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Resoconto d'Aula della Seduta n. 325 di martedì 25 ottobre 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che del verbale della
  seduta precedente verrà data lettura nella seduta successiva.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),  e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  456
   Interventi,  a livello centrale, per sbloccare il  processo  di
  regolamentazione delle Accademie di Belle Arti  private ,  degli
  onorevoli Barbagallo, Culicchia, Genovese, Guerrieri,  Tumino  e
  Zangara.
   Ne do lettura:

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   la  legge  21  dicembre 1999, n. 508, ha dato un nuovo  assetto
  alle  Accademie  di Belle Arti, inquadrandole come  istituti  di
  alta formazione in campo artistico;

   la  suddetta  legge ha dotato tali istituzioni  di  personalità
  giuridica,   autonomia  statutaria,  didattica,  amministrativa,
  finanziaria e contabile;

   il  Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della  Ricerca
  scientifica    esercita   nei   loro   confronti    poteri    di
  programmazione,  indirizzo  e coordinamento,  nel  rispetto  dei
  principi di autonomia sanciti dalla normativa;

   considerato che:

   malgrado   siano   trascorsi   sei   anni,   il   processo   di
  regolamentazione  delle Accademie private  non  è  stato  ancora
  completato;

   tale  situazione di stallo si registra per le Accademie private
  siciliane  cui  viene  di fatto impedito  di  attivare  i  corsi
  triennali e i corsi biennali di specializzazione;

   ritenuto che :

   la   mancata  attivazione  dei  corsi  di  specializzazione   è
  gravemente penalizzante per i gestori delle Accademie e per  gli
  studenti, cui viene negato il diritto allo studio;

   lo  stato  di  disagio  degli studenti è  ancora  più  pesante,
  considerato   che   i   corsi  delle  Accademie   statali   sono
  sovraffollati,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  attivarsi urgentemente presso il Ministero dell'Istruzione,
  dell'Università  e  della  Ricerca  scientifica,  al   fine   di
  sbloccare  il  processo di regolamentazione delle  Accademie  di
  Belle  Arti private, e consentire a tali importanti istituti  di
  programmare i corsi triennali e i corsi di specializzazione  nel
  rispetto  della  normativa  vigente e sin  dall'anno  accademico
  2005/2006». (456)

        BARBAGALLO-CULICCHIA-GENOVESE -GURRIERI-TUMINO-ZANGARA

   Dispongo   che   la  predetta  mozione  venga  demandata   alla
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Discussione del disegno di legge «Disposizioni sul rilascio
    delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto
         delle funzioni amministrative in materia di demanio
                        marittimo»(n. 988/A)

    PRESIDENTE  Si procede con l'esame del disegno di legge numero
  988/A   Disposizioni  sul  rilascio delle  concessioni  di  beni
  demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
  in materia di demanio marittimo , iscritto al numero 1).
   Invito i componenti la Commissione a prendere posto nel banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi , la seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore 18.43, è ripresa alle ore 18. 46)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Beninati  per
  svolgere la relazione.

   BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, devo dire  che  il  testo,  già
  approvato dalla Commissione, è stato, poco tempo fa,  restituito
  dalla Commissione bilancio con un certo numero di emendamenti.
   Preliminarmente, la Commissione ha ritenuto, visto  la  materia
  differente  di  molti emendamenti, di attenersi  al  testo  che,
  effettivamente,  trattava  esclusivamente  materie  relative  al
  demanio  marittimo, Pertanto, la Commissione, su un  insieme  di
  emendamenti  che  sono  stati  aggiunti  in  II  Commissione  ha
  ritenuto  di  non esprimersi, anzi addirittura ne ha  dichiarati
  alcuni   improponibili in quanto trattavano  materia  totalmente
  differente dal testo in esame.
   Dico questo anche per sgomberare il campo da equivoci; è giusto
  dirlo  onde  evitare malintesi in merito al comportamento  della
  Commissione.
   Quindi,  la  Commissione  si  è  attenuta  a  ciò  che  la   II
  Commissione  ha  aggiunto per quanto riguarda  gli  emendamenti,
  nella presa d'atto si è espressa solo su quelli proponibili.
   Detto  questo, il testo in argomento,  in effetti,  rimette  un
  po'  in  moto,  su una proposta che il Governo ha  coerentemente
  portato  avanti,  una riorganizzazione sulle procedure  che,  ad
  oggi, in alcuni casi sono frazionate e in altri casi - parlo del
  demanio marittimo - sono addirittura non molto chiare.
   C'è  un  primo  punto  che amplia tutto  ciò  che  è  possibile
  esercitare  nel  demanio  marittimo,  limitandosi  a  quanto   è
  scritto,  ma  certamente  consente una maggiore   fruizione  del
  demanio  per attività che, il più delle volte potrebbero  essere
  compatibili, ma che non essendo chiaramente iscritte creano  nei
  fatti  alcune  difficoltà alla struttura stessa dell'Assessorato
  che  deve rilasciare le concessioni, e ciò   in particolare  sia
  per  i  pubblici  servizi  sia  per  le   attività   portuali  e
  produttive.
   Si  sono   certamente rivisti anche i titoli sulle concessioni,
  sui  termini  e  sulle  durate.  In  più,  per  qualcosa  che  è
  certamente  usuale  per  la Regione essendo  un'Isola,  si  sono
  riviste  le concessioni sugli stabilimenti balneari. Al riguardo
  è  importante  la riscrittura in quanto vi è una  procedura  che
  certamente  è  più agevole; infatti, laddove l'autorizzazione  è
  per  un  anno,  ogni  qualvolta la si voglia  riaggiornare,  non
  bisogna rifare l'istanza.
   E'  stata poi suddivisa la cosiddetta area costiera con le aree
  e i canoni che sono stati suddivisi in funzione della cosiddetta
   valenza', che poi è stata tolta, ma comunque all'interno  delle
  coste sono state individuate tre fasce di valenza turistica  del
  territorio: alta,  media e  bassa.
   Questo  avverrà con un regolamento che l'assessore  determinerà
  e poi verrà fatta una suddivisione delle tipologie di aree.
   Sono  stati  creati  i  piani  di  utilizzazione  per  le  aree
  demaniali  marittime,  onde evitare di creare  disarmonie  nelle
  concessioni trovando attività balneari insieme ad altri tipi  di
  attività;  quindi in questo caso il piano dell'utilizzazione  dà
  una  certezza   a chi ha una concessione che di  colpo  si   può
  trovare un'attività di ben altra natura e, quindi, in disarmonia
  con la tipologia dell'intervento stesso.
   Devo  dire  che  vi  era  un accordo che la Regione  ha  sempre
  curato  con le capitanerie di porto e, in effetti, su questo  il
  Governo  ha  riformulato la situazione con  una  delibera  della
  Giunta. Nella legge, in effetti, è prevista la continuazione con
  le  capitanerie per un periodo transitorio, e da giugno del 2006
  tutto  il demanio marittimo transiterà, come oltretutto lo Stato
  ci  ha già detto negli anni di fare; quindi, è bene che si  crei
  un   dipartimento  del  demanio  marittimo  con  i  servizi  sul
  territorio.
   La  Regione  era già l'ente titolato per concedere il  demanio,
  ora  procede  direttamente anche all'istruttoria delle  pratiche
  sul territorio.
   Questo  è un passaggio importante anche perché per legge  dello
  Stato  le capitanerie non avrebbero  più dovuto esercitare  tale
  funzione.
   Per  il  resto  credo che non ci sia altro  di  importante,  ma
  certamente    ci   sono   alcuni   emendamenti   che,    ripeto,
  sull'argomento sono già stati inseriti  nel testo esitato  dalla
  Commissione  dopo la presa d'atto, e, comunque,  fermo  restando
  ciò,  penso  che  la Commissione abbia adempiuto  al  dovere  di
  esitare il testo favorevolmente e quindi di proporlo all'Aula.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.

    ACIERNO Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  associandomi
  in gran parte a quanto già detto dal Presidente Beninati, voglio
  soltanto  sottolineare che ci sono un paio di aspetti che,  come
  ho  già detto durante il dibattito in quarta Commissione, a  mio
  avviso,   vanno   ulteriormente  modificati  e  con   l'attività
  emendativa  d'Aula io proporrò una modifica sia dell'articolo  2
  che  dell'articolo 5; l'articolo 2 per quanto attiene il periodo
  di gestione degli stabilimenti balneari, perché ho la sensazione
  che in Sicilia non ci sia mai stata la volontà o la comprensione
  politica   di  guardare  il momento dello stabilimento  balneare
  come un momento di attività produttiva vera e propria.
   Le  esperienze  del mondo ci insegnano - ma  senza  bisogno  di
  andare  oltre  i confini del nostro Paese - che  ad  esempio  le
  costiere romagnole, toscane, utilizzano lo stabilimento balneare
  con  una  doppia funzione che è quella della ricezione  al  mare
  durante  le ore diurne, trasformando gli stessi stabilimenti  in
  un momento ludico per le ore serali.
   Da  noi,  purtroppo,  non  si capisce per  quale  volontà,  pur
  avendo  noi una vocazione turistica nel DNA, nel nostro  sangue,
  non abbiamo mai avuto la capacità e ci siamo sempre limitati nel
  rilascio  delle  concessioni demaniali a mettere  non  solo  dei
  limiti  temporali,  anche  questo  incidendo  enormemente  sugli
  investimenti. La  precarietà di queste strutture troppo spesso è
  determinata  dal  fatto  che le concessioni  sugli  stabilimenti
  balneari  consentono  l'utilizzo degli stessi  limitatamente  al
  periodo estivo.
   Nell'articolo  2 si estende il periodo estivo  ai  dodici  mesi
  purché ci siano le funzioni elioterapiche.
   Io  credo  che questa limitazione potrebbe essere un  ulteriore
  errore  e una visione distorta delle potenzialità occupazionali,
  soprattutto, che anche questo settore comunque può dare.
   Per  quanto  attiene  l'articolo 5,  credo  che  sia  anche  lì
  politicamente un errore che la nostra Regione, che  ancor  prima
  della  riforma del titolo V della Costituzione, che ha  dato  la
  titolarità  del demanio a tutte le regioni a statuto  ordinario,
  la Regione siciliana è proprietaria del suo demanio da sempre  e
  da sempre ha rinunciato alla gestione del suo demanio, delegando
  da   sempre   lo  Stato,  perchè  abbiamo  sempre  delegato   le
  Capitanerie.
   Le  Capitanerie,  nel giugno di quest'anno, anzi,  peggio,  nel
  luglio  di quest'anno hanno comunicato alla Regione che,  a  far
  data da giugno, quindi dal mese precedente, non intendevano  più
  svolgere il ruolo che da sempre hanno svolto sulla gestione vera
  e propria del nostro demanio.
   Preso atto che finalmente le Capitanerie ci hanno comunicato di
  non  volersi  più  occupare  della gestione  amministrativa  del
  demanio,  perché  la  loro competenza rimane  invariata,  che  è
  quella  di organo di polizia e della sicurezza del demanio,  che
  la  Regione  continui a legiferare ipotizzando di  continuare  a
  delegare  e peraltro, onorevole Presidente Lo Porto, diciamocelo
  pure, noi paghiamo lo Stato per questo servizio che gli facciamo
  svolgere, quando lamentiamo un precariato - io approfitto  della
  presenza  dell'Assessore per il lavoro,  onorevole  Scoma  -  un
  precariato  regionale  che, con una formazione  di  pochi  mesi,
  potrebbe  tranquillamente  essere  istruito  per  sostituire  il
  personale delle Capitanerie nella gestione amministrativa.
   Allora,   che  il  Governo  continui  a  prevedere  costi   per
  convenzioni  con  le  Capitanerie per  la  gestione  del  nostro
  demanio, personalmente lo ritengo  un po' superato, quindi anche
  su  questo  articolo, poi, quando si stabilirà il termine  degli
  emendamenti, presenterò un emendamento per modificare proprio la
  ratio di questa logica.
   Credo che il demanio, e non solo quello marittimo, sia uno  dei
  tanti  patrimoni  della nostra regione ed  anche  questo  grande
  fonte  di  economia  se lo gestiamo direttamente;  continuare  a
  delegare  a terzi, che non hanno una visione globale  di  quella
  che  può essere la prospettiva in futuro della nostra Isola,  mi
  pare un errore clamoroso.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  di
  poter  dire di apprezzare il lavoro svolto in Commissione perché
  quando  c'è la possibilità di dibattere in maniera serena  credo
  che  si  possano fare anche buone leggi e questo ritengo sia  un
  esempio.
   E' una legge equilibrata che, innanzitutto, fotografa una nuova
  realtà  della nostra società, che è quella della possibilità  di
  fruire per tutto l'anno degli stabilimenti balneari.
   Credo che dobbiamo necessariamente rivedere un po' la filosofia
  di utilizzo di questi impianti e, quindi, per garantire di più e
  meglio  lo  sviluppo  del  turismo in Sicilia,  i  provvedimenti
  contenuti  in  questa norma, che sostanzialmente allargano,  sia
  per  quanto  riguarda  il  periodo che per  quanto  riguarda  le
  attività,  la possibilità di fruire degli stabilimenti balneari,
  è sicuramente un passo avanti verso lo  sviluppo.
   Condivido   le  considerazioni  fatte  dall'onorevole   Acierno
  rispetto  alla  non limitazione dell'utilizzo  soltanto  all'uso
  elioterapico, anche in considerazione - e lo sottolineo - di una
  norma  fondamentale,  ovvero l'articolo  4,  che  garantisce  in
  maniera  concreata  la  tutela del patrimonio  costiero,  quindi
  l'utilizzo che sia comunque rientrante, nel rispetto delle coste
  e  senza determinare - questo è ben chiaro - nessuna possibilità
  ulteriore di cementificazione delle stesse.
   Questa  è  la  filosofia che ispira questa norma, questa  è  la
  filosofia che credo di poter condividere.
   Ritengo che si sia fatto un passo avanti, anche se non soddisfa
  l'onorevole  Acierno,  sulla durata delle concessioni.  Infatti,
  avendo  eliminato in Commissione il riferimento all'articolo  35
  del  codice  di navigazione e avendo lasciato esclusivamente  il
  riferimento  all'articolo  42,   il  periodo  di  sei  anni   di
  concessione   è   automaticamente  riconfermato  qualora   venga
  presentata  entro  sei  mesi un'apposita richiesta;  quindi,  un
  periodo  di dodici anni, ritengo, sia anche dal punto  di  vista
  imprenditoriale  un  periodo congruo per ammortizzare  eventuali
  investimenti che si possano fare per lo sviluppo di questo  tipo
  di impianti.
   Concludo  anch'io facendo riferimento alla norma  che  riguarda
  l'utilizzo diretto da parte della Regione dei beni demaniali. E'
  chiaro  che  in  questo  disegno di legge  inseriamo  una  norma
  attraverso  la  quale  sostanzialmente lasciamo,  nonostante  un
  intervento  legislativo  nazionale, la situazione  così  com'era
  prima  dell'intervento  che prevedeva  la  delega  alle  regioni
  dell'esercizio diretto dei beni demaniali. E' chiaro che  questa
  norma che cita testualmente  nelle more  deve avere un senso  se
  vi  è  un  impegno  ben  preciso di  predisporre  una  normativa
  parallela  adeguata che immagini una qualsiasi forma, ovvero  la
  migliore  forma di gestione diretta dei beni demaniali da  parte
  della Regione.
   Ho  la  sensazione che il testo al nostro esame -  che, se  non
  ricordo male, è stato esaminato ed approvato con una maggioranza
  unanime  dalla  Commissione  - non sia  proprio  quello  esitato
  dalla  stessa  Commissione.  Probabilmente,  c'è  stata  qualche
  svista  perché la Commissione aveva emendato determinati aspetti
  che  nel corso dell'esame dell'Aula saranno comunque oggetto  di
  revisione.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne  ha
  facoltà.

    MICCICHE'     Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   sono
  preoccupato  per motivi opposti a quelli espressi dall'onorevole
  Acierno  in  merito a questo disegno di legge. Sono  preoccupato
  perché,  anche se non è prevista la vendita delle spiagge,  così
  come  prevede  la  norma nazionale che intende  privatizzare  le
  spiagge,  con  questo disegno di legge si vorrebbero  estendere,
  liberalizzare le concessioni del demanio marittimo.  Tale  fatto
  mi  preoccupa enormemente. La nostra regione non  ha bisogno  di
  un  turismo selvaggio, di un turismo simile a quello dell'Emilia
  Romagna.  La  Sicilia non è la riviera romagnola, né  Viareggio.
  Noi  abbiamo  una peculiarità completamente diversa,  noi  siamo
  abituati alle spiagge libere
   Con  questa  norma  si corre il rischio di chiudere  i  varchi,
  chiudere  gli  spazi  per  una spiaggia  libera  e  quando  dico
  spiaggia  libera intendo spiaggia pubblica. In questo caso,  c'è
  il rischio che attraverso la concessione, in maniera subdola, si
  vada  ad  una  vera  e  propria  privatizzazione.  Infatti,   il
  concessionario avrà la possibilità di chiudere qualsiasi accesso
  al  mare  e  mi  pare  che  uno  dei  punti  fondamentali  della
  Costituzione  sia  quello di consentire  a  chiunque  la  libera
  circolazione  sul  suolo  pubblico. Qualora,  però,  si  volesse
  estendesse - come si auspica da parte di alcuni  colleghi  -  la
  privatizzazione forzata attraverso la concessione,  avremmo  non
  una   Sicilia  turistica  ma  una  Sicilia  irreggimentata   con
  ombrelloni.  Non  mi  pare  che sia questo  l'obiettivo,  perchè
  sappiamo  tutti  cosa c'è  in  Emilia Romagna, personalmente  ci
  sono  stato  poche  volte  ma ciò  che   ho  visto   non  mi  ha
  soddisfatto (magari, non saranno dello stesso avviso  coloro  ai
  quali  piace la confusione) e  non mi si dica che sia un turismo
  che  produce ricchezza, perchè quest'ultima in Sicilia la si può
  produrre  in  modo  diverso con un turismo intelligente,  aperto
  anche alle innovazioni.
   Per carità, le concessioni ci sono sempre state, ma con i piani
  di utilizzo delle aree demaniali marittime previsti all'articolo
  4 di questo disegno di legge ogni comune, figuriamoci, a seguito
  dei  tagli  operati dalla Finanziaria,  pur di  incassare  soldi
  privatizzerà,  metterà  all'asta per la   concessione  tutto  lo
  spazio   marittimo  a  propria  disposizione.  Se  ciò   dovesse
  avvenire, saremo costretti  a pagare al concessionario lo spazio
  occupato ogni qualvolta vorremo recarci a mare
   Che  io  ricordi,  le  concessioni ci sono sempre  state,  però
  quello   che  si  vuole  fare  con  questa  norma  è   veramente
  preoccupante.  Andare a mare dà un grande senso di  libertà,  ma
  andarci a queste condizioni darebbe  un senso di oppressione. Se
  si  ama  essere intruppati ci si arruola in caserma,  ma  se  si
  vuole godere del proprio tempo libero andando a mare lo si potrà
  fare soltanto recandosi sulle coste rocciose, in quanto soltanto
  lì,  forse, potrebbe esserci uno spazio per potere fare un bagno
  considerato  che  tutte  le  spiagge  sarebbero  occupate  dagli
  ombrelloni che impedirebbero anche la vista del mare.
   Noi  siciliani che viviamo con il mare,  che siamo  abituati  a
  vedere  il  mare, nel momento in cui non ci sarà  più  possibile
  vederlo  a  causa  di  queste scelte orribili,  orrende  non  ci
  sembrerà più  di essere in Sicilia. I turisti vengono in Sicilia
  per  vedere  la Sicilia e il suo mare. C'è sempre  stata  questa
  idea della Sicilia, di una terra libera da cui si vede il canale
  di  Sicilia, la parte nord della Sicilia, la parte est, la parte
  ovest,  di  un territorio libero da costrizioni e da impedimenti
  visivi.  La  mia  preoccupazione è che  per  racimolare  qualche
  centinaio  di  migliaia di euro proveniente dalle   concessioni,
  noi  si rovini totalmente tutte le spiagge siciliane. Il rischio
  è questo ed è reale.
     Qualcuno si lamentava del fatto che la Capitaneria  di  porto
  non  sia  più in grado di gestire la situazione. E' vero, perchè
  la Capitaneria di porto, essendo una struttura militare, non può
  gestire,  da un punto di vista amministrativo, la pressione  che
  proviene da coloro che vogliono investire i propri quattrini  in
  questa attività e, quindi,  in base alla legge,  la competenza è
  della Regione.
   La  Regione va a nozze; tra l'altro, con tutte queste norme che
  abbiamo inserito in questo contesto creeremmo un'altra struttura
  mastodontica  e  io  mi chiedo, a questo punto,  chi  farebbe  i
  controlli.  Ci  saranno comuni che non adotteranno  i  piani  e,
  quindi,  ci  saranno  i  commissari;  ci saranno  assessori  che
  saranno anche  proprietari di un appezzamento di terreno,  dello
  specchio d'acqua di un determinato comune  Quanti commissari  ci
  vorranno   per  dirimere le controversie, forse anche  perchè  i
  comuni non si accorderanno sulle concessioni dei terreni o delle
  spiagge?
   Io ritengo che questo disegno di legge non vada nella direzione
  di   una  corretta  gestione  e  del  mantenimento  del  demanio
  marittimo nella migliore condizione possibile. Ho già ben chiaro
  il quadro, basta vedere cosa accade nei comuni a proposito delle
  concessioni dei terreni per l'impianto dei chioschi, figuriamoci
  cosa  accadrebbe quando si tratterà di concessioni  del  demanio
  marittimo  che  sono  molto appetibili per il  business  che  ne
  deriverebbe.
   Prima  l'onorevole Acierno diceva che la sera questi luoghi  si
  trasformano in discoteche;  ma se il nostro punto di riferimento
  deve  essere Rimini non mi pare che  per noi siciliani  sia  una
  buona  cosa; magari si attirerà un turismo di  massa di un certo
  tipo,  ma  la  Sicilia ha altre aspirazioni, va  verso  un'altra
  direzione,  ha  un turismo diverso. Certo, in alcuni  luoghi  la
  situazione  è  molto caotica, basta recarsi in  alcuni  litorali
  della  nostra  regione  per  accorgersi  che  la  confusione   e
  l'abusivismo  impazzano   Ma con questo  disegno  di  legge  non
  regolamentiamo  l'abusivismo, addirittura  lo  triplichiamo,  lo
  aumentiamo  in modo esponenziale, creando veramente  dei  ghetti
  turistici  e  non  località turistiche che  portano  turismo  di
  qualità.
   La  mia preoccupazione è di questa natura. Prima dicevo  che la
  Capitaneria  di porto non avrà più il controllo, mi  chiedo  ora
  quale  sarà  l'organo che dovrà controllare queste  strutture  e
  tutta  questa nuova gestione. In questo disegno di legge non  mi
  pare che ciò sia molto chiaro anche se qualcuno ha detto che  da
  un  punto di vista militare la Capitaneria di porto sarà come la
  polizia,  i  carabinieri,  non avrà  un  compito  specifico  nel
  controllare e gestire il demanio. Non l'avrà più, farà  soltanto
  il controllo delle coste e del mare e non della spiaggia.
   Noi  abbiamo  un  corpo  regionale,  il  Corpo  forestale,  che
  potrebbe  essere  uno  degli  strumenti  risolutivi  di   questo
  problema,  quanto meno nella vacatio di norma che si creerà  con
  questo disegno di legge. Preannunzio sin d'ora che presenterò un
  emendamento  per  delegare il Corpo forestale  al  controllo  in
  quanto  in  atto esso in parte gestisce, controlla  i  territori
  boschivi  che sono confinanti con le coste, ad esempio tutta  la
  Sicilia settentrionale o la parte meridionale, come Torre  Salsa
  ed  altre  riserve  naturali, zone che confinano  con  il  mare.
  Poiché  lì  ci  sono  alcuni  spazi liberi,  si  intersecano  in
  competenze territoriali comunali, molto probabilmente ci saranno
  di  queste  strutture che sorgeranno come funghi e,  quindi,  il
  controllo  da  un punto di vista amministrativo potrebbe  essere
  delegato al Corpo forestale.
     Onorevoli colleghi, io sono molto perplesso per come é  stato
  impostato  questo disegno di legge e anticipo sin d'ora  il  mio
  voto  contrario a meno che adeguati emendamenti lo  rettifichino
  notevolmente; soltanto in questo caso potrei esprimere  un  voto
  favorevole,   nella  misura in cui, cioè, modifiche  sostanziali
  portino ad una  corretta gestione del territorio demaniale.
   Il  territorio demaniale, infatti, é la cosa più bella  che  la
  Sicilia  ha, oltre le parti che sono deturpate dalle costruzioni
  é  l'unico  elemento  che ci distingue da altre  regioni  e  per
  questo  motivo, chiediamo una modifica di questa  norma,  perché
  dobbiamo   difendere   la  nostra  Sicilia  dalle   speculazioni
  illegali,  ma  soprattutto da quelle legali.  C'é  anche  questa
  preoccupazione e cioè che quello che si fa uscire dalla porta lo
  si fa rientrare dalla finestra.
   Queste  sono le leggi galeotte che, a volte, riescono a varcare
  le soglie dell'Assemblea.

    BENINATI  presidente della commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BENINATI,  presidente  della  commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, non intendevo  intervenire,  ma
  spesso  con  gli interventi dei colleghi in Aula  si  amplia  la
  portata  dell'argomento,  dando  all'opinione  pubblica  che  ci
  ascolta  una  distorta visione di ciò che   si  é  proposto  nel
  disegno di legge.
   Mi  dispiace che l'onorevole Micciché abbia fatto un intervento
  che trattava di argomenti che con questo testo non hanno nulla a
  che  vedere.  Onorevole  Micciché,  la  invito,  non  nel  senso
  critico,  a rivedere con maggiore attenzione il testo di  questo
  disegno  di  legge con cui si vuole semplicemente  regolamentare
  alcune   attività  che  già  sono  permesse.  In  alcuni   casi,
  addirittura, si é cercato anche, attraverso alcuni passaggi,  di
  eliminare  la  confusione  che il più  delle  volte  si  fa  sul
  demanio.
   Quando  si  parla,  onorevole Miccichè, di  piani  di  utilizzo
  delle  aree  demaniali  marittime, é proprio  per  ciò  che  lei
  sostiene e cioè si vuole regolarizzare e pianificare il  demanio
  che oggi non lo é. Se non si approvasse questo disegno di legge,
  resterebbe uno stato di disorganizzazione e, se vuole, anche  la
  totale difformità di autorizzazioni che sono consentite, ma  che
  altererebbero i contenuti del territorio.
   Mi  spiego  meglio. Lei potrebbe,  e ad oggi lo  si  può  fare,
  avere  una  concessione per un cantiere navale e accanto  creare
  anche  un'attività balneare e le due cose non si legano. Sarebbe
  bene,  ed é corretto farlo, creare un piano e chiedere ai comuni
  di  procedere in tal senso. Dal suo intervento sembrava  che  si
  stesse rovinando il demanio, si stesse facendo chissà che  cosa;
  non  si  sta  facendo  proprio  nulla,   si  sta  regolarizzando
  un'attività.
   Sul  problema delle Capitanerie di porto, forse lei non sa  che
  il  Ministero ha già da più di un anno invitato le regioni,  fra
  cui  la  Regione  Sicilia, a disimpegnarsi nei rapporti  con  la
  Regione;   quindi,  la  Regione è obbligata  a  togliere  questo
  servizio  della parte amministrativa, prova ne è che  nel  testo
  lei  non  trova  nulla perchè  il Governo  ha  già  attivato  il
  Dipartimento   del  demanio  per  cui  non  è   più   necessario
  prevederlo   per legge e ora nascerà e si  organizzerà  con  una
  struttura,  con  una  sede centrale e le  sedi  periferiche.  La
  Regione  per  la parte amministrativa sarà sollevata  da  questo
  onere,  come  il Governo nazionale ha già chiesto  di  fare  più
  volte  alla  Regione.  Le Capitanerie di porto  continueranno  a
  fare  il  loro servizio cioè la vigilanza che è ben altra  cosa,
  quindi  il Demanio sarà controllato.
   La  prego di non pensare che sul demanio si stia facendo chissà
  cosa;  non si sta facendo nient'altro che ciò che la norma dello
  Stato  ci  dice  di  fare,  sul  resto  si  sta  pianificando  e
  regolarizzando  in alcuni casi attività che il più  delle  volte
  sono difformi l'una dall'altra.
   In  ultimo,  la  pregherei,  visto che lei è  così  attento  al
  territorio,   di   non  parlarmi   dei  forestali   che   devono
  controllare il demanio marittimo perché altrimenti - mi creda  -
  non  ne  capiremmo più nulla;  credo che lei abbia  voluto  dire
  qualche  altra cosa, perché confondere i boschi con il  mare  mi
  sembra un po' pesante.
   Quindi,  nel ringraziarla per il suo intervento, ribadisco  che
  si  tratta  di  un testo molto semplice che non  vuole  alterare
  nulla  sulle  coste  e  le preannunzio che per  quanto  riguarda
  l'emendamento  da  lei  prima  citato,   la  Commissione  lo  ha
  dichiarato improponibile in quanto trattasi di altra materia,  è
  materia   di   personale  che  con  questa  legge  non   c'entra
  assolutamente.

   GRANATA,  assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  a nome del Governo anche perché condividiamo un disegno di legge
  importante  nella filosofia perché è una filosofia  legata  alla
  valorizzazione di una grande risorsa ambientale che è appunto la
  risorsa mare.
   Certamente, lo spirito del Governo nel presentare questa  norma
  non  è  uno spirito di deregulation rispetto agli spazi, anzi  è
  uno  spirito  di  crescita rispetto a degli spazi  che,  proprio
  perché  per  dodici mesi l'anno spesso sono rimasti abbandonati,
  non  rappresentano una risorsa positiva anche  con  un  evidente
  ritorno  in  termini  turistici.  Noi  potremmo  tranquillamente
  asserire  di  progettare  una  apertura  degli  spazi  demaniali
  siciliani per dodici mesi l'anno perché abbiamo questa fortuna e
  perché  abbiamo  la  possibilità di  valorizzare  questa  enorme
  risorsa  qual è quella rappresentata dalle nostre coste e  dalle
  nostre spiagge.
   Nel  disegno  di  legge del Governo non è  presente,  in  alcun
  modo, qualsivoglia rischio rispetto a un'aggressione al demanio,
  anzi  si  tratta  esclusivamente di una  grande  valorizzazione.
  Credo  anzi di potere dare un suggerimento al parlamento a  nome
  del  Governo  -  ovviamente  al riguardo  ragionerò  domani  col
  collega Cascio in Giunta. Sottopongo  al Parlamento intero   una
  riflessione che potrebbe essere legata ad un aspetto. Quello che
  conta   in  questa  vicenda  è  mantenere  un  equilibrio  sulle
  concessioni  rispetto alle spiagge cosiddette organizzate  e  la
  salvaguardia  di  uno  spazio demaniale libero  per  tutti  quei
  cittadini  che  vogliono e che hanno il  diritto  della  risorsa
  mare.
   Una  soluzione,  a  mio avviso, d'avanguardia  potrebbe  essere
  quella  di  obbligare coloro i quali hanno,  o  la  ottengono  o
  l'hanno già, una concessione che  viene loro prorogata per altri
  sei  anni o ottengono una nuova concessione con tutta una  serie
  di  agevolazioni importanti perché devono essere posti anche  in
  condizioni di investire sulla valorizzazione del demanio, quindi
  non con strutture che dopo i tre mesi vanno smontate, ma possono
  essere  lasciate  tranquillamente montate  per  il  periodo  che
  riguarda la concessione, pena la revoca della concessione;  alla
  condizione,  cioè,  che  il demanio,  cioè  la  spiaggia,  venga
  mantenuta perfettamente e regolarmente pulita per i dodici  mesi
  dell'anno dai titolari della concessione e che questi ultimi   -
  ed  in  questo  consiste  la  mia proposta   che  credo  che  il
  Parlamento  possa  valutare  positivamente  -  si  impegnino   a
  ripulire una porzione di spiaggia analoga a quella che hanno  in
  concessione per potere garantire la fruizione libera del demanio
  marittimo anche in spazi non organizzati con servizi pubblici  e
  quindi a pagamento.
   Si  tratterebbe  di delegare al privato una grande  valenza  di
  interesse  pubblico  relativamente  soprattutto  ai  ceti   meno
  abbienti. Il privato ne ha un grande interesse perchè  molto  di
  frequente questi lidi non possono essere isole di valorizzazione
  positiva  della  risorsa mare trovandosi  a  fianco  di  spiagge
  pubbliche   in   stato   di   degrado  rispetto   alla   pulizia
  dell'arenile.
   Un'opportuna  modifica che può provenire dal Parlamento  o  che
  può   essere   recepita,   spero,  direttamente   dal   Governo,
  dall'assessore  competente,  cioè dall'Assessore  Cascio,  andrà
  nella  direzione  della  filosofia, della  ragione  sociale  del
  presente  disegno  di  legge che è esclusivamente  quello  della
  valorizzazione di una grande risorsa rappresentata  dal  demanio
  che  non  viene  né ceduto né svenduto, ma che viene  finalmente
  reso fruibile e valorizzato.

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)
   Avverto  che  da  questo  momento decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112,  comma  5, del Regolamento  interno  per  la
  presentazione degli emendamenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Richiesta di prelievo del disegno di legge nn. 986-987/A
  «Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi dell'Etna,
                    dei Nebrodi e delle Madonie»

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA  Signor Presidente, chiedo il prelievo del disegno di
  legge  nn.  986-987/A  Istituzione di poli turistici all'interno
  dei parchi dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie , iscritto  al
  numero 5).

    PRESIDENTE    Sulla   proposta  di   prelievo   dell'onorevole
  Misuraca,  hanno facoltà di parlare un oratore a favore  ed  uno
  contro.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare contro la proposta di prelievo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  ricordo  alcuni  passaggi  e
  alcuni impegni assunti anche dalla sua Presidenza.
     Abbiamo appena incardinato un disegno di legge chiudendo  una
  seduta  ed  aprendone una nuova per far sì che si  inserisse  un
  nuovo punto all'ordine del giorno. Ricordo, altresì,  che con il
  consenso  di  tutti, anche il mio, era stato preso l'impegno  da
  parte  di  tutti  su questo disegno di legge che  oggi  è  posto
  all'ordine del giorno, ed anche da parte sua come Presidente  vi
  era  stata  un'indicazione in tal senso,  della  possibilità  di
  trattarlo quando si sarebbe  conclusa la discussione sul disegno
  di   legge  sugli  appalti  e  su  quello,  incardinato  adesso,
  riguardante il demanio marittimo.
   Per  questi  motivi,   senza entrare nel  merito,  mi  dichiaro
  contrario  alla  proposta  di prelievo  avanzata  dall'onorevole
  Misuraca.

    PRESIDENTE   La Presidenza accoglie il suo rilievo  in  quanto
  corrisponde esattamente alla realtà dei fatti.  Però,  onorevole
  Misuraca,  se  c'è un dissenso, il discorso cambia e,  pertanto,
  si  deve  procedere alla votazione della proposta di  inversione
  dell'ordine  del giorno o valutare l'opportunità  di  un  rinvio
  della seduta.

    LEANZA  NICOLA. Chiedo di parlare a favore della  proposta  di
  prelievo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA.  Signor  Presidente,  sono  d'accordo  con  la
  proposta di prelievo avanzata dall'onorevole Misuraca.

    PRESIDENTE    Si  procede alla votazione  della  richiesta  di
  prelievo.
   A favore della proposta ha parlato l'onorevole Leanza, contro è
  intervenuto l'onorevole Spampinato.
   Non  è possibile, in questa occasione, la richiesta di verifica
  del numero legale;  è ammessa la richiesta di votare per alzata.
      Onorevole  Misuraca,  quella  di  questa  sera   è  una  seduta
  particolarmente  legata ad esigenze di economia legislativa  e  per
  tale  ragione   non  ci stiamo occupando di appalti,  come  avremmo
  dovuto fare, e  aspettiamo che finisca una di una riunione, l'esito
  della  quale  ci   dirà  se  potremo continuare  con  gli  appalti;
  diversamente potremmo andare avanti con gli altri disegni di  legge
  all'ordine del giorno.
    E'  chiaro  che  di fronte al primo ostacolo,  ho  il  dovere  di
  riflettere  su  tale decisione; all'ordine del giorno  abbiamo  gli
  appalti  e  non  possiamo cogliere l'occasione  di  un  rinvio  per
  accelerarne l'iter.
    Onorevoli  colleghi,  vi  chiedo, cortesemente,  di  ritirate  la
  richiesta   di   prelievo,   così   sarei   molto   più    convinto
  dell'opportunità  di  rinviare a domani perché,  ripeto,  onorevole
  Misuraca,  onorevole Leanza, siamo sospesi, in questo momento,  sul
  tema  degli  appalti. Non vorrei che, approfittando  di  un  rinvio
  della  nota  riunione a questa sera. riunione  della  quale  lei  è
  informatissimo,  si  inserissero argomenti che richiedono  maggiore
  riflessione.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  inchino
  sempre  davanti alla saggezza del Presidente Lo Porto. C'è soltanto
  una cosa che mi rende perplesso, signor Presidente, ma non riguarda
  il  suo  intervento,  che  è  ineccepibile  sia  sotto  il  profilo
  procedurale  che sotto il profilo politico, anzi soprattutto  sotto
  il profilo politico.
    Mi  rivolgo ai colleghi dell'opposizione: incardinare una  legge,
  per quanto possa non essere condivisa, è l'unico modo democratico e
  libero  che  il  Regolamento  dà  al parlamentare  dell'opposizione
  attraverso  lo strumento dell'emendamento, che consente di  tentare
  di   modificare  il   testo  di  un  disegno  di   legge.   Opporsi
  all'incardinamento che è il passaggio necessario per fornire questo
  strumento  a chi vuole modificare la legge, mi sembra assolutamente
  fuori da ogni regola procedurale e politica.
    Non stiamo entrando  nel merito degli articoli. E' un disegno  di
  legge all'ordine del giorno e su di esso c'è il lavoro svolto dalle
  Commissioni legislative.
    Ciò  diventa,  signor Presidente, con tutto il rispetto,  ripeto,
  associandomi ad ogni singola parola che lei ha pronunciato,  ma  mi
  rivolgo   sempre   ai  colleghi  dell'opposizione,   un   atto   di
  antipolitica e di antiparlamentarismo.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  per  cinque
  minuti   per   consultare  i  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari
  sull'ordine dei lavori.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.35, è ripresa alle ore 19.45)

   La seduta è ripresa.

    MISURACA  Dichiaro di ritirare la proposta di prelievo  di  un
  punto dell'ordine del giorno.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli colleghi, considerato che la richiesta di prelievo di
  un disegno di legge posto al terzo punto dell'ordine del giorno,
  formulata  dall'onorevole Misuraca, è stata ritirata  e  che  un
  Gruppo  parlamentare risulta  totalmente assente  ai  lavori  di
  questa  sera per riunioni politiche in corso, per una  forma  di
  rispetto dovuta, non ritengo di porre in votazione qualcosa  che
  richiede  invece  la  presenza di  una   maggioranza  e  di  una
  opposizione.
   Vi è però un provvedimento che ha riscosso, fino alla decisione
  finale,  l'unanimità  dei consensi; se non  vi  sono  obiezioni,
  potremmo votare il disegno di legge relativo alle isole minori.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Votazione finale del disegno di legge «Norme sui contratti
  relativi ai collegamenti marittimi con le isole minori» (1053/A)

    PRESIDENTE  Si passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Votazione  finale per  scrutinio nominale del disegno  di  legge
  numero  1053/A  «Norme  sui contratti relativi  ai  collegamenti
  marittimi con le isole minori».


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono  in  congedo,  per  l'odierna
  seduta,  gli  onorevoli: Cascio, Pistorio, Incardona,  Leontini,
  D'Aquino, Segreto e Cintola.

    Riprende la votazione finale del disegno di legge «Norme sui
      contratti relativi ai collegamenti marittimi con le isole
                          minori» (1053/A)

    PRESIDENTE  Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          47
   Astenuto             1

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 26
  ottobre 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - Comunicazioni
  II   - Discussione dei disegni di legge:

         1)  Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
             demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
             in materia di demanio marittimo  (n.988/A) (Seguito);

  2)  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn. 771-774/A) (Seguito);
  3)   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
  in vendita                 (n. 1023/A) (Seguito);
  4)  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
  il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito);
  5)  Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A);
  6)  Interventi in materia di cooperative agricole e norme in
  materia di camere di commercio  (nn. 392-402-763 - Stralcio I/A)
  (Seguito);
  7)   Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme stralciate II/A).

  III  - Discussione  del  Documento  di  programmazione
         economico-finanziaria per gli anni 2006-2008.
  IV   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
  della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
  l'attività dell'Unione europea.
  V   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 19.55

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.45

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli