Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che del verbale della
seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 456
Interventi, a livello centrale, per sbloccare il processo di
regolamentazione delle Accademie di Belle Arti private , degli
onorevoli Barbagallo, Culicchia, Genovese, Guerrieri, Tumino e
Zangara.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
la legge 21 dicembre 1999, n. 508, ha dato un nuovo assetto
alle Accademie di Belle Arti, inquadrandole come istituti di
alta formazione in campo artistico;
la suddetta legge ha dotato tali istituzioni di personalità
giuridica, autonomia statutaria, didattica, amministrativa,
finanziaria e contabile;
il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
scientifica esercita nei loro confronti poteri di
programmazione, indirizzo e coordinamento, nel rispetto dei
principi di autonomia sanciti dalla normativa;
considerato che:
malgrado siano trascorsi sei anni, il processo di
regolamentazione delle Accademie private non è stato ancora
completato;
tale situazione di stallo si registra per le Accademie private
siciliane cui viene di fatto impedito di attivare i corsi
triennali e i corsi biennali di specializzazione;
ritenuto che :
la mancata attivazione dei corsi di specializzazione è
gravemente penalizzante per i gestori delle Accademie e per gli
studenti, cui viene negato il diritto allo studio;
lo stato di disagio degli studenti è ancora più pesante,
considerato che i corsi delle Accademie statali sono
sovraffollati,
impegna il Presidente della Regione
ad attivarsi urgentemente presso il Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca scientifica, al fine di
sbloccare il processo di regolamentazione delle Accademie di
Belle Arti private, e consentire a tali importanti istituti di
programmare i corsi triennali e i corsi di specializzazione nel
rispetto della normativa vigente e sin dall'anno accademico
2005/2006». (456)
BARBAGALLO-CULICCHIA-GENOVESE -GURRIERI-TUMINO-ZANGARA
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Disposizioni sul rilascio
delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto
delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo»(n. 988/A)
PRESIDENTE Si procede con l'esame del disegno di legge numero
988/A Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
in materia di demanio marittimo , iscritto al numero 1).
Invito i componenti la Commissione a prendere posto nel banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi , la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.43, è ripresa alle ore 18. 46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati per
svolgere la relazione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che il testo, già
approvato dalla Commissione, è stato, poco tempo fa, restituito
dalla Commissione bilancio con un certo numero di emendamenti.
Preliminarmente, la Commissione ha ritenuto, visto la materia
differente di molti emendamenti, di attenersi al testo che,
effettivamente, trattava esclusivamente materie relative al
demanio marittimo, Pertanto, la Commissione, su un insieme di
emendamenti che sono stati aggiunti in II Commissione ha
ritenuto di non esprimersi, anzi addirittura ne ha dichiarati
alcuni improponibili in quanto trattavano materia totalmente
differente dal testo in esame.
Dico questo anche per sgomberare il campo da equivoci; è giusto
dirlo onde evitare malintesi in merito al comportamento della
Commissione.
Quindi, la Commissione si è attenuta a ciò che la II
Commissione ha aggiunto per quanto riguarda gli emendamenti,
nella presa d'atto si è espressa solo su quelli proponibili.
Detto questo, il testo in argomento, in effetti, rimette un
po' in moto, su una proposta che il Governo ha coerentemente
portato avanti, una riorganizzazione sulle procedure che, ad
oggi, in alcuni casi sono frazionate e in altri casi - parlo del
demanio marittimo - sono addirittura non molto chiare.
C'è un primo punto che amplia tutto ciò che è possibile
esercitare nel demanio marittimo, limitandosi a quanto è
scritto, ma certamente consente una maggiore fruizione del
demanio per attività che, il più delle volte potrebbero essere
compatibili, ma che non essendo chiaramente iscritte creano nei
fatti alcune difficoltà alla struttura stessa dell'Assessorato
che deve rilasciare le concessioni, e ciò in particolare sia
per i pubblici servizi sia per le attività portuali e
produttive.
Si sono certamente rivisti anche i titoli sulle concessioni,
sui termini e sulle durate. In più, per qualcosa che è
certamente usuale per la Regione essendo un'Isola, si sono
riviste le concessioni sugli stabilimenti balneari. Al riguardo
è importante la riscrittura in quanto vi è una procedura che
certamente è più agevole; infatti, laddove l'autorizzazione è
per un anno, ogni qualvolta la si voglia riaggiornare, non
bisogna rifare l'istanza.
E' stata poi suddivisa la cosiddetta area costiera con le aree
e i canoni che sono stati suddivisi in funzione della cosiddetta
valenza', che poi è stata tolta, ma comunque all'interno delle
coste sono state individuate tre fasce di valenza turistica del
territorio: alta, media e bassa.
Questo avverrà con un regolamento che l'assessore determinerà
e poi verrà fatta una suddivisione delle tipologie di aree.
Sono stati creati i piani di utilizzazione per le aree
demaniali marittime, onde evitare di creare disarmonie nelle
concessioni trovando attività balneari insieme ad altri tipi di
attività; quindi in questo caso il piano dell'utilizzazione dà
una certezza a chi ha una concessione che di colpo si può
trovare un'attività di ben altra natura e, quindi, in disarmonia
con la tipologia dell'intervento stesso.
Devo dire che vi era un accordo che la Regione ha sempre
curato con le capitanerie di porto e, in effetti, su questo il
Governo ha riformulato la situazione con una delibera della
Giunta. Nella legge, in effetti, è prevista la continuazione con
le capitanerie per un periodo transitorio, e da giugno del 2006
tutto il demanio marittimo transiterà, come oltretutto lo Stato
ci ha già detto negli anni di fare; quindi, è bene che si crei
un dipartimento del demanio marittimo con i servizi sul
territorio.
La Regione era già l'ente titolato per concedere il demanio,
ora procede direttamente anche all'istruttoria delle pratiche
sul territorio.
Questo è un passaggio importante anche perché per legge dello
Stato le capitanerie non avrebbero più dovuto esercitare tale
funzione.
Per il resto credo che non ci sia altro di importante, ma
certamente ci sono alcuni emendamenti che, ripeto,
sull'argomento sono già stati inseriti nel testo esitato dalla
Commissione dopo la presa d'atto, e, comunque, fermo restando
ciò, penso che la Commissione abbia adempiuto al dovere di
esitare il testo favorevolmente e quindi di proporlo all'Aula.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, associandomi
in gran parte a quanto già detto dal Presidente Beninati, voglio
soltanto sottolineare che ci sono un paio di aspetti che, come
ho già detto durante il dibattito in quarta Commissione, a mio
avviso, vanno ulteriormente modificati e con l'attività
emendativa d'Aula io proporrò una modifica sia dell'articolo 2
che dell'articolo 5; l'articolo 2 per quanto attiene il periodo
di gestione degli stabilimenti balneari, perché ho la sensazione
che in Sicilia non ci sia mai stata la volontà o la comprensione
politica di guardare il momento dello stabilimento balneare
come un momento di attività produttiva vera e propria.
Le esperienze del mondo ci insegnano - ma senza bisogno di
andare oltre i confini del nostro Paese - che ad esempio le
costiere romagnole, toscane, utilizzano lo stabilimento balneare
con una doppia funzione che è quella della ricezione al mare
durante le ore diurne, trasformando gli stessi stabilimenti in
un momento ludico per le ore serali.
Da noi, purtroppo, non si capisce per quale volontà, pur
avendo noi una vocazione turistica nel DNA, nel nostro sangue,
non abbiamo mai avuto la capacità e ci siamo sempre limitati nel
rilascio delle concessioni demaniali a mettere non solo dei
limiti temporali, anche questo incidendo enormemente sugli
investimenti. La precarietà di queste strutture troppo spesso è
determinata dal fatto che le concessioni sugli stabilimenti
balneari consentono l'utilizzo degli stessi limitatamente al
periodo estivo.
Nell'articolo 2 si estende il periodo estivo ai dodici mesi
purché ci siano le funzioni elioterapiche.
Io credo che questa limitazione potrebbe essere un ulteriore
errore e una visione distorta delle potenzialità occupazionali,
soprattutto, che anche questo settore comunque può dare.
Per quanto attiene l'articolo 5, credo che sia anche lì
politicamente un errore che la nostra Regione, che ancor prima
della riforma del titolo V della Costituzione, che ha dato la
titolarità del demanio a tutte le regioni a statuto ordinario,
la Regione siciliana è proprietaria del suo demanio da sempre e
da sempre ha rinunciato alla gestione del suo demanio, delegando
da sempre lo Stato, perchè abbiamo sempre delegato le
Capitanerie.
Le Capitanerie, nel giugno di quest'anno, anzi, peggio, nel
luglio di quest'anno hanno comunicato alla Regione che, a far
data da giugno, quindi dal mese precedente, non intendevano più
svolgere il ruolo che da sempre hanno svolto sulla gestione vera
e propria del nostro demanio.
Preso atto che finalmente le Capitanerie ci hanno comunicato di
non volersi più occupare della gestione amministrativa del
demanio, perché la loro competenza rimane invariata, che è
quella di organo di polizia e della sicurezza del demanio, che
la Regione continui a legiferare ipotizzando di continuare a
delegare e peraltro, onorevole Presidente Lo Porto, diciamocelo
pure, noi paghiamo lo Stato per questo servizio che gli facciamo
svolgere, quando lamentiamo un precariato - io approfitto della
presenza dell'Assessore per il lavoro, onorevole Scoma - un
precariato regionale che, con una formazione di pochi mesi,
potrebbe tranquillamente essere istruito per sostituire il
personale delle Capitanerie nella gestione amministrativa.
Allora, che il Governo continui a prevedere costi per
convenzioni con le Capitanerie per la gestione del nostro
demanio, personalmente lo ritengo un po' superato, quindi anche
su questo articolo, poi, quando si stabilirà il termine degli
emendamenti, presenterò un emendamento per modificare proprio la
ratio di questa logica.
Credo che il demanio, e non solo quello marittimo, sia uno dei
tanti patrimoni della nostra regione ed anche questo grande
fonte di economia se lo gestiamo direttamente; continuare a
delegare a terzi, che non hanno una visione globale di quella
che può essere la prospettiva in futuro della nostra Isola, mi
pare un errore clamoroso.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di
poter dire di apprezzare il lavoro svolto in Commissione perché
quando c'è la possibilità di dibattere in maniera serena credo
che si possano fare anche buone leggi e questo ritengo sia un
esempio.
E' una legge equilibrata che, innanzitutto, fotografa una nuova
realtà della nostra società, che è quella della possibilità di
fruire per tutto l'anno degli stabilimenti balneari.
Credo che dobbiamo necessariamente rivedere un po' la filosofia
di utilizzo di questi impianti e, quindi, per garantire di più e
meglio lo sviluppo del turismo in Sicilia, i provvedimenti
contenuti in questa norma, che sostanzialmente allargano, sia
per quanto riguarda il periodo che per quanto riguarda le
attività, la possibilità di fruire degli stabilimenti balneari,
è sicuramente un passo avanti verso lo sviluppo.
Condivido le considerazioni fatte dall'onorevole Acierno
rispetto alla non limitazione dell'utilizzo soltanto all'uso
elioterapico, anche in considerazione - e lo sottolineo - di una
norma fondamentale, ovvero l'articolo 4, che garantisce in
maniera concreata la tutela del patrimonio costiero, quindi
l'utilizzo che sia comunque rientrante, nel rispetto delle coste
e senza determinare - questo è ben chiaro - nessuna possibilità
ulteriore di cementificazione delle stesse.
Questa è la filosofia che ispira questa norma, questa è la
filosofia che credo di poter condividere.
Ritengo che si sia fatto un passo avanti, anche se non soddisfa
l'onorevole Acierno, sulla durata delle concessioni. Infatti,
avendo eliminato in Commissione il riferimento all'articolo 35
del codice di navigazione e avendo lasciato esclusivamente il
riferimento all'articolo 42, il periodo di sei anni di
concessione è automaticamente riconfermato qualora venga
presentata entro sei mesi un'apposita richiesta; quindi, un
periodo di dodici anni, ritengo, sia anche dal punto di vista
imprenditoriale un periodo congruo per ammortizzare eventuali
investimenti che si possano fare per lo sviluppo di questo tipo
di impianti.
Concludo anch'io facendo riferimento alla norma che riguarda
l'utilizzo diretto da parte della Regione dei beni demaniali. E'
chiaro che in questo disegno di legge inseriamo una norma
attraverso la quale sostanzialmente lasciamo, nonostante un
intervento legislativo nazionale, la situazione così com'era
prima dell'intervento che prevedeva la delega alle regioni
dell'esercizio diretto dei beni demaniali. E' chiaro che questa
norma che cita testualmente nelle more deve avere un senso se
vi è un impegno ben preciso di predisporre una normativa
parallela adeguata che immagini una qualsiasi forma, ovvero la
migliore forma di gestione diretta dei beni demaniali da parte
della Regione.
Ho la sensazione che il testo al nostro esame - che, se non
ricordo male, è stato esaminato ed approvato con una maggioranza
unanime dalla Commissione - non sia proprio quello esitato
dalla stessa Commissione. Probabilmente, c'è stata qualche
svista perché la Commissione aveva emendato determinati aspetti
che nel corso dell'esame dell'Aula saranno comunque oggetto di
revisione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
preoccupato per motivi opposti a quelli espressi dall'onorevole
Acierno in merito a questo disegno di legge. Sono preoccupato
perché, anche se non è prevista la vendita delle spiagge, così
come prevede la norma nazionale che intende privatizzare le
spiagge, con questo disegno di legge si vorrebbero estendere,
liberalizzare le concessioni del demanio marittimo. Tale fatto
mi preoccupa enormemente. La nostra regione non ha bisogno di
un turismo selvaggio, di un turismo simile a quello dell'Emilia
Romagna. La Sicilia non è la riviera romagnola, né Viareggio.
Noi abbiamo una peculiarità completamente diversa, noi siamo
abituati alle spiagge libere
Con questa norma si corre il rischio di chiudere i varchi,
chiudere gli spazi per una spiaggia libera e quando dico
spiaggia libera intendo spiaggia pubblica. In questo caso, c'è
il rischio che attraverso la concessione, in maniera subdola, si
vada ad una vera e propria privatizzazione. Infatti, il
concessionario avrà la possibilità di chiudere qualsiasi accesso
al mare e mi pare che uno dei punti fondamentali della
Costituzione sia quello di consentire a chiunque la libera
circolazione sul suolo pubblico. Qualora, però, si volesse
estendesse - come si auspica da parte di alcuni colleghi - la
privatizzazione forzata attraverso la concessione, avremmo non
una Sicilia turistica ma una Sicilia irreggimentata con
ombrelloni. Non mi pare che sia questo l'obiettivo, perchè
sappiamo tutti cosa c'è in Emilia Romagna, personalmente ci
sono stato poche volte ma ciò che ho visto non mi ha
soddisfatto (magari, non saranno dello stesso avviso coloro ai
quali piace la confusione) e non mi si dica che sia un turismo
che produce ricchezza, perchè quest'ultima in Sicilia la si può
produrre in modo diverso con un turismo intelligente, aperto
anche alle innovazioni.
Per carità, le concessioni ci sono sempre state, ma con i piani
di utilizzo delle aree demaniali marittime previsti all'articolo
4 di questo disegno di legge ogni comune, figuriamoci, a seguito
dei tagli operati dalla Finanziaria, pur di incassare soldi
privatizzerà, metterà all'asta per la concessione tutto lo
spazio marittimo a propria disposizione. Se ciò dovesse
avvenire, saremo costretti a pagare al concessionario lo spazio
occupato ogni qualvolta vorremo recarci a mare
Che io ricordi, le concessioni ci sono sempre state, però
quello che si vuole fare con questa norma è veramente
preoccupante. Andare a mare dà un grande senso di libertà, ma
andarci a queste condizioni darebbe un senso di oppressione. Se
si ama essere intruppati ci si arruola in caserma, ma se si
vuole godere del proprio tempo libero andando a mare lo si potrà
fare soltanto recandosi sulle coste rocciose, in quanto soltanto
lì, forse, potrebbe esserci uno spazio per potere fare un bagno
considerato che tutte le spiagge sarebbero occupate dagli
ombrelloni che impedirebbero anche la vista del mare.
Noi siciliani che viviamo con il mare, che siamo abituati a
vedere il mare, nel momento in cui non ci sarà più possibile
vederlo a causa di queste scelte orribili, orrende non ci
sembrerà più di essere in Sicilia. I turisti vengono in Sicilia
per vedere la Sicilia e il suo mare. C'è sempre stata questa
idea della Sicilia, di una terra libera da cui si vede il canale
di Sicilia, la parte nord della Sicilia, la parte est, la parte
ovest, di un territorio libero da costrizioni e da impedimenti
visivi. La mia preoccupazione è che per racimolare qualche
centinaio di migliaia di euro proveniente dalle concessioni,
noi si rovini totalmente tutte le spiagge siciliane. Il rischio
è questo ed è reale.
Qualcuno si lamentava del fatto che la Capitaneria di porto
non sia più in grado di gestire la situazione. E' vero, perchè
la Capitaneria di porto, essendo una struttura militare, non può
gestire, da un punto di vista amministrativo, la pressione che
proviene da coloro che vogliono investire i propri quattrini in
questa attività e, quindi, in base alla legge, la competenza è
della Regione.
La Regione va a nozze; tra l'altro, con tutte queste norme che
abbiamo inserito in questo contesto creeremmo un'altra struttura
mastodontica e io mi chiedo, a questo punto, chi farebbe i
controlli. Ci saranno comuni che non adotteranno i piani e,
quindi, ci saranno i commissari; ci saranno assessori che
saranno anche proprietari di un appezzamento di terreno, dello
specchio d'acqua di un determinato comune Quanti commissari ci
vorranno per dirimere le controversie, forse anche perchè i
comuni non si accorderanno sulle concessioni dei terreni o delle
spiagge?
Io ritengo che questo disegno di legge non vada nella direzione
di una corretta gestione e del mantenimento del demanio
marittimo nella migliore condizione possibile. Ho già ben chiaro
il quadro, basta vedere cosa accade nei comuni a proposito delle
concessioni dei terreni per l'impianto dei chioschi, figuriamoci
cosa accadrebbe quando si tratterà di concessioni del demanio
marittimo che sono molto appetibili per il business che ne
deriverebbe.
Prima l'onorevole Acierno diceva che la sera questi luoghi si
trasformano in discoteche; ma se il nostro punto di riferimento
deve essere Rimini non mi pare che per noi siciliani sia una
buona cosa; magari si attirerà un turismo di massa di un certo
tipo, ma la Sicilia ha altre aspirazioni, va verso un'altra
direzione, ha un turismo diverso. Certo, in alcuni luoghi la
situazione è molto caotica, basta recarsi in alcuni litorali
della nostra regione per accorgersi che la confusione e
l'abusivismo impazzano Ma con questo disegno di legge non
regolamentiamo l'abusivismo, addirittura lo triplichiamo, lo
aumentiamo in modo esponenziale, creando veramente dei ghetti
turistici e non località turistiche che portano turismo di
qualità.
La mia preoccupazione è di questa natura. Prima dicevo che la
Capitaneria di porto non avrà più il controllo, mi chiedo ora
quale sarà l'organo che dovrà controllare queste strutture e
tutta questa nuova gestione. In questo disegno di legge non mi
pare che ciò sia molto chiaro anche se qualcuno ha detto che da
un punto di vista militare la Capitaneria di porto sarà come la
polizia, i carabinieri, non avrà un compito specifico nel
controllare e gestire il demanio. Non l'avrà più, farà soltanto
il controllo delle coste e del mare e non della spiaggia.
Noi abbiamo un corpo regionale, il Corpo forestale, che
potrebbe essere uno degli strumenti risolutivi di questo
problema, quanto meno nella vacatio di norma che si creerà con
questo disegno di legge. Preannunzio sin d'ora che presenterò un
emendamento per delegare il Corpo forestale al controllo in
quanto in atto esso in parte gestisce, controlla i territori
boschivi che sono confinanti con le coste, ad esempio tutta la
Sicilia settentrionale o la parte meridionale, come Torre Salsa
ed altre riserve naturali, zone che confinano con il mare.
Poiché lì ci sono alcuni spazi liberi, si intersecano in
competenze territoriali comunali, molto probabilmente ci saranno
di queste strutture che sorgeranno come funghi e, quindi, il
controllo da un punto di vista amministrativo potrebbe essere
delegato al Corpo forestale.
Onorevoli colleghi, io sono molto perplesso per come é stato
impostato questo disegno di legge e anticipo sin d'ora il mio
voto contrario a meno che adeguati emendamenti lo rettifichino
notevolmente; soltanto in questo caso potrei esprimere un voto
favorevole, nella misura in cui, cioè, modifiche sostanziali
portino ad una corretta gestione del territorio demaniale.
Il territorio demaniale, infatti, é la cosa più bella che la
Sicilia ha, oltre le parti che sono deturpate dalle costruzioni
é l'unico elemento che ci distingue da altre regioni e per
questo motivo, chiediamo una modifica di questa norma, perché
dobbiamo difendere la nostra Sicilia dalle speculazioni
illegali, ma soprattutto da quelle legali. C'é anche questa
preoccupazione e cioè che quello che si fa uscire dalla porta lo
si fa rientrare dalla finestra.
Queste sono le leggi galeotte che, a volte, riescono a varcare
le soglie dell'Assemblea.
BENINATI presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non intendevo intervenire, ma
spesso con gli interventi dei colleghi in Aula si amplia la
portata dell'argomento, dando all'opinione pubblica che ci
ascolta una distorta visione di ciò che si é proposto nel
disegno di legge.
Mi dispiace che l'onorevole Micciché abbia fatto un intervento
che trattava di argomenti che con questo testo non hanno nulla a
che vedere. Onorevole Micciché, la invito, non nel senso
critico, a rivedere con maggiore attenzione il testo di questo
disegno di legge con cui si vuole semplicemente regolamentare
alcune attività che già sono permesse. In alcuni casi,
addirittura, si é cercato anche, attraverso alcuni passaggi, di
eliminare la confusione che il più delle volte si fa sul
demanio.
Quando si parla, onorevole Miccichè, di piani di utilizzo
delle aree demaniali marittime, é proprio per ciò che lei
sostiene e cioè si vuole regolarizzare e pianificare il demanio
che oggi non lo é. Se non si approvasse questo disegno di legge,
resterebbe uno stato di disorganizzazione e, se vuole, anche la
totale difformità di autorizzazioni che sono consentite, ma che
altererebbero i contenuti del territorio.
Mi spiego meglio. Lei potrebbe, e ad oggi lo si può fare,
avere una concessione per un cantiere navale e accanto creare
anche un'attività balneare e le due cose non si legano. Sarebbe
bene, ed é corretto farlo, creare un piano e chiedere ai comuni
di procedere in tal senso. Dal suo intervento sembrava che si
stesse rovinando il demanio, si stesse facendo chissà che cosa;
non si sta facendo proprio nulla, si sta regolarizzando
un'attività.
Sul problema delle Capitanerie di porto, forse lei non sa che
il Ministero ha già da più di un anno invitato le regioni, fra
cui la Regione Sicilia, a disimpegnarsi nei rapporti con la
Regione; quindi, la Regione è obbligata a togliere questo
servizio della parte amministrativa, prova ne è che nel testo
lei non trova nulla perchè il Governo ha già attivato il
Dipartimento del demanio per cui non è più necessario
prevederlo per legge e ora nascerà e si organizzerà con una
struttura, con una sede centrale e le sedi periferiche. La
Regione per la parte amministrativa sarà sollevata da questo
onere, come il Governo nazionale ha già chiesto di fare più
volte alla Regione. Le Capitanerie di porto continueranno a
fare il loro servizio cioè la vigilanza che è ben altra cosa,
quindi il Demanio sarà controllato.
La prego di non pensare che sul demanio si stia facendo chissà
cosa; non si sta facendo nient'altro che ciò che la norma dello
Stato ci dice di fare, sul resto si sta pianificando e
regolarizzando in alcuni casi attività che il più delle volte
sono difformi l'una dall'altra.
In ultimo, la pregherei, visto che lei è così attento al
territorio, di non parlarmi dei forestali che devono
controllare il demanio marittimo perché altrimenti - mi creda -
non ne capiremmo più nulla; credo che lei abbia voluto dire
qualche altra cosa, perché confondere i boschi con il mare mi
sembra un po' pesante.
Quindi, nel ringraziarla per il suo intervento, ribadisco che
si tratta di un testo molto semplice che non vuole alterare
nulla sulle coste e le preannunzio che per quanto riguarda
l'emendamento da lei prima citato, la Commissione lo ha
dichiarato improponibile in quanto trattasi di altra materia, è
materia di personale che con questa legge non c'entra
assolutamente.
GRANATA, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
a nome del Governo anche perché condividiamo un disegno di legge
importante nella filosofia perché è una filosofia legata alla
valorizzazione di una grande risorsa ambientale che è appunto la
risorsa mare.
Certamente, lo spirito del Governo nel presentare questa norma
non è uno spirito di deregulation rispetto agli spazi, anzi è
uno spirito di crescita rispetto a degli spazi che, proprio
perché per dodici mesi l'anno spesso sono rimasti abbandonati,
non rappresentano una risorsa positiva anche con un evidente
ritorno in termini turistici. Noi potremmo tranquillamente
asserire di progettare una apertura degli spazi demaniali
siciliani per dodici mesi l'anno perché abbiamo questa fortuna e
perché abbiamo la possibilità di valorizzare questa enorme
risorsa qual è quella rappresentata dalle nostre coste e dalle
nostre spiagge.
Nel disegno di legge del Governo non è presente, in alcun
modo, qualsivoglia rischio rispetto a un'aggressione al demanio,
anzi si tratta esclusivamente di una grande valorizzazione.
Credo anzi di potere dare un suggerimento al parlamento a nome
del Governo - ovviamente al riguardo ragionerò domani col
collega Cascio in Giunta. Sottopongo al Parlamento intero una
riflessione che potrebbe essere legata ad un aspetto. Quello che
conta in questa vicenda è mantenere un equilibrio sulle
concessioni rispetto alle spiagge cosiddette organizzate e la
salvaguardia di uno spazio demaniale libero per tutti quei
cittadini che vogliono e che hanno il diritto della risorsa
mare.
Una soluzione, a mio avviso, d'avanguardia potrebbe essere
quella di obbligare coloro i quali hanno, o la ottengono o
l'hanno già, una concessione che viene loro prorogata per altri
sei anni o ottengono una nuova concessione con tutta una serie
di agevolazioni importanti perché devono essere posti anche in
condizioni di investire sulla valorizzazione del demanio, quindi
non con strutture che dopo i tre mesi vanno smontate, ma possono
essere lasciate tranquillamente montate per il periodo che
riguarda la concessione, pena la revoca della concessione; alla
condizione, cioè, che il demanio, cioè la spiaggia, venga
mantenuta perfettamente e regolarmente pulita per i dodici mesi
dell'anno dai titolari della concessione e che questi ultimi -
ed in questo consiste la mia proposta che credo che il
Parlamento possa valutare positivamente - si impegnino a
ripulire una porzione di spiaggia analoga a quella che hanno in
concessione per potere garantire la fruizione libera del demanio
marittimo anche in spazi non organizzati con servizi pubblici e
quindi a pagamento.
Si tratterebbe di delegare al privato una grande valenza di
interesse pubblico relativamente soprattutto ai ceti meno
abbienti. Il privato ne ha un grande interesse perchè molto di
frequente questi lidi non possono essere isole di valorizzazione
positiva della risorsa mare trovandosi a fianco di spiagge
pubbliche in stato di degrado rispetto alla pulizia
dell'arenile.
Un'opportuna modifica che può provenire dal Parlamento o che
può essere recepita, spero, direttamente dal Governo,
dall'assessore competente, cioè dall'Assessore Cascio, andrà
nella direzione della filosofia, della ragione sociale del
presente disegno di legge che è esclusivamente quello della
valorizzazione di una grande risorsa rappresentata dal demanio
che non viene né ceduto né svenduto, ma che viene finalmente
reso fruibile e valorizzato.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Richiesta di prelievo del disegno di legge nn. 986-987/A
«Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi dell'Etna,
dei Nebrodi e delle Madonie»
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, chiedo il prelievo del disegno di
legge nn. 986-987/A Istituzione di poli turistici all'interno
dei parchi dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie , iscritto al
numero 5).
PRESIDENTE Sulla proposta di prelievo dell'onorevole
Misuraca, hanno facoltà di parlare un oratore a favore ed uno
contro.
SPAMPINATO Chiedo di parlare contro la proposta di prelievo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, ricordo alcuni passaggi e
alcuni impegni assunti anche dalla sua Presidenza.
Abbiamo appena incardinato un disegno di legge chiudendo una
seduta ed aprendone una nuova per far sì che si inserisse un
nuovo punto all'ordine del giorno. Ricordo, altresì, che con il
consenso di tutti, anche il mio, era stato preso l'impegno da
parte di tutti su questo disegno di legge che oggi è posto
all'ordine del giorno, ed anche da parte sua come Presidente vi
era stata un'indicazione in tal senso, della possibilità di
trattarlo quando si sarebbe conclusa la discussione sul disegno
di legge sugli appalti e su quello, incardinato adesso,
riguardante il demanio marittimo.
Per questi motivi, senza entrare nel merito, mi dichiaro
contrario alla proposta di prelievo avanzata dall'onorevole
Misuraca.
PRESIDENTE La Presidenza accoglie il suo rilievo in quanto
corrisponde esattamente alla realtà dei fatti. Però, onorevole
Misuraca, se c'è un dissenso, il discorso cambia e, pertanto,
si deve procedere alla votazione della proposta di inversione
dell'ordine del giorno o valutare l'opportunità di un rinvio
della seduta.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare a favore della proposta di
prelievo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, sono d'accordo con la
proposta di prelievo avanzata dall'onorevole Misuraca.
PRESIDENTE Si procede alla votazione della richiesta di
prelievo.
A favore della proposta ha parlato l'onorevole Leanza, contro è
intervenuto l'onorevole Spampinato.
Non è possibile, in questa occasione, la richiesta di verifica
del numero legale; è ammessa la richiesta di votare per alzata.
Onorevole Misuraca, quella di questa sera è una seduta
particolarmente legata ad esigenze di economia legislativa e per
tale ragione non ci stiamo occupando di appalti, come avremmo
dovuto fare, e aspettiamo che finisca una di una riunione, l'esito
della quale ci dirà se potremo continuare con gli appalti;
diversamente potremmo andare avanti con gli altri disegni di legge
all'ordine del giorno.
E' chiaro che di fronte al primo ostacolo, ho il dovere di
riflettere su tale decisione; all'ordine del giorno abbiamo gli
appalti e non possiamo cogliere l'occasione di un rinvio per
accelerarne l'iter.
Onorevoli colleghi, vi chiedo, cortesemente, di ritirate la
richiesta di prelievo, così sarei molto più convinto
dell'opportunità di rinviare a domani perché, ripeto, onorevole
Misuraca, onorevole Leanza, siamo sospesi, in questo momento, sul
tema degli appalti. Non vorrei che, approfittando di un rinvio
della nota riunione a questa sera. riunione della quale lei è
informatissimo, si inserissero argomenti che richiedono maggiore
riflessione.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi inchino
sempre davanti alla saggezza del Presidente Lo Porto. C'è soltanto
una cosa che mi rende perplesso, signor Presidente, ma non riguarda
il suo intervento, che è ineccepibile sia sotto il profilo
procedurale che sotto il profilo politico, anzi soprattutto sotto
il profilo politico.
Mi rivolgo ai colleghi dell'opposizione: incardinare una legge,
per quanto possa non essere condivisa, è l'unico modo democratico e
libero che il Regolamento dà al parlamentare dell'opposizione
attraverso lo strumento dell'emendamento, che consente di tentare
di modificare il testo di un disegno di legge. Opporsi
all'incardinamento che è il passaggio necessario per fornire questo
strumento a chi vuole modificare la legge, mi sembra assolutamente
fuori da ogni regola procedurale e politica.
Non stiamo entrando nel merito degli articoli. E' un disegno di
legge all'ordine del giorno e su di esso c'è il lavoro svolto dalle
Commissioni legislative.
Ciò diventa, signor Presidente, con tutto il rispetto, ripeto,
associandomi ad ogni singola parola che lei ha pronunciato, ma mi
rivolgo sempre ai colleghi dell'opposizione, un atto di
antipolitica e di antiparlamentarismo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque
minuti per consultare i Presidenti dei Gruppi parlamentari
sull'ordine dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 19.35, è ripresa alle ore 19.45)
La seduta è ripresa.
MISURACA Dichiaro di ritirare la proposta di prelievo di un
punto dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, considerato che la richiesta di prelievo di
un disegno di legge posto al terzo punto dell'ordine del giorno,
formulata dall'onorevole Misuraca, è stata ritirata e che un
Gruppo parlamentare risulta totalmente assente ai lavori di
questa sera per riunioni politiche in corso, per una forma di
rispetto dovuta, non ritengo di porre in votazione qualcosa che
richiede invece la presenza di una maggioranza e di una
opposizione.
Vi è però un provvedimento che ha riscosso, fino alla decisione
finale, l'unanimità dei consensi; se non vi sono obiezioni,
potremmo votare il disegno di legge relativo alle isole minori.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale del disegno di legge «Norme sui contratti
relativi ai collegamenti marittimi con le isole minori» (1053/A)
PRESIDENTE Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
numero 1053/A «Norme sui contratti relativi ai collegamenti
marittimi con le isole minori».
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo, per l'odierna
seduta, gli onorevoli: Cascio, Pistorio, Incardona, Leontini,
D'Aquino, Segreto e Cintola.
Riprende la votazione finale del disegno di legge «Norme sui
contratti relativi ai collegamenti marittimi con le isole
minori» (1053/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 47
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 26
ottobre 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
in materia di demanio marittimo (n.988/A) (Seguito);
2) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
(nn. 771-774/A) (Seguito);
3) Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
in vendita (n. 1023/A) (Seguito);
4) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito);
5) Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A);
6) Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
materia di camere di commercio (nn. 392-402-763 - Stralcio I/A)
(Seguito);
7) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme stralciate II/A).
III - Discussione del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2006-2008.
IV - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea.
V - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 19.55
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli