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Resoconto d'Aula della Seduta n. 345 di lunedì 09 gennaio 2006
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Informo  che  del processo  verbale  della  seduta
  precedente verrà data lettura nella seduta successiva.
   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

       Attribuzione  del seggio resosi vacante a seguito delle
       dimissioni dell'onorevole Francantonio Genovese  dalla
                    carica di deputato regionale

    PRESIDENTE   Si  passa  al primo punto all'ordine  del  giorno:
   Attribuzione    del  seggio  resosi  vacante  a  seguito   delle
  dimissioni dell'onorevole Francantonio Genovese  dalla carica  di
  deputato regionale".
   Comunico  che,  ai  fini dell'attribuzione   del  seggio  resosi
  vacante  a  seguito  delle dimissioni dalla  carica  di  deputato
  regionale    dell'onorevole  Francantonio  Genovese,   proclamato
  eletto  nel  collegio circoscrizionale  di Messina per  la  lista
  avente  il  contrassegno   La Margherita  per  la  Sicilia ,   la
  Commissione  per la verifica dei poteri - ai sensi del  combinato
  disposto dell'art. 4, parte seconda, dello Statuto della Regione,
  dell'art. 5, lett. c), parte seconda, del decreto legislativo del
  Capo  provvisorio  dello Stato 25 marzo 1947, n.  204  (Norme  di
  attuazione  dello  Statuto) e della Sezione  IV  del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea - nella riunione tenutasi  il  9  gennaio
  2006,   dopo   aver  proceduto  ai  necessari   accertamenti   ha
  deliberato  all'unanimità,  ai sensi dell'articolo  1,  comma  3,
  della  legge  costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, dell'articolo
  16  della  legge 17 febbraio 1968, n. 108 e successive  modifiche
  ed integrazioni, e della legge regionale  20 marzo 1951, n. 29  e
  successive    modifiche   ed   integrazioni   (legge   elettorale
  siciliana),   di   attribuire    il   seggio   lasciato   vacante
  dall'onorevole   Francantonio  Genovese    al  candidato  Laccoto
  Giuseppe, primo dei non eletti della medesima lista provinciale e
  nel   medesimo   collegio  circoscrizionale,  il    quale   segue
  immediatamente, con voti 4.332, l'unico degli  eletti,  onorevole
  Francantonio Genovese, per il  collegio provinciale di Messina.
   Non   sorgendo  osservazioni,  l'Assemblea   prende  atto  delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,  eletto  deputato  dell'Assemblea  regionale
  siciliana il candidato Giuseppe Laccoto, salva la sussistenza  di
  motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi decorre il termine di 20  giorni  per  la
  presentazione   di  eventuali  proteste  o  reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20  marzo  1951,
  n. 29.

                        (L'onorevole Laccoto entra in Aula)

   Poiché  l'onorevole  Laccoto è presente in  Aula,  lo  invito  a
  prestare il giuramento di rito.

   Dò  lettura della formula  del giuramento prevista dall'articolo
  6 delle  Norme  di attuazione dello Statuto siciliano :
   «Giuro   di  essere fedele  alla Repubblica italiana ed  al  suo
  Capo,  di  osservare  lealmente le leggi  dello  Stato   e  della
  Regione e di esercitare  con coscienza  le funzioni inerenti   al
  mio  ufficio al solo scopo del bene  inseparabile dello  Stato  e
  della Regione siciliana.»

     (L'onorevole Laccoto  pronunzia ad alta voce le parole: "Lo
                               giuro")

   Dichiaro  immesso l'onorevole Laccoto nelle funzioni di deputato
  all'Assemblea regionale siciliana.
                             (Applausi)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.15, è ripresa alle ore 19.40)

              Presidenza del Vicepresidente Crisafulli

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),  e  153  del  Regolamento  interno,  della   mozione  n.  470
   Iniziative  al fine di bloccare la soppressione dello  sportello
  di  Gravina  di  Catania per il servizio di riscossione  tributi,
  programmato dalla 'Montepaschi Serit S.p.A.' di Palermo per il 31
  dicembre 2005 , degli onorevoli Barbagallo, Culicchia, Guerrieri,
  Tumino e Zangara.

   Ne do lettura :

                         «L'Assemblea regionale siciliana

   Visto   che   la  'Montepaschi  Serit  S.p.A.'  di  Palermo   ha
  annunciato la chiusura della sede di Gravina di Catania per il 31
  dicembre 2005;

   Considerato che il suddetto sportello serve un bacino di  utenza
  di circa 150.000 abitanti dei comuni dell'interland;

   Ritenuto  che  la  chiusura  dello  sportello,  programmata  dai
  responsabili  della  Serit di Palermo per il  31  dicembre  2005,
  lascerebbe  il  territorio  interessato  privo  di  un   servizio
  indispensabile  oltre  a  creare  notevoli  disagi  agli  utenti,
  soprattutto  meno  giovani, costretti a  recarsi  a  Catania  per
  usufruire  dei  servizi attualmente erogati  dallo  sportello  di
  Gravina,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  ogni  necessaria iniziativa  nei  confronti  della
  'Montepaschi  Serit  S.p.A.', al fine  di  bloccare  la  prevista
  soppressione  dello sportello di Gravina di Catania,  nelle  more
  della  costituzione della società 'Riscossione  Sicilia  S.p.A.',
  prevista  dall'art. 2 della legge regionale 22 dicembre 2005,  n.
  19,  che  sostituirà ed ingloberà il servizio attualmente erogato
  dalla Montepaschi Serit S.p.A»  (470)

   Dispongo  che  la mozione testé annunziata venga demandata  alla
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


  Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato.
  Primo stralcio» (1095- I stralcio/A)

   PRESIDENTE  Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
  Si procede con il seguito della discussione del  disegno di legge
  n. 1095 - I stralcio/A, posto al numero 1).
   Onorevoli  colleghi,   considerato  che  la  discussione   degli
  stralci  del  disegno  di  legge n.1095  viene  ripresa  dopo  la
  chiusura   dell'esercizio   finanziario   2005,   per   decisione
  dell'Assemblea,  la  Presidenza  ha  valutato  la  necessità   di
  riformulare le relative coperture finanziarie imputando le stesse
  al   nuovo   bilancio  di  previsione  e  alla   relativa   legge
  finanziaria.
   Si  procederà,  pertanto, questa è la proposta  formulata,  alla
  votazione  dei testi con l'intesa che sugli stessi andrà  operato
  un  adeguamento tecnico dopo l'approvazione del bilancio e  della
  finanziaria   che   consenta  di  imputare  al  nuovo   strumento
  finanziario  2006-2008  le  coperture finanziarie  degli  stralci
  relativi.
   In   buona   sostanza,  si  pensa  di  fare  approvare  l'intero
  articolato,  posta  la necessità di spostare  al  2006  tutte  le
  coperture finanziarie, cosa che può essere fatta solo dopo che lo
  strumento  finanziario sia stato deliberato dall'Aula.  Per  cui,
  in  calce,  subito dopo, si potrà approvare la parte di copertura
  finanziaria e dare  il voto finale ai disegni di legge.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, come  lei  sa,  la  proposta  di
  procedura  suggerita  dalla Presidenza  dell'Aula,  a  me  sembra
  abbastanza farraginosa.
   Se  in  occasione  dell'ultima seduta  fosse  stata  accolta  la
  proposta  da  noi avanzata al Governo (cioè quella di  stralciare
  tutte  le  norme  di proroga che riguardavano  il  personale,  mi
  riferisco  in particolare a  quelli del consorzio di bonifica,  e
  tutte  le  norme del personale sulle quali avevamo già dichiarato
  la  nostra  disponibilità  a votarle  già  nella  seduta  del  28
  dicembre), noi non ci troveremmo oggi in tale cul de sac, in  una
  tale  situazione  di  incertezza  di  natura  procedurale   e  di
  incertezza di ordine politico.
   Constato  che  stasera  il  Governo non  è  rappresentato.  Lei,
  signor Presidente, suggerisce una procedura che dal mio punto  di
  vista  rischia  di  allungare i tempi di  approvazione  di  norme
  particolari  che  riguardano le proroghe e  il  personale.  E  si
  rischia  che vengano nuovamente  impugnate dal Commissario  dello
  Stato;  approvando tutto il testo rischiamo ancora una volta   di
  rimandare  tutto alla Consulta, con il rischio reale che  non  si
  possa  dare  una tempestiva  risposta ai lavoratori che  sono  in
  attesa di risposta. La Consulta, infatti, potrebbe esprimersi tra
  quattro, cinque o sei mesi.
     Pertanto,  signor  Presidente, mi permetto  di  riproporre  di
  seguire  la  strada che avevo suggerito l'altra volta  e  che  il
  Governo  testardamente   non ha voluto  seguire,  assumendosi  la
  responsabilità  di  condurci a queste  condizioni.  Si  stralcino
  dunque dal disegno di legge le norme riguardanti le proroghe e il
  personale, si faccia un disegno di legge a se stante, si  lascino
  decadere  tutte  le  altre norme, che come è  stato  detto  dallo
  stesso  Presidente della Regione hanno carattere di indecenza.  A
  questo  proposito, infatti vorrei ricordare che  nessuno  qui  ha
  inteso attaccare il Parlamento, è il Parlamento che in una  notte
  ha  legiferato  e  il Commissario dello Stato successivamente  ha
  impugnato le norme che ha ritenuto di dover impugnare -  ciascuno
  nel rispetto delle proprie prerogative.
     Si  utilizzi  quindi  l'approvazione  della  finanziaria  come
  veicolo per assicurare continuità ai lavoratori dei consorzi e si
  affronti quindi  il problema del personale.
   Lei,  signor Presidente, ci suggerisce di procedere  stasera  ad
  una  finta  approvazione - finta in quanto non diamo la copertura
  finanziaria  ai provvedimenti che approviamo -, dopo  di  che  si
  ritorna in Aula; l'Aula entro la fine di questo mese approverà la
  finanziaria  e  il   bilancio  2006  e  dopo  l'approvazione  del
  bilancio,  gli stessi disegni di legge tornerebbero in  Aula  per
  avere la copertura finanziaria per il 2006. Questo mi pare sia il
  criterio suggerito dalla Presidenza. Siccome, non si ha la  forza
  ed  il  coraggio di dire di no alle tante pressioni  dei  singoli
  parlamentari che hanno chiesto particolari norme che  servono  ad
  affrontare  scadenze  future, siccome  non  si  ha  avuto  questo
  coraggio  non si presenta neanche in Aula e si segue  una  strada
  complicata e faragginosa che non serve a risolvere in alcun  modo
  i problemi che noi abbiamo davanti né di ordine procedurale né di
  merito.
   Per  cui,  signor Presidente, io propongo quello che le  ho  già
  detto  prima:   di  stralciare, utilizzare una  parte  di  queste
  norme,  il  Governo  se  ne assuma la responsabilità,  sottoporle
  all'esame  dell'Aula e approvarle in uno assieme a finanziaria  e
  bilancio  in modo tale che noi non si  abbia alcun  atteggiamento
  di  sfida  nei confronti del Commissario dello Stato.  In  questo
  modo  penso  che  eviteremmo i rischi evidenti di impugnativa  da
  parte  del  Commissario  dello Stato e  riusciremmo  a  dare  una
  risposta  positiva  ai  lavoratori  che  sono,  giustamente,   in
  attesa.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  posizione
  di  Rifondazione comunista in merito a questo pacchetto di  norme
  impugnate  dal  Commissario dello Stato è nota ed  è  noto  anche
  l'atteggiamento  parlamentare che noi abbiamo  tenuto  già  nella
  passata seduta.
   Io  non  credo  che  l'Aula  possa condividere  una  prassi  che
  rischia di costituire un precedente grave per il futuro di questo
  e  di altri parlamenti. Come si fa ad apprezzare e ad esitare  un
  disegno  di  legge  rispetto  al  quale  la  Presidenza  dichiara
  preventivamente che non c'è copertura finanziaria  perché  ancora
  non  siamo dotati degli strumenti finanziari del 2006? Non ci  si
  dica  che ci sono precedenti istituzionali in questa Aula  perché
  non  è così. E comunque di fronte ad una violazione così grave  e
  significativa  della  prassi  e dei regolamenti  parlamentari  ci
  vorrebbe  almeno  una condivisione generale  di  tutti  i  gruppi
  politici,  di tutti gli schieramenti, una emergenza sociale  tale
  da  imporre una violazione palese del regolamento e della  prassi
  parlamentare  e tali da motivare uno strappo alle regole  e  alla
  correttezza della dialettica parlamentare istituzionale.
   Volete  dire che l'emergenza sociale è data dall'assunzione  dei
  giornalisti e dei portavoce, dei deputati, degli assessori, degli
  uffici  stampa?  Che l'emergenza sociale è data da  tutte  quelle
  norme  che in violazione di ogni legalità, ovviamente, sono state
  impugnate,  e  secondo  me  alcune  giustamente  da   parte   del
  Commissario dello Stato?
   Ci  sono  tra  l'altro  nelle nuove norme  delle  modifiche  che
  avrebbero   presupposto  anche  il  passaggio  nelle  Commissioni
  parlamentari,  onorevole Presidente, per un nuovo  apprezzamento,
  trovandoci  di  fronte a nuove norme, né ci  convince  a  noi  di
  Rifondazione comunista l'idea di appesantire la nuova finanziaria
  di  queste  norme  quando noi vorremmo che la  finanziaria  fosse
  rigorosamente ripulita di ogni elemento di inquinamento eccessivo
  rispetto  all'ispirazione che deve avere quel tipo di disegno  di
  legge.
   Ora, davvero, ci troviamo in una situazione incomprensibile.  Io
  spero  che  tutti i gruppi parlamentari - oggi si  può  stare  in
  maggioranza,  domani si starà all'opposizione -,  all'interno  di
  una   normale  dialettica  politica  istituzionale,  ma  noi  non
  possiamo   accettare   uno  strappo  così   forte   alla   prassi
  parlamentare  e  cioè  di approvare  un intero  articolato  senza
  copertura  finanziaria dichiarandola, e poi riservarci alla  fine
  il  voto  finale dopo che ci siamo dati gli strumenti finanziari,
  facendo  in  quel  caso  e  soltanto  rispetto  al  voto   finale
  riferimento ai capitolati di bilancio relativi.
     Ma  quante  volte, onorevoli colleghi, io, con ognuno  di  voi
  deputati,  ci  siamo  trovati di fronte alla improponibilità  dei
  nostri  emendamenti  perché  il Presidente  dell'Assemblea  aveva
  dichiarato non esserci copertura finanziaria  Quello nella prassi
  normale,   oggi   addirittura  noi  facciamo  -   la   Presidenza
  dell'Assemblea  lo ha dichiarato -  un intero  disegno  di  legge
  dichiarando  che non c'è copertura finanziaria  Io credo  che  di
  questi  strappi il Parlamento non abbia bisogno, che ci troveremo
  di fronte ad una gravissima violazione delle regole.
     Pertanto,  invito  il  Governo a ritirare  questi  disegni  di
  legge, ad avviare la normale procedura per l'apprezzamento  della
  finanziaria e del bilancio. E se poi lo ritenete, sulla base  dei
  nuovi strumenti finanziari, della finanziaria e del bilancio,  il
  Governo si faccia carico di ripresentare i disegni di legge e  di
  ripresentare  le norme che riguardano quelli che  sono  realmente
  elementi  sui quali aprire un confronto con il Commissario  dello
  Stato  e  con la Corte costituzionale se questo va aperto,  e  di
  ritirare tutte le altre norme che hanno già coperto di ridicolo -
  e  se  mi  permettete anche di un po' di vergogna -  la  politica
  complessiva   di  questa  regione,  il  suo  Governo   e   questo
  Parlamento.

    PRESIDENTE   L'ipotesi avanzata dalla Presidenza  deve  trovare
  una  conclusione che non è data dal numero degli interventi.  Per
  cui, chiedo  di dotarci di una metodologia.

    SPEZIALE  La metodologia non si stabilisce con un voto  d'Aula,
  si stabilisce per Regolamento.

    PRESIDENTE  Non sto chiedendo un voto d'Aula.

    FORGIONE  Prima vediamo quanti sono gli iscritti a parlare

    PRESIDENTE  Ogni dibattito d'Aula deve concludersi in un  modo.
  C'è una metodologia che è data dalla procedura. Il Parlamento  si
  esprime. Non voglio mettere limiti. Tuttavia, siccome si  rischia
  che  tutti  i  colleghi vogliano parlare, apro  le  iscrizioni  a
  parlare  in  modo  da  dare  un ordine alle  cose  che  facciamo.
  Chiedono  di  essere iscritti a parlare gli onorevoli Spampinato,
  Fleres, Ferro, Cracolici, Barbagallo, Formica, Capodicasa e Oddo.
  Dopo costoro, l'Aula si pronuncerà nella sua interezza.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  permettetemi di rubare 30 secondi al dibattito per  dare  il  mio
  personale benvenuto all'onorevole Laccato. Ogni tanto, che vi sia
  una  surroga  per  fausti  motivi è bene  all'interno  di  questa
  Assemblea. Ed utilizzo gli altri 15 secondi per augurare un  buon
  lavoro  all'ormai  ex  collega, onorevole  Genovese,  assunto  al
  prestigioso incarico di Sindaco di Messina.
   Signor  Presidente,  ho avuto la sensazione  che  mi  sia  perso
  qualcosa da giorno 28 dicembre, ma considerato che dal 28 ad oggi
  c'è stata soltanto vacanza e considerato che probabilmente non si
  è  tenuta  seduta  né il 31, né il 6 gennaio,  mi  permettevo  di
  ripartire  per  dare  una consequenzialità logica  ai  lavori  di
  questa  Assemblea,  a  quanto  è avvenuto  giorno  28,  al  lungo
  dibattito che ha caratterizzato quella seduta e soprattutto  alla
  dura  requisitoria che ha concluso la seduta con  la  quale  lei,
  signor Presidente, in qualche modo ha bacchettato coloro i  quali
  non   hanno   condiviso  il  percorso  immaginato  allora   dalla
  Presidenza  dell'Assemblea.  Dura  requisitoria  che  aveva   per
  oggetto,  appunto, coloro i quali sono intervenuti e sono  stati,
  in  qualche  modo,  tacciati di non voler  garantire  l'autonomia
  dell'Assemblea regionale siciliana.
     Mi  permetto  di ritenere che per rivendicare  l'autonomia  di
  questo  Parlamento  abbiamo scelto la  strada  peggiore.  Abbiamo
  scelto  l'oggetto  peggiore  perché  stiamo  parlando  di   norme
  impugnate   per   motivi  che  ancor  prima  che  sostenuti   dal
  Commissario dello Stato sono stati oggetto di interventi di molti
  deputati  di questa Assemblea. Abbiamo scelto il metodo  peggiore
  perché  di  queste  norme,  di  cui stiamo  parlando,  dichiarate
  inaccettabili  giuridicamente e moralmente dallo stesso  Governo,
  dallo stesso Presidente della Regione, ci si chiede di approvarli
  senza che queste norme, ormai nuovi disegni di legge, siano state
  trasmesse alle competenti Commissioni per materia, senza  che  si
  possano  emendare queste stesse norme. Dunque, ci  si  impone  di
  votare, senza possibilità di emendare queste norme.
   Ancora   una  volta  faccio  un  richiamo  al  Regolamento.   Ho
  apprezzato le dichiarazioni espresse dal Commissario dello  Stato
  che,  giustamente,  ha  detto  che  le  valutazioni  sulle  norme
  approvate da questa Assemblea saranno soltanto di rispetto  della
  legittimità  costituzionale, senza tenere conto del dibattito  in
  Aula. Questa é sicuramente garanzia dell'autonomia, ma spero  che
  tenga  conto dello Statuto che - ricordo a me stesso  -  é  norma
  costituzionale,  che tenga conto dell'articolo 12  dello  Statuto
  che  rileggo  a me stesso laddove dice che  i progetti  di  legge
  sono elaborati dalle Commissioni dell'Assemblea regionale, con la
  partecipazioni delle rappresentanze degli interessi professioni e
  degli organi tecnici regionali .
   Mi  permetto di ricordare all'Assemblea regionale che con questa
  procedura abbiamo fatto un passo in avanti, stiamo discutendo - e
  anche  su questo mi dichiaro contrario - di voler approvare delle
  norme senza copertura finanziaria.
   Ribadisco,  ancora  una  volta,  che  stiamo  approvando   norme
  disattendendo   l'articolo  12  dello  Statuto   ed   il   nostro
  Regolamento.  L'articolo 65 del nostro Regolamento prevede,  cito
  testualmente, che  i disegni e le proposte di legge sono  inviate
  dal   Presidente  dell'Assemblea  regionale  ad  una  Commissione
  legislativa permanente secondo le rispettive competenze .
   Per  questi  nuovi tredici disegni di legge, dunque,  l'articolo
  65 non é stato rispettato.
   Ancora  il  Regolamento prevede  che la discussione in Assemblea
  ha  luogo sul testo approvato dalle Commissioni. Dove sono questi
  testi approvati dalle Commissioni di cui oggi stiamo discutendo?
   Personalmente  sono  tra  coloro  i  quali  che   hanno   sempre
  sostenuto  che  bisognava rivendicare l'autonomia  dell'Assemblea
  regionale anche nei confronti di chi esercita un controllo  sulle
  leggi regionali, immaginando, appunto, un controllo successivo  e
  non preventivo.
   La  rivendicazione di questa autonomia, attraverso  il  peggiore
  dei   metodi,   é   sicuramente  inaccettabile.   Così   come   é
  inaccettabile  la proposta fatta oggi di procedere  con  il  solo
  voto  dell'articolato e non il voto finale di  disegni  di  legge
  che, ad oggi, non hanno alcuna copertura finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

   FLERES.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  tenterò   di
  sviluppare  un  intervento senza cogliere,  in  alcun  modo,  gli
  spunti  polemici degli interventi precedenti. Non  sono  qui  per
  alimentare  alcuna  polemica, ma per tentare di  individuare  una
  soluzione.
   Dico  subito  che le questioni hanno tre ordini  di  valore.  Il
  primo,  di  natura tecnica che - come vedremo  -  é  risolto.  Il
  secondo,  di natura politica,   ritengo sia irrisolvibile  perché
  attiene al merito delle singole norme. Il terzo riguarda, invece,
  l'autorevolezza di questa Istituzione e la certezza dei compiti e
  delle  attribuzioni  che  questa  Istituzione  ha  rispetto  alle
  competenze  di  natura  costituzionale che sono  attribuite  alla
  Regione siciliana.
   Chi  ha  voluto  leggere nella procedura avviata una  sfida  nei
  confronti  di  altri organi, dico subito che si sbaglia.  Nessuna
  sfida  é stata lanciata né dal sottoscritto che é firmatario  dei
  13   disegni  di  legge,  né  dalla  parte  politica  a  cui   il
  sottoscritto appartiene, nè dalla coalizione nella quale la parte
  politica  si riconosce. E' un problema di altra natura e desidero
  affrontare i tre aspetti partendo dall'ultimo.
     Come ho detto durante la mia relazione ai 13 disegni di legge,
  il  sottoscritto insieme ad altri deputati si è fatto  carico  di
  ripresentare  in maniera assolutamente acritica  tutte  le  norme
  impugnate   non   per  lanciare  una  sfida  nei  confronti   del
  Commissario dello Stato o della Corte costituzionale,  ma  semmai
  per  sciogliere  annose questioni, annosi nodi che  spesso  hanno
  visto  soccombente in alcuni casi, vincente in altri  l'Assemblea
  regionale  siciliana. Il Commissario dello Stato, nonostante  sia
  un   organo   monocratico,  non  è  un  organo  che   decide   la
  costituzionalità di una norma, è un organo che solleva il  dubbio
  di  costituzionalità di una norma e lo solleva in sede  di  Corte
  Costituzionale,  è poi la Corte costituzionale che stabilisce  se
  una norma è o non è costituzionale.
   Non   mi  basta  il  dubbio  del  Commissario  dello  Stato  per
  giudicare  la  rilevanza costituzionale o la costituzionalità  di
  una  norma,  è  necessario un giudizio  così  come  in  qualsiasi
  tribunale civile o penale esiste un rappresentante della pubblica
  accusa, un pubblico ministero, un rappresentante dello Stato  che
  esprime  le  posizioni  dello Stato e poi esiste  una  Corte  che
  giudica   relativamente  alle  osservazioni   che   il   Pubblico
  Ministero,  il  Sostituto Procuratore nel  nostro  caso,  esprime
  relativamente ad un procedimento.
   Ci   troviamo  in  una  situazione  molto  simile:   esiste   un
  Commissario  dello  Stato  che solleva dubbi  relativamente  alla
  legittimità costituzionale di alcune norme, le solleva  e  attiva
  un  relativo procedimento presso la Corte costituzionale,  spetta
  all'Assemblea  regionale  siciliana e  poi  al  Presidente  della
  Regione  che pubblica le norme stabilire se accedere  al  ricorso
  che  è  formulato  o non accedervi; se accede al  ricorso  che  è
  formulato  si  comporta in un modo altrimenti si comporta  in  un
  altro.
   L'Assemblea  regionale  siciliana più volte  ha  resistito  alle
  osservazioni formulate dal Commissario dello Stato e nell'85  per
  cento  dei  casi  ha  avuto  ragione,  su  100  impugnative   del
  Commissario  dello Stato nell'85 per cento dei  casi  l'Assemblea
  regionale  ha  avuto ragione. Questo non significa  assolutamente
  nulla  circa le norme che noi abbiamo discusso e che  sono  state
  impugnate,  può darsi che su queste la percentuale  sia  diversa;
  personalmente,  concludendo la mia relazione,  ho  sostenuto  che
  alcune norme non presentavano caratteristiche di costituzionalità
  e per onestà intellettuale, avendole io interamente riproposte in
  maniera  acritica, mi sono sentito in dovere di dire quali  erano
  le  norme  per  le quali  personalmente non ritengo  esistano  le
  caratteristiche di costituzionalità.
   Andiamo  all'aspetto  di natura politica.  L'aspetto  di  natura
  politica  vede  contrapposte una maggioranza e  una  opposizione.
  Questo  aspetto  non  è  risolvibile  se  non  con  un  voto.  La
  maggioranza e l'opposizione durante il voto su queste norme, così
  come avrebbe fatto se fosse stata presente sulle norme originarie
  dalle  quali  queste scaturiscono che sono quelle  relative  alle
  variazioni di bilancio, avrebbe espresso un voto piuttosto che un
  altro.  La  maggioranza le ha votate, l'opposizione probabilmente
  se  fosse stata presente non le avrebbe votate, comunque  avrebbe
  espresso un giudizio di merito sulle norme.
   Io  credo  che questo problema sia irrisolvibile, nel senso  che
  noi   non    possiamo  chiedere  nè  possiamo   aspettarci   come
  maggioranza  una modifica del comportamento dell'opposizione  nel
  merito  di  queste  norme perché è legittimo condividerle  o  non
  condividerle nel merito.
     Primo  aspetto  dei tre enunciati:  quello di natura  tecnica.
  Quello di natura tecnica, lo ha annunciato molto correttamente il
  Presidente  dell'Assemblea,  è assolutamente  risolvibile  e  non
  sarebbe la prima volta che l'Assemblea procede in questo senso.Ci
  sono   dei  precedenti  che  confermano  la  bontà  del  percorso
  individuato.  Non  lo ripeto, dico però che noi potremmo  stasera
  approvare la parte normativa rinviando la parte finanziaria  alla
  procedura   indicata   dal  Presidente  Crisafulli   poc'anzi   e
  tecnicamente condivisa  dal Governo e dagli uffici.
   Non  è  la  prima volta che lo facciamo, lo abbiamo fatto  altre
  volte,  dunque,  il  problema di natura tecnica  è  assolutamente
  risolvibile.   Bisogna  soltanto  dare   mandato   in   sede   di
  coordinamento per le correzioni di natura formale che  riguardano
  gli  anni di imputazione della spesa, bisogna preparare la  norma
  che  stabilisca l'utilizzo delle somme necessarie per  coprire  i
  tredici  disegni di legge spostandole al bilancio  del  2006,  ma
  tutto questo ha valore meramente tecnico.
     Dunque,  onorevoli  colleghi, mi  permetto  dire  che  nessuno
  stravolgimento  al  Regolamento  è  stato  fatto,   che   nessuno
  stravolgimento alla volontà politica di ciascuna parte politica o
  di ciascun deputato si intende fare, che nessuna sfida si intende
  lanciare  nei confronti di altri organi dello Stato, che  nessuna
  sfida  si intende lanciare né nei confronti del Commissario dello
  Stato né nei confronti della Corte Costituzionale, che anzi si  è
  tenuto  conto, nella rielaborazione tecnica di queste norme,  dei
  correttivi  che  potrebbero  far  venir  meno  parte  dei  motivi
  dell'impugnativa perché, in sede di rilettura tecnica  di  queste
  norme, ci si è resi conto che alcuni aspetti potevano, con  molta
  semplicità,  essere affrontati e rimossi. Dunque,  nessuna  delle
  osservazioni  che io ho sentito fare questa sera dai  colleghi  è
  destituita  di  fondamento o è priva di supporto regolamentare  o
  procedurale.
   Un  ultimo  passaggio, invece, di natura politica (e  in  questo
  senso  mi sento di potere parlare a nome della maggioranza perché
  mi sono consultato con gli altri colleghi).
     Noi  siamo  contrari  ad estrapolare da queste  tredici  norme
  alcune  di esse per procedere alla loro approvazione, non  perché
  non  ci rendiamo conto dell'importanza di queste norme, ma perché
  verrebbe  meno  il  ragionamento che era  alla  base  della  loro
  riproposizione.  Noi  abbiamo  voluto  riproporre  le  norme  per
  sciogliere,   una  volta  per  tutte,  i  dubbi  di   legittimità
  costituzionale  che  riguardano alcune competenze  della  Regione
  siciliana  o  che non riguardano alcune competenze della  Regione
  siciliana.
   Stralciare   alcune  norme  rispetto  ad  altre  significa   non
  sciogliere  i  nodi  che  riguardano quelle  norme  che  noi  non
  discuteremmo  e,  dunque,  lascerebbe  assolutamente  aperto   un
  contenzioso potenziale che noi,  invece, vorremmo definitivamente
  chiudere.
   Noi  vogliamo definitivamente chiudere tutta una serie di dubbi,
  di  perplessità che abbiamo in materia urbanistica, in materia di
  personale,  in  materia  finanziaria, in materia  di  lavoro,  in
  materia  di stabilizzazioni, in materia di proroghe, etc.  Spesso
  ci   siamo  resi  conto  che  era  inutile  insistere  e  abbiamo
  rinunziato   all'attivazione   del  contenzioso   costituzionale,
  autorizzando  il Presidente della Regione a pubblicare  le  norme
  senza le parti impugnate.
   Questa volta ci siamo resi conto che, invece, la fretta con   la
  quale  si  sono  esaminate  le norme  derivanti  dalla  legge  di
  variazione di bilancio, probabilmente, ha determinato  errori  da
  parte nostra e da parte di chi ha letto queste norme.
   Dunque, questo è il motivo per cui noi insistiamo sul fatto  che
  le   tredici  norme-stralcio  vadano  affrontate  tutte  e  tutte
  insieme,  condividendo la linea di natura tecnica  tracciata  dal
  Presidente dell'Assemblea e comprendendo le differenze di  natura
  politica  che  possono riguardare posizioni  diverse  di  ciascun
  Gruppo  parlamentare  relativamente al  merito  di  ciascuno  dei
  tredici   disegni  di  legge  che  si  compongono   delle   norme
  stralciate.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Ferro.  Ne  ha
  facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  partire
  da  una  iniziale  considerazione che faceva  l'onorevole  Fleres
  quando  si   riferiva all'autorevolezza di questo  Parlamento.  E
  proprio   per  fare  riferimento  all'autorevolezza   di   questo
  Parlamento,  credo  che l'autorevolezza si acquisisce  a  partire
  dalla  qualità  delle leggi che un Parlamento approva,  ma  anche
  dalle  procedure  che stanno ad inizio di ogni disegno  di  legge
  approvato.
   A  me  pare  che  in questo caso noi non siamo  né  nell'uno  né
  nell'altro caso. Lo dico perché mentre guardavo il testo  leggevo
  articolo  1   Fondo per la concessione di contributi straordinari
  per   l'esercizio  finanziario 2005, presso l'Assessorato  etc. .
  Dopodiché   l'articolato   prevede  un   fondo   destinato   alla
  concessione di contributi straordinari e sicuramente urgentissimi
  -  mi  rendo conto - ad enti, fondazioni, associazioni  onlus   e
  quant'altro.
   Non  entro  nel merito delle norme. E' chiaro che ha maggioranza
  ha   un   suo   atteggiamento,  evidentemente  presentandole   le
  condivide, l'opposizione ha un atteggiamento contrario, quindi ha
  il  dovere  di  contestarle nel merito. Qui,  però,  ci  troviamo
  ancora a ragionare sulla procedura.
   Ed  allora,  non  vedo né urgenze, né emergenze, né  francamente
  vorrei   sottoporre  ancora  una  volta  l'Assemblea  ad   essere
  insultata, non solo  da organi esterni, ma anche da tutto ciò che
  all'esterno si muove e guarda con interesse gli atti che  produce
  questo Parlamento per la faciloneria e, in qualche modo, anche la
  cialtronaggine   con    cui  a  volte  siamo   stati   richiamati
  dall'opinione pubblica.
   Per   queste   considerazioni  -  mi  rivolgo  a   lei,   signor
  Presidente,  che è il garante dell'intera Assemblea  regionale  -
  vorrei  che  fossimo  almeno  chiari,  certi  e  convinti   sulle
  procedure che vogliamo adottare. Non ricordo precedenti in cui si
  discuteva di articolato senza che ci fosse copertura finanziaria.
   Condivido   anche  le  cose  che  diceva  poc'anzi   l'onorevole
  Spampinato sulle Commissioni di merito, ma di fatto noi qui siamo
  senza copertura finanziaria e senza parere delle Commissioni.
   Credo  che  la  proposta  più  saggia,  più  ragionevole  e  più
  responsabile sia quella di andare in Commissione  Bilancio , come
  è normale che sia, dopodiché se norme di questa natura troveranno
  poste  e  poi  ci sarà il confronto di merito si farà normalmente
  come è giusto che sia.
   Credo  che  l'Assemblea regionale abbia il dovere di  fare  cose
  normali e non cose, non straordinarie, ma molto strane.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  raccolgo
  l'invito dell'onorevole Fleres di provare a discutere senza farsi
  ingabbiare né nella logica di appartenenza a schieramenti d'Aula,
  né  facendo  prevalere  ragionamenti estranei  a  quello  che  un
  Parlamento, giustamente, rivendica e cioè la propria titolarità a
  fare leggi.
   Credo  che  l'onorevole Fleres possa certamente  avere  maggiore
  forza  per le sue argomentazioni se, almeno in questa legislatura
  -   chiedo  scusa  ai  colleghi,  essendo  un  collega  di  prima
  legislatura,  ho  la  difficoltà molto  spesso  di  ragionare  in
  termini   di   precedenti  storici;  capisco  che  i   precedenti
  costituiscono prassi parlamentare, però non vorrei che a forza di
  precedenti  precostituiamo i precedenti  per  violare  la  logica
  parlamentare. Poi ci arriverò alla logica parlamentare -. Dicevo,
  da  questo  punto di vista vorrei ricordare che almeno in  questa
  legislatura  non  mi  risulta  che  nessuna  norma  sottoposta  a
  proposta  di  impugnativa  da parte del Commissario  dello  Stato
  abbia  avuto  da parte del Parlamento la reazione  di  aprire  un
  contenzioso legittimo presso la Corte costituzionale.
   Quindi,  in questi quattro anni e mezzo, tutte le volte  che  il
  Commissario  dello Stato abbia avuto modo di rilevare,  giusto  o
  sbagliato, obiezioni sul merito costituzionale delle norme, sulla
  procedura costituzionale, il Parlamento ha scelto la procedura di
  estrapolare dalla pubblicazione delle norme le parti impugnate.
   Stabilire  oggi che, per un sussulto di dignità del  Parlamento,
  noi  dobbiamo  contemplare la possibilità non   della  sfida,  ma
  chiamare al soggetto terzo preposto la verifica della ragione sul
  piano  della  coerenza costituzionale richiamandoci appunto  alla
  Corte costituzionale, quanto meno in questa legislatura almeno  è
  un  precedente,  fermo  restando che è una  delle  procedure  che
  normalmente potrebbe essere eseguita;  ma se fosse stata seguita,
  come  dimostra anche la prassi, è il merito che di volta in volta
  fa  valutare  se  andare  avanti nel contenzioso  o  se  lasciare
  perdere per strada la norma che era stata approvata. Quindi, se è
  il  merito  delle  norme, proviamo a ragionare sul  merito  delle
  norme.
     Io  vorrei ricordare che persino il Presidente della  Regione,
  una  sorta di dr. Jekyll e Mr. Hyde,  ha dichiarato che parte  di
  queste   norme   sono  una   schifezza'  e  che  era   giusto   -
  addirittura  lo ha dichiarato qualche ora dopo che il Commissario
  aveva fatto l'impugnativa - impugnarle.
   Oggi  l'Aula, in un sussulto di dignità tutto astratto, dichiara
  che  noi  anche  con  le  schifezze' andiamo davanti  alla  Corte
  costituzionale.   Io  non  condivido  questa  strada,  ma  è  una
  valutazione di ordine politico-amministrativo.
   La  procedura, caro onorevole Fleres, è la seguente: noi abbiamo
  un  disegno di legge, anzi 13 disegni di legge e secondo la  tesi
  dell'Ufficio di Presidenza ci viene proposto questo percorso (non
  so   se   esistono  precedenti  ma  non  vorrei  determinarli   i
  precedenti,    mettiamoci   d'accordo   su    questo):    votiamo
  l'articolato,  tutte  le parti che hanno necessità  di  copertura
  finanziaria,  cioè  buona  parte dei  13  disegni  di  legge,  la
  copertura  potrà essere data chiaramente dopo l'approvazione  del
  bilancio 2006-2008 della Regione siciliana. Vorrei ricordare  che
  dopo l'approvazione del bilancio si intende dopo la pubblicazione
  nella Gazzetta ufficiale

    PRESIDENTE  Non dica cosa che non sono state dette

    CRACOLICI  Cioè?

    PRESIDENTE   E'  stato  detto dopo  che  sarà  stato  approvato
  dall'Aula ...

    CRACOLICI   Si può dare copertura ad un disegno di  legge   non
  ancora pubblicato?

    PRESIDENTE   Sì,  onorevole  Cracolici;  ci  sono   decine   di
  precedenti in questo Parlamento.

    CRACOLICI   Anche qui stiamo sui precedenti. Io ho  capito  che
  il  Regolamento ormai non serve più perchè dobbiamo attenerci  ai
  precedenti

    PRESIDENTE    Poiché   sono   stati   sollevati    motivi    di
  costituzionalità rispetto alle cose che lei sta dicendo, è  stato
  definito  con  un pronunciamento che si può fare  perché  era  in
  discussione il deliberato d'Aula.

    CRACOLICI   Ne  prendo atto. Mi documenterò sul  pronunciamento
  della Corte costituzionale.
   In  ogni  caso,  è del tutto ovvio che questi disegni  di  legge
  andranno  al voto e, quindi, in pubblicazione - almeno su  questo
  possiamo   essere   d'accordo  -  dopo  la  pubblicazione   della
  Finanziaria  e   del  bilancio della  Regione.  Insieme  vedremo,
  intanto certamente un numero dopo.
      Allora,  se  vogliamo  evitare  di  avere  un  rischio  alto,
  quantomeno  di riproposizione per coerenza da parte  dell'ufficio
  del Commissario dello Stato di una riproposizione di impugnativa,
  quindi  con  tutta  la procedura di contenzioso  che  si  aprirà.
  Quindi,  l'efficacia dei 13 disegni di legge o la gran  parte  di
  essi,  comunque potrà avere efficacia solo dopo il pronunciamento
  della Corte costituzionale.
     Io  continuo a pensare, Signor Presidente, vogliamo  stabilire
  la logica oltre che i precedenti?
      la  logica  cosa  ci  dice?  Ci  dice  che  noi  abbiamo  una
  Finanziaria, abbiamo un Bilancio - è  certamente il primo disegno
  di  legge  che valuterà questo Parlamento (da qui ci  siamo  pure
  dati  una data, entro il 20 gennaio si è detto) - se consideriamo
  la  natura  delle urgenze relative alla proroga dei  rapporti  di
  lavoro  in atto interrotti per questa difficoltà intervenuta  col
  Commissario  dello  Stato, beh, questa  norma  si  può  benissimo
  mettere  in  Finanziaria  e  dare certezza  alle  persone  perché
  certamente è la prima legge che noi faremo.
   Se,  invece, si vuole forzare, in nome di quella emergenza,  per
  consentire  la tenuta in piedi di norme dichiarate dal Presidente
  della  Regione  impresentabili,   addirittura  in  quest'Aula  ha
  aggiunto:  anche gli uffici della Regione siciliana  rispetto  ad
  alcune  delle  norme  che  erano state approvate  dal  Parlamento
  ritengono    che   non   si   reggano  in   merito   alla   Corte
  costituzionale.
     Allora, vogliamo evitare di coprirci di ridicolo e cercare  di
  affrontare il merito dei problemi? Ripeto, signor Presidente,  se
  facciamo  prevalere  la  logica risolviamo  i  problemi.   Se  si
  ritiene, invece, che bisogna forzare sulle regole per determinare
  e  costituire precedenti, beh, da parte mia non sarò d'accordo al
  fatto che si determinino questi precedenti ed, evidentemente,  si
  useranno gli strumenti d'Aula per impedire questo precedente  che
  pagheremo caro anche nel prossimo futuro, per chi verrà  dopo  di
  noi.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.  Ne  ha
  facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto  mi
  sforzi  questa  sera  di  capire  qual  è  la  logica  vera   che
  sottintende agli interventi che sono stati portati a giustificare
  in  quest'  Aula  il comportamento da tenere in merito  a  queste
  norme,  da questa o da quell'altra forza politica, per quanto  mi
  sforzi  o  mi  sia  sforzato  può  darsi  che  ci  sia  una   mia
  insufficienza  nel  comprendere le ragioni che sottintendono,  ma
  non riesco a capirne la logica.
   Partiamo  da ciò che è avvenuto. Noi ci siamo lasciati  la  sera
  del   28   con   un   magistrale  intervento   della   Presidenza
  dell'Assemblea che ha fatto chiarezza estrema circa le ragioni  e
  l'opportunità   per   quest'Aula   di   andare   a    riproporre,
  riapprovandole,  le  norme  indipendentemente  dal  merito  delle
  stesse.  E, invece, si continua qui a parlare di merito  partendo
  dall'assunto che è obbligo di un Parlamento, che si intende tale,
  non  discernere se ha fatto bene o ha fatto male, se ha approvato
  delle  norme  in maniera frettolosa o meno, se è stato  fatto  di
  notte  o di giorno, perchè se entrassimo in queste considerazioni
  non  vi  è  chi  di noi non sappia che spesso, molto  spesso,  la
  maggior  parte  delle  leggi in questo Parlamento,  almeno  delle
  leggi più importanti, sono state fatte di notte, dalla notte  dei
  tempi, da quando è nato questo Parlamento
   Allora,  cominciamo  col  dire le cose  per  come  stanno.   Non
  cerchiamo  giustificazioni o appigli a cui  aggrapparsi  che  non
  sono  tali,  perchè  quando  si  dice   delle  norme  frettolose,
  approvate  di  notte ,  ma  perchè?  Quante  finanziarie  abbiamo
  approvato  di  notte?  Quante  variazioni  di  bilancio   abbiamo
  approvato di notte? Tutte  Tutte le finanziarie...

   ORTISI.  Con sospensioni di quattro ore

   FORMICA.  Non è vero, onorevole Ortisi  La  rispetto  e  lei  sa
  che è così
   Quindi  il problema vero - ed è stato correttamente impostato  -
  è di lasciare stare il merito, perchè neanche il Presidente della
  Regione  può arrogarsi il diritto di dire e di stabilire  se  una
  norma  è spazzatura oppure è valida, in quanto è una materia  che
  deve essere demandata al vaglio della Corte costituzionale.  E lo
  deve  essere,  onorevoli colleghi  Una volta per  tutte  lo  deve
  essere  perchè  noi  non possiamo assistere  a  ciò  che  avviene
  attualmente  in  Italia dove in seguito alle norme costituzionali
  varate  nel 2001 ci sono le regioni normali, a Statuto ordinario,
  che  altro che spazzatura, legiferano e senza controllo di  alcun
  genere  Noi assistiamo a regioni, come la Campania, ma ce ne sono
  tante  altre  di  cui potrei portare l'esempio,  che  addirittura
  hanno   legiferato   portando   il   numero   delle   Commissioni
  parlamentari da sei-otto di tutte le regioni a venti,  che  hanno
  addirittura deliberato una Commissione parlamentare  del  mare  e
  una  Commissione parlamentare del Mare Mediterraneo  e  questo  è
  passato. Non è spazzatura questa?
   Non  entro  nel  merito ma è il principio:  la regione  Sicilia,
  che  è una regione a statuto speciale, e che ha delle prerogative
  statutarie  e  quindi  costituzionali tali  che  la  pongono,  la
  ponevano - io mi auguro che la pongono -  in condizioni di  avere
  un'autonomia  ed una capacità decisionale maggiori rispetto  alle
  altre  regioni,  è attualmente in una condizione  di  inferiorità
  rispetto  alle altre regioni perché finora non si  è  seguita  la
  strada  maestra,  di  affidarsi ad un organo  terzo,  alla  Corte
  Costituzionale,  cioè  all'organo  deputato  per   risolvere   le
  controversie di carattere costituzionale.
   Per  quanto  riguarda la riproposizione dei tredici  disegni  di
  legge  qualcuno  diceva  che  noi, se  li  approviamo,  rischiamo
  l'impugnativa;  ma  perché?  Se ne approviamo  uno  non  possiamo
  ugualmente  rischiare l'impugnativa? Se ne  approviamo  solo  una
  parte  non è possibile ugualmente che il Commissario dello  Stato
  impugni quella parte che ha già impugnato?
   E'  un  ragionamento illogico che non si comprende, dove non  si
  capisce a quale ratio si vuole arrivare.
   Sono  tanti  i  disegni di legge, sono tredici e, intanto,  sono
  norme  che  sono  state  già  impugnate  e,  pertanto,  anche  se
  scegliamo anche una sola di queste norme, anche quella   potrebbe
  essere impugnata.
   Sulla  procedura  gli uffici hanno detto che  è  procedibile  la
  strada  che è stata illustrata dalla Presidenza ed è stato  fatto
  altre  volte:  nel momento in cui l'Aula approva  il  bilancio  e
  prima di passare al voto finale, ricordate ogni volta che per  la
  finanziaria  si riunisce la Giunta per rideterminare i  capitoli,
  per  riassestare  i  capitoli? Bene, in quel lasso  di  tempo  si
  approva il bilancio, approvato il nuovo bilancio, si sospende per
  un  quarto  d'ora, si dà il tempo agli uffici per incardinare  le
  somme nei relativi capitoli, dopo di che si dà il voto finale per
  la  finanziaria e per le leggi se lo si vuole fare; ma  andare  a
  cercare  altre  strade, arrampicarsi sul merito della  questione,
  secondo me, significa  sminuire quello che qui si intende fare.
   Non  credo che i parlamentari che hanno approvato quelle  norme,
  buone  o  brutte che siano, accettino di buon grado  che  con  un
  colpo di penna si dica che quella notte si è scherzato.
   Il  Parlamento  questo non lo può fare, lo deve  dire  la  Corte
  Costituzionale: una volta per tutte si pronunci in  maniera  tale
  che  il  Parlamento, quando dovrà legiferare su materie analoghe,
  abbia già un giudizio preciso e quindi sapere in partenza ciò che
  possiamo fare.
   Certamente,  non  possiamo accettare di  legiferare  in  maniera
  aleatoria, questo sì, in maniera farraginosa e sotto la spada  di
  Damocle, con l'incertezza del giudizio del Commissario del  quale
  rispettiamo in pieno l'autonomia, ma non abbiamo vagliato se  ciò
  che  lui pensa, che è rispettabile, che è condivisibile, è  certo
  ed è costituzionalmente garantito.
   Vi  invito  a lasciare da parte la questione di merito.  Anch'io
  concordo  sul fatto che ci possono essere norme che, sicuramente,
  saranno  bocciate  e  non  sono condivisibili,  però  anch'io  da
  parlamentare di quest'Aula voglio che, una volta per tutte,  come
  diceva  l'onorevole Fleres, si pronunci la Corte  Costituzionale.
  Dopo  di  che  le  discussioni per le future  leggi  saranno  più
  facili,  saranno  più  semplici perché avremo  un  pronunciamento
  della Corte.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  non sia in discussione il diritto d'Aula di vedere riproposte  le
  norme che sono state impugnate dal Commissario dello Stato,  allo
  scopo   di   andare   al  contenzioso  di   fronte   alla   Corte
  costituzionale per valutare la costituzionalità delle  norme.  Se
  si  insiste su questo argomento, a mio giudizio lo si  fa  perché
  non  si  vuole, invece, tenere conto delle reale motivazioni  che
  hanno spinto diversi colleghi dell'opposizione a  sottolineare un
  altro   aspetto  che  è  di  natura  procedurale   e   in   parte
  regolamentare.
   Onestamente,  in  premessa, mi interrogo sul  perché  di  queste
  procedure arzigogolate, un po' contorte che, da qualche tempo, si
  vogliono  seguire  per portare in porto una  procedura  legittima
  che,  proprio  perché legittima, a prescindere dal  giudizio  sul
  merito,  come  si  sa,  in larga misura, il nostro  è  contrario,
  avrebbe bisogno di una altrettanto fisiologica e logica procedura
  di approvazione.
   Abbiamo  già  visto il 28 dicembre cosa è successo in  Aula,  le
  forzature  regolamentari che si volevano mettere in atto  su  una
  materia   che  andava  a  cozzare  con  i  diritti  del   singolo
  parlamentare.
  Mi  consenta, signor Presidente, sono perplesso sul fatto che  la
  Presidenza  intervenga con una propria proposta, che  poi  è  una
  proposta  di  merito  non  solo una  procedura,  perché  come  la
  Presidenza   stessa  ha  qui  detto,  si  propone  di  modificare
  sostanzialmente,  perché le modifiche che si propongono  per   me
  sono  modifiche  sostanziali, per quanto logiche e  assolutamente
  necessarie   quali   le  imputazioni  dei   capitoli   di   spesa
  dall'esercizio  finanziario 2005 a quello  del  2006,  ma  è  pur
  sempre una scelta di merito, perché una cosa è imputare una spesa
  su  un  capitolo di bilancio del 2005, ci può essere la capienza,
  ci  può  essere l'opportunità, la volontà dell'Assemblea di  dare
  quella  copertura, sul bilancio 2006 può anche darsi  che  questa
  volontà non ci sia, quindi, mi pare del tutto evidente che  siamo
  già dentro il merito.
   Ma   a   parte  questo  particolare,  credo  che  abbia  ragione
  l'onorevole  Speziale, l'onorevole Cracolici, cosa  impedisce  di
  seguire una strada che arriva allo stesso obiettivo, anzi  arriva
  prima  allo  stesso obiettivo, prima di come  ci  si  vuole  fare
  procedere   oggi,  che  sarebbe  quella  senza  alcuna  forzatura
  regolamentare,  senza creare nessun precedente. A  proposito  dei
  precedenti  vorrei  dire   ai  colleghi  e  richiamo   anche   la
  Presidenza, che i precedenti non fanno di per sé norma, perché se
  il   precedente  avviene  in  violazione  del  Regolamento,   non
  significa  che  ogni  violazione del Regolamento  automaticamente
  diventa norma regolamentare, sarebbe come dire che il Regolamento
  è  in mano, in balìa della maggioranza di quest'Aula, mi pare del
  tutto  evidente; infatti,  se ogni violazione che  viene  operata
  diventa automaticamente, in quanto precedente, anche norma per il
  futuro, è del tutto evidente che il Regolamento è carta straccia,
  non ha più nessun valore.
   Il    precedente   lo   si  può  invocare  quando   una   prassi
  parlamentare  copre una carenza regolamentare; se  c'è  un  vuoto
  regolamentare, un problema interpretativo di una  norma  che  non
  viene  sciolto dalla Commissione per il Regolamento che, a  norma
  del Regolamento stesso, è l'unica abilitata ad assumere decisioni
  per  quanto  riguarda l'interpretazione del Regolamento,  qualora
  non   venga  richiamato  questo  dovere,  dovere-obbligo,   della
  Commissione  per  il  Regolamento  di  colmare  quei  vuoti,   un
  precedente può essere invocato come...

    ORTISI  Può colmare ma non sostituire

    CAPODICASA   Detto  questo, credo che noi  dobbiamo  andare  un
  poco  con un ragionamento più logico. Noi oggi ci si propone  che
  si vada avanti con una procedura che prevede l'approvazione delle
  norme sostanziali, il fermo della discussione e il rinvio a  dopo
  l'approvazione di finanziaria e bilancio in Commissione per  dare
  la  copertura  finanziaria a queste norme che  approveremmo  oggi
  solo  per  la  parte  sostanziale e, quindi,  successivamente  la
  imputazione di spesa sui capitoli del 2006.
   Ha  ragione l'onorevole Cracolici: questo ci porta ad  allungare
  i tempi perché quella copertura finanziaria e quella approvazione
  la potremmo fare solo quando bilancio e finanziaria saranno state
  approvate e pubblicate, quindi con tutti i tempi regolamentari  e
  costituzionali  perché il Commissario dello  Stato  le  applichi,
  quindi andiamo molto oltre quando sarebbe molto più semplice  che
  si  facesse  una  cernita delle materie più urgenti,  quelle  che
  hanno  a  che  fare  con il lavoro delle persone,   come  direbbe
  qualcuno al bar Sport con  il pane che la gente deve mangiare   e
  allora,  in  questo caso, si calano in finanziaria, con  tutti  i
  crismi   della  legalità,  e  si  procede  dal  punto  di   vista
  sostanziale e di merito.
   Le   norme   che   non  hanno  questo  requisito   dell'urgenza,
  immediatamente  dopo  possono essere  riproposte  sempre  con  la
  stessa  procedura in Aula, saranno poi impugnate dal  Commissario
  dello  Stato,  si  andrà in contenzioso. Ora, io ho  chiarissimo,
  onorevole  Fleres, che è non solo un diritto ma, in alcuni  casi,
  quando  l'Assemblea  è  convinta della  giustezza  delle  proprie
  scelte è un dovere andare davanti alla Corte Costituzionale e non
  ci  può essere nessun Commissario dello Stato che interpreti come
  una  sfida questa nostra prerogativa perché si tratta  del libero
  e   normale  gioco  dialettico,  tra  istituzioni  che  a   volte
  collaborano  e anche quando confliggono fa  parte del  gioco,  fa
  parte  della collaborazione, perché stanno esercitando,  ciascuno
  nel proprio ambito, il diritto costituzionale che gli compete.
   E'  da  poco, è in questa legislatura che viene considerata  una
  sfida  al  Commissario  dello Stato  andare  al  contenzioso;  in
  realtà,  credo  che ci siano talmente tanti esempi  nella  storia
  dell'Assemblea regionale siciliana che è del tutto  evidente  che
  si  tratta  di  un  fisiologico rapporto  tra  organi  che  hanno
  ciascuno,  nel loro ambito, delle prerogative e delle competenze:
  per noi è quella di approvare, per il  Commissario dello Stato di
  esercitare il sindacato di costituzionalità, nel momento  in  cui
  lo  esercita, se l'Assemblea ritiene di dovere resistere  davanti
  alla Corte Costituzionale lo fa, se non lo ritiene non lo fa.
   In  molti  casi l'Assemblea regionale siciliana ha  ritenuto  di
  non  doverlo  fare,  quindi,  implicitamente  dando  ragione   al
  Commissario  dello  Stato, in questo caso lo vuole  fare,  ma  lo
  vuole  fare  perché?  Ancora non l'ho ben capito.  Su  una  buona
  parte,  per  la  stragrande  maggioranza  di  queste  norme,   il
  Presidente della Regione, non l'ultimo parlamentare,  se  ci  può
  essere  un  ultimo  parlamentare, ha ritenuto,  con  il  conforto
  dell'Ufficio legislativo e legale della Regione, che si tratta di
  norme  incostituzionali, perderemo davanti alla Corte, ma  ce  ne
  sono alcune su cui  è giusto ritenere che si possa vincere.

    FLERES  Questo l'ho detto anche io in sede di relazione

    CAPODICASA   Perfetto, io, infatti, non la sto  contraddicendo,
  sto  dicendo che mi pare assolutamente improprio caricare  questo
  nostro   gesto  quasi  si  trattasse  di  un  atto  di   orgoglio
  dell'Assemblea  quando  rientra  nella  normalità  dei   rapporti
  costituzionali ed istituzionali.
   Da  questo  punto di vista ritengo che noi facciamo soltanto  il
  nostro  dovere. Vorrei però che fosse chiara una  cosa,  che  una
  ragione  per le cose che facciamo la dobbiamo avere.  Mi  si  può
  spiegare  - veramente non la comprendo e sarei grato se mi  fosse
  data  una  spiegazione - il perché questa cosa deve essere  fatta
  per  forza  oggi e non tra dieci giorni, cioè alla  chiusura  del
  bilancio?
   Che  cosa  cambia? Dal punto di vista del merito, dal  punto  di
  vista  del  destino di queste norme, considerato che ormai  siamo
  comunque nel bilancio 2006, cosa cambia? Non cambia nulla. Avremo
  perduto soltanto 8 giorni, forse, dice l'onorevole Cracolici, non
  li abbiamo neanche perduti,  li abbiamo guadagnati. Allora, forse
  c'è qualche altra ragione che non viene detta.

    FLERES   Viene  detta, solo che non viene ascoltata   Significa
  evitare  di  gravare  la legge finanziaria che  ci  accingiamo  a
  discutere  di 150 norme che, giocoforza,  verrebbero  riverberate
  su quella legge

    CAPODICASA  Non è un esempio calzante.

    FLERES   Lei  ha  chiesto  qualcosa  ed  io  le  sto  dando  la
  risposta

    CAPODICASA   Questa risposta mi sembra assolutamente  impropria
  e  non  mi pare quella vera. Non dobbiamo caricare la finanziaria
  di  tutte  queste  norme.  Infatti, noi  diciamo  di  mettere  in
  finanziaria  soltanto  quelle  norme  che  riguardano  emergenze,
  lavoro, occupazione. Il resto va immediatamente dopo, non  è  che
  le  mandiamo  al  macero. Le riproponiamo immediatamente  dopo  e
  andranno    tranquillamente,   senza   dovere   fare    forzature
  regolamentari.
   Forse  rischiamo  di  aggiungere  altri  motivi  di  censura  di
  costituzionalità da parte del Commissario dello Stato. Norme  che
  sono  già  gravate di questo sospetto di incostituzionalità  noi,
  probabilmente,  le  aggraviamo ulteriormente. Signor  Presidente,
  chiedo alla Presidenza di aiutarci ad uscire da questa situazione
  in modo netto e più chiaro.

    PRESIDENTE   Stiamo studiando per fare le cose normali,  per  i
  miracoli provvederemo prossimamente

    CAPODICASA   Più  che i miracoli mi pare che  si  stia  facendo
  qualcosa  che  va  oltre i miracoli. Questa  cosa  non  ha  molto
  fondamento dal punto di vista dell'iter parlamentare ed  in  ogni
  caso,  a nostro giudizio, ottiene l'effetto contrario rispetto  a
  quello che si propone.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   vorrei
  riprendere o ripetere cose che sono state già dette che in  buona
  parte  condivido  visto gli interventi degli  onorevoli  colleghi
  Speziale, Capodicasa, Cracolici. Vorrei, invece, sottolineare  un
  aspetto  e  provo  a dare una risposta alle cose che  l'onorevole
  Capodicasa  si chiedeva poco fa. Cosa cambia se la materia  viene
  trattata  tra 10-15 giorni? Credo che cambi moltissimo perché  ci
  troviamo in presenza- e non lo stiamo scoprendo questa sera -  di
  una  maggioranza  che non ha nessuna tenuta  e  che  sta  insieme
  sull'onda, comunque, di questo tipo di politiche, di questo  tipo
  di scelte ed è ovvio, quindi, che la preoccupazione del Governo è
  di  arrivare ad un dibattito sulla finanziaria e sul bilancio non
  in grado di poter avere un risultato d'Aula e continuamente sotto
  il ricatto interno dei singoli parlamentari.
   Sarà  una  risposta  assolutamente sbagliata,  sarà  sicuramente
  un'estremizzazione, ma io penso che ci troviamo dinanzi a questo.
  Non  stiamo  discutendo  come  ci siamo  permessi  più  volte  di
  proporre  questioni reali che riguardano i lavoratori precari,  i
  medici  che  si trovano ad operare nella medicina dei servizi,  i
  lavoratori  dei  consorzi di bonifica, come fare  per  affrontare
  alcune  emergenze che riguardano settori importanti e mi permetto
  di dire anche posizioni sostenibili, ragionevoli, su cui superare
  l'impugnativa  del Commissario dello Stato diventa  assolutamente
  semplice,   sempre  utilizzando  un  ragionamento   sereno,   con
  un'articolazioni  anche rispetto a quello  che  vedo  scritto  in
  questi  tredici disegni di legge, un po' più attento  rispetto  a
  quella  famosa  nottata, quando qualcuno  dice,  non  è  successo
  niente. E' successo di tutto
   Sostanzialmente   è  stata  mortificata  l'Assemblea   regionale
  siciliana e gli attori sappiamo bene chi sono stati. I  fini  che
  si  volevano raggiungere, sappiamo bene quali sono stati e  quali
  sono.
   Non  voglio parlare ancora a lungo, signor Presidente, ho  detto
  che non avrei ripetuto cose che condivido e farò così.
   Credo  che sia estremamente ragionevole che una maggioranza  che
  non  ha  i numeri, che non riesce a mettersi d'accordo,  che  non
  riesce nemmeno ad ascoltare il presidente eletto direttamente dai
  siciliani, per la prima volta nella storia, che l'altra sera,  se
  non  erro, sosteneva una linea precisa che era questa - a me  non
  fa  piacere essere d'accordo con l'onorevole Cuffaro, ma in  quel
  caso  sciaguratamente  eravamo d'accodo - nel senso che la logica
  di andare a tirar fuori le cosiddette questioni che riguardano il
  lavoro,  i  consorzi, i medici della medicina dei  servizi,  cose
  specifiche,  anche  interventi diversi,  signor  Presidente,  che
  riguardano  realtà  dove  è  possibile  intervenire  e  si   deve
  intervenire.
   L'altra  sera  eravamo quasi arrivati a questa  conclusione.  La
  maggioranza  non si è messa d'accordo. Non siete stati  d'accordo
  nemmeno con quanto aveva proposto il Presidente della Regione che
  aveva  accettato  -  lasciamo  stare   le  prime  geniture  -  il
  ragionamento sano e sereno che avevamo fatto nel dire,  trattiamo
  le  questioni più delicate e rimandiamo a dopo la trattazione  di
  tutto il resto.
   Non  voglio  nemmeno  esplicitare che cosa  è  il  resto:  dalla
  Fondazione Brass Group, ai famosi e numerosi contributi, a  tutto
  ciò  che  ogni collega avrà, leggendo, notato e che, sicuramente,
  sarà  oggetto di discussioni serie, molto serie e di un confronto
  serrato  in  Aula, che non mi pare che sia materia  confrontabile
  con quanto stiamo sostenendo.
   Noi  stiamo  parlando  di cose vere che riguardano  migliaia  di
  famiglie,  migliaia di lavoratori. Di questo vogliamo  discutere.
  Su  questo  siamo  disponibili immediatamente a  vedere,  non  di
  forzare  regolamenti,  ma  di trovare le  soluzioni  più  rapide,
  perché  non  è  vero  che si sta prospettando una  soluzione  più
  rapida.  Voi  state cercando di prendervi in giro fra  di  voi  e
  state  dicendo una cosa precisa. Per ora diamo la possibilità  di
  pensare  che qualche norma che qualcuno ha sostenuto, può  andare
  avanti,  per poi, dopo il bilancio e la finanziaria,  vedere  che
  cosa  fare,  mentre  i lavoratori, i precari  e  non  solo  loro,
  aspettano  seriamente, in queste ore, di capire che debbono  fare
  domani  mattina, come si debbono attrezzare anche in  termini  di
  vita.
   E'  questo  che  dobbiamo  capire,  signor  Presidente.  Non   è
  un'opposizione sciagurata, non è un'opposizione irragionevole. E'
  un'opposizione che sta dicendo: visto e considerato  che  non  ci
  siete, che non potete parlare di regolamenti in questa maniera...
  Io   non   sono   un  cultore  dei  regolamenti,  non   sono   un
  costituzionalista, ma quando sento dire che ci  sono  precedenti,
  la cosa mi preoccupa.
   C'è  il precedente sulla inemendabilità. Secondo me questo è  il
  più  grosso errore politico che sta commettendo l'Aula.  Lasciamo
  stare  i regolamenti. Noi stiamo rinunciando ad emendare i  testi
  perché  c'è  un  precedente, si va a teorizzare  che  ci  si  può
  addirittura  attestare  a precedenti per  dire  che  il  testo  è
  inemendabile  quando parliamo di precedenti dove non  sono  stati
  presentati emendamenti, quindi non c'entra niente col  fatto  che
  ci può essere mai un testo inemendabile.
   Concludo  dicendo  che  noi, senza alcuna speculazione  e  senza
  alcuna  strumentalizzazione,  vogliamo discutere e  subito  delle
  questioni  che tutti, credo, hanno a cuore, tutti, maggioranza  e
  opposizione  e  cioè  coloro che aspettano da  parte  nostra  una
  risposta  stasera, subito, chiara, per procedere, domani mattina,
  verso il bilancio e la finanziaria, secondo me, in maniera  molto
  più serena di quanto, invece, non stiamo facendo.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito  come
  si  configura in Aula il percorso. Per evitare un replay  del  28
  dicembre  che sta diventando pericolosissimo, perché  noi  stiamo
  riempiendo gli spazi di intervento su discussioni che,  oltre  ad
  essere  interminabili, sono discussioni sulle procedure e  quando
  si  discute sulle procedure e se ne discute molto è segno che c'è
  qualche vacanza nel Regolamento ed è segno in prospettiva  di  un
  pericolo,  le  decisioni poi si attorcigliano  a  tal  punto  che
  risultano  incongrue  rispetto  al  merito  e  creano  precedenti
  ulteriori  sui precedenti, cioè all'ennesima potenza  scavano  su
  discussioni che si prospettano ancora più lunghe.
   Allora,   facciamo  le  prove  generali  in  Aula,   dice   bene
  l'onorevole Fleres: il fatto è politico. C'è  una maggioranza  in
  Aula  che  vuol procedere nel senso enunciato dal Presidente  sul
  piano  della  procedura? Verifichiamolo  Se non c'è si  determini
  che  tutti  e  tredici disegni di legge scompaiano,  si  dia  una
  accelerazione ai lavori di commissione  per la  finanziaria e  il
  bilancio,   quello  che   le  maggioranze  che   si   determinano
  riterranno  opportuno inserire vada avanti,  quello  che  non  si
  riterrà opportuno venga  bocciato dalla Commissione e/o dall'Aula
  e  risolviamo  altrimenti  qui parleremo  fino  a  mezzanotte  di
  procedure all'infinito con i pericoli che ho paventato poc'anzi.
   Si   cominci,  stacchiamo alle 22.00 o finiamo  all'1.00  ma  in
  maniera conclusiva.

    LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  EDOARDO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo
  che  non possiamo non tenere conto del fatto che questo dibattito
  parlamentare parta da quanto presentato, credo a fine  ottobre  o
  ai  primi  di novembre, dal Governo sulle variazioni di  bilancio
  per l'esercizio finanziario 2005.
   Da  8  pagine,  che riguardavano in maniera molto sintetica,  il
  grosso finanziamento alla sanità, il contributo di 105 milioni di
  euro  ai  comuni  e  credo altre norme, 100  milioni  al  settore
  vitivinicolo  e  all'agricoltura e credo  altre  norme  di  tutto
  rispetto costituzionale e, credo, regolamentare, questa  Aula  ha
  voluto  fare  di  quelle  norme un pacchetto  molto   consistente
  perché certamente i parlamentari, nella loro responsabilità hanno
  ritenuto  di dovere dare conto ad esigenze che provengono  da  un
  territorio governato in maniera democratica da un Parlamento  che
  vanta di essere il più antico del mondo.
   Ebbene,  alla conseguente valutazione d'Aula fatta fra i  giorni
  sei  e  sette  dicembre  -  a  parte  l'assenza,  credo  motivata
  politicamente, del centrosinistra - questo Parlamento ha ritenuto
  di  approvare una serie di norme che il Commissario dello  Stato,
  in  gran  parte, ha ritenuto di dover sottoporre  ad  un  vincolo
  costituzionale.
   Sulla  stampa si è fatta enfasi di questa azione del Commissario
  dello  Stato  richiamando  ad  un atteggiamento  di  pulizia,  di
  ordine, di morigerata azione critica del Commissario dello  Stato
  nei  confronti della determinazione di un Parlamento  intero  ma,
  personalmente,  sono  convinto che molte di  quelle  norme  erano
  certamente  fuori da ogni vizio costituzionale. Di  quelle  norme
  fanno  cenno stasera anche tanti colleghi dell'opposizione quando
  parlano di precariato, al quale va data subito risposta, parlando
  di  attese  legittime  dei  lavoratori, suggerendo  percorsi  che
  possano   dare  risposte  immediate,  ritenute  legittime   anche
  dall'opposizione.
   Allora,   devo   ritenere   che  la  considerazione   fatta   in
  precedenza,   cioè   che  il  Commissario   dello   Stato   abbia
  semplicemente commesso uno strafalcione su tante norme  che  oggi
  vengono  riproposte,  credo  sia  un'idea  condivisa  e  pertanto
  ritengo che la proposta della Presidenza di andare avanti  su  un
  percorso che tecnicamente è supportato, che credo non abbia nulla
  di  illegittimo, che è confortato anche dai pareri degli  Uffici,
  sia  la  regola  che il Parlamento stasera debba  seguire  -  non
  evocando ancora una volta motivi di formalità, di regolamenti, di
  costituzionalità  -  nella misura in cui vedo  che  quest'Aula  è
  rappresentata equamente tra le forze politiche.
   Pertanto,  sono  favorevole  alla proposta  della  Presidenza  e
  invito  i colleghi a prendere coscienza che quello di cui andremo
  ad  argomentare  è  certamente una risposta concreta,  un  dovere
  serio  che  questo  Parlamento andrà a  fare  nei  confronti  del
  precariato di cui abbiamo fatto cenno.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  soffermo
  brevemente su alcuni aspetti che sono stati esposti.
   Un  proverbio dice  non buttare il bambino con l'acqua  sporca ,
  perché  bisogna buttare l'acqua sporca e salvare il  bambino;  in
  queste  norme  ci  sono  parti  che,  opportunamente  modificate,
  possono  essere  accolte, ed infatti ho  anche  presentato  degli
  emendamenti modificativi per eliminare proprio quelle  norme  che
  potrebbero  nuovamente  essere impugnate  dal  Commissario  dello
  Stato, però oggi si aggiunge anche un altro aspetto.
   La  settimana scorsa ho presentato emendamenti ad  un  testo  di
  disegno di legge che mi è stato portato in Aula e sono venuto qui
  oggi per affrontare questo tema complessivo, consapevole di avere
  fatto  il  mio  dovere  di parlamentare seguendo  pedissequamente
  quanto è stato presentato in Aula.
   Pochi  minuti fa mi è stato consegnato un disegno di  legge  che
  non  corrisponde assolutamente con quello in mio possesso,  e  di
  conseguenza gli emendamenti che avevo predisposto non  hanno  più
  senso.
   Signor  Presidente,  a prescindere dal merito  degli  argomenti,
  vorrei  capire come si possono seguire i lavori d'Aula se  adesso
  giunge  un  testo completamente diverso da quello della settimana
  scorsa.  Gli  articoli  sono  stati  completamente  modificati  e
  addirittura  ne sono stati aggiunti altri di cui non  conosco  la
  natura, non avendo neanche i riferimenti normativi.
   Se  questo è il modo di procedere, ritengo che sia assolutamente
  improponibile perché si crea molta confusione; se il tentativo  è
  quello di non farci capire niente ed approvare le cose buone  con
  le  cose  meno  buone,  che  hanno poi la  stessa  referenza  del
  riflesso  condizionato  di chi deve poi vagliare  la  legittimità
  facendo  di  tutta  l'erba un fascio, allora tra  le  cose  buone
  verranno inserite tante cose palesemente illegittime, e  cito  ad
  esempio alcune norme sul turismo.
   Essendo  un camperista, vi posso dire che c'è una norma che  non
  può  assolutamente  essere  recepita da  alcuna  Regione,  poiché
  nessuna  Regione ha la potestà statutaria di modificare  norme  o
  legiferare norme di tipo sanzionatorio che sono in contrasto  con
  la  Costituzione e con il Codice della strada, che è un Codice di
  carattere penale.
   Perché  dobbiamo inserire cose che non hanno un  fondamento  ben
  preciso  e  che  non hanno riferimenti con norme che  sono  state
  presentate in sede di variazione di bilancio?
   Un  esempio  è quello dell'emendamento che era stato  presentato
  in  sede  di  variazioni di bilancio e poi ritirato dalla  stessa
  maggioranza,  e che oggi, a seguito di pressioni legittime  degli
  interessati, è stato nuovamente ripresentato.
   Allora,  il  riflesso  condizionato possono  averlo  sicuramente
  coloro  che fanno parte dell'opposizione, ma rischiano di  averlo
  anche coloro che hanno dei compiti istituzionali.
   A  mio  avviso, con questo nuovo testo, che ci è stato  proposto
  poche  ore fa, si rischia di allungare nuovamente i tempi per  la
  presentazione degli emendamenti.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, le ricordo che  il  testo  del
  disegno di legge è stato distribuito giorno 28 dicembre.

    MICCICHE'   A parte i riferimenti, che possono anche  cambiare,
  a  me  e  a tanti altri deputati presenti, è stato consegnato  il
  testo che ho qui davanti, ed oggi mi ritrovo un altro testo.
   Non  so  se questo è un modo corretto di procedere, anche perché
  ci   sono  alcuni  elementi  su  cui  io  devo  presentare  degli
  emendamenti, ma oggi non posso farlo perché eventuali emendamenti
  devono essere presentati dal Capogruppo, il quale potrebbe  anche
  non essere d'accordo.
   Questo  significa  che si toglie al deputato la  possibilità  di
  esercitare la facoltà legislativa che gli è propria.
   La  Presidenza insiste nel dire che questo disegno di legge  era
  già  stato  distribuito  giorno  28  dicembre,  ma  io  le  posso
  assicurare che non era questo, perché lo stralcio XIII aveva  più
  articoli  e  meno  commi, oggi abbiamo un solo  articolo  con  70
  commi.
   Signor  Presidente, qualora io avessi ragione, dovrei  avere  il
  tempo  materiale per presentare gli emendamenti, perché  ci  sono
  norme  sto  conoscendo in questo momento. Per esempio,  la  norma
  relativa  alle  opere abusive che sono state  costruite  in  zone
  soggette  a vincolo non c'era, ed io ritengo di avere  diritto  a
  presentare emendamenti.

    PRESIDENTE    Credo   sia  doveroso   chiarire   all'Aula   che
  probabilmente l'onorevole Miccichè, nella scorsa seduta, è  stato
  tratto in inganno in quanto, prima dell'inizio dei lavori d'Aula,
  era  stato distribuito un testo informale degli Uffici. La seduta
  è stato addirittura sospesa per consentire agli Uffici di portare
  il  testo finale in discussione nel Parlamento, ed uno dei motivi
  per  cui si disse che era necessario il rinvio era proprio quello
  che  il  testo era stato sostanzialmente portato in Aula in  quel
  momento.
   Pertanto, invito l'onorevole Miccichè a prendere atto che  molto
  probabilmente   c'è  stato  questo  equivoco.   Gli   emendamenti
  presentati al disegno di legge che non tenevano conto  del  testo
  così   come  è  stato  formalizzato  in  Aula,  sono  già   stati
  opportunamente   corretti  dagli  Uffici.  Posso  tranquillamente
  escludere  che siano state inserite nuove norme, semmai  ci  sono
  state  norme  che non sono state riportate, così come evidenziato
  nella  relazione dell'onorevole Fleres ed in una informativa  che
  abbiamo comunicato all'inizio dei lavori.

                               Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli   Acanto,   Catania
  Giuseppe,  D'Aquino,  Fratello,  Granata,  Leontini,  Misuraca  e
  Pagano hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato.
  Primo stralcio» (1095- I stralcio/A)

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sulle questioni che sono  state
  poste, dovrei limitarmi semplicemente a richiamare l'articolo 110
  del  Regolamento  interno, che recita:   I  richiami  riguardanti
  l'ordine del giorno, il regolamento o la priorità delle votazioni
  hanno  la  precedenza sulle questioni principali. In questi  casi
  non  possono parlare, dopo la proposta, che un oratore contro  ed
  uno  a  favore,  e  per  non più di dieci  minuti  ciascuno.  Ove
  l'Assemblea  sia  chiamata a decidere sui richiami  suddetti,  la
  votazione si fa per alzata e seduta .
   Abbiamo abbondantemente superato il limite di un parlamentare  a
  favore  ed  uno  contro rispetto alle osservazioni  di  carattere
  procedurale. Non essendo un presuntuoso e non ritenendo di  avere
  la  verità  in  tasca,  ho proposto all'Aula  una  procedura  che
  percorre  un meccanismo regolamentare sicuramente nuovo  rispetto
  ad  altre  procedure  che i colleghi hanno avuto  modo  di  poter
  utilizzare.
   Ho  ritenuto  giusto che i colleghi si potessero  esprimere;  ho
  ascoltato con molta serenità le osservazioni sollevate  e  adesso
  non  è  il Presidente dell'Assemblea che decide, ma il Parlamento
  con un voto per alzata e seduta.

    CAPODICASA   Signor  Presidente, su materia  regolamentare  non
  decide il Parlamento

    PRESIDENTE  Non è materia regolamentare, onorevole Capodicasa.
   Io  non  credo  che  l'Assemblea  si  trovi  di  fronte  ad  uno
  stravolgimento  del  Regolamento, ad  una  violazione  o  ad  una
  forzatura., ma ci sono diversi precedenti. In quest'Aula, fino al
  gennaio del 1999 o all'aprile del 1999, quando fu fatta la  legge
  numero 10 sulla formazione di finanziaria e bilancio, si votavano
  prima le norme finanziarie, e per ultimo, nel bilancio si dava la
  copertura finanziaria.

    CAPODICASA  Prima del 1999 non esisteva la finanziaria...

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, non parlo di finanziaria  ma
  di norme di spesa su cui bisognava dare copertura finanziaria.
   Onorevole Capodicasa, siccome mi sto accingendo a dismettere  la
  funzione di deputato regionale e presumo che questa sia una delle
  ultime  occasioni in cui ho modo di poter esprimere il mio  punto
  di  vista, credo di poter dare questo contributo e lo dò con  una
  serenità d'animo particolare.
   Oggi  non  è in discussione la formazione di un nuovo  testo  di
  disegno  di  legge. Oggi torna in discussione, con  le  opportune
  correzioni  tecniche, perché altrimenti sarebbe come invitare  il
  Commissario dello Stato a rifare le cose che ha fatto ...

    SPAMPINATO  Voi le potete modificare, noi no. Non  ha  dato  un
  termine per presentarle.

    PRESIDENTE   Onorevole Spampinato, il  termine  è  la  chiusura
  della  discussione generale avvenuta nella scorsa  seduta.  Debbo
  dire  che le deroghe sono altre, quelle che lei ritiene siano  la
  norma sono invece le prassi che derogano dal Regolamento.
   Il  Regolamento prevede che si presentano emendamenti fino  alla
  chiusura della discussione generale, e così è stato. Bisogna  ora
  definire  la  procedura  rispetto  alla  discussione  di   merito
  dell'articolato.
   Vorrei  nuovamente  richiamare l'attenzione sul  fatto  che  noi
  stiamo  discutendo della riproposizione degli argomenti impugnati
  dal Commissario dello Stato.
   Noi  non saremmo qui se il Commissario dello Stato avesse  avuto
  ragione ed il Parlamento, così come ha fatto finora, avesse preso
  atto  che c'è un organo terzo che può impugnare quanto deliberato
  dall'Aula. Si è ritenuto, e dico che abbiamo fatto bene, di  dare
  vita alla verifica di carattere costituzionale sui poteri che  il
  Parlamento ha, senza per questo voler sfidare nessuno e se  si  è
  cercato di interpretare questo come una sfida è stato un errore.
   Il  Parlamento ha tra le sue prerogative - così come  le  ha  il
  Commissario   dello   Stato  -  di   sollevare   il   dubbio   di
  costituzionalità, e di fare valere le proprie ragioni rispetto ai
  contenuti dei disegni di legge messi in discussione. Se poi,  nel
  merito, i disegni di legge sono più o meno condivisi, questo è un
  problema che esula dal dibattito odierno.
   Invece  si ripropongono qui le argomentazioni sul merito  e  non
  sulla  filosofia che insiste sulla scelta di riproporre il merito
  in altra sede e il conflitto in questa sede.
   Colgo  l'occasione,  anche  a nome di  tutti  voi,  di  dare  il
  benvenuto  al nuovo Commissario dello Stato, che si  è  insediato
  proprio  in questi giorni. Noi vogliamo stabilire, una volta  per
  tutte,  qual è il potere che questo Parlamento ha, e non  abbiamo
  pregiudizi su  nessuno.
   Proprio   perchè  mi  accingo  a  dismettere  la   funzione   di
  parlamentare  regionale, sono convinto che la  prassi  di  dovere
  accettare le impugnative del Commissario dello Stato come  scelta
  alla quale non bisognava più porre la questione del conflitto  di
  competenza, è stata sbagliata.
   Chi  vi  parla è fra coloro i quali si è schierato  rispetto  al
  conflitto  di  competenza  anche nei confronti  della  Corte  dei
  Conti.
   Onorevoli colleghi, ritengo che in questo modo si tenga alto  il
  valore  ed  il prestigio del ruolo del Parlamento, così  come  si
  tiene  alto esitando disegni di legge che evitano di essere messi
  in   discussione  in  maniera  maldestra  da  parte  dei  singoli
  parlamentari.
   Pensare  che  il Parlamento possa oggi approvare la  finanziaria
  senza aver approvato questi disegni di legge, significa non avere
  chiaro cosa sta avvenendo in Commissione Bilancio.

    PANARELLO  Signor presidente, ma questo è merito.

    PRESIDENTE   No,  è  un chiarimento per  l'Aula,  perch��  1.500
  emendamenti ripropongono sostanzialmente questo, ed io credo  che
  la  Presidenza  abbia  il  dovere di intervenire  per  consentire
  domani a voi, onorevoli colleghi, di fare meglio e bene il vostro
  compito di parlamentari regionali.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, il compito della  Presidenza  è
  quello  di  impedire che vengano trattate in Aula norme  che  non
  state esaminate dalle Commissioni.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, probabilmente  la  Presidenza
  avrebbe  dovuto  fare  questo, ma anche i parlamentari  hanno  il
  dovere di sollevare in Aula la questione.
   Sottopongo  alla  valutazione dell'Assemblea  l'eccezione  sulla
  proposta della Presidenza.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do lettura dell'articolo 1:

                            «Articolo 1.
       Fondo per la concessione di contributi straordinari per
                             l'anno 2005

    1.  Per  l'esercizio  finanziario  2005,  presso  l'Assessorato
  regionale  del bilancio e delle finanze, dipartimento bilancio  e
  tesoro,  è  istituito  un  fondo destinato  alla  concessione  di
  contributi straordinari ad enti, fondazioni, associazioni,  onlus
  ed  enti  di culto per il perseguimento dei propri fini statutari
  nonché  per  l'organizzazione di manifestazioni o altre  attività
  che  rivestano particolare interesse collettivo. I contributi  di
  cui al comma 1 sono concessi con decreto dell'Assessore regionale
  per  il bilancio e le finanze, previo parere della II Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.
    2.   Per  le  finalità  di  cui  comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2005, la spesa di 8.690 migliaia di  euro
  (UPB 4.2.1.3.99, capitolo 213702).
   3.  E'  consentita  l'assunzione degli impegni  a  valere  sulle
  autorizzazioni  di spesa disposte dalla presente legge  oltre  la
  chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non oltre  15
  giorni dalla data di pubblicazione della medesima.
    4.  Nello  stato  di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione,  per  l'esercizio finanziario 2005, sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  B'».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  dagli  onorevoli  Raiti,
  Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 1.1, 1.2, 1.3 e 1.4.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.

               Richiesta di verifica del numero legale

    SPAMPINATO  Chiedo la verifica del numero legale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ortisi, Raiti,
                       Cracolici e Crisafulli)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            43

   L'Assemblea è in numero legale.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi  ritengo  che
  questo  sia uno di quegli articoli che l'Aula dovrebbe cassare  a
  priori,  senza l'intervento del Commissario dello Stato  o  della
  Corte Costituzionale.
   Infatti,  si  tratta di definire un fondo per la concessione  di
  contributi  che  nasce  dopo che in Commissione  Bilancio  furono
  proposti  decine  e  decine  di emendamenti  riguardanti  singoli
  contributi  che dovevano essere assegnati a singole associazioni.
  Non   c'è   una  ragione  che  può  interessare  il  profilo   di
  costituzionalità o giustificare il carattere d'urgenza, e siccome
  tutto era basato sui fondi che dovevano gravare sul bilancio  del
  2005,  penso  che  questa norma non abbia più motivo  per  essere
  riproposta.
   Non  possiamo  trasformare l'Assemblea  regionale  siciliana  in
  un'Assemblea   che  costruisce  fondi  per  dare  contributi   ad
  associazioni  varie, senza che venga determinata la finalità  con
  la  quale  queste associazioni operano, così come è accaduto  nel
  corso dei lavori delle variazioni di bilancio da spinte di natura
  che bisogna definire esclusivamente clientelari. Pertanto, signor
  Presidente,  chiedo  anche ai colleghi della maggioranza  di  non
  votare  per  il  mantenimento  del  comma  1  dell'articolo  1  e
  conseguentemente di far decadere l'intero articolo 1.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione il mantenimento  del  comma  1
  dell'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

                     Per richiamo al Regolamento

   CAPODICASA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Vorrei segnalare che risulta  dalla  verifica  del
  numero  legale  che  abbia votato l'onorevole  Turano,  il  quale
  invece non mi pare sia presente in Aula.

    PRESIDENTE   In attesa di una verifica da parte  degli  Uffici,
  sospendo la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 21.40 è ripresa alle ore 21.45)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che vada stigmatizzato  il
  comportamento  di  chiunque abbia votato per un collega  assente.
  Pertanto,  se il fatto dovesse ripetersi, verranno immediatamente
  sospesi  i  lavori e rinviati ad altra data, dopo una  necessaria
  verifica  in  sede  di  Conferenza  dei  Presidenti  del   Gruppi
  parlamentari.
   Si  passa  all'emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo
  1.

               Richiesta di verifica del numero legale

   CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Oddo, Zago,
                         Manzullo e Villari)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti      38

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.50, è ripresa alle ore 22.50)

  La seduta è ripresa

               Richiesta di verifica del numero legale

   CRACOLICI. Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Barbagallo,
                     Capodicasa, Ortisi e Sbona)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            31

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è pertanto a martedì  10  gennaio
  2006, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


   I   -    COMUNICAZIONI
  II   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
             regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
             impugnate dal Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095
             - I Stralcio/A). (Seguito)

  2)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n.
  1095 - II Stralcio/A). (Seguito)
  3)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095
  - III Stralcio/A). (Seguito)
  4)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095
  - IV Stralcio/A). (Seguito)
  5)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095
  - V Stralcio/A). (Seguito)
  6)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095
  - VI Stralcio/A). (Seguito)
  7)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n.
  1095 - VII Stralcio/A). (Seguito)
  8)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095
  - VIII Stralcio/A). (Seguito)
  9)  -    "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 -
  IX Stralcio/A). (Seguito)

        10)  -   Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
             regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
             impugnate dal Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n.
             1095 - X Stralcio/A). (Seguito)

  11)  -   "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n.
  1095 - XI Stralcio/A). (Seguito)
  12)  -   "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n.
  1095 - XII Stralcio/A). (Seguito)
  13)  -   "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n.
  1095 - XIII Stralcio/A) (Seguito).
  14)  -   "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
  2006." (nn. 1066-1094-1096) (Seguito)
  15)  -   "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
  l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
  2006/2008."  (nn. 1067-1094-1096). (Seguito)

       III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 467 -     Provvedimenti  urgenti per  la  tutela  dei
                 lavoratori  della Cogema di Priolo (SR) ,  degli
                 onorevoli Sbona, Acanto, Basile, Scalici, Ortisi
                 e De Benedictis.

       IV   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -     Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale
             per il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
             Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
             2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito)

         2)  -     Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
             dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A)

  3)  -     Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione
  e conservazione delle opere della  Fiumara d'arte  (n. 1003/A)
  4)  -     Norme per la promozione della Fondazione  The Brass
  Group'  (n. 998/A)
  5)  -     Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa  (n. 151-Norme
  stralciate II/A)

       V   -    VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         -    Disciplina  della  raccolta, commercializzazione  e
             valorizzazione dei funghi epigei spontanei  (nn. 908-812- 6/A)

       VI   -   ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
         DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
         L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
  VII   -  ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 23.02

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 24.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli