Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 19.45
BASILE segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute 324 e 325 del 25 ottobre 2005 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
Missioni e congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, gli onorevoli Girolamo Turano dal 26 al 27 ottobre
2005; Andrea Zangara, dal 27 al 28 ottobre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sono in congedo per la seduta odierna
gli onorevoli: Genovese e Vitrano e l'assessore D'Aquino;
l'onorevole Manzullo è in congedo per la seduta odierna e per
domani, giovedì 27 ottobre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute, da parte
dell'Assessore per la Famiglia, le risposte scritte alle seguenti
interrogazioni:
N. 2016 - Interventi urgenti per bonificare l'area verde sita
nei pressi degli impianti di emungimento della Sogea in località
Valcorrente del comune di Belpasso (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2030 - Misure urgenti per il ripristino delle condizioni
minime di sicurezza e transitabilità dell'arteria viaria che
collega la contrada Borgotinto con Mineo (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2110 - Predisposizione di un nuovo decreto assessoriale
relativo all'accesso agevolato ai servizi sociali ed ai criteri
unificati di valutazione economica.
Firmatari: Villari Giovanni
N. 2146 - Notizie in ordine alla legittimità della riscossione
del 'canone di depurazione' da parte del Comune di Acicastello
(CT) in assenza di impianto idoneo a tale scopo.
Firmatari: Amendolia Antonino
N. 2279 - Interventi per l'attribuzione del premio di
maggioranza al candidato eletto sindaco del Comune di S. Giovanni
La Punta (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno pubblicate in
allegato al resoconto stenografico della seduta odierna
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2454 - Notizie circa le iniziative intraprese dal Governo
regionale al fine di ridurre i danni derivanti dalla soppressione
di 8 convogli ferroviari e complessivamente per un miglioramento
del servizio ferroviario in Sicilia.
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 2462 - Misure urgenti per ovviare al disservizio
registratosi presso il distretto sanitario di Giarre a causa
della carenza di personale specializzato al corretto
funzionamento dell'unico mammografo in dotazione al
Poliambulatorio del distretto stesso.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 2463 - Notizie circa la situazione verificatasi nel Comune
di Milazzo (ME) ed interventi per consentire la verifica delle
condizioni finanziarie e la salvaguardia degli equilibri di
bilancio.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2465 - Interventi urgenti a protezione del litorale di
Tremestieri, città di Messina, danneggiato dalle violente
mareggiate nel dicembre 2004.
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 2466 - Verifica della regolare conduzione amministrativa del
Comune di Naso (ME) nel periodo maggio 2002 - maggio 2005.
Assessore Famiglia
Firmatario: Ardizzone Giovanni;
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
N. 2455 - Notizie circa l'utilizzo dei lavoratori ausiliari
specializzati (ex socio-sanitari) all'interno delle strutture
ospedaliere palermitane.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Assessore Lavoro
Firmatario: Catania Giuseppe
N. 2456 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio di
nettezza urbana e bonifica della discarica di San Giovanni
Galermo in provincia di Catania.
Assessore Famiglia
Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2457 - Interventi urgenti per il ripristino di opere di
bonifica presso la baraccopoli di Corso Martiri della Libertà in
Catania.
Assessore Famiglia
Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2458 - Interventi urgenti per ripristinare un corretto
servizio di recapito della posta a S. Agata Li Battiati in
provincia di Catania.
Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2459 - Interventi urgenti per il ripristino
dell'agibilità delle strade nel quartiere di San Giovanni Galermo
in Catania.
Assessore Famiglia
Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2460 - Interventi urgenti per il ripristino dei lavori di
ristrutturazione della chiesa dell'Idria in Catania.
Assessore Famiglia
Assessore Lavori Pubblici
Assessore Beni Culturali
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2461 - Interventi urgenti per il ripristino di condizioni di
ordine pubblico e pulizia nel quartiere della fiera in piazza
Carlo Alberto, a Catania.
Presidente Regione
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2464 - Notizie in ordine all'organizzazione della Fiera del
libro di Francoforte.
Presidente Regione
Assessore Cooperazione
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, propongo il prelievo del disegno di legge
n. 988/A Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni
demaniali e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
in materia di demanio marittimo , iscritto al numero 2).
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
LO CURTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che quello
che sto per chiedere non è del tutto rituale, conforme alla
prassi prevista dal nostro Regolamento, ma c'è una vertenza
agricoltura che grava pesantemente, come un macigno, anche su
questo Parlamento, su questa Istituzione.
Ieri, la città era paralizzata. I rappresentati degli
agricoltori, scesi in massa ad assediare questa città con grande
senso di civiltà, ma che avevano però necessità di fare conoscere
quale grave crisi sta paralizzando una fetta importantissima e
strategica dell'economia della nostra Terra, si sono rifiutati di
incontrare l'assessore Leontini, ritenendo, ormai fuori tempo
massimo, tutto quello che doveva costituire un tentativo di
dialogo instaurato dall'assessore Leontini, avendogli già
preannunziato da oltre un anno che questa crisi sarebbe scoppiata
ed avrebbe fatto esplodere il sistema agricoltura.
So che il Regolamento non lo consentirebbe, nel senso che gli
ordini del giorno devono avere materia attinente ai disegni di
legge che si votano e si trattano nell'Aula del Parlamento. E'
vero anche che questa vertenza è fondamentale per gli agricoltori
che si aspettano un segnale; quanto è stato fatto questa notte
dal Presidente Cuffaro, durante la riunione con il Prefetto, non
è servito a raggiungere l'obiettivo di rasserenare gli animi
degli agricoltori, degli imprenditori i quali aspettano una
risposta di ben altro tipo.
Considerato che sono presentatrice - con l'intero Gruppo
Movimento per l'Autonomia, più altri deputati che l'hanno firmato
- di un ordine del giorno tendente ad impegnare il Governo
affinché, nel chiedere nelle somme che arriveranno per la
chiusura del contenzioso Stato-Regione, si possa stanziare una
somma congrua alle necessità primarie degli agricoltori, chiedo
che si possa - ripeto, in modo anche irrituale rispetto a quanto
previsto dal Regolamento - discutere di questa mozione.
ZAGO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Casa delle
Libertà oggi mi ha fatto sbandare. Infatti sia stamattina che
ieri ho letto sui giornali di accordi raggiunti, difficoltà
superate nel vertice di lunedì; giustamente, a seguito di queste
notizie, un giornale questa mattina titolava: L'ARS ingrana la
marcia.
Forse, bisognava parlare di marcia indietro Quello però
potrebbe essere un refuso perché, signor Presidente, come lei sa,
non sono uno di quelli che fa ostruzionismo ma, con tutto il
rispetto per il suo ruolo e per la sua determinazione, mi pare
veramente che la montagna ha partorito il topolino , ma qui,
abbiamo superato il senso del ridicolo. Se contiamo i deputati
della maggioranza, infatti, arriviamo ad utilizzare una sola mano
visto che, credo, siano soltanto in cinque.
Per carità, nessuno è indispensabile; iniziare però la
trattazione di disegni di legge con cinque parlamentari della
maggioranza in Aula a noi può anche stare bene, infatti,
rimarremo in Aula, signor Presidente, anche perché così
passeranno i nostri emendamenti e bocceremo quelli della
maggioranza.
PRESIDENTE Onorevole Zago, desideravo informarla che,
attraverso una telefonata appena ricevuta, ho appreso il motivo
delle assenze in Aula, per il quale ci accingiamo a sospendere la
seduta: né la IV Commissione, né la II hanno completato i propri
lavori. Pensavo che lo avessero già fatto. A conclusione del suo
intervento, onorevole Zago, la seduta sarà sospesa.
ZAGO Sono contento, se il motivo è questo, vuol dire che ci
sono fatti tecnici istituzionali che giustificano ma, se così non
dovesse essere, sarebbe veramente grave.
Ne prendo atto. Come vede, signor Presidente, la mia non era
un'esigenza strumentale o campata in aria ma reale.
Prendo atto della sua comunicazione e la ringrazio.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.55, è ripresa alle ore 20.25).
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge numero 988/A
«Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e
sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia
di demanio marittimo»
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, come stabilito prima della
sospensione dei lavori dell'Aula, si prosegue con la discussione
del disegno di legge n. 988/A «Disposizioni sul rilascio delle
concessioni di beni demaniali e sull'esercizio diretto delle
funzioni amministrative in materia di demanio marittimo».
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso
nella seduta n. 325 del 25 ottobre 2005, dopo l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa pertanto all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1
Esercizio attività nei beni demaniali marittimi.
1. La concessione dei beni demaniali marittimi può essere
rilasciata, oltre che per servizi pubblici e per servizi e
attività portuali e produttive, per l'esercizio delle seguenti
attività:
a) gestione di stabilimenti balneari e di strutture relative ad
attività sportive e ricreative;
b) esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, cibi
precotti e generi di monopolio;
c) costruzione, assemblaggio, riparazione, rimessaggio,
stazionamento, noleggio di imbarcazioni e natanti in genere;
d) esercizi diretti alla promozione e al commercio nel settore
del turismo, dell'artigianato, dello sport e delle attrezzature
nautiche e marittime;
e) mantenimento di porzioni di strutture in regola sotto il
profilo urbanistico, compatibilmente con le esigenze di cui alle
precedenti categorie di utilizzazione.
2. Le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate con
licenza, hanno durata di sei anni e si rinnovano su domanda del
concessionario da presentarsi almeno sei mesi prima della
scadenza, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 42 del
Codice della navigazione.
3. Le concessioni quadriennali in corso di validità al momento
dell'entrata in vigore della presente legge sono alla scadenza
rinnovate per sei anni, fatte salve le disposizioni di cui
all'articolo 42 del Codice della navigazione, subordinatamente al
pagamento dei canoni determinati secondo il decreto di cui
all'articolo 3 della presente legge. Il mancato pagamento
anticipato del canone comporta l'automatica decadenza dalla
concessione.
4. Ai fini delle disposizioni di cui all'articolo 15, lettera.
a), della legge regionale 12 giugno 1976, n. 78, le opere
connesse all'esercizio delle attività di cui al comma 1 sono
considerate opere destinate alla diretta fruizione del mare
quando previste nei piani di utilizzo delle aree demaniali
marittime approvati ai sensi della presente legge e sono soggette
ai provvedimenti edilizi abilitativi nei comuni competenti per
territorio, validi per tutta la durata delle concessioni
demaniali marittime, anche se rinnovate senza modifiche
sostanziali».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 1.1;
-dall'onorevole Moschetto: 1.2;
-dagli onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici: 1.4, 1.6, 1.5,
1.7, 1.3;
-dall'onorevole Raiti: 1.8;
-dall'onorevole Formica: 1.9.
-dal Governo subemendamento 1.3 bis
SPEZIALE Signor Presidente, ci hanno informato che avremmo
dovuto esaminare il testo relativo al DPEF.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, si procederà prioritariamente
con l'esame del disegno di legge n. 988/A, in quanto su questo
disegno di legge ci sarebbe una convergenza di massima.
L'intendimento dell'Aula è quello di procedere rapidamente in
questa direzione.
Gli emendamenti 1.1 e 1.2 decadono per assenza, in Aula, dei
firmatari.
Si passa all'emendamento 1.4. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.6. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.5. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.7 viene ritirato dai
presentatori in quanto è superato dalle modifiche introdotte
all'articolo 1.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 1.3 è sostituito dall'emendamento 1.3 bis a firma
del Governo.
L'emendamento 1.3 bis riporta: «In caso di mancato pagamento
entro i termini previsti, l'Amministrazione regionale è
autorizzata a concedere 15 giorni di tempo per sanare
l'inadempienza». Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?.
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.8. Il parere del
Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se
l'assessore Cascio ha letto l'emendamento a firma del collega
Raiti, - che mi sembra essere di buon senso -, perchè non
vorrei che l'assessore venisse mosso da furore ideologico contro
l'opposizione e, in particolare, contro l'onorevole Raiti, con la
conseguenza che, vedendo qualcosa proposto dall'opposizione, di
buon senso, immediatamente, si ritrovi a dare il parere
contrario.
L'onorevole Raiti, nell'emendamento, sostiene che le
concessioni, di cui al comma 1, sono rilasciate subordinatamente
all'esistenza dei seguenti requisiti: gli stabilimenti balneari
devono prevedere uno spazio idoneo per essere utilizzato dalle
persone diversamente abili e gli spazi utilizzati devono essere
puliti durante l'intero anno .
Ovviamente, non si intende creare uno spazio-recinto dove
emarginare i diversamente abili. Non è questo lo spirito
dell'emendamento a firma dell'onorevole Raiti.
Devono essere garantite porzioni di spiagge alla libera
fruizione; una volta stabilita la quota debba essere destinata
alla libera fruizione, nell'ambito di una regolamentazione che
oggi viene attribuita alla competenza dei Comuni, ma
l'approvazione del Piano spiagge è di competenza della Regione
che definisce e indica ai Comuni la possibilità che, una parte
delle stesse, debbano essere lasciate alla libera fruizione. Mi
sembra di buon senso.
Il terzo elemento è che debba trattarsi di parti di spiaggia
ove possano accedere anche i cani. Bisogna tenere presente il
fatto che molte persone andando al mare portano con loro animali
domestici. Si tratta, quindi, di definire uno spazio preciso,
nell'ambito di un piano di regolamentazione dell'utilizzo delle
spiagge: una specie di piano particolareggiato a tutti gli
effetti.
Mi sembra un emendamento di buon senso e non capisco, quindi,
la ragione che spinge il Governo a chiedere all'Aula di esprimere
un parere negativo, visto che si è espresso negativamente.
Chiedo, pertanto, che il Governo riveda la propria posizione
sull'emendamento e chiedo, altresì, al Presidente della
Commissione di esprimere il parere positivo, ed all'Aula di
apprezzarlo positivamente.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Speziale, io non sono contrario all'impostazione ideologica
dell'emendamento dell'onorevole Raiti. Quanto riportato in questo
emendamento viene da me condiviso nel merito ma è già è
previsto dall'articolo 2 del disegno di legge, laddove si tratta
di obbligatorietà dei Piani spiagge.
Il disegno di legge obbliga i Comuni con demanio marittimo a
dotarsi di un Piano spiagge; la Regione prevederà
SPEZIALE Quindi, saranno i Comuni a prevedere gli spazi
idonei per la fruizione dei diversamente abili e per gli animali
di affezione?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Speziale, credo che questa norma, così come è scritta, complica
molto il lavoro, anche delle pubbliche amministrazioni, visto
che, nei Piani spiagge, obblighiamo i Comuni a prevedere almeno
un lido attrezzato, in ogni spiaggia, per i diversamente abili.
L'utilizzazione e la pulizia dell'arenile durante tutto il
periodo dell'anno, è frutto di un emendamento che ha già avuto
il parere favorevole del Governo - inserito in un articolo, non
ricordo bene se l'articolo 2 o l'articolo 3 - per cui credo che
questo rischierebbe di complicare la regolamentazione pratica
delle spiagge.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Desidero precisare che se i chiarimenti formulati
dall'Assessore diventassero vincolanti attraverso l'approvazione
di un ordine del giorno, potremmo non approvare l'emendamento
1.8, ma indicare al Governo in che modo procedere per
l'elaborazione dei Piani spiaggia, cioè quali direttive fornire
ai comuni per l'elaborazione dei suddetti piani.
ZAGO Signor Presidente, la ringrazio, ma credo che non aiuti
anche perché l'intervento dell'Assessore anziché agevolare la
questione, l'ha complicata perché fa riferimento al Piano
spiagge.
Nessuno vuole limitare l'autonomia dei comuni che andranno a
redigere tali Piani, ma ha ragione l'onorevole Speziale, poiché è
necessaria una norma che metta dei paletti e quali sono questi
paletti? Quelli indicati nell'emendamento, al di là della
formulazione fatta.
Sono io che, al contrario, faccio una proposta, l'importante è
che se ne accolga lo spirito, poi, se il Governo ritiene di dover
procedere ad una riformulazione, proceda pure.
Spiego la proposta anche perché ne abbiamo discusso in
Commissione che, fra l'altro, era orientata positivamente, a
proposito dei diversamente abili , anche qui - ha ragione
l'onorevole Speziale - non vogliamo riservare 50 metri quadrati,
ma l'idea è di attrezzare gli spazi in modo che siano accessibili
alla fruizione anche per loro. Questo, se è norma, diventa
vincolante nella redazione del Piano spiaggia.
Così pure per gli animali. Il problema non è di avere o no
rispetto per gli animali. Il problema è di avere rispetto per
questi, ma anche per le persone, perché un conto è che ci siano
delle aree attrezzate per questo fine, altro conto è avere, come
è capitato a tutti, i cani sguinzagliati in spiaggia che,
talvolta, possono comportare anche dei pericoli per i bambini e
per la pubblica incolumità.
Ultima cosa, signor Presidente, abbiamo assunto in Commissione
un atteggiamento di disponibilità per governare il problema
dell'utilizzo del demanio marittimo, però non si può passare da
un eccesso all'altro: prima le spiagge completamente libere ed
ora tutte vincolate per la fruizione degli stabilimenti balneari.
Credo che non sia un problema di Piano spiagge, ma di norme e
deve essere prevista una percentuale, almeno la metà di spiagge
libere. Dobbiamo permettere a chi non vuole andare allo
stabilimento balneare di poter andare lì a piazzare l'ombrellone.
Cosa vuol dire che adesso affidiamo tutto agli stabilimenti
balneari per sei, nove, dodici anni?
E' giusto mettere nelle migliori condizioni gli stabilimenti
balneari per organizzare le loro strutture, perché producono
lavoro, reddito e servizi per la collettività, ma non possiamo
dimenticare coloro che vogliono continuare ad utilizzare la
spiaggia libera.
Pertanto, siamo ancora disponibili a partecipare alla redazione
di questo provvedimento legislativo, non dimenticando però che i
signori nessuno devono essere tutelati, contemplati e devono
trovare un loro spazio all'interno del demanio.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà, anche se il Governo mi ha appena
chiesto di accantonare l'articolo per poterlo riformulare in
maniera tale da non determinare i problemi che ha annunciato.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo
favorevolmente tale richiesta, vediamo come sarà fatta
l'elaborazione, volevo però fare solo una precisazione.
Se si ricorda, onorevole Cascio, questo argomento è stato
oggetto di dibattito sia in Commissione, sia in una trasmissione
tenutasi in una famosa radio siciliana in cui abbiamo discusso
abbondantemente su questi argomenti.
Effettivamente il dibattito è andato nella direzione di
accogliere queste mie proposte, che erano condivise, e se non
ricordo male erano condivise, nella sostanza, anche da lei,
confermate adesso dalla sua decisione di rielaborarlo;
personalmente, sono assolutamente d'accordo.
La forma la possiamo cambiare, ma quello che interessa è che
la sostanza venga recepita nel disegno di legge perché è
opportuna, tra l'altro, saggia ed equilibrata.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate
tenendo conto di determinati requisiti.
Può succedere, e l'abbiamo sentito anche nelle audizioni -
forse i colleghi non ricordano bene - in Commissione da alcune
persone diversamente abili e, in effetti, anche loro si sono resi
conto che, in alcune realtà, ci sono dei territori scoscesi per i
quali metteremmo un vincolo insensato.
Quindi, laddove è possibile, dove già naturalmente si può
creare questa situazione, faccio questa proposta: Le concessioni
di cui al comma 1 sono inoltre rilasciate tenendo conto dei
seguenti requisiti: gli stabilimenti balneari devono prevedere
uno spazio idoneo per essere utilizzate da persone diversamente
abili e gli spazi utilizzati devono essere puliti in tutto il
periodo dell'anno; devono essere garantite le porzioni di
spiaggia libera alla fruizione - non mi sembra, perché nella
concessione noi non possiamo mettere cose che non concepiamo,
quindi non ha senso - e se si vuole quello dei cani, non capisco
forse la ratio, comunque chiuderei così l'emendamento, non
aggiungendo nient'altro, perché la cosa più importante che si è
osservato, e che ritengo giusto sotto il profilo sociale, era
quello dei diversamente abili, una questione giusta per chi l'ha
proposta, in più con il fatto di essere puliti. E ciò è giusto ed
è in questo senso la mia proposta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, propongo di accantonare
l'emendamento 1.8 per essere riscritto e successivamente porlo ai
voti.
Una osservazione a chi sta predisponendo la riformulazione: non
parlerei di cani, ma di animali di affezione perché altrimenti se
uno porta un gatto o un coniglio potrebbero nascere dei problemi.
Peraltro, è oramai nota questa definizione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Richiesta di prelievo del disegno di legge «Interventi in
materia di cooperative agricole e norme in materia di camere di
commercio» (392-402-763 - Stralcio I/A)
SPEZIALE Signor Presidente, per utilizzare a pieno il nostro
tempo, considerato che la Commissione bilancio ha dato copertura
finanziaria, nelle more che il collega scriva l'emendamento,
chiedo il prelievo del disegno di legge iscritto al n. 6
dell'ordine del giorno Interventi in materia di cooperative
agricole e norme in materia di camere di commercio nn. 392-402-
763 - Stralcio I/A, e ritornare, successivamente, all'esame del
disegno di legge numero 988/A.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, considerato i numerosi
emendamenti a questo disegno di legge, proporrei di completare
il disegno di legge in esame. La richiesta non è accolta.
Riprende l'esame del disegno di legge N. 988/A
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE. Dichiaro, quindi, accantonato l'emendamento 1.8.
Si passa all'emendamento 1.9 a firma dell'onorevole Formica.
Onorevole Formica, visto che una parte del suo emendamento
rientra nell'emendamento di riscrittura, la prego di coordinarne
la stesura con la Commissione, diventando a questo punto unico.
Lo dichiaro accantonato.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Periodo di gestione degli stabilimenti balneari
1. La gestione di stabilimenti balneari è consentita per tutto
il periodo dell'anno, limitatamente all'uso elioterapico delle
relative strutture ed attrezzature da individuarsi nel numero e
nel tipo mediante previsione di apposita clausola nel relativo
titolo concessorio o comunque in apposito provvedimento.
2. Relativamente alle concessioni in corso di validità al
momento dell'entrata in vigore della presente legge, l'uso
ampliato ai sensi del comma 1 è riconosciuto su richiesta del
concessionario e subordinatamente al pagamento del conguaglio del
canone.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 2.1;
-dall'onorevole Moschetto: 2.2, 2.3;
-dagli onorevoli fleres, Catania Giuseppe e Maurici: 2.4;
-dall'onorevole Spampinato: 2.5.
Si passa all'emendamento 2.1.
MICCICHE' Chiedo di parlare,
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, ho presentato gli emendamenti
soppressivi a tutti gli articoli inerenti a questo disegno di
legge.
Il mio intendimento non è né di migliorare né di renderlo più
decente perché, di per sé, tutto il disegno di legge è osceno.
Nel suo intervento, l'onorevole Zago ha fatto riferimento al
fatto che questo disegno di legge con il pretesto che la
Capitaneria di Porto, in base a una norma nazionale, non ha più
la competenza della gestione del demanio marittimo, si affida
alle regioni.
La Regione non doveva prendere il posto della Capitaneria di
Porto, modificando di fatto la competenza della concessione delle
stazioni balneari già assegnate.
Con questo disegno di legge si è fatto un tentativo; qui è
presente l'Assessore alle finanze, l'onorevole Cintola, il quale
è andato a nozze all'idea di dare le nostre spiagge in
concessione a terzi poiché ne potrebbe ricavare un vantaggio, un
introito di tipo finanziario tale da poterlo poi inserire come
entrata nel bilancio della Regione del 2006.
Ha fatto una previsione di chissà quanti miliardi di euro che
possono entrare da questa concessione Si tratta di questo: di
gonfiare in maniera esponenziale il possibile introito di una
somma che, probabilmente, non entreranno.
Ed è questo il vero obiettivo. Secondo me non sta a cuore a
questa maggioranza, a questo Governo la regolamentazione delle
norme di concessione delle aree marittime e basta vedere quanto è
stato scritto in questo disegno di legge.
Addirittura, nell'ultimo comma dell'articolo 1 si tenta di
sanare e di inglobare, con una sorta di sanatoria, quelle
costruzioni che ricadono nel demanio marittimo e che sono ad uso
abitativo, facendoli poi tramutare in possibili stazioni balneari
postume.
Questa la dice lunga su come si vogliono veramente gestire e
tutelare le nostre spiagge, perché noi non abbiamo bisogno di
nuovi insediamenti balneari, abbiamo bisogno di regolamentare e
lasciare più possibile le spiagge libere.
Ieri ho detto che la nostra Regione, la nostra Isola è a
vocazione turistica, se un turista vuole andare nelle nostre
spiagge lo fa perché le vede libere, belle, solari, invidiate da
tutti, tant'è che molti stranieri vengono in Sicilia non cercando
gli ombrelloni o le stazioni balneari, ma per usufruire delle
spiagge libere e queste diventeranno private, perché ogni
imprenditore, ogni concessionario che paga un canone lo sfrutterà
come una risorsa privata e ciò significa privatizzare, fare delle
barriere, chiudere i varchi.
Non a caso l'emendamento proposto dall'onorevole Formica, su
suggerimento dell'onorevole Granata, mi pare un tentativo, a mio
avviso, che non sana la contraddizione di questo disegno di legge
perché si dice al concessionario di mantenere la pulizia delle
zone limitrofe alla sua area concessa.
E, personalmente, ritengo impossibile che il concessionario di
determinati metri quadrati di spiaggia pulisca una non precisata
spiaggia libera limitrofa E chi lo stabilisce? Chi ne pone i
confini?
Si tratta di una cosa che, secondo me, non regge, anzi, mi
sembra inapplicabile.
Comprendo che il tentativo dell'onorevole Formica, su
suggerimento dell'assessore Granata, era quello di tappare una
falla ai rilievi sollevati da me ieri, ma mi sembra un tentativo
poco fattibile dal punto di vista materiale e tecnico e,
soprattutto, amministrativo.
Io, concessionario di una stazione balneare, devo pulire le
spiagge? Questo è un compito della struttura pubblica, dei
Comuni, quando gli stessi hanno la possibilità attraverso i fondi
a loro disposizione, non del concessionario.
Diversamente, il concessionario dovrebbe far gravare la spesa
non si sa su chi. La farà gravare sui cittadini che accedono
all'interno della stazione balneare.
Non mi pare che questa sia un'operazione intelligente. Mi pare,
piuttosto, un tentativo maldestro per mettere una toppa ad una
falla su tutta questa normativa.
Una cosa, infatti, è rilevare le competenze della Capitaneria
di Porto - che non intende adempiere, in base ad una legge
nazionale - altra cosa è questo tentativo, poco concreto, sotto
il profilo tecnico-amministrativo.
Di conseguenza, la mia richiesta di soppressione dell'articolo
2, come di tutti gli articoli, ha questo fine.
Spero che i colleghi lo approfondiscano in modo efficace
perché, ieri, dall'intervento dell'onorevole Acierno - anche se,
forse, estremizzava - traspariva il tentativo che le nostre
stazioni balneari debbano diventare dei luna park, dei parchi
giochi notturni o di altro genere ludico.
E' chiaro che non è competenza del legislatore regionale
definire e classificare la gestione del demanio marittimo in
questi termini.
Si tratta di una competenza diversa, dobbiamo dare le linee
generali, mantenendo integro il concetto di spiaggia libera.
Nella misura in cui i Comuni, la Regione, hanno bisogno di
soldi, come attualmente avviene e come tutti sappiamo, è chiaro
che il tentativo di concedere più terreno possibile ad un prezzo
di mercato, tanto ci sono coloro che usufruiranno di questo
servizio, porta ad un grave danno, non solo per l'ambiente, ma
alla cattiva gestione, al tentativo che le nostre spiagge
diventeranno un bailamme.
Come ho detto ieri, nella nostra Regione, vi sono molte forme
di confusione: urbanistiche, sociale e, soprattutto, ambientale.
Onorevoli colleghi, sono contrario, quindi, a questo disegno di
legge perché è stato predisposto male, è stato portato avanti
con premura, con una certa esigenza soprattutto di carattere
finanziario, perché queste centinaia di milioni di introiti
calcolati fanno bene alle nostre magre casse regionali.
Mi pare che il tentativo sia solo questo e che non ci siano
altre ragioni per procedere con maggiore attenzione.
Non sono contrario al disegno di legge per principio ma, come
ho detto prima, perché è stato predisposto male, portato avanti
con una certa premura, solo per necessità di carattere
finanziario.
Come si dice spesso la gatta frettolosa fa i gattini ciechi e
mi pare che questo disegno di legge sia completamente cieco.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti 2.2 e 2.3 sono dichiarati
decaduti.
Comunico che l'emendamento 2.4 è superato dall'emendamento 2.4
bis a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 2.5. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Suddivisione zone costiere e determinazione canoni demaniali
1. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
con decreto dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente, di concerto con l'Assessore regionale per il turismo,
le comunicazioni e i trasporti, sono individuate le zone costiere
di alta, media e bassa valenza turistica del territorio della
Regione, in conformità alle previsioni di cui all'articolo 6 del
decreto ministeriale 5 agosto 1998, n. 342.
2. Nei successivi sessanta giorni, sono determinati nuovi
canoni demaniali marittimi con decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente di concerto con l'Assessore regionale per il bilancio
e le finanze.»
Comunico che, all'articolo 3, sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 3.1;
dall'onorevole Moschetto: 3.2;
dall'onorevole Spampinato: 3.3;
Si passa all'emendamento 3.1, lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro decaduto l'emendamento 3.2 per assenza dall'Aula del
firmatario. Si passa all'emendamento 3.3 dell'onorevole
Spampinato. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Signor Presidente, all'articolo 3 avevo presentato
degli emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime
1. Le attività e le opere consentite sul demanio marittimo, ai
sensi dell'art. 1 della presente legge, possono essere esercitate
e autorizzate solo in conformità alle previsioni di appositi
piani di utilizzo delle aree demaniali marittime, approvati
dall'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente su
proposta dei comuni costieri.
2. I comuni devono presentare la proposta di cui al comma 1
entro centottanta giorni dalla emanazione di un apposito decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente. Decorso
infruttuosamente tale termine l'Assessore può nominare un
commissario ad acta per provvedere in via sostitutiva.
3. In fase di prima applicazione e fino all'approvazione dei
piani di utilizzo di cui al presente articolo è consentito il
rilascio di nuove concessioni demaniali marittime con prevalenza
delle previsioni contenute nei piani di utilizzo successivamente
approvati.»
Comunico che all'articolo 4 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dall'onorevole Miccichè: 4.1;
MICCICHE' Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento
4.1.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, a termini di Regolamento, prima
ancora di mettere in votazione l'emendamento soppressivo
dell'articolo 3 e, successivamente, indirne la votazione nel
testo risultante, avrebbe dovuto darmi la parola per consentirmi
di illustrare l'emendamento a mia firma, considerato che ero
presente in Aula e che avevo espressamente chiesto di intervenire
per illustrare gli emendamenti di cui ero primo firmatario.
Ritengo che il suo atteggiamento sia una pura tattica
parlamentare; furbizie che lasciano il tempo che trovano.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, sono tenuto a darle la parola
se lei la chiede formalmente.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
preliminarmente per sottolineare ancora una volta che sono
contrario a tutti gli articoli del disegno di legge in
discussione, ancor di più all'articolo 4.
Ritengo che l'articolo 4 sia una delle perle di questo disegno
di legge soprattutto quando riporta: In fase di prima
applicazione e fino all'approvazione dei piani di utilizzo di
cui al presente articolo è consentito il rilascio di nuove
concessioni demaniali marittime con prevalenza delle previsioni
contenute nei piani di utilizzo successivamente approvati .
Chiunque di noi conosce i tempi della burocrazia dei comuni,
degli uffici tecnici comunali e la politica dei comuni, sa
benissimo che tanti di essi devono ancora redigere i piani
particolareggiati, i piani regolatori generali e, poiché questi
stessi non hanno i fondi necessari
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Gli uffici
tecnici hanno gli incarichi.
MICCICHE' Noi sappiamo altresì che sugli uffici tecnici
gravano numerose competenze, sono oberati di ben altro lavoro e
spesso i comuni danno in affidamento gli incarichi di
progettazione, alla fine si tratta di questo
Una programmazione concernente gli incarichi di progetto,
specialmente dei Piani, che bisognano di una programmazione e,
quindi, hanno bisogno di tempi e siccome questi saranno troppo
lunghi, nel contempo, l'Assessorato di competenza ne affiderà le
concessioni.
Poco fa, con una velocità estrema, è passato un emendamento,
a firma degli onorevoli Fleres ed altri, con il quale si
stabiliscono le proroghe, deroghe delle concessioni, fissiamo
addirittura la data. E' probabile che a questa data ci sia
qualcuno interessato Non è così, onorevole Fleres
Lei è stato talmente veloce, più veloce della luce, che non ha
dato il tempo di discutere l'emendamento 2.4 a sua firma.
La sua furbizia sta anche in questo, nel bypassare tutti,
nella disattenzione generale fare passare l'emendamento 2.4 con
il quale stabiliremo a chi dare la concessione o la deroga.
Siamo arrivati a questo punto Ci siamo trasformati in
consiglio comunale Non c'è niente di disonorevole nell'essere un
consiglio comunale, ma è una competenza dei consigli comunali,
dei sindaci, dell'amministrazione.
Noi dobbiamo fare un programma generale e dire che le spiagge
sono libere e invece non abbiamo la competenza di dirlo, ma
abbiamo la competenza di dire a chi dobbiamo dare le concessioni
attraverso questi piccoli trucchetti di emendamenti
La verità è questa Non perché sono contrario per principio, ma
il criterio è sbagliato.
Non mi affido al Commissario regionale per il controllo di
questi atti in quanto, probabilmente, vi passerà un colpo di
spugna, mi auguro di no, però è chiaro che vi sono delle enormità
incostituzionali
Abbiamo espropriato con apposite leggi, abbiamo detto che le
competenze sono dei comuni per delega, in base ad una legge
nazionale, la numero 142, recepita con la legge regionale numero
48, e noi invece andremmo a stabilire principi sulla scadenza,
sul termine, sulla data Non lo ritengo serio
Credo, per queste ragioni, che questo disegno di legge non
debba varcare la soglia dell'approvazione in questa Aula, non lo
considero giusto.
Per queste ragioni, ed entrando nella discussione
dell'articolo 4, all'emendamento soppressivo 4.1, chiedo ai
colleghi di votare contro in quanto, in sostanza, si sostituisce
nelle competenze che, in questo caso, non sono dell'Assemblea in
quanto vanno nello specifico e nel dettaglio e a noi non compete.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento soppressivo 4.1. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.2 a firma della Commissione e
dell'onorevole Raiti: Al comma 1 aggiungere dopo le parole
marittime che devono prevedere appositi spazi dove possano
accedere animali di affezione . Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per chiudere questa vicenda,
che era contenuta nell'emendamento 1.8, è il caso di leggere gli
emendamenti di riscrittura 1.8 e 1.9 perché completano le
materie contenute nell'emendamento dell'onorevole Raiti.
L'emendamento R1.8 e n. 1.9, recita: Aggiungere il seguente
comma le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate inoltre
tenendo conto, ove possibile, dei seguenti requisiti: gli
stabilimenti balneari devono prevedere uno spazio idoneo per
essere utilizzato dalle persone diversamente abili .
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo solo
precisare due cose, se mi consentite. Innanzitutto nella stesura
dell'emendamento R 1.8 e R 1.9 ove possibile mi pare eccessivo,
basta mettere le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate
tenendo conto dei seguenti requisiti.
Le parole ove possibile', indicano una discrezionalità, non
un obbligo, con ove possibile' sembra che vi sia la
possibilità di non addivenire a questa soluzione.
Poi è stato dimenticato l'altro punto che io ho previsto
nell'emendamento R 1.8 e che ritengo si possa inserire nel comma
4 insieme a quello degli animali da affezione.
Lì bisognerebbe aggiungere che nei piani di utilizzo delle
spiagge devono essere sempre garantite porzioni di spiaggia dove
sia possibile accedere alla libera fruizione, perché non vorrei
che nei piani di utilizzo predisposti dai comuni, tutte le
spiagge di pertinenza di un comune siano date in concessione e
quindi tutte siano a pagamento.
Io ritengo che nei piani di utilizzo debbano essere previste
anche delle spiagge libere dove tutti possano accedere e quindi
la parte di emendamento dell'R 1.8 l'aggiungerei pedissequamente
all'emendamento che integra il comma 4, riguardante appunto i
piani di utilizzo.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per sottolineare un
punto, secondo me l'emendamento R 1.8 è scritto male nel senso
che la frase ove possibile non deve essere scritta nel
cappelletto iniziale, cioè le concessioni di cui al comma 1
sono rilasciate inoltre tenendo conto ove possibile' da qua va
toltoe va inserito giù, cioè dove si dice gli stabilimenti
balneari devono prevedere, ove possibile, uno spazio per
diversamente abili , va qui l'ove possibile, non prima , perchè
se no sembra come dire che nella fretta abbiamo sbagliato
l'articolazione: Ripeto l'ove possibile va giù non è nel
rilascio delle concessioni.
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 4, in
precedenza accantonato. Onorevoli colleghi, poichè sul tema
degli animali da affezioni mi pare che siamo tutti d'accordo,
votando l'emendamento 4.2, potremmo chiudere l'articolo 4.
Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 1 e dell'emendamento 1.8.
L'opinione della Presidenza è che andrebbe scritto meglio, allora
poichè stiamo andando abbastanza bene, sia pure ciascuno con le
proprie posizioni e le proprie opinioni, lasciamolo ancora
accantonato, scriviamolo bene, perché altrimenti non ci
intendiamo.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, io sono d'accordo con lei, però
voglio sollevare problemi non solo di forma ma anche di merito.
Allora, la prima questione di merito è, come lei ed altri e lo
stesso Assessore avete notato, che ove possibile' deve essere
cassato dal punto in cui è sistemato in questo momento, ma non
mi sta bene nemmeno dove lo vuole collocare l'Assessore.
L'Assessore cosa dice, infatti: devono creare ove possibile gli
spazi per le persona diversamente abili , cioè ove possibile,
senza sforzo, se non è possibile, non si fa nulla. Devono
prevedere e basta, non ove possibile'.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. C'è un
problema di accesso ai siti, non tutti i siti sono accessibili.
ZAGO La seconda cosa, ma questo è implicito, è chiaro che
sulla scogliera non si può pensare di accedere, ma allora
specifichiamolo meglio. La cosa che manca del tutto, invece -
spero che sia una dimenticanza per via del tipo di formulazione,
è che qui il rilievo, su cui pare invece che poco fa ci fosse
convergenza delle spiagge libere, non è stato assolutamente
contemplato.
Cioè qui dobbiamo stabilire che nessun piano spiaggia può
destinare il demanio solo e totalmente alla fruizione degli
stabilimenti balneari. Io rivendico il diritto, per me e per
tutti gli altri che vorranno farlo, di andare in spiaggia,
piazzare l'ombrellone e non avere rapporti di dipendenza con
alcuno, con tutto il rispetto per gli stabilimenti balneari che,
come ho detto poco fa, svolgono anzi un servizio di ricezione, di
ristorazione, di tutto quello che sappiamo, ma deve essere
previsto questo paletto nella redazione dei piani-spiagge, deve
essere prevista la percentuale, almeno il cinquanta per cento di
demanio marittimo, per le spiagge libere.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche per
cercare di dare un pò di tono alla legge, vorrei fare una
proposta. Io ritengo che dobbiamo tenere presente qual è
l'oggetto della legge e quali sono le esigenze che dobbiamo
tutelare attraverso la normativa. Una delle esigenze è quella di
garantire la fruizione libera delle spiagge e quella di garantire
comunque la pulizia delle stesse spiagge libere durante tutto
l'anno.
Ora, considerato che forse è poco elegante immaginare di
regolamentare all'interno della legge anche l'onere per i
concessionari della pulizia delle spiagge, la proposta è quella
di fare un unico ordine del giorno che impegni il Governo a
prevedere una percentuali adeguata di spiagge libere e nello
stesso tempo gli oneri per coloro i quali hanno concessioni
limitrofe alle spiagge libere, anche eventualmente decurtando
altri oneri, al fine di garantire la pulizia delle stesse
Tradurre, quindi, tutto in un ordine del giorno che impegni il
Governo da una parte ad immaginare, in maniera determinata, una
percentuale di spiagge libere e dall'altra non inserendo nella
norma, nella legge, ma nello stesso ordine del giorno, l'impegno
per i concessionari limitrofi di garantire anche separatamente,
in maniera percentuale, la pulizia delle stesse spiagge libere
per tutto l'anno.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi sembra che la proposta
dell'onorevole Spampinato sia molto ragionevole, se il Governo è
d'accordo.
Onorevole Spampinato dovrebbe a questo punto formalizzare un
ordine del giorno o integrare quello già presentato.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. C'è un
ordine del giorno presentato a firma dei colleghi Spampinato e
Leanza, ritengo che possa essere integrato con questo limite
minimo di spiaggia da lasciare alla libera fruizione, come
proposto dall'onorevole Spampinato........
ODDO Una quota, poi si vede.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Si parlava
di un dieci per cento minimo da lasciare alla libera fruizione
rispetto all'entità della spiaggia, però possiamo mettere una
quota così non individuiamo un numero, meglio ancora.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, è stato giustamente introdotto
dal legislatore un nuovo strumento di pianificazione, da quando
si è dato vita alla riscoperta del rapporto col mare e con le
spiagge il legislatore ha ritenuto che le spiagge debbano essere
pianificate come qualsiasi porzione del territorio, questo è il
concetto. Nella pianificazione delle spiagge la competenza è data
ai comuni, i comuni debbono predisporre un piano di utilizzo
delle spiagge, non debbono predisporre un piano di utilizzo dei
lidi, esclusivamente dei lidi. Le spiagge debbono contenere nel
piano possibilmente lidi, possibilmente attrezzature pubbliche,
giochi per i bambini, spazi dove mettere i cani, tutto quello che
deve essere previsto.
Per cui, quando qui si dice che una quota deve essere prevista
come spazio almeno nella misura del 50 per cento o del 10 per
cento o del 5 per cento, noi dobbiamo determinarci sulla base
dell'orientamento dei piani dei comuni. Possiamo dare delle
prescrizioni, dei suggerimenti, delle indicazioni. Nell'ambito
delle indicazioni noi possiamo dire che le spiagge che devono
essere utilizzate per concessioni non devono superare il 50 per
cento dell'area complessiva.
Lo dobbiamo fare con legge, non con un ordine del giorno
perché la parte rimanente del 50per cento viene pianificata dai
comuni; per cui i comuni, fino al 50 per cento devono prevedere
concessioni in quelle aree, per le parti rimanenti le possono
pianificare secondo le esigenze dei comuni stessi, secondo le
esigenze della pubblica utilità.
Questo è il principio che deve informare in qualche modo la
legge. Per cui, signor Presidente, io eviterei tutti questi
emendamenti che sono stati presentati, chiederei al Governo di
predisporre all'articolo 4 un comma aggiuntivo in cui si dice
che le concessioni demaniali, nella formazione dei piani di
utilizzo delle spiagge, non devono superare il 50 per cento
dell'intera area', perchè, prevedendo il 50 per cento delle
concessioni demaniali e le parti rimanenti per altro utilizzo,
tra cui anche la possibilità di fruire dell'accesso libero alla
spiaggia o altro, se il comune vuol fare nella spiaggia un
gioco per i bambini, lo può fare, il comune si attrezza come
vuole, qualsiasi comune, sulla base di quello che deciderà di
fare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il problema è di natura
tecnica. Abbiamo già votato l'articolo 4, per cui noi possiamo
o inglobare tutta questa materia nell'emendamento 1.8 riscritto,
oppure prevedere un articolo 4 bis.
Poichè, come dicevo, la materia è molto delicata da questo
punto di vista e per quello che ho sentito, piuttosto che
affrettarci a scrivere una norma che potrebbe forse non essere
scritta bene per la fretta, la mia proposta è questa: chiudiamo
l'articolo 1, consideriamo tutta la materia contenuta
all'emendamento 1.8 un articolo aggiuntivo, lo scriviamo bene e
andiamo avanti con gli altri articoli.
Così fino alla fine della seduta abbiamo il tempo per scrivere
questo articolo aggiuntivo in maniera che tenga conto delle cose,
devo dire complessivamente estremamente corrette e condivisibili,
che ciascuno ha manifestato nel corso del dibattito.
Gli onorevoli Formica e Arcidiacono rinunciano a parlare.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, non voglio incentrare la mia
discussione su una questione di carattere personale. Pochi
minuti fa, per l'ennesima volta, ho fatto rilevare la
contraddizione dell'articolo 4, specialmente al comma 3. Mi pare
che la discussione che si è innescata successivamente al mio
intervento, che faceva riferimento ad altri ragionamenti, sia un
pò tardiva, tranne che quando si capisce che quello che si è
votato no' serve. Ma già il danno è stato fatto
E' un danno non superabile, tranne che possiamo dire abbiamo
scherzato' e le votazioni che abbiamo fatto non hanno alcun
valore. Non mi pare che questo si possa fare, ne tanto meno,
signor Presidente, lei può avallare una cosa del genere. Per
cui, visto che il danno è stato fatto, non si può superare in
brevissimo tempo con un accantonamento di pochi minuti. Qui è da
rivedere un poco tutto.
Io non lo so se con l'articolo 125 sia possibile sistemare la
cosa, non so se tecnicamente, qualcuno potrebbe dare maggiori
delucidazioni in merito, ma è chiaro che le osservazioni che
avevo fatto, per quanto riguarda gli articoli 1, 2, 3 e 4, ora
si stanno mettendo in luce.
Poco fa dicevo che la gatta frettolosa fa i gattini ciechi',
per cui non credo sia facilmente superabile questo ostacolo con
una aggiustatina' a posteriori con un articolo aggiuntivo ad
un articolo non ancora approvato che fa riferimento e che
rettifica quello già approvato.
Non mi pare possibile, signor Presidente; si è acclarato,
infatti, da diversi interventi, anche da parte di deputati della
maggioranza, anche testé dall'Assessore al ramo competente,
dall'Assessore Cascio, che si può fare un'approvazione di un
ordine del giorno che prevede determinate procedure relative
all'argomento in oggetto.
E' chiaro che a noi non interessa l'ordine del giorno,
Assessore Cascio, perché l'ordine del giorno lascia il tempo che
trova. Il legislatore fa le leggi e poi ci sono coloro che le
devono osservare, mica possono osservare un ordine del giorno,
ma, se la legge è una schifezza- come io ho avuto modo di dire
perché le cose si fanno con una certa approssimazione - è chiaro
che oggi ci troviamo in grosse difficoltà, tranne che a voi non
interessi completamente e andate avanti a testa bassa .
Però è chiaro che le contraddizioni sono queste e sono
veramente mastodontiche. Non so fino a che punto possano essere
superate.
Signor Presidente, non credo di avere sentito male, lei ha
detto - ed è scritto pure a verbale - che non si può tornare
indietro, perché l'articolo 4, specialmente il comma 3, è stato
approvato. Come la mettiamo? Io pochi minuti fa, nell' intervento
precedente a questo, l'avevo detto, voi avete continuato ad
andare avanti perché vi interessava finire in fretta e furia, ed
ecco, queste sono le conclusioni.
Io non trovo una soluzione tecnica per aggiustare una cosa che
fa veramente acqua da tutte le parti. Qui bisogna sospendere la
seduta, convocare la Commissione e rivedere tutto.
D'altronde non è la prima volta, che ritorna un disegno legge
in Commissione. E' successo con altri disegni di legge.
Ricordo il disegno di legge sul voto per l'elezione di comuni
che devono andare alle urne nel prossimo anno, è stata rimandato
in Commissione nonostante l'approvazione di un articolo o di un
emendamento. E mi pare che ci sia stato uno scontro fortissimo
da parte della maggioranza nei confronti di questo disegno di
legge dalla stessa presentato.
Non mi pare che se succede per questo, se si torna indietro e
si rivede tutta la materia, sia la fine del mondo Anche perché
tutte queste aggiustatine che si vogliono fare non mi sembrano
tipo quella di invitare i concessionari a pulire le spiagge
libere. Ma che facciamo scherziamo? E' incostituzionale
In quale norma di legge abbiamo visto che si dà affidamento ad
un concessionario di andare a pulire le strade altrui? Non
facciamo ridere il mondo, perché di questo si tratta . La verità
è che si scrivono queste cose che non hanno senso e non si vuole
scrivere che una parte delle nostre spiagge devono rimanere
libere, perché di questo si tratta, devono rimanere libere e lo
dobbiamo scrivere.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. L'abbiamo
scritto.
MICCICHE' E se lo scriviamo oggi ci troviamo in
contraddizione con l'articolo 4, che parla dei piani, perché
non siamo noi ad approvarli. Quindi, come ci mettiamo di fronte
ad un articolo che abbiamo approvato? Se noi dobbiamo stabilire
per legge che le spiagge devono rimanere libere, una buona parte,
mi pare difficile che dobbiamo stabilire noi la percentuale; io
sarei di estenderla ma è chiaro che attualmente ci sono le
stazioni balneari e ne dobbiamo tenere conto, purtroppo. Però,
siccome lo spirito di questo disegno di legge in Aula ha tutto un
altro obiettivo, ha l'obiettivo di privatizzare, di darle in
concessione, far diventare Gardland, Disneyland le nostre
spiagge, questo si vuole, per incassare quattro soldi di
concessione, altro che posti di lavoro Perché dando noi la
possibilità di realizzare delle strutture anche compatibili con
l'ambiente, senza dare in concessioni, ma i comuni non possono
stabilire di fare una stazione balneare? I comuni non possono
stabilire di utilizzare le spiagge a fini sociali, per renderle
pubbliche e dare lavoro, senza l'assillo della concessione
privata e privatistica?. No, non è possibile ciò perché tutto si
deve privatizzare attraverso questa forma della concessione.
Le concessioni sono sempre esistite, ci mancherebbe altro, non
voglio dire che bisogna bandirle dalla nostra Costituzione. Le
iniziative private bisogna foraggiarle, aiutarle, ma qui non si
tratta di questo. Qui si sta facendo una confusione.
Dobbiamo seguire le vecchie norme che provengono addirittura
dal periodo borbonico, perché di questo si tratta, tutte le norme
della concessione del demanio marittimo risalgono addirittura al
periodo borbonico, fine Settecento, inizi Ottocento, dopo l'Unità
d'Italia sono state riprese con delle leggi successive, poi
aggiustate nel corso del secolo scorso ed oggi noi le stiamo
completamente stravolgendo, stiamo cambiando lo spirito della
concessione, privatizzando fino all'estremità le spiagge libere.
Oggi ho fatto una nota stampa sul giornale Sala d'Ercole in
cui faccio riferimento ad alcuni deputati che probabilmente sono
ispiratori del comico Albanese. Ho capito chi dà questi passaggi
al comico. Il personaggio di Albanese, quel soggetto che in
questi giorni appare sulle nostre televisioni, che parla delle
spiagge che vengono privatizzate. Io pensavo che fosse una
caricatura e invece sta diventando una realtà e questo disegno di
legge purtroppo lo sta imitando .
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, abbiamo trovato
sostanzialmente un'ipotesi che viene incontro alla proposta che
aveva formulato la Presidenza.
Chiudiamo con il voto finale l'articolo 1 e con l'emendamento
che è stato riscritto dalla Commissione e che tiene conto dei
contenuti del vecchio emendamento 1.8, dopodiché andiamo avanti
con gli altri articoli.
Per consentire la formulazione di un emendamento, si procede
con l'articolo 5.
Ne do lettura:
«Art. 5
Accordi con il Corpo delle capitanerie di porto
1. Nelle more della predisposizione di una legge
organica che disciplini l'esercizio delle funzioni
relative alla gestione diretta dei beni del demanio
marittimo, prevista dall'articolo 6, comma 7, della
legge 8 luglio 2003, n.. 172, l'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente per le attività
istruttorie e di vigilanza, può stipulare appositi
accordi o intese con il Corpo delle capitanerie di
porto appositamente autorizzato dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 5.1, 5.2 e 5.3;
-dal Governo: 5.4.
Pongo in votazione l'emendamento 5.1.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.2.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 5.3..
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.4 del Governo, interamente
sostitutivo dell'articolo 5.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
riscrittura dell'articolo 5 modifica sostanzialmente
l'impostazione politica rispetto a questo tema perché il Governo
nell'originario disegno di legge immaginava, nelle more della
predisposizione di una legge organica, per poter passare le
funzioni esercitate dalla Capitaneria di Porto alla Regione,
immaginava la possibilità di fare delle convenzioni con le
Capitanerie di Porto.
Ieri nella discussione generale avevamo auspicato che
effettivamente queste more fossero brevi e che si arrivasse,
attraverso appunto un organico disegno di legge, ad
un'organizzazione diretta di questo tema da parte della Regione.
Oggi, modificando questa impostazione - si dice nel primo
comma che adesso vengono istituiti gli uffici periferici del
demanio marittimo regionale - credo che andrebbe specificato che
le competenze di questi istituendi uffici periferici siano
complessivamente quelle degli stessi uffici su base regionale.
Ma si mantiene comunque nel comma 2 la possibilità di stipulare
lo stesso accordi e convenzioni con le Capitanerie di Porto.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. I compiti di
polizia che possiamo svolgere.
SPAMPINATO Uno dei principi in diritto amministrativo, che
dovrebbe vigere anche nell'attività legislativa, è quello per
cui electa una via non datur recursus ad alteram , scelta una
via, non è ammesso il ricorso ad un'altra.
Decidiamoci, o ci assumiamo la diretta responsabilità di
esercitare queste funzioni, ovvero immaginiamo per un tempo
breve la possibilità di istituire convenzioni con le Capitanerie
di Porto.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Spampinato, questo emendamento numerato 5.4 è esattamente la
riscrittura dell'articolo 5, già approvato in commissione
Bilancio, con l'aggiunta degli uffici periferici
dell'Amministrazione del demanio marittimo . Non c'è nient'altro.
Abbiamo costituito i servizi periferici del dipartimento. Avevamo
bisogno di un passaggio legislativo che formalizzasse, in una
legge, la possibilità di prevedere gli uffici periferici del
demanio marittimo. E' questa l'unica differenza, non c'è
nient'altro.
SPAMPINATO Non contesto la scelta. Sto dicendo che è una
scelta diversa rispetto a quella originaria.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Se lei
rilegge questo articolo non c'è alcuna modifica. Sulla scelta
politica non possiamo tornare indietro, per una semplice ragione:
lo Stato le competenze ce le ha trasferite. Noi stiamo scegliendo
di normare tutto il comparto, e questa è una scelta credo
responsabile. Ma da qua a parlare di modifica dell'orientamento
politico ce ne corre. Basta leggersi l'articolo 5, così come
approvato dalla Commissione, e l'emendamento 5.4 e vedrà che
sono assolutamente identici, cambia soltanto quando recita sono
istituiti gli uffici periferici del demanio marittimo regionale
e basta. La invito a rileggerseli.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.4. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
voto contro, nonostante questi aggiustamenti che non hanno alcun
valore da un punto di vista di miglioramento né dell'articolo né
della legge nel suo complesso.
Tant'è che non mi appassionano né tanto meno gli emendamenti
portati da alcuni miei colleghi dell'opposizione, perché questo
disegno di legge non è da approvare. Non ha i requisiti di una
legge che possa amministrare decentemente il territorio
marittimo.
Questo disegno di legge ha un solo scopo: fare quattrini e
fregarsene della distruzione delle nostre spiagge, nonostante
qualcuno metta un dato del 50 per cento della fruizione pubblica,
perché non si tratta di percentuali che possono essere minori o
maggiori, il problema è la qualità della spiaggia libera, della
gestione, di tutta una serie di servizi che questa legge non
garantisce, tranne qualche pensata dell'Assessore di cui abbiamo
testè sentito, addirittura di costituire baracconi, dei
carrozzoni di tipo amministrativo, come l'ultimo emendamento 5.4
che è stato votato poco fa. Quindi, nonostante questi
aggiustamenti non mi pare che la cosa sia migliorata, anzi è
rimasta tale e quale: negativa. Pertanto, il mio voto è
contrario, senza preoccupazione di sorta. Sugli altri emendamenti
soppressivi interverrò successivamente.
PRESIDENTE L'articolo 5 non è necessario che venga votato
perché il voto sull'emendamento 5.4 è stato già espresso,
trattandosi di emendendamento interamente sostitutivo
dell'articolo 5.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 4.2
bis: I comuni nella redazione dei piani di spiaggia devono
prevedere una quota non inferiore al 50% dell'intero litorale di
pertinenza da destinare alla fruizione pubblica .
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazioni voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Onorevoli colleghi ed anche amici dell'opposizione,
a voi che siete firmatari di questo emendamento dico che esso
non fa giustizia perché fissare i termini del 50 per cento non è
competenza nostra; noi dobbiamo fissare il principio che le
spiagge devono essere libere e dare le indicazioni ai comuni per
garantire la libertà delle spiagge libere.
Infatti, se noi fissiamo una quota del 50 per cento, i comuni,
a torto o a ragione, dovranno, per forza di cose, regolarsi sul
restante 50 per darlo in concessione; allora, saranno disposti a
dare in concessione magari terreni che non dovrebbero essere dati
in concessione perché in determinati territori vi sono spiagge
che non dovrebbero essere date in concessione per motivi di
opportunità, di tutela ambientale.
Magari diamo pure la concessione a terzi in un area dove non è
possibile piantare neanche un alberello perché è un'area
protetta? E di queste aree protette nella costa marina della
nostra Regione ve ne sono abbastanza e noi non possiamo
determinare questo, perché cadremmo in contraddizione.
Queste sono competenze esclusive degli organi comunali. Noi
dobbiamo salvare il principio, dobbiamo dettare il principio;
il principio è che le spiagge, l'occupazione, non devono
prevalere su quelle libere a prescindere. Faccio un esempio: come
è possibile stabilire il 50 per cento? Quanti sono i chilometri
delle nostre coste siciliane? Facendo un calcolo saranno 500
chilometri e li possiamo dare a creare questo bailamme di
strutture obbrobriose e deturpanti. Il 50 per cento lo
conserviamo In base a quale criterio
E' un criterio che poi stabilisce il comune attraverso i piani
zona per zona? Ebbene, poiché i comuni hanno sempre questo 50 per
cento, come si regolano? Ci sono comuni che non possono
assolutamente manovrare alcun tipo di indicazione perché devono
rispettare il 50 per cento di concessione e il 50 di spiaggia
libera e questo noi non lo possiamo fare, quindi è una
contraddizione di fondo.
Ragioniamo su queste cose perché il disegno di legge non ha
ragione di esistere nei modi in cui è stato impiantato. Quindi,
non sono contrario per principio ma per una ragione logica: noi
dobbiamo dettare ben altro, dobbiamo essere ad un livello
superiore dal punto di vista programmatico e non fare, come si
dice in siciliano, bottega , perché di questo si tratta.
PRESIDENTE Il Governo ha chiesto di soprassedere su questo
emendamento perché intende riformularlo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi mi rivolgo
direttamente all'Assessore ed al Presidente della Commissione, il
collega onorevole Beninati, anche per la competenza specifica.
Nella formazione degli strumenti urbanistici generali, quando
lei è chiamato a formare uno strumento urbanistico generale, è
ispirato da una norma che detta prescrizioni normative precise un
decreto ministeriale che stabilisce quante delle aree vengono, di
fatto, destinate a pubblica utilità.
Se non ricordo male c'è un rapporto che dovrebbe essere non
meno di 18 metri quadrati per 100 metri cubi, a seconda delle
zone territoriali omogenee: A, B e C della formazione del piano
regolatore.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Il
parametro è 24 metri quadrati per 100 metri cubi.
SPEZIALE Dobbiamo applicare lo stesso criterio ispiratore dei
piani particolareggiati, siccome stiamo parlando di uno strumento
di pianificazione, dobbiamo applicarlo alle spiagge. Ovviamente,
quando intendiamo il piano delle spiagge intendiamo il piano di
tutto, non solo intendendo la spiaggia fruibile, ma la costa di
competenza dei singoli Comuni. Pertanto, posso assicurarle che
anche il Comune di Taormina che è il Comune a più alta intensità
di lidi sulla costa, se ci fate caso, Taormina la conosciamo
tutti, e vedete la pertinenza dopo Giardini Naxos che va fino a
Letojanni, lì il 50% non è occupato da lidi, è molto meno del
50%.
Quindi, la preoccupazione che viene espressa è infondata, per
cui ritengo che questa norma possa essere lasciata così com'è.
E' una norma di pianificazione che dà una direttiva precisa ai
Comuni. I Comuni si attrezzino a predisporre immediatamente il
piano delle spiagge sulla base di questa indicazione che non può
essere inferiore al 50%. Perché se dovessimo applicare il
criterio che ho indicato prima che riguarda la formulazione dei
piani regolatori, cioè il decreto ministeriale che è quello con
il quale lei, onorevole Assessore fa i conti, dovremmo prevedere
un'area molto più ampia rispetto al 50%, forse dovremmo andare
ben al di là dei 2/3. Ci siamo fermati al 50% e penso che sia
un'ipotesi abbastanza realistica che dà la possibilità di
procedere alla formazione del piano dell'utilizzo delle spiagge
ai Comuni anche in modo elastico, sia per chi avrà le concessioni
sia per le aree libere.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente
questo emendamento ha un forte impatto mediatico. Devo dire che,
leggendo lo stesso, ho avuto grandi perplessità perché a lume di
naso questa percentuale sembrerebbe eccessiva.
Le preoccupazioni credo che siano proprio quelle, onorevole
Speziale, che questo limite possa intaccare già l'esistente,
ovvero concessioni già esistenti per cui eventualmente riducendo
lo spazio fruibile dei Comuni al 50% delle concessioni già
rilasciate dovrebbero essere revocate.
Probabilmente, si potrebbe inserire in questa previsione
normativa la norma di salvaguardia che fa salve le concessioni
già esistenti. Laddove ci fosse in effetti una saturazione per
cui il 50% è eccessivo
PRESIDENTE Mi pare anche in questo caso estremamente saggia
la sua proposta. Vorrei che la Commissione mi facesse avere il
subemendamento che potrebbe essere scritto in questo modo: alla
fine aggiungere fatte salve le concessioni in atto vigenti
Pongo in votazione l'emendamento 4.2 bis. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Determinazione diritti fissi
1. L'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, con
proprio decreto, istituisce e determina la misura dei diritti
fissi per le attività di istituto che l'Assessorato regionale per
il territorio e l'ambiente espleta per la gestione del demanio
marittimo regionale.
2. Le relative somme sono versate in entrata in apposito
capitolo del bilancio regionale e con successivo provvedimento
dell'Assessorato regionale per il bilancio e le finanze sono
impartite le disposizioni e le modalità per il versamento delle
stesse».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Micciché e
Morinello l'emendamento 6.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7
Proroga del termine di cui all'art. 6 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17
1. Il termine di cui all'articolo 6, comma 12, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, come modificata dall'articolo
18, comma 1, lettera b) della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
è prorogato al 31 dicembre 2006».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Micciché e
Morinello l'emendamento 7.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe e Maurici l'emendamento A7.
Lo pongo in votazione
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione
l'emendamento 4 bis ed il subemendamento 4 bis.1.
Pongo in votazione l'emendamento 4 bis.1.
Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4 bis, come modificato. Il
parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
1.8 1.9 bis.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.8 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Norma finanziaria
1. Per le finalità di cui all'articolo 5 è autorizzata
per l'esercizio finanziario 2005 la spesa di 282
migliaia di euro, cui si fa fronte per 30 migliaia di
euro con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
11.2.1.1.2, capitolo 442514, per 220 migliaia di euro
con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 11.2.1.3.1,
capitolo 442515 e per 32 migliaia di euro con parte
delle disponibilità dell'U.P.B. 11.2.2.6.1, capitolo
842002.
2. Gli oneri ricadenti negli esercizi finanziari 2006-
2007, quantificati in 1.000 migliaia di euro per
ciascun anno, trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo
215704, accantonamento 1001.
3. Per gli esercizi finanziari successivi, gli oneri
di cui al comma 1 sono quantificati ai sensi dell'art.
3, lettera g), della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10 e successive modifiche e integrazioni».
-dal Governo: 8.1;
-dall'onorevole Turano: A1;
-dall'onorevole Miccichè e Morinello: A2;
-dall'onorevole Moschetto: A3;
-dall'onorevole Dina: A4;
-dall'onorevole Formica: A5, A6;
-dalla Commissione: A8, A9; A10
ZAGO Chiedo di parlare sull'emendamento 8.1.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non conosco i
contenuti dell'emendamento 8.1, però mi permetto di sottolineare
che con la votazione dell'articolo 8 si conclude l'iter di
approvazione in Aula del disegno di legge numero 988/A. E'
implicito che gli emendamenti aggiuntivi che adesso seguono sono
materia estranea rispetto a quella del disegno di legge.
Ritengo che il senso di responsabilità dell'opposizione che
rimane in Aula e partecipa come è giusto che sia, deve essere
scambiato per qualche altra cosa: la legge finisce con l'articolo
8 e con la norma finale contenuta nell'articolo 9, gli
emendamenti aggiuntivi possono essere veicolati in altri disegni
di legge specifici.
SPEZIALE E' scontato che il Presidente dichiarerà
improponibili emendamenti articoli aggiuntivi estranei alla
materia.
ZAGO Questo lo dico per evitare di intervenire su ogni
emendamento articolo aggiuntivo motivando le posizioni.
Quindi, confido nella serena valutazione di questi emendamenti
da parte della Presidenza e sono certo che non andremo a forzare
la mano sulle materie diverse dal testo che abbiamo oramai
chiuso.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.1.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per poter prendere
visione degli emendamenti aggiuntivi.
(La seduta sospesa alle ore 21.45, è ripresa alle ore 21.47)
La seduta è ripresa.
Si passa agli emendamenti aggiuntivi.
Onorevole Formica, avrei bisogno di un chiarimento
sull'emendamento A5.
Gli unici due emendamenti proponibili sono l'A1 e A9. Può darsi
che lo sia anche l'A5 ma ho bisogno che sia illustrato da lei. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Formica.
FORMICA Signor Presidente, si tratta di porre rimedio ad una
dimenticanza occorsa in occasione dell'approvazione della legge
richiamata, la quale norma vigente, prevede che in questi
strumenti gli insediamenti dei privati siano autorizzati in
deroga e non quelli pubblici. Caso mai, doveva essere il
contrario. Altrimenti, non si può neanche realizzare
l'iniziativa.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Formica. Onorevoli colleghi,
sostanzialmente l'emendamento A1 consente anche alle costruzioni
realizzate sul demanio di utilizzare le deroghe già previste
dall'articolo 20 della legge numero 4 del 2003, per cui è
attinente.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, noi abbiamo permesso che si
facesse la legge, siamo rimasti in Aula, dove sono presenti
pochissimi parlamentari, abbiamo cercato di formulare assieme a
lei, al Governo ed alla Commissione un testo, c'era stato
presentato questo testo come urgente, perché era materia che era
passata dallo Stato alla Regione e andava regolamentata
immediatamente, con carattere d'urgenza.
Noi abbiamo, in qualche modo, avallato questo tipo di scelta,
tuttavia, signor Presidente, non può essere l'occasione perché si
introducano, di volta in volta, con norme aggiuntive, modifiche
sostanziali che attengono a norme urbanistiche, a materia
estranea alla vicenda demaniale, perché, quando lei fa
riferimento all'emendamento Turano - il collega fra l'altro è
assente - o anche gli altri emendamenti fanno riferimento
specifico a norme di carattere urbanistico che non c'entrano
niente con la legge di stasera che è legge che riguarda le
competenze del demanio della Regione in virtù dei trasferimenti
che lo Stato ha fatto dei poteri che lo Stato ha attribuito alla
Regione siciliana.
Per cui, signor Presidente, anch'io convengo con l'orientamento
del collega Zago, noi abbiamo approvato la legge, siamo
all'articolo 8, abbiamo approvato l'articolo 8 per la copertura
finanziaria alla legge; sarei dell'avviso che tutta quest'altra
materia che riguarda materia urbanistica, venga esaminata in sede
diversa, si formuli un testo di modifiche delle norme
urbanistiche, si porti in Aula e discutiamo di modifiche di
norme urbanistiche.
Non veicoliamo, attraverso il testo sul demanio altre norme
perché la norma del collega Formica, per esempio, che riguarda la
legge numero 30, la modifica, la possibilità di intervenire in
area demaniale, sono tutte norme sul merito delle quali posso
anche essere d'accordo e non mi sto esprimendo nel merito, ma
dico che sono estranee in questo momento al testo, per cui,
signor Presidente, chiederei di chiudere la legge con l'articolo
8 e di non dare corso con gli emendamenti aggiuntivi.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
Speziale è pertinente e personalmente, io per primo, il più delle
volte condivido di evitare che si facciano degli strappi alle
regole. Però, signor Presidente, ne parlo perché il 27 novembre
noi voteremo nella città di Messina e le devo dire che quel
giorno noi stavamo facendo una legge che riguardava, se lei si
ricorda, onorevole Fleres, il trasporto gratuito delle forze
dell'ordine negli autobus.
Devo dire che in quella legge non c'entrava niente
quell'articolo che è stato approvato da quest'Aula.
Fermo restando che le cause si possono vincere o si possono
perdere, devo dire che personalmente rinunzierò certamente a due
degli emendamenti perché li avevo presentati non perché ero
coerente, ma certamente perché erano stati inseriti erroneamente.
Ma l'emendamento A.9, è forse l'unico emendamento che procura
entrate, ciò nonostante le valutazioni sono tutte possibili, si
può fare, non si può fare, anche la commissione sarà ligia a
quanto si era anche detto cioè che erano tutti emendamenti non
fuori tema, non aveva la competenza la commissione su molti di
questi emendamenti e, quindi, la commissione avrebbe già aperto
questa discussione.
Ma certamente, se c'era un emendamento o un altro di qualche
collega che fosse pertinente, la Commissione, io in questa
Commissione ho preso la parola ed avevo chiesto l'improponibilità
di quell'emendamento e fu dichiarato proponibile e fu fatta
legge, su una materia che non c'entrava assolutamente nulla con
la commissione. Qui, quantomeno, un aggancio al riferimento della
commissione su qualche emendamento c'è. Ciononostante, io quindi
mi fermo, perché non penso di dovere aggiungere altro, ma
certamente non credo che su un emendamento in particolare che
oltretutto procura entrate per la Regione, visto che noi
facciamo sempre leggi per spendere, io non lo so. E' un
emendamento che, comunque, non ho remore a dirlo, noi abbiamo
tempo fa fatto una norma che riguardava la regolarizzazione di
cambi di destinazione d'uso - sottotetti, seminterrati e via
dicendo - so che questa norma, mi risulta, ha procurato diverse
entrate per la Regione; abbiamo semplicemente detto che il
termine che si riferiva a tutti quegli immobili realizzati, a
quelle realizzazioni di opere alla data del 31 dicembre 2003,
viene prorogato al 28, quando sarà pubblicata, la legge di cui
stiamo parlando; semplicemente questo. Lascio all'Aula la
valutazione, non ho altro da dire.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, credo che la spiegazione
formulata dall'onorevole Beninati sia utile anche ai fini di un
ripensamento da parte dell' onorevole Speziale, perché determina
tra l'altro entrate e c'è il parere favorevole della Commissione
Bilancio. Io, in questa fase, mi limiterei a questo, se non ci
sono osservazioni.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHÈ Signor Presidente, mi consenta un attimo prima di
entrare nel merito della questione relativa alle norme che lei
ha ritenuto improponibili prima dell'articolo 8 è stato approvato
l'articolo 1, quello relativo al 50 per cento. C'è un errore, io
l'ho votato, però leggendola non parla di spiagge, parla di
litorale, quindi ciò che è stato fatto uscire dalla finestra è
entrato dalla porta, in sostanza tra litorale e spiaggia c'è una
grande differenza.
Litorali sono i dirupi, sono le coste inaccessibili, le spiagge
sono le spiagge, quindi mi pare che lo spirito dell'emendamento,
da parte dei miei colleghi che hanno presentato questo
emendamento, parlava di spiagge e non di litorali, quindi ai
sensi dell'articolo 117, mi pare, se non sbaglio, signor
Presidente, quello della rettifica, il litorale dovrebbe essere
trasformato in spiagge, non credo che questa sia una cosa di poco
conto, spero che sia un svista, ma qualora questo termine tra
litorale e spiaggia è stato scritto appositamente, la dice lunga
su come si vuole legiferare in quest'Assemblea.
Spero, quindi, che, signor Presidente, dopo il mio intervento
su questo argomento lei lo riprenda e lo faccia proprio ai sensi
della norma di rettifica di un mero errore di trascrizione
materiale, lo possa votare o degradare qui stesso.
Per quanto riguarda le norme degli emendamenti aggiuntivi che
lei ha ritenuto, io non entro nel merito, però in linea generale
debbo dire che il mio emendamento A2 relativo al corpo forestale
dello Stato non è un argomento non in tema con l'argomento che
stiamo trattando, c'entra eccome c'entra. Noi sappiamo fare
benissimo la distinzione tra demanio marittimo, spiaggia, costa,
però ci dimentichiamo che nella nostra Regione, fortunatamente,
molte delle riserve naturali, controllate, gestite, dal Corpo
regionale dello Stato e della Regione, c'è una pertinenza diretta
e, quindi, sono interamente controllati e tutelati dal Corpo
della forestale. Non mi pare che sia una scoperta in quanto c'è
un apposito Assessorato, quello dell'Agricoltura e delle
Foreste, che guida questo Corpo. Può sembrare peregrino, ma è
così.
Io vorrei capire, per quanto riguarda le nostre riserve che
sono confinanti o ricadono in aree marittime, se la competenza
non è del Corpo forestale di chi dovrebbe essere. Questo
emendamento non è una mia invenzione, ma è un emendamento che è
stato votato nella precedente legge finanziaria e che per un
errore di copertura finanziaria è stato bocciato dal Commissario
dello Stato. Tuttavia, in questo disegno di legge tale
emendamento - a mio avviso - è pertinente, in quanto ci
potrebbe essere una attinenza diretta con la gestione di quelle
aree boschive che ricadono in aree marittime.
Per quanto riguarda lo specifico, l'emendamento precedente, il
5.3, purtroppo non è stato approvato e non ho avuto il tempo di
chiedere la parola in quanto lei, signor Presidente, non me ne
ha data il tempo. Questo emendamento è attinente perchè entro il
7 novembre p.v. scadono i termini entro cui il personale del
Corpo forestale dello Stato può transitare alla Regione per le
competenze esclusive di tutela ambientale. Se non è tutela
ambientale la gestione, il controllo delle aree boschive
ricadenti nelle aree marittime, ditemi voi quale dovrebbe essere
la competenza e l'attinenza
Quindi, questa dovrebbe essere materia attinente perchè
l'Assessorato regionale del territorio per controllare, per
gestire le aree di tutela di pertinenza dell'Assessorato stesso
si avvale del Corpo forestale. Considerato che per tutelare un
patrimonio demaniale, come le riserve naturali che ricadono sulle
aree marittime, ci si affida al Corpo forestale, poichè stiamo
trattando una materia in cui ricade anche l'argomento relativo
alla tutela del demanio marittimo, perchè il demanio marittimo
non sono solo le spiagge che devono essere date in concessione,
oppure presunte spiagge libere, sono anche demanio marittimo le
spiagge dove ricadono patrimonio boschivo e di tutela dei parchi
di riserva naturale, ritengo che la gestione e la tutela di tale
patrimonio possa essere affidata al Corpo forestale. Dunque, mi
pare che abbia attinenza.
Signor Presidente, poc'anzi ha dichiarato improponibile
l'emendamento 4.2, a mia firma, riguardante il transito in base
ad una norma che è stata approvata nella precedente finanziaria.
Signor Presidente, ho l'impressione che lei non abbia letto
attentamente il mio emendamento; non si tratta di una mia
invenzione, ma è un emendamento che avete fatto voi, la vostra
maggioranza, il vostro Governo Se lei dice che non è
pertinente, che non è attinente, le posso dire che non è vero. E'
attinente Non si vuole dare ragione alle cose giuste perchè non
interessano
Il Corpo forestale dello Stato attualmente svolge le funzioni
di controllo, di tutela ambientale, di tutela marina. Nella
provincia di Agrigento, nella riserva naturale di Torre Salsa o
del Simeto, sono le guardie forestali che tutelano e controllano
la salvaguardia di questo patrimonio boschivo che si trova
all'interno dell'aerea marittima.
Onorevole Beninati, io ho presentato questo emendamento in
Commissione e lei lo ha bocciato dicendo ieri che questo mio
emendamento riguardava il problema del personale che svolge
mansioni diverse da quelle di cui qui stiamo parlando. Io le
ribadisco che svolge mansioni di tutela del nostro patrimonio,
compreso anche quello marittimo, quindi il mio emendamento è più
che attinente. Lei, signor Presidente, è stato molto
superficiale nel dare questa valutazione. Lei non è in grado di
contraddirmi
PRESIDENTE Onorevole Micciché, le ho rivolto per ben cinque
volte l'invitoo a concludere il suo intervento. Parla da dieci
minuti, ne aveva a disposizione cinque; l'Aula l'ha ascoltato, ha
ripetuto costantemente le stesse cose, ne è padrone e ne ha
diritto; adesso, però, deve concludere.
MICCICHE' Io concludo, però, lei deve avere l'onestà
intellettuale di contraddirmi sulla specifica mia proposta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro improponibili gli
emendamenti A1, A2, A3, A4, A6, A8 e A10. Pongo in votazione
l'emendamento A5. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A9. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
assolutamente contrario all'emendamento A9 perché, di fatto,
stabilisce una proroga di un condono.
All'articolo 18 della legge 4 del 2003 l'Aula aveva previsto,
con il voto contrario dell'opposizione, una sorta di condono per
la realizzazione di sottotetti, di verande, di tutta una serie di
accessori e pertinenze degli immobili. Era una norma che abbiamo
contrastato e a seguito di tale contrasto si stabilì, per porre
un limite, per evitare che il condono fosse a maglie larghe -
tutti quanti lo ricordiamo - che si potevano sanare quelle
irregolarità edilizie che fossero state compiute fino al giorno
dell'approvazione di quella norma.
Oggi, questo articolo, di fatto, dà un'ulteriore proroga e
stabilisce che tutte quelle costruzioni, quelle irregolarità
urbanistiche realizzate successivamente alla legge del 16 aprile
2003, cioè a dire nel corso di due anni e mezzo, è possibile
sanarle perché si riaprono i termini. Credo che la regione
Sicilia non abbia bisogno di ulteriori altri condoni, basta già
il danno che è stato fatto nel nostro tessuto urbanistico e in
tutte quelle parti ambientali che spesso sono colpite da questo
fenomeno deprecabile che io contesto.
Per tale motivo, ritengo innanzitutto che l'articolo debba
essere dichiarato improponibile e, qualora dovesse essere
dichiarato ammissibile, invito i colleghi ad opporsi per evitare
questo ulteriore scempio.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
sostanzialmente abbiamo permesso questa sera, in base anche al
ragionamento che è stato svolto in questi giorni, sviluppato
anche dal punto di vista di alcune tesi da lei sostenute, di
procedere all'approvazione di questo disegno di legge. Abbiamo
discusso, però, anche altre ipotesi. Abbiamo detto, per esempio,
che il disegno di legge numero 329, già esitato per l'Aula e a
cui è stato presentato un solo emendamento apprezzato
favorevolmente dalla Commissione Bilancio , potrebbe essere
approvato dando in tal modo risposte a migliaia di famiglie.
Non vorrei che questo clima si guastasse. Perché? Innanzitutto
perché chi fa mente locale per un attimo sa cosa è successo in
quest'Aula nel momento in cui si sono affrontati tre o quattro
articoli della Finanziaria che riguardavano i problemi dei
sottotetti, dei cambi di destinazione d'uso, e così via. Non
possiamo, noi che abbiamo un minimo di esperienza, pensare che
una questione del genere si possa affrontare in queste condizioni
e decidere di andare alla proroga, lo dico con molta sincerità.
Poi possiamo discutere se è opportuno o meno durante l'esame
delle variazioni di bilancio e della prossima Finanziaria tutto
quello che riapre una valutazione complessiva su ciò che noi
facciamo per quanto concerne i sottotetti, i cambi di
destinazione d'uso, ma non lo possiamo fare stasera, mi pare
ovvio.
Io non dico questo perché mi innamoro anche e soprattutto delle
discussioni passate, ma con un po' di ragionevolezza è opportuno
che su un argomento come questo si può arrivare anche a
convergere, ma non si può convergere in una serata gestita in
questa maniera.
Quindi, non mi appello né alle valutazioni che fa la
Presidenza, né alle questioni e alla bontà e al modo in cui l'ha
presentato l'onorevole Beninati. Mi appello ad un minimo di
ragionevolezza rispetto all'opportunità di forzare su questo
punto perché nessuno di noi ha dimenticato il confronto molto
acceso che c'è stato in quest'Aula fra opposizione e maggioranza
che ha proposto una serie di interventi di natura urbanistica che
riguardavano i sottotetti, i cambi di destinazione d'uso e così
via. E poiché lo sappiamo tutti, non facciamo i furbi a quest'ora
e in queste condizioni perché altrimenti guastiamo il clima che
può portare ancora a produrre qualcosa di buono per i cittadini
siciliani.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
naturalmente sono contrario, anche perché mi pare scandaloso e
direi anche osceno presentare un emendamento di tale natura.
Osceno perché si continua ancora a perseverare con una non
chalance, un atteggiamento veramente criminoso. Non è una parola
forte chiamare criminoso colui che caldeggia, foraggia, incita
all'abusivismo edilizio perché è un crimine come tutti gli altri,
anzi è un crimine non solo contro la natura, contro il paesaggio,
contro la decenza urbana e paesaggistica, ma è un oltraggio nei
confronti di coloro che rispettano la legge in materia di
edilizia.
Certo, il Governo di centrodestra ci ha abituati ai condoni
edilizi. Sappiamo benissimo ciò che è successo davanti le coste
della villa dell'onorevole Presidente del Consiglio; ha fatto
ormai il giro del mondo. Certo, se non fa più scandalo per
certuni costruire in barba alle decenze urbane figuriamoci se
possa fare scandalo questa brevissima nota in questo disegno di
legge che avete presentato poc'anzi.
Signor Presidente, mentre emendamenti, come ho spiegato
poc'anzi, che avevano attinenza con l'argomento perché
indirettamente entravano nella materia della tutela del demanio
marittimo, lei li reputa improponibili, questo emendamento, che
non è assolutamente attinente perché è materia urbanistica, per
lei è più che attinente. Si tratta di valutazioni, arbitrii,
valutazioni non ragionevoli fatte in base non secondo il diritto
amministrativo ma secondo un punto di vista personale, il suo,
di convenienza politica. Lei, però, non si deve arrogare di dirlo
nella qualità di Presidente che rappresenta l'Assemblea con la A
maiuscola. Lei rappresenta una parte dell'Assemblea, la
maggioranza, non l'Assemblea, lo spirito alto che porta questo
nome, ma l'Assembleuccia, talmente è assembleuccia che i banchi
sono vuoti e di conseguenza, caro Presidente, non le posso che
dire che chiederò il numero legale perché non ci sono le
condizioni per andare avanti ed approvare uno scempio senza che
ci sia la possibilità di un'indignazione popolare, di
un'indignazione di un'opinione pubblica.
Si continuano a perpetrare danni all'ambiente attraverso questa
sanatoria, perché non si fa altro che alimentare l'abusivismo.
Infatti, la sanatoria chiama altra sanatoria è come un dolcino:
uno tira l'altro. Voi avete ormai istituzionalizzato il concetto
di sanatoria perché porta voti, ma si tratta di voti sporchi,
indecenti, voti che oltraggiano la nostra Regione, che la metta
alla berlina.
Ecco perché sostengo che questo emendamento danneggi tutto il
complesso del disegno di legge che vuole tramutare le nostre
spiagge in un grande parco giochi senza regole e senza decenza
del buon gusto. Voi sapete sicuramente che questa non è una
conclusione alta e fine che vi farà giganteggiare nella storia,
ve ne fregate assolutamente, non avete alcuna remora nell'essere
tramandati ai posteri come legislatori ma come bottegai Voi oggi
vi state comportando come dei pizzicagnoli
Presidenza del vicepresidente Fleres
ZAGO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
cercare di superare la richiesta dell'onorevole Micciché
riallacciandomi, senza entrare nel merito come hanno fatto alcuni
colleghi con i quali fra l'altro concordo, al primo intervento
perché immaginavo questo sviluppo della discussione.
Vorrei proporre all'onorevole Beninati che è presentatore
dell'emendamento di ritirarlo per ripresentarlo fra quindici
giorni perché, come si sa, da giorno 11 inizia il cammino della
Finanziaria nelle Commissioni ed in Aula. Qualcuno potrebbe dire
che sono norme che riguardano in qualche modo, non dico
l'urbanistica, ma norme edilizia; però, le modifiche che si
intendono apportare fanno riferimento proprio ad una Finanziaria.
Ad esempio l'articolo 18 della legge 54 del 2003 è nato in una
Finanziaria e nella Finanziaria possiamo modificarlo, fermo
restando che ciascuno di noi potrà essere d'accordo o meno.
Ritengo, però, che se l'onorevole Beninati ritiri questo
emendamento e lo ripresenti fra quindici giorni quando si
discuterà la Finanziaria, noi eviteremmo di chiedere il numero
legale perché non c'è più il motivo che giustifichi tale
richiesta. In tal modo potremmo completare l'esame
dell'articolato e procedere alla discussione dell'altro disegno
di legge che si compone di un solo articolo.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente io ringrazio i colleghi sin qui intervenuti, prendo
atto di quanto è stato detto e dichiaro di ritirare l'emendamento
nell'interesse di tutta l'Aula.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione, Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
n. 576 Destinazione di nuovi fondi per la manutenzione
degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in
provincia di Siracusa , degli onorevoli Sbona, Acanto,
Basile, Scalici e Confalone;
n. 603 Interventi per assicurare un'ampia diffusione
stampa dei bandi di gara per appalti pubblici nella Regione
siciliana , degli onorevoli Fleres, Sbona, Ioppolo,
Spampinato, Beninati, Ortisi, Speziale, Misuraca, Turano,
Crisafulli, Zangara ed altri;
n. 610 Iniziative volte al raggiungimento delle finalità e
degli obiettivi previsti dall'articolo 6 della l.r. 17/2004
per la riscossione agevolata dei crediti vantati dalla
Regione in materia di beni demaniali e patrimoniali e per
l'attuazione delle competenze attribuite alla Commissione
di conciliazione , degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici e Dina;
n. 614 Obbligo dei concessionari di provvedere alla
pulizia delle spiagge libere confinanti con quelle oggetto
di concessione degli onorevoli Spampinato e Leanza
Edoardo.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 576. Il parere del
Governo?
CASCIO assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 603. Il parere del
Governo?
CASCIO assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 610. Il parere del
Governo?
CASCIO assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'ordine del giorno n. 614 è superato dall'approvazione del
disegno di legge.
Onorevoli colleghi, avverto che alla votazione finale del
disegno di legge n. 988/A si provvederà in una successiva seduta.
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
materia di cooperative agricole e norme in materia di camere di
commercio» (392-402-763 - Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito dell'esame del disegno di
legge nn. 392-402-763 - Stralcio I/A «Interventi in materia di
cooperative agricole e norme in materia di camere di commercio»,
iscritto al n. 6).
Invito i componenti la terza Commissione Attività produttive a
prendere posto nell'apposito banco.
Ricordo che l'esame era stato sospeso nella seduta n. 319
dell'11 ottobre 2005 dopo l'approvazione del passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Articolo 1.
Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre
1994, n. 37, riguardante provvedimenti in favore delle
cooperative agricole
1. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale
10 ottobre 1994, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per il triennio 2005-2007, la spesa di 23.000
migliaia di euro, di cui 10.000 migliaia di euro per ciascuno
degli esercizi 2005 e 2006 e 3.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2007.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2005, con parte delle disponibilità dell'UPB
8.2.2.6.1.
3. Per l'esercizio finanziario 2006, la relativa spesa trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 8.2.2.6.1,
codice 21.01.09.
4. Per l'esercizio finanziario 2007, la relativa spesa trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2,
codice 12.02.01, accantonamento 1001.
5. E' abrogato l'articolo 13 della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Infurna, Oddo, Speziale, Savarino e Capodicasa:
1.1;
-dall'onorevole Oddo: 1.2;
-dall'onorevole Scoma A1, A3, A5 e A4;
-dagli onorevoli Miccichè, Savarino e Dina: A2;
-dall'onorevole Formica: A6 e A7;
-dagli onorevoli Fratello e Franchina: A8 e A9;
-dagli onorevoli Lenza E: A10, A11, A12, A13, A14.
Dichiaro inammissibili tutti gli emendamenti ad eccezione
dell'emendamento 1.1.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1, interamente sostitutivo
dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che alla votazione finale del disegno di legge n. 392-
402-763- Stralcio I/A si provvederà in una successiva seduta.
Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2006-2008
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
«Discussione del Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2006-2008».
Ha facoltà di parlare il Vicepresidente della Commissione
Bilancio , onorevole Savona, per svolgere la relazione di
maggioranza.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente, dichiaro di rimettermi al testo
della relazione e chiedo che il testo sia allegato al Resoconto
della presente seduta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
martedì, 8 novembre 2005, alle ore 17.30, col seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
Celebrazione del centesimo compleanno dell'onorevole Giuseppe
Alessi, Presidente del primo Governo della Regione siciliana .
La seduta è tolta alle ore 22.25
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.30, di giovedì
27 ottobre 2005
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G. - MAURICI-.«All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
l'area in cui sorgono gli impianti di emungimento della Sogea,
in località Valcorrente del comune di Belpasso (CT), società che
serve alcuni quartieri di Catania e anche alcuni comuni della
cintura etnea, è diventata una discarica abusiva nella quale sono
stati rinvenuti rifiuti di ogni genere: dagli elettrodomestici al
materiale di risulta;
la presenza di tale discarica potrebbe mettere a rischio le
falde acquifere sottostanti;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano porre in
essere per bonificare le discariche di rifiuti a cielo aperto
rinvenute nei pressi dell'area ove sorgono gli impianti di
emungimento della Sogea azienda che eroga acqua potabile in
numerosi comuni e quartieri catanesi.» (2016)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2016, il
comune di Belpasso, con nota prot. 10478 del 25 marzo 2005, ha
riferito quanto segue.
Da sopralluogo esperito in data 23 marzo 2005, non veniva
rilevata nel sito in questione la presenza di materiali edili di
risulta ed ingombranti generici abbandonati al suolo. Veniva
comunque notato che in alcune zone attigue il pozzo, risultava
essere stato effettuato movimento terra presumibilmente in
conseguenza della bonifica del terreno circostante.
Nel corso del sopralluogo veniva altresì rilevato che la barra
metallica posta all'accesso dell'area di ubicazione del pozzo
predetto risultava essere stata recentemente riparata, lasciando
presupporre che la stessa in precedenza fosse stata tagliata o
forzata, così come dichiarato dalla ditta SOGEA nella denuncia
presentata presso il Comando Stazione Carabinieri di Belpasso in
data 10 gennaio 2005.
A conferma di quanto riscontrato, contattata la SOGEA s.r.l.,
venivano acquisite le documentazioni attestanti l'avvenuto
recupero di rifiuti nell'area predetta ed il relativo
conferimento presso discarica autorizzata; dette operazioni, dai
documenti acquisiti, risultavano essere state effettuate nel mese
di febbraio dell'anno in corso.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI-.«All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:
l'unica strada di collegamento fra la contrada Borgotinto e
Mineo è costituita da una bretella sterrata priva di asfalto e di
segnaletica sia orizzontale che verticale;
gli eventi meteorologici a carattere piovoso rendono
assolutamente viscido e del tutto impercorribile il fondo
sterrato della strada in oggetto, creando non pochi pericoli e
ingenti danni ai cittadini ed ai rispettivi mezzi che sono
costretti a transitarvi;
i fastidi patiti sono ancor più penalizzanti per le aziende che
insistono in contrada Borgotinto e che sono costrette a servirsi
della relativa strada, delle cui pessime condizioni abbiamo già
accennato, per espletare la propria attività lavorativa, con
evidenti ripercussioni sul piano economico e gestionale.
per sapere quali provvedimenti urgenti intenda porre in essere
per ristabilire le condizioni minime di sicurezza e transibilità
nella strada che collega il quartiere Borgotinto a Mineo. »
(2030)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza).
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2030, il
comune di Mineo, con nota prot. n. 4070 del 30 marzo 2005, ha
riferito quanto segue.
La contrada Borgotinto' è collegata con il centro del paese,
per un tratto, dalla SP 31, e per la parte restante, dalla strada
consortile Borgotinto-Catalfaro'.
Quest'ultimo tratto, nella parte iniziale, per circa km. 1,00,
risulta asfaltato, mentre per il resto della propria estensione è
provvisto di ossatura di sottofondo senza asfalto.
L'intera strada esterna serve una vasta zona agricola e diverse
abitazioni ad uso residenziale.
Dopo gli eventi calamitosi dovuti all'alluvione del settembre-
ottobre 2003, si è provveduto alla messa in sicurezza della
predetta via di comunicazione ed agli inizi del 2004 è stato
sistemato il fondo stradale mediante posa in opera di misto
granulometrico.
Allo stato attuale, riferisce ancora il comune di Mineo, è
garantita la normale viabilità, consona ad una strada rurale.»
L'Assessore STANCANELLI
VILLARI -«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che in data 15 aprile 2003, da
parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, è stato emanato un Decreto (Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana n. 22 del 2003 parte I) relativo
all'Accesso agevolato ai servizi sociali ed a criteri unificati
di valutazione economica;
ricordato che con successivo decreto l'Assessore, in data 9
settembre 2003, (GURS n. 45 del 2003) ha proceduto alla
sospensione temporanea del decreto 15 aprile 2003;
rilevato che tale sospensione viene motivata con la necessità
di un riesame e di un approfondimento, sia del contenuto che
delle prescrizioni contenute nel decreto del 15 aprile 2003,
attraverso riunioni con le organizzazioni sindacali ed i
rappresentanti degli enti locali da tenersi entro trenta giorni;
visto che è trascorso inutilmente il termine di tenta giorni,
sia dalla data del Decreto (9 settembre 2003) che da quella della
pubblicazione sulla GURS (17 ottobre 2003), e che, ad oggi,
nessuna riunione ha fatto seguito alla sospensione che, quindi,
non è stata mai revocata;
valutato che tale prolungato vuoto ha di fatto paralizzato ogni
agevolazione d'accesso ai servizi sociali, con grave danno per i
cittadini che ne hanno diritto;
considerato che (come riporta lo stesso decreto assessoriale
del 15 aprile 2003) la legge n. 328 del 2000, riportante principi
di riforma economico sociale d'immediata applicazione, anche in
Sicilia sancisce l'obbligo per i comuni di accertare le
condizioni economiche per l'accesso ai servizi sociali mediante
le procedure fissate dal decreto legislativo n. 109 del 1998
(art. 25) con conseguente facoltà per i medesimi enti, riguardo a
particolari prestazioni;
osservato che (sempre come riportato dallo stesso decreto
assessoriale del 15 aprile 2003), nelle more del superiore
adempimento ed al fine di non pregiudicare il diritto dei
cittadini bisognosi di accedere alle prestazioni sociali definite
dalla legge regionale n. 22 del 1986, dalle singole leggi
regionali di settore e agli interventi riportati dalla legge
quadro n. 328 del 2000, appare necessario ripristinare,
rendendoli operativi, i criteri di accesso agevolato e di
compartecipazione al costo dei servizi in rapporto all'effettiva
condizione economica familiare attestata con le procedure fissate
dal decreto legislativo n. 109 del 1998 e successive modifiche e
integrazioni;
per sapere se non ritenga necessario ed urgente, procedere al
più presto alla ripubblicazione di un decreto relativo
all'accesso agevolato ai servizi sociali ed ai criteri unificati
di valutazione economica, previo immediato incontro con le
organizzazioni rappresentative delle parti sociali e degli enti
locali interessati.» (2110)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 2110,
trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta n. 297
dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
Si concorda con l'onorevole interrogante circa la necessità di
procedere al più presto alla pubblicazione del decreto
assessoriale relativo all'accesso agevolato ai servizi sociali ed
ai criteri unificati di valutazione economica.
Tuttavia, il precedente decreto assessoriale, peraltro sospeso
dall'Assessore regionale del tempo, abbisogna di una necessaria
rivisitazione, al fine di garantire, nei limiti delle risorse
disponibili, i livelli essenziali di assistenza in favore, e con
priorità, di quanti soffrono una reale condizione di povertà,
disagio personale e familiare, non autosufficienza, solitudine,
secondo criteri di equità, perequazione e di partecipazione
solidale, avuto riguardo alla capacità di spesa dei comuni.
Si è reso necessario pertanto un riesame ed approfondimento in
cabina di regia, previo opportuno inconro con le organizzazioni
sindacali ed i rappresentanti degli enti locali.
A tal uopo si è già tenuto un primo incontro con le OO.SS. il
25 maggio c.a. e sono stati programmati ulteriori incontri al
fine di approfondire talune problematiche emerse in sede di
concertazione; dopo di che verranno, senza indugio, avviate le
procedure per la definizione e conseguente pubblicazione del
nuovo decreto assessoriale.»
L'Assessore STANCANELLI
AMENDOLIA - «Al Presidente della Regione, premesso che:
il Comune di Acicastello (CT) ha istituito il 'canone di
depurazione' pur non esistendo alcun impianto idoneo a tale
servizio;
il predetto comune richiede il pagamento del canone di
depurazione fino all'anno 1996;
un comitato spontaneo di cittadini ha raccolto circa 1.300
firme, attraverso una petizione popolare, per ottenere il
rimborso e lo sgravio del canone di depurazione;
ai sensi degli artt. 16 e 17 della legge n. 319 del 1976 e
successive modifiche e integrazioni il 'canone di depurazione' ha
natura di prestazione tributaria ed è dovuto solo in conseguenza
dell'effettiva istituzione del servizio;
la legge n. 36 del 5 gennaio 1994 ha modificato, tra l'altro,
la disciplina in tema dì servizio di depurazione introducendo il
c.d. Servizio Idrico Integrato, la cui entrata in vigore, sulla
base della normativa successiva, è subordinata all'introduzione
dell'apposita 'tariffa';
con legge regionale n. 10 del 27 aprile 1999 sono stati
disciplinati il governo e l'uso delle risorse idriche nella
regione siciliana, recependo principi, finalità e obiettivi della
legge n. 36 del 5 gennaio 1994 (c.d. legge Galli);
la predetta legge regionale introduce specifiche disposizioni
in materia di gestione e uso delle risorse idriche per la regione
Sicilia;
la Corte di Cassazione,a sezioni unite, in numerose e conformi
pronunce ha ribadito la qualifica di 'tributo comunale' del
canone di depurazione fino alla data del 3 ottobre 2000, sulla
base della legge n. 319/1976, atteso che, solo in quella data, è
entrata in vigore la tariffa del Servizio Idrico Integrato di cui
all'art. 13 della legge n. 36 del 1994;
per sapere:
se sia legittima la riscossione del canone di depurazione,
operata dal comune di Acicastello fino alla data del 3 ottobre
2000, in assenza dell'effettiva istituzione del servizio;
da quale periodo le statuizioni, in ordine al canone di
depurazione, contenute nella legge regionale n. 10 del 1999 e
nella legge Galli trovino applicazione nella Regione siciliana;
se, tramite gli organi regionali competenti, intenda fornire
specifici chiarimenti ai comuni che, in quanto privi del
depuratore e sforniti del relativo servizio di depurazione, si
trovano nella stessa situazione del comune di Acicastello.»
(2146)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 2146, il
Commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle
acque in Sicilia, ha rappresentato, con nota prot. n. 16666 del
18/07/2005, quanto segue.
Con sentenza della Corte di Cassazione n. 96 del 4/01/2005, è
stato chiarito che il servizio di depurazione delle acque reflue
costituisce un servizio pubblico irrinunciabile, che gli enti
gestori sono tenuti ad istituire per legge.
Gli utenti anche potenziali sono chiamati a contribuire tramite
il versamento di un apposito canone sia alle spese di gestione
ordinaria che a quelle di installazione e di completamento.
Il canone per i servizi di depurazione delle acque reflue è
dovuto indipendentemente dall'istituzione dello stesso.
Per ciò che riguarda la legittimità della riscossione del
canone di depurazione operata dal comune di Acicastello fino alla
data del 3 ottobre 2000, data di entrata in vigore della legge n.
448 del 1998 ed a seguito della quale il predetto canone è
passato da natura tributaria a natura patrimoniale, si
rappresenta che, con sentenza della Corte di Cassazione n. 4398
del 2/03/2005, è stato stabilito che la legittimità della
riscossione prima di tale data (3 ottobre 2000) fa riferimento
esclusivamente al fatto che l'ente impositore deve notificare il
relativo accertamento nel termine, avente natura perentoria, di
tre anni.»
L'Assessore STANCANELLI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI -.«Al Presidente della
Regione e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che:
a conclusione del turno elettorale svoltosi in data 15/16
maggio 2005 nel Comune di S. Giovanni La Punta (CT), alle liste
collegate al candidato sindaco Santo Trovato, che avevano
riportato il 51,33% dei voti, sono stati assegnati undici seggi,
mentre a quelle collegate al candidato sindaco Andrea Messina
otto seggi, avendo riportato il 39,69% dei voti;
a seguito dì ballottaggio, svoltosi in data 29/30 maggio 2005,
è risultato eletto Sindaco del Comune di S.G. La Punta il
candidato Messina Andrea;
l'Ufficio elettorale centrale ha provveduto alla proclamazione
dei venti consiglieri comunali eletti attribuendo il premio di
maggioranza alla coalizione del sindaco eletto e conseguentemente
assegnandole dodici seggi;
in base alle disposizioni legislative vigenti in materia nella
Regione siciliana e secondo consolidato orientamento
giurisprudenziale le percentuali del 40% per la coalizione
vincente, e del 50% per quella avversaria valgono solo nel caso
in cui il Sindaco venga eletto al primo turno;
le liste collegate al candidato sindaco Messina Andrea nel
turno elettorale del 15 e 16 maggio 2005 non avevano raggiunto la
percentuale del 40% dei voti talchè non poteva attribuirsi loro
il premio di maggioranza;
l'attribuzione del premio di maggioranza alle liste collegate
al sindaco eletto Messina Andrea e la conseguente assegnazione di
dodici seggi anziché otto sono illegittime e contrarie ai
principi giurisprudenziali e normativi in materia;
per sapere se non ritengano urgentissimo ed indispensabile
attivare ogni iniziativa in merito, adottando, ove occorra, i
provvedimenti che riterranno più opportuni ed idonei per
consentire ai candidati risultati eletti, dopo il primo turno
elettorale, consiglieri comunali del comune di S. Giovanni La
Punta di assumere la relativa carica.» (2279)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2279, nel
precisare che l'attribuzione dei seggi alle liste viene
effettuata, ai sensi dell'art. 4 della l.r. n. 35/1997, solo dopo
la proclamazione del sindaco, si evidenzia che, in ordine alle
operazioni compiute dall'Ufficio centrale del comune di San
Giovanni La Punta, in sede di attribuzione dei seggi, risulta
proposto dagli interessati ricorso al TAR per la Sicilia.
Conseguentemente, essendo stata attivata una procedura
giurisdizionale, ed avendo questo Assessorato già riscontrato una
richiesta di parere avanzata da alcuni candidati alle elezioni di
che trattasi, non si ritiene debbano avviarsi iniziative in
merito.»
L'Assessore STANCANELLI
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 988/A DISPOSIZIONI SUL RILASCIO DELLE
CONCESSIONI DI BENI DEMANIALI E SULL'ESERCIZIO DIRETTO DELLE
FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DEMANIO MARITTIMO
-All'articolo 1:
Emendamento 1.4:
Sostituire la lettera c) del comma 1 dell'art. 1 con la
seguente:
c) costruzione, assemblaggio, riparazione, rimessaggio anche
multipiano, stazionamento, noleggio di imbarcazioni e natanti
in genere, cantieri nautici che possono svolgere le attività
correlate alla nautica ed al diporto, comprese le attività di
commercio di beni, servizi e pezzi di ricambio per
imbarcazioni.
Emendamento 1.6:
All'art. 1 comma 1 lettera c) dopo le parole e natanti in
genere sono aggiunte le seguenti parole: nonché l'esercizio
di attività di porto a secco .
Emendamento 1.5:
All'art. 1 comma 1 dopo la lettera e) aggiungere la seguente:
f) porti turistici, ormeggi, ripari, darsene in acqua o a
secco, ovvero ricoveri per le imbarcazioni e natanti da
diporto.
Emendamento 1.3 bis:
L'emendamento 1.3 è sostituito dal seguente:
All'articolo 1, comma 3, dopo le parole della concessione ,
aggiungere le seguenti altre nel caso di mancato pagamento
entro i termini previsti l'Amministrazione regionale è
autorizzata a concedere 15 giorni di tempo per sanare
l'inadempienza.
Emendamento di riscrittura degli emendamenti 1.8 e 1.9:
Aggiungere i seguenti commi:
Le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate inoltre
tenendo conto dei seguenti requisiti: gli stabilimenti balneari
devono prevedere, ove le condizioni orografiche lo consentano,
uno spazio idoneo per essere utilizzato da persone diversamente
abili.
Gli spazi utilizzati e i limitrofi che non siano oggetto di
altre concessioni devono essere puliti per tutto l'anno dai
concessionari.
-All'articolo 2:
Emendamento 2.5:
All'articolo 2, comma 1 sostituire dalla parola anno fino
alla parola provvedimento con il seguente testo: per
svolgere le attività collaterali alla balneazione avvalendosi
della concessione demaniale in corso di validità, delle
licenze e delle autorizzazioni di cui sono già in possesso per
le attività stagionali estive, previa comunicazione di
prosecuzione dell'attività all'autorità concedente competente
per territorio con l'indicazione delle opere e degli impianti
da mantenere installati .
Emendamento 2.4 bis (riscrittura dell'emendamento 2.4):
In sede di prima applicazione della presente legge
l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere 15 giorni
di tempo per sanare eventuali inadempienze anche alle
concessioni in essere alla data dell'1 gennaio 2003 .
-All'articolo 3:
Emendamento 3.3:
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: I nuovi canoni non
possono superare del 10 per cento gli attuali .
-All'articolo 4:
Emendamento 4.2:
Al comma 1 dopo la parola marittime aggiungere le seguenti
altre che devono prevedere appositi spazi dove possano
accedere animali di affezione
Emendamento 4 bis:
Art - 1. I comuni nella redazione dei piani spiaggia devono
prevedere una quota non inferiore al 50 per cento dell'intero
litorale di pertinenza da destinare alla fruizione pubblica,
fatte salve le concessioni già rilasciate.
-All'articolo 5:
Emendamento 5.4:
L'articolo 5 è sostituito dal seguente:
Art. 5
Uffici periferici del Demanio Marittimo regionale e accordi
con il
Corpo delle Capitanerie di Porto
1. Nelle more della predisposizione di una legge organica che
disciplini l'esercizio delle funzioni relative alla gestione
diretta dei beni del demanio marittimo, prevista dall'articolo
6, comma 7, della legge 8 luglio 2003, n. 172, sono istituiti
gli Uffici Periferici del Demanio Marittimo regionale.
2. L'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2006, provvede al loro
funzionamento e potrà stipulare appositi accordi o intese con
il Corpo delle Capitanerie di Porto appositamente autorizzato
dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
-All'articolo 7:
Emendamento A.7:
Aggiungere il seguente articolo:
Art ... - All'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre
2004 n. 17 come modificato dall'art. 18 comma 1 lettera b)
della legge regionale 9 marzo 2005 n. 3 è apportata la seguente
modifica: il termine di cui al comma 19 è prorogato al 30
dicembre 2004.
-All'articolo 8:
Emendamento 8.1:
Sostituire l'articolo 8 con il seguente:
Art. 8
Norma finanziaria
1. Gli oneri ricadenti negli esercizi finanziari 2006-2007,
quantificati in 1.000 migliaia di euro per ciascun anno,
trovano riscontro nel bilancio pluriennale della regione U.P.B.
4.2.1.5.2 - cap. 215704 - accantonamento 1001.
2. Per gli esercizi finanziari successivi, gli oneri di cui al
comma 1 sono quantificati ai sensi della lettera g)
dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni.
Emendamento A5:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Le disposizioni di cui all'articolo 35 della legge
regionale 7 agosto 1997, n. 30 si applicano altresì per la
realizzazione delle opere pubbliche previste nei P.I.T.,
PRUSST, patti territoriali o nei contratti d'area.
DISEGNO DI LEGGE NN. 392-402-763 - (STRALCIO I/A) INTERVENTI IN
MATERIA DI COOPERATIVE AGRICOLE E NORME IN MATERIA DI CAMERE DI
COMMERCIO
-All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
Sostituire l'articolo 1 con il seguente:
Art. 1
1. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale
10 ottobre 1994, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni,
è autorizzata la spesa di 28.164 migliaia di euro a copertura
del fabbisogno maturato all'anno 2004.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede con 10.000 migliaia
di euro per ciascuno degli esercizi 2005 e 2006 e con 8164
migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2007.
3. Per l'esercizio finanziario 2005 si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 8.2.2.6.1..
4. Per l'esercizio finanziario 2006, la relativa spesa trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione UPB 8.2.2.6.1,
codice 21.01.09..
5. Per l'esercizio finanziario 2007, la relativa spesa trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione UPB
4.2.1.5.2, codice 12.02.01, accantonamento 1001..
6. Sono abrogati l'articolo 13 della legge regionale 31 agosto
1998, n. 16 e l'articolo 13 della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9.
Allegato:
RELAZIONE AL DPEF 2006-2008
Onorevoli colleghi,
merita ricordare che, come evidenziato nelle relazioni
al DPEF degli anni precedenti, il Documento di programmazione
economico-finanziaria ha, tra i suoi fini precipui, quello di
consentire al Parlamento di operare una valutazione di
coerenza programmatica, rispetto agli obiettivi in esso
indicati, sia delle previsioni di bilancio che dei contenuti
della legge finanziaria, così come dovranno essere
predisposti dal Governo sulla base delle linee individuate
dal Documento.
La legge colloca il Documento nella fase iniziale di
costruzione dei conti di previsione; ciò nonostante, un
calendario sul quale hanno pesato difficoltà obiettive ha
finito col determinare, ancora una volta, un esame a ridosso
della presentazione in Parlamento dei documenti di bilancio.
Per quanto riguarda i contenuti del DPEF, lo stesso reca
una serie di parametri relativi al collegamento tra variabili
reali dell'economia e variabili finanziarie, sia con
riferimento alle loro linee di tendenza che in rapporto agli
obiettivi perseguiti con le manovre di finanza pubblica
indicate e dunque ai contenuti delle politiche correttive che
si intendono approntare; la definizione degli indirizzi cui
deve ispirarsi la legislazione di spesa della Regione e le
altre linee di politica economica che rendano coerenti gli
obiettivi dichiarati; la ricostruzione di un quadro integrato
della finanza della Regione e di tutti gli enti del settore
pubblico regionale e dunque delle sue evoluzioni e dei
fabbisogni complessivi.
Sul versante macroeconomico, il trend delle principali
variabili appare non particolarmente soddisfacente. Il pil
regionale dovrebbe infatti essersi attestato nel 2004,
secondo le principali stime, su un tasso di crescita reale
compreso tra lo 0,4% e lo 0,7%, più basso rispetto agli
aumenti conseguiti a livello nazionale e meridionale. Il pil
regionale dovrebbe poi crescere, sempre in termini reali, ad
un saggio medio programmatico dello 0,2% nel 2005, dell'1,5%
nel 2006, dell'1,9% nel 2007 e dell'1,7% nel 2008,
evidenziando una certa accelerazione della dinamica ma su
livelli complessivamente insufficienti rispetto ai bisogni di
sviluppo dell'Isola.
L'economia siciliana continua infatti a risentire del
momento critico della congiuntura nazionale ed
internazionale, accentuato dalla recente fiammata dei prezzi
del petrolio greggio e delle altre materie prime energetiche.
L'avvio della programmazione negoziata 2007-2013 dovrebbe,
tuttavia, porre a disposizione degli operatori economici
risorse finanziarie aggiuntive in funzione anticiclica.
Le politiche di crescita restano infatti in larga misura
collegate agli sviluppi nell'utilizzo sinergico dei fondi
strutturali comunitari e di quelli relativi agli accordi di
programma quadro. In particolare, la gestione regionale dei
fondi strutturali è al momento impegnata sulla
predisposizione di azioni incisive sul piano della spesa
delle risorse del POR 2000-2006 per evitare il disimpegno
automatico dei fondi e sulla definizione delle linee
strategiche del nuovo ciclo di programmazione 2007-2013, che
vedrà la Sicilia concorrere all'acquisizione di risorse
soprattutto per l'obiettivo relativo alla convergenza intra-
Ue.
Per il periodo 2007-2013, buona parte dell'intervento di
contesto potrà proseguire sulle linee tracciate dalla
programmazione 2000-2006 e dai quadri programmatici
settoriali individuati negli APQ. Maggiore attenzione dovrà
peraltro essere posta all'aumento del tasso di innovatività
degli interventi, individuando idonee forme di incentivazione
per facilitare l'ingresso dei privati nella gestione delle
risorse localizzate.
Occorrerà inoltre orientare gli interventi sulla
formazione alle esigenze della domanda, in particolare di
quella del sistema delle imprese. Alla stessa stregua,
occorrerà proseguire nell'azione di sviluppo dei sistemi
produttivi locali mediante l'individuazione di quelli
realmente sostenibili ed attuare azioni di rafforzamento
della filiera produttiva intorno ai comparti potenzialmente
dinamici (agricoltura di qualità, turismo, servizi urbani
sociali e avanzati), favorendo anche la graduale creazione di
un tessuto manifatturiero endogeno integrato con tali
comparti. Appare inoltre opportuno affinare il grado di
integrazione nella filiera beni culturali-turismo e
proseguire con sistematicità nelle iniziative a favore della
legalità e della sicurezza e dei meccanismi di promozione
dell'integrazione sociale.
Occorrerà, infine, potenziare le azioni regionali in
favore dello sviluppo del sistema creditizio, della fiscalità
di vantaggio e della riduzione degli oneri della burocrazia,
attraverso semplificazioni procedurali.
Il Governo intende proseguire nel processo di risanamento
finanziario intrapreso con le precedenti manovre contabili,
attraverso un miglioramento nella riscossione delle imposte,
un deciso contenimento delle spese correnti di funzionamento
ed un maggiore controllo della dinamica della spesa
regionale.
Nel 2006, tendenzialmente, le entrate correnti
dovrebbero attestarsi sui 13.042 milioni di euro e le spese
correnti sui 13.192 milioni di euro. Le entrate in conto
capitale dovrebbero ammontare a 1.209 milioni di euro e le
spese in conto capitale a 1.891 milioni di euro. Il saldo
netto da finanziare risulterebbe pari a 919 milioni di euro,
per scendere a 688 milioni nel 2007 e a 622 milioni nel 2008.
Il ricorso al mercato finanziario risulterebbe pari a 1.225
milioni di euro nel 2006, a 1.006 milioni nel 2007 e a 940
milioni nel 2008.
L'analisi del quadro tendenziale relativo al periodo
evidenzia come tutti i principali saldi di bilancio risultino
negativi, con una involuzione rispetto ai risultati degli
anni precedenti, da imputare principalmente al basso
incremento del gettito previsto per le imposte dirette, ai
minori cespiti di entrata di natura straordinaria, al
sostanziale mantenimento dei livelli di spesa di parte
corrente ed alla scarsa efficacia delle politiche di sostegno
tendenti ad attrarre investimenti esterni nell'Isola.
Il Governo intende realizzare nel 2006 una manovra
finanziaria per complessivi 1.225 milioni di euro, contenente
interventi strutturali, inclusivi della definizione degli
articoli 37 e 38 dello Statuto e di tagli alle spese
correnti, per 825 milioni e misure straordinarie, quali la
definizione del contenzioso Stato-Regione, per 400 milioni.
Verrebbe in tal modo scongiurata, anche per questo anno, la
necessità di un ricorso al mercato finanziario.
Un ruolo decisivo sarà svolto, per la piena realizzazione
della manovra, dal miglioramento previsto nell'andamento
della spesa sanitaria, che negli ultimi anni ha assorbito
ingenti risorse regionali, finalizzate al ripiano dei
deficit, condizionando fortemente il raggiungimento
dell'equilibrio finanziario.
La manovra conterrà, tra l'altro, importanti interventi
sul sistema delle entrate, la valorizzazione del patrimonio
immobiliare e la creazione di un fondo destinato alla
gestione della previdenza obbligatoria per i dipendenti della
Regione siciliana.
In sostanza, il DPEF 2006-2008 appare snello ma efficace
nel segnalare i nodi strutturali del sistema; nell'esprimere
la valutazione positiva della Commissione sul Documento
ribadisco il pieno impegno della stessa a dare il suo
contributo politico e di proposta nell'impegnativo percorso
politico delineato dal Governo.
On.le Riccardo Savona