Presidenza del vicepresidente Fleres
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo, per la presente
seduta, l'onorevole Manzullo e, per motivi istituzionali,
l'assessore D'Aquino.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta da parte dell'Assessore
per il Lavoro la risposta scritta alla seguente interrogazione:
N. 1804 - Notizie in merito alla validità dei corsi di
formazione professionale di operatore socio-assistenziale (OSA).
Firmatario: Confalone Giancarlo.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
Numero 453 Interventi per scongiurare la chiusura, a Palermo,
del Centro Unificato Automazione Servizi di Poste S.p.A. , degli
onorevoli Zangara, Barbagallo, Gurrieri e Genovese.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale siciliana
PREMESSO che:
Poste S.p.A. è proprietaria dell'immobile sito in Palermo, via
Briuccia, destinato a Centro unificato automazione
Servizi (CUAS);
detto Centro si occupa della lavorazione dei bollettini postali
di Sicilia e Calabria e, con l'ausilio di impianti
tecnologicamente avanzati, effettua servizi come la
microfilmatura, l'archivio elettronico, la rendicontazione alla
clientela e l'invio dei bollettini;
il CUAS di Palermo è l'unico ad avere registrato, in chiara
controtendenza rispetto agli altri centri dislocati nel Paese, un
aumento del volume dei bollettini lavorati (circa duecentomila
all'anno), per i quali riesce anche ad assicurare, in caso di
difficoltà o smarrimento delle ricevute, un puntuale riscontro
alle richieste della clientela postale;
PREMESSO altresì che:
Poste S.p.A. ha annunciato di voler chiudere il Centro
unificato automazione servizi (CUAS) di via Briuccia a Palermo e
di trasferire altrove servizi e personale dello stesso, con grave
pregiudizio per i livelli occupazionali esistenti;
tale misura, qualora realmente adottata, finirebbe col fare
gravare solo sul CUAS di Palermo il ridimensionamento delle unità
lavorative prospettato in ambito nazionale da Poste S.p.A., in
quanto la chiusura del CUAS di Palermo annullerebbe, da sola, gli
esuberi di tutta Italia, pari a 187 unità;
CONSIDERATO che:
l'eventuale chiusura del CUAS di Palermo si pone in palese
contraddizione rispetto all'esigenza di attuare una concreta
politica di sviluppo del Mezzogiorno d'Italia che passa
necessariamente per la salvaguardia di servizi e posti di lavoro
già esistenti,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ad intervenire presso il competente Ministero delle
Comunicazioni e presso la Direzione generale di Poste S.p.A. per
scongiurare, in ogni modo, la chiusura di un centro altamente
specializzato e di fondamentale importanza per i servizi postali
del Mezzogiorno d'Italia e della città di Palermo in
particolare.» (453)
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
data di discussione della predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
invitare la Presidenza ad intervenire presso il Presidente della
Regione in quanto stamattina, in IV Commissione, dovevamo esitare
la nuova norma presentata dal Governo per sanare i tagli prodotti
dal Commissario dello Stato sulla legge quadro sul turismo in
merito al personale delle AST e delle APT.
Il Governo ha presentato tempestivamente la norma in
Parlamento, ed ancor più tempestivamente la Commissione si è
fatta carico di esaminarla per tentare di risolvere il problema
di questi dipendenti, convocando la Commissione alle 10.30 di
stamattina. Ebbene, abbiamo atteso invano fino a mezzogiorno
l'arrivo dell'assessore al ramo, l'assessore Granata.
Ed ancora, ieri pomeriggio l'Aula ha incardinato un disegno di
legge fissando il termine regolamentare per la presentazione
degli emendamenti; siccome sono stati presentati emendamenti che
prevedevano spesa, gli stessi sono stati inviati in Commissione
Bilancio per il parere.
La Commissione Bilancio è stata convocata alle 16.30 e, come da
Regolamento, alle 17.30 il Presidente ha dovuto chiudere la
seduta perché il Governo - l'assessore Cintola - non si è
presentato.
Ritengo un fatto gravissimo che il Governo non si presenti
nelle Commissioni legislative, bloccando di fatto l'attività
legislativa. Ecco perché chiedo alla Presidenza di farsi carico
presso il Presidente della Regione affinché questo atteggiamento
irrispettoso nei confronti del Parlamento non si verifichi più.
PRESIDENTE La Presidenza si farà carico di segnalare al
Presidente della Regione l'opportunità di assicurare la presenza
dell'assessore competente, o comunque di un membro del Governo,
durante i lavori delle Commissioni, soprattutto quando si devono
affrontare tematiche così urgenti che rischiano di paralizzare
iniziative legislative già approvate da quest'Aula.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti.
Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del Genio civile
e la prevenzione del rischio sismico» (nn. 771-774/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico »
(nn. 771-774/A), posto al numero 1)
Invito i componenti la quarta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che ieri, in sede di discussione
generale, è stato stabilito di sospendere la discussione del
disegno di legge sulla riforma degli appalti in quanto si
delineavano delle difficoltà nel percorso d'Aula.
E' opportuno che la Presidenza venga messa a conoscenza della
evoluzione dei fatti per potere andare avanti sull'ordine del
giorno; ha bisogno di sapere se gli ostacoli, i dubbi che erano
stati evidenziati ieri, sono stati sciolti oppure l'Aula non è
ancora pronta per affrontare il testo.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, era stato sollevato un problema
per quanto riguarda il pagamento dei contributi INPS da parte di
tutte le imprese partecipanti alle gare.
A tal riguardo, oggi, abbiamo preparato un emendamento che
accoglie le problematiche riscontrate sulla materia e siamo
pronti a presentarlo in Aula per valutarlo insieme.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la IV
Commissione, così come stabilito ieri prima di sospendere l'esame
del disegno di legge sugli appalti, si è fatta carico di recepire
la necessità di modifica sulle modalità di partecipazione da
parte delle imprese alle gare.
Considerato che la Commissione ha lavorato alla formulazione di
questo emendamento fino a 20 minuti fa, i colleghi, sia
dell'opposizione che della maggioranza, non hanno avuto modo di
valutarlo.
Anche se volgendo lo sguardo verso i banchi mi rendo conto che
i problemi politici che lei, signor Presidente, ha eccepito ieri
nella qualità di deputato rimangono ancora oggi confermati,
perché l'assenza dei parlamentari la dice tutta.
Dovremmo tentare di capire se possiamo continuare a procedere
con l'esame di questo disegno di legge, a prescindere dalla
presentazione o meno di questo emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, lei ha detto poc'anzi che la
Commissione, lavorando fino a ora, ha elaborato un testo. Ai
lavori di questa Commissione, erano presenti anche le forze
politiche di opposizione?
ACIERNO No, signor Presidente. E' stato fatto un lavoro con
il Governo, rappresentando la proposta avanzata dai Gruppi
parlamentari dell'opposizione, peraltro ampiamente condivisa
anche dai Gruppi della maggioranza.
Adesso, onde evitare la formulazione di eventuali
subemendamenti o riscritture, propongo alla Presidenza di far
distribuire l'emendamento, ancorché non presentato ufficialmente,
in modo tale da consentire ai Gruppi di opposizione di apportare
delle ulteriori correzioni, e presentare quindi il testo
definitivo.
Nel frattempo l'Aula dovrebbe procedere, fermo restando che
prendo atto ancora una volta del disinteresse della maggioranza
nei confronti di questa riforma; perché, mentre tutti dichiarano
alla stampa di volere dare immediate risposte agli imprenditori
che sollecitano, l'assenza della maggioranza in quest'Aula
diventa sempre più un fatto preoccupante.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ritengo che sia
indispensabile un intervento dell'onorevole Speziale, poiché lo
stesso ieri ha chiesto formalmente all'Aula di soprassedere
momentaneamente all'esame del disegno di legge, per comprendere
se le osservazioni formulate ieri sono state rimosse oppure
permangono.
Ritengo comunque accettabile la proposta dell'onorevole Acierno
di mettere in distribuzione informalmente il testo
dell'emendamento, che non è stato ancora presentato, nel
tentativo di arrivare ad una stesura condivisa del sub
emendamento.
Invito, pertanto, gli Uffici alla distribuzione del testo.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per evidenziare l'atteggiamento di una maggioranza completamente
sfilacciata, ancora una volta, che non è presente neanche sotto
ricatto
Ritengo che il livello di sceneggiata del Presidente Cuffaro
sia arrivato ad un punto tale che nessuno lo prende più sul
serio, neanche il Parlamento e la sua maggioranza, nonostante il
comunicato reso alla stampa di oggi in cui dichiara che se il
Parlamento non va avanti con la legge lui potrebbe presentare le
proprie dimissioni.
Ieri, attraverso una discussione informale, avevo posto delle
osservazioni in merito al fatto che è acclarato che in Sicilia
abbiamo una media percentuale del lavoro che ha un trend che
tende al rialzo. E' altrettanto acclarato che il metodo di
aggiudicazione in Sicilia è esattamente uguale a quello previsto
dalla legislazione nazionale; in tutte le Regioni d'Italia, ivi
compresa la Calabria - possiamo fornire gli elementi al
Presidente della Commissione ed al Governo -, la media di
aggiudicazione di afferma attorno al 17 per cento e non c'è un
trend di crescita gara dopo gara, anzi c'è una stabilizzazione
con il metodo di aggiudicazione previsto dalla legge regionale.
Ci si interroga da più parti per comprendere quali siano le
cause che possono avere determinato la crescita del livello di
aggiudicazione e io non ho mai escluso che le motivazione addotte
dagli altri colleghi siano vere e cioè che abbiamo, ad esempio,
un numero di imprese eccessive.
Una delle motivazioni, a mio avviso, potrebbe essere quella che
in Sicilia noi abbiamo avuto una contrazione dell'offerta degli
appalti; la logica di mercato è che di fronte al fatto che
vengono immessi sul mercato un numero limitato di appalti
ovviamente si tende a crescere nelle offerte.
La seconda considerazione che mi sono permesso di fare
osservare ieri ai colleghi è di questa natura: noi dovremmo fare
preventivamente un'attenta analisi sulla possibilità che le
imprese che partecipano all'aggiudicazione dei lavori siano
imprese vere.
Le imprese, per essere imprese vere, debbono avere una
struttura organizzativa, i mezzi, il personale ed anche - come si
dice tecnicamente - un castelletto bancario, ma, soprattutto,
debbono essere a posto con il pagamento dei contributi all'INPS,
all'INAIL e alla Cassa Edile perché, altrimenti, noi favoriamo
una alterazione della gara.
Se alla gara partecipano le imprese vere e le imprese che non
pagano i contributi agli enti previdenziali, che si sottraggono
al pagamento degli oneri, è chiaro che noi, involontariamente,
alteriamo il mercato.
A questo punto, mi sono permesso di fare osservare al
Presidente della Commissione che c'è un rimedio: valutare
l'opportunità che, preventivamente, si possa avere la
documentazione del regolare pagamento dei contributi agli enti.
Ovviamente, le imprese che non hanno pagato i contributi agli
enti vengono escluse a priori.
Però, mi viene fatto osservare che ci possono essere imprese
con un solo dipendente che partecipano ad una gara per un volume
d'affari sotto soglia fino a 10 miliardi di lire. Ovviamente,
quell'impresa, avrà avuto un regolare rapporto con i contributi,
ma non sarà in grado di fare i lavori.
Se vogliamo risolvere questo problema dobbiamo determinare -
cosa che i tecnici sanno bene - il rapporto tra il volume
d'affari dei tre anni precedenti. Come tutti sanno, in rapporto
alle tipologie di lavoro, c'è una quota stabilita di personale in
rapporto al volume d'affari
Faccio un esempio. Stabilendo, come minimo, il 10 per cento
rispetto al volume d'affari come forza lavoro, stabiliamo che le
imprese debbono allinearsi a quella dimensione. Le imprese che
partecipano, che hanno avuto volumi d'affari e che hanno
dimostrato che, rispetto al volume d'affari, almeno il 10 per
cento viene stabilito dal personale con il quale regolarmente si
è stabilito un rapporto contrattuale e per il quale si sono
pagati regolarmente i contributi, partecipa alle gare altrimenti
vengono preventivamente escluse dalle gare.
Mi viene fatto osservare dai colleghi competenti della
Commissione che, il fatto che si riduce il numero delle imprese -
perché parteciperebbero soltanto le imprese che hanno i
requisiti, quindi con una riduzione del 20, 30 per cento circa -
possa produrre un effetto di riduzione del trend di crescita
della soglia di aggiudicazione.
L'emendamento qui proposto coglie solo in parte le mie
osservazioni e quindi, a mio avviso, andrebbe rivisto e
rimodulato.
Se, però, il Governo ha assunto l'atteggiamento del prendere o
lasciare , mentre da parte della maggioranza c'è un atteggiamento
di ostilità nei confronti di questo disegno di legge, dovuta alle
numerose assenze del Governo. Infatti, questa sera c'è soltanto
l'assessore al ramo: è evidente che non c'è la volontà politica
di approvare il disegno di legge, malgrado gli sforzi positivi
dell'onorevole Beninati, che non si stanca mai di cercare
soluzioni mediate pur di portare a compimento il disegno di
legge.
Noi ci troviamo di fronte ad una maggioranza assente; un
Governo assente e che quando c'è distratto.
Non mi pare che questo il modo migliore per poter proseguire i
lavori.
Non c'è - ripeto quanto detto ieri - un atteggiamento di
ostilità preconcetto da parte nostra, rispetto alla possibilità
di modificare o meno.
C'è, piuttosto, da ragionare e, sulla base del ragionamento, se
emergono elementi convergenti, concludere, anche modificando la
bozza di emendamento originariamente proposto in maggio alla
Commissione, perché lo stesso avrebbe dovuto essere proposto
proprio dalla Commissione e non dal Governo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo ci
sia un doppio aspetto da prendere in considerazione rispetto al
momento che stiamo vivendo. Il primo è l'aspetto politico.
Il tema posto ieri dall'onorevole Speziale non è venuto meno.
La ammiro, onorevole Fleres, per le sue doti di fine politico e
di grande oratore: ho ascoltato con attenzione la sua
requisitoria nei confronti dell'intervento dell'onorevole
Speziale, ma anche nel suo intervento è venuta fuori la sua
onestà intellettuale e, alla fine dell'intervento, lei stesso non
ha fatto altro che condividere le considerazioni fatte
dall'onorevole Speziale. Esiste quindi un problema di natura
politica che prescinde da qualsiasi considerazione di merito,
poi parlerò anche di queste: è evidente (e lo è, ancora di più,
dopo le dichiarazioni rese dal presidente Cuffaro che mi
permetterò comunque di specificare e di correggere) che esiste un
problema di tale portata, appunto politica.
Il riferimento all'Assemblea, così come il suo riferimento
fatto ieri all'Aula, come pure quello fatto oggi dal presidente
Cuffaro, è sbagliato perché qui stiamo parlando di un
provvedimento attraverso il quale si attua il programma del
Governo, dunque, il primo riferimento possibile è la maggioranza
di questo Parlamento.
Il senso di responsabilità del Parlamento, e anche della
minoranza, si evince in tanti momenti. Se questo disegno di legge
oggi è in Aula, lo si deve grazie alla minoranza, che,
maggioranza in Commissione, ha reso, infatti, possibile anche il
voto finale e, in tal senso, chiamo a testimonianza l'assessore
Parlavecchio e il Presidente della Commissione, onorevole
Beninati.
Ebbene, se oggi stiamo discutendo questo disegno di legge, lo
si deve in gran parte alla minoranza che ha reso possibile la
discussione, la valutazione nel merito e l'approvazione, appunto
in Commissione, del disegno di legge medesimo. Adesso, la palla
passa alla maggioranza che deve sostenere il Governo e bisogna
capire se lo sostiene
Il Presidente, onorevole Cuffaro, vuole dimettersi? Ma che si
dimetta, ma non contro l'Assemblea regionale, bensì contro la sua
stessa maggioranza che, oggi, non gli dà la possibilità di
portare a termine il suo programma, perché non è presente in
Aula
CRISAFULLI Il Presidente Cuffaro, se si dimette, comunque va
bene
SPAMPINATO Ma che sia chiaro che si dimette non contro
l'Assemblea regionale siciliana, ma contro la sua stessa
maggioranza che non gli dà la possibilità di portare a termine
il proprio programma.
Nel merito, mi si diceva che in Commissione è stato predisposto
questo emendamento.
Oggi, la Commissione, fino a dieci minuti fa, ha lavorato
tutto il giorno su un disegno di legge, quello sul demanio
marittimo, anche questo approvato grazie alla presenza di
deputati della minoranza: la Commissione non ha mai trattato
questo tema ora all'esame.
Lo ripeto, è tutto il giorno che la IV Commissione è stata
impegnata ad approvare il disegno di legge sul demanio marittimo
e, con il voto determinante dei deputati di minoranza, è stato
approvato: anche questo disegno di legge, arriverà in Aula, ma
qui dovrà essere sostenuto dalla maggioranza, perché su un
disegno di legge governativo, come quello sugli appalti, non si
può fare riferimento al senso di responsabilità dei singoli
deputati
Deve farsi riferimento al senso di responsabilità politica
della maggioranza che deve sostenere questo Governo. Se c'é,
bene, e ne prendiamo atto, continuando a svolgere la nostra
funzione; ma se non c'è, la conseguenza qual è, le dimissioni
dell'onorevole Cuffaro? Dimissioni contro la sua stessa
maggioranza
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che sto intervenendo
principalmente perché sono arrivato qualche minuto dopo in Aula e
ringrazio l'onorevole Acierno che è sempre puntualissimo:
tuttavia, molte volte, devo dire, interviene un po' oltre il
ruolo, nel senso che sulla discussione che abbiamo portato in
Commissione vorrei precisarlo, anche nei confronti dei colleghi,
ricordando che ieri l'Aula, per quanto riguarda la proposta sugli
appalti, non ha disposto che la Commissione rivedesse questo
disegno di legge, non è stata questa, infatti, la richiesta
formulata dall'onorevole Speziale.
Avremmo potuto farlo anche in altra sede, insieme al Governo,
presentando una proposta semplicemente abbozzata e sottoposta
all'esame.
Quindi, personalmente, me ne sono fatto carico, pur non
essendovi un obbligo di convocare la Commissione, perché non era
posto all'ordine del giorno: abbiamo semplicemente fatto questo
lavoro
Devo dire che avrei gradito la presenza anche di qualche
collega che aveva già posto questo problema, ma comunque, la
Commissione (e, nella qualità di Presidente, il sottoscritto)
insieme agli Uffici, ha cercato di venire incontro alle esigenze
sollevate e che erano state oggetto della discussione che ieri ha
portato alla sospensione dei lavori d'Aula.
Viceversa, si potrebbe confondere il motivo e come ci si è
comportati.
Superato questo, quindi, il Governo, avendo provato a fornire
una soluzione a questo problema, ha già sottoscritto la proposta
dell'emendamento che apre il tavolo di discussione chiesto nella
seduta di ieri. Pertanto, fino ad adesso, si è fatto tutto
quello che si era detto di fare, nulla di più o di meno.
Alla luce degli ulteriori aggiustamenti che l'onorevole
Speziale propone, sinceramente devo dire che mi fermo un
attimo, perché solo per fare quanto si credeva potesse risolvere
ed era giusto farlo, essendovi una condivisione verbale da parte
di coloro che hanno partecipato a questa discussone che
effettivamente si è proposta e, devo dire, con alcune
perplessità, ma sinceramente ciò è possibile...Ora vorrei
spiegare quello che si è fatto, se siamo d'accordo, per poi
valutare, signor Presidente, come ci si comporterà.
Attualmente, sulle procedure di presentazione delle offerte,
viene prevista solo l'autocertificazione sulla situazione che va
oltre il problema dei contributi, nonché tutto un insieme di
altre fattispecie che si autocertificano sulle quali si
commettono gravi infrazioni, debitamente accertate, dalle norme
in materia di sicurezza a ogni altro obbligo...
Di fatto, però, ci si limita all'autocertificazione e queste,
lo ripeto, il più delle volte, potrebbero non essere veritiere e,
quindi, si procede alla gara e all'aggiudicazione e, poi, al solo
sorteggio, quando il primo ed il secondo si verificano. Allora,
la proposta, è di partire a monte: vediamo di evitare, sin da
subito, le situazioni che hanno portato tante aziende che vi
partecipano, molte volte, a commettere queste anomalie, e andiamo
a risolvere subito questo nodo.
Si è proposto - ed ecco la ratio dell'articolo - che oltre
l'autocertificazione, che è giusto mantenere, per i contributi
previdenziali (il nocciolo della situazione, perché molte volte
le aziende non sono in regola e, quindi, manifestano una
difficoltà e tutto un insieme di situazioni non vere) occorra
chiedere direttamente agli enti di competenza che certifichino la
regolarità di questi contributi.
Quindi l'articolo sostiene proprio questo. Sarà non più
l'autocertificazione, ma la certificazione degli enti a garantire
la regolarità dell'impresa.
Tutto questo rientra in un ulteriore presupposto che tende a
rendere idonea quel tipo di offerta.
Pertanto, diciamo che il cosiddetto passaggio al setaccio, che
non si potrebbe fare, si farebbe con la certificazione da parte
degli enti.
E, considerato che questa certificazione non si può fare in
tempi immediati, si è previsto che una certificazione che, per
esempio, si chiede un mese prima lo svolgimento della gara, abbia
fino a tre mesi di validità.
Ecco, si è fatto solamente questo
Ciò, obiettivamente, permette, secondo me, di intervenire su
quanto detto ieri. A questo punto - debbo dire che è pure
aggiunto nell'emendamento - la previsione di tale certificazione
diventa un ulteriore atto che deve essere richiesto dalle imprese
per essere valide le loro offerte, ritenendosi inammissibili
diversamente. Quindi, ciò andrebbe nel senso di quanto ci siamo
detti ieri.
Aggiungo che, considerato che ovviamente esistono dei motivi
tecnici, con gli Uffici, si è previsto che, entro trenta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge, l'Assessore
regionale per i lavori pubblici, con proprio decreto, dietro
parere favorevole della Giunta, disciplini le modalità attuative
della presente disposizione.
Spero che prestiate maggiore attenzione al mio intervento...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Beninati sta
tentando di riassumere ciò che è accaduto in Commissione in
queste ore, e penso sia utile ai fini della programmazione dei
lavori di questa sera.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, dicevo che i lavori in Commissione si sono svolti
secondo le indicazioni fornite ieri sera.
Si è proposto che l'Assessore per i lavori pubblici, entro il
termine di trenta giorni, emani un regolamento per procedere ad
alcuni aggiustamenti: ad esempio, dove si parla della
dichiarazione che ha una validità di tre mesi, è ovvio, che per
ogni appalto, non si debba riprodurla ex novo, bastando la
presentazione della sola copia conforme.
E' quindi, solo successivamente, che bisogna stabilire con
regolamento i dettagli.
Credo comunque - e lo dico spassionatamente - che questa
proposta sia esaustiva di tutto quanto detto ieri.
Il mio auspicio è che questa proposta sia oggetto di una celere
valutazione da parte dell'Aula, personalmente, onorevole
Speziale, le avevo chiesto se poteva essere presente - dopo le
sue richieste di ieri sera - e mi sono assunto questa
responsabilità, in qualità di Presidente della Commissione, e non
in qualità di rappresentante di una formazione politica, di
svolgere il compito a noi assegnato, dalle ore 13 alle ore 15,
cioè in un orario diverso dalla convocazione della riunione della
IV Commissione. Ritengo di aver fatto ciò che era giusto fare...
ORTISI Onorevole Beninati, lo ha svolto in presenza di quali
deputati?
BENINATI Ho avuto un incontro con i funzionari
dell'Assessorato per potere studiare sull'ipotesi formulata ieri
- infatti non era stato presentato alcun emendamento - di
formalizzare una qualche previsione che andasse in questa
direzione. E ribadisco che, in qualità di Presidente della IV
Commissione, mi sono fatto carico di questo onere, perché non vi
era alcun obbligo che venisse coinvolta l'intera Commissione. Mi
era stato detto di attivarmi e così ho fatto, insieme al
Governo, abbiamo formalizzato la proposta
Si può condividerla, migliorarla, o non condividerla affatto:
in questo caso, signor Presidente, ci si fermerebbe e, mi rivolgo
all'Assessore, se questo percorso è servito a qualcosa, bene,
diversamente, sono pronto a cedere le armi e a condividere il
percorso che l'Aula sceglierà.
Ritengo di aver dato il mio contributo su questa riforma, a
prescindere dalla maggioranza o dall'opposizione, affinché
venisse elaborata, sollecitato nel compito dai costruttori. C'è,
infatti, una crisi del settore e questa riforma in parte può
risolverla, ma se non la si affrontasse, si aggraverebbe
ulteriormente il problema.
Pertanto, mi appello al buon senso di tutti, ricordando che
il disegno di legge ha la paternità di tutta l'Assemblea e non
di qualcuno in modo specifico.
Suggerirei dunque di fare uno sforzo al fine della risoluzione
del problema: alcuni articoli, infatti, affrontano la questione
del caro-ferro , delle procedure di aggiudicazione e delle
fideiussioni che, ancora oggi, costituiscono i tre nodi della
riforma, la cui risoluzione è attesa dalle imprese, da più di un
anno.
Onorevoli colleghi, vi richiamo a un senso di responsabilità,
nell'interesse di questa categoria coinvolta nella sua interezza;
ma se non c'è questa volontà, posso anche fermarmi.
CRACOLICI Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
capire quale procedura stiamo seguendo, nel tentare di uscire da
questo impasse in cui versiamo.
Vorrei, signor Presidente della Commissione, che mi ascoltasse,
considerato che proprio lei ha svolto un ragionamento di grande
buon senso, saggezza e con un tono che, in qualche modo, si
poneva in maniera interlocutoria con l'Aula, al di là degli
schieramenti.
Voglio essere molto franco. Al di là, per così dire, di questa
bozza, che presenta dei limiti, mi pare importante che vi sia, da
parte dei colleghi e del Governo, la disponibilità ad affrontare
un nodo che riguarda la critica e, soprattutto, la crisi del
sistema.
Il nodo riguarda la quantità di offerte che vengono, di volta
in volta, presentate per ogni gara d'appalto che, essendo in un
numero così elevato, tende a determinare la condizione...
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, mi scusi se la interrompo, ma
il tema del dibattito non è il merito, è capire piuttosto se
sussistano le condizioni per procedere o meno.
Apprezzo molto il suo e gli altri interventi, però, nessuno di
questi ha chiarito la pregiudiziale iniziale. Se dobbiamo
procedere nel merito, siamo pronti a farlo, non ho alcuna
difficoltà, però in questo momento, dovremmo cercare di capire se
proseguire o meno, lei, così come gli altri colleghi, mi deve
aiutare in questo...
CRACOLICI Allora sintetizzo. Mi pare che, alla luce di questa
informale presentazione dell'emendamento, vi sia non solo il
bisogno di approfondirne il testo, ma pure la coerenza tra il
testo stesso e l'emendamento di riscrittura del Governo rispetto
al testo originario.
Se noi affrontiamo il nodo di ridurre nell'offerta di gara le
cosiddette imprese cartacee, qualcuno mi deve spiegare - se
raggiungiamo questo obiettivo, che è il vero problema posto dalle
imprese - perché mai dovremmo cambiare il metodo di
aggiudicazione.
Stabiliamo che il problema è che vi sono troppe imprese, alcune
vere e altre che presentano solo buste che determinano una
condizione di difficoltà del sistema? Se interveniamo a monte sul
sistema, perché dovremmo modificare il sistema di gara che,
oltretutto, è coerente?
E lo vorrei ricordare al Governo, considerato che esso, in
quest'Aula, aveva addirittura teorizzato che bisognava applicare,
non solo la legge nazionale esistente, ma applicarla anche in via
dinamica, per il futuro.
Dovevamo quindi avere una norma di applicazione dinamica delle
modifiche della Merloni ter, quater e così via...
Adesso, si propone la modifica del sistema di gara, uguale a
quello nazionale.
Mi sembra, da questo punto di vista, cogliendo l'aspetto
positivo che viene posto, fermo restando l'approfondimento del
merito del testo in esame, che bisogna essere coerenti rispetto
all'obiettivo che si vuole raggiungere.
Se l'obiettivo lo raggiungiamo con questo emendamento, riveduto
e corretto, probabilmente il resto non serve.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto e
pregiudizialmente, intendo fare riferimento, perché ieri sera non
c'ero, a questa decisione di annullare, come spesso avviene,
quanto deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.
Chiederò ai colleghi del centrosinistra di non partecipare più
alle Conferenze dei Capigruppo, anche facendo violenza al mio
stile e al rispetto che ho per la Presidenza. Se si decide
qualcosa, fra l'altro in attuazione del Regolamento, e che cioè
ogni due disegni di legge proposti dal Governo e dalla
maggioranza, occorra discutere di una proposta della minoranza,
va rispettata tale previsione regolamentare.
E invece, approfittando della momentanea maggioranza rispetto
alla minoranza, si ribalta e si annulla Questo peraltro, e fra
parentesi, induce a un comportamento irrigidito la minoranza su
tutti gli altri lavori d'Aula.
Io non capisco, signor Presidente, se stiamo entrando nel
merito del disegno di legge sugli appalti o se informalmente ci
stiamo dando delle comunicazioni, come avvenuto con l'intervento
del Presidente Beninati e dei colleghi Speziale e Cracolici.
Signor Presidente, voglio informare lei e i colleghi che la
Margherita, in IV Commissione, ha due rappresentanti, l'onorevole
Gurrieri e l'onorevole Spampinato.
Ebbene, non sto accusando la presidenza dell'onorevole
Beninati, ma vogliamo dire chiarissimamente che noi non
prenderemo in considerazione nulla che i colleghi non ci
riferiscono, proprio niente
Questo sia chiaro, su questo argomento e su qualsiasi altro:
abbiamo in quest'Aula undici deputati, noi de la Margherita,
qualcosa conteranno, almeno come numero, non dico come qualità
Questo sia chiaro
Noi ritorniamo alla proposta fatta dall'onorevole Spampinato e
che abbiamo fatto due sedute or sono. Siccome questo è un disegno
di legge che, in ogni caso, fa parte del programma, aggiornato di
sei mesi in sei mesi, del Governo e di quella che si chiama
maggioranza, e che il Governo, negli effetti annuncio , presenta
come uno dei fiori all'occhiello, è chiaro che prima, e
pregiudizialmente, la maggioranza deve dimostrare di esserlo...
FORMICA Di esserci e in Aula
ORTISI Beh, guardate, entrambe le cose, sono un ossimoro
Allora, dicevo, la Margherita, da sola, continuerà a chiedere
numero legale, se prima non dichiareranno, il Governo e la
maggioranza, il proprio fallimento e non si appelleranno
ufficialmente all'Aula prima che, da qui a non so quando, si
approvino le leggi che concorderemo.
D'altra parte, il presidente Beninati ben diceva: è da un anno
che questo argomento è premuto dall'esterno.
Il Governo e la maggioranza come mai ricattano il senso di
responsabilità dell'opposizione ogni volta che arriviamo ai
limiti del parossismo? Non possiamo noi chiedere alla maggioranza
e al Governo analogo senso di responsabilità, con la loro
presenza in Aula, oppure è un diritto della sola maggioranza
chiedere senso di responsabilità e un dovere solo della minoranza
garantirlo?
Non mi pare giusto Non mi pare congruo rispetto all'argomento
che stiamo affrontando
Né ci spaventano i boatos sulle dimissioni imminenti, se non
immediate, del presidente Cuffaro, il quale si comporta come il
presidente Berlusconi: tiene sotto ricatto la sua maggioranza
Perché, certamente, il messaggio - criptico o meno - è rivolto
alla maggioranza, alla minoranza perché sicuramente sta
avvenendo quanto è avvenuto con la legge sul turismo. Dopo che fu
bocciato l'articolo 2 di quel disegno di legge, si creò una
situazione tale che si ebbe bisogno della presenza fisica del
presidente Cuffaro.
Chiamatelo, richiamatelo Perché se viene il Presidente Cuffaro
e vi impone, come Berlusconi, di votare, perché altrimenti se ne
va, probabilmente lo voterete
Non mi rivolgo ai colleghi della maggioranza presenti, che
applaudo, mi rivolgo agli assenti Evidentemente, c'è bisogno di
questo. Il Governo non regge più, non solo alle pressioni dei
propri deputati, ma neppure alle pressioni dei mille problemi che
non organizza, non previene, soltanto insegue. Noi, le dimissioni
del presidente Cuffaro, le chiediamo da un pezzo Si dimetta il
Presidente Cuffaro Dichiari il fallimento di quello che è stato
un Governo fallimentare e si vada a nuove elezioni
Quindi, proposta riassuntiva, qui non si va avanti se non c'è
una maggioranza determinata e predeterminata. La Margherita è su
questa posizione rigida e, soprattutto, se viene esclusa dai
ragionamenti che vogliono perfezionare un disegno di legge che
vogliamo definire, perché non siamo certo contro il
provvedimento, però è chiaro che vogliamo esserne parte
integrante, propositiva, senza la quale disponibilità, non siamo
disposti a fare i servi di nessuno
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
evidentemente il quesito della Presidenza dell'Assemblea è
tendente a comprendere se esistano o meno le condizioni perché
questo Parlamento possa esitare un testo sugli appalti.
Se dovessi fare affidamento alle presenze in Aula, debbo dire
che non ci sono le condizioni Ciò nondimeno, credo che lo sforzo
insito nelle dichiarazioni dell'onorevole Ortisi, non precluda la
possibilità che si addivenga a una ipotesi definita rispetto alle
nuove norme sugli appalti.
Atteso che è stato presentato un emendamento del Governo,
credo sia utile che l'Aula si fermi e metta in condizione i
componenti la Commissione di lavorare nel merito del testo
esitato dal Governo, cioè questo nuovo emendamento.
Credo sia utile fare ciò perché nel solco delle impostazioni
che il Governo ci ha fornito possono essere inserite delle
modifiche opportune che raggiungono gli obiettivi dichiarati
dall'onorevole Speziale, dall'onorevole Cracolici: creare le
condizioni perchè si determini una selezione vera fra le imprese.
Se questo si raggiungerà, verificheremo se ci sono le
condizioni per poter fare la legge. Se non si dovesse
raggiungere, devo dire, molto onestamente, è inutile che si
ripresenti una litania facendo appello non si capisce a chi,
perché tutto può succedere, tranne che la maggioranza faccia
l'ostruzionismo e la minoranza diventi una specie di Croce
rossa'. Evidentemente ciò non è consentito.
Se si vuole invece fare un ragionamento produttivo che è
nell'ambito del quesito che poneva il Presidente dell'Assemblea,
io dico le condizioni ci possono essere nel quadro dell'
impostazione che io mi sto permettendo di formularle: sul quesito
se si debbano sospendere i lavori, se la Commissione si debba
riunire formalmente o informalmente domani, o stasera - anche
se ciò significherebbe che resterebbero solo quelli
dell'opposizione - io le proporrei di lavorare domani mattina
e poi rinviare alla settimana entrante, quando avremo chiaro se
questa legge si può fare o non si può fare, perché se non c'è
un'intesa e per giunta manca pure la maggioranza in Aula,
evidentemente non ci sono le condizioni per potere modificare il
tutto.
Nel merito mi permetto di dire una cosa, signor Presidente e
signor assessore, il tentativo è quello di fare in modo che le
imprese certifichino di essere tali. Manca il confronto, la
verifica da parte della stazione appaltante che secondo me va
prevista, manca la possibilità di chiedere alle imprese che
operano sopra soglia la stessa certificazione. Io non capisco
perché dobbiamo chiedere solo a quelle sotto soglia l'esistenza
in vita dell' impresa e non dobbiamo chiederla a quelle sopra
soglia. Si determinerebbero così, infatti, anche lì le offerte
anomale, che credo conosciamo.
CRACOLICI Lo puoi fare ma siccome lì c'è il massimo
ribasso...
CRISAFULLI Hanno individuato sempre il meccanismo
dell'offerta anomala e sulla base dell'offerta anomala hanno
proceduto alle assegnazioni. In gran parte si dà alla prima non
anomala. Per arrivare alla prima non anomala ci sarà un
meccanismo di valutazione, poi ogni tanto ci sono giustificazioni
originali. Ad un imprenditore chiesero giustificazioni ed ha
dichiarato garantisco io che il lavoro si può fare con
quest'offerta'. Già, allora va bene, per cui sono andati avanti.
Comunque bisogna certificare l'esistenza.
Se da parte dell'assessore, così come credo - lo sforzo andava
in questa direzione - e da parte della Commissione c'è la volontà
di fare una verifica sulle cose che abbiamo detto, io credo che
si può tentare di mettere assieme un'idea riformatrice del testo
di disegno di legge. Altrimenti nessuno può pretendere che
l'opposizione si faccia carico dell'assenza della maggioranza.
Nonostante i richiami, nonostante gli appelli, nonostante gli
sforzi del Presidente della Regione, la maggioranza non c'è. Se
dovessimo legiferare così, correremmo il rischio di bocciare gli
articoli, correremmo il rischio di non approvare l'emendamento o
approvare gli emendamenti solo dell'opposizione, correremmo il
rischio che possa venir fuori una legge che poi, all'approvazione
finale, essendo necessari i voti della maggioranza, non
troverebbe sbocco.
E' successo, ai tempi dell'onorevole Nicolosi, che una legge
sugli appalti fu bocciata dall'Assemblea...
GIANNOPOLO Si bocciò. Alla fine è successo.
CRACOLICI C'è il precedente che l'onorevole Cuffaro ha
ritirato leggi che erano state votate.
CRISAFULLI .. per la verità l'onorevole Cuffaro ha ritirato
leggi che erano state votate e quelle che doveva ritirare non le
ha ritirate, come quella sul turismo, una legge votata
dall'Assemblea, modificata dal Commissario dello Stato e per la
quale mi sono sentito dire che era tutto esattamente secondo la
strategia del Governo. Non vorrei che il problema fosse fare
comunque una legge, noi vorremmo fare una legge che serva a
qualcosa e metta in condizione i cittadini di avere uno strumento
che possa consentire di operare.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
legge, la norma sugli appalti, di cui stiamo da più tempo
dibattendo, ha impegnato i lavori del Parlamento ormai credo da
un mese e mezzo o due. E non è un fatto che ci debba meravigliare
molto, perché - lo ricordavamo durante l'iter dell'approvazione
della nuova legge sugli appalti nel 2002 e lo ha ricordato ora
l'onorevole Crisafulli, quando in Sicilia si è parlato in materia
di appalti, quando in Sicilia si è tentato di riformare una norma
così importante, spesso si è assistito anche alla caduta di
governi.
Si è assistito al ritiro di leggi che erano già
all'approvazione, alla bocciatura di norme che erano arrivate
all'Aula. Con un' eccezione rappresentata da questo Parlamento
che, finalmente, nel 2002, ha approvato una riforma degli
appalti che certamente ha sanato una serie di problemi che la
precedente legge in materia di appalti aveva e quella riforma ha
risposto ad una serie di stranezze che più volte sono state
segnalate anche dalla magistratura.
A distanza di due anni e con l'applicazione della norma, ci
siamo accorti tutti che ci sono alcune cose che bisogna
modificare, ci siamo infatti tutti resi conto che, se non si
modificano alcuni meccanismi di quella legge, assisteremo
impotenti alla paralisi delle gare ed i vari enti locali oggi si
trovano nell'impossibilità di mandare avanti le gare stesse,
quindi di spendere, di dare occupazione, di dare lavoro, di
realizzare le infrastrutture.
Su questi temi non credo che ci sia una posizione della
maggioranza ed una posizione dell'opposizione. C'è una posizione
comune del Parlamento che tende a risolvere al meglio i problemi
posti.
L' evoluzione ultima dei lavori parlamentari ha dimostrato,
in maniera chiara, che c'è la volontà, da parte del Governo, da
parte della maggioranza e da parte dell'opposizione, di trovare
una soluzione condivisa per esitare un provvedimento che ci viene
richiesto da tutti, dalle categorie, dagli imprenditori, dagli
enti locali, insomma da tutto il mondo siciliano.
Credo che, a questo punto, la cosa utile da fare sia quella
di sedersi già da stasera ad un tavolo assieme, maggioranza ed
opposizione. Abbiamo la base che il Governo ha presentato, un
emendamento portato in Aula dal Governo stesso, che merita di
essere discusso, emendato, approfondito assieme all'opposizione.
Nel momento in cui ci fermassimo per una pausa, che può essere
di due giorni, non sarebbero due giorni persi, ma possibilmente
sarebbe un mese guadagnato ed una soluzione trovata, equa e
condivisa, per i problemi non della maggioranza e del Governo, ma
degli imprenditori siciliani, degli enti locali siciliani.
Quindi ritengo che sarebbe cosa utile, a questo punto,
sospendere l'Aula, riunirci per vedere assieme al Governo e
discutere assieme all'opposizione sulle modifiche da apportare
stasera ed anche domani. Infine, trovando una soluzione
condivisa, martedì e mercoledì potrebbe lavorare l'Aula per
approvare la legge. Questa è la proposta del Gruppo di Alleanza
nazionale.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto
modo di esaminare l'emendamento che la Commissione, in maniera
informale, ha fatto distribuire, che riguarda un aggravio di
oneri da parte delle imprese che partecipano alle gare di
appalto. Se tale emendamento passasse, le imprese sarebbero
soggette alla presentazione di ulteriore certificazione
riguardante la regolarità rilasciata dall'INPS, dall'INAIL e
dalle Casse edili.
Al di là del fatto che nel merito non sono d'accordo con un
aggravio delle procedure, nell'era dell'autocertificazione, e che
a mio avviso a nulla vale la giustificazione posta da quanti
dicono essere molte autocertificazioni false, ritengo che se la
Bassanini ha inventato le autocertificazioni ha pensato a chi
queste stesse autocertificazioni deve controllare nella
veridicità. Non mi basta la teoria della presenza di molte
certificazioni false per farmi pensare che la gran parte delle
imprese siano in errore, vivano nell'illegalità tanto da gravarle
di un ulteriore aggravio della certificazione che non sempre è
facile ottenere.
Probabilmente, è il caso che ci si interroghi sul merito
dell'emendamento firmato dall'Assessore Parlavecchio per
addivenire ad una soluzione diversa, non necessariamente in
Commissione ma anche informalmente, durante una breve
sospensione dell'Aula, alla presenza dell'Assessore regionale
per i lavori pubblici, Parlavecchio, ed i componenti della
Commissione Ambiente e territorio'. Il fine della riunione deve
essere quello di limare il testo dell'emendamento che noi del
Gruppo parlamentare UDC non condividiamo nel merito.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che in
questa discussione siamo d'accordo su pochi argomenti, è inutile
girare attorno a quella che rappresenta la vera questione ed è
altrettanto inutile ripetercelo perché potrebbe soltanto essere
una ripetizione tesa a speculazioni di un certo tipo, ritengo
altresì che la questione all'interno della maggioranza non si
risolva facilmente. La maggioranza non c'è.
Ritengo che la maggioranza non ci sia su aspetti molto seri,
che riguardano evidentemente discussioni di dominio pubblico ed
altri aspetti che concernono tattica e pretattica elettorale.
In quest'Aula credo che, se non dobbiamo perdere il senso
della funzione che svolgiamo, dobbiamo per un attimo dire cosa
siamo in grado di fare. Altrimenti anche i suoi appelli, signor
Presidente, cadono nel vuoto.
Conosco la teoria che lei ha utilizzato o le tesi che lei ha
sviluppato in questi giorni sul fatto di vedere in che misura gli
uomini di buona volontà, i deputati di buona volontà, possono
fare qualcosa, Non mi pare che possa funzionare se non riusciamo
a intenderci sulle cose essenziali.
Noi siamo convinti che non funziona l'articolato così come è
concepito. E non è l'aspetto assolutamente generalista che ci
porta ad esprimere questo concetto in questo momento. Le
difficoltà della maggioranza, le difficoltà di un Governo e,
dunque, un'opposizione che non guarda al merito e va comunque a
schierarsi contro. No
Riteniamo che rispetto a come il disegno di legge sviluppa le
varie norme noi non affrontiamo seriamente il problema di come
calmierare i ribassi negli appalti pubblici.
Ognuno di noi poi si è fatto un'idea in queste ore, e non solo
in queste ore, anche in questi anni per la verità.
Ho po' parlando non solo con le imprese, che è giusto che lo
si faccia, ma anche con coloro che vivono quotidianamente come si
sviluppa una gara, come si svolge una gara, quali sono le
difficoltà, con i tecnici i quali, tecnici abbastanza
qualificati, segnalano l'esigenza che si riformuli e si evitino
i meccanismi fantasiosi che non risolvono il problema dei
ribassi; ma, soprattutto, si parla di interventi che possono
riguardare il momento proprio dell'approccio alla gara, la
partecipazione alla gara, il controllo dei requisiti essenziali
dell'impresa.
Come l'altra volta io citavo - ma non perché mi innamori delle
mie tesi , per carità - mi vado sempre più convincendo che la
presa visione del progetto, dei luoghi dell'appalto, l'incidenza
della manodopera, il modo come le certificazioni vengono
prodotte, sono aspetti essenziali che potrebbero permetterci di
fare uno sforzo per vedere come calmierare realmente i ribassi
negli appalti pubblici.
Ecco perché dico di non fare l'errore di convincerci che poi
alla fine quello che ha proposto il Governo, o quello che ha
proposto la maggioranza, è la soluzione. Non è la soluzione. E
non sto parlando da oppositore incallito. Non è la soluzione, non
risolveremo il problema.
Ora, la proposta di questo tavolo mi ha meravigliato questa
sera l'onorevole Formica. La ragionevolezza è sopravvenuta, ieri
sera aveva un altro tono.
CRISAFULLI Ma erano di più.
ODDO Quindi la ragionevolezza è direttamente proporzionale al
numero dei deputati di maggioranza in Aula, dice l'onorevole
Crisafulli.
FORMICA Sugli appalti no.
ODDO Io ti ho ascoltato ieri sera. Ti ho ascoltato
attentamente perché quando parla Sua Maestà io la ascolto sempre.
Penso, dunque, che la ragionevolezza espressa questa sera,
senza tanti giri di parole, può portare ad insediare
immediatamente questo tavolo. Lo scelga lei, assessore. Non ci
sono problemi. Ampia disponibilità. Lo scelga lei. Però
affrontiamo da più punti di vista la questione se la vogliamo
realmente risolvere.
Ecco perché accedo favorevolmente anche a ciò che diceva
l'onorevole Formica in un certo senso, anche con le
sottolineature che faceva l'onorevole collega Crisafulli, perché
obiettivamente non ne usciamo, voi non ce la fate, non ci siete
più, a meno che non arriverete ad un chiarimento. Non so se
sopravverranno le dimissioni, non so cosa accadrà; quest' Aula
perde sempre di più il senso della sua funzione importante, il
modo anche, un metodo di lavoro, ed è un problema che ci dobbiamo
porre tutti. Ma, attenzione, con responsabilità diverse,
onorevole Beninati, le responsabilità sono totalmente diverse,
voi siete maggioranza, siete stati chiamati dal popolo siciliano
a governare quest' Isola Non ce la fate. O ve ne andate a casa,
e quindi nessuno di noi può evidentemente da questo punto di
vista sottacere quest'argomento, oppure si apra seriamente questo
tavolo e lo sforzo che l'opposizione deve fare non è solo uno
sforzo per mettersi di traverso, ma per dare la possibilità a
tutti noi di convincerci che faremo realmente una legge che
risolva il problema del modo in cui calmierare i prezzi rispetto
ai famosi ribassi negli appalti pubblici. Questa è la nostra
intenzione. Non ci sono, da questo punto di vista, tatticismi
esasperati, ma la volontà vera di affrontare la questione.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, volevo semplicemente dire che ritengo che questa
norma sia stata apprezzata nei tavoli abbondantemente; infatti
siamo stati più volte in IV Commissione, quindi, per quello che
mi riguarda, un ulteriore tavolo tecnico non avrebbe
significato, anche perché ritengo che, istituzionalmente, un
tavolo tecnico non so che cosa possa significare.
Per quanto riguarda l'emendamento ultimo presentato, possiamo
fare una valutazione per approfondirlo, migliorarlo, cambiarlo
nel merito anche perché io ieri avevo detto di andare avanti,
tant'è che non ero d'accordo.
Si è addivenuti ad un ragionamento per portare avanti anche
quest'emendamento. Facciamolo. Approfondiamo l'emendamento. Per
quanto riguarda il problema del testo di legge - ripeto - siamo
andati in quarta Commissione più volte. Ritengo che non ci sia
più tempo ne modo di poterlo ridiscutere, se non ritornando in
quarta Commissione, sulla quale cosa non sono assolutamente
d'accordo.
PRESIDENTE Onorevole assessore, forse la proposta che lei ha
formulato non è stata colta da tutta l'Aula.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In due parole
volevo dire che in questo istante è stata avanzata una proposta
di rivedere tutta la norma. Poichè la sede di un tavolo
istituzionale, almeno per quanto mi riguarda, è la quarta
Commissione e ci siamo andati già molte volte, non intendo più
tornare, per quanto mi riguarda, in quarta Commissione, per
rivedere il testo di legge che dicono essere fantasioso. Si
tratta, invece, di un testo di legge studiato e approfondito in
maniera importante, checchè ne dica qualcuno dell'opposizione
che, poi, vorrei vedere che cosa mi sanno dire dal punto di vista
tecnico quando entreremo nel contraddittorio, se mai ci
entreremo, perché poi fare parole è facile, ma parlare in
termini tecnici è anche difficile.
ORTISI Non sanno parlare come lei.
PARLAVECCHIO, assessore per i lavori pubblici. No, non sto
dicendo questo, sto dicendo che siccome poi bisogna essere in
contraddittorio. Fino adesso abbiamo semplicemente parlato.
CRACOLICI Noi abbiamo solo l'obbligo di sapere leggere e
scrivere, non è che dobbiamo essere ingegneri
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In quest'Aula
bisogna essere soprattutto politici, se si è nella capacità di
esserlo. Cioè che, per quanto mi riguarda, il testo nel suo
complesso, non ha motivo di tornare in quarta Commissione. Se,
invece, è un problema relativo all'emendamento, discutiamolo,
torniamo in quarta Commissione e lo valutiamo.
PRESIDENTE Onorevole assessore, così stando le cose, poichè
l'orientamento emerso dal dibattito è quello di stabilire un
ulteriore momento di approfondimento, la Presidenza ha soltanto
due strade da potere percorrere. La prima è quella di mettere in
votazione il primo degli emendamenti iscritti all'ordine del
giorno e ciò immagino che susciti una reazione che ci è stata
annunziata e anticipata dall'onorevole Ortisi e cioè la richiesta
del numero legale e non mi sembra che l'Aula in questo momento
sia in numero legale; la seconda è quella di accogliere l'ipotesi
di un ulteriore momento di riflessione.
Tuttavia, onorevoli colleghi, poichè anche stamattina e nel
primo pomeriggio si doveva realizzare questo momento di
approfondimento e alla fine, a momenti, qualche collega
protestava contro l'onorevole Beninati che si è messo a
disposizione ed ha messo a disposizione anche le sue competenze
professionali per scrivere un' ipotesi di emendamento, cosa che
certamente ha fatto tenendo conto di quelle che sono le sue
conoscenze in materia. dato che in Commissione, comunque, nel
pomeriggio non si è presentato alcun esponente dell'opposizione
o pochi - questo non è emerso con chiarezza dall'intervento
dell'onorevole Beninati- mi sembra di capire, onorevole
assessore, che le condizioni per mettere ai voti il primo
emendamento, con un esito che non produca un rinvio di un'ora
della seduta, non ci siano.
La proposta della Presidenza è quella di rinviare a martedì
l'esame di questo disegno di legge ma di andare avanti con gli
altri disegni di legge, come abbiamo stabilito ieri.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, noi abbiamo cercato di sviluppare
con molta umiltà un ragionamento politico che è un nostro diritto
di deputati. Capisco che l'assessore Parlavecchio è stressato da
tante sedute andate a vuoto per l'assenza della maggioranza che
lo dovrebbe sorreggere. Esprime una posizione che non è molto di
buon senso, ma che aggiunga a tale posizione di debolezza la
supponenza e l'arroganza di coloro i quali vivono una posizione
di debolezza lo posso ascrivere al momento emotivo.
Che lei sia un tecnico e che nessuno le possa andar dietro in
ordine al merito della legge lo dovrebbe riportare a fare il
tecnico. Perché se lei viene in quest'Aula nelle vesti di
Assessore ha il dovere di rispettare i novanta deputati. Il
dovere perché appena lei tornerà su una riforma istituzionale,
nella quale materia sarà un emerito ignorante come io sono
ignorante nel merito tecnico di ingegneria, vedremo cosa lei
risponderà alle nostre sollecitazioni. Le chiederemo di
dimettersi come membro tuttologo di questo Governo.
PRESIDENTE Questo compito onorevole Ortisi non lo sottragga
ad altri.
ORTISI Certamente sì. Però era il presupposto logico e di
merito perché io rispondessi a nome del nostro Partito alla sua
richiesta. Non ci sono le condizioni, Presidente. Non so perché
l'Assessore Parlavecchio, per altro con quest'intervento
infelice, insista a fronte di una realtà visiva, non lo so Ci
saranno altri motivi rispetto al merito della legge
CRACOLICI Insiste e insulta.
ORTISI Per altro insiste e insulta. La nostra precondizione
di ordine politico non riguarda solo il disegno di legge sugli
appalti, riguarda tutti i disegni di legge di questa maggioranza
fino a quando non sarà rispettato il Regolamento e non si
permetterà all'opposizione di discutere il disegno di legge in
quota opposizione, come il Regolamento prevede e come la
conferenza dei capigruppo aveva stabilito. Altrimenti cercatevi
pure la vostra maggioranza e come avete fatto ieri, ribaltando
l'ordine dei lavori, andate avanti a colpi di maggioranza, se ci
riuscite
L'alternativa è quella che abbiamo proposto. Il Governo e la
maggioranza, anziché insultare, dichiarino il proprio
fallimento politico e noi insieme, in maniera bipartisan,
approveremo i disegni di legge dell'Aula, non del Governo o del
Parlamento.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, come lei sa, l'Aula ieri, non
a colpi di maggioranza ma , sulla base di un ragionamento, ha
stabilito un percorso diverso ed il Regolamento lei sa che affida
all'Aula le decisioni .
ORTISI Il Regolamento prevede che ogni due disegni di legge
all'esame dell'Aula della maggioranza si metta un disegno di
legge dell'opposizione.
PRESIDENTE Certo. Sicuramente, onorevole Ortisi, se volessi
rispondere polemicamente, e non voglio farlo, potrei dirle che
ce ne sono sicuramente perché, come le è noto, i disegni di
legge vengono abbinati e quindi tra quelli che arrivano all'esame
dell'Aula ci sono anche quelli dell'opposizione.
Ma non è questo il tema e non credo che sia questo ed io credo
che dobbiamo assolutamente distinguere i momenti tattici dai
momenti politici. Quello che interessa alla Presidenza in questo
momento è sapere se esistono le condizioni politiche per andare
avanti o no. Quello che io ho compreso dagli interventi che si
sono sviluppati - adesso sentirò l'onorevole Beninati e
l'onorevole Rotella e nessun altro perché non riapro un dibattito
su questo argomento - rispetto a quello che ho sentito, mi
sembra di capire che non ci siano queste condizioni.
Devo però ricordare che ieri l'Aula ha stabilito che, nel
caso in cui non ci fossero le condizioni su questo disegno di
legge, si sarebbe andati avanti su altri disegni di legge.
Questo è quello che farò
Se poi non si dovessero registrare neanche in quel caso le
condizioni politiche per andare avanti, non aggiornerò a
martedì, onorevole Ortisi, perché io non intendo iscrivermi tra
coloro i quali remorano l'attività di questo Parlamento. Non
contribuirò mai a determinare rinvii che non hanno valore reale.
ORTISI Non faccia la predica a noi, la faccia agli assenti,
Presidente
PRESIDENTE Non sto facendo una predica, sto facendo una
comunicazione. Non mi iscriverò tra coloro i quali bruciano
settimane intere di lavoro di questo Parlamento per motivi che
possono anche essere nobili ma che io non condivido e quindi
aggiornerei a domani mattina.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, credo che ognuno di noi abbia percepito la portata
della discussione. Ritengo che nella giornata di domani,
considerato anche che è previsto che ci sia Aula, non si possa
procedere - così come è stato richiesta dai colleghi sia di
maggioranza che di opposizione - ad un approfondimento della
materia.
Sono dell'avviso che un momento di riflessione su questa
materia debba esserci, non credo però che lo si possa fare nella
giornata di domani. E' necessario del tempo perché i colleghi
possano approfondire la materia. Solo così, forse, si potrebbe
pervenire ad una soluzione per agevolare l'iter di questo disegno
di legge.
Peraltro, ritengo che non sia necessario un ulteriore incontro
in Commissione, in quanto la Commissione ha fatto più di quanto
avrebbe dovuto.
Questo ulteriore momento di riflessione potrebbe servire a
maturare alcuni passaggi politici all'interno della maggioranza,
dell'opposizione e del Governo. Stando così le cose credo che per
martedì prossimo si possa tornare in Aula con un ampliamento o
con una modifica a questo emendamento e se la maggioranza sarà
presente si potrà andare avanti.
ROTELLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione
non si limita a rinviare per l'ennesima volta l'esame di questo
disegno di legge che non è dell'Assessore Parlavecchio, ma è di
tutto il Governo, e mi dispiace che il Governo non sia
presente. Il Governo non viene a votare, come è successo per
alcuni disegni di legge importanti e questo sugli appalti può
essere annoverato fra questi considerato che è stato apprezzato
nella riunione di maggioranza ed è stato approvato nella
Conferenza dei Capigruppo all'unanimità, segnalato da tutti i
Gruppi presenti in questo Parlamento.
Nonostante ciò, signor Presidente, questo disegno di legge,
che non appartiene a un partito e che rappresenta gli interessi
di una intera categoria e che fa parte del programma di questo
Governo, oggi è rappresentato soltanto dall'Assessore
Parlavecchio. Gli altri componenti del Governo non sono presenti
ed invece avrebbero dovuto esserlo all'unanimità al fine di
correggere alcune distorsioni ad un disegno di legge che
riguarda un sistema delicato della vita economica e politica
della nostra isola. Caro assessore Parlavecchio la invito
politicamente, formalmente e personalmente a non venire più in
Aula a discutere questo disegno di legge se prima questa
maggioranza non si fa politicamente carico di portare a
conclusione questo disegno di legge. E' troppo comodo ogni volta
che si vuole rinviare l'Aula, rimandare in Commissione un disegno
di legge trovando una scusa. Non è ne giustificabile, ne
plausibile, ne comprensibile Mi dispiace, ma questa maggioranza
oggi non sta scrivendo una bella pagina nella storia di questa
Assemblea
Do atto del senso di responsabilità dell'opposizione quando
prima la maggioranza non ha compiuto il proprio dovere. Qui la
maggioranza il proprio dovere non l'ha compiuto Questo disegno
di legge non serve nei nostri collegi o nelle nostre
circoscrizioni, ma serve a quest'Isola. E' stato apprezzato dal
Presidente della Regione, dal Governo, dalla maggioranza e dalla
Conferenza dei Capigruppo.
Quando la maggioranza e la Conferenza dei Capigruppo vorrà
stabilire un giorno in cui i deputati possano venire in Aula -
come è successo in occasione dell'esame di altri disegni di legge
- per approvare e decidere pur nella diversità ma nel rapporto
dialettico e costruttivo che ci deve essere tra maggioranza e
opposizione attraverso il voto d'Aula, che è l'unico strumento
democratico che ci appartiene, soltanto allora riporti in Aula
questo disegno di legge. Se questa volontà non c'è, si abbia il
coraggio e ognuno si assuma la responsabilità di dichiarare che
non c'è la volontà di esitare questo disegno di legge; qualunque
altra formula non è comprensibile. Per quanto mi riguarda, Signor
Presidente, se vuole porre in votazione la proposta di rimandare
in Commissione questo disegno di legge
FORMICA Nessuno ha chiesto questo
FORMICA Se nessuno l'ha chiesto, la prego, signor Presidente,
di andare avanti e se non ci saranno le condizioni ne prenderemo
atto. Non si può continuare ogni volta a fare il gioco dell'oca
che quando si finisce sulla casella sbagliata si ricomincia
daccapo, questo non è possibile
Anche la mortificazione del partito che rappresento ha un
limite e credo sia stato ampiamente superato. Per quanto mi
riguarda su questo tema non ci può essere più spazio a equivoci:
o si va avanti o diversamente il Presidente della Regione venga
in Aula e segua personalmente l'iter del disegno di legge.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, devo dire quest'ultimo
intervento non aiuta a individuare una soluzione di convergenza
rispetto ad un testo, quindi io ho una sola strada da seguire,
non ne ho altre. Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento
1.1.6.
CRISAFULLI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Miccichè, Oddo,
Ortisi e Rotella)
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 27
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 19.42, è ripresa alle ore 20.50)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, informo che, per assenza del Governo, la
seduta è rinviata a domani, alle ore 11.00, e che il disegno di
legge numeri 771-774/A, pur rimanendo iscritto all'ordine del
giorno della prossima seduta, non sarà trattato domani per
consentirne un ulteriore approfondimento.
ORTISI Signor Presidente, non lo abbiamo concordato. Lei ha
messo ai voti l'emendamento 1.1.6 sul quale è stata chiesta la
verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, non è come lei afferma. Durante
gli interventi, è stato detto che se si fosse rinviato sarebbe
stato opportuno...
ORTISI E' un altro strappo al Regolamento
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, non sto facendo alcuno strappo
al Regolamento. Lei deve stare attento all'intero evolversi dei
lavori parlamentari. E' stato stabilito, nel momento in cui
l'Aula ha preso atto, non della questione della mancanza del
numero legale - perché era ovvio che non si sarebbe potuto
procedere -, su proposta, non solo del Presidente della
Commissione...
ORTISI Signor Presidente, lei ha messo ai voti un
emendamento
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lei non capisce o fa finta di
non capire.
ORTISI Signor Presidente, io capisco benissimo. E' lei che fa
finta di non capire
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ribadisco che durante il
dibattito è emersa la volontà dell'Aula che, nel caso in cui la
seduta fosse stata rinviata, comunque, la legge sugli appalti
non poteva essere discussa domani, ma ciò sarebbe avvenuto in una
data successiva, in quanto la Commissione ed il Governo, anche su
richiesta dell'opposizione, oltre che del Presidente della
Commissione, avevano necessità di approfondire alcune questioni.
Pertanto, ho precisato che domani non si procederà con il
disegno di legge sugli appalti, in quanto si è preso atto della
necessità di rinviare l'argomento a martedì.
LIOTTA Andiamo alla prossima legislatura
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio ruolo
mi spinge a fare la seguente dichiarazione, anche se sul piano
umano mi dispiace contrastare il Presidente di quest'Aula.
Già il fatto che lei, signor Presidente, abbia messo ai voti un
emendamento che riguarda un disegno di legge e che tale
emendamento non si sia potuto votare, in quanto è stata richiesta
la verifica del numero legale, ha incardinato di fatto e di
diritto la discussione sull'argomento specifico. Che poi nella
discussione generale, mai sfociata in un voto d'Aula, né in un
accordo, si sia discusso della possibilità di rinviare alla
prossima settimana la discussione sul disegno di legge sugli
appalti, è un fatto di discorsività, non istituzionalizzato né
con un voto, né con un accordo, tant'è vero che l'argomento è
stato sviscerato andando dall'ostruzionismo a tutto campo della
Margherita, fino all'invito dell'onorevole Rotella all'on.
Parlavecchio a non presentarsi in Aula fino a quando non sarà
raggiunto un accordo all'interno della maggioranza.
Quindi, ritengo che dal punto di vista formale, domani, si
debba cominciare con il disegno di legge sugli appalti,
trattazione che, probabilmente, durerà un minuto, perché i fatti
dimostreranno che va rinviata alla prossima settimana; ma dal
punto di vista formale, signor Presidente, non possiamo rinviare
alla prossima settima la discussione su questo disegno di legge.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, come supponevo non ci siamo
intesi. Infatti, al primo punto all'ordine del giorno rimane
iscritto il disegno di legge sugli appalti.
ORTISI Signor Presidente, lei non ha detto questo
PRESIDENTE Sì, onorevole Ortisi.
ORTISI Allora, mi fa piacere non aver capito.
PRESIDENTE Ho continuato dicendo che poiché durante il
dibattito è stato richiesto l'approfondimento, perché è stato
detto che nel caso in cui...
ORTISI Signor Presidente, però, non è stato concordato.
PRESIDENTE Non è stato votato, è stato detto.
ORTISI Signor Presidente, però, è l'Aula che decide
PRESIDENTE Certamente, è evidente che sia così. Dico che,
comunque, è stato detto e richiesto esplicitamente sia dal
Governo che dalla Commissione - guardi i resoconti -, che non si
sarebbe stati in grado di esprimere un parere domani perché - è
stato anche l'onorevole Speziale a intervenire in tal senso -,
non c'erano i presupposti per farlo.
Ciò è stato ribadito dal Presidente della Commissione e,
pertanto, nonostante il disegno di legge resti iscritto al primo
punto, mi è sembrato opportuno ribadire il fatto che, comunque,
domani non si potrà discutere.
ORTISI Come previsione
PRESIDENTE Come previsione, onorevole Ortisi
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 13
ottobre 2005, alle ore 11.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
774/A) (Seguito)
2) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
3) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 (n. 977/A) (Seguito)
4) Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
5) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di camere di commercio (nn. 392-402-763 - Stralcio I/A)
(Seguito)
6) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciate II/A)
III - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi con le
isole minori (n. 1053/A)
IV - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
V - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 20.55.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
CONFALONE.- «All'Assessore per il lavoro e all'Assessore per la
sanità, premesso che l'Assessorato regionale del lavoro, per
l'anno didattico 2003/2004, ha autorizzato il corso OSA
(Operatore socioassistenziale), ai sensi del Decreto assessoriale
26 giugno 1996, con sede didattica in Misterbianco (CT),
strutturato in 450 ore di teoria e 450 ore di tirocinio da
espletare presso l'Unità sanitaria locale n. 8 di Lentini (SR);
attestato che di recente si è appreso che l'Assessorato
regionale della sanità non riconosce la validità del predetto
corso ai fini della possibilità di inserimento nell'organico
delle Aziende ospedaliere o enti affini;
per sapere:
per quali motivi l'Assessore per il lavoro abbia autorizzato
corsi professionali in materia sanitaria per il conseguimento di
qualifiche che non vengono riconosciute idonee per il
collocamento nel mondo lavorativo e i cui oneri, tra l'altro,
sono a totale carico dei partecipanti;
perché l'Assessore non abbia informato gli allievi dei suddetti
corsi OSA a proposito della mancata validità degli stessi.»
(1804)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1804,
tenuto conto delle notizie fornite dal Dipartimento formazione
professionale si rassegna quanto di seguito.
Preliminarmente si fa presente che la legge quadro nazionale in
materia di formazione professionale - legge 21 dicembre 1978, n.
845 - disciplina i poteri e le funzioni che le regioni sono
chiamate ad esercitare nell'ambito del sistema formativo
italiano, inoltre riconosce che l'esercizio delle attività di
formazione è libero, riconducendo le iniziative private (attività
formative autofinanziate), in attuazione degli articoli 3,4,35 e
38 della Costituzione, nell'alveo di un servizio di interesse
pubblico.
Nella nostra regione le attività formative autofinanziate
(cosiddette libere') sono state disciplinate dal D.A. 26 giugno
1996 fino all'entrata in vigore del DDG n. 2180/Serv.
Gest./UOBIV/03/FP del 23 luglio 2003 - Regolamento delle modalità
di presentazione, di svolgimento e di certificazione delle
attività formative autofinanziate nella Regione siciliana. Tale
regolamento discende dalla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24,
che assegna a questa amministrazione il compito di promuovere,
programmare, dirigere e coordinare le iniziative di formazione
professionale in tutti i settori delle attività economiche e
sociali, ad eccezione di quello sanitario, e di provvedere al
riconoscimento dell'idoneità tecnico-didattica dei centri ed enti
che svolgono attività di formazione professionale, al fine della
validità degli attestati che essi rilasciano.
In merito alla qualifica di operatore socio-assistenziale
(OSA)' conseguita con il corso di formazione cui fa riferimento
l'onorevole interrogante, si significa che tale profilo
professionale non va confuso con quello di operatore socio-
sanitario' che ha un percorso formativo diverso per durata e
contenuti didattici e svolge la sua attività sia nel settore
sociale che in quello sanitario, cioè sia in ambiente
residenziale o semiresidenziale che in ambiente ospedaliero.
Di contro, l'operatore socio-assistenziale (OSA) fa parte del
settore terziario ed è pertanto un operatore preposto allo
svolgimento di una serie di attività integrate che si qualificano
come assistenza diretta alla persona per una vita più
autosufficiente. In particolare, accompagna ed assiste la persona
nei propri bisogni primari, nella cura dell'ambiente e
dell'alimentazione, fornisce prestazioni igienico-sanitarie di
semplice attuazione al fine di favorirne l'autonomia nel proprio
ambiente di vita e allo scopo di evitare, o comunque ridurre, i
rischi di isolamento e di emarginazione.
In ultimo, si assicura l'onorevole interrogante che la
qualifica professionale di operatore socio-assistenziale (OSA)'
rientra tra le qualifiche del settore sociale e,
conseguentemente, gli attestati riconosciuti e vidimati dagli
uffici periferici di questa Amministrazione, sono validi, ai
sensi dell'articolo 12 della l.r. 24/1976 e dell'articolo 14
della legge n. 845/1978, per l'avviamento al lavoro e
l'inquadramento aziendale e costituiscono titolo per l'ammissione
ai pubblici concorsi.»
L'Assessore SCOMA