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Resoconto d'Aula della Seduta n. 329 di giovedì 10 novembre 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


                  La seduta è aperta alle ore 17.55

         BURGARETTA  APARO,  segretario, dà lettura  del  processo
     verbale   della   seduta   precedente   che,   non   sorgendo
     osservazioni, si intende approvato.

       Comunicazione del programma e del calendario dei lavori

         PRESIDENTE   Comunico  che la Conferenza  dei  Presidenti
     dei  Gruppi parlamentari, riunitasi oggi, giovedì 10 novembre
     2005,  sotto  la  Presidenza  del Presidente  dell'Assemblea,
     onorevole  Lo Porto, con la partecipazione dei Vicepresidenti
     dell'Assemblea,   onorevoli  Fleres  e   Crisafulli   e   del
     Presidente  della Regione, onorevole Cuffaro,  ha  deliberato
     all'unanimità il seguente programma e calendario  dei  lavori
     per la corrente sessione:

        -  nella  seduta pomeridiana di oggi, giovedì 10  novembre
     2005, l'Aula completerà l'iter parlamentare del Documento  di
     programmazione   economico-finanziaria   2006-2008    (DPEF),
     incardinando altresì la discussione del disegno di  legge  n.
     1063/A  (Assestamento), il cui esame in  Aula  sarà  definito
     nella seduta di martedì 15 novembre p.v.;

        -  conseguentemente, dalla data di prossima  presentazione
     del  disegno di legge governativo di variazioni di  bilancio,
     le  Commissioni legislative permanenti esamineranno,  per  il
     parere di competenza, tale disegno di legge e così, pure,  la
     II  Commissione legislativa per l'approvazione del  testo  da
     esitare per l'Aula;

        -  l'Aula terrà seduta per l'esame del disegno di legge di
     variazioni di bilancio martedì 22 novembre 2005.

          La  Conferenza ha, altresì, riconfermato che la sessione
     di  bilancio,  decorrente da domani  11  novembre  2005,  una
     volta  esauriti gli adempimenti di cui sopra, successivamente
     proseguirà per essere conclusa nei termini regolamentari.
        Qualora,  infine,  si registrasse unanimità  di  consenso,
     l'Assemblea  procederà  all'esame di  eventuali   disegni  di
     legge, non comportanti spesa.

                               Congedo

         PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Genovese ha  chiesto
     congedo per la seduta di oggi.
        L'Assemblea ne prende atto.

                              Missione

         PRESIDENTE  Comunico che sono in missione,  per  ragioni
      del  loro  ufficio,  l'onorevole Crisafulli  l'11  novembre
      2005 e l'onorevole  Orlando  dal 10 al 14 novembre 2005.
        L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

         PRESIDENTE   Comunico   che  sono  stati  presentati   i
      seguenti disegni di legge:

    - Norme per l'integrazione delle cittadine e dei cittadini
       extracomunitari immigrati
           (n. 1081)
    -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Capodicasa,
  Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
  Panarello, Zago in data 9 novembre 2005

    - Istituzione del consiglio regionale delle autonomie locali
       (n. 1082)
  -di iniziativa governativa
  -presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
  le autonomie locali (Stancanelli) in data 9 novembre 2005.

   Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

        PRESIDENTE.  Comunico  che, con decreto  n.  428  del  10
      novembre  2005,  l'onorevole Antonino  Scalici  è  nominato
      componente  della  II  Commissione  legislativa  permanente
       Bilancio', in sostituzione dell'onorevole Sergio D'Antoni,
      dimessosi dalla carica di deputato regionale.

        Avverto,  ai  sensi  dell'articolo  127,  comma  9,   del
      Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
      procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

        PRESIDENTE.  Si  passa al secondo punto  dell'ordine  del
      giorno:  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
      83,  lettera  d),  e  153  del Regolamento  interno,  della
      mozione  n.  457  «Interventi  a  tutela  dei  diritti  dei
      lavoratori della  Sicurezza s.r.l.' di Alcamo (TP)»,  degli
      onorevoli   Fratello,  Dina,  Genovese,  Acanto,   Scalici,
      Basile, Maurici, Baldari, Leanza Nicola.

        Ne do lettura:

                       «L'Assemblea regionale siciliana

        Premesso che:

        'La  Sicurezza'  s.r.l. di Alcamo (TP), nata  come  ditta
      individuale nel 1973 e già dall'1  gennaio 1984 trasformata
      in  Società a responsabilità limitata, ha rappresentato per
      oltre  un  ventennio  in provincia di  Trapani  una  solida
      realtà  nel  settore della vigilanza privata, occupando  30
      dipendenti sul territorio;

        in    data   30   settembre   2005,   con   provvedimento
      prefettizio,  si  revocava  all'istituto  di  vigilanza  la
      licenza, a seguito del quale 'La Sicurezza' s.r.l. è  stata
      costretta a cessare l'attività;

        Considerato che:

        l'improvvisa  revoca dell'autorizzazione da  parte  della
      Prefettura  di Trapani ha causato il licenziamento  dei  30
      dipendenti in essa operanti che non percepiscono più alcuno
      stipendio,  nella  maggior parte dei casi  unica  fonte  di
      reddito familiare;

        'La  Sicurezza'  s.r.l.  ha  operato  attraverso  i  suoi
      dipendenti   un   controllo   capillare   del   territorio,
      costituendo punto di riferimento nel campo della  vigilanza
      privata;

        tutti e trenta i dipendenti si sono evidenziati per  zelo
      e  professionalità,  procedendo ad  effettuare  arresti,  a
      combattere   la  micro  e  macro  criminalità,  dimostrando
      pertanto  di  possedere  i  requisiti  necessari   per   lo
      svolgimento   del   servizio  di   vigilanza   in   maniera
      eccellente;

        al  fine  di assicurare il servizio di vigilanza  privata
      in provincia di Trapani stanno subentrando a 'La Sicurezza'
      s.r.l.  diverse  società specializzate  nel  settore  della
      vigilanza  privata (quali la Sicurtransport di Palermo,  la
      KSM di Palermo, etc.),

                  impegna il Governo della Regione

        ad   intervenire  con  tutte  le  iniziative   politiche,
      opportune ed urgenti, presso le società che espleteranno il
      servizio  di  vigilanza  privata in  provincia  di  Trapani
      (Sicurtransport,   KSM,  etc.),  che   hanno   rilevato   i
      contratti, al fine di poter assicurare ai dipendenti de 'La
      Sicurezza'  s.r.l.  il mantenimento e la  continuità  nella
      sede  lavorativa  di  ognuno  di  essi,  consideratane   la
      professionalità  e  l'impegno speso  durante  l'arco  della
      propria carriera;

        ad  attivare tutte le iniziative necessarie  al  fine  di
      individuare  enti  o  società  pubbliche  regionali,  anche
      operanti   in  settori  quali  la  tutela  del   patrimonio
      culturale   ed  ambientale,  regionale  e  nazionale,   che
      consentano  in tempi brevi il reinserimento lavorativo  dei
      dipendenti  de  'La Sicurezza' s.r.l. di  Alcamo  posti  in
      mobilità.» (457)

                            FRATELLO  -  DINA  -  FRANCHINA   -
                            ACANTO - SCALICI - BASILE - BALDARI
                            - LEANZA N.

        Dispongo  che  la predetta mozione venga  demandata  alla
      Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè ne
      determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Seguito della discussione del Documento di Programmazione
            economico-finanziaria per gli anni 2006-2008

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo all'ordine  del  giorno:
  Seguito   della  discussione  del  «Documento  di  Programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2006-2008».

    MICCICHE'    Chiedo   di  parlare  per  porre   una   questione
  pregiudiziale.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ai  sensi
  dell'articolo 101, chiedo che non si proceda alla trattazione del
  terzo  punto  all'ordine del giorno per una serie di motivi.  Uno
  dei  motivi  per  i quali pongo la questione pregiudiziale  sulla
  discussione del DPEF riguarda la seduta numero 326 di  mercoledì,
  26  ottobre  2005.  In quel resoconto ho notato  un'incongruenza.
  L'onorevole   Fleres  aveva  detto  che  l'onorevole  Savona  non
  avrebbe  potuto  svolgere la relazione sul DPEF per  una  ragione
  molto   semplice:  mancavano  quasi  tutti  i  componenti   della
  Commissione,  erano   presenti  soltanto  gli  onorevoli  Savona,
  Speziale  e  Formica,  i quali - mi pare - non  rappresentino  la
  maggioranza   della   Commissione.   Considerato   quanto   detto
  dall'onorevole Fleres, seppure informalmente, avrebbe rinviato la
  discussione  del  DPEF  ad una seduta successiva  in  quanto  non
  presenti più schieramenti politici; mancavano, infatti,  tutti  i
  deputati dell'UDC e della Margherita.
   L'onorevole Savona, da ciò che risulta dal resoconto,  insisteva
  nel  leggere la relazione di maggioranza ma, in effetti,  non  ha
  letto nulla, perché si è rimesso al testo.
   Ai  sensi  dell'articolo 73 bis, per la discussione dei  disegni
  di  legge,  nella fattispecie del DPEF, oltre alla  presenza  del
  relatore  di  maggioranza, deve esserci quella  del  relatore  di
  minoranza, ma l'onorevole Speziale non ha reso la relazione.
   Ritengo,  quindi, che ci sia stata una violazione  dell'articolo
  73,  ma  anche  una  violazione  nella  procedura  seguita  nello
  svolgimento di un punto dell'ordine del giorno, ritengo,  viziato
  sin  dall'origine.  Pertanto, credo sia  inutile  che,  oggi,  si
  discuta  questo punto all'ordine del giorno considerata l'assenza
  di quasi il novanta per cento dei deputati di questo Parlamento.
   Noi  dovremmo approvare il DPEF con nove deputati presenti, cioè
  con il dieci per cento dei deputati? Signor Presidente, mi sembra
  assurdo  discutere,  alla  presenza di soli  dieci  deputati,  un
  documento   così   importante  che  riguarda  la   programmazione
  economica e finanziaria di una Regione che si vuole proiettare in
  un  futuro migliore per la Sicilia e per i siciliani. Come spesso
  dice l'assessore Cintola, mi sembra che facciamo ridere, non solo
  la Sicilia, ma  il mondo intero.
   Quindi,  signor Presidente, sarebbe il caso  che quest'argomento
  non  venga trattato, ma rinviato alla prossima seduta, perché non
  ci   sono  le  condizioni  politiche,  strutturali,  tecniche   e
  regolamentari per procedere alla sua  trattazione.
   Questa  è  una  questione.  Poi, le  sottopongo  altri  tipi  di
  pregiudiziale. Il Regolamento mi dà la possibilità di  ostacolare
  un  ordine  del giorno che non ha le gambe per potere  camminare.
  C'è  anche il discorso delle quarantotto ore. L'onorevole  Savona
  l'altra volta faceva riferimento al testo del DPEF come se  tutti
  i  novanta  deputati lo conoscessero. Anche  qui  viene   violato
  l'articolo 73 bis.1 e l'articolo 19 del Regolamento.
   Ma  vi  assicuro  che ho riscontrato anche altre violazioni  del
  Regolamento e, se volete, ve le  posso elencare una per  una.  Un
  documento del genere, quanto meno, dovrebbe avere un relatore  di
  minoranza. Nella fattispecie non c'era e non  bisogna dire  visto
  che  era presente, perché non mi risulta.  Signor Presidente,  il
  relatore  di  minoranza non è un opzione; viene  designato  dalla
  Commissione e deve esserci.

    PRESIDENTE  Non è obbligatorio, onorevole Miccichè.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,  la   procedura   è   viziata
  dall'inizio alla fine, questa è la mia opinione

    PRESIDENTE  Questa è la sua opinione e la rispetto, però non  è
  obbligatorio,  solo il relatore di maggioranza  è  previsto  come
  obbligatorio.

    MICCICHE'  Signor Presidente, no  sono necessari tutti  e  due.
  Questa   fattispecie  è  stata  espletata  in  modo  illegittimo,
  intempestivo, irrituale, in difformità al Regolamento, anche  per
  quanto  concerne  la questione delle 48 ore,  come  prescrive  il
  Regolamento. Quindi, se vogliamo fare un disanima esatta, precisa
  e  puntuale  del DPEF possiamo dire che, allo stato attuale,  non
  siamo in condizione di procedere, anche perché, signor Presidente
  -  la  invito  a contare quanti sono i deputati presenti  -,  non
  possiamo  approvare un DPEF con dieci deputati, non mi  pare  che
  ciò  onori  il Parlamento soprattutto trattandosi di un documento
  importante,   che  precede la Finanziaria della  quale   è   atto
  propedeutico.
   Successivamente, appena entreremo nel merito della  Finanziaria,
  farò altri rilievi  sempre che lei, signor Presidente, me ne  dia
  la  possibilità  e sempre relativi alla procedibilità.  Pertanto,
  signor Presidente, spero che lei non voglia fare una forzatura  e
  procedere ugualmente alla discussione di questo documento.

    PRESIDENTE   Onorevole  Micciché,  non  posso  prendere  alcuna
  decisione unilaterale, devo sottoporre la questione pregiudiziale
  al voto dell'Aula che è sovrana.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Signor Presidente onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire per amore della verità.
   La  relazione  di  maggioranza  è allegata  al  resoconto  della
  seduta  numero 326 del 26 ottobre 2005, giornata in  cui  abbiamo
  trattato  il  DPEF.  Onorevole Micciché,  se  lei  avrà  cura  di
  controllare gli atti parlamentari, noterà che la stessa relazione
  si trova depositata agli atti, se vuole gliene dono una copia.
   La  relazione  di minoranza non è obbligatoria. Al  banco  della
  Commissione  può  essere  seduta una  persona  oppure  due,  tre,
  persone  che  per comodità possono sedere anche  nei  banchi  dei
  deputati,  dove  questa sera, come può notare,  sono  seduti  gli
  onorevoli Dina, Mercadante e Speziale. Pertanto, non comprendo il
  senso del suo intervento.

    PRESIDENTE     Onorevoli  colleghi,  pongo  in   votazione   la
  questione  pregiudiziale posta dall'onorevole Micciché  ai  sensi
  del  comma  3  dell'articolo 101 del Regolamento interno.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvata)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Speziale  per  rendere  la
  relazione di minoranza.

    SPEZIALE  relatore di minoranza.  Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, anch'io mi rammarico del fatto che su un documento come
  il  DPEF  che,  secondo quanto previsto dalla legge 10,  dovrebbe
  essere  approvato dal Parlamento regionale entro il 31 luglio  di
  ogni anno, seppur presentato nei termini, il Parlamento non abbia
  avuto,  fino  a  questo momento, l'occasione per un  approfondito
  dibattito, pur trattandosi di un testo fondamentale ai fini della
  Finanziaria e del Bilancio.
   Non  c'è un'abitudine da parte del Parlamento ad affrontare temi
  così   importanti.   A  questo  documento,   che   pure   riveste
  un'importanza  notevole, si dà soltanto un rilievo  di  carattere
  burocratico,  quasi  formale, un adempimento che  sbrigativamente
  l'Assemblea   deve  svolgere.  Essendo,  invece,   un   documento
  fondamentale ai fini della formazione degli strumenti finanziari,
  mi  permetto  di fare alcune osservazioni che ho  già  fatto  nel
  corso   dei  lavori  della  Commissione  Bilancio  e  che  vorrei
  reiterare anche in questa sede.
   Siamo   al  quinto  anno  del  Governo  Cuffaro  e  voglio   qui
  rappresentare le condizioni della Sicilia,  che sono drammatiche.
  Il  dato  più  drammatico riguarda le famiglie che vivono  al  di
  sotto  della soglia di povertà: queste sono passate  dal  20  per
  cento del 2001, al 29 per cento di quest'anno (dato ISTAT).
   Il  tasso degli investimenti nel corso di questi cinque anni  ha
  subito una spaventosa decrescita.
   Ci  troviamo di fronte ad una erosione del potere d'acquisto dei
  salari  e  degli  stipendi, ci troviamo  di  fronte  ad  un  dato
  spaventoso di contrazione dei consumi.
   In  Sicilia  si  è  registrata, nel corso di  questi  anni,  una
  spaventosa  contrazione  dei consumi: le  famiglie  consumano  di
  meno
   C'è   stato  un  incremento  spaventoso,  poderoso  della  spesa
  corrente  e  di  bilancio, un incremento come non  si  registrava
  ormai da alcuni anni e che, in tale misura, non si era registrato
  neanche  negli anni in cui più accentuata era la spesa  pubblica,
  gli anni della Democrazia cristiana.
   Siamo    di   fronte   ad   un   bilancio,   signor   Presidente
  dell'Assemblea, onorevoli colleghi, che ormai nel 95 per cento  è
  un bilancio ingessato, fatto di spese correnti.
   Si   registra   un  disavanzo  complessivo,  così   come   viene
  riconosciuto nello stesso DPEF, di tre miliardi di euro nel corso
  del prossimo triennio.
   Insomma, siamo al fallimento di una politica, fallimento che  si
  tenta  di  nascondere  attraverso  azioni  propagandistiche  che,
  recentemente,  hanno visto impegnato il Presidente della  Regione
  in  vicende che per una parte sono corrette, per altre parti  non
  lo  sono  e ne spiegherò le ragioni; e la cui conclusione finale,
  comunque, signor Presidente, lo voglio anticipare, è un ulteriore
  aggravio  sulle competenze della Regione e  un ulteriore aggravio
  delle spese e del  bilancio regionale.
   Nel  corso di questi anni, signor Presidente, il Pil  ha segnato
  una stagnazione; le imprese siciliane sono in affanno, in tutti i
  settori  registriamo difficoltà e, anziché proporre una  poderosa
  politica di modifica della filosofia che ha guidato le disastrose
  scelte   del governo Cuffaro in questi cinque anni,  si presenta,
  invece,  un'azione  propagandistica  che  lascia  intendere   che
  adesso   risolveremo   con  un  po'  di  spesa   aggiuntiva   che
  affronteremo con quanto ci è dovuto dallo  Stato (mi riferisco al
  contenzioso    legato   alla   RC   auto    e    alla    relativa
  cartolarizzazione);    cioè,   avremo   con   quelle   somme   la
  possibilità di coprire alcune spese correnti, lasciando invariato
  il volume delle spese e del disavanzo regionale.
   Onorevoli  colleghi, un governo che ragiona così  è  un  governo
  che  tendenzialmente aumenta i buchi di bilancio; un governo  che
  ragiona  così  non  si pone il problema di come destrutturare  il
  bilancio  della Regione, di come procedere al contenimento  delle
  spese,  non  si  pone  il  problema di consentire  nuove  entrate
  attraverso l'incremento e lo sviluppo del Pil.
   Se  non  ci  fosse  stato l'euro e se la Regione  siciliana  non
  avesse  avuto   la  copertura nazionale, noi  avremmo  già  avuto
  l'effetto  Argentina;  in  altre parole,  mi  sembra  che  stiate
  conducendo  il Paese e la nostra Regione al disastro.  Tutti  gli
  elementi  che  cito, non sono mie considerazioni personali,  sono
  elementi   contenuti  nel  DPF, che  poi,  magicamente,  dirà  di
  affrontare  queste  questioni attraverso il  trasferimento  e  le
  coperture che dovrebbero venirci da parte dello Stato.
   Signor  Presidente, c'è un'altra cosa che mi preme  sottolineare
  da  questa tribuna. Ancora una volta, questa  mattina, nel  corso
  della  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,   il
  Presidente  della   Regione, come anche lei avrà  notato,   si  è
  sistematicamente   rifiutato   di  fare  un   dibattito    d'Aula
  relativamente  alla  vicenda  dell'articolo  37  dello   Statuto,
  vicenda che rappresenta la più grande  bufala  - consentitemi  un
  linguaggio  non parlamentare, ma tale è l'idea che ho  di  questa
  vicenda -.
   Sull'articolo  37   tralascio di parlare di tutti  gli  aspetti,
  nel  senso che, come ho già detto nel corso della Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari,  tutto  c'era  dovuto,  ma
  sull'articolo  37 abbiamo assistito ad un'azione  propagandistica
  mirata  alle prossime elezioni, mirata a nascondere il fallimento
  delle   politiche   del  Governo  proprio  attraverso   un'azione
  propagandistica.
   Si  vuole  rappresentare che il governo Cuffaro  ha  segnato  un
  punto a favore rispetto all'impianto autonomistico della Regione,
  permettendo che alla Regione venisse riconosciuto con  l'articolo
  37  quanto  stabilito  e sancito dallo Statuto  che,  come  tutti
  sappiamo,  è  elemento fondamentale della Carta del Paese,  della
  Carta costituzionale. L'articolo 37 stabilisce che le aziende che
  operano  in  Sicilia,  ma  che hanno sede  fuori  dalla  Sicilia,
  avrebbero dovuto pagare i contributi alla Sicilia. Tutti sappiamo
  che,  per  quanto  riguarda, invece,   l'Irpef,  la  Sicilia  già
  riscuote questi contributi seppure attraverso  lo Stato  che  poi
  li trasferisce alla Sicilia.
   Al  riguardo, sulla possibilità di attuazione dell'articolo  37,
  è  stata  istituita  una  Commissione paritetica,  la  quale,  in
  diverse  occasioni,  e l'ultima nel luglio  di  questo  anno,  ha
  deciso  un  proprio  orientamento. Della  Commissione  paritetica
  fanno  parte,  in  quanto  paritetica,  componenti  nominati  dal
  Presidente  della  Regione e  componenti  nominati  dallo  Stato.
  Nella   decisione  formulata  dalla  Commissione  paritetica   si
  riconosceva il principio e si stabiliva che, successivamente, tra
  lo  Stato  e  la  Regione si sarebbero definite  le  modalità  di
  erogazione di quanto ci è dovuto.
   In  occasione  del famoso Consiglio dei Ministri  riunitosi,  se
  non ricordo male, il 21 ottobre scorso, la Commissione paritetica
  -   subito  frettolosamente convocata -  ha modificato  il  testo
  della propria decisione aggiungendo un avverbio, dicendo pertanto
  che   simmetricamente  ai  trasferimenti  dello  Stato,  verranno
  trasferite competenze alla Regione siciliana.
   E  noi  vorremmo  che il Presidente della Regione  ci  spiegasse
  cosa  significhi  se  uno  mette nel  bilancio  quanto  ci  verrà
  trasferito  e  l'ambito delle competenze che saranno  trasferite,
  proprio  perché è un punto fondamentale. Vorremmo che venisse  in
  Aula  e  affrontasse liberamente questo argomento  senza  inutili
  toni propagandistici.
   Abbiamo  stabilito  sulla  base di  conti  fatti  da  noi,   che
  possono essere anche inesatti, che questo elemento comporterà  un
  aggravio in prospettiva per le casse della Regione.
   Non  è un caso, e intendo dirlo qui, onorevoli colleghi, che  il
  Ministro   Maroni  e  la  Lega  abbiano  dichiarato  la   propria
  soddisfazione  al  riguardo  in quando  hanno  ritenuto   che  si
  trattasse    di     un'anticipazione   della   devolution,    uno
  scardinamento  dello  Stato solidale, della  solidarietà  tra  le
  regioni più ricche e le regioni più povere  E Cuffaro, non so  se
  volontariamente  o involontariamente, permettendo  quel  testo  e
  quel  tipo di approvazione in rapporto alle competenze trasferite
  alla Sicilia, finisce con l'essere un vero e proprio ascaro delle
  scelte  legate alla devolution e alla divisione del Paese
   Quindi, signor Presidente, ci troviamo di fronte ad una  vera  e
  propria azione di propaganda sostenuta dai mass media, fortemente
  sostenuta  dai mass media, ma che ci arrecherà guasti  nel  corso
  dei prossimi anni.
   Non  c'é,  quindi, una politica del Governo. Ci si  spieghi  una
  sola cosa che il Governo intende fare per favorire il sistema  di
  incentivo  alle  imprese,  per  riprendere  la  produzione,   per
  rilanciare   la  produzione  industriale,  per   dare   forza   e
  competitività al sistema delle imprese siciliane, per  vedere  in
  che  modo  si  affrontano i nodi della crisi, in particolare,  il
  modo come si affronta il nodo della crisi che sta impoverendo  le
  nostre famiglie.
   Tutta questa è materia estranea all'azione del Governo ed è  per
  questa  ragione, signor Presidente, che non condividiamo l'azione
  propagandistica  del  Governo, non siamo  un  Paese  dell'America
  latina,  siamo una grande Regione del Mezzogiorno, dell'Europa  e
  siamo  un grande Paese, ma ci troviamo, purtroppo, con un Governo
  molto  piccolo,  un  Governo inadeguato a capire  i  processi  di
  sviluppo  che  possono  investire la  nostra  Regione  e  saperli
  agganciare.
   Uno  per  tutti,  signor  Presidente, e concludo,  si  vede  con
  preoccupazione tutto ciò che sta avvenendo in questo momento  nei
  Paesi  dell'Est, nei Paesi asiatici, il poderoso  sviluppo  della
  Cina  e  dell'India.  Si  tenta di farci vivere  questo  poderoso
  sviluppo con preoccupazione, come un elemento che può, in qualche
  modo,  incrinare  i  primati  dell'Occidente  in  alcuni  settori
  produttivi.  E  non  si coglie un fatto straordinario  sul  quale
  dovremmo trovarci pronti come Sicilia.
   Il  fatto  straordinario è che il volume  dei  traffici  non  si
  svolge più sulla rotta di Rotterdam, ma si svolge sulla rotta  di
  Suez  e questo determinerà che il Mediterraneo ritorni ad essere,
  dopo  alcuni  secoli, il centro vitale degli scambi mondiali  del
  commercio  e la Sicilia la piattaforma più naturale,  essendo  la
  nostra  Regione  al  centro  del  Mediterraneo,  la  Regione  più
  naturale  che  può  intercettare  questi  volumi,  da  un   lato;
  dall'altro non si coglie fino in fondo la svolta del  2010  e  le
  modalità con le quali, anche in forza delle modifiche del  Titolo
  V della Costituzione, la Regione possa svolgere un ruolo positivo
  nei confronti dei Paesi Euro-mediterranei, soprattutto, dei Paesi
  che si affacciano nel bacino del Mediterraneo.
   Insomma, ci troviamo di fronte ad un Governo che non è in  grado
  di  sapere  cogliere  questi processi e di dare  respiro  ad  una
  grande Regione.
   Mi  rendo  conto che, su questo argomento, non vi può essere  un
  dibattito,  comprendo perfettamente che argomenti di questo  tipo
  vengono  trattati  con fastidio e che si preferisce  trattare  un
   emendamento  di  comodo    piuttosto  che  affrontare  questioni
  nodali.
   Mi  rendo  conto, inoltre, che conseguenza di tutto ciò  è  che,
  alle future generazioni, viene consegnata una Sicilia più povera,
  più incerta e più insicura.
   A  casa  di ciascuno di noi, anche nella sua, signor Presidente,
  siamo  tutti più insicuri, il domani viene vissuto con incertezza
  e tutto ciò ha un nome ed un cognome, una responsabilità precisa:
  l'atteggiamento di un centro destra che non è stato in  grado  di
  soddisfare fino in fondo le aspettative e le attese della  nostra
  Regione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   Per un richiamo al Regolamento

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  è  il
  secondo  richiamo che faccio su un argomento,  pur  con  il  voto
  contrario  sulla  questione pregiudiziale da me posta,  un  punto
  trattato anche dall'onorevole Speziale: i ritardi.
   Onorevole  Speziale, lei ha detto bene, ma  il  rilievo  da  lei
  fatto  mancava di un riferimento più forte: la violazione di  una
  legge. E non si tratta di una birichinata, di una dimenticanza .

    PRESIDENTE   Onorevole Micciche', non deve lamentare  il  fatto
  che  faccio uso del Regolamento arrecandole un danno: lei non può
  parlare due volte sullo stesso argomento.

    MICCICHE' Signor Presidente, chiedo  di parlare per richiamo al
  Regolamento per chiedere un suo intervento.
   E'  necessaria,  infatti, una norma di censura e  di  intervento
  sull'argomento  che  stiamo  trattando  e   che   doveva   essere
  abbondantemente esaminato entro i trenta giorni.
     La  legge  regionale  n.  10  del 9  agosto  2002  stabilisce,
  infatti, che il documento di programmazione economico-finanziario
  deve  essere  presentato  entro  trenta  giorni  dalla  data   di
  presentazione alle Camere da parte del Consiglio dei Ministri del
  documento  di programmazione finanziaria nazionale. Ciò  riguarda
  il documento di programmazione nazionale.
   Stamattina,  signor Presidente, ho effettuato una ricerca  e  ho
  notato che la Giunta di Governo ha approvato il DPEF il 4 agosto,
  mentre il Governo nazionale lo ha approvato il 28 luglio 2005. Si
  può  dire,  quindi, che rientriamo nei termini per l'approvazione
  da parte della Giunta.
   Passiamo   però   alle  date  successive.  Il  documento   viene
  trasmesso   alla  competente  Commissione  il   26   agosto;   la
  Commissione,  infine, lo approva il 27 settembre  ed  è  inserito
  all'ordine del giorno dell'Aula il 26 ottobre.
   Dico  ciò  per  fare  rilevare che non  è  stato  rispettato  il
  termine  delle  48 ore. Siamo quindi fuori la discussione;  siamo
  davanti  ad  una  violazione  regolamentare,  procedurale  e  ciò
  significa  che  stiamo trattando un argomento che necessitava  di
  una sedimentazione procedurale.
   Vi  è  quindi  illegittimità, signor Presidente,  visto  che  la
  vacatio, dal 26 ad oggi, non può essere intesa  come copertura.
   La  copertura, infatti, doveva riguardare il momento in  cui  si
  incardinava, ma non era necessaria la relazione di maggioranza  o
  di minoranza.
   La  legge,  infatti,  prevede  che deve  essere  trasmesso,  per
  conoscenza  ai  deputati,  entro  48  ore  dalla  sua  immissione
  all'ordine  del giorno. Questa illegittimità di tempo  non  si  é
  sanata, signor Presidente.
   Ecco  perché ho posto la questione pregiudiziale: non si  poteva
  procedere  poiché  il vizio formale era già  stato  consumato  e,
  quindi, bisognava sanarlo.
   Lei,  signor  Presidente, ha il dovere di sanarlo.  Non  lo  può
  sanare pensando che é passato e si stende un  velo pietoso ,  non
  é così.
   La  procedura si deve rispettare e ciò significa che, in  quella
  istanza, l'onorevole Savona non poteva e non doveva effettuare la
  lettura  della  relazione  della maggioranza  o  della  minoranza
  perché  non sono state rispettate le 48 ore di tempo per  rendere
  consapevoli i deputati, presenti o assenti.
   Questo  il mio appunto, signor Presidente, e non lo dico io,  ma
  il Regolamento.
   Siamo oltre la norma prevista dalla nostra legge regionale,  del
  termini dei 30 giorni.
   Il  documento  di  programmazione  è  stato  trasmesso,  per  la
  discussioni  in Aula, il 26 ottobre e cioè dopo due  mesi.  Siamo
  abbondantemente fuori da ogni norma.
   Si  sono  accavallate una serie di illegittimità che per sanarle
  bisogna  iniziare  ex  novo. Tutto quello che  é  stato  fatto  é
  illegittimo, non si può procedere in questo modo.
   Signor  Presidente, si avvalga degli uffici che  sono dotati  di
  tanti  funzionari: che studino la materia costoro  e che facciano
  un esame più dettagliato sul  mio rilievo.
   Non lo dico io, ma il Regolamento e lei é tenuto a rispettarlo.

    PRESIDENTE  Onorevole Micciché, la prego di concludere.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,  si  sta  parlando   di   una
  questione seria. Se lei poi non la ritiene tale  se ne assume  la
  responsabilità.

    PRESIDENTE    Onorevole   Micciché,  non   é   autorizzato   ad
  attribuirmi  opinioni sue personali,   non penso che lei non dica
  cose serie. Se lo pensa lei, non lo attribuisca a me.
   A  questo  punto, il rispetto del Regolamento  non  é  un  fatto
  puramente  formale, ma sostanziale, perché violando continuamente
  il  Regolamento l'Assemblea si inceppa e la democrazia  cui  lei,
  sempre in buona fede, si appella, ne risenterebbe moltissimo.

    MICCICHE'  La democrazia é stata violata.

    PRESIDENTE  Questo lo  può dimostrare in un intervento  che  ha
  già  compiuto. Adesso lei é in sede di richiamo al Regolamento  e
  può parlare solo per cinque minuti.
   Lei ha superato questo termine

    MICCICHE'   Le chiedo  un pronunciamento sui miei  rilievi  che
  si  riferiscono all'articolo 73, 73 bis e 73 bis.1. La invito  ad
  esaminare   questi   articoli  per  rilevare   i   miei   appunti
  all'argomento trattato.

    PRESIDENTE    Onorevole   Micciché,  il   documento   é   stato
  approvato dalla Giunta regionale con delibera del 4 agosto  2005,
  viene inoltrato al Parlamento nei termini di legge che è entro  i
  trenta  giorni (ripeto,  l'approvazione è avvenuta il 4  agosto),
  dall'inoltro  del documento nazionale al Parlamento nazionale,  e
  ciò è accaduto il 16 luglio.
   Il  12  agosto  l'Assemblea  lo invia  in  Commissione  e  si  è
  arrivati   al  26  agosto,  quando  non  era  possibile   riunire
  l'Assemblea.
   Pertanto,  i giorni in più trascorsi rispetto ai termini  a  lei
  noti  rientrano  nei termini feriali, quin di non computabili,  e
  non alla mancata presentazione del documento stesso.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  deve  leggere   il   comma   4
  dell'articolo 73 bis.1,  non quello che le conviene.

    PRESIDENTE   L'articolo  a cui lei  fa  riferimento  non  è  un
  termine perentorio, ma soltanto ordinatorio.

    MICCICHE'  Non è una giustificazione, perché c'è la legge.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Riprende la discussione del documento di programmazione
            economico-finanziaria per gli anni 2006-2008

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  fare  un
  dibattito  approfondito, nel mese di novembre, sul  documento  di
  programmazione economico-finanziaria non mi pare opportuno, anche
  perché  avremo  la  possibilità  di  approfondire  i  temi  della
  crescita  e dello sviluppo della nostra Regione in occasione  del
  dibattito  che  riguarderà i documenti contabili, finanziari,  il
  bilancio e l'assestamento.
   Sarebbe   stato   interessante  discutere  sui   numeri,   sulle
  politiche realizzate fino a questo momento, ma anche il clima  di
  questa  sera induce a non approfondire questi temi ed a rinviarli
  ad una prossima occasione.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, per inciso, non per contraddirla
  per partito preso, lei si sbaglia quando afferma che la norma non
  è obbligatoria.
   La  invito  a  leggere attentamente,  forse non ha  letto  bene.
  Quando sostiene  deve essere  non significa  può , tra deve e può
  c'è una differenza, signor Presidente.
   Per esempio posso dire:  lei deve richiamarmi all'ordine  che  è
  diverso da:  lei può richiamarmi all'ordine , perché se dico così
  lei  può  richiamarmi o meno, ma se dico  lei mi deve  richiamare
  all'ordine  lo deve fare.
   Lei,  che  viene  da  un'esperienza  politica  dove  il  comando
  gerarchico si conosce molto bene, sa che tra può e deve  c'è  una
  grossa  differenza. Comunque, è una questione di interpretazione,
  ma personalmente  sono convinto che è il contrario di ciò che lei
  pensa.
   Considerato  che è questa la sua decisione,  mi piego  alla  sua
  volontà.
   Entrando nel merito dell'argomento del documento, devo dire  che
  sono  cambiati soltanto dei numeri indicatori Istat, perché basta
  collegarsi con degli istituti che svolgono questo tipo di  lavoro
  economico-finanziario ed è facile poi cambiare i  dati   rispetto
  agli anni precedenti.
   Però  devo  dire che questo documento non corrisponde  a  quanto
  inserito  nella parte finale della relazione letta dall'onorevole
  Savona.
   L'onorevole  Savona,  infatti, faceva  riferimento  agli  ultimi
  avvenimenti  di  cui ha parlato l'onorevole Speziale,  il  famoso
  articolo  37,  l'aggiunta di entrate  e, quindi,   previsioni  di
  spesa per determinati settori di nostra competenza.
   Ma  se  andiamo  ad  esaminare  il  documento,  chiunque  voglia
  prendersi  la briga di andare a leggere tutti questi numeri,   si
  renderà  conto  che  non  corrispondono con  le  finalità   lette
  dall'onorevole  Savona nella  relazione che  ha allegato,  doveva
  almeno leggerla per convincerci, un conto  è leggere, un conto  è
  convincere gli interlocutori ad iniziare un dibattito.
   La  verità è in ciò che ha sostenuto l'onorevole Speziale,  cioè
  che  questo documento lascia il tempo che trova. E' una norma,  è
  un  fastidio,  gli si dà un peso che poi effettivamente  non  ha,
  perché il DPEF è ben diverso dal bilancio o dalla finanziaria, ha
  un'altra finalità.
   Quindi,  personalmente  esprimo  il  voto  contrario  a   questo
  strumento finanziario che si può definire vuoto, privo di senso e
  di contenuti, soltanto un'accozzaglia di dati ed indicatori presi
  da internet.
   Ho  presentato un ordine del giorno che, spero, venga  approvato
  e  il  mio  documento va nella direzione opposta  da  quella  che
  effettivamente si concretizza nella fattispecie, nell'esecutività
  e  nell'operatività di questo Governo e cioè  dare  una  risposta
  alla  crescente  povertà, perché quello  che  emerge  proprio  in
  questo DPEF è la crescente povertà della nostra Regione.
   Noi  sappiamo benissimo -  e i dati ce lo confermano  -  che  la
  nostra  Regione  è   l'ultima in Italia, in senso  assoluto,  per
  reddito e per tutti i servizi indispensabili, ma soprattutto come
  aiuto alla società bisognosa.
   Vero  è  che  l'indicatore  reale  è  rappresentato  dal  PIL  e
  dall'aumento  della  produttività  -  gli  indicatori   economici
  generali  -  ma  c'è un altro indicatore, signor  Presidente:  la
  crescente povertà della nostra Regione.
   Vasti  settori  della nostra popolazione si sono  impoveriti  in
  questi  ultimi anni e  una risposta a questo impoverimento  della
  nostra  società  siciliana la possiamo dare  non  in  termini  di
  facile assistenzialismo o di semplice carità cristiana.
   Certo,  un pizzico di carità cristiana non guasta in una società
  globalizzata in cui conta soltanto il denaro e la ricchezza e non
  la  solidarietà verso i più deboli, ma è quello che manca, quello
  che si dice a parole, ma che non viene effettivamente operato coi
  fatti; ed allora quale  risposta possiamo dare?
   La  risposta, signor Presidente, è contenuta in quel disegno  di
  legge  che  ho presentato, riguardante l'istituzione del  reddito
  minimo sociale per tutti i siciliani disoccupati, senza ordine di
  età.
   Signor  Presidente, sa benissimo che fra qualche  mese  riceverà
  centinaia  di  richieste  di sussidio di contributo  natalizio  e
  questo  crescente senso di elemosina, proveniente dal basso,  non
  cresce  perché  i  siciliani sono abituati a  essere  umiliati  e
  vogliono continuare ad essere umiliati con l'elemosina, ma perché
  la gente spera e crede che le istituzioni servano a risolvere   i
  problemi anche della loro sopravvivenza.
   E   quando  parlo  di  sopravvivenza  faccio  riferimento   alla
  possibilità di portare a casa un litro di latte e mezzo chilo  di
  pane, cosa che in vasti strati della nostra popolazione siciliana
  in questo momento manca.
   E  glielo dico col cuore in mano, perché quando cammino lungo la
  strada  del mio paese, della mia città, vengo assalito  da  gente
  povera  che chiede lavoro o un pezzo di pane da portare a casa  e
  questa  risposta non possiamo darla facendo riferimento ai grandi
  temi dell'economia, della produttività e del PIL.
   La  gente vuole vivere e non sopravvivere, vuole vivere, ma  per
  vivere  non  ha bisogno solo della carità cristiana,  ha  bisogno
  anche  del  sostegno economico di uno Stato  che  ha  ridotto  la
  nostra isola in una povertà ormai latente.
   Quando  dico povertà latente mi riferisco a quella dei quartieri
  di Palermo, come il quartiere dello ZEN, o ai quartieri bassi del
  centro  storico  di  Catania, di Agrigento, di Caltanissetta,  di
  Trapani, di Enna, di Ragusa, di Siracusa, di Messina.
   Vediamo  la  povertà crescente, sempre in aumento e la  risposta
  non  può  essere  data  solo  con  i  grandi  traguardi  che   ci
  prefiggiamo con il DPEF,  con il bilancio,  con l'articolo 37   -
  che  abbiamo  conquistato a parole,  ma solo con le  carte  -  ma
  attraverso lo strumento già operante in tutta Europa: in Francia,
  in  Germania, in Belgio, in Olanda, in Lussemburgo, in Spagna sta
  per essere avviato grazie al governo Zapatero, in Inghilterra, in
  Irlanda, in Svezia, in Norvegia, in Danimarca.
   Lo   chiamiamo   reddito  minimo  sociale   garantito   per   la
  sopravvivenza   di   settori   della   popolazione   estremamente
  impoverita    dalla   globalizzazione   del   potere    economico
  internazionale ed europeo.
   Questa è la risposta che un Governo, se ha alto il valore  della
  solidarietà e del concetto della carità cristiana, dovrebbe dare,
  attuando  tale  concetto,  se  è veramente  così,  continuando  a
  battersi il petto e con tutto il rispetto della propria devozione
  religiosa.
   Non  basta  signor  Presidente, ci vogliono i  fatti  e  anziché
  sperperare  il denaro pubblico con il DPEF, che si sta trattando,
  con  il   vostro  bilancio o finanziaria, aperitivi  a  destra  e
  cocktail  a  sinistra, all'Assemblea, alla Regione,  nei  comuni,
  nelle  province,  ovunque,  occorre tagliare  le  spese  inutili,
  rastrellare  questo  denaro speso inutilmente  e  indirizzarlo  a
  sostegno di un salario per tutti i siciliani.
   E'  un esperimento rivoluzionario che potrà creare un precedente
  in Italia ed essere noi siciliani finalmente liberi e fieri della
  nostra autonomia di decidere delle nostre risorse, senza chiedere
  e  piangere  a  destra  e  a  manca  nei  confronti  del  Governo
  nazionale.
   Questa   è  la  risposta che intendo dare con  la  presentazione
  dell'ordine del giorno e se questo Governo e se questa  Assemblea
  ha  lo  scatto di orgoglio e di dignità, lo dovrebbe approvare  e
  farlo proprio del proprio Governo nel momento in cui presenta  la
  finanziaria.
   Viceversa,   significa che non ha a cuore  i destini di  qualche
  milione di siciliani e che non è poco di fronte a cinque milioni.
   Quando  dico  che abbiamo in Sicilia una povertà crescente,  non
  parlo  di  pochi centinaia di migliaia di siciliani, ma parlo  di
  migliaia   di   siciliani   che  ormai   hanno   preso   la   via
  dell'emigrazione.
   Spesso   parliamo   dell'immigrazione  dei   nostri   sfortunati
  fratelli  dell'oltrecanale di Sicilia, ma dobbiamo anche  parlare
  dei  nostri  fratelli che vanno oltre lo stretto  di  Messina,  a
  varcare questo fatidico stretto per un reddito minimo precario.
   Perché  sappiamo  benissimo che fine  fanno  i  nostri  fratelli
  siciliani,  i  nostri concittadini siciliani fuori  dalla  nostra
  Isola,  fanno  il precariato perenne,  vivono in tuguri  come  si
  viveva trenta, quaranta, cinquanta anni fa dopo la seconda guerra
  mondiale. Questo si sta ripetendo: la via dell'immigrazione.
   Mentre  prima  la  stragrande  maggioranza  di  lavoratori   che
  emigravano  erano  i  meno scolarizzati, anzi,  nella  stragrande
  maggioranza erano analfabeti, oggi varcano lo stretto i laureati,
  i  diplomati  che non trovano lavoro e no hanno  speranza  di  un
  posto  di  lavoro  nella propria terra. Vanno fuori  i  laureati,
  fuori per lavorare, magari vanno a fare i precari nei call center
  di Milano, Torino, Verona, Venezia. Questo è ormai il destino dei
  siciliani.
   Il  reddito  minimo  garantito  può  bloccare  questa  sorta  di
  erosione e di fuga di cervelli siciliani.
   Signor  Presidente,  lei lo sa, quanto  le  nostre  province  si
  siano impoverite  di popolazione, la provincia di Agrigento,  nel
  giro di cinque anni, ha perso quasi ottantamila abitanti, non  li
  ha  guadagnati Palermo o Caltanissetta, li ha persi  la  Sicilia;
  così vale per Siracusa, vale per Catania, Caltanissetta.
   Abbiamo  perso  migliaia di persone che sono  andate  via  dalla
  Sicilia  --  per  non  parlare di quelle  che  hanno  addirittura
  lasciato  la  propria residenza -; se andiamo a vedere  i  paesi,
  questi   sono  spopolati,  se  andiamo  in  un  paese   qualsiasi
  dell'ennese  (  Agira,  Valledolmo), ovunque, signor  Presidente,
  non  troviamo più giovani, o forse li troviamo soltanto il sabato
  e  la  domenica  che  che ritornano a casa  dalle  Università  di
  Catania o di Palermo.
   Questa   è la realtà drammatica. La realtà drammatica è che  noi
  dobbiamo dare una risposta ai veri problemi della Sicilia.
   Certo  non  sarà  risolutiva,  qualcuno  può  dire  che  bisogna
  puntare allo sviluppo, alla produttività. Sicuramente è primario,
  importante,  ma abbiamo un'emergenza e questa  non serve  solo  a
  frenare la crescente povertà, ma serve a frenare - e ho terminato
  - la criminalità.
   E  la criminalità, signor Presidente, il suo brodo di cultura lo
  trova  attraverso  la  disperazione dei giovani,  sia  che  siano
  scolarizzati,  sia  che non lo siano, sia che siano  di  famiglia
  agiata, sia che siano di famiglia non agiata.
   Particolarmente quelli non agiati sono più fragili, ecco  perché
  in  queste  fasce  attecchisce più facilmente la criminalità,  lo
  spaccio  e  una serie di fenomeni negativi che hanno  portato  la
  Sicilia  alla disperazione, addirittura la prima Regione d'Italia
  per suicidi.
   Qualche   settimana  fa  nella  mia  provincia,  Agrigento,   ed
  esattamente  a  Ribera,  un ragazzo di  trentacinque  anni  si  è
  impiccato,  pur  avendo una famiglia, perché da cinque  anni  non
  trovava lavoro.
   Questa  è  la verità, questi sono i veri problemi e la  risposta
  che  sto chiedendo ai miei colleghi non è quella di approvare  il
  mio  ordine  del  giorno,  ma  che sia  un  documento  che  tutta
  l'Assemblea faccia proprio perché dobbiamo tenere alta la dignità
  dei siciliani.

   CINTOLA,  assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, è vero che l'Aula oggi non invita
  ad una considerazione positiva, dato il numero esiguo di deputati
  presenti,  però  vorrei ritornare brevemente,  non  ad  un  fatto
  comiziale ripetuto più volte, ma a fatti che non sono solo parole
  del Governo o delle opposizioni, che non dipendono da una volontà
  partitica.
   Per   otto  anni  consecutivi,  dal  1996  al  2003,  l'economia
  siciliana,  misurata in base all'andamento del PIL,  è  cresciuta
  più  dell'intera economia nazionale e del Mezzogiorno. Questa non
  è un affermazione del Governo ma è un dato SVIMEZ.
   Le  difficoltà che hanno interessato la Sicilia nel 2004  e  nel
  2005  sono  l'espressione locale di una crisi ampia e persistente
  che  ha  coinvolto l'economia italiana e l'intera Unione europea.
  Nonostante  l'aumento  del prezzo del  petrolio,  la  caduta  dei
  consumi,  il crollo dei prezzi all'origine dei prodotti agricoli,
  la  Sicilia,  sia pur lentamente, ha continuato  a  crescere  con
  l'effetto  finale che, nell'ultimo anno, i posti di  lavoro  sono
  aumentati  di  ben  5  mila  unità. Ed  anche  questa  non  è  un
  affermazione del Governo bensì un dato ISTAT, quel dato al  quale
  l'onorevole  Speziale faceva riferimento;  quando  i  dati  ISTAT
  indicano qualcosa di negativo allora vengono presi come punto  di
  riferimento.
   In  una fase di rallentata crescita va inoltre salutato come  un
  risultato  importante l'opera di risanamento dei  conti  pubblici
  regionali, malgrado l'incalzare della spesa sanitaria;  ed  anche
  questa non è un affermazione del Governo ma è il giudizio di  tre
  diverse agenzie internazionali indipendenti di rating. La Sicilia
  ha  avuto  riconosciuto  un  segno  positivo  mentre  il  Governo
  nazionale, in controtendenza, ha avuto un segno negativo.
   Se  questo significa che la Sicilia sia cresciuta e che  non  ci
  sia  più  la  disoccupazione, è chiaro che non  è  così;  che  le
  famiglie  non  riescono,  specialmente con  l'entrata  in  vigore
  dell'euro,   ad   avere  la  dignità  di  essere   liberi   dalla
  disoccupazione, questo governo dice che non è così,  e  ne  siamo
  pienamente convinti, ma che si sia fatto un lavoro serio, con  un
  capo  serio - l'onorevole Cuffaro - e con una coalizione seria  -
  quella  del  centrodestra - che ad oggi, con  sforzi  enormi,  ha
  tenuto  fede  agli  impegni  che ha  assunto  con  gli  elettori,
  riteniamo  che queste non siano solo parole ma fatti  concreti  e
  seri.
   Se  sono stati messi in essere investimenti per circa 9 miliardi
  di euro, questa non è una parola, non è il dibattito comiziale, è
  un  fatto concreto che ha portato la Sicilia ad avere dall'Europa
  una  premialità; la Comunità europea ha dato alla nostra  regione
  ulteriori  soldi  per  premiarci per quanto abbiamo  impegnato  e
  definito.
   Dire  che  questo  significa che in Sicilia si  sta  ottimamente
  bene  sarebbe  un  illusione e una assurdità, però  sappiamo  con
  certezza che questo Governo, pur con le tante contraddizioni  che
  a volte ci sono, quelle dell'Aula come quelle del Governo, quelle
  dell'amministrare  come quelle della proiettare  nel  futuro,  ha
  reso  un  servizio  per un miglioramento  reale  e  per  dare  ai
  siciliani una speranza concreta: la speranza di vedere che questa
  nostra terra di Sicilia, con i suoi prodotti, con la volontà  che
  tanti  industriali, come anche le organizzazioni sindacali, hanno
  dimostrato, con la fine di un precariato che si avvia a  chiudere
  la  sua stagione e che non può ricadere sulla responsabilità  del
  centrodestra, sta facendo sommessamente ma fortemente il  proprio
  dovere fino in fondo.
   Non  è facile amministrare come stiamo amministrando, così  come
  non è facile e non è serio non dare il giusto conto ad un Governo
  nazionale  che, dopo 50 anni, ha finito di rapinare i  soldi  dei
  siciliani.
   Questo  è  avvenuto  sia con i Governi di centrodestra  che  con
  quelli  del  centrosinistra,  ma  con  il  Governo  Berlusconi  è
  diventata  realtà l'articolo 37 dalla Costituzione,  è  diventato
  realtà  il riconoscimento dell'RCA alla Sicilia con un intervento
  forte   e   poderoso  dello  stesso  Presidente   del   Consiglio
  Berlusconi.
   Tutto  ciò non può che significare per la Sicilia che non  siamo
  un  popolo  di accattoni, ma che ci siamo presentati  al  Governo
  nazionale  con  le carte in regola per chiedere  quanto  era  nel
  diritto dei siciliani avere.
   Su  queste basi abbiamo lavorato per il DPEF, così come  per  la
  finanziaria ed il bilancio, che contiamo di portare in Aula e  di
  poter approvare entro l'anno.
   Concludo  ricordando che il Governo ha inviato a tutti  e  90  i
  deputati,  prima  di  formulare  i  documenti  di  programmazione
  economica, una richiesta di aiuto, di sostegno e di proposizione.
  Quando  nella  responsabilità di chi governa si risponde  con  il
  silenzio,  con questo si è strappata qualsiasi tipo di  demagogia
  nei confronti della Sicilia, di una difesa dei siciliani, che  si
  dice a parole ma che non si traduce in fatti concreti. Quando  si
  infanga - come si fa quasi quotidianamente - il Presidente  della
  Regione  o  la  Giunta di Governo, additando  tutti  come  se  si
  trattasse  di  malfattori, non si sta cercando di  migliorare  le
  condizioni della Sicilia, ma per rappresentarla in Italia  ed  in
  Europa  come  se  fosse la  cenerentola  o peggio  la   terra  di
  nessuno .
   Con  tali parole, a volte volgari e violente, si distrugge tutto
  ciò  di cui questa Terra ha necessità, nella sua rappresentazione
  esterna,  fatta  da gente laboriosa e onesta, da persone  per  le
  quali  stiamo tentando di dare sfogo, spazio e dignità.  Vogliamo
  dire a chi voce non ha, perché è debole, che questo Governo,  non
  solo  attentamente ma anche religiosamente, vuol salvaguardare  e
  continua a salvaguardare gli interessi della famiglia, dei deboli
  e  degli  emarginati, per avere qui una parola  chiara,  forte  e
  concreta:  la  speranza  che questa  Terra  sia  quella  che  noi
  vogliamo, una Regione Sicilia che sia prima  non solo in  Italia,
  ma la prima in Europa.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale sul DPEF.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Villari  ed
  altri  l'ordine  del giorno n. 616  Iniziative ed  interventi  in
  favore dei lavoratori agricoli .

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo  lo
  accetta come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Comunico che è stato presentato dagli onorevoli  Lo
  Curto ed altri l'ordine del giorno n. 611  Interventi urgenti  in
  materia di agricoltura .
   Ne do lettura:

     «PREMESSO CHE :

     -  la  crisi che da tempo attanaglia l' agricoltura  siciliana
  si  profila  come  una  crisi di ordine strutturale  e  non  solo
  congiunturale ;

     -   più  segnatamente,   il  settore  maggiormente  colpito  è
  proprio quello della vitivinicoltura;

     -  la  provincia di Trapani è la più vitata d'  Europa  ed   è
  quella  che produce il 50 per cento  del vino siciliano e  il  10
  per cento  di quello prodotto nell' intera nazione ;

     -   gli   innumerevoli  incontri,  dibattiti,  manifestazioni,
  organizzati   sino  ad  oggi  tra  associazioni   di   categoria,
  rappresentanti dei comitati di base degli agricoltori, presidenti
  di  cantina,  sindaci  dei comuni della provincia  di  Trapani  e
  rappresentanti del Governo regionale non hanno in     alcun  modo
  attenuato  lo  stato  di  agitazione  che  attraversa  l'  intero
  comparto ;

     -  in  provincia di Trapani ben quindici comuni sono  ad  oggi
  occupati  pacificamente,   ma con grande  determinazione,   dagli
  agricoltori  intenzionati a far  valere le loro  istanze  innanzi
  alle istituzioni ;

     -  il  tracollo  finanziario di migliaia di  aziende  agricole
  travolgerà  inevitabilmente  l' intero  tessuto  economico  della
  nostra Isola ;

     il  malessere accumulato dagli agricoltori non trova  ad  oggi
  un' adeguata risposta, atteso che anche l' ultimo incontro tra le
  associazioni di categoria ed  il Governo,  svoltosi  in  data  24
  ottobre  u.s.,   non  soddisfa  le  esigenze  degli  imprenditori
  agricol,  ormai giunti all'esasperazione;

     il  perdurare di tale situazione rischia di esplodere in forme
  di   protesta  incontrollabili,  con  possibili,  gravissime   ed
  inaccettabili ripercussioni sull'ordine pubblico e  la  sicurezza
  del territorio e dei cittadini;

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

     a  destinare,  con un intervento specifico da iscrivere  nella
  prossima  legge  di assestamento di bilancio, in  ottemperanza  a
  quanto  previsto dall'art. 37 dello Statuto siciliano, il 25  per
  cento  delle  risorse che lo Stato trasferisce  alla  Regione  e,
  comunque,   una somma non inferiore a 300.000.000  di    (Euro).»
  (611)

               LO CURTO - LEANZA NICOLA-AMENDOLIA- PAFFUMI-NERI.-
               FRANCHINA-PISTORIO-DI MAURO-ARDIZZONE-SPAMPINATO-
               ACANTO-SCALICI-BURGARETTA-BASILE

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  il   Governo   ritiene   che
  quest'ordine del giorno vada valutato concretamente e seriamente;
  infatti,  la  Giunta ha già predisposto 100  milioni  di  euro  a
  favore  dell'agricoltura siciliana nelle variazioni  di  bilancio
  che sono state appena approvate dalla Giunta di Governo.
   Noi  comprendiamo che possono non essere esaustivi i 100 milioni
  di  euro  che  sono alla base delle variazioni  di  bilancio  che
  arriveranno in Aula il 22 novembre prossimo, come stabilito dalla
 Conferenza dei capigruppo.
   Purtroppo  non  è  possibile approntare i 300 milioni  richiesti
  perché  al  momento non c'è la disponibilità finanziaria  che  ci
  consente  di  dire  ai presentatori dell'ordine  del  giorno  che
  possiamo accoglierlo integralmente.
   Pertanto  non  chiedo il ritiro dell'ordine del  giorno,  perchè
  ritengo  che sia una iniziativa seria e concreta, però si scontra
  con  le  difficoltà di un bilancio le cui  risorse  non  sono  al
  momento  disponibili. Il Governo lo accetta come raccomandazione,
  precisando che per un terzo - e cioè 100 milioni di euro - è  già
  stato accolto nelle variazioni di bilancio che saranno in Aula il
  22  novembre  e  che potrebbe essere approvato velocemente  dando
  forza  a  quest'ordine del giorno, ovviamente tenuto conto  della
  disponibilità democratica del Regolamento. Chiaramente,  trovando
  le  risorse,  è  intenzione del Governo  di  aumentare  anche  la
  quantità  dei  finanziamenti  nel  corso  dell'anno  che  va   ad
  iniziare.

    LO CURTO. Chiedo di parlare.


    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO CURTO .  Signor Presidente, onorevole    assessore  Cintola,
  onorevoli  colleghi, non voglia la mia sembrare una pregiudiziale
  rispetto  alle parole pronunciate con tanta saggezza e con  tanta
  capacità  di  ascolto da parte dell'onorevole assessore  Cintola.
  Tuttavia devo insistere sulla necessità di mettere ai voti questo
  ordine  del  giorno. Comprendo assolutamente, con quel  senso  di
  responsabilità che connota l azione politica di cui, anche a nome
  del  mio  partito, mi faccio portavoce, essendo il mio un partito
  di governo, relativamente alle difficoltà finanziarie nelle quali
  la  Regione si dibatte. Ciò nonostante ritengo, come me tutti gli
  altri  deputati  della maggioranza e dell'opposizione  che  hanno
  sottoscritto  questo  ordine del giorno in maniera  assolutamente
  bipartisan,  che questa sia una priorità che deve  costituire  un
  punto  essenziale  dell'attenzione del Governo e  del  Parlamento
  verso  una  categoria produttiva, che non chiede assistenza,  che
  non  chiede  un  posto  di  lavoro, ma che  chiede  e  rivendica,
  legittimamente,  il  proprio diritto  di  continuare  a  lavorare
  facendo  uso  delle  braccia e facendo  uso  della  terra,  quale
  strumento di legittimazione anche sociale e civile.
   E'  per  questo  che io insisto nel dire che  occorre  fare  uno
  sforzo, togliendo risorse magari da qualche altra parte, per dare
  un  segnale  di  vera  attenzione a questa categoria  produttiva,
  perchè  se  in  Sicilia, signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
  muore  l'agricoltura, muore la Sicilia e muore anche quella fetta
  di  operosità  che  connota storicamente la nostra  terra  e  gli
  interessi dei siciliani.
   Noi  abbiamo  l'esigenza,  onorevole Assessore,  di  determinare
  questa  scelta, visto che, tra l'altro - pur con  la  povertà  di
  informazione dovuta al recente sciopero dei mezzi di informazione
  -  coloro  i quali hanno molto civilmente rappresentato  le  loro
  legittime  rivendicazioni con i trattori, giungendo a Palermo  da
  tutte  le parti della Sicilia, perché è proprio Palermo il  cuore
  della  politica e rappresenta il cuore di questa Regione, e  oggi
  sono  anche  vittime  di un'azione, diciamo  di  repressione,  di
  punizione di quella legittima rivendicazione. Questo perché  sono
  fioccate multe e denunce a chi non ha invaso la città, a chi  non
  ha  ostacolato lo svolgimento della vita cittadina a Palermo,  ma
  ha  dovuto  ricorrere, come soluzione estrema, di mettere  questa
  città,  cuore  del Governo regionale, di fronte ad  una  evidenza
  ormai  ineludibile,  che  se  non  viene  attenzionato  il  mondo
  dell'agricoltura, non c'è attenzione per la Sicilia  che  lavora,
  alla  Sicilia  degli onesti, alla Sicilia che  bussa  alle  porte
  delle  istituzioni e non si vuole contrapporre  alle  istituzioni
  per continuare a vivere, anzi, a sopravvivere.
   Sono  di  questi giorni le notizie delle iniziative di  tutti  i
  presidenti  delle regioni del meridione, che fanno  squadra,  che
  fanno  rete,  per sostenere l'economia debole delle  Regioni  del
  Sud, in capo a tutti il nostro Presidente, onorevole Cuffaro.
   Ebbene,  ritengo  che  l'onorevole  Cuffaro,  che  è  stato   il
  migliore  assessore per l'agricoltura e le foreste della  Regione
  siciliana, oggi non si possa esimere dall'essere colui  il  quale
  deve dare una risposta qualificata e seria, una risposta vera, ai
  problemi  dell'agricoltura e degli agricoltori stante,  mi  duole
  dirlo,  che l'attuale assessore per l'agricoltura e le foreste  è
  stato   delegittimato   dagli  stessi   agricoltori   nell'essere
  individuato   quale   referente  e   quale   voce   del   Governo
  autorevolmente  preposta a dare una risposta  seria  ai  problemi
  dell'agricoltura.
   Quella  di  oggi,  signor Presidente, onorevole assessore,  l'ho
  già  detto in un mio precedente intervento, è la cronaca  di  una
  morte annunciata.
   Da  oltre  un  anno  e mezzo gli agricoltori,  gli  imprenditori
  agricoli,  le  organizzazioni  di categoria,  i  vitivinicoltori,
  tutti  quanti,  hanno  chiesto inutilmente e  invano  al  Governo
  regionale - e anche, ahimè, al Governo nazionale - una risposta e
  una  attenzione ai loro problemi e questo mi duole  dirlo,  anche
  perché io sono un deputato della maggioranza, non faccio il ruolo
  dell'opposizione.
   Ebbene,  ritengo che oggi, per quanto pochi possiamo  essere  in
  questa  Aula,  abbiamo il diritto di chiedere che ci  sia  questa
  attenzione per il mondo dell'agricoltura e, soprattutto,  che  ci
  sia  una risposta vera da parte delle istituzioni che non possono
  né  tacere  e  meno  che  mai  fare  annunci  di  propaganda.  La
  propaganda, non è riferito certamente a lei onorevole  Assessore,
  ma  a  qualcuno che ogni giorno sui giornali dice che  la  nostra
  agricoltura va a gonfie vele, che ogni giorno stappa bottiglie  e
  dice che il nostro vino non ha problemi.
   Così  non  è  e  lo  sappiamo tutti. E  allora  alla  propaganda
  bisogna  rispondere  in maniera seria, in  maniera  adeguata,  in
  maniera  coerente con quello che non è né un aiuto né un sostegno
  ma  una  doverosa attenzione nei confronti, ripeto, di un settore
  produttivo  che  per  la  Sicilia è  strategico  e  assolutamente
  fondamentale.

    TURANO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    TURANO. Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  siamo  in  un
  momento particolare o, forse, particolarmente difficile, con  una
  campagna elettorale già avviata e qua non c'è nessuno disponibile
  a  lasciare  lo spazio alle forze della maggioranza o alle  forze
  dell'opposizione  per fare propaganda. C'è la volontà  di  essere
  seri,  concreti,  responsabili  e  di  sfruttare  al  massimo  le
  occasioni importanti che questo Governo ha offerto alla Sicilia.
   Poco fa l'assessore Cintola ricordava che dopo cinquant'anni  di
  governi di qualunque colore politico che hanno rapinato le  casse
  della Regione finalmente si è raggiunto un grande risultato.
   Con  la  nuova legge Cirielli è tutto prescritto, lo  dico  come
  provocazione perché il Parlamento nazionale è arrivato a fare una
  legge contra personam, e io spero che questa persona non voti  né
  leggi ad personam né leggi contro nessuno.
   Dicevo,  l'assessore Cintola ha riferito che dopo  cinquant'anni
  il  Governo nazionale ha dato la giusta retribuzione alla Regione
  siciliana,  e  proprio  perché succede  dopo  cinquant'anni  devo
  guardare  con attenzione a quest'ordine del giorno che  è  da  me
  sottoscritto.
   Lo  dico  a  chiare lettere, per dieci anni ho  raccontato  agli
  agricoltori  della mia provincia, che è la provincia  più  vitata
  d'Italia,  che non li potevamo aiutare e che il Governo  soffriva
  perché  non  c'erano denari, ora non posso dire che i  denari  ci
  sono    e   non   si   danno   all'agricoltura.   Voglio   essere
  intellettualmente onesto nei confronti di quest'Assemblea  e  nei
  confronti  della  provincia di Trapani e degli  elettori  che  mi
  hanno mandato qua.
   Così  come  non  si  può non pensare di affrontare  il  problema
  degli  artigiani, importante quanto quello degli agricoltori,  se
  ci sono risorse rilevanti che arrivano nelle casse della Regione;
  i destinatari devono essere le categorie produttive della Regione
  stessa  e, a fronte di un ordine del giorno che destina  soltanto
  il  25  per cento delle risorse per un comparto, quello agricolo,
  che  rappresenta  forse  il 40 per cento della  forza  lavoro  in
  Sicilia, non si può non guardare con occhio benevolo - ed io sono
  costretto e lo faccio con azione di responsabilità con il vincolo
  di  maggioranza - e chiedere al Governo di rivedere la posizione,
  non perché voglia contestarne l'operato, ma è un'occasione che il
  Governo  ha  definito  storica e che l'Assemblea  recepisce  come
  storica.
   Nessuno  ha  criticato,  e  non  è  criticabile,  l'azione   del
  Governo:  i  soldi  stanno per arrivare, ma se arrivano  i  soldi
  devono essere impegnati nei settori che producono e che producono
  per davvero. E non si può pensare d'impegnare queste somme con un
  contributo  una  tantum che non vuole nessuno,  anche  su  questo
  dobbiamo intenderci.
   Noi  siamo  qua  per  fare  la  legge  di  riforma  del  settore
  agricolo, siamo qua per fare una legge che, speriamo, possa  fare
  ripartire  l'agricoltura e renderla competitiva, ma è chiaro  che
  per  fare questo, se cento milioni di euro che già il Governo  ha
  stanziato  non  sono  sufficienti, vuol dire che  l'Assemblea  ne
  metterà  duecento.  L'Assemblea  è  sovrana  ed  i  problemi  che
  riguardano l'agricoltura sono problemi di una portata devastante.
   Ecco   perché  sono  firmatario,  insieme  a  tutto  il   gruppo
  parlamentare che rappresento, di quest'ordine del giorno,  perché
  è  un impegno serio, una battaglia seria che non vuole mettere in
  difficoltà  il  Governo,  piuttosto vuole  risolvere  in  maniera
  chiara i problemi dell'agricoltura.
   Non  si  tratta di un problema di partiti o di schieramenti,  si
  tratta  della responsabilità dell'Assemblea regionale che  ha  il
  dovere di guardare con attenzione ai problemi dell'agricoltura, a
  come trovare le somme necessarie per fare la legge di riforma del
  settore.

    VICARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VICARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se il Governo  è
  disponibile, ritengo che sarebbe meglio organizzare  un  incontro
  con  il  Governo prima di un'eventuale votazione di  quest'ordine
  del  giorno.  Ritengo  che l'intervento  dell'onorevole  non  sia
  assolutamente   corrispondente  al  vero  per   quanto   riguarda
  l'assessore  Leontini, né per l'azione di Governo, sia  nazionale
  che  regionale,  che  è  stata fatta in questi  ultimi  mesi  nei
  confronti dell'agricoltura.
   Con   l'onorevole   Mercadante,  mentre  lei   interveniva,   si
  ricordava come il Ministro Alemanno abbia stanziato 75 milioni di
  euro per l'agricoltura nel Mezzogiorno.
   Ma  al di là delle questioni che attanagliano la nostra Regione,
  che possono essere più o meno legittime, più o meno ataviche, più
  o   meno   contingenti  come  lo  é  questa,  credo  che   vadano
  assolutamente  distinti quali sono i problemi degli imprenditori,
  anche perché una parte della classe imprenditoriale siciliana  lo
  é  diventata  solo  grazie ai contributi pubblici.  Chi  fa  vera
  imprenditoria,  chi  produce  vera qualità  riesce  a  vivere,  a
  commercializzare ad internazionalizzare i propri  prodotti  senza
  contributi pubblici.
   Se  poi  in  Sicilia  qualunque imprenditore -  dall'agricoltore
  all'albergatore  -  debba vivere solo se  ci  sono  finanziamenti
  pubblici, probabilmente pure io sarei un'ottima imprenditrice.
   Il  problema  dell'agricoltura c'é, come ce ne  sono  tantissimi
  nella  nostra Regione, ma non può essere affrontato con un ordine
  del  giorno; ritengo, invece, che vada affrontato, come  tutti  i
  problemi  che  abbiamo, con  una pianificazione  reale,  seria  e
  concreta.
   Il  presidente  Cuffaro é riuscito ad ottenere  per  la  Sicilia
  questo  enorme  successo, queste entrate storiche per  la  nostra
  Regione.
   Un  Governo  serio siede a un tavolo e discute, una  maggioranza
  seria concorda, pianifica e soprattutto investe nei settori  dove
  decide di implementare e migliorare la propria identità.
   Se   noi  decidiamo  di  essere  una  Regione  che  deve  vivere
  prioritariamente di agricoltura, si prevedono non 300 milioni  di
  euro ma anche di più. Credo che questo non sia un buon metodo per
  lavorare, non credo che una maggioranza possa proporre  oggi  una
  cosa  e  domani  un'altra, credo molto di più ad un  investimento
  politico,  serio,  programmato, ragionato e soprattutto  in  quei
  settori dove la Sicilia ritiene di doversi sviluppare.
   Non   ho  ancora  capito  se  siamo  una  Regione  che  potenzia
  sull'agricoltura, se siamo una Regione che potenzia sul  turismo,
  se  siamo una Regione che potenzia sui propri beni culturali,  se
  siamo  una Regione che potenzia sulle proprie bellezze e  riserve
  naturali, se siamo una Regione che, invece, punta sul precariato.
  Non ho ancora capito quale é la nostra forte identità.
   Invito  l'onorevole Lo Curto e gli altri firmatari ad  accettare
  questo  ordine del giorno come una raccomandazione nei  confronti
  del Governo e sollecitare tutta la maggioranza a fare un piano di
  investimenti   che  rafforzi  lo  sviluppo  della  nostra   Terra
  rafforzando  le nostre identità e non utilizzando queste  risorse
  che  sono  così importanti soltanto per chi arriva  per  primo  a
  tirare la giacca.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, pensavo che con il mio intervento
  e  parlando  a  rappresentanti del  popolo  che  hanno  anche  la
  dimensione  delle  cose  che  dicono,  ma  anche  di  quelle  che
  scrivono,  ci  si  potesse rendere conto  immediatamente  che  lo
  sforzo  fatto  dal  Governo  con i  100  milioni  di  euro  fosse
  esaustivo.
   E'  facile  chiedere 300 milioni di euro ed é importante  dirlo,
  ma non possiamo non dire da dove dobbiamo prenderli.
   Se  non c'è la copertura finanziaria, il gioco di dire una cifra
  in più o una cifra in meno diventa facile
   La  necessità  degli agricoltori del Trapanese, come  quelli  di
  tutta  la  Sicilia, che viene evidenziata nell'ordine del  giorno
  firmato  da  tanti  colleghi - mi accorgo  che  ha  firmato  pure
  l'onorevole  Pistorio, peraltro assessore, quindi  impegnando  se
  stesso  -  ebbene,  voglio  dire quindi  che  è  un  tema  forte,
  importante,  ma è tale che non può essere posto in votazione  con
  una maggioranza o una minoranza che lo approvi o lo respinga.
   Insomma,   non   può  il  Governo  porsi  nelle  condizioni   di
  respingere   un'idealità,   che   è   quella   di   salvaguardare
  l'agricoltura,  perché  lo sta già facendo.  Ma  non  può,  nello
  stesso  tempo, dire che vanno bene 300 milioni di euro, perché  -
  responsabilmente,  come  assessore per  il  bilancio  -  non  c'è
  copertura  finanziaria  e, quindi, non  potrebbe  neppure  essere
  sottoposto al voto in quest'Aula.
   Ma  l'appello  ulteriore che rivolgo, tuttavia, è di  accettarlo
  come raccomandazione, perché andando avanti con il bilancio e  la
  finanziaria avremo modo - come dice anche l'onorevole Vicari  nel
  suo  intervento - di disporre di un'ulteriore interlocuzione  per
  comprendere se c'è la disponibilità di altre somme, e  se  questa
  non  c'è, di rendersi conto che il problema resta forte,  ma  non
  può  essere  risolto, né con un colpo di penna, né  con  un  rigo
  scritto, né con alcune firme, né con una volontà di dire sì e no:
  tutti  diremmo  di  sì, infatti, se ci fossero  300,  400  o  500
  milioni di euro da distribuire
   Per  cui,  buon senso e correttezza vogliono che io  rivolga  un
  appello   serio   e  deciso.  Se  non  dovessimo   accettare   la
  raccomandazione, cosa succederebbe questa sera? Che in 7, in 8  o
  in   10,  ci  divideremmo  in  due  parti.  E  aiuteremmo   forse
  l'agricoltura e gli agricoltori? Aiuteremmo a dare quella  spinta
  che vogliamo?
   Una  riflessione. L'assestamento del bilancio andrà in  Aula  il
  22  prossimo.  Ci  sarà  modo di sentire i Capigruppo,  le  forze
  politiche di maggioranza e di opposizione: se questi 300  milioni
  di  euro  ci sono, bene, altrimenti diventerebbe una boutade  che
  non serve a nessuno, perché anche se l'emendamento lo scrivessimo
  e  approvassimo  stasera,  non capisco come  l'assessore  per  il
  bilancio  potrebbe dire che, in questo momento, c'è la  copertura
  finanziaria.   Non   c'è   al  momento  attuale   una   copertura
  finanziaria
   La   raccomandazione   con   la   quale   il   Governo   accetta
  l'emendamento, pertanto, è il massimo che si possa fare in questo
  momento,    senza    dividere   l'Aula   e   senza    prospettare
  diversificazioni in un'Aula come questa, piccola  di  numero,  ma
  grande  di  intelligenza e di volontà, sebbene  a  volte  con  le
  parole   vada   un  tantino  oltre  ciò  che   pensa   e    vuole
  effettivamente dire.

             Votazione dell'ordine del giorno numero 611

    PRESIDENTE   Poiché rimane intatta la posizione del  Governo  e
  quella dell'onorevole Lo Curto, pongo ai voti l'ordine del giorno
  n. 611, con il parere contrario del Governo.
   Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    LO CURTO  . Come,  non è approvato, signor Presidente?

      (Il Presidente procede alla conta dei deputati in piedi e
                               seduti)

    PRESIDENTE   I  deputati seduti sono 6, i  deputati   in  piedi
  sono 5. E' chiaro o non è chiaro, onorevole Lo Curto?

    CINTOLA   assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Facciamo
  magari venire gente da casa per votare?

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, è  stato  respinto,  punto  e
  basta.

    LO CURTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Assolutamente no, perché lei ha gia  parlato.  Lei
  non può parlare due volte, non conosce bene il Regolamento.

    LO CURTO  E' un sistema di arroganza.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  No, lei ha già parlato, onorevole Miccichè, non  si
  può intervenire tre volte su uno stesso argomento

                     Per richiamo al Regolamento

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  CURTO . Onorevole Turano, lei ha la parola e io no   Questa
  è una palese violazione del Regolamento, anch'io avevo chiesto di
  intervenire per richiamo al Regolamento, desidero venga  messo  a
  verbale quanto ho appena dichiarato

    TURANO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  poc'anzi  mi
  sono  permesso  di  divagare  nel  ragionamento  che  ho  svolto,
  parlando di quanto si è verificato ieri al Parlamento nazionale e
  dicendo  che, alla fine, in un luogo dove si dà l'impressione  di
  fare leggi ad personam...

    PRESIDENTE   Ma quali leggi, questo all'esame è un  ordine  del
  giorno. Onorevole Turano, se vuole la mia opinione, questo  è  un
  ordine  del  giorno impropobile, dal momento che prescrive  somme
  senza la necessaria copertura.
   C'è  un  senso pratico nelle Aule parlamentari per il  quale  si
  deve cogliere il significato di un documento all'esame.
   L'Assessore   è  stato  chiaro:  non  essendoci  la   prescritta
  copertura,  non  può essere impegnato su una  cifra  che,  magari
  domani,  sarà  costretto a spendere  Se non abbiamo colto  questa
  verità  e  neppure  la  raccomandazione  formulata,  siamo  fuori
  strada. E se continuate, dichiaro improponibile il documento.

    LO  CURTO . Sono questa maggioranza e questo Governo a trovarsi
  fuori strada

    PRESIDENTE  Onorevole Turano, la prego di prendere atto di  una
  situazione   che   non  può  essere  portata   alle   conseguenze
  dell' isteria .

    TURANO   Nessuno  qui  vuole estremizzare.  Signor  Presidente,
  preferisco  rinunciare  all'intervento,  non  voglio  infastidire
  nessuno, però mi permettevo di evidenziare che 4 o 5 parlamentari
  avevano  votato a favore di quell'ordine del giorno e  che  erano
  sufficienti...

    PRESIDENTE   Onorevole  Turano, sei parlamentari  hanno  votato
  contro. Esattamente 5 a favore e 6 contro. Se vuole, le dico pure
  i nominativi dei 6 deputati che hanno votato contro.
   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno numero  617
  «Istituzione  del  reddito  minimo  di  inserimento»,   a   firma
  dell'onorevole Miccichè.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  evitare
  di  mettere ai voti l'ordine del giorno da me presentato, per poi
  magari  essere  bocciato, sono dell'idea di accettare  che  venga
  accolto  come raccomandazione da parte del Governo: però,  vorrei
  precisare  che  una  raccomandazione non è un  atto  che  non  ha
  valore,  ha  valore  come  raccomandazione  se  la  si  tiene  in
  considerazione, appunto
   Ebbene,  in  considerazione del fatto che un ordine  del  giorno
  impegna  il  Governo a tenere conto nella finanziaria  di  questo
  argomento,  e  quindi promuovere le procedure di una attivazione,
  di  un  inserimento, insomma, di una sperimentazione del  reddito
  minimo garantito per i disoccupati, non è cosa di poco conto.
   Se  questo  è  il senso della raccomandazione, che si  considera
  fondato  e  apprezzabile l'ordine del giorno  da  me  presentato,
  allora accetto che venga accolto come raccomandazione.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, l'ordine  del  giorno  617  è
  accolto come raccomandazione da parte del Governo.
   Comunico infine che è stato presentato l'ordine del giorno  618,
  a firma degli onorevoli Dina, Mercadante, Virzì e Formica.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Discussione del disegno di legge  n. 1064/A «Rendiconto
    generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste
             demaniali per l'esercizio finanziario 2004»

    PRESIDENTE   Si passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si   procede  con  l'esame  del  disegno  di  legge  n.   1064/A
   Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
  foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2004 , iscritto  al
  numero 5.
   Invito il relatore a svolgere la relazione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Mi
  rimetto al testo della relazione.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.

   Non   essendoci   iscritti  a  parlare,   dichiaro   chiusa   la
  discussione generale.
   Pongo,  pertanto,  in  votazione il  passaggio  all'esame  degli
  articoli. Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Preciso  che  gli onorevoli Barbagallo e Micciché dichiarano  di
  avere votato contro.

   Avverto  che,  da  questo momento, decorre  il  termine  per  la
  presentazione  degli  emendamenti, ai  sensi  dell'articolo  112,
  comma 5, del Regolamento interno.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Discussione del disegno di legge n. 1063/A «Variazioni al
  bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda delle foreste
    demaniali della Regione siciliana per l'esercizio finanziario
                        2005 - Assestamento»

   Si  procede  quindi  all'esame del disegno di  legge  n.  1063/A
   Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda
  delle  foreste demaniali della Regione siciliana per  l'esercizio
  finanziario 2005 - Assestamento , iscritto al numero 6.
   Invito il relatore a svolgere la relazione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Mi
  rimetto al testo della relazione scritta.

    PRESIDENTE   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale.   Non
  essendoci  iscritti  a  parlare, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale.
   Pongo   pertanto  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli
  articoli. Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   L'Assemblea prende atto che gli onorevoli Barbagallo e  Micciché
  hanno dichiarato di avere votato contro.

   Avverto  che,  da  questo momento, decorre  il  termine  per  la
  presentazione  degli  emendamenti, ai  sensi  dell'articolo  112,
  comma 5, del Regolamento interno.

   Onorevoli  colleghi, la seduta é rinviata a martedì 15  novembre
  2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


        I   - COMUNICAZIONI

       II  - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -  Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
             dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
             2005 - Assestamento  (n. 1063/A) (Seguito)

  2)  -   Rendiconto generale della Regione siciliana e
  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
  2004  (n. 1064/A) (Seguito)
  3)  -   Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei
  prodotti in vendita                 (n. 1023/A) (Seguito)
  4)  -   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale
  per il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito)
  5)  -   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A)
  6)  -  Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa  (n. 151 - Norme
  stralciate II/A)

      III   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  IV   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 19.43

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.55

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli