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Resoconto d'Aula della Seduta n. 338 di venerdì 16 dicembre 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono in missione,  per  ragioni  del
  loro ufficio, l'onorevole Fleres il 16 dicembre 2005; l'onorevole
  Vitrano dal 13 al 16 dicembre 2005; l'onorevole Paffumi dal 16 al
  18 dicembre 2005.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli onorevoli  D'Aquino,  Genovese,
  Manzullo,  Moschetto  e  Spampinato  hanno  chiesto  congedo  per
  l'odierna seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla commissione
                             competente

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato,  in  data 13 dicembre 2005, alla competente  Commissione
  legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Disposizioni in materia di elezioni primarie e nuove norme per
       l'elezione  dei sindaci e dei consigli comunali,  nonché  di
       elezione  dei  presidenti  della provincia  e  dei  consigli
       provinciali  (n. 1090)
    - di iniziativa parlamentare

    Annunzio di presentazione di disegno di legge  e contestuale
         comunicazione di invio alla competente commissione

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  Norme per garantire l'autonomia e l'efficacia degli uffici
       legali degli enti locali  (n. 1092)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Oddo in data 9 dicembre 2005
  -inviato in data 13 dicembre 2005

                            BILANCIO (II)

    - Disposizioni  in  materia di servizio  regionale  della
       riscossione  (n. 1091)
  -di iniziativa governativa
  -presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cintola)
  in data 6 dicembre 2005
  -inviato in data 13 dicembre 2005

    - Nota di variazioni al disegno di legge del bilancio  di
       previsione per l'esercizio finanziario 2006 e per il triennio
       2006-2008  (n. 1094)
  -di iniziativa governativa
  -presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze  (Cintola)
  in data 13 dicembre 2005
  -Parere  I, III, IV, V, VI Commissione
  -inviato in data 14 dicembre 2005

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

     -  Norme  per  la  disciplina della  musicoterapia  e  della
       figura professionale del musicoterapista    (n. 1093)
    -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo, Culicchia,
  Genovese, Tumino, Zangara in data 9 dicembre 2005
  -Parere  VI Commissione
  -inviato in data 13 dicembre 2005.
  -
                Comunicazione di richiesta di pareri

    PRESIDENTE  Comunico le seguenti richieste di parere  pervenute
  dal   Governo  ed  inviate,  in  data  14  dicembre  2005,   alla
  Commissione legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Consorzio di bonifica (9) di Catania - Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti:  dott. Cocuzza Carmelo  (n.
       422/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio  di  bonifica (11) di Messina -  Designazione
       componente del collegio dei revisori dei conti:  dott.. Puccio
       Pietro  (n. 423/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Ente autonomo portuale di Messina - Designazione commissario
       straordinario: avv. Mastroeni Carlo  (n. 424/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio  di  bonifica (10) di Siracusa - Designazione
       componente del collegio dei revisori dei conti: dott.ssa Di
       Pietro Maria Piera  (n. 425/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (1) di Trapani - Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti: dott. Cognata Giuseppe  (n.
       426/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (2) di Palermo - Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti: geom. Cucchiara Giuseppe
       (n. 427/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (8) di Ragusa - Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti: dott. Biraghi Fabrizio  (n.
       428/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (6) di Enna - Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti: dott. Gugliotta Gioacchino
       (n. 429/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (5) di Gela - Designazione componente
       del collegio dei revisori dei conti: dott. Lo Jacono Vincenzo
       (n. 430/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (4) di Caltanissetta - Designazione
       componente del collegio dei revisori dei conti: rag. Di Liberto
       Gregorio  (n. 431/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio  di  bonifica (3) di Agrigento - Designazione
       componente del collegio dei revisori dei conti: rag. Bucca
       Nunziata  (n. 432/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Consorzio di bonifica (7) di Caltagirone - Designazione
       componente del collegio dei revisori dei conti: rag. Murabito
       Marcello  (n. 433/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Quarit  S.c.p.a (Consorzio italiano per l'artigianato di
       qualità -  Società consortile per azioni) - Designazione
       componenti del consiglio di amministrazione: dott. Tirrito
       Gaetano, dott. Previti Marco e dott. Bonanno Salvatore Antonio
       (n. 434/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Terme di Acireale S.p.a.: Costituzione del consiglio di
       amministrazione  (n. 435/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005

    - Ente sviluppo agricolo - Designazione Presidente e componenti
       consiglio di amministrazione  (n. 436/I)
    -pervenuto in data 12 dicembre 2005.

     Comunicazione di trasmissione di copie di deliberazioni del
                               Governo

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

  -da n.  346 a  n. 356 e  da n. 361 a n. 379 del 2 agosto 2005;
  -da n. 380 a n. 392 del 4 agosto 2005;
  - da n. 393 a n. 394 del 10 agosto 2005;
  -da n. 395 a n. 414 del 14 settembre 2005;
  -da n. 415 a n. 429 del 20 settembre 2005;
  -da n. 430 a n. 457 del 29 settembre 2005;
  -da n. 458 a n. 464 del 3 ottobre 2005;
  -da n. 465 a n. 491 del 26 ottobre 2005;
  -n. 566 dell'1 dicembre 2005.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

    BURGARETTA APARO, segretario:

    -N. 2526 - Provvedimenti per una rivalutazione delle prestazioni
       specialistiche effettuate  in  regime  di convenzione e per la
       riduzione della spesa farmaceutica.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario:  Ferro Giovanni

    -N. 2527 - Notizie circa la mancata elezione del Difensore
       civico di Palermo.
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Ferro Giovanni

    -N.  2531   -  Interventi  per  modificare  la  circolare
       dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e dei
       trasporti, del 29 novembre 2005 attuativa della legge regionale
       16 maggio 1978, n. 8.
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Ferro Giovanni

    -N. 2532 - Interventi urgenti per contrastare la politica di
       annessione da parte di Capitalia delle risorse e del patrimonio
       del Banco di Sicilia e per rivalutare il ruolo della Regione
       siciliana all'interno di Capitalia.
  -Presidente Regione
  -Firmatario: Giannopolo Domenico

    -N. 2542 - Notizie sui rapporti della Regione con i Consorzi di
       ricerca.
  -Presidente Regione
  -Assessore Agricoltura
  -Firmatario: Virzi' Gioacchino

    -N. 2543 - Interventi urgenti presso gli enti che, per conto del
       Governo, si occupano di energia a seguito del rincaro delle
       bollette gas a Raffadali e Joppolo Giancaxio (AG).
  -Presidente Regione
  -Firmatario: Miccichè Calogero

    -N. 2544 - Notizie in ordine alla rotazione di dipendenti
       comunali presso il Comune di Raffadali (AG) in seguito alle
       elezioni 'Primarie'.
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Miccichè Calogero
  -
  -N. 2545 - Notizie circa la concessione di un contributo alle
  società 'Trapani sviluppo Sud s.r.l.' e 'I.M.E.D.' per la
  realizzazione  degli  interventi  infrastrutturali finanziati
  nell'ambito dell'A.P.Q. Sviluppo locale.
  -Presidente Regione
  -Firmatario: Oddo Camillo

    -N. 2546 - Notizie circa la revoca dell'incarico di commissario
       ad acta, già conferito dal Governo regionale, e la nomina di un
       nuovo commissario presso il Comune di Marsala (TP).
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Oddo Camillo

    PRESIDENTE    Le   interrogazioni  testè   annunziate   saranno
  iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

    BURGARETTA APARO , segretario:

    -N. 2528 - Interventi urgenti per il ripristino dei lavori di
       consolidamento strutturale della Chiesa Madre di Giarre (CT).
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N.  2529  -  Interventi urgenti per il ripristino  della
       manutenzione di via Caronda a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2530 - Interventi urgenti per il ripristino del marciapiede
       in via Papale a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N.  2533   -   Interventi  urgenti  per  il   ripristino
       dell'erogazione di acqua della fontanella davanti la chiesa Madre
       di San Giovanni Galermo (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2534 - Interventi urgenti per il ripristino degli impianti
       sportivi del Comune di Trecastagni (CT).
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2535 - Interventi urgenti per rimuovere i rifiuti inerti che
       invadono le strade del territorio pedemontano del versante sud
       dell'Etna.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Assessore Territorio
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2536 - Interventi urgenti per il ripristino dello stato di
       sicurezza in tutte le strutture scolastiche della provincia di
       Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2537 - Notizie circa il restauro della statua di Ferdinando
       I sita in via Dusmet a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2538 - Interventi urgenti al fine di evitare la chiusura
       dello sportello della Montepaschi Serit S.p.A. a Gravina di
       Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2539 - Interventi urgenti nel territorio del comune di
       Acicastello, in provincia di Catania, al fine di limitare e
       controllare i fenomeni idrogeologici ed ambientali che minacciano
       la sicurezza dell'intera area.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Assessore Territorio
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2540 - Interventi urgenti al fine di risolvere l'emergenza
       casa per i senzatetto del quartiere Librino a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

    -N. 2541 - Interventi urgenti per il ripristino del marciapiede
       tra via Etnea e via Ingegnere a Catania.
  -Assessore Famiglia
  -Assessore Lavori Pubblici
  -Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe.
    PRESIDENTE   L interrogazioni testè annunziate saranno  inviate
  al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

        PRESIDENTE   Invito il deputato segretario a  dare  lettura
  della interpellanza presentata.

    BURGARETTA APARO, segretario:

    -N.  286 - Misure urgenti per una rapida attuazione delle
       direttive per l'accreditamento istituzionale delle strutture
       sanitarie nella Regione siciliana, dell'onorevole Oddo.
  -
    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

                         Annunzio di mozione

        PRESIDENTE   Invito il deputato segretario a  dare  lettura
  della mozione presentata in data 14 dicembre 2005.

   BURGARETTA APARO, segretario:

    -N. 464  Iniziative per la richiesta, di concerto con altri
       quattro consigli regionali, di un referendum popolare per
       scongiurare  le  gravi  conseguenze  politiche che provocherebbe
       la  revisione  costituzionale  così  come approvata dal Senato
       della Repubblica , degli onorevoli Raiti Salvatore; Ferro
       Giovanni; Miccichè Calogero; Morinello Salvatore; Orlando
       Leoluca; Forgione Francesco; Liotta Santo; Sanzeri Salvatore;
       Barbagallo Giovanni.

   Avverto  che  la stessa sarà posta all'ordine del  giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

    Comunicazione relativa a indizione di referendum da parte dei
            Consigli regionali di valle d'Aosta e Toscana

    PRESIDENTE   Comunico  che  i consigli  regionali  della  Valle
  d'Aosta e della Toscana, rispettivamente con note n. 10648 del  6
  dicembre  2005  e n. 15759 del 13 dicembre 2005,  hanno  adottato
  delibere  di richiesta di indizione del referendum costituzionale
  avverso  la  legge costituzionale  Modifiche alla  parte  seconda
  della  Costituzione ,  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  18
  novembre 2005, n. 269.

     Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
                                Stato

    PRESIDENTE   Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione siciliana con ricorso del 14 dicembre 2005 ha impugnato i
  seguenti   articoli  del  disegno  di  legge  n.   1084    Misure
  finanziarie  urgenti e variazioni al bilancio della  Regione  per
  l'esercizio  finanziario  2005. Disposizioni  varie ,   approvato
  dall'Assemblea regionale siciliana,  nella seduta n. 337 del  6-7
  dicembre 2005:

  -articolo 12;
  -articolo 18, commi 3, 5, 7, 8, 10, 11, 12, 16, 17, 18, 19 e 20;
  - articolo 20, commi 16, 22, 30, 31, 32, 33, 34, 37 e 44;
  - articolo 21, commi 2, 5, 12, 13, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28,
  29, 30, 31, 32, 35, 36 e 37;
  -articolo 22, comma 2;
  - articolo 23, commi 11 e 17;
  - articolo 24, commi 1, 2, 7, 8, 9, 10, 15, 19, 27, 28, 29, 30,
  32, 33, 35, 36, 37, 38, 40, 42, 43 e 44;
  - articolo 26, commi 1, 9 e 13;
  - articolo 27, commi 1, 2, 8 e 10;
  - articolo 28, comma 3 limitatamente ai capitoli 373703-377729-
  377720-377722-377727 e 413311 per violazione degli articoli 3 e
  97 della Costituzione;
  -articolo 19, comma 27;
  -articolo 20, comma 18;
  -articolo 25, commi 4 e 5 per violazione dell'articolo 117, 2
  comma della Costituzione; articolo 25, comma 1 per violazione
  dell'articolo 3 della Costituzione;
  -articolo 17 per violazione degli articoli 9 e 97 della
  Costituzione e dell'articolo 19 della legge n. 157 del 1992 per
  interferenza in materia penale;
  -articolo 6, comma 4;
  - articolo 9, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7;
  -articolo 11;
  -articolo 16;
  -articolo 18, commi 6 e 14;
  - articolo 19, commi 1, 2 ,3, 6, 19, 22, 23, 24, 25, 26, 30, 31,
  33, 36, 37, 39, 43, 44 e 45;  articolo 21, commi 11 e 16;
  -articolo 25, commi 14 e 15 per violazione dell'articolo 81,  4
  comma della Costituzione;
  -articolo 20, comma 17;
  -articolo 26, commi  6, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15;
  -articolo 27, comma 5 per violazione degli articoli 3, 9, 97 e
  114 della Costituzione e per interferenza in materia penale;
  -articolo 6, commi 1, 2, 3 e 4;
  -articolo 8, comma  2;
  -articolo 9, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7;
  - articolo 13, comma 2 (anche per interferenza in materia di
  diritto civile);
  -articolo 15;
  -articolo 19, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11, 12, 15, 19,
  21, 22, 24, 25, 26, 30, 31, 33, 34, 35, 36, 37, 40, 41, 42, 43 e
  45;
  -articolo 19, commi 4, 10, 11, 12 e 25 (anche per violazione
  dell'articolo 117, 1 comma lettera o), della Costituzione);
  -articolo 20, commi 35, 40 e 43;
  -articolo 23, comma 7;
  - articolo 24, comma 39;
    articolo  25,  commi  14  e 15,  per  violazione  degli
      articoli 3, 97 e 51 della Costituzione.

   Comunico   che  il  Commissario  dello  Stato  per  la   Regione
  siciliana  con  ricorso  del  14 dicembre  2005  ha  impugnato  i
  seguenti  articoli del disegno di legge n. 1077   Misure  per  la
  competitività  del sistema produttivo. Modifiche ed  integrazioni
  alla   legge  regionale  23  dicembre  2000,  n.  32 ,  approvato
  dall'Assemblea regionale siciliana  nella seduta n. 337  del  6-7
  dicembre 2005:

  -articolo 3, comma 2 per violazione degli articoli 3 e 97 della
   Costituzione;
  -articolo 17, comma 3 per violazione degli articoli 3, 9 e 97
   della Costituzione.

   Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   n.  634   Promulgazione, con l'omissione delle parti  impugnate,
  della delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale sic.
  nella seduta n. 337 del 6-7 dicembre 2005, recante Misure per  la
  competitività  del sistema produttivo. Modifiche ed  integrazioni
  alla  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  (disegno di  legge
  n. 1077/A), degli onorevoli Fleres, Leanza Edoardo e Sbona;

   n.  635   Promulgazione, con l'omissione delle parti  impugnate,
  della delibera legislativa approvata dall'Assemblea reg. sic. nella
  seduta  n.  337 del 6-7dicembre 2005, recante  Misure finanziarie
  urgenti  e  variazioni al bilancio della Regione per  l'esercizio
  finanziario  2005.  Disposizioni  varie   (disegno  di  legge  n.
  1084/A)  e  riproposizione  delle  norme espunte, degli onorevoli
  Fleres, Leanza  Edoardo, Burgaretta Aparo e Sbona.
   Ne do lettura:

                    «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205  del
  1996,   ha  ancora  una  volta  ribadito  il  principio  che   la
  promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
  Regione  ha  come  conseguenza  la  consumazione  del  potere  di
  promulgazione  da  parte dello stesso Presidente,  provocando  la
  caducazione di tutte le norme non promulgate;

   CONSIDERATO che:

   -  la  legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
  seduta  n.  337  del 6-7 dicembre 2005, recante   Misure  per  la
  competitività  del sistema produttivo. Modifiche ed  integrazioni
  alla  legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32' (disegno di  legge
  n.  1077), è stata impugnata dal Commissario dello Stato in  modo
  parziale  e  che,  in  pendenza  del  giudizio,  non  può  essere
  integralmente promulgata;

   -  non  può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il  potere
  di  valutare  se e in quale misura la promulgazione parziale  sia
  suscettibile  di  alterare il contenuto della  legge,  e  se  sia
  comunque  opportuno  che  tale  contenuto,  formalmente  unitario
  all'origine,  venga  scisso in disposizioni autonome  ed  immesso
  nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;

   -  la  citata  sentenza della Corte n. 205/96  ha  affermato  il
  principio  che, a seguito dell'impugnazione parziale della  legge
  regionale,  il  Presidente della Regione  può  essere  vincolato,
  riguardo  al tipo di promulgazione da porre in essere,  non  solo
  con  'delibere  legislative' (abrogativa  l'una  e  riapprovativa
  l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
  ordini del giorno);

   -   occorre   conciliare  l'esigenza  che  la  legge,   ancorché
  impugnata   dal  Commissario  dello  Stato,  venga   urgentemente
  promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della  Regione,
  con  l'altra  che  discende  dalla convinzione  che  sulle  norme
  impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,

                   impegna il Presidente della Regione

  - a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate,   la legge
  approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  337
  del 6-7 dicembre 2005.» (634)

  FLERES - LEANZA EDOARDO - BURGARETTA APARO - SBONA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che la Corte costituzionale nella sentenza n.  205  del
  1996,  ha ribadito il principio che la promulgazione parziale  di
  una   legge  da  parte  del  Presidente  della  Regione  ha  come
  conseguenza  la  consumazione del potere di  promulgazione  dello
  stesso  Presidente, provocando la caducazione di tutte  le  norme
  non promulgate;

   Premesso   che   la  citata  giurisprudenza  costituzionale   ha
  consentito   che  il  Presidente  della  Regione  sia  vincolato,
  riguardo  al  tipo di promulgazione da esercitare, non  solo  con
  delibere   legislative,  ma  anche  tramite  atti  di   indirizzo
  espliciti (mozioni, ordini del giorno);

   Premesso  che  l'Assemblea regionale siciliana nella  seduta  n.
  337  del  6-7  dicembre 2005 ha approvato la delibera legislativa
  recante   Misure  finanziarie urgenti e  variazioni  al  bilancio
  della  Regione  per  l'esercizio finanziario  2005.  Disposizioni
  varie ;

   Considerato che:

   -  la  citata  delibera, è stata impugnata in modo parziale  dal
  Commissario  dello  Stato  con  ricorso  proposto   alla    Corte
  Costituzionale e notificato al Presidente della Regione  in  data
  15 dicembre 2005;

   Ritenuto  che:
   -  occorre  conciliare l'esigenza che la suddetta delibera,  che
  peraltro  contiene  le  variazioni al  bilancio  per  l'esercizio
  finanziario  2005,  venga promulgata, sia pur  parzialmente,  dal
  Presidente della Regione con l'altra esigenza che discende  dalla
  opportunità di consentire che la Corte Costituzionale si pronunci
  sulle   norme   censurate   approvate  dall'Assemblea   regionale
  siciliana

                 impegna il Presidente della Regione

   a   promulgare,  con  l'omissione  delle  parti  impugnate,   la
  delibera    legislativa    approvata   dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella  seduta n. 337 del 6-7 dicembre recante   Misure
  finanziarie  urgenti e variazioni al bilancio della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2005. Disposizioni varie ;

   a  riproporre  le  disposizioni censurate dal Commissario  dello
  Stato  in apposito nuovo disegno di legge per consentire  che  il
  giudizio  sulla  loro  legittimità  costituzionale  possa   avere
  luogo.» (635)

  FLERES - LEANZA EDOARDO - SBONA

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  presentato
  insieme  ad  altri colleghi l'ordine del giorno  che  consente  e
  autorizza  il Presidente della Regione a pubblicare la  legge  di
  variazione  di bilancio e la legge sulla competitività  omettendo
  le  parti  impugnate;  mentre nell'ordine del giorno che riguarda
  il  testo  di  legge  sulla competitività non  abbiamo  precisato
  altro,   nell'ordine  del  giorno  che  riguarda  le   variazioni
  impegniamo  il  Governo  a ripresentare le  parti  impugnate  per
  avviare il contenzioso costituzionale.
   E'  una scelta, quella dei firmatari di quest'ultimo ordine  del
  giorno,  che  si è resa indispensabile, dopo cinque  o  sei  anni
  dall'ultima volta che l'Assemblea ha intrapreso un tale percorso,
  perché  siamo convinti che questo Parlamento sia comunque,  anche
  quando può commettere qualche errore, espressione della Sicilia e
  dei  siciliani che lo hanno delegato ad approvare le leggi su cui
  ha competenza.
   Noi,  signor  Presidente, onorevoli colleghi, non siamo   quelli
  li  che  vanno  fermati  come ha dichiarato il Commissario  dello
  Stato  in  una  recente  intervista pubblicata  sugli  organi  di
  stampa.  Non  siamo   quelli lì : noi siamo i rappresentanti  del
  popolo,  siamo fatti di carne e di ossa, abbiamo le nostre  idee,
  possiamo sbagliare in alcuni casi, ma non siamo  quelli lì
   Il   nostro  operato  è  sottoposto  al  giudizio  politico  dei
  cittadini che ci eleggono.
   Questo  Parlamento  più  volte ha rinunciato  a  far  valere  le
  proprie prerogative per non rallentare i percorsi legislativi, ma
  in questa impugnativa abbiamo ravvisato un accanimento incoerente
  persino  con precedenti pronunce del Commissario dello Stato.  Ci
  sono   numerose   norme  che  fanno  già  parte  dell'ordinamento
  regionale  siciliano, che sono richiamate in questo testo  e  che
  vengono considerate dal Commissario dello Stato incostituzionali.
   Vi  sono  norme che addirittura sono state riconfermate non  più
  tardi  di  tre o quattro mesi fa;  e a distanza di tre o  quattro
  mesi,  e  all'interno persino di una modifica costituzionale  che
  amplia  i  poteri delle regioni  - non è questo  il  nostro  caso
  perché  sappiamo  bene  di  essere in  presenza  di  uno  statuto
  autonomistico -, ma questo è un elemento che amplia ulteriormente
  le  nostre  competenze in materia legislativa.  Non  avevamo  mai
  ravvisato un atteggiamento tanto immotivatamente fiscale.
   Allora,  probabilmente è necessario che  noi  ricordiamo  a  noi
  stessi e al Commissario dello Stato che su cento impugnative  che
  lui  ha  determinato  nei  confronti  dell'attività   legislativa
  dell'Assemblea ben ottantacinque hanno dato ragione all'Assemblea
  e solo nel 15 per cento dei casi il Commissario dello Stato negli
  anni ha avuto ragione.
   Con  la  seconda  parte  dell'ordine del giorno,  per  il  quale
  chiediamo  l'assenso del Governo, si stabilisce un  percorso  che
  non  vuole obbligatoriamente dare ragione nel merito alle  scelte
  dell'Assemblea,  ma  non  vuole  precludere  all'Assemblea  e  al
  Governo la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale per
  accertare se ha ragione il Commissario dello Stato. Mi riferisco,
  per  esempio, ai contributi al comune di Enna o ai contributi  al
  Teatro  Massimo  Bellini  di Catania, o  alle  norme  in  materia
  urbanistica  già  approvate poco più di un mese  fa  o  ad  altre
  approvate   una  settimana  fa  o  quindici  giorni   fa,   tutti
  provvedimenti  impugnati.  Così  come    non   significa  che  ha
  ragione  l'ARS che coerentemente in alcuni casi si è  adeguata  a
  quello che era il percorso o le prerogative che le sono proprie.
   Per  queste  ragioni, signor Presidente, onorevoli colleghi,  io
  chiedo all'Aula di approvare i due ordini del giorno.
     Per  quanto  mi  riguarda  e a prescindere  dalle  azioni  del
  Governo  annuncio che per un fatto esclusivamente  tecnico  -  lo
  preciso - personalmente posso non essere d'accordo nel merito  ad
  alcune   delle  norme  che  sono  state  impugnate  e  che   però
  riproporrò, riproporrò insieme ad altri colleghi con cui  ho  già
  parlato.  Le riproporrò per un fatto esclusivamente tecnico,  per
  accelerare proprio le procedure attraverso le quali pervenire  ad
  un  rapido  riesame del disegno di legge a prescindere da  quello
  che  sarà il percorso di impegno stabilito dall'ordine del giorno
  in capo al Governo che seguirà la sua strada, il suo iter.
     Ripresenterò  quindi un disegno di legge con  tutte  le  norme
  impugnate  acriticamente,  senza quindi  entrare  nel  merito  di
  nessuna  delle stesse. Ripeto, acriticamente, solo per consentire
  a  questo  Parlamento  di  poter avere  un  confronto  di  natura
  costituzionale  ai  livelli di competenza  e  di  professionalità
  adeguati   ad  un  parlamento  che  non  può  certamente   essere
  sottoposto  al  giudizio di un funzionario abile e preparato  per
  quanto  si voglia e per giunta in condizioni di supplenza, perché
  credo che questo Parlamento abbia una dignità istituzionale sì  e
  costituzionale   sì  di  altra  natura  che  gli   deriva   dalla
  Costituzione,  che gli deriva dal consenso popolare.  E  ciò  non
  riguarda  né  gli  aspetti di merito dell'  opposizione  o  della
  maggioranza ma riguarda il ruolo stesso del  Parlamento.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Signor  Presidente,  io  dico  subito  che  non  è
  possibile nella maniera più certa potere condividere l'ordine del
  giorno  presentato, primo firmatario l'onorevole Fleres circa  la
  pubblicazione della legge di variazione di bilancio.
   Non  è  condivisibile perché la formulazione va  oltre  il  dato
  tecnico. Infatti, sostanzialmente, ci viene proposta non solo  la
  pubblicazione della legge senza le parti impugnate. E fin  qui  -
  come  dire  - la procedura ha anche aspetti di natura tecnica  ed
  istituzionale  rispetto  alle quali   ciascun  parlamentare  deve
  registrare  un'opinione e un atteggiamento di  tipo istituzionale
  e  non  politico.  Ma l'invito al Governo a riproporre  le  parti
  impugnate  fa  diventare questo ordine del giorno un  ordine  del
  giorno  di  carattere politico ed istituzionale che  noi  non  ci
  sentiamo assolutamente di condividere.
   In  buona  sostanza, infatti, non ci sentiamo di condividere  il
  fatto  che le norme impugnate dal Commissario dello Stato - tutte
  quante  -  possano  essere  riproposte  dal  Governo  per  essere
  riesaminate dal Parlamento regionale.
   Penso  che noi, oltre a proporre un ordine del giorno di  questa
  natura,  non possiamo far finta che l'impugnativa del Commissario
  dello  Stato  - al di là di alcune frasi che potrebbero  sembrare
  poco   istituzionali  -  sia  perfettamente   condivisibile;   il
  Commissario  dello Stato ha posto un problema  molto  grande  sul
  modo  di  legiferare di questo Parlamento, il modo  di  approvare
  norme che hanno un carattere discriminatorio - e mi riferisco  ai
  contributi  alle  associazioni - e il  modo  di  procedere  anche
  relativamente  alla  copertura finanziaria  senza  averne  alcuna
  contezza, senza alcuna etica di responsabilità.
   Non possiamo fare finta che nulla sia accaduto
   A  mio  avviso,  l'iter  parlamentare di  queste  variazioni  di
  bilancio   doveva   essere  già  intercettato  dalla   Presidenza
  dell'Assemblea,  perché  in una variazione  di  bilancio  non  si
  possono  riscrivere  cinquant'anni di legislazione.  E'  un  modo
  patologico di legiferare
   Vorrei  anche  ricordare che il Governo ha  presentato  in  Aula
  emendamenti   che  trattavano  nuove  materie  ed  ha   avvallato
  emendamenti   che  non  avevano  alcuna  copertura   finanziaria,
  violando  anche il Regolamento dell'Assemblea. Pertanto, dobbiamo
  prendere  atto  che  abbiamo assistito a  qualcosa  di  grave,  a
  qualcosa che appartiene alla degenerazione di un Parlamento.
   Per  tali  ragioni  non  mi sento di condividere  l'invito  alla
  solidarietà  parlamentare e istituzionale dell'onorevole  Fleres.
  Questo invito potrebbe essere accolto quando in un Parlamento  le
  regole,  la vita e il funzionamento di una Assemblea, di  un'Aula
  quale  questa, stiano dentro i ranghi della dignità istituzionale
  e  della dignità parlamentare; questi ranghi sono stati superati,
  sono  stati  ampiamente  tracimati  dai  comportamenti  politici,
  soprattutto da parte della maggioranza.
   Ribadisco,  non  posso  accettare  un  invito  alla  solidarietà
  contro  l'aggressione, contro la pretesa violazione della dignità
  e  della sovranità di questo Parlamento, né posso condividere  la
  battuta   meno  male  che  c'è il Commissario  dello  Stato',  ma
  semplicemente meno male che c'è un minimo di equilibrio di poteri
  all'interno  dell'ordinamento  statale  che  consente  anche   la
  reversibilità,  che  consente di assumere decisioni  e  di  poter
  tornare indietro su quelle decisioni.
   Vorrei  ricordare, comunque, che qualche anno fa si  è  discusso
  sul  fatto  di  sopprimere persino questo  minimo  di  controllo,
  questa  minima  verifica  sul piano della costituzionalità  sulle
  leggi varate da questo Parlamento, così come sono stati soppressi
  già   molti   controlli   in   altri   settori   della   Pubblica
  Amministrazione, sia statale che regionale.
   Dobbiamo   riflettere   attentamente  su   come   chiudere   più
  dignitosamente possibile questo scorcio di legislatura.
   Signor   Presidente,  il  Commissario  dello  Stato   ha   fatto
  un'affermazione  che  non  penso debba  passare  inosservata.  Ha
  dichiarato  di aver ricevuto sollecitazioni per impugnare  questa
  legge,  da parte di coloro i quali l'hanno sostenuta e votata  in
  Aula, e presumibilmente potrebbe essere stato il Governo.
   Ritengo  che anche la prassi di scaricare sul Commissario  dello
  Stato  la responsabilità di bocciare norme che, invece, qui erano
  state approvate, per non rimanere invisi a qualche deputato  o  a
  qualche  gruppetto che staziona presso i corridoi  dell'Assemblea
  regionale  siciliana o presso le piazze antistanti il Parlamento,
  sia immorale. Bisogna assumersi le responsabilità che competono a
  coloro  i  quali le esercitano o a coloro i quali hanno l'obbligo
  ed  il  dovere istituzionale di esercitare queste responsabilità,
  soprattutto  quando si tratta di dover dire dei no, perché  certe
  proposte,  certi  emendamenti  non possono  trovare  accoglimento
  perché      illegittimi,     perché     incompatibili,     perché
  incostituzionali.
   Anche  sotto  questo profilo sarebbe utile  che  il  Governo  ci
  dicesse  se  ha condiviso, fino in fondo, la legge  così  come  é
  stata  varata  e  che,  di conseguenza,  ci  dicesse  che  non  é
  d'accordo  con il secondo punto dell'ordine del giorno presentato
  dagli  onorevoli Fleres ed altri, dove si dice che il  Governo  é
  invitato a ripresentare le norme impugnate.
   Per  coerenza il Governo dovrebbe dire che non accetta  l'invito
  a ripresentare quelle norme.

    PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo, lei ha sollevato un  problema
  che  mi  costringe a fare qualche osservazione nel  merito  delle
  dichiarazioni pubbliche del Commissario dello Stato.
   Lo   ha   già   fatto  lei  con  molta  puntualità  e   rispetto
  dell'istituzione  parlamentare,  qualcosa  ha   accennato   anche
  l'onorevole  Fleres;  adesso tocca a me spendere  qualche  parola
  come  Presidente,  spero,  di  tutti  i  deputati  dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Il  Commissario dello Stato ha il pieno diritto di esercitare la
  sua  funzione  di  garanzia, ma nella  sua  veste  non  può  fare
  considerazioni, seppure anche esatte, che invece può fare un uomo
  politico o anche un cittadino comune e ciò in quanto  esercita un
  così  delicato  compito  pubblico e  di  livello  costituzionale.
  Pertanto, onorevole Giannopolo, dopo il suo intervento - peraltro
  molto  esplicito  nel diversificare la sua posizione  rispetto  a
  quella   del   Commissario   dello   Stato   relativamente   alle
  dichiarazioni sulla stampa, della quale prendo atto -, confortato
  anche  dall'intervento  precedente dell'onorevole  Fleres,  colgo
  l'occasione   per   stigmatizzare  questo  uso  improprio   delle
  dichiarazioni  pubbliche  ad opera di una  persona  che  esercita
  delicatissime funzioni istituzionali e costituzionali.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, le  osservazioni
  fatte  dall'onorevole Giannopolo e riprese dalla  Presidenza  per
  quanto  concerne ciò che abbiamo letto oggi sulla stampa riguardo
  i  commenti  all'impugnativa  del Commissario  dello  Stato  sono
  ampiamente  condivisibili. Però c'é un punto su cui  vorrei  fare
  una riflessione, perché sarebbe opportuno, qualche volta, che  ci
  fermassimo  a  pensare a come procediamo per  quanto  concerne  i
  percorsi legislativi.
   Quella  notte,  signor Presidente, noi non abbiamo  scritto  una
  bella  pagina  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  e  il   mio
  pensiero   va  anche  ai  momenti  possibilmente  esasperati   di
  quest'Aula  perché,  a  parte  la insana  abitudine  che  abbiamo
  rispetto agli orari ed alle convocazioni, che spesso e volentieri
  significano   semplicemente  carta  straccia,  abbiamo   aggiunto
  qualcosa  che  sostanzialmente  penalizza  sia  la  qualità   dei
  percorsi  legislativi  che  il  modo  come  questi  percorsi   si
  materializzano.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


           (Assume la Presidenza il Vicepresidente Fleres)

   Pur  non  avendo una lunga esperienza di parlamentare come  lei,
  signor Presidente, e come tanti colleghi in quest'Aula, penso  di
  non  aver  visto,  nel corso di questi anni, un  testo  di  legge
  articolato tecnicamente in quel modo. Coloro che lo hanno scritto
  sapevano  bene che stavano dando una impostazione che  in  alcune
  parti è assolutamente poco leggibile.
   Dire  che in quella notte il parlamentare si é potuto permettere
  tutto con la copertura del Governo é ancora dire poco, così  come
  definire  quella come la notte in cui i tatticismi e il  modo  di
  agire   del   Governo  e  di  alcuni  settori  dell'Aula,   della
  maggioranza soprattutto, é politicamente un vero e proprio  danno
  per  la politica siciliana. E' in questo clima che un Commissario
  dello  Stato può arrivare a tirar fuori dichiarazioni  di  questa
  natura
   I  primi  responsabili,  pur con le dichiarazioni  condivisibili
  espresse   dal   Presidente   dopo  l'intervento   dell'onorevole
  Giannopolo,  sono coloro che hanno partecipato alla creazione  di
  quel   mostro'  legislativo: quarantanove  pagine  presentate  in
  quest'Aula alle 2.20 di notte con l'alibi che l'opposizione, dato
  il  numero  di emendamenti presentati, avrebbe dovuto  tacere  in
  base ad un implicito accordo. Credo che comportamenti simili  non
  facciano onore alla politica siciliana e a questo Parlamento
   Stamane  ho  letto  sui quotidiani, fra le altre  dichiarazioni,
  anche quella dell'onorevole Cintola quando si richiamava al senso
  di  responsabilità di ogni singolo parlamentare rispetto anche al
  modo di concepire la spesa della Regione siciliana.
   Mi  ha  colpito il fatto che proprio lui, uno degli artefici  di
  quella manovra, quella notte stessa non abbia sottolineato che  è
  nell'espletamento delle funzioni parlamentari che si deve  essere
  più responsabili.
   Noi non abbiamo mai negato che presentiamo emendamenti, anzi  ne
  presentiamo  tanti,  e  non abbiamo mai  negato  che  poniamo  al
  Governo  e  non solo al Governo questioni discutibili  sia  prese
  singolarmente  che  di  carattere generale.  Abbiamo  parlato  di
  agricoltura,  abbiamo proposto questioni che  riguardano  settori
  produttivi  importanti di questa nostra realtà, come per  esempio
  la  questione degli artigiani, e ribadisco che ognuno debba  fare
  la sua parte.
   Abbiamo  parlato di ciò che oggi riguarda un segmento importante
  della società siciliana che è il mondo della produzione; ci siamo
  posti  problemi che riguardano anche gli enti locali, i  servizi,
  il  modo in cui un parlamentare debba fare fino in fondo  il  suo
  dovere.  Questo  esercizio, nel momento in cui ci  si  riporta  a
  quella  famosa notte, viene indicato come qualcosa di  anomalo  e
  viene per speculazione definito come consociativismo becero.
   Questo, a mio avviso, è un modo di come si segna in negativo  la
  vita  politica  di  questa  Regione e  non  è  possibile  restare
  indifferenti,  ed  è in questo clima che si consumano  anche  gli
  eccessi.
   Sono  convinto che è un eccesso dichiarare che tanti  che  hanno
  approvato  quelle  norme si rechino presso il  Commissario  dello
  Stato  -  io  non  mi  sono  mai recato  presso  gli  uffici  del
  Commissario dello Stato -; perché, quando ci si reca  presso  gli
  uffici del Commissario dello Stato, bisogna avere il coraggio  di
  dire  cosa  si  va  a fare, quali elementi si  pongono  alla  sua
  attenzione.
   Condivido  quanto  espresso  dall'onorevole  Giannopolo,  ma   è
  assolutamente da censurare il comportamento di quanti  dimostrano
  che  qui  dentro,  fino allo spasimo, c'è un problema  spesso  di
  equilibri e di tenuta di maggioranza, e dunque un Governo  debole
  -  eppure abbiamo eletto direttamente il Presidente della Regione
  appena  quattro anni e mezzo fa - che non è in grado di garantire
  la tenuta della maggioranza e cede su punti fondamentali.
   Stamane  l'onorevole Presidente della Regione ha dichiarato  che
  anche  egli  su  alcune questioni avrebbe operato  così  come  ha
  operato il Commissario dello Stato.
   Tutte  contraddizioni  che derivano da  quel  clima,  da  quella
  confusione  dove  è  stato  fatto di tutto e di  più,  per  altro
  pretendendo  che le cose serie proposte da tutti i  colleghi,  di
  opposizione e maggioranza, entrassero a far parte di un calderone
  che era evidente che poi alla fine finiva per essere trattato  in
  quella maniera.
   Ed  è  vero  che  ci sono norme che possibilmente  non  andavano
  impugnate, e non bisogna essere costituzionalisti per affermarlo;
  ma  ci  sono  norme che, possibilmente, se scritte  con  maggiore
  attenzione potevano non essere censurate.
   Ma  la  responsabilità politica non credo  sia  del  Commissario
  dello Stato, pur avendo sbagliato a dichiarare illegittime alcune
  questioni, ed è giusto che questo Parlamento lo segnali ma è pure
  giusto che quest'Aula non diventi un mercato, i Regolamenti vanno
  rispettati.  Tutti  sapevamo che con  quel  maxiemendamento  sono
  stati aggiunti interi disegni di legge, senza un minimo di lavoro
  preparatorio  per  affinare  la cosiddetta  formula  legislativa,
  eppure le forzature sono state sostenute dal Governo e per  primo
  dal Presidente della Regione.
   Non  solo ha ragione l'onorevole Giannopolo, ma credo che questa
  sera  continuiamo a sbagliare - e qui ribadisco  il  nostro  voto
  contrario  -  se  chiediamo  al  Governo  la  riproposizione  dei
  centottantadue o centocinquanta articoli impugnati, senza nemmeno
  fare  lo  sforzo di scindere le questioni su cui  è  evidente  la
  cosiddetta linearità in termini di costituzionalità.
   E'  anche la formulazione dell'ordine del governo che spinge non
  solo  a  votare contro, ma a sostenere che si sta commettendo  un
  secondo grave errore, perchè una cosa è segnalare alcuni articoli
  che  possono  essere  palesemente costituzionali,  altra  cosa  è
  ripresentare tutto non si capisce bene per fare cosa.
   Una  cosa è decidere di resistere in giudizio, e non contentarsi
  di  pubblicare  le  parti impugnate, altra cosa  è  formulare  la
  questione  con la ripresentazione da parte del Governo  di  tutto
  quello che ha impugnato il Commissario dello Stato.
   Quindi  il  nostro  è  un voto ragionato; questo  non  significa
  metterci  la coscienza a posto, ma tentare di aprire un confronto
  politico  vero  fra  maggioranza  ed  opposizione  nell'interesse
  supremo di questo Parlamento e del popolo siciliano.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, il  significato  del  secondo
  comma della parte impegnativa dell'ordine del giorno non può  che
  essere  formulato  così,  perchè il  compito  -  a  giudizio  dei
  firmatari - di effettuare la selezione, non può che essere  degli
  organi   medesimi  del  Parlamento  e  dunque  della  Commissione
  bilancio  e  dell'Aula, quando il disegno di legge  approderà  in
  Aula.
   La  mia  è  solo  una precisazione senza nessuna inflessione  di
  natura polemica.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso  che  noi
  abbiamo  il dovere di riproporre le cose di cui insieme ci  siamo
  detti   assolutamente   convinti;   è   anche   possibile    che,
  tecnicamente,  il Parlamento, arrivato a fine  anno  come  in  un
  imbuto  di  lavoro, abbia affastellato tante  cose  per  cui  può
  essere  filtrato insieme a tanto grano buono -penso  all'Istituto
  regionale  per  l'olio  d'oliva che è una  cosa  seria  e  saggia
  analogamente  a quanto fu fatto nei primi anni 50 con  l'Istituto
  regionale della vite e del vino - sia passato anche dell'olio.
   Però, sul piano del principio, di fronte a una tracimazione  ben
  più grave di quella dell'onorevole Oddo, che qui adempie a un suo
  dovere,  mi permetto di sottolineare che non si può fare politica
  dimenticandosi  di  come dovrebbero andare le cose.  Ogni  tanto,
  invece  di  camminare sui binari come un Consiglio  comunale,  un
  consiglio  provinciale, un consiglio di quartiere, dovremmo  pure
  ritornare  alla  sana idea che chi fa politica ha  il  dovere  di
  cambiare il mondo e la realtà.
   Il  quesito che pongo a questo livello istituzionale  è  questo:
  possibile  che  un  comune possa erogare contributi  a  chiunque,
  perfino  ad  personam, non avendo più il parere di un  segretario
  generale che rappresenta il notaio dello Stato perché è diventato
  un  assessore licenziabile in qualunque momento senza bisogno  di
  andare  dal  Prefetto, e senza avere il controllo di  legittimità
  della Commissione provinciale di controllo?
   A  differenza  di un comune qualsiasi, noi abbiamo un  controllo
  che  va  al di là della vicenda puramente costituzionale, va  sul
  terreno  della  legittimità,  della  coerenza  dei  provvedimenti
  adottati,  entra  nel  merito. Ed entra nel  merito  dei  giudizi
  successivamente,  uscendo  da quella  dignità  istituzionale  del
  parlare ex cattedra e ad terzium rispetto agli interessi trattati
  che dovrebbe in qualche modo configurare su un diverso terreno di
  nobiltà  politica-istituzionale la figura del  Commissario  dello
  Stato.
   Come  si  fa  a dire che l'anno scorso la Sicilia ha  affrontato
  una  emergenza  idrica e dei rifiuti e dare un contentino  a  dei
  ragazzi  che,  forse unici nel mondo, sono rimasti  vincitori  di
  concorso,  e che quest'anno l'emergenza non c'è più? O  sollevare
  il   problema   relativo  alla  copertura  finanziaria   rispetto
  all'articolo 97 della Costituzione?
   Vorrei  che  l'Assessore  Cintola  mi  chiarisse  alcuni   dubbi
  proprio  in  relazione  alla copertura finanziaria.  Infatti,  da
  semplice  parlamentare, lasciamo stare se  di  maggioranza  o  di
  opposizione, davanti ad una proposta del Governo giunta all'esame
  dell'Aula,  presumo  che  ci  sia già  la  copertura  finanziaria
  certificata  dalla  Commissione Bilancio, mi viene  indicato  con
  sicurezza  il capitolo di bilancio, l'UPB al quale attingere,  la
  voce del bilancio pluriennale dalla quale fare scaturire i fondi.
   Improvvisamente  l'emergenza in Sicilia non è più  emergenza;  e
  così  qualche vincitore di concorso si vede prorogato per un anno
  l'incarico mentre per altri scatta la proroga per cinque anni.
   Mi  sembra che ci siano alcune cose che non hanno obiettivamente
  spiegazione;  mi permetto anche di aggiungere che,  su  specifica
  indicazione  dell'Assessore al bilancio, di fronte alla  semplice
  affermazione   che   questo  provvedimento   non   ha   copertura
  finanziaria,  nel momento in cui viene richiesto  il  parere  del
  Governo, il Presidente dell'Assemblea deve dire che l'emendamento
  è  improponibile.  In passato è accaduto analogamente  anche  con
  articoli  presentati  dal  Governo: l'Assessore  al  bilancio  ha
  dichiarato  che non c'era copertura finanziaria e  il  Presidente
  dell'Assemblea li ha dichiarati improponibili.
   Allora,  noi  li  abbiamo votati come legge di fronte  a  questa
  serqua  di  articoli impugnati sulla base della mancata copertura
  finanziaria, io desidero chiedere all'Assessore per il  bilancio:
  chi  è  mancato  al suo dovere? Chi ha mancato  di  sollevare  il
  telefono  e  di informare gli altri? Però, mi permetto  di  dire,
  anche, che qualunque provvedimento esca da un Parlamento non lede
  la maggioranza e l'opposizione.
     Anche  io, cari amici DS, ho presentato 600 emendamenti quando
  ero  consigliere  comunale  contro  Leoluca  Orlando,  ma  li  ho
  illustrati  tutti, uno ad uno fino a tarda notte, fino  a  quando
  non  è intervenuta la politica e Leoluca Orlando mi ha telefonato
  a   casa   per  dirmi:   dunque,  mettiamoci  d'accordo,  qualche
  emendamento ve lo facciamo passare'. Ma li ho illustrati tutti e,
  alla   fine,   la   delibera  che  istituiva   il   decentramento
  amministrativo  a  Palermo, sia pure con una fortissima  impronta
  culturale  - perché di questo si trattava - di centrosinistra,  è
  venuta fuori con alcuni correttivi di centrodestra. Assumere toni
  scandalizzati,  scantonare rispetto all'istituzione  che  insieme
  rappresentiamo  semplicemente non si fa.  Non  è  giusto,  non  è
  corretto, non è civile; non solo non si fa fra amici ma non si fa
  in una normale e nobile competizione politica democratica.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sicuramente
  voterò contro l'ordine del giorno che i deputati hanno presentato
  per  chiedere la pubblicazione e il ricorso alle parti  impugnate
  dal   Commissario  dello  Stato.  E'  nel  diritto  dei  deputati
  presentare  qualsiasi  tipo di ordine del giorno  tra  cui  anche
  questa  proposta così formulata. Però, non mi ritengo  abbastanza
  sereno,  relativamente  alla   proposta   dell'onorevole  Fleres,
  riguardo il ruolo di un altro pezzo delle istituzioni.
   Onorevole   Fleres,  noi   abbiamo  un  compito  demandato   dal
  suffragio  universale,  senza  dubbio,  siamo  stati  eletti  dai
  cittadini.  Però, questo non significa che noi, in considerazione
  del  fatto  che siamo stati eletti dai cittadini, possiamo  anche
  tracimare oltre le norme costituzionali.
   In  effetti,  brucia  la  sconfitta o il parere  contrario:  una
  norma  che  non  viene accettata fa male; tante volte emendamenti
  che  ho  presentato non hanno avuto accoglimento da  parte  della
  Presidenza, addirittura senza che sia stata motivata  la  ragione
  del   rigetto,  neanche  nella  discussione,  figuriamoci   nella
  votazione,  non si discute perché è irricevibile.
   Penso  che, in questo momento, voi abbiate assimilato, a  torto,
  le  due  cose.  Abbiamo  avuto  la  possibilità  di  discutere  -
  discutere per modo di dire perché quella sera si è discusso  poco
  -  approvando delle norme. Io, addirittura, avevo anche  avanzato
  un  dubbio, ad esempio sull'articolo relativo ai campeggi; se  vi
  ricordate   sono  intervenuto  dicendo  che  quella   norma   era
  incostituzionale perchè l'ssemblea non può approvare   leggi  che
  comminano sanzioni di tipo penale nei riguardi dei cittadini  per
  divieto  di sosta. Non abbiamo questo compito, non siamo  entrati
  in questa competenza.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Allora, aveva ragione il Commissario se
  è vero questo

    MICCICHE'   Noi non lo possiamo fare. Questa è  una  di  quelle
  norme  che il Commissario dello Stato, a maggior ragione,  doveva
  bocciare. E' chiaro che i camper, le roulotte possono circolare e
  sostare  nelle  città,  possiamo fare delle  limitazioni  ma  non
  commutare delle pene e delle sanzioni di tipo amministrativo  che
  non   competono   all'Assemblea,  non  abbiamo   questa   potestà
  statutaria e costituzionale.
   Quindi,  alcune  norme,  a  maggior  ragione,  dovevano   essere
  impugnate dal Commissario dello Stato e questo lo avevo detto  in
  Aula,  da  questo  podio, quando sono intervenuto  e  ho  chiesto
  all'Assessore proponente, l'assessore Granata, di rivedere quella
  norma  perché  era incostituzionale. Non hanno sentito le ragioni
  però  abbiamo avuto modo di discutere. C'è stato qualcuno che  ha
  detto  che era sbagliato ma non lo avete ascoltato, non mi  avete
  ascoltato e la conseguenza è questa.
   Si  tratta di una norma che voi potete benissimo riproporre come
  impugnativa, ma riproporla così, sic et simpliciter, in un  altro
  disegno di legge, è un errore: o proponete il ricorso alla  Corte
  costituzionale, come avete fatto con l'ordine del giorno,  oppure
  rinunciate e la riproponete. Si va allo scontro, però  credo  che
  questo  sarebbe sbagliato, cioè in questo caso si sta cercando di
  creare il nemico che diventa il Commissario dello Stato. Dobbiamo
  stare  attenti a creare questo scontro nei confronti di un  altro
  pezzo delle istituzioni.
   Posso  dire, per esempio, che c'è un'altra norma che,  se  fosse
  stata scritta in maniera diversa, avrebbe potuto essere accolta e
  cioè  l'articolo  19,  comma 41, che si riferisce  ai  lavoratori
  Resais  che  hanno fatto lo sciopero della fame  perché  vogliono
  essere  riassunti in base ad una norma e vogliono lavorare  senza
  gravare   sulla  Regione,  lavorare  senza  avere   alcun   onere
  aggiuntivo.
   Se  questo  fosse stato scritto in maniera molto più chiara,  il
  Commissario dello Stato non avrebbe impugnato  Questa  è  una  di
  quelle  norme  che  si potrebbero riproporre aggiustandole.  Così
  come  ha  detto  prima  l'onorevole Oddo  di  alcune  norme   non
  facciamo  di tutta l'erba un fascio '. Sarebbe un doppio  errore
  Un  errore  politico  è già stato fatto poi si  commetterebbe  un
  altro errore tecnico e  diventerebbe tutto ancora più  politico'.
   Evidentemente,  sono l'unico che non può lamentarsi  non  perché
  sia passata una norma per la quale da anni io, da questo podio  e
  fuori da questo podio, mi sono battuto che  riguarda la questione
  specifica  relativa  alla frana di Agrigento:  dopo  quasi  mezzo
  secolo  vi erano ancora cittadini che aspettavano il risarcimento
  di  una  casa  distrutta  per creare  il  parco,  per  creare  le
  strutture pubbliche.
   Era  doveroso non perché lo abbia proposto il deputato  Miccichè
  ma era doveroso, da parte dell'Assemblea, approvare una norma che
  facesse  giustizia nei confronti di una città  che  è  stata,  su
  questo argomento, umiliata nel corso di questi anni e non mi pare
  che  ciò  possa  essere salutato in maniera  negativa,  anzi,  al
  contrario.
   Fra  questi  ci  sono  atti che il Commissario  dello  Stato  ha
  dimostrato  che  potevano essere fatti in modo diverso.  Ci  sono
  norme  che possono essere ripresentate. Credo che abbiamo uffici,
  abbiamo personale all'altezza di rettificare alcune norme.
   Non  mi  pare, però, che ci siano norme rettificabili, come  per
  esempio  quella  sulla questione che riguarda  i  problemi  delle
  sanatorie, quella che riguarda i problemi della caccia,  problemi
  di  altro  genere  che esulano dal contesto di legittimità  o  di
  errore  formale, perché fra quelle parti impugnate vi sono errori
  formali  che  possono  essere rettificati ed  errori  che,  anche
  formalmente,  non  possono essere rettificati e  mi  riferisco  a
  quelle  norme importanti a cui lei, signor Presidente,  ha  fatto
  riferimento.
   Voi   avete   i   numeri  e  potete  fare  quello  che   volete.
  Naturalmente continua la mia battaglia su un argomento  che  sarà
  oggetto  della  discussione del prossimo  disegno  di  legge  che
  riguarda la finanziaria ed è quello del salario sociale. La volta
  scorsa,  ho detto e qui lo ribadisco, l'introduzione del  salario
  sociale in Sicilia deve essere una priorità per salvaguardare  la
  dignità di quei siciliani che oggi continuano ad emigrare. Non  è
  possibile, oggi, continuare a tenere una Regione con il più  alto
  tasso di povertà a livello europeo, perché di questo si tratta.
   Ormai,  la  Sicilia è dietro la Grecia considerato che  facciamo
  parte di una regione-nazione del Mediterraneo.
   Ebbene,  noi siamo gli ultimi in Europa se ci vogliamo  ritenere
  europei.  I  soldi si possono trovare. Tagliamo le spese  inutili
  che   nelle    finanziarie  sono  a  iosa  e  faremo  una   legge
  rivoluzionaria.
        Una legge del genere rivoluzionerebbe il mercato del lavoro
  in Sicilia introducendo, al contempo, giustizia sociale.
        Questo  è   l'obiettivo  che mi prefiggo  per  la  prossima
  finanziaria.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    TUMINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  me  sembra
  improbabile che il Governo possa presentare un disegno  di  legge
  che  raccoglie  tutte  le norme impugnate dal  Commissario  dello
  Stato.  Sarebbe un disegno di legge a cui, credo, non si potrebbe
  neanche dare il titolo.

    PRESIDENTE   Onorevole Tumino, la devo contraddire  nel  senso
  che  il  titolo  è  già stato dato. Infatti,  basta  osservare  i
  comportamenti  precedenti  dell'Assemblea  e  noi   troviamo   le
  risposte a tutte le domande che ci siamo posti questa sera.
   Abbiamo  la fortuna di avere degli uffici attenti e una  memoria
  storica  solida  rispetto a questi comportamenti  e,  siccome  in
  passato  questo  percorso è stato attivato, in particolare  nella
  undicesima  legislatura e ad inizio della dodicesima legislativa,
  il   titolo   è  quello  che  fotografa  la  situazione  e   cioè
   Riproposizione  di  norme  impugnate,  approvate  dall'Assemblea
  ... .

    TUMINO  Il  senso del mio intervento è questo: avverto  che  un
  disegno di legge che non ha un'anima, un minimo di logica interna
  è  un testo che, credo, di per sé, non sia proponibile, almeno in
  termini  politici  seri. A questo aggiungo che sarebbe  anche  un
  gesto  provocatorio  nei confronti di un altro organo  che  è  il
  Commissario dello Stato.
   Non   nego   che  il  Commissario  abbia,  in  qualche  maniera,
  prevaricato   rispetto  alle  sue  competenze,  mi   sembra   che
  effettivamente  questo sia avvenuto, però  credo  che  sia  anche
  inopportuno,  sul  piano  dei rapporti istituzionali,  che  venga
  presentato un disegno di legge che comprenda tutte le  norme  che
  il   Commissario  dello  Stato  ha  impugnato.  Mi   sembra   una
  provocazione.

     LO  MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Il Commissario dello Stato, dopo quello
  che   ha  dichiarato,  dovrebbe  prendere  schiaffi,  altro   che
  provocazione

     TUMINO    Credo  che, se qualcuno sbaglia, non necessariamente
  altri debbano sbagliare di conseguenza.
   Onorevole  Fleres,  considerato che lei è il  primo  firmatario,
  penso   che  noi  potremmo  rettificare  eventualmente  la  parte
  dell'ordine  del  giorno  che  riguarda  l'invito  al  Governo  a
  presentare  un  disegno  di legge che  raccolga  tutte  le  norme
  impugnate  in un disegno di legge che raccolga le norme impugnate
  effettivamente  importanti  sul piano  della  gestione  politica,
  amministrativa della nostra Regione, lasciando che le altre norme
  seguano itinerari diversi, anche perché, probabilmente, non hanno
  l'urgenza che possono avere alcune di queste norme.
   A   me  sembra,  anche  sul  piano  complessivo,  un  gesto  più
  equilibrato, anche perché consentiremmo alla Corte Costituzionale
  una  possibilità  di  risposta più semplice e  meno  coinvolgente
  rispetto ad una totalità.
   Rischiamo  di avere anche delle forme di pubblicità  negativa  a
  livello  nazionale  su un atto che, viceversa,  potrebbe  essere,
  invece, di grande valore sul piano dei rapporti istituzionali, di
  affermazione della nostra autonomia, di rispetto della dignità di
  un  Parlamento ma, nello stesso tempo, un gesto che ha un respiro
  politico.
   Per  questo, signor  Presidente,  mi permetto di chiederle,  per
  quello  che lei ritiene, di volere modificare la parte della  sua
  proposta di ordine del giorno riguardante questo argomento.

     PRESIDENTE   Onorevole Tumino, non accoglierò il  suo  invito,
  non perché non condivida  alcune delle considerazioni che lei  ha
  fatto,  ma  proprio  perché  le  condivido,  nel  senso  che   le
  valutazioni  che lei ha fatto e che sono di esclusiva  competenza
  del  Parlamento e degli organi parlamentari, devono essere  fatte
  nelle sedi del Parlamento e degli organi parlamentari.

     TUMINO  Ma è il Governo che le deve presentare

     PRESIDENTE   Come lei ha ascoltato durante il mio  intervento,
  il sottoscritto ed altri deputati forniranno un apporto di natura
  tecnica che è il dato fotografato, cioè tutte le norme impugnate.
  Se  poi il Parlamento, la commissione Bilancio o altri desiderano
  cassare o sostituire o omettere alcune parti e confermarne altre,
  è   un  compito  da  attribuire,  ovviamente,  agli  organi   del
  Parlamento, alla commissione Bilancio, in particolare.  A  questi
  organi, però, dobbiamo dare un testo su cui lavorare ed il  testo
  non  può  che  essere quello che si desume dalle impugnative  del
  Commissario dello Stato.
   Proprio  per le ragioni che lei ha affermato, e che io condivido
  per  questa  parte,  l'ordine del giorno  prevede  quel  tipo  di
  indicazione.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   noi
  abbiamo  votato contro la manovra finanziaria perché non  abbiamo
  condiviso  alcune norme e questa abitudine di inserire  argomenti
  estranei alla norma contabile.
   Non  c'é  dubbio  che  alcuni  di  quegli  articoli  violino  il
  Regolamento ed alcune leggi vigenti.
   La  nostra  opposizione  non  ci impedisce,  però,  di  dare  un
  giudizio sereno sui comportamenti del Commissario dello Stato.
   Riteniamo  che il Commissario dello Stato, in questo  caso,  non
  abbia  solo controllato l'attività dell'Assemblea, ma sia entrato
  nel  merito, andando molto al di là delle proprie competenze,  in
  qualche   caso,   ledendo  l'autonomia  legislativa   di   questo
  Parlamento.
   Non  vorremmo, allora, che al danno che il centrodestra  produce
  in  Sicilia,  si aggiungessero quelli prodotti da un  Commissario
  dello  Stato  che,  in qualche modo, dà interpretazioni  alquanto
  singolari  in  ordine  a provvedimenti che sono  giustificati  da
  normative non ancora approvate e pienamente legittime.
   Faccio  qualche esempio. Sono stati dati contributi  sulla  base
  di  una  norma  vigente  e sono quindi aggiuntivi  rispetto  allo
  stanziamento  iniziale. Se il Commissario dello Stato  interviene
  per la quota che riguarda questi stanziamenti aggiuntivi -  e non
  è stato fatto in 30 anni - mette in discussione una legge che non
  è  stata  né  abrogata,  né censurata prima,  né  mai  dichiarata
  incostituzionale.
   Allora,  o  noi  abbiamo l'orgoglio di dire che quando  ci  sono
  norme legittime le difendiamo, e lo facciamo anche sfidando   nel
  merito  organi dello Stato, nei cui confronti abbiamo il  massimo
  rispetto, non sono contro alcuno, c'è il massimo rispetto per gli
  organi  di  garanzia. Ma gli organi di garanzia  non  si  possono
  sostituire all'autonomia legislativa dell'Assemblea né  al  ruolo
  della politica che non può abdicare rispetto al Commissario dello
  Stato.
   Con   la  riproposizione  delle  norme  non  significa  che  noi
  condivideremo  tutto il percorso e tutte le  norme  che  verranno
  riproposte,  ma qualora ci fosse un solo articolo giusto,  faccio
  l'esempio della giustizia,  di fronte a 100 condannati  e  ad  un
  innocente, si guarda sempre all'innocente , ed allora, non  entro
  nel merito di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, ma se ci
  fosse  una  norma che questa  Assemblea ha votato  giustamente  e
  legittimamente, la dobbiamo difendere
   L'occasione  di ripresentare quegli articoli è dunque  propizia,
  perché noi scegliamo nel merito quali sono gli articoli sui quali
  il  Commissario dello Stato ha avuto ragione e quali sono  quelli
  sui quali insistere.
   Abdicare  e non  proporre nulla significa accettare  una  logica
  che  impedisce a questa Assemblea di avere la sua autonomia e  la
  sua dignità.
   Il  discorso sulla qualità legislativa, sul fatto che in  questi
  anni  abbiamo  presentato  disegni di legge  con  articoli  tutti
  diversi  tra  di  loro, lo faremo in un'altra  occasione,  ma  in
  questo caso, pur essendo fortemente contrari al provvedimento non
  osanniamo  certamente   il comportamento  del  Commissario  dello
  Stato.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha  facoltà.

    TURANO    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'intervento
  dell'onorevole Barbagallo come quello di altri colleghi, è  stato
  quanto  mai  opportuno.   Volevo fare un intervento  tecnico,  ma
  vorrei  fare  una  considerazione  che  a  questo  punto  diventa
  politica  perché  non  mi sento appartenente  alla  categoria  di
   quelli lì'  perché non ci sono  quelli lì di lì e quelli  lì  di
  là',  ci sono  quelli lì' e il messaggio che passa non è una cosa
  di  poco conto e quello che mi preoccupa è il dibattito di questa
  sera   che   rappresenta  il  vero  vulnus  di  questa  Assemblea
  regionale.  Non  ho capito qual è il comportamento  che  vorranno
  tenere i colleghi con la riproposizione del disegno di legge  che
  deve essere fatta e che io voglio sottoscrivere.
     Faccio un inciso e ritorno all'aspetto tecnico. Noi impegniamo
  il   Presidente  della  Regione,  lei  ha  detto  che   lo   farà
  personalmente, quindi diventa un disegno di legge  di  iniziativa
  parlamentare  che  io voglio sottoscrivere e,  però,  faccio  una
  proposta.  Dobbiamo  porre  in  votazione,  secondo  me,  la  mia
  proposta  che  prevede  l'assegnazione in seconda  Commissione  -
  perché quel disegno di legge è nato in seconda Commissione  -  ed
  una  procedura  accelerata con l'apertura  di  una  finestra  che
  permetta di esaminare tempestivamente questo disegno di legge.
     Ma voglio capire i colleghi come intendono comportarsi dinanzi
  ad  un  disegno di legge di questo tipo, se pensano di riguardare
  il comportamento che hanno assunto rientrando nel merito di tutte
  le  singole  scelte  o  se pensano, invece, di  comportarsi  come
  parlamentari dell'Assemblea regionale che hanno sottoscritto, che
  hanno  approvato n disegno di legge, l'Assemblea ha approvato  un
  disegno di legge
   C'è  chi  ha votato sì e chi ha votato no; c'è chi si è astenuto
  e c'è chi non c'era, ma è stata l'Assemblea regionale a votare il
  disegno di legge.
   Che  facciamo?   Rimettiamo in discussione il disegno  di  legge
  entrando nel merito di ogni singola manifestazione? Commetteremmo
  un  doppio errore. Noi, a questo punto, commetteremmo l'errore di
  trasformarci  in giudici costituzionali. L'unico  organo  sovrano
  che  può  determinare la legittimità di una  norma  approvata  da
  questa   Assemblea  è  la  Corte  costituzionale.  Ed  io  voglio
  sottopormi   al   giudizio,  in  maniera  serena,   della   Corte
  costituzionale  per  sapere se ho sbagliato ad  approvare  talune
  norme o se ho fatto bene ad approvare queste norme.

    GIANNOPOLO   La  Corte  costituzionale ha  molti  problemi  più
  importanti

    TURANO   Non entro nel merito, perché se entrassi nel merito  e
  se  vedessi  le  argomentazioni che hanno portato il  Commissario
  dello  Stato a determinare l'impugnativa, ce ne sarebbe da  dire,
  ce ne sarebbero tante ragioni da affrontare.
   Ma  non  voglio  entrare nel merito. Voglio fare un  appello  ai
  colleghi   affinché   il  disegno  di  legge   venga   riproposto
  interamente  e venga riapprovato nella formulazione che  è  stata
  impugnata per permettere, sì, al Commissario di impugnare  questa
  volta  non utilizzando l'escamotage dell'impugnativa per  cassare
  norme  che  questa  Assemblea ha approvato ma per  permettere  al
  Commissario  di  impugnare  e  di  valutare  davanti  alla  Corte
  costituzionale se le norme che ha approvato questa Assemblea sono
  legittime  o  sono  illegittime. Non voglio usare  altri  termini
  perché  con  questo  sistema  che si  è  introdotto,  quando  c'è
  un'Assemblea - non entro nel merito se ha fatto bene o  ha  fatto
  male - verosimilmente avrà fatto male  e c'è un altro organo  che
  ha  fatto pure male a giudicare ed a legittimare se quelle norme
  Ha fatto politica.
   Noi  abbiamo  un  dovere politico. Andiamo davanti  al  giudizio
  degli  elettori ed io spero che il comportamento dei  colleghi  -
  questa è la ragione che mi ha portato a fare questo intervento  -
  sia  misurato  per  verificare  se  quel  disegno  di  legge  era
  legittimo  o illegittimo e l'unico organo che lo può stabilire  è
  la Corte costituzionale.
   Davanti   ad   un   giudizio  sereno  della  Corte   attenderemo
  serenamente il responso.

    PRESIDENTE    Onorevole Turano, se non ci sono osservazioni  la
  sua proposta può essere condivisa ed è condivisa.
   Preciso  che gli onorevoli Oddo, Giannopolo, Tumino e   Micciché
  sono contrari alla proposta.

    CASCIO  vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   vicepresidente   della  Regione.   Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  intervengo  soltanto   per   fare   alcune
  considerazioni  che  il Governo ha fatto anche  in  seguito  alle
  esternazioni del Commissario dello Stato e, quindi, da un  organo
  di Governo, rispetto ad un lavoro prodotto da questo Parlamento.
   Credo  che se esaminassimo nel merito i cinquecento articoli,  o
  poco  più,  che  fanno  parte di questa manovra,  ognuno  di  noi
  avrebbe  qualcosa  da dire, nel senso che il Governo,  in  questa
  occasione, come in qualche altra occasione, ha  subìto' il lavoro
  dell'Aula  che,  comunque,  è sovrano rispetto  ad  un  eventuale
  parere del Parlamento.
   Ad  ognuno  di noi, probabilmente, piacerebbe fare  delle  norme
  sempre   organiche  e  di  settore  e,  per  la  verità,   questo
  parlamento, in questi anni si è reso protagonista di una serie di
  iniziative  legislative e di settore che  hanno  determinato  dei
  momenti alti per il lavoro di questo parlamento.
   Mi  riferisco  alle  norme,  per  esempio,  sul  demanio,  sugli
  appalti,   sulla  scuola,  sul  turismo,  sui  trasporti,   sulla
  competitività,  norme organiche di settore che il  Parlamento  ha
  esaminato con grande attenzione e con grande solerzia.
   Sappiamo  perfettamente che non è un'abitudine  solo  di  questo
  Parlamento,  ma  credo  di  tutti  i  parlamenti  del  mondo,   a
  cominciare  dal parlamento nazionale, a fine anno,  molto  spesso
  finiscono  per  attaccare  l'ultima legge  dell'anno,  a  maggior
  ragione  quest'anno  che è l'ultimo anno di  questa  legislatura,
  tutta  una  serie  di  norme  che hanno  delle  refluenze,  delle
  ricadute sulla società.
   Credo  che  al  di  là di tutto, questo sia  il  dovere  che  il
  Parlamento  ha  nella misura in cui il parlamentare è eletto  dal
  popolo e rappresenta interessi collettivi.

    ODDO  I pareri del Governo sono tutti favorevoli

    LO   MONTE,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato   e   la   pesca.    Secondo   me   anche    quelli
  dell'opposizione sono favorevoli

     CASCIO  vicepresidente della Regione. Non c'è dubbio.  Eravamo
  tutti presenti in Aula quella notte.
   Io  dico, comunque, che questo - e qui mi ricollego alle  parole
  del   Presidente  dell'Assemblea,  l'onorevole  Lo  Porto  -  non
  autorizza  altri organi dello Stato a censurare il lavoro  di  un
  parlamento, nella misura in cui dovrebbe semplicemente  limitarsi
  a  osservare  l'eventuale incostituzionalità delle norme  che  il
  Parlamento approva.
   In  questo caso, invece, è accaduto qualcosa che va al di  là  e
  mi  è  sembrato di capire anche da giudizi e da esternazioni  del
  Commissario dello Stato, che molto spesso, non si è censurata  la
  costituzionalità  della  norma, ma  la  legittimità  e  a  volte,
  addirittura, anche il merito.
   Per   queste   considerazioni  il  Governo  dà  il  suo   parere
  favorevole all'ordine del giorno numero 635,che  porta come prima
  firma quella dell'onorevole Fleres.
   E'  un  parere  favorevole tecnico, nel senso che, intanto  oggi
  approviamo le norme non impugnate e consentiamo alla Regione,  da
  lunedì,  di  avere questa norma e di potere fare  quelle  manovre
  compensative  di bilancio che sono utili per portare  a  termine,
  entro  la fine dell'anno, tutta una serie di iniziative nel campo
  della  sanità, dell'agricoltura, della forestazione,  degli  enti
  locali,  eccetera  e per confermare il lavoro  del  parlamento  e
  riproporre  il  testo  impugnato  per  intero,  salvaguardare  la
  dignità del singolo parlamentare che, ripeto, è eletto dal popolo
  e  non  nominato  da qualcuno e, soprattutto, per consentire  una
  valutazione serena della Corte costituzionale dopo una  ulteriore
  valutazione che la Commissione Bilancio farà sull'intero testo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, pongo  in  votazione  l'ordine
  del giorno n. 635. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Gli    Uffici   hanno   già   registrato   il   voto   contrario
  dell'opposizione.
   Si passa all'ordine del giorno n. 634. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  pur essendo presente in  Aula  l'assessore
  incaricato  di  rispondere  alle  interrogazioni  all'ordine  del
  giorno,  vorrei  pregare  i  colleghi  presentatori  degli   atti
  ispettivi  di  trasformarli in interrogazioni  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Così resta stabilito.


   Presidenza del Vicepresidente FLERES


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   N.  461  -  Iniziative presso il Governo nazionale  al  fine  di
  affidare   la  gestione  dei  corsi  abilitanti  alla   Direzione
  scolastica regionale anziché alle Università.
   BARBAGALLO - CULICCHIA - GENOVESE - GURRIERI - TUMINO - ZANGARA

   N.  462  -  Iniziative per evitare il rischio che  il  Banco  di
  Sicilia  perda  il  proprio patrimonio immobiliare  e  che  siano
  disattesi i  patti parasociali'.
   ORTISI- GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO

   N.  463  -  Iniziative urgenti al fine di assicurare ai soggetti
  che  fanno  uso di farmaci appartenenti al file  F'  l'uso  della
  distribuzione gratuita.
   ORTISI- GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   è  stato  pubblicato il decreto ministeriale relativo  ai  corsi
  abilitanti  per  il conseguimento dell'idoneità all'insegnamento,
  di cui all'articolo 2 della legge n. 143 del 2004;

   la  scadenza  delle domande di partecipazione è  fissata  al  22
  dicembre 2005;

   Considerato che:

   potranno  partecipare ai corsi soltanto i  docenti  precari  che
  hanno prestato servizio nelle scuole statali o paritarie per  360
  giorni dall' 1 settembre 1999 al 6 giugno 2004;

   il     MIUR      (Ministero      dell'Istruzione,
   dell'Università  e della Ricerca), da molto tempo  non  bandisce
  concorsi a cattedra né corsi abilitanti;

   Ritenuto che:

   chi  non  ha  avuto la possibilità di far parte  degli  organici
  delle scuole paritarie dovrà ancora attendere per molti anni  per
  potere partecipare ad un corso abilitante non riservato o  ad  un
  concorso a cattedre;

   il  MIUR affida la gestione di tutti i corsi del personale delle
  scuole  alle  Università, le quali, non avendo molto personale  a
  disposizione  per  gestirli, non riescono a  ultimarli  in  tempi
  utili per l'inserimento nelle graduatorie permanenti,

                    impegna il Governo Regionale

   ad  assumere  adeguate  iniziative  nei  confronti  del  Governo
  nazionale  al  fine di affidare la gestione dei corsi  abilitanti
  alla   Direzione   scolastica  regionale   (com'è   avvenuto   in
  precedenza) anziché alle Università.» (461)

            BARBAGALLO-CULICCHIA-GENOVESE-GURRIERI-TUMINO-ZANGARA

                                          «L'Assemblea    regionale
  siciliana

   Premesso che a partire dall'1 luglio  2002  si è realizzata   la
  fusione  per  incorporazione del Banco di Sicilia S.p.A.  con  il
  Banco   di  Roma,  e  la  contestuale  creazione  della   holding
  Capitalia, nella quale sono confluite anche Bipop-Carire,  Fineco
  e   Mediocredito   Centrale  e  che  in  vista,  appunto,   della
  costituzione   della  suddetta  holding,  l'Assemblea   regionale
  siciliana, a larghissima maggioranza, ha approvato (art. 56 della
  finanziaria 2003) la convenzione tra la Regione siciliana  ed  il
  Banco  di  Roma,  conosciuta  poi con  la  definizione  di  patti
  parasociali;

   Considerato che:

   tali patti parasociali prevedevano:

   il  mantenimento  in  capo al Banco di  Sicilia  di  un  livello
  patrimoniale non inferiore a quello del momento;

   il  mantenimento dell'ubicazione a Palermo della sede sociale  e
  della Direzione centrale;

   la  tutela  dei livelli occupazionali e la valorizzazione  delle
  specifiche  aree  che  mantengono relazioni  simbiotiche  con  il
  territorio;

   il  mantenimento in capo al Banco di Sicilia....... dell'assetto
  patrimoniale e della sua struttura direzionale.......;

   il  mantenimento dei livelli occupazionali, nonché delle aree di
  attività, escludendo processi di esternalizzazione e/o vendita di
  attività e di strutture;

   Constatato che:

   il primo gennaio 2005 è stata costituita, mediante cessione   di
  ramo  d'azienda  delle banche del gruppo, Capitalia  informatica,
  100  per cento del Gruppo Capitalia, per l'erogazione dei servizi
  informatici  e di back office e che sono circa 400  i  lavoratori
  del Banco transitati;

   Appurato che:

   nel  mese  di  maggio  2005 è stata attuata la  riorganizzazione
  dell'attività  di  revisione  interna  con  il  passaggio  di  50
  lavoratori del Banco a Capitalia e che nel mese di luglio 2005  è
  stato  presentato il nuovo piano industriale 2005-2007 del Gruppo
  Capitalia, dal quale si evince chiaramente la volontà di spostare
  il  baricentro  del  Banco di Sicilia nel  settentrione,  volontà
  realizzata  attraverso l'apertura di centinaia  di  sportelli,  e
  solo  nel  Banco,  attraverso l'assunzione di  mille  lavoratori,
  tutti  destinati  nelle filiali del Nord, con  la  esclusione  di
  quelle del Sud, ed in particolare della Sicilia, dove il Banco ha
  il suo maggiore radicamento;

   Considerato  ancora  che  il processo  di  alleggerimento  della
  Direzione  centrale  del Banco viene ulteriormente  aggravato  ed
  accelerato dalla costituzione di Capitalia Solution, prevista per
  il  mese di gennaio 2006 (dove dal Banco transiteranno circa  130
  lavoratori), che si occuperà dei servizi ammessi alla gestione ed
  amministrazione  dei beni immobili del gruppo  e  della  gestione
  degli  acquisti  di  beni e servizi di ogni genere,  finendo  tra
  l'altro,  con  il danneggiare gravemente l'economia isolana,  dal
  momento  che,  come  si  è già verificato, le  commesse  verranno
  affidate a ditte non siciliane;

   Constatato inoltre che:

   mentre  si  concretizzava il cosiddetto processo di  convergenza
  dei  sistemi  informatici delle banche del gruppo, che  di  fatto
  rende  utilizzabili gli sportelli dei singoli  istituti  bancari,
  nella  seduta  dell'8  settembre il  consiglio  d'amministrazione
  decideva  la  dismissione dell'intero patrimonio immobiliare  del
  Banco di Sicilia assegnandolo, con un' operazione di scissione, a
  Capitalia  holding, la quale lo affiderà in gestione a  Capitalia
  Solution,  depauperando il patrimonio immobiliare  del  Banco  di
  Sicilia, contro ogni convenienza dello stesso, disattendendo  uno
  dei passaggi fondamentali dei 'patti parasociali',

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare  iniziative per evitare il  rischio  che  il  Banco
  possa  perdere  la proprietà di ben 343 immobili  il  cui  valore
  civilistico,  al giugno 2005, è stimato in circa 561  milioni  di
  euro,  senza considerare il fatto che numerosi immobili rivestono
  un  rilevante  interesse storico-architettonico  e  che  sono  da
  considerare patrimonio di tutta la Sicilia;

   a  rispettare  e fare rispettare quanto previsto per  legge  nei
  'patti parasociali'.» (462)

   ORTISI - GALLETTI -MANZULLO   -   SPAMPINATO   -  VITRANO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che  all'Ospedale di Villa Sofia  di  Palermo  mancano
  tutti i farmaci appartenenti al file 'F' (Interferone, ecc.)  per
  gli  ammalati  di  sclerosi multipla, la cui  erogazione  dipende
  dall'Assessorato regionale della sanità;

   Considerato   che,  in  data  2  dicembre  2005,  con   apposita
  circolare  interna, girata per l'Ospedale stesso  e  letta  dagli
  stessi  malati  di  sclerosi multipla  in  cura  con  Dr  Cottone
  Salvatore  presso il reparto dallo stesso diretto,  la  dirigente
  della   farmacia   dell'Ospedale   informava,   declinando   ogni
  responsabilità, che, per mancanza di fondi, da lunedì 5  dicembre
  2005  ai  malati  di  sclerosi multipla non si  sarebbero  potuti
  erogare  tutti  i farmaci appartenenti al file 'F'  (Interferone,
  Copaxone, ecc.);

   Constatato che tale situazione ha messo in allarme ed in  grande
  preoccupazione i malati ed i loro familiari, come è già  successo
  l'anno scorso di questi tempi,

                  impegna il Governo della Regione

   a  promuovere  iniziative  urgenti  al  fine  di  assicurare  ai
  soggetti che fanno uso di farmaci appartenenti al file 'F'  l'uso
  della distribuzione gratuita.» (463)

              ORTISI-GALLETTI-MANZULLO-SPAMPINATO-VITRANO

   Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì 20  dicembre
  2005 alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del Vicepresidente FLERES


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

         N. 464 -     Iniziative  per la richiesta,  di  concerto
                 con  altri  quattro consigli  regionali,  di  un
                 referendum  popolare  per scongiurare  le  gravi
                 conseguenze   politiche  che  provocherebbe   la
                 revisione costituzionale così come approvata dal
                 Senato della Repubblica.

                            RAITI - FERRO - MICCICHE' - MORINELLO
                            ORLANDO - FORGIONE - LIOTTA - SANZERI
                                                       BARBAGALLO

  III  -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA:  Presidenza - Affari generali
  IV   -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA:  Industria
  V   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1) -  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
         il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
         Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2
         agosto 2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito)
  2) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A)
  3) - Disciplina della raccolta, commercializzazione e
  valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908-812- 6/A)
  4) - Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
  conservazione delle opere della  Fiumara d'arte (n. 1003/A)
  5) - Norme per la promozione della Fondazione The Brass
  Group' (n. 998/A)
  6) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151-Norme
  stralciate II/A)

  VI  - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
        COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
        DELL'UNIONE EUROPEA
  VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 20.33.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.45

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli