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Resoconto d'Aula della Seduta n. 33 di martedì 19 febbraio 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


    La seduta è aperta alle ore 17.58.

     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
  approvato.

                                CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Segreto  ha  chiesto
  congedo per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

             ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono pervenute le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni da parte dell'Assessore per la sanità:

        N. 49 - Miglioramento delle condizioni  igienico-sanitarie
        dell'ospedale di Paternò, in provincia di Catania.
        Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;

        N. 154 - Ripristino di adeguate  condizioni  igieniche  in
        favore dei residenti in località Poggio Fanales  nel  Comune
        di Caltagirone.
        Firmatari:Fleres Salvatore.

       Avverto che le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  il  seguente
  disegno di legge:

       - "Norme per  la  promozione  e lo sviluppo delle università
  della terza età", (n. 331)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dagli onorevoli Ardizzone, Franchina in data 15
  febbraio 2002.

         COMUNICAZIONE DI RIASSEGNAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che  in  data  17  gennaio  2002  è stato
  riassegnato alla  Commissione  speciale  per  la  revisione dello
  Statuto regionale il disegno  di legge n.  301 "Schema di disegno
  di  legge  da   proporre   al   Parlamento   nazionale  ai  sensi
  dell'articolo 18  dello  Statuto  regionale recante 'Integrazione
  dell'articolo  122   della  Costituzione'",  già  assegnato  alla
  Commissione legislativa 'Affari istituzionali'.
       Comunico  altresì  che   è  riassegnato  per  l'esame  e  la
  deliberazione in comune con la Commissione 'Affari istituzionali'
  il disegno di legge  n.  265 "Norme per l'elezione del Presidente
  della Regione e  dell'Assemblea regionale siciliana" per la parte
  relativa all'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.

       COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico  che l'onorevole Giovanni Villari in data
  14 febbraio 2002 ha  chiesto  di  apporre  la  propria  firma  al
  disegno  di legge  n.  326  "Norme  per  la  stabilizzazione  del
  personale assunto ai sensi del'articolo 23 quater, comma 3, della
  legge regionale 31 marzo 1998, n. 61, proveniente dai progetti di
  lavoro socialmente  utili",  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
  Giuseppe.

   COMUNICAZIONE DI ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI DELLE
   COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico   le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni nel periodo 12 - 14 febbraio 2002:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 13.2.02: MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI-ORTISI-SCOMA
     "      "  14.2.02: LEANZA Edoardo-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
                        IOPPOLO-LO MONTE-ORTISI-SANZERI-SAVARINO

                              BILANCIO (II)

  ASSENZE
  Riunione del 13.2.02 (ant.): MANCUSO-ROTELLA-SPEZIALE
     "      "  13.2.02 (pom.): FLERES
     "      "  14.2.02 (ant.): GENOVESE-ROTELLA
     "      "  14.2.02 (pom.): GENOVESE

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 13.2.02 (pom.): MANCUSO sostituito da PISTORIO
     "      "  14.2.02 (ant.): D'ANTONI     "      " LO MONTE
     "      "  14.2.02   "   : MANCUSO      "      " PISTORIO
               14.2.02 (pom.):    "         "      "    "

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

  ASSENZE
  Riunione del 13.2.02: GALLETTI-INCARDONA-PANARELLO

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 13.2.02: TURANO sostituito da SBONA

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

  ASSENZE
  Riunione del 12.2.02: BASILE-MOSCHETTO-ZANGARA

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI PARERE

     PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
  dal Governo  ed  assegnata  alla  Commissione legislativa "Affari
  Istituzionali" (I):

       "Istituto   zooprofilattico  sperimentale  della  Sicilia  -
        Nomina Direttore generale. (n. 31)
       - pervenuto in data 14 febbraio 2002
       - trasmesso in data 18 febbraio 2002.

        COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso copia della  deliberazione  n.  26  del 28 gennaio 2002
  "Modifiche al  complemento  di  programmazione  del  POR  Sicilia
  2000/2006".

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni:

       - con richiesta di risposta orale:

         N. 424 - Tutela della serricoltura siciliana.
         - Assessore Agricoltura
           ***
          Cracolici Antonino; Speziale  Calogero;  Capodicasa  Angelo;
          Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis  Roberto;  Giannopolo
          Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
          Zago Salvatore

         N. 428 - Misure di sostegno all'agricoltura siciliana.
         - Presidente Regione
         - Assessore Agricoltura
           ***
          Villari Giovanni; Liotta Santo; Barbagallo  Giovanni;  Raiti
          Salvatore;  Spampinato  Giuseppe;  Speziale  Calogero;  Oddo
          Camillo;  Zago  Salvatore;  Giannopolo  Domenico;  Panarello
          Filippo;    De  Benedictis  Roberto;  Crisafulli  Vladimiro;
          Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino

         N. 438 - Completamento dei lavori di consolidamento  della
           chiesa Maria Santissima di Custonaci (TP).
           - Assessore Lavori Pubblici
              ***
           Oddo Camillo

         N. 439 - Iniziative per l'adozione  del  piano  regolatore
         generale da parte del Comune di Custonaci (TP).
         - Assessore Territorio
            ***
         Oddo Camillo

         N. 440 - Provvedimenti per il rispetto della  legislazione
           in materia  di  pianta  organica  da  parte  del  Comune  di
           Custonaci (TP).
           - Assessore Enti Locali
            ***
          Oddo Camillo

         N. 441 - Costituzione di una scuola del  marmo  presso  il
           comune di Custonaci (TP).
           - Assessore Industria
             ***
           Oddo Camillo

           - con richiesta di risposta scritta:

         N. 422 - Mancata emanazione del regolamento che stabilisce
           le sanzioni amministrative per i danni ambientali, ai  sensi
           della legge n. 10 del 1999.
           - Presidente Regione
           - Assessore Territorio
             ***
            Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
            Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

         N. 423 - Notizie sulla mancata emanazione del  regolamento
          dei Centri di medicina dello sport, ai sensi della legge  n.
          36 del 2000.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

         N. 425 - Motivi della mancata emanazione  dei  regolamenti
          di esecuzione della legge n.  15  del  2000  in  materia  di
          anagrafe canina e tutela degli animali d'affezione.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

         N. 426 - Elaborazione del piano triennale per l'handicap.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Raiti Salvatore

         N. 427 - Ispezione presso il Comune di Capo d'Orlando (ME)
          circa il rilascio della concessione edilizia n. 117.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Territorio
            - Assessore Cooperazione
            - Assessore Agricoltura
            ***
           Spampinato Giuseppe;  Panarello  Filippo;  Raiti  Salvatore;
           Genovese Francantonio; Liotta Santo

         N. 429 - Ispezione presso  il  Comune  di  Castell'Umberto
            (ME) circa il licenziamento di una dipendente comunale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
            Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero

         N. 430 - Notizie sulle recenti azioni di repressione messe
            in atto all'interno del centro Serraino Vulpitta di Trapani.
            - Presidente Regione
            ***
            Forgione Francesco; Miccichè Calogero; Liotta Santo

         N. 431 - Notizie sui  criteri  di  nomina  dei  Commissari
            straordinari IPAB.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
            Genovese      Francantonio;  Barbagallo  Giovanni;  Gurrieri
            Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea

         N. 432 - Motivi della mancata adozione del regolamento  di
            attuazione della legge regionale n. 20 del 1999  in  materia
            di interventi contro la mafia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
            Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
            Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea;
            Raiti Salvatore

         N. 433 - Analisi degli effetti dell'art. 160  della  legge
          regionale n. 25 del  1993,  in  materia  di  rifiuti  solidi
          urbani.
            - Presidente Regione
            ***
          Basile Giuseppe

         N. 434 - Riperimetrazione della riserva naturale Bosco  di
            Santo Pietro .
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Territorio
            ***
            Fleres Salvatore

         N. 435 - ELiminazione della discarica abusiva creatasi  in
            Via   Rinascita,  a  Stazzo,  nel  Comune  di  Acireale,
            in provincia di Catania.
            - Assessore Enti Locali
            ***
            Fleres Salvatore

         N. 436 - Ripristino del  manto  stradale  in  Via  Nervesa
            della Battaglia, a Catania.
            - Assessore Enti Locali
            ***
            Fleres Salvatore

         N. 437 - Adeguati controlli  sulle  aziende  di  trasporto
            concessionarie della Regione.
            - Assessore Turismo
            ***
            Giannopolo Domenico; Forgione Francesco

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  mozioni:

            N. 85 - Promozione di scambi culturali  ed  iniziative  di
          gemellaggio   tra  la  Regione  siciliana  e  lo  Stato  del
          Connecticut (USA).
            Ortisi Egidio;  Barbagallo  Giovanni;  Cintola  Salvatore;
          Formica Santi; Lo Monte Carmelo; Leontini Innocenzo; Rotella
          Domenico; Speziale Calogero; Manzullo Giovanni
          Presentata il 12/02/02

            N. 86 - Revoca delle recenti nomine dei direttori generali
          delle Ausl siciliane.
            Cracolici Antonino; Speziale Calogero; Capodicasa  Angelo;
          Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis  Roberto;  Giannopolo
          Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
          Zago Salvatore
          Presentata il 12/02/02

            N. 87 - Sostegno alla serricoltura siciliana.
            Cracolici Antonino;  Zago  Salvatore;  Speziale  Calogero;
          Capodicasa   Angelo;  Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis
          Roberto;    Giannopolo  Domenico;  Oddo  Camillo;  Panarello
          Filippo; Villari Giovanni
          Presentata il 13/02/02

            N. 88 - Iniziative per  impedire  qualunque  provvedimento
          finalizzato alla revisione della legge n. 180.
            Forgione   Francesco;  Liotta  Santo;  Miccichè  Calogero;
          Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
          Presentata il 13/02/02

            N. 89 - Riperimetrazione del Bosco di Santo Pietro.
            Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Beninati Antonino
          Presentata il 15/02/02

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

                COMUNICAZIONE RELATIVA AD ATTI ISPETTIVI

     PRESIDENTE.  Comunico  che l'interrogazione n.  382 "Ispezione
  amministrativa   presso   il   Comune   di   Messina"   a   firma
  dell'onorevole Genovese, è da intendersi presentata con richiesta
  di risposta scritta  e  non con richiesta di risposta orale, come
  annunziato nella seduta n. 31 del 12 febbraio 2002.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico  che  in  riferimento all'interrogazione a risposta
  scritta   n.   38  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania  Giuseppe
  "Interventi  per rendere fruibile la riserva naturale della Timpa
  di Acireale  (CT)",  con  nota  475/A-II  del 6 febbraio 2002, il
  Presidente   della   Regione   ha   trasmesso   l'atto  ispettivo
  all'Assessore   per   il   territorio   e  l'ambiente,  ritendolo
  competente a  fornire la risposta in luogo dell'Assessore per gli
  enti    locali   già   destinatario   dell'interrogazione   oltre
  all'Assessore per il turismo. L' Assessore per il turismo, per la
  relativa parte di competenza, ha già dato risposta.
       Comunico, altresì, che  in  riferimento all'interrogazione a
  risposta  orale  n.  243  dell' onorevole Incardona "Informazioni
  sugli immobili  di  proprietà  della  Regione,  o di enti ad essa
  sottoposti  o  da  essa controllati, inutilizzati o utilizzati in
  modo non  ottimale",  con  nota  467/A-II del 5 febbraio 2002, il
  Presidente  della  Regione ha rivolto invito all'Asssessore per i
  lavori   pubblici,   già   destinatario  dell'atto  ispettivo,  a
  trasmettere  eventuali  notizie  utili  di  cui fosse in possesso
  all'Assessore   alla  Presidenza,  delegandolo  alla  trattazione
  dell'interrogazione.
       L'Assemblea ne prende atto.

            COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.  Comunico  che, con  nota  del  13  febbraio 2002,
  l'onorevole  Gaspare  Vitrano  ha  dichiarato  di  confermare  la
  propria adesione al Gruppo parlamentare "La Margherita Democrazia
  è Libertà".
       Avverto, al  riguardo, che  tale  adesione decorre, ai sensi
  dell'articolo  23  del  Regolamento  interno, dalla sopraindicata
  data.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.
       Onorevoli   colleghi,  per  assenza  del  Governo,  sospendo
  brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.22, è ripresa alle ore 18.28)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


    DISCUSSIONE   UNIFICATA   DELLE  MOZIONI  NN.  2,  5,  65,  71,
    CONCERNENTI I RECENTI EVENTI ATMOSFERICI CALAMITOSI.

     PRESIDENTE.   Si   passa  al  secondo  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Discussione unificata delle seguenti mozioni concernenti
  i recenti eventi atmosferici calamitosi:

    n. 2 - "Risarcimento dei danni provocati dalla recente eruzione
    dell'Etna", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Beninati,
    Leontini;

    n. 5  -  "Interventi  per  accertare  le condizioni di pericolo
    degli edifici e delle aree presenti nei centri urbani siciliani
    e  nei  loro   hinterland",  degli  onorevoli  Fleres,  Catania
    Giuseppe, Leontini, Beninati;

    n. 26 -  "  Interventi  per far fronte ai danni provocati dalle
    mareggiate che hanno colpito le coste di Acicastello, Acireale,
    Giarre,  Riposto,  Mascali  e Catania", degli onorevoli Fleres,
    Catania Giuseppe, Beninati, Mercadante;

    n. 65 - " Iniziative per dichiarare lo stato di calamità per le
    zone  dell'Acese  colpite  dal  recente sisma", degli onorevoli
    Basile, Lo Monte, D'Antoni, Raiti;

    n.  71 -  "Iniziative   per  il  riconoscimento  dello stato di
    calamità  delle  zone  dell'Acese  (CT)  colpite  dagli  eventi
    sismici  del   28.10.2001",  degli  onorevoli  Fleres,  Catania
    Giuseppe, Maurici, Mercadante.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

           " Al Presidente  della  Regione  e all'Assessore per la
          cooperazione, il  commercio,  l'artigianato  e la pesca,
          per sapere:

             - se abbia  notizia  della  crisi in cui versa l'Ente
          Autonomo  Fiera   del   Mediterraneo  di  Palermo  (Ente
          pubblico  economico)  e  della  sequela  di  inquietanti
          avvenimenti e  decisioni  che  hanno  caratterizzato gli
          ultimi mesi;

             se risponda a verità che:

             - è  stato  nominato,  con  decreto  assessoriale, un
          commissario ad  acta  dotato  di  poteri  vastissimi  ed
          eccezionali  e   ciò   in   dispregio  della  competenza
          attribuita   al   Presidente   della   Regione,   e   da
          quest'ultimo sempre esercitata, in contrasto con tutti i
          precedenti, ed in attuazione di una prassi inusitata;

             -  il  suddetto  Commissario  ad acta ha proceduto ad
          assumere addirittura le funzioni di segretario generale,
          sottraendole   a  chi  fino  a  quel  momento  le  aveva
          esercitate;

             -  il  medesimo  ha traumaticamente e immotivatamente
          interrotto  il rapporto di lavoro esistente fra la Fiera
          e   il   dirigente   legale-amministrativo,   nonostante
          l'ottimo servizio prestato da quest'ultimo;

             -  sono  state  approntate modificazioni allo Statuto
          dell'Ente   ormai   del   tutto   superate,  e  comunque
          contrastanti  con  le  linee  della recente legge-quadro
          sugli enti fieristici;

             -   tali   modificazioni  inopinatamente  sono  state
          ritenute  già  operanti, anche se sono state esaminate e
          approvate  dagli  organi  competenti  (Presidente  della
          Regione  e  Giunta di governo) ai sensi dell'art. 14 del
          DPR n. 44 del 1997;

             -   in   ripetuta   violazione  dell'attuale  Statuto
          (l'unico  vigente)  sono  state  costituite  società  di
          diritto  privato  partecipate  dall'ente  fiera e nessun
          riscontro   è   stato   dato   agli   interventi  tutori
          (assessoriali) denunzianti tali illegittimità;

             -  tali  società e altro organismo consortile vengono
          amministrati  e diretti da persone che assumono di volta
          in volta  funzioni  e  compiti   ad incastro , generando
          comunque  sovrapposizioni  e  confusioni  di ruoli senza
          alcuna possibilità  pratica  e  giuridica del necessario
          controllo;

             -  nelle  suddette  società e attività consortili, si
          moltiplicano  i  costi,  le  assunzioni, le consulenze e
          quant'altro;

             -   tra   gli  enti  partecipati   dalla  Fiera  (con
          rilevante quota) vi  è  il CIEM, il cui bilancio si dice
          presenti  vistose perdite, non facilmente assorbibili in
          sé, e tali comunque da costituire un vulnus irreparabile
          per lo stesso  Ente  Fiera,  e  dal  quale si sarebbe di
          recente dimesso, per ragioni da acquisire, il prof. avv.
          Salvatore Sangiorgi;

             per  sapere  quali  provvedimenti immediati intendano
          adottare  per  l'accertamento  dei fatti, la repressione
          degli eventuali  abusi  e la promozione delle iniziative
          necessarie  al ripristino della legalità, nonché rivolte
          al  riordino  e  al  rilancio  della  preziosa  attività
          dell'Ente in questione." (2)

           " Al  Presidente   della  Regione,  all'Assessore  alla
          Presidenza   e  all'Assessore   per   il   turismo,   le
          comunicazioni e i trasporti, premesso che:

             -  da  notizie  di  stampa  (vedi  'La  Sicilia'  del
          13.1.1999) si apprendeva che l'Assessore per il turismo,
          le comunicazioni e i  trasporti, On.le Domenico Rotella,
          aveva  ottenuto  dal  CIPE   il   finanziamento  per  il
          completamento, nell'ambito  delle  opere istituite dagli
          uffici della Regione, della  'Cittadella dello sport' di
          Nesima superiore, nel comune  di  Catania, per l'importo
          complessivo di L. 104.000.000.000;

             - le opere da  realizzare attenevano al completamento
          del  progetto  generale stante  il  fatto  che,  per  la
          manifestazione sportiva 'Universiade  '97' era stato già
          finanziato  un  primo   stralcio   dell'importo   di  L.
          51.000.000.000;

             -  sempre  dalla  medesima   fonte   di   stampa,  si
          apprendeva  che  il  Governo   regionale,  a  mezzo  del
          predetto On.le Assessore,  aveva inserito quest'opera di
          completamento  in  testa   all'elenco  trasmesso  per  i
          finanziamenti  dei   completamenti  al  CIPE,  ottenendo
          l'adesione di quest'ultimo;

             - sempre da notizie di  stampa (vedi 'La Sicilia' del
          22.4.1999)) si apprende  che,  nonostante  l'importo del
          finanziamento  stanziato dal CIPE  per  la  Sicilia  sia
          stato   quasi    raddoppiato,   non   risulta   comparso
          nell'elenco dei 28 progetti quello indicato in premessa;

             -  tale  fatto   crea   nocumento  in  considerazione
          dell'esigenza  di  fornire i  giovani  catanesi  di  una
          valida struttura sportiva  di  riferimento  nonché, come
          sottolineato dall'Assessore  Rotella  'La  Cittadella di
          Nesima rappresenta sicuramente un'occasione di lavoro e,
          una volta ultimato, una significativa opportunità per la
          città di Catania e  per  l'intera  Isola  considerate le
          manifestazioni e le attività  che potranno essere svolte
          negli impianti, da troppo tempo attesi';

             -  la  città   di  Catania  risulta  complessivamente
          penalizzata dalla scelta, compiuta  dal CIPE di concerto
          con la Regione siciliana,  di non finanziare il progetto
          di completamento della 'Cittadella dello sport' a Nesima
          superiore;

             per sapere quali interventi  si  intendano  porre  in
          essere  per consentire  il  rapido  completamento  della
          'Cittadella dello sport' di Nesima (Catania)." (5)

           " All'Assessore per gli enti locali, premesso che:

             - nel mese di maggio 1999, in Via Messina, a Catania,
          sono cominciati i lavori per la costruzione di un tratto
          del canale di gronda  che da Piazza della Guardia arriva
          fino a Via Galatioto;

             - tali lavori, ad oggi, non risultano ultimati;

             - gli scavi  si  protraggono  ormai da diverso tempo,
          creando disagi  non  indifferenti  ai  residenti e danni
          economici ai commercianti della zona che si ritrovano ad
          abbandonare le botteghe ed i relativi investimenti;

             - nella stessa  via il manto stradale non esiste più,
          in quanto più  volte  sono  stati  effettuati  lavori di
          scavo risultati poi  non  solo inutili, ma anche dannosi
          per la stabilità degli stessi edifici;

             per sapere  quali  interventi  si  intendano porre in
          essere per ultimare  la  costruzione  di  un  tratto  di
          canale di gronda in Via Messina, a Catania." (26)

           " All'Assessore per gli enti locali, premesso che:

             - da qualche mese si  registrano  diverse proteste da
          parte degli abitanti del Comune  di  Mascalucia (CT) per
          l'acqua inquinata proveniente dal  Pozzo  di Piano Conte
          di  Massannunziata  (CT),  a  causa  della  presenza  in
          quantità eccessiva di vanadio e magnesio;

             - le acque derivanti dallo stesso pozzo, inquinate da
          sabbia rossastra  e  da  altri  materiali, hanno causato
          danni   incalcolabili  (caldaie  fuori  uso,  rubinetti
          otturati dal  terriccio,  elettrodomestici letteralmente
          distrutti);

             -  con  un'ordinanza  è  stata sollecitata la Società
          erogatrice,  imponendole  di   accelerare   i  tempi  di
          purificazione del pozzo e  di  sospendere prontamente il
          pagamento delle bollette in corso di riscossione;

             - sarebbe, pertanto necessaria la costituzione di  un
          nuovo acquedotto comunale;

             per sapere  quali  interventi  si  intendano porre in
          essere per   la realizzazione  di  un  nuovo  acquedotto
          comunale e per una più assidua manutenzione del Pozzo di
          Piano Conte di Massannunziata,  nel comune di Mascalucia
          (CT)." (65)

           " All'Assessore per gli enti locali, premesso che:

             -  lungo  lo stradale Primosole, che collega le città
          di  Catania e Siracusa, si affacciano numerosi villaggi,
          particolarmente frequentati durante la stagione estiva;

             -  la  strada in questione presenta numerosi elementi
          di  pericolo,  a  conferma  dei quali basta ricordare le
          decine   di   incidenti   che   settimanalmente   vi  si
          registrano;

             - sarebbe opportuno approntare interventi strutturali
          al   fine   di  snellire  la  viabilità  ed  elevare  la
          sicurezza;

             per sapere  quali  interventi  siano  in  programma o
          siano stati  programmati dalla precedente e dall'attuale
          Amministrazione locale competente, al fine di migliorare
          la viabilità ed  evitare  i  continui  incidenti  che si
          verificano lungo lo  stradale Primosole, per la parte di
          cui è competente il Comune di Catania." (71)

     PRESIDENTE.  Pongo  congiuntamente  in  votazione  le  mozioni
  testé lette. Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                           (Sono approvate)

                       DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al terzo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione delle mozioni:

    n. 77 - "Interventi in  favore dei siciliani d'Argentina";

    n. 79 -  "Opportune  iniziative  allo scopo  di introdurre  una
    tassa su tutte le transazioni finanziarie";

    n. 80 - "Ammodernamento della strada statale n. 120":

    n. 83 -  "Partecipazione  dei  rappresentanti   delle Assemblee
    legislative  regionali  alla  Commissione  parlamentare  per le
    questioni regionali";

    n.  84  -  "Iniziative  per impedire il ridimensionamento dello
    stabilimento Italtel di Carini (PA)".

       Si  passa  alla  mozione  n.  77  "Interventi  in favore dei
  siciliani d'Argentina", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
  Mercadante, Giambrone, Baldari.
       Invito il deputato segretario a darne lettura:

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
      PREMESSO che:

              -  la  programmazione  dello  sviluppo  economico  e
              sociale e l'uso  delle  risorse  pubbliche regionali
              debbono  avere  come  riferimento  i  diritti  ed  i
              bisogni  del  popolo  siciliano   in  tutte  le  sue
              componenti e articolazioni,  sia  nell'Isola  che in
              ogni altra parte del mondo;

              -  la drammatica crisi che colpisce in questi giorni
              la popolazione argentina riguarda direttamente anche
              una  parte numerosa e generosa del popolo siciliano,
              che vive ed opera in quella parte del mondo;

              -   la  comunità  siciliana  in  Argentina  annovera
              molteplici   situazioni    di   gravissimo   disagio
              economico e sociale  come  diretta  conseguenza  del
              crollo di un sistema economico che ha lasciato privi
              di garanzie sociali, anche  minime,  i ceti popolari
              più deboli ed esposti;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - ad assumere con urgenza tutte le iniziative idonee
              affinché  la  comunità  siciliana  in  Argentina,  a
              partire  dai cittadini  più  bisognosi  di  sostegno
              materiale e morale,  abbia  l'aiuto  necessario  per
              sopperire al gravissimo stato di emergenza;

              - ad intervenire presso  la Presidenza del Consiglio
              affinché,   unitamente   ai  Presidenti  dei  gruppi
              parlamentari,  siano attinte tutte le informazioni e
              attivate  tutte  le iniziative utili a migliorare le
              condizioni dei siciliani in Argentina;

              - a coordinare le  iniziative  della  Regione con le
              attività  del  Governo  e  del  Parlamento nazionale
              rivolte alle medesime finalità." (77)

     ORTISI. Dichiaro di voler apporre la mia firma.

     BURGARETTA APARO . Dichiaro di voler apporre la mia firma.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ovviamente
  non posso  non essere d'accordo con questa mozione che impegna il
  Governo  della  Regione,  e  per  suo  tramite  anche  il Governo
  nazionale,  ad  intervenire a sostegno dei siciliani d'Argentina.
       Però, insomma, mi sembra un  po'...  non  posso dire neanche
  provinciale, dato che noi siamo  il  Parlamento  siciliano  e  ci
  preoccupiamo dei cittadini argentini  di origine siciliana, o dei
  cittadini siciliani che vivono  in  Argentina.  Però  vorrei  che
  fosse chiaro che lì c'è una condizione drammatica che riguarda un
  intero Paese;  che le ragioni di tale drammatica condizione hanno
  a che fare con una parolina,  tanto abusata e forse sottovalutata
  nella sua portata, che  è  'globalizzazione'  e  'globalizzazione
  liberista';  che quel Paese è  stato affamato dai vincoli imposti
  da organismi quali il  Fondo  monetario  internazionale  e  dalla
  dipendenza della propria  economia  dalle  grandi  multinazionali
  americane,  tant'è  vero  che lì  c'è  proprio  il  problema  del
  dollaro, dell'uso che è stato  fatto  del  dollaro  attraverso le
  multinazionali  e il  conseguente  dominio  delle  multinazionali
  sull'economia di quel Paese.
       Non  vorrei  che tale mozione diventasse  la  mozione  degli
  affetti.    I   nostri  connazionali,  i   nostri   concittadini,
  corregionali,  sono  stati  affamati  da   questa  politica.  Una
  politica che impone al mondo, e soprattutto ai  paesi più poveri,
  determinati  vincoli;  una politica che afferma  il  primato  del
  mercato e del capitale sulle istituzioni e sui  parlamenti. E non
  è un caso che lì sono falliti governi di  centro-sinistra  e sono
  caduti,  nell'arco  di poche ore, governi  di  centro-destra  che
  facevano tutti assieme la stessa politica dipendente dalle grandi
  multinazionali americane.
       Vorrei ricordare che il Governo De  La Rua era un governo di
  centro-sinistra, il governo che gli è succeduto per poche ore era
  un governo peronista, di centro-destra.
       Insomma, sarà bene, prima o poi, che queste mozioni e queste
  discussioni  non  debbano servire solo a tappare i  buchi  di  un
  Parlamento  e di un Governo incapace di venire  in  quest'Aula  a
  farci   lavorare   sui   provvedimenti,   sul   bilancio,   sulla
  finanziaria,  ma  che  possano  essere  anche  delle  discussioni
  politiche. Quindi io voto a favore, ma con questa caratteristica.
       Vorrei che  il  Parlamento siciliano avesse a cuore non solo
  le sorti  dei cittadini siciliani d'Argentina, ma quelle di tutta
  una popolazione  che  lì  è  stata  affamata da questa sciagurata
  politica liberista di una globalizzazione  al servizio dei grandi
  capitali e delle grandi multinazionali.

     PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi pongo in votazione
  la mozione numero 77.
       Il parere del Governo?

     D' AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvata)

     PRESIDENTE.   Si  passa  alla  mozione  numero  79  "Opportune
  iniziative  allo  scopo  di  introdurre  una tassa  su  tutte  le
  transazioni finanziarie", a firma Forgione,  Liotta,  Micciché  e
  Ferro.
       Ne do lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  la  crescente finanziarizzazione dell'economia ne
              ha  trasformato  profondamente  la  struttura  e gli
              obiettivi,  spostando  le  risorse  dalla produzione
              materiale  di  beni e servizi, alle speculazioni sul
              prezzo del denaro e sui valori mobiliari;

              - dal  1992  la quantità di transazioni sui tassi di
              cambio  è  aumentata  del  5%  e  oggi la dimensione
              finanziaria  assorbe  risorse  72 volte superiori al
              commercio  mondiale  di merci e servizi, che nel suo
              complesso  rappresenta  solo il 3% delle transazioni
              valutarie;

              -  secondo  la Banca dei regolamenti internazionali,
              ogni  giorno  vengono  scambiati  1.587  miliardi di
              dollari sui mercati valutari, per operazioni che per
              il  90%  speculano  sulla  variazione  dei  tassi di
              cambio tra le monete;

              -   la   dimensione  del  problema  è  efficacemente
              rappresentata  dal  susseguirsi  di  crisi che hanno
              investito i mercati finanziari dalla fine del 1997 e
              che,  pur  avendo origini 'virtuali', hanno travolto
              la   dimensione   reale   dell'economia,   cioè   la
              produzione  ed  i  consumi materiali, il lavoro ed i
              bilanci pubblici;

              -  i  capitali  accumulati  per  via  speculativa si
              traducono  in  transazioni di tipo azionario miranti
              all'acquisizione  di  quote  di proprietà di aziende
              reali;

              -   in  questo  modo  la  distribuzione  del  valore
              aggiunto  nel  mondo  è  cambiata  a  vantaggio  del
              capitale  e  a  danno  del lavoro, vero motore della
              produttività e dei profitti crescenti;

              -  per  ripristinare una proporzionalità sostenibile
              tra   economia   virtuale  ed  economia  reale,  per
              ristabilire una giusta ridistribuzione delle risorse
              e  per  reperire risorse da destinare alle politiche
              di  sviluppo interne ed internazionali, è necessario
              introdurre  meccanismi che scoraggino i movimenti di
              capitale per speculazioni a breve termine;

              considerato che:

              -  la  'Tobin  tax', proposta dal premio Nobel Tobin
              nel  1972,  è  stata  concepita  con  l'obiettivo di
              rendere  più efficaci le politiche macroeconomiche e
              di ridurre la speculazione, attraverso la tassazione
              dei movimenti valutari rapidi;

              -   se  si  applicasse  una  tassa  dello  0,2%  sui
              movimenti  valutari,  questa ammonterebbe al 48% del
              capitale   scambiato   se   le  transazioni  fossero
              giornaliere;  al 10 per cento se fossero settimanali
              ed al 2,4% se fossero mensili;

              -  la  Tobin  tax,  quindi,  non  danneggerebbe  gli
              operatori   che  pianificano  investimenti  a  lungo
              termine,  ma penalizzerebbe proprio quei movimenti a
              breve     responsabili    della    destabilizzazione
              finanziaria in corso;

              - la Tobin tax, oltre ad avere un valore deterrente,
              permetterebbe di aumentare il gettito fiscale  degli
              Stati che la  applicano,  gettito  fortemente  eroso
              dall'internazionalizzazione della produzione, sempre
              più svincolata dai territori nazionali;

              - lo stesso Trattato di Maastricht, all'articolo 59,
              consente  di imporre restrizioni  amministrative sui
              capitali   importati  o  esportati  per  un  periodo
              limitato di sei mesi, che può essere reiterato;

              -  l'Unione europea potrebbe introdurre la Tobin tax
              a   livello   regionale,   evitando  gli  'svantaggi
              competitivi'  per gli investimenti che deriverebbero
              ad un singolo paese rispetto a tutti gli altri;

              -  introdurre  una  tassa  sui movimenti speculativi
              renderebbe   più   stabile   la   moneta   unica  e,
              soprattutto,   ridurrebbe   i  vincoli  sulla  spesa
              pubblica  che  attualmente vengono imposti dal patto
              di stabilità;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  farsi  promotore, presso il Governo nazionale,
              dell'introduzione   di   una   tassa   su  tutte  le
              transazioni  finanziarie,  in  particolare su quelle
              che  speculano sui cambi valutari (cosiddetta 'Tobin
              Tax');

              -   ad   intervenire,   sempre   presso  il  Governo
              nazionale, affinchè gli introiti derivanti da questa
              tassa siano destinati al rilancio del ruolo pubblico
              nell'economia  in  settori  innovativi, a sviluppare
              l'occupazione,   a   partire   dal   Mezzogiorno,  a
              migliorare  lo stato sociale, a cancellare il debito
              estero  e a finanziare politiche di sviluppo sociale
              nei paesi più poveri;

              - a  promuovere,  al  contempo  e  a questo fine, un
              ampio dibattito nel Parlamento regionale." (79).

     FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io vorrei
  fare un appello al Parlamento regionale, ai colleghi di tutti gli
  schieramenti, per sostenere questa mozione.
       Ormai  'Tobin Tax' è un termine ricorrente;  da  più  parti,
  economisti  liberali  ed economisti più  legati  alla  tradizione
  Keynesiana  avvertono ormai una esigenza:  quella  di  istituire,
  cominciare ad istituire, meccanismi di trasparenza  e di legalità
  sulle  grandi  transazioni  finanziarie.
       Ogni giorno vengono scambiati 1.587 miliardi  di dollari sui
  mercati valutari; il 90 per cento di questa  ricchezza, di questi
  soldi  sono finalizzati a speculazioni  finanziarie  che  operano
  sulla variazione del tasso della moneta.
       Voi  capite che questi meccanismi  spesso  provocano  grandi
  distorsioni  dell'economia,  grandi distorsioni  nella  struttura
  economica di determinati paesi oltre che, inutile ricordare  come
  tanti  paesi  hanno dovuto subire crisi drammatiche -  e  qui  mi
  ricollego anche all'Argentina - con il  crollo  dell'economia  in
  poche ore.
       Questa  tassa che viene proposta, tra  l'altro,  fu  pensata
  appunto   da  un  professore dell'Università di  Yale,  il  prof.
  Tobin, un grande economista, insignito addirittura  del Nobel per
  l'economia nel 1982, prova a innescare un meccanismo che non solo
  è di trasparenza, ma è anche un meccanismo di  controllo su tutte
  le  transazioni  finanziarie,  non  è una tassa  che  colpisce  i
  settori produttivi, l'economia sana,  è una tassa che colpisce la
  speculazione e punta a disincentivarla.
       Vorrei  anche  ricordare che questa tassa   già  in  diversi
  Paesi europei sta per essere sperimentata; alcuni Paesi, non solo
  europei  come  il  Canada,  l'hanno  già   adottata.   Lo  stesso
  Parlamento europeo ha discusso una mozione di indirizzo in questo
  senso a partire dal pronunciamento di parlamentari  di  tutti gli
  schieramenti  politici,  da  quelli   conservatori,  ai  popolari
  europei fino ai parlamentari della sinistra.
       Dalla  Francia alla Finlandia, al  Canada,  al  Lussemburgo,
  alla Spagna  ormai cresce l'esigenza di cominciare  a  tassare le
  grandi transazioni finanziarie e a tassarle  anche  per innescare
  meccanismi di disincentivazione delle speculazioni che attraverso
  queste transazioni si operano.
       Quindi, con  questa  mozione,  credo  che  assieme  possiamo
  assumere un pronunciamento.  Guardate,  non  è una tassa che ha a
  che fare con il  mondo del lavoro, con i ceti medi, con il lavoro
  dipendente, non è  una  tassa  come  quelle  alle quali purtroppo
  siamo abituati per  le  logiche  scellerate  di  tutti i Governi.
  Questa è una tassa che colpisce solo la speculazione finanziaria,
  non i cittadini.  E' una tassa che serve  ad  incentivare  perché
  l'utilizzazione che di questa tassa andrebbe  fatta è finalizzata
  allo  sviluppo  produttivo,  al lavoro  e  all'incentivazione  di
  servizi sociali.
       Quindi, mentre colpisce la speculazione finanziaria - quella
  che danneggia  l'economia  -  favorisce  invece  l'incentivo  del
  lavoro e lo  sviluppo  dei  servizi  sociali.
       Io  credo  che  tutti  assieme e con il  sostegno  di  tanti
  sindacati,  indipendentemente dal loro colore  politico  e  dalla
  loro appartenenza, sindacati cattolici (penso alla  CISL  o  alla
  CGIL  o ad altri sindacati), insomma credo che con questa mozione
  noi   potremmo   dare  un  indirizzo  al  Governo  nazionale,  al
  Parlamento  nazionale  affinché  si  intervenga sulle transazioni
  finanziarie,    affinché   si   intervenga   sulla   speculazione
  finanziaria,  affinché, anche al livello della finanziarizzazione
  dell'economia,  si  affermi  un  primato  della  politica e delle
  istituzioni sulla grande finanza.
       Tra  l'altro, parliamo  dello  0,02 per  cento,  quindi  non
  parliamo di una tassa che blocca tutti  i  movimenti  finanziari,
  però  si tratta di  un  meccanismo che può  innescare  scelte  di
  trasparenza e anche di legalità.
       Per questo motivo vi chiedo di votarla.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la mozione  numero  79.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvata)

                  (Proteste dai banchi di sinistra)

    MICCICHE'. Facciamo la controprova.

     PRESIDENTE. Facciamo al contrario. Chi è  contrario  si  alzi;
  chi è favorevole resti seduto.

                          (Non è approvata)

     FORGIONE. Chiedo la verifica del voto.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione,  il  voto del Parlamento è già
  stato espresso, abbiamo anche fatto la controprova.

     FORGIONE. Signor Presidente,  lei  non può negare una verifica
  del voto.

     PRESIDENTE.  Si passa alla mozione  numero  80 "Ammodernamento
  della  strada  statale  n. 120", degli  onorevoli  Raiti,  Ferro,
  Morinello, Spampinato.

    Ne dò lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -  la  SS  120  è  un'arteria  primaria  della  rete
              stradale  siciliana,   come   asse   trasversale  di
              collegamento delle  tratte autostradali A20 (Messina
              -   Palermo)   e  A18  (Messina  -  Catania),  e  si
              estende  da  Fiumefreddo  di  Sicilia  (CT) al bivio
              Cerda  (PA),  interessando  le provincie di Catania,
              Messina, Enna e Palermo;

              -  lungo  il  suo  sviluppo  il tracciato attraversa
              comprensori  di notevole importanza turistica, quali
              il Parco dell'Etna e il Parco dei Nebrodi e mette in
              collegamento la costa ionica, nei pressi di Giardini
              Naxos e Taormina, con la costa Tirrenica;

              - il  traffico  oggi  esistente,  documentato  anche
              da censimenti eseguiti dall'ANAS, rende difficoltoso
              un  rapido  percorrimento,  soprattutto  a causa del
              sottodimensionamento       del      tracciato      e
              dell'attraversamento  di  numerosi  centri abitati e
              dell'andamento   piuttosto   tortuoso  in  parecchie
              tratte;

      RILEVATO che:

              - l'Accordo di  programma quadro (APQ) trasporti non
              ha previsto i lavori di ammodernamento della SS 120,
              malgrado  all'art.  3,  comma 1, lett.  B) si faccia
              esplicito     riferimento    alla    'realizzazione,
              potenziamento e adeguamento delle strade trasversali
              di  connessione dei principali centri tra loro e con
              l'entroterra, in grado di mettere in comunicazione i
              versanti  Tirrenico  e  Ionico',  tra gli interventi
              prioritari da realizzare;

              - un adeguamento  della  SS 120 si rende  necessario
              per  esigenze   di   sicurezza   delle  persone,  di
              trasporto delle merci e di fruizione turistica;

              -  l'ammodernamento   di   tale   arteria   stradale
              contribuirebbe  al  miglioramento dell'accessibilità
              delle aree  interne   dell'Isola,  nell'ottica di un
              accrescimento   della   competitività   del  sistema
              produttivo regionale,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  inserire  il progetto di ammodernamento della SS
              120   nell'ambito   dell'Accordo   programma  quadro
              trasporti. " (80).

     RAITI. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,  onorevole
  Assessore,  se  mi consentite vorrei spiegare i  motivi  per  cui
  abbiamo  presentato  questa mozione.
       La  mozione parte dal presupposto che siamo  nella  fase  di
  partenza dei fondi di Agenda 2000, con i quali dovremmo innescare
  un  meccanismo  di  sviluppo  in  questa  Regione   e  creare  le
  infrastrutture necessarie perchè si possa  fare  turismo, turismo
  serio in Sicilia.
       Ho notato  che  nell'accordo  di  programma-quadro,  per una
  svista  -  credo   -   del   Governo,   non   è   stato  inserito
  l'ammodernamento della strada statale 120.
       Ritengo  che  sia  una  delle arterie  fondamentali  per  lo
  sviluppo  della nostra Isola,  per cui, con  questa  mozione,  si
  intende chiedere al Governo l'impegno di inserire nell'accordo di
  programma-quadro l'ammodernamento della SS 120.
       E',  infatti,  -  lo ripeto -  una  struttura  assolutamente
  fondamentale per lo sviluppo dell'Isola, è una strada statale che
  collega Fiumefreddo di Sicilia con il bivio Cerda, cioè che fa da
  collegamento   con   l'autostrada  Messina-Catania   e   con   la
  Messina-Palermo  e,  tra  l'altro,  questa  potrebbe  essere  una
  cintura che costeggerebbe l'intero Parco  dell'Etna e prenderebbe
  il Parco dei Nebrodi, tanto da creare  un  indotto  assolutamente
  definitivo  per  lo sviluppo di queste due  realtà  sottoposte  a
  tutela paesaggistica nella nostra Regione.
       Creerebbe, inoltre, un servizio che  consentirebbe  al Parco
  dell'Etna,  attraverso  il  collegamento  con  la  SS  120  e  la
  Catania-Paternò-Adrano-Bronte, di avere come  una cintura attorno
  a sè stesso in modo da rendere assolutamente  fruibile  tutto  il
  territorio di quel Parco e nello stesso  tempo  lo  collegherebbe
  con il Parco dei Nebrodi, così da poter fare un percorso non solo
  naturalistico, di sviluppo culturale e di  sviluppo economico ma,
  innanzitutto, un'arteria assolutamente importante.
       Lo è stata già dal punto di vista storico  come trazzera, da
  quando è stata creata ad oggi, ma lo è  ancora, soprattutto oggi,
  quando i mezzi di comunicazione su ruota sono  i mezzi principali
  del  collegamento  di queste comunità.
       Tra   l'altro,  molte  sono   comunità   montane,   paesini,
  soprattutto mi riferisco a quelli della zona dei Nebrodi, che non
  hanno collegamenti con le autostrade o con i  punti  centrali (mi
  riferisco a Palermo, Catania e Messina), con i mezzi ferroviari o
  con altri mezzi pubblici che siano veramente nte efficienti.
       Quindi  la  creazione e l'ammodernamento di  questa  SS  120
  certamente  è  una di quelle  opere  assolutamente  primarie  che
  devono essere inserite negli investimenti di qui ad  Agenda 2000,
  perché   faremmo un servizio, ripeto, ai  due  parchi  esistenti,
  faremmo un servizio alle piccole comunità  montane,  faremmo  una
  struttura assolutamente necessaria per lo  sviluppo dell'Isola ed
  adegueremmo la rete stradale con un'arteria  vitale ed importante
  per lo sviluppo economico di parte delle zone  più  disagiate nel
  territorio  siciliano.
       Per questo chiedo che il Governo e  l'Assemblea  tutta diano
  un'indicazione assolutamente univoca in questo  senso, in maniera
  tale  da  impegnare  il  Governo  a  fare  in   modo  che  questo
  ammodernamento si faccia nel più breve tempo possibile, perché se
  ne discute  da  dieci  anni  ma,  purtroppo,  ad oggi non è stato
  concretizzato.
       Credo  che questo sia un treno che non  possiamo  perdere  e
  pertanto chiedo che gli onorevoli colleghi  approvino  la mozione
  in discussione con la più ampia maggioranza possibile.

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole   Edoardo  Leanza  ha
  chiesto  di apporre la propria firma alla mozione  numero 80.
       L'Assemblea ne prende atto.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor Presidente,   intervengo  a  sostegno  di
  questa mozione, alla quale chiedo pertanto di  poter   apporre la
  mia  firma, volendo ulteriormente  sottolineare  l'importanza  di
  questo  intervento  che, per  la  verità, era   stato  già, nella
  precedente   bozza  di  accordo  di  programma-quadro,  varato  e
  proposto dal Governo Capodicasa, per un importo di 150 miliardi.
       Stranamente questa, come tante altre  cose, poi nell'accordo
  di programma-quadro approvato, è scomparsa.
       Io  vorrei  particolarmente  sottolineare  due  aspetti  del
  problema:  uno la valenza  storico-geografica,  paesaggistica  di
  questa strada che collega i due estremi della  Sicilia, Catania e
  Palermo  e  poi  si  innesta  sulla Palermo-Trapani e corrisponde
  esattamente,  come  ha  detto  l'onorevole  Raiti,  ad un vecchio
  tracciato  millenario,  possiamo dire, che serviva a collegare le
  popolazioni  del  palermitano  con  le popolazioni del catanese e
  viceversa.
       E' una strada che attraversa due parchi ma è  una strada che
  nel  corso  degli  anni  non  ha  subìto   interventi   seri   di
  ammodernamento e soprattutto di condizioni  di  sicurezza.
       Vorrei  qui  ricordare che questa strada  nel  suo  percorso
  attraversa i centri abitati di circa dieci  comuni  con  notevoli
  disagi e problemi che questo provoca,  soprattutto alle questioni
  legate alla sicurezza.
       Da  questo  punto  di  vista,  l'intervento  che  era  stato
  proposto  dall'ANAS,  titolare  della  strada, serviva proprio ad
  eliminare  anche  alcuni  di  questi  problemi, poiché  era stato
  studiato  un  sistema  di  circonvallazione  oltre che di aumento
  delle   carreggiate   in   alcuni   tratti,  di  adeguamento,  di
  consolidamento  e  di  messa  in sicurezza anche sul piano fisico
  dello  stesso  tracciato  stradale,  oltre  che  di  sicurezza in
  termini di incolumità delle persone.
       Quindi  l'intervento  ha una sua valenza.  Vorrei  dire  che
  tutto ciò si inserisce in una programmazione che già l'ANAS aveva
  messo  in  campo  e  che tuttavia non è riuscita  a  trovare  una
  credibile, sufficiente, adeguata copertura finanziaria che andava
  trovata  in  questo  accordo  di  programma-quadro  che  è  stato
  approvato.
       Invito pertanto il Governo a farsi parte  attiva ed assumere
  un'iniziativa da questo punto di vista sapendo che  è un problema
  che  riguarda  non  solo un comune, ma decine di comuni; riguarda
  ben  quattro  province  della  nostra  Regione  e  un  parte  del
  territorio  che  sicuramente  deve  conoscere  un recupero ed una
  valorizzazione  che  si  persegue  anche attraverso interventi di
  questi tipo.

     PRESIDENTE. L'onorevole Giannopolo ha chiesto  di  apporre  la
  propria firma alla mozione numero 80.
       L'Assemblea ne prende atto.
       La pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvata)

       Si  passa  alla  mozione  numero   83  "Partecipazione   dei
  rappresentanti   delle  Assemblee  legislative   regionali   alla
  Commissione  parlamentare  per  le  questioni  regionali",  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Croce, Beninati.
       Ne dò lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PRESO ATTO  che  l'articolo  11,   comma   1,   della  legge
              costituzionale 18 ottobre 2001,  n.  3  dispone  che
              'Sino alla revisione delle  norme del titolo I della
              parte II della  Costituzione,  i  regolamenti  della
              Camera dei deputati e  del  Senato  della Repubblica
              possono    prevedere     la     partecipazione    di
              rappresentanti   delle   Regioni,   delle   Province
              autonome  e  degli   enti  locali  alla  Commissione
              parlamentare per le questioni regionali';

      RILEVATO che questa disposizione apre,  per  la prima volta,
              un'istanza  permanente   di   partecipazione   delle
              Regioni  e   delle  Province  autonome  all'attività
              parlamentare  di  legislazione   e  di  garanzia  in
              materia   regionale,   mediante   l'inserimento   di
              rappresentanti  delle   Regioni   e  delle  Province
              autonome in un organo parlamentare;

      RITENUTO che dal principio  fondamentale  di separazione dei
              poteri  discenda   una   regola   di   'parallelismo
              istituzionale',  in  virtù   del  quale  gli  organi
              esecutivi regionali  cooperano con l'esecutivo (così
              come avviene in  sede  di Conferenza Stato-Regioni),
              mentre la  partecipazione  agli  organi parlamentari
              nazionali deve avere  come  interlocutori gli organi
              legislativi delle Regioni e delle Province autonome;

      CONSTATATA  che  tale   regola   di   parallelismo   risulta
              confermata  a  livello  costituzionale  dalle  norme
              sull'elezione del  Presidente  della Repubblica, per
              la  quale  il Parlamento  è  integrato  da  delegati
              regionali eletti dai Parlamenti regionali;

      RILEVATA la necessità di un  momento  di  riequilibrio tra i
              poteri  dei  Parlamenti  regionali  e  quelli  delle
              Giunte, rispetto alla  condizione  sperequata in cui
              le    disposizioni     transitorie    della    legge
              Costituzionale n. 1 del  1999  hanno  posto  i primi
              rispetto alle seconde;

      RITENUTO di conseguenza che i  rappresentati delle Regioni e
              delle Province autonome  in  seno  alla  Commissione
              parlamentare per le questioni regionali debbano, per
              ragioni di logica  istituzionale  e  di  correttezza
              costituzionale,  essere   espressione  degli  organi
              legislativi delle Regioni e delle Province autonome;

      VISTO che è stato istituito  un  Comitato  paritetico  delle
              Giunte per il regolamento  della Camera e del Senato
              per  dar corso  all'attuazione  dell'art.  11  della
              legge Costituzionale n. 3 del 2001,

         INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              -  a  porre  in  essere ogni iniziativa affinché  il
              Comitato  paritetico delle Giunte per il Regolamento
              di  Camera  e  Senato  tenga  in debito conto quanto
              esposto,   disponendo  che  i  rappresentanti  delle
              Regioni  e  delle  Province  autonome  in  seno alla
              Commissione parlamentare per le questioni regionali,
              a  norma dell'articolo 11 della legge costituzionale
              n.  3  del  2000,  siano  scelti dalle Assemblee nel
              proprio   seno;

              -  a trasmettere al Comitato paritetico delle Giunte
              per  il  Regolamento  di Camera e Senato la presente
              mozione;

                       IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              ad adoperarsi in tutte le sedi competenti a sostegno
              della soluzione indicata nella presente mozione" (83).
       Non ci sono iscritti a parlarE.
       La pongo in votazione. Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa alla mozione numero   84  "Iniziative  per impedire
  il ridimensionamento dello stabilimento ITALTEL  di  Carini (PA),
  degli  onorevoli  Giannopolo,  Cracolici,  Speziale,  Capodicasa,
  Panarello, Oddo, De Benedictis, Crisafulli, Villari, Zago.
       Ne dò lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che è in corso una ristrutturazione  aziendale  del
              gruppo  ITALTEL  che  investe le  prospettive  dello
              stabilimento  di  Carini,  per quanto   attiene  sia
              l'occupazione nel settore produttivo, che  la stessa
              vocazione  aziendale  nel  settore della  ricerca  e
              dello sviluppo;

      CONSIDERATO  che  il  gruppo ITALTEL tende a  scorporare  la
              parte  produttiva da quella di ricerca  e  sviluppo,
              avviando,  per  la  prima  volta,  le  procedure  di
              vendita ad un nuovo soggetto imprenditoriale, con un
              conseguente   forte   ridimensionamento   del   sito
              produttivo dagli incerti esiti per il futuro;

      RITENUTO che  la  dismissione  del  sito  produttivo   è  un
              ulteriore colpo mortale alle prospettive industriali
              della   Sicilia,   che   rischia  di  ridimensionare
              ulteriormente  il  livello  delle produzioni ad alto
              valore aggiunto;

      CONSIDERATO   che   viene   annunciato   anche    un   forte
              ridimensionamento dello stesso settore della ricerca
              e   dello   sviluppo,   ritenuto   uno   dei   fiori
              all'occhiello  del  gruppo, che colpisce al cuore la
              stessa   prospettiva   di   mantenimento  del  ruolo
              strategico  della  Sicilia nel campo della ricerca e
              dell'innovazione;

      CONSIDERATI i forti investimenti che anche  direttamente  la
              Regione  siciliana  nel  tempo  ha  fatto, sia sullo
              stabilimento  che  sull'intera  area  industriale di
              Carini;

      RITENUTO che un forte ridimensionamento del  gruppo  ITALTEL
              produrrebbe   ulteriori   conseguenze    sul   ruolo
              industriale  del  polo di Carini, con effetti per le
              altre aziende attualmente presenti,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  ad avviare ogni iniziativa tendente  ad  impedire
              processi di ridimensionamento del gruppo industriale
              ITALTEL  a  Carini, con l'istituzione di un apposito
              tavolo istituzionale per le trattative;

              -  a  sostenere  l'iniziativa  delle  Organizzazioni
              sindacali,  con  un  ruolo  attivo  della Regione al
              tavolo  negoziale  a  difesa  degli  interessi della
              Sicilia;

              - a definire una politica industriale   che sostenga
              i siti esistenti e avvii un'opera di  rilancio della
              presenza  dei  gruppi  industriali,   per  difendere
              l'occupazione  e garantire che anche in  Sicilia  il
              lavoro sia finalizzato alla produzione di ricchezza"
              (84).

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor  Presidente,  vorrei  brevemente  esporre i
  contenuti di questa mozione  che  si  riferiscono  ad un ennesimo
  tentativo di smantellamento, di  assottigliamento,  di  riduzione
  della base produttiva della realtà palermitana  e  soprattutto in
  uno dei suoi settori.
       Fino   a   quando   assistiamo  ad   un   superamento,   uno
  smantellamento  di sistemi produttivi  obsoleti,  fuori  mercato,
  eccessivamente  assistiti,  possiamo  anche  capire  che  bisogna
  perseguire    processi,    progetti    di    riconversione,    di
  ristrutturazione che possono anche  comportare  problemi sociali,
  ma  in  questo  caso  stiamo parlando di un  settore  tra  quelli
  trainanti della nuova economia.
       Il tentativo di ridimensionamento dello stabilimento Italtel
  di Carini quindi si inserisce  in  un  processo  già  in  atto di
  deindustrializzazione,  di  riduzione  della  base  produttiva  a
  Palermo, che comincia ad investire anche settori della cosiddetta
  'nuova economia'.
       Dopo la grande enfasi della creazione del  call  center  dei
  poli  della  nuova  economica  a  Palermo,  assistiamo  ai  primi
  scioperi, alle prime manifestazioni perchè  si  annunciano, anche
  in questo settore, nella realtà palermitana, tagli occupazionali,
  si annuncia la crisi. Già questo è in atto  alla TIM, si annuncia
  per   la  BLU  e  si  annunciano  anche   altri   interventi   di
  ridimensionamento.
       Con  questa mozione vogliamo sensibilizzare  il  Governo  ad
  aprire  un tavolo serio di negoziazione, di  discussione  per  il
  rilancio  produttivo  della  realtà  palermitana, a  partire  dai
  settori tecnologicamente più avanzati che possono stare benissimo
  sul mercato.
       L'Italtel - Stabilimento di  Carini  sta  cedendo il settore
  attività produttive, il settore manifatturiero, ad una società in
  cui  la stessa Italtel verrebbe a realizzare una partnership, per
  quanto  riguarda l'Italtel, minoritaria al 40%, con un'azienda di
  appena  seicento dipendenti, un'azienda il cui titolare bolognese
  pare  essere parente stretto dell'attuale amministratore delegato
  dell'Italtel  la  quale,  a  partire  dal 1  marzo 2002, dovrebbe
  realizzare  l'  avvio  di  una nuova attività, avrebbe trasferito
  alcune  commesse  da  parte  dell'Italtel,  ma  entro  due anni è
  previsto dovrebbe comportare una riduzione del personale di circa
  duecento unità.
       Dobbiamo  sapere che dal  1   marzo  del  2002  comincia  un
  processo di espulsione  di duecento lavoratori dallo stabilimento
  Italtel di Carini.
       Ciò  che si chiede, con questa  mozione, è  che  il  Governo
  regionale, che pure rappresenta  una  Regione che nel corso degli
  anni ha messo a  disposizione, assieme  allo  Stato  e all'Unione
  Europea, risorse finanziarie non indifferenti per la nascita,  lo
  sviluppo e il potenziamento  di  questo  stabilimento  di Carini,
  questa Regione sul piano morale, economico  e istituzionale, deve
  poter dire la propria su questa operazione che, ancora una volta,
  rischia di tagliare fuori la realtà palermitana  dai processi più
  avanzati  di  sviluppo  tecnologico e di  sviluppo  produttivo  e
  occupazionale.
       Una società, con un capitale sociale di appena 20 milioni di
  lire, che dovrebbe essere portato nel  giro di un anno a circa un
  miliardo,  come  dovrebbe  gestire   un   ramo   di  azienda  che
  attualmente impiega trecentoventi lavoratori?
       Tutto ciò è poco credibile  ed  ecco  perchè  quello che sta
  accadendo attorno a  questa  iniziativa va innanzitutto riportato
  su un tavolo negoziale dove  le  istituzioni, oltre  che le parti
  sociali,  devono essere presenti, devono fare la propria parte, a
  tutela non  solo dei lavorati ma a tutela di un 'idea di sviluppo
  e  di  sostegno all 'economia palermitana e all'economia avanzata
  di questa Regione.
       E' per questo motivo  che  chiedo  che il Parlamento approvi
  questa mozione che tende a conferire un ruolo  nella vicenda alla
  Regione, allo scopo di rilanciare  una  nuova,  moderna  politica
  industriale per la regione stessa e per la realtà palermitana.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  voterò  a
  favore di questa mozione e credo che sia utile e importante per i
  lavoratori  che  tutto il  Parlamento  siciliano  si  pronunci  a
  sostegno della vertenza per la quale i lavoratori dell'Italtel di
  Carini si  stanno battendo.
       E' importante che questo  voto lo diamo oggi, perchè proprio
  domani,  se  non  sbaglio, è  convocato a Roma, al  Ministero, un
  incontro  tra  le  parti:  i sindacati, l'azienda  e  il  Governo
  nazionale per affrontare la vicenda dell'Italtel di Carini.
       Sarebbe   importante   se   già    domani    i   lavoratori,
  rappresentanti dello stabilimento di Carini, potessero portare al
  tavolo nazionale della trattativa  e  all'incontro  nazionale già
  un pronunciamento della più alta istituzione regionale.
       Abbiamo più volte sostenuto in quest'Aula, già nella passata
  legislatura, che in Sicilia non ce la facciamo più a sostenere le
  singole vertenze operaie e produttive.
       E'  in atto un processo di  desertificazione  produttiva;  i
  processi di privatizzazione avviati a  livello  nazionale  stanno
  uccidendo il tessuto produttivo siciliano.  Quando si privatizza,
  in genere, si  chiude  nel  Mezzogiorno;  quando si privatizza, i
  rami secchi sono sempre  nel Mezzogiorno e in Sicilia.
       Di fronte a questo  processo, che è stato favorito anche dai
  governi di centrosinistra,  io  credo  che noi avremmo bisogno di
  fare un'ulteriore  riflessione,  dovremmo  farla  noi,  le  forze
  politiche, dovrebbe  farla  il  sindacato  siciliano, la dovrebbe
  fare lo stesso Governo di questa Regione.
       Noi abbiamo  bisogno  di  giungere  ad  una  vera  e propria
  vertenza "Sicilia"  per contrattare, intanto, con i grandi gruppi
  finanziari pubblici  e  privati  qual  è  il ruolo da assegnare a
  questa Regione.
       Forse è tempo che  si  giunga,  in questa Aula c'è D'Antoni,
  c'è  Panarello,  ci   sono   parlamentari  che  provengono  dalle
  esperienze  del  movimento  sindacale,  ad  una  vera  e  propria
  Conferenza  regionale  sull'attività  produttiva e sul lavoro per
  evitare di  inseguire  le  singole  vertenze  che,  se vissute in
  solitudine, rischiano di essere tutte perdenti.
       Abbiamo bisogno  di unificare un tavolo di trattativa con il
  Governo nazionale,  con  i  grandi  gruppi finanziari, pubblici e
  privati, per  decidere  cosa  deve  essere questa Regione, questa
  Sicilia, collocata  nel  cuore del Mediterraneo su un piano nuovo
  di rilancio  dell'attività produttiva, ed io pronuncio quella che
  può sembrare  ormai  per  molti,  anche  a  sinistra,  una parola
  impronunciabile,  anche  finalizzata ad una reindustrializzazione
  nuova, moderna, avanzata di questa nostra Regione.
       Uno stabilimento con tecnologie avanzate come l'Italtel, con
  una  professionalità altamente qualificata, come l'Italtel, credo
  che non possa essere perduto.
       Ma   come,    in   Sicilia   si   discute   del   piano   di
  informatizzazione  regionale e noi chiudiamo o lasciamo chiudere,
  lasciamo  scorporare   E  io  vorrei  dirlo  qui  anche  a  tanti
  sindacalisti e  a  tante parti politiche anche della sinistra: si
  comincia sempre  con lo scorporo e si finisce con i licenziamenti
  e con le chiusure. E' sempre così.
       Noi parliamo del  piano  di  informatizzazione  regionale  e
  avviamo  un percorso, o lasciamo avviare un processo, che porterà
  a  perdere l'unico polo produttivo che può servire qui in Sicilia
  a produzioni finalizzate al piano di informatizzazione regionale.
  Le altre cose le ha dette l'onorevole Giannopolo.
       Noi abbiamo bisogno di  non  far sentire soli gli operai, le
  maestranze,  i  tecnici,  gli  ingegneri  dello  stabilimento  di
  Carini.
       Ormai  l'area  di Carini  rischia  di  essere  un  museo  di
  archeologia  industriale. Sono pochi i siti produttivi esistenti;
  attorno all'Italtel  c'è  anche  un indotto che va salvaguardato.
  Se perdiamo  l'Italtel, se mettiamo a rischio l'Imesi, se avviamo
  processi ...  Anche qui, lasciatemi fare una parentesi. Tanti del
  centro-destra   e  centro-sinistra  sono  stati  incantati  dalle
  operazioni  speculative del faccendiere Kurt Mayer. Abbiamo visto
  com'è andata  a  finire  quella  vicenda  e noi, oltre ad avergli
  regalato la  Keller,  rischiavamo  di  fargli anche un regalo con
  l'Imesi. E  allora  teniamo  ferma  la  barra,  lo  dico anche ai
  sindacati, non  possiamo  permetterci di perdere un solo posto di
  lavoro e non possiamo permetterci di pagare qui i costi doppi dei
  processi di privatizzazione decisi a livello nazionale.
       Sostengo, quindi,  questa mozione e credo che sia importante
  che tutto il Parlamento regionale siciliano la sostenga. Ritengo,
  altresì, che  il  Governo  regionale  dovrebbe  svolgere un ruolo
  attivo in  questa  vertenza  a  partire  da  domani  (ma domani è
  soltanto  l'avvio  del  percorso),  ma soprattutto nelle prossime
  settimane,  quando si discuterà concretamente degli effetti della
  privatizzazione sullo stabilimento di Carini.

     D'ANTONI . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI .  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  brevemente soltanto  per  annunciare  il mio voto favorevole alla
  mozione  in  discussione  che  ritengo importante a tutela di una
  realtà  produttiva che faticosamente, nel corso degli anni, tante
  iniziative  e  manifestazioni  hanno  sostenuto  e difeso da vari
  processi di scomposizione e di ristrutturazione.
       Non c'è dubbio che  avere  un  polo  importante  nel settore
  delle  telecomunicazioni  ed  averlo in Sicilia occidentale, così
  come si è creato in Sicilia orientale attraverso la SGS Thompson,
  è un  grande  impegno ed una grande prospettiva. Tuttavia, mentre
  lì abbiamo trovato un manager, un imprenditore di grande coraggio
  che ha  convinto  azionisti importanti e significativi a cogliere
  l'opportunità che una manodopera qualificata ed intellettualmente
  pronta poteva  dargli,  e  di  ciò  va dato atto, a Palermo non è
  stato così.
       Io penso  che  ciò  sia  stato  il  frutto  di errori, della
  mancanza della  ricerca  di  vera  imprenditorialità  in grado di
  collegare Palermo  ad un circuito nazionale ed internazionale che
  potesse  poi  utilizzare  appieno le potenzialità intellettive di
  manodopera ed  anche  di  giovani  laureati, che a Palermo come a
  Catania ci sono.
       Per questa ragione  è  importante  seguire  questa vertenza,
  dare la solidarietà ai lavoratori, ma fare in modo che la Regione
  assuma un'iniziativa  vera  e  propria.
       Se noi  guardassimo,  e  concludo, alle vicende di Gela, con
  tutto il  carico  di contraddizioni che hanno tra ambientalismo e
  problema    di   difesa   dell'occupazione,   alle   vicende   di
  smantellamento  di  queste  realtà produttive palermitane e anche
  nel resto  della  Sicilia,  ci accorgeremmo che il rischio per la
  Sicilia  è di perdere proprio quelle potenzialità industriali che
  possono garantire insieme ad altri settori lo sviluppo che ancora
  la Sicilia non ha.
       Per questa ragione voterò  a  favore  e  chiedo  al  Governo
  un'iniziativa   forte,   adeguata,   nei  confronti  del  Governo
  nazionale, affinché  la vertenza sia seguita ai massimi livelli e
  non  abbandonata  su  binari  morti  come  questione  secondaria.
  Grazie.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 84.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                             (E' approvata)

       Onorevoli  colleghi,  su  richiesta  dell'assessore  per  il
  bilancio e le finanze, le interrogazioni e le interpellanze della
  rubrica  di  sua  competenza   saranno  trattate  in  un  momento
  successivo della odierna  seduta.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


      SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
      RUBRICA 'ENTI LOCALI'

     PRESIDENTE.  Si passa  al  V  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  rubrica
  'Enti Locali'.
       Si  inizia  con  l'interrogazione  n.  140  "Pagamento delle
  indennità   di  pubblica  sicurezza  agli  operatori  di  Polizia
  municipale   dei  comuni  siciliani",  a  firma  degli  onorevoli
  Incardona, Ioppolo, Virzì.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente della Regione ed all'Assessore per gli
          enti locali, premesso che:

             -  la Regione non ha ancora provveduto a liquidare ai
          Comuni dell'Isola le  indennità  relative all'anno 2000,
          previste dall'art. 13 della  legge  regionale  n. 17 del
          1990, per i  compiti  aggiuntivi  di  pubblica sicurezza
          svolti  dagli  operatori   di   Polizia   municipale, in
          esecuzione dei Piani  di  miglioramento  e di efficienza
          dei Servizi di Polizia municipale approvati dai Comuni e
          depositati presso l'Assessorato  regionale  per gli enti
          locali;

             -  nonostante  le somme necessarie al pagamento delle
          indennità   siano   state  regolarmente  finanziate  nel
          bilancio  della  Regione  dell'anno di riferimento, esse
          risultano,  incomprensibilmente  e senza giustificazione
          alcuna, ancora bloccate nelle casse regionali;

             -  l'Assessorato  regionale  per gli Enti locali, con
          nota   del   19.3.2001,   ha   ritenuto  tale  indennità
          cumulabile  con  le  componenti  retributive  di  natura
          contrattuale per gli operatori di Polizia municipale;

             -  questa  situazione causa notevole preoccupazione e
          forti  danni economici alle famiglie degli operatori dei
          corpi   di  Polizia  municipale  dei  Comuni  siciliani,
          non potendo questi  percepire le indennità spettanti per
          attività regolarmente effettuate  e  sulle quali avevano
          fatto pieno affidamento;

             per  sapere  se  il Governo della Regione non intenda
          intervenire  con  immediatezza  per  sbloccare, in tempi
          celeri,  le  somme  già stanziate nel bilancio dell'anno
          2000  per  il  pagamento  delle  indennità  di  pubblica
          sicurezza   legate   ai  Piani  di  miglioramento  e  di
          efficienza  dei  servizi di Polizia municipale, previste
          dall'art. 13 della legge regionale n. 17 del 1990, anche
          per  dare  ai  lavoratori  della  Polizia municipale dei
          Comuni    dell'Isola quei riconoscimenti economici spet-
          tanti per l'attività svolta e garantiti dalle leggi."

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO ,  assessore per gli enti locali.  Signor Presidente,
  onorevoli    colleghi,    al    momento    della    presentazione
  dell'interrogazione   l'indennità  per  il  2000  non  era  stata
  corrisposta, cosa che poi è avvenuta regolarmente a fine anno.
       L'indennità non era  stata  corrisposta in ragione del fatto
  che è in corso una riflessione sulla possibilità che la Regione e
  l'Assessorato  hanno  di   dare   ai   comandanti  della  polizia
  municipale o ai facenti  funzione la stessa indennità di pubblica
  sicurezza. L'Assessorato ha  voluto  superare  il  problema ed ha
  corrisposto a fine  anno  2000  l'indennità  ai  semplici  vigili
  urbani.
       Quindi, credo  che  l'interrogazione  sia  in  qualche  modo
  superata; ritengo  necessario - e il Governo ne ha l'intenzione -
  porre mano ad una modifica in senso migliorativo dello status dei
  vigili urbani e quindi della legge relativa che ormai è datata in
  quanto è stata approvata nel 1990, se non sbaglio.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Incardona per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     INCARDONA. Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE.   Comunico   all'Assemblea   che   gli   onorevoli
  Crisafulli e  Sbona  hanno  chiesto di apporre la loro firma alla
  mozione n.  77: "Interventi in favore dei siciliani d'Argentina",
  a firma  degli  onorevoli  Fleres,  Catania Giuseppe, Mercadante,
  Giambrone, Baldari.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si  procede  con  lo svolgimento dell'interrogazione n.  161
  "Urgente avvio di un'indagine amministrativa relativa al concorso
  per 45  posti  presso la Provincia Regionale di Catania", a firma
  dell'onorevole Villari.
       Ne do lettura:

            "Al Presidente della  Regione,  all'Assessore  per gli
          enti locali e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
          sociale, la  formazione  professionale  e l'emigrazione,
          premesso che:

             - è stato reso  noto  un  esposto-denuncia, inviato a
          diversi soggetti istituzionali  ed uffici della pubblica
          amministrazione nonché  alle organizzazioni sindacali ed
          al sottoscritto, su iniziativa  di  una cittadina che si
          dichiara  parente  di   partecipanti   al   concorso  di
          selezione pubblica per  45  posti  presso  la  Provincia
          Regionale di Catania;

             - di tale esposto  nei  giorni scorsi ha dato notizia
          anche la stampa, creando giustificato allarme e senso di
          frustrazione in tanti giovani e meno giovani disoccupati
          che aspirano a  trovare  un  lavoro,  ritenendo  che  la
          trasparenza e la legalità siano elementi fondanti per la
          garanzia dei diritti civili e di cittadinanza;

             osservato che:

             -  la  Provincia Regionale di Catania avvalendosi dei
          competenti  uffici  dell'U.P.L.M.O.  e delle Scica della
          Provincia  ha  richiesto  il  reclutamento  di 45 figure
          professionali  di  cui  20  con  la  qualifica  di aiuto
          contabile;

             - le  selezioni si sarebbero dovute effettuare presso
          il Palazzetto  dello Sport di Piazza Spedini di Catania,
          ma,  secondo  notizie  di  stampa,  a  causa  di  futili
          problemi tecnico organizzativi sono state sospese;

             visto che:

             -  la  richiesta della Provincia Regionale di Catania
          all'U.P.L.M.O.,  pur  di fronte ad esigenze di copertura
          di    profili    professionali    non    particolarmente
          specialistici,  ha  individuato,    invece,    requisiti
          professionali particolarmente rigidi  così da precludere
          la possibilità di partecipazione  a  tanti  soggetti  in
          possesso di titoli di studio professionali equipollenti;

             -  come  criterio   generale   di   riferimento   per
          l'individuazione   dei    soggetti    ricompresi   nella
          graduatoria di cui alla Legge n.  56  del  1987, è stato
          assunto  l'anno 1999;

             - la richiesta  da  parte  della  Provincia  è  stata
          perfezionata in data 29 maggio 2001, solo a  seguito  di
          chiarimenti e di integrazioni richieste dall'U.P.L.M.O.,
          data  in  cui  la  nuova  graduatoria   dell'anno   2000
          risultava già aggiornata e quindi in vigore;

             considerato  che  dalla  visione  delle   decine   di
          tabulati, messi a disposizione del pubblico dall'ufficio
          di collocamento (Scica) di Catania per  una  ricerca  su
          una delle qualifiche richieste (segnatamente per  quella
          di aiuto contabile) sembra,  sempre  secondo  l'esposto,
          che siano presenti nella graduatoria  riferita  all'anno
          1999, tra i 20 utilmente  collocati,  numerosi  soggetti
          che avrebbero rapporti di stretta parentela con  persone
          impegnate politicamente o che rivestirebbero  ruoli  non
          secondari nella pubblica amministrazione;

             verificato che:

             - tra  gli  altri,  in  modo  particolare  il  Gruppo
          Consiliare dei  DS  alla Provincia Regionale di Catania,
          aveva   già  avuto  un  incontro  con  l'Amministrazione
          Provinciale il 20 luglio ultimo scorso;

             - lo stesso  gruppo consiliare si era fatto promotore
          di  un  ordine   del  giorno  in  consiglio  provinciale
          proposto dal  Consigliere dott.  Giovanni Germanà, prima
          osteggiato da settori della maggioranza ma poi approvato
          in data 26  luglio,  finalizzato  ad allargare la platea
          dei partecipanti allo scopo  di fugare il campo da ombre
          e sospetti e  garantire  il  massimo della trasparenza e
          dell'eguaglianza nelle  opportunità,  nel rispetto della
          legge e delle procedure attuative da essa previste;

             - sempre secondo notizie di stampa, altri consiglieri
          comunali e provinciali  avrebbero sollevato la questione
          rivolgendosi,  di fronte  ad  eventuali  responsabilità,
          alla Procura della Repubblica;

             per sapere:

             - se non ritengano di avviare un'immediata ed urgente
          indagine amministrativa  al fine di verificare ogni atto
          e procedura relativi alla selezione in questione sia, in
          primo luogo, della  Provincia Regionale di Catania e più
          segnatamente  degli  uffici  amministrativi interessati;
          che,  in secondo  luogo,  degli  uffici  periferici  del
          lavoro (U.P.L.M.O.  e  Scica  di  Catania  e degli altri
          distretti) interessati  alle  chiamate  per la copertura
          dei 45 posti, e delle relative procedure adottate;

             -   se   non   intendano   assumere,   eventualmente,
          sanzioni nei confronti  di  coloro che avessero commesso
          abusi in questa  gravissima  e  tristissima  vicenda che
          offende ed umilia la dignità dei giovani, la trasparenza
          della  pubblica   amministrazione   e  che  scredita  le
          Istituzioni a ogni livello."

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per
  rispondere all'interrogazione.

     D'AQUINO ,  assessore  per gli enti locali. Signor Presidente,
  parliamo di un  concorso  che  è  stato  svolto  o sta per essere
  svolto  dalla Provincia di Catania. L'Assessorato, e precisamente
  il  Servizio  4  che  si  occupa  degli  affari del personale, ha
  inviato  una  nota  al  Comune  per  chiedere approfondimenti che
  riguardano queste procedure.
       Considerando che da quanto illustrato nell'interrogazione le
  persone  sarebbero state chiamate da una graduatoria dell'Ufficio
  di collocamento,  noi  come  Assessorato  e  quindi  il  Servizio
  abbiamo soltanto  la  possibilità  di interloquire con gli uffici
  del  Comune  per  chiedere chiarimenti sull'iter concorsuale; per
  quanto riguarda,  invece,  la  questione  relativa  allo  Scica e
  all'Ufficio  di collocamento la competenza è dell'Assessorato del
  lavoro.

     PRESIDENTE.   Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole Villari per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     VILLARI.  Signor  Presidente,  intervengo  per  richiamare  il
  Governo ad  una  grande attenzione su questa delicata materia che
  riguarda la gestione del rapporto offerta-domanda di lavoro e, in
  particolare,  sulla gestione di questo rapporto nell'ambito della
  pubblica Amministrazione.
       Nell'interrogazione   si   fa  riferimento  a  chiamate  che
  avvengono direttamente sulla base di una graduatoria pubblica già
  stilata, a norma dell'articolo 16 della legge numero 56 del 1987,
  per le chiamate fino al quarto livello.
       Ciò che  vorrei  sottolineare è che occorre in proposito una
  grande attenzione, una grande vigilanza da parte dell'Assessorato
  del  lavoro  e  dell'Assessorato  degli  enti  locali,  un'azione
  combinata  degli  Assessorati,  dell'ente  locale  oltre  che dei
  soggetti interessati,  in  quanto  a  volte  accade  che gli enti
  giochino  sulla  completezza  della  graduatoria  che si aggiorna
  annualmente.
       Nella  fattispecie,  ci si è rifatti, rispetto ai nominativi
  cui  si  è  fatto  riferimento da parte dell'ente locale, cioè la
  Provincia  regionale  di  Catania,  ad  una  graduatoria del 1999
  quando  il  perfezionamento  di  tutta  la  documentazione  delle
  chiamate in base all'articolo 16 è avvenuto nel 2001, anno in cui
  si deve, per chiamare, fare riferimento alla graduatoria del 2000
  che già era stata aggiornata.
       La questione che  è  stata  sollevata  assume  un  carattere
  particolarmente delicato se si pensa che da una denuncia fatta da
  una disoccupata e da altri rappresentanti istituzionali a livello
  locale e che è  stata  inviata  alla Procura della Repubblica, si
  evince che vi  siano  dei  parenti  di  funzionari pubblici nella
  graduatoria  a  cui   si  fa  riferimento  nella  chiamata  della
  provincia, cioè quella che fa riferimento al 1999.
       Quindi, si tratta  di una fattispecie più delicata di quanto
  non si possa immaginare  su cui, se noi vogliamo dare certezza di
  diritto in questa  Regione e vogliamo dare serenità ai lavoratori
  ed ai disoccupati  rispetto  ai  meccanismi  che  presiedono alle
  regole, soprattutto quando  si tratta di rapporti con la pubblica
  Amministrazione, dobbiamo  essere  molto  precisi e molto chiari,
  evitando margini di discrezionalità da parte degli enti.
       Quindi, io ovviamente  non mi sento di sollevare una critica
  all'Assessore in  questo caso.  Pongo un problema, però, che è di
  carattere generale:  le  regole  che  presiedono  ai rapporti tra
  meccanismi e  procedure  di avviamento al lavoro, soprattutto nel
  pubblico impiego, nella pubblica amministrazione, regole che deve
  impartire   l'Assessorato  degli  enti  locali  di  concerto  con
  l'Assessorato del lavoro devono essere molto chiare.
       Concludendo,  mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  181: "Ispezione
  presso il  Comune di Messina in merito alle procedure seguite per
  l'approvazione di un piano particolareggiato per la realizzazione
  di un ipermercato.", a firma dell'onorevole Panarello.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  il
          territorio  e l'ambiente e all'Assessore  per  gli  enti
          locali, premesso che:

             - il Consiglio comunale di Messina nel mese di aprile
          del  1998  ha adottato la variante  generale  al  P.R.G.
          ancora non approvata dal competente organo regionale;

             -  recentemente   il predetto  Organo  consiliare  ha
          approvato una  deliberazione avente il seguente oggetto:
          'acquisizione proposta piano particolareggiato ricadente
          nell'area ex  cave  di  sabbia  Nuova  Panoramica  dello
          stretto -  c.da Fiumara Guardia - Messina, realizzazione
          di un ipermercato';

             -  il  piano particolareggiato in parola, in variante
          allo strumento urbanistico  adottato  dall'Ente, è stato
          presentato su iniziativa privata;

             - la realizzazione di un  ipermercato a ridosso della
          Panoramica  dello  stretto   pone   gravi   problemi  di
          compatibilità  urbanistica  ed  ambientale  e  determina
          riflessi negativi sulla vivibilità dell'intera zona nord
          della   città,   già   gravata   dal   traffico   dovuto
          all'attraversamento dello Stretto di Messina;

             - in mancanza del Piano commerciale, l'iniziativa non
          tiene  conto del necessario  equilibrio  tra  piccola  e
          grande distribuzione, come  rilevato  dai  sindacati  di
          settore;

             - l'iter procedurale posto in  essere  dal  Comune di
          Messina, ove si tenga conto dei pareri contrastanti resi
          dagli  uffici competenti  (cfr  Commissione  urbanistica
          comunale) e della  singolare  e coincidente tempestività
          con la  quale  la  Soprintendenza  ai Beni culturali, la
          Provincia regionale,  il  Genio  Civile  e l'Ispettorato
          dipartimentale delle  Foreste di Messina  hanno espresso
          pareri ed  autorizzazioni  sulla  base  di un'iniziativa
          promossa da  privati,  non  appare conforme alle vigenti
          disposizioni di legge;

             -    attualmente    l'area    oggetto    del    piano
          particolareggiato  è destinata  ad  attività  estrattive
          (cava);

             -  il recupero  ambientale  della  zona  assoggettata
          all'attività  di  cava,   così  come  prospettato  dalla
          società che ha presentato  il  piano particolareggiato è
          imposto      dalla      legge      al     concessionario
          dell'autorizzazione di estrazione;

             - il Comune di Messina  ha  l'obbligo di vigilare sul
          rispetto  del piano  di  coltivazione  presentato  dalla
          ditta  concessionaria,   in   relazione  alle  opere  di
          recupero  ambientale   da  realizzare  nel  corso  della
          coltivazione della cava;

             -  il  denunciato   degrado   ambientale  della  zona
          consente di poter  affermare  che  nessuna  sistemazione
          ambientale   è   stata    mai   effettuata   dall'inizio
          dell'attività estrattiva;

             per sapere:

             - se non ritengano di  dover  disporre con la massima
          urgenza  un'ispezione  presso   il   Comune  di  Messina
          tendente  all'accertamento   della   legittimità   delle
          procedure  propedeutiche   all'approvazione   del  Piano
          particolareggiato con il quale  si intende realizzare un
          ipermercato;

             - se  non intendano  verificare,  anche attraverso la
          nomina  di  un   Commissario-provveditore,  la  corretta
          attuazione del piano  di  coltivazione autorizzato dalle
          competenti  autorità  regionali,  con  riferimento  alla
          sistemazione   ambientale   della    zona   oggetto   di
          concessione per attività di cava."

       Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO ,  assessore  per  gli enti locali. Signor Presidente
  l'interrogazione  è  stata  presentata non soltanto all'Assessore
  per gli  enti  locali, ma anche all'Assessore per il territorio e
  l'ambiente.
       E'  chiaro  che  l'Assessorato  degli  enti  locali ha avuto
  contatti  con  l'Assessorato del territorio al fine di verificare
  l'iter  amministrativo  di  questa delibera; tuttavia, per quanto
  riguarda  la  risposta  sulla questione urbanistica, credo di non
  poter  essere  io  a  rispondere,  in  quanto  la  materia  è  di
  competenza di altro Assessorato.
       Questo  Assessorato  ha  l'interesse  di  attenzionare  e di
  seguire  la  vicenda  e  per  questo  ha  messo a disposizione un
  tecnico che sta vagliando insieme al funzionario dell'urbanistica
  la funzionalità  dell'iter  procedurale con cui è stata approvata
  questa delibera.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Panarello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo la
  disponibilità  manifestata dall'Assessore per gli enti locali, il
  quale, giustamente,  ha  ricordato  che  la  questione  posta con
  l'interrogazione     è    di    competenza,    in    particolare,
  dell'Assessorato  territorio  e  ambiente al quale, peraltro, era
  stata rivolta.
       Non   posso dichiararmi soddisfatto perchè questo problema è
  stato  sollevato  alcuni  mesi  fa,  riguarda una questione molto
  delicata  dal  punto di vista urbanistico e ambientale, perchè il
  progetto   di   cui   trattasi,  predisposto  da  privati,  vuole
  realizzare un ipermercato nella zona della panoramica di Messina,
  che è  zona di grande pregio dal punto di vista ambientale, e che
  quindi  pone  una  questione  molto  seria  di  compatibilità tra
  un'infrastruttura  di  queste  dimensioni, peraltro in una realtà
  già intasata dal punto di vista dei trasporti per le note vicende
  legate  all'attraversamento  del  traffico  pesante  da  e per il
  Continente e perché penso che, conseguentemente, avrebbe meritato
  una procedura più accelerata dal punto di vista delle verifiche e
  dell'attività ispettiva da parte degli Assessorati competenti.
       So che  essi  si  sono  attivati,  ma,  proprio  per questo,
  ritengo che  debba  rapidamente  definirsi l'iter che consenta di
  accertare la  regolarità  delle  procedure  e  la possibilità che
  un'opera  di queste dimensioni si possa realizzare in una realtà,
  dal  punto di vista urbanistico, così delicata come quella che ho
  prima  richiamato  e che certamente nella opinione pubblica della
  città di Messina non ha raccolto consensi, ma anzi ha determinato
  un vivissimo allarme.
       Colgo  l'occasione  per sollecitare l'Assessorato degli enti
  locali e  il  Governo  della  Regione  ad  accentuare  l'opera di
  vigilanza e  a  verificare  la  possibilità  o meno di realizzare
  un'opera  di   questo   genere   che, secondo  me, è  palesemente
  improponibile.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  213: "Ripristino
  di una  corretta  funzionalità  nel  Comune di Palagonia (CT)", a
  firma degli  onorevoli  Villari, Liotta, Raiti, Spampinato.
       Ne do lettura:

       "Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per gli
     enti locali, premesso che:

        - il Comune di Palagonia vive un'assurda e drammatica
     situazione   amministrativa  di  totale  stallo  con  il
     conseguente blocco di tutti gli atti comunali;

        - l'ultima seduta del Consiglio comunale di Palagonia
     si  è svolta il 28 marzo 2002, nonostante il regolamento
     comunale  preveda  che le assise cittadine devono essere
     convocate ogni 10 giorni;

        -  cinque  consiglieri  comunali  lo  scorso  mese di
     maggio   presentarono   una  richiesta  per  una  seduta
     straordinaria   (per  il  regolamento  comunale  bastano
     quattro  firme  e la convocazione deve avvenire entro 20
     giorni);

        considerato che:

        - il Sindaco ha  concorso alla paralisi del Consiglio
     comunale  non   presentando   la  relazione  semestrale,
     sfuggendo alla verifica  delle  commissioni incaricate e
     omettendo di avere  il  consenso  del Consiglio comunale
     laddove  previsto  da  leggi  e regolamenti e dunque, in
     buona sostanza, comportandosi come organo monocratico;

        -   contro   questo  stato  di  cose,  oggettivamente
     favorito  dalla  mancata  convocazione  dell'aula,  si è
     avuta   l'occupazione   ininterrotta   per   sei  giorni
     dell'aula  consiliare  per protesta contro il presidente
     del  Consiglio, seguita da un intervento del Prefetto di
     Catania   ed   anche  da  interventi  parlamentari  che,
     inspiegabilmente, non hanno sortito alcun effetto;

        visto che:

        - il 7 settembre del 2001 il Presidente del Consiglio
     comunale  ha  presentato  le  dimissioni dalla carica e,
     successivamente  alla  data  delle stesse, il Presidente
     dimissionario ha convocato una sedita con all'ordine del
     giorno  la presa d'atto di dimissioni del Presidente del
     Consiglio  comunale  e  l'elezione del nuovo Presidente,
     senza tenere conto della presenza del vice Presidente;

        -  il  20  settembre  2001  il  vice  Presidente  del
     Consiglio, nel pieno delle sue funzioni, ha convocato un
     consiglio straordinario urgente per il giorno successivo
     (con  all'ordine del giorno la surroga di un consigliere
     che si era dimesso il 19 settembre 2001 e l'elezione del
     Presidente  del  Consiglio)  ma le relative notifiche ai
     consiglieri   comunali   non   sono   state  predisposte
     dall'ufficio   competente,  con  gravi  inadempienze  di
     legge;

        considerato che:

        -  questo comportamento della macchina amministrativa
     interferisce  con la funzione di controllo che è propria
     del   Consiglio  comunale  e  appare  funzionale  a  una
     gestione monocratica del Sindaco;

        -  il  Sindaco  è, in ultima analisi, il responsabile
     dell'andamento   generale   dell'Ente   locale  e  della
     correttezza democratica al suo interno;

        per   sapere:

        -  se,  viste  le  gravi  e persistenti violazioni di
     legge,  non  ritengano  opportuno disporre l'invio di un
     commissario  straordinario  incaricato  di  verificare e
     ripristinare  la  corretta  funzionalità  del  Comune di
     Palagonia;

        -   se,   laddove   la   prima  ipotesi  si  dimostri
     insufficiente  o impraticabile, intendano procedere alla
     rimozione    del    Sindaco    di   Palagonia,principale
     responsabile  dello  stato di illegalità in cui versa il
     Comune,  e  allo scioglimento del Consiglio comunale per
     dare  la possibilità ai cittadini di ritornare alle urne
     e giudicare tale operato."

     D'AQUINO ,  assessore  per gli enti locali. Signor Presidente,
  questa interrogazione  è  pervenuta  con  qualche  ritardo al mio
  Assessorato; in  ogni  caso  è già stata predisposta un'ispezione
  per valutare il problema sollevato dai colleghi.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Assessore,  sostanzialmente  lei  ha
  chiesto tempo, non è nelle condizioni di rispondere.

     D'AQUINO ,  assessore  per  gli  enti locali. L'interrogazione
  mirava a  vagliare  lo  stato  di funzionalità del comune, perchè
  mancavano degli atti, c'erano le dimissioni etc. L'interrogazione
  è pervenuta al Gabinetto in data 13 febbraio; è stata attivata la
  procedura per mandare  un  atto ispettivo, che è il mezzo con cui
  noi possiamo verificare.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   l'interrogazione   viene
  trasferita ad altra seduta  nella quale verrà trattata la rubrica
  degli enti locali.
       Si   passa   all'interrogazione   n.   222:  "Notizie  sulla
  legittimità  della  direttiva  per l'anno 2001, di programmazione
  per  l'offerta formativa e dei servizi formativi dell'Assessorato
  lavoro della  Provincia  regionale  di  Palermo",  a  firma degli
  onorevoli Giannopolo, Speziale.
       Ne do lettura.

       "Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore per il
     lavoro,    la    previdenza   sociale,   la   formazione
     professionale  e  l'emigrazione  e all'Assessore per gli
     enti  locali,  considerato  quanto previsto all'art. 31,
     comma  2,  lettera  L,  della  legge regionale n. 10 del
     2000,

        per  sapere  se  la  direttiva  di programmazione per
     l'offerta  formativa  e  dei  servizi  formativi redatta
     dall'Assessorato   alle   politiche  del  lavoro,  della
     formazione  professionale,  della  emigrazione  e  della
     polizia provinciale della Provincia regionale di Palermo
     per l'anno formativo  2001,  non  sia  in contrasto e in
     palese violazione  rispetto  a quanto previsto dall'art.
     31, comma 2, lettera  L, della legge regionale n. 10 del
     2000."

     PRESIDENTE.    Onorevole   Assessore,   non   so   se   questa
  interrogazione  sia  di  competenza  dell'Assessorato  degli enti
  locali.

     D'AQUINO , assessore  per  gli  enti locali.  E' di competenza
  dell'Assessorato del lavoro.

     GIANNOPOLO.   C'è  un  esercizio  di  poteri  da  parte  della
  provincia  che  viene disciplinato da leggi che fanno riferimento
  all'Assessorato enti locali in tema di controlli.

     PRESIDENTE. Onorevole Assessore, è in grado di rispondere?

     D'AQUINO ,  assessore  per gli enti locali. Secondo quello che
  mi    presentano    gli   uffici   dovrebbe   essere   competenza
  dell'Assessorato del lavoro; posso fare ulteriori approfondimenti
  perchè in questa fase non sono in grado di rispondere.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n. 251: "Pulizia e
  bonifica del  fiume  Torto",  a  firma  degli  onorevoli Fleres e
  Catania.
       Ne do lettura:

       "All'Assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente  e
     all'Assessore per gli enti locali, premesso che:

        -  il  percorso del fiume Torto interessa i comuni di
     Castronovo, Alia, Roccapalumba e Caccamo in provincia di
     Palermo;

        -  nessuno  dei  Comuni  sopraindicati  ha effettuato
     interventi  di  bonifica  dell'alveo  del  fiume stesso,
     consentendo  il  formarsi  di  una fitta vegetazione che
     ostruisce il normale deflusso dell'acqua;

        -  il fiume attraversa un'ampia pianura in prossimità
     dei comuni di Alia e Roccapalumba;

        -  tale situazione rischia di provocare, in occasione
     di  eventi piovosi, l'esondazione del fiume costringendo
     di  fatto  alcuni  abitanti  delle case che insistono ai
     margini del fiume  a rifugiarsi sopra i tetti;

        per  sapere  quali  interventi  si intendano porre in
     essere   per  effettuare  gli  interventi  necessari  ed
     indifferibili."

       L'interrogazione  si  intende  presentata  con  richiesta di
  risposta scritta.
       Si  passa  all'interrogazione  n.  284:  "Chiarimenti  sulle
  presunte infiltrazioni  mafiose  presso  il comune di Trapani", a
  firma dell'onorevole Oddo.
       Ne do lettura:

       "Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per gli
     enti  locali,  premesso  che  da  notizie  di stampa mai
     smentite  è  stata confermata un'indagine delle autorità
     competenti  su  un  possibile scioglimento del Consiglio
     comunale di Trapani per infiltrazioni mafiose;

        considerato  che  il prossimo 25 novembre la città di
     Trapani andrà al voto per l'elezione del nuovo Sindaco e
     del Consiglio comunale, in un clima politico di assoluta
     incertezza su questa vicenda;

        osservato che le notizie riportate dalla stampa e mai
     smentite   presentano    un   quadro   allarmante  della
     situazione  interna al Comune, spesso lontano dai canoni
     della  trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità
     dell'azione amministrativa;

        visto  che la prossima tornata elettorale deve essere
     immune  da ogni minimo sospetto di infiltrazioni mafiose
     nell'attività amministrativa del Comune;

        per  sapere  quali  iniziative  intenda  prendere per
     contribuire  a  fare chiarezza sull'intera vicenda e per
     dare   la   certezza  agli  elettori  trapanesi  di  una
     consultazione     elettorale     libera    da    anomali
     condizionamenti,  democratica  e  capace di indicare una
     nuova classe dirigente per la città."

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti locali. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, l'interrogazione  è  pervenuta dopo che erano
  avvenute le votazioni nel comune di Trapani, in ogni caso in data
  precedente ai fatti  citati.  L'Assessorato  aveva  nominato  tre
  ispettori e successivamente  aveva  nominato  il  Commissario  al
  comune di Trapani, un  Vice Commissario, quindi aveva attivato le
  procedure per rendersi conto di quelli  che erano i fatti. Poi ci
  sono stati lo scioglimento del  comune e le votazioni, quindi, io
  la considererei superata.

     PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Oddo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

     ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, evidentemente
  trattare una  interrogazione  datata  22  ottobre e per giunta di
  questo contenuto  può  portare  alle  conclusioni  cui è arrivato
  l'onorevole Assessore.  Tuttavia, mi permetto di sottolineare due
  aspetti.
       Il  primo   aspetto  è  quello  che  dovremmo  sforzarci  di
  selezionare un  po'  anche  le  interrogazioni. Capisco che è una
  cosa che  potrebbe  essere letta come una forzatura, però, quando
  si parla  di  possibili  infiltrazioni  mafiose  in un comune gli
  organi di  stampa,  ampiamente,  riportano casi che fanno pensare
  che  possibili  infiltrazioni  diventano  sempre  più un rischio,
  quando tutto  ciò  viene  posto  in  prossimità  di  elezioni che
  rinnovano sia i consigli comunali sia i sindaci sia tutto ciò che
  l'elezione amministrativa  mette  in campo, io credo che dovremmo
  avere la  sensibilità,  mi  riferisco  al  governo  ed anche alla
  presidenza  dell'Assemblea,  di  permettere che interrogazioni di
  questo tipo trovino comunque la possibilità di essere svolte.
       E' chiaro  che  noi  non  ci riferiamo all'attuale consiglio
  comunale, eletto  il 25 novembre scorso, mi pare ovvio. Tuttavia,
  non possiamo accettare che su questioni anche pregresse che hanno
  riguardato altri comuni  per molto di meno di quanto è accaduto a
  Trapani si  sono sciolti i consigli comunali.  Attenzione io sono
  contro lo  scioglimento  e contro l'arrivo dei commissari, perché
  ritengo  che  al  miglior commissario bisogna rinunciare rispetto
  anche al livello qualitativo più o meno mediocre di un consiglio.
  Quando, però,  si  parla  come  in  questo caso di possibilità di
  infiltrazioni di natura criminale, di natura mafiosa, mi pare che
  una  valutazione   di  merito  sulle  questioni  che  sono  state
  ampiamente riportate  dagli  organi  di  stampa fosse doverosa da
  parte del  Governo  e  da parte dell'Assessore.
       Veda, è difficile  parlarne  ora e me ne rendo conto, però è
  pur vero  che noi abbiamo permesso che le elezioni si svolgessero
  in quel  clima.  A  tutt'oggi  non  sappiamo  se  ci  sono  anche
  all'interno del  comune,  al  di fuori degli eletti, anche rischi
  seri per quanto concerne l'apparato burocratico e la permeabilità
  possibile dello  stesso  per  quanto  concerne il ruolo anche del
  potere criminale;  e  mi  riferisco,  in  particolar  modo,  alle
  possibilità di infiltrazione mafiosa.
       Allora, questo,  secondo  me,  è un punto molto più serio di
  quanto pensiamo, su cui deve essere ed è assolutamente necessaria
  anche  un'attenzione  maggiore  da parte dell'Assessore. Anche in
  queste ore  c'è  la necessità che in quel comune, con un'apposita
  ispezione,  al  di  fuori,  ripeto,  della  presenza  dei  trenta
  consiglieri comunali,  si  vada a verificare, visto e considerato
  che l'azione della magistratura, che non ha niente a che spartire
  con le  funzioni  e  i poteri nostri porta continuamente in prima
  pagina  questioni che riguardano il funzionamento complessivo del
  comune di  Trapani.  Mi  pare  che  questo  sia  un  problema che
  riguarda e  che investe la sensibilità degli stessi consiglieri e
  anche, mi permetto di dire, del sindaco neoeletto e della giunta.
  Voglio per un  attimo, anche se capisco che devo essere su questo
  molto accorto,  interpretare  il pensiero del neoeletto sindaco e
  dei  neoeletti  consiglieri  i  quali,  indubbiamente anche loro,
  vogliono  che  nell'ambito  complessivo dell'apparato burocratico
  del comune  di  Trapani ci sia l'assoluta serenità e l'esclusione
  totale di  possibilità  di  contatti o di infiltrazioni di questo
  tipo o di condizionamenti di natura mafiosa.
       Mi pare che  ciò  sia interesse di tutti, di coloro che sono
  stati eletti  e  di  noi che abbiamo posto, prima delle elezioni,
  l'esigenza di andare  a verificare con i poteri che il Governo ha
  e l'Assessore ha,  al  di  fuori  delle questioni e del ruolo che
  deve svolgere  la  Magistratura  con le iniziative che sono state
  intraprese.
       Quindi, Assessore  -  e  concludo  -  non  è  un problema di
  dichiararsi soddisfatto  o insoddisfatto. Io la invito, invece, a
  riflettere su  questo argomento ed ad assumere un'iniziativa, con
  la discrezionalità  e con la serietà che la contraddistingue, per
  capire se in  quella  realtà  ci sono uffici e ci sono funzionari
  che possono avere  contatti non sani; questo è un punto su cui io
  insisto e su cui credo che lei dovrebbe riflettere.
       Concludendo, mi dichiaro assolutamente insoddisfatto.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n. 293: "Tutela dei
  diritti dei  lavoratori  della  cooperativa 'Salus 83' operante a
   ela", a firma dell'onorevole Speziale.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore per gli
          enti  locali  e  all'Assessore  per  la cooperazione, il
          commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che:

             -  con  nota  del 24.9.2001 la CGIL funzione pubblica
          (sede di Gela) ha richiesto un incontro con il Comune di
          Gela  per concertare le procedure di cambio gestione per
          i  servizi  di assistenza domiciliare agli anziani ed ai
          portatori  di  handicap;

             - ad oggi tale nota è priva di riscontro, anche se le
          disposizioni    contrattuali    richiedono    un'attenta
          vigilanza  dell'ente  appaltante  sulle   operazioni  di
          cambio di gestione;

             considerato   che   è   stato   totalmente  disatteso
          l'articolo    37   del   C.C.N.L.,   data   la   mancata
          comunicazione  che  la  ditta  appaltante avrebbe dovuto
          effettuare  con la massima tempestività all'associazione
          di categoria;

             osservato  che  la  cooperativa  Salus 83, con sede a
          Catania  via Acireale 5, ha preteso dalle lavoratrici la
          sottoscrizione    di    una   dichiarazione   contenente
          l'accettazione  di  clausole e di deliberazioni adottate
          dagli   organismi   sociali  della  cooperativa,  nonché
          l'accettazione  della  retribuzione  stabilita  dal CdA,
          senza che le stesse lavoratrici  fossero preliminarmente
          informate del contenuto delle disposizioni dello statuto
          e pena la minaccia della non  assunzione:  tutto  questo
          nella  più  assoluta mancanza di rispetto  del  C.C.N.L.
          delle cooperative sociali;

             rilevato  che   le   lavoratrici   hanno   più  volte
          dichiarato che  la cooperativa aggiudicataria continua a
          perpetrare  una  discriminazione sindacale nei confronti
          della CGIL funzione pubblica;

             osservato che  quanto  esposto  viola alcuni principi
          fondamentali (come la libertà sindacale  del lavoratore)
          sanciti dalla stessa Costituzione;

             per  sapere se non ritenga opportuno  predisporre  in
          tempi rapidi un'ispezione amministrativa  nei  confronti
          della stazione appaltante e della cooperativa su citata,
          affinché   vengano   adottati  tutti   i   provvedimenti
          necessari per ristabilire le più  elementari  condizioni
          di salvaguardia dei diritti fondamentali dei lavoratori."

        PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore per
  rispondere all'interrogazione.

     D'AQUINO, assessore per  gli  enti  locali. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, la  procedura  impone  di  inviare  prima una
  comunicazione ai comuni  per  avere  dei  chiarimenti:  siamo nel
  corso di questo iter.  Quindi, non posso entrare nel merito della
  situazione. Sia per l'interrogazione  293 che per la 298 l'iter è
  partito  ed  abbiamo   chiesto   questi  chiarimenti  ai  comuni,
  chiarimenti che ancora non sono arrivati.

     PRESIDENTE. Queste interrogazioni vengono,  allora, trasferite
  ad altra seduta nella quale saranno svolte  interrogazioni  della
  rubrica  "Enti  locali".   Si  passa all'interrogazione  n.  313:
  "Revoca dell'intitolazione a Benito Mussolini, statista,  di  una
  via  del  comune  di  Tre  Mestieri  Etneo (CT)", a  firma  degli
  onorevoli Spampinato, Villari, Liotta, Raiti. Ne do lettura:

             Al  Presidente  della Regione e all'Assessore per gli
          enti locali, premesso che:

             - nel comune di Tremestieri etneo, con determinazione
          sindacale n.  80 del 2/8/2001, il Sindaco Guido Costa ha
          intitolato,  fra  le  altre dedicate ad altri personaggi
          politici  ed  istituzionali,  una  via comunale a Benito
          Mussolini, statista;

             - contro  il provvedimento sopra indicato è già stato
          presentato un esposto al Prefetto di Catania, firmato da
          alcuni   consiglieri   comunali   e  da  un  consigliere
          provinciale, ed è in corso una petizione popolare;

             rilevato che:

             -  l'attuale  ordinamento  costituzionale dello Stato
          italiano è  il  frutto  della  lotta  di liberazione dal
          fascismo  e  vieta  espressamente  la  riorganizzazione,
          sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista;

             - fanno  parte  della  memoria storica coloro che, in
          nome della libertà, hanno sacrificato la loro vita;

             - risulta lesivo di questa memoria intitolare una via
          cittadina al primo artefice e creatore del regime che ha
          segnato un periodo buio nella storia dell'Italia;

             -  il  provvedimento  sindacale in questione potrebbe
          configurarsi come apologia del fascismo;

             per sapere:

             - quali misure intendano adottare al fine di revocare
          l'intitolazione  di  una  via  del comune di Tremestieri
          etneo a Benito Mussolini, statista;

             -  quali  iniziative intendano assumere, nel rispetto
          della   XII   disposizione   transitoria   finale  della
          Costituzione, affinché  un popolo e la sua cultura possa
          esistere soprattutto con la propria memoria storica, che
          deve far crescere la coscienza della necessità di essere
          uomini liberi in uno Stato democratico.

       Ha  facoltà  di parlare l'onorevole assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO,  assessore  per  gli enti locali. Signor Presidente,
  onorevoli   colleghi,    in    realtà    la    vicenda,   esposta
  nell'interrogazione a firma  dell'onorevole  Spampinato, non è di
  competenza  dell'Assessorato  degli  Enti   locali,   ma  di  una
  commissione prefettizia ed è  regolata  dalla  legge n. 1188, che
  prevede appunto una commissione prefettizia che dia il via libera
  alle intitolazioni.
       Siccome mi risulta che la commissione prefettizia di Catania
  abbia bloccato  questa  intitolazione,  credo che il problema sia
  superato a meno che l'onorevole Spampinato non sia al corrente di
  fatti che io non conosco.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Spampinato per
  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della  risposta dell'onorevole
  assessore.

     SPAMPINATO.  Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
  colleghi,   io  mi  dichiaro  solo  parzialmente  soddisfatto  in
  considerazione  del fatto che, come diceva l'onorevole assessore,
  la procedura  prevede  un  parere  non  vincolante da parte della
  commissione Storia Patria  e,altresì, prevede anche un parere del
  Prefetto della provincia.
       Io le  faccio presente, onorevole assessore, che tutti e due
  i pareri sono stati negativi, sia quello della Commissione Storia
  Patria  che  quello del prefetto. Nonostante questo è avvenuta la
  deliberazione sindacale. Per cui  le  chiedo,  in  virtù dei suoi
  poteri di  controllo  sull'operato  degli  amministratori locali,
  eventualmente  anche di  disporre  le  opportune  iniziative  per
  verificare se, nonostante  i  pareri  negativi  dei due organismi
  consultivi  previsti dalla  legge,  vi  sia  stata  la  determina
  sindacale e se questo  sia  legittimo.  Questo  credo che rientri
  nei suoi poteri istituzionali.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  321:"Ispezione
  presso il Comune  di  Terrasini", dell'onorevole Cracolici. Ne do
  lettura:

             All'Assessore per gli enti locali, premesso che:

             - la Giunta Comunale di Terrasini, con la delibera n.
          305 del 29.10.1998 con la quale ha approvato il progetto
          dei lavori  di  incanalamento  del  torrente  Fuci  e le
          relative modalità  di  gara, non ha ottemperato a quanto
          previsto dall'art. 176 dell'OREL;

             - infatti il progetto approvato contiene una variante
          rispetto al  progetto  commissionato  al tecnico, con la
          quale si modifica il corso del canale al fine di evitare
          una interferenza  con  il capannone della ditta Viviano,
          con conseguenti maggiori oneri per l'Amministrazione sui
          costi di progettazione;

             - in  particolare nella delibera di cui sopra risulta
          presente e  votante  l'Assessore Viviano Vito, alla data
          odierna Vicesindaco, che sembrerebbe  essere in rapporto
          di parentela  con  il  titolare  della ditta beneficiata
          della variante;

             - inoltre  lo  stesso  titolare della ditta Viviano è
          consigliere comunale presso il Comune di Terrasini;

             - la violazione dell'art.  176 dell'OREL ha, inoltre,
          determinato   maggiori    oneri    finanziari   per   la
          realizzazione dell'opera che ha occupato una porzione di
          specchio d'acqua  utilizzata  dalla  flotta di pescatori
          esistenti nel  comune, riducendo quindi la disponibilità
          di aree per il riparo dei natanti;

             -  con   una   petizione   popolare,  con  oltre  200
          sottoscrittori,   è  stata  denunciata  l'autorizzazione
          concessa   dall'Ufficio   tecnico   di   Terrasini   per
          l'installazione  di un ripetitore Wind  per la telefonia
          mobile,  in  assenza di regolamento comunale e quindi di
          precisi indirizzi  dell'Amministrazione, sul tetto di un
          immobile   di   proprietà   dell'Assessore   Ventimiglia
          Domenico che è  titolare  della  delega  da  cui dipende
          l'Ufficio tecnico;

             per sapere:

             - se tutto ciò non costituisca interesse privato che,
          oltretutto,  si  scontra  con  la  preoccupazione  degli
          abitanti  del  posto,   che   hanno  protestato  per  la
          sicurezza  ambientale   minacciata  dalla  esistenza  di
          strutture che producono radiazioni;

             -  se  non  ravvisi, malgrado l'oggettiva presenza di
          atti    che    dimostrano    gli    elementi    proposti
          dall'interrogante,  un  tentativo  di  intimidazione  da
          parte   degli   Assessori   Viviano   Vito,  Ventimiglia
          Domenico  e  del consigliere Viviano Giuseppe, che hanno
          annunciato   querele   nei   confronti  del  consigliere
          comunale  Pizzo  Salvatore,  che  in  sede  di dibattito
          consiliare   aveva  sollevato  dubbi  sulle  modalità di
          gestione   del   controllo   del   territorio  da  parte
          dell'amministrazione,    in    particolare   all'interno
          dell'area portuale;

             -  se  non intenda inviare ispettori presso il comune
          di  Terrasini,  per  esercitare il  controllo sugli atti
          prodotti  dall'amministrazione  comunale  nel  corso del
          mandato  ricevuto  dopo  la consultazione elettorale del
          novembre 1997, ed eventualmente adottare i provvedimenti
          di legge.

    Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

     D'AQUINO,  assessore  per  gli enti locali. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, questa interrogazione  a  me è arrivata il 13
  febbraio u.s., quindi noi abbiamo predisposto l'atto ispettivo ma
  non abbiamo ancora una risposta sul risultato dell'ispezione.

     PRESIDENTE.  Anche  questa  interrogazione verrà trasferita ad
  altra seduta  nel  corso della quale verrà svolta la rubrica Enti
  locali.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, onorevole
  assessore,  vorrei informare l'assessore che il  sottoscritto  ha
  comunicato al suo segretario oltre un mese fa della presentazione
  di questa interrogazione che risale al 15 novembre, relativamente
  alla  richiesta  di  un  accesso  ispettivo presso il  comune  di
  Terrasini  che,  voglio  anche ricordare, è stato oggetto  di  un
  accesso  ispettivo  della  Prefettura di Palermo ai  sensi  della
  legislazione   dello   scioglimento  dei  comuni   per   sospetta
  infiltrazione mafiosa.
       Ora,   credo,   onorevole  assessore,  che  la  vicenda  qui
  segnalata e  denunciata  presenti aspetti assai delicati, che non
  riguardano  soltanto  aspetti  della  vita amministrativa, ma che
  potrebbero avere effetti anche di natura penale.
       Pertanto, suggerirei in  ogni  caso  l'invio  di  un accesso
  ispettivo.

     D'AQUINO.  assessore per  gli  enti  locali.  E' stata avviata
  un'ispezione.

     PRESIDENTE.  Si  passa   all'interrogazione  n.  335  a  firma
  dell'onorevole Turano:  Eliminazione  del fenomeno dell'esercizio
  abusivo della professione di guida turistica. Ne do lettura:

             Al Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per il
          turismo,  le comunicazioni e i trasporti e all'Assessore
          per gli enti locali, premesso che:

             - il turismo per il nostro paese è uno dei settori di
          maggiore rilevanza anche  economica, ed infatti da tempo
          è stato oggetto  di  particolare attenzione da parte del
          legislatore;

             -  per  garantire una migliore fruizione e conoscenza
          del  patrimonio   storico,   artistico,   culturale   ed
          ambientale del nostro  paese,  è  stata creata la figura
          professionale di guida turistica;

             - per  lo  svolgimento  della predetta attività in un
          determinato  ambito  territoriale, bisogna conseguire la
          necessaria 'licenza';

             - la  predetta  abilitazione  legittima  il  titolare
          all'esercizio della professione limitatamente all'ambito
          territoriale per il  quale  si  è  superato  il relativo
          esame, inibendone, invece,  l'esercizio  al  di fuori di
          quel determinato ambito territoriale;

             - la visita turistica a  musei  e  a  monumenti  deve
          avvenire con una guida abilitata per lo specifico ambito
          territoriale ove sono ubicati  i  musei  e  monumenti di
          rilevanza storica, artistica e culturale;

             considerato che:

             - da tempo, all'interno della Provincia di Trapani ed
          in particolare  nelle  aree archeologiche di  Selinunte,
          Segesta,  Mothia,   Marsala,  Erice,  etc.  viene  fatto
          esercizio abusivo  della  professione di guida turistica
          da parte di persone sprovviste della regolare 'licenza',
          rilasciata annualmente dalla Questura di Trapani, nonché
          da  parte  di   guide   di   altre   Provincie   e/o  di
          accompagnatori, impropriamente autorizzati;

             -   tale    esercizio   abusivo,   o   impropriamente
          autorizzato da parte  di  Enti non abilitati, crea forte
          malumore nella categoria, in quanto lede di un interesse
          legittimo;

             per sapere se  non  ritengano  opportuno  e  doveroso
          sollecitare gli enti  pubblici preposti al controllo, al
          fine dell'eliminazione  del fenomeno di abusivismo sopra
          descritto, in particolare nella provincia di Trapani.

       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore  per  rispondere
  alla interrogazione.

     D'AQUINO,  assessore per  gli  enti locali. Signor Presidente,
    la competenza non  riguarda  l'Assessorato degli enti locali ma
    riguarda l'Assessorato del turismo,  in ogni caso l'Assessorato
    enti locali ha predisposto una nota ai comuni per  attivare  la
    vigilanza  delle  forze di polizia municipale su  chi  esercita
    abusivamente  l'esercizio  della  professionalità  della  guida
    turistica, ma oltre a far questo i miei uffici non possono fare
    altro.

     PRESIDENTE.  Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Turano  per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

     TURANO. Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE.  Si passa  all'interrogazione  numero  353 a firma
  dell'onorevole Panarello:  Notizie circa la convalida dei Sindaci
  eletti inseguito alle  recenti  consultazioni  elettorali.  Ne do
  lettura:

             Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  gli
          enti  locali,  premesso  che  a  seguito  della  recente
          consultazione   elettorale,   svoltasi   nei   mesi   di
          novembre-dicembre del 2001, sono stati  eletti  numerosi
          Sindaci, i quali si sono  insediati  ancor  prima  delle
          operazioni di convalida,  che,  ai  sensi  dell'art.  11
          della legge regionale n.  7  del  1991,  competono  alla
          Sezione provinciale del Comitato regionale di controllo;

             considerato che:

             - l'Assessore  regionale  per  gli  enti  locali,  in
          vigenza della legge regionale n. 44  del  1991,  con  la
          circolare n. 11 del 1999 ha ritenuto di poter sancire la
          estinzione dei Coreco;

             - con atto ispettivo del 4.10.2001, l'interrogante ha
          chiesto   di  sapere  quali  urgentissimi  provvedimenti
          intendessero   assumere   il  Presidente  della  Regione
          siciliana  e  l'Assessore regionale per gli enti locali,
          affinché  in tempi brevissimi venisse eliminato lo stato
          di    confusione    ed    incertezza   che   determinava
          l'inapplicabilità  della legge regionale n. 44 del 1991,
          tuttora  vigente,  sui  controlli  degli atti degli enti
          locali;

             -   a   tutt'oggi,   non   è   stato  adottato  alcun
          provvedimento;

             -   stante   l'inerzia   del  Governo  della  Regione
          siciliana e nel silenzio dell'Assessorato regionale enti
          locali,  numerosissimi  Sindaci,  proclamati  eletti, si
          sono   già  insediati in difetto  dell'indispensabile  e
          preventivo procedimento di convalida;

             -  tale  gravissima  omissione  può  determinare  che
          risultino  eletti  e,  quindi,  chiamati  a ricoprire la
          carica  di  Sindaco,  soggetti ritenuti inafidabili  per
          avere  in precedenza   commesso   reati  di  particolare
          gravità,  o comunque manifestato l'attitudine ad abusare
          del   munus   pubblico,  nonostante  l'espresso  divieto
          previsto dall'art. 58 del decreto legislativo n. 267 del
          2000 che  ha  sostituito l'art. 15 della legge n. 55 del
          1990;

             -  a conferma della preoccupazione sopra espressa, il
          Sindaco  neo-eletto  nel  Comune  di Spadafora (ME), pur
          essendo  stato  condannato  dal  Tribunale di Barcellona
          Pozzo di  Gotto  a  otto mesi di reclusione con sentenza
          passata in giudicato per il reato di cui agli artt. 48 e
          479  del  Codice  Penale (falsità ideologica) e, quindi,
          'insindacabile'  ai sensi dell'art. 58, comma 1, lettera
          c),  del richiamato decreto legislativo n. 267 del 2000,
          si   è  già  insediato,  in  mancanza  della  necessaria
          convalida;

             -  la  situazione  di  incertezza  sull'esistenza dei
          Comitati  regionali di controllo, cui la legge regionale
          n.  7  del 1991 attribuisce la competenza per operazioni
          di  convalida  dei  Sindaci  eletti,  non  consente  una
          rigorosa  verifica  della eventuale sussistenza di cause
          di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità in
          capo ai soggetti eletti;

             per sapere:

             -  se,  in vigenza dell'art. 11 della legge regionale
          n.  7  del 1991, competa ancora al Comitato regionale di
          controllo  effettuare  le  operazioni  di  convalida dei
          Sindaci  e,  in  caso  contrario,  a  quale  organo  sia
          riconosciuta la relativa competenza;

             -   le  ragioni  giuridiche  per  cui  il  competente
          Assessorato  regionale  per  gli enti locali consente ai
          Sindaci  proclamati  eletti  di  insediarsi nella carica
          anticipatamente rispetto all'atto di convalida;

             -  quali  Sindaci  eletti  a  seguito  della  recente
          consultazione   elettorale  siano  stati  convalidati  e
          da quale organo;

             -    quali   urgentissimi   provvedimenti   intendano
          assumere,   anche   in  via  sostitutiva,  in  relazione
          all'elezione  alla  carica  di  Sindaco  del  Comune  di
          Spadafora   di   un   soggetto  incandidabile  ai  sensi
          dell'art. 58, comma 1, lett. c), del decreto legislativo
          n.  267  del  2000,  anche  tenuto  conto delle rigorose
          motivazioni  fornite  dalla  Corte  d'Appello di Napoli,
          sezione civile, con la sentenza n. 6 del 15.11.2001.

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Assessore  per gli Enti
  locali per rispondere all'interrogazione.

     D'AQUINO. assessore per gli enti locali. Signor Presidente, il
  tema    affrontato    dall'onorevole    Panarello    in    questa
  interrogazione,  è  duplice.  Uno  riguarda  la  convalida  delle
  elezioni dei sindaci, consiglieri  e  presidenti  delle province;
  sappiamo che in  questo momento la convalida degli amministratori
  era fatta dai CORECO e  che  i  CORECO  agiscono  in  Sicilia  al
  cinquanta per cento, l'onorevole Panarello credo mi chieda questa
  disparità della convalida.  Ci sono alcune sezioni che funzionano
  e altre sezione che non funzionano,  quindi l'attività nei CORECO
  che hanno sospeso dei sindaci: non c'è bisogno di  una  convalida
  di  altro  organo,  basta la proclamazione degli  eletti.  Questo
  viene stabilito dalle normative nazionali e regionali.
       Per  quanto  riguarda  il  secondo  punto  della  questione,
  cioè la possibilità di  eleggibilità  del  candidato a sindaco di
  Spadafora,  la  questione risulta già  sottoposta  all'attenzione
  della  Prefettura  di  Messina.   Il Ministero degli  interni  ha
  dichiarato eleggibile il sindaco di Spadafora, in ogni caso per i
  motivi già menzionati c'è una udienza, perché c'è un  ricorso  al
  Tribunale di Messina, fissata per il giorno 26 di questo  mese  -
  perché   si è ricorsi alla giustizia ordinaria - mentre  la  nota
  che  l'Assessorato  ha  chiesto  alla  Prefettura di  Messina  ha
  determinato la ineleggibilità del Sindaco.

     PRESIDENTE. Ha facoltà  di  parlare l'onorevole Panarello, per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

     PANARELLO.   Signor   Presidente,  mi  dichiaro  insoddisfatto
  perché   credo  che  la questione  riguardante la  convalida  del
  sindaco  di  Spadafora ponga un problema più generale.  Mi  sarei
  aspettato  da  parte dell'Assessore per gli enti locali  che  non
  venisse  eluso:  mi riferisco al ruolo e l'assenza  attuale,  per
  meglio dire, di un sistema di controlli in Sicilia che  credo non
  abbia riscontro in nessuna regione d'Italia. Ci sono  stati  atti
  che  non richiamo perché  sono troppo  conosciuti  dall'Assessore
  per  gli  enti  locali  che  hanno  determinato   la  sostanziale
  decadenza del sistema dei CORECO.

     D'AQUINO, assessore per  gli  enti locali. Per quanto riguarda
  il problema della presenza  in  vita  delle sezioni dei CORECO la
  Giunta si è determinata in una presa d'atto della evidenza che le
  sezioni provinciali dei CORECO non esistono più e ha dato mandato
  all'Assessore per gli enti  locali  di proporre una circolare per
  il loro scioglimento, così come erano state pensate fino ad ora.
       Credo  che  questa  fosse  la  risposta  che  lei attendeva:
  sapere,  conoscere  quale  era l'intenzione di questo Governo nei
  confronti delle vecchie Sezioni di controllo.

     PANARELLO.  Ringrazio l'assessore per questa puntualizzazione,
  che   però   non   era   ciò   che   intendevo    sollevare   con
  l'interrogazione.
       Credo  sia un tema di interesse generale che non riguarda la
  vicenda  specifica  di  Spadafora,  sulla  quale  io  ritengo che
  l'Assessorato  agli  enti  locali,  pur  con  il  supporto  della
  Prefettura,  può  verificare la fondatezza dell'interrogativo che
  io  pongo  a proposito della eleggibilità di un componente che ha
  riportato   una   condanna  penale  per  le  motivazioni  che  ho
  richiamato.
       Pongo  un  altro  problema, cioè il tema della convalida dei
  sindaci  che tocca il punto del sistema dei controlli in Sicilia.
  Non   basta   risolvere  la  situazione  di  equivoco  che  si  è
  determinata  a  seguito degli atti compiuti dagli assessorati nel
  corso  degli  anni e dei pronunciamenti delle diverse sezioni dei
  TAR,  il  punto  è che da pare del Governo ci si aspetterebbe una
  proposta  per  quanto  riguarda  il sistema dei controlli oggi in
  Sicilia   che   è  assolutamente  inesistente,  perchè  le  leggi
  nazionali  che  pure  rimodulano  e  ridefiniscono il sistema dei
  controlli,  hanno  bisogno di un'attuazione in sede regionale che
  non eluda il tema dei controlli.
       Allo  stato  attuale  in  Sicilia  la situazione invece è di
  assoluta  assenza di un sistema efficiente dei controlli e quindi
  la  mia  insoddisfazione  discende  dal  fatto  che  da parte del
  Governo non sia stato promosso nessun atto conseguente.
       In  merito  alle interrogazioni a cui non ha risposto perchè
  non  ha  avuto  ancora  informazioni  da  pare  dei comuni,vorrei
  chiedere   all'Assessore  agli  enti  locali,  se  c'è  un  tempo
  stabilito  per  avere  una  risposta  dai  comuni,  credo che sia
  codificato,  vorrei  sapere quanto tempo deve passare affinchè un
  ente  debba  rispondere,  lo  dico perchè l'interrogazione n. 298
  risale  al  5 novembre 2001 e io vorrei capire quanto tempo ha un
  ente   per   rispondere   all'ente  vigilatore,  in  questo  caso
  all'assessore.  Vorrei  saperlo perchè a partire da questo si può
  capire  se c'è un ritardo nell'attività di vigilanza o se c'è una
  resistenza  da  parte  di chi è oggetto della vigilanza e come si
  può  correggere  questa  resistenza, perchè altrimenti l'attività
  ispettiva  di  questa  Assemblea  rischia di essere assolutamente
  vanificata.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Panarello,  il  tema  che  lei  pone è
  estremamente  interessante  ma  non  ci  sono  termini  perentori
  rispetto   a  questo  argomento.
       Il Governo quando riceve le interrogazioni immediatamente si
  attiva per conoscere quanto necessario.

     PANARELLO. Ma una ispezione del Governo si può attivare.

     PRESIDENTE.  L'Assessore  le dirà sicuramente che il suo corpo
  ispettivo  è  di  ridotte  dimensioni  e  se dovesse rispondere a
  ciascuna  delle  centinaia  di  interrogazioni  con una ispezione
  sicuramente non gli verrebbe facile.
       Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  assessore  per  gli  enti
  locali fa sapere che  rispetto  alle  interrogazioni numeri 354 e
  358 non è ancora in  grado  di  rispondere  perchè gli uffici non
  hanno fatto  pervenire  la  documentazione  necessaria.  Pertanto
  entrambe le interrogazioni  vengono  trasferite  ad  altra seduta
  nella quale verrà trattata la Rubrica Enti locali.

                PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


    SVOLGIMENTO DI  INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
    "Bilancio e Finanze".

     PRESIDENTE. Si passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento di  interrogazioni  ed  interpellanze  della  Rubrica
  "Bilancio e Finanze".

     PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, le interrogazioni:

            N. 193 - Notizie sul  procedimento  di  dismissione  delle
          partecipazioni regionali e dei beni demaniali e patrimoniali
          non utilizzati per fini istituzionali.
          Formica Santi; Incardona Carmelo; Acierno  Alberto;  Ioppolo
          Giovanni;   Virzi'  Gioacchino;  Infurna  Giuseppe;  Tricoli
          Marzio;
            N. 194 - Informazioni sullo stato della liquidazione degli
          Enti economici regionali soppressi.
          Formica Santi; Acierno Alberto; Ioppolo Giovanni;  Incardona
          Carmelo; Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe; Tricoli Marzio
            N. 320 - Liquidazione delle indennità di fermo tecnico  ai
          pescatori siciliani, per gli anni 1998/1999.
          Villari Giovanni; Panarello Filippo; Oddo Camillo; Morinello
          Salvatore; Spampinato Giuseppe;  Raiti  Salvatore;  Speziale
          Calogero;

       - e le interpellanze:

            N. 7 - Notizie sull'erogazione dei  finanziamenti  per  la
          ricostruzione, ex legge n. 433.
          Sbona Sebastiano;  Mancuso  Fabio  Maria;  Burgaretta  Aparo
          Sebastiano;         Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Borzacchelli Antonio; Confalone Giancarlo; Dina Antonino;
            N. 8 - Notizie  sul  mancato  adeguamento  alla  normativa
          comunitaria sul finanziamento  di  primo  aiuto  ai  giovani
          agricoltori.
          Lo Monte Carmelo;

       - non sono di competenza della Rubrica "Bilancio e finanza".

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per quaranta minuti.

   (La seduta, sospesa alle  ore 19.50, è ripresa alle ore 20.57)

                    PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


    La seduta è ripresa.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute richieste di congedo
  relative  agli onorevoli Costa, Mancuso e Misuraca, per la seduta
  odierna.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


     ELEZIONE DI SETTE COMPONENTI EFFETTIVI E DI SETTE COMPONENTI
     SUPPLENTI DEL COMITATO PREVISTO DALL'ARTICOLO 3 DELLA LEGGE
     24.12.1976, N. 898, RECANTE "NUOVA REGOLAMENTAZIONE  DELLE
     SERVITU' MILITARI

     PRESIDENTE.   Si   passa   al   VII   punto   dell'ordine  del
  giorno  "Elezione  di  sette  componenti  effettivi  e  di  sette
  componenti  supplenti del Comitato previsto dall'articolo 3 della
  legge  24.12.1976, n.  898, recante "Nuova regolamentazione delle
  servitù militari".
       Ricordo  che  l'articolo  3  della l.r.  24.12.1976, n. 898,
  come  modificato  dalla  legge  2.5.1990, n.  104, prescrive:
       "In   ciascuna   Regione  è  costituito  un  comitato  misto
  paritetico  di  reciproca  consultazione per l'esame dei problemi
  connessi  all'armonizzazione  tra i piani di assetto territoriale
  della  Regione e i programmi delle installazioni militari e delle
  conseguenti limitazioni.
       Il  comitato è formato da sette rappresentanti della Regione
  nominati  dal Presidente della Giunta regionale, su designazione,
  con voto limitato, del Consiglio regionale.
       Per ogni membro è nominato un supplente".
       In  assenza  di  ulteriori  specificazioni  della  legge, si
  applica  l'articolo  26 del Regolamento interno dell'ARS che così
  recita: (...)  per  la  nomina  di  tutte  le commissioni, la cui
  elezione  spetta  all'Assemblea,  ciascun  deputato  vota per due
  terzi  dei  membri  da  eleggersi.  Le  frazioni  dell'unità sono
  computate come  unità  intera  se superiori ad un mezzo; non sono
  computate  in  caso  contrario.  Si intendono nominati i deputati
  che, a  primo  scrutinio,  ottengano il maggior numero di voti. A
  parità di voti si applica l'ultimo comma dell'articolo 4".
       Avverto,   dunque,  che  saranno  effettuate  due  votazioni
  distinte, rispettivamente per l'elezione dei sette rappresentanti
  effettivi e dei  sette  supplenti, con voto limitato a due terzi.
       Pertanto, ciò premesso,  ogni  deputato  potrà segnare sulla
  scheda fino a cinque  nominativi.
       Risulterà eletto chi, al  primo scrutinio, avrà riportato il
  maggior  numero  di  voti,   fino   alla   concorrenza  di  sette
  nominativi.

       A norma  dell'art.  127,  comma  7,  del Regolamento interno
  dell'ARS, indìco la votazione  a scrutinio segreto per l'elezione
  dei sette rappresentanti effettivi.
       Scelgo la  Commissione di scrutinio che risulta composta dai
  deputati onorevoli Pistorio, Infurna, Zangara.
       Invito i deputati scrutatori a prendere posto al banco delle
  commissioni.
       Dichiaro  aperta  la   votazione   ed   invito  il  deputato
  segretario a procedere all'appello.

   (BURGARETTA APARO, segretario, procede all'appello)

     PRESIDENTE.   Dichiaro   chiusa  la  votazione  ed  invito  la
  Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.

   (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)

    (Durante  lo  spoglio  delle  schede  riassume la Presidenza il
    vicepresidente Crisafulli)

     PRESIDENTE. Comunico il  risultato della votazione a scrutinio
  segreto per l'elezione di sette componenti effettivi nel Comitato
  previsto dall'articolo  3 della legge 24.12.1976, n. 898, recante
  'Nuova regolamentazione delle servitù militari'.

               Presenti e votanti     68

               Hanno ottenuto voti i rappresentanti:

               Cannella Filippo            47
               Dispenza F.sco Paolo        45
               Morello Nicola              44
               Caruso Salvatore            39
               Conti Santo                 31
               La Malfa V.zo Massimiliano  18
               Raeli Sebastiano            18
               Virzì Guido                 13
               Costa Sigismondo             7
               Castro Sigismondo            1
               Lo Curto                     1
               Schede nulle                 3

       A norma dell'articolo  127, comma 7, del Regolamento interno
  dell'ARS, indìco la votazione  a scrutinio segreto per l'elezione
  di sette rappresentanti supplenti.
       Scelgo la  Commissione di scrutinio che risulta composta dai
  deputati:   Cintola   Salvatore,   Giannopolo  Domenico,  Acierno
  Alberto.
       Invito i deputati scrutatori a prendere posto al banco della
  Commissione.
       Dichiaro aperta la votazione.
       Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

    (BURGARETTA  APARO,  segretario  procede  al primo e al secondo
  appello)

     PRESIDENTE.   Dichiaro   chiusa  la  votazione  ed  invito  la
  Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.

    (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico il  risultato della votazione a scrutinio
  segreto:

        Presenti e votanti .......  53
        Schede bianche............   2
        Schede nulle..............   2

    Hanno ottenuto voti i supplenti:

         De Caro                     35
         Privitera                   34
         Licciardello                34
         Vanella                     34
         Russo                       34
         Raneri                      15
         Anzalone                    15
         Schede bianche               2
         Schede nulle                 3

       Risultano,  pertanto,  eletti  supplenti i signori: De Caro,
  Privitera, Ricciardelli, Vanella Russo, Raneri e Anzalone.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


    "ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA  COMMISSIONE DI GARANZIA
    PER   LA    TRASPARENZA,    L'IMPARZIALITA'    DELLA   PUBBLICA
    AMMINISTRAZIONE E LA VERIFICA DELLE SITUAZIONI PATRIMONIALI"

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'VIII punto dell'ordine del giorno:
  "Elezione  di cinque componenti della commissione di garanzia per
  la  trasparenza,  l'imparzialità della pubblica amministrazione e
  la verifica delle situazioni patrimoniali".
       Ricordo che l'art.  31 della legge regionale 30 aprile 1991,
  n.  10,  come  modificato  dall'art.  21 della legge regionale 15
  maggio 2000, n.  10, recita:

    "1.  E' istituita,  presso  la  Presidenza  della  Regione,  la
    Commissione di  garanzia  per  la  trasparenza,  l'imparzialità
    della Pubblica Amministrazione  e  la verifica delle situazioni
    patrimoniali.

    2.(...) ed è  composta  da  tredici  componenti,   dei   quali
    cinque  deputati  all'  Assemblea regionale siciliana designati
    dalla stessa Assemblea regionale (...).".
       Faccio presente che nel  silenzio della legge in ordine alle
  modalità di votazione  per  l'elezione dei componenti, si applica
  l'articolo 26 del Regolamento  interno  dell'ARS in base al quale
  "(...) per la nomina  di  tutte  le  Commissioni  la cui elezione
  spetta all'Assemblea,  ciascun  deputato  vota  per due terzi dei
  membri da eleggersi.
       Le frazioni dell'unità  sono  computate come unità intera se
  superiori ad un mezzo;  non  sono  computate  in  caso contrario.
  (...) Si intendono  nominati i deputati che, a  primo  scrutinio,
  ottengano il maggior numero di  voti. A parità di voti si applica
  l'ultimo comma dell'art. 4 (...)."
       Pertanto, ciò premesso,  ogni  deputato  non  potrà  segnare
  sulla scheda  più di tre nominativi.  Risulterà  eletto  chi, al
  primo  scrutinio,  avrà  ottenuto il  maggior  numero  di  voti,
  fino alla  concorrenza di cinque nominativi.
       A norma dell'art.  127,  comma  7,  del  Regolamento interno
  dell'ARS,  indìco la  votazione  a  scrutinio  segreto.
       Scelgo  la  Commissione  di  scrutinio  che risulta composta
  dagli onorevoli Cintola, Giannopolo e Acerno.
       Invito i deputati scrutatori a prendere posto al banco delle
  Commissioni.
       Dichiaro  aperta  la   votazione   ed   invito  il  deputato
  segretario a procedere all'appello.

     BURGARETTA APARO , segretario,  procede  al primo e al secondo
  appello.

    PRESIDENTE.   Dichiaro   chiusa   la  votazione  ed  invito  la
  Commissione di scrutinio a procedere allo spoglio delle schede.

    (La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico   il   risultato  della  votazione  per
  scrutinio  segreto  per  l'elezione  di  cinque  componenti della
  Commissione  di garanzia per la trasparenza, l'imparzialità della
  pubblica   amministrazione   e   la   verifica  delle  situazioni
  patrimoniali".

               Presenti e votanti     50

               Hanno ottenuto voti gli onorevoli:

               Leanza Nicola          36
               Mercadante             35
               Sanzeri                34
               Forgione               16
               Panarello              13
               Schede bianche          1

       Avendo   i  deputati  Leanza  Nicola,  Mercadante,  Sanzeri,
  Forgione  e  Panarello  riportato  il  maggior numero di voti, li
  proclamo  eletti  componenti della Commissione di garanzia per la
  trasparenza,  l'imparzialità  della pubblica amministrazione e la
  verifica delle situazioni patrimoniali.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli

   Presidenza del presidente LO PORTO


       Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a martedi, 26
  febbraio 2002, alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA,  AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D, E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

      N. 85  -  Promozione  di  scambi  culturali  ed  iniziative  di
          gemellaggio  tra  la  Regione  siciliana  e  lo  Stato  del
          Connecticut (USA)

          (12 febbraio 2002)
                              Ortisi Egidio; Barbagallo Giovanni;
                              Cintola Salvatore; Formica Santi; Lo Monte
                              Carmelo; Leontini Innocenzo; Rotella
                              Domenico; Speziale Calogero; Manzullo
                              Giovanni

      N. 86 - Revoca  delle  recenti  nomine  dei  direttori generali
          della AUSL siciliane

          (12 febbraio 2002)
                              Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
                              Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro;
                              De Benedictis Roberto; Giannopolo Domenico
                              Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari
                              Giovanni; Zago Salvatore

      N. 87 - Sostegno alla serricoltura siciliana

          (13 febbraio 2002)
                              Cracolici Antonino; Zago Salvatore;
                              Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
                              Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
                              Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo
                              Camillo; Panarello Filippo; Villari
                              Giovanni

      N. 88  -   Iniziative   per  impedire  qualunque  provvedimento
          finalizzato alla revisione della legge n. 180.

          (13 febbraio 2002)
                              Forgione Francesco; Liotta Santo;
                              Miccichè Calogero; Spampinato Giuseppe;
                              Raiti Salvatore; Ferro Giovanni

      N. 89 - Riperimetrazione del Bosco di Santo Pietro

          (15 febbraio 2002)
                              Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
                              Mercadante Giovanni; Beninati Antonino

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004, e relativa nota di variazioni" (NN. 297-299).

       2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
          (N. 298).

       La seduta è tolta alle ore 23.10.

       Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.00.