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Resoconto d'Aula della Seduta n. 326 di mercoledì 26 ottobre 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


                  La seduta è aperta alle ore 19.45

    BASILE   segretario,  dà  lettura dei  processi  verbali  delle
  sedute   324  e  325  del  25  ottobre  2005  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono  approvati.

                         Missioni e congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che sono in missione,  per  ragioni  del
  loro  ufficio, gli onorevoli Girolamo Turano dal 26 al 27 ottobre
  2005;  Andrea Zangara, dal 27 al 28 ottobre 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che sono in congedo per  la  seduta  odierna
  gli   onorevoli:  Genovese  e  Vitrano  e  l'assessore  D'Aquino;
  l'onorevole  Manzullo è in congedo per la seduta  odierna  e  per
  domani, giovedì 27 ottobre 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico   che   sono   pervenute,    da    parte
  dell'Assessore per la Famiglia, le risposte scritte alle seguenti
  interrogazioni:

   N.  2016  - Interventi urgenti per bonificare l'area verde  sita
  nei  pressi degli impianti di emungimento della Sogea in località
  Valcorrente del comune di Belpasso (CT).
   Firmatari:  Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe

   N.  2030  -  Misure  urgenti per il ripristino delle  condizioni
  minime  di  sicurezza  e transitabilità dell'arteria  viaria  che
  collega la contrada Borgotinto con Mineo (CT).
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe

   N.  2110  -  Predisposizione  di un nuovo  decreto  assessoriale
  relativo  all'accesso agevolato ai servizi sociali ed ai  criteri
  unificati di valutazione economica.
   Firmatari:  Villari Giovanni

   N.  2146  - Notizie in ordine alla legittimità della riscossione
  del  'canone  di depurazione' da parte del Comune di  Acicastello
  (CT) in assenza di impianto idoneo a tale scopo.
   Firmatari:  Amendolia Antonino

   N.   2279   -  Interventi  per  l'attribuzione  del  premio   di
  maggioranza al candidato eletto sindaco del Comune di S. Giovanni
  La Punta (CT).
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe; Baldari Nicola Renato.

   Le   interrogazioni,  ora  annunziate,  saranno  pubblicate   in
  allegato al resoconto stenografico della seduta odierna

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni  con richiesta di risposta orale:

   N.  2454  -  Notizie circa le iniziative intraprese dal  Governo
  regionale al fine di ridurre i danni derivanti dalla soppressione
  di  8 convogli ferroviari e complessivamente per un miglioramento
  del servizio ferroviario in Sicilia.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.   2462   -   Misure  urgenti  per  ovviare   al   disservizio
  registratosi  presso il distretto sanitario  di  Giarre  a  causa
  della    carenza   di   personale   specializzato   al   corretto
  funzionamento       dell'unico   mammografo   in   dotazione   al
  Poliambulatorio del distretto stesso.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N.  2463  - Notizie circa la situazione verificatasi nel  Comune
  di  Milazzo  (ME) ed interventi per consentire la verifica  delle
  condizioni  finanziarie  e  la salvaguardia  degli  equilibri  di
  bilancio.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2465  -  Interventi  urgenti a protezione  del  litorale  di
  Tremestieri,   città  di  Messina,  danneggiato  dalle   violente
  mareggiate nel dicembre 2004.
   Presidente Regione
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  2466 - Verifica della regolare conduzione amministrativa del
  Comune di Naso (ME) nel periodo maggio 2002 - maggio 2005.
   Assessore Famiglia
   Firmatario: Ardizzone Giovanni;

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

   N.  2455  -  Notizie  circa l'utilizzo dei lavoratori  ausiliari
  specializzati  (ex  socio-sanitari) all'interno  delle  strutture
  ospedaliere palermitane.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Assessore Lavoro
   Firmatario: Catania Giuseppe

   N.  2456 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio  di
  nettezza  urbana  e  bonifica della  discarica  di  San  Giovanni
  Galermo in provincia di Catania.
   Assessore Famiglia
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2457  -  Interventi urgenti per il ripristino  di  opere  di
  bonifica presso la baraccopoli di Corso Martiri della Libertà  in
  Catania.
   Assessore Famiglia
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2458  -  Interventi  urgenti per  ripristinare  un  corretto
  servizio  di  recapito  della posta a S.  Agata  Li  Battiati  in
  provincia di Catania.
   Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.   2459    -    Interventi   urgenti   per    il    ripristino
  dell'agibilità delle strade nel quartiere di San Giovanni Galermo
  in Catania.
   Assessore Famiglia
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2460  -  Interventi urgenti per il ripristino dei lavori  di
  ristrutturazione della chiesa dell'Idria in Catania.
   Assessore Famiglia
   Assessore Lavori Pubblici
   Assessore Beni Culturali
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2461 - Interventi urgenti per il ripristino di condizioni di
  ordine  pubblico  e pulizia nel quartiere della fiera  in  piazza
  Carlo Alberto, a Catania.
   Presidente Regione
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2464 - Notizie in ordine all'organizzazione della Fiera  del
  libro di Francoforte.
   Presidente Regione
   Assessore Cooperazione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

                   Discussione di disegni di legge

    PRESIDENTE  Si passa al secondo  punto dell'ordine del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Onorevoli  colleghi, propongo il prelievo del disegno  di  legge
  n.  988/A   Disposizioni sul rilascio delle concessioni  di  beni
  demaniali  e sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative
  in materia di demanio marittimo , iscritto al numero 2).


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    LO CURTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, so che quello
  che  sto  per  chiedere  non è del tutto rituale,  conforme  alla
  prassi  prevista  dal nostro Regolamento, ma  c'è  una   vertenza
  agricoltura   che grava pesantemente, come un macigno,  anche  su
  questo Parlamento, su questa Istituzione.
   Ieri,   la   città   era  paralizzata.  I  rappresentati   degli
  agricoltori, scesi in massa ad assediare questa città con  grande
  senso di civiltà, ma che avevano però necessità di fare conoscere
  quale  grave  crisi sta paralizzando una fetta importantissima  e
  strategica dell'economia della nostra Terra, si sono rifiutati di
  incontrare  l'assessore Leontini, ritenendo,  ormai  fuori  tempo
  massimo,  tutto  quello  che doveva costituire  un  tentativo  di
  dialogo   instaurato  dall'assessore  Leontini,   avendogli   già
  preannunziato da oltre un anno che questa crisi sarebbe scoppiata
  ed avrebbe fatto esplodere il sistema agricoltura.
   So  che  il Regolamento non lo consentirebbe, nel senso che  gli
  ordini  del  giorno devono avere materia attinente ai disegni  di
  legge  che  si votano e si trattano nell'Aula del Parlamento.  E'
  vero anche che questa vertenza è fondamentale per gli agricoltori
  che  si aspettano un segnale;  quanto è stato fatto questa  notte
  dal  Presidente Cuffaro, durante la riunione con il Prefetto, non
  è  servito  a  raggiungere l'obiettivo di rasserenare  gli  animi
  degli  agricoltori,  degli imprenditori  i  quali  aspettano  una
  risposta di ben altro tipo.
   Considerato  che  sono  presentatrice  -  con  l'intero   Gruppo
  Movimento per l'Autonomia, più altri deputati che l'hanno firmato
  -  di  un  ordine  del  giorno tendente ad impegnare  il  Governo
  affinché,  nel  chiedere  nelle  somme  che  arriveranno  per  la
  chiusura  del  contenzioso Stato-Regione, si possa stanziare  una
  somma  congrua alle necessità primarie degli agricoltori,  chiedo
  che  si possa - ripeto, in modo anche irrituale rispetto a quanto
  previsto dal Regolamento - discutere di questa mozione.

    ZAGO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  la  Casa  delle
  Libertà  oggi  mi ha fatto sbandare. Infatti sia  stamattina  che
  ieri  ho  letto  sui  giornali di accordi  raggiunti,  difficoltà
  superate nel vertice di lunedì; giustamente, a seguito di  queste
  notizie,  un giornale questa mattina titolava:  L'ARS ingrana  la
  marcia.
   Forse,  bisognava  parlare  di  marcia  indietro    Quello  però
  potrebbe essere un refuso perché, signor Presidente, come lei sa,
  non  sono  uno  di quelli che fa ostruzionismo ma, con  tutto  il
  rispetto  per il suo ruolo e per la sua determinazione,  mi  pare
  veramente  che   la montagna ha partorito il topolino ,  ma  qui,
  abbiamo  superato il senso del ridicolo. Se contiamo  i  deputati
  della maggioranza, infatti, arriviamo ad utilizzare una sola mano
  visto che, credo, siano soltanto in cinque.
   Per   carità,  nessuno  è  indispensabile;  iniziare   però   la
  trattazione  di  disegni di legge con cinque  parlamentari  della
  maggioranza  in  Aula  a  noi  può  anche  stare  bene,  infatti,
  rimarremo   in  Aula,  signor  Presidente,  anche   perché   così
  passeranno   i  nostri  emendamenti  e  bocceremo  quelli   della
  maggioranza.

    PRESIDENTE    Onorevole   Zago,  desideravo   informarla   che,
  attraverso una telefonata appena ricevuta, ho appreso  il  motivo
  delle assenze in Aula, per il quale ci accingiamo a sospendere la
  seduta: né la IV Commissione, né la II hanno completato i  propri
  lavori. Pensavo che lo avessero già fatto. A conclusione del  suo
  intervento, onorevole Zago, la seduta sarà sospesa.

    ZAGO   Sono contento, se il motivo è questo, vuol dire  che  ci
  sono fatti tecnici istituzionali che giustificano ma, se così non
  dovesse essere, sarebbe veramente grave.
   Ne  prendo  atto. Come vede, signor Presidente, la mia  non  era
  un'esigenza strumentale o campata in aria ma reale.
   Prendo atto della sua comunicazione e la ringrazio.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa alle ore  19.55, è ripresa alle ore 20.25).


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Seguito della discussione  del disegno di legge numero 988/A
  «Disposizioni sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e
   sull'esercizio diretto delle funzioni amministrative in materia
                        di demanio marittimo»

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, come  stabilito  prima  della
  sospensione  dei lavori dell'Aula, si prosegue con la discussione
  del  disegno  di legge n. 988/A «Disposizioni sul rilascio  delle
  concessioni  di  beni  demaniali e sull'esercizio  diretto  delle
  funzioni amministrative in materia di demanio marittimo».
   Ricordo  che  l'esame  del disegno di legge  era  stato  sospeso
  nella seduta n. 325 del 25 ottobre 2005, dopo l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.

   Si passa pertanto all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1

          Esercizio attività nei beni demaniali marittimi.

   1.  La  concessione  dei  beni demaniali  marittimi  può  essere
  rilasciata,  oltre  che  per servizi pubblici  e  per  servizi  e
  attività  portuali e produttive, per l'esercizio  delle  seguenti
  attività:

   a)  gestione di stabilimenti balneari e di strutture relative ad
  attività sportive e ricreative;

   b)  esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, cibi
  precotti e generi di monopolio;

   c)    costruzione,   assemblaggio,   riparazione,   rimessaggio,
  stazionamento, noleggio di imbarcazioni e natanti in genere;

   d)  esercizi diretti alla promozione e al commercio nel  settore
  del  turismo,  dell'artigianato, dello sport e delle attrezzature
  nautiche e marittime;

   e)  mantenimento  di porzioni di strutture in  regola  sotto  il
  profilo urbanistico, compatibilmente con le esigenze di cui  alle
  precedenti categorie di utilizzazione.

   2.  Le  concessioni  di  cui  al comma  1  sono  rilasciate  con
  licenza,  hanno durata di sei anni e si rinnovano su domanda  del
  concessionario  da  presentarsi  almeno  sei  mesi  prima   della
  scadenza, fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 42  del
  Codice della navigazione.

   3.  Le  concessioni quadriennali in corso di validità al momento
  dell'entrata  in vigore della presente legge sono  alla  scadenza
  rinnovate  per  sei  anni, fatte salve  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 42 del Codice della navigazione, subordinatamente al
  pagamento  dei  canoni  determinati secondo  il  decreto  di  cui
  all'articolo  3  della  presente  legge.  Il  mancato   pagamento
  anticipato  del  canone  comporta  l'automatica  decadenza  dalla
  concessione.

   4.  Ai  fini delle disposizioni di cui all'articolo 15, lettera.
  a),  della  legge  regionale 12 giugno  1976,  n.  78,  le  opere
  connesse  all'esercizio delle attività di cui  al  comma  1  sono
  considerate  opere  destinate alla  diretta  fruizione  del  mare
  quando  previste  nei  piani  di utilizzo  delle  aree  demaniali
  marittime approvati ai sensi della presente legge e sono soggette
  ai  provvedimenti edilizi abilitativi nei comuni  competenti  per
  territorio,   validi  per  tutta  la  durata  delle   concessioni
  demaniali   marittime,   anche  se  rinnovate   senza   modifiche
  sostanziali».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dagli onorevoli Miccichè e  Morinello: 1.1;
  -dall'onorevole Moschetto: 1.2;
  -dagli onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici: 1.4, 1.6, 1.5,
  1.7, 1.3;
  -dall'onorevole Raiti: 1.8;
  -dall'onorevole Formica: 1.9.
  -dal Governo subemendamento 1.3 bis

    SPEZIALE  Signor  Presidente,  ci  hanno informato che  avremmo
  dovuto esaminare il testo relativo al  DPEF.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, si procederà  prioritariamente
  con  l'esame del disegno di legge n. 988/A, in quanto  su  questo
  disegno di legge ci sarebbe una convergenza di massima.
     L'intendimento dell'Aula è quello di procedere  rapidamente in
  questa direzione.
   Gli  emendamenti 1.1 e 1.2 decadono per assenza, in  Aula,   dei
  firmatari.

   Si passa all'emendamento 1.4. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI     presidente   della   Commissione    e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.6. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI      presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.5. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore  per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI      presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,   l'emendamento  1.7  viene  ritirato   dai
  presentatori   in  quanto è superato dalle  modifiche  introdotte
  all'articolo 1.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 1.3 è sostituito dall'emendamento 1.3 bis a  firma
  del Governo.
     L'emendamento  1.3 bis riporta: «In caso di mancato  pagamento
  entro   i   termini  previsti,  l'Amministrazione   regionale   è
  autorizzata   a   concedere  15  giorni  di  tempo   per   sanare
  l'inadempienza».  Lo  pongo  in  votazione.   Il   parere   della
  Commissione?.

    BENINATI      presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti  seduto; chi  è  contrario
  si alzi

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  1.8.  Il  parere   del
  Governo?

    CASCIO  assessore  per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  so  se
  l'assessore  Cascio ha letto l'emendamento a  firma  del  collega
  Raiti,  -   che  mi sembra essere  di buon senso -,   perchè  non
  vorrei  che l'assessore venisse mosso da furore ideologico contro
  l'opposizione e, in particolare, contro l'onorevole Raiti, con la
  conseguenza  che, vedendo qualcosa proposto dall'opposizione,  di
  buon   senso,  immediatamente,  si  ritrovi   a  dare  il  parere
  contrario.
   L'onorevole   Raiti,   nell'emendamento,   sostiene    che    le
  concessioni,  di cui al comma 1, sono rilasciate subordinatamente
  all'esistenza dei seguenti requisiti:  gli stabilimenti  balneari
  devono  prevedere  uno spazio idoneo per essere utilizzato  dalle
  persone  diversamente abili e gli spazi utilizzati devono  essere
  puliti durante l'intero anno .
   Ovviamente,  non  si  intende  creare  uno  spazio-recinto  dove
  emarginare  i  diversamente  abili.   Non  è  questo  lo  spirito
  dell'emendamento a firma dell'onorevole Raiti.
   Devono   essere  garantite  porzioni  di  spiagge  alla   libera
  fruizione;  una volta  stabilita la quota debba essere  destinata
  alla  libera fruizione, nell'ambito di una regolamentazione   che
  oggi   viene   attribuita   alla  competenza   dei   Comuni,   ma
  l'approvazione  del Piano spiagge è di competenza  della  Regione
  che   definisce e indica ai Comuni la possibilità che, una  parte
  delle  stesse, debbano essere lasciate alla libera fruizione.  Mi
  sembra  di buon senso.
   Il  terzo  elemento è che debba  trattarsi di parti di  spiaggia
  ove  possano  accedere anche  i cani. Bisogna tenere presente  il
  fatto che molte persone andando  al mare portano con loro animali
  domestici.  Si  tratta, quindi, di definire uno  spazio  preciso,
  nell'ambito  di un piano di regolamentazione dell'utilizzo  delle
  spiagge:   una  specie  di piano particolareggiato  a  tutti  gli
  effetti.
   Mi   sembra  un emendamento di buon senso e non capisco, quindi,
  la ragione che spinge il Governo a chiedere all'Aula di esprimere
  un parere negativo, visto che si è espresso negativamente.
   Chiedo,  pertanto,  che il Governo riveda la  propria  posizione
  sull'emendamento   e  chiedo,  altresì,   al   Presidente   della
  Commissione  di  esprimere  il parere positivo,  ed  all'Aula  di
  apprezzarlo positivamente.

    CASCIO   assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Onorevole
  Speziale,  io  non  sono  contrario  all'impostazione  ideologica
  dell'emendamento dell'onorevole Raiti. Quanto riportato in questo
  emendamento  viene  da  me condiviso  nel  merito  ma  è  già   è
  previsto dall'articolo 2 del disegno di legge, laddove si  tratta
  di obbligatorietà dei Piani spiagge.
   Il  disegno  di legge obbliga i Comuni con demanio  marittimo  a
  dotarsi di un Piano spiagge;  la Regione prevederà

    SPEZIALE   Quindi,  saranno  i Comuni  a  prevedere  gli  spazi
  idonei  per la fruizione dei diversamente abili e per gli animali
  di affezione?

    CASCIO   assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Onorevole
  Speziale,  credo che questa norma, così come è scritta,  complica
  molto  il  lavoro,  anche delle pubbliche amministrazioni,  visto
  che,  nei Piani spiagge, obblighiamo i Comuni a prevedere  almeno
  un lido attrezzato, in ogni spiaggia,  per i diversamente abili.
   L'utilizzazione  e  la  pulizia dell'arenile  durante  tutto  il
  periodo  dell'anno, è frutto di un emendamento che ha  già  avuto
  il  parere favorevole del Governo - inserito in un  articolo, non
  ricordo bene se l'articolo  2 o l'articolo 3 - per cui credo  che
  questo  rischierebbe  di  complicare la regolamentazione  pratica
  delle spiagge.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
   Desidero    precisare    che   se   i   chiarimenti    formulati
  dall'Assessore diventassero vincolanti  attraverso l'approvazione
  di  un  ordine  del giorno, potremmo non approvare  l'emendamento
  1.8,   ma   indicare  al  Governo  in  che  modo  procedere   per
  l'elaborazione  dei Piani spiaggia, cioè quali direttive  fornire
  ai comuni per l'elaborazione dei suddetti piani.

    ZAGO   Signor Presidente, la ringrazio, ma credo che non  aiuti
  anche  perché  l'intervento dell'Assessore anziché  agevolare  la
  questione,   l'ha  complicata  perché  fa  riferimento  al  Piano
  spiagge.
   Nessuno  vuole  limitare l'autonomia dei comuni che  andranno  a
  redigere tali Piani, ma ha ragione l'onorevole Speziale, poiché è
  necessaria  una norma che metta dei paletti e quali  sono  questi
  paletti?  Quelli  indicati  nell'emendamento,  al  di  là   della
  formulazione fatta.
   Sono  io che, al contrario, faccio una proposta, l'importante  è
  che se ne accolga lo spirito, poi, se il Governo ritiene di dover
  procedere ad una riformulazione, proceda pure.
   Spiego   la  proposta  anche  perché  ne  abbiamo  discusso   in
  Commissione  che,  fra  l'altro, era orientata  positivamente,  a
  proposito  dei   diversamente abili ,  anche  qui  -  ha  ragione
  l'onorevole Speziale - non vogliamo riservare 50 metri  quadrati,
  ma l'idea è di attrezzare gli spazi in modo che siano accessibili
  alla  fruizione  anche  per loro. Questo,  se  è  norma,  diventa
  vincolante nella redazione del Piano spiaggia.
   Così  pure  per  gli animali. Il problema non è di  avere  o  no
  rispetto  per  gli animali. Il problema è di avere  rispetto  per
  questi,  ma anche per le persone, perché un conto è che ci  siano
  delle aree attrezzate per questo fine, altro conto è avere,  come
  è  capitato  a  tutti,  i  cani sguinzagliati  in  spiaggia  che,
  talvolta,  possono comportare anche dei pericoli per i bambini  e
  per la pubblica incolumità.
   Ultima  cosa, signor Presidente, abbiamo assunto in  Commissione
  un  atteggiamento  di  disponibilità per  governare  il  problema
  dell'utilizzo del demanio marittimo, però non si può  passare  da
  un  eccesso all'altro: prima le spiagge completamente  libere  ed
  ora tutte vincolate per la fruizione degli stabilimenti balneari.
   Credo  che non sia un problema di Piano spiagge, ma di  norme  e
  deve  essere prevista una percentuale, almeno la metà di  spiagge
  libere.   Dobbiamo  permettere  a  chi  non  vuole  andare   allo
  stabilimento balneare di poter andare lì a piazzare l'ombrellone.
   Cosa  vuol  dire  che adesso affidiamo tutto  agli  stabilimenti
  balneari per sei, nove, dodici anni?
   E'  giusto  mettere nelle migliori condizioni  gli  stabilimenti
  balneari  per  organizzare  le loro strutture,  perché  producono
  lavoro,  reddito e servizi per la collettività, ma  non  possiamo
  dimenticare  coloro  che  vogliono continuare  ad  utilizzare  la
  spiaggia libera.
   Pertanto,  siamo ancora disponibili a partecipare alla redazione
  di questo provvedimento legislativo, non dimenticando però che  i
  signori   nessuno  devono essere tutelati, contemplati  e  devono
  trovare un loro spazio all'interno del demanio.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà, anche se il Governo  mi  ha  appena
  chiesto  di  accantonare  l'articolo per poterlo  riformulare  in
  maniera tale da non determinare i problemi che ha annunciato.

    RAITI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   accolgo
  favorevolmente   tale   richiesta,  vediamo   come   sarà   fatta
  l'elaborazione, volevo però fare solo una precisazione.
   Se  si  ricorda,  onorevole  Cascio, questo  argomento  è  stato
  oggetto  di dibattito sia in Commissione, sia in una trasmissione
  tenutasi  in  una famosa radio siciliana in cui abbiamo  discusso
  abbondantemente su questi argomenti.
   Effettivamente  il  dibattito  è  andato  nella   direzione   di
  accogliere  queste mie proposte, che erano condivise,  e  se  non
  ricordo  male  erano  condivise, nella sostanza,  anche  da  lei,
  confermate   adesso   dalla   sua  decisione   di   rielaborarlo;
  personalmente, sono assolutamente d'accordo.
   La  forma  la possiamo cambiare, ma quello che interessa  è  che
  la  sostanza  venga  recepita  nel  disegno  di  legge  perché  è
  opportuna, tra l'altro, saggia ed equilibrata.

    BENINATI   presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente della Commissione e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  le  concessioni  di cui al  comma  1  sono  rilasciate
  tenendo conto di determinati requisiti.
   Può  succedere,  e  l'abbiamo sentito anche nelle  audizioni   -
  forse  i  colleghi non ricordano bene - in Commissione da  alcune
  persone diversamente abili e, in effetti, anche loro si sono resi
  conto che, in alcune realtà, ci sono dei territori scoscesi per i
  quali metteremmo un vincolo insensato.
   Quindi,  laddove  è  possibile, dove  già  naturalmente  si  può
  creare questa situazione, faccio questa proposta:  Le concessioni
  di  cui  al  comma  1 sono inoltre rilasciate tenendo  conto  dei
  seguenti  requisiti: gli stabilimenti balneari  devono  prevedere
  uno  spazio idoneo per essere  utilizzate da persone diversamente
  abili  e  gli spazi utilizzati devono essere puliti in  tutto  il
  periodo  dell'anno;  devono  essere  garantite  le  porzioni   di
  spiaggia  libera  alla  fruizione - non mi sembra,  perché  nella
  concessione  noi  non possiamo mettere cose che  non  concepiamo,
  quindi  non ha senso - e se si vuole quello dei cani, non capisco
  forse  la  ratio,  comunque  chiuderei  così  l'emendamento,  non
  aggiungendo nient'altro, perché la cosa più importante che  si  è
  osservato,  e  che ritengo giusto sotto il profilo  sociale,  era
  quello dei diversamente abili, una questione giusta per chi  l'ha
  proposta, in più con il fatto di essere puliti. E ciò è giusto ed
  è in questo senso la mia proposta.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  propongo   di   accantonare
  l'emendamento 1.8 per essere riscritto e successivamente porlo ai
  voti.
   Una  osservazione a chi sta predisponendo la riformulazione: non
  parlerei di cani, ma di animali di affezione perché altrimenti se
  uno porta un gatto o un coniglio potrebbero nascere dei problemi.
  Peraltro, è oramai nota questa definizione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Richiesta di prelievo del disegno di legge «Interventi in
   materia di cooperative agricole e norme in materia di camere di
               commercio» (392-402-763 - Stralcio I/A)

    SPEZIALE  Signor Presidente, per utilizzare a pieno  il  nostro
  tempo,  considerato che la Commissione bilancio ha dato copertura
  finanziaria,  nelle  more  che il collega  scriva  l'emendamento,
  chiedo  il  prelievo  del  disegno di  legge  iscritto  al  n.  6
  dell'ordine  del  giorno   Interventi in materia  di  cooperative
  agricole  e norme in materia di camere di commercio  nn. 392-402-
  763  - Stralcio I/A, e ritornare, successivamente,  all'esame del
  disegno di legge numero 988/A.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  considerato   i   numerosi
  emendamenti  a questo disegno di  legge, proporrei di  completare
  il disegno di legge in esame. La richiesta non è accolta.

           Riprende l'esame del disegno di legge N. 988/A


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   PRESIDENTE. Dichiaro, quindi, accantonato l'emendamento 1.8.
   Si passa all'emendamento 1.9 a firma dell'onorevole Formica.
   Onorevole  Formica,  visto  che una parte  del  suo  emendamento
  rientra nell'emendamento di riscrittura, la prego di  coordinarne
  la  stesura con la Commissione, diventando a questo punto  unico.
  Lo dichiaro accantonato.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
           Periodo di gestione degli stabilimenti balneari

   1.  La  gestione di stabilimenti balneari è consentita per tutto
  il  periodo  dell'anno, limitatamente all'uso elioterapico  delle
  relative  strutture ed attrezzature da individuarsi nel numero  e
  nel  tipo  mediante previsione di apposita clausola nel  relativo
  titolo concessorio o comunque in apposito provvedimento.

   2.  Relativamente  alle  concessioni in  corso  di  validità  al
  momento  dell'entrata  in  vigore  della  presente  legge,  l'uso
  ampliato  ai  sensi del comma 1 è riconosciuto su  richiesta  del
  concessionario e subordinatamente al pagamento del conguaglio del
  canone.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   -dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 2.1;
  -dall'onorevole Moschetto: 2.2, 2.3;
  -dagli onorevoli fleres, Catania Giuseppe e Maurici: 2.4;
  -dall'onorevole Spampinato: 2.5.

   Si passa all'emendamento 2.1.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare,

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, ho presentato  gli  emendamenti
  soppressivi  a  tutti gli articoli inerenti a questo  disegno  di
  legge.
   Il  mio  intendimento non è né di migliorare né di renderlo  più
  decente perché, di per sé, tutto il disegno di legge è osceno.
   Nel  suo  intervento, l'onorevole Zago ha fatto  riferimento  al
  fatto  che  questo  disegno  di legge  con  il  pretesto  che  la
  Capitaneria  di  Porto, in base a una norma nazionale, non ha più
  la  competenza della gestione del demanio marittimo,  si   affida
  alle regioni.
   La  Regione  non  doveva prendere il posto della Capitaneria  di
  Porto, modificando di fatto la competenza della concessione delle
  stazioni balneari già assegnate.
   Con  questo  disegno  di legge si è fatto un  tentativo;  qui  è
  presente l'Assessore alle finanze, l'onorevole Cintola, il  quale
  è   andato  a  nozze  all'idea  di  dare  le  nostre  spiagge  in
  concessione a terzi poiché ne potrebbe ricavare un vantaggio,  un
  introito   di tipo finanziario tale da poterlo poi inserire  come
  entrata nel bilancio della Regione del 2006.
   Ha  fatto  una previsione di chissà quanti miliardi di euro  che
  possono entrare da questa concessione  Si tratta di  questo:   di
  gonfiare  in  maniera esponenziale il possibile introito  di  una
  somma che, probabilmente, non entreranno.
   Ed  è  questo il vero obiettivo. Secondo me non sta  a  cuore  a
  questa  maggioranza, a questo Governo la regolamentazione   delle
  norme di concessione delle aree marittime e basta vedere quanto è
  stato scritto in questo disegno di legge.
   Addirittura,  nell'ultimo  comma dell'articolo  1  si  tenta  di
  sanare  e  di  inglobare,  con  una sorta  di  sanatoria,  quelle
  costruzioni che ricadono nel demanio marittimo e che sono ad  uso
  abitativo, facendoli poi tramutare in possibili stazioni balneari
  postume.
   Questa  la  dice lunga su come si vogliono veramente  gestire  e
  tutelare  le  nostre spiagge, perché noi non abbiamo  bisogno  di
  nuovi  insediamenti balneari, abbiamo bisogno di regolamentare  e
  lasciare più possibile le spiagge libere.
   Ieri  ho  detto  che  la nostra Regione, la  nostra  Isola  è  a
  vocazione  turistica,  se un turista vuole  andare  nelle  nostre
  spiagge lo fa perché le vede  libere, belle, solari, invidiate da
  tutti, tant'è che molti stranieri vengono in Sicilia non cercando
  gli  ombrelloni  o le stazioni balneari, ma per  usufruire  delle
  spiagge  libere  e  queste  diventeranno  private,  perché   ogni
  imprenditore, ogni concessionario che paga un canone lo sfrutterà
  come una risorsa privata e ciò significa privatizzare, fare delle
  barriere, chiudere i varchi.
   Non  a  caso  l'emendamento proposto dall'onorevole Formica,  su
  suggerimento dell'onorevole Granata, mi pare un tentativo, a  mio
  avviso, che non sana la contraddizione di questo disegno di legge
  perché  si  dice al concessionario di mantenere la pulizia  delle
  zone limitrofe alla sua  area concessa.
   E,  personalmente, ritengo impossibile che il concessionario  di
  determinati metri quadrati di spiaggia pulisca  una non precisata
  spiaggia  libera limitrofa E chi lo stabilisce?  Chi  ne  pone  i
  confini?
   Si  tratta  di  una cosa che, secondo me, non  regge,  anzi,  mi
  sembra inapplicabile.
   Comprendo   che   il   tentativo  dell'onorevole   Formica,   su
  suggerimento  dell'assessore Granata, era quello di  tappare  una
  falla  ai rilievi sollevati da me ieri, ma mi sembra un tentativo
  poco  fattibile  dal  punto  di  vista  materiale  e  tecnico  e,
  soprattutto, amministrativo.
   Io,  concessionario  di una stazione balneare,  devo  pulire  le
  spiagge?  Questo  è  un  compito della  struttura  pubblica,  dei
  Comuni, quando gli stessi hanno la possibilità attraverso i fondi
  a loro disposizione, non del concessionario.
   Diversamente,  il concessionario dovrebbe far gravare  la  spesa
  non  si  sa  su  chi. La farà gravare sui cittadini che  accedono
  all'interno della stazione balneare.
   Non  mi pare che questa sia un'operazione intelligente. Mi pare,
  piuttosto,  un tentativo maldestro per mettere una toppa  ad  una
  falla su tutta questa normativa.
   Una  cosa,  infatti, è rilevare le competenze della  Capitaneria
  di  Porto  -  che  non intende adempiere, in base  ad  una  legge
  nazionale  - altra cosa è questo tentativo, poco concreto,  sotto
  il profilo tecnico-amministrativo.
   Di  conseguenza, la mia richiesta di soppressione  dell'articolo
  2, come di tutti gli articoli,  ha questo fine.
   Spero  che  i  colleghi  lo  approfondiscano  in  modo  efficace
  perché, ieri, dall'intervento dell'onorevole Acierno - anche  se,
  forse,  estremizzava  - traspariva il tentativo   che  le  nostre
  stazioni  balneari debbano diventare dei luna  park,  dei  parchi
  giochi notturni o di altro genere ludico.
   E'  chiaro  che  non  è  competenza  del  legislatore  regionale
  definire  e  classificare la gestione del  demanio  marittimo  in
  questi termini.
   Si  tratta  di  una competenza diversa, dobbiamo dare  le  linee
  generali, mantenendo integro il concetto di spiaggia libera.
   Nella  misura  in  cui i Comuni, la Regione,  hanno  bisogno  di
  soldi,  come attualmente avviene e come tutti sappiamo, è  chiaro
  che  il tentativo di concedere più terreno possibile ad un prezzo
  di  mercato,  tanto  ci  sono coloro che usufruiranno  di  questo
  servizio,  porta ad un grave danno, non solo per  l'ambiente,  ma
  alla  cattiva  gestione,  al  tentativo  che  le  nostre  spiagge
  diventeranno un bailamme.
   Come  ho  detto ieri, nella nostra Regione, vi sono molte  forme
  di confusione: urbanistiche, sociale e, soprattutto, ambientale.
   Onorevoli colleghi, sono contrario, quindi, a questo disegno  di
  legge  perché  è stato predisposto  male, è stato portato  avanti
  con  premura,  con  una certa esigenza soprattutto  di  carattere
  finanziario,  perché  queste centinaia  di  milioni  di  introiti
  calcolati fanno bene alle nostre magre casse regionali.
   Mi  pare  che  il tentativo sia solo questo e che non  ci  siano
  altre ragioni per procedere con maggiore attenzione.
   Non  sono  contrario al disegno di legge per principio ma,  come
  ho  detto prima, perché è stato predisposto male, portato  avanti
  con   una   certa  premura,  solo  per  necessità  di   carattere
  finanziario.
   Come si dice spesso  la gatta frettolosa fa i gattini ciechi   e
  mi pare che questo disegno di legge sia completamente cieco.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi, gli emendamenti 2.2 e 2.3  sono  dichiarati
  decaduti.
   Comunico  che l'emendamento 2.4 è superato dall'emendamento  2.4
  bis a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario   si
  alzi.

                            (È approvato)

   Si passa all'emendamento 2.5. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
    Suddivisione zone costiere e determinazione canoni demaniali

   1.  Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente  legge,
  con   decreto  dell'Assessore  regionale  per  il  territorio   e
  l'ambiente, di concerto con l'Assessore regionale per il turismo,
  le comunicazioni e i trasporti, sono individuate le zone costiere
  di  alta,  media  e bassa valenza turistica del territorio  della
  Regione, in conformità alle previsioni di cui all'articolo 6  del
  decreto ministeriale 5 agosto 1998, n. 342.

   2.  Nei  successivi  sessanta  giorni,  sono  determinati  nuovi
  canoni  demaniali  marittimi  con decreto  del  Presidente  della
  Regione, su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente di concerto con l'Assessore regionale per il  bilancio
  e le finanze.»

   Comunico   che,   all'articolo  3,   sono  stati  presentati   i
  seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Miccichè e  Morinello: 3.1;
   dall'onorevole Moschetto: 3.2;
   dall'onorevole Spampinato:  3.3;

   Si  passa all'emendamento 3.1, lo pongo in votazione.  Il parere
  del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole  si
  alzi.

                         (Non è  approvato)

   Dichiaro  decaduto l'emendamento 3.2 per assenza  dall'Aula  del
  firmatario.   Si   passa   all'emendamento   3.3   dell'onorevole
  Spampinato. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Signor Presidente,  all'articolo 3 avevo  presentato
  degli emendamenti soppressivi.

    PRESIDENTE   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
          Piani di utilizzo delle aree demaniali marittime

   1.  Le attività e le opere consentite sul demanio marittimo,  ai
  sensi dell'art. 1 della presente legge, possono essere esercitate
  e  autorizzate  solo  in conformità alle previsioni  di  appositi
  piani  di  utilizzo  delle  aree demaniali  marittime,  approvati
  dall'Assessorato  regionale  del territorio  e  dell'ambiente  su
  proposta dei comuni costieri.

   2.  I  comuni devono presentare la proposta di cui  al  comma  1
  entro  centottanta giorni dalla emanazione di un apposito decreto
  dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente.  Decorso
  infruttuosamente  tale  termine  l'Assessore  può   nominare   un
  commissario ad acta per provvedere in via sostitutiva.

   3.  In  fase  di prima applicazione e fino all'approvazione  dei
  piani  di  utilizzo di cui al presente articolo è  consentito  il
  rilascio  di nuove concessioni demaniali marittime con prevalenza
  delle  previsioni contenute nei piani di utilizzo successivamente
  approvati.»

   Comunico  che  all'articolo 4 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   dall'onorevole Miccichè: 4.1;

    MICCICHE'    Chiedo  di  parlare per  illustrare  l'emendamento
  4.1.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, a termini di Regolamento,  prima
  ancora   di    mettere  in  votazione  l'emendamento  soppressivo
  dell'articolo  3  e, successivamente, indirne la  votazione   nel
  testo  risultante, avrebbe dovuto darmi la parola per consentirmi
  di  illustrare  l'emendamento a mia firma,  considerato  che  ero
  presente in Aula e che avevo espressamente chiesto di intervenire
  per illustrare gli emendamenti di cui ero primo firmatario.
   Ritengo   che  il  suo  atteggiamento  sia  una  pura    tattica
  parlamentare; furbizie che lasciano il tempo che trovano.

    PRESIDENTE  Onorevole Micciché,  sono tenuto a darle la  parola
  se lei la chiede formalmente.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  preliminarmente  per  sottolineare  ancora  una  volta  che  sono
  contrario  a  tutti  gli  articoli  del  disegno  di   legge   in
  discussione, ancor di più all'articolo 4.
   Ritengo  che l'articolo 4 sia una delle perle di questo  disegno
  di   legge   soprattutto  quando  riporta:   In  fase  di   prima
  applicazione  e fino all'approvazione  dei piani di  utilizzo  di
  cui   al  presente  articolo è consentito il  rilascio  di  nuove
  concessioni  demaniali marittime con prevalenza delle  previsioni
  contenute nei piani di utilizzo successivamente approvati .
   Chiunque  di  noi conosce i tempi della burocrazia  dei  comuni,
  degli  uffici  tecnici  comunali e la politica  dei  comuni,   sa
  benissimo  che  tanti  di essi  devono ancora  redigere  i  piani
  particolareggiati,  i piani regolatori generali e, poiché  questi
  stessi non hanno i fondi necessari

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.  Gli  uffici
  tecnici hanno gli incarichi.

    MICCICHE'   Noi  sappiamo  altresì  che  sugli  uffici  tecnici
  gravano numerose competenze,  sono oberati di ben altro lavoro  e
  spesso   i   comuni  danno  in  affidamento  gli   incarichi   di
  progettazione, alla fine si tratta di questo
   Una    programmazione  concernente gli  incarichi  di  progetto,
  specialmente  dei  Piani, che bisognano di una programmazione  e,
  quindi,  hanno bisogno di tempi e  siccome questi saranno  troppo
  lunghi, nel contempo, l'Assessorato di competenza ne affiderà  le
  concessioni.
     Poco  fa, con una velocità estrema,  è passato un emendamento,
  a  firma  degli  onorevoli  Fleres ed  altri,  con  il  quale  si
  stabiliscono  le  proroghe, deroghe delle  concessioni,  fissiamo
  addirittura  la  data.  E' probabile che a  questa  data  ci  sia
  qualcuno interessato  Non è così, onorevole Fleres
   Lei  è stato talmente veloce, più veloce della luce, che non  ha
  dato il tempo di discutere l'emendamento 2.4 a sua firma.
   La  sua  furbizia  sta anche in questo,  nel  bypassare   tutti,
  nella  disattenzione generale fare passare l'emendamento 2.4  con
  il quale stabiliremo a chi dare la concessione o la deroga.
   Siamo   arrivati  a  questo  punto   Ci  siamo  trasformati   in
  consiglio comunale  Non c'è niente di disonorevole nell'essere un
  consiglio  comunale, ma è una competenza dei  consigli  comunali,
  dei sindaci, dell'amministrazione.
   Noi  dobbiamo  fare un programma generale e dire che le  spiagge
  sono  libere  e invece  non abbiamo la competenza  di  dirlo,  ma
  abbiamo  la competenza di dire a chi dobbiamo dare le concessioni
  attraverso questi piccoli trucchetti di emendamenti
   La  verità è questa  Non perché sono contrario per principio, ma
  il criterio  è sbagliato.
   Non  mi  affido  al Commissario regionale per  il  controllo  di
  questi  atti  in quanto, probabilmente, vi passerà  un  colpo  di
  spugna, mi auguro di no, però è chiaro che vi sono delle enormità
  incostituzionali
   Abbiamo  espropriato  con apposite leggi, abbiamo detto  che  le
  competenze   sono  dei comuni per delega, in base  ad  una  legge
  nazionale, la numero 142, recepita con la legge regionale  numero
  48,  e  noi invece andremmo a stabilire  principi sulla scadenza,
  sul termine, sulla data  Non lo  ritengo serio
   Credo,  per  queste  ragioni, che questo disegno  di  legge  non
  debba varcare la soglia dell'approvazione in questa Aula, non  lo
  considero giusto.
      Per   queste   ragioni,   ed   entrando   nella   discussione
  dell'articolo  4,  all'emendamento  soppressivo  4.1,  chiedo  ai
  colleghi  di votare contro in quanto, in sostanza, si sostituisce
  nelle competenze che, in questo caso, non sono dell'Assemblea  in
  quanto vanno nello specifico e nel dettaglio e a noi non compete.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   pongo    in    votazione
  l'emendamento soppressivo 4.1. Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  4.2  a  firma  della  Commissione  e
  dell'onorevole  Raiti:   Al  comma 1 aggiungere  dopo  le  parole
   marittime   che  devono prevedere appositi  spazi  dove  possano
  accedere animali di affezione . Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, per chiudere  questa  vicenda,
  che  era contenuta nell'emendamento 1.8, è il caso di leggere gli
  emendamenti  di  riscrittura   1.8 e  1.9  perché  completano  le
  materie contenute nell'emendamento dell'onorevole Raiti.
   L'emendamento  R1.8  e n. 1.9, recita:  Aggiungere  il  seguente
  comma   le concessioni di cui al comma 1 sono rilasciate  inoltre
  tenendo  conto,  ove  possibile,  dei  seguenti  requisiti:   gli
  stabilimenti  balneari  devono prevedere uno  spazio  idoneo  per
  essere utilizzato dalle persone diversamente abili .

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  solo
  precisare due cose, se mi consentite. Innanzitutto nella  stesura
  dell'emendamento R 1.8 e R 1.9  ove possibile  mi pare eccessivo,
  basta  mettere  le concessioni di cui al comma 1 sono  rilasciate
  tenendo conto dei seguenti requisiti.
   Le  parole   ove possibile', indicano  una discrezionalità,  non
  un    obbligo,   con   ove  possibile'  sembra  che  vi  sia   la
  possibilità di non addivenire a questa soluzione.
   Poi  è  stato  dimenticato  l'altro punto  che  io  ho  previsto
  nell'emendamento R 1.8 e che ritengo si possa inserire nel  comma
  4 insieme a quello degli animali da affezione.
   Lì  bisognerebbe  aggiungere che nei  piani  di  utilizzo  delle
  spiagge devono essere sempre garantite porzioni di spiaggia  dove
  sia  possibile accedere alla libera fruizione, perché non  vorrei
  che  nei  piani  di utilizzo predisposti dai  comuni,   tutte  le
  spiagge di pertinenza di un comune siano   date in concessione  e
  quindi tutte siano a pagamento.
   Io  ritengo  che  nei piani di utilizzo debbano essere  previste
  anche  delle spiagge libere dove tutti possano accedere e  quindi
  la  parte di emendamento dell'R 1.8 l'aggiungerei pedissequamente
  all'emendamento  che  integra il comma 4, riguardante  appunto  i
  piani di utilizzo.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo per  sottolineare  un
  punto,  secondo me l'emendamento R 1.8 è scritto male  nel  senso
  che  la  frase   ove  possibile   non  deve  essere  scritta  nel
  cappelletto  iniziale, cioè le  concessioni  di cui  al  comma  1
  sono rilasciate inoltre tenendo conto   ove possibile' da qua  va
  toltoe   va  inserito giù, cioè dove si dice    gli  stabilimenti
  balneari  devono  prevedere,   ove  possibile,   uno  spazio  per
  diversamente abili , va qui l'ove possibile, non prima  ,  perchè
  se  no  sembra  come  dire  che  nella fretta  abbiamo  sbagliato
  l'articolazione:  Ripeto   l'ove  possibile  va  giù  non  è  nel
  rilascio delle concessioni.

    PRESIDENTE    Si   riprende  l'esame   dell'articolo   4,    in
  precedenza  accantonato.   Onorevoli colleghi,  poichè  sul  tema
  degli  animali  da  affezioni mi pare che siamo tutti  d'accordo,
  votando l'emendamento 4.2,  potremmo chiudere l'articolo 4.
   Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione.

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame  dell'articolo 1 e  dell'emendamento  1.8.
  L'opinione della Presidenza è che andrebbe scritto meglio, allora
  poichè stiamo andando abbastanza bene,  sia pure ciascuno con  le
  proprie  posizioni  e  le  proprie  opinioni,  lasciamolo  ancora
  accantonato,   scriviamolo  bene,  perché   altrimenti   non   ci
  intendiamo.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente, io sono d'accordo  con  lei,    però
  voglio sollevare problemi non solo di forma ma anche di merito.
   Allora, la prima questione di merito è,  come lei ed altri e  lo
  stesso  Assessore avete notato, che  ove possibile'  deve  essere
  cassato dal punto in cui  è sistemato in questo momento,  ma  non
  mi   sta  bene  nemmeno  dove  lo  vuole  collocare  l'Assessore.
  L'Assessore cosa dice, infatti:  devono creare ove possibile  gli
  spazi  per  le persona diversamente abili  , cioè ove  possibile,
  senza  sforzo,  se  non  è possibile, non  si  fa  nulla.  Devono
  prevedere e basta, non  ove possibile'.

    CASCIO   assessore  per il territorio  e  l'ambiente.   C'è  un
  problema di accesso ai siti, non tutti i siti sono accessibili.

    ZAGO   La  seconda cosa, ma questo è implicito,  è  chiaro  che
  sulla  scogliera  non  si  può pensare  di  accedere,  ma  allora
  specifichiamolo  meglio. La cosa che manca del  tutto,  invece  -
  spero  che sia una dimenticanza per via del tipo di formulazione,
  è  che  qui il rilievo,  su cui pare invece che poco fa ci  fosse
  convergenza   delle  spiagge libere,  non è  stato  assolutamente
  contemplato.
   Cioè  qui  dobbiamo  stabilire che  nessun  piano  spiaggia  può
  destinare  il  demanio  solo e totalmente  alla  fruizione  degli
  stabilimenti  balneari. Io rivendico il diritto,  per  me  e  per
  tutti  gli  altri  che  vorranno farlo, di  andare  in  spiaggia,
  piazzare  l'ombrellone  e non avere rapporti  di  dipendenza  con
  alcuno, con tutto il rispetto per gli stabilimenti balneari  che,
  come ho detto poco fa, svolgono anzi un servizio di ricezione, di
  ristorazione,  di  tutto  quello che  sappiamo,  ma  deve  essere
  previsto questo paletto nella redazione dei piani-spiagge,   deve
  essere prevista la percentuale, almeno il cinquanta per cento  di
  demanio marittimo,  per le spiagge libere.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  anche  per
  cercare  di  dare  un  pò  di tono alla legge,  vorrei  fare  una
  proposta.  Io  ritengo  che  dobbiamo  tenere  presente  qual   è
  l'oggetto  della  legge  e quali sono le  esigenze  che  dobbiamo
  tutelare attraverso la normativa. Una delle esigenze è quella  di
  garantire la fruizione libera delle spiagge e quella di garantire
  comunque  la  pulizia delle stesse spiagge libere  durante  tutto
  l'anno.
   Ora,  considerato  che  forse  è  poco  elegante  immaginare  di
  regolamentare  all'interno  della  legge  anche  l'onere  per   i
  concessionari della pulizia delle spiagge,  la proposta è  quella
  di  fare  un  unico ordine del giorno che impegni  il  Governo  a
  prevedere  una  percentuali adeguata di spiagge  libere  e  nello
  stesso  tempo  gli  oneri  per coloro i quali  hanno  concessioni
  limitrofe  alle  spiagge  libere, anche eventualmente  decurtando
  altri oneri, al fine di garantire la pulizia delle stesse
   Tradurre,  quindi, tutto in un ordine del giorno che impegni  il
  Governo da una parte ad immaginare, in maniera determinata,   una
  percentuale  di  spiagge libere e dall'altra non inserendo  nella
  norma,  nella legge, ma nello stesso ordine del giorno, l'impegno
  per  i  concessionari limitrofi di garantire anche separatamente,
  in  maniera  percentuale, la pulizia delle stesse spiagge  libere
  per tutto l'anno.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, mi  sembra  che  la  proposta
  dell'onorevole Spampinato sia molto ragionevole, se il Governo  è
  d'accordo.
   Onorevole  Spampinato dovrebbe a questo punto  formalizzare   un
  ordine del giorno o integrare quello già presentato.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  C'è  un
  ordine  del  giorno presentato a firma dei colleghi Spampinato  e
  Leanza,  ritengo  che possa essere integrato  con  questo  limite
  minimo  di  spiaggia  da  lasciare alla  libera  fruizione,  come
  proposto dall'onorevole Spampinato........

    ODDO  Una quota, poi si vede.

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.  Si  parlava
  di  un  dieci per cento minimo da lasciare  alla libera fruizione
  rispetto  all'entità  della spiaggia, però possiamo  mettere  una
  quota così non individuiamo un numero, meglio ancora.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, è stato  giustamente  introdotto
  dal  legislatore un nuovo strumento di pianificazione, da  quando
  si  è  dato vita alla riscoperta del rapporto col mare e  con  le
  spiagge il legislatore ha ritenuto che le spiagge debbano  essere
  pianificate come qualsiasi porzione del territorio, questo  è  il
  concetto. Nella pianificazione delle spiagge la competenza è data
  ai  comuni,  i  comuni debbono predisporre un piano  di  utilizzo
  delle spiagge, non  debbono predisporre un piano di utilizzo  dei
  lidi,  esclusivamente dei lidi. Le spiagge debbono contenere  nel
  piano  possibilmente  lidi, possibilmente attrezzature pubbliche,
  giochi per i bambini, spazi dove mettere i cani, tutto quello che
  deve essere previsto.
   Per  cui,  quando qui si dice che una quota deve essere prevista
  come  spazio almeno nella misura del 50 per cento  o del  10  per
  cento  o del 5 per cento,   noi dobbiamo determinarci sulla  base
  dell'orientamento  dei  piani  dei comuni.  Possiamo  dare  delle
  prescrizioni,  dei  suggerimenti, delle indicazioni.  Nell'ambito
  delle  indicazioni  noi possiamo dire che le spiagge  che  devono
  essere  utilizzate per concessioni non devono superare il 50  per
  cento dell'area complessiva.
   Lo  dobbiamo  fare  con  legge,  non con un  ordine  del  giorno
  perché  la parte rimanente del 50per cento viene pianificata  dai
  comuni;   per cui i comuni, fino al 50 per cento devono prevedere
  concessioni  in  quelle aree, per le parti rimanenti  le  possono
  pianificare  secondo le esigenze dei comuni  stessi,  secondo  le
  esigenze della pubblica utilità.
   Questo  è  il  principio che deve informare in qualche  modo  la
  legge.  Per  cui,   signor Presidente, io eviterei  tutti  questi
  emendamenti  che sono stati presentati, chiederei al  Governo  di
  predisporre  all'articolo 4  un comma aggiuntivo in cui  si  dice
  che   le  concessioni demaniali, nella formazione  dei  piani  di
  utilizzo  delle  spiagge, non devono superare  il  50  per  cento
  dell'intera  area',  perchè, prevedendo  il 50  per  cento  delle
  concessioni  demaniali e le parti rimanenti per  altro  utilizzo,
  tra  cui anche la possibilità di fruire dell'accesso libero  alla
  spiaggia   o  altro,  se il comune vuol  fare nella  spiaggia  un
  gioco  per  i  bambini, lo può fare, il comune si  attrezza  come
  vuole,  qualsiasi comune,  sulla base di quello che  deciderà  di
  fare.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  il  problema  è  di   natura
  tecnica.  Abbiamo già votato  l'articolo 4, per cui  noi possiamo
  o  inglobare tutta questa materia nell'emendamento 1.8 riscritto,
  oppure prevedere un articolo 4 bis.
     Poichè,  come dicevo,  la materia è molto delicata  da  questo
  punto  di  vista  e  per  quello che ho  sentito,  piuttosto  che
  affrettarci  a scrivere una norma che potrebbe forse  non  essere
  scritta  bene per la fretta,  la mia proposta è questa: chiudiamo
  l'articolo   1,   consideriamo   tutta   la   materia   contenuta
  all'emendamento 1.8  un articolo aggiuntivo, lo scriviamo bene  e
  andiamo avanti con gli altri articoli.
   Così  fino alla fine della seduta abbiamo il tempo per  scrivere
  questo articolo aggiuntivo in maniera che tenga conto delle cose,
  devo dire complessivamente estremamente corrette e condivisibili,
  che ciascuno ha manifestato nel corso del dibattito.
   Gli onorevoli Formica e Arcidiacono rinunciano a parlare.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, non voglio  incentrare  la  mia
  discussione  su  una   questione di  carattere  personale.  Pochi
  minuti   fa,   per  l'ennesima  volta,  ho  fatto   rilevare   la
  contraddizione dell'articolo 4, specialmente al comma 3. Mi  pare
  che  la  discussione  che si è innescata successivamente  al  mio
  intervento,  che faceva riferimento ad altri ragionamenti, sia un
  pò  tardiva,  tranne che quando si capisce che quello  che  si  è
  votato  no' serve. Ma già il danno è stato fatto
   E'  un  danno non superabile,  tranne che possiamo dire  abbiamo
  scherzato'  e  le  votazioni che abbiamo fatto  non  hanno  alcun
  valore.  Non  mi pare che questo si possa fare,  ne  tanto  meno,
  signor  Presidente,  lei può avallare una cosa  del  genere.  Per
  cui,  visto  che il danno è stato fatto,  non si può superare  in
  brevissimo tempo con un accantonamento di pochi minuti. Qui è  da
  rivedere un poco tutto.
   Io  non  lo so se con l'articolo 125 sia possibile sistemare  la
  cosa,  non  so  se tecnicamente, qualcuno potrebbe dare  maggiori
  delucidazioni  in  merito, ma è chiaro che  le  osservazioni  che
  avevo fatto,  per quanto riguarda gli articoli 1, 2, 3 e 4,   ora
  si stanno mettendo in luce.
   Poco  fa  dicevo che  la gatta frettolosa fa i gattini  ciechi',
  per  cui non credo sia facilmente superabile  questo ostacolo con
  una   aggiustatina' a  posteriori con un articolo aggiuntivo   ad
  un  articolo  non  ancora  approvato che  fa  riferimento  e  che
  rettifica quello già approvato.
   Non  mi  pare  possibile, signor Presidente;   si  è  acclarato,
  infatti,  da diversi interventi, anche da parte di deputati della
  maggioranza,  anche  testé  dall'Assessore  al  ramo  competente,
  dall'Assessore  Cascio,  che si può fare  un'approvazione  di  un
  ordine  del  giorno  che prevede determinate  procedure  relative
  all'argomento in oggetto.
   E'   chiaro  che  a  noi  non  interessa  l'ordine  del  giorno,
  Assessore Cascio, perché l'ordine del giorno lascia il tempo  che
  trova.  Il  legislatore fa le leggi e poi ci sono coloro  che  le
  devono  osservare, mica possono osservare un ordine  del  giorno,
  ma,   se la legge è una schifezza-  come io ho avuto modo di dire
  perché le cose si fanno con una certa approssimazione -  è chiaro
  che  oggi ci troviamo in grosse difficoltà, tranne che a voi  non
  interessi completamente e andate avanti a testa bassa .
   Però   è  chiaro  che  le  contraddizioni  sono  queste  e  sono
  veramente  mastodontiche. Non so fino a che punto possano  essere
  superate.
   Signor  Presidente,  non credo di avere  sentito  male,  lei  ha
  detto  -   ed è scritto pure a verbale -  che non si può  tornare
  indietro,  perché l'articolo 4, specialmente il comma 3,  è stato
  approvato. Come la mettiamo? Io pochi minuti fa, nell' intervento
  precedente  a  questo,  l'avevo detto, voi  avete  continuato  ad
  andare avanti perché vi interessava finire in fretta e furia,  ed
  ecco,  queste sono le conclusioni.
   Io  non trovo una soluzione tecnica per aggiustare una cosa  che
  fa  veramente acqua da tutte le parti. Qui bisogna sospendere  la
  seduta, convocare la Commissione e rivedere tutto.
   D'altronde  non è la prima volta, che ritorna un  disegno  legge
  in Commissione. E' successo con altri disegni di legge.
   Ricordo  il disegno di legge sul voto per l'elezione  di  comuni
  che devono andare alle urne  nel prossimo anno, è stata rimandato
  in  Commissione nonostante l'approvazione di un articolo o di  un
  emendamento. E mi pare che  ci sia  stato uno scontro  fortissimo
  da  parte  della maggioranza nei confronti di questo  disegno  di
  legge dalla stessa  presentato.
   Non  mi  pare che se succede per questo, se si torna indietro  e
  si  rivede tutta la materia, sia  la fine del mondo  Anche perché
  tutte  queste aggiustatine che si vogliono fare non  mi  sembrano
  tipo  quella  di  invitare i concessionari a  pulire  le  spiagge
  libere. Ma che facciamo scherziamo? E' incostituzionale
   In  quale norma di legge abbiamo visto che si dà affidamento  ad
  un  concessionario  di  andare a pulire  le  strade  altrui?  Non
  facciamo ridere il mondo, perché di questo si tratta . La  verità
  è  che si scrivono queste cose che non hanno senso e non si vuole
  scrivere  che  una  parte  delle nostre spiagge  devono  rimanere
  libere, perché di questo si tratta, devono rimanere libere  e  lo
  dobbiamo scrivere.

    BENINATI   presidente della Commissione e  relatore.  L'abbiamo
  scritto.

    MICCICHE'    E   se   lo   scriviamo  oggi   ci   troviamo   in
  contraddizione  con l'articolo 4,  che parla dei  piani,   perché
  non  siamo noi ad approvarli. Quindi, come ci mettiamo di  fronte
  ad  un articolo che abbiamo approvato? Se noi  dobbiamo stabilire
  per legge che le spiagge devono rimanere libere, una buona parte,
  mi  pare difficile che dobbiamo stabilire noi la percentuale;  io
  sarei  di  estenderla  ma  è chiaro che attualmente  ci  sono  le
  stazioni  balneari e ne dobbiamo tenere conto,  purtroppo.  Però,
  siccome lo spirito di questo disegno di legge in Aula ha tutto un
  altro  obiettivo,  ha l'obiettivo di privatizzare,  di  darle  in
  concessione,  far  diventare  Gardland,  Disneyland   le   nostre
  spiagge,  questo  si  vuole,  per  incassare  quattro  soldi   di
  concessione,  altro  che posti di lavoro   Perché  dando  noi  la
  possibilità  di realizzare delle strutture anche compatibili  con
  l'ambiente,   senza dare in concessioni, ma i comuni non  possono
  stabilire  di  fare una stazione balneare? I comuni  non  possono
  stabilire di utilizzare le spiagge a  fini sociali,  per renderle
  pubbliche  e  dare  lavoro,   senza l'assillo  della  concessione
  privata e privatistica?. No, non è possibile ciò perché tutto  si
  deve privatizzare attraverso questa forma della concessione.
   Le  concessioni sono sempre esistite, ci mancherebbe altro,  non
  voglio  dire  che bisogna bandirle dalla nostra Costituzione.  Le
  iniziative private bisogna foraggiarle, aiutarle, ma qui  non  si
  tratta di questo. Qui si sta facendo una confusione.
   Dobbiamo  seguire  le  vecchie norme che provengono  addirittura
  dal periodo borbonico, perché di questo si tratta, tutte le norme
  della concessione del demanio marittimo risalgono addirittura  al
  periodo borbonico, fine Settecento, inizi Ottocento, dopo l'Unità
  d'Italia  sono   state  riprese con delle leggi  successive,  poi
  aggiustate  nel  corso del secolo scorso ed oggi  noi  le  stiamo
  completamente  stravolgendo, stiamo cambiando  lo  spirito  della
  concessione,  privatizzando fino all'estremità le spiagge libere.
   Oggi  ho  fatto una nota stampa sul giornale  Sala d'Ercole   in
  cui  faccio riferimento ad alcuni deputati che probabilmente sono
  ispiratori del comico Albanese. Ho capito chi dà questi  passaggi
  al  comico.  Il  personaggio di Albanese, quel  soggetto  che  in
  questi giorni appare  sulle nostre televisioni,  che parla  delle
  spiagge  che  vengono  privatizzate. Io  pensavo  che  fosse  una
  caricatura e invece sta diventando una realtà e questo disegno di
  legge purtroppo lo sta imitando .

    PRESIDENTE      Onorevoli     colleghi,     abbiamo     trovato
  sostanzialmente un'ipotesi che viene incontro alla  proposta  che
  aveva formulato la Presidenza.
   Chiudiamo  con  il voto finale l'articolo 1 e con  l'emendamento
  che  è  stato riscritto dalla Commissione e che tiene  conto  dei
  contenuti  del vecchio emendamento 1.8, dopodiché andiamo  avanti
  con gli altri articoli.
   Per  consentire  la formulazione di un emendamento,  si  procede
  con l'articolo 5.
   Ne do lettura:

                            «Art. 5
           Accordi con il Corpo delle capitanerie di porto

        1.  Nelle  more della predisposizione  di  una  legge
      organica  che  disciplini  l'esercizio  delle  funzioni
      relative  alla  gestione diretta dei beni  del  demanio
      marittimo,  prevista dall'articolo 6,  comma  7,  della
      legge  8  luglio 2003, n.. 172, l'Assessorato regionale
      del   territorio  e  dell'ambiente  per   le   attività
      istruttorie  e  di  vigilanza, può  stipulare  appositi
      accordi  o  intese  con il Corpo delle  capitanerie  di
      porto  appositamente  autorizzato  dal  Ministro  delle
      infrastrutture e dei trasporti».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dagli onorevoli Miccichè e  Morinello: 5.1, 5.2 e 5.3;
  -dal Governo: 5.4.

   Pongo in votazione l'emendamento 5.1.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.2.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 5.3..
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  5.4  del    Governo,   interamente
  sostitutivo dell'articolo 5.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  riscrittura     dell'articolo    5    modifica    sostanzialmente
  l'impostazione politica rispetto a questo tema perché il  Governo
  nell'originario  disegno di legge immaginava,  nelle  more  della
  predisposizione  di  una legge organica,  per  poter  passare  le
  funzioni   esercitate dalla Capitaneria di Porto   alla  Regione,
  immaginava  la  possibilità  di fare  delle  convenzioni  con  le
  Capitanerie di Porto.
   Ieri   nella   discussione  generale   avevamo   auspicato   che
  effettivamente  queste more fossero brevi  e  che  si  arrivasse,
  attraverso   appunto   un   organico   disegno   di   legge,   ad
  un'organizzazione diretta di questo tema da parte della Regione.
   Oggi,    modificando  questa impostazione  -  si dice  nel primo
  comma  che  adesso  vengono istituiti gli uffici  periferici  del
  demanio marittimo regionale -  credo che andrebbe specificato che
  le  competenze  di  questi  istituendi  uffici  periferici  siano
  complessivamente quelle degli  stessi uffici su  base  regionale.
  Ma  si  mantiene comunque nel comma 2 la possibilità di stipulare
  lo stesso accordi e convenzioni con le Capitanerie di Porto.

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. I compiti  di
  polizia che possiamo svolgere.

    SPAMPINATO   Uno  dei principi in diritto amministrativo,   che
  dovrebbe  vigere anche nell'attività legislativa,  è  quello  per
  cui   electa una via non datur  recursus ad alteram , scelta  una
  via, non è ammesso il ricorso ad un'altra.
     Decidiamoci,  o  ci  assumiamo la  diretta  responsabilità  di
  esercitare  queste  funzioni,  ovvero immaginiamo  per  un  tempo
  breve  la possibilità di istituire convenzioni con le Capitanerie
  di Porto.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Onorevole
  Spampinato,  questo  emendamento numerato 5.4  è  esattamente  la
  riscrittura   dell'articolo  5,   già  approvato  in  commissione
  Bilancio,     con    l'aggiunta     degli    uffici    periferici
  dell'Amministrazione del demanio marittimo . Non c'è nient'altro.
  Abbiamo costituito i servizi periferici del dipartimento. Avevamo
  bisogno  di un passaggio legislativo che formalizzasse,   in  una
  legge,   la  possibilità di prevedere gli uffici  periferici  del
  demanio   marittimo.  E'  questa  l'unica  differenza,  non   c'è
  nient'altro.

    SPAMPINATO   Non  contesto la scelta. Sto  dicendo  che  è  una
  scelta diversa rispetto a quella originaria.

    CASCIO   assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Se  lei
  rilegge  questo  articolo non c'è alcuna modifica.  Sulla  scelta
  politica non possiamo tornare indietro, per una semplice ragione:
  lo Stato le competenze ce le ha trasferite. Noi stiamo scegliendo
  di  normare  tutto  il  comparto, e questa  è  una  scelta  credo
  responsabile.  Ma  da qua a parlare di modifica dell'orientamento
  politico  ce  ne corre. Basta leggersi l'articolo 5,   così  come
  approvato  dalla Commissione,  e l'emendamento 5.4  e  vedrà  che
  sono  assolutamente identici, cambia soltanto quando recita  sono
  istituiti  gli uffici periferici del demanio marittimo regionale
  e basta. La invito a rileggerseli.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  5.4.  Il  parere
  della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE' Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  naturalmente
  voto contro,  nonostante questi aggiustamenti che non hanno alcun
  valore da un punto di vista di miglioramento né dell'articolo  né
  della legge nel suo complesso.
   Tant'è  che  non mi appassionano  né tanto meno gli  emendamenti
  portati da alcuni miei colleghi dell'opposizione,  perché  questo
  disegno  di legge non è da approvare. Non ha i requisiti  di  una
  legge   che   possa  amministrare  decentemente   il   territorio
  marittimo.
     Questo  disegno  di legge ha un solo scopo: fare  quattrini  e
  fregarsene  della  distruzione delle nostre spiagge,   nonostante
  qualcuno metta un dato del 50 per cento della fruizione pubblica,
  perché non si tratta di percentuali  che possono essere  minori o
  maggiori,  il problema è la qualità della spiaggia libera,  della
  gestione,  di  tutta una serie di servizi che  questa  legge  non
  garantisce,  tranne qualche pensata dell'Assessore di cui abbiamo
  testè   sentito,   addirittura  di  costituire   baracconi,   dei
  carrozzoni di tipo amministrativo, come l'ultimo emendamento  5.4
  che   è   stato   votato  poco  fa.  Quindi,  nonostante   questi
  aggiustamenti    non mi pare che la cosa sia migliorata,  anzi  è
  rimasta  tale  e  quale:  negativa.  Pertanto,  il  mio  voto   è
  contrario, senza preoccupazione di sorta. Sugli altri emendamenti
  soppressivi interverrò successivamente.

    PRESIDENTE   L'articolo  5 non è necessario  che  venga  votato
  perché  il  voto  sull'emendamento  5.4  è  stato  già  espresso,
  trattandosi    di     emendendamento   interamente    sostitutivo
  dell'articolo 5.
   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  4.2
  bis:   I  comuni  nella redazione dei piani  di  spiaggia  devono
  prevedere una quota non inferiore al 50% dell'intero litorale  di
  pertinenza da destinare alla fruizione pubblica .

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazioni voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Onorevoli colleghi ed anche amici dell'opposizione,
  a  voi  che siete  firmatari di questo emendamento dico che  esso
  non fa giustizia  perché fissare i termini del 50 per cento non è
  competenza  nostra;  noi dobbiamo fissare il   principio  che  le
  spiagge devono essere libere e dare le indicazioni ai comuni  per
  garantire la libertà delle spiagge libere.
   Infatti,  se noi fissiamo una quota del 50 per cento, i  comuni,
  a  torto o a ragione, dovranno, per forza di cose, regolarsi  sul
  restante 50 per darlo in concessione; allora, saranno disposti  a
  dare in concessione magari terreni che non dovrebbero essere dati
  in  concessione perché  in determinati territori vi sono  spiagge
  che  non  dovrebbero  essere date in concessione  per  motivi  di
  opportunità, di tutela ambientale.
   Magari diamo pure la concessione a terzi in un area dove  non  è
  possibile   piantare  neanche  un  alberello  perché  è   un'area
  protetta?  E  di  queste aree protette nella costa  marina  della
  nostra   Regione  ve  ne  sono  abbastanza  e  noi  non  possiamo
  determinare questo, perché cadremmo  in contraddizione.
   Queste  sono  competenze esclusive degli  organi  comunali.  Noi
  dobbiamo  salvare  il principio,  dobbiamo dettare il  principio;
  il   principio  è  che  le  spiagge,  l'occupazione,  non  devono
  prevalere su quelle libere a prescindere. Faccio un esempio: come
  è  possibile stabilire il 50 per cento? Quanti sono i  chilometri
  delle  nostre  coste  siciliane? Facendo un calcolo  saranno  500
  chilometri  e  li  possiamo  dare a creare  questo  bailamme   di
  strutture  obbrobriose   e  deturpanti.  Il  50  per   cento   lo
  conserviamo  In base a quale criterio
   E'  un  criterio che poi stabilisce il comune attraverso i piani
  zona per zona? Ebbene, poiché i comuni hanno sempre questo 50 per
  cento,   come  si  regolano?  Ci  sono  comuni  che  non  possono
  assolutamente  manovrare alcun tipo di indicazione perché  devono
  rispettare  il 50 per cento di concessione e il  50  di  spiaggia
  libera  e  questo  noi  non  lo  possiamo  fare,  quindi  è   una
  contraddizione di fondo.
   Ragioniamo  su queste cose perché  il disegno di  legge  non  ha
  ragione  di esistere nei modi in cui è stato impiantato.  Quindi,
  non  sono contrario per principio ma per una ragione logica:  noi
  dobbiamo  dettare  ben  altro,  dobbiamo  essere  ad  un  livello
  superiore  dal punto di vista programmatico e non fare,  come  si
  dice in siciliano,  bottega , perché di questo si tratta.

    PRESIDENTE   Il  Governo ha chiesto di soprassedere  su  questo
  emendamento perché intende riformularlo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi  mi  rivolgo
  direttamente all'Assessore ed al Presidente della Commissione, il
  collega onorevole Beninati, anche per la competenza specifica.
     Nella  formazione degli strumenti urbanistici generali, quando
  lei  è  chiamato a formare uno strumento urbanistico generale,  è
  ispirato da una norma che detta prescrizioni normative precise un
  decreto ministeriale che stabilisce quante delle aree vengono, di
  fatto, destinate a pubblica utilità.
   Se  non  ricordo  male c'è un rapporto che dovrebbe  essere  non
  meno  di  18  metri quadrati per 100 metri cubi, a seconda  delle
  zone  territoriali omogenee: A, B e C della formazione del  piano
  regolatore.

    BENINATI    presidente  della  Commissione   e   relatore.   Il
  parametro è 24 metri quadrati per 100 metri cubi.

    SPEZIALE  Dobbiamo applicare lo stesso criterio ispiratore  dei
  piani particolareggiati, siccome stiamo parlando di uno strumento
  di  pianificazione, dobbiamo applicarlo alle spiagge. Ovviamente,
  quando  intendiamo il piano delle spiagge intendiamo il piano  di
  tutto,  non solo intendendo la spiaggia fruibile, ma la costa  di
  competenza  dei  singoli Comuni. Pertanto, posso assicurarle  che
  anche  il Comune di Taormina che è il Comune a più alta intensità
  di  lidi  sulla  costa, se ci fate caso, Taormina  la  conosciamo
  tutti,  e vedete la pertinenza dopo Giardini Naxos che va fino  a
  Letojanni,  lì  il 50% non è occupato da lidi, è molto  meno  del
  50%.
   Quindi,  la  preoccupazione che viene espressa è infondata,  per
  cui ritengo che questa norma possa  essere lasciata così com'è.
   E'  una norma di pianificazione che dà una direttiva precisa  ai
  Comuni.  I  Comuni si attrezzino a predisporre immediatamente  il
  piano delle spiagge sulla base di questa indicazione che non  può
  essere  inferiore  al  50%.  Perché  se  dovessimo  applicare  il
  criterio  che ho indicato prima che riguarda la formulazione  dei
  piani  regolatori, cioè il decreto ministeriale che è quello  con
  il  quale lei, onorevole Assessore fa i conti, dovremmo prevedere
  un'area  molto  più ampia rispetto al 50%, forse dovremmo  andare
  ben  al  di là dei 2/3. Ci siamo fermati al 50% e penso  che  sia
  un'ipotesi  abbastanza  realistica  che  dà  la  possibilità   di
  procedere  alla formazione del piano dell'utilizzo delle  spiagge
  ai Comuni anche in modo elastico, sia per chi avrà le concessioni
  sia per le aree libere.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiaramente
  questo emendamento ha un forte impatto mediatico. Devo dire  che,
  leggendo lo stesso, ho avuto grandi perplessità perché a lume  di
  naso questa percentuale sembrerebbe eccessiva.
   Le  preoccupazioni  credo che siano  proprio  quelle,  onorevole
  Speziale,  che  questo  limite possa intaccare  già  l'esistente,
  ovvero  concessioni già esistenti per cui eventualmente riducendo
  lo  spazio  fruibile  dei  Comuni al 50%  delle  concessioni  già
  rilasciate dovrebbero essere revocate.
   Probabilmente,   si  potrebbe  inserire  in  questa   previsione
  normativa  la  norma di salvaguardia che fa salve le  concessioni
  già  esistenti.  Laddove ci fosse in effetti una saturazione  per
  cui il 50% è eccessivo

    PRESIDENTE   Mi  pare anche in questo caso estremamente  saggia
  la  sua  proposta. Vorrei che la Commissione mi facesse avere  il
  subemendamento che potrebbe essere scritto in questo modo:   alla
  fine aggiungere  fatte salve le concessioni in atto vigenti
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 4.2  bis.  Il  parere  della
  Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole

    PRESIDENTE   Chi  è  favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6

                    Determinazione diritti fissi

   1.  L'Assessore  regionale per il territorio e  l'ambiente,  con
  proprio  decreto,  istituisce e determina la misura  dei  diritti
  fissi per le attività di istituto che l'Assessorato regionale per
  il  territorio e l'ambiente espleta per la gestione  del  demanio
  marittimo regionale.

   2.  Le  relative  somme  sono versate  in  entrata  in  apposito
  capitolo  del  bilancio regionale e con successivo  provvedimento
  dell'Assessorato  regionale per il bilancio  e  le  finanze  sono
  impartite  le disposizioni e le modalità per il versamento  delle
  stesse».

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Micciché  e
  Morinello l'emendamento 6.1, interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7

   Proroga del termine di cui all'art. 6 della legge regionale 28
                        dicembre 2004, n. 17

   1.  Il  termine  di cui all'articolo 6, comma  12,  della  legge
  regionale  28 dicembre 2004, n. 17, come modificata dall'articolo
  18, comma 1, lettera b) della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
  è prorogato al 31 dicembre 2006».

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Micciché  e
  Morinello l'emendamento 7.1, interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Fleres,  Catania
  Giuseppe e Maurici l'emendamento A7.
   Lo pongo in votazione
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico   che   sono   stati   presentati   dalla   Commissione
  l'emendamento 4 bis ed il subemendamento 4 bis.1.
   Pongo in votazione l'emendamento 4 bis.1.
   Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 4 bis, come  modificato.   Il
  parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  1.8 1.9 bis.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.
                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.8 è superato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                            «Articolo 8
                          Norma finanziaria

       1. Per le finalità di cui all'articolo 5 è autorizzata
     per   l'esercizio  finanziario  2005  la  spesa  di  282
     migliaia  di  euro, cui si fa fronte per 30 migliaia  di
     euro   con   parte   delle   disponibilità   dell'U.P.B.
     11.2.1.1.2,  capitolo 442514, per 220 migliaia  di  euro
     con  parte  delle disponibilità dell'U.P.B.  11.2.1.3.1,
     capitolo  442515  e per 32 migliaia di  euro  con  parte
     delle  disponibilità  dell'U.P.B.  11.2.2.6.1,  capitolo
     842002.

       2. Gli oneri ricadenti negli esercizi finanziari 2006-
     2007,  quantificati  in  1.000  migliaia  di  euro   per
     ciascun    anno,   trovano   riscontro   nel    bilancio
     pluriennale  della  Regione U.P.B.  4.2.1.5.2,  capitolo
     215704, accantonamento 1001.

       3.  Per gli esercizi finanziari successivi, gli  oneri
     di  cui  al comma 1 sono quantificati ai sensi dell'art.
     3,  lettera g), della legge regionale 27 aprile 1999, n.
     10 e successive modifiche e integrazioni».

   -dal Governo: 8.1;
  -dall'onorevole Turano: A1;
  -dall'onorevole Miccichè e Morinello:  A2;
  -dall'onorevole Moschetto: A3;
  -dall'onorevole Dina: A4;
  -dall'onorevole Formica: A5, A6;
  -dalla Commissione: A8, A9; A10

    ZAGO  Chiedo di parlare sull'emendamento 8.1.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  conosco  i
  contenuti  dell'emendamento 8.1, però mi permetto di sottolineare
  che  con  la  votazione  dell'articolo 8 si  conclude  l'iter  di
  approvazione  in  Aula  del disegno di  legge  numero  988/A.  E'
  implicito che gli emendamenti aggiuntivi che adesso seguono  sono
  materia estranea rispetto a quella del disegno di legge.
   Ritengo  che  il  senso  di responsabilità dell'opposizione  che
  rimane  in  Aula e partecipa come è giusto che sia,  deve  essere
  scambiato per qualche altra cosa: la legge finisce con l'articolo
  8   e   con  la  norma  finale  contenuta  nell'articolo  9,  gli
  emendamenti aggiuntivi possono essere veicolati in altri  disegni
  di legge specifici.

    SPEZIALE     E'   scontato   che   il   Presidente   dichiarerà
  improponibili  emendamenti  articoli  aggiuntivi  estranei   alla
  materia.

    ZAGO   Questo  lo  dico  per evitare  di  intervenire  su  ogni
  emendamento articolo aggiuntivo  motivando  le posizioni.
     Quindi, confido nella serena valutazione di questi emendamenti
  da parte  della Presidenza e sono certo che non andremo a forzare
  la  mano  sulle  materie  diverse dal testo  che  abbiamo  oramai
  chiuso.

    PRESIDENTE  Pongo in  votazione l'emendamento 8.1.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 8, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  sospendo  la  seduta  per  poter  prendere
  visione degli emendamenti aggiuntivi.

    (La seduta sospesa alle ore 21.45, è ripresa alle ore 21.47)

   La seduta è ripresa.
   Si passa agli emendamenti aggiuntivi.
   Onorevole    Formica,   avrei   bisogno   di   un    chiarimento
  sull'emendamento  A5.
   Gli  unici due emendamenti proponibili sono l'A1 e A9. Può darsi
  che lo sia anche l'A5 ma ho bisogno che sia illustrato da lei. Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Formica.

    FORMICA  Signor Presidente, si tratta di porre  rimedio ad  una
  dimenticanza occorsa in occasione dell'approvazione  della  legge
  richiamata,  la  quale  norma  vigente,  prevede  che  in  questi
  strumenti  gli  insediamenti  dei privati  siano  autorizzati  in
  deroga  e  non  quelli  pubblici. Caso  mai,  doveva   essere  il
  contrario.    Altrimenti,   non   si   può   neanche   realizzare
  l'iniziativa.

    PRESIDENTE   Grazie,  onorevole  Formica.  Onorevoli  colleghi,
  sostanzialmente l'emendamento A1 consente anche alle  costruzioni
  realizzate  sul  demanio di utilizzare le  deroghe  già  previste
  dall'articolo   20  della legge numero 4  del  2003,  per  cui  è
  attinente.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  noi  abbiamo  permesso  che  si
  facesse  la  legge,  siamo rimasti in Aula,  dove  sono  presenti
  pochissimi parlamentari,  abbiamo cercato di formulare assieme  a
  lei,  al  Governo  ed  alla Commissione  un  testo,  c'era  stato
  presentato questo testo come  urgente, perché era materia che era
  passata   dallo   Stato  alla  Regione  e  andava   regolamentata
  immediatamente, con carattere d'urgenza.
   Noi  abbiamo, in qualche modo, avallato questo tipo  di  scelta,
  tuttavia, signor Presidente, non può essere l'occasione perché si
  introducano,  di volta in volta, con norme aggiuntive,  modifiche
  sostanziali  che  attengono  a  norme  urbanistiche,  a   materia
  estranea   alla   vicenda  demaniale,  perché,  quando   lei   fa
  riferimento  all'emendamento Turano - il collega  fra  l'altro  è
  assente  -  o  anche  gli  altri  emendamenti  fanno  riferimento
  specifico  a  norme  di carattere urbanistico che  non  c'entrano
  niente  con  la  legge  di stasera che è legge  che  riguarda  le
  competenze  del demanio della Regione in virtù dei  trasferimenti
  che  lo Stato ha fatto dei poteri che lo Stato ha attribuito alla
  Regione siciliana.
   Per  cui, signor Presidente, anch'io convengo con l'orientamento
  del   collega  Zago,  noi  abbiamo  approvato  la  legge,   siamo
  all'articolo  8, abbiamo approvato l'articolo 8 per la  copertura
  finanziaria  alla legge; sarei dell'avviso che tutta  quest'altra
  materia che riguarda materia urbanistica, venga esaminata in sede
  diversa,   si   formuli  un  testo  di  modifiche   delle   norme
  urbanistiche,  si  porti in Aula  e discutiamo  di  modifiche  di
  norme urbanistiche.
   Non  veicoliamo,  attraverso il testo sul  demanio  altre  norme
  perché la norma del collega Formica, per esempio, che riguarda la
  legge  numero  30, la modifica, la possibilità di intervenire  in
  area  demaniale,  sono tutte norme sul merito delle  quali  posso
  anche  essere  d'accordo e non mi sto esprimendo nel  merito,  ma
  dico  che  sono  estranee in questo momento al  testo,  per  cui,
  signor  Presidente, chiederei di chiudere la legge con l'articolo
  8 e di non dare corso con gli emendamenti aggiuntivi.

    BENINATI   presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  l'intervento   dell'onorevole
  Speziale è pertinente e personalmente, io per primo, il più delle
  volte  condivido  di evitare che si facciano degli  strappi  alle
  regole.  Però, signor Presidente, ne parlo perché il 27  novembre
  noi  voteremo  nella  città di Messina e le devo  dire  che  quel
  giorno  noi stavamo facendo una legge che riguardava, se  lei  si
  ricorda,  onorevole Fleres,   il trasporto gratuito  delle  forze
  dell'ordine negli autobus.
      Devo   dire   che  in  quella  legge  non  c'entrava   niente
  quell'articolo che è stato approvato da quest'Aula.
   Fermo  restando  che le cause si possono vincere  o  si  possono
  perdere, devo dire che personalmente rinunzierò certamente a  due
  degli  emendamenti  perché  li avevo presentati  non  perché  ero
  coerente, ma certamente perché erano stati inseriti erroneamente.
   Ma  l'emendamento A.9, è forse l'unico emendamento  che  procura
  entrate,  ciò nonostante le valutazioni sono tutte possibili,  si
  può  fare,  non si può fare, anche la commissione  sarà  ligia  a
  quanto  si  era anche detto cioè che erano tutti emendamenti  non
  fuori  tema, non aveva la competenza la commissione su  molti  di
  questi  emendamenti e, quindi, la commissione avrebbe già  aperto
  questa discussione.
   Ma  certamente, se c'era un emendamento o un altro  di   qualche
  collega  che  fosse  pertinente, la  Commissione,  io  in  questa
  Commissione ho preso la parola ed avevo chiesto l'improponibilità
  di  quell'emendamento  e  fu dichiarato proponibile  e  fu  fatta
  legge, su una  materia che non c'entrava assolutamente nulla  con
  la commissione. Qui, quantomeno, un aggancio al riferimento della
  commissione su qualche emendamento c'è. Ciononostante, io  quindi
  mi  fermo,  perché  non  penso  di dovere  aggiungere  altro,  ma
  certamente  non  credo che su un emendamento in  particolare  che
  oltretutto  procura  entrate   per  la  Regione,  visto  che  noi
  facciamo  sempre  leggi  per  spendere,  io  non  lo  so.  E'  un
  emendamento  che,  comunque, non ho remore a dirlo,  noi  abbiamo
  tempo  fa  fatto una norma che riguardava la regolarizzazione  di
  cambi  di  destinazione d'uso - sottotetti,  seminterrati  e  via
  dicendo  - so che questa norma, mi risulta, ha procurato  diverse
  entrate  per  la  Regione;  abbiamo semplicemente  detto  che  il
  termine  che  si riferiva a tutti quegli immobili  realizzati,  a
  quelle  realizzazioni di opere alla data del  31  dicembre  2003,
  viene  prorogato al 28, quando sarà pubblicata, la legge  di  cui
  stiamo   parlando;  semplicemente  questo.  Lascio  all'Aula   la
  valutazione, non ho altro da dire.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,   credo  che  la  spiegazione
  formulata dall'onorevole Beninati sia utile anche ai fini  di  un
  ripensamento da parte dell' onorevole Speziale, perché  determina
  tra  l'altro entrate e c'è il parere favorevole della Commissione
  Bilancio.  Io, in questa fase, mi limiterei a questo, se  non  ci
  sono osservazioni.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHÈ   Signor Presidente, mi consenta un  attimo  prima  di
  entrare  nel merito della  questione relativa alle norme che  lei
  ha ritenuto improponibili prima dell'articolo 8 è stato approvato
  l'articolo 1, quello relativo al 50 per cento. C'è un errore,  io
  l'ho  votato,  però  leggendola non parla di  spiagge,  parla  di
  litorale,  quindi ciò che  è stato fatto uscire dalla finestra  è
  entrato dalla porta, in sostanza tra litorale e spiaggia c'è  una
  grande differenza.
   Litorali sono i dirupi, sono le coste inaccessibili, le  spiagge
  sono  le spiagge, quindi mi pare che lo spirito dell'emendamento,
  da   parte   dei  miei  colleghi  che  hanno  presentato   questo
  emendamento,  parlava  di spiagge e non di  litorali,  quindi  ai
  sensi   dell'articolo  117,  mi  pare,  se  non  sbaglio,  signor
  Presidente,  quello della rettifica, il litorale dovrebbe  essere
  trasformato in spiagge, non credo che questa sia una cosa di poco
  conto,  spero che sia un svista, ma qualora questo  termine   tra
  litorale e spiaggia è stato scritto appositamente, la dice  lunga
  su come si vuole legiferare in quest'Assemblea.
   Spero,  quindi,  che, signor Presidente, dopo il mio  intervento
  su  questo argomento lei lo riprenda e lo faccia proprio ai sensi
  della  norma  di  rettifica  di un mero  errore  di  trascrizione
  materiale, lo possa votare o degradare qui stesso.
   Per  quanto  riguarda le norme degli emendamenti aggiuntivi  che
  lei  ha ritenuto, io non entro nel merito, però in linea generale
  debbo  dire che il mio emendamento A2 relativo al corpo forestale
  dello  Stato  non è un argomento non in tema con l'argomento  che
  stiamo  trattando,  c'entra  eccome c'entra.  Noi  sappiamo  fare
  benissimo la distinzione tra demanio marittimo, spiaggia,  costa,
  però  ci  dimentichiamo che nella nostra Regione, fortunatamente,
  molte  delle  riserve naturali, controllate, gestite,  dal  Corpo
  regionale dello Stato e della Regione, c'è una pertinenza diretta
  e,  quindi,  sono  interamente controllati e tutelati  dal  Corpo
  della  forestale. Non mi pare che sia una scoperta in quanto  c'è
  un   apposito  Assessorato,  quello   dell'Agricoltura  e   delle
  Foreste,  che  guida questo Corpo. Può sembrare peregrino,  ma  è
  così.
     Io  vorrei  capire, per quanto riguarda le nostre riserve  che
  sono  confinanti o ricadono in aree marittime,  se la  competenza
  non  è  del  Corpo  forestale  di  chi  dovrebbe  essere.  Questo
  emendamento non è una mia invenzione, ma è un emendamento  che  è
  stato  votato  nella precedente legge finanziaria e  che  per  un
  errore  di copertura finanziaria è stato bocciato dal Commissario
  dello   Stato.   Tuttavia,  in  questo  disegno  di  legge   tale
  emendamento  -  a  mio  avviso  - è  pertinente,  in  quanto   ci
  potrebbe  essere una attinenza diretta con la gestione di  quelle
  aree boschive che ricadono in aree marittime.
   Per  quanto riguarda lo specifico, l'emendamento precedente,  il
  5.3,  purtroppo non è stato approvato e non ho avuto il tempo  di
  chiedere la parola in quanto lei, signor Presidente,  non  me  ne
  ha  data il tempo. Questo emendamento è attinente perchè entro il
  7  novembre  p.v.  scadono i termini entro cui il  personale  del
  Corpo  forestale dello Stato può transitare alla Regione  per  le
  competenze  esclusive  di  tutela ambientale.  Se  non  è  tutela
  ambientale   la  gestione,  il  controllo  delle  aree   boschive
  ricadenti nelle aree marittime, ditemi voi quale dovrebbe  essere
  la competenza e l'attinenza
   Quindi,   questa   dovrebbe  essere  materia  attinente   perchè
  l'Assessorato  regionale  del territorio   per  controllare,  per
  gestire le aree di tutela di pertinenza  dell'Assessorato  stesso
  si  avvale  del Corpo forestale. Considerato che per tutelare  un
  patrimonio demaniale, come le riserve naturali che ricadono sulle
  aree  marittime, ci si affida al Corpo forestale,  poichè  stiamo
  trattando  una  materia in cui ricade anche l'argomento  relativo
  alla  tutela del demanio marittimo,  perchè il demanio  marittimo
  non  sono  solo le spiagge che devono essere date in concessione,
  oppure  presunte spiagge libere, sono anche demanio marittimo  le
  spiagge dove ricadono patrimonio boschivo e di tutela dei  parchi
  di  riserva naturale, ritengo che la gestione e la tutela di tale
  patrimonio  possa essere affidata al Corpo forestale. Dunque,  mi
  pare che abbia attinenza.
   Signor   Presidente,   poc'anzi  ha   dichiarato   improponibile
  l'emendamento 4.2, a mia firma, riguardante il transito  in  base
  ad  una norma che è stata approvata nella precedente finanziaria.
  Signor  Presidente,  ho l'impressione che  lei  non  abbia  letto
  attentamente  il  mio  emendamento; non  si  tratta  di  una  mia
  invenzione,  ma  è un emendamento che avete fatto voi, la  vostra
  maggioranza,  il  vostro  Governo    Se  lei  dice  che   non   è
  pertinente, che non è attinente, le posso dire che non è vero. E'
  attinente  Non si vuole dare ragione alle cose giuste perchè  non
  interessano
   Il  Corpo  forestale dello Stato attualmente svolge le  funzioni
  di  controllo,  di  tutela ambientale, di  tutela  marina.  Nella
  provincia di Agrigento, nella riserva naturale di  Torre Salsa  o
  del  Simeto, sono le guardie forestali che tutelano e controllano
  la  salvaguardia  di  questo patrimonio  boschivo  che  si  trova
  all'interno dell'aerea marittima.
   Onorevole  Beninati,  io  ho presentato  questo  emendamento  in
  Commissione  e  lei lo ha bocciato dicendo ieri  che  questo  mio
  emendamento  riguardava  il problema  del  personale  che  svolge
  mansioni  diverse  da quelle di cui qui stiamo  parlando.  Io  le
  ribadisco  che  svolge mansioni di tutela del nostro  patrimonio,
  compreso anche quello marittimo, quindi il mio emendamento è  più
  che   attinente.   Lei,  signor  Presidente,    è   stato   molto
  superficiale nel dare questa valutazione. Lei non è in  grado  di
  contraddirmi

    PRESIDENTE   Onorevole Micciché, le ho rivolto per  ben  cinque
  volte  l'invitoo a concludere il suo intervento. Parla  da  dieci
  minuti, ne aveva a disposizione cinque; l'Aula l'ha ascoltato, ha
  ripetuto  costantemente le stesse cose, ne  è  padrone  e  ne  ha
  diritto; adesso, però, deve concludere.

    MICCICHE'    Io   concludo,  però,  lei  deve  avere   l'onestà
  intellettuale di contraddirmi sulla specifica mia proposta.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  dichiaro  improponibili  gli
  emendamenti  A1, A2, A3, A4, A6,  A8 e A10.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento A5. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento A9. Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    RAITI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  assolutamente  contrario all'emendamento  A9  perché,  di  fatto,
  stabilisce una proroga di un condono.
   All'articolo  18  della legge 4 del 2003 l'Aula aveva  previsto,
  con  il voto contrario dell'opposizione, una sorta di condono per
  la realizzazione di sottotetti, di verande, di tutta una serie di
  accessori e pertinenze degli immobili. Era una norma che  abbiamo
  contrastato e a seguito di tale contrasto si stabilì,  per  porre
  un  limite,  per evitare che il condono fosse a maglie  larghe  -
  tutti  quanti  lo  ricordiamo -  che si  potevano  sanare  quelle
  irregolarità edilizie che fossero state compiute fino  al  giorno
  dell'approvazione di quella norma.
   Oggi,  questo  articolo,  di fatto, dà  un'ulteriore  proroga  e
  stabilisce  che  tutte  quelle costruzioni,  quelle  irregolarità
  urbanistiche realizzate successivamente alla legge del 16  aprile
  2003,  cioè  a  dire nel corso di due anni e mezzo,  è  possibile
  sanarle  perché  si  riaprono i termini.  Credo  che  la  regione
  Sicilia  non abbia bisogno di ulteriori altri condoni, basta  già
  il  danno che è stato fatto nel nostro tessuto urbanistico  e  in
  tutte  quelle parti ambientali che spesso sono colpite da  questo
  fenomeno deprecabile che io contesto.
   Per  tale  motivo,  ritengo innanzitutto  che  l'articolo  debba
  essere   dichiarato  improponibile  e,  qualora  dovesse   essere
  dichiarato ammissibile,  invito i colleghi ad opporsi per evitare
  questo ulteriore scempio.

    ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,    noi
  sostanzialmente abbiamo permesso questa sera, in  base  anche  al
  ragionamento  che  è  stato svolto in questi  giorni,  sviluppato
  anche  dal  punto  di vista di alcune tesi da lei  sostenute,  di
  procedere  all'approvazione di questo disegno di  legge.  Abbiamo
  discusso, però, anche altre ipotesi. Abbiamo detto, per  esempio,
  che  il disegno di legge numero 329, già esitato per l'Aula  e  a
  cui   è   stato   presentato   un  solo  emendamento   apprezzato
  favorevolmente  dalla  Commissione   Bilancio ,  potrebbe  essere
  approvato dando in tal modo risposte a migliaia di famiglie.
   Non  vorrei  che questo clima si guastasse. Perché? Innanzitutto
  perché  chi  fa mente locale per un attimo sa cosa è successo  in
  quest'Aula  nel momento in cui si sono affrontati tre  o  quattro
  articoli  della  Finanziaria  che  riguardavano  i  problemi  dei
  sottotetti,  dei cambi di destinazione d'uso, e  così  via.   Non
  possiamo,  noi che abbiamo un minimo di esperienza,  pensare  che
  una questione del genere si possa affrontare in queste condizioni
  e  decidere  di andare alla proroga, lo dico con molta sincerità.
  Poi  possiamo  discutere se è opportuno o  meno  durante  l'esame
  delle  variazioni di bilancio e della prossima Finanziaria  tutto
  quello  che  riapre una valutazione complessiva su  ciò  che  noi
  facciamo   per  quanto  concerne  i  sottotetti,   i   cambi   di
  destinazione  d'uso,  ma non lo possiamo fare  stasera,  mi  pare
  ovvio.
   Io  non dico questo perché mi innamoro anche e soprattutto delle
  discussioni passate, ma con un po' di ragionevolezza è  opportuno
  che  su  un  argomento  come  questo  si  può  arrivare  anche  a
  convergere,  ma non si può convergere in una serata   gestita  in
  questa maniera.
   Quindi,   non  mi  appello  né  alle  valutazioni  che   fa   la
  Presidenza, né alle questioni e alla bontà e al modo in cui  l'ha
  presentato  l'onorevole  Beninati. Mi appello  ad  un  minimo  di
  ragionevolezza  rispetto all'opportunità  di  forzare  su  questo
  punto  perché  nessuno di noi ha dimenticato il  confronto  molto
  acceso  che c'è stato in quest'Aula fra opposizione e maggioranza
  che ha proposto una serie di interventi di natura urbanistica che
  riguardavano i sottotetti, i cambi di destinazione d'uso  e  così
  via. E poiché lo sappiamo tutti, non facciamo i furbi a quest'ora
  e  in queste condizioni perché altrimenti guastiamo il clima  che
  può  portare ancora a produrre qualcosa di buono per i  cittadini
  siciliani.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    io
  naturalmente  sono contrario, anche perché mi pare  scandaloso  e
  direi  anche  osceno presentare un emendamento  di  tale  natura.
  Osceno  perché  si  continua ancora a  perseverare  con  una  non
  chalance, un atteggiamento veramente criminoso. Non è una  parola
  forte  chiamare  criminoso colui che caldeggia, foraggia,  incita
  all'abusivismo edilizio perché è un crimine come tutti gli altri,
  anzi è un crimine non solo contro la natura, contro il paesaggio,
  contro  la decenza urbana e paesaggistica, ma è un oltraggio  nei
  confronti  di  coloro  che rispettano  la  legge  in  materia  di
  edilizia.
   Certo,  il  Governo  di centrodestra ci ha abituati  ai  condoni
  edilizi.  Sappiamo benissimo ciò che è successo davanti le  coste
  della  villa dell'onorevole Presidente del Consiglio;   ha  fatto
  ormai  il  giro  del  mondo. Certo, se non fa  più  scandalo  per
  certuni  costruire  in barba alle decenze urbane  figuriamoci  se
  possa  fare scandalo questa brevissima nota in questo disegno  di
  legge che avete presentato poc'anzi.
   Signor   Presidente,  mentre  emendamenti,  come   ho   spiegato
  poc'anzi,   che   avevano   attinenza  con   l'argomento   perché
  indirettamente entravano nella materia della tutela  del  demanio
  marittimo, lei li reputa improponibili,  questo emendamento,  che
  non  è assolutamente attinente perché è materia urbanistica,  per
  lei  è  più  che  attinente. Si tratta di valutazioni,  arbitrii,
  valutazioni non ragionevoli fatte in base non secondo il  diritto
  amministrativo ma secondo un punto di vista  personale,  il  suo,
  di convenienza politica. Lei, però, non si deve arrogare di dirlo
  nella qualità di Presidente che rappresenta l'Assemblea con la  A
  maiuscola.   Lei   rappresenta  una  parte   dell'Assemblea,   la
  maggioranza,  non l'Assemblea, lo spirito alto che  porta  questo
  nome,  ma l'Assembleuccia, talmente è assembleuccia che i  banchi
  sono  vuoti e di conseguenza, caro Presidente, non le  posso  che
  dire  che  chiederò  il  numero legale  perché  non  ci  sono  le
  condizioni per andare avanti ed approvare uno scempio  senza  che
  ci   sia   la   possibilità  di  un'indignazione   popolare,   di
  un'indignazione di un'opinione pubblica.
   Si  continuano a perpetrare danni all'ambiente attraverso questa
  sanatoria,  perché  non si fa altro che alimentare  l'abusivismo.
  Infatti,  la sanatoria chiama altra sanatoria è come un  dolcino:
  uno  tira l'altro. Voi avete ormai istituzionalizzato il concetto
  di  sanatoria  perché porta voti,  ma si tratta di voti  sporchi,
  indecenti, voti che oltraggiano la nostra Regione, che  la  metta
  alla berlina.
   Ecco  perché sostengo che questo emendamento danneggi  tutto  il
  complesso  del  disegno di legge che vuole  tramutare  le  nostre
  spiagge  in  un grande parco giochi senza regole e senza  decenza
  del  buon  gusto.  Voi sapete sicuramente che questa  non  è  una
  conclusione  alta e fine che vi farà giganteggiare nella  storia,
  ve  ne fregate assolutamente, non avete alcuna remora nell'essere
  tramandati ai posteri come legislatori ma come bottegai  Voi oggi
  vi state comportando come dei pizzicagnoli


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    ZAGO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  cercare   di   superare  la  richiesta  dell'onorevole   Micciché
  riallacciandomi, senza entrare nel merito come hanno fatto alcuni
  colleghi  con  i quali fra l'altro concordo, al primo  intervento
  perché immaginavo questo sviluppo della discussione.
   Vorrei   proporre  all'onorevole  Beninati  che  è  presentatore
  dell'emendamento  di  ritirarlo per  ripresentarlo  fra  quindici
  giorni  perché, come si sa, da giorno 11 inizia il cammino  della
  Finanziaria nelle Commissioni ed in Aula. Qualcuno potrebbe  dire
  che   sono  norme  che  riguardano  in  qualche  modo,  non  dico
  l'urbanistica,  ma   norme edilizia; però, le  modifiche  che  si
  intendono apportare fanno riferimento proprio ad una Finanziaria.
  Ad  esempio l'articolo 18 della legge 54 del 2003 è nato  in  una
  Finanziaria   e  nella  Finanziaria possiamo  modificarlo,  fermo
  restando  che  ciascuno  di noi potrà essere  d'accordo  o  meno.
  Ritengo,   però,  che   se  l'onorevole Beninati   ritiri  questo
  emendamento  e   lo  ripresenti fra  quindici  giorni  quando  si
  discuterà  la Finanziaria, noi eviteremmo di chiedere  il  numero
  legale  perché  non  c'è  più  il  motivo  che  giustifichi  tale
  richiesta.    In    tal   modo   potremmo   completare    l'esame
  dell'articolato  e procedere alla discussione dell'altro  disegno
  di legge che si compone di un solo articolo.

    BENINATI   presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente  io  ringrazio i colleghi sin qui intervenuti,  prendo
  atto di quanto è stato detto e dichiaro di ritirare l'emendamento
  nell'interesse di tutta l'Aula.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione, Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

      n.  576   Destinazione di nuovi fondi per  la  manutenzione
      degli   alloggi  di  edilizia  residenziale   pubblica   in
      provincia  di  Siracusa ,  degli onorevoli  Sbona,  Acanto,
      Basile, Scalici e Confalone;

      n.  603   Interventi  per  assicurare  un'ampia  diffusione
      stampa dei bandi di gara per appalti pubblici nella Regione
      siciliana ,   degli  onorevoli  Fleres,   Sbona,   Ioppolo,
      Spampinato,  Beninati, Ortisi, Speziale, Misuraca,  Turano,
      Crisafulli, Zangara ed altri;

      n. 610  Iniziative volte al raggiungimento delle finalità e
      degli obiettivi previsti dall'articolo 6 della l.r. 17/2004
      per  la  riscossione  agevolata dei crediti  vantati  dalla
      Regione in materia di beni demaniali e patrimoniali  e  per
      l'attuazione  delle competenze attribuite alla  Commissione
      di  conciliazione ,  degli onorevoli  Fleres,  Catania  G.,
      Maurici e Dina;

      n.  614   Obbligo  dei  concessionari  di  provvedere  alla
      pulizia  delle spiagge libere confinanti con quelle oggetto
      di   concessione   degli  onorevoli  Spampinato  e   Leanza
      Edoardo.

   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 576. Il  parere  del
  Governo?

    CASCIO  assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 603. Il  parere  del
  Governo?

    CASCIO  assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno n. 610. Il  parere  del
  Governo?

    CASCIO  assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'ordine  del  giorno  n. 614 è superato  dall'approvazione  del
  disegno di legge.
   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  alla  votazione  finale  del
  disegno di legge n. 988/A si provvederà in una successiva seduta.

    Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi in
   materia di cooperative agricole e norme in materia di camere di
                commercio» (392-402-763 - Stralcio/A)

    PRESIDENTE    Si  passa al seguito dell'esame  del  disegno  di
  legge  nn.  392-402-763 - Stralcio I/A «Interventi in materia  di
  cooperative  agricole e norme in materia di camere di commercio»,
  iscritto al n. 6).
   Invito i componenti la terza Commissione Attività produttive   a
  prendere posto  nell'apposito banco.
   Ricordo  che  l'esame  era stato sospeso  nella  seduta  n.  319
  dell'11  ottobre 2005 dopo l'approvazione del passaggio all'esame
  degli articoli.
   Si passa all'articolo 1.
   Ne do lettura:

                              «Articolo 1.

  Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre
       1994, n. 37, riguardante provvedimenti in favore delle
                        cooperative agricole

   1.  Per  le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale
  10 ottobre 1994, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni,  è
  autorizzata,  per  il  triennio 2005-2007,  la  spesa  di  23.000
  migliaia  di  euro, di cui 10.000 migliaia di euro  per  ciascuno
  degli  esercizi  2005  e  2006  e  3.000  migliaia  di  euro  per
  l'esercizio finanziario 2007.

   2.  Agli  oneri  di cui al comma 1 si provvede, per  l'esercizio
  finanziario   2005,   con  parte  delle  disponibilità   dell'UPB
  8.2.2.6.1.

   3.  Per  l'esercizio finanziario 2006, la relativa  spesa  trova
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 8.2.2.6.1,
  codice 21.01.09.

   4.  Per  l'esercizio finanziario 2007, la relativa  spesa  trova
  riscontro  nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2,
  codice 12.02.01, accantonamento 1001.

   5.  E'  abrogato l'articolo 13 della legge regionale  31  maggio
  2004, n. 9.'»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -dagli onorevoli Infurna, Oddo, Speziale, Savarino e Capodicasa:
        1.1;
  -dall'onorevole Oddo: 1.2;
  -dall'onorevole Scoma A1, A3, A5 e A4;
  -dagli onorevoli Miccichè,  Savarino e Dina: A2;
  -dall'onorevole Formica:  A6 e  A7;
  -dagli onorevoli Fratello e Franchina: A8 e A9;
  -dagli onorevoli Lenza E: A10, A11, A12, A13, A14.

   Dichiaro   inammissibili  tutti  gli  emendamenti  ad  eccezione
  dell'emendamento 1.1.

   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.1, interamente  sostitutivo
  dell'articolo 1.
   Il parere della Commissione?

    INFURNA  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CASCIO  assessore per il Territorio e l'Ambiente. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2.

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che alla votazione finale del disegno di legge n.  392-
  402-763- Stralcio I/A si provvederà in una successiva seduta.

       Discussione del Documento di programmazione economico-
                 finanziaria per gli anni 2006-2008

    PRESIDENTE   Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  «Discussione   del   Documento   di   programmazione   economico-
  finanziaria per gli anni 2006-2008».
   Ha  facoltà  di  parlare  il  Vicepresidente  della  Commissione
   Bilancio ,  onorevole  Savona,  per  svolgere  la  relazione  di
  maggioranza.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Signor Presidente, dichiaro di rimettermi  al  testo
  della  relazione e chiedo che il testo sia allegato al  Resoconto
  della presente seduta.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è   rinviata   a
  martedì, 8 novembre 2005, alle ore 17.30, col seguente ordine del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Celebrazione del centesimo compleanno dell'onorevole Giuseppe
  Alessi, Presidente del primo Governo della Regione siciliana .

                  La seduta è tolta alle ore 22.25

  Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.30, di giovedì
                           27 ottobre 2005

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI-.«All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   l'area  in cui sorgono gli impianti di emungimento della  Sogea,
  in  località Valcorrente del comune di Belpasso (CT), società che
  serve  alcuni  quartieri di Catania e anche alcuni  comuni  della
  cintura etnea, è diventata una discarica abusiva nella quale sono
  stati rinvenuti rifiuti di ogni genere: dagli elettrodomestici al
  materiale di risulta;

   la  presenza  di tale discarica potrebbe mettere  a  rischio  le
  falde acquifere sottostanti;

   per  sapere  quali  provvedimenti  urgenti  intendano  porre  in
  essere  per  bonificare le discariche di rifiuti a  cielo  aperto
  rinvenute  nei  pressi  dell'area ove  sorgono  gli  impianti  di
  emungimento  della  Sogea  azienda che eroga  acqua  potabile  in
  numerosi comuni e quartieri catanesi.» (2016)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2016,  il
  comune  di Belpasso, con nota prot. 10478 del 25 marzo  2005,  ha
  riferito quanto segue.
   Da  sopralluogo  esperito  in data 23  marzo  2005,  non  veniva
  rilevata nel sito in questione la presenza di materiali edili  di
  risulta  ed  ingombranti generici abbandonati  al  suolo.  Veniva
  comunque  notato  che in alcune zone attigue il pozzo,  risultava
  essere  stato  effettuato  movimento  terra  presumibilmente   in
  conseguenza della bonifica del terreno circostante.
   Nel  corso del sopralluogo veniva altresì rilevato che la  barra
  metallica  posta  all'accesso dell'area di ubicazione  del  pozzo
  predetto  risultava essere stata recentemente riparata, lasciando
  presupporre  che la stessa in precedenza fosse stata  tagliata  o
  forzata,  così  come dichiarato dalla ditta SOGEA nella  denuncia
  presentata presso il Comando Stazione Carabinieri di Belpasso  in
  data 10 gennaio 2005.
   A  conferma  di quanto riscontrato, contattata la SOGEA  s.r.l.,
  venivano   acquisite  le  documentazioni  attestanti   l'avvenuto
  recupero   di   rifiuti  nell'area  predetta   ed   il   relativo
  conferimento presso discarica autorizzata; dette operazioni,  dai
  documenti acquisiti, risultavano essere state effettuate nel mese
  di febbraio dell'anno in corso.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI-.«All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali, premesso che:

   l'unica  strada  di  collegamento fra la contrada  Borgotinto  e
  Mineo è costituita da una bretella sterrata priva di asfalto e di
  segnaletica sia orizzontale che verticale;

   gli   eventi   meteorologici   a   carattere   piovoso   rendono
  assolutamente  viscido  e  del  tutto  impercorribile  il   fondo
  sterrato  della strada in oggetto, creando non pochi  pericoli  e
  ingenti  danni  ai  cittadini ed ai  rispettivi  mezzi  che  sono
  costretti a transitarvi;

   i  fastidi patiti sono ancor più penalizzanti per le aziende che
  insistono in contrada Borgotinto e che sono costrette a  servirsi
  della  relativa strada, delle cui pessime condizioni abbiamo  già
  accennato,  per  espletare  la propria attività  lavorativa,  con
  evidenti ripercussioni sul piano economico e gestionale.

   per  sapere quali provvedimenti urgenti intenda porre in  essere
  per  ristabilire le condizioni minime di sicurezza e transibilità
  nella  strada  che  collega il quartiere Borgotinto  a  Mineo.  »
  (2030)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza).

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2030,  il
  comune  di  Mineo, con nota prot. n. 4070 del 30 marzo  2005,  ha
  riferito quanto segue.
   La  contrada  Borgotinto' è collegata con il centro  del  paese,
  per un tratto, dalla SP 31, e per la parte restante, dalla strada
  consortile  Borgotinto-Catalfaro'.
   Quest'ultimo tratto, nella parte iniziale, per circa  km.  1,00,
  risulta asfaltato, mentre per il resto della propria estensione è
  provvisto di ossatura di sottofondo senza asfalto.
   L'intera strada esterna serve una vasta zona agricola e  diverse
  abitazioni ad uso residenziale.
   Dopo  gli  eventi calamitosi dovuti all'alluvione del settembre-
  ottobre  2003,  si  è  provveduto alla messa in  sicurezza  della
  predetta  via  di comunicazione ed agli inizi del  2004  è  stato
  sistemato  il  fondo stradale mediante posa  in  opera  di  misto
  granulometrico.
   Allo  stato  attuale, riferisce ancora il  comune  di  Mineo,  è
  garantita la normale viabilità, consona ad una strada rurale.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   VILLARI -«All'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le  autonomie  locali, premesso che in data 15  aprile  2003,  da
  parte dell'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  le
  autonomie  locali, è stato emanato un Decreto (Gazzetta Ufficiale
  della  Regione  siciliana  n.  22  del  2003  parte  I)  relativo
  all'Accesso  agevolato ai servizi sociali ed a criteri  unificati
  di valutazione economica;

   ricordato  che  con successivo decreto l'Assessore,  in  data  9
  settembre  2003,  (GURS  n.  45  del  2003)  ha  proceduto   alla
  sospensione temporanea del decreto 15 aprile 2003;

   rilevato  che  tale sospensione viene motivata con la  necessità
  di  un  riesame  e di un approfondimento, sia del  contenuto  che
  delle  prescrizioni  contenute nel decreto del  15  aprile  2003,
  attraverso  riunioni  con  le  organizzazioni  sindacali   ed   i
  rappresentanti degli enti locali da tenersi entro trenta giorni;

   visto  che  è trascorso inutilmente il termine di tenta  giorni,
  sia dalla data del Decreto (9 settembre 2003) che da quella della
  pubblicazione  sulla  GURS (17 ottobre 2003),  e  che,  ad  oggi,
  nessuna  riunione ha fatto seguito alla sospensione che,  quindi,
  non è stata mai revocata;

   valutato che tale prolungato vuoto ha di fatto paralizzato  ogni
  agevolazione d'accesso ai servizi sociali, con grave danno per  i
  cittadini che ne hanno diritto;

   considerato  che  (come riporta lo stesso  decreto  assessoriale
  del 15 aprile 2003) la legge n. 328 del 2000, riportante principi
  di  riforma economico sociale d'immediata applicazione, anche  in
  Sicilia   sancisce  l'obbligo  per  i  comuni  di  accertare   le
  condizioni  economiche per l'accesso ai servizi sociali  mediante
  le  procedure  fissate dal decreto legislativo n.  109  del  1998
  (art. 25) con conseguente facoltà per i medesimi enti, riguardo a
  particolari prestazioni;

   osservato  che  (sempre  come  riportato  dallo  stesso  decreto
  assessoriale  del  15  aprile 2003),  nelle  more  del  superiore
  adempimento  ed  al  fine  di  non pregiudicare  il  diritto  dei
  cittadini bisognosi di accedere alle prestazioni sociali definite
  dalla  legge  regionale  n.  22 del  1986,  dalle  singole  leggi
  regionali  di  settore  e agli interventi riportati  dalla  legge
  quadro   n.   328   del  2000,  appare  necessario  ripristinare,
  rendendoli  operativi,  i  criteri  di  accesso  agevolato  e  di
  compartecipazione al costo dei servizi in rapporto  all'effettiva
  condizione economica familiare attestata con le procedure fissate
  dal decreto legislativo n. 109 del 1998 e successive modifiche  e
  integrazioni;

   per  sapere  se non ritenga necessario ed urgente, procedere  al
  più   presto   alla   ripubblicazione  di  un  decreto   relativo
  all'accesso agevolato ai servizi sociali ed ai criteri  unificati
  di  valutazione  economica,  previo  immediato  incontro  con  le
  organizzazioni rappresentative delle parti sociali e  degli  enti
  locali interessati.» (2110)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«Con  riferimento  alla  interrogazione  numero   2110,
  trasformata con richiesta di risposta scritta nella seduta n. 297
  dell'1 giugno 2005, si fa presente quanto segue.
   Si  concorda con l'onorevole interrogante circa la necessità  di
  procedere   al   più  presto  alla  pubblicazione   del   decreto
  assessoriale relativo all'accesso agevolato ai servizi sociali ed
  ai criteri unificati di valutazione economica.
   Tuttavia,  il precedente decreto assessoriale, peraltro  sospeso
  dall'Assessore  regionale del tempo, abbisogna di una  necessaria
  rivisitazione,  al  fine di garantire, nei limiti  delle  risorse
  disponibili, i livelli essenziali di assistenza in favore, e  con
  priorità,  di  quanti soffrono una reale condizione  di  povertà,
  disagio  personale e familiare, non autosufficienza,  solitudine,
  secondo  criteri  di  equità, perequazione  e  di  partecipazione
  solidale, avuto riguardo alla capacità di spesa dei comuni.
   Si  è reso necessario pertanto un riesame ed approfondimento  in
  cabina  di  regia, previo opportuno inconro con le organizzazioni
  sindacali ed i rappresentanti degli enti locali.
   A  tal  uopo si è già tenuto un primo incontro con le OO.SS.  il
  25  maggio  c.a. e sono stati programmati ulteriori  incontri  al
  fine  di  approfondire talune problematiche  emerse  in  sede  di
  concertazione;  dopo di che verranno, senza indugio,  avviate  le
  procedure  per  la  definizione e conseguente  pubblicazione  del
  nuovo decreto assessoriale.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   AMENDOLIA - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   il  Comune  di  Acicastello  (CT) ha  istituito  il  'canone  di
  depurazione'  pur  non  esistendo alcun impianto  idoneo  a  tale
  servizio;

   il   predetto  comune  richiede  il  pagamento  del  canone   di
  depurazione fino all'anno 1996;

   un  comitato  spontaneo  di cittadini ha  raccolto  circa  1.300
  firme,  attraverso  una  petizione  popolare,  per  ottenere   il
  rimborso e lo sgravio del canone di depurazione;

   ai  sensi  degli  artt. 16 e 17 della legge n. 319  del  1976  e
  successive modifiche e integrazioni il 'canone di depurazione' ha
  natura  di prestazione tributaria ed è dovuto solo in conseguenza
  dell'effettiva istituzione del servizio;

   la  legge  n. 36 del 5 gennaio 1994 ha modificato, tra  l'altro,
  la  disciplina in tema dì servizio di depurazione introducendo il
  c.d.  Servizio Idrico Integrato, la cui entrata in vigore,  sulla
  base  della  normativa successiva, è subordinata all'introduzione
  dell'apposita 'tariffa';

   con  legge  regionale  n.  10  del 27  aprile  1999  sono  stati
  disciplinati  il  governo  e l'uso delle  risorse  idriche  nella
  regione siciliana, recependo principi, finalità e obiettivi della
  legge n. 36 del 5 gennaio 1994 (c.d. legge Galli);

   la  predetta  legge regionale introduce specifiche  disposizioni
  in materia di gestione e uso delle risorse idriche per la regione
  Sicilia;

   la  Corte  di Cassazione,a sezioni unite, in numerose e conformi
  pronunce  ha  ribadito  la qualifica di  'tributo  comunale'  del
  canone  di  depurazione fino alla data del 3 ottobre 2000,  sulla
  base della legge n. 319/1976, atteso che, solo in quella data,  è
  entrata in vigore la tariffa del Servizio Idrico Integrato di cui
  all'art. 13 della legge n. 36 del 1994;

   per sapere:

   se  sia  legittima  la  riscossione del canone  di  depurazione,
  operata  dal comune di Acicastello fino alla data del  3  ottobre
  2000, in assenza dell'effettiva istituzione del servizio;

   da  quale  periodo  le  statuizioni,  in  ordine  al  canone  di
  depurazione,  contenute nella legge regionale n. 10  del  1999  e
  nella legge Galli trovino applicazione nella Regione siciliana;

   se,  tramite  gli  organi regionali competenti, intenda  fornire
  specifici  chiarimenti  ai  comuni  che,  in  quanto  privi   del
  depuratore  e  sforniti del relativo servizio di depurazione,  si
  trovano  nella  stessa  situazione del  comune  di  Acicastello.»
  (2146)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  2146,  il
  Commissario  delegato per l'emergenza rifiuti e la  tutela  delle
  acque  in Sicilia, ha rappresentato, con nota prot. n. 16666  del
  18/07/2005, quanto segue.
   Con  sentenza  della Corte di Cassazione n. 96 del 4/01/2005,  è
  stato  chiarito che il servizio di depurazione delle acque reflue
  costituisce  un servizio pubblico irrinunciabile,  che  gli  enti
  gestori sono tenuti ad istituire per legge.
   Gli  utenti anche potenziali sono chiamati a contribuire tramite
  il  versamento di un apposito canone sia alle spese  di  gestione
  ordinaria che a quelle di installazione e di completamento.
   Il  canone  per  i servizi di depurazione delle acque  reflue  è
  dovuto indipendentemente dall'istituzione dello stesso.
   Per  ciò  che  riguarda  la legittimità  della  riscossione  del
  canone di depurazione operata dal comune di Acicastello fino alla
  data del 3 ottobre 2000, data di entrata in vigore della legge n.
  448  del  1998  ed  a  seguito della quale il predetto  canone  è
  passato   da   natura  tributaria  a  natura   patrimoniale,   si
  rappresenta che, con sentenza della Corte di Cassazione  n.  4398
  del  2/03/2005,  è  stato  stabilito  che  la  legittimità  della
  riscossione  prima di tale data (3 ottobre 2000)  fa  riferimento
  esclusivamente al fatto che l'ente impositore deve notificare  il
  relativo  accertamento nel termine, avente natura perentoria,  di
  tre anni.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI -.«Al Presidente  della
  Regione  e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le autonomie locali, premesso che:

   a  conclusione  del  turno elettorale  svoltosi  in  data  15/16
  maggio  2005 nel Comune di S. Giovanni La Punta (CT), alle  liste
  collegate  al  candidato  sindaco  Santo  Trovato,  che   avevano
  riportato il 51,33% dei voti, sono stati assegnati undici  seggi,
  mentre  a  quelle collegate al candidato sindaco  Andrea  Messina
  otto seggi, avendo riportato il 39,69% dei voti;

   a  seguito dì ballottaggio, svoltosi in data 29/30 maggio  2005,
  è  risultato  eletto  Sindaco del Comune  di  S.G.  La  Punta  il
  candidato Messina Andrea;

   l'Ufficio  elettorale centrale ha provveduto alla  proclamazione
  dei  venti  consiglieri comunali eletti attribuendo il premio  di
  maggioranza alla coalizione del sindaco eletto e conseguentemente
  assegnandole dodici seggi;

   in  base alle disposizioni legislative vigenti in materia  nella
  Regione    siciliana    e   secondo   consolidato    orientamento
  giurisprudenziale  le  percentuali  del  40%  per  la  coalizione
  vincente, e del 50% per quella avversaria valgono solo  nel  caso
  in cui il Sindaco venga eletto al primo turno;

   le  liste  collegate  al candidato sindaco  Messina  Andrea  nel
  turno elettorale del 15 e 16 maggio 2005 non avevano raggiunto la
  percentuale  del 40% dei voti talchè non poteva attribuirsi  loro
  il premio di maggioranza;

   l'attribuzione  del premio di maggioranza alle  liste  collegate
  al sindaco eletto Messina Andrea e la conseguente assegnazione di
  dodici  seggi  anziché  otto  sono  illegittime  e  contrarie  ai
  principi giurisprudenziali e normativi in materia;

   per  sapere  se  non  ritengano urgentissimo  ed  indispensabile
  attivare  ogni  iniziativa in merito, adottando, ove  occorra,  i
  provvedimenti  che  riterranno  più  opportuni  ed   idonei   per
  consentire  ai  candidati risultati eletti, dopo il  primo  turno
  elettorale,  consiglieri comunali del comune di  S.  Giovanni  La
  Punta di assumere la relativa carica.» (2279)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2279,  nel
  precisare   che  l'attribuzione  dei  seggi  alle   liste   viene
  effettuata, ai sensi dell'art. 4 della l.r. n. 35/1997, solo dopo
  la  proclamazione del sindaco, si evidenzia che, in  ordine  alle
  operazioni  compiute  dall'Ufficio centrale  del  comune  di  San
  Giovanni  La  Punta, in sede di attribuzione dei  seggi,  risulta
  proposto dagli interessati ricorso al TAR per la Sicilia.
   Conseguentemente,   essendo   stata   attivata   una   procedura
  giurisdizionale, ed avendo questo Assessorato già riscontrato una
  richiesta di parere avanzata da alcuni candidati alle elezioni di
  che  trattasi,  non  si  ritiene debbano avviarsi  iniziative  in
  merito.»

                                            L'Assessore STANCANELLI

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  N. 988/A  DISPOSIZIONI  SUL  RILASCIO  DELLE
  CONCESSIONI  DI  BENI DEMANIALI E SULL'ESERCIZIO  DIRETTO  DELLE
  FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DEMANIO MARITTIMO

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.4:

  Sostituire  la  lettera  c) del comma  1  dell'art.  1  con  la
  seguente:

  c)  costruzione,  assemblaggio, riparazione, rimessaggio  anche
  multipiano, stazionamento, noleggio di imbarcazioni  e  natanti
  in  genere,  cantieri nautici che possono svolgere le  attività
  correlate  alla nautica ed al diporto, comprese le attività  di
  commercio   di   beni,  servizi  e  pezzi   di   ricambio   per
  imbarcazioni.

   Emendamento 1.6:

  All'art.  1  comma 1 lettera c) dopo le parole   e  natanti  in
  genere   sono aggiunte le seguenti parole:  nonché  l'esercizio
  di attività di porto a secco .

   Emendamento 1.5:

  All'art. 1 comma 1 dopo la lettera e) aggiungere la seguente:

  f)  porti  turistici, ormeggi, ripari, darsene  in  acqua  o  a
  secco,  ovvero  ricoveri  per  le  imbarcazioni  e  natanti  da
  diporto.

   Emendamento 1.3 bis:

  L'emendamento 1.3 è sostituito dal seguente:

  All'articolo  1,  comma 3, dopo le parole  della  concessione ,
  aggiungere  le  seguenti altre  nel caso di  mancato  pagamento
  entro   i   termini  previsti  l'Amministrazione  regionale   è
  autorizzata  a  concedere  15  giorni  di  tempo   per   sanare
  l'inadempienza.

   Emendamento di riscrittura degli emendamenti 1.8 e 1.9:

  Aggiungere i seguenti commi:

   Le  concessioni  di  cui  al comma 1 sono  rilasciate  inoltre
  tenendo conto dei seguenti requisiti: gli stabilimenti balneari
  devono  prevedere, ove le condizioni orografiche lo consentano,
  uno spazio idoneo per essere utilizzato da persone diversamente
  abili.

  Gli  spazi  utilizzati e i limitrofi che non siano  oggetto  di
  altre  concessioni devono essere puliti per  tutto  l'anno  dai
  concessionari.

    -All'articolo 2:

   Emendamento 2.5:

  All'articolo  2,  comma 1 sostituire dalla parola   anno   fino
  alla  parola   provvedimento   con  il  seguente  testo:    per
  svolgere  le  attività collaterali alla balneazione avvalendosi
  della  concessione  demaniale  in  corso  di  validità,   delle
  licenze e delle autorizzazioni di cui sono già in possesso  per
  le   attività   stagionali  estive,  previa  comunicazione   di
  prosecuzione  dell'attività all'autorità concedente  competente
  per  territorio con l'indicazione delle opere e degli  impianti
  da mantenere installati .

   Emendamento 2.4 bis  (riscrittura dell'emendamento 2.4):

   In   sede   di   prima  applicazione  della   presente   legge
  l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere 15 giorni
  di   tempo   per  sanare  eventuali  inadempienze  anche   alle
  concessioni in essere alla data dell'1 gennaio 2003 .

    -All'articolo 3:

   Emendamento 3.3:

  Dopo  il  comma 2 è aggiunto il seguente:  I nuovi  canoni  non
  possono superare del 10 per cento gli attuali .

    -All'articolo 4:

   Emendamento 4.2:

  Al  comma  1 dopo la parola  marittime  aggiungere le  seguenti
  altre    che  devono  prevedere  appositi  spazi  dove  possano
  accedere animali di affezione

   Emendamento 4 bis:

   Art    - 1. I comuni nella redazione dei piani spiaggia devono
  prevedere  una quota non inferiore al 50 per cento  dell'intero
  litorale  di  pertinenza da destinare alla fruizione  pubblica,
  fatte salve le concessioni già rilasciate.

    -All'articolo 5:

   Emendamento 5.4:

  L'articolo 5 è sostituito dal seguente:

                                Art. 5

     Uffici periferici del Demanio Marittimo regionale e accordi
                               con il
                   Corpo delle Capitanerie di Porto

  1.  Nelle more della predisposizione di una legge organica  che
  disciplini  l'esercizio delle funzioni relative  alla  gestione
  diretta  dei beni del demanio marittimo, prevista dall'articolo
  6,  comma  7, della legge 8 luglio 2003, n. 172, sono istituiti
  gli Uffici Periferici del Demanio Marittimo regionale.

  2.  L'Assessorato  regionale del territorio e dell'ambiente,  a
  decorrere  dall'esercizio finanziario 2006,  provvede  al  loro
  funzionamento e potrà stipulare appositi accordi o  intese  con
  il  Corpo  delle Capitanerie di Porto appositamente autorizzato
  dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

    -All'articolo 7:

   Emendamento A.7:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art  ...  -  All'articolo 6 della legge regionale 28  dicembre
  2004  n.  17  come modificato dall'art. 18 comma 1  lettera  b)
  della legge regionale 9 marzo 2005 n. 3 è apportata la seguente
  modifica:  il  termine di cui al comma 19  è  prorogato  al  30
  dicembre 2004.

    -All'articolo 8:

   Emendamento 8.1:

  Sostituire l'articolo 8 con il seguente:

                                Art. 8

                          Norma finanziaria

  1.  Gli  oneri  ricadenti negli esercizi finanziari  2006-2007,
  quantificati  in  1.000  migliaia di  euro  per  ciascun  anno,
  trovano riscontro nel bilancio pluriennale della regione U.P.B.
  4.2.1.5.2 - cap. 215704 - accantonamento 1001.

  2.  Per gli esercizi finanziari successivi, gli oneri di cui al
  comma   1   sono  quantificati  ai  sensi  della   lettera   g)
  dell'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n.  10  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   Emendamento A5:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - 1. Le disposizioni di cui all'articolo 35 della legge
  regionale  7  agosto 1997, n. 30 si applicano  altresì  per  la
  realizzazione  delle  opere  pubbliche  previste  nei   P.I.T.,
  PRUSST, patti territoriali o nei contratti d'area.

  DISEGNO DI LEGGE NN. 392-402-763 - (STRALCIO I/A)  INTERVENTI IN
  MATERIA DI COOPERATIVE AGRICOLE E NORME IN MATERIA DI CAMERE  DI
  COMMERCIO

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  Sostituire l'articolo 1 con il seguente:

                                Art. 1

   1. Per le finalità di cui all'articolo 2 della legge regionale
  10  ottobre 1994, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni,
  è  autorizzata la spesa di 28.164 migliaia di euro a  copertura
  del fabbisogno maturato all'anno 2004.

  2.  All'onere di cui al comma 1 si provvede con 10.000 migliaia
  di  euro  per ciascuno degli esercizi 2005 e 2006 e  con   8164
  migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2007.

  3. Per l'esercizio finanziario 2005 si provvede con parte delle
  disponibilità dell'UPB 8.2.2.6.1..

  4.  Per  l'esercizio finanziario 2006, la relativa spesa  trova
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione UPB 8.2.2.6.1,
  codice 21.01.09..

  5.  Per  l'esercizio finanziario 2007, la relativa spesa  trova
  riscontro   nel   bilancio  pluriennale   della   Regione   UPB
  4.2.1.5.2, codice 12.02.01, accantonamento 1001..

  6.  Sono abrogati l'articolo 13 della legge regionale 31 agosto
  1998,  n.  16 e l'articolo 13 della legge regionale  31  maggio
  2004, n. 9.

   Allegato:

                     RELAZIONE AL DPEF 2006-2008

        Onorevoli colleghi,

        merita  ricordare che, come evidenziato  nelle  relazioni
   al  DPEF degli anni precedenti, il Documento di programmazione
   economico-finanziaria ha, tra i suoi fini precipui, quello  di
   consentire  al  Parlamento  di  operare  una  valutazione   di
   coerenza  programmatica,  rispetto  agli  obiettivi  in   esso
   indicati,  sia delle previsioni di bilancio che dei  contenuti
   della   legge   finanziaria,   così   come   dovranno   essere
   predisposti  dal  Governo sulla base delle  linee  individuate
   dal Documento.

        La  legge  colloca  il Documento nella fase  iniziale  di
   costruzione  dei  conti  di  previsione;  ciò  nonostante,  un
   calendario  sul  quale  hanno pesato difficoltà  obiettive  ha
   finito  col determinare, ancora una volta, un esame a  ridosso
   della presentazione in Parlamento dei documenti di bilancio.

        Per  quanto riguarda i contenuti del DPEF, lo stesso reca
   una  serie di parametri relativi al collegamento tra variabili
   reali   dell'economia   e  variabili  finanziarie,   sia   con
   riferimento  alle loro linee di tendenza che in rapporto  agli
   obiettivi  perseguiti  con  le  manovre  di  finanza  pubblica
   indicate e dunque ai contenuti delle politiche correttive  che
   si  intendono  approntare; la definizione degli indirizzi  cui
   deve  ispirarsi la legislazione di spesa della  Regione  e  le
   altre  linee  di politica economica che rendano  coerenti  gli
   obiettivi  dichiarati; la ricostruzione di un quadro integrato
   della  finanza della Regione e di tutti gli enti  del  settore
   pubblico  regionale  e  dunque  delle  sue  evoluzioni  e  dei
   fabbisogni complessivi.

        Sul  versante  macroeconomico, il trend delle  principali
   variabili  appare  non particolarmente soddisfacente.  Il  pil
   regionale   dovrebbe  infatti  essersi  attestato  nel   2004,
   secondo  le  principali stime, su un tasso di  crescita  reale
   compreso  tra  lo  0,4%  e lo 0,7%, più  basso  rispetto  agli
   aumenti conseguiti a livello nazionale e meridionale.  Il  pil
   regionale  dovrebbe poi crescere, sempre in termini reali,  ad
   un  saggio  medio programmatico dello 0,2% nel 2005, dell'1,5%
   nel   2006,   dell'1,9%  nel  2007  e  dell'1,7%   nel   2008,
   evidenziando  una  certa accelerazione della  dinamica  ma  su
   livelli complessivamente insufficienti rispetto ai bisogni  di
   sviluppo dell'Isola.

        L'economia  siciliana continua infatti  a  risentire  del
   momento    critico    della    congiuntura    nazionale     ed
   internazionale, accentuato dalla recente fiammata  dei  prezzi
   del  petrolio greggio e delle altre materie prime energetiche.
   L'avvio  della  programmazione negoziata  2007-2013  dovrebbe,
   tuttavia,  porre  a  disposizione  degli  operatori  economici
   risorse finanziarie aggiuntive in funzione anticiclica.

        Le  politiche di crescita restano infatti in larga misura
   collegate  agli  sviluppi nell'utilizzo  sinergico  dei  fondi
   strutturali  comunitari e di quelli relativi agli  accordi  di
   programma  quadro. In particolare, la gestione  regionale  dei
   fondi    strutturali    è   al   momento    impegnata    sulla
   predisposizione  di  azioni incisive  sul  piano  della  spesa
   delle  risorse  del  POR 2000-2006 per evitare  il  disimpegno
   automatico   dei  fondi  e  sulla  definizione   delle   linee
   strategiche  del nuovo ciclo di programmazione 2007-2013,  che
   vedrà   la  Sicilia  concorrere  all'acquisizione  di  risorse
   soprattutto  per l'obiettivo relativo alla convergenza  intra-
   Ue.

        Per il periodo 2007-2013, buona parte dell'intervento  di
   contesto   potrà   proseguire  sulle  linee  tracciate   dalla
   programmazione   2000-2006   e   dai   quadri    programmatici
   settoriali  individuati negli APQ. Maggiore  attenzione  dovrà
   peraltro  essere  posta all'aumento del tasso di  innovatività
   degli  interventi, individuando idonee forme di incentivazione
   per  facilitare  l'ingresso dei privati nella  gestione  delle
   risorse localizzate.

        Occorrerà   inoltre   orientare  gli   interventi   sulla
   formazione  alle  esigenze della domanda,  in  particolare  di
   quella   del  sistema  delle  imprese.  Alla  stessa  stregua,
   occorrerà  proseguire  nell'azione  di  sviluppo  dei  sistemi
   produttivi   locali   mediante  l'individuazione   di   quelli
   realmente  sostenibili  ed  attuare  azioni  di  rafforzamento
   della  filiera  produttiva intorno ai comparti  potenzialmente
   dinamici  (agricoltura  di qualità,  turismo,  servizi  urbani
   sociali e avanzati), favorendo anche la graduale creazione  di
   un   tessuto  manifatturiero  endogeno  integrato   con   tali
   comparti.  Appare  inoltre  opportuno  affinare  il  grado  di
   integrazione   nella   filiera   beni   culturali-turismo    e
   proseguire  con sistematicità nelle iniziative a favore  della
   legalità  e  della  sicurezza e dei meccanismi  di  promozione
   dell'integrazione sociale.

        Occorrerà,  infine,  potenziare le  azioni  regionali  in
   favore  dello sviluppo del sistema creditizio, della fiscalità
   di  vantaggio e della riduzione degli oneri della  burocrazia,
   attraverso semplificazioni procedurali.

     Il  Governo  intende proseguire nel processo di  risanamento
   finanziario  intrapreso con le precedenti  manovre  contabili,
   attraverso  un miglioramento nella riscossione delle  imposte,
   un  deciso  contenimento delle spese correnti di funzionamento
   ed   un   maggiore  controllo  della  dinamica   della   spesa
   regionale.

        Nel    2006,   tendenzialmente,   le   entrate   correnti
   dovrebbero  attestarsi sui 13.042 milioni di euro e  le  spese
   correnti  sui  13.192  milioni di euro. Le  entrate  in  conto
   capitale  dovrebbero ammontare a 1.209 milioni di  euro  e  le
   spese  in  conto  capitale a 1.891 milioni di euro.  Il  saldo
   netto  da finanziare risulterebbe pari a 919 milioni di  euro,
   per  scendere a 688 milioni nel 2007 e a 622 milioni nel 2008.
   Il  ricorso al mercato finanziario risulterebbe pari  a  1.225
   milioni  di euro nel 2006, a 1.006 milioni nel 2007  e  a  940
   milioni nel 2008.

       L'analisi  del  quadro  tendenziale  relativo  al  periodo
   evidenzia  come tutti i principali saldi di bilancio risultino
   negativi,  con  una  involuzione rispetto ai  risultati  degli
   anni   precedenti,   da  imputare  principalmente   al   basso
   incremento  del  gettito previsto per le imposte  dirette,  ai
   minori   cespiti  di  entrata  di  natura  straordinaria,   al
   sostanziale  mantenimento  dei  livelli  di  spesa  di   parte
   corrente  ed alla scarsa efficacia delle politiche di sostegno
   tendenti ad attrarre investimenti esterni nell'Isola.

        Il  Governo  intende  realizzare  nel  2006  una  manovra
   finanziaria per complessivi 1.225 milioni di euro,  contenente
   interventi  strutturali,  inclusivi  della  definizione  degli
   articoli  37  e  38  dello  Statuto  e  di  tagli  alle  spese
   correnti,  per  825 milioni e misure straordinarie,  quali  la
   definizione  del contenzioso Stato-Regione, per  400  milioni.
   Verrebbe  in tal modo scongiurata, anche per questo  anno,  la
   necessità di un ricorso al mercato finanziario.

       Un  ruolo decisivo sarà svolto, per la piena realizzazione
   della   manovra,  dal  miglioramento  previsto  nell'andamento
   della  spesa  sanitaria, che negli ultimi  anni  ha  assorbito
   ingenti   risorse  regionali,  finalizzate  al   ripiano   dei
   deficit,    condizionando   fortemente    il    raggiungimento
   dell'equilibrio finanziario.

       La  manovra  conterrà, tra l'altro, importanti  interventi
   sul  sistema  delle entrate, la valorizzazione del  patrimonio
   immobiliare  e  la  creazione  di  un  fondo  destinato   alla
   gestione della previdenza obbligatoria per i dipendenti  della
   Regione siciliana.

        In  sostanza, il DPEF 2006-2008 appare snello ma efficace
   nel  segnalare  i nodi strutturali del sistema; nell'esprimere
   la   valutazione  positiva  della  Commissione  sul  Documento
   ribadisco  il  pieno  impegno  della  stessa  a  dare  il  suo
   contributo  politico  e di proposta nell'impegnativo  percorso
   politico delineato dal Governo.

        On.le Riccardo Savona