in Sicilia con quello che deve essere
il rispetto delle regole, ed in questo ci sono stati circa due
anni di prove ed il Parlamento, a tutela dell'intera comunità
siciliana e, quindi, non di questa o di quella parte politica, ha
ritenuto oggi di dover apportare una serie di modifiche per
migliorare ulteriormente il famoso testo della legge 7.
Quindi - ripeto - pur rispettando quanto detto dall'onorevole
Speziale, se invece da parte delle opposizioni c'è - come
sembrava dalle parole dette dall'onorevole Speziale - un
ulteriore momento di confronto tra le posizioni politiche assunte
nel nuovo testo all'esame dell'Aula, credo che fermare i lavori
utilizzando lo strumento del numero legale non fa altro che
esacerbare i rapporti.
Ritengo che sarebbe più opportuno cercare di procedere, perchè
non sarebbe la prima volta che mentre l'Aula lavora c'è chi
continua, a latere, a costruire e a migliorare ulteriormente le
cose già scritte e già emendate.
FLERES Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
l'intervento dell'onorevole Speziale e credo che ponga a
quest'Aula un problema di identità che non può essere
sottovalutato.
L'onorevole Speziale sostiene che il Parlamento, cioè il luogo
in cui sono presenti tutte le forze politiche e che ha il compito
precipuo di legiferare tenendo conto delle posizioni di tutte le
forze politiche, non sia un luogo in cui il confronto debba
svilupparsi in maniera aperta e in maniera vincolata
esclusivamente a quello che è il contenuto di una disposizione,
ma debba essere, invece, ma sia il luogo in cui l'attività del
Parlamento sia del tutto appiattita, caricata o scaricata su una
parte di esso, nella fattispecie sulla maggioranza. Onorevole
Speziale, se così fosse, questo Parlamento non avrebbe bisogno di
novanta deputati, ne sarebbero sufficienti una sessantina circa
perché tale è la dimensione della maggioranza.
Credo che questo Parlamento, come qualsiasi altro Parlamento,
debba giovarsi della collaborazione, dell'apporto, della
partecipazione della maggioranza, quanto della opposizione,
soprattutto quando non si discutono questioni che hanno rilevanza
ideologica, come nel caso in specie, dove il tema del confronto o
della lacerazione politica si sviluppa sulla base di un assenso o
di un dissenso, su una percentuale di ribasso, o sulla presenza
di un documento piuttosto che di un altro in una procedura
istruttoria di una gara di appalto.
Non stiamo discutendo dei fattori macroeconomici della Regione
siciliana, non stiamo discutendo delle evoluzioni intellettuali,
culturali e persino religiose della società siciliana, stiamo
discutendo di una disposizione che ha valore precipuamente
tecnico che deve indurci un po' tutti a riflettere rispetto a
quello che è stato negli anni l'andamento del fenomeno degli
appalti in Sicilia per fare in modo che gli eventuali errori che
sono stati commessi in passato vengano corretti impedendo tutto
quello che mediaticamente sappiamo deve essere impedito non solo
in questa Regione, ma in tutte le Regioni.
Onorevole Speziale, qui non c'è una maggioranza che deve farsi
carico dell'attività del Parlamento e un'opposizione che, invece,
si sente assolutamente deresponsabilizzata rispetto all'efficacia
dell'azione parlamentare che viene svolta. C'è una maggioranza ed
un'opposizione che hanno entrambe responsabilità nelle
determinazioni che il Parlamento assume nel momento stesso in cui
vota.
Onorevoli colleghi, se noi dovessimo fare un ragionamento di
maggioranza, dovremmo dire che, per esempio, c'è maggioranza e
maggioranza; così come c'è opposizione ed opposizione. In questo
momento, per esempio, il Gruppo parlamentare di Forza Italia è
presente quasi nella sua totalità, il Gruppo dell'UDC, anzi i
Gruppi della ex o della UDC non sono presenti in egual numero.
Allora, dovremmo, all'interno del ragionamento generale fatto
dall'onorevole Speziale, ulteriormente sezionarlo per poi vedere
quali porzioni percentuali di responsabilità sono da attribuire
alle singole porzioni in percentuali di assenza o meno; non mi
pare che sia questo il modo migliore per andare avanti, non mi
pare che sia questo il modo migliore per consegnare alla Sicilia
un prodotto legislativo che la Sicilia si attende. E, ripeto,
basta sfogliare le pagine dei giornali per capire quanto si
attende.
Se poi l'onorevole Speziale e quanti altri, ritengono di potere
facilmente distinguere le proprie responsabilità da quelle di
un'inefficienza generalizzata del Parlamento, io mi permetto di
dirle, onorevole Speziale, con la serenità e la simpatia che ha
sempre contraddistinto i nostri rapporti, che si sbaglia. Le
garantisco che non è affatto facile spiegare all'opinione
pubblica che ci sono i buoni e i cattivi, quando i buoni e i
cattivi si interscambiano tra loro di volta in volta e diventano
ora buoni ora cattivi in funzione di quello che si sta
discutendo. E' molto difficile. E' molto più semplice sostenere
una posizione e affermarla, sottoponendola alla valutazione
dell'Aula prima e dell'elettorato dopo, nel momento in cui quella
affermazione si consolida, si realizza, si formalizza con
l'approvazione di un testo e di una legge.
Allora, per quanto riguarda il Gruppo di Forza Italia noi
siamo qui, e siamo qui per votare e andare avanti. Noi non
intendiamo partecipare ad un gioco al massacro e al ribasso nel
numero delle presenze che certamente non ci appartiene; non ci
siamo mai posti questo problema neanche quando abbiamo votato
disegni di legge dichiaratamente ispirati dalla sinistra, non
ultimo il prelievo appena compiuto. Non ci siamo opposti
all'ultimo prelievo, non ci siamo chiesti se quella è una legge
che favorisce il centro, la destra, la sinistra, abbiamo ritenuto
che quella fosse una legge che andava e andrà discussa in maniera
accelerata perché interessa decine e decine di lavoratori che
vivono una condizione di disagio e che rischiano di dovere
rimettere di tasca propria parecchia migliaia di euro.
Onorevoli colleghi, delle due l'una: o si va avanti e si va
avanti ciascuno per la propria parte partecipando, oppure questo
meccanismo di attribuzione di responsabilità solo ad una parte
del Parlamento e non a tutto il Parlamento potrebbe ribaltarsi
tale e quale in uno qualsiasi degli altri provvedimenti o in uno
qualsiasi degli altri emendamenti o in uno qualsiasi degli altri
articoli che dovessero essere ispirati da posizioni politiche
diverse da quelle della maggioranza.
Non è serio tutto questo. Certo, la maggioranza farebbe bene ad
essere più presente e quando dico maggioranza dico in particolare
quella parte della maggioranza che oggi non è, francamente,
molto presente e che non lo è stata nelle ultime settimane di
attività di questo Parlamento. Non intendo confondere le
responsabilità, intendo specificarle e non c'è dubbio che c'è una
parte della maggioranza che sta vivendo un disagio interno che
produce assenze parlamentari. Di queste assenze parlamenti e di
questo disagio possiamo farci carico nella misura in cui ci sia
una chiamata complessiva a partecipare, a sostenere, ad aiutare
il superamento del disagio medesimo, ma quando questo non c'è
non ci si può chiedere di assumerci parte di responsabilità che
non ci riguardano, che non appartengono al nostro partito.
Pertanto, onorevoli colleghi, la mia proposta è quella di
andare avanti non guardando il dito di chi indica la luna, ma
guardando la luna.
FORGIONE E' nuvoloso
FLERES non guardando la tattica dell'attività parlamentare,
ma la strategia dell'azione politica di un Parlamento; non
soffermandoci su una battuta seppure gradevole, onorevole
Forgione, ma in un cabaret non in un Parlamento che sta
affrontando questioni delicate come queste.
Signor Presidente, se esistono - e lo diciamo con chiarezza -
le condizioni politiche generali di partecipazione complessiva
alla discussione di questo disegno di legge, noi siamo pronti a
restare, a discutere e a portare fino in fondo l'azione politica,
dividendoci di volta in volta se è il caso o unendoci di volta in
volta se è il caso. Se queste condizioni non ci sono, noi non
abbiamo alcun interesse ad assecondare inefficienze che non ci
appartengono, non abbiamo alcun interesse a condividere ritardi o
rinvii che non ci appartengono, non abbiamo alcun interesse a
bruciare altre due settimane d'Aula dopo le due precedenti che
abbiamo bruciato, solo assecondando una logica che è quella della
responsabilità di parte rispetto ad un provvedimento. Il
Parlamento è bello perché ci sono tutte le forze politiche; poi
c'è il Governo, quello sì che è di parte perchè è espressione di
una maggioranza.
Concludo, signor Presidente, con questa proposta: se attorno a
questo disegno di legge esiste l'agibilità d'Aula per andare
avanti noi non chiediamo di meglio; se l'agibilità d'Aula
rispetto a questo disegno di legge non dovesse esistere, noi
siamo contrari a qualsiasi ulteriore rinvio, siamo disposti a
rimanere in Aula tutta la notte, siamo disposti a discutere tutti
gli altri - sei, sette, otto -disegni di legge iscritti
all'ordine del giorno su cui, invece, l'agibilità d'Aula si può
pure trovare se si vuole; se non si trova, qualcuno si assumerà
la responsabilità della impossibilità di andare avanti.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, purtroppo non posso darle la
parola perché non si può aprire un dibattito sul diritto o meno
di un Gruppo parlamentare di chiedere la verifica del numero
legale. Non è stata ancora avanzata la richiesta di verifica del
numero legale, quindi non posso permettere che si continui a
discutere su una proposta inesistente. Se l'argomento sul quale
volete parlare è questo, sono già intervenuti l'onorevole
Speziale prima e l'onorevole Fleres dopo. E' questo il crinale
sul quale ci dobbiamo confrontare. Qualora si presentasse
l'occasione di una richiesta di verifica del numero legale sarà
compito vostro illustrarne la ratio.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia di
appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
774/A)
PRESIDENTE Riprende il seguito della discussione del disegno
di legge Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
(nn. 771-774/A)
Pongo in votazione l'emendamento 1.1.6. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
Richiesta di verifica del numero legale
SPEZIALE Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Miccichè,
Panarello e Spampinato )
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 35
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore
20.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole D'Aquino è in congedo per
la seduta odierna. L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il
Governo è d'accordo, come mi è sembrato nel corso della
discussione informale che si è svolta durante l'ora di
sospensione dovuta alla mancanza del numero legale, chiedo di
rinviare i lavori d'Aula per un approfondimento delle proposte
formulate. Ciò allo scopo di vedere se attorno a tali proposte
sia possibile costruire un profilo normativo da presentare
domani al dibattito d'Aula, quando riprenderemo la discussione
del disegno di legge sugli appalti.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, agganciandomi
a quanto proposto dall'onorevole Speziale, a seguito dei
colloqui avuti durante la sospensione dell'Aula, se il Governo
dovesse accogliere l'invito dell'onorevole Speziale a rinviare la
trattazione della legge sugli appalti, chiedo l'inversione
dell'ordine del giorno e, quindi, di passare alla trattazione del
disegno di legge numero 1053/A: Norme sui contratti relativi ai
collegamenti marittimi con le Isole minori .
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo non è d'accordo a che
non si discuta.
PRESIDENTE Non è d'accordo sulla richiesta di sospensione? Le
proposte sono due: una di sospensione, in attesa di chiarimenti
fra maggioranza o fra Governo e opposizione e l'altra,
dell'onorevole Acierno, di inversione dell'ordine del giorno.
Vorrei che si chiarisse a cosa vi riferite quando vi dichiarate
contrari, perchè se vi riferite all'inversione dell'ordine del
giorno è un conto, se vi riferite alla richiesta di sospensione è
un altro conto. Desidero che questo venga chiarito perché da ciò
dipende la regolarità della discussione.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo scambiato delle opinioni
con l'Assessore al ramo, siccome le proposte sono due, quindi,
non investono soltanto la responsabilità del collega ai lavori
pubblici, parlo nella qualità di vicepresidente, le proposte sono
due sul tappeto: una di inversione dell'ordine del giorno,
legittima dell'onorevole Acierno, un'altra di sospensione dei
lavori per quanto riguarda la legge sui lavori pubblici, per un
approfondimento che nel merito riteniamo - ne ho parlato con
l'Assessore - possa essere condiviso.
Chiedo, se è possibile, di trovare una sintesi fra le due
proposte: da un lato, invertire l'ordine del giorno per
consentire al Parlamento di approvare una legge largamente
condivisa, che va a riparare un problema che investe la
responsabilità del Governo, ma che soprattutto rischia di
interrompere i collegamenti con le isole minori; e dall'altro, al
Governo, alla maggioranza e all'opposizione di trovare un momento
di confronto sul merito della questione che riguarda la legge sui
lavori pubblici che, a detta del collega, può essere
condivisibile da parte del Governo. In tal modo, infatti,
riusciremmo a fare due cose utili e a sbloccare l'impasse che si
è creata su questa norma e incassare il risultato politico, cioè
di approvare una legge che è condivisa da tutto l'arco
parlamentare e lo potremmo fare anche stasera.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo un
aspetto di grande novità nella proposta lanciata questa sera
dalle opposizioni.
Di grande novità anche alla luce di una considerazione,
Presidente, e cioè del fatto che la legge sugli appalti è stata
fatta da questo Parlamento con il concorso importante delle
opposizioni.
Quindi, la richiesta che è pervenuta dalle opposizioni di
vedere assieme come esitare questa mini riforma che, comunque,
interviene sull'impianto di una legge che è stata condivisa
dall'intero Parlamento, ritengo che sia una base utilissima per
andare avanti e per consentire al Parlamento di lavorare e
lavorare pure bene, esitare cioè una norma condivisa che può
certamente risolvere i problemi che intendiamo risolvere con la
modifica della legge e che ci sono richiesti un po' da tutti.
Quindi, sostanzialmente la leggina per le isole minori, che è
stata incardinata e per la quale è scaduto il termine per la
presentazione degli emendamenti, ritengo che si possa discutere
pure subito, non è in contrapposizione con il fatto che
contestualmente in Commissione, che credo sia la sede più
opportuna, ci sia un incontro tra il Governo e il Parlamento,
maggioranza e opposizione, per addivenire velocemente, perché
questo è il senso della proposta avanzata dall'opposizione e
condivisa dal Governo, ad esitare un provvedimento quanto più
largamente condiviso anche alla luce del fatto di quello che ho
detto prima e cioè che la riforma è stata fatta tutti insieme.
PRESIDENTE Onorevole Cascio, lei ha parlato a nome del
Governo e d'intesa con l'Assessore al ramo. La questione, secondo
me, è puramente platonica nel senso che non ha senso discettare
se sospendere la discussione sugli appalti o invertire l'ordine
del giorno per passare al disegno di legge sui collegamenti con
le isole minori.
Se decidiamo di sospendere poi ne parleremo, perché viene dopo
e quindi è automatico il discorso.
Il problema principale e serio è solo quello: abbiamo una
discussione in corso sugli appalti, sulla stessa viene richiesta
la sospensione; qualora venga concessa, potremmo parlare, ma non
possiamo scavalcare i disegni di legge l'uno sull'altro senza
comprendere che successivamente alla legge sugli appalti vengono
le isole minori, anche se nell'ambito di questi disegni di legge
occorrerà un voto per l'inversione, ma intanto si decide sulla
questione principale, cioè la sospensione.
L'inversione dell'ordine del giorno è successivo alla decisione
della sospensione, per cui o il governo ci dice la sua opinione o
io metto ai voti la proposta dell'onorevole Speziale.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, la questione è molto sottile nel senso che parliamo
di due cose che io ritenevo potessero essere risolvibili
contestualmente. Se prima dobbiamo dare un parere sulla
sospensione di questa norma per consentirci di entrare nel
merito, il parere del Governo è favorevole, ma è ovvio che è
favorevole nella misura in cui l'Aula continua a lavorare stasera
e affronta un altro punto all'ordine del giorno che è quello dei
collegamenti marittimi con le isole minori.
PRESIDENTE Assessore Cascio, sia chiaro che non è possibile
secondo il Regolamento invertire un ordine del giorno mentre c'è
in corso una discussione su un argomento. Se c'è una discussione
su un punto all'ordine del giorno unanimemente noto e accettato e
su quello viene chiesta la sospensione, si può parlare di
arrivare all'argomento successivo, ma io non posso invertire un
ordine del giorno su una materia in questo momento in
discussione. Questo sia chiaro. Non accetto dibattito su questo
che è di evidenza lapalissiana.
Pongo ai voti la richiesta dell'onorevole Speziale di pervenire
alla sospensione della materia appalti. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Sulla sospensione dell'argomento, poiché sembrava che
l'onorevole Speziale accennasse ad una forma di intesa e di
colloquio con il Governo, bisogna decidere a quando rinviare la
discussione.
Posso sospendere in questo istante i lavori d'Aula per due
minuti per stabilire quando trattare nuovamente la materia.
Se non ci sono obiezioni, posso stabilirlo nella giornata di
domani, avremo il tempo la notte e la mattinata di domani e nella
tarda mattinata riprendere la seduta, ma chiaramente occorre che
qualcuno si pronunci.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco
quanto è stato detto prima. Abbiamo avuto dei colloqui, sia in
Commissione che con i rappresentanti dell'opposizione, rispetto a
quello che si è venuto a creare in Aula.
Credo che domattina, essendo già convocata la IV Commissione,
che è la sede istituzionale per dirimere la possibilità di
integrare con un emendamento della Commissione quanto discusso.
Non c'è ritorno in Commissione, la legge è in Aula, abbiamo
sospeso la trattazione della norma perché probabilmente si è
addivenuti alla formulazione che sarà presentata domani
pomeriggio stesso dalla Commissione che è il soggetto
istituzionalmente preposto a ciò e che dovrebbe raccogliere
quanto discusso con i Gruppi di opposizione, peraltro risulta
largamente condiviso anche dalla maggioranza.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, questa sua precisazione non
occorre, in quanto l'Aula è sovrana.
ACIERNO Signor Presidente, lei ha chiesto i tempi ed io
volevo aiutarla. La IV Commissione è già convocata domani
mattina e, in quella sede, si potrà formalizzare l'emendamento
della Commissione che verrà prontamente presentato in Aula domani
pomeriggio.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, credo che, alla fine, si possa
arrivare a questa soluzione. Lei non l'ha ascoltata.
SPEZIALE L'ho ascoltata, ma è il Governo che deve decidere.
Non ho fatto nessuna proposta per un approfondimento ed era il
Governo a chiedere la sospensione, sempre che il Governo non
intende più chiedere una sospensione.
PRESIDENTE Ha deciso l'Aula; questo ha un valore relativo. La
sospensione c'è stata.
SPEZIALE Non c'era una proposta di sospensione.
PRESIDENTE Non c'era, onorevole Speziale? Questo è assurdo,
le farò avere il resoconto domattina.
BARBAGALLO Ormai abbiamo votato.
PRESIDENTE Non solo abbiamo votato, ma lo abbiamo fatto su
una proposta precisa. La sospensione è stabilita fino a domani
pomeriggio, alle ore 17.00.
SPEZIALE Non abbiamo difficoltà affinché la Commissione possa
formulare un emendamento che tenga conto di alcune osservazioni,
non ha nulla a che vedere con l'impianto della legge. E'
preliminare per andare avanti con la legge.
PRESIDENTE Pongo in votazione la richiesta dell'onorevole
Acierno relativa all'inversione di questo punto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme sui
contratti relativi ai collegamenti marittimi con le isole minori»
(1053/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge « Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi
con le isole minori » (1053/A) posto al numero 6).
Invito i componenti la IV Commissione Ambiente e territorio a
prendere posto al banco delle Commissioni.
ACIERNO relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Commissione ha presentato un emendamento sostitutivo
dell'articolo 1 che risolve i problemi interpretativi per far sì
che la Regione e le imprese possano rivisitare il prezzo del
contratto davanti ad aumenti spropositati, com'è accaduto per il
petrolio.
Chiaramente, l'emendamento ha la stessa copertura ottenuta
dall'articolo 1 e non necessita, quindi, di un ulteriore
passaggio in Commissione Bilancio.
PRESIDENTE Pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Contratti di servizi di collegamento marittimo
1. A tutti i contratti già stipulati o da stipulare dalla
Regione in esecuzione dei bandi di gara per l'affidamento dei
servizi di collegamento marittimo con le isole minori si
applicano le disposizioni dei commi 4 e 6 dell'articolo 6 della
legge 24 dicembre 1993, n. 537.»
Poiché nessuno ha chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale sull'articolo 1.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dalla
Commissione l'emendamento 1.1, interamente sostitutivo
dell'articolo 1, la cui copertura finanziaria è la stessa.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore regionale per il territorio e l'ambiente.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A1 del Governo. E' ritirato.
L' Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Norma finanziaria.
1. Per le finalità della presente legge è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 1.500 migliaia di euro
cui si provvede con parte delle disponibilità dell'UPB
12.3.1.3.1, capitolo 478110.»
Poiché nessuno chiede di parlare sull'articolo 2 lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
.1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
La votazione finale avverrà nella seduta successiva.
SPEZIALE Signor Presidente, abbiamo deciso di andare avanti
con l'ordine del giorno e non può interromperlo, c'è un'altra
legge all'ordine del giorno. Abbiamo votato per l'inversione di
un punto dell'ordine del giorno ed ora bisogna andare avanti.
PRESIDENTE Rimane il disegno di legge Disposizioni
finanziarie urgenti per la razionalizzazione dell'attività
amministrativa (151/A).
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, non ci può essere un
atteggiamento, a parte l'intolleranza di qualche collega e che mi
rincresce, che non tiene conto della correttezza dei rapporti
formali.
Nell'ordine del giorno, come primo punto, troviamo il disegno
di legge sugli appalti, come secondo punto, il turno elettorale
del mese di novembre e poi altri disegni di legge.
Il collega Acierno ha chiesto che uno dei punti successivi
venisse prelevato e discusso; lo abbiamo fatto, ma adesso si
potrebbe ritornare all'ordine e trattare il disegno di legge
numero 977/A, il turno elettorale autunnale.
Pertanto, signor Presidente, siccome l'impegno con i colleghi
era quello di continuare la discussione, le chiedo che venga
continuata la discussione sul turno elettorale per il mese di
novembre nei comuni siciliani. E peraltro, come ha detto
l'onorevole Fleres e anche altri colleghi, più volte si è detto
che occorre aumentare l'attività produttiva dell'Assemblea.
PRESIDENTE Ho bisogno di un chiarimento. Se la materia degli
appalti, che era al primo punto all'ordine del giorno, è stata
sospesa ed è stata richiesta una inversione dell'ordine del
giorno relativamente al disegno di legge sulle Isole minori,
probabilmente, da un punto di vista strettamente regolamentare,
lo stesso bisognerà fare per gli altri disegni di legge, perché
ad una sospensione ne seguono altre, altrimenti si sovverte la
decisione della Conferenza dei capigruppo.
L'Aula, naturalmente, è sovrana, ma personalmente la dovrò
consultare, onorevole Speziale, avendo cambiato l'ordine dei
lavori.
SPEZIALE Se vuole avallare la scelta della maggioranza che
non vuole discutere la legge, se ne assuma la responsabilità.
PRESIDENTE Non voglio avallare niente. Bisogna votare. Ho
potuto incardinare una legge diversa da quella sugli appalti
solamente perché c'è stata una votazione, devo procedere al
voto.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche noi siamo
d'accordo a continuare la seduta d'Aula ed andare avanti con i
disegni di legge che è possibile esaminare.
Per quanto ci riguarda chiediamo, mi sono consultato anche con
i colleghi di Alleanza Nazionale, che credo siano d'accordo, il
prelievo del disegno di legge numero 1023 sul doppio prezzo.
PRESIDENTE E' una richiesta di inversione dell'ordine del
giorno. La pongo ai voti. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Discussione del disegno di legge «Norme sull'esposizione al
pubblico dei prezzi dei prodotti in vendita» (1023/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge « Norme
sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in vendita »
(1023/A) posto al numero 4).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
SPEZIALE Ci troviamo di fronte a colpi di mano di una
maggioranza che, non solo è squalificata, ma è anche arrogante.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, come vede, alla fine le
dinamiche parlamentari possono provocare una impasse, nel caso
specifico, assolutamente inutile perché è evidente che dobbiamo
spostare il tutto alla seduta di domani perché le misure
parlamentari possono essere prese da tutti, dall'opposizione come
anche dalla maggioranza.
Quest'ultima ha chiesto un'inversione, l'ha approvata e devo
procedere, ma voglio richiamarmi al senso di responsabilità.
Affrontare le leggi con questo metodo è assolutamente da
incoscienti, ecco perché insisto nel rinvio a domani.
Comunque, siete padronissimi di incardinare questa ennesima
legge.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, desidero formulare una
richiesta. Più volte l'iter della legge sul doppio turno
elettorale ha trovato evidenti ostacoli da parte di questa
maggioranza.
Più volte abbiamo denunciato questa situazione e chiedo di non
inserire nessun punto all'ordine del giorno sino a quando non si
completi questo, perché sino a quando andremo avanti con i
prelievi è chiaro che la maggioranza avrà la meglio; se non
inseriamo più punti all'ordine del giorno arriverà il momento in
cui si dovrà discutere di questa legge, così come tante volte
abbiamo chiesto.
Mi permetto, quindi, di chiederle la possibilità di non
inserire più nuovi punti all'ordine del giorno sino al
completamento di questo in esame.
PRESIDENTE Sono così d'accordo che ripeto che necessita il
rinvio dei lavori d'Aula, fermo restando che la legge sugli
appalti precede tutti gli altri punti, tranne che l'Aula nella
sua sovranità non decida diversamente.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
SPEZIALE Signor Presidente, lei si renderà perfettamente
conto che stiamo procedendo con comportamenti che violano il
regolare rapporto che deve essere mantenuto in Aula intanto tra i
Gruppi parlamentari, ancor prima che tra questi ed il Governo, e
tra il Parlamento ed il Presidente dell'Assemblea.
Pongo la questione e voglio dirlo in modo tale che sia chiaro
che qui ci troviamo di fronte ad una maggioranza che, oltre ad
essere profondamente squalificata, è anche arrogante
La vicenda riguarda una legge che abbiamo, più volte,
richiesto.
SAMMARTINO Siamo in un'Aula parlamentare. Non deve
utilizzare questi termini.
SPEZIALE Siete arroganti e prepotenti, oltre che essere
squalificati e vi spiego perché.
SAMMARTINO E' lei che è arrogante, lei che insulta, non deve
usare questi termini
PRESIDENTE Onorevole Speziale, sta per scadere il termine per
il suo intervento.
SPEZIALE Signor Presidente non deve richiamare me, ma il suo
collega di partito che interrompe non me che ho il diritto di
esprimere le mie valutazioni.
SAMMARTINO Io non mi riferisco all'arroganza.
PRESIDENTE Onorevole Sammartino, la prego.
SPEZIALE Signor Presidente, lo dico a lei perché conosco la
sua accortezza, il suo garbo e, soprattutto, il suo equilibrio,
c'era una legge che è stata esitata dal Parlamento e che
riguardava il turno elettorale, cioè attribuire ai siciliani il
diritto di votare, anche al Comune di Palermo, nel mese di
novembre del 2006.
E' stato approvato un emendamento, la maggioranza, preoccupata
dal voto - perché non c'è una buona atmosfera - ha deciso di
rinviare la legge in Commissione.
In forza di una norma regolamentare abbiamo richiesto che la
legge venisse reinserita e riscritta nei lavori d'Aula. Questo è
stato deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.
Ogni volta che si arriva alla discussione sulla possibilità di
istituire un turno elettorale per il mese di novembre...
SAMMARTINO Signor Presidente, di che cosa stiamo parlando
Abbiamo approvato il prelievo della legge sul doppio prezzo
PRESIDENTE Sull'ordine dei lavori.
SPEZIALE Onorevole Sammartino, il diritto che ha di parlare è
esattamente come il mio, ma da qui, non ha il diritto di
interrompere perché non è corretto gridare ed interrompere, anche
perché le interruzioni preoccupano qualcuno, questo lo capisce.
Ripeto, si tende ancora una volta, attraverso un atto che è
stato quello consumato prima dall'onorevole Fleres con un voto di
maggioranza, di impedire che ai siciliani, come abbiamo fatto per
il comune di Messina, venga dato il diritto di potere scegliere
le proprie amministrazioni comunali ormai scadute o che stanno
per scadere finito il quinquennio di gestione amministrativa.
La maggioranza decide di non discutere queste cose, dopodiché,
si decide di andare avanti con la legge sul doppio prezzo, sulla
quale ciascuno di noi dovrà entrare nel merito, potrà fare delle
proprie valutazioni, ma voglio evidenziare che c'è un
atteggiamento di poco rispetto.
Se dovesse continuare questo andazzo, viene violata una norma
regolamentare, ma anche una prerogativa politica che è quella che
attribuisce ai gruppi parlamentari di opposizione il diritto e le
prerogative di potere discutere in Aula un terzo dei disegni di
legge che vengono presentati.
Ora, signor Presidente, avevamo indicato alcuni punti tra
questi il disegno di legge n. 977, ma non perché siamo
particolarmente affezionati ad esso; mi dicevano che anche a
Messina ci potrebbe essere la possibilità che il centrosinistra
vinca, il fatto che vogliate fare slittare le elezioni, non
pensiate che ciò possa impedirlo.
L'onorevole Stancanelli mi ha comunicato che esiste un
sondaggio su Messina ed il collega Genovese, fra l'altro, ci ha
detto che un nostro collega è fortemente dato in avanti anche al
comune di Messina, dove c'è un centro destra che è allo sbando e
non è riuscito a trovare ancora un candidato, che ha problemi
interni al centrodestra.
Voi vi illudete che facendo slittare le elezioni, in qualche
modo, ritarderete il giudizio politico nei vostri confronti, che
è un giudizio pesante; vi illudete perché o nel mese di novembre
o nel mese di giugno bisognerà pur andare a votare in questo
Paese e quando si andrà a votare il giudizio degli elettori sarà
inappellabile.
Quindi, il tentativo di sfuggire alle vostre responsabilità
attraverso il marchingegno del rinvio della possibilità di
stabilire, con certezza, le date elettorali in molti comuni della
Sicilia, ivi compreso il comune di Palermo, è una responsabilità
che vi assumete.
Tuttavia, a questo punto, signor Presidente, sulla legge che
viene proposta vedo ancora una volta un problema riguardante la
tenuta dei lavori d'Aula, abbiamo permesso l'incardinamento del
disegno di legge, siamo nella fase preliminare, ci attrezzeremo
secondo quanto previsto dal Regolamento, anche se su questo
disegno di legge non c'era un atteggiamento di pregiudizio, visto
però che la maggioranza, anziché interloquire e dialogare, tende
ad andare avanti con colpi di mano, ovviamente, scatta il
meccanismo della legittima difesa e noi ci difenderemo.
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevole colleghi l'intervento
dell'onorevole Speziale mi spinge, gioco forza, anche contro la
mia volontà, a riassumere quali sono i termini della discussione
in atto a proposito del turno elettorale di novembre.
Come tutti sanno, abbiamo legiferato in materia istituendo
l'election day che era un elemento di grandissima novità, una
legge che ci è stata richiesta a gran voce dalla sinistra.
Istituire l'election day, cioè il turno unico elettorale per
far sì che si risparmiassero dei soldi, molti soldi per i
contribuente, per far sì che i cittadini non venissero chiamati
continuamente ad esprimersi con cadenza quasi mensile sulle varie
scadenze sfalsate delle amministrazioni dei comuni siciliani.
Dopodiché, si é posto il problema dei comuni commissariati da
lungo tempo, segnatamente il comune di Messina ed il consiglio
comunale di Augusta, eccezione che é stata sollevata durante la
discussione del turno speciale per questi comuni dall'onorevole
Egidio Ortisi.
Stiamo parlando di due questioni completamente diverse, perché
mai e in nessun caso si é posto il problema del turno elettorale
autunnale, bensì si era posta correttamente la problematica
relativa a come risolvere il nodo riguardante i comuni e anche le
grandi città che, da lunghissimo tempo, da oltre un anno, erano
commissariati.
Durante la discussione di questa norma, che riguardava Messina
e, incidentalmente, il consiglio comunale di Augusta, la
sinistra, per motivi meramente utilitaristici e di carattere
elettorale e di convenienza elettorale e, quindi, pro domo sua,
si é inserita, approfittando della necessità, dell'obbligo,
oserei dire, del Parlamento di risolvere il problema delle città
commissariate, per tentare, strumentalmente e artificialmente, di
inserire nella discussione nuovamente il turno elettorale
autunnale, in contrasto con l'election day, in contrasto con
quanto avviene a livello nazionale, in contrasto con quanto la
sinistra stessa aveva proposto qualche mese prima.
Detto questo, vorrei rassicurare l'onorevole Speziale - e
vorrei che gli uffici e la Presidenza ne prendessero nota, ho
chiesto di mettere a verbale, nella discussione di quindici
giorni fa riguardo la stessa tematica - che questa legge, quella
che é iscritta all'ordine del giorno, cioè sul turno elettorale,
non può essere discussa perché manca la copertura finanziaria, e
voglio che gli uffici ne prendano nota, in quanto la copertura
era stata assicurata per la prima stesura, quando in Aula si é
votato ed é passato l'emendamento proposto dall'onorevole
Cracolici che estendeva anche ai comuni del 2001 la possibilità
di votare in un turno elettorale autunnale, é ovvio quindi che la
legge ritorni in commissione Bilancio e, pertanto, non potrebbe
essere discussa.
Altra questione importante, e voglio rassicurare l'onorevole
Speziale, il voto anticipato a Messina é stato richiesto e voluto
dal Polo, dalla Casa delle libertà ed é stata quest'ultima a
chiedere di votare prima a Messina, mentre l'Ulivo, e
segnatamente i Democratici di Sinistra, hanno presentato, su
quella legge, una grandissima quantità di emendamenti per
impedire che si andasse a votare prima.
Ci vuole buona memoria e i bugiardi, si dice, devono avere
buona memoria.
Quanto all'esito del voto su Messina, vorrei rassicurare
l'onorevole Speziale che le proporzioni, siamo qui per accettare
scommesse, sono tra 67 e 33 e 70 a 30, naturalmente a favore del
Polo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, posso dare la parola a tutti,
ma devo richiamare l'attenzione di tutti su un punto
fonda,entale: si parla del disegno di legge all'ordine del
giorno; non si parla di un altro disegno di legge Non posso più
permettere che si parli di Messina o del doppio turno elettorale.
Si deve parlare solamente della legge sul doppio prezzo, perché
così ha deciso l'Aula.
L'onorevole Speziale non ha interesse a quanto sto dicendo
perché parte dal presupposto che sia vittima di non so quali
congiure. Lei non é vittima di niente. E' soltanto protagonista
di una battaglia parlamentare che si può vincere come si può
anche perdere: la battaglia parlamentare sulla questione degli
appalti è stata superata con il rinvio della materia a domani; né
con la vittoria né con la sconfitta dell'una o dell'altra parte.
Per ben tre volte, in questa seduta, abbiamo votato
un'inversione dell'ordine del giorno, malgrado la sua diversa
opinione personale, onorevole Speziale, e soltanto alla terza
volta lei eccepisce qualche problema.
Adesso io posso concedere la parola soltanto sul disegno di
legge n. 1023/A Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi
dei prodotti in vendita , del quale è stato chiesto il prelievo.
Mi appello al senso di responsabilità di tutta l'Assemblea per
chiedere, ancora una volta, di non discutere un argomento così
delicato come quello del doppio prezzo in questo clima. Credo che
sarebbe opportuno rinviare tutto a domani.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il capogruppo
di Alleanza nazionale, onorevole Formica, nel suo intervento,
ancorchè fuori tema ma sull'ordine dei lavori, visto il
precedente intervento dell'onorevole Speziale che riguardava la
legge del doppio turno elettorale - nella quale non voglio
entrare nel merito perché sto facendo soltanto un richiamo al
Regolamento - ha eccepito alla Presidenza un tema che io mi sento
di sottoscrivere.
Al punto 2) dell'ordine del giorno è inserito il disegno di
legge sul doppio turno, che però non ha avuto la necessaria
copertura finanziaria. Ritengo, pertanto che sarebbe opportuno,
per l'economia dei nostri lavori in futuro, ......
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la prego di concludere,
peraltro lei ha chiesto la parola per un richiamo al Regolamento,
ma di fatto sta parlando sull'ordine dei lavori e noi staremmo
discutendo il disegno di legge sul doppio prezzo.
L'onorevole Formica ha abusato della parola che io gli ho dato
parlando di un argomento diverso. Ciò non vuol dire che posso
continuare a permettere gli abusi.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 1023/A
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Obbligo della doppia indicazione a scopo informativo del prezzo
espresso in euro anche in lire
1. All'articolo 15 della legge regionale 22 dicembre 1999, n.
28 e successive modificazioni, dopo il comma 1, sono aggiunti i
seguenti:
1 bis. Il prezzo è indicato in euro ed, a solo scopo
informativo, anche nel corrispondente ammontare in lire.
L'obbligo di indicare anche in lire il prezzo di vendita al
pubblico del prodotto non trova applicazione esclusivamente per i
farmacisti ed i direttori di farmacia limitatamente ai prodotti
farmaceutici, per le rivendite di giornali e per i soggetti
indicati all'articolo 2, comma 2, lettere b) ed e) della presente
legge. Tale obbligo non si applica altresì agli esercizi che
effettuano esclusivamente vendite attraverso apparecchi
automatici in appositi locali a ciò adibiti.
1 ter. Fatte salve le sanzioni di cui all'articolo 22, la
mancata osservanza della disposizione di cui al comma 1 bis
comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa accessoria
pari al prezzo al dettaglio del prodotto posto in vendita,
ridotto del 50 per cento, per ciascuno dei prodotti sprovvisti di
cartello recante il prezzo di vendita al pubblico senza il
corrispondente ammontare in lire, e pari al prezzo al dettaglio
del prodotto medesimo moltiplicato per dieci nel caso di assenza
del cartello con il prezzo di vendita al pubblico.
1 quater. Al controllo sull'osservanza delle disposizioni di
cui ai commi precedenti provvede la polizia annonaria del comune
ove si svolge la vendita al pubblico. I comuni sono autorizzati a
stipulare convenzioni con le associazioni dei consumatori miranti
ad estendere i controlli di cui ai commi precedenti.
1 quinquies. I proventi derivanti dalle sanzioni comminate ai
sensi del comma 1 ter e limitatamente alla violazione dello
specifico obbligo dettato dal comma 1 bis, sono ripartiti nella
misura del 30 per cento alla Regione siciliana e del restante 70
per cento ai comuni, i quali possono destinare una quota fino al
10 per cento di quella di propria spettanza alla stipula delle
convenzioni previste dal comma 1 quater.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, ed altri:
1.3; 1.2; 1.1;
- dagli onorevoli Speziale, Zago, Panarello, Oddo: A1,
interamente sostitutivo dell'articolo;
- dall'onorevole Leanza Nicola: 1.4. aggiuntivo.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
illustrare gli emendamenti presentati all'articolo 1 e per
documentare l'inconsistenza delle osservazioni che su questo
disegno di legge sono state formulate attraverso i mezzi di
informazione.
Una delle principali osservazioni formulate è quella che
riguarderebbe un presunto aggravio di costi che gli esercenti
dovrebbero sopportare nel caso in cui si dovesse approvare tale
disegno di legge.
Ebbene, questo argomento è assolutamente destituito di
fondamento per una semplice ragione: le modalità di apposizione
del doppio prezzo sono previste sulla base di un apposito
regolamento che noi pensiamo di poter introdurre con
l'emendamento 1.1. Dunque, non è nelle intenzioni dei proponenti
imporre l'apposizione del doppio prezzo prodotto per prodotto,
cosa che potrebbe determinare potenzialmente un aggravio di
costo, in quanto riteniamo che il doppio prezzo possa pure essere
indicato nei cartelli espositori che raggruppano prodotti
analoghi, azzerando così qualsiasi tipo di costo aggiuntivo.
A riprova della validità della nostra ipotesi, vorrei
sottoporre all'attenzione dell'Aula alcuni depliants di cui mi
sono munito, uno dei quali riguarda una struttura di media
dimensione di cui è titolare uno dei nostri colleghi.
Ebbene, nei supermercati - dove è maggiore il rischio
potenziale di aggravio dei costi - la pratica del doppio prezzo è
ricorrente, anzi frequentissima. Sono nelle condizioni di poter
documentare come supermercati di piccola, media e grande
dimensione praticano già, nel rispetto della trasparenza e del
rapporto con la clientela, il doppio prezzo. Lo fanno Crai SG,
Auchan, Cityper, Alis, e lo fanno anche piccoli esercizi come una
gelateria, un negozio di materiale elettrico, persino un
distributore di benzina.
Insomma esiste un'ampia casistica che dimostra come la pratica
della doppia indicazione del prezzo a scopo meramente indicativo
- come abbiamo detto più volte - non comporta nessun onere
aggiuntivo.
Il dato, però, è che qualcuno lo fa ed altri no. E questo
determina sicuramente una sperequazione tra i diversi esercizi,
sperequazione che verrebbe meno con una legge che è quella che
noi sottoponiamo all'attenzione di questo Parlamento.
Tra l'altro voglio sottolineare, onorevole Liotta, che il suo
compagno di partito, il presidente della Puglia, Nichy Vendola,
ha già adottato la pratica del doppio prezzo con la legge n. 103,
la quale, all'articolo 26, disciplina la materia del doppio
prezzo copiando pedissequamente la disposizione che noi avevamo
proposto nella nostra legge.
Dunque, come vedete, tutto quello che abbiamo sentito e letto
non risponde a verità.
Tuttavia, negli emendamenti presentati all'articolo 1, firmati
dal Presidente della Commissione, da alcuni colleghi di Forza
Italia e anche di altri partiti, abbiamo proposto una serie di
correttivi al testo originario, che servono ad escludere ogni
ipotesi di costo aggiuntivo per gli esercenti, considerato che
non è questo che vogliamo determinare.
Vogliamo rendere trasparente e chiaro il rapporto tra il
commerciante ed il cittadino offrendo questo servizio in più, un
servizio che, tra l'altro, viene incontro soprattutto agli strati
sociali più deboli, a quelli che con maggiore difficoltà si sono
adattati all'introduzione dell'euro.
Chi, come molti di noi, continua a frequentare i cittadini ed
evita di rimanere chiuso all'interno delle strutture di partito,
si rende conto come sia molto attesa una disposizione di questo
genere, perchè viene incontro alle problematiche di adattamento
degli anziani, dei ceti socialmente più deboli, non certo dei
ragazzini che sono nati con l'euro e che certamente hanno un più
facile adattamento all'introduzione della nuova moneta.
Tra l'altro, il disegno di legge, nell'ipotesi formulata dalla
Commissione, ha un termine, il 2009: quindi, sostanzialmente,
introdurremo questo periodo sperimentale del doppio prezzo per
tre anni, proprio perché siamo convinti che in tre anni la doppia
posizione del prezzo, e dunque la possibile immediata
comparazione del costo in euro e in lire favorisca la trasparenza
nel rapporto tra commercianti ed utenti.
Con l'emendamento 1.1 si rinvia ad un regolamento che
disciplini in maniera semplice la questione; con l'emendamento
1.3 si precisa che il doppio prezzo va indicato anche ai servizi
pubblici; con l'emendamento 1.2 si prevede una riduzione delle
ammende per coloro i quali non osservano la legge.
Per quanto riguarda invece l'emendamento 1.4 dell'onorevole
Leanza, preannuncio la presentazione di un subemendamento che,
pur mantenendo intatto lo spirito dell'emendamento, semplifica il
percorso attraverso cui pervenire alla identificazione dei prezzi
dei prodotti ortofrutticoli. Anche questo è un problema serio e
io non ho difficoltà a sostenerlo; probabilmente, in maniera
frettolosa, mi sono espresso contro una analoga proposta
dell'onorevole Speziale di qualche mese fa, ma non c'è dubbio che
la problematica scaturita dalla indicazione del prezzo
all'origine, dall'indicazione del prezzo al consumo dei prodotti
ortofrutticoli, ha oggettivamente prodotto qualche difficoltà tra
i consumatori e dunque è possibile ed e giusto, a mio avviso,
porre un rimedio a questo problema.
Ripeto, alcuni mesi addietro pensavo - e non ho motivo di non
ammetterlo - che non fosse necessario, ma mi sono dovuto
ricredere perché il rapporto diretto con i consumatori da una
parte e con i commercianti dall'altra parte mi ha fatto
comprendere come, invece, questo tipo di disposizione sia
particolarmente utile proprio per rendere chiara la
individuazione del prezzo finale dei prodotti ortofrutticoli.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
che un argomento di tale rilievo debba essere affrontato in
un'Aula così distratta e con molte assenze.
Tuttavia, mi sforzerò di esprimere il mio punto di vista
rispetto all'obbligo della doppia indicazione del prezzo che, per
quello che capisco, è soltanto a scopo informativo.
Come ci ricordava l'onorevole Berlusconi, si tratta soltanto di
fare una semplice moltiplicazione, semplifichiamo tutto dicendo
che un euro equivale a due mila lire ed invece dobbiamo ricordare
che un euro è uguale a 1.936,27 lire.
Vede onorevole Fleres, questo non produce alcun effetto di
calmierazione dell'aumento del costo della vita, anzi è stato
spiegato più volte dalle associazioni di categoria che
l'introduzione del doppio prezzo potrebbe determinare un
incremento dei costi di gestione, che potrebbero alla fine essere
più gravosi nei confronti dei consumatori. Quindi, se si tende a
mettere in moto un rimedio rispetto all'incremento che c'è stato
nel corso della vita, non mi pare che la norma che viene proposta
possa raggiungere questo risultato.
Piuttosto ci sarebbe da interrogarsi per quale ragione, quando
è stato introdotto l'euro, così come è stato fatto in tanti altri
Paesi europei, per un tempo ragionevole, il Governo nazionale non
abbia messo in atto dei controlli che avrebbero dovuto
accompagnare a regime il doppio prezzo, con i prezzi previsti in
euro ed in lire.
Altra cosa è la proposta che noi facciamo con l'emendamento A1,
più volte sostenuta e precedentemente respinta da questo
Parlamento.
L'emendamento si riferisce allo scarto che c'è tra il prezzo
che viene pagato ai produttori agricoli, di tutti i prodotti
ortofrutticoli, che hanno subìto una forte contrazione in termini
di valore; mi viene ricordato che negli ultimi dieci anni le
produzioni agricole hanno mantenuto lo stesso prezzo, invece, al
consumo questi prodotti aumentano di sei, sette, otto volte e
forse anche di più.
Abbiamo condotto qui una battaglia; ricordo che durante le
variazioni di bilancio, il Gruppo parlamentare che rappresento ha
presentato un emendamento che, in quell'occasione, è stato
respinto dall'Aula e che adesso abbiamo riproposto.
Con l'emendamento noi vogliamo incidere su una filiera che
alimenta i settori di speculazione che inspiegabilmente fanno
arrivare sul mercato del consumo al dettaglio i prodotti agricoli
a prezzi esorbitanti.
Chi appartiene alla provincia di Trapani o di Ragusa sa bene la
sofferenza che vivono i produttori di quelle zone, ed è questo
che ci ha spinto a chiedere che nei prezzi al consumo venga
esposto un cartello - anche solo in euro, non ci interessa che
sia in lire - che indichi chiaramente quanto è stato pagato quel
prodotto al produttore e quanto viene invece esposto al consumo,
in modo tale che il consumatore possa cogliere la vera
differenza, evitando di scaricare sui produttori, ingiustamente,
la responsabilità dell'aumento del prezzo, che invece è legata a
responsabilità precise, a mancati controlli, agli eccessivi
passaggi che ci sono nella produzione, alla mancata
razionalizzazione del settore, eccetera.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intento dei
proponenti di questo disegno di legge è sicuramente nobile
rispetto all'effetto devastante che ha avuto l'entrata in vigore
dell'euro nel sistema Italia.
Vero è che ci sono state responsabilità da parte dell'allora
Governo nazionale di centrosinistra, che non è stato in grado di
guidare questo stravolgente processo di cambiamento. Allora, come
componente della Camera dei Deputati, ricordo l'esultanza del
Presidente del Consiglio Prodi per questo importantissimo
risultato ottenuto dall'Italia, e ricordo a me stesso che questo
importantissimo risultato fu conseguito grazie alla capacità
dell'allora Presidente del Consiglio di far pagare la famosa
tassa per l'Europa agli italiani. Quindi, una grande capacità da
parte di quel Governo, che non ebbe invece la capacità di intuire
esattamente il processo che dovevamo attuare. Come si fa quando
ad un bambino bisogna insegnare una nuova lingua, al di là della
propaganda che il Governo di centrosinistra in quegli anni fece
nei confronti della nuova moneta, delle grandi opportunità, il
solito paese di Bengodi che qualcuno mostrava, arrivammo al
fatidico appuntamento dell'1 gennaio 2002 passando in maniera
assolutamente cruenta da un sistema di moneta a un altro.
Abbiamo avuto, però, un'aggravante: rispetto alla lira
(nonostante la mia ancor giovane età, ricordo quando usavamo le 5
lire, le 10 lire, le 20 lire, che erano monete correnti ormai
scomparse da decenni), l'euro ha introdotto i centesimi,
complicando ancora di più l'esperienza pratica del quotidiano. Io
non ho nessuna vergogna ad ammettere che ho impiegato almeno i
primi sei mesi del 2002 per rendermi conto che quel gesto
automatico che avevo compiuto centinaia di volte al bar,
prendendo il caffè - poggiare una moneta insieme allo scontrino
in segno di ringraziamento per chi mi serviva il caffè nel banco
del bar -, significa dare 2.000 lire di mancia e non più le 100
lire che per anni ero abituato a lasciare insieme allo scontrino,
e questo è accaduto a tutti.
L'impoverimento è stato la mancanza di accompagnamento che
bisognava sicuramente fare, ancor più per quelle fasce che oggi
il proponente vorrebbe proteggere; però, con tutto il rispetto
per i colleghi presentatori di questo disegno di legge, credo che
questa iniziativa sia sbagliata.
Se l'iniziativa è volta a risolvere il problema della
calmierazione dei prezzi, non è sicuramente la traduzione tra
euro e lira che potrà calmierare il mercato; sappiamo bene che il
concambio dell'euro non è stato a 1.900 lire circa. Fino a
stamattina, in una rete nazionale si dibatteva dei conti dei
ristoranti e si diceva che oggi il prezzo medio di una trattoria,
che dovrebbe non essere superiore a 15 euro per un pasto, varia
invece tra i 25 e i 30 euro, mentre ai tempi della lire un pasto
completo in una trattoria si aggirava intorno alle 25, 30 mila
lire.
Intervenire oggi con un disegno di legge che sicuramente
aumenta i costi, perché qualunque nuova cosa introduciamo - penso
ai dettaglianti che hanno migliaia di articoli giacenti nei loro
magazzini e che dovranno provvedere a concambiare di nuovo in
lire migliaia di articoli - è un costo che alla fine paga il
consumatore, perché qualunque costo aggiuntivo avrà il commercio,
sarà l'utente finale a pagare.
La difficoltà è anche quella di tradurre i centesimi in lire,
perché allora rischieremo l'arrotondamento, che potrebbe
diventare una violazione della norma: diventa una cosa complessa
ma soprattutto diseducativa a distanza ormai di tre anni.
E' esattamente come se prendessimo un ragazzo italian0o che
abbiamo mandato a studiare in Inghilterra per imparare l'inglese,
inserendolo in una famiglia inglese senza avere più possibilità
di parlare l'italiano per acquisire al meglio quella nuova lingua
e improvvisamente lo rimettiamo a parlare italiano.
Credo che, pur essendo l'intento giusto e condivisibile, questa
era una legge che doveva probabilmente entrare in vigore nel
2000, al fine di educare il consumatore, il commerciante ad
accompagnare il prezzo in lire in euro. Ma che oggi si faccia una
norma che accompagna il prezzo dell'euro in lire, credo che sia
senza significato, anche perché, essendo una traduzione del
prezzo in euro, non porterà il commerciante ad abbassare i
prezzi.
E' come se dicessimo, oggi, che l'italiano deve essere
accompagnato dal latino che è la sua lingua madre.
L'euro è l'evoluzione della lira, la lira oramai non esiste
più, fa parte della storia del nostro Paese, è numismatica, non
ha nessun valore, è esattamente come le monete che hanno
accompagnato l'evoluzione dell'umanità.
Allora, invito i presentatori del disegno di legge ad usare la
nostra moneta, che è l'euro; continuare a ragionare in lire,
perché di questo si tratta, servirà solo a confondere le idee
alle persone.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, la Commissione ritiene che la
proposta formulata dall'onorevole Speziale sia condivisibile, ma
non nel senso di sostituire l'articolo 1, perché altrimenti si
stravolge il significato della legge. Se non ci sono osservazioni
contrarie, noi siamo favorevoli ad aggiungere l'emendamento A1 al
testo della legge e quindi possiamo votarlo in quanto emendamento
aggiuntivo non sostitutivo dell'articolo 1.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questa
discussione il rischio è che si faccia un ragionamento un po'
contraddittorio.
Io, per principio, sono d'accordo con le questioni sollevate
dall'onorevole Fleres su questa proposta, e mi ero già
pronunciato favorevolmente rispetto alla questione del doppio
prezzo, anche se comunque continuo ad essere dell'idea che è
troppo tardiva e che i suoi effetti oggi possono essere poco
efficaci rispetto al fine che si propone.
Credo che le questioni affrontate dall'onorevole Acierno
potrebbero essere condivise, ma, ripeto, questi ragionamenti non
hanno più motivo di essere affrontati, perché è ridicolo pensare
di dare la colpa ad un Governo precedente che non ha avuto la
possibilità di vedere attuare la norma dell'euro. Onorevole
Acierno, le ricordo che questo Governo è in carica da quattro
anni e mezzo e da quattro anni e mezzo non ha fatto nessuna
proposta, tranne questa che oggi stiamo affrontando, che, tra
l'altro, proviene non dal Governo ma, addirittura, è di
iniziativa parlamentare, cioè di singoli deputati che hanno
proposto questo disegno di legge, non è una emanazione
governativa su criteri di politica nazionale.
Quindi, onorevole Acierno, lei dovrebbe fare una critica alla
sua maggioranza politica nazionale di riferimento, che non ha
assolutamente fatto niente per poter bloccare questa tendenza
dell'aumento vertiginoso dei prezzi, specialmente dei prezzi dei
generi alimentari che sono quelli che di più sentono le
popolazioni del nostro Paese.
Dunque, quale strumento migliore potrebbe essere il doppio
prezzo? Il doppio prezzo si sta realizzaendo in enorme ritardo,
un ritardo che, probabilmente, provocherà quelle conseguenze di
cui parlava l'onorevole Acierno, ma la colpa non possiamo
attribuirla ad un Governo che non c'è più, dobbiamo attribuirla
al Governo in carica che non ha fatto assolutamente nulla.
Chi ha usufruito di questa vittoria iniziale con l'entrata
dell'euro? Ricordo perfettamente che nel gennaio 2002 le
affermazioni trionfalistiche del Governo Berlusconi su questo
argomento sono state a iosa E mi chiedo come sia stato
possibile che il Governo - che aveva lo strumento adeguato, che
era stato varato dal Governo di centrosinistra, quello cioè del
comitato di controllo dei prezzi che però non è mai entrato in
funzione - non abbia avuto la capacità di guidare la
trasformazione monetaria.
Quindi, onorevole Acierno, credo che la responsabilità non può
darla a chi in questo momento non può assolutamente fare niente,
perché al Governo c'è la vostra maggioranza.
Su questo disegno di legge mi sono trovato inizialmente
d'accordo, anche se il proponente è un componente del
centrodestra e anche se ho sempre detto che è tardivo,
probabilmente avrà delle conseguenze di inapplicabilità in tutti
i settori di cui si è parlato, specialmente nel campo agricolo.
In questi giorni ho avuto modo di parlare con alcuni produttori
agricoli. Stamattina si è svolta una manifestazione degli
agricoltori e con alcuni di loro si parlava di come sia
possibile che la pesca, il cui prezzo iniziale è di18 centesimi,
si trovi sui banchi di vendita al prezzo di 2 euro o 3 euro al
chilo. Quindi, una tale tracciabilità serve? Sicuramente sì,
però non basta, è insufficiente; potrebbe essere un elemento per
dare la sensazione che si stia facendo qualcosa; ma, nella
realtà, si fa qualcosa?
Io ho i miei dubbi che questo possa essere efficace e
risolutivo per il problema della vertiginosa corsa all'aumento
dei prezzi, di conseguenza sono d'accordo purché questo tipo di
ragionamento, dopo questo mio intervento, possa essere meditato,
anche alla luce degli emendamenti che sono stati presentati. A
mio avviso bisogna trovare una mediazione, trovare una soluzione
migliore rispetto a quanto viene proposto.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma,
non c'è dubbio, è importante e, certamente, va nel senso di una
maggiore trasparenza per il cittadino ed anche per correggere
gli errori, oserei dire gli orrori , a cui gli italiani sono
stati sottoposti con la introduzione di una moneta........
SPAMPINATO Ma basta
FORMICA Lo chieda ai cittadini anziché dirlo a me
SPAMPINATO Chiedete i controlli
FORMICA I controlli li chieda alla Francia che non li ha
fatti, alla Germania che non li ha fatti, all'Olanda che non li
ha fatti. Su questa materia siamo abbastanza preparati
Vi voglio fare capire che un marco valeva 980 lire, se vi
ricordate; con l'introduzione dell'euro, tutto ciò che era un
marco è diventato un euro.
Se andate a leggere le statistiche, in Germania i prezzi sono
raddoppiati così come in Italia; in Francia i prezzi sono
raddoppiati così come in Italia, tant'è che il Governo francese
ha chiesto all'Associazione dei Commercianti francesi di
abbassare i prezzi, pena l'introduzione di un abbassamento
forzoso da parte del Governo stesso. Quindi, non continuate con
la filastrocca che in Italia i prezzi sono aumentati perché sono
mancati i controlli
SAMMARTINO Abbiamo pure pagato una tassa per entrare
nell'Euro
FORMICA Bravo, onorevole Sammartino, abbiamo pure pagato per
pagare di più Ma di questo avremo modo di discutere
abbondantemente e gli italiani sanno a chi rivolgersi,
eventualmente, per protestare.
L'introduzione con questo di legge della possibilità per il
cittadino di vederci chiaro su quello che è il prezzo di vendita
in lire ed in euro, certamente ha un effetto calmieratore.
Certamente, se un prodotto agroalimentare da un costo di mille
lire, 800 lire, è passato ad un costo di due euro, ovviamente la
traduzione di due euro in quattromila lire certamente avrà un
effetto calmieratore.
Sono d'accordo anch'io che bisogna introdurre ed accogliere in
questo senso l'aggiustamento proposto dall'emendamento
dell'onorevole Speziale, nel senso di introdurre, anche
trimestralmente, un controllo rispetto al prezzo di acquisto,
magari in raccordo con le Camere di Commercio che trimestralmente
fanno questa verifica, ma bisogna anche pensare a ciò che, in
termini di costi, questo provvedimento comporterà per tutto il
settore del commercio. Per cui è dovere del legislatore, nel
momento in cui introduce una norma di questo genere, proporre e
prevedere una forma di contribuzione da dare ai commercianti per
far sì che possano, attraverso un contributo regionale,
modificare tutta la materia che riguarda i cartellini, tutto ciò
che riguarda la modifica all'interno dei moderni sistemi, dei
software e dei computers, perché oggi la maggior parte hanno
questi sistemi per la catalogazione dei prezzi e, certamente, ciò
comporterà un costo.
Quindi, ritengo che la norma debba essere certamente
approvata, ma necessiti della previsione di un contributo per far
sì che questa modifica venga attuata da parte dei commercianti ed
anche dei piccoli commercianti. Infatti, ci sono tanti piccoli
negozianti che, a mio avviso, non sono in grado da subito di
addivenire a questa trasformazione senza avere una qualche forma
di contributo previsto per legge.
Preannuncio che presenterò un emendamento in tal senso affinchè
il Governo si impegni in Commissione Bilancio a reperire le
risorse finanziarie relative.
PRESIDENTE Onorevole Formica, formalizzi la sua proposta con
un emendamento.
INCARDONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
disegno di legge nasce dall'esigenza di comprendere le ragioni
per le quali il costo della vita è aumentato notevolmente.
Personalmente, anticipo sin d'ora che voterò a favore del disegno
di legge e voterò anche a favore dell'emendamento proposto
dall'onorevole Speziale non perché ritengo sia una norma che
salvaguarderà effettivamente le produzioni e che risolverà il
problema. Però, si è innescato un meccanismo, perverso a mio
avviso, per il quale si ritiene ormai che questa sia la soluzione
di tutti i mali. E mi riferisco soprattutto al fatto della doppia
indicazione del prezzo di vendita al produttore e poi al
consumatore, perché - immaginate un po'- si chiede che venga
indicato il doppio prezzo all'origine e al consumo nei prodotti,
ad esempio, agricoli e dell'ortofrutta.
Ebbene, immaginiamo per un attimo il consumatore che vede la
differenza di prezzo che c'è tra la produzione ed il consumo,
certamente non sarà indotta ad acquistare a cuor leggero.
Ricordiamoci che il prodotto ortofrutticolo è un prodotto
deperibile e quando il mercato si intasa perché il consumo si
riduce ulteriormente i prezzi crollano ancora di più. E pur
tuttavia, signor Presidente, è un provvedimento sentito, è un
provvedimento che i produttori agricoli rivendicano a gran voce,
perché? Perché nasce da una considerazione viziata che,
purtroppo, è data da un fatto accaduto nel febbraio del 2002
quando nella trasmissione televisiva Porta a Porta , condotta da
Bruno Vespa, si disse che i produttori stavano speculando sul
prezzo al consumo, perché le zucchine si vendevano ad un certo
prezzo e certamente i produttori si sentirono accusati
ingiustamente di speculare nei mercati, di trattenere addirittura
i prodotti nella loro azienda per fare aumentare il prezzo. Nulla
di più falso di quello che fu detto in quella sede, di quello che
fu lasciato intendere.
Ebbene, da lì nasce questo movimento di opinione; il
produttore vuole fare sapere che riceve un prezzo veramente
basso e non riesce a coprire i costi. E però, io penso che
sopratutto in questa materia, nella materia dell'ortofrutta,
nella materia dei prodotti agricoli che sono prodotti deperibili,
noi in questo modo non faremo altro che ridurre ulteriormente i
consumi perché non sarà facile spiegare tutti i passaggi che ci
sono dalla produzione al consumo e, quindi, anche gli aumenti di
costo.
Signor Presidente, personalmente ritengo che questo non
risolverà il problema, però, poiché ho rispetto dell'opinione dei
produttori, voglio che rimanga agli atti che questa non è una
soluzione; pur tuttavia, la voterò perché questa é la volontà
dei produttori. Quindi, mi faccio mero esecutore della volontà
dei produttori agricoli che vogliono questa legge, anche se
ritengo che si tratti di una norma che aggraverà la situazione
perché farà aumentare, comunque, i costi.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi io voglio dare una
lettura diversa del significato dell'emendamento A1, al quale,
fra l'altro, abbiamo presentato un subemendamento esplicativo.
So bene che con questo provvedimento, se passerà, non avremo
risolto tutti i problemi. Se così fosse saremmo stati dei
criminali per non averlo fatto prima; è importante, però, per un
elementare principio di trasparenza. E' importante, non tanto
perché con questo provocheremo, onorevole Incardona, un'ulteriore
contrazione dei consumi che non é l'obiettivo di nessuno di noi,
quanto invece perché il doppio prezzo, all'origine ed al consumo,
secondo me costituirà un deterrente nella catena speculativa, nel
senso che durante tutti i passaggi sia il consumatore che gli
organi preposti ai controlli sapranno che quel prezzo é partito
da un valore infinitamente più basso. Quindi, più che un effetto
immediato sui prezzi al consumo, avrà un effetto di deterrenza
nella formazione del prezzo per colpire la catena speculativa. Da
questo punto di vista, ritengo sia un provvedimento importante
sul quale abbiamo sempre creduto e che riproponiamo perché anche
se non risolverà i problemi, rappresenta un contributo,
attraverso la trasparenza e l'effetto di deterrenza, a
conseguire qualche risultato.
Certo, più in generale, stasera é rimasto fuori dal dibattito
l'elemento principe che forse ha ispirato la presentazione di
questo disegno di legge e che forse giustifica o spiega la crisi
dell'agricoltura: la contrazione dei consumi che deriva, a sua
volta, dalla perdita del valore di acquisto dei redditi, dei
salari e degli stipendi, cioè la crisi economica nella quale ci
hanno fatto strapiombare i Governi di centrodestra nazionale e
regionale con le loro politiche, con le loro scelte, per mezzo
delle quali saremmo dovuto diventare tutti più ricchi e a causa
delle quali, invece, molte famiglie hanno difficoltà a superare
la quarta settimana.
Dico ciò per evidenziare che per noi questa non é la soluzione
di tutti i mali, ma é un segnale ben preciso di attenzione, di
accoglimento di istanze legittime, ma soprattutto comunque male
non farà, aiuterà a far calare i prezzi al consumo per un giusto
criterio di distribuzione, ma anche per una tutela dei
produttori all'origine e dei consumatori al momento
dell'acquisto.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A1, degli onorevoli
Speziale ed altri.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Speziale, Zago,
Panarello, Oddo il subemendamento A 1.1 all'emendamento A1. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
FLERES Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A1 come modificato. Il parere
della Commissione?
FLERES Se l'emendamento fosse aggiuntivo il parere sarebbe
favorevole.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo di
essere stato chiaro, ma forse l'onorevole Fleres non ha sentito
il mio intervento. Io ho contestato alla radice l'impianto
all'articolo 1 proposto in questo disegno di legge da lui e da
altri. E' stato detto da alcuni colleghi di Alleanza nazionale
che, avendo accertato che c'è un incremento dei costi che si può
caricare sul consumo, noi rischiamo di avere un aumento dei costi
al consumo e, quindi, produrre un effetto contrario a quello
desiderato. Ad esempio, approvando il testo dell'articolo 1 così
come esitato dalla Commissione, dovendo procedersi in un
negozio, che ha già codificato tutti i prezzi, alla modifica dei
cartellini
FLERES Non si deve fare niente, l'onorevole Nicotra ce lo ha
già spiegato.
SPEZIALE si determinerebbe un aumento dei costi che finirebbe
col gravare sul consumatore; quindi un costo aggiuntivo per i
commercianti che si scaricherebbe sui consumatori. Lo stesso
onorevole Formica, preoccupato dell'effetto prodotto da questa
norma, ha presentato un emendamento con l'intento di determinare
un contributo a sostegno della categoria al fine di ridurre il
più possibile il costo.
Questa è una filosofia; atra filosofia è quella sostenuta nel
mio emendamento in cui, appunto, si sostiene una cosa diversa.
Non sono innamorato del prezzo in euro e in lire perché ormai
sono convinto che l'euro è entrato nella pratica quotidiana e
che, dunque, il provvedimento sia fortemente tardivo. Bisognava
pensarci nella fase di passaggio dalla lira all'euro. Oggi un
provvedimento in tal senso non produrrà alcun effetto
calmierante; ha un sapore di presa in giro.
Altra cosa è il mio emendamento che prevede una cosa molto
semplice. C'è una denuncia da parte dei produttori che è al
centro in questo momento della polemica politica nazionale. I
produttori siciliani sostengono, a ragion veduta, che vendono il
prodotto (è stato fatto l'esempio dell'uva) a 10 centesimi,
massimo a 20 centesimi, e sul mercato quello stesso prodotto
viene rivenduto a 3,50 euro. Il pomodorino cosiddetto Pachino
viene venduto a 60 centesimi e arriva al mercato a 3,50/5,00
euro. Si tratta, attraverso un intervento normativo, di capire
qual è la filiera speculativa che c'è attorno alla formazione del
prezzo al consumo. Quindi, la mia impostazione o l'impostazione
dell'emendamento presentato dal mio Gruppo è assolutamente
diversa rispetto a quella dell'onorevole Fleres. Ecco perché noi
abbiamo presentato l'emendamento interamente sostitutivo.
Se poi si ritiene, invece, che le due cose possano in qualche
modo sposarsi, coniugarsi attraverso una mediazione d'Aula, non
c'è fretta, se non lo facciamo stasera, onorevole Fleres, non
casca il mondo, possiamo sospendere. Potremmo aggiornarci a
domani, valutando con più attenzione se le due cose possano
coniugarsi. In questo momento ritengo che le due cose siano
alternative: o l'una o l'altra. Ritengo che il mio emendamento
risponda di più al sentire comune sia dei produttori, sia dei
consumatori e permetta di potere colpire la filiera della
speculazione nella formazione del prezzo che è il punto centrale
su cui noi vorremmo intervenire. Ecco perché è interamente
sostitutivo.
Mi sembrava essere stato chiaro nella fase di illustrazione
dell'emendamento. Potrà dispiacere a qualcuno ma questo è il
punto di vista: il contenuto dell'emendamento non è aggiuntivo
all'articolo del disegno di legge, ma è sostitutivo. L'onorevole
Fleres dice che le due cose possono coniugarsi e che quindi lo si
potrebbe presentare come aggiuntivo anziché sostitutivo. Poichè
non ho avuto la possibilità di approfondire questo aspetto,
sarebbe opportuno sospenderne l'esame per riprenderlo domani così
da avere un quadro più chiaro. Non ho preclusione, ma se si vota
questa sera debbo mantenere l'emendamento come emendamento
sostitutivo.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta
proveniente dalla Commissione tiene conto di un problema che è
avvertito; quello legato alla tracciabilità. Tant'è che noi,
come maggioranza, abbiamo ben due emendamenti che si occupano di
questo tema: l'emendamento a firma dell'onorevole Leanza e
l'emendamento a firma mia e di altri colleghi che prevedono
proprio un percorso attraverso cui assicurare la tracciabilità
dei prezzi al consumo dei prodotti ortofrutticoli.
Dunque, il concetto noi lo condividiamo assolutamente. Quello
che non condividiamo è lo strumento attraverso cui l'onorevole
Speziale introduce questo tema. Perché? Perché è un tema che si
aggiunge al tema principale della legge. Il tema principale della
legge è l'indicazione del doppio prezzo in lire e in euro con
tutte le argomentazioni che abbiamo detto, sentito, ascoltato;con
tutte le osservazioni che abbiamo respinto nella pretestuosità
che esse manifestavano.
Onorevole Speziale, il tema è il seguente: o ci schieriamo
dalla parte delle persone oneste o da quella dei delinquenti.
Noi difendiamo tutte quelle disposizioni che puntano a favorire
la posizione delle persone oneste e difendiamo quindi il
percorso di tracciabilità del prezzo al consumo dei prodotti
ortofrutticoli; non possiamo però non chiederle di fare
altrettanto relativamente all'altro tema, quello dell'indicazione
del doppio prezzo, considerato che vi è lo stesso obiettivo,
quello di difendere le persone oneste, quello di non favorire le
speculazioni, di nessun genere, quando maturano nel percorso
produttore-consumatore e quando maturano nel percorso interno a
ciascun esercizio commerciale, negli arrotondamenti e negli altri
fenomeni che abbiamo visto ed accertato tutti, perché tutti siamo
consumatori.
Onorevole Speziale, mi permetto, ancora una volta, di fare
appello alla sua sensibilità. Siamo favorevoli ad aggiungere
l'emendamento che lei ha presentato al testo del disegno di
legge; non possiamo però essere favorevoli al fatto che
quell'emendamento faccia venir meno l'intero contesto del disegno
di legge, perché l'intero contesto del disegno di legge introduce
un ulteriore elemento di garanzia per i consumatori e di
trasparenza nel rapporto tra consumatori e commercianti che, in
prevalenza, sono anch'esse persone oneste. Perchè non dobbiamo
favorire questo rapporto trasparente tra le due categorie? Perché
dobbiamo impuntarci visto che, a questo punto, si tratta soltanto
di una impuntatura, considerato che l'Aula è assolutamente
favorevole; non ho visto nessuna posizione...
SCALICI Credo sia favorevole.
FLERES Dico ciò proprio perchè non ho visto nessuna posizione
divergente rispetto a questa situazione, almeno per le cose
udite, onorevole Scalici, ma per quelle che non ho sentito non
posso usare l'intuizione. Posso esprimermi soltanto per ciò che
ho sentito ed in ciò che ho sentito non ho registrato dissensi.
Perchè dunque rinviare a domani una cosa che possiamo fare
oggi?
Questo è quello che chiedo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
fare una breve riflessione rispetto all'ipotesi avanzata dalla
Commissione di considerare aggiuntivo l'emendamento presentato
dall'onorevole Speziale.
A maggior ragione, onorevole Speziale, non entro nel merito
delle considerazioni della legge e non rispondo alle provocazioni
demagogiche di chi ha utilizzato, ancora una volta, la tavoletta
dell'euro per provare ad attaccare chi sarà domani il Presidente
del Consiglio.
Onorevole Fleres, onorevole Speziale, signor Presidente, se si
approva come aggiuntivo questo emendamento, non dobbiamo definire
più questa la legge del doppio prezzo ma del triplice prezzo,
perché vi sarà il prezzo in euro, il prezzo in lire e quello da
fatturazione.
Credo che dobbiamo essere coscienti, prescindendo dall'essere
favorevoli o no sull'impianto della legge, del fatto che,
approvare l'emendamento dell'onorevole Speziale come emendamento
aggiuntivo, di una nuova connaturazione alla legge, che sarà,
come ho detto prima, la legge del triplice prezzo.
Il commerciante sarà costretto ad esporre la propria merce con
tre prezzi - vorrei che questo fosse chiaro - e credo che le due
cose siano incompatibili.
Mi dichiaro contrario a questo tipo di soluzione.
PRESIDENTE Abbiamo capito che finisce per avere ragione
l'onorevole Spampinato sulle sue argomentazioni.
SPAMPINATO Mi fa piacere sentirle dire che anch'io posso
avere ragione.
PRESIDENTE Non perchè lei sia un rappresentante
dell'opposizione il fatto che abbia ragione per me è
sorprendente, ma rientra nella logica della democrazia anche
questo.
SPEZIALE Dichiaro di ritenere l'emendamento aggiuntivo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Non ho difficoltà a porlo in votazione però devo dire una cosa,
onorevole Fleres, me lo consenta: questa è una materia che
attiene ai diritti fondamentali, ai doveri fondamentali, ad un
tema così importante che riguarda decine e decine di migliaia di
operatori che difficilmente possono riconoscersi in un processo
legislativo, quale stiamo vivendo in questo istante così caotico,
confuso e compromissorio.
Onorevole Fleres, se lei come ha dimostrato di fare nel corso
di questi mesi, tiene molto a questa legge, in questo momento,
sta dimostrando di tenerci relativamente, perché la legge, con
questa introduzione, subisce un radicale cambiamento.
Non è compito mio entrare nel merito; sono il Presidente e devo
attenermi ai fatti.
Chiedo soltanto un moto di senso di responsabilità, per
discutere meglio della cosa, non questa sera, ma nella pienezza
dei poteri dell'Assemblea, sia numericamente, sia dal punto di
vista dell'attenzione.
Facendo riferimento all'emendamento dell'onorevole Formica,
aggiungo che si tratta di un emendamento sostanziale, anche se
improvvisamente presentato e, probabilmente, estemporaneamente
presentato. E' un emendamento che si prefigge di ristorare i
danni che fatalmente questa legge potrebbe provocare al mondo dei
commercianti che, in questo momento, ...
LIOTTA E che si scaricherebbe sui consumatori di nuovo.
PRESIDENTE Onorevole Liotta, anch'io ho il diritto di
esprimere un'opinione che, in questo momento, non intendo nè
demonizzare nè lasciare a delibitum, nell'interesse di
un'Assemblea in questo istante molto distratta e molto legata a
fattori di schieramento.
Non posso quindi dichiarare improponibile, onorevole Fleres,
l'emendamento dell'onorevole Formica, perchè...
FLERES Non ha copertura finanziaria.
PRESIDENTE Un momento, fatemi finire di parlare. Si tratta di
un argomento assolutamente legato alla materia e stiamo parlando
di un emendamento coerente con la materia e, per la copertura, si
può benissimo rinviare alla Commissione Bilancio.
Qualora la Commissione Bilancio lo respinga, il discorso
cambia, ma dire - come mi è stato detto informalmente - che, non
avendo copertura, va rinviato alla finanziaria, significa
ammettere che un danno ai commercianti viene provocato, rinviando
la soluzione ad un livello successivo.
Questo non mi sembra un buon modo di approvare una legge.
Vorrei muovere quindi un ultimo richiamo al senso di
responsabilità e sospendere, come peraltro molti di voi hanno già
fatto, la materia per arrivare a domani e riflettere meglio. Se
c'è, come vedo, un orientamento di base abbastanza collegiale,
una soluzione si trova.
Devo ripetere però che, a questo punto, il richiamo
dell'onorevole Spampinato è da me condiviso perfettamente ed è un
richiamo che mi porta a tornare all'invito di soprassedere e
rinviare a domani.
La mia non è una proposta formale. Potrei avvalermi del mio
diritto di sospendere, ma capisco che è materia così delicata che
un atto di forza del Presidente non avrebbe nessuna motivazione
e, soprattutto, nessun riconoscimento.
Mi appello alla volontà dei Gruppi parlamentari.
MICCICHE' Ma c'è anche una mia richiesta in questo senso.
PRESIDENTE Ed è proprio per questo che ritengo che stiamo
agendo con estrema disinvoltura.
Si tratta comunque di una discussione che posso interrompere
affidandomi al senso di responsabilità dell'Assemblea.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, raccolgo
assolutamente l'invito della Presidenza, ancorché l'emendamento
presentato dall'onorevole Formica, che pone un problema di
copertura finanziaria; esso non fa altro che risolvere quanto
avevo lamentato nel corso della discussione generale nei
confronti di questa legge.
L'emendamento del Presidente del Gruppo AN, gruppo di
maggioranza, non fa altro che ribadire che questa norma che
stiamo discutendo è un aggravio di costo nei confronti dei
commercianti.
E per quanta copertura finanziaria noi potremo trovare nei
confronti di questa norma, mi chiedo - e mi rivolgo sicuramente
alla maggioranza - qual è, quale doveva essere l'intento di
questa legge.
Aiutare il consumatore?
Aiutare il consumatore, gravando sul bilancio della Regione?
Personalmente, non la ritengo un aiuto.
Ricordo che, nei primi anni '80, c'era uno Stato che stampava
BOT e CCT pagando interessi stratosferici e la gente comprava
questi titoli senza rendersi conto che, parallelamente. aumentava
l'indebitamento dello Stato e, quindi, la pressione fiscale; il
costo del denaro andava alle stelle e ci siamo ritrovati, a
distanza di vent'anni, con una voragine nel bilancio dello
Stato.
Anche con questa formulazione, pertanto, onorevole Formica, che
è logica, non si fa altro che certificare che questa è una legge
sbagliata.
Non capisco perché dobbiamo intestardirci a fare norme che
sanno - scusatemi, non voglio mancare di rispetto ai proponenti,
lungi da me il mancare di rispetto - di demagogia e non
producono effetti reali.
Ripeto, la tecnica del prezzo in lire e in euro avrebbe avuto
una logica due anni prima dell'entrata in vigore dell'euro, non
dopo tre anni. Ho voluto fare l'esempio di chi vende i prodotti
per l'edilizia e si trova con 50 mila articoli nel suo magazzino.
Approviamo una legge che chiede a questo commerciante di
mettere mano a 50 mila articoli e fare di nuovo una conversione
con una moneta che non esiste più; di questo infatti stiamo
parlando.
E' un ritorno al passato. E' offensivo nei confronti del popolo
perché è come se il Parlamento si arrogasse il diritto di dire
che i siciliani, siccome non sanno leggere l'euro, hanno bisogno
di una norma che li porti di nuovo a leggere la lira. Questo
stiamo dicendo.
FLERES Lei vuole difendere i commercianti disonesti.
ACIERNO Voglio difendere ancora il mio diritto di parlare in
quest'Aula e non è il Parlamento che si deve occupare di
commercianti disonesti, sono altri gli organi.
Ho assistito spesso, da parte del centrosinistra, a processi
giudiziari in quest'Aula alla politica e non mi metterò dalla
parte di questi. Mi auguro che anche lei abbia la serenità di non
fare giudizi sommari nell'Aula.
Siamo preposti a fare leggi e mi rifiuto, a tre anni
dall'entrata in vigore della nuova moneta in Italia, di tornare
ad una moneta che non esiste più e, inoltre, andare a pesare
sulle casse della Regione e, quindi, sui contribuenti, perché la
Regione si fa pagare le tasse dai cittadini, per approvare una
legge che non serve a niente se non a fare un po' di demagogia e
illudere ancora una volta.
Noi siamo quelli - e ce ne dobbiamo assumere tutti la
responsabilità - di avere illuso gli italiani che con l'euro
eravamo diventati tutti ricchi e ci siamo impoveriti tutti. E
adesso la Regione siciliana vuole varare una legge che vuole
illudere ancora una volta i cittadini di tornare ad essere ricchi
perché da domani troveranno il prezzo in lire e il prezzo in
euro. Questo per me non è un modo di procedere.
Credo, signor Presidente, lei ha dichiarato, ed è sua facoltà,
ammissibile questo emendamento.
Considerati i precedenti molto recenti sul rinvio in
Commissione Bilancio e sulla sospensione della trattazione della
legge - e mi riferisco a non più tardi di una settimana fa -
forte della prassi, anche se lei sa che odio la prassi, anche io
preferirei sempre lavorare sulle norme scritte, ma la prassi
diventa norma perché ormai è stato stabilito in più sedute in
quest'Aula, avendo lei dichiarato ammissibile l'emendamento,
chiedo di sospendere i lavori sulla legge, di rinviare in
Commissione l'emendamento a firma dell'onorevole Formica e di
ritornare ad esaminare la legge dopo che la Commissione Bilancio
si sarà espressa sull'emendamento.
INCARDONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, rinuncio al mio intervento e mi
rimetto a quanto detto dall'onorevole Acierno.
NICOTRA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
NICOTRA Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola questa sera nella doppia veste di commerciante perché ho
fornito i volantini all'onorevole Fleres.
Ritengo che non ci sia bisogno dell'emendamento dell'onorevole
Formica perché non c'è nessun aggravio di costi ad attuare il
doppio prezzo; questo è solo un modo per mettere un dischetto nel
computer ed indicare non solo l'euro, ma il prezzo in lire.
Non è sicuramente un aggravio di spesa e, se vogliamo approvare
quest'emendamento e dare un rimborso ai commercianti, ne sarò
lieto perché sono il primo ad usufruire di quest'eventuale
rimborso.
Ma dico - e lo sottoscrivo - che non c'è nessun aggravio di
spesa; cosa diversa è l'eventuale proposta e sono d'accordo con
l'onorevole Spampinato, di indicare il triplo prezzo: il prezzo
all'origine,.
Qual è il prezzo all'origine di un prodotto agricolo, quando il
prodotto agricolo passa da quattro o cinque eventuali mani, per
arrivare al consumatore finale?
Qual è il prezzo in fattura che bisogna poi evidenziare nel
battente al prezzo al pubblico. A quel punto, diventerebbe
veramente un problema ed un aggravio per il commerciante.
Ritengo quindi che questa legge la si vuole far passare per
facilitare ancor oggi chi ha problemi, per esempio, le persone
anziane che hanno ancora delle difficoltà nella conversione
dell'euro in lire. Indubbiamente, qual è la questione?
Sicuramente, quando andiamo in pizzeria, al ristorante - e là
non si cambia ogni giorno - far capire che effettivamente un
pizza costa non più dieci euro, ma vale ventimila lire di una
volta. Il consumatore si renderà conto effettivamente del cambio
che c'è stato.
Il doppio prezzo va evidenziato su alcune cose ed è giusto
perché, così facendo, questa legge evidenzia come, per alcuni
prodotti, il cambio abbia prodotto effetti negativi.
Ritengo dunque che il problema dell'emendamento non abbia
bisogno neanche di essere discusso, perché non c'è assolutamente
quest'aggravio di spesa nel mettere il doppio prezzo. E' infatti
una cosa che facciamo dall'inizio, che continuiamo a fare e che
continueremo a fare, perché non ci costa nulla.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento
a quanti sostengono che il doppio prezzo non ha nessuna efficacia
e che è tardivo, voglio solo ricordare che, quando in Francia i
vecchi franchi sono stati tramutati in nuovi franchi, il Governo
ha imposto, per dieci anni, il doppio prezzo e che, ancora oggi,
in Francia la gente ragiona in vecchi franchi e nuovi franchi, a
distanza di trent'anni.
Non è vero quindi che l'introduzione del doppio prezzo non ha
un effetto calmieratore. Qual è la ratio dell'emendamento
presentato?
Un conto era se il doppio prezzo fosse stato previsto al
momento del concambio e, in quel momento, certamente, non avrebbe
avuto costi aggiuntivi, perché ciò era obbligatorio per tutti,
perché si passava dalla lira all'euro; in quella fase non avrebbe
avuto nessun costo aggiuntivo.
Oggi, invece, anche in ragione ed in virtù dell'altro
emendamento approvato e del fatto che si passa a prevedere il
prezzo alla fonte, per molti commercianti, per i piccoli
commercianti, soprattutto, questo rappresenta un costo.
Un Parlamento non può legiferare scaricando su una categoria i
costi della legge che va ad approvare, senza tenere conto di ciò
che poi si riverbererà sui prezzi che, comunque, pagherà il
cittadino.
Considerato quindi il fatto che questo disegno di legge entrerà
in vigore dopo quattro anni, bisogna prevedere una forma di
provvidenza a favore di coloro i quali non hanno risorse
economiche per provvedere e, quindi, non scaricare poi sul prezzo
finale.
Un Parlamento responsabile non può, nel momento in cui
legifera, non andare a prevedere quelle che saranno le
conseguenze della legge che sta approvando. Ecco perchè ho
presentato l'emendamento 1.1.1.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
invitare la Commissione a prestare una maggiore attenzione
all'emendamento aggiuntivo dell'onorevole Speziale.
In più circostanze, anche insieme al Presidente della
Commissione, onorevole Infurna, abbiamo partecipato a diversi
incontri con produttori, con commercianti e devo dire che questa
individuazione del doppio prezzo, della tracciabilità del prezzo,
rispetto al prezzo del produttore e quello ad dettaglio può
nascondere un'arma a doppio taglio perchè, oltre all'aggravio di
costi che sono non pochi per il commerciante - e lì ha ragione
l'onorevole Formica - c'è in più l'eventuale e non difficile, un
corollario quasi naturale, mettere contro la classe dei
commercianti e quella dei produttori e, comunque, inasprire i
consumatori rispetto al commerciante perchè difficilmente il
consumatore potrà capire quali sono gli aggravi dei costi di
quella merce rispetto alla produzione e, quindi, creiamo una
guerra tra poveri che non serve a nessuno.
Cosa diversa credo sia la natura del disegno di legge
presentato dagli onorevoli Fleres e Catania che certamente, come
dice l'onorevole Nicotra, non hanno nessun aggravio di costi,
basta una calcolatrice, serve solo a creare trasparenza nel
prezzo; si può essere d'accordo o meno con questo disegno di
legge ma ci sono certamente delle persone anziane che hanno
tuttora difficoltà a capire il valore dell'euro e, quindi, la
maggiora trasparenza dell'indicazione del prezzo anche in lire
può servire innanzi tutto all'anziano.
Io stessa, da trentenne laureata, vi confesso che alla cassa
spesso e volentieri calcolo il cambio in lire per capire quanto
mi sta costando un paio di scarpe. Devo dire che la lira non
esiste più da tre anni ma, onorevole Acierno, esiste ancora nella
nostra testa E, purtroppo, nella testa di molti anziani esiste
esclusivamente la lira.
Cosa diversa è l'emendamento dell'onorevole Speziale, per il
quale devo dire che sono personalmente in disaccordo perchè crea
una guerra tra classi, tra produttore e commerciante e
consumatore perchè davvero crea un aggravio di costi; per il
doppio prezzo euro-lire basta una calcolatrice, serve a fare
trasparenza e andare incontro anche all'esigenza di qualcuno un
po' più ignorante o dell'anziano che ha difficoltà a recepire -
mi riferisco ad un ottantenne o ad un settantenne quello che è
l'euro; la lira invece è rimasta nella loro testa, come è rimasta
nella testa di molti di noi, onorevole Acierno.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
difesa del doppio regolamento, anzichè del doppio prezzo,
invitando questa Presidenza ad una conduzione dei lavori d'Aula,
sebbene l'ora tarda, ma nel rispetto del regolamento e certamente
del lavoro e dello sforzo di quei parlamentari che, fino alle
22.30, sono qui a svolgere il loro compito.
Sull'emendamento dell'onorevole Formica, lo dico al collega,
pare che non ci sia la copertura necessaria. Possiamo anche
condividere il merito dell'emendamento ma invito la Presidenza e
l'Assemblea a tenere in debito conto che l'emendamento presentato
dall'onorevole Formica non ha la copertura finanziaria e, a
questo punto, per dare conto del lavoro svolto in Aula nel
pomeriggio e in serata, Signor Presidente, la invito al rispetto
del regolamento, del nostro sforzo ed a continuare i lavori
d'Aula, considerato che sono stati già presi degli altri impegni
che dovranno essere portati a termine domani, andando avanti su
questo disegno di legge.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il
bisogno di intervenire perché si è
fatto tardi e si sta trascinando una discussione, sinceramente,
incredibile.
Stiamo tentando di approvare un disegno di legge che avrebbe
avuto bisogno di una discussione molto più semplice che si è
complicata e credo che sia doveroso, per tutto il Parlamento,
prendere atto dello stato dell'arte per renderci conto che non ci
sono le condizioni per procedere.
Lei aveva fatto una ipotesi di aggiornare a domani, sistemare
meglio probabilmente i testi e le disponibilità della Commissione
sui singoli emendamenti e ritengo che la sua ipotesi debba essere
accolta perché, altrimenti, ci si costringe, appena si passa alla
votazione, a richiedere la verifica del numero legale ed il
problema lo risolviamo; facciamo questo e si verifica che non ci
siete perché vi siete fatti l'ostruzionismo sulla legge, perché
volevate farla e vi siete fatti l'ostruzionismo.
Della maggioranza avete parlato in sette. Adesso prendo atto
che siete impegnati a farvi l'ostruzionismo; ma noi non siamo
disponibili a sopportarlo oltre tutto ciò Noi volevamo votare
subito.
SAVARINO Abbiamo parlato sul vostro emendamento.
CRISAFULLI Ho capito cosa ha fatto lei, onorevole Savarino.
Lei ha contribuito a fare in modo che io chiedessi il numero
legale, così adesso la discussione è chiusa.
PRESIDENTE Scusi, onorevole Crisafulli, non ho ascoltato bene
il passaggio sulla richiesta del numero legale.
CRISAFULLI Signor Presidente, io mi sono adeguato alla sua
richiesta e se non dovesse essere accolta, chiederò la verifica
del numero legale.
FLERES Anche noi chiediamo la verifica del numero legale.
Richiesta di verifica del numero legale
CRISAFULLI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Miccichè, Oddo,
Speziale e Culicchia)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale:
Presenti ......24
L'Assemblea non è in numero legale
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 12
ottobre 2005, ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 453 - Interventi per scongiurare la chiusura, a
Palermo, del Centro Unificato Automazione
Servizi di Poste S.p.A..
ZANGARA - BARBAGALLO - GURRIERI - GENOVESE
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
774/A) (Seguito)
2) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
3) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 (n. 977/A) (Seguito)
4) Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
5) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di camere di commercio (nn. 392-402-763 - Stralcio I/A)
(Seguito)
6) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciate II/A)
IV - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi con le
isole minori (n. 1053/A)
V - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VI - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 22.31
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA N. 319
DISEGNO DI LEGGE N. 1053/A NORME SUI CONTRATTI RELATIVI AI
COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI
-All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Art. 1
Il richiamo contenuto nei contratti di affidamento del servizio
di collegamento marittimo con le isole minori alla norma di cui
all'articolo 44 della legge 23.12.1994, n. 724 va interpretato
ed applicato nel senso che la revisione periodica dei prezzi
deve essere calcolata secondo le disposizioni dell'articolo 6,
commi 4 e 6, della legge 24.12.1993, n. 537 (nel testo
modificato dalla legge n. 724/94) mediante istruttoria condotta
dai dirigenti responsabili con l'ausilio dell'ISTAT e delle
Camere di Commercio previo accertamento da parte loro
dell'incidenza dei singoli costi eventualmente aumentati
rispetto al costo complessivo del servizio.
DISEGNO DI LEGGE N. 1023/A NORME SULL'ESPOSIZIONE AL PUBBLICO
DEI PREZZI DEI PRODOTTI IN VENDITA
-All'articolo 1:
Subemendamento A1.1:
Dopo la parola prodotti aggiungere la parola
ortofrutticoli .
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
la Chiesa del Convento è stata chiusa al culto nel 1960 e da
allora ha subìto numerosi saccheggi nel corso dei quali è stata
depredata di gran parte degli arredi e delle suppellettili;
in merito al recupero e alla valorizzazione dell'istituto sacro
in oggetto si era espressa anche la Sovrintendenza di Catania che
aveva provveduto a tracciare un progetto di massima;
per sapere:
quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere al recupero e
alla tutela della Chiesa del Convento e per quali motivi non vi
abbia provveduto lasciandola in balìa di ladri e saccheggiatori;
quali interventi intenda porre in essere per ristrutturare
l'antico edificio e quale destinazione ritiene di dover conferire
allo stesso.» (1704)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza).
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione n. 1704, si
comunica che questo Assessorato ha pubblicato sulla GURS n. 53
del 10 dicembre 2004 la circolare del 12 novembre 2004, n. 3243,
contenente le direttive agli enti di culto e formazione
religiosa, di beneficenza ed assistenza, l.r. 26 gennaio 1953, n.
2 (cap. 672005), ed agli enti morali di assistenza e beneficenza,
aventi finalità culturali, educative e sociali, l.r. 30.12.1960,
n. 47 (capitolo 672005), per la presentazione delle istanze di
finanziamento entro il 31 marzo 2005, data di scadenza dei
termini di presentazione. In relazione a ciò ed effettuate le
opportune ricerche non è risultata agli atti della UOB competente
nessuna istanza di finanziamento riferita alla Chiesa di cui
all'interrogazione.
Pertanto si rimanda all'uscita della prossima circolare».
L'Assessore PARLAVECCHIO
TUMINO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla
Presidenza, premesso che:
nella G.U.R.S. n. 53 del 10/12/2004 è stato pubblicato il
decreto della Protezione Civile del 23/11/2004 Regolamento della
costituzione della colonna mobile regionale del volontariato
della Sicilia orientale e quadro riepilogativo della relativa
composizione che riguarda, appunto, la costituzione e il
funzionamento della colonna mobile del volontariato per le
attività di protezione civile della Sicilia orientale
(CO.MO.RE.V.1) e precisamente delle Province di Catania, Messina,
Ragusa e Siracusa;
la CO.MO.RE.V.1 è una struttura di pronto impiego composta
dalle organizzazioni di volontariato ed è in grado di attivarsi
rapidamente, con proprie risorse, per fronteggiare le situazioni
di emergenza nell'ambito del territorio regionale;
con la mia interrogazione n. 596 del 27/05/2002, rivolta a
codeste autorità, ho chiesto l'applicazione anche alla provincia
di Enna dei benefici e delle disposizioni previste per le zone
colpite dagli eventi sismici del 1990 che si limitano a
considerare Catania, Messina, Siracusa e Ragusa;
per ciò che concerne la formazione, le associazioni di
volontariato dell'Ennese sono state inserite tra quelle della
Sicilia orientale;
esiste una Unità Operativa di Base, la XVII, del Servizio
Sicilia orientale del Dipartimento regionale di Protezione Civile
con sede in Enna;
la struttura della protezione civile della provincia di Enna
viene, con intelligenza e lungimiranza, potenziata prevedendo
anche la presenza di importanti sedi regionali;
per sapere:
perché la Provincia di Enna non sia stata inserita, pur facendo
parte integrante della Sicilia orientale, nella suddetta
CO.MO.RE.V.1;
come ed entro quali tempi il Governo ritiene di intervenire
affinché la provincia di Enna venga inserita nel CO.MO.RE.V. 1
della Sicilia Orientale.» (1994)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione n. 1994, si
rappresenta quanto segue.
Con DDG n. 9 del 24 gennaio 2002 e integrato con i successivi
DDG n. 15 del 18 febbraio 2002 e n 32 del 2 aprile 2002 è stato
costituito un gruppo di lavoro con il compito di individuare gli
atti procedurali per la formale costituzione della colonna mobile
del volontariato della Sicilia orientale; tale gruppo di lavoro
ha pertanto curato la redazione del regolamento di costituzione e
funzionamento della Colonna mobile del volontariato di protezione
civile della Sicilia orientale, nonché la dotazione in termini di
attrezzatura e mezzi da affidare in convenzione alle
Organizzazioni di volontariato.
Nell'attività di prima stesura del regolamento, la provincia di
Enna era inserita quale componente della colonna mobile del
volontariato; pur tuttavia all'epoca si è ritenuto che non era
possibile continuare a mantenere all'interno del CO.MO.RE.V. 1
anche tale provincia in quanto la fonte di finanziamento
individuata per la costituzione e funzionamento di tale colonna è
quella relativa agli eventi sismici del 1990, che, come è noto,
destina le risorse alle province di Messina, Catania, Siracusa e
Ragusa.
Si tiene a precisare, tuttavia, che la costituzione della
colonna mobile, così come prevista dal decreto dirigenziale
pubblicato sulla GURS n. 53 del 10 dicembre 2004, è in atto in
fase di riconsiderazione, alla luce delle recenti esperienze
maturate, in quanto si ritiene che la struttura prevista possa
essere migliorata nella sua flessibilità, aggiornata
tecnologicamente e idoneamente raccordata con quella della
Sicilia occidentale, ovvero, improntata su un'unica struttura
regionale articolata per provincia.
Si rassicura, pertanto, sull'inserimento della Provincia di
Enna fra quelle che costituiranno la Colonna mobile regionale.»
L'Assessore CIMINO
GALLETTI - ORTISI - MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO.- «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori pubblici,
premesso che:
le avverse condizioni metereologiche con le eccezionali piogge
e nevicate hanno messo a dura prova il territorio circostante il
comune di Mussomeli (CL), provocando una voragine di oltre 1 Km
nelle vie di accesso al territorio dello stesso comune e
impedendo la viabilità con conseguente isolamento della zona;
considerato che la popolazione di Mussomeli non è disposta a
sopportare ulteriori condizioni di disagio oltre a quelle
derivanti dalla grave crisi economica, sociale ed occupazionale;
ritenuto che la soluzione recentemente adottata, cioè quella di
deviare il traffico sulla provinciale per Mappa e sulla Sutera
Fondo - Valle, non può reggere a lungo termine, trattandosi di
strade per lo più rurali, adatte soltanto per gite turistiche e
non certamente idonee a sopportare il passaggio quotidiano di
autovetture e di mezzi pesanti;
accertato che anche la strada che da Sutera scende a valle
comincia a registrare i primi fenomeni franosi;
per sapere se non ritenga urgente intervenire per riconoscere
lo stato di calamità naturale e per richiedere tutti gli
interventi necessari di protezione civile, con adeguate risorse
finanziarie.» (2084)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2084, si
rappresenta quanto segue.
In data 1-2 febbraio 2005 si è verificato un evento franoso
sulla S.P. 23, dal km 28+700 al km 28+950, nel territorio di
Mussomeli, che ha provocato l'interruzione della suddetta via
creando notevole vulnus agli abitanti della cittadina e dei paesi
limitrofi; l'evento non ha direttamente coinvolto alcuna persona
e nella zona insistono soltanto attività agricole.
Nei giorni immediatamente successivi, il Dipartimento regionale
di protezione civile ha provveduto ad effettuare opportuni
sopralluoghi ed accertamenti tecnici per verificare lo sviluppo
del fenomeno; per la determinazione del più appropriato
intervento è stato istituito un tavolo tecnico, coordinato dal
Dipartimento regionale di protezione civile, composto dal
dirigente dell'Ufficio del Genio civile di Caltanissetta, dal
dirigente dell'UTC di Mussomeli, da funzionari dell'U.T. e della
P.C. della Provincia regionale di Caltanissetta e dal dirigente
della UOB X del DRPC che ha verificato tutte le possibili
soluzioni tecniche, compresa la realizzazione di un tracciato
alternativo.
La Giunta regionale di Governo, con delibera n. 39 dell'11
febbraio 2005, ha dichiarato, ai sensi dell'art. 3 della l.r. 18
maggio 1995, n. 42, lo stato di calamità naturale nella provincia
di Caltanissetta per i territori dei comuni di Mussomeli e
Sutera, e con delibera n. 40 dell'11 febbraio 2005 ha avanzato ai
competenti organi dello Stato, ai sensi dell'art. 5 della legge
24 febbraio 1992, n. 225, la richiesta dello stato di emergenza.
Il DRPC ha, quindi, affidato la progettazione di una viabilità
alternativa a quella interrotta sulla S.P. 23 e suo ripristino
nel territorio di Mussomeli, compreso un primo ed urgente studio
geologico comprensivo di indagini e monitoraggi che è già in via
di ultimazione.
Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 marzo
2005 è stato dichiarato lo stato di emergenza del comune di
Mussomeli e per l'attuazione degli interventi diretti a
fronteggiare l'emergenza è stata emanata l'OPCM n. 3432/05,
nominando quale commissario delegato per il superamento dello
stato di emergenza il Prefetto di Caltanissetta.
Il DRPC ha predisposto, nelle more di un intervento definitivo,
il progetto per la realizzazione dei lavori in imperiosa urgenza
per il ripristino provvisorio della viabilità sul tratto in frana
della S.P. 23 in contrada Gorgazzi-Testacotta in agro di
Mussomeli. L'importo complessivo della perizia ammonta ad euro
233.000,00, di cui euro 179.116,54 per lavori a b.a. ed euro
53.883,46 per somme a disposizione dell'Amministrazione.
In data 16 giugno 2005 è stata espletata la relativa gara
informale che è stata aggiudicata alla ditta PM Costruzioni srl,
con sede in Mussomeli, via Milano n. 3. La consegna dei lavori è
avvenuta il giorno 29 luglio 2005 e gli stessi procedono
regolarmente e saranno completati puntualmente entro il mese di
settembre con la riapertura al traffico. Nel mese di agosto,
tuttavia, potrà essere consentito già il traffico ai veicoli
anche se in modo controllato.»
L'Assessore CIMINO
LIOTTA.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore alla
Presidenza, premesso che:
la circolare n. 71 del 14/12/2004 della Presidenza della
Regione indicava le linee di indirizzo per la individuazione di
edifici da adibire a nuove sedi degli uffici periferici
regionali, quali l'IPA di Catania, la SOAT, l'Ispettorato
ripartimentale delle foreste, la ripartizione faunistico
venatoria;
la suddetta circolare chiarisce inequivocabilmente che si
possa procedere ad una ricerca di mercato, per le sedi di cui
trattasi, soltanto 'una volta accertata l'impossibilità di
utilizzare in loco edifici demaniali da adibire all'uso di cui
sopra';
considerato che:
la Presidenza della Regione ha privilegiato la scelta di locali
decentrati in zona periferica priva di adeguati collegamenti e
parcheggi nonostante vi siano immobili di proprietà del demanio
regionale, come il Palazzo dell'ex ESA in Piazza S. Domenico,
situati nel centro di Catania e idonei ad ospitare gli uffici;
la soluzione individuata comporta sia per il personale che per
gli utenti un aggravio di spesa e naturalmente un incremento
nella spesa degli affitti, come si può evincere dal prospetto qui
riportato:
Uffici Affitti vecchie sedi
Affitti nuova sede
I.P.A. Catania euro 190.123,36
euro 249.922,80
Ispett. Forestale CT. euro 86.000,00
euro 250.000,00 circa
Soat Catania 21 euro 18.592,45
euro 60.360,00
Ripart. Faunistica- euro 25.218,59
euro 48.000,00
venatoria Catania
Totale euro 319.934,20
euro 608.282,80
per sapere quali misure intendano adottare allo scopo di
ottemperare a quanto dichiarato nell'ultimo capoverso della
citata circolare n. 71 del 14/12/2004 in cui si legge che 'tra
gli obiettivi del Governo regionale vi è l'ottimizzazione e la
razionalizzazione dell'uso degli immobili di proprietà regionale
ai fini del contenimento della spesa'.» (2236)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2236, si
rappresenta quanto segue.
Corre l'obbligo informare che la Presidenza privilegia
l'utilizzo del patrimonio immobiliare regionale ai fini
istituzionali, ove ciò sia compatibile con l'uso preordinato cui
l'immobile ex lege o iure privatorum è destinato. Resta inteso
che, ove l'immobile non assolva più la funzione originaria
impressagli, lo stesso viene riqualificato per un uso in primis
governativo-istituzionale.
Nel caso, gli immobili suscettibili di utilizzo governativo,
ubicati nel territorio di Catania, sono già destinati all'uso
pubblico per i compiti istituzionali della regione e di altri
enti pubblici; in conseguenza di ciò si è reso necessario, attese
le esigenze logistiche manifestate dai capi degli Uffici , che
rivestono ex lege la qualità di datore di lavoro, ricorre al
mercato immobiliare privato, essendo disponibili, per i motivi
suddetti, immobili demaniali.
Per quanto concerne nello specifico gli immobili di via San
Giuseppe La Rena, si deve rimandare, in ordine alle procedure
esperite, ai verbali redatti e sottoscritti anche dai predetti
datori di lavoro - da cui risulta che i locali sono stati
rilevati previa pubblicazione di bando di ricerca di mercato su
quotidiano locale.
La trattativa si è poi sviluppata negli anni fino a
concludersi, previa acquisizione dei relativi pareri di congruità
rilasciati dall'Agenzia del demanio e della documentazione di
rito, con la stipula dei contratti di locazione sottoscritti cai
capi degli Uffici che previamente hanno verificato l'idoneità dei
locali in rapporto alle esigenze del proprio ufficio ed ai lavori
eseguiti dalla Proprietà giusta loro richiesta.
Vale la pena di aggiungere che lo schema di contratto di
locazione adottato dalla Presidenza, anche per gli immobili che
qui interessano, contiene, secondo le istruzioni
dell'Amministrazione finanziaria, altresì all'art. 9 l'opzione di
acquisto da parte della Regione affinché la stessa possa
eventualmente procedere ex art. 47 l.r. 4 del 2003, mediante
accensione mutuo con i canoni liquidati nel biennio quale
anticipo del prezzo di acquisto.
Per quanto riguarda l'immobile di proprietà dell'ESA, sito in
via Bernardo Beato n. 5, Catania, con nota prot. n. 54031 del 25
maggio 2005, questa Presidenza ha richiesto all'Assessorato
agricoltura e foreste notizie al riguardo al fine di utilizzarlo
per allocarvi uffici regionali, atteso che l'articolo 70 della
l.r. 6 del 2001 ha previsto l'utilizzo gratuito per fini
istituzionali dei beni immobili di proprietà degli enti e delle
aziende autonome, finanziati dalla Regione e sottoposti a tutela
e vigilanza della medesima.
L'Ente medesimo, con nota prot. 465 del 15 giugno 2005, ha
comunicato che il Palazzo ESA' è utilizzato come segue:
1. 1 piano sede provinciale ESA che ospita gli uffici dell'ICE;
2. 2 piano in locazione all'Università di Catania;
3. 3 piano in locazione al CIFDA, al CORERAS;
4. 4 , 5 e 6 piano: in locazione al Comune di Catania il quale
non intende rilasciarli, nonostante sia pendente una sentenza di
sfratto per finita locazione.
Con la stessa nota, l'ESA ha altresì comunicato che, allo stato
attuale, nel Palazzo sono disponibili solamente n. 9,5 vani al
terzo piano utilizzabili dopo un sostanzioso intervento di
manutenzione straordinaria.»
L'Assessore CIMINO