Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Informo che del processo verbale della seduta
precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle
dimissioni dell'onorevole Francantonio Genovese dalla
carica di deputato regionale
PRESIDENTE Si passa al primo punto all'ordine del giorno:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle
dimissioni dell'onorevole Francantonio Genovese dalla carica di
deputato regionale".
Comunico che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi
vacante a seguito delle dimissioni dalla carica di deputato
regionale dell'onorevole Francantonio Genovese, proclamato
eletto nel collegio circoscrizionale di Messina per la lista
avente il contrassegno La Margherita per la Sicilia , la
Commissione per la verifica dei poteri - ai sensi del combinato
disposto dell'art. 4, parte seconda, dello Statuto della Regione,
dell'art. 5, lett. c), parte seconda, del decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 25 marzo 1947, n. 204 (Norme di
attuazione dello Statuto) e della Sezione IV del Regolamento
interno dell'Assemblea - nella riunione tenutasi il 9 gennaio
2006, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti ha
deliberato all'unanimità, ai sensi dell'articolo 1, comma 3,
della legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, dell'articolo
16 della legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche
ed integrazioni, e della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modifiche ed integrazioni (legge elettorale
siciliana), di attribuire il seggio lasciato vacante
dall'onorevole Francantonio Genovese al candidato Laccoto
Giuseppe, primo dei non eletti della medesima lista provinciale e
nel medesimo collegio circoscrizionale, il quale segue
immediatamente, con voti 4.332, l'unico degli eletti, onorevole
Francantonio Genovese, per il collegio provinciale di Messina.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Giuseppe Laccoto, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,
n. 29.
(L'onorevole Laccoto entra in Aula)
Poiché l'onorevole Laccoto è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento di rito.
Dò lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo
6 delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano :
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della
Regione e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al
mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e
della Regione siciliana.»
(L'onorevole Laccoto pronunzia ad alta voce le parole: "Lo
giuro")
Dichiaro immesso l'onorevole Laccoto nelle funzioni di deputato
all'Assemblea regionale siciliana.
(Applausi)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.40)
Presidenza del Vicepresidente Crisafulli
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 470
Iniziative al fine di bloccare la soppressione dello sportello
di Gravina di Catania per il servizio di riscossione tributi,
programmato dalla 'Montepaschi Serit S.p.A.' di Palermo per il 31
dicembre 2005 , degli onorevoli Barbagallo, Culicchia, Guerrieri,
Tumino e Zangara.
Ne do lettura :
«L'Assemblea regionale siciliana
Visto che la 'Montepaschi Serit S.p.A.' di Palermo ha
annunciato la chiusura della sede di Gravina di Catania per il 31
dicembre 2005;
Considerato che il suddetto sportello serve un bacino di utenza
di circa 150.000 abitanti dei comuni dell'interland;
Ritenuto che la chiusura dello sportello, programmata dai
responsabili della Serit di Palermo per il 31 dicembre 2005,
lascerebbe il territorio interessato privo di un servizio
indispensabile oltre a creare notevoli disagi agli utenti,
soprattutto meno giovani, costretti a recarsi a Catania per
usufruire dei servizi attualmente erogati dallo sportello di
Gravina,
impegna il Governo della Regione
ad assumere ogni necessaria iniziativa nei confronti della
'Montepaschi Serit S.p.A.', al fine di bloccare la prevista
soppressione dello sportello di Gravina di Catania, nelle more
della costituzione della società 'Riscossione Sicilia S.p.A.',
prevista dall'art. 2 della legge regionale 22 dicembre 2005, n.
19, che sostituirà ed ingloberà il servizio attualmente erogato
dalla Montepaschi Serit S.p.A» (470)
Dispongo che la mozione testé annunziata venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Primo stralcio» (1095- I stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 1095 - I stralcio/A, posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, considerato che la discussione degli
stralci del disegno di legge n.1095 viene ripresa dopo la
chiusura dell'esercizio finanziario 2005, per decisione
dell'Assemblea, la Presidenza ha valutato la necessità di
riformulare le relative coperture finanziarie imputando le stesse
al nuovo bilancio di previsione e alla relativa legge
finanziaria.
Si procederà, pertanto, questa è la proposta formulata, alla
votazione dei testi con l'intesa che sugli stessi andrà operato
un adeguamento tecnico dopo l'approvazione del bilancio e della
finanziaria che consenta di imputare al nuovo strumento
finanziario 2006-2008 le coperture finanziarie degli stralci
relativi.
In buona sostanza, si pensa di fare approvare l'intero
articolato, posta la necessità di spostare al 2006 tutte le
coperture finanziarie, cosa che può essere fatta solo dopo che lo
strumento finanziario sia stato deliberato dall'Aula. Per cui,
in calce, subito dopo, si potrà approvare la parte di copertura
finanziaria e dare il voto finale ai disegni di legge.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, come lei sa, la proposta di
procedura suggerita dalla Presidenza dell'Aula, a me sembra
abbastanza farraginosa.
Se in occasione dell'ultima seduta fosse stata accolta la
proposta da noi avanzata al Governo (cioè quella di stralciare
tutte le norme di proroga che riguardavano il personale, mi
riferisco in particolare a quelli del consorzio di bonifica, e
tutte le norme del personale sulle quali avevamo già dichiarato
la nostra disponibilità a votarle già nella seduta del 28
dicembre), noi non ci troveremmo oggi in tale cul de sac, in una
tale situazione di incertezza di natura procedurale e di
incertezza di ordine politico.
Constato che stasera il Governo non è rappresentato. Lei,
signor Presidente, suggerisce una procedura che dal mio punto di
vista rischia di allungare i tempi di approvazione di norme
particolari che riguardano le proroghe e il personale. E si
rischia che vengano nuovamente impugnate dal Commissario dello
Stato; approvando tutto il testo rischiamo ancora una volta di
rimandare tutto alla Consulta, con il rischio reale che non si
possa dare una tempestiva risposta ai lavoratori che sono in
attesa di risposta. La Consulta, infatti, potrebbe esprimersi tra
quattro, cinque o sei mesi.
Pertanto, signor Presidente, mi permetto di riproporre di
seguire la strada che avevo suggerito l'altra volta e che il
Governo testardamente non ha voluto seguire, assumendosi la
responsabilità di condurci a queste condizioni. Si stralcino
dunque dal disegno di legge le norme riguardanti le proroghe e il
personale, si faccia un disegno di legge a se stante, si lascino
decadere tutte le altre norme, che come è stato detto dallo
stesso Presidente della Regione hanno carattere di indecenza. A
questo proposito, infatti vorrei ricordare che nessuno qui ha
inteso attaccare il Parlamento, è il Parlamento che in una notte
ha legiferato e il Commissario dello Stato successivamente ha
impugnato le norme che ha ritenuto di dover impugnare - ciascuno
nel rispetto delle proprie prerogative.
Si utilizzi quindi l'approvazione della finanziaria come
veicolo per assicurare continuità ai lavoratori dei consorzi e si
affronti quindi il problema del personale.
Lei, signor Presidente, ci suggerisce di procedere stasera ad
una finta approvazione - finta in quanto non diamo la copertura
finanziaria ai provvedimenti che approviamo -, dopo di che si
ritorna in Aula; l'Aula entro la fine di questo mese approverà la
finanziaria e il bilancio 2006 e dopo l'approvazione del
bilancio, gli stessi disegni di legge tornerebbero in Aula per
avere la copertura finanziaria per il 2006. Questo mi pare sia il
criterio suggerito dalla Presidenza. Siccome, non si ha la forza
ed il coraggio di dire di no alle tante pressioni dei singoli
parlamentari che hanno chiesto particolari norme che servono ad
affrontare scadenze future, siccome non si ha avuto questo
coraggio non si presenta neanche in Aula e si segue una strada
complicata e faragginosa che non serve a risolvere in alcun modo
i problemi che noi abbiamo davanti né di ordine procedurale né di
merito.
Per cui, signor Presidente, io propongo quello che le ho già
detto prima: di stralciare, utilizzare una parte di queste
norme, il Governo se ne assuma la responsabilità, sottoporle
all'esame dell'Aula e approvarle in uno assieme a finanziaria e
bilancio in modo tale che noi non si abbia alcun atteggiamento
di sfida nei confronti del Commissario dello Stato. In questo
modo penso che eviteremmo i rischi evidenti di impugnativa da
parte del Commissario dello Stato e riusciremmo a dare una
risposta positiva ai lavoratori che sono, giustamente, in
attesa.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, la posizione
di Rifondazione comunista in merito a questo pacchetto di norme
impugnate dal Commissario dello Stato è nota ed è noto anche
l'atteggiamento parlamentare che noi abbiamo tenuto già nella
passata seduta.
Io non credo che l'Aula possa condividere una prassi che
rischia di costituire un precedente grave per il futuro di questo
e di altri parlamenti. Come si fa ad apprezzare e ad esitare un
disegno di legge rispetto al quale la Presidenza dichiara
preventivamente che non c'è copertura finanziaria perché ancora
non siamo dotati degli strumenti finanziari del 2006? Non ci si
dica che ci sono precedenti istituzionali in questa Aula perché
non è così. E comunque di fronte ad una violazione così grave e
significativa della prassi e dei regolamenti parlamentari ci
vorrebbe almeno una condivisione generale di tutti i gruppi
politici, di tutti gli schieramenti, una emergenza sociale tale
da imporre una violazione palese del regolamento e della prassi
parlamentare e tali da motivare uno strappo alle regole e alla
correttezza della dialettica parlamentare istituzionale.
Volete dire che l'emergenza sociale è data dall'assunzione dei
giornalisti e dei portavoce, dei deputati, degli assessori, degli
uffici stampa? Che l'emergenza sociale è data da tutte quelle
norme che in violazione di ogni legalità, ovviamente, sono state
impugnate, e secondo me alcune giustamente da parte del
Commissario dello Stato?
Ci sono tra l'altro nelle nuove norme delle modifiche che
avrebbero presupposto anche il passaggio nelle Commissioni
parlamentari, onorevole Presidente, per un nuovo apprezzamento,
trovandoci di fronte a nuove norme, né ci convince a noi di
Rifondazione comunista l'idea di appesantire la nuova finanziaria
di queste norme quando noi vorremmo che la finanziaria fosse
rigorosamente ripulita di ogni elemento di inquinamento eccessivo
rispetto all'ispirazione che deve avere quel tipo di disegno di
legge.
Ora, davvero, ci troviamo in una situazione incomprensibile. Io
spero che tutti i gruppi parlamentari - oggi si può stare in
maggioranza, domani si starà all'opposizione -, all'interno di
una normale dialettica politica istituzionale, ma noi non
possiamo accettare uno strappo così forte alla prassi
parlamentare e cioè di approvare un intero articolato senza
copertura finanziaria dichiarandola, e poi riservarci alla fine
il voto finale dopo che ci siamo dati gli strumenti finanziari,
facendo in quel caso e soltanto rispetto al voto finale
riferimento ai capitolati di bilancio relativi.
Ma quante volte, onorevoli colleghi, io, con ognuno di voi
deputati, ci siamo trovati di fronte alla improponibilità dei
nostri emendamenti perché il Presidente dell'Assemblea aveva
dichiarato non esserci copertura finanziaria Quello nella prassi
normale, oggi addirittura noi facciamo - la Presidenza
dell'Assemblea lo ha dichiarato - un intero disegno di legge
dichiarando che non c'è copertura finanziaria Io credo che di
questi strappi il Parlamento non abbia bisogno, che ci troveremo
di fronte ad una gravissima violazione delle regole.
Pertanto, invito il Governo a ritirare questi disegni di
legge, ad avviare la normale procedura per l'apprezzamento della
finanziaria e del bilancio. E se poi lo ritenete, sulla base dei
nuovi strumenti finanziari, della finanziaria e del bilancio, il
Governo si faccia carico di ripresentare i disegni di legge e di
ripresentare le norme che riguardano quelli che sono realmente
elementi sui quali aprire un confronto con il Commissario dello
Stato e con la Corte costituzionale se questo va aperto, e di
ritirare tutte le altre norme che hanno già coperto di ridicolo -
e se mi permettete anche di un po' di vergogna - la politica
complessiva di questa regione, il suo Governo e questo
Parlamento.
PRESIDENTE L'ipotesi avanzata dalla Presidenza deve trovare
una conclusione che non è data dal numero degli interventi. Per
cui, chiedo di dotarci di una metodologia.
SPEZIALE La metodologia non si stabilisce con un voto d'Aula,
si stabilisce per Regolamento.
PRESIDENTE Non sto chiedendo un voto d'Aula.
FORGIONE Prima vediamo quanti sono gli iscritti a parlare
PRESIDENTE Ogni dibattito d'Aula deve concludersi in un modo.
C'è una metodologia che è data dalla procedura. Il Parlamento si
esprime. Non voglio mettere limiti. Tuttavia, siccome si rischia
che tutti i colleghi vogliano parlare, apro le iscrizioni a
parlare in modo da dare un ordine alle cose che facciamo.
Chiedono di essere iscritti a parlare gli onorevoli Spampinato,
Fleres, Ferro, Cracolici, Barbagallo, Formica, Capodicasa e Oddo.
Dopo costoro, l'Aula si pronuncerà nella sua interezza.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
permettetemi di rubare 30 secondi al dibattito per dare il mio
personale benvenuto all'onorevole Laccato. Ogni tanto, che vi sia
una surroga per fausti motivi è bene all'interno di questa
Assemblea. Ed utilizzo gli altri 15 secondi per augurare un buon
lavoro all'ormai ex collega, onorevole Genovese, assunto al
prestigioso incarico di Sindaco di Messina.
Signor Presidente, ho avuto la sensazione che mi sia perso
qualcosa da giorno 28 dicembre, ma considerato che dal 28 ad oggi
c'è stata soltanto vacanza e considerato che probabilmente non si
è tenuta seduta né il 31, né il 6 gennaio, mi permettevo di
ripartire per dare una consequenzialità logica ai lavori di
questa Assemblea, a quanto è avvenuto giorno 28, al lungo
dibattito che ha caratterizzato quella seduta e soprattutto alla
dura requisitoria che ha concluso la seduta con la quale lei,
signor Presidente, in qualche modo ha bacchettato coloro i quali
non hanno condiviso il percorso immaginato allora dalla
Presidenza dell'Assemblea. Dura requisitoria che aveva per
oggetto, appunto, coloro i quali sono intervenuti e sono stati,
in qualche modo, tacciati di non voler garantire l'autonomia
dell'Assemblea regionale siciliana.
Mi permetto di ritenere che per rivendicare l'autonomia di
questo Parlamento abbiamo scelto la strada peggiore. Abbiamo
scelto l'oggetto peggiore perché stiamo parlando di norme
impugnate per motivi che ancor prima che sostenuti dal
Commissario dello Stato sono stati oggetto di interventi di molti
deputati di questa Assemblea. Abbiamo scelto il metodo peggiore
perché di queste norme, di cui stiamo parlando, dichiarate
inaccettabili giuridicamente e moralmente dallo stesso Governo,
dallo stesso Presidente della Regione, ci si chiede di approvarli
senza che queste norme, ormai nuovi disegni di legge, siano state
trasmesse alle competenti Commissioni per materia, senza che si
possano emendare queste stesse norme. Dunque, ci si impone di
votare, senza possibilità di emendare queste norme.
Ancora una volta faccio un richiamo al Regolamento. Ho
apprezzato le dichiarazioni espresse dal Commissario dello Stato
che, giustamente, ha detto che le valutazioni sulle norme
approvate da questa Assemblea saranno soltanto di rispetto della
legittimità costituzionale, senza tenere conto del dibattito in
Aula. Questa é sicuramente garanzia dell'autonomia, ma spero che
tenga conto dello Statuto che - ricordo a me stesso - é norma
costituzionale, che tenga conto dell'articolo 12 dello Statuto
che rileggo a me stesso laddove dice che i progetti di legge
sono elaborati dalle Commissioni dell'Assemblea regionale, con la
partecipazioni delle rappresentanze degli interessi professioni e
degli organi tecnici regionali .
Mi permetto di ricordare all'Assemblea regionale che con questa
procedura abbiamo fatto un passo in avanti, stiamo discutendo - e
anche su questo mi dichiaro contrario - di voler approvare delle
norme senza copertura finanziaria.
Ribadisco, ancora una volta, che stiamo approvando norme
disattendendo l'articolo 12 dello Statuto ed il nostro
Regolamento. L'articolo 65 del nostro Regolamento prevede, cito
testualmente, che i disegni e le proposte di legge sono inviate
dal Presidente dell'Assemblea regionale ad una Commissione
legislativa permanente secondo le rispettive competenze .
Per questi nuovi tredici disegni di legge, dunque, l'articolo
65 non é stato rispettato.
Ancora il Regolamento prevede che la discussione in Assemblea
ha luogo sul testo approvato dalle Commissioni. Dove sono questi
testi approvati dalle Commissioni di cui oggi stiamo discutendo?
Personalmente sono tra coloro i quali che hanno sempre
sostenuto che bisognava rivendicare l'autonomia dell'Assemblea
regionale anche nei confronti di chi esercita un controllo sulle
leggi regionali, immaginando, appunto, un controllo successivo e
non preventivo.
La rivendicazione di questa autonomia, attraverso il peggiore
dei metodi, é sicuramente inaccettabile. Così come é
inaccettabile la proposta fatta oggi di procedere con il solo
voto dell'articolato e non il voto finale di disegni di legge
che, ad oggi, non hanno alcuna copertura finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES. Signor presidente, onorevoli colleghi, tenterò di
sviluppare un intervento senza cogliere, in alcun modo, gli
spunti polemici degli interventi precedenti. Non sono qui per
alimentare alcuna polemica, ma per tentare di individuare una
soluzione.
Dico subito che le questioni hanno tre ordini di valore. Il
primo, di natura tecnica che - come vedremo - é risolto. Il
secondo, di natura politica, ritengo sia irrisolvibile perché
attiene al merito delle singole norme. Il terzo riguarda, invece,
l'autorevolezza di questa Istituzione e la certezza dei compiti e
delle attribuzioni che questa Istituzione ha rispetto alle
competenze di natura costituzionale che sono attribuite alla
Regione siciliana.
Chi ha voluto leggere nella procedura avviata una sfida nei
confronti di altri organi, dico subito che si sbaglia. Nessuna
sfida é stata lanciata né dal sottoscritto che é firmatario dei
13 disegni di legge, né dalla parte politica a cui il
sottoscritto appartiene, nè dalla coalizione nella quale la parte
politica si riconosce. E' un problema di altra natura e desidero
affrontare i tre aspetti partendo dall'ultimo.
Come ho detto durante la mia relazione ai 13 disegni di legge,
il sottoscritto insieme ad altri deputati si è fatto carico di
ripresentare in maniera assolutamente acritica tutte le norme
impugnate non per lanciare una sfida nei confronti del
Commissario dello Stato o della Corte costituzionale, ma semmai
per sciogliere annose questioni, annosi nodi che spesso hanno
visto soccombente in alcuni casi, vincente in altri l'Assemblea
regionale siciliana. Il Commissario dello Stato, nonostante sia
un organo monocratico, non è un organo che decide la
costituzionalità di una norma, è un organo che solleva il dubbio
di costituzionalità di una norma e lo solleva in sede di Corte
Costituzionale, è poi la Corte costituzionale che stabilisce se
una norma è o non è costituzionale.
Non mi basta il dubbio del Commissario dello Stato per
giudicare la rilevanza costituzionale o la costituzionalità di
una norma, è necessario un giudizio così come in qualsiasi
tribunale civile o penale esiste un rappresentante della pubblica
accusa, un pubblico ministero, un rappresentante dello Stato che
esprime le posizioni dello Stato e poi esiste una Corte che
giudica relativamente alle osservazioni che il Pubblico
Ministero, il Sostituto Procuratore nel nostro caso, esprime
relativamente ad un procedimento.
Ci troviamo in una situazione molto simile: esiste un
Commissario dello Stato che solleva dubbi relativamente alla
legittimità costituzionale di alcune norme, le solleva e attiva
un relativo procedimento presso la Corte costituzionale, spetta
all'Assemblea regionale siciliana e poi al Presidente della
Regione che pubblica le norme stabilire se accedere al ricorso
che è formulato o non accedervi; se accede al ricorso che è
formulato si comporta in un modo altrimenti si comporta in un
altro.
L'Assemblea regionale siciliana più volte ha resistito alle
osservazioni formulate dal Commissario dello Stato e nell'85 per
cento dei casi ha avuto ragione, su 100 impugnative del
Commissario dello Stato nell'85 per cento dei casi l'Assemblea
regionale ha avuto ragione. Questo non significa assolutamente
nulla circa le norme che noi abbiamo discusso e che sono state
impugnate, può darsi che su queste la percentuale sia diversa;
personalmente, concludendo la mia relazione, ho sostenuto che
alcune norme non presentavano caratteristiche di costituzionalità
e per onestà intellettuale, avendole io interamente riproposte in
maniera acritica, mi sono sentito in dovere di dire quali erano
le norme per le quali personalmente non ritengo esistano le
caratteristiche di costituzionalità.
Andiamo all'aspetto di natura politica. L'aspetto di natura
politica vede contrapposte una maggioranza e una opposizione.
Questo aspetto non è risolvibile se non con un voto. La
maggioranza e l'opposizione durante il voto su queste norme, così
come avrebbe fatto se fosse stata presente sulle norme originarie
dalle quali queste scaturiscono che sono quelle relative alle
variazioni di bilancio, avrebbe espresso un voto piuttosto che un
altro. La maggioranza le ha votate, l'opposizione probabilmente
se fosse stata presente non le avrebbe votate, comunque avrebbe
espresso un giudizio di merito sulle norme.
Io credo che questo problema sia irrisolvibile, nel senso che
noi non possiamo chiedere nè possiamo aspettarci come
maggioranza una modifica del comportamento dell'opposizione nel
merito di queste norme perché è legittimo condividerle o non
condividerle nel merito.
Primo aspetto dei tre enunciati: quello di natura tecnica.
Quello di natura tecnica, lo ha annunciato molto correttamente il
Presidente dell'Assemblea, è assolutamente risolvibile e non
sarebbe la prima volta che l'Assemblea procede in questo senso.Ci
sono dei precedenti che confermano la bontà del percorso
individuato. Non lo ripeto, dico però che noi potremmo stasera
approvare la parte normativa rinviando la parte finanziaria alla
procedura indicata dal Presidente Crisafulli poc'anzi e
tecnicamente condivisa dal Governo e dagli uffici.
Non è la prima volta che lo facciamo, lo abbiamo fatto altre
volte, dunque, il problema di natura tecnica è assolutamente
risolvibile. Bisogna soltanto dare mandato in sede di
coordinamento per le correzioni di natura formale che riguardano
gli anni di imputazione della spesa, bisogna preparare la norma
che stabilisca l'utilizzo delle somme necessarie per coprire i
tredici disegni di legge spostandole al bilancio del 2006, ma
tutto questo ha valore meramente tecnico.
Dunque, onorevoli colleghi, mi permetto dire che nessuno
stravolgimento al Regolamento è stato fatto, che nessuno
stravolgimento alla volontà politica di ciascuna parte politica o
di ciascun deputato si intende fare, che nessuna sfida si intende
lanciare nei confronti di altri organi dello Stato, che nessuna
sfida si intende lanciare né nei confronti del Commissario dello
Stato né nei confronti della Corte Costituzionale, che anzi si è
tenuto conto, nella rielaborazione tecnica di queste norme, dei
correttivi che potrebbero far venir meno parte dei motivi
dell'impugnativa perché, in sede di rilettura tecnica di queste
norme, ci si è resi conto che alcuni aspetti potevano, con molta
semplicità, essere affrontati e rimossi. Dunque, nessuna delle
osservazioni che io ho sentito fare questa sera dai colleghi è
destituita di fondamento o è priva di supporto regolamentare o
procedurale.
Un ultimo passaggio, invece, di natura politica (e in questo
senso mi sento di potere parlare a nome della maggioranza perché
mi sono consultato con gli altri colleghi).
Noi siamo contrari ad estrapolare da queste tredici norme
alcune di esse per procedere alla loro approvazione, non perché
non ci rendiamo conto dell'importanza di queste norme, ma perché
verrebbe meno il ragionamento che era alla base della loro
riproposizione. Noi abbiamo voluto riproporre le norme per
sciogliere, una volta per tutte, i dubbi di legittimità
costituzionale che riguardano alcune competenze della Regione
siciliana o che non riguardano alcune competenze della Regione
siciliana.
Stralciare alcune norme rispetto ad altre significa non
sciogliere i nodi che riguardano quelle norme che noi non
discuteremmo e, dunque, lascerebbe assolutamente aperto un
contenzioso potenziale che noi, invece, vorremmo definitivamente
chiudere.
Noi vogliamo definitivamente chiudere tutta una serie di dubbi,
di perplessità che abbiamo in materia urbanistica, in materia di
personale, in materia finanziaria, in materia di lavoro, in
materia di stabilizzazioni, in materia di proroghe, etc. Spesso
ci siamo resi conto che era inutile insistere e abbiamo
rinunziato all'attivazione del contenzioso costituzionale,
autorizzando il Presidente della Regione a pubblicare le norme
senza le parti impugnate.
Questa volta ci siamo resi conto che, invece, la fretta con la
quale si sono esaminate le norme derivanti dalla legge di
variazione di bilancio, probabilmente, ha determinato errori da
parte nostra e da parte di chi ha letto queste norme.
Dunque, questo è il motivo per cui noi insistiamo sul fatto che
le tredici norme-stralcio vadano affrontate tutte e tutte
insieme, condividendo la linea di natura tecnica tracciata dal
Presidente dell'Assemblea e comprendendo le differenze di natura
politica che possono riguardare posizioni diverse di ciascun
Gruppo parlamentare relativamente al merito di ciascuno dei
tredici disegni di legge che si compongono delle norme
stralciate.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei partire
da una iniziale considerazione che faceva l'onorevole Fleres
quando si riferiva all'autorevolezza di questo Parlamento. E
proprio per fare riferimento all'autorevolezza di questo
Parlamento, credo che l'autorevolezza si acquisisce a partire
dalla qualità delle leggi che un Parlamento approva, ma anche
dalle procedure che stanno ad inizio di ogni disegno di legge
approvato.
A me pare che in questo caso noi non siamo né nell'uno né
nell'altro caso. Lo dico perché mentre guardavo il testo leggevo
articolo 1 Fondo per la concessione di contributi straordinari
per l'esercizio finanziario 2005, presso l'Assessorato etc. .
Dopodiché l'articolato prevede un fondo destinato alla
concessione di contributi straordinari e sicuramente urgentissimi
- mi rendo conto - ad enti, fondazioni, associazioni onlus e
quant'altro.
Non entro nel merito delle norme. E' chiaro che ha maggioranza
ha un suo atteggiamento, evidentemente presentandole le
condivide, l'opposizione ha un atteggiamento contrario, quindi ha
il dovere di contestarle nel merito. Qui, però, ci troviamo
ancora a ragionare sulla procedura.
Ed allora, non vedo né urgenze, né emergenze, né francamente
vorrei sottoporre ancora una volta l'Assemblea ad essere
insultata, non solo da organi esterni, ma anche da tutto ciò che
all'esterno si muove e guarda con interesse gli atti che produce
questo Parlamento per la faciloneria e, in qualche modo, anche la
cialtronaggine con cui a volte siamo stati richiamati
dall'opinione pubblica.
Per queste considerazioni - mi rivolgo a lei, signor
Presidente, che è il garante dell'intera Assemblea regionale -
vorrei che fossimo almeno chiari, certi e convinti sulle
procedure che vogliamo adottare. Non ricordo precedenti in cui si
discuteva di articolato senza che ci fosse copertura finanziaria.
Condivido anche le cose che diceva poc'anzi l'onorevole
Spampinato sulle Commissioni di merito, ma di fatto noi qui siamo
senza copertura finanziaria e senza parere delle Commissioni.
Credo che la proposta più saggia, più ragionevole e più
responsabile sia quella di andare in Commissione Bilancio , come
è normale che sia, dopodiché se norme di questa natura troveranno
poste e poi ci sarà il confronto di merito si farà normalmente
come è giusto che sia.
Credo che l'Assemblea regionale abbia il dovere di fare cose
normali e non cose, non straordinarie, ma molto strane.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, raccolgo
l'invito dell'onorevole Fleres di provare a discutere senza farsi
ingabbiare né nella logica di appartenenza a schieramenti d'Aula,
né facendo prevalere ragionamenti estranei a quello che un
Parlamento, giustamente, rivendica e cioè la propria titolarità a
fare leggi.
Credo che l'onorevole Fleres possa certamente avere maggiore
forza per le sue argomentazioni se, almeno in questa legislatura
- chiedo scusa ai colleghi, essendo un collega di prima
legislatura, ho la difficoltà molto spesso di ragionare in
termini di precedenti storici; capisco che i precedenti
costituiscono prassi parlamentare, però non vorrei che a forza di
precedenti precostituiamo i precedenti per violare la logica
parlamentare. Poi ci arriverò alla logica parlamentare -. Dicevo,
da questo punto di vista vorrei ricordare che almeno in questa
legislatura non mi risulta che nessuna norma sottoposta a
proposta di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
abbia avuto da parte del Parlamento la reazione di aprire un
contenzioso legittimo presso la Corte costituzionale.
Quindi, in questi quattro anni e mezzo, tutte le volte che il
Commissario dello Stato abbia avuto modo di rilevare, giusto o
sbagliato, obiezioni sul merito costituzionale delle norme, sulla
procedura costituzionale, il Parlamento ha scelto la procedura di
estrapolare dalla pubblicazione delle norme le parti impugnate.
Stabilire oggi che, per un sussulto di dignità del Parlamento,
noi dobbiamo contemplare la possibilità non della sfida, ma
chiamare al soggetto terzo preposto la verifica della ragione sul
piano della coerenza costituzionale richiamandoci appunto alla
Corte costituzionale, quanto meno in questa legislatura almeno è
un precedente, fermo restando che è una delle procedure che
normalmente potrebbe essere eseguita; ma se fosse stata seguita,
come dimostra anche la prassi, è il merito che di volta in volta
fa valutare se andare avanti nel contenzioso o se lasciare
perdere per strada la norma che era stata approvata. Quindi, se è
il merito delle norme, proviamo a ragionare sul merito delle
norme.
Io vorrei ricordare che persino il Presidente della Regione,
una sorta di dr. Jekyll e Mr. Hyde, ha dichiarato che parte di
queste norme sono una schifezza' e che era giusto -
addirittura lo ha dichiarato qualche ora dopo che il Commissario
aveva fatto l'impugnativa - impugnarle.
Oggi l'Aula, in un sussulto di dignità tutto astratto, dichiara
che noi anche con le schifezze' andiamo davanti alla Corte
costituzionale. Io non condivido questa strada, ma è una
valutazione di ordine politico-amministrativo.
La procedura, caro onorevole Fleres, è la seguente: noi abbiamo
un disegno di legge, anzi 13 disegni di legge e secondo la tesi
dell'Ufficio di Presidenza ci viene proposto questo percorso (non
so se esistono precedenti ma non vorrei determinarli i
precedenti, mettiamoci d'accordo su questo): votiamo
l'articolato, tutte le parti che hanno necessità di copertura
finanziaria, cioè buona parte dei 13 disegni di legge, la
copertura potrà essere data chiaramente dopo l'approvazione del
bilancio 2006-2008 della Regione siciliana. Vorrei ricordare che
dopo l'approvazione del bilancio si intende dopo la pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale
PRESIDENTE Non dica cosa che non sono state dette
CRACOLICI Cioè?
PRESIDENTE E' stato detto dopo che sarà stato approvato
dall'Aula ...
CRACOLICI Si può dare copertura ad un disegno di legge non
ancora pubblicato?
PRESIDENTE Sì, onorevole Cracolici; ci sono decine di
precedenti in questo Parlamento.
CRACOLICI Anche qui stiamo sui precedenti. Io ho capito che
il Regolamento ormai non serve più perchè dobbiamo attenerci ai
precedenti
PRESIDENTE Poiché sono stati sollevati motivi di
costituzionalità rispetto alle cose che lei sta dicendo, è stato
definito con un pronunciamento che si può fare perché era in
discussione il deliberato d'Aula.
CRACOLICI Ne prendo atto. Mi documenterò sul pronunciamento
della Corte costituzionale.
In ogni caso, è del tutto ovvio che questi disegni di legge
andranno al voto e, quindi, in pubblicazione - almeno su questo
possiamo essere d'accordo - dopo la pubblicazione della
Finanziaria e del bilancio della Regione. Insieme vedremo,
intanto certamente un numero dopo.
Allora, se vogliamo evitare di avere un rischio alto,
quantomeno di riproposizione per coerenza da parte dell'ufficio
del Commissario dello Stato di una riproposizione di impugnativa,
quindi con tutta la procedura di contenzioso che si aprirà.
Quindi, l'efficacia dei 13 disegni di legge o la gran parte di
essi, comunque potrà avere efficacia solo dopo il pronunciamento
della Corte costituzionale.
Io continuo a pensare, Signor Presidente, vogliamo stabilire
la logica oltre che i precedenti?
la logica cosa ci dice? Ci dice che noi abbiamo una
Finanziaria, abbiamo un Bilancio - è certamente il primo disegno
di legge che valuterà questo Parlamento (da qui ci siamo pure
dati una data, entro il 20 gennaio si è detto) - se consideriamo
la natura delle urgenze relative alla proroga dei rapporti di
lavoro in atto interrotti per questa difficoltà intervenuta col
Commissario dello Stato, beh, questa norma si può benissimo
mettere in Finanziaria e dare certezza alle persone perché
certamente è la prima legge che noi faremo.
Se, invece, si vuole forzare, in nome di quella emergenza, per
consentire la tenuta in piedi di norme dichiarate dal Presidente
della Regione impresentabili, addirittura in quest'Aula ha
aggiunto: anche gli uffici della Regione siciliana rispetto ad
alcune delle norme che erano state approvate dal Parlamento
ritengono che non si reggano in merito alla Corte
costituzionale.
Allora, vogliamo evitare di coprirci di ridicolo e cercare di
affrontare il merito dei problemi? Ripeto, signor Presidente, se
facciamo prevalere la logica risolviamo i problemi. Se si
ritiene, invece, che bisogna forzare sulle regole per determinare
e costituire precedenti, beh, da parte mia non sarò d'accordo al
fatto che si determinino questi precedenti ed, evidentemente, si
useranno gli strumenti d'Aula per impedire questo precedente che
pagheremo caro anche nel prossimo futuro, per chi verrà dopo di
noi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto mi
sforzi questa sera di capire qual è la logica vera che
sottintende agli interventi che sono stati portati a giustificare
in quest' Aula il comportamento da tenere in merito a queste
norme, da questa o da quell'altra forza politica, per quanto mi
sforzi o mi sia sforzato può darsi che ci sia una mia
insufficienza nel comprendere le ragioni che sottintendono, ma
non riesco a capirne la logica.
Partiamo da ciò che è avvenuto. Noi ci siamo lasciati la sera
del 28 con un magistrale intervento della Presidenza
dell'Assemblea che ha fatto chiarezza estrema circa le ragioni e
l'opportunità per quest'Aula di andare a riproporre,
riapprovandole, le norme indipendentemente dal merito delle
stesse. E, invece, si continua qui a parlare di merito partendo
dall'assunto che è obbligo di un Parlamento, che si intende tale,
non discernere se ha fatto bene o ha fatto male, se ha approvato
delle norme in maniera frettolosa o meno, se è stato fatto di
notte o di giorno, perchè se entrassimo in queste considerazioni
non vi è chi di noi non sappia che spesso, molto spesso, la
maggior parte delle leggi in questo Parlamento, almeno delle
leggi più importanti, sono state fatte di notte, dalla notte dei
tempi, da quando è nato questo Parlamento
Allora, cominciamo col dire le cose per come stanno. Non
cerchiamo giustificazioni o appigli a cui aggrapparsi che non
sono tali, perchè quando si dice delle norme frettolose,
approvate di notte , ma perchè? Quante finanziarie abbiamo
approvato di notte? Quante variazioni di bilancio abbiamo
approvato di notte? Tutte Tutte le finanziarie...
ORTISI. Con sospensioni di quattro ore
FORMICA. Non è vero, onorevole Ortisi La rispetto e lei sa
che è così
Quindi il problema vero - ed è stato correttamente impostato -
è di lasciare stare il merito, perchè neanche il Presidente della
Regione può arrogarsi il diritto di dire e di stabilire se una
norma è spazzatura oppure è valida, in quanto è una materia che
deve essere demandata al vaglio della Corte costituzionale. E lo
deve essere, onorevoli colleghi Una volta per tutte lo deve
essere perchè noi non possiamo assistere a ciò che avviene
attualmente in Italia dove in seguito alle norme costituzionali
varate nel 2001 ci sono le regioni normali, a Statuto ordinario,
che altro che spazzatura, legiferano e senza controllo di alcun
genere Noi assistiamo a regioni, come la Campania, ma ce ne sono
tante altre di cui potrei portare l'esempio, che addirittura
hanno legiferato portando il numero delle Commissioni
parlamentari da sei-otto di tutte le regioni a venti, che hanno
addirittura deliberato una Commissione parlamentare del mare e
una Commissione parlamentare del Mare Mediterraneo e questo è
passato. Non è spazzatura questa?
Non entro nel merito ma è il principio: la regione Sicilia,
che è una regione a statuto speciale, e che ha delle prerogative
statutarie e quindi costituzionali tali che la pongono, la
ponevano - io mi auguro che la pongono - in condizioni di avere
un'autonomia ed una capacità decisionale maggiori rispetto alle
altre regioni, è attualmente in una condizione di inferiorità
rispetto alle altre regioni perché finora non si è seguita la
strada maestra, di affidarsi ad un organo terzo, alla Corte
Costituzionale, cioè all'organo deputato per risolvere le
controversie di carattere costituzionale.
Per quanto riguarda la riproposizione dei tredici disegni di
legge qualcuno diceva che noi, se li approviamo, rischiamo
l'impugnativa; ma perché? Se ne approviamo uno non possiamo
ugualmente rischiare l'impugnativa? Se ne approviamo solo una
parte non è possibile ugualmente che il Commissario dello Stato
impugni quella parte che ha già impugnato?
E' un ragionamento illogico che non si comprende, dove non si
capisce a quale ratio si vuole arrivare.
Sono tanti i disegni di legge, sono tredici e, intanto, sono
norme che sono state già impugnate e, pertanto, anche se
scegliamo anche una sola di queste norme, anche quella potrebbe
essere impugnata.
Sulla procedura gli uffici hanno detto che è procedibile la
strada che è stata illustrata dalla Presidenza ed è stato fatto
altre volte: nel momento in cui l'Aula approva il bilancio e
prima di passare al voto finale, ricordate ogni volta che per la
finanziaria si riunisce la Giunta per rideterminare i capitoli,
per riassestare i capitoli? Bene, in quel lasso di tempo si
approva il bilancio, approvato il nuovo bilancio, si sospende per
un quarto d'ora, si dà il tempo agli uffici per incardinare le
somme nei relativi capitoli, dopo di che si dà il voto finale per
la finanziaria e per le leggi se lo si vuole fare; ma andare a
cercare altre strade, arrampicarsi sul merito della questione,
secondo me, significa sminuire quello che qui si intende fare.
Non credo che i parlamentari che hanno approvato quelle norme,
buone o brutte che siano, accettino di buon grado che con un
colpo di penna si dica che quella notte si è scherzato.
Il Parlamento questo non lo può fare, lo deve dire la Corte
Costituzionale: una volta per tutte si pronunci in maniera tale
che il Parlamento, quando dovrà legiferare su materie analoghe,
abbia già un giudizio preciso e quindi sapere in partenza ciò che
possiamo fare.
Certamente, non possiamo accettare di legiferare in maniera
aleatoria, questo sì, in maniera farraginosa e sotto la spada di
Damocle, con l'incertezza del giudizio del Commissario del quale
rispettiamo in pieno l'autonomia, ma non abbiamo vagliato se ciò
che lui pensa, che è rispettabile, che è condivisibile, è certo
ed è costituzionalmente garantito.
Vi invito a lasciare da parte la questione di merito. Anch'io
concordo sul fatto che ci possono essere norme che, sicuramente,
saranno bocciate e non sono condivisibili, però anch'io da
parlamentare di quest'Aula voglio che, una volta per tutte, come
diceva l'onorevole Fleres, si pronunci la Corte Costituzionale.
Dopo di che le discussioni per le future leggi saranno più
facili, saranno più semplici perché avremo un pronunciamento
della Corte.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
non sia in discussione il diritto d'Aula di vedere riproposte le
norme che sono state impugnate dal Commissario dello Stato, allo
scopo di andare al contenzioso di fronte alla Corte
costituzionale per valutare la costituzionalità delle norme. Se
si insiste su questo argomento, a mio giudizio lo si fa perché
non si vuole, invece, tenere conto delle reale motivazioni che
hanno spinto diversi colleghi dell'opposizione a sottolineare un
altro aspetto che è di natura procedurale e in parte
regolamentare.
Onestamente, in premessa, mi interrogo sul perché di queste
procedure arzigogolate, un po' contorte che, da qualche tempo, si
vogliono seguire per portare in porto una procedura legittima
che, proprio perché legittima, a prescindere dal giudizio sul
merito, come si sa, in larga misura, il nostro è contrario,
avrebbe bisogno di una altrettanto fisiologica e logica procedura
di approvazione.
Abbiamo già visto il 28 dicembre cosa è successo in Aula, le
forzature regolamentari che si volevano mettere in atto su una
materia che andava a cozzare con i diritti del singolo
parlamentare.
Mi consenta, signor Presidente, sono perplesso sul fatto che la
Presidenza intervenga con una propria proposta, che poi è una
proposta di merito non solo una procedura, perché come la
Presidenza stessa ha qui detto, si propone di modificare
sostanzialmente, perché le modifiche che si propongono per me
sono modifiche sostanziali, per quanto logiche e assolutamente
necessarie quali le imputazioni dei capitoli di spesa
dall'esercizio finanziario 2005 a quello del 2006, ma è pur
sempre una scelta di merito, perché una cosa è imputare una spesa
su un capitolo di bilancio del 2005, ci può essere la capienza,
ci può essere l'opportunità, la volontà dell'Assemblea di dare
quella copertura, sul bilancio 2006 può anche darsi che questa
volontà non ci sia, quindi, mi pare del tutto evidente che siamo
già dentro il merito.
Ma a parte questo particolare, credo che abbia ragione
l'onorevole Speziale, l'onorevole Cracolici, cosa impedisce di
seguire una strada che arriva allo stesso obiettivo, anzi arriva
prima allo stesso obiettivo, prima di come ci si vuole fare
procedere oggi, che sarebbe quella senza alcuna forzatura
regolamentare, senza creare nessun precedente. A proposito dei
precedenti vorrei dire ai colleghi e richiamo anche la
Presidenza, che i precedenti non fanno di per sé norma, perché se
il precedente avviene in violazione del Regolamento, non
significa che ogni violazione del Regolamento automaticamente
diventa norma regolamentare, sarebbe come dire che il Regolamento
è in mano, in balìa della maggioranza di quest'Aula, mi pare del
tutto evidente; infatti, se ogni violazione che viene operata
diventa automaticamente, in quanto precedente, anche norma per il
futuro, è del tutto evidente che il Regolamento è carta straccia,
non ha più nessun valore.
Il precedente lo si può invocare quando una prassi
parlamentare copre una carenza regolamentare; se c'è un vuoto
regolamentare, un problema interpretativo di una norma che non
viene sciolto dalla Commissione per il Regolamento che, a norma
del Regolamento stesso, è l'unica abilitata ad assumere decisioni
per quanto riguarda l'interpretazione del Regolamento, qualora
non venga richiamato questo dovere, dovere-obbligo, della
Commissione per il Regolamento di colmare quei vuoti, un
precedente può essere invocato come...
ORTISI Può colmare ma non sostituire
CAPODICASA Detto questo, credo che noi dobbiamo andare un
poco con un ragionamento più logico. Noi oggi ci si propone che
si vada avanti con una procedura che prevede l'approvazione delle
norme sostanziali, il fermo della discussione e il rinvio a dopo
l'approvazione di finanziaria e bilancio in Commissione per dare
la copertura finanziaria a queste norme che approveremmo oggi
solo per la parte sostanziale e, quindi, successivamente la
imputazione di spesa sui capitoli del 2006.
Ha ragione l'onorevole Cracolici: questo ci porta ad allungare
i tempi perché quella copertura finanziaria e quella approvazione
la potremmo fare solo quando bilancio e finanziaria saranno state
approvate e pubblicate, quindi con tutti i tempi regolamentari e
costituzionali perché il Commissario dello Stato le applichi,
quindi andiamo molto oltre quando sarebbe molto più semplice che
si facesse una cernita delle materie più urgenti, quelle che
hanno a che fare con il lavoro delle persone, come direbbe
qualcuno al bar Sport con il pane che la gente deve mangiare e
allora, in questo caso, si calano in finanziaria, con tutti i
crismi della legalità, e si procede dal punto di vista
sostanziale e di merito.
Le norme che non hanno questo requisito dell'urgenza,
immediatamente dopo possono essere riproposte sempre con la
stessa procedura in Aula, saranno poi impugnate dal Commissario
dello Stato, si andrà in contenzioso. Ora, io ho chiarissimo,
onorevole Fleres, che è non solo un diritto ma, in alcuni casi,
quando l'Assemblea è convinta della giustezza delle proprie
scelte è un dovere andare davanti alla Corte Costituzionale e non
ci può essere nessun Commissario dello Stato che interpreti come
una sfida questa nostra prerogativa perché si tratta del libero
e normale gioco dialettico, tra istituzioni che a volte
collaborano e anche quando confliggono fa parte del gioco, fa
parte della collaborazione, perché stanno esercitando, ciascuno
nel proprio ambito, il diritto costituzionale che gli compete.
E' da poco, è in questa legislatura che viene considerata una
sfida al Commissario dello Stato andare al contenzioso; in
realtà, credo che ci siano talmente tanti esempi nella storia
dell'Assemblea regionale siciliana che è del tutto evidente che
si tratta di un fisiologico rapporto tra organi che hanno
ciascuno, nel loro ambito, delle prerogative e delle competenze:
per noi è quella di approvare, per il Commissario dello Stato di
esercitare il sindacato di costituzionalità, nel momento in cui
lo esercita, se l'Assemblea ritiene di dovere resistere davanti
alla Corte Costituzionale lo fa, se non lo ritiene non lo fa.
In molti casi l'Assemblea regionale siciliana ha ritenuto di
non doverlo fare, quindi, implicitamente dando ragione al
Commissario dello Stato, in questo caso lo vuole fare, ma lo
vuole fare perché? Ancora non l'ho ben capito. Su una buona
parte, per la stragrande maggioranza di queste norme, il
Presidente della Regione, non l'ultimo parlamentare, se ci può
essere un ultimo parlamentare, ha ritenuto, con il conforto
dell'Ufficio legislativo e legale della Regione, che si tratta di
norme incostituzionali, perderemo davanti alla Corte, ma ce ne
sono alcune su cui è giusto ritenere che si possa vincere.
FLERES Questo l'ho detto anche io in sede di relazione
CAPODICASA Perfetto, io, infatti, non la sto contraddicendo,
sto dicendo che mi pare assolutamente improprio caricare questo
nostro gesto quasi si trattasse di un atto di orgoglio
dell'Assemblea quando rientra nella normalità dei rapporti
costituzionali ed istituzionali.
Da questo punto di vista ritengo che noi facciamo soltanto il
nostro dovere. Vorrei però che fosse chiara una cosa, che una
ragione per le cose che facciamo la dobbiamo avere. Mi si può
spiegare - veramente non la comprendo e sarei grato se mi fosse
data una spiegazione - il perché questa cosa deve essere fatta
per forza oggi e non tra dieci giorni, cioè alla chiusura del
bilancio?
Che cosa cambia? Dal punto di vista del merito, dal punto di
vista del destino di queste norme, considerato che ormai siamo
comunque nel bilancio 2006, cosa cambia? Non cambia nulla. Avremo
perduto soltanto 8 giorni, forse, dice l'onorevole Cracolici, non
li abbiamo neanche perduti, li abbiamo guadagnati. Allora, forse
c'è qualche altra ragione che non viene detta.
FLERES Viene detta, solo che non viene ascoltata Significa
evitare di gravare la legge finanziaria che ci accingiamo a
discutere di 150 norme che, giocoforza, verrebbero riverberate
su quella legge
CAPODICASA Non è un esempio calzante.
FLERES Lei ha chiesto qualcosa ed io le sto dando la
risposta
CAPODICASA Questa risposta mi sembra assolutamente impropria
e non mi pare quella vera. Non dobbiamo caricare la finanziaria
di tutte queste norme. Infatti, noi diciamo di mettere in
finanziaria soltanto quelle norme che riguardano emergenze,
lavoro, occupazione. Il resto va immediatamente dopo, non è che
le mandiamo al macero. Le riproponiamo immediatamente dopo e
andranno tranquillamente, senza dovere fare forzature
regolamentari.
Forse rischiamo di aggiungere altri motivi di censura di
costituzionalità da parte del Commissario dello Stato. Norme che
sono già gravate di questo sospetto di incostituzionalità noi,
probabilmente, le aggraviamo ulteriormente. Signor Presidente,
chiedo alla Presidenza di aiutarci ad uscire da questa situazione
in modo netto e più chiaro.
PRESIDENTE Stiamo studiando per fare le cose normali, per i
miracoli provvederemo prossimamente
CAPODICASA Più che i miracoli mi pare che si stia facendo
qualcosa che va oltre i miracoli. Questa cosa non ha molto
fondamento dal punto di vista dell'iter parlamentare ed in ogni
caso, a nostro giudizio, ottiene l'effetto contrario rispetto a
quello che si propone.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
riprendere o ripetere cose che sono state già dette che in buona
parte condivido visto gli interventi degli onorevoli colleghi
Speziale, Capodicasa, Cracolici. Vorrei, invece, sottolineare un
aspetto e provo a dare una risposta alle cose che l'onorevole
Capodicasa si chiedeva poco fa. Cosa cambia se la materia viene
trattata tra 10-15 giorni? Credo che cambi moltissimo perché ci
troviamo in presenza- e non lo stiamo scoprendo questa sera - di
una maggioranza che non ha nessuna tenuta e che sta insieme
sull'onda, comunque, di questo tipo di politiche, di questo tipo
di scelte ed è ovvio, quindi, che la preoccupazione del Governo è
di arrivare ad un dibattito sulla finanziaria e sul bilancio non
in grado di poter avere un risultato d'Aula e continuamente sotto
il ricatto interno dei singoli parlamentari.
Sarà una risposta assolutamente sbagliata, sarà sicuramente
un'estremizzazione, ma io penso che ci troviamo dinanzi a questo.
Non stiamo discutendo come ci siamo permessi più volte di
proporre questioni reali che riguardano i lavoratori precari, i
medici che si trovano ad operare nella medicina dei servizi, i
lavoratori dei consorzi di bonifica, come fare per affrontare
alcune emergenze che riguardano settori importanti e mi permetto
di dire anche posizioni sostenibili, ragionevoli, su cui superare
l'impugnativa del Commissario dello Stato diventa assolutamente
semplice, sempre utilizzando un ragionamento sereno, con
un'articolazioni anche rispetto a quello che vedo scritto in
questi tredici disegni di legge, un po' più attento rispetto a
quella famosa nottata, quando qualcuno dice, non è successo
niente. E' successo di tutto
Sostanzialmente è stata mortificata l'Assemblea regionale
siciliana e gli attori sappiamo bene chi sono stati. I fini che
si volevano raggiungere, sappiamo bene quali sono stati e quali
sono.
Non voglio parlare ancora a lungo, signor Presidente, ho detto
che non avrei ripetuto cose che condivido e farò così.
Credo che sia estremamente ragionevole che una maggioranza che
non ha i numeri, che non riesce a mettersi d'accordo, che non
riesce nemmeno ad ascoltare il presidente eletto direttamente dai
siciliani, per la prima volta nella storia, che l'altra sera, se
non erro, sosteneva una linea precisa che era questa - a me non
fa piacere essere d'accordo con l'onorevole Cuffaro, ma in quel
caso sciaguratamente eravamo d'accodo - nel senso che la logica
di andare a tirar fuori le cosiddette questioni che riguardano il
lavoro, i consorzi, i medici della medicina dei servizi, cose
specifiche, anche interventi diversi, signor Presidente, che
riguardano realtà dove è possibile intervenire e si deve
intervenire.
L'altra sera eravamo quasi arrivati a questa conclusione. La
maggioranza non si è messa d'accordo. Non siete stati d'accordo
nemmeno con quanto aveva proposto il Presidente della Regione che
aveva accettato - lasciamo stare le prime geniture - il
ragionamento sano e sereno che avevamo fatto nel dire, trattiamo
le questioni più delicate e rimandiamo a dopo la trattazione di
tutto il resto.
Non voglio nemmeno esplicitare che cosa è il resto: dalla
Fondazione Brass Group, ai famosi e numerosi contributi, a tutto
ciò che ogni collega avrà, leggendo, notato e che, sicuramente,
sarà oggetto di discussioni serie, molto serie e di un confronto
serrato in Aula, che non mi pare che sia materia confrontabile
con quanto stiamo sostenendo.
Noi stiamo parlando di cose vere che riguardano migliaia di
famiglie, migliaia di lavoratori. Di questo vogliamo discutere.
Su questo siamo disponibili immediatamente a vedere, non di
forzare regolamenti, ma di trovare le soluzioni più rapide,
perché non è vero che si sta prospettando una soluzione più
rapida. Voi state cercando di prendervi in giro fra di voi e
state dicendo una cosa precisa. Per ora diamo la possibilità di
pensare che qualche norma che qualcuno ha sostenuto, può andare
avanti, per poi, dopo il bilancio e la finanziaria, vedere che
cosa fare, mentre i lavoratori, i precari e non solo loro,
aspettano seriamente, in queste ore, di capire che debbono fare
domani mattina, come si debbono attrezzare anche in termini di
vita.
E' questo che dobbiamo capire, signor Presidente. Non è
un'opposizione sciagurata, non è un'opposizione irragionevole. E'
un'opposizione che sta dicendo: visto e considerato che non ci
siete, che non potete parlare di regolamenti in questa maniera...
Io non sono un cultore dei regolamenti, non sono un
costituzionalista, ma quando sento dire che ci sono precedenti,
la cosa mi preoccupa.
C'è il precedente sulla inemendabilità. Secondo me questo è il
più grosso errore politico che sta commettendo l'Aula. Lasciamo
stare i regolamenti. Noi stiamo rinunciando ad emendare i testi
perché c'è un precedente, si va a teorizzare che ci si può
addirittura attestare a precedenti per dire che il testo è
inemendabile quando parliamo di precedenti dove non sono stati
presentati emendamenti, quindi non c'entra niente col fatto che
ci può essere mai un testo inemendabile.
Concludo dicendo che noi, senza alcuna speculazione e senza
alcuna strumentalizzazione, vogliamo discutere e subito delle
questioni che tutti, credo, hanno a cuore, tutti, maggioranza e
opposizione e cioè coloro che aspettano da parte nostra una
risposta stasera, subito, chiara, per procedere, domani mattina,
verso il bilancio e la finanziaria, secondo me, in maniera molto
più serena di quanto, invece, non stiamo facendo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito come
si configura in Aula il percorso. Per evitare un replay del 28
dicembre che sta diventando pericolosissimo, perché noi stiamo
riempiendo gli spazi di intervento su discussioni che, oltre ad
essere interminabili, sono discussioni sulle procedure e quando
si discute sulle procedure e se ne discute molto è segno che c'è
qualche vacanza nel Regolamento ed è segno in prospettiva di un
pericolo, le decisioni poi si attorcigliano a tal punto che
risultano incongrue rispetto al merito e creano precedenti
ulteriori sui precedenti, cioè all'ennesima potenza scavano su
discussioni che si prospettano ancora più lunghe.
Allora, facciamo le prove generali in Aula, dice bene
l'onorevole Fleres: il fatto è politico. C'è una maggioranza in
Aula che vuol procedere nel senso enunciato dal Presidente sul
piano della procedura? Verifichiamolo Se non c'è si determini
che tutti e tredici disegni di legge scompaiano, si dia una
accelerazione ai lavori di commissione per la finanziaria e il
bilancio, quello che le maggioranze che si determinano
riterranno opportuno inserire vada avanti, quello che non si
riterrà opportuno venga bocciato dalla Commissione e/o dall'Aula
e risolviamo altrimenti qui parleremo fino a mezzanotte di
procedure all'infinito con i pericoli che ho paventato poc'anzi.
Si cominci, stacchiamo alle 22.00 o finiamo all'1.00 ma in
maniera conclusiva.
LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che non possiamo non tenere conto del fatto che questo dibattito
parlamentare parta da quanto presentato, credo a fine ottobre o
ai primi di novembre, dal Governo sulle variazioni di bilancio
per l'esercizio finanziario 2005.
Da 8 pagine, che riguardavano in maniera molto sintetica, il
grosso finanziamento alla sanità, il contributo di 105 milioni di
euro ai comuni e credo altre norme, 100 milioni al settore
vitivinicolo e all'agricoltura e credo altre norme di tutto
rispetto costituzionale e, credo, regolamentare, questa Aula ha
voluto fare di quelle norme un pacchetto molto consistente
perché certamente i parlamentari, nella loro responsabilità hanno
ritenuto di dovere dare conto ad esigenze che provengono da un
territorio governato in maniera democratica da un Parlamento che
vanta di essere il più antico del mondo.
Ebbene, alla conseguente valutazione d'Aula fatta fra i giorni
sei e sette dicembre - a parte l'assenza, credo motivata
politicamente, del centrosinistra - questo Parlamento ha ritenuto
di approvare una serie di norme che il Commissario dello Stato,
in gran parte, ha ritenuto di dover sottoporre ad un vincolo
costituzionale.
Sulla stampa si è fatta enfasi di questa azione del Commissario
dello Stato richiamando ad un atteggiamento di pulizia, di
ordine, di morigerata azione critica del Commissario dello Stato
nei confronti della determinazione di un Parlamento intero ma,
personalmente, sono convinto che molte di quelle norme erano
certamente fuori da ogni vizio costituzionale. Di quelle norme
fanno cenno stasera anche tanti colleghi dell'opposizione quando
parlano di precariato, al quale va data subito risposta, parlando
di attese legittime dei lavoratori, suggerendo percorsi che
possano dare risposte immediate, ritenute legittime anche
dall'opposizione.
Allora, devo ritenere che la considerazione fatta in
precedenza, cioè che il Commissario dello Stato abbia
semplicemente commesso uno strafalcione su tante norme che oggi
vengono riproposte, credo sia un'idea condivisa e pertanto
ritengo che la proposta della Presidenza di andare avanti su un
percorso che tecnicamente è supportato, che credo non abbia nulla
di illegittimo, che è confortato anche dai pareri degli Uffici,
sia la regola che il Parlamento stasera debba seguire - non
evocando ancora una volta motivi di formalità, di regolamenti, di
costituzionalità - nella misura in cui vedo che quest'Aula è
rappresentata equamente tra le forze politiche.
Pertanto, sono favorevole alla proposta della Presidenza e
invito i colleghi a prendere coscienza che quello di cui andremo
ad argomentare è certamente una risposta concreta, un dovere
serio che questo Parlamento andrà a fare nei confronti del
precariato di cui abbiamo fatto cenno.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi soffermo
brevemente su alcuni aspetti che sono stati esposti.
Un proverbio dice non buttare il bambino con l'acqua sporca ,
perché bisogna buttare l'acqua sporca e salvare il bambino; in
queste norme ci sono parti che, opportunamente modificate,
possono essere accolte, ed infatti ho anche presentato degli
emendamenti modificativi per eliminare proprio quelle norme che
potrebbero nuovamente essere impugnate dal Commissario dello
Stato, però oggi si aggiunge anche un altro aspetto.
La settimana scorsa ho presentato emendamenti ad un testo di
disegno di legge che mi è stato portato in Aula e sono venuto qui
oggi per affrontare questo tema complessivo, consapevole di avere
fatto il mio dovere di parlamentare seguendo pedissequamente
quanto è stato presentato in Aula.
Pochi minuti fa mi è stato consegnato un disegno di legge che
non corrisponde assolutamente con quello in mio possesso, e di
conseguenza gli emendamenti che avevo predisposto non hanno più
senso.
Signor Presidente, a prescindere dal merito degli argomenti,
vorrei capire come si possono seguire i lavori d'Aula se adesso
giunge un testo completamente diverso da quello della settimana
scorsa. Gli articoli sono stati completamente modificati e
addirittura ne sono stati aggiunti altri di cui non conosco la
natura, non avendo neanche i riferimenti normativi.
Se questo è il modo di procedere, ritengo che sia assolutamente
improponibile perché si crea molta confusione; se il tentativo è
quello di non farci capire niente ed approvare le cose buone con
le cose meno buone, che hanno poi la stessa referenza del
riflesso condizionato di chi deve poi vagliare la legittimità
facendo di tutta l'erba un fascio, allora tra le cose buone
verranno inserite tante cose palesemente illegittime, e cito ad
esempio alcune norme sul turismo.
Essendo un camperista, vi posso dire che c'è una norma che non
può assolutamente essere recepita da alcuna Regione, poiché
nessuna Regione ha la potestà statutaria di modificare norme o
legiferare norme di tipo sanzionatorio che sono in contrasto con
la Costituzione e con il Codice della strada, che è un Codice di
carattere penale.
Perché dobbiamo inserire cose che non hanno un fondamento ben
preciso e che non hanno riferimenti con norme che sono state
presentate in sede di variazione di bilancio?
Un esempio è quello dell'emendamento che era stato presentato
in sede di variazioni di bilancio e poi ritirato dalla stessa
maggioranza, e che oggi, a seguito di pressioni legittime degli
interessati, è stato nuovamente ripresentato.
Allora, il riflesso condizionato possono averlo sicuramente
coloro che fanno parte dell'opposizione, ma rischiano di averlo
anche coloro che hanno dei compiti istituzionali.
A mio avviso, con questo nuovo testo, che ci è stato proposto
poche ore fa, si rischia di allungare nuovamente i tempi per la
presentazione degli emendamenti.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, le ricordo che il testo del
disegno di legge è stato distribuito giorno 28 dicembre.
MICCICHE' A parte i riferimenti, che possono anche cambiare,
a me e a tanti altri deputati presenti, è stato consegnato il
testo che ho qui davanti, ed oggi mi ritrovo un altro testo.
Non so se questo è un modo corretto di procedere, anche perché
ci sono alcuni elementi su cui io devo presentare degli
emendamenti, ma oggi non posso farlo perché eventuali emendamenti
devono essere presentati dal Capogruppo, il quale potrebbe anche
non essere d'accordo.
Questo significa che si toglie al deputato la possibilità di
esercitare la facoltà legislativa che gli è propria.
La Presidenza insiste nel dire che questo disegno di legge era
già stato distribuito giorno 28 dicembre, ma io le posso
assicurare che non era questo, perché lo stralcio XIII aveva più
articoli e meno commi, oggi abbiamo un solo articolo con 70
commi.
Signor Presidente, qualora io avessi ragione, dovrei avere il
tempo materiale per presentare gli emendamenti, perché ci sono
norme sto conoscendo in questo momento. Per esempio, la norma
relativa alle opere abusive che sono state costruite in zone
soggette a vincolo non c'era, ed io ritengo di avere diritto a
presentare emendamenti.
PRESIDENTE Credo sia doveroso chiarire all'Aula che
probabilmente l'onorevole Miccichè, nella scorsa seduta, è stato
tratto in inganno in quanto, prima dell'inizio dei lavori d'Aula,
era stato distribuito un testo informale degli Uffici. La seduta
è stato addirittura sospesa per consentire agli Uffici di portare
il testo finale in discussione nel Parlamento, ed uno dei motivi
per cui si disse che era necessario il rinvio era proprio quello
che il testo era stato sostanzialmente portato in Aula in quel
momento.
Pertanto, invito l'onorevole Miccichè a prendere atto che molto
probabilmente c'è stato questo equivoco. Gli emendamenti
presentati al disegno di legge che non tenevano conto del testo
così come è stato formalizzato in Aula, sono già stati
opportunamente corretti dagli Uffici. Posso tranquillamente
escludere che siano state inserite nuove norme, semmai ci sono
state norme che non sono state riportate, così come evidenziato
nella relazione dell'onorevole Fleres ed in una informativa che
abbiamo comunicato all'inizio dei lavori.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Acanto, Catania
Giuseppe, D'Aquino, Fratello, Granata, Leontini, Misuraca e
Pagano hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Primo stralcio» (1095- I stralcio/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sulle questioni che sono state
poste, dovrei limitarmi semplicemente a richiamare l'articolo 110
del Regolamento interno, che recita: I richiami riguardanti
l'ordine del giorno, il regolamento o la priorità delle votazioni
hanno la precedenza sulle questioni principali. In questi casi
non possono parlare, dopo la proposta, che un oratore contro ed
uno a favore, e per non più di dieci minuti ciascuno. Ove
l'Assemblea sia chiamata a decidere sui richiami suddetti, la
votazione si fa per alzata e seduta .
Abbiamo abbondantemente superato il limite di un parlamentare a
favore ed uno contro rispetto alle osservazioni di carattere
procedurale. Non essendo un presuntuoso e non ritenendo di avere
la verità in tasca, ho proposto all'Aula una procedura che
percorre un meccanismo regolamentare sicuramente nuovo rispetto
ad altre procedure che i colleghi hanno avuto modo di poter
utilizzare.
Ho ritenuto giusto che i colleghi si potessero esprimere; ho
ascoltato con molta serenità le osservazioni sollevate e adesso
non è il Presidente dell'Assemblea che decide, ma il Parlamento
con un voto per alzata e seduta.
CAPODICASA Signor Presidente, su materia regolamentare non
decide il Parlamento
PRESIDENTE Non è materia regolamentare, onorevole Capodicasa.
Io non credo che l'Assemblea si trovi di fronte ad uno
stravolgimento del Regolamento, ad una violazione o ad una
forzatura., ma ci sono diversi precedenti. In quest'Aula, fino al
gennaio del 1999 o all'aprile del 1999, quando fu fatta la legge
numero 10 sulla formazione di finanziaria e bilancio, si votavano
prima le norme finanziarie, e per ultimo, nel bilancio si dava la
copertura finanziaria.
CAPODICASA Prima del 1999 non esisteva la finanziaria...
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, non parlo di finanziaria ma
di norme di spesa su cui bisognava dare copertura finanziaria.
Onorevole Capodicasa, siccome mi sto accingendo a dismettere la
funzione di deputato regionale e presumo che questa sia una delle
ultime occasioni in cui ho modo di poter esprimere il mio punto
di vista, credo di poter dare questo contributo e lo dò con una
serenità d'animo particolare.
Oggi non è in discussione la formazione di un nuovo testo di
disegno di legge. Oggi torna in discussione, con le opportune
correzioni tecniche, perché altrimenti sarebbe come invitare il
Commissario dello Stato a rifare le cose che ha fatto ...
SPAMPINATO Voi le potete modificare, noi no. Non ha dato un
termine per presentarle.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, il termine è la chiusura
della discussione generale avvenuta nella scorsa seduta. Debbo
dire che le deroghe sono altre, quelle che lei ritiene siano la
norma sono invece le prassi che derogano dal Regolamento.
Il Regolamento prevede che si presentano emendamenti fino alla
chiusura della discussione generale, e così è stato. Bisogna ora
definire la procedura rispetto alla discussione di merito
dell'articolato.
Vorrei nuovamente richiamare l'attenzione sul fatto che noi
stiamo discutendo della riproposizione degli argomenti impugnati
dal Commissario dello Stato.
Noi non saremmo qui se il Commissario dello Stato avesse avuto
ragione ed il Parlamento, così come ha fatto finora, avesse preso
atto che c'è un organo terzo che può impugnare quanto deliberato
dall'Aula. Si è ritenuto, e dico che abbiamo fatto bene, di dare
vita alla verifica di carattere costituzionale sui poteri che il
Parlamento ha, senza per questo voler sfidare nessuno e se si è
cercato di interpretare questo come una sfida è stato un errore.
Il Parlamento ha tra le sue prerogative - così come le ha il
Commissario dello Stato - di sollevare il dubbio di
costituzionalità, e di fare valere le proprie ragioni rispetto ai
contenuti dei disegni di legge messi in discussione. Se poi, nel
merito, i disegni di legge sono più o meno condivisi, questo è un
problema che esula dal dibattito odierno.
Invece si ripropongono qui le argomentazioni sul merito e non
sulla filosofia che insiste sulla scelta di riproporre il merito
in altra sede e il conflitto in questa sede.
Colgo l'occasione, anche a nome di tutti voi, di dare il
benvenuto al nuovo Commissario dello Stato, che si è insediato
proprio in questi giorni. Noi vogliamo stabilire, una volta per
tutte, qual è il potere che questo Parlamento ha, e non abbiamo
pregiudizi su nessuno.
Proprio perchè mi accingo a dismettere la funzione di
parlamentare regionale, sono convinto che la prassi di dovere
accettare le impugnative del Commissario dello Stato come scelta
alla quale non bisognava più porre la questione del conflitto di
competenza, è stata sbagliata.
Chi vi parla è fra coloro i quali si è schierato rispetto al
conflitto di competenza anche nei confronti della Corte dei
Conti.
Onorevoli colleghi, ritengo che in questo modo si tenga alto il
valore ed il prestigio del ruolo del Parlamento, così come si
tiene alto esitando disegni di legge che evitano di essere messi
in discussione in maniera maldestra da parte dei singoli
parlamentari.
Pensare che il Parlamento possa oggi approvare la finanziaria
senza aver approvato questi disegni di legge, significa non avere
chiaro cosa sta avvenendo in Commissione Bilancio.
PANARELLO Signor presidente, ma questo è merito.
PRESIDENTE No, è un chiarimento per l'Aula, perch�� 1.500
emendamenti ripropongono sostanzialmente questo, ed io credo che
la Presidenza abbia il dovere di intervenire per consentire
domani a voi, onorevoli colleghi, di fare meglio e bene il vostro
compito di parlamentari regionali.
CRACOLICI Signor Presidente, il compito della Presidenza è
quello di impedire che vengano trattate in Aula norme che non
state esaminate dalle Commissioni.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, probabilmente la Presidenza
avrebbe dovuto fare questo, ma anche i parlamentari hanno il
dovere di sollevare in Aula la questione.
Sottopongo alla valutazione dell'Assemblea l'eccezione sulla
proposta della Presidenza.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo 1:
«Articolo 1.
Fondo per la concessione di contributi straordinari per
l'anno 2005
1. Per l'esercizio finanziario 2005, presso l'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, dipartimento bilancio e
tesoro, è istituito un fondo destinato alla concessione di
contributi straordinari ad enti, fondazioni, associazioni, onlus
ed enti di culto per il perseguimento dei propri fini statutari
nonché per l'organizzazione di manifestazioni o altre attività
che rivestano particolare interesse collettivo. I contributi di
cui al comma 1 sono concessi con decreto dell'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze, previo parere della II Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
2. Per le finalità di cui comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 8.690 migliaia di euro
(UPB 4.2.1.3.99, capitolo 213702).
3. E' consentita l'assunzione degli impegni a valere sulle
autorizzazioni di spesa disposte dalla presente legge oltre la
chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non oltre 15
giorni dalla data di pubblicazione della medesima.
4. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione, per l'esercizio finanziario 2005, sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B'».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Raiti,
Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.
Richiesta di verifica del numero legale
SPAMPINATO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ortisi, Raiti,
Cracolici e Crisafulli)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 43
L'Assemblea è in numero legale.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi ritengo che
questo sia uno di quegli articoli che l'Aula dovrebbe cassare a
priori, senza l'intervento del Commissario dello Stato o della
Corte Costituzionale.
Infatti, si tratta di definire un fondo per la concessione di
contributi che nasce dopo che in Commissione Bilancio furono
proposti decine e decine di emendamenti riguardanti singoli
contributi che dovevano essere assegnati a singole associazioni.
Non c'è una ragione che può interessare il profilo di
costituzionalità o giustificare il carattere d'urgenza, e siccome
tutto era basato sui fondi che dovevano gravare sul bilancio del
2005, penso che questa norma non abbia più motivo per essere
riproposta.
Non possiamo trasformare l'Assemblea regionale siciliana in
un'Assemblea che costruisce fondi per dare contributi ad
associazioni varie, senza che venga determinata la finalità con
la quale queste associazioni operano, così come è accaduto nel
corso dei lavori delle variazioni di bilancio da spinte di natura
che bisogna definire esclusivamente clientelari. Pertanto, signor
Presidente, chiedo anche ai colleghi della maggioranza di non
votare per il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1 e
conseguentemente di far decadere l'intero articolo 1.
PRESIDENTE Pongo in votazione il mantenimento del comma 1
dell'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Per richiamo al Regolamento
CAPODICASA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA Vorrei segnalare che risulta dalla verifica del
numero legale che abbia votato l'onorevole Turano, il quale
invece non mi pare sia presente in Aula.
PRESIDENTE In attesa di una verifica da parte degli Uffici,
sospendo la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 21.40 è ripresa alle ore 21.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che vada stigmatizzato il
comportamento di chiunque abbia votato per un collega assente.
Pertanto, se il fatto dovesse ripetersi, verranno immediatamente
sospesi i lavori e rinviati ad altra data, dopo una necessaria
verifica in sede di Conferenza dei Presidenti del Gruppi
parlamentari.
Si passa all'emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo
1.
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Oddo, Zago,
Manzullo e Villari)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 38
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 21.50, è ripresa alle ore 22.50)
La seduta è ripresa
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Barbagallo,
Capodicasa, Ortisi e Sbona)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 31
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è pertanto a martedì 10 gennaio
2006, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095
- I Stralcio/A). (Seguito)
2) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n.
1095 - II Stralcio/A). (Seguito)
3) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095
- III Stralcio/A). (Seguito)
4) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095
- IV Stralcio/A). (Seguito)
5) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095
- V Stralcio/A). (Seguito)
6) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095
- VI Stralcio/A). (Seguito)
7) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n.
1095 - VII Stralcio/A). (Seguito)
8) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095
- VIII Stralcio/A). (Seguito)
9) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 -
IX Stralcio/A). (Seguito)
10) - Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n.
1095 - X Stralcio/A). (Seguito)
11) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n.
1095 - XI Stralcio/A). (Seguito)
12) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n.
1095 - XII Stralcio/A). (Seguito)
13) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n.
1095 - XIII Stralcio/A) (Seguito).
14) - "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2006." (nn. 1066-1094-1096) (Seguito)
15) - "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
2006/2008." (nn. 1067-1094-1096). (Seguito)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei
lavoratori della Cogema di Priolo (SR) , degli
onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici, Ortisi
e De Benedictis.
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale
per il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito)
2) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
3) - Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione
e conservazione delle opere della Fiumara d'arte (n. 1003/A)
4) - Norme per la promozione della Fondazione The Brass
Group' (n. 998/A)
5) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151-Norme
stralciate II/A)
V - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disciplina della raccolta, commercializzazione e
valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908-812- 6/A)
VI - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 23.02
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 24.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli