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Resoconto d'Aula della Seduta n. 343 di mercoledì 28 dicembre 2005
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    ARCIDIACONO  segretario f.f.., dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,    avverto,    ai    sensi
  dell'articolo  127,  comma 9, del Regolamento  interno,  che  nel
  corso  della seduta potrà procedersi a votazioni mediante sistema
  elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si passa al secondo punto all'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  469
   Interventi  urgenti per il ripristino delle attività  produttive
  delle  aziende della provincia di Catania gravemente  danneggiate
  dalle  forti  piogge  del  mese  di  dicembre ,  degli  onorevoli
  Villari, Speziale, Zago, Giannopolo, De Benedictis e Oddo.
   Ne do lettura:
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che  le forti piogge ed il forte vento  che,  come  in
  altre  province,  si  sono abbattuti nella  zona  industriale  di
  Catania  il 12, 13 e 14 dicembre, hanno causato gravi danni  alle
  aziende  del  territorio (come la Saem, la Smabs, la Orlando,  la
  Coco, la Lotos ed altre);

   CONSTATATO,  in  particolare, che la Saem è stata  investita  da
  acqua,  fango  e  detriti  di ogni genere,  che  hanno  raggiunto
  l'altezza di due metri, sommergendo macchinari ed attrezzature;

   CONSIDERATA  l'apparente  inspiegabilità  di  un  fenomeno  così
  violento in contemporaneità con lo straripamento del Simeto,  del
  Cornalunga e del canale Benanti sulla quale sarebbe opportuno che
  le  autorità  competenti aprissero un'indagine  per  accertare  e
  valutare eventuali responsabilità;

   CONSTATATA  la  colpevole  assenza della  dovuta  assistenza  da
  parte  degli  organi  pubblici competenti,  come  il  Comune,  la
  Provincia  regionale  e la Protezione civile  che,  interpellati,
  hanno dato risposte evasive, e quindi inopportune, in presenza di
  un problema evidentemente grave ed urgente da affrontare;

   PRESO  ATTO  che unicamente i Vigili del fuoco sono intervenuti,
  ma  solo  per constatare i danni causati dal maltempo  e  che  il
  ripristino  delle  condizioni minime per riprendere  le  attività
  produttive (automezzi per l'espurgo, motopale, ruspe ed altro)  è
  attualmente  a  carico delle aziende danneggiate e del  personale
  interessato, impegnato giustamente nella salvaguardia del proprio
  posto di lavoro,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire, per quanto di propria competenza, con  adeguate
  risorse finanziarie, destinandole sia agli interventi urgenti che
  ad  interventi  strutturali  per  il  ripristino  delle  attività
  produttive;

   a  procedere  all'individuazione di eventuali responsabilità  in
  capo  alle  istituzioni pubbliche locali  in  merito  al  mancato
  intervento immediato di assistenza alle aziende colpite;

   a  predisporre un piano, in accordo con gli enti locali  (Comune
  e  Provincia)  ed  il  Consorzio per l'area industriale,  per  la
  costruzione   delle   necessarie   opere   di   contenimento    e
  convogliamento  delle acque piovane, necessarie  per  evitare  il
  ripetersi degli episodi sopra riportati.» (469).

   Avverto  che  la  mozione predetta sarà inviata alla  Conferenza
  dei  Presidenti  dei Gruppi parlamentari perché ne  determini  la
  data di discussione.

          Comunicazione  di apposizione di firma su mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Fleres   dichiara   di
  apporre la firma alla mozione numero 469 e gli onorevoli Ortisi e
  De  Benedictis dichiarano di apporre la firma alla mozione numero
  467.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
            della Rubrica  Presidenza - Affari generali

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, il terzo punto dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della
  rubrica   Presidenza - Affari generali , è rinviato  per  assenza
  del Governo.
     Pertanto,  lo  svolgimento  della  Rubrica  avverrà  in  altra
  seduta.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   come
  preannunciato   stamattina,  pongo   formalmente   la   questione
  pregiudiziale rispetto ai disegni di legge stralcio.
   Ritengo  che  questi siano nuovi disegni di legge; pertanto,  va
  rispettato  l'iter  di  approvazione delle legge  previsto  dallo
  Statuto e dal Regolamento.
     E'  giurisprudenza costante della Corte costituzionale che  le
  parti  impugnate, dopo l'approvazione dell'ordine del giorno  che
  da  la  possibilità al Presidente della Regione di pubblicare  la
  legge  stralciata  dalle parti impugnate, giuridicamente  vengono
  meno, non esistono più sostanzialmente.
   Quindi  il  ripresentare le stesse norme comporta,  secondo  me,
  l'inizio   della   procedura   di   approvazione   delle   leggi,
  chiaramente,  si  parte necessariamente dalla  presentazione  dei
  disegni di legge nelle Commissioni di merito.
   Non  credo  sia  possibile che la procedura  parta  direttamente
  dall'Aula,  non  credo, così come ho sentito,  che  queste  norme
  possano essere dichiarate inemendabili.
   Quindi,  ai  sensi  dell'articolo 101  del  nostro  Regolamento,
  formulo  la  questione pregiudiziale, chiedendo che queste  norme
  tornino  i  Commissione per i pareri di merito  a  seconda  delle
  materie.

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, ho già detto che  il  disegno
  di  legge è stato trasferito, nuovamente, alla Commissione,  cioè
  la  Commissione  competente per il disegno di  legge  originario;
  questa è una riproposizione delle parti impugnate, tant'è  che  è
  stata  predisposta proprio per non venir meno al giudizio dinanzi
  alla Corte che, nel caso in cui avessimo votato solo l'ordine del
  giorno  che non prevedeva la ridefinizione delle stesse, avremmo,
  di fatto, rinunziato al giudizio dinanzi alla Corte.

    SPAMPINATO    Ma   cessa   la   materia   del   contendere,   è
  giurisprudenza costante.

    PRESIDENTE  Non cessa perchè la stiamo riproponendo,  onorevole
  Spampinato. Comunque noi abbiamo votato un ordine del giorno  che
  autorizza il Governo a pubblicare le norme non impugnate e questo
  è  stato fatto. Stiamo ripresentando quelle impugnate proprio per
  non  fare  venire  meno  la  materia  del  contendere,  cioè  per
  riattivare il percorso.

    SPAMPINATO  E' già cessata automaticamente.

    PRESIDENTE  A  questo punto, la discussione assume  una  natura
  filosofica.   Tuttavia.  nella relazione  che  verrà  resa  sulla
  discussione  dell'articolo 1 del primo disegno di legge,   avremo
  modo di precisare meglio il percorso che è stato seguito. Intanto
  consideriamo incardinati i tredici disegni di legge.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  arguisco, da ciò che è stato detto in Aula,  che alcune decisioni
  sono state già prese e, pertanto,  intervenire può sembrare anche
  superfluo.
   Purtuttavia,  anche nei confronti di me stesso e di  chi  mi  ha
  preceduto  -  il  cui  intervento   condivido  -,   credo  giusto
  ribadire  la  mia  posizione personale. E credo anche  che  molti
  parlamentari,   indipendentemente  dagli   ordini   di   scuderia
  ricevuti, si sentano traditi nell'esercizio del loro mandato.
   Signor  Presidente, qui siamo di fronte ad una vicenda che,  nel
  merito  e  nel  contenuto, vorrei richiamare e fare dipendere  da
  quella  irrituale maniera con la quale si è proceduto  all'esame,
  anzi al non esame di quel  mostruoso' disegno di legge che poi ha
  partorito  quel provvedimento che non è stato possibile esaminare
  con correttezza ed avvedutezza.
   Se  tutte  quelle  norme che ieri  sono state  oggetto  di  quel
  provvedimento di legge e di impugnative successive da  parte  del
  Commissario dello Stato, oggi non è di buon senso ritenere che le
  stesse  norme, ancorchè riproposte, possano questa  volta  essere
  oggetto di quell'esame attento che nel primo caso non ci fu e che
  fu  origine  anche  dell'atteggiamento da parte  del  Commissario
  dello  Stato,  non  soltanto nel merito e nel  metodo,  ma  anche
  nell'affastellarsi  di  norme che avrebbero  dovuto  ricevere  da
  parte  dell'Assemblea  e da parte quindi del  Commissario  di  un
  giusto  tempo  e  argomentazioni per  potere  essere  esitate  ed
  esaminate.
   Ora  noi  stiamo   sommando, a me sembra, a quella  frettolosità
  con  la quale incongruamente si è proceduto, altra fretta e altra
   sbrigatività'. Inoltre  credo, Presidente, che, se è vero che un
  ordine   del   giorno  ha  fatto  deliberare   all'Assemblea   la
  riproposizione  delle  norme  impugnate,  questo  è   l'atto   di
  indirizzo  politico.  Ma poi nulla toglie che  nell'esercizio  di
  questo  atto  di  indirizzo  si  proceda  secondo  le  norme  del
  Regolamento  e  dello  Statuto. Il fatto  che  l'Assemblea  abbia
  deciso  di  riproporre le parti impugnate è un conto,  che  abbia
  deciso di farlo attraverso una serie di stralci legislativi è  un
  conto,  ma  questi sono a tutti gli effetti disegni di legge  che
  devono seguire il normale iter regolamentare. Non si è deciso  in
  quell'ordine  del giorno di bypassare o inventare un'altra  norma
  ed  il  fatto,  ancora un'ulteriore conferma di ciò  che  andiamo
  dicendo, che per quelle norme  oggi presentate,  i 13 disegni  di
  legge,  ci sia bisogno di un pronunciamento, di un voto da  parte
  dell'Assemblea  regionale siciliana, dimostra  che  comunque  c'è
  bisogno del compimento di un iter che invece non è stato seguito,
  infatti tutte quelle norme andrebbero riviste ed esaminate  nelle
  Commissioni di merito, ancorchè in quella di Bilancio, a  maggior
  ragione  se  come  apprendiamo dalla stampa,  vi  sono  contenute
  aggiunte  che  non  sono  state  oggetto  né  di  esame,  né   di
  deliberazione  da  parte  dell'Assemblea  regionale  in  seno  al
  provvedimento  di  legge impugnata. Quindi, credo  che  siamo  di
  fronte ad una illegittimità dell'atto che si va compiendo  e  che
  mi  fa  essere  del  tutto  partecipe e solidale  con  le  parole
  dell'onorevole Spampinato che mi ha preceduto e alle quali unisco
  le mie e che consegno alla riflessione sua e dell'Assemblea.

    PRESIDENTE   Grazie  onorevole  De  Benedictis.  Se  lei   però
  leggesse  con altrettanta attenzione gli atti parlamentari  ed  i
  precedenti, eviterebbe di fa alcune affermazioni su questioni che
  sono  state  proceduralmente  già seguite   negli  anni  passati.
  Comunque  ripeto  non  è  questa la fase nella  quale  affrontare
  questi  aspetti, intanto incardiniamo i disegni di legge, votiamo
  il passaggio agli articoli.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, non intendo  ripetere  le  cose  che
  hanno testé ripreso i colleghi e sottolineato in maniera, secondo
  me,  abbastanza esaustiva; il problema è assolutamente di  ordine
  regolamentare e non è la prima volta che da questo punto di vista
  le  forzature  al  Regolamento diventano poi  elemento  anche  di
  scontro  politico.  Vorrei evitare invece che si  attrezzasse  da
  parte  nostra  uno  scontro  politico  quindi  ci  tento,  signor
  Presidente,  poi  può darsi pure che non ci riuscirò,  anzi  sono
  convinto  che non ci riuscirò visto ormai la decisione che  avete
  assunto sicuramente come non so se debbo dire maggioranza, non ho
  idea  di  come definirla, non lo so, per le presenze non so  come
  definirla signor Presidente

    PRESIDENTE  Onorevole Oddo, mi scusi se la interrompo,  c'è  la
  Conferenza dei capigruppo in corso e la Conferenza dei capigruppo
  ha  dato  mandato  alla Presidenza di incardinare  i  disegni  di
  legge.  Nel frattempo la Conferenza dei capigruppo è in corso  e,
  prima  che  possiate dire che la Presidenza vuole  remorare  o  i
  lavori  d'Aula  o i lavori della Conferenza dei  capigruppo,   le
  sarei  grato  se  lei potesse sintetizzare il  suo  intervento  e
  comunque  svilupparlo  alla ripresa della seduta  perché  l'unico
  passaggio di natura formale che dovremmo adempiere in questa fase
  è   l'incardinamento  dei  disegni  di  legge,  dopo  di  che  la
  Conferenza  dei  capigruppo stabilirà  in  che  modo  comportarci
  questa sera, domani, dopodomani.

    ODDO   Sì, signor Presidente, accolgo favorevolmente nel  senso
  che  sarò molto sintetico, però le rammento che la Conferenza dei
  capigruppo  non  può  assolutamente stabilire,  cose,  argomenti,
  situazioni,   passaggi   e  procedure   che   riguardano   invece
  esclusivamente  l'Aula.  Noi stiamo  passando  su  sua  proposta,
  dovremmo passare,  all'incardinamento di tredici disegni di legge
  che  voi  date  già per esitati visto e considerato  l'operazione
  fatta in seconda commissione, ma quell'operazione di per sé è una
  operazione  che in termini regolamentari non può essere  fatta  e
  per giunta

    PRESIDENTE    Intanto ho parlato di incardinare la  finanziaria
  ed il bilancio, poi c'è il resto.

    ODDO     Peraltro,   quei  tredici  disegni  di  legge,   primo
  firmatario l'onorevole Fleres, vicepresidente vicario  di  questa
  Assemblea,  sono  tredici disegni di legge  che  non  sono  stati
  assolutamente per alcuni aspetti anche modificati. Quindi non  si
  tratta  di  riproposizione  di  norme  relativamente  solo   alla
  questione  che  richiamava  l'onorevole  Spampinato  per   quanto
  concerne  l'aspetto  giurisprudenziale, no , riguarda  un  inizio
  nuovamente di un iter legislativo che deve necessariamente essere
  ancorato  al Regolamento di questa Assemblea, questo è  il  punto
  secondo me su cui vale la pena sottolineare perché altrimenti lei
  capisce  bene  quali  precedenti creiamo e  in  quale  situazione
  potremmo trovarci di qua a qualche mese.

    PRESIDENTE   Ripeto  non  voglio  anticipare  nulla,  cosa  che
  faremo  successivamente nella seconda fase della  seduta,  ma  le
  posso garantire che non è così.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne fa facoltà.

     FORGIONE  Signor Presidente, già prima le avevo segnalato  una
  sua  forzatura e ora per coerenza continuo. Io credo che  sarebbe
  buona  norma di comportamento istituzionale mentre è in corso  la
  Conferenza dei capigruppo che sta proprio ragionando

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione,  solo per realtà  nei   nostri
  comportamenti.  Io  sono venuto qui ad aprire  su  mandato  della
  Conferenza  dei  capigruppo  nel  suo  insieme,  tutti   inclusi,
  compreso   il  suo  gruppo  con  un  unico  mandato:  incardinare
  finanziaria  e  bilancio, innanzitutto, e poi gli  altri  tredici
  disegni di legge. Si sta sviluppando una discussione

    FORGIONE   Io  posso  dire che sono  in  dissenso  con  il  mio
  rappresentante in Conferenza dei capigruppo

    PRESIDENTE  Lei può dire questo ed altro. Voglio dire  soltanto
  che   tutta   una   serie  di  aspetti   sono   stati   sollevati
  correttamente, nel senso che appartiene alla libertà di  ciascuno
  potere sostenere le tesi che si ritiene dovere sostenere, sono  a
  mio avviso da ricondurre alla fase successiva della seduta che si
  terrà  dopo  la  conclusione  della  Conferenza  dei  capigruppo.
  Comunque,  ripeto,  non è questa la fase nella  quale  affrontare
  tali  aspetti, intanto incardiniamo i disegni di legge e  votiamo
  il passaggio agli articoli.

    FORGIONE   No, no, signor Presidente. Il primo e  il  dopo,  in
  questo  caso, è di sostanza e non è solo di forma, nel senso  che
  noi riteniamo ....

    LIOTTA  La Conferenza dei capigruppo si è conclusa.

    FORGIONE   Si  è  conclusa  la  Conferenza  dei  capigruppo  e,
  allora,    possiamo  aspettarne  anche  l'esito.  Se   vuole   io
  intervengo   oppure  aspettiamo  l'esito  della  Conferenza   dei
  capigruppo.

    PRESIDENTE   Se  non le dispiace, siccome  io  non  ne  conosco
  l'esito,   sospendiamo  per  cinque  minuti  la  seduta   e   poi
  riprendiamo.

        La seduta è sospesa.

              Presidenza del Vicepresidente Crisafulli

    (La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 16.50)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione. Signor  Presidente,  chiedo
  di  invertire l'ordine del giorno e incardinare il bilancio e  la
  finanziaria per avere poi il tempo per discutere tutto  il  resto
  dell'ordine del giorno.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  prima   la  discussione   della
  mozione così come abbiamo concordato.

    PRESIDENTE  Onorevole Presidente, se lei chiede il prelievo  di
  bilancio  e finanziaria a seguire vengono i disegni di  legge  di
  riproposizione  delle norme impugnate. L'osservazione  che  le  è
  stata fatta è se prima dei disegni di legge delle norme impugnate
  si possa discutere della mozione sulla devolution. Credo di avere
  capito questo dalla sua osservazione. Questo è quello che lei sta
  proponendo  in  Aula.  Signor Presidente  della  Regione,  se  ha
  qualcosa da aggiungere la aggiunga.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente,  io  sono
  dell'idea  di discutere la mozione perché ritengo l'argomento  un
  argomento importante.

    SPEZIALE  Questo è quello che si è detto.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Mi  parrebbe   però   di
  strozzare  il  dibattito su un argomento così importante,  avendo
  scelto,  comunque,  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei   Gruppi
  parlamentari  di  riproporre  le  norme  e  di  riapprovarle   o,
  addirittura, di non riproporne alcuna. La mia valutazione  quindi
  è  che  la mozione vada discussa con il tempo adeguato e  con  la
  possibilità di svolgere un  adeguato dibattito perché l'argomento
  merita certamente una riflessione più approfondita.
   Signor  Presidente, se lei ritiene che si possano fare  entrambe
  le   cose,   non  ho  nulla  in  contrario.  Tuttavia,   dovremmo
  contingentare i tempi e la qualcosa mi parrebbe difficile  su  un
  argomento così importante.

    CAPODICASA  I tempi sono già contingentati per Regolamento.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, non ci sono nuove  decisioni  da
  prendere.  La  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari
  aveva stabilito di incardinare il disegno di legge di finanziaria
  e  bilancio,  di  dare tempo fino al 10 gennaio  ai  deputati  di
  potere  presentare gli emendamenti, di ritornare  in  Commissione
  Bilancio  l'11  e  il  12  gennaio  prossimi   e  successivamente
  ritornare  in  Aula per l'approvazione entro  il  20,  sia  della
  finanziaria che del bilancio. Si è deciso inoltre che si  sarebbe
  proceduto  alla  discussione unificata delle mozioni   presentate
  sia dal Gruppo al quale appartengo sia dai componenti del centro-
  sinistra e di andare a votazione in Aula stasera.
   Incardinare il testo della finanziaria e del bilancio è un  atto
  di  un minuto e mezzo, due minuti, dal momento che si è deciso di
  rinviare  il dibattito generale all'articolo 1. Pertanto,  subito
  dopo avere  incardinato i due disegni di legge, immediatamente si
  può  discutere le mozioni sulla devolution ed eventualmente, come
  pensiamo, votare entro stasera.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  la  Conferenza  dei   Capigruppo
  espresse  come  un  compromesso nei tempi di  incardinamento  del
  bilancio e della finanziaria da una parte e dalla possibilità  di
  discutere  e  completare l'esame della mozione,  anzi  delle  due
  mozioni  sulla devolution, che poi andavano unificate, presentate
  dal centro-sinistra.
   Se  questo dovesse comportare un contingentamento dei tempi che,
  secondo   lei   onorevole  Presidente,  potrebbe   nuocere   alla
  profondità   del  dibattito,  credo  che  i  gruppi  parlamentari
  potrebbero  autodeterminarsi a fare intervenire un rappresentante
  per  gruppo; il che comporterebbe una discussione di  un'ora.  Le
  grandi  cose  possono anche essere sintetizzate in  breve  tempo,
  così  come  le piccole cose potrebbero essere dilatate nel  tempo
  negli interventi. Quindi, la sua osservazione non osta con quella
  nostra.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   La   Conferenza   dei
  Capigruppo  ha stabilito che oggi discuteremo della  mozione,   e
  siamo  tutti d'accordo. Ma riterrei opportuno, prima  di  passare
  alla  discussione  della  mozione che va  fatta  oggi  così  come
  stabilito,  dopo  avere incardinato bilancio  e  finanziaria,  di
  votare le norme che sono state impugnate e che  ripresenteremo.
   Propongo  pertanto di votare prima le norme e poi  passare  alla
  mozione.  In caso contrario, dovremmo cominciare con la  mozione,
  interromperla, per passare alle norme e via dicendo.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Onorevoli  colleghi, è bene rileggere  quello  che  ha
  stabilito  la Conferenza dei Capigruppo perchè è tutto  riportato
  nella  prima pagina del resoconto stenografico, che  ci  è  stato
  distribuito. Infatti, nel secondo periodo della risoluzione della
  Conferenza   dei  Capigruppo  accettata  dall'Aula   è   scritto:
   mercoledì  28 dicembre 2005 alle ore 11.00 l'Aula  terrà  seduta
  secondo  la  convocazione già effettuata, nella  stessa  giornata
  l'Aula  terrà  ulteriore seduta per iscrivere  ed  incardinare  i
  documenti  finanziari nonchè iscrivere ed esaminare i disegni  di
  legge  contenenti  la  riproposizione  delle  norme  recentemente
  impugnate  dal Commissario dello Stato. Nella stessa giornata  si
  procederà alla discussione unificata delle mozioni... .
   Onorevoli  colleghi, a mio avviso, il motivo del contendere  può
  riguardare  esclusivamente il prelievo o meno dell'incardinamento
  del  disegno  di  legge  di  finanziaria  e  bilancio  perchè  il
  rimanente   percorso  è  già  tracciato  dalla   Conferenza   dei
  Capigruppo   e  condiviso  dall'Aula  che  questa   mattina    ha
  confermato e preso atto del medesimo ordine del giorno per  altro
  approvato all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, manca  un  pezzo  all'intervento
  dell'onorevole  Fleres. Il Governo è intervenuto alla  Conferenza
  dei  Capigruppo  e ha dichiarato in modo chiaro che  non  intende
  riproporre  tutti  i provvedimenti impugnati; che  prima  intende
  procedere  alla selezione degli stessi  per riproporre  un  testo
  depurato di buona parte delle norme che sono state impugnate  dal
  Commissario dello Stato. E si è detto di dare  tempo  al  Governo
  per  fare  una  valutazione, nel frattempo si vada  avanti  sulle
  mozioni  presentate  dai  gruppi  dell'opposizione  relativamente
  all'indizione del referendum sulla devolution.
   Signor  Presidente, non si tratta di sollevare opinioni  diverse
  rispetto  all'esito  della Conferenza dei Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari.
   Le  chiedo di riproporre la richiesta formale e quindi discutere
  la  legge  finanziaria e la legge di bilancio con la  discussione
  generale e l'esame dell'articolo 1 e, nel frattempo, si dà  tempo
  ai  parlamentari di presentare gli emendamenti, si rimanda  tutto
  in  Commissione e successivamente si inizia la discussione  sulle
  proposte  avanzate dai gruppi di opposizione per quanto  riguarda
  l'indizione del referendum.
   Dopo  che  il  Governo avrà presentato un testo, così  come  era
  nell'impegno assunto dall'Aula, da noi non condiviso, considerato
  che  la riproposizione delle parti impugnate è di competenza  del
  Governo,  dopo  che  avrà depurato i tredici  testi,  facendo  un
  lavoro di scrematura, valuteremo il testo proposto.

    FLERES  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vorrei informare  l'Aula  che
  non  c'è stata omissione da parte della Presidenza nel comunicare
  all'Aula lo stato dell'arte,  perché le cose dette dall'onorevole
  Speziale,  seppur  veritiere, non hanno trovato  una  definizione
  all'interno   della   Conferenza  dei   Presidenti   dei   gruppi
  parlamentari.
   Queste  stesse  osservazioni, fatte  da lei  e da  altri,  hanno
  lasciato il Governo in condizioni di doversi esprimere su  questo
  tipo di procedura.
   Ciò  non  toglie che il Presidente della Regione lo  possa  fare
  qui  o  che  l'Aula  lo possa decidere qui,  ma  comunicare  come
  decisione  qualcosa che si è discusso, senza  aver   assunto  una
  decisione  formale,  sarebbe stato scorretto da parte  di  questa
  Presidenza.
   Detto ciò,  ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres.

     FLERES   Signor  Presidente, mi dispiace dovere  ulteriormente
  intervenire per una precisazione e vorrei che il Presidente della
  Regione e i colleghi mi ascoltassero.
   Vero   è  che  l'ordine  del  giorno  impegnava  il  Governo   a
  ripresentare le parti impugnate, ma il Governo non  lo  ha  fatto
  perché  probabilmente  si  accingeva a farlo,  lo  avrebbe  fatto
  successivamente, ma nel frattempo, ai sensi dell'articolo 12  del
  nostro  Statuto,  un gruppo di deputati - a cui  non  può  essere
  sottratto  il  compito di presentare un disegno di  legge  -   ha
  ritenuto di dovere ripresentare in maniera  acritica  - questo  è
  il   termine  adoperato  da  quei  deputati  nella  relazione  di
  accompagnamento a quel testo - le norme impugnate.
   Desidero   precisare,  altresì,  che  il   ruolo   del   Governo
  relativamente  a questo aspetto è un ruolo marginale,  ma  voglio
  allertare il Governo rispetto ad una trappola che avverto.
   Il  testo, così come più volte sancito da quest'Aula nel  tempo,
  e   basta  consultare  i  precedenti  per  rendersene  conto,   è
  inemendabile  perché si tratta di procedure di riproposizione  di
  norme  impugnate e il fatto che alcune di esse abbiano presentato
  delle  correzioni  di  natura  tecnica  non  fa  venire  meno  la
  riproposizione delle norme medesime.

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  in  discussione   c'è   il
  prelievo. L'onorevole Fleres sta dando un'informazione secondo me
  fuori luogo, ma in discussione c'è il prelievo.

    FLERES   Desidero  sottolineare,  invece,  all'attenzione   del
  Governo  che  nel  caso in cui questi testi  dovessero  diventare
  emendabili    con    emendamenti    formali,    questo    farebbe
  obbligatoriamente decorrere le 24 ore per consentire non solo  ad
  alcuni l'esame delle parti.

    FORGIONE   E'  per  questo che lei dice che sono  inemendabile;
  sta creando solo difficoltà.

    FLERES    Lo   dico  per  una  prassi  consolidata,   onorevole
  Forgione,  e  sarà  mia  premura  far  distribuire  all'Aula   le
  precedenti decisioni.

     CAPODICASA  Dov'è scritto che sono inemendabili?

    FLERES   Onorevole Capodicasa,  lei ha fatto il  Vicepresidente
  dell'Assemblea  proprio  in  quel  periodo  e,  quindi,  non  può
  ignorare questa procedura.
   Sono  riproposizioni  e  sono  state  sempre  inemendabili   per
  accordo  politico  e  così  si  è  fatto  nel  tempo  per  prassi
  consolidata e possiamo  rivedere questi verbali.
   Concludo rapidamente, onorevoli colleghi, cosa diversa invece  è
  la  eventuale  individuazione  che il  Presidente  dell'Assemblea
  dovesse fare di parti palesemente incostituzionali, nel qual caso
  è   nei  suoi  poteri  dichiarare  le  parti  in  questione   non
  proponibili.

    SPAMPINATO  Ma così lo emenda

        FLERES   Onorevole  Spampinato, lei sa  bene  che  c'è  una
  differenza profonda tra una improponibilità e tra un emendamento,
  ma   non   mi   soffermo   a  spiegarlo  perché   l'ha   studiato
  all'università e quindi lo sa, non c'è bisogno che lo spiego.
   Quindi,  ripeto,  cosa diversa è quell'altra procedura  che  non
  presuppone  un'attivazione emendativa del percorso normativa,  ma
  lo  intercetta  prima  nelle parti che la Presidenza  ritiene  di
  dover  non riproporre all'Aula per i motivi già citati  e  questo
  non altererebbe la procedura dei lavori parlamentari.
   Ma  io ho espresso un'opinione che poi questa  sia supportata da
  una  serie  di  precedenti -  Presidenza Capitummino,  Presidenza
  Cristaldi  e  così  via  - è agli atti e,  dunque,  non  desidero
  riproporlo, ma siccome parliamo sul prelievo, onorevole Speziale,
  la  mia proposta è quella di prelevare la legge finanziaria e  la
  legge di  bilancio  e poi incardinare gli altri disegni di legge.

          PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, intanto dovremmo decidere
  alcune   questioni  che  sono  prioritarie  rispetto   ad   altre
  discussioni:  dobbiamo discutere e decidere sulla  richiesta  del
  Presidente  della  Regione  di  prelevare  il  disegno  di  legge
  finanziaria  e  di  bilancio,  le altre  considerazioni  verranno
  discusse  subito dopo avere adempiuto a questo obbligo.

        GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente, sono  contrario  al  prelievo
  della  legge di bilancio e finanziaria nel presupposto che questo
  prelievo  dovrebbe portare a incardinare questi disegni di  legge
  in  un minuto e mezzo, poi in dieci secondi incardinare anche  le
  leggi  impugnate  e non so poi se rimane tempo  per  la  mozione,
  forse qualche secondo.
   Allora,   signor  Presidente,  comunico  che  intendo   chiedere
  l'applicazione  del  Regolamento  per  l'esame  della  legge   di
  bilancio e finanziaria.
   Intanto  voglio avere tempo di conoscere e prendere visione  del
  testo  di bilancio e della finanziaria, sarebbe davvero la  prima
  volta   nella  storia  di  questo  Parlamento  che   bilancio   e
  finanziaria si incardinano in un minuto e mezzo.

     FORMICA  Il testo è depositato da un mese.

    GIANNOPOLO   No,  così  come  è  uscito  il  testo   dalla   II
  Commissione,  per cui sono contrario al prelevamento  per  questo
  motivo.
   Oggi,  con  il bilancio e la finanziaria all'ordine del  giorno,
  avremo  modo di prendere visione delle carte e dei documenti,  di
  fare un dibattito generale - se ci arriveremo questa sera -   sul
  bilancio   e  sulla  finanziaria  e  successivamente  votare   il
  passaggio agli articoli.
   Non  intendo  avallare quanto presumibilmente é stato  stabilito
  dalla  Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, non  so
  con  quale  grado di consenso al suo interno, e che prevede   una
  procedura così sbrigativa sull'atto più importante che, nel corso
  di un anno, questo Parlamento deve  compiere.

                       Sull'ordine dei lavori

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  l'onore  e
  il senso delle Conferenze dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
  altrimenti é inutile farle, l'accordo stilato era che stasera, da
  una  parte, si incardinassero la legge di bilancio e finanziaria,
  rinviando poi alla commissione e, contemporaneamente, dalla parte
  del  centro sinistra, si otteneva, quel giorno, che si discutesse
  fino al voto finale  la mozione unificata sulla devolution.
   A  prescindere da come si comincia e come si finisce, se  questo
  viene  confermato,  non  me la sento,  dopo  aver  concordato  in
  Conferenza   un  percorso  ancorché  contestabile,   di   tradire
  l'accordo fatto.
   Quindi,   resto  in  Aula,  naturalmente  se  da   parte   della
  maggioranza  si  pensa  di incardinare la  legge  di  bilancio  e
  finanziaria,  ma  di non portare a termine la  discussione  sulla
  mozione  sulla  devolution, con voto  finale,  anch'io  mi  sento
  esente  dall'accordo e mi rimodulo secondo quello  che  decidiamo
  all'interno  del  centrosinistra, assieme al gruppo  parlamentare
  che rappresento.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   mi
  spiace   dover   intervenire  nuovamente.   Siamo   assolutamente
  d'accordo che venga discussa stasera la mozione.
   Credo   che  la  maggioranza  senta  il  bisogno  di  avere   il
  Presidente  della Regione quando parlerà della devolution  ed  io
  non  sono  in  condizione di andare dall'altra parte  per  vedere
  quali  siano le parti impugnate che non dobbiamo ripresentare  e,
  contestualmente, assistere alla discussione della  mozione  sulla
  devolution.
   Se noi in mezz'ora decidiamo quello che dobbiamo ripresentare  e
  votiamo  le  norme,  abbiamo tutto il tempo per  discutere  sulla
  devolution.
   Altrimenti    cominciamo   con   questa   ed     assisterà    il
  Vicepresidente al dibattito. E' soltanto un problema di tempi.

    SPEZIALE  Sospendiamo per mezz'ora, lei va a vedere le norme  e
  cominciamo la discussione sulla devolution.

    CUFFARO    Presidente   della  Regione.   Per   me   va   bene.
  Incardiniamo intanto la legge di  bilancio e la finanziaria e poi
  sospendiamo.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, incardiniamo  il  disegno  di
  legge  numero 1066, posto al  punto 14 dell'ordine del giorno,  e
  il  disegno  di legge numero 1067, posto al punto 15  dell'ordine
  del giorno.

    FORGIONE  I testi dove sono?

    PRESIDENTE  Stanno per arrivare. Sospendo la seduta per  cinque
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore 17.30)

   La seduta è ripresa.

   Pongo in votazione la richiesta del Presidente della Regione  di
  prelievo  dei  disegni di legge.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

     CUFFARO   presidente  della  Regione.  Prendo  atto   che   le
  determinazioni  della  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari sono state disattese dai capigruppo della minoranza.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Discussione congiunta dei disegni di legge «Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-1094-1096) e
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
       finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
                     2006/2008» (1067-1094-1096)

    PRESIDENTE  Si passa alla Discussione congiunta dei disegni  di
  legge «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006»
  (1066-1094-1096)   e  «Bilancio  di  previsione   della   Regione
  siciliana per l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale  per
  il triennio 2006/2008» (1067-1094-1096), posti rispettivamente ai
  nn. 14) e 15) del quarto punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la II Commissione,  Bilancio', a  prendere
  posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per  svolgere  la
  relazione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza.  Propongo  che  la relazione  di  maggioranza  venga
  svolta  in  sede  di discussione dell'articolo 1 del  disegno  di
  legge finanziaria.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                     Per richiamo al Regolamento

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, vorrei poter esercitare  il  mio
  diritto   a   conoscere   per  tempo   e   a   potere   esaminare
  approfonditamente  sia  il  testo  del  disegno  di  legge  sulla
  finanziaria sia il bilancio e, pertanto, le chiedo l'applicazione
  del  comma uno dell'articolo 119 e dell'intero articolo  119  del
  Regolamento,  avendo  necessità almeno di 48  ore  di  tempo  per
  potere esaminare la documentazione.

    PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo, la informo che la  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso, nella riunione
  del 23 dicembre 2005 che sarebbero stati incardinati i disegni di
  legge  di  bilancio  e  finanziaria  e  che  il  termine  per  la
  presentazione degli emendamenti veniva fissato per il  giorno  10
  gennaio 2006.

    GIANNOPOLO  Questa presa di posizione me l'aspettavo da  altri,
  non da lei  Bisogna rispettare i diritti di un deputato
    PRESIDENTE    La   Conferenza   dei   Capigruppo   ha    deciso
  all'unanimità   che   la  finanziaria  e  il  bilancio   venivano
  incardinati  stasera non in questo ordine, che si dava  tempo  ai
  parlamentari di presentare gli emendamenti entro le ore dieci del
  10  di  gennaio  per mettere in condizione tutti  di  valutare  i
  testi, le proposte, la documentazione e mettere in condizione  la
  commissione  Bilancio,   giorno  11   gennaio   di  valutare   le
  proposte emendative e giorno 12  iniziare i lavori d'Aula.
   Pertanto,   debbo   essere  sincero,   una   decisione   assunta
  all'unanimità,  per  un  tempo così ampio,  mette  in  condizione
  chiunque   di   vedere  garantiti  ampiamente   i   diritti   del
  parlamentare.
   Se   si   vuole  mettere  in  discussione  la  decisione   della
  Conferenza dei capigruppo della seduta precedente lo si dica  con
  chiarezza.

    FORGIONE   Da  quella Conferenza  ad  oggi c'è una  novità:  ci
  sono ben 13 disegni di legge

    PRESIDENTE   Non  è vero, onorevole Forgione. Nella  Conferenza
  dei   Capigruppo   precedente,  se  lei   guarda   il   resoconto
  stenografico della seduta d'Aula - io non ero presente ma  lo sto
  leggendo   ora   -  c'è  scritto  che  stasera  sarebbero   stati
  incardinati  finanziaria  e bilancio, sarebbero  stati  votati  i
  testi  impugnati  dal Commissario dello Stato e sarebbero   state
  discusse e votate  le mozioni dopo la discussione unificata sulla
  devolution.  Pertanto, c'era un pronunziamento  della  Conferenza
  dei Capigruppo che in Aula non è stato contestato. Se l'Assemblea
  prende atto di questo emendamento...

    CRACOLICI   L'Assemblea ne prende atto senza violare  le  norme
  regolamentari   Io sarò il primo a chiedere  le   48  ore  per  i
  successivi tredici disegni di legge

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per richiarmo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  premetto
  che  mi rimetto all'accordo della Conferenza dei Capigruppo:  ciò
  che il mio Capogruppo ha concordato in quella sede a me sta bene,
  quindi non intervengo per dire che dissento dalla decisione della
  Conferenza,  ma siccome parliamo di Regolamento, non  si  fa  una
  stima ad occhio, è una interpretazione letterale.
   L'onorevole Giannopolo non chiede i dieci giorni per studiare  e
  presentare gli emendamenti, fa una scelta in dissenso con il  suo
  Gruppo,  sia  chiaro:  chiede  che  vengano  riconosciute  le  48
  regolamentari  che  devono intercorrere tra  l'esitazione  di  un
  testo in Commissione e il suo approdo in Aula.
   E'  una  norma precisa che non è derogabile né dalla  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, che non ha nessun potere
  sull'Aula, se non di accordo politico che intercorre, tant'è  che
  io rispetto l'accordo.
   Signor  Presidente,  non  sto chiedendo  le  48  perché  il  mio
  Capogruppo ha concordato in Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari che non sarebbero state chieste le 48 e  si  sarebbe
  andato avanti secondo l'accordo stabilito, ma nel momento in  cui
  c'è  un  parlamentare che lo chiede è nel suo diritto e  non  può
  essere  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  a
  precludere  questo  suo  diritto e questa  sua  facoltà.  Se  poi
  l'onorevole Giannopolo intende insistere su questa richiesta è un
  altro conto, ma dal punto di vista tecnico e regolamentare, a mio
  giudizio, non ci sono diverse interpretazioni da dare.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, lei ha perfettamente  ragione
  a  dire  che  sul piano della forma regolamentare è così.  Ho  il
  dovere  di  dirle che il Regolamento prevede che  la  discussione
  generale si svolga subito.
   Se  c'è  un altro che dice che la discussione generale  si  deve
  fare subito, non c'è nessuna Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari che possa stabilire che si faccia a gennaio.
   Se   si   devono  presentare  gli  emendamenti,   a   norma   di
  Regolamento,  si  devono  presentare  24   dopo  la  fine   della
  discussione  generale  e non c'è Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari che possa stabilire diversamente.
   Dopodiché,  ci  siamo  tutti  attenuti  -  almeno  io  -  ad  un
  deliberato  che può essere anche sbagliato, ma, comunque,  ad  un
  deliberato  unanime  della Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari che serviva a tutti per dire che non facciamo ora la
  discussione della finanziaria perché è bene farla il  10,  il  12
  gennaio ,  perché  l'intenzione del  Governo  -  perché  le  cose
  dobbiamo  ricordarle  tutte   - era che  bilancio  e  finanziaria
  fossero varati entro la fine del mese di dicembre.
   Si  è  condivisa  un'ipotesi, che la Conferenza ha  poi  varato,
  che  ha  messo tutti in condizione di fare le cose  che  si  sono
  dette.  Se  si mette in discussione questo è chiaro che  poi  gli
  effetti  finali  ricadono su  tutto e questa Presidenza,  a  quel
  punto,  deve obbligatoriamente applicare il Regolamento,  se  gli
  viene  ricordato,  anche  se  non gli  viene  ricordato  dovrebbe
  applicarlo  a  prescindere,  indipendentemente  dalle   decisioni
  assunte dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Non  credo  che  questo  serva a nessuno perché,  peraltro,  non
  sposta nulla, specie su finanziaria e bilancio.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 18.07)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  discussione  era   stata
  sospesa   per   consentire  il  richiamo  al  Regolamento   mosso
  dall'onorevole Giannopolo.
   Desidero  informare  i  colleghi che  il  Parlamento  aveva  già
  votato   l'inversione  dell'ordine  del  giorno  e  il  relatore,
  onorevole  Savona,  aveva rinviato a giorno 12  gennaio  2006  la
  relazione della Commissione. Pertanto, la discussione generale  e
  il  passaggio  all'esame  degli articoli  del  disegno  di  legge
  bilancio e finanziaria avrà luogo il prossimo 12 gennaio 2006.
   L'osservazione  dell'onorevole Giannopolo,  nonché  il  conforto
  degli   Uffici   e  l'intenzione  di  applicare  il  Regolamento,
  suggeriscono  che  il  passaggio  all'esame  degli  articoli,  la
  discussione  e  il  voto  finale  li  faremo  giorno  12  gennaio
  prossimo, e pertanto da ora sino a giorno 10 gennaio si  potranno
  presentare eventuali emendamenti.
   Pertanto, la procedura finora seguita è perfettamente  in  linea
  con  l'osservazione dell'onorevole Giannopolo, accolta nella  sua
  parte essenziale, fermo restando che il passaggio all'esame degli
  articoli,  ribadisco,  lo faremo giorno 12, in quanto  l'Aula  si
  era già pronunziata in tal senso  sulla questione.
   Avverto  infine  che  il  termine  per  la  presentazione  degli
  emendamenti  resta fissato, come stabilito dalla Conferenza,  per
  le ore 10.00 di martedì 10 gennaio 2006.
   Desidero   invitare  il  Presidente  della  Regione  a  riferire
  all'Aula   circa  l'ipotesi  di  sospensione  dei  lavori,   come
  prospettato,  sin  d'ora,  ovvero  alla  fine  della  discussione
  unificata delle mozioni.

    FORGIONE    Ma   ipotesi  sospensiva  di   che   cosa,   signor
  Presidente?

    PRESIDENTE   Onorevole  Forgione, il Presidente  della  Regione
  aveva manifestato di dover partecipare ad una riunione per capire
  come  procedere  relativamente agli altri  disegni  di  legge  e,
  quindi, aveva bisogno di mezz'ora, come riferito a tutti voi.
   Onorevole  Presidente, ritiene che si proceda  all'illustrazione
  delle  mozioni  prima  o  dopo la richiesta  di  sospensione  dei
  lavori?

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Andiamo  avanti,  signor
  Presidente.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Discussione unificata delle mozioni n. 464 e n. 468

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, su  proposta  del  Presidente
  della  Regione, non sorgendo osservazioni, si passa  al  punto  V
  dell'ordine del giorno  Discussione unificata delle mozioni :
   -  N.  464   Iniziative per la richiesta, di concerto con  altri
  quattro  consigli  regionali,  di  un  referendum  popolare   per
  scongiurare  le gravi conseguenze politiche che provocherebbe  la
  revisione  costituzionale così come approvata  dal  Senato  della
  Repubblica. ,   degli   onorevoli   Raiti,   Ferro,    Micciche',
  Morinello,   Orlando,  Forgione,  Liotta,  Sanzeri,   Barbagallo,
  Ortisi;

   -N.  468  -   Impegno del Governo della Regione  a  riferire  in
      merito  agli  accordi raggiunti con il Governo nazionale  sul
      contenzioso  tra Stato e Regione ed iniziative in  ordine  al
      promovimento  del  referendum  popolare  sulle  nuove   norme
      costituzionali in materia di attribuzioni di competenze dello
      Stato  alle Regioni. , degli onorevoli Capodicasa,  Speziale,
      Cracolici,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Giannopolo,   Oddo,
      Panarello, Villari, Zago.

   Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO che:

   nella  Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre  2005  è  stata
  pubblicata  la  legge  costituzionale  recante  'Testo  di  legge
  costituzionale  approvato  in  seconda  votazione  a  maggioranza
  assoluta,  ma  inferiore  ai due terzi  dei  membri  di  ciascuna
  Camera, recante: <<Modifiche alla Parte II della Costituzione>>';

   il  provvedimento è stato approvato dall'Aula del Senato con 170
  voti  favorevoli,  132  contrari e 3 astenuti,  nella  seduta  di
  mercoledì 16 novembre 2005;

   una  parte  della  norma  prevede  che  ciascuna  Regione  possa
  assumere,  per propria decisione, poteri esclusivi in materia  di
  sanità,  di  istruzione,  di sicurezza, con  la  conseguenza  che
  soltanto i territori che ne hanno le risorse, vale a dire le aree
  più  forti e ricche del Paese, acquisiscono autonomia decisionale
  in  queste  essenziali materie, uscendo dai sistemi  sanitario  e
  scolastico nazionali, e dotandosi di un proprio, ulteriore  Corpo
  di  polizia,  cosa  che  complicherebbe  inevitabilmente  il  già
  difficile  coordinamento  tra le  autorità  e  le  forze  che  si
  occupano, in Italia, di sicurezza;

   è   inoltre   previsto  che  ciascuna  Regione  possa  definire,
  attraverso una propria legge, la parte dei programmi scolastici e
  formativi   di  suo  specifico  interesse,  con  grave   minaccia
  dell'autonomia scolastica e, in definitiva, della stessa coesione
  culturale del Paese, prospettando una frammentazione del  sistema
  di  tutela di fondamentali ed essenziali diritti dei cittadini  a
  danno delle regioni più disagiate e meno sviluppate;

   tra  l'altro  la  modifica delle modalità di  elezione  e  delle
  funzioni  del  Presidente della Repubblica riduce allo  stesso  i
  poteri  di  supremo  garante  della Costituzione,  massima  fonte
  primaria  del  diritto in Italia ed inequivocabile  base  per  lo
  stato di diritto e democratico per il rispetto della pluralità;

   VISTO che:

   risultano  note le difficoltà in cui si ritrovano  le  strutture
  sanitarie  in  Sicilia e nelle altre regioni del Sud,  nonchè  il
  prezzo  altissimo  che pagano i siciliani  in  una  regione  dove
  ancora  si  muore  per  assenza di mezzi idonei  a  garantire  la
  salute;

   gli  ultimi dati statistici dimostrano la preoccupante  fuga  di
  cervelli e di giovani, professionalmente eccellenti, verso aree e
  strutture capaci di accogliere le loro risorse scientifiche,  che
  investono  sulle  risorse umane localizzate nel Nord  del  Paese,
  unica area dove si effettuano realmente investimenti idonei;

   CONSIDERATO  che il federalismo può valorizzare le iniziative  e
  le  potenzialità  locali  in un quadro  di  solida  garanzia  dei
  diritti  essenziali e di forte cooperazione tra tutti  i  livelli
  istituzionali,   mentre,   al   contrario,   in   questo    caso,
  crollerebbero le basi di unità e di solidarietà su cui  si  fonda
  la nostra Costituzione, garante dello Stato democratico;

   RILEVATO che:

   la  legge  non  è  stata  approvata nella seconda  votazione  da
  ciascuna  delle Camere con la maggioranza di due terzi  dei  suoi
  componenti,  come previsto dall'art. 138 della Costituzione,  per
  evitare il referendum popolare;

   come  previsto  dalla  Costituzione, cinque  Consigli  regionali
  possono chiedere il referendum entro tre mesi dalla pubblicazione
  e, in questo caso, la legge non viene promulgata,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  chiedere  il referendum popolare, di concerto con  gli  altri
  consigli  regionali,  al fine di farsi promotore  dei  valori  di
  solidarietà e sviluppo indispensabili per la crescita di tutte le
  aree  nazionali  che versano nelle stesse condizioni  di  disagio
  economico e sociale, garantendo le stesse opportunità e la stessa
  qualità  delle strutture sociali in tutto il territorio italiano,
  per  evitare  e  scongiurare le gravi conseguenze  politiche  che
  provocherebbe  la revisione costituzionale così come  approvata.»
  (464)

                                                           RAITI  -
  FERRO - MICCICHE' - MORINELLO - ORLANDO -

   FORGIONE - LIOTTA - SANZERI -BARBAGALLO

                  «L 'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PRESO  atto  dell'approvazione  al  Parlamento  nazionale  della
  legge  di riforma costituzionale che devolve materie e competenze
  di  pertinenza dello Stato alle Regioni e ridefinisce i  rapporti
  fra   i  diversi     livelli     (regionale      e      centrale)
  dell'Amministrazione;

   CONSIDERATO  che  tale  riforma  non  è  accompagnata   da   una
  sufficiente e chiara devoluzione in materia di tasse  e  tributi,
  per cui, a fronte delle nuove competenze attribuite alle Regioni,
  non  è  definito  il passaggio delle risorse necessarie  al  loro
  esercizio;

   ALLA  LUCE  inoltre,  di  quanto  affermato  da  esponenti   del
  Governo,  che  indicano come linea d'attuazione quella  applicata
  alla  Sicilia  per  la definizione del lungo  contenzioso  Stato-
  Regione,  attraverso la quale s'intende garantire un  costo  zero
  per  lo  Stato per il riconoscimento di somme dovute a fronte  di
  una  simmetrica attribuzione di competenze con costi  d'esercizio
  pari o addirittura superiori alle cifre riconosciute;

   PRESO  ATTO  che  nell'apposita  audizione  dei  funzionari  del
  Ministero  dell'Economia e delle Finanze  presso  la  Commissione
  paritetica   Stato-Regione  questa  interpretazione   restrittiva
  dell'accordo  raggiunto  tra  il  Governo  nazionale   e   quello
  regionale è stata formalmente confermata;

   CONSIDERATO  che  a  giudizio  di molti  e  autorevoli  ambienti
  politici,  amministrativi  e universitari,  nonché  della  stessa
  Conferenza episcopale, a seguito delle nuove norme costituzionali
  si  profila il rischio concreto di una divisione non solidale del
  Paese tra Regioni ricche e Regioni povere;

   RITENUTO  che  attraverso lo squilibrio indotto da queste  nuove
  norme  sia  stato portato il più pesante attacco  conservatore  e
  reazionario    alle   conquiste   dei   lavoratori    dell'ultimo
  cinquantennio   in   due   settori   decisivi,    quali    quelli
  dell'istruzione e della sanità, poste alla base del moderno Stato
  sociale;

   VISTO  che  tali  materie peseranno sul bilancio  già  ingessato
  della  Regione  siciliana in modo inedito e significativo  e  con
  effetti dirompenti;

   VALUTATO  che le somme riconosciute alla Sicilia in  materia  di
  tasse  automobilistiche  sono state già assorbite  dai  buchi  di
  bilancio  prodotti  negli  ultimi  anni  e  che  la  linea  della
  parallela  e  simmetrica attribuzione di competenze  (e  relativi
  costi)  a  fronte  del  riconoscimento  delle  somme  vantate  in
  applicazione  dell'art.  37  dello Statuto  non  consentirà  alla
  Sicilia  alcuna  significativa variazione di risorse  disponibili
  per  investimenti in produzione e servizi, tali da  invertire  il
  processo di declino economico segnato negli ultimi anni;

   CONSIDERATO  che  tali  processi sono effetto  di  una  politica
  sostanzialmente     e     consapevolmente antimeridionalista  che
  colpisce   la   nostra   Regione  insieme  alle   altre   Regioni
  meridionali,

                  IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   a  riferire in Aula in merito agli accordi raggiunti col Governo
  nazionale in materia di contenzioso fra Stato e Regione;

                             SI IMPEGNA

   a  farsi  promotrice, insieme ad altre Regioni,  del  referendum
  sulle  nuove  norme  costituzionali  recentemente  approvate   in
  materia   di   attribuzione  di  competenze  dello   Stato   alle
  Regioni.»(468)

                                 CAPODICASA - SPEZIALE CRACOLICI  -
  CRISAFULLI -DE BENEDICTIS -
                                 GIANNOPOLO  - ODDO -  PANARELLO  -
  VILLARI - ZAGO

   Ricordo  che  può  prendere la parola il  primo  firmatario  per
  illustrarla  e  un  deputato per ciascun Gruppo parlamentare:  il
  termine  assegnato  è dieci minuti per l'illustrazione  e  cinque
  minuti per l'intervento.

    FORGIONE  Perché un solo deputato per Gruppo? Chi l'ha deciso?

    PRESIDENTE  L'Aula, onorevole Forgione

    FORGIONE  Quando?

    PRESIDENTE   E'  stato  proposto  dall'onorevole  Ortisi  e  la
  Presidenza ha detto che, non sorgendo osservazioni, così rimaneva
  stabilito.
   Comunico   frattanto  che  gli  iscritti  a  parlare  sono   gli
  onorevoli  Raiti, Capodicasa, Rotella, Ortisi e Forgione,  quindi
  il Presidente della Regione.
   Ha  facoltà  di   parlare l'onorevole Raiti  per  illustrare  la
  mozione n. 464, quale primo firmatario.

    RAITI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la  discussione
  su  questo  argomento credo che sia assolutamente importante  sul
  piano  politico. E' anche vero, peraltro, che già cinque  Regioni
  italiane  hanno  votato una mozione che ha lo stesso  oggetto  di
  quella a cui oggi stiamo prestando l'attenzione e sulla quale  ci
  esprimeremo.
   Regioni come la Lombardia, come la Sardegna, infatti, hanno  già
  chiesto e attivato la procedura per chiedere il referendum contro
  la revisione costituzionale della cosiddetta  devolution .
   Le  mozioni proposte dall'Unione vanno nella direzione di  porre
  attenzione  e  di fare in modo che quest'Aula, che  tra  l'altro,
  Assemblea regionale siciliana, sappiamo tutti gode di uno Statuto
  speciale  che  la eleva a rango di Parlamento,  e  la  storia  di
  questa  Assemblea  l'abbiamo più volte richiamata  nel  corso  di
  questa  legislatura. Ebbene, quest'Aula ha quindi  il  dovere  di
  esprimersi in maniera chiara e forte contro questa legge  -  che,
  di  fatto,  mina l'unità nazionale - e, che lo faccia con  questi
  poteri   speciali  e  straordinari,  è  un  fatto   assolutamente
  importante.
   Ritengo,  quindi,   che  l'attenzione che presteremo  in  questa
  seduta  è un fatto assolutamente importante sul piano politico  e
  tocca uno dei gangli dell'ordinamento del nostro Stato.
   Questa  devolution, già il nome stesso dice molto,  nasce  dalla
  regressiva  negazione  dell'unità  dell'Italia  e  dal   livoroso
  desiderio  di  un  leader, l'onorevole Umberto Bossi  e  del  suo
  partito, La Lega,  di distruggere questa stessa unità.
   Non  a  caso,  sino  a  pochi anni fa, questo  leader  e  questo
  partito non utilizzavano il termine federalismo, bensì il termine
  e l'aggettivo secessione.
   La  devolution, quindi, mira a disfare l'Italia, al contrario di
  quel   federalismo   patriottico  propugnato   negli   anni   del
  Risorgimento  italiano da alcuni soggetti politici, tra  i  quali
  il  Partito  Repubblicano, che miravano a un  Paese  unitario  ed
  articolato   nelle  sue  peculiari  varietà,  ma   destinato   ad
  integrarsi in una Europa unitaria.
   Oggi si va in tutt'altra direzione  E che dire  Basti pensare  a
  ciò  che diceva il sommo poeta Dante:  L'Arno mi ha insegnato  ad
  amare  Firenze,  ma  anche a sentire che la nostra  Patria  è  il
  mondo, come per i pesci il mare ...
   Oggi,  invece, il nostro Parlamento, il Parlamento italiano  con
  una  sparuta minoranza, è la prima volta che  accade un fatto  di
  questo genere...

    STANCANELLI  La seconda volta...

     RAITI   Onorevole Stancanelli, le spiego  perché  è  la  prima
  volta.
   Lei  si  riferisce  a quelle norme approvate  nel  2001,  ma  si
  trattava  di alcuni articoli della Costituzione, che è  vero  che
  sono stati approvati solo con una maggioranza risicata, ma qui si
  tratta  della  modifica  di quarantanove articoli  della  seconda
  parte  della  Costituzione Italiana,  composta  da  poco  più  di
  ottanta articoli
   Quindi,  di  fatto, si è stravolta l'architettura costituzionale
  di  una  delle  Costituzioni più antiche del mondo,  che  ha  una
  struttura  giuridica cosiddetta rigida, e che è  stata  stravolta
  con una minoranza...
   Non era mai accaduto, nei Paesi delle democrazie occidentali
   Le   ricordo  solo,  onorevole  Stancanelli,  visto  che  me  lo
  richiamava,   quanto  generalmente  accadde  negli  Stati   Uniti
  d'America,   ritenuti  da  molti come una  delle  democrazie  più
  importanti del mondo.
   Ebbene,  la  Costituzione degli Stati Uniti d'America   è  stata
  approvata  il  17  settembre 1787, è stata  integrata  con  dieci
  emendamenti  del Bill of Rights l'anno dopo, quindi,   nel  1788,
  e,  da  allora,  cioè a dire in 217 anni,  sono stati  presentati
  diecimila emendamenti, ma ne sono stati approvati solo 17
   Invece,    questa   maggioranza   parlamentare   ha   modificato
  quarantanove  articoli  della nostra Costituzione  approvata  nel
  1948
   Perché questo? Perché la politica

     CUFFARO   presidente della Regione. Oltre a quelli del  titolo
  V,  approvati dall'altra maggioranza

    RAITI   Ripeto,  la politica non  è riuscita  a  conservare,  a
  proteggere e a innovare la rigidità della nostra Costituzione.
   Di  fatto, la Costituzione, che è il  motore della politica,  ne
  è   diventata   cornice   e   si  è  trasferita   in   essa   una
  delegittimazione   della   politica,   rendendo   possibile,    a
  maggioranza, disfare delle regole del gioco, dimenticando che  la
  Costituzione è il nerbo, la tutela della convivenza civile  e  ne
  garantisce la rappresentanza
   Questo  è  accaduto con l'approvazione della legge di  cui  oggi
  discutiamo  e credo che sia assolutamente doveroso, da  parte  di
  questa  Assemblea  regionale,  promuovere  le  procedure  per  il
  referendum, così come è previsto dalla Costituzione,  in  maniera
  tale che si possa aprire un dibattito forte e serrato nel Paese e
  che  tutti  i  partiti  politici possano esprimersi  ed  anche  i
  singoli componenti degli stessi partiti.
   Perché  non possiamo dimenticare i discorsi fatti al Senato,  da
  parte  del  vicepresidente del Senato Fisichella, e  per  ultimo,
  anche  alla  Camera, da parte dell'onorevole Follini,  che  hanno
  attaccato  fortemente  questa legge;  tra  l'altro,  il  senatore
  Fisichella  si  è  dimesso  dal proprio partito,  non  accettando
  l'impostazione di questa legge e dichiarando, in  modo  forte  ed
  alto,  che  questa norma è un prezzo altissimo che la maggioranza
  di governo ha pagato all'onorevole Bossi e alla sua maggioranza
   Ecco,  oggi,  ci  dobbiamo esprimere su questo,  partendo  dalla
  necessità  di  tutelare  l'unitarietà  della  nostra  impalcatura
  costituzionale, ma anche guardando agli aspetti fondamentali  che
  incidono  realmente e che possono portare alla disgregazione  del
  Paese su fatti e su materie concrete.
   E  ne cito tre, perché devo rispettare i tempi, ma argomenti  ce
  ne sarebbero molti altri: la sanità, la scuola e la sicurezza.
   Questa norma immette nel meccanismo dell'unitarietà dello  Stato
  gli elementi della divisione. Basti pensare, dicevo, alla sanità.
  E'  possibile  creare  venti  sanità diverse  nel  nostro  Stato,
  abbattendo ciò che è un principio costituzionale fondamentale  e,
  cioè a dire, la tutela  della persona, che si esplica anche nella
  garanzia  a  tutti  di un alto e qualificato elemento  di  tutela
  della salute?
   Ebbene, questo diritto viene a saltare, potendo adesso,  con  la
  devoluzione  dei  poteri dello Stato a tutte le  Regioni,  creare
  venti  meccanismi di sanità regionale diversi.  Basti  pensare  a
  come  andrebbero  velocemente la Lombardia o il Veneto,  che  già
  vanno  velocemente,  in  un  sistema dove  dovrebbero  vigere  la
  sussidiarietà  e i principi di perequazione, rispetto  a  regioni
  più povere come la Sicilia, la Calabria e altre.
   Con  questo meccanismo della devolution, il divario diventerebbe
  enorme,  un abbassamento della tutela della salute dei  cittadini
  delle regioni più povere per andare a briglia sciolta, in maniera
  qualificata ed importante per le regioni più ricche.
   E  questo  è  uno dei principi che mina fortemente  l'unitarietà
  dello  Stato  e sappiamo cosa voglia dire gestire la  regione  in
  Sicilia, in una terra che soffre maledettamente le carenze  della
  sanità,  basti vedere tutto quanto è accaduto negli ultimi  mesi,
  casi  di  mortalità  non  solo per gli  incidenti,  ma  anche  di
  mortalità infantile che, nell'isola, sono quattro volte superiori
  alla media nazionale.
     Passando alla cultura, la scuola regionale, così come previsto
  da  questa  legge  sulla  devolution,  non  solo  contraddice  la
  necessità  di  avere  un'unica  istituzione  di  formazione   che
  garantisca  lo  spirito di un'unitarietà nazionale,  ma  consente
  percorsi  formativi  improntati alle esigenze  di  ogni  regione,
  creando  confini  e barriere, all'interno dello  Stato  italiano,
  anche  nella  circolazione dei cittadini, non  solo  dell'idea  e
  della  cultura,  violando quindi le pari opportunità  di  ciascun
  cittadino italiano.
   E'  giusto,  e  noi lo condividiamo - perché il  nostro  spirito
  autonomistico della Regione è stato antesignano in questa materia
  -  che  ogni  regione  debba curare, nella  cultura,  la  propria
  specificità,  assolutamente  sì, ma  sempre  nell'ambito  di  una
  formazione culturale unitaria dello Stato italiano.
   Voi  pensate alla sicilianità di Verga o di Pirandello.  Ebbene,
  credo  sia inscindibile dalla loro grandezza, ma non interessa  a
  un  lombardo in maniera diversa da un siciliano, perché  la  loro
  grandezza  è  una  grandezza nazionale   Un'esclusiva  competenza
  locale,  in  materia scolastica, che inducesse, per esempio,  gli
  studenti  siciliani  ad  ignorare Manzoni,  per  studiare  Angelo
  Musco,  ebbene,  pensate che non distruggerebbe  e  minerebbe  la
  cultura degli studenti siciliani stessi?
   Con questa norma si rischia di fare anche questo
   Oggi   potrebbe   succedere  che,  ad  esempio,  nel   programma
  scolastico  della regione Veneto non sia contenuto lo  studio  di
  Verga, così come potrebbe succedere, un domani, che non si  possa
  studiare il Manzoni in una regione del Sud
   Questo  minerebbe gravemente l'identità culturale degli studenti
  delle future generazioni italiane.
   Relativamente  al tema della sicurezza, ciò è un altro  elemento
  assolutamente importante oggi, in un contesto storico  nel  quale
  si discute per affrontare i problemi del terrorismo e delle mafie
  internazionali, attraverso la creazione di organi sovranazionali,
  per esempio europei, per affrontarne così la pericolosità.
   Già  si  fanno  organi di polizia internazionali. Oggi,  invece,
  con  questo  sistema  della devolution sarebbe  possibile  creare
  venti  polizie  locali,  distruggendo l'apparato  unitario  dello
  Stato,   mettendo   in   seria   difficoltà   gli   investigatori
  nell'affrontare tematiche, non soltanto internazionali, ma  anche
  territoriali,  considerato che, infatti, in  alcune  regioni,  il
  presidio  di  legalità  è difficile da mantenere  e  lo  sappiamo
  benissimo.
   Con  una norma di questo genere, potremmo consegnare vaste  aree
  del  territorio  nazionale - e non solo  della  Sicilia  -  a  un
  controllo esiguo della legalità dello Stato.
   Questa  norma,  oggi,  contiene proprio questo  virus  che  mina
  fortemente  l'unitarietà dello Stato e che pone  l'Italia  in  un
  processo  antistorico  rispetto a quanto  accade  nel  resto  del
  Mondo.  Tutti  si  coalizzano per combattere il terrorismo  e  le
  forme  di  criminalità organizzata. Noi, invece, vogliamo  creare
  venti polizie locali
   Si  potrebbe  parlare  di  tante altre cose  per  muovere  delle
  critiche a questa norma.
   Per  questo  motivo oggi dovremmo, in maniera  chiara  e  forte,
  esprimere  un giudizio assolutamente negativo su questa  norma  e
  mettere  in  atto  il  processo  per  richiedere  un  referendum,
  affinché siano i cittadini a pronunciarsi in maniera organica.
   Onorevoli  colleghi,  ma lo immaginate  ciò  che  accadrebbe  se
  questa  norma  andasse in porto? A quali sarebbero gli  ulteriori
  costi per la Sicilia, per le Regioni, i Comuni e le Province?
   La  Regione siciliana ha poteri molto più ampi rispetto a quelli
  delle   altre  regioni  e  sappiamo  già  che,  a  seguito  della
  diminuzione  dei  trasferimenti di fondi dallo Stato  alle  altre
  regioni,  comuni e province, per gli stessi è molto  difficoltoso
  garantire i servizi essenziali.
   Ebbene,  con  un  ulteriore trasferimento di  competenze  e  una
  riduzione dei costi, così come è accaduto, certamente,  le  fasce
  sociali  più deboli della nostra Regione si troverebbero  in  una
  condizione  di  assoluta impossibilità di sopravvivenza,  con  la
  conseguente prevedibile riduzione dei servizi.
   Con  l'applicazione  di  questa legge,  se  dovesse  entrare  in
  vigore, aumenterebbe, inoltre, il divario tra Nord e Sud.
   Ritengo,  infine, che dovremmo votare a larghissima  maggioranza
  questa mozione. Un appello particolare va rivolto ai colleghi del
  Movimento per l'autonomia che, nel loro statuto,  ne hanno  fatto
  una battaglia fondamentale del loro impegno politico, cercando di
  tutelare - appunto -  l'autonomia della nostra Regione.
   Loro  lo  fanno,  così  come diceva  don  Luigi  Sturzo  e  come
  condivido, nella tutela della unitarietà dello Stato.  Don  Luigi
  Sturzo diceva, infatti, che uno degli elementi fondamentali della
  politica  siciliana e nazionale è quello di tutelare le autonomie
  dei  municipi e dei territori delle regioni, ma all'interno della
  unitarietà dello Stato.
   Ritengo  che  esprimere un voto favorevole  su  questa  mozione,
  oggi, vuol dire proseguire in quello spirito e dimostrare che  la
  Sicilia, dotata di poteri speciali, vuole porsi al servizio della
  unitarietà   dello  Stato,  perché  vuole  essere   una   Regione
  protagonista   della  propria  autonomia,  ma   protagonista   in
  un'Italia unitaria e in un'Europa delle Regioni.
   Votare   questa  mozione  oggi  significa  fare  ciò  ed  essere
  protagonisti di questo processo

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, l'onorevole Raiti  ha  parlato
  per quindici minuti e ne condivido l'opportunità, considerato che
  si   tratta  di  un argomento di importanza eccezionale.  Vorrei,
  tuttavia,  invitare  i  colleghi che  prenderanno  la  parola  ad
  attenersi ai tempi regolamentari.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedi

    PRESIDETE   Comunico  che  gli  onorevoli  Incardona,   Vicari,
  Leontini,  Cintola, Neri, Di Mauro sono in congedo per  l'odierna
  seduta.
   Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           Riprende la discussione unificata delle mozioni

    CAPODICASA   Chiedo  di parlare per illustrare  la  mozione  n.
  468.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  Presidenza  ha ragione quando sostiene che la materia è  talmente
  importante da richiedere una discussione molto approfondita, però
  questa  osservazione  riserva   anche  un'altra  lettura;  è  una
  medaglia  a  due  facce. In questo caso, l'altra  faccia  è  che,
  trattandosi di un tema lungamente dibattuto, non in quest'Aula  -
  grazie  a  Dio  i  temi  importanti sappiamo  schivarli  in  modo
  elegante  -,  ma  sulla stampa, nel dibattito politico-culturale,
  nel  Parlamento  nazionale, si sono avute  le  quattro  classiche
  letture  del  disegno  di  legge che, ad  ogni  passaggio,  hanno
  comportato un dibattito molto ampio.
   Credo  che  i contorni di questa materia siano abbastanza  noti.
  Vorrei soffermarmi, pertanto, più che sul fatto di merito, legato
  alle conseguenze che apporta su base generale l'ulteriore riforma
  o, come dice qualcuno,  deformazione' della Costituzione, seguita
  al  disegno  di  legge sulla devolution, - cosa che  altri  hanno
  sottolineato  visitandone  e  rivisitandone  gli  aspetti,  quali
  problemi  dell'unità  del  Paese  e  tutto  il  resto  -,   sulle
  conseguenze che il disegno di legge ha sulla Sicilia,  in  quanto
  ritengo sia questo che ci interessi e sia anche questo il  motivo
  per  cui il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro -  quando
  il disegno di legge fu presentato in Conferenza Stato-Regioni per
  l'approvazione,  secondo  le procedure nazionali  -,  pur  avendo
  approvato   il  disegno  di  legge  in  questione,  dichiarò   di
  dissentire  con il testo originario, cioè il disegno di  legge  a
  firma  dell'onorevole Bossi, proprio perché si  trattava  di  una
  normativa che collideva con gli interessi generali della  Regione
  siciliana.
   E,  allora,  cerchiamo di capire meglio le  ulteriori  modifiche
  che  sono  state aggiunte nel secondo passaggio in Parlamento  al
  disegno  di  legge originario. Il disegno di legge presentato  da
  Bossi, in qualità di Ministro, prevedeva solamente l'introduzione
  di  alcune  varianti,  tra  le quali le modifiche  relative  alle
  ripartizione  dei poteri in materia di sanità, scuole  e  polizia
  locali tra Regioni e Stato, invece, le successive modifiche hanno
  arricchito la materia fino ad interessare circa 57 articoli della
  Costituzione.
   Il  cuore di questa legge costituzionale, però, rimane sempre il
  famoso   disegno  di  legge  originario  di  Bossi,  quello   che
  trasferisce  alle  Regioni la competenza in  materia  di  sanità,
  scuola  e  polizia  locale. Tutto il resto è materia  importante,
  perché  riguarda  il  Senato  federale,  il  ruolo  del  Premier,
  Presidente  della  Repubblica,  le  procedure  legislative  nella
  ripartizione tra il Senato federale e la Camera dei Deputati,  ma
  per  il  momento è opportuno tralasciare questa parte  perché  ci
  porterebbe  molto  lontano e  questa sera,  i  tempi  sono  molto
  stretti.
   Il  tema  è  un  altro: vedere se il cuore di  quel  disegno  di
  legge,  almeno per la parte che riguarda la Sicilia,  e  cioè  il
  trasferimento  di  competenze, in materia  di  sanità,  scuola  e
  polizia  locale, dallo Stato alle Regioni, sia o  meno  di  aiuto
  alla  nostra autonomia e alla funzione ed al ruolo che la Sicilia
  vuole svolgere. Questo è il punto.
   Vorrei  chiedere al Presidente della Regione se  c'è  stata  una
  modifica  del  suo giudizio che inizialmente era apparso  un  po'
  contraddittorio. Infatti, sia in Conferenza dei Presidenti che in
  Conferenza Stato-Regione, aveva approvato quel disegno  di  legge
  pur  non condividendolo, in quanto aveva deciso di allinearsi per
  ragioni  di  disciplina, di coalizione alle scelte che,  in  quel
  momento, il Governo nazionale aveva adottato.
   Inoltre,  non mi è chiaro se il Governo della Regione  condivide
  o  meno,  se  ritiene  o meno questa legge costituzionale  lesiva
  delle aspettative e degli interessi dell'autonomia siciliana.
   Noi  riteniamo  che  il Presidente della Regione  e  il  Governo
  della  Regione avrebbero dovuto fare ancora di più, molto di  più
  di  quanto non abbiamo fatto le altre regioni meridionali che  si
  sono  opposte  a  questo disegno di legge, in quanto  la  Regione
  siciliana - lo si riconosca una volte e per tutte -, è la Regione
  maggiormente penalizzata in questa materia.
   E'  necessario  ricordare che, in materia di scuola,  la  nostra
  Regione  ha  visto riconosciuta la competenza primaria,  in  base
  all'articolo  14 del nostro Statuto, fin dall'origine,  cioè  fin
  dal  1946,  ma mai in questi 60 anni circa ha ritenuto di  dovere
  esercitare  questa  competenza, in quanto esercitarla  equivaleva
  nello  stesso tempo ad esporsi sul piano finanziario per  gestire
  un settore, quale quello della scuola, con un costo che all'epoca
  un ufficio speciale della regione, all'inizio della  legislatura,
  aveva quantificato in ottomilamiliardi.
   La  stessa cosa vale per la sanità. Oggi, contribuiamo al  fondo
  sanitario  per  il 42,5 per cento - anche se il Presidente  della
  Regione  afferma che contribuiamo in misura maggiore,  ma  questo
  sarebbe un aggravante - e quindi dovremmo, nel caso in cui questa
  competenza   fosse  trasferita totalmente in capo  alla  Regione,
  sborsare  un ulteriore 57 per cento circa, cosa che non  potremmo
  fare.  Esiste  il decreto legislativo 56/2000 che  consente  alle
  Regioni  a  statuto  ordinario di utilizzare  parte  del  gettito
  dell'IVA riscosso nella regione di provenienza per far fronte  ai
  costi  del sistema sanitario, ma per la Sicilia è diverso, perché
  noi, proprio nel settore dell'IVA,  per virtù statutarie, abbiamo
  l'intero ammontare.
   Non  ci  potrebbero consentire di finanziare  questa  quota  del
  fondo  sanitario  in base al decreto legislativo  56/2000  con  i
  fondi  dell'IVA, perché noi già li utilizziamo, li incameriamo  e
  pertanto  non  si  sa con quali mezzi finanziari  dovremmo  poter
  coprire scuola e sanità.
   Avremmo  un aggravio che dagli uffici viene calcolato intorno  a
  12,  13  mila  miliardi delle vecchie lire, cioè circa  un  terzo
  dell'intero bilancio della regione solo per coprire questi costi.
   Qualcuno  può  obiettare:  nel caso in  cui  fossero  trasferite
  queste competenze lo Stato dovrà pure in qualche modo intervenire
  ed  è così perché, in base alla spesa storica di sanità e scuola,
  lo  Stato  dovrà  metterci  nelle condizioni  di  gestire  questi
  settori.
   Occorre,  comunque,  stare attenti perché  questo  trasferimento
  non  sarebbe  mai tale da consentirci una sanità  di  eccellenza.
  Innanzitutto,  si tratta solo di copertura della  spesa  storica;
  poi,  dovremmo  anche  mettere in  conto  che  con  questi  fondi
  potremmo  gestire  solo  l'esistente, a  differenza  delle  altre
  regioni,  come  la  Lombardia che ha un  gettito  tributario  che
  equivale  al 34, 35 per cento dell'intero gettito tributario  del
  Paese,  infatti, dei tributi che si pagano in Italia  il  35  per
  cento  viene riscosso solo dalla Lombardia. Per cui la Lombardia,
  nel   momento  in  cui  andiamo  al  federalismo  fiscale,     si
  troverebbe mezzi finanziari enormi che le consentirebbero - oltre
  al  gettito  dell'IVA a cui  il decreto legislativo  56/2000  gli
  consente di attingere -,  di avere i mezzi propri con cui  potere
  sviluppare la sanità di eccellenza, con cui garantirsi, e  questo
  vale  anche per il settore scolastico e tutto il resto.
   Naturalmente,  ciò  avrebbe un effetto devastante,  che  sarebbe
  quello di vedere aggravate le disparità non solo nel campo  della
  fruizione dei servizi ordinari tra i cittadini italiani,  tra  il
  cittadino  lombardo e il cittadino siciliano, cosa che  già  oggi
  avviene: loro hanno trasporti urbani ed extraurbani migliori  dei
  nostri, hanno una qualità del territorio, una infrastrutturazione
  migliore,   ma  anche  nei  settori  che  riguardano  i   diritti
  fondamentali  del  cittadino quale quello della  scuola  e  della
  sanità.
   Allora,  credo  che  ci sia tanta materia e  anche  tanti  buoni
  motivi  per mettersi in testa alla battaglia referendaria  contro
  la  devolution  approvata poco tempo fa dal Parlamento  italiano.
  Abbiamo  ottime  ragioni,  diciamo che  se  da  italiani  abbiamo
  tantissime ragioni, da siciliani ne abbiamo molte di più.
   Credo sia opportuno discuterne oggi, intanto per capire cosa  ne
  pensa  il  Governo,  poi  se ci si vuole mettere  alla  testa  di
  questa  battaglia,  non  significherà  soltanto  firmare  per  il
  referendum, che è una cosa sacrosanta, direi  quasi scontata  per
  la  Sicilia, ma fare campagna referendaria, cioè, considerato che
  vi sono in gioco interessi fondamentali per la nostra Regione, si
  potranno realizzare tante iniziative, anche  eclatanti, in questo
  campo.
   Naturalmente,  se  a prevalere sull'interesse dei  siciliani  vi
  sono,  poi,  gli  interessi politici, le ragioni di  cordata,  di
  coalizione,  allora  bisognerà ammettere che  è  stato  sconfitto
  veramente  lo  spirito  autonomistico,  sono  stati  sconfitti  i
  siciliani  e a farsi  artefici, autori e protagonisti  di  questa
  sconfitta   saranno  stati  il  Governo  della  Regione,   questa
  maggioranza,  cosa  che  da siciliano non mi  auguro,  nonostante
  faccia parte dell'opposizione e non auguro a questo Governo  che,
  naturalmente,  combatterò  e  che  spero  venga  sconfitto   alle
  prossime elezioni. Su questo punto, mi auguro veramente, con  uno
  spirito   bipartisan', che la maggioranza non si  macchi  di  una
  colpa  grave  quale  sarebbe quella di  respingere  la  richiesta
  contenuta nelle mozioni presentate.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella.  Ne  ha
  facoltà.

    ROTELLA    Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, vorrei iniziare  questo  mio  breve
  intervento  partendo  dalla fine, cioè vorrei  apportare  la  mia
  firma alle mozioni presentate perché la devolution di cui oggi si
  parla è una devoluzione soltanto di carattere finanziario.
   Nel nostro Paese eravamo tutti, pressappoco, fratelli quando  si
  trattava  di  investire, quando per esempio con i risparmi  degli
  agricoltori del Sud  si facevano le grandi industrie,  quando  si
  finanziava  a  colpi  di  decreti la  Fiat  come  grande  impresa
  nazionale,  non  ci si poneva mai il problema di capire  da  dove
  provenivano questi soldi; erano soldi delle casse dello Stato.
   Nessuno  si preoccupava se alcune regioni progredivano ed  altre
  no. Si è fatto un famoso articolo che, pressappoco, riequilibrava
  le  distrazioni compiute nei confronti della Sicilia e ogni tanto
  su  questo  articolo  si trattava. Man mano  che  questo  disagio
  cresceva, si sviluppava anche il divario tra Nord e Sud.
   Poi,  un  giorno, è nato un movimento chiamato Lega che,  guarda
  caso,  diventava il sindacato di alcuni poteri forti di una parte
  del  nostro Paese che tentava di difenderne i privilegi. E questo
  sindacato  è  divenuto  partito e questo partito  è  divenuto  il
  valore  aggiunto che fa la differenza dentro la politica  tra  il
  Nord  e  il  Sud. Ed è stato  anche corteggiato, per  la  verità,
  dall'altra parte della politica.
   Alla  fine,  ha scelto e ci siamo trovati per molti anni  questo
  peso  ingombrante, questo peso nefasto sul capo  di  una  piccola
  parte  della  politica che ha deciso di dividere e di  divaricare
  ancora di più questa spaccatura tra Nord e Sud.
   Allora,  oggi,  quest'Aula ha una grande possibilità:  approvare
  un  principio  che  si  chiama devoluzione politica.  Vediamo  se
  riusciamo  ad  applicare  il principio  di  una  devoluzione  che
  scolleghi  i rapporti che ciascun partito di questa Assemblea  ha
  con  i propri riferimenti nazionali; fortunatamente io non ne ho,
  quindi non ho questo problema, questa incombenza.
   Sarebbe  opportuno  che ogni partito della maggioranza  e  della
  minoranza trovasse una scatto d'orgoglio in un atto che si chiama
  devoluzione  politica per riappropriarsi di una forte  iniziativa
  che ridà lo slancio, la dignità e la forza, non tanto di andare a
  piagnucolare  dietro la porta del ricco padrone cercando  qualche
  manciata  di  spiccioli, ma di applicare  un  principio.  Sarebbe
  stata sacrosanta la devoluzione di cui andiamo parlando in questi
  giorni,  che diventa di fatto oggi legge di questo nostro  Paese,
  se  prima  della devoluzione ci fosse stata quella  parola  detta
  risarcimento,  attraverso il quale si fossero fatti  i  conti  di
  tutto  ciò  che  non  è  stato dato al  popolo  del  Mezzogiorno,
  compresa la Sicilia.
   Poco  fa,  è  stato fatto un accenno dall'onorevole  Capodicasa,
  quando  parlava  della  sanità,  della  pubblica  istruzione,  ma
  dovremmo andare oltre, dovremmo parlare dei trasporti e di  tante
  altre  cose  facendo un ragionamento complessivo. Un Paese,  dove
  ci  sono  ancora, ad esempio, treni che viaggiano a  vapore  o  a
  diesel rispetto all'alta velocità, può essere competitivo  e  può
  essere diviso tra ricchi e poveri.
   Allora,   credo  che,  oggi,  non  si  possa  applicare   questo
  principio,  esso non appartiene ad un partito ma ad  uno  spirito
  solidaristico  del popolo del Sud  e credo che per  noi  oggi  la
  richiesta  di  referendum  non sia un fatto  politico  di  parte,
  bensì un nostro preciso dovere perché una devoluzione così come è
  stata   congegnata,  articolata,  presentata,  negoziata,   anche
  attraverso una forma ricattatoria da parte della Lega, può essere
  accettata solo se prima viene ripianato il divario Nord-Sud, solo
  se  viene fatta giustizia di una serie di inadempienze che, oggi,
  credo non possano più essere tollerate da questa parte del Paese.
   Tanto  è  vero che a furia di divaricare questa differenza  noi,
  oggi, abbiamo una parte di Paese che produce e una parte di Paese
  che  non  consuma  perché, naturalmente, al Sud non  esistono  le
  risorse per acquistare il prodotto.
   Quindi,  signor Presidente, oggi il senso della firma di  questa
  mozione  non  è l'adesione civettuola di apprezzare un'iniziativa
  che  mi rammarico solo di non avere preso per primo, ma che posso
  fare per secondo. Mi auguro che intorno a questo tema, insieme  a
  tutti gli altri gruppi autonomisti presenti in questa Assemblea -
  mi riferisco al MIP e al MPA -,  ci si possa ritrovare intorno ad
  una  questione che, naturalmente, non é soltanto di merito, ma  è
  una   difesa   necessaria  ed  appassionata   di  questo   nostro
  territorio  che  non può essere devastato, saccheggiato  ed  alla
  fine  abbandonato da una politica centralizzata che, come sempre,
  fa  pagare il prezzo ai più poveri e si dimentica di farlo pagare
  ai più ricchi.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Ortisi.  Ne  ha
  facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   quasi
  perfetta solitudine tenterò, e ci riuscirò nei tempi assegnatimi,
  di  sviluppare un discorso che cerca di travalicare la  divisione
  fra  Casa  delle Libertà e Unione e che invece ha la  pretesa  di
  attingere al piano culturale e anche antropologico.
   Soltanto  dal 1951 il concetto di democrazia si associa  ad  una
  valutazione  estremamente positiva. In effetti  fino  alla  prima
  parte del 1900 il concetto di democrazia é stato sempre discusso,
  dal  codice di Hammurabi in poi; ma dalle riflessioni di  Platone
  la  democrazia  non é mai vista, fino agli anni  '40  del  secolo
  scorso,  come il migliore dei regimi possibili. Tanto é vero  che
  Polibio per giustificarne l'intromissione assieme a monarchia  ed
  oligarchia  ha  bisogno  di  inventare  la  miktex  politeia,  la
  costituzione mista.
   E  tuttavia dal 1951 in poi, dal dopoguerra diciamo,  nel  mondo
  occidentale,  ma  non solo, democrazia equivale a  positività  di
  regime.   A  tal  punto  che  solo  parti  marginali,  non   come
  appartenenza  ma  come  quantità di  riflessione  dell'occidente,
  Luciano  Canfora  per  esempio, contestano questa  idea.  Canfora
  sostiene  che  tutti  i  regimi vanno  ricondotti  a  oligarchia,
  compresa  la  democrazia,  mentre il mondo  orientale,  forte  di
  tradizioni  tribali democratiche acquisisce sempre più  pensatori
  all'idea  che  democrazia  rappresenti positività;  anzi  l'unica
  positività di regime possibile. Amartya Sen che io ho  citato  in
  altre occasioni, economista indiano per ultimo, nella  Democrazia
  degli altri .
   A  fronte di questo processo generale, tuttavia, nell'occidente,
  ma  nell'ultimo periodo in Italia, in particolare,  assistiamo  a
  due  processi, uno verticale e uno orizzontale di segno  opposto,
  come  se  le  ragioni  della storia  venissero  sacrificate  alle
  ragioni   della  cronaca  e  della  appartenenza  spesso  becera,
  dall'una   e  dall'altra  parte.  Cioè  succede  che   i   poteri
  costituzionali,  per esempio, ed é la dimensione  orizzontale,  e
  cioè  il  potere  amministrativo, legislativo e  giudiziario,  si
  blindano  sempre più ognuno a difesa della propria  essenza,  per
  cui  assistiamo  a una forma di contrapposizione spesso  frontale
  fra  i  tre  poteri,  in cui ognuno cerca di  invadere  il  campo
  dell'altro o lo invade per la teoria dei vasi comunicanti, perché
  l'altro  mostra  debolezza contingente e momentanea,  mentre  sul
  piano orizzontale assistiamo a quello che oggi stiamo discutendo,
  alla devolution che dovrebbe essere una forma di applicazione del
  concetto  di  sussidiarietà, sancito dal Trattato di  Maastricht,
  che  avrebbe un senso perché si rifarebbe, veramente,  ai  grandi
  pensatori  del  1800,  Cattaneo, del 1900  Omodei,  ma  anche  al
  pensiero solidaristico del mondo cristiano.
   Ed  invece  no,  diventa  un'occasione di  divisione  e  diventa
  un'occasione  di  contraddizione ai processi che l'occidente  sta
  vivendo e all'interno dei quali sta acquisendo il pensiero  anche
  di pensatori che non  appartengono all'occidente.
   E'   per   questo,   fondamentalmente,  che   noi   abbiamo   la
  consapevolezza che questa sia l'ultima spiaggia, l'ultima trincea
  oltre  la  quale, su giudizio unanime dei politologi di tutto  il
  mondo,  non  esiste possibilità altra di aggregazione  umana  che
  inventi altre forme di comunitarismo.
   Oltre   la   democrazia  non  c'è  altro,   c'è   il   mutamento
  antropologico dell'individuo, dell'essere umano che diventa altro
  rispetto all'individuo, all'essere umano, cioè c'è una forma  non
  di  aggregazione  (Orwell, Popper),  c'è  una  forma  in  cui  le
  divisioni  tradizionali,  per  esempio  quelle   tra   destra   e
  sinistra,  fra  conservatori e progressisti non esisteranno  più;
  esisterà  una  forma  indistinta in cui il potere  viene  da  una
  minoranza teorizzata e da  una stragrande maggioranza subito.
   Allora  noi,  oggi,  non decidiamo in ordine  ad  una  battaglia
  contingente fra quanto ha deciso la Casa delle Libertà, a livello
  nazionale,  e  quanto possiamo decidere noi a livello  regionale,
  siamo  investiti,  invece, di un ruolo e di  una  importanza  che
  travalica questa suddivisione momentanea e temporanea,  per  cui,
  consentiteci,  di non basare il nostro discorso  sugli  argomenti
  che  altri  colleghi  prima  di me hanno  svolto,  meglio  di  me
  sicuramente,  ma  soprattutto su queste  osservazioni  di  fondo,
  altro che bipartisan.
   Nel  merito,  soltanto  due riflessioni brevissime,  considerato
  che  ho  parlato  sei  minuti.  La pubblica  istruzione.  Dovremo
  studiare in un posto  La Saga dei Celti  e in un altro...

    PRESIDENTE  La invito a concludere, onorevole Ortisi.

    ORTISI   Signor Presidente, ho parlato soltanto 6 minuti  e  17
  secondi, Signor Presidente, gli altri hanno parlato 12 minuti.

    PRESIDENTE  Gli altri hanno illustrato le loro mozioni.

    ORTISI  L'onorevole Rotella ha parlato 11  minuti, dalle  18.40
  alle 18.51.

    PRESIDENTE   Ha  parlato  6 minuti  e  mezzo,  c'è  l'orologio.
  Comunque vada avanti, completi il concetto.

    ORTISI  Rinunzio a completare il mio intervento.

    PRESIDENTE  A me dispiace che l'Onorevole Ortisi l'abbia  presa
  in questo modo, ma i presentatori delle mozioni hanno dei tempi e
  chi vuole intervenire ne ha altri. L'onorevole Rotella ha parlato
  6  minuti e mezzo. Il problema non era lei, onorevole Ortisi,  ma
  il suo successore.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor  Presidente,   a  cinque  minuti   stacchi   i
  microfoni, altrimenti creo un incidente

    PRESIDENTE   Non  minacci, onorevole  Ortisi,  io  stasera  non
  avrei fatto parlare nessuno.

    ORTISI    Vede,  Signor  Presidente,  l'altra   volta   abbiamo
  iniziato  con  la devolution ed  abbiamo concluso  con  i  funghi
  ipogei.  E'  questo  il  livello  di  questa  Assemblea  che  lei
  meritoriamente stasera presiede.

    PRESIDENTE   La  ringrazio  del   livello ,  onorevole  Ortisi,
  dobbiamo adeguarci.

    FORGIONE   Signor Presidente, io non so perché lei non  avrebbe
  fatto  parlare  nessuno stasera, spero non per  l'ansia  di  fare
  approvare tutte le leggi che il Governo e la maggioranza ci hanno
  proposto, né noi, né noi stiamo parlando di devolution di  questa
  nostra  mozione  solo per fare perdere tempo ad  una  maggioranza
  così  ansiosa di  approvare strategici provvedimenti per le sorti
  della Sicilia e del Mezzogiorno.
   Lo  stiamo  facendo, e davvero avrebbe meritato questo dibattito
  un'altra  attenzione, un altro approfondimento, perchè  riteniamo
  che   quanto   è   avvenuto  in  materia  di  demolizione   della
  Costituzione,   non   di   devolution,   di   demolizione   della
  Costituzione, dei principi fondativi del nostro Stato e  del  suo
  carattere   unitario  dal  punto  di  vista  politico,   sociale,
  culturale, istituzionale, hanno a che fare con il presente  e  il
  futuro del nostro Paese.
   Forse  anche  un  collegamento  tra  questa  discussione  e   il
  dibattito che abbiamo avuto sulle modifiche del nostro Statuto in
  Sicilia   avrebbe  meritato  un'altra  attenzione.   Ha   ragione
  l'onorevole  Ortisi.  Quelle  modifiche  statutarie   con   tante
  conferenze stampa in pompa magna di tutti i presidenti  possibili
  al   momento,   che  oramai  sono  naufragate  di   fronte   allo
  scioglimento  imminente delle Camere per cui  della  riforma  del
  nostro  Statuto  siciliano  autonomista  se  ne  riparlerà  nella
  prossima  legislatura  perchè questa destra  così  subalterna  ai
  ricatti di Bossi e della Lega non ha avuto la forza invece,  cari
  amici  di  Alleanza nazionale e cari rappresentanti istituzionali
  del  centro-destra siciliano, così supino e subalterno e a  Bossi
  nell'approvare  una devolution che favorisce solo  gli  interessi
  economici e finanziari del nord, non ha avuto la forza.

    FORMICA  Devoluzione

    FORGIONE   Io  capisco che lei per antica  cultura  rifiuta  le
  parole estranee all'italiano, perchè il suo modello è quello  del
   caffè'  e non dei bar. Però questa destra non ha avuto la  forza
  di   imporre  la  discussione  e  l'approvazione  dello   Statuto
  siciliano  ed  è  bene  che la Sicilia lo sappia.  Però  è  stata
  subalterna  e  supina nell'approvare questo modello statuale  che
  per  il  sud e la Sicilia è un modello sciagurato. Guardate,  noi
  crediamo che la Sicilia oggi ha una possibilità. Riscattarsi  con
  un  atto di orgoglio da quanto è avvenuto e tutto assieme  questo
  Parlamento    sottoscrivere   la    richiesta    di    Referendum
  istituzionale.
   Non  ne  abbiamo bisogno, colleghi del centro-destra   Sono  già
  centinaia di migliaia le firme che sottoscrivono la richiesta  di
  referendum.  Ma sarebbe questo un atto di autonomia nel  migliore
  spirito   dell'autonomismo  siciliano,  invece  noi   anche   qui
  scontiamo un ritardo culturale, una logica di schieramenti. Io lo
  capisco,  c'è  stato  anche  un  errore  che  va  riparato  e  lo
  ripareremo con il referendum commesso dal centro-sinistra  quando
  nel  finire  nella  passata  legislatura,  con  soli  4  voti  di
  differenza,  approvò  quella  modifica  costituzionale  e  con  i
  Regolamenti,   a   proposito   di   Regolamenti   e   di   rigore
  istituzionale,  non  si  scherza.  Con  la  Costituzione  non  si
  scherza.  Fece un errore allora il centro-sinistra  spianando  la
  strada  a questa destra reazionaria e convocazioni autoritarie  a
  potere demolire la Costituzione con maggioranza semplice.
   Noi  lo  diciamo perchè allora come oggi fummo critici  e  siamo
  critici  di  questi  comportamenti e di questa demolizione  della
  seconda e della prima parte della Costituzione. Anche qui bisogna
  smetterla  con  questa  falsità. Non c'è  una  demolizione  della
  seconda  parte che non intacchi la prima parte della Costituzione
  del  nostro Paese. Quando si dice che i principi sono fatti salvi
  ma  poi  andiamo a modificare quanto nella Costituzione materiale
  si   è   già   trasformato  in  questi  50  anni  di   democrazia
  costituzionale, si dice una falsità. Si dice una  falsità  perchè
  quando   si   fanno  le  leggi  che  demoliscono  l'autonomia   e
  l'indipendenza  della  Magistratura si intacca  la  prima  parte,
  quella dei principi dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla
  legge   che   può  essere  garantita  solo  da  una  magistratura
  indipendente.
   Quando  si  mette in discussione l'unità sociale del  Paese,  si
  mette  in  discussione quella prima parte della Costituzione  che
  parla  del  lavoro  come  unità di  misura  del  rapporto  tra  i
  cittadini  e tra i cittadini e lo Stato, non a caso quello  è  il
  fondamento della Regione.
     Ho concluso signor Presidente. Cinque minuti sono trascorsi?

    PRESIDENTE  Cinque minuti e dodici secondi

    FORGIONE   Io chiudo qui perché mi rendo conto che la  passione
  dell'Aula  ed  anche  il rigore del rispetto del  Regolamento  in
  questo  caso diciamo integerrimo ed in altri casi molto  più  che
  elastico come lei questa sera ha dimostrato, dimostrano tutto  il
  peso  che questa Aula e questo Parlamento da ad un dibattito  che
  ha  a  che  fare  non  con  gli  interessi  di  questo  o  quello
  schieramento ma con la democrazia in Sicilia ed in Italia.

    PRESIDENTE    Onorevole  Forgione,   esistono   gli   strumenti
  regolamentari che consistono nella presentazione di una mozione e
  la  sua illustrazione. Non l'ho fatta io la scelta. La Conferenza
  dei  capigruppo  avrebbe potuto decidere  che  una  materia  così
  delicata  abbisognava  di  tempi  diversi  e  metteva  tutti   in
  condizione di potere fare un dibattito più ampio.
   Se  si è deciso di fare in questo modo il 28 di dicembre,  a  me
  ha  fatto un favore perché ormai la Sicilia sa che questa data  è
  legata  a un fatto personale, però se si fosse deciso in  maniera
  diversa il Parlamento avrebbe potuto lavorare diversamente.

    FORGIONE    Basta  vedere  l'interesse  del   Governo   e   del
  Parlamento. Basta così

    PRESIDENTE  Onorevole Forgione,  l'interesse è collettivo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Orlando. Ne ha facoltà.

    ORLANDO    Signor   Presidente,   sarò  breve   perché   voglio
  collegare  gli  auguri per il Santo Natale e gli  auguri  per  il
  Natale  laico che lei celebra oggi. Desidero soltanto fare alcune
  considerazioni.
   La  maggioranza parlamentare che ha approvato la modifica  della
  Costituzione repubblicana ha esercitato un suo legittimo  diritto
  ed ha esercitato un suo legittimo diritto che però si scontra con
  il  sistema  bipolare che ci siamo dati. In un  sistema  bipolare
  infatti  di  regola la modifica degli articoli della Costituzione
  viene  ridotta al massimo perché si vuole evitare che logiche  di
  tenuta  di stabilità del Governo possono influenzare il contenuto
  delle  modifiche  della Costituzione che non può essere  soltanto
  limitata  ad  una esperienza di governo e per questo  l'onorevole
  Raiti ricordava come in un sistema bipolare classico, Stati Uniti
  d'America, le modifiche alla Costituzione sono pochissime  perché
  si  vuole evitare di metter mano a norme costituzionali sotto  la
  pressione  di  esigenze di tenute stabilità del  Governo.  Perché
  faccio  questa  premessa? Faccio questa premessa perché  io  sono
  convinto   che  si  sia  commesso  un  errore  a  fare  modifiche
  costituzionali  a  maggioranza nella precedente legislatura  così
  come  l'avete commesso voi maggioranza adesso; la differenza  del
  numero  degli  articoli  modificati però  non   è  irrilevante  e
  neanche  il  contenuto è irrilevante perché un conto è modificare
  alcuni  articoli  che  riguardano l'aspetto organizzatori,  altro
  conto   è   modificare  articoli  che  mettono   in   discussione
  sostanzialmente la tenuta sociale e democratica del nostro Paese.
  D'altra  parte  l'elevatissimo  numero  di  articoli  modificati,
  l'abbiamo  letto seguendo per due anni le cronache dei  giornali,
  sono il frutto di veti e minacce di crisi, e dietro ogni articolo
  c'è  un  deputato, una forza politica, c'è un esponente  politico
  che  può  cantare vittoria creando in questo modo  una  lista  di
  articoli  che  nulla hanno a che fare con l'armonia che  dovrebbe
  avere  una  così  rilevante modifica costituzionale.  Ma  c'è  un
  aspetto  che  io  vorrei rilevare. Nonostante  qualche  deputato,
  qualche gruppo parlamentare ritiene di essere vincitore la realtà
  che  questa modifica della Costituzione ha soltanto due vincitori
  ed uno sconfitto. Ha come vincitore l'egoismo di chi ha potere  e
  risorse ed ha come vincitore la mortificazione di chi non ha sino
  alla  condanna  al  clientelismo  perché  questa  modifica  della
  Costituzione si ispira esattamente al principio per il quale  chi
  ha,   ha  tutti i diritti e chi non ha non ha diritti  e  finisce
  inevitabilmente a chiedere come favore quello che dovrebbe essere
  un diritto; è una violazione.
   Ecco  la  sconfitta,  del principio di  eguaglianza,  che  è  un
  principio  cardine  della  nostra  Carta  costituzionale,  perchè
  un'adeguata scuola, un'adeguata sanità, un'adeguata sicurezza  in
  regioni  come  la  Sicilia non si possono realizzare  senza  fare
  ricorso  al principio di solidarietà nazionale. Di quel principio
  di  solidarietà  nazionale che dovrebbe  essere  prerogativa  dei
  governi  di  destra come dei governi di centro-sinistra.  Rompere
  questo   principio  di  solidarietà  significa,  sostanzialmente,
  condannare  chi non ha alla clientela e consentire a  chi  ha  il
  diritto  di  essere egoisti. Per questo io mi auguro  che  questa
  mozione  venga  approvata  e  che possiamo  tutti  concorrere  ad
  eliminare  questo obbrobrio giuridico che offende le  prospettive
  di cambiamento della nostra Regione.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino.

      TUMINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione
  di  questa sera è un gesto importante sul piano complessivo,  sul
  piano politico sotto tanti punti di vista, che i colleghi che  mi
  hanno  preceduto hanno in qualche maniera sottolineato. Io vorrei
  mettere  in  evidenza due questioni: la prima è che la devolution
  segue  una fase della vita politica nazionale, in cui la lega  di
  Bossi  ha  affermato,  con  forza e  talvolta  anche  con  grande
  provocazione,  il principio della secessione, cioè  il  principio
  della  rottura  dell'unità nazionale, ma in maniera assolutamente
  chiara   e   talvolta   plateale  e   provocatoria,   come   quei
  comportamenti  che sono avvenuti dinanzi alla bandiera  da  parte
  del ministro Bossi in tante occasioni.
   Quindi,  la  devolution è espressione di una chiara  volontà  di
  rottura   dell'unità   nazionale.   Oggi   l'approvazione   della
  devolution,  se  mai dovesse essere approvata anche  dal  popolo,
  avrebbe  probabilmente il significato di un passo nella direzione
  della  secessione  politica.  La  seconda  questione  che  voglio
  sottolineare,  al  di  là di quello che è  successo,  e  cioè  di
  un'approvazione  di  questa norma da  parte  di  una  maggioranza
  risicata  del fatto che ci sono tantissimi aspetti di complessità
  del  sistema  costituzionale che non garantiscono  una  snellezza
  nella procedura di formazione delle leggi, eccetera, una cosa che
  mi  preme  sottolineare è l'aspetto legato  al  trasferimento  di
  funzioni,  di  competenze  nel campo della  pubblica  istruzione.
  Secondo  me,  trasferire  compiti  nel  campo  della  sanità  può
  determinare,    determinerà   sicuramente,   gravi    ingiustizie
  nell'attribuzione  dei servizi sanitari alle persone  e,  quindi,
  come diceva il collega Orlando, il dare a chi più ha e non dare a
  chi ha di meno. Ma il problema grande della pubblica istruzione è
  quello  del  cuore,  dell'anima dell'unità  nazionale.  Cioè,  la
  pubblica istruzione significa ciò che più in profondità unisce la
  nazione.  Quindi  andare  a devolvere  questo  tipo  di  segmento
  dell'attività  politica e amministrativa  significa  minare  alle
  fondamenta, lo spirito dell'unità nazionale.
   Ma,  ancora  di più, Signor Presidente, onorevoli colleghi,  noi
  abbiamo  un'esperienza  drammaticamente negativa,  che  è  quella
  della formazione professionale. La formazione professionale è  un
  enorme   pentolone   in   cui   il  rapporto   costi-benefici   è
  drammaticamente alto rispetto a qualunque altro ragionamento. Noi
  abbiamo  7-8.000,  non si sa neanche più quanti sono,  dipendenti
  della  formazione regionale che producono in termini di  vantaggi
  risultati assolutamente trascurabili.
   Bene,   io  ho  il  fondato  timore  che  il  trasferimento   di
  competenze  nel  campo  della  pubblica  istruzione,  alla  fine,
  determinerebbe  per  la Sicilia un'equiparazione  della  pubblica
  istruzione al sistema della formazione professionale.
   Cioè,  equiparerebbe qualcosa che in atto funziona, che produce,
  che  ha  una  dimensione  grande, a qualcosa   che  non  produce,
  assolutamente clientelare, assolutamente piccola sul piano  della
  politica e quindi determinerebbe un danno assolutamente  grave  e
  irreparabile per i nostri giovani.
   Ecco  perché  questa devolution, a mio avviso, presenta  aspetti
  di  tale  negatività  per cui la nostra regione,  consapevole  di
  tutte  queste  cose,  la nostra Assemblea regionale  deve  votare
  questa  mozione ed esprimere un significato profondo di autonomia
  attraverso la  votazione di stasera.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Leanza.  Ne  ha
  facoltà.

    LEANZA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  noi  questa
  devolution  non  piace.  Siamo per un  paese  federalista,  siamo
  convinti  che  nel federalismo si attua in pieno il principio  di
  sussidarietà,  noi  siamo  un partito  autonomista  e  la  nostra
  Regione,  dal  1946 ha uno statuto autonomo e quindi  in  qualche
  modo  viene  applicata  dal  1946 questa  libertà.  L'unica  cosa
  importante  è  che  però  a  questo ci sono  alcuni  aspetti  che
  vogliamo  assolutamente evidenziare. Innanzitutto la crisi  dello
  stato-  nazione  e  il  fenomeno soprattutto  europeo  legato  al
  declino  della  concezione tradizionale dello stato  sociale,  ma
  anche  all'emergere di un regionalismo fortemente  ancorato  alla
  valorizzazione delle identità, delle specificità, delle risorse e
  del territorio.
   La  risposta  all'insieme di questi eventi è  spesso  confusa  e
  disarticolata. Sul piano politico i partiti, nella loro accezione
  storico-tradizionale,  tendono  a  rafforzare   la   loro   forma
  centralistica, mentre sul piano istituzionale si è dato inizio  a
  forme primitive di federalismo, dai contenuti non sempre coerenti
  ai  bisogni disomogenei delle diverse articolazioni territoriali.
  Fenomeni  non  sempre rassicuranti in un paese come l'Italia  che
  alla  sempre  attuale questione Mezzogiorno  accompagna  ora  una
  difficile   crisi   di   competitività  e   ritardo   tecnologico
  dell'apparato  industriale,  concentrato  nelle  cosiddette  aree
  forti del nord del Paese.
   E'  evidente  che  ogni accettabile forma  di  federalismo  deve
  essere  accompagnata  da  un coerente  progetto  di  riequilibrio
  territoriale  in termini di infrastrutture e misure  di  sostegno
  alle  aree deboli. Tutto ciò riproduce con forza il problema  del
  federalismo  fiscale  e  solidale, ma  anche  l'esigenza  di  una
  coerente  analisi  dell'insieme dei costi e dei  benefici  di  un
  processo di trasferimento e di competenza e di risorse. Tutto ciò
  non   è   contenuto   nell'attuale  sistema   di   ridisegnazione
  federalista  del Paese. Ma alle deficienze e alle  contraddizioni
  del  sistema  politico  italiano  non  può  rispondersi  con  una
  battaglia  referendaria che proporrebbe non solo uno  schematismo
  politico ideologico incompatibile con i bisogni reali del  Paese,
  ma  soprattutto evidenzierebbe una insopportabile divisione nord-
  sud capace di frantumare i residui ideali di unità del Paese. Non
  è  ciò  di  cui ha bisogno soprattutto il Mezzogiorno. E'  invece
  necessario aprire un serio dibattito politico-parlamentare,  che,
  partendo  dalla necessità di un moderno federalismo,  riempia  lo
  stesso   dei  contenuti  di  un  moderno  processo  di   sviluppo
  equilibrato.
   Pertanto, noi ci asteniamo rispetto alla mozione presentata  dai
  colleghi.

     STANCANELLI   assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI   assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e  le autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
  ascoltato  con  attenzione gli interventi di illustrazione  delle
  mozioni e gli interventi successivi.

    SPEZIALE   Il  Presidente  della  Regione  è  andato  via?   Il
  Presidente della Regione deve essere presente

    STANCANELLI  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le  autonomie locali. Il Presidente della Regione sta  arrivando,
  onorevole Speziale.
     Dicevo che ho ascoltato con attenzione e devo dire che ritengo
  che, in una democrazia, è opportuno che si pronunci il popolo  in
  relazione  ad  una  riforma costituzionale e  non  ho  dubbi  che
  saranno  raccolte  le  firma necessarie  perché  questo  avvenga.
  Questo  già  è  sintomo sicuro di democrazia per  cui,  paventare
  minacce autoritarie o cadute dello stato di diritto, come qualche
  collega ha fatto, ritengo che sia un po' fuori luogo perché  alla
  fine  deciderà  il  popolo sovrano. Ritengo, però,  che  non  può
  accogliersi  la  richiesta che sia questa Assemblea,  assieme  ad
  altre,  a  promuovere il Referendum perché  le  premesse  da  cui
  partono le mozioni sono premesse che politicamente il Governo non
  condivide  anche perché partono da presupposti che noi  riteniamo
  errati, non rispondenti al vero.
   Innanzitutto il riferimento alla Costituzione degli Stati  Uniti
  d'America che non è stata emendata per oltre due secoli  non  può
  trovare  riscontro  in  Italia  dove  per  decenni  il  dibattito
  politico  e  culturale  si  è mosso sulla  necessità  di  riforme
  costituzionali,  non  per  nulla si è costituita  la  Commissione
  Bozzi,  la  Commissione  Iotti, la Commissione  D'Alema,  per  la
  riforma  costituzionale quindi è evidente  che  il  tentativo  di
  riforma, l'esigenza di riforma è stata avvertita e dalla politica
  e  dalla cultura costituzionale italiana. Essere arrivati ad  una
  riforma  che,  com'è  stato correttamente detto,  è  soltanto  la
  riforma  di  una  parte  del Parlamento, sicuramente  non  dà  un
  segnale  positivo  in  quello  spirito  bipartisan  che  dovrebbe
  prevalere  in una riforma costituzionale, ma non ritengo  che  vi
  sia qualcuno in Italia che possa lanciare la prima pietra, tenuto
  conto  che,  analoga  procedura, è stata  seguita  nella  passata
  legislatura,    com'è   stato   onestamente    ricordato    anche
  dall'onorevole Orlando, perché questa è la verità.
   La  riforma  costituzionale approvata nella passata  legislatura
  è  stata  approvata con quattro voti di maggioranza e  non  è  il
  riferimento  a  diciotto  o  a  trentotto  articoli  che  fa   la
  differenza.  Devo  dire,  però  che,  coloro  i  quali  oggi   si
  stracciano  le  vesti  perché è stata approvata  questa  riforma,
  paventando  crisi  autoritaria - è stato detto anche  qui  questa
  sera  - o crisi di democrazia non si stracciarono le vesti quando
  questo  venne  fatto, devo dire altresì, che la  possibilità,  io
  dico la necessità, di conferma o non conferma da parte del popolo
  sovrano darà poi contezza se la caduta di democrazia c'è stata  o
  non  c'è  stata.  Ritengo  che se i  toni  sono  più  pacati,  se
  ragioniamo  in termini di realtà questa è l'evidenza  dei  fatti.
  Andando, però, al merito della cosiddetta  devoluzione  -  meglio
  dirlo  in italiano anche perché in italiano esiste il termine  di
   devoluzione  ed ha un suo significato ben preciso - penso che fa
  la   differenza   dire   che   la   devoluzione   deve   avvenire
  nell'interesse nazionale. Non esisteva nella riforma del  centro-
  sinistra il riferimento necessario e indispensabile all'interesse
  nazionale che, invece, oggi c'é.

    CAPODICASA  E' un errore

    STANCANELLI  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le  autonomie  locali. Sarà un errore, onorevole  Capodicasa,  ma
  questa  è  stata  la riforma del centro-sinistra che  ha  rimesso
  all'interno   della  Costituzione  l'interesse   nazionale   come
  elemento essenziale per arrivare a questo federalismo.
   Ho  sentito  gli  interventi, anche apprezzabili, dell'onorevole
  Capodicasa  che  ha  voluto  fare  riferimento  non  tanto   alla
  struttura  della  riforma costituzionale, su  cui  mi  soffermerò
  pochissimo, ma alle conseguenze che questa riforma può  avere  in
  Sicilia   e   ha   fatto  riferimento  a  tre   punti   basilari:
  l'istruzione, la sicurezza e la sanità.
   Sull'istruzione, come voi stessi dite nella vostra mozione,  non
  cambia  nulla  perchè  l'unica  competenza  oltre  a  quella  già
  prevista  dall'articolo  14  dello Statuto  -  e  l'ha  ricordata
  l'onorevole  Capodicasa  -, è quella che ciascuna  regione  possa
  definire,  attraverso una propria legge, la  parte dei  programmi
  scolastici e formativi di suo specifico interesse.
     Mi  pare  abbastanza chiaro che specifico interesse, onorevole
  Raiti,  non vuol dire togliere Manzoni o fare altri programmi;  i
  programmi li fa il Ministero competente.
   Possiamo  inserire  all'interno  dei  programmi  minimi  che  il
  Ministero  deve  e  può dare e da e continua a  dare  (altro  che
  riforma  del  sistema come la formazione professionale  onorevole
  Tumino) qualcosa di specifico delle singole regioni; come lei  ha
  detto studiare ad esempio Pirandello.
     Non  mi  pare  che ci sia un attentato alla cultura  nazionale
  perchè  si  possa  fare  un riferimento  specifico  alla  cultura
  regionale.
   Fra   l'altro  la  organizzazione  della  istruzione   come   la
  organizzazione della sanità già sono nelle mani delle  regioni  e
  non  è  successo  nulla  di scandaloso nè  nulla  che  possa  far
  prevedere  questo  decadimento  sia   della  cultura,  sia  della
  sanità.
   Trattiamo  di competenze in materia organizzativa: il  corpo  di
  polizia, la sicurezza.
   In  Sicilia  già  esiste  il corpo  di  polizia   che  è  quello
  municipale che vogliamo definire anche regionale.
   Per  quanto  riguarda lo  scandalo ho voluto usare il  paradigma
  esposto dall'onorevole Capodicasa che ha fatto  riferimento  alle
  ricadute nel sistema regionale di questi tre aspetti fondamentali
  della vita della nostra regione: istruzione, sanità e sicurezza.
   E'  chiaro  che il popolo deve decidere; è chiaro che il  popolo
  potrà   non  approvare  questa  riforma.  Dovremo  essere   nelle
  condizioni  di far capire che questa riforma può essere  utile  o
  può, chi la contesta, dimostrare che non sarà utile alla Sicilia.
   Ma  come noi, terra che si vanta di essere autonomista, di avere
  uno  Statuto più avanzato e che forse non abbiamo ben  applicato,
  della stessa riforma costituzionale oggi può stracciarsi le vesti
  perchè  è  stata  approvata  una riforma  che  va  incontro  alle
  esigenze del territorio.
   Ritengo che non ci sia da stracciarsi le vesti nè ci sia  questo
  regime  autoritario alle viste perchè è stato detto,  perchè  non
  soltanto  per  queste  tre materie, ma perchè  è  stato  cambiato
  l'impianto costituzionale: il Premier e i suoi poteri.
   E'  stato  copiato in questa riforma quello che  la  Commissione
  presieduta   dall'onorevole  D'Alema  aveva  già  esitato,   cioè
  l'elezione del Premier con poteri sicuramente inferiori a  quelli
  che quella Commissione prevedeva.
   Il  bicameralismo non più perfetto nel senso cioè che le  Camere
  vengono ad avere competenze diverse per evitare il ripetersi  dei
  riti che oggi invece si ripetono.
   Anche    questo   è   stato   portato   avanti   dal    pensiero
  costituzionalista italiano.
   Non   voglio  andare  oltre,  voglio  solo  dire  che   dobbiamo
  assumerci  le responsabilità, dobbiamo capire fino  a  che  punto
  questa  riforma possa essere utile alla nostra Sicilia;  lasciamo
  agli elettori la possibilità di decidere e in seguito decideranno
  sovranamente.
   Non  attardiamoci  come Parlamento regionale  a  fare  battaglie
  soltanto  di  parte politica ecco perchè il Governo  regionale  è
  contrario  a  questa  mozione che pur arrivando  a  sostenere  la
  necessità  del  voto,  anche noi vogliamo  che  gli  elettori  si
  pronuncino,   partono  da  presupposti  che   politicamente   non
  accettiamo e che sono soltanto di criminalizzazione di una  parte
  politica  che  si  è assunta la responsabilità politica  di  dare
  nuovi strumenti costituzionali all'Italia.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, il meccanismo procedurale  per
  la  votazione  prevede che si votino le mozioni  sulla  base  del
  numero  di  ordine di presentazione. Per cui la prima  ad  essere
  sottoposta  a  votazione  è la mozione  dell'onorevole  Raiti  ed
  altri,  successivamente la mozione dell'onorevole  Capodicasa  ed
  altri.
   Comunico  che  è stato presentato un emendamento sostitutivo  di
  parte  della  mozione  n.  464, a firma dell'onorevole  Raiti  ed
  altri,   che   recita:   impegna  il  Presidente   dell'Assemblea
  Regionale ad attivare le procedure previste per la richiesta  del
  referendum .


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

     PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Burgaretta  Aparo  ha
  chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA   Signor Presidente, debbo dedurre che  l'Assessore
  Stancanelli  ha  parlato naturalmente anche a nome  del  Governo,
  cosa che in una qualche misura avrei preferito sentire dalla viva
  voce   del  Presidente  della  Regione.  L'onorevole  Stancanelli
  infatti  avrebbe  prima  di  tutto  dovuto  spiegare  perché   il
  Presidente si è dichiarato più volte radicalmente contrario  alla
  cosiddetta devolution, usiamo il termine, cosa che invece oggi mi
  pare l'onorevole Stancanelli abbia modificato. Egli ha difeso  la
  legge  che  ormai  è  deliberato d'Aula e ha  confermato  che  la
  posizione  del  Governo è favorevole alla cosiddetta  devolution.
  Quindi è una novità.

     CUFFARO   presidente  della Regione.  Sarebbe  una  novità  il
  contrario.  Io  non  ho  mai  dichiarato  che  sono   contro   la
   devolution . Da Presidente di una regione che è devoluta  da  60
  anni mi parrebbe cosa strana

     CAPODICASA   No,  onorevole Presidente,  io  sono  un  attento
  lettore  dei  giornali, se lei vuole sono  pronto  a  portarle  i
  ritagli  di  giornale in cui lei ha dichiarato  di  essere  stato
  favorevole  al  disegno di legge, ma che lo  ha  fatto  per  pura
  disciplina  di coalizione perché  in Conferenza Stato  -  Regione
  altrimenti il disegno di legge non sarebbe stato approvato se lei
  avesse   votato   diversamente.  Inoltre,   ha   dichiarato   che
  considerava una iattura per la nostra Regione la approvazione del
  disegno di legge per la devolution firmato dall'onorevole  Bossi.
  Dopodiché   sono pronto ad esibire le pezze d'appoggio su  quanto
  affermo.  Cionondimeno, entriamo nel merito un momento perché  io
  vorrei  che  fosse  chiaro, onorevole  Stancanelli,  che  la  sua
  replica    è  tutta  in  linea  con  quanto  la  maggioranza   di
  centrodestra  ha dichiarato al Parlamento nazionale.  Non  faccia
  così,  perché non era per nulla dovuta questa posizione da  parte
  del  Governo regionale siciliano, tenuto conto che voi  governate
  la  Sicilia,  non siete l'appendice, o meglio lo  siete,  ma  non
  sarebbe giusto che fosse così, l'appendice della maggioranza  del
  Governo nazionale che ha dovuto ...

     SPEZIALE  Sono ascari.

     CAPODICASA  Onorevole Speziale, questa parola l'ha usata  lei,
  io non ho detto che sono ascari, l'ha detto lei, io ho detto solo
  che  non  era  assolutamente scontato che l'onorevole Stancanelli
  (mi  fa  cenno col capo),  non c'è nulla di male che il  Governo,
  non  c'è  nulla  di male se non fosse che però attraverso  questa
  posizione  che  voi  assumete avallate una posizione  che  è  una
  posizione contraria agli interessi della Sicilia.
   Voi  lo  dovete  spiegare  alla  gente.  Onorevole  Stancanelli,
  quando  lei  fa  riferimento alla materia  che  noi  consideriamo
  centrale, che è quella relativa al trasferimento di competenze in
  materia  di  sanità, scuola e di polizia, lei  non  può  fare  il
  ragionamento  che  ha fatto perchè in materia  di  scuola  questo
  Parlamento  -  e lei con il suo voto - ha emendato l'articolo  14
  dello  Statuto nella legge-voto che abbiamo approvato,  in cui  è
  scritto che la Sicilia non vuole più la competenza della scuola e
  l'ha  rimandata allo Stato. E adesso lo Stato con la legge  sulla
  devolution  ce  la ritrasferisce. E lei dice che non  è  successo
  niente.

     STANCANELLI   assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali. E' una norma organizzatoria.

     CAPODICASA    Organizzatoria?  Allora  l'articolo   14   dello
  Statuto  è  organizzatorio? Ma lei dice bestemmie. E mi  dispiace
  che lo dica un parlamentare che è anche laureato in legge.
   Secondo  elemento: non è cambiato niente in materia di sanità  e
  non  è  cambiato  niente in materia di scuola. Ma  allora  perchè
  l'onorevole  Bossi  ha minacciato per cinque  anni  la  crisi  di
  governo  per  arrivare a questa soluzione? Qual è se  non  cambia
  nulla?  Perchè la parte organizzatoria di cui lei parla  era  già
  contenuta   nella  modifica  del  titolo  V  della   Costituzione
  approvata nella legislatura  precedente
   La  verità  è che avete pasticciato, ivi compreso il  cosiddetto
  riconoscimento  dell'interesse nazionale in Costituzione,  che  è
  contro  le autonomie locali, non è a favore dell'unità nazionale.
  Infatti,  un  regime  federale  si  basa  sulla  chiarezza  nella
  distribuzione delle competenze e non c'è bisogno di fare  appello
  all'interesse nazionale se le competenze sono chiare.
   Voi  non lo avete voluto inserire solamente perchè quel testo  è
  un  testo pasticciato. Perchè avete voluto consentire a Bossi  di
  poter dire che aveva vinto, ma vi siete anche premuniti per poter
  dire in Sicilia...
     Parliamo  della Costituzione non di gioco delle tre  carte:  E
  voi pensate di fare il gioco delle tre carte. La verità è questa,
  perchè  voi  volete, venendo in Sicilia, dire che c'è l'interesse
  nazionale e andando in Lombardia dire, come ha detto Bossi, che è
  una rivoluzione. In questo modo prendete in giro gli italiani.
   Avete   fatto  una  norma  pasticciata  che  non  garantirà   il
  federalismo  e nello stesso tempo finirà per danneggiare in  modo
  grave  gli  interessi  della  nostra  regione,  ivi  compresa  la
  questione della polizia municipale.
   Noi  non  abbiamo  un  corpo  di  polizia  regionale,  onorevole
  Stancanelli.  Si informi, noi abbiamo il corpo dei vigili  urbani
  che  è la polizia municipale, non c'entra il corpo regionale. Ciò
  che  pensa  Bossi  è un'altra cosa rispetto a ciò  che  noi  oggi
  abbiamo  in  Sicilia.  E  per farla occorreranno  dei  mezzi  che
  ovviamente noi non abbiamo.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, siamo in fase  di  votazione.
  E'  proposto  l'emendamento alla mozione numero 464 con  l'inciso
  che vi ho letto.

     ORTISI  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI  Signor Presidente, lei deve consentire ad ogni  gruppo
  di  fare  dichiarazioni di voto. Io utilizzo  questi  minuti  per
  sintetizzare e completare il concetto che lei mi ha  impedito  di
  esprimere.
   Signor  Presidente,  il motivo culturale  -  che  supera  queste
   babbitudini'  cui  assistiamo  molto  spesso  in  Aula,   queste
  babbitudini  nel  senso  che  sono  argomenti  spesso  presi   in
  considerazione e che invece non dovrebbero avere  la  dignità  di
  esserlo,  mentre  si  impedisce ai  parlamentari  di  parlare  su
  questioni di fondo. Babbitudine appartiene alla devolution. Ormai
  nei   libri  di  testo  in  Sicilia  metteremo  babbitudine,  non
  metteremo stupidaggine.
   Dicevo,  signor  Presidente,  che  volevo  completare   il   mio
  intervento per esprimere il voto favorevole della Margherita alla
  mozione,  ricordandole che sul piano della  pubblica  istruzione,
  anche  qui come ho cercato di dimostrare in altri campi, nei  sei
  minuti  e  sedici secondi che lei mi ha concesso, noi  esprimiamo
  con la devolution una forma di arretratezza culturale rispetto al
  dibattito  internazionale che i politologi dipanano da almeno  15
  anni.
   E  mentre  oggi si discute della possibilità che  nei  libri  di
  testo  in tutto il mondo nell'età dell'amore ai ragazzi si  possa
  fare  ancora studiare la guerra, per cui se non ne hai  ammazzato
  centomila  in  un libro di storia non c'entri; e si  ipotizza  la
  possibilità di modificare i programmi nel senso del merito e  del
  contenuto che appartiene come principi fondamentali al mondo, noi
  ci  si  attardi invece a discutere della possibilità - lei non  è
  uomo  di  scuola,  onorevole Stancanelli,  per  questo  ha  detto
  qualcosa che non è congruo sull'argomento pubblica istruzione  in
  ordine  alla  possibilità di aggiungere a Manzoni e a  Pirandello
   babbitudine' da una parte o  saga dei celti' in Lombardia. Non è
  così.   Poi  in  altra  occasione  magari  ne  parleremo,   vista
  l'amabilità  dei  nostri rapporti - e mentre qui  si  discute  in
  tutto  il  mondo  della possibilità che la  storia  non  sia  più
  l'histoire  diplomatique,  l'histoire evenementielle,  la  storia
  degli  avvenimenti,  la storia dei massacri,  ma  l'histoire  des
  temps  longs,  la  storia dei tempi lunghi,  della  modifica  dei
  comportamenti,  qui  ci si attarda invece  con  la  devolution  a
  dividere l'Italia in tante particelle in cui si studieranno tanti
  aspetti  che  soltanto  la sedimentazione  nelle  generazioni  fa
  diventare  storia, non l'improvvisazione estemporanea  legata  al
  fatto  che  siamo  in Sicilia da una parte o siamo  in  Lombardia
  dall'altra.
     E  la  storia  dei tempi lunghi che decide  la  storia  di  un
  popolo.  Noi  ci siamo formati come popolo non più tardi  di  150
  anni fa; ma che volete discutere di devolution, fra l'altro usate
  l'inglese, immagino è contraddittorio proprio, di devoluzione nei
  termini di una modificazione dei programmi delle scolaresche  cui
  andiamo a insegnare disvalori dell'una o dell'altra parte. Non ha
  senso.
     Il  secondo aspetto, e ho finito signor Presidente  (sono  tre
  minuti  e  trentuno second), io mi meraviglio di quanti cattolici
  in quest'Aula discutendosi di un argomento che attiene al periodo
  medio  lungo  delle  leggi non al periodo corto  delle  decisioni
  amministrative  tradiscano il principio solidaristico  che  tanta
  parte  del  mondo  cattolico più avvertito, io  ricordo  soltanto
  Paolo  VI  in questo campo, non ricordo altri papi, Paolo  VI  ma
  anche Giovanni XXIII, ma Paolo VI in particolare che era un  uomo
  problematico e lo ha espresso in tante occasioni.
   Ma  come  potete  voi  cattolici che della solidarietà  fate  un
  principio  di vita, lei, signor Presidente,  in una  polemica  di
  questi  giorni,  adesso  non ricordo esattamente  quando  con  il
  nostro segretario regionale, faceva riferimento ai percorsi della
  coscienza  che  nella quotidianità dei gesti si  traducono.  Ecco
  questo  è un gesto quotidiano attraverso il quale chi è cattolico
  può  esprimere  la  sua  adesione  a  valori  che  la  tradizione
  cattolica  ha  promosso e che ha insegnato ai  laici.  Noi  siamo
  vostri  alunni  da  questo punto di vista. Ed è  strano  che  noi
  votiamo  contro  questa devolution che tradisce il  principio  di
  solidarietà e voi cattolici votate a favore. Vi invito pertanto a
  riflettere.

    CAPODICASA   In  questo caso la Conferenza  episcopale  non  la
  seguono.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  la  discussione   è   stata
  regolamentata da una decisione d'Aula in cui ogni Gruppo aveva un
  parlamentare che esprimeva la posizione; fare in modo che poi, in
  sede  di  dichiarazione  di  voto,  ogni  parlamentare  parli,  a
  prescindere dalla decisione preliminare, credo che questo sia  il
  colmo.
   Per  cui,  per  ogni Gruppo parlamentare, per  dichiarazione  di
  voto, se lo si ritiene, può intervenire soltanto un parlamentare.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    VIRZI'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  dire  che il mio Gruppo voterà giustamente contro questa  mozione
  ma  che io, a titolo personale, per rendere omaggio ai libri  che
  ho  letto, mi debbo astenere perchè ero e rimango sulle tesi  del
  professore Fisichella.
   Mi  dispiace  sentire  cose  di  destra  dalla  sinistra,  anche
  estrema,   nel   Settanta   ho   partecipato   in   piazza   alla
  manifestazione  contro  le  regioni. Io  appartengo  alla  scuola
  dell'educazione  nazionale  di  Giovanni  Gentile,  che  era   la
  medesima in tutta Italia, io sono per la continuità della storia,
  della  tradizione, e in nome di questi valori che  non  considero
  superati  e  non considero anticaglie, in nome dei  valori  della
  Nazione  e  dello Stato, non mi sento di esprimermi a  favore  né
  dell'una    né   dell'altra   tesi,   anche   nella    fortissima
  considerazione  che  possiamo dare una  prova  d'appello  perfino
  all'autonomia  regionale  ma che se debbo  dare  un  giudizio  al
  regionalismo, all'autonomia, anche speciale  della  Sicilia,  per
  gli  esiti  che  ci sono stati siamo riusciti in qualche  modo  a
  rimanere una classe differenziale rispetto al concerto europeo.
   Allora  può  darsi  che  sia  una locomotiva  che  ha  avuto  la
  disgrazia di essere guidata male, ma è come dire che il comunismo
  forse con uomini migliori avrebbe potuto funzionare meglio.

    CAPODICASA  Così è.

    VIRZI'   Per carità, ce li dovete ancora produrre.  Rimane  una
  ipotesi di terzo tipo: attendiamo l'incontro ravvicinato  con  il
  vero  comunismo.  Mi  permetto di dire, da persona  assolutamente
  convinta,  e non per semplice reazione, dei valori della  destra,
  che  io  aspetto ancora di vedere in Italia, con la nostra storia
  complessa, un regionalismo che possa essere equanime e solidale e
  che  possa non essere dimentico dei valori di una nazione  troppo
  recente per frantumarsi in 21 tentazioni egoistiche.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento alla  mozione  n.
  464. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                                                           (Non   è
  approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


        Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 464

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

   (Alla   richiesta   si   associano  gli  onorevoli   Capodicasa,
  Miccichè, Speziale, Orlando, Giannopolo e Spampinato).

    PRESIDENTE   Indìco la votazione per scrutinio  nominale  della
  mozione  n.  464   Iniziative per la richiesta, di  concerto  con
  altri  quattro consigli regionali, di un referendum popolare  per
  scongiurare  le gravi conseguenze politiche che provocherebbe  la
  revisione  costituzionale così come approvata  dal  Senato  della
  Repubblica , così come emendata.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 52
   Maggioranza        27
   Favorevoli         20
   Contrari           28
   Astenuti            4

                          (Non è approvata)

        Votazione per scrutinio segreto della mozione n. 468

    SPEZIALE    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        (Gli  onorevoli  Capodicasa, Giannopolo,  Rotella,  Oddo,
      Spampinato,  De Benedictis, Orlando e Tumino  si  associano
      alla richiesta)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  della
  mozione  n. 468  Impegno del Governo della Regione a riferire  in
  merito  agli  accordi  raggiunti con  il  Governo  nazionale  sul
  contenzioso  tra  Stato  e  Regione ed iniziative  in  ordine  al
  promovimento   del   referendum  popolare   sulle   nuove   norme
  costituzionali  in  materia di attribuzione di  competenze  dello
  Stato alle Regioni , degli onorevoli Capodicasa ed altri.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          20
   Contrari            30
   Astenuti             3

                         (Non è  approvata)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                   Discussione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Si  passa  al  IV punto  dell'ordine  del  giorno:
  discussione  di disegni  di legge e segnatamente  al  disegno  di
  legge n. 1095  stralcio/I.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Fleres  per  svolgere  la
  relazione.

    FLERES  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  l'iniziativa della riproposizione, in alcuni casi con riscrittura
  delle norme impugnate dal Commissario dello Stato, non si pone in
  un'ottica  di sfida come più volte affermato dalla stampa,  ma  è
  invece un tentativo costruttivo di mettere a regime una procedura
  che  salvaguardi il ruolo dell'Assemblea regionale siciliana, del
  Commissario  dello Stato e garantisca sulle questioni controverse
  lo sblocco del giudizio della Corte costituzionale.
   Peraltro, è nota la mia posizione del Commissario dello Stato  e
  all'opportunità  che  la  sua  figura  permanga   nella   Regione
  siciliana  come  peraltro confermato con  un  voto  dell'Aula  in
  occasione dell'approvazione della legge di riforma dello Statuto.
  In   quest'ottica  di  approccio  costruttivo,  l'operazione   di
  riproposizione delle norme di cui mi sono fatto carico in maniera
  acritica  e  complessiva,  nella misura  in  cui  ciò  è  apparso
  conducente ha portato ad integrare norme stesse tenendo conto dei
  rilievi  dell'impugnativa  proprio a conferma  del  rispetto  dei
  ruoli  reciproci  al  Commissario  dello  Stato,  dell'Ars,   del
  Presidente della Regione e della Corte costituzionale.
   L'apposizione   della   copertura   finanziaria,   l'affidamento
  tecnico  e  la  relativa riformulazione delle norme,  ci  rendono
  convinti  che  molte  delle stesse possano  essere  riconsiderate
  nell'eventuale sede di controllo di costituzionalità,  grazie  ai
  chiarimenti che esse contengono nel testo con ciò modificando  il
  giudizio formulato.
     L'idea  di scorporare per tipologie di materie e di intervento
  inoltre  dovrebbe consentire un giudizio più omogeneo e razionale
  per   le   singole  fattispecie  facilitandone   l'esame   e   la
  consultazione.
   In   questa   prospettiva   si  sono   collocati   in   appositi
  provvedimenti  temi  quali il  Brass  group';  il  Fondo  per  il
  sostegno ad enti ed associazioni; le modifiche negli stanziamenti
  di bilancio già esistenti; l'adeguamento del numero degli addetti
  agli  uffici stampa della Presidenza e l'utilizzo della procedura
  di  nomina anche per gli enti di pertinenza della Regione,  fatto
  che  non stravolge le procedure in atto vigenti come conferma  il
  fatto  che alcune di queste sono state recentemente attivate;  le
  proroghe  delle  garanzie occupazionali assistite dalla  clausola
  finanziaria; il personale delle APIT; l'istituzione dei  registri
  di  attività  di nuova individuazione al solo scopo  di  un  loro
  rilevamento socio-statistico. Accanto a questi temi non  possiamo
  negare  che  ve  ne  sono  altri  riguardanti  l'urbanistica,  il
  personale  e  comunque materie sulle quali si è  consolidata  una
  incertezza  giuridico-costituzionale che  rendono  necessario  un
  giudizio  della  Corte  che  sia  dirimente  e  dia  certezza  al
  legislatore  e  a chi è preposto al controllo relativamente  alla
  loro effettiva costituzionalità.
   Abbiamo  pensato quindi di condensare in un unico  testo  queste
  ultime   norme   per   semplificarne  la  trattazione.   Desidero
  precisare,  comunque,  che  in sede di composizione  dei  diversi
  testi  qualche  errore di compilazione derivante dal  sistema  di
  copia  e  incolla  del sistema informatico,  ha  provocato  degli
  errori,  in  particolare: nello stralcio I si fa  riferimento  al
  Presidente della Regione e non all'Assessore per il bilancio e le
  finanze;  nello stralcio III, il comma 9 riporta una  riscrittura
  del   testo  impugnato  che  va  verificato  con  il  riferimento
  all'integrale corrispondenza rispetto alla stesura già  approvata
  dall'Assemblea.
   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  i  testi  riproposti
  riproducono,  come dicevo, integralmente tutti i contenuti  della
  legge  impugnata. Nel corso del lavoro di riscrittura  dei  testi
  insieme agli uffici in raccordo con il Governo si è resa evidente
  la  non opportunità di insistere su un certo numero di norme  che
  al  di là del contenuto per la loro attuale formulazione sembrano
  presentare talune problematiche che sarebbe bene risolvere con un
  ulteriore approfondimento.
     Pertanto,  signor  Presidente, fermo restando  il  percorso  e
  l'iter  che  è stato condiviso dall'Assemblea di non emendare  il
  testo,  la  Presidenza potrebbe valutare la loro inammissibilità,
  mi riferisco a quelle per le quali appunto abbiamo fatto un primo
  approfondimento  in  tal senso. Si tratta, in particolare,  nello
  stralcio II dell'articolo 1, comma 15; nello stralcio V

    ORTISI   Questo è di quelli che voi siete disposti a modificare
  ?

    FLERES   relatore.   la Presidenza valuterà la inammissibilità,
  ovviamente. Stralcio II, articolo 1, comma 15

    CAPODICASA  L'inammissibilità delle norme?

    FLERES   relatore.    Valutare l'inammissibilità  delle  norme.
  Sì,  l'improponibilità,  come vuole  definirla?  Lo  stralcio  V,
  articolo 1, commi da 2 a 7; stralcio XI

    SPEZIALE   Ma lei che sta dettando al Presidente?

    FLERES   relatore.  No, sto completando  la  relazione  dicendo
  quella  che  è  l'opinione del relatore, onorevole Speziale;  sto
  facendo la relazione.

    CRACOLICI  ... Dopo che l'ha presentata, ovviamente.

    FLERES  Stralcio undicesimo, articolo 1, commi da 1 a 4,  comma
  7.

    SPEZIALE  Faccia la relazione, onorevole Fleres

    FLERES   La  sto  completando, onorevole  Speziale,   mi  lasci
  finire, mi vuole impedire di esprimere le mie opinioni

    SPEZIALE  Ma lei dà  numeri, non esprime opinioni

    FLERES   Sto esprimendo una mia valutazione.

    PRESIDENTE   Sta facendo la relazione, anche se dice  cose  che
  lei   non  gradisce.   Non è obbligatorio condividere,  onorevole
  Cracolici. Non appena finisce, vedremo il da farsi.

    FLERES   Stralcio tredicesimo, articolo 1, commi 6, 8, 18,  20,
  23, 32, 35, 59, 60, 63, 64 e il 70 e  71.

    CAPODICASA  Signor Presidente, dopo che le detta ciò che  vuole
  che lei dichiari improponibile, cosa che farebbe ridere l'Italia,
  poi cosa si fa?

    FLERES   Onorevoli  colleghi,  nonostante  l'ironia  di  alcuni
  deputati, la relazione non poteva che concludersi in questo  modo
  perché,  come ho già detto nella relazione al disegno si legge  e
  in  quella pronunziata in Aula, il sottoscritto ed altri colleghi
  si  sono  fatti  carico in maniera acritica della ripresentazione
  del  testo, non possono però esimersi nella libertà di  opinione,
  che ancora nel nostro Paese è garantita, onorevole Capodicasa.

    CAPODICASA  Addirittura

    FORGIONE  Nonostante voi

    FLERES   Ripeto,  di esprimersi relativamente alla  opportunità
  di   considerare   non  conducente,  e  quindi,   meritevole   di
  approfondimento  alcune  delle  parti  che  sono  quelle  che  ho
  indicato.
   Mi  sembrava  assolutamente poco onesto, essendo stato  artefice
  di  una  riproposizione  acritica,  non  esprimere  una  opinione
  relativamente a quelle che sono alcune parti che, per  quanto  mi
  riguarda,  al  di  là del merito, necessitano, nel  caso  in  cui
  l'Aula dovesse insistere, di un ulteriore approfondimento che può
  essere sviluppato in un'altra sede e in un altro momento.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  sospesa   per
  quindici minuti.

   (La seduta, sospesa alle ore 20.05, è ripresa alle ore 20.40 )

                Presidenza del Vicepresidente Fleres

   La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE  La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

     ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   nella
  Conferenza  dei  Capigruppo, si era  deciso  di  discutere  -  ma
  basterebbe, nel merito, un impegno del Presidente della Regione -
  anche  della  mozione che aveva come primo firmatario l'onorevole
  Sbona riguardante la COGEMA.
   Considerato che la stessa impegnava il Governo della Regione  ad
  un  incontro,  se  il  Presidente  si  impegnasse  sull'incontro,
  potremmo anche non discuterla.
   Questo  era  un  impegno  assunto  in  sede  di  Conferenza  dei
  Capigruppo.

     CUFFARO   presidente della Regione. Mi sono già impegnato  con
  l'onorevole  Sbona  dicendo che  saranno convocati  ai  primi  di
  gennaio.

     SPAMPINATO    Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  stiamo    arrivando   al   paradosso.   Il   combinato   disposto
  dell'approvazione     della    legge,     dell'impugnazione     e
  dell'approvazione dell'ordine del giorno con il quale si dava  la
  possibilità al Presidente di pubblicare la legge stralciata delle
  parti  impugnate   attribuiva, di fatto, il  potere  di  decidere
  sulla  legittimità delle norme al Commissario dello Stato  quando
  sappiamo che lo Statuto prevede cosa diversa.
   Signor  Presidente,  ora stiamo arrivando al  paradosso  che  la
  legittimità  della  norma, la improponibilità delle  norme  venga
  determinata  dalla Presidenza su suggerimento del  relatore  che,
  guarda caso, coincide con la Presidenza.

     CUFFARO  presidente della Regione. Ha suggerito se  stesso,  e
  quindi va bene.

    PRESIDENTE   Onorevole Spampinato, lei non può  fare  l'esegesi
  delle  cose che io ho detto, tra l'altro in mia presenza.  Io  ho
  detto.....

    SPAMPINATO  Credo sia un paradosso.

     PRESIDENTE  No, onorevole Spampinato, lei non può  stravolgere
  le cose che ho detto. Ho detto una cosa diversa.

    SPAMPINATO  E' un suggerimento alla Presidenza.

    PRESIDENTE  No
   Ho  detto:   Poiché ho presentato in maniera acritica  tutte  le
  norme,  la  mia  opinione personale, in quanto relatore,   è  che
  alcune norme tra quelle ripresentate non siano...

    SPAMPINATO  Venga dichiarata improponibile dalla Presidenza.

    PRESIDENTE .. non siano...

    SPAMPINATO   Signor  Presidente lei deve  parlare  con  termini
  tecnici.

    PRESIDENTE .. non siano sufficientemente approfondite e  dunque
  rischiano di essere ulteriormente impugnate .

     SPAMPINATO  E quindi?

     PRESIDENTE  Ma questa è l'opinione del relatore.

    SPAMPINATO   Quindi  suggeriva  al  Presidente  di  dichiararle
  improponibili.

    PRESIDENTE  No, no, onorevole Spampinato. Ho detto:  valuti  la
  Presidenza l'opportunità , tant'è che le anticipo che, per quanto
  mi  riguarda, il percorso - e l'ho pure detto nella  relazione  -
  però  onorevole Spampinato alcune cose si vogliono  ascoltare  ed
  altre no...

     SPAMPINATO    Ho  ascoltato  con  attenzione   tutto,   signor
  Presidente.

     PRESIDENTE   Ho  detto pure nella relazione,  però,  onorevole
  Spampinato, alcune cose si vogliono ascoltare e altre no.  E  ora
  concludo  perché voglio essere chiaro, l'esegesi di me stesso  la
  faccio io. Ho detto pure che, per quanto mi riguarda, trattandosi
  di   riproposizione   di  norme  e  questi   testi   sono   tutti
  riproposizione di norme che, ribadisco, per quanto mi riguarda ho
  ripresentato  in  maniera acritica, esse stesse vanno  votate  in
  blocco e sono inemendabili.

     SPAMPINATO   E  proprio  su questo punto,  signor  Presidente,
  perché  non  volevo fare l'esegesi di nessuno, ma ho evidenziato,
  comunque, un paradosso, nella seduta mattutina, all'inizio  della
  seduta,  ho posto una questione pregiudiziale sulla quale  chiedo
  che  l'Assemblea  intervenga e decida: credo che,  essendo  norme
  nuove  quelle  contenute nei tredici disegni  di  legge,  bisogna
  rispettare le procedure previste per l'approvazione di una  legge
  regionale.
   Chiedo  che  queste norme - onorevole Presidente della  Regione,
  credo  che  ciò  possa servire anche a lei per uscire  da  queste
  pastoie in cui ci siamo impantanati - tornino in Commissione  per
  la valutazione di merito.
   Sono  stanco  di  vedere  le  imprese  dell'Assemblea  regionale
  descritte  nelle  prime  pagine dei  quotidiani  nazionali.  Sono
  stanco di scoprire che, in queste norme, ci sono finanziamenti  a
  società  di comodo, di potenti politici palermitani. Sono  stanco
  di  vedere l'immagine di questo Parlamento degradata fino  a  tal
  punto.  Non  una  di queste norme deve essere sottoposta  ad  una
  ulteriore  valutazione. Tutte queste norme, per come  sono  nate,
  necessitano  di  una  ulteriore valutazione, onorevoli  colleghi,
  onorevoli Presidenti, a tutela della nostra dignità.
   Su  queste norme, dobbiamo necessariamente riflettere; su tutte,
  nessuna   esclusa.   E   soprattutto,  dobbiamo   rispettare   il
  Regolamento e lo Statuto.
   Non  ci  sono  precedenti,  nemmeno prassi,  ma  precedenti  che
  possono modificare il Regolamento.
   Lo  Statuto  prevede  che:   un disegno  di  legge  deve  essere
  sottoposto  preventivamente  alla  valutazione  di  merito  della
  Commissione competente .
   Rispettiamo  lo  Statuto ed il Regolamento, soprattutto  questo;
  rispettiamo la nostra dignità.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORGIONE   Signor Presidente, mi perdoni  se  uso  un  termine
  forte,  ma  rischiamo, tra qualche minuto, di  assistere  ad  una
  farsa  che  non  ha  niente a che fare no con un  Parlamento,  ma
  nemmeno con un'organizzazione di condominio.
   Lei,  nella   qualità  di relatore, solo cinque  minuti  fa,  ha
  suggerito  al  Presidente dell'Assemblea quali  norme  dichiarare
  inammissibili, per farle cassare direttamente, con una  procedura
  più  che  discutibile, direttamente dal disegno  di  legge  dalla
  Presidenza.
   Lei  è  infatti  il Presidente dell'Assemblea e dovrebbe  essere
  terzo  e  super  partes;  dovrebbe applicare  le  norme  di  quel
  relatore  a  lei estraneo nella formazione del suo  giudizio  che
  prima  sedeva  su quei banchi. Questa è una farsa o  no?  E'  una
  violazione del Parlamento o no?

     PRESIDENTE  Lei non può continuare a dire inesattezze; ho  già
  fatto   le   dovute  precisazioni  in  occasione  dell'intervento
  dell'onorevole Spampinato.

     FORGIONE   Mi  faccia parlare. Dico quello che voglio,  signor
  Presidente.

     PRESIDENTE  Lei non può attribuirmi affermazioni  che  non  ho
  fatto  perché  le smentisco. Ho espresso la mia opinione  e  l'ho
  espressa perché ho ripresentato, in maniera acritica, il testo  e
  quindi lei non mi può vietare di esprimere un'opinione.

     FORGIONE  Lei mi deve fare parlare, signor Presidente. Lei
  sta violando ogni regola di comportamento, in questa sede.
   Voglio sapere se è inesatto o no che, un quarto d'ora fa,  c'era
  un  relatore per questa legge che si chiamava Fleres il quale  ha
  citato  articolo  per  articolo, norma per  norma  al  Presidente
  dell'Assemblea quello che deve essere cassato e se ora è esatto o
  no.

     PRESIDENTE  Non ho detto questo e la interromperò  ogni  volta
  che dirà delle inesattezze. Non ho detto questo.

     FORGIONE    Lei   non   ha  diritto   di   interrompere,   lei
  interromperà

     PRESIDENTE   Ma lo sto precisando, l'ho precisato  più  volte.
  Ho  detto  che  ho  presentato in maniera  acritica  le  norme  e
  siccome, personalmente, sono convinto che alcune di queste,  così
  come formulate, non funzionano, meritano un approfondimento.
   Ho  suggerito alla Presidenza di  valutare l'opportunità di  non
  considerarle ammissibili.

     CAPODICASA   Le valuti lei, signor Presidente. Voglio  proprio
  vedere come le valuterà.

     PRESIDENTE   Certo che le valuto, onorevole Capodicasa.  Nella
  mia  veste di relatore, ho il dovere di esprimere la mia opinione
  e, da Presidente, ho il dovere di tenere conto di tutta una serie
  di cose diverse da quelle del relatore.

     FORGIONE   Ora  c'è un Presidente terzo che si  chiama  Fleres
  che  dovrebbe valutare i suggerimenti, in modo neutrale,  che  il
  relatore  della legge, che si chiamava prima Fleres, ha  dato  al
  Presidente.
   Credo  che ci stiamo coprendo di ridicolo nel modo di procedere.
  Intanto,  non so neanche cosa pensano gli Uffici della regolarità
  di questo procedimento.
   L'onorevole Fleres relatore, non quello Presidente,  perché  non
  so  cosa  pensi,  ha  parlato, illustrando  le  leggi,  prima  di
  riproposizione  acritica e poi di riscrittura. La  riscrittura  è
  una  nuova legge, se non sbaglio, perché la riscrittura non è  la
  riproposizione  acritica.  Gli Uffici,  su  questo,  non  possono
  tacere perché ne va anche della loro credibilità.
   Se  è  una riscrittura, è una nuova legge e non si può dire che,
  di  fronte  ad una nuova legge, può essere calpestato il  diritto
  del  Parlamento e dei parlamentari di presentare emendamenti,  né
  si  può  interpretare il fatto che vi sono altri casi in cui  non
  sono stati presentati emendamenti come precedenti vincolanti  per
  un  voto con l'inammissibilità degli emendamenti perché vuol dire
  che  in  quel caso specifico, di fronte a quella legge specifica,
  il  Parlamento non ha ritenuto di presentare emendamenti, non che
  quelle leggi ripresentate erano inemendabili.
   Su   queste   cose,  non  possiamo  calpestare  il   regolamento
  dell'Assemblea. E non sto neanche entrando  nel merito di  questo
  disegno di legge perché, nella sua relazione, il relatore Fleres,
  non il Presidente Fleres, o forse il Presidente Cuffaro, ha detto
  che   la   stampa   ha   presentato  questi  disegni   di   legge
  impropriamente   come  sfide  alla  legalità,   come   sfide   al
  Commissario dello Stato.
   Non  è  la  stampa che l'ha presentato; siete stati voi  e  dopo
  entreremo nel merito. Voi state sfidando ogni logica di legalità,
  non  solo per il merito di quei disegni di legge che, non a caso,
  sono  stati  bocciati  dal Commissario dello  Stato  e  ma  state
  sfidando  anche  la legalità dei comportamenti istituzionali  del
  Regolamento di questo Parlamento.
   Noi,  invece,  abbiamo una sfida tutta regolamentare  costituita
  dai  200  emendamenti presentati dall'onorevole Raiti e  dal  mio
  Gruppo parlamentare.
   Vorrei   qui   sfidare  il  Presidente  Fleres   a   dichiararli
  inammissibili  questa  volta  e vediamo  se  è  inammissibile  il
  diritto  del parlamentare a potere esercitare la propria funzione
  in questo Parlamento.
   Da  quando questo è inammissibile, onorevole Fleres? E  non  sto
  neanche   entrando  nel  merito.  Entreremo  nel  merito   quando
  discuteremo  di  ogni  disegno di legge, di  ogni  emendamento  e
  vediamo  sulla  base di quale Regolamento e di quale  precedente,
  lei dichiarerà che è inammissibile.
   A  meno che non ci si dica che il fatto che una legge sia  stata
  discussa   e  approvata  senza  emendamenti,  quello  vuol   dire
  l'acquisizione  di  un precedente che vincola  questo  Parlamento
  all'impossibilità di presentare emendamenti.
   Vuol  dire  che,  in  quel contesto specifico,  non  sono  stati
  presentati emendamenti a quelle leggi.
   Sui  regolamenti,  potete fare tutto quello che  volete;  potete
  fare  tutte  le  norme, le più intollerabili e le più  vergognose
  secondo le opinioni di uno o le più belle e splendide, secondo le
  opinioni  di  un  altro ma non potete offendere e  calpestare  la
  dignità di un Parlamento.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  iniziare  questo mio intervento contestando un assunto  di  fondo
  che  riguarda  il  disegno di legge presentato da  un  gruppo  di
  parlamentari e che la vede primo firmatario: in maniera acritica,
  il  testo impugnato da parte del Commissario dello Stato è  stato
  riproposto  per  aprire, in sede di Consulta, un contenzioso  per
  addivenire poi ad una soluzione rispetto a ragioni che vedono una
  parte   di   questo  Parlamento  divergere  dalle   ragioni   del
  Commissario dello Stato.
   Contesto  questa affermazione sulla acriticità per il fatto  che
  - ed è una norma che mi è venuta immediatamente sotto gli occhi -
  all'articolo 1 dello stralcio 4 di questo disegno di legge si  fa
  riferimento  al  comma 21, laddove si afferma  che  è  consentita
  l'assunzione  di impegni a valere sulle autorizzazioni  di  spesa
  disposte dalla legge regionale 22 dicembre 2005, numero 19, oltre
  la  chiusura  dell'esercizio finanziario 2005  e,  comunque,  non
  oltre 15 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.
   A  meno  che  non si aveva un potere divinatorio, quindi,  nella
  precedente legge - la legge 22 dicembre 2005, numero 19  -  altro
  non  è  che  la  parte  di  legge  non  impugnata  da  parte  del
  Commissario dello Stato.
   Stiamo  scrivendo in un testo di legge - per il  quale  sappiamo
  che   andremo   incontro  ad  un   contenzioso   con   la   Corte
  Costituzionale - che gli impegni relativi a quella variazione  di
  bilancio  possono essere effettuati successivamente  ai  quindici
  giorni   della  pubblicazione  di  questa  legge  che,   possiamo
  prevedere,  arriverà tra luglio, agosto, settembre,  ottobre  del
  2006.
   Intanto,  mi pare evidente che il comma 21 non era tra le  norme
  impugnate dal Commissario dello Stato e quindi è stata una  norma
  inserita da parte della Commissione Bilancio nell'esame di questo
  disegno di legge.
   Signor  Presidente,  infatti, mi pare assolutamente  impossibile
  che  la  Presidenza  si  possa  permettere  la  dichiarazione  di
  inammissibilità di modifiche al testo che è stato depositato  per
  l'Aula,  tanto  più che queste modifiche sono già intervenute  in
  sede di Commissione Bilancio.
   Il   Presidente  della  Commissione  Bilancio  potrà  contestare
  questa mia affermazione.
   Detto  questo, vorrei porre un tema: abbiamo posto una questione
  di  fondo. Tra le norme bocciate, anche noi siamo convinti che vi
  siano   norme  non  bocciate,  da  parte  del  Commissario,   che
  presentano   obiettivamente   una   illogicità   con   precedenti
  pronunciamenti  dello stesso Commissario dello Stato  e,  proprio
  per questo, eravamo tra i soggetti disponibili, come minoranza, a
  trovare  una  soluzione, anche in questa seduta, che  consentisse
  innanzitutto di affrontare le emergenze, a partire dai lavoratori
  LSU,  dai  lavoratori dei consorzi di bonifica, dai  contrattisti
  per  l'emergenza  rifiuti, per consentire una proroga  con  norma
  approvata  da  questo Parlamento in maniera tale che,  dal  primo
  gennaio, la gente non venga lasciata in mezzo alla strada.
   La  scelta  compiuta dalla maggioranza e dal Governo  di  andare
  avanti  sulla strada di riproporre per intero norme che lo stesso
  Presidente  della Regione ha dichiarato ai giornali essere  norme
  che  presentavano  persino un elemento di non  presentabilità  la
  dice  lunga  sul  fatto  che  ormai  siamo  in  presenza  di  una
  maggioranza  che  non  ha  pudore a far coprire  di  ridicolo  il
  Parlamento  siciliano, l'intera classe politica e,  aggiungo,  lo
  stesso Presidente della Regione il quale, di giorno, dichiara che
  la norma  è impresentabile, di notte si appresta a fare approvare
  le norme che lui stesso dichiara, appunto, impresentabili.
   Ormai,  insomma, assistiamo a diverse parti in commedia:  quella
  del  Presidente  della  Regione che rende le  dichiarazioni  alla
  stampa  e,  successivamente,  assume  un  comportamento  in  Aula
  diverso;  e  quella che (devo dire in quasi cinque anni  di  vita
  parlamentare,  non  avevo ancora visto) di  avere  un  Presidente
  dell'Assemblea  che  apre la seduta da relatore  del  disegno  di
  legge, svolge la relazione,  dicendo - come ho dimostrato -  cose
  imprecise  a proposito della acriticità del testo, ma aggiungendo
  una  serie  di  rilievi di proposte di inammissibilità,  per  poi
  mezz'ora   dopo   trasferirsi   negli   scranni   di   Presidente
  dell'Assemblea   e  dicendo,  per  me,  una  cosa   assolutamente
  inaccettabile.
   Ha  detto  che  nella valutazione di inammissibilità,  una  cosa
  sono  le  sue  opinioni e altra cosa sono  il  tenere  conto  del
  quadro, penso politico, della sua maggioranza.
   Beh, lei, Presidente, è chiamato a presiedere l'Assemblea...

    PRESIDENTE    Questo   sta   dicendolo   lei,   dando    questa
  interpretazione che non è la mia...

    CRACOLICI   Signor Presidente, credo che abbiamo  tutti  e  due
  l'intelligenza media necessaria...

    PRESIDENTE   Non  lo  so  se abbiamo  la  stessa  intelligenza,
  onorevole  Cracolici, ma quanto detto è una valutazione  gratuita
  che lei sta facendo.

    CRACOLICI  Detto questo, il fatto però che lei sia  chiamato  a
  valutare  la  inammissibilità  o la ammissibilità,  secondo  meri
  calcoli di convenienza di momento... beh, la dice lunga sul fatto
  che  lei, Presidente, ancora una volta - e stasera forse  più  di
  altre  -  sta dimostrando di non avere il sufficiente  equilibrio
  istituzionale nel presiedere quest'Aula e sta, ulteriormente, con
  il  suo  atteggiamento,  contribuendo a  fare  uscire  da  questo
  Parlamento  un'ennesima  porcheria -  così  la  definisco  -  che
  continuerà  a  coprire di ridicolo non una maggioranza  o  alcuni
  parlamentari  che hanno interessi  particolari ,  bensì  l'intera
  classe politica siciliana
     Questo,  credo  che  sia,  lo dico anche  a  dei  colleghi  di
  maggioranza,  nel  momento  in  cui  siamo  (alla  vigilia  delle
  elezioni) ebbene, farebbero bene anche loro ad avere più senso di
  responsabilità.
   Signor  Presidente, questa procedura che qui si sta  utilizzando
  è  inaccettabile  e,  tra l'altro, non risolve  nessun  problema,
  perché, come è noto, essendo una norma che avrà come obiettivo il
  contenzioso  costituzionale, non avrà luce immediata fra  qualche
  giorno, bensì fra mesi, quindi non capisco questa scelta,  questa
  forzatura, se non quello di voler piegare alle ragioni più bieche
  di  un  clientelismo, come dire bieco - scusate il  bisticcio  di
  parole  -  che si vuole proporre, soprattutto a fine legislatura,
  non  certo  per  interessi della Sicilia,  ma  per  interessi  di
  qualche deputato o di qualche partito della maggioranza.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   sarò
  estremamente breve. Non voglio riprendere le motivazioni  addotte
  dal  centrosinistra, per invitare il Governo  a  ritirare  questi
  disegni  di  legge,  anche perché ritengo che buona  parte  della
  responsabilità  ce l'abbia proprio il centrosinistra,  se  questi
  stessi  emendamenti,  cioè, e queste stesse norme,  in  occasione
  delle  variazioni di bilancio, hanno potuto raggiungere  il  voto
  finale.
   Di  fatto,  però,  voglio esprimere la mia perplessità,  la  mia
  contrarietà  riguardo all'iter che è stato deciso da parte  della
  Presidenza e della maggioranza, di proseguire su questo  scontro,
  su questo braccio di ferro con il Commissario dello Stato.
   Sotto  questo  profilo,  faccio  appello  al  buon  senso,  caro
  Presidente  Fleres,  visto  che lei è  anche  sottoscrittore  dei
  disegni di legge stralcio che ripropongono le norme impugnate dal
  Commissario dello Stato: un appello al buon senso, in quanto  non
  ritengo che la materia oggetto di ripresentazione dei disegni  di
  legge  sia  rilevante  sotto  il  profilo  giuridico,  economico,
  istituzionale;  è una materia, infatti, estremamente  secondaria,
  anche riguardo a questi temi e costituire sì, in questo caso,  un
  precedente  - nello scontro con il Commissario dello Stato  -  su
  questi   temi,  ebbene,  mi  sembra  assolutamente  improprio   e
  inopportuno.
   Il   mio  invito  è  allora  a  questo  buon  senso  più   volte
  richiamato,  al fine di ritirare i disegni di legge all'esame,  e
  ad  affermare  il  principio della qualità  della  spesa,  perché
  ricordiamo  che  le variazioni di bilancio abbiamo  potuto  farle
  anche  sulla  scorta  del riconoscimento, da  parte  del  Governo
  centrale,  delle  prerogative garantite  dall'articolo  37  dello
  Statuto  che  ci  ha  permesso, almeno, di aver  riconosciuto  un
  miliardo  di euro circa, per le esigenze di bilancio più diverse,
  che  poi  il  Governo deve riuscire a rappresentare. Ebbene,  non
  credo  che il riconoscimento di questa somma dovuta alla  Regione
  siciliana   sia  un  riconoscimento  che  abbia  portato  ad  una
  programmazione   di  quella  spesa  in  termini  qualitativamente
  accettabili,  non  ritengo  affatto che  si  sia  seguito  questo
  criterio;  penso,  piuttosto, che l'oggetto  del  contendere  sia
  estremamente  chiaro,  sono gli emendamenti   e  i  contributi  a
  pioggia previsti anche da parte dei disegni di legge stralcio  e,
  quanto meno, anche dalle variazioni di bilancio approvati.
   Un  invito  a  ritirare questi disegni di  legge,  dunque,  e  a
  riprendere il cammino della finanziaria e del bilancio,  salvando
  quanto  è  possibile nelle norme impugnate dal Commissario  dello
  Stato,  attraverso delle opportune correzioni e la loro eventuale
  riproposizione  in  bilancio e in finanziaria,   conseguentemente
  abbandonando  tutto  ciò  che non appartiene  a  questo  tipo  di
  percorso.
   Credo  sia ciò un percorso di qualità e che impone al Presidente
  della Regione di partecipare anche al dibattito, indicando quindi
  la sua posizione.
   Ritengo  che,  da  questo punto di vista, il Presidente  Cuffaro
  abbia  il  diritto  e anche il dovere di indicare  che  posizione
  esprima  il  suo  Governo riguardo la ripresentazione  di  questi
  emendamenti,  di  queste parti impugnate  dal  Commissario  dello
  Stato, porzioni che non ritengo debbano essere riproposte.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO    Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo
  che  questi  disegni di legge non andassero ripresentati  per  la
  riapprovazione  da  parte del Parlamento,  così  come  del  resto
  abbiamo avuto modo di dire quando fu presentato e approvato,  con
  il  nostro  voto contrario, l'ordine del giorno che impegnava  il
  Governo a ripresentare le norme impugnate.
   La  verità è che in questa vicenda bisognerebbe dire le cose per
  come  stanno:  in  questa vicenda, c'è infatti  un  complesso  di
  relazioni  e  di  rapporti  tra Governo,  singoli  assessori,  il
  Governo  nel  suo complesso e singoli deputati o  singoli  Gruppi
  politici, innanzitutto della maggioranza, che è un rapporto fatto
  di  condizionamento,  di  veti, di ricatti  reciproci  che  hanno
  segnato, e continuano a segnare ancora, il taglio e il profilo di
  questo  scorcio  di  fine legislatura e anche  di  queste  ultime
  sedute del Parlamento regionale.
   Avevo    chiesto   di   smentire,   nella   precedente    seduta
  dell'Assemblea  che  discusse  l'ordine  del  giorno,  presentato
  dall'onorevole Fleres, l'affermazione del Commissario dello Stato
  (fra l'altro non rettificata dallo stesso Commissario, e quindi è
  da  presumere che sia ampiamente confermata) secondo cui  fossero
  andati  innanzitutto quelli che hanno votato la legge, a pregarlo
  di bocciare molti articoli qui riproposti.
   E'  assai  presumibile,  ed è molto logico,  che  possano  anche
  essere  stati  gli  stessi esponenti di Governo  ad  avere  fatto
  questo  passo  e,  quindi, la verità è che si  sta  svolgendo  un
  affare privato, all'interno di questa maggioranza, tutto centrato
  sulla  concessione  di appannaggi, di particolari  privilegi  che
  dovrebbero  consentire, appunto, a settori di questa maggioranza,
  di poter affrontare la prossima campagna elettorale.
   Signor  Presidente, giudico immorale e mi meraviglia che  questo
  non   venga   anche  sufficientemente  sollevato  dalla   persona
  interessata,   ebbene,  è  immorale,   questo  comportamento   di
  riproporre   norme  impugnate  in  prossimità  di  una   campagna
  elettorale,  sapendo  che il giudizio della Corte  costituzionale
  sarà  sicuramente  molto  oltre l'esito dello  svolgimento  della
  stessa campagna elettorale.
   Noi  ci  troveremo  davanti a uno scenario  per  cui,  a  quelle
  persone  che hanno atteso e che continuano ad attendere risposte,
  sarà detto loro che la propria parte è stata fatta, da parte  dei
  parlamentari  o  di  quei Gruppi politici che si  sono  intestati
  alcuni  provvedimenti, e che tutto comunque è rimandato all'esito
  successivo, e che quindi bisogna sentirsi legati, a doppio filo e
  a doppia mandata, a questa maggioranza parlamentare.
   Giudico  immorale questo comportamento. Posso anche  comprendere
  che, in alcuni momenti, si possano riproporre norme impugnate,  è
  da  un  po'  di  anni  che  questo  atteggiamento,  tuttavia,  il
  Parlamento  non  aveva più assunto, ma, guarda  caso,  lo  assume
  proprio in prossimità della campagna elettorale.
   E'  immorale, lo ribadisco. E' immorale, caro Presidente, che si
  ripropongano  norme impugnate modificate, non è vero  che  queste
  norme  impugnate non siano state modificate dall'approvazione  in
  quest'Aula:  dire successivamente che poiché non sono modificate,
  non  sono  neanche emendabili, facendo quindi valere il principio
  della inemendabilità del testo riproposto.
   Ritengo  che  sia  inoltre immorale sapere  che,  probabilmente,
  all'interno di queste norme impugnate,  sarebbe davvero  illogico
  pensare  che  siano  riproposte,  avendo  la  consapevolezza  che
  saranno nuovamente impugnate, e che quindi la loro efficacia sarà
  sicuramente  diluita nel tempo, norme a cui però  si  attribuisce
  una pregnanza.
   Evidentemente,  di  alcune  di queste  norme,  si  ha  la  quasi
  certezza  che il Commissario dello Stato non le impugnerà  ancora
  una volta.
   Allora,  mi  viene da pensare che si sia aperto un altro  tavolo
  parallelo della trattativa, che il rapporto tra questo Parlamento
  e  gli organi di tutela, di garanzia e di controllo della qualità
  del  contenuto  della  legislazione di questo  Parlamento,  siano
  tavoli paralleli, come lo sono stati nel corso di questi mesi.
   Mi  viene  anche  da  pensare e da dire che  persino,  e  ne  ho
  assoluta  certezza, nelle norme non impugnate  e  pubblicate  c'è
  stata  una trattativa tra alcuni esponenti del Governo, di questa
  maggioranza, e gli Uffici del Commissario dello Stato.
   Per  questo  motivo, non sono stato tra quelli che ha  osannato,
  come  dire, il Commissario dello Stato. Io osanno piuttosto  alla
  presenza di poteri che si equilibrano e che possono fungere anche
  da garanzia.
   Signor  Presidente,  è immorale pensare di proporre  una  norma,
  era  già immorale pensarlo prima, davanti al giudizio della Corte
  costituzionale,  quale  quella  che   proroga  i  contratti,   le
  forniture  della Regione e degli enti locali. Quale è la  ragione
  di questa norma? La vorrei proprio sapere.
   I  Siciliani  dovrebbero sapere quale è  la  ragione  di  questa
  norma,  quali  interessi precisi si vogliono tutelare  attraverso
  tale regime di proroga.
   Neanche  nei Parlamenti più ottusi si poteva pensare di proporre
  una  norma  di questo tipo, neanche nel Cile o nella Bulgaria  si
  poteva  pensare di proporre una norma di questo tipo che  proroga
  per legge tutti i contratti e le forniture
   Evidentemente,   ci   sarà   qualche  fornitura   milionaria   o
  miliardaria,  secondo  le vecchie lire, a cui  forse  qualcuno  è
  interessato

   Solo   una   profonda   distorsione   della   propria   funzione
  parlamentare, può aver fatto pensare ad una norma di questo tipo
  Faccio, pertanto, appello al Governo a discernere le cose, a  non
  gettare  appunto  l'acqua sporca con tutto  il  bambino,  l'acqua
  sporca va buttata, certamente; ci sono, tuttavia,  delle cose qui
  non  scritte, ma che comunque andavano fatte e che riguardano  le
  proroghe  per  i  lavoratori socialmente  utili  (qualcuno  si  è
  dimenticato  che esistono ancora 15 mila LSU), per  i  lavoratori
  dei  consorzi di bonifica, proroghe non scritte così  come  erano
  precedentemente, anche per i lavoratori contrattisti degli Uffici
  di   emergenza  rifiuti  ed   emergenza  idrica  che   potrebbero
  subentrare nella titolarità dei contratti con la nuova Agenzia.
   Queste cose vanno fatte  Tutto il resto va tolto, per carità  di
  Patria
   Signor  Presidente,  fino ad ora, mi sembrava  una  barzelletta,
  la  raccontavo come tale, ma è un fatto vero, realmente accaduto,
  esattamente  quattro  anni  fa, in  un  Comune  in  provincia  di
  Palermo:   un   direttore  dell'ospedale  era  contemporaneamente
  sindaco del comune, sede dello stesso ospedale.
   La  mattina,  alle  10,  scriveva, nella  qualità  di  direttore
  dell'ospedale,  al sindaco del Comune; dopo due  ore,  andava  al
  Comune  e  dallo  scranno  di sindaco,  rispondeva  al  direttore
  dell'ospedale
   Mi  sembrava  una  barzelletta, perché il  personaggio  è  anche
  molto  originale , e  non pensavo di trovarmi a dover vivere  una
  cosa  di questo tipo in questo Parlamento, non pensavo di doverla
  vivere  io,  personalmente, perché, fino a quando le cose  te  le
  raccontano,   si   possono  raccontare  ma,  francamente,   dover
  assistere ad una realtà di questo tipo è davvero mortificante

     PRESIDENTE    Grazie   onorevole   Giannopolo,   anche   delle
  inesattezze.
   Considerato  che  è  ritornato in Aula  l'onorevole  Sammartino,
  consentitemi di ricordare allo stesso che tutte queste norme  che
  considera,  oggi, non adeguate, non adatte, le  ha  votate  il  7
  dicembre, insieme a tutte le altre.

     CRACOLICI  Non faccia polemiche, signor Presidente

     PRESIDENTE   Lei  ha  fatto  anche  valutazioni   di   merito,
  onorevole Sammartino. Le mie sono soltanto delle osservazioni per
  la verità

     SAMMARTINO  No, signor Presidente, non è la verità, il  mio  è
  stato  un appello al buon senso e il buon senso vorrebbe che  lei
  non  sedesse nello scranno della Presidenza, e questa  è  la  mia
  opinione

     PRESIDENTE     Ne   parleremo   un'altra   volta,    onorevole
  Sammartino, per ora ci sono.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari.

     VILLARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, preferisco  e
  scelgo  di  non  entrare nel merito di alcune contraddizioni  che
  riguardano,  appunto,  il merito delle norme  riproposte  con  il
  disegno  di  legge:  mi associo, in questo  senso,  a  chi  aveva
  manifestato la propria opinione in ordine ad alcune scelte  fatte
  dal  Commissario  dello  Stato - e  lo  dico  apertamente  -  non
  sembravano   e  non  sembrano  cogliere  pienamente  il   profilo
  dell'incostituzionalità,  motivo   per   cui,   credo,   che   le
  contraddizioni  qui  manifestate - ripeto - per  il  merito,  nel
  senso normativo e anche per comportamenti di quest'Aula.
   Penso, tuttavia, di dover sollecitare, con forza, l'esigenza  di
  soffermarsi su una valutazione che, per altro, faceva l'onorevole
  Giannopolo,   e  che  personalmente  condivido,  e   si   tratta,
  sostanzialmente,  di  cogliere  ciò  che  effettivamente   l'Aula
  ritiene  di  rappresentare come una emergenza, una  necessità,  e
  cogliere  così  l'opportunità di far  fare  un  passo  avanti  al
  dibattito che, fin'ora, si è svolto in quest'Aula.
   Il  passo  avanti può essere costituito, a mio modesto giudizio,
  dal  fatto che alcune norme, se i colleghi della destra dell'Aula
  permettono...

     PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,    lasciamo    completare
  l'onorevole Villari, per favore.

     VILLARI   Dicevo,  di far fare un passo avanti  a  quest'Aula,
  ragionando   e   riproponendo  prioritariamente,    direi   quasi
  esclusivamente (perché ci possono essere anche altri  aspetti  su
  cui  eventualmente l'Aula potrebbe soffermarsi) alcune norme  che
  rappresentano una vera e propria emergenza.
   Mi  riferisco,  in altri termini, alle norme che  riguardano  il
  lavoro  e la possibilità di continuare ad operare in alcuni  enti
  ed agenzie, soggetti istituzionali ed  Uffici della Regione, dove
  vi  sono  delle  figure  senza le quali non  potrebbero  portarsi
  avanti  le attività che attualmente si svolgono. Per tale motivo,
  come  aveva già accennato l'onorevole Giannopolo, ritengo che  le
  norme relative alle proroghe delle attività socialmente utili, ai
  contratti  di diritto privato per i contrattisti - per intenderci
  gli  ex  articolo 23 -, ai contratti in essere per i consorzi  di
  bonifica,  che rischiano di scadere tra qualche giorno ed  alcuni
  dei   quali   sono   già  scaduti,  nonché  ai  progetti   legati
  all'emergenza acque e rifiuti, nonché quelli legati alle attività
  che  si  svolgono nell'ambito delle attività ambientali  ARPA  ed
  altre  di  questa natura, ebbene, debbono essere  presi  in  alta
  considerazione e rappresentare la scelta che si compie stasera.
   Questa,   in  linea di massima, dovrebbe essere la  scelta   che
  dovremmo compiere.
   La  tentazione  di mettere tutto in un calderone, rischiando  di
  rendere poco dignitosa la scelta di questo Parlamento, qualora il
  Commissario  dello  Stato  dovesse intervenire  nuovamente  sulle
  scelte  che  compie questo stesso Parlamento, non  gioverebbe  ad
  alcuno.
   La  scelta  che  invece propongo, che evita tentazioni  che  non
  servono ad un Parlamento che vuole legiferare in modo serio e con
  grande competenza, con attenzione, evitando superficialità, penso
  che  possa  rappresentare  la  soluzione  migliore  rispetto   al
  dibattito che sin qui si è svolto.
   Vorrei  pregare, quindi, il Presidente ed il Governo - da  parte
  del  quale,  per un attimo, onorevole presidente Cuffaro,   mi  è
  sembrato  cogliere,  in  questo  senso,  una  disponibilità  -  a
  prorogare  ciò che per noi rappresenta un'emergenza  rispetto  ad
  altri  problemi,  dando un voto come Aula, e rinviando  il  resto
  alla discussione che si farà in sede della legge finanziaria.

     DE BENEDICTIS  . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS  . Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso
  che   un   Parlamento,   per  essere  tale,   dovrebbe   onorarsi
  ascoltandosi, dando a tutti, come si sta facendo, la  possibilità
  di  parlare,  ma non per puro esercizio formale, ma  proprio  per
  discutere e approfondire le questioni che si espongono.
   Non  siamo di fronte a un provvedimento qualsiasi, ad un  evento
  che  non  ha  significati  precisi, qua  stiamo  per  tentare  la
  riproposizione di norme che sono state definite immonde, che sono
  state oggetto di scandalo sui giornali e sulla stampa di tutto il
  Paese  e  lo  stiamo facendo, per usare le parole del  Presidente
  Fleres, con una sorta di  acritica  riproposizione.
   Questo  non credo faccia bene al Parlamento, non penso  che  gli
  faccia onore, infatti, ragionare in maniera acritica e riproporre
  norme  senza ragionare, proprio perché l'assenza del ragionamento
  ci  ha portato, vi ha  portato, in quella notte, all'approvazione
  di queste norme che hanno fatto gridare allo scandalo.
   Avere,  allora, l'opportunità, anzi, offrire una possibilità  di
  resipiscenza a questo Parlamento, una possibilità che avete e che
  state  sprecando,  mi  sembra  che sia  il  richiamo  che  stiamo
  compiendo  da  ore  e  ci dispiace che la risposta  sia  sorda  e
  ottusa, e che, quindi, non faccia onore al senso ed al dovere  di
  un Parlamento.
   Ci  troviamo  qui,  solo  per finta, a riproporre  delle  norme,
  come se dovessimo in realtà investire il Parlamento di una difesa
  delle   proprie   prerogative  nei  confronti  del   Commissario,
  questione  che  non  si discute, questione che  non  è  messa  in
  dubbio,  questione legittima di cui il Parlamento deve occuparsi,
  come ha fatto già altre volte.
   Ma  ci dimentichiamo, in questa acritica riproposizione, qual  è
  il punto.
   Il  punto è che queste norme sono diverse da tutte quelle  altre
  oggetto  di  resistenza,  se così mi si  passa  il  termine,  nei
  confronti  del  Commissario, perché sono delle norme  di  cui  il
  Parlamento si è dovuto vergognare e di cui io so benissimo  molti
  di voi, non soltanto, si sono vergognati, ma sanno bene di averle
  votate,  solo per prendere cinicamente in giro i propri elettori,
  perché di questo si parla.
   E  se  così non fosse, avreste il coraggio di riproporre  queste
  stesse  norme  in cui teoricamente dimostrate di credere,  in  un
  altro  provvedimento, esattamente nella prossima finanziaria  che
  si va a discutere.

     CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Sono  tutte
  leggi di spesa, come si possono inserire nel testo del disegno di
  legge della Finanziaria?

    DE  BENEDICTIS . Perché questo va detto ai Siciliani: anche  se
  queste   norme   avessero,  come  dire,  esito   positivo   nella
  discussione   alla   Corte  costituzionale,  dando   ragione   al
  Parlamento  siciliano, ebbene, l'esito lo si avrebbe comunque  in
  un tempo ormai improduttivo.
   Se  veramente  vorreste  risolvere le  questioni,  dando  queste
  risposte  a  cui  le  norme tendono, le si potrebbero  riproporre
  nella prossima legge finanziaria.
   Non  lo  volete fare perché vi contentate semplicemente,  dietro
  lo  schermo  di  una  questione costituzionale  di  difesa  delle
  prerogative dello Statuto, dietro una questione di principio,  di
  rilanciare l'ennesimo messaggio cinico e clientelare alle persone
  a cui avete fatto credere di aver fatto qualcosa per loro, ma che
  in  realtà state continuando a prendere in giro con queste  norme
  che,  come ha detto l'onorevole Sammartino, tradiscono  il  senso
  dell'impegno  di  un Parlamento e vanificano la  possibilità  che
  quest'Assemblea   potesse   utilizzare   per   dare   senso    di
  programmazione  e  di  crescita  attraverso  la  propria   azione
  legislativa.
   Credo  inoltre  che  non  sia  inutile  ritornare  a  dire  che,
  comunque, anche se è un disegno di legge che vuole riproporre  le
  parti  impugnate, si tratta pur sempre di un disegno di legge,  e
  non  ci sono nel nostro Regolamento disegni di legge di serie  A,
  di serie B, disegni di legge di puro recepimento...
   Ci  sono disegni di legge tout court e che il Parlamento si deve
  impegnare  ad  esaminare  con le procedure e le regole  dell'iter
  parlamentare,  ma che in questo caso vengono totalmente  tradite,
  non ci sono nemmeno precedenti che valgono in tal senso.
   Intanto,  non ci sono precedenti che possano superare o  tradire
  un  Regolamento,  e  se anche mi citaste casi  in  cui  questo  è
  avvenuto,  il  fatto  che  queste altre  norme  non  siano  state
  emendate,  e quindi che l'Aula, all'unanimità, abbia  scelto  che
  ciascuno  dei parlamentari non presenti emendamenti a quel  testo
  che  veniva riproposto, non vuol dire che non siano emendabili  e
  che  quindi  possa  essere soppresso il  diritto  di  un  singolo
  parlamentare  di  presentare emendamenti che  possano  e  debbano
  essere  discussi,  secondo le procedure  che,  in  nessuno  caso,
  neanche  in  questo  tipo  di disegno di  legge,  possano  essere
  violate,   perché  di  violazione  si  parla,  ed   è   veramente
  sconcertante  che  il Presidente si presti alla  giustificazione,
  appunto, di una tale violazione.
   Inoltre,  a  maggior  ragione, e lo sottolineo  -  e  di  questo
  dovete assumervi la responsabilità, colleghi del centrodestra che
  sostenete   questa  tesi  -   quando  questa  non   è   la   mera
  riproposizione delle norme impugnate dal Commissario, ma contiene
  i vari stralci che contengono norme modificative e aggiuntive che
  nulla  hanno  a  che  fare con quel testo oscenamente  votato  in
  quella notte e che, quindi, rappresentano un altro testo di legge
  che,  in  maniera del tutto illegittima, ci si appresta a votare,
  senza  che siano stati passati dalle Commissioni di merito, senza
  che nemmeno si consenta un esame ed un emendamento
   Ripeto, un esame e la proposizione di emendamenti  su norme  che
  oggi   ci  troviamo  ad  avere  oggetto  di  impugnativa   e   di
  riproposizione, proprio perché furono oggetto di  una  vergognosa
  maniera di legiferare da parte di quest'Aula, quindi di un errore
  che  si  sta continuando a perpetrare, violando, non soltanto  il
  senso delle nostre regole, ma la nostra dignità di parlamentari.
   Io  credo  che, proprio per evitare di continuare a prendere  in
  giro  i vostri clienti, per i quali state lanciando queste  norme
   specchietto  per le allodole , sarebbe bene dire  loro  che,  in
  ogni  caso, questo disegno di legge non avrebbe esito  utile  nei
  tempi   da   voi   stessi  sperati,  e  se  volete,  provvedetevi
  altrimenti,  ma  non  con questa farsa, facendovi  scudo  di  una
  difesa di prerogativa parlamentare che nulla ha a che fare con il
  vero intento di questa norma.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quando   fu
  deciso  di  riproporre  le norme bocciate dal  Commissario  dello
  Stato,  noi votammo contro e, tuttavia, voglio ricordare all'Aula
  che se stasera siamo qui, è perché la riproposizione delle norme,
  opportunamente  divise in diversi stralci, prelude all'accensione
  di un contenzioso con il Commissario dello Stato.
   Non siamo qui per   ridiscutere  nel  merito  di  ognuna   delle
  norme che prelude ad altro.
   Ferma    restando,    dunque,    la    pregiudiziale    espressa
  dall'onorevole  Spampinato per la Margherita, noi ci  atteggeremo
  in Aula, in primis, perché si noti come la maggioranza non riesce
  a  raggiungere  un  numero - se lo avesse raggiunto,  ci  avrebbe
  concesso  uno sfogatoio e poi avrebbe continuato a trattare  come
  ha fatto in tante altre occasioni -; se stiamo qui a discutere  è
  perché la maggioranza non ha il numero.
   E,  tuttavia, non consentiremo, perché siamo nelle condizioni di
  chiedere il numero legale, che si entri in trattative su questa o
  quella norma, in quanto non era questa l'intenzione rispetto alla
  quale votammo contro, ma il rinvio a questa sera, che ci ha fatto
  interrompere le feste natalizie, in ordine alla discussione sulla
  quale  domani  ci scontreremo con questa figura  obsoleta  che  è
  quella del Commissario dello Stato.
   E'  una  riproposizione di tredici stralci, rispetto  ai  quali,
  qualcuno  pensa  che il Commissario dello Stato  -  l'istituzione
  Commissario dello Stato, non la persona -, possa rivedere la  sua
  posizione;  infatti, ha un senso essere qui, ognuno  per  la  sua
  parte,  se  la maggioranza ripropone l'accensione del contenzioso
  con il Commissario dello Stato.
   Ma  se  qualcuno  pensa che staremo qua a discutere  di  qualche
  norma in nome di chissà quali principi, di altra norma in nome di
  chissà   quali   catastrofi,  ognuno   si   prenda   le   proprie
  responsabilità  in  ordine alle catastrofi; si  legifera  per  un
  anno,  si  prendono provvedimenti amministrativi per un anno,  ma
  questo  discorso  del senso di responsabilità  sempre  all'ultimo
  secondo,  dell'ultimo  minuto,  non lo condividiamo  per  nessuna
  delle norme. La posizione della Margherita è di questo tipo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  dare
  un contributo di buon senso ai lavori di questa sera.
   Vengono  riproposte, secondo me, in modo improprio, da parte  di
  un  gruppo di parlamentari le norme che sono state impugnate  dal
  Commissario dello Stato dieci giorni fa.
   L'Aula  aveva deciso, con un ordine del giorno, che  il  Governo
  avrebbe dovuto ripresentare le norme impugnate. Il Governo questo
  atto  non  l'ha  compiuto. In sostituzione del Governo,  in  modo
  improprio,  a  riproporre  le  norme  impugnate  è    un   gruppo
  parlamentare.
   Lo   stesso  Presidente  della  Regione,  nella  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, ha detto che c'è  una  parte
  consistente di queste norme indecente, non presentabile.

    CUFFARO   presidente  della Regione. Non  era  un  compito  del
  Governo

    SPEZIALE   L'Aula aveva affidato tale compito al Governo  e  il
  Governo, non proponendo il disegno di legge, ha fatto pensare,  a
  me e a tanti altri, che non aveva intenzione di riproporlo.
   Adesso  si  dice  che  bisogna ripresentare l'intero  testo  del
  disegno  di legge. E' ovvio pensare che l'ufficio del Commissario
  dello  Stato  impugnerà tutte le norme. Io  sento  dire  che  c'è
  qualcuno   che   ha   pattiato',  scusate  il  termine;   non   è
  immaginabile  che il Commissario dello Stato nel giro  di  sette,
  otto  giorni,  possa cambiare opinione su norme  che  sono  state
  appena impugnate.

    SPAMPINATO  E' l'ufficio, non è la persona

    SPEZIALE   Sì,  non è la persona, è l'ufficio  del  Commissario
  dello   Stato   che  ha  elaborato  una  propria   proposta   per
  l'impugnativa.
   Allora, se è così, onorevole Cuffaro, il buon senso direbbe  che
  se  ci  sono norme di proroga, strettamente norme di proroga  che
  riguardano problemi riconducibili a personale - LSU,  consorzi di
  bonifica  -,  forse  queste norme potrebbero  essere  sostenibili
  anche  davanti  al  Commissario dello Stato; se  invece  mandiamo
  tutte  le  norme  assieme rischiamo, onorevole  Presidente  della
  Regione, che anche le norme di proroga subiscano l'impugnativa da
  parte  del  Commissario dello Stato, bisognerà attendere  l'esito
  della  Corte  Costituzionale e finiremmo col fare un  danno  agli
  stessi lavoratori che sono in attesa di proroga.
   Quindi,  signor Presidente, ritengo che lei debba  assolvere  ad
  una  funzione  e ad un ruolo: non riproporre le norme  impugnate,
  che  eventualmente  riproporremo dopo l'approvazione della  legge
  finanziaria  e  del bilancio e stralciare dal  disegno  di  legge
  soltanto le norme legate alla proroga che riguarda personale.
   Riproporre  ancora  tutte  le norme,  stasera  in  questo  clima
  d'Aula,  con  la  difficoltà che la maggioranza ha  di  avere  un
  numero di parlamentari per poterle approvare e sottointendere una
  sfida  nei confronti dell'ufficio del Commissario dello Stato,  è
  una sfida anche al buon senso.
   Noi  non abbiamo interesse a sfidare il Commissario dello Stato,
  quindi,  onorevole  Presidente della Regione,  le  suggerirei  di
  prendere  l'iniziativa anche nell'ambito della  sua  maggioranza,
  proporre  all'Aula,  seccamente, le norme di  proroga,  dopodiché
  andare avanti con la finanziaria e il bilancio nei giorni 12 e 13
  gennaio  2006 e successivamente si riproporranno, con disegno  di
  legge  a  se stante, le norme che si ritiene possano superare  le
  obiezioni di carattere costituzionale; ma ciò dopo l'approvazione
  della legge finanziaria.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  ai  sensi
  dell'articolo 101 del Regolamento interno ripropongo la questione
  pregiudiziale rispetto la possibilità di procedere alla votazione
  di  questi  disegni  di  legge perché ritengo  violate  le  norme
  regolamentari e statutarie.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  proposta  dell'onorevole
  Spampinato  è  di non procedere alla votazione in quanto  formula
  una  serie di osservazioni di natura regolamentare. Relativamente
  a   questo   argomento  il   Regolamento   prevede   che    sulla
  pregiudiziale  parlino  due  deputati  a  favore  e  due  contro.
  L'onorevole Spampinato ha parlato a favore, chi parla contro?

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  ascoltato
  in  doveroso silenzio tutta la farsa di questa sera, da parte  di
  molti colleghi. Ho sentito tanti parlare di moralità e anche dare
  dell'immorale.
   Signor  Presidente, la settimana scorsa questa Assemblea  sapeva
  che  si  sarebbero fatti gli stralci,  non solo lo si  sapeva  ma
  devo  dire  che  -  se non ricordo male - in una  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari dove anch'io ero presente,  si
  è   parlato   anche   di  ridiscutere  queste  leggi   impugnate;
  addirittura  qualcuno  ha detto - ma non ricordo  chi  -  che  la
  Regione viene sempre mortificata dal Commissario dello Stato  che
  impugna le leggi.
   Quindi,  alcuni  colleghi che questa sera (forse sarebbe  meglio
  leggere  i verbali delle sedute precedenti) hanno detto  che  non
  bisogna  più  votare,  l'altra settimana  hanno  detto  tutto  il
  contrario, cioè che bisognava andare subito al ricorso alla Corte
  costituzionale,  in  quanto  è  impensabile  che  un  Commissario
  impugni leggi.
   Personalmente, signor Presidente, sono contrario  per  principio
  a  tutto  quello che hanno detto le opposizioni. A differenza  di
  tanti,  la  ringrazio per il lavoro da lei  svolto  e  che  tutti
  sapevano  che bisognava fare. Mentre alcuni di noi, io il  primo,
  la  sera  che  abbiamo votato le variazioni  di  bilancio,  siamo
  andati  via  subito, qui sono rimasti  altri colleghi  che  hanno
  lavorato,  hanno  fatto  una  base, una  proposta,  insieme  agli
  uffici...

     CAPODICASA   Un  lavoro  veramente  importante    La   smetta,
  onorevole Beninati. Ma se vi siete vergognati di tutto questo  ed
  ora sembra quasi un atto eroico

     BENINATI   Onorevole  Capodicasa, lei  può  non  condividerlo,
  però, questo lavoro è stato fatto.  Nel merito devo dire che  non
  solo  condivido, ma posso anche dirle, onorevole Capodicasa,  che
  ho   telefonato   personalmente  al  Commissario   dello   Stato,
  relativamente ad una norma - e me ne assumo le responsabilità  -,
  ed  egli  stesso ha dichiarato che quella norma è stata impugnata
  per traino ad altre, quindi, per errore.
   L'onorevole Fleres ha fatto bene a togliere quella legge e  fare
  un  testo  unico,  come ha fatto bene a fare di altre  leggi  dei
  testi unici.
   Questo  era  l'impegno  che  si era  detto  di  portare  avanti.
  L'onorevole  Fleres l'ha fatto, penso, a nome  di  tutti.  Forse,
  signor  Presidente, lei fa fatto un errore. Doveva  fare  firmare
  quel  testo  a  tanti  altri Presidenti di  Gruppi  parlamentari.
  Questo  è  stato un errore. Glielo dico spassionatamente  perché,
  oggi,  lei è stato chiamato responsabile non so di che  cosa  pur
  avendo  fatto, a differenza di altri, un lavoro. Questa è la  sua
  pecca.
   Mi  trovo contrario, quindi,  a quanto si è detto e resterò qui,
  se  i  colleghi  saranno presenti, a votare. Sono contrario  alla
  pregiudiziale, è ovvio.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  pongo   in   votazione   la
  questione  pregiudiziale.  Chi  è  favorevole  si  alzi;  chi   è
  contrario resti seduto.

                      (L'Assemblea non approva)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


  Riprende l'esame del disegno di legge numero 1095 - I Stralcio/A

    PRESIDENTE    Si  passa  all'esame  del   disegno   di   legge:
  «Riproposizione  di  norme  approvate  dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella  seduta del 6-7 dicembre 2005 ed  impugnate  dal
  Commissario   dello  Stato.  Primo  stralcio»  (n.   1095   -   I
  Stralcio/A).
   Do lettura dell'articolo 1:

                             «Articolo 1
   Fondo per la concessione di contributi straordinari per l'anno
                                2005

    1.  Per  l'esercizio  finanziario  2005,  presso  l'Assessorato
  regionale  del bilancio e delle finanze, dipartimento bilancio  e
  tesoro,  è  istituito  un  fondo destinato  alla  concessione  di
  contributi straordinari ad enti, fondazioni, associazioni,  onlus
  ed  enti  di culto per il perseguimento dei propri fini statutari
  nonché  per  l'organizzazione di manifestazioni o altre  attività
  che rivestano particolare interesse collettivo. I  contributi  di
  cui   al   comma  1  sono  concessi  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per il bilancio e le finanze, previo parere  della  II
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
    2.   Per  le  finalità  di  cui  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 8.690 migliaia di  euro
  (UPB 4.2.1.3.99, capitolo 213702).

    3.  E'  consentita l'assunzione degli impegni  a  valere  sulle
  autorizzazioni  di spesa disposte dalla presente legge  oltre  la
  chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non oltre  15
  giorni dalla data di pubblicazione della medesima.
   4.  Nello  stato  di previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione,  per  l'esercizio finanziario 2005, sono  introdotte  le
  variazioni  di cui all'annessa Tabella  B'».

    Lo pongo in votazione.

    SPAMPINATO  Chiedo la verifica del numero legale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ortisi, Raiti,
                       Cracolici e Crisafulli)

  Richiesta di verifica del numero legale

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla verifica)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            43

   L'Assemblea è in numero legale.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, lei sta procedendo  senza  darci
  una  risposta. Noi abbiamo sollevato una questione regolamentare.
  Sono depositati gli emendamenti a questo articolo, lei deve dirci
  perché  li ritiene inammissibili. E' una questione regolamentare,
  di trasparenza anche della conduzione dell'Assemblea. Ci sono gli
  emendamenti, noi chiediamo che vengano distribuiti a meno che lei
  non  ci spieghi perché sono inammissibili, ma ce lo deve spiegare
  senza citare precedenti che non esistono.

    CIMINO    assessore   alla   Presidenza.   Signor   Presidente,
  intervengo  soltanto  per un chiarimento così  come  mi  è  stato
  richiesto: per quanto riguarda l'UPB 9.3.1.3.7 bisogna  intendere
  Associazione filarmonica Santa Cecilia di Agrigento.

    PRESIDENTE  Onorevole Cimino, intanto questa cosa è al  secondo
  stralcio: Relativamente all'osservazione dell'onorevole Forgione,
  io posso rispondere con i precedenti. Relativamente ai precedenti
  di  riproposizione di norme impugnate dal Commissario dello Stato
  l'Assemblea non ha mai emendato.

    FORGIONE   L'Assemblea non ha mai emendato  in  passato  perché
  non  ha  ritenuto di doverlo fare e non perché non  lo  si  possa
  fare

     CUFFARO    presidente  della  Regione.   In   Conferenza   dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari l'opposizione ha detto che non
  si  doveva  fare  perché  non si era mai fatto;  adesso  cambiate
  opinione? Allora, non siete uomini d'onore

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  stiamo  esagerando.  Il richiamo che lei fa, Presidente,  attiene
  alla  volontà politica. Invero, i cosiddetti precedenti a cui  fa
  riferimento la Presidenza attengono ad una scelta che liberamente
  l'Aula  ha  deciso in passato di dovere adottare, cioè quella  di
  non emendare per riproporre sic et simpliciter le norme impugnate
  ed adire la Corte costituzionale.
   Ciò   non  significa  che  esista  una  norma  o  un  cosiddetto
  precedente che determini una sorta di cogenza regolamentare a non
  emendare  le leggi. E' una libera volontà dell'Assemblea  perché,
  in  virtù  di questa interpretazione, qualunque altra  legge  non
  emendata   perché  l'Assemblea  ha  deciso  di   non   presentare
  emendamenti,  avrebbe  un vincolo di inemendabilità  ipso  facto,
  perché così è avvenuto sulla base della cosiddetta prassi.
   In  realtà,  Presidente, non può dedursi  da  questi  cosiddetti
  precedenti  che sono stati invocati dalla Presidenza,  che  hanno
  solo  la  funzione  di  coprire   una  volontà  politica  di  non
  procedere  alla  emendazione dei testi che  si  sono  presentati,
  infatti,     il    Regolamento,    quando    vuole    prescrivere
  l'inemendabilità,  la  non  modificabilità  di  qualche  cosa  la
  prescrive in modo esplicito.
   Gli  ordini del giorno che vengono presentati in Aula  non  sono
  emendabili  e  il Regolamento in una sua parte,  prevede  la  non
  emendabilità; è prevista, invece, l'emendabilità delle mozioni.
   L'interpretazione  che  la Presidenza  intende  dare,  onorevole
  Fleres, è una interpretazione capziosa, volta solo a fare  uscire
  la  maggioranza da una difficoltà che è legata alle eventuali  24
  ore  regolamentari che, nel caso di presentazione di emendamenti,
  bisogna osservare per trattare poi l'articolato.
   Siccome,  non  siete  in  grado  di  andare  a  domani,   perché
  evidentemente  dovete prendere già gli aerei  e  i  treni  per  i
  luoghi  di vacanza e non potete tornare qui domani o forse perché
  molti   parlamentari  non  saranno  presenti,  ecco  che  volendo
  chiudere  stasera  la discussione vi  siete tirati  dal  cappello
  l'inemendabilità.
   Vedete,   io   non   conosco,  nella  mia  memoria,   presidenze
  dell'Assemblea  talmente contestate come quelle che abbiamo avuto
  in questa legislatura.
   Abbiamo  avuto  momenti di tensione, ce ne sono stati,  capitano
  in  ogni  legislatura,  ma  qui siamo  ad  una  regolare,  direi,
  ordinaria  violazione delle norme regolamentari,  sulla  base  di
  arzigogolii che vengono, di volta in volta, inventati e che hanno
  dato  luogo ad una sorta di Regolamento creativo. C'è la  finanza
  creativa   dell'onorevole  Tremonti;  qui  siamo  al  Regolamento
  creativo.  Non ha resistito un solo articolo del Regolamento  nel
  corso dei cinque anni; è stato tutto travolto, in ogni occasione,
  per   iniziativa  o  a  volte  anche  con  la  compiacenza  della
  Presidenza dell'Assemblea.
   Onorevoli colleghi, non è questo il modo di procedere  E  io  mi
  meraviglio  della  perseveranza della  Presidenza  dell'Assemblea
  che, ad un certo punto, dovrebbe rendersi conto che c'è un limite
  a  tutto,  anche  ad una volontà che si manifesta,  di  volta  in
  volta,  di dare una mano al Governo e alla maggioranza. Nel  caso
  specifico, peraltro, si entrerebbe in una contraddizione  patente
  con  ciò  che  il  Presidente attuale di turno dell'Assemblea  ha
  sostenuto da relatore del disegno di legge.
   Il   disegno  di  legge,  così  come  l'onorevole  Cracolici  ha
  dimostrato, e io potrei addurre parecchi altri casi oltre  quello
  che  l'onorevole Cracolici ha addotto di modifica del testo,  non
  rispetta il dettato che l'Assemblea ha inteso assumere attraverso
  la  votazione  dell'ordine  del  giorno,  non  c'è  rispetto  per
  iniziativa  dello  stesso relatore della maggioranza,  che  oggi,
  arrivati a questo punto, ritiene di dovere blindare un testo dopo
  che essa stessa lo ha rimesso in discussione con le modifiche  di
  cui abbiamo parlato.
   Signor  Presidente, questo sarebbe un'ulteriore usurpazione  dei
  poteri  del  Parlamento, non esiste disegno di legge che  andando
  all'esame  dell'Aula  debba essere dichiarato  emendabile  o  non
  emendabile  al punto che, perfino il Presidente della  Regione  e
  lei stesso Presidente dell'Assemblea, nella veste di relatore  ha
  ritenuto  di  prendere in esame l'ipotesi di  cassare  alcune  di
  quelle  norme  che sono contenute nel disegno di legge.  Le  pare
  questo un comportamento coerente e ossequioso del Regolamento?
   Mi   pare  evidente  che  si  è  voluto  adattare  un  vestitino
  striminzito  alla bisogna ad ogni passaggio parlamentare  secondo
  le circostanze che qui  si venivano affacciando.
   Signor   Presidente,   credo  che  la   Presidenza   non   debba
  macchiarsi,  ancora una volta, di una ombra nefasta.  Uso  parole
  pesanti   di  fronte  al  fatto  che  la  Presidenza  sia   stata
  compiacente in tanti aspetti, mi pare perfino in alcuni passaggi,
  non  ultimo  quello che stamattina era circolato che  si  volesse
  depurare   il   testo   di  alcune  delle   norme   dichiarandole
  improponibili  e  che  lei stesso poi ha ripreso  come  relatore,
  grida vendetta, nel momento in cui questa stessa Presidenza,  non
  più   tardi   di  otto  o  dieci  giorni  fa,  le  ha  dichiarate
  proponibili,  le  ha  fatte approvare e oggi siccome  serve  fare
  un'altra cosa pretendeva addirittura di dichiararle improponibili
  contraddicendo una scelta fatta.
   E'  evidente  che  tutto ciò abbia un solo obiettivo,  cioè  far
  passare questa carrettata di norme, scoordinate tra di loro,  che
  non  prefigurano alcun disegno legislativo e che hanno come unico
  obiettivo  quello  di soddisfare i tanti appetiti  che  sotto  la
  campagna  elettorale sempre di più si fanno forti  e  famelici  e
  non,  invece, fare un atto che, in questo caso, sarebbe veramente
  emendativo  delle malefatte che l'Assemblea ha compiuto  non  più
  tardi di un paio di settimane fa.
   Quindi,  ritengo, signor Presidente, che lei non possa  invocare
  ciò  che non è precedente, perché in quegli atti che lei cita non
  c'è scritto che l'Assemblea decide di non emendare, semplicemente
  nessun parlamentare ha presentato un emendamento e quindi non  ha
  ritenuto di dovere apportare delle modifiche al testo per ragioni
  che,  in   quel  momento,  ha  ritenuto  fondanti  della  propria
  posizione.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, il problema non è quello  che
  lei  pone; il vero problema  è il valore che diamo alle cose  che
  diciamo  nelle diverse sedi. Poc'anzi il Presidente della Regione
  ha  richiamato  alcuni  ripetuti passaggi  delle  Conferenze  dei
  Gruppi  parlamentari  durante  le  quali  ciascun  componente  ha
  richiesto, sollecitato, auspicato - utilizzi il termine  che  più
  preferisce  -, la riproposizione di tali norme per definire,  una
  volta per tutte, il percorso...

    CAPODICASA  Non è vero

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, lei non era mai  presente  in
  queste  riunioni, che sosteneva questa tesi, senza  procedere  ad
  alcun emendamento. La Presidenza...
   Onorevole  Capodicasa,  lei ha parlato per  cinque  minuti,  ora
  consenta alla Presidenza di risponderle.

    CAPODICASA  Ma perché deve rispondere a me.

    PRESIDENTE   Perché lei non era presente alle riunioni delle
  Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ed io le sto
  raccontando quello che è accaduto in quelle sedi. Dicevo che
  tutti i capigruppo hanno auspicato, chiesto, suggerito, la
  riproposizione di queste norme senza presentare alcun
  emendamento.

   (La seduta, sospesa alle ore 22.00,  è ripresa alle ore 22.33)

              Presidenza del Vicepresidente Crisafulli

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

     ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  lamentare  il fatto che in piena sessione di bilancio  ancora  si
  pensa di rinviare al 9 gennaio la finestra su tredici disegni  di
  legge.
   Altro  che violazione del Regolamento, è assolutamente irrituale
  che noi su 45 giorni apriamo una finestra di 43 giorni
   Se  si  è  deciso di rinviare al 9 gennaio, è opportuno  che  si
  ritirino  i  tredici  disegni  di legge.  Entro  il  10  dobbiamo
  presentare  gli  emendamenti sulla finanziaria e sul  bilancio  e
  ancora  il 9 gennaio volete discutere all'interno di una finestra
  che è un porticato?
   Altro  che  violazione  del Regolamento;  tutto  questo  non  ha
  alcuna logicità
   Se  la  decisione è di rinviare al 9 gennaio, mi  pare,  quindi,
  più opportuno ritirare i 13 disegni di legge. Siamo tornati il 28
  dicembre,  anche  se  noi  eravamo contrari,  per  riproporre  il
  contenzioso con il Commissario dello Stato; non siamo tornati per
  discutere  di merito. Allora, poichè fallisce questa  ipotesi  di
  apertura  di contenzioso con il Commissario dello Stato,  finisce
  la materia del contendere istituzionale.
   Mi  pare, quindi, più logico ritirare i 13 disegni di legge.  In
  tal  modo  daremmo anche una veste più dignitosa alla conclusione
  della serata.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, vorrei che si facesse ordine sulle  cose  che
  abbiamo detto e che stiamo facendo. La Conferenza dei capigruppo,
  più  volte  riunitasi  in  questa  settimana,  aveva  stilato  un
  programma  su  quello che avremmo dovuto fare.  Programma  che  è
  stato, tra l'altro, approvato unitariamente da tutti i capigruppo
  presenti.
   Il   Governo  prende  atto  che,  a  fronte  di  un  accordo  in
  Conferenza dei capigruppo, i parlamentari facenti parte di Gruppi
  più  svariati  non  condividono quella che è stata  la  decisione
  della  Conferenza dei capigruppo e fanno valere, giustamente  dal
  punto di vista regolamentare, le loro prerogative di parlamentari
  richiamandosi al Regolamento.
   E'  certamente   un  vulnus.  Il  Governo  prende  atto  che  la
  Conferenza dei capigruppo decide ma che poi le decisioni prese in
  quella sede non trovano riscontrano in Aula.
   Il  Governo  continua a sostenere che le norme  approvate  nelle
  variazioni  di bilancio sono delle norme molte di  queste  che  è
  giusto riproporre all'attenzione del Parlamento perché si possano
  attivare  per  molte di queste,  se il Commissario continuasse  a
  ritenere  di  impugnarle, un contenzioso davanti  alla  Corte.  I
  nostri   uffici  ritengono  che  molte  di  queste   norme   sono
  assolutamente  legittime  e credo che i  parlamentari  stessi  si
  siano  resi  conto  che molte di queste norme sono  assolutamente
  legittime. Il Governo aveva detto che alcune di queste norme  non
  sono  sostenibili  neanche davanti alla Corte  costituzionale  ed
  avevamo detto che eravamo dell'idea che bisognava non riproporle.
     Questa  è  la volontà politica che aveva espresso il  Governo.
  Adesso  prendiamo atto che ci siamo incartati dal punto di  vista
  regolamentare; capisco le cose che dice l'onorevole Ortisi,  però
  il  Governo non è d'accordo a ritirare i disegni di legge. Se  il
  Parlamento,  facendo  valere giustamente il Regolamento,  ritiene
  che noi oggi così come d'accordo in Conferenza dei capigruppo  si
  approvino  i  13 disegni di legge che erano stati presentati  per
  attivare  le procedure, se alcuni parlamentari non sono d'accordo
  e   fanno  valere  il  Regolamento  è  chiaro  che  salta   tutta
  l'impalcatura che avevamo costruito.
   Se  è  così  il Governo ritiene che comunque tornerà  su  questi
  disegni di legge perché ne vuole difendere, almeno per le cose in
  cui crede che vadano difese, la valenza politica parlamentare.
   Il   Governo  spera  che  quanto  deciso  dalla  Conferenza  dei
  capigruppo  possa essere mantenuto;  la Conferenza dei Capigruppo
  ha,  infatti,  deciso che si discuterà in Aula, dopo il passaggio
  in  Commissione  Bilancio , giorno 14 per approvare entro  giorno
  16  Bilancio  e  Finanziaria. Credo che questo abbia  deciso.  Su
  questo  il  Governo non fa alcun indietro ed  io  credo  che  sia
  giusto.  Se  poi  queste  norme le  dobbiamo  riproporre  dopo  o
  facciamo  in tempo prima del 13 a trovare una ipotesi procedurale
  questo è un dato che io affido al Presidente dell'Assemblea ed al
  Parlamento,   sperando  che su questo  - trovata  l'intesa  -  si
  possa andare avanti.

   TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  dispiace
  dover  fare l'intervento che questa sera mi accingo a fare perché
  penso che tutto diventa un gioco e talvolta non si può giocare su
  cose serie che quest'Aula ha affrontato.
   Io  rispetto  l'opinione dell'onorevole  Forgione.  Poc'anzi  ho
  avuto  uno scambio di battute con lui ed ha detto che è  convinto
  che  il  Commissario ha fatto bene ad impugnare le norme. E'  una
  opinione  legittima,  io non la condivido  ma  la  rispetto.  Non
  capisco il comportamento, però, che quest'Aula sta tenendo perché
  la  prima sera forze politiche autorevoli decisero di abbandonare
  i  lavori  e  la  seconda volta che l'Aula si  occupò  di  questo
  problema buona parte di quei deputati non si presentò. E,  diceva
  bene  poc'anzi  l'onorevole Ortisi, noi non ci  siamo  visti  per
  stabilire  nel  merito  il da farsi, noi  questa  sera  ci  siamo
  rivisti  per  evitare che un vulnus colpisse quest'Assemblea  che
  non  è  il vulnus della Conferenza dei capigruppo che non  riesce
  poi  a rappresentare le necessità che l'Aula vorrebbe, ma  è   un
  vulnus costituzionale.
   L'escamotage   di   affidare  -  e  su  questo   dobbiamo   fare
  autocritica - all'approvazione di questo Parlamento, sperando  in
  un eventuale impugnativa, peraltro inopportuna ed illegittima nel
  caso  in   specie,  per  arrivare poi a  non  riproporre  davanti
  all'Organo   tutte   le   norme  che   sono   state   votate   da
  quest'Assemblea  costituisce  un  danno  grave  per   l'Assemblea
  stessa.  Ed io non capisco l'atteggiamento che assumono i  nostri
  colleghi  quando  si  tratta  di  garantire  l'autorevolezza,  il
  prestigio  di  un Parlamento che ha fatto bene o  ha  fatto  male
  cambia poco; noi non entriamo nel merito,  riproponiamo.
   Allora,  mi chiedo perché siamo ritornati stasera qui? Se  siamo
  ritornati  con  la  consapevolezza, così come  abbiamo  detto  la
  scorsa settimana quando abbiamo deciso di aprire questa finestra,
  di venire in quest'Aula per approvare un disegno di legge sapendo
  che  si  istaurerà un giudizio davanti alla Corte Costituzionale,
  che   ci  vedrà  verosimilmente  soccombere  se  abbiamo  scritto
  sciocchezze, ma in certe parti certamente vincere,  io  non  vedo
  perché stasera non si debba continuare.
   Poco fa l'onorevole Beninati ha detto una cosa seria e cioè  che
  il  Commissario non ha avuto remore a riconoscere  che  in  certi
  minuti ha esagerato con l'impugnativa....

    SPAMPINATO  In quale sede l'ha riconosciuto?

    TURANO   Quello che dice l'onorevole Beninati io non  lo  metto
  in  discussione, però non si tratta di entrare nel  merito  delle
  valutazioni riferite dall'onorevole Beninati o dalle rispettabili
  affermazioni fatte dall'onorevole Forgione, si tratta  di  capire
  se  quest'Assemblea una volta che approva una norma ha la dignità
  di  riproporla per fare esprimere un Organo terzo che è la  Corte
  Costituzionale.
   Io  non  mi  scandalizzo se la Corte nel valutare le  norme  che
  sono  approvate  decide di affossarne 99 su 100;  mi  scandalizzo
  del   fatto    che   quest'Assemblea  utilizzi   escamotage   per
  evitare....

    SPAMPINATO ..è da quattro anni che lo fate

    TURANO ..e  abbiamo  fatto  male  per  quattro  anni  e  mezzo
  Onorevole  Spampinato, lei nella scorsa legislatura  non  sa  che
  ogni   qualvolta  il  Commissario  impugnava  spesso  l'Assemblea
  riproponeva  e  gli onorevoli colleghi dei DS  che  erano  allora
  presenti lo sanno bene.
   Io  non mi scandalizzo che la Corte costituzionale possa cassare
  alcune disposizioni: Mi scandalizzo che quest'Assemblea non abbia
  la  forza  e  l'autorevolezza per ripresentare le  norme.  Tutte
  Tutte così come sono  E non c'è maggioranza e opposizione.

    SPAMPINATO   Le  cose  dette  dal Commissario  dello  Stato  le
  abbiamo dette prima noi Ci deve dare la possibilità di ridirle

    TURANO   Lei non le può approvare con l'emendamento perché  gli
  emendamenti che riguardano queste norme sono stati bocciati e gli
  emendamenti  che  hanno  presentati i DS  sono  stati  dichiarati
  decaduti perché non erano presenti in Aula.
   Io  ad  uscire  col  capo basso da quest'Aula  non  ci  sto   Mi
  rimetto  alle decisioni che l'Aula prenderà. Tuttavia,  il  fatto
  che  si  rinvii al 9 gennaio  perché nonostante poco  fa  si  sia
  dimostrato  di  poter  continuare, qualcuno  utilizza  escamotage
  regolamentari  che  avrebbe  potuto  utilizzare  quando   abbiamo
  approvato l'ordine del giorno o ancora prima, non fa onore a  chi
  avanza queste richieste.

    FORGIONE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,     il
  Presidente  della Regione, in un intervento che  in alcune  parti
  ho  apprezzato,  ha  detto che lui non se la  sentirà  nella  sua
  volontà  politica di approvare questi tredici disegni di legge  e
  comunque non se la sentirà di far calpestare il Regolamento e  le
  prerogative dei parlamentari.
     Io  in  quanto parlamentare e in quanto Capogruppo ritengo  di
  non   dover  rinunciare  a  queste  prerogative.  Ci   sono   gli
  emendamenti depositati, circa duecento, dall'onorevole Raiti, dal
  mio  Gruppo,  a  questo disegno di legge.  Noi  riteniamo  che  i
  principi vanno salvaguardati e stasera se n'è fatto scempio.
   Quindi,  per  quanto  ci  riguarda noi non  solo  riteniamo  che
  questi  emendamenti   debbano essere discussi,  ma  chiediamo  le
  ventiquattro ore secondo quanto previsto dal Regolamento. Ritengo
  che  di  fronte  a  questo poi  la volontà   del  Governo  e  del
  Parlamento  si  può  determinare. Noi siamo  pronti  a  venire  a
  lavorare  qui  domani, fatto salvo il rispetto  del  Regolamento,
  quindi  l'acquisizione dei nostri emendamenti,  il  rinvio  delle
  ventiquattro  ore  pronti a venire qui domani  sera  a  lavorare.
  Qualora  la maggioranza, il Parlamento, il Governo si determinino
  per  un'altra decisione lo si può fare non sta a noi  dirlo.  Noi
  ciò  che  vogliamo sia riconosciuto  e affermato  è  il  rispetto
  rigoroso delle procedure. Per queste ragioni  io non sto entrando
  nel   merito  dei  diversi  disegno  di  legge,  mi  attengo   al
  Regolamento che chiedo venga rispettato.

     LEANZA EDOARDO .  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEANZA   EDOARDO .  Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  perché  a  questo punto dei  lavori  mi  pare  che  i
  parlamentari  presenti in Aula abbiano comunque  fondamentalmente
  considerato tutto la volontà di far valere nelle norme  impugnate
  dal  Commissario dello Stato un principio che è stato  ampiamente
  condiviso,   cioè  quello  di  poter  utilizzare   lo   strumento
  imparziale che è la Corte Costituzionale -  un soggetto,  quindi,
  sicuramente imparziale - rispetto a tante norme che la gran parte
  dei  deputati ritengono essere norme legittime e però   lasciando
  aperta  anche la possibilità che alcune di queste norme e poi  la
  Corte   Costituzionale  si pronunci dicendoci  che  invece  hanno
  sicuramente  un  vulnus   costituzionale,   ma  sarà   la   Corte
  Costituzionale a dirlo.
      Secondo  questo  principio,  credo  sia  utile  a   tutti   i
  parlamentari qui stasera presenti fino a quest'ora  a  seguire  i
  lavori  con molta passione, appassionandosi sicuramente su  tutta
  la  vicenda  anche  parlamentare che si è  verificata  in  questa
  giornata.   Credo,   pertanto,  che   i   tredici   stralci   che
  rappresentano queste norme impugnate possano essere approvati  se
  riusciamo  a fare una pausa e in questa pausa lavorare perché  si
  riesca  ad ottenere una via di uscita da questo groviglio in  cui
  siamo  entrati.  Signor  Presidente, a tal  riguardo  chiedo  una
  sospensione della seduta affinchè  si possa ottenere un risultato
  che sia condiviso da tutti.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    SPEZIALE   Signor Presidente, io convengo con la posizione  del
  Governo che è quella di rinviare

     CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Non  è  la
  posizione del Governo

     SPEZIALE    Per  la verità, avevo sentito  che  il  Presidente
  della Regione ipotizzava l'opportunità di un rinvio.

     CUFFARO    presidente  della  Regione.  Il  Governo   non   ha
  proposto, bensì ha preso atto

     SPEZIALE    Signor  Presidente,  poiché  il  Presidente  della
  Regione  ha più volte affermato questa sera, ma anche  nel  corso
  della Conferenza dei Capigruppo, che c'è una parte del disegno di
  legge  che  è  impresentabile, e questa non è  soltanto  una  mia
  valutazione  ma anche quella del Governo, suggerirei di  valutare
  la  opportunità  di un rinvio ad altra data che  potrebbe  essere
  fissata  per  il  9,  il   10 o  il 12,  compatibilmente  con  le
  esigenze della Finanziaria.
   Il   Governo,  nel  frattempo,  potrebbe  fare  un   lavoro   di
  depurazione del testo per eliminare quelle parti che ritiene  non
  debbano  essere  esaminate dall'Aula. Quindi,  alla  ripresa  dei
  lavori d'Aula ci ritroveremmo un testo del Governo, epurato delle
  parti  che il Governo ritiene che non siano presentabili  neanche
  al confronto con la Consulta.
   Ribadisco,  quindi, che la mia proposta è quella  di  un  rinvio
  per  confrontarci su un testo proponibile. Così  facendo  avremmo
  anche la possibilità di valutare la questione della presentazione
  degli emendamenti.

     FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi non  sono
  mai  intervenuto perché quando la discussione non è chiara e  non
  sono  chiari  gli  obiettivi  che si vogliono  raggiungere  debbo
  confessare che non mi appassiono.
   Noi  siamo  passati  dalla osservazione  che  è  stato  leso  il
  diritto-dovere  del  Parlamento siciliano di  portare  avanti  le
  proprie prerogative alla esposizione in quest'Aula, questa  sera,
  di   una   così  enorme  e  variegata  difformità  di   posizioni
  all'interno delle forze politiche e soprattutto dei DS...

     VILLARI  Della maggioranza

     FORMICA   No, dei DS che in tutte le Conferenze dei Capigruppo
  hanno  posto il problema di evitare che di fronte alla  richiesta
  del  Governo e della maggioranza di avere una rapida approvazione
  della  Finanziaria  entro il 31 dicembre, perché  non  c'erano  i
  tempi  per approfondire, e quindi di avere i tempi necessari  per
  esaminare  un provvedimento così importante, sia nelle Conferenze
  dei  Capigruppo che si sono tenute, sia nelle discussioni che  si
  sono  avute   in Commissione  Bilancio  alla fine si è addivenuti
  ad  una posizione comune che rappresentava, da un lato l'esigenza
  manifestata   dall'opposizione  di  avere  maggiore   tempo   per
  approfondire questi temi, dall'altro lato l'esigenza del  Governo
  di  avere la Finanziaria approvata senza che si dovesse ricorrere
  all'esercizio provvisorio.
   Contestualmente, si è discusso del destino da  dare  alle  norme
  che sono state impugnate dal Commissario dello Stato.
   Ebbene,  in  Commissione  Bilancio  si è  deciso,  anche  su  un
  input    che   è   venuto   da   parte   dei   maggiori   partiti
  dell'opposizione, di non dare adito ad emendamenti che  potessero
  modificare le norme in questione.
   Io  debbo  ricordare che nell'ultima seduta di bilancio,  quella
  che  ha  approvato  i  tredici disegni di  legge,  che  poi  sono
  approdati in Aula, l'onorevole Capodicasa, abbandonando i  lavori
  perché  mancava il numero legale nella Commissione,  giustamente,
  da buon oppositore, era rimasto dietro la porta per verificare se
  quel numero legale ci fosse stato e, soprattutto, verificare  se,
  una  volta  raggiunto  il numero legale,  la  Commissione  avesse
  proceduto a riproporre le norme così come si era convenuto  nelle
  varie  Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, cioè,
  di  non  modificare  le  norme  così  come  erano  state  esitate
  dall'Aula e bocciate dal Commissario.
     Quindi,  non c'è dubbio che si può cambiare opinione; non  c'è
  dubbio  che  tra  la  Commissione  e  l'Aula  è  intervenuto   un
  ripensamento. Tutto può accadere; però, c'è pure un  problema  di
  dignità.  Non si può tra galantuomini e, soprattutto,  tra  forze
  politiche,  perché gli accordi tra forze politiche  sono  accordi
  nobili.
   Se  l'opposizione  avesse trovato, tra gli  emendamenti,  tra  i
  disegni di legge presentati, delle modifiche reali, vere, non  ci
  si può attaccare alla virgola,  perché se c'è un accordo che si è
  fatto  tra  forze  politiche, un disegno  di  legge  nuovo  o  un
  emendamento  nuovo, deve essere un emendamento nuovo  di  materia
  estranea.
   Ebbene,  questo lo sappiamo tutti, materia estranea non ce  n'è;
  materia estranea rispetto a ciò che è stato votato non ce n'è.
   Se  ciò è vero, ed è così, emendamenti in quest'Aula non possono
  essere  presentati; se ciò è così, io ritengo che  la  Presidenza
  non   debba   accogliere  emendamenti  e  debba  respingere   gli
  emendamenti  che sono stati presentati  a queste norme  che  sono
  una riproposizione, perché accogliendo gli emendamenti non si  fa
  altro che contravvenire a quanto, quest'Aula, ha già votato nella
  seduta  in cui ha autorizzato il Governo a ripresentare i disegni
  di legge.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, io ho il dovere di  consentire
  una chiusura serena dei lavori parlamentari, ma, insieme a questo
  dovere,  ne  avverto  un altro che è quello  di  evitare  che  il
  Parlamento,   alla   fine,  sviluppi  delle  considerazioni   che
  finiscono  con  il confonderci fra il ruolo del  Parlamento,  con
  quello dei Parlamentari.
   Io  credo  che il Parlamento, comunque sia, deve essere titolato
  ad  elevare  una  discussione  di rango  costituzionale  con  chi
  ritiene   improcedibili  alcuni  provvedimenti  che   ha   votato
  quest'anno.
   Il  migliore modo di difendere l'istituzione, il Parlamento,   è
  quello  di  metterci  in condizione di capire  cosa  pensano  gli
  organi terzi, per cui la scelta fatta dall'Aula di predisporre un
  testo   che  andasse  a  verifica  costituzionale  dava  dignità,
  autorevolezza  e  forza all'attività parlamentare,  ancorché  non
  condivisa da una parte del Parlamento.
   L'istituzione deve venire al di sopra ed al di là di tutto ed  è
  errato   confondere  il  merito  con  il  valore   della   stessa
  istituzione.
   Riuscire  a  superare noi stessi quando si parla del  ruolo  del
  Parlamento, deve imporci di sapere discernere nel merito di  tali
  questioni.
   I  meriti  sono  stati oggetto di discussione, di votazione,  di
  pronunciamenti che i singoli parlamentari hanno già provveduto  a
  fare.
   Oggi  si  doveva e si  poteva, e si potrà successivamente,  fare
  in  modo  che  il Parlamento assolvesse alla sua funzione  e  che
  venisse   verificata  nei suoi poteri dall'organo  costituzionale
  preposto.
   Dico  questo  perché io non sono tra coloro i  quali  si  è  mai
  iscritto  al  partito di chi ha condiviso che con un  ordine  del
  giorno  si  possa azzerare la volontà di un Parlamento,  ancorché
  sbagliata  quella  volontà, ma non è  certo  con  un  ordine  del
  giorno,    come   abbiamo   purtroppo   condiviso   per    scelte
  accondiscendenti  della Consulta nei confronti di  una  procedura
  che avevamo introdotto noi a livello regionale.
   Erano  i  tempi in cui in Sicilia le norme  impugnate  tornavano
  in  Aula  e con atto parlamentare venivano abrogate tali   norme,
  tolte  dal  testo  integrale,  riproposte  nel  testo  diverso  e
  rimandate al conflitto costituzionale.
   Erano  i  periodi in cui questo Parlamento faceva valere,  anche
  perdendo  in alcuni casi, la sua funzione, non il suo potere,  ma
  la  sua  funzione. Credo che ritornare a questo stile serve  alla
  Sicilia.  Vedete, voi avete discusso, sono stato  presente  sulla
  devolution, ma non ci sarà provvedimento di devolution più o meno
  autorevole, non ci saranno poteri più o meno sostanziosi dati  al
  Parlamento regionale ed alla Regione siciliana se noi non sapremo
  essere all'altezza della difesa di queste funzioni.
   Per  questo  mi permetto di dire che a prescindere  da  come  si
  chiuderanno i lavori stasera, dobbiamo riuscire a comprendere, ha
  ragione  chi  ha  tenuto  a  precisarlo  che  oggi  non  dovevamo
  discutere di merito, ma di metodo,   la procedura per determinare
  un pronunciamento di organo terzo.
   Ho  voluto  fare  questa considerazione perché non  mi  è  parso
  giusto  e non condivido una serie di atti e di percorsi che  sono
  stati messi in essere con i pronunciamenti spicci.

     SPEZIALE    Signor  Presidente,  non   c'è   un   attacco   al
  Parlamento

     PRESIDENTE  Onorevole Speziale,  excusatio non petita   Ho  il
  dovere  di dire quello che penso. Sostengo che questa è la scelta
  che  il Parlamento deve fare, nel merito ci sono opinioni diverse
  e apprezzo coloro i quali hanno detto, con molta schiettezza, che
  probabilmente non c'è alcun nesso regolamentare con la  procedura
  che  si è esposta qui rispetto all'applicazione dei testi ed alla
  votazione degli stessi.
   E'  una considerazione legittima, come altrettanto legittima  mi
  è  parsa la considerazione fatta dalla Presidenza che ha ritenuto
  dovere proporre una metodologia per la spiegazione dei lavori.
   Rispetto  a  tutto questo è chiaro che ci sarà un pronunciamento
  della Presidenza dell'Assemblea che faremo alla prossima riunione
  dell'Aula,  presumo  che ci saranno i passaggi  formali  con  gli
  uffici,  con  gli organi preposti, per mettere in  condizione  il
  Parlamento di avere certezze di riferimenti precisi, in modo tale
  che  se  ci  sono  diritti che vengono messi  in  discussione  si
  risolva  a  favore del riconoscimento dei diritti delle  funzioni
  dei singoli parlamentari.
   Ho  il  dovere,  anche, di dire che, molto spesso,  ci  facciamo
  prendere la mano anche nella semplificazione dei percorsi.
   Personalmente  non condivido, peraltro, che se si  dovesse  fare
  la  scelta  di  rivotare i tredici disegni di legge,  che  questi
  disegni di legge vengano in Aula monchi.
   L'Aula  può decidere di respingerli, di non accettarli,  di  non
  riproporli al conflitto costituzionale, ma che ci sia  un  organo
  esterno   al   Parlamento  che  ne  valuti  la   possibilità   di
  accettazione o meno  di questa o quella parte, credo che  sarebbe
  un   ulteriore   lavoro   di  delegittimazione   della   funzione
  parlamentare.
   Onorevoli  colleghi, tenuto conto che si è  fatto  tardi  e  che
  c'è   una   necessità  nello   svolgimento  dei  lavori,  ritengo
  opportuno  aggiornare gli stessi e rivolgo a  voi  tutti  e  agli
  uffici  l'augurio di buon anno.
   La  seduta è rinviata a lunedì, 9 gennaio 2006, alle ore  17.30,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I - Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello  Stato. Primo   stralcio".  (n.  1095-  I
       stralcio/A) (Seguito);

   2) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello Stato. Secondo stralcio".  (n.  1095-  II
       stralcio/A) (Seguito);

   3) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello  Stato. Terzo stralcio".  (n.  1095-  III
       stralcio/A) (Seguito);

   4) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello  Stato. Quarto stralcio".  (n.  1095-  IV
       stralcio/A) (Seguito);

   5) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello  Stato. Quinto  stralcio".  (n.  1095-  V
       stralcio/A) (Seguito);

   6) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello  Stato. Sesto  stralcio".  (n.  1095-  VI
       stralcio/A) (Seguito);

   7) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello  Stato. Settimo stralcio".  (n.  1095-VII
       stralcio/A) (Seguito);

   8) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello Stato. Ottavo stralcio". (n.  1095-  VIII
       stralcio/A) (Seguito);

   9) "Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095- IX stralcio/A)
       (Seguito);

   10)"Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario  dello Stato. Decimo stralcio  ".  (n.  1095-  X
       stralcio/A) (Seguito);

   11)"Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n. 1095-  XI
       stralcio/A) (Seguito);

   12)"Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n. 1095- XII
       stralcio/A) (Seguito);

   13)"Riproposizione di norme approvate  dall'Assemblea  regionale
       siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n. 1095- XIII
       stralcio/A) (Seguito);

   14)"Disposizioni programmatiche e finanziarie  per l'anno 2006."
       (n. 1066-1094-1096/A) (Seguito);

   15)"Bilancio  di previsione della Regione siciliana  per  l'anno
       finanziario  2006 e bilancio pluriennale   per  il  triennio
       2006/2008."  (n. 1067-1094-1096/A)  (Seguito).

    III - Discussione della mozione:

   N.  467  -    Provvedimenti urgenti per la tutela dei lavoratori
  della  Cogema  di  Priolo  (SR) a firma  degli  onorevoli  Sbona,
  Acanto, Basile, Scalici e Ortisi.

   IV - Discussione dei disegni di legge:

   1)   Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale  per
  il  rinnovo  degli  organi  dei Comuni  e  delle  Province  della
  Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2  agosto
  2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito);

   2)    Istituzione  di  poli  turistici  all'interno  dei  parchi
  dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A);

   3)   Interventi  per  la valorizzazione turistica,  fruizione  e
  conservazione delle opere della  Fiumara d'arte  (n. 1003/A);

   4)   Norme per la promozione della Fondazione  The Brass Group'
  (n. 998/A);

   5)      Disposizioni    finanziarie    urgenti    e    per    la
  razionalizzazione  dell'attività  amministrativa   (n.  151-Norme
  stralciate II/A).

    V- Votazione finale del disegno di legge:

    Disciplina     della     raccolta,    commercializzazione     e
  valorizzazione dei funghi epigei spontanei  (nn. 908-812- 6/A).

   VI  -  Elezione delle commissioni legislative permanenti e della
  Commissione  per  l'esame delle questioni concernenti  l'attività
  dell'Unione europea.

   VII - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 23.04

  Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 0.30 di giovedì 29
                            dicembre 2005

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli