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Resoconto d'Aula della Seduta n. 331 di martedì 22 novembre 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


                 La seduta è aperta alle ore 18.02.

   BRANDARA,  segretario  f.f.,  dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

  Rinvio dello Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
                          rubrica Industria

    PRESIDENTE   Comunico che il 17 novembre 2005  è pervenuta,  da
  parte   dell'Assessore  per  l'industria,   onorevole   D'Aquino,
  richiesta  di  rinviare lo svolgimento della rubrica  degli  atti
  ispettivi  attinenti la rubrica Industria, per impegni di  natura
  istituzionale.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Conseguentemente    il   punto  III   dell'ordine   del   giorno
   Svolgimento  di  interrogazioni ed interpellanze  della  rubrica
  Industria  è rinviato ad altra data.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che gli onorevoli  D'Aquino  e  Genovese
  hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missione

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Infurna è in missione  per
  ragione del suo ufficio dal 24 al 28 novembre 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

        - da parte dell' Assessore per l'Agricoltura:

      -N. 1095 - Interventi di sostegno agli imprenditori vitivinicoli
        della provincia di Trapani.
  -Firmatari: Fratello Onofrio; Maurici Giuseppe

      -N.  1177 - Interventi per tutelare dal contagio del  virus
        'Tristezza' gli agrumeti di Belpasso, Paternò e Motta  S.
        Anastasia (CT).
  -Firmatari: Fleres     Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
  Giuseppe

      -N. 1234 - Erogazione dell'acqua per usi irrigui nel territorio
        di Scordia.
  -Firmatario: Moschetto Angelo

      -N. 1244 - Incremento delle risorse e modifica della normativa
        sull'individuazione dei territori più vocati per l'agricoltura
        biologica.
  -Firmatario:  Tumino Carmelo

      -N. 1295 - Provvedimenti per consentire un ottimale utilizzo
        delle capacità idriche della diga Poma.
  -Firmatario:  Giannopolo Domenico

      -N.  1401  -   Interventi  al  fine   di   procedere   alla
        liquidazione delle richieste di risarcimento avanzate dai
        produttori agrumicoli del catanese.
  -Firmatari: Fleres     Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
  Giuseppe

      -N.  1565  -  Provvedimenti per superare la grave crisi  di
        commercializzazione degli agrumi in Sicilia.
  -Firmatario: Barbagallo Giovanni

      -da parte dell'Assessore per l'Industria:

      -N.     1157  -  Notizie  sullo  stato  dello  stabilimento
        Tecnosistemi S.p.A. di Carini (PA).
  -Firmatari:Virzi' Gioacchino

      -N. 2041 - Notizie sulle iniziative del Governo regionale in
        ordine alla crisi della Emmegi.
  -Firmatari:  Barbagallo Giovanni; Gurrieri Sebastiano; Zangara
  Andrea.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                             Commissione

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato,  in  data 21 novembre 2005, alla Commissione legislativa
   Servizi sociali e sanitari (VI) :

    -   Norme per il sostegno alle attività degli oratori  di  ogni
  confessione religiosa  (n. 1083)
    -di iniziativa parlamentare
  -Parere I Commissione.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  pervenute  dal Governo ed assegnate alla  Commissione legislativa
   Affari istituzionali (I) :

    - Accademia delle belle arti di Palermo. Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti  (n. 415/I)
    -pervenuto in data 16 novembre 2005
  -inviato  in data 17 novembre 2005

    - IACP  di  Messina  -  Designazione  componente  del  collegio
       sindacale  (n. 416/I)
  -pervenuto in data 16 novembre 2005
  -inviato in data 17 novembre 2005

    - Accademia delle belle arti di Catania. Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti  (n. 417/I)
    -pervenuto in data 16 novembre 2005
  -inviato in data 17 novembre 2005

    - Consorzio  di  bonifica  7  di  Caltagirone  -  Collegio  dei
       revisori. Designazione componenti  (n. 418/I)
  -pervenuto in data 16 novembre 2005
  -inviato in data 17 novembre 2005

    - Collegio  dei  revisori di Consorzi di bonifica. Designazione
       componenti supplenti  (n. 419/I)
  -pervenuto in data 18 novembre 2005
  -trasmesso in data 21 novembre 2005.

                    Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE   Comunico che la Commissione  legislativa   Servizi
  Sociali e sanitari (VI)  ha reso il seguente parere:

           Riassetto della Rete regionale delle U.T.I.N. e  delle
      neonatologie   e  linee  guida  per  l'organizzazione   del
      servizio  di  trasporto per le emergenze neonatali  (STEN)
      (n. 414/VI)
        -  reso in data 9 novembre 2005
        -  trasmesso in data  14  novembre 2005.

     Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni del
                               Governo

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

   n.  465 del 26 ottobre 2005 "POR Sicilia 2000/2006 - Complemento
  di  Programmazione  -  Adozione  delle  modifiche  approvate  dal
  comitato  di sorveglianza con procedura scritta n. 7 del  2005  -
  Misura 1.01  ;

   n.  466  del 26 ottobre 2005  POR Sicilia 2000/2006 -   Adozione
  delle  modifiche  approvate  dal  comitato  di  sorveglianza  con
  procedura scritta n. 7 del 2005 (FEOGA - Misura 1.05).

      Comunicazione di impugnativa del Commissario dello Stato

    PRESIDENTE   Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione siciliana ha impugnato le seguenti leggi:

   -  con  ricorso del 16 novembre 2005 ha impugnato l'articolo  1,
  comma  1,  lettera e), del disegno di legge n. 988   Disposizioni
  sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
  diretto  delle  funzioni amministrative  in  materia  di  demanio
  marittimo ,  approvato dall'Assemblea regionale  siciliana  nella
  seduta  n.  328  del  9-10 novembre 2005,  per  violazione  degli
  articoli 3, 9 e 97  della Costituzione e degli articoli 14  e  17
  dello Statuto speciale;

   con   ricorso  del 19 novembre 2005 ha impugnato  l'articolo  1,
  comma  4, lettera b), del disegno di legge nn. 771-774  Modifiche
  ed  integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti ,
  approvato dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  328
  del  9-10 novembre 2005, per violazione degli articoli  97  e  11
  della Costituzione.
   Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale

    PRESIDENTE   Comunico che il Tribunale  di  Palermo  -  Sezione
  lavoro,  in  data  18  novembre 2005, ha  trasmesso  copia  della
  ordinanza  con cui il giudice del lavoro,  dichiara  rilevante  e
  non manifestamente infondata, in relazione agli articoli 14 dello
  Statuto   della   Regione  siciliana  e  97,   comma  1,    della
  Costituzione,   la   questione   di  legittimità   costituzionale
  dell'articolo  96  della legge regionale n. 2  del  2002,   nella
  parte in cui prevede che  gli incarichi di cui ai commi 5 e 6 già
  conferiti  con  contratto possono essere revocati,  modificati  e
  rinnovati  entro novanta giorni dall'insediamento  del  dirigente
  generale  nella  struttura cui lo stesso è preposto ,  ordinando,
  pertanto  la  trasmissione degli atti  del  giudizio  alla  Corte
  costituzionale.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      -N. 2494 - Notizie sui criteri utilizzati per selezionare i
        partecipanti al concorso per mille posti nei ruoli dei beni
        culturali bandito dalla Regione siciliana nel 2000, e sui motivi
        che ne hanno legittimato la variazione.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Raiti Salvatore

      -N. 2496 - Interventi al fine di modificare la legge elettorale
        regionale con il recepimento della legge 5 febbraio 2003, n. 17
        'Nuove norme per l'esercizio del diritto di voto da parte degli
        elettori affetti da grave infermità'.
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Villari Giovanni

      -N. 2497 - Provvedimenti in favore del 'Servizio per il vivaismo
        viticolo di Comiso'.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatario: Incardona Carmelo

      -N. 2498 - Iniziative volte ad impedire la chiusura del Centro
        di Ricerca e Sviluppo STM di Palermo e per favorirne il rilancio.
  -Assessore Bilancio
  -Assessore Lavoro
  -Firmatario: Incardona Carmelo

   Le  interrogazioni testè annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

      -N.  2493  - Opportune iniziative allo scopo di far luce  e
        risolvere la vertenza AGEM S.p.A. di Caltanissetta.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavoro
  -Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

      -N. 2495 - Notizie sui mutui decennali concessi agli agricoltori
        siciliani ai sensi della legge n.178 del 2002.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatario: Virzi' Gioacchino

      -N. 2499 - Interventi urgenti per il ripristino della corretta
        viabilità nella zona di Largo Assisi a Paternò (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2500 - Interventi urgenti per il ripristino dell'opera di
        bonifica del torrente Jungo a Riposto (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2501 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio di
        nettezza urbana in via Corridoni e in via Spampinato a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2502 - Interventi urgenti per la bonifica della frazione
        S.M. degli Ammalati di Acireale (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Assessore Turismo
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2503 - Interventi urgenti per il ripristino dello stato di
        salubrità dei locali delle palazzine popolari di Via Carico 23/25
        della frazione di S.M. degli Ammalati di Acireale (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2504 - Interventi urgenti per il controllo sull'attuazione e
        l'osservanza delle disposizioni nazionali e comunitarie relative
        alla etichettatura dei prodotti ortofrutticoli.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Assessore Sanità
  -Assessore Cooperazione
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

      -N. 2505 - Interventi urgenti per la pulizia e la bonifica della
        Piazza Marina di Acitrezza (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe.

   Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

      -N.  281   -  Interventi a livello centrale  per estenderei
        benefici dell'art. 8 bis (collegato fiscale legge finanziaria
        2005), relativi alla stabilizzazione degli LSU, a tutti i comuni
        siciliani.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavoro
  -Firmatario: Panarello Filippo;

      -n. 282 - Interventi per un'idonea e razionale individuazione di
        un sito per l'allestimento, all'interno del parco archeologico di
        Agrigento,di un museo dal tema  Il carradore e il carretto
        siciliano'.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Manzullo Giovanni.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

      -n. 458  Opportune iniziative per congelare il trasferimento dei
        pazienti ospiti del reparto Lungodegenti (ex dementi tranquilli)
        dell'ospedale Busacca di Scicli (RG) al  Centro per gravi' appena
        inaugurato nel capoluogo ibleo , degli onorevoli Guerrieri,
        Barbagallo, Culicchia, Genovese, Tumino e Zangara
  -presentata in data 18 novembre 2005;

      -n.  459   Provvedimenti per il controllo e la  tutela  del
        cinghiale delle Madonne , degli onorevoli Sbona, Acanto, Basile e
        Scalici.
  -presentata in data 21 novembre 2005.

    Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno  iscritte
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva  perché  se  ne
  determini la data di discussione.

   Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

         Comunicazione di presentazione di ordini del giorno

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   n.  620   Promulgazione, con l'omissione delle parti  impugnate,
  della  legge  approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta  n.  328  del  9-10 novembre 2005, recante   Modifiche  ed
  integrazioni  alla normativa regionale in materia  di  appalti' ,
  degli onorevoli  Savona, Formica e Mercadante;

   n.  621   Promulgazione, con l'omissione delle parti  impugnate,
  della  legge  approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta  n. 328 del 9-10 novembre 2005, recante  Disposizioni  sul
  rilascio  delle  concessioni di beni demaniali  e  sull'esercizio
  diretto  delle  funzioni amministrative  in  materia  di  demanio
  marittimo'  degli onorevoli  Savona, Formica e Mercadante.

   Ne do lettura:

                    «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205  del
  1996,   ha  ancora  una  volta  ribadito  il  principio  che   la
  promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
  Regione  ha  come  conseguenza  la  consumazione  del  potere  di
  promulgazione  da  parte dello stesso Presidente,  provocando  la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   Considerato che:

   -  la  legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta  n.  328  del  9-10 novembre 2005, recante   Modifiche  ed
  integrazioni  alla normativa regionale in materia di  appalti'  è
  stata  impugnata dal Commissario dello Stato in modo  parziale  e
  che,  in  pendenza  del  giudizio, non può  essere  integralmente
  promulgata;

   -  non  può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il  potere
  di  valutare  se e in quale misura la promulgazione parziale  sia
  suscettibile  di  alterare il contenuto della  legge,  e  se  sia
  comunque  opportuno  che  tale  contenuto,  formalmente  unitario
  all'origine,  venga  scisso in disposizioni autonome  ed  immesso
  nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;

   -  la  citata  sentenza della Corte n. 205/96  ha  affermato  il
  principio  che, a seguito dell'impugnazione parziale della  legge
  regionale,  il  Presidente della Regione  può  essere  vincolato,
  riguardo  al tipo di promulgazione da porre in essere,  non  solo
  con  'delibere  legislative' (abrogativa  l'una  e  riapprovativa
  l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
  ordini del giorno);

   -   occorre   conciliare  l'esigenza  che  la  legge,   ancorché
  impugnata   dal  Commissario  dello  Stato,  venga   urgentemente
  promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della  Regione,
  con  l'altra  che  discende  dalla convinzione  che  sulle  norme
  impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,

                 impegna il Presidente della Regione

   -  a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
  approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  328
  del 9-10 novembre   2005, recante  Modifiche ed integrazioni alla
  normativa regionale in materia di appalti'.» (620)

   SAVONA - FORMICA - MERCADANTE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205  del
  1996,   ha  ancora  una  volta  ribadito  il  principio  che   la
  promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
  Regione  ha  come  conseguenza  la  consumazione  del  potere  di
  promulgazione  da  parte dello stesso Presidente,  provocando  la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   Considerato che:

   -  la  legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta  n.  328  del  9-10 novembre 2005, recante    Disposizioni
  sul rilascio delle concessioni di beni demaniali e sull'esercizio
  diretto   delle funzioni  amministrative  in materia  di  demanio
  marittimo è stata impugnata dal Commissario dello Stato in   modo
  parziale e che, in  pendenza   del   giudizio,  non  può   essere
  integralmente promulgata;

   -  non  può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il  potere
  di  valutare  se e in quale misura la promulgazione parziale  sia
  suscettibile  di  alterare il contenuto della  legge,  e  se  sia
  comunque  opportuno  che  tale  contenuto,  formalmente  unitario
  all'origine,  venga  scisso in disposizioni autonome  ed  immesso
  nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;

   -  la  citata  sentenza della Corte n. 205/96  ha  affermato  il
  principio  che, a seguito dell'impugnazione parziale della  legge
  regionale,  il  Presidente della Regione  può  essere  vincolato,
  riguardo  al tipo di promulgazione da porre in essere,  non  solo
  con  'delibere  legislative' (abrogativa  l'una  e  riapprovativa
  l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
  ordini del giorno);

   -   occorre   conciliare  l'esigenza  che  la  legge,   ancorché
  impugnata   dal  Commissario  dello  Stato,  venga   urgentemente
  promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della  Regione,
  con  l'altra  che  discende  dalla convinzione  che  sulle  norme
  impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,

                impegna il  Presidente della Regione

   -  a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
  approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  328
  del 9-10 novembre   2005, recante  Modifiche ed integrazioni alla
  normativa regionale in materia di appalti'.» (621)

   SAVONA - FORMICA - MERCADANTE

   Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 620.

      MICCICHÈ   Dichiaro, anche a nome dell'onorevole  Spampinato,
  di astenerci dalla votazione di entrambi gli ordini del giorno.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 621, con l'astensione
  dell'onorevole Miccichè e dell'onorevole Spampinato.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                   Per un richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,  il   richiamo   riguarda    le
  modalità  di  votazione che possono essere utilizzate  durante  i
  lavori  del  Parlamento siciliano e, specificatamente, l'utilizzo
  del voto segreto previsto dal nostro Regolamento.
   Voglio  fare  questo sollecito alla Presidenza per una  semplice
  ragione.  Nei  giorni  scorsi  sono  state  rilasciate,  in   più
  interviste  e  in più quotidiani regionali, alcune  dichiarazioni
  dell'Assessore  Granata che, riferendosi  alle  modalità  con  le
  quali  viene  utilizzato il voto segreto  in  quest'Aula,  le  ha
  definite  vergognose .
   Ritengo  che  la  Presidenza debba non solo  fare  rispettare  i
  lavori di quest'Aula da parte di un membro del Governo, ma  ancor
  di   più  debba  far  rispettare  le  modalità  di  utilizzo  del
  Regolamento.  E'  infatti grave che il   cittadino,  leggendo  le
  dichiarazioni  di un membro del Governo, possa  ritenere  che  in
  quest'Aula, quando si procede con il voto segreto, si violano  le
  norme o si compiono atti vergognosi.
   Voglio  ricordare  a  me  stesso e a quest'Aula  che  in  questo
  Paese, ancor prima dell'entrata in vigore della Costituzione,  il
  Regolamento di questo Parlamento contemplava il voto segreto e lo
  stesso,  nell'Italia  democratica, era  stato  abolito  solo  dal
  Fascismo.
   Se  l'onorevole  Granata, pertanto,  ritiene che  utilizzare  il
  voto segreto è cosa vergognosa, forse dipende da sue reminiscenze
  storiche;  vorrebbe  forse che in quest'Aula arrivasse  il   duce
  Granata    e   che  questo  Parlamento  abdicasse   a   qualunque
   desiderata dello stesso.
   Quando   in  Italia,  successivamente,  è  stata  approvata   la
  Costituzione  e  si è avuta una repubblica libera e  democratica,
  il   Parlamento   democratico  della   Repubblica   italiana   ha
  ripristinato lo strumento del voto segreto che garantisce ad ogni
  singolo  parlamentare di esprimersi liberamente, senza  pressioni
  da parte di alcuno.
   Quello  che  mi  fa  più  specie, signor Presidente,  è  che  un
  esponente  come  l'assessore Granata -  che  è  stato  Presidente
  della  Commissione  Antimafia  in questo  Parlamento  -  dovrebbe
  sapere  che  quando  qualcuno in quest'Aula  si  oppone  al  voto
  segreto,  probabilmente  utilizza gli  stessi  metodi  che  altre
  organizzazioni, fuori da quest'Aula, utilizzano  per  imporre  la
  propria volontà ai singoli.
   Personalmente  continuerò  a  richiedere,  ogni   qualvolta   lo
  riterrò  opportuno  e ogni qualvolta il Regolamento  me  ne  darà
  facoltà, lo strumento del voto segreto e - ripeto - mi auguro che
  la  Presidenza  possa  intervenire  presso  il  Presidente  della
  Regione  nei  confronti  del  signor  Granata  che,  con   queste
  dichiarazioni,  non  fa  altro che gettare  ulteriore  fango  sul
  nostro  Parlamento e sulla sua attività.

    PRESIDENTE   Grazie onorevole Acierno. Come lei  ha  già  detto
  nel   suo   intervento,  l'onorevole  Granata  ha  svolto   delle
  considerazioni   ed   ha   espresso  dei  giudizi   assolutamente
  personali,  la qualcosa rientra  nella sua facoltà e ne  risponde
  nei confronti dell'opinione pubblica.
   Per  quanto riguarda la Presidenza, sa bene che il voto  segreto
  è  un  istituto  previsto dal nostro Regolamento,  ancorchè   dai
  Regolamenti di Camera e Senato.

    ACIERNO  E non è vergognoso

    PRESIDENTE    Pertanto, nulla di anomalo  si  è  verificato  in
  quest'Aula  né si verificherà mai fino a quando si ricorrerà   al
  voto  segreto ogni qualvolta che verrà richiesto dai deputati  ed
  appoggiato a termini di  Regolamento.
   E,   certamente,   non  è  nulla  di  vergognoso   ed,   essendo
  contemplato, è assolutamente regolamentare.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Saluto agli studenti dell'Istituto comprensivo  Alessandro
                              Manzoni
               di Alessandria della Rocca e Cianciana

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, saluto  gli  studenti  e  gli
  insegnanti  dell'Istituto  comprensivo   Alessandro  Manzoni   di
  Alessandria della Rocca e Cianciana, nonché il sindaco, che è  il
  nostro collega onorevole Sanzeri, che questa sera sono presenti a
  Sala  d'Ercole  per  comprendere il funzionamento  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, ma anche per poter apprezzare  le  bellezze
  artistiche  e storiche di questo Palazzo, simbolo della  cultura,
  della democrazia ed anche della tolleranza della nostra Isola.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  grazie  per
  avermi  dato  la parola, desidero fare un intervento che,  penso,
  interessi tutta l'Aula.
   Oggi  tutti noi, io nella qualità di Presidente di  Commissione,
  abbiamo  adempiuto  al  nostro compito per  la  parte  di  nostra
  competenza  relativamente all'esame del  bilancio  e  domani   si
  continuerà  a lavorare a tale disegno di legge  nella Commissione
  Bilancio  e Finanze. Non sapendo quali sono i programmi dell'Aula
  per  le giornate di domani e di dopodomani e essendo impegnati  i
  deputati  della città e della provincia di Messina nelle elezioni
  amministrative  di  domenica, ritengo di poter  chiedere  di  non
  convocare l'Aula né domani né dopodomani. Lo ritengo opportuno  e
  rispettoso  nei confronti di tutti i colleghi della provincia  di
  Messina.
   Personalmente  non sarei presente perché credo  sia  più  giusto
  essere  nella  propria città almeno negli ultimi quattro,  cinque
  giorni.
   Nel  passato,  in occasioni analoghe,  i lavori  dell'Aula  sono
  stati  sospesi anche  per quindici giorni; penso, pertanto,   che
  si possa arrivare a tale conclusione  per questi giorni.
   Ribadisco   la  mia richiesta che è la chiusura  dei  lavori  di
  oggi e il rinvio alla settimana prossima.

    PRESIDENTE     Onorevole   Beninati,    l'orientamento    della
  Presidenza, così come è accaduto in altre circostanze analoghe, è
  quello   di  non  tenere  seduta  nelle  giornate  di  domani   e
  dopodomani, proprio per consentire ai deputati della provincia di
  Messina  di  essere  presenti per seguire le  ultime  fasi  della
  campagna elettorale.
   Tuttavia, onorevoli colleghi, credo sia opportuno rendere  utile
  la nostra presenza stasera e, nei limiti del possibile, approvare
  almeno  il rendiconto generale della Regione che, tra l'altro,  è
  utile  anche  ai fini degli ulteriori passaggi, e  qualche  altro
  disegno  di legge  su cui non ci sono ostacoli, questo è peraltro
  quanto era stato deciso.
   Pertanto,    se   questo   è   l'orientamento,   non    sorgendo
  osservazioni, resta così stabilito.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  permetto
  di esprimere tutto il mio rammarico per quanto sta succedendo.
   Ritengo, infatti, che quando venne fissato l'ordine del  giorno,
  prevedendo,  tra i punti all'esame, la risposta ad interrogazioni
  riguardanti materie importanti per l'economia della Sicilia, come
  la rubrica dell'industria - risposte e interrogazioni ormai anche
  datate,  che  probabilmente risultano anche superate  -   ebbene,
  ritengo  che  questo ordine del giorno sia stato  concordato  con
  l'assessore  competente; motivo per cui credo  sia  assolutamente
  disdicevole che venga richiesto il congedo nel giorno  in  cui  è
  fissata l'Aula per poter dare risposte a queste interrogazioni.

    GURRIERI   Chiediamo  l'intervento  del  programma   Chi   l'ha
  visto? .

    SPAMPINATO   Faccio  mio il suggerimento  mosso  dall'onorevole
  Gurrieri,  riferito  all'assessore D'Aquino,  e  quindi  desidero
  formalmente   esprimere  una  sollecitazione  anche   alla   nota
  trasmissione   televisiva  di  Rai  3  per  vedere   se,   almeno
  quest'ultima, ci può riportare in Aula per potere avere  risposte
  su determinati temi che necessitano di provvedimenti concreti
   Signor  Presidente,  a  questo punto, mi rivolgo  anche  a  lei,
  perché,  proprio  su una vicenda riguardante  l'ASI  di  Catania,
  avevo   formalmente  protestato  nei  confronti  dell'Assessorato
  all'industria che, in violazione di una recente norma  votata  da
  questa  Assemblea  regionale, aveva opposto un  diniego  rispetto
  all'accesso  agli  atti richiesti da un deputato,  nell'esercizio
  delle proprie funzioni parlamentari.
   Mi  era  stata  assicurato  dalla Presidenza  dell'Assemblea  un
  immediato  intervento, affinché ciò non accadesse  ulteriormente;
  purtroppo,  non ho avuto alcuna risposta a questa  mia  lamentela
  che,  a  tutela non soltanto della mia specifica esigenza,  ma  a
  tutela della stessa funzione parlamentare, così come previsto  da
  una norma specifica dell'Assemblea ha diritto ad accedere a tutti
  gli atti riguardanti enti controllati e amministrati dalla stessa
  Regione siciliana.
   Signor  Presidente, manifesto a lei tutto il mio  rammarico  per
  non  poter  espletare stasera la mia funzione ispettiva  rispetto
  alla rubrica Industria.
   Le  chiedo  ulteriormente di comprendere come è potuto  accadere
  che ad un parlamentare sia stato opposto un diniego rispetto alla
  possibilità  di  conoscere  determinati  atti,  in  questo   caso
  riguardanti l'area di sviluppo industriale di Catania.

    PRESIDENTE    Onorevole  Spampinato,  ancora  una   volta,   la
  Presidenza trasmetterà la sua giustificata, più che giustificata,
  lagnanza  all'assessore  D'Aquino, sollecitando  la  trasmissione
  degli atti da lei richiesti, così da consentirle di espletare  il
  suo mandato parlamentare.
   Onorevoli colleghi, se siete d'accordo, non appena raggiunto  il
  numero   legale,   potremmo  sospendere  la   trattazione   delle
  interrogazioni della rubrica  Beni culturali  per votare gli atti
  finanziari di cui abbiamo parlato, considerato che si  tratta  di
  questioni di una certa urgenza.
   Se non ci sono osservazioni, così resta stabilito.

   Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
          Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  all'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  rubrica
   Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione .

    PAGANO  assessore regionale per i beni culturali, ambientali  e
  per la pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO  assessore regionale per i beni culturali, ambientali  e
  per   la   pubblica  istruzione.  Signor  Presidente,   onorevoli
  colleghi,  inizierò  dalla  interrogazione  n.  1218  ma   vorrei
  precisare   che   vi   è   una  quantità  non   indifferente   di
  interrogazioni, circa 70, per la precisione 62; più  della  metà,
  quasi il 60%, sono state presentate in data antecedente al nostro
  insediamento. Lo preciso perché ciò al nostro Assessorato  ed  ai
  suoi  dipartimenti non desta particolari e complicate situazioni.
  Questo  penso  sia  un  fatto  meritorio  che  vale  la  pena  di
  sottolineare.
   L'interrogazione n. 1218 è a firma dell'onorevole Miccichè.
   Con  l'interrogazione  in  discussione l'onorevole  Miccichè  ha
  chiesto  di  conoscere alcuni dettagli circa il  parere  espresso
  dalla  Soprintendenza di Messina sul progetto preliminare per  la
  costruzione  del  Ponte  sullo  Stretto  che  determinerebbe  una
  variazione  dello  stato dei luoghi ed una probabile  distruzione
  per  il  prosciugamento di due laghi della  Laguna  Peloro   dove
  esiste  una  riserva  naturale orientata e se  il  Governo  della
  Regione  non intenda valutare l'opportunità di far rivedere  alla
  Soprintendenza di Messina il predetto parere.
   Al  riguardo,  occorre specificare che la tematica in  argomento
  possiamo  dire che non rientra tra quella di esclusiva competenza
  regionale.
   Il  collegamento stabile viario e ferroviario fra la  Sicilia  e
  il   continente  rientra  tra  le  infrastrutture  pubbliche   di
  preminente   interesse   nazionale   da   realizzare    per    la
  modernizzazione  e  lo  sviluppo del Paese,  individuare  con  un
  accordo di programma tra il Ministro delle infrastrutture  e  dei
  trasporti,  d'intesa  con  i Ministri  competenti  e  le  regioni
  interessate ai sensi della legge  21 dicembre 2001, n. 443.
   Il  Ponte  rientra  nel  primo programma   delle  infrastrutture
  strategiche  di  preminente  interesse  nazionale,  cui  concorre
  l'interesse interregionale, approvato, in ottemperanza alla Legge
  21 dicembre.2001, n. 443, con delibera CIPE n. 121/2001.
   Il  decreto legislativo  20 agosto 2002, n. 190 detta  le  norme
  per   la   progettazione,  l'approvazione  dei  progetti   e   la
  realizzazione  delle infrastrutture strategiche e disciplina   il
  procedimento di approvazione dei progetti preliminari,  anche  ai
  fini  della  compatibilità ambientale, ai sensi dell'articolo  3,
  commi 4 e 5.
   Il  decreto  legislativo 24 aprile 2003, n. 114, varato  in  via
  definitiva dal Governo ed emanato dal Presidente della Repubblica
  dopo  che  aveva  ricevuto il parere favorevole dalla  Conferenza
  unificata e dalla Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni del
  Senato,   aggiorna  la  legge  1158/71  per  la  disciplina   del
  collegamento  stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia  e  il
  Continente  e contiene specifiche disposizioni volte a consentire
  ed accelerare la realizzazione dell'opera.
   Il  comma  5 dell'articolo 1 della Legge n. 443/01 fa  salve  le
  competenze delle Regioni a statuto speciale. Il testo unico delle
  disposizioni   legislative  in  materia  di  beni  culturali   ed
  ambientali di cui al decreto legislativo  29 ottobre 1999, n. 490
  sottopone a regime tutorio le aree interessate.
   Il  collegamento stabile col Continente, dunque, è  regolato  da
  un  particolare e complesso regime legislativo, che,  discendendo
  in  primis  dalla  legge n. 443 del 2001 (c.d. legge  Obiettivo),
  assegna  ad  una pluralità di organismi istituzionali la  potestà
  approvativa,   regolando  le  procedure  del  relativo   iter   e
  disponendo,   in  particolare  con  l'articolo  3   del   decreto
  legislativo  n. 190 del 2002 le ulteriori competenze e  procedure
  in caso di diniego motivato di uno dei soggetti interessati.
   In  particolare  si  evidenzia che con nota  20  marzo  2003  la
  Soprintendenza di Messina ha trasmesso al Ministero per i Beni  e
  le  Attività  Culturali  l'elenco completo  di  tutti  i  vincoli
  gravanti sull'area, con le relative planimetrie;
   nelle  premesse del provvedimento, è stato riportato  il  regime
  normativo di tutela ambientale delle aree interessate che, si  fa
  rilevare,  non  impone  l'inedificabilità  e,  quindi,   la   non
  trasformabilità  dello  stato  dei  luoghi,  bensì  affida   alla
  Soprintendenza  il  compito  di  intervenire  sulle  modalità  di
  trasformazione;
   la   salvaguardia    dei   luoghi  non   passa   necessariamente
  attraverso  un diniego, ma al contrario, trova spesso  forme  più
  efficaci,  attraverso  le  condizioni  che  vengono  dettate;  il
  contributo  della Soprintendenza, trattandosi tra l'altro  di  un
  progetto  preliminare, è stato quello di fornire tutta una  serie
  di  indicazioni,  rivolte ai vari aspetti dell'opera,  (opere  di
  collocamento, viadotto Pantano, ambiente marino e costiero, opere
  di cantierizzazione, problematiche geologiche) che possono essere
  recepite   nel  progetto  esecutivo  e  portare  una  mitigazione
  dell'impatto  paesaggistico;  a tal  fine,  si  ricorda  che  nel
  dispositivo autorizzativo della Soprintendenza, è previsto che il
  progetto  esecutivo sia inviato al Consiglio Regionale  dei  Beni
  culturali per una idonea valutazione.
   Un  eventuale  diniego  in  toto alla  realizzazione  dell'opera
  poteva  ben  essere  superato  con  le  citate  modalità  di  cui
  all'articolo  3  del decreto legislativo n. 190/02,  privando  la
  Soprintendenza  della possibilità di dare il  proprio  contributo
  propositivo  per  la  salvaguardia dei luoghi tutelati;  laddove,
  infatti,  la norma ci investiva della capacità autorizzativa,  lo
  faceva   a   regime  condizionato,  per  cui  era  essenzialmente
  ipotizzabile  solo una linea di difesa che più che  decidere,  ci
  consentiva di salvare ciò che era necessario.
   In   definitiva,   il   parere  espresso   non   ha   sottaciuto
  l'importanza paesaggistica e comunitaria del sito, né alcuno  dei
  vincoli  tutori  esistenti, ma, a fronte  di  forti  e  legittimi
  interessi pubblici, sia alla realizzazione dell'opera,  che  alla
  salvaguardia dei luoghi, si è concretizzato in una analisi  delle
  problematiche  di  difesa  del  patrimonio  ambientale  e   delle
  relative  indicazioni ai fini della tutela dello stesso che,  una
  volta  recepite  in fase di progettazione esecutiva,  saranno  di
  mitigazione  dell'impatto globale dell'ambiente, rispetto  ad  un
  quadro   normativo  nazionale  che  aveva  già   autorizzato   il
  collegamento stradale.
   Onorevole  Miccichè,  in buona sostanza,  ritengo  opportuna  da
  parte sua una lettura della risposta perché, in verità, l'iter  è
  talmente  complicato  che soltanto una  lettura  attenta  ne  può
  produrre,   di  fatto,  una  comprensione  reale.   In   sintesi,
  certamente, questi complessi adempimenti burocratici  sono  stati
  tutti rispettati da parte della locale Soprintendenza.
   Rispetto ad una problematica molto più ampia, quindi, molto  più
  complessa, dove la Regione ha un ruolo marginale - mi sembra  che
  questo  sia chiaro ai più - certamente i nostri uffici periferici
  si sono mossi con tempestività e in maniera adeguata.
   Se  ha  bisogno però di ulteriore soddisfazione, come è corretto
  e giusto che sia, sappia che i nostri uffici sono disponibili per
  ulteriori chiarimenti.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Miccichè  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.
   Desidero  suggerire ai colleghi, se l'Assessore  ed  i  colleghi
  sono   d'accordo,  che,  probabilmente,  tra  le   interrogazioni
  iscritte  all'ordine  del giorno, ce ne  saranno  molte  che  non
  presentano  elementi di particolare significato e che  potrebbero
  facilmente essere trasformate in interrogazioni con richiesta  di
  risposta scritta.
   Ove   così   fosse,  potreste  segnalarlo  alla   Presidenza   e
  all'Assessore,  così  da  limitare il  dibattito  a  quelle  sole
  interrogazioni che affrontino questioni di particolare rilievo.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevole Assessore,  onorevoli
  colleghi, credo che questa interrogazione dovrebbe essere  svolta
  in videoconferenza con la città di Messina, visto che, proprio in
  questi  giorni, è in corso la campagna elettorale per il  rinnovo
  delle  cariche amministrative comunali di Messina e, guarda caso,
  si  parla  di  un  argomento tuttora vivo in una città  che  deve
  segnare il proprio futuro.
   Mi  pare  che  abbiamo  più volte detto che,  per  la  città  di
  Messina,  certamente,  il  futuro non  sarà  rappresentato  dalla
  realizzazione di una grande infrastruttura, inutile e dannosa per
  la  città  medesima  e  per  la nostra Regione,  per  la  Regione
  Calabria e per il Paese.
   Le  ragioni  le  abbiamo più volte esposte, ma il  motivo  della
  interrogazione  riguarda la specifica competenza dell'assessorato
  ai  beni culturali e, soprattutto, il fatto che la Soprintendenza
  abbia espresso parere positivo.
     Onorevole  Assessore, lei ha detto che, in considerazione  del
  fatto   che  si  tratta  di  una  opera  strategica,   operazione
  obiettivo'   ha   superato  una  serie   di   competenze   e   di
  autorizzazioni; lei ha detto che, in effetti, l'autorizzazione  è
  stata  data in virtù della cosiddetta  legge obiettivo', cui  lei
  ha  fatto cenno. Questo però non esclude  assolutamente le nostre
  competenze,  le competenze e le prerogative della Regione.
   Abbiamo  detto  più  volte  che  questa  è  un'opera  che  si  è
  intestata,  soprattutto in quest'ultimo periodo, la  maggioranza,
  nazionale  e  regionale,  che  non ha  fatto  mistero  della  sua
  positiva considerazione della realizzazione dell'opera stessa.
   Il   senso   della  mia  interrogazione,  però,  puntava   sullo
  specifico,  dato che la Soprintendenza di Messina ha espresso  un
  parere  successivo ad una serie di rilievi fatti sul  sito  dalla
  stessa Soprintendenza, relativo ad  uno dei due piloni del  Ponte
  di  Messina  che  ricadrebbe dentro  una  laguna,  il  cosiddetto
   Peloro',   di  interesse  comunitario naturalistico,  di  grande
  importanza  per  il  mantenimento della  nostra  fauna  marina  e
  naturalistica.
   Non   si   comprende  in  base  a  quale  principio,  oltretutto
  bypassando  la legge obiettivo, sia stato messo in secondo  piano
  l'impatto   ambientale  che  esso  crea  e  non  solo   l'impatto
  ambientale,   ma  il  danno  ambientale  che   questa   struttura
  determina all'altra riva dello  stretto di Messina, delimitazione
  territoriale di nostra competenza.
     La  mia interrogazione mirava soprattutto a mettere in rilievo
  la contraddizione, mettendo il dito sulla piaga, cioè che un ente
  è  tenuto  a  tutelare e non ad assecondare le esigenze  di  tipo
  politico o di tipo legislativo ben specifico, come invece si  sta
  compiendo nel nostro territorio, cioè un danno irreparabile.
   Speriamo  di vincere le elezioni non solo a Messina -  e  me  lo
  auguro vivamente anche per il collega Genovese -, ma nella  città
  di  Messina c'è una lotta abbastanza dura da parte delle  persone
  che  ragionano,  che sanno benissimo che questo Ponte  non  porta
  nessun beneficio alla comunità messinese,  recando piuttosto   un
  danno  alle  nostre economie, perché fondi di tale fatta,  non  è
  vero che sono fondi privati ma pubblici, di provenienza, in larga
  misura, dalla Comunità Europea.
   Si  tratta  di soldi degli italiani e, nei fatti, si  tratta  di
  uno  sperpero di denaro per una struttura inutile e dannosa  che,
  lo ribadisco,  non porta nessun beneficio alla nostra popolazione
  per  tutta una serie di ragioni che abbiamo  più volte  detto  in
  quest'ultimo periodo.
       Ma    andando   sullo   specifico,   onorevole    Assessore,
  l'interrogazione  che lei ritiene  complessa,  certo  lo   è,  ma
  praticamente  si è fatto di tutto per realizzare   una  sorta  di
  compromesso fra la parte che riguardava la competenza di tutela e
  quella  che concerneva  l' autorizzazione politica,    perché  di
  questo  si tratta. Se una Soprintendenza non è tenuta a  guardare
  gli aspetti di  refluenza politica o tecnica, mi chiedo chi debba
  occuparsi  della  refluenza o del danno che  questa  opera  potrà
  provocare   sull'ambiente.   Una  Soprintendenza   che   fa   una
  valutazione  di  tale  portata non fa  l'interesse  della  tutela
  ambientale del nostro territorio e della nostra Regione.
   Per  questa  ragione, mi ritengo insoddisfatto della risposta  e
  della  complessa  risposta,  una sorta  di  arrampicamento  sugli
  specchi.
   Non  riesco  a comprendere se colui che ha firmato,  all'interno
  di  questa struttura amministrativa e di tutela e controllo della
  Soprintendenza  di  Messina, possa ritenersi un  difensore  della
  nostra  Regione e del nostro patrimonio naturalistico, ambientale
  e monumentale, perchè di questo si tratta.
   Sono  insoddisfatto  -  lo  ripeto -  e  spero  che  queste  mie
  valutazioni  ed  impressioni  vengano  riportate  sui  mezzi   di
  informazione.
   Chi  mi  sta  ascoltando, se si trova a  Messina,  dovrebbe  far
  tesoro della messa in contraddizione, di quanto ho denunciato. La
  Soprintendenza  di Messina si è comportata come chi   non  sente,
  non vede, non parla .

    PRESIDENTE  Comunico che, per assenza dall'Aula dei  firmatari,
  le  seguenti interrogazioni si intendono presentate con richiesta
  di risposta scritta:
   numero  1420 «Notizie in merito alla possibile realizzazione  di
  un   megaporto  nella  baia  di  Villagonia  a  Taormina   (ME)»,
  dell'onorevole Panarello;
   numero  1432  «Notizie a proposito delle iniziative  tendenti  a
  prevenire  l'utilizzo  indiscriminato  a  fini  edificatori   del
  territorio di Scopello-Guidaloca del comune di Castellammare  del
  Golfo (TP)», dell'onorevole Oddo;
   numero  1448  «Iniziative per consentire una maggiore  fruizione
  del Museo regionale di Messina», dell'onorevole Panarello.
   D'accordo  fra le parti, resta stabilito che l'assessore  Pagano
  fornirà risposta scritta alle seguenti  interrogazioni:
   numero  1490 «Inserimento del complesso rupestre-archeologico  e
  naturalistico  di  Cava  d'Ispica  (RG)  nel  catalogo  dei  beni
  patrimonio  dell'Umanità dell'UNESCO» e  n.  2189  «Delucidazioni
  circa  le linee guida per le Soprintendenze ai beni culturali  ed
  ambientali della Regione», dell'onorevole Gurrieri.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, le seguenti interrogazioni
  si intendono presentate con richiesta di risposta scritta:
   numero   1496   «Revoca  della  concessione   rilasciata   dalla
  Sovrintendenza  ai beni culturali di Palermo per  l'installazione
  di  un'antenna di telefonia mobile nel comune di Bagheria  (PA)»,
  dell'onorevole Vitrano;
   numero  1511 «Interventi per la salvaguardia del lago Biviere  e
  della   omonima   riserva  naturale  in  territorio   di   Gela»,
  dell'onorevole Morinello;
   numero    1524   «Interventi   per   ripristinare   l'originaria
  denominazione   del  'Museo  del  carretto  e  naturalistico   di
  Terrasini'  modificata dall'art. 11 della legge regionale  n.  14
  del  2002,  e per consentire alla direzione del Museo di  operare
  senza intralci», dell'onorevole Barbagallo;
   numero 1548 «Notizie sull'assegnazione dei posti in riserva  nel
  concorso  a  due  posti  di dirigente tecnico  fisico  del  ruolo
  tecnico dei beni culturali», dell'onorevole Speziale.
   D'accordo  fra le parti, resta stabilito che l'assessore  Pagano
  fornirà risposta scritta alla interrogazione numero 1561 «Notizie
  in  ordine  alla  promozione  di  un  secondo  circuito  teatrale
  regionale   e  alla  concessione  del patrocinio dell'Assessorato
  beni  culturali  alle  iniziative dello  stesso»,  dell'onorevole
  Miccichè.
   Onorevoli  colleghi,  per assenza dall'Aula  dei  firmatari,  le
  seguenti interrogazioni si intendono presentate con richiesta  di
  risposta scritta :
   numero  1578  «Misure  di tutela e salvaguardia  dei  palazzi  e
  delle  chiese  di  via Crociferi, a Catania, tesori  del  barocco
  della    Sicilia    orientale   sotto    l'egida    dell'UNESCO»,
  dell'onorevole Raiti;
   numero  1588  «Notizie  sullo stato di realizzazione  del  Museo
  regionale d'arte moderna  e  contemporanea  -  sezione 'Francesco
  Messina' di Linguaglossa (CT)», dell'onorevole Raiti.
   numero  1597 «Interventi per il recupero strutturale e la  messa
  in   sicurezza   del   castello  Aragonese   di   Comiso   (RG)»,
  dell'onorevole Zago;
   numero  1679  «Iniziative tendenti ad inserire il Sistema  delle
  Grotte  della  provincia  di Trapani  nel  circuito  culturale  e
  turistico della Regione», dell'onorevole Oddo;
   numero  1687 «Richiesta di interventi di recupero di  due  torri
  cinquecentesche site nel territorio della provincia di  Trapani»,
  dell'onorevole Oddo;
   numero  1689  «Notizie  in  merito alla  modifica  del  progetto
  relativo   alla  realizzazione  di  una  mostra  sulla   famiglia
  Alliata», dell'onorevole Giannopolo.
   D'accordo  fra le parti, resta stabilito che l'assessore  Pagano
  fornirà risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
   numero  1756  «Iniziative  per la salvaguardia  dell'ex  Fornace
  Penna  sita  nel  territorio del comune di  Scicli  (RG)»,  degli
  onorevoli Ortisi, Galletti, Manzullo, Spampinato e Vitrano.
   numero  1830  <<Notizie in merito ai tempi di  espletamento  del
  concorso  a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
  ed ambientali e della pubblica istruzione nell'aprile del 2000>>,
  degli onorevoli Vitrano, Ortisi, Galletti, Manzullo e Spampinato.
   Si  procede  con lo svolgimento dell'interrogazione  n.  1776  «
  Notizie  sul meccanismo di ripartizione dei fondi regionali  alle
  associazioni  concertistiche di prima e  seconda  fascia»,  degli
  onorevoli Ortisi, Galletti, Spampinato e Vitrano.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Pagano  per  fornire  la
  risposta all'interrogazione.

    PAGANO    assessore per i beni culturali, ambientali e  per  la
  pubblica  istruzione. Con l'interrogazione n. 1776, i  proponenti
  hanno chiesto di conoscere se il Governo della Regione ritenga di
  dover modificare il meccanismo di ripartizione dei fondi a favore
  delle  Associazioni  musicali,  storiche  siciliane  al  fine  di
  evitare   la   decurtazione  che  hanno   subito    le   predette
  Associazioni nell'esercizio finanziario 2003.
   Al  riguardo, faccio presente che la legge regionale  numero  44
  del  1985  individua tre categorie di Associazioni concertistiche
  suddividendole   in   associazioni   di   interesse    regionale,
  provinciali e comunali, a seconda del numero di anni di  attività
  e del numero di manifestazioni concertistiche organizzate.
   La  medesima  legge  non  attribuisce  comunque  il  diritto  al
  contributo   per  le  predette  associazioni,  in   quanto   lega
  l'erogazione alla presentazione di apposita istanza corredata  da
  un  dettagliato  programma dell'attività che si intende  svolgere
  nell'anno e alla valutazione delle iniziative presentate  operata
  dall'Ufficio  speciale  per  la  valorizzazione  del   patrimonio
  culturale dell'Assessorato ai beni Culturali.
   Nel  corso  del  corrente  anno, il sottoscritto  ha  provveduto
  insieme  agli  Uffici  del Dipartimento  ai  Beni  Culturali,  ad
  emanare  apposita  circolare valida per gli  esercizi  finanziari
  2005  e  2006, quindi c'é una novità perché di solito si arrivava
  ad  aprile/maggio,  si faceva la circolare, le  domande  venivano
  presentate  a  settembre/ottobre e forse, se andava  bene,  entro
  dicembre  prima  che  le somme andassero in perenzione,  venivano
  erogate.  Quest'anno invece, é accaduto che  ci  siamo  messi  in
  linea  nel  2005,  sin  dall'inizio e addirittura,  nella  stessa
  circolare  abbiamo  detto che il termine per  il  2006  scade  il
  31.12.2005,  e quindi per la prima volta nella storia  di  questa
  Regione,  é  stato  fatto  un ragionamento  vero  in  termini  di
  programmazione.  Questo  é avvenuto con la  circolare  pubblicata
  nella  GURS  n. 29 dell'8 luglio 2005, al fine di disciplinare  i
  criteri  per  l'assegnazione  dei contributi  ed  individuarne  i
  parametri che elenco:
   -Il livello artistico dei programmi presentati;
  -il numero di concerti che si intendono realizzare;
  -la struttura e la capacità organizzativa dell'associazione;
  -l'attività da realizzare in zone non adeguatamente servite;
  -i cicli di concerti per i quali sia stata prevista la
  partecipazione di musicisti e compositori siciliani;
  -la collaborazione tra associazioni che si impegnino a
  coordinare le proprie attività allo scopo di ottimizzare
  l'impiego delle risorse e di raggiungere più larghe fasce di
  pubblico.
     Il  tutto, naturalmente, tenuto conto delle effettive  risorse
  finanziarie stanziate nell'apposito capitolo di bilancio.
  Onorevole Spampinato, come vede, si tratta quindi di un autentico
  salto qualitativo rispetto al passato.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di intervenire l'onorevole  Spampinato
  per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    SPAMPINATO  Mi ritengo soddisfatto.

    PRESIDENTE   Onorevoli   colleghi, per  assenza  dall'Aula  dei
  firmatari, le seguenti interrogazioni si intendono presentate con
  richiesta di risposta scritta:
   numero  1777  «Interventi per il recupero dei siti  archeologici
  presenti nell'isola di Marittimo (TP)», dell'onorevole Oddo;
   numero  1778  «Interventi per la verifica  della  documentazione
  rinvenuta all'interno dello stabilimento Florio di Favignana  TP)
  in corso di ristrutturazione», dell'onorevole Oddo;
   numero 1782 «Delucidazioni sulla nomina del  Commissario  per  i
  mosaici  della  Villa  del  Casale'  di  Piazza  Armerina  (EN)»,
  dell'onorevole Tumino;
   numero  1829  «Notizie in ordine alla soppressione  di  cattedre
  degli   insegnanti   di  sostegno  in  provincia   di   Messina»,
  dell'onorevole Ardizzone;
     numero  1830 « Notizie in merito ai tempi di espletamento  del
  concorso  a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
  ed   ambientali   e  della  pubblica  istruzione nell'aprile  del
  2000»,  degli  onorevoli Vitrano, Ortisi,  Galletti,  Manzullo  e
  Spampinato;
   numero  1832  «Notizie  in ordine al  taglio  di  145  posti  di
  insegnante  di  sostegno  per l'anno scolastico  2004-2005  nella
  provincia di Trapani», dell'onorevole Turano;
   numero  1838  «Verifica  della attendibilità  delle  graduatorie
  degli  insegnati  della  provincia di Palermo»,  degli  onorevoli
  Sammartino, Formica e Incardona;
   numero  1915  «Notizie  in  ordine alla  gestione  del  comitato
  regionale  della  LIDU  (Lega italiana dei  diritti  dell'uomo)»,
  dell'onorevole Ferro;
   numero  1943  «Richiesta  di indagine  amministrativa  sull'iter
  procedurale  del  progetto di recupero della Real  Cittadella  di
  Messina», dell'onorevole Panarello;
   numero  1987 «Iniziative al fine del riconoscimento del servizio
  prestato  da  personale  docente non di ruolo  presso  le  scuole
  materne regionali», dell'onorevole Sammartino;
   numero  1998  «Interventi per l'attivazione a breve termine  del
  Museo   regionale   naturale   delle   miniere    d'asfalto    di
  Castellucci e Tabuna (RG)», dell'onorevole Zago;
   numero  2003  «Motivi della mancata immissione in  servizio  dei
  vincitori  del  concorso a 39 posti di dirigente tecnico  storico
  dell'arte», dell'onorevole Panarello;
   numero  2076  «Interventi  per  il  completamento  degli   scavi
  archeologici  di Largo S.Giacomo adiacente al Duomo di  Messina»,
  dell'onorevole Panarello;
   numero  2099 «Iniziative per evitare il ripetersi dei disservizi
  verificatisi presso i siti archeologici di Segesta e di Tindari»,
  dell'onorevole Oddo;
   numero  2123 «Notizie sulla cessione all'Università del  Palazzo
  Cutò  a  Bagheria  ed  interventi della Regione»,  dell'onorevole
  Virzì;
   numero   2128   «Notizie  sui  motivi   che    hanno    impedito
  l'organizzazione di eventi culturali alternativi presso il  Museo
  del  Satiro  di  Mazara  del  Vallo (TP)  dopo  il  trasferimento
  temporaneo del famoso reperto», dell'onorevole Ferro;
   numero  2149  «Intervento sul Governo regionale a proposito  del
  licenziamento  effettuato  dal direttore  del  Teatro  Biondo  di
  Palermo», dell'onorevole Virzì;
   numero  2237  «Notizie sui motivi del ritardo  nell'assegnazione
  di  personale LSU alla Soprintendenza di Palermo», dell'onorevole
  Giannopolo;
   numero  2268  «Interventi finalizzati alla modifica dell'art.  1
  octies 'Concorso riservato per dirigente scolastico' della  legge
  n.  43  del 2005 di conversione del DL n. 7 del 31 gennaio 2005»,
  dell'onorevole Zago;
   numero  2273  «Interventi per la rimozione delle costruzioni  in
  legno  realizzate nell'area del Parco archeologico di  Siracusa»,
  dell'onorevole De Benedictis;
   numero   2304   «Interventi   per  l'annullamento   del   parere
  favorevole   espresso   dall'Ufficio  tecnico   del   Comune   di
  Campofelice  Roccella (PA) a proposito del progetto  di  restauro
  del Borgo Roccella, sito di notevole interesse etno-antropologico
  gravato da vincoli paesaggistici», dell'onorevole Giannopolo;
   numero  2318 «Interventi per la verifica della regolarità  delle
  procedure  amministrative  adottate  per  la  selezione  di   260
  operatori tecnici da parte dell'Assessorato regionale per i  beni
  culturali,    ambientali   e   per   la   pubblica   istruzione»,
  dell'onorevole Zago;
   numero  2329 «Interventi per evitare la soppressione  del  corso
  di  chimica biologica presso l'Istituto professionale statale  G.
  Marconi di Vittoria (RG)», dell'onorevole Zago;
   numero  2378 «Notizie circa i criteri di selezione adottati  per
  l'assunzione  di  personale  tecnico  presso  l'Assessorato  Beni
  culturali e ambientali e pubblica istruzione», dell'onorevole  De
  Benedictis;
   numero 2393 «Iniziative per consentire ai comuni l'adozione  dei
  provvedimenti  di  competenza per la  messa  in  sicurezza  degli
  edifici scolastici in zona sismica», dell'onorevole Oddo.
   D'accordo  fra le parti, resta stabilito che l'assessore  Pagano
  fornirà risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
   numero   1786  «Interventi  per  accertare  ed  individuare   le
  responsabilità   nella   conduzione  e   gestione   dell'Istituto
  comprensivo statale di Valverde (CT)», dell'onorevole Villari;
   numero   1894  «Revisione   del   progetto   di   'Recupero    e
  valorizzazione del verde storico Giardino Bellini' di  Catania  e
  della  graduatoria  relativa  al POR  Sicilia  2000-2006»,  degli
  onorevoli Villari, Speziale, Zago e De Benedictis;
   numero  1927 «Notizie in ordine alla mancata nomina dei consigli
  di  amministrazione  degli Enti regionali  per  il  diritto  allo
  studio  universitario  (ERSU) nelle province  siciliane  sede  di
  ateneo», dell'onorevole Villari;
   numero  1929  «Revoca  della trasformazione  in  fondazione  del
  Teatro  Massimo Bellini di Catania e ripristino della operatività
  della  legge  regionale  n.  19 del 1986  istitutiva  dell'Ente»,
  dell'onorevole Villari;
   numero  1930  «Interventi  urgenti  per  il  ripensamento  dello
  stralcio  di  alcune  aree della 'Collina del Calvario',  operato
  dalla  Giunta  comunale  di Licodia Eubea  (CT)  nell'ambito  del
  progetto  di istituzione del parco archeologico così denominato»,
  degli onorevoli Villari e Speziale;
   numero  1974 « Iniziative per il sostegno delle spese di affitto
  degli  studenti  universitari fuori sede e interventi  presso  il
  Governo    nazionale    per    il   potenziamento   dell'edilizia
  universitaria,  specie  con  riferimento  agli  alloggi  per  gli
  studenti», dell'onorevole Villari;
   numero  2160  «Interventi in materia di  trasporto  scolastico»,
  dell'onorevole Villari;
   Per  assenza  dall'Aula dei firmatari, le seguenti interpellanze
  si  intendono decadute, ma d'accordo fra le parti e non  sorgendo
  osservazioni, resta stabilito che l'assessore Pagano  fornirà  il
  testo della risposta scritta agli interpellanti:
   numero  119  «Notizie circa la localizzazione nel territorio  di
  Patti  (ME)  di  impianti per lo smaltimento di  rifiuti»,  degli
  onorevoli Panarello e Genovese;
   numero  150  «Notizie sull'impiego dei lavoratori della  società
  mista 'Arte e Vita'», dell'onorevole Barbagallo;
   numero  169  «Iniziative  per  la  salvaguardia  del  canale  di
  Brucoli», dell'onorevole Raiti;
   numero  173  «Verifica dei criteri adottati per la  ripartizione
  alle associazioni concertistiche delle risorse ex legge regionale
  n. 44 del 1985», degli onorevoli Barbagallo e Genovese;
   numero   179   «Delucidazioni  sui  criteri  adottati   per   la
  concessione  edilizia  assentita alla  ditta  'Generali  Impianti
  s.r.l.',  notizie sul crollo del tratto della Via  Madonna,  lato
  Piazza   S.   Anna,  a  Favignana  (TP)  ed  informazioni   sulla
  funzionalità  degli organi ed uffici del Comune di  Favignana  in
  materia urbanistica ed edilizia», dell'onorevole Forgione;
   numero  185 «Approfondimento dei criteri per l'attribuzione,  da
  parte  dell'  E.R.S.U., delle borse di studio  e  dei  contributi
  alloggio    agli    studenti    dell'Università    di   Palermo»,
  dell'onorevole Oddo;
   numero  194  «Azione  del Governo per modificare  i  criteri  di
  accesso  alla  facoltà  universitaria di Medicina  e  chirurgia»,
  dell'onorevole Raiti;
   numero  195  « Avvio di un'indagine amministrativa  al  fine  di
  accertare  eventuali  responsabilità sui ritardi  e  sui  criteri
  adottati nell'erogazione del buono scuola», dell'onorevole Raiti;
   numero  196  «Notizie  in  ordine alla  corposa  riduzione,  per
  l'anno  scolastico 2004-2005, dei posti di insegnante di sostegno
  nella provincia di Trapani», dell'onorevole Oddo.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Seguito della discussione del disegno di legge n. 1064/A
   Rendiconto generale della Regione siciliana e dell'Azienda delle
         foreste demaniali per l'esercizio finanziario 2004

    PRESIDENTE   Si passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con il seguito dell'esame del disegno di  legge  n.
  1064/A    Rendiconto   generale   della   Regione   siciliana   e
  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio  finanziario
  2004 , iscritto al numero 2).
   Onorevoli  colleghi, ricordo che l'esame del  disegno  di  legge
  era  stato  interrotto nella seduta n. 330 del 15 novembre  2005,
  dopo  la  lettura dell'articolo 1 e la richiesta di verifica  del
  numero legale.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  affinchè   resti  agli   atti,
  preannunzio  il  mio  voto  contrario all'intero  articolato  del
  disegno di legge n. 1064.

    PRESIDENTE  Invito gli uffici a prenderne nota.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Ci è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione. Chi è favorele resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione.

      PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario
  si alzi.

                           (E'  approvato)

   Si  passa  all'allegato 1 dell'articolo 7. Ne do  lettura  (vedi
  allegato n. 2).  Lo pongo in votazione.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

     Si  passa  all'articolo  7.  Ne do lettura. (vedi allegato  n.
  2). Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                            (E'approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura (vedi allegato n. 2).
   Lo pongo in votazione.

      PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura (vedi allegato N.2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura (vedi allegato N.2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE     Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura (vedi allegato N.2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura(vedi allegato N.2).
   Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE     Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del  disegno
  di legge n.1064/A «Rendiconto generale della Regione siciliana  e
  dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio  finanziario
  2004» avverrà successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  hanno  chiesto  congedo   per   la
  presente  seduta  gli onorevoli Cascio, Cimino,  Scoma,  Granata,
  Virzì, Sammartino e Lo Monte.
      L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
     legge «Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
        dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
              finanziario 2005 - Assestamento n. 1063/A

    PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Variazioni  al  bilancio  della
  Regione  ed al bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali  per
  l'esercizio finanziario 2005 - Assestamento» (1063/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          38
   Contrari              7
   Astenuti              1

                        (L'Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
                        «Rendiconto generale
   della Regione siciliana e dell'Azienda delle foreste demaniali
            perl'esercizio finanziario 2004» (1064/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del disegno di legge «Rendiconto generale della  Regione
  siciliana  e dell'Azienda delle foreste demaniali per l'esercizio
  finanziario 2004» (1064/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  48
   Maggioranza         25
   Favorevoli          40
   Contrari            7
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea  terrà   seduta
  martedì  29  novembre 2005 alle ore 17.00 con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - Comunicazioni.
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera D) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

         N. 458 -   Opportune   iniziative   per   congelare   il
                 trasferimento  dei pazienti ospiti  del  reparto
                 lungodegenti     (ex     dementi     tranquilli)
                 dell'ospedale  di  Busacca  di  Scicli  (Rg)  al
                  Centro   per   gravi   appena  inaugurato   nel
                 capoluogo ibleo.

           GURRIERI - BARBAGALLO - CULICCHIA -GENOVESE - TUMINO -
                                                          ZANGARA

         N. 459  -   Provvedimenti per il controllo e  la  tutela
               del cinghiale delle Madonie.

                                SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI

  III   -  Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
         rubrica:  Industria .
  IV   - Discussione dei disegni di legge:

         1) «Misure finanziarie urgenti per l'anno finanziario 2005»
             (n.1084);

  2) «Norme sull'esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti in
  vendita» (n. 1023/A) (Seguito);
  3) «Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per il
  rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regione.
  Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 2002, n.
  7» (n. 977/A) (Seguito);
  4) «Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonne» (nn. 986-987/A);
  5)  Disciplina della raccolta, commercializzazione e
  valorizzazione dei funghi epigei spontanei  (nn. 908 - 812 - 6/A)
  6)   Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
  conservazione delle opere della   Fiumara d'arte  (n. 1003/A)
  7) «Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa» (n. 151 - Norme stralciate II/A).

   V   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
         Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
         dell'Unione europea.
  VI   - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 19.05

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.15

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO N. 1

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FRATELLO   -   MAURICI.-   «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   a  seguito  della  pubblicazione  del  bando  di  partecipazione
  all'O.C.M.  giusto  Reg. C.E. 1493/99, e conseguentemente  a  più
  fattori  concomitanti, in Sicilia su 1735 pratiche singole  e  33
  progetti  collettivi, si prevede che solo 300 progetti singoli  e
  14 collettivi potranno usufruire dei fondi comunitari;

   in  provincia  di Trapani, in particolare, su 1023 richieste  di
  singole imprese solo 140 sono finanziabili, a cui si aggiungono 9
  progetti collettivi;

   i  criteri  di  attuazione del predetto bando non  hanno  tenuto
  conto   della  realtà  della  provincia  trapanese,   sia   nella
  ripartizione  delle somme che nella valutazione dei  punteggi  da
  assegnare, ignorando che alle strutture della provincia era stata
  concessa  la  cosiddetta 'distillazione  di  crisi',  attuata  in
  funzione  della  pesante situazione che sta  vivendo  il  mercato
  finanziario;

   la  siccità  dell'annata  2002/2003,  già  declarata  a  livello
  nazionale, nella nostra regione ha cagionato, con la morte  delle
  piante  per essiccamento, la distruzione di moltissimi ettari  di
  vigneto,   costringendo  i  proprietari  ad   estirparli   ed   a
  rinnovarli,   con   conseguente  aumento   delle   richieste   di
  finanziamento;

   considerato che:

   i  nostri  imprenditori stanno realizzando  nella  provincia  di
  Trapani  un  notevole rinnovamento attraverso  l'introduzione  di
  vitigni  migliorativi, la valorizzazione di quelli autoctoni,  la
  ristrutturazione   dei   vigneti   a   spalliera   per   renderli
  meccanizzabili  e  tale  rinnovamento sta  ottenendo,  a  livello
  nazionale ed estero, apprezzamenti lusinghieri per i nostri vini;

   il  presente bando è il terzultimo utilizzabile e con il 2006 si
  avrà  una  notevole  contrazione dei finanziamenti  della  CE  da
  assegnare  alla  Regione  siciliana, con  un'inevitabile  battuta
  d'arresto  per il settore vitivinicolo e per tutto  l'indotto  in
  generale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  s'intendano attuare per  risolvere  i  tre
  punti cardine della questione, e cioè:

   penalizzazione  della  provincia di Trapani  nella  ripartizione
  delle somme;

   penalizzazione  della  provincia  di  Trapani  nei  criteri   di
  valutazione  subiti da alcune Cantine Sociali,  a  seguito  della
  'distillazione di crisi';

   penalizzazione di tutti quegli imprenditori che, a  causa  della
  morte  dei  propri  vigneti, non hanno avuto  la  possibilità  di
  ripristinarli con la legge n. 185 poiché l'I.P.A. di  Trapani  ha
  minimizzato  il  fenomeno, ed ora sono tagliati fuori  anche  dai
  finanziamenti comunitari.» (1095)

          (Gli interroganti chiedono risposta  con urgenza)

   Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1095, si  fa
  presente quanto segue.
   Il  Piano regionale per la ristrutturazione e riconversione  dei
  vigneti  è finanziato con le risorse dell'OCM vino, le cui  quote
  annuali  vengono  assegnate alle Regioni in  sede  di  Conferenza
  Stato-Regioni sulla base di criteri stabiliti sin dal primo  anno
  di attuazione dell'OCM (2001).

   Per  quanto  riguarda il bando 2002 è stata utilizzata  l'intera
  dotazione  finanziaria pari a 31,336.000 milioni di euro  per  la
  riconversione e la ristrutturazione di 4.228 ettari.  I  progetti
  finanziati  sono stati n. 500 progetti proposti da ditte  singole
  su  1913  inseriti  utilmente in graduatoria  e  n.  22  progetti
  collettivi su 37; complessivamente sono state utilizzate  risorse
  pari a   31,336 per la riconversione e la ristrutturazione di  ha
  4.228. Per la provincia di Trapani sono stati finanziati:
   progetti  singoli  per una superficie (ha 926)  pari  al  48,43%
  della    superficie   dei   progetti   singoli   complessivamente
  finanziata; l'importo erogato è stato pari al 48,74%  del  totale
  regionale (  6.790.403/13.930.000);
   n.  16  progetti collettivi (su n. 22 totali) che rappresentano,
  in valore, il 76% delle risorse utilizzate a livello regionale (
  11.079.403/14.549.000); in termini di superfici  gli  ettari  che
  ricadono  in  provincia di Trapani costituiscono il 74,45  %  del
  totale (1.564/2.100).
   Per  il 2003 - considerato l'elevato numero di progetti inseriti
  in  graduatoria  non  finanziati per carenza di  risorse,  tenuto
  conto  che  si  trattava  di  progetti  acquisiti  con  procedura
  pubblica,    valutati   positivamente   dall'Amministrazione    e
  posizionatisi  al di sopra del punteggio minimo previsto  per  la
  finanziabilità - il Governo ha deciso, di concerto anche  con  le
  Organizzazioni  professionali,  di  procedere  allo   scorrimento
  dell'intera  graduatoria.  La  copertura  finanziaria   è   stata
  assicurata da:
   economie  di  altre Regioni, come peraltro era già accaduto  per
  le annualità OCM 2001 e 2002;
   quota  per la Sicilia dell'OCM relativa all'annualità 2003/2004,
  al netto della somma necessaria per un nuovo bando per le zone di
  riserva  dell'OCM (Etna e isole minori); infatti  per  tali  zone
  erano  stati finanziati tutti i progetti inseriti utilmente nella
  graduatoria  relativa  al 2002 ed è stato  necessario,  pertanto,
  procedere all'emanazione di un nuovo bando nel 2003
   Lo  scorrimento  ha  particolarmente favorito  la  provincia  di
  Trapani; infatti sugli ulteriori 5.640 ettari finanziati  il  66%
  (pari  a 3.730 ettari) riguarda Trapani. Tale percentuale diventa
  particolarmente significativa per i progetti collettivi  dove  la
  provincia  è presente per il 79% (pari a oltre 992 ettari)  della
  superficie  finanziata  ai tutti i progetti  collettivi  (pari  a
  5.640  ettari). I progetti singoli riguardano invece il 63% della
  superficie con 2.735 ettari su 4.375 totali.
   Alla  luce  di quanto sopra esposto risulta quindi evidente  che
  la  provincia  di  Trapani  non  è  stata  in  nulla  penalizzata
  dall'espletamento   dell'OCM  di  riferimento.   Si   sottolinea,
  inoltre,  che sono state finanziate tutte le cantine  dell'intero
  territorio regionale.
   Relativamente ai richiami per la siccità 2002/2003,  si  ricorda
  che  in  base  alla legge 185/92 l'attestazione di  danno  poteva
  essere  effettuata dall'Ispettorato soltanto nei casi in  cui  la
  percentuale  superava il 35% della PLV riferita ad un  territorio
  (non quindi alla singola azienda).
   Dalle  comunicazioni  dell'IPA di  Trapani  relative  all'annata
  2002/2003   risultano,   al  contrario,   diverse   proposte   di
  declaratoria  per  piogge  alluvionali  (ottobre-dicembre  2002),
  grandinate  (8  giugno-  22  novembre 2003),  trombe  d'aria  (21
  novembre   2003-26   novembre  2003).   Unica   segnalazione   di
  declaratoria per siccità è quella relativa al periodo  2001-2002,
  pubblicata sulla G.U.R.I. n. 280 del 28/11/2002.»

                                               L'Assessore LEONTINI

   FLERES   -   CATANIA   G.   -   MAURICI.-   «All'Assessore   per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   è  noto  che  il virus denominato 'tristezza' è letale  per  gli
  agrumeti;

   gli  agrumeti della provincia di Catania sono stati  colpiti  da
  tale  virus  ed  in particolare i comuni di Belpasso,  Paternò  e
  Motta denunciano le situazioni più preoccupanti;

   ad  oggi,  nonostante  la pericolosità  del  virus  sia  nota  e
  nonostante  siano  centinaia  le piante  ormai  irrimediabilmente
  infette, non si è provveduto ad alcuna estirpazione;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  si  intendano  porre  in  essere  affinché
  vengano tutelati gli agrumeti non ancora infetti;

   quali   provvedimenti   si  intendano  porre   in   essere   per
  indennizzare  i  proprietari  degli agrumeti  colpiti  dal  virus
  'Tristezza';

   quali  provvedimenti si intendano porre in  essere  affinché  si
  provveda  all'immediata estirpazione delle piante  infette  e  se
  tale situazione sia in nesso di causalità con l'elargizione degli
  indennizzi previsti.» (1177)

   Risposta.  «In riferimento alla interrogazione numero  1177,  si
  rappresenta quanto segue.
   A  partire  dalla  primavera del 2003 il virus  della  tristezza
  (Citrus Tristeza virus) si è manifestato in maniera significativa
  negli  agrumeti  della Sicilia orientale, già fortemente  provati
  nella  stessa annata agraria dal perdurare della siccità e  dalla
  ripetuta  caduta  di  cenere vulcanica sulle piantagioni,  che  a
  causa   dei   gravi  danni  provocati,  avevano  reso  necessario
  l'intervento  della  Protezione  civile.  Grazie  a  due  diverse
  ordinanze  gli  imprenditori  sono  stati,  almeno  parzialmente,
  indennizzati delle perdite subite.
   La  materia  relativa alla prevenzione e lotta del  Virus  della
  tristezza è regolamentata dal Decreto di Lotta obbligatoria (D.M.
  22/11/1966),  che  stabilisce, tra l'altro,  che  -  accertata  a
  seguito  delle  analisi  virologiche ufficiali  la  presenza  del
  Citrus Tristeza virus - il Servizio Fitosanitario deve dichiarare
  contaminato  il campo in cui è stato raccolto il  campione  e  le
  piante  devono essere immediatamente estirpate e distrutte  (art.
  4).  Il decreto è in corso di aggiornamento ed il limite del  30%
  di  infestazione previsto per l'estirpazione totale dell'impianto
  dovrebbe  essere eliminato dal nuovo testo, per lasciare  facoltà
  al  Servizio Fitosanitario Regionale di stabilire la necessità di
  estirpazione  dell'intero impianto in  base  alla  gravità  della
  situazione.
   L'imprenditore  - ricevuta la notifica dell'ordinanza  da  parte
  del  Servizio  Fitosanitario regionale  deve  estirpare  a  spese
  proprie.
   La  prevenzione è effettuata dallo stesso Servizio fitosanitario
  regionale  che,  in base all'art. 2 del decreto, è  obbligato  ad
  effettuare ogni anno indagini sistematiche mirate ad accertare la
  presenza  del  virus  sulle  specie e  ibridi  coltivati  a  fini
  produttivi .
   Quindi,  nel momento in cui il Servizio fitosanitario  regionale
  -  che  lavora in collegamento anche con le altre Istituzioni  di
  ricerca - ha evidenziato non solo la presenza ma, soprattutto, la
  gravità   dell'evolversi  della  situazione  (circa  700   ettari
  interessati  dalla  fitopatia),  l'obiettivo  principale  Governo
  regionale  è stato l'individuazione delle azioni da attivare  che
  assicurassero,  da  un  lato,  una lotta  efficace  al  virus  e,
  dall'altro,  garantissero  la  possibilità  di  indennizzo   agli
  imprenditori.
   Infatti,  gli  "Orientamenti comunitari per gli aiuti  di  Stato
  nel settore agricolo" prevedono (punto 11.4) che, nell'ambito  di
  un  idoneo  programma di prevenzione, controllo  ed  eradicazione
  della malattia, possono essere concessi aiuti agli agricoltori  a
  titolo  di  indennizzo  delle  perdite  causate  da  epizoozie  o
  fitopatie  fino al 100% delle spese effettivamente sostenute  per
  la distruzione dei raccolti.
   Relativamente  alla  individuazione delle  possibili  misure  di
  indennizzo,  la soluzione più immediata sarebbe stata  quella  di
  attivare subito un bando con le risorse del Piano agrumi, la  cui
  misura  relativa alla riconversione varietale aveva appena  avuto
  il  via  libera da Bruxelles (febbraio 2003). La quota di risorse
  destinata alla Sicilia è pari a 24,194 milioni di euro su  40,882
  milioni di euro dell'intera dotazione finanziaria della misura.
   Tuttavia  questo avrebbe penalizzato gli imprenditori in  quanto
  il regime d'aiuto autorizzato nell'ambito del citato Piano Agrumi
  prevede - analogamente al POR - percentuali di contributo pari al
  40%  e per i giovani 45%, che si eleva rispettivamente al 50%  ed
  al  55%  nelle aree svantaggiate, ben distanti dalla  soglia  del
  100%  consentita dagli Orientamenti comunitari per gli  aiuti  di
  Stato nel settore agricolo.
   Inoltre  la misura 4.15c) del POR Sicilia prevede la possibilità
  d'intervenire  per  i  danni causati da  calamità  naturali  alle
  colture  poliennali  per  la sostituzione  delle  piante  con  un
  contributo pubblico fino al 100%.
   Pertanto  è stata subito evidenziata la possibilità di  attivare
  uno  specifico  bando  a valere sulla misura  4.15c),  apportando
  alcune  piccole  modifiche  al  testo  della  scheda  tecnica   e
  spostando  20  MEURO all'interno della stessa misura  dall'azione
  a)Agriturismo  all'azione  c)  Ricostituzione  e   difesa   dalle
  calamità naturali.
   Tenuto   conto  infine  che  gli  Orientamenti  vietano   "...la
  concessione  di  aiuti  a  favore di lavori  già  iniziati  o  di
  attività  intraprese  prima che la domanda  di  aiuto  sia  stata
  debitamente  presentata  all'autorità  competente"  è  emersa  la
  necessità    di   notificare   le   ordinanze   di   estirpazione
  parallelamente  alla  pubblicazione  del  bando.   Al   fine   di
  raggiungere  l'obiettivo individuato è stata condotta  una  forte
  azione  di  coordinamento tra l'Amministrazione regionale  e  gli
  uffici   del  Ministero  Politiche  Agricole,  interessando   del
  problema  lo stesso Ministro Alemanno, il Capo Dipartimento  pro-
  tempore dott. Ambrosio e il Servizio Fitosanitario nazionale. Nel
  frattempo  è  stata avviata una lunga trattativa con  gli  uffici
  comunitari  per  poter  inserire  tra  le  spese  ammissibili   a
  finanziamento,  preferibilmente  con  la  stessa  percentuale  di
  contributo  pari  al  100%,  anche  il  ripristino  dell'impianto
  d'irrigazione, nel caso in cui lo stesso fosse fisso. Il servizio
  giuridico  della  Commissione Europea  ha  però  espresso  parere
  negativo su tale ipotesi. Pertanto si è proceduto ad attivare  la
  procedura  scritta  per  la  modifica della  scheda  tecnica  del
  Complemento di Programmazione al fine di poter pubblicare al  più
  presto il bando a valere sulla misura 4.15c).
   Si   sottolinea  che,  durante  l'intero  periodo,  gli   uffici
  dell'Assessorato   hanno   lavorato  in   strettissimo   raccordo
  operativo  con  il Servizio fitosanitario regionale  al  fine  di
  tener  sempre sotto controllo la situazione ed essere certi  che,
  comunque,  la propagazione della fitopatia restasse entro  limiti
  controllabili, a fronte della possibilità di indennizzo  che  gli
  imprenditori  avrebbero  avuto  con  l'attivazione  della  misura
  4.15c).
   Il  bando  su  tale misura - che prevedeva quindi i soltanto  le
  operazioni  di  estirpazione e reimpianto con una percentuale  di
  aiuto  pari al 100% - è stato pubblicato alla fine mese di aprile
  2004  ed  il termine per la presentazione delle istanze è scaduto
  nel  mese  di luglio 2004; le risorse messe a disposizione  erano
  pari   a   20   milioni  di  euro,  sufficienti  per   assicurare
  l'estirpazione  ed  il  reimpianto  di  oltre  1.000  ettari   di
  agrumeti.  Sono  pervenute complessivamente  solo  16  richieste,
  delle quali 12 ammesse a finanziamento, per un importo totale  di
  350.000   euro;   i  progetti  finanziati  sono   in   corso   di
  realizzazione.
   Precedentemente al bando per la misura 4.15c) del POR,  era  già
  stato  espletato  quello relativo alla misura 4.06  "Investimenti
  aziendali" che prevedeva, tra l'altro, nell'ambito di un apposito
  piano aziendale, anche la possibilità di estirpare gli agrumeti e
  sostituirli con nuovi impianti o con altro ordinamento colturale,
  compatibilmente  con  quanto  previsto  nel  documento   "Analisi
  sbocchi  di mercato" (Allegato 1 al POR Sicilia). In questo  caso
  la  percentuale di aiuto era quella prevista dalla  misura  4.06,
  variabile dal 40% (45% per i giovani) al 50% (55% per i giovani),
  e  potevano  essere  finanziate anche altre  tipologie  di  opere
  (capannoni,  recinzioni,  impianti  di  irrigazione,..).  Per  le
  aziende   per   le   quali  era  stata  emanata  l'ordinanza   di
  estirpazione  ai sensi del decreto di lotta obbligatoria  per  la
  tristezza, è stato previsto un punteggio aggiuntivo, pari a 5/100
  punti.
   Da  segnalare, infine, che nell'ambito del Piano Agrumi - le cui
  percentuali d'aiuto sono le stesse della misura 4.06  del  POR  -
  sono  state  destinate  alla tristezza anche  ulteriori  risorse.
  Infatti,  oltre alla dotazione inizialmente prevista  dal  Piano,
  alla  misura "Riconversione varietale" sono state assegnate anche
  quelle  provenienti dall'art. 129 lett. e) della  legge  388/2000
  destinate a "fronteggiare gli eventi eccezionali conseguenti alla
  grave  crisi di mercato degli agrumi". Le risorse erano suddivise
  negli  anni  2000, 2001 e 2002, con una dotazione rispettivamente
  pari a 6, 25, e 25 miliardi di vecchie lire, per un totale di  56
  miliardi  di lire. In sede di Conferenza Stato-Regioni  le  prime
  due  annualità  sono  state destinate alla misura  "Riconversione
  varietale"  del  Piano  agrumi, mentre la terza  è  stata  sempre
  assegnata alla stessa misura ma per il problema della Tristezza.
   Ad  oggi,  infatti,  il quadro epidemico generale  si  definisce
  molto  grave per la contemporanea associazione di diversi fattori
  di  rischio quali l'introduzione di ceppi virulenti, la  presenza
  di  vettori aficidi efficienti (soprattutto l'Aphis gossypii e il
  Toxoptera citricida), la prevalenza dell'arancio amaro come porta-
  innesto.   La  fase  di  latenza  della  malattia  può   variare,
  soprattutto in relazione al vettore ed alla virulenza del  ceppo,
  da un decennio a 2-4 anni.
   Il  Governo  è  dunque impegnato nel tenere sotto  controllo  la
  situazione  ed  a  cercare nuove possibili soluzioni  oltre  alle
  operazioni di estirpazione e reimpianto, per le quali si  prevede
  comunque  la  possibilità di riapertura dei termini del  bando  a
  valere sulla misura 4.15c).
   Inoltre,  in  relazione alla complessità dei fattori  coinvolti,
  il  Governo - utilizzando appunto la quota destinata alla Sicilia
  dall'ultima tranche dell'art. 129 lett. e) della legge 388/2000 -
  intende    avviare    un'azione   di   ricerca    coordinata    e
  multidisciplinare, affidata alle Università o altri Enti pubblici
  di rilievo, finalizzata a comprendere la reale dinamica evolutiva
  della  malattia nelle condizioni peculiari dell'isola.  Per  tale
  azione   si   è   però   ancora  in  attesa   dell'autorizzazione
  comunitaria.

   Parallelamente,  poiché  è  probabile  -  secondo   l'esperienza
  maturata  da  altri  Paesi  del bacino  del  Mediterraneo  -  che
  sussistano  ancora  ampie  aree non coinvolte  dall'infezione  ed
  altre  in  cui l'infezione interessa solo una modesta percentuale
  di   piante,  per  cui  basterebbe  un  intervento  limitato   di
  estirpazione,   si   rende  necessaria  ed  urgente   un'indagine
  conoscitiva  più  approfondita per  definire  la  reale  ampiezza
  dell'area contaminata in tutto il territorio regionale.
   A  tal fine l'Assessorato Agricoltura coordinerà un Programma di
  monitoraggio sistematico affidandone l'attuazione a  strutture  e
  professionalità interne all'Amministrazione e/o a soggetti terzi;
  per quanto attiene alle analisi, oltre quelle direttamente svolte
  dal  Servizio  Fitosanitario regionale potranno essere  coinvolti
  anche  laboratori accreditati dallo stesso Servizio fitosanitario
  regionale  o autorizzati dal MiPAF ai sensi del D.M. 22  novembre
  1996.
   Le  diverse azioni attivate saranno supportate da una  specifica
  azione    di    divulgazione   agricola,   tramite   i    tecnici
  dell'Assessorato che operano nei diversi distretti della regione.
   Infine,  il 12 agosto 2005 sulla GURS è stato altresì pubblicato
  il  bando  relativo  alla  misura "Riconversione  varietale"  del
  "Piano  agrumi nazionale" che prevede finanziamenti al tasso  del
  40%-50%  per estirpazione e reimpianto (anche con altre  colture,
  secondo  quanto  indicato  nel  documento  "Analisi  sbocchi   di
  mercato"   allegato   al  Complemento  di  programmazione),   e/o
  reinnesto  con  un'attenzione  particolare  agli  interventi  che
  possono  contribuire alla lotta contro il virus della  tristezza.
  La dotazione finanziaria supera i 24 milioni di euro e le domande
  dovranno essere presentate agli Ispettorati provinciali entro 120
  giorni a partire dalla data di pubblicazione del bando.»

                                               L'Assessore LEONTINI

   MOSCHETTO.-  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   -  il  Consorzio  di  bonifica di Caltagirone  gestisce  l'acqua
  dell'invaso della diga dell'Ogliastro e lo stesso, in  base  alla
  convenzione,   deve   assicurare,  la  distribuzione   dell'acqua
  disponibile,  oltre al proprio territorio di competenza,  per  un
  terzo al Consorzio di bonifica di Catania e per un altro terzo al
  Consorzio di bonifica di Lentini;

   -  il Consorzio di bonifica di Caltagirone serve, tra gli altri,
  gli  agrumeti  siti  nel  territorio  di  Palagonia,  mentre   il
  Consorzio  di  bonifica  di Lentini serve,  tra  gli  altri,  gli
  agrumeti siti nel territorio di Scordia;

   -  da  ben  quattordici  giorni nessuna erogazione  di  acqua  è
  avvenuta  a  favore  degli agrumeti ricadenti nel  territorio  di
  Scordia,  con  grave  pregiudizio della  produzione,  mentre  gli
  agrumeti   ricadenti  nel  territorio  di  Palagonia   continuano
  regolarmente ad avere l'erogazione di acqua;

   -  non  risultano  comprensibili le  motivazioni  per  le  quali
  alcuni  territori  abbiano  fruito  nelle  ultime  due  settimane
  dell'irrigazione,  mentre il comprensorio di Scordia  durante  lo
  stesso periodo non ha fruito di alcuna irrigazione;

   considerato  che il Sindaco di Scordia ha più volte  evidenziato
  alle   autorità   competenti  la  grave   situazione   di   danno
  all'economia  di  Scordia  ed  i  possibili  problemi  di  ordine
  pubblico, senza avere alcuna spiegazione;

   per  sapere  se non ritengano opportuno intervenire urgentemente
  con  tutti i mezzi e le risorse disponibili al fine di consentire
  tempestivamente  l'erogazione dell'acqua per  l'irrigazione  agli
  agrumeti  siti nel territorio di Scordia ed evitare  problemi  di
  ordine  pubblico di difficile gestione e gravi danni all'economia
  di Scordia. » (1234)

   Risposta.  «In riferimento alla interrogazione numero  1234,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'invaso   Don  Sturzo-Ogliastro  è  gestito  dal  Consorzio   7
  Caltagirone  ed  ha  finalità  di  irrigare  i  terreni   di   un
  comprensorio  ricadente  in  parte nel  territorio  dello  stesso
  Consorzio,  in  parte nei territori dei Consorzi  di  Bonifica  9
  Catania e 10 Siracusa.
   I  quantitativi di acqua da erogare in favore dei  due  Consorzi
  anzidetti vengono concordati all'inizio della stagione irrigua in
  relazione  alla  disponibilità di acqua irrigua ed  in  relazione
  alle esigenze effettive di ogni singolo Consorzio.
   L'acqua  ai  due  Consorzi viene erogata da un  unico  punto  di
  consegna,   i   quali  provvedono  con  accordi  specifici   alla
  successiva ripartizione.
   La  stagione  irrigua 2003 è stata caratterizzata da  siccità  e
  conseguente scarsa disponibilità di risorse idriche che ha quindi
  determinato anomalie nella distribuzione dell'acqua.»

                                               L'Assessore LEONTINI

   TUMINO.-   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   per
  l'agricoltura  e per le foreste e all'Assessore alla  Presidenza,
  premesso che:

   lo   sviluppo   dei   metodi   di  produzione   dell'agricoltura
  biologica,  così  come definiti dai Regolamenti  Ce  2092/1991  e
  1804/1999  e successive modifiche, rappresentano per i  territori
  della  provincia di Enna una delle poche possibilità di  sviluppo
  sostenibile  con  riferimento ai vari  aspetti:  socio-economici,
  agricoli, ambientali e paesaggistici;

   viene  da tutti riconosciuta l'importanza sempre maggiore che  i
  prodotti   biologici  acquisiscono  sia  dal   punto   di   vista
  commerciale  che  da quello relativo alla qualità  della  vita  e
  dell'ambiente;

   il  bando  relativo alla misura F1b 'introduzione o mantenimento
  dei  metodi  dell'agricoltura e della zootecnia  biologica'  (PSR
  Sicilia  -  Reg. Ce 1257/1999) pubblicato nella GURS  n.  28  del
  20.6.2003,  preclude  la  possibilità di partecipazione  a  molte
  aziende  agricole poichè è molto restrittiva l'area  territoriale
  prevista  dall'art.  1.3  lett. a)  del  bando  ed  è  del  tutto
  insufficiente ed inadeguata la disponibilità economica;

   i  comuni  a  sud di Enna (Aidone, Piazza Armerina, Valguarnera,
  Pietraperzia  e  Barrafranca) rimangono del tutto esclusi  mentre
  tutti  gli altri comuni della provincia di Enna sono esclusi  per
  gran parte dei loro territori dalla possibilità di partecipare al
  predetto bando per i restrittivi requisiti di accesso;

   per sapere:

   se  non  ritengano opportuna una sospensione del bando  affinchè
  venga   modificato   in   modo  da  adeguare   le   delimitazioni
  territoriali  a tutta la provincia ennese, al fine  di  garantire
  una maggiore partecipazione delle aziende;

   se  nell'ipotesi  che  il bando ed i suoi  effetti  non  vengano
  modificati,  non  si ritenga opportuno e necessario  proporre  un
  altro bando che abbia i requisiti di efficacia ed ampiezza con la
  presente proposti.» (1244)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  In  riferimento all'interrogazione  numero  1244,  si
  rappresenta quanto segue.
   Le  scelte  operate  nell'elaborazione del bando  relativo  alla
  misura  F1b  del  PSR  Sicilia "introduzione o  mantenimento  dei
  metodi  dell'agricoltura e della zootecnia biologica"  pubblicato
  sulla   GURS   n.   28   del  20/06/2003,  in   particolare   per
  l'individuazione delle aree interessate alle diverse azioni della
  misura F, sono scaturite da precise considerazioni.
   Il  primo  limite all'allargamento di alcune azioni a  tutta  la
  Sicilia è stato di carattere finanziario: le limitate possibilità
  messe  a disposizione dalla Comunità Europea, non paragonabili  a
  quelle  stanziate  per  il  precedente Reg.  CEE  2078/92,  hanno
  indotto  l'Amministrazione  a  non  riproporre  alcune  azioni  e
  limitarne il campo di applicazione per altre.

   Si  è pertanto proceduto all'individuazione delle aree a maggior
  rischio  ambientale,  nel  tentativo  di  ottenere  una  maggiore
  concentrazione degli interventi su aree più ristrette.

   Per   tale  motivo,  in  accordo  alle  priorità  stabilite  dal
  Programma di Sviluppo Rurale per la Regione Sicilia, con il bando
  2003  l'amministrazione  regionale  ha  ritenuto  opportuno   non
  riproporre l'azione F l a (metodi di produzione integrata)  ,  in
  quanto  già  con  il  primo  bando 2001  si  era  pervenuti  alla
  copertura   del  90%  delle  superfici  previste  dal  suindicato
  programma.
   Per l'azione Fl b (agricoltura biologica), sì erano superate  in
  misura massiccia i dati previsionali. Tuttavia, in considerazione
  della  sua  alta  valenza ambientale, si  è  reputato  necessario
  riproporla  -  anche  se  con  una diversa  individuazione  delle
  caratteristiche  di accesso - proprio al fine di  concentrare  ed
  amplificare il vantaggio ambientale di detta azione.
   In  tale  ottica sono state individuate le aree di applicazione,
  esplicitate   al   paragrafo  1.3   del   bando   in   questione,
  riconfermando  le  aree prioritarie già definite  nel  precedente
  bando  sia  per misura F1 a che per la F1 b, e, per  il  restante
  territorio regionale, è stato consentito l'accesso a tutte quelle
  aziende  in  possesso di determinati requisiti  (specificati  nel
  suddetto paragrafo).
   In  ogni  caso, dal rapporto intermedio di valutazione del  PSR,
  edito  nel  dicembre 2003, risulta che la provincia di Enna,  nel
  suo  complesso, ha largamente usufruito degli aiuti previsti  dal
  Reg.  CE  1257/99 per l'agricoltura biologica, con una superficie
  assoggettata di 10.793 ha su complessivi 29.761 ha, pari  al  36%
  dell'intera superficie della regione.
   Infine,  grazie ad una nuova disponibilità di risorse  derivanti
  anche da economie delle altre regioni italiane, è stato possibile
  pubblicare sulla GURS n. 21 del 20 maggio 2005 un ulteriore bando
  per  la  misura  F1b,  il cui termine per la presentazione  delle
  istanze è scaduto il 14 luglio 2005.»

                                               L'Assessore LEONTINI

   GIANNOPOLO.- «Al Presidente della Regione, per sapere:

   se  non  ritenga  opportuno  convocare  nei  prossimi  mesi  una
  riunione  urgente  tra  l'ufficio  per  l'emergenza  idrica,   le
  organizzazioni  degli  agricoltori della  provincia  di  Palermo,
  l'ESA,  in  qualità  di soggetto gestore della  diga  Poma  e  la
  cooperativa che gestisce la distribuzione dell'acqua per  i  fini
  irrigui e potabili;

   se  non intenda disporre l'immediata revoca del provvedimento di
  concessione  di  40.000 metri cubi di acqua per  uso  industriale
  alla ditta Bertolino di Partinico nelle more della definizione di
  un piano organico e concordato di distribuzione idrica;

   se  non consideri opportuno altresì accertare tempestivamente lo
  stato  di  degrado  e di disfunzione delle condotte  e  stabilire
  eventuali interventi di manutenzione urgente sulle condotte della
  diga  Poma  per  consentire un maggior  utilizzo  delle  capacità
  idriche.» (1295)

   Risposta.  «In  relazione  all'interrogazione  numero  1295,  si
  rappresenta quanto segue.
   La   manutenzione  ordinaria  della  rete  della  diga  Poma   è
  effettuata direttamente dalla Cooperativa Consorzio irriguo  Jato
  cui è stata consegnata la rete sin dagli anni '70.
   Gli   interventi  di  manutenzione  straordinaria   sono   stati
  effettuati  negli  anni,  come  stabilito  dalla  convenzione,  a
  seguito  di specifiche segnalazioni del Consorzio irriguo gestore
  della   rete.  Dati  i  limiti  delle  disponibilità  finanziarie
  dell'ESA,  con  particolare riferimento all'anno  2003,  è  stato
  chiesto  al  Commissario  delegato  per  l'emergenza  idrica   il
  finanziamento della perizia di manutenzione redatta dal Consorzio
  irriguo gestore. Nelle more della completa attuazione della  l.r.
  45/05  in  merito  all'identificazione  dei  gestori  delle  reti
  irrigue,  è stato redatto un progetto per l'esecuzione di  lavori
  di  manutenzione  straordinaria per  il  ricondizionamento  delle
  linee  di  adduzione  principali, il cui  finanziamento  è  stato
  richiesto  all' ufficio del Commissario delegato per  l'Emergenza
  idrica che ha già finanziato un primo intervento.
   Più  in  generale,  per quanto riguarda lo stato  di  degrado  e
  disfunzione  delle  condotte per consentire un  maggior  utilizzo
  delle acque irrigue l'E.S.A. sin dal 2002 si è dotata degli studi
  di  fattibilità  per il rifacimento delle reti,  studi  che  sono
  stati  inoltrati  al Dipartimento regionale della  Programmazione
  per l'ammissione al finanziamento.»

   FLERES   -   CATANIA   -   G.   MAURICI.-   «All'Assessore   per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   i  produttori agrumicoli sono stati particolarmente colpiti  dal
  susseguirsi   di  diverse  calamità  naturali  che  hanno   fatto
  registrare danni anche agli impianti;

   con  decreto  ministeriale  del  28  febbraio  2003  sono  stati
  riconosciuti  i danni causati dalle gelate dei mesi  di  dicembre
  2001  e  gennaio  2002 ed i relativi indennizzi  per  le  imprese
  costrette a procedere alla potatura straordinaria degli agrumeti;

   presso  l'Ispettorato provinciale agrario di Catania, a  seguito
  dell'emanazione del predetto decreto, sono state depositate circa
  7.000 istanze non ancora esitate;

   a  distanza ormai di due anni gli agrumicoltori non hanno ancora
  beneficato   di  alcun  indennizzo  e,  malgrado   tutto,   hanno
  continuato  ad  esercitare la propria attività con i  conseguenti
  aggravi sui bilanci delle imprese;

   ritenuto  che  è  ormai  divenuto  necessario  porre  in  essere
  iniziative per il sostegno e il conseguente rilancio del settore;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere al fine  di  verificare
  quanto in premessa indicato;

   come   intenda  intervenire  presso  l'Ispettorato  agrario   di
  Catania  e presso altri enti e/o organismi per il sostegno  degli
  agrumicoltori del catanese.» (1401)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1401,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  crisi  del  settore agrumicolo affonda  le  sue  radici  nel
  passato e non è legata a situazioni contingenti venutesi a creare
  nel   corso  della  campagna  2003/2004.  Esistono  dei  problemi
  strutturali  legati  ad  esempio alla  frammentazione  aziendale,
  all'utilizzo  di  varietà non sempre appetite dal  mercato,  alla
  storica  carenza  di  disponibilità  irrigue,  alla  mancanza  di
  associazionismo   e,   di   conseguenza,   allo   scarso   potere
  contrattuale   dei   produttori   nei   riguardi   della   Grande
  Distribuzione.
   A  ciò  si sono aggiunti i danni provocati da un susseguirsi  di
  avversità  atmosferiche  che  hanno  costretto  le  imprese,  tra
  l'altro,  a procedere alla potatura straordinaria. In particolare
  già  con  il  primo  riparto 2003 il Ministero per  le  Politiche
  agricole  e  forestali aveva assegnato alla Regione Siciliana  le
  somme relative agli interventi contributivi previsti dall'art.  3
  della  legge  185/92 a favore delle aziende agricole  danneggiate
  sia  dalle gelate del periodo dicembre 2001-gennaio 2002  che  da
  altre   avversità   atmosferiche  chehanno   interessato   alcuni
  territori  delle  province di Agrigento, Caltanissetta,  Catania,
  Messina,  Ragusa e Siracusa. Nel mese di marzo 2004 le  somme  in
  questione   erano   già   state  accreditate   agli   Ispettorati
  provinciali interessati.

   Per  gli  indennizzi relativi alla potatura straordinaria  è  da
  segnalare che - a valere sui   34. 447.675,17 della l.r. 5/2001 -
  nel  corso del 2002 l'Assessorato ha pubblicato un bando di  gara
  specifico per il settore agrumicolo, "Investimenti aziendali  nel
  comparto agrumicolo ", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  della
  Regione  siciliana  n.  32 del 12 luglio 2002.  Per  tale  bando,
  finalizzato  alla  realizzazione di  investimenti  nelle  aziende
  agrumicole  abbisognevoli  di  urgenti  interventi  al  fine   di
  adeguare  le  produzioni  alle esigenze  di  mercato,  era  stata
  prevista  una  dotazione pari a   25.000.000,00, considerata,  ai
  sensi  dell'art. 100 della L.r. 32/2000, risorse aggiuntive  alla
  misura  4.06  del  POR  "Investimenti  aziendali".  Tuttavia,  la
  risposta da parte degli imprenditori agrumicoli è stata piuttosto
  scarsa  rispetto alle previsioni: sono infatti pervenute  istanze
  per un contributo pari a   15.238.646,56.
   Si  ricorda che tali risorse derivano dall'art. 137 della  legge
  388/2000.   Infatti,  l'art.  1  comma  4   della   l.r.   6/2001
  "Disposizioni  programmatiche e finanziarie per l'anno  2001"  ha
  autorizzato  l'Assessore regionale per il bilancio ad  effettuare
  operazioni finanziarie per l'attualizzazione del credito, pari  a
  200   miliardi  di  vecchie  lire,  assegnato  alla  Regione  con
  1'articolo  137  della legge 388/2000. Lo stesso  articolo  1  ha
  vincolato  l'utilizzazione di tali risorse  ad  alcune  finalità,
  destinando,  tra  l'altro, la somma di    30.4000.000  (circa  60
  miliardi   di  lire)  per  fronteggiare  la  crisi  del   settore
  agrumicolo. Con la l.r. n. 5 del 30 aprile 2001, che approvava il
  bilancio della Regione Siciliana per l'esercizio dl 2001, è stata
  iscritta nel capitolo 542912 la somma di   34.447.675,17 (pari  a
  £  66.700.000)  per interventi finalizzati a risolvere  la  crisi
  agrumicola regionale.
   Di  tali  risorse,  nel corso del 2001, con  D.A.  n.  2950  del
  31/12/2001, è stata utilizzata la somma di   2.187.164,50, pari a
  £ 4.234.941.000, per effettuare un ritiro straordinario di agrumi
  dal  mercato;  gli  agrumi sono stati trasformati  in  succhi  e,
  sempre  nel 2001, è stato espletato un bando a favore  dei  Paesi
  Peco.
   Successivamente  è stato pubblicato il bando specifico  per  gli
  agrumi,  che  però, come precedentemente detto, non ha  avuto  la
  risposta attesa.
   Ulteriori  risorse  - provenienti dallo stesso  plafond  -  sono
  state  utilizzate  per trasformare il contributo  di  solidarietà
  erogato dalla Regione sin dal 1996 all'Associazione Italiana  per
  la  Ricerca  sul Cancro (AIRC), in azione promozionale  a  favore
  dell'arancia rossa, provvedendo all'intera fornitura delle arance
  necessarie   per   la  manifestazione  "Arancia   della   salute"
  organizzata  dall'AIRC ogni anno alla fine del mese  di  gennaio.
  Ciò  grazie  alla  notevole capacità di  ritorno  in  termini  di
  immagine  non solo per l'agrumicoltura siciliana ma per tutta  la
  Sicilia nel suo complesso.
   La  collaborazione con l'AIRC - regolata da una convenzione - si
  inserisce  in  un  quadro  più  ampio  di  iniziative  a   favore
  dell'agrumicoltura  che vanno, dagli interventi  strutturali,  al
  potenziamento delle azioni promozionali e di ricerca.
   Tra  i  vari  interventi strutturali è da segnalare  che  il  12
  agosto  2005  sulla  GURS  è stato altresì  pubblicato  il  bando
  relativo alla misura "riconversione varietale" del "Piano  agrumi
  nazionale"  che  prevede finanziamenti al tasso del  40%-50%  per
  estirpazione  e  reimpianto  (anche con  altre  colture,  secondo
  quanto  indicato  nel  documento  "Analisi  sbocchi  di  mercato"
  allegato  al  Complemento di programmazione), e/o  reinnesto  con
  un'attenzione particolare agli interventi che possono contribuire
  alla   lotta  contro  il  virus  della  tristezza.  La  dotazione
  finanziaria  supera  i 24 milioni di euro e le  domande  dovranno
  essere presentate agli Ispettorati provinciali entro 120 giorni a
  partire dalla data di pubblicazione del bando.»

                                               L'Assessore LEONTINI

   BARBAGALLO.-  «All'Assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste,
  premesso che:

   nonostante  un buon avvio della campagna agrumicola e  la  buona
  qualità della produzione, gli operatori del settore lamentano una
  preoccupante crisi nella commercializzazione dei prodotti;

   la  causa  di  tale crisi non risiederebbe tanto  nel  calo  dei
  consumi,  che  rimangono costanti, quanto  nella  immissione  nel
  mercato di agrumi, in particolare arance, di produzione estera;

   considerato che:

   il  prodotto  estero non è soggetto alle stesse rigorose  regole
  che   invece   gravano  sui  produttori  italiani  in   tema   di
  disposizioni  fitosanitarie  e  sanitarie  nonché  di  norme  che
  disciplinano i trattamenti per la conservazione della  produzione
  e la cui osservanza comporta rilevanti oneri;

   l'incertezza  che  regna  sulla sorte della  Emmegi  di  Termini
  Imerese, azienda di trasformazione degli agrumi, ha dato un altro
  duro colpo alla campagna agrumaria in corso;

   l'attuale  crisi  rischia,  dunque,  di  compromettere  l'intera
  campagna  agrumicola  con possibili gravi conseguenze  sul  piano
  economico e sociale;

   rilevato che:

   occorre   intervenire   a  difesa  del  prodotto   italiano,   a
  salvaguardia  dell'economia  nonchè  dei  consumatori,  cui  deve
  essere  garantita la qualità del prodotto contro  speculazioni  e
  sofisticazioni;

   per sapere:

   quali  iniziative  abbia  intrapreso per  il  superamento  della
  crisi che ha investito la campagna agrumicola attuale;

   quali controlli vengano effettuati sugli agrumi importati;

   le  ragioni  per  le  quali non sia stato ancora  pubblicato  il
  bando relativo al piano agrumi.» (1565)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1565,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  crisi  del  settore agrumicolo affonda  le  sue  radici  nel
  passato e non è legata a situazioni contingenti venutesi a creare
  nel   corso  della  campagna  2003/2004.  Esistono  dei  problemi
  strutturali  legati  ad  esempio alla  frammentazione  aziendale,
  all'utilizzo  di  varietà non sempre appetite dal  mercato,  alla
  storica  carenza  di  disponibilità  irrigue,  alla  mancanza  di
  associazionismo   e,   di   conseguenza,   allo   scarso   potere
  contrattuale   dei   produttori   nei   riguardi   della   Grande
  Distribuzione.
   Relativamente  al  Piano  Agrumi,  finanziato  com'è  noto   con
  risorse  del  CIPE  e  coordinato dal Ministero  delle  Politiche
  Agricole, il Governo ha espresso più volte le proprie rimostranze
  al  Governo Nazionale per i ritardi accumulati. In particolare  è
  stata   più  volte  sollecitata  la  realizzazione  della  misura
  "Catasto  Agrumicolo", affidata all'AGEA che  avrebbe  consentito
  una  più  adeguata  programmazione degli interventi  da  attivare
  nelle  zone  vocate  e  non. Tra le altre misure  di  particolare
  rilevanza  si  ricordano quelle relative  alla  promozione,  alla
  ricerca,  alla  riconversione varietale ed  al  monitoraggio.  E'
  intendimento  del  Governo continuare a sollecitare  il  Ministro
  delle  Politiche Agricole affinché tutte le misure previste siano
  attivate il più rapidamente possibile.
   Per  quanto riguarda invece l'azione del Governo regionale,  nel
  corso degli ultimi anni molteplici sono stati gli interventi  per
  l'agrumicoltura  sia  in relazione ai problemi  strutturali,  che
  alle azioni di promozione ed alla ricerca.
   In  particolare, occorre ricordare che l'art. 1  comma  4  della
  l.r. 6/2001 "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
  2001"  ha  autorizzato l'Assessore regionale per il  bilancio  ad
  effettuare  operazioni  finanziarie  per  l'attualizzazione   del
  credito,  pari  a  200 miliardi di vecchie lire,  assegnato  alla
  Regione con l'art. 137 della L. 388/2000. Lo stesso articolo 1 ha
  vincolato  l'utilizzazione di tali risorse  ad  alcune  finalità,
  destinando,  tra  l'altro, la somma di    30.4000.000  (circa  60
  miliardi   di  lire)  per  fronteggiare  la  crisi  del   settore
  agrumicolo. Con la l.r. n. 5 del 30 aprile 2001, che  approva  il
  bilancio  della  Regione siciliana per l'esercizio  del  2001,  è
  stata  iscritta  nel capitolo 542912 la somma di    34.447.675,17
  (pari  a £ 66.700.000) per interventi finalizzati a risolvere  la
  crisi agrumicola regionali.
   Di  tali  risorse,  nel corso del 2001, con  D.A.  n.  2950  del
  31/12/2001, è stata utilizzata la somma di   2.187.164,50, pari a
  £ 4.234.941.000, per effettuare un ritiro straordinario di agrumi
  dal  mercato;  gli  agrumi sono stati trasformati  in  succhi  e,
  sempre  nel 2001, è stato espletato un bando a favore  dei  Paesi
  Peco.
   Successivamente  -  sempre a valere sui   34.  447.675,17  della
  l.r.  5/2001 - nel corso del 2002 l'Assessorato ha pubblicato  un
  bando  di gara specifico per il settore agrumicolo, "Investimenti
  aziendali  nel  comparto agrumicolo ", pubblicato sulla  Gazzetta
  Ufficiale  della Regione siciliana n. 32 del 12 luglio 2002.  Per
  tale  bando, finalizzato alla realizzazione di investimenti nelle
  aziende agrumicole abbisognevoli di urgenti interventi al fine di
  adeguare  le  produzioni  alle esigenze  di  mercato,  era  stata
  prevista  una  dotazione pari a   25.000.000,00, considerata,  ai
  sensi  dell'art. 100 della l.r. 32/2000, risorse aggiuntive  alla
  misura 4.06 del POR "Investimenti aziendali".
   Tuttavia,  la risposta da parte degli imprenditori agrumicoli  è
  stata  piuttosto  scarsa rispetto alle previsioni:  sono  infatti
  pervenute istanze per un contributo pari a   15.238.646,56.
   Nel   2004  sono  stati  inoltre  finanziati  ben  22  Programmi
  Operativi   di   Organizzazioni  di   Produttori   ad   indirizzo
  agrumicolo, ricadenti nei territori di Catania, Messina,  Palermo
  e  Siracusa  presentati ai sensi del regolamento  CE  1433/03-OCM
  Ortofrutta per un importo revisionale di spesa di   8.399.006,73.
   I1  12  agosto  2005  sulla GURS è stato altresì  pubblicato  il
  bando  relativo alla misura "riconversione varietale" del  "Piano
  agrumi  nazionale" che prevede finanziamenti al tasso del 40%-50%
  per  estirpazione e reimpianto (anche con altre colture,  secondo
  quanto  indicato  nel  documento  "Analisi  sbocchi  di  mercato"
  allegato  al  Complemento di programmazione), e/o  reinnesto  con
  un'attenzione particolare agli interventi che possono contribuire
  alla   lotta  contro  il  virus  della  tristezza.  La  dotazione
  finanziaria  supera  i 24 milioni di euro e le  domande  dovranno
  essere presentate agli Ispettorati provinciali entro 120 giorni a
  partire dalla data di pubblicazione del bando.
   Parallelamente a quanto attivato per gli interventi  strutturali
  rivolti  al settore, il Governo regionale ha deciso di potenziare
  anche  l'azione promozionale in modo da favorire la  penetrazione
  del prodotto sul mercato nazionale ed estero.
   In  tale  ottica, il Governo - con deliberazione n. 378  del  20
  novembre  2002  -  ha stabilito di attivare tutte  le  iniziative
  possibili per fronteggiare la crisi agrumicola, rafforzando,  tra
  l'altro,  la  collaborazione con l'Associazione Italiana  Ricerca
  Cancro,  nell'ambito  dell'iniziativa "Arancia  della  salute  ".
  Occorre infatti ricordare che dal 1996 la Regione aveva stabilito
  di  contribuire all'iniziativa con un contributo di  solidarietà,
  pari a circa   258.000,00 ai sensi della legge regionale n.17/96.
  Con   l'edizione  del  2002  è  iniziata  una  nuova   forma   di
  collaborazione  con  l'AIRC,  definendo  elementi  innovativi  ed
  aggiuntivi  rispetto alle edizioni precedenti, che hanno  portato
  all'immagine del prodotto siciliano la percezione della qualità e
  della  salute,  valorizzando  così anche  l'aspetto  promozionale
  oltre  l'aspetto  di  solidarietà già  previsto  precedentemente.
  Grazie  proprio ai risultati particolarmente positivi  conseguiti
  nella   nell'edizione   svoltasi   il   26   gennaio   2002,   la
  manifestazione  "Arancia della salute" è  diventata,  secondo  le
  indicazioni   del  Governo  regionale,  un  forte   elemento   di
  promozione dell'arancia rossa. Infatti, da quel momento 1'AIRC ha
  inserito  nelle  proprie campagne pubblicitarie  alcuni  elementi
  fondamenti  per  la  valorizzazione  del  prodotto  Sicilia:   ad
  esempio, il logo della Regione è sempre apparso accanto a  quello
  dell'AIRC,  l'immagine stessa della Regione e dell'arancia  rossa
  sono  state  enfatizzate, i messaggi promozionali  (televisivi  e
  stampa)  sono  stati  veicolati dando  particolare  risalto  alla
  provenienza del prodotto offerto, etc.
   Con  la stessa deliberazione 378 del 20 novembre 2002 il Governo
  ha stabilito, quindi, di utilizzare ulteriori risorse ex articolo
  1  comma  4 lettera b) della l.r. 6/2001, fino al limite  massimo
  dei costi relativi alla fornitura delle arance, rispetto a quanto
  ordinariamente previsto in base al contributo ex  art.  18  della
  l.r. 17/1996."
   I  rapporti  con  l' AIRC sono oggi regolati da una  convenzione
  stipulata  nello  scorso  anno che  permetterà  alla  Regione  di
  utilizzare  per  i  prossimi tre anni un veicolo  promozionale  e
  d'immagine di rilievo non solo per il numero di utenti  raggiunti
  dal  messaggio ma anche, e soprattutto, per il ritorno d'immagine
  che ne trae l'intera Regione.
   Sempre  sul  versante promozione si sottolinea  anche  l'intensa
  azione  di  coordinamento  svolta con gli  uffici  del  Ministero
  Politiche  Agricole  per la definizione del Piano  di  promozione
  realizzato dall'ISMEA, nell'ambito del Piano Agrumi.
   Da  ricordare  ancora il finanziamento di attività  promozionali
  all'interno della Distribuzione Organizzata a favore di  Consorzi
  ed Organizzazioni di produttori, ai sensi dell'articolo 126 della
  l.r.  32/2000.  In  particolare nel  corso  dell'ultima  campagna
  (2004)  sono stati concessi aiuti per un ammontare di £  390.000,
  pari  al  50% dell'importo dei progetti approvati per  promozioni
  dell'arancia rossa di Sicilia all'interno delle catene Autogrill,
  Spizzico,  Ciao, Sigma, etc. per un totale di 975 punti  vendita,
  mentre  presso la catena Billa in Romania la promozione di limoni
  ed arance biologiche ha riguardato 11 punti vendita.
   Particolarmente significativa per gli agrumi è  stata  anche  la
  partecipazione  alla  fiera  internazionale  Fruit  Logistica  di
  Berlino che rappresenta la manifestazione più importante al mondo
  per il comparto dell'ortofrutta.

   Di  rilievo  anche gli interventi attivati dall'Assessorato  sul
  fronte  della ricerca. Da segnalare innanzitutto che -  a  valere
  sulla  misura 1.12 del POR Sicilia - sono in corso i progetti  di
   Realizzazione  banca  del germoplasma degli  agrumi   realizzato
  dall'Istituto sperimentale per l'agrumicoltura di Acireale  e  il
  progetto  "Valorizzazione  del germoplasma  agrumicolo  autoctono
  siciliano" realizzato dall'Istituto ricerche genetiche agrumi del
  CNR di Palermo.
   Per  valorizzare  l'aspetto naturale dei nostri  agrumi  la  cui
  produzione è spesso legata a metodi di coltivazione biologica  o,
  comunque,  rispettosi dell'ambiente, l'Assessorato ha attivato  -
  tramite  il Consorzio regionale di ricerca BioEvoluzione (BES)  -
  un progetto dal titolo: "Applicazione e diffusione di tecniche di
  controllo  biologico in agrumicoltura" che per  la  prima  volta,
  interessa  un  territorio  pari a  circa  300  ettari  e  non  il
  territorio di una singola azienda.
   Un  altro  importante  passo per favorire la commercializzazione
  degli   agrumi   è  stato  la  conclusione  del  progetto   "Cold
  treatment",  il  trattamento  a freddo  degli  agrumi  siciliani.
  Infatti,   alla  fine  dello  scorso  anno  si  è   conclusa   la
  sperimentazione  che  aveva  avuto  inizio  nel  2001,   con   un
  protocollo  d'intesa  stipulato a Tokyo.  Il  lavoro  di  ricerca
  coordinato  dal  Servizio Fitosanitario  regionale  ha  accertato
  infatti  che  la  mosca  mediterranea  non  resiste  alle   basse
  temperature  assicurate  dal "Cold treatment  ".  Le  arance  ora
  possono   essere   esportate  in  Giappone  e   ciò   costituisce
  un'espansione reale del mercato agrumicolo.
   Per   quanto  riguarda  i  controlli  effettuati  sugli   agrumi
  importati, tutta l'attività di controllo in materia fitosanitaria
  compete  al  Servizio  Fitosanitario  regionale,  secondo  quanto
  stabilito  dal Decreto ministeriale 31 gennaio 1996 e  successive
  modifiche. I controlli fitosanitari vengono effettuati  presso  i
  punti   di  entrata  dell'isola  (porti,  aeroporti)  da  tecnici
  qualificati,  gli  Ispettori fitosanitari,  che  garantiscono  il
  servizio  su  tutto il territorio regionale. Dalla  verifica  dei
  dati  si  può affermare che negli ultimi anni non risulta  alcuna
  importazione di prodotto agrumicolo da Paesi terzi.

   Non  compete  invece  al  Servizio  Fitosanitario  il  controllo
  sanitario sulla merce, che viene invece espletato dagli Ispettori
  sanitari delle competenti AUSL.

   I  vegetali,  i prodotti vegetali, le derrate alimentari  -  sia
  per  il  consumo umano che per uso zootecnico - i  loro  relativi
  imballaggi  e,  se  necessario,  anche  i  mezzi  che  li   hanno
  trasportati,  se  originari  da Paesi  terzi,  per  poter  essere
  introdotti   nel   territorio   dello   Stato   debbono    essere
  ufficialmente   ispezionati   totalmente   o   su   un   campione
  rappresentativo,  al fine di accertare che non siano  contaminati
  da  organismi  nocivi (indicati espressamente nella normativa  di
  riferimento)  e  devono  essere accompagnati  da  un  certificato
  fitosanitario  di  esportazione emesso  dal  competente  Servizio
  Fitosanitario del Paese d'origine.
   A  seguito dell'ispezione, nel caso di rischio di introduzione o
  diffusione   di   organismi  nocivi,  il  Servizio  Fitosanitario
  regionale  adotta le misure previste nel Decreto Ministeriale  31
  gennaio   1996   ed  informa  subito  il  Servizio  Fitosanitario
  nazionale; in caso contrario il Servizio Fitosanitario  autorizza
  l'importazione,  rilasciando  il  certificato  fitosanitario  per
  l'importazione.»

                                               L'Assessore LEONTINI

   VIRZI'.-  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   -  nel 2001 Tecnosistemi SpA , società con sede a Milano che  si
  occupa  di  installazioni telefoniche, ha rilevato dalla  Italtel
  SpA  l'attività del ramo dello stabilimento Marisa  Belisario  di
  Carini, nel quale si sviluppa la produzione di sistemi di energia
  per   telecomunicazioni,  assorbendo  il  personale   dipendente,
  centoquaranticinque lavoratori in possesso di un alto livello  di
  preparazione professionale;

   -  nel febbraio 2002, appena pochi mesi dopo l'acquisizione  del
  ramo  aziendale  di Carini, la Tecnosistemi ha avviato  su  scala
  nazionale un pesante piano di ristrutturazione che si è  tradotto
  in un ridimensionamento della pianta organica;

   -  nello stabilimento di Carini cinquanta dipendenti sono  stati
  dichiarati  in  esubero: per venti di loro è  scattata  la  cassa
  integrazione a zero ore mentre gli altri trenta sono stati  posti
  in  mobilità  e  altri  dodici sono stati dislocati  nel  settore
  installazioni;

   -  il  provvedimento,  per quanto drastico,  non  ha  risolto  i
  problemi   dell'azienda  che,  ufficialmente  per   mancanza   di
  liquidità, ha pagato gli stipendi di marzo con oltre due mesi  di
  ritardo  ai centoquindici lavoratori rimasti, anche a livello  di
  gruppo e, per il futuro, non riesce a garantire prospettive circa
  il  pagamento delle spettanze - a partire da quelle del  mese  di
  aprile  -  e sulla continuità della produzione nello stabilimento
  di Carini a causa di un calo delle commesse;

   -  i  lavoratori  posti in mobilità non hanno  ancora  percepito
  tutte  le  loro spettanze, ma solo minimi acconti, il TFR  e  gli
  incentivi sottoscritti dall'azienda;

   -  le  difficoltà  dello  stabilimento  Tecnosistemi  di  Carini
  rappresentano   un   ennesimo  segnale  di  crisi   del   tessuto
  industriale  in  provincia di Palermo, oltre che del  sostanziale
  fallimento del modello di colonizzazione
   del  sistema  produttivo  siciliano da parte  di  grossi  gruppi
  allogeni,  almeno quando questi sono privi di reali  progetti  di
  sviluppo e di investimento;

   -  secondo  notizie di fonte sindacale, dunque non ufficiali,  i
  reali   motivi   della  crisi  aziendale  sarebbero   il   cambio
  dell'Amministratore  delegato imposto dalle banche  creditrici  e
  gli  sforzi  finaziari  per la quotazione in  borsa  tramite  una
  società  (la  NTS  Network)  di proprietà  dell'ex  presidente  e
  azionista di maggioranza della Tecnosistemi;

   per sapere:

   -  se  il Governo della Regione non ritenga di dover intervenire
  per  apprendere  quali  siano le reali difficoltà,  non  solo  di
  ordine  commerciale ma anche societario, che hanno accorciato  il
  respiro di un'azienda che conta 2.400 dipendenti in totale e  che
  mettono  a  repentaglio il futuro occupazionale di centocinquanta
  persone  in  provincia  di Palermo, e di  informarne  l'Assemblea
  regionale siciliana;

   -  se  non  intenda verificare se la società consideri anche  in
  questo caso marginale lo stabilimento siciliano in rapporto  alle
  proprie  strategie  di  sviluppo,  nonostante  l'acquisizione  di
  appena due anni fa;

   -  se non consideri di effettuare tutti i passi opportuni presso
  l'azienda,  ancorchè  si  tratti  di  una  società  privata,  per
  sbloccare  il pagamento delle spettanze arretrate e la regolarità
  del  pagamento degli stipendi futuri ai dipendenti,  affinchè  le
  questioni  societarie scollegate con le dinamiche di  un  mercato
  che, comunque, offre segnali di risveglio da una lunga crisi, non
  siano scontate dai lavoratori;

   -  se  non  ritenga  di  dover  intervenire  presso  il  Governo
  nazionale  affinchè, anche a livello centrale,  venga  affrontata
  una  questione  che  riguarda 2.400 lavoratori,  prevedendo,  ove
  possibile,   l'annullamento  dell'accordo  tra  Italtel   SpA   e
  Tecnosistemi SpA per l'evidente mancanza di presupposti per poter
  definire  tale operazione cessione di ramo d'azienda  ,  a  norma
  dell'art. 47 della legge n. 428 del 1990.» (1157)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1157,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  situazione  di  crisi  che  ha interessato  lo  stabilimento
  Tecnosistemi  di  Carini,  sin  dal  suo  verificarsi,  è   stata
  monitorata dal Governo regionale ed in particolare dall'Assessore
  regionale  per  l'industria pro-tempore in  modo  tale  da  poter
  intervenire intraprendendo mirati percorsi affinché la situazione
  di crisi potesse avviarsi verso uno sbocco positivo.
   Purtroppo,  la situazione di crisi alquanto complessa,  ancorché
  si  è intervenuti presso i competenti organi governativi centrali
  e  presso i commissari straordinari di Tecnosistemi nominati  dal
  Ministro  delle  attività  produttive,  in  una  prospettiva   di
  rilancio dell'attività produttiva, attraverso lo studio e l'avvio
  di  procedure  per  la crescita di un nuovo  polo  tecnologico  a
  Carini,  tutte  le possibili iniziative a livello  regionale  non
  hanno ottenuto l'effetto sperato.
   In   atto,   comunque,  la  situazione  è  sempre   attenzionata
  dall'attuale compagine governativa attraverso il diretto contatto
  con i commissari liquidatori per far sì che l'intenzione di altri
  privati  di acquisire il pacchetto  stabilimento Tecnosistemi  di
  Carini  e  tutto il suo personale  si concretizzi nell'immediato.
  Nel  contempo,  il Governo della Regione ha anche sollecitato  il
  Governo  centrale  affinché la richiesta  di  congelamento  degli
  effetti dell'ultima riforma previdenziale per 40 dipendenti,  che
  potrebbero  acquisire  i  benefici pensionistici  utilizzando  la
  vecchia normativa, venga al più presto accolta e normata.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   BARBAGALLO - GURRIERI - ZANGARA.- «Al Presidente della  Regione,
  all'Assessore per l'industria e all'Assessore per l'agricoltura e
  le foreste, premesso che:

   la  vertenza  Emmegi  ovvero  dello stabilimento  siciliano  che
  trasforma i succhi di arance rosse con il marchio Santal  per  la
  holding Parmalat, è diventata un vero e proprio caso politico, di
  cui anche il Governo nazionale oltre che quello regionale non può
  non farsi carico;

   lo  stesso Ministro alle attività produttive, l'on. Alemanno, in
  occasione  del convegno su Gli attrattori economici  del  sistema
  Catania'  svoltosi  in questi giorni a Catania  ha  sostenuto  la
  necessità   di   fare   decollare  molti  settori   dell'economia
  dell'isola  ed ha indicato nell'agroalimentare di qualità  e  nel
  turismo due dei settori strategici per la Sicilia;

   considerato  che  la  formale decisione  del  Commissario  della
  Parmalat,  dott.  Enrico  Bondi,  di  non  attivare  per   l'anno
  2004/2005   la  campagna  agrumicola  desta  gravi  e   legittime
  preoccupazioni non solo per la sorte dei lavoratori  ma  anche  e
  soprattutto per il futuro della filiera agroalimentare siciliana,
  al cui potenziamento è funzionale un grande ed importante gruppo,
  come  Parmalat,  e che è, pertanto, interesse generale  mantenere
  operativo nella nostra Regione;

   nel   contesto   isolano,  in  contrasto  con  le   potenzialità
  vocazionali,  si  registra un forte ridimensionamento  delle  già
  scarse industrie alimentari;

   ritenuto che accettare passivamente la scelta operata dal  dott.
  Bondi  equivarrebbe, nella sostanza, alla rinuncia di un progetto
  di  sviluppo  agro-industriale capace di  valorizzare  le  nostre
  produzioni,  arricchirle  di valore  aggiunto  e  veicolarle  nei
  mercati,  completando un sistema di filiera idoneo a  determinare
  reddito, occupazione e lavoro qualificato;

   considerato,  inoltre,  che  per la  nostra  Regione  significa,
  altresì,  aver  bruciato importanti risorse, stante  gli  ingenti
  finanziamenti concessi dalla Regione alla Emmegi;

   rilevato che:

   il  Commissario  della Parmalat, Enrico Bondi,  il  29  dicembre
  aveva  comunicato alla Presidenza della Regione ed  ai  sindacati
  l'impossibilità,  a  causa dello scarso  quantitativo  di  arance
  conferite allo stabilimento, di intraprendere l'attività  per  la
  prossima campagna agrumaria 2004/2005;

   la  produzione è ferma dallo scorso maggio e 83 lavoratori della
  fabbrica  del  gruppo Parmalat di Temini Imerese  sono  in  cassa
  integrazione dal dicembre 2004;

   rilevato, inoltre, che:

   il  vertice  dedicato  al rilancio della fabbrica,  tenutosi  al
  Ministero delle Attività produttive il 22 gennaio del c.a., si  è
  concluso soltanto con l'impegno relativo alla presentazione di un
  piano  entro  i  prossimi due mesi e con  la  previsione  di  una
  revisione  della  compagine societaria attraverso  l'ingresso  di
  altri produttori;

   di  fronte  alla  prospettiva  della  chiusura  dell'Azienda  il
  Governo  della  Regione  non  ha fatto  altro  che  allargare  le
  braccia;

   considerato, altresì, che:

   prima  che  si  ipotizzasse  la  chiusura  della  fabbrica,   la
  Parmalat ha incassato per Emmegi ingenti somme pubbliche;

   l'ultimo   contributo   pubblico  per   l'ammodernamento   degli
  impianti  alla  Emmegi è arrivato in piena  crisi,  nel  dicembre
  2003,  e  si tratta di 9 milioni e 400 mila euro di saldo  di  un
  finanziamento europeo erogato dalla Regione siciliana;

   ritenuto,  altresì,  che la decisione  di  non  far  partire  la
  produzione  agrumaria alla Emmegi di Termini Imerese  rappresenti
  una  sconfitta per tutta la Sicilia, la quale rischia di  perdere
  un'importante industria della filiera agroalimentare,  nonostante
  essa  sia  pressocchè l'unica produttrice mondiale  delle  arance
  rosse;

   per sapere:

   quali  provvedimenti il Governo della Regione abbia  adottato  a
  tutela  dei  fondi  pubblici già stanziati  per  la  fabbrica  di
  Termini Imerese;

   se  e  quali  iniziative  siano  state  assunte  affinché  nello
  stabilimento  di  Termini Imerese sia assicurata  per  l'anno  in
  corso la trasformazione delle arance ovvero per non disperdere il
  patrimonio ed il potenziale produttivo della Emmegi e con esso le
  speranze di rilancio di un comparto vitale per la nostra economia
  ed il nostro territorio.» (2041)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.   «In   riferimento  alla   problematica   posta   con
  l'interrogazione numero 2041, pur se la materia non rientra nelle
  specifiche  competenze  assegnate all'assessorato  Industria,  si
  rassegna quanto segue.
   La  crisi che ha investito il settore industriale italiano,  che
  vede  protagonista anche la società Emmegi di Catania, non è fine
  a  se  stessa  ma  rientra  nella particolare  crisi  industriale
  europea verificatasi in seguito alla triste e famosa data dell'11
  settembre 2001.
   In   Italia,  le  conseguenti  refluenze  negative  sono   state
  amplificate dal crak economico delle società italiane, di livello
  internazionale, - Parmalat, Cirio... - e sono state  maggiormente
  avvertite  nelle regioni a scarsa imprenditoria industriale  come
  la nostra regione che in piena cronica emergenza occupazionale si
  è  ritrovata  ad  affrontare emergenza su emergenza  cercando  di
  tamponare  le enormi falle occupazionali apertasi in  un  settore
  estremamente sensibile e vulnerabile.
   Il  Governo regionale, così come avvenuto per l'azienda Sole,  è
  intervenuto  presso il Governo centrale affinchè le  sorti  della
  Emmegi  siano  poste paritariamente a quelle della società  madre
  Parmalat.
   E'   indubbio,   pertanto,  che  tutto  il  settore   produttivo
  industriale  facente  parte della filiera  Parmalat  è  di  fatto
  legato al risanamento della stessa che peraltro risulta essere in
  fase di avanzata definizione.
   Al   momento,  comunque,  la  situazione  resta  sotto   stretto
  monitoraggio.
   Ciò  posto,  per  la parte che interessa la Emmegi  di   Catania
  nello specifico si rende noto che:
   la  procedura CIGS risulta attivata nel dicembre 2004 e andrà  a
  scadere il prossimo dicembre 2005;
   il  Piano  industriale era già in corso di esitazione lo  scorso
  mese di agosto;
   nessuna notizia si ha sull' ipotesi di vendita.»

                                               L'Assessore LEONTINI

  ALLEGATO N. 2

             RELAZIONE DELLA II COMMISSIONE LEGISLATIVA

       'BILANCIO:   bilancio   e   programmazione,   finanze,
       controllo   della   spesa       regionale   ed   extra
       regionale, credito e risparmio'

         Onorevoli  colleghi, il presente  disegno  di  legge
         riguarda   l'approvazione  del  Rendiconto  generale
         della  Regione e dell'Azienda foreste demaniali  per
         l'esercizio finanziario 2004, esaminato dalla  Corte
         dei  conti  a  sezioni riunite  e  parificato  nella
         pubblica  udienza  del 30 giugno  2005  nei  termini
         della decisione della corte medesima.

         Le   risultanze  di  gestione  sono  riassunte   nel
       disegno di legge in esame e così si compendiano:

                     Amministrazione regionale

                            Attivo

       -   Avanzo   finanziario   al   1   gennaio   2004euro
       7.249.796.590,74

       - Entrate accertate nell'esercizio 2004
                                                 16.322.787.
                                                 571,37
       - Diminuzioni nei residui passivi
          per perenzione amministrativa
                                                  1.615.730.
                                                  760,99

       - Diminuzione residui passivi per economie
                                                    78.503.8
                                                    19,75

                                  TOTALE
                                  25.266.818.742,85

                            Passivo

       - Spese impegnate nell'esercizio 2004
                                     euro 16.305.263.047,29

       - Diminuzione nei residui attivi
         per                                   riaccertamenti
         720.346.623,81

       - Avanzo finanziario al 31.12.2004
                                             8.241.209.071,7
                                             5

                               TOTALE
                          25.266.818.742,85

         Il   raffronto  dei  dati  più  significativi  della
       gestione dell'esercizio 2004 con i corrispondenti  del
       2003 evidenzia le seguenti variazioni:

       -  decremento  degli accertamenti d'entrata  del  4,85
       per cento;

       -  incremento  dei versamenti complessivi  (compet.  e
       res.) del 23,94 per cento;

       -  decremento  degli  impegni di spesa  del  7,74  per
       cento;

       -  decremento  dei  pagamenti complessivi  (compet.  e
       res.) dello 0,01 per cento;

       -  decremento nella consistenza dei residui attivi  di
       euro 2084 ml (-13,69 per cento);

       -  decremento nella consistenza dei residui passivi di
       euro 473 ml (-7,64 per cento);

       - miglioramento patrimoniale nel 2004 di euro 835 ml.

                     Aziende foreste demaniali

                            Attivo

       - Avanzo finanziario al 1 gennaio 2004
                                         euro
                                         28.429.988,85
       - Entrate accertate nell'esercizio 2004
                                                    120.098.
                                                    860,46
       - Diminuzione nei residui passivi per perenzione
          amministrativa
                                                      2.884.
                                                      542,31
       - Diminuzione residui passivi per economie
                                                      4.235.
                                                      916,38

                                              TOTALE
                                              155.649.308,00

                            Passivo

       - Spese impegnate nell'esercizio 2004
                                            euro
                                            142.851.076,85
       - Diminuzione dei residui attivi
          per                                  riaccertamenti
          6.000.000,00

       - Avanzo finanziario al 31 dicembre 2004
                                                       6.798
                                                       .231,
                                                       15

                                              TOTALE
                                              55.649.308,00

                 DISEGNO DI LEGGE DELLA COMMISSIONE

                           TITOLO I
                    Approvazione dei rendiconti

                            Art. 1.
  Rendiconto generale

         1.   Il   rendiconto  generale  dell'Amministrazione
       della  Regione  e  il  rendiconto  dell'Azienda  delle
       foreste  demaniali per l'esercizio 2004 sono approvati
       nelle risultanze di cui ai seguenti articoli.

                          TITOLO II
                     Amministrazione regionale

                            CAPO I
                       Conto del bilancio

                            Art. 2.
                            Entrate

         1.  Le  entrate  correnti, in conto capitale  e  per
       accensione   di   prestiti,  accertate  nell'esercizio
       finanziario    2004   per   la   competenza    propria
       dell'esercizio,      risultano      stabilite       in
       16.322.787.571,37.

         2.  I  residui  attivi,  determinati  alla  chiusura
       dell'esercizio    2003   in   euro   15.220.864.597,99
       risultano stabiliti per effetto di maggiori  e  minori
       entrate  verificatesi nel corso della  gestione  2004,
       in euro 14.500.517.974,18.

         3.  I  residui attivi al 31 dicembre 2004  ammontano
       complessivamente   a   euro  13.136.578.720,09,   così
       risultanti:

               Somme     versate            Somme     rimaste
               Somme rimaste              Totale
                 in euro                       da versare  in
              euro            da riscuotere in euro

  Accertamenti                              13.770.494.035,15
  13.017.000,50                              2.539.276.535,72
  16.322.787.571,37

  Residui                                    3.916.232.790,31
  522.542.265,42                            10.061.742.918,45
  14.500.517.974,18
  attivi esercizio 2003
  Residui            attivi            al            31.12.04
  euro  13.136.578.720,09

                            Art. 3.
                             Spese

         1.  Le  spese  correnti, in  conto  capitale  e  per
       rimborsi   di   prestiti,   impegnate   nell'esercizio
       finanziario    2004   per   la   competenza    propria
       dell'esercizio,    risultano   stabilite    in    euro
       16.305.263.047,29.

         2.  I  residui  passivi, determinati  alla  chiusura
       dell'esercizio    2003   in   euro    6.192.654.222,06
       risultano  stabiliti,  per  il  combinato  effetto  di
       economie  e  perenzioni, verificatesi nel corso  della
       gestione 2004 in euro 4.498.419.641,32.

         3.  I  residui passivi al 31 dicembre 2004 ammontano
       complessivamente   a   euro   5.719.383.383,30,   così
       risultanti:

             Somme                                     pagate
             Somme rimaste da pagare            Totale
                                                       (in
                                                       euro)

    Impegni                                 12.571.377.090,29
    3.733.885.957,00                16.305.263.047,29

    Residui passivi
    esercizio
    2003                                     2.512.922.215,02
    1.985.497.426,30                  4.498.419.641,32

    Residui           passivi           al           31.12.04
    5.719.383.383,30

                            Art. 4.
                Avanzo della gestione di competenza

         1.   La   gestione   di  competenza   dell'esercizio
       finanziario  2004  ha determinato un  avanzo  di  euro
       17.524.524,08 come segue:

       Entrate correnti
                                                         euro
                                       13.586.468.953,79
       Entrate in capitale

                                              2.692.111.699,
                                              31
       Accensione di prestiti
                                                44.206.918,2
                                                7

       Totale                                         entrate
       euro   16.322.787.571,37

       Spese correnti
                                                         euro
                                        13.096.847.305,79
       Spese in conto capitale

                                              2.914.102.078,
                                              21
       Rimborso di prestiti
                                                294.313.663,
                                                29

       Totale                                           spese
       euro    16.305.263.524,29

       Avanzo      della      gestione     di      competenza
       euro           17.524.524,08

                            Art. 5.
                     Situazione finanziaria

         1.  L'avanzo  finanziario alla  fine  dell'esercizio
       2004,  euro  8.241.209.071,75, risulta stabilito  come
       segue:

       Avanzo      della      gestione     di      competenza
       euro         17.524.524,08
       Avanzo      finanziario      dell'esercizio       2003
       7.249.796.590,74
       Diminuzione     nei     residui    attivi     lasciati
       dall'esercizio
       2003                (per               riaccertamenti)
       720.346.623,81
       Diminuzioni     nei    residui    passivi     lasciati
       dall'esercizio 2003
       per      perenzione      amministrativa           euro
       1.615.730.760,99
       per   economia
       78.503.819,75
       1.694.234.580,74
       Avanzo    finanziario   effettivo    esercizio    2003
       8.223.684.547,67
       Avanzo         finanziario        al        31.12.2004
       8.241.209.071,75

                            Art. 6.
                         Fondo di cassa

         1.  E'  accertato nella somma di euro 621.164.357,64
       il  fondo  di cassa alla fine dell'esercizio dell'anno
       finanziario 2004 come risulta dai seguenti dati:

                           Attività

        - Residui attivi al 31.12.2004
          a)     per     somme    rimaste    da    riscuotere
          euro      12.601.019.454,17
          b)    per    somme   riscosse   e    non    versate
          euro          535.559.265,92
       -            Crediti            di           tesoreria
       euro       2.555.907.421,28

       -      Fondo      di      cassa     al      31.12.2004
       euro         621.164.357,64
                                        euro
                                        16.313.650.499,01

                           Passività

       -       Residui       passivi      al       31.12.2004
       euro         5.719.383.383,30
       -            Debiti            di            tesoreria
       euro         2.353.058.043,96
                       -  Avanzo  finanziario  al  31/12/2004
  euro         8.241.209.071,75
                                       euro
                                       16.313.650.499,01

                            Art. 7.
                    Approvazione dell'allegato

         1.  E' approvato l'allegato n. 1 di cui all'articolo
       12, ultimo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468.

                            Capo II
                   Conto generale del patrimonio

                            Art.8.
           Risultati generali della gestione patrimoniale

         1.  La  situazione patrimoniale dell'Amministrazione
       regionale  al  31 dicembre 2004, resta stabilita  come
       segue:

                           Attività

       -                 Attività                 finanziarie
       euro 16.313.650.499,01

       -           Crediti          e          partecipazioni
               2.732.995.179,57

       -                   Beni                  patrimoniali
                   564.031.497,86     19.610.677.176,44

                           Passività

       -          Passività         finanziarie          euro
       8.072.441.427,26

       -                Passività                patrimoniali
       6.831.313.870,98      14.903.755.298,24

       Eccedenza   delle   attività   sulle   passività    al
       31.12.2004
       4.706.921.878,20

                           Titolo II
       Appendice  al  bilancio  della Regione  siciliana  per
       l'anno finanziario 2004

        Azienda   delle   foreste  demaniali  della   Regione
        siciliana

                            Capo I
                       Conto del bilancio

                            Art. 9.
                            Entrate

         1.   Le   entrate  correnti  ed  in  conto  capitale
       accertate  nell'esercizio  finanziario  2004  per   la
       competenza propria dell'esercizio risultano  stabilite
       in euro 120.098.860,46.

         2.  I  residui  attivi,  determinati  alla  chiusura
       dell'esercizio  2003 in euro 110.897.378,74  risultano
       stabiliti,  per  effetto di maggiori e minori  entrate
       verificatesi nel corso della gestione 2004 ,  in  euro
       104.897.378,74.

         3.  I  residui attivi al 31 dicembre 2004  ammontano
       complessivamente    a    euro   72.335.217,33,    così
       risultanti:

           Somme   versate                    Somme   rimaste
           Somme rimaste                 Totale
             in  euro                          da versare  in
             euro                da riscuotere in euro

      Accertamenti                              68.526.756,92
      49.071.548,54                              2.500.555,00
      120.098.860,46

      Residui
      attivi                                    84.134.264,95
      7.467.826,60                              13.295.287,19
      104.897.378,74
      dell'esercizio 2003

        Residui          attivi         al         31.12.2004
        euro 72.335.217,33

                           Art. 10.
                             Spese

         1.  Le spese correnti e in conto capitale, impegnate
       nell'esercizio  finanziario  2004  per  la  competenza
       propria  dell'esercizio, risultano stabilite  in  euro
       142.851.076,85.
         2.  I  residui  passivi, determinati  alla  chiusura
       dell'esercizio  2003  in euro 84.290.009,32  risultano
       stabiliti,   per  effetto  di  economie  e  perenzioni
       verificatesi  nel corso della gestione 2004,  in  euro
       77.169.550,63.
         3.  I  residui passivi al 31 dicembre 2004 ammontano
       complessivamente    a    euro   63.559.363,36,    così
       risultanti.

           Somme    pagate                              Somme
           rimaste da pagare                    Totale
                                (in euro)

     Impegni                                    86.019.685,27
     56.831.391,58                      142.851.076,85

     Residui  passivi
     esercizio              2003                70.441.578,85
     6.727.971,78                        77.169.550,63

     Residui                                          passivi
     euro  63.559.363,36
     al 31.12.2004

                           Art. 11.
               Disavanzo della gestione di competenza

         1.   La   gestione   di  competenza   dell'esercizio
       finanziario 2004 ha determinato un disavanzo  di  euro
       22.752.216,39 come segue:

       Entrate                                       correnti
       euro         83.164.860,46
       Entrate           in          conto           capitale
                   36.934.000,00

                             Totale       entrate        euro
                             120.098.860,46

       Spese                                         correnti
            105.279.425,94
                  Spese        in       conto        capitale
             37.571.650,91
                                                       Totale
                    spese euro    142.851.076,85

             Disavanzo    della   gestione   di    competenza
      euro       22.752.216,39

                           Art. 12.
                     Situazione finanziaria

         1.  L'avanzo  finanziario alla  fine  dell'esercizio
       2004,   euro  6.798.231,15,  risulta  stabilito   come
       segue:

       Disavanzo     della     gestione     di     competenza
       euro        22.752.216,39
       Avanzo      finanziario      dell'esercizio       2003
       euro        28.429.988,85
       Diminuzione nei residui attivi lasciati
       dall'esercizio      2003     (per      riaccertamenti)
       euro          6.000.000,00

       Diminuzione nei residui passivi lasciati
       dall'esercizio 2003
       Per              perenzione             amministrativa
       euro 2.884.542,31
       Per                                           economia
       euro        4.235.916,38                          euro
       7.120.458,69

       Avanzo finanziario effettivo
       dell'esercizio                                    2003
       euro       29.550.447,54

       Avanzo finanziario
       al                                          31.12.2004
       euro         6.798.231,15

                           Art. 13.
                         Fondo di cassa

         1.  E' accertato nella somma di euro 3.333.189,45 il
       fondo  di  cassa alla fine dell'anno finanziario  2004
       come risulta dai seguenti dati:

                           Attività

       -       Residui       attivi       al       31/12/2004
       euro 72.335.217,33
       -            Crediti            di           tesoreria
                       7.883,09
       -      Fondo      di      cassa     al      31/12/2004
                3.333.189,45

                               Totale
                               euro   75.676.289,87

                           Passività

       -       Residui       passivi      al       31/12/2004
       euro 63.559.363,36
       -            Debiti            di            tesoreria
       5.318.695,36
       -      Avanzo      finanziario      al      31/12/2004
       6.798.231,15
                                                       Totale
                            euro 75.676.289,87

                            Capo II
                   Conto generale del patrimonio

                           Art. 14.
           Risultati generali della gestione patrimoniale

         1.  La  situazione  patrimoniale dell'Azienda  delle
       foreste  demaniali  della  Regione  siciliana  al   31
       dicembre 2004, resta stabilita come segue:

                               Attività

       -                 Attività                 finanziarie
       euro    75.676.289,87
       -                   Beni                  patrimoniali
                22.927.176,27
                                         Totale          euro
                                         98.603.466,14

  Passività

       -                 Passività                finanziarie
       euro 68.878.058,72
       -                passività                patrimoniali
              2.825.482,23

                              Totale euro  71.703.540,95

      Eccedenza   delle   attività   sulle   passività     al
      31.12.2004                                         euro
      26.899.925,19

                           Art. 15.

         1.  La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.

         2.  E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
       e di farla osservare come legge della Regione.

                            Allegato n. 1

            Elenco  di  cui  all'articolo 12,  ultimo  comma,
            della legge 5 agosto 1978, n. 468

          Nel   corso   dell'anno   finanziario   2004,   per
        assicurare  una  congrua  dotazione  finanziaria   ai
        capitoli  n. 219202 Restituzioni e rimborsi tasse  ed
        imposte  dirette sugli affari e relative addizionali'
        e  n. 219205 Restituzioni e rimborsi tasse ed imposte
        indirette  sugli  affari e relative  addizionali',  è
        disposta   una   variazione  integrativa,   a   norma
        dell'articolo 12, primo comma, della legge  5  agosto
        1978,    n.   468   con   il   conseguente    decreto
        presidenziale:

        Decreto  del Presidente della Regione n. 291  del  24
        marzo 2005

        capitolo 219202                euro    89.183.549,35

        capitolo          219205
        294.592.000,00