Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura dei processi verbali
della seduta 326 del 26 ottobre e della seduta 327 dell'8
novembre 2005 che, non sorgendo osservazioni, si intendono
approvati.
Congedi e missioni
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in considerazione della
solennità della seduta n. 327 dell'8 novembre ultimo scorso,
comunico, nella presente seduta, che l'onorevole Manzullo era in
missione, per ragioni del suo ufficio, i giorni 7 e 8 novembre
2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che sempre in considerazione della solennità
della seduta n. 327 dell'8 novembre ultimo scorso nella presente
seduta, il congedo degli onorevoli D'Aquino e Genovese per la
seduta di ieri, 8 novembre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, inoltre, che gli onorevoli Moschetto e Manzullo
hanno chiesto congedo Manzullo per la seduta odierna e Moschetto
per i giorni 9 e 10 novembre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta, da parte del Presidente
della Regione, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
numero 409: Notizie sul completamento della diga di Blufi.
Firmatario: Cracolici Antonino.
Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
invio alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione Legislativa:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Disposizioni per la promozione delle attività sportive (n.
1080)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Zago, De Benedictis, Oddo, Panarello
in data 31 ottobre 2005
-Parere I Commissione
-inviato in data 4 novembre 2005.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati, in data 27 ottobre 2005, alle competenti
Commissioni Legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali (n. 1079)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ardizzone e Turano in data 26
ottobre 2005
BILANCIO (II)
Misure per la competitività del sistema produttivo.
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, concernente disposizioni per l'attuazione del
POR (n. 1077)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Oddo, Ortisi, Catania
G., Ardizzone, Savarino, Lo Curto, Infurna, Dina, Zago,
Panarello, Beninati, Burgaretta, Sbona in data 26 ottobre
2005
- Parere III Commissione
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Norme in materia di enti parco (n. 1078)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Arcidiacono, Confalone, Leanza E., Baldari in data
26 ottobre 2005.
Comunicazione di impugnativa da parte del
Commissario dello Stato
PRESIDENTE Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso del 2 novembre 2005 ha impugnato il
disegno di legge n. 1053 Norme sui contratti relativi ai
collegamenti marittimi con le isole minori , approvato
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 325 del 25
ottobre 2005, per violazione dell'articolo 117 lett. l) della
Costituzione e degli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo ed assegnata alla competente Commissione legislativa:
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Riassetto della Rete regionale delle U.T.I.N. e delle
neonatologie e linee guida per l'organizzazione del servizio di
trasporto per le emergenze neonatali (STEN) (n. 414/VI)
-pervenuto in data 31 ottobre 2005
-trasmesso in data 4 novembre 2005.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
-con richiesta di risposta orale
-N. 2474 - Notizie sulla sospensione dei lavori urgenti di
manutenzione straordinaria per il consolidamento del molo interno
di Scoglitti.
-Presidente Regione
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatario: Incardona Carmelo
-N. 2475 - Interventi per la liquidazione del fermo biologico.
-Presidente Regione
-Assessore Cooperazione
-Firmatario: Incardona Carmelo
-N. 2476 - Misure urgenti perché siano assicurati, da parte
della SIREMAR, i collegamenti marittimi con le isole minori, ed
in particolare, con l'isola di Pantelleria.
-Assessore Turismo
-Firmatario: Oddo Camillo
-N. 2477 - Iniziative per una corretta informazione dei
consumatori sull'influenza aviaria al fine di evitare il crollo
dei consumi di polli e di uova.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Assessore Agricoltura
-Firmatario: Zago Salvatore
-N. 2480 - Provvedimenti per assicurare stabilmente il
collegamento marittimo tra la Sicilia e la Tunisia, via Trapani.
-Assessore Turismo
-Firmatario: Oddo Camillo
-N. 2482 - Chiarimenti in ordine alla presunta mancanza di fondi
per la realizzazione di opere di presidio e di urbanizzazione
primaria in località 'Ritiro-Tremonti' in provincia di Messina.
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatario: Ardizzone Giovanni
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
-- con richiesta di risposta scritta
-N. 2467 - Notizie circa gli interventi da porre in essere a
salvaguardia delle attività agricole della provincia di Catania
con particolare riferimento al Calatino.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2468 - Interventi urgenti per il ripristino dei marciapiedi
in via Vagliasindi a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2469 - Richiesta di chiarimenti in ordine alla chiusura del
Museo Archeologico regionale di Aidone, del Museo Varisano di
Enna e del sito archeologico di Morgantina.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Tumino Carmelo
-N. 2470 - Notizie sui criteri di nomina del direttore del Museo
archeologico 'Antonino Salinas' di Palermo.
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano
-N. 2471 - Chiarimenti in merito alle lunghe liste d'attesa
all'Ospedale 'Maggiore' di Modica (RG).
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano
-N. 2472 - Notizie circa il funzionamento dell'ufficio postale
di Mascalucia in provincia di Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2473 - Interventi urgenti in favore delle iniziative
sportive della Regione siciliana.
-Presidente Regione
-Assessore Turismo
-Firmatario: Vicari Simona
-N. 2478 - Interventi urgenti per garantire l'osservanza delle
norme vigenti in materia di etichettatura dei prodotti
ortofrutticoli e, in particolare, delle arance provenienti
dall'estero.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Firmatario: Ioppolo Giovanni
-N. 2479 - Interventi urgenti per far cessare i gravi episodi di
emarginazione sociale dei fanciulli diversamente abili in alcuni
grossi comuni della provincia di Siracusa.
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Burgaretta Aparo Sebastiano
-N. 2481 - Interventi per l'erogazione, in tempi rapidi, di un
adeguato contributo a favore del 'Centro socio-assistenziale
Opera Pia Sciacca Baratta' di Patti (ME).
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Ardizzone Giovanni
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Comunicazione relativa all'interrogazione numero 2425
PRESIDENTE Comunico, in riferimento all'interrogazione n.
2425 Notizie sul Servizio Unità di terapia intensiva
coronarica (U.T.C.) dell'Ospedale d'area Avola-Noto , a firma
dell'on. Burgaretta Aparo, annunziata nella seduta n. 319 dell'11
ottobre 2005, che, con nota del 31 ottobre 2005 pervenuta alla
Segreteria generale il 3 novembre successivo (protocollata al n.
15736/Aula del 7 novembre 2005), lo stesso deputato
interrogante ha precisato che nel secondo capoverso del testo
il nominativo Capodicasa' deve essere corretto con quello di
Confalone'.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, in data 26
ottobre 2005, la seguente mozione:
-Numero 457 Interventi a tutela dei diritti dei lavoratori
della 'Sicurezza' s.r.l. di Alcamo (TP) , degli onorevoli
Fratello Onofrio; Dina Antonino; Genovese Francantonio; Acanto
Giuseppe; Scalici Antonino; Basile Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Baldari Nicola Renato; Leanza Nicola.
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti.
Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del Genio civile
e la prevenzione del rischio sismico» (771-774/A)
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge nn.
771-774/A Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico ,
iscritto al numero 1).
Invito i componenti la quarta Commissione, Ambiente e
territorio', a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame era stato interrotto
nella seduta numero 322 del 18 ottobre 2005, in fase di votazione
dell'emendamento 1.1.6.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazione, dispongo nel senso
richiesto. La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.30, è ripresa alle ore 18.50)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono pervenute
richieste di congedo relative agli onorevoli Fratello, Granata e
Incardona.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Modifiche ed
integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti.
Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del Genio civile
e la prevenzione del rischio sismico» (771-774/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del
disegno di legge numeri 771-774/A «Modifiche ed integrazioni alla
normativa regionale in materia di appalti. Disposizioni
concernenti l'attività degli uffici del Genio civile e la
prevenzione del rischio sismico».
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per apprezzare la sensibilità del collega Beninati,
il quale avvertendo che tra i banchi della maggioranza, ancora
una volta, dopo circa due mesi di discussione sul disegno di
legge in materia di appalti, non vi è ancora una adeguata
presenza - e soprattutto per il fatto che su questa legge non
abbiamo mai sentito l'orientamento del Presidente della Regione,
fatto che crea una difficoltà oggettiva -, ha ritenuto opportuno
chiedere una sospensione della seduta. Personalmente, comprendo
l'imbarazzo del collega Beninati; non si capisce, infatti, come
si possa procedere avendo di fronte i banchi vuoti della
maggioranza.
Si tratta di un disegno di legge al quale è stato affidato un
valore straordinario, ritenuto dalle categorie interessate
fondamentale per la sopravvivenza di una parte di queste stesse
categorie, ma rispetto al fatto che più volte sono state fatte
queste denunzie, assistiamo ad una assoluta insensibilità da
parte della maggioranza.
Signor Presidente, ho incontrato gli imprenditori. Agli stessi
abbiamo detto che è illusorio pensare che in queste condizioni
possa esserci un soccorso politico, da parte di una maggioranza
che non è in grado di sostenere neanche le proprie leggi.
Pertanto, vorrei evitare che si determini un clima interno
all'Aula - l'Assessore consoce perfettamente i punti di vista che
abbiamo più volte espresso -, però o la maggioranza si attrezza,
ed in modo adeguato, per portare avanti il disegno di legge o,
dopo avere creato una propaganda ed un'illusione anche
all'interno delle categorie, si assume la responsabilità
dell'impossibilità di prosieguo dei lavori per quel che concerne
questa materia.
Per la verità, prima della sospensione avrei voluto intervenire
sull'ordine dei lavori per sottoporle una questione che esula
dalla materia appalti.
Ho visto che è stato iscritto al numero 7) del terzo punto
all'ordine del giorno il disegno di legge n. 1063/A «Variazioni
al bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2005 -
Assestamento». Signor Presidente, chiedo il rispetto del
Regolamento nell'esame di tale disegno di legge e su questo
vorrei richiamare l'attenzione del Governo e la sua.
Mi auguro che il Governo non presenti emendamenti
sull'assestamento di bilancio la cui natura ed il cui carattere
siano di variazione di bilancio. Poiché ho letto sulla stampa che
sarebbe intenzione del Presidente dell'Assemblea indire una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per aprire la
sessione di bilancio, vorrei ricordare che dopo l'approvazione
del DPEF, dell'assestamento di bilancio, la legge Finanziaria
deve essere preceduta dall'approvazione delle variazioni di
bilancio.
Quindi, se il Governo ha intenzione di fare una variazione di
bilancio, deve darne comunicazione all'Aula, deve presentare un
testo regolamentare, ma non deve utilizzare il veicolo della
presentazione in Aula di un disegno di legge che riguarda
assestamento per poi trasformarlo in variazione di bilancio.
Questa sarebbe una scorciatoia che violerebbe le regole interne
al Parlamento, che ci costringerebbe ad assumere atteggiamenti
che porterebbero al rispetto del Regolamento.
Dico ciò come azione preventiva perché vorrei ben sperare che
il Governo, ancora una volta, non operi modifiche di fatto al
Regolamento e si appresti a fare variazioni di bilancio che sono
di fatto una modifica regolamentare. E' soltanto un suggerimento
che volevo darle, signor Presidente, per il resto, valuti lei.
Avevamo detto che ci sarebbe stato un clima dialettico, di
confronto con la maggioranza, di sostegno della legge, e che da
parte nostra non ci sarebbe stato alcun atteggiamento preclusivo;
così ci siamo comportati.
Però, ci troviamo di fronte ad una maggioranza,
sostanzialmente, disattenta ai lavori d'Aula, ad una scarsa
presenza del Governo in Aula (su 14 assessori, ne sono presenti
appena cinque e, comunque, manca il Presidente della Regione), e
ciò dimostra disinteresse. Signor Presidente, noi faremo le
nostre proposte al testo del disegno di legge e ci auguriamo che
queste possano essere recepite da parte della maggioranza.
Per dare un segnale della nostra intenzione di volere, in
qualche modo, tracciare una strada, avendo presentato
l'emendamento 1.1, soppressivo dell'interno emendamento del
Governo - tutti sanno che se questo emendamento dovesse essere
approvato non potremmo più discutere del testo, in quanto
l'emendamento 1.1 è sostanzialmente il disegno di legge del
Governo -, dichiaro di ritirarlo. Mi auguro, però, che ciò
determini un corretto comportamento da parte del Governo e dei
colleghi della maggioranza.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, poiché sono tre gli
emendamenti a sua firma, vorrei sapere se intende ritirarli
tutti.
SPEZIALE Dichiaro di ritirare soltanto l'emendamento 1.1,
quello interamente soppressivo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.36. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto: chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.7. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.59. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.8, a firma degli onorevoli
Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.9 a firma
dell'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.10 a firma degli onorevoli
Speziale e Zago.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione, su questo
emendamento, si era espressa in modo contrario ma, vista la
mancanza di copertura finanziaria, l'emendamento è stato
dichiarato improponibile.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
della lettera b), vorrei precisare che se non votiamo
l'emendamento soppressivo a firma dell'onorevole Speziale
manteniamo in vita un comma al quale la Commissione Bilancio non
ha dato copertura finanziaria.
Il testo del Governo, alla lettera b), parlava di due
Commissioni da istituire: una a Catania ed una a Palermo.
La Commissione Bilancio non ha dato copertura finanziaria al
testo del Governo, mentre l'emendamento presentato dall'onorevole
Speziale risolve il problema. Ritengo che lo stesso debba essere
posto in votazione affinchè sia eliminata la lettera b) che non
ha trovato copertura finanziaria nel testo originale; non è
l'emendamento, infatti, che richiede la copertura.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.10. Il parere
del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.4 a firma del
Governo.
Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 1.1.11. a firma degli onorevoli
Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.12. a firma degli
onorevoli Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.13. a firma degli
onorevoli Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.1, a firma
dell'onorevole Sbona.
SBONA Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.14 a firma degli onorevoli
Barbagallo e Gurrieri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto;chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 1.1.16 e 1.1.17
considerati espunti perchè errati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.5 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.15 a firma
degli onorevoli Barbagallo e Gurrieri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.18 a firma degli
onorevoli Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.2 a firma dell'onorevole Sbona.
SBONA Dichiaro di ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 5
dell'emendamento1.1, forse per una svista, nella parte relativa
alla revisione del nuovo prezzario della Regione, si deve cassare
la formulazione siano decorsi almeno due anni dalla redazione
del progetto esecutivo .
Avevamo detto ciò in Commissione ed io ho già predisposto un
emendamento.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Beninati l'emendamento 1.1.R:
al comma 5 dell'emendamento 1.1, sopprimere da siano
decorsi' a esecutivo'.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.19 a firma degli onorevoli
Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.3 a firma dell'onorevole Sbona.
SBONA Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.20 a firma degli onorevoli
Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.21 a firma degli onorevoli
Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.23 a firma degli onorevoli
Giannopolo ed altri. Lo dichiaro inammissibile.
SPEZIALE Perché, signor Presidente?
PRESIDENTE Perché il concetto è stato abrogato dalla legge
n. 7 del 2002.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
assolutamente entrare nelle sfere delle competenze del Presidente
dell'Assemblea ma non mi pare che l'inammissibilità sia motivata
perché si tratta - dico questo agli Uffici - di una norma che
reintroduce una parte della legge n. 10 del 1993 che fu soppressa
con la legge n. 7 e che oggi viene reintrodotta.
Signor Presidente, mi spieghi, altrimenti non ci intendiamo.
Lei ha una responsabilità superiore alla nostra.
PRESIDENTE Ho chiesto lumi tecnico-giuridici agli Uffici.
SPEZIALE Allora, quando avrà i lumi, ne parliamo.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, forse, non c'è bisogno che lei
spieghi le ragioni, visto che gli Uffici giustamente non si sono
sognati un'improponibilità che era basata su fatti concreti.
C'era stata la convinzione che da parte sua fosse stato
assicurato che non perseguisse la via dell'emendamento, ma
naturalmente deve esserci stato un equivoco.
Pensavamo che lei l'avesse ritirato, quindi, non solo è
proponibile, ma adesso che voi insistete è assolutamente
presente.
Chiedo scusa per l'equivoco, ma è un equivoco ingenerato da
chi, probabilmente l'onorevole Zago, avrebbe promesso il ritiro
dell'emendamento.
E' accaduto o non è accaduto, il discorso è superato perché lo
porrò subito in votazione.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per illustrare brevemente, commentare e dichiarare anche il voto
sull'emendamento 1.1.23.
Premetto che in materia di legge sui lavori pubblici, non
esiste il Vangelo e non esiste nessuna verità rivelata. Vi sono
però delle regole che, a mio avviso, devono ispirare i
comportamenti del legislatore e di chi fa le regole.
Ritengo che una legge sui lavori pubblici debba contemperare
due interessi prevalentemente, anche se ce ne sono altri; quelli
prevalenti sono due: quello del committente, quindi, dell'ente
pubblico e quello di chi esegue i lavori.
Io ho la vaga impressione che questa legge faccia oscillare il
pendolo dalla parte soprattutto e prevalentemente dalla parte di
chi esegue i lavori. L'aspettativa di chi esegue i lavori è un
interesse che va contemperato, che va previsto e che va anche
realizzato. L'interesse nel rapporto con la pubblica
amministrazione deve inserirsi in un regime di reciproca
convenienza e di reciproco vantaggio. Il reciproco vantaggio, in
questo caso, è l'interesse pubblico.
La legge n. 10 del 1993 aveva individuato un criterio che,
comunque, aveva attestato, fino a quando non fu abolita, con i
ribassi attorno al 13, 14%.
L'ultima legge che aveva attestato quei ribassi era la legge
n. 10/93.
Successivamente, vi sono state una serie di modifiche che non
sono riuscite a far cadere il punto di equilibrio tra il ribasso
anomalo del 25%, qual è oggi, o il ribasso ancora più anomalo,
qual era quello vicino allo 0 e via di seguito. Oggettivamente,
il punto di equilibrio era stato fissato, almeno in Sicilia,
dalla sopraccitata legge.
Questo emendamento parte esattamente da questa considerazione,
cioè da quel criterio che aveva determinato una situazione di
equilibrio. Quel sistema era in equilibrio grazie anche al
correttivo usato per evitare i ribassi anomali ed era un
correttivo individuato, anche sulla base di analisi di tipo
economico dal Ministero dei Lavori pubblici, attestato al 4%.
Qui non si fa altro che, al fine di evitare la prevedibilità
delle aggiudicazioni attraverso il sistema delle cordate ,
introdurre una variabile non prevedibile che è quella del
sorteggio di un correttivo reale che va da 4 a 10, sopra il quale
c'è l'esclusione per l'offerta anomala e sotto il quale si va
all'aggiudicazione per offerte che più si avvicinano.
Penso che tra il sistema che abbiamo oggi, quello che avevamo
avantieri e quello che si propone con l'emendamento del Governo,
questo sia il sistema più equilibrato che, fra l'altro, recepisce
anche il principio della imprevedibilità, insito nella stessa
visione dell'emendamento del Governo laddove si parla di un
numero da sorteggiare che è una percentuale di esclusione, non un
numero reale, da 11 a 40 delle offerte che poi vengono
automaticamente escluse.
Per questo motivo, insisto fermamente su questo emendamento.
Sarei davvero stupito se qualcuno venisse qui a dichiarare qual
è il sistema perfetto, mi auguro che non lo faccia l'Assessore
che, in questi giorni, ha sentito molto le imprese e non ha
sentito il bisogno per esempio di interpellare i Comuni e le
Province, perchè, in questa vicenda relativa alla legge sui
lavori pubblici, hanno parlato solo le imprese.
E' un bene che parlino le imprese, le stesse che possono far
sentire le loro esigenze, le loro prospettive e prerogative però,
in questa vicenda, avrei gradito un atteggiamento più equilibrato
da parte del Governo che era quello di rappresentare un punto di
vista che, in seguito, potesse mettere tutti d'accordo.
Io stesso ho detto che gli attuali ribassi non possono essere
accettabili. Questo lo dico nell'interesse dell'impresa ma anche
nell'interesse della Pubblica Amministrazione perchè è difficile,
se non impossibile, gestire lavori pubblici con ribassi del 24,
25, 26%. Alla fine, infatti, o si va alla risoluzione del
contratto o bisogna avallare esecuzioni maldestre e non
perfettamente a regola d'arte.
In tutta questa vicenda, sarebbe più opportuno un atteggiamento
che rintracci ed individui un interesse più complessivo e
sarebbe, altresì, opportuno che questo fosse il motivo ispiratore
della legge e non di interessi parziali che, seppur legittimi,
vanno comunque contemperati e composti con interessi più
complessivi.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che l'argomento costituisce uno dei punti nevralgici della
proposta del Governo, ritengo che l'Aula debba fare una attenta e
corretta valutazione. Da parte di alcuni colleghi, è stata
evidenziata l'esigenza di una modifica dell'impianto normativo
della legge n. 7 del 2002. La predetta legge è stata approvato a
seguito di una forte pressione esterna al Parlamento regionale
legata ad una anomalia nelle modalità di aggiudicazione che aveva
visto in Sicilia ribassi tra lo 0 e l'1 per cento.
L'Assemblea regionale siciliana, in quella occasione, mediante
un dibattito approfondito che ha visto un confronto serrato tra
la maggioranza e l'opposizione, diede vita ad una legge che
conteneva, come filosofia di fondo, sostenuta dal Presidente
Cuffaro, il principio che avremmo dovuto allineare la normativa
regionale a quella nazionale. Si è arrivati, quindi, in quella
sede a sostenere l'allineamento dinamico per cui, ogni qualvolta
veniva registrata una modifica alla normativa nazionale, non era
necessario ritornare in Aula per approvare nuove modifiche.
Inoltre, sempre in quella sede, si sosteneva l'esigenza di un
allineamento alla normativa nazionale.
Il Parlamento regionale si è allineato alla normativa
nazionale introducendo due modifiche: la fideiussione bancaria e
la eliminazione della licitazione privata.
La legge della Regione siciliana vigente, quindi, è esattamente
uguale alla normativa nazionale depurata da questi due elementi.
Tutti sanno, infatti, che la legislazione nazionale prevede la
fideiussione assicurativa mentre, in Sicilia, è stata introdotta
la fideiussione bancaria.
Analogamente, la legge nazionale prevede che è possibile
procedere all'espletamento della gara attraverso la licitazione
privata, come previsto dalla legge regionale n. 21 del 1985; il
legislazione regionale, invece, non ha previsto il predetto
metodo di aggiudicazione.
Oggi, la filosofia cambia e, in questa fase, avremmo gradito la
presenza del Presidente della Regione per conoscere il suo
orientamento. Si propone, infatti, di modificare la legge
regionale rispetto alla legge nazionale.
Quali sono le spinte che determinano questa modifica?
Le spinte sono legate ad una circostanza vera, denunciata in
modo corretto da parte del mondo delle imprese, cioè che le
modalità di aggiudicazione stanno determinando una trend di
crescita della soglia per cui, ogni volta che c'è una gara, ci si
trova di fronte a ribassi che si aggirano attorno al 27, 28 per
cento, discostandoci dalla media nazionale dove si applica la
stessa norma di oltre 10 punti percentuali.
Con la normativa nazionale, infatti, i ribassi ammontano al 15
per cento; in Sicilia, invece, siamo di fronte a ribassi che
crescono.
Questo trend non si frena e tende sempre a crescere con il
rischio di esposizione dell'impresa sul lavoro, sulla possibilità
di aggiudicarsi la gara. Le imprese, quindi, hanno posto un
interrogativo al legislatore: dobbiamo cambiare le imprese e non
potevano non dire che dobbiamo cambiare le modalità di
aggiudicazione. L'effetto da loro indicato e le cause che hanno
determinato la lievitazione dei ribassi non sono legati soltanto
alla modalità ma al fatto che abbiamo avuto un trend, un numero
di imprese sempre più numerose. Si è ristretto il mercato dei
lavori pubblici; vi sono poche gare e la spesa pubblica, in
materia di infrastrutture, è bassa.
Da ciò scaturisce la responsabilità politica del Governo. Vi
attesterete ad un livello di spesa che si aggira intorno ai 18
mila miliardi di lire; restituirete alla Comunità europea 12 mila
miliardi delle vecchie lire. Nel momento in cui vi sarà una
contrazione del mercato, è evidente che il sistema delle imprese
tenderà ad un meccanismo di difesa che farà lievitare il costo
dell'appalto.
La prima vera questione riguarda il giudizio politico sul
Governo, sulla vostra inadeguatezza, sulla vostra incapacità,
sulla vostra incapacità a spendere e ad ammodernare la Sicilia.
In Sicilia, in questi anni, avrebbero dovuto essere realizzate
delle opere pubbliche per arrivare ad un ammodernamento, per
consegnare una nuova Sicilia, una Sicilia diversa.
Ci troviamo, invece, dinnanzi ad un Governo che ha effettuato
delle spese correnti e che non ha realizzato nessun investimento
reale in termini di spesa in conto capitale, soprattutto nel
settore dei lavori pubblici.
Un'altra considerazione, signor Presidente - lo dico al Governo
-, è che, purtroppo, non esiste nessuna norma di tutela delle
imprese vere e non c'è, da parte del Governo, l'idea di tutelare
le imprese vere.
Le gare, in Sicilia, non sempre avvengono tra le imprese vere.
Dico ciò perchè, quando viene bandita una gara e vi sono dei
partecipanti ex post, cioè dopo l'aggiudicazione, una quota
delle imprese sorteggiate, viene sottoposta al controllo. Non
esiste un controllo esteso a tutte le imprese. Si può verificare,
infatti, che alcune imprese partecipino alla gara senza avere i
requisiti necessari, alterando, di fatto, il mercato delle
offerte e, di fatto, contribuendo ad alterare la gara.
Signor Presidente, come lei ha visto, stasera, di fronte
all'atteggiamento del Governo, stiamo cercando di dare il nostro
contributo. Per quanto riguarda la prima causa, non possiamo dare
nulla; si dovrebbe cambiare il Governo.
Mi auguro che lo facciano i siciliani, mandando a casa un
Governo che ha fallito su un punto fondamentale, quello
dell'ammodernamento delle infrastrutture della Sicilia. Non si
realizzano porti, non si costruiscono strade, non si effettuano
interventi di modifica.
Sono gli elettori che debbono intervenire ...
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Ma di quale
Governo parla?
SPEZIALE Sto parlando di questo Governo e di lei, in
particolare, assessore Cascio.
Sto segnalando il fallimento con i numeri, di un Governo che
aveva in tasca 18 mila miliardi e che, forse, nel 2006, potrà
rendicontarne appena 6 mila
Se non è fallimento questo, non capisco cosa sia un
fallimento. Si registra - e non sono chiacchiere - il fallimento
perché, aggiungendo altri 12 mila miliardi di lavori messi in
campo in Sicilia, avremmo dato una spinta dinamica seria al
sistema delle imprese. Su questo, non possiamo farci nulla.
Sulla seconda questione, ci viene posto un meccanismo di
cambiamento. Vorrei fare un ragionamento serio e mi rendo conto
che ci viene proposto un meccanismo di modifica della legge
nazionale.
Il Governo capovolge la propria filosofia e dice che non vi è
più l'applicazione della norma nazionale, non vi è più la
filosofia dell'allineamento dinamico alla norma nazionale ma, in
questo caso, dobbiamo predisporre una norma specifica. Ho già
espresso le mie preoccupazioni; le esprimo in Aula le mie
preoccupazioni; il Governo le sa, le conoscono i colleghi della
Commissione, le conosce buona parte dei colleghi d'Aula.
La preoccupazione principale è di questa natura: sovresporre
l'Assemblea regionale e il sistema delle imprese ad una critica
per cui quella anomalia anzicchè essere adeguatamente corretta,
potrebbe trasformarsi in una lettura, esterna alla Sicilia, di
legge combinata.
Ora, signor Presidente, perché intervengo? Intervengo perché
l'onorevole Giannopolo ha predisposto un emendamento sostitutivo
col quale propone di ritornare ai meccanismi di aggiudicazione
della legge numero 10.
Mi si potrebbe fare osservare che anche la proposta
dell'onorevole Giannopolo modifica la normativa nazionale, quindi
non si allinea a quella nazionale, però voglio ricordare, lo
ricordo qui all'assessore Parlavecchio ed al Governo, che quando
si fece la legge numero 10, in tutto il resto del Paese, in
tutta Italia, quella legge venne considerata una buona legge.
Non ci espose ad un giudizio critico nei confronti del resto
del Paese, mantenne le aggiudicazioni tra il 10 ed il 15per
cento; il meccanismo non permetteva una lievitazione oltre quella
percentuale. Perciò io penso che la proposta fatta qui
dall'onorevole Giannopolo debba essere presa in considerazione.
Non l'abbiamo valutata in modo adeguato in altra sede, ma a me
sembra che debba essere presa in considerazione anzi,
riconoscendo al presidente della Commissione, onorevole Beninati,
una competenza ed un impegno nella formulazione di questa legge,
gli chiederei un minuto di approfondimento prima di passare al
voto, per fare una considerazione più congrua rispetto
all'impianto suggerito dal collega Giannopolo. Stesso invito,
ovviamente, rivolgo al Governo, anche se mi rendo conto che il
Governo spesse volte è distratto.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, non avrei voluto rispondere, ma certamente una cosa
tra le argomentazioni dell'onorevole Speziale va puntualizzata.
Si è intervenuti su vari argomenti, tra i quali la spesa del
Governo, ma certo è che la Regione, questo Governo ha avuto
anche la premialità nell'attivazione di spesa, quindi è
certamente da vedere meglio quanto sostiene l'onorevole Speziale.
Una cosa comunque sull'argomento, esclusivamente sull'argomento
voglio dire: nel 2002 fu proprio volontà del sottoscritto
lasciare le procedure di appalto e le metodologie di
aggiudicazione in linea con quelle nazionali, pur sapendo che
l'associazione ANCI rese noto che giustamente in tutta Italia
funziona in un modo, in Sicilia avrebbe certamente negli anni
alterato la percentuale di ribasso.
Devo dire che quindi si decise, in maniera molto corretta e
condivisa, di rivedere al momento opportuno se effettivamente
così era. Effettivamente così è stato. I ribassi sono
aumentati, quindi nella proposta che il Governo fa, non fa
niente altro, ecco, Signor Presidente - che sia chiaro una
volta per tutte - che ridurre in maniera percentuale altissima -
uno dei motivi per cui si alzano i ribassi - il numero di
imprese che partecipano, per cui già si abbassa del 50 per cento
fra i due tipi di tagli il numero delle imprese.
Poi, invece di fare il ribasso con lo scarto che è il
presupposto di aumentare il ribasso stesso, si fa solamente la
media. La casualità della gara esiste perché si sorteggia,
quindi tutte le perplessità e tutte le preoccupazioni espresse
dall'onorevole Speziale, che possono da parte sua esistere, non
esistono, perché il metodo che viene proposto dal Governo è
quello di ridurre in maniera pari al 50 per cento le imprese
che partecipano con la metodologia che è stata fatta ed in più si
fa il rapporto della media, che è una volta sola.
Quindi, personalmente, è un modo per riquadrare questa
esponenzialità del ribasso. Lo ritengo valido. Per quanto
riguarda l'emendamento presentato dall'onorevole Giannopolo,
suggerirei di ritirarlo perché ci metterebbe anche in difficoltà.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Speziale ha utilizzato l'emendamento Giannopolo per sviluppare un
ampio ragionamento sulla politica economica del Governo Cuffaro.
Io sento il dovere di mistificare alcune cose dette
dall'onorevole Speziale perché la Sicilia, per fortuna, da
alcuni anni, a differenza di quanto ha annunciato e raccontato
in quest'Aula l'onorevole Speziale, gode finalmente della
premialità da parte dell'Europa per avere avuto una grande
capacità di spesa. Poi è ovvio che davanti ad un microfono ognuno
può dire tutto quello che vuole, quello che resta quando si parla
di economia sono i numeri.
E da questo punto di vista io sono assolutamente certo che i
numeri forniti dal Governo Cuffaro, che potrà avere avuto mille
difetti, potrà avere sbagliato tante cose, ma sono
assolutamente certo che quei numeri, che sono numeri scritti e
non descritti, sono quelli. Che l'Europa ha cominciato a pagare
premialità per l'enorme capacità di spesa
Quello che è obbligatorio politicamente dire in quest'Aula
stasera è che non si capisce perché nella nostra specificità - e
soltanto ieri abbiamo vissuto una bellissima pagina della storia
di questo Parlamento avendo avuto il piacere e l'onore di potere
ascoltare la voce dell'onorevole Alessi che ci ha fatto ricordare
la specialità di questo Parlamento - quello che però non si
comprende, signor Presidente, è perché qua, in Sicilia, c'è
sempre un tema che torna puntualmente attorno alla legge sugli
appalti e cioè il meccanismo di aggiudicazione delle gare
rispetto alla quota di ribasso che nel tempo, cioè da quando
entra in vigore una riforma di legge sugli appalti in Sicilia a
distanza del primo, primo anno e mezzo, succede sempre che ad un
certo punto questo ribasso non piace più all'impresa che ha il
diritto-dovere, l'impresa con la i maiuscola, di avere quella
redditività che le è dovuta. Ad un ribasso alto che non va bene
alla pubblica Amministrazione che ha il diritto-dovere di avere
certezza che i soldi della pubblica Amministrazione siano ben
spesi.
Ma la verità, signor Presidente e onorevoli colleghi, è che è
la nostra specificità che, secondo me, ci fa commettere sempre
lo stesso errore. Perché anche l'ultima legge sugli appalti ha
previsto, e, onorevole Speziale, con quell'orgoglio che la
contraddistingue e con la serietà che è sua, vorrei ricordarle
che fu frutto di mediazione mantenere per gli appalti soprasoglia
il sistema di aggiudicazione nazionale ed alcune parti politiche
- ciascuno sa quali - chiesero un meccanismo diverso per gli
appalti sottosoglia. Quel meccanismo che oggi questa maggioranza
e questo Governo, che l'onorevole Speziale descrive come una
accolita di gente impreparata, sente il dovere, anche con la
partecipazione importante dell'opposizione, di modificare,
perché quella mediazione si è rivelata un fallimento.
Ora io mi chiedo, perché continuare a girare attorno al
meccanismo, chiamiamolo tutto siciliano, di aggiudicazione di
una gara, trovando sempre noi nuove formule con una esperienza
oramai pluriennale che ci porta dopo non più di due anni a dovere
ogni volta rivedere il meccanismo di aggiudicazione perché il
ribasso diventa troppo alto.
Io non capisco, signor Presidente - e lo dico da quando
abbiamo ricominciato in Quarta Commissione a mettere mano ad
un'ulteriore modifica della legge sugli appalti - io non capisco
perché in questo dobbiamo utilizzare la nostra specificità e non
adeguarci al sistema di aggiudicazione che viene applicato in
tutta Italia.
Signor Presidente, la verità è un'altra. Da noi il ribasso è
frutto di condizioni di mercato e noi questo non dobbiamo fare
finta di dimenticarlo.
Un'impresa siciliana che vuole aggiudicarsi un appalto in
Lombardia ha un costo di spostamento dalla Sicilia alla Lombardia
che genera, per un appalto in Sicilia, la convenienza ad
aumentare il ribasso in una gara siciliana che le coprirebbe quel
maggior costo che avrebbe per andarsi a prendere un appalto in
Lombardia.
Allora, se la politica fa finta di non capire tutto questo, è
una politica che prende in giro sé stessa e l'impresa. Qualunque
formula, compresa quella che è già girata in questi giorni, in
questa settimana di utilizzare le estrazioni del lotto, diventa
un tentativo di serietà da parte di chi vorrebbe dare, attraverso
il meccanismo di aggiudicazione, la garanzia che nessuna finta
impresa possa inquinare il valore di una gara, ma io credo che
tutto ciò, in questa legge, sia già previsto.
Le certificazioni: un'impresa oggi, per essere tale, ha e deve
avere dei requisiti, poi sono altri gli organi preposti a vedere
chi falsifica le certificazioni, chi non le falsifica.
Signor Presidente, lei ricorderà quando alcuni anni fa,
mettendo mano alla legge numero 7, abbiamo inghiottito
stupidamente, noi della maggioranza, stupidamente, l'eliminazione
della fidejussione assicurativa perché qualcuno ebbe a dire che
chi aveva una fidejussione assicurativa sicuramente era un
delinquente.
E' una vergogna
Approvare un disegno di legge sapendo che non si fanno le cose
di cui ci assumeremo la responsabilità - perché fino a quando
siamo maggioranza e siamo governo ne risponderemo noi al corpo
elettorale, a tutti i siciliani - continuare a varare leggi
frutto di mediazioni, per la nostra incapacità, non farà altro
che fare le peggiori leggi che il centrosinistra forse un giorno
avrà il dovere di fare nell'Aula di questo Parlamento
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, come è
chiaro questa legge la farà il Parlamento siciliano non la farà
una maggioranza, onorevole Acierno.
Non farò alcun riferimento ai temi politici riguardo
all'attività di governo per non suscitare ulteriori
strumentalizzazione degli stessi, condividendo - come è chiaro
- tutto ciò che è stato detto a tal riguardo dall'onorevole
Speziale.
Il senso di responsabilità avuto nell'attività in Commissione,
il senso di responsabilità che oggi ci porta ancora una volta a
dare la possibilità di procedere nei lavori dell'Aula per
arrivare all'approvazione di questa legge ed la considerazione
del fatto che questo articolo rappresenta il cuore della stessa
legge mi portano a chiedere un'ulteriore considerazione da parte
del Governo.
Sia ben chiaro che l'aggiudicazione con un ribasso
eccessivamente basso determina deteriorazioni del sistema. Ci è
altrettanto chiaro che un'aggiudicazione, così come viene
determinato dall'attuale sistema, con un eccesso di ribasso
determina ulteriori e peggiori degenerazioni del sistema perché
il ribasso eccessivamente alto significa lavoro nero, mancanza di
qualità dell'opera, mancanza di tutela dei lavoratori e di
sicurezza degli stessi, quanto meno significa questo,
probabilmente significa molto altro, ma quanto meno significa
questo.
Confesso di non avere nemmeno io, forse ancor meno di tanti
colleghi, la capacità di capire qual è la soluzione migliore.
L'onorevole Speziale, portando dati concreti, ci dice che il
sistema previsto dalla legge numero 10 del 1993 determinava un
ribasso che viene definito come quello attraverso il quale si può
avere un' aggiudicazione possibile, utile e che determina
qualità, sicurezza e tutto quanto il resto.
Io non so valutare se il sistema proposto dal Governo determina
le stesse condizioni. Ecco perché - torno a ripetere - facendo
leva sul senso di responsabilità, chiedo al Governo che non
proceda soltanto a dare un parere favorevole o negativo, ma ci
spieghi perché eventualmente darà un parere negativo a questa
proposta, spiegandoci e convincendoci che l'obiettivo, che è del
Parlamento siciliano, ovvero quello di fare una legge attraverso
cui si possa procedere ad aggiudicazione di lavori in maniera
tale che vengano garantiti enti locali, imprese e lavoratori, sia
il sistema migliore.
Ecco perché, assessore Parlavecchio, le chiedo che, nel momento
in cui procederà a dare il suo parere rispetto a questo
emendamento che ha determinato il dibattito sul tema fondamentale
della legge, lo motivi in maniera tale da poterci convincere e
poter votare in maniera serena.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che stiamo celebrando in questo dibattito un po' l'ennesimo
trionfo dell'ipocrisia perché non c'è dubbio che siamo a
confronto di una bizzarra, fantasiosa idea sulle modalità di
aggiudicazione delle gare sotto soglia per la Regione siciliana.
Fantasiosa perché non c'è dubbio che quando si introduce
l'elemento di originalità, ciascuno ha anche una sua capacità,
una sua intelligenza ed anche vivacità culturale. Ho sentito
persino la procedura del lotto come modalità di aggiudicazione in
Sicilia, che è rispettabile nell'ascrizione del sistema a
fantasia con il quale in Sicilia purtroppo da troppo tempo si
opera in questo settore.
Io dico subito una cosa; tre anni fa, quando varammo la nuova
legge sugli appalti, questo Parlamento colse un aspetto di una
richiesta corretta a fronte di un dato, che vorrei ricordare per
la memoria di tutti noi, che la Regione siciliana aveva un
primato: le gare si aggiudicavano con lo 0, . Non ci sono stati
grandi proteste a fronte di quel metodo di gara e lo 0, in
qualche modo è stato nel tempo un sistema continuato.
Noi varammo una nuova legge sugli appalti partendo comunque da
un dato che ci veniva posto, anche e soprattutto, dal mondo dei
costruttori. Io ricordo una frase che colpì me, giovane deputato
di prima legislatura, nell'attenzione, anche rispetto al modo
con cui poneva una questione - e , secondo me, la poneva
correttamente - ovvero la possibilità per un'impresa siciliana
di avere le stesse opportunità di qualunque altra impresa che
opera nel territorio nazionale, quindi di poter utilizzare le
procedure di gara al pari delle altre regioni italiane.
Non a caso noi introducemmo come metodo di aggiudicazione lo
stesso metodo previsto dalla legislazione nazionale.
Introducendo un elemento specifico della vicenda siciliana, e
cioè, poichè anche la grande quantità di imprese che operano in
questo settore - alcune diciamo operano soltanto ai fini della
presentazione delle buste più che operare nel settore dei lavori
pubblici - la grande specificità siciliana ci portò ad elaborare
l'esclusività della fideiussione bancaria non per penalizzare le
imprese, anzi per consentire alle imprese vere di poter
partecipare alle gare, utilizzare il sistema della fideiussione
bancaria, e quindi dell'impegno finanziario da parte della
singola impresa che partecipa ad una gara d'appalto, per
scremare il sistema e consentire di non avere centinaia di buste
atte esclusivamente a condizionare la media con la conseguenza di
drogare il mercato.
Nel varare la legge sugli appalti noi abbiamo assunto il valore
di una legislazione nazionale cioè consentire ad un imprenditore
di Messina di avere le stesse opportunità di uno di Reggio
Calabria; o comunque ad un imprenditore di Messina di potere
partecipare con eguali modalità anche a Reggio Calabria alle gare
d'appalto - mi consentirete la metafora geografica considerando
la distanza di uno stretto che separa le due città.
Un ragionamento, dunque, di unicità e di pari opportunità del
sistema.
Oggi perchè si arriva a questa, a mio avviso, frettolosa e
pericolosa modalità di ragionamento che prevede una modifica
sostanziale, da me non condivisa?
Ci si potrà poi confrontare anche su tutte le operazioni più
fantasiose: il bussolotto, il sorteggio del numero; si può
certamente aprire il mercato delle idee, ma io non condivido il
presupposto attraverso il quale oggi si modifica il metodo di
gara in Sicilia perchè ci sono ribassi troppo alti.
Il problema non è il metodo di aggiudicazione; infatti ancora
oggi nessuno è riuscito a spiegarmi perchè lo stesso metodo di
gara - con la fideiussione assicurativa per il resto del
territorio nazionale che sappiamo svolgersi con procedure
facilitate - produce ribassi di un certo valore medio nazionale
ed in Sicilia lo stesso sistema di gara ha prodotto ribassi che
mi si dice si aggirano mediamente attorno al 25 per cento.
Un ribasso del 25 per cento è da me considerato eccessivo.
Vorrei anche ricordare che qualche giorno dopo l'approvazione
della legge sugli appalti, fu varato dal Governo il nuovo
prezziario regionale che venne considerato, da parte di tutto il
settore dell'economia e dell'impresa nel settore edile
siciliano, un punto positivo che veniva incontro ad una serie di
aspettative e richieste.
Il nuovo prezzario regionale introduceva elementi di margini
diversi nel sistema dei lavori pubblici.
Esistono tuttavia una serie di problemi che la legislazione non
ha risolto, ciò è dimostrato dal fatto che ancora oggi vengono
sottoposti a gara progetti costruiti su un prezzario risalente a
quattro-cinque anni fa. Obiettivamente c'è un'assurdità nel
sistema, non c'è dubbio che bisognerebbe consentire la fase di
progettazione dalla fase di appalto, per evitare un
differenziale di valore dei costi di lavorazione tale da poter in
qualche modo condizionare l'opera stessa, occorre rendere atto
obbligatorio l'aggiornamento prezzi..
Questi sono aspetti, permettetemi di dire, di dettaglio
rispetto al tema centrale. Perché oggi si vuole modificare il
sistema di gara? Perché oggi la Sicilia deve ritornare a
costruire un elemento di specialità del metodo di gara che non
aiuterà il sistema di impresa. Lo asservirà ancora una volta ad
una logica falsamente specialistica ma che servirà esclusivamente
a tenere in piedi qualcuno e a consentire che il sistema delle
buste-finte, di tutto quello che ruota attorno al sistema di
aggiudicazione continui ad operare.
Pertanto io annuncio il mio intendimento contrario alla
modifica di questa legge per questa parte che ritengo
sostanziale. Ritengo che anche il Parlamento debba considerare
gli aspetti che riguardano la modifica della legge sugli appalti
in un clima al quale, in realtà, stiamo arrivando dopo
diverse sedute in cui non si è riusciti neanche a discutere
l'argomento perché c'è un problema, e, far finta che non ci sia
lo ritengo un modo sbagliato di affrontare il problema stesso.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprie in
queste ore, in queste ultime settimane, in provincia di Trapani,
si sono verificati fatti assolutamente gravi che, qualora le
risultanze delle indagini siano poi, in corso di dibattimento,
provate, riportano ancora una volta all'attenzione del mondo
politico, e non solo di quello, la questione dei rapporti tra
mafia-politica e spesso anche appalti e turbative di gara.
Potremmo anche citare altri casi. E' vero che noi dobbiamo fare
uno sforzo serio, il più serio possibile, per modificare e per
affrontare le questioni che riguardano anche i lavori pubblici in
Sicilia e per mettere al sicuro gli imprenditori onesti, per
mettere al sicuro la qualità dei lavori pubblici, e per mettere,
soprattutto, al sicuro quello che tutto sommato potremmo
condividere tutti insieme, il modello che è anche quello della
nostra Regione, rispetto ad altre realtà.
Non è cosa di poco conto, può sembrare elementare ciò che
rappresenta la Sicilia nel contesto nazionale rispetto agli
eventi che ancora una volta si verificano, ma credo che sia
invece materia assai delicata.
Il Governo pensa e insiste, pur quando, ancora una volta,
non dispone dei numeri - neanche questa sera dispone dei numeri -
pur non disponendo di quella maggioranza che sostanzialmente
dovrebbe sostenere le proposte fatte dal Governo in questo
disegno di legge pretende comunque che si acceda a una forma di
dibattito che bypassa sostanzialmente le questioni più delicate
che si stanno ancora una volta verificando in Sicilia e che
mettono in difficoltà non solo le imprese. Creando anche -
attenzione - un costo alle imprese e lo dirò fuori dai denti
perché è ovvio che anche rispetto a questo dobbiamo abituarci ad
essere anche un po' più decisi, con meno sfumature, e più
lineari.
Il Governo ritiene che venendo incontro alla legittima
richiesta di parte dell'imprenditoria siciliana risolve il
problema soprattutto affrontando e modificando il sistema di
gara.
Qual è la differenza oggi rispetto anche alla posizione
dell'opposizione? Potrei dire, non mi arrogo il diritto di
parlare a nome dell'opposizione, per carità, ma qual è da quello
che evidentemente ognuno di noi vive e percepisce? E' quella che
noi stiamo sostenendo che il problema non si affronta e non si
risolve in questa maniera.
L'indomani mattina, spesso, leggiamo che si accede a forme di
strumentalizzazione e di speculazione dicendo che l'opposizione
sostanzialmente non vuole modificare la legge, non vuole
affrontare il problema che riguarda i ribassi d'asta che sono
comunque i ribassi d'asta che tutti riteniamo elevati.
Mi pongo un interrogativo: ma si può mai accedere ad una
discussione seria, concreta e risolutiva affrontando l'argomento,
speculando e strumentalizzando aspetti che secondo me andrebbero
invece un attimo posti all'attenzione e su cui più volte abbiamo
invitato ad una riflessione comune?
Abbiamo tentato di mettere su tavoli più o meno tecnici, tavoli
in commissione, tavoli fuori dalla commissione, sospensione delle
sedute per vedere di addivenire a qualche cosa che poteva mettere
assieme maggioranza e opposizione, non ci siamo riusciti, io dico
non ci siamo, potremmo però dire non avete espresso una volontà
vera di addivenire ad un accordo concreto.
Faccio un esempio per essere ancora più chiaro: noi sappiamo
tutti che gli imprenditori siciliani, la maggior parte degli
imprenditori siciliani, spesso e volentieri deve accedere obtorto
collo al sistema del gioco delle buste che noi definiamo la
logica delle cordate' - e chi vive quest'ambiente sa bene che la
logica delle cordate spesso e volentieri è quasi obbligatoria
altrimenti rimane al palo per anni.
Noi abbiamo posto un problema di come selezionare e di come
spingere sulla cultura d'impresa l'argomento prima ancora di
mettere in campo sistemi fantasiosi per quanto concerne le
modalità di gara.
E' sembrato a molti di voi, parlo della maggioranza e del
governo, solo ostruzionismo, come se qualcuno non volesse
ottimizzare il quadro legislativo che riguarda un settore
delicatissimo degli appalti pubblici. Quindi c'è una forma di
ottusità, di insensibilità agli argomenti che si pongono.
Ma se parliamo con le imprese la selezione, la cultura
d'impresa, il verificare tutti i passaggi relativi a come si
imposta la partecipazione ad una gara, come si producono i
modelli più delicati, non li cito per brevità e mi scuso. Capisco
che i minuti scorrono, però vorrei concludere il concetto.
Allora se noi poniamo il problema e sappiamo tutti che
evidentemente, spesso e volentieri si è costretti, guardate che
ci sono imprese che sono costrette a comprare le buste, non solo
ad accedere alla logica delle cordate, ma a comprare. Quando dico
comprare non parlo solo della vile moneta, parlo comunque di un
costo che l'impresa ha accedendo alla logica delle cordate.
C'è un costo, c'è un costo per l'impresa, quasi sempre quel
costo è per quell'impresa sana che fa i conti veri, che fa i
bilanci veri, che non lavora in nero, che produce anche da questo
punto di vista uno sforzo per essere impresa vera
Vedete quando noi poniamo questo problema, dicevamo quando noi
poniamo l'argomento....
PRESIDENTE Sospendo due minuti onorevole Oddo, per piacere,
perché noto un po' di confusione tra il pubblico, gli assistenti
mettano ordine.
(Il pubblico presente esce dall'Aula)
(La seduta sospesa alle ore 20.04. è ripresa alle ore
20.06).
La seduta è ripresa
GIANNOPOLO E' vergognoso questo atteggiamento. Questa è
un'intimidazione dell'Aula
ODDO Signor Presidente, credo che quanto accaduto non era
rispetto alle cose che ho detto; mi dispiace può essere che io
mi sia illuso. Vorrei terminare dicendo quello che penso.
Mi scuso con l'onorevole Cintola se spesso mi ripeto; mi pare
comunque che non mi sia ripetuto molto, perchè quando sosteniamo
che dobbiamo produrre uno sforzo di attenzione di come si vada
dal ritiro della busta (vorrei aggiungere che sull'ipotesi della
fideiussione bancaria allora abbiamo discusso e abbiamo trovato
l'accordo addirittura per non gravare sui costi eccessivi
dell'impresa). Alla fin fine, se questo non si vuole capire e se
non si vuole capire che bisogna spingere invece sul terreno di
selezionare all'origine e di far partecipare le imprese vere alle
gare, quelle che giorno dopo giorno fanno impresa vera e
rischiano, dobbiamo anche dire che se non si vuole sentire per
così dire da questo orecchio noi accediamo alla logica dei
sistemi fantasiosi. Ecco perché abbiamo presentato l'emendamento
1.1.23.
Queste premesse vanno fatte; questo ragionamento va fatto
perchè se ci illudiamo di affrontare la questione dei ribassi
d'asta in questa maniera, forse non abbiamo percepito quello che
sta accadendo ancora una volta in questa nostra terra dove si
sono verificati fatti gravi che stanno caratterizzando questo
momento di discussione.
Si tratta di fatti gravissimi: ci sono buste che viaggiano in
macchina, uomini che dirigono uffici delicati che vengono
sottoposti ad arresti, uomini che sono già stati sottoposti ad
arresti perchè stavano consumando il cosiddetto foglio' in cui
c'è scritto il ribasso Questa è la Sicilia: non dobbiamo
scherzare su queste cose.
Non dobbiamo creare i tifosi da un lato e i tifosi dall'altro,
perchè così non si affronta la questione
Al sistema fantasioso non abbiamo tentato di rispondere con un
altro sistema fantasioso; abbiamo tentato di rispondere con un
sistema leggermente più concreto e più semplice rispetto a
quello che abbiamo visto scritto nel punto B) del comma 6
dell'emendamento 1.1 in esame che ci sembra, esso sì,
assolutamente fantasioso e privo di concretezza nell'affrontare
la questione che, fra l'altro, non fa fare un passo avanti a ciò
che noi poniamo alla base del nostro ragionamento.
Se poi il clima che si vuole determinare è quello che
evidentemente il Governo sta dando dovendo dare chissà quale
risposta, noi diciamo che la risposta non va data solamente ad
una parte della Sicilia ma a tutti coloro che in questo momento
fanno impresa in Sicilia e possibilmente non sono qui con noi.
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Miccichè, Oddo,
Raiti e Vitrano).
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Turano, Cimino,
D'Aquino, Pistorio hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, l'onorevole Acierno non può
intervenire per dichiarazione di voto sulla richiesta del numero
legale.
PRESIDENTE Chiarisco che si sta procedendo alla verifica del
numero legale sulla votazione dell'emendamento.
CRACOLICI Stiamo procedendo alla verifica del numero legale e
non alla votazione.
Presidenza del presidente Lo Porto
ACIERNO Signor Presidente, chiedo di intervenire
preliminarmente per un richiamo al Regolamento e successivamente
per dichiarazione di voto. Ritengo che la richiesta di parlare
per un richiamo al Regolamento abbia precedenza su qualunque
altra cosa.
CRACOLICI Ribadisco che si sta procedendo alla verifica del
numero legale.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
preliminarmente per richiamo al Regolamento perché lei
giustamente, finiti gli interventi sull'emendamento a firma
Giannopolo ed altri, chiedendo il parere alla Commissione, ha
messo in votazione l'emendamento. A norma del Regolamento, alcuni
deputati hanno chiesto che si votasse attraverso la verifica del
numero legale e ritengo che questo sia ineccepibile. Io non
voglio, ai sensi del nostro Regolamento, rinunciare a parlare per
dichiarazione di voto perché noi voteremo l'emendamento con una
contestuale verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, non si può procedere nel
senso da lei richiesto poiché siamo già in corso di votazione,
avrebbe dovuto chiederlo prima.
Chiarisco che adesso dobbiamo procedere alla verifica del
numero legale sul voto dell'emendamento.
ACIERNO Signor Presidente, io quindi ho diritto di parlare
per dichiarazione di voto
SPEZIALE Signor Presidente, indica la votazione.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, no perché siamo già in
votazione.
Specifico che stiamo procedendo alla votazione
dell'emendamento.
CRACOLICI Signor Presidente, no, stiamo votando sulla
verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, si tratta di una votazione a
scrutinio segreto sul quale il numero legale o c'è o non c'è.
Verificare il numero legale indipendentemente dal voto
sull'emendamento è perfettamente inutile.
CRACOLICI Signor Presidente, ribadisco che noi stiamo
votando sulla richiesta del numero legale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazioner per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per la verifica
del numero legale:
Presenti 44
L'Assemblea è in numero legale
Presidenza del presidente Lo Porto
Si passa all'emendamento 1.1.4.1 della Commissione.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, questo emendamento va votato subito dopo l'1.1.4 del
Governo perché si riaggancia a quello del Governo e pertanto va
letto così al comma 6 viene soppressa la parola per eccesso'.
Gli uffici hanno confuso
PRESIDENTE Onorevole Beninati, è un submendamento. Lo
possiamo votare.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.4.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, come paventato
in altre occasioni, la debolezza del pensiero viene sempre
sostituita dalla forza dei muscoli quando essi si possono
gonfiare.
Questa sera, su pressione del pubblico, molti deputati
sistematicamente assenti in quest'Aula - se volete faccio nomi e
cognomi -, a differenza nostra presenti sistematicamente,
pressati dalla presenza in Aula di un folto pubblico
rappresentante tutte le province - ognuno di noi (anch'io ho
amici) prova i muscoli stimolato anche da una estemporanea,
momentanea e destinata a morire maggioranza numerica.
Perché sapete, basta fare un po' di ostruzionismo e rinviare a
domani, e non ci sarete più Siccome il mio intervento, come
sempre, vuole essere costruttivo, per questo motivo mi
permettevo di indicare ai colleghi di non intervenire e di non
disturbare.
Ritengo che la strada intrapresa sia sbagliata perché
probabilmente fa vincere la furbizia, l'astuzia, il momento
contingente ma è destinata a fare sprofondare la legge che tutti
noi qui vogliamo. E se qualcuno pensa di continuare su questa
via, mentre nei corridoi e quando quindici volte consecutive non
eravate più di sette, otto persone, affaccendate come eravate a
litigare per altre cose
GIAMBRONE Ma chi c'era dall'altra parte?
ORTISI C'eravamo noi, maggioranza. Sai collega, siccome io
non so neppure lei come si chiami, perché non ricordo il nome,
non l'ho vista mai intervenire, quindi non mi disturbi Collega
se lei continua io le rispondo ancora più polemicamente Chiaro
il concetto?
GIAMBRONE Lei mi offende.
ORTISI No, no, mi offende lei Io intanto vorrei non essere
interrotto tanto più che il mio discorso è conducente
costruttivamente Mi consenta l'intervento quindi e la prego di
rivolgere le sue osservazioni a chi mi interrompe e non a me che
ho diritto di parlare.
Allora, siccome se noi ricominciamo a chiedere il numero legale
su tutti gli emendamenti che ci sono, noi andiamo all'una di
notte e sospenderemo. E lo sapete che domani non ci sarete e poi
comincia la sessione di bilancio.
Se questo disegno di legge non si approva ci perdiamo tutti
L'appello quindi è: anziché far prova di muscoli, in fondo
l'onorevole Spampinato cosa aveva chiesto, Presidente della
Commissione, Assessore? Convinceteci sulla non giustezza di un
nostro emendamento o sulla giustezza della vostra tesi. Non penso
che si chiedesse chissà che cosa. Si chiedeva solo di ragionare.
Cioè non potete pretendere che si alzi o si abbassi la mano
secondo l'appartenenza. A noi questo non va bene, non va bene
all'Aula, e poi si era discusso tutti insieme che questo era un
percorso assembleare. Adesso di nuovo torniamo a scontrarci.
Voglio ricordare al collega che noi c'eravamo, eravamo anche più
dei colleghi della maggioranza, scherzavamo e dicevamo - vi
ricordate - siamo la nuova maggioranza , altro che Allora
vogliamo continuare su questa strada? Guardate, onorevoli
colleghi, che è un errore.
Noi chiediamo soltanto che su ogni emendamento presentato
dall'opposizione si dia la possibilità di esprimersi e dall'altra
parte non si risponda invece istericamente solo col numero
momentaneo. Ciò non porta da nessuna parte, neanche al
miglioramento della qualità della legge la quale nasce dal
contributo di tutti, dal più ignorante che sono io al più
preparato in materia specifica che è altri. Non è una legge né
del Governo, né di una maggioranza che domani non ci sarà. Vi
prego proprio.
Allora ricominciamo a discutere e ricominciamo a ragionare nel
merito sia dagli esponenti dell'opposizione che dai colleghi
della maggioranza che nel merito sono più preparati di alcuni di
noi, di me per esempio. Io vi prego, e ve lo dico francamente,
con molta, molta serenità e con molto spirito costruttivo. Perché
se torniamo a scontrarci alla presenza di pubblico intraprendiamo
una strada che non ha sbocco e alla fine perderemo tutti.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.4 del Governo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo per evitare anche che
il surriscaldamento dell'Aula comporti una confusione che aveva
permesso addirittura l'elaborazione del testo. Allora, signor
Presidente, ritorniamo al merito del disegno di legge, evitiamo
queste contrapposizioni di difesa e di sponsorizzazione di una
posizione rispetto ad un'altra.
Io come sa ho dato già un giudizio di carattere generale sul
disegno di legge a nome del mio Gruppo.
Adesso, signor Presidente, siamo all'emendamento del Governo
che emenda già un proprio emendamento che a sua volta aveva
emendato un altro emendamento: cioè il Governo - questo lo dico
per dare l'idea di quanta precarietà e di quanta improvvisazione
vi sia in un testo così fondamentale - ha presentato un disegno
di legge che ha emendato, che ha riemendato e che ha emendato
ancora una volta.
Ora, nel corso della discussione, sta emendando per singole
parti
Io questo lo rappresento per evidenziare il fatto che il
Governo stasera non lo abbiamo sentito. Si dice dalle mie parti
A megghiu parola è chidda cun si dici Lei non è l'Assessore
per i lavori pubblici? Non ha detto una sola parola per
orientare l'Aula come avviene spesso nella formazione di un
testo.
Lei è seduto lì, ha già parlato con gli imprenditori, magari
ha chiesto loro che si faceva la legge per uno scambio elettorale
possibilmente, anziché fare la legge per i siciliani e per le
imprese....
LO MONTE, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Lei esagera
SPEZIALE Io non esagero perché dico la verità Lo fa pure
lei in questo periodo perché, di fronte al disperato tentativo di
una possibile sconfitta, siete tutti pronti ad utilizzare metodi
disperati
Signor Presidente, io intervengo per dichiarare la mia
contrarietà ...
LO MONTE. assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Ha offeso il Parlamento, non
l'assessore Parlavecchio Signor Presidente, pensavo che lei
intervenisse
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo anticipatamente sul
comma 7 del disegno di legge che riguarda, così come recita
l'articolo proposto dal Governo, All'articolo 24, comma 11,
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotto dalla legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni, le parole un ribasso superiore di oltre il 20 per
cento' sono così sostituite un ribasso superiore di oltre il 10
per cento' .
Signor Presidente, la norma fa riferimento agli affidamenti a
trattativa privata per importi non superiori a 150.000 euro. La
norma precedente, che stabilisce quando si fanno le gare quando
si fanno le trattative private, al comma 11 dell'articolo 24
stabilisce per l'affidamento dei lavori mediante trattativa
privata, previa gara informale... .
Non so se lei, signor Presidente, ha fatto il pubblico
amministratore e sa cosa sia la gara informale. Ci sono delle
ditte di fiducia, vengono chiamate perché c'è una necessità
accelerata, giustamente, per la pubblica amministrazione, si
chiamano le imprese, si applica il criterio del massimo ribasso
di cui all'articolo 1, comma 1 lettera a), della legge 2 febbraio
1973, n. 14. Sono escluse - dice il testo che noi stiamo per
cambiare - dall'aggiudicazione le offerte che presentano un
ribasso superiore di oltre il 20 per cento rispetto alla media
aritmetica di tutte le offerte ammesse. Le offerte ammesse sono
normalmente 5 o più di 5, la media aritmetica per esempio fa 10,
il 20 per cento di 10 fa 2, sono escluse quelle che vanno oltre
il 12. Questa è la norma precedente.
Sarebbe opportuno che ci venisse spiegato perché c'è la
necessità di portarlo a 10, in quanto ogni cosa che si fa deve
avere un senso, una ratio, una motivazione ...
ACIERNO Di quale emendamento parla? E' in discussione
l'emendamento 1.1.4.
SPEZIALE Lo so bene; se mi avesse sentito, ho detto:
approfitto del microfono per fare ...
ACIERNO Lei viola il Regolamento parlando d'altro
SPEZIALE Mi dispiace se lei non sente io non ho colpa
PRESIDENTE Onorevole Acierno, se lei pensa che con queste
interruzioni agevoli i lavori sbaglia
ACIERNO E' lei che li agevola, lo abbiamo visto stasera
SPEZIALE Signor Presidente, a memoria dell'onorevole
Acierno, ho dichiarato la mia contrarietà all'emendamento del
Governo 1.1.4. Per economia dei lavori, mi sono permesso di
anticipare un mio intervento sul comma 7 dell'emendamento 1.1 del
Governo e stavo chiedendo al Governo se dopo l'emendamento 1.1.4
può spiegare la ratio che muove e che presiede al comma 7, perché
io non l'ho compresa.
Ho spiegato che la norma precedente riguardava il 20 per cento
delle medie: se la media è 10 il 2 per cento, le offerte anomale
diventano quelle sopra il 12, mi sembra una norma razionale,
perché bisogna scendere al 10? Mi si spieghi e può darsi che io
mi convinca che sia giusta e la voti.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.4. Il
parere della Commissione?
BENINATI presidente e relatore della Commissione.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
1.1.62.
BENINATI presidente e relatore della Commissione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, al comma 6, avendo approvato gli
emendamenti così come sono stati votati, bisogna aggiungere, così
come è scritto che ove vi sia in presenza di più aggiudicatari
con offerte eguali, si procede immediatamente al sorteggio . E'
stato condiviso da tutti in Commissione e, dunque, ho presentato
l'emendamento.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.25, degli onorevoli Speziale e
Zago. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, io pongo una domanda: con chi
interloquiamo per fare questa legge?
Noi abbiamo posto una domanda...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la polemica politica è
sacrosanta, ma nei luoghi e nei tempi adatti
SPEZIALE Però, il fatto che non mi si spieghi un comma
sull'emendamento del Governo, firmato dal Governo al quale
abbiamo chiesto di spiegarlo all'Aula per convincere l'Aula di
orientarsi in un modo o nell'altro, da me, forse, erroneamente
interpretato, è un contributo che il Governo deve al chiarimento
della norma in Aula. Il Governo non si può trincerare soltanto
dietro un parere formale, perché io posso anche votare a favore
quella norma, ma se il Governo la spiega.
Il Governo ha il dovere di spiegare in Aula il proprio
orientamento relativo ad emendamenti a sua firma; quando il
Governo propone un comma aggiuntivo o propone un comma inserito
nella norma ha il dovere di spiegarlo Si è sempre fatto così,
non è un fatto straordinario, non è un fatto nuovo. Quindi, il
Governo ci spieghi il perché. Può darsi che, essendo il punto di
vista del Governo un punto di vista superiore perché ha un'ottica
più larga rispetto alla norma, possa convincere il Parlamento a
votarlo. Se il Governo mi fornirà una spiegazione può anche
darsi che io dia il mio voto favorevole all'emendamento.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
presidente, onorevoli colleghi, questa disposizione regola
l'affidamento a trattativa privata previa gara informale
disponendo l'esclusione delle offerte con ribasso superiore al 20
per cento della media aritmetica di tutte le offerte ammesse.
Tale soglia ed anomalia appare eccessivamente penalizzante per la
media e piccola imprenditoria, quindi si è proposto di dimezzare
portando la percentuale al 10 per cento. Questa è la spiegazione.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà, ma purché si tratti di
dichiarazione di voto e non di valutazioni politiche.
CRACOLICI Signor Presidente, vorrei fare una
considerazione: è abolita la discussione sugli emendamenti oppure
si procede direttamente al voto? Volevo esprimere il mio parere
sull'emendamento e lei mi sta obbligando ad una dichiarazione di
voto; ne prendo atto e faccio una dichiarazione di voto.
CINTOLA assessore per il Bilancio e le Finanze. Eravamo già
in fase di dichiarazione di voto.
CRACOLICI Invito l'onorevole Cintola a mantenere la calma.
Sono allibito dalle motivazioni che ho ascoltato da parte del
Governo. Stiamo parlando di una norma che stabilisce la soglia di
anomalia sulla base della quale vengono escluse le ditte per le
gare a trattativa privata. Questa soglia di anomalia è fissata al
20 per cento dalla legge sulla media aritmetica dei ribassi
prodotti.
Il Governo ci propone di abbassare questa soglia di anomalia
dal 20 al 10 per cento e ce lo spiega dicendo che poichè si
ritiene anomala la soglia al 20 per cento la si vuole portare al
10 per cento.
Mi chiedo se si possa cambiare in questo modo una legge
Produciamo un elemento di innovazione su un arbitrario
artificio tecnico che stabilisce qual è la soglia di anomalia ed
il Governo legge un compitino', non so svolto da chi e, a
questo punto, non so se ispirato dagli uffici o fuori dagli
uffici della Regione.
Se questa legge è ispirata, è scritta fuori dagli uffici della
Regione allora capisco che l'Assessore ha solamente il compito di
leggere il compitino' che qualcuno gli ha preparato, perchè è
allucinante e scandaloso che il Governo si presenti in quest'Aula
...
SAMMARTINO Signor Presidente, sta offendendo il Parlamento
siciliano Non permetta questa offesa
CRACOLICI Se lei si senti offeso ha la cultura del sospetto
PRESIDENTE Onorevole Sammartino, la richiamo all'ordine
CRACOLICI Signor Presidente, credo che il Governo abbia il
dovere di spiegare e di difendere le posizioni assunte. Stiamo
assistendo ad un Governo che non ha neanche la voce per difendere
le norme che ha proposto non facendo capire nulla all'Aula e
credo che questa sia la testimonianza più plateale di quale legge
stiamo facendo in questo Parlamento.
Tre anni fa abbiamo fatto sì una legge discussa, discutibile,
ma discussa veramente in quest'Aula; adesso ho la sensazione che
si vuole fare una legge senza che venga discussa e al buio, per
trovare la sorpresa una volta pubblicata in Gazzetta ufficiale.
Esprimo, quindi, il mio voto favorevole e preannunzio che
chiederò la votazione per scrutinio segreto sull'emendamento
dell'onorevole Speziale.
Presidenza del presidente Lo Porto
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, io ho chiesto durante il mio
precedente intervento che si allentasse la tensione in Aula con
un corretto rapporto dialettico attraverso il quale - ed è anche
quello che diceva il collega Speziale - se ci si convince che una
tesi sulla quale non si era d'accordo prima è una tesi giusta, si
può cambiare opinione e votare a favore della tesi del Governo.
Al contrario, se ci si convince che un emendamento presentato
dall'opposizione è migliorativo si può votare anche
quell'emendamento che migliora la legge.
Io ho assistito, invece, a una forma di tautologia che, per
il collega Virzì che altrimenti mi interrompe, significa che alla
domanda perché vuoi andare in macchina si risponde perché
voglio andare in macchina . Questo non aiuta il dibattito.
Io chiedo che o si interrompino i lavori d'Aula per dieci
minuti, si coordini il Presidente della Commissione con il
Governo e ci si organizza per dare risposte esaustive alle
richieste di ognuno dei deputati, perchè non possiamo votare
qualcosa sulla quale la spiegazione non l'abbiamo neanche seguita
fonicamente e auditivamente.
Non dico capito perché per capire bisogna almeno seguire.
Poiché io non sono rock ma lento ho bisogno di capire e
seguire.
PRESIDENTE Ci vuole l'otorino.
ORTISI No, signor Presidente. Grazie a Dio ancora bisogno di
otorino non ne ho. Ho bisogno semmai di qualche motorino che è un
po' diverso.
Per cui dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento
perché non ho capito e chiedo che venga messo a verbale.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, ha ragione l'onorevole Ortisi, io vorrei riportare un
clima di serenità.
Si sono svolte diverse sedute in Commissione per esaminare gli
emendamenti. Se adesso si chiede del tempo per capire tutti gli
emendamenti, vorrebbe dire allora che la Commissione si è
riunita inutilmente per diverse settimane. Detto questo, è ovvio
che se ci sono dei chiarimenti vanno dati.
La Commissione ha espresso parere contrario su questo
emendamento. Il comma 7 non vuole dire nient'altro che questo:
oggi nelle trattative private, le cosiddette gare informali per
le piccole lavorazioni, sono escluse dall'aggiudicazione le
offerte che presentano un ribasso superiore di oltre il 20 per
cento rispetto alla media aritmetica di tutte le offerte ammesse.
Questa è la legge. Si sta dicendo che sono escluse solo il 10 per
cento. Praticamente, si lasciano in vita più ditte a concorrere
alla media; non si sta facendo nient'altro. E' una volontà del
Governo, della Commissione e di tutti cambiare il 20 con il 10.
Ritengo che sia possibile farlo.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.25.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Ortisi, Raiti,
Sanzeri, Speziale, Villari e Zago si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1.25
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.1.25
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 21
Contrari 36
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 1.1.26, degli onorevoli Barbagallo e
Gurrieri, di contenuto identico all'emendamento 1.1.27, degli
onorevoli Speziale e Zago.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, chiedo di parlare sull'emendamento
1.1.27 a firma mia e dell'onorevole Zago di soppressione del
comma 8 dell'emendamento 1.1 del Governo e, lo dico a titolo di
cortesia per l'onorevole Acierno, anche il comma 4 bis e 4 ter e
4 quater. Avendo rivisto la norma ed essendo allineata alla
normativa nazionale relativa all'aumento dei prezzi che stanno
registrando nel settore dei lavori pubblici e avendo avuto
spiegato che la norma si allinea esattamente alla norma
nazionale, dichiaro di ritirare gli emendamenti 1.1.27, 1.1.28,
1.1.29 e 1.1.30.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
BARBAGALLO Anche a nome dell'onorevole Gurrieri, dichiaro di
ritirare l'emendamento 1.1.26.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.31, degli onorevoli Speziale e Zago.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.32, degli onorevoli Speziale e
Zago.
SPEZIALE Anche a nome dell'onorevole Zago, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.33, degli onorevoli Speziale e
Zago. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.34, degli onorevoli Speziale e
Zago.
SPEZIALE Anche a nome dell'onorevole Zago, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.35, degli onorevoli Speziale e
Zago. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, si tratta di una materia che ha
trovato contrasti in Aula anche quando venne introdotta con la
legge n. 7 del 2002. In quell'occasione ci fu una lunga,
estenuante e, penso, positiva mediazione tra il Governo di
allora, la maggioranza e l'opposizione che definì un quadro di
intervento relativo alla partecipazione e alle gare rispetto alla
normativa nazionale che stabiliva fideiussione bancaria o
assicurativa per potere partecipare alle gare.
Noi definimmo in Sicilia di far partecipare alle gare soltanto
le imprese che potevano presentare fideiussione bancaria con
un'articolazione per importi di lavoro.
Successivamente, l'Assemblea regionale siciliana è intervenuta
sulla materia stabilendo che per le imprese artigiane fino a 150
mila euro era necessaria la fideiussione assicurativa; per i
lavori fino a 750 mila euro era necessario che venisse presentata
una fideiussione bancaria soltanto per una gara che poteva essere
utilizzata per altre due gare; per i lavori superiori a 750 mila
euro bisognava procedere alla presentazione di fideiussione
bancaria.
Nella proposta del Governo viene di fatto reintrodotta una
modalità precedente alla legge numero 7 del 2002.
Ho presentato l'emendamento soppressivo e, assieme ad esso, un
emendamento sostitutivo, a firma mia e dei colleghi Giannopolo e
Zago, che stabilisce una gradualità di intervento; infatti, così
recita: Le cauzioni di impegno fideiussorio di cui al comma 1
non vanno richieste per lavori fino a 150 mila euro , si
riferisce sia alle fideiussioni bancarie che a quelle
assicurative, e continuando: Per i lavori di cui all'articolo
20 , e si riferisce al limite di 750 mila euro, noi pensiamo di
portare quella soglia a 1.250.000 euro, quindi lasciare l'importo
invariato portando la fideiussione anziché allo 0.5 allo 0.30 per
l'importo a base d'asta superiore a 1.250.000 euro.
Nel corso di riunioni informali tenutesi con il Governo mi era
sembrato di capire che la proposta, avanzata da me e quindi dal
Gruppo DS, di introduzione di una gradualità abbassando la quota
e innalzando la soglia delle gare per le quali non è necessaria
la fideiussione bancaria fosse una proposta ragionevole sulla
quale sia il Governo che la Commissione convenivano.
Ritengo che la Commissione di merito abbia valutato
l'emendamento in sede di discussione. Non sono componente della
IV Commissione, pertanto rimetto alla valutazione dell'Aula
l'opportunità di introdurre una norma che è in linea con lo
spirito della legge numero 7 del 2002 e successive modifiche.
Fare interventi trancianti che ripropongono un quadro del tutto
diverso rispetto a quello vigente in Sicilia lo considero un
errore sia sul piano dello stile normativo, sia sul piano
politico.
Pertanto, mi permetto di spiegare le cose che scriviamo perché
non sempre tutti abbiamo una conoscenza approfondita rispetto ad
argomenti che possono essere più o meno noti.
Invito il Governo a spiegare in quest'Aula le ragioni di un
eventuale parere contrario. Ritengo indispensabile un confronto
dialettico che chiarisca punti di vista diversi.
Per economia dei lavori chiarisco che il mio intervento fa
riferimento all'emendamento 1.1.37.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che se oggi l'emendamento
venisse esaminato isolatamente potrebbe esprimersi
indifferentemente un voto positivo o negativo. Ma preciso che
qualche giorno fa abbiamo condiviso in una logica di coerenza,
sia i gruppi di maggioranza che quelli di opposizione, un
emendamento, che ho ripresentato poiché non era inserito tra gli
emendamenti, sulla scelta del legislatore di richiedere una
fideiussione bancaria nella nostra Regione. Preciso che il
legislatore aveva scelto di mantenere esclusivamente una
fideiussione bancaria al fine di ridurre il numero delle imprese
partecipanti alle gare.
Pertanto, poiché abbiamo già formalizzato l'emendamento che
inserisce una certificazione da parte dell'INAIL, la Cassa Edile
e l'INPS, che oggi non è certificazione per legge ma
autocertificazione e, addirittura, era stato previsto ogni mese,
questo documento tranquillizza, almeno da quello che avevo
capito, sull'argomento della partecipazione di imprese che non
sono in regola con la cosiddetta attività contributiva.
Pertanto, credo che il Governo desideri riallineare alla norma
nazionale qualcosa che qualche anno fa fu cambiato. Quindi, la
serenità e la tranquillità che il numero delle imprese che
parteciperanno saranno esattamente in regola e quindi si
tratterebbe di imprese serie, è garantita dal cosiddetto
emendamento comma 12 che ho appunto presentato, che è la
certificazione che deve essere rilasciata dagli enti.
SPEZIALE Signor Presidente, potremmo prima discutere
l'emendamento dell'onorevole Beninati e poi tornare
all'emendamento che stiamo discutendo?
PRESIDENTE Devo segnalare onorevole Beninati che fra il suo
emendamento e quello del Governo c'è una sola differenza, che se
è appianabile possiamo unificarne i testi, laddove si parla di
tre mesi dal rilascio o quattro mesi.
BENINATI presidente della commissione e relatore. Quattro
mesi.
PRESIDENTE Quindi, il Governo si adegua. L'emendamento è solo
uno.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1.63.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è
stato uno dei punti sul quale abbiamo discusso lungamente. Qual è
la questione? Riassumo la questione: noi sosteniamo che non
sempre le gare si svolgono tra imprese vere, e una impresa, per
essere vera, è una impresa che ovviamente rischia, che ha una
sua organizzazione di impresa che tenta di fare utili, che ha un
proprio know-how, che ha propri mezzi, una propria struttura e
noi vorremmo il più possibile, visto che siamo legislatori,
stabilire che le gare in Sicilia - e mi auguro anche nel resto
del Paese - possano essere fatte da imprese vere.
Non sempre le gare in Sicilia si svolgono tra imprese vere;
qualche volta ci sono fenomeni, mi riferisco, ad esempio, al
fenomeno Favara, Mussumeli' dove si registra un numero di
imprese talmente alto che poi, partecipando alle gare, finiscono
col determinare una oggettiva alterazione dell'aggiudicazione. Ho
sempre sostenuto che questo spinge in alto la media.
Tuttavia, siccome non faccio il sociologo ma il legislatore,
debbo trovare il modo il più possibile rigoroso per correggere,
ove ci fosse, questa anomalia e per permettere alle imprese, che
sono sul mercato e che rischiano, di non subire una concorrenza
sleale da parte di imprese che non siano vere.
Sulla base di questo ragionamento, essendo difficoltoso trovare
il rimedio, abbiamo suggerito al Governo di presentare un
emendamento, mi rendo conto, di difficile formulazione che
potesse comunque cogliere questo obiettivo e cioè che tra le
imprese partecipanti alle gare, la gara si svolgesse tra imprese
che hanno tutte la stessa opportunità, garantire a tutti le
stesse condizioni di partecipazione all'impresa e dopo lasciare
al mercato, ovviamente così come è giusto che sia,
l'aggiudicazione sulla base delle regole stabilite.
Allora, abbiamo chiesto di inserire in un emendamento che, in
qualche modo, così come è scritto, vorrebbe coglierlo, ma,
secondo me, va puntualizzato che in fase preventiva, oggi il
controllo avviene sulle imprese per quote, si aggiudica poi una
quota delle imprese e viene sottoposta a controllo, che anziché
ex post gara, dopo l'apertura delle buste, si svolgesse il
controllo di tutta la documentazione di tutte le imprese prima
della gara.
Inoltre, molti imprenditori mi hanno detto: guarda che forse
questa cosa si supera perché dall'1 gennaio c'è il TURC',
abbiamo chiesto che venisse inserito in modo specifico che
possono partecipare alle gare le imprese che nel triennio
precedente - quindi, cercherò di formulare per iscritto il
subemendamento - avendo avuto aggiudicati i lavori per importi,
possono dimostrare che almeno il 10% dell'incidenza della forza
lavoro su quel 10% sono stati regolarmente pagati i contributi.
Mi spiego meglio: quando si fa un progetto che va in appalto,
il progettista determina anche l'incidenza della forza lavoro
rispetto a quell'opera che, ovviamente, varia da lavoro a lavoro.
Nel lavoro edile l'incidenza della forza lavoro è maggiore.
Nel lavoro di rifacimento, di ristrutturazione è ancora
maggiore, nel lavoro di scavo ovviamente l'incidenza è minore.
Questa incidenza, comunque, secondo il parere che mi hanno detto
anche in Commissione i tecnici, grosso modo è attorno al 30%.
Noi potremmo chiedere quelli che hanno pagato per l'incidenza del
30% contributi regolarmente. Non abbiamo chiesto questo.
Abbiamo chiesto che si scriva il 10% dell'incidenza, che in
fase preventiva possono concorrere le imprese che possono
dimostrare di aver regolarmente pagato i contributi INAIL, INPS e
della cassa edile nella misura del 10% dell'incidenza della forza
lavoro.
Voglio specificare meglio: se un'impresa ha fatto un miliardo
di lavoro e il costo della forza lavoro era in questo caso il 30%
per 1/3 noi vorremmo che si dimostrassero i contributi pagati per
il volume complessivo di affare di 100 milioni. Questo è lo
specifico. E possono partecipare alla gara tutte le imprese che
preventivamente possono dimostrare di avere avuto e di avere
questo requisito. Secondo noi - ma può darsi che la nostra
impressione sia sbagliata - questo potrebbe pulire le gare di un
certo numero di imprese e riportare alla gara soltanto le imprese
che sono in regola con i contributi pagati.
Quindi, non è dopo ma prima che va fatto il controllo. Questa è
la differenza rispetto all'emendamento che viene presentato e che
viene fatto sulla base dell'incidenza, perché potrebbe
verificarsi questa condizione, onorevole Beninati, che ogni
impresa ha un dipendente e partecipa ed ha pagato regolarmente i
contributi per quel dipendente, ma avendo acquistato da una
azienda risultano lavori per importi superiori. Se tu dici: mi
deve presentare la documentazione INPS per quel dipendente', è a
posto. Non è a posto con l'incidenza della forza lavoro che
avrebbe dovuto denunziare.
Per questo diciamolo, facciamolo preventivamente e lo facciamo
su tutte le imprese che partecipano. Secondo noi questo sarebbe
un modo serio per contribuire a fare una legge seria e a dare
alle imprese vere il giusto merito buttando fuori dalle gare le
imprese che non sono vere.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
che l'onorevole Formica si preoccupi del fatto che io chieda la
parola. Mi pare che su questo tema ci sia la grande
differenziazione della politica siciliana, caro onorevole
Formica, ed io non mi presto ad ascoltare tacendo le tesi che non
condivido espresse dal Capogruppo dei Ds.
Caro onorevole Formica e cari colleghi, Signor Presidente, dire
che l'impresa che utilizza la fideiussione assicurativa di fatto
è la non impresa', significa mistificare quella che ormai è
definita l'economia mafiosa.
La mafia utilizza i proventi illeciti con il sistema del
riciclaggio per fare impresa, cioè per pulire nel migliore dei
modi e per darsi chiarezza rispetto ad una attività illecita. Ed
il denaro è l'unico strumento che consente all'impresa di avere
rilasciata la fideiussione assicurativa.
Allora, rivolgendomi sempre alla mia maggioranza, se voi
ritenete che la certificazione, che tutto quello che è previsto
per l'impresa siciliana che fa appalti oltre lo stretto, cioè che
sbarca in Calabria e comincia a salire per la sua attività
imprenditoriale è illecito ed è mafia, signori miei, io questo
atteggiamento non solo non lo condivido ma griderò fino
all'ultimo perché questo Parlamento non si presti a legiferare
cose che non stanno né in cielo né in terra.
Un'impresa oggi non è un'impresa italiana, siciliana, è
un'impresa in un mercato globale e noi dobbiamo avere rispetto
per il mondo dell'impresa. Allora, perché se l'impresa fa
l'appalto in Sicilia deve avere certificazioni che non deve avere
per fare lo stesso appalto in Lombardia, in Veneto o nelle
Marche? Perché se l'impresa partecipa alla gara siciliana, allora
non è l'impresa mafiosa?
Qui si vuol fare passare il messaggio che la Regione, i
Comuni, le Province sono i mafiosi e che abbiamo strumenti di
qualificazione degli enti appaltanti. Io non mi presto a questa
politica. Peraltro, signori miei, una politica che vuole darci
come Presidente della Regione un ottimo conduttore televisivo,
siccome il livello è questo, questi sono i partiti che hanno
pensato di prendere Pippo Baudo come se lo scranno del Presidente
della Regione fosse un teatro.
Noi cerchiamo di fare le cose un po' più seriamente. Abbiamo
rispetto dell'impresa e deleghiamo altri soggetti, altre
istituzioni a verificare se c'è la mafia dentro le imprese, se ci
sono le infiltrazioni mafiose, non è la legge sugli appalti che
deve trovare colpevoli o che deve assolvere le persone e allora
anche in questo invito la maggioranza ad attenersi a quanto è
già previsto dalle leggi dello Stato sugli appalti. Ma perché noi
dobbiamo discriminare l'impresa siciliana dall'impresa italiana?
Noi siamo autonomisti ma siamo in un Paese unico, unito ed è
sempre quello sotto la stessa bandiera, signor Presidente, ed è
per questo che chiedo alla maggioranza di procedere con le
fideiussioni assicurative mantenendo le certificazioni che la
stessa impresa siciliana deve presentare in Lombardia, in Veneto
e in Piemonte.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, sono simpaticamente divertito
del fatto che lei, qualche minuto fa, aveva chiesto di non fare
politica.
Qui abbiamo ascoltato un coup de théatre da parte
dell'onorevole Acierno con argomenti che sarebbero condivisibili
se l'onorevole Acierno fosse stato assente fino ad ora.
Per la verità è stato tra i presenti in queste quattordici
sedute a cui ha fatto riferimento l'onorevole Assessore in
un'intervista che ho ascoltato in una TV privata ed è stato tra
quelli che ha tentato in qualche modo di non fare la legge.
Stasera prendo atto di questa folgorazione sulla via di
Damasco' che ne sta facendo uno dei paladini più accesi,
oltretutto smentendo quello che abbiamo approvato un minuto fa,
perché dire che non si capisce perché un imprenditore in Sicilia
debba avere un trattamento diverso da quello di Reggio
Calabria...
Bene, facciamo l'articolo. Sfido la maggioranza e il Governo.
Siete disposti a fare una legge di un articolo? In Sicilia si
applica la legge nazionale, punto e basta, e finiamola con tutti
questi teatrini .
ACIERNO Glielo firmo subito Abbia il coraggio di
presentarlo Lo presenti ed io glielo firmo. Non ha il coraggio
di presentarlo Non ha il coraggio di presentarlo perché le
cooperative le deve garantire
CRACOLICI La smetta, non faccia il teatrante Altro che
Pippo Baudo
In Sicilia stiamo discutendo sulla introduzione di un
meccanismo diverso da quello nazionale.
Non capisco di che stiamo parlando. Io voglio stare al merito
dell'emendamento che si è discusso. Considero l'emendamento,
meglio averlo che non averlo. Partiamo da questo dato.
Qualcuno dice che è pleonastico. Fatta questa considerazione,
l'argomento che usava l'onorevole Speziale vorrei che venisse
trattato per la serietà che il tema pone perché, veniva posto
fino a qualche tempo fa anche dal mondo delle imprese, in Sicilia
c'è un appesantimento del metodo del mondo imprenditoriale perché
c'è una quantità di imprese, molte delle quali inventatesi
imprese, che sta drogando il mercato, determinando la pirateria
del ribasso.
Se questo è il tema di interesse con cui avevamo ragionato, poi
abbiamo fatto bene, male, non lo so; ma l'idea della fideiussione
bancaria che vorrei ricordare se è così drammatica per il sistema
di impresa, non capisco perché ancora oggi le gare mediamente
presentano almeno 80, 90, 100, 120, 150 buste per un appalto di
meno di un milione di euro.
Vuol dire che la fideiussione, paradossalmente, non è stata
così selezionante ai fini della partecipazione delle imprese,
quindi l'argomento che viene usato per abolire il sistema della
fideiussione è un argomento che paradossalmente aggrava la
situazione che in atto c'è e non lo risolve certo il meccanismo
che si vuole proporre dell'abolizione del 50% delle imprese che
hanno fatto il ribasso più alto, il ribasso più basso che
certamente, io qui lo dico e lo scriviamo a verbale, sono pronto
a scommettere che tra un anno siamo di nuovo allo 0, . Chiaro?
Tra un anno siamo di nuovo allo 0, con quello che stiamo
producendo. Allora, la proposta del collega onorevole Speziale è
chiara, questi requisiti vanno bene per partecipare ad una gara
(certificato Inps, Cassa edile, Cepima, Inail, etc.), aggiungiamo
che le certificazioni vanno riferite al personale occorrente non
inferiore al 10% nel triennio precedente, relativamente
all'appalto che si sta facendo; cioè, se in quella gara è
prevista un'incidenza della manodopera tale da determinare
l'impiego di 30 persone e queste 30 persone l'impresa che
partecipa ad una gara dimostra che nel triennio ha svolto lavori
ed ha regolarizzato i rapporti per almeno il 10% di quella forza
lavoro, cioè di 3 persone, questo in qualche modo determina che
c'è un'impresa, che partecipa alla gara.
Sappiamo tutti che, quando una gara viene vinta da un'impresa,
la regolarità contributiva è un atto d'obbligo perché per essere
pagati dall'ente devono produrre la regolarità contributiva
(Inail) ma quello è solo per la fase della ditta aggiudicatrice.
Qui stiamo ponendo il tema della ditta partecipatrice, non quella
aggiudicatrice.
Allora, per aiutare il sistema delle imprese a far resistere e
a far stare nel mercato chi fa impresa per davvero, affrontiamo i
problemi veri del sistema. Credo che la proposta del collega,
onorevole Speziale abbia il merito di mettere al centro la
possibilità che in Sicilia si vuole approvare una legge che aiuti
le imprese vere, non le imprese che sono solo utili a fare buste
ed a partecipare alle gare.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, intervengo sull'emendamento
del Governo ma dirò anche qualcosa sull'emendamento 1.1.37. Io
penso che ai fini di una maggiore selettività del mercato delle
imprese che eseguono lavori pubblici in Sicilia, questo
emendamento del Governo è acqua fresca e non introduce alcuna
selettività perché la partecipazione ad una gara e l'obbligo di
presentare, per la partecipazione alla gara, la certificazione
rilasciata dall'Inps, dall'Inail e dalla Cassa edile... Se io
prevedo anche la Cassa edile significa che devo certificare la
regolarità contributiva relativamente ai lavori, perché di norma
un'impresa non ha alle sue dipendenze personale al di fuori dalla
gestione dei lavori pubblici che viene comunicato alla Cassa
edile.
Quindi, se io devo presentare una certificazione che attesti la
regolarità contributiva per i lavori che ho eseguito e per una
parte residuale, come nei fatti è, per il personale che è alle
mie dipendenze, parte molto residuale, penso che questa è una
contraddizione in termini. L'azienda o la ditta che non riesce a
certificare la regolarità contributiva relativamente alla
gestione di un cantiere, non solo non può prendere i soldi, non
può essere pagata; noi con la legge numero 7 del 2002 abbiamo
introdotto, a differenza di prima, il fatto che la regolarità
contributiva vada attestata su ogni mandato, su ogni stato di
avanzamento, mentre prima veniva attestata solamente alla fine
dei lavori.
A tal proposito, visto che fu approvato il regolamento per
l'istituzione del DURC in Sicilia, vorrei che l'Assessore mi
spiegasse che tipo di applicazione, di attuazione si sta dando in
tutta la Regione siciliana sulla produzione del documento di
regolarità contributiva nella gestione dei cantieri.
Se ci troviamo in presenza di aziende che non riescono ad
attestare questa regolarità, non soltanto ai fini di una
selettività, dovremmo accettare e accertare il mancato pagamento
per i lavori eseguiti, ma dovremmo persino proporre la
sospensione dall'Albo, cioè la sospensione dall'ottenere la
certificazione complessiva ad essere impresa. Questa è la
sanzione che dovremmo introdurre.
Se il problema è, invece, accertare la veridicità di tutta la
documentazione, relativamente a tutte le imprese che partecipano
ad una gara, comprese quelle che non saranno sorteggiate e non
rientrano in quel campione del 10 per cento e che presumibilmente
sono scatole vuote che tuttavia partecipano alla determinazione
della media, allora, dovremmo introdurre il principio che siano
sottoposte a verifiche e controllo tutte quante le imprese che vi
partecipano e non soltanto il campione.
Sento dire che ci sono ditte che producono pure fideiussioni
bancarie false. Da questo punto di vista non c'è limite; perfino
una certificazione antimafia può essere falsa. Tutto può essere
falso e, per la verità, può anche accadere.
Ma entriamo in un ordine di idee assolutamente diverso.
Se vogliamo cogliere l'elemento della selettività, di ulteriore
selettività e di consentire la partecipazione al mercato dei
lavori pubblici delle imprese che realmente sono intenzionate ad
agire rispettando la libera e leale concorrenza con le imprese
che hanno i requisiti, dovremmo fare ben altri ragionamenti e
dovremo riscrivere buona parte della legislazione sui lavori
pubblici, per quanto riguarda questo aspetto.
Se, invece, vogliamo agire nel senso di così mi era parso di
capire', cioè una rivendicazione delle imprese di alleggerire
questo strumento della fideiussione bancaria, l'emendamento da me
presentato interviene a raccogliere questo tipo di esigenza, nel
momento in cui stabilisce che poiché le trattative private
presumibilmente si fanno - come del resto anche le aste fino a
150.000 euro, ma le trattative private o i cottimi sono previsti
fino a 150.000 euro -, e lì la partecipazione delle imprese, non
è qualcosa che subisce il committente, bensì è il committente che
la determina ed è tenuto, preventivamente, ad accertare i
requisiti; viene abolita in seria presentazione dell'offerta
qualsiasi fideiussione assicurativa o bancaria. Superiore a
150.000 euro e fino a 750.000.
Con la legge numero 7 del 2003 avevamo stabilito il principio
che la fideiussione assicurativa si presentava dopo due
fideiussioni bancarie. Questo emendamento porta ad 1.250.000
questo tetto, per cui, dopo due fideiussioni bancarie, si può
presentare quella assicurativa che alleggerisce quella
obbligatoria superiore a 1.250.000.
Ritengo che ciò contribuisca al mantenimento del criterio della
selettività ed al tempo stesso alleggerisca il carico per quelle
imprese che, effettivamente, sono sane, sono scatole piene e che
vogliono presentarsi in una gara. Quindi, ritengo che questo
emendamento non possa farci comprendere quale potrebbe essere il
sistema attraverso cui garantire maggiore selettività nel mercato
dei lavori pubblici in Sicilia.
BENINATI presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in effetti tutte le motivazioni
addotte sono giuste però, obiettivamente, stiamo portando un
carico in più alle imprese siciliane. Con l'emendamento 1.1.63,
si offre una soluzione al fine di reinserire la fideiussione
assicurativa che, nel disegno di legge del Governo, è stata
rimessa, per allinearsi totalmente alla norma nazionale. In
effetti, oggi, per evitare la confusione tra certificazione ed
autocertificazione, quando si partecipa ad una gara si fa
l'autocertificazione.
Quindi, nel momento in cui stiamo inserendo, non la
autocertificazione, ma la certificazione dagli enti, certamente
siamo più rigorosi rispetto al resto d'Italia. Pertanto, andare
oltre, sinceramente, mi sembra appesantire moltissimo le imprese
siciliane.
Siccome, credo che tutti vogliamo che si selezionino imprese
valide, ritengo che questo emendamento - che mi sembrava
condiviso da tutti - sia esaustivo e che risolva buona parte di
tutti i nostri problemi.
Obiettivamente, inserirsi su persone, percentuali e cose,
potrebbe fare alterare un meccanismo; infatti, non bisogna
dimenticare che tutte le imprese sono certificate SOA, dove
esiste una selezione di tutto questo nella certificazione.
Pertanto, invito a non forzare questo emendamento. Questo
emendamento così com'è è esaustivo, poi si può passare a quello
della fideiussione assicurativa e bancaria.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio
il mio voto contrario a questo emendamento, per una ragione molto
semplice: pretendere che l'impresa siciliana si debba
giustificare in Sicilia rispetto a quanto non deve fare nel resto
del nostro Paese è assolutamente mortificante, non solo per
l'impresa, ma per gli enti certificatori.
Il presidente Beninati ha appena finito di dire che la
certificazione SOA già prevede, per essere rilasciata, che
l'impresa rispetti tutta una serie di parametri e di regole.
Perché, quindi, continuare a pensare che debba esserci una
discriminazione in Sicilia e complicare le carte chiedendo
all'impresa di essere certificata ogni quattro mesi, così come è
previsto?
Voglio fare un solo esempio signor Presidente: in questo Paese,
purtroppo c'è chi per problemi contingenti ritarda il pagamento
dei contributi, però può, tranquillamente, senza violare alcuna
norma, sedersi con un ente previdenziale, concordare una
rateizzazione dei contributi non pagati. Bene, quell'impresa non
è una impresa malsana, bensì è un'impresa che ha avuto un
problema contingente.
Come si potrà chiedere di certificare una regolarizzazione
avvenuta tramite una transazione in un periodo di medio e lungo
termine, quando l'impresa non potrà poi più partecipare? Stiamo
continuando a parlare di aria fritta , ci vogliamo continuare a
sostituire ai magistrati Io non sono stato eletto magistrato,
sono stato eletto deputato del Parlamento siciliano e non intendo
legiferare da magistrato. Sono altri gli organi preposti a
salvaguardia dell'impresa, della politica e di tutti i cittadini
e per fare sì che una impresa che non è tale non possa accedere
ad una gara d'appalto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 1.1.63 . Il parere del Governo.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento 1.1.35. Il parere della
Commissione?
Presidenza del presidente Lo Porto
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, non può dare la facoltà di
parlare, mentre è in corso una richiesta di verifica di numero
legale
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo già
detto all'incirca un'ora fa rivolgendomi alla maggioranza di
questa legislatura: avete capito o forse dopo quattro anni e
mezzo non vi siete resi conto di chi sono questi?
Vi hanno fatto appena incassare, col mio voto contrario e con
quello contrario dell'onorevole Cristaudo una porcheria, vi siete
inghiottiti che l'impresa siciliana se sta in Sicilia deve avere
i riflettori accesi, se la stessa impresa esce dalla Sicilia
tappeti rossi, ma in Sicilia no, in Sicilia c'è la presunzione di
colpevolezza e vi siete abbassati, ancora una volta, a cedere a
questa volontà di questa gente, di gente che ha pensato che il
Governo della Regione doveva essere dato a Pippo Baudo
Allora, voglio dirvi: avete visto che hanno fatto ancora una
volta? Vi hanno fatto fare la figura degli imbelli, perché con un
voto d'Aula hanno incassato una porcheria ed un minuto dopo vi
hanno chiesto la verifica del numero legale.
CRACOLICI Signor Presidente, quanto deve andare avanti questo
teatrino Signor Presidente, lei sta consentendo che questo
Parlamento si trasformi in un teatro E' una vergogna
ACIERNO L'avete capito che questa è gente con la quale non si
fa mediazione, bisogna essere in Aula come faccio io, ogni volta
che c'è seduta, bisogna pensare a stare in Aula e non pensare a
stare in altre parti, consentendo a questa gente di disintegrare
le leggi della Regione.
Se mai verrà il giorno in cui arriveranno al Governo - speriamo
mai, e speriamo mai con Pippo Baudo, perché sarebbe veramente
ridicolo -, allora, faranno loro le grandi leggi di riforma.
Ma perché state cedendo, ancora una volta, a quattro gatti;
sono quattro gatti che non hanno mai avuto consenso dal popolo
siciliano.
Allora, chiamate tutti i ranghi in quest' Aula e facciamo
questa legge; mettiamoli in condizione di uscire, perché non
servono a niente.
Richiesta di verifica del numero legale
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo,
Spampinato, Speziale e Zago)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 43
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Pongo in votazione l'emendamento 1.1.35. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi,.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.37. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi,.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.4, comma 11, sostitutivo comma 1
articolo 30 legge 11 febbraio 1994, n. 109. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE Anche a nome dell'altro firmatario, dichiaro di
ritirare gli emendamenti 1.1.38, 1.1.39, 1.1.40, 1.1.41, 1.1.42.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.5. Lo Pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.43. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.5. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.44. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.45. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
SPEZIALE Signor Presidente perché contrario? Vorrei che si
evitasse un oltraggio al buon senso. E' una norma di buon senso,
perché oltraggiarla?
PRESIDENTE Onorevole Speziale, purtroppo la forma deve essere
rispettata. Io non posso che procedere in questo modo.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.46. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.4, sostitutivo comma 7 bis art.
30 legge 11 febbraio 1994, n. 109. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.47. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti subemendamenti:
- dall'onorevole Acierno:
subemendamento 1.1.58, all'articolo 3 dell'emendamento 1.1,
interamente sostitutivo del disegno di legge;
- dagli onorevoli Speziale e Zago:
subemendamento 1.1.48, all'articolo 4 dell'emendamento 1.1,
interamente sostitutivo del disegno di legge.
Comunico, altresì, che sono stati presentati all'articolo 5
dell'emendamento 1.1, interamente sostitutivo del disegno di
legge, i seguenti subemendamenti:
- dal Governo:
subemendamento 1.1.4;
- dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri:
subemendamento 1.1.49.
Comunico che sono stati presentati all'articolo 6
dell'emendamento 1.1, interamente sostitutivo del disegno di
legge, i seguenti subemendamenti:
- dal Governo:
subemendamento 1.1.4;
- dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri:
subemendamento 1.1.50.
Comunico che sono stati presentati all'articolo 7
dell'emendamento 1.1, interamente sostitutivo del disegno di
legge, i seguenti subemendamenti:
- dal Governo:
subemendamento 1.1.4;
- dagli onorevoli Giannopolo, Speziale e Zago:
subemendamento 1.1.51.
Comunica che è stato presentato all'articolo 9 dell'emendamento
1.1, interamente sostitutivo del disegno di legge, il seguente
subemendamento:
- dal Governo:
subemendamento 1.1.4.
Si passa all'emendamento 1.1.58.
ACIERNO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.48. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Sull'emendamento 1.1.48 la Commissione si rimetteva all'Aula,
perché c'era stata una discussione.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. La
Commissione Bilancio' aveva dato parere contrario.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 4 fa riferimento al
Fondo di rotazione per la progettazione, fondo che apparteneva
all'Amministrazione del bilancio, se non ricordo male. La
Commissione aveva, quindi, deciso di rimettersi all'Aula, perché
con questo emendamento il predetto Fondo passa all'Assessorato
regionale per i lavori pubblici.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
preliminarmente il collega Beninati per avere illustrato il mio
emendamento soppressivo dell'articolo 4.
Ritengo che il rischio sia uno solo e cioè che nel passaggio
delle competenze da un Assessorato all'altro, a parte il fatto
che si è aperto un conflitto tra i gruppi di Forza Italia,
Alleanza nazionale e Nuova Sicilia, verrebbe di fatto bloccato
per un certo periodo il Fondo di rotazione e non si procederebbe
a dare esecuzione ai progetti.
La Sicilia ha bisogno di tutto, tranne che non si facciano
progetti esecutivi per permettere di essere appaltati; per
questo motivo ho presentato un emendamento soppressivo
dell'articolo 4.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
l'impressione che si stia sviluppando, all'interno della
maggioranza, la solita guerra di chi deve prendere un po' di
polpa.
CRACOLICI Le mani sulla marmellata
GIANNOPOLO Si, è il caso di dire le mani sulla marmellata
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Non c'è più marmellata
GIANNOPOLO No, caro Assessore Lo Monte, la marmellata per
alcune cose c'è, per le cose che servono alla Sicilia non c'è
neanche la marmellata
Voglio dire, qui, che il Fondo di rotazione per le spese di
progettazione a favore degli enti locali non esiste e bisogna
partire da questo dato. Ancorché previsto dalla legge non è stato
mai attivato. L'unico fondo di rotazione che è stato attivato è
stato quello per finanziare le spese di progettazione,
relativamente agli interventi di somma urgenza, di protezione
civile e via di seguito, in parte, per quelli attivati per
interventi legati alla riqualificazione urbana, arredo urbano e
così via, ma il fondo di rotazione avrebbe dovuto consentire la
ricostruzione e la ricostituzione di un parco progetti serio.
Qui stiamo discutendo del fatto che state e avete già perso il
50 per cento della spesa comunitaria, perché noi non abbiamo
progetti; le associazioni dei costruttori lamentano il fatto che
il numero di gare sia diminuito, ma ciò si è verificato perché
non ci sono progetti da appaltare.
Voi qui fate la lite a chi deve andare la competenza del
niente. Pertanto, o è una guerra che ancora non avete regolato al
vostro interno, perché vi state apprestando a mettere 100
miliardi nel prossimo bilancio per creare in un anno un parco
progetti di 10.000 miliardi delle vecchie lire, o altrimenti,
state pensando a regolare dei conti interni che in questo caso
penalizzano l'Assessore Parlavecchio.
Domani si dovrà decidere a chi intestare questo Fondo di
rotazione. Forse l'Assessore Cintola si è già prenotato,
trattandosi di erogazione di spese inerenti al bilancio. Vedo che
in questo momento si agita un po' mentre invece non ha parlato
per tutta la legge.
Questo è ridicolo. La cosa più seria che avrebbe potuto fare
l'Assessore Cintola era quella di finanziare la progettazione e
di farlo diventare un fatto reale, finanziare la progettazione
che in Sicilia non esiste più, per essere chiari.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro che il Governo è
favorevole a che si voti questo emendamento, fermo restando che
così evitiamo polemiche di altro tipo, però vorrei puntualizzare
un ragionamento sul problema dei ribassi d'asta. Un fondo che la
legge prevede che si vada a riempire ogni volta che si fanno le
gare, voi sapete perfettamente che, in questo periodo, in cui si
dovrebbe riempire il Fondo di rotazione ci riferiamo ad appalti
con lo 0,00 di ribasso, quindi la quantità di introiti per quanto
riguarda questo Fondo di rotazione è stata sempre minima;
guardiamo fra sei, sette mesi, quando andrà a regime con le gare
che incominciano ad arrivare ed allora avremo un Fondo di
rotazione che ci consentirà di fare la progettazione in Sicilia.
GIANNOPOLO E' da due anni che dovevano esserci i ribassi che
alimentano quei fondi
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che la Commissione ha presentato il seguente
emendamento 3.1:
«L'articolo 3 è soppresso».
ACIERNO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Commissione ha presentato l'emendamento soppressivo dell'articolo
3. Voi del Governo dovreste sapere che ha presentato in unico
emendamento la legge sugli appalti, quindi, all'interno di un
emendamento abbiamo vari articoli. Fatta questa doverosa
premessa, siamo all'articolo 3 dell'unico emendamento del
Governo.
Ebbene, l'articolo 3 prevede l'utilizzazione di fondi dello
stato da finalizzare all'osservatorio regionale sulle opere
pubbliche.
In Commissione Bilancio' - lo ricorderà l'onorevole Cintola -,
gli uffici del bilancio ci hanno informato che queste somme non
possono essere utilizzate per la finalità che si era preposta il
Governo, tant'è che era nato il mio emendamento che destinava con
la riscrittura tutta la somma a interventi di urbanizzazione in
un quartiere popolare di Palermo.
L'emendamento da me presentato aveva sollevato una serie di
richieste e, considerato che i quasi due milioni di euro
diventavano cinquantamila per ogni quartiere popolare di tutte le
città della Sicilia, ho ritirato l'emendamento. La Commissione ha
però il dovere di bocciare l'articolo 3 dell'emendamento del
Governo; diversamente, congeliamo per sempre delle somme che non
potranno essere spese per le finalità previste dal Governo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
osservazioni dell'onorevole Acierno sono corrette relativamente
alla copertura finanziaria. Nel merito, infatti, l'articolo 3 è
un emendamento che regge ma c'è un problema di copertura
finanziaria previsto dai commi 25 e 6 dell'articolo 4.
Onorevole Acierno, lei aveva previsto l'emendamento per
destinare queste risorse alle finalità stabilite dalla legge
originaria. La Commissione ha presentato l'emendamento
soppressivo perchè mancherebbe la copertura finanziaria. Invito
il Governo a valutare visto che manca la copertura finanziaria
relativa ai commi 25 e 26 del medesimo articolo 4 della legge che
prevede la destinazione di quelle somme per case popolari. Le
case popolari non hanno nulla a che vedere con l'Osservatorio;
non c'entrano assolutamente niente.
La norma che prevede che bisogna alimentare economicamente
l'Osservatorio regionale è giusta ma per quelle finalità non può
essere utilizzata.
Per questo motivo, chiedo al Governo se è nelle condizioni di
accantonare l'articolo, piuttosto che sopprimerlo. Se il Governo
è nelle condizioni di dare copertura finanziaria attraverso altre
fonti - è presente l'Assessore per il bilancio - si può procedere
in tal senso mantenendo la norma; diversamente, va abrogato.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il lavoro svolto dalla
Commissione Bilancio sull'Osservatorio regionale per i lavori
pubblici è stato valutato ed approvato dalla stessa Commissione,
nel senso che gli Uffici dell'assessorato al bilancio hanno
scritto che le somme per le quali viene impegnato l'articolo 3
sono relative a spese correnti; il prelievo delle somme relative
all'Osservatorio regionale sono spese correnti ma il capitolo da
cui si preleva riguarda spese in conto capitale.
In Commissione Bilancio, per questo motivo, è stata determinata
la non procedibilità sull'argomento per mancanza dei fondi
necessari. Lo ricordo perfettamente, anche se i fatti risalgono a
circa un mese fa. Ho la certezza assoluta che le somme richieste
per soddisfare le esigenze dell'Osservatorio, pur essendo
necessarie, non ci sono perchè vengono prelevate da un capitolo
che, invece, parla di spese in conto capitale.
Onorevole Acierno, l'emendamento a sua firma che non e stato
apprezzato neppure in Commissione Bilancio, prevedeva la
destinazione di queste somme all'Istituto Autonomo Case Popolari
e ad un quartiere di Palermo.
In quella occasione, si stabilì di evitare di andare a
spappolare in questo momento perchè si tratta di somme a
disposizione dell'Assessorato per i lavori pubblici e non
sappiamo neppure se ha una sua programmazione in essere; in
effetti, sull'articolo 3, non c'è copertura finanziaria..
PRESIDENTE L'emendamento va, senza dubbio, posto in
votazione. E' molto complesso, infatti, dichiarare la sua
improponibilità.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1.
Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.49 a firma degli
onorevoli Barbagallo e Gurrieri.
Informo che si tratta di un emendamento identico
all'emendamento 1.1.4 del Governo, soppressivo dell'articolo 5.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
è del Governo. L'articolo 5 parla di risparmio energetico
edilizia residenziale in attuazione della direttiva della
Comunità Europea e stabilisce le competenze.
SPAMPINATO Perchè lo ha inserito il Governo?
SPEZIALE L'articolo mi sembra conducente anche nello spirito
perché fa riferimento al risparmio energetico dell'edilizia
pubblica che, comprendo, nulla ha a che vedere con le modalità di
aggiudicazione delle gare.
Se dobbiamo escludere questo, dobbiamo escludere anche tanti
altri articoli precedentemente approvati. L'articolo, lo ripeto,
mi sembra conducente. La motivazione che viene riferita è che il
Governo presenta l'emendamento soppressivo perché si tratta di
qualcosa che esula dalla materia in esame e che non va
affrontata in questa sede. In questa sede, però, si può trattare
una parte aggiuntiva di articoli. Prevedere una norma sul
risparmio energetico nell'edilizia pubblica, secondo me, è cosa
buona è giusta', come dicono i cattolici.
Non so per quale ragione il Governo abbia presentato
l'emendamento soppressivo di un articolo che aveva presentato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.4,
soppressivo dell'articolo 5.
Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.4, soppressivo dell'articolo 6. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 1.1.50 a firma degli onorevoli
Barbagallo e Gurrieri risulta superato.
Si passa all'emendamento 1.1.4, soppressivo dell'articolo 7.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.51 a firma degli onorevoli
Giannopolo, Speziale e Zago.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento, in buona sostanza si fa rivivere, l'articolo 20
della legge 7 del 2002, se non erro, che, inopinatamente, con il
comma 2 dell'articolo 7 della legge 7 del 2003 è stato abolito.
La norma originaria prevede l'obbligo che, nel caso in cui le
associazioni temporanee di imprese partecipanti ad una gara
risultassero aggiudicatarie e si costituissero in consorzio, i
soggetti, anche nominativamente, dovrebbero essere sia
rappresentanti legali sia direttori tecnici che costituiscono le
imprese dell'associazione temporanea.
Cosa è accaduto?
La storia giudiziaria di questi ultimi anni ha ampiamente
dimostrato, in molte circostanze, che le associazioni temporanee
di imprese, nel momento in cui si costituiscono sotto forma di
struttura consortile, introducono, all'interno della stessa
struttura, soggetti che, probabilmente, facevano riferimento, in
alcuni casi, ad interessi ed imprese non appartenenti alla
struttura originaria.
Non si è compreso il motivo di questa previsione; questo
articolo è stato abolito con la legge n 7 del 2003.
Con questo emendamento, si prevede l'obbligo che a costituire
la struttura consortile siano gli stessi soggetti e non altri,
non soggetti estranei ed esterni alle imprese che hanno
costituito l'associazione temporanea.
Vorrei che il Parlamento avesse chiaro di che cosa stiamo
parlando, dopodiché mi auguro che i deputati ed il Governo
abbiano un minimo di resipiscenza su questa questione e approvino
questo emendamento che serve ad introdurre maggiore trasparenza e
maggiore libera e leale concorrenza nel mercato dei lavori
pubblici.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.51. Il
parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.1.4, soppressivo del
comma 2 dell'articolo 9, a firma del Governo.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, se è conducente al prosieguo dei
lavori - è ovvio che posso dirlo a nome della maggioranza e, di
conseguenza, il Governo, per la sua parte, credo che interverrà
anch'esso - invitare i colleghi della maggioranza a ritirare
tutti gli emendamenti successivi a quelli presenti nel testo.
Mi riferisco a tutto ciò che riguarda la maggioranza e il
Governo. E' ovvio che, per gli altri emendamenti, ci si
comporterà di conseguenza, restando solo quelli dei colleghi
dell'opposizione.
PRESIDENTE A nome della maggioranza, qualcuno vuole
confermare?
La proposta dell'onorevole Beninati consente che tutti gli
emendamenti aggiuntivi, che portano la firma di rappresentanti di
maggioranza e del Governo, siano ritirati.
Pongo, pertanto, in votazione l'emendamento 1.1, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
GIANNOPOLO Comunico il mio voto contrario.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi:
-dall'onorevole Giannopolo subemendamento: 1.1.52;
-dagli onorevoli Barbagallo e Gurrieri subemendamenti 1.1.53,
1.1.54, 1.1.55, 1.1.56;
-dagli onorevoli Giambrone, Maurici, Arcidiacono, Baldari,
Leanza e Confalone subemendamento: 1.1.57;
-dall'onorevole Sbona: subemendamento: A1;
-dal Governo: subemendamenti A2, A5, A6, A7;
-dall'onorevole Vicari: subememdnamento: A3;
-dagli onorevoli De Benedictis, Speziale e Zago: subemendamento
A4;
-dall'onorevole Basile: subemendamenti A8, A9, A10, A11.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 1.1.52 a firma
dell'onorevole Giannopolo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento tende a dare dignità legislativa ad un'iniziativa che
giudico di grande importanza e di grande rilievo, che è la
stipula del protocollo di legalità tra il Ministero dell'Interno,
l'Autorità nazionale di vigilanza sui lavori pubblici, la Regione
siciliana e le Prefetture della Sicilia per l'introduzione di
misure e di interventi tesi a garantire una maggiore trasparenza
e prevenzione di un contrasto al condizionamento mafioso del
sistema degli appalti e dei lavori pubblici nella nostra Regione.
In buona sostanza, questo protocollo di legalità prevede, allo
stato attuale, una indicazione alle stazioni appaltanti affinché,
nei bandi di gara per i lavori superiori a 250 mila euro, si
introduca il principio che preventivamente all'aggiudicazione di
un appalto o preventivamente all'autorizzazione ad un sub
contratto, ad un nolo, ad una fornitura, secondo le disposizioni
che saranno determinate di concerto tra Prefettura ed Assessorato
ai lavori pubblici, ci possa essere l'accertamento - non si
tratta di una semplice certificazione antimafia - da parte delle
Prefetture, attraverso i gruppi ispettivi che realizzano una
collaborazione interforze tra polizia, carabinieri e guardia di
finanza. In alternativa, si prevede che i bandi di gara possano e
debbano prevedere gli accorgimenti e le direttive di ciascuna
stazione appaltante, compresa la stazione unica - sappiamo però
che non agirà soltanto la stazione unica - e quali misure e quali
direttive debbano essere applicate per garantire una custodia
degli atti di gara per evitare la custodia ed il mantenimento
della continuità delle procedure di gara, per impedire che
durante una procedura di gara si possano verificare manomissioni,
alterazioni tese a condizionare la stessa aggiudicazione
dell'appalto.
Vi è, inoltre, la possibilità di procedere alla rescissione del
contratto, nel caso in cui si dovesse riscontrare la presenza, in
sede di esecuzione di lavori di opere pubbliche, di fornitori o
di ditte che noleggiano o che forniscono servizi o mezzi che,
dall'accertamento di cui sopra, risultino positivi.
Questo emendamento fa riferimento alle altre clausule che lo
stesso protocollo di legalità prevede e che obbligatoriamente,
qualora questo emendamento dovesse essere approvato, dovranno
essere inserite nel bando di gara preventivamente.
Di cosa si preoccupa questo emendamento?
Di dare dignità di legge ad un atto amministrativo che non ha
forza di legge e che, se non rientra nel sistema normativo,
rischia di scatenare - dovendosi fare riferimento ad applicazioni
anche non obbligatorie, arbitrarie, ad interpretazioni - non solo
comportamenti difformi tra una stazione appaltante, tra un ente
ed un altro; rischia, inoltre, di ingenerare anche un livello di
contenzioso che potrebbe portare ad un rallentamento del sistema
di aggiudicazione da un lato e di realizzazione dall'altro lato
dei lavori pubblici.
L'emendamento non fa altro che dare dignità di legge, quindi
efficacia di legge, per tutti coloro i quali sono chiamati a
rispettare e a farla applicare.
Ciò è stato fatto attraverso il protocollo di legalità
stipulato in data 12 luglio 2005.
Questo Governo, attraverso questa legge, sta esponendo
pericolosamente l'intero sistema degli appalti e dei lavori
pubblici siciliani non solo a situazioni di precarietà ma sta
allargando oltre misura ed oltre modo le maglie a qualsiasi tipo
di condizionamento e di infiltrazione. Di questo portano la
responsabilità solo ed esclusivamente questo Governo e questa
maggioranza.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo semplicemente sottolineare
che questo Governo e questa maggioranza non solo hanno dato vita,
nel 2002, 2003, norme sui lavori pubblici ma aggiungo che questo
Governo e questa maggioranza hanno istituito, nella Regione
siciliana, le cosiddette stazioni appaltanti .
Questo non dobbiamo dimenticarlo. Siamo passati da circa 700
stazioni appaltanti a 9, più quella regionale. Ciò significa che
avremo un ragionamento omogeneo per quanto riguarda i bandi di
gara, avremo un ragionamento di maggiore controllo di tutto
questo settore. E non solo. Questo Governo e questa maggioranza,
proprio per la trasparenza e la legalità, hanno portato avanti -
ed oggi è operativo e funzionante - l'Osservatorio regionale sui
lavori pubblici.
Abbiamo firmato un protocollo di legalità, per la prima volta,
con tutte le Prefetture siciliane e tutto quello che è stato
detto è stato inserito nel protocollo di legalità e verrà
inserito all'interno dei bandi.
Proprio di trasparenza e di legalità siamo qui a parlare
perché, ripeto, le stazioni appaltanti, l'Osservatorio sui lavori
pubblici e tutte le norme che sono state previste, sono proprio a
copertura di tutto ciò.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa è
una norma che aiuta. L'acquisizione preventiva dell'informativa
da parte del Prefetto, sulla base della firma del protocollo di
legalità evita, così come è avvenuto in molte aggiudicazioni ex
post, cioè successivamente, che si aprano contenziosi che si
risolvono sistematicamente con sentenze del TAR.
Il primo elemento è la formulazione per i subappalti ed i
contratti con imprese munite della preventiva informativa del
Prefetto per evitare l'involontaria stipula di contratti con
imprese che, successivamente, non otterranno la certificazione
antimafia, che rischiano di pregiudicare gli stessi assetti
dell'amministrazione se i lavori di subappalto vengono affidati
ad imprese che non hanno la certificazione antimafia.
Il rischio di sottoporre il Consiglio comunale ed il Ccomune a
provvedimenti di accesso è gravissimo.
Questa norma, quindi, non solo è corretta ma consente la tutela
sia per la celerità dei lavori sia nei confronti
dell'amministrazione.
Non comprendo quindi il motivo della nota dell'assessore
Parlavecchio, secondo me, polemica nei confronti dell'intervento
dell'onorevole Giannopolo.
L'emendamento dell'onorevole Giannopolo, secondo me, accelera
la possibilità dell'aggiudicazione e, in qualche modo, preserva
senza aprire contenziosi successivamente.
Per quanto riguarda poi la possibilità di formulare contratti
di sub appalto, permette di avere una informazione preventiva e
di evitare errori da parte dell'Amministrazione.
Per questo motivo, chiedo al Governo una riflessione
sull'emendamento e, trattandosi di un emendamento utile
all'impianto normativo, di approvarlo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1.52. Il
parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1.53 a firma degli onorevoli
Barbagallo e Gurrieri.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro la
mia disponibilità al ritiro degli emendamenti 1.1.53, 1.1.54 e
1.1.55 a mia firma. Dobbiamo chiedere però un pronunciamento sia
alla Commissione che al Governo per quanto riguarda l'articolo
1.56 che prevede l'inserimento delle figure della categoria dei
geologi e degli agronomi.
Dichiaro di ritirare gli emendamenti 1.1.53, 1.1.54 e 1.1.55.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.1.56 a firma degli onorevoli
Barbagallo e Gurrieri.
ACIERNO Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
RAITI Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1.56. Il parere della
Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento A4, a firma degli onorevoli De
Benedictis, Speziale e Zago.
DE BENEDICTIS. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Sanzeri e
Giannopolo l'emendamento A12.
BENINATI Chiedo che venga illustrato l'emendamento.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento A12 riguarda i Comuni con un numero di abitanti
inferiore a 5 mila e la pubblicazione della proposta del piano
triennale delle opere pubbliche per 60 giorni. Si propone di
ridurre questo termine da 60 a 30 giorni.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento A 12. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega per il coordinamento formale del
disegno di legge nn. 771 - 774/.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ACIERNO Signor Presidente, mi scusi, il Governo ha
presentato un emendamento all'articolo 1 del disegno di legge
originario, nel quale si è inserita la normativa degli appalti.
Esaurito l'esame dell'articolo 1, sarebbe naturale che si passi
all'esame dei successivi articoli articolo 2, seguendo la
numerazione per giungere infine all'articolo 8.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, e mi rivolgo a coloro i quali
pensano ancora all'articolo 2: l'emendamento 1.1 è sostitutivo
degli articoli 2, 3, 4, 5, 6, e 7, che vengono assorbiti.
SPEZIALE Signor Presidente, scusi, dove è indicato che gli
articoli dal 2 al 7 sono stati assorbiti?
PRESIDENTE Onorevole Speziale controlli a pagina 22.
SPEZIALE Signor Presidente, propongo di bocciare gli
articoli dal 2 al 7 in quanto ritengo che la procedura adottata
non sia esatta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi è abbastanza chiaro Il testo
ufficiale, che non posso ignorare, anzi lo devo tenere presente,
riporta : sostitutivo degli articoli da 2 a 7 del disegno di
legge . Pertanto, non è possibile derogare, per cui, approvato
l'articolo 8, che è quello conclusivo e formale, passo alla
votazione finale del disegno di legge nel suo complesso.
ORTISI Signor Presidente, chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, i gruppi della
Margherita hanno consentito in queste sere, molto tormentate, in
cui la maggioranza non esisteva, di tenere a galla l'argomento e
pur tuttavia la maniera convulsa in cui esso anziché dipanarsi
nei tempi regolari di un esame di un disegno di legge, si sono
invece aggrovigliati, e questa sera in una confusione che non ci
permette un giudizio molto lineare e compito, sono indotti a
restare in Aula e a consentire, se ce ne fosse bisogno, il
raggiungimento del numero legale, per un atto di responsabilità.
Ma tuttavia di astenersi nel merito nel giudizio sulla legge
perché essa è molto confusa nella trattazione dell'esame, che ci
ha visto impegnati per tre ore, e ci lascia perplessi almeno per
un paio di passaggi. Quindi, ribadisco che consentiremo che essa
si voti dato che in ogni caso è migliore della precedente da voi
votata, e risolve i problemi a tutti gli attori della vicenda
presenti nel territorio siciliano; tuttavia il giudizio lo
riserviamo nel momento in cui la leggeremo con molta serenità.
Successivamente forniremo un comunicato stampa. Ad ogni modo,
consentiremo con il contributo dei nostri deputati, che si voti
questa sera stessa.
ROTELLA Signor Presidente, chiedo di paralare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
interevento è solo per dare una risposta compiuta ad un
intervento che io feci in quest' Aula qualche tempo fa.
In merito all'approvazione di questo disegno di legge - cosi
come allora ebbi modo di contestare, formalmente, in quest' Aula
il Governo e la maggioranza - permettetemi, oggi, di ringraziare
prima tra tutti la quarta Commissione per il lavoro che ha
svolto, per il lavoro meritevole che ha svolto, per mesi
intorno a questo testo e debbo dire che l'intervento anche di
ulteriore mediazione ci ha consentito di portare a casa questo
risultato, che è una riposta per tutta l'intera categoria che
attende la votazione finale.
Un ringraziamento è rivolto anche al Governo per il lavoro di
responsabilità e per tutte le mediazioni che ha svolto, così come
rivolgo un ringraziamento all'Aula nella sua interezza, perché
al di là degli steccati politici i disegni di legge si
predispongono e si votano nell'elaborazione di un processo
dialettico.
SPEZIALE Signor Presidente, chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ne ha facoltà. Avverto gli
onorevoli colleghi che sono chiuse le iscrizione a parlare per
dichiarazioni di voto.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho più
volte detto anche attraverso le dichiarazioni sulla stampa, i
rapporti di forza interni a questo Parlamento sono tali che la
maggioranza non aveva nessun alibi nel giustificare la mancata
approvazione della legge sugli appalti. Questo disegno di legge
ha avuto una lunga gestazione. Si parlava dell'approvazione della
legge già nel mese di luglio ma, signor Presidente, qualche
giorno fa si è determinato l' atteggiamento prevalente in Aula,
di non approvare la legge sugli appalti.
Successivamente, c'è stata una pressione da parte delle
categorie interessate, quelle più esposte alle difficoltà del
settore, che hanno impresso un'accelerazione all'iter
legislativo.
La maggioranza è tornata in Aula e, stasera, attraverso un
confronto dialettico si procede, come immagino, - spero abbiate i
numeri, anche se non tutti i presenti rappresentano la
maggioranza - ma insomma è sufficiente che lo votino in
quarantuno affinché il disegno di legge divenga legge. Mi tocca
fare, però alcune valutazioni, perché un uomo politico saggio
deve sapere parlare chiaro, per tutto quello che potrà succedere.
Noi riteniamo che questa legge non risolva i problemi angusti
che investono la categoria. Noi riteniamo che il settore dei
lavori pubblici sia asfittico, in Sicilia, e come ho detto nel
mio precedente intervento c'è una responsabilità precisa del
Governo regionale che non ha avuto capacità di spesa nel settore
dei lavori pubblici soprattutto in materia di ammodernamento e
di infrastrutturazione della nostra Regione.
Tutto questo, come ci hanno detto le associazioni di categoria,
ha comportato una notevole riduzione del numero degli appalti e
questo ha determinato una anomalia siciliana rispetto ad una
parte del Paese, soprattutto come mi dicono, nelle aree del nord
dove la quantità di appalti sono di gran lunga superiori.
Questa legge non affronta la questione perché è prettamente
politica, non è una questione normativa.
In Sicilia per dare slancio al sistema delle imprese, per dare
forza e vigore al sistema delle imprese che oggi è asfittico, si
tratta di invertire la tendenza, e quindi avere un bilancio della
Regione che, oggi è per il 95% impegnato in stipendi, quindi di
spese correnti, e solo la parte residua è destinata agli
investimenti, e comprimendo il settore degli appalti si
comprime il settore dell'innovazione tecnologica e delle
infrastrutturazioni.
Non c'è, quindi, bisogno di una legge per affrontare il tema.
Ma c'è bisogno, come ho già detto, - capisco che può suscitare
delle ire, ma è il mio punto di vista - di una classe dirigente
che abbia presente la questione meridionale e la Sicilia.
Fino ad oggi abbiamo avuto una classe dirigente siciliana che
ha avuto un atteggiamento di ascarismo nei confronti di quella
nazionale che non tiene conto delle esigenze né del mezzogiorno
né della Sicilia.
Detto questo, signor Presidente, mi permetto di affrontare le
questioni di merito che sono state sollevate. Noi non abbiamo
avuto l'atteggiamento barricadiero' così come c'era stato detto
che avremmo avuto; abbiamo dimostrato di volere contribuire alla
formazione della legge; in alcuni punti questa legge ha dei
vulnus che renderanno subito inapplicabile una parte di questa
legge perché, lo dico qui, il Governo non ha voluto sentire
alcuni suggerimenti che provenivano dall'Aula, anche quando
questi suggerimenti provenivano dai banchi dell'opposizione.
Il Governo ha precluso qualsiasi possibilità che emendamenti
migliorativi del testo di cui all'esame venissero valutati col
distacco e la serenità che deve contraddistinguere il Governo.
Il Governo è, piuttosto venuto in Aula sulla base di un rapporto
di forza predeterminato, già conosciuto, senza ascoltare le
ragioni degli altri. Non si fanno così le buone leggi Le buone
leggi si fanno attraverso il confronto, il dialogo, sapendo
ascoltare gli interessi degli altri, coniugando nell'atto
legislativo interessi diversi, dato che la Sicilia è fatta da
imprese, da pubbliche amministrazioni di professionisti e la
legge doveva saper coniugare gli interessi complessivo.
Io mi auguro, ed è l'augurio che formulo a questa legge
affinché non abbia più bisogno di alcuna modifica, non vorrei
però che alla prossima legislatura, il primo atto che dovremmo
fare sarà, ancora una volta, la predisposizione di un nuovo
disegno di legge sugli appalti; non voglio essere Cassandra,
purtroppo una parte della legge, per la debolezza dell'impianto
normativo, appena entrerà a regime - e lo dico responsabilmente
- vedremo le difficoltà applicative.
Ma chi frettolosamente pensava di poter contribuire a
risolvere un problema, stasera posso assicurarvi che il problema
si risolve solo in un modo: se in Sicilia entra in campo una
classe dirigente che sia in grado di destinare il 50% delle
risorse pubbliche per ammodernarne le infrastrutture, per rendere
la Sicilia più moderna che guardi al sistema delle imprese non
come un sistema vincolato da lacci e laccioli, ma come ad un
sistema libero, che affronti il mercato sulla base della propria
competenza e della propria capacità di impresa, senza protezione
alcuna, e dando alle imprese la possibilità di potere concorrere
liberamente.
Purtroppo tutto ciò non si è affrontato con questo disegno di
legge.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 604 Iniziative volte a consentire uniformità di
applicazione delle disposizioni contenute nell'articolo 20 della
legge regionale 4/2003 , degli onorevoli Fleres ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASCIO, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge.
Onorevoli colleghi possiamo procedere alla votazione finale
del disegno di legge n. 988/A «Disposizioni sul rilascio delle
concessioni di beni culturali e sull'esercizio diretto delle
funzioni amministrative in materia di demanio marittimo .
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, all'articolo 1 e 2 del
disegno di legge n. 988/A.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Onorevoli colleghi, indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge n. 988/A «Disposizioni sul
rilascio delle concessioni di beni culturali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo . Dichiaro aperta la votazione.Chi vota si preme il
pulsante verde, chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 40
Astenuti 7
(L'Assemblea approva)
Indìco la votazione finale, per scrutinio nominale, del
disegno di legge nn. 392-402-763 - Stralcio I/A: «Interventi in
materia di cooperative agricole e norme in materia di camere di
commercio». Chi vota si preme il pulsante verde; chi vota no
preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 44
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale del disegno di legge nn. 771-774/A
Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività
degli uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio
sismico .
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale
del disegno di legge nn. 771-774/A Modifiche ed integrazioni
alla normativa regionale in materia di appalti. Disposizioni
concernenti l'attività degli uffici del Genio civile e la
prevenzione del rischio sismico , iscritto al numero 1).
Comunico che è stato presentato dalla Commissione un
emendamento, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno.Si passa alla votazione finale del disegno di legge nn.
771-774/A Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico ,
iscritto al numero 1).
Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 40
(L'Assemblea non è in numero legale)
Sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.50, è ripresa alle ore 00.06 di
giovedì 10 novembre 2005)
La seduta è ripresa.
Onorevoli collegi, avverto che domani, 10 novembre 2005, alle
ore 11.00, è convocata la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la programmazione dei lavori dell'ultima
sessione dell'anno in corso, con riferimento alla sessione
dedicata all'esame dei documenti finanziari.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (771-774/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge Modifiche ed integrazioni alla normativa
regionale in materia di appalti. Disposizioni concernenti
l'attività degli uffici del Genio civile e la prevenzione del
rischio sismico . (771-774/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 42
Contrari 5
Astenuti. . . . . . . . . . . . . . . . . 3
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 10
novembre 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 457 - Interventi a tutela dei diritti dei lavoratori
della Sicurezza' s.r.l. di Alcamo (TP).
FRATELLO-DINA-GENOVESE-ACANTO-SCALICI
BASILE-MAURICI-BALDARI-LEANZA N.
III - SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DOCUMENTO DI
PROGRAMMAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA PER GLI ANNI 2006 - 2008
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti
in vendita (1023/A) (Seguito)
2) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (977/A) (Seguito)
3) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (986-987/A)
4) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (151 - Norme
stralciate II/A)
5) - Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2004 (1064/A)
6) - Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2005 - Assestamento (1063/A)
V - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VI - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 00.10 di giovedì, 10 novembre 2005
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.30 di
giovedì, 10 novembre 2005
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
CRACOLICI -.«Al Presidente della Regione, premesso che i lavori
per la realizzazione della diga di Blufi sono fermi ormai da
molti anni e che ad oggi sono state realizzate solo le opere
relative alla deviazione provvisoria, allo scarico di superficie,
alle opere di presa e di derivazione, allo scarico di fondo,
nonché altre opere accessorie minori;
visto che nell'ambito del sistema di Blufi sono state
realizzate la traversa sul torrente Canne e la galleria di
adduzione al fiume Imera delle acque che dovevano derivarsi dalla
suddetta traversa;
considerato che sia la traversa sul torrente Canne che la
galleria si sono rilevate opere inutili e dannose per l'ambiente
e che sono state totalmente abbandonate con grave sperpero di
risorse economiche e naturali;
visto che i lavori sono stati sospesi nel 1996 per contrasti
tra il committente e le imprese aggiudicatarie;
considerato che l'EAS ha trasmesso il nuovo progetto e il
relativo studio di impatto ambientale al Ministero dell'ambiente
il 26 giugno 2000;
visto che in data 30 novembre 2000 la commissione per la
valutazione dell'impatto ambientale ha dato parere favorevole al
progetto presentato dall'EAS con numerose prescrizioni, riportate
per intero nel decreto a firma congiunta del Ministero
dell'Ambiente e dei Beni culturali ed attività culturali
(Dec/VIA/5783 del 31 gennaio 2001);
considerato che il parere di compatibilità ambientale viene
espresso su un progetto già definitivo e presentato dall'ente
committente, su cui i Ministeri succitati non possono prevedere
soluzioni alternative;
visto che:
il nuovo progetto prevede una spesa suppletiva di circa
36.151.982,94 Euro e che tale ulteriore somma è sostanzialmente
legata al reperimento ed al trasporto del materiale di cava per
la realizzazione del corpo diga;
a tal fine sono state individuate le cave Recattivo e
Cannatello in territorio di Alimena, e Giardinello in territorio
di Termini Imerese;
considerato che il Commissario per l'emergenza idrica in
Sicilia, Generale Jucci, con fax del 22 novembre 2001 ha chiesto
ai Ministeri dell'Ambiente e dei Beni ed attività culturali una
riunione per affrontare il problema del reperimento dei
materiali, al fine di trovare soluzioni alternative più
economiche;
visto che i successivi approfondimenti del Ministero
dell'Ambiente hanno portato all'individuazione di possibili
soluzioni alternative, quali l'utilizzazione dei materiali
provenienti dall'escavazione delle gallerie di alcune opere
pubbliche (autostrada PA-ME, raddoppio ferroviario Fiumetorto-
Castelbuono, strada statale Nord-Sud, strada statale Licodia
Eubea, etc.);
considerato che per tutti questi lavori esiste il grosso
problema del reperimento dei siti di discarica, con conseguenti
ed inevitabili gravi danni per l'ambiente;
visto che il costo del trasporto può essere suddiviso tra
l'impresa che realizza la diga di Blufi e le imprese impegnate
nelle altre opere pubbliche;
considerato che essendo stato prorogato il regime di emergenza
idrica possono essere utilizzati i mezzi dell'esercito,
abbattendo ulteriormente i costi di trasporto;
visto che in data 31.10.2001 la Regione ha nominato una
Commissione che doveva stabilire la soluzione più economica per
risolvere il problema, prevedendo anche la possibilità di
rescindere il contratto con le imprese aggiudicatarie, e che i
lavori di tale Commissione dovevano concludersi entro il
31.1.2002;
considerato che da notizie di stampa si apprende che il
proprietario della cava di Recattivo, sig. Rosario Ferrara, è
coinvolto nella maxinchiesta sui fedelissimi di Bernardo
Provenzano;
visto che nell'articolo di Virgilio Fagone del Giornale di
Sicilia del 27.1.2002, si riportano intercettazioni telefoniche
tra il Ferrara ed un certo Baratta, arrestato, presunto uomo di
fiducia del capomafia di Caccamo Nino Giuffrè, in cui si faceva
esplicito riferimento delle diga di Blufi;
considerato che da tale inchiesta risulta chiaro l'interesse di
Provenzano e Giuffrè ai lavori della diga di Blufi e soprattutto
a tutte le attività legate al reperimento ed al trasporto dei
materiali per la realizzazione del corpo diga;
considerato inoltre che la realizzazione della diga può essere
il volano per la definitiva bonifica delle cave del Parco delle
Madonie, che versano in condizioni di totale abbandono e
costituiscono una ferita grave da rimarginare al più presto;
per sapere:
- quali siano i risultati a cui è giunta la Commissione
regionale istituita il 31.12.2001 che doveva completare i lavori
entro il 31.1.2002;
- cosa intenda fare per evitare che la realizzazione della diga
di Blufi possa costare 36.151.982,94 Euro in più, per il solo
reperimento e trasporto dei materiali;
- se intenda ancora utilizzare le cave di Recattivo, Cannatello
e Giardinello o intenda verificare le soluzioni alternative già
prospettate;
- cosa intenda fare per evitare che la mafia possa lucrare sui
lavori per la realizzazione della diga di Blufi;
- cosa intenda fare per la bonifica delle aree di cava nel
parco delle Madonie.» (409)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con nota prot. 2993 del 16 maggio 2002, l'Assessore
regionale pro tempore per i lavori pubblici è stato delegato alla
trattazione dell'interrogazione (risposta scritta) n. 409
dell'onorevole Cracolici.
Con nota prot. 5674 del 27 luglio 2005, la S.V. ha
rappresentato che l'Assessorato non ha alcuna competenza in
merito alle problematiche evidenziate nell'atto ispettivo in
questione.
Ciò posto, poiché nella fattispecie l'onorevole interrogante
chiede di acquisire notizie sul completamento della diga di Blufi
- materia quella delle dighe che, indubbiamente, rientra nella
competenza dell'Assessorato LL.PP. - e considerato che l'Ufficio
del Commissario delegato per l'emergenza idrica non fa capo
all'Amministrazione regionale, bensì a quella statale, si
ribadisce la delega alla trattazione alla S.V. che, laddove
ritenga di non disporre di sufficienti elementi conoscitivi,
potrà preventivamente acquisirli presso le competenti strutture.
Si fa presente che la materia sulla crisi idrica in Sicilia è
stata affrontata, in una discussione unificata, nella seduta n.
59 dell'ARS del 4 giugno 2002, che può essere acquisita presso il
sito dell'Assemblea regionale siciliana.»
Il Presidente della Regione CUFFARO
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 771-774/A MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA
NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI APPALTI. DISPOSIZIONI
CONCERNENTI L'ATTIVITà DEGLI UFFICI DEL GENIO CIVILE E LA
PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO.
-All'emendamento 1.1:
Subemendamento 1.1.4:
Al comma 2, lettera a), sostituire le parole per le finalità
di cui al primo comma con le parole per le finalità di cui al
presente comma e degli articoli 37 bis e seguenti .
Subemendamento 1.1.10:
Al comma 2 sopprimere la lettera b).
Subemendamento 1.1.14:
Al comma 4, lettera a), dopo le parole di loro fiducia ,
aggiungere le parole fermo restando l'effettiva competenza nel
settore oggettivamente ricavabile dai curricula vitae .
Subemendamento 1.1.5:
Al comma 4, lettera c), sostituire le parole prendendo a base
le ... con le parole facendo riferimento alle ... .
Subemendamento 1.1.R:
Al comma 5 sopprimere le parole da siano decorsi ad
esecutivo .
Subemendamento 1.1.4.1:
All'emendamento 1.1.4, modificativo del comma 6, lettera b)
dell'emendamento 1.1, sono soppresse le parole da inferiore'
fino a 1924'.
Subemendamento 1.1.4.:
Al comma 6, lettera b), sopprimere le parole per eccesso o ed
alla fine dopo le parole inferiore a cinque , aggiungere le
parole in caso di offerte uguali, si applica l'articolo 77
del R.D. n. 827 del 25 maggio 1924 .
Subemendamento 1.1.62:
Ove si sia in presenza di più aggiudicatari con offerte uguali
si procede immediatamente al sorteggio.
Subemendamento 1.1.31:
Al comma 8 sostituire al comma 4 quater le parole 2005 con le
parole 2006
Subemendamento 1.1.33:
Al comma 8 sostituire al comma 4 quinquies le parole 2004 con
le parole 2005
Subemendamento 1.1.63:
All'articolo 1 aggiungere il comma 12:
12. All'articolo 19 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come
introdotta dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modificazioni ed integrazioni, dopo il comma 12 è
aggiunto il seguente comma 12 bis: Relativamente ai soli
lavori pubblici di valore inferiore alla soglia comunitaria,
per la partecipazione alle procedure di affidamento degli
appalti e delle concessioni, i concorrenti unitamente alla
documentazione prevista dalle vigenti leggi, dimostrano la
regolarità contributiva mediante la produzione di
certificazione rilasciata dall'INPS, dall'INAIL e dalla Cassa
Edile. In difetto di tale produzione i concorrenti sono esclusi
dalla partecipazione a dette procedure e non possono stipulare
i relativi contratti. Ai soli fini della detta partecipazione,
le certificazioni hanno validità per quattro mesi dal rilascio.
Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, l'Assessore regionale per i lavori pubblici, con proprio
decreto, su parere favorevole della Giunta regionale,
disciplina le modalità attuative della predetta disposizione' .
Subemendamento 1.1.4:
Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 1 dell'articolo 30
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, come introdotto dalla
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, sostituire le parole
impegno del fidejussore con le parole impegno di un
fidejussore .
Subemendamento 1.1.5:
Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 4 dell'articolo 30
della legge 11 febbraio 1994, n. 109 come introdotto dalla
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, sostituire le parole del
Ministro dei lavori pubblici con le parole del Ministro
delle infrastrutture e trasporti
Subemendamento 1.1.5:
Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 5 dell'articolo 30
della legge 11 febbraio 1994, n. 109 come introdotto dalla
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7, sostituire dopo le parole
la garanzia è prestata per un massimale non inferiore
aggiungere le parole al dieci per cento dell'importo dei
lavori progettati con il limite di un milione di euro, IVA
esclusa, e per un massimale non inferiore ...
Subemendamento 1.1.4:
Al comma 11, laddove si sostituisce il comma 7 bis
dell'articolo 30 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 come
introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
sostituire le parole del Ministro dei lavori pubblici di
concerto con il ministro dell'industria e del commercio e
dell'artigianato con le parole del Ministro delle
infrastrutture e trasporti di concerto con il Ministro delle
attività produttive .
Subemendamento 3.1:
L'articolo 3 è soppresso.
Subemendamento 1.1.48:
Sopprimere l'articolo 4.
Subemendamento 1.1.4:
Sopprimere l'articolo 5.
Subemendamento 1.1.4:
Sopprimere l'articolo 6.
Subemendamento 1.1.4:
Sopprimere l'articolo 7.
Subemendamento 1.1.4:
Sopprimere il comma 2 dell'articolo 9.
Emendamenti aggiuntivi
Subemendamento 1.1.56:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 2 dell'articolo 127 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, dopo le parole periti industriali aggiungere le
parole dei geologi e dei dottori agronomi e forestali
Subemendamento A.12:
Aggiungere il seguente comma:
Nei comuni con popolazione inferiore ai cinquemila abitanti,
il periodo di affissione dello schema di cui al comma 2
dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni è limitato a trenta giorni
consecutivi.
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
Sono abrogate tutte le disposizioni normative e regolamentari
regionali generali e speciali in contrasto o comunque
incompatibili con la presente legge.
DISEGNO DI LEGGE N. 988 DISPOSIZIONI SUL RILASCIO DELLE
CONCESSIONI DI BENI DEMANIALI E SULL'ESERCIZIO DIRETTO DELLE
FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DEMANIO MARITTIMO
Emendamento ai sensi dell'art. 117 del Regolamento interno
All'articolo 1, comma 3, dopo le parole 'il mancato pagamento
anticipato del canone' aggiungere la parola 'annuo';
All'articolo 2, comma 3, dopo le parole 'in sede di prima
applicazione della presente legge' aggiungere 'o in caso di
procedura di decadenza' .