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Resoconto d'Aula della Seduta n. 320 di mercoledì 12 ottobre 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che sono in congedo,   per  la  presente
  seduta,   l'onorevole  Manzullo  e,  per  motivi   istituzionali,
  l'assessore D'Aquino.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che è pervenuta da  parte  dell'Assessore
  per il Lavoro la risposta scritta alla seguente interrogazione:

   N.  1804  -  Notizie  in  merito  alla  validità  dei  corsi  di
  formazione professionale di operatore socio-assistenziale (OSA).
   Firmatario: Confalone Giancarlo.

   Avverto  che la stessa sarà pubblicata in allegato al  resoconto
  stenografico della seduta odierna.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:

   Numero  453  Interventi per scongiurare la chiusura, a  Palermo,
  del  Centro Unificato Automazione Servizi di Poste S.p.A. , degli
  onorevoli Zangara, Barbagallo, Gurrieri e  Genovese.

   Ne do lettura:

                        «L'Assemblea Regionale siciliana

   PREMESSO che:

   Poste S.p.A. è proprietaria dell'immobile sito in Palermo,   via
  Briuccia,        destinato    a    Centro  unificato  automazione
  Servizi (CUAS);

   detto  Centro si occupa della lavorazione dei bollettini postali
  di   Sicilia   e   Calabria   e,  con   l'ausilio   di   impianti
  tecnologicamente    avanzati,   effettua    servizi    come    la
  microfilmatura,  l'archivio elettronico, la rendicontazione  alla
  clientela e l'invio dei bollettini;

   il  CUAS  di  Palermo è l'unico ad avere registrato,  in  chiara
  controtendenza rispetto agli altri centri dislocati nel Paese, un
  aumento  del  volume dei bollettini lavorati (circa  duecentomila
  all'anno),  per i quali riesce anche ad assicurare,  in  caso  di
  difficoltà  o  smarrimento delle ricevute, un puntuale  riscontro
  alle richieste della clientela postale;

   PREMESSO altresì che:

   Poste   S.p.A.  ha  annunciato  di  voler  chiudere  il   Centro
  unificato automazione servizi (CUAS) di via Briuccia a Palermo  e
  di trasferire altrove servizi e personale dello stesso, con grave
  pregiudizio per i livelli occupazionali esistenti;

   tale  misura,  qualora realmente adottata,  finirebbe  col  fare
  gravare solo sul CUAS di Palermo il ridimensionamento delle unità
  lavorative  prospettato in ambito nazionale da Poste  S.p.A.,  in
  quanto la chiusura del CUAS di Palermo annullerebbe, da sola, gli
  esuberi di tutta Italia, pari a 187 unità;

   CONSIDERATO che:

   l'eventuale  chiusura  del CUAS di Palermo  si  pone  in  palese
  contraddizione  rispetto  all'esigenza di  attuare  una  concreta
  politica   di  sviluppo  del  Mezzogiorno  d'Italia   che   passa
  necessariamente per la salvaguardia di servizi e posti di  lavoro
  già esistenti,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

   ad    intervenire   presso   il   competente   Ministero   delle
  Comunicazioni e presso la Direzione generale di Poste S.p.A.  per
  scongiurare,  in  ogni modo, la chiusura di un  centro  altamente
  specializzato e di fondamentale importanza per i servizi  postali
  del   Mezzogiorno   d'Italia  e  della  città   di   Palermo   in
  particolare.» (453)

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la determinazione della
  data  di discussione della predetta mozione venga demandata  alla
  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

     ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  invitare la Presidenza ad intervenire presso il Presidente  della
  Regione in quanto stamattina, in IV Commissione, dovevamo esitare
  la nuova norma presentata dal Governo per sanare i tagli prodotti
  dal  Commissario dello Stato sulla legge quadro  sul  turismo  in
  merito al personale delle AST e delle APT.
   Il   Governo   ha  presentato  tempestivamente   la   norma   in
  Parlamento,  ed  ancor più tempestivamente la  Commissione  si  è
  fatta  carico di esaminarla per tentare di risolvere il  problema
  di  questi  dipendenti, convocando la Commissione alle  10.30  di
  stamattina.  Ebbene,  abbiamo atteso invano  fino  a  mezzogiorno
  l'arrivo dell'assessore al ramo, l'assessore Granata.
   Ed  ancora, ieri pomeriggio l'Aula ha incardinato un disegno  di
  legge  fissando  il  termine regolamentare per  la  presentazione
  degli emendamenti; siccome sono stati presentati emendamenti  che
  prevedevano  spesa, gli stessi sono stati inviati in  Commissione
  Bilancio per il parere.
   La  Commissione Bilancio è stata convocata alle 16.30 e, come da
  Regolamento,  alle  17.30 il Presidente  ha  dovuto  chiudere  la
  seduta  perché  il  Governo - l'assessore  Cintola  -  non  si  è
  presentato.
   Ritengo  un  fatto  gravissimo che il Governo  non  si  presenti
  nelle  Commissioni  legislative, bloccando  di  fatto  l'attività
  legislativa.  Ecco perché chiedo alla Presidenza di farsi  carico
  presso  il Presidente della Regione affinché questo atteggiamento
  irrispettoso nei confronti del Parlamento non si verifichi più.

     PRESIDENTE   La  Presidenza si farà  carico  di  segnalare  al
  Presidente della Regione l'opportunità di assicurare la  presenza
  dell'assessore competente, o comunque di un membro  del  Governo,
  durante i lavori delle Commissioni, soprattutto quando si  devono
  affrontare  tematiche così urgenti che rischiano  di  paralizzare
  iniziative legislative già approvate da quest'Aula.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


  Seguito  della  discussione del disegno di  legge  «Modifiche  ed
  integrazioni  alla  normativa regionale in  materia  di  appalti.
  Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del Genio civile
  e la prevenzione del rischio sismico» (nn. 771-774/A)

     PRESIDENTE   Si  passa al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  «Modifiche  ed  integrazioni alla normativa  regionale  in
  materia  di  appalti. Disposizioni concernenti  l'attività  degli
  uffici  del Genio civile e la prevenzione del rischio  sismico  »
  (nn. 771-774/A), posto al numero 1)
   Invito  i  componenti la quarta Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che ieri, in sede  di  discussione
  generale,  è  stato  stabilito di sospendere la  discussione  del
  disegno  di  legge  sulla  riforma degli  appalti  in  quanto  si
  delineavano delle difficoltà nel percorso d'Aula.
   E'  opportuno  che la Presidenza venga messa a conoscenza  della
  evoluzione  dei  fatti per potere andare avanti  sull'ordine  del
  giorno;  ha bisogno di sapere se gli ostacoli, i dubbi che  erano
  stati  evidenziati ieri, sono stati sciolti oppure l'Aula  non  è
  ancora pronta per affrontare il testo.

     PARLAVECCHIO   assessore  per i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PARLAVECCHIO    assessore  per  i  lavori   pubblici.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, era stato sollevato un  problema
  per quanto riguarda il pagamento dei contributi INPS da parte  di
  tutte le imprese partecipanti alle gare.
   A  tal  riguardo,  oggi, abbiamo preparato  un  emendamento  che
  accoglie  le  problematiche riscontrate  sulla  materia  e  siamo
  pronti a presentarlo in Aula per valutarlo insieme.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   IV
  Commissione, così come stabilito ieri prima di sospendere l'esame
  del disegno di legge sugli appalti, si è fatta carico di recepire
  la  necessità  di  modifica sulle modalità di  partecipazione  da
  parte delle imprese alle gare.
   Considerato che la Commissione ha lavorato alla formulazione  di
  questo  emendamento  fino  a  20  minuti  fa,  i  colleghi,   sia
  dell'opposizione che della maggioranza, non hanno avuto  modo  di
  valutarlo.
   Anche  se volgendo lo sguardo verso i banchi mi rendo conto  che
  i  problemi politici che lei, signor Presidente, ha eccepito ieri
  nella  qualità  di  deputato rimangono  ancora  oggi  confermati,
  perché l'assenza dei parlamentari la dice tutta.
   Dovremmo  tentare di capire se possiamo continuare  a  procedere
  con  l'esame  di  questo disegno di legge,  a  prescindere  dalla
  presentazione o meno di questo emendamento.

     PRESIDENTE   Onorevole Acierno, lei ha detto poc'anzi  che  la
  Commissione,  lavorando  fino a ora, ha elaborato  un  testo.  Ai
  lavori  di  questa  Commissione, erano presenti  anche  le  forze
  politiche di opposizione?

     ACIERNO   No, signor Presidente. E' stato fatto un lavoro  con
  il  Governo,  rappresentando  la  proposta  avanzata  dai  Gruppi
  parlamentari  dell'opposizione,  peraltro  ampiamente   condivisa
  anche dai Gruppi della maggioranza.
   Adesso,    onde    evitare   la   formulazione   di    eventuali
  subemendamenti  o  riscritture, propongo alla Presidenza  di  far
  distribuire l'emendamento, ancorché non presentato ufficialmente,
  in  modo tale da consentire ai Gruppi di opposizione di apportare
  delle   ulteriori  correzioni,  e  presentare  quindi  il   testo
  definitivo.
   Nel  frattempo  l'Aula dovrebbe procedere,  fermo  restando  che
  prendo  atto  ancora una volta del disinteresse della maggioranza
  nei  confronti di questa riforma; perché, mentre tutti dichiarano
  alla  stampa  di volere dare immediate risposte agli imprenditori
  che   sollecitano,  l'assenza  della  maggioranza  in  quest'Aula
  diventa sempre più un fatto preoccupante.

     PRESIDENTE     Onorevoli    colleghi,    ritengo    che    sia
  indispensabile un intervento dell'onorevole Speziale,  poiché  lo
  stesso  ieri  ha  chiesto  formalmente all'Aula  di  soprassedere
  momentaneamente  all'esame del disegno di legge, per  comprendere
  se  le  osservazioni  formulate ieri sono  state  rimosse  oppure
  permangono.
   Ritengo  comunque accettabile la proposta dell'onorevole Acierno
  di    mettere   in   distribuzione   informalmente    il    testo
  dell'emendamento,  che  non  è  stato  ancora   presentato,   nel
  tentativo   di  arrivare  ad  una  stesura  condivisa   del   sub
  emendamento.
   Invito, pertanto, gli Uffici alla distribuzione del testo.

     SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  evidenziare l'atteggiamento di una maggioranza completamente
  sfilacciata,  ancora una volta, che non è presente neanche  sotto
  ricatto
   Ritengo  che  il  livello di sceneggiata del Presidente  Cuffaro
  sia  arrivato  ad  un punto tale che nessuno lo  prende  più  sul
  serio, neanche il Parlamento e la sua maggioranza, nonostante  il
  comunicato  reso alla stampa di oggi in cui dichiara  che  se  il
  Parlamento non va avanti con la legge lui potrebbe presentare  le
  proprie dimissioni.
   Ieri,  attraverso una discussione informale, avevo  posto  delle
  osservazioni  in merito al fatto che è acclarato che  in  Sicilia
  abbiamo  una  media percentuale del lavoro che ha  un  trend  che
  tende  al  rialzo.  E' altrettanto acclarato  che  il  metodo  di
  aggiudicazione in Sicilia è esattamente uguale a quello  previsto
  dalla  legislazione nazionale; in tutte le Regioni d'Italia,  ivi
  compresa   la  Calabria  -  possiamo  fornire  gli  elementi   al
  Presidente  della  Commissione ed  al  Governo  -,  la  media  di
  aggiudicazione di afferma attorno al 17 per cento e  non  c'è  un
  trend  di  crescita gara dopo gara, anzi c'è una  stabilizzazione
  con il metodo di aggiudicazione previsto dalla legge regionale.
   Ci  si  interroga da più parti per comprendere  quali  siano  le
  cause  che  possono avere determinato la crescita del livello  di
  aggiudicazione e io non ho mai escluso che le motivazione addotte
  dagli  altri colleghi siano vere e cioè che abbiamo, ad  esempio,
  un numero di imprese eccessive.
   Una  delle motivazioni, a mio avviso, potrebbe essere quella che
  in  Sicilia noi abbiamo avuto una contrazione dell'offerta  degli
  appalti;  la  logica  di mercato è che di  fronte  al  fatto  che
  vengono  immessi  sul  mercato  un  numero  limitato  di  appalti
  ovviamente si tende a crescere nelle offerte.
   La   seconda  considerazione  che  mi  sono  permesso  di   fare
  osservare ieri ai colleghi è di questa natura: noi dovremmo  fare
  preventivamente  un'attenta  analisi  sulla  possibilità  che  le
  imprese  che  partecipano  all'aggiudicazione  dei  lavori  siano
  imprese vere.
   Le   imprese,  per  essere  imprese  vere,  debbono  avere   una
  struttura organizzativa, i mezzi, il personale ed anche - come si
  dice  tecnicamente  - un castelletto bancario,  ma,  soprattutto,
  debbono  essere a posto con il pagamento dei contributi all'INPS,
  all'INAIL  e  alla Cassa Edile perché, altrimenti, noi  favoriamo
  una alterazione della gara.
   Se  alla  gara partecipano le imprese vere e le imprese che  non
  pagano  i  contributi agli enti previdenziali, che si sottraggono
  al  pagamento  degli  oneri, è chiaro che noi, involontariamente,
  alteriamo il mercato.
   A   questo  punto,  mi  sono  permesso  di  fare  osservare   al
  Presidente  della  Commissione  che  c'è  un  rimedio:   valutare
  l'opportunità   che,   preventivamente,   si   possa   avere   la
  documentazione del regolare pagamento dei contributi  agli  enti.
  Ovviamente,  le  imprese che non hanno pagato i  contributi  agli
  enti vengono escluse a priori.
   Però,  mi  viene  fatto osservare che ci possono essere  imprese
  con  un solo dipendente che partecipano ad una gara per un volume
  d'affari  sotto  soglia fino a 10 miliardi di  lire.  Ovviamente,
  quell'impresa, avrà avuto un regolare rapporto con i  contributi,
  ma non sarà in grado di fare i lavori.
   Se  vogliamo  risolvere questo problema dobbiamo  determinare  -
  cosa  che  i  tecnici  sanno bene - il  rapporto  tra  il  volume
  d'affari  dei tre anni precedenti. Come tutti sanno, in  rapporto
  alle tipologie di lavoro, c'è una quota stabilita di personale in
  rapporto al volume d'affari
   Faccio  un  esempio. Stabilendo, come minimo, il  10  per  cento
  rispetto al volume d'affari come forza lavoro, stabiliamo che  le
  imprese  debbono allinearsi a quella dimensione. Le  imprese  che
  partecipano,  che  hanno  avuto  volumi  d'affari  e  che   hanno
  dimostrato  che, rispetto al volume d'affari, almeno  il  10  per
  cento viene stabilito dal personale con il quale regolarmente  si
  è  stabilito  un  rapporto contrattuale e per il  quale  si  sono
  pagati  regolarmente i contributi, partecipa alle gare altrimenti
  vengono preventivamente escluse dalle gare.
   Mi   viene   fatto  osservare  dai  colleghi  competenti   della
  Commissione che, il fatto che si riduce il numero delle imprese -
  perché   parteciperebbero  soltanto  le  imprese  che   hanno   i
  requisiti, quindi con una riduzione del 20, 30 per cento circa  -
  possa  produrre  un  effetto di riduzione del trend  di  crescita
  della soglia di aggiudicazione.
   L'emendamento  qui  proposto  coglie  solo  in  parte   le   mie
  osservazioni  e  quindi,  a  mio  avviso,  andrebbe   rivisto   e
  rimodulato.
   Se, però, il Governo ha assunto l'atteggiamento del  prendere  o
  lasciare , mentre da parte della maggioranza c'è un atteggiamento
  di ostilità nei confronti di questo disegno di legge, dovuta alle
  numerose  assenze del Governo. Infatti, questa sera c'è  soltanto
  l'assessore  al ramo: è evidente che non c'è la volontà  politica
  di  approvare  il disegno di legge, malgrado gli sforzi  positivi
  dell'onorevole  Beninati,  che  non  si  stanca  mai  di  cercare
  soluzioni  mediate  pur  di portare a compimento  il  disegno  di
  legge.
   Noi  ci  troviamo  di  fronte  ad una  maggioranza  assente;  un
  Governo assente e che quando c'è distratto.
   Non  mi pare che questo il modo migliore per poter proseguire  i
  lavori.
     Non  c'è  -  ripeto  quanto detto ieri - un  atteggiamento  di
  ostilità  preconcetto da parte nostra, rispetto alla  possibilità
  di modificare o meno.
   C'è, piuttosto, da ragionare e, sulla base del ragionamento,  se
  emergono  elementi convergenti, concludere, anche modificando  la
  bozza  di  emendamento originariamente proposto  in  maggio  alla
  Commissione,  perché  lo  stesso avrebbe dovuto  essere  proposto
  proprio dalla Commissione e non dal Governo.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  ci
  sia  un doppio aspetto da prendere in considerazione rispetto  al
  momento che stiamo vivendo. Il primo è l'aspetto politico.
   Il  tema  posto ieri dall'onorevole Speziale non è venuto  meno.
  La  ammiro, onorevole Fleres, per le sue doti di fine politico  e
  di   grande   oratore:  ho  ascoltato  con  attenzione   la   sua
  requisitoria   nei   confronti   dell'intervento   dell'onorevole
  Speziale,  ma  anche  nel suo intervento è venuta  fuori  la  sua
  onestà intellettuale e, alla fine dell'intervento, lei stesso non
  ha   fatto   altro   che  condividere  le  considerazioni   fatte
  dall'onorevole  Speziale. Esiste quindi  un  problema  di  natura
  politica  che  prescinde da qualsiasi considerazione  di  merito,
  poi  parlerò anche di queste: è evidente (e lo è, ancora di  più,
  dopo  le  dichiarazioni  rese  dal  presidente  Cuffaro  che   mi
  permetterò comunque di specificare e di correggere) che esiste un
  problema di tale portata, appunto politica.
   Il  riferimento  all'Assemblea, così  come  il  suo  riferimento
  fatto  ieri  all'Aula, come pure quello fatto oggi dal presidente
  Cuffaro,   è   sbagliato  perché  qui  stiamo  parlando   di   un
  provvedimento  attraverso  il quale si  attua  il  programma  del
  Governo,  dunque, il primo riferimento possibile è la maggioranza
  di questo Parlamento.
   Il  senso  di  responsabilità  del  Parlamento,  e  anche  della
  minoranza, si evince in tanti momenti. Se questo disegno di legge
  oggi   è  in  Aula,  lo  si  deve  grazie  alla  minoranza,  che,
  maggioranza in Commissione, ha reso, infatti, possibile  anche il
  voto  finale  e, in tal senso, chiamo a testimonianza l'assessore
  Parlavecchio   e  il  Presidente  della  Commissione,   onorevole
  Beninati.
   Ebbene,  se oggi stiamo discutendo questo disegno di  legge,  lo
  si  deve  in  gran parte alla minoranza che ha reso possibile  la
  discussione, la valutazione nel merito e l'approvazione,  appunto
  in Commissione, del disegno di legge medesimo. Adesso, la  palla
  passa  alla maggioranza che deve sostenere il Governo  e  bisogna
  capire se lo sostiene
   Il  Presidente, onorevole Cuffaro, vuole dimettersi? Ma  che  si
  dimetta, ma non contro l'Assemblea regionale, bensì contro la sua
  stessa  maggioranza  che,  oggi, non gli  dà  la  possibilità  di
  portare  a  termine il suo programma, perché non  è  presente  in
  Aula

    CRISAFULLI  Il Presidente Cuffaro, se si dimette,  comunque  va
  bene

    SPAMPINATO   Ma  che  sia  chiaro che  si  dimette  non  contro
  l'Assemblea  regionale  siciliana,  ma  contro  la   sua   stessa
  maggioranza che non gli dà la possibilità di portare   a  termine
  il proprio programma.
   Nel  merito, mi si diceva che in Commissione è stato predisposto
  questo emendamento.
   Oggi,  la  Commissione,   fino a dieci minuti  fa,  ha  lavorato
  tutto  il  giorno  su  un disegno di legge,  quello  sul  demanio
  marittimo,  anche  questo  approvato  grazie  alla  presenza   di
  deputati  della  minoranza: la Commissione non  ha  mai  trattato
  questo tema ora all'esame.
   Lo  ripeto,  è  tutto  il giorno che la IV Commissione  è  stata
  impegnata  ad approvare il disegno di legge sul demanio marittimo
  e,  con  il voto determinante dei deputati di minoranza, è  stato
  approvato:  anche questo disegno di legge, arriverà in  Aula,  ma
  qui  dovrà  essere  sostenuto dalla  maggioranza,  perché  su  un
  disegno di legge governativo, come quello sugli appalti,  non  si
  può  fare  riferimento  al  senso di responsabilità  dei  singoli
  deputati
   Deve  farsi  riferimento  al  senso di  responsabilità  politica
  della  maggioranza  che deve sostenere questo  Governo.  Se  c'é,
  bene,  e  ne  prendiamo atto, continuando a  svolgere  la  nostra
  funzione;  ma  se non c'è, la conseguenza qual è,  le  dimissioni
  dell'onorevole   Cuffaro?  Dimissioni  contro   la   sua   stessa
  maggioranza

    BENINATI   presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, devo dire che  sto  intervenendo
  principalmente perché sono arrivato qualche minuto dopo in Aula e
  ringrazio   l'onorevole  Acierno  che  è  sempre   puntualissimo:
  tuttavia,  molte  volte, devo dire, interviene un  po'  oltre  il
  ruolo,  nel  senso che sulla discussione che abbiamo  portato  in
  Commissione vorrei precisarlo, anche nei confronti dei  colleghi,
  ricordando che ieri l'Aula, per quanto riguarda la proposta sugli
  appalti,  non  ha  disposto che la Commissione  rivedesse  questo
  disegno  di  legge,  non  è stata questa, infatti,  la  richiesta
  formulata dall'onorevole Speziale.
   Avremmo  potuto farlo anche in altra sede, insieme  al  Governo,
  presentando  una  proposta semplicemente abbozzata  e  sottoposta
  all'esame.
   Quindi,  personalmente,  me  ne  sono  fatto  carico,  pur   non
  essendovi un obbligo di convocare la Commissione, perché non  era
  posto  all'ordine del giorno: abbiamo semplicemente fatto  questo
  lavoro
   Devo  dire  che  avrei  gradito la  presenza  anche  di  qualche
  collega  che  aveva già posto questo problema,  ma  comunque,  la
  Commissione  (e,  nella qualità di Presidente,  il  sottoscritto)
  insieme  agli Uffici, ha cercato di venire incontro alle esigenze
  sollevate e che erano state oggetto della discussione che ieri ha
  portato alla sospensione dei lavori d'Aula.
   Viceversa,  si potrebbe  confondere il motivo e  come  ci  si  è
  comportati.
   Superato  questo, quindi, il Governo, avendo provato  a  fornire
  una  soluzione a questo problema, ha già sottoscritto la proposta
  dell'emendamento che apre il tavolo di discussione chiesto  nella
  seduta  di  ieri.  Pertanto,  fino ad adesso, si  è  fatto  tutto
  quello che si era detto di fare, nulla di più o di meno.
   Alla   luce   degli  ulteriori  aggiustamenti  che   l'onorevole
  Speziale  propone,   sinceramente devo  dire  che   mi  fermo  un
  attimo,  perché solo per fare quanto si credeva potesse risolvere
  ed  era giusto farlo, essendovi una condivisione verbale da parte
  di   coloro  che  hanno  partecipato  a  questa  discussone   che
  effettivamente   si  è  proposta  e,  devo   dire,   con   alcune
  perplessità,   ma  sinceramente  ciò  è  possibile...Ora   vorrei
  spiegare  quello  che  si è fatto, se siamo  d'accordo,  per  poi
  valutare, signor Presidente, come ci si comporterà.
   Attualmente,  sulle  procedure di presentazione  delle  offerte,
  viene prevista solo l'autocertificazione sulla situazione che  va
  oltre  il  problema dei contributi, nonché tutto  un  insieme  di
  altre   fattispecie  che  si  autocertificano  sulle   quali   si
  commettono  gravi infrazioni, debitamente accertate, dalle  norme
  in materia di sicurezza a ogni altro obbligo...
   Di  fatto,  però, ci si limita all'autocertificazione e  queste,
  lo ripeto, il più delle volte, potrebbero non essere veritiere e,
  quindi, si procede alla gara e all'aggiudicazione e, poi, al solo
  sorteggio,  quando il primo ed il secondo si verificano.  Allora,
  la  proposta,  è di partire a monte: vediamo di evitare,  sin  da
  subito,  le  situazioni che hanno portato tante  aziende  che  vi
  partecipano, molte volte, a commettere queste anomalie, e andiamo
  a risolvere subito questo nodo.
   Si  è  proposto - ed ecco la ratio dell'articolo  -   che  oltre
  l'autocertificazione, che è giusto mantenere,  per  i  contributi
  previdenziali (il nocciolo della situazione, perché  molte  volte
  le  aziende  non  sono  in  regola  e,  quindi,  manifestano  una
  difficoltà  e  tutto un insieme di situazioni non  vere)  occorra
  chiedere direttamente agli enti di competenza che certifichino la
  regolarità di questi contributi.
   Quindi   l'articolo  sostiene  proprio  questo.  Sarà  non   più
  l'autocertificazione, ma la certificazione degli enti a garantire
  la regolarità dell'impresa.
   Tutto  questo rientra in un ulteriore presupposto  che  tende  a
  rendere idonea quel tipo di offerta.
   Pertanto,  diciamo che il cosiddetto passaggio al setaccio,  che
  non  si potrebbe fare, si farebbe con la  certificazione da parte
  degli enti.
   E,  considerato  che questa certificazione non si  può  fare  in
  tempi  immediati, si è previsto che una certificazione  che,  per
  esempio, si chiede un mese prima lo svolgimento della gara, abbia
  fino a tre mesi di validità.
   Ecco, si è fatto solamente questo
   Ciò,  obiettivamente, permette, secondo me,  di  intervenire  su
  quanto  detto  ieri.  A  questo punto - debbo  dire  che  è  pure
  aggiunto  nell'emendamento - la previsione di tale certificazione
  diventa un ulteriore atto che deve essere richiesto dalle imprese
  per  essere  valide  le  loro offerte, ritenendosi  inammissibili
  diversamente. Quindi, ciò andrebbe nel senso di quanto  ci  siamo
  detti ieri.
   Aggiungo  che,  considerato che ovviamente esistono  dei  motivi
  tecnici,  con gli Uffici, si è previsto che, entro trenta  giorni
  dall'entrata   in   vigore  della  presente  legge,   l'Assessore
  regionale  per  i  lavori pubblici, con proprio  decreto,  dietro
  parere  favorevole della Giunta, disciplini le modalità attuative
  della presente disposizione.
   Spero che prestiate maggiore  attenzione al mio intervento...

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  Beninati   sta
  tentando  di  riassumere  ciò che è accaduto  in  Commissione  in
  queste  ore,  e penso sia utile ai fini della programmazione  dei
  lavori di questa sera.

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  dicevo che i lavori in Commissione  si  sono  svolti
  secondo le indicazioni fornite  ieri sera.
   Si  è  proposto che l'Assessore per i lavori pubblici, entro  il
  termine  di trenta giorni, emani un regolamento per procedere  ad
  alcuni   aggiustamenti:   ad  esempio,   dove  si   parla   della
   dichiarazione  che ha una validità di tre mesi, è ovvio, che per
  ogni  appalto,  non  si debba riprodurla  ex  novo,  bastando  la
  presentazione della sola copia conforme.
   E'  quindi,  solo  successivamente, che  bisogna  stabilire  con
  regolamento i dettagli.
   Credo  comunque  -  e  lo  dico spassionatamente  -  che  questa
  proposta  sia esaustiva di tutto quanto detto ieri.
   Il  mio auspicio è che questa proposta sia oggetto di una celere
  valutazione   da   parte   dell'Aula,  personalmente,   onorevole
  Speziale,  le avevo chiesto se poteva essere presente -  dopo  le
  sue   richieste  di  ieri  sera  -  e  mi  sono  assunto   questa
  responsabilità, in qualità di Presidente della Commissione, e non
  in  qualità  di  rappresentante di una  formazione  politica,  di
  svolgere  il compito a noi assegnato, dalle ore 13 alle  ore  15,
  cioè in un orario diverso dalla convocazione della riunione della
  IV Commissione. Ritengo di aver fatto ciò che  era giusto fare...

    ORTISI   Onorevole Beninati, lo ha svolto in presenza di  quali
  deputati?

    BENINATI     Ho   avuto   un   incontro   con   i    funzionari
  dell'Assessorato per potere studiare sull'ipotesi formulata  ieri
  -  infatti  non  era  stato presentato  alcun  emendamento  -  di
  formalizzare   una  qualche  previsione  che  andasse  in  questa
  direzione.  E ribadisco che, in qualità di Presidente  della   IV
  Commissione, mi sono fatto carico di questo onere, perché non  vi
  era alcun obbligo che venisse coinvolta l'intera Commissione.  Mi
  era  stato  detto  di  attivarmi e  così  ho  fatto,  insieme  al
  Governo, abbiamo formalizzato la proposta
   Si  può  condividerla, migliorarla,  o non condividerla affatto:
  in questo caso, signor Presidente, ci si fermerebbe e, mi rivolgo
  all'Assessore,  se questo percorso è servito a  qualcosa,   bene,
  diversamente,   sono pronto a cedere le armi e a  condividere  il
  percorso che l'Aula sceglierà.
   Ritengo  di  aver  dato il mio contributo su questa  riforma,  a
  prescindere   dalla  maggioranza  o  dall'opposizione,   affinché
  venisse elaborata, sollecitato nel compito dai  costruttori. C'è,
  infatti,  una  crisi del settore e questa riforma  in  parte  può
  risolverla,   ma  se  non  la  si  affrontasse,  si  aggraverebbe
  ulteriormente il problema.
   Pertanto,  mi appello al buon senso  di  tutti,  ricordando  che
  il  disegno di legge ha la paternità di  tutta l'Assemblea e  non
  di qualcuno in modo specifico.
   Suggerirei  dunque di fare uno sforzo al fine della  risoluzione
  del  problema: alcuni articoli, infatti,  affrontano la questione
  del   caro-ferro ,  delle  procedure di  aggiudicazione  e  delle
  fideiussioni  che, ancora oggi, costituiscono i  tre  nodi  della
  riforma, la cui risoluzione è attesa dalle imprese, da più di  un
  anno.
   Onorevoli  colleghi, vi richiamo a un senso  di  responsabilità,
  nell'interesse di questa categoria coinvolta nella sua interezza;
  ma se non c'è questa volontà, posso anche  fermarmi.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  capire quale procedura stiamo seguendo, nel tentare di uscire  da
  questo impasse in cui versiamo.
   Vorrei,  signor Presidente della Commissione, che mi ascoltasse,
  considerato che proprio lei ha svolto un ragionamento  di  grande
  buon  senso,  saggezza e con un tono che,  in  qualche  modo,  si
  poneva  in  maniera interlocutoria con l'Aula,  al  di  là  degli
  schieramenti.
   Voglio  essere molto franco. Al di là, per così dire, di  questa
  bozza, che presenta dei limiti, mi pare importante che vi sia, da
  parte  dei colleghi e del Governo, la disponibilità ad affrontare
  un  nodo  che  riguarda la critica e, soprattutto, la  crisi  del
  sistema.
     Il  nodo riguarda la quantità di offerte che vengono, di volta
  in  volta, presentate per ogni gara d'appalto che, essendo in  un
  numero così elevato, tende a determinare la condizione...

    PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, mi scusi se la interrompo,  ma
  il  tema  del  dibattito non è il merito, è capire  piuttosto  se
  sussistano le condizioni per procedere o meno.
     Apprezzo molto il suo e gli altri interventi, però, nessuno di
  questi   ha  chiarito  la  pregiudiziale  iniziale.  Se  dobbiamo
  procedere  nel  merito,  siamo pronti  a  farlo,  non  ho  alcuna
  difficoltà, però in questo momento, dovremmo cercare di capire se
  proseguire  o  meno, lei, così come gli altri colleghi,  mi  deve
  aiutare in questo...

    CRACOLICI  Allora sintetizzo. Mi pare che, alla luce di  questa
  informale  presentazione dell'emendamento, vi  sia  non  solo  il
  bisogno  di approfondirne il testo,  ma pure la coerenza  tra  il
  testo  stesso e l'emendamento di riscrittura del Governo rispetto
  al testo originario.
   Se  noi  affrontiamo il nodo di ridurre nell'offerta di gara  le
  cosiddette  imprese  cartacee, qualcuno mi  deve  spiegare  -  se
  raggiungiamo questo obiettivo, che è il vero problema posto dalle
  imprese   -   perché   mai  dovremmo  cambiare   il   metodo   di
  aggiudicazione.
   Stabiliamo che il problema è che vi sono troppe imprese,  alcune
  vere  e  altre  che  presentano solo buste  che  determinano  una
  condizione di difficoltà del sistema? Se interveniamo a monte sul
  sistema,  perché  dovremmo modificare il  sistema  di  gara  che,
  oltretutto, è coerente?
   E  lo  vorrei  ricordare al Governo, considerato  che  esso,  in
  quest'Aula, aveva addirittura teorizzato che bisognava applicare,
  non solo la legge nazionale esistente, ma applicarla anche in via
  dinamica, per il futuro.
   Dovevamo  quindi avere una norma di applicazione dinamica  delle
  modifiche della Merloni ter, quater e così via...
   Adesso,  si  propone la modifica del sistema di gara,  uguale  a
  quello nazionale.
   Mi  sembra,  da  questo  punto  di  vista,  cogliendo  l'aspetto
  positivo  che  viene posto, fermo restando l'approfondimento  del
  merito  del testo in esame, che bisogna essere coerenti  rispetto
  all'obiettivo che si vuole raggiungere.
   Se  l'obiettivo lo raggiungiamo con questo emendamento, riveduto
  e corretto, probabilmente il resto non serve.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto   e
  pregiudizialmente, intendo fare riferimento, perché ieri sera non
  c'ero,  a  questa  decisione di annullare, come  spesso  avviene,
  quanto deciso dalla Conferenza dei Capigruppo.
   Chiederò  ai colleghi del centrosinistra di non partecipare  più
  alle  Conferenze  dei Capigruppo, anche facendo violenza  al  mio
  stile  e  al  rispetto  che ho per la Presidenza.  Se  si  decide
  qualcosa, fra l'altro in attuazione del Regolamento, e  che  cioè
  ogni   due  disegni  di  legge  proposti  dal  Governo  e   dalla
  maggioranza,  occorra discutere di una proposta della  minoranza,
  va rispettata tale previsione regolamentare.
   E  invece,  approfittando della momentanea maggioranza  rispetto
  alla  minoranza, si ribalta e si annulla  Questo peraltro, e  fra
  parentesi,  induce a un comportamento irrigidito la minoranza  su
  tutti gli altri lavori d'Aula.
   Io  non  capisco,  signor  Presidente, se  stiamo  entrando  nel
  merito  del disegno di legge sugli appalti o se informalmente  ci
  stiamo  dando delle comunicazioni, come avvenuto con l'intervento
  del Presidente Beninati e dei colleghi Speziale e Cracolici.
   Signor  Presidente, voglio informare lei e  i  colleghi  che  la
  Margherita, in IV Commissione, ha due rappresentanti, l'onorevole
  Gurrieri e l'onorevole Spampinato.
   Ebbene,   non   sto   accusando  la  presidenza   dell'onorevole
  Beninati,   ma  vogliamo  dire  chiarissimamente  che   noi   non
  prenderemo  in  considerazione  nulla  che  i  colleghi  non   ci
  riferiscono, proprio niente
   Questo  sia  chiaro, su questo argomento e su  qualsiasi  altro:
  abbiamo  in  quest'Aula undici deputati, noi  de  la  Margherita,
  qualcosa  conteranno, almeno come numero, non dico come  qualità
  Questo sia chiaro
   Noi  ritorniamo alla proposta fatta dall'onorevole Spampinato  e
  che abbiamo fatto due sedute or sono. Siccome questo è un disegno
  di legge che, in ogni caso, fa parte del programma, aggiornato di
  sei  mesi  in  sei mesi, del Governo e di quella  che  si  chiama
  maggioranza, e che il Governo, negli  effetti annuncio , presenta
  come  uno  dei  fiori  all'occhiello,  è  chiaro  che  prima,   e
  pregiudizialmente, la maggioranza deve dimostrare di esserlo...

    FORMICA  Di esserci e in Aula

    ORTISI  Beh, guardate, entrambe le cose, sono un ossimoro
   Allora,  dicevo, la Margherita,  da sola, continuerà a  chiedere
  numero  legale,  se  prima non dichiareranno,  il  Governo  e  la
  maggioranza,   il  proprio  fallimento  e  non  si   appelleranno
  ufficialmente  all'Aula prima che, da qui a  non  so  quando,  si
  approvino le leggi che concorderemo.
   D'altra  parte, il presidente Beninati ben diceva: è da un  anno
  che questo argomento  è premuto dall'esterno.
   Il  Governo  e  la maggioranza come mai ricattano  il  senso  di
  responsabilità  dell'opposizione  ogni  volta  che  arriviamo  ai
  limiti del parossismo? Non possiamo noi chiedere alla maggioranza
  e  al  Governo  analogo  senso  di responsabilità,  con  la  loro
  presenza  in  Aula,  oppure è un diritto della  sola  maggioranza
  chiedere senso di responsabilità e un dovere solo della minoranza
  garantirlo?
   Non  mi  pare giusto  Non mi pare congruo rispetto all'argomento
  che stiamo affrontando
   Né  ci spaventano i  boatos  sulle dimissioni imminenti, se  non
  immediate, del presidente Cuffaro, il quale si comporta  come  il
  presidente Berlusconi: tiene sotto ricatto la sua maggioranza
   Perché,  certamente, il messaggio - criptico o meno - è  rivolto
  alla   maggioranza,  alla  minoranza   perché   sicuramente   sta
  avvenendo quanto è avvenuto con la legge sul turismo. Dopo che fu
  bocciato  l'articolo  2 di quel disegno di  legge,  si  creò  una
  situazione  tale  che si ebbe bisogno della presenza  fisica  del
  presidente Cuffaro.
   Chiamatelo, richiamatelo  Perché se viene il Presidente  Cuffaro
  e vi impone, come Berlusconi,  di votare, perché altrimenti se ne
  va, probabilmente lo voterete
   Non  mi  rivolgo  ai  colleghi della maggioranza  presenti,  che
  applaudo, mi rivolgo agli assenti  Evidentemente, c'è bisogno  di
  questo.  Il  Governo non regge più, non solo alle  pressioni  dei
  propri deputati, ma neppure alle pressioni dei mille problemi che
  non organizza, non previene, soltanto insegue. Noi, le dimissioni
  del  presidente Cuffaro, le chiediamo da un pezzo  Si dimetta  il
  Presidente Cuffaro  Dichiari il fallimento di quello che è  stato
  un Governo fallimentare e si vada a nuove elezioni
   Quindi,  proposta riassuntiva, qui non si va avanti se  non  c'è
  una maggioranza determinata e predeterminata. La Margherita è  su
  questa  posizione  rigida e, soprattutto, se  viene  esclusa  dai
  ragionamenti  che vogliono perfezionare un disegno di  legge  che
  vogliamo   definire,   perché   non   siamo   certo   contro   il
  provvedimento,   però  è  chiaro  che  vogliamo   esserne   parte
  integrante, propositiva, senza la quale disponibilità, non  siamo
  disposti a fare i servi di nessuno

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  evidentemente  il  quesito  della  Presidenza  dell'Assemblea   è
  tendente  a  comprendere se esistano o meno le condizioni  perché
  questo Parlamento possa esitare un testo sugli appalti.
   Se  dovessi  fare affidamento alle presenze in Aula, debbo  dire
  che non ci sono le condizioni  Ciò nondimeno, credo che lo sforzo
  insito nelle dichiarazioni dell'onorevole Ortisi, non precluda la
  possibilità che si addivenga a una ipotesi definita rispetto alle
  nuove norme sugli appalti.
     Atteso  che  è  stato presentato un emendamento  del  Governo,
  credo  sia  utile  che l'Aula si fermi e metta  in  condizione  i
  componenti  la  Commissione  di lavorare  nel  merito  del  testo
  esitato dal Governo, cioè questo nuovo emendamento.
   Credo  sia  utile  fare ciò perché nel solco delle  impostazioni
  che  il  Governo  ci  ha  fornito possono essere  inserite  delle
  modifiche  opportune  che  raggiungono gli  obiettivi  dichiarati
  dall'onorevole  Speziale,  dall'onorevole  Cracolici:  creare  le
  condizioni perchè si determini una selezione vera fra le imprese.
   Se   questo  si  raggiungerà,   verificheremo  se  ci  sono   le
  condizioni   per  poter  fare  la  legge.  Se  non   si   dovesse
  raggiungere,  devo dire,  molto onestamente,  è  inutile  che  si
  ripresenti  una  litania facendo appello non si  capisce  a  chi,
  perché  tutto  può  succedere, tranne che la  maggioranza  faccia
  l'ostruzionismo  e  la  minoranza diventi una  specie  di   Croce
  rossa'. Evidentemente ciò non è consentito.
   Se  si  vuole  invece  fare un ragionamento  produttivo   che  è
  nell'ambito  del quesito che poneva il Presidente dell'Assemblea,
  io   dico   le  condizioni  ci possono essere  nel  quadro  dell'
  impostazione che io mi sto permettendo di formularle: sul quesito
  se  si  debbano sospendere i lavori, se la Commissione  si  debba
  riunire   formalmente o informalmente domani, o stasera -   anche
  se   ciò    significherebbe    che   resterebbero   solo   quelli
  dell'opposizione -  io le  proporrei di lavorare  domani  mattina
  e poi rinviare alla  settimana entrante, quando  avremo chiaro se
  questa  legge si può fare o non si può fare, perché  se  non  c'è
  un'intesa  e  per  giunta  manca pure  la  maggioranza  in  Aula,
  evidentemente non ci sono le condizioni per potere modificare  il
  tutto.
   Nel  merito  mi permetto di dire una cosa,  signor Presidente  e
  signor   assessore, il tentativo è quello di fare in modo che  le
  imprese  certifichino  di essere tali.  Manca  il  confronto,  la
  verifica  da  parte della stazione appaltante che secondo  me  va
  prevista,  manca  la  possibilità di chiedere  alle  imprese  che
  operano  sopra  soglia la stessa certificazione. Io  non  capisco
  perché  dobbiamo chiedere solo a quelle sotto soglia  l'esistenza
  in  vita  dell' impresa e non dobbiamo chiederla a  quelle  sopra
  soglia.  Si determinerebbero così,  infatti,  anche lì le offerte
  anomale, che credo conosciamo.

    CRACOLICI   Lo  puoi  fare  ma  siccome  lì  c'è   il   massimo
  ribasso...

    CRISAFULLI     Hanno   individuato   sempre    il    meccanismo
  dell'offerta  anomala  e  sulla base dell'offerta  anomala  hanno
  proceduto  alle assegnazioni. In gran parte si dà alla prima  non
  anomala.  Per  arrivare  alla  prima  non  anomala  ci  sarà   un
  meccanismo di valutazione, poi ogni tanto ci sono giustificazioni
  originali.  Ad  un imprenditore chiesero giustificazioni  ed   ha
  dichiarato   garantisco  io  che  il  lavoro  si  può  fare   con
  quest'offerta'. Già,  allora va bene, per cui sono andati avanti.
  Comunque bisogna certificare l'esistenza.
   Se   da parte dell'assessore, così come credo - lo sforzo andava
  in questa direzione - e da parte della Commissione c'è la volontà
  di  fare una verifica sulle cose che abbiamo detto, io credo  che
  si  può tentare di mettere assieme un'idea riformatrice del testo
  di  disegno  di  legge.  Altrimenti nessuno  può  pretendere  che
  l'opposizione si faccia carico dell'assenza della  maggioranza.
     Nonostante i richiami, nonostante gli appelli, nonostante  gli
  sforzi  del Presidente della Regione, la maggioranza non c'è.  Se
  dovessimo legiferare così, correremmo il rischio di bocciare  gli
  articoli, correremmo il rischio di non approvare l'emendamento  o
  approvare  gli  emendamenti solo dell'opposizione, correremmo  il
  rischio che possa venir fuori una legge che poi, all'approvazione
  finale,   essendo   necessari  i  voti  della  maggioranza,   non
  troverebbe sbocco.
   E'  successo,  ai tempi dell'onorevole Nicolosi, che  una  legge
  sugli appalti fu bocciata dall'Assemblea...

    GIANNOPOLO  Si bocciò. Alla fine è successo.

    CRACOLICI   C'è  il  precedente  che  l'onorevole  Cuffaro   ha
  ritirato  leggi che erano state votate.

    CRISAFULLI ..   per la verità l'onorevole Cuffaro  ha  ritirato
  leggi che erano state votate e quelle che doveva ritirare non  le
  ha   ritirate,   come  quella  sul  turismo,  una  legge   votata
  dall'Assemblea, modificata dal Commissario dello Stato e  per  la
  quale  mi sono sentito dire che era tutto esattamente secondo  la
  strategia  del  Governo. Non vorrei che il  problema  fosse  fare
  comunque  una  legge, noi vorremmo fare una  legge  che  serva  a
  qualcosa e metta in condizione i cittadini di avere uno strumento
  che possa consentire di operare.

     FORMICA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    questa
  legge,  la  norma  sugli  appalti, di cui  stiamo  da  più  tempo
  dibattendo, ha impegnato i lavori del Parlamento ormai  credo  da
  un mese e mezzo o due. E non è un fatto che ci debba meravigliare
  molto,  perché -  lo ricordavamo durante l'iter dell'approvazione
  della  nuova  legge sugli appalti nel 2002 e lo ha ricordato  ora
  l'onorevole Crisafulli, quando in Sicilia si è parlato in materia
  di appalti, quando in Sicilia si è tentato di riformare una norma
  così  importante,   spesso si è assistito anche  alla  caduta  di
  governi.
   Si   è   assistito   al   ritiro  di   leggi   che   erano   già
  all'approvazione,  alla bocciatura di norme  che  erano  arrivate
  all'Aula.  Con un' eccezione  rappresentata da questo  Parlamento
  che,   finalmente,   nel 2002,  ha approvato  una  riforma  degli
  appalti  che  certamente ha sanato una serie di problemi  che  la
  precedente legge in materia di appalti aveva e quella riforma  ha
  risposto  ad  una  serie di stranezze che più  volte  sono  state
  segnalate anche dalla magistratura.
     A  distanza di due anni e con l'applicazione della norma,   ci
  siamo   accorti  tutti  che  ci  sono  alcune  cose  che  bisogna
  modificare, ci siamo infatti  tutti resi conto  che,  se  non  si
  modificano   alcuni  meccanismi  di  quella  legge,   assisteremo
  impotenti alla paralisi delle gare ed  i vari enti locali oggi si
  trovano  nell'impossibilità di mandare  avanti  le  gare  stesse,
  quindi  di  spendere, di dare occupazione,  di  dare  lavoro,  di
  realizzare le infrastrutture.
   Su  questi  temi  non  credo  che ci  sia  una  posizione  della
  maggioranza ed una posizione dell'opposizione. C'è una  posizione
  comune  del Parlamento che tende a risolvere al meglio i problemi
  posti.
     L'  evoluzione  ultima dei lavori parlamentari ha  dimostrato,
  in  maniera chiara,  che c'è la volontà, da parte del Governo, da
  parte  della maggioranza e da parte dell'opposizione, di  trovare
  una soluzione condivisa per esitare un provvedimento che ci viene
  richiesto  da  tutti, dalle categorie, dagli imprenditori,  dagli
  enti locali, insomma da tutto il mondo siciliano.
     Credo  che,  a questo punto,  la cosa utile da fare sia quella
  di  sedersi  già da stasera ad un tavolo assieme, maggioranza  ed
  opposizione.  Abbiamo la base che il Governo  ha  presentato,  un
  emendamento  portato in Aula dal Governo stesso,  che  merita  di
  essere discusso, emendato, approfondito assieme all'opposizione.
   Nel  momento in cui ci fermassimo per una pausa,  che può essere
  di  due giorni, non sarebbero  due giorni persi, ma possibilmente
  sarebbe   un  mese  guadagnato ed una soluzione trovata,  equa  e
  condivisa, per i problemi non della maggioranza e del Governo, ma
  degli imprenditori siciliani, degli enti locali siciliani.
   Quindi   ritengo  che  sarebbe  cosa  utile,  a  questo   punto,
  sospendere  l'Aula,  riunirci per vedere  assieme  al  Governo  e
  discutere  assieme all'opposizione sulle modifiche  da  apportare
  stasera   ed  anche  domani.   Infine,  trovando  una   soluzione
  condivisa,  martedì  e  mercoledì potrebbe  lavorare  l'Aula  per
  approvare  la legge. Questa è la proposta del Gruppo di  Alleanza
  nazionale.

     SAVARINO   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     SAVARINO    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  avuto
  modo  di  esaminare l'emendamento che la Commissione, in  maniera
  informale,  ha  fatto distribuire,  che riguarda un  aggravio  di
  oneri  da  parte  delle  imprese che  partecipano  alle  gare  di
  appalto.  Se  tale  emendamento  passasse, le imprese   sarebbero
  soggette   alla   presentazione   di   ulteriore   certificazione
  riguardante  la  regolarità rilasciata  dall'INPS,  dall'INAIL  e
  dalle Casse edili.
   Al  di  là  del fatto che nel merito non sono d'accordo  con  un
  aggravio delle procedure, nell'era dell'autocertificazione, e che
  a  mio  avviso  a nulla vale la giustificazione posta  da  quanti
  dicono essere molte autocertificazioni false, ritengo che  se  la
  Bassanini  ha  inventato le autocertificazioni ha pensato  a  chi
  queste   stesse   autocertificazioni   deve   controllare   nella
  veridicità.  Non  mi  basta la teoria  della  presenza  di  molte
  certificazioni  false per farmi pensare che la gran  parte  delle
  imprese siano in errore, vivano nell'illegalità tanto da gravarle
  di  un  ulteriore aggravio della certificazione che non sempre  è
  facile ottenere.
   Probabilmente,   è  il  caso  che ci si  interroghi  sul  merito
  dell'emendamento   firmato   dall'Assessore   Parlavecchio    per
  addivenire  ad  una  soluzione diversa,  non  necessariamente  in
  Commissione   ma   anche  informalmente,    durante   una   breve
  sospensione  dell'Aula,   alla presenza dell'Assessore  regionale
  per  i  lavori  pubblici, Parlavecchio, ed   i  componenti  della
  Commissione  Ambiente e territorio'. Il fine della riunione  deve
  essere  quello di limare il testo dell'emendamento  che  noi  del
  Gruppo parlamentare UDC non condividiamo nel merito.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che  in
  questa  discussione siamo d'accordo su pochi argomenti, è inutile
  girare  attorno a quella che rappresenta la vera questione  ed  è
  altrettanto  inutile ripetercelo perché potrebbe soltanto  essere
  una  ripetizione  tesa a speculazioni di un certo  tipo,  ritengo
  altresì  che  la questione all'interno della maggioranza  non  si
  risolva facilmente. La maggioranza non c'è.
   Ritengo  che  la maggioranza non ci sia su aspetti  molto  seri,
  che  riguardano evidentemente discussioni di dominio pubblico  ed
  altri aspetti che concernono tattica e pretattica elettorale.
   In  quest'Aula  credo  che,  se non dobbiamo  perdere  il  senso
  della  funzione che svolgiamo, dobbiamo per un attimo  dire  cosa
  siamo  in grado di fare. Altrimenti anche i suoi appelli,  signor
  Presidente, cadono nel vuoto.
   Conosco la teoria che lei ha utilizzato  o  le tesi che  lei  ha
  sviluppato in questi giorni sul fatto di vedere in che misura gli
  uomini  di  buona  volontà, i deputati di buona volontà,  possono
  fare  qualcosa, Non mi pare che possa funzionare se non riusciamo
  a intenderci sulle cose essenziali.
     Noi  siamo convinti che non funziona l'articolato così come  è
  concepito.  E  non è l'aspetto assolutamente generalista  che  ci
  porta  ad  esprimere  questo  concetto  in  questo  momento.   Le
  difficoltà  della  maggioranza, le difficoltà di  un  Governo  e,
  dunque,  un'opposizione che non guarda al merito e va comunque  a
  schierarsi contro. No
   Riteniamo  che rispetto a come il disegno di legge  sviluppa  le
  varie  norme noi non affrontiamo seriamente il problema  di  come
  calmierare i ribassi negli appalti pubblici.
   Ognuno  di noi poi si è fatto un'idea in queste ore, e non  solo
  in queste ore, anche in questi anni per la verità.
   Ho   po' parlando  non solo con le imprese, che è giusto che  lo
  si faccia, ma anche con coloro che vivono quotidianamente come si
  sviluppa  una  gara,  come  si svolge una  gara,  quali  sono  le
  difficoltà,   con   i   tecnici  i  quali,   tecnici   abbastanza
  qualificati,  segnalano l'esigenza che si riformuli e si  evitino
  i  meccanismi  fantasiosi  che  non  risolvono  il  problema  dei
  ribassi;   ma, soprattutto,  si parla di interventi  che  possono
  riguardare  il  momento  proprio  dell'approccio  alla  gara,  la
  partecipazione  alla gara, il controllo dei requisiti  essenziali
  dell'impresa.
   Come  l'altra volta io citavo -  ma non perché mi innamori delle
  mie  tesi , per carità -   mi vado sempre più convincendo che  la
  presa  visione del progetto, dei luoghi dell'appalto, l'incidenza
  della   manodopera,  il  modo  come  le  certificazioni   vengono
  prodotte,  sono aspetti essenziali che potrebbero permetterci  di
  fare  uno  sforzo per vedere come calmierare realmente i  ribassi
  negli appalti pubblici.
   Ecco  perché  dico di non fare l'errore di convincerci  che  poi
  alla  fine  quello che ha proposto il Governo, o  quello  che  ha
  proposto  la  maggioranza, è la soluzione. Non è la soluzione.  E
  non sto parlando da oppositore incallito. Non è la soluzione, non
  risolveremo il problema.
   Ora,  la  proposta  di  questo tavolo mi ha meravigliato  questa
  sera  l'onorevole Formica. La ragionevolezza è sopravvenuta, ieri
  sera aveva un altro tono.

    CRISAFULLI  Ma erano di più.

    ODDO  Quindi la ragionevolezza è direttamente proporzionale  al
  numero  dei  deputati  di maggioranza in Aula,  dice  l'onorevole
  Crisafulli.

    FORMICA  Sugli appalti no.

    ODDO    Io   ti  ho  ascoltato  ieri  sera.  Ti  ho   ascoltato
  attentamente perché quando parla Sua Maestà io la ascolto sempre.
     Penso,  dunque,  che la ragionevolezza espressa  questa  sera,
  senza   tanti   giri   di  parole,  può  portare   ad   insediare
  immediatamente questo tavolo. Lo scelga lei,  assessore.  Non  ci
  sono   problemi.  Ampia  disponibilità.  Lo  scelga   lei.   Però
  affrontiamo  da  più punti di vista la questione se  la  vogliamo
  realmente risolvere.
     Ecco  perché  accedo favorevolmente anche  a  ciò  che  diceva
  l'onorevole   Formica   in  un  certo   senso,   anche   con   le
  sottolineature che faceva l'onorevole collega Crisafulli,  perché
  obiettivamente non ne usciamo, voi non ce la fate, non  ci  siete
  più,  a  meno  che non arriverete ad un chiarimento.  Non  so  se
  sopravverranno  le dimissioni, non so cosa accadrà;  quest'  Aula
  perde  sempre  di più il senso della sua funzione importante,  il
  modo anche, un metodo di lavoro, ed è un problema che ci dobbiamo
  porre   tutti.   Ma,  attenzione,  con  responsabilità   diverse,
  onorevole  Beninati,  le responsabilità sono totalmente  diverse,
  voi  siete maggioranza, siete stati chiamati dal popolo siciliano
  a  governare quest' Isola  Non ce la fate. O ve ne andate a casa,
  e  quindi  nessuno di noi può evidentemente da  questo  punto  di
  vista sottacere quest'argomento, oppure si apra seriamente questo
  tavolo  e  lo sforzo che l'opposizione deve fare non è  solo  uno
  sforzo  per  mettersi di traverso,  ma per dare la possibilità  a
  tutti  noi  di  convincerci che faremo realmente  una  legge  che
  risolva il problema del modo in cui  calmierare i prezzi rispetto
  ai  famosi  ribassi negli appalti pubblici. Questa  è  la  nostra
  intenzione.  Non ci sono,  da questo punto di vista,   tatticismi
  esasperati,  ma la volontà vera di affrontare la questione.

     PARLAVECCHIO   assessore  per i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PARLAVECCHIO    assessore  per  i  lavori   pubblici.   Signor
  Presidente,  volevo  semplicemente dire che  ritengo  che  questa
  norma  sia stata apprezzata  nei tavoli abbondantemente;  infatti
  siamo stati più volte in IV Commissione, quindi,  per quello  che
  mi   riguarda,    un   ulteriore  tavolo  tecnico   non   avrebbe
  significato,   anche perché ritengo che,  istituzionalmente,   un
  tavolo tecnico non so che cosa possa significare.
   Per  quanto  riguarda l'emendamento ultimo presentato,  possiamo
  fare  una  valutazione  per approfondirlo, migliorarlo, cambiarlo
  nel  merito  anche perché io ieri avevo detto di  andare  avanti,
  tant'è che non ero d'accordo.
   Si  è  addivenuti  ad un ragionamento per portare  avanti  anche
  quest'emendamento.  Facciamolo. Approfondiamo l'emendamento.  Per
  quanto  riguarda il problema del testo di legge - ripeto -  siamo
  andati  in quarta Commissione più volte. Ritengo che non  ci  sia
  più tempo ne modo di poterlo ridiscutere,  se non ritornando   in
  quarta  Commissione,   sulla quale cosa  non  sono  assolutamente
  d'accordo.

    PRESIDENTE  Onorevole assessore,  forse la proposta che lei  ha
  formulato non è stata colta da tutta l'Aula.

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici.  In  due  parole
  volevo  dire che in questo istante è stata avanzata una  proposta
  di  rivedere  tutta  la  norma.  Poichè la  sede  di  un   tavolo
  istituzionale,  almeno  per  quanto  mi  riguarda,  è  la  quarta
  Commissione  e ci siamo andati già molte volte, non  intendo  più
  tornare,  per  quanto  mi  riguarda, in quarta  Commissione,  per
  rivedere  il  testo  di legge  che dicono essere  fantasioso.  Si
  tratta,  invece, di un testo di legge studiato e approfondito  in
  maniera  importante,  checchè ne dica  qualcuno  dell'opposizione
  che, poi, vorrei vedere che cosa mi sanno dire dal punto di vista
  tecnico   quando  entreremo  nel  contraddittorio,  se   mai   ci
  entreremo,  perché  poi  fare parole è  facile,   ma  parlare  in
  termini tecnici è anche difficile.

    ORTISI  Non sanno parlare come lei.

   PARLAVECCHIO,  assessore  per i lavori  pubblici.  No,  non  sto
  dicendo  questo,  sto dicendo che siccome poi bisogna  essere  in
  contraddittorio. Fino adesso abbiamo semplicemente parlato.

    CRACOLICI   Noi  abbiamo solo l'obbligo  di  sapere  leggere  e
  scrivere, non è che dobbiamo essere ingegneri

    PARLAVECCHIO   assessore per i lavori pubblici.  In  quest'Aula
  bisogna  essere soprattutto politici, se si è nella  capacità  di
  esserlo.  Cioè  che, per quanto mi riguarda,  il  testo  nel  suo
  complesso,  non  ha motivo di tornare in quarta Commissione.  Se,
  invece,  è  un  problema relativo all'emendamento,  discutiamolo,
  torniamo in quarta Commissione e lo valutiamo.

    PRESIDENTE   Onorevole assessore, così stando le  cose,  poichè
  l'orientamento  emerso  dal dibattito è quello  di  stabilire  un
  ulteriore  momento di approfondimento, la Presidenza ha  soltanto
  due strade da potere percorrere. La prima è quella di mettere  in
  votazione  il  primo  degli emendamenti iscritti  all'ordine  del
  giorno  e  ciò immagino che susciti una reazione che ci  è  stata
  annunziata e anticipata dall'onorevole Ortisi e cioè la richiesta
  del  numero  legale e non mi sembra che l'Aula in questo  momento
  sia in numero legale; la seconda è quella di accogliere l'ipotesi
  di un ulteriore momento di riflessione.
   Tuttavia,  onorevoli  colleghi, poichè anche  stamattina  e  nel
  primo   pomeriggio  si  doveva  realizzare  questo   momento   di
  approfondimento   e  alla  fine,  a  momenti,   qualche   collega
  protestava  contro  l'onorevole  Beninati  che  si  è   messo   a
  disposizione ed  ha messo a disposizione anche le sue  competenze
  professionali per scrivere un' ipotesi di emendamento, cosa   che
  certamente  ha  fatto  tenendo conto di quelle che  sono  le  sue
  conoscenze  in  materia.  dato che in Commissione, comunque,  nel
  pomeriggio  non si è presentato alcun esponente  dell'opposizione
  o  pochi  -   questo  non è emerso con chiarezza  dall'intervento
  dell'onorevole   Beninati-  mi  sembra   di   capire,   onorevole
  assessore,  che  le  condizioni per  mettere  ai  voti  il  primo
  emendamento,   con un esito che non produca un rinvio  di  un'ora
  della seduta,  non ci siano.
   La  proposta  della  Presidenza è quella di rinviare  a  martedì
  l'esame  di questo disegno di legge ma di andare avanti  con  gli
  altri disegni di legge, come abbiamo stabilito ieri.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, noi abbiamo cercato  di  sviluppare
  con molta umiltà un ragionamento politico che è un nostro diritto
  di  deputati. Capisco che l'assessore Parlavecchio è stressato da
  tante  sedute andate a vuoto per l'assenza della maggioranza  che
  lo  dovrebbe sorreggere. Esprime una posizione che non è molto di
  buon  senso,  ma  che aggiunga a tale posizione di  debolezza  la
  supponenza  e l'arroganza di coloro i quali vivono una  posizione
  di debolezza lo posso ascrivere al momento emotivo.
     Che lei sia un tecnico e che nessuno le possa andar dietro  in
  ordine  al  merito della legge lo dovrebbe riportare  a  fare  il
  tecnico.  Perché  se  lei  viene in  quest'Aula  nelle  vesti  di
  Assessore  ha  il  dovere di rispettare i  novanta  deputati.  Il
  dovere  perché  appena lei tornerà su una riforma  istituzionale,
  nella  quale  materia  sarà un emerito  ignorante  come  io  sono
  ignorante  nel  merito tecnico di ingegneria,  vedremo  cosa  lei
  risponderà   alle   nostre  sollecitazioni.  Le   chiederemo   di
  dimettersi come membro tuttologo di questo Governo.

    PRESIDENTE   Questo compito onorevole Ortisi non  lo  sottragga
  ad altri.

    ORTISI   Certamente  sì. Però era il presupposto  logico  e  di
  merito  perché io rispondessi a nome del nostro Partito alla  sua
  richiesta. Non ci sono le condizioni,  Presidente. Non so  perché
  l'Assessore   Parlavecchio,   per  altro   con   quest'intervento
  infelice,  insista a fronte di una realtà visiva, non lo  so   Ci
  saranno altri  motivi  rispetto al merito della legge

    CRACOLICI  Insiste e insulta.

    ORTISI   Per  altro insiste e insulta. La nostra  precondizione
  di  ordine  politico non riguarda solo il disegno di legge  sugli
  appalti,  riguarda tutti i disegni di legge di questa maggioranza
  fino  a  quando  non  sarà rispettato il  Regolamento  e  non  si
  permetterà  all'opposizione di discutere il disegno di  legge  in
  quota  opposizione,  come  il  Regolamento  prevede  e  come   la
  conferenza  dei capigruppo aveva stabilito. Altrimenti  cercatevi
  pure  la  vostra maggioranza e come avete fatto ieri,  ribaltando
  l'ordine dei lavori,  andate avanti a colpi di maggioranza, se ci
  riuscite
     L'alternativa è quella che abbiamo proposto. Il Governo  e  la
  maggioranza,   anziché   insultare,    dichiarino    il   proprio
  fallimento  politico  e  noi  insieme,   in  maniera  bipartisan,
  approveremo i disegni di legge dell'Aula, non del Governo  o  del
  Parlamento.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi,  come lei sa,  l'Aula ieri,   non
  a  colpi  di maggioranza ma , sulla base di un ragionamento,   ha
  stabilito un percorso diverso ed il Regolamento lei sa che affida
  all'Aula le decisioni .

    ORTISI   Il Regolamento prevede che ogni due disegni  di  legge
  all'esame  dell'Aula  della maggioranza si metta  un  disegno  di
  legge dell'opposizione.

    PRESIDENTE  Certo. Sicuramente,  onorevole Ortisi,  se  volessi
  rispondere polemicamente,  e non voglio farlo, potrei  dirle  che
  ce  ne  sono  sicuramente perché,  come le è noto,  i disegni  di
  legge vengono abbinati e quindi tra quelli che arrivano all'esame
  dell'Aula ci sono anche quelli dell'opposizione.
     Ma non è questo il tema e non credo che sia questo ed io credo
  che  dobbiamo  assolutamente distinguere i  momenti  tattici  dai
  momenti politici. Quello che interessa alla Presidenza in  questo
  momento  è sapere se esistono le condizioni politiche per  andare
  avanti  o no. Quello che io ho compreso dagli interventi  che  si
  sono   sviluppati  -   adesso  sentirò  l'onorevole  Beninati   e
  l'onorevole Rotella e nessun altro perché non riapro un dibattito
  su  questo  argomento -  rispetto a quello  che  ho  sentito,  mi
  sembra di capire che non ci siano queste condizioni.
     Devo  però  ricordare che ieri l'Aula ha stabilito  che,   nel
  caso  in  cui non ci fossero le condizioni su questo  disegno  di
  legge,  si sarebbe andati avanti su altri disegni di legge.
    Questo è quello che farò
     Se  poi  non si dovessero registrare neanche in quel  caso  le
  condizioni  politiche  per  andare  avanti,   non  aggiornerò   a
  martedì,  onorevole Ortisi, perché io non intendo iscrivermi  tra
  coloro  i  quali  remorano l'attività di questo  Parlamento.  Non
  contribuirò mai a determinare rinvii che non hanno valore reale.

    ORTISI   Non  faccia la predica a noi, la faccia agli  assenti,
  Presidente

    PRESIDENTE   Non  sto  facendo una predica,   sto  facendo  una
  comunicazione.  Non  mi  iscriverò tra coloro  i  quali  bruciano
  settimane  intere di lavoro di questo Parlamento per  motivi  che
  possono  anche  essere nobili ma che io non  condivido  e  quindi
  aggiornerei a domani mattina.

    BENINATI   Presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  credo che ognuno di noi abbia percepito  la  portata
  della   discussione.  Ritengo  che  nella  giornata  di   domani,
  considerato  anche che è previsto che ci sia Aula, non  si  possa
  procedere  -  così  come è stato richiesta dai  colleghi  sia  di
  maggioranza  che  di  opposizione - ad un  approfondimento  della
  materia.
   Sono  dell'avviso  che  un  momento  di  riflessione  su  questa
  materia debba esserci, non credo però che lo si possa fare  nella
  giornata  di  domani. E' necessario del tempo perché  i  colleghi
  possano  approfondire la materia. Solo così, forse,  si  potrebbe
  pervenire ad una soluzione per agevolare l'iter di questo disegno
  di legge.
   Peraltro,  ritengo che non sia necessario un ulteriore  incontro
  in  Commissione, in quanto la Commissione ha fatto più di  quanto
  avrebbe dovuto.
   Questo  ulteriore  momento  di riflessione  potrebbe  servire  a
  maturare  alcuni passaggi politici all'interno della maggioranza,
  dell'opposizione e del Governo. Stando così le cose credo che per
  martedì  prossimo si possa tornare in Aula  con un ampliamento  o
  con  una modifica a questo emendamento  e se la maggioranza  sarà
  presente si  potrà andare avanti.

    ROTELLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ROTELLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  la  questione
  non  si  limita a rinviare per l'ennesima volta l'esame di questo
  disegno di  legge che non è dell'Assessore Parlavecchio, ma è  di
  tutto  il  Governo,   e  mi  dispiace  che  il  Governo  non  sia
  presente.  Il  Governo non viene a votare, come  è  successo  per
  alcuni  disegni di legge importanti  e questo sugli  appalti  può
  essere  annoverato fra questi considerato che è stato  apprezzato
  nella   riunione  di  maggioranza  ed  è  stato  approvato  nella
  Conferenza  dei Capigruppo all'unanimità, segnalato  da  tutti  i
  Gruppi presenti in questo Parlamento.
   Nonostante  ciò,  signor Presidente, questo  disegno  di  legge,
  che  non  appartiene a un partito e che rappresenta gli interessi
  di  una  intera categoria e che fa parte del programma di  questo
  Governo,    oggi   è    rappresentato   soltanto   dall'Assessore
  Parlavecchio. Gli altri componenti del Governo non sono  presenti
  ed  invece  avrebbero  dovuto esserlo all'unanimità  al  fine  di
  correggere  alcune  distorsioni  ad  un  disegno  di   legge  che
  riguarda  un  sistema  delicato della vita economica  e  politica
  della   nostra  isola.  Caro  assessore  Parlavecchio  la  invito
  politicamente, formalmente e personalmente a non  venire  più  in
  Aula  a  discutere  questo  disegno  di  legge  se  prima  questa
  maggioranza  non  si  fa  politicamente  carico  di   portare   a
  conclusione questo disegno di legge. E' troppo comodo ogni  volta
  che si vuole rinviare l'Aula, rimandare in Commissione un disegno
  di  legge  trovando  una  scusa.  Non  è  ne  giustificabile,  ne
  plausibile, ne comprensibile   Mi dispiace, ma questa maggioranza
  oggi  non  sta scrivendo una bella pagina nella storia di  questa
  Assemblea
   Do  atto  del  senso  di responsabilità dell'opposizione  quando
  prima  la maggioranza non ha compiuto il proprio dovere.  Qui  la
  maggioranza  il proprio dovere non l'ha compiuto  Questo  disegno
  di   legge   non   serve  nei  nostri  collegi  o  nelle   nostre
  circoscrizioni, ma  serve a quest'Isola. E' stato apprezzato  dal
  Presidente della Regione,  dal Governo, dalla maggioranza e dalla
  Conferenza dei Capigruppo.
   Quando  la  maggioranza  e la Conferenza  dei  Capigruppo  vorrà
  stabilire  un giorno in cui i deputati possano venire in  Aula  -
  come è successo in occasione dell'esame di altri disegni di legge
  -  per  approvare e decidere pur nella diversità ma nel  rapporto
  dialettico  e  costruttivo che ci deve essere tra  maggioranza  e
  opposizione  attraverso il voto d'Aula, che è  l'unico  strumento
  democratico che ci appartiene, soltanto allora  riporti  in  Aula
  questo  disegno di legge. Se questa volontà non c'è, si abbia  il
  coraggio  e ognuno si assuma la responsabilità di dichiarare  che
  non  c'è la volontà di esitare questo disegno di legge; qualunque
  altra formula non è comprensibile. Per quanto mi riguarda, Signor
  Presidente, se vuole porre in votazione la proposta di  rimandare
  in Commissione questo disegno di legge

    FORMICA  Nessuno ha chiesto questo

    FORMICA   Se nessuno l'ha chiesto, la prego, signor Presidente,
  di  andare avanti e se non ci saranno le condizioni ne prenderemo
  atto.  Non si può continuare ogni volta a fare il gioco  dell'oca
  che  quando  si  finisce  sulla casella sbagliata  si  ricomincia
  daccapo, questo non è possibile
     Anche  la  mortificazione del partito che  rappresento  ha  un
  limite  e  credo  sia stato ampiamente superato.  Per  quanto  mi
  riguarda  su questo tema non ci può essere più spazio a equivoci:
  o  si  va avanti o diversamente il Presidente della Regione venga
  in Aula e segua personalmente l'iter del disegno di legge.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  devo   dire   quest'ultimo
  intervento  non aiuta a individuare una soluzione di  convergenza
  rispetto  ad un testo,  quindi io ho una sola strada da  seguire,
  non  ne  ho  altre. Pongo, pertanto,  in votazione  l'emendamento
  1.1.6.

    CRISAFULLI  Chiedo la verifica del numero legale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli Miccichè, Oddo,
                          Ortisi e Rotella)

               Richiesta di verifica del numero legale

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            27

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.42, è ripresa alle ore 20.50)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, informo che, per assenza  del  Governo,  la
  seduta  è rinviata a domani, alle ore 11.00, e che il disegno  di
  legge  numeri  771-774/A, pur rimanendo iscritto  all'ordine  del
  giorno  della  prossima  seduta, non  sarà  trattato  domani  per
  consentirne un ulteriore approfondimento.

    ORTISI   Signor Presidente, non lo abbiamo concordato.  Lei  ha
  messo  ai  voti l'emendamento 1.1.6 sul quale è stata chiesta  la
  verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, non è come lei afferma.  Durante
  gli  interventi,  è stato detto che se si fosse rinviato  sarebbe
  stato opportuno...

    ORTISI  E' un altro strappo al Regolamento

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, non sto facendo  alcuno  strappo
  al  Regolamento. Lei deve stare attento all'intero evolversi  dei
  lavori  parlamentari.  E' stato stabilito,  nel  momento  in  cui
  l'Aula  ha  preso  atto, non della questione della  mancanza  del
  numero  legale  -  perché era ovvio che  non  si  sarebbe  potuto
  procedere   -,  su  proposta,  non  solo  del  Presidente   della
  Commissione...

    ORTISI    Signor   Presidente,  lei  ha  messo   ai   voti   un
  emendamento

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, lei non capisce o  fa  finta  di
  non capire.

    ORTISI  Signor Presidente, io capisco benissimo. E' lei che  fa
  finta di non capire

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ribadisco  che  durante  il
  dibattito è emersa la volontà dell'Aula che, nel caso in  cui  la
  seduta  fosse  stata rinviata, comunque, la legge  sugli  appalti
  non poteva essere discussa domani, ma ciò sarebbe avvenuto in una
  data successiva, in quanto la Commissione ed il Governo, anche su
  richiesta  dell'opposizione,  oltre  che  del  Presidente   della
  Commissione, avevano necessità di approfondire alcune questioni.
   Pertanto,  ho  precisato  che domani non  si  procederà  con  il
  disegno  di legge sugli appalti, in quanto si è preso atto  della
  necessità di rinviare l'argomento a martedì.

    LIOTTA  Andiamo alla prossima legislatura


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  ruolo
  mi  spinge  a fare la seguente dichiarazione, anche se sul  piano
  umano mi dispiace contrastare il Presidente di quest'Aula.
   Già il fatto che lei, signor Presidente, abbia messo ai voti  un
  emendamento  che  riguarda  un  disegno  di  legge   e  che  tale
  emendamento non si sia potuto votare, in quanto è stata richiesta
  la  verifica  del numero legale, ha incardinato  di  fatto  e  di
  diritto  la discussione sull'argomento specifico. Che  poi  nella
  discussione generale, mai sfociata in un voto d'Aula,  né  in  un
  accordo,  si  sia  discusso della possibilità  di  rinviare  alla
  prossima  settimana  la discussione sul disegno  di  legge  sugli
  appalti,  è  un fatto di discorsività, non istituzionalizzato  né
  con  un  voto,  né con un accordo, tant'è vero che l'argomento  è
  stato  sviscerato andando dall'ostruzionismo a tutto campo  della
  Margherita,   fino  all'invito  dell'onorevole  Rotella   all'on.
  Parlavecchio  a  non presentarsi in Aula fino a quando  non  sarà
  raggiunto un accordo all'interno della maggioranza.
   Quindi,  ritengo  che  dal punto di vista  formale,  domani,  si
  debba   cominciare  con  il  disegno  di  legge  sugli   appalti,
  trattazione che, probabilmente, durerà un minuto, perché i  fatti
  dimostreranno  che  va rinviata alla prossima settimana;  ma  dal
  punto  di vista formale, signor Presidente, non possiamo rinviare
  alla prossima settima la discussione su questo disegno di legge.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, come  supponevo  non  ci  siamo
  intesi.  Infatti,  al primo punto all'ordine  del  giorno  rimane
  iscritto il disegno di legge sugli appalti.

    ORTISI  Signor Presidente, lei non ha detto questo

    PRESIDENTE  Sì, onorevole Ortisi.

    ORTISI  Allora, mi fa piacere non aver capito.

    PRESIDENTE   Ho  continuato  dicendo  che  poiché  durante   il
  dibattito  è  stato richiesto l'approfondimento, perché  è  stato
  detto che nel caso in cui...

    ORTISI  Signor Presidente, però, non è stato concordato.

    PRESIDENTE  Non è stato votato, è stato detto.

    ORTISI  Signor Presidente, però, è l'Aula che decide

    PRESIDENTE   Certamente, è evidente che  sia  così.  Dico  che,
  comunque,  è  stato  detto  e richiesto  esplicitamente  sia  dal
  Governo che dalla Commissione - guardi i resoconti -, che non  si
  sarebbe stati in grado di esprimere un parere domani perché  -  è
  stato  anche l'onorevole Speziale a intervenire in tal  senso  -,
  non c'erano i presupposti per farlo.
   Ciò  è  stato  ribadito  dal  Presidente  della  Commissione  e,
  pertanto, nonostante il disegno di legge resti iscritto al  primo
  punto,  mi  è sembrato opportuno ribadire il fatto che, comunque,
  domani non si potrà discutere.

    ORTISI  Come previsione

    PRESIDENTE  Come previsione, onorevole Ortisi
     Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì  13
  ottobre 2005, alle ore 11.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
             di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
             Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (nn. 771-
             774/A) (Seguito)

  2)   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
  in vendita                 (n. 1023/A) (Seguito)
  3)  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
  rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
  Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002,  n.
  7  (n. 977/A) (Seguito)
  4)   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie   (nn. 986-987/A)
  5)   Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di camere di commercio   (nn. 392-402-763 - Stralcio I/A)
  (Seguito)
  6)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciate II/A)

       III   -  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Norme sui contratti relativi ai collegamenti marittimi con le
             isole minori          (n. 1053/A)

       IV   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  V   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 20.55.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.20

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione

   CONFALONE.- «All'Assessore per il lavoro e all'Assessore per  la
  sanità,  premesso  che l'Assessorato regionale  del  lavoro,  per
  l'anno   didattico  2003/2004,  ha  autorizzato  il   corso   OSA
  (Operatore socioassistenziale), ai sensi del Decreto assessoriale
  26   giugno  1996,  con  sede  didattica  in  Misterbianco  (CT),
  strutturato  in  450  ore di teoria e 450  ore  di  tirocinio  da
  espletare presso l'Unità sanitaria locale n. 8 di Lentini (SR);

   attestato   che  di  recente  si  è  appreso  che  l'Assessorato
  regionale  della  sanità non riconosce la validità  del  predetto
  corso  ai  fini  della  possibilità di inserimento  nell'organico
  delle Aziende ospedaliere o enti affini;

   per sapere:

   per  quali  motivi  l'Assessore per il lavoro abbia  autorizzato
  corsi professionali in materia sanitaria per il conseguimento  di
  qualifiche   che   non  vengono  riconosciute   idonee   per   il
  collocamento  nel  mondo lavorativo e i cui oneri,  tra  l'altro,
  sono a totale carico dei partecipanti;

   perché  l'Assessore non abbia informato gli allievi dei suddetti
  corsi  OSA  a  proposito  della mancata validità  degli  stessi.»
  (1804)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1804,
  tenuto  conto  delle notizie fornite dal Dipartimento  formazione
  professionale si rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente si fa presente che la legge quadro nazionale  in
  materia di formazione professionale - legge 21 dicembre 1978,  n.
  845  -  disciplina  i poteri e le funzioni che  le  regioni  sono
  chiamate   ad   esercitare  nell'ambito  del  sistema   formativo
  italiano,  inoltre  riconosce che l'esercizio delle  attività  di
  formazione è libero, riconducendo le iniziative private (attività
  formative autofinanziate), in attuazione degli articoli 3,4,35  e
  38  della  Costituzione, nell'alveo di un servizio  di  interesse
  pubblico.
   Nella   nostra  regione  le  attività  formative  autofinanziate
  (cosiddette  libere') sono state disciplinate dal D.A. 26  giugno
  1996   fino   all'entrata  in  vigore  del  DDG   n.   2180/Serv.
  Gest./UOBIV/03/FP del 23 luglio 2003 - Regolamento delle modalità
  di  presentazione,  di  svolgimento  e  di  certificazione  delle
  attività  formative autofinanziate nella Regione siciliana.  Tale
  regolamento discende dalla legge regionale 6 marzo 1976,  n.  24,
  che  assegna  a questa amministrazione il compito di  promuovere,
  programmare,  dirigere e coordinare le iniziative  di  formazione
  professionale  in  tutti i settori delle  attività  economiche  e
  sociali,  ad  eccezione di quello sanitario, e di  provvedere  al
  riconoscimento dell'idoneità tecnico-didattica dei centri ed enti
  che  svolgono attività di formazione professionale, al fine della
  validità degli attestati che essi rilasciano.
   In  merito  alla  qualifica  di   operatore  socio-assistenziale
  (OSA)'  conseguita con il corso di formazione cui fa  riferimento
  l'onorevole   interrogante,  si  significa   che   tale   profilo
  professionale  non  va  confuso con quello di   operatore  socio-
  sanitario'  che  ha un percorso formativo diverso  per  durata  e
  contenuti  didattici  e svolge la sua attività  sia  nel  settore
  sociale   che   in  quello  sanitario,  cioè  sia   in   ambiente
  residenziale o semiresidenziale che in ambiente ospedaliero.
   Di  contro, l'operatore socio-assistenziale (OSA) fa  parte  del
  settore  terziario  ed  è  pertanto un  operatore  preposto  allo
  svolgimento di una serie di attività integrate che si qualificano
  come   assistenza  diretta  alla  persona  per   una   vita   più
  autosufficiente. In particolare, accompagna ed assiste la persona
  nei   propri   bisogni  primari,  nella  cura   dell'ambiente   e
  dell'alimentazione,  fornisce prestazioni  igienico-sanitarie  di
  semplice attuazione al fine di favorirne l'autonomia nel  proprio
  ambiente  di vita e allo scopo di evitare, o comunque ridurre,  i
  rischi di isolamento e di emarginazione.
   In   ultimo,  si  assicura  l'onorevole  interrogante   che   la
  qualifica professionale di  operatore socio-assistenziale  (OSA)'
  rientra    tra   le   qualifiche   del   settore    sociale    e,
  conseguentemente,  gli attestati riconosciuti  e  vidimati  dagli
  uffici  periferici  di questa Amministrazione,  sono  validi,  ai
  sensi  dell'articolo  12 della l.r. 24/1976  e  dell'articolo  14
  della   legge   n.  845/1978,  per  l'avviamento  al   lavoro   e
  l'inquadramento aziendale e costituiscono titolo per l'ammissione
  ai pubblici concorsi.»

                                                  L'Assessore SCOMA