Presidenza del vicepresidente Fleres
ARCIDIACONO segretario f.f.., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto, ai sensi
dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, che nel
corso della seduta potrà procedersi a votazioni mediante sistema
elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 469
Interventi urgenti per il ripristino delle attività produttive
delle aziende della provincia di Catania gravemente danneggiate
dalle forti piogge del mese di dicembre , degli onorevoli
Villari, Speziale, Zago, Giannopolo, De Benedictis e Oddo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che le forti piogge ed il forte vento che, come in
altre province, si sono abbattuti nella zona industriale di
Catania il 12, 13 e 14 dicembre, hanno causato gravi danni alle
aziende del territorio (come la Saem, la Smabs, la Orlando, la
Coco, la Lotos ed altre);
CONSTATATO, in particolare, che la Saem è stata investita da
acqua, fango e detriti di ogni genere, che hanno raggiunto
l'altezza di due metri, sommergendo macchinari ed attrezzature;
CONSIDERATA l'apparente inspiegabilità di un fenomeno così
violento in contemporaneità con lo straripamento del Simeto, del
Cornalunga e del canale Benanti sulla quale sarebbe opportuno che
le autorità competenti aprissero un'indagine per accertare e
valutare eventuali responsabilità;
CONSTATATA la colpevole assenza della dovuta assistenza da
parte degli organi pubblici competenti, come il Comune, la
Provincia regionale e la Protezione civile che, interpellati,
hanno dato risposte evasive, e quindi inopportune, in presenza di
un problema evidentemente grave ed urgente da affrontare;
PRESO ATTO che unicamente i Vigili del fuoco sono intervenuti,
ma solo per constatare i danni causati dal maltempo e che il
ripristino delle condizioni minime per riprendere le attività
produttive (automezzi per l'espurgo, motopale, ruspe ed altro) è
attualmente a carico delle aziende danneggiate e del personale
interessato, impegnato giustamente nella salvaguardia del proprio
posto di lavoro,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire, per quanto di propria competenza, con adeguate
risorse finanziarie, destinandole sia agli interventi urgenti che
ad interventi strutturali per il ripristino delle attività
produttive;
a procedere all'individuazione di eventuali responsabilità in
capo alle istituzioni pubbliche locali in merito al mancato
intervento immediato di assistenza alle aziende colpite;
a predisporre un piano, in accordo con gli enti locali (Comune
e Provincia) ed il Consorzio per l'area industriale, per la
costruzione delle necessarie opere di contenimento e
convogliamento delle acque piovane, necessarie per evitare il
ripetersi degli episodi sopra riportati.» (469).
Avverto che la mozione predetta sarà inviata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne determini la
data di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma su mozioni
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Fleres dichiara di
apporre la firma alla mozione numero 469 e gli onorevoli Ortisi e
De Benedictis dichiarano di apporre la firma alla mozione numero
467.
L'Assemblea ne prende atto.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della Rubrica Presidenza - Affari generali
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il terzo punto dell'ordine del
giorno: Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica Presidenza - Affari generali , è rinviato per assenza
del Governo.
Pertanto, lo svolgimento della Rubrica avverrà in altra
seduta.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
preannunciato stamattina, pongo formalmente la questione
pregiudiziale rispetto ai disegni di legge stralcio.
Ritengo che questi siano nuovi disegni di legge; pertanto, va
rispettato l'iter di approvazione delle legge previsto dallo
Statuto e dal Regolamento.
E' giurisprudenza costante della Corte costituzionale che le
parti impugnate, dopo l'approvazione dell'ordine del giorno che
da la possibilità al Presidente della Regione di pubblicare la
legge stralciata dalle parti impugnate, giuridicamente vengono
meno, non esistono più sostanzialmente.
Quindi il ripresentare le stesse norme comporta, secondo me,
l'inizio della procedura di approvazione delle leggi,
chiaramente, si parte necessariamente dalla presentazione dei
disegni di legge nelle Commissioni di merito.
Non credo sia possibile che la procedura parta direttamente
dall'Aula, non credo, così come ho sentito, che queste norme
possano essere dichiarate inemendabili.
Quindi, ai sensi dell'articolo 101 del nostro Regolamento,
formulo la questione pregiudiziale, chiedendo che queste norme
tornino i Commissione per i pareri di merito a seconda delle
materie.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, ho già detto che il disegno
di legge è stato trasferito, nuovamente, alla Commissione, cioè
la Commissione competente per il disegno di legge originario;
questa è una riproposizione delle parti impugnate, tant'è che è
stata predisposta proprio per non venir meno al giudizio dinanzi
alla Corte che, nel caso in cui avessimo votato solo l'ordine del
giorno che non prevedeva la ridefinizione delle stesse, avremmo,
di fatto, rinunziato al giudizio dinanzi alla Corte.
SPAMPINATO Ma cessa la materia del contendere, è
giurisprudenza costante.
PRESIDENTE Non cessa perchè la stiamo riproponendo, onorevole
Spampinato. Comunque noi abbiamo votato un ordine del giorno che
autorizza il Governo a pubblicare le norme non impugnate e questo
è stato fatto. Stiamo ripresentando quelle impugnate proprio per
non fare venire meno la materia del contendere, cioè per
riattivare il percorso.
SPAMPINATO E' già cessata automaticamente.
PRESIDENTE A questo punto, la discussione assume una natura
filosofica. Tuttavia. nella relazione che verrà resa sulla
discussione dell'articolo 1 del primo disegno di legge, avremo
modo di precisare meglio il percorso che è stato seguito. Intanto
consideriamo incardinati i tredici disegni di legge.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
arguisco, da ciò che è stato detto in Aula, che alcune decisioni
sono state già prese e, pertanto, intervenire può sembrare anche
superfluo.
Purtuttavia, anche nei confronti di me stesso e di chi mi ha
preceduto - il cui intervento condivido -, credo giusto
ribadire la mia posizione personale. E credo anche che molti
parlamentari, indipendentemente dagli ordini di scuderia
ricevuti, si sentano traditi nell'esercizio del loro mandato.
Signor Presidente, qui siamo di fronte ad una vicenda che, nel
merito e nel contenuto, vorrei richiamare e fare dipendere da
quella irrituale maniera con la quale si è proceduto all'esame,
anzi al non esame di quel mostruoso' disegno di legge che poi ha
partorito quel provvedimento che non è stato possibile esaminare
con correttezza ed avvedutezza.
Se tutte quelle norme che ieri sono state oggetto di quel
provvedimento di legge e di impugnative successive da parte del
Commissario dello Stato, oggi non è di buon senso ritenere che le
stesse norme, ancorchè riproposte, possano questa volta essere
oggetto di quell'esame attento che nel primo caso non ci fu e che
fu origine anche dell'atteggiamento da parte del Commissario
dello Stato, non soltanto nel merito e nel metodo, ma anche
nell'affastellarsi di norme che avrebbero dovuto ricevere da
parte dell'Assemblea e da parte quindi del Commissario di un
giusto tempo e argomentazioni per potere essere esitate ed
esaminate.
Ora noi stiamo sommando, a me sembra, a quella frettolosità
con la quale incongruamente si è proceduto, altra fretta e altra
sbrigatività'. Inoltre credo, Presidente, che, se è vero che un
ordine del giorno ha fatto deliberare all'Assemblea la
riproposizione delle norme impugnate, questo è l'atto di
indirizzo politico. Ma poi nulla toglie che nell'esercizio di
questo atto di indirizzo si proceda secondo le norme del
Regolamento e dello Statuto. Il fatto che l'Assemblea abbia
deciso di riproporre le parti impugnate è un conto, che abbia
deciso di farlo attraverso una serie di stralci legislativi è un
conto, ma questi sono a tutti gli effetti disegni di legge che
devono seguire il normale iter regolamentare. Non si è deciso in
quell'ordine del giorno di bypassare o inventare un'altra norma
ed il fatto, ancora un'ulteriore conferma di ciò che andiamo
dicendo, che per quelle norme oggi presentate, i 13 disegni di
legge, ci sia bisogno di un pronunciamento, di un voto da parte
dell'Assemblea regionale siciliana, dimostra che comunque c'è
bisogno del compimento di un iter che invece non è stato seguito,
infatti tutte quelle norme andrebbero riviste ed esaminate nelle
Commissioni di merito, ancorchè in quella di Bilancio, a maggior
ragione se come apprendiamo dalla stampa, vi sono contenute
aggiunte che non sono state oggetto né di esame, né di
deliberazione da parte dell'Assemblea regionale in seno al
provvedimento di legge impugnata. Quindi, credo che siamo di
fronte ad una illegittimità dell'atto che si va compiendo e che
mi fa essere del tutto partecipe e solidale con le parole
dell'onorevole Spampinato che mi ha preceduto e alle quali unisco
le mie e che consegno alla riflessione sua e dell'Assemblea.
PRESIDENTE Grazie onorevole De Benedictis. Se lei però
leggesse con altrettanta attenzione gli atti parlamentari ed i
precedenti, eviterebbe di fa alcune affermazioni su questioni che
sono state proceduralmente già seguite negli anni passati.
Comunque ripeto non è questa la fase nella quale affrontare
questi aspetti, intanto incardiniamo i disegni di legge, votiamo
il passaggio agli articoli.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, non intendo ripetere le cose che
hanno testé ripreso i colleghi e sottolineato in maniera, secondo
me, abbastanza esaustiva; il problema è assolutamente di ordine
regolamentare e non è la prima volta che da questo punto di vista
le forzature al Regolamento diventano poi elemento anche di
scontro politico. Vorrei evitare invece che si attrezzasse da
parte nostra uno scontro politico quindi ci tento, signor
Presidente, poi può darsi pure che non ci riuscirò, anzi sono
convinto che non ci riuscirò visto ormai la decisione che avete
assunto sicuramente come non so se debbo dire maggioranza, non ho
idea di come definirla, non lo so, per le presenze non so come
definirla signor Presidente
PRESIDENTE Onorevole Oddo, mi scusi se la interrompo, c'è la
Conferenza dei capigruppo in corso e la Conferenza dei capigruppo
ha dato mandato alla Presidenza di incardinare i disegni di
legge. Nel frattempo la Conferenza dei capigruppo è in corso e,
prima che possiate dire che la Presidenza vuole remorare o i
lavori d'Aula o i lavori della Conferenza dei capigruppo, le
sarei grato se lei potesse sintetizzare il suo intervento e
comunque svilupparlo alla ripresa della seduta perché l'unico
passaggio di natura formale che dovremmo adempiere in questa fase
è l'incardinamento dei disegni di legge, dopo di che la
Conferenza dei capigruppo stabilirà in che modo comportarci
questa sera, domani, dopodomani.
ODDO Sì, signor Presidente, accolgo favorevolmente nel senso
che sarò molto sintetico, però le rammento che la Conferenza dei
capigruppo non può assolutamente stabilire, cose, argomenti,
situazioni, passaggi e procedure che riguardano invece
esclusivamente l'Aula. Noi stiamo passando su sua proposta,
dovremmo passare, all'incardinamento di tredici disegni di legge
che voi date già per esitati visto e considerato l'operazione
fatta in seconda commissione, ma quell'operazione di per sé è una
operazione che in termini regolamentari non può essere fatta e
per giunta
PRESIDENTE Intanto ho parlato di incardinare la finanziaria
ed il bilancio, poi c'è il resto.
ODDO Peraltro, quei tredici disegni di legge, primo
firmatario l'onorevole Fleres, vicepresidente vicario di questa
Assemblea, sono tredici disegni di legge che non sono stati
assolutamente per alcuni aspetti anche modificati. Quindi non si
tratta di riproposizione di norme relativamente solo alla
questione che richiamava l'onorevole Spampinato per quanto
concerne l'aspetto giurisprudenziale, no , riguarda un inizio
nuovamente di un iter legislativo che deve necessariamente essere
ancorato al Regolamento di questa Assemblea, questo è il punto
secondo me su cui vale la pena sottolineare perché altrimenti lei
capisce bene quali precedenti creiamo e in quale situazione
potremmo trovarci di qua a qualche mese.
PRESIDENTE Ripeto non voglio anticipare nulla, cosa che
faremo successivamente nella seconda fase della seduta, ma le
posso garantire che non è così.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne fa facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, già prima le avevo segnalato una
sua forzatura e ora per coerenza continuo. Io credo che sarebbe
buona norma di comportamento istituzionale mentre è in corso la
Conferenza dei capigruppo che sta proprio ragionando
PRESIDENTE Onorevole Forgione, solo per realtà nei nostri
comportamenti. Io sono venuto qui ad aprire su mandato della
Conferenza dei capigruppo nel suo insieme, tutti inclusi,
compreso il suo gruppo con un unico mandato: incardinare
finanziaria e bilancio, innanzitutto, e poi gli altri tredici
disegni di legge. Si sta sviluppando una discussione
FORGIONE Io posso dire che sono in dissenso con il mio
rappresentante in Conferenza dei capigruppo
PRESIDENTE Lei può dire questo ed altro. Voglio dire soltanto
che tutta una serie di aspetti sono stati sollevati
correttamente, nel senso che appartiene alla libertà di ciascuno
potere sostenere le tesi che si ritiene dovere sostenere, sono a
mio avviso da ricondurre alla fase successiva della seduta che si
terrà dopo la conclusione della Conferenza dei capigruppo.
Comunque, ripeto, non è questa la fase nella quale affrontare
tali aspetti, intanto incardiniamo i disegni di legge e votiamo
il passaggio agli articoli.
FORGIONE No, no, signor Presidente. Il primo e il dopo, in
questo caso, è di sostanza e non è solo di forma, nel senso che
noi riteniamo ....
LIOTTA La Conferenza dei capigruppo si è conclusa.
FORGIONE Si è conclusa la Conferenza dei capigruppo e,
allora, possiamo aspettarne anche l'esito. Se vuole io
intervengo oppure aspettiamo l'esito della Conferenza dei
capigruppo.
PRESIDENTE Se non le dispiace, siccome io non ne conosco
l'esito, sospendiamo per cinque minuti la seduta e poi
riprendiamo.
La seduta è sospesa.
Presidenza del Vicepresidente Crisafulli
(La seduta, sospesa alle ore 16.41, è ripresa alle ore 16.50)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, chiedo
di invertire l'ordine del giorno e incardinare il bilancio e la
finanziaria per avere poi il tempo per discutere tutto il resto
dell'ordine del giorno.
SPEZIALE Signor Presidente, prima la discussione della
mozione così come abbiamo concordato.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, se lei chiede il prelievo di
bilancio e finanziaria a seguire vengono i disegni di legge di
riproposizione delle norme impugnate. L'osservazione che le è
stata fatta è se prima dei disegni di legge delle norme impugnate
si possa discutere della mozione sulla devolution. Credo di avere
capito questo dalla sua osservazione. Questo è quello che lei sta
proponendo in Aula. Signor Presidente della Regione, se ha
qualcosa da aggiungere la aggiunga.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, io sono
dell'idea di discutere la mozione perché ritengo l'argomento un
argomento importante.
SPEZIALE Questo è quello che si è detto.
CUFFARO presidente della Regione. Mi parrebbe però di
strozzare il dibattito su un argomento così importante, avendo
scelto, comunque, in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari di riproporre le norme e di riapprovarle o,
addirittura, di non riproporne alcuna. La mia valutazione quindi
è che la mozione vada discussa con il tempo adeguato e con la
possibilità di svolgere un adeguato dibattito perché l'argomento
merita certamente una riflessione più approfondita.
Signor Presidente, se lei ritiene che si possano fare entrambe
le cose, non ho nulla in contrario. Tuttavia, dovremmo
contingentare i tempi e la qualcosa mi parrebbe difficile su un
argomento così importante.
CAPODICASA I tempi sono già contingentati per Regolamento.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, non ci sono nuove decisioni da
prendere. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
aveva stabilito di incardinare il disegno di legge di finanziaria
e bilancio, di dare tempo fino al 10 gennaio ai deputati di
potere presentare gli emendamenti, di ritornare in Commissione
Bilancio l'11 e il 12 gennaio prossimi e successivamente
ritornare in Aula per l'approvazione entro il 20, sia della
finanziaria che del bilancio. Si è deciso inoltre che si sarebbe
proceduto alla discussione unificata delle mozioni presentate
sia dal Gruppo al quale appartengo sia dai componenti del centro-
sinistra e di andare a votazione in Aula stasera.
Incardinare il testo della finanziaria e del bilancio è un atto
di un minuto e mezzo, due minuti, dal momento che si è deciso di
rinviare il dibattito generale all'articolo 1. Pertanto, subito
dopo avere incardinato i due disegni di legge, immediatamente si
può discutere le mozioni sulla devolution ed eventualmente, come
pensiamo, votare entro stasera.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, la Conferenza dei Capigruppo
espresse come un compromesso nei tempi di incardinamento del
bilancio e della finanziaria da una parte e dalla possibilità di
discutere e completare l'esame della mozione, anzi delle due
mozioni sulla devolution, che poi andavano unificate, presentate
dal centro-sinistra.
Se questo dovesse comportare un contingentamento dei tempi che,
secondo lei onorevole Presidente, potrebbe nuocere alla
profondità del dibattito, credo che i gruppi parlamentari
potrebbero autodeterminarsi a fare intervenire un rappresentante
per gruppo; il che comporterebbe una discussione di un'ora. Le
grandi cose possono anche essere sintetizzate in breve tempo,
così come le piccole cose potrebbero essere dilatate nel tempo
negli interventi. Quindi, la sua osservazione non osta con quella
nostra.
CUFFARO presidente della Regione. La Conferenza dei
Capigruppo ha stabilito che oggi discuteremo della mozione, e
siamo tutti d'accordo. Ma riterrei opportuno, prima di passare
alla discussione della mozione che va fatta oggi così come
stabilito, dopo avere incardinato bilancio e finanziaria, di
votare le norme che sono state impugnate e che ripresenteremo.
Propongo pertanto di votare prima le norme e poi passare alla
mozione. In caso contrario, dovremmo cominciare con la mozione,
interromperla, per passare alle norme e via dicendo.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Onorevoli colleghi, è bene rileggere quello che ha
stabilito la Conferenza dei Capigruppo perchè è tutto riportato
nella prima pagina del resoconto stenografico, che ci è stato
distribuito. Infatti, nel secondo periodo della risoluzione della
Conferenza dei Capigruppo accettata dall'Aula è scritto:
mercoledì 28 dicembre 2005 alle ore 11.00 l'Aula terrà seduta
secondo la convocazione già effettuata, nella stessa giornata
l'Aula terrà ulteriore seduta per iscrivere ed incardinare i
documenti finanziari nonchè iscrivere ed esaminare i disegni di
legge contenenti la riproposizione delle norme recentemente
impugnate dal Commissario dello Stato. Nella stessa giornata si
procederà alla discussione unificata delle mozioni... .
Onorevoli colleghi, a mio avviso, il motivo del contendere può
riguardare esclusivamente il prelievo o meno dell'incardinamento
del disegno di legge di finanziaria e bilancio perchè il
rimanente percorso è già tracciato dalla Conferenza dei
Capigruppo e condiviso dall'Aula che questa mattina ha
confermato e preso atto del medesimo ordine del giorno per altro
approvato all'unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo.
SPEZIALE Signor Presidente, manca un pezzo all'intervento
dell'onorevole Fleres. Il Governo è intervenuto alla Conferenza
dei Capigruppo e ha dichiarato in modo chiaro che non intende
riproporre tutti i provvedimenti impugnati; che prima intende
procedere alla selezione degli stessi per riproporre un testo
depurato di buona parte delle norme che sono state impugnate dal
Commissario dello Stato. E si è detto di dare tempo al Governo
per fare una valutazione, nel frattempo si vada avanti sulle
mozioni presentate dai gruppi dell'opposizione relativamente
all'indizione del referendum sulla devolution.
Signor Presidente, non si tratta di sollevare opinioni diverse
rispetto all'esito della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari.
Le chiedo di riproporre la richiesta formale e quindi discutere
la legge finanziaria e la legge di bilancio con la discussione
generale e l'esame dell'articolo 1 e, nel frattempo, si dà tempo
ai parlamentari di presentare gli emendamenti, si rimanda tutto
in Commissione e successivamente si inizia la discussione sulle
proposte avanzate dai gruppi di opposizione per quanto riguarda
l'indizione del referendum.
Dopo che il Governo avrà presentato un testo, così come era
nell'impegno assunto dall'Aula, da noi non condiviso, considerato
che la riproposizione delle parti impugnate è di competenza del
Governo, dopo che avrà depurato i tredici testi, facendo un
lavoro di scrematura, valuteremo il testo proposto.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei informare l'Aula che
non c'è stata omissione da parte della Presidenza nel comunicare
all'Aula lo stato dell'arte, perché le cose dette dall'onorevole
Speziale, seppur veritiere, non hanno trovato una definizione
all'interno della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari.
Queste stesse osservazioni, fatte da lei e da altri, hanno
lasciato il Governo in condizioni di doversi esprimere su questo
tipo di procedura.
Ciò non toglie che il Presidente della Regione lo possa fare
qui o che l'Aula lo possa decidere qui, ma comunicare come
decisione qualcosa che si è discusso, senza aver assunto una
decisione formale, sarebbe stato scorretto da parte di questa
Presidenza.
Detto ciò, ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres.
FLERES Signor Presidente, mi dispiace dovere ulteriormente
intervenire per una precisazione e vorrei che il Presidente della
Regione e i colleghi mi ascoltassero.
Vero è che l'ordine del giorno impegnava il Governo a
ripresentare le parti impugnate, ma il Governo non lo ha fatto
perché probabilmente si accingeva a farlo, lo avrebbe fatto
successivamente, ma nel frattempo, ai sensi dell'articolo 12 del
nostro Statuto, un gruppo di deputati - a cui non può essere
sottratto il compito di presentare un disegno di legge - ha
ritenuto di dovere ripresentare in maniera acritica - questo è
il termine adoperato da quei deputati nella relazione di
accompagnamento a quel testo - le norme impugnate.
Desidero precisare, altresì, che il ruolo del Governo
relativamente a questo aspetto è un ruolo marginale, ma voglio
allertare il Governo rispetto ad una trappola che avverto.
Il testo, così come più volte sancito da quest'Aula nel tempo,
e basta consultare i precedenti per rendersene conto, è
inemendabile perché si tratta di procedure di riproposizione di
norme impugnate e il fatto che alcune di esse abbiano presentato
delle correzioni di natura tecnica non fa venire meno la
riproposizione delle norme medesime.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in discussione c'è il
prelievo. L'onorevole Fleres sta dando un'informazione secondo me
fuori luogo, ma in discussione c'è il prelievo.
FLERES Desidero sottolineare, invece, all'attenzione del
Governo che nel caso in cui questi testi dovessero diventare
emendabili con emendamenti formali, questo farebbe
obbligatoriamente decorrere le 24 ore per consentire non solo ad
alcuni l'esame delle parti.
FORGIONE E' per questo che lei dice che sono inemendabile;
sta creando solo difficoltà.
FLERES Lo dico per una prassi consolidata, onorevole
Forgione, e sarà mia premura far distribuire all'Aula le
precedenti decisioni.
CAPODICASA Dov'è scritto che sono inemendabili?
FLERES Onorevole Capodicasa, lei ha fatto il Vicepresidente
dell'Assemblea proprio in quel periodo e, quindi, non può
ignorare questa procedura.
Sono riproposizioni e sono state sempre inemendabili per
accordo politico e così si è fatto nel tempo per prassi
consolidata e possiamo rivedere questi verbali.
Concludo rapidamente, onorevoli colleghi, cosa diversa invece è
la eventuale individuazione che il Presidente dell'Assemblea
dovesse fare di parti palesemente incostituzionali, nel qual caso
è nei suoi poteri dichiarare le parti in questione non
proponibili.
SPAMPINATO Ma così lo emenda
FLERES Onorevole Spampinato, lei sa bene che c'è una
differenza profonda tra una improponibilità e tra un emendamento,
ma non mi soffermo a spiegarlo perché l'ha studiato
all'università e quindi lo sa, non c'è bisogno che lo spiego.
Quindi, ripeto, cosa diversa è quell'altra procedura che non
presuppone un'attivazione emendativa del percorso normativa, ma
lo intercetta prima nelle parti che la Presidenza ritiene di
dover non riproporre all'Aula per i motivi già citati e questo
non altererebbe la procedura dei lavori parlamentari.
Ma io ho espresso un'opinione che poi questa sia supportata da
una serie di precedenti - Presidenza Capitummino, Presidenza
Cristaldi e così via - è agli atti e, dunque, non desidero
riproporlo, ma siccome parliamo sul prelievo, onorevole Speziale,
la mia proposta è quella di prelevare la legge finanziaria e la
legge di bilancio e poi incardinare gli altri disegni di legge.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, intanto dovremmo decidere
alcune questioni che sono prioritarie rispetto ad altre
discussioni: dobbiamo discutere e decidere sulla richiesta del
Presidente della Regione di prelevare il disegno di legge
finanziaria e di bilancio, le altre considerazioni verranno
discusse subito dopo avere adempiuto a questo obbligo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, sono contrario al prelievo
della legge di bilancio e finanziaria nel presupposto che questo
prelievo dovrebbe portare a incardinare questi disegni di legge
in un minuto e mezzo, poi in dieci secondi incardinare anche le
leggi impugnate e non so poi se rimane tempo per la mozione,
forse qualche secondo.
Allora, signor Presidente, comunico che intendo chiedere
l'applicazione del Regolamento per l'esame della legge di
bilancio e finanziaria.
Intanto voglio avere tempo di conoscere e prendere visione del
testo di bilancio e della finanziaria, sarebbe davvero la prima
volta nella storia di questo Parlamento che bilancio e
finanziaria si incardinano in un minuto e mezzo.
FORMICA Il testo è depositato da un mese.
GIANNOPOLO No, così come è uscito il testo dalla II
Commissione, per cui sono contrario al prelevamento per questo
motivo.
Oggi, con il bilancio e la finanziaria all'ordine del giorno,
avremo modo di prendere visione delle carte e dei documenti, di
fare un dibattito generale - se ci arriveremo questa sera - sul
bilancio e sulla finanziaria e successivamente votare il
passaggio agli articoli.
Non intendo avallare quanto presumibilmente é stato stabilito
dalla Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari, non so
con quale grado di consenso al suo interno, e che prevede una
procedura così sbrigativa sull'atto più importante che, nel corso
di un anno, questo Parlamento deve compiere.
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, per l'onore e
il senso delle Conferenze dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
altrimenti é inutile farle, l'accordo stilato era che stasera, da
una parte, si incardinassero la legge di bilancio e finanziaria,
rinviando poi alla commissione e, contemporaneamente, dalla parte
del centro sinistra, si otteneva, quel giorno, che si discutesse
fino al voto finale la mozione unificata sulla devolution.
A prescindere da come si comincia e come si finisce, se questo
viene confermato, non me la sento, dopo aver concordato in
Conferenza un percorso ancorché contestabile, di tradire
l'accordo fatto.
Quindi, resto in Aula, naturalmente se da parte della
maggioranza si pensa di incardinare la legge di bilancio e
finanziaria, ma di non portare a termine la discussione sulla
mozione sulla devolution, con voto finale, anch'io mi sento
esente dall'accordo e mi rimodulo secondo quello che decidiamo
all'interno del centrosinistra, assieme al gruppo parlamentare
che rappresento.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente, mi
spiace dover intervenire nuovamente. Siamo assolutamente
d'accordo che venga discussa stasera la mozione.
Credo che la maggioranza senta il bisogno di avere il
Presidente della Regione quando parlerà della devolution ed io
non sono in condizione di andare dall'altra parte per vedere
quali siano le parti impugnate che non dobbiamo ripresentare e,
contestualmente, assistere alla discussione della mozione sulla
devolution.
Se noi in mezz'ora decidiamo quello che dobbiamo ripresentare e
votiamo le norme, abbiamo tutto il tempo per discutere sulla
devolution.
Altrimenti cominciamo con questa ed assisterà il
Vicepresidente al dibattito. E' soltanto un problema di tempi.
SPEZIALE Sospendiamo per mezz'ora, lei va a vedere le norme e
cominciamo la discussione sulla devolution.
CUFFARO Presidente della Regione. Per me va bene.
Incardiniamo intanto la legge di bilancio e la finanziaria e poi
sospendiamo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, incardiniamo il disegno di
legge numero 1066, posto al punto 14 dell'ordine del giorno, e
il disegno di legge numero 1067, posto al punto 15 dell'ordine
del giorno.
FORGIONE I testi dove sono?
PRESIDENTE Stanno per arrivare. Sospendo la seduta per cinque
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.15, è ripresa alle ore 17.30)
La seduta è ripresa.
Pongo in votazione la richiesta del Presidente della Regione di
prelievo dei disegni di legge. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
CUFFARO presidente della Regione. Prendo atto che le
determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari sono state disattese dai capigruppo della minoranza.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Discussione congiunta dei disegni di legge «Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-1094-1096) e
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
2006/2008» (1067-1094-1096)
PRESIDENTE Si passa alla Discussione congiunta dei disegni di
legge «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006»
(1066-1094-1096) e «Bilancio di previsione della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per
il triennio 2006/2008» (1067-1094-1096), posti rispettivamente ai
nn. 14) e 15) del quarto punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la II Commissione, Bilancio', a prendere
posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Propongo che la relazione di maggioranza venga
svolta in sede di discussione dell'articolo 1 del disegno di
legge finanziaria.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Per richiamo al Regolamento
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, vorrei poter esercitare il mio
diritto a conoscere per tempo e a potere esaminare
approfonditamente sia il testo del disegno di legge sulla
finanziaria sia il bilancio e, pertanto, le chiedo l'applicazione
del comma uno dell'articolo 119 e dell'intero articolo 119 del
Regolamento, avendo necessità almeno di 48 ore di tempo per
potere esaminare la documentazione.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, la informo che la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ha deciso, nella riunione
del 23 dicembre 2005 che sarebbero stati incardinati i disegni di
legge di bilancio e finanziaria e che il termine per la
presentazione degli emendamenti veniva fissato per il giorno 10
gennaio 2006.
GIANNOPOLO Questa presa di posizione me l'aspettavo da altri,
non da lei Bisogna rispettare i diritti di un deputato
PRESIDENTE La Conferenza dei Capigruppo ha deciso
all'unanimità che la finanziaria e il bilancio venivano
incardinati stasera non in questo ordine, che si dava tempo ai
parlamentari di presentare gli emendamenti entro le ore dieci del
10 di gennaio per mettere in condizione tutti di valutare i
testi, le proposte, la documentazione e mettere in condizione la
commissione Bilancio, giorno 11 gennaio di valutare le
proposte emendative e giorno 12 iniziare i lavori d'Aula.
Pertanto, debbo essere sincero, una decisione assunta
all'unanimità, per un tempo così ampio, mette in condizione
chiunque di vedere garantiti ampiamente i diritti del
parlamentare.
Se si vuole mettere in discussione la decisione della
Conferenza dei capigruppo della seduta precedente lo si dica con
chiarezza.
FORGIONE Da quella Conferenza ad oggi c'è una novità: ci
sono ben 13 disegni di legge
PRESIDENTE Non è vero, onorevole Forgione. Nella Conferenza
dei Capigruppo precedente, se lei guarda il resoconto
stenografico della seduta d'Aula - io non ero presente ma lo sto
leggendo ora - c'è scritto che stasera sarebbero stati
incardinati finanziaria e bilancio, sarebbero stati votati i
testi impugnati dal Commissario dello Stato e sarebbero state
discusse e votate le mozioni dopo la discussione unificata sulla
devolution. Pertanto, c'era un pronunziamento della Conferenza
dei Capigruppo che in Aula non è stato contestato. Se l'Assemblea
prende atto di questo emendamento...
CRACOLICI L'Assemblea ne prende atto senza violare le norme
regolamentari Io sarò il primo a chiedere le 48 ore per i
successivi tredici disegni di legge
CAPODICASA Chiedo di parlare per richiarmo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto
che mi rimetto all'accordo della Conferenza dei Capigruppo: ciò
che il mio Capogruppo ha concordato in quella sede a me sta bene,
quindi non intervengo per dire che dissento dalla decisione della
Conferenza, ma siccome parliamo di Regolamento, non si fa una
stima ad occhio, è una interpretazione letterale.
L'onorevole Giannopolo non chiede i dieci giorni per studiare e
presentare gli emendamenti, fa una scelta in dissenso con il suo
Gruppo, sia chiaro: chiede che vengano riconosciute le 48
regolamentari che devono intercorrere tra l'esitazione di un
testo in Commissione e il suo approdo in Aula.
E' una norma precisa che non è derogabile né dalla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, che non ha nessun potere
sull'Aula, se non di accordo politico che intercorre, tant'è che
io rispetto l'accordo.
Signor Presidente, non sto chiedendo le 48 perché il mio
Capogruppo ha concordato in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che non sarebbero state chieste le 48 e si sarebbe
andato avanti secondo l'accordo stabilito, ma nel momento in cui
c'è un parlamentare che lo chiede è nel suo diritto e non può
essere la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari a
precludere questo suo diritto e questa sua facoltà. Se poi
l'onorevole Giannopolo intende insistere su questa richiesta è un
altro conto, ma dal punto di vista tecnico e regolamentare, a mio
giudizio, non ci sono diverse interpretazioni da dare.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, lei ha perfettamente ragione
a dire che sul piano della forma regolamentare è così. Ho il
dovere di dirle che il Regolamento prevede che la discussione
generale si svolga subito.
Se c'è un altro che dice che la discussione generale si deve
fare subito, non c'è nessuna Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che possa stabilire che si faccia a gennaio.
Se si devono presentare gli emendamenti, a norma di
Regolamento, si devono presentare 24 dopo la fine della
discussione generale e non c'è Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari che possa stabilire diversamente.
Dopodiché, ci siamo tutti attenuti - almeno io - ad un
deliberato che può essere anche sbagliato, ma, comunque, ad un
deliberato unanime della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che serviva a tutti per dire che non facciamo ora la
discussione della finanziaria perché è bene farla il 10, il 12
gennaio , perché l'intenzione del Governo - perché le cose
dobbiamo ricordarle tutte - era che bilancio e finanziaria
fossero varati entro la fine del mese di dicembre.
Si è condivisa un'ipotesi, che la Conferenza ha poi varato,
che ha messo tutti in condizione di fare le cose che si sono
dette. Se si mette in discussione questo è chiaro che poi gli
effetti finali ricadono su tutto e questa Presidenza, a quel
punto, deve obbligatoriamente applicare il Regolamento, se gli
viene ricordato, anche se non gli viene ricordato dovrebbe
applicarlo a prescindere, indipendentemente dalle decisioni
assunte dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non credo che questo serva a nessuno perché, peraltro, non
sposta nulla, specie su finanziaria e bilancio.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17.45, è ripresa alle ore 18.07)
Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la discussione era stata
sospesa per consentire il richiamo al Regolamento mosso
dall'onorevole Giannopolo.
Desidero informare i colleghi che il Parlamento aveva già
votato l'inversione dell'ordine del giorno e il relatore,
onorevole Savona, aveva rinviato a giorno 12 gennaio 2006 la
relazione della Commissione. Pertanto, la discussione generale e
il passaggio all'esame degli articoli del disegno di legge
bilancio e finanziaria avrà luogo il prossimo 12 gennaio 2006.
L'osservazione dell'onorevole Giannopolo, nonché il conforto
degli Uffici e l'intenzione di applicare il Regolamento,
suggeriscono che il passaggio all'esame degli articoli, la
discussione e il voto finale li faremo giorno 12 gennaio
prossimo, e pertanto da ora sino a giorno 10 gennaio si potranno
presentare eventuali emendamenti.
Pertanto, la procedura finora seguita è perfettamente in linea
con l'osservazione dell'onorevole Giannopolo, accolta nella sua
parte essenziale, fermo restando che il passaggio all'esame degli
articoli, ribadisco, lo faremo giorno 12, in quanto l'Aula si
era già pronunziata in tal senso sulla questione.
Avverto infine che il termine per la presentazione degli
emendamenti resta fissato, come stabilito dalla Conferenza, per
le ore 10.00 di martedì 10 gennaio 2006.
Desidero invitare il Presidente della Regione a riferire
all'Aula circa l'ipotesi di sospensione dei lavori, come
prospettato, sin d'ora, ovvero alla fine della discussione
unificata delle mozioni.
FORGIONE Ma ipotesi sospensiva di che cosa, signor
Presidente?
PRESIDENTE Onorevole Forgione, il Presidente della Regione
aveva manifestato di dover partecipare ad una riunione per capire
come procedere relativamente agli altri disegni di legge e,
quindi, aveva bisogno di mezz'ora, come riferito a tutti voi.
Onorevole Presidente, ritiene che si proceda all'illustrazione
delle mozioni prima o dopo la richiesta di sospensione dei
lavori?
CUFFARO presidente della Regione. Andiamo avanti, signor
Presidente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Discussione unificata delle mozioni n. 464 e n. 468
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, su proposta del Presidente
della Regione, non sorgendo osservazioni, si passa al punto V
dell'ordine del giorno Discussione unificata delle mozioni :
- N. 464 Iniziative per la richiesta, di concerto con altri
quattro consigli regionali, di un referendum popolare per
scongiurare le gravi conseguenze politiche che provocherebbe la
revisione costituzionale così come approvata dal Senato della
Repubblica. , degli onorevoli Raiti, Ferro, Micciche',
Morinello, Orlando, Forgione, Liotta, Sanzeri, Barbagallo,
Ortisi;
-N. 468 - Impegno del Governo della Regione a riferire in
merito agli accordi raggiunti con il Governo nazionale sul
contenzioso tra Stato e Regione ed iniziative in ordine al
promovimento del referendum popolare sulle nuove norme
costituzionali in materia di attribuzioni di competenze dello
Stato alle Regioni. , degli onorevoli Capodicasa, Speziale,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Villari, Zago.
Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005 è stata
pubblicata la legge costituzionale recante 'Testo di legge
costituzionale approvato in seconda votazione a maggioranza
assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna
Camera, recante: <<Modifiche alla Parte II della Costituzione>>';
il provvedimento è stato approvato dall'Aula del Senato con 170
voti favorevoli, 132 contrari e 3 astenuti, nella seduta di
mercoledì 16 novembre 2005;
una parte della norma prevede che ciascuna Regione possa
assumere, per propria decisione, poteri esclusivi in materia di
sanità, di istruzione, di sicurezza, con la conseguenza che
soltanto i territori che ne hanno le risorse, vale a dire le aree
più forti e ricche del Paese, acquisiscono autonomia decisionale
in queste essenziali materie, uscendo dai sistemi sanitario e
scolastico nazionali, e dotandosi di un proprio, ulteriore Corpo
di polizia, cosa che complicherebbe inevitabilmente il già
difficile coordinamento tra le autorità e le forze che si
occupano, in Italia, di sicurezza;
è inoltre previsto che ciascuna Regione possa definire,
attraverso una propria legge, la parte dei programmi scolastici e
formativi di suo specifico interesse, con grave minaccia
dell'autonomia scolastica e, in definitiva, della stessa coesione
culturale del Paese, prospettando una frammentazione del sistema
di tutela di fondamentali ed essenziali diritti dei cittadini a
danno delle regioni più disagiate e meno sviluppate;
tra l'altro la modifica delle modalità di elezione e delle
funzioni del Presidente della Repubblica riduce allo stesso i
poteri di supremo garante della Costituzione, massima fonte
primaria del diritto in Italia ed inequivocabile base per lo
stato di diritto e democratico per il rispetto della pluralità;
VISTO che:
risultano note le difficoltà in cui si ritrovano le strutture
sanitarie in Sicilia e nelle altre regioni del Sud, nonchè il
prezzo altissimo che pagano i siciliani in una regione dove
ancora si muore per assenza di mezzi idonei a garantire la
salute;
gli ultimi dati statistici dimostrano la preoccupante fuga di
cervelli e di giovani, professionalmente eccellenti, verso aree e
strutture capaci di accogliere le loro risorse scientifiche, che
investono sulle risorse umane localizzate nel Nord del Paese,
unica area dove si effettuano realmente investimenti idonei;
CONSIDERATO che il federalismo può valorizzare le iniziative e
le potenzialità locali in un quadro di solida garanzia dei
diritti essenziali e di forte cooperazione tra tutti i livelli
istituzionali, mentre, al contrario, in questo caso,
crollerebbero le basi di unità e di solidarietà su cui si fonda
la nostra Costituzione, garante dello Stato democratico;
RILEVATO che:
la legge non è stata approvata nella seconda votazione da
ciascuna delle Camere con la maggioranza di due terzi dei suoi
componenti, come previsto dall'art. 138 della Costituzione, per
evitare il referendum popolare;
come previsto dalla Costituzione, cinque Consigli regionali
possono chiedere il referendum entro tre mesi dalla pubblicazione
e, in questo caso, la legge non viene promulgata,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a chiedere il referendum popolare, di concerto con gli altri
consigli regionali, al fine di farsi promotore dei valori di
solidarietà e sviluppo indispensabili per la crescita di tutte le
aree nazionali che versano nelle stesse condizioni di disagio
economico e sociale, garantendo le stesse opportunità e la stessa
qualità delle strutture sociali in tutto il territorio italiano,
per evitare e scongiurare le gravi conseguenze politiche che
provocherebbe la revisione costituzionale così come approvata.»
(464)
RAITI -
FERRO - MICCICHE' - MORINELLO - ORLANDO -
FORGIONE - LIOTTA - SANZERI -BARBAGALLO
«L 'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO atto dell'approvazione al Parlamento nazionale della
legge di riforma costituzionale che devolve materie e competenze
di pertinenza dello Stato alle Regioni e ridefinisce i rapporti
fra i diversi livelli (regionale e centrale)
dell'Amministrazione;
CONSIDERATO che tale riforma non è accompagnata da una
sufficiente e chiara devoluzione in materia di tasse e tributi,
per cui, a fronte delle nuove competenze attribuite alle Regioni,
non è definito il passaggio delle risorse necessarie al loro
esercizio;
ALLA LUCE inoltre, di quanto affermato da esponenti del
Governo, che indicano come linea d'attuazione quella applicata
alla Sicilia per la definizione del lungo contenzioso Stato-
Regione, attraverso la quale s'intende garantire un costo zero
per lo Stato per il riconoscimento di somme dovute a fronte di
una simmetrica attribuzione di competenze con costi d'esercizio
pari o addirittura superiori alle cifre riconosciute;
PRESO ATTO che nell'apposita audizione dei funzionari del
Ministero dell'Economia e delle Finanze presso la Commissione
paritetica Stato-Regione questa interpretazione restrittiva
dell'accordo raggiunto tra il Governo nazionale e quello
regionale è stata formalmente confermata;
CONSIDERATO che a giudizio di molti e autorevoli ambienti
politici, amministrativi e universitari, nonché della stessa
Conferenza episcopale, a seguito delle nuove norme costituzionali
si profila il rischio concreto di una divisione non solidale del
Paese tra Regioni ricche e Regioni povere;
RITENUTO che attraverso lo squilibrio indotto da queste nuove
norme sia stato portato il più pesante attacco conservatore e
reazionario alle conquiste dei lavoratori dell'ultimo
cinquantennio in due settori decisivi, quali quelli
dell'istruzione e della sanità, poste alla base del moderno Stato
sociale;
VISTO che tali materie peseranno sul bilancio già ingessato
della Regione siciliana in modo inedito e significativo e con
effetti dirompenti;
VALUTATO che le somme riconosciute alla Sicilia in materia di
tasse automobilistiche sono state già assorbite dai buchi di
bilancio prodotti negli ultimi anni e che la linea della
parallela e simmetrica attribuzione di competenze (e relativi
costi) a fronte del riconoscimento delle somme vantate in
applicazione dell'art. 37 dello Statuto non consentirà alla
Sicilia alcuna significativa variazione di risorse disponibili
per investimenti in produzione e servizi, tali da invertire il
processo di declino economico segnato negli ultimi anni;
CONSIDERATO che tali processi sono effetto di una politica
sostanzialmente e consapevolmente antimeridionalista che
colpisce la nostra Regione insieme alle altre Regioni
meridionali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a riferire in Aula in merito agli accordi raggiunti col Governo
nazionale in materia di contenzioso fra Stato e Regione;
SI IMPEGNA
a farsi promotrice, insieme ad altre Regioni, del referendum
sulle nuove norme costituzionali recentemente approvate in
materia di attribuzione di competenze dello Stato alle
Regioni.»(468)
CAPODICASA - SPEZIALE CRACOLICI -
CRISAFULLI -DE BENEDICTIS -
GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO -
VILLARI - ZAGO
Ricordo che può prendere la parola il primo firmatario per
illustrarla e un deputato per ciascun Gruppo parlamentare: il
termine assegnato è dieci minuti per l'illustrazione e cinque
minuti per l'intervento.
FORGIONE Perché un solo deputato per Gruppo? Chi l'ha deciso?
PRESIDENTE L'Aula, onorevole Forgione
FORGIONE Quando?
PRESIDENTE E' stato proposto dall'onorevole Ortisi e la
Presidenza ha detto che, non sorgendo osservazioni, così rimaneva
stabilito.
Comunico frattanto che gli iscritti a parlare sono gli
onorevoli Raiti, Capodicasa, Rotella, Ortisi e Forgione, quindi
il Presidente della Regione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per illustrare la
mozione n. 464, quale primo firmatario.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione
su questo argomento credo che sia assolutamente importante sul
piano politico. E' anche vero, peraltro, che già cinque Regioni
italiane hanno votato una mozione che ha lo stesso oggetto di
quella a cui oggi stiamo prestando l'attenzione e sulla quale ci
esprimeremo.
Regioni come la Lombardia, come la Sardegna, infatti, hanno già
chiesto e attivato la procedura per chiedere il referendum contro
la revisione costituzionale della cosiddetta devolution .
Le mozioni proposte dall'Unione vanno nella direzione di porre
attenzione e di fare in modo che quest'Aula, che tra l'altro,
Assemblea regionale siciliana, sappiamo tutti gode di uno Statuto
speciale che la eleva a rango di Parlamento, e la storia di
questa Assemblea l'abbiamo più volte richiamata nel corso di
questa legislatura. Ebbene, quest'Aula ha quindi il dovere di
esprimersi in maniera chiara e forte contro questa legge - che,
di fatto, mina l'unità nazionale - e, che lo faccia con questi
poteri speciali e straordinari, è un fatto assolutamente
importante.
Ritengo, quindi, che l'attenzione che presteremo in questa
seduta è un fatto assolutamente importante sul piano politico e
tocca uno dei gangli dell'ordinamento del nostro Stato.
Questa devolution, già il nome stesso dice molto, nasce dalla
regressiva negazione dell'unità dell'Italia e dal livoroso
desiderio di un leader, l'onorevole Umberto Bossi e del suo
partito, La Lega, di distruggere questa stessa unità.
Non a caso, sino a pochi anni fa, questo leader e questo
partito non utilizzavano il termine federalismo, bensì il termine
e l'aggettivo secessione.
La devolution, quindi, mira a disfare l'Italia, al contrario di
quel federalismo patriottico propugnato negli anni del
Risorgimento italiano da alcuni soggetti politici, tra i quali
il Partito Repubblicano, che miravano a un Paese unitario ed
articolato nelle sue peculiari varietà, ma destinato ad
integrarsi in una Europa unitaria.
Oggi si va in tutt'altra direzione E che dire Basti pensare a
ciò che diceva il sommo poeta Dante: L'Arno mi ha insegnato ad
amare Firenze, ma anche a sentire che la nostra Patria è il
mondo, come per i pesci il mare ...
Oggi, invece, il nostro Parlamento, il Parlamento italiano con
una sparuta minoranza, è la prima volta che accade un fatto di
questo genere...
STANCANELLI La seconda volta...
RAITI Onorevole Stancanelli, le spiego perché è la prima
volta.
Lei si riferisce a quelle norme approvate nel 2001, ma si
trattava di alcuni articoli della Costituzione, che è vero che
sono stati approvati solo con una maggioranza risicata, ma qui si
tratta della modifica di quarantanove articoli della seconda
parte della Costituzione Italiana, composta da poco più di
ottanta articoli
Quindi, di fatto, si è stravolta l'architettura costituzionale
di una delle Costituzioni più antiche del mondo, che ha una
struttura giuridica cosiddetta rigida, e che è stata stravolta
con una minoranza...
Non era mai accaduto, nei Paesi delle democrazie occidentali
Le ricordo solo, onorevole Stancanelli, visto che me lo
richiamava, quanto generalmente accadde negli Stati Uniti
d'America, ritenuti da molti come una delle democrazie più
importanti del mondo.
Ebbene, la Costituzione degli Stati Uniti d'America è stata
approvata il 17 settembre 1787, è stata integrata con dieci
emendamenti del Bill of Rights l'anno dopo, quindi, nel 1788,
e, da allora, cioè a dire in 217 anni, sono stati presentati
diecimila emendamenti, ma ne sono stati approvati solo 17
Invece, questa maggioranza parlamentare ha modificato
quarantanove articoli della nostra Costituzione approvata nel
1948
Perché questo? Perché la politica
CUFFARO presidente della Regione. Oltre a quelli del titolo
V, approvati dall'altra maggioranza
RAITI Ripeto, la politica non è riuscita a conservare, a
proteggere e a innovare la rigidità della nostra Costituzione.
Di fatto, la Costituzione, che è il motore della politica, ne
è diventata cornice e si è trasferita in essa una
delegittimazione della politica, rendendo possibile, a
maggioranza, disfare delle regole del gioco, dimenticando che la
Costituzione è il nerbo, la tutela della convivenza civile e ne
garantisce la rappresentanza
Questo è accaduto con l'approvazione della legge di cui oggi
discutiamo e credo che sia assolutamente doveroso, da parte di
questa Assemblea regionale, promuovere le procedure per il
referendum, così come è previsto dalla Costituzione, in maniera
tale che si possa aprire un dibattito forte e serrato nel Paese e
che tutti i partiti politici possano esprimersi ed anche i
singoli componenti degli stessi partiti.
Perché non possiamo dimenticare i discorsi fatti al Senato, da
parte del vicepresidente del Senato Fisichella, e per ultimo,
anche alla Camera, da parte dell'onorevole Follini, che hanno
attaccato fortemente questa legge; tra l'altro, il senatore
Fisichella si è dimesso dal proprio partito, non accettando
l'impostazione di questa legge e dichiarando, in modo forte ed
alto, che questa norma è un prezzo altissimo che la maggioranza
di governo ha pagato all'onorevole Bossi e alla sua maggioranza
Ecco, oggi, ci dobbiamo esprimere su questo, partendo dalla
necessità di tutelare l'unitarietà della nostra impalcatura
costituzionale, ma anche guardando agli aspetti fondamentali che
incidono realmente e che possono portare alla disgregazione del
Paese su fatti e su materie concrete.
E ne cito tre, perché devo rispettare i tempi, ma argomenti ce
ne sarebbero molti altri: la sanità, la scuola e la sicurezza.
Questa norma immette nel meccanismo dell'unitarietà dello Stato
gli elementi della divisione. Basti pensare, dicevo, alla sanità.
E' possibile creare venti sanità diverse nel nostro Stato,
abbattendo ciò che è un principio costituzionale fondamentale e,
cioè a dire, la tutela della persona, che si esplica anche nella
garanzia a tutti di un alto e qualificato elemento di tutela
della salute?
Ebbene, questo diritto viene a saltare, potendo adesso, con la
devoluzione dei poteri dello Stato a tutte le Regioni, creare
venti meccanismi di sanità regionale diversi. Basti pensare a
come andrebbero velocemente la Lombardia o il Veneto, che già
vanno velocemente, in un sistema dove dovrebbero vigere la
sussidiarietà e i principi di perequazione, rispetto a regioni
più povere come la Sicilia, la Calabria e altre.
Con questo meccanismo della devolution, il divario diventerebbe
enorme, un abbassamento della tutela della salute dei cittadini
delle regioni più povere per andare a briglia sciolta, in maniera
qualificata ed importante per le regioni più ricche.
E questo è uno dei principi che mina fortemente l'unitarietà
dello Stato e sappiamo cosa voglia dire gestire la regione in
Sicilia, in una terra che soffre maledettamente le carenze della
sanità, basti vedere tutto quanto è accaduto negli ultimi mesi,
casi di mortalità non solo per gli incidenti, ma anche di
mortalità infantile che, nell'isola, sono quattro volte superiori
alla media nazionale.
Passando alla cultura, la scuola regionale, così come previsto
da questa legge sulla devolution, non solo contraddice la
necessità di avere un'unica istituzione di formazione che
garantisca lo spirito di un'unitarietà nazionale, ma consente
percorsi formativi improntati alle esigenze di ogni regione,
creando confini e barriere, all'interno dello Stato italiano,
anche nella circolazione dei cittadini, non solo dell'idea e
della cultura, violando quindi le pari opportunità di ciascun
cittadino italiano.
E' giusto, e noi lo condividiamo - perché il nostro spirito
autonomistico della Regione è stato antesignano in questa materia
- che ogni regione debba curare, nella cultura, la propria
specificità, assolutamente sì, ma sempre nell'ambito di una
formazione culturale unitaria dello Stato italiano.
Voi pensate alla sicilianità di Verga o di Pirandello. Ebbene,
credo sia inscindibile dalla loro grandezza, ma non interessa a
un lombardo in maniera diversa da un siciliano, perché la loro
grandezza è una grandezza nazionale Un'esclusiva competenza
locale, in materia scolastica, che inducesse, per esempio, gli
studenti siciliani ad ignorare Manzoni, per studiare Angelo
Musco, ebbene, pensate che non distruggerebbe e minerebbe la
cultura degli studenti siciliani stessi?
Con questa norma si rischia di fare anche questo
Oggi potrebbe succedere che, ad esempio, nel programma
scolastico della regione Veneto non sia contenuto lo studio di
Verga, così come potrebbe succedere, un domani, che non si possa
studiare il Manzoni in una regione del Sud
Questo minerebbe gravemente l'identità culturale degli studenti
delle future generazioni italiane.
Relativamente al tema della sicurezza, ciò è un altro elemento
assolutamente importante oggi, in un contesto storico nel quale
si discute per affrontare i problemi del terrorismo e delle mafie
internazionali, attraverso la creazione di organi sovranazionali,
per esempio europei, per affrontarne così la pericolosità.
Già si fanno organi di polizia internazionali. Oggi, invece,
con questo sistema della devolution sarebbe possibile creare
venti polizie locali, distruggendo l'apparato unitario dello
Stato, mettendo in seria difficoltà gli investigatori
nell'affrontare tematiche, non soltanto internazionali, ma anche
territoriali, considerato che, infatti, in alcune regioni, il
presidio di legalità è difficile da mantenere e lo sappiamo
benissimo.
Con una norma di questo genere, potremmo consegnare vaste aree
del territorio nazionale - e non solo della Sicilia - a un
controllo esiguo della legalità dello Stato.
Questa norma, oggi, contiene proprio questo virus che mina
fortemente l'unitarietà dello Stato e che pone l'Italia in un
processo antistorico rispetto a quanto accade nel resto del
Mondo. Tutti si coalizzano per combattere il terrorismo e le
forme di criminalità organizzata. Noi, invece, vogliamo creare
venti polizie locali
Si potrebbe parlare di tante altre cose per muovere delle
critiche a questa norma.
Per questo motivo oggi dovremmo, in maniera chiara e forte,
esprimere un giudizio assolutamente negativo su questa norma e
mettere in atto il processo per richiedere un referendum,
affinché siano i cittadini a pronunciarsi in maniera organica.
Onorevoli colleghi, ma lo immaginate ciò che accadrebbe se
questa norma andasse in porto? A quali sarebbero gli ulteriori
costi per la Sicilia, per le Regioni, i Comuni e le Province?
La Regione siciliana ha poteri molto più ampi rispetto a quelli
delle altre regioni e sappiamo già che, a seguito della
diminuzione dei trasferimenti di fondi dallo Stato alle altre
regioni, comuni e province, per gli stessi è molto difficoltoso
garantire i servizi essenziali.
Ebbene, con un ulteriore trasferimento di competenze e una
riduzione dei costi, così come è accaduto, certamente, le fasce
sociali più deboli della nostra Regione si troverebbero in una
condizione di assoluta impossibilità di sopravvivenza, con la
conseguente prevedibile riduzione dei servizi.
Con l'applicazione di questa legge, se dovesse entrare in
vigore, aumenterebbe, inoltre, il divario tra Nord e Sud.
Ritengo, infine, che dovremmo votare a larghissima maggioranza
questa mozione. Un appello particolare va rivolto ai colleghi del
Movimento per l'autonomia che, nel loro statuto, ne hanno fatto
una battaglia fondamentale del loro impegno politico, cercando di
tutelare - appunto - l'autonomia della nostra Regione.
Loro lo fanno, così come diceva don Luigi Sturzo e come
condivido, nella tutela della unitarietà dello Stato. Don Luigi
Sturzo diceva, infatti, che uno degli elementi fondamentali della
politica siciliana e nazionale è quello di tutelare le autonomie
dei municipi e dei territori delle regioni, ma all'interno della
unitarietà dello Stato.
Ritengo che esprimere un voto favorevole su questa mozione,
oggi, vuol dire proseguire in quello spirito e dimostrare che la
Sicilia, dotata di poteri speciali, vuole porsi al servizio della
unitarietà dello Stato, perché vuole essere una Regione
protagonista della propria autonomia, ma protagonista in
un'Italia unitaria e in un'Europa delle Regioni.
Votare questa mozione oggi significa fare ciò ed essere
protagonisti di questo processo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Raiti ha parlato
per quindici minuti e ne condivido l'opportunità, considerato che
si tratta di un argomento di importanza eccezionale. Vorrei,
tuttavia, invitare i colleghi che prenderanno la parola ad
attenersi ai tempi regolamentari.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDETE Comunico che gli onorevoli Incardona, Vicari,
Leontini, Cintola, Neri, Di Mauro sono in congedo per l'odierna
seduta.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione unificata delle mozioni
CAPODICASA Chiedo di parlare per illustrare la mozione n.
468.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Presidenza ha ragione quando sostiene che la materia è talmente
importante da richiedere una discussione molto approfondita, però
questa osservazione riserva anche un'altra lettura; è una
medaglia a due facce. In questo caso, l'altra faccia è che,
trattandosi di un tema lungamente dibattuto, non in quest'Aula -
grazie a Dio i temi importanti sappiamo schivarli in modo
elegante -, ma sulla stampa, nel dibattito politico-culturale,
nel Parlamento nazionale, si sono avute le quattro classiche
letture del disegno di legge che, ad ogni passaggio, hanno
comportato un dibattito molto ampio.
Credo che i contorni di questa materia siano abbastanza noti.
Vorrei soffermarmi, pertanto, più che sul fatto di merito, legato
alle conseguenze che apporta su base generale l'ulteriore riforma
o, come dice qualcuno, deformazione' della Costituzione, seguita
al disegno di legge sulla devolution, - cosa che altri hanno
sottolineato visitandone e rivisitandone gli aspetti, quali
problemi dell'unità del Paese e tutto il resto -, sulle
conseguenze che il disegno di legge ha sulla Sicilia, in quanto
ritengo sia questo che ci interessi e sia anche questo il motivo
per cui il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro - quando
il disegno di legge fu presentato in Conferenza Stato-Regioni per
l'approvazione, secondo le procedure nazionali -, pur avendo
approvato il disegno di legge in questione, dichiarò di
dissentire con il testo originario, cioè il disegno di legge a
firma dell'onorevole Bossi, proprio perché si trattava di una
normativa che collideva con gli interessi generali della Regione
siciliana.
E, allora, cerchiamo di capire meglio le ulteriori modifiche
che sono state aggiunte nel secondo passaggio in Parlamento al
disegno di legge originario. Il disegno di legge presentato da
Bossi, in qualità di Ministro, prevedeva solamente l'introduzione
di alcune varianti, tra le quali le modifiche relative alle
ripartizione dei poteri in materia di sanità, scuole e polizia
locali tra Regioni e Stato, invece, le successive modifiche hanno
arricchito la materia fino ad interessare circa 57 articoli della
Costituzione.
Il cuore di questa legge costituzionale, però, rimane sempre il
famoso disegno di legge originario di Bossi, quello che
trasferisce alle Regioni la competenza in materia di sanità,
scuola e polizia locale. Tutto il resto è materia importante,
perché riguarda il Senato federale, il ruolo del Premier,
Presidente della Repubblica, le procedure legislative nella
ripartizione tra il Senato federale e la Camera dei Deputati, ma
per il momento è opportuno tralasciare questa parte perché ci
porterebbe molto lontano e questa sera, i tempi sono molto
stretti.
Il tema è un altro: vedere se il cuore di quel disegno di
legge, almeno per la parte che riguarda la Sicilia, e cioè il
trasferimento di competenze, in materia di sanità, scuola e
polizia locale, dallo Stato alle Regioni, sia o meno di aiuto
alla nostra autonomia e alla funzione ed al ruolo che la Sicilia
vuole svolgere. Questo è il punto.
Vorrei chiedere al Presidente della Regione se c'è stata una
modifica del suo giudizio che inizialmente era apparso un po'
contraddittorio. Infatti, sia in Conferenza dei Presidenti che in
Conferenza Stato-Regione, aveva approvato quel disegno di legge
pur non condividendolo, in quanto aveva deciso di allinearsi per
ragioni di disciplina, di coalizione alle scelte che, in quel
momento, il Governo nazionale aveva adottato.
Inoltre, non mi è chiaro se il Governo della Regione condivide
o meno, se ritiene o meno questa legge costituzionale lesiva
delle aspettative e degli interessi dell'autonomia siciliana.
Noi riteniamo che il Presidente della Regione e il Governo
della Regione avrebbero dovuto fare ancora di più, molto di più
di quanto non abbiamo fatto le altre regioni meridionali che si
sono opposte a questo disegno di legge, in quanto la Regione
siciliana - lo si riconosca una volte e per tutte -, è la Regione
maggiormente penalizzata in questa materia.
E' necessario ricordare che, in materia di scuola, la nostra
Regione ha visto riconosciuta la competenza primaria, in base
all'articolo 14 del nostro Statuto, fin dall'origine, cioè fin
dal 1946, ma mai in questi 60 anni circa ha ritenuto di dovere
esercitare questa competenza, in quanto esercitarla equivaleva
nello stesso tempo ad esporsi sul piano finanziario per gestire
un settore, quale quello della scuola, con un costo che all'epoca
un ufficio speciale della regione, all'inizio della legislatura,
aveva quantificato in ottomilamiliardi.
La stessa cosa vale per la sanità. Oggi, contribuiamo al fondo
sanitario per il 42,5 per cento - anche se il Presidente della
Regione afferma che contribuiamo in misura maggiore, ma questo
sarebbe un aggravante - e quindi dovremmo, nel caso in cui questa
competenza fosse trasferita totalmente in capo alla Regione,
sborsare un ulteriore 57 per cento circa, cosa che non potremmo
fare. Esiste il decreto legislativo 56/2000 che consente alle
Regioni a statuto ordinario di utilizzare parte del gettito
dell'IVA riscosso nella regione di provenienza per far fronte ai
costi del sistema sanitario, ma per la Sicilia è diverso, perché
noi, proprio nel settore dell'IVA, per virtù statutarie, abbiamo
l'intero ammontare.
Non ci potrebbero consentire di finanziare questa quota del
fondo sanitario in base al decreto legislativo 56/2000 con i
fondi dell'IVA, perché noi già li utilizziamo, li incameriamo e
pertanto non si sa con quali mezzi finanziari dovremmo poter
coprire scuola e sanità.
Avremmo un aggravio che dagli uffici viene calcolato intorno a
12, 13 mila miliardi delle vecchie lire, cioè circa un terzo
dell'intero bilancio della regione solo per coprire questi costi.
Qualcuno può obiettare: nel caso in cui fossero trasferite
queste competenze lo Stato dovrà pure in qualche modo intervenire
ed è così perché, in base alla spesa storica di sanità e scuola,
lo Stato dovrà metterci nelle condizioni di gestire questi
settori.
Occorre, comunque, stare attenti perché questo trasferimento
non sarebbe mai tale da consentirci una sanità di eccellenza.
Innanzitutto, si tratta solo di copertura della spesa storica;
poi, dovremmo anche mettere in conto che con questi fondi
potremmo gestire solo l'esistente, a differenza delle altre
regioni, come la Lombardia che ha un gettito tributario che
equivale al 34, 35 per cento dell'intero gettito tributario del
Paese, infatti, dei tributi che si pagano in Italia il 35 per
cento viene riscosso solo dalla Lombardia. Per cui la Lombardia,
nel momento in cui andiamo al federalismo fiscale, si
troverebbe mezzi finanziari enormi che le consentirebbero - oltre
al gettito dell'IVA a cui il decreto legislativo 56/2000 gli
consente di attingere -, di avere i mezzi propri con cui potere
sviluppare la sanità di eccellenza, con cui garantirsi, e questo
vale anche per il settore scolastico e tutto il resto.
Naturalmente, ciò avrebbe un effetto devastante, che sarebbe
quello di vedere aggravate le disparità non solo nel campo della
fruizione dei servizi ordinari tra i cittadini italiani, tra il
cittadino lombardo e il cittadino siciliano, cosa che già oggi
avviene: loro hanno trasporti urbani ed extraurbani migliori dei
nostri, hanno una qualità del territorio, una infrastrutturazione
migliore, ma anche nei settori che riguardano i diritti
fondamentali del cittadino quale quello della scuola e della
sanità.
Allora, credo che ci sia tanta materia e anche tanti buoni
motivi per mettersi in testa alla battaglia referendaria contro
la devolution approvata poco tempo fa dal Parlamento italiano.
Abbiamo ottime ragioni, diciamo che se da italiani abbiamo
tantissime ragioni, da siciliani ne abbiamo molte di più.
Credo sia opportuno discuterne oggi, intanto per capire cosa ne
pensa il Governo, poi se ci si vuole mettere alla testa di
questa battaglia, non significherà soltanto firmare per il
referendum, che è una cosa sacrosanta, direi quasi scontata per
la Sicilia, ma fare campagna referendaria, cioè, considerato che
vi sono in gioco interessi fondamentali per la nostra Regione, si
potranno realizzare tante iniziative, anche eclatanti, in questo
campo.
Naturalmente, se a prevalere sull'interesse dei siciliani vi
sono, poi, gli interessi politici, le ragioni di cordata, di
coalizione, allora bisognerà ammettere che è stato sconfitto
veramente lo spirito autonomistico, sono stati sconfitti i
siciliani e a farsi artefici, autori e protagonisti di questa
sconfitta saranno stati il Governo della Regione, questa
maggioranza, cosa che da siciliano non mi auguro, nonostante
faccia parte dell'opposizione e non auguro a questo Governo che,
naturalmente, combatterò e che spero venga sconfitto alle
prossime elezioni. Su questo punto, mi auguro veramente, con uno
spirito bipartisan', che la maggioranza non si macchi di una
colpa grave quale sarebbe quella di respingere la richiesta
contenuta nelle mozioni presentate.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella. Ne ha
facoltà.
ROTELLA Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, vorrei iniziare questo mio breve
intervento partendo dalla fine, cioè vorrei apportare la mia
firma alle mozioni presentate perché la devolution di cui oggi si
parla è una devoluzione soltanto di carattere finanziario.
Nel nostro Paese eravamo tutti, pressappoco, fratelli quando si
trattava di investire, quando per esempio con i risparmi degli
agricoltori del Sud si facevano le grandi industrie, quando si
finanziava a colpi di decreti la Fiat come grande impresa
nazionale, non ci si poneva mai il problema di capire da dove
provenivano questi soldi; erano soldi delle casse dello Stato.
Nessuno si preoccupava se alcune regioni progredivano ed altre
no. Si è fatto un famoso articolo che, pressappoco, riequilibrava
le distrazioni compiute nei confronti della Sicilia e ogni tanto
su questo articolo si trattava. Man mano che questo disagio
cresceva, si sviluppava anche il divario tra Nord e Sud.
Poi, un giorno, è nato un movimento chiamato Lega che, guarda
caso, diventava il sindacato di alcuni poteri forti di una parte
del nostro Paese che tentava di difenderne i privilegi. E questo
sindacato è divenuto partito e questo partito è divenuto il
valore aggiunto che fa la differenza dentro la politica tra il
Nord e il Sud. Ed è stato anche corteggiato, per la verità,
dall'altra parte della politica.
Alla fine, ha scelto e ci siamo trovati per molti anni questo
peso ingombrante, questo peso nefasto sul capo di una piccola
parte della politica che ha deciso di dividere e di divaricare
ancora di più questa spaccatura tra Nord e Sud.
Allora, oggi, quest'Aula ha una grande possibilità: approvare
un principio che si chiama devoluzione politica. Vediamo se
riusciamo ad applicare il principio di una devoluzione che
scolleghi i rapporti che ciascun partito di questa Assemblea ha
con i propri riferimenti nazionali; fortunatamente io non ne ho,
quindi non ho questo problema, questa incombenza.
Sarebbe opportuno che ogni partito della maggioranza e della
minoranza trovasse una scatto d'orgoglio in un atto che si chiama
devoluzione politica per riappropriarsi di una forte iniziativa
che ridà lo slancio, la dignità e la forza, non tanto di andare a
piagnucolare dietro la porta del ricco padrone cercando qualche
manciata di spiccioli, ma di applicare un principio. Sarebbe
stata sacrosanta la devoluzione di cui andiamo parlando in questi
giorni, che diventa di fatto oggi legge di questo nostro Paese,
se prima della devoluzione ci fosse stata quella parola detta
risarcimento, attraverso il quale si fossero fatti i conti di
tutto ciò che non è stato dato al popolo del Mezzogiorno,
compresa la Sicilia.
Poco fa, è stato fatto un accenno dall'onorevole Capodicasa,
quando parlava della sanità, della pubblica istruzione, ma
dovremmo andare oltre, dovremmo parlare dei trasporti e di tante
altre cose facendo un ragionamento complessivo. Un Paese, dove
ci sono ancora, ad esempio, treni che viaggiano a vapore o a
diesel rispetto all'alta velocità, può essere competitivo e può
essere diviso tra ricchi e poveri.
Allora, credo che, oggi, non si possa applicare questo
principio, esso non appartiene ad un partito ma ad uno spirito
solidaristico del popolo del Sud e credo che per noi oggi la
richiesta di referendum non sia un fatto politico di parte,
bensì un nostro preciso dovere perché una devoluzione così come è
stata congegnata, articolata, presentata, negoziata, anche
attraverso una forma ricattatoria da parte della Lega, può essere
accettata solo se prima viene ripianato il divario Nord-Sud, solo
se viene fatta giustizia di una serie di inadempienze che, oggi,
credo non possano più essere tollerate da questa parte del Paese.
Tanto è vero che a furia di divaricare questa differenza noi,
oggi, abbiamo una parte di Paese che produce e una parte di Paese
che non consuma perché, naturalmente, al Sud non esistono le
risorse per acquistare il prodotto.
Quindi, signor Presidente, oggi il senso della firma di questa
mozione non è l'adesione civettuola di apprezzare un'iniziativa
che mi rammarico solo di non avere preso per primo, ma che posso
fare per secondo. Mi auguro che intorno a questo tema, insieme a
tutti gli altri gruppi autonomisti presenti in questa Assemblea -
mi riferisco al MIP e al MPA -, ci si possa ritrovare intorno ad
una questione che, naturalmente, non é soltanto di merito, ma è
una difesa necessaria ed appassionata di questo nostro
territorio che non può essere devastato, saccheggiato ed alla
fine abbandonato da una politica centralizzata che, come sempre,
fa pagare il prezzo ai più poveri e si dimentica di farlo pagare
ai più ricchi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha
facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, in quasi
perfetta solitudine tenterò, e ci riuscirò nei tempi assegnatimi,
di sviluppare un discorso che cerca di travalicare la divisione
fra Casa delle Libertà e Unione e che invece ha la pretesa di
attingere al piano culturale e anche antropologico.
Soltanto dal 1951 il concetto di democrazia si associa ad una
valutazione estremamente positiva. In effetti fino alla prima
parte del 1900 il concetto di democrazia é stato sempre discusso,
dal codice di Hammurabi in poi; ma dalle riflessioni di Platone
la democrazia non é mai vista, fino agli anni '40 del secolo
scorso, come il migliore dei regimi possibili. Tanto é vero che
Polibio per giustificarne l'intromissione assieme a monarchia ed
oligarchia ha bisogno di inventare la miktex politeia, la
costituzione mista.
E tuttavia dal 1951 in poi, dal dopoguerra diciamo, nel mondo
occidentale, ma non solo, democrazia equivale a positività di
regime. A tal punto che solo parti marginali, non come
appartenenza ma come quantità di riflessione dell'occidente,
Luciano Canfora per esempio, contestano questa idea. Canfora
sostiene che tutti i regimi vanno ricondotti a oligarchia,
compresa la democrazia, mentre il mondo orientale, forte di
tradizioni tribali democratiche acquisisce sempre più pensatori
all'idea che democrazia rappresenti positività; anzi l'unica
positività di regime possibile. Amartya Sen che io ho citato in
altre occasioni, economista indiano per ultimo, nella Democrazia
degli altri .
A fronte di questo processo generale, tuttavia, nell'occidente,
ma nell'ultimo periodo in Italia, in particolare, assistiamo a
due processi, uno verticale e uno orizzontale di segno opposto,
come se le ragioni della storia venissero sacrificate alle
ragioni della cronaca e della appartenenza spesso becera,
dall'una e dall'altra parte. Cioè succede che i poteri
costituzionali, per esempio, ed é la dimensione orizzontale, e
cioè il potere amministrativo, legislativo e giudiziario, si
blindano sempre più ognuno a difesa della propria essenza, per
cui assistiamo a una forma di contrapposizione spesso frontale
fra i tre poteri, in cui ognuno cerca di invadere il campo
dell'altro o lo invade per la teoria dei vasi comunicanti, perché
l'altro mostra debolezza contingente e momentanea, mentre sul
piano orizzontale assistiamo a quello che oggi stiamo discutendo,
alla devolution che dovrebbe essere una forma di applicazione del
concetto di sussidiarietà, sancito dal Trattato di Maastricht,
che avrebbe un senso perché si rifarebbe, veramente, ai grandi
pensatori del 1800, Cattaneo, del 1900 Omodei, ma anche al
pensiero solidaristico del mondo cristiano.
Ed invece no, diventa un'occasione di divisione e diventa
un'occasione di contraddizione ai processi che l'occidente sta
vivendo e all'interno dei quali sta acquisendo il pensiero anche
di pensatori che non appartengono all'occidente.
E' per questo, fondamentalmente, che noi abbiamo la
consapevolezza che questa sia l'ultima spiaggia, l'ultima trincea
oltre la quale, su giudizio unanime dei politologi di tutto il
mondo, non esiste possibilità altra di aggregazione umana che
inventi altre forme di comunitarismo.
Oltre la democrazia non c'è altro, c'è il mutamento
antropologico dell'individuo, dell'essere umano che diventa altro
rispetto all'individuo, all'essere umano, cioè c'è una forma non
di aggregazione (Orwell, Popper), c'è una forma in cui le
divisioni tradizionali, per esempio quelle tra destra e
sinistra, fra conservatori e progressisti non esisteranno più;
esisterà una forma indistinta in cui il potere viene da una
minoranza teorizzata e da una stragrande maggioranza subito.
Allora noi, oggi, non decidiamo in ordine ad una battaglia
contingente fra quanto ha deciso la Casa delle Libertà, a livello
nazionale, e quanto possiamo decidere noi a livello regionale,
siamo investiti, invece, di un ruolo e di una importanza che
travalica questa suddivisione momentanea e temporanea, per cui,
consentiteci, di non basare il nostro discorso sugli argomenti
che altri colleghi prima di me hanno svolto, meglio di me
sicuramente, ma soprattutto su queste osservazioni di fondo,
altro che bipartisan.
Nel merito, soltanto due riflessioni brevissime, considerato
che ho parlato sei minuti. La pubblica istruzione. Dovremo
studiare in un posto La Saga dei Celti e in un altro...
PRESIDENTE La invito a concludere, onorevole Ortisi.
ORTISI Signor Presidente, ho parlato soltanto 6 minuti e 17
secondi, Signor Presidente, gli altri hanno parlato 12 minuti.
PRESIDENTE Gli altri hanno illustrato le loro mozioni.
ORTISI L'onorevole Rotella ha parlato 11 minuti, dalle 18.40
alle 18.51.
PRESIDENTE Ha parlato 6 minuti e mezzo, c'è l'orologio.
Comunque vada avanti, completi il concetto.
ORTISI Rinunzio a completare il mio intervento.
PRESIDENTE A me dispiace che l'Onorevole Ortisi l'abbia presa
in questo modo, ma i presentatori delle mozioni hanno dei tempi e
chi vuole intervenire ne ha altri. L'onorevole Rotella ha parlato
6 minuti e mezzo. Il problema non era lei, onorevole Ortisi, ma
il suo successore.
E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, a cinque minuti stacchi i
microfoni, altrimenti creo un incidente
PRESIDENTE Non minacci, onorevole Ortisi, io stasera non
avrei fatto parlare nessuno.
ORTISI Vede, Signor Presidente, l'altra volta abbiamo
iniziato con la devolution ed abbiamo concluso con i funghi
ipogei. E' questo il livello di questa Assemblea che lei
meritoriamente stasera presiede.
PRESIDENTE La ringrazio del livello , onorevole Ortisi,
dobbiamo adeguarci.
FORGIONE Signor Presidente, io non so perché lei non avrebbe
fatto parlare nessuno stasera, spero non per l'ansia di fare
approvare tutte le leggi che il Governo e la maggioranza ci hanno
proposto, né noi, né noi stiamo parlando di devolution di questa
nostra mozione solo per fare perdere tempo ad una maggioranza
così ansiosa di approvare strategici provvedimenti per le sorti
della Sicilia e del Mezzogiorno.
Lo stiamo facendo, e davvero avrebbe meritato questo dibattito
un'altra attenzione, un altro approfondimento, perchè riteniamo
che quanto è avvenuto in materia di demolizione della
Costituzione, non di devolution, di demolizione della
Costituzione, dei principi fondativi del nostro Stato e del suo
carattere unitario dal punto di vista politico, sociale,
culturale, istituzionale, hanno a che fare con il presente e il
futuro del nostro Paese.
Forse anche un collegamento tra questa discussione e il
dibattito che abbiamo avuto sulle modifiche del nostro Statuto in
Sicilia avrebbe meritato un'altra attenzione. Ha ragione
l'onorevole Ortisi. Quelle modifiche statutarie con tante
conferenze stampa in pompa magna di tutti i presidenti possibili
al momento, che oramai sono naufragate di fronte allo
scioglimento imminente delle Camere per cui della riforma del
nostro Statuto siciliano autonomista se ne riparlerà nella
prossima legislatura perchè questa destra così subalterna ai
ricatti di Bossi e della Lega non ha avuto la forza invece, cari
amici di Alleanza nazionale e cari rappresentanti istituzionali
del centro-destra siciliano, così supino e subalterno e a Bossi
nell'approvare una devolution che favorisce solo gli interessi
economici e finanziari del nord, non ha avuto la forza.
FORMICA Devoluzione
FORGIONE Io capisco che lei per antica cultura rifiuta le
parole estranee all'italiano, perchè il suo modello è quello del
caffè' e non dei bar. Però questa destra non ha avuto la forza
di imporre la discussione e l'approvazione dello Statuto
siciliano ed è bene che la Sicilia lo sappia. Però è stata
subalterna e supina nell'approvare questo modello statuale che
per il sud e la Sicilia è un modello sciagurato. Guardate, noi
crediamo che la Sicilia oggi ha una possibilità. Riscattarsi con
un atto di orgoglio da quanto è avvenuto e tutto assieme questo
Parlamento sottoscrivere la richiesta di Referendum
istituzionale.
Non ne abbiamo bisogno, colleghi del centro-destra Sono già
centinaia di migliaia le firme che sottoscrivono la richiesta di
referendum. Ma sarebbe questo un atto di autonomia nel migliore
spirito dell'autonomismo siciliano, invece noi anche qui
scontiamo un ritardo culturale, una logica di schieramenti. Io lo
capisco, c'è stato anche un errore che va riparato e lo
ripareremo con il referendum commesso dal centro-sinistra quando
nel finire nella passata legislatura, con soli 4 voti di
differenza, approvò quella modifica costituzionale e con i
Regolamenti, a proposito di Regolamenti e di rigore
istituzionale, non si scherza. Con la Costituzione non si
scherza. Fece un errore allora il centro-sinistra spianando la
strada a questa destra reazionaria e convocazioni autoritarie a
potere demolire la Costituzione con maggioranza semplice.
Noi lo diciamo perchè allora come oggi fummo critici e siamo
critici di questi comportamenti e di questa demolizione della
seconda e della prima parte della Costituzione. Anche qui bisogna
smetterla con questa falsità. Non c'è una demolizione della
seconda parte che non intacchi la prima parte della Costituzione
del nostro Paese. Quando si dice che i principi sono fatti salvi
ma poi andiamo a modificare quanto nella Costituzione materiale
si è già trasformato in questi 50 anni di democrazia
costituzionale, si dice una falsità. Si dice una falsità perchè
quando si fanno le leggi che demoliscono l'autonomia e
l'indipendenza della Magistratura si intacca la prima parte,
quella dei principi dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla
legge che può essere garantita solo da una magistratura
indipendente.
Quando si mette in discussione l'unità sociale del Paese, si
mette in discussione quella prima parte della Costituzione che
parla del lavoro come unità di misura del rapporto tra i
cittadini e tra i cittadini e lo Stato, non a caso quello è il
fondamento della Regione.
Ho concluso signor Presidente. Cinque minuti sono trascorsi?
PRESIDENTE Cinque minuti e dodici secondi
FORGIONE Io chiudo qui perché mi rendo conto che la passione
dell'Aula ed anche il rigore del rispetto del Regolamento in
questo caso diciamo integerrimo ed in altri casi molto più che
elastico come lei questa sera ha dimostrato, dimostrano tutto il
peso che questa Aula e questo Parlamento da ad un dibattito che
ha a che fare non con gli interessi di questo o quello
schieramento ma con la democrazia in Sicilia ed in Italia.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, esistono gli strumenti
regolamentari che consistono nella presentazione di una mozione e
la sua illustrazione. Non l'ho fatta io la scelta. La Conferenza
dei capigruppo avrebbe potuto decidere che una materia così
delicata abbisognava di tempi diversi e metteva tutti in
condizione di potere fare un dibattito più ampio.
Se si è deciso di fare in questo modo il 28 di dicembre, a me
ha fatto un favore perché ormai la Sicilia sa che questa data è
legata a un fatto personale, però se si fosse deciso in maniera
diversa il Parlamento avrebbe potuto lavorare diversamente.
FORGIONE Basta vedere l'interesse del Governo e del
Parlamento. Basta così
PRESIDENTE Onorevole Forgione, l'interesse è collettivo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Orlando. Ne ha facoltà.
ORLANDO Signor Presidente, sarò breve perché voglio
collegare gli auguri per il Santo Natale e gli auguri per il
Natale laico che lei celebra oggi. Desidero soltanto fare alcune
considerazioni.
La maggioranza parlamentare che ha approvato la modifica della
Costituzione repubblicana ha esercitato un suo legittimo diritto
ed ha esercitato un suo legittimo diritto che però si scontra con
il sistema bipolare che ci siamo dati. In un sistema bipolare
infatti di regola la modifica degli articoli della Costituzione
viene ridotta al massimo perché si vuole evitare che logiche di
tenuta di stabilità del Governo possono influenzare il contenuto
delle modifiche della Costituzione che non può essere soltanto
limitata ad una esperienza di governo e per questo l'onorevole
Raiti ricordava come in un sistema bipolare classico, Stati Uniti
d'America, le modifiche alla Costituzione sono pochissime perché
si vuole evitare di metter mano a norme costituzionali sotto la
pressione di esigenze di tenute stabilità del Governo. Perché
faccio questa premessa? Faccio questa premessa perché io sono
convinto che si sia commesso un errore a fare modifiche
costituzionali a maggioranza nella precedente legislatura così
come l'avete commesso voi maggioranza adesso; la differenza del
numero degli articoli modificati però non è irrilevante e
neanche il contenuto è irrilevante perché un conto è modificare
alcuni articoli che riguardano l'aspetto organizzatori, altro
conto è modificare articoli che mettono in discussione
sostanzialmente la tenuta sociale e democratica del nostro Paese.
D'altra parte l'elevatissimo numero di articoli modificati,
l'abbiamo letto seguendo per due anni le cronache dei giornali,
sono il frutto di veti e minacce di crisi, e dietro ogni articolo
c'è un deputato, una forza politica, c'è un esponente politico
che può cantare vittoria creando in questo modo una lista di
articoli che nulla hanno a che fare con l'armonia che dovrebbe
avere una così rilevante modifica costituzionale. Ma c'è un
aspetto che io vorrei rilevare. Nonostante qualche deputato,
qualche gruppo parlamentare ritiene di essere vincitore la realtà
che questa modifica della Costituzione ha soltanto due vincitori
ed uno sconfitto. Ha come vincitore l'egoismo di chi ha potere e
risorse ed ha come vincitore la mortificazione di chi non ha sino
alla condanna al clientelismo perché questa modifica della
Costituzione si ispira esattamente al principio per il quale chi
ha, ha tutti i diritti e chi non ha non ha diritti e finisce
inevitabilmente a chiedere come favore quello che dovrebbe essere
un diritto; è una violazione.
Ecco la sconfitta, del principio di eguaglianza, che è un
principio cardine della nostra Carta costituzionale, perchè
un'adeguata scuola, un'adeguata sanità, un'adeguata sicurezza in
regioni come la Sicilia non si possono realizzare senza fare
ricorso al principio di solidarietà nazionale. Di quel principio
di solidarietà nazionale che dovrebbe essere prerogativa dei
governi di destra come dei governi di centro-sinistra. Rompere
questo principio di solidarietà significa, sostanzialmente,
condannare chi non ha alla clientela e consentire a chi ha il
diritto di essere egoisti. Per questo io mi auguro che questa
mozione venga approvata e che possiamo tutti concorrere ad
eliminare questo obbrobrio giuridico che offende le prospettive
di cambiamento della nostra Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mozione
di questa sera è un gesto importante sul piano complessivo, sul
piano politico sotto tanti punti di vista, che i colleghi che mi
hanno preceduto hanno in qualche maniera sottolineato. Io vorrei
mettere in evidenza due questioni: la prima è che la devolution
segue una fase della vita politica nazionale, in cui la lega di
Bossi ha affermato, con forza e talvolta anche con grande
provocazione, il principio della secessione, cioè il principio
della rottura dell'unità nazionale, ma in maniera assolutamente
chiara e talvolta plateale e provocatoria, come quei
comportamenti che sono avvenuti dinanzi alla bandiera da parte
del ministro Bossi in tante occasioni.
Quindi, la devolution è espressione di una chiara volontà di
rottura dell'unità nazionale. Oggi l'approvazione della
devolution, se mai dovesse essere approvata anche dal popolo,
avrebbe probabilmente il significato di un passo nella direzione
della secessione politica. La seconda questione che voglio
sottolineare, al di là di quello che è successo, e cioè di
un'approvazione di questa norma da parte di una maggioranza
risicata del fatto che ci sono tantissimi aspetti di complessità
del sistema costituzionale che non garantiscono una snellezza
nella procedura di formazione delle leggi, eccetera, una cosa che
mi preme sottolineare è l'aspetto legato al trasferimento di
funzioni, di competenze nel campo della pubblica istruzione.
Secondo me, trasferire compiti nel campo della sanità può
determinare, determinerà sicuramente, gravi ingiustizie
nell'attribuzione dei servizi sanitari alle persone e, quindi,
come diceva il collega Orlando, il dare a chi più ha e non dare a
chi ha di meno. Ma il problema grande della pubblica istruzione è
quello del cuore, dell'anima dell'unità nazionale. Cioè, la
pubblica istruzione significa ciò che più in profondità unisce la
nazione. Quindi andare a devolvere questo tipo di segmento
dell'attività politica e amministrativa significa minare alle
fondamenta, lo spirito dell'unità nazionale.
Ma, ancora di più, Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
abbiamo un'esperienza drammaticamente negativa, che è quella
della formazione professionale. La formazione professionale è un
enorme pentolone in cui il rapporto costi-benefici è
drammaticamente alto rispetto a qualunque altro ragionamento. Noi
abbiamo 7-8.000, non si sa neanche più quanti sono, dipendenti
della formazione regionale che producono in termini di vantaggi
risultati assolutamente trascurabili.
Bene, io ho il fondato timore che il trasferimento di
competenze nel campo della pubblica istruzione, alla fine,
determinerebbe per la Sicilia un'equiparazione della pubblica
istruzione al sistema della formazione professionale.
Cioè, equiparerebbe qualcosa che in atto funziona, che produce,
che ha una dimensione grande, a qualcosa che non produce,
assolutamente clientelare, assolutamente piccola sul piano della
politica e quindi determinerebbe un danno assolutamente grave e
irreparabile per i nostri giovani.
Ecco perché questa devolution, a mio avviso, presenta aspetti
di tale negatività per cui la nostra regione, consapevole di
tutte queste cose, la nostra Assemblea regionale deve votare
questa mozione ed esprimere un significato profondo di autonomia
attraverso la votazione di stasera.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza. Ne ha
facoltà.
LEANZA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a noi questa
devolution non piace. Siamo per un paese federalista, siamo
convinti che nel federalismo si attua in pieno il principio di
sussidarietà, noi siamo un partito autonomista e la nostra
Regione, dal 1946 ha uno statuto autonomo e quindi in qualche
modo viene applicata dal 1946 questa libertà. L'unica cosa
importante è che però a questo ci sono alcuni aspetti che
vogliamo assolutamente evidenziare. Innanzitutto la crisi dello
stato- nazione e il fenomeno soprattutto europeo legato al
declino della concezione tradizionale dello stato sociale, ma
anche all'emergere di un regionalismo fortemente ancorato alla
valorizzazione delle identità, delle specificità, delle risorse e
del territorio.
La risposta all'insieme di questi eventi è spesso confusa e
disarticolata. Sul piano politico i partiti, nella loro accezione
storico-tradizionale, tendono a rafforzare la loro forma
centralistica, mentre sul piano istituzionale si è dato inizio a
forme primitive di federalismo, dai contenuti non sempre coerenti
ai bisogni disomogenei delle diverse articolazioni territoriali.
Fenomeni non sempre rassicuranti in un paese come l'Italia che
alla sempre attuale questione Mezzogiorno accompagna ora una
difficile crisi di competitività e ritardo tecnologico
dell'apparato industriale, concentrato nelle cosiddette aree
forti del nord del Paese.
E' evidente che ogni accettabile forma di federalismo deve
essere accompagnata da un coerente progetto di riequilibrio
territoriale in termini di infrastrutture e misure di sostegno
alle aree deboli. Tutto ciò riproduce con forza il problema del
federalismo fiscale e solidale, ma anche l'esigenza di una
coerente analisi dell'insieme dei costi e dei benefici di un
processo di trasferimento e di competenza e di risorse. Tutto ciò
non è contenuto nell'attuale sistema di ridisegnazione
federalista del Paese. Ma alle deficienze e alle contraddizioni
del sistema politico italiano non può rispondersi con una
battaglia referendaria che proporrebbe non solo uno schematismo
politico ideologico incompatibile con i bisogni reali del Paese,
ma soprattutto evidenzierebbe una insopportabile divisione nord-
sud capace di frantumare i residui ideali di unità del Paese. Non
è ciò di cui ha bisogno soprattutto il Mezzogiorno. E' invece
necessario aprire un serio dibattito politico-parlamentare, che,
partendo dalla necessità di un moderno federalismo, riempia lo
stesso dei contenuti di un moderno processo di sviluppo
equilibrato.
Pertanto, noi ci asteniamo rispetto alla mozione presentata dai
colleghi.
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ascoltato con attenzione gli interventi di illustrazione delle
mozioni e gli interventi successivi.
SPEZIALE Il Presidente della Regione è andato via? Il
Presidente della Regione deve essere presente
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali. Il Presidente della Regione sta arrivando,
onorevole Speziale.
Dicevo che ho ascoltato con attenzione e devo dire che ritengo
che, in una democrazia, è opportuno che si pronunci il popolo in
relazione ad una riforma costituzionale e non ho dubbi che
saranno raccolte le firma necessarie perché questo avvenga.
Questo già è sintomo sicuro di democrazia per cui, paventare
minacce autoritarie o cadute dello stato di diritto, come qualche
collega ha fatto, ritengo che sia un po' fuori luogo perché alla
fine deciderà il popolo sovrano. Ritengo, però, che non può
accogliersi la richiesta che sia questa Assemblea, assieme ad
altre, a promuovere il Referendum perché le premesse da cui
partono le mozioni sono premesse che politicamente il Governo non
condivide anche perché partono da presupposti che noi riteniamo
errati, non rispondenti al vero.
Innanzitutto il riferimento alla Costituzione degli Stati Uniti
d'America che non è stata emendata per oltre due secoli non può
trovare riscontro in Italia dove per decenni il dibattito
politico e culturale si è mosso sulla necessità di riforme
costituzionali, non per nulla si è costituita la Commissione
Bozzi, la Commissione Iotti, la Commissione D'Alema, per la
riforma costituzionale quindi è evidente che il tentativo di
riforma, l'esigenza di riforma è stata avvertita e dalla politica
e dalla cultura costituzionale italiana. Essere arrivati ad una
riforma che, com'è stato correttamente detto, è soltanto la
riforma di una parte del Parlamento, sicuramente non dà un
segnale positivo in quello spirito bipartisan che dovrebbe
prevalere in una riforma costituzionale, ma non ritengo che vi
sia qualcuno in Italia che possa lanciare la prima pietra, tenuto
conto che, analoga procedura, è stata seguita nella passata
legislatura, com'è stato onestamente ricordato anche
dall'onorevole Orlando, perché questa è la verità.
La riforma costituzionale approvata nella passata legislatura
è stata approvata con quattro voti di maggioranza e non è il
riferimento a diciotto o a trentotto articoli che fa la
differenza. Devo dire, però che, coloro i quali oggi si
stracciano le vesti perché è stata approvata questa riforma,
paventando crisi autoritaria - è stato detto anche qui questa
sera - o crisi di democrazia non si stracciarono le vesti quando
questo venne fatto, devo dire altresì, che la possibilità, io
dico la necessità, di conferma o non conferma da parte del popolo
sovrano darà poi contezza se la caduta di democrazia c'è stata o
non c'è stata. Ritengo che se i toni sono più pacati, se
ragioniamo in termini di realtà questa è l'evidenza dei fatti.
Andando, però, al merito della cosiddetta devoluzione - meglio
dirlo in italiano anche perché in italiano esiste il termine di
devoluzione ed ha un suo significato ben preciso - penso che fa
la differenza dire che la devoluzione deve avvenire
nell'interesse nazionale. Non esisteva nella riforma del centro-
sinistra il riferimento necessario e indispensabile all'interesse
nazionale che, invece, oggi c'é.
CAPODICASA E' un errore
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali. Sarà un errore, onorevole Capodicasa, ma
questa è stata la riforma del centro-sinistra che ha rimesso
all'interno della Costituzione l'interesse nazionale come
elemento essenziale per arrivare a questo federalismo.
Ho sentito gli interventi, anche apprezzabili, dell'onorevole
Capodicasa che ha voluto fare riferimento non tanto alla
struttura della riforma costituzionale, su cui mi soffermerò
pochissimo, ma alle conseguenze che questa riforma può avere in
Sicilia e ha fatto riferimento a tre punti basilari:
l'istruzione, la sicurezza e la sanità.
Sull'istruzione, come voi stessi dite nella vostra mozione, non
cambia nulla perchè l'unica competenza oltre a quella già
prevista dall'articolo 14 dello Statuto - e l'ha ricordata
l'onorevole Capodicasa -, è quella che ciascuna regione possa
definire, attraverso una propria legge, la parte dei programmi
scolastici e formativi di suo specifico interesse.
Mi pare abbastanza chiaro che specifico interesse, onorevole
Raiti, non vuol dire togliere Manzoni o fare altri programmi; i
programmi li fa il Ministero competente.
Possiamo inserire all'interno dei programmi minimi che il
Ministero deve e può dare e da e continua a dare (altro che
riforma del sistema come la formazione professionale onorevole
Tumino) qualcosa di specifico delle singole regioni; come lei ha
detto studiare ad esempio Pirandello.
Non mi pare che ci sia un attentato alla cultura nazionale
perchè si possa fare un riferimento specifico alla cultura
regionale.
Fra l'altro la organizzazione della istruzione come la
organizzazione della sanità già sono nelle mani delle regioni e
non è successo nulla di scandaloso nè nulla che possa far
prevedere questo decadimento sia della cultura, sia della
sanità.
Trattiamo di competenze in materia organizzativa: il corpo di
polizia, la sicurezza.
In Sicilia già esiste il corpo di polizia che è quello
municipale che vogliamo definire anche regionale.
Per quanto riguarda lo scandalo ho voluto usare il paradigma
esposto dall'onorevole Capodicasa che ha fatto riferimento alle
ricadute nel sistema regionale di questi tre aspetti fondamentali
della vita della nostra regione: istruzione, sanità e sicurezza.
E' chiaro che il popolo deve decidere; è chiaro che il popolo
potrà non approvare questa riforma. Dovremo essere nelle
condizioni di far capire che questa riforma può essere utile o
può, chi la contesta, dimostrare che non sarà utile alla Sicilia.
Ma come noi, terra che si vanta di essere autonomista, di avere
uno Statuto più avanzato e che forse non abbiamo ben applicato,
della stessa riforma costituzionale oggi può stracciarsi le vesti
perchè è stata approvata una riforma che va incontro alle
esigenze del territorio.
Ritengo che non ci sia da stracciarsi le vesti nè ci sia questo
regime autoritario alle viste perchè è stato detto, perchè non
soltanto per queste tre materie, ma perchè è stato cambiato
l'impianto costituzionale: il Premier e i suoi poteri.
E' stato copiato in questa riforma quello che la Commissione
presieduta dall'onorevole D'Alema aveva già esitato, cioè
l'elezione del Premier con poteri sicuramente inferiori a quelli
che quella Commissione prevedeva.
Il bicameralismo non più perfetto nel senso cioè che le Camere
vengono ad avere competenze diverse per evitare il ripetersi dei
riti che oggi invece si ripetono.
Anche questo è stato portato avanti dal pensiero
costituzionalista italiano.
Non voglio andare oltre, voglio solo dire che dobbiamo
assumerci le responsabilità, dobbiamo capire fino a che punto
questa riforma possa essere utile alla nostra Sicilia; lasciamo
agli elettori la possibilità di decidere e in seguito decideranno
sovranamente.
Non attardiamoci come Parlamento regionale a fare battaglie
soltanto di parte politica ecco perchè il Governo regionale è
contrario a questa mozione che pur arrivando a sostenere la
necessità del voto, anche noi vogliamo che gli elettori si
pronuncino, partono da presupposti che politicamente non
accettiamo e che sono soltanto di criminalizzazione di una parte
politica che si è assunta la responsabilità politica di dare
nuovi strumenti costituzionali all'Italia.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il meccanismo procedurale per
la votazione prevede che si votino le mozioni sulla base del
numero di ordine di presentazione. Per cui la prima ad essere
sottoposta a votazione è la mozione dell'onorevole Raiti ed
altri, successivamente la mozione dell'onorevole Capodicasa ed
altri.
Comunico che è stato presentato un emendamento sostitutivo di
parte della mozione n. 464, a firma dell'onorevole Raiti ed
altri, che recita: impegna il Presidente dell'Assemblea
Regionale ad attivare le procedure previste per la richiesta del
referendum .
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Burgaretta Aparo ha
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, debbo dedurre che l'Assessore
Stancanelli ha parlato naturalmente anche a nome del Governo,
cosa che in una qualche misura avrei preferito sentire dalla viva
voce del Presidente della Regione. L'onorevole Stancanelli
infatti avrebbe prima di tutto dovuto spiegare perché il
Presidente si è dichiarato più volte radicalmente contrario alla
cosiddetta devolution, usiamo il termine, cosa che invece oggi mi
pare l'onorevole Stancanelli abbia modificato. Egli ha difeso la
legge che ormai è deliberato d'Aula e ha confermato che la
posizione del Governo è favorevole alla cosiddetta devolution.
Quindi è una novità.
CUFFARO presidente della Regione. Sarebbe una novità il
contrario. Io non ho mai dichiarato che sono contro la
devolution . Da Presidente di una regione che è devoluta da 60
anni mi parrebbe cosa strana
CAPODICASA No, onorevole Presidente, io sono un attento
lettore dei giornali, se lei vuole sono pronto a portarle i
ritagli di giornale in cui lei ha dichiarato di essere stato
favorevole al disegno di legge, ma che lo ha fatto per pura
disciplina di coalizione perché in Conferenza Stato - Regione
altrimenti il disegno di legge non sarebbe stato approvato se lei
avesse votato diversamente. Inoltre, ha dichiarato che
considerava una iattura per la nostra Regione la approvazione del
disegno di legge per la devolution firmato dall'onorevole Bossi.
Dopodiché sono pronto ad esibire le pezze d'appoggio su quanto
affermo. Cionondimeno, entriamo nel merito un momento perché io
vorrei che fosse chiaro, onorevole Stancanelli, che la sua
replica è tutta in linea con quanto la maggioranza di
centrodestra ha dichiarato al Parlamento nazionale. Non faccia
così, perché non era per nulla dovuta questa posizione da parte
del Governo regionale siciliano, tenuto conto che voi governate
la Sicilia, non siete l'appendice, o meglio lo siete, ma non
sarebbe giusto che fosse così, l'appendice della maggioranza del
Governo nazionale che ha dovuto ...
SPEZIALE Sono ascari.
CAPODICASA Onorevole Speziale, questa parola l'ha usata lei,
io non ho detto che sono ascari, l'ha detto lei, io ho detto solo
che non era assolutamente scontato che l'onorevole Stancanelli
(mi fa cenno col capo), non c'è nulla di male che il Governo,
non c'è nulla di male se non fosse che però attraverso questa
posizione che voi assumete avallate una posizione che è una
posizione contraria agli interessi della Sicilia.
Voi lo dovete spiegare alla gente. Onorevole Stancanelli,
quando lei fa riferimento alla materia che noi consideriamo
centrale, che è quella relativa al trasferimento di competenze in
materia di sanità, scuola e di polizia, lei non può fare il
ragionamento che ha fatto perchè in materia di scuola questo
Parlamento - e lei con il suo voto - ha emendato l'articolo 14
dello Statuto nella legge-voto che abbiamo approvato, in cui è
scritto che la Sicilia non vuole più la competenza della scuola e
l'ha rimandata allo Stato. E adesso lo Stato con la legge sulla
devolution ce la ritrasferisce. E lei dice che non è successo
niente.
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. E' una norma organizzatoria.
CAPODICASA Organizzatoria? Allora l'articolo 14 dello
Statuto è organizzatorio? Ma lei dice bestemmie. E mi dispiace
che lo dica un parlamentare che è anche laureato in legge.
Secondo elemento: non è cambiato niente in materia di sanità e
non è cambiato niente in materia di scuola. Ma allora perchè
l'onorevole Bossi ha minacciato per cinque anni la crisi di
governo per arrivare a questa soluzione? Qual è se non cambia
nulla? Perchè la parte organizzatoria di cui lei parla era già
contenuta nella modifica del titolo V della Costituzione
approvata nella legislatura precedente
La verità è che avete pasticciato, ivi compreso il cosiddetto
riconoscimento dell'interesse nazionale in Costituzione, che è
contro le autonomie locali, non è a favore dell'unità nazionale.
Infatti, un regime federale si basa sulla chiarezza nella
distribuzione delle competenze e non c'è bisogno di fare appello
all'interesse nazionale se le competenze sono chiare.
Voi non lo avete voluto inserire solamente perchè quel testo è
un testo pasticciato. Perchè avete voluto consentire a Bossi di
poter dire che aveva vinto, ma vi siete anche premuniti per poter
dire in Sicilia...
Parliamo della Costituzione non di gioco delle tre carte: E
voi pensate di fare il gioco delle tre carte. La verità è questa,
perchè voi volete, venendo in Sicilia, dire che c'è l'interesse
nazionale e andando in Lombardia dire, come ha detto Bossi, che è
una rivoluzione. In questo modo prendete in giro gli italiani.
Avete fatto una norma pasticciata che non garantirà il
federalismo e nello stesso tempo finirà per danneggiare in modo
grave gli interessi della nostra regione, ivi compresa la
questione della polizia municipale.
Noi non abbiamo un corpo di polizia regionale, onorevole
Stancanelli. Si informi, noi abbiamo il corpo dei vigili urbani
che è la polizia municipale, non c'entra il corpo regionale. Ciò
che pensa Bossi è un'altra cosa rispetto a ciò che noi oggi
abbiamo in Sicilia. E per farla occorreranno dei mezzi che
ovviamente noi non abbiamo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, siamo in fase di votazione.
E' proposto l'emendamento alla mozione numero 464 con l'inciso
che vi ho letto.
ORTISI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, lei deve consentire ad ogni gruppo
di fare dichiarazioni di voto. Io utilizzo questi minuti per
sintetizzare e completare il concetto che lei mi ha impedito di
esprimere.
Signor Presidente, il motivo culturale - che supera queste
babbitudini' cui assistiamo molto spesso in Aula, queste
babbitudini nel senso che sono argomenti spesso presi in
considerazione e che invece non dovrebbero avere la dignità di
esserlo, mentre si impedisce ai parlamentari di parlare su
questioni di fondo. Babbitudine appartiene alla devolution. Ormai
nei libri di testo in Sicilia metteremo babbitudine, non
metteremo stupidaggine.
Dicevo, signor Presidente, che volevo completare il mio
intervento per esprimere il voto favorevole della Margherita alla
mozione, ricordandole che sul piano della pubblica istruzione,
anche qui come ho cercato di dimostrare in altri campi, nei sei
minuti e sedici secondi che lei mi ha concesso, noi esprimiamo
con la devolution una forma di arretratezza culturale rispetto al
dibattito internazionale che i politologi dipanano da almeno 15
anni.
E mentre oggi si discute della possibilità che nei libri di
testo in tutto il mondo nell'età dell'amore ai ragazzi si possa
fare ancora studiare la guerra, per cui se non ne hai ammazzato
centomila in un libro di storia non c'entri; e si ipotizza la
possibilità di modificare i programmi nel senso del merito e del
contenuto che appartiene come principi fondamentali al mondo, noi
ci si attardi invece a discutere della possibilità - lei non è
uomo di scuola, onorevole Stancanelli, per questo ha detto
qualcosa che non è congruo sull'argomento pubblica istruzione in
ordine alla possibilità di aggiungere a Manzoni e a Pirandello
babbitudine' da una parte o saga dei celti' in Lombardia. Non è
così. Poi in altra occasione magari ne parleremo, vista
l'amabilità dei nostri rapporti - e mentre qui si discute in
tutto il mondo della possibilità che la storia non sia più
l'histoire diplomatique, l'histoire evenementielle, la storia
degli avvenimenti, la storia dei massacri, ma l'histoire des
temps longs, la storia dei tempi lunghi, della modifica dei
comportamenti, qui ci si attarda invece con la devolution a
dividere l'Italia in tante particelle in cui si studieranno tanti
aspetti che soltanto la sedimentazione nelle generazioni fa
diventare storia, non l'improvvisazione estemporanea legata al
fatto che siamo in Sicilia da una parte o siamo in Lombardia
dall'altra.
E la storia dei tempi lunghi che decide la storia di un
popolo. Noi ci siamo formati come popolo non più tardi di 150
anni fa; ma che volete discutere di devolution, fra l'altro usate
l'inglese, immagino è contraddittorio proprio, di devoluzione nei
termini di una modificazione dei programmi delle scolaresche cui
andiamo a insegnare disvalori dell'una o dell'altra parte. Non ha
senso.
Il secondo aspetto, e ho finito signor Presidente (sono tre
minuti e trentuno second), io mi meraviglio di quanti cattolici
in quest'Aula discutendosi di un argomento che attiene al periodo
medio lungo delle leggi non al periodo corto delle decisioni
amministrative tradiscano il principio solidaristico che tanta
parte del mondo cattolico più avvertito, io ricordo soltanto
Paolo VI in questo campo, non ricordo altri papi, Paolo VI ma
anche Giovanni XXIII, ma Paolo VI in particolare che era un uomo
problematico e lo ha espresso in tante occasioni.
Ma come potete voi cattolici che della solidarietà fate un
principio di vita, lei, signor Presidente, in una polemica di
questi giorni, adesso non ricordo esattamente quando con il
nostro segretario regionale, faceva riferimento ai percorsi della
coscienza che nella quotidianità dei gesti si traducono. Ecco
questo è un gesto quotidiano attraverso il quale chi è cattolico
può esprimere la sua adesione a valori che la tradizione
cattolica ha promosso e che ha insegnato ai laici. Noi siamo
vostri alunni da questo punto di vista. Ed è strano che noi
votiamo contro questa devolution che tradisce il principio di
solidarietà e voi cattolici votate a favore. Vi invito pertanto a
riflettere.
CAPODICASA In questo caso la Conferenza episcopale non la
seguono.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la discussione è stata
regolamentata da una decisione d'Aula in cui ogni Gruppo aveva un
parlamentare che esprimeva la posizione; fare in modo che poi, in
sede di dichiarazione di voto, ogni parlamentare parli, a
prescindere dalla decisione preliminare, credo che questo sia il
colmo.
Per cui, per ogni Gruppo parlamentare, per dichiarazione di
voto, se lo si ritiene, può intervenire soltanto un parlamentare.
Presidenza del vicepresidente Fleres
VIRZI' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
dire che il mio Gruppo voterà giustamente contro questa mozione
ma che io, a titolo personale, per rendere omaggio ai libri che
ho letto, mi debbo astenere perchè ero e rimango sulle tesi del
professore Fisichella.
Mi dispiace sentire cose di destra dalla sinistra, anche
estrema, nel Settanta ho partecipato in piazza alla
manifestazione contro le regioni. Io appartengo alla scuola
dell'educazione nazionale di Giovanni Gentile, che era la
medesima in tutta Italia, io sono per la continuità della storia,
della tradizione, e in nome di questi valori che non considero
superati e non considero anticaglie, in nome dei valori della
Nazione e dello Stato, non mi sento di esprimermi a favore né
dell'una né dell'altra tesi, anche nella fortissima
considerazione che possiamo dare una prova d'appello perfino
all'autonomia regionale ma che se debbo dare un giudizio al
regionalismo, all'autonomia, anche speciale della Sicilia, per
gli esiti che ci sono stati siamo riusciti in qualche modo a
rimanere una classe differenziale rispetto al concerto europeo.
Allora può darsi che sia una locomotiva che ha avuto la
disgrazia di essere guidata male, ma è come dire che il comunismo
forse con uomini migliori avrebbe potuto funzionare meglio.
CAPODICASA Così è.
VIRZI' Per carità, ce li dovete ancora produrre. Rimane una
ipotesi di terzo tipo: attendiamo l'incontro ravvicinato con il
vero comunismo. Mi permetto di dire, da persona assolutamente
convinta, e non per semplice reazione, dei valori della destra,
che io aspetto ancora di vedere in Italia, con la nostra storia
complessa, un regionalismo che possa essere equanime e solidale e
che possa non essere dimentico dei valori di una nazione troppo
recente per frantumarsi in 21 tentazioni egoistiche.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento alla mozione n.
464. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è
approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 464
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,
Miccichè, Speziale, Orlando, Giannopolo e Spampinato).
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 464 Iniziative per la richiesta, di concerto con
altri quattro consigli regionali, di un referendum popolare per
scongiurare le gravi conseguenze politiche che provocherebbe la
revisione costituzionale così come approvata dal Senato della
Repubblica , così come emendata.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 20
Contrari 28
Astenuti 4
(Non è approvata)
Votazione per scrutinio segreto della mozione n. 468
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Rotella, Oddo,
Spampinato, De Benedictis, Orlando e Tumino si associano
alla richiesta)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto della
mozione n. 468 Impegno del Governo della Regione a riferire in
merito agli accordi raggiunti con il Governo nazionale sul
contenzioso tra Stato e Regione ed iniziative in ordine al
promovimento del referendum popolare sulle nuove norme
costituzionali in materia di attribuzione di competenze dello
Stato alle Regioni , degli onorevoli Capodicasa ed altri.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 20
Contrari 30
Astenuti 3
(Non è approvata)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Discussione di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
discussione di disegni di legge e segnatamente al disegno di
legge n. 1095 stralcio/I.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres per svolgere la
relazione.
FLERES relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'iniziativa della riproposizione, in alcuni casi con riscrittura
delle norme impugnate dal Commissario dello Stato, non si pone in
un'ottica di sfida come più volte affermato dalla stampa, ma è
invece un tentativo costruttivo di mettere a regime una procedura
che salvaguardi il ruolo dell'Assemblea regionale siciliana, del
Commissario dello Stato e garantisca sulle questioni controverse
lo sblocco del giudizio della Corte costituzionale.
Peraltro, è nota la mia posizione del Commissario dello Stato e
all'opportunità che la sua figura permanga nella Regione
siciliana come peraltro confermato con un voto dell'Aula in
occasione dell'approvazione della legge di riforma dello Statuto.
In quest'ottica di approccio costruttivo, l'operazione di
riproposizione delle norme di cui mi sono fatto carico in maniera
acritica e complessiva, nella misura in cui ciò è apparso
conducente ha portato ad integrare norme stesse tenendo conto dei
rilievi dell'impugnativa proprio a conferma del rispetto dei
ruoli reciproci al Commissario dello Stato, dell'Ars, del
Presidente della Regione e della Corte costituzionale.
L'apposizione della copertura finanziaria, l'affidamento
tecnico e la relativa riformulazione delle norme, ci rendono
convinti che molte delle stesse possano essere riconsiderate
nell'eventuale sede di controllo di costituzionalità, grazie ai
chiarimenti che esse contengono nel testo con ciò modificando il
giudizio formulato.
L'idea di scorporare per tipologie di materie e di intervento
inoltre dovrebbe consentire un giudizio più omogeneo e razionale
per le singole fattispecie facilitandone l'esame e la
consultazione.
In questa prospettiva si sono collocati in appositi
provvedimenti temi quali il Brass group'; il Fondo per il
sostegno ad enti ed associazioni; le modifiche negli stanziamenti
di bilancio già esistenti; l'adeguamento del numero degli addetti
agli uffici stampa della Presidenza e l'utilizzo della procedura
di nomina anche per gli enti di pertinenza della Regione, fatto
che non stravolge le procedure in atto vigenti come conferma il
fatto che alcune di queste sono state recentemente attivate; le
proroghe delle garanzie occupazionali assistite dalla clausola
finanziaria; il personale delle APIT; l'istituzione dei registri
di attività di nuova individuazione al solo scopo di un loro
rilevamento socio-statistico. Accanto a questi temi non possiamo
negare che ve ne sono altri riguardanti l'urbanistica, il
personale e comunque materie sulle quali si è consolidata una
incertezza giuridico-costituzionale che rendono necessario un
giudizio della Corte che sia dirimente e dia certezza al
legislatore e a chi è preposto al controllo relativamente alla
loro effettiva costituzionalità.
Abbiamo pensato quindi di condensare in un unico testo queste
ultime norme per semplificarne la trattazione. Desidero
precisare, comunque, che in sede di composizione dei diversi
testi qualche errore di compilazione derivante dal sistema di
copia e incolla del sistema informatico, ha provocato degli
errori, in particolare: nello stralcio I si fa riferimento al
Presidente della Regione e non all'Assessore per il bilancio e le
finanze; nello stralcio III, il comma 9 riporta una riscrittura
del testo impugnato che va verificato con il riferimento
all'integrale corrispondenza rispetto alla stesura già approvata
dall'Assemblea.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, i testi riproposti
riproducono, come dicevo, integralmente tutti i contenuti della
legge impugnata. Nel corso del lavoro di riscrittura dei testi
insieme agli uffici in raccordo con il Governo si è resa evidente
la non opportunità di insistere su un certo numero di norme che
al di là del contenuto per la loro attuale formulazione sembrano
presentare talune problematiche che sarebbe bene risolvere con un
ulteriore approfondimento.
Pertanto, signor Presidente, fermo restando il percorso e
l'iter che è stato condiviso dall'Assemblea di non emendare il
testo, la Presidenza potrebbe valutare la loro inammissibilità,
mi riferisco a quelle per le quali appunto abbiamo fatto un primo
approfondimento in tal senso. Si tratta, in particolare, nello
stralcio II dell'articolo 1, comma 15; nello stralcio V
ORTISI Questo è di quelli che voi siete disposti a modificare
?
FLERES relatore. la Presidenza valuterà la inammissibilità,
ovviamente. Stralcio II, articolo 1, comma 15
CAPODICASA L'inammissibilità delle norme?
FLERES relatore. Valutare l'inammissibilità delle norme.
Sì, l'improponibilità, come vuole definirla? Lo stralcio V,
articolo 1, commi da 2 a 7; stralcio XI
SPEZIALE Ma lei che sta dettando al Presidente?
FLERES relatore. No, sto completando la relazione dicendo
quella che è l'opinione del relatore, onorevole Speziale; sto
facendo la relazione.
CRACOLICI ... Dopo che l'ha presentata, ovviamente.
FLERES Stralcio undicesimo, articolo 1, commi da 1 a 4, comma
7.
SPEZIALE Faccia la relazione, onorevole Fleres
FLERES La sto completando, onorevole Speziale, mi lasci
finire, mi vuole impedire di esprimere le mie opinioni
SPEZIALE Ma lei dà numeri, non esprime opinioni
FLERES Sto esprimendo una mia valutazione.
PRESIDENTE Sta facendo la relazione, anche se dice cose che
lei non gradisce. Non è obbligatorio condividere, onorevole
Cracolici. Non appena finisce, vedremo il da farsi.
FLERES Stralcio tredicesimo, articolo 1, commi 6, 8, 18, 20,
23, 32, 35, 59, 60, 63, 64 e il 70 e 71.
CAPODICASA Signor Presidente, dopo che le detta ciò che vuole
che lei dichiari improponibile, cosa che farebbe ridere l'Italia,
poi cosa si fa?
FLERES Onorevoli colleghi, nonostante l'ironia di alcuni
deputati, la relazione non poteva che concludersi in questo modo
perché, come ho già detto nella relazione al disegno si legge e
in quella pronunziata in Aula, il sottoscritto ed altri colleghi
si sono fatti carico in maniera acritica della ripresentazione
del testo, non possono però esimersi nella libertà di opinione,
che ancora nel nostro Paese è garantita, onorevole Capodicasa.
CAPODICASA Addirittura
FORGIONE Nonostante voi
FLERES Ripeto, di esprimersi relativamente alla opportunità
di considerare non conducente, e quindi, meritevole di
approfondimento alcune delle parti che sono quelle che ho
indicato.
Mi sembrava assolutamente poco onesto, essendo stato artefice
di una riproposizione acritica, non esprimere una opinione
relativamente a quelle che sono alcune parti che, per quanto mi
riguarda, al di là del merito, necessitano, nel caso in cui
l'Aula dovesse insistere, di un ulteriore approfondimento che può
essere sviluppato in un'altra sede e in un altro momento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per
quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.05, è ripresa alle ore 20.40 )
Presidenza del Vicepresidente Fleres
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella
Conferenza dei Capigruppo, si era deciso di discutere - ma
basterebbe, nel merito, un impegno del Presidente della Regione -
anche della mozione che aveva come primo firmatario l'onorevole
Sbona riguardante la COGEMA.
Considerato che la stessa impegnava il Governo della Regione ad
un incontro, se il Presidente si impegnasse sull'incontro,
potremmo anche non discuterla.
Questo era un impegno assunto in sede di Conferenza dei
Capigruppo.
CUFFARO presidente della Regione. Mi sono già impegnato con
l'onorevole Sbona dicendo che saranno convocati ai primi di
gennaio.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
stiamo arrivando al paradosso. Il combinato disposto
dell'approvazione della legge, dell'impugnazione e
dell'approvazione dell'ordine del giorno con il quale si dava la
possibilità al Presidente di pubblicare la legge stralciata delle
parti impugnate attribuiva, di fatto, il potere di decidere
sulla legittimità delle norme al Commissario dello Stato quando
sappiamo che lo Statuto prevede cosa diversa.
Signor Presidente, ora stiamo arrivando al paradosso che la
legittimità della norma, la improponibilità delle norme venga
determinata dalla Presidenza su suggerimento del relatore che,
guarda caso, coincide con la Presidenza.
CUFFARO presidente della Regione. Ha suggerito se stesso, e
quindi va bene.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, lei non può fare l'esegesi
delle cose che io ho detto, tra l'altro in mia presenza. Io ho
detto.....
SPAMPINATO Credo sia un paradosso.
PRESIDENTE No, onorevole Spampinato, lei non può stravolgere
le cose che ho detto. Ho detto una cosa diversa.
SPAMPINATO E' un suggerimento alla Presidenza.
PRESIDENTE No
Ho detto: Poiché ho presentato in maniera acritica tutte le
norme, la mia opinione personale, in quanto relatore, è che
alcune norme tra quelle ripresentate non siano...
SPAMPINATO Venga dichiarata improponibile dalla Presidenza.
PRESIDENTE .. non siano...
SPAMPINATO Signor Presidente lei deve parlare con termini
tecnici.
PRESIDENTE .. non siano sufficientemente approfondite e dunque
rischiano di essere ulteriormente impugnate .
SPAMPINATO E quindi?
PRESIDENTE Ma questa è l'opinione del relatore.
SPAMPINATO Quindi suggeriva al Presidente di dichiararle
improponibili.
PRESIDENTE No, no, onorevole Spampinato. Ho detto: valuti la
Presidenza l'opportunità , tant'è che le anticipo che, per quanto
mi riguarda, il percorso - e l'ho pure detto nella relazione -
però onorevole Spampinato alcune cose si vogliono ascoltare ed
altre no...
SPAMPINATO Ho ascoltato con attenzione tutto, signor
Presidente.
PRESIDENTE Ho detto pure nella relazione, però, onorevole
Spampinato, alcune cose si vogliono ascoltare e altre no. E ora
concludo perché voglio essere chiaro, l'esegesi di me stesso la
faccio io. Ho detto pure che, per quanto mi riguarda, trattandosi
di riproposizione di norme e questi testi sono tutti
riproposizione di norme che, ribadisco, per quanto mi riguarda ho
ripresentato in maniera acritica, esse stesse vanno votate in
blocco e sono inemendabili.
SPAMPINATO E proprio su questo punto, signor Presidente,
perché non volevo fare l'esegesi di nessuno, ma ho evidenziato,
comunque, un paradosso, nella seduta mattutina, all'inizio della
seduta, ho posto una questione pregiudiziale sulla quale chiedo
che l'Assemblea intervenga e decida: credo che, essendo norme
nuove quelle contenute nei tredici disegni di legge, bisogna
rispettare le procedure previste per l'approvazione di una legge
regionale.
Chiedo che queste norme - onorevole Presidente della Regione,
credo che ciò possa servire anche a lei per uscire da queste
pastoie in cui ci siamo impantanati - tornino in Commissione per
la valutazione di merito.
Sono stanco di vedere le imprese dell'Assemblea regionale
descritte nelle prime pagine dei quotidiani nazionali. Sono
stanco di scoprire che, in queste norme, ci sono finanziamenti a
società di comodo, di potenti politici palermitani. Sono stanco
di vedere l'immagine di questo Parlamento degradata fino a tal
punto. Non una di queste norme deve essere sottoposta ad una
ulteriore valutazione. Tutte queste norme, per come sono nate,
necessitano di una ulteriore valutazione, onorevoli colleghi,
onorevoli Presidenti, a tutela della nostra dignità.
Su queste norme, dobbiamo necessariamente riflettere; su tutte,
nessuna esclusa. E soprattutto, dobbiamo rispettare il
Regolamento e lo Statuto.
Non ci sono precedenti, nemmeno prassi, ma precedenti che
possono modificare il Regolamento.
Lo Statuto prevede che: un disegno di legge deve essere
sottoposto preventivamente alla valutazione di merito della
Commissione competente .
Rispettiamo lo Statuto ed il Regolamento, soprattutto questo;
rispettiamo la nostra dignità.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, mi perdoni se uso un termine
forte, ma rischiamo, tra qualche minuto, di assistere ad una
farsa che non ha niente a che fare no con un Parlamento, ma
nemmeno con un'organizzazione di condominio.
Lei, nella qualità di relatore, solo cinque minuti fa, ha
suggerito al Presidente dell'Assemblea quali norme dichiarare
inammissibili, per farle cassare direttamente, con una procedura
più che discutibile, direttamente dal disegno di legge dalla
Presidenza.
Lei è infatti il Presidente dell'Assemblea e dovrebbe essere
terzo e super partes; dovrebbe applicare le norme di quel
relatore a lei estraneo nella formazione del suo giudizio che
prima sedeva su quei banchi. Questa è una farsa o no? E' una
violazione del Parlamento o no?
PRESIDENTE Lei non può continuare a dire inesattezze; ho già
fatto le dovute precisazioni in occasione dell'intervento
dell'onorevole Spampinato.
FORGIONE Mi faccia parlare. Dico quello che voglio, signor
Presidente.
PRESIDENTE Lei non può attribuirmi affermazioni che non ho
fatto perché le smentisco. Ho espresso la mia opinione e l'ho
espressa perché ho ripresentato, in maniera acritica, il testo e
quindi lei non mi può vietare di esprimere un'opinione.
FORGIONE Lei mi deve fare parlare, signor Presidente. Lei
sta violando ogni regola di comportamento, in questa sede.
Voglio sapere se è inesatto o no che, un quarto d'ora fa, c'era
un relatore per questa legge che si chiamava Fleres il quale ha
citato articolo per articolo, norma per norma al Presidente
dell'Assemblea quello che deve essere cassato e se ora è esatto o
no.
PRESIDENTE Non ho detto questo e la interromperò ogni volta
che dirà delle inesattezze. Non ho detto questo.
FORGIONE Lei non ha diritto di interrompere, lei
interromperà
PRESIDENTE Ma lo sto precisando, l'ho precisato più volte.
Ho detto che ho presentato in maniera acritica le norme e
siccome, personalmente, sono convinto che alcune di queste, così
come formulate, non funzionano, meritano un approfondimento.
Ho suggerito alla Presidenza di valutare l'opportunità di non
considerarle ammissibili.
CAPODICASA Le valuti lei, signor Presidente. Voglio proprio
vedere come le valuterà.
PRESIDENTE Certo che le valuto, onorevole Capodicasa. Nella
mia veste di relatore, ho il dovere di esprimere la mia opinione
e, da Presidente, ho il dovere di tenere conto di tutta una serie
di cose diverse da quelle del relatore.
FORGIONE Ora c'è un Presidente terzo che si chiama Fleres
che dovrebbe valutare i suggerimenti, in modo neutrale, che il
relatore della legge, che si chiamava prima Fleres, ha dato al
Presidente.
Credo che ci stiamo coprendo di ridicolo nel modo di procedere.
Intanto, non so neanche cosa pensano gli Uffici della regolarità
di questo procedimento.
L'onorevole Fleres relatore, non quello Presidente, perché non
so cosa pensi, ha parlato, illustrando le leggi, prima di
riproposizione acritica e poi di riscrittura. La riscrittura è
una nuova legge, se non sbaglio, perché la riscrittura non è la
riproposizione acritica. Gli Uffici, su questo, non possono
tacere perché ne va anche della loro credibilità.
Se è una riscrittura, è una nuova legge e non si può dire che,
di fronte ad una nuova legge, può essere calpestato il diritto
del Parlamento e dei parlamentari di presentare emendamenti, né
si può interpretare il fatto che vi sono altri casi in cui non
sono stati presentati emendamenti come precedenti vincolanti per
un voto con l'inammissibilità degli emendamenti perché vuol dire
che in quel caso specifico, di fronte a quella legge specifica,
il Parlamento non ha ritenuto di presentare emendamenti, non che
quelle leggi ripresentate erano inemendabili.
Su queste cose, non possiamo calpestare il regolamento
dell'Assemblea. E non sto neanche entrando nel merito di questo
disegno di legge perché, nella sua relazione, il relatore Fleres,
non il Presidente Fleres, o forse il Presidente Cuffaro, ha detto
che la stampa ha presentato questi disegni di legge
impropriamente come sfide alla legalità, come sfide al
Commissario dello Stato.
Non è la stampa che l'ha presentato; siete stati voi e dopo
entreremo nel merito. Voi state sfidando ogni logica di legalità,
non solo per il merito di quei disegni di legge che, non a caso,
sono stati bocciati dal Commissario dello Stato e ma state
sfidando anche la legalità dei comportamenti istituzionali del
Regolamento di questo Parlamento.
Noi, invece, abbiamo una sfida tutta regolamentare costituita
dai 200 emendamenti presentati dall'onorevole Raiti e dal mio
Gruppo parlamentare.
Vorrei qui sfidare il Presidente Fleres a dichiararli
inammissibili questa volta e vediamo se è inammissibile il
diritto del parlamentare a potere esercitare la propria funzione
in questo Parlamento.
Da quando questo è inammissibile, onorevole Fleres? E non sto
neanche entrando nel merito. Entreremo nel merito quando
discuteremo di ogni disegno di legge, di ogni emendamento e
vediamo sulla base di quale Regolamento e di quale precedente,
lei dichiarerà che è inammissibile.
A meno che non ci si dica che il fatto che una legge sia stata
discussa e approvata senza emendamenti, quello vuol dire
l'acquisizione di un precedente che vincola questo Parlamento
all'impossibilità di presentare emendamenti.
Vuol dire che, in quel contesto specifico, non sono stati
presentati emendamenti a quelle leggi.
Sui regolamenti, potete fare tutto quello che volete; potete
fare tutte le norme, le più intollerabili e le più vergognose
secondo le opinioni di uno o le più belle e splendide, secondo le
opinioni di un altro ma non potete offendere e calpestare la
dignità di un Parlamento.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
iniziare questo mio intervento contestando un assunto di fondo
che riguarda il disegno di legge presentato da un gruppo di
parlamentari e che la vede primo firmatario: in maniera acritica,
il testo impugnato da parte del Commissario dello Stato è stato
riproposto per aprire, in sede di Consulta, un contenzioso per
addivenire poi ad una soluzione rispetto a ragioni che vedono una
parte di questo Parlamento divergere dalle ragioni del
Commissario dello Stato.
Contesto questa affermazione sulla acriticità per il fatto che
- ed è una norma che mi è venuta immediatamente sotto gli occhi -
all'articolo 1 dello stralcio 4 di questo disegno di legge si fa
riferimento al comma 21, laddove si afferma che è consentita
l'assunzione di impegni a valere sulle autorizzazioni di spesa
disposte dalla legge regionale 22 dicembre 2005, numero 19, oltre
la chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e, comunque, non
oltre 15 giorni dalla data di pubblicazione della presente legge.
A meno che non si aveva un potere divinatorio, quindi, nella
precedente legge - la legge 22 dicembre 2005, numero 19 - altro
non è che la parte di legge non impugnata da parte del
Commissario dello Stato.
Stiamo scrivendo in un testo di legge - per il quale sappiamo
che andremo incontro ad un contenzioso con la Corte
Costituzionale - che gli impegni relativi a quella variazione di
bilancio possono essere effettuati successivamente ai quindici
giorni della pubblicazione di questa legge che, possiamo
prevedere, arriverà tra luglio, agosto, settembre, ottobre del
2006.
Intanto, mi pare evidente che il comma 21 non era tra le norme
impugnate dal Commissario dello Stato e quindi è stata una norma
inserita da parte della Commissione Bilancio nell'esame di questo
disegno di legge.
Signor Presidente, infatti, mi pare assolutamente impossibile
che la Presidenza si possa permettere la dichiarazione di
inammissibilità di modifiche al testo che è stato depositato per
l'Aula, tanto più che queste modifiche sono già intervenute in
sede di Commissione Bilancio.
Il Presidente della Commissione Bilancio potrà contestare
questa mia affermazione.
Detto questo, vorrei porre un tema: abbiamo posto una questione
di fondo. Tra le norme bocciate, anche noi siamo convinti che vi
siano norme non bocciate, da parte del Commissario, che
presentano obiettivamente una illogicità con precedenti
pronunciamenti dello stesso Commissario dello Stato e, proprio
per questo, eravamo tra i soggetti disponibili, come minoranza, a
trovare una soluzione, anche in questa seduta, che consentisse
innanzitutto di affrontare le emergenze, a partire dai lavoratori
LSU, dai lavoratori dei consorzi di bonifica, dai contrattisti
per l'emergenza rifiuti, per consentire una proroga con norma
approvata da questo Parlamento in maniera tale che, dal primo
gennaio, la gente non venga lasciata in mezzo alla strada.
La scelta compiuta dalla maggioranza e dal Governo di andare
avanti sulla strada di riproporre per intero norme che lo stesso
Presidente della Regione ha dichiarato ai giornali essere norme
che presentavano persino un elemento di non presentabilità la
dice lunga sul fatto che ormai siamo in presenza di una
maggioranza che non ha pudore a far coprire di ridicolo il
Parlamento siciliano, l'intera classe politica e, aggiungo, lo
stesso Presidente della Regione il quale, di giorno, dichiara che
la norma è impresentabile, di notte si appresta a fare approvare
le norme che lui stesso dichiara, appunto, impresentabili.
Ormai, insomma, assistiamo a diverse parti in commedia: quella
del Presidente della Regione che rende le dichiarazioni alla
stampa e, successivamente, assume un comportamento in Aula
diverso; e quella che (devo dire in quasi cinque anni di vita
parlamentare, non avevo ancora visto) di avere un Presidente
dell'Assemblea che apre la seduta da relatore del disegno di
legge, svolge la relazione, dicendo - come ho dimostrato - cose
imprecise a proposito della acriticità del testo, ma aggiungendo
una serie di rilievi di proposte di inammissibilità, per poi
mezz'ora dopo trasferirsi negli scranni di Presidente
dell'Assemblea e dicendo, per me, una cosa assolutamente
inaccettabile.
Ha detto che nella valutazione di inammissibilità, una cosa
sono le sue opinioni e altra cosa sono il tenere conto del
quadro, penso politico, della sua maggioranza.
Beh, lei, Presidente, è chiamato a presiedere l'Assemblea...
PRESIDENTE Questo sta dicendolo lei, dando questa
interpretazione che non è la mia...
CRACOLICI Signor Presidente, credo che abbiamo tutti e due
l'intelligenza media necessaria...
PRESIDENTE Non lo so se abbiamo la stessa intelligenza,
onorevole Cracolici, ma quanto detto è una valutazione gratuita
che lei sta facendo.
CRACOLICI Detto questo, il fatto però che lei sia chiamato a
valutare la inammissibilità o la ammissibilità, secondo meri
calcoli di convenienza di momento... beh, la dice lunga sul fatto
che lei, Presidente, ancora una volta - e stasera forse più di
altre - sta dimostrando di non avere il sufficiente equilibrio
istituzionale nel presiedere quest'Aula e sta, ulteriormente, con
il suo atteggiamento, contribuendo a fare uscire da questo
Parlamento un'ennesima porcheria - così la definisco - che
continuerà a coprire di ridicolo non una maggioranza o alcuni
parlamentari che hanno interessi particolari , bensì l'intera
classe politica siciliana
Questo, credo che sia, lo dico anche a dei colleghi di
maggioranza, nel momento in cui siamo (alla vigilia delle
elezioni) ebbene, farebbero bene anche loro ad avere più senso di
responsabilità.
Signor Presidente, questa procedura che qui si sta utilizzando
è inaccettabile e, tra l'altro, non risolve nessun problema,
perché, come è noto, essendo una norma che avrà come obiettivo il
contenzioso costituzionale, non avrà luce immediata fra qualche
giorno, bensì fra mesi, quindi non capisco questa scelta, questa
forzatura, se non quello di voler piegare alle ragioni più bieche
di un clientelismo, come dire bieco - scusate il bisticcio di
parole - che si vuole proporre, soprattutto a fine legislatura,
non certo per interessi della Sicilia, ma per interessi di
qualche deputato o di qualche partito della maggioranza.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
estremamente breve. Non voglio riprendere le motivazioni addotte
dal centrosinistra, per invitare il Governo a ritirare questi
disegni di legge, anche perché ritengo che buona parte della
responsabilità ce l'abbia proprio il centrosinistra, se questi
stessi emendamenti, cioè, e queste stesse norme, in occasione
delle variazioni di bilancio, hanno potuto raggiungere il voto
finale.
Di fatto, però, voglio esprimere la mia perplessità, la mia
contrarietà riguardo all'iter che è stato deciso da parte della
Presidenza e della maggioranza, di proseguire su questo scontro,
su questo braccio di ferro con il Commissario dello Stato.
Sotto questo profilo, faccio appello al buon senso, caro
Presidente Fleres, visto che lei è anche sottoscrittore dei
disegni di legge stralcio che ripropongono le norme impugnate dal
Commissario dello Stato: un appello al buon senso, in quanto non
ritengo che la materia oggetto di ripresentazione dei disegni di
legge sia rilevante sotto il profilo giuridico, economico,
istituzionale; è una materia, infatti, estremamente secondaria,
anche riguardo a questi temi e costituire sì, in questo caso, un
precedente - nello scontro con il Commissario dello Stato - su
questi temi, ebbene, mi sembra assolutamente improprio e
inopportuno.
Il mio invito è allora a questo buon senso più volte
richiamato, al fine di ritirare i disegni di legge all'esame, e
ad affermare il principio della qualità della spesa, perché
ricordiamo che le variazioni di bilancio abbiamo potuto farle
anche sulla scorta del riconoscimento, da parte del Governo
centrale, delle prerogative garantite dall'articolo 37 dello
Statuto che ci ha permesso, almeno, di aver riconosciuto un
miliardo di euro circa, per le esigenze di bilancio più diverse,
che poi il Governo deve riuscire a rappresentare. Ebbene, non
credo che il riconoscimento di questa somma dovuta alla Regione
siciliana sia un riconoscimento che abbia portato ad una
programmazione di quella spesa in termini qualitativamente
accettabili, non ritengo affatto che si sia seguito questo
criterio; penso, piuttosto, che l'oggetto del contendere sia
estremamente chiaro, sono gli emendamenti e i contributi a
pioggia previsti anche da parte dei disegni di legge stralcio e,
quanto meno, anche dalle variazioni di bilancio approvati.
Un invito a ritirare questi disegni di legge, dunque, e a
riprendere il cammino della finanziaria e del bilancio, salvando
quanto è possibile nelle norme impugnate dal Commissario dello
Stato, attraverso delle opportune correzioni e la loro eventuale
riproposizione in bilancio e in finanziaria, conseguentemente
abbandonando tutto ciò che non appartiene a questo tipo di
percorso.
Credo sia ciò un percorso di qualità e che impone al Presidente
della Regione di partecipare anche al dibattito, indicando quindi
la sua posizione.
Ritengo che, da questo punto di vista, il Presidente Cuffaro
abbia il diritto e anche il dovere di indicare che posizione
esprima il suo Governo riguardo la ripresentazione di questi
emendamenti, di queste parti impugnate dal Commissario dello
Stato, porzioni che non ritengo debbano essere riproposte.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
che questi disegni di legge non andassero ripresentati per la
riapprovazione da parte del Parlamento, così come del resto
abbiamo avuto modo di dire quando fu presentato e approvato, con
il nostro voto contrario, l'ordine del giorno che impegnava il
Governo a ripresentare le norme impugnate.
La verità è che in questa vicenda bisognerebbe dire le cose per
come stanno: in questa vicenda, c'è infatti un complesso di
relazioni e di rapporti tra Governo, singoli assessori, il
Governo nel suo complesso e singoli deputati o singoli Gruppi
politici, innanzitutto della maggioranza, che è un rapporto fatto
di condizionamento, di veti, di ricatti reciproci che hanno
segnato, e continuano a segnare ancora, il taglio e il profilo di
questo scorcio di fine legislatura e anche di queste ultime
sedute del Parlamento regionale.
Avevo chiesto di smentire, nella precedente seduta
dell'Assemblea che discusse l'ordine del giorno, presentato
dall'onorevole Fleres, l'affermazione del Commissario dello Stato
(fra l'altro non rettificata dallo stesso Commissario, e quindi è
da presumere che sia ampiamente confermata) secondo cui fossero
andati innanzitutto quelli che hanno votato la legge, a pregarlo
di bocciare molti articoli qui riproposti.
E' assai presumibile, ed è molto logico, che possano anche
essere stati gli stessi esponenti di Governo ad avere fatto
questo passo e, quindi, la verità è che si sta svolgendo un
affare privato, all'interno di questa maggioranza, tutto centrato
sulla concessione di appannaggi, di particolari privilegi che
dovrebbero consentire, appunto, a settori di questa maggioranza,
di poter affrontare la prossima campagna elettorale.
Signor Presidente, giudico immorale e mi meraviglia che questo
non venga anche sufficientemente sollevato dalla persona
interessata, ebbene, è immorale, questo comportamento di
riproporre norme impugnate in prossimità di una campagna
elettorale, sapendo che il giudizio della Corte costituzionale
sarà sicuramente molto oltre l'esito dello svolgimento della
stessa campagna elettorale.
Noi ci troveremo davanti a uno scenario per cui, a quelle
persone che hanno atteso e che continuano ad attendere risposte,
sarà detto loro che la propria parte è stata fatta, da parte dei
parlamentari o di quei Gruppi politici che si sono intestati
alcuni provvedimenti, e che tutto comunque è rimandato all'esito
successivo, e che quindi bisogna sentirsi legati, a doppio filo e
a doppia mandata, a questa maggioranza parlamentare.
Giudico immorale questo comportamento. Posso anche comprendere
che, in alcuni momenti, si possano riproporre norme impugnate, è
da un po' di anni che questo atteggiamento, tuttavia, il
Parlamento non aveva più assunto, ma, guarda caso, lo assume
proprio in prossimità della campagna elettorale.
E' immorale, lo ribadisco. E' immorale, caro Presidente, che si
ripropongano norme impugnate modificate, non è vero che queste
norme impugnate non siano state modificate dall'approvazione in
quest'Aula: dire successivamente che poiché non sono modificate,
non sono neanche emendabili, facendo quindi valere il principio
della inemendabilità del testo riproposto.
Ritengo che sia inoltre immorale sapere che, probabilmente,
all'interno di queste norme impugnate, sarebbe davvero illogico
pensare che siano riproposte, avendo la consapevolezza che
saranno nuovamente impugnate, e che quindi la loro efficacia sarà
sicuramente diluita nel tempo, norme a cui però si attribuisce
una pregnanza.
Evidentemente, di alcune di queste norme, si ha la quasi
certezza che il Commissario dello Stato non le impugnerà ancora
una volta.
Allora, mi viene da pensare che si sia aperto un altro tavolo
parallelo della trattativa, che il rapporto tra questo Parlamento
e gli organi di tutela, di garanzia e di controllo della qualità
del contenuto della legislazione di questo Parlamento, siano
tavoli paralleli, come lo sono stati nel corso di questi mesi.
Mi viene anche da pensare e da dire che persino, e ne ho
assoluta certezza, nelle norme non impugnate e pubblicate c'è
stata una trattativa tra alcuni esponenti del Governo, di questa
maggioranza, e gli Uffici del Commissario dello Stato.
Per questo motivo, non sono stato tra quelli che ha osannato,
come dire, il Commissario dello Stato. Io osanno piuttosto alla
presenza di poteri che si equilibrano e che possono fungere anche
da garanzia.
Signor Presidente, è immorale pensare di proporre una norma,
era già immorale pensarlo prima, davanti al giudizio della Corte
costituzionale, quale quella che proroga i contratti, le
forniture della Regione e degli enti locali. Quale è la ragione
di questa norma? La vorrei proprio sapere.
I Siciliani dovrebbero sapere quale è la ragione di questa
norma, quali interessi precisi si vogliono tutelare attraverso
tale regime di proroga.
Neanche nei Parlamenti più ottusi si poteva pensare di proporre
una norma di questo tipo, neanche nel Cile o nella Bulgaria si
poteva pensare di proporre una norma di questo tipo che proroga
per legge tutti i contratti e le forniture
Evidentemente, ci sarà qualche fornitura milionaria o
miliardaria, secondo le vecchie lire, a cui forse qualcuno è
interessato
Solo una profonda distorsione della propria funzione
parlamentare, può aver fatto pensare ad una norma di questo tipo
Faccio, pertanto, appello al Governo a discernere le cose, a non
gettare appunto l'acqua sporca con tutto il bambino, l'acqua
sporca va buttata, certamente; ci sono, tuttavia, delle cose qui
non scritte, ma che comunque andavano fatte e che riguardano le
proroghe per i lavoratori socialmente utili (qualcuno si è
dimenticato che esistono ancora 15 mila LSU), per i lavoratori
dei consorzi di bonifica, proroghe non scritte così come erano
precedentemente, anche per i lavoratori contrattisti degli Uffici
di emergenza rifiuti ed emergenza idrica che potrebbero
subentrare nella titolarità dei contratti con la nuova Agenzia.
Queste cose vanno fatte Tutto il resto va tolto, per carità di
Patria
Signor Presidente, fino ad ora, mi sembrava una barzelletta,
la raccontavo come tale, ma è un fatto vero, realmente accaduto,
esattamente quattro anni fa, in un Comune in provincia di
Palermo: un direttore dell'ospedale era contemporaneamente
sindaco del comune, sede dello stesso ospedale.
La mattina, alle 10, scriveva, nella qualità di direttore
dell'ospedale, al sindaco del Comune; dopo due ore, andava al
Comune e dallo scranno di sindaco, rispondeva al direttore
dell'ospedale
Mi sembrava una barzelletta, perché il personaggio è anche
molto originale , e non pensavo di trovarmi a dover vivere una
cosa di questo tipo in questo Parlamento, non pensavo di doverla
vivere io, personalmente, perché, fino a quando le cose te le
raccontano, si possono raccontare ma, francamente, dover
assistere ad una realtà di questo tipo è davvero mortificante
PRESIDENTE Grazie onorevole Giannopolo, anche delle
inesattezze.
Considerato che è ritornato in Aula l'onorevole Sammartino,
consentitemi di ricordare allo stesso che tutte queste norme che
considera, oggi, non adeguate, non adatte, le ha votate il 7
dicembre, insieme a tutte le altre.
CRACOLICI Non faccia polemiche, signor Presidente
PRESIDENTE Lei ha fatto anche valutazioni di merito,
onorevole Sammartino. Le mie sono soltanto delle osservazioni per
la verità
SAMMARTINO No, signor Presidente, non è la verità, il mio è
stato un appello al buon senso e il buon senso vorrebbe che lei
non sedesse nello scranno della Presidenza, e questa è la mia
opinione
PRESIDENTE Ne parleremo un'altra volta, onorevole
Sammartino, per ora ci sono.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, preferisco e
scelgo di non entrare nel merito di alcune contraddizioni che
riguardano, appunto, il merito delle norme riproposte con il
disegno di legge: mi associo, in questo senso, a chi aveva
manifestato la propria opinione in ordine ad alcune scelte fatte
dal Commissario dello Stato - e lo dico apertamente - non
sembravano e non sembrano cogliere pienamente il profilo
dell'incostituzionalità, motivo per cui, credo, che le
contraddizioni qui manifestate - ripeto - per il merito, nel
senso normativo e anche per comportamenti di quest'Aula.
Penso, tuttavia, di dover sollecitare, con forza, l'esigenza di
soffermarsi su una valutazione che, per altro, faceva l'onorevole
Giannopolo, e che personalmente condivido, e si tratta,
sostanzialmente, di cogliere ciò che effettivamente l'Aula
ritiene di rappresentare come una emergenza, una necessità, e
cogliere così l'opportunità di far fare un passo avanti al
dibattito che, fin'ora, si è svolto in quest'Aula.
Il passo avanti può essere costituito, a mio modesto giudizio,
dal fatto che alcune norme, se i colleghi della destra dell'Aula
permettono...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, lasciamo completare
l'onorevole Villari, per favore.
VILLARI Dicevo, di far fare un passo avanti a quest'Aula,
ragionando e riproponendo prioritariamente, direi quasi
esclusivamente (perché ci possono essere anche altri aspetti su
cui eventualmente l'Aula potrebbe soffermarsi) alcune norme che
rappresentano una vera e propria emergenza.
Mi riferisco, in altri termini, alle norme che riguardano il
lavoro e la possibilità di continuare ad operare in alcuni enti
ed agenzie, soggetti istituzionali ed Uffici della Regione, dove
vi sono delle figure senza le quali non potrebbero portarsi
avanti le attività che attualmente si svolgono. Per tale motivo,
come aveva già accennato l'onorevole Giannopolo, ritengo che le
norme relative alle proroghe delle attività socialmente utili, ai
contratti di diritto privato per i contrattisti - per intenderci
gli ex articolo 23 -, ai contratti in essere per i consorzi di
bonifica, che rischiano di scadere tra qualche giorno ed alcuni
dei quali sono già scaduti, nonché ai progetti legati
all'emergenza acque e rifiuti, nonché quelli legati alle attività
che si svolgono nell'ambito delle attività ambientali ARPA ed
altre di questa natura, ebbene, debbono essere presi in alta
considerazione e rappresentare la scelta che si compie stasera.
Questa, in linea di massima, dovrebbe essere la scelta che
dovremmo compiere.
La tentazione di mettere tutto in un calderone, rischiando di
rendere poco dignitosa la scelta di questo Parlamento, qualora il
Commissario dello Stato dovesse intervenire nuovamente sulle
scelte che compie questo stesso Parlamento, non gioverebbe ad
alcuno.
La scelta che invece propongo, che evita tentazioni che non
servono ad un Parlamento che vuole legiferare in modo serio e con
grande competenza, con attenzione, evitando superficialità, penso
che possa rappresentare la soluzione migliore rispetto al
dibattito che sin qui si è svolto.
Vorrei pregare, quindi, il Presidente ed il Governo - da parte
del quale, per un attimo, onorevole presidente Cuffaro, mi è
sembrato cogliere, in questo senso, una disponibilità - a
prorogare ciò che per noi rappresenta un'emergenza rispetto ad
altri problemi, dando un voto come Aula, e rinviando il resto
alla discussione che si farà in sede della legge finanziaria.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso
che un Parlamento, per essere tale, dovrebbe onorarsi
ascoltandosi, dando a tutti, come si sta facendo, la possibilità
di parlare, ma non per puro esercizio formale, ma proprio per
discutere e approfondire le questioni che si espongono.
Non siamo di fronte a un provvedimento qualsiasi, ad un evento
che non ha significati precisi, qua stiamo per tentare la
riproposizione di norme che sono state definite immonde, che sono
state oggetto di scandalo sui giornali e sulla stampa di tutto il
Paese e lo stiamo facendo, per usare le parole del Presidente
Fleres, con una sorta di acritica riproposizione.
Questo non credo faccia bene al Parlamento, non penso che gli
faccia onore, infatti, ragionare in maniera acritica e riproporre
norme senza ragionare, proprio perché l'assenza del ragionamento
ci ha portato, vi ha portato, in quella notte, all'approvazione
di queste norme che hanno fatto gridare allo scandalo.
Avere, allora, l'opportunità, anzi, offrire una possibilità di
resipiscenza a questo Parlamento, una possibilità che avete e che
state sprecando, mi sembra che sia il richiamo che stiamo
compiendo da ore e ci dispiace che la risposta sia sorda e
ottusa, e che, quindi, non faccia onore al senso ed al dovere di
un Parlamento.
Ci troviamo qui, solo per finta, a riproporre delle norme,
come se dovessimo in realtà investire il Parlamento di una difesa
delle proprie prerogative nei confronti del Commissario,
questione che non si discute, questione che non è messa in
dubbio, questione legittima di cui il Parlamento deve occuparsi,
come ha fatto già altre volte.
Ma ci dimentichiamo, in questa acritica riproposizione, qual è
il punto.
Il punto è che queste norme sono diverse da tutte quelle altre
oggetto di resistenza, se così mi si passa il termine, nei
confronti del Commissario, perché sono delle norme di cui il
Parlamento si è dovuto vergognare e di cui io so benissimo molti
di voi, non soltanto, si sono vergognati, ma sanno bene di averle
votate, solo per prendere cinicamente in giro i propri elettori,
perché di questo si parla.
E se così non fosse, avreste il coraggio di riproporre queste
stesse norme in cui teoricamente dimostrate di credere, in un
altro provvedimento, esattamente nella prossima finanziaria che
si va a discutere.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Sono tutte
leggi di spesa, come si possono inserire nel testo del disegno di
legge della Finanziaria?
DE BENEDICTIS . Perché questo va detto ai Siciliani: anche se
queste norme avessero, come dire, esito positivo nella
discussione alla Corte costituzionale, dando ragione al
Parlamento siciliano, ebbene, l'esito lo si avrebbe comunque in
un tempo ormai improduttivo.
Se veramente vorreste risolvere le questioni, dando queste
risposte a cui le norme tendono, le si potrebbero riproporre
nella prossima legge finanziaria.
Non lo volete fare perché vi contentate semplicemente, dietro
lo schermo di una questione costituzionale di difesa delle
prerogative dello Statuto, dietro una questione di principio, di
rilanciare l'ennesimo messaggio cinico e clientelare alle persone
a cui avete fatto credere di aver fatto qualcosa per loro, ma che
in realtà state continuando a prendere in giro con queste norme
che, come ha detto l'onorevole Sammartino, tradiscono il senso
dell'impegno di un Parlamento e vanificano la possibilità che
quest'Assemblea potesse utilizzare per dare senso di
programmazione e di crescita attraverso la propria azione
legislativa.
Credo inoltre che non sia inutile ritornare a dire che,
comunque, anche se è un disegno di legge che vuole riproporre le
parti impugnate, si tratta pur sempre di un disegno di legge, e
non ci sono nel nostro Regolamento disegni di legge di serie A,
di serie B, disegni di legge di puro recepimento...
Ci sono disegni di legge tout court e che il Parlamento si deve
impegnare ad esaminare con le procedure e le regole dell'iter
parlamentare, ma che in questo caso vengono totalmente tradite,
non ci sono nemmeno precedenti che valgono in tal senso.
Intanto, non ci sono precedenti che possano superare o tradire
un Regolamento, e se anche mi citaste casi in cui questo è
avvenuto, il fatto che queste altre norme non siano state
emendate, e quindi che l'Aula, all'unanimità, abbia scelto che
ciascuno dei parlamentari non presenti emendamenti a quel testo
che veniva riproposto, non vuol dire che non siano emendabili e
che quindi possa essere soppresso il diritto di un singolo
parlamentare di presentare emendamenti che possano e debbano
essere discussi, secondo le procedure che, in nessuno caso,
neanche in questo tipo di disegno di legge, possano essere
violate, perché di violazione si parla, ed è veramente
sconcertante che il Presidente si presti alla giustificazione,
appunto, di una tale violazione.
Inoltre, a maggior ragione, e lo sottolineo - e di questo
dovete assumervi la responsabilità, colleghi del centrodestra che
sostenete questa tesi - quando questa non è la mera
riproposizione delle norme impugnate dal Commissario, ma contiene
i vari stralci che contengono norme modificative e aggiuntive che
nulla hanno a che fare con quel testo oscenamente votato in
quella notte e che, quindi, rappresentano un altro testo di legge
che, in maniera del tutto illegittima, ci si appresta a votare,
senza che siano stati passati dalle Commissioni di merito, senza
che nemmeno si consenta un esame ed un emendamento
Ripeto, un esame e la proposizione di emendamenti su norme che
oggi ci troviamo ad avere oggetto di impugnativa e di
riproposizione, proprio perché furono oggetto di una vergognosa
maniera di legiferare da parte di quest'Aula, quindi di un errore
che si sta continuando a perpetrare, violando, non soltanto il
senso delle nostre regole, ma la nostra dignità di parlamentari.
Io credo che, proprio per evitare di continuare a prendere in
giro i vostri clienti, per i quali state lanciando queste norme
specchietto per le allodole , sarebbe bene dire loro che, in
ogni caso, questo disegno di legge non avrebbe esito utile nei
tempi da voi stessi sperati, e se volete, provvedetevi
altrimenti, ma non con questa farsa, facendovi scudo di una
difesa di prerogativa parlamentare che nulla ha a che fare con il
vero intento di questa norma.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando fu
deciso di riproporre le norme bocciate dal Commissario dello
Stato, noi votammo contro e, tuttavia, voglio ricordare all'Aula
che se stasera siamo qui, è perché la riproposizione delle norme,
opportunamente divise in diversi stralci, prelude all'accensione
di un contenzioso con il Commissario dello Stato.
Non siamo qui per ridiscutere nel merito di ognuna delle
norme che prelude ad altro.
Ferma restando, dunque, la pregiudiziale espressa
dall'onorevole Spampinato per la Margherita, noi ci atteggeremo
in Aula, in primis, perché si noti come la maggioranza non riesce
a raggiungere un numero - se lo avesse raggiunto, ci avrebbe
concesso uno sfogatoio e poi avrebbe continuato a trattare come
ha fatto in tante altre occasioni -; se stiamo qui a discutere è
perché la maggioranza non ha il numero.
E, tuttavia, non consentiremo, perché siamo nelle condizioni di
chiedere il numero legale, che si entri in trattative su questa o
quella norma, in quanto non era questa l'intenzione rispetto alla
quale votammo contro, ma il rinvio a questa sera, che ci ha fatto
interrompere le feste natalizie, in ordine alla discussione sulla
quale domani ci scontreremo con questa figura obsoleta che è
quella del Commissario dello Stato.
E' una riproposizione di tredici stralci, rispetto ai quali,
qualcuno pensa che il Commissario dello Stato - l'istituzione
Commissario dello Stato, non la persona -, possa rivedere la sua
posizione; infatti, ha un senso essere qui, ognuno per la sua
parte, se la maggioranza ripropone l'accensione del contenzioso
con il Commissario dello Stato.
Ma se qualcuno pensa che staremo qua a discutere di qualche
norma in nome di chissà quali principi, di altra norma in nome di
chissà quali catastrofi, ognuno si prenda le proprie
responsabilità in ordine alle catastrofi; si legifera per un
anno, si prendono provvedimenti amministrativi per un anno, ma
questo discorso del senso di responsabilità sempre all'ultimo
secondo, dell'ultimo minuto, non lo condividiamo per nessuna
delle norme. La posizione della Margherita è di questo tipo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dare
un contributo di buon senso ai lavori di questa sera.
Vengono riproposte, secondo me, in modo improprio, da parte di
un gruppo di parlamentari le norme che sono state impugnate dal
Commissario dello Stato dieci giorni fa.
L'Aula aveva deciso, con un ordine del giorno, che il Governo
avrebbe dovuto ripresentare le norme impugnate. Il Governo questo
atto non l'ha compiuto. In sostituzione del Governo, in modo
improprio, a riproporre le norme impugnate è un gruppo
parlamentare.
Lo stesso Presidente della Regione, nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, ha detto che c'è una parte
consistente di queste norme indecente, non presentabile.
CUFFARO presidente della Regione. Non era un compito del
Governo
SPEZIALE L'Aula aveva affidato tale compito al Governo e il
Governo, non proponendo il disegno di legge, ha fatto pensare, a
me e a tanti altri, che non aveva intenzione di riproporlo.
Adesso si dice che bisogna ripresentare l'intero testo del
disegno di legge. E' ovvio pensare che l'ufficio del Commissario
dello Stato impugnerà tutte le norme. Io sento dire che c'è
qualcuno che ha pattiato', scusate il termine; non è
immaginabile che il Commissario dello Stato nel giro di sette,
otto giorni, possa cambiare opinione su norme che sono state
appena impugnate.
SPAMPINATO E' l'ufficio, non è la persona
SPEZIALE Sì, non è la persona, è l'ufficio del Commissario
dello Stato che ha elaborato una propria proposta per
l'impugnativa.
Allora, se è così, onorevole Cuffaro, il buon senso direbbe che
se ci sono norme di proroga, strettamente norme di proroga che
riguardano problemi riconducibili a personale - LSU, consorzi di
bonifica -, forse queste norme potrebbero essere sostenibili
anche davanti al Commissario dello Stato; se invece mandiamo
tutte le norme assieme rischiamo, onorevole Presidente della
Regione, che anche le norme di proroga subiscano l'impugnativa da
parte del Commissario dello Stato, bisognerà attendere l'esito
della Corte Costituzionale e finiremmo col fare un danno agli
stessi lavoratori che sono in attesa di proroga.
Quindi, signor Presidente, ritengo che lei debba assolvere ad
una funzione e ad un ruolo: non riproporre le norme impugnate,
che eventualmente riproporremo dopo l'approvazione della legge
finanziaria e del bilancio e stralciare dal disegno di legge
soltanto le norme legate alla proroga che riguarda personale.
Riproporre ancora tutte le norme, stasera in questo clima
d'Aula, con la difficoltà che la maggioranza ha di avere un
numero di parlamentari per poterle approvare e sottointendere una
sfida nei confronti dell'ufficio del Commissario dello Stato, è
una sfida anche al buon senso.
Noi non abbiamo interesse a sfidare il Commissario dello Stato,
quindi, onorevole Presidente della Regione, le suggerirei di
prendere l'iniziativa anche nell'ambito della sua maggioranza,
proporre all'Aula, seccamente, le norme di proroga, dopodiché
andare avanti con la finanziaria e il bilancio nei giorni 12 e 13
gennaio 2006 e successivamente si riproporranno, con disegno di
legge a se stante, le norme che si ritiene possano superare le
obiezioni di carattere costituzionale; ma ciò dopo l'approvazione
della legge finanziaria.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi
dell'articolo 101 del Regolamento interno ripropongo la questione
pregiudiziale rispetto la possibilità di procedere alla votazione
di questi disegni di legge perché ritengo violate le norme
regolamentari e statutarie.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la proposta dell'onorevole
Spampinato è di non procedere alla votazione in quanto formula
una serie di osservazioni di natura regolamentare. Relativamente
a questo argomento il Regolamento prevede che sulla
pregiudiziale parlino due deputati a favore e due contro.
L'onorevole Spampinato ha parlato a favore, chi parla contro?
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
in doveroso silenzio tutta la farsa di questa sera, da parte di
molti colleghi. Ho sentito tanti parlare di moralità e anche dare
dell'immorale.
Signor Presidente, la settimana scorsa questa Assemblea sapeva
che si sarebbero fatti gli stralci, non solo lo si sapeva ma
devo dire che - se non ricordo male - in una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari dove anch'io ero presente, si
è parlato anche di ridiscutere queste leggi impugnate;
addirittura qualcuno ha detto - ma non ricordo chi - che la
Regione viene sempre mortificata dal Commissario dello Stato che
impugna le leggi.
Quindi, alcuni colleghi che questa sera (forse sarebbe meglio
leggere i verbali delle sedute precedenti) hanno detto che non
bisogna più votare, l'altra settimana hanno detto tutto il
contrario, cioè che bisognava andare subito al ricorso alla Corte
costituzionale, in quanto è impensabile che un Commissario
impugni leggi.
Personalmente, signor Presidente, sono contrario per principio
a tutto quello che hanno detto le opposizioni. A differenza di
tanti, la ringrazio per il lavoro da lei svolto e che tutti
sapevano che bisognava fare. Mentre alcuni di noi, io il primo,
la sera che abbiamo votato le variazioni di bilancio, siamo
andati via subito, qui sono rimasti altri colleghi che hanno
lavorato, hanno fatto una base, una proposta, insieme agli
uffici...
CAPODICASA Un lavoro veramente importante La smetta,
onorevole Beninati. Ma se vi siete vergognati di tutto questo ed
ora sembra quasi un atto eroico
BENINATI Onorevole Capodicasa, lei può non condividerlo,
però, questo lavoro è stato fatto. Nel merito devo dire che non
solo condivido, ma posso anche dirle, onorevole Capodicasa, che
ho telefonato personalmente al Commissario dello Stato,
relativamente ad una norma - e me ne assumo le responsabilità -,
ed egli stesso ha dichiarato che quella norma è stata impugnata
per traino ad altre, quindi, per errore.
L'onorevole Fleres ha fatto bene a togliere quella legge e fare
un testo unico, come ha fatto bene a fare di altre leggi dei
testi unici.
Questo era l'impegno che si era detto di portare avanti.
L'onorevole Fleres l'ha fatto, penso, a nome di tutti. Forse,
signor Presidente, lei fa fatto un errore. Doveva fare firmare
quel testo a tanti altri Presidenti di Gruppi parlamentari.
Questo è stato un errore. Glielo dico spassionatamente perché,
oggi, lei è stato chiamato responsabile non so di che cosa pur
avendo fatto, a differenza di altri, un lavoro. Questa è la sua
pecca.
Mi trovo contrario, quindi, a quanto si è detto e resterò qui,
se i colleghi saranno presenti, a votare. Sono contrario alla
pregiudiziale, è ovvio.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione la
questione pregiudiziale. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende l'esame del disegno di legge numero 1095 - I Stralcio/A
PRESIDENTE Si passa all'esame del disegno di legge:
«Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Primo stralcio» (n. 1095 - I
Stralcio/A).
Do lettura dell'articolo 1:
«Articolo 1
Fondo per la concessione di contributi straordinari per l'anno
2005
1. Per l'esercizio finanziario 2005, presso l'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, dipartimento bilancio e
tesoro, è istituito un fondo destinato alla concessione di
contributi straordinari ad enti, fondazioni, associazioni, onlus
ed enti di culto per il perseguimento dei propri fini statutari
nonché per l'organizzazione di manifestazioni o altre attività
che rivestano particolare interesse collettivo. I contributi di
cui al comma 1 sono concessi con decreto dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, previo parere della II
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
2. Per le finalità di cui comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 8.690 migliaia di euro
(UPB 4.2.1.3.99, capitolo 213702).
3. E' consentita l'assunzione degli impegni a valere sulle
autorizzazioni di spesa disposte dalla presente legge oltre la
chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non oltre 15
giorni dalla data di pubblicazione della medesima.
4. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario 2005, sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B'».
Lo pongo in votazione.
SPAMPINATO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ortisi, Raiti,
Cracolici e Crisafulli)
Richiesta di verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla verifica)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 43
L'Assemblea è in numero legale.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, lei sta procedendo senza darci
una risposta. Noi abbiamo sollevato una questione regolamentare.
Sono depositati gli emendamenti a questo articolo, lei deve dirci
perché li ritiene inammissibili. E' una questione regolamentare,
di trasparenza anche della conduzione dell'Assemblea. Ci sono gli
emendamenti, noi chiediamo che vengano distribuiti a meno che lei
non ci spieghi perché sono inammissibili, ma ce lo deve spiegare
senza citare precedenti che non esistono.
CIMINO assessore alla Presidenza. Signor Presidente,
intervengo soltanto per un chiarimento così come mi è stato
richiesto: per quanto riguarda l'UPB 9.3.1.3.7 bisogna intendere
Associazione filarmonica Santa Cecilia di Agrigento.
PRESIDENTE Onorevole Cimino, intanto questa cosa è al secondo
stralcio: Relativamente all'osservazione dell'onorevole Forgione,
io posso rispondere con i precedenti. Relativamente ai precedenti
di riproposizione di norme impugnate dal Commissario dello Stato
l'Assemblea non ha mai emendato.
FORGIONE L'Assemblea non ha mai emendato in passato perché
non ha ritenuto di doverlo fare e non perché non lo si possa
fare
CUFFARO presidente della Regione. In Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari l'opposizione ha detto che non
si doveva fare perché non si era mai fatto; adesso cambiate
opinione? Allora, non siete uomini d'onore
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
stiamo esagerando. Il richiamo che lei fa, Presidente, attiene
alla volontà politica. Invero, i cosiddetti precedenti a cui fa
riferimento la Presidenza attengono ad una scelta che liberamente
l'Aula ha deciso in passato di dovere adottare, cioè quella di
non emendare per riproporre sic et simpliciter le norme impugnate
ed adire la Corte costituzionale.
Ciò non significa che esista una norma o un cosiddetto
precedente che determini una sorta di cogenza regolamentare a non
emendare le leggi. E' una libera volontà dell'Assemblea perché,
in virtù di questa interpretazione, qualunque altra legge non
emendata perché l'Assemblea ha deciso di non presentare
emendamenti, avrebbe un vincolo di inemendabilità ipso facto,
perché così è avvenuto sulla base della cosiddetta prassi.
In realtà, Presidente, non può dedursi da questi cosiddetti
precedenti che sono stati invocati dalla Presidenza, che hanno
solo la funzione di coprire una volontà politica di non
procedere alla emendazione dei testi che si sono presentati,
infatti, il Regolamento, quando vuole prescrivere
l'inemendabilità, la non modificabilità di qualche cosa la
prescrive in modo esplicito.
Gli ordini del giorno che vengono presentati in Aula non sono
emendabili e il Regolamento in una sua parte, prevede la non
emendabilità; è prevista, invece, l'emendabilità delle mozioni.
L'interpretazione che la Presidenza intende dare, onorevole
Fleres, è una interpretazione capziosa, volta solo a fare uscire
la maggioranza da una difficoltà che è legata alle eventuali 24
ore regolamentari che, nel caso di presentazione di emendamenti,
bisogna osservare per trattare poi l'articolato.
Siccome, non siete in grado di andare a domani, perché
evidentemente dovete prendere già gli aerei e i treni per i
luoghi di vacanza e non potete tornare qui domani o forse perché
molti parlamentari non saranno presenti, ecco che volendo
chiudere stasera la discussione vi siete tirati dal cappello
l'inemendabilità.
Vedete, io non conosco, nella mia memoria, presidenze
dell'Assemblea talmente contestate come quelle che abbiamo avuto
in questa legislatura.
Abbiamo avuto momenti di tensione, ce ne sono stati, capitano
in ogni legislatura, ma qui siamo ad una regolare, direi,
ordinaria violazione delle norme regolamentari, sulla base di
arzigogolii che vengono, di volta in volta, inventati e che hanno
dato luogo ad una sorta di Regolamento creativo. C'è la finanza
creativa dell'onorevole Tremonti; qui siamo al Regolamento
creativo. Non ha resistito un solo articolo del Regolamento nel
corso dei cinque anni; è stato tutto travolto, in ogni occasione,
per iniziativa o a volte anche con la compiacenza della
Presidenza dell'Assemblea.
Onorevoli colleghi, non è questo il modo di procedere E io mi
meraviglio della perseveranza della Presidenza dell'Assemblea
che, ad un certo punto, dovrebbe rendersi conto che c'è un limite
a tutto, anche ad una volontà che si manifesta, di volta in
volta, di dare una mano al Governo e alla maggioranza. Nel caso
specifico, peraltro, si entrerebbe in una contraddizione patente
con ciò che il Presidente attuale di turno dell'Assemblea ha
sostenuto da relatore del disegno di legge.
Il disegno di legge, così come l'onorevole Cracolici ha
dimostrato, e io potrei addurre parecchi altri casi oltre quello
che l'onorevole Cracolici ha addotto di modifica del testo, non
rispetta il dettato che l'Assemblea ha inteso assumere attraverso
la votazione dell'ordine del giorno, non c'è rispetto per
iniziativa dello stesso relatore della maggioranza, che oggi,
arrivati a questo punto, ritiene di dovere blindare un testo dopo
che essa stessa lo ha rimesso in discussione con le modifiche di
cui abbiamo parlato.
Signor Presidente, questo sarebbe un'ulteriore usurpazione dei
poteri del Parlamento, non esiste disegno di legge che andando
all'esame dell'Aula debba essere dichiarato emendabile o non
emendabile al punto che, perfino il Presidente della Regione e
lei stesso Presidente dell'Assemblea, nella veste di relatore ha
ritenuto di prendere in esame l'ipotesi di cassare alcune di
quelle norme che sono contenute nel disegno di legge. Le pare
questo un comportamento coerente e ossequioso del Regolamento?
Mi pare evidente che si è voluto adattare un vestitino
striminzito alla bisogna ad ogni passaggio parlamentare secondo
le circostanze che qui si venivano affacciando.
Signor Presidente, credo che la Presidenza non debba
macchiarsi, ancora una volta, di una ombra nefasta. Uso parole
pesanti di fronte al fatto che la Presidenza sia stata
compiacente in tanti aspetti, mi pare perfino in alcuni passaggi,
non ultimo quello che stamattina era circolato che si volesse
depurare il testo di alcune delle norme dichiarandole
improponibili e che lei stesso poi ha ripreso come relatore,
grida vendetta, nel momento in cui questa stessa Presidenza, non
più tardi di otto o dieci giorni fa, le ha dichiarate
proponibili, le ha fatte approvare e oggi siccome serve fare
un'altra cosa pretendeva addirittura di dichiararle improponibili
contraddicendo una scelta fatta.
E' evidente che tutto ciò abbia un solo obiettivo, cioè far
passare questa carrettata di norme, scoordinate tra di loro, che
non prefigurano alcun disegno legislativo e che hanno come unico
obiettivo quello di soddisfare i tanti appetiti che sotto la
campagna elettorale sempre di più si fanno forti e famelici e
non, invece, fare un atto che, in questo caso, sarebbe veramente
emendativo delle malefatte che l'Assemblea ha compiuto non più
tardi di un paio di settimane fa.
Quindi, ritengo, signor Presidente, che lei non possa invocare
ciò che non è precedente, perché in quegli atti che lei cita non
c'è scritto che l'Assemblea decide di non emendare, semplicemente
nessun parlamentare ha presentato un emendamento e quindi non ha
ritenuto di dovere apportare delle modifiche al testo per ragioni
che, in quel momento, ha ritenuto fondanti della propria
posizione.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, il problema non è quello che
lei pone; il vero problema è il valore che diamo alle cose che
diciamo nelle diverse sedi. Poc'anzi il Presidente della Regione
ha richiamato alcuni ripetuti passaggi delle Conferenze dei
Gruppi parlamentari durante le quali ciascun componente ha
richiesto, sollecitato, auspicato - utilizzi il termine che più
preferisce -, la riproposizione di tali norme per definire, una
volta per tutte, il percorso...
CAPODICASA Non è vero
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, lei non era mai presente in
queste riunioni, che sosteneva questa tesi, senza procedere ad
alcun emendamento. La Presidenza...
Onorevole Capodicasa, lei ha parlato per cinque minuti, ora
consenta alla Presidenza di risponderle.
CAPODICASA Ma perché deve rispondere a me.
PRESIDENTE Perché lei non era presente alle riunioni delle
Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ed io le sto
raccontando quello che è accaduto in quelle sedi. Dicevo che
tutti i capigruppo hanno auspicato, chiesto, suggerito, la
riproposizione di queste norme senza presentare alcun
emendamento.
(La seduta, sospesa alle ore 22.00, è ripresa alle ore 22.33)
Presidenza del Vicepresidente Crisafulli
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
lamentare il fatto che in piena sessione di bilancio ancora si
pensa di rinviare al 9 gennaio la finestra su tredici disegni di
legge.
Altro che violazione del Regolamento, è assolutamente irrituale
che noi su 45 giorni apriamo una finestra di 43 giorni
Se si è deciso di rinviare al 9 gennaio, è opportuno che si
ritirino i tredici disegni di legge. Entro il 10 dobbiamo
presentare gli emendamenti sulla finanziaria e sul bilancio e
ancora il 9 gennaio volete discutere all'interno di una finestra
che è un porticato?
Altro che violazione del Regolamento; tutto questo non ha
alcuna logicità
Se la decisione è di rinviare al 9 gennaio, mi pare, quindi,
più opportuno ritirare i 13 disegni di legge. Siamo tornati il 28
dicembre, anche se noi eravamo contrari, per riproporre il
contenzioso con il Commissario dello Stato; non siamo tornati per
discutere di merito. Allora, poichè fallisce questa ipotesi di
apertura di contenzioso con il Commissario dello Stato, finisce
la materia del contendere istituzionale.
Mi pare, quindi, più logico ritirare i 13 disegni di legge. In
tal modo daremmo anche una veste più dignitosa alla conclusione
della serata.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei che si facesse ordine sulle cose che
abbiamo detto e che stiamo facendo. La Conferenza dei capigruppo,
più volte riunitasi in questa settimana, aveva stilato un
programma su quello che avremmo dovuto fare. Programma che è
stato, tra l'altro, approvato unitariamente da tutti i capigruppo
presenti.
Il Governo prende atto che, a fronte di un accordo in
Conferenza dei capigruppo, i parlamentari facenti parte di Gruppi
più svariati non condividono quella che è stata la decisione
della Conferenza dei capigruppo e fanno valere, giustamente dal
punto di vista regolamentare, le loro prerogative di parlamentari
richiamandosi al Regolamento.
E' certamente un vulnus. Il Governo prende atto che la
Conferenza dei capigruppo decide ma che poi le decisioni prese in
quella sede non trovano riscontrano in Aula.
Il Governo continua a sostenere che le norme approvate nelle
variazioni di bilancio sono delle norme molte di queste che è
giusto riproporre all'attenzione del Parlamento perché si possano
attivare per molte di queste, se il Commissario continuasse a
ritenere di impugnarle, un contenzioso davanti alla Corte. I
nostri uffici ritengono che molte di queste norme sono
assolutamente legittime e credo che i parlamentari stessi si
siano resi conto che molte di queste norme sono assolutamente
legittime. Il Governo aveva detto che alcune di queste norme non
sono sostenibili neanche davanti alla Corte costituzionale ed
avevamo detto che eravamo dell'idea che bisognava non riproporle.
Questa è la volontà politica che aveva espresso il Governo.
Adesso prendiamo atto che ci siamo incartati dal punto di vista
regolamentare; capisco le cose che dice l'onorevole Ortisi, però
il Governo non è d'accordo a ritirare i disegni di legge. Se il
Parlamento, facendo valere giustamente il Regolamento, ritiene
che noi oggi così come d'accordo in Conferenza dei capigruppo si
approvino i 13 disegni di legge che erano stati presentati per
attivare le procedure, se alcuni parlamentari non sono d'accordo
e fanno valere il Regolamento è chiaro che salta tutta
l'impalcatura che avevamo costruito.
Se è così il Governo ritiene che comunque tornerà su questi
disegni di legge perché ne vuole difendere, almeno per le cose in
cui crede che vadano difese, la valenza politica parlamentare.
Il Governo spera che quanto deciso dalla Conferenza dei
capigruppo possa essere mantenuto; la Conferenza dei Capigruppo
ha, infatti, deciso che si discuterà in Aula, dopo il passaggio
in Commissione Bilancio , giorno 14 per approvare entro giorno
16 Bilancio e Finanziaria. Credo che questo abbia deciso. Su
questo il Governo non fa alcun indietro ed io credo che sia
giusto. Se poi queste norme le dobbiamo riproporre dopo o
facciamo in tempo prima del 13 a trovare una ipotesi procedurale
questo è un dato che io affido al Presidente dell'Assemblea ed al
Parlamento, sperando che su questo - trovata l'intesa - si
possa andare avanti.
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
dover fare l'intervento che questa sera mi accingo a fare perché
penso che tutto diventa un gioco e talvolta non si può giocare su
cose serie che quest'Aula ha affrontato.
Io rispetto l'opinione dell'onorevole Forgione. Poc'anzi ho
avuto uno scambio di battute con lui ed ha detto che è convinto
che il Commissario ha fatto bene ad impugnare le norme. E' una
opinione legittima, io non la condivido ma la rispetto. Non
capisco il comportamento, però, che quest'Aula sta tenendo perché
la prima sera forze politiche autorevoli decisero di abbandonare
i lavori e la seconda volta che l'Aula si occupò di questo
problema buona parte di quei deputati non si presentò. E, diceva
bene poc'anzi l'onorevole Ortisi, noi non ci siamo visti per
stabilire nel merito il da farsi, noi questa sera ci siamo
rivisti per evitare che un vulnus colpisse quest'Assemblea che
non è il vulnus della Conferenza dei capigruppo che non riesce
poi a rappresentare le necessità che l'Aula vorrebbe, ma è un
vulnus costituzionale.
L'escamotage di affidare - e su questo dobbiamo fare
autocritica - all'approvazione di questo Parlamento, sperando in
un eventuale impugnativa, peraltro inopportuna ed illegittima nel
caso in specie, per arrivare poi a non riproporre davanti
all'Organo tutte le norme che sono state votate da
quest'Assemblea costituisce un danno grave per l'Assemblea
stessa. Ed io non capisco l'atteggiamento che assumono i nostri
colleghi quando si tratta di garantire l'autorevolezza, il
prestigio di un Parlamento che ha fatto bene o ha fatto male
cambia poco; noi non entriamo nel merito, riproponiamo.
Allora, mi chiedo perché siamo ritornati stasera qui? Se siamo
ritornati con la consapevolezza, così come abbiamo detto la
scorsa settimana quando abbiamo deciso di aprire questa finestra,
di venire in quest'Aula per approvare un disegno di legge sapendo
che si istaurerà un giudizio davanti alla Corte Costituzionale,
che ci vedrà verosimilmente soccombere se abbiamo scritto
sciocchezze, ma in certe parti certamente vincere, io non vedo
perché stasera non si debba continuare.
Poco fa l'onorevole Beninati ha detto una cosa seria e cioè che
il Commissario non ha avuto remore a riconoscere che in certi
minuti ha esagerato con l'impugnativa....
SPAMPINATO In quale sede l'ha riconosciuto?
TURANO Quello che dice l'onorevole Beninati io non lo metto
in discussione, però non si tratta di entrare nel merito delle
valutazioni riferite dall'onorevole Beninati o dalle rispettabili
affermazioni fatte dall'onorevole Forgione, si tratta di capire
se quest'Assemblea una volta che approva una norma ha la dignità
di riproporla per fare esprimere un Organo terzo che è la Corte
Costituzionale.
Io non mi scandalizzo se la Corte nel valutare le norme che
sono approvate decide di affossarne 99 su 100; mi scandalizzo
del fatto che quest'Assemblea utilizzi escamotage per
evitare....
SPAMPINATO ..è da quattro anni che lo fate
TURANO ..e abbiamo fatto male per quattro anni e mezzo
Onorevole Spampinato, lei nella scorsa legislatura non sa che
ogni qualvolta il Commissario impugnava spesso l'Assemblea
riproponeva e gli onorevoli colleghi dei DS che erano allora
presenti lo sanno bene.
Io non mi scandalizzo che la Corte costituzionale possa cassare
alcune disposizioni: Mi scandalizzo che quest'Assemblea non abbia
la forza e l'autorevolezza per ripresentare le norme. Tutte
Tutte così come sono E non c'è maggioranza e opposizione.
SPAMPINATO Le cose dette dal Commissario dello Stato le
abbiamo dette prima noi Ci deve dare la possibilità di ridirle
TURANO Lei non le può approvare con l'emendamento perché gli
emendamenti che riguardano queste norme sono stati bocciati e gli
emendamenti che hanno presentati i DS sono stati dichiarati
decaduti perché non erano presenti in Aula.
Io ad uscire col capo basso da quest'Aula non ci sto Mi
rimetto alle decisioni che l'Aula prenderà. Tuttavia, il fatto
che si rinvii al 9 gennaio perché nonostante poco fa si sia
dimostrato di poter continuare, qualcuno utilizza escamotage
regolamentari che avrebbe potuto utilizzare quando abbiamo
approvato l'ordine del giorno o ancora prima, non fa onore a chi
avanza queste richieste.
FORGIONE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Presidente della Regione, in un intervento che in alcune parti
ho apprezzato, ha detto che lui non se la sentirà nella sua
volontà politica di approvare questi tredici disegni di legge e
comunque non se la sentirà di far calpestare il Regolamento e le
prerogative dei parlamentari.
Io in quanto parlamentare e in quanto Capogruppo ritengo di
non dover rinunciare a queste prerogative. Ci sono gli
emendamenti depositati, circa duecento, dall'onorevole Raiti, dal
mio Gruppo, a questo disegno di legge. Noi riteniamo che i
principi vanno salvaguardati e stasera se n'è fatto scempio.
Quindi, per quanto ci riguarda noi non solo riteniamo che
questi emendamenti debbano essere discussi, ma chiediamo le
ventiquattro ore secondo quanto previsto dal Regolamento. Ritengo
che di fronte a questo poi la volontà del Governo e del
Parlamento si può determinare. Noi siamo pronti a venire a
lavorare qui domani, fatto salvo il rispetto del Regolamento,
quindi l'acquisizione dei nostri emendamenti, il rinvio delle
ventiquattro ore pronti a venire qui domani sera a lavorare.
Qualora la maggioranza, il Parlamento, il Governo si determinino
per un'altra decisione lo si può fare non sta a noi dirlo. Noi
ciò che vogliamo sia riconosciuto e affermato è il rispetto
rigoroso delle procedure. Per queste ragioni io non sto entrando
nel merito dei diversi disegno di legge, mi attengo al
Regolamento che chiedo venga rispettato.
LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo perché a questo punto dei lavori mi pare che i
parlamentari presenti in Aula abbiano comunque fondamentalmente
considerato tutto la volontà di far valere nelle norme impugnate
dal Commissario dello Stato un principio che è stato ampiamente
condiviso, cioè quello di poter utilizzare lo strumento
imparziale che è la Corte Costituzionale - un soggetto, quindi,
sicuramente imparziale - rispetto a tante norme che la gran parte
dei deputati ritengono essere norme legittime e però lasciando
aperta anche la possibilità che alcune di queste norme e poi la
Corte Costituzionale si pronunci dicendoci che invece hanno
sicuramente un vulnus costituzionale, ma sarà la Corte
Costituzionale a dirlo.
Secondo questo principio, credo sia utile a tutti i
parlamentari qui stasera presenti fino a quest'ora a seguire i
lavori con molta passione, appassionandosi sicuramente su tutta
la vicenda anche parlamentare che si è verificata in questa
giornata. Credo, pertanto, che i tredici stralci che
rappresentano queste norme impugnate possano essere approvati se
riusciamo a fare una pausa e in questa pausa lavorare perché si
riesca ad ottenere una via di uscita da questo groviglio in cui
siamo entrati. Signor Presidente, a tal riguardo chiedo una
sospensione della seduta affinchè si possa ottenere un risultato
che sia condiviso da tutti.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
SPEZIALE Signor Presidente, io convengo con la posizione del
Governo che è quella di rinviare
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Non è la
posizione del Governo
SPEZIALE Per la verità, avevo sentito che il Presidente
della Regione ipotizzava l'opportunità di un rinvio.
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo non ha
proposto, bensì ha preso atto
SPEZIALE Signor Presidente, poiché il Presidente della
Regione ha più volte affermato questa sera, ma anche nel corso
della Conferenza dei Capigruppo, che c'è una parte del disegno di
legge che è impresentabile, e questa non è soltanto una mia
valutazione ma anche quella del Governo, suggerirei di valutare
la opportunità di un rinvio ad altra data che potrebbe essere
fissata per il 9, il 10 o il 12, compatibilmente con le
esigenze della Finanziaria.
Il Governo, nel frattempo, potrebbe fare un lavoro di
depurazione del testo per eliminare quelle parti che ritiene non
debbano essere esaminate dall'Aula. Quindi, alla ripresa dei
lavori d'Aula ci ritroveremmo un testo del Governo, epurato delle
parti che il Governo ritiene che non siano presentabili neanche
al confronto con la Consulta.
Ribadisco, quindi, che la mia proposta è quella di un rinvio
per confrontarci su un testo proponibile. Così facendo avremmo
anche la possibilità di valutare la questione della presentazione
degli emendamenti.
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi non sono
mai intervenuto perché quando la discussione non è chiara e non
sono chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere debbo
confessare che non mi appassiono.
Noi siamo passati dalla osservazione che è stato leso il
diritto-dovere del Parlamento siciliano di portare avanti le
proprie prerogative alla esposizione in quest'Aula, questa sera,
di una così enorme e variegata difformità di posizioni
all'interno delle forze politiche e soprattutto dei DS...
VILLARI Della maggioranza
FORMICA No, dei DS che in tutte le Conferenze dei Capigruppo
hanno posto il problema di evitare che di fronte alla richiesta
del Governo e della maggioranza di avere una rapida approvazione
della Finanziaria entro il 31 dicembre, perché non c'erano i
tempi per approfondire, e quindi di avere i tempi necessari per
esaminare un provvedimento così importante, sia nelle Conferenze
dei Capigruppo che si sono tenute, sia nelle discussioni che si
sono avute in Commissione Bilancio alla fine si è addivenuti
ad una posizione comune che rappresentava, da un lato l'esigenza
manifestata dall'opposizione di avere maggiore tempo per
approfondire questi temi, dall'altro lato l'esigenza del Governo
di avere la Finanziaria approvata senza che si dovesse ricorrere
all'esercizio provvisorio.
Contestualmente, si è discusso del destino da dare alle norme
che sono state impugnate dal Commissario dello Stato.
Ebbene, in Commissione Bilancio si è deciso, anche su un
input che è venuto da parte dei maggiori partiti
dell'opposizione, di non dare adito ad emendamenti che potessero
modificare le norme in questione.
Io debbo ricordare che nell'ultima seduta di bilancio, quella
che ha approvato i tredici disegni di legge, che poi sono
approdati in Aula, l'onorevole Capodicasa, abbandonando i lavori
perché mancava il numero legale nella Commissione, giustamente,
da buon oppositore, era rimasto dietro la porta per verificare se
quel numero legale ci fosse stato e, soprattutto, verificare se,
una volta raggiunto il numero legale, la Commissione avesse
proceduto a riproporre le norme così come si era convenuto nelle
varie Conferenze dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e, cioè,
di non modificare le norme così come erano state esitate
dall'Aula e bocciate dal Commissario.
Quindi, non c'è dubbio che si può cambiare opinione; non c'è
dubbio che tra la Commissione e l'Aula è intervenuto un
ripensamento. Tutto può accadere; però, c'è pure un problema di
dignità. Non si può tra galantuomini e, soprattutto, tra forze
politiche, perché gli accordi tra forze politiche sono accordi
nobili.
Se l'opposizione avesse trovato, tra gli emendamenti, tra i
disegni di legge presentati, delle modifiche reali, vere, non ci
si può attaccare alla virgola, perché se c'è un accordo che si è
fatto tra forze politiche, un disegno di legge nuovo o un
emendamento nuovo, deve essere un emendamento nuovo di materia
estranea.
Ebbene, questo lo sappiamo tutti, materia estranea non ce n'è;
materia estranea rispetto a ciò che è stato votato non ce n'è.
Se ciò è vero, ed è così, emendamenti in quest'Aula non possono
essere presentati; se ciò è così, io ritengo che la Presidenza
non debba accogliere emendamenti e debba respingere gli
emendamenti che sono stati presentati a queste norme che sono
una riproposizione, perché accogliendo gli emendamenti non si fa
altro che contravvenire a quanto, quest'Aula, ha già votato nella
seduta in cui ha autorizzato il Governo a ripresentare i disegni
di legge.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, io ho il dovere di consentire
una chiusura serena dei lavori parlamentari, ma, insieme a questo
dovere, ne avverto un altro che è quello di evitare che il
Parlamento, alla fine, sviluppi delle considerazioni che
finiscono con il confonderci fra il ruolo del Parlamento, con
quello dei Parlamentari.
Io credo che il Parlamento, comunque sia, deve essere titolato
ad elevare una discussione di rango costituzionale con chi
ritiene improcedibili alcuni provvedimenti che ha votato
quest'anno.
Il migliore modo di difendere l'istituzione, il Parlamento, è
quello di metterci in condizione di capire cosa pensano gli
organi terzi, per cui la scelta fatta dall'Aula di predisporre un
testo che andasse a verifica costituzionale dava dignità,
autorevolezza e forza all'attività parlamentare, ancorché non
condivisa da una parte del Parlamento.
L'istituzione deve venire al di sopra ed al di là di tutto ed è
errato confondere il merito con il valore della stessa
istituzione.
Riuscire a superare noi stessi quando si parla del ruolo del
Parlamento, deve imporci di sapere discernere nel merito di tali
questioni.
I meriti sono stati oggetto di discussione, di votazione, di
pronunciamenti che i singoli parlamentari hanno già provveduto a
fare.
Oggi si doveva e si poteva, e si potrà successivamente, fare
in modo che il Parlamento assolvesse alla sua funzione e che
venisse verificata nei suoi poteri dall'organo costituzionale
preposto.
Dico questo perché io non sono tra coloro i quali si è mai
iscritto al partito di chi ha condiviso che con un ordine del
giorno si possa azzerare la volontà di un Parlamento, ancorché
sbagliata quella volontà, ma non è certo con un ordine del
giorno, come abbiamo purtroppo condiviso per scelte
accondiscendenti della Consulta nei confronti di una procedura
che avevamo introdotto noi a livello regionale.
Erano i tempi in cui in Sicilia le norme impugnate tornavano
in Aula e con atto parlamentare venivano abrogate tali norme,
tolte dal testo integrale, riproposte nel testo diverso e
rimandate al conflitto costituzionale.
Erano i periodi in cui questo Parlamento faceva valere, anche
perdendo in alcuni casi, la sua funzione, non il suo potere, ma
la sua funzione. Credo che ritornare a questo stile serve alla
Sicilia. Vedete, voi avete discusso, sono stato presente sulla
devolution, ma non ci sarà provvedimento di devolution più o meno
autorevole, non ci saranno poteri più o meno sostanziosi dati al
Parlamento regionale ed alla Regione siciliana se noi non sapremo
essere all'altezza della difesa di queste funzioni.
Per questo mi permetto di dire che a prescindere da come si
chiuderanno i lavori stasera, dobbiamo riuscire a comprendere, ha
ragione chi ha tenuto a precisarlo che oggi non dovevamo
discutere di merito, ma di metodo, la procedura per determinare
un pronunciamento di organo terzo.
Ho voluto fare questa considerazione perché non mi è parso
giusto e non condivido una serie di atti e di percorsi che sono
stati messi in essere con i pronunciamenti spicci.
SPEZIALE Signor Presidente, non c'è un attacco al
Parlamento
PRESIDENTE Onorevole Speziale, excusatio non petita Ho il
dovere di dire quello che penso. Sostengo che questa è la scelta
che il Parlamento deve fare, nel merito ci sono opinioni diverse
e apprezzo coloro i quali hanno detto, con molta schiettezza, che
probabilmente non c'è alcun nesso regolamentare con la procedura
che si è esposta qui rispetto all'applicazione dei testi ed alla
votazione degli stessi.
E' una considerazione legittima, come altrettanto legittima mi
è parsa la considerazione fatta dalla Presidenza che ha ritenuto
dovere proporre una metodologia per la spiegazione dei lavori.
Rispetto a tutto questo è chiaro che ci sarà un pronunciamento
della Presidenza dell'Assemblea che faremo alla prossima riunione
dell'Aula, presumo che ci saranno i passaggi formali con gli
uffici, con gli organi preposti, per mettere in condizione il
Parlamento di avere certezze di riferimenti precisi, in modo tale
che se ci sono diritti che vengono messi in discussione si
risolva a favore del riconoscimento dei diritti delle funzioni
dei singoli parlamentari.
Ho il dovere, anche, di dire che, molto spesso, ci facciamo
prendere la mano anche nella semplificazione dei percorsi.
Personalmente non condivido, peraltro, che se si dovesse fare
la scelta di rivotare i tredici disegni di legge, che questi
disegni di legge vengano in Aula monchi.
L'Aula può decidere di respingerli, di non accettarli, di non
riproporli al conflitto costituzionale, ma che ci sia un organo
esterno al Parlamento che ne valuti la possibilità di
accettazione o meno di questa o quella parte, credo che sarebbe
un ulteriore lavoro di delegittimazione della funzione
parlamentare.
Onorevoli colleghi, tenuto conto che si è fatto tardi e che
c'è una necessità nello svolgimento dei lavori, ritengo
opportuno aggiornare gli stessi e rivolgo a voi tutti e agli
uffici l'augurio di buon anno.
La seduta è rinviata a lunedì, 9 gennaio 2006, alle ore 17.30,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095- I
stralcio/A) (Seguito);
2) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095- II
stralcio/A) (Seguito);
3) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095- III
stralcio/A) (Seguito);
4) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095- IV
stralcio/A) (Seguito);
5) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095- V
stralcio/A) (Seguito);
6) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095- VI
stralcio/A) (Seguito);
7) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095-VII
stralcio/A) (Seguito);
8) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095- VIII
stralcio/A) (Seguito);
9) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095- IX stralcio/A)
(Seguito);
10)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n. 1095- X
stralcio/A) (Seguito);
11)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n. 1095- XI
stralcio/A) (Seguito);
12)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n. 1095- XII
stralcio/A) (Seguito);
13)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n. 1095- XIII
stralcio/A) (Seguito);
14)"Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006."
(n. 1066-1094-1096/A) (Seguito);
15)"Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
2006/2008." (n. 1067-1094-1096/A) (Seguito).
III - Discussione della mozione:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei lavoratori
della Cogema di Priolo (SR) a firma degli onorevoli Sbona,
Acanto, Basile, Scalici e Ortisi.
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito);
2) Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A);
3) Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte (n. 1003/A);
4) Norme per la promozione della Fondazione The Brass Group'
(n. 998/A);
5) Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151-Norme
stralciate II/A).
V- Votazione finale del disegno di legge:
Disciplina della raccolta, commercializzazione e
valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908-812- 6/A).
VI - Elezione delle commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea.
VII - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 23.04
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 0.30 di giovedì 29
dicembre 2005
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli