Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 18.02.
BRANDARA, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Rinvio dello Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica Industria
PRESIDENTE Comunico che il 17 novembre 2005 è pervenuta, da
parte dell'Assessore per l'industria, onorevole D'Aquino,
richiesta di rinviare lo svolgimento della rubrica degli atti
ispettivi attinenti la rubrica Industria, per impegni di natura
istituzionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Conseguentemente il punto III dell'ordine del giorno
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Industria è rinviato ad altra data.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli D'Aquino e Genovese
hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Infurna è in missione per
ragione del suo ufficio dal 24 al 28 novembre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell' Assessore per l'Agricoltura:
-N. 1095 - Interventi di sostegno agli imprenditori vitivinicoli
della provincia di Trapani.
-Firmatari: Fratello Onofrio; Maurici Giuseppe
-N. 1177 - Interventi per tutelare dal contagio del virus
'Tristezza' gli agrumeti di Belpasso, Paternò e Motta S.
Anastasia (CT).
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
-N. 1234 - Erogazione dell'acqua per usi irrigui nel territorio
di Scordia.
-Firmatario: Moschetto Angelo
-N. 1244 - Incremento delle risorse e modifica della normativa
sull'individuazione dei territori più vocati per l'agricoltura
biologica.
-Firmatario: Tumino Carmelo
-N. 1295 - Provvedimenti per consentire un ottimale utilizzo
delle capacità idriche della diga Poma.
-Firmatario: Giannopolo Domenico
-N. 1401 - Interventi al fine di procedere alla
liquidazione delle richieste di risarcimento avanzate dai
produttori agrumicoli del catanese.
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
-N. 1565 - Provvedimenti per superare la grave crisi di
commercializzazione degli agrumi in Sicilia.
-Firmatario: Barbagallo Giovanni
-da parte dell'Assessore per l'Industria:
-N. 1157 - Notizie sullo stato dello stabilimento
Tecnosistemi S.p.A. di Carini (PA).
-Firmatari:Virzi' Gioacchino
-N. 2041 - Notizie sulle iniziative del Governo regionale in
ordine alla crisi della Emmegi.
-Firmatari: Barbagallo Giovanni; Gurrieri Sebastiano; Zangara
Andrea.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 21 novembre 2005, alla Commissione legislativa
Servizi sociali e sanitari (VI) :
- Norme per il sostegno alle attività degli oratori di ogni
confessione religiosa (n. 1083)
-di iniziativa parlamentare
-Parere I Commissione.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate alla Commissione legislativa
Affari istituzionali (I) :
- Accademia delle belle arti di Palermo. Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti (n. 415/I)
-pervenuto in data 16 novembre 2005
-inviato in data 17 novembre 2005
- IACP di Messina - Designazione componente del collegio
sindacale (n. 416/I)
-pervenuto in data 16 novembre 2005
-inviato in data 17 novembre 2005
- Accademia delle belle arti di Catania. Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti (n. 417/I)
-pervenuto in data 16 novembre 2005
-inviato in data 17 novembre 2005
- Consorzio di bonifica 7 di Caltagirone - Collegio dei
revisori. Designazione componenti (n. 418/I)
-pervenuto in data 16 novembre 2005
-inviato in data 17 novembre 2005
- Collegio dei revisori di Consorzi di bonifica. Designazione
componenti supplenti (n. 419/I)
-pervenuto in data 18 novembre 2005
-trasmesso in data 21 novembre 2005.
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico che la Commissione legislativa Servizi
Sociali e sanitari (VI) ha reso il seguente parere:
Riassetto della Rete regionale delle U.T.I.N. e delle
neonatologie e linee guida per l'organizzazione del
servizio di trasporto per le emergenze neonatali (STEN)
(n. 414/VI)
- reso in data 9 novembre 2005
- trasmesso in data 14 novembre 2005.
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni del
Governo
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
n. 465 del 26 ottobre 2005 "POR Sicilia 2000/2006 - Complemento
di Programmazione - Adozione delle modifiche approvate dal
comitato di sorveglianza con procedura scritta n. 7 del 2005 -
Misura 1.01 ;
n. 466 del 26 ottobre 2005 POR Sicilia 2000/2006 - Adozione
delle modifiche approvate dal comitato di sorveglianza con
procedura scritta n. 7 del 2005 (FEOGA - Misura 1.05).
Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato
PRESIDENTE Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana ha impugnato le seguenti leggi:
- con ricorso del 16 novembre 2005 ha impugnato l'articolo 1,
comma 1, lettera e), del disegno di legge n. 988 Disposizioni
sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo , approvato dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 328 del 9-10 novembre 2005, per violazione degli
articoli 3, 9 e 97 della Costituzione e degli articoli 14 e 17
dello Statuto speciale;
con ricorso del 19 novembre 2005 ha impugnato l'articolo 1,
comma 4, lettera b), del disegno di legge nn. 771-774 Modifiche
ed integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti ,
approvato dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 328
del 9-10 novembre 2005, per violazione degli articoli 97 e 11
della Costituzione.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale
PRESIDENTE Comunico che il Tribunale di Palermo - Sezione
lavoro, in data 18 novembre 2005, ha trasmesso copia della
ordinanza con cui il giudice del lavoro, dichiara rilevante e
non manifestamente infondata, in relazione agli articoli 14 dello
Statuto della Regione siciliana e 97, comma 1, della
Costituzione, la questione di legittimità costituzionale
dell'articolo 96 della legge regionale n. 2 del 2002, nella
parte in cui prevede che gli incarichi di cui ai commi 5 e 6 già
conferiti con contratto possono essere revocati, modificati e
rinnovati entro novanta giorni dall'insediamento del dirigente
generale nella struttura cui lo stesso è preposto , ordinando,
pertanto la trasmissione degli atti del giudizio alla Corte
costituzionale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
-N. 2494 - Notizie sui criteri utilizzati per selezionare i
partecipanti al concorso per mille posti nei ruoli dei beni
culturali bandito dalla Regione siciliana nel 2000, e sui motivi
che ne hanno legittimato la variazione.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Raiti Salvatore
-N. 2496 - Interventi al fine di modificare la legge elettorale
regionale con il recepimento della legge 5 febbraio 2003, n. 17
'Nuove norme per l'esercizio del diritto di voto da parte degli
elettori affetti da grave infermità'.
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Villari Giovanni
-N. 2497 - Provvedimenti in favore del 'Servizio per il vivaismo
viticolo di Comiso'.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Firmatario: Incardona Carmelo
-N. 2498 - Iniziative volte ad impedire la chiusura del Centro
di Ricerca e Sviluppo STM di Palermo e per favorirne il rilancio.
-Assessore Bilancio
-Assessore Lavoro
-Firmatario: Incardona Carmelo
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
-N. 2493 - Opportune iniziative allo scopo di far luce e
risolvere la vertenza AGEM S.p.A. di Caltanissetta.
-Presidente Regione
-Assessore Lavoro
-Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
-N. 2495 - Notizie sui mutui decennali concessi agli agricoltori
siciliani ai sensi della legge n.178 del 2002.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Firmatario: Virzi' Gioacchino
-N. 2499 - Interventi urgenti per il ripristino della corretta
viabilità nella zona di Largo Assisi a Paternò (CT).
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2500 - Interventi urgenti per il ripristino dell'opera di
bonifica del torrente Jungo a Riposto (CT).
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2501 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio di
nettezza urbana in via Corridoni e in via Spampinato a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2502 - Interventi urgenti per la bonifica della frazione
S.M. degli Ammalati di Acireale (CT).
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Assessore Turismo
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2503 - Interventi urgenti per il ripristino dello stato di
salubrità dei locali delle palazzine popolari di Via Carico 23/25
della frazione di S.M. degli Ammalati di Acireale (CT).
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2504 - Interventi urgenti per il controllo sull'attuazione e
l'osservanza delle disposizioni nazionali e comunitarie relative
alla etichettatura dei prodotti ortofrutticoli.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Assessore Sanità
-Assessore Cooperazione
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2505 - Interventi urgenti per la pulizia e la bonifica della
Piazza Marina di Acitrezza (CT).
-Assessore Famiglia
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
-N. 281 - Interventi a livello centrale per estenderei
benefici dell'art. 8 bis (collegato fiscale legge finanziaria
2005), relativi alla stabilizzazione degli LSU, a tutti i comuni
siciliani.
-Presidente Regione
-Assessore Lavoro
-Firmatario: Panarello Filippo;
-n. 282 - Interventi per un'idonea e razionale individuazione di
un sito per l'allestimento, all'interno del parco archeologico di
Agrigento,di un museo dal tema Il carradore e il carretto
siciliano'.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Manzullo Giovanni.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
-n. 458 Opportune iniziative per congelare il trasferimento dei
pazienti ospiti del reparto Lungodegenti (ex dementi tranquilli)
dell'ospedale Busacca di Scicli (RG) al Centro per gravi' appena
inaugurato nel capoluogo ibleo , degli onorevoli Guerrieri,
Barbagallo, Culicchia, Genovese, Tumino e Zangara
-presentata in data 18 novembre 2005;
-n. 459 Provvedimenti per il controllo e la tutela del
cinghiale delle Madonne , degli onorevoli Sbona, Acanto, Basile e
Scalici.
-presentata in data 21 novembre 2005.
Avverto che le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Comunicazione di presentazione di ordini del giorno
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
n. 620 Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
della legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 328 del 9-10 novembre 2005, recante Modifiche ed
integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti' ,
degli onorevoli Savona, Formica e Mercadante;
n. 621 Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
della legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 328 del 9-10 novembre 2005, recante Disposizioni sul
rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo' degli onorevoli Savona, Formica e Mercadante.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ancora una volta ribadito il principio che la
promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
Regione ha come conseguenza la consumazione del potere di
promulgazione da parte dello stesso Presidente, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
Considerato che:
- la legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 328 del 9-10 novembre 2005, recante Modifiche ed
integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti' è
stata impugnata dal Commissario dello Stato in modo parziale e
che, in pendenza del giudizio, non può essere integralmente
promulgata;
- non può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il potere
di valutare se e in quale misura la promulgazione parziale sia
suscettibile di alterare il contenuto della legge, e se sia
comunque opportuno che tale contenuto, formalmente unitario
all'origine, venga scisso in disposizioni autonome ed immesso
nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;
- la citata sentenza della Corte n. 205/96 ha affermato il
principio che, a seguito dell'impugnazione parziale della legge
regionale, il Presidente della Regione può essere vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da porre in essere, non solo
con 'delibere legislative' (abrogativa l'una e riapprovativa
l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
ordini del giorno);
- occorre conciliare l'esigenza che la legge, ancorché
impugnata dal Commissario dello Stato, venga urgentemente
promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della Regione,
con l'altra che discende dalla convinzione che sulle norme
impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,
impegna il Presidente della Regione
- a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 328
del 9-10 novembre 2005, recante Modifiche ed integrazioni alla
normativa regionale in materia di appalti'.» (620)
SAVONA - FORMICA - MERCADANTE
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ancora una volta ribadito il principio che la
promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
Regione ha come conseguenza la consumazione del potere di
promulgazione da parte dello stesso Presidente, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
Considerato che:
- la legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 328 del 9-10 novembre 2005, recante Disposizioni
sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
diretto delle funzioni amministrative in materia di demanio
marittimo è stata impugnata dal Commissario dello Stato in modo
parziale e che, in pendenza del giudizio, non può essere
integralmente promulgata;
- non può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il potere
di valutare se e in quale misura la promulgazione parziale sia
suscettibile di alterare il contenuto della legge, e se sia
comunque opportuno che tale contenuto, formalmente unitario
all'origine, venga scisso in disposizioni autonome ed immesso
nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;
- la citata sentenza della Corte n. 205/96 ha affermato il
principio che, a seguito dell'impugnazione parziale della legge
regionale, il Presidente della Regione può essere vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da porre in essere, non solo
con 'delibere legislative' (abrogativa l'una e riapprovativa
l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
ordini del giorno);
- occorre conciliare l'esigenza che la legge, ancorché
impugnata dal Commissario dello Stato, venga urgentemente
promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della Regione,
con l'altra che discende dalla convinzione che sulle norme
impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,
impegna il Presidente della Regione
- a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 328
del 9-10 novembre 2005, recante Modifiche ed integrazioni alla
normativa regionale in materia di appalti'.» (621)
SAVONA - FORMICA - MERCADANTE
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 620.
MICCICHÈ Dichiaro, anche a nome dell'onorevole Spampinato,
di astenerci dalla votazione di entrambi gli ordini del giorno.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 621, con l'astensione
dell'onorevole Miccichè e dell'onorevole Spampinato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Per un richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, il richiamo riguarda le
modalità di votazione che possono essere utilizzate durante i
lavori del Parlamento siciliano e, specificatamente, l'utilizzo
del voto segreto previsto dal nostro Regolamento.
Voglio fare questo sollecito alla Presidenza per una semplice
ragione. Nei giorni scorsi sono state rilasciate, in più
interviste e in più quotidiani regionali, alcune dichiarazioni
dell'Assessore Granata che, riferendosi alle modalità con le
quali viene utilizzato il voto segreto in quest'Aula, le ha
definite vergognose .
Ritengo che la Presidenza debba non solo fare rispettare i
lavori di quest'Aula da parte di un membro del Governo, ma ancor
di più debba far rispettare le modalità di utilizzo del
Regolamento. E' infatti grave che il cittadino, leggendo le
dichiarazioni di un membro del Governo, possa ritenere che in
quest'Aula, quando si procede con il voto segreto, si violano le
norme o si compiono atti vergognosi.
Voglio ricordare a me stesso e a quest'Aula che in questo
Paese, ancor prima dell'entrata in vigore della Costituzione, il
Regolamento di questo Parlamento contemplava il voto segreto e lo
stesso, nell'Italia democratica, era stato abolito solo dal
Fascismo.
Se l'onorevole Granata, pertanto, ritiene che utilizzare il
voto segreto è cosa vergognosa, forse dipende da sue reminiscenze
storiche; vorrebbe forse che in quest'Aula arrivasse il duce
Granata e che questo Parlamento abdicasse a qualunque
desiderata dello stesso.
Quando in Italia, successivamente, è stata approvata la
Costituzione e si è avuta una repubblica libera e democratica,
il Parlamento democratico della Repubblica italiana ha
ripristinato lo strumento del voto segreto che garantisce ad ogni
singolo parlamentare di esprimersi liberamente, senza pressioni
da parte di alcuno.
Quello che mi fa più specie, signor Presidente, è che un
esponente come l'assessore Granata - che è stato Presidente
della Commissione Antimafia in questo Parlamento - dovrebbe
sapere che quando qualcuno in quest'Aula si oppone al voto
segreto, probabilmente utilizza gli stessi metodi che altre
organizzazioni, fuori da quest'Aula, utilizzano per imporre la
propria volontà ai singoli.
Personalmente continuerò a richiedere, ogni qualvolta lo
riterrò opportuno e ogni qualvolta il Regolamento me ne darà
facoltà, lo strumento del voto segreto e - ripeto - mi auguro che
la Presidenza possa intervenire presso il Presidente della
Regione nei confronti del signor Granata che, con queste
dichiarazioni, non fa altro che gettare ulteriore fango sul
nostro Parlamento e sulla sua attività.
PRESIDENTE Grazie onorevole Acierno. Come lei ha già detto
nel suo intervento, l'onorevole Granata ha svolto delle
considerazioni ed ha espresso dei giudizi assolutamente
personali, la qualcosa rientra nella sua facoltà e ne risponde
nei confronti dell'opinione pubblica.
Per quanto riguarda la Presidenza, sa bene che il voto segreto
è un istituto previsto dal nostro Regolamento, ancorchè dai
Regolamenti di Camera e Senato.
ACIERNO E non è vergognoso
PRESIDENTE Pertanto, nulla di anomalo si è verificato in
quest'Aula né si verificherà mai fino a quando si ricorrerà al
voto segreto ogni qualvolta che verrà richiesto dai deputati ed
appoggiato a termini di Regolamento.
E, certamente, non è nulla di vergognoso ed, essendo
contemplato, è assolutamente regolamentare.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Saluto agli studenti dell'Istituto comprensivo Alessandro
Manzoni
di Alessandria della Rocca e Cianciana
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, saluto gli studenti e gli
insegnanti dell'Istituto comprensivo Alessandro Manzoni di
Alessandria della Rocca e Cianciana, nonché il sindaco, che è il
nostro collega onorevole Sanzeri, che questa sera sono presenti a
Sala d'Ercole per comprendere il funzionamento dell'Assemblea
regionale siciliana, ma anche per poter apprezzare le bellezze
artistiche e storiche di questo Palazzo, simbolo della cultura,
della democrazia ed anche della tolleranza della nostra Isola.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie per
avermi dato la parola, desidero fare un intervento che, penso,
interessi tutta l'Aula.
Oggi tutti noi, io nella qualità di Presidente di Commissione,
abbiamo adempiuto al nostro compito per la parte di nostra
competenza relativamente all'esame del bilancio e domani si
continuerà a lavorare a tale disegno di legge nella Commissione
Bilancio e Finanze. Non sapendo quali sono i programmi dell'Aula
per le giornate di domani e di dopodomani e essendo impegnati i
deputati della città e della provincia di Messina nelle elezioni
amministrative di domenica, ritengo di poter chiedere di non
convocare l'Aula né domani né dopodomani. Lo ritengo opportuno e
rispettoso nei confronti di tutti i colleghi della provincia di
Messina.
Personalmente non sarei presente perché credo sia più giusto
essere nella propria città almeno negli ultimi quattro, cinque
giorni.
Nel passato, in occasioni analoghe, i lavori dell'Aula sono
stati sospesi anche per quindici giorni; penso, pertanto, che
si possa arrivare a tale conclusione per questi giorni.
Ribadisco la mia richiesta che è la chiusura dei lavori di
oggi e il rinvio alla settimana prossima.
PRESIDENTE Onorevole Beninati, l'orientamento della
Presidenza, così come è accaduto in altre circostanze analoghe, è
quello di non tenere seduta nelle giornate di domani e
dopodomani, proprio per consentire ai deputati della provincia di
Messina di essere presenti per seguire le ultime fasi della
campagna elettorale.
Tuttavia, onorevoli colleghi, credo sia opportuno rendere utile
la nostra presenza stasera e, nei limiti del possibile, approvare
almeno il rendiconto generale della Regione che, tra l'altro, è
utile anche ai fini degli ulteriori passaggi, e qualche altro
disegno di legge su cui non ci sono ostacoli, questo è peraltro
quanto era stato deciso.
Pertanto, se questo è l'orientamento, non sorgendo
osservazioni, resta così stabilito.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
di esprimere tutto il mio rammarico per quanto sta succedendo.
Ritengo, infatti, che quando venne fissato l'ordine del giorno,
prevedendo, tra i punti all'esame, la risposta ad interrogazioni
riguardanti materie importanti per l'economia della Sicilia, come
la rubrica dell'industria - risposte e interrogazioni ormai anche
datate, che probabilmente risultano anche superate - ebbene,
ritengo che questo ordine del giorno sia stato concordato con
l'assessore competente; motivo per cui credo sia assolutamente
disdicevole che venga richiesto il congedo nel giorno in cui è
fissata l'Aula per poter dare risposte a queste interrogazioni.
GURRIERI Chiediamo l'intervento del programma Chi l'ha
visto? .
SPAMPINATO Faccio mio il suggerimento mosso dall'onorevole
Gurrieri, riferito all'assessore D'Aquino, e quindi desidero
formalmente esprimere una sollecitazione anche alla nota
trasmissione televisiva di Rai 3 per vedere se, almeno
quest'ultima, ci può riportare in Aula per potere avere risposte
su determinati temi che necessitano di provvedimenti concreti
Signor Presidente, a questo punto, mi rivolgo anche a lei,
perché, proprio su una vicenda riguardante l'ASI di Catania,
avevo formalmente protestato nei confronti dell'Assessorato
all'industria che, in violazione di una recente norma votata da
questa Assemblea regionale, aveva opposto un diniego rispetto
all'accesso agli atti richiesti da un deputato, nell'esercizio
delle proprie funzioni parlamentari.
Mi era stata assicurato dalla Presidenza dell'Assemblea un
immediato intervento, affinché ciò non accadesse ulteriormente;
purtroppo, non ho avuto alcuna risposta a questa mia lamentela
che, a tutela non soltanto della mia specifica esigenza, ma a
tutela della stessa funzione parlamentare, così come previsto da
una norma specifica dell'Assemblea ha diritto ad accedere a tutti
gli atti riguardanti enti controllati e amministrati dalla stessa
Regione siciliana.
Signor Presidente, manifesto a lei tutto il mio rammarico per
non poter espletare stasera la mia funzione ispettiva rispetto
alla rubrica Industria.
Le chiedo ulteriormente di comprendere come è potuto accadere
che ad un parlamentare sia stato opposto un diniego rispetto alla
possibilità di conoscere determinati atti, in questo caso
riguardanti l'area di sviluppo industriale di Catania.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, ancora una volta, la
Presidenza trasmetterà la sua giustificata, più che giustificata,
lagnanza all'assessore D'Aquino, sollecitando la trasmissione
degli atti da lei richiesti, così da consentirle di espletare il
suo mandato parlamentare.
Onorevoli colleghi, se siete d'accordo, non appena raggiunto il
numero legale, potremmo sospendere la trattazione delle
interrogazioni della rubrica Beni culturali per votare gli atti
finanziari di cui abbiamo parlato, considerato che si tratta di
questioni di una certa urgenza.
Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.
Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
Presidenza del vicepresidente Fleres
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione
PRESIDENTE Si passa al punto II all'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione .
PAGANO assessore regionale per i beni culturali, ambientali e
per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore regionale per i beni culturali, ambientali e
per la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, inizierò dalla interrogazione n. 1218 ma vorrei
precisare che vi è una quantità non indifferente di
interrogazioni, circa 70, per la precisione 62; più della metà,
quasi il 60%, sono state presentate in data antecedente al nostro
insediamento. Lo preciso perché ciò al nostro Assessorato ed ai
suoi dipartimenti non desta particolari e complicate situazioni.
Questo penso sia un fatto meritorio che vale la pena di
sottolineare.
L'interrogazione n. 1218 è a firma dell'onorevole Miccichè.
Con l'interrogazione in discussione l'onorevole Miccichè ha
chiesto di conoscere alcuni dettagli circa il parere espresso
dalla Soprintendenza di Messina sul progetto preliminare per la
costruzione del Ponte sullo Stretto che determinerebbe una
variazione dello stato dei luoghi ed una probabile distruzione
per il prosciugamento di due laghi della Laguna Peloro dove
esiste una riserva naturale orientata e se il Governo della
Regione non intenda valutare l'opportunità di far rivedere alla
Soprintendenza di Messina il predetto parere.
Al riguardo, occorre specificare che la tematica in argomento
possiamo dire che non rientra tra quella di esclusiva competenza
regionale.
Il collegamento stabile viario e ferroviario fra la Sicilia e
il continente rientra tra le infrastrutture pubbliche di
preminente interesse nazionale da realizzare per la
modernizzazione e lo sviluppo del Paese, individuare con un
accordo di programma tra il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, d'intesa con i Ministri competenti e le regioni
interessate ai sensi della legge 21 dicembre 2001, n. 443.
Il Ponte rientra nel primo programma delle infrastrutture
strategiche di preminente interesse nazionale, cui concorre
l'interesse interregionale, approvato, in ottemperanza alla Legge
21 dicembre.2001, n. 443, con delibera CIPE n. 121/2001.
Il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190 detta le norme
per la progettazione, l'approvazione dei progetti e la
realizzazione delle infrastrutture strategiche e disciplina il
procedimento di approvazione dei progetti preliminari, anche ai
fini della compatibilità ambientale, ai sensi dell'articolo 3,
commi 4 e 5.
Il decreto legislativo 24 aprile 2003, n. 114, varato in via
definitiva dal Governo ed emanato dal Presidente della Repubblica
dopo che aveva ricevuto il parere favorevole dalla Conferenza
unificata e dalla Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del
Senato, aggiorna la legge 1158/71 per la disciplina del
collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il
Continente e contiene specifiche disposizioni volte a consentire
ed accelerare la realizzazione dell'opera.
Il comma 5 dell'articolo 1 della Legge n. 443/01 fa salve le
competenze delle Regioni a statuto speciale. Il testo unico delle
disposizioni legislative in materia di beni culturali ed
ambientali di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490
sottopone a regime tutorio le aree interessate.
Il collegamento stabile col Continente, dunque, è regolato da
un particolare e complesso regime legislativo, che, discendendo
in primis dalla legge n. 443 del 2001 (c.d. legge Obiettivo),
assegna ad una pluralità di organismi istituzionali la potestà
approvativa, regolando le procedure del relativo iter e
disponendo, in particolare con l'articolo 3 del decreto
legislativo n. 190 del 2002 le ulteriori competenze e procedure
in caso di diniego motivato di uno dei soggetti interessati.
In particolare si evidenzia che con nota 20 marzo 2003 la
Soprintendenza di Messina ha trasmesso al Ministero per i Beni e
le Attività Culturali l'elenco completo di tutti i vincoli
gravanti sull'area, con le relative planimetrie;
nelle premesse del provvedimento, è stato riportato il regime
normativo di tutela ambientale delle aree interessate che, si fa
rilevare, non impone l'inedificabilità e, quindi, la non
trasformabilità dello stato dei luoghi, bensì affida alla
Soprintendenza il compito di intervenire sulle modalità di
trasformazione;
la salvaguardia dei luoghi non passa necessariamente
attraverso un diniego, ma al contrario, trova spesso forme più
efficaci, attraverso le condizioni che vengono dettate; il
contributo della Soprintendenza, trattandosi tra l'altro di un
progetto preliminare, è stato quello di fornire tutta una serie
di indicazioni, rivolte ai vari aspetti dell'opera, (opere di
collocamento, viadotto Pantano, ambiente marino e costiero, opere
di cantierizzazione, problematiche geologiche) che possono essere
recepite nel progetto esecutivo e portare una mitigazione
dell'impatto paesaggistico; a tal fine, si ricorda che nel
dispositivo autorizzativo della Soprintendenza, è previsto che il
progetto esecutivo sia inviato al Consiglio Regionale dei Beni
culturali per una idonea valutazione.
Un eventuale diniego in toto alla realizzazione dell'opera
poteva ben essere superato con le citate modalità di cui
all'articolo 3 del decreto legislativo n. 190/02, privando la
Soprintendenza della possibilità di dare il proprio contributo
propositivo per la salvaguardia dei luoghi tutelati; laddove,
infatti, la norma ci investiva della capacità autorizzativa, lo
faceva a regime condizionato, per cui era essenzialmente
ipotizzabile solo una linea di difesa che più che decidere, ci
consentiva di salvare ciò che era necessario.
In definitiva, il parere espresso non ha sottaciuto
l'importanza paesaggistica e comunitaria del sito, né alcuno dei
vincoli tutori esistenti, ma, a fronte di forti e legittimi
interessi pubblici, sia alla realizzazione dell'opera, che alla
salvaguardia dei luoghi, si è concretizzato in una analisi delle
problematiche di difesa del patrimonio ambientale e delle
relative indicazioni ai fini della tutela dello stesso che, una
volta recepite in fase di progettazione esecutiva, saranno di
mitigazione dell'impatto globale dell'ambiente, rispetto ad un
quadro normativo nazionale che aveva già autorizzato il
collegamento stradale.
Onorevole Miccichè, in buona sostanza, ritengo opportuna da
parte sua una lettura della risposta perché, in verità, l'iter è
talmente complicato che soltanto una lettura attenta ne può
produrre, di fatto, una comprensione reale. In sintesi,
certamente, questi complessi adempimenti burocratici sono stati
tutti rispettati da parte della locale Soprintendenza.
Rispetto ad una problematica molto più ampia, quindi, molto più
complessa, dove la Regione ha un ruolo marginale - mi sembra che
questo sia chiaro ai più - certamente i nostri uffici periferici
si sono mossi con tempestività e in maniera adeguata.
Se ha bisogno però di ulteriore soddisfazione, come è corretto
e giusto che sia, sappia che i nostri uffici sono disponibili per
ulteriori chiarimenti.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
Desidero suggerire ai colleghi, se l'Assessore ed i colleghi
sono d'accordo, che, probabilmente, tra le interrogazioni
iscritte all'ordine del giorno, ce ne saranno molte che non
presentano elementi di particolare significato e che potrebbero
facilmente essere trasformate in interrogazioni con richiesta di
risposta scritta.
Ove così fosse, potreste segnalarlo alla Presidenza e
all'Assessore, così da limitare il dibattito a quelle sole
interrogazioni che affrontino questioni di particolare rilievo.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, credo che questa interrogazione dovrebbe essere svolta
in videoconferenza con la città di Messina, visto che, proprio in
questi giorni, è in corso la campagna elettorale per il rinnovo
delle cariche amministrative comunali di Messina e, guarda caso,
si parla di un argomento tuttora vivo in una città che deve
segnare il proprio futuro.
Mi pare che abbiamo più volte detto che, per la città di
Messina, certamente, il futuro non sarà rappresentato dalla
realizzazione di una grande infrastruttura, inutile e dannosa per
la città medesima e per la nostra Regione, per la Regione
Calabria e per il Paese.
Le ragioni le abbiamo più volte esposte, ma il motivo della
interrogazione riguarda la specifica competenza dell'assessorato
ai beni culturali e, soprattutto, il fatto che la Soprintendenza
abbia espresso parere positivo.
Onorevole Assessore, lei ha detto che, in considerazione del
fatto che si tratta di una opera strategica, operazione
obiettivo' ha superato una serie di competenze e di
autorizzazioni; lei ha detto che, in effetti, l'autorizzazione è
stata data in virtù della cosiddetta legge obiettivo', cui lei
ha fatto cenno. Questo però non esclude assolutamente le nostre
competenze, le competenze e le prerogative della Regione.
Abbiamo detto più volte che questa è un'opera che si è
intestata, soprattutto in quest'ultimo periodo, la maggioranza,
nazionale e regionale, che non ha fatto mistero della sua
positiva considerazione della realizzazione dell'opera stessa.
Il senso della mia interrogazione, però, puntava sullo
specifico, dato che la Soprintendenza di Messina ha espresso un
parere successivo ad una serie di rilievi fatti sul sito dalla
stessa Soprintendenza, relativo ad uno dei due piloni del Ponte
di Messina che ricadrebbe dentro una laguna, il cosiddetto
Peloro', di interesse comunitario naturalistico, di grande
importanza per il mantenimento della nostra fauna marina e
naturalistica.
Non si comprende in base a quale principio, oltretutto
bypassando la legge obiettivo, sia stato messo in secondo piano
l'impatto ambientale che esso crea e non solo l'impatto
ambientale, ma il danno ambientale che questa struttura
determina all'altra riva dello stretto di Messina, delimitazione
territoriale di nostra competenza.
La mia interrogazione mirava soprattutto a mettere in rilievo
la contraddizione, mettendo il dito sulla piaga, cioè che un ente
è tenuto a tutelare e non ad assecondare le esigenze di tipo
politico o di tipo legislativo ben specifico, come invece si sta
compiendo nel nostro territorio, cioè un danno irreparabile.
Speriamo di vincere le elezioni non solo a Messina - e me lo
auguro vivamente anche per il collega Genovese -, ma nella città
di Messina c'è una lotta abbastanza dura da parte delle persone
che ragionano, che sanno benissimo che questo Ponte non porta
nessun beneficio alla comunità messinese, recando piuttosto un
danno alle nostre economie, perché fondi di tale fatta, non è
vero che sono fondi privati ma pubblici, di provenienza, in larga
misura, dalla Comunità Europea.
Si tratta di soldi degli italiani e, nei fatti, si tratta di
uno sperpero di denaro per una struttura inutile e dannosa che,
lo ribadisco, non porta nessun beneficio alla nostra popolazione
per tutta una serie di ragioni che abbiamo più volte detto in
quest'ultimo periodo.
Ma andando sullo specifico, onorevole Assessore,
l'interrogazione che lei ritiene complessa, certo lo è, ma
praticamente si è fatto di tutto per realizzare una sorta di
compromesso fra la parte che riguardava la competenza di tutela e
quella che concerneva l' autorizzazione politica, perché di
questo si tratta. Se una Soprintendenza non è tenuta a guardare
gli aspetti di refluenza politica o tecnica, mi chiedo chi debba
occuparsi della refluenza o del danno che questa opera potrà
provocare sull'ambiente. Una Soprintendenza che fa una
valutazione di tale portata non fa l'interesse della tutela
ambientale del nostro territorio e della nostra Regione.
Per questa ragione, mi ritengo insoddisfatto della risposta e
della complessa risposta, una sorta di arrampicamento sugli
specchi.
Non riesco a comprendere se colui che ha firmato, all'interno
di questa struttura amministrativa e di tutela e controllo della
Soprintendenza di Messina, possa ritenersi un difensore della
nostra Regione e del nostro patrimonio naturalistico, ambientale
e monumentale, perchè di questo si tratta.
Sono insoddisfatto - lo ripeto - e spero che queste mie
valutazioni ed impressioni vengano riportate sui mezzi di
informazione.
Chi mi sta ascoltando, se si trova a Messina, dovrebbe far
tesoro della messa in contraddizione, di quanto ho denunciato. La
Soprintendenza di Messina si è comportata come chi non sente,
non vede, non parla .
PRESIDENTE Comunico che, per assenza dall'Aula dei firmatari,
le seguenti interrogazioni si intendono presentate con richiesta
di risposta scritta:
numero 1420 «Notizie in merito alla possibile realizzazione di
un megaporto nella baia di Villagonia a Taormina (ME)»,
dell'onorevole Panarello;
numero 1432 «Notizie a proposito delle iniziative tendenti a
prevenire l'utilizzo indiscriminato a fini edificatori del
territorio di Scopello-Guidaloca del comune di Castellammare del
Golfo (TP)», dell'onorevole Oddo;
numero 1448 «Iniziative per consentire una maggiore fruizione
del Museo regionale di Messina», dell'onorevole Panarello.
D'accordo fra le parti, resta stabilito che l'assessore Pagano
fornirà risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
numero 1490 «Inserimento del complesso rupestre-archeologico e
naturalistico di Cava d'Ispica (RG) nel catalogo dei beni
patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO» e n. 2189 «Delucidazioni
circa le linee guida per le Soprintendenze ai beni culturali ed
ambientali della Regione», dell'onorevole Gurrieri.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, le seguenti interrogazioni
si intendono presentate con richiesta di risposta scritta:
numero 1496 «Revoca della concessione rilasciata dalla
Sovrintendenza ai beni culturali di Palermo per l'installazione
di un'antenna di telefonia mobile nel comune di Bagheria (PA)»,
dell'onorevole Vitrano;
numero 1511 «Interventi per la salvaguardia del lago Biviere e
della omonima riserva naturale in territorio di Gela»,
dell'onorevole Morinello;
numero 1524 «Interventi per ripristinare l'originaria
denominazione del 'Museo del carretto e naturalistico di
Terrasini' modificata dall'art. 11 della legge regionale n. 14
del 2002, e per consentire alla direzione del Museo di operare
senza intralci», dell'onorevole Barbagallo;
numero 1548 «Notizie sull'assegnazione dei posti in riserva nel
concorso a due posti di dirigente tecnico fisico del ruolo
tecnico dei beni culturali», dell'onorevole Speziale.
D'accordo fra le parti, resta stabilito che l'assessore Pagano
fornirà risposta scritta alla interrogazione numero 1561 «Notizie
in ordine alla promozione di un secondo circuito teatrale
regionale e alla concessione del patrocinio dell'Assessorato
beni culturali alle iniziative dello stesso», dell'onorevole
Miccichè.
Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula dei firmatari, le
seguenti interrogazioni si intendono presentate con richiesta di
risposta scritta :
numero 1578 «Misure di tutela e salvaguardia dei palazzi e
delle chiese di via Crociferi, a Catania, tesori del barocco
della Sicilia orientale sotto l'egida dell'UNESCO»,
dell'onorevole Raiti;
numero 1588 «Notizie sullo stato di realizzazione del Museo
regionale d'arte moderna e contemporanea - sezione 'Francesco
Messina' di Linguaglossa (CT)», dell'onorevole Raiti.
numero 1597 «Interventi per il recupero strutturale e la messa
in sicurezza del castello Aragonese di Comiso (RG)»,
dell'onorevole Zago;
numero 1679 «Iniziative tendenti ad inserire il Sistema delle
Grotte della provincia di Trapani nel circuito culturale e
turistico della Regione», dell'onorevole Oddo;
numero 1687 «Richiesta di interventi di recupero di due torri
cinquecentesche site nel territorio della provincia di Trapani»,
dell'onorevole Oddo;
numero 1689 «Notizie in merito alla modifica del progetto
relativo alla realizzazione di una mostra sulla famiglia
Alliata», dell'onorevole Giannopolo.
D'accordo fra le parti, resta stabilito che l'assessore Pagano
fornirà risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
numero 1756 «Iniziative per la salvaguardia dell'ex Fornace
Penna sita nel territorio del comune di Scicli (RG)», degli
onorevoli Ortisi, Galletti, Manzullo, Spampinato e Vitrano.
numero 1830 <<Notizie in merito ai tempi di espletamento del
concorso a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione nell'aprile del 2000>>,
degli onorevoli Vitrano, Ortisi, Galletti, Manzullo e Spampinato.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n. 1776 «
Notizie sul meccanismo di ripartizione dei fondi regionali alle
associazioni concertistiche di prima e seconda fascia», degli
onorevoli Ortisi, Galletti, Spampinato e Vitrano.
Ha facoltà di parlare l'assessore Pagano per fornire la
risposta all'interrogazione.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Con l'interrogazione n. 1776, i proponenti
hanno chiesto di conoscere se il Governo della Regione ritenga di
dover modificare il meccanismo di ripartizione dei fondi a favore
delle Associazioni musicali, storiche siciliane al fine di
evitare la decurtazione che hanno subito le predette
Associazioni nell'esercizio finanziario 2003.
Al riguardo, faccio presente che la legge regionale numero 44
del 1985 individua tre categorie di Associazioni concertistiche
suddividendole in associazioni di interesse regionale,
provinciali e comunali, a seconda del numero di anni di attività
e del numero di manifestazioni concertistiche organizzate.
La medesima legge non attribuisce comunque il diritto al
contributo per le predette associazioni, in quanto lega
l'erogazione alla presentazione di apposita istanza corredata da
un dettagliato programma dell'attività che si intende svolgere
nell'anno e alla valutazione delle iniziative presentate operata
dall'Ufficio speciale per la valorizzazione del patrimonio
culturale dell'Assessorato ai beni Culturali.
Nel corso del corrente anno, il sottoscritto ha provveduto
insieme agli Uffici del Dipartimento ai Beni Culturali, ad
emanare apposita circolare valida per gli esercizi finanziari
2005 e 2006, quindi c'é una novità perché di solito si arrivava
ad aprile/maggio, si faceva la circolare, le domande venivano
presentate a settembre/ottobre e forse, se andava bene, entro
dicembre prima che le somme andassero in perenzione, venivano
erogate. Quest'anno invece, é accaduto che ci siamo messi in
linea nel 2005, sin dall'inizio e addirittura, nella stessa
circolare abbiamo detto che il termine per il 2006 scade il
31.12.2005, e quindi per la prima volta nella storia di questa
Regione, é stato fatto un ragionamento vero in termini di
programmazione. Questo é avvenuto con la circolare pubblicata
nella GURS n. 29 dell'8 luglio 2005, al fine di disciplinare i
criteri per l'assegnazione dei contributi ed individuarne i
parametri che elenco:
-Il livello artistico dei programmi presentati;
-il numero di concerti che si intendono realizzare;
-la struttura e la capacità organizzativa dell'associazione;
-l'attività da realizzare in zone non adeguatamente servite;
-i cicli di concerti per i quali sia stata prevista la
partecipazione di musicisti e compositori siciliani;
-la collaborazione tra associazioni che si impegnino a
coordinare le proprie attività allo scopo di ottimizzare
l'impiego delle risorse e di raggiungere più larghe fasce di
pubblico.
Il tutto, naturalmente, tenuto conto delle effettive risorse
finanziarie stanziate nell'apposito capitolo di bilancio.
Onorevole Spampinato, come vede, si tratta quindi di un autentico
salto qualitativo rispetto al passato.
PRESIDENTE Ha facoltà di intervenire l'onorevole Spampinato
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SPAMPINATO Mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula dei
firmatari, le seguenti interrogazioni si intendono presentate con
richiesta di risposta scritta:
numero 1777 «Interventi per il recupero dei siti archeologici
presenti nell'isola di Marittimo (TP)», dell'onorevole Oddo;
numero 1778 «Interventi per la verifica della documentazione
rinvenuta all'interno dello stabilimento Florio di Favignana TP)
in corso di ristrutturazione», dell'onorevole Oddo;
numero 1782 «Delucidazioni sulla nomina del Commissario per i
mosaici della Villa del Casale' di Piazza Armerina (EN)»,
dell'onorevole Tumino;
numero 1829 «Notizie in ordine alla soppressione di cattedre
degli insegnanti di sostegno in provincia di Messina»,
dell'onorevole Ardizzone;
numero 1830 « Notizie in merito ai tempi di espletamento del
concorso a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione nell'aprile del
2000», degli onorevoli Vitrano, Ortisi, Galletti, Manzullo e
Spampinato;
numero 1832 «Notizie in ordine al taglio di 145 posti di
insegnante di sostegno per l'anno scolastico 2004-2005 nella
provincia di Trapani», dell'onorevole Turano;
numero 1838 «Verifica della attendibilità delle graduatorie
degli insegnati della provincia di Palermo», degli onorevoli
Sammartino, Formica e Incardona;
numero 1915 «Notizie in ordine alla gestione del comitato
regionale della LIDU (Lega italiana dei diritti dell'uomo)»,
dell'onorevole Ferro;
numero 1943 «Richiesta di indagine amministrativa sull'iter
procedurale del progetto di recupero della Real Cittadella di
Messina», dell'onorevole Panarello;
numero 1987 «Iniziative al fine del riconoscimento del servizio
prestato da personale docente non di ruolo presso le scuole
materne regionali», dell'onorevole Sammartino;
numero 1998 «Interventi per l'attivazione a breve termine del
Museo regionale naturale delle miniere d'asfalto di
Castellucci e Tabuna (RG)», dell'onorevole Zago;
numero 2003 «Motivi della mancata immissione in servizio dei
vincitori del concorso a 39 posti di dirigente tecnico storico
dell'arte», dell'onorevole Panarello;
numero 2076 «Interventi per il completamento degli scavi
archeologici di Largo S.Giacomo adiacente al Duomo di Messina»,
dell'onorevole Panarello;
numero 2099 «Iniziative per evitare il ripetersi dei disservizi
verificatisi presso i siti archeologici di Segesta e di Tindari»,
dell'onorevole Oddo;
numero 2123 «Notizie sulla cessione all'Università del Palazzo
Cutò a Bagheria ed interventi della Regione», dell'onorevole
Virzì;
numero 2128 «Notizie sui motivi che hanno impedito
l'organizzazione di eventi culturali alternativi presso il Museo
del Satiro di Mazara del Vallo (TP) dopo il trasferimento
temporaneo del famoso reperto», dell'onorevole Ferro;
numero 2149 «Intervento sul Governo regionale a proposito del
licenziamento effettuato dal direttore del Teatro Biondo di
Palermo», dell'onorevole Virzì;
numero 2237 «Notizie sui motivi del ritardo nell'assegnazione
di personale LSU alla Soprintendenza di Palermo», dell'onorevole
Giannopolo;
numero 2268 «Interventi finalizzati alla modifica dell'art. 1
octies 'Concorso riservato per dirigente scolastico' della legge
n. 43 del 2005 di conversione del DL n. 7 del 31 gennaio 2005»,
dell'onorevole Zago;
numero 2273 «Interventi per la rimozione delle costruzioni in
legno realizzate nell'area del Parco archeologico di Siracusa»,
dell'onorevole De Benedictis;
numero 2304 «Interventi per l'annullamento del parere
favorevole espresso dall'Ufficio tecnico del Comune di
Campofelice Roccella (PA) a proposito del progetto di restauro
del Borgo Roccella, sito di notevole interesse etno-antropologico
gravato da vincoli paesaggistici», dell'onorevole Giannopolo;
numero 2318 «Interventi per la verifica della regolarità delle
procedure amministrative adottate per la selezione di 260
operatori tecnici da parte dell'Assessorato regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione»,
dell'onorevole Zago;
numero 2329 «Interventi per evitare la soppressione del corso
di chimica biologica presso l'Istituto professionale statale G.
Marconi di Vittoria (RG)», dell'onorevole Zago;
numero 2378 «Notizie circa i criteri di selezione adottati per
l'assunzione di personale tecnico presso l'Assessorato Beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione», dell'onorevole De
Benedictis;
numero 2393 «Iniziative per consentire ai comuni l'adozione dei
provvedimenti di competenza per la messa in sicurezza degli
edifici scolastici in zona sismica», dell'onorevole Oddo.
D'accordo fra le parti, resta stabilito che l'assessore Pagano
fornirà risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
numero 1786 «Interventi per accertare ed individuare le
responsabilità nella conduzione e gestione dell'Istituto
comprensivo statale di Valverde (CT)», dell'onorevole Villari;
numero 1894 «Revisione del progetto di 'Recupero e
valorizzazione del verde storico Giardino Bellini' di Catania e
della graduatoria relativa al POR Sicilia 2000-2006», degli
onorevoli Villari, Speziale, Zago e De Benedictis;
numero 1927 «Notizie in ordine alla mancata nomina dei consigli
di amministrazione degli Enti regionali per il diritto allo
studio universitario (ERSU) nelle province siciliane sede di
ateneo», dell'onorevole Villari;
numero 1929 «Revoca della trasformazione in fondazione del
Teatro Massimo Bellini di Catania e ripristino della operatività
della legge regionale n. 19 del 1986 istitutiva dell'Ente»,
dell'onorevole Villari;
numero 1930 «Interventi urgenti per il ripensamento dello
stralcio di alcune aree della 'Collina del Calvario', operato
dalla Giunta comunale di Licodia Eubea (CT) nell'ambito del
progetto di istituzione del parco archeologico così denominato»,
degli onorevoli Villari e Speziale;
numero 1974 « Iniziative per il sostegno delle spese di affitto
degli studenti universitari fuori sede e interventi presso il
Governo nazionale per il potenziamento dell'edilizia
universitaria, specie con riferimento agli alloggi per gli
studenti», dell'onorevole Villari;
numero 2160 «Interventi in materia di trasporto scolastico»,
dell'onorevole Villari;
Per assenza dall'Aula dei firmatari, le seguenti interpellanze
si intendono decadute, ma d'accordo fra le parti e non sorgendo
osservazioni, resta stabilito che l'assessore Pagano fornirà il
testo della risposta scritta agli interpellanti:
numero 119 «Notizie circa la localizzazione nel territorio di
Patti (ME) di impianti per lo smaltimento di rifiuti», degli
onorevoli Panarello e Genovese;
numero 150 «Notizie sull'impiego dei lavoratori della società
mista 'Arte e Vita'», dell'onorevole Barbagallo;
numero 169 «Iniziative per la salvaguardia del canale di
Brucoli», dell'onorevole Raiti;
numero 173 «Verifica dei criteri adottati per la ripartizione
alle associazioni concertistiche delle risorse ex legge regionale
n. 44 del 1985», degli onorevoli Barbagallo e Genovese;
numero 179 «Delucidazioni sui criteri adottati per la
concessione edilizia assentita alla ditta 'Generali Impianti
s.r.l.', notizie sul crollo del tratto della Via Madonna, lato
Piazza S. Anna, a Favignana (TP) ed informazioni sulla
funzionalità degli organi ed uffici del Comune di Favignana in
materia urbanistica ed edilizia», dell'onorevole Forgione;
numero 185 «Approfondimento dei criteri per l'attribuzione, da
parte dell' E.R.S.U., delle borse di studio e dei contributi
alloggio agli studenti dell'Università di Palermo»,
dell'onorevole Oddo;
numero 194 «Azione del Governo per modificare i criteri di
accesso alla facoltà universitaria di Medicina e chirurgia»,
dell'onorevole Raiti;
numero 195 « Avvio di un'indagine amministrativa al fine di
accertare eventuali responsabilità sui ritardi e sui criteri
adottati nell'erogazione del buono scuola», dell'onorevole Raiti;
numero 196 «Notizie in ordine alla corposa riduzione, per
l'anno scolastico 2004-2005, dei posti di insegnante di sostegno
nella provincia di Trapani», dell'onorevole Oddo.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge n. 1064/A
Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2004
PRESIDENTE Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito dell'esame del disegno di legge n.
1064/A Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2004 , iscritto al numero 2).
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge
era stato interrotto nella seduta n. 330 del 15 novembre 2005,
dopo la lettura dell'articolo 1 e la richiesta di verifica del
numero legale.
MICCICHE' Signor Presidente, affinchè resti agli atti,
preannunzio il mio voto contrario all'intero articolato del
disegno di legge n. 1064.
PRESIDENTE Invito gli uffici a prenderne nota.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Ci è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione. Chi è favorele resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'allegato 1 dell'articolo 7. Ne do lettura (vedi
allegato n. 2). Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura. (vedi allegato n.
2). Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura (vedi allegato N.2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura (vedi allegato N.2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura (vedi allegato N.2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura(vedi allegato N.2).
Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del disegno
di legge n.1064/A «Rendiconto generale della Regione siciliana e
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio finanziario
2004» avverrà successivamente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la
presente seduta gli onorevoli Cascio, Cimino, Scoma, Granata,
Virzì, Sammartino e Lo Monte.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2005 - Assestamento n. 1063/A
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Variazioni al bilancio della
Regione ed al bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 2005 - Assestamento» (1063/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 38
Contrari 7
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Rendiconto generale
della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali
perl'esercizio finanziario 2004» (1064/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Rendiconto generale della Regione
siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
finanziario 2004» (1064/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 40
Contrari 7
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta
martedì 29 novembre 2005 alle ore 17.00 con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera D) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 458 - Opportune iniziative per congelare il
trasferimento dei pazienti ospiti del reparto
lungodegenti (ex dementi tranquilli)
dell'ospedale di Busacca di Scicli (Rg) al
Centro per gravi appena inaugurato nel
capoluogo ibleo.
GURRIERI - BARBAGALLO - CULICCHIA -GENOVESE - TUMINO -
ZANGARA
N. 459 - Provvedimenti per il controllo e la tutela
del cinghiale delle Madonie.
SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI
III - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica: Industria .
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) «Misure finanziarie urgenti per l'anno finanziario 2005»
(n.1084);
2) «Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
vendita» (n. 1023/A) (Seguito);
3) «Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
7» (n. 977/A) (Seguito);
4) «Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonne» (nn. 986-987/A);
5) Disciplina della raccolta, commercializzazione e
valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908 - 812 - 6/A)
6) Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte (n. 1003/A)
7) «Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa» (n. 151 - Norme stralciate II/A).
V - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea.
VI - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 19.05
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO N. 1
Risposte scritte ad interrogazioni
FRATELLO - MAURICI.- «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
a seguito della pubblicazione del bando di partecipazione
all'O.C.M. giusto Reg. C.E. 1493/99, e conseguentemente a più
fattori concomitanti, in Sicilia su 1735 pratiche singole e 33
progetti collettivi, si prevede che solo 300 progetti singoli e
14 collettivi potranno usufruire dei fondi comunitari;
in provincia di Trapani, in particolare, su 1023 richieste di
singole imprese solo 140 sono finanziabili, a cui si aggiungono 9
progetti collettivi;
i criteri di attuazione del predetto bando non hanno tenuto
conto della realtà della provincia trapanese, sia nella
ripartizione delle somme che nella valutazione dei punteggi da
assegnare, ignorando che alle strutture della provincia era stata
concessa la cosiddetta 'distillazione di crisi', attuata in
funzione della pesante situazione che sta vivendo il mercato
finanziario;
la siccità dell'annata 2002/2003, già declarata a livello
nazionale, nella nostra regione ha cagionato, con la morte delle
piante per essiccamento, la distruzione di moltissimi ettari di
vigneto, costringendo i proprietari ad estirparli ed a
rinnovarli, con conseguente aumento delle richieste di
finanziamento;
considerato che:
i nostri imprenditori stanno realizzando nella provincia di
Trapani un notevole rinnovamento attraverso l'introduzione di
vitigni migliorativi, la valorizzazione di quelli autoctoni, la
ristrutturazione dei vigneti a spalliera per renderli
meccanizzabili e tale rinnovamento sta ottenendo, a livello
nazionale ed estero, apprezzamenti lusinghieri per i nostri vini;
il presente bando è il terzultimo utilizzabile e con il 2006 si
avrà una notevole contrazione dei finanziamenti della CE da
assegnare alla Regione siciliana, con un'inevitabile battuta
d'arresto per il settore vitivinicolo e per tutto l'indotto in
generale;
per sapere:
quali provvedimenti s'intendano attuare per risolvere i tre
punti cardine della questione, e cioè:
penalizzazione della provincia di Trapani nella ripartizione
delle somme;
penalizzazione della provincia di Trapani nei criteri di
valutazione subiti da alcune Cantine Sociali, a seguito della
'distillazione di crisi';
penalizzazione di tutti quegli imprenditori che, a causa della
morte dei propri vigneti, non hanno avuto la possibilità di
ripristinarli con la legge n. 185 poiché l'I.P.A. di Trapani ha
minimizzato il fenomeno, ed ora sono tagliati fuori anche dai
finanziamenti comunitari.» (1095)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1095, si fa
presente quanto segue.
Il Piano regionale per la ristrutturazione e riconversione dei
vigneti è finanziato con le risorse dell'OCM vino, le cui quote
annuali vengono assegnate alle Regioni in sede di Conferenza
Stato-Regioni sulla base di criteri stabiliti sin dal primo anno
di attuazione dell'OCM (2001).
Per quanto riguarda il bando 2002 è stata utilizzata l'intera
dotazione finanziaria pari a 31,336.000 milioni di euro per la
riconversione e la ristrutturazione di 4.228 ettari. I progetti
finanziati sono stati n. 500 progetti proposti da ditte singole
su 1913 inseriti utilmente in graduatoria e n. 22 progetti
collettivi su 37; complessivamente sono state utilizzate risorse
pari a 31,336 per la riconversione e la ristrutturazione di ha
4.228. Per la provincia di Trapani sono stati finanziati:
progetti singoli per una superficie (ha 926) pari al 48,43%
della superficie dei progetti singoli complessivamente
finanziata; l'importo erogato è stato pari al 48,74% del totale
regionale ( 6.790.403/13.930.000);
n. 16 progetti collettivi (su n. 22 totali) che rappresentano,
in valore, il 76% delle risorse utilizzate a livello regionale (
11.079.403/14.549.000); in termini di superfici gli ettari che
ricadono in provincia di Trapani costituiscono il 74,45 % del
totale (1.564/2.100).
Per il 2003 - considerato l'elevato numero di progetti inseriti
in graduatoria non finanziati per carenza di risorse, tenuto
conto che si trattava di progetti acquisiti con procedura
pubblica, valutati positivamente dall'Amministrazione e
posizionatisi al di sopra del punteggio minimo previsto per la
finanziabilità - il Governo ha deciso, di concerto anche con le
Organizzazioni professionali, di procedere allo scorrimento
dell'intera graduatoria. La copertura finanziaria è stata
assicurata da:
economie di altre Regioni, come peraltro era già accaduto per
le annualità OCM 2001 e 2002;
quota per la Sicilia dell'OCM relativa all'annualità 2003/2004,
al netto della somma necessaria per un nuovo bando per le zone di
riserva dell'OCM (Etna e isole minori); infatti per tali zone
erano stati finanziati tutti i progetti inseriti utilmente nella
graduatoria relativa al 2002 ed è stato necessario, pertanto,
procedere all'emanazione di un nuovo bando nel 2003
Lo scorrimento ha particolarmente favorito la provincia di
Trapani; infatti sugli ulteriori 5.640 ettari finanziati il 66%
(pari a 3.730 ettari) riguarda Trapani. Tale percentuale diventa
particolarmente significativa per i progetti collettivi dove la
provincia è presente per il 79% (pari a oltre 992 ettari) della
superficie finanziata ai tutti i progetti collettivi (pari a
5.640 ettari). I progetti singoli riguardano invece il 63% della
superficie con 2.735 ettari su 4.375 totali.
Alla luce di quanto sopra esposto risulta quindi evidente che
la provincia di Trapani non è stata in nulla penalizzata
dall'espletamento dell'OCM di riferimento. Si sottolinea,
inoltre, che sono state finanziate tutte le cantine dell'intero
territorio regionale.
Relativamente ai richiami per la siccità 2002/2003, si ricorda
che in base alla legge 185/92 l'attestazione di danno poteva
essere effettuata dall'Ispettorato soltanto nei casi in cui la
percentuale superava il 35% della PLV riferita ad un territorio
(non quindi alla singola azienda).
Dalle comunicazioni dell'IPA di Trapani relative all'annata
2002/2003 risultano, al contrario, diverse proposte di
declaratoria per piogge alluvionali (ottobre-dicembre 2002),
grandinate (8 giugno- 22 novembre 2003), trombe d'aria (21
novembre 2003-26 novembre 2003). Unica segnalazione di
declaratoria per siccità è quella relativa al periodo 2001-2002,
pubblicata sulla G.U.R.I. n. 280 del 28/11/2002.»
L'Assessore LEONTINI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
è noto che il virus denominato 'tristezza' è letale per gli
agrumeti;
gli agrumeti della provincia di Catania sono stati colpiti da
tale virus ed in particolare i comuni di Belpasso, Paternò e
Motta denunciano le situazioni più preoccupanti;
ad oggi, nonostante la pericolosità del virus sia nota e
nonostante siano centinaia le piante ormai irrimediabilmente
infette, non si è provveduto ad alcuna estirpazione;
per sapere:
quali provvedimenti si intendano porre in essere affinché
vengano tutelati gli agrumeti non ancora infetti;
quali provvedimenti si intendano porre in essere per
indennizzare i proprietari degli agrumeti colpiti dal virus
'Tristezza';
quali provvedimenti si intendano porre in essere affinché si
provveda all'immediata estirpazione delle piante infette e se
tale situazione sia in nesso di causalità con l'elargizione degli
indennizzi previsti.» (1177)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1177, si
rappresenta quanto segue.
A partire dalla primavera del 2003 il virus della tristezza
(Citrus Tristeza virus) si è manifestato in maniera significativa
negli agrumeti della Sicilia orientale, già fortemente provati
nella stessa annata agraria dal perdurare della siccità e dalla
ripetuta caduta di cenere vulcanica sulle piantagioni, che a
causa dei gravi danni provocati, avevano reso necessario
l'intervento della Protezione civile. Grazie a due diverse
ordinanze gli imprenditori sono stati, almeno parzialmente,
indennizzati delle perdite subite.
La materia relativa alla prevenzione e lotta del Virus della
tristezza è regolamentata dal Decreto di Lotta obbligatoria (D.M.
22/11/1966), che stabilisce, tra l'altro, che - accertata a
seguito delle analisi virologiche ufficiali la presenza del
Citrus Tristeza virus - il Servizio Fitosanitario deve dichiarare
contaminato il campo in cui è stato raccolto il campione e le
piante devono essere immediatamente estirpate e distrutte (art.
4). Il decreto è in corso di aggiornamento ed il limite del 30%
di infestazione previsto per l'estirpazione totale dell'impianto
dovrebbe essere eliminato dal nuovo testo, per lasciare facoltà
al Servizio Fitosanitario Regionale di stabilire la necessità di
estirpazione dell'intero impianto in base alla gravità della
situazione.
L'imprenditore - ricevuta la notifica dell'ordinanza da parte
del Servizio Fitosanitario regionale deve estirpare a spese
proprie.
La prevenzione è effettuata dallo stesso Servizio fitosanitario
regionale che, in base all'art. 2 del decreto, è obbligato ad
effettuare ogni anno indagini sistematiche mirate ad accertare la
presenza del virus sulle specie e ibridi coltivati a fini
produttivi .
Quindi, nel momento in cui il Servizio fitosanitario regionale
- che lavora in collegamento anche con le altre Istituzioni di
ricerca - ha evidenziato non solo la presenza ma, soprattutto, la
gravità dell'evolversi della situazione (circa 700 ettari
interessati dalla fitopatia), l'obiettivo principale Governo
regionale è stato l'individuazione delle azioni da attivare che
assicurassero, da un lato, una lotta efficace al virus e,
dall'altro, garantissero la possibilità di indennizzo agli
imprenditori.
Infatti, gli "Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato
nel settore agricolo" prevedono (punto 11.4) che, nell'ambito di
un idoneo programma di prevenzione, controllo ed eradicazione
della malattia, possono essere concessi aiuti agli agricoltori a
titolo di indennizzo delle perdite causate da epizoozie o
fitopatie fino al 100% delle spese effettivamente sostenute per
la distruzione dei raccolti.
Relativamente alla individuazione delle possibili misure di
indennizzo, la soluzione più immediata sarebbe stata quella di
attivare subito un bando con le risorse del Piano agrumi, la cui
misura relativa alla riconversione varietale aveva appena avuto
il via libera da Bruxelles (febbraio 2003). La quota di risorse
destinata alla Sicilia è pari a 24,194 milioni di euro su 40,882
milioni di euro dell'intera dotazione finanziaria della misura.
Tuttavia questo avrebbe penalizzato gli imprenditori in quanto
il regime d'aiuto autorizzato nell'ambito del citato Piano Agrumi
prevede - analogamente al POR - percentuali di contributo pari al
40% e per i giovani 45%, che si eleva rispettivamente al 50% ed
al 55% nelle aree svantaggiate, ben distanti dalla soglia del
100% consentita dagli Orientamenti comunitari per gli aiuti di
Stato nel settore agricolo.
Inoltre la misura 4.15c) del POR Sicilia prevede la possibilità
d'intervenire per i danni causati da calamità naturali alle
colture poliennali per la sostituzione delle piante con un
contributo pubblico fino al 100%.
Pertanto è stata subito evidenziata la possibilità di attivare
uno specifico bando a valere sulla misura 4.15c), apportando
alcune piccole modifiche al testo della scheda tecnica e
spostando 20 MEURO all'interno della stessa misura dall'azione
a)Agriturismo all'azione c) Ricostituzione e difesa dalle
calamità naturali.
Tenuto conto infine che gli Orientamenti vietano "...la
concessione di aiuti a favore di lavori già iniziati o di
attività intraprese prima che la domanda di aiuto sia stata
debitamente presentata all'autorità competente" è emersa la
necessità di notificare le ordinanze di estirpazione
parallelamente alla pubblicazione del bando. Al fine di
raggiungere l'obiettivo individuato è stata condotta una forte
azione di coordinamento tra l'Amministrazione regionale e gli
uffici del Ministero Politiche Agricole, interessando del
problema lo stesso Ministro Alemanno, il Capo Dipartimento pro-
tempore dott. Ambrosio e il Servizio Fitosanitario nazionale. Nel
frattempo è stata avviata una lunga trattativa con gli uffici
comunitari per poter inserire tra le spese ammissibili a
finanziamento, preferibilmente con la stessa percentuale di
contributo pari al 100%, anche il ripristino dell'impianto
d'irrigazione, nel caso in cui lo stesso fosse fisso. Il servizio
giuridico della Commissione Europea ha però espresso parere
negativo su tale ipotesi. Pertanto si è proceduto ad attivare la
procedura scritta per la modifica della scheda tecnica del
Complemento di Programmazione al fine di poter pubblicare al più
presto il bando a valere sulla misura 4.15c).
Si sottolinea che, durante l'intero periodo, gli uffici
dell'Assessorato hanno lavorato in strettissimo raccordo
operativo con il Servizio fitosanitario regionale al fine di
tener sempre sotto controllo la situazione ed essere certi che,
comunque, la propagazione della fitopatia restasse entro limiti
controllabili, a fronte della possibilità di indennizzo che gli
imprenditori avrebbero avuto con l'attivazione della misura
4.15c).
Il bando su tale misura - che prevedeva quindi i soltanto le
operazioni di estirpazione e reimpianto con una percentuale di
aiuto pari al 100% - è stato pubblicato alla fine mese di aprile
2004 ed il termine per la presentazione delle istanze è scaduto
nel mese di luglio 2004; le risorse messe a disposizione erano
pari a 20 milioni di euro, sufficienti per assicurare
l'estirpazione ed il reimpianto di oltre 1.000 ettari di
agrumeti. Sono pervenute complessivamente solo 16 richieste,
delle quali 12 ammesse a finanziamento, per un importo totale di
350.000 euro; i progetti finanziati sono in corso di
realizzazione.
Precedentemente al bando per la misura 4.15c) del POR, era già
stato espletato quello relativo alla misura 4.06 "Investimenti
aziendali" che prevedeva, tra l'altro, nell'ambito di un apposito
piano aziendale, anche la possibilità di estirpare gli agrumeti e
sostituirli con nuovi impianti o con altro ordinamento colturale,
compatibilmente con quanto previsto nel documento "Analisi
sbocchi di mercato" (Allegato 1 al POR Sicilia). In questo caso
la percentuale di aiuto era quella prevista dalla misura 4.06,
variabile dal 40% (45% per i giovani) al 50% (55% per i giovani),
e potevano essere finanziate anche altre tipologie di opere
(capannoni, recinzioni, impianti di irrigazione,..). Per le
aziende per le quali era stata emanata l'ordinanza di
estirpazione ai sensi del decreto di lotta obbligatoria per la
tristezza, è stato previsto un punteggio aggiuntivo, pari a 5/100
punti.
Da segnalare, infine, che nell'ambito del Piano Agrumi - le cui
percentuali d'aiuto sono le stesse della misura 4.06 del POR -
sono state destinate alla tristezza anche ulteriori risorse.
Infatti, oltre alla dotazione inizialmente prevista dal Piano,
alla misura "Riconversione varietale" sono state assegnate anche
quelle provenienti dall'art. 129 lett. e) della legge 388/2000
destinate a "fronteggiare gli eventi eccezionali conseguenti alla
grave crisi di mercato degli agrumi". Le risorse erano suddivise
negli anni 2000, 2001 e 2002, con una dotazione rispettivamente
pari a 6, 25, e 25 miliardi di vecchie lire, per un totale di 56
miliardi di lire. In sede di Conferenza Stato-Regioni le prime
due annualità sono state destinate alla misura "Riconversione
varietale" del Piano agrumi, mentre la terza è stata sempre
assegnata alla stessa misura ma per il problema della Tristezza.
Ad oggi, infatti, il quadro epidemico generale si definisce
molto grave per la contemporanea associazione di diversi fattori
di rischio quali l'introduzione di ceppi virulenti, la presenza
di vettori aficidi efficienti (soprattutto l'Aphis gossypii e il
Toxoptera citricida), la prevalenza dell'arancio amaro come porta-
innesto. La fase di latenza della malattia può variare,
soprattutto in relazione al vettore ed alla virulenza del ceppo,
da un decennio a 2-4 anni.
Il Governo è dunque impegnato nel tenere sotto controllo la
situazione ed a cercare nuove possibili soluzioni oltre alle
operazioni di estirpazione e reimpianto, per le quali si prevede
comunque la possibilità di riapertura dei termini del bando a
valere sulla misura 4.15c).
Inoltre, in relazione alla complessità dei fattori coinvolti,
il Governo - utilizzando appunto la quota destinata alla Sicilia
dall'ultima tranche dell'art. 129 lett. e) della legge 388/2000 -
intende avviare un'azione di ricerca coordinata e
multidisciplinare, affidata alle Università o altri Enti pubblici
di rilievo, finalizzata a comprendere la reale dinamica evolutiva
della malattia nelle condizioni peculiari dell'isola. Per tale
azione si è però ancora in attesa dell'autorizzazione
comunitaria.
Parallelamente, poiché è probabile - secondo l'esperienza
maturata da altri Paesi del bacino del Mediterraneo - che
sussistano ancora ampie aree non coinvolte dall'infezione ed
altre in cui l'infezione interessa solo una modesta percentuale
di piante, per cui basterebbe un intervento limitato di
estirpazione, si rende necessaria ed urgente un'indagine
conoscitiva più approfondita per definire la reale ampiezza
dell'area contaminata in tutto il territorio regionale.
A tal fine l'Assessorato Agricoltura coordinerà un Programma di
monitoraggio sistematico affidandone l'attuazione a strutture e
professionalità interne all'Amministrazione e/o a soggetti terzi;
per quanto attiene alle analisi, oltre quelle direttamente svolte
dal Servizio Fitosanitario regionale potranno essere coinvolti
anche laboratori accreditati dallo stesso Servizio fitosanitario
regionale o autorizzati dal MiPAF ai sensi del D.M. 22 novembre
1996.
Le diverse azioni attivate saranno supportate da una specifica
azione di divulgazione agricola, tramite i tecnici
dell'Assessorato che operano nei diversi distretti della regione.
Infine, il 12 agosto 2005 sulla GURS è stato altresì pubblicato
il bando relativo alla misura "Riconversione varietale" del
"Piano agrumi nazionale" che prevede finanziamenti al tasso del
40%-50% per estirpazione e reimpianto (anche con altre colture,
secondo quanto indicato nel documento "Analisi sbocchi di
mercato" allegato al Complemento di programmazione), e/o
reinnesto con un'attenzione particolare agli interventi che
possono contribuire alla lotta contro il virus della tristezza.
La dotazione finanziaria supera i 24 milioni di euro e le domande
dovranno essere presentate agli Ispettorati provinciali entro 120
giorni a partire dalla data di pubblicazione del bando.»
L'Assessore LEONTINI
MOSCHETTO.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- il Consorzio di bonifica di Caltagirone gestisce l'acqua
dell'invaso della diga dell'Ogliastro e lo stesso, in base alla
convenzione, deve assicurare, la distribuzione dell'acqua
disponibile, oltre al proprio territorio di competenza, per un
terzo al Consorzio di bonifica di Catania e per un altro terzo al
Consorzio di bonifica di Lentini;
- il Consorzio di bonifica di Caltagirone serve, tra gli altri,
gli agrumeti siti nel territorio di Palagonia, mentre il
Consorzio di bonifica di Lentini serve, tra gli altri, gli
agrumeti siti nel territorio di Scordia;
- da ben quattordici giorni nessuna erogazione di acqua è
avvenuta a favore degli agrumeti ricadenti nel territorio di
Scordia, con grave pregiudizio della produzione, mentre gli
agrumeti ricadenti nel territorio di Palagonia continuano
regolarmente ad avere l'erogazione di acqua;
- non risultano comprensibili le motivazioni per le quali
alcuni territori abbiano fruito nelle ultime due settimane
dell'irrigazione, mentre il comprensorio di Scordia durante lo
stesso periodo non ha fruito di alcuna irrigazione;
considerato che il Sindaco di Scordia ha più volte evidenziato
alle autorità competenti la grave situazione di danno
all'economia di Scordia ed i possibili problemi di ordine
pubblico, senza avere alcuna spiegazione;
per sapere se non ritengano opportuno intervenire urgentemente
con tutti i mezzi e le risorse disponibili al fine di consentire
tempestivamente l'erogazione dell'acqua per l'irrigazione agli
agrumeti siti nel territorio di Scordia ed evitare problemi di
ordine pubblico di difficile gestione e gravi danni all'economia
di Scordia. » (1234)
Risposta. «In riferimento alla interrogazione numero 1234, si
rappresenta quanto segue.
L'invaso Don Sturzo-Ogliastro è gestito dal Consorzio 7
Caltagirone ed ha finalità di irrigare i terreni di un
comprensorio ricadente in parte nel territorio dello stesso
Consorzio, in parte nei territori dei Consorzi di Bonifica 9
Catania e 10 Siracusa.
I quantitativi di acqua da erogare in favore dei due Consorzi
anzidetti vengono concordati all'inizio della stagione irrigua in
relazione alla disponibilità di acqua irrigua ed in relazione
alle esigenze effettive di ogni singolo Consorzio.
L'acqua ai due Consorzi viene erogata da un unico punto di
consegna, i quali provvedono con accordi specifici alla
successiva ripartizione.
La stagione irrigua 2003 è stata caratterizzata da siccità e
conseguente scarsa disponibilità di risorse idriche che ha quindi
determinato anomalie nella distribuzione dell'acqua.»
L'Assessore LEONTINI
TUMINO.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'agricoltura e per le foreste e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
lo sviluppo dei metodi di produzione dell'agricoltura
biologica, così come definiti dai Regolamenti Ce 2092/1991 e
1804/1999 e successive modifiche, rappresentano per i territori
della provincia di Enna una delle poche possibilità di sviluppo
sostenibile con riferimento ai vari aspetti: socio-economici,
agricoli, ambientali e paesaggistici;
viene da tutti riconosciuta l'importanza sempre maggiore che i
prodotti biologici acquisiscono sia dal punto di vista
commerciale che da quello relativo alla qualità della vita e
dell'ambiente;
il bando relativo alla misura F1b 'introduzione o mantenimento
dei metodi dell'agricoltura e della zootecnia biologica' (PSR
Sicilia - Reg. Ce 1257/1999) pubblicato nella GURS n. 28 del
20.6.2003, preclude la possibilità di partecipazione a molte
aziende agricole poichè è molto restrittiva l'area territoriale
prevista dall'art. 1.3 lett. a) del bando ed è del tutto
insufficiente ed inadeguata la disponibilità economica;
i comuni a sud di Enna (Aidone, Piazza Armerina, Valguarnera,
Pietraperzia e Barrafranca) rimangono del tutto esclusi mentre
tutti gli altri comuni della provincia di Enna sono esclusi per
gran parte dei loro territori dalla possibilità di partecipare al
predetto bando per i restrittivi requisiti di accesso;
per sapere:
se non ritengano opportuna una sospensione del bando affinchè
venga modificato in modo da adeguare le delimitazioni
territoriali a tutta la provincia ennese, al fine di garantire
una maggiore partecipazione delle aziende;
se nell'ipotesi che il bando ed i suoi effetti non vengano
modificati, non si ritenga opportuno e necessario proporre un
altro bando che abbia i requisiti di efficacia ed ampiezza con la
presente proposti.» (1244)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. In riferimento all'interrogazione numero 1244, si
rappresenta quanto segue.
Le scelte operate nell'elaborazione del bando relativo alla
misura F1b del PSR Sicilia "introduzione o mantenimento dei
metodi dell'agricoltura e della zootecnia biologica" pubblicato
sulla GURS n. 28 del 20/06/2003, in particolare per
l'individuazione delle aree interessate alle diverse azioni della
misura F, sono scaturite da precise considerazioni.
Il primo limite all'allargamento di alcune azioni a tutta la
Sicilia è stato di carattere finanziario: le limitate possibilità
messe a disposizione dalla Comunità Europea, non paragonabili a
quelle stanziate per il precedente Reg. CEE 2078/92, hanno
indotto l'Amministrazione a non riproporre alcune azioni e
limitarne il campo di applicazione per altre.
Si è pertanto proceduto all'individuazione delle aree a maggior
rischio ambientale, nel tentativo di ottenere una maggiore
concentrazione degli interventi su aree più ristrette.
Per tale motivo, in accordo alle priorità stabilite dal
Programma di Sviluppo Rurale per la Regione Sicilia, con il bando
2003 l'amministrazione regionale ha ritenuto opportuno non
riproporre l'azione F l a (metodi di produzione integrata) , in
quanto già con il primo bando 2001 si era pervenuti alla
copertura del 90% delle superfici previste dal suindicato
programma.
Per l'azione Fl b (agricoltura biologica), sì erano superate in
misura massiccia i dati previsionali. Tuttavia, in considerazione
della sua alta valenza ambientale, si è reputato necessario
riproporla - anche se con una diversa individuazione delle
caratteristiche di accesso - proprio al fine di concentrare ed
amplificare il vantaggio ambientale di detta azione.
In tale ottica sono state individuate le aree di applicazione,
esplicitate al paragrafo 1.3 del bando in questione,
riconfermando le aree prioritarie già definite nel precedente
bando sia per misura F1 a che per la F1 b, e, per il restante
territorio regionale, è stato consentito l'accesso a tutte quelle
aziende in possesso di determinati requisiti (specificati nel
suddetto paragrafo).
In ogni caso, dal rapporto intermedio di valutazione del PSR,
edito nel dicembre 2003, risulta che la provincia di Enna, nel
suo complesso, ha largamente usufruito degli aiuti previsti dal
Reg. CE 1257/99 per l'agricoltura biologica, con una superficie
assoggettata di 10.793 ha su complessivi 29.761 ha, pari al 36%
dell'intera superficie della regione.
Infine, grazie ad una nuova disponibilità di risorse derivanti
anche da economie delle altre regioni italiane, è stato possibile
pubblicare sulla GURS n. 21 del 20 maggio 2005 un ulteriore bando
per la misura F1b, il cui termine per la presentazione delle
istanze è scaduto il 14 luglio 2005.»
L'Assessore LEONTINI
GIANNOPOLO.- «Al Presidente della Regione, per sapere:
se non ritenga opportuno convocare nei prossimi mesi una
riunione urgente tra l'ufficio per l'emergenza idrica, le
organizzazioni degli agricoltori della provincia di Palermo,
l'ESA, in qualità di soggetto gestore della diga Poma e la
cooperativa che gestisce la distribuzione dell'acqua per i fini
irrigui e potabili;
se non intenda disporre l'immediata revoca del provvedimento di
concessione di 40.000 metri cubi di acqua per uso industriale
alla ditta Bertolino di Partinico nelle more della definizione di
un piano organico e concordato di distribuzione idrica;
se non consideri opportuno altresì accertare tempestivamente lo
stato di degrado e di disfunzione delle condotte e stabilire
eventuali interventi di manutenzione urgente sulle condotte della
diga Poma per consentire un maggior utilizzo delle capacità
idriche.» (1295)
Risposta. «In relazione all'interrogazione numero 1295, si
rappresenta quanto segue.
La manutenzione ordinaria della rete della diga Poma è
effettuata direttamente dalla Cooperativa Consorzio irriguo Jato
cui è stata consegnata la rete sin dagli anni '70.
Gli interventi di manutenzione straordinaria sono stati
effettuati negli anni, come stabilito dalla convenzione, a
seguito di specifiche segnalazioni del Consorzio irriguo gestore
della rete. Dati i limiti delle disponibilità finanziarie
dell'ESA, con particolare riferimento all'anno 2003, è stato
chiesto al Commissario delegato per l'emergenza idrica il
finanziamento della perizia di manutenzione redatta dal Consorzio
irriguo gestore. Nelle more della completa attuazione della l.r.
45/05 in merito all'identificazione dei gestori delle reti
irrigue, è stato redatto un progetto per l'esecuzione di lavori
di manutenzione straordinaria per il ricondizionamento delle
linee di adduzione principali, il cui finanziamento è stato
richiesto all' ufficio del Commissario delegato per l'Emergenza
idrica che ha già finanziato un primo intervento.
Più in generale, per quanto riguarda lo stato di degrado e
disfunzione delle condotte per consentire un maggior utilizzo
delle acque irrigue l'E.S.A. sin dal 2002 si è dotata degli studi
di fattibilità per il rifacimento delle reti, studi che sono
stati inoltrati al Dipartimento regionale della Programmazione
per l'ammissione al finanziamento.»
FLERES - CATANIA - G. MAURICI.- «All'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
i produttori agrumicoli sono stati particolarmente colpiti dal
susseguirsi di diverse calamità naturali che hanno fatto
registrare danni anche agli impianti;
con decreto ministeriale del 28 febbraio 2003 sono stati
riconosciuti i danni causati dalle gelate dei mesi di dicembre
2001 e gennaio 2002 ed i relativi indennizzi per le imprese
costrette a procedere alla potatura straordinaria degli agrumeti;
presso l'Ispettorato provinciale agrario di Catania, a seguito
dell'emanazione del predetto decreto, sono state depositate circa
7.000 istanze non ancora esitate;
a distanza ormai di due anni gli agrumicoltori non hanno ancora
beneficato di alcun indennizzo e, malgrado tutto, hanno
continuato ad esercitare la propria attività con i conseguenti
aggravi sui bilanci delle imprese;
ritenuto che è ormai divenuto necessario porre in essere
iniziative per il sostegno e il conseguente rilancio del settore;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare
quanto in premessa indicato;
come intenda intervenire presso l'Ispettorato agrario di
Catania e presso altri enti e/o organismi per il sostegno degli
agrumicoltori del catanese.» (1401)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1401, si
rappresenta quanto segue.
La crisi del settore agrumicolo affonda le sue radici nel
passato e non è legata a situazioni contingenti venutesi a creare
nel corso della campagna 2003/2004. Esistono dei problemi
strutturali legati ad esempio alla frammentazione aziendale,
all'utilizzo di varietà non sempre appetite dal mercato, alla
storica carenza di disponibilità irrigue, alla mancanza di
associazionismo e, di conseguenza, allo scarso potere
contrattuale dei produttori nei riguardi della Grande
Distribuzione.
A ciò si sono aggiunti i danni provocati da un susseguirsi di
avversità atmosferiche che hanno costretto le imprese, tra
l'altro, a procedere alla potatura straordinaria. In particolare
già con il primo riparto 2003 il Ministero per le Politiche
agricole e forestali aveva assegnato alla Regione Siciliana le
somme relative agli interventi contributivi previsti dall'art. 3
della legge 185/92 a favore delle aziende agricole danneggiate
sia dalle gelate del periodo dicembre 2001-gennaio 2002 che da
altre avversità atmosferiche chehanno interessato alcuni
territori delle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania,
Messina, Ragusa e Siracusa. Nel mese di marzo 2004 le somme in
questione erano già state accreditate agli Ispettorati
provinciali interessati.
Per gli indennizzi relativi alla potatura straordinaria è da
segnalare che - a valere sui 34. 447.675,17 della l.r. 5/2001 -
nel corso del 2002 l'Assessorato ha pubblicato un bando di gara
specifico per il settore agrumicolo, "Investimenti aziendali nel
comparto agrumicolo ", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana n. 32 del 12 luglio 2002. Per tale bando,
finalizzato alla realizzazione di investimenti nelle aziende
agrumicole abbisognevoli di urgenti interventi al fine di
adeguare le produzioni alle esigenze di mercato, era stata
prevista una dotazione pari a 25.000.000,00, considerata, ai
sensi dell'art. 100 della L.r. 32/2000, risorse aggiuntive alla
misura 4.06 del POR "Investimenti aziendali". Tuttavia, la
risposta da parte degli imprenditori agrumicoli è stata piuttosto
scarsa rispetto alle previsioni: sono infatti pervenute istanze
per un contributo pari a 15.238.646,56.
Si ricorda che tali risorse derivano dall'art. 137 della legge
388/2000. Infatti, l'art. 1 comma 4 della l.r. 6/2001
"Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2001" ha
autorizzato l'Assessore regionale per il bilancio ad effettuare
operazioni finanziarie per l'attualizzazione del credito, pari a
200 miliardi di vecchie lire, assegnato alla Regione con
1'articolo 137 della legge 388/2000. Lo stesso articolo 1 ha
vincolato l'utilizzazione di tali risorse ad alcune finalità,
destinando, tra l'altro, la somma di 30.4000.000 (circa 60
miliardi di lire) per fronteggiare la crisi del settore
agrumicolo. Con la l.r. n. 5 del 30 aprile 2001, che approvava il
bilancio della Regione Siciliana per l'esercizio dl 2001, è stata
iscritta nel capitolo 542912 la somma di 34.447.675,17 (pari a
£ 66.700.000) per interventi finalizzati a risolvere la crisi
agrumicola regionale.
Di tali risorse, nel corso del 2001, con D.A. n. 2950 del
31/12/2001, è stata utilizzata la somma di 2.187.164,50, pari a
£ 4.234.941.000, per effettuare un ritiro straordinario di agrumi
dal mercato; gli agrumi sono stati trasformati in succhi e,
sempre nel 2001, è stato espletato un bando a favore dei Paesi
Peco.
Successivamente è stato pubblicato il bando specifico per gli
agrumi, che però, come precedentemente detto, non ha avuto la
risposta attesa.
Ulteriori risorse - provenienti dallo stesso plafond - sono
state utilizzate per trasformare il contributo di solidarietà
erogato dalla Regione sin dal 1996 all'Associazione Italiana per
la Ricerca sul Cancro (AIRC), in azione promozionale a favore
dell'arancia rossa, provvedendo all'intera fornitura delle arance
necessarie per la manifestazione "Arancia della salute"
organizzata dall'AIRC ogni anno alla fine del mese di gennaio.
Ciò grazie alla notevole capacità di ritorno in termini di
immagine non solo per l'agrumicoltura siciliana ma per tutta la
Sicilia nel suo complesso.
La collaborazione con l'AIRC - regolata da una convenzione - si
inserisce in un quadro più ampio di iniziative a favore
dell'agrumicoltura che vanno, dagli interventi strutturali, al
potenziamento delle azioni promozionali e di ricerca.
Tra i vari interventi strutturali è da segnalare che il 12
agosto 2005 sulla GURS è stato altresì pubblicato il bando
relativo alla misura "riconversione varietale" del "Piano agrumi
nazionale" che prevede finanziamenti al tasso del 40%-50% per
estirpazione e reimpianto (anche con altre colture, secondo
quanto indicato nel documento "Analisi sbocchi di mercato"
allegato al Complemento di programmazione), e/o reinnesto con
un'attenzione particolare agli interventi che possono contribuire
alla lotta contro il virus della tristezza. La dotazione
finanziaria supera i 24 milioni di euro e le domande dovranno
essere presentate agli Ispettorati provinciali entro 120 giorni a
partire dalla data di pubblicazione del bando.»
L'Assessore LEONTINI
BARBAGALLO.- «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
premesso che:
nonostante un buon avvio della campagna agrumicola e la buona
qualità della produzione, gli operatori del settore lamentano una
preoccupante crisi nella commercializzazione dei prodotti;
la causa di tale crisi non risiederebbe tanto nel calo dei
consumi, che rimangono costanti, quanto nella immissione nel
mercato di agrumi, in particolare arance, di produzione estera;
considerato che:
il prodotto estero non è soggetto alle stesse rigorose regole
che invece gravano sui produttori italiani in tema di
disposizioni fitosanitarie e sanitarie nonché di norme che
disciplinano i trattamenti per la conservazione della produzione
e la cui osservanza comporta rilevanti oneri;
l'incertezza che regna sulla sorte della Emmegi di Termini
Imerese, azienda di trasformazione degli agrumi, ha dato un altro
duro colpo alla campagna agrumaria in corso;
l'attuale crisi rischia, dunque, di compromettere l'intera
campagna agrumicola con possibili gravi conseguenze sul piano
economico e sociale;
rilevato che:
occorre intervenire a difesa del prodotto italiano, a
salvaguardia dell'economia nonchè dei consumatori, cui deve
essere garantita la qualità del prodotto contro speculazioni e
sofisticazioni;
per sapere:
quali iniziative abbia intrapreso per il superamento della
crisi che ha investito la campagna agrumicola attuale;
quali controlli vengano effettuati sugli agrumi importati;
le ragioni per le quali non sia stato ancora pubblicato il
bando relativo al piano agrumi.» (1565)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1565, si
rappresenta quanto segue.
La crisi del settore agrumicolo affonda le sue radici nel
passato e non è legata a situazioni contingenti venutesi a creare
nel corso della campagna 2003/2004. Esistono dei problemi
strutturali legati ad esempio alla frammentazione aziendale,
all'utilizzo di varietà non sempre appetite dal mercato, alla
storica carenza di disponibilità irrigue, alla mancanza di
associazionismo e, di conseguenza, allo scarso potere
contrattuale dei produttori nei riguardi della Grande
Distribuzione.
Relativamente al Piano Agrumi, finanziato com'è noto con
risorse del CIPE e coordinato dal Ministero delle Politiche
Agricole, il Governo ha espresso più volte le proprie rimostranze
al Governo Nazionale per i ritardi accumulati. In particolare è
stata più volte sollecitata la realizzazione della misura
"Catasto Agrumicolo", affidata all'AGEA che avrebbe consentito
una più adeguata programmazione degli interventi da attivare
nelle zone vocate e non. Tra le altre misure di particolare
rilevanza si ricordano quelle relative alla promozione, alla
ricerca, alla riconversione varietale ed al monitoraggio. E'
intendimento del Governo continuare a sollecitare il Ministro
delle Politiche Agricole affinché tutte le misure previste siano
attivate il più rapidamente possibile.
Per quanto riguarda invece l'azione del Governo regionale, nel
corso degli ultimi anni molteplici sono stati gli interventi per
l'agrumicoltura sia in relazione ai problemi strutturali, che
alle azioni di promozione ed alla ricerca.
In particolare, occorre ricordare che l'art. 1 comma 4 della
l.r. 6/2001 "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2001" ha autorizzato l'Assessore regionale per il bilancio ad
effettuare operazioni finanziarie per l'attualizzazione del
credito, pari a 200 miliardi di vecchie lire, assegnato alla
Regione con l'art. 137 della L. 388/2000. Lo stesso articolo 1 ha
vincolato l'utilizzazione di tali risorse ad alcune finalità,
destinando, tra l'altro, la somma di 30.4000.000 (circa 60
miliardi di lire) per fronteggiare la crisi del settore
agrumicolo. Con la l.r. n. 5 del 30 aprile 2001, che approva il
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio del 2001, è
stata iscritta nel capitolo 542912 la somma di 34.447.675,17
(pari a £ 66.700.000) per interventi finalizzati a risolvere la
crisi agrumicola regionali.
Di tali risorse, nel corso del 2001, con D.A. n. 2950 del
31/12/2001, è stata utilizzata la somma di 2.187.164,50, pari a
£ 4.234.941.000, per effettuare un ritiro straordinario di agrumi
dal mercato; gli agrumi sono stati trasformati in succhi e,
sempre nel 2001, è stato espletato un bando a favore dei Paesi
Peco.
Successivamente - sempre a valere sui 34. 447.675,17 della
l.r. 5/2001 - nel corso del 2002 l'Assessorato ha pubblicato un
bando di gara specifico per il settore agrumicolo, "Investimenti
aziendali nel comparto agrumicolo ", pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana n. 32 del 12 luglio 2002. Per
tale bando, finalizzato alla realizzazione di investimenti nelle
aziende agrumicole abbisognevoli di urgenti interventi al fine di
adeguare le produzioni alle esigenze di mercato, era stata
prevista una dotazione pari a 25.000.000,00, considerata, ai
sensi dell'art. 100 della l.r. 32/2000, risorse aggiuntive alla
misura 4.06 del POR "Investimenti aziendali".
Tuttavia, la risposta da parte degli imprenditori agrumicoli è
stata piuttosto scarsa rispetto alle previsioni: sono infatti
pervenute istanze per un contributo pari a 15.238.646,56.
Nel 2004 sono stati inoltre finanziati ben 22 Programmi
Operativi di Organizzazioni di Produttori ad indirizzo
agrumicolo, ricadenti nei territori di Catania, Messina, Palermo
e Siracusa presentati ai sensi del regolamento CE 1433/03-OCM
Ortofrutta per un importo revisionale di spesa di 8.399.006,73.
I1 12 agosto 2005 sulla GURS è stato altresì pubblicato il
bando relativo alla misura "riconversione varietale" del "Piano
agrumi nazionale" che prevede finanziamenti al tasso del 40%-50%
per estirpazione e reimpianto (anche con altre colture, secondo
quanto indicato nel documento "Analisi sbocchi di mercato"
allegato al Complemento di programmazione), e/o reinnesto con
un'attenzione particolare agli interventi che possono contribuire
alla lotta contro il virus della tristezza. La dotazione
finanziaria supera i 24 milioni di euro e le domande dovranno
essere presentate agli Ispettorati provinciali entro 120 giorni a
partire dalla data di pubblicazione del bando.
Parallelamente a quanto attivato per gli interventi strutturali
rivolti al settore, il Governo regionale ha deciso di potenziare
anche l'azione promozionale in modo da favorire la penetrazione
del prodotto sul mercato nazionale ed estero.
In tale ottica, il Governo - con deliberazione n. 378 del 20
novembre 2002 - ha stabilito di attivare tutte le iniziative
possibili per fronteggiare la crisi agrumicola, rafforzando, tra
l'altro, la collaborazione con l'Associazione Italiana Ricerca
Cancro, nell'ambito dell'iniziativa "Arancia della salute ".
Occorre infatti ricordare che dal 1996 la Regione aveva stabilito
di contribuire all'iniziativa con un contributo di solidarietà,
pari a circa 258.000,00 ai sensi della legge regionale n.17/96.
Con l'edizione del 2002 è iniziata una nuova forma di
collaborazione con l'AIRC, definendo elementi innovativi ed
aggiuntivi rispetto alle edizioni precedenti, che hanno portato
all'immagine del prodotto siciliano la percezione della qualità e
della salute, valorizzando così anche l'aspetto promozionale
oltre l'aspetto di solidarietà già previsto precedentemente.
Grazie proprio ai risultati particolarmente positivi conseguiti
nella nell'edizione svoltasi il 26 gennaio 2002, la
manifestazione "Arancia della salute" è diventata, secondo le
indicazioni del Governo regionale, un forte elemento di
promozione dell'arancia rossa. Infatti, da quel momento 1'AIRC ha
inserito nelle proprie campagne pubblicitarie alcuni elementi
fondamenti per la valorizzazione del prodotto Sicilia: ad
esempio, il logo della Regione è sempre apparso accanto a quello
dell'AIRC, l'immagine stessa della Regione e dell'arancia rossa
sono state enfatizzate, i messaggi promozionali (televisivi e
stampa) sono stati veicolati dando particolare risalto alla
provenienza del prodotto offerto, etc.
Con la stessa deliberazione 378 del 20 novembre 2002 il Governo
ha stabilito, quindi, di utilizzare ulteriori risorse ex articolo
1 comma 4 lettera b) della l.r. 6/2001, fino al limite massimo
dei costi relativi alla fornitura delle arance, rispetto a quanto
ordinariamente previsto in base al contributo ex art. 18 della
l.r. 17/1996."
I rapporti con l' AIRC sono oggi regolati da una convenzione
stipulata nello scorso anno che permetterà alla Regione di
utilizzare per i prossimi tre anni un veicolo promozionale e
d'immagine di rilievo non solo per il numero di utenti raggiunti
dal messaggio ma anche, e soprattutto, per il ritorno d'immagine
che ne trae l'intera Regione.
Sempre sul versante promozione si sottolinea anche l'intensa
azione di coordinamento svolta con gli uffici del Ministero
Politiche Agricole per la definizione del Piano di promozione
realizzato dall'ISMEA, nell'ambito del Piano Agrumi.
Da ricordare ancora il finanziamento di attività promozionali
all'interno della Distribuzione Organizzata a favore di Consorzi
ed Organizzazioni di produttori, ai sensi dell'articolo 126 della
l.r. 32/2000. In particolare nel corso dell'ultima campagna
(2004) sono stati concessi aiuti per un ammontare di £ 390.000,
pari al 50% dell'importo dei progetti approvati per promozioni
dell'arancia rossa di Sicilia all'interno delle catene Autogrill,
Spizzico, Ciao, Sigma, etc. per un totale di 975 punti vendita,
mentre presso la catena Billa in Romania la promozione di limoni
ed arance biologiche ha riguardato 11 punti vendita.
Particolarmente significativa per gli agrumi è stata anche la
partecipazione alla fiera internazionale Fruit Logistica di
Berlino che rappresenta la manifestazione più importante al mondo
per il comparto dell'ortofrutta.
Di rilievo anche gli interventi attivati dall'Assessorato sul
fronte della ricerca. Da segnalare innanzitutto che - a valere
sulla misura 1.12 del POR Sicilia - sono in corso i progetti di
Realizzazione banca del germoplasma degli agrumi realizzato
dall'Istituto sperimentale per l'agrumicoltura di Acireale e il
progetto "Valorizzazione del germoplasma agrumicolo autoctono
siciliano" realizzato dall'Istituto ricerche genetiche agrumi del
CNR di Palermo.
Per valorizzare l'aspetto naturale dei nostri agrumi la cui
produzione è spesso legata a metodi di coltivazione biologica o,
comunque, rispettosi dell'ambiente, l'Assessorato ha attivato -
tramite il Consorzio regionale di ricerca BioEvoluzione (BES) -
un progetto dal titolo: "Applicazione e diffusione di tecniche di
controllo biologico in agrumicoltura" che per la prima volta,
interessa un territorio pari a circa 300 ettari e non il
territorio di una singola azienda.
Un altro importante passo per favorire la commercializzazione
degli agrumi è stato la conclusione del progetto "Cold
treatment", il trattamento a freddo degli agrumi siciliani.
Infatti, alla fine dello scorso anno si è conclusa la
sperimentazione che aveva avuto inizio nel 2001, con un
protocollo d'intesa stipulato a Tokyo. Il lavoro di ricerca
coordinato dal Servizio Fitosanitario regionale ha accertato
infatti che la mosca mediterranea non resiste alle basse
temperature assicurate dal "Cold treatment ". Le arance ora
possono essere esportate in Giappone e ciò costituisce
un'espansione reale del mercato agrumicolo.
Per quanto riguarda i controlli effettuati sugli agrumi
importati, tutta l'attività di controllo in materia fitosanitaria
compete al Servizio Fitosanitario regionale, secondo quanto
stabilito dal Decreto ministeriale 31 gennaio 1996 e successive
modifiche. I controlli fitosanitari vengono effettuati presso i
punti di entrata dell'isola (porti, aeroporti) da tecnici
qualificati, gli Ispettori fitosanitari, che garantiscono il
servizio su tutto il territorio regionale. Dalla verifica dei
dati si può affermare che negli ultimi anni non risulta alcuna
importazione di prodotto agrumicolo da Paesi terzi.
Non compete invece al Servizio Fitosanitario il controllo
sanitario sulla merce, che viene invece espletato dagli Ispettori
sanitari delle competenti AUSL.
I vegetali, i prodotti vegetali, le derrate alimentari - sia
per il consumo umano che per uso zootecnico - i loro relativi
imballaggi e, se necessario, anche i mezzi che li hanno
trasportati, se originari da Paesi terzi, per poter essere
introdotti nel territorio dello Stato debbono essere
ufficialmente ispezionati totalmente o su un campione
rappresentativo, al fine di accertare che non siano contaminati
da organismi nocivi (indicati espressamente nella normativa di
riferimento) e devono essere accompagnati da un certificato
fitosanitario di esportazione emesso dal competente Servizio
Fitosanitario del Paese d'origine.
A seguito dell'ispezione, nel caso di rischio di introduzione o
diffusione di organismi nocivi, il Servizio Fitosanitario
regionale adotta le misure previste nel Decreto Ministeriale 31
gennaio 1996 ed informa subito il Servizio Fitosanitario
nazionale; in caso contrario il Servizio Fitosanitario autorizza
l'importazione, rilasciando il certificato fitosanitario per
l'importazione.»
L'Assessore LEONTINI
VIRZI'.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- nel 2001 Tecnosistemi SpA , società con sede a Milano che si
occupa di installazioni telefoniche, ha rilevato dalla Italtel
SpA l'attività del ramo dello stabilimento Marisa Belisario di
Carini, nel quale si sviluppa la produzione di sistemi di energia
per telecomunicazioni, assorbendo il personale dipendente,
centoquaranticinque lavoratori in possesso di un alto livello di
preparazione professionale;
- nel febbraio 2002, appena pochi mesi dopo l'acquisizione del
ramo aziendale di Carini, la Tecnosistemi ha avviato su scala
nazionale un pesante piano di ristrutturazione che si è tradotto
in un ridimensionamento della pianta organica;
- nello stabilimento di Carini cinquanta dipendenti sono stati
dichiarati in esubero: per venti di loro è scattata la cassa
integrazione a zero ore mentre gli altri trenta sono stati posti
in mobilità e altri dodici sono stati dislocati nel settore
installazioni;
- il provvedimento, per quanto drastico, non ha risolto i
problemi dell'azienda che, ufficialmente per mancanza di
liquidità, ha pagato gli stipendi di marzo con oltre due mesi di
ritardo ai centoquindici lavoratori rimasti, anche a livello di
gruppo e, per il futuro, non riesce a garantire prospettive circa
il pagamento delle spettanze - a partire da quelle del mese di
aprile - e sulla continuità della produzione nello stabilimento
di Carini a causa di un calo delle commesse;
- i lavoratori posti in mobilità non hanno ancora percepito
tutte le loro spettanze, ma solo minimi acconti, il TFR e gli
incentivi sottoscritti dall'azienda;
- le difficoltà dello stabilimento Tecnosistemi di Carini
rappresentano un ennesimo segnale di crisi del tessuto
industriale in provincia di Palermo, oltre che del sostanziale
fallimento del modello di colonizzazione
del sistema produttivo siciliano da parte di grossi gruppi
allogeni, almeno quando questi sono privi di reali progetti di
sviluppo e di investimento;
- secondo notizie di fonte sindacale, dunque non ufficiali, i
reali motivi della crisi aziendale sarebbero il cambio
dell'Amministratore delegato imposto dalle banche creditrici e
gli sforzi finaziari per la quotazione in borsa tramite una
società (la NTS Network) di proprietà dell'ex presidente e
azionista di maggioranza della Tecnosistemi;
per sapere:
- se il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire
per apprendere quali siano le reali difficoltà, non solo di
ordine commerciale ma anche societario, che hanno accorciato il
respiro di un'azienda che conta 2.400 dipendenti in totale e che
mettono a repentaglio il futuro occupazionale di centocinquanta
persone in provincia di Palermo, e di informarne l'Assemblea
regionale siciliana;
- se non intenda verificare se la società consideri anche in
questo caso marginale lo stabilimento siciliano in rapporto alle
proprie strategie di sviluppo, nonostante l'acquisizione di
appena due anni fa;
- se non consideri di effettuare tutti i passi opportuni presso
l'azienda, ancorchè si tratti di una società privata, per
sbloccare il pagamento delle spettanze arretrate e la regolarità
del pagamento degli stipendi futuri ai dipendenti, affinchè le
questioni societarie scollegate con le dinamiche di un mercato
che, comunque, offre segnali di risveglio da una lunga crisi, non
siano scontate dai lavoratori;
- se non ritenga di dover intervenire presso il Governo
nazionale affinchè, anche a livello centrale, venga affrontata
una questione che riguarda 2.400 lavoratori, prevedendo, ove
possibile, l'annullamento dell'accordo tra Italtel SpA e
Tecnosistemi SpA per l'evidente mancanza di presupposti per poter
definire tale operazione cessione di ramo d'azienda , a norma
dell'art. 47 della legge n. 428 del 1990.» (1157)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1157, si
rappresenta quanto segue.
La situazione di crisi che ha interessato lo stabilimento
Tecnosistemi di Carini, sin dal suo verificarsi, è stata
monitorata dal Governo regionale ed in particolare dall'Assessore
regionale per l'industria pro-tempore in modo tale da poter
intervenire intraprendendo mirati percorsi affinché la situazione
di crisi potesse avviarsi verso uno sbocco positivo.
Purtroppo, la situazione di crisi alquanto complessa, ancorché
si è intervenuti presso i competenti organi governativi centrali
e presso i commissari straordinari di Tecnosistemi nominati dal
Ministro delle attività produttive, in una prospettiva di
rilancio dell'attività produttiva, attraverso lo studio e l'avvio
di procedure per la crescita di un nuovo polo tecnologico a
Carini, tutte le possibili iniziative a livello regionale non
hanno ottenuto l'effetto sperato.
In atto, comunque, la situazione è sempre attenzionata
dall'attuale compagine governativa attraverso il diretto contatto
con i commissari liquidatori per far sì che l'intenzione di altri
privati di acquisire il pacchetto stabilimento Tecnosistemi di
Carini e tutto il suo personale si concretizzi nell'immediato.
Nel contempo, il Governo della Regione ha anche sollecitato il
Governo centrale affinché la richiesta di congelamento degli
effetti dell'ultima riforma previdenziale per 40 dipendenti, che
potrebbero acquisire i benefici pensionistici utilizzando la
vecchia normativa, venga al più presto accolta e normata.»
L'Assessore D'AQUINO
BARBAGALLO - GURRIERI - ZANGARA.- «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per l'industria e all'Assessore per l'agricoltura e
le foreste, premesso che:
la vertenza Emmegi ovvero dello stabilimento siciliano che
trasforma i succhi di arance rosse con il marchio Santal per la
holding Parmalat, è diventata un vero e proprio caso politico, di
cui anche il Governo nazionale oltre che quello regionale non può
non farsi carico;
lo stesso Ministro alle attività produttive, l'on. Alemanno, in
occasione del convegno su Gli attrattori economici del sistema
Catania' svoltosi in questi giorni a Catania ha sostenuto la
necessità di fare decollare molti settori dell'economia
dell'isola ed ha indicato nell'agroalimentare di qualità e nel
turismo due dei settori strategici per la Sicilia;
considerato che la formale decisione del Commissario della
Parmalat, dott. Enrico Bondi, di non attivare per l'anno
2004/2005 la campagna agrumicola desta gravi e legittime
preoccupazioni non solo per la sorte dei lavoratori ma anche e
soprattutto per il futuro della filiera agroalimentare siciliana,
al cui potenziamento è funzionale un grande ed importante gruppo,
come Parmalat, e che è, pertanto, interesse generale mantenere
operativo nella nostra Regione;
nel contesto isolano, in contrasto con le potenzialità
vocazionali, si registra un forte ridimensionamento delle già
scarse industrie alimentari;
ritenuto che accettare passivamente la scelta operata dal dott.
Bondi equivarrebbe, nella sostanza, alla rinuncia di un progetto
di sviluppo agro-industriale capace di valorizzare le nostre
produzioni, arricchirle di valore aggiunto e veicolarle nei
mercati, completando un sistema di filiera idoneo a determinare
reddito, occupazione e lavoro qualificato;
considerato, inoltre, che per la nostra Regione significa,
altresì, aver bruciato importanti risorse, stante gli ingenti
finanziamenti concessi dalla Regione alla Emmegi;
rilevato che:
il Commissario della Parmalat, Enrico Bondi, il 29 dicembre
aveva comunicato alla Presidenza della Regione ed ai sindacati
l'impossibilità, a causa dello scarso quantitativo di arance
conferite allo stabilimento, di intraprendere l'attività per la
prossima campagna agrumaria 2004/2005;
la produzione è ferma dallo scorso maggio e 83 lavoratori della
fabbrica del gruppo Parmalat di Temini Imerese sono in cassa
integrazione dal dicembre 2004;
rilevato, inoltre, che:
il vertice dedicato al rilancio della fabbrica, tenutosi al
Ministero delle Attività produttive il 22 gennaio del c.a., si è
concluso soltanto con l'impegno relativo alla presentazione di un
piano entro i prossimi due mesi e con la previsione di una
revisione della compagine societaria attraverso l'ingresso di
altri produttori;
di fronte alla prospettiva della chiusura dell'Azienda il
Governo della Regione non ha fatto altro che allargare le
braccia;
considerato, altresì, che:
prima che si ipotizzasse la chiusura della fabbrica, la
Parmalat ha incassato per Emmegi ingenti somme pubbliche;
l'ultimo contributo pubblico per l'ammodernamento degli
impianti alla Emmegi è arrivato in piena crisi, nel dicembre
2003, e si tratta di 9 milioni e 400 mila euro di saldo di un
finanziamento europeo erogato dalla Regione siciliana;
ritenuto, altresì, che la decisione di non far partire la
produzione agrumaria alla Emmegi di Termini Imerese rappresenti
una sconfitta per tutta la Sicilia, la quale rischia di perdere
un'importante industria della filiera agroalimentare, nonostante
essa sia pressocchè l'unica produttrice mondiale delle arance
rosse;
per sapere:
quali provvedimenti il Governo della Regione abbia adottato a
tutela dei fondi pubblici già stanziati per la fabbrica di
Termini Imerese;
se e quali iniziative siano state assunte affinché nello
stabilimento di Termini Imerese sia assicurata per l'anno in
corso la trasformazione delle arance ovvero per non disperdere il
patrimonio ed il potenziale produttivo della Emmegi e con esso le
speranze di rilancio di un comparto vitale per la nostra economia
ed il nostro territorio.» (2041)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla problematica posta con
l'interrogazione numero 2041, pur se la materia non rientra nelle
specifiche competenze assegnate all'assessorato Industria, si
rassegna quanto segue.
La crisi che ha investito il settore industriale italiano, che
vede protagonista anche la società Emmegi di Catania, non è fine
a se stessa ma rientra nella particolare crisi industriale
europea verificatasi in seguito alla triste e famosa data dell'11
settembre 2001.
In Italia, le conseguenti refluenze negative sono state
amplificate dal crak economico delle società italiane, di livello
internazionale, - Parmalat, Cirio... - e sono state maggiormente
avvertite nelle regioni a scarsa imprenditoria industriale come
la nostra regione che in piena cronica emergenza occupazionale si
è ritrovata ad affrontare emergenza su emergenza cercando di
tamponare le enormi falle occupazionali apertasi in un settore
estremamente sensibile e vulnerabile.
Il Governo regionale, così come avvenuto per l'azienda Sole, è
intervenuto presso il Governo centrale affinchè le sorti della
Emmegi siano poste paritariamente a quelle della società madre
Parmalat.
E' indubbio, pertanto, che tutto il settore produttivo
industriale facente parte della filiera Parmalat è di fatto
legato al risanamento della stessa che peraltro risulta essere in
fase di avanzata definizione.
Al momento, comunque, la situazione resta sotto stretto
monitoraggio.
Ciò posto, per la parte che interessa la Emmegi di Catania
nello specifico si rende noto che:
la procedura CIGS risulta attivata nel dicembre 2004 e andrà a
scadere il prossimo dicembre 2005;
il Piano industriale era già in corso di esitazione lo scorso
mese di agosto;
nessuna notizia si ha sull' ipotesi di vendita.»
L'Assessore LEONTINI
ALLEGATO N. 2
RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA
'BILANCIO: bilancio e programmazione, finanze,
controllo della spesa regionale ed extra
regionale, credito e risparmio'
Onorevoli colleghi, il presente disegno di legge
riguarda l'approvazione del Rendiconto generale
della Regione e dell'Azienda foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 2004, esaminato dalla Corte
dei conti a sezioni riunite e parificato nella
pubblica udienza del 30 giugno 2005 nei termini
della decisione della corte medesima.
Le risultanze di gestione sono riassunte nel
disegno di legge in esame e così si compendiano:
Amministrazione regionale
Attivo
- Avanzo finanziario al 1 gennaio 2004euro
7.249.796.590,74
- Entrate accertate nell'esercizio 2004
16.322.787.
571,37
- Diminuzioni nei residui passivi
per perenzione amministrativa
1.615.730.
760,99
- Diminuzione residui passivi per economie
78.503.8
19,75
TOTALE
25.266.818.742,85
Passivo
- Spese impegnate nell'esercizio 2004
euro 16.305.263.047,29
- Diminuzione nei residui attivi
per riaccertamenti
720.346.623,81
- Avanzo finanziario al 31.12.2004
8.241.209.071,7
5
TOTALE
25.266.818.742,85
Il raffronto dei dati più significativi della
gestione dell'esercizio 2004 con i corrispondenti del
2003 evidenzia le seguenti variazioni:
- decremento degli accertamenti d'entrata del 4,85
per cento;
- incremento dei versamenti complessivi (compet. e
res.) del 23,94 per cento;
- decremento degli impegni di spesa del 7,74 per
cento;
- decremento dei pagamenti complessivi (compet. e
res.) dello 0,01 per cento;
- decremento nella consistenza dei residui attivi di
euro 2084 ml (-13,69 per cento);
- decremento nella consistenza dei residui passivi di
euro 473 ml (-7,64 per cento);
- miglioramento patrimoniale nel 2004 di euro 835 ml.
Aziende foreste demaniali
Attivo
- Avanzo finanziario al 1 gennaio 2004
euro
28.429.988,85
- Entrate accertate nell'esercizio 2004
120.098.
860,46
- Diminuzione nei residui passivi per perenzione
amministrativa
2.884.
542,31
- Diminuzione residui passivi per economie
4.235.
916,38
TOTALE
155.649.308,00
Passivo
- Spese impegnate nell'esercizio 2004
euro
142.851.076,85
- Diminuzione dei residui attivi
per riaccertamenti
6.000.000,00
- Avanzo finanziario al 31 dicembre 2004
6.798
.231,
15
TOTALE
55.649.308,00
DISEGNO DI LEGGE DELLA COMMISSIONE
TITOLO I
Approvazione dei rendiconti
Art. 1.
Rendiconto generale
1. Il rendiconto generale dell'Amministrazione
della Regione e il rendiconto dell'Azienda delle
foreste demaniali per l'esercizio 2004 sono approvati
nelle risultanze di cui ai seguenti articoli.
TITOLO II
Amministrazione regionale
CAPO I
Conto del bilancio
Art. 2.
Entrate
1. Le entrate correnti, in conto capitale e per
accensione di prestiti, accertate nell'esercizio
finanziario 2004 per la competenza propria
dell'esercizio, risultano stabilite in
16.322.787.571,37.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura
dell'esercizio 2003 in euro 15.220.864.597,99
risultano stabiliti per effetto di maggiori e minori
entrate verificatesi nel corso della gestione 2004,
in euro 14.500.517.974,18.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2004 ammontano
complessivamente a euro 13.136.578.720,09, così
risultanti:
Somme versate Somme rimaste
Somme rimaste Totale
in euro da versare in
euro da riscuotere in euro
Accertamenti 13.770.494.035,15
13.017.000,50 2.539.276.535,72
16.322.787.571,37
Residui 3.916.232.790,31
522.542.265,42 10.061.742.918,45
14.500.517.974,18
attivi esercizio 2003
Residui attivi al 31.12.04
euro 13.136.578.720,09
Art. 3.
Spese
1. Le spese correnti, in conto capitale e per
rimborsi di prestiti, impegnate nell'esercizio
finanziario 2004 per la competenza propria
dell'esercizio, risultano stabilite in euro
16.305.263.047,29.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura
dell'esercizio 2003 in euro 6.192.654.222,06
risultano stabiliti, per il combinato effetto di
economie e perenzioni, verificatesi nel corso della
gestione 2004 in euro 4.498.419.641,32.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2004 ammontano
complessivamente a euro 5.719.383.383,30, così
risultanti:
Somme pagate
Somme rimaste da pagare Totale
(in
euro)
Impegni 12.571.377.090,29
3.733.885.957,00 16.305.263.047,29
Residui passivi
esercizio
2003 2.512.922.215,02
1.985.497.426,30 4.498.419.641,32
Residui passivi al 31.12.04
5.719.383.383,30
Art. 4.
Avanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio
finanziario 2004 ha determinato un avanzo di euro
17.524.524,08 come segue:
Entrate correnti
euro
13.586.468.953,79
Entrate in capitale
2.692.111.699,
31
Accensione di prestiti
44.206.918,2
7
Totale entrate
euro 16.322.787.571,37
Spese correnti
euro
13.096.847.305,79
Spese in conto capitale
2.914.102.078,
21
Rimborso di prestiti
294.313.663,
29
Totale spese
euro 16.305.263.524,29
Avanzo della gestione di competenza
euro 17.524.524,08
Art. 5.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio
2004, euro 8.241.209.071,75, risulta stabilito come
segue:
Avanzo della gestione di competenza
euro 17.524.524,08
Avanzo finanziario dell'esercizio 2003
7.249.796.590,74
Diminuzione nei residui attivi lasciati
dall'esercizio
2003 (per riaccertamenti)
720.346.623,81
Diminuzioni nei residui passivi lasciati
dall'esercizio 2003
per perenzione amministrativa euro
1.615.730.760,99
per economia
78.503.819,75
1.694.234.580,74
Avanzo finanziario effettivo esercizio 2003
8.223.684.547,67
Avanzo finanziario al 31.12.2004
8.241.209.071,75
Art. 6.
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 621.164.357,64
il fondo di cassa alla fine dell'esercizio dell'anno
finanziario 2004 come risulta dai seguenti dati:
Attività
- Residui attivi al 31.12.2004
a) per somme rimaste da riscuotere
euro 12.601.019.454,17
b) per somme riscosse e non versate
euro 535.559.265,92
- Crediti di tesoreria
euro 2.555.907.421,28
- Fondo di cassa al 31.12.2004
euro 621.164.357,64
euro
16.313.650.499,01
Passività
- Residui passivi al 31.12.2004
euro 5.719.383.383,30
- Debiti di tesoreria
euro 2.353.058.043,96
- Avanzo finanziario al 31/12/2004
euro 8.241.209.071,75
euro
16.313.650.499,01
Art. 7.
Approvazione dell'allegato
1. E' approvato l'allegato n. 1 di cui all'articolo
12, ultimo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468.
Capo II
Conto generale del patrimonio
Art.8.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Amministrazione
regionale al 31 dicembre 2004, resta stabilita come
segue:
Attività
- Attività finanziarie
euro 16.313.650.499,01
- Crediti e partecipazioni
2.732.995.179,57
- Beni patrimoniali
564.031.497,86 19.610.677.176,44
Passività
- Passività finanziarie euro
8.072.441.427,26
- Passività patrimoniali
6.831.313.870,98 14.903.755.298,24
Eccedenza delle attività sulle passività al
31.12.2004
4.706.921.878,20
Titolo II
Appendice al bilancio della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2004
Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana
Capo I
Conto del bilancio
Art. 9.
Entrate
1. Le entrate correnti ed in conto capitale
accertate nell'esercizio finanziario 2004 per la
competenza propria dell'esercizio risultano stabilite
in euro 120.098.860,46.
2. I residui attivi, determinati alla chiusura
dell'esercizio 2003 in euro 110.897.378,74 risultano
stabiliti, per effetto di maggiori e minori entrate
verificatesi nel corso della gestione 2004 , in euro
104.897.378,74.
3. I residui attivi al 31 dicembre 2004 ammontano
complessivamente a euro 72.335.217,33, così
risultanti:
Somme versate Somme rimaste
Somme rimaste Totale
in euro da versare in
euro da riscuotere in euro
Accertamenti 68.526.756,92
49.071.548,54 2.500.555,00
120.098.860,46
Residui
attivi 84.134.264,95
7.467.826,60 13.295.287,19
104.897.378,74
dell'esercizio 2003
Residui attivi al 31.12.2004
euro 72.335.217,33
Art. 10.
Spese
1. Le spese correnti e in conto capitale, impegnate
nell'esercizio finanziario 2004 per la competenza
propria dell'esercizio, risultano stabilite in euro
142.851.076,85.
2. I residui passivi, determinati alla chiusura
dell'esercizio 2003 in euro 84.290.009,32 risultano
stabiliti, per effetto di economie e perenzioni
verificatesi nel corso della gestione 2004, in euro
77.169.550,63.
3. I residui passivi al 31 dicembre 2004 ammontano
complessivamente a euro 63.559.363,36, così
risultanti.
Somme pagate Somme
rimaste da pagare Totale
(in euro)
Impegni 86.019.685,27
56.831.391,58 142.851.076,85
Residui passivi
esercizio 2003 70.441.578,85
6.727.971,78 77.169.550,63
Residui passivi
euro 63.559.363,36
al 31.12.2004
Art. 11.
Disavanzo della gestione di competenza
1. La gestione di competenza dell'esercizio
finanziario 2004 ha determinato un disavanzo di euro
22.752.216,39 come segue:
Entrate correnti
euro 83.164.860,46
Entrate in conto capitale
36.934.000,00
Totale entrate euro
120.098.860,46
Spese correnti
105.279.425,94
Spese in conto capitale
37.571.650,91
Totale
spese euro 142.851.076,85
Disavanzo della gestione di competenza
euro 22.752.216,39
Art. 12.
Situazione finanziaria
1. L'avanzo finanziario alla fine dell'esercizio
2004, euro 6.798.231,15, risulta stabilito come
segue:
Disavanzo della gestione di competenza
euro 22.752.216,39
Avanzo finanziario dell'esercizio 2003
euro 28.429.988,85
Diminuzione nei residui attivi lasciati
dall'esercizio 2003 (per riaccertamenti)
euro 6.000.000,00
Diminuzione nei residui passivi lasciati
dall'esercizio 2003
Per perenzione amministrativa
euro 2.884.542,31
Per economia
euro 4.235.916,38 euro
7.120.458,69
Avanzo finanziario effettivo
dell'esercizio 2003
euro 29.550.447,54
Avanzo finanziario
al 31.12.2004
euro 6.798.231,15
Art. 13.
Fondo di cassa
1. E' accertato nella somma di euro 3.333.189,45 il
fondo di cassa alla fine dell'anno finanziario 2004
come risulta dai seguenti dati:
Attività
- Residui attivi al 31/12/2004
euro 72.335.217,33
- Crediti di tesoreria
7.883,09
- Fondo di cassa al 31/12/2004
3.333.189,45
Totale
euro 75.676.289,87
Passività
- Residui passivi al 31/12/2004
euro 63.559.363,36
- Debiti di tesoreria
5.318.695,36
- Avanzo finanziario al 31/12/2004
6.798.231,15
Totale
euro 75.676.289,87
Capo II
Conto generale del patrimonio
Art. 14.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale dell'Azienda delle
foreste demaniali della Regione siciliana al 31
dicembre 2004, resta stabilita come segue:
Attività
- Attività finanziarie
euro 75.676.289,87
- Beni patrimoniali
22.927.176,27
Totale euro
98.603.466,14
Passività
- Passività finanziarie
euro 68.878.058,72
- passività patrimoniali
2.825.482,23
Totale euro 71.703.540,95
Eccedenza delle attività sulle passività al
31.12.2004 euro
26.899.925,19
Art. 15.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione.
Allegato n. 1
Elenco di cui all'articolo 12, ultimo comma,
della legge 5 agosto 1978, n. 468
Nel corso dell'anno finanziario 2004, per
assicurare una congrua dotazione finanziaria ai
capitoli n. 219202 Restituzioni e rimborsi tasse ed
imposte dirette sugli affari e relative addizionali'
e n. 219205 Restituzioni e rimborsi tasse ed imposte
indirette sugli affari e relative addizionali', è
disposta una variazione integrativa, a norma
dell'articolo 12, primo comma, della legge 5 agosto
1978, n. 468 con il conseguente decreto
presidenziale:
Decreto del Presidente della Regione n. 291 del 24
marzo 2005
capitolo 219202 euro 89.183.549,35
capitolo 219205
294.592.000,00