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Resoconto d'Aula della Seduta n. 344 di lunedì 09 gennaio 2006
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   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    PAFFUMI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

  da parte dell'Assessore per la cooperazione:

      -N. 1469 - Notizie sul rispetto della data d'inizio dei saldi di
        fine stagione nella città di Palermo.
  -Firmatario: Virzi' Gioacchino;

      -N. 1537 - Motivi della modifica del decreto assessoriale n. 2
        del 2004 in ordine alle direttive sulla pesca di novellame ed
        iniziative per garantire le risorse ittiche e la marineria
        isolana.
  -Firmatario: Giambrone Vincenzo;

      -N. 1567 - Motivi dell'esclusione dei rappresentanti della CGIL
        e della UIL in seno alla Cassa regionale per il credito alle
        imprese artigiane (CRIAS).
  -Firmatari: Zago Salvatore; Panarello Filippo;

      -N. 1571 - Richiesta di revoca del decreto di autorizzazione
        alla pesca del novellame di sardina e del rossetto.
  -Firmatario: Oddo Camillo;
  -N. 1602 - Attivazione,nelle more della pubblicazione sulla GURS
  della legge regionale sull'abolizione dei diritti esclusivi di
  pesca, di ogni utile strumento per la concessione, agli aventi
  diritto, di esercitare la pesca del tonno rosso.
  -Firmatario: Oddo Camillo;

      -N.  1626  - Interventi per la modifica del decreto dell'11
        febbraio 2004  relativo  alla  pesca  professionale   del
        novellame di sardina.
  -Firmatario: Cracolici Antonino;

      -N. 1666 - Interventi urgenti presso il Governo nazionale volti
        al ripristino, per le flotte pescherecce, dell' art. 146 del
        Codice della Navigazione.
  -Firmatario: Oddo Camillo;

      -N.  1976  -  Interventi per l'utilizzazione del  personale
        licenziato dalla Società Promocatania oggi in liquidazione.
  -Firmatario: Villari Giovanni;

      -N.  2089 - Immediato ritiro del provvedimento di deroga al
        divieto di pesca del novellame.
  -Firmatari: Zago Salvatore;

      -N. 2103 - Iniziative per aumentare la disponibilità economica
        per i centri di assistenza tecnica (CAT) e per ammettere al
        riconoscimento  economico  i  CAT  riconosciuti  soltanto
        giuridicamente.
  -Firmatario: Villari Giovanni;

      -N. 2227 - Interventi urgenti al fine di scongiurare il blocco
        dell'attività del mercato ittico di Palermo e la perdita di
        numerosi posti di lavoro.
  -Firmatari: Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe;
  Manzullo Giovanni; Spampinato Giuseppe;

      -N. 2265 - Interventi urgenti per l'erogazione dei contributi di
        cui alla l.r. n. 3 del 1986 in favore delle imprese artigiane.
  -Firmatari:Villari Giovanni; Oddo Camillo; Panarello Filippo;

      -N. 2312 - Chiarimenti riguardo la sostituzione di un componente
        del Consiglio d'Amministrazione dell'IRCAC.
  -Firmatario: Miccichè Calogero;

      -N.  2441  - Provvedimenti urgenti per avviare le procedure
        relative  al  piano  di risanamento dell'ente  Fiera  del
        Mediterraneo, di cui alla legge regionale n. 18 del 2004.
  -Firmatario: Vitrano Gaspare;

      -N. 2475 - Interventi per la liquidazione del fermo biologico.
  -Firmatario: Incardona Carmelo;

      -N. 2518 - Interventi urgenti per garantire il funzionamento
        della Commissione regionale per l'artigianato (CRA) e per
        superare il commissariamento delle Commissioni provinciali per
        l'artigianato (CC.PP.A.).
  -Firmatario: Oddo Camillo;

  - da parte dell'Assessore per il lavoro:

      -N.  2414 - Iniziative per consentire ai piccoli comuni  la
        trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro con i
        lavoratori socialmente utili.
  -Firmatari: Zago Salvatore; Giannopolo Domenico.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

    - Misure per la stabilizzazione del personale precario
       proveniente dal regime transitorio dei lavoratori socialmente
       utili (LSU)  (n. 1098)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Giannopolo, Villari, Speziale,
  Capodicasa, Crisafulli, Cracolici, De Benedictis, Oddo,
  Panarello, Zago in data 29 dicembre 2005.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla commissione
                             competente

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato, in data 30 dicembre 2005, alla Commissione legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - Modifica dei confini territoriali tra il comune di Agrigento e
        il comune di Favara  (n. 1097)
  -di iniziativa parlamentare.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  state   presentate  dal  Governo  ed  assegnate  alle  competenti
  Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - Commissione di gara ex art. 7 ter, comma 9, l.r. n. 7 del 2002
        e successive modifiche ed integrazioni. Sostituzione componente
        (n. 450/I)
  -pervenuta in data 3 gennaio 2006

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
                       BILANCIO E FINANZE (II)

      - APQ per la logistica ed il trasporto delle merci. Trasmissione
        della relazione tecnica del NNVIP Sicilia resa ai sensi della
        delibera CIPE n. 20 del 2004  (n. 451/IV-II)
  -pervenuta in data 30 dicembre  2005

      - Delibera CIPE n. 20 del 2004 - Atto integrativo APQ eventi
        vulcanici  (n. 452/IV-II)
  -pervenuta in data 30 dicembre  2005

                   INVIATE IN DATA 4 GENNAIO 2006.

        Comunicazione di indizione di referendum da parte del
               Consiglio regionale dell'Emilia Romagna

    PRESIDENTE   Comunico  che il consiglio  regionale  dell'Emilia
  Romagna  con  nota n. 19190 del 15 dicembre 2005 ha  adottato  la
  deliberazione  di richiesta di indizione del referendum  popolare
  avverso  la  legge costituzionale  Modifiche alla  parte  seconda
  della  Costituzione , pubblicata nella Gazzetta ufficiale   della
  Repubblica italiana 18 novembre 2005, n. 269.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale

      -N. 2572 - Interventi presso la 'Sicula Ciclat S.p.A' società
        che gestisce il servizio di smaltimento dei rifiuti presso  il
        comune  di  San  Cataldo  (CL),  al  fine  di ripristinare
        corrette relazioni sindacali e per il rispetto di contratti di
        lavoro.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavoro
  -Firmatario: Cracolici Antonino;

      -N. 2575 - Interventi presso la direzione dell'AGIP di Gela (CL)
        al fine di estendere a tutti i dipendenti della Sudelettra il
        contratto a tempo inderminato.
  -Presidente Regione
  -Assessore Lavoro
  -Assessore Industria
  -Firmatario: Speziale Calogero;

      -N.  2576  -  Notizie  sul servizio  di  radiologia  e  Tac
        dell'Ospedale 'Papardo' di Messina.
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Ardizzone Giovanni;

   Avverto  che le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

      -N. 2571 - Provvedimenti al fine di dare certezza in ordine alla
        data di avvio al lavoro a tempo indeterminato ai lavoratori
        interinali.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Incardona Carmelo;

      -N. 2573 - Iniziative urgenti per scongiurare la chiusura dello
        sportello della Montepaschi Serit S.p.A. di Gravina di Catania.
  -Presidente Regione
  -Assessore Bilancio
  -Firmatario: Barbagallo Giovanni;

      -N.  2574  -  Chiarimenti  sulla  mancata  assegnazione  di
        un'ambulanza di tipo A/B al servizio 118 di S. Croce Camerina
        (RG).
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano;

      -N. 2577 - Motivi dei ritardi nell'anticipata consegna delle
        aree demaniali per la realizzazione dell'hub porto turistico di
        Marina di Ragusa.
  -Presidente Regione
  -Assessore Territorio
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano.

    Avverto   che  le  interrogazioni  testè  annunziate  saranno
  inviate al Governo.

                         Annunzio di mozione

     PRESIDENTE   Comunico  che è stata presentata,  in  data  28
  dicembre 2005, la seguente mozione:

      -N. 470  Iniziative al fine di bloccare la soppressione dello
        sportello di Gravina di Catania per il servizio di riscossione
        tributi, programmato dalla 'Montepaschi Serit S.p.A.' di Palermo
        per il 31 dicembre 2005 , degli onorevoli Barbagallo Giovanni;
        Culicchia  Vincenzino;  Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo;
        Zangara Andrea.

    Informo  che  la stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva perchè se ne  determini  la  data  di
  discussione.

           Comunicazione di decadenza di atti parlamentari

     PRESIDENTE   Comunico che, a seguito delle dimissioni  dalla
  carica   di  deputato  regionale  dell'onorevole   Francantonio
  Genovese, decadono i seguenti atti politici e ispettivi:

    Mozioni  nn. 155 - 237 - 261 - 306 - 453;
    Interrogazioni nn. 1058 - 1317 - 1319 - 1542 -  1781  -  1806
  -1968 -1969 -1970  - 1997 - 2139 - 2154 - 2193 - 2217 - 2269  -
  2294 - 2302 - 2321.

    Decade, altresì, la  firma dello stesso deputato  dagli  atti
  politi e ispettivi appresso indicati:

    Mozioni  nn. 1 - 46 - 47 - 49 - 55 - 57 - 58 - 103  -  104  -
  111 - 115 - 122 - 147 - 150 - 165 - 166 - 174 - 187 - 193 - 228
  -   253 - 254 - 262 - 266 - 278 - 289 - 293 - 318 - 322 - 396 -
  415 - 417 - 425 - 429 - 433 - 440 - 441 - 451 - 456 - 457 - 458
  - 460 - 461 - 466;
    Interrogazioni nn.  197 - 219 - 261 - 269 - 295 - 401  -  431
  -  442 - 446 - 450 - 464 - 466 - 472 - 476 - 478 - 482 - 486  -
  852  -  935 - 958 - 1035 - 1049 - 1154 - 1227 -  1761 - 1762  -
  1763 - 1773 - 1865 - 2281 - 2310.

    L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa agli stralci del disegno di legge n.
                                1095

     PRESIDENTE   Comunico,  ai  fini del  coordinamento  tecnico
  degli stralci del disegno di legge n. 1095, che  nello stralcio
  2  all'articolo  1,  comma 5, la cifra  2.000'  è  da  leggersi
   3.000'.

    Onorevoli  colleghi,  comunico che è  in  corso  la  riunione
  della  Commissione  per  la verifica dei  poteri  convocata  in
  occasione  dell'insediamento   del  nostro  nuovo  collega.  E'
  pertanto  opportuno aspettare il verbale della Commissione  per
  procedere   all'insediamento.  del  nuovo  deputato:   Giuseppe
  Laccoto.

   La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 19.05)

   La seduta è ripresa.

   La seduta è rinviata  ad oggi, lunedì 9 gennaio 2006, alle ore
  19.15 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


       I   - ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLE
         DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE FRANCANTONIO GENOVESE DALLA CARICA DI
         DEPUTATO REGIONALE
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

         N. 470 -     Iniziative   al   fine   di   bloccare   la
                 soppressione  dello  sportello  di  Gravina   di
                 Catania  per il servizio di riscossione tributi,
                 programmato  dalla Montepaschi Serit  S.p.a.  di
                 Palermo per il 31 dicembre 2005

                    BARBAGALLO -  CULICCHIA - GURRIERI   TUMINO -
                                                          ZANGARA

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
             siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
             Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095 - I
             Stralcio/A). (Seguito)

  2) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095 - II
  Stralcio/A). (Seguito)
  3) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095 - III
  Stralcio/A). (Seguito)
  4) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095 - IV
  Stralcio/A). (Seguito)
  5) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095 - V
  Stralcio/A). (Seguito)
  6) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095 - VI
  Stralcio/A). (Seguito)
  7) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095 - VII
  Stralcio/A). (Seguito)
  8) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095 - VIII
  Stralcio/A). (Seguito)
  9) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 - IX
  Stralcio/A). (Seguito)

        10)Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
             siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
             Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n. 1095 - X
             Stralcio/A). (Seguito)

  11)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n. 1095 - XI
  Stralcio/A). (Seguito)
  12)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n. 1095 - XII
  Stralcio/A). (Seguito)
  13)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n. 1095 - XIII
  Stralcio/A) (Seguito).
  14)"Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006."
  (nn. 1066-1094-1096) (Seguito)
  15)"Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
  finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
  2006/2008."  (nn. 1067-1094-1096). (Seguito)

       IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 467 -     Provvedimenti  urgenti per  la  tutela  dei
                 lavoratori della Cogema di Priolo (SR)

            SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI - ORTISI         DE
                                                       BENEDICTIS

       V   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

                  1)  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
                     rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regi
                     Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 200
                     7  (n. 977/A) (Seguito)

         2)   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
             dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A)

  3)   Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
  conservazione delle opere della  Fiumara d'arte  (n. 1003/A)
  4)  Norme per la promozione della Fondazione  The Brass Group'
  (n. 998/A)
  5)  Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
  dell'attività amministrativa  (n. 151-Norme stralciate II/A)

       VI   -  VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         - Disciplina   della  raccolta,  commercializzazione   e
             valorizzazione dei funghi epigei spontanei  (nn. 908-812- 6/A)

       VII   -   ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
         DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
         L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
  VIII   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 19.07.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.25

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

                              ALLEGATO

                 Risposte scritte ad interrogazioni

   ZAGO-GIANNOPOLO. - «All'Assessore per il lavoro,  la  previdenza
  sociale,  la  formazione professionale e l'emigrazione,  ritenuto
  che  il  D.L. del 17 agosto 2005, n. 163 regoli la materia  della
  stabilizzazione  negli Enti dei lavoratori socialmente  utili  in
  modo  illogico  e, soprattutto, discriminante per  i  comuni  più
  piccoli  che  hanno assunto i precari con rapporto  di  lavoro  a
  tempo indeterminato;

   osservato che il decreto in questione prevede anche per il  2006
  analogo  contributo  anche  in  aree  dove  non  esistono   città
  superiori  a  300.000  abitanti che non abbiano  già  goduto  del
  contributo e adottato le relative iniziative;

   considerato  che  a  breve il decreto in  oggetto  dovrà  essere
  convertito in legge;

   per sapere:

   se   non   ritenga  opportuno  intervenire  presso  il   Governo
  nazionale e la deputazione siciliana al Parlamento perché in fase
  di   conversione   sia  eliminato  per  il  2006   il   requisito
  dimensionale, al fine di consentire la erogazione del  contributo
  a  tutti  i  comuni  che  abbiano avviato,  con  esito  positivo,
  iniziative  per  la  trasformazione  a  tempo  indeterminato  del
  rapporto  di lavoro con i lavoratori socialmente utili  e  perché
  per  il 2006 siano esclusi i comuni che abbiano goduto di analogo
  beneficio.» (2414)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In relazione all'interrogazione numero 2414,  tenuto
  conto  delle  notizie fornite dal Dipartimento Agenzia  regionale
  per  l'impiego e la formazione professionale, si rassegna  quanto
  di seguito.
   Preliminarmente si precisa che il decreto legge 17 agosto  2005,
  n.   163,   recante    Disposizioni   urgenti   in   materia   di
  infrastrutture', risulta decaduto per la mancata  conversione  in
  legge entro il termine di sessanta giorni dalla sua pubblicazione
  sulla GURI.
   L'art.   4  del  suddetto  decreto  legge,  cui  fa  riferimento
  l'interrogante, è stato riproposto come emendamento ed  approvato
  il  30  novembre  u.s. - art. 8 bis - in sede di conversione  del
  decreto  legge  30  settembre 2005, n. 203,  recante   Misure  di
  contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in  materia
  tributaria e finanziaria'.
   Com'è  noto  all'interrogante, si tratta di misure straordinarie
  di  politica  attiva  del lavoro adottate dal  Governo  nazionale
  nelle  aree individuate dall'obiettivo 1 del regolamento (CE)  n.
  1260/1999  e  le  stesse sono finalizzate a sostenere  i  livelli
  occupazionali nei grandi centri urbani, ove maggiore è il rischio
  di fenomeni di degrado sociale, economico e ambientale.
   In  ultimo,  si  assicura l'interrogante  che  le  problematiche
  lamentate   nell'atto   ispettivo   in   parola   saranno   poste
  all'attenzione  del Governo regionale, affinché lo  stesso  possa
  intraprendere le opportune iniziative in merito presso il Governo
  nazionale».

                                                  L'Assessore SCOMA

   VIRZI'. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore  per  la
  cooperazione,  il commercio, l'artigianato e la  pesca,  premesso
  che,   nonostante   le   recenti   modifiche   introdotte   nella
  legislazione  regionale per il commercio, il Comune  di  Palermo,
  usufruendo del proprio status di città turistica, ha spostato  al
  (solito)  10  gennaio  la  data di apertura  dei  saldi  di  fine
  stagione;

   per sapere:

   se  il  Governo della Regione sia stato informato  che  svariate
  ditte  e  gruppi imprenditoriali palermitani, attraverso migliaia
  di  lettere inviate alla clientela, hanno informato che  esisteva
  l'opportunità,  facendo  una  visita  in  anticipo  di  usufruire
  comunque degli sconti di fine stagione già dal 2 gennaio, con  un
  visibilissimo  trucco mirato, dunque, ad aggirare  sia  la  legge
  regionale sia la datazione concordata col Comune di Palermo;

   se  il  Governo della Regione non ritenga opportuno  e  doveroso
  accertare  se  e  come il Comune di Palermo si sia  attivato  per
  contrastare  queste patenti violazioni che richiedono,  con  ogni
  evidenza,   una  risposta  ferma  sul  territorio   e   sollevano
  nuovamente  con  forza  il  problema  dell'oggettivamente  scarsa
  deterrenza  del sistema sanzionatorio vigente, che poco  o  nulla
  sembra  preoccupare  i contravventori, nella  considerazione  del
  rapporto  favorevolissimo  tra  multa  e  sovrappiù  di   incassi
  furbescamente conseguiti.» (1469)

   Risposta.  « In riferimento all'interrogazione numero  1469,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  l.r.  25 marzo 1996, n. 9, così come modificata ed integrata
  dalla l.r. 6 agosto 1997, n. 28, reca norme in materia di vendite
  straordinarie e di liquidazione.
   In  particolare,  la lettera a) del comma 1  dell'art.  8  della
  succitata  l.r.  n.  9, stabilisce che i saldi invernali  possono
  essere effettuati  dal secondo sabato del mese di gennaio  al  15
  marzo'.
   In  data 24 novembre 2003, a seguito dell'approvazione da  parte
  dell'ARS  di  norme  di modifica della data  d'inizio  dei  saldi
  invernali, nelle more della pubblicazione sulla GURS della stessa
  norma,   si   è  svolta  nei  locali  dell'Ufficio  di  Gabinetto
  dell'Assessorato  della  cooperazione, commercio,  artigianato  e
  pesca, una riunione con le organizzazioni di categoria al fine di
  valutare  l'opportunità  di effettuare eventuali  modifiche  alla
  disciplina  in  argomento;  modifiche peraltro  consentite  dalle
  disposizioni contenute nel comma 3 dell'art. 8 della l.r. n. 9.
   Si   rappresenta  che  la  novella  approvata  all'ARS   prevede
  l'inizio  dei  saldi  invernali dal secondo sabato  del  mese  di
  febbraio.
   In   sede   di   riunione,   le  organizzazioni   di   categoria
  maggiormente rappresentative a livello regionale (Confcommercio e
  Confesercenti),  in  virtù  dell'andamento  di   mercato,   hanno
  avanzato la richiesta, per l'anno 2004, di fare iniziare i  saldi
  invernali dal secondo sabato del mese di gennaio.
   A  seguito  della pubblicazione nella GURS n. 53 del 5  dicembre
  2003  della norma approvata dall'ARS (l.r. 3 dicembre, n. 20),  è
  stato  emanato il decreto assessoriale n. 3526/5S del 18 dicembre
  2003,  che  tiene  conto della richiesta delle organizzazioni  di
  categoria sopra citate.
   Nello  specifico, l'art. 1 del succitato decreto prevede che  le
  vendite  di  fine  stagione  o saldi  per  il  periodo  invernale
  dell'anno  2004 possono essere effettuate dal secondo sabato  del
  mese di gennaio al 15 marzo.
   Per   quanto   attiene   i  controlli  sull'applicazione   delle
  disposizioni  impartite dalla normativa in  argomento,  ai  sensi
  dell'art.   10   della  l.r.  9)96  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,  sono demandati alle Amministrazioni comunali  che,
  in  caso  di  accertata  violazione  delle  norme,  applicano  le
  sanzioni amministrative di cui all'art. 11 della medesima norma.»

                                               L'Assessore LO MONTE

     GIAMBRONE.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
  che  da anni non vengono poste in essere adeguate iniziative  per
  preservare le risorse ittiche del nostro mare;

   constatato   che  da  più  parti  viene  sollecitata  un'univoca
  disciplina sulla pesca del novellame;

   venuto   a   conoscenza   che  l'Assessorato   regionale   della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della  pesca  con
  DDG  n.  2  del  3 febbraio 2004 ha dato precise direttive  sulla
  pesca del novellame;

   appreso  che  lo  stesso  Assessorato regionale  con  DDG  n.  3
  dell'11  febbraio  2004, dopo appena otto giorni,  ha  modificato
  sostanzialmente  quanto già previsto con il  precedente  decreto,
  stravolgendo,  così,  ogni ragionevole iniziativa  finalizzata  a
  garantire  le  risorse ittiche e provocando generale  malcontento
  per i riflessi danni causati agli operatori del settore,

   per sapere:

   quali  ragioni abbiano indotto l'Assessorato della cooperazione,
  del  commercio,  dell'artigianato e della pesca a  modificare  in
  così breve tempo il decreto originario che rispondeva ad esigenze
  dai più sollecitate;

   quali  urgenti ed indifferibili iniziative si intendano  portare
  avanti  per  evitare ulteriori danni alla stragrande  maggioranza
  della marineria isolana ed alle risorse ittiche.» (1537)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   ODDO.  -  «All'Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, premesso che:

   con   decreto  del  Dirigente  generale  ad  interim,   dott.ssa
  Gabriella Palocci, n. 3 dell'11 febbraio 2004 è stata autorizzata
  la  pesca  professionale del novellame di sardina e del  rossetto
  alle  unità  munite  di  licenza di pesca  costiera  ravvicinata,
  all'uopo  autorizzate,  in  tutti i compartimenti  della  Regione
  siciliana, nei giorni feriali, sino e non oltre il 20 marzo 2004,
  nel   rispetto   delle  prescrizioni  di  cui  al   provvedimento
  dell'Assessore  per  la  cooperazione, commercio,  artigianato  e
  pesca prot. 202/186 del 18 gennaio 2001;

   gli  operatori  del settore contestano il suddetto  decreto  che
  autorizza  la  pesca del novellame, anche se è  stato  modificato
  nella parte riguardante lo stazionamento dei natanti non iscritti
  nel    compartimento    marittimo   rappresentando    non    solo
  preoccupazione  per  tale  grave forma  di  depauperamento  delle
  risorse ittiche, ma anche per lo scarso corrispettivo di mercato;

   l'impoverimento delle risorse ittiche ha provocato un  calo  dei
  rendimenti ed un crollo della redditività;

   considerato che:

   la  pesca  del novellame non solo impedisce ai piccoli di  pesce
  di     crescere,    ma    non    dà    neanche     una     giusta
  remunerazione,costituendo così oltre che uno spreco economico, il
  mancato rinnovamento e incremento delle risorse ittiche;
   si  rende  necessario  salvaguardare i  giovani  pesci  immaturi
  affinché   possano   accrescersi  prima   di   essere   catturati
  raggiungendo in numero sufficiente l'età produttiva per garantire
  la ricostituzione degli stocks;

   occorre  tutelare  il  novellame a garanzia della  sopravvivenza
  della pesca siciliana;

   per  sapere se non ritenga essenziale revocare il decreto di che
  trattasi   al   fine  di  promuovere  sempre  più  l'interruzione
  dell'attività   di   pesca  del  novellame   nel   quadro   della
  salvaguardia  delle  specie sardina pilchardus  e  alphia  minuta
  assumendo una posizione netta e ferma nel non autorizzare  questo
  tipo di pesca in Sicilia.» (1571)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   CRACOLICI.  - «All'Assessore per la cooperazione, il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, visto:

   il  decreto  ministeriale del 12.1.2004 con cui si autorizza  la
  pesca  professionale del novellame di sarda e  del  rossetto  per
  sessanta giorni consecutivi a decorrere dal 4.2.2004 in  tutti  i
  compartimenti marittimi italiani;

   il  decreto  del  3.2.2004  con cui si autorizza  nella  Regione
  siciliana la pesca professionale del novellame di sardina  e  del
  rossetto  esclusivamente nelle acque antistanti il  compartimento
  marittimo  ove  le imbarcazioni risultano iscritte  o  in  quelle
  antistanti   i   compartimenti  alle      stesse   immediatamente
  contigui, per sessanta giorni a decorrere dal 4.2.2004;

   il  decreto  dell'11.2.2004  di integrazione  al  suddetto,  che
  consente la pesca professionale del novellame di sardina in tutti
  i compartimenti della Regione siciliana sino al 20.3.2004;

   per sapere:

   se  non  valuti opportuna l'urgente modifica del decreto dell'11
  febbraio  2004  confermandolo alla data di scadenza  del  decreto
  ministeriale  del  12.1.2004 che prevede  la  chiusura  naturale,
  salvo la possibile proroga di gg. 15, in data 4.4.2004;

   se  non  ritenga necessario il recupero dei giorni di inattività
  (dal  20.3.2004  in  poi)  dovuti  proprio  alla  incomprensibile
  scadenza fissata dal citato decreto.» (1626)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   ZAGO.  -  «All'Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, premesso che la pesca del  novellame  è
  estremamente  distruttiva per l'ecosistema marino e danneggia  le
  normali attività dei pescatori locali;

   visto  che tale pesca viene esercitata da marinerie non  locali,
  e  dunque  scarsamente interessate alla difesa dell'ambiente  nel
  quale intervengono, e con metodi che non si limitano alla cattura
  della sola specie delle sarde ma, andando a razziare più a fondo,
  compromettono  la  riproduzione di  altre  specie  e  danneggiano
  irreparabilmente gli stessi fondali;

   considerato  che  il  decreto  dell'Assessore  competente,   che
  autorizza la deroga di due mesi al divieto di pesca del novellame
  a  partire  dal  31  gennaio  scorso, ha  suscitato  in  numerose
  marinerie e in diversi enti locali forti proteste;

   visto  che la convocazione del Consiglio regionale per la pesca,
  prevista per la fine del mese, finirebbe con l'essere fuori tempo
  per impedire gli effetti dannosi del provvedimento;

   per sapere:

   quali  ragioni scientifiche ed economiche ritenga di  portare  a
  supporto del provvedimento adottato;

   se  non  ritenga  che  le  motivazioni e  le  rimostranze  delle
  marinerie siciliane che hanno chiesto la revoca del provvedimento
  non  giustifichino  l'immediato ritiro  della  deroga  concessa.»
  (2089)

   Risposta.  «Con  riferimento  alle interrogazioni  numeri  1537,
  1571, 1626 e 2089, si significa quanto segue.
   La  pesca  al novellame può essere esercitata solo a  condizione
  che l'imbarcazione sia autorizzata con sistemi a  circuizione'  o
   sciabica',  sistemi sicuramente non assimilabili ai radenti  che
  danneggiano   irreparabilmente  i  fondali,   compromettendo   di
  conseguenza anche le specie ittiche.
   La   pesca   professionale  del  novellame  di  sarda   (sardina
  pilchardus)  e  del rossetto (aphia minuta), è stata  autorizzata
  dall'Amministrazione che rappresento con DDG n.  4/Pesca  del  20
  gennaio  2005, nei giorni feriali alle unità da pesca allo  scopo
  abilitate per 60 giorni consecutivi a decorrere dal 31 gennaio  e
  sino  al  31  marzo  2005,  con parere  favorevole  espresso  dal
  Consiglio regionale della pesca nella seduta del 19 gennaio 2005.
   Tale  provvedimento è stato emanato coerentemente con il decreto
  ministeriale  che  ha regolamentato la pesca  del  novellame  per
  tutti  i  compartimenti marittimi italiani e per  un  periodo  di
  giorni 60.
   Infine, è da sottolineare che, con DDG n. 28 dell'8 marzo  2005,
  acquisito  il  parere  favorevole del Consiglio  regionale  della
  pesca, reso nella seduta del 25 febbraio 2005, è stata interdetta
  la  pesca  del  novellame nel compartimento  marittimo  di  Porto
  Empedocle nella zona di mare compresa fra Capo Bianco e Capo  San
  Marco,   nelle  more  della  definizione  di  un'area  di  tutela
  biologica delle risorse acquatiche.»

                                               L'Assessore LO MONTE

   ZAGO   -   PANARELLO.   -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la  pesca, visto il D.P. n. 34 del 3 febbraio 2004 con  cui  sono
  state  definite  le nomine in seno alla Cassa  regionale  per  il
  credito  alle imprese artigiane (CRIAS) dei rappresentanti  delle
  maggiori organizzazioni sindacali;

   considerato che da tale rappresentanza risultano escluse sia  la
  UIL  che  la  CGIL  che, notoriamente, risultano  essere  tra  le
  maggiori organizzazioni sindacali;

   per sapere:

   quali  criteri siano stati seguiti per definire le  proposte  di
  nomina;
   quali  ragioni abbiano portato alla esclusione di rappresentanti
  della CGIL e della UIL;

   se  non  ritengano  di dovere rivedere le nomine  effettuate  al
  fine   di   ripristinare   una  più  efficace   rappresentatività
  all'interno dell'organo di amministrazione della CRIAS, anche  al
  fine  di  evitare  costi  ulteriori  per  contenziosi  dall'esito
  prevedibile.» (1567)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1567,  si
  significa quanto segue.
   Preliminarmente  va  precisato che, con il  D.  P.  n.  34/Serv.
  1 /U O./1/S.G. del 3.02.04, venivano nominati, esclusivamente  ad
  integrazione  del già ricostituito, con D.P. n. 34/Gr  VIUSG  del
  2.03.2001,  il  CdA  della  CRIAS,  i  tre  rappresentanti  delle
  maggiori organizzazioni sindacali dei lavoratori.
   Va  altresì rilevato che il CdA della CRIAS, costituito  con  il
  precitato D.P. 34/01, che comunque andava a decadere il 16 aprile
  2005, è stato sciolto con D.P. n. 44 del 3.03.05.
   Ciò premesso, si evidenzia che la composizione e le modalità  di
  costituzione del CdA CRIAS sono disciplinati dall'art.  10  della
  l.r.  212/79, ai sensi del quale, il CdA in parola viene nominato
  con D.P.Reg. Previa delibera della Giunta regionale, adottata  su
  proposta   dell'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,   il
  commercio,   l'artigianato  e  la  pesca,  ed  è   composto   dal
  presidente,   da   quattro  esperti,  da  quattro  rappresentanti
  designati dalle associazioni regionali di categoria, tra i  quali
  nel  provvedimento  di nomina, viene scelto il  vice  presidente,
  nonché, con voto consultivo, da tre rappresentanti delle maggiori
  organizzazioni sindacali dei lavoratori designati dalle medesime.
   In   merito   ai  criteri  di  individuazione  di  tali   ultimi
  componenti,  che  costituiscono  oggetto  dell'interrogazione  in
  parola,  si  indicano, di seguito, gli adempimenti  a  suo  tempo
  posti in essere.
   Con  nota  prot.  n.  723 del 29.4.03 le Organizzazioni:  CISAL,
  CISL,  FALCRI,  UIL,  FABI,  CGIL E CISAS,  venivano  invitate  a
  designare  un  proprio rappresentante per la nomina a  componenti
  del CdA CRIAS giusto disposto del secondo comma del predetto art.
  10 della l.r. 212/79.
   Con  promemoria  prot.  n.  1439 del  3.09.2003,  trasmesso  con
  foglio   vettore  n.  1440  del  3.09.2003,  venivano  sottoposte
  all'attenzione   dell'allora  Assessore  per   la   cooperazione,
  commercio,  artigianato  e pesca, onorevole  Michele  Cimino,  le
  designazioni pervenute a quella data, e cioè quelle della:  CISL,
  CISAL, UIL, CGIL, UGL; mentre, nonostante numerosi solleciti, non
  erano  ancora pervenute quelle relative alla FALCRI alla FABI  ed
  alla CISAS.
   Il   pro-memoria   sopra  citato  veniva  poi   restituito   con
  l'indicazione  dei  nominativi  proposti  dall'Assessore  Michele
  Cimino per le successive nomine:
   dr. Paolo Mezzio - CISL;
   sig. Gianluca Colombino - CISAL;
   dr. Rodolfo Leanza - UGL.
   Successivamente  la FABI, con nota prot. n.  132  del  15.09.03,
  designava il sig. Antonio Gaetano Russo quale rappresentante.
   In  seguito  all'accertamento dei requisiti previsti,  da  parte
  della    Segreteria    tecnica    dell'Ufficio    di    Gabinetto
  dell'Assessorato  della  cooperazione, commercio,  artigianato  e
  pesca,  con nota prot. n. 1686 del 13.10.03 si trasmetteva,  alla
  Segreteria  Generale della Presidenza della Regione, la  proposta
  dell'Assessore   in  ordine  alle  designazioni   relative   alla
  rappresentanza delle OO.SS. in seno al CdA della CRIAS.
   Con  nota  prot. n. 151 del 21.1.04, la Segreteria della  Giunta
  regionale trasmetteva la deliberazione della Giunta regionale  n.
  8  del  15.01.04, con la quale si deliberava di nominare  il  Dr.
  Paolo  Mezzio, il Dr. Gianluca Colombino ed il Dr. Rodolfo Leanza
  quali componenti del CdA della CRIAS.
   Alla suddetta deliberazione seguiva il decreto di nomina».

                                               L'Assessore LO MONTE

   ODDO.  -  «All'Assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente   e
  all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la pesca, premesso che:

   l'Assemblea  regionale  siciliana  ha  approvato,  con  un  voto
  unanime  dell'Aula nella seduta del 16 marzo 2004, il disegno  di
  legge n. 763/A che prevede, tra l'altro, l'abolizione dei diritti
  esclusivi di pesca;

   il  comma 2 dell'articolo 1 del d.d.l. n. 763/A prevede  che  le
  concessioni,  a  fini di pesca sugli specchi  d'acqua  sui  quali
  insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti sono  attribuite
  alla  Regione, nel rispetto della normativa vigente e delle quote
  di   cattura  del  tonno  rosso  stabilite  dal  Ministero  delle
  Politiche  Agricole in osservanza del regolamento CE  n.  65  del
  1998 e successive modifiche ed integrazioni;

   gli  operatori siciliani, detentori della relativa quota  tonno,
  legittimamente sperano di potere esercitare tale pesca come  ogni
  anno;

   i  tempi  relativi al passaggio dei tonni nelle acque  siciliane
  sono ampiamente maturi;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  ed  indispensabile,  in
  attesa  della pubblicazione della legge sulla Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  siciliana, predisporre quanto  è  necessario  per
  attivare  le concessioni relative agli specchi d'acqua sui  quali
  insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti, onde assicurare
  anche per quest'anno la pesca del tonno che transita nelle acquee
  siciliane.» (1602)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  risposta  all'interrogazione  numero  1602,   si
  rappresenta quanto segue.
   L'approvazione  del  d.d.l. 763 ha determinato  l'abolizione  di
  ogni  diritto  d'esclusiva relativo all'attività di  pesca  nelle
  acque territoriali siciliane;
   tale  modifica legislativa ha comportato che lo specchio d'acqua
  antistante  l'isola  di  Favignana, ove  tradizionalmente  veniva
  esercitata  la  pesca  del tonno rosso da parte  degli  originari
  titolari  del  diritto  di  esclusiva,  possa  essere   data   in
  concessione  a  chiunque, titolare di quota di tonno,  intendesse
  continuare tale attività;
   il  comma  3  del  citato d.d.l. probabilmente per  superare  le
  difficoltà  derivanti  dall'ottenimento di concessione  demaniale
  marittima nei tempi compatibili con la campagna di pesca 2004, ha
  ritenuto  di  consentire  che  istituti  di  ricerca  di  livello
  nazionale  potessero  svolgere  nella  stessa  area  attività  di
  ricerca utilizzando le maestranze impegnate negli anni precedenti
  nell'attività di pesca di cui sopra;
   l'Assessorato  del territorio e l'ambiente con la sua  circolare
  ha  ritenuto  di  considerare il precitato comma  3  quale  unico
  applicabile per l'anno in corso. Per cui l'attività di pesca  del
  tonno  rosso  esercitata tradizionalmente con  il  sistema  della
  tonnara fissa, potrà svolgersi solo a condizione che il CNR,  che
  ne ha fatto richiesta, svolga la sua campagna anche per il 2004.
   Va  precisato,  comunque, che sia il rilascio della  concessione
  demaniale,  sia l'assegnazione della "quota tonno" non  rientrano
  nelle  competenze dell'Assessorato della cooperazione, commercio,
  artigianato e pesca.
   Pur  tuttavia, vista l'importanza socio-economica che  la  pesca
  del  tonno  riveste per l'isola di Favignana, si  è  ritenuto  di
  dover  seguire l'evolversi della vicenda apprendendo in tal  modo
  che  sarà  possibile,  anche  per il 2004,  l'attività  di  pesca
  tradizionalmente esercitata, vista la disponibilità del MIPAF  ad
  assegnare la "quota tonno" al soggetto giuridico derivante  dalla
  fusione  delle cooperative "La Mattanza e CERIPESI". Naturalmente
  questi  ultimi  dovranno dimostrare, così come  hanno  dichiarato
  all'atto  della fusione, idonea ed autonoma capacità  tecnica  ad
  installare l'impianto della tonnara fissa».

                                               L'Assessore LO MONTE

   ODDO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  cooperazione,  il commercio, l'artigianato e la  pesca,  premesso
  che:

   con  l'art.  5  della  legge  8 luglio  2003,  n.  172,  recante
   Disposizioni  per  il riordino e il rilancio  della  nautica  da
  diporto  e  del turismo nautico  è stata introdotta una  modifica
  all'art.   146  del  Codice  della  Navigazione    che   finisce,
  paradossalmente,   con   l'estendere  alle   flotte   pescherecce
  l'obbligo di trasferire le matricole delle navi dai Compartimenti
  marittimi alle Direzioni marittime;

   con  tale provvedimento viene abrogata una disposizione  che  da
  più  di  venti  anni ha permesso l'immatricolazione  dei  natanti
  mazaresi da pesca, che rappresentano la prima flotta peschereccia
  d'Italia;

   Mazara  del  Vallo  (TP)  è  stata  da  sempre  sede  di  uffici
  circondariali  marittimi autorizzati a tenere  le  matricole  dei
  motopesca,  che precedentemente erano tenute presso il  porto  di
  Trapani;

   con  il  provvedimento  di  cui al richiamato  art.  5  oggi  si
  costringe i numerosi interessati a recarsi addirittura a  Palermo
  per  il  disbrigo  delle  pratiche relative  alle  matricole  dei
  motopesca, con un grave aumento di costi e di tempi altrimenti  e
  più proficuamente impiegabili;

   per  sapere  se  non  intendano intervenire  presso  il  Governo
  nazionale  per la immediata modifica dell'art. 5 della  legge  n.
  172  del  2003 e il ripristino, per le flotte pescherecce,  delle
  disposizioni  precedentemente previste dall'art. 146  del  Codice
  della Navigazione.» (1666)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   «Risposta.  Premesso che non rientra nella competenza  assegnata
  dallo  Statuto alla Regione Siciliana né la gestione della flotta
  né tutto quanto riguarda l'iscrizione della stessa negli appositi
  registri,   in   risposta  a  quanto  argomentato  dall'onorevole
  interrogante si chiarisce quanto di seguito.
   Per  quel  che attiene la disciplina delle della pesca sportiva,
  l'Assessorato    ha   già   ultimato   le   procedure    relative
  all'emanazione del primo regolamento attuativo dell'art. 151 che,
  tra l'altro, consentirà un censimento dei pescatori che intendono
  esercitare tale attività con l'ausilio di natanti di qualsivoglia
  natura. La qualcosa, se non inciderà sull'iscrizione del natante,
  sicuramente consentirà alla Regione di avere, nell'immediato,  un
  costante   monitoraggio  numerico  e  qualitativo   dei   natanti
  esercenti l'attività di pesca sportiva.
     Per  quel  che  attiene  l'iscrizione dei  natanti  da  pesca,
  previsto  dall'art.  146 del codice della navigazione  così  come
  sostituito  dall'art. 5 della legge 172/2003,  si  chiarisce  che
  l'argomento è stato già oggetto di discussione nel corso  di  una
  serie  di incontri tenutisi con la Direzione generale della pesca
  marittima del M.I.P.A.F. tendenti a superare tutta una  serie  di
  discrasie  funzionali  che  mal si sposano  con  il  concetto  di
  decentramento amministrativo. Molte delle funzioni fino  ad  oggi
  esercitate  dallo  Stato  dovrebbero già essere  trasferite  alla
  Regione. In estrema sintesi si è già aperta una trattativa -  che
  si ritiene possa andare a buon fine - che vedrà la Regione, e per
  essa  il  Dipartimento della Pesca, impegnato nella gestione  non
  solo  della iscrizione dei natanti ma anche dell'archivio licenze
  di  pesca in atto tenuto a livello centrale. Per quanto  sopra  è
  prevedibile  che,  laddove il trasferimento di  competenze  potrà
  essere  attuato in ossequio alla normativa in vigore si procederà
  con  speditezza,  la  possibilità,  invece,  di  intervenire   in
  relazione   ai  disagi  rappresentati  dall'interrogante,   potrà
  trovare  attuazione  solo  con una modifica  di  legge  che  sarà
  inoltrata nelle sedi opportune».

                                               L'Assessore LO MONTE

   VILLARI.  -  «All'Assessore per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, premesso che la Camera di commercio  di
  Catania  possedeva  il  98% del capitale  sociale  della  società
  Promocatania  Servizi CCIAA srl (costituita  nel  1997,  divenuta
  operativa  nel  1999 e oggi in liquidazione) la  quale,  tra  gli
  scopi  principali, aveva quello di fornire servizi non finanziari
  allo stesso ente camerale e al sistema produttivo locale;

   ricordato   che  tale  finalità  venne  perseguita  direttamente
  mediante  rapporti  di mercato o, indirettamente,  attraverso  la
  Camera di Commercio, ma che dalla sua costituzione la società  ha
  agito   quasi  esclusivamente  secondo  questa  ultima  modalità,
  specializzandosi  nella  prestazione di  servizi  alla  CCIAA  di
  Catania;

   considerato che:

   il  rilancio della società avrebbe potuto passare attraverso una
  diversificazione  dei mercati di riferimento, si  sarebbe  dovuta
  ridurre  la  quota dei ricavi provenienti dal sistema camerale  e
  accrescere  invece  quella  derivante  direttamente  dal  sistema
  produttivo  locale,  riducendo la dipendenza  della  Promocatania
  Servizi   CCIAA  srl  dagli  andamenti  dell'unico   mercato   di
  riferimento, ossia il mercato delle commesse pubbliche;

   in  quella  direzione  erano  state formulate  tre  proposte  di
  convenzione riguardanti la fornitura di servizi alle imprese  nel
  campo  della  gestione  ambientale e della internazionalizzazione
  nonché  la redazione di una pubblicazione periodica sull'attività
  della Camera di commercio;

   inoltre,  erano state individuate linee programmatiche, coerenti
  con  le  finalità  statutarie,  tali  da  avviare  quel  graduale
  processo di diversificazione dei mercati di riferimento nel campo
  delle:

   1.  informazione  alle imprese e formazione  delle  risorse  che
  esse impiegano;

   2.  internazionalizzazione e cooperazione  transnazionale  delle
  piccole e medie imprese;

   3. attività di reclutamento del personale e del placement;

   per  quegli  obiettivi occorreva mobilitare risorse patrimoniali
  che, invece, il maggiore azionista non ha ritenuto di attivare  e
  che, dunque, sono mancate alla Promocatania le risorse necessarie
  per  realizzare pienamente tali piani rimanendo in una situazione
  di   stallo,   con   attività  insufficienti  a   garantirne   la
  produttività e la sua stessa funzione originaria;

   visto  che a seguito di tale situazione la società è stata messa
  in  liquidazione  con  decisione presa  dalla  maggioranza  della
  Giunta  della  Camera  di  commercio e  che  conseguentemente  il
  personale   (7   dipendenti  altamente   qualificati)   è   stato
  licenziato;

   per  sapere  se  non  ritenga opportuno  intervenire  presso  la
  Camera   di  commercio  di  Catania  -  convocando  eventualmente
  apposita  conferenza di servizi - affinché utilizzi il  personale
  licenziato,   favorendo  la  costituzione  di  apposita   società
  cooperativa  o  attraverso altri strumenti oggi  disponibili  sul
  mercato  del  lavoro, al fine di non disperdere il patrimonio  di
  esperienza  accumulato e offrire alla stessa Camera di  commercio
  quei  servizi  che altrimenti l'ente camerale non  saprebbe  come
  garantire e, nello stesso tempo, favorire quel progetto economico
  abortito  con  la  Promocatania,  ma  dimostratosi  vincente   in
  numerose  e  varie esperienze in altre città del  nostro  Paese.»
  (1976)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1976,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  Giunta della C.C.I.A.A. di Catania, con deliberazione n. 380
  del 26 ottobre 2004, atteso che la perdita complessiva registrata
  da  parte di predetta Società a carico dell'esercizio finanziario
  2004  era  quasi  esclusivamente incentrata  sugli  emolumenti  e
  relativi  oneri  riflessi  da  corrispondere  al  personale,  che
  ammontava   ad       90.000,00,   ha   ritenuto   opportuno    un
  approfondimento,  avvalendosi della consulenza del  Notaio  Carlo
  Saggio,  di  Catania,  il  quale ha  assistito  e  supportato  il
  Presidente  pro-tempore della Camera di Commercio,  all'Assemblea
  straordinaria  ed  ordinaria dei soci della Società  Promocatania
  Servizi  C.C.I.A.A. S.r.l., al fine di iniziare la procedura  più
  conducente  da  seguire  per l'estinzione dei  debiti  societari,
  tenendo conto della necessità di porre in liquidazione la Società
  de quo.
   Con  deliberazione  camerale n. 436 del  10  dicembre  2004,  la
  Giunta  Camerale  ha  deliberato di  estinguere  i  debiti  della
  predetta  Società  dando modo al liquidatore di  poter  procedere
  alla cancellazione dal Registro delle Imprese.
   Nel  mese di gennaio 2005, sono state saldate tutte le spettanze
  stipendiali  e TFR, e tutte le buste-paga sono state regolarmente
  sottoscritte e quietanzate».

                                               L'Assessore LO MONTE

   VILLARI.  - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  la
  cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato   e   la   pesca   e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   l'art.  23  del  Decreto legislativo n. 114 del  31  marzo  1998
  prevede, al fine di sviluppare i processi d'ammodernamento  della
  rete   distributiva,   la  possibilità  d'istituire   centri   di
  assistenza tecnica (CAT) alle imprese costituiti, anche in  forma
  consortile,   dalle   associazioni  di   categoria   maggiormente
  rappresentative  del  settore a livello provinciale  e  da  altri
  soggetti  interessati,  autorizzati dalla  Regione  all'esercizio
  delle attività previste nello statuto;

   il  comma 2 del succitato art. 23 dispone che i centri svolgono,
  a  favore  delle  imprese, attività di assistenza  tecnica  e  di
  formazione  e aggiornamento in materia di innovazione tecnologica
  e  organizzativa,  gestione economica  e  finanziaria  d'impresa,
  accesso ai finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela dei
  consumatori, tutela dell'ambiente, igiene e sicurezza sul  lavoro
  e  altre  materie  eventualmente previste dallo  statuto,  nonché
  attività   finalizzate  alla  certificazione  di  qualità   degli
  esercizi commerciali;

   l'art.  26, comma 1, della legge regionale n. 28 del 22 dicembre
  1999  dispone  che l'autorizzazione all'esercizio delle  attività
  svolte  dai centri di assistenza tecnica di cui all'art.  23  del
  Decreto  legislativo  n.  114  del 31  marzo  1998  è  rilasciata
  dall'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca,  previo  parere  dell'Osservatorio
  regionale per il commercio;

   il   Decreto  del  Ministro  dell'Industria,  del  Commercio   e
  dell'Artigianato  del  30 marzo 2000, recante  'Ripartizione  del
  fondo per gli investimenti agevolati alle imprese di cui all'art.
  52  della  legge  23  dicembre 1998, n. 488', nella  ripartizione
  delle   risorse  assegnate  per  l'anno  2000,  ha  previsto   lo
  stanziamento  di  euro 25.822.844,95, pari a £  50  miliardi,  da
  destinare  al cofinanziamento dei programmi regionali riguardanti
  i centri di assistenza tecnica;

   la  Regione siciliana a favore dei centri di assistenza tecnica,
  esitato   dall'Assessore  regionale  per  la   cooperazione,   il
  commercio,  l'artigianato e la pesca, ha  proposto  il  programma
  attuativo, in data 14 dicembre 2001, a norma dell'art.  20  dello
  Statuto regionale;

   il  Decreto  del Ministro delle Attività Produttive -  direzione
  generale per il coordinamento degli incentivi alle imprese -  del
  15  febbraio 2002 ha approvato il suddetto programma,  a  seguito
  del  parere  favorevole espresso dal comitato  di  valutazione  e
  sorveglianza, di cui al punto 6 della deliberazione CIPE 5 agosto
  1998, nella seduta del 5 febbraio 2002;

   l'art.  2  del suddetto decreto prevede la concessione a  favore
  della  Regione  siciliana di un contributo di euro  3.409.648,45,
  pari  a  £  6.602.000.000,  per  la  realizzazione  del  suddetto
  programma, che sarà erogato nella misura del 50% dello stesso,  a
  titolo   di   acconto,  subordinatamente  alla  trasmissione   al
  Ministero  dei provvedimenti attuativi relativi al riconoscimento
  dei  centri  di  assistenza  tecnica e  alle  modalità  del  loro
  funzionamento  e,  a  saldo,  in  relazione  ai  risultati  della
  verifica finale;

   l'art.  36,  comma 2, della legge regionale n. 6  del  3  maggio
  2001  dispone il cofinanziamento regionale dei programmi a favore
  dei  centri di assistenza tecnica di cui all'art. 23 del  decreto
  legislativo  n.  114  del 31 marzo 1998, determinandolo  in  euro
  3.409.648,45 pari a £ 6.602.000.000;

   considerato che:

   la  Regione  siciliana  ha emanato le disposizioni  relative  ai
  criteri  per  la  concessione  dell'autorizzazione  all'esercizio
  delle  attività svolte dai centri di assistenza tecnica,  di  cui
  all'art. 26 della legge regionale n. 28 del 22 dicembre  1999,  e
  per  l'accesso ai previsti contributi in favore degli stessi  per
  la somma complessiva di euro 6.819.296,90;

   ai  sensi  dell'art.  26  della legge regionale  n.  28  del  22
  dicembre  1999,  ha decretato (GURS Parte I n. 6  del  2003)  che
  l'autorizzazione all'esercizio delle attività svolte  dai  centri
  di assistenza tecnica, di cui all'art. 23 del Decreto legislativo
  n.  114  del 31 marzo 1998, costituiti nell'ambito del territorio
  della Regione siciliana è rilasciata dall'Assessore regionale per
  la  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca,  previo
  parere dell'Osservatorio regionale per il commercio;
   rilevato che:

   l'accesso  ai  previsti  contributi  in  favore  dei  centri  di
  assistenza  tecnica autorizzati dalla Regione  siciliana,  previo
  parere  dell'Osservatorio regionale per il commercio,  ammonta  a
  euro 6.819.296,00;

   l'Osservatorio  regionale per il commercio  ha  espresso  parere
  favorevole per circa n. 90 centri di assistenza tecnica e che gli
  stessi   avranno  regolare  riconoscimento  giuridico  da   parte
  dell'Assessorato  regionale  della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato e della pesca;

   l'accesso previsto ai contributi in favore dei CAT, pari a  euro
  6.819.296,90   ha  consentito  fino  ad  ora  di   ammettere   al
  riconoscimento economico n. 66 centri di assistenza tecnica;

   per  sapere  se  sussistano elementi  concreti  e  quali  misure
  intendano adottare per fare in modo di aumentare la disponibilità
  dei  benefici  economici per i CAT e ammettere al  riconoscimento
  economico i CAT che hanno avuto solo il riconoscimento giuridico,
  ivi compresa la possibilità di provvedere ad una ripartizione dei
  benefici economici iniziali per n. 90 unità di CAT.» (2103)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2103,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'art. 23 del D.Lgs 114/98 dispone che, al fine di sviluppare  i
  processi  di  ammodernamento  della rete  distributiva,  "possono
  essere  istituiti  centri di assistenza alle imprese,  costituiti
  anche  in  forma  consortile,  dalle  associazioni  di  categoria
  maggiormente rappresentative del settore a livello provinciale  e
  da  altri soggetti interessati" e che gli stessi sono autorizzati
  dalla Ragione all'esercizio delle attività previste nello statuto
  con modalità da definirsi con apposito decreto.
   L'art.   26,   comma   1,   della  l.r.   28/99   dispone   che,
  l'autorizzazione all'esercizio delle attività svolte  dai  centri
  di  assistenza  tecnica di cui all'art. 23 del D.  Lgs  114/98  è
  rilasciata   dall'Assessore  regionale   per   la   cooperazione,
  commercio,  artigianato e pesca, previo parere  dell'Osservatorio
  regionale per il commercio.
   Con  decreto  del  Ministero  dell'industria,  del  commercio  e
  dell'artigianato del 30.03.2000, recante "ripartizione del  fondo
  per  gli  interventi agevolati alle imprese, di cui  all'art.  52
  della  legge  n.  448  del 23.12.1998", nella ripartizione  delle
  risorse   assegnate  per  l'anno  2000,  è  stato   previsto   lo
  stanziamento  di    25.822.844,95 da destinare al cofinanziamento
  dei  programmi  regionali  riguardanti  i  centri  di  assistenza
  tecnica.
   Con  successivo decreto del Ministero delle Attività  Produttive
  -  Direzione  Generale per il Coordinamento degli incentivi  alle
  Imprese  - del 15.02.2002, il programma attuativo proposto  dalla
  Regione  Siciliana  è  stato  approvato  a  seguito  del   parere
  favorevole  espresso dal Comitato di Valutazione e  Sorveglianza,
  di  cui al punto 6 della deliberazione CIPE dl 05.08.1998,  nella
  seduta del 05.02.02.
   Successivamente,  per  l'attuazione  del  suddetto  programma  è
  stato  emanato il D.A. n. 32 del 14.01.03, pubblicato nella  GURS
  n.  6  del  31.01.03,  con  il  quale questa  Amministrazione  ha
  approvato  le disposizioni relative ai criteri per la concessione
  dell'autorizzazione  all'esercizio  delle  attività  svolte   dai
  centri   di  assistenza  tecnica  e  per  l'accesso  ai  previsti
  contributi.
   Con  DDG n. 3403 del 28.11.03, vistato dalla Ragioneria centrale
  Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca in  data
  09.12.03,  pubblicato nella GURS n. 1 del 2 gennaio  2004,  si  è
  provveduto  ad approvare la graduatoria dei soggetti  ammessi  ai
  previsti  benefici sulla base della sussistenza  dei  criteri  di
  priorità nell'ordine stabilito dall'art. 6 comma 3 del D.A. n. 32
  del 14 gennaio 2003 con esaurimento progressivo.
   A   seguito   della  pubblicazione  del  suddetto  DDG,   questa
  Amministrazione   regionale   ha   emesso   i   singoli   decreti
  assessoriali di autorizzazione all'esercizio delle attività e  di
  concessione  del  beneficio  per la  realizzazione  del  progetto
  presentato, pubblicati nella GURS n. 26 del 18 giugno 2004.
   A   tal   proposito  si  rappresenta  che,  l'entità  dei  fondi
  destinati  non  ha  consentito di soddisfare  la  totalità  delle
  domande di ammissione al contributo presentate.
   Al  riguardo, comunque, si è già considerato di procedere ad  un
  monitoraggio  ed  eventuali  revoche  dei  centri  di  assistenza
  tecnica ammessi ai previsti benefici.
   L'adozione    dei   superiori   provvedimenti   consentirà    lo
  scorrimento  della  graduatoria  e  l'emanazione  di   successivi
  decreti di concessione dei benefici».

                                               L'Assessore LO MONTE

   VITRANO-ORTISI-GALLETTI-MANZULLO-SPAMPINATO.  -  «Al  Presidente
  della  Regione, all'Assessore per la cooperazione, il  commercio,
  l'artigianato e la pesca e all'Assessore per i beni  culturali  e
  ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che con nota n.
  52563/C.S.  del 16/03/2005 del settore centro storico del  comune
  di Palermo è stato richiesto alla Direzione del mercato ittico di
  attestare  la  disponibilità dal 30 giugno 2005 dell'edificio  di
  competenza,  destinato  ad  essere demolito,  in  attuazione  del
  Progetto  esecutivo per la realizzazione del 'Parco  archeologico
  del Castello a mare;

   considerato che la proposta, avanzata dal comune, di  trasferire
  il  mercato  ittico presso il mattatoio comunale non tiene  conto
  delle  norme  sanitarie,  previste dai regolamenti  comunitari  e
  nazionali;

   ritenuto  che  il  mercato ittico di Palermo (finanziato  con  i
  fondi  messi  a disposizione dagli stessi operatori della  pesca)
  rappresenti un riferimento importantissimo, nel vasto  territorio
  della  Sicilia occidentale, in quanto punto di arrivo del pescato
  proveniente   dal  Trapanese  e  dalla  provincia  di   Agrigento
  (Lampedusa,  Sciacca,  Porto Empedocle e  Licata)  sprovvisti  di
  mercati ittici all'ingrosso;

   constatato  che  le  soluzioni  alternative  ad  oggi  proposte,
  perché  possano  essere realizzate, necessitano  di  tempi  molto
  lunghi, con il concreto rischio di dover bloccare l'attività  del
  mercato;

   verificato  che il comune di Palermo non ha ancora  disposto  la
  necessaria  proroga  alla data del 30/06/2005,  ponendo  così  le
  premesse per la perdita di numerosissimi posti di lavoro;

   accertato  che  il  mercato ittico di Palermo,  costruito  prima
  dell'anno  1950,  è  soggetto  a tutela  in  quanto  'archeologia
  industriale' e quindi da salvaguardare per disposizione di legge;

   per   sapere  se  non  ritengano  opportuno  organizzare  ovvero
  sollecitare  una conferenza di servizi che veda la partecipazione
  degli   operatori   del   mercato   ittico   di   Palermo,    dei
  rappresentanti  dell'Assessorato della  cooperazione,  commercio,
  artigianato  e  pesca, della Prefettura, della  Provincia,  della
  Camera  di  Commercio e delle organizzazioni  di  categoria,  con
  l'obiettivo  di  individuare la soluzione meno  dannosa  per  gli
  operatori del mercato ittico di Palermo.» (2227)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  2227,  si
  rappresenta che, su medesima richiesta di questa Amministrazione,
  l'Assessorato   ai   mercati  ittici   Mattatoio   comunale,   ha
  comunicato,  con  nota  prot. n. 308 dell'1  settembre  2005,  il
  mercato  ittico  di  Palermo non sarà più  trasferito  presso  il
  Mattatoio   comunale  e  rimarrà  nell'attuale  sito  fino   alla
  realizzazione della nuova sede».
                                               L'Assessore LO MONTE

   VILLARI-ODDO-PANARELLO. - «All'Assessore  per  la  cooperazione,
  il   commercio,  l'artigianato  e  la  pesca,  premesso  che   le
  organizzazioni  artigianali  hanno proclamato  una  settimana  di
  mobilitazione della categoria per il pagamento dei  contributi  a
  fondo perduto per gli investimenti effettuati fino al giugno  del
  2001  ai  sensi degli articoli 43 e 47 della legge  regionale  18
  febbraio 1986, n. 3;

   visto   che  la  crisi  dell'artigianato  rende  indispensabile,
  soprattutto  in  ragione della crisi economica più  generale  che
  coinvolge  il  Mezzogiorno e il Paese, l'immediata erogazione  di
  quei  fondi,  i quali, tuttavia, restano insufficienti  per  fare
  fronte ai costi attuali e alle esigenze di adeguamento al mercato
  da parte delle imprese, nonostante l'intervento delle Province  a
  parziale  anticipazione  delle somme spettanti  (a  Catania,  per
  esempio,  la  Provincia regionale ha deciso di intervenire  entro
  luglio  del corrente anno anticipando la copertura per il periodo
  dal febbraio 1999 al giugno 2001);

   per sapere:

   quali  ragioni  ostino  al  pagamento  dei  contributi  a  fondo
  perduto  per  gli  investimenti di cui sopra effettuati  fino  al
  giugno  2001, costringendo le Province regionali ad  impegnare  a
  tale scopo, quali anticipazioni, somme altrimenti utilizzabili;

   quali ragioni ostino al pagamento dei contributi spettanti  alle
  ditte che hanno assunto apprendisti;

   se  non  ritenga  opportuno e urgente adottare tutte  le  misure
  atte  a  garantire  l'erogazione del credito agevolato  da  parte
  della  CRIAS oltre che la nomina del Consiglio di amministrazione
  della  stessa,  al fine di consentire una gestione democratica  e
  trasparente;

   se  non  valuti  necessaria l'immediata  adozione  di  misure  a
  sostegno  dei consorzi fidi di garanzia che assicurano interventi
  mutualistici a favore delle imprese artigiane;

   se  non  ritenga  di  dover fare proprio il  progetto  di  legge
  presentato  dai  sottoscritti che indica le misure  necessarie  e
  utili  per  risolvere definitivamente il problema  del  ritardato
  pagamento di quanto spettante alle ditte artigiane.» (2265)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2265,  si
  rappresenta quanto segue.
   Le  misure  in favore dell'Artigianato, finanziate con  i  fondi
  regionali,   si   possono  ricondurre  fondamentalmente   a   due
  iniziative:
   contributo  a sostegno dell'apprendistato previsti  dagli  artt.
  27  e  28 della l.r. 3/86 erogati per il tramite delle Camere  di
  Commercio;
   contributi   in  conto  capitale  per  la  realizzazione   degli
  interventi previsti dagli artt. 43 e 47 della l.r. 3/86.
   Con   specifico  riferimento  alla  prima  categoria  di  aiuti,
  concepiti   in   favore  dell'occupazione,  l'Assessorato   della
  cooperazione,   commercio,  artigianato  e  pesca   gestisce   il
  trasferimento alle Camere di Commercio dei fondi impegnati per il
  pagamento  delle istanze presentate dalle imprese artigiane  fino
  all'anno 2000.
   Per  gli  anni successivi al 2000, ai sensi dell'art.  50  della
  l.r.  32/00, le competenze in materia di apprendistato sono state
  trasferite all'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
  sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione.
   La   fissazione  al  30.06.05  del  termine  perentorio  per  la
  regolarizzazione delle domande di ammissione ai contributi di che
  trattasi  da parte degli artigiani interessati, sancito dall'art.
  27  della  l.r. 5/05, ha consentito alle Camere di  Commercio  di
  trasmettere   all'Assessorato  della   cooperazione,   commercio,
  artigianato  e  pesca,  al  fine del trasferimento  dei  relativi
  fondi,  soltanto  le  istanze  regolarizzate  entro  il  suddetto
  termine,  e  permetterà, nel contempo di definire nel  corso  del
  prossimo  anno,  il  fabbisogno  finanziario  di  cui  le  stesse
  necessitano per soddisfare il pagamento dei contributi  richiesti
  con tutte le istanze inviate.
     Per quanto attiene alla seconda categoria di provvidenze, si è
  già  provveduto, in osservanza all'art. 90 della  l.r.  17/04,  a
  predispone   il   decreto   (in  corso   di   pubblicazione)   di
  riconoscimento  del  debito,  non  soddisfatti  con  i  fondi  di
  bilancio  delle Province competenti, nei confronti delle  imprese
  artigiane aventi diritto ai contributi previsti dagli artt. 43  e
  47  della  l.r. 3/86 per tutti gli anni pregressi fino alla  data
  del 31.7.01.
      Si   sottolinea  che  l'esiguità  delle  risorse  finanziarie
  stanziate  con  l'art.  90  della l.r.  17/04  nel  documento  di
  programmazione regionale per l'anno 2005 e per le successive nove
  annualità,  pari  complessivamente  a  25  milioni  di   ,  potrà
  soddisfare le aspettative degli interessati soltanto nella misura
  del 23,73% del contributo spettante a ciascun beneficiario.»

                                               L'Assessore LO MONTE

   MICCICHE'.  - «All'Assessore per la cooperazione, il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, premesso che:

   dopo  un  lungo periodo di commissariamenti (dal 9 gennaio  2002
  all'aprile  2004)  dell'Istituto regionale per  il  credito  alla
  cooperazione   (IRCAC)  è  stato  ricomposto  il   Consiglio   di
  amministrazione con D.P. n. 95 del 13 aprile 2004; che esso si  è
  insediato il 29 aprile 2004 presso i locali dell'Assessorato  per
  la  cooperazione  e  che il componente  designato      dall'AGCI-
  Sicilia   e  dall'UNCI-Sicilia nell'agosto del 2001  è  il  dott.
  Vincenzo   Minagra,  all'epoca  presidente  regionale  dell'AGCI-
  Sicilia;

   con  nota prot. 1151 del 16 luglio 2004 l'AGCI-Sicilia e l'UNCI-
  Sicilia chiedevano la sostituzione del dott. Vincenzo Minagra con
  il  dott.  Ciro  Di Vuolo in quanto era venuto meno  il  rapporto
  fiduciario con il primo (vedi commissariamento della AGCI-Sicilia
  del 10 maggio 2004);

   con  nota  prot.  1501  del 6 ottobre 2004  l'Assessorato  della
  cooperazione  informava  l'AGCI  (e  non  l'UNCI)  che  non   era
  possibile  procedere  alla  sostituzione  in  quanto  il   parere
  dell'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana  n.  20
  del 1999 aveva già trattato la fattispecie;

   con  nota  prot. 1795 del 29 novembre 2004 lo stesso Assessorato
  della  cooperazione informava il dott. Vincenzo Minagra  che  era
  stata  iniziata la procedura per la sua sostituzione in  seno  al
  C.d.A. dell'IRCAC;

   il  dott.  Minagra richiedeva l'accesso agli atti. In seguito  a
  tale richiesta, gli venivano fornite, con lettera prot. 1905  del
  22  dicembre 2004, tre note: le prime citate in precedenza, la n.
  1151  dell'AGCI  ed  UNCI  e  la n. 1501  dell'Assessorato  della
  cooperazione, nonché una nota a sola firma dell'AGCI, prot.  1469
  del  20  ottobre 2004, in cui di fatto si argomentano motivazioni
  tutte interne alla Associazione generale cooperative italiane che
  non possono essere influenti sulle scelte già operate dal Governo
  regionale;  peraltro, nella nota prot. 1932 del 10 dicembre  2004
  inviata al dott. Minagra, il Presidente dell'UNCI, dott. Pasquale
  Amico,  oltre  che  ribadire la fiducia  personale  e  della  sua
  Organizzazione, scriveva: 'non abbiamo difficoltà a  riconfermare
  la designazione già effettuata dall'UNCI Sicilia quale componente
  del  CdA  dell'IRCAC  per  la tua professionalità  e  spirito  di
  servizio per il movimento cooperativo';

   considerato che:

   la  Giunta  regionale, con deliberazione n. 279  del  10  giugno
  2005,  ha  deliberato la sostituzione del dott. Minagra Vincenzo,
  quale componente del Consiglio di amministrazione dell'IRCAC, con
  il dott. Di Vuolo Ciro;

   nelle  considerazioni  che precedono la  delibera  della  Giunta
  regionale  viene  citata la nota n. 1151 di AGCI  ed  UNCI  nella
  quale  si  stigmatizza il venir meno della fiducia nei  confronti
  del dott. Minagra: fin qui tutto comprensibile;

   anche  il  riferimento  agli artt. 8  e  9  della  l.r.  10/1991
  sarebbe pertinente se subito dopo non si facesse riferimento alla
  delibera del 4 novembre 2004 dell'AGCI nazionale;

   non  risulta,  infatti, negli atti consegnati al  dott.  Minagra
  alcunché  relativo a quella delibera, che è stata  notificata  al
  medesimo  dall'AGCI  nazionale senza alcuna  motivazione,  e  ciò
  anche dopo richiesta esplicita dell'interessato;

   risulta,  inoltre,  difficilmente comprensibile  un  cambiamento
  così  repentino della Giunta regionale rispetto a quanto espresso
  nella già citata nota 1501 del 6 ottobre 2004;

   dato che:

   a  tutt'oggi la presidenza nazionale dell'AGCI non ha comunicato
  le motivazioni che hanno portato a tale decisione;

   vi  è  il  ragionevole  sospetto  che  detto  provvedimento  sia
  completamente illegittimo per almeno due motivi:

   1)  nella riunione della presidenza nazionale dell'AGCI  del  10
  maggio  2004  era  presente  anche il  dott.  Minagra  in  quanto
  componente  di diritto della presidenza nazionale; il  Presidente
  Zaffi, prima che venisse letta la 'requisitoria' del responsabile
  nazionale  della  pesca Buonfiglio, ha fatto uscire  'l'imputato'
  Minagra (alla faccia del diritto di difesa );

   2)  nell'o.d.g.  della convocazione non figurava la  discussione
  sul commissariamento;

   alla  discussione  del  ricorso,  presentato  dalla  maggioranza
  dell'ex  direttivo  regionale siciliano il  21  maggio  2004,  il
  presidente  nazionale  ha  ritenuto  di  non  dovere  invitare  i
  firmatari  del ricorso, anzi, a scanso di pericolo di  interventi
  fuori  dal  coro,  non  è  stato invitato nemmeno  un  componente
  eletto,  il sig. Massimo Rosso di Catania, poi anch'egli  espulso
  dall'AGCI senza che gli venissero fornite motivazioni;

   a  proposito  dell'espulsione del dott. Minagra  dall'AGCI,  per
  tornare  al  riferimento della delibera di    Giunta,     risulta
  incomprensibile   come un'associazione di cooperative espella  un
  individuo che comunque, essendo l'associazione commissariata, non
  ricopriva  alcuna carica. Ma ammesso che tutto ciò avesse  senso,
  bisogna pure motivare e consentire un'eventuale difesa;

   è  opportuno   sottolineare che detto commissariamento  è  stato
  deliberato   dalla   presidenza   nazionale   dell'AGCI   facendo
  allontanare  dalla riunione il dott. Minagra,  il  quale  non  ha
  potuto  difendersi né tanto meno conoscere i motivi specifici  di
  tale drastico provvedimento, anche dopo la richiesta scritta  del
  15 maggio 2004;

   ritenuto che:

   quanto    sopra   esposto   dimostri   inequivocabilmente    che
  all'interno  dell'AGCI  vi sono stati  o  vi  sono  dei  problemi
  interni che i dirigenti vogliono scaricare sulle Istituzioni;

   queste ultime non possono assecondare le 'esigenze' di questa  o
  quella associazione in base agli 'amici' che la governano  in  un
  dato periodo;

   tale  atteggiamento  metterebbe a grave rischio  la  credibilità
  degli enti pubblici, considerato che ogni problema interno ad una
  associazione  rappresenterebbe un  potenziale  cambiamento  nella
  composizione degli enti;

   tale  situazione sarebbe foriera di un 'balletto'  di  nomine  e
  revoche  quantomeno  imbarazzante e senz'altro  paralizzante  per
  l'attività delle Istituzioni;

   considerare  le  implicazioni  di un  tale  precedente  dovrebbe
  essere nell'interesse della Giunta regionale;

   tale  impostazione  era  stata  fatta  propria  dall'Assessorato
  della cooperazione con la nota 1501 del 6 ottobre 2004;

   per sapere:

   se,  considerato  che si tratta di nomina a  tempo  determinato,
  intenda  applicare quanto specificato più volte dal Consiglio  di
  Stato  ovvero che 'la designazione di rappresentanti nel seno  di
  organi  collegiali non è revocabile da parte del  designante  nel
  caso  di  nomina  a  tempo  determinato, dovendo  ritenersi  che,
  durante la carica, la nomina non possa venire meno se non per  il
  verificarsi  di  eventi decadenziali oggettivi',  e  considerare,
  come  già  sottolineato dall'Ufficio legislativo e  legale  della
  Regione  siciliana, che 'laddove, infatti, dovesse risultare  che
  si  tratti  di nomina a tempo determinato e che nessuna oggettiva
  ragione di decadenza del rappresentante dal suo ufficio sia stata
  posta   a   base  della  delibera  di  revoca,  ne  conseguirebbe
  l'inefficacia della designazione sostitutiva';

   se  il  Governo  intenda  informare  l'Assemblea  regionale  sui
  motivi  di  un tale improvviso cambiamento di rotta e,  a  questo
  punto,  se  l'IRCAC sia un ente pubblico governato dall'AGCI,  la
  quale  può  cambiare  i  consiglieri  di  amministrazione  a  suo
  piacimento;

   se  dobbiamo  aspettarci un valzer di nomine e revoche  ad  ogni
  cambiamento   nei  vertici  delle  associazioni   del   movimento
  cooperativo;

   cosa  pensi  la  Giunta  regionale  rispetto  all'attualità  del
  principio    di   carattere   generale,   espresso   dall'Ufficio
  legislativo  e  legale  nel  parere  n.  20  del  1999,  'che  il
  rappresentante  di interessi pubblici, non vincolato  da  mandato
  imperativo,   sia   libero  nella  determinazione   del   proprio
  comportamento, non riferibile alla gestione di un singolo affare,
  ma  all'esercizio di una funzione in seno all'Ente e,  per  esso,
  all'organo  collegiale  di cui è stato chiamato  a  far  parte'.»
  (2312)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2312,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  D.P. n. 95/Serv. 1 /U O.1/S.G. del 13 aprile 2004  è  stato
  ricostituito il consiglio di amministrazione dell'IRCAC, tra  cui
  i   componenti  è  stato  nominato  il  dott.  Vincenzo  Minagra,
  designato  dall'A.G.C.I. e dall'U.N.C.I., come da prot.  N.  1733
  del 28 agosto 2001.
   Con  nota prot. N. 1151 del 16 luglio 2004 l'A.G.C.I. Sicilia  e
  l'U.N.C.I.  hanno  trasmesso la designazione del  dott.  Ciro  Di
  Vuolo   quale   componente  del  consiglio   di   amministrazione
  dell'IRCAC,  in sostituzione del dott. Vincenzo Minagra,  essendo
  venuto meno il rapporto di fiducia.
   In  una prima fase di valutazione, questa Amministrazione, sulla
  base del parere n. 20 del 1999, espresso dall'Ufficio Legislativo
  e legale della Regione siciliana, ha comunicato all'A.G.C.I., con
  nota  prot.  n.  1501  del 6 ottobre 2004  che  la  designazione,
  essendo  un atto ricettizio, non può essere oggetto di revoche  o
  modifiche  successivamente all'emanazione  del  provvedimento  di
  nomina   dei   componenti   dell'organo   collegiale   da   parte
  dell'autorità competente.
   In   riscontro   alla  suddetta  comunicazione   l'A.G.C.I.   ha
  trasmesso la nota prot. n. 1469 del 20 ottobre 2004, sottoscritta
  dal  dott.  Rosario  Alfieri che evidenziava il  venir  meno  del
  rapporto  di  fiducia tra l'Associazione ed il  dott.  Minagra  a
  causa dei comportamenti assunti dallo stesso in seno al Consiglio
  di  amministrazione dell'IRCAC, che a parere del  dott.  Altieri,
  "hanno rischiato di compromettere l'immagine dell'AGCI".
   Da   ulteriori,  successivi,  approfondimenti  effettuati  sulla
  controversa problematica, è emerso che il Servizio Artigianato di
  questo  Assessorato aveva già affrontato una fattispecie similare
  a  quella in argomento ed aveva conclusivamente ritenuto di dover
  procedere  alla sostituzione richiesta, motivando tale  decisione
  con  l'intervenuta sentenza n. 1184/98, nelle cui motivazioni  il
  T.A.R.  di  Palermo  sostiene  il principio  di  ordine  generale
  secondo  il  quale  deve  persistere  un  rapporto  di  carattere
  fiduciario tra componente nominato ed ente rappresentato,  venuto
  meno,  nella  fattispecie, tra l'A.G.C.I. ed  il  dott.  Vincenzo
  Minagra.
   Per  tale  motivo, questa Amministrazione ha ritenuto  di  poter
  esitare la richiesta di sostituzione del componente del consiglio
  d'amministrazione ed ha trasmesso, ai sensi degli  artt.  8  e  9
  della  l.r.  10/91, la comunicazione dell'avvio del  procedimento
  all'interessato,  il quale ha chiesto di poter accedere  a  tutti
  gli atti del procedimento amministrativo.
   Il  dott.  Minagra,  in  seguito all'accesso  ai  documenti,  ha
  trasmesso  a  questa  Amministrazione, una nota  nella  quale  ha
  evidenziato   che   la  revoca  del  mandato  all'amministrazione
  dell'IRCAC trova la sua disciplina nelle norme del codice  civile
  ed  in  particolare  in quelle riguardanti le S.p.A.  (art.  2383
  c.c.), a mente delle quali la revoca può avvenire solo per giusta
  causa,  salvo il risarcimento dei danni (cfr Tribunale di  Napoli
  10 maggio 2001 in Giur. Commerciale 2002, II, 495).
   Alla  citata  nota, il dott. Minagra ha, altresì,  allegato  una
  lettera indirizzatagli dall'U.N.C.I. in cui il Presidente,  dott.
  Pasquale Amico, firmatario anch'egli della nota prot. n. 1151 del
  16  luglio 2004, con la quale era stata richiesta la sostituzione
  del  consigliere, rinnovava allo stesso dott. Minagra la  fiducia
  della  sua organizzazione e la sua personale per l'operato svolto
  e   da   svolgere  in  futuro  in  seno  all'organo  di  gestione
  dell'IRCAC.
   Per    completezza   di   informazione   si   rappresenta   che,
  erroneamente,  la  comunicazione di  avvio  del  procedimento  di
  sostituzione è stata trasmessa per conoscenza solo all'A.G.C.I. e
  soltanto  in  data  successiva l'U.N.C.I. è stata  informata  del
  procedimento di sostituzione del dott. Minagra.
   L'A.G.C.I.,  con  nota  prot. n. 106 del  24  gennaio  2005,  ha
  trasmesso  la delibera di esclusione del dott. Minagra  da  parte
  della Presidenza nazionale dell'Associazione; per quanto riguarda
  I'U.N.C.I.,  non  è ancora pervenuto, ad oggi,  nessun  riscontro
  alla suddetta comunicazione.
   Questa  Amministrazione,  valutando  non  fondate,  rispetto  al
  richiamato orientamento giurisprudenziale, le motivazioni addotte
  dal   dott.   Minagra,  ha  ritenuto  opportuno  proseguire   nel
  procedimento  di  sostituzione ed ha  trasmesso  alla  Segreteria
  Generale  della  Presidenza della Regione, con  foglio  prot.  n.
  512/05/798  del  10 maggio 2005, la nota di designazione  con  la
  relativa documentazione di supporto, per gli adempimenti  di  cui
  all'art. 7 della l.r. 212/79.
   Con  D.P. n. 176/Serv. 1 /S G. del 12 luglio 2005, il Presidente
  della  Regione siciliana ha revocato la nomina di componente  del
  consiglio di amministrazione dell'IRCAC al dott. Vincenzo Minagra
  e attribuito il medesimo incarico al dott. Ciro Di Vuolo.
   Il   suddetto   procedimento  è  stato  impugnato   -   in   via
  giurisdizionale-  dal  dott.  Minagra  con  ricorso  proposto  al
  Tribunale  amministrativo  regionale  della  Sicilia,   sede   di
  Palermo,  che  con ordinanza del 20 ottobre 2005 ha  respinto  la
  domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento».

                                               L'Assessore LO MONTE

   VITRANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  cooperazione,  il commercio, l'artigianato e la  pesca,  premesso
  che,  la mancata attivazione delle procedure per avviare il piano
  di  risanamento, previsto dalla legge regionale 28 dicembre 2004,
  n.  18,  rende  sempre più insostenibile la grave crisi,  che  da
  qualche  tempo minaccia stipendi e posti di lavoro dei dipendenti
  dell'ente Fiera di Palermo;

   ritenuto  che  la  scelta  premeditata,  compiuta  dal   Governo
  regionale  e  dalla  maggioranza che lo  sostiene,  di  escludere
  l'ente  Fiera di Palermo dai contributi, previsti per  quella  di
  Messina, ha contribuito ulteriormente a frenarne lo sviluppo;

   accertato  che  il  grave  deficit contabile  determinato  dallo
  sperpero  di  denaro pubblico (mega consulenze, assunzioni  senza
  copertura  finanziaria, annacquamento di   bilancio,   enormi  ed
  ingiustificabili spese di rappresentanza, assunzioni di dirigenti
  destinati  ad  uffici  inesistenti), e quindi dall'irresponsabile
  gestione degli amministratori, che in questi ultimi anni si  sono
  succeduti  nella  gestione  dell'ente,  espressione  dell'attuale
  maggioranza  di Governo, rischia di scaricarsi sulle  spalle  dei
  dipendenti,  vittime,  fra l'altro, di  atteggiamenti  ostili  da
  parte  degli  stessi  amministratori che, non  hanno  mai  voluto
  ascoltarli  nella definizione di un piano in grado di far  uscire
  l'ente dalla disastrosa situazione di crisi;

   considerato  che si rende ormai necessario e non più  rinviabile
  procedere  all'attivazione di una linea di credito straordinaria,
  da parte delle banche, per garantire retribuzioni e forniture, al
  fine  di  non bloccare le manifestazioni fieristiche future,  che
  fra l'altro consentirebbero di guadagnare il tempo necessario per
  trovare  una  adeguata e stabile soluzione per  il  personale  in
  esubero;

   per  sapere  quali  provvedimenti urgenti si intendano  adottare
  per  sbloccare una situazione, divenuta ormai insostenibile,  che
  rischia  di  degenerare  in scontri la  cui  portata,  sul  piano
  sociale, è facilmente immaginabile.» (2441)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2441,  si
  rappresenta che, con D.A. del 7 ottobre 2005, è stato nominato il
  Commissario straordinario, avv. Giovanna Livreri, con il  compito
  di predispone un piano di risanamento e rilancio dell'Ente.
   Il  predetto Commissario ha già prodotto due relazioni,  con  le
  quali viene esaminato l'attuale stato di funzionalità dell'Ente e
  vengono   proposte  le  linee  progettuali,  anche  di  carattere
  finanziario, che dovrebbero presiedere al progetto di risanamento
  e sviluppo dello stesso.
   Su  richiesta dello stesso Commissario, con successivo  D.A.  n.
  317/ Gab. del 7 novembre 2005, sono stati conferiti allo stesso i
  poteri di straordinaria amministrazione per la sottoscrizione  di
  accordi  di  mobilità riguardanti il personale  dell'Ente,  anche
  mediante distacco, con l'Ufficio Unità di crisi della Regione.
   Le    predette    proposte    sono   attualmente    al    vaglio
  dell'Amministrazione».

                                               L'Assessore LO MONTE

   INCARDONA.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
  che:

   la   marineria   siciliana,  e  di  Scoglitti  in   particolare,
  attraversa un periodo di grave crisi economica;

   nel  corso degli ultimi anni gli operatori della pesca  si  sono
  esposti con il sistema bancario e creditizio;

   riguardo  alla  liquidazione del fermo  biologico,  pur  essendo
  state  stanziate  le somme, le Capitanerie competenti  non  hanno
  ancora proceduto all'erogazione delle stesse;

   il  perdurare di tale condizione potrebbe condurre a  disastrose
  conseguenze economiche ed occupazionali nel comparto,  facilmente
  ipotizzabili;

   per sapere quali provvedimenti urgenti intenda intraprendere  il
  Governo  della Regione per far sì che le somme stanziate  per  il
  fermo  biologico vengano erogate agli operatori  della  pesca  in
  tempi  celeri  e  dare  in  tal modo sollievo  alle  migliaia  di
  famiglie  che  attendono   l'erogazione      del  finanziamento.»
  (2475)

   Risposta.  In  riferimento all'interrogazione  numero  2475,  si
  specifica quanto segue.
   Il  piano  di  protezione delle risorse acquatiche anno  2004  è
  stato  approvato  con i DD.AA. n. 54 del 28.07.04  e  n.  61  del
  30.07.04.
   L'aiuto  di che trattasi (Aiuto di Stato N. 33/B2004  -  arresto
  temporaneo  2004) è stato notificato dal Mipaf  alla  D.G.  Pesca
  della  Commissione Europea, in uno al piano di  protezione  delle
  risorse  acquatiche  nazionale, in data  30.07.03  con  prot.  n.
  200425518.
   Il  Mipaf,  con  nota  prot. 200526857 del 27.09.05,  portava  a
  conoscenza  che la Commissione Europea, con nota del  5  novembre
  2004 prot. n. D01474 aveva sottoposto ad osservazioni il predetto
  Aiuto e contestualmente chiedeva alla Regione Siciliana, di  dare
  riscontro alle già citate osservazioni.
   Dette  osservazioni  riguardavano sia  il  Piano  nazionale  che
  quello  della Regione siciliana, in particolare venivano  chiesti
  dati   e  riscontri  di  carattere  scientifico,  l'adozione   di
  strumenti di pianificazione per la gestione della fascia costiera
  e, l'adozione di altri interventi complementari.
   Con  nota prot. N. 1941 del 16.11.05 si trasmetteva al Mipaf  la
  relazione   richiesta,  in  risposta  alle   osservazioni   della
  Commissione Europea.
   In  data  18  novembre  2005  il  Mipaf,  comunicava  l'avvenuta
  trasmissione  della  relazione  della  Rappresentanza  Permanente
  d'Italia  presso  l'Unione  Europea e  la  contestuale  rinnovata
  richiesta  della D.G. Pesca della Commissione, di  inserire  tale
  documento scientifico nel quadro unitario del piano di protezione
  delle  risorse  predisposto dallo Stato Italiano, al  fine  della
  trattazione  unitaria  dell'Aiuto di  Stato,  per  un'auspicabile
  positiva valutazione e conclusione di tutti i dossier riguardanti
  la protezione della risorse biologiche del mare.
   In   considerazione-di  ciò,  il  sottoscritto,  sensibile  alle
  aspettative ed alla crisi economica che investe il settore  della
  pesca,  sollecitava  l'attivazione  della  spesa  a  carico   del
  bilancio regionale a favore degli operatori siciliani che abbiano
  effettuato  il  fermo disposto con gli appositi  DD.AA.  54/04  e
  61/04 sopra citati.
   In   ottemperanza  alla  disposizione  assessoriale   prot.   n.
  3152/05,  si  è  provveduto con DDG n. 301 del 29 novembre  2005,
  all'impegno  e  contestuale ripartizione, della somma  occorrente
  all'intero  fabbisogno per il pagamento dei relativi  contributi,
  sulla  base  delle quantificazioni delle Direzioni  marittime  di
  Catania e Palermo.
   Ad  oggi,  il  citato DDG risulta sottoposto al controllo  della
  Ragioneria centrale per il visto di competenza.
   In  data 24 novembre 2005, tuttavia, è stata trasmessa al  Mipaf
  la  nota della Rappresentanza permanente d'Italia con la quale si
  notificava  la  nota  della  Commissione  Europea  dove  venivano
  richieste informazioni aggiuntive per l'aiuto fermi 2004 e  2005,
  D.A.  125/05. Dal contenuto della nota, non si ravvisa, peraltro,
  una facile risoluzione dell'intera problematica».

                                               L'Assessore LO MONTE

   ODDO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  cooperazione,  il commercio, l'artigianato e la  pesca,  premesso
  che:

   la  legge  regionale  18 febbraio 1986, n.  3,  istituisce,  con
  l'art.  8,  le  Commissioni provinciali per l'artigianato  (CPA),
  così  come previsto dalla legge quadro nazionale n. 443 del  1985
  (art. 10);

   alle  CC.PP.A.  vengono  affidati, fra  gli  altri  compiti,  la
  tenuta degli albi provinciali per l'artigianato, con l'iscrizione
  e  la  cancellazione  delle  imprese e  con  l'aggiunzione  delle
  singole   attività   espletabili   per   le   medesime,    nonché
  l'approvazione dei calendari relativi a mostre e fiere;

   ai sensi della legge regionale n. 3 del 1986 le CC.PP.A. sono  9
  e  sono  costituite  da sei titolari di aziende  artigiane  e  da
  quattro esperti;

   ai  sensi  dell'art. 25 della legge regionale 28 dicembre  2004,
  n. 17, le CC.PP.A. sono state portate a 12 e la loro composizione
  ha visto lievitare il numero di esperti da quattro a sei;

   nel  corso  degli ultimi cinque anni le Commissioni  provinciali
  per  l'artigianato sono state sottoposte a numerosi  e  reiterati
  commissariamenti    affidati,   con    scarso    rendimento,    a
  funzionari dell'Assessorato;

   a  fronte  di  numerose  riunioni indette dai  commissari  delle
  Camere  di  Commercio è stato impossibile riunire la  Commissione
  regionale per l'artigianato (organo superiore delle CC.PP.A.) che
  ha la funzione di esaminare i ricorsi delle imprese rispetto alle
  decisioni delle CC.PP.A. e di affiancare la Regione con i  propri
  pareri sui temi dell'artigianato;

   la  Commissione regionale per l'artigianato (CRA) non è in grado
  di funzionare perché ormai quasi sistematicamente viene a mancare
  il  numero  legale per l'assenza dei commissari, che  operano  in
  sostituzione    dei   legittimi   presidenti   delle    CC.PP.A.,
  determinando un danno alle imprese presentatrici di  ricorsi  mai
  esaminati;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente, necessario e doveroso intervenire per
  evitare  che il perpetuarsi di tale inaccettabile situazione  non
  possa   configurare  omissioni,  abusi  e  altre   tipologie   di
  violazioni di norme;

   se   non   ritengano,  altresì,  indegno,   sotto   il   profilo
  prettamente  politico, la permanenza dei suddetti commissari  che
  impediscono la democratica elezione degli organi dirigenti  delle
  CC.PP.A.». (2518)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2518,  si
  rappresenta quanto segue.
   In  applicazione delle nuove procedure introdotte  dall'art.  10
  della  l.r. 5 novembre 2004, n. 15 e dall'art. 25 della  l.r.  28
  dicembre  2004,  n.  17  per  la  composizione  delle   CPA,   il
  Dipartimento Cooperazione, commercio e artigianato, ha provveduto
  all'individuazione dei criteri per la nomina dei componenti delle
  Commissioni provinciali in argomento.
   Acquisite    soltanto   di   recente   le    designazioni    dei
  rappresentanti  dell'Assessorato  regionale  del  lavoro,   della
  previdenza    sociale,   della   formazione    professionale    e
  dell'emigrazione  in seno alle Commissioni, ci  si  accinge  alla
  predisposizione dei singoli provvedimenti di ricostituzione delle
  Commissioni provinciali per l'artigianato.
   Relativamente  alla Commissione regionale per l'artigianato,  si
  comunica  che la stessa ha regolarmente tenuto seduta in  data  7
  dicembre  2005  con  all'ordine  del  giorno  l'approvazione  dei
  verbali  delle  sedute  precedenti, l'esame  dei  ricorsi  ancora
  pendenti  e  l'assegnazione, ai componenti  relatori,  dei  nuovi
  ricorsi da istruire».

                                               L'Assessore LO MONTE