Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
La seduta è aperta alle ore 17.58.
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Segreto ha chiesto
congedo per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni da parte dell'Assessore per la sanità:
N. 49 - Miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie
dell'ospedale di Paternò, in provincia di Catania.
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
N. 154 - Ripristino di adeguate condizioni igieniche in
favore dei residenti in località Poggio Fanales nel Comune
di Caltagirone.
Firmatari:Fleres Salvatore.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
- "Norme per la promozione e lo sviluppo delle università
della terza età", (n. 331)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ardizzone, Franchina in data 15
febbraio 2002.
COMUNICAZIONE DI RIASSEGNAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che in data 17 gennaio 2002 è stato
riassegnato alla Commissione speciale per la revisione dello
Statuto regionale il disegno di legge n. 301 "Schema di disegno
di legge da proporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto regionale recante 'Integrazione
dell'articolo 122 della Costituzione'", già assegnato alla
Commissione legislativa 'Affari istituzionali'.
Comunico altresì che è riassegnato per l'esame e la
deliberazione in comune con la Commissione 'Affari istituzionali'
il disegno di legge n. 265 "Norme per l'elezione del Presidente
della Regione e dell'Assemblea regionale siciliana" per la parte
relativa all'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Villari in data
14 febbraio 2002 ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 326 "Norme per la stabilizzazione del
personale assunto ai sensi del'articolo 23 quater, comma 3, della
legge regionale 31 marzo 1998, n. 61, proveniente dai progetti di
lavoro socialmente utili", degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe.
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni nel periodo 12 - 14 febbraio 2002:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 13.2.02: MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI-SCOMA
" " 14.2.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 13.2.02 (ant.): MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
" " 13.2.02 (pom.): FLERES
" " 14.2.02 (ant.): GENOVESE-ROTELLA
" " 14.2.02 (pom.): GENOVESE
SOSTITUZIONI
Riunione del 13.2.02 (pom.): MANCUSO sostituito da PISTORIO
" " 14.2.02 (ant.): D'ANTONI " " LO MONTE
" " 14.2.02 " : MANCUSO " " PISTORIO
14.2.02 (pom.): " " " "
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
ASSENZE
Riunione del 13.2.02: GALLETTI-INCARDONA-PANARELLO
SOSTITUZIONI
Riunione del 13.2.02: TURANO sostituito da SBONA
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
ASSENZE
Riunione del 12.2.02: BASILE-MOSCHETTO-ZANGARA
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo ed assegnata alla Commissione legislativa "Affari
Istituzionali" (I):
"Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia -
Nomina Direttore generale. (n. 31)
- pervenuto in data 14 febbraio 2002
- trasmesso in data 18 febbraio 2002.
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia della deliberazione n. 26 del 28 gennaio 2002
"Modifiche al complemento di programmazione del POR Sicilia
2000/2006".
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 424 - Tutela della serricoltura siciliana.
- Assessore Agricoltura
***
Cracolici Antonino; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
Zago Salvatore
N. 428 - Misure di sostegno all'agricoltura siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Villari Giovanni; Liotta Santo; Barbagallo Giovanni; Raiti
Salvatore; Spampinato Giuseppe; Speziale Calogero; Oddo
Camillo; Zago Salvatore; Giannopolo Domenico; Panarello
Filippo; De Benedictis Roberto; Crisafulli Vladimiro;
Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino
N. 438 - Completamento dei lavori di consolidamento della
chiesa Maria Santissima di Custonaci (TP).
- Assessore Lavori Pubblici
***
Oddo Camillo
N. 439 - Iniziative per l'adozione del piano regolatore
generale da parte del Comune di Custonaci (TP).
- Assessore Territorio
***
Oddo Camillo
N. 440 - Provvedimenti per il rispetto della legislazione
in materia di pianta organica da parte del Comune di
Custonaci (TP).
- Assessore Enti Locali
***
Oddo Camillo
N. 441 - Costituzione di una scuola del marmo presso il
comune di Custonaci (TP).
- Assessore Industria
***
Oddo Camillo
- con richiesta di risposta scritta:
N. 422 - Mancata emanazione del regolamento che stabilisce
le sanzioni amministrative per i danni ambientali, ai sensi
della legge n. 10 del 1999.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 423 - Notizie sulla mancata emanazione del regolamento
dei Centri di medicina dello sport, ai sensi della legge n.
36 del 2000.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 425 - Motivi della mancata emanazione dei regolamenti
di esecuzione della legge n. 15 del 2000 in materia di
anagrafe canina e tutela degli animali d'affezione.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
N. 426 - Elaborazione del piano triennale per l'handicap.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Raiti Salvatore
N. 427 - Ispezione presso il Comune di Capo d'Orlando (ME)
circa il rilascio della concessione edilizia n. 117.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
- Assessore Cooperazione
- Assessore Agricoltura
***
Spampinato Giuseppe; Panarello Filippo; Raiti Salvatore;
Genovese Francantonio; Liotta Santo
N. 429 - Ispezione presso il Comune di Castell'Umberto
(ME) circa il licenziamento di una dipendente comunale.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero
N. 430 - Notizie sulle recenti azioni di repressione messe
in atto all'interno del centro Serraino Vulpitta di Trapani.
- Presidente Regione
***
Forgione Francesco; Miccichè Calogero; Liotta Santo
N. 431 - Notizie sui criteri di nomina dei Commissari
straordinari IPAB.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Genovese Francantonio; Barbagallo Giovanni; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
N. 432 - Motivi della mancata adozione del regolamento di
attuazione della legge regionale n. 20 del 1999 in materia
di interventi contro la mafia.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea;
Raiti Salvatore
N. 433 - Analisi degli effetti dell'art. 160 della legge
regionale n. 25 del 1993, in materia di rifiuti solidi
urbani.
- Presidente Regione
***
Basile Giuseppe
N. 434 - Riperimetrazione della riserva naturale Bosco di
Santo Pietro .
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Territorio
***
Fleres Salvatore
N. 435 - ELiminazione della discarica abusiva creatasi in
Via Rinascita, a Stazzo, nel Comune di Acireale,
in provincia di Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
N. 436 - Ripristino del manto stradale in Via Nervesa
della Battaglia, a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
N. 437 - Adeguati controlli sulle aziende di trasporto
concessionarie della Regione.
- Assessore Turismo
***
Giannopolo Domenico; Forgione Francesco
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 85 - Promozione di scambi culturali ed iniziative di
gemellaggio tra la Regione siciliana e lo Stato del
Connecticut (USA).
Ortisi Egidio; Barbagallo Giovanni; Cintola Salvatore;
Formica Santi; Lo Monte Carmelo; Leontini Innocenzo; Rotella
Domenico; Speziale Calogero; Manzullo Giovanni
Presentata il 12/02/02
N. 86 - Revoca delle recenti nomine dei direttori generali
delle Ausl siciliane.
Cracolici Antonino; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
Zago Salvatore
Presentata il 12/02/02
N. 87 - Sostegno alla serricoltura siciliana.
Cracolici Antonino; Zago Salvatore; Speziale Calogero;
Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo Camillo; Panarello
Filippo; Villari Giovanni
Presentata il 13/02/02
N. 88 - Iniziative per impedire qualunque provvedimento
finalizzato alla revisione della legge n. 180.
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero;
Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
Presentata il 13/02/02
N. 89 - Riperimetrazione del Bosco di Santo Pietro.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Beninati Antonino
Presentata il 15/02/02
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE RELATIVA AD ATTI ISPETTIVI
PRESIDENTE. Comunico che l'interrogazione n. 382 "Ispezione
amministrativa presso il Comune di Messina" a firma
dell'onorevole Genovese, è da intendersi presentata con richiesta
di risposta scritta e non con richiesta di risposta orale, come
annunziato nella seduta n. 31 del 12 febbraio 2002.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che in riferimento all'interrogazione a risposta
scritta n. 38 degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe
"Interventi per rendere fruibile la riserva naturale della Timpa
di Acireale (CT)", con nota 475/A-II del 6 febbraio 2002, il
Presidente della Regione ha trasmesso l'atto ispettivo
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, ritendolo
competente a fornire la risposta in luogo dell'Assessore per gli
enti locali già destinatario dell'interrogazione oltre
all'Assessore per il turismo. L' Assessore per il turismo, per la
relativa parte di competenza, ha già dato risposta.
Comunico, altresì, che in riferimento all'interrogazione a
risposta orale n. 243 dell' onorevole Incardona "Informazioni
sugli immobili di proprietà della Regione, o di enti ad essa
sottoposti o da essa controllati, inutilizzati o utilizzati in
modo non ottimale", con nota 467/A-II del 5 febbraio 2002, il
Presidente della Regione ha rivolto invito all'Asssessore per i
lavori pubblici, già destinatario dell'atto ispettivo, a
trasmettere eventuali notizie utili di cui fosse in possesso
all'Assessore alla Presidenza, delegandolo alla trattazione
dell'interrogazione.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 13 febbraio 2002,
l'onorevole Gaspare Vitrano ha dichiarato di confermare la
propria adesione al Gruppo parlamentare "La Margherita Democrazia
è Libertà".
Avverto, al riguardo, che tale adesione decorre, ai sensi
dell'articolo 23 del Regolamento interno, dalla sopraindicata
data.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, per assenza del Governo, sospendo
brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.22, è ripresa alle ore 18.28)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI NN. 2, 5, 65, 71,
CONCERNENTI I RECENTI EVENTI ATMOSFERICI CALAMITOSI.
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del
giorno: Discussione unificata delle seguenti mozioni concernenti
i recenti eventi atmosferici calamitosi:
n. 2 - "Risarcimento dei danni provocati dalla recente eruzione
dell'Etna", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Beninati,
Leontini;
n. 5 - "Interventi per accertare le condizioni di pericolo
degli edifici e delle aree presenti nei centri urbani siciliani
e nei loro hinterland", degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Leontini, Beninati;
n. 26 - " Interventi per far fronte ai danni provocati dalle
mareggiate che hanno colpito le coste di Acicastello, Acireale,
Giarre, Riposto, Mascali e Catania", degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Beninati, Mercadante;
n. 65 - " Iniziative per dichiarare lo stato di calamità per le
zone dell'Acese colpite dal recente sisma", degli onorevoli
Basile, Lo Monte, D'Antoni, Raiti;
n. 71 - "Iniziative per il riconoscimento dello stato di
calamità delle zone dell'Acese (CT) colpite dagli eventi
sismici del 28.10.2001", degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Mercadante.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,
per sapere:
- se abbia notizia della crisi in cui versa l'Ente
Autonomo Fiera del Mediterraneo di Palermo (Ente
pubblico economico) e della sequela di inquietanti
avvenimenti e decisioni che hanno caratterizzato gli
ultimi mesi;
se risponda a verità che:
- è stato nominato, con decreto assessoriale, un
commissario ad acta dotato di poteri vastissimi ed
eccezionali e ciò in dispregio della competenza
attribuita al Presidente della Regione, e da
quest'ultimo sempre esercitata, in contrasto con tutti i
precedenti, ed in attuazione di una prassi inusitata;
- il suddetto Commissario ad acta ha proceduto ad
assumere addirittura le funzioni di segretario generale,
sottraendole a chi fino a quel momento le aveva
esercitate;
- il medesimo ha traumaticamente e immotivatamente
interrotto il rapporto di lavoro esistente fra la Fiera
e il dirigente legale-amministrativo, nonostante
l'ottimo servizio prestato da quest'ultimo;
- sono state approntate modificazioni allo Statuto
dell'Ente ormai del tutto superate, e comunque
contrastanti con le linee della recente legge-quadro
sugli enti fieristici;
- tali modificazioni inopinatamente sono state
ritenute già operanti, anche se sono state esaminate e
approvate dagli organi competenti (Presidente della
Regione e Giunta di governo) ai sensi dell'art. 14 del
DPR n. 44 del 1997;
- in ripetuta violazione dell'attuale Statuto
(l'unico vigente) sono state costituite società di
diritto privato partecipate dall'ente fiera e nessun
riscontro è stato dato agli interventi tutori
(assessoriali) denunzianti tali illegittimità;
- tali società e altro organismo consortile vengono
amministrati e diretti da persone che assumono di volta
in volta funzioni e compiti ad incastro , generando
comunque sovrapposizioni e confusioni di ruoli senza
alcuna possibilità pratica e giuridica del necessario
controllo;
- nelle suddette società e attività consortili, si
moltiplicano i costi, le assunzioni, le consulenze e
quant'altro;
- tra gli enti partecipati dalla Fiera (con
rilevante quota) vi è il CIEM, il cui bilancio si dice
presenti vistose perdite, non facilmente assorbibili in
sé, e tali comunque da costituire un vulnus irreparabile
per lo stesso Ente Fiera, e dal quale si sarebbe di
recente dimesso, per ragioni da acquisire, il prof. avv.
Salvatore Sangiorgi;
per sapere quali provvedimenti immediati intendano
adottare per l'accertamento dei fatti, la repressione
degli eventuali abusi e la promozione delle iniziative
necessarie al ripristino della legalità, nonché rivolte
al riordino e al rilancio della preziosa attività
dell'Ente in questione." (2)
" Al Presidente della Regione, all'Assessore alla
Presidenza e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
- da notizie di stampa (vedi 'La Sicilia' del
13.1.1999) si apprendeva che l'Assessore per il turismo,
le comunicazioni e i trasporti, On.le Domenico Rotella,
aveva ottenuto dal CIPE il finanziamento per il
completamento, nell'ambito delle opere istituite dagli
uffici della Regione, della 'Cittadella dello sport' di
Nesima superiore, nel comune di Catania, per l'importo
complessivo di L. 104.000.000.000;
- le opere da realizzare attenevano al completamento
del progetto generale stante il fatto che, per la
manifestazione sportiva 'Universiade '97' era stato già
finanziato un primo stralcio dell'importo di L.
51.000.000.000;
- sempre dalla medesima fonte di stampa, si
apprendeva che il Governo regionale, a mezzo del
predetto On.le Assessore, aveva inserito quest'opera di
completamento in testa all'elenco trasmesso per i
finanziamenti dei completamenti al CIPE, ottenendo
l'adesione di quest'ultimo;
- sempre da notizie di stampa (vedi 'La Sicilia' del
22.4.1999)) si apprende che, nonostante l'importo del
finanziamento stanziato dal CIPE per la Sicilia sia
stato quasi raddoppiato, non risulta comparso
nell'elenco dei 28 progetti quello indicato in premessa;
- tale fatto crea nocumento in considerazione
dell'esigenza di fornire i giovani catanesi di una
valida struttura sportiva di riferimento nonché, come
sottolineato dall'Assessore Rotella 'La Cittadella di
Nesima rappresenta sicuramente un'occasione di lavoro e,
una volta ultimato, una significativa opportunità per la
città di Catania e per l'intera Isola considerate le
manifestazioni e le attività che potranno essere svolte
negli impianti, da troppo tempo attesi';
- la città di Catania risulta complessivamente
penalizzata dalla scelta, compiuta dal CIPE di concerto
con la Regione siciliana, di non finanziare il progetto
di completamento della 'Cittadella dello sport' a Nesima
superiore;
per sapere quali interventi si intendano porre in
essere per consentire il rapido completamento della
'Cittadella dello sport' di Nesima (Catania)." (5)
" All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
- nel mese di maggio 1999, in Via Messina, a Catania,
sono cominciati i lavori per la costruzione di un tratto
del canale di gronda che da Piazza della Guardia arriva
fino a Via Galatioto;
- tali lavori, ad oggi, non risultano ultimati;
- gli scavi si protraggono ormai da diverso tempo,
creando disagi non indifferenti ai residenti e danni
economici ai commercianti della zona che si ritrovano ad
abbandonare le botteghe ed i relativi investimenti;
- nella stessa via il manto stradale non esiste più,
in quanto più volte sono stati effettuati lavori di
scavo risultati poi non solo inutili, ma anche dannosi
per la stabilità degli stessi edifici;
per sapere quali interventi si intendano porre in
essere per ultimare la costruzione di un tratto di
canale di gronda in Via Messina, a Catania." (26)
" All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
- da qualche mese si registrano diverse proteste da
parte degli abitanti del Comune di Mascalucia (CT) per
l'acqua inquinata proveniente dal Pozzo di Piano Conte
di Massannunziata (CT), a causa della presenza in
quantità eccessiva di vanadio e magnesio;
- le acque derivanti dallo stesso pozzo, inquinate da
sabbia rossastra e da altri materiali, hanno causato
danni incalcolabili (caldaie fuori uso, rubinetti
otturati dal terriccio, elettrodomestici letteralmente
distrutti);
- con un'ordinanza è stata sollecitata la Società
erogatrice, imponendole di accelerare i tempi di
purificazione del pozzo e di sospendere prontamente il
pagamento delle bollette in corso di riscossione;
- sarebbe, pertanto necessaria la costituzione di un
nuovo acquedotto comunale;
per sapere quali interventi si intendano porre in
essere per la realizzazione di un nuovo acquedotto
comunale e per una più assidua manutenzione del Pozzo di
Piano Conte di Massannunziata, nel comune di Mascalucia
(CT)." (65)
" All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
- lungo lo stradale Primosole, che collega le città
di Catania e Siracusa, si affacciano numerosi villaggi,
particolarmente frequentati durante la stagione estiva;
- la strada in questione presenta numerosi elementi
di pericolo, a conferma dei quali basta ricordare le
decine di incidenti che settimanalmente vi si
registrano;
- sarebbe opportuno approntare interventi strutturali
al fine di snellire la viabilità ed elevare la
sicurezza;
per sapere quali interventi siano in programma o
siano stati programmati dalla precedente e dall'attuale
Amministrazione locale competente, al fine di migliorare
la viabilità ed evitare i continui incidenti che si
verificano lungo lo stradale Primosole, per la parte di
cui è competente il Comune di Catania." (71)
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione le mozioni
testé lette. Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Sono approvate)
DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione delle mozioni:
n. 77 - "Interventi in favore dei siciliani d'Argentina";
n. 79 - "Opportune iniziative allo scopo di introdurre una
tassa su tutte le transazioni finanziarie";
n. 80 - "Ammodernamento della strada statale n. 120":
n. 83 - "Partecipazione dei rappresentanti delle Assemblee
legislative regionali alla Commissione parlamentare per le
questioni regionali";
n. 84 - "Iniziative per impedire il ridimensionamento dello
stabilimento Italtel di Carini (PA)".
Si passa alla mozione n. 77 "Interventi in favore dei
siciliani d'Argentina", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Mercadante, Giambrone, Baldari.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la programmazione dello sviluppo economico e
sociale e l'uso delle risorse pubbliche regionali
debbono avere come riferimento i diritti ed i
bisogni del popolo siciliano in tutte le sue
componenti e articolazioni, sia nell'Isola che in
ogni altra parte del mondo;
- la drammatica crisi che colpisce in questi giorni
la popolazione argentina riguarda direttamente anche
una parte numerosa e generosa del popolo siciliano,
che vive ed opera in quella parte del mondo;
- la comunità siciliana in Argentina annovera
molteplici situazioni di gravissimo disagio
economico e sociale come diretta conseguenza del
crollo di un sistema economico che ha lasciato privi
di garanzie sociali, anche minime, i ceti popolari
più deboli ed esposti;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad assumere con urgenza tutte le iniziative idonee
affinché la comunità siciliana in Argentina, a
partire dai cittadini più bisognosi di sostegno
materiale e morale, abbia l'aiuto necessario per
sopperire al gravissimo stato di emergenza;
- ad intervenire presso la Presidenza del Consiglio
affinché, unitamente ai Presidenti dei gruppi
parlamentari, siano attinte tutte le informazioni e
attivate tutte le iniziative utili a migliorare le
condizioni dei siciliani in Argentina;
- a coordinare le iniziative della Regione con le
attività del Governo e del Parlamento nazionale
rivolte alle medesime finalità." (77)
ORTISI. Dichiaro di voler apporre la mia firma.
BURGARETTA APARO . Dichiaro di voler apporre la mia firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
non posso non essere d'accordo con questa mozione che impegna il
Governo della Regione, e per suo tramite anche il Governo
nazionale, ad intervenire a sostegno dei siciliani d'Argentina.
Però, insomma, mi sembra un po'... non posso dire neanche
provinciale, dato che noi siamo il Parlamento siciliano e ci
preoccupiamo dei cittadini argentini di origine siciliana, o dei
cittadini siciliani che vivono in Argentina. Però vorrei che
fosse chiaro che lì c'è una condizione drammatica che riguarda un
intero Paese; che le ragioni di tale drammatica condizione hanno
a che fare con una parolina, tanto abusata e forse sottovalutata
nella sua portata, che è 'globalizzazione' e 'globalizzazione
liberista'; che quel Paese è stato affamato dai vincoli imposti
da organismi quali il Fondo monetario internazionale e dalla
dipendenza della propria economia dalle grandi multinazionali
americane, tant'è vero che lì c'è proprio il problema del
dollaro, dell'uso che è stato fatto del dollaro attraverso le
multinazionali e il conseguente dominio delle multinazionali
sull'economia di quel Paese.
Non vorrei che tale mozione diventasse la mozione degli
affetti. I nostri connazionali, i nostri concittadini,
corregionali, sono stati affamati da questa politica. Una
politica che impone al mondo, e soprattutto ai paesi più poveri,
determinati vincoli; una politica che afferma il primato del
mercato e del capitale sulle istituzioni e sui parlamenti. E non
è un caso che lì sono falliti governi di centro-sinistra e sono
caduti, nell'arco di poche ore, governi di centro-destra che
facevano tutti assieme la stessa politica dipendente dalle grandi
multinazionali americane.
Vorrei ricordare che il Governo De La Rua era un governo di
centro-sinistra, il governo che gli è succeduto per poche ore era
un governo peronista, di centro-destra.
Insomma, sarà bene, prima o poi, che queste mozioni e queste
discussioni non debbano servire solo a tappare i buchi di un
Parlamento e di un Governo incapace di venire in quest'Aula a
farci lavorare sui provvedimenti, sul bilancio, sulla
finanziaria, ma che possano essere anche delle discussioni
politiche. Quindi io voto a favore, ma con questa caratteristica.
Vorrei che il Parlamento siciliano avesse a cuore non solo
le sorti dei cittadini siciliani d'Argentina, ma quelle di tutta
una popolazione che lì è stata affamata da questa sciagurata
politica liberista di una globalizzazione al servizio dei grandi
capitali e delle grandi multinazionali.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi pongo in votazione
la mozione numero 77.
Il parere del Governo?
D' AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla mozione numero 79 "Opportune
iniziative allo scopo di introdurre una tassa su tutte le
transazioni finanziarie", a firma Forgione, Liotta, Micciché e
Ferro.
Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la crescente finanziarizzazione dell'economia ne
ha trasformato profondamente la struttura e gli
obiettivi, spostando le risorse dalla produzione
materiale di beni e servizi, alle speculazioni sul
prezzo del denaro e sui valori mobiliari;
- dal 1992 la quantità di transazioni sui tassi di
cambio è aumentata del 5% e oggi la dimensione
finanziaria assorbe risorse 72 volte superiori al
commercio mondiale di merci e servizi, che nel suo
complesso rappresenta solo il 3% delle transazioni
valutarie;
- secondo la Banca dei regolamenti internazionali,
ogni giorno vengono scambiati 1.587 miliardi di
dollari sui mercati valutari, per operazioni che per
il 90% speculano sulla variazione dei tassi di
cambio tra le monete;
- la dimensione del problema è efficacemente
rappresentata dal susseguirsi di crisi che hanno
investito i mercati finanziari dalla fine del 1997 e
che, pur avendo origini 'virtuali', hanno travolto
la dimensione reale dell'economia, cioè la
produzione ed i consumi materiali, il lavoro ed i
bilanci pubblici;
- i capitali accumulati per via speculativa si
traducono in transazioni di tipo azionario miranti
all'acquisizione di quote di proprietà di aziende
reali;
- in questo modo la distribuzione del valore
aggiunto nel mondo è cambiata a vantaggio del
capitale e a danno del lavoro, vero motore della
produttività e dei profitti crescenti;
- per ripristinare una proporzionalità sostenibile
tra economia virtuale ed economia reale, per
ristabilire una giusta ridistribuzione delle risorse
e per reperire risorse da destinare alle politiche
di sviluppo interne ed internazionali, è necessario
introdurre meccanismi che scoraggino i movimenti di
capitale per speculazioni a breve termine;
considerato che:
- la 'Tobin tax', proposta dal premio Nobel Tobin
nel 1972, è stata concepita con l'obiettivo di
rendere più efficaci le politiche macroeconomiche e
di ridurre la speculazione, attraverso la tassazione
dei movimenti valutari rapidi;
- se si applicasse una tassa dello 0,2% sui
movimenti valutari, questa ammonterebbe al 48% del
capitale scambiato se le transazioni fossero
giornaliere; al 10 per cento se fossero settimanali
ed al 2,4% se fossero mensili;
- la Tobin tax, quindi, non danneggerebbe gli
operatori che pianificano investimenti a lungo
termine, ma penalizzerebbe proprio quei movimenti a
breve responsabili della destabilizzazione
finanziaria in corso;
- la Tobin tax, oltre ad avere un valore deterrente,
permetterebbe di aumentare il gettito fiscale degli
Stati che la applicano, gettito fortemente eroso
dall'internazionalizzazione della produzione, sempre
più svincolata dai territori nazionali;
- lo stesso Trattato di Maastricht, all'articolo 59,
consente di imporre restrizioni amministrative sui
capitali importati o esportati per un periodo
limitato di sei mesi, che può essere reiterato;
- l'Unione europea potrebbe introdurre la Tobin tax
a livello regionale, evitando gli 'svantaggi
competitivi' per gli investimenti che deriverebbero
ad un singolo paese rispetto a tutti gli altri;
- introdurre una tassa sui movimenti speculativi
renderebbe più stabile la moneta unica e,
soprattutto, ridurrebbe i vincoli sulla spesa
pubblica che attualmente vengono imposti dal patto
di stabilità;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a farsi promotore, presso il Governo nazionale,
dell'introduzione di una tassa su tutte le
transazioni finanziarie, in particolare su quelle
che speculano sui cambi valutari (cosiddetta 'Tobin
Tax');
- ad intervenire, sempre presso il Governo
nazionale, affinchè gli introiti derivanti da questa
tassa siano destinati al rilancio del ruolo pubblico
nell'economia in settori innovativi, a sviluppare
l'occupazione, a partire dal Mezzogiorno, a
migliorare lo stato sociale, a cancellare il debito
estero e a finanziare politiche di sviluppo sociale
nei paesi più poveri;
- a promuovere, al contempo e a questo fine, un
ampio dibattito nel Parlamento regionale." (79).
FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
fare un appello al Parlamento regionale, ai colleghi di tutti gli
schieramenti, per sostenere questa mozione.
Ormai 'Tobin Tax' è un termine ricorrente; da più parti,
economisti liberali ed economisti più legati alla tradizione
Keynesiana avvertono ormai una esigenza: quella di istituire,
cominciare ad istituire, meccanismi di trasparenza e di legalità
sulle grandi transazioni finanziarie.
Ogni giorno vengono scambiati 1.587 miliardi di dollari sui
mercati valutari; il 90 per cento di questa ricchezza, di questi
soldi sono finalizzati a speculazioni finanziarie che operano
sulla variazione del tasso della moneta.
Voi capite che questi meccanismi spesso provocano grandi
distorsioni dell'economia, grandi distorsioni nella struttura
economica di determinati paesi oltre che, inutile ricordare come
tanti paesi hanno dovuto subire crisi drammatiche - e qui mi
ricollego anche all'Argentina - con il crollo dell'economia in
poche ore.
Questa tassa che viene proposta, tra l'altro, fu pensata
appunto da un professore dell'Università di Yale, il prof.
Tobin, un grande economista, insignito addirittura del Nobel per
l'economia nel 1982, prova a innescare un meccanismo che non solo
è di trasparenza, ma è anche un meccanismo di controllo su tutte
le transazioni finanziarie, non è una tassa che colpisce i
settori produttivi, l'economia sana, è una tassa che colpisce la
speculazione e punta a disincentivarla.
Vorrei anche ricordare che questa tassa già in diversi
Paesi europei sta per essere sperimentata; alcuni Paesi, non solo
europei come il Canada, l'hanno già adottata. Lo stesso
Parlamento europeo ha discusso una mozione di indirizzo in questo
senso a partire dal pronunciamento di parlamentari di tutti gli
schieramenti politici, da quelli conservatori, ai popolari
europei fino ai parlamentari della sinistra.
Dalla Francia alla Finlandia, al Canada, al Lussemburgo,
alla Spagna ormai cresce l'esigenza di cominciare a tassare le
grandi transazioni finanziarie e a tassarle anche per innescare
meccanismi di disincentivazione delle speculazioni che attraverso
queste transazioni si operano.
Quindi, con questa mozione, credo che assieme possiamo
assumere un pronunciamento. Guardate, non è una tassa che ha a
che fare con il mondo del lavoro, con i ceti medi, con il lavoro
dipendente, non è una tassa come quelle alle quali purtroppo
siamo abituati per le logiche scellerate di tutti i Governi.
Questa è una tassa che colpisce solo la speculazione finanziaria,
non i cittadini. E' una tassa che serve ad incentivare perché
l'utilizzazione che di questa tassa andrebbe fatta è finalizzata
allo sviluppo produttivo, al lavoro e all'incentivazione di
servizi sociali.
Quindi, mentre colpisce la speculazione finanziaria - quella
che danneggia l'economia - favorisce invece l'incentivo del
lavoro e lo sviluppo dei servizi sociali.
Io credo che tutti assieme e con il sostegno di tanti
sindacati, indipendentemente dal loro colore politico e dalla
loro appartenenza, sindacati cattolici (penso alla CISL o alla
CGIL o ad altri sindacati), insomma credo che con questa mozione
noi potremmo dare un indirizzo al Governo nazionale, al
Parlamento nazionale affinché si intervenga sulle transazioni
finanziarie, affinché si intervenga sulla speculazione
finanziaria, affinché, anche al livello della finanziarizzazione
dell'economia, si affermi un primato della politica e delle
istituzioni sulla grande finanza.
Tra l'altro, parliamo dello 0,02 per cento, quindi non
parliamo di una tassa che blocca tutti i movimenti finanziari,
però si tratta di un meccanismo che può innescare scelte di
trasparenza e anche di legalità.
Per questo motivo vi chiedo di votarla.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 79.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvata)
(Proteste dai banchi di sinistra)
MICCICHE'. Facciamo la controprova.
PRESIDENTE. Facciamo al contrario. Chi è contrario si alzi;
chi è favorevole resti seduto.
(Non è approvata)
FORGIONE. Chiedo la verifica del voto.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, il voto del Parlamento è già
stato espresso, abbiamo anche fatto la controprova.
FORGIONE. Signor Presidente, lei non può negare una verifica
del voto.
PRESIDENTE. Si passa alla mozione numero 80 "Ammodernamento
della strada statale n. 120", degli onorevoli Raiti, Ferro,
Morinello, Spampinato.
Ne dò lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la SS 120 è un'arteria primaria della rete
stradale siciliana, come asse trasversale di
collegamento delle tratte autostradali A20 (Messina
- Palermo) e A18 (Messina - Catania), e si
estende da Fiumefreddo di Sicilia (CT) al bivio
Cerda (PA), interessando le provincie di Catania,
Messina, Enna e Palermo;
- lungo il suo sviluppo il tracciato attraversa
comprensori di notevole importanza turistica, quali
il Parco dell'Etna e il Parco dei Nebrodi e mette in
collegamento la costa ionica, nei pressi di Giardini
Naxos e Taormina, con la costa Tirrenica;
- il traffico oggi esistente, documentato anche
da censimenti eseguiti dall'ANAS, rende difficoltoso
un rapido percorrimento, soprattutto a causa del
sottodimensionamento del tracciato e
dell'attraversamento di numerosi centri abitati e
dell'andamento piuttosto tortuoso in parecchie
tratte;
RILEVATO che:
- l'Accordo di programma quadro (APQ) trasporti non
ha previsto i lavori di ammodernamento della SS 120,
malgrado all'art. 3, comma 1, lett. B) si faccia
esplicito riferimento alla 'realizzazione,
potenziamento e adeguamento delle strade trasversali
di connessione dei principali centri tra loro e con
l'entroterra, in grado di mettere in comunicazione i
versanti Tirrenico e Ionico', tra gli interventi
prioritari da realizzare;
- un adeguamento della SS 120 si rende necessario
per esigenze di sicurezza delle persone, di
trasporto delle merci e di fruizione turistica;
- l'ammodernamento di tale arteria stradale
contribuirebbe al miglioramento dell'accessibilità
delle aree interne dell'Isola, nell'ottica di un
accrescimento della competitività del sistema
produttivo regionale,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad inserire il progetto di ammodernamento della SS
120 nell'ambito dell'Accordo programma quadro
trasporti. " (80).
RAITI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, se mi consentite vorrei spiegare i motivi per cui
abbiamo presentato questa mozione.
La mozione parte dal presupposto che siamo nella fase di
partenza dei fondi di Agenda 2000, con i quali dovremmo innescare
un meccanismo di sviluppo in questa Regione e creare le
infrastrutture necessarie perchè si possa fare turismo, turismo
serio in Sicilia.
Ho notato che nell'accordo di programma-quadro, per una
svista - credo - del Governo, non è stato inserito
l'ammodernamento della strada statale 120.
Ritengo che sia una delle arterie fondamentali per lo
sviluppo della nostra Isola, per cui, con questa mozione, si
intende chiedere al Governo l'impegno di inserire nell'accordo di
programma-quadro l'ammodernamento della SS 120.
E', infatti, - lo ripeto - una struttura assolutamente
fondamentale per lo sviluppo dell'Isola, è una strada statale che
collega Fiumefreddo di Sicilia con il bivio Cerda, cioè che fa da
collegamento con l'autostrada Messina-Catania e con la
Messina-Palermo e, tra l'altro, questa potrebbe essere una
cintura che costeggerebbe l'intero Parco dell'Etna e prenderebbe
il Parco dei Nebrodi, tanto da creare un indotto assolutamente
definitivo per lo sviluppo di queste due realtà sottoposte a
tutela paesaggistica nella nostra Regione.
Creerebbe, inoltre, un servizio che consentirebbe al Parco
dell'Etna, attraverso il collegamento con la SS 120 e la
Catania-Paternò-Adrano-Bronte, di avere come una cintura attorno
a sè stesso in modo da rendere assolutamente fruibile tutto il
territorio di quel Parco e nello stesso tempo lo collegherebbe
con il Parco dei Nebrodi, così da poter fare un percorso non solo
naturalistico, di sviluppo culturale e di sviluppo economico ma,
innanzitutto, un'arteria assolutamente importante.
Lo è stata già dal punto di vista storico come trazzera, da
quando è stata creata ad oggi, ma lo è ancora, soprattutto oggi,
quando i mezzi di comunicazione su ruota sono i mezzi principali
del collegamento di queste comunità.
Tra l'altro, molte sono comunità montane, paesini,
soprattutto mi riferisco a quelli della zona dei Nebrodi, che non
hanno collegamenti con le autostrade o con i punti centrali (mi
riferisco a Palermo, Catania e Messina), con i mezzi ferroviari o
con altri mezzi pubblici che siano veramente nte efficienti.
Quindi la creazione e l'ammodernamento di questa SS 120
certamente è una di quelle opere assolutamente primarie che
devono essere inserite negli investimenti di qui ad Agenda 2000,
perché faremmo un servizio, ripeto, ai due parchi esistenti,
faremmo un servizio alle piccole comunità montane, faremmo una
struttura assolutamente necessaria per lo sviluppo dell'Isola ed
adegueremmo la rete stradale con un'arteria vitale ed importante
per lo sviluppo economico di parte delle zone più disagiate nel
territorio siciliano.
Per questo chiedo che il Governo e l'Assemblea tutta diano
un'indicazione assolutamente univoca in questo senso, in maniera
tale da impegnare il Governo a fare in modo che questo
ammodernamento si faccia nel più breve tempo possibile, perché se
ne discute da dieci anni ma, purtroppo, ad oggi non è stato
concretizzato.
Credo che questo sia un treno che non possiamo perdere e
pertanto chiedo che gli onorevoli colleghi approvino la mozione
in discussione con la più ampia maggioranza possibile.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Edoardo Leanza ha
chiesto di apporre la propria firma alla mozione numero 80.
L'Assemblea ne prende atto.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, intervengo a sostegno di
questa mozione, alla quale chiedo pertanto di poter apporre la
mia firma, volendo ulteriormente sottolineare l'importanza di
questo intervento che, per la verità, era stato già, nella
precedente bozza di accordo di programma-quadro, varato e
proposto dal Governo Capodicasa, per un importo di 150 miliardi.
Stranamente questa, come tante altre cose, poi nell'accordo
di programma-quadro approvato, è scomparsa.
Io vorrei particolarmente sottolineare due aspetti del
problema: uno la valenza storico-geografica, paesaggistica di
questa strada che collega i due estremi della Sicilia, Catania e
Palermo e poi si innesta sulla Palermo-Trapani e corrisponde
esattamente, come ha detto l'onorevole Raiti, ad un vecchio
tracciato millenario, possiamo dire, che serviva a collegare le
popolazioni del palermitano con le popolazioni del catanese e
viceversa.
E' una strada che attraversa due parchi ma è una strada che
nel corso degli anni non ha subìto interventi seri di
ammodernamento e soprattutto di condizioni di sicurezza.
Vorrei qui ricordare che questa strada nel suo percorso
attraversa i centri abitati di circa dieci comuni con notevoli
disagi e problemi che questo provoca, soprattutto alle questioni
legate alla sicurezza.
Da questo punto di vista, l'intervento che era stato
proposto dall'ANAS, titolare della strada, serviva proprio ad
eliminare anche alcuni di questi problemi, poiché era stato
studiato un sistema di circonvallazione oltre che di aumento
delle carreggiate in alcuni tratti, di adeguamento, di
consolidamento e di messa in sicurezza anche sul piano fisico
dello stesso tracciato stradale, oltre che di sicurezza in
termini di incolumità delle persone.
Quindi l'intervento ha una sua valenza. Vorrei dire che
tutto ciò si inserisce in una programmazione che già l'ANAS aveva
messo in campo e che tuttavia non è riuscita a trovare una
credibile, sufficiente, adeguata copertura finanziaria che andava
trovata in questo accordo di programma-quadro che è stato
approvato.
Invito pertanto il Governo a farsi parte attiva ed assumere
un'iniziativa da questo punto di vista sapendo che è un problema
che riguarda non solo un comune, ma decine di comuni; riguarda
ben quattro province della nostra Regione e un parte del
territorio che sicuramente deve conoscere un recupero ed una
valorizzazione che si persegue anche attraverso interventi di
questi tipo.
PRESIDENTE. L'onorevole Giannopolo ha chiesto di apporre la
propria firma alla mozione numero 80.
L'Assemblea ne prende atto.
La pongo in votazione.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione numero 83 "Partecipazione dei
rappresentanti delle Assemblee legislative regionali alla
Commissione parlamentare per le questioni regionali", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Croce, Beninati.
Ne dò lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO ATTO che l'articolo 11, comma 1, della legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 dispone che
'Sino alla revisione delle norme del titolo I della
parte II della Costituzione, i regolamenti della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica
possono prevedere la partecipazione di
rappresentanti delle Regioni, delle Province
autonome e degli enti locali alla Commissione
parlamentare per le questioni regionali';
RILEVATO che questa disposizione apre, per la prima volta,
un'istanza permanente di partecipazione delle
Regioni e delle Province autonome all'attività
parlamentare di legislazione e di garanzia in
materia regionale, mediante l'inserimento di
rappresentanti delle Regioni e delle Province
autonome in un organo parlamentare;
RITENUTO che dal principio fondamentale di separazione dei
poteri discenda una regola di 'parallelismo
istituzionale', in virtù del quale gli organi
esecutivi regionali cooperano con l'esecutivo (così
come avviene in sede di Conferenza Stato-Regioni),
mentre la partecipazione agli organi parlamentari
nazionali deve avere come interlocutori gli organi
legislativi delle Regioni e delle Province autonome;
CONSTATATA che tale regola di parallelismo risulta
confermata a livello costituzionale dalle norme
sull'elezione del Presidente della Repubblica, per
la quale il Parlamento è integrato da delegati
regionali eletti dai Parlamenti regionali;
RILEVATA la necessità di un momento di riequilibrio tra i
poteri dei Parlamenti regionali e quelli delle
Giunte, rispetto alla condizione sperequata in cui
le disposizioni transitorie della legge
Costituzionale n. 1 del 1999 hanno posto i primi
rispetto alle seconde;
RITENUTO di conseguenza che i rappresentati delle Regioni e
delle Province autonome in seno alla Commissione
parlamentare per le questioni regionali debbano, per
ragioni di logica istituzionale e di correttezza
costituzionale, essere espressione degli organi
legislativi delle Regioni e delle Province autonome;
VISTO che è stato istituito un Comitato paritetico delle
Giunte per il regolamento della Camera e del Senato
per dar corso all'attuazione dell'art. 11 della
legge Costituzionale n. 3 del 2001,
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- a porre in essere ogni iniziativa affinché il
Comitato paritetico delle Giunte per il Regolamento
di Camera e Senato tenga in debito conto quanto
esposto, disponendo che i rappresentanti delle
Regioni e delle Province autonome in seno alla
Commissione parlamentare per le questioni regionali,
a norma dell'articolo 11 della legge costituzionale
n. 3 del 2000, siano scelti dalle Assemblee nel
proprio seno;
- a trasmettere al Comitato paritetico delle Giunte
per il Regolamento di Camera e Senato la presente
mozione;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
ad adoperarsi in tutte le sedi competenti a sostegno
della soluzione indicata nella presente mozione" (83).
Non ci sono iscritti a parlarE.
La pongo in votazione. Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione numero 84 "Iniziative per impedire
il ridimensionamento dello stabilimento ITALTEL di Carini (PA),
degli onorevoli Giannopolo, Cracolici, Speziale, Capodicasa,
Panarello, Oddo, De Benedictis, Crisafulli, Villari, Zago.
Ne dò lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che è in corso una ristrutturazione aziendale del
gruppo ITALTEL che investe le prospettive dello
stabilimento di Carini, per quanto attiene sia
l'occupazione nel settore produttivo, che la stessa
vocazione aziendale nel settore della ricerca e
dello sviluppo;
CONSIDERATO che il gruppo ITALTEL tende a scorporare la
parte produttiva da quella di ricerca e sviluppo,
avviando, per la prima volta, le procedure di
vendita ad un nuovo soggetto imprenditoriale, con un
conseguente forte ridimensionamento del sito
produttivo dagli incerti esiti per il futuro;
RITENUTO che la dismissione del sito produttivo è un
ulteriore colpo mortale alle prospettive industriali
della Sicilia, che rischia di ridimensionare
ulteriormente il livello delle produzioni ad alto
valore aggiunto;
CONSIDERATO che viene annunciato anche un forte
ridimensionamento dello stesso settore della ricerca
e dello sviluppo, ritenuto uno dei fiori
all'occhiello del gruppo, che colpisce al cuore la
stessa prospettiva di mantenimento del ruolo
strategico della Sicilia nel campo della ricerca e
dell'innovazione;
CONSIDERATI i forti investimenti che anche direttamente la
Regione siciliana nel tempo ha fatto, sia sullo
stabilimento che sull'intera area industriale di
Carini;
RITENUTO che un forte ridimensionamento del gruppo ITALTEL
produrrebbe ulteriori conseguenze sul ruolo
industriale del polo di Carini, con effetti per le
altre aziende attualmente presenti,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad avviare ogni iniziativa tendente ad impedire
processi di ridimensionamento del gruppo industriale
ITALTEL a Carini, con l'istituzione di un apposito
tavolo istituzionale per le trattative;
- a sostenere l'iniziativa delle Organizzazioni
sindacali, con un ruolo attivo della Regione al
tavolo negoziale a difesa degli interessi della
Sicilia;
- a definire una politica industriale che sostenga
i siti esistenti e avvii un'opera di rilancio della
presenza dei gruppi industriali, per difendere
l'occupazione e garantire che anche in Sicilia il
lavoro sia finalizzato alla produzione di ricchezza"
(84).
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, vorrei brevemente esporre i
contenuti di questa mozione che si riferiscono ad un ennesimo
tentativo di smantellamento, di assottigliamento, di riduzione
della base produttiva della realtà palermitana e soprattutto in
uno dei suoi settori.
Fino a quando assistiamo ad un superamento, uno
smantellamento di sistemi produttivi obsoleti, fuori mercato,
eccessivamente assistiti, possiamo anche capire che bisogna
perseguire processi, progetti di riconversione, di
ristrutturazione che possono anche comportare problemi sociali,
ma in questo caso stiamo parlando di un settore tra quelli
trainanti della nuova economia.
Il tentativo di ridimensionamento dello stabilimento Italtel
di Carini quindi si inserisce in un processo già in atto di
deindustrializzazione, di riduzione della base produttiva a
Palermo, che comincia ad investire anche settori della cosiddetta
'nuova economia'.
Dopo la grande enfasi della creazione del call center dei
poli della nuova economica a Palermo, assistiamo ai primi
scioperi, alle prime manifestazioni perchè si annunciano, anche
in questo settore, nella realtà palermitana, tagli occupazionali,
si annuncia la crisi. Già questo è in atto alla TIM, si annuncia
per la BLU e si annunciano anche altri interventi di
ridimensionamento.
Con questa mozione vogliamo sensibilizzare il Governo ad
aprire un tavolo serio di negoziazione, di discussione per il
rilancio produttivo della realtà palermitana, a partire dai
settori tecnologicamente più avanzati che possono stare benissimo
sul mercato.
L'Italtel - Stabilimento di Carini sta cedendo il settore
attività produttive, il settore manifatturiero, ad una società in
cui la stessa Italtel verrebbe a realizzare una partnership, per
quanto riguarda l'Italtel, minoritaria al 40%, con un'azienda di
appena seicento dipendenti, un'azienda il cui titolare bolognese
pare essere parente stretto dell'attuale amministratore delegato
dell'Italtel la quale, a partire dal 1 marzo 2002, dovrebbe
realizzare l' avvio di una nuova attività, avrebbe trasferito
alcune commesse da parte dell'Italtel, ma entro due anni è
previsto dovrebbe comportare una riduzione del personale di circa
duecento unità.
Dobbiamo sapere che dal 1 marzo del 2002 comincia un
processo di espulsione di duecento lavoratori dallo stabilimento
Italtel di Carini.
Ciò che si chiede, con questa mozione, è che il Governo
regionale, che pure rappresenta una Regione che nel corso degli
anni ha messo a disposizione, assieme allo Stato e all'Unione
Europea, risorse finanziarie non indifferenti per la nascita, lo
sviluppo e il potenziamento di questo stabilimento di Carini,
questa Regione sul piano morale, economico e istituzionale, deve
poter dire la propria su questa operazione che, ancora una volta,
rischia di tagliare fuori la realtà palermitana dai processi più
avanzati di sviluppo tecnologico e di sviluppo produttivo e
occupazionale.
Una società, con un capitale sociale di appena 20 milioni di
lire, che dovrebbe essere portato nel giro di un anno a circa un
miliardo, come dovrebbe gestire un ramo di azienda che
attualmente impiega trecentoventi lavoratori?
Tutto ciò è poco credibile ed ecco perchè quello che sta
accadendo attorno a questa iniziativa va innanzitutto riportato
su un tavolo negoziale dove le istituzioni, oltre che le parti
sociali, devono essere presenti, devono fare la propria parte, a
tutela non solo dei lavorati ma a tutela di un 'idea di sviluppo
e di sostegno all 'economia palermitana e all'economia avanzata
di questa Regione.
E' per questo motivo che chiedo che il Parlamento approvi
questa mozione che tende a conferire un ruolo nella vicenda alla
Regione, allo scopo di rilanciare una nuova, moderna politica
industriale per la regione stessa e per la realtà palermitana.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voterò a
favore di questa mozione e credo che sia utile e importante per i
lavoratori che tutto il Parlamento siciliano si pronunci a
sostegno della vertenza per la quale i lavoratori dell'Italtel di
Carini si stanno battendo.
E' importante che questo voto lo diamo oggi, perchè proprio
domani, se non sbaglio, è convocato a Roma, al Ministero, un
incontro tra le parti: i sindacati, l'azienda e il Governo
nazionale per affrontare la vicenda dell'Italtel di Carini.
Sarebbe importante se già domani i lavoratori,
rappresentanti dello stabilimento di Carini, potessero portare al
tavolo nazionale della trattativa e all'incontro nazionale già
un pronunciamento della più alta istituzione regionale.
Abbiamo più volte sostenuto in quest'Aula, già nella passata
legislatura, che in Sicilia non ce la facciamo più a sostenere le
singole vertenze operaie e produttive.
E' in atto un processo di desertificazione produttiva; i
processi di privatizzazione avviati a livello nazionale stanno
uccidendo il tessuto produttivo siciliano. Quando si privatizza,
in genere, si chiude nel Mezzogiorno; quando si privatizza, i
rami secchi sono sempre nel Mezzogiorno e in Sicilia.
Di fronte a questo processo, che è stato favorito anche dai
governi di centrosinistra, io credo che noi avremmo bisogno di
fare un'ulteriore riflessione, dovremmo farla noi, le forze
politiche, dovrebbe farla il sindacato siciliano, la dovrebbe
fare lo stesso Governo di questa Regione.
Noi abbiamo bisogno di giungere ad una vera e propria
vertenza "Sicilia" per contrattare, intanto, con i grandi gruppi
finanziari pubblici e privati qual è il ruolo da assegnare a
questa Regione.
Forse è tempo che si giunga, in questa Aula c'è D'Antoni,
c'è Panarello, ci sono parlamentari che provengono dalle
esperienze del movimento sindacale, ad una vera e propria
Conferenza regionale sull'attività produttiva e sul lavoro per
evitare di inseguire le singole vertenze che, se vissute in
solitudine, rischiano di essere tutte perdenti.
Abbiamo bisogno di unificare un tavolo di trattativa con il
Governo nazionale, con i grandi gruppi finanziari, pubblici e
privati, per decidere cosa deve essere questa Regione, questa
Sicilia, collocata nel cuore del Mediterraneo su un piano nuovo
di rilancio dell'attività produttiva, ed io pronuncio quella che
può sembrare ormai per molti, anche a sinistra, una parola
impronunciabile, anche finalizzata ad una reindustrializzazione
nuova, moderna, avanzata di questa nostra Regione.
Uno stabilimento con tecnologie avanzate come l'Italtel, con
una professionalità altamente qualificata, come l'Italtel, credo
che non possa essere perduto.
Ma come, in Sicilia si discute del piano di
informatizzazione regionale e noi chiudiamo o lasciamo chiudere,
lasciamo scorporare E io vorrei dirlo qui anche a tanti
sindacalisti e a tante parti politiche anche della sinistra: si
comincia sempre con lo scorporo e si finisce con i licenziamenti
e con le chiusure. E' sempre così.
Noi parliamo del piano di informatizzazione regionale e
avviamo un percorso, o lasciamo avviare un processo, che porterà
a perdere l'unico polo produttivo che può servire qui in Sicilia
a produzioni finalizzate al piano di informatizzazione regionale.
Le altre cose le ha dette l'onorevole Giannopolo.
Noi abbiamo bisogno di non far sentire soli gli operai, le
maestranze, i tecnici, gli ingegneri dello stabilimento di
Carini.
Ormai l'area di Carini rischia di essere un museo di
archeologia industriale. Sono pochi i siti produttivi esistenti;
attorno all'Italtel c'è anche un indotto che va salvaguardato.
Se perdiamo l'Italtel, se mettiamo a rischio l'Imesi, se avviamo
processi ... Anche qui, lasciatemi fare una parentesi. Tanti del
centro-destra e centro-sinistra sono stati incantati dalle
operazioni speculative del faccendiere Kurt Mayer. Abbiamo visto
com'è andata a finire quella vicenda e noi, oltre ad avergli
regalato la Keller, rischiavamo di fargli anche un regalo con
l'Imesi. E allora teniamo ferma la barra, lo dico anche ai
sindacati, non possiamo permetterci di perdere un solo posto di
lavoro e non possiamo permetterci di pagare qui i costi doppi dei
processi di privatizzazione decisi a livello nazionale.
Sostengo, quindi, questa mozione e credo che sia importante
che tutto il Parlamento regionale siciliano la sostenga. Ritengo,
altresì, che il Governo regionale dovrebbe svolgere un ruolo
attivo in questa vertenza a partire da domani (ma domani è
soltanto l'avvio del percorso), ma soprattutto nelle prossime
settimane, quando si discuterà concretamente degli effetti della
privatizzazione sullo stabilimento di Carini.
D'ANTONI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente soltanto per annunciare il mio voto favorevole alla
mozione in discussione che ritengo importante a tutela di una
realtà produttiva che faticosamente, nel corso degli anni, tante
iniziative e manifestazioni hanno sostenuto e difeso da vari
processi di scomposizione e di ristrutturazione.
Non c'è dubbio che avere un polo importante nel settore
delle telecomunicazioni ed averlo in Sicilia occidentale, così
come si è creato in Sicilia orientale attraverso la SGS Thompson,
è un grande impegno ed una grande prospettiva. Tuttavia, mentre
lì abbiamo trovato un manager, un imprenditore di grande coraggio
che ha convinto azionisti importanti e significativi a cogliere
l'opportunità che una manodopera qualificata ed intellettualmente
pronta poteva dargli, e di ciò va dato atto, a Palermo non è
stato così.
Io penso che ciò sia stato il frutto di errori, della
mancanza della ricerca di vera imprenditorialità in grado di
collegare Palermo ad un circuito nazionale ed internazionale che
potesse poi utilizzare appieno le potenzialità intellettive di
manodopera ed anche di giovani laureati, che a Palermo come a
Catania ci sono.
Per questa ragione è importante seguire questa vertenza,
dare la solidarietà ai lavoratori, ma fare in modo che la Regione
assuma un'iniziativa vera e propria.
Se noi guardassimo, e concludo, alle vicende di Gela, con
tutto il carico di contraddizioni che hanno tra ambientalismo e
problema di difesa dell'occupazione, alle vicende di
smantellamento di queste realtà produttive palermitane e anche
nel resto della Sicilia, ci accorgeremmo che il rischio per la
Sicilia è di perdere proprio quelle potenzialità industriali che
possono garantire insieme ad altri settori lo sviluppo che ancora
la Sicilia non ha.
Per questa ragione voterò a favore e chiedo al Governo
un'iniziativa forte, adeguata, nei confronti del Governo
nazionale, affinché la vertenza sia seguita ai massimi livelli e
non abbandonata su binari morti come questione secondaria.
Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 84.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, su richiesta dell'assessore per il
bilancio e le finanze, le interrogazioni e le interpellanze della
rubrica di sua competenza saranno trattate in un momento
successivo della odierna seduta.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA 'ENTI LOCALI'
PRESIDENTE. Si passa al V punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
'Enti Locali'.
Si inizia con l'interrogazione n. 140 "Pagamento delle
indennità di pubblica sicurezza agli operatori di Polizia
municipale dei comuni siciliani", a firma degli onorevoli
Incardona, Ioppolo, Virzì.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione ed all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- la Regione non ha ancora provveduto a liquidare ai
Comuni dell'Isola le indennità relative all'anno 2000,
previste dall'art. 13 della legge regionale n. 17 del
1990, per i compiti aggiuntivi di pubblica sicurezza
svolti dagli operatori di Polizia municipale, in
esecuzione dei Piani di miglioramento e di efficienza
dei Servizi di Polizia municipale approvati dai Comuni e
depositati presso l'Assessorato regionale per gli enti
locali;
- nonostante le somme necessarie al pagamento delle
indennità siano state regolarmente finanziate nel
bilancio della Regione dell'anno di riferimento, esse
risultano, incomprensibilmente e senza giustificazione
alcuna, ancora bloccate nelle casse regionali;
- l'Assessorato regionale per gli Enti locali, con
nota del 19.3.2001, ha ritenuto tale indennità
cumulabile con le componenti retributive di natura
contrattuale per gli operatori di Polizia municipale;
- questa situazione causa notevole preoccupazione e
forti danni economici alle famiglie degli operatori dei
corpi di Polizia municipale dei Comuni siciliani,
non potendo questi percepire le indennità spettanti per
attività regolarmente effettuate e sulle quali avevano
fatto pieno affidamento;
per sapere se il Governo della Regione non intenda
intervenire con immediatezza per sbloccare, in tempi
celeri, le somme già stanziate nel bilancio dell'anno
2000 per il pagamento delle indennità di pubblica
sicurezza legate ai Piani di miglioramento e di
efficienza dei servizi di Polizia municipale, previste
dall'art. 13 della legge regionale n. 17 del 1990, anche
per dare ai lavoratori della Polizia municipale dei
Comuni dell'Isola quei riconoscimenti economici spet-
tanti per l'attività svolta e garantiti dalle leggi."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, al momento della presentazione
dell'interrogazione l'indennità per il 2000 non era stata
corrisposta, cosa che poi è avvenuta regolarmente a fine anno.
L'indennità non era stata corrisposta in ragione del fatto
che è in corso una riflessione sulla possibilità che la Regione e
l'Assessorato hanno di dare ai comandanti della polizia
municipale o ai facenti funzione la stessa indennità di pubblica
sicurezza. L'Assessorato ha voluto superare il problema ed ha
corrisposto a fine anno 2000 l'indennità ai semplici vigili
urbani.
Quindi, credo che l'interrogazione sia in qualche modo
superata; ritengo necessario - e il Governo ne ha l'intenzione -
porre mano ad una modifica in senso migliorativo dello status dei
vigili urbani e quindi della legge relativa che ormai è datata in
quanto è stata approvata nel 1990, se non sbaglio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Incardona per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
INCARDONA. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che gli onorevoli
Crisafulli e Sbona hanno chiesto di apporre la loro firma alla
mozione n. 77: "Interventi in favore dei siciliani d'Argentina",
a firma degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Mercadante,
Giambrone, Baldari.
L'Assemblea ne prende atto.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n. 161
"Urgente avvio di un'indagine amministrativa relativa al concorso
per 45 posti presso la Provincia Regionale di Catania", a firma
dell'onorevole Villari.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per gli
enti locali e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
- è stato reso noto un esposto-denuncia, inviato a
diversi soggetti istituzionali ed uffici della pubblica
amministrazione nonché alle organizzazioni sindacali ed
al sottoscritto, su iniziativa di una cittadina che si
dichiara parente di partecipanti al concorso di
selezione pubblica per 45 posti presso la Provincia
Regionale di Catania;
- di tale esposto nei giorni scorsi ha dato notizia
anche la stampa, creando giustificato allarme e senso di
frustrazione in tanti giovani e meno giovani disoccupati
che aspirano a trovare un lavoro, ritenendo che la
trasparenza e la legalità siano elementi fondanti per la
garanzia dei diritti civili e di cittadinanza;
osservato che:
- la Provincia Regionale di Catania avvalendosi dei
competenti uffici dell'U.P.L.M.O. e delle Scica della
Provincia ha richiesto il reclutamento di 45 figure
professionali di cui 20 con la qualifica di aiuto
contabile;
- le selezioni si sarebbero dovute effettuare presso
il Palazzetto dello Sport di Piazza Spedini di Catania,
ma, secondo notizie di stampa, a causa di futili
problemi tecnico organizzativi sono state sospese;
visto che:
- la richiesta della Provincia Regionale di Catania
all'U.P.L.M.O., pur di fronte ad esigenze di copertura
di profili professionali non particolarmente
specialistici, ha individuato, invece, requisiti
professionali particolarmente rigidi così da precludere
la possibilità di partecipazione a tanti soggetti in
possesso di titoli di studio professionali equipollenti;
- come criterio generale di riferimento per
l'individuazione dei soggetti ricompresi nella
graduatoria di cui alla Legge n. 56 del 1987, è stato
assunto l'anno 1999;
- la richiesta da parte della Provincia è stata
perfezionata in data 29 maggio 2001, solo a seguito di
chiarimenti e di integrazioni richieste dall'U.P.L.M.O.,
data in cui la nuova graduatoria dell'anno 2000
risultava già aggiornata e quindi in vigore;
considerato che dalla visione delle decine di
tabulati, messi a disposizione del pubblico dall'ufficio
di collocamento (Scica) di Catania per una ricerca su
una delle qualifiche richieste (segnatamente per quella
di aiuto contabile) sembra, sempre secondo l'esposto,
che siano presenti nella graduatoria riferita all'anno
1999, tra i 20 utilmente collocati, numerosi soggetti
che avrebbero rapporti di stretta parentela con persone
impegnate politicamente o che rivestirebbero ruoli non
secondari nella pubblica amministrazione;
verificato che:
- tra gli altri, in modo particolare il Gruppo
Consiliare dei DS alla Provincia Regionale di Catania,
aveva già avuto un incontro con l'Amministrazione
Provinciale il 20 luglio ultimo scorso;
- lo stesso gruppo consiliare si era fatto promotore
di un ordine del giorno in consiglio provinciale
proposto dal Consigliere dott. Giovanni Germanà, prima
osteggiato da settori della maggioranza ma poi approvato
in data 26 luglio, finalizzato ad allargare la platea
dei partecipanti allo scopo di fugare il campo da ombre
e sospetti e garantire il massimo della trasparenza e
dell'eguaglianza nelle opportunità, nel rispetto della
legge e delle procedure attuative da essa previste;
- sempre secondo notizie di stampa, altri consiglieri
comunali e provinciali avrebbero sollevato la questione
rivolgendosi, di fronte ad eventuali responsabilità,
alla Procura della Repubblica;
per sapere:
- se non ritengano di avviare un'immediata ed urgente
indagine amministrativa al fine di verificare ogni atto
e procedura relativi alla selezione in questione sia, in
primo luogo, della Provincia Regionale di Catania e più
segnatamente degli uffici amministrativi interessati;
che, in secondo luogo, degli uffici periferici del
lavoro (U.P.L.M.O. e Scica di Catania e degli altri
distretti) interessati alle chiamate per la copertura
dei 45 posti, e delle relative procedure adottate;
- se non intendano assumere, eventualmente,
sanzioni nei confronti di coloro che avessero commesso
abusi in questa gravissima e tristissima vicenda che
offende ed umilia la dignità dei giovani, la trasparenza
della pubblica amministrazione e che scredita le
Istituzioni a ogni livello."
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
parliamo di un concorso che è stato svolto o sta per essere
svolto dalla Provincia di Catania. L'Assessorato, e precisamente
il Servizio 4 che si occupa degli affari del personale, ha
inviato una nota al Comune per chiedere approfondimenti che
riguardano queste procedure.
Considerando che da quanto illustrato nell'interrogazione le
persone sarebbero state chiamate da una graduatoria dell'Ufficio
di collocamento, noi come Assessorato e quindi il Servizio
abbiamo soltanto la possibilità di interloquire con gli uffici
del Comune per chiedere chiarimenti sull'iter concorsuale; per
quanto riguarda, invece, la questione relativa allo Scica e
all'Ufficio di collocamento la competenza è dell'Assessorato del
lavoro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VILLARI. Signor Presidente, intervengo per richiamare il
Governo ad una grande attenzione su questa delicata materia che
riguarda la gestione del rapporto offerta-domanda di lavoro e, in
particolare, sulla gestione di questo rapporto nell'ambito della
pubblica Amministrazione.
Nell'interrogazione si fa riferimento a chiamate che
avvengono direttamente sulla base di una graduatoria pubblica già
stilata, a norma dell'articolo 16 della legge numero 56 del 1987,
per le chiamate fino al quarto livello.
Ciò che vorrei sottolineare è che occorre in proposito una
grande attenzione, una grande vigilanza da parte dell'Assessorato
del lavoro e dell'Assessorato degli enti locali, un'azione
combinata degli Assessorati, dell'ente locale oltre che dei
soggetti interessati, in quanto a volte accade che gli enti
giochino sulla completezza della graduatoria che si aggiorna
annualmente.
Nella fattispecie, ci si è rifatti, rispetto ai nominativi
cui si è fatto riferimento da parte dell'ente locale, cioè la
Provincia regionale di Catania, ad una graduatoria del 1999
quando il perfezionamento di tutta la documentazione delle
chiamate in base all'articolo 16 è avvenuto nel 2001, anno in cui
si deve, per chiamare, fare riferimento alla graduatoria del 2000
che già era stata aggiornata.
La questione che è stata sollevata assume un carattere
particolarmente delicato se si pensa che da una denuncia fatta da
una disoccupata e da altri rappresentanti istituzionali a livello
locale e che è stata inviata alla Procura della Repubblica, si
evince che vi siano dei parenti di funzionari pubblici nella
graduatoria a cui si fa riferimento nella chiamata della
provincia, cioè quella che fa riferimento al 1999.
Quindi, si tratta di una fattispecie più delicata di quanto
non si possa immaginare su cui, se noi vogliamo dare certezza di
diritto in questa Regione e vogliamo dare serenità ai lavoratori
ed ai disoccupati rispetto ai meccanismi che presiedono alle
regole, soprattutto quando si tratta di rapporti con la pubblica
Amministrazione, dobbiamo essere molto precisi e molto chiari,
evitando margini di discrezionalità da parte degli enti.
Quindi, io ovviamente non mi sento di sollevare una critica
all'Assessore in questo caso. Pongo un problema, però, che è di
carattere generale: le regole che presiedono ai rapporti tra
meccanismi e procedure di avviamento al lavoro, soprattutto nel
pubblico impiego, nella pubblica amministrazione, regole che deve
impartire l'Assessorato degli enti locali di concerto con
l'Assessorato del lavoro devono essere molto chiare.
Concludendo, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 181: "Ispezione
presso il Comune di Messina in merito alle procedure seguite per
l'approvazione di un piano particolareggiato per la realizzazione
di un ipermercato.", a firma dell'onorevole Panarello.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
territorio e l'ambiente e all'Assessore per gli enti
locali, premesso che:
- il Consiglio comunale di Messina nel mese di aprile
del 1998 ha adottato la variante generale al P.R.G.
ancora non approvata dal competente organo regionale;
- recentemente il predetto Organo consiliare ha
approvato una deliberazione avente il seguente oggetto:
'acquisizione proposta piano particolareggiato ricadente
nell'area ex cave di sabbia Nuova Panoramica dello
stretto - c.da Fiumara Guardia - Messina, realizzazione
di un ipermercato';
- il piano particolareggiato in parola, in variante
allo strumento urbanistico adottato dall'Ente, è stato
presentato su iniziativa privata;
- la realizzazione di un ipermercato a ridosso della
Panoramica dello stretto pone gravi problemi di
compatibilità urbanistica ed ambientale e determina
riflessi negativi sulla vivibilità dell'intera zona nord
della città, già gravata dal traffico dovuto
all'attraversamento dello Stretto di Messina;
- in mancanza del Piano commerciale, l'iniziativa non
tiene conto del necessario equilibrio tra piccola e
grande distribuzione, come rilevato dai sindacati di
settore;
- l'iter procedurale posto in essere dal Comune di
Messina, ove si tenga conto dei pareri contrastanti resi
dagli uffici competenti (cfr Commissione urbanistica
comunale) e della singolare e coincidente tempestività
con la quale la Soprintendenza ai Beni culturali, la
Provincia regionale, il Genio Civile e l'Ispettorato
dipartimentale delle Foreste di Messina hanno espresso
pareri ed autorizzazioni sulla base di un'iniziativa
promossa da privati, non appare conforme alle vigenti
disposizioni di legge;
- attualmente l'area oggetto del piano
particolareggiato è destinata ad attività estrattive
(cava);
- il recupero ambientale della zona assoggettata
all'attività di cava, così come prospettato dalla
società che ha presentato il piano particolareggiato è
imposto dalla legge al concessionario
dell'autorizzazione di estrazione;
- il Comune di Messina ha l'obbligo di vigilare sul
rispetto del piano di coltivazione presentato dalla
ditta concessionaria, in relazione alle opere di
recupero ambientale da realizzare nel corso della
coltivazione della cava;
- il denunciato degrado ambientale della zona
consente di poter affermare che nessuna sistemazione
ambientale è stata mai effettuata dall'inizio
dell'attività estrattiva;
per sapere:
- se non ritengano di dover disporre con la massima
urgenza un'ispezione presso il Comune di Messina
tendente all'accertamento della legittimità delle
procedure propedeutiche all'approvazione del Piano
particolareggiato con il quale si intende realizzare un
ipermercato;
- se non intendano verificare, anche attraverso la
nomina di un Commissario-provveditore, la corretta
attuazione del piano di coltivazione autorizzato dalle
competenti autorità regionali, con riferimento alla
sistemazione ambientale della zona oggetto di
concessione per attività di cava."
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente
l'interrogazione è stata presentata non soltanto all'Assessore
per gli enti locali, ma anche all'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
E' chiaro che l'Assessorato degli enti locali ha avuto
contatti con l'Assessorato del territorio al fine di verificare
l'iter amministrativo di questa delibera; tuttavia, per quanto
riguarda la risposta sulla questione urbanistica, credo di non
poter essere io a rispondere, in quanto la materia è di
competenza di altro Assessorato.
Questo Assessorato ha l'interesse di attenzionare e di
seguire la vicenda e per questo ha messo a disposizione un
tecnico che sta vagliando insieme al funzionario dell'urbanistica
la funzionalità dell'iter procedurale con cui è stata approvata
questa delibera.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo la
disponibilità manifestata dall'Assessore per gli enti locali, il
quale, giustamente, ha ricordato che la questione posta con
l'interrogazione è di competenza, in particolare,
dell'Assessorato territorio e ambiente al quale, peraltro, era
stata rivolta.
Non posso dichiararmi soddisfatto perchè questo problema è
stato sollevato alcuni mesi fa, riguarda una questione molto
delicata dal punto di vista urbanistico e ambientale, perchè il
progetto di cui trattasi, predisposto da privati, vuole
realizzare un ipermercato nella zona della panoramica di Messina,
che è zona di grande pregio dal punto di vista ambientale, e che
quindi pone una questione molto seria di compatibilità tra
un'infrastruttura di queste dimensioni, peraltro in una realtà
già intasata dal punto di vista dei trasporti per le note vicende
legate all'attraversamento del traffico pesante da e per il
Continente e perché penso che, conseguentemente, avrebbe meritato
una procedura più accelerata dal punto di vista delle verifiche e
dell'attività ispettiva da parte degli Assessorati competenti.
So che essi si sono attivati, ma, proprio per questo,
ritengo che debba rapidamente definirsi l'iter che consenta di
accertare la regolarità delle procedure e la possibilità che
un'opera di queste dimensioni si possa realizzare in una realtà,
dal punto di vista urbanistico, così delicata come quella che ho
prima richiamato e che certamente nella opinione pubblica della
città di Messina non ha raccolto consensi, ma anzi ha determinato
un vivissimo allarme.
Colgo l'occasione per sollecitare l'Assessorato degli enti
locali e il Governo della Regione ad accentuare l'opera di
vigilanza e a verificare la possibilità o meno di realizzare
un'opera di questo genere che, secondo me, è palesemente
improponibile.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 213: "Ripristino
di una corretta funzionalità nel Comune di Palagonia (CT)", a
firma degli onorevoli Villari, Liotta, Raiti, Spampinato.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- il Comune di Palagonia vive un'assurda e drammatica
situazione amministrativa di totale stallo con il
conseguente blocco di tutti gli atti comunali;
- l'ultima seduta del Consiglio comunale di Palagonia
si è svolta il 28 marzo 2002, nonostante il regolamento
comunale preveda che le assise cittadine devono essere
convocate ogni 10 giorni;
- cinque consiglieri comunali lo scorso mese di
maggio presentarono una richiesta per una seduta
straordinaria (per il regolamento comunale bastano
quattro firme e la convocazione deve avvenire entro 20
giorni);
considerato che:
- il Sindaco ha concorso alla paralisi del Consiglio
comunale non presentando la relazione semestrale,
sfuggendo alla verifica delle commissioni incaricate e
omettendo di avere il consenso del Consiglio comunale
laddove previsto da leggi e regolamenti e dunque, in
buona sostanza, comportandosi come organo monocratico;
- contro questo stato di cose, oggettivamente
favorito dalla mancata convocazione dell'aula, si è
avuta l'occupazione ininterrotta per sei giorni
dell'aula consiliare per protesta contro il presidente
del Consiglio, seguita da un intervento del Prefetto di
Catania ed anche da interventi parlamentari che,
inspiegabilmente, non hanno sortito alcun effetto;
visto che:
- il 7 settembre del 2001 il Presidente del Consiglio
comunale ha presentato le dimissioni dalla carica e,
successivamente alla data delle stesse, il Presidente
dimissionario ha convocato una sedita con all'ordine del
giorno la presa d'atto di dimissioni del Presidente del
Consiglio comunale e l'elezione del nuovo Presidente,
senza tenere conto della presenza del vice Presidente;
- il 20 settembre 2001 il vice Presidente del
Consiglio, nel pieno delle sue funzioni, ha convocato un
consiglio straordinario urgente per il giorno successivo
(con all'ordine del giorno la surroga di un consigliere
che si era dimesso il 19 settembre 2001 e l'elezione del
Presidente del Consiglio) ma le relative notifiche ai
consiglieri comunali non sono state predisposte
dall'ufficio competente, con gravi inadempienze di
legge;
considerato che:
- questo comportamento della macchina amministrativa
interferisce con la funzione di controllo che è propria
del Consiglio comunale e appare funzionale a una
gestione monocratica del Sindaco;
- il Sindaco è, in ultima analisi, il responsabile
dell'andamento generale dell'Ente locale e della
correttezza democratica al suo interno;
per sapere:
- se, viste le gravi e persistenti violazioni di
legge, non ritengano opportuno disporre l'invio di un
commissario straordinario incaricato di verificare e
ripristinare la corretta funzionalità del Comune di
Palagonia;
- se, laddove la prima ipotesi si dimostri
insufficiente o impraticabile, intendano procedere alla
rimozione del Sindaco di Palagonia,principale
responsabile dello stato di illegalità in cui versa il
Comune, e allo scioglimento del Consiglio comunale per
dare la possibilità ai cittadini di ritornare alle urne
e giudicare tale operato."
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
questa interrogazione è pervenuta con qualche ritardo al mio
Assessorato; in ogni caso è già stata predisposta un'ispezione
per valutare il problema sollevato dai colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, sostanzialmente lei ha
chiesto tempo, non è nelle condizioni di rispondere.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. L'interrogazione
mirava a vagliare lo stato di funzionalità del comune, perchè
mancavano degli atti, c'erano le dimissioni etc. L'interrogazione
è pervenuta al Gabinetto in data 13 febbraio; è stata attivata la
procedura per mandare un atto ispettivo, che è il mezzo con cui
noi possiamo verificare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'interrogazione viene
trasferita ad altra seduta nella quale verrà trattata la rubrica
degli enti locali.
Si passa all'interrogazione n. 222: "Notizie sulla
legittimità della direttiva per l'anno 2001, di programmazione
per l'offerta formativa e dei servizi formativi dell'Assessorato
lavoro della Provincia regionale di Palermo", a firma degli
onorevoli Giannopolo, Speziale.
Ne do lettura.
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione e all'Assessore per gli
enti locali, considerato quanto previsto all'art. 31,
comma 2, lettera L, della legge regionale n. 10 del
2000,
per sapere se la direttiva di programmazione per
l'offerta formativa e dei servizi formativi redatta
dall'Assessorato alle politiche del lavoro, della
formazione professionale, della emigrazione e della
polizia provinciale della Provincia regionale di Palermo
per l'anno formativo 2001, non sia in contrasto e in
palese violazione rispetto a quanto previsto dall'art.
31, comma 2, lettera L, della legge regionale n. 10 del
2000."
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, non so se questa
interrogazione sia di competenza dell'Assessorato degli enti
locali.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. E' di competenza
dell'Assessorato del lavoro.
GIANNOPOLO. C'è un esercizio di poteri da parte della
provincia che viene disciplinato da leggi che fanno riferimento
all'Assessorato enti locali in tema di controlli.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, è in grado di rispondere?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Secondo quello che
mi presentano gli uffici dovrebbe essere competenza
dell'Assessorato del lavoro; posso fare ulteriori approfondimenti
perchè in questa fase non sono in grado di rispondere.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 251: "Pulizia e
bonifica del fiume Torto", a firma degli onorevoli Fleres e
Catania.
Ne do lettura:
"All'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per gli enti locali, premesso che:
- il percorso del fiume Torto interessa i comuni di
Castronovo, Alia, Roccapalumba e Caccamo in provincia di
Palermo;
- nessuno dei Comuni sopraindicati ha effettuato
interventi di bonifica dell'alveo del fiume stesso,
consentendo il formarsi di una fitta vegetazione che
ostruisce il normale deflusso dell'acqua;
- il fiume attraversa un'ampia pianura in prossimità
dei comuni di Alia e Roccapalumba;
- tale situazione rischia di provocare, in occasione
di eventi piovosi, l'esondazione del fiume costringendo
di fatto alcuni abitanti delle case che insistono ai
margini del fiume a rifugiarsi sopra i tetti;
per sapere quali interventi si intendano porre in
essere per effettuare gli interventi necessari ed
indifferibili."
L'interrogazione si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 284: "Chiarimenti sulle
presunte infiltrazioni mafiose presso il comune di Trapani", a
firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che da notizie di stampa mai
smentite è stata confermata un'indagine delle autorità
competenti su un possibile scioglimento del Consiglio
comunale di Trapani per infiltrazioni mafiose;
considerato che il prossimo 25 novembre la città di
Trapani andrà al voto per l'elezione del nuovo Sindaco e
del Consiglio comunale, in un clima politico di assoluta
incertezza su questa vicenda;
osservato che le notizie riportate dalla stampa e mai
smentite presentano un quadro allarmante della
situazione interna al Comune, spesso lontano dai canoni
della trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità
dell'azione amministrativa;
visto che la prossima tornata elettorale deve essere
immune da ogni minimo sospetto di infiltrazioni mafiose
nell'attività amministrativa del Comune;
per sapere quali iniziative intenda prendere per
contribuire a fare chiarezza sull'intera vicenda e per
dare la certezza agli elettori trapanesi di una
consultazione elettorale libera da anomali
condizionamenti, democratica e capace di indicare una
nuova classe dirigente per la città."
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'interrogazione è pervenuta dopo che erano
avvenute le votazioni nel comune di Trapani, in ogni caso in data
precedente ai fatti citati. L'Assessorato aveva nominato tre
ispettori e successivamente aveva nominato il Commissario al
comune di Trapani, un Vice Commissario, quindi aveva attivato le
procedure per rendersi conto di quelli che erano i fatti. Poi ci
sono stati lo scioglimento del comune e le votazioni, quindi, io
la considererei superata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente
trattare una interrogazione datata 22 ottobre e per giunta di
questo contenuto può portare alle conclusioni cui è arrivato
l'onorevole Assessore. Tuttavia, mi permetto di sottolineare due
aspetti.
Il primo aspetto è quello che dovremmo sforzarci di
selezionare un po' anche le interrogazioni. Capisco che è una
cosa che potrebbe essere letta come una forzatura, però, quando
si parla di possibili infiltrazioni mafiose in un comune gli
organi di stampa, ampiamente, riportano casi che fanno pensare
che possibili infiltrazioni diventano sempre più un rischio,
quando tutto ciò viene posto in prossimità di elezioni che
rinnovano sia i consigli comunali sia i sindaci sia tutto ciò che
l'elezione amministrativa mette in campo, io credo che dovremmo
avere la sensibilità, mi riferisco al governo ed anche alla
presidenza dell'Assemblea, di permettere che interrogazioni di
questo tipo trovino comunque la possibilità di essere svolte.
E' chiaro che noi non ci riferiamo all'attuale consiglio
comunale, eletto il 25 novembre scorso, mi pare ovvio. Tuttavia,
non possiamo accettare che su questioni anche pregresse che hanno
riguardato altri comuni per molto di meno di quanto è accaduto a
Trapani si sono sciolti i consigli comunali. Attenzione io sono
contro lo scioglimento e contro l'arrivo dei commissari, perché
ritengo che al miglior commissario bisogna rinunciare rispetto
anche al livello qualitativo più o meno mediocre di un consiglio.
Quando, però, si parla come in questo caso di possibilità di
infiltrazioni di natura criminale, di natura mafiosa, mi pare che
una valutazione di merito sulle questioni che sono state
ampiamente riportate dagli organi di stampa fosse doverosa da
parte del Governo e da parte dell'Assessore.
Veda, è difficile parlarne ora e me ne rendo conto, però è
pur vero che noi abbiamo permesso che le elezioni si svolgessero
in quel clima. A tutt'oggi non sappiamo se ci sono anche
all'interno del comune, al di fuori degli eletti, anche rischi
seri per quanto concerne l'apparato burocratico e la permeabilità
possibile dello stesso per quanto concerne il ruolo anche del
potere criminale; e mi riferisco, in particolar modo, alle
possibilità di infiltrazione mafiosa.
Allora, questo, secondo me, è un punto molto più serio di
quanto pensiamo, su cui deve essere ed è assolutamente necessaria
anche un'attenzione maggiore da parte dell'Assessore. Anche in
queste ore c'è la necessità che in quel comune, con un'apposita
ispezione, al di fuori, ripeto, della presenza dei trenta
consiglieri comunali, si vada a verificare, visto e considerato
che l'azione della magistratura, che non ha niente a che spartire
con le funzioni e i poteri nostri porta continuamente in prima
pagina questioni che riguardano il funzionamento complessivo del
comune di Trapani. Mi pare che questo sia un problema che
riguarda e che investe la sensibilità degli stessi consiglieri e
anche, mi permetto di dire, del sindaco neoeletto e della giunta.
Voglio per un attimo, anche se capisco che devo essere su questo
molto accorto, interpretare il pensiero del neoeletto sindaco e
dei neoeletti consiglieri i quali, indubbiamente anche loro,
vogliono che nell'ambito complessivo dell'apparato burocratico
del comune di Trapani ci sia l'assoluta serenità e l'esclusione
totale di possibilità di contatti o di infiltrazioni di questo
tipo o di condizionamenti di natura mafiosa.
Mi pare che ciò sia interesse di tutti, di coloro che sono
stati eletti e di noi che abbiamo posto, prima delle elezioni,
l'esigenza di andare a verificare con i poteri che il Governo ha
e l'Assessore ha, al di fuori delle questioni e del ruolo che
deve svolgere la Magistratura con le iniziative che sono state
intraprese.
Quindi, Assessore - e concludo - non è un problema di
dichiararsi soddisfatto o insoddisfatto. Io la invito, invece, a
riflettere su questo argomento ed ad assumere un'iniziativa, con
la discrezionalità e con la serietà che la contraddistingue, per
capire se in quella realtà ci sono uffici e ci sono funzionari
che possono avere contatti non sani; questo è un punto su cui io
insisto e su cui credo che lei dovrebbe riflettere.
Concludendo, mi dichiaro assolutamente insoddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 293: "Tutela dei
diritti dei lavoratori della cooperativa 'Salus 83' operante a
ela", a firma dell'onorevole Speziale.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore per gli
enti locali e all'Assessore per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:
- con nota del 24.9.2001 la CGIL funzione pubblica
(sede di Gela) ha richiesto un incontro con il Comune di
Gela per concertare le procedure di cambio gestione per
i servizi di assistenza domiciliare agli anziani ed ai
portatori di handicap;
- ad oggi tale nota è priva di riscontro, anche se le
disposizioni contrattuali richiedono un'attenta
vigilanza dell'ente appaltante sulle operazioni di
cambio di gestione;
considerato che è stato totalmente disatteso
l'articolo 37 del C.C.N.L., data la mancata
comunicazione che la ditta appaltante avrebbe dovuto
effettuare con la massima tempestività all'associazione
di categoria;
osservato che la cooperativa Salus 83, con sede a
Catania via Acireale 5, ha preteso dalle lavoratrici la
sottoscrizione di una dichiarazione contenente
l'accettazione di clausole e di deliberazioni adottate
dagli organismi sociali della cooperativa, nonché
l'accettazione della retribuzione stabilita dal CdA,
senza che le stesse lavoratrici fossero preliminarmente
informate del contenuto delle disposizioni dello statuto
e pena la minaccia della non assunzione: tutto questo
nella più assoluta mancanza di rispetto del C.C.N.L.
delle cooperative sociali;
rilevato che le lavoratrici hanno più volte
dichiarato che la cooperativa aggiudicataria continua a
perpetrare una discriminazione sindacale nei confronti
della CGIL funzione pubblica;
osservato che quanto esposto viola alcuni principi
fondamentali (come la libertà sindacale del lavoratore)
sanciti dalla stessa Costituzione;
per sapere se non ritenga opportuno predisporre in
tempi rapidi un'ispezione amministrativa nei confronti
della stazione appaltante e della cooperativa su citata,
affinché vengano adottati tutti i provvedimenti
necessari per ristabilire le più elementari condizioni
di salvaguardia dei diritti fondamentali dei lavoratori."
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per
rispondere all'interrogazione.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la procedura impone di inviare prima una
comunicazione ai comuni per avere dei chiarimenti: siamo nel
corso di questo iter. Quindi, non posso entrare nel merito della
situazione. Sia per l'interrogazione 293 che per la 298 l'iter è
partito ed abbiamo chiesto questi chiarimenti ai comuni,
chiarimenti che ancora non sono arrivati.
PRESIDENTE. Queste interrogazioni vengono, allora, trasferite
ad altra seduta nella quale saranno svolte interrogazioni della
rubrica "Enti locali". Si passa all'interrogazione n. 313:
"Revoca dell'intitolazione a Benito Mussolini, statista, di una
via del comune di Tre Mestieri Etneo (CT)", a firma degli
onorevoli Spampinato, Villari, Liotta, Raiti. Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che:
- nel comune di Tremestieri etneo, con determinazione
sindacale n. 80 del 2/8/2001, il Sindaco Guido Costa ha
intitolato, fra le altre dedicate ad altri personaggi
politici ed istituzionali, una via comunale a Benito
Mussolini, statista;
- contro il provvedimento sopra indicato è già stato
presentato un esposto al Prefetto di Catania, firmato da
alcuni consiglieri comunali e da un consigliere
provinciale, ed è in corso una petizione popolare;
rilevato che:
- l'attuale ordinamento costituzionale dello Stato
italiano è il frutto della lotta di liberazione dal
fascismo e vieta espressamente la riorganizzazione,
sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista;
- fanno parte della memoria storica coloro che, in
nome della libertà, hanno sacrificato la loro vita;
- risulta lesivo di questa memoria intitolare una via
cittadina al primo artefice e creatore del regime che ha
segnato un periodo buio nella storia dell'Italia;
- il provvedimento sindacale in questione potrebbe
configurarsi come apologia del fascismo;
per sapere:
- quali misure intendano adottare al fine di revocare
l'intitolazione di una via del comune di Tremestieri
etneo a Benito Mussolini, statista;
- quali iniziative intendano assumere, nel rispetto
della XII disposizione transitoria finale della
Costituzione, affinché un popolo e la sua cultura possa
esistere soprattutto con la propria memoria storica, che
deve far crescere la coscienza della necessità di essere
uomini liberi in uno Stato democratico.
Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in realtà la vicenda, esposta
nell'interrogazione a firma dell'onorevole Spampinato, non è di
competenza dell'Assessorato degli Enti locali, ma di una
commissione prefettizia ed è regolata dalla legge n. 1188, che
prevede appunto una commissione prefettizia che dia il via libera
alle intitolazioni.
Siccome mi risulta che la commissione prefettizia di Catania
abbia bloccato questa intitolazione, credo che il problema sia
superato a meno che l'onorevole Spampinato non sia al corrente di
fatti che io non conosco.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Spampinato per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'onorevole
assessore.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, io mi dichiaro solo parzialmente soddisfatto in
considerazione del fatto che, come diceva l'onorevole assessore,
la procedura prevede un parere non vincolante da parte della
commissione Storia Patria e,altresì, prevede anche un parere del
Prefetto della provincia.
Io le faccio presente, onorevole assessore, che tutti e due
i pareri sono stati negativi, sia quello della Commissione Storia
Patria che quello del prefetto. Nonostante questo è avvenuta la
deliberazione sindacale. Per cui le chiedo, in virtù dei suoi
poteri di controllo sull'operato degli amministratori locali,
eventualmente anche di disporre le opportune iniziative per
verificare se, nonostante i pareri negativi dei due organismi
consultivi previsti dalla legge, vi sia stata la determina
sindacale e se questo sia legittimo. Questo credo che rientri
nei suoi poteri istituzionali.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 321:"Ispezione
presso il Comune di Terrasini", dell'onorevole Cracolici. Ne do
lettura:
All'Assessore per gli enti locali, premesso che:
- la Giunta Comunale di Terrasini, con la delibera n.
305 del 29.10.1998 con la quale ha approvato il progetto
dei lavori di incanalamento del torrente Fuci e le
relative modalità di gara, non ha ottemperato a quanto
previsto dall'art. 176 dell'OREL;
- infatti il progetto approvato contiene una variante
rispetto al progetto commissionato al tecnico, con la
quale si modifica il corso del canale al fine di evitare
una interferenza con il capannone della ditta Viviano,
con conseguenti maggiori oneri per l'Amministrazione sui
costi di progettazione;
- in particolare nella delibera di cui sopra risulta
presente e votante l'Assessore Viviano Vito, alla data
odierna Vicesindaco, che sembrerebbe essere in rapporto
di parentela con il titolare della ditta beneficiata
della variante;
- inoltre lo stesso titolare della ditta Viviano è
consigliere comunale presso il Comune di Terrasini;
- la violazione dell'art. 176 dell'OREL ha, inoltre,
determinato maggiori oneri finanziari per la
realizzazione dell'opera che ha occupato una porzione di
specchio d'acqua utilizzata dalla flotta di pescatori
esistenti nel comune, riducendo quindi la disponibilità
di aree per il riparo dei natanti;
- con una petizione popolare, con oltre 200
sottoscrittori, è stata denunciata l'autorizzazione
concessa dall'Ufficio tecnico di Terrasini per
l'installazione di un ripetitore Wind per la telefonia
mobile, in assenza di regolamento comunale e quindi di
precisi indirizzi dell'Amministrazione, sul tetto di un
immobile di proprietà dell'Assessore Ventimiglia
Domenico che è titolare della delega da cui dipende
l'Ufficio tecnico;
per sapere:
- se tutto ciò non costituisca interesse privato che,
oltretutto, si scontra con la preoccupazione degli
abitanti del posto, che hanno protestato per la
sicurezza ambientale minacciata dalla esistenza di
strutture che producono radiazioni;
- se non ravvisi, malgrado l'oggettiva presenza di
atti che dimostrano gli elementi proposti
dall'interrogante, un tentativo di intimidazione da
parte degli Assessori Viviano Vito, Ventimiglia
Domenico e del consigliere Viviano Giuseppe, che hanno
annunciato querele nei confronti del consigliere
comunale Pizzo Salvatore, che in sede di dibattito
consiliare aveva sollevato dubbi sulle modalità di
gestione del controllo del territorio da parte
dell'amministrazione, in particolare all'interno
dell'area portuale;
- se non intenda inviare ispettori presso il comune
di Terrasini, per esercitare il controllo sugli atti
prodotti dall'amministrazione comunale nel corso del
mandato ricevuto dopo la consultazione elettorale del
novembre 1997, ed eventualmente adottare i provvedimenti
di legge.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questa interrogazione a me è arrivata il 13
febbraio u.s., quindi noi abbiamo predisposto l'atto ispettivo ma
non abbiamo ancora una risposta sul risultato dell'ispezione.
PRESIDENTE. Anche questa interrogazione verrà trasferita ad
altra seduta nel corso della quale verrà svolta la rubrica Enti
locali.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, vorrei informare l'assessore che il sottoscritto ha
comunicato al suo segretario oltre un mese fa della presentazione
di questa interrogazione che risale al 15 novembre, relativamente
alla richiesta di un accesso ispettivo presso il comune di
Terrasini che, voglio anche ricordare, è stato oggetto di un
accesso ispettivo della Prefettura di Palermo ai sensi della
legislazione dello scioglimento dei comuni per sospetta
infiltrazione mafiosa.
Ora, credo, onorevole assessore, che la vicenda qui
segnalata e denunciata presenti aspetti assai delicati, che non
riguardano soltanto aspetti della vita amministrativa, ma che
potrebbero avere effetti anche di natura penale.
Pertanto, suggerirei in ogni caso l'invio di un accesso
ispettivo.
D'AQUINO. assessore per gli enti locali. E' stata avviata
un'ispezione.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 335 a firma
dell'onorevole Turano: Eliminazione del fenomeno dell'esercizio
abusivo della professione di guida turistica. Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti e all'Assessore
per gli enti locali, premesso che:
- il turismo per il nostro paese è uno dei settori di
maggiore rilevanza anche economica, ed infatti da tempo
è stato oggetto di particolare attenzione da parte del
legislatore;
- per garantire una migliore fruizione e conoscenza
del patrimonio storico, artistico, culturale ed
ambientale del nostro paese, è stata creata la figura
professionale di guida turistica;
- per lo svolgimento della predetta attività in un
determinato ambito territoriale, bisogna conseguire la
necessaria 'licenza';
- la predetta abilitazione legittima il titolare
all'esercizio della professione limitatamente all'ambito
territoriale per il quale si è superato il relativo
esame, inibendone, invece, l'esercizio al di fuori di
quel determinato ambito territoriale;
- la visita turistica a musei e a monumenti deve
avvenire con una guida abilitata per lo specifico ambito
territoriale ove sono ubicati i musei e monumenti di
rilevanza storica, artistica e culturale;
considerato che:
- da tempo, all'interno della Provincia di Trapani ed
in particolare nelle aree archeologiche di Selinunte,
Segesta, Mothia, Marsala, Erice, etc. viene fatto
esercizio abusivo della professione di guida turistica
da parte di persone sprovviste della regolare 'licenza',
rilasciata annualmente dalla Questura di Trapani, nonché
da parte di guide di altre Provincie e/o di
accompagnatori, impropriamente autorizzati;
- tale esercizio abusivo, o impropriamente
autorizzato da parte di Enti non abilitati, crea forte
malumore nella categoria, in quanto lede di un interesse
legittimo;
per sapere se non ritengano opportuno e doveroso
sollecitare gli enti pubblici preposti al controllo, al
fine dell'eliminazione del fenomeno di abusivismo sopra
descritto, in particolare nella provincia di Trapani.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alla interrogazione.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
la competenza non riguarda l'Assessorato degli enti locali ma
riguarda l'Assessorato del turismo, in ogni caso l'Assessorato
enti locali ha predisposto una nota ai comuni per attivare la
vigilanza delle forze di polizia municipale su chi esercita
abusivamente l'esercizio della professionalità della guida
turistica, ma oltre a far questo i miei uffici non possono fare
altro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Turano per
dichiararsi soddisfatto o meno.
TURANO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione numero 353 a firma
dell'onorevole Panarello: Notizie circa la convalida dei Sindaci
eletti inseguito alle recenti consultazioni elettorali. Ne do
lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per gli
enti locali, premesso che a seguito della recente
consultazione elettorale, svoltasi nei mesi di
novembre-dicembre del 2001, sono stati eletti numerosi
Sindaci, i quali si sono insediati ancor prima delle
operazioni di convalida, che, ai sensi dell'art. 11
della legge regionale n. 7 del 1991, competono alla
Sezione provinciale del Comitato regionale di controllo;
considerato che:
- l'Assessore regionale per gli enti locali, in
vigenza della legge regionale n. 44 del 1991, con la
circolare n. 11 del 1999 ha ritenuto di poter sancire la
estinzione dei Coreco;
- con atto ispettivo del 4.10.2001, l'interrogante ha
chiesto di sapere quali urgentissimi provvedimenti
intendessero assumere il Presidente della Regione
siciliana e l'Assessore regionale per gli enti locali,
affinché in tempi brevissimi venisse eliminato lo stato
di confusione ed incertezza che determinava
l'inapplicabilità della legge regionale n. 44 del 1991,
tuttora vigente, sui controlli degli atti degli enti
locali;
- a tutt'oggi, non è stato adottato alcun
provvedimento;
- stante l'inerzia del Governo della Regione
siciliana e nel silenzio dell'Assessorato regionale enti
locali, numerosissimi Sindaci, proclamati eletti, si
sono già insediati in difetto dell'indispensabile e
preventivo procedimento di convalida;
- tale gravissima omissione può determinare che
risultino eletti e, quindi, chiamati a ricoprire la
carica di Sindaco, soggetti ritenuti inafidabili per
avere in precedenza commesso reati di particolare
gravità, o comunque manifestato l'attitudine ad abusare
del munus pubblico, nonostante l'espresso divieto
previsto dall'art. 58 del decreto legislativo n. 267 del
2000 che ha sostituito l'art. 15 della legge n. 55 del
1990;
- a conferma della preoccupazione sopra espressa, il
Sindaco neo-eletto nel Comune di Spadafora (ME), pur
essendo stato condannato dal Tribunale di Barcellona
Pozzo di Gotto a otto mesi di reclusione con sentenza
passata in giudicato per il reato di cui agli artt. 48 e
479 del Codice Penale (falsità ideologica) e, quindi,
'insindacabile' ai sensi dell'art. 58, comma 1, lettera
c), del richiamato decreto legislativo n. 267 del 2000,
si è già insediato, in mancanza della necessaria
convalida;
- la situazione di incertezza sull'esistenza dei
Comitati regionali di controllo, cui la legge regionale
n. 7 del 1991 attribuisce la competenza per operazioni
di convalida dei Sindaci eletti, non consente una
rigorosa verifica della eventuale sussistenza di cause
di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità in
capo ai soggetti eletti;
per sapere:
- se, in vigenza dell'art. 11 della legge regionale
n. 7 del 1991, competa ancora al Comitato regionale di
controllo effettuare le operazioni di convalida dei
Sindaci e, in caso contrario, a quale organo sia
riconosciuta la relativa competenza;
- le ragioni giuridiche per cui il competente
Assessorato regionale per gli enti locali consente ai
Sindaci proclamati eletti di insediarsi nella carica
anticipatamente rispetto all'atto di convalida;
- quali Sindaci eletti a seguito della recente
consultazione elettorale siano stati convalidati e
da quale organo;
- quali urgentissimi provvedimenti intendano
assumere, anche in via sostitutiva, in relazione
all'elezione alla carica di Sindaco del Comune di
Spadafora di un soggetto incandidabile ai sensi
dell'art. 58, comma 1, lett. c), del decreto legislativo
n. 267 del 2000, anche tenuto conto delle rigorose
motivazioni fornite dalla Corte d'Appello di Napoli,
sezione civile, con la sentenza n. 6 del 15.11.2001.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per gli Enti
locali per rispondere all'interrogazione.
D'AQUINO. assessore per gli enti locali. Signor Presidente, il
tema affrontato dall'onorevole Panarello in questa
interrogazione, è duplice. Uno riguarda la convalida delle
elezioni dei sindaci, consiglieri e presidenti delle province;
sappiamo che in questo momento la convalida degli amministratori
era fatta dai CORECO e che i CORECO agiscono in Sicilia al
cinquanta per cento, l'onorevole Panarello credo mi chieda questa
disparità della convalida. Ci sono alcune sezioni che funzionano
e altre sezione che non funzionano, quindi l'attività nei CORECO
che hanno sospeso dei sindaci: non c'è bisogno di una convalida
di altro organo, basta la proclamazione degli eletti. Questo
viene stabilito dalle normative nazionali e regionali.
Per quanto riguarda il secondo punto della questione,
cioè la possibilità di eleggibilità del candidato a sindaco di
Spadafora, la questione risulta già sottoposta all'attenzione
della Prefettura di Messina. Il Ministero degli interni ha
dichiarato eleggibile il sindaco di Spadafora, in ogni caso per i
motivi già menzionati c'è una udienza, perché c'è un ricorso al
Tribunale di Messina, fissata per il giorno 26 di questo mese -
perché si è ricorsi alla giustizia ordinaria - mentre la nota
che l'Assessorato ha chiesto alla Prefettura di Messina ha
determinato la ineleggibilità del Sindaco.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello, per
dichiararsi soddisfatto o meno.
PANARELLO. Signor Presidente, mi dichiaro insoddisfatto
perché credo che la questione riguardante la convalida del
sindaco di Spadafora ponga un problema più generale. Mi sarei
aspettato da parte dell'Assessore per gli enti locali che non
venisse eluso: mi riferisco al ruolo e l'assenza attuale, per
meglio dire, di un sistema di controlli in Sicilia che credo non
abbia riscontro in nessuna regione d'Italia. Ci sono stati atti
che non richiamo perché sono troppo conosciuti dall'Assessore
per gli enti locali che hanno determinato la sostanziale
decadenza del sistema dei CORECO.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Per quanto riguarda
il problema della presenza in vita delle sezioni dei CORECO la
Giunta si è determinata in una presa d'atto della evidenza che le
sezioni provinciali dei CORECO non esistono più e ha dato mandato
all'Assessore per gli enti locali di proporre una circolare per
il loro scioglimento, così come erano state pensate fino ad ora.
Credo che questa fosse la risposta che lei attendeva:
sapere, conoscere quale era l'intenzione di questo Governo nei
confronti delle vecchie Sezioni di controllo.
PANARELLO. Ringrazio l'assessore per questa puntualizzazione,
che però non era ciò che intendevo sollevare con
l'interrogazione.
Credo sia un tema di interesse generale che non riguarda la
vicenda specifica di Spadafora, sulla quale io ritengo che
l'Assessorato agli enti locali, pur con il supporto della
Prefettura, può verificare la fondatezza dell'interrogativo che
io pongo a proposito della eleggibilità di un componente che ha
riportato una condanna penale per le motivazioni che ho
richiamato.
Pongo un altro problema, cioè il tema della convalida dei
sindaci che tocca il punto del sistema dei controlli in Sicilia.
Non basta risolvere la situazione di equivoco che si è
determinata a seguito degli atti compiuti dagli assessorati nel
corso degli anni e dei pronunciamenti delle diverse sezioni dei
TAR, il punto è che da pare del Governo ci si aspetterebbe una
proposta per quanto riguarda il sistema dei controlli oggi in
Sicilia che è assolutamente inesistente, perchè le leggi
nazionali che pure rimodulano e ridefiniscono il sistema dei
controlli, hanno bisogno di un'attuazione in sede regionale che
non eluda il tema dei controlli.
Allo stato attuale in Sicilia la situazione invece è di
assoluta assenza di un sistema efficiente dei controlli e quindi
la mia insoddisfazione discende dal fatto che da parte del
Governo non sia stato promosso nessun atto conseguente.
In merito alle interrogazioni a cui non ha risposto perchè
non ha avuto ancora informazioni da pare dei comuni,vorrei
chiedere all'Assessore agli enti locali, se c'è un tempo
stabilito per avere una risposta dai comuni, credo che sia
codificato, vorrei sapere quanto tempo deve passare affinchè un
ente debba rispondere, lo dico perchè l'interrogazione n. 298
risale al 5 novembre 2001 e io vorrei capire quanto tempo ha un
ente per rispondere all'ente vigilatore, in questo caso
all'assessore. Vorrei saperlo perchè a partire da questo si può
capire se c'è un ritardo nell'attività di vigilanza o se c'è una
resistenza da parte di chi è oggetto della vigilanza e come si
può correggere questa resistenza, perchè altrimenti l'attività
ispettiva di questa Assemblea rischia di essere assolutamente
vanificata.
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, il tema che lei pone è
estremamente interessante ma non ci sono termini perentori
rispetto a questo argomento.
Il Governo quando riceve le interrogazioni immediatamente si
attiva per conoscere quanto necessario.
PANARELLO. Ma una ispezione del Governo si può attivare.
PRESIDENTE. L'Assessore le dirà sicuramente che il suo corpo
ispettivo è di ridotte dimensioni e se dovesse rispondere a
ciascuna delle centinaia di interrogazioni con una ispezione
sicuramente non gli verrebbe facile.
Onorevoli colleghi, l'onorevole assessore per gli enti
locali fa sapere che rispetto alle interrogazioni numeri 354 e
358 non è ancora in grado di rispondere perchè gli uffici non
hanno fatto pervenire la documentazione necessaria. Pertanto
entrambe le interrogazioni vengono trasferite ad altra seduta
nella quale verrà trattata la Rubrica Enti locali.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
"Bilancio e Finanze".
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
"Bilancio e Finanze".
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, le interrogazioni:
N. 193 - Notizie sul procedimento di dismissione delle
partecipazioni regionali e dei beni demaniali e patrimoniali
non utilizzati per fini istituzionali.
Formica Santi; Incardona Carmelo; Acierno Alberto; Ioppolo
Giovanni; Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe; Tricoli
Marzio;
N. 194 - Informazioni sullo stato della liquidazione degli
Enti economici regionali soppressi.
Formica Santi; Acierno Alberto; Ioppolo Giovanni; Incardona
Carmelo; Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe; Tricoli Marzio
N. 320 - Liquidazione delle indennità di fermo tecnico ai
pescatori siciliani, per gli anni 1998/1999.
Villari Giovanni; Panarello Filippo; Oddo Camillo; Morinello
Salvatore; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Speziale
Calogero;
- e le interpellanze:
N. 7 - Notizie sull'erogazione dei finanziamenti per la
ricostruzione, ex legge n. 433.
Sbona Sebastiano; Mancuso Fabio Maria; Burgaretta Aparo
Sebastiano; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Borzacchelli Antonio; Confalone Giancarlo; Dina Antonino;
N. 8 - Notizie sul mancato adeguamento alla normativa
comunitaria sul finanziamento di primo aiuto ai giovani
agricoltori.
Lo Monte Carmelo;
- non sono di competenza della Rubrica "Bilancio e finanza".
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per quaranta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.50, è ripresa alle ore 20.57)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
La seduta è ripresa.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli Costa, Mancuso e Misuraca, per la seduta
odierna.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
ELEZIONE DI SETTE COMPONENTI EFFETTIVI E DI SETTE COMPONENTI
SUPPLENTI DEL COMITATO PREVISTO DALL'ARTICOLO 3 DELLA LEGGE
24.12.1976, N. 898, RECANTE "NUOVA REGOLAMENTAZIONE DELLE
SERVITU' MILITARI
PRESIDENTE. Si passa al VII punto dell'ordine del
giorno "Elezione di sette componenti effettivi e di sette
componenti supplenti del Comitato previsto dall'articolo 3 della
legge 24.12.1976, n. 898, recante "Nuova regolamentazione delle
servitù militari".
Ricordo che l'articolo 3 della l.r. 24.12.1976, n. 898,
come modificato dalla legge 2.5.1990, n. 104, prescrive:
"In ciascuna Regione è costituito un comitato misto
paritetico di reciproca consultazione per l'esame dei problemi
connessi all'armonizzazione tra i piani di assetto territoriale
della Regione e i programmi delle installazioni militari e delle
conseguenti limitazioni.
Il comitato è formato da sette rappresentanti della Regione
nominati dal Presidente della Giunta regionale, su designazione,
con voto limitato, del Consiglio regionale.
Per ogni membro è nominato un supplente".
In assenza di ulteriori specificazioni della legge, si
applica l'articolo 26 del Regolamento interno dell'ARS che così
recita: (...) per la nomina di tutte le commissioni, la cui
elezione spetta all'Assemblea, ciascun deputato vota per due
terzi dei membri da eleggersi. Le frazioni dell'unità sono
computate come unità intera se superiori ad un mezzo; non sono
computate in caso contrario. Si intendono nominati i deputati
che, a primo scrutinio, ottengano il maggior numero di voti. A
parità di voti si applica l'ultimo comma dell'articolo 4".
Avverto, dunque, che saranno effettuate due votazioni
distinte, rispettivamente per l'elezione dei sette rappresentanti
effettivi e dei sette supplenti, con voto limitato a due terzi.
Pertanto, ciò premesso, ogni deputato potrà segnare sulla
scheda fino a cinque nominativi.
Risulterà eletto chi, al primo scrutinio, avrà riportato il
maggior numero di voti, fino alla concorrenza di sette
nominativi.
A norma dell'art. 127, comma 7, del Regolamento interno
dell'ARS, indìco la votazione a scrutinio segreto per l'elezione
dei sette rappresentanti effettivi.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta dai
deputati onorevoli Pistorio, Infurna, Zangara.
Invito i deputati scrutatori a prendere posto al banco delle
commissioni.
Dichiaro aperta la votazione ed invito il deputato
segretario a procedere all'appello.
(BURGARETTA APARO, segretario, procede all'appello)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito la
Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
(Durante lo spoglio delle schede riassume la Presidenza il
vicepresidente Crisafulli)
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto per l'elezione di sette componenti effettivi nel Comitato
previsto dall'articolo 3 della legge 24.12.1976, n. 898, recante
'Nuova regolamentazione delle servitù militari'.
Presenti e votanti 68
Hanno ottenuto voti i rappresentanti:
Cannella Filippo 47
Dispenza F.sco Paolo 45
Morello Nicola 44
Caruso Salvatore 39
Conti Santo 31
La Malfa V.zo Massimiliano 18
Raeli Sebastiano 18
Virzì Guido 13
Costa Sigismondo 7
Castro Sigismondo 1
Lo Curto 1
Schede nulle 3
A norma dell'articolo 127, comma 7, del Regolamento interno
dell'ARS, indìco la votazione a scrutinio segreto per l'elezione
di sette rappresentanti supplenti.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta dai
deputati: Cintola Salvatore, Giannopolo Domenico, Acierno
Alberto.
Invito i deputati scrutatori a prendere posto al banco della
Commissione.
Dichiaro aperta la votazione.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
(BURGARETTA APARO, segretario procede al primo e al secondo
appello)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito la
Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione a scrutinio
segreto:
Presenti e votanti ....... 53
Schede bianche............ 2
Schede nulle.............. 2
Hanno ottenuto voti i supplenti:
De Caro 35
Privitera 34
Licciardello 34
Vanella 34
Russo 34
Raneri 15
Anzalone 15
Schede bianche 2
Schede nulle 3
Risultano, pertanto, eletti supplenti i signori: De Caro,
Privitera, Ricciardelli, Vanella Russo, Raneri e Anzalone.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
"ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA COMMISSIONE DI GARANZIA
PER LA TRASPARENZA, L'IMPARZIALITA' DELLA PUBBLICA
AMMINISTRAZIONE E LA VERIFICA DELLE SITUAZIONI PATRIMONIALI"
PRESIDENTE. Si passa all'VIII punto dell'ordine del giorno:
"Elezione di cinque componenti della commissione di garanzia per
la trasparenza, l'imparzialità della pubblica amministrazione e
la verifica delle situazioni patrimoniali".
Ricordo che l'art. 31 della legge regionale 30 aprile 1991,
n. 10, come modificato dall'art. 21 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, recita:
"1. E' istituita, presso la Presidenza della Regione, la
Commissione di garanzia per la trasparenza, l'imparzialità
della Pubblica Amministrazione e la verifica delle situazioni
patrimoniali.
2.(...) ed è composta da tredici componenti, dei quali
cinque deputati all' Assemblea regionale siciliana designati
dalla stessa Assemblea regionale (...).".
Faccio presente che nel silenzio della legge in ordine alle
modalità di votazione per l'elezione dei componenti, si applica
l'articolo 26 del Regolamento interno dell'ARS in base al quale
"(...) per la nomina di tutte le Commissioni la cui elezione
spetta all'Assemblea, ciascun deputato vota per due terzi dei
membri da eleggersi.
Le frazioni dell'unità sono computate come unità intera se
superiori ad un mezzo; non sono computate in caso contrario.
(...) Si intendono nominati i deputati che, a primo scrutinio,
ottengano il maggior numero di voti. A parità di voti si applica
l'ultimo comma dell'art. 4 (...)."
Pertanto, ciò premesso, ogni deputato non potrà segnare
sulla scheda più di tre nominativi. Risulterà eletto chi, al
primo scrutinio, avrà ottenuto il maggior numero di voti,
fino alla concorrenza di cinque nominativi.
A norma dell'art. 127, comma 7, del Regolamento interno
dell'ARS, indìco la votazione a scrutinio segreto.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta
dagli onorevoli Cintola, Giannopolo e Acerno.
Invito i deputati scrutatori a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Dichiaro aperta la votazione ed invito il deputato
segretario a procedere all'appello.
BURGARETTA APARO , segretario, procede al primo e al secondo
appello.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione ed invito la
Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione per
scrutinio segreto per l'elezione di cinque componenti della
Commissione di garanzia per la trasparenza, l'imparzialità della
pubblica amministrazione e la verifica delle situazioni
patrimoniali".
Presenti e votanti 50
Hanno ottenuto voti gli onorevoli:
Leanza Nicola 36
Mercadante 35
Sanzeri 34
Forgione 16
Panarello 13
Schede bianche 1
Avendo i deputati Leanza Nicola, Mercadante, Sanzeri,
Forgione e Panarello riportato il maggior numero di voti, li
proclamo eletti componenti della Commissione di garanzia per la
trasparenza, l'imparzialità della pubblica amministrazione e la
verifica delle situazioni patrimoniali.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Presidenza del presidente LO PORTO
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedi, 26
febbraio 2002, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 85 - Promozione di scambi culturali ed iniziative di
gemellaggio tra la Regione siciliana e lo Stato del
Connecticut (USA)
(12 febbraio 2002)
Ortisi Egidio; Barbagallo Giovanni;
Cintola Salvatore; Formica Santi; Lo Monte
Carmelo; Leontini Innocenzo; Rotella
Domenico; Speziale Calogero; Manzullo
Giovanni
N. 86 - Revoca delle recenti nomine dei direttori generali
della AUSL siciliane
(12 febbraio 2002)
Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro;
De Benedictis Roberto; Giannopolo Domenico
Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari
Giovanni; Zago Salvatore
N. 87 - Sostegno alla serricoltura siciliana
(13 febbraio 2002)
Cracolici Antonino; Zago Salvatore;
Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo
Camillo; Panarello Filippo; Villari
Giovanni
N. 88 - Iniziative per impedire qualunque provvedimento
finalizzato alla revisione della legge n. 180.
(13 febbraio 2002)
Forgione Francesco; Liotta Santo;
Miccichè Calogero; Spampinato Giuseppe;
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
N. 89 - Riperimetrazione del Bosco di Santo Pietro
(15 febbraio 2002)
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni; Beninati Antonino
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004, e relativa nota di variazioni" (NN. 297-299).
2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
(N. 298).
La seduta è tolta alle ore 23.10.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.00.