Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 17.55
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo
verbale della seduta precedente che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
Comunicazione del programma e del calendario dei lavori
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, giovedì 10 novembre
2005, sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea,
onorevole Lo Porto, con la partecipazione dei Vicepresidenti
dell'Assemblea, onorevoli Fleres e Crisafulli e del
Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, ha deliberato
all'unanimità il seguente programma e calendario dei lavori
per la corrente sessione:
- nella seduta pomeridiana di oggi, giovedì 10 novembre
2005, l'Aula completerà l'iter parlamentare del Documento di
programmazione economico-finanziaria 2006-2008 (DPEF),
incardinando altresì la discussione del disegno di legge n.
1063/A (Assestamento), il cui esame in Aula sarà definito
nella seduta di martedì 15 novembre p.v.;
- conseguentemente, dalla data di prossima presentazione
del disegno di legge governativo di variazioni di bilancio,
le Commissioni legislative permanenti esamineranno, per il
parere di competenza, tale disegno di legge e così, pure, la
II Commissione legislativa per l'approvazione del testo da
esitare per l'Aula;
- l'Aula terrà seduta per l'esame del disegno di legge di
variazioni di bilancio martedì 22 novembre 2005.
La Conferenza ha, altresì, riconfermato che la sessione
di bilancio, decorrente da domani 11 novembre 2005, una
volta esauriti gli adempimenti di cui sopra, successivamente
proseguirà per essere conclusa nei termini regolamentari.
Qualora, infine, si registrasse unanimità di consenso,
l'Assemblea procederà all'esame di eventuali disegni di
legge, non comportanti spesa.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
congedo per la seduta di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE Comunico che sono in missione, per ragioni
del loro ufficio, l'onorevole Crisafulli l'11 novembre
2005 e l'onorevole Orlando dal 10 al 14 novembre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i
seguenti disegni di legge:
- Norme per l'integrazione delle cittadine e dei cittadini
extracomunitari immigrati
(n. 1081)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Zago in data 9 novembre 2005
- Istituzione del consiglio regionale delle autonomie locali
(n. 1082)
-di iniziativa governativa
-presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali (Stancanelli) in data 9 novembre 2005.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Comunico che, con decreto n. 428 del 10
novembre 2005, l'onorevole Antonino Scalici è nominato
componente della II Commissione legislativa permanente
Bilancio', in sostituzione dell'onorevole Sergio D'Antoni,
dimessosi dalla carica di deputato regionale.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del
giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
83, lettera d), e 153 del Regolamento interno, della
mozione n. 457 «Interventi a tutela dei diritti dei
lavoratori della Sicurezza s.r.l.' di Alcamo (TP)», degli
onorevoli Fratello, Dina, Genovese, Acanto, Scalici,
Basile, Maurici, Baldari, Leanza Nicola.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
'La Sicurezza' s.r.l. di Alcamo (TP), nata come ditta
individuale nel 1973 e già dall'1 gennaio 1984 trasformata
in Società a responsabilità limitata, ha rappresentato per
oltre un ventennio in provincia di Trapani una solida
realtà nel settore della vigilanza privata, occupando 30
dipendenti sul territorio;
in data 30 settembre 2005, con provvedimento
prefettizio, si revocava all'istituto di vigilanza la
licenza, a seguito del quale 'La Sicurezza' s.r.l. è stata
costretta a cessare l'attività;
Considerato che:
l'improvvisa revoca dell'autorizzazione da parte della
Prefettura di Trapani ha causato il licenziamento dei 30
dipendenti in essa operanti che non percepiscono più alcuno
stipendio, nella maggior parte dei casi unica fonte di
reddito familiare;
'La Sicurezza' s.r.l. ha operato attraverso i suoi
dipendenti un controllo capillare del territorio,
costituendo punto di riferimento nel campo della vigilanza
privata;
tutti e trenta i dipendenti si sono evidenziati per zelo
e professionalità, procedendo ad effettuare arresti, a
combattere la micro e macro criminalità, dimostrando
pertanto di possedere i requisiti necessari per lo
svolgimento del servizio di vigilanza in maniera
eccellente;
al fine di assicurare il servizio di vigilanza privata
in provincia di Trapani stanno subentrando a 'La Sicurezza'
s.r.l. diverse società specializzate nel settore della
vigilanza privata (quali la Sicurtransport di Palermo, la
KSM di Palermo, etc.),
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con tutte le iniziative politiche,
opportune ed urgenti, presso le società che espleteranno il
servizio di vigilanza privata in provincia di Trapani
(Sicurtransport, KSM, etc.), che hanno rilevato i
contratti, al fine di poter assicurare ai dipendenti de 'La
Sicurezza' s.r.l. il mantenimento e la continuità nella
sede lavorativa di ognuno di essi, consideratane la
professionalità e l'impegno speso durante l'arco della
propria carriera;
ad attivare tutte le iniziative necessarie al fine di
individuare enti o società pubbliche regionali, anche
operanti in settori quali la tutela del patrimonio
culturale ed ambientale, regionale e nazionale, che
consentano in tempi brevi il reinserimento lavorativo dei
dipendenti de 'La Sicurezza' s.r.l. di Alcamo posti in
mobilità.» (457)
FRATELLO - DINA - FRANCHINA -
ACANTO - SCALICI - BASILE - BALDARI
- LEANZA N.
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè ne
determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del Documento di Programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2006-2008
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Seguito della discussione del «Documento di Programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2006-2008».
MICCICHE' Chiedo di parlare per porre una questione
pregiudiziale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi
dell'articolo 101, chiedo che non si proceda alla trattazione del
terzo punto all'ordine del giorno per una serie di motivi. Uno
dei motivi per i quali pongo la questione pregiudiziale sulla
discussione del DPEF riguarda la seduta numero 326 di mercoledì,
26 ottobre 2005. In quel resoconto ho notato un'incongruenza.
L'onorevole Fleres aveva detto che l'onorevole Savona non
avrebbe potuto svolgere la relazione sul DPEF per una ragione
molto semplice: mancavano quasi tutti i componenti della
Commissione, erano presenti soltanto gli onorevoli Savona,
Speziale e Formica, i quali - mi pare - non rappresentino la
maggioranza della Commissione. Considerato quanto detto
dall'onorevole Fleres, seppure informalmente, avrebbe rinviato la
discussione del DPEF ad una seduta successiva in quanto non
presenti più schieramenti politici; mancavano, infatti, tutti i
deputati dell'UDC e della Margherita.
L'onorevole Savona, da ciò che risulta dal resoconto, insisteva
nel leggere la relazione di maggioranza ma, in effetti, non ha
letto nulla, perché si è rimesso al testo.
Ai sensi dell'articolo 73 bis, per la discussione dei disegni
di legge, nella fattispecie del DPEF, oltre alla presenza del
relatore di maggioranza, deve esserci quella del relatore di
minoranza, ma l'onorevole Speziale non ha reso la relazione.
Ritengo, quindi, che ci sia stata una violazione dell'articolo
73, ma anche una violazione nella procedura seguita nello
svolgimento di un punto dell'ordine del giorno, ritengo, viziato
sin dall'origine. Pertanto, credo sia inutile che, oggi, si
discuta questo punto all'ordine del giorno considerata l'assenza
di quasi il novanta per cento dei deputati di questo Parlamento.
Noi dovremmo approvare il DPEF con nove deputati presenti, cioè
con il dieci per cento dei deputati? Signor Presidente, mi sembra
assurdo discutere, alla presenza di soli dieci deputati, un
documento così importante che riguarda la programmazione
economica e finanziaria di una Regione che si vuole proiettare in
un futuro migliore per la Sicilia e per i siciliani. Come spesso
dice l'assessore Cintola, mi sembra che facciamo ridere, non solo
la Sicilia, ma il mondo intero.
Quindi, signor Presidente, sarebbe il caso che quest'argomento
non venga trattato, ma rinviato alla prossima seduta, perché non
ci sono le condizioni politiche, strutturali, tecniche e
regolamentari per procedere alla sua trattazione.
Questa è una questione. Poi, le sottopongo altri tipi di
pregiudiziale. Il Regolamento mi dà la possibilità di ostacolare
un ordine del giorno che non ha le gambe per potere camminare.
C'è anche il discorso delle quarantotto ore. L'onorevole Savona
l'altra volta faceva riferimento al testo del DPEF come se tutti
i novanta deputati lo conoscessero. Anche qui viene violato
l'articolo 73 bis.1 e l'articolo 19 del Regolamento.
Ma vi assicuro che ho riscontrato anche altre violazioni del
Regolamento e, se volete, ve le posso elencare una per una. Un
documento del genere, quanto meno, dovrebbe avere un relatore di
minoranza. Nella fattispecie non c'era e non bisogna dire visto
che era presente, perché non mi risulta. Signor Presidente, il
relatore di minoranza non è un opzione; viene designato dalla
Commissione e deve esserci.
PRESIDENTE Non è obbligatorio, onorevole Miccichè.
MICCICHE' Signor Presidente, la procedura è viziata
dall'inizio alla fine, questa è la mia opinione
PRESIDENTE Questa è la sua opinione e la rispetto, però non è
obbligatorio, solo il relatore di maggioranza è previsto come
obbligatorio.
MICCICHE' Signor Presidente, no sono necessari tutti e due.
Questa fattispecie è stata espletata in modo illegittimo,
intempestivo, irrituale, in difformità al Regolamento, anche per
quanto concerne la questione delle 48 ore, come prescrive il
Regolamento. Quindi, se vogliamo fare un disanima esatta, precisa
e puntuale del DPEF possiamo dire che, allo stato attuale, non
siamo in condizione di procedere, anche perché, signor Presidente
- la invito a contare quanti sono i deputati presenti -, non
possiamo approvare un DPEF con dieci deputati, non mi pare che
ciò onori il Parlamento soprattutto trattandosi di un documento
importante, che precede la Finanziaria della quale è atto
propedeutico.
Successivamente, appena entreremo nel merito della Finanziaria,
farò altri rilievi sempre che lei, signor Presidente, me ne dia
la possibilità e sempre relativi alla procedibilità. Pertanto,
signor Presidente, spero che lei non voglia fare una forzatura e
procedere ugualmente alla discussione di questo documento.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, non posso prendere alcuna
decisione unilaterale, devo sottoporre la questione pregiudiziale
al voto dell'Aula che è sovrana.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Signor Presidente onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per amore della verità.
La relazione di maggioranza è allegata al resoconto della
seduta numero 326 del 26 ottobre 2005, giornata in cui abbiamo
trattato il DPEF. Onorevole Micciché, se lei avrà cura di
controllare gli atti parlamentari, noterà che la stessa relazione
si trova depositata agli atti, se vuole gliene dono una copia.
La relazione di minoranza non è obbligatoria. Al banco della
Commissione può essere seduta una persona oppure due, tre,
persone che per comodità possono sedere anche nei banchi dei
deputati, dove questa sera, come può notare, sono seduti gli
onorevoli Dina, Mercadante e Speziale. Pertanto, non comprendo il
senso del suo intervento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione la
questione pregiudiziale posta dall'onorevole Micciché ai sensi
del comma 3 dell'articolo 101 del Regolamento interno. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale per rendere la
relazione di minoranza.
SPEZIALE relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, anch'io mi rammarico del fatto che su un documento come
il DPEF che, secondo quanto previsto dalla legge 10, dovrebbe
essere approvato dal Parlamento regionale entro il 31 luglio di
ogni anno, seppur presentato nei termini, il Parlamento non abbia
avuto, fino a questo momento, l'occasione per un approfondito
dibattito, pur trattandosi di un testo fondamentale ai fini della
Finanziaria e del Bilancio.
Non c'è un'abitudine da parte del Parlamento ad affrontare temi
così importanti. A questo documento, che pure riveste
un'importanza notevole, si dà soltanto un rilievo di carattere
burocratico, quasi formale, un adempimento che sbrigativamente
l'Assemblea deve svolgere. Essendo, invece, un documento
fondamentale ai fini della formazione degli strumenti finanziari,
mi permetto di fare alcune osservazioni che ho già fatto nel
corso dei lavori della Commissione Bilancio e che vorrei
reiterare anche in questa sede.
Siamo al quinto anno del Governo Cuffaro e voglio qui
rappresentare le condizioni della Sicilia, che sono drammatiche.
Il dato più drammatico riguarda le famiglie che vivono al di
sotto della soglia di povertà: queste sono passate dal 20 per
cento del 2001, al 29 per cento di quest'anno (dato ISTAT).
Il tasso degli investimenti nel corso di questi cinque anni ha
subito una spaventosa decrescita.
Ci troviamo di fronte ad una erosione del potere d'acquisto dei
salari e degli stipendi, ci troviamo di fronte ad un dato
spaventoso di contrazione dei consumi.
In Sicilia si è registrata, nel corso di questi anni, una
spaventosa contrazione dei consumi: le famiglie consumano di
meno
C'è stato un incremento spaventoso, poderoso della spesa
corrente e di bilancio, un incremento come non si registrava
ormai da alcuni anni e che, in tale misura, non si era registrato
neanche negli anni in cui più accentuata era la spesa pubblica,
gli anni della Democrazia cristiana.
Siamo di fronte ad un bilancio, signor Presidente
dell'Assemblea, onorevoli colleghi, che ormai nel 95 per cento è
un bilancio ingessato, fatto di spese correnti.
Si registra un disavanzo complessivo, così come viene
riconosciuto nello stesso DPEF, di tre miliardi di euro nel corso
del prossimo triennio.
Insomma, siamo al fallimento di una politica, fallimento che si
tenta di nascondere attraverso azioni propagandistiche che,
recentemente, hanno visto impegnato il Presidente della Regione
in vicende che per una parte sono corrette, per altre parti non
lo sono e ne spiegherò le ragioni; e la cui conclusione finale,
comunque, signor Presidente, lo voglio anticipare, è un ulteriore
aggravio sulle competenze della Regione e un ulteriore aggravio
delle spese e del bilancio regionale.
Nel corso di questi anni, signor Presidente, il Pil ha segnato
una stagnazione; le imprese siciliane sono in affanno, in tutti i
settori registriamo difficoltà e, anziché proporre una poderosa
politica di modifica della filosofia che ha guidato le disastrose
scelte del governo Cuffaro in questi cinque anni, si presenta,
invece, un'azione propagandistica che lascia intendere che
adesso risolveremo con un po' di spesa aggiuntiva che
affronteremo con quanto ci è dovuto dallo Stato (mi riferisco al
contenzioso legato alla RC auto e alla relativa
cartolarizzazione); cioè, avremo con quelle somme la
possibilità di coprire alcune spese correnti, lasciando invariato
il volume delle spese e del disavanzo regionale.
Onorevoli colleghi, un governo che ragiona così è un governo
che tendenzialmente aumenta i buchi di bilancio; un governo che
ragiona così non si pone il problema di come destrutturare il
bilancio della Regione, di come procedere al contenimento delle
spese, non si pone il problema di consentire nuove entrate
attraverso l'incremento e lo sviluppo del Pil.
Se non ci fosse stato l'euro e se la Regione siciliana non
avesse avuto la copertura nazionale, noi avremmo già avuto
l'effetto Argentina; in altre parole, mi sembra che stiate
conducendo il Paese e la nostra Regione al disastro. Tutti gli
elementi che cito, non sono mie considerazioni personali, sono
elementi contenuti nel DPF, che poi, magicamente, dirà di
affrontare queste questioni attraverso il trasferimento e le
coperture che dovrebbero venirci da parte dello Stato.
Signor Presidente, c'è un'altra cosa che mi preme sottolineare
da questa tribuna. Ancora una volta, questa mattina, nel corso
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, il
Presidente della Regione, come anche lei avrà notato, si è
sistematicamente rifiutato di fare un dibattito d'Aula
relativamente alla vicenda dell'articolo 37 dello Statuto,
vicenda che rappresenta la più grande bufala - consentitemi un
linguaggio non parlamentare, ma tale è l'idea che ho di questa
vicenda -.
Sull'articolo 37 tralascio di parlare di tutti gli aspetti,
nel senso che, come ho già detto nel corso della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, tutto c'era dovuto, ma
sull'articolo 37 abbiamo assistito ad un'azione propagandistica
mirata alle prossime elezioni, mirata a nascondere il fallimento
delle politiche del Governo proprio attraverso un'azione
propagandistica.
Si vuole rappresentare che il governo Cuffaro ha segnato un
punto a favore rispetto all'impianto autonomistico della Regione,
permettendo che alla Regione venisse riconosciuto con l'articolo
37 quanto stabilito e sancito dallo Statuto che, come tutti
sappiamo, è elemento fondamentale della Carta del Paese, della
Carta costituzionale. L'articolo 37 stabilisce che le aziende che
operano in Sicilia, ma che hanno sede fuori dalla Sicilia,
avrebbero dovuto pagare i contributi alla Sicilia. Tutti sappiamo
che, per quanto riguarda, invece, l'Irpef, la Sicilia già
riscuote questi contributi seppure attraverso lo Stato che poi
li trasferisce alla Sicilia.
Al riguardo, sulla possibilità di attuazione dell'articolo 37,
è stata istituita una Commissione paritetica, la quale, in
diverse occasioni, e l'ultima nel luglio di questo anno, ha
deciso un proprio orientamento. Della Commissione paritetica
fanno parte, in quanto paritetica, componenti nominati dal
Presidente della Regione e componenti nominati dallo Stato.
Nella decisione formulata dalla Commissione paritetica si
riconosceva il principio e si stabiliva che, successivamente, tra
lo Stato e la Regione si sarebbero definite le modalità di
erogazione di quanto ci è dovuto.
In occasione del famoso Consiglio dei Ministri riunitosi, se
non ricordo male, il 21 ottobre scorso, la Commissione paritetica
- subito frettolosamente convocata - ha modificato il testo
della propria decisione aggiungendo un avverbio, dicendo pertanto
che simmetricamente ai trasferimenti dello Stato, verranno
trasferite competenze alla Regione siciliana.
E noi vorremmo che il Presidente della Regione ci spiegasse
cosa significhi se uno mette nel bilancio quanto ci verrà
trasferito e l'ambito delle competenze che saranno trasferite,
proprio perché è un punto fondamentale. Vorremmo che venisse in
Aula e affrontasse liberamente questo argomento senza inutili
toni propagandistici.
Abbiamo stabilito sulla base di conti fatti da noi, che
possono essere anche inesatti, che questo elemento comporterà un
aggravio in prospettiva per le casse della Regione.
Non è un caso, e intendo dirlo qui, onorevoli colleghi, che il
Ministro Maroni e la Lega abbiano dichiarato la propria
soddisfazione al riguardo in quando hanno ritenuto che si
trattasse di un'anticipazione della devolution, uno
scardinamento dello Stato solidale, della solidarietà tra le
regioni più ricche e le regioni più povere E Cuffaro, non so se
volontariamente o involontariamente, permettendo quel testo e
quel tipo di approvazione in rapporto alle competenze trasferite
alla Sicilia, finisce con l'essere un vero e proprio ascaro delle
scelte legate alla devolution e alla divisione del Paese
Quindi, signor Presidente, ci troviamo di fronte ad una vera e
propria azione di propaganda sostenuta dai mass media, fortemente
sostenuta dai mass media, ma che ci arrecherà guasti nel corso
dei prossimi anni.
Non c'é, quindi, una politica del Governo. Ci si spieghi una
sola cosa che il Governo intende fare per favorire il sistema di
incentivo alle imprese, per riprendere la produzione, per
rilanciare la produzione industriale, per dare forza e
competitività al sistema delle imprese siciliane, per vedere in
che modo si affrontano i nodi della crisi, in particolare, il
modo come si affronta il nodo della crisi che sta impoverendo le
nostre famiglie.
Tutta questa è materia estranea all'azione del Governo ed è per
questa ragione, signor Presidente, che non condividiamo l'azione
propagandistica del Governo, non siamo un Paese dell'America
latina, siamo una grande Regione del Mezzogiorno, dell'Europa e
siamo un grande Paese, ma ci troviamo, purtroppo, con un Governo
molto piccolo, un Governo inadeguato a capire i processi di
sviluppo che possono investire la nostra Regione e saperli
agganciare.
Uno per tutti, signor Presidente, e concludo, si vede con
preoccupazione tutto ciò che sta avvenendo in questo momento nei
Paesi dell'Est, nei Paesi asiatici, il poderoso sviluppo della
Cina e dell'India. Si tenta di farci vivere questo poderoso
sviluppo con preoccupazione, come un elemento che può, in qualche
modo, incrinare i primati dell'Occidente in alcuni settori
produttivi. E non si coglie un fatto straordinario sul quale
dovremmo trovarci pronti come Sicilia.
Il fatto straordinario è che il volume dei traffici non si
svolge più sulla rotta di Rotterdam, ma si svolge sulla rotta di
Suez e questo determinerà che il Mediterraneo ritorni ad essere,
dopo alcuni secoli, il centro vitale degli scambi mondiali del
commercio e la Sicilia la piattaforma più naturale, essendo la
nostra Regione al centro del Mediterraneo, la Regione più
naturale che può intercettare questi volumi, da un lato;
dall'altro non si coglie fino in fondo la svolta del 2010 e le
modalità con le quali, anche in forza delle modifiche del Titolo
V della Costituzione, la Regione possa svolgere un ruolo positivo
nei confronti dei Paesi Euro-mediterranei, soprattutto, dei Paesi
che si affacciano nel bacino del Mediterraneo.
Insomma, ci troviamo di fronte ad un Governo che non è in grado
di sapere cogliere questi processi e di dare respiro ad una
grande Regione.
Mi rendo conto che, su questo argomento, non vi può essere un
dibattito, comprendo perfettamente che argomenti di questo tipo
vengono trattati con fastidio e che si preferisce trattare un
emendamento di comodo piuttosto che affrontare questioni
nodali.
Mi rendo conto, inoltre, che conseguenza di tutto ciò è che,
alle future generazioni, viene consegnata una Sicilia più povera,
più incerta e più insicura.
A casa di ciascuno di noi, anche nella sua, signor Presidente,
siamo tutti più insicuri, il domani viene vissuto con incertezza
e tutto ciò ha un nome ed un cognome, una responsabilità precisa:
l'atteggiamento di un centro destra che non è stato in grado di
soddisfare fino in fondo le aspettative e le attese della nostra
Regione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Per un richiamo al Regolamento
MICCICHE' Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è il
secondo richiamo che faccio su un argomento, pur con il voto
contrario sulla questione pregiudiziale da me posta, un punto
trattato anche dall'onorevole Speziale: i ritardi.
Onorevole Speziale, lei ha detto bene, ma il rilievo da lei
fatto mancava di un riferimento più forte: la violazione di una
legge. E non si tratta di una birichinata, di una dimenticanza .
PRESIDENTE Onorevole Micciche', non deve lamentare il fatto
che faccio uso del Regolamento arrecandole un danno: lei non può
parlare due volte sullo stesso argomento.
MICCICHE' Signor Presidente, chiedo di parlare per richiamo al
Regolamento per chiedere un suo intervento.
E' necessaria, infatti, una norma di censura e di intervento
sull'argomento che stiamo trattando e che doveva essere
abbondantemente esaminato entro i trenta giorni.
La legge regionale n. 10 del 9 agosto 2002 stabilisce,
infatti, che il documento di programmazione economico-finanziario
deve essere presentato entro trenta giorni dalla data di
presentazione alle Camere da parte del Consiglio dei Ministri del
documento di programmazione finanziaria nazionale. Ciò riguarda
il documento di programmazione nazionale.
Stamattina, signor Presidente, ho effettuato una ricerca e ho
notato che la Giunta di Governo ha approvato il DPEF il 4 agosto,
mentre il Governo nazionale lo ha approvato il 28 luglio 2005. Si
può dire, quindi, che rientriamo nei termini per l'approvazione
da parte della Giunta.
Passiamo però alle date successive. Il documento viene
trasmesso alla competente Commissione il 26 agosto; la
Commissione, infine, lo approva il 27 settembre ed è inserito
all'ordine del giorno dell'Aula il 26 ottobre.
Dico ciò per fare rilevare che non è stato rispettato il
termine delle 48 ore. Siamo quindi fuori la discussione; siamo
davanti ad una violazione regolamentare, procedurale e ciò
significa che stiamo trattando un argomento che necessitava di
una sedimentazione procedurale.
Vi è quindi illegittimità, signor Presidente, visto che la
vacatio, dal 26 ad oggi, non può essere intesa come copertura.
La copertura, infatti, doveva riguardare il momento in cui si
incardinava, ma non era necessaria la relazione di maggioranza o
di minoranza.
La legge, infatti, prevede che deve essere trasmesso, per
conoscenza ai deputati, entro 48 ore dalla sua immissione
all'ordine del giorno. Questa illegittimità di tempo non si é
sanata, signor Presidente.
Ecco perché ho posto la questione pregiudiziale: non si poteva
procedere poiché il vizio formale era già stato consumato e,
quindi, bisognava sanarlo.
Lei, signor Presidente, ha il dovere di sanarlo. Non lo può
sanare pensando che é passato e si stende un velo pietoso , non
é così.
La procedura si deve rispettare e ciò significa che, in quella
istanza, l'onorevole Savona non poteva e non doveva effettuare la
lettura della relazione della maggioranza o della minoranza
perché non sono state rispettate le 48 ore di tempo per rendere
consapevoli i deputati, presenti o assenti.
Questo il mio appunto, signor Presidente, e non lo dico io, ma
il Regolamento.
Siamo oltre la norma prevista dalla nostra legge regionale, del
termini dei 30 giorni.
Il documento di programmazione è stato trasmesso, per la
discussioni in Aula, il 26 ottobre e cioè dopo due mesi. Siamo
abbondantemente fuori da ogni norma.
Si sono accavallate una serie di illegittimità che per sanarle
bisogna iniziare ex novo. Tutto quello che é stato fatto é
illegittimo, non si può procedere in questo modo.
Signor Presidente, si avvalga degli uffici che sono dotati di
tanti funzionari: che studino la materia costoro e che facciano
un esame più dettagliato sul mio rilievo.
Non lo dico io, ma il Regolamento e lei é tenuto a rispettarlo.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, la prego di concludere.
MICCICHE' Signor Presidente, si sta parlando di una
questione seria. Se lei poi non la ritiene tale se ne assume la
responsabilità.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, non é autorizzato ad
attribuirmi opinioni sue personali, non penso che lei non dica
cose serie. Se lo pensa lei, non lo attribuisca a me.
A questo punto, il rispetto del Regolamento non é un fatto
puramente formale, ma sostanziale, perché violando continuamente
il Regolamento l'Assemblea si inceppa e la democrazia cui lei,
sempre in buona fede, si appella, ne risenterebbe moltissimo.
MICCICHE' La democrazia é stata violata.
PRESIDENTE Questo lo può dimostrare in un intervento che ha
già compiuto. Adesso lei é in sede di richiamo al Regolamento e
può parlare solo per cinque minuti.
Lei ha superato questo termine
MICCICHE' Le chiedo un pronunciamento sui miei rilievi che
si riferiscono all'articolo 73, 73 bis e 73 bis.1. La invito ad
esaminare questi articoli per rilevare i miei appunti
all'argomento trattato.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, il documento é stato
approvato dalla Giunta regionale con delibera del 4 agosto 2005,
viene inoltrato al Parlamento nei termini di legge che è entro i
trenta giorni (ripeto, l'approvazione è avvenuta il 4 agosto),
dall'inoltro del documento nazionale al Parlamento nazionale, e
ciò è accaduto il 16 luglio.
Il 12 agosto l'Assemblea lo invia in Commissione e si è
arrivati al 26 agosto, quando non era possibile riunire
l'Assemblea.
Pertanto, i giorni in più trascorsi rispetto ai termini a lei
noti rientrano nei termini feriali, quin di non computabili, e
non alla mancata presentazione del documento stesso.
MICCICHE' Signor Presidente, deve leggere il comma 4
dell'articolo 73 bis.1, non quello che le conviene.
PRESIDENTE L'articolo a cui lei fa riferimento non è un
termine perentorio, ma soltanto ordinatorio.
MICCICHE' Non è una giustificazione, perché c'è la legge.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2006-2008
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, fare un
dibattito approfondito, nel mese di novembre, sul documento di
programmazione economico-finanziaria non mi pare opportuno, anche
perché avremo la possibilità di approfondire i temi della
crescita e dello sviluppo della nostra Regione in occasione del
dibattito che riguarderà i documenti contabili, finanziari, il
bilancio e l'assestamento.
Sarebbe stato interessante discutere sui numeri, sulle
politiche realizzate fino a questo momento, ma anche il clima di
questa sera induce a non approfondire questi temi ed a rinviarli
ad una prossima occasione.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, per inciso, non per contraddirla
per partito preso, lei si sbaglia quando afferma che la norma non
è obbligatoria.
La invito a leggere attentamente, forse non ha letto bene.
Quando sostiene deve essere non significa può , tra deve e può
c'è una differenza, signor Presidente.
Per esempio posso dire: lei deve richiamarmi all'ordine che è
diverso da: lei può richiamarmi all'ordine , perché se dico così
lei può richiamarmi o meno, ma se dico lei mi deve richiamare
all'ordine lo deve fare.
Lei, che viene da un'esperienza politica dove il comando
gerarchico si conosce molto bene, sa che tra può e deve c'è una
grossa differenza. Comunque, è una questione di interpretazione,
ma personalmente sono convinto che è il contrario di ciò che lei
pensa.
Considerato che è questa la sua decisione, mi piego alla sua
volontà.
Entrando nel merito dell'argomento del documento, devo dire che
sono cambiati soltanto dei numeri indicatori Istat, perché basta
collegarsi con degli istituti che svolgono questo tipo di lavoro
economico-finanziario ed è facile poi cambiare i dati rispetto
agli anni precedenti.
Però devo dire che questo documento non corrisponde a quanto
inserito nella parte finale della relazione letta dall'onorevole
Savona.
L'onorevole Savona, infatti, faceva riferimento agli ultimi
avvenimenti di cui ha parlato l'onorevole Speziale, il famoso
articolo 37, l'aggiunta di entrate e, quindi, previsioni di
spesa per determinati settori di nostra competenza.
Ma se andiamo ad esaminare il documento, chiunque voglia
prendersi la briga di andare a leggere tutti questi numeri, si
renderà conto che non corrispondono con le finalità lette
dall'onorevole Savona nella relazione che ha allegato, doveva
almeno leggerla per convincerci, un conto è leggere, un conto è
convincere gli interlocutori ad iniziare un dibattito.
La verità è in ciò che ha sostenuto l'onorevole Speziale, cioè
che questo documento lascia il tempo che trova. E' una norma, è
un fastidio, gli si dà un peso che poi effettivamente non ha,
perché il DPEF è ben diverso dal bilancio o dalla finanziaria, ha
un'altra finalità.
Quindi, personalmente esprimo il voto contrario a questo
strumento finanziario che si può definire vuoto, privo di senso e
di contenuti, soltanto un'accozzaglia di dati ed indicatori presi
da internet.
Ho presentato un ordine del giorno che, spero, venga approvato
e il mio documento va nella direzione opposta da quella che
effettivamente si concretizza nella fattispecie, nell'esecutività
e nell'operatività di questo Governo e cioè dare una risposta
alla crescente povertà, perché quello che emerge proprio in
questo DPEF è la crescente povertà della nostra Regione.
Noi sappiamo benissimo - e i dati ce lo confermano - che la
nostra Regione è l'ultima in Italia, in senso assoluto, per
reddito e per tutti i servizi indispensabili, ma soprattutto come
aiuto alla società bisognosa.
Vero è che l'indicatore reale è rappresentato dal PIL e
dall'aumento della produttività - gli indicatori economici
generali - ma c'è un altro indicatore, signor Presidente: la
crescente povertà della nostra Regione.
Vasti settori della nostra popolazione si sono impoveriti in
questi ultimi anni e una risposta a questo impoverimento della
nostra società siciliana la possiamo dare non in termini di
facile assistenzialismo o di semplice carità cristiana.
Certo, un pizzico di carità cristiana non guasta in una società
globalizzata in cui conta soltanto il denaro e la ricchezza e non
la solidarietà verso i più deboli, ma è quello che manca, quello
che si dice a parole, ma che non viene effettivamente operato coi
fatti; ed allora quale risposta possiamo dare?
La risposta, signor Presidente, è contenuta in quel disegno di
legge che ho presentato, riguardante l'istituzione del reddito
minimo sociale per tutti i siciliani disoccupati, senza ordine di
età.
Signor Presidente, sa benissimo che fra qualche mese riceverà
centinaia di richieste di sussidio di contributo natalizio e
questo crescente senso di elemosina, proveniente dal basso, non
cresce perché i siciliani sono abituati a essere umiliati e
vogliono continuare ad essere umiliati con l'elemosina, ma perché
la gente spera e crede che le istituzioni servano a risolvere i
problemi anche della loro sopravvivenza.
E quando parlo di sopravvivenza faccio riferimento alla
possibilità di portare a casa un litro di latte e mezzo chilo di
pane, cosa che in vasti strati della nostra popolazione siciliana
in questo momento manca.
E glielo dico col cuore in mano, perché quando cammino lungo la
strada del mio paese, della mia città, vengo assalito da gente
povera che chiede lavoro o un pezzo di pane da portare a casa e
questa risposta non possiamo darla facendo riferimento ai grandi
temi dell'economia, della produttività e del PIL.
La gente vuole vivere e non sopravvivere, vuole vivere, ma per
vivere non ha bisogno solo della carità cristiana, ha bisogno
anche del sostegno economico di uno Stato che ha ridotto la
nostra isola in una povertà ormai latente.
Quando dico povertà latente mi riferisco a quella dei quartieri
di Palermo, come il quartiere dello ZEN, o ai quartieri bassi del
centro storico di Catania, di Agrigento, di Caltanissetta, di
Trapani, di Enna, di Ragusa, di Siracusa, di Messina.
Vediamo la povertà crescente, sempre in aumento e la risposta
non può essere data solo con i grandi traguardi che ci
prefiggiamo con il DPEF, con il bilancio, con l'articolo 37 -
che abbiamo conquistato a parole, ma solo con le carte - ma
attraverso lo strumento già operante in tutta Europa: in Francia,
in Germania, in Belgio, in Olanda, in Lussemburgo, in Spagna sta
per essere avviato grazie al governo Zapatero, in Inghilterra, in
Irlanda, in Svezia, in Norvegia, in Danimarca.
Lo chiamiamo reddito minimo sociale garantito per la
sopravvivenza di settori della popolazione estremamente
impoverita dalla globalizzazione del potere economico
internazionale ed europeo.
Questa è la risposta che un Governo, se ha alto il valore della
solidarietà e del concetto della carità cristiana, dovrebbe dare,
attuando tale concetto, se è veramente così, continuando a
battersi il petto e con tutto il rispetto della propria devozione
religiosa.
Non basta signor Presidente, ci vogliono i fatti e anziché
sperperare il denaro pubblico con il DPEF, che si sta trattando,
con il vostro bilancio o finanziaria, aperitivi a destra e
cocktail a sinistra, all'Assemblea, alla Regione, nei comuni,
nelle province, ovunque, occorre tagliare le spese inutili,
rastrellare questo denaro speso inutilmente e indirizzarlo a
sostegno di un salario per tutti i siciliani.
E' un esperimento rivoluzionario che potrà creare un precedente
in Italia ed essere noi siciliani finalmente liberi e fieri della
nostra autonomia di decidere delle nostre risorse, senza chiedere
e piangere a destra e a manca nei confronti del Governo
nazionale.
Questa è la risposta che intendo dare con la presentazione
dell'ordine del giorno e se questo Governo e se questa Assemblea
ha lo scatto di orgoglio e di dignità, lo dovrebbe approvare e
farlo proprio del proprio Governo nel momento in cui presenta la
finanziaria.
Viceversa, significa che non ha a cuore i destini di qualche
milione di siciliani e che non è poco di fronte a cinque milioni.
Quando dico che abbiamo in Sicilia una povertà crescente, non
parlo di pochi centinaia di migliaia di siciliani, ma parlo di
migliaia di siciliani che ormai hanno preso la via
dell'emigrazione.
Spesso parliamo dell'immigrazione dei nostri sfortunati
fratelli dell'oltrecanale di Sicilia, ma dobbiamo anche parlare
dei nostri fratelli che vanno oltre lo stretto di Messina, a
varcare questo fatidico stretto per un reddito minimo precario.
Perché sappiamo benissimo che fine fanno i nostri fratelli
siciliani, i nostri concittadini siciliani fuori dalla nostra
Isola, fanno il precariato perenne, vivono in tuguri come si
viveva trenta, quaranta, cinquanta anni fa dopo la seconda guerra
mondiale. Questo si sta ripetendo: la via dell'immigrazione.
Mentre prima la stragrande maggioranza di lavoratori che
emigravano erano i meno scolarizzati, anzi, nella stragrande
maggioranza erano analfabeti, oggi varcano lo stretto i laureati,
i diplomati che non trovano lavoro e no hanno speranza di un
posto di lavoro nella propria terra. Vanno fuori i laureati,
fuori per lavorare, magari vanno a fare i precari nei call center
di Milano, Torino, Verona, Venezia. Questo è ormai il destino dei
siciliani.
Il reddito minimo garantito può bloccare questa sorta di
erosione e di fuga di cervelli siciliani.
Signor Presidente, lei lo sa, quanto le nostre province si
siano impoverite di popolazione, la provincia di Agrigento, nel
giro di cinque anni, ha perso quasi ottantamila abitanti, non li
ha guadagnati Palermo o Caltanissetta, li ha persi la Sicilia;
così vale per Siracusa, vale per Catania, Caltanissetta.
Abbiamo perso migliaia di persone che sono andate via dalla
Sicilia -- per non parlare di quelle che hanno addirittura
lasciato la propria residenza -; se andiamo a vedere i paesi,
questi sono spopolati, se andiamo in un paese qualsiasi
dell'ennese ( Agira, Valledolmo), ovunque, signor Presidente,
non troviamo più giovani, o forse li troviamo soltanto il sabato
e la domenica che che ritornano a casa dalle Università di
Catania o di Palermo.
Questa è la realtà drammatica. La realtà drammatica è che noi
dobbiamo dare una risposta ai veri problemi della Sicilia.
Certo non sarà risolutiva, qualcuno può dire che bisogna
puntare allo sviluppo, alla produttività. Sicuramente è primario,
importante, ma abbiamo un'emergenza e questa non serve solo a
frenare la crescente povertà, ma serve a frenare - e ho terminato
- la criminalità.
E la criminalità, signor Presidente, il suo brodo di cultura lo
trova attraverso la disperazione dei giovani, sia che siano
scolarizzati, sia che non lo siano, sia che siano di famiglia
agiata, sia che siano di famiglia non agiata.
Particolarmente quelli non agiati sono più fragili, ecco perché
in queste fasce attecchisce più facilmente la criminalità, lo
spaccio e una serie di fenomeni negativi che hanno portato la
Sicilia alla disperazione, addirittura la prima Regione d'Italia
per suicidi.
Qualche settimana fa nella mia provincia, Agrigento, ed
esattamente a Ribera, un ragazzo di trentacinque anni si è
impiccato, pur avendo una famiglia, perché da cinque anni non
trovava lavoro.
Questa è la verità, questi sono i veri problemi e la risposta
che sto chiedendo ai miei colleghi non è quella di approvare il
mio ordine del giorno, ma che sia un documento che tutta
l'Assemblea faccia proprio perché dobbiamo tenere alta la dignità
dei siciliani.
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è vero che l'Aula oggi non invita
ad una considerazione positiva, dato il numero esiguo di deputati
presenti, però vorrei ritornare brevemente, non ad un fatto
comiziale ripetuto più volte, ma a fatti che non sono solo parole
del Governo o delle opposizioni, che non dipendono da una volontà
partitica.
Per otto anni consecutivi, dal 1996 al 2003, l'economia
siciliana, misurata in base all'andamento del PIL, è cresciuta
più dell'intera economia nazionale e del Mezzogiorno. Questa non
è un affermazione del Governo ma è un dato SVIMEZ.
Le difficoltà che hanno interessato la Sicilia nel 2004 e nel
2005 sono l'espressione locale di una crisi ampia e persistente
che ha coinvolto l'economia italiana e l'intera Unione europea.
Nonostante l'aumento del prezzo del petrolio, la caduta dei
consumi, il crollo dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli,
la Sicilia, sia pur lentamente, ha continuato a crescere con
l'effetto finale che, nell'ultimo anno, i posti di lavoro sono
aumentati di ben 5 mila unità. Ed anche questa non è un
affermazione del Governo bensì un dato ISTAT, quel dato al quale
l'onorevole Speziale faceva riferimento; quando i dati ISTAT
indicano qualcosa di negativo allora vengono presi come punto di
riferimento.
In una fase di rallentata crescita va inoltre salutato come un
risultato importante l'opera di risanamento dei conti pubblici
regionali, malgrado l'incalzare della spesa sanitaria; ed anche
questa non è un affermazione del Governo ma è il giudizio di tre
diverse agenzie internazionali indipendenti di rating. La Sicilia
ha avuto riconosciuto un segno positivo mentre il Governo
nazionale, in controtendenza, ha avuto un segno negativo.
Se questo significa che la Sicilia sia cresciuta e che non ci
sia più la disoccupazione, è chiaro che non è così; che le
famiglie non riescono, specialmente con l'entrata in vigore
dell'euro, ad avere la dignità di essere liberi dalla
disoccupazione, questo governo dice che non è così, e ne siamo
pienamente convinti, ma che si sia fatto un lavoro serio, con un
capo serio - l'onorevole Cuffaro - e con una coalizione seria -
quella del centrodestra - che ad oggi, con sforzi enormi, ha
tenuto fede agli impegni che ha assunto con gli elettori,
riteniamo che queste non siano solo parole ma fatti concreti e
seri.
Se sono stati messi in essere investimenti per circa 9 miliardi
di euro, questa non è una parola, non è il dibattito comiziale, è
un fatto concreto che ha portato la Sicilia ad avere dall'Europa
una premialità; la Comunità europea ha dato alla nostra regione
ulteriori soldi per premiarci per quanto abbiamo impegnato e
definito.
Dire che questo significa che in Sicilia si sta ottimamente
bene sarebbe un illusione e una assurdità, però sappiamo con
certezza che questo Governo, pur con le tante contraddizioni che
a volte ci sono, quelle dell'Aula come quelle del Governo, quelle
dell'amministrare come quelle della proiettare nel futuro, ha
reso un servizio per un miglioramento reale e per dare ai
siciliani una speranza concreta: la speranza di vedere che questa
nostra terra di Sicilia, con i suoi prodotti, con la volontà che
tanti industriali, come anche le organizzazioni sindacali, hanno
dimostrato, con la fine di un precariato che si avvia a chiudere
la sua stagione e che non può ricadere sulla responsabilità del
centrodestra, sta facendo sommessamente ma fortemente il proprio
dovere fino in fondo.
Non è facile amministrare come stiamo amministrando, così come
non è facile e non è serio non dare il giusto conto ad un Governo
nazionale che, dopo 50 anni, ha finito di rapinare i soldi dei
siciliani.
Questo è avvenuto sia con i Governi di centrodestra che con
quelli del centrosinistra, ma con il Governo Berlusconi è
diventata realtà l'articolo 37 dalla Costituzione, è diventato
realtà il riconoscimento dell'RCA alla Sicilia con un intervento
forte e poderoso dello stesso Presidente del Consiglio
Berlusconi.
Tutto ciò non può che significare per la Sicilia che non siamo
un popolo di accattoni, ma che ci siamo presentati al Governo
nazionale con le carte in regola per chiedere quanto era nel
diritto dei siciliani avere.
Su queste basi abbiamo lavorato per il DPEF, così come per la
finanziaria ed il bilancio, che contiamo di portare in Aula e di
poter approvare entro l'anno.
Concludo ricordando che il Governo ha inviato a tutti e 90 i
deputati, prima di formulare i documenti di programmazione
economica, una richiesta di aiuto, di sostegno e di proposizione.
Quando nella responsabilità di chi governa si risponde con il
silenzio, con questo si è strappata qualsiasi tipo di demagogia
nei confronti della Sicilia, di una difesa dei siciliani, che si
dice a parole ma che non si traduce in fatti concreti. Quando si
infanga - come si fa quasi quotidianamente - il Presidente della
Regione o la Giunta di Governo, additando tutti come se si
trattasse di malfattori, non si sta cercando di migliorare le
condizioni della Sicilia, ma per rappresentarla in Italia ed in
Europa come se fosse la cenerentola o peggio la terra di
nessuno .
Con tali parole, a volte volgari e violente, si distrugge tutto
ciò di cui questa Terra ha necessità, nella sua rappresentazione
esterna, fatta da gente laboriosa e onesta, da persone per le
quali stiamo tentando di dare sfogo, spazio e dignità. Vogliamo
dire a chi voce non ha, perché è debole, che questo Governo, non
solo attentamente ma anche religiosamente, vuol salvaguardare e
continua a salvaguardare gli interessi della famiglia, dei deboli
e degli emarginati, per avere qui una parola chiara, forte e
concreta: la speranza che questa Terra sia quella che noi
vogliamo, una Regione Sicilia che sia prima non solo in Italia,
ma la prima in Europa.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale sul DPEF.
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Villari ed
altri l'ordine del giorno n. 616 Iniziative ed interventi in
favore dei lavoratori agricoli .
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo lo
accetta come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Lo
Curto ed altri l'ordine del giorno n. 611 Interventi urgenti in
materia di agricoltura .
Ne do lettura:
«PREMESSO CHE :
- la crisi che da tempo attanaglia l' agricoltura siciliana
si profila come una crisi di ordine strutturale e non solo
congiunturale ;
- più segnatamente, il settore maggiormente colpito è
proprio quello della vitivinicoltura;
- la provincia di Trapani è la più vitata d' Europa ed è
quella che produce il 50 per cento del vino siciliano e il 10
per cento di quello prodotto nell' intera nazione ;
- gli innumerevoli incontri, dibattiti, manifestazioni,
organizzati sino ad oggi tra associazioni di categoria,
rappresentanti dei comitati di base degli agricoltori, presidenti
di cantina, sindaci dei comuni della provincia di Trapani e
rappresentanti del Governo regionale non hanno in alcun modo
attenuato lo stato di agitazione che attraversa l' intero
comparto ;
- in provincia di Trapani ben quindici comuni sono ad oggi
occupati pacificamente, ma con grande determinazione, dagli
agricoltori intenzionati a far valere le loro istanze innanzi
alle istituzioni ;
- il tracollo finanziario di migliaia di aziende agricole
travolgerà inevitabilmente l' intero tessuto economico della
nostra Isola ;
il malessere accumulato dagli agricoltori non trova ad oggi
un' adeguata risposta, atteso che anche l' ultimo incontro tra le
associazioni di categoria ed il Governo, svoltosi in data 24
ottobre u.s., non soddisfa le esigenze degli imprenditori
agricol, ormai giunti all'esasperazione;
il perdurare di tale situazione rischia di esplodere in forme
di protesta incontrollabili, con possibili, gravissime ed
inaccettabili ripercussioni sull'ordine pubblico e la sicurezza
del territorio e dei cittadini;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a destinare, con un intervento specifico da iscrivere nella
prossima legge di assestamento di bilancio, in ottemperanza a
quanto previsto dall'art. 37 dello Statuto siciliano, il 25 per
cento delle risorse che lo Stato trasferisce alla Regione e,
comunque, una somma non inferiore a 300.000.000 di (Euro).»
(611)
LO CURTO - LEANZA NICOLA-AMENDOLIA- PAFFUMI-NERI.-
FRANCHINA-PISTORIO-DI MAURO-ARDIZZONE-SPAMPINATO-
ACANTO-SCALICI-BURGARETTA-BASILE
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ritiene che
quest'ordine del giorno vada valutato concretamente e seriamente;
infatti, la Giunta ha già predisposto 100 milioni di euro a
favore dell'agricoltura siciliana nelle variazioni di bilancio
che sono state appena approvate dalla Giunta di Governo.
Noi comprendiamo che possono non essere esaustivi i 100 milioni
di euro che sono alla base delle variazioni di bilancio che
arriveranno in Aula il 22 novembre prossimo, come stabilito dalla
Conferenza dei capigruppo.
Purtroppo non è possibile approntare i 300 milioni richiesti
perché al momento non c'è la disponibilità finanziaria che ci
consente di dire ai presentatori dell'ordine del giorno che
possiamo accoglierlo integralmente.
Pertanto non chiedo il ritiro dell'ordine del giorno, perchè
ritengo che sia una iniziativa seria e concreta, però si scontra
con le difficoltà di un bilancio le cui risorse non sono al
momento disponibili. Il Governo lo accetta come raccomandazione,
precisando che per un terzo - e cioè 100 milioni di euro - è già
stato accolto nelle variazioni di bilancio che saranno in Aula il
22 novembre e che potrebbe essere approvato velocemente dando
forza a quest'ordine del giorno, ovviamente tenuto conto della
disponibilità democratica del Regolamento. Chiaramente, trovando
le risorse, è intenzione del Governo di aumentare anche la
quantità dei finanziamenti nel corso dell'anno che va ad
iniziare.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevole assessore Cintola,
onorevoli colleghi, non voglia la mia sembrare una pregiudiziale
rispetto alle parole pronunciate con tanta saggezza e con tanta
capacità di ascolto da parte dell'onorevole assessore Cintola.
Tuttavia devo insistere sulla necessità di mettere ai voti questo
ordine del giorno. Comprendo assolutamente, con quel senso di
responsabilità che connota l azione politica di cui, anche a nome
del mio partito, mi faccio portavoce, essendo il mio un partito
di governo, relativamente alle difficoltà finanziarie nelle quali
la Regione si dibatte. Ciò nonostante ritengo, come me tutti gli
altri deputati della maggioranza e dell'opposizione che hanno
sottoscritto questo ordine del giorno in maniera assolutamente
bipartisan, che questa sia una priorità che deve costituire un
punto essenziale dell'attenzione del Governo e del Parlamento
verso una categoria produttiva, che non chiede assistenza, che
non chiede un posto di lavoro, ma che chiede e rivendica,
legittimamente, il proprio diritto di continuare a lavorare
facendo uso delle braccia e facendo uso della terra, quale
strumento di legittimazione anche sociale e civile.
E' per questo che io insisto nel dire che occorre fare uno
sforzo, togliendo risorse magari da qualche altra parte, per dare
un segnale di vera attenzione a questa categoria produttiva,
perchè se in Sicilia, signor Presidente, onorevoli colleghi,
muore l'agricoltura, muore la Sicilia e muore anche quella fetta
di operosità che connota storicamente la nostra terra e gli
interessi dei siciliani.
Noi abbiamo l'esigenza, onorevole Assessore, di determinare
questa scelta, visto che, tra l'altro - pur con la povertà di
informazione dovuta al recente sciopero dei mezzi di informazione
- coloro i quali hanno molto civilmente rappresentato le loro
legittime rivendicazioni con i trattori, giungendo a Palermo da
tutte le parti della Sicilia, perché è proprio Palermo il cuore
della politica e rappresenta il cuore di questa Regione, e oggi
sono anche vittime di un'azione, diciamo di repressione, di
punizione di quella legittima rivendicazione. Questo perché sono
fioccate multe e denunce a chi non ha invaso la città, a chi non
ha ostacolato lo svolgimento della vita cittadina a Palermo, ma
ha dovuto ricorrere, come soluzione estrema, di mettere questa
città, cuore del Governo regionale, di fronte ad una evidenza
ormai ineludibile, che se non viene attenzionato il mondo
dell'agricoltura, non c'è attenzione per la Sicilia che lavora,
alla Sicilia degli onesti, alla Sicilia che bussa alle porte
delle istituzioni e non si vuole contrapporre alle istituzioni
per continuare a vivere, anzi, a sopravvivere.
Sono di questi giorni le notizie delle iniziative di tutti i
presidenti delle regioni del meridione, che fanno squadra, che
fanno rete, per sostenere l'economia debole delle Regioni del
Sud, in capo a tutti il nostro Presidente, onorevole Cuffaro.
Ebbene, ritengo che l'onorevole Cuffaro, che è stato il
migliore assessore per l'agricoltura e le foreste della Regione
siciliana, oggi non si possa esimere dall'essere colui il quale
deve dare una risposta qualificata e seria, una risposta vera, ai
problemi dell'agricoltura e degli agricoltori stante, mi duole
dirlo, che l'attuale assessore per l'agricoltura e le foreste è
stato delegittimato dagli stessi agricoltori nell'essere
individuato quale referente e quale voce del Governo
autorevolmente preposta a dare una risposta seria ai problemi
dell'agricoltura.
Quella di oggi, signor Presidente, onorevole assessore, l'ho
già detto in un mio precedente intervento, è la cronaca di una
morte annunciata.
Da oltre un anno e mezzo gli agricoltori, gli imprenditori
agricoli, le organizzazioni di categoria, i vitivinicoltori,
tutti quanti, hanno chiesto inutilmente e invano al Governo
regionale - e anche, ahimè, al Governo nazionale - una risposta e
una attenzione ai loro problemi e questo mi duole dirlo, anche
perché io sono un deputato della maggioranza, non faccio il ruolo
dell'opposizione.
Ebbene, ritengo che oggi, per quanto pochi possiamo essere in
questa Aula, abbiamo il diritto di chiedere che ci sia questa
attenzione per il mondo dell'agricoltura e, soprattutto, che ci
sia una risposta vera da parte delle istituzioni che non possono
né tacere e meno che mai fare annunci di propaganda. La
propaganda, non è riferito certamente a lei onorevole Assessore,
ma a qualcuno che ogni giorno sui giornali dice che la nostra
agricoltura va a gonfie vele, che ogni giorno stappa bottiglie e
dice che il nostro vino non ha problemi.
Così non è e lo sappiamo tutti. E allora alla propaganda
bisogna rispondere in maniera seria, in maniera adeguata, in
maniera coerente con quello che non è né un aiuto né un sostegno
ma una doverosa attenzione nei confronti, ripeto, di un settore
produttivo che per la Sicilia è strategico e assolutamente
fondamentale.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in un
momento particolare o, forse, particolarmente difficile, con una
campagna elettorale già avviata e qua non c'è nessuno disponibile
a lasciare lo spazio alle forze della maggioranza o alle forze
dell'opposizione per fare propaganda. C'è la volontà di essere
seri, concreti, responsabili e di sfruttare al massimo le
occasioni importanti che questo Governo ha offerto alla Sicilia.
Poco fa l'assessore Cintola ricordava che dopo cinquant'anni di
governi di qualunque colore politico che hanno rapinato le casse
della Regione finalmente si è raggiunto un grande risultato.
Con la nuova legge Cirielli è tutto prescritto, lo dico come
provocazione perché il Parlamento nazionale è arrivato a fare una
legge contra personam, e io spero che questa persona non voti né
leggi ad personam né leggi contro nessuno.
Dicevo, l'assessore Cintola ha riferito che dopo cinquant'anni
il Governo nazionale ha dato la giusta retribuzione alla Regione
siciliana, e proprio perché succede dopo cinquant'anni devo
guardare con attenzione a quest'ordine del giorno che è da me
sottoscritto.
Lo dico a chiare lettere, per dieci anni ho raccontato agli
agricoltori della mia provincia, che è la provincia più vitata
d'Italia, che non li potevamo aiutare e che il Governo soffriva
perché non c'erano denari, ora non posso dire che i denari ci
sono e non si danno all'agricoltura. Voglio essere
intellettualmente onesto nei confronti di quest'Assemblea e nei
confronti della provincia di Trapani e degli elettori che mi
hanno mandato qua.
Così come non si può non pensare di affrontare il problema
degli artigiani, importante quanto quello degli agricoltori, se
ci sono risorse rilevanti che arrivano nelle casse della Regione;
i destinatari devono essere le categorie produttive della Regione
stessa e, a fronte di un ordine del giorno che destina soltanto
il 25 per cento delle risorse per un comparto, quello agricolo,
che rappresenta forse il 40 per cento della forza lavoro in
Sicilia, non si può non guardare con occhio benevolo - ed io sono
costretto e lo faccio con azione di responsabilità con il vincolo
di maggioranza - e chiedere al Governo di rivedere la posizione,
non perché voglia contestarne l'operato, ma è un'occasione che il
Governo ha definito storica e che l'Assemblea recepisce come
storica.
Nessuno ha criticato, e non è criticabile, l'azione del
Governo: i soldi stanno per arrivare, ma se arrivano i soldi
devono essere impegnati nei settori che producono e che producono
per davvero. E non si può pensare d'impegnare queste somme con un
contributo una tantum che non vuole nessuno, anche su questo
dobbiamo intenderci.
Noi siamo qua per fare la legge di riforma del settore
agricolo, siamo qua per fare una legge che, speriamo, possa fare
ripartire l'agricoltura e renderla competitiva, ma è chiaro che
per fare questo, se cento milioni di euro che già il Governo ha
stanziato non sono sufficienti, vuol dire che l'Assemblea ne
metterà duecento. L'Assemblea è sovrana ed i problemi che
riguardano l'agricoltura sono problemi di una portata devastante.
Ecco perché sono firmatario, insieme a tutto il gruppo
parlamentare che rappresento, di quest'ordine del giorno, perché
è un impegno serio, una battaglia seria che non vuole mettere in
difficoltà il Governo, piuttosto vuole risolvere in maniera
chiara i problemi dell'agricoltura.
Non si tratta di un problema di partiti o di schieramenti, si
tratta della responsabilità dell'Assemblea regionale che ha il
dovere di guardare con attenzione ai problemi dell'agricoltura, a
come trovare le somme necessarie per fare la legge di riforma del
settore.
VICARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VICARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo è
disponibile, ritengo che sarebbe meglio organizzare un incontro
con il Governo prima di un'eventuale votazione di quest'ordine
del giorno. Ritengo che l'intervento dell'onorevole non sia
assolutamente corrispondente al vero per quanto riguarda
l'assessore Leontini, né per l'azione di Governo, sia nazionale
che regionale, che è stata fatta in questi ultimi mesi nei
confronti dell'agricoltura.
Con l'onorevole Mercadante, mentre lei interveniva, si
ricordava come il Ministro Alemanno abbia stanziato 75 milioni di
euro per l'agricoltura nel Mezzogiorno.
Ma al di là delle questioni che attanagliano la nostra Regione,
che possono essere più o meno legittime, più o meno ataviche, più
o meno contingenti come lo é questa, credo che vadano
assolutamente distinti quali sono i problemi degli imprenditori,
anche perché una parte della classe imprenditoriale siciliana lo
é diventata solo grazie ai contributi pubblici. Chi fa vera
imprenditoria, chi produce vera qualità riesce a vivere, a
commercializzare ad internazionalizzare i propri prodotti senza
contributi pubblici.
Se poi in Sicilia qualunque imprenditore - dall'agricoltore
all'albergatore - debba vivere solo se ci sono finanziamenti
pubblici, probabilmente pure io sarei un'ottima imprenditrice.
Il problema dell'agricoltura c'é, come ce ne sono tantissimi
nella nostra Regione, ma non può essere affrontato con un ordine
del giorno; ritengo, invece, che vada affrontato, come tutti i
problemi che abbiamo, con una pianificazione reale, seria e
concreta.
Il presidente Cuffaro é riuscito ad ottenere per la Sicilia
questo enorme successo, queste entrate storiche per la nostra
Regione.
Un Governo serio siede a un tavolo e discute, una maggioranza
seria concorda, pianifica e soprattutto investe nei settori dove
decide di implementare e migliorare la propria identità.
Se noi decidiamo di essere una Regione che deve vivere
prioritariamente di agricoltura, si prevedono non 300 milioni di
euro ma anche di più. Credo che questo non sia un buon metodo per
lavorare, non credo che una maggioranza possa proporre oggi una
cosa e domani un'altra, credo molto di più ad un investimento
politico, serio, programmato, ragionato e soprattutto in quei
settori dove la Sicilia ritiene di doversi sviluppare.
Non ho ancora capito se siamo una Regione che potenzia
sull'agricoltura, se siamo una Regione che potenzia sul turismo,
se siamo una Regione che potenzia sui propri beni culturali, se
siamo una Regione che potenzia sulle proprie bellezze e riserve
naturali, se siamo una Regione che, invece, punta sul precariato.
Non ho ancora capito quale é la nostra forte identità.
Invito l'onorevole Lo Curto e gli altri firmatari ad accettare
questo ordine del giorno come una raccomandazione nei confronti
del Governo e sollecitare tutta la maggioranza a fare un piano di
investimenti che rafforzi lo sviluppo della nostra Terra
rafforzando le nostre identità e non utilizzando queste risorse
che sono così importanti soltanto per chi arriva per primo a
tirare la giacca.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, pensavo che con il mio intervento
e parlando a rappresentanti del popolo che hanno anche la
dimensione delle cose che dicono, ma anche di quelle che
scrivono, ci si potesse rendere conto immediatamente che lo
sforzo fatto dal Governo con i 100 milioni di euro fosse
esaustivo.
E' facile chiedere 300 milioni di euro ed é importante dirlo,
ma non possiamo non dire da dove dobbiamo prenderli.
Se non c'è la copertura finanziaria, il gioco di dire una cifra
in più o una cifra in meno diventa facile
La necessità degli agricoltori del Trapanese, come quelli di
tutta la Sicilia, che viene evidenziata nell'ordine del giorno
firmato da tanti colleghi - mi accorgo che ha firmato pure
l'onorevole Pistorio, peraltro assessore, quindi impegnando se
stesso - ebbene, voglio dire quindi che è un tema forte,
importante, ma è tale che non può essere posto in votazione con
una maggioranza o una minoranza che lo approvi o lo respinga.
Insomma, non può il Governo porsi nelle condizioni di
respingere un'idealità, che è quella di salvaguardare
l'agricoltura, perché lo sta già facendo. Ma non può, nello
stesso tempo, dire che vanno bene 300 milioni di euro, perché -
responsabilmente, come assessore per il bilancio - non c'è
copertura finanziaria e, quindi, non potrebbe neppure essere
sottoposto al voto in quest'Aula.
Ma l'appello ulteriore che rivolgo, tuttavia, è di accettarlo
come raccomandazione, perché andando avanti con il bilancio e la
finanziaria avremo modo - come dice anche l'onorevole Vicari nel
suo intervento - di disporre di un'ulteriore interlocuzione per
comprendere se c'è la disponibilità di altre somme, e se questa
non c'è, di rendersi conto che il problema resta forte, ma non
può essere risolto, né con un colpo di penna, né con un rigo
scritto, né con alcune firme, né con una volontà di dire sì e no:
tutti diremmo di sì, infatti, se ci fossero 300, 400 o 500
milioni di euro da distribuire
Per cui, buon senso e correttezza vogliono che io rivolga un
appello serio e deciso. Se non dovessimo accettare la
raccomandazione, cosa succederebbe questa sera? Che in 7, in 8 o
in 10, ci divideremmo in due parti. E aiuteremmo forse
l'agricoltura e gli agricoltori? Aiuteremmo a dare quella spinta
che vogliamo?
Una riflessione. L'assestamento del bilancio andrà in Aula il
22 prossimo. Ci sarà modo di sentire i Capigruppo, le forze
politiche di maggioranza e di opposizione: se questi 300 milioni
di euro ci sono, bene, altrimenti diventerebbe una boutade che
non serve a nessuno, perché anche se l'emendamento lo scrivessimo
e approvassimo stasera, non capisco come l'assessore per il
bilancio potrebbe dire che, in questo momento, c'è la copertura
finanziaria. Non c'è al momento attuale una copertura
finanziaria
La raccomandazione con la quale il Governo accetta
l'emendamento, pertanto, è il massimo che si possa fare in questo
momento, senza dividere l'Aula e senza prospettare
diversificazioni in un'Aula come questa, piccola di numero, ma
grande di intelligenza e di volontà, sebbene a volte con le
parole vada un tantino oltre ciò che pensa e vuole
effettivamente dire.
Votazione dell'ordine del giorno numero 611
PRESIDENTE Poiché rimane intatta la posizione del Governo e
quella dell'onorevole Lo Curto, pongo ai voti l'ordine del giorno
n. 611, con il parere contrario del Governo.
Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
LO CURTO . Come, non è approvato, signor Presidente?
(Il Presidente procede alla conta dei deputati in piedi e
seduti)
PRESIDENTE I deputati seduti sono 6, i deputati in piedi
sono 5. E' chiaro o non è chiaro, onorevole Lo Curto?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Facciamo
magari venire gente da casa per votare?
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, è stato respinto, punto e
basta.
LO CURTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Assolutamente no, perché lei ha gia parlato. Lei
non può parlare due volte, non conosce bene il Regolamento.
LO CURTO E' un sistema di arroganza.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE No, lei ha già parlato, onorevole Miccichè, non si
può intervenire tre volte su uno stesso argomento
Per richiamo al Regolamento
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO . Onorevole Turano, lei ha la parola e io no Questa
è una palese violazione del Regolamento, anch'io avevo chiesto di
intervenire per richiamo al Regolamento, desidero venga messo a
verbale quanto ho appena dichiarato
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, poc'anzi mi
sono permesso di divagare nel ragionamento che ho svolto,
parlando di quanto si è verificato ieri al Parlamento nazionale e
dicendo che, alla fine, in un luogo dove si dà l'impressione di
fare leggi ad personam...
PRESIDENTE Ma quali leggi, questo all'esame è un ordine del
giorno. Onorevole Turano, se vuole la mia opinione, questo è un
ordine del giorno impropobile, dal momento che prescrive somme
senza la necessaria copertura.
C'è un senso pratico nelle Aule parlamentari per il quale si
deve cogliere il significato di un documento all'esame.
L'Assessore è stato chiaro: non essendoci la prescritta
copertura, non può essere impegnato su una cifra che, magari
domani, sarà costretto a spendere Se non abbiamo colto questa
verità e neppure la raccomandazione formulata, siamo fuori
strada. E se continuate, dichiaro improponibile il documento.
LO CURTO . Sono questa maggioranza e questo Governo a trovarsi
fuori strada
PRESIDENTE Onorevole Turano, la prego di prendere atto di una
situazione che non può essere portata alle conseguenze
dell' isteria .
TURANO Nessuno qui vuole estremizzare. Signor Presidente,
preferisco rinunciare all'intervento, non voglio infastidire
nessuno, però mi permettevo di evidenziare che 4 o 5 parlamentari
avevano votato a favore di quell'ordine del giorno e che erano
sufficienti...
PRESIDENTE Onorevole Turano, sei parlamentari hanno votato
contro. Esattamente 5 a favore e 6 contro. Se vuole, le dico pure
i nominativi dei 6 deputati che hanno votato contro.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 617
«Istituzione del reddito minimo di inserimento», a firma
dell'onorevole Miccichè.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare
di mettere ai voti l'ordine del giorno da me presentato, per poi
magari essere bocciato, sono dell'idea di accettare che venga
accolto come raccomandazione da parte del Governo: però, vorrei
precisare che una raccomandazione non è un atto che non ha
valore, ha valore come raccomandazione se la si tiene in
considerazione, appunto
Ebbene, in considerazione del fatto che un ordine del giorno
impegna il Governo a tenere conto nella finanziaria di questo
argomento, e quindi promuovere le procedure di una attivazione,
di un inserimento, insomma, di una sperimentazione del reddito
minimo garantito per i disoccupati, non è cosa di poco conto.
Se questo è il senso della raccomandazione, che si considera
fondato e apprezzabile l'ordine del giorno da me presentato,
allora accetto che venga accolto come raccomandazione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno 617 è
accolto come raccomandazione da parte del Governo.
Comunico infine che è stato presentato l'ordine del giorno 618,
a firma degli onorevoli Dina, Mercadante, Virzì e Formica.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge n. 1064/A «Rendiconto
generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
demaniali per l'esercizio finanziario 2004»
PRESIDENTE Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge n. 1064/A
Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2004 , iscritto al
numero 5.
Invito il relatore a svolgere la relazione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Mi
rimetto al testo della relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
Non essendoci iscritti a parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo, pertanto, in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.
(E'approvato)
Preciso che gli onorevoli Barbagallo e Micciché dichiarano di
avere votato contro.
Avverto che, da questo momento, decorre il termine per la
presentazione degli emendamenti, ai sensi dell'articolo 112,
comma 5, del Regolamento interno.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge n. 1063/A «Variazioni al
bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda delle foreste
demaniali della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
2005 - Assestamento»
Si procede quindi all'esame del disegno di legge n. 1063/A
Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda
delle foreste demaniali della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario 2005 - Assestamento , iscritto al numero 6.
Invito il relatore a svolgere la relazione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Mi
rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale. Non
essendoci iscritti a parlare, dichiaro chiusa la discussione
generale.
Pongo pertanto in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.
(E'approvato)
L'Assemblea prende atto che gli onorevoli Barbagallo e Micciché
hanno dichiarato di avere votato contro.
Avverto che, da questo momento, decorre il termine per la
presentazione degli emendamenti, ai sensi dell'articolo 112,
comma 5, del Regolamento interno.
Onorevoli colleghi, la seduta é rinviata a martedì 15 novembre
2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2005 - Assestamento (n. 1063/A) (Seguito)
2) - Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2004 (n. 1064/A) (Seguito)
3) - Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei
prodotti in vendita (n. 1023/A) (Seguito)
4) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale
per il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito)
5) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
6) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151 - Norme
stralciate II/A)
III - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
IV - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 19.43
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.55
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli