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Resoconto d'Aula della Seduta n. 328 di mercoledì 09 novembre 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura dei processi  verbali
  della  seduta   326  del  26 ottobre e della  seduta  327  dell'8
  novembre  2005  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intendono
  approvati.

                         Congedi e missioni

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  in   considerazione   della
  solennità  della  seduta  n. 327 dell'8 novembre  ultimo  scorso,
  comunico, nella presente seduta, che l'onorevole Manzullo era  in
  missione,  per ragioni del suo ufficio, i giorni 7 e  8  novembre
  2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che sempre in considerazione della solennità
  della  seduta n. 327 dell'8 novembre ultimo scorso nella presente
  seduta,  il  congedo degli onorevoli D'Aquino e Genovese  per  la
  seduta di ieri, 8 novembre 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  inoltre,  che  gli onorevoli   Moschetto  e  Manzullo
  hanno  chiesto congedo Manzullo per la seduta odierna e Moschetto
  per i giorni 9 e 10 novembre 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

    PRESIDENTE   Comunico che è pervenuta, da parte del  Presidente
  della Regione, la risposta scritta alla seguente interrogazione:

   numero  409:  Notizie sul completamento della diga di Blufi.
   Firmatario:  Cracolici Antonino.

   Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
  invio alla competente Commissione  legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato ed inviato alla competente Commissione Legislativa:

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      - Disposizioni per la promozione delle attività sportive  (n.
        1080)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Zago, De Benedictis, Oddo, Panarello
  in data 31 ottobre 2005
  -Parere I Commissione
  -inviato in data 4 novembre 2005.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   inviati,  in  data  27  ottobre  2005,   alle  competenti
  Commissioni Legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       Norme di interpretazione autentica dell'articolo 13  della
      legge  regionale 20 giugno 1997, n. 19 sulle condizioni  di
      ineleggibilità dei deputati regionali  (n. 1079)
      - di iniziativa parlamentare
      -  presentato dagli onorevoli Ardizzone e Turano in data 26
      ottobre 2005

                               BILANCIO (II)

       Misure   per  la  competitività  del  sistema  produttivo.
      Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23  dicembre
      2000, n. 32, concernente disposizioni per l'attuazione  del
      POR  (n. 1077)
      - di iniziativa parlamentare
      -  presentato dagli onorevoli Fleres, Oddo, Ortisi, Catania
      G.,  Ardizzone,  Savarino, Lo Curto, Infurna,  Dina,  Zago,
      Panarello,  Beninati, Burgaretta, Sbona in data 26  ottobre
      2005
      - Parere III Commissione

                          AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       Norme in materia di enti parco  (n. 1078)
      - di iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli Fleres,  Catania  Giuseppe,
      Maurici, Arcidiacono, Confalone, Leanza E., Baldari in data
      26 ottobre 2005.

        Comunicazione di impugnativa da parte del
        Commissario dello Stato

    PRESIDENTE   Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione siciliana con ricorso del 2 novembre 2005 ha impugnato il
  disegno  di  legge  n.  1053   Norme sui  contratti  relativi  ai
  collegamenti   marittimi   con  le   isole   minori ,   approvato
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  325   del  25
  ottobre  2005,  per violazione dell'articolo 117 lett.  l)  della
  Costituzione e degli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale.

   L'Assemblea ne prende atto.

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE  Comunico la seguente richiesta di parere  pervenuta
  dal Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa:

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      - Riassetto  della  Rete regionale delle U.T.I.N.  e  delle
        neonatologie e linee guida per l'organizzazione del servizio di
        trasporto per le emergenze neonatali (STEN)  (n. 414/VI)
  -pervenuto in data 31 ottobre 2005
  -trasmesso in data  4 novembre 2005.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

     -con richiesta di risposta orale

      -N.  2474 - Notizie sulla sospensione dei lavori urgenti di
        manutenzione straordinaria per il consolidamento del molo interno
        di Scoglitti.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatario: Incardona Carmelo

      -N. 2475 - Interventi per la liquidazione del fermo biologico.
  -Presidente Regione
  -Assessore Cooperazione
  -Firmatario: Incardona Carmelo

      -N. 2476 - Misure urgenti perché siano assicurati, da parte
        della SIREMAR, i collegamenti marittimi con le isole minori, ed
        in particolare, con l'isola di Pantelleria.
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Oddo Camillo

      -N.  2477  -  Iniziative per una corretta informazione  dei
        consumatori sull'influenza aviaria al fine di evitare il crollo
        dei consumi di polli e di uova.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatario: Zago Salvatore

      -N.  2480  -  Provvedimenti per assicurare  stabilmente  il
        collegamento marittimo tra la Sicilia e la Tunisia, via Trapani.
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Oddo Camillo

      -N. 2482 - Chiarimenti in ordine alla presunta mancanza di fondi
        per la realizzazione di opere di presidio e di urbanizzazione
        primaria in località 'Ritiro-Tremonti'  in provincia di Messina.
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatario: Ardizzone Giovanni

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

     -- con richiesta di risposta scritta

      -N. 2467 - Notizie circa gli interventi da porre in essere a
        salvaguardia delle attività agricole della provincia di Catania
        con particolare riferimento al Calatino.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2468 - Interventi urgenti per il ripristino dei marciapiedi
        in via Vagliasindi a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2469 - Richiesta di chiarimenti in ordine alla chiusura del
        Museo Archeologico regionale di Aidone, del Museo Varisano di
        Enna e del sito archeologico di Morgantina.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Tumino Carmelo

      -N. 2470 - Notizie sui criteri di nomina del direttore del Museo
        archeologico 'Antonino Salinas' di Palermo.
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      -N. 2471 - Chiarimenti in merito alle lunghe liste d'attesa
        all'Ospedale 'Maggiore' di Modica (RG).
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      -N. 2472 - Notizie circa il funzionamento dell'ufficio postale
        di Mascalucia in provincia di Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N.  2473  -  Interventi urgenti in favore delle iniziative
        sportive della Regione siciliana.
  -Presidente Regione
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Vicari Simona

      -N. 2478 - Interventi urgenti per garantire l'osservanza delle
        norme  vigenti in materia di etichettatura  dei  prodotti
        ortofrutticoli e, in particolare, delle arance provenienti
        dall'estero.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatario: Ioppolo Giovanni

      -N. 2479 - Interventi urgenti per far cessare i gravi episodi di
        emarginazione sociale dei fanciulli diversamente abili in alcuni
        grossi comuni della provincia di Siracusa.
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Burgaretta Aparo Sebastiano

      -N. 2481 - Interventi per l'erogazione, in tempi rapidi, di un
        adeguato contributo a favore del 'Centro socio-assistenziale
        Opera Pia Sciacca Baratta' di Patti (ME).
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Ardizzone Giovanni

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

        Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2425

    PRESIDENTE   Comunico,  in  riferimento  all'interrogazione  n.
  2425     Notizie   sul   Servizio  Unità  di  terapia   intensiva
  coronarica  (U.T.C.)  dell'Ospedale d'area Avola-Noto ,  a  firma
  dell'on. Burgaretta Aparo, annunziata nella seduta n. 319 dell'11
  ottobre   2005, che, con nota del 31 ottobre 2005 pervenuta  alla
  Segreteria generale il 3 novembre successivo (protocollata al  n.
  15736/Aula   del   7   novembre  2005),    lo   stesso   deputato
  interrogante  ha  precisato che nel secondo capoverso  del  testo
  il  nominativo   Capodicasa' deve essere corretto con  quello  di
   Confalone'.

   L'Assemblea ne prende atto.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata,  in  data  26
  ottobre 2005, la seguente mozione:

      -Numero 457  Interventi a tutela dei diritti dei lavoratori
        della 'Sicurezza' s.r.l. di Alcamo (TP) , degli onorevoli
        Fratello Onofrio; Dina Antonino; Genovese Francantonio; Acanto
        Giuseppe; Scalici Antonino; Basile Giuseppe; Maurici Giuseppe;
        Baldari Nicola Renato; Leanza Nicola.

   Dispongo   che   la  predetta  mozione  venga   demandata   alla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè  se  ne
  determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Seguito  della discussione del disegno di legge «Modifiche  ed
  integrazioni  alla  normativa regionale in  materia  di  appalti.
  Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del Genio civile
  e la prevenzione del rischio sismico» (771-774/A)

    PRESIDENTE  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito dell'esame del disegno di  legge  nn.
  771-774/A  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale  in
  materia  di  appalti. Disposizioni concernenti  l'attività  degli
  uffici  del  Genio civile e la prevenzione del rischio  sismico ,
  iscritto al numero 1).
      Invito  i  componenti  la  quarta  Commissione,   Ambiente  e
  territorio', a prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che l'esame era  stato  interrotto
  nella seduta numero 322 del 18 ottobre 2005, in fase di votazione
  dell'emendamento 1.1.6.

    BENINATI   presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, le chiedo una breve sospensione.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazione,  dispongo  nel  senso
  richiesto. La seduta è sospesa per dieci minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.50)

   La seduta è ripresa.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, comunico  che  sono  pervenute
  richieste di congedo relative agli onorevoli Fratello, Granata  e
  Incardona.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito  della  discussione del disegno di legge  «Modifiche  ed
  integrazioni  alla  normativa regionale in  materia  di  appalti.
  Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del Genio civile
  e la prevenzione del rischio sismico» (771-774/A)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si  riprende   l'esame   del
  disegno di legge numeri 771-774/A «Modifiche ed integrazioni alla
  normativa   regionale   in  materia  di   appalti.   Disposizioni
  concernenti  l'attività  degli  uffici  del  Genio  civile  e  la
  prevenzione del rischio sismico».

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  per apprezzare la sensibilità del collega  Beninati,
  il  quale  avvertendo che tra i banchi della maggioranza,  ancora
  una  volta,  dopo circa due mesi di discussione  sul  disegno  di
  legge  in  materia  di  appalti, non vi  è  ancora  una  adeguata
  presenza   - e soprattutto per il fatto che su questa  legge  non
  abbiamo  mai sentito l'orientamento del Presidente della Regione,
  fatto  che crea una difficoltà oggettiva -, ha ritenuto opportuno
  chiedere  una sospensione della seduta. Personalmente,  comprendo
  l'imbarazzo  del collega Beninati; non si capisce, infatti,  come
  si  possa  procedere  avendo  di  fronte  i  banchi  vuoti  della
  maggioranza.
   Si  tratta  di un disegno di legge al quale è stato affidato  un
  valore   straordinario,  ritenuto  dalle  categorie   interessate
  fondamentale  per la sopravvivenza di una parte di queste  stesse
  categorie,  ma rispetto al fatto che più volte sono  state  fatte
  queste  denunzie,  assistiamo ad una  assoluta  insensibilità  da
  parte della maggioranza.
   Signor  Presidente, ho incontrato gli imprenditori. Agli  stessi
  abbiamo  detto  che è illusorio pensare che in queste  condizioni
  possa  esserci un soccorso politico, da parte di una  maggioranza
  che non è in grado di sostenere neanche le proprie leggi.
   Pertanto,  vorrei  evitare  che si determini  un  clima  interno
  all'Aula - l'Assessore consoce perfettamente i punti di vista che
  abbiamo  più volte espresso -, però o la maggioranza si attrezza,
  ed  in  modo adeguato, per portare avanti il disegno di legge  o,
  dopo   avere   creato   una  propaganda  ed  un'illusione   anche
  all'interno   delle   categorie,  si  assume  la   responsabilità
  dell'impossibilità di prosieguo dei lavori per quel che  concerne
  questa materia.
   Per  la verità, prima della sospensione avrei voluto intervenire
  sull'ordine  dei  lavori per sottoporle una questione  che  esula
  dalla materia appalti.
   Ho  visto  che  è  stato iscritto al numero 7) del  terzo  punto
  all'ordine  del giorno il disegno di legge n. 1063/A  «Variazioni
  al  bilancio  della  Regione  ed al bilancio  dell'Azienda  delle
  foreste   demaniali   per   l'esercizio   finanziario   2005    -
  Assestamento».   Signor  Presidente,  chiedo  il   rispetto   del
  Regolamento  nell'esame di tale disegno  di  legge  e  su  questo
  vorrei richiamare l'attenzione del Governo e la sua.
   Mi    auguro   che   il   Governo   non   presenti   emendamenti
  sull'assestamento di bilancio la cui natura ed il  cui  carattere
  siano di variazione di bilancio. Poiché ho letto sulla stampa che
  sarebbe  intenzione  del  Presidente  dell'Assemblea  indire  una
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per  aprire  la
  sessione  di  bilancio, vorrei ricordare che dopo  l'approvazione
  del  DPEF,  dell'assestamento di bilancio, la  legge  Finanziaria
  deve  essere  preceduta  dall'approvazione  delle  variazioni  di
  bilancio.
   Quindi,  se  il Governo ha intenzione di fare una variazione  di
  bilancio,  deve darne comunicazione all'Aula, deve presentare  un
  testo  regolamentare,  ma non deve utilizzare  il  veicolo  della
  presentazione  in  Aula  di  un disegno  di  legge  che  riguarda
  assestamento  per  poi  trasformarlo in variazione  di  bilancio.
  Questa  sarebbe una scorciatoia che violerebbe le regole  interne
  al  Parlamento,  che ci costringerebbe ad assumere  atteggiamenti
  che porterebbero al rispetto del Regolamento.
   Dico  ciò  come azione preventiva perché vorrei ben sperare  che
  il  Governo,  ancora una volta, non operi modifiche di  fatto  al
  Regolamento e si appresti a fare variazioni di bilancio che  sono
  di  fatto una modifica regolamentare. E' soltanto un suggerimento
  che volevo darle, signor Presidente, per il resto, valuti lei.
   Avevamo  detto  che  ci  sarebbe stato un clima  dialettico,  di
  confronto con la maggioranza, di sostegno della legge, e  che  da
  parte nostra non ci sarebbe stato alcun atteggiamento preclusivo;
  così ci siamo comportati.
   Però,    ci    troviamo   di   fronte   ad   una    maggioranza,
  sostanzialmente,  disattenta  ai lavori  d'Aula,  ad  una  scarsa
  presenza  del Governo in Aula (su 14 assessori, ne sono  presenti
  appena cinque e, comunque, manca il Presidente della Regione),  e
  ciò  dimostra  disinteresse. Signor  Presidente,  noi  faremo  le
  nostre proposte al testo del disegno di legge e ci auguriamo  che
  queste possano essere recepite da parte della maggioranza.
   Per  dare  un  segnale  della nostra intenzione  di  volere,  in
  qualche   modo,   tracciare   una   strada,   avendo   presentato
  l'emendamento  1.1,  soppressivo  dell'interno  emendamento   del
  Governo  -  tutti sanno che se questo emendamento dovesse  essere
  approvato  non  potremmo  più  discutere  del  testo,  in  quanto
  l'emendamento  1.1  è  sostanzialmente il disegno  di  legge  del
  Governo  -,  dichiaro  di ritirarlo. Mi  auguro,  però,  che  ciò
  determini  un corretto comportamento da parte del Governo  e  dei
  colleghi della maggioranza.

     PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,   poiché   sono   tre   gli
  emendamenti  a  sua  firma, vorrei sapere  se  intende  ritirarli
  tutti.

    SPEZIALE   Dichiaro  di  ritirare soltanto  l'emendamento  1.1,
  quello interamente soppressivo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.1.36. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto: chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.1.7. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.59. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.1.8,  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento   1.1.9   a    firma
  dell'onorevole Barbagallo.

    BARBAGALLO  Dichiaro di ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  1.1.10  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Zago.

    BENINATI   Presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  Commissione,   su   questo
  emendamento,  si  era  espressa in modo contrario  ma,  vista  la
  mancanza   di  copertura  finanziaria,  l'emendamento   è   stato
  dichiarato improponibile.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  a  proposito
  della   lettera   b),  vorrei  precisare  che  se   non   votiamo
  l'emendamento   soppressivo  a  firma   dell'onorevole   Speziale
  manteniamo in vita un comma al quale la Commissione Bilancio  non
  ha dato copertura finanziaria.
   Il   testo  del  Governo,  alla  lettera  b),  parlava  di   due
  Commissioni da istituire: una a Catania ed una a Palermo.
   La  Commissione  Bilancio non ha dato copertura  finanziaria  al
  testo del Governo, mentre l'emendamento presentato dall'onorevole
  Speziale risolve il problema. Ritengo che lo stesso debba  essere
  posto in votazione affinchè sia eliminata la lettera b)  che  non
  ha  trovato  copertura  finanziaria nel testo  originale;  non  è
  l'emendamento, infatti, che richiede la copertura.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.1.10. Il  parere
  del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  1.1.4  a   firma   del
  Governo.
   Lo dichiaro improponibile.
   Si   passa  all'emendamento  1.1.11.  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

                          (Non è  approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 1.1.12.  a  firma  degli
  onorevoli Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non è  approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 1.1.13.  a  firma  degli
  onorevoli Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non è  approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento   1.1.1,   a   firma
  dell'onorevole Sbona.

    SBONA  Dichiaro di ritirare l'emendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  1.1.14  a  firma  degli  onorevoli
  Barbagallo e Gurrieri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto;chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E'  approvato)

    PRESIDENTE    Si  passa  agli  emendamenti  1.1.16   e   1.1.17
  considerati espunti perchè errati.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 1.1.5 a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E'  approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  1.1.15  a  firma
  degli onorevoli Barbagallo e Gurrieri.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                         (Non è  approvato)

        PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 1.1.18 a  firma  degli
  onorevoli Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.2 a firma dell'onorevole Sbona.

    SBONA  Dichiaro di ritirare l'emendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     BENINATI  Presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  al  comma  5
  dell'emendamento1.1, forse per una svista, nella  parte  relativa
  alla revisione del nuovo prezzario della Regione, si deve cassare
  la  formulazione   siano decorsi almeno due anni dalla  redazione
  del progetto esecutivo .
   Avevamo  detto  ciò in Commissione ed io ho già  predisposto  un
  emendamento.

     PRESIDENTE   Comunico  che è stato  presentato  dall'onorevole
  Beninati l'emendamento 1.1.R:
       al  comma  5  dell'emendamento  1.1,  sopprimere  da   siano
  decorsi' a  esecutivo'.
   Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.1.19  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     BENINATI   presidente della Commissione e relatore. Contrario

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.3 a firma dell'onorevole Sbona.

     SBONA  Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
     Si  passa  all'emendamento  1.1.20  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.1.21  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Zago.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     BENINATI   Presidente della Commissione e relatore. Contrario

      PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.1.23  a  firma  degli  onorevoli
  Giannopolo ed altri. Lo dichiaro inammissibile.

     SPEZIALE  Perché, signor Presidente?

     PRESIDENTE   Perché il concetto è stato abrogato  dalla  legge
  n. 7 del 2002.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  voglio
  assolutamente entrare nelle sfere delle competenze del Presidente
  dell'Assemblea ma non mi pare che l'inammissibilità sia  motivata
  perché  si  tratta - dico questo agli Uffici - di una  norma  che
  reintroduce una parte della legge n. 10 del 1993 che fu soppressa
  con la legge n. 7 e che oggi viene reintrodotta.
   Signor  Presidente,  mi spieghi, altrimenti non  ci  intendiamo.
  Lei ha una responsabilità superiore alla nostra.

     PRESIDENTE  Ho chiesto lumi tecnico-giuridici agli Uffici.

     SPEZIALE  Allora, quando avrà i lumi, ne parliamo.

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, forse, non c'è bisogno che  lei
  spieghi le ragioni, visto che gli Uffici giustamente non si  sono
  sognati  un'improponibilità che era  basata  su  fatti  concreti.
  C'era   stata  la  convinzione  che  da  parte  sua  fosse  stato
  assicurato  che  non  perseguisse  la  via  dell'emendamento,  ma
  naturalmente deve esserci stato un equivoco.
   Pensavamo  che  lei  l'avesse  ritirato,  quindi,  non  solo   è
  proponibile,   ma  adesso  che  voi  insistete  è   assolutamente
  presente.
   Chiedo  scusa  per  l'equivoco, ma è un equivoco  ingenerato  da
  chi,  probabilmente l'onorevole Zago, avrebbe promesso il  ritiro
  dell'emendamento.
   E'  accaduto o non è accaduto, il discorso è superato perché  lo
  porrò subito in votazione.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  illustrare brevemente, commentare e dichiarare anche il voto
  sull'emendamento 1.1.23.
   Premetto  che  in  materia  di legge sui  lavori  pubblici,  non
  esiste  il Vangelo e non esiste nessuna verità rivelata. Vi  sono
  però   delle  regole  che,  a  mio  avviso,  devono  ispirare   i
  comportamenti del legislatore e di chi fa le regole.
   Ritengo  che  una  legge sui lavori pubblici debba  contemperare
  due  interessi prevalentemente, anche se ce ne sono altri; quelli
  prevalenti  sono  due: quello del committente, quindi,  dell'ente
  pubblico e quello di chi esegue i lavori.
   Io  ho la vaga impressione che questa legge faccia oscillare  il
  pendolo dalla parte soprattutto e prevalentemente dalla parte  di
  chi  esegue i lavori. L'aspettativa di chi esegue i lavori  è  un
  interesse  che va contemperato, che va previsto e  che  va  anche
  realizzato.   L'interesse   nel   rapporto   con   la    pubblica
  amministrazione  deve  inserirsi  in  un  regime   di   reciproca
  convenienza e di reciproco vantaggio. Il reciproco vantaggio,  in
  questo caso, è l'interesse pubblico.
   La  legge  n.  10 del 1993 aveva  individuato un  criterio  che,
  comunque,  aveva attestato, fino a quando non fu abolita,  con  i
  ribassi attorno al 13, 14%.
     L'ultima legge che aveva attestato quei ribassi era  la  legge
  n. 10/93.
     Successivamente, vi sono state una serie di modifiche che  non
  sono  riuscite a far cadere il punto di equilibrio tra il ribasso
  anomalo  del  25%, qual è oggi, o il ribasso ancora più  anomalo,
  qual  era  quello vicino allo 0 e via di seguito. Oggettivamente,
  il  punto  di  equilibrio era stato fissato, almeno  in  Sicilia,
  dalla sopraccitata legge.
   Questo  emendamento parte esattamente da questa  considerazione,
  cioè  da  quel  criterio che aveva determinato una situazione  di
  equilibrio.  Quel  sistema  era in  equilibrio  grazie  anche  al
  correttivo  usato  per  evitare  i  ribassi  anomali  ed  era  un
  correttivo  individuato,  anche sulla base  di  analisi  di  tipo
  economico dal Ministero dei Lavori pubblici, attestato al 4%.
   Qui  non  si  fa  altro che, al fine di evitare la prevedibilità
  delle  aggiudicazioni  attraverso  il  sistema  delle   cordate ,
  introdurre  una  variabile  non  prevedibile  che  è  quella  del
  sorteggio di un correttivo reale che va da 4 a 10, sopra il quale
  c'è  l'esclusione per l'offerta anomala e sotto il  quale  si  va
  all'aggiudicazione per offerte che più si avvicinano.
   Penso  che  tra il sistema che abbiamo oggi, quello che  avevamo
  avantieri e quello che si propone con l'emendamento del  Governo,
  questo sia il sistema più equilibrato che, fra l'altro, recepisce
  anche  il  principio della imprevedibilità, insito  nella  stessa
  visione  dell'emendamento del Governo  laddove  si  parla  di  un
  numero da sorteggiare che è una percentuale di esclusione, non un
  numero   reale,  da  11  a  40  delle  offerte  che  poi  vengono
  automaticamente escluse.
   Per questo motivo, insisto fermamente su questo emendamento.
   Sarei davvero stupito se qualcuno venisse qui a dichiarare  qual
  è  il  sistema perfetto, mi auguro che non lo faccia  l'Assessore
  che,  in  questi  giorni, ha sentito molto le imprese  e  non  ha
  sentito  il  bisogno per esempio di interpellare i  Comuni  e  le
  Province,  perchè,  in  questa vicenda relativa  alla  legge  sui
  lavori pubblici, hanno parlato solo le imprese.
   E'  un  bene  che parlino le imprese, le stesse che possono  far
  sentire le loro esigenze, le loro prospettive e prerogative però,
  in questa vicenda, avrei gradito un atteggiamento più equilibrato
  da  parte del Governo che era quello di rappresentare un punto di
  vista che, in seguito, potesse mettere tutti d'accordo.
   Io  stesso  ho detto che gli attuali ribassi non possono  essere
  accettabili. Questo lo dico nell'interesse dell'impresa ma  anche
  nell'interesse della Pubblica Amministrazione perchè è difficile,
  se  non impossibile, gestire lavori pubblici con ribassi del  24,
  25,  26%.  Alla  fine,  infatti, o si  va  alla  risoluzione  del
  contratto   o  bisogna  avallare  esecuzioni  maldestre   e   non
  perfettamente a regola d'arte.
   In  tutta questa vicenda, sarebbe più opportuno un atteggiamento
  che  rintracci  ed  individui  un  interesse  più  complessivo  e
  sarebbe, altresì, opportuno che questo fosse il motivo ispiratore
  della  legge  e non di interessi parziali che, seppur  legittimi,
  vanno   comunque  contemperati  e  composti  con  interessi   più
  complessivi.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     SPEZIALE    Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
  che  l'argomento   costituisce uno  dei  punti  nevralgici  della
  proposta del Governo, ritengo che l'Aula debba fare una attenta e
  corretta  valutazione.  Da   parte di alcuni  colleghi,  è  stata
  evidenziata  l'esigenza  di una modifica dell'impianto  normativo
  della legge n. 7 del 2002. La predetta legge è stata approvato  a
  seguito  di  una forte pressione esterna al Parlamento  regionale
  legata ad una anomalia nelle modalità di aggiudicazione che aveva
  visto in Sicilia ribassi tra lo 0 e l'1 per cento.
   L'Assemblea  regionale siciliana, in quella occasione,  mediante
  un  dibattito approfondito che ha visto un confronto serrato  tra
  la  maggioranza  e  l'opposizione, diede vita ad  una  legge  che
  conteneva,  come  filosofia di fondo,  sostenuta  dal  Presidente
  Cuffaro,  il principio che avremmo dovuto allineare la  normativa
  regionale  a quella nazionale. Si è arrivati, quindi,  in  quella
  sede  a sostenere l'allineamento dinamico per cui, ogni qualvolta
  veniva registrata una modifica alla normativa nazionale, non  era
  necessario ritornare in Aula per approvare nuove modifiche.
   Inoltre,  sempre in quella sede, si sosteneva l'esigenza  di  un
  allineamento alla normativa nazionale.
   Il   Parlamento   regionale  si  è  allineato  alla    normativa
  nazionale introducendo due modifiche: la fideiussione bancaria  e
  la eliminazione della licitazione privata.
   La  legge della Regione siciliana vigente, quindi, è esattamente
  uguale  alla normativa nazionale depurata da questi due elementi.
  Tutti  sanno, infatti, che la legislazione nazionale  prevede  la
  fideiussione assicurativa mentre, in Sicilia, è stata  introdotta
  la fideiussione bancaria.
   Analogamente,  la  legge  nazionale  prevede  che  è   possibile
  procedere  all'espletamento della gara attraverso la  licitazione
  privata,  come previsto dalla legge regionale n. 21 del 1985;  il
  legislazione  regionale,  invece, non  ha  previsto  il  predetto
  metodo di aggiudicazione.
   Oggi, la filosofia cambia e, in questa fase, avremmo gradito  la
  presenza  del  Presidente  della Regione  per  conoscere  il  suo
  orientamento.  Si  propone,  infatti,  di  modificare  la   legge
  regionale rispetto alla legge nazionale.
   Quali sono le spinte che determinano questa modifica?
   Le  spinte  sono legate ad una circostanza vera,  denunciata  in
  modo  corretto  da  parte del mondo delle imprese,  cioè  che  le
  modalità  di  aggiudicazione stanno  determinando  una  trend  di
  crescita della soglia per cui, ogni volta che c'è una gara, ci si
  trova  di fronte a ribassi che si aggirano attorno al 27, 28  per
  cento,  discostandoci dalla media nazionale dove  si  applica  la
  stessa norma di oltre 10 punti percentuali.
   Con  la normativa nazionale, infatti, i ribassi ammontano al  15
  per  cento;  in  Sicilia, invece, siamo di fronte a  ribassi  che
  crescono.
   Questo  trend  non  si frena e tende sempre a  crescere  con  il
  rischio di esposizione dell'impresa sul lavoro, sulla possibilità
  di  aggiudicarsi  la  gara. Le imprese, quindi,  hanno  posto  un
  interrogativo al legislatore: dobbiamo cambiare le imprese e  non
  potevano   non  dire  che  dobbiamo  cambiare  le   modalità   di
  aggiudicazione. L'effetto da loro indicato e le cause  che  hanno
  determinato la lievitazione dei ribassi non sono legati  soltanto
  alla  modalità ma al fatto che abbiamo avuto un trend, un  numero
  di  imprese  sempre più numerose. Si è ristretto il  mercato  dei
  lavori  pubblici;  vi  sono poche gare e la  spesa  pubblica,  in
  materia di infrastrutture, è bassa.
   Da  ciò  scaturisce la responsabilità politica del  Governo.  Vi
  attesterete  ad un livello di spesa che si aggira intorno  ai  18
  mila miliardi di lire; restituirete alla Comunità europea 12 mila
  miliardi  delle  vecchie lire. Nel momento in  cui  vi  sarà  una
  contrazione del mercato, è evidente che il sistema delle  imprese
  tenderà  ad un meccanismo di difesa che farà lievitare  il  costo
  dell'appalto.
   La  prima  vera  questione  riguarda il  giudizio  politico  sul
  Governo,  sulla  vostra inadeguatezza, sulla  vostra  incapacità,
  sulla  vostra incapacità a spendere e ad ammodernare la  Sicilia.
  In  Sicilia,  in questi anni, avrebbero dovuto essere  realizzate
  delle  opere  pubbliche  per arrivare ad un  ammodernamento,  per
  consegnare una nuova Sicilia, una Sicilia diversa.
   Ci  troviamo,  invece, dinnanzi ad un Governo che ha  effettuato
  delle  spese correnti e che non ha realizzato nessun investimento
  reale  in  termini  di spesa in conto capitale,  soprattutto  nel
  settore dei lavori pubblici.
   Un'altra considerazione, signor Presidente - lo dico al  Governo
  -,  è  che,  purtroppo, non esiste nessuna norma di tutela  delle
  imprese  vere e non c'è, da parte del Governo, l'idea di tutelare
  le imprese vere.
   Le  gare, in Sicilia, non sempre avvengono tra le imprese  vere.
  Dico  ciò  perchè, quando viene bandita una gara e  vi  sono  dei
  partecipanti   ex  post,  cioè dopo l'aggiudicazione,  una  quota
  delle  imprese  sorteggiate, viene sottoposta al controllo.   Non
  esiste un controllo esteso a tutte le imprese. Si può verificare,
  infatti, che alcune imprese partecipino alla gara senza  avere  i
  requisiti  necessari,  alterando,  di  fatto,  il  mercato  delle
  offerte e, di fatto, contribuendo ad alterare la gara.
   Signor  Presidente,  come  lei  ha  visto,  stasera,  di  fronte
  all'atteggiamento del Governo, stiamo cercando  di dare il nostro
  contributo. Per quanto riguarda la prima causa, non possiamo dare
  nulla; si dovrebbe cambiare il Governo.
   Mi  auguro  che  lo  facciano i siciliani, mandando  a  casa  un
  Governo   che  ha  fallito  su  un  punto  fondamentale,   quello
  dell'ammodernamento delle infrastrutture della  Sicilia.  Non  si
  realizzano  porti, non si costruiscono strade, non si  effettuano
  interventi di modifica.
   Sono gli elettori che debbono intervenire ...

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente. Ma di  quale
  Governo parla?

    SPEZIALE    Sto  parlando  di  questo  Governo  e  di  lei,  in
  particolare, assessore Cascio.
   Sto  segnalando  il fallimento con i numeri, di un  Governo  che
  aveva  in  tasca 18 mila miliardi e che, forse, nel  2006,  potrà
  rendicontarne appena 6 mila
      Se  non  è  fallimento  questo,  non  capisco  cosa  sia   un
  fallimento. Si registra - e non sono chiacchiere - il  fallimento
  perché,  aggiungendo altri 12 mila miliardi di  lavori  messi  in
  campo  in  Sicilia,  avremmo dato una spinta  dinamica  seria  al
  sistema delle imprese. Su questo, non possiamo farci nulla.
   Sulla  seconda  questione,  ci  viene  posto  un  meccanismo  di
  cambiamento. Vorrei fare un ragionamento serio e mi  rendo  conto
  che  ci  viene  proposto un meccanismo di  modifica  della  legge
  nazionale.
   Il  Governo capovolge la propria filosofia e dice che non  vi  è
  più  l'applicazione  della  norma nazionale,  non  vi  è  più  la
  filosofia dell'allineamento dinamico alla norma nazionale ma,  in
  questo  caso, dobbiamo predisporre una norma specifica.   Ho  già
  espresso  le  mie  preoccupazioni; le  esprimo  in  Aula  le  mie
  preoccupazioni; il Governo le sa, le conoscono i  colleghi  della
  Commissione, le conosce buona parte dei colleghi d'Aula.
   La  preoccupazione  principale è di questa  natura:  sovresporre
  l'Assemblea  regionale e il sistema delle imprese ad una  critica
  per  cui quella anomalia anzicchè  essere adeguatamente corretta,
  potrebbe trasformarsi   in una lettura, esterna alla Sicilia,  di
  legge combinata.
   Ora,   signor  Presidente, perché intervengo? Intervengo  perché
  l'onorevole  Giannopolo ha predisposto un emendamento sostitutivo
  col  quale  propone  di ritornare ai meccanismi di aggiudicazione
  della legge  numero 10.
   Mi   si   potrebbe   fare  osservare  che  anche   la   proposta
  dell'onorevole Giannopolo modifica la normativa nazionale, quindi
  non  si  allinea  a quella nazionale, però voglio  ricordare,  lo
  ricordo qui all'assessore  Parlavecchio ed al Governo, che quando
  si  fece  la legge  numero 10,  in tutto il resto del  Paese,  in
  tutta Italia, quella legge venne considerata una buona legge.
   Non  ci  espose ad un giudizio critico nei confronti  del  resto
  del  Paese,  mantenne le aggiudicazioni tra il  10  ed  il  15per
  cento; il meccanismo non permetteva una lievitazione oltre quella
  percentuale.   Perciò  io  penso  che  la  proposta   fatta   qui
  dall'onorevole  Giannopolo debba essere presa in  considerazione.
  Non  l'abbiamo valutata in modo adeguato in altra sede, ma  a  me
  sembra   che   debba   essere  presa  in   considerazione   anzi,
  riconoscendo al presidente della Commissione, onorevole Beninati,
  una  competenza ed un impegno nella formulazione di questa legge,
  gli  chiederei un minuto di approfondimento prima di  passare  al
  voto,     per  fare  una  considerazione  più  congrua   rispetto
  all'impianto  suggerito dal collega Giannopolo.   Stesso  invito,
  ovviamente, rivolgo  al Governo, anche se mi rendo conto  che  il
  Governo spesse volte è distratto.

   BENINATI,  presidente della Commissione e relatore.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, non avrei voluto rispondere,  ma certamente una  cosa
  tra le argomentazioni dell'onorevole Speziale va puntualizzata.
   Si  è  intervenuti su vari argomenti, tra i quali la  spesa  del
  Governo,  ma  certo è  che la Regione, questo  Governo  ha  avuto
  anche   la  premialità  nell'attivazione  di  spesa,   quindi   è
  certamente da vedere meglio quanto sostiene l'onorevole Speziale.
   Una  cosa comunque sull'argomento, esclusivamente sull'argomento
  voglio  dire:  nel  2002  fu  proprio  volontà  del  sottoscritto
  lasciare   le   procedure  di  appalto  e   le   metodologie   di
  aggiudicazione  in linea con quelle nazionali,  pur  sapendo  che
  l'associazione  ANCI rese noto  che giustamente in  tutta  Italia
  funziona  in  un modo, in Sicilia avrebbe certamente  negli  anni
  alterato la percentuale di ribasso.
   Devo  dire  che quindi si decise,  in maniera molto  corretta  e
  condivisa,  di  rivedere al momento opportuno  se  effettivamente
  così   era.   Effettivamente  così  è  stato.   I  ribassi   sono
  aumentati,   quindi  nella proposta che il  Governo  fa,  non  fa
  niente  altro,  ecco,  Signor  Presidente -  che sia  chiaro  una
  volta per tutte - che  ridurre in maniera percentuale altissima -
  uno  dei  motivi  per cui si alzano i ribassi  -   il  numero  di
  imprese che partecipano, per cui già si abbassa del 50 per  cento
  fra i due tipi di tagli il numero delle imprese.
   Poi,  invece  di  fare  il  ribasso  con  lo  scarto  che  è  il
  presupposto  di aumentare il ribasso stesso, si fa  solamente  la
  media.   La  casualità  della gara esiste  perché  si  sorteggia,
  quindi  tutte  le perplessità e tutte le preoccupazioni  espresse
  dall'onorevole Speziale,  che possono da parte sua esistere,  non
  esistono,  perché  il  metodo che viene proposto  dal  Governo  è
  quello   di  ridurre in maniera pari al 50 per cento  le  imprese
  che partecipano con la metodologia che è stata fatta ed in più si
  fa il rapporto della media,  che è una volta sola.
   Quindi,   personalmente,   è  un  modo  per  riquadrare   questa
  esponenzialità  del  ribasso.   Lo  ritengo  valido.  Per  quanto
  riguarda   l'emendamento  presentato  dall'onorevole  Giannopolo,
  suggerirei di ritirarlo perché ci metterebbe anche in difficoltà.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'onorevole
  Speziale ha utilizzato l'emendamento Giannopolo per sviluppare un
  ampio ragionamento sulla politica economica del Governo Cuffaro.
      Io   sento  il  dovere  di  mistificare  alcune  cose   dette
  dall'onorevole  Speziale  perché la Sicilia,   per  fortuna,   da
  alcuni  anni,  a differenza di quanto ha annunciato e  raccontato
  in   quest'Aula  l'onorevole  Speziale,   gode  finalmente  della
  premialità  da  parte  dell'Europa per  avere  avuto  una  grande
  capacità di spesa. Poi è ovvio che davanti ad un microfono ognuno
  può dire tutto quello che vuole, quello che resta quando si parla
  di economia sono i numeri.
     E da questo punto di vista  io sono assolutamente certo che  i
  numeri forniti dal  Governo Cuffaro,  che potrà avere avuto mille
  difetti,    potrà   avere  sbagliato   tante   cose,   ma    sono
  assolutamente  certo che quei numeri, che sono numeri  scritti  e
  non  descritti, sono quelli. Che l'Europa ha cominciato a  pagare
  premialità per l'enorme capacità di spesa
   Quello  che  è  obbligatorio politicamente  dire  in  quest'Aula
  stasera è che non si capisce perché nella nostra specificità -  e
  soltanto ieri abbiamo vissuto una bellissima pagina della  storia
  di questo Parlamento avendo  avuto il piacere e l'onore di potere
  ascoltare la voce dell'onorevole Alessi che ci ha fatto ricordare
  la  specialità  di questo Parlamento -  quello che  però  non  si
  comprende,  signor Presidente,  è perché qua,  in  Sicilia,   c'è
  sempre  un  tema che torna puntualmente attorno alla legge  sugli
  appalti  e  cioè  il  meccanismo  di  aggiudicazione  delle  gare
  rispetto  alla  quota di ribasso che nel tempo,  cioè  da  quando
  entra  in vigore una riforma di legge sugli appalti in Sicilia  a
  distanza del primo, primo anno e mezzo, succede sempre che ad  un
  certo  punto questo ribasso non piace più all'impresa che  ha  il
  diritto-dovere, l'impresa con la  i  maiuscola,  di avere  quella
  redditività che le è dovuta. Ad un ribasso alto che non  va  bene
  alla  pubblica Amministrazione che ha il diritto-dovere di  avere
  certezza  che  i soldi della pubblica Amministrazione  siano  ben
  spesi.
   Ma la verità, signor  Presidente e  onorevoli colleghi, è che  è
  la  nostra specificità che,  secondo me, ci fa commettere  sempre
  lo  stesso  errore. Perché anche l'ultima legge sugli appalti  ha
  previsto,   e,   onorevole Speziale,  con quell'orgoglio  che  la
  contraddistingue  e con la serietà che è sua,  vorrei  ricordarle
  che fu frutto di mediazione mantenere per gli appalti soprasoglia
  il sistema di aggiudicazione nazionale ed  alcune parti politiche
  -  ciascuno  sa quali -  chiesero un meccanismo diverso  per  gli
  appalti  sottosoglia. Quel meccanismo che oggi questa maggioranza
  e  questo  Governo,  che l'onorevole Speziale descrive  come  una
  accolita di gente impreparata,  sente il dovere,   anche  con  la
  partecipazione   importante  dell'opposizione,   di   modificare,
  perché quella mediazione si è rivelata un fallimento.
   Ora  io  mi  chiedo,  perché  continuare  a  girare  attorno  al
  meccanismo,   chiamiamolo tutto siciliano, di  aggiudicazione  di
  una  gara,  trovando sempre noi nuove formule con una  esperienza
  oramai pluriennale che ci porta dopo non più di due anni a dovere
  ogni  volta  rivedere il meccanismo di aggiudicazione  perché  il
  ribasso diventa troppo alto.
     Io  non  capisco,  signor Presidente -  e lo  dico  da  quando
  abbiamo  ricominciato in Quarta Commissione  a  mettere  mano  ad
  un'ulteriore modifica della legge sugli appalti -  io non capisco
  perché in questo dobbiamo utilizzare la nostra specificità e  non
  adeguarci  al  sistema di aggiudicazione che viene  applicato  in
  tutta Italia.
   Signor  Presidente, la verità è un'altra. Da noi  il  ribasso  è
  frutto  di  condizioni di mercato e noi questo non dobbiamo  fare
  finta di dimenticarlo.
   Un'impresa  siciliana  che  vuole  aggiudicarsi  un  appalto  in
  Lombardia ha un costo di spostamento dalla Sicilia alla Lombardia
  che  genera,   per  un  appalto in Sicilia,   la  convenienza  ad
  aumentare il ribasso in una gara siciliana che le coprirebbe quel
  maggior  costo che avrebbe per andarsi a prendere un  appalto  in
  Lombardia.
   Allora,  se la politica fa finta di non capire tutto  questo,  è
  una  politica che prende in giro sé stessa e l'impresa. Qualunque
  formula,  compresa quella che è già girata in questi  giorni,  in
  questa  settimana di utilizzare le estrazioni del lotto,  diventa
  un tentativo di serietà da parte di chi vorrebbe dare, attraverso
  il  meccanismo  di aggiudicazione, la garanzia che nessuna  finta
  impresa  possa inquinare il valore di una gara, ma io  credo  che
  tutto ciò,  in questa legge, sia  già previsto.
   Le  certificazioni: un'impresa oggi, per essere tale, ha e  deve
  avere  dei requisiti, poi sono altri gli organi preposti a vedere
  chi falsifica le certificazioni, chi non le falsifica.
   Signor   Presidente,  lei  ricorderà  quando  alcuni  anni   fa,
  mettendo   mano   alla   legge  numero  7,  abbiamo   inghiottito
  stupidamente, noi della maggioranza, stupidamente, l'eliminazione
  della  fidejussione assicurativa perché qualcuno ebbe a dire  che
  chi  aveva  una  fidejussione  assicurativa  sicuramente  era  un
  delinquente.
    E' una vergogna
   Approvare un disegno di legge sapendo che non si fanno  le  cose
  di  cui  ci assumeremo la responsabilità -  perché fino a  quando
  siamo  maggioranza e siamo governo ne risponderemo noi  al  corpo
  elettorale,  a  tutti  i siciliani - continuare  a  varare  leggi
  frutto di mediazioni,  per la nostra incapacità,  non farà  altro
  che  fare le peggiori leggi che il centrosinistra forse un giorno
  avrà il dovere di fare nell'Aula di questo Parlamento

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  come  è
  chiaro  questa legge la farà il Parlamento siciliano non la  farà
  una maggioranza, onorevole Acierno.
   Non   farò   alcun   riferimento  ai  temi   politici   riguardo
  all'attività    di   governo   per   non   suscitare    ulteriori
  strumentalizzazione degli stessi, condividendo -  come  è  chiaro
  -  tutto  ciò  che  è  stato detto a tal riguardo  dall'onorevole
  Speziale.
   Il  senso  di responsabilità avuto nell'attività in Commissione,
  il  senso di responsabilità che oggi ci porta ancora una volta  a
  dare  la  possibilità  di  procedere  nei  lavori  dell'Aula  per
  arrivare  all'approvazione di questa legge ed  la  considerazione
  del  fatto  che questo articolo rappresenta il cuore della stessa
  legge mi portano  a chiedere un'ulteriore considerazione da parte
  del Governo.
   Sia   ben   chiaro   che   l'aggiudicazione   con   un   ribasso
  eccessivamente basso determina deteriorazioni del sistema.  Ci  è
  altrettanto  chiaro  che  un'aggiudicazione,  così   come   viene
  determinato  dall'attuale  sistema, con  un  eccesso  di  ribasso
  determina  ulteriori e peggiori degenerazioni del sistema  perché
  il ribasso eccessivamente alto significa lavoro nero, mancanza di
  qualità  dell'opera,  mancanza di  tutela  dei  lavoratori  e  di
  sicurezza   degli   stessi,   quanto   meno   significa   questo,
  probabilmente  significa molto altro, ma  quanto  meno  significa
  questo.
   Confesso  di  non avere nemmeno io, forse ancor  meno  di  tanti
  colleghi, la capacità di capire qual è la soluzione migliore.
   L'onorevole  Speziale, portando dati concreti, ci  dice  che  il
  sistema  previsto dalla legge numero 10 del 1993  determinava  un
  ribasso che viene definito come quello attraverso il quale si può
  avere   un'  aggiudicazione  possibile,  utile  e  che  determina
  qualità, sicurezza e tutto quanto il resto.
   Io  non so valutare se il sistema proposto dal Governo determina
  le  stesse condizioni. Ecco perché -  torno a ripetere -  facendo
  leva  sul  senso  di responsabilità,  chiedo al Governo  che  non
  proceda  soltanto a dare un parere favorevole o negativo,  ma  ci
  spieghi  perché  eventualmente darà un parere negativo  a  questa
  proposta, spiegandoci e convincendoci che l'obiettivo, che è  del
  Parlamento  siciliano, ovvero quello di fare una legge attraverso
  cui  si  possa procedere ad aggiudicazione di lavori  in  maniera
  tale che vengano garantiti enti locali, imprese e lavoratori, sia
  il sistema migliore.
   Ecco  perché, assessore Parlavecchio, le chiedo che, nel momento
  in  cui  procederà  a  dare  il  suo  parere  rispetto  a  questo
  emendamento che ha determinato il dibattito sul tema fondamentale
  della  legge,  lo motivi in maniera tale da poterci convincere  e
  poter votare in maniera serena.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor Presidente,  onorevoli colleghi,  io  credo
  che  stiamo  celebrando  in questo dibattito  un  po'  l'ennesimo
  trionfo  dell'ipocrisia  perché  non  c'è  dubbio  che  siamo   a
  confronto  di  una bizzarra, fantasiosa  idea sulle  modalità  di
  aggiudicazione delle gare sotto soglia per la Regione  siciliana.
  Fantasiosa  perché  non  c'è  dubbio  che  quando  si   introduce
  l'elemento  di  originalità, ciascuno ha anche una sua  capacità,
  una  sua  intelligenza  ed anche vivacità culturale.  Ho  sentito
  persino la procedura del lotto come modalità di aggiudicazione in
  Sicilia,  che  è  rispettabile  nell'ascrizione  del  sistema   a
  fantasia  con  il quale in Sicilia purtroppo da troppo  tempo  si
  opera in questo settore.
   Io  dico  subito una cosa; tre anni fa, quando varammo la  nuova
  legge  sugli appalti, questo Parlamento colse un aspetto  di  una
  richiesta corretta a fronte di un dato, che vorrei ricordare  per
  la  memoria  di  tutti  noi, che la Regione  siciliana  aveva  un
  primato: le gare si aggiudicavano con lo  0, . Non ci sono  stati
  grandi  proteste a fronte di quel metodo di gara  e  lo   0,   in
  qualche modo è stato nel tempo un sistema continuato.
   Noi  varammo una nuova legge sugli appalti partendo comunque  da
  un  dato che ci veniva posto, anche e soprattutto,  dal mondo dei
  costruttori. Io ricordo una frase che colpì me, giovane  deputato
  di  prima legislatura, nell'attenzione,  anche rispetto  al  modo
  con  cui   poneva  una  questione - e ,  secondo  me,  la  poneva
  correttamente  -  ovvero la possibilità per un'impresa  siciliana
  di  avere  le  stesse opportunità di qualunque altra impresa  che
  opera  nel  territorio nazionale, quindi di poter  utilizzare  le
  procedure di gara al pari delle altre regioni italiane.
   Non  a  caso  noi introducemmo come metodo di aggiudicazione  lo
  stesso metodo previsto dalla legislazione nazionale.
   Introducendo  un elemento specifico della vicenda  siciliana,  e
  cioè,   poichè anche la grande quantità di imprese che operano in
  questo  settore - alcune diciamo operano soltanto ai  fini  della
  presentazione delle buste più che operare nel settore dei  lavori
  pubblici  - la grande specificità siciliana ci portò ad elaborare
  l'esclusività della fideiussione bancaria non per penalizzare  le
  imprese,   anzi  per  consentire  alle  imprese  vere  di   poter
  partecipare  alle gare, utilizzare il sistema della  fideiussione
  bancaria,   e  quindi  dell'impegno finanziario  da  parte  della
  singola  impresa  che  partecipa  ad  una  gara  d'appalto,   per
  scremare il sistema e consentire di non avere centinaia di  buste
  atte esclusivamente a condizionare la media con la conseguenza di
  drogare il mercato.
   Nel  varare la legge sugli appalti noi abbiamo assunto il valore
  di  una legislazione nazionale cioè consentire ad un imprenditore
  di  Messina  di  avere le stesse opportunità  di  uno  di  Reggio
  Calabria;  o  comunque ad un imprenditore di  Messina  di  potere
  partecipare con eguali modalità anche a Reggio Calabria alle gare
  d'appalto  -  mi consentirete la metafora geografica considerando
  la distanza di uno stretto che separa le due città.
   Un  ragionamento, dunque, di unicità e di pari  opportunità  del
  sistema.
   Oggi  perchè  si  arriva a questa, a mio  avviso,  frettolosa  e
  pericolosa  modalità  di ragionamento che  prevede  una  modifica
  sostanziale, da me non condivisa?
   Ci  si  potrà  poi confrontare anche su tutte le operazioni  più
  fantasiose:  il  bussolotto,  il sorteggio  del  numero;  si  può
  certamente aprire il mercato delle idee,   ma io non condivido il
  presupposto  attraverso il quale oggi si modifica  il  metodo  di
  gara in Sicilia perchè ci sono ribassi troppo alti.
   Il  problema non è il metodo di aggiudicazione;  infatti  ancora
  oggi  nessuno è riuscito a spiegarmi perchè lo stesso  metodo  di
  gara  -  con  la  fideiussione  assicurativa  per  il  resto  del
  territorio   nazionale  che  sappiamo  svolgersi  con   procedure
  facilitate  - produce ribassi di un certo valore medio  nazionale
  ed   in Sicilia lo stesso sistema di gara ha prodotto ribassi che
  mi si dice si  aggirano mediamente attorno al 25 per cento.
   Un ribasso del 25 per cento è da me considerato eccessivo.
   Vorrei  anche  ricordare che qualche giorno dopo  l'approvazione
  della  legge  sugli  appalti, fu varato  dal  Governo  il   nuovo
  prezziario regionale che venne considerato,  da parte di tutto il
  settore   dell'economia  e  dell'impresa    nel   settore   edile
  siciliano,  un punto positivo che veniva incontro ad una serie di
  aspettative e richieste.
   Il  nuovo  prezzario regionale introduceva elementi  di  margini
  diversi nel sistema dei lavori pubblici.
   Esistono tuttavia una serie di problemi che la legislazione  non
  ha  risolto,  ciò è dimostrato dal fatto che ancora oggi  vengono
  sottoposti a gara progetti costruiti su un prezzario risalente  a
  quattro-cinque  anni  fa.  Obiettivamente  c'è  un'assurdità  nel
  sistema,  non c'è dubbio che bisognerebbe consentire la  fase  di
  progettazione   dalla   fase   di   appalto,   per   evitare   un
  differenziale di valore dei costi di lavorazione tale da poter in
  qualche  modo  condizionare l'opera stessa, occorre rendere  atto
  obbligatorio l'aggiornamento prezzi..
   Questi   sono  aspetti,  permettetemi  di  dire,  di   dettaglio
  rispetto  al  tema centrale. Perché oggi si vuole  modificare  il
  sistema  di  gara?  Perché  oggi  la  Sicilia  deve  ritornare  a
  costruire  un elemento di specialità del metodo di gara  che  non
  aiuterà  il sistema di impresa. Lo asservirà ancora una volta  ad
  una logica falsamente specialistica ma che servirà esclusivamente
  a  tenere  in piedi qualcuno e a consentire che il sistema  delle
  buste-finte,   di tutto quello che ruota attorno  al  sistema  di
  aggiudicazione continui ad operare.
   Pertanto   io  annuncio  il  mio  intendimento  contrario   alla
  modifica   di   questa  legge  per  questa  parte   che   ritengo
  sostanziale.  Ritengo che anche il Parlamento  debba  considerare
  gli  aspetti che riguardano la modifica della legge sugli appalti
  in  un  clima  al  quale,   in realtà,   stiamo  arrivando   dopo
  diverse  sedute  in  cui non si è riusciti  neanche  a  discutere
  l'argomento perché c'è un problema, e,  far finta che non ci  sia
  lo ritengo un modo sbagliato di affrontare il problema stesso.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  proprie   in
  queste ore, in queste ultime settimane,  in provincia di Trapani,
  si  sono  verificati fatti assolutamente gravi che,   qualora  le
  risultanze  delle indagini siano poi,  in corso di  dibattimento,
  provate,  riportano  ancora una volta  all'attenzione  del  mondo
  politico,   e non solo di  quello, la questione dei rapporti  tra
  mafia-politica e spesso anche appalti e turbative di gara.
   Potremmo anche citare altri casi. E' vero che noi dobbiamo  fare
  uno  sforzo serio, il più serio possibile, per modificare  e  per
  affrontare le questioni che riguardano anche i lavori pubblici in
  Sicilia  e  per  mettere al sicuro gli imprenditori  onesti,  per
  mettere  al sicuro la qualità dei lavori pubblici, e per mettere,
  soprattutto,   al  sicuro  quello  che  tutto  sommato   potremmo
  condividere  tutti insieme, il modello che è anche  quello  della
  nostra Regione, rispetto ad altre realtà.
   Non  è  cosa  di  poco conto, può sembrare elementare   ciò  che
  rappresenta  la  Sicilia  nel contesto  nazionale  rispetto  agli
  eventi  che  ancora una volta si verificano,  ma  credo  che  sia
  invece materia assai delicata.
   Il  Governo  pensa  e insiste,  pur quando,  ancora  una  volta,
  non dispone dei numeri - neanche questa sera dispone dei numeri -
  pur  non  disponendo  di quella maggioranza  che  sostanzialmente
  dovrebbe  sostenere  le  proposte fatte  dal  Governo  in  questo
  disegno  di legge pretende comunque che si acceda a una forma  di
  dibattito che bypassa  sostanzialmente le questioni più  delicate
  che  si  stanno  ancora una volta verificando in  Sicilia  e  che
  mettono  in  difficoltà  non solo le  imprese.  Creando  anche  -
  attenzione  -  un  costo alle imprese e lo dirò fuori  dai  denti
  perché è ovvio che anche rispetto a questo dobbiamo abituarci  ad
  essere  anche  un  po'  più decisi, con  meno sfumature,   e  più
  lineari.
   Il   Governo   ritiene  che  venendo  incontro  alla   legittima
  richiesta  di  parte  dell'imprenditoria  siciliana  risolve   il
  problema  soprattutto  affrontando e modificando  il  sistema  di
  gara.
   Qual   è  la  differenza  oggi  rispetto  anche  alla  posizione
  dell'opposizione?  Potrei dire, non   mi  arrogo  il  diritto  di
  parlare a nome dell'opposizione, per carità, ma qual è da  quello
  che  evidentemente ognuno di noi vive e percepisce? E' quella che
  noi  stiamo sostenendo che il problema non si affronta e  non  si
  risolve in questa maniera.
   L'indomani  mattina, spesso, leggiamo che si accede a  forme  di
  strumentalizzazione e di speculazione dicendo  che  l'opposizione
  sostanzialmente  non  vuole  modificare  la  legge,   non   vuole
  affrontare  il  problema che riguarda i ribassi d'asta  che  sono
  comunque i ribassi d'asta che tutti riteniamo elevati.
   Mi  pongo  un  interrogativo: ma si  può  mai  accedere  ad  una
  discussione seria, concreta e risolutiva affrontando l'argomento,
  speculando  e strumentalizzando aspetti che secondo me andrebbero
  invece  un attimo posti all'attenzione e su cui più volte abbiamo
  invitato ad una riflessione comune?
  Abbiamo  tentato di mettere su tavoli più o meno tecnici,  tavoli
  in commissione, tavoli fuori dalla commissione, sospensione delle
  sedute per vedere di addivenire a qualche cosa che poteva mettere
  assieme maggioranza e opposizione, non ci siamo riusciti, io dico
  non  ci  siamo, potremmo però dire non avete espresso una volontà
  vera di addivenire ad un accordo concreto.
   Faccio  un  esempio per essere ancora più chiaro:  noi  sappiamo
  tutti  che  gli  imprenditori siciliani, la maggior  parte  degli
  imprenditori siciliani, spesso e volentieri deve accedere obtorto
  collo  al  sistema  del gioco delle buste che noi  definiamo   la
  logica delle cordate' - e chi vive quest'ambiente sa bene che  la
  logica  delle  cordate spesso e volentieri è  quasi  obbligatoria
  altrimenti rimane al palo per anni.
   Noi  abbiamo  posto un problema di come selezionare  e  di  come
  spingere  sulla  cultura d'impresa l'argomento  prima  ancora  di
  mettere  in  campo  sistemi fantasiosi  per  quanto  concerne  le
  modalità di gara.
   E'  sembrato   a  molti di voi, parlo della  maggioranza  e  del
  governo,  solo  ostruzionismo,  come  se  qualcuno  non   volesse
  ottimizzare  il  quadro  legislativo  che  riguarda  un   settore
  delicatissimo  degli appalti pubblici. Quindi c'è  una  forma  di
  ottusità, di insensibilità agli argomenti che si pongono.
   Ma   se  parliamo  con  le  imprese  la  selezione,  la  cultura
  d'impresa,  il  verificare tutti i passaggi relativi  a  come  si
  imposta  la  partecipazione  ad una gara,  come  si  producono  i
  modelli più delicati, non li cito per brevità e mi scuso. Capisco
  che i minuti scorrono, però vorrei concludere il concetto.
   Allora  se  noi  poniamo  il  problema  e  sappiamo  tutti   che
  evidentemente, spesso e volentieri si è costretti,  guardate  che
  ci  sono imprese che sono costrette a comprare le buste, non solo
  ad accedere alla logica delle cordate, ma a comprare. Quando dico
  comprare non parlo solo della vile moneta, parlo comunque  di  un
  costo che l'impresa ha accedendo alla logica delle cordate.
   C'è  un  costo,  c'è un costo per l'impresa, quasi  sempre  quel
  costo  è  per quell'impresa sana che fa i conti veri,  che  fa  i
  bilanci veri, che non lavora in nero, che produce anche da questo
  punto di vista uno sforzo per essere impresa vera
   Vedete  quando noi poniamo questo problema, dicevamo quando  noi
  poniamo l'argomento....

    PRESIDENTE   Sospendo due minuti onorevole Oddo,  per  piacere,
  perché  noto un po' di confusione tra il pubblico, gli assistenti
  mettano ordine.

                (Il pubblico presente esce dall'Aula)

        (La seduta sospesa alle ore 20.04. è ripresa alle ore
                               20.06).

   La seduta è ripresa

    GIANNOPOLO   E'  vergognoso  questo  atteggiamento.  Questa   è
  un'intimidazione dell'Aula

    ODDO   Signor  Presidente, credo che quanto  accaduto  non  era
  rispetto  alle cose che ho detto; mi dispiace può essere  che  io
  mi sia illuso. Vorrei terminare dicendo quello che penso.
   Mi  scuso con l'onorevole Cintola se spesso mi ripeto;  mi  pare
  comunque  che non mi sia ripetuto molto, perchè quando sosteniamo
  che  dobbiamo produrre uno sforzo di attenzione di come  si  vada
  dal  ritiro della busta (vorrei aggiungere che sull'ipotesi della
  fideiussione  bancaria allora abbiamo discusso e abbiamo  trovato
  l'accordo   addirittura  per  non  gravare  sui  costi  eccessivi
  dell'impresa). Alla fin fine, se questo non si vuole capire e  se
  non  si  vuole capire che bisogna spingere invece sul terreno  di
  selezionare all'origine e di far partecipare le imprese vere alle
  gare,  quelle  che  giorno  dopo  giorno  fanno  impresa  vera  e
  rischiano,  dobbiamo anche dire che se non si vuole  sentire  per
  così  dire  da  questo  orecchio noi accediamo  alla  logica  dei
  sistemi  fantasiosi. Ecco perché abbiamo presentato l'emendamento
  1.1.23.
   Queste  premesse  vanno  fatte;  questo  ragionamento  va  fatto
  perchè  se  ci illudiamo di affrontare la questione  dei  ribassi
  d'asta in questa maniera, forse non abbiamo percepito quello  che
  sta  accadendo  ancora una volta in questa nostra terra  dove  si
  sono  verificati  fatti  gravi che stanno caratterizzando  questo
  momento di discussione.
     Si tratta di fatti gravissimi: ci sono buste che viaggiano  in
  macchina,  uomini  che  dirigono  uffici  delicati  che   vengono
  sottoposti  ad  arresti, uomini che sono già stati sottoposti  ad
  arresti perchè stavano consumando il cosiddetto  foglio'  in  cui
  c'è  scritto  il  ribasso   Questa è  la  Sicilia:  non  dobbiamo
  scherzare su queste cose.
   Non  dobbiamo creare i tifosi da un lato e i tifosi  dall'altro,
  perchè così non si affronta la questione
   Al  sistema fantasioso non abbiamo tentato di rispondere con  un
  altro  sistema fantasioso; abbiamo tentato di rispondere  con  un
  sistema  leggermente  più  concreto e  più  semplice  rispetto  a
  quello  che  abbiamo  visto scritto nel  punto  B)  del  comma  6
  dell'emendamento   1.1  in  esame   che  ci  sembra,   esso   sì,
  assolutamente  fantasioso e  privo di concretezza nell'affrontare
  la  questione che, fra l'altro, non fa fare un passo avanti a ciò
  che noi poniamo alla base del nostro ragionamento.
   Se   poi  il  clima  che  si  vuole  determinare  è  quello  che
  evidentemente  il  Governo sta dando dovendo  dare  chissà  quale
  risposta,  noi diciamo che la risposta non va data  solamente  ad
  una  parte della Sicilia ma a tutti coloro che in questo  momento
  fanno impresa in Sicilia e possibilmente non sono qui con noi.

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

        (Alla richiesta si associano gli onorevoli Miccichè,  Oddo,
  Raiti e Vitrano).


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli   Turano,   Cimino,
  D'Aquino, Pistorio hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente, l'onorevole  Acierno  non  può
  intervenire per dichiarazione di voto sulla richiesta del  numero
  legale.

     PRESIDENTE  Chiarisco che si sta procedendo alla verifica  del
  numero legale sulla votazione dell'emendamento.

    CRACOLICI  Stiamo procedendo alla verifica del numero legale  e
  non alla votazione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    ACIERNO     Signor    Presidente,   chiedo    di    intervenire
  preliminarmente  per un richiamo al Regolamento e successivamente
  per  dichiarazione di voto. Ritengo che la richiesta  di  parlare
  per  un  richiamo  al Regolamento abbia precedenza  su  qualunque
  altra cosa.

    CRACOLICI   Ribadisco che si sta procedendo alla  verifica  del
  numero legale.

     ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  preliminarmente   per   richiamo  al   Regolamento   perché   lei
  giustamente,  finiti  gli  interventi  sull'emendamento  a  firma
  Giannopolo  ed  altri, chiedendo il parere alla  Commissione,  ha
  messo in votazione l'emendamento. A norma del Regolamento, alcuni
  deputati hanno chiesto che si votasse attraverso la verifica  del
  numero  legale  e  ritengo che questo sia  ineccepibile.  Io  non
  voglio, ai sensi del nostro Regolamento, rinunciare a parlare per
  dichiarazione di voto perché noi voteremo l'emendamento  con  una
  contestuale verifica del numero legale.

     PRESIDENTE   Onorevole  Acierno,  non  si  può  procedere  nel
  senso  da  lei richiesto poiché siamo già in corso di  votazione,
  avrebbe dovuto chiederlo prima.
   Chiarisco  che  adesso  dobbiamo  procedere  alla  verifica  del
  numero legale sul voto dell'emendamento.

     ACIERNO   Signor Presidente, io quindi ho diritto  di  parlare
  per dichiarazione di voto

     SPEZIALE  Signor Presidente, indica la votazione.

    PRESIDENTE    Onorevole  Acierno,  no  perché  siamo   già   in
  votazione.
   Specifico     che     stiamo    procedendo    alla     votazione
  dell'emendamento.

     CRACOLICI    Signor  Presidente,  no,  stiamo  votando   sulla
  verifica del numero legale.

     PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, si tratta di una votazione  a
  scrutinio  segreto sul quale il numero legale o c'è  o  non  c'è.
  Verificare   il   numero   legale  indipendentemente   dal   voto
  sull'emendamento è perfettamente inutile.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  ribadisco  che   noi   stiamo
  votando sulla richiesta del numero legale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     Verifica del numero legale

       PRESIDENTE   Essendo la richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indico  la votazioner per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

     PRESIDENTE   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo l'esito della votazione per  la  verifica
  del numero legale:

   Presenti            44

   L'Assemblea  è in numero legale


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Si passa all'emendamento 1.1.4.1 della Commissione.

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, questo emendamento va votato subito dopo l'1.1.4  del
  Governo perché si riaggancia a quello del Governo e  pertanto  va
  letto  così  al comma 6 viene soppressa la parola  per  eccesso'.
  Gli uffici hanno confuso

    PRESIDENTE    Onorevole  Beninati,  è  un  submendamento.    Lo
  possiamo votare.
    Il parere della Commissione?

    BENINATI     presidente   della   Commissione    e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO   assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 1.1.4.1.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor Presidente, onorevoli colleghi, come paventato
  in  altre  occasioni,  la  debolezza del  pensiero  viene  sempre
  sostituita  dalla  forza  dei  muscoli  quando  essi  si  possono
  gonfiare.
      Questa  sera,  su  pressione  del  pubblico,  molti  deputati
  sistematicamente assenti in quest'Aula - se volete faccio nomi  e
  cognomi   -,   a  differenza  nostra  presenti  sistematicamente,
  pressati   dalla   presenza  in  Aula  di   un   folto   pubblico
  rappresentante  tutte le province - ognuno di  noi   (anch'io  ho
  amici)  prova  i  muscoli stimolato anche  da  una  estemporanea,
  momentanea e destinata a morire maggioranza numerica.
   Perché  sapete, basta fare un po' di ostruzionismo e rinviare  a
  domani,  e  non  ci sarete più   Siccome il mio intervento,  come
  sempre,   vuole  essere  costruttivo,  per  questo    motivo   mi
  permettevo di indicare ai colleghi di non intervenire  e  di  non
  disturbare.
      Ritengo  che  la  strada  intrapresa  sia  sbagliata   perché
  probabilmente  fa  vincere  la furbizia,  l'astuzia,  il  momento
  contingente ma è destinata a fare sprofondare la legge che  tutti
  noi  qui  vogliamo.  E se qualcuno pensa di continuare su  questa
  via, mentre nei corridoi e quando quindici volte consecutive  non
  eravate  più di sette, otto persone, affaccendate come eravate  a
  litigare per altre cose

     GIAMBRONE  Ma chi c'era dall'altra parte?

    ORTISI    C'eravamo noi, maggioranza.  Sai collega, siccome  io
  non  so  neppure lei come si chiami, perché non ricordo il  nome,
  non  l'ho vista mai intervenire, quindi non mi disturbi   Collega
  se  lei continua io le rispondo ancora più polemicamente   Chiaro
  il concetto?

    GIAMBRONE Lei mi offende.

    ORTISI    No, no, mi offende lei  Io intanto vorrei non  essere
  interrotto   tanto   più  che  il  mio  discorso   è   conducente
  costruttivamente  Mi consenta l'intervento quindi  e la prego  di
  rivolgere le sue osservazioni a chi mi interrompe e non a me  che
  ho diritto di parlare.
   Allora, siccome se noi ricominciamo a chiedere il numero  legale
  su  tutti  gli  emendamenti che ci sono, noi andiamo  all'una  di
  notte e sospenderemo. E lo sapete che domani non ci sarete  e poi
  comincia la sessione di bilancio.
   Se questo disegno di legge non si approva ci perdiamo tutti
   L'appello  quindi  è:  anziché far prova di  muscoli,  in  fondo
  l'onorevole  Spampinato  cosa  aveva  chiesto,  Presidente  della
  Commissione,  Assessore? Convinceteci sulla non giustezza  di  un
  nostro emendamento o sulla giustezza della vostra tesi. Non penso
  che  si chiedesse chissà che cosa. Si chiedeva solo di ragionare.
  Cioè  non  potete  pretendere che si alzi o si  abbassi  la  mano
  secondo  l'appartenenza. A noi questo non va bene,  non  va  bene
  all'Aula, e poi si era discusso tutti insieme che questo  era  un
  percorso  assembleare.  Adesso di nuovo  torniamo  a  scontrarci.
  Voglio ricordare al collega che noi c'eravamo, eravamo anche  più
  dei  colleghi  della maggioranza, scherzavamo  e  dicevamo  -  vi
  ricordate  -   siamo  la nuova maggioranza ,  altro  che   Allora
  vogliamo   continuare  su  questa  strada?  Guardate,   onorevoli
  colleghi, che è un errore.
     Noi  chiediamo  soltanto  che su ogni  emendamento  presentato
  dall'opposizione si dia la possibilità di esprimersi e dall'altra
  parte  non  si  risponda  invece istericamente  solo  col  numero
  momentaneo.   Ciò  non  porta  da  nessuna  parte,   neanche   al
  miglioramento  della  qualità della  legge  la  quale  nasce  dal
  contributo  di  tutti,  dal più ignorante  che  sono  io  al  più
  preparato  in materia specifica che è altri. Non è una  legge  né
  del  Governo, né di una maggioranza che domani non  ci  sarà.  Vi
  prego proprio.
   Allora  ricominciamo a discutere e ricominciamo a ragionare  nel
  merito  sia  dagli esponenti dell'opposizione che  dai   colleghi
  della maggioranza  che nel merito sono più preparati di alcuni di
  noi,  di  me  per esempio. Io vi prego, e ve lo dico francamente,
  con molta, molta serenità e con molto spirito costruttivo. Perché
  se torniamo a scontrarci alla presenza di pubblico intraprendiamo
  una strada che non ha sbocco e alla fine perderemo tutti.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 1.1.4 del Governo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, intervengo per evitare  anche  che
  il  surriscaldamento dell'Aula comporti una confusione che  aveva
  permesso  addirittura  l'elaborazione del testo.  Allora,  signor
  Presidente,  ritorniamo al merito del disegno di legge,  evitiamo
  queste  contrapposizioni di difesa e di sponsorizzazione  di  una
  posizione rispetto ad un'altra.
   Io  come  sa  ho dato già un giudizio di carattere generale  sul
  disegno di legge a nome del mio Gruppo.
   Adesso,  signor  Presidente, siamo all'emendamento  del  Governo
  che  emenda  già  un proprio emendamento che a  sua  volta  aveva
  emendato un altro emendamento: cioè il Governo - questo  lo  dico
  per  dare l'idea di quanta precarietà e di quanta improvvisazione
  vi  sia  in un testo così fondamentale - ha presentato un disegno
  di  legge  che  ha emendato, che ha riemendato e  che ha emendato
  ancora una volta.
   Ora,  nel  corso  della discussione, sta emendando  per  singole
  parti
   Io  questo  lo  rappresento  per evidenziare  il  fatto  che  il
  Governo  stasera non lo abbiamo sentito. Si dice dalle mie  parti
   A  megghiu  parola è chidda cun si dici   Lei non è  l'Assessore
  per   i  lavori  pubblici?  Non ha  detto  una  sola  parola  per
  orientare  l'Aula  come  avviene spesso nella  formazione  di  un
  testo.
     Lei  è  seduto lì, ha già parlato con gli imprenditori, magari
  ha chiesto loro che si faceva la legge per uno scambio elettorale
  possibilmente,  anziché fare la legge per i siciliani  e  per  le
  imprese....

    LO   MONTE,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Lei esagera

     SPEZIALE   Io non esagero perché dico la verità   Lo  fa  pure
  lei in questo periodo perché, di fronte al disperato tentativo di
  una  possibile sconfitta, siete tutti pronti ad utilizzare metodi
  disperati
   Signor   Presidente,  io  intervengo  per  dichiarare   la   mia
  contrarietà ...

    LO  MONTE.   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Ha  offeso  il  Parlamento,   non
  l'assessore  Parlavecchio   Signor Presidente,  pensavo  che  lei
  intervenisse

     SPEZIALE   Signor  Presidente, intervengo anticipatamente  sul
  comma  7  del  disegno di legge che riguarda,  così  come  recita
  l'articolo  proposto  dal Governo,  All'articolo  24,  comma  11,
  della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotto dalla legge
  regionale  2  agosto  2002,  n.  7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  le parole  un ribasso superiore di oltre il 20 per
  cento' sono così sostituite  un ribasso superiore di oltre il  10
  per cento' .
   Signor  Presidente, la norma fa riferimento agli  affidamenti  a
  trattativa privata per importi non superiori a 150.000  euro.  La
  norma  precedente,  che stabilisce quando si fanno le gare quando
  si  fanno  le  trattative private, al comma 11  dell'articolo  24
  stabilisce   per  l'affidamento dei  lavori  mediante  trattativa
  privata, previa gara informale... .
   Non   so  se  lei,  signor  Presidente,  ha  fatto  il  pubblico
  amministratore  e sa cosa sia la gara informale.  Ci  sono  delle
  ditte  di  fiducia,  vengono chiamate perché  c'è  una  necessità
  accelerata,  giustamente,  per  la pubblica  amministrazione,  si
  chiamano  le imprese, si applica il criterio del massimo  ribasso
  di cui all'articolo 1, comma 1 lettera a), della legge 2 febbraio
  1973,  n.  14.  Sono escluse - dice il testo che noi  stiamo  per
  cambiare  -  dall'aggiudicazione le  offerte  che  presentano  un
  ribasso  superiore di oltre il 20 per cento rispetto  alla  media
  aritmetica  di tutte le offerte ammesse. Le offerte ammesse  sono
  normalmente 5 o più di 5, la media aritmetica per esempio fa  10,
  il  20  per cento di 10 fa 2, sono escluse quelle che vanno oltre
  il 12. Questa è la norma precedente.
   Sarebbe  opportuno  che  ci  venisse  spiegato  perché  c'è   la
  necessità  di portarlo a 10, in quanto ogni cosa che si  fa  deve
  avere un senso, una ratio, una motivazione ...

     ACIERNO    Di  quale  emendamento  parla?  E'  in  discussione
  l'emendamento 1.1.4.

     SPEZIALE   Lo  so  bene;  se  mi  avesse  sentito,  ho  detto:
  approfitto del microfono per fare ...

     ACIERNO  Lei viola il Regolamento parlando d'altro

     SPEZIALE  Mi dispiace se lei non sente io non ho colpa

     PRESIDENTE   Onorevole Acierno, se lei pensa  che  con  queste
  interruzioni agevoli i lavori sbaglia

     ACIERNO  E' lei che li agevola, lo abbiamo visto stasera

     SPEZIALE    Signor   Presidente,  a   memoria   dell'onorevole
  Acierno,  ho  dichiarato la mia contrarietà  all'emendamento  del
  Governo  1.1.4.  Per  economia dei lavori, mi  sono  permesso  di
  anticipare un mio intervento sul comma 7 dell'emendamento 1.1 del
  Governo e stavo chiedendo al Governo se dopo l'emendamento  1.1.4
  può spiegare la ratio che muove e che presiede al comma 7, perché
  io non l'ho compresa.
     Ho spiegato che la norma precedente riguardava il 20 per cento
  delle  medie: se la media è 10 il 2 per cento, le offerte anomale
  diventano  quelle  sopra il 12, mi sembra  una  norma  razionale,
  perché  bisogna scendere al 10? Mi si spieghi e può darsi che  io
  mi convinca che sia giusta e la voti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE    Pongo  in  votazione   l'emendamento  1.1.4.  Il
  parere della Commissione?

     BENINATI      presidente   e   relatore   della   Commissione.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi   è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
  1.1.62.

     BENINATI   presidente e relatore della Commissione. Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor Presidente, al comma 6, avendo approvato  gli
  emendamenti così come sono stati votati, bisogna aggiungere, così
  come  è  scritto che  ove vi sia in presenza di più aggiudicatari
  con  offerte eguali, si procede immediatamente al sorteggio .  E'
  stato condiviso da tutti in Commissione e, dunque,  ho presentato
  l'emendamento.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.25, degli  onorevoli  Speziale  e
  Zago. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, io pongo una  domanda:  con  chi
  interloquiamo per fare questa legge?
   Noi abbiamo posto una domanda...

    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,  la  polemica   politica   è
  sacrosanta, ma nei luoghi e nei tempi adatti

    SPEZIALE   Però,  il  fatto che non  mi  si  spieghi  un  comma
  sull'emendamento  del  Governo,  firmato  dal  Governo  al  quale
  abbiamo  chiesto di spiegarlo all'Aula per convincere  l'Aula  di
  orientarsi  in  un modo o nell'altro, da me, forse,  erroneamente
  interpretato, è un contributo che il Governo deve al  chiarimento
  della  norma  in Aula. Il Governo non si può trincerare  soltanto
  dietro  un parere formale, perché io posso anche votare a  favore
  quella norma,  ma se il Governo la spiega.
   Il  Governo  ha  il  dovere  di  spiegare  in  Aula  il  proprio
  orientamento  relativo  ad emendamenti a  sua  firma;  quando  il
  Governo  propone un comma aggiuntivo o propone un comma  inserito
  nella  norma ha il dovere di spiegarlo  Si è sempre  fatto  così,
  non  è  un fatto straordinario, non è un fatto nuovo. Quindi,  il
  Governo ci spieghi il perché. Può darsi che, essendo il punto  di
  vista del Governo un punto di vista superiore perché ha un'ottica
  più  larga rispetto alla norma, possa convincere il Parlamento  a
  votarlo.  Se  il  Governo mi fornirà una spiegazione   può  anche
  darsi che io dia il mio voto favorevole all'emendamento.

     PARLAVECCHIO   assessore  per i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PARLAVECCHIO    assessore  per  i  lavori   pubblici.   Signor
  presidente,   onorevoli  colleghi,  questa  disposizione   regola
  l'affidamento   a  trattativa  privata  previa   gara   informale
  disponendo l'esclusione delle offerte con ribasso superiore al 20
  per  cento  della  media aritmetica di tutte le offerte  ammesse.
  Tale soglia ed anomalia appare eccessivamente penalizzante per la
  media  e piccola imprenditoria, quindi si è proposto di dimezzare
  portando la percentuale al 10 per cento. Questa è la spiegazione.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE    Ne   ha   facoltà,  ma  purché   si   tratti   di
  dichiarazione di voto e non di valutazioni politiche.

     CRACOLICI     Signor    Presidente,     vorrei    fare     una
  considerazione: è abolita la discussione sugli emendamenti oppure
  si  procede direttamente al voto? Volevo esprimere il mio  parere
  sull'emendamento e lei  mi sta obbligando ad una dichiarazione di
  voto; ne prendo atto e faccio una dichiarazione di voto.

    CINTOLA   assessore per il Bilancio e le Finanze.  Eravamo  già
  in fase di dichiarazione di voto.

    CRACOLICI  Invito l'onorevole Cintola a mantenere  la calma.
     Sono allibito dalle motivazioni che ho ascoltato da parte  del
  Governo. Stiamo parlando di una norma che stabilisce la soglia di
  anomalia sulla base della quale vengono escluse le ditte  per  le
  gare a trattativa privata. Questa soglia di anomalia è fissata al
  20  per  cento  dalla  legge sulla media aritmetica  dei  ribassi
  prodotti.
   Il  Governo  ci propone di abbassare questa soglia  di  anomalia
  dal  20  al  10 per cento e ce lo spiega  dicendo che  poichè  si
  ritiene anomala la soglia al 20 per cento la si vuole  portare al
  10 per cento.
   Mi chiedo se si possa cambiare in questo modo una legge
   Produciamo   un   elemento  di  innovazione  su  un   arbitrario
  artificio tecnico che stabilisce qual è la soglia di anomalia  ed
  il  Governo   legge un  compitino',  non so svolto da  chi  e,  a
  questo  punto,   non so se ispirato dagli uffici  o  fuori  dagli
  uffici della Regione.
   Se  questa legge è ispirata, è scritta fuori dagli uffici  della
  Regione allora capisco che l'Assessore ha solamente il compito di
  leggere  il  compitino' che qualcuno gli ha preparato,  perchè  è
  allucinante e scandaloso che il Governo si presenti in quest'Aula
  ...

    SAMMARTINO   Signor  Presidente, sta offendendo  il  Parlamento
  siciliano  Non permetta questa offesa

    CRACOLICI  Se lei si  senti offeso ha la cultura del sospetto

    PRESIDENTE  Onorevole Sammartino, la richiamo all'ordine

    CRACOLICI   Signor Presidente, credo che il Governo  abbia   il
  dovere  di  spiegare e di difendere le posizioni assunte.  Stiamo
  assistendo ad un Governo che non ha neanche la voce per difendere
  le  norme  che  ha proposto non facendo capire nulla  all'Aula  e
  credo che questa sia la testimonianza più plateale di quale legge
  stiamo facendo in questo Parlamento.
   Tre  anni  fa  abbiamo fatto sì una legge discussa, discutibile,
  ma discussa veramente in quest'Aula;  adesso ho la sensazione che
  si  vuole fare una legge senza che venga discussa e al buio,  per
  trovare la sorpresa una volta pubblicata in Gazzetta ufficiale.
   Esprimo,  quindi,  il  mio voto favorevole   e  preannunzio  che
  chiederò  la  votazione  per scrutinio  segreto  sull'emendamento
  dell'onorevole Speziale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  io  ho  chiesto  durante  il  mio
  precedente intervento che si allentasse la tensione in  Aula  con
  un  corretto rapporto dialettico attraverso il quale - ed è anche
  quello che diceva il collega Speziale - se ci si convince che una
  tesi sulla quale non si era d'accordo prima è una tesi giusta, si
  può  cambiare opinione e votare a favore della tesi del  Governo.
  Al  contrario,  se  ci si convince che un emendamento  presentato
  dall'opposizione   è   migliorativo   si   può    votare    anche
  quell'emendamento che migliora la legge.
   Io  ho assistito, invece, a una forma di  tautologia  che,   per
  il collega Virzì che altrimenti mi interrompe, significa che alla
  domanda   perché  vuoi andare in macchina   si  risponde   perché
  voglio andare in macchina . Questo non aiuta il dibattito.
   Io  chiedo  che  o  si interrompino i lavori  d'Aula  per  dieci
  minuti,  si  coordini  il  Presidente della  Commissione  con  il
  Governo  e  ci  si  organizza per dare  risposte  esaustive  alle
  richieste  di  ognuno dei deputati, perchè non   possiamo  votare
  qualcosa sulla quale la spiegazione non l'abbiamo neanche seguita
  fonicamente e auditivamente.
   Non  dico  capito  perché  per capire  bisogna  almeno  seguire.
  Poiché  io  non  sono  rock  ma  lento  ho bisogno  di  capire  e
  seguire.

     PRESIDENTE  Ci vuole l'otorino.

     ORTISI  No, signor Presidente. Grazie a Dio ancora bisogno  di
  otorino non ne ho. Ho bisogno semmai di qualche motorino che è un
  po' diverso.
     Per  cui   dichiaro  il  mio  voto favorevole  all'emendamento
  perché non ho capito e chiedo che venga messo a verbale.

     BENINATI  presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI   presidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, ha ragione l'onorevole Ortisi, io vorrei riportare un
  clima di serenità.
   Si  sono svolte diverse sedute in Commissione per esaminare  gli
  emendamenti. Se adesso si chiede del tempo per capire  tutti  gli
  emendamenti,   vorrebbe  dire allora che   la  Commissione  si  è
  riunita inutilmente per diverse settimane. Detto questo, è  ovvio
  che se ci sono dei chiarimenti vanno dati.
   La   Commissione   ha  espresso  parere  contrario   su   questo
  emendamento.  Il comma 7 non vuole dire nient'altro  che  questo:
  oggi  nelle trattative private, le cosiddette gare informali  per
  le  piccole  lavorazioni,  sono  escluse  dall'aggiudicazione  le
  offerte  che presentano un ribasso superiore di oltre il  20  per
  cento rispetto alla media aritmetica di tutte le offerte ammesse.
  Questa è la legge. Si sta dicendo che sono escluse solo il 10 per
  cento.  Praticamente, si lasciano in vita più ditte a  concorrere
  alla  media;  non si sta facendo nient'altro. E' una volontà  del
  Governo, della Commissione e di tutti   cambiare il 20 con il 10.
  Ritengo che sia possibile farlo.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.1.25.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        (Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Ortisi, Raiti,
         Sanzeri, Speziale, Villari e Zago si associano alla
                             richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.25

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.1.25
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          21
   Contrari            36
   Astenuti            1

                      (L'Assemblea non approva)

  Si  passa  all'emendamento 1.1.26, degli onorevoli  Barbagallo  e
  Gurrieri,   di contenuto identico all'emendamento 1.1.27,   degli
  onorevoli Speziale e Zago.

   SPEZIALE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   SPEZIALE   Signor Presidente, chiedo di parlare sull'emendamento
  1.1.27  a  firma  mia e dell'onorevole Zago di  soppressione  del
  comma  8 dell'emendamento 1.1 del Governo e, lo dico a titolo  di
  cortesia per l'onorevole Acierno, anche il comma 4 bis e 4 ter  e
  4  quater.   Avendo  rivisto la norma ed essendo  allineata  alla
  normativa  nazionale relativa all'aumento dei prezzi  che  stanno
  registrando  nel  settore  dei lavori  pubblici  e  avendo  avuto
  spiegato   che  la  norma  si  allinea  esattamente  alla   norma
  nazionale, dichiaro di ritirare gli emendamenti  1.1.27,  1.1.28,
  1.1.29 e 1.1.30.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   BARBAGALLO   Anche a nome dell'onorevole Gurrieri,  dichiaro  di
  ritirare l'emendamento 1.1.26.

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
  Si passa all'emendamento 1.1.31, degli onorevoli Speziale e Zago.
  Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

   BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici.

   PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.32, degli  onorevoli  Speziale  e
  Zago.

    SPEZIALE   Anche  a  nome  dell'onorevole  Zago,  dichiaro   di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 1.1.33, degli  onorevoli  Speziale  e
  Zago. Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE   . Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.34, degli  onorevoli  Speziale  e
  Zago.

    SPEZIALE   Anche  a  nome  dell'onorevole  Zago,  dichiaro   di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 1.1.35, degli  onorevoli  Speziale  e
  Zago.  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, si tratta di una materia  che  ha
  trovato  contrasti in Aula anche quando venne introdotta  con  la
  legge  n.  7  del  2002.  In quell'occasione  ci  fu  una  lunga,
  estenuante  e,  penso,  positiva mediazione  tra  il  Governo  di
  allora,  la maggioranza e l'opposizione che  definì un quadro  di
  intervento relativo alla partecipazione e alle gare rispetto alla
  normativa   nazionale  che  stabiliva  fideiussione  bancaria   o
  assicurativa per potere partecipare alle gare.
     Noi definimmo in Sicilia di far partecipare alle gare soltanto
  le  imprese  che  potevano presentare fideiussione  bancaria  con
  un'articolazione per importi di lavoro.
   Successivamente, l'Assemblea regionale siciliana  è  intervenuta
  sulla materia stabilendo che per le imprese artigiane fino a  150
  mila  euro  era necessaria la fideiussione assicurativa;   per  i
  lavori fino a 750 mila euro era necessario che venisse presentata
  una fideiussione bancaria soltanto per una gara che poteva essere
  utilizzata per altre due gare; per i lavori superiori  a 750 mila
  euro  bisognava  procedere  alla  presentazione  di  fideiussione
  bancaria.
   Nella  proposta  del  Governo viene di  fatto  reintrodotta  una
  modalità precedente alla legge numero  7 del 2002.
   Ho  presentato l'emendamento soppressivo e, assieme ad esso,  un
  emendamento sostitutivo, a firma mia e dei colleghi Giannopolo  e
  Zago, che stabilisce una gradualità di intervento;  infatti, così
  recita:   Le cauzioni di impegno fideiussorio di cui al  comma  1
  non  vanno  richieste  per lavori  fino  a  150  mila  euro ,  si
  riferisce   sia   alle  fideiussioni  bancarie   che   a   quelle
  assicurative,  e  continuando:  Per i lavori di cui  all'articolo
  20 , e  si riferisce al limite di 750 mila euro, noi pensiamo  di
  portare quella soglia a 1.250.000 euro, quindi lasciare l'importo
  invariato portando la fideiussione anziché allo 0.5 allo 0.30 per
  l'importo a base d'asta superiore a 1.250.000 euro.
   Nel  corso di riunioni informali tenutesi con il Governo mi  era
  sembrato  di capire che la proposta, avanzata da me e quindi  dal
  Gruppo DS, di introduzione di una gradualità abbassando la  quota
  e  innalzando la soglia delle gare per le quali non è  necessaria
  la  fideiussione  bancaria fosse una proposta  ragionevole  sulla
  quale sia il Governo che la Commissione convenivano.
   Ritengo   che    la   Commissione  di  merito   abbia   valutato
  l'emendamento  in sede di discussione. Non sono componente  della
  IV  Commissione,  pertanto  rimetto  alla  valutazione  dell'Aula
  l'opportunità  di  introdurre una norma che è  in  linea  con  lo
  spirito della legge numero 7 del 2002 e successive modifiche.
   Fare  interventi trancianti che ripropongono un quadro del tutto
  diverso  rispetto  a quello vigente in Sicilia  lo  considero  un
  errore  sia  sul  piano  dello stile  normativo,  sia  sul  piano
  politico.
   Pertanto,  mi permetto di spiegare le cose che scriviamo  perché
  non sempre tutti abbiamo una conoscenza approfondita rispetto  ad
  argomenti che possono essere più o meno noti.
   Invito  il  Governo a spiegare in quest'Aula le  ragioni  di  un
  eventuale  parere contrario. Ritengo indispensabile un  confronto
  dialettico che chiarisca punti di vista diversi.
   Per  economia  dei  lavori chiarisco che il  mio  intervento  fa
  riferimento all'emendamento 1.1.37.

     BENINATI  presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI   presidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che se oggi l'emendamento
  venisse     esaminato     isolatamente    potrebbe     esprimersi
  indifferentemente  un voto positivo o negativo.  Ma  preciso  che
  qualche  giorno fa abbiamo condiviso  in una logica di  coerenza,
  sia  i  gruppi  di  maggioranza che  quelli  di  opposizione,  un
  emendamento, che ho ripresentato poiché non era inserito tra  gli
  emendamenti,  sulla  scelta  del legislatore  di  richiedere  una
  fideiussione  bancaria  nella  nostra  Regione.  Preciso  che  il
  legislatore   aveva   scelto  di  mantenere  esclusivamente   una
  fideiussione bancaria al fine di ridurre il numero delle  imprese
  partecipanti alle gare.
   Pertanto,  poiché  abbiamo  già formalizzato  l'emendamento  che
  inserisce una certificazione da parte dell'INAIL, la Cassa  Edile
  e   l'INPS,  che  oggi   non  è  certificazione  per   legge   ma
  autocertificazione e, addirittura, era stato previsto ogni  mese,
  questo  documento  tranquillizza,  almeno  da  quello  che  avevo
  capito,  sull'argomento della partecipazione di imprese  che  non
  sono in regola con la cosiddetta attività contributiva.
   Pertanto,  credo che il Governo desideri riallineare alla  norma
  nazionale  qualcosa che qualche anno fa fu cambiato.  Quindi,  la
  serenità  e  la  tranquillità che il  numero  delle  imprese  che
  parteciperanno  saranno  esattamente  in  regola  e   quindi   si
  tratterebbe   di  imprese  serie,  è  garantita  dal   cosiddetto
  emendamento  comma  12  che  ho  appunto  presentato,  che  è  la
  certificazione che deve essere rilasciata dagli enti.
    SPEZIALE    Signor   Presidente,   potremmo   prima   discutere
  l'emendamento    dell'onorevole   Beninati    e    poi    tornare
  all'emendamento che stiamo discutendo?

    PRESIDENTE  Devo segnalare onorevole Beninati che  fra  il  suo
  emendamento e quello del Governo c'è una sola differenza, che  se
  è  appianabile possiamo unificarne i testi, laddove si  parla  di
  tre mesi dal rilascio o quattro mesi.

    BENINATI   presidente  della commissione  e  relatore.  Quattro
  mesi.

    PRESIDENTE  Quindi, il Governo si adegua. L'emendamento è  solo
  uno.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.1.63.
   Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo  è
  stato uno dei punti sul quale abbiamo discusso lungamente. Qual è
  la  questione?  Riassumo la questione: noi  sosteniamo  che   non
  sempre  le gare si svolgono tra imprese vere, e una impresa,  per
  essere  vera,  è una impresa che ovviamente rischia, che  ha  una
  sua organizzazione di impresa che tenta di fare  utili, che ha un
  proprio  know-how, che ha propri mezzi, una propria  struttura  e
  noi  vorremmo  il  più  possibile, visto che  siamo  legislatori,
  stabilire  che le gare in Sicilia - e mi auguro anche  nel  resto
  del Paese - possano essere fatte da imprese vere.
   Non  sempre  le  gare in Sicilia si svolgono  tra imprese  vere;
  qualche  volta  ci sono fenomeni, mi riferisco,  ad  esempio,  al
  fenomeno   Favara,  Mussumeli' dove  si  registra  un  numero  di
  imprese  talmente alto che poi, partecipando alle gare, finiscono
  col determinare una oggettiva alterazione dell'aggiudicazione. Ho
  sempre sostenuto che questo spinge in alto la media.
   Tuttavia,  siccome  non faccio il sociologo ma  il  legislatore,
  debbo  trovare il modo il più possibile rigoroso per  correggere,
  ove  ci fosse, questa anomalia e per permettere alle imprese, che
  sono  sul  mercato e che rischiano, di non subire una concorrenza
  sleale da parte di imprese che non siano vere.
   Sulla  base di questo ragionamento, essendo difficoltoso trovare
  il  rimedio,  abbiamo  suggerito  al  Governo  di  presentare  un
  emendamento,  mi  rendo  conto,  di  difficile  formulazione  che
  potesse  comunque cogliere questo obiettivo e  cioè  che  tra  le
  imprese  partecipanti alle gare, la gara si svolgesse tra imprese
  che  hanno  tutte  la stessa opportunità, garantire  a  tutti  le
  stesse  condizioni di partecipazione all'impresa e dopo  lasciare
  al   mercato,   ovviamente   così  come   è   giusto   che   sia,
  l'aggiudicazione sulla base delle regole stabilite.
   Allora,  abbiamo chiesto di inserire in un emendamento  che,  in
  qualche  modo,  così  come  è scritto,  vorrebbe  coglierlo,  ma,
  secondo  me,  va  puntualizzato che in fase preventiva,  oggi  il
  controllo avviene sulle imprese per quote, si aggiudica  poi  una
  quota  delle imprese e viene sottoposta a controllo, che  anziché
  ex  post  gara,  dopo  l'apertura delle buste,  si  svolgesse  il
  controllo  di  tutta la documentazione di tutte le imprese  prima
  della gara.
   Inoltre,  molti imprenditori mi hanno detto:  guarda  che  forse
  questa  cosa  si  supera  perché dall'1 gennaio  c'è  il   TURC',
  abbiamo  chiesto  che  venisse inserito  in  modo  specifico  che
  possono  partecipare  alle  gare  le  imprese  che  nel  triennio
  precedente  -  quindi,  cercherò di  formulare  per  iscritto  il
  subemendamento - avendo avuto aggiudicati i lavori  per  importi,
  possono  dimostrare che almeno il 10% dell'incidenza della  forza
  lavoro su quel 10% sono stati regolarmente pagati i contributi.
   Mi  spiego  meglio: quando si fa un progetto che va in  appalto,
  il  progettista  determina anche l'incidenza della  forza  lavoro
  rispetto a quell'opera che, ovviamente, varia da lavoro a lavoro.
  Nel lavoro edile l'incidenza della forza lavoro è maggiore.
   Nel   lavoro  di  rifacimento,  di  ristrutturazione  è   ancora
  maggiore,  nel lavoro di scavo ovviamente l'incidenza  è  minore.
  Questa incidenza, comunque, secondo il parere che mi hanno  detto
  anche  in  Commissione i tecnici, grosso modo è attorno  al  30%.
  Noi potremmo chiedere quelli che hanno pagato per l'incidenza del
  30% contributi regolarmente.  Non abbiamo chiesto questo.
   Abbiamo  chiesto  che si scriva il 10%  dell'incidenza,  che  in
  fase   preventiva  possono  concorrere  le  imprese  che  possono
  dimostrare di aver regolarmente pagato i contributi INAIL, INPS e
  della cassa edile nella misura del 10% dell'incidenza della forza
  lavoro.
   Voglio  specificare meglio: se un'impresa ha fatto  un  miliardo
  di lavoro e il costo della forza lavoro era in questo caso il 30%
  per 1/3 noi vorremmo che si dimostrassero i contributi pagati per
  il  volume  complessivo di affare di 100 milioni.   Questo  è  lo
  specifico.  E possono partecipare alla gara tutte le imprese  che
  preventivamente  possono dimostrare di avere  avuto  e  di  avere
  questo  requisito.  Secondo noi -  ma  può darsi  che  la  nostra
  impressione sia sbagliata - questo potrebbe pulire le gare di  un
  certo numero di imprese e riportare alla gara soltanto le imprese
  che sono in regola con i contributi pagati.
   Quindi, non è dopo ma prima che va fatto il controllo. Questa  è
  la differenza rispetto all'emendamento che viene presentato e che
  viene   fatto   sulla  base  dell'incidenza,   perché    potrebbe
  verificarsi  questa  condizione,  onorevole  Beninati,  che  ogni
  impresa ha un dipendente e partecipa ed ha pagato regolarmente  i
  contributi  per  quel  dipendente, ma avendo  acquistato  da  una
  azienda  risultano lavori per importi superiori. Se tu dici:   mi
  deve presentare la documentazione INPS per quel dipendente',  è a
  posto.   Non  è  a posto con l'incidenza della forza  lavoro  che
  avrebbe dovuto denunziare.
   Per  questo diciamolo, facciamolo preventivamente e lo  facciamo
  su  tutte le imprese che partecipano. Secondo noi questo  sarebbe
  un  modo  serio per contribuire a fare una legge seria e  a  dare
  alle  imprese vere il giusto merito buttando fuori dalle gare  le
  imprese che non sono vere.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dispiace
  che  l'onorevole Formica si preoccupi del fatto che io chieda  la
  parola.   Mi   pare  che  su  questo  tema  ci  sia   la   grande
  differenziazione   della  politica  siciliana,   caro   onorevole
  Formica, ed io non mi presto ad ascoltare tacendo le tesi che non
  condivido espresse dal Capogruppo dei Ds.
   Caro  onorevole Formica e cari colleghi, Signor Presidente, dire
  che  l'impresa che utilizza la fideiussione assicurativa di fatto
  è  la   non  impresa', significa mistificare quella che  ormai  è
  definita l'economia mafiosa.
   La  mafia  utilizza  i  proventi illeciti  con  il  sistema  del
  riciclaggio  per fare impresa, cioè per pulire nel  migliore  dei
  modi e per darsi chiarezza rispetto ad una attività illecita.  Ed
  il  denaro è l'unico strumento che consente all'impresa di  avere
  rilasciata la fideiussione assicurativa.
   Allora,  rivolgendomi  sempre  alla  mia  maggioranza,  se   voi
  ritenete  che la certificazione, che tutto quello che è  previsto
  per l'impresa siciliana che fa appalti oltre lo stretto, cioè che
  sbarca  in  Calabria  e comincia a salire  per  la  sua  attività
  imprenditoriale  è illecito ed è mafia, signori miei,  io  questo
  atteggiamento  non  solo  non  lo  condivido  ma   griderò   fino
  all'ultimo  perché questo Parlamento non si presti  a  legiferare
  cose che non stanno né in cielo  né in terra.
   Un'impresa   oggi  non  è  un'impresa  italiana,  siciliana,   è
  un'impresa  in  un mercato globale e noi dobbiamo avere  rispetto
  per  il  mondo  dell'impresa.  Allora,  perché  se  l'impresa  fa
  l'appalto in Sicilia deve avere certificazioni che non deve avere
  per  fare  lo  stesso appalto in Lombardia,  in  Veneto  o  nelle
  Marche? Perché se l'impresa partecipa alla gara siciliana, allora
  non è l'impresa mafiosa?
   Qui  si  vuol  fare  passare il  messaggio  che  la  Regione,  i
  Comuni,  le  Province sono i mafiosi e che abbiamo  strumenti  di
  qualificazione degli enti appaltanti. Io non mi presto  a  questa
  politica.  Peraltro, signori miei, una politica che  vuole  darci
  come  Presidente  della Regione un ottimo conduttore  televisivo,
  siccome  il  livello è questo, questi sono i  partiti  che  hanno
  pensato di prendere Pippo Baudo come se lo scranno del Presidente
  della Regione fosse un teatro.
   Noi  cerchiamo  di  fare le cose un po' più seriamente.  Abbiamo
  rispetto   dell'impresa  e  deleghiamo  altri   soggetti,   altre
  istituzioni a verificare se c'è la mafia dentro le imprese, se ci
  sono  le infiltrazioni mafiose, non è la legge sugli appalti  che
  deve  trovare colpevoli o che deve assolvere le persone e  allora
  anche  in  questo  invito la maggioranza ad attenersi a quanto  è
  già previsto dalle leggi dello Stato sugli appalti. Ma perché noi
  dobbiamo discriminare l'impresa siciliana dall'impresa italiana?
   Noi  siamo  autonomisti ma siamo in un Paese unico, unito  ed  è
  sempre quello sotto la stessa bandiera, signor Presidente,  ed  è
  per  questo  che  chiedo alla maggioranza  di  procedere  con  le
  fideiussioni  assicurative mantenendo le  certificazioni  che  la
  stessa  impresa siciliana deve presentare in Lombardia, in Veneto
  e in Piemonte.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente, sono simpaticamente  divertito
  del  fatto che lei, qualche minuto fa, aveva chiesto di non  fare
  politica.
   Qui   abbiamo   ascoltato   un  coup   de   théatre   da   parte
  dell'onorevole Acierno con argomenti che sarebbero  condivisibili
  se l'onorevole Acierno fosse stato assente fino ad ora.
   Per  la  verità  è  stato tra i presenti in  queste  quattordici
  sedute  a  cui  ha  fatto  riferimento l'onorevole  Assessore  in
  un'intervista che ho ascoltato in una TV privata ed è  stato  tra
  quelli che ha tentato in qualche modo di non fare la legge.
   Stasera  prendo  atto  di  questa  folgorazione   sulla  via  di
  Damasco'  che  ne  sta  facendo  uno  dei  paladini  più  accesi,
  oltretutto  smentendo quello che abbiamo approvato un minuto  fa,
  perché  dire che non si capisce perché un imprenditore in Sicilia
  debba   avere  un  trattamento  diverso  da  quello   di   Reggio
  Calabria...
   Bene,  facciamo l'articolo. Sfido la maggioranza e  il  Governo.
  Siete  disposti a fare una legge di un articolo?  In  Sicilia  si
  applica la legge nazionale, punto e basta, e finiamola con  tutti
  questi  teatrini .

     ACIERNO    Glielo   firmo  subito   Abbia   il   coraggio   di
  presentarlo  Lo presenti ed io glielo firmo. Non ha  il  coraggio
  di  presentarlo   Non  ha il coraggio di  presentarlo  perché  le
  cooperative le deve garantire

     CRACOLICI   La  smetta,  non faccia il  teatrante   Altro  che
  Pippo Baudo
   In   Sicilia   stiamo  discutendo  sulla  introduzione   di   un
  meccanismo diverso da quello nazionale.
   Non  capisco di che stiamo parlando. Io voglio stare  al  merito
  dell'emendamento  che  si  è discusso.  Considero  l'emendamento,
  meglio averlo che non averlo. Partiamo da questo dato.
   Qualcuno  dice  che è pleonastico. Fatta questa  considerazione,
  l'argomento  che  usava l'onorevole Speziale vorrei  che  venisse
  trattato  per  la serietà che il tema pone perché,  veniva  posto
  fino a qualche tempo fa anche dal mondo delle imprese, in Sicilia
  c'è un appesantimento del metodo del mondo imprenditoriale perché
  c'è  una  quantità  di  imprese, molte  delle  quali  inventatesi
  imprese,  che sta drogando il mercato, determinando la  pirateria
  del ribasso.
   Se  questo è il tema di interesse con cui avevamo ragionato, poi
  abbiamo fatto bene, male, non lo so; ma l'idea della fideiussione
  bancaria che vorrei ricordare se è così drammatica per il sistema
  di  impresa,  non  capisco perché ancora oggi le gare  mediamente
  presentano  almeno 80, 90, 100, 120, 150 buste per un appalto  di
  meno di un milione di euro.
   Vuol  dire  che la fideiussione, paradossalmente,  non  è  stata
  così  selezionante  ai fini della partecipazione  delle  imprese,
  quindi  l'argomento che viene usato per abolire il sistema  della
  fideiussione  è  un  argomento  che  paradossalmente  aggrava  la
  situazione  che in atto c'è e non lo risolve certo il  meccanismo
  che  si vuole proporre dell'abolizione del 50% delle imprese  che
  hanno  fatto  il  ribasso  più alto, il  ribasso  più  basso  che
  certamente, io qui lo dico e lo scriviamo a verbale, sono  pronto
  a scommettere che tra un anno siamo di nuovo allo  0, . Chiaro?
   Tra  un  anno  siamo  di nuovo allo  0,  con quello  che  stiamo
  producendo. Allora, la proposta del collega onorevole Speziale  è
  chiara,  questi requisiti vanno bene per partecipare ad una  gara
  (certificato Inps, Cassa edile, Cepima, Inail, etc.), aggiungiamo
  che  le certificazioni vanno riferite al personale occorrente non
  inferiore   al   10%   nel  triennio  precedente,   relativamente
  all'appalto  che  si  sta facendo; cioè,  se  in  quella  gara  è
  prevista   un'incidenza  della  manodopera  tale  da  determinare
  l'impiego  di  30  persone  e queste  30  persone  l'impresa  che
  partecipa ad una gara dimostra che nel triennio ha svolto  lavori
  ed  ha regolarizzato i rapporti per almeno il 10% di quella forza
  lavoro,  cioè di 3 persone, questo in qualche modo determina  che
  c'è un'impresa, che partecipa alla gara.
   Sappiamo  tutti che, quando una gara viene vinta da  un'impresa,
  la  regolarità contributiva è un atto d'obbligo perché per essere
  pagati  dall'ente  devono  produrre  la  regolarità  contributiva
  (Inail)  ma quello è solo per la fase della ditta aggiudicatrice.
  Qui stiamo ponendo il tema della ditta partecipatrice, non quella
  aggiudicatrice.
   Allora,  per aiutare il sistema delle imprese a far resistere  e
  a far stare nel mercato chi fa impresa per davvero, affrontiamo i
  problemi  veri  del sistema. Credo che la proposta  del  collega,
  onorevole  Speziale  abbia il merito  di  mettere  al  centro  la
  possibilità che in Sicilia si vuole approvare una legge che aiuti
  le  imprese vere, non le imprese che sono solo utili a fare buste
  ed a partecipare alle gare.

      GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  intervengo  sull'emendamento
  del  Governo ma dirò anche qualcosa sull'emendamento  1.1.37.  Io
  penso  che ai fini di una maggiore selettività del mercato  delle
  imprese   che   eseguono  lavori  pubblici  in  Sicilia,   questo
  emendamento  del  Governo è acqua fresca e non  introduce  alcuna
  selettività  perché la partecipazione ad una gara e l'obbligo  di
  presentare,  per  la partecipazione alla gara, la  certificazione
  rilasciata  dall'Inps, dall'Inail e dalla Cassa  edile...  Se  io
  prevedo  anche  la Cassa edile significa che devo certificare  la
  regolarità contributiva relativamente ai lavori, perché di  norma
  un'impresa non ha alle sue dipendenze personale al di fuori dalla
  gestione  dei  lavori  pubblici che viene comunicato  alla  Cassa
  edile.
   Quindi, se io devo presentare una certificazione che attesti  la
  regolarità contributiva per i lavori che ho eseguito  e  per  una
  parte  residuale, come nei fatti è, per il personale che  è  alle
  mie  dipendenze, parte molto residuale, penso che  questa  è  una
  contraddizione in termini. L'azienda o la ditta che non riesce  a
  certificare   la   regolarità  contributiva  relativamente   alla
  gestione  di un cantiere, non solo non può prendere i soldi,  non
  può  essere  pagata; noi con la legge numero 7 del  2002  abbiamo
  introdotto,  a  differenza di prima, il fatto che  la  regolarità
  contributiva  vada attestata su ogni mandato, su  ogni  stato  di
  avanzamento,  mentre prima veniva attestata solamente  alla  fine
  dei lavori.
   A  tal  proposito,  visto che fu approvato  il  regolamento  per
  l'istituzione  del  DURC in Sicilia, vorrei  che  l'Assessore  mi
  spiegasse che tipo di applicazione, di attuazione si sta dando in
  tutta  la  Regione  siciliana sulla produzione del  documento  di
  regolarità contributiva nella gestione dei cantieri.
   Se  ci  troviamo  in  presenza di aziende che  non  riescono  ad
  attestare  questa  regolarità,  non  soltanto  ai  fini  di   una
  selettività, dovremmo accettare e accertare il mancato  pagamento
  per   i   lavori  eseguiti,  ma  dovremmo  persino  proporre   la
  sospensione  dall'Albo,  cioè  la  sospensione  dall'ottenere  la
  certificazione  complessiva  ad  essere  impresa.  Questa  è   la
  sanzione che dovremmo introdurre.
   Se  il  problema è, invece, accertare la veridicità di tutta  la
  documentazione, relativamente a tutte le imprese che  partecipano
  ad  una gara, comprese quelle che non saranno sorteggiate  e  non
  rientrano in quel campione del 10 per cento e che presumibilmente
  sono  scatole  vuote che tuttavia partecipano alla determinazione
  della  media, allora, dovremmo introdurre il principio che  siano
  sottoposte a verifiche e controllo tutte quante le imprese che vi
  partecipano e non soltanto il campione.
   Sento  dire  che  ci sono ditte che producono pure  fideiussioni
  bancarie false. Da questo punto di vista non c'è limite;  perfino
  una  certificazione antimafia può essere falsa.  Tutto può essere
  falso e, per la verità, può anche accadere.
   Ma entriamo in un ordine di idee assolutamente diverso.
   Se  vogliamo cogliere l'elemento della selettività, di ulteriore
  selettività  e  di consentire la partecipazione  al  mercato  dei
  lavori pubblici delle imprese che realmente sono intenzionate  ad
  agire  rispettando la libera e leale concorrenza con  le  imprese
  che  hanno  i  requisiti, dovremmo fare ben altri ragionamenti  e
  dovremo  riscrivere  buona parte della  legislazione  sui  lavori
  pubblici, per quanto riguarda questo aspetto.
   Se,  invece, vogliamo agire nel senso di  così mi era  parso  di
  capire',  cioè  una rivendicazione delle imprese  di  alleggerire
  questo strumento della fideiussione bancaria, l'emendamento da me
  presentato interviene a raccogliere questo tipo di esigenza,  nel
  momento  in  cui  stabilisce  che poiché  le  trattative  private
  presumibilmente si fanno - come del resto anche le  aste  fino  a
  150.000  euro, ma le trattative private o i cottimi sono previsti
  fino a 150.000 euro -, e lì la partecipazione delle imprese,  non
  è qualcosa che subisce il committente, bensì è il committente che
  la  determina  ed  è  tenuto,  preventivamente,  ad  accertare  i
  requisiti;  viene  abolita  in seria  presentazione  dell'offerta
  qualsiasi  fideiussione  assicurativa  o  bancaria.  Superiore  a
  150.000 euro e fino a 750.000.
   Con  la  legge numero 7 del 2003 avevamo stabilito il  principio
  che   la   fideiussione  assicurativa  si  presentava  dopo   due
  fideiussioni  bancarie.  Questo emendamento  porta  ad  1.250.000
  questo  tetto,  per cui, dopo due fideiussioni bancarie,  si  può
  presentare   quella   assicurativa   che   alleggerisce    quella
  obbligatoria superiore a 1.250.000.
   Ritengo che ciò contribuisca al mantenimento del criterio  della
  selettività ed al tempo stesso alleggerisca il carico per  quelle
  imprese che, effettivamente, sono sane, sono scatole piene e  che
  vogliono  presentarsi  in una gara. Quindi,  ritengo  che  questo
  emendamento non possa farci comprendere quale potrebbe essere  il
  sistema attraverso cui garantire maggiore selettività nel mercato
  dei lavori pubblici in Sicilia.

     BENINATI  presidente della commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI   presidente  della commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in effetti tutte le  motivazioni
  addotte  sono  giuste però, obiettivamente,  stiamo  portando  un
  carico  in più alle imprese siciliane. Con l'emendamento  1.1.63,
  si  offre  una  soluzione al fine di  reinserire la  fideiussione
  assicurativa  che,  nel disegno di legge  del  Governo,  è  stata
  rimessa,  per  allinearsi  totalmente alla  norma  nazionale.  In
  effetti,  oggi,  per evitare la confusione tra certificazione  ed
  autocertificazione,  quando  si  partecipa  ad  una  gara  si  fa
  l'autocertificazione.
   Quindi,   nel   momento  in  cui  stiamo   inserendo,   non   la
  autocertificazione, ma la certificazione dagli  enti,  certamente
  siamo  più rigorosi rispetto al resto d'Italia. Pertanto,  andare
  oltre,  sinceramente, mi sembra appesantire moltissimo le imprese
  siciliane.
   Siccome,  credo  che  tutti vogliamo che si selezionino  imprese
  valide,   ritengo  che  questo  emendamento  -  che  mi  sembrava
  condiviso da tutti - sia  esaustivo e che risolva buona parte  di
  tutti i nostri problemi.
   Obiettivamente,  inserirsi  su  persone,  percentuali  e   cose,
  potrebbe  fare  alterare  un  meccanismo;  infatti,  non  bisogna
  dimenticare  che  tutte  le imprese sono  certificate  SOA,  dove
  esiste una selezione di tutto questo nella certificazione.
   Pertanto,  invito  a  non  forzare  questo  emendamento.  Questo
  emendamento così com'è è esaustivo, poi si può passare  a  quello
  della fideiussione assicurativa e bancaria.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  preannuncio
  il mio voto contrario a questo emendamento, per una ragione molto
  semplice:   pretendere   che   l'impresa   siciliana   si   debba
  giustificare in Sicilia rispetto a quanto non deve fare nel resto
  del  nostro  Paese  è assolutamente mortificante,  non  solo  per
  l'impresa, ma per gli enti certificatori.
   Il   presidente  Beninati  ha  appena  finito  di  dire  che  la
  certificazione  SOA  già  prevede,  per  essere  rilasciata,  che
  l'impresa  rispetti  tutta una serie di parametri  e  di  regole.
  Perché,  quindi,  continuare  a pensare  che  debba  esserci  una
  discriminazione  in  Sicilia  e  complicare  le  carte  chiedendo
  all'impresa di essere certificata ogni quattro mesi, così come  è
  previsto?
   Voglio  fare un solo esempio signor Presidente: in questo Paese,
  purtroppo  c'è chi per problemi contingenti ritarda il  pagamento
  dei  contributi, però può, tranquillamente, senza violare  alcuna
  norma,   sedersi  con  un  ente  previdenziale,  concordare   una
  rateizzazione dei contributi non pagati. Bene, quell'impresa  non
  è  una  impresa  malsana,  bensì è un'impresa  che  ha  avuto  un
  problema contingente.
   Come  si  potrà  chiedere  di certificare  una  regolarizzazione
  avvenuta tramite una transazione in un periodo di medio  e  lungo
  termine,  quando l'impresa non potrà poi più partecipare?  Stiamo
  continuando a parlare di  aria fritta , ci vogliamo continuare  a
  sostituire  ai  magistrati  Io non sono stato eletto  magistrato,
  sono stato eletto deputato del Parlamento siciliano e non intendo
  legiferare  da  magistrato.  Sono altri  gli  organi  preposti  a
  salvaguardia dell'impresa, della politica e di tutti i  cittadini
  e  per  fare sì che una impresa che non è tale non possa accedere
  ad una gara d'appalto.

     PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   pongo    in    votazione
  l'emendamento 1.1.63 . Il parere del Governo.

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende  l'esame dell'emendamento 1.1.35. Il  parere  della
  Commissione?


   Presidenza del presidente Lo Porto


    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

    ACIERNO   Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, non  può  dare  la  facoltà  di
  parlare,  mentre è in corso una richiesta di verifica  di  numero
  legale

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo  già
  detto  all'incirca  un'ora fa rivolgendomi  alla  maggioranza  di
  questa  legislatura:  avete capito o forse dopo  quattro  anni  e
  mezzo non vi siete resi conto di chi sono questi?
   Vi  hanno fatto appena incassare, col  mio voto contrario e  con
  quello contrario dell'onorevole Cristaudo una porcheria, vi siete
  inghiottiti che l'impresa siciliana se sta in Sicilia deve  avere
  i  riflettori  accesi, se la stessa impresa  esce  dalla  Sicilia
  tappeti rossi, ma in Sicilia no, in Sicilia c'è la presunzione di
  colpevolezza e vi siete abbassati, ancora una volta, a  cedere  a
  questa  volontà di questa gente, di gente che ha pensato  che  il
  Governo della Regione doveva essere dato a Pippo Baudo
   Allora,  voglio  dirvi: avete visto che hanno fatto  ancora  una
  volta? Vi hanno fatto fare la figura degli imbelli, perché con un
  voto  d'Aula hanno incassato una porcheria ed un minuto  dopo  vi
  hanno chiesto la verifica del numero legale.

    CRACOLICI  Signor Presidente, quanto deve andare avanti  questo
  teatrino   Signor  Presidente, lei  sta  consentendo  che  questo
  Parlamento si trasformi in un teatro  E' una vergogna

    ACIERNO  L'avete capito che questa è gente con la quale non  si
  fa  mediazione, bisogna essere in Aula come faccio io, ogni volta
  che  c'è seduta, bisogna pensare a stare in Aula e non pensare  a
  stare  in altre parti, consentendo a questa gente di disintegrare
  le leggi della Regione.
   Se  mai verrà il giorno in cui arriveranno al Governo - speriamo
  mai,   e  speriamo mai con Pippo Baudo, perché sarebbe  veramente
  ridicolo -, allora, faranno loro le grandi leggi di riforma.
     Ma  perché  state cedendo, ancora una volta, a quattro  gatti;
  sono  quattro gatti che non hanno mai avuto consenso  dal  popolo
  siciliano.
   Allora,  chiamate  tutti  i ranghi in  quest'  Aula  e  facciamo
  questa  legge;  mettiamoli in condizione di  uscire,  perché  non
  servono a niente.

               Richiesta di verifica del numero legale

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo,
                    Spampinato, Speziale e Zago)

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            43

   L'Assemblea  è in numero legale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Pongo in votazione l'emendamento 1.1.35. Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici.  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi,.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.37. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici.  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi,.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.1.4, comma 11, sostitutivo  comma  1
  articolo  30  legge  11 febbraio  1994,   n.  109.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    SPEZIALE   Anche  a  nome  dell'altro firmatario,  dichiaro  di
  ritirare gli emendamenti 1.1.38, 1.1.39, 1.1.40, 1.1.41, 1.1.42.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  1.1.5. Lo  Pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.43. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.1.5. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.44. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.45. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    SPEZIALE   Signor Presidente perché contrario?  Vorrei  che  si
  evitasse un oltraggio al buon senso. E' una norma di buon  senso,
  perché oltraggiarla?

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, purtroppo la forma deve  essere
  rispettata. Io non posso che procedere in questo modo.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.46. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.4,  sostitutivo comma 7 bis  art.
  30  legge  11  febbraio 1994, n. 109. Lo pongo in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.1.47. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:

   - dall'onorevole Acierno:

   subemendamento  1.1.58, all'articolo 3  dell'emendamento  1.1,
   interamente sostitutivo del disegno di legge;

   - dagli onorevoli Speziale e Zago:

   subemendamento  1.1.48, all'articolo 4  dell'emendamento  1.1,
   interamente sostitutivo del disegno di legge.

   Comunico,  altresì,  che  sono stati presentati  all'articolo  5
  dell'emendamento  1.1,  interamente sostitutivo  del  disegno  di
  legge,  i seguenti subemendamenti:

   - dal Governo:

   subemendamento 1.1.4;

   - dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri:

   subemendamento 1.1.49.

   Comunico    che    sono   stati   presentati   all'articolo    6
  dell'emendamento  1.1,  interamente sostitutivo  del  disegno  di
  legge, i seguenti subemendamenti:

   - dal Governo:

   subemendamento 1.1.4;

   - dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri:

   subemendamento 1.1.50.

   Comunico    che    sono   stati   presentati   all'articolo    7
  dell'emendamento  1.1,  interamente sostitutivo  del  disegno  di
  legge, i seguenti subemendamenti:

   - dal Governo:

   subemendamento 1.1.4;

   - dagli onorevoli Giannopolo, Speziale e Zago:

   subemendamento 1.1.51.

   Comunica  che è stato presentato all'articolo 9 dell'emendamento
  1.1,  interamente sostitutivo del disegno di legge,  il  seguente
  subemendamento:

   - dal Governo:

   subemendamento 1.1.4.

   Si passa all'emendamento 1.1.58.

    ACIERNO  Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  1.1.48.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO   assessore  per i lavori  pubblici.  Mi  rimetto
  all'Aula.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI     presidente   della   Commissione    e    relatore.
  Sull'emendamento  1.1.48 la Commissione  si  rimetteva  all'Aula,
  perché c'era stata una discussione.

     CINTOLA    assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   La
  Commissione  Bilancio' aveva dato parere contrario.

     BENINATI  presidente della Commissione e relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     BENINATI   presidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'articolo 4 fa  riferimento  al
  Fondo  di  rotazione per la progettazione, fondo che  apparteneva
  all'Amministrazione  del  bilancio,  se  non  ricordo  male.   La
  Commissione aveva, quindi, deciso di rimettersi all'Aula,  perché
  con  questo  emendamento il predetto Fondo passa  all'Assessorato
  regionale per i lavori pubblici.

     SPEZIALE   Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

     SPEZIALE    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio
  preliminarmente il collega Beninati per avere illustrato  il  mio
  emendamento soppressivo dell'articolo 4.
   Ritengo  che  il rischio sia uno solo e cioè che  nel  passaggio
  delle  competenze da un Assessorato all'altro, a parte  il  fatto
  che  si  è  aperto  un conflitto tra i gruppi  di  Forza  Italia,
  Alleanza  nazionale e Nuova Sicilia, verrebbe di  fatto  bloccato
  per  un certo periodo il Fondo di rotazione e non si procederebbe
  a dare esecuzione ai progetti.
   La  Sicilia  ha  bisogno di tutto, tranne che  non  si  facciano
  progetti  esecutivi   per  permettere di  essere  appaltati;  per
  questo   motivo   ho   presentato  un   emendamento   soppressivo
  dell'articolo 4.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ho
  l'impressione   che   si  stia  sviluppando,  all'interno   della
  maggioranza,  la  solita guerra di chi deve prendere  un  po'  di
  polpa.

     CRACOLICI  Le mani sulla marmellata

     GIANNOPOLO  Si, è il caso di dire le mani sulla marmellata

     LO  MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Non c'è più marmellata

     GIANNOPOLO   No,  caro Assessore Lo Monte, la  marmellata  per
  alcune  cose  c'è, per le cose che servono alla Sicilia  non  c'è
  neanche la marmellata
   Voglio  dire, qui,  che il Fondo di rotazione per  le  spese  di
  progettazione  a favore degli enti locali  non esiste  e  bisogna
  partire da questo dato. Ancorché previsto dalla legge non è stato
  mai  attivato. L'unico fondo di rotazione che è stato attivato  è
  stato   quello   per   finanziare  le  spese  di   progettazione,
  relativamente  agli  interventi di somma urgenza,  di  protezione
  civile  e  via  di  seguito, in parte, per  quelli  attivati  per
  interventi legati alla riqualificazione urbana, arredo  urbano  e
  così  via, ma il fondo di rotazione avrebbe dovuto consentire  la
  ricostruzione e la ricostituzione di un parco progetti serio.
   Qui  stiamo discutendo del fatto che state e avete già perso  il
  50  per  cento della spesa comunitaria,  perché noi  non  abbiamo
  progetti; le associazioni dei costruttori lamentano il fatto  che
  il  numero  di gare sia diminuito, ma ciò si è verificato  perché
  non ci sono progetti da appaltare.
   Voi  qui  fate  la  lite  a chi deve andare  la  competenza  del
  niente. Pertanto, o è una guerra che ancora non avete regolato al
  vostro  interno,  perché  vi  state  apprestando  a  mettere  100
  miliardi  nel  prossimo bilancio per creare in un anno  un  parco
  progetti  di  10.000 miliardi delle vecchie lire,  o  altrimenti,
  state  pensando a regolare dei conti interni che in  questo  caso
  penalizzano l'Assessore Parlavecchio.
   Domani  si  dovrà  decidere  a chi  intestare  questo  Fondo  di
  rotazione.   Forse  l'Assessore  Cintola  si  è  già   prenotato,
  trattandosi di erogazione di spese inerenti al bilancio. Vedo che
  in  questo  momento si agita un po' mentre invece non ha  parlato
  per tutta la legge.
   Questo  è  ridicolo. La cosa più seria che avrebbe  potuto  fare
  l'Assessore  Cintola era quella di finanziare la progettazione  e
  di  farlo  diventare un fatto reale, finanziare la  progettazione
  che in Sicilia non esiste più, per essere chiari.

     PARLAVECCHIO   assessore  per i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     PARLAVECCHIO    assessore  per  i  lavori  pubblici.    Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  dichiaro  che  il  Governo  è
  favorevole  a che si voti questo emendamento, fermo restando  che
  così  evitiamo polemiche di altro tipo, però vorrei puntualizzare
  un  ragionamento sul problema dei ribassi d'asta. Un fondo che la
  legge  prevede che si vada a riempire ogni volta che si fanno  le
  gare, voi sapete perfettamente che, in questo periodo, in cui  si
  dovrebbe riempire  il Fondo di rotazione ci riferiamo ad  appalti
  con lo 0,00 di ribasso, quindi la quantità di introiti per quanto
  riguarda  questo  Fondo  di  rotazione  è  stata  sempre  minima;
  guardiamo fra sei, sette mesi, quando andrà a regime con le  gare
  che  incominciano  ad  arrivare ed  allora  avremo  un  Fondo  di
  rotazione che ci consentirà di fare la progettazione in Sicilia.

     GIANNOPOLO  E' da due anni che dovevano esserci i ribassi  che
  alimentano quei fondi

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                                  (E' approvato)

   Comunico   che   la  Commissione  ha  presentato   il   seguente
  emendamento 3.1:

   «L'articolo 3 è soppresso».

     ACIERNO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    la
  Commissione ha presentato l'emendamento soppressivo dell'articolo
  3.  Voi  del Governo dovreste sapere che ha presentato  in  unico
  emendamento  la legge sugli appalti,  quindi, all'interno  di  un
  emendamento   abbiamo  vari  articoli.  Fatta   questa   doverosa
  premessa,   siamo  all'articolo  3  dell'unico  emendamento   del
  Governo.
   Ebbene,  l'articolo  3 prevede l'utilizzazione  di  fondi  dello
  stato  da  finalizzare  all'osservatorio  regionale  sulle  opere
  pubbliche.
   In  Commissione  Bilancio' - lo ricorderà l'onorevole Cintola -,
  gli  uffici del bilancio ci hanno informato che queste somme  non
  possono essere utilizzate per la finalità che si era preposta  il
  Governo, tant'è che era nato il mio emendamento che destinava con
  la  riscrittura tutta la somma  a interventi di urbanizzazione in
  un quartiere popolare di Palermo.
   L'emendamento  da  me presentato aveva sollevato  una  serie  di
  richieste  e,  considerato  che  i  quasi  due  milioni  di  euro
  diventavano cinquantamila per ogni quartiere popolare di tutte le
  città della Sicilia, ho ritirato l'emendamento. La Commissione ha
  però  il  dovere  di  bocciare l'articolo 3 dell'emendamento  del
  Governo; diversamente, congeliamo per sempre delle somme che  non
  potranno essere spese per le finalità previste dal Governo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    le
  osservazioni  dell'onorevole Acierno sono corrette  relativamente
  alla copertura finanziaria. Nel merito, infatti, l'articolo  3  è
  un  emendamento  che  regge  ma  c'è  un  problema  di  copertura
  finanziaria previsto dai commi 25 e 6 dell'articolo 4.
   Onorevole   Acierno,  lei  aveva  previsto   l'emendamento   per
  destinare  queste  risorse alle finalità  stabilite  dalla  legge
  originaria.    La   Commissione   ha   presentato   l'emendamento
  soppressivo  perchè mancherebbe la copertura finanziaria.  Invito
  il  Governo  a valutare visto che manca la copertura  finanziaria
  relativa ai commi 25 e 26 del medesimo articolo 4 della legge che
  prevede  la  destinazione di quelle somme per case  popolari.  Le
  case  popolari  non hanno nulla a che vedere con  l'Osservatorio;
  non c'entrano assolutamente niente.
   La  norma  che  prevede  che  bisogna alimentare  economicamente
  l'Osservatorio regionale è giusta ma per quelle finalità non  può
  essere utilizzata.
   Per  questo  motivo, chiedo al Governo se è nelle condizioni  di
  accantonare l'articolo, piuttosto che sopprimerlo. Se il  Governo
  è nelle condizioni di dare copertura finanziaria attraverso altre
  fonti - è presente l'Assessore per il bilancio - si può procedere
  in tal senso mantenendo la norma; diversamente, va abrogato.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  il   lavoro   svolto   dalla
  Commissione  Bilancio sull'Osservatorio regionale  per  i  lavori
  pubblici  è stato valutato ed approvato dalla stessa Commissione,
  nel  senso  che  gli  Uffici dell'assessorato al  bilancio  hanno
  scritto  che  le somme per le quali viene impegnato l'articolo  3
  sono relative a spese correnti;  il prelievo delle somme relative
  all'Osservatorio regionale sono spese correnti ma il capitolo  da
  cui si  preleva riguarda spese in conto capitale.
   In  Commissione Bilancio, per questo motivo, è stata determinata
  la  non  procedibilità  sull'argomento  per  mancanza  dei  fondi
  necessari. Lo ricordo perfettamente, anche se i fatti risalgono a
  circa  un mese fa. Ho la certezza assoluta che le somme richieste
  per   soddisfare  le  esigenze  dell'Osservatorio,  pur   essendo
  necessarie,  non ci sono perchè vengono prelevate da un  capitolo
  che, invece, parla di spese in conto capitale.
   Onorevole  Acierno, l'emendamento a sua firma che  non  e  stato
  apprezzato   neppure  in  Commissione  Bilancio,   prevedeva   la
  destinazione di queste somme all'Istituto Autonomo Case  Popolari
  e ad un quartiere di Palermo.
   In  quella  occasione,  si  stabilì  di  evitare  di  andare   a
   spappolare   in  questo momento perchè  si  tratta  di  somme  a
  disposizione  dell'Assessorato  per  i  lavori  pubblici  e   non
  sappiamo  neppure  se ha una sua programmazione  in  essere;   in
  effetti, sull'articolo 3, non c'è copertura finanziaria..

    PRESIDENTE    L'emendamento  va,   senza   dubbio,   posto   in
  votazione.  E'  molto  complesso,  infatti,  dichiarare  la   sua
  improponibilità.
   Pongo in votazione l'emendamento 3.1.
   Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  1.1.49  a  firma  degli
  onorevoli Barbagallo e Gurrieri.
   Informo    che   si   tratta   di   un   emendamento    identico
  all'emendamento 1.1.4 del Governo, soppressivo dell'articolo 5.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  è  del  Governo.  L'articolo  5 parla  di   risparmio  energetico
  edilizia   residenziale  in  attuazione  della  direttiva   della
  Comunità Europea  e stabilisce le competenze.

    SPAMPINATO  Perchè lo ha inserito il Governo?

    SPEZIALE   L'articolo mi sembra conducente anche nello  spirito
  perché  fa  riferimento  al  risparmio  energetico  dell'edilizia
  pubblica che, comprendo, nulla ha a che vedere con le modalità di
  aggiudicazione delle gare.
   Se  dobbiamo  escludere questo, dobbiamo escludere  anche  tanti
  altri  articoli precedentemente approvati. L'articolo, lo ripeto,
  mi  sembra conducente. La motivazione che viene riferita è che il
  Governo  presenta l'emendamento soppressivo perché si  tratta  di
  qualcosa  che  esula  dalla  materia  in  esame  e   che  non  va
  affrontata in questa sede. In questa sede, però, si può  trattare
  una  parte  aggiuntiva  di  articoli.  Prevedere  una  norma  sul
  risparmio energetico nell'edilizia pubblica, secondo me,  è  cosa
  buona è giusta', come dicono i cattolici.
   Non   so   per   quale  ragione  il  Governo  abbia   presentato
  l'emendamento soppressivo di un articolo che aveva presentato.

    PRESIDENTE     Pongo   in   votazione   l'emendamento    1.1.4,
  soppressivo dell'articolo 5.
   Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.4, soppressivo dell'articolo 6. Il
  parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 1.1.50 a firma degli onorevoli
  Barbagallo e Gurrieri risulta superato.
   Si passa all'emendamento 1.1.4, soppressivo dell'articolo 7.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.1.51 a firma degli onorevoli
  Giannopolo, Speziale e Zago.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  con  questo
  emendamento,  in  buona  sostanza si fa rivivere,  l'articolo  20
  della legge 7 del 2002, se non erro, che, inopinatamente, con  il
  comma  2  dell'articolo 7 della legge 7 del 2003 è stato abolito.
  La  norma  originaria prevede l'obbligo che, nel caso in  cui  le
  associazioni  temporanee  di imprese  partecipanti  ad  una  gara
  risultassero  aggiudicatarie e si costituissero in  consorzio,  i
  soggetti,   anche   nominativamente,   dovrebbero   essere    sia
  rappresentanti legali sia direttori tecnici che costituiscono  le
  imprese dell'associazione temporanea.
   Cosa è accaduto?
   La  storia  giudiziaria  di  questi ultimi  anni  ha  ampiamente
  dimostrato, in molte circostanze, che le associazioni  temporanee
  di  imprese, nel momento in cui si costituiscono  sotto forma  di
  struttura  consortile,  introducono,  all'interno  della   stessa
  struttura, soggetti che, probabilmente, facevano riferimento,  in
  alcuni  casi,  ad  interessi ed imprese   non  appartenenti  alla
  struttura originaria.
   Non  si  è  compreso  il  motivo di  questa  previsione;  questo
  articolo è stato abolito con la legge n 7 del 2003.
   Con  questo  emendamento, si prevede l'obbligo che a  costituire
  la  struttura consortile siano gli stessi soggetti e  non  altri,
  non   soggetti  estranei  ed  esterni  alle  imprese  che   hanno
  costituito l'associazione temporanea.
   Vorrei  che  il  Parlamento avesse chiaro  di  che  cosa  stiamo
  parlando,  dopodiché  mi  auguro che i  deputati  ed  il  Governo
  abbiano un minimo di resipiscenza su questa questione e approvino
  questo emendamento che serve ad introdurre maggiore trasparenza e
  maggiore  libera  e  leale concorrenza  nel  mercato  dei  lavori
  pubblici.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.1.51.   Il
  parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 1.1.4,  soppressivo  del
  comma 2 dell'articolo 9, a firma del Governo.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

     BENINATI   Presidente  della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, se è conducente al prosieguo  dei
  lavori - è ovvio che posso dirlo a nome della maggioranza  e,  di
  conseguenza,  il Governo, per la sua parte, credo che  interverrà
  anch'esso  -  invitare  i colleghi della maggioranza  a  ritirare
  tutti gli emendamenti successivi a quelli presenti nel testo.
   Mi  riferisco  a  tutto ciò che riguarda  la  maggioranza  e  il
  Governo.  E'  ovvio  che,  per  gli  altri  emendamenti,  ci   si
  comporterà  di  conseguenza, restando solo  quelli  dei  colleghi
  dell'opposizione.

     PRESIDENTE    A   nome  della  maggioranza,   qualcuno   vuole
  confermare?
   La  proposta  dell'onorevole Beninati  consente  che  tutti  gli
  emendamenti aggiuntivi, che portano la firma di rappresentanti di
  maggioranza e del Governo, siano ritirati.
   Pongo,  pertanto,  in  votazione l'emendamento  1.1,  nel  testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

     GIANNOPOLO  Comunico il  mio voto contrario.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi:

    -dall'onorevole Giannopolo subemendamento: 1.1.52;
  -dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri  subemendamenti 1.1.53,
  1.1.54, 1.1.55, 1.1.56;
  -dagli onorevoli Giambrone, Maurici, Arcidiacono, Baldari,
  Leanza e Confalone subemendamento: 1.1.57;
  -dall'onorevole Sbona: subemendamento: A1;
  -dal Governo: subemendamenti A2, A5, A6, A7;
  -dall'onorevole Vicari: subememdnamento: A3;
  -dagli onorevoli De Benedictis, Speziale e Zago: subemendamento
  A4;
  -dall'onorevole Basile: subemendamenti A8, A9, A10, A11.

    Si    passa   all'emendamento   aggiuntivo   1.1.52   a   firma
  dell'onorevole Giannopolo.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento tende a dare dignità legislativa ad un'iniziativa che
  giudico  di  grande  importanza e di grande rilievo,   che  è  la
  stipula del protocollo di legalità tra il Ministero dell'Interno,
  l'Autorità nazionale di vigilanza sui lavori pubblici, la Regione
  siciliana  e  le  Prefetture della Sicilia per l'introduzione  di
  misure  e di interventi tesi a garantire una maggiore trasparenza
  e  prevenzione  di  un contrasto al condizionamento  mafioso  del
  sistema degli appalti e dei lavori pubblici nella nostra Regione.
   In  buona sostanza, questo protocollo di legalità prevede,  allo
  stato attuale, una indicazione alle stazioni appaltanti affinché,
  nei  bandi  di  gara per i lavori superiori a 250 mila  euro,  si
  introduca il principio che preventivamente all'aggiudicazione  di
  un   appalto  o  preventivamente  all'autorizzazione  ad  un  sub
  contratto,  ad un nolo, ad una fornitura, secondo le disposizioni
  che saranno determinate di concerto tra Prefettura ed Assessorato
  ai  lavori  pubblici,  ci possa essere l'accertamento  -  non  si
  tratta di una semplice certificazione antimafia - da parte  delle
  Prefetture,  attraverso  i gruppi ispettivi  che  realizzano  una
  collaborazione interforze tra polizia, carabinieri e  guardia  di
  finanza. In alternativa, si prevede che i bandi di gara possano e
  debbano  prevedere  gli accorgimenti e le direttive  di  ciascuna
  stazione  appaltante, compresa la stazione unica - sappiamo  però
  che non agirà soltanto la stazione unica - e quali misure e quali
  direttive  debbano  essere applicate per garantire  una  custodia
  degli  atti  di  gara per evitare la custodia ed il  mantenimento
  della  continuità  delle  procedure di  gara,  per  impedire  che
  durante una procedura di gara si possano verificare manomissioni,
  alterazioni   tese   a  condizionare  la  stessa   aggiudicazione
  dell'appalto.
   Vi  è, inoltre, la possibilità di procedere alla rescissione del
  contratto, nel caso in cui si dovesse riscontrare la presenza, in
  sede  di esecuzione di lavori di opere pubbliche, di fornitori  o
  di  ditte  che noleggiano o che forniscono servizi o  mezzi  che,
  dall'accertamento di cui sopra, risultino positivi.
   Questo  emendamento fa riferimento alle altre  clausule  che  lo
  stesso  protocollo  di legalità prevede e che  obbligatoriamente,
  qualora  questo  emendamento dovesse essere  approvato,  dovranno
  essere inserite nel bando di gara preventivamente.
   Di cosa si preoccupa questo emendamento?
   Di  dare dignità di legge ad un atto amministrativo che  non  ha
  forza  di  legge  e  che, se non rientra nel  sistema  normativo,
  rischia di scatenare - dovendosi fare riferimento ad applicazioni
  anche non obbligatorie, arbitrarie, ad interpretazioni - non solo
  comportamenti difformi tra una stazione appaltante, tra  un  ente
  ed  un altro; rischia, inoltre, di ingenerare anche un livello di
  contenzioso che potrebbe portare ad un rallentamento del  sistema
  di  aggiudicazione da un lato e di realizzazione dall'altro  lato
  dei lavori pubblici.
   L'emendamento  non fa altro che dare dignità  di  legge,  quindi
  efficacia  di  legge, per tutti coloro i quali  sono  chiamati  a
  rispettare e a farla applicare.
   Ciò   è   stato  fatto  attraverso  il  protocollo  di  legalità
  stipulato in data 12 luglio 2005.
   Questo   Governo,   attraverso  questa  legge,   sta   esponendo
  pericolosamente  l'intero  sistema degli  appalti  e  dei  lavori
  pubblici  siciliani non solo a situazioni di  precarietà  ma  sta
  allargando oltre misura ed oltre modo le maglie a qualsiasi  tipo
  di  condizionamento  e  di infiltrazione. Di  questo  portano  la
  responsabilità  solo ed esclusivamente questo  Governo  e  questa
  maggioranza.

     PARLAVECCHIO   assessore  per i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PARLAVECCHIO    assessore  per  i  lavori   pubblici.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, volevo semplicemente sottolineare
  che questo Governo e questa maggioranza non solo hanno dato vita,
  nel  2002, 2003, norme sui lavori pubblici ma aggiungo che questo
  Governo  e  questa  maggioranza hanno  istituito,  nella  Regione
  siciliana, le cosiddette  stazioni appaltanti .
  Questo  non  dobbiamo dimenticarlo. Siamo passati  da  circa  700
  stazioni appaltanti a 9, più quella regionale. Ciò significa  che
  avremo  un ragionamento omogeneo per quanto riguarda i  bandi  di
  gara,  avremo  un  ragionamento di maggiore  controllo  di  tutto
  questo  settore. E non solo. Questo Governo e questa maggioranza,
  proprio per la trasparenza e la legalità, hanno portato avanti  -
  ed  oggi è operativo e funzionante - l'Osservatorio regionale sui
  lavori pubblici.
   Abbiamo  firmato un protocollo di legalità, per la prima  volta,
  con  tutte  le Prefetture siciliane e tutto quello  che  è  stato
  detto  è  stato  inserito  nel protocollo  di  legalità  e  verrà
  inserito all'interno dei bandi.
   Proprio  di  trasparenza  e  di legalità  siamo  qui  a  parlare
  perché, ripeto, le stazioni appaltanti, l'Osservatorio sui lavori
  pubblici e tutte le norme che sono state previste, sono proprio a
  copertura di tutto ciò.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  è
  una  norma  che aiuta. L'acquisizione preventiva dell'informativa
  da  parte del Prefetto, sulla base della firma del protocollo  di
  legalità  evita, così come è avvenuto in molte aggiudicazioni  ex
  post,  cioè  successivamente,  che si aprano contenziosi  che  si
  risolvono sistematicamente con sentenze del TAR.
   Il  primo  elemento  è la formulazione per  i  subappalti  ed  i
  contratti  con  imprese munite della preventiva  informativa  del
  Prefetto  per  evitare l'involontaria stipula  di  contratti  con
  imprese  che,  successivamente, non otterranno la  certificazione
  antimafia,  che  rischiano  di pregiudicare  gli  stessi  assetti
  dell'amministrazione se i lavori di subappalto  vengono  affidati
  ad imprese che non hanno la certificazione antimafia.
   Il  rischio di sottoporre il Consiglio comunale ed il Ccomune  a
  provvedimenti di accesso è gravissimo.
   Questa  norma, quindi, non solo è corretta ma consente la tutela
  sia    per   la   celerità   dei   lavori   sia   nei   confronti
  dell'amministrazione.
   Non   comprendo  quindi  il  motivo  della  nota  dell'assessore
  Parlavecchio,  secondo me, polemica nei confronti dell'intervento
  dell'onorevole Giannopolo.
   L'emendamento  dell'onorevole Giannopolo, secondo  me,  accelera
  la  possibilità dell'aggiudicazione e, in qualche modo,  preserva
  senza aprire contenziosi successivamente.
   Per  quanto  riguarda poi la possibilità di formulare  contratti
  di  sub appalto, permette di avere una informazione preventiva  e
  di evitare errori da parte dell'Amministrazione.
   Per   questo   motivo,   chiedo  al  Governo   una   riflessione
  sull'emendamento   e,   trattandosi  di  un   emendamento   utile
  all'impianto normativo, di approvarlo.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.1.52.   Il
  parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI  Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  1.1.53  a  firma  degli  onorevoli
  Barbagallo e Gurrieri.

     GURRIERI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  dichiaro  la
  mia  disponibilità al ritiro degli emendamenti 1.1.53,  1.1.54  e
  1.1.55 a mia firma. Dobbiamo chiedere però un pronunciamento  sia
  alla  Commissione  che al Governo per quanto riguarda  l'articolo
  1.56  che prevede l'inserimento delle figure della categoria  dei
  geologi e degli agronomi.
   Dichiaro di ritirare gli emendamenti 1.1.53, 1.1.54 e 1.1.55.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa   all'emendamento  1.1.56  a  firma  degli  onorevoli
  Barbagallo e Gurrieri.

     ACIERNO  Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.

     RAITI  Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  1.1.56.  Il  parere  della
  Commissione?

     BENINATI     Presidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

     Si passa all'emendamento  A4, a firma  degli onorevoli      De
  Benedictis, Speziale e Zago.

    DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato dagli  onorevoli  Sanzeri  e
  Giannopolo l'emendamento A12.

     BENINATI  Chiedo che venga illustrato l'emendamento.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'emendamento  A12 riguarda  i Comuni con un numero  di  abitanti
  inferiore  a 5 mila e la pubblicazione della proposta del   piano
  triennale  delle opere pubbliche per 60 giorni.   Si  propone  di
  ridurre questo termine da 60 a 30 giorni.

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento A 12.  Il  parere  della
  Commissione?

    BENINATI    presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione la delega per il coordinamento formale  del
  disegno di legge nn. 771 - 774/.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     ACIERNO    Signor  Presidente,  mi  scusi,   il   Governo   ha
  presentato  un  emendamento all'articolo 1 del disegno  di  legge
  originario,  nel quale si è inserita la normativa degli  appalti.
  Esaurito l'esame  dell'articolo 1, sarebbe naturale che si  passi
  all'esame  dei  successivi  articoli  articolo  2,  seguendo   la
  numerazione per giungere infine all'articolo 8.

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno, e mi rivolgo a coloro  i  quali
  pensano  ancora all'articolo 2: l'emendamento 1.1  è  sostitutivo
  degli articoli  2, 3, 4, 5, 6, e  7, che vengono assorbiti.

     SPEZIALE   Signor Presidente, scusi, dove è indicato  che  gli
  articoli dal  2 al  7 sono stati assorbiti?

     PRESIDENTE   Onorevole Speziale controlli a pagina 22.

     SPEZIALE    Signor  Presidente,  propongo  di   bocciare   gli
  articoli  dal 2 al 7 in quanto ritengo che la procedura  adottata
  non sia esatta.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi è abbastanza chiaro   Il  testo
  ufficiale, che non posso ignorare, anzi lo devo tenere  presente,
  riporta  :   sostitutivo degli articoli da 2 a 7 del  disegno  di
  legge .  Pertanto,  non è possibile derogare, per cui,  approvato
  l'articolo  8,  che  è quello conclusivo e formale,   passo  alla
  votazione finale del disegno di legge nel suo complesso.

     ORTISI     Signor   Presidente,   chiedo   di   parlare    per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, i gruppi  della
  Margherita hanno consentito in queste sere, molto tormentate,  in
  cui la maggioranza non esisteva, di tenere a galla l'argomento  e
  pur  tuttavia  la maniera convulsa in cui esso anziché  dipanarsi
  nei  tempi regolari di un esame di un disegno di legge,  si  sono
  invece aggrovigliati, e  questa sera in una confusione che non ci
  permette  un  giudizio molto lineare e compito,  sono  indotti  a
  restare  in  Aula  e  a consentire, se ce ne  fosse  bisogno,  il
  raggiungimento del  numero legale, per un atto di responsabilità.
     Ma   tuttavia di astenersi nel merito nel giudizio sulla legge
  perché essa è molto confusa nella trattazione dell'esame, che  ci
  ha visto impegnati  per tre ore, e ci lascia perplessi almeno per
  un paio di passaggi. Quindi, ribadisco che  consentiremo che essa
  si  voti dato che in ogni caso è migliore della precedente da voi
  votata,   e  risolve i problemi a tutti gli attori della  vicenda
  presenti  nel   territorio siciliano;  tuttavia il  giudizio   lo
  riserviamo  nel  momento in cui la leggeremo con molta  serenità.
  Successivamente  forniremo  un comunicato stampa. Ad  ogni  modo,
  consentiremo con il contributo dei nostri deputati,  che si  voti
  questa sera stessa.

    ROTELLA    Signor   Presidente,   chiedo   di   paralare    per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ROTELLA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   mio
  interevento  è  solo  per  dare  una  risposta  compiuta  ad   un
  intervento che io feci in quest' Aula qualche tempo fa.
   In  merito  all'approvazione di questo disegno di legge  -  cosi
  come  allora ebbi modo di contestare, formalmente, in quest' Aula
  il Governo e la maggioranza -  permettetemi, oggi, di ringraziare
  prima  tra  tutti  la quarta Commissione per  il  lavoro  che  ha
  svolto,  per  il   lavoro  meritevole che  ha  svolto,  per  mesi
  intorno  a  questo testo e debbo dire che l'intervento  anche  di
  ulteriore  mediazione ci ha consentito di portare a  casa  questo
  risultato,   che è una riposta per tutta l'intera  categoria  che
  attende  la votazione finale.
   Un  ringraziamento è rivolto anche  al Governo per il lavoro  di
  responsabilità e per tutte le mediazioni che ha svolto, così come
  rivolgo un  ringraziamento  all'Aula nella sua interezza,  perché
  al   di  là  degli  steccati  politici  i  disegni  di  legge  si
  predispongono  e si votano nell'elaborazione   di    un  processo
  dialettico.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,   chiedo   di   parlare    per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Onorevole  Speziale,  ne ha  facoltà.  Avverto  gli
  onorevoli  colleghi che sono chiuse le iscrizione a  parlare  per
  dichiarazioni di voto.

      SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho  più
  volte  detto  anche attraverso le dichiarazioni sulla  stampa,  i
  rapporti  di forza interni a questo Parlamento sono tali  che  la
  maggioranza  non aveva nessun alibi nel giustificare  la  mancata
  approvazione della  legge sugli appalti. Questo disegno di  legge
  ha avuto una lunga gestazione. Si parlava dell'approvazione della
  legge  già  nel  mese  di luglio ma, signor  Presidente,  qualche
  giorno  fa si è determinato l' atteggiamento prevalente in  Aula,
  di non approvare la legge sugli appalti.
   Successivamente,  c'è  stata  una  pressione  da   parte   delle
  categorie  interessate, quelle più esposte  alle  difficoltà  del
  settore,    che   hanno   impresso   un'accelerazione    all'iter
  legislativo.
     La  maggioranza è tornata  in Aula e, stasera,  attraverso  un
  confronto dialettico si procede, come immagino, - spero abbiate i
  numeri,  anche  se   non  tutti  i  presenti   rappresentano   la
  maggioranza  -   ma  insomma  è  sufficiente  che  lo  votino  in
  quarantuno affinché il disegno di legge divenga legge.  Mi  tocca
  fare,  però alcune valutazioni,   perché un uomo politico  saggio
  deve sapere parlare chiaro, per tutto quello che potrà succedere.
   Noi  riteniamo  che questa legge non risolva i problemi  angusti
  che  investono  la categoria. Noi riteniamo che  il  settore  dei
  lavori  pubblici sia asfittico, in Sicilia, e come ho  detto  nel
  mio  precedente  intervento  c'è una responsabilità  precisa  del
  Governo  regionale che non ha avuto capacità di spesa nel settore
  dei  lavori pubblici  soprattutto in materia di ammodernamento  e
  di infrastrutturazione della nostra Regione.
   Tutto  questo, come ci hanno detto le associazioni di categoria,
  ha  comportato una notevole riduzione del numero degli appalti  e
  questo  ha  determinato una anomalia siciliana  rispetto  ad  una
  parte del Paese, soprattutto come mi dicono, nelle aree del  nord
  dove la quantità di appalti sono di gran lunga superiori.
   Questa  legge  non  affronta la questione perché  è  prettamente
  politica, non è una questione normativa.
     In Sicilia per dare slancio al sistema delle imprese, per dare
  forza e vigore al sistema delle imprese che oggi è asfittico,  si
  tratta di invertire la tendenza, e quindi avere un bilancio della
  Regione che, oggi è  per il 95% impegnato in  stipendi, quindi di
  spese  correnti,   e  solo  la parte  residua  è  destinata  agli
  investimenti,   e  comprimendo   il  settore  degli  appalti   si
  comprime   il  settore  dell'innovazione  tecnologica   e   delle
  infrastrutturazioni.
     Non  c'è, quindi, bisogno di una legge per affrontare il tema.
  Ma  c'è  bisogno, come  ho già detto, - capisco che può suscitare
  delle ire,  ma è il mio punto di vista - di una classe  dirigente
  che abbia presente la questione meridionale e la Sicilia.
     Fino ad oggi abbiamo avuto una classe dirigente siciliana  che
  ha  avuto  un atteggiamento di ascarismo nei confronti di  quella
  nazionale  che non tiene conto delle esigenze né del  mezzogiorno
  né della Sicilia.
   Detto  questo,  signor Presidente, mi permetto di affrontare  le
  questioni  di  merito che sono state sollevate. Noi  non  abbiamo
  avuto  l'atteggiamento  barricadiero' così come c'era stato detto
  che  avremmo avuto; abbiamo dimostrato di volere contribuire alla
  formazione  della  legge; in alcuni punti  questa  legge  ha  dei
  vulnus  che renderanno subito inapplicabile una parte  di  questa
  legge  perché,  lo  dico qui, il Governo non  ha  voluto  sentire
  alcuni  suggerimenti  che  provenivano  dall'Aula,  anche  quando
  questi suggerimenti provenivano dai banchi dell'opposizione.
     Il  Governo  ha precluso qualsiasi possibilità che emendamenti
  migliorativi  del testo di cui all'esame venissero  valutati  col
  distacco  e  la serenità che deve contraddistinguere il  Governo.
  Il  Governo è, piuttosto venuto in Aula sulla base di un rapporto
  di  forza  predeterminato,  già conosciuto,  senza  ascoltare  le
  ragioni  degli altri. Non si fanno così le buone leggi  Le  buone
  leggi  si  fanno  attraverso il confronto,  il  dialogo,  sapendo
  ascoltare  gli  interessi degli altri,  coniugando      nell'atto
  legislativo interessi diversi,  dato che la Sicilia  è  fatta  da
  imprese,  da  pubbliche amministrazioni di  professionisti  e  la
  legge doveva saper coniugare gli interessi complessivo.
   Io  mi  auguro,  ed  è   l'augurio che formulo  a  questa  legge
  affinché   non abbia più bisogno di alcuna modifica,  non  vorrei
  però  che  alla prossima legislatura, il primo atto che  dovremmo
  fare  sarà,  ancora  una volta, la predisposizione  di  un  nuovo
  disegno  di  legge  sugli appalti;  non voglio essere  Cassandra,
  purtroppo  una  parte della legge, per la debolezza dell'impianto
  normativo,  appena entrerà a regime -  e lo dico responsabilmente
  -  vedremo le difficoltà applicative.
       Ma  chi  frettolosamente  pensava  di  poter  contribuire  a
  risolvere un problema, stasera posso assicurarvi che il  problema
  si  risolve  solo in un modo: se in Sicilia entra  in  campo  una
  classe  dirigente  che  sia in grado di destinare  il  50%  delle
  risorse pubbliche per ammodernarne le infrastrutture, per rendere
  la  Sicilia  più moderna che guardi al sistema delle imprese  non
  come  un sistema vincolato da  lacci e laccioli,  ma come  ad  un
  sistema  libero, che affronti il mercato sulla base della propria
  competenza  e della propria capacità di impresa, senza protezione
  alcuna,  e dando alle imprese la possibilità di potere concorrere
  liberamente.
   Purtroppo  tutto ciò  non si è affrontato con questo disegno  di
  legge.

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine  del
  giorno  n.  604   Iniziative  volte a  consentire  uniformità  di
  applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 20  della
  legge regionale 4/2003 , degli onorevoli Fleres ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CASCIO, vicepresidente della Regione. Favorevole.


    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                Votazione finale di disegni di legge

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto IV  dell'ordine  del  giorno:
  Votazione finale di disegni di legge.
   Onorevoli  colleghi possiamo procedere  alla   votazione  finale
  del  disegno  di legge n. 988/A «Disposizioni sul rilascio  delle
  concessioni  di  beni  culturali e sull'esercizio  diretto  delle
  funzioni amministrative in materia di demanio marittimo .
   Comunico  che  il Governo ha presentato l'emendamento  ai  sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, all'articolo 1 e 2 del
  disegno di legge n. 988/A.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Onorevoli  colleghi, indìco la votazione finale per  scrutinio
  nominale   del  disegno  di  legge  n.  988/A  «Disposizioni  sul
  rilascio  delle  concessioni di beni culturali  e  sull'esercizio
  diretto  delle  funzioni amministrative  in  materia  di  demanio
  marittimo .   Dichiaro aperta la votazione.Chi vota si  preme  il
  pulsante  verde,  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

      PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          40
   Astenuti             7

                        (L'Assemblea approva)

   Indìco  la   votazione  finale,  per  scrutinio  nominale,   del
  disegno  di legge nn. 392-402-763 - Stralcio I/A: «Interventi  in
  materia  di cooperative agricole e norme in materia di camere  di
  commercio».  Chi  vota si preme il pulsante verde;  chi  vota  no
  preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          44
   Astenuti             2

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


        Votazione  finale  del  disegno di  legge  nn.  771-774/A
       Modifiche  ed  integrazioni alla  normativa  regionale  in
      materia  di  appalti.  Disposizioni concernenti  l'attività
      degli  uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio
      sismico .

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, si passa alla votazione  finale
  del  disegno  di  legge nn. 771-774/A  Modifiche ed  integrazioni
  alla  normativa  regionale  in materia di  appalti.  Disposizioni
  concernenti  l'attività  degli  uffici  del  Genio  civile  e  la
  prevenzione del rischio sismico , iscritto al numero 1).
   Comunico   che   è   stato  presentato  dalla   Commissione   un
  emendamento,   ai   sensi  dell'articolo  117   del   Regolamento
  interno.Si passa alla votazione finale del disegno di  legge  nn.
  771-774/A  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale  in
  materia  di  appalti. Disposizioni concernenti  l'attività  degli
  uffici  del  Genio civile e la prevenzione del rischio  sismico ,
  iscritto al numero 1).

   Il parere del Governo?

    CASCIO   vicepresidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  40

                 (L'Assemblea non è in numero legale)

       Sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà fra un'ora.

   (La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 00.06 di
                      giovedì 10 novembre 2005)

   La seduta è ripresa.


    Onorevoli collegi, avverto che domani,  10 novembre 2005,  alle
  ore  11.00,  è convocata la Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  programmazione  dei  lavori   dell'ultima
  sessione  dell'anno  in  corso,  con  riferimento  alla  sessione
  dedicata all'esame dei documenti finanziari.
   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

   Votazione  finale  per scrutinio nominale del disegno  di  legge
   Modifiche   ed integrazioni alla normativa regionale in  materia
  di  appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
  Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (771-774/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Indìco  la  votazione per scrutinio  nominale  del
  disegno  di  legge   Modifiche   ed integrazioni  alla  normativa
  regionale   in  materia  di  appalti.  Disposizioni   concernenti
  l'attività  degli  uffici del Genio civile e la  prevenzione  del
  rischio sismico . (771-774/A)
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          42
   Contrari            5
   Astenuti. . . . . . . . . . . . . . . . .   3

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  10
  novembre 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

         N. 457  - Interventi a tutela dei diritti dei lavoratori
               della  Sicurezza' s.r.l. di Alcamo (TP).

                            FRATELLO-DINA-GENOVESE-ACANTO-SCALICI
                                 BASILE-MAURICI-BALDARI-LEANZA N.

  III  - SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DOCUMENTO  DI
         PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2006 - 2008
  IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

  1)  -  Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
         in vendita (1023/A) (Seguito)

  2)  -  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
  il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (977/A) (Seguito)
  3)  -   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (986-987/A)
  4)  -   Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa  (151 - Norme
  stralciate II/A)
  5)  -   Rendiconto generale della Regione siciliana e
  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
  2004  (1064/A)
  6)  -   Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
  2005 - Assestamento  (1063/A)

   V   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  VI   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

    La seduta è tolta alle ore 00.10 di giovedì, 10 novembre 2005

       Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.30 di
                      giovedì, 10 novembre 2005

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione

   CRACOLICI -.«Al Presidente della Regione, premesso che i  lavori
  per  la  realizzazione della diga di Blufi sono  fermi  ormai  da
  molti  anni  e  che ad oggi sono state realizzate solo  le  opere
  relative alla deviazione provvisoria, allo scarico di superficie,
  alle  opere  di  presa e di derivazione, allo scarico  di  fondo,
  nonché altre opere accessorie minori;

   visto   che   nell'ambito  del  sistema  di  Blufi  sono   state
  realizzate  la  traversa  sul torrente Canne  e  la  galleria  di
  adduzione al fiume Imera delle acque che dovevano derivarsi dalla
  suddetta traversa;

   considerato  che  sia  la traversa sul  torrente  Canne  che  la
  galleria  si sono rilevate opere inutili e dannose per l'ambiente
  e  che  sono  state totalmente abbandonate con grave sperpero  di
  risorse economiche e naturali;

   visto  che  i  lavori sono stati sospesi nel 1996 per  contrasti
  tra il committente e le imprese aggiudicatarie;

   considerato  che  l'EAS  ha trasmesso il  nuovo  progetto  e  il
  relativo  studio di impatto ambientale al Ministero dell'ambiente
  il 26 giugno 2000;

   visto  che  in  data  30  novembre 2000 la  commissione  per  la
  valutazione dell'impatto ambientale ha dato parere favorevole  al
  progetto presentato dall'EAS con numerose prescrizioni, riportate
  per   intero   nel  decreto  a  firma  congiunta  del   Ministero
  dell'Ambiente   e  dei  Beni  culturali  ed  attività   culturali
  (Dec/VIA/5783 del 31 gennaio 2001);

   considerato  che  il  parere di compatibilità  ambientale  viene
  espresso  su  un  progetto già definitivo e presentato  dall'ente
  committente,  su cui i Ministeri succitati non possono  prevedere
  soluzioni alternative;

   visto che:

   il   nuovo  progetto  prevede  una  spesa  suppletiva  di  circa
  36.151.982,94  Euro e che tale ulteriore somma è  sostanzialmente
  legata  al reperimento ed al trasporto del materiale di cava  per
  la realizzazione del corpo diga;

     a  tal  fine  sono  state  individuate  le  cave  Recattivo  e
  Cannatello  in territorio di Alimena, e Giardinello in territorio
  di Termini Imerese;

   considerato  che  il  Commissario  per  l'emergenza  idrica   in
  Sicilia, Generale Jucci, con fax del 22 novembre 2001 ha  chiesto
  ai  Ministeri dell'Ambiente e dei Beni ed attività culturali  una
  riunione   per   affrontare  il  problema  del  reperimento   dei
  materiali,   al   fine  di  trovare  soluzioni  alternative   più
  economiche;

   visto   che   i   successivi   approfondimenti   del   Ministero
  dell'Ambiente  hanno  portato  all'individuazione  di   possibili
  soluzioni   alternative,  quali  l'utilizzazione  dei   materiali
  provenienti  dall'escavazione  delle  gallerie  di  alcune  opere
  pubbliche  (autostrada  PA-ME, raddoppio ferroviario  Fiumetorto-
  Castelbuono,  strada  statale Nord-Sud,  strada  statale  Licodia
  Eubea, etc.);

   considerato  che  per  tutti  questi  lavori  esiste  il  grosso
  problema  del reperimento dei siti di discarica, con  conseguenti
  ed inevitabili gravi danni per l'ambiente;

   visto  che  il  costo  del trasporto può  essere  suddiviso  tra
  l'impresa  che  realizza la diga di Blufi e le imprese  impegnate
  nelle altre opere pubbliche;

   considerato  che essendo stato prorogato il regime di  emergenza
  idrica   possono   essere  utilizzati  i   mezzi   dell'esercito,
  abbattendo ulteriormente i costi di trasporto;

   visto  che  in  data  31.10.2001  la  Regione  ha  nominato  una
  Commissione  che doveva stabilire la soluzione più economica  per
  risolvere  il  problema,  prevedendo  anche  la  possibilità   di
  rescindere il contratto con le imprese aggiudicatarie,  e  che  i
  lavori   di  tale  Commissione  dovevano  concludersi  entro   il
  31.1.2002;

   considerato  che  da  notizie  di  stampa  si  apprende  che  il
  proprietario  della  cava di Recattivo, sig. Rosario  Ferrara,  è
  coinvolto   nella  maxinchiesta  sui  fedelissimi   di   Bernardo
  Provenzano;

   visto  che  nell'articolo di Virgilio  Fagone  del  Giornale  di
  Sicilia  del  27.1.2002, si riportano intercettazioni telefoniche
  tra  il Ferrara ed un certo Baratta, arrestato, presunto uomo  di
  fiducia  del capomafia di Caccamo Nino Giuffrè, in cui si  faceva
  esplicito riferimento delle diga di Blufi;

   considerato che da tale inchiesta risulta chiaro l'interesse  di
  Provenzano  e Giuffrè ai lavori della diga di Blufi e soprattutto
  a  tutte  le  attività legate al reperimento ed al trasporto  dei
  materiali per la realizzazione del corpo diga;

   considerato inoltre che la realizzazione della diga  può  essere
  il  volano per la definitiva bonifica delle cave del Parco  delle
  Madonie,  che  versano  in  condizioni  di  totale  abbandono   e
  costituiscono una ferita grave da rimarginare al più presto;

   per sapere:

   -  quali  siano  i  risultati  a cui  è  giunta  la  Commissione
  regionale istituita il 31.12.2001 che doveva completare i  lavori
  entro il 31.1.2002;

   -  cosa intenda fare per evitare che la realizzazione della diga
  di  Blufi  possa costare 36.151.982,94 Euro in più, per  il  solo
  reperimento e trasporto dei materiali;

   -  se intenda ancora utilizzare le cave di Recattivo, Cannatello
  e  Giardinello o intenda verificare le soluzioni alternative  già
  prospettate;

   -  cosa intenda fare per evitare che la mafia possa lucrare  sui
  lavori per la realizzazione della diga di Blufi;

   -  cosa  intenda  fare per la bonifica delle aree  di  cava  nel
  parco delle Madonie.» (409)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

     Risposta. «Con nota prot. 2993 del 16 maggio 2002, l'Assessore
  regionale pro tempore per i lavori pubblici è stato delegato alla
  trattazione   dell'interrogazione  (risposta  scritta)   n.   409
  dell'onorevole Cracolici.
   Con   nota   prot.  5674  del  27  luglio  2005,  la   S.V.   ha
  rappresentato  che  l'Assessorato non  ha  alcuna  competenza  in
  merito  alle  problematiche evidenziate  nell'atto  ispettivo  in
  questione.
   Ciò  posto,  poiché  nella fattispecie l'onorevole  interrogante
  chiede di acquisire notizie sul completamento della diga di Blufi
  -  materia  quella delle dighe che, indubbiamente, rientra  nella
  competenza dell'Assessorato LL.PP. - e considerato che  l'Ufficio
  del  Commissario  delegato per l'emergenza  idrica  non  fa  capo
  all'Amministrazione  regionale,  bensì  a  quella   statale,   si
  ribadisce  la  delega  alla trattazione alla  S.V.  che,  laddove
  ritenga  di  non  disporre di sufficienti  elementi  conoscitivi,
  potrà preventivamente acquisirli presso le competenti strutture.
   Si  fa  presente che la materia sulla crisi idrica in Sicilia  è
  stata  affrontata, in una discussione unificata, nella seduta  n.
  59 dell'ARS del 4 giugno 2002, che può essere acquisita presso il
  sito dell'Assemblea regionale siciliana.»

                                Il Presidente della Regione CUFFARO

                              ALLEGATO:
            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 771-774/A  MODIFICHE ED INTEGRAZIONI  ALLA
  NORMATIVA   REGIONALE   IN  MATERIA  DI  APPALTI.   DISPOSIZIONI
  CONCERNENTI  L'ATTIVITà  DEGLI UFFICI  DEL  GENIO  CIVILE  E  LA
  PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO.

    -All'emendamento 1.1:

   Subemendamento 1.1.4:

  Al  comma  2, lettera a), sostituire le parole  per le finalità
  di cui al primo comma  con le parole  per le finalità di cui al
  presente comma e degli articoli 37 bis e seguenti .

   Subemendamento 1.1.10:

  Al comma 2 sopprimere la lettera b).

   Subemendamento 1.1.14:

  Al  comma  4,  lettera a), dopo le parole   di  loro  fiducia ,
  aggiungere le parole  fermo restando l'effettiva competenza nel
  settore oggettivamente ricavabile dai curricula vitae .

   Subemendamento 1.1.5:

  Al  comma 4, lettera c), sostituire le parole  prendendo a base
  le ...  con le parole  facendo riferimento alle ... .

   Subemendamento 1.1.R:

  Al   comma  5  sopprimere  le  parole  da   siano  decorsi   ad
   esecutivo .

   Subemendamento 1.1.4.1:

  All'emendamento  1.1.4, modificativo del comma  6,  lettera  b)
  dell'emendamento 1.1, sono soppresse le parole da    inferiore'
  fino a   1924'.

   Subemendamento 1.1.4.:

  Al comma 6, lettera b), sopprimere le parole  per eccesso o  ed
  alla  fine  dopo le parole  inferiore a cinque , aggiungere  le
  parole    in  caso di offerte uguali, si applica l'articolo  77
  del R.D. n. 827 del 25 maggio 1924 .

   Subemendamento 1.1.62:

  Ove  si sia in presenza di più aggiudicatari con offerte uguali
  si procede immediatamente al sorteggio.

   Subemendamento 1.1.31:

  Al comma 8 sostituire al comma 4 quater le parole  2005  con le
  parole  2006

   Subemendamento 1.1.33:

  Al comma 8 sostituire al comma 4 quinquies le parole  2004  con
  le parole  2005

   Subemendamento 1.1.63:

  All'articolo 1 aggiungere il comma 12:

   12. All'articolo 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
  introdotta  dalla  legge  regionale  2  agosto  2002,  n.  7  e
  successive  modificazioni ed integrazioni, dopo il comma  12  è
  aggiunto  il  seguente  comma 12 bis:   Relativamente  ai  soli
  lavori  pubblici  di valore inferiore alla soglia  comunitaria,
  per  la  partecipazione  alle procedure  di  affidamento  degli
  appalti  e  delle  concessioni, i concorrenti  unitamente  alla
  documentazione  prevista  dalle vigenti  leggi,  dimostrano  la
  regolarità    contributiva   mediante    la    produzione    di
  certificazione rilasciata dall'INPS, dall'INAIL e  dalla  Cassa
  Edile. In difetto di tale produzione i concorrenti sono esclusi
  dalla  partecipazione a dette procedure e non possono stipulare
  i  relativi contratti. Ai soli fini della detta partecipazione,
  le certificazioni hanno validità per quattro mesi dal rilascio.
  Entro  trenta  giorni  dall'entrata in  vigore  della  presente
  legge, l'Assessore regionale per i lavori pubblici, con proprio
  decreto,   su   parere  favorevole  della   Giunta   regionale,
  disciplina le modalità attuative della predetta disposizione' .

   Subemendamento 1.1.4:

  Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 1 dell'articolo 30
  della legge 11 febbraio 1994,     n. 109, come introdotto dalla
  legge  regionale  2  agosto 2002, n. 7,  sostituire  le  parole
   impegno  del  fidejussore   con  le  parole   impegno  di   un
  fidejussore .

   Subemendamento 1.1.5:

  Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 4 dell'articolo 30
  della  legge 11 febbraio 1994,    n. 109 come introdotto  dalla
  legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, sostituire le parole   del
  Ministro  dei  lavori  pubblici   con le parole   del  Ministro
  delle infrastrutture e trasporti

   Subemendamento 1.1.5:

  Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 5 dell'articolo 30
  della  legge  11  febbraio 1994, n. 109 come  introdotto  dalla
  legge  regionale 2 agosto 2002, n. 7, sostituire dopo le parole
   la  garanzia  è  prestata  per  un  massimale  non  inferiore
  aggiungere  le  parole   al dieci per  cento  dell'importo  dei
  lavori  progettati con il limite di un  milione  di  euro,  IVA
  esclusa, e per un massimale non inferiore ...

   Subemendamento 1.1.4:

  Al   comma   11,  laddove  si  sostituisce  il  comma   7   bis
  dell'articolo  30  della legge 11 febbraio 1994,  n.  109  come
  introdotto  dalla  legge  regionale  2  agosto  2002,   n.   7,
  sostituire  le  parole   del Ministro dei  lavori  pubblici  di
  concerto  con  il  ministro dell'industria e  del  commercio  e
  dell'artigianato    con   le   parole    del   Ministro   delle
  infrastrutture  e trasporti di concerto con il  Ministro  delle
  attività produttive .

   Subemendamento  3.1:

  L'articolo 3 è soppresso.

   Subemendamento 1.1.48:

  Sopprimere l'articolo 4.

   Subemendamento 1.1.4:

  Sopprimere l'articolo 5.

   Subemendamento 1.1.4:

  Sopprimere l'articolo 6.

   Subemendamento 1.1.4:

  Sopprimere l'articolo 7.

   Subemendamento 1.1.4:

  Sopprimere il comma 2 dell'articolo 9.

                       Emendamenti aggiuntivi

   Subemendamento 1.1.56:

  Aggiungere il seguente comma:

   Al comma 2 dell'articolo 127 della legge regionale 28 dicembre
  2004, n. 17, dopo le parole  periti industriali  aggiungere  le
  parole  dei geologi e dei dottori agronomi e forestali

     Subemendamento A.12:

  Aggiungere il seguente comma:
   Nei  comuni con popolazione inferiore ai cinquemila  abitanti,
  il  periodo  di  affissione dello schema  di  cui  al  comma  2
  dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto  2002,  n.  7  e
  successive modifiche ed integrazioni è limitato a trenta giorni
  consecutivi.

     Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

   Sono  abrogate tutte le disposizioni normative e regolamentari
  regionali   generali  e  speciali  in  contrasto   o   comunque
  incompatibili con la presente  legge.

  DISEGNO  DI  LEGGE  N.  988   DISPOSIZIONI  SUL  RILASCIO  DELLE
  CONCESSIONI  DI  BENI DEMANIALI E SULL'ESERCIZIO  DIRETTO  DELLE
  FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DEMANIO MARITTIMO

     Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno

   All'articolo 1, comma 3, dopo le parole 'il mancato  pagamento
   anticipato del canone' aggiungere la parola  'annuo';

   All'articolo  2,  comma 3, dopo le parole 'in  sede  di  prima
   applicazione della presente legge' aggiungere  'o in  caso  di
   procedura di decadenza' .