Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, l'onorevole Fleres il 16 dicembre 2005; l'onorevole
Vitrano dal 13 al 16 dicembre 2005; l'onorevole Paffumi dal 16 al
18 dicembre 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli D'Aquino, Genovese,
Manzullo, Moschetto e Spampinato hanno chiesto congedo per
l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla commissione
competente
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 13 dicembre 2005, alla competente Commissione
legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni in materia di elezioni primarie e nuove norme per
l'elezione dei sindaci e dei consigli comunali, nonché di
elezione dei presidenti della provincia e dei consigli
provinciali (n. 1090)
- di iniziativa parlamentare
Annunzio di presentazione di disegno di legge e contestuale
comunicazione di invio alla competente commissione
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per garantire l'autonomia e l'efficacia degli uffici
legali degli enti locali (n. 1092)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Oddo in data 9 dicembre 2005
-inviato in data 13 dicembre 2005
BILANCIO (II)
- Disposizioni in materia di servizio regionale della
riscossione (n. 1091)
-di iniziativa governativa
-presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cintola)
in data 6 dicembre 2005
-inviato in data 13 dicembre 2005
- Nota di variazioni al disegno di legge del bilancio di
previsione per l'esercizio finanziario 2006 e per il triennio
2006-2008 (n. 1094)
-di iniziativa governativa
-presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Cintola)
in data 13 dicembre 2005
-Parere I, III, IV, V, VI Commissione
-inviato in data 14 dicembre 2005
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme per la disciplina della musicoterapia e della
figura professionale del musicoterapista (n. 1093)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo, Culicchia,
Genovese, Tumino, Zangara in data 9 dicembre 2005
-Parere VI Commissione
-inviato in data 13 dicembre 2005.
-
Comunicazione di richiesta di pareri
PRESIDENTE Comunico le seguenti richieste di parere pervenute
dal Governo ed inviate, in data 14 dicembre 2005, alla
Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consorzio di bonifica (9) di Catania - Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti: dott. Cocuzza Carmelo (n.
422/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (11) di Messina - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti: dott.. Puccio
Pietro (n. 423/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Ente autonomo portuale di Messina - Designazione commissario
straordinario: avv. Mastroeni Carlo (n. 424/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (10) di Siracusa - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti: dott.ssa Di
Pietro Maria Piera (n. 425/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (1) di Trapani - Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti: dott. Cognata Giuseppe (n.
426/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (2) di Palermo - Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti: geom. Cucchiara Giuseppe
(n. 427/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (8) di Ragusa - Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti: dott. Biraghi Fabrizio (n.
428/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (6) di Enna - Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti: dott. Gugliotta Gioacchino
(n. 429/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (5) di Gela - Designazione componente
del collegio dei revisori dei conti: dott. Lo Jacono Vincenzo
(n. 430/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (4) di Caltanissetta - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti: rag. Di Liberto
Gregorio (n. 431/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (3) di Agrigento - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti: rag. Bucca
Nunziata (n. 432/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Consorzio di bonifica (7) di Caltagirone - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti: rag. Murabito
Marcello (n. 433/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Quarit S.c.p.a (Consorzio italiano per l'artigianato di
qualità - Società consortile per azioni) - Designazione
componenti del consiglio di amministrazione: dott. Tirrito
Gaetano, dott. Previti Marco e dott. Bonanno Salvatore Antonio
(n. 434/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Terme di Acireale S.p.a.: Costituzione del consiglio di
amministrazione (n. 435/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005
- Ente sviluppo agricolo - Designazione Presidente e componenti
consiglio di amministrazione (n. 436/I)
-pervenuto in data 12 dicembre 2005.
Comunicazione di trasmissione di copie di deliberazioni del
Governo
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
-da n. 346 a n. 356 e da n. 361 a n. 379 del 2 agosto 2005;
-da n. 380 a n. 392 del 4 agosto 2005;
- da n. 393 a n. 394 del 10 agosto 2005;
-da n. 395 a n. 414 del 14 settembre 2005;
-da n. 415 a n. 429 del 20 settembre 2005;
-da n. 430 a n. 457 del 29 settembre 2005;
-da n. 458 a n. 464 del 3 ottobre 2005;
-da n. 465 a n. 491 del 26 ottobre 2005;
-n. 566 dell'1 dicembre 2005.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 2526 - Provvedimenti per una rivalutazione delle prestazioni
specialistiche effettuate in regime di convenzione e per la
riduzione della spesa farmaceutica.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Ferro Giovanni
-N. 2527 - Notizie circa la mancata elezione del Difensore
civico di Palermo.
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Ferro Giovanni
-N. 2531 - Interventi per modificare la circolare
dell'Assessorato del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti, del 29 novembre 2005 attuativa della legge regionale
16 maggio 1978, n. 8.
-Assessore Turismo
-Firmatario: Ferro Giovanni
-N. 2532 - Interventi urgenti per contrastare la politica di
annessione da parte di Capitalia delle risorse e del patrimonio
del Banco di Sicilia e per rivalutare il ruolo della Regione
siciliana all'interno di Capitalia.
-Presidente Regione
-Firmatario: Giannopolo Domenico
-N. 2542 - Notizie sui rapporti della Regione con i Consorzi di
ricerca.
-Presidente Regione
-Assessore Agricoltura
-Firmatario: Virzi' Gioacchino
-N. 2543 - Interventi urgenti presso gli enti che, per conto del
Governo, si occupano di energia a seguito del rincaro delle
bollette gas a Raffadali e Joppolo Giancaxio (AG).
-Presidente Regione
-Firmatario: Miccichè Calogero
-N. 2544 - Notizie in ordine alla rotazione di dipendenti
comunali presso il Comune di Raffadali (AG) in seguito alle
elezioni 'Primarie'.
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Miccichè Calogero
-
-N. 2545 - Notizie circa la concessione di un contributo alle
società 'Trapani sviluppo Sud s.r.l.' e 'I.M.E.D.' per la
realizzazione degli interventi infrastrutturali finanziati
nell'ambito dell'A.P.Q. Sviluppo locale.
-Presidente Regione
-Firmatario: Oddo Camillo
-N. 2546 - Notizie circa la revoca dell'incarico di commissario
ad acta, già conferito dal Governo regionale, e la nomina di un
nuovo commissario presso il Comune di Marsala (TP).
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Oddo Camillo
PRESIDENTE Le interrogazioni testè annunziate saranno
iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
BURGARETTA APARO , segretario:
-N. 2528 - Interventi urgenti per il ripristino dei lavori di
consolidamento strutturale della Chiesa Madre di Giarre (CT).
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2529 - Interventi urgenti per il ripristino della
manutenzione di via Caronda a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2530 - Interventi urgenti per il ripristino del marciapiede
in via Papale a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2533 - Interventi urgenti per il ripristino
dell'erogazione di acqua della fontanella davanti la chiesa Madre
di San Giovanni Galermo (CT).
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2534 - Interventi urgenti per il ripristino degli impianti
sportivi del Comune di Trecastagni (CT).
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2535 - Interventi urgenti per rimuovere i rifiuti inerti che
invadono le strade del territorio pedemontano del versante sud
dell'Etna.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Assessore Territorio
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2536 - Interventi urgenti per il ripristino dello stato di
sicurezza in tutte le strutture scolastiche della provincia di
Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2537 - Notizie circa il restauro della statua di Ferdinando
I sita in via Dusmet a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Beni Culturali
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2538 - Interventi urgenti al fine di evitare la chiusura
dello sportello della Montepaschi Serit S.p.A. a Gravina di
Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2539 - Interventi urgenti nel territorio del comune di
Acicastello, in provincia di Catania, al fine di limitare e
controllare i fenomeni idrogeologici ed ambientali che minacciano
la sicurezza dell'intera area.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Assessore Territorio
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2540 - Interventi urgenti al fine di risolvere l'emergenza
casa per i senzatetto del quartiere Librino a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-N. 2541 - Interventi urgenti per il ripristino del marciapiede
tra via Etnea e via Ingegnere a Catania.
-Assessore Famiglia
-Assessore Lavori Pubblici
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
PRESIDENTE L interrogazioni testè annunziate saranno inviate
al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
della interpellanza presentata.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 286 - Misure urgenti per una rapida attuazione delle
direttive per l'accreditamento istituzionale delle strutture
sanitarie nella Regione siciliana, dell'onorevole Oddo.
-
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura
della mozione presentata in data 14 dicembre 2005.
BURGARETTA APARO, segretario:
-N. 464 Iniziative per la richiesta, di concerto con altri
quattro consigli regionali, di un referendum popolare per
scongiurare le gravi conseguenze politiche che provocherebbe
la revisione costituzionale così come approvata dal Senato
della Repubblica , degli onorevoli Raiti Salvatore; Ferro
Giovanni; Miccichè Calogero; Morinello Salvatore; Orlando
Leoluca; Forgione Francesco; Liotta Santo; Sanzeri Salvatore;
Barbagallo Giovanni.
Avverto che la stessa sarà posta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa a indizione di referendum da parte dei
Consigli regionali di valle d'Aosta e Toscana
PRESIDENTE Comunico che i consigli regionali della Valle
d'Aosta e della Toscana, rispettivamente con note n. 10648 del 6
dicembre 2005 e n. 15759 del 13 dicembre 2005, hanno adottato
delibere di richiesta di indizione del referendum costituzionale
avverso la legge costituzionale Modifiche alla parte seconda
della Costituzione , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 18
novembre 2005, n. 269.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
Stato
PRESIDENTE Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso del 14 dicembre 2005 ha impugnato i
seguenti articoli del disegno di legge n. 1084 Misure
finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2005. Disposizioni varie , approvato
dall'Assemblea regionale siciliana, nella seduta n. 337 del 6-7
dicembre 2005:
-articolo 12;
-articolo 18, commi 3, 5, 7, 8, 10, 11, 12, 16, 17, 18, 19 e 20;
- articolo 20, commi 16, 22, 30, 31, 32, 33, 34, 37 e 44;
- articolo 21, commi 2, 5, 12, 13, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28,
29, 30, 31, 32, 35, 36 e 37;
-articolo 22, comma 2;
- articolo 23, commi 11 e 17;
- articolo 24, commi 1, 2, 7, 8, 9, 10, 15, 19, 27, 28, 29, 30,
32, 33, 35, 36, 37, 38, 40, 42, 43 e 44;
- articolo 26, commi 1, 9 e 13;
- articolo 27, commi 1, 2, 8 e 10;
- articolo 28, comma 3 limitatamente ai capitoli 373703-377729-
377720-377722-377727 e 413311 per violazione degli articoli 3 e
97 della Costituzione;
-articolo 19, comma 27;
-articolo 20, comma 18;
-articolo 25, commi 4 e 5 per violazione dell'articolo 117, 2
comma della Costituzione; articolo 25, comma 1 per violazione
dell'articolo 3 della Costituzione;
-articolo 17 per violazione degli articoli 9 e 97 della
Costituzione e dell'articolo 19 della legge n. 157 del 1992 per
interferenza in materia penale;
-articolo 6, comma 4;
- articolo 9, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7;
-articolo 11;
-articolo 16;
-articolo 18, commi 6 e 14;
- articolo 19, commi 1, 2 ,3, 6, 19, 22, 23, 24, 25, 26, 30, 31,
33, 36, 37, 39, 43, 44 e 45; articolo 21, commi 11 e 16;
-articolo 25, commi 14 e 15 per violazione dell'articolo 81, 4
comma della Costituzione;
-articolo 20, comma 17;
-articolo 26, commi 6, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 14 e 15;
-articolo 27, comma 5 per violazione degli articoli 3, 9, 97 e
114 della Costituzione e per interferenza in materia penale;
-articolo 6, commi 1, 2, 3 e 4;
-articolo 8, comma 2;
-articolo 9, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7;
- articolo 13, comma 2 (anche per interferenza in materia di
diritto civile);
-articolo 15;
-articolo 19, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, 10, 11, 12, 15, 19,
21, 22, 24, 25, 26, 30, 31, 33, 34, 35, 36, 37, 40, 41, 42, 43 e
45;
-articolo 19, commi 4, 10, 11, 12 e 25 (anche per violazione
dell'articolo 117, 1 comma lettera o), della Costituzione);
-articolo 20, commi 35, 40 e 43;
-articolo 23, comma 7;
- articolo 24, comma 39;
articolo 25, commi 14 e 15, per violazione degli
articoli 3, 97 e 51 della Costituzione.
Comunico che il Commissario dello Stato per la Regione
siciliana con ricorso del 14 dicembre 2005 ha impugnato i
seguenti articoli del disegno di legge n. 1077 Misure per la
competitività del sistema produttivo. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 , approvato
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 337 del 6-7
dicembre 2005:
-articolo 3, comma 2 per violazione degli articoli 3 e 97 della
Costituzione;
-articolo 17, comma 3 per violazione degli articoli 3, 9 e 97
della Costituzione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
n. 634 Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
della delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale sic.
nella seduta n. 337 del 6-7 dicembre 2005, recante Misure per la
competitività del sistema produttivo. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 (disegno di legge
n. 1077/A), degli onorevoli Fleres, Leanza Edoardo e Sbona;
n. 635 Promulgazione, con l'omissione delle parti impugnate,
della delibera legislativa approvata dall'Assemblea reg. sic. nella
seduta n. 337 del 6-7dicembre 2005, recante Misure finanziarie
urgenti e variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2005. Disposizioni varie (disegno di legge n.
1084/A) e riproposizione delle norme espunte, degli onorevoli
Fleres, Leanza Edoardo, Burgaretta Aparo e Sbona.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ancora una volta ribadito il principio che la
promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
Regione ha come conseguenza la consumazione del potere di
promulgazione da parte dello stesso Presidente, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
CONSIDERATO che:
- la legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 337 del 6-7 dicembre 2005, recante Misure per la
competitività del sistema produttivo. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32' (disegno di legge
n. 1077), è stata impugnata dal Commissario dello Stato in modo
parziale e che, in pendenza del giudizio, non può essere
integralmente promulgata;
- non può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il potere
di valutare se e in quale misura la promulgazione parziale sia
suscettibile di alterare il contenuto della legge, e se sia
comunque opportuno che tale contenuto, formalmente unitario
all'origine, venga scisso in disposizioni autonome ed immesso
nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;
- la citata sentenza della Corte n. 205/96 ha affermato il
principio che, a seguito dell'impugnazione parziale della legge
regionale, il Presidente della Regione può essere vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da porre in essere, non solo
con 'delibere legislative' (abrogativa l'una e riapprovativa
l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
ordini del giorno);
- occorre conciliare l'esigenza che la legge, ancorché
impugnata dal Commissario dello Stato, venga urgentemente
promulgata, sia pure parzialmente, dal Presidente della Regione,
con l'altra che discende dalla convinzione che sulle norme
impugnate la Corte Costituzionale debba pronunciarsi nel merito,
impegna il Presidente della Regione
- a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 337
del 6-7 dicembre 2005.» (634)
FLERES - LEANZA EDOARDO - BURGARETTA APARO - SBONA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la Corte costituzionale nella sentenza n. 205 del
1996, ha ribadito il principio che la promulgazione parziale di
una legge da parte del Presidente della Regione ha come
conseguenza la consumazione del potere di promulgazione dello
stesso Presidente, provocando la caducazione di tutte le norme
non promulgate;
Premesso che la citata giurisprudenza costituzionale ha
consentito che il Presidente della Regione sia vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da esercitare, non solo con
delibere legislative, ma anche tramite atti di indirizzo
espliciti (mozioni, ordini del giorno);
Premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.
337 del 6-7 dicembre 2005 ha approvato la delibera legislativa
recante Misure finanziarie urgenti e variazioni al bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2005. Disposizioni
varie ;
Considerato che:
- la citata delibera, è stata impugnata in modo parziale dal
Commissario dello Stato con ricorso proposto alla Corte
Costituzionale e notificato al Presidente della Regione in data
15 dicembre 2005;
Ritenuto che:
- occorre conciliare l'esigenza che la suddetta delibera, che
peraltro contiene le variazioni al bilancio per l'esercizio
finanziario 2005, venga promulgata, sia pur parzialmente, dal
Presidente della Regione con l'altra esigenza che discende dalla
opportunità di consentire che la Corte Costituzionale si pronunci
sulle norme censurate approvate dall'Assemblea regionale
siciliana
impegna il Presidente della Regione
a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la
delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 337 del 6-7 dicembre recante Misure
finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2005. Disposizioni varie ;
a riproporre le disposizioni censurate dal Commissario dello
Stato in apposito nuovo disegno di legge per consentire che il
giudizio sulla loro legittimità costituzionale possa avere
luogo.» (635)
FLERES - LEANZA EDOARDO - SBONA
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
insieme ad altri colleghi l'ordine del giorno che consente e
autorizza il Presidente della Regione a pubblicare la legge di
variazione di bilancio e la legge sulla competitività omettendo
le parti impugnate; mentre nell'ordine del giorno che riguarda
il testo di legge sulla competitività non abbiamo precisato
altro, nell'ordine del giorno che riguarda le variazioni
impegniamo il Governo a ripresentare le parti impugnate per
avviare il contenzioso costituzionale.
E' una scelta, quella dei firmatari di quest'ultimo ordine del
giorno, che si è resa indispensabile, dopo cinque o sei anni
dall'ultima volta che l'Assemblea ha intrapreso un tale percorso,
perché siamo convinti che questo Parlamento sia comunque, anche
quando può commettere qualche errore, espressione della Sicilia e
dei siciliani che lo hanno delegato ad approvare le leggi su cui
ha competenza.
Noi, signor Presidente, onorevoli colleghi, non siamo quelli
li che vanno fermati come ha dichiarato il Commissario dello
Stato in una recente intervista pubblicata sugli organi di
stampa. Non siamo quelli lì : noi siamo i rappresentanti del
popolo, siamo fatti di carne e di ossa, abbiamo le nostre idee,
possiamo sbagliare in alcuni casi, ma non siamo quelli lì
Il nostro operato è sottoposto al giudizio politico dei
cittadini che ci eleggono.
Questo Parlamento più volte ha rinunciato a far valere le
proprie prerogative per non rallentare i percorsi legislativi, ma
in questa impugnativa abbiamo ravvisato un accanimento incoerente
persino con precedenti pronunce del Commissario dello Stato. Ci
sono numerose norme che fanno già parte dell'ordinamento
regionale siciliano, che sono richiamate in questo testo e che
vengono considerate dal Commissario dello Stato incostituzionali.
Vi sono norme che addirittura sono state riconfermate non più
tardi di tre o quattro mesi fa; e a distanza di tre o quattro
mesi, e all'interno persino di una modifica costituzionale che
amplia i poteri delle regioni - non è questo il nostro caso
perché sappiamo bene di essere in presenza di uno statuto
autonomistico -, ma questo è un elemento che amplia ulteriormente
le nostre competenze in materia legislativa. Non avevamo mai
ravvisato un atteggiamento tanto immotivatamente fiscale.
Allora, probabilmente è necessario che noi ricordiamo a noi
stessi e al Commissario dello Stato che su cento impugnative che
lui ha determinato nei confronti dell'attività legislativa
dell'Assemblea ben ottantacinque hanno dato ragione all'Assemblea
e solo nel 15 per cento dei casi il Commissario dello Stato negli
anni ha avuto ragione.
Con la seconda parte dell'ordine del giorno, per il quale
chiediamo l'assenso del Governo, si stabilisce un percorso che
non vuole obbligatoriamente dare ragione nel merito alle scelte
dell'Assemblea, ma non vuole precludere all'Assemblea e al
Governo la possibilità di ricorrere alla Corte costituzionale per
accertare se ha ragione il Commissario dello Stato. Mi riferisco,
per esempio, ai contributi al comune di Enna o ai contributi al
Teatro Massimo Bellini di Catania, o alle norme in materia
urbanistica già approvate poco più di un mese fa o ad altre
approvate una settimana fa o quindici giorni fa, tutti
provvedimenti impugnati. Così come non significa che ha
ragione l'ARS che coerentemente in alcuni casi si è adeguata a
quello che era il percorso o le prerogative che le sono proprie.
Per queste ragioni, signor Presidente, onorevoli colleghi, io
chiedo all'Aula di approvare i due ordini del giorno.
Per quanto mi riguarda e a prescindere dalle azioni del
Governo annuncio che per un fatto esclusivamente tecnico - lo
preciso - personalmente posso non essere d'accordo nel merito ad
alcune delle norme che sono state impugnate e che però
riproporrò, riproporrò insieme ad altri colleghi con cui ho già
parlato. Le riproporrò per un fatto esclusivamente tecnico, per
accelerare proprio le procedure attraverso le quali pervenire ad
un rapido riesame del disegno di legge a prescindere da quello
che sarà il percorso di impegno stabilito dall'ordine del giorno
in capo al Governo che seguirà la sua strada, il suo iter.
Ripresenterò quindi un disegno di legge con tutte le norme
impugnate acriticamente, senza quindi entrare nel merito di
nessuna delle stesse. Ripeto, acriticamente, solo per consentire
a questo Parlamento di poter avere un confronto di natura
costituzionale ai livelli di competenza e di professionalità
adeguati ad un parlamento che non può certamente essere
sottoposto al giudizio di un funzionario abile e preparato per
quanto si voglia e per giunta in condizioni di supplenza, perché
credo che questo Parlamento abbia una dignità istituzionale sì e
costituzionale sì di altra natura che gli deriva dalla
Costituzione, che gli deriva dal consenso popolare. E ciò non
riguarda né gli aspetti di merito dell' opposizione o della
maggioranza ma riguarda il ruolo stesso del Parlamento.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Signor Presidente, io dico subito che non è
possibile nella maniera più certa potere condividere l'ordine del
giorno presentato, primo firmatario l'onorevole Fleres circa la
pubblicazione della legge di variazione di bilancio.
Non è condivisibile perché la formulazione va oltre il dato
tecnico. Infatti, sostanzialmente, ci viene proposta non solo la
pubblicazione della legge senza le parti impugnate. E fin qui -
come dire - la procedura ha anche aspetti di natura tecnica ed
istituzionale rispetto alle quali ciascun parlamentare deve
registrare un'opinione e un atteggiamento di tipo istituzionale
e non politico. Ma l'invito al Governo a riproporre le parti
impugnate fa diventare questo ordine del giorno un ordine del
giorno di carattere politico ed istituzionale che noi non ci
sentiamo assolutamente di condividere.
In buona sostanza, infatti, non ci sentiamo di condividere il
fatto che le norme impugnate dal Commissario dello Stato - tutte
quante - possano essere riproposte dal Governo per essere
riesaminate dal Parlamento regionale.
Penso che noi, oltre a proporre un ordine del giorno di questa
natura, non possiamo far finta che l'impugnativa del Commissario
dello Stato - al di là di alcune frasi che potrebbero sembrare
poco istituzionali - sia perfettamente condivisibile; il
Commissario dello Stato ha posto un problema molto grande sul
modo di legiferare di questo Parlamento, il modo di approvare
norme che hanno un carattere discriminatorio - e mi riferisco ai
contributi alle associazioni - e il modo di procedere anche
relativamente alla copertura finanziaria senza averne alcuna
contezza, senza alcuna etica di responsabilità.
Non possiamo fare finta che nulla sia accaduto
A mio avviso, l'iter parlamentare di queste variazioni di
bilancio doveva essere già intercettato dalla Presidenza
dell'Assemblea, perché in una variazione di bilancio non si
possono riscrivere cinquant'anni di legislazione. E' un modo
patologico di legiferare
Vorrei anche ricordare che il Governo ha presentato in Aula
emendamenti che trattavano nuove materie ed ha avvallato
emendamenti che non avevano alcuna copertura finanziaria,
violando anche il Regolamento dell'Assemblea. Pertanto, dobbiamo
prendere atto che abbiamo assistito a qualcosa di grave, a
qualcosa che appartiene alla degenerazione di un Parlamento.
Per tali ragioni non mi sento di condividere l'invito alla
solidarietà parlamentare e istituzionale dell'onorevole Fleres.
Questo invito potrebbe essere accolto quando in un Parlamento le
regole, la vita e il funzionamento di una Assemblea, di un'Aula
quale questa, stiano dentro i ranghi della dignità istituzionale
e della dignità parlamentare; questi ranghi sono stati superati,
sono stati ampiamente tracimati dai comportamenti politici,
soprattutto da parte della maggioranza.
Ribadisco, non posso accettare un invito alla solidarietà
contro l'aggressione, contro la pretesa violazione della dignità
e della sovranità di questo Parlamento, né posso condividere la
battuta meno male che c'è il Commissario dello Stato', ma
semplicemente meno male che c'è un minimo di equilibrio di poteri
all'interno dell'ordinamento statale che consente anche la
reversibilità, che consente di assumere decisioni e di poter
tornare indietro su quelle decisioni.
Vorrei ricordare, comunque, che qualche anno fa si è discusso
sul fatto di sopprimere persino questo minimo di controllo,
questa minima verifica sul piano della costituzionalità sulle
leggi varate da questo Parlamento, così come sono stati soppressi
già molti controlli in altri settori della Pubblica
Amministrazione, sia statale che regionale.
Dobbiamo riflettere attentamente su come chiudere più
dignitosamente possibile questo scorcio di legislatura.
Signor Presidente, il Commissario dello Stato ha fatto
un'affermazione che non penso debba passare inosservata. Ha
dichiarato di aver ricevuto sollecitazioni per impugnare questa
legge, da parte di coloro i quali l'hanno sostenuta e votata in
Aula, e presumibilmente potrebbe essere stato il Governo.
Ritengo che anche la prassi di scaricare sul Commissario dello
Stato la responsabilità di bocciare norme che, invece, qui erano
state approvate, per non rimanere invisi a qualche deputato o a
qualche gruppetto che staziona presso i corridoi dell'Assemblea
regionale siciliana o presso le piazze antistanti il Parlamento,
sia immorale. Bisogna assumersi le responsabilità che competono a
coloro i quali le esercitano o a coloro i quali hanno l'obbligo
ed il dovere istituzionale di esercitare queste responsabilità,
soprattutto quando si tratta di dover dire dei no, perché certe
proposte, certi emendamenti non possono trovare accoglimento
perché illegittimi, perché incompatibili, perché
incostituzionali.
Anche sotto questo profilo sarebbe utile che il Governo ci
dicesse se ha condiviso, fino in fondo, la legge così come é
stata varata e che, di conseguenza, ci dicesse che non é
d'accordo con il secondo punto dell'ordine del giorno presentato
dagli onorevoli Fleres ed altri, dove si dice che il Governo é
invitato a ripresentare le norme impugnate.
Per coerenza il Governo dovrebbe dire che non accetta l'invito
a ripresentare quelle norme.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, lei ha sollevato un problema
che mi costringe a fare qualche osservazione nel merito delle
dichiarazioni pubbliche del Commissario dello Stato.
Lo ha già fatto lei con molta puntualità e rispetto
dell'istituzione parlamentare, qualcosa ha accennato anche
l'onorevole Fleres; adesso tocca a me spendere qualche parola
come Presidente, spero, di tutti i deputati dell'Assemblea
regionale siciliana.
Il Commissario dello Stato ha il pieno diritto di esercitare la
sua funzione di garanzia, ma nella sua veste non può fare
considerazioni, seppure anche esatte, che invece può fare un uomo
politico o anche un cittadino comune e ciò in quanto esercita un
così delicato compito pubblico e di livello costituzionale.
Pertanto, onorevole Giannopolo, dopo il suo intervento - peraltro
molto esplicito nel diversificare la sua posizione rispetto a
quella del Commissario dello Stato relativamente alle
dichiarazioni sulla stampa, della quale prendo atto -, confortato
anche dall'intervento precedente dell'onorevole Fleres, colgo
l'occasione per stigmatizzare questo uso improprio delle
dichiarazioni pubbliche ad opera di una persona che esercita
delicatissime funzioni istituzionali e costituzionali.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, le osservazioni
fatte dall'onorevole Giannopolo e riprese dalla Presidenza per
quanto concerne ciò che abbiamo letto oggi sulla stampa riguardo
i commenti all'impugnativa del Commissario dello Stato sono
ampiamente condivisibili. Però c'é un punto su cui vorrei fare
una riflessione, perché sarebbe opportuno, qualche volta, che ci
fermassimo a pensare a come procediamo per quanto concerne i
percorsi legislativi.
Quella notte, signor Presidente, noi non abbiamo scritto una
bella pagina dell'Assemblea regionale siciliana, e il mio
pensiero va anche ai momenti possibilmente esasperati di
quest'Aula perché, a parte la insana abitudine che abbiamo
rispetto agli orari ed alle convocazioni, che spesso e volentieri
significano semplicemente carta straccia, abbiamo aggiunto
qualcosa che sostanzialmente penalizza sia la qualità dei
percorsi legislativi che il modo come questi percorsi si
materializzano.
Presidenza del vicepresidente FLERES
(Assume la Presidenza il Vicepresidente Fleres)
Pur non avendo una lunga esperienza di parlamentare come lei,
signor Presidente, e come tanti colleghi in quest'Aula, penso di
non aver visto, nel corso di questi anni, un testo di legge
articolato tecnicamente in quel modo. Coloro che lo hanno scritto
sapevano bene che stavano dando una impostazione che in alcune
parti è assolutamente poco leggibile.
Dire che in quella notte il parlamentare si é potuto permettere
tutto con la copertura del Governo é ancora dire poco, così come
definire quella come la notte in cui i tatticismi e il modo di
agire del Governo e di alcuni settori dell'Aula, della
maggioranza soprattutto, é politicamente un vero e proprio danno
per la politica siciliana. E' in questo clima che un Commissario
dello Stato può arrivare a tirar fuori dichiarazioni di questa
natura
I primi responsabili, pur con le dichiarazioni condivisibili
espresse dal Presidente dopo l'intervento dell'onorevole
Giannopolo, sono coloro che hanno partecipato alla creazione di
quel mostro' legislativo: quarantanove pagine presentate in
quest'Aula alle 2.20 di notte con l'alibi che l'opposizione, dato
il numero di emendamenti presentati, avrebbe dovuto tacere in
base ad un implicito accordo. Credo che comportamenti simili non
facciano onore alla politica siciliana e a questo Parlamento
Stamane ho letto sui quotidiani, fra le altre dichiarazioni,
anche quella dell'onorevole Cintola quando si richiamava al senso
di responsabilità di ogni singolo parlamentare rispetto anche al
modo di concepire la spesa della Regione siciliana.
Mi ha colpito il fatto che proprio lui, uno degli artefici di
quella manovra, quella notte stessa non abbia sottolineato che è
nell'espletamento delle funzioni parlamentari che si deve essere
più responsabili.
Noi non abbiamo mai negato che presentiamo emendamenti, anzi ne
presentiamo tanti, e non abbiamo mai negato che poniamo al
Governo e non solo al Governo questioni discutibili sia prese
singolarmente che di carattere generale. Abbiamo parlato di
agricoltura, abbiamo proposto questioni che riguardano settori
produttivi importanti di questa nostra realtà, come per esempio
la questione degli artigiani, e ribadisco che ognuno debba fare
la sua parte.
Abbiamo parlato di ciò che oggi riguarda un segmento importante
della società siciliana che è il mondo della produzione; ci siamo
posti problemi che riguardano anche gli enti locali, i servizi,
il modo in cui un parlamentare debba fare fino in fondo il suo
dovere. Questo esercizio, nel momento in cui ci si riporta a
quella famosa notte, viene indicato come qualcosa di anomalo e
viene per speculazione definito come consociativismo becero.
Questo, a mio avviso, è un modo di come si segna in negativo la
vita politica di questa Regione e non è possibile restare
indifferenti, ed è in questo clima che si consumano anche gli
eccessi.
Sono convinto che è un eccesso dichiarare che tanti che hanno
approvato quelle norme si rechino presso il Commissario dello
Stato - io non mi sono mai recato presso gli uffici del
Commissario dello Stato -; perché, quando ci si reca presso gli
uffici del Commissario dello Stato, bisogna avere il coraggio di
dire cosa si va a fare, quali elementi si pongono alla sua
attenzione.
Condivido quanto espresso dall'onorevole Giannopolo, ma è
assolutamente da censurare il comportamento di quanti dimostrano
che qui dentro, fino allo spasimo, c'è un problema spesso di
equilibri e di tenuta di maggioranza, e dunque un Governo debole
- eppure abbiamo eletto direttamente il Presidente della Regione
appena quattro anni e mezzo fa - che non è in grado di garantire
la tenuta della maggioranza e cede su punti fondamentali.
Stamane l'onorevole Presidente della Regione ha dichiarato che
anche egli su alcune questioni avrebbe operato così come ha
operato il Commissario dello Stato.
Tutte contraddizioni che derivano da quel clima, da quella
confusione dove è stato fatto di tutto e di più, per altro
pretendendo che le cose serie proposte da tutti i colleghi, di
opposizione e maggioranza, entrassero a far parte di un calderone
che era evidente che poi alla fine finiva per essere trattato in
quella maniera.
Ed è vero che ci sono norme che possibilmente non andavano
impugnate, e non bisogna essere costituzionalisti per affermarlo;
ma ci sono norme che, possibilmente, se scritte con maggiore
attenzione potevano non essere censurate.
Ma la responsabilità politica non credo sia del Commissario
dello Stato, pur avendo sbagliato a dichiarare illegittime alcune
questioni, ed è giusto che questo Parlamento lo segnali ma è pure
giusto che quest'Aula non diventi un mercato, i Regolamenti vanno
rispettati. Tutti sapevamo che con quel maxiemendamento sono
stati aggiunti interi disegni di legge, senza un minimo di lavoro
preparatorio per affinare la cosiddetta formula legislativa,
eppure le forzature sono state sostenute dal Governo e per primo
dal Presidente della Regione.
Non solo ha ragione l'onorevole Giannopolo, ma credo che questa
sera continuiamo a sbagliare - e qui ribadisco il nostro voto
contrario - se chiediamo al Governo la riproposizione dei
centottantadue o centocinquanta articoli impugnati, senza nemmeno
fare lo sforzo di scindere le questioni su cui è evidente la
cosiddetta linearità in termini di costituzionalità.
E' anche la formulazione dell'ordine del governo che spinge non
solo a votare contro, ma a sostenere che si sta commettendo un
secondo grave errore, perchè una cosa è segnalare alcuni articoli
che possono essere palesemente costituzionali, altra cosa è
ripresentare tutto non si capisce bene per fare cosa.
Una cosa è decidere di resistere in giudizio, e non contentarsi
di pubblicare le parti impugnate, altra cosa è formulare la
questione con la ripresentazione da parte del Governo di tutto
quello che ha impugnato il Commissario dello Stato.
Quindi il nostro è un voto ragionato; questo non significa
metterci la coscienza a posto, ma tentare di aprire un confronto
politico vero fra maggioranza ed opposizione nell'interesse
supremo di questo Parlamento e del popolo siciliano.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il significato del secondo
comma della parte impegnativa dell'ordine del giorno non può che
essere formulato così, perchè il compito - a giudizio dei
firmatari - di effettuare la selezione, non può che essere degli
organi medesimi del Parlamento e dunque della Commissione
bilancio e dell'Aula, quando il disegno di legge approderà in
Aula.
La mia è solo una precisazione senza nessuna inflessione di
natura polemica.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che noi
abbiamo il dovere di riproporre le cose di cui insieme ci siamo
detti assolutamente convinti; è anche possibile che,
tecnicamente, il Parlamento, arrivato a fine anno come in un
imbuto di lavoro, abbia affastellato tante cose per cui può
essere filtrato insieme a tanto grano buono -penso all'Istituto
regionale per l'olio d'oliva che è una cosa seria e saggia
analogamente a quanto fu fatto nei primi anni 50 con l'Istituto
regionale della vite e del vino - sia passato anche dell'olio.
Però, sul piano del principio, di fronte a una tracimazione ben
più grave di quella dell'onorevole Oddo, che qui adempie a un suo
dovere, mi permetto di sottolineare che non si può fare politica
dimenticandosi di come dovrebbero andare le cose. Ogni tanto,
invece di camminare sui binari come un Consiglio comunale, un
consiglio provinciale, un consiglio di quartiere, dovremmo pure
ritornare alla sana idea che chi fa politica ha il dovere di
cambiare il mondo e la realtà.
Il quesito che pongo a questo livello istituzionale è questo:
possibile che un comune possa erogare contributi a chiunque,
perfino ad personam, non avendo più il parere di un segretario
generale che rappresenta il notaio dello Stato perché è diventato
un assessore licenziabile in qualunque momento senza bisogno di
andare dal Prefetto, e senza avere il controllo di legittimità
della Commissione provinciale di controllo?
A differenza di un comune qualsiasi, noi abbiamo un controllo
che va al di là della vicenda puramente costituzionale, va sul
terreno della legittimità, della coerenza dei provvedimenti
adottati, entra nel merito. Ed entra nel merito dei giudizi
successivamente, uscendo da quella dignità istituzionale del
parlare ex cattedra e ad terzium rispetto agli interessi trattati
che dovrebbe in qualche modo configurare su un diverso terreno di
nobiltà politica-istituzionale la figura del Commissario dello
Stato.
Come si fa a dire che l'anno scorso la Sicilia ha affrontato
una emergenza idrica e dei rifiuti e dare un contentino a dei
ragazzi che, forse unici nel mondo, sono rimasti vincitori di
concorso, e che quest'anno l'emergenza non c'è più? O sollevare
il problema relativo alla copertura finanziaria rispetto
all'articolo 97 della Costituzione?
Vorrei che l'Assessore Cintola mi chiarisse alcuni dubbi
proprio in relazione alla copertura finanziaria. Infatti, da
semplice parlamentare, lasciamo stare se di maggioranza o di
opposizione, davanti ad una proposta del Governo giunta all'esame
dell'Aula, presumo che ci sia già la copertura finanziaria
certificata dalla Commissione Bilancio, mi viene indicato con
sicurezza il capitolo di bilancio, l'UPB al quale attingere, la
voce del bilancio pluriennale dalla quale fare scaturire i fondi.
Improvvisamente l'emergenza in Sicilia non è più emergenza; e
così qualche vincitore di concorso si vede prorogato per un anno
l'incarico mentre per altri scatta la proroga per cinque anni.
Mi sembra che ci siano alcune cose che non hanno obiettivamente
spiegazione; mi permetto anche di aggiungere che, su specifica
indicazione dell'Assessore al bilancio, di fronte alla semplice
affermazione che questo provvedimento non ha copertura
finanziaria, nel momento in cui viene richiesto il parere del
Governo, il Presidente dell'Assemblea deve dire che l'emendamento
è improponibile. In passato è accaduto analogamente anche con
articoli presentati dal Governo: l'Assessore al bilancio ha
dichiarato che non c'era copertura finanziaria e il Presidente
dell'Assemblea li ha dichiarati improponibili.
Allora, noi li abbiamo votati come legge di fronte a questa
serqua di articoli impugnati sulla base della mancata copertura
finanziaria, io desidero chiedere all'Assessore per il bilancio:
chi è mancato al suo dovere? Chi ha mancato di sollevare il
telefono e di informare gli altri? Però, mi permetto di dire,
anche, che qualunque provvedimento esca da un Parlamento non lede
la maggioranza e l'opposizione.
Anche io, cari amici DS, ho presentato 600 emendamenti quando
ero consigliere comunale contro Leoluca Orlando, ma li ho
illustrati tutti, uno ad uno fino a tarda notte, fino a quando
non è intervenuta la politica e Leoluca Orlando mi ha telefonato
a casa per dirmi: dunque, mettiamoci d'accordo, qualche
emendamento ve lo facciamo passare'. Ma li ho illustrati tutti e,
alla fine, la delibera che istituiva il decentramento
amministrativo a Palermo, sia pure con una fortissima impronta
culturale - perché di questo si trattava - di centrosinistra, è
venuta fuori con alcuni correttivi di centrodestra. Assumere toni
scandalizzati, scantonare rispetto all'istituzione che insieme
rappresentiamo semplicemente non si fa. Non è giusto, non è
corretto, non è civile; non solo non si fa fra amici ma non si fa
in una normale e nobile competizione politica democratica.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente
voterò contro l'ordine del giorno che i deputati hanno presentato
per chiedere la pubblicazione e il ricorso alle parti impugnate
dal Commissario dello Stato. E' nel diritto dei deputati
presentare qualsiasi tipo di ordine del giorno tra cui anche
questa proposta così formulata. Però, non mi ritengo abbastanza
sereno, relativamente alla proposta dell'onorevole Fleres,
riguardo il ruolo di un altro pezzo delle istituzioni.
Onorevole Fleres, noi abbiamo un compito demandato dal
suffragio universale, senza dubbio, siamo stati eletti dai
cittadini. Però, questo non significa che noi, in considerazione
del fatto che siamo stati eletti dai cittadini, possiamo anche
tracimare oltre le norme costituzionali.
In effetti, brucia la sconfitta o il parere contrario: una
norma che non viene accettata fa male; tante volte emendamenti
che ho presentato non hanno avuto accoglimento da parte della
Presidenza, addirittura senza che sia stata motivata la ragione
del rigetto, neanche nella discussione, figuriamoci nella
votazione, non si discute perché è irricevibile.
Penso che, in questo momento, voi abbiate assimilato, a torto,
le due cose. Abbiamo avuto la possibilità di discutere -
discutere per modo di dire perché quella sera si è discusso poco
- approvando delle norme. Io, addirittura, avevo anche avanzato
un dubbio, ad esempio sull'articolo relativo ai campeggi; se vi
ricordate sono intervenuto dicendo che quella norma era
incostituzionale perchè l'ssemblea non può approvare leggi che
comminano sanzioni di tipo penale nei riguardi dei cittadini per
divieto di sosta. Non abbiamo questo compito, non siamo entrati
in questa competenza.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Allora, aveva ragione il Commissario se
è vero questo
MICCICHE' Noi non lo possiamo fare. Questa è una di quelle
norme che il Commissario dello Stato, a maggior ragione, doveva
bocciare. E' chiaro che i camper, le roulotte possono circolare e
sostare nelle città, possiamo fare delle limitazioni ma non
commutare delle pene e delle sanzioni di tipo amministrativo che
non competono all'Assemblea, non abbiamo questa potestà
statutaria e costituzionale.
Quindi, alcune norme, a maggior ragione, dovevano essere
impugnate dal Commissario dello Stato e questo lo avevo detto in
Aula, da questo podio, quando sono intervenuto e ho chiesto
all'Assessore proponente, l'assessore Granata, di rivedere quella
norma perché era incostituzionale. Non hanno sentito le ragioni
però abbiamo avuto modo di discutere. C'è stato qualcuno che ha
detto che era sbagliato ma non lo avete ascoltato, non mi avete
ascoltato e la conseguenza è questa.
Si tratta di una norma che voi potete benissimo riproporre come
impugnativa, ma riproporla così, sic et simpliciter, in un altro
disegno di legge, è un errore: o proponete il ricorso alla Corte
costituzionale, come avete fatto con l'ordine del giorno, oppure
rinunciate e la riproponete. Si va allo scontro, però credo che
questo sarebbe sbagliato, cioè in questo caso si sta cercando di
creare il nemico che diventa il Commissario dello Stato. Dobbiamo
stare attenti a creare questo scontro nei confronti di un altro
pezzo delle istituzioni.
Posso dire, per esempio, che c'è un'altra norma che, se fosse
stata scritta in maniera diversa, avrebbe potuto essere accolta e
cioè l'articolo 19, comma 41, che si riferisce ai lavoratori
Resais che hanno fatto lo sciopero della fame perché vogliono
essere riassunti in base ad una norma e vogliono lavorare senza
gravare sulla Regione, lavorare senza avere alcun onere
aggiuntivo.
Se questo fosse stato scritto in maniera molto più chiara, il
Commissario dello Stato non avrebbe impugnato Questa è una di
quelle norme che si potrebbero riproporre aggiustandole. Così
come ha detto prima l'onorevole Oddo di alcune norme non
facciamo di tutta l'erba un fascio '. Sarebbe un doppio errore
Un errore politico è già stato fatto poi si commetterebbe un
altro errore tecnico e diventerebbe tutto ancora più politico'.
Evidentemente, sono l'unico che non può lamentarsi non perché
sia passata una norma per la quale da anni io, da questo podio e
fuori da questo podio, mi sono battuto che riguarda la questione
specifica relativa alla frana di Agrigento: dopo quasi mezzo
secolo vi erano ancora cittadini che aspettavano il risarcimento
di una casa distrutta per creare il parco, per creare le
strutture pubbliche.
Era doveroso non perché lo abbia proposto il deputato Miccichè
ma era doveroso, da parte dell'Assemblea, approvare una norma che
facesse giustizia nei confronti di una città che è stata, su
questo argomento, umiliata nel corso di questi anni e non mi pare
che ciò possa essere salutato in maniera negativa, anzi, al
contrario.
Fra questi ci sono atti che il Commissario dello Stato ha
dimostrato che potevano essere fatti in modo diverso. Ci sono
norme che possono essere ripresentate. Credo che abbiamo uffici,
abbiamo personale all'altezza di rettificare alcune norme.
Non mi pare, però, che ci siano norme rettificabili, come per
esempio quella sulla questione che riguarda i problemi delle
sanatorie, quella che riguarda i problemi della caccia, problemi
di altro genere che esulano dal contesto di legittimità o di
errore formale, perché fra quelle parti impugnate vi sono errori
formali che possono essere rettificati ed errori che, anche
formalmente, non possono essere rettificati e mi riferisco a
quelle norme importanti a cui lei, signor Presidente, ha fatto
riferimento.
Voi avete i numeri e potete fare quello che volete.
Naturalmente continua la mia battaglia su un argomento che sarà
oggetto della discussione del prossimo disegno di legge che
riguarda la finanziaria ed è quello del salario sociale. La volta
scorsa, ho detto e qui lo ribadisco, l'introduzione del salario
sociale in Sicilia deve essere una priorità per salvaguardare la
dignità di quei siciliani che oggi continuano ad emigrare. Non è
possibile, oggi, continuare a tenere una Regione con il più alto
tasso di povertà a livello europeo, perché di questo si tratta.
Ormai, la Sicilia è dietro la Grecia considerato che facciamo
parte di una regione-nazione del Mediterraneo.
Ebbene, noi siamo gli ultimi in Europa se ci vogliamo ritenere
europei. I soldi si possono trovare. Tagliamo le spese inutili
che nelle finanziarie sono a iosa e faremo una legge
rivoluzionaria.
Una legge del genere rivoluzionerebbe il mercato del lavoro
in Sicilia introducendo, al contempo, giustizia sociale.
Questo è l'obiettivo che mi prefiggo per la prossima
finanziaria.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra
improbabile che il Governo possa presentare un disegno di legge
che raccoglie tutte le norme impugnate dal Commissario dello
Stato. Sarebbe un disegno di legge a cui, credo, non si potrebbe
neanche dare il titolo.
PRESIDENTE Onorevole Tumino, la devo contraddire nel senso
che il titolo è già stato dato. Infatti, basta osservare i
comportamenti precedenti dell'Assemblea e noi troviamo le
risposte a tutte le domande che ci siamo posti questa sera.
Abbiamo la fortuna di avere degli uffici attenti e una memoria
storica solida rispetto a questi comportamenti e, siccome in
passato questo percorso è stato attivato, in particolare nella
undicesima legislatura e ad inizio della dodicesima legislativa,
il titolo è quello che fotografa la situazione e cioè
Riproposizione di norme impugnate, approvate dall'Assemblea
... .
TUMINO Il senso del mio intervento è questo: avverto che un
disegno di legge che non ha un'anima, un minimo di logica interna
è un testo che, credo, di per sé, non sia proponibile, almeno in
termini politici seri. A questo aggiungo che sarebbe anche un
gesto provocatorio nei confronti di un altro organo che è il
Commissario dello Stato.
Non nego che il Commissario abbia, in qualche maniera,
prevaricato rispetto alle sue competenze, mi sembra che
effettivamente questo sia avvenuto, però credo che sia anche
inopportuno, sul piano dei rapporti istituzionali, che venga
presentato un disegno di legge che comprenda tutte le norme che
il Commissario dello Stato ha impugnato. Mi sembra una
provocazione.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Il Commissario dello Stato, dopo quello
che ha dichiarato, dovrebbe prendere schiaffi, altro che
provocazione
TUMINO Credo che, se qualcuno sbaglia, non necessariamente
altri debbano sbagliare di conseguenza.
Onorevole Fleres, considerato che lei è il primo firmatario,
penso che noi potremmo rettificare eventualmente la parte
dell'ordine del giorno che riguarda l'invito al Governo a
presentare un disegno di legge che raccolga tutte le norme
impugnate in un disegno di legge che raccolga le norme impugnate
effettivamente importanti sul piano della gestione politica,
amministrativa della nostra Regione, lasciando che le altre norme
seguano itinerari diversi, anche perché, probabilmente, non hanno
l'urgenza che possono avere alcune di queste norme.
A me sembra, anche sul piano complessivo, un gesto più
equilibrato, anche perché consentiremmo alla Corte Costituzionale
una possibilità di risposta più semplice e meno coinvolgente
rispetto ad una totalità.
Rischiamo di avere anche delle forme di pubblicità negativa a
livello nazionale su un atto che, viceversa, potrebbe essere,
invece, di grande valore sul piano dei rapporti istituzionali, di
affermazione della nostra autonomia, di rispetto della dignità di
un Parlamento ma, nello stesso tempo, un gesto che ha un respiro
politico.
Per questo, signor Presidente, mi permetto di chiederle, per
quello che lei ritiene, di volere modificare la parte della sua
proposta di ordine del giorno riguardante questo argomento.
PRESIDENTE Onorevole Tumino, non accoglierò il suo invito,
non perché non condivida alcune delle considerazioni che lei ha
fatto, ma proprio perché le condivido, nel senso che le
valutazioni che lei ha fatto e che sono di esclusiva competenza
del Parlamento e degli organi parlamentari, devono essere fatte
nelle sedi del Parlamento e degli organi parlamentari.
TUMINO Ma è il Governo che le deve presentare
PRESIDENTE Come lei ha ascoltato durante il mio intervento,
il sottoscritto ed altri deputati forniranno un apporto di natura
tecnica che è il dato fotografato, cioè tutte le norme impugnate.
Se poi il Parlamento, la commissione Bilancio o altri desiderano
cassare o sostituire o omettere alcune parti e confermarne altre,
è un compito da attribuire, ovviamente, agli organi del
Parlamento, alla commissione Bilancio, in particolare. A questi
organi, però, dobbiamo dare un testo su cui lavorare ed il testo
non può che essere quello che si desume dalle impugnative del
Commissario dello Stato.
Proprio per le ragioni che lei ha affermato, e che io condivido
per questa parte, l'ordine del giorno prevede quel tipo di
indicazione.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
abbiamo votato contro la manovra finanziaria perché non abbiamo
condiviso alcune norme e questa abitudine di inserire argomenti
estranei alla norma contabile.
Non c'é dubbio che alcuni di quegli articoli violino il
Regolamento ed alcune leggi vigenti.
La nostra opposizione non ci impedisce, però, di dare un
giudizio sereno sui comportamenti del Commissario dello Stato.
Riteniamo che il Commissario dello Stato, in questo caso, non
abbia solo controllato l'attività dell'Assemblea, ma sia entrato
nel merito, andando molto al di là delle proprie competenze, in
qualche caso, ledendo l'autonomia legislativa di questo
Parlamento.
Non vorremmo, allora, che al danno che il centrodestra produce
in Sicilia, si aggiungessero quelli prodotti da un Commissario
dello Stato che, in qualche modo, dà interpretazioni alquanto
singolari in ordine a provvedimenti che sono giustificati da
normative non ancora approvate e pienamente legittime.
Faccio qualche esempio. Sono stati dati contributi sulla base
di una norma vigente e sono quindi aggiuntivi rispetto allo
stanziamento iniziale. Se il Commissario dello Stato interviene
per la quota che riguarda questi stanziamenti aggiuntivi - e non
è stato fatto in 30 anni - mette in discussione una legge che non
è stata né abrogata, né censurata prima, né mai dichiarata
incostituzionale.
Allora, o noi abbiamo l'orgoglio di dire che quando ci sono
norme legittime le difendiamo, e lo facciamo anche sfidando nel
merito organi dello Stato, nei cui confronti abbiamo il massimo
rispetto, non sono contro alcuno, c'è il massimo rispetto per gli
organi di garanzia. Ma gli organi di garanzia non si possono
sostituire all'autonomia legislativa dell'Assemblea né al ruolo
della politica che non può abdicare rispetto al Commissario dello
Stato.
Con la riproposizione delle norme non significa che noi
condivideremo tutto il percorso e tutte le norme che verranno
riproposte, ma qualora ci fosse un solo articolo giusto, faccio
l'esempio della giustizia, di fronte a 100 condannati e ad un
innocente, si guarda sempre all'innocente , ed allora, non entro
nel merito di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, ma se ci
fosse una norma che questa Assemblea ha votato giustamente e
legittimamente, la dobbiamo difendere
L'occasione di ripresentare quegli articoli è dunque propizia,
perché noi scegliamo nel merito quali sono gli articoli sui quali
il Commissario dello Stato ha avuto ragione e quali sono quelli
sui quali insistere.
Abdicare e non proporre nulla significa accettare una logica
che impedisce a questa Assemblea di avere la sua autonomia e la
sua dignità.
Il discorso sulla qualità legislativa, sul fatto che in questi
anni abbiamo presentato disegni di legge con articoli tutti
diversi tra di loro, lo faremo in un'altra occasione, ma in
questo caso, pur essendo fortemente contrari al provvedimento non
osanniamo certamente il comportamento del Commissario dello
Stato.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Barbagallo come quello di altri colleghi, è stato
quanto mai opportuno. Volevo fare un intervento tecnico, ma
vorrei fare una considerazione che a questo punto diventa
politica perché non mi sento appartenente alla categoria di
quelli lì' perché non ci sono quelli lì di lì e quelli lì di
là', ci sono quelli lì' e il messaggio che passa non è una cosa
di poco conto e quello che mi preoccupa è il dibattito di questa
sera che rappresenta il vero vulnus di questa Assemblea
regionale. Non ho capito qual è il comportamento che vorranno
tenere i colleghi con la riproposizione del disegno di legge che
deve essere fatta e che io voglio sottoscrivere.
Faccio un inciso e ritorno all'aspetto tecnico. Noi impegniamo
il Presidente della Regione, lei ha detto che lo farà
personalmente, quindi diventa un disegno di legge di iniziativa
parlamentare che io voglio sottoscrivere e, però, faccio una
proposta. Dobbiamo porre in votazione, secondo me, la mia
proposta che prevede l'assegnazione in seconda Commissione -
perché quel disegno di legge è nato in seconda Commissione - ed
una procedura accelerata con l'apertura di una finestra che
permetta di esaminare tempestivamente questo disegno di legge.
Ma voglio capire i colleghi come intendono comportarsi dinanzi
ad un disegno di legge di questo tipo, se pensano di riguardare
il comportamento che hanno assunto rientrando nel merito di tutte
le singole scelte o se pensano, invece, di comportarsi come
parlamentari dell'Assemblea regionale che hanno sottoscritto, che
hanno approvato n disegno di legge, l'Assemblea ha approvato un
disegno di legge
C'è chi ha votato sì e chi ha votato no; c'è chi si è astenuto
e c'è chi non c'era, ma è stata l'Assemblea regionale a votare il
disegno di legge.
Che facciamo? Rimettiamo in discussione il disegno di legge
entrando nel merito di ogni singola manifestazione? Commetteremmo
un doppio errore. Noi, a questo punto, commetteremmo l'errore di
trasformarci in giudici costituzionali. L'unico organo sovrano
che può determinare la legittimità di una norma approvata da
questa Assemblea è la Corte costituzionale. Ed io voglio
sottopormi al giudizio, in maniera serena, della Corte
costituzionale per sapere se ho sbagliato ad approvare talune
norme o se ho fatto bene ad approvare queste norme.
GIANNOPOLO La Corte costituzionale ha molti problemi più
importanti
TURANO Non entro nel merito, perché se entrassi nel merito e
se vedessi le argomentazioni che hanno portato il Commissario
dello Stato a determinare l'impugnativa, ce ne sarebbe da dire,
ce ne sarebbero tante ragioni da affrontare.
Ma non voglio entrare nel merito. Voglio fare un appello ai
colleghi affinché il disegno di legge venga riproposto
interamente e venga riapprovato nella formulazione che è stata
impugnata per permettere, sì, al Commissario di impugnare questa
volta non utilizzando l'escamotage dell'impugnativa per cassare
norme che questa Assemblea ha approvato ma per permettere al
Commissario di impugnare e di valutare davanti alla Corte
costituzionale se le norme che ha approvato questa Assemblea sono
legittime o sono illegittime. Non voglio usare altri termini
perché con questo sistema che si è introdotto, quando c'è
un'Assemblea - non entro nel merito se ha fatto bene o ha fatto
male - verosimilmente avrà fatto male e c'è un altro organo che
ha fatto pure male a giudicare ed a legittimare se quelle norme
Ha fatto politica.
Noi abbiamo un dovere politico. Andiamo davanti al giudizio
degli elettori ed io spero che il comportamento dei colleghi -
questa è la ragione che mi ha portato a fare questo intervento -
sia misurato per verificare se quel disegno di legge era
legittimo o illegittimo e l'unico organo che lo può stabilire è
la Corte costituzionale.
Davanti ad un giudizio sereno della Corte attenderemo
serenamente il responso.
PRESIDENTE Onorevole Turano, se non ci sono osservazioni la
sua proposta può essere condivisa ed è condivisa.
Preciso che gli onorevoli Oddo, Giannopolo, Tumino e Micciché
sono contrari alla proposta.
CASCIO vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo soltanto per fare alcune
considerazioni che il Governo ha fatto anche in seguito alle
esternazioni del Commissario dello Stato e, quindi, da un organo
di Governo, rispetto ad un lavoro prodotto da questo Parlamento.
Credo che se esaminassimo nel merito i cinquecento articoli, o
poco più, che fanno parte di questa manovra, ognuno di noi
avrebbe qualcosa da dire, nel senso che il Governo, in questa
occasione, come in qualche altra occasione, ha subìto' il lavoro
dell'Aula che, comunque, è sovrano rispetto ad un eventuale
parere del Parlamento.
Ad ognuno di noi, probabilmente, piacerebbe fare delle norme
sempre organiche e di settore e, per la verità, questo
parlamento, in questi anni si è reso protagonista di una serie di
iniziative legislative e di settore che hanno determinato dei
momenti alti per il lavoro di questo parlamento.
Mi riferisco alle norme, per esempio, sul demanio, sugli
appalti, sulla scuola, sul turismo, sui trasporti, sulla
competitività, norme organiche di settore che il Parlamento ha
esaminato con grande attenzione e con grande solerzia.
Sappiamo perfettamente che non è un'abitudine solo di questo
Parlamento, ma credo di tutti i parlamenti del mondo, a
cominciare dal parlamento nazionale, a fine anno, molto spesso
finiscono per attaccare l'ultima legge dell'anno, a maggior
ragione quest'anno che è l'ultimo anno di questa legislatura,
tutta una serie di norme che hanno delle refluenze, delle
ricadute sulla società.
Credo che al di là di tutto, questo sia il dovere che il
Parlamento ha nella misura in cui il parlamentare è eletto dal
popolo e rappresenta interessi collettivi.
ODDO I pareri del Governo sono tutti favorevoli
LO MONTE, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Secondo me anche quelli
dell'opposizione sono favorevoli
CASCIO vicepresidente della Regione. Non c'è dubbio. Eravamo
tutti presenti in Aula quella notte.
Io dico, comunque, che questo - e qui mi ricollego alle parole
del Presidente dell'Assemblea, l'onorevole Lo Porto - non
autorizza altri organi dello Stato a censurare il lavoro di un
parlamento, nella misura in cui dovrebbe semplicemente limitarsi
a osservare l'eventuale incostituzionalità delle norme che il
Parlamento approva.
In questo caso, invece, è accaduto qualcosa che va al di là e
mi è sembrato di capire anche da giudizi e da esternazioni del
Commissario dello Stato, che molto spesso, non si è censurata la
costituzionalità della norma, ma la legittimità e a volte,
addirittura, anche il merito.
Per queste considerazioni il Governo dà il suo parere
favorevole all'ordine del giorno numero 635,che porta come prima
firma quella dell'onorevole Fleres.
E' un parere favorevole tecnico, nel senso che, intanto oggi
approviamo le norme non impugnate e consentiamo alla Regione, da
lunedì, di avere questa norma e di potere fare quelle manovre
compensative di bilancio che sono utili per portare a termine,
entro la fine dell'anno, tutta una serie di iniziative nel campo
della sanità, dell'agricoltura, della forestazione, degli enti
locali, eccetera e per confermare il lavoro del parlamento e
riproporre il testo impugnato per intero, salvaguardare la
dignità del singolo parlamentare che, ripeto, è eletto dal popolo
e non nominato da qualcuno e, soprattutto, per consentire una
valutazione serena della Corte costituzionale dopo una ulteriore
valutazione che la Commissione Bilancio farà sull'intero testo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'ordine
del giorno n. 635. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli Uffici hanno già registrato il voto contrario
dell'opposizione.
Si passa all'ordine del giorno n. 634. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, pur essendo presente in Aula l'assessore
incaricato di rispondere alle interrogazioni all'ordine del
giorno, vorrei pregare i colleghi presentatori degli atti
ispettivi di trasformarli in interrogazioni con richiesta di
risposta scritta.
Così resta stabilito.
Presidenza del Vicepresidente FLERES
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 461 - Iniziative presso il Governo nazionale al fine di
affidare la gestione dei corsi abilitanti alla Direzione
scolastica regionale anziché alle Università.
BARBAGALLO - CULICCHIA - GENOVESE - GURRIERI - TUMINO - ZANGARA
N. 462 - Iniziative per evitare il rischio che il Banco di
Sicilia perda il proprio patrimonio immobiliare e che siano
disattesi i patti parasociali'.
ORTISI- GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO
N. 463 - Iniziative urgenti al fine di assicurare ai soggetti
che fanno uso di farmaci appartenenti al file F' l'uso della
distribuzione gratuita.
ORTISI- GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
è stato pubblicato il decreto ministeriale relativo ai corsi
abilitanti per il conseguimento dell'idoneità all'insegnamento,
di cui all'articolo 2 della legge n. 143 del 2004;
la scadenza delle domande di partecipazione è fissata al 22
dicembre 2005;
Considerato che:
potranno partecipare ai corsi soltanto i docenti precari che
hanno prestato servizio nelle scuole statali o paritarie per 360
giorni dall' 1 settembre 1999 al 6 giugno 2004;
il MIUR (Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca), da molto tempo non bandisce
concorsi a cattedra né corsi abilitanti;
Ritenuto che:
chi non ha avuto la possibilità di far parte degli organici
delle scuole paritarie dovrà ancora attendere per molti anni per
potere partecipare ad un corso abilitante non riservato o ad un
concorso a cattedre;
il MIUR affida la gestione di tutti i corsi del personale delle
scuole alle Università, le quali, non avendo molto personale a
disposizione per gestirli, non riescono a ultimarli in tempi
utili per l'inserimento nelle graduatorie permanenti,
impegna il Governo Regionale
ad assumere adeguate iniziative nei confronti del Governo
nazionale al fine di affidare la gestione dei corsi abilitanti
alla Direzione scolastica regionale (com'è avvenuto in
precedenza) anziché alle Università.» (461)
BARBAGALLO-CULICCHIA-GENOVESE-GURRIERI-TUMINO-ZANGARA
«L'Assemblea regionale
siciliana
Premesso che a partire dall'1 luglio 2002 si è realizzata la
fusione per incorporazione del Banco di Sicilia S.p.A. con il
Banco di Roma, e la contestuale creazione della holding
Capitalia, nella quale sono confluite anche Bipop-Carire, Fineco
e Mediocredito Centrale e che in vista, appunto, della
costituzione della suddetta holding, l'Assemblea regionale
siciliana, a larghissima maggioranza, ha approvato (art. 56 della
finanziaria 2003) la convenzione tra la Regione siciliana ed il
Banco di Roma, conosciuta poi con la definizione di patti
parasociali;
Considerato che:
tali patti parasociali prevedevano:
il mantenimento in capo al Banco di Sicilia di un livello
patrimoniale non inferiore a quello del momento;
il mantenimento dell'ubicazione a Palermo della sede sociale e
della Direzione centrale;
la tutela dei livelli occupazionali e la valorizzazione delle
specifiche aree che mantengono relazioni simbiotiche con il
territorio;
il mantenimento in capo al Banco di Sicilia....... dell'assetto
patrimoniale e della sua struttura direzionale.......;
il mantenimento dei livelli occupazionali, nonché delle aree di
attività, escludendo processi di esternalizzazione e/o vendita di
attività e di strutture;
Constatato che:
il primo gennaio 2005 è stata costituita, mediante cessione di
ramo d'azienda delle banche del gruppo, Capitalia informatica,
100 per cento del Gruppo Capitalia, per l'erogazione dei servizi
informatici e di back office e che sono circa 400 i lavoratori
del Banco transitati;
Appurato che:
nel mese di maggio 2005 è stata attuata la riorganizzazione
dell'attività di revisione interna con il passaggio di 50
lavoratori del Banco a Capitalia e che nel mese di luglio 2005 è
stato presentato il nuovo piano industriale 2005-2007 del Gruppo
Capitalia, dal quale si evince chiaramente la volontà di spostare
il baricentro del Banco di Sicilia nel settentrione, volontà
realizzata attraverso l'apertura di centinaia di sportelli, e
solo nel Banco, attraverso l'assunzione di mille lavoratori,
tutti destinati nelle filiali del Nord, con la esclusione di
quelle del Sud, ed in particolare della Sicilia, dove il Banco ha
il suo maggiore radicamento;
Considerato ancora che il processo di alleggerimento della
Direzione centrale del Banco viene ulteriormente aggravato ed
accelerato dalla costituzione di Capitalia Solution, prevista per
il mese di gennaio 2006 (dove dal Banco transiteranno circa 130
lavoratori), che si occuperà dei servizi ammessi alla gestione ed
amministrazione dei beni immobili del gruppo e della gestione
degli acquisti di beni e servizi di ogni genere, finendo tra
l'altro, con il danneggiare gravemente l'economia isolana, dal
momento che, come si è già verificato, le commesse verranno
affidate a ditte non siciliane;
Constatato inoltre che:
mentre si concretizzava il cosiddetto processo di convergenza
dei sistemi informatici delle banche del gruppo, che di fatto
rende utilizzabili gli sportelli dei singoli istituti bancari,
nella seduta dell'8 settembre il consiglio d'amministrazione
decideva la dismissione dell'intero patrimonio immobiliare del
Banco di Sicilia assegnandolo, con un' operazione di scissione, a
Capitalia holding, la quale lo affiderà in gestione a Capitalia
Solution, depauperando il patrimonio immobiliare del Banco di
Sicilia, contro ogni convenienza dello stesso, disattendendo uno
dei passaggi fondamentali dei 'patti parasociali',
impegna il Governo della Regione
ad adottare iniziative per evitare il rischio che il Banco
possa perdere la proprietà di ben 343 immobili il cui valore
civilistico, al giugno 2005, è stimato in circa 561 milioni di
euro, senza considerare il fatto che numerosi immobili rivestono
un rilevante interesse storico-architettonico e che sono da
considerare patrimonio di tutta la Sicilia;
a rispettare e fare rispettare quanto previsto per legge nei
'patti parasociali'.» (462)
ORTISI - GALLETTI -MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che all'Ospedale di Villa Sofia di Palermo mancano
tutti i farmaci appartenenti al file 'F' (Interferone, ecc.) per
gli ammalati di sclerosi multipla, la cui erogazione dipende
dall'Assessorato regionale della sanità;
Considerato che, in data 2 dicembre 2005, con apposita
circolare interna, girata per l'Ospedale stesso e letta dagli
stessi malati di sclerosi multipla in cura con Dr Cottone
Salvatore presso il reparto dallo stesso diretto, la dirigente
della farmacia dell'Ospedale informava, declinando ogni
responsabilità, che, per mancanza di fondi, da lunedì 5 dicembre
2005 ai malati di sclerosi multipla non si sarebbero potuti
erogare tutti i farmaci appartenenti al file 'F' (Interferone,
Copaxone, ecc.);
Constatato che tale situazione ha messo in allarme ed in grande
preoccupazione i malati ed i loro familiari, come è già successo
l'anno scorso di questi tempi,
impegna il Governo della Regione
a promuovere iniziative urgenti al fine di assicurare ai
soggetti che fanno uso di farmaci appartenenti al file 'F' l'uso
della distribuzione gratuita.» (463)
ORTISI-GALLETTI-MANZULLO-SPAMPINATO-VITRANO
Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 20 dicembre
2005 alle ore 17,30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 464 - Iniziative per la richiesta, di concerto
con altri quattro consigli regionali, di un
referendum popolare per scongiurare le gravi
conseguenze politiche che provocherebbe la
revisione costituzionale così come approvata dal
Senato della Repubblica.
RAITI - FERRO - MICCICHE' - MORINELLO
ORLANDO - FORGIONE - LIOTTA - SANZERI
BARBAGALLO
III -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Presidenza - Affari generali
IV -SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Industria
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito)
2) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
3) - Disciplina della raccolta, commercializzazione e
valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908-812- 6/A)
4) - Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte (n. 1003/A)
5) - Norme per la promozione della Fondazione The Brass
Group' (n. 998/A)
6) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151-Norme
stralciate II/A)
VI - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 20.33.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli