Presidenza del vicepresidente Crisafulli
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per la cooperazione:
-N. 1469 - Notizie sul rispetto della data d'inizio dei saldi di
fine stagione nella città di Palermo.
-Firmatario: Virzi' Gioacchino;
-N. 1537 - Motivi della modifica del decreto assessoriale n. 2
del 2004 in ordine alle direttive sulla pesca di novellame ed
iniziative per garantire le risorse ittiche e la marineria
isolana.
-Firmatario: Giambrone Vincenzo;
-N. 1567 - Motivi dell'esclusione dei rappresentanti della CGIL
e della UIL in seno alla Cassa regionale per il credito alle
imprese artigiane (CRIAS).
-Firmatari: Zago Salvatore; Panarello Filippo;
-N. 1571 - Richiesta di revoca del decreto di autorizzazione
alla pesca del novellame di sardina e del rossetto.
-Firmatario: Oddo Camillo;
-N. 1602 - Attivazione,nelle more della pubblicazione sulla GURS
della legge regionale sull'abolizione dei diritti esclusivi di
pesca, di ogni utile strumento per la concessione, agli aventi
diritto, di esercitare la pesca del tonno rosso.
-Firmatario: Oddo Camillo;
-N. 1626 - Interventi per la modifica del decreto dell'11
febbraio 2004 relativo alla pesca professionale del
novellame di sardina.
-Firmatario: Cracolici Antonino;
-N. 1666 - Interventi urgenti presso il Governo nazionale volti
al ripristino, per le flotte pescherecce, dell' art. 146 del
Codice della Navigazione.
-Firmatario: Oddo Camillo;
-N. 1976 - Interventi per l'utilizzazione del personale
licenziato dalla Società Promocatania oggi in liquidazione.
-Firmatario: Villari Giovanni;
-N. 2089 - Immediato ritiro del provvedimento di deroga al
divieto di pesca del novellame.
-Firmatari: Zago Salvatore;
-N. 2103 - Iniziative per aumentare la disponibilità economica
per i centri di assistenza tecnica (CAT) e per ammettere al
riconoscimento economico i CAT riconosciuti soltanto
giuridicamente.
-Firmatario: Villari Giovanni;
-N. 2227 - Interventi urgenti al fine di scongiurare il blocco
dell'attività del mercato ittico di Palermo e la perdita di
numerosi posti di lavoro.
-Firmatari: Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe;
Manzullo Giovanni; Spampinato Giuseppe;
-N. 2265 - Interventi urgenti per l'erogazione dei contributi di
cui alla l.r. n. 3 del 1986 in favore delle imprese artigiane.
-Firmatari:Villari Giovanni; Oddo Camillo; Panarello Filippo;
-N. 2312 - Chiarimenti riguardo la sostituzione di un componente
del Consiglio d'Amministrazione dell'IRCAC.
-Firmatario: Miccichè Calogero;
-N. 2441 - Provvedimenti urgenti per avviare le procedure
relative al piano di risanamento dell'ente Fiera del
Mediterraneo, di cui alla legge regionale n. 18 del 2004.
-Firmatario: Vitrano Gaspare;
-N. 2475 - Interventi per la liquidazione del fermo biologico.
-Firmatario: Incardona Carmelo;
-N. 2518 - Interventi urgenti per garantire il funzionamento
della Commissione regionale per l'artigianato (CRA) e per
superare il commissariamento delle Commissioni provinciali per
l'artigianato (CC.PP.A.).
-Firmatario: Oddo Camillo;
- da parte dell'Assessore per il lavoro:
-N. 2414 - Iniziative per consentire ai piccoli comuni la
trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro con i
lavoratori socialmente utili.
-Firmatari: Zago Salvatore; Giannopolo Domenico.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
- Misure per la stabilizzazione del personale precario
proveniente dal regime transitorio dei lavoratori socialmente
utili (LSU) (n. 1098)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Giannopolo, Villari, Speziale,
Capodicasa, Crisafulli, Cracolici, De Benedictis, Oddo,
Panarello, Zago in data 29 dicembre 2005.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla commissione
competente
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 30 dicembre 2005, alla Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifica dei confini territoriali tra il comune di Agrigento e
il comune di Favara (n. 1097)
-di iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
state presentate dal Governo ed assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Commissione di gara ex art. 7 ter, comma 9, l.r. n. 7 del 2002
e successive modifiche ed integrazioni. Sostituzione componente
(n. 450/I)
-pervenuta in data 3 gennaio 2006
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
BILANCIO E FINANZE (II)
- APQ per la logistica ed il trasporto delle merci. Trasmissione
della relazione tecnica del NNVIP Sicilia resa ai sensi della
delibera CIPE n. 20 del 2004 (n. 451/IV-II)
-pervenuta in data 30 dicembre 2005
- Delibera CIPE n. 20 del 2004 - Atto integrativo APQ eventi
vulcanici (n. 452/IV-II)
-pervenuta in data 30 dicembre 2005
INVIATE IN DATA 4 GENNAIO 2006.
Comunicazione di indizione di referendum da parte del
Consiglio regionale dell'Emilia Romagna
PRESIDENTE Comunico che il consiglio regionale dell'Emilia
Romagna con nota n. 19190 del 15 dicembre 2005 ha adottato la
deliberazione di richiesta di indizione del referendum popolare
avverso la legge costituzionale Modifiche alla parte seconda
della Costituzione , pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana 18 novembre 2005, n. 269.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale
-N. 2572 - Interventi presso la 'Sicula Ciclat S.p.A' società
che gestisce il servizio di smaltimento dei rifiuti presso il
comune di San Cataldo (CL), al fine di ripristinare
corrette relazioni sindacali e per il rispetto di contratti di
lavoro.
-Presidente Regione
-Assessore Lavoro
-Firmatario: Cracolici Antonino;
-N. 2575 - Interventi presso la direzione dell'AGIP di Gela (CL)
al fine di estendere a tutti i dipendenti della Sudelettra il
contratto a tempo inderminato.
-Presidente Regione
-Assessore Lavoro
-Assessore Industria
-Firmatario: Speziale Calogero;
-N. 2576 - Notizie sul servizio di radiologia e Tac
dell'Ospedale 'Papardo' di Messina.
-Assessore Sanità
-Firmatario: Ardizzone Giovanni;
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
-N. 2571 - Provvedimenti al fine di dare certezza in ordine alla
data di avvio al lavoro a tempo indeterminato ai lavoratori
interinali.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Incardona Carmelo;
-N. 2573 - Iniziative urgenti per scongiurare la chiusura dello
sportello della Montepaschi Serit S.p.A. di Gravina di Catania.
-Presidente Regione
-Assessore Bilancio
-Firmatario: Barbagallo Giovanni;
-N. 2574 - Chiarimenti sulla mancata assegnazione di
un'ambulanza di tipo A/B al servizio 118 di S. Croce Camerina
(RG).
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano;
-N. 2577 - Motivi dei ritardi nell'anticipata consegna delle
aree demaniali per la realizzazione dell'hub porto turistico di
Marina di Ragusa.
-Presidente Regione
-Assessore Territorio
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano.
Avverto che le interrogazioni testè annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata, in data 28
dicembre 2005, la seguente mozione:
-N. 470 Iniziative al fine di bloccare la soppressione dello
sportello di Gravina di Catania per il servizio di riscossione
tributi, programmato dalla 'Montepaschi Serit S.p.A.' di Palermo
per il 31 dicembre 2005 , degli onorevoli Barbagallo Giovanni;
Culicchia Vincenzino; Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo;
Zangara Andrea.
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di decadenza di atti parlamentari
PRESIDENTE Comunico che, a seguito delle dimissioni dalla
carica di deputato regionale dell'onorevole Francantonio
Genovese, decadono i seguenti atti politici e ispettivi:
Mozioni nn. 155 - 237 - 261 - 306 - 453;
Interrogazioni nn. 1058 - 1317 - 1319 - 1542 - 1781 - 1806
-1968 -1969 -1970 - 1997 - 2139 - 2154 - 2193 - 2217 - 2269 -
2294 - 2302 - 2321.
Decade, altresì, la firma dello stesso deputato dagli atti
politi e ispettivi appresso indicati:
Mozioni nn. 1 - 46 - 47 - 49 - 55 - 57 - 58 - 103 - 104 -
111 - 115 - 122 - 147 - 150 - 165 - 166 - 174 - 187 - 193 - 228
- 253 - 254 - 262 - 266 - 278 - 289 - 293 - 318 - 322 - 396 -
415 - 417 - 425 - 429 - 433 - 440 - 441 - 451 - 456 - 457 - 458
- 460 - 461 - 466;
Interrogazioni nn. 197 - 219 - 261 - 269 - 295 - 401 - 431
- 442 - 446 - 450 - 464 - 466 - 472 - 476 - 478 - 482 - 486 -
852 - 935 - 958 - 1035 - 1049 - 1154 - 1227 - 1761 - 1762 -
1763 - 1773 - 1865 - 2281 - 2310.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa agli stralci del disegno di legge n.
1095
PRESIDENTE Comunico, ai fini del coordinamento tecnico
degli stralci del disegno di legge n. 1095, che nello stralcio
2 all'articolo 1, comma 5, la cifra 2.000' è da leggersi
3.000'.
Onorevoli colleghi, comunico che è in corso la riunione
della Commissione per la verifica dei poteri convocata in
occasione dell'insediamento del nostro nuovo collega. E'
pertanto opportuno aspettare il verbale della Commissione per
procedere all'insediamento. del nuovo deputato: Giuseppe
Laccoto.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.50, è ripresa alle ore 19.05)
La seduta è ripresa.
La seduta è rinviata ad oggi, lunedì 9 gennaio 2006, alle ore
19.15 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO DELLE
DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE FRANCANTONIO GENOVESE DALLA CARICA DI
DEPUTATO REGIONALE
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 470 - Iniziative al fine di bloccare la
soppressione dello sportello di Gravina di
Catania per il servizio di riscossione tributi,
programmato dalla Montepaschi Serit S.p.a. di
Palermo per il 31 dicembre 2005
BARBAGALLO - CULICCHIA - GURRIERI TUMINO -
ZANGARA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095 - I
Stralcio/A). (Seguito)
2) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095 - II
Stralcio/A). (Seguito)
3) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095 - III
Stralcio/A). (Seguito)
4) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095 - IV
Stralcio/A). (Seguito)
5) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095 - V
Stralcio/A). (Seguito)
6) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095 - VI
Stralcio/A). (Seguito)
7) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095 - VII
Stralcio/A). (Seguito)
8) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095 - VIII
Stralcio/A). (Seguito)
9) "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 - IX
Stralcio/A). (Seguito)
10)Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n. 1095 - X
Stralcio/A). (Seguito)
11)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n. 1095 - XI
Stralcio/A). (Seguito)
12)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n. 1095 - XII
Stralcio/A). (Seguito)
13)"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n. 1095 - XIII
Stralcio/A) (Seguito).
14)"Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006."
(nn. 1066-1094-1096) (Seguito)
15)"Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
2006/2008." (nn. 1067-1094-1096). (Seguito)
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei
lavoratori della Cogema di Priolo (SR)
SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI - ORTISI DE
BENEDICTIS
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della Regi
Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto 200
7 (n. 977/A) (Seguito)
2) Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
3) Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte (n. 1003/A)
4) Norme per la promozione della Fondazione The Brass Group'
(n. 998/A)
5) Disposizioni finanziarie urgenti e per la razionalizzazione
dell'attività amministrativa (n. 151-Norme stralciate II/A)
VI - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disciplina della raccolta, commercializzazione e
valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908-812- 6/A)
VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
VIII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 19.07.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.25
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
ZAGO-GIANNOPOLO. - «All'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione, ritenuto
che il D.L. del 17 agosto 2005, n. 163 regoli la materia della
stabilizzazione negli Enti dei lavoratori socialmente utili in
modo illogico e, soprattutto, discriminante per i comuni più
piccoli che hanno assunto i precari con rapporto di lavoro a
tempo indeterminato;
osservato che il decreto in questione prevede anche per il 2006
analogo contributo anche in aree dove non esistono città
superiori a 300.000 abitanti che non abbiano già goduto del
contributo e adottato le relative iniziative;
considerato che a breve il decreto in oggetto dovrà essere
convertito in legge;
per sapere:
se non ritenga opportuno intervenire presso il Governo
nazionale e la deputazione siciliana al Parlamento perché in fase
di conversione sia eliminato per il 2006 il requisito
dimensionale, al fine di consentire la erogazione del contributo
a tutti i comuni che abbiano avviato, con esito positivo,
iniziative per la trasformazione a tempo indeterminato del
rapporto di lavoro con i lavoratori socialmente utili e perché
per il 2006 siano esclusi i comuni che abbiano goduto di analogo
beneficio.» (2414)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In relazione all'interrogazione numero 2414, tenuto
conto delle notizie fornite dal Dipartimento Agenzia regionale
per l'impiego e la formazione professionale, si rassegna quanto
di seguito.
Preliminarmente si precisa che il decreto legge 17 agosto 2005,
n. 163, recante Disposizioni urgenti in materia di
infrastrutture', risulta decaduto per la mancata conversione in
legge entro il termine di sessanta giorni dalla sua pubblicazione
sulla GURI.
L'art. 4 del suddetto decreto legge, cui fa riferimento
l'interrogante, è stato riproposto come emendamento ed approvato
il 30 novembre u.s. - art. 8 bis - in sede di conversione del
decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, recante Misure di
contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia
tributaria e finanziaria'.
Com'è noto all'interrogante, si tratta di misure straordinarie
di politica attiva del lavoro adottate dal Governo nazionale
nelle aree individuate dall'obiettivo 1 del regolamento (CE) n.
1260/1999 e le stesse sono finalizzate a sostenere i livelli
occupazionali nei grandi centri urbani, ove maggiore è il rischio
di fenomeni di degrado sociale, economico e ambientale.
In ultimo, si assicura l'interrogante che le problematiche
lamentate nell'atto ispettivo in parola saranno poste
all'attenzione del Governo regionale, affinché lo stesso possa
intraprendere le opportune iniziative in merito presso il Governo
nazionale».
L'Assessore SCOMA
VIRZI'. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che, nonostante le recenti modifiche introdotte nella
legislazione regionale per il commercio, il Comune di Palermo,
usufruendo del proprio status di città turistica, ha spostato al
(solito) 10 gennaio la data di apertura dei saldi di fine
stagione;
per sapere:
se il Governo della Regione sia stato informato che svariate
ditte e gruppi imprenditoriali palermitani, attraverso migliaia
di lettere inviate alla clientela, hanno informato che esisteva
l'opportunità, facendo una visita in anticipo di usufruire
comunque degli sconti di fine stagione già dal 2 gennaio, con un
visibilissimo trucco mirato, dunque, ad aggirare sia la legge
regionale sia la datazione concordata col Comune di Palermo;
se il Governo della Regione non ritenga opportuno e doveroso
accertare se e come il Comune di Palermo si sia attivato per
contrastare queste patenti violazioni che richiedono, con ogni
evidenza, una risposta ferma sul territorio e sollevano
nuovamente con forza il problema dell'oggettivamente scarsa
deterrenza del sistema sanzionatorio vigente, che poco o nulla
sembra preoccupare i contravventori, nella considerazione del
rapporto favorevolissimo tra multa e sovrappiù di incassi
furbescamente conseguiti.» (1469)
Risposta. « In riferimento all'interrogazione numero 1469, si
rappresenta quanto segue.
La l.r. 25 marzo 1996, n. 9, così come modificata ed integrata
dalla l.r. 6 agosto 1997, n. 28, reca norme in materia di vendite
straordinarie e di liquidazione.
In particolare, la lettera a) del comma 1 dell'art. 8 della
succitata l.r. n. 9, stabilisce che i saldi invernali possono
essere effettuati dal secondo sabato del mese di gennaio al 15
marzo'.
In data 24 novembre 2003, a seguito dell'approvazione da parte
dell'ARS di norme di modifica della data d'inizio dei saldi
invernali, nelle more della pubblicazione sulla GURS della stessa
norma, si è svolta nei locali dell'Ufficio di Gabinetto
dell'Assessorato della cooperazione, commercio, artigianato e
pesca, una riunione con le organizzazioni di categoria al fine di
valutare l'opportunità di effettuare eventuali modifiche alla
disciplina in argomento; modifiche peraltro consentite dalle
disposizioni contenute nel comma 3 dell'art. 8 della l.r. n. 9.
Si rappresenta che la novella approvata all'ARS prevede
l'inizio dei saldi invernali dal secondo sabato del mese di
febbraio.
In sede di riunione, le organizzazioni di categoria
maggiormente rappresentative a livello regionale (Confcommercio e
Confesercenti), in virtù dell'andamento di mercato, hanno
avanzato la richiesta, per l'anno 2004, di fare iniziare i saldi
invernali dal secondo sabato del mese di gennaio.
A seguito della pubblicazione nella GURS n. 53 del 5 dicembre
2003 della norma approvata dall'ARS (l.r. 3 dicembre, n. 20), è
stato emanato il decreto assessoriale n. 3526/5S del 18 dicembre
2003, che tiene conto della richiesta delle organizzazioni di
categoria sopra citate.
Nello specifico, l'art. 1 del succitato decreto prevede che le
vendite di fine stagione o saldi per il periodo invernale
dell'anno 2004 possono essere effettuate dal secondo sabato del
mese di gennaio al 15 marzo.
Per quanto attiene i controlli sull'applicazione delle
disposizioni impartite dalla normativa in argomento, ai sensi
dell'art. 10 della l.r. 9)96 e successive modifiche ed
integrazioni, sono demandati alle Amministrazioni comunali che,
in caso di accertata violazione delle norme, applicano le
sanzioni amministrative di cui all'art. 11 della medesima norma.»
L'Assessore LO MONTE
GIAMBRONE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che da anni non vengono poste in essere adeguate iniziative per
preservare le risorse ittiche del nostro mare;
constatato che da più parti viene sollecitata un'univoca
disciplina sulla pesca del novellame;
venuto a conoscenza che l'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca con
DDG n. 2 del 3 febbraio 2004 ha dato precise direttive sulla
pesca del novellame;
appreso che lo stesso Assessorato regionale con DDG n. 3
dell'11 febbraio 2004, dopo appena otto giorni, ha modificato
sostanzialmente quanto già previsto con il precedente decreto,
stravolgendo, così, ogni ragionevole iniziativa finalizzata a
garantire le risorse ittiche e provocando generale malcontento
per i riflessi danni causati agli operatori del settore,
per sapere:
quali ragioni abbiano indotto l'Assessorato della cooperazione,
del commercio, dell'artigianato e della pesca a modificare in
così breve tempo il decreto originario che rispondeva ad esigenze
dai più sollecitate;
quali urgenti ed indifferibili iniziative si intendano portare
avanti per evitare ulteriori danni alla stragrande maggioranza
della marineria isolana ed alle risorse ittiche.» (1537)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ODDO. - «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che:
con decreto del Dirigente generale ad interim, dott.ssa
Gabriella Palocci, n. 3 dell'11 febbraio 2004 è stata autorizzata
la pesca professionale del novellame di sardina e del rossetto
alle unità munite di licenza di pesca costiera ravvicinata,
all'uopo autorizzate, in tutti i compartimenti della Regione
siciliana, nei giorni feriali, sino e non oltre il 20 marzo 2004,
nel rispetto delle prescrizioni di cui al provvedimento
dell'Assessore per la cooperazione, commercio, artigianato e
pesca prot. 202/186 del 18 gennaio 2001;
gli operatori del settore contestano il suddetto decreto che
autorizza la pesca del novellame, anche se è stato modificato
nella parte riguardante lo stazionamento dei natanti non iscritti
nel compartimento marittimo rappresentando non solo
preoccupazione per tale grave forma di depauperamento delle
risorse ittiche, ma anche per lo scarso corrispettivo di mercato;
l'impoverimento delle risorse ittiche ha provocato un calo dei
rendimenti ed un crollo della redditività;
considerato che:
la pesca del novellame non solo impedisce ai piccoli di pesce
di crescere, ma non dà neanche una giusta
remunerazione,costituendo così oltre che uno spreco economico, il
mancato rinnovamento e incremento delle risorse ittiche;
si rende necessario salvaguardare i giovani pesci immaturi
affinché possano accrescersi prima di essere catturati
raggiungendo in numero sufficiente l'età produttiva per garantire
la ricostituzione degli stocks;
occorre tutelare il novellame a garanzia della sopravvivenza
della pesca siciliana;
per sapere se non ritenga essenziale revocare il decreto di che
trattasi al fine di promuovere sempre più l'interruzione
dell'attività di pesca del novellame nel quadro della
salvaguardia delle specie sardina pilchardus e alphia minuta
assumendo una posizione netta e ferma nel non autorizzare questo
tipo di pesca in Sicilia.» (1571)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
CRACOLICI. - «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, visto:
il decreto ministeriale del 12.1.2004 con cui si autorizza la
pesca professionale del novellame di sarda e del rossetto per
sessanta giorni consecutivi a decorrere dal 4.2.2004 in tutti i
compartimenti marittimi italiani;
il decreto del 3.2.2004 con cui si autorizza nella Regione
siciliana la pesca professionale del novellame di sardina e del
rossetto esclusivamente nelle acque antistanti il compartimento
marittimo ove le imbarcazioni risultano iscritte o in quelle
antistanti i compartimenti alle stesse immediatamente
contigui, per sessanta giorni a decorrere dal 4.2.2004;
il decreto dell'11.2.2004 di integrazione al suddetto, che
consente la pesca professionale del novellame di sardina in tutti
i compartimenti della Regione siciliana sino al 20.3.2004;
per sapere:
se non valuti opportuna l'urgente modifica del decreto dell'11
febbraio 2004 confermandolo alla data di scadenza del decreto
ministeriale del 12.1.2004 che prevede la chiusura naturale,
salvo la possibile proroga di gg. 15, in data 4.4.2004;
se non ritenga necessario il recupero dei giorni di inattività
(dal 20.3.2004 in poi) dovuti proprio alla incomprensibile
scadenza fissata dal citato decreto.» (1626)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
ZAGO. - «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che la pesca del novellame è
estremamente distruttiva per l'ecosistema marino e danneggia le
normali attività dei pescatori locali;
visto che tale pesca viene esercitata da marinerie non locali,
e dunque scarsamente interessate alla difesa dell'ambiente nel
quale intervengono, e con metodi che non si limitano alla cattura
della sola specie delle sarde ma, andando a razziare più a fondo,
compromettono la riproduzione di altre specie e danneggiano
irreparabilmente gli stessi fondali;
considerato che il decreto dell'Assessore competente, che
autorizza la deroga di due mesi al divieto di pesca del novellame
a partire dal 31 gennaio scorso, ha suscitato in numerose
marinerie e in diversi enti locali forti proteste;
visto che la convocazione del Consiglio regionale per la pesca,
prevista per la fine del mese, finirebbe con l'essere fuori tempo
per impedire gli effetti dannosi del provvedimento;
per sapere:
quali ragioni scientifiche ed economiche ritenga di portare a
supporto del provvedimento adottato;
se non ritenga che le motivazioni e le rimostranze delle
marinerie siciliane che hanno chiesto la revoca del provvedimento
non giustifichino l'immediato ritiro della deroga concessa.»
(2089)
Risposta. «Con riferimento alle interrogazioni numeri 1537,
1571, 1626 e 2089, si significa quanto segue.
La pesca al novellame può essere esercitata solo a condizione
che l'imbarcazione sia autorizzata con sistemi a circuizione' o
sciabica', sistemi sicuramente non assimilabili ai radenti che
danneggiano irreparabilmente i fondali, compromettendo di
conseguenza anche le specie ittiche.
La pesca professionale del novellame di sarda (sardina
pilchardus) e del rossetto (aphia minuta), è stata autorizzata
dall'Amministrazione che rappresento con DDG n. 4/Pesca del 20
gennaio 2005, nei giorni feriali alle unità da pesca allo scopo
abilitate per 60 giorni consecutivi a decorrere dal 31 gennaio e
sino al 31 marzo 2005, con parere favorevole espresso dal
Consiglio regionale della pesca nella seduta del 19 gennaio 2005.
Tale provvedimento è stato emanato coerentemente con il decreto
ministeriale che ha regolamentato la pesca del novellame per
tutti i compartimenti marittimi italiani e per un periodo di
giorni 60.
Infine, è da sottolineare che, con DDG n. 28 dell'8 marzo 2005,
acquisito il parere favorevole del Consiglio regionale della
pesca, reso nella seduta del 25 febbraio 2005, è stata interdetta
la pesca del novellame nel compartimento marittimo di Porto
Empedocle nella zona di mare compresa fra Capo Bianco e Capo San
Marco, nelle more della definizione di un'area di tutela
biologica delle risorse acquatiche.»
L'Assessore LO MONTE
ZAGO - PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, visto il D.P. n. 34 del 3 febbraio 2004 con cui sono
state definite le nomine in seno alla Cassa regionale per il
credito alle imprese artigiane (CRIAS) dei rappresentanti delle
maggiori organizzazioni sindacali;
considerato che da tale rappresentanza risultano escluse sia la
UIL che la CGIL che, notoriamente, risultano essere tra le
maggiori organizzazioni sindacali;
per sapere:
quali criteri siano stati seguiti per definire le proposte di
nomina;
quali ragioni abbiano portato alla esclusione di rappresentanti
della CGIL e della UIL;
se non ritengano di dovere rivedere le nomine effettuate al
fine di ripristinare una più efficace rappresentatività
all'interno dell'organo di amministrazione della CRIAS, anche al
fine di evitare costi ulteriori per contenziosi dall'esito
prevedibile.» (1567)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1567, si
significa quanto segue.
Preliminarmente va precisato che, con il D. P. n. 34/Serv.
1 /U O./1/S.G. del 3.02.04, venivano nominati, esclusivamente ad
integrazione del già ricostituito, con D.P. n. 34/Gr VIUSG del
2.03.2001, il CdA della CRIAS, i tre rappresentanti delle
maggiori organizzazioni sindacali dei lavoratori.
Va altresì rilevato che il CdA della CRIAS, costituito con il
precitato D.P. 34/01, che comunque andava a decadere il 16 aprile
2005, è stato sciolto con D.P. n. 44 del 3.03.05.
Ciò premesso, si evidenzia che la composizione e le modalità di
costituzione del CdA CRIAS sono disciplinati dall'art. 10 della
l.r. 212/79, ai sensi del quale, il CdA in parola viene nominato
con D.P.Reg. Previa delibera della Giunta regionale, adottata su
proposta dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, ed è composto dal
presidente, da quattro esperti, da quattro rappresentanti
designati dalle associazioni regionali di categoria, tra i quali
nel provvedimento di nomina, viene scelto il vice presidente,
nonché, con voto consultivo, da tre rappresentanti delle maggiori
organizzazioni sindacali dei lavoratori designati dalle medesime.
In merito ai criteri di individuazione di tali ultimi
componenti, che costituiscono oggetto dell'interrogazione in
parola, si indicano, di seguito, gli adempimenti a suo tempo
posti in essere.
Con nota prot. n. 723 del 29.4.03 le Organizzazioni: CISAL,
CISL, FALCRI, UIL, FABI, CGIL E CISAS, venivano invitate a
designare un proprio rappresentante per la nomina a componenti
del CdA CRIAS giusto disposto del secondo comma del predetto art.
10 della l.r. 212/79.
Con promemoria prot. n. 1439 del 3.09.2003, trasmesso con
foglio vettore n. 1440 del 3.09.2003, venivano sottoposte
all'attenzione dell'allora Assessore per la cooperazione,
commercio, artigianato e pesca, onorevole Michele Cimino, le
designazioni pervenute a quella data, e cioè quelle della: CISL,
CISAL, UIL, CGIL, UGL; mentre, nonostante numerosi solleciti, non
erano ancora pervenute quelle relative alla FALCRI alla FABI ed
alla CISAS.
Il pro-memoria sopra citato veniva poi restituito con
l'indicazione dei nominativi proposti dall'Assessore Michele
Cimino per le successive nomine:
dr. Paolo Mezzio - CISL;
sig. Gianluca Colombino - CISAL;
dr. Rodolfo Leanza - UGL.
Successivamente la FABI, con nota prot. n. 132 del 15.09.03,
designava il sig. Antonio Gaetano Russo quale rappresentante.
In seguito all'accertamento dei requisiti previsti, da parte
della Segreteria tecnica dell'Ufficio di Gabinetto
dell'Assessorato della cooperazione, commercio, artigianato e
pesca, con nota prot. n. 1686 del 13.10.03 si trasmetteva, alla
Segreteria Generale della Presidenza della Regione, la proposta
dell'Assessore in ordine alle designazioni relative alla
rappresentanza delle OO.SS. in seno al CdA della CRIAS.
Con nota prot. n. 151 del 21.1.04, la Segreteria della Giunta
regionale trasmetteva la deliberazione della Giunta regionale n.
8 del 15.01.04, con la quale si deliberava di nominare il Dr.
Paolo Mezzio, il Dr. Gianluca Colombino ed il Dr. Rodolfo Leanza
quali componenti del CdA della CRIAS.
Alla suddetta deliberazione seguiva il decreto di nomina».
L'Assessore LO MONTE
ODDO. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente e
all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, premesso che:
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato, con un voto
unanime dell'Aula nella seduta del 16 marzo 2004, il disegno di
legge n. 763/A che prevede, tra l'altro, l'abolizione dei diritti
esclusivi di pesca;
il comma 2 dell'articolo 1 del d.d.l. n. 763/A prevede che le
concessioni, a fini di pesca sugli specchi d'acqua sui quali
insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti sono attribuite
alla Regione, nel rispetto della normativa vigente e delle quote
di cattura del tonno rosso stabilite dal Ministero delle
Politiche Agricole in osservanza del regolamento CE n. 65 del
1998 e successive modifiche ed integrazioni;
gli operatori siciliani, detentori della relativa quota tonno,
legittimamente sperano di potere esercitare tale pesca come ogni
anno;
i tempi relativi al passaggio dei tonni nelle acque siciliane
sono ampiamente maturi;
per sapere se non ritengano urgente ed indispensabile, in
attesa della pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana, predisporre quanto è necessario per
attivare le concessioni relative agli specchi d'acqua sui quali
insistevano i diritti di pesca esclusivi estinti, onde assicurare
anche per quest'anno la pesca del tonno che transita nelle acquee
siciliane.» (1602)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In risposta all'interrogazione numero 1602, si
rappresenta quanto segue.
L'approvazione del d.d.l. 763 ha determinato l'abolizione di
ogni diritto d'esclusiva relativo all'attività di pesca nelle
acque territoriali siciliane;
tale modifica legislativa ha comportato che lo specchio d'acqua
antistante l'isola di Favignana, ove tradizionalmente veniva
esercitata la pesca del tonno rosso da parte degli originari
titolari del diritto di esclusiva, possa essere data in
concessione a chiunque, titolare di quota di tonno, intendesse
continuare tale attività;
il comma 3 del citato d.d.l. probabilmente per superare le
difficoltà derivanti dall'ottenimento di concessione demaniale
marittima nei tempi compatibili con la campagna di pesca 2004, ha
ritenuto di consentire che istituti di ricerca di livello
nazionale potessero svolgere nella stessa area attività di
ricerca utilizzando le maestranze impegnate negli anni precedenti
nell'attività di pesca di cui sopra;
l'Assessorato del territorio e l'ambiente con la sua circolare
ha ritenuto di considerare il precitato comma 3 quale unico
applicabile per l'anno in corso. Per cui l'attività di pesca del
tonno rosso esercitata tradizionalmente con il sistema della
tonnara fissa, potrà svolgersi solo a condizione che il CNR, che
ne ha fatto richiesta, svolga la sua campagna anche per il 2004.
Va precisato, comunque, che sia il rilascio della concessione
demaniale, sia l'assegnazione della "quota tonno" non rientrano
nelle competenze dell'Assessorato della cooperazione, commercio,
artigianato e pesca.
Pur tuttavia, vista l'importanza socio-economica che la pesca
del tonno riveste per l'isola di Favignana, si è ritenuto di
dover seguire l'evolversi della vicenda apprendendo in tal modo
che sarà possibile, anche per il 2004, l'attività di pesca
tradizionalmente esercitata, vista la disponibilità del MIPAF ad
assegnare la "quota tonno" al soggetto giuridico derivante dalla
fusione delle cooperative "La Mattanza e CERIPESI". Naturalmente
questi ultimi dovranno dimostrare, così come hanno dichiarato
all'atto della fusione, idonea ed autonoma capacità tecnica ad
installare l'impianto della tonnara fissa».
L'Assessore LO MONTE
ODDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che:
con l'art. 5 della legge 8 luglio 2003, n. 172, recante
Disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da
diporto e del turismo nautico è stata introdotta una modifica
all'art. 146 del Codice della Navigazione che finisce,
paradossalmente, con l'estendere alle flotte pescherecce
l'obbligo di trasferire le matricole delle navi dai Compartimenti
marittimi alle Direzioni marittime;
con tale provvedimento viene abrogata una disposizione che da
più di venti anni ha permesso l'immatricolazione dei natanti
mazaresi da pesca, che rappresentano la prima flotta peschereccia
d'Italia;
Mazara del Vallo (TP) è stata da sempre sede di uffici
circondariali marittimi autorizzati a tenere le matricole dei
motopesca, che precedentemente erano tenute presso il porto di
Trapani;
con il provvedimento di cui al richiamato art. 5 oggi si
costringe i numerosi interessati a recarsi addirittura a Palermo
per il disbrigo delle pratiche relative alle matricole dei
motopesca, con un grave aumento di costi e di tempi altrimenti e
più proficuamente impiegabili;
per sapere se non intendano intervenire presso il Governo
nazionale per la immediata modifica dell'art. 5 della legge n.
172 del 2003 e il ripristino, per le flotte pescherecce, delle
disposizioni precedentemente previste dall'art. 146 del Codice
della Navigazione.» (1666)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
«Risposta. Premesso che non rientra nella competenza assegnata
dallo Statuto alla Regione Siciliana né la gestione della flotta
né tutto quanto riguarda l'iscrizione della stessa negli appositi
registri, in risposta a quanto argomentato dall'onorevole
interrogante si chiarisce quanto di seguito.
Per quel che attiene la disciplina delle della pesca sportiva,
l'Assessorato ha già ultimato le procedure relative
all'emanazione del primo regolamento attuativo dell'art. 151 che,
tra l'altro, consentirà un censimento dei pescatori che intendono
esercitare tale attività con l'ausilio di natanti di qualsivoglia
natura. La qualcosa, se non inciderà sull'iscrizione del natante,
sicuramente consentirà alla Regione di avere, nell'immediato, un
costante monitoraggio numerico e qualitativo dei natanti
esercenti l'attività di pesca sportiva.
Per quel che attiene l'iscrizione dei natanti da pesca,
previsto dall'art. 146 del codice della navigazione così come
sostituito dall'art. 5 della legge 172/2003, si chiarisce che
l'argomento è stato già oggetto di discussione nel corso di una
serie di incontri tenutisi con la Direzione generale della pesca
marittima del M.I.P.A.F. tendenti a superare tutta una serie di
discrasie funzionali che mal si sposano con il concetto di
decentramento amministrativo. Molte delle funzioni fino ad oggi
esercitate dallo Stato dovrebbero già essere trasferite alla
Regione. In estrema sintesi si è già aperta una trattativa - che
si ritiene possa andare a buon fine - che vedrà la Regione, e per
essa il Dipartimento della Pesca, impegnato nella gestione non
solo della iscrizione dei natanti ma anche dell'archivio licenze
di pesca in atto tenuto a livello centrale. Per quanto sopra è
prevedibile che, laddove il trasferimento di competenze potrà
essere attuato in ossequio alla normativa in vigore si procederà
con speditezza, la possibilità, invece, di intervenire in
relazione ai disagi rappresentati dall'interrogante, potrà
trovare attuazione solo con una modifica di legge che sarà
inoltrata nelle sedi opportune».
L'Assessore LO MONTE
VILLARI. - «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che la Camera di commercio di
Catania possedeva il 98% del capitale sociale della società
Promocatania Servizi CCIAA srl (costituita nel 1997, divenuta
operativa nel 1999 e oggi in liquidazione) la quale, tra gli
scopi principali, aveva quello di fornire servizi non finanziari
allo stesso ente camerale e al sistema produttivo locale;
ricordato che tale finalità venne perseguita direttamente
mediante rapporti di mercato o, indirettamente, attraverso la
Camera di Commercio, ma che dalla sua costituzione la società ha
agito quasi esclusivamente secondo questa ultima modalità,
specializzandosi nella prestazione di servizi alla CCIAA di
Catania;
considerato che:
il rilancio della società avrebbe potuto passare attraverso una
diversificazione dei mercati di riferimento, si sarebbe dovuta
ridurre la quota dei ricavi provenienti dal sistema camerale e
accrescere invece quella derivante direttamente dal sistema
produttivo locale, riducendo la dipendenza della Promocatania
Servizi CCIAA srl dagli andamenti dell'unico mercato di
riferimento, ossia il mercato delle commesse pubbliche;
in quella direzione erano state formulate tre proposte di
convenzione riguardanti la fornitura di servizi alle imprese nel
campo della gestione ambientale e della internazionalizzazione
nonché la redazione di una pubblicazione periodica sull'attività
della Camera di commercio;
inoltre, erano state individuate linee programmatiche, coerenti
con le finalità statutarie, tali da avviare quel graduale
processo di diversificazione dei mercati di riferimento nel campo
delle:
1. informazione alle imprese e formazione delle risorse che
esse impiegano;
2. internazionalizzazione e cooperazione transnazionale delle
piccole e medie imprese;
3. attività di reclutamento del personale e del placement;
per quegli obiettivi occorreva mobilitare risorse patrimoniali
che, invece, il maggiore azionista non ha ritenuto di attivare e
che, dunque, sono mancate alla Promocatania le risorse necessarie
per realizzare pienamente tali piani rimanendo in una situazione
di stallo, con attività insufficienti a garantirne la
produttività e la sua stessa funzione originaria;
visto che a seguito di tale situazione la società è stata messa
in liquidazione con decisione presa dalla maggioranza della
Giunta della Camera di commercio e che conseguentemente il
personale (7 dipendenti altamente qualificati) è stato
licenziato;
per sapere se non ritenga opportuno intervenire presso la
Camera di commercio di Catania - convocando eventualmente
apposita conferenza di servizi - affinché utilizzi il personale
licenziato, favorendo la costituzione di apposita società
cooperativa o attraverso altri strumenti oggi disponibili sul
mercato del lavoro, al fine di non disperdere il patrimonio di
esperienza accumulato e offrire alla stessa Camera di commercio
quei servizi che altrimenti l'ente camerale non saprebbe come
garantire e, nello stesso tempo, favorire quel progetto economico
abortito con la Promocatania, ma dimostratosi vincente in
numerose e varie esperienze in altre città del nostro Paese.»
(1976)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1976, si
rappresenta quanto segue.
La Giunta della C.C.I.A.A. di Catania, con deliberazione n. 380
del 26 ottobre 2004, atteso che la perdita complessiva registrata
da parte di predetta Società a carico dell'esercizio finanziario
2004 era quasi esclusivamente incentrata sugli emolumenti e
relativi oneri riflessi da corrispondere al personale, che
ammontava ad 90.000,00, ha ritenuto opportuno un
approfondimento, avvalendosi della consulenza del Notaio Carlo
Saggio, di Catania, il quale ha assistito e supportato il
Presidente pro-tempore della Camera di Commercio, all'Assemblea
straordinaria ed ordinaria dei soci della Società Promocatania
Servizi C.C.I.A.A. S.r.l., al fine di iniziare la procedura più
conducente da seguire per l'estinzione dei debiti societari,
tenendo conto della necessità di porre in liquidazione la Società
de quo.
Con deliberazione camerale n. 436 del 10 dicembre 2004, la
Giunta Camerale ha deliberato di estinguere i debiti della
predetta Società dando modo al liquidatore di poter procedere
alla cancellazione dal Registro delle Imprese.
Nel mese di gennaio 2005, sono state saldate tutte le spettanze
stipendiali e TFR, e tutte le buste-paga sono state regolarmente
sottoscritte e quietanzate».
L'Assessore LO MONTE
VILLARI. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca e
all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:
l'art. 23 del Decreto legislativo n. 114 del 31 marzo 1998
prevede, al fine di sviluppare i processi d'ammodernamento della
rete distributiva, la possibilità d'istituire centri di
assistenza tecnica (CAT) alle imprese costituiti, anche in forma
consortile, dalle associazioni di categoria maggiormente
rappresentative del settore a livello provinciale e da altri
soggetti interessati, autorizzati dalla Regione all'esercizio
delle attività previste nello statuto;
il comma 2 del succitato art. 23 dispone che i centri svolgono,
a favore delle imprese, attività di assistenza tecnica e di
formazione e aggiornamento in materia di innovazione tecnologica
e organizzativa, gestione economica e finanziaria d'impresa,
accesso ai finanziamenti anche comunitari, sicurezza e tutela dei
consumatori, tutela dell'ambiente, igiene e sicurezza sul lavoro
e altre materie eventualmente previste dallo statuto, nonché
attività finalizzate alla certificazione di qualità degli
esercizi commerciali;
l'art. 26, comma 1, della legge regionale n. 28 del 22 dicembre
1999 dispone che l'autorizzazione all'esercizio delle attività
svolte dai centri di assistenza tecnica di cui all'art. 23 del
Decreto legislativo n. 114 del 31 marzo 1998 è rilasciata
dall'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, previo parere dell'Osservatorio
regionale per il commercio;
il Decreto del Ministro dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato del 30 marzo 2000, recante 'Ripartizione del
fondo per gli investimenti agevolati alle imprese di cui all'art.
52 della legge 23 dicembre 1998, n. 488', nella ripartizione
delle risorse assegnate per l'anno 2000, ha previsto lo
stanziamento di euro 25.822.844,95, pari a £ 50 miliardi, da
destinare al cofinanziamento dei programmi regionali riguardanti
i centri di assistenza tecnica;
la Regione siciliana a favore dei centri di assistenza tecnica,
esitato dall'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, ha proposto il programma
attuativo, in data 14 dicembre 2001, a norma dell'art. 20 dello
Statuto regionale;
il Decreto del Ministro delle Attività Produttive - direzione
generale per il coordinamento degli incentivi alle imprese - del
15 febbraio 2002 ha approvato il suddetto programma, a seguito
del parere favorevole espresso dal comitato di valutazione e
sorveglianza, di cui al punto 6 della deliberazione CIPE 5 agosto
1998, nella seduta del 5 febbraio 2002;
l'art. 2 del suddetto decreto prevede la concessione a favore
della Regione siciliana di un contributo di euro 3.409.648,45,
pari a £ 6.602.000.000, per la realizzazione del suddetto
programma, che sarà erogato nella misura del 50% dello stesso, a
titolo di acconto, subordinatamente alla trasmissione al
Ministero dei provvedimenti attuativi relativi al riconoscimento
dei centri di assistenza tecnica e alle modalità del loro
funzionamento e, a saldo, in relazione ai risultati della
verifica finale;
l'art. 36, comma 2, della legge regionale n. 6 del 3 maggio
2001 dispone il cofinanziamento regionale dei programmi a favore
dei centri di assistenza tecnica di cui all'art. 23 del decreto
legislativo n. 114 del 31 marzo 1998, determinandolo in euro
3.409.648,45 pari a £ 6.602.000.000;
considerato che:
la Regione siciliana ha emanato le disposizioni relative ai
criteri per la concessione dell'autorizzazione all'esercizio
delle attività svolte dai centri di assistenza tecnica, di cui
all'art. 26 della legge regionale n. 28 del 22 dicembre 1999, e
per l'accesso ai previsti contributi in favore degli stessi per
la somma complessiva di euro 6.819.296,90;
ai sensi dell'art. 26 della legge regionale n. 28 del 22
dicembre 1999, ha decretato (GURS Parte I n. 6 del 2003) che
l'autorizzazione all'esercizio delle attività svolte dai centri
di assistenza tecnica, di cui all'art. 23 del Decreto legislativo
n. 114 del 31 marzo 1998, costituiti nell'ambito del territorio
della Regione siciliana è rilasciata dall'Assessore regionale per
la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, previo
parere dell'Osservatorio regionale per il commercio;
rilevato che:
l'accesso ai previsti contributi in favore dei centri di
assistenza tecnica autorizzati dalla Regione siciliana, previo
parere dell'Osservatorio regionale per il commercio, ammonta a
euro 6.819.296,00;
l'Osservatorio regionale per il commercio ha espresso parere
favorevole per circa n. 90 centri di assistenza tecnica e che gli
stessi avranno regolare riconoscimento giuridico da parte
dell'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca;
l'accesso previsto ai contributi in favore dei CAT, pari a euro
6.819.296,90 ha consentito fino ad ora di ammettere al
riconoscimento economico n. 66 centri di assistenza tecnica;
per sapere se sussistano elementi concreti e quali misure
intendano adottare per fare in modo di aumentare la disponibilità
dei benefici economici per i CAT e ammettere al riconoscimento
economico i CAT che hanno avuto solo il riconoscimento giuridico,
ivi compresa la possibilità di provvedere ad una ripartizione dei
benefici economici iniziali per n. 90 unità di CAT.» (2103)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2103, si
rappresenta quanto segue.
L'art. 23 del D.Lgs 114/98 dispone che, al fine di sviluppare i
processi di ammodernamento della rete distributiva, "possono
essere istituiti centri di assistenza alle imprese, costituiti
anche in forma consortile, dalle associazioni di categoria
maggiormente rappresentative del settore a livello provinciale e
da altri soggetti interessati" e che gli stessi sono autorizzati
dalla Ragione all'esercizio delle attività previste nello statuto
con modalità da definirsi con apposito decreto.
L'art. 26, comma 1, della l.r. 28/99 dispone che,
l'autorizzazione all'esercizio delle attività svolte dai centri
di assistenza tecnica di cui all'art. 23 del D. Lgs 114/98 è
rilasciata dall'Assessore regionale per la cooperazione,
commercio, artigianato e pesca, previo parere dell'Osservatorio
regionale per il commercio.
Con decreto del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato del 30.03.2000, recante "ripartizione del fondo
per gli interventi agevolati alle imprese, di cui all'art. 52
della legge n. 448 del 23.12.1998", nella ripartizione delle
risorse assegnate per l'anno 2000, è stato previsto lo
stanziamento di 25.822.844,95 da destinare al cofinanziamento
dei programmi regionali riguardanti i centri di assistenza
tecnica.
Con successivo decreto del Ministero delle Attività Produttive
- Direzione Generale per il Coordinamento degli incentivi alle
Imprese - del 15.02.2002, il programma attuativo proposto dalla
Regione Siciliana è stato approvato a seguito del parere
favorevole espresso dal Comitato di Valutazione e Sorveglianza,
di cui al punto 6 della deliberazione CIPE dl 05.08.1998, nella
seduta del 05.02.02.
Successivamente, per l'attuazione del suddetto programma è
stato emanato il D.A. n. 32 del 14.01.03, pubblicato nella GURS
n. 6 del 31.01.03, con il quale questa Amministrazione ha
approvato le disposizioni relative ai criteri per la concessione
dell'autorizzazione all'esercizio delle attività svolte dai
centri di assistenza tecnica e per l'accesso ai previsti
contributi.
Con DDG n. 3403 del 28.11.03, vistato dalla Ragioneria centrale
Assessorato Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca in data
09.12.03, pubblicato nella GURS n. 1 del 2 gennaio 2004, si è
provveduto ad approvare la graduatoria dei soggetti ammessi ai
previsti benefici sulla base della sussistenza dei criteri di
priorità nell'ordine stabilito dall'art. 6 comma 3 del D.A. n. 32
del 14 gennaio 2003 con esaurimento progressivo.
A seguito della pubblicazione del suddetto DDG, questa
Amministrazione regionale ha emesso i singoli decreti
assessoriali di autorizzazione all'esercizio delle attività e di
concessione del beneficio per la realizzazione del progetto
presentato, pubblicati nella GURS n. 26 del 18 giugno 2004.
A tal proposito si rappresenta che, l'entità dei fondi
destinati non ha consentito di soddisfare la totalità delle
domande di ammissione al contributo presentate.
Al riguardo, comunque, si è già considerato di procedere ad un
monitoraggio ed eventuali revoche dei centri di assistenza
tecnica ammessi ai previsti benefici.
L'adozione dei superiori provvedimenti consentirà lo
scorrimento della graduatoria e l'emanazione di successivi
decreti di concessione dei benefici».
L'Assessore LO MONTE
VITRANO-ORTISI-GALLETTI-MANZULLO-SPAMPINATO. - «Al Presidente
della Regione, all'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca e all'Assessore per i beni culturali e
ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che con nota n.
52563/C.S. del 16/03/2005 del settore centro storico del comune
di Palermo è stato richiesto alla Direzione del mercato ittico di
attestare la disponibilità dal 30 giugno 2005 dell'edificio di
competenza, destinato ad essere demolito, in attuazione del
Progetto esecutivo per la realizzazione del 'Parco archeologico
del Castello a mare;
considerato che la proposta, avanzata dal comune, di trasferire
il mercato ittico presso il mattatoio comunale non tiene conto
delle norme sanitarie, previste dai regolamenti comunitari e
nazionali;
ritenuto che il mercato ittico di Palermo (finanziato con i
fondi messi a disposizione dagli stessi operatori della pesca)
rappresenti un riferimento importantissimo, nel vasto territorio
della Sicilia occidentale, in quanto punto di arrivo del pescato
proveniente dal Trapanese e dalla provincia di Agrigento
(Lampedusa, Sciacca, Porto Empedocle e Licata) sprovvisti di
mercati ittici all'ingrosso;
constatato che le soluzioni alternative ad oggi proposte,
perché possano essere realizzate, necessitano di tempi molto
lunghi, con il concreto rischio di dover bloccare l'attività del
mercato;
verificato che il comune di Palermo non ha ancora disposto la
necessaria proroga alla data del 30/06/2005, ponendo così le
premesse per la perdita di numerosissimi posti di lavoro;
accertato che il mercato ittico di Palermo, costruito prima
dell'anno 1950, è soggetto a tutela in quanto 'archeologia
industriale' e quindi da salvaguardare per disposizione di legge;
per sapere se non ritengano opportuno organizzare ovvero
sollecitare una conferenza di servizi che veda la partecipazione
degli operatori del mercato ittico di Palermo, dei
rappresentanti dell'Assessorato della cooperazione, commercio,
artigianato e pesca, della Prefettura, della Provincia, della
Camera di Commercio e delle organizzazioni di categoria, con
l'obiettivo di individuare la soluzione meno dannosa per gli
operatori del mercato ittico di Palermo.» (2227)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 2227, si
rappresenta che, su medesima richiesta di questa Amministrazione,
l'Assessorato ai mercati ittici Mattatoio comunale, ha
comunicato, con nota prot. n. 308 dell'1 settembre 2005, il
mercato ittico di Palermo non sarà più trasferito presso il
Mattatoio comunale e rimarrà nell'attuale sito fino alla
realizzazione della nuova sede».
L'Assessore LO MONTE
VILLARI-ODDO-PANARELLO. - «All'Assessore per la cooperazione,
il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso che le
organizzazioni artigianali hanno proclamato una settimana di
mobilitazione della categoria per il pagamento dei contributi a
fondo perduto per gli investimenti effettuati fino al giugno del
2001 ai sensi degli articoli 43 e 47 della legge regionale 18
febbraio 1986, n. 3;
visto che la crisi dell'artigianato rende indispensabile,
soprattutto in ragione della crisi economica più generale che
coinvolge il Mezzogiorno e il Paese, l'immediata erogazione di
quei fondi, i quali, tuttavia, restano insufficienti per fare
fronte ai costi attuali e alle esigenze di adeguamento al mercato
da parte delle imprese, nonostante l'intervento delle Province a
parziale anticipazione delle somme spettanti (a Catania, per
esempio, la Provincia regionale ha deciso di intervenire entro
luglio del corrente anno anticipando la copertura per il periodo
dal febbraio 1999 al giugno 2001);
per sapere:
quali ragioni ostino al pagamento dei contributi a fondo
perduto per gli investimenti di cui sopra effettuati fino al
giugno 2001, costringendo le Province regionali ad impegnare a
tale scopo, quali anticipazioni, somme altrimenti utilizzabili;
quali ragioni ostino al pagamento dei contributi spettanti alle
ditte che hanno assunto apprendisti;
se non ritenga opportuno e urgente adottare tutte le misure
atte a garantire l'erogazione del credito agevolato da parte
della CRIAS oltre che la nomina del Consiglio di amministrazione
della stessa, al fine di consentire una gestione democratica e
trasparente;
se non valuti necessaria l'immediata adozione di misure a
sostegno dei consorzi fidi di garanzia che assicurano interventi
mutualistici a favore delle imprese artigiane;
se non ritenga di dover fare proprio il progetto di legge
presentato dai sottoscritti che indica le misure necessarie e
utili per risolvere definitivamente il problema del ritardato
pagamento di quanto spettante alle ditte artigiane.» (2265)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2265, si
rappresenta quanto segue.
Le misure in favore dell'Artigianato, finanziate con i fondi
regionali, si possono ricondurre fondamentalmente a due
iniziative:
contributo a sostegno dell'apprendistato previsti dagli artt.
27 e 28 della l.r. 3/86 erogati per il tramite delle Camere di
Commercio;
contributi in conto capitale per la realizzazione degli
interventi previsti dagli artt. 43 e 47 della l.r. 3/86.
Con specifico riferimento alla prima categoria di aiuti,
concepiti in favore dell'occupazione, l'Assessorato della
cooperazione, commercio, artigianato e pesca gestisce il
trasferimento alle Camere di Commercio dei fondi impegnati per il
pagamento delle istanze presentate dalle imprese artigiane fino
all'anno 2000.
Per gli anni successivi al 2000, ai sensi dell'art. 50 della
l.r. 32/00, le competenze in materia di apprendistato sono state
trasferite all'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione.
La fissazione al 30.06.05 del termine perentorio per la
regolarizzazione delle domande di ammissione ai contributi di che
trattasi da parte degli artigiani interessati, sancito dall'art.
27 della l.r. 5/05, ha consentito alle Camere di Commercio di
trasmettere all'Assessorato della cooperazione, commercio,
artigianato e pesca, al fine del trasferimento dei relativi
fondi, soltanto le istanze regolarizzate entro il suddetto
termine, e permetterà, nel contempo di definire nel corso del
prossimo anno, il fabbisogno finanziario di cui le stesse
necessitano per soddisfare il pagamento dei contributi richiesti
con tutte le istanze inviate.
Per quanto attiene alla seconda categoria di provvidenze, si è
già provveduto, in osservanza all'art. 90 della l.r. 17/04, a
predispone il decreto (in corso di pubblicazione) di
riconoscimento del debito, non soddisfatti con i fondi di
bilancio delle Province competenti, nei confronti delle imprese
artigiane aventi diritto ai contributi previsti dagli artt. 43 e
47 della l.r. 3/86 per tutti gli anni pregressi fino alla data
del 31.7.01.
Si sottolinea che l'esiguità delle risorse finanziarie
stanziate con l'art. 90 della l.r. 17/04 nel documento di
programmazione regionale per l'anno 2005 e per le successive nove
annualità, pari complessivamente a 25 milioni di , potrà
soddisfare le aspettative degli interessati soltanto nella misura
del 23,73% del contributo spettante a ciascun beneficiario.»
L'Assessore LO MONTE
MICCICHE'. - «All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che:
dopo un lungo periodo di commissariamenti (dal 9 gennaio 2002
all'aprile 2004) dell'Istituto regionale per il credito alla
cooperazione (IRCAC) è stato ricomposto il Consiglio di
amministrazione con D.P. n. 95 del 13 aprile 2004; che esso si è
insediato il 29 aprile 2004 presso i locali dell'Assessorato per
la cooperazione e che il componente designato dall'AGCI-
Sicilia e dall'UNCI-Sicilia nell'agosto del 2001 è il dott.
Vincenzo Minagra, all'epoca presidente regionale dell'AGCI-
Sicilia;
con nota prot. 1151 del 16 luglio 2004 l'AGCI-Sicilia e l'UNCI-
Sicilia chiedevano la sostituzione del dott. Vincenzo Minagra con
il dott. Ciro Di Vuolo in quanto era venuto meno il rapporto
fiduciario con il primo (vedi commissariamento della AGCI-Sicilia
del 10 maggio 2004);
con nota prot. 1501 del 6 ottobre 2004 l'Assessorato della
cooperazione informava l'AGCI (e non l'UNCI) che non era
possibile procedere alla sostituzione in quanto il parere
dell'Ufficio legislativo e legale della Regione siciliana n. 20
del 1999 aveva già trattato la fattispecie;
con nota prot. 1795 del 29 novembre 2004 lo stesso Assessorato
della cooperazione informava il dott. Vincenzo Minagra che era
stata iniziata la procedura per la sua sostituzione in seno al
C.d.A. dell'IRCAC;
il dott. Minagra richiedeva l'accesso agli atti. In seguito a
tale richiesta, gli venivano fornite, con lettera prot. 1905 del
22 dicembre 2004, tre note: le prime citate in precedenza, la n.
1151 dell'AGCI ed UNCI e la n. 1501 dell'Assessorato della
cooperazione, nonché una nota a sola firma dell'AGCI, prot. 1469
del 20 ottobre 2004, in cui di fatto si argomentano motivazioni
tutte interne alla Associazione generale cooperative italiane che
non possono essere influenti sulle scelte già operate dal Governo
regionale; peraltro, nella nota prot. 1932 del 10 dicembre 2004
inviata al dott. Minagra, il Presidente dell'UNCI, dott. Pasquale
Amico, oltre che ribadire la fiducia personale e della sua
Organizzazione, scriveva: 'non abbiamo difficoltà a riconfermare
la designazione già effettuata dall'UNCI Sicilia quale componente
del CdA dell'IRCAC per la tua professionalità e spirito di
servizio per il movimento cooperativo';
considerato che:
la Giunta regionale, con deliberazione n. 279 del 10 giugno
2005, ha deliberato la sostituzione del dott. Minagra Vincenzo,
quale componente del Consiglio di amministrazione dell'IRCAC, con
il dott. Di Vuolo Ciro;
nelle considerazioni che precedono la delibera della Giunta
regionale viene citata la nota n. 1151 di AGCI ed UNCI nella
quale si stigmatizza il venir meno della fiducia nei confronti
del dott. Minagra: fin qui tutto comprensibile;
anche il riferimento agli artt. 8 e 9 della l.r. 10/1991
sarebbe pertinente se subito dopo non si facesse riferimento alla
delibera del 4 novembre 2004 dell'AGCI nazionale;
non risulta, infatti, negli atti consegnati al dott. Minagra
alcunché relativo a quella delibera, che è stata notificata al
medesimo dall'AGCI nazionale senza alcuna motivazione, e ciò
anche dopo richiesta esplicita dell'interessato;
risulta, inoltre, difficilmente comprensibile un cambiamento
così repentino della Giunta regionale rispetto a quanto espresso
nella già citata nota 1501 del 6 ottobre 2004;
dato che:
a tutt'oggi la presidenza nazionale dell'AGCI non ha comunicato
le motivazioni che hanno portato a tale decisione;
vi è il ragionevole sospetto che detto provvedimento sia
completamente illegittimo per almeno due motivi:
1) nella riunione della presidenza nazionale dell'AGCI del 10
maggio 2004 era presente anche il dott. Minagra in quanto
componente di diritto della presidenza nazionale; il Presidente
Zaffi, prima che venisse letta la 'requisitoria' del responsabile
nazionale della pesca Buonfiglio, ha fatto uscire 'l'imputato'
Minagra (alla faccia del diritto di difesa );
2) nell'o.d.g. della convocazione non figurava la discussione
sul commissariamento;
alla discussione del ricorso, presentato dalla maggioranza
dell'ex direttivo regionale siciliano il 21 maggio 2004, il
presidente nazionale ha ritenuto di non dovere invitare i
firmatari del ricorso, anzi, a scanso di pericolo di interventi
fuori dal coro, non è stato invitato nemmeno un componente
eletto, il sig. Massimo Rosso di Catania, poi anch'egli espulso
dall'AGCI senza che gli venissero fornite motivazioni;
a proposito dell'espulsione del dott. Minagra dall'AGCI, per
tornare al riferimento della delibera di Giunta, risulta
incomprensibile come un'associazione di cooperative espella un
individuo che comunque, essendo l'associazione commissariata, non
ricopriva alcuna carica. Ma ammesso che tutto ciò avesse senso,
bisogna pure motivare e consentire un'eventuale difesa;
è opportuno sottolineare che detto commissariamento è stato
deliberato dalla presidenza nazionale dell'AGCI facendo
allontanare dalla riunione il dott. Minagra, il quale non ha
potuto difendersi né tanto meno conoscere i motivi specifici di
tale drastico provvedimento, anche dopo la richiesta scritta del
15 maggio 2004;
ritenuto che:
quanto sopra esposto dimostri inequivocabilmente che
all'interno dell'AGCI vi sono stati o vi sono dei problemi
interni che i dirigenti vogliono scaricare sulle Istituzioni;
queste ultime non possono assecondare le 'esigenze' di questa o
quella associazione in base agli 'amici' che la governano in un
dato periodo;
tale atteggiamento metterebbe a grave rischio la credibilità
degli enti pubblici, considerato che ogni problema interno ad una
associazione rappresenterebbe un potenziale cambiamento nella
composizione degli enti;
tale situazione sarebbe foriera di un 'balletto' di nomine e
revoche quantomeno imbarazzante e senz'altro paralizzante per
l'attività delle Istituzioni;
considerare le implicazioni di un tale precedente dovrebbe
essere nell'interesse della Giunta regionale;
tale impostazione era stata fatta propria dall'Assessorato
della cooperazione con la nota 1501 del 6 ottobre 2004;
per sapere:
se, considerato che si tratta di nomina a tempo determinato,
intenda applicare quanto specificato più volte dal Consiglio di
Stato ovvero che 'la designazione di rappresentanti nel seno di
organi collegiali non è revocabile da parte del designante nel
caso di nomina a tempo determinato, dovendo ritenersi che,
durante la carica, la nomina non possa venire meno se non per il
verificarsi di eventi decadenziali oggettivi', e considerare,
come già sottolineato dall'Ufficio legislativo e legale della
Regione siciliana, che 'laddove, infatti, dovesse risultare che
si tratti di nomina a tempo determinato e che nessuna oggettiva
ragione di decadenza del rappresentante dal suo ufficio sia stata
posta a base della delibera di revoca, ne conseguirebbe
l'inefficacia della designazione sostitutiva';
se il Governo intenda informare l'Assemblea regionale sui
motivi di un tale improvviso cambiamento di rotta e, a questo
punto, se l'IRCAC sia un ente pubblico governato dall'AGCI, la
quale può cambiare i consiglieri di amministrazione a suo
piacimento;
se dobbiamo aspettarci un valzer di nomine e revoche ad ogni
cambiamento nei vertici delle associazioni del movimento
cooperativo;
cosa pensi la Giunta regionale rispetto all'attualità del
principio di carattere generale, espresso dall'Ufficio
legislativo e legale nel parere n. 20 del 1999, 'che il
rappresentante di interessi pubblici, non vincolato da mandato
imperativo, sia libero nella determinazione del proprio
comportamento, non riferibile alla gestione di un singolo affare,
ma all'esercizio di una funzione in seno all'Ente e, per esso,
all'organo collegiale di cui è stato chiamato a far parte'.»
(2312)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2312, si
rappresenta quanto segue.
Con D.P. n. 95/Serv. 1 /U O.1/S.G. del 13 aprile 2004 è stato
ricostituito il consiglio di amministrazione dell'IRCAC, tra cui
i componenti è stato nominato il dott. Vincenzo Minagra,
designato dall'A.G.C.I. e dall'U.N.C.I., come da prot. N. 1733
del 28 agosto 2001.
Con nota prot. N. 1151 del 16 luglio 2004 l'A.G.C.I. Sicilia e
l'U.N.C.I. hanno trasmesso la designazione del dott. Ciro Di
Vuolo quale componente del consiglio di amministrazione
dell'IRCAC, in sostituzione del dott. Vincenzo Minagra, essendo
venuto meno il rapporto di fiducia.
In una prima fase di valutazione, questa Amministrazione, sulla
base del parere n. 20 del 1999, espresso dall'Ufficio Legislativo
e legale della Regione siciliana, ha comunicato all'A.G.C.I., con
nota prot. n. 1501 del 6 ottobre 2004 che la designazione,
essendo un atto ricettizio, non può essere oggetto di revoche o
modifiche successivamente all'emanazione del provvedimento di
nomina dei componenti dell'organo collegiale da parte
dell'autorità competente.
In riscontro alla suddetta comunicazione l'A.G.C.I. ha
trasmesso la nota prot. n. 1469 del 20 ottobre 2004, sottoscritta
dal dott. Rosario Alfieri che evidenziava il venir meno del
rapporto di fiducia tra l'Associazione ed il dott. Minagra a
causa dei comportamenti assunti dallo stesso in seno al Consiglio
di amministrazione dell'IRCAC, che a parere del dott. Altieri,
"hanno rischiato di compromettere l'immagine dell'AGCI".
Da ulteriori, successivi, approfondimenti effettuati sulla
controversa problematica, è emerso che il Servizio Artigianato di
questo Assessorato aveva già affrontato una fattispecie similare
a quella in argomento ed aveva conclusivamente ritenuto di dover
procedere alla sostituzione richiesta, motivando tale decisione
con l'intervenuta sentenza n. 1184/98, nelle cui motivazioni il
T.A.R. di Palermo sostiene il principio di ordine generale
secondo il quale deve persistere un rapporto di carattere
fiduciario tra componente nominato ed ente rappresentato, venuto
meno, nella fattispecie, tra l'A.G.C.I. ed il dott. Vincenzo
Minagra.
Per tale motivo, questa Amministrazione ha ritenuto di poter
esitare la richiesta di sostituzione del componente del consiglio
d'amministrazione ed ha trasmesso, ai sensi degli artt. 8 e 9
della l.r. 10/91, la comunicazione dell'avvio del procedimento
all'interessato, il quale ha chiesto di poter accedere a tutti
gli atti del procedimento amministrativo.
Il dott. Minagra, in seguito all'accesso ai documenti, ha
trasmesso a questa Amministrazione, una nota nella quale ha
evidenziato che la revoca del mandato all'amministrazione
dell'IRCAC trova la sua disciplina nelle norme del codice civile
ed in particolare in quelle riguardanti le S.p.A. (art. 2383
c.c.), a mente delle quali la revoca può avvenire solo per giusta
causa, salvo il risarcimento dei danni (cfr Tribunale di Napoli
10 maggio 2001 in Giur. Commerciale 2002, II, 495).
Alla citata nota, il dott. Minagra ha, altresì, allegato una
lettera indirizzatagli dall'U.N.C.I. in cui il Presidente, dott.
Pasquale Amico, firmatario anch'egli della nota prot. n. 1151 del
16 luglio 2004, con la quale era stata richiesta la sostituzione
del consigliere, rinnovava allo stesso dott. Minagra la fiducia
della sua organizzazione e la sua personale per l'operato svolto
e da svolgere in futuro in seno all'organo di gestione
dell'IRCAC.
Per completezza di informazione si rappresenta che,
erroneamente, la comunicazione di avvio del procedimento di
sostituzione è stata trasmessa per conoscenza solo all'A.G.C.I. e
soltanto in data successiva l'U.N.C.I. è stata informata del
procedimento di sostituzione del dott. Minagra.
L'A.G.C.I., con nota prot. n. 106 del 24 gennaio 2005, ha
trasmesso la delibera di esclusione del dott. Minagra da parte
della Presidenza nazionale dell'Associazione; per quanto riguarda
I'U.N.C.I., non è ancora pervenuto, ad oggi, nessun riscontro
alla suddetta comunicazione.
Questa Amministrazione, valutando non fondate, rispetto al
richiamato orientamento giurisprudenziale, le motivazioni addotte
dal dott. Minagra, ha ritenuto opportuno proseguire nel
procedimento di sostituzione ed ha trasmesso alla Segreteria
Generale della Presidenza della Regione, con foglio prot. n.
512/05/798 del 10 maggio 2005, la nota di designazione con la
relativa documentazione di supporto, per gli adempimenti di cui
all'art. 7 della l.r. 212/79.
Con D.P. n. 176/Serv. 1 /S G. del 12 luglio 2005, il Presidente
della Regione siciliana ha revocato la nomina di componente del
consiglio di amministrazione dell'IRCAC al dott. Vincenzo Minagra
e attribuito il medesimo incarico al dott. Ciro Di Vuolo.
Il suddetto procedimento è stato impugnato - in via
giurisdizionale- dal dott. Minagra con ricorso proposto al
Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, sede di
Palermo, che con ordinanza del 20 ottobre 2005 ha respinto la
domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento».
L'Assessore LO MONTE
VITRANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che, la mancata attivazione delle procedure per avviare il piano
di risanamento, previsto dalla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 18, rende sempre più insostenibile la grave crisi, che da
qualche tempo minaccia stipendi e posti di lavoro dei dipendenti
dell'ente Fiera di Palermo;
ritenuto che la scelta premeditata, compiuta dal Governo
regionale e dalla maggioranza che lo sostiene, di escludere
l'ente Fiera di Palermo dai contributi, previsti per quella di
Messina, ha contribuito ulteriormente a frenarne lo sviluppo;
accertato che il grave deficit contabile determinato dallo
sperpero di denaro pubblico (mega consulenze, assunzioni senza
copertura finanziaria, annacquamento di bilancio, enormi ed
ingiustificabili spese di rappresentanza, assunzioni di dirigenti
destinati ad uffici inesistenti), e quindi dall'irresponsabile
gestione degli amministratori, che in questi ultimi anni si sono
succeduti nella gestione dell'ente, espressione dell'attuale
maggioranza di Governo, rischia di scaricarsi sulle spalle dei
dipendenti, vittime, fra l'altro, di atteggiamenti ostili da
parte degli stessi amministratori che, non hanno mai voluto
ascoltarli nella definizione di un piano in grado di far uscire
l'ente dalla disastrosa situazione di crisi;
considerato che si rende ormai necessario e non più rinviabile
procedere all'attivazione di una linea di credito straordinaria,
da parte delle banche, per garantire retribuzioni e forniture, al
fine di non bloccare le manifestazioni fieristiche future, che
fra l'altro consentirebbero di guadagnare il tempo necessario per
trovare una adeguata e stabile soluzione per il personale in
esubero;
per sapere quali provvedimenti urgenti si intendano adottare
per sbloccare una situazione, divenuta ormai insostenibile, che
rischia di degenerare in scontri la cui portata, sul piano
sociale, è facilmente immaginabile.» (2441)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2441, si
rappresenta che, con D.A. del 7 ottobre 2005, è stato nominato il
Commissario straordinario, avv. Giovanna Livreri, con il compito
di predispone un piano di risanamento e rilancio dell'Ente.
Il predetto Commissario ha già prodotto due relazioni, con le
quali viene esaminato l'attuale stato di funzionalità dell'Ente e
vengono proposte le linee progettuali, anche di carattere
finanziario, che dovrebbero presiedere al progetto di risanamento
e sviluppo dello stesso.
Su richiesta dello stesso Commissario, con successivo D.A. n.
317/ Gab. del 7 novembre 2005, sono stati conferiti allo stesso i
poteri di straordinaria amministrazione per la sottoscrizione di
accordi di mobilità riguardanti il personale dell'Ente, anche
mediante distacco, con l'Ufficio Unità di crisi della Regione.
Le predette proposte sono attualmente al vaglio
dell'Amministrazione».
L'Assessore LO MONTE
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che:
la marineria siciliana, e di Scoglitti in particolare,
attraversa un periodo di grave crisi economica;
nel corso degli ultimi anni gli operatori della pesca si sono
esposti con il sistema bancario e creditizio;
riguardo alla liquidazione del fermo biologico, pur essendo
state stanziate le somme, le Capitanerie competenti non hanno
ancora proceduto all'erogazione delle stesse;
il perdurare di tale condizione potrebbe condurre a disastrose
conseguenze economiche ed occupazionali nel comparto, facilmente
ipotizzabili;
per sapere quali provvedimenti urgenti intenda intraprendere il
Governo della Regione per far sì che le somme stanziate per il
fermo biologico vengano erogate agli operatori della pesca in
tempi celeri e dare in tal modo sollievo alle migliaia di
famiglie che attendono l'erogazione del finanziamento.»
(2475)
Risposta. In riferimento all'interrogazione numero 2475, si
specifica quanto segue.
Il piano di protezione delle risorse acquatiche anno 2004 è
stato approvato con i DD.AA. n. 54 del 28.07.04 e n. 61 del
30.07.04.
L'aiuto di che trattasi (Aiuto di Stato N. 33/B2004 - arresto
temporaneo 2004) è stato notificato dal Mipaf alla D.G. Pesca
della Commissione Europea, in uno al piano di protezione delle
risorse acquatiche nazionale, in data 30.07.03 con prot. n.
200425518.
Il Mipaf, con nota prot. 200526857 del 27.09.05, portava a
conoscenza che la Commissione Europea, con nota del 5 novembre
2004 prot. n. D01474 aveva sottoposto ad osservazioni il predetto
Aiuto e contestualmente chiedeva alla Regione Siciliana, di dare
riscontro alle già citate osservazioni.
Dette osservazioni riguardavano sia il Piano nazionale che
quello della Regione siciliana, in particolare venivano chiesti
dati e riscontri di carattere scientifico, l'adozione di
strumenti di pianificazione per la gestione della fascia costiera
e, l'adozione di altri interventi complementari.
Con nota prot. N. 1941 del 16.11.05 si trasmetteva al Mipaf la
relazione richiesta, in risposta alle osservazioni della
Commissione Europea.
In data 18 novembre 2005 il Mipaf, comunicava l'avvenuta
trasmissione della relazione della Rappresentanza Permanente
d'Italia presso l'Unione Europea e la contestuale rinnovata
richiesta della D.G. Pesca della Commissione, di inserire tale
documento scientifico nel quadro unitario del piano di protezione
delle risorse predisposto dallo Stato Italiano, al fine della
trattazione unitaria dell'Aiuto di Stato, per un'auspicabile
positiva valutazione e conclusione di tutti i dossier riguardanti
la protezione della risorse biologiche del mare.
In considerazione-di ciò, il sottoscritto, sensibile alle
aspettative ed alla crisi economica che investe il settore della
pesca, sollecitava l'attivazione della spesa a carico del
bilancio regionale a favore degli operatori siciliani che abbiano
effettuato il fermo disposto con gli appositi DD.AA. 54/04 e
61/04 sopra citati.
In ottemperanza alla disposizione assessoriale prot. n.
3152/05, si è provveduto con DDG n. 301 del 29 novembre 2005,
all'impegno e contestuale ripartizione, della somma occorrente
all'intero fabbisogno per il pagamento dei relativi contributi,
sulla base delle quantificazioni delle Direzioni marittime di
Catania e Palermo.
Ad oggi, il citato DDG risulta sottoposto al controllo della
Ragioneria centrale per il visto di competenza.
In data 24 novembre 2005, tuttavia, è stata trasmessa al Mipaf
la nota della Rappresentanza permanente d'Italia con la quale si
notificava la nota della Commissione Europea dove venivano
richieste informazioni aggiuntive per l'aiuto fermi 2004 e 2005,
D.A. 125/05. Dal contenuto della nota, non si ravvisa, peraltro,
una facile risoluzione dell'intera problematica».
L'Assessore LO MONTE
ODDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, premesso
che:
la legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3, istituisce, con
l'art. 8, le Commissioni provinciali per l'artigianato (CPA),
così come previsto dalla legge quadro nazionale n. 443 del 1985
(art. 10);
alle CC.PP.A. vengono affidati, fra gli altri compiti, la
tenuta degli albi provinciali per l'artigianato, con l'iscrizione
e la cancellazione delle imprese e con l'aggiunzione delle
singole attività espletabili per le medesime, nonché
l'approvazione dei calendari relativi a mostre e fiere;
ai sensi della legge regionale n. 3 del 1986 le CC.PP.A. sono 9
e sono costituite da sei titolari di aziende artigiane e da
quattro esperti;
ai sensi dell'art. 25 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, le CC.PP.A. sono state portate a 12 e la loro composizione
ha visto lievitare il numero di esperti da quattro a sei;
nel corso degli ultimi cinque anni le Commissioni provinciali
per l'artigianato sono state sottoposte a numerosi e reiterati
commissariamenti affidati, con scarso rendimento, a
funzionari dell'Assessorato;
a fronte di numerose riunioni indette dai commissari delle
Camere di Commercio è stato impossibile riunire la Commissione
regionale per l'artigianato (organo superiore delle CC.PP.A.) che
ha la funzione di esaminare i ricorsi delle imprese rispetto alle
decisioni delle CC.PP.A. e di affiancare la Regione con i propri
pareri sui temi dell'artigianato;
la Commissione regionale per l'artigianato (CRA) non è in grado
di funzionare perché ormai quasi sistematicamente viene a mancare
il numero legale per l'assenza dei commissari, che operano in
sostituzione dei legittimi presidenti delle CC.PP.A.,
determinando un danno alle imprese presentatrici di ricorsi mai
esaminati;
per sapere:
se non ritengano urgente, necessario e doveroso intervenire per
evitare che il perpetuarsi di tale inaccettabile situazione non
possa configurare omissioni, abusi e altre tipologie di
violazioni di norme;
se non ritengano, altresì, indegno, sotto il profilo
prettamente politico, la permanenza dei suddetti commissari che
impediscono la democratica elezione degli organi dirigenti delle
CC.PP.A.». (2518)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2518, si
rappresenta quanto segue.
In applicazione delle nuove procedure introdotte dall'art. 10
della l.r. 5 novembre 2004, n. 15 e dall'art. 25 della l.r. 28
dicembre 2004, n. 17 per la composizione delle CPA, il
Dipartimento Cooperazione, commercio e artigianato, ha provveduto
all'individuazione dei criteri per la nomina dei componenti delle
Commissioni provinciali in argomento.
Acquisite soltanto di recente le designazioni dei
rappresentanti dell'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione in seno alle Commissioni, ci si accinge alla
predisposizione dei singoli provvedimenti di ricostituzione delle
Commissioni provinciali per l'artigianato.
Relativamente alla Commissione regionale per l'artigianato, si
comunica che la stessa ha regolarmente tenuto seduta in data 7
dicembre 2005 con all'ordine del giorno l'approvazione dei
verbali delle sedute precedenti, l'esame dei ricorsi ancora
pendenti e l'assegnazione, ai componenti relatori, dei nuovi
ricorsi da istruire».
L'Assessore LO MONTE